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Resoconto d'Aula della Seduta n. 83 di mercoledì 08 agosto 2007
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   Presidenza del presidente Miccichè


   RINALDI,  segretario,  dà  lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo osservazioni,  si  intende
  approvato.

                              Missione

    PRESIDENTE   Comunico che l'onorevole Nicotra è   in  missione,
  per ragioni del suo  ufficio, dall'8 all'11 agosto 2007.
   L'Assemblea ne prende atto.

                               Congedo

    PRESIDENTE  Comunico che l'onorevole Falzone è in  congedo  per
  l'odierna seduta.
   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di presentazione di disegno di legge

    PRESIDENTE   Comunico  che  è  stato  presentato  il   seguente
  disegno di legge:

   «Norme   in   materia   di   riduzione  degli   emolumenti   dei
  parlamentari  regionali.  Modifica  della  legge  regionale    30
  dicembre   1965,   n.   44,  recante    Provvedimenti    relativi
  all'Assemblea  regionale siciliana  »  (n. 653);
   presentato dagli onorevoli Vicari, Pagano, Leontini  in  data  7
  agosto 2007.

   Annunzio di presentazione di disegni di legge e di contestuale
            invio alle competenti Commissioni legislative

    PRESIDENTE  Comunico che sono stati presentati ed inviati  alle
  competenti Commissioni legislative i seguenti disegni di legge:

                         BILANCIO (II)

   -   Abrogazione dell'articolo 5 della legge regionale  3  maggio
  2001,  n.  6,  come   sostituito  dall'articolo   6  della  legge
  regionale  26  marzo  2002,  n. 2,  recante  norme  sul   tributo
  ambientale  (n. 652);
       presentato  dal Presidente della Regione (CUFFARO)  in
       data 6 agosto 2007;
       inviato in data 7 agosto 2007.

                 SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   -   Regolamentazione del servizio dei presidi   farmaceutici  di
  emergenza   (n. 650);
       presentato  dall'onorevole Rinaldi in  data  6  agosto
       2007;
       inviato in data 7 agosto 2007.

            Comunicazione di invio disegno di legge alla
                 competente Commissione legislativa

    PRESIDENTE  Comunico che il seguente disegno di legge  è  stato
  inviato alla competente Commissione  Ambiente e Territorio  (IV):

   -    Interventi   per  favorire  lo  sviluppo   della   mobilità
  ciclistica  come  mezzo  di  trasporto  alternativo  all'uso  dei
  veicoli a motore ai fini della salvaguardia dell'ambiente e dello
  sviluppo turistico dei territori attraversati  (n. 649);
   di iniziativa parlamentare;
   inviato in data 7 agosto 2007.

            Comunicazione di assenze alle riunioni delle
                       Commissioni legislative

    PRESIDENTE  Comunico che  nella seduta n. 42 del 2 agosto  2007
  della I Commissione  Affari istituzionali  sono risultati assenti
  gli    onorevoli   Gucciardi,   Mancuso,   Barbagallo,    Basile,
  Borsellino, D'Aquino, Fagone, Galvagno, Gennuso e Speziale.

        Comunicazione di deliberazione della Giunta regionale

    PRESIDENTE   Comunico che è pervenuta la delibera della  Giunta
  regionale n. 296 del 19 luglio 2007.
   Copia  della  medesima è disponibile all'archivio  del  Servizio
  Commissioni.

    Comunicazione di trasmissione del Documento di programmazione
            economico-finanziario per gli anni 2008-2011

    PRESIDENTE   Comunico  che  il  Presidente  della  Regione   ha
  inviato,  in  data 6 agosto 2007, il Documento di  programmazione
  economico-finanziaria per gli anni 2008-2011.

     Comunicazione relativa all'Ente siciliano per la promozione
                             industriale

    PRESIDENTE   Comunico  che, ai sensi dell'articolo  3,  secondo
  comma, della legge regionale 21 aprile 1976, n. 20, il Presidente
  della  Regione  ha proceduto alla costituzione del  Collegio  dei
  revisori   dell'Ente  siciliano  per  la  promozione  industriale
  (E.S.P.I.)' in data 16 luglio 2007 (parere n. 56/I).

                     Annunzio di interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

        N. 1270 -  Società Ennaeuno S.p.A. .
        - Presidente Regione
        - Assessore Famiglia
        - Firmatario: Caputo Salvino

          N.  1271  -   Assegnazione insegnanti  di  sostegno  in
        Provincia di Messina .
        - Assessore Beni Culturali
        - Firmatario: Ardizzone Giovanni

   Le   interrogazioni  testè  annunziate  saranno   trasmesse   al
  Governo.

              Comunicazione di ritiro di interrogazione

    PRESIDENTE   Comunico  che  l'onorevole  Caputo   ha   ritirato
  l'interrogazione  n.1201  Notizie a proposito dell'immobile  sito
  in via Duca degli Abruzzi n. 2 a Palermo .
   L'Assemblea ne prende atto.

   Ai  sensi  dell'articolo 127,  comma 9 del Regolamento  interno,
  do  il  preavviso  di  trenta  minuti  al  fine  delle  eventuali
  votazioni  mediante procedimento elettronico che  dovessero  aver
  luogo nel corso della seduta.
   Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio nominale  o  di
  scrutinio   segreto   (art.   127)   sono   effettuate   mediante
  procedimento elettronico.


   Presidenza del presidente Miccichè


         Determinazione della data di discussione di mozioni

    PRESIDENTE   Si  passa  al  punto II  dell'ordine  del  giorno:
  Lettura,  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83,  lettera
  d), e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:

   N.  227   Iniziative per scongiurare la chiusura della  sede  di
  Acireale     della     Scuola    superiore     della     Pubblica
  Amministrazione ,   degli   onorevoli   Barbagallo,     Galvagno,
  Gucciardi, Zangara.

   N.   228    Rintracciabilità   delle   produzioni   agricole   e
  agroalimentari, sistemi di controllo  sulle  merci agroalimentari
  importate   nella  Regione  e  istituzione dell'Agenzia regionale
  siciliana  per la sicurezza alimentare (ARSSA) , degli  onorevoli
  Fagone, Cristaldi, Currenti, Caputo, Pogliese, Speziale.

   N.  229   Rispetto  delle procedure in tema di  riperimetrazione
  degli  ATO ,  degli onorevoli Di Benedetto,  Zappulla,  Apprendi,
  Panepinto,  De  Benedictis, Panarello, Villari, Zago,  Cracolici,
  Calanna, Speziale.

   Ne do lettura:

                  «l'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la  Scuola Superiore della Pubblica amministrazione di  Acireale
  è  stata istituita a seguito di convenzione fra la Presidenza del
  Consiglio  dei  Ministri e la Regione Siciliana  con  compiti  di
  reclutamento,  formazione ed aggiornamento professionale  per  il
  personale  delle  amministrazioni dello Stato,  della  Regione  e
  degli enti locali;

   la  Regione  fornisce gratuitamente alla Scuola í  locali  e  le
  attrezzature della sede e sostiene l'onere delle spese generali e
  della  manutenzione;  le  spese per il personale  docente  e  non
  docente sono a carico della Presidenza del Consiglio;

   considerato che:

   il  comma 2 dell'articolo 42 del D.L. 2672/06 aveva disposto  la
  soppressione  della  sede  di  Acireale,  ma  con  la  legge   di
  conversione tale comma è stato abrogato;

   la  legge  finanziaria  dello Stato per il  2007  (1.  296/2006)
  prevede  un completo riassetto delle attività formative pubbliche
  con  la creazione dell'Agenzia per la formazione dei dirigenti  e
  dipendenti delle amministrazioni pubbliche;

   in  tale contesto, la Scuola superiore è assorbita dall'Agenzia,
  previa soppressione a decorrere dal 15 giugno 2007;

   per  dare  attuazione  a  tale disegno riformatore,  il  Governo
  avrebbe dovuto adottare appositi regolamenti entro novanta giorni
  dalla data di entrata in vigore della legge;

   il   termine  è  decorso  infruttuoso  e  ciò  pone  non   poche
  problematiche circa il futuro l'assetto della Scuola di Acireale;

   ritenuto che:

   la  legge  n.  296/06  riconosce al personale  della  Scuola  il
  diritto   di  opzione  tra  il  ruolo  attuale  (Presidenza   del
  Consiglio) e quello della futura Agenzia;

   è  di tutta evidenza che tale diritto non è esercitatile fino  a
  quando non sarà emanato il regolamento attuativo che definisca le
  sedi definitive;

   la  mancata  proroga dell'incarico dirigenziale al  responsabile
  della  sede  di  Acireale, scaduto 1'11 giugno u.s.,  avvalora  i
  timori  circa  la  persistente  volontà  di  chiudere  tale  sede
  definitivamente;

   considerato che:

   il  regime convenzionale esistente ha consentito allo Stato  una
  gestione  con costi molto ridotti di una struttura funzionale  ed
  efficiente e, pertanto, appare illogico il dichiarato intento  di
  realizzare  economie  di  spesa attraverso  l'assorbimento  della
  sede;

   l'accentramento  degli istituti, peraltro, farebbe  crescere  in
  maniera  esponenziale  i  costi per le  trasferte  del  personale
  coinvolto nei percorsi formativi;

   premesso, ancora, che:

   la  sede  di  Acireale ha vissuto la massima espansione  proprio
  nel momento in cui si ventila la sua chiusura;

   numerosi programmi formativi, infatti, sono stati affidati  alla
  Scuola superiore di Acireale, tra i quali spicca quello conferito
  dal  Dipartimento della Funzione pubblica per la  formazione  del
  personale  dirigente e direttivo delle amministrazioni  pubbliche
  operanti nelle regioni dell'Obiettivo 1, finanziato con  i  fondi
  europei di cui alla delibera CIPE n. 36 del 3 maggio 2002  e  che
  ha raccolto l'adesione di circa 600 dipendenti pubblici;

   ritenuto, inoltre, che:

   la  dichiarata 'razionalizzazione' appare solo un  pretesto  per
  pervenire  alla  chiusura della sede di Acireale, che  avverrebbe
  non  più  in  virtù  di  una  impopolare  norma  di  soppressione
  esplicita ma nell'ambito degli ampi poteri di auto-organizzazione
  concessi alla nuova Agenzia,

                 impegna il Presidente della Regione

   a   porre  in  essere  presso  il  Governo  nazionale  tutte  le
  iniziative   ritenute   idonee   affinché,   nell'ambito    della
  riorganizzazione in corso, sia scongiurata la chiusura della sede
  di    Acireale    della   Scuola   superiore    della    Pubblica
  amministrazione; ad intervenire nelle sedi opportune al  fine  di
  attivare  la concertazione con le organizzazioni sindacali  circa
  la mobilità del personale interessato». (227)

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   il  tema della sicurezza alimentare ha assunto negli ultimi anni
  particolare rilievo a causa del verificarsi di fenomeni che hanno
  ingenerato nei consumatori preoccupazione e diffidenza  circa  la
  sicurezza dei prodotti agroalimentari;

   il  panico  creatosi  intorno alla BSE (la cosiddetta  'sindrome
  della  mucca  pazza')  e ai cibi contaminati  dalla  diossina  ha
  spinto l'Unione europea ad innalzare il livello di guardia  e  ad
  adottare  specifiche  misure legislative in  grado  di  garantire
  elevati  standard di sicurezza dei prodotti alimentari  consumati
  negli  Stati membri. In questa prospettiva la Commissione europea
  ha emanato nel 2000 il 'Libro bianco sulla sicurezza alimentare',
  quale   documento  programmatico  strategico  che  delinea  oltre
  ottanta  azioni per migliorare la sicurezza dei prodotti  secondo
  un  approccio  integrato che riguarda l'intera catena  alimentare
  nelle  sue  diverse fasi, tutti i soggetti che vi  partecipano  e
  tutti i settori che vi sono coinvolti;

   considerato che:

   i   principi   contenuti  nel  'Libro  bianco  sulla   sicurezza
  alimentare' sono stati confermati e ulteriormente sviluppati  dal
  Regolamento  CE  n.  178/2002  del  Parlamento  europeo   e   del
  Consiglio,  che stabilisce i principi e i requisiti generali  cui
  deve  informarsi la legislazione alimentare degli  Stati  membri,
  istituisce l'Autorità europea per la sicurezza alimentare  (EFSA)
  e  prevede  la creazione di un sistema di allarme rapido  per  la
  notificazione a livello comunitario dell'insorgere di rischi  per
  la salute umana dovuti ad emergenze alimentari;

   il  Regolamento CE n. 178/2002 ha introdotto anche la  procedura
  di  rintracciabilità,  che  consente di  rendere  trasparente  il
  percorso  seguito  da  ogni  alimento,  individuando  i  soggetti
  coinvolti   nel   passaggio  dello  stesso  dal   produttore   al
  consumatore,  garantendo che siano agevolmente  riconoscibili  le
  specifiche responsabilità;

   in  attuazione del suddetto regolamento comunitario in Italia  è
  stato istituito il Comitato nazionale per la sicurezza alimentare
  (CNSA)  quale  interfaccia nazionale dell'Agenzia  EFSA,  che  si
  propone   di  essere  il  punto  di  riferimento  per  tutte   le
  istituzioni  che  nel  nostro  Paese  operano  nell'ambito  della
  sicurezza  alimentare  e devono collaborare  nella  gestione  del
  rischio;

   valutato che:

   in  Sicilia,  dopo i ripetuti sequestri di merce di  provenienza
  extracomunitaria priva dei requisiti di sicurezza e  qualità,  si
  rende  necessaria un'opera di adeguamento delle strutture e delle
  norme  regionali ai principi sanciti a livello europeo, anche  in
  considerazione della grande importanza che il tema riveste in  un
  territorio  come quello siciliano caratterizzato  da  un'economia
  che  ruota  intorno  al  settore agro-alimentare  con  produzioni
  tipiche  di  altissima  qualità,  come  gli  agrumi,  e  punta  a
  conquistare i mercati nazionali europei e mondiali;

   per   il  perseguimento  di  tale  finalità  diventa  strategica
  l'istituzione di un'Agenzia regionale siciliana per il  controllo
  delle merci in entrata e la sicurezza alimentare, che da un  lato
  agisca  da  interfaccia  con le strutture  comunitaria  (EFIA)  e
  nazionale (CNSA), e dall'altro lato sia in grado di garantire  la
  rintracciabilità  degli  alimenti, certificando  le  tappe  della
  catena che porta ogni alimento, dal produttore al consumatore;

   accertato che:

   la  rintracciabilità è uno strumento importantissimo di garanzia
  per  il produttore e di sicurezza e fiducia per il consumatore  e
  rappresenta  un  presupposto di base per assicurare  la  gestione
  delle  emergenze  alimentari. Alcuni alimenti,  infatti,  possono
  presentare  rischi  specifici per la salute  umana,  che  possono
  essere  evitati  solo  attraverso  l'applicazione  di  specifiche
  norme.  Norme  permissive  sull'importazione  di  prodotti  agro-
  alimentari  causano  la  diffusione di intossicazioni  con  gravi
  rischi di natura microbiologica e chimica;

   le  misure  adottate  in  materia di sicurezza  alimentare,  per
  essere  efficaci devono basarsi sull'analisi del  rischio  e  sui
  principi  di  precauzione e trasparenza: principi  dettati  dalla
  normativa  comunitaria  e  sui quali  si  fonda  la  proposta  di
  istituzione dell'Agenzia siciliana per la sicurezza alimentare;

   l'Agenzia  definisce i requisiti di sicurezza degli alimenti  di
  qualsiasi   provenienza   e   le   situazioni   di   rischio   in
  collaborazione  con  le  altre istituzioni  pubbliche  che  hanno
  competenza e responsabilità nel settore e partecipa al sistema di
  allarme  rapido  istituito tra gli Stati membri e la  Commissione
  europea  per  la  notificazione in tempo  reale  degli  eventuali
  rischi   per  la  salute  connessi  al  consumo  di  prodotti   e
  all'immissione di essi sui nostri mercati;

   ritenuto che:

   oltre  ad  affidare  all'Agenzia  il  compito  di  garantire  la
  rintracciabilità  degli alimenti, appare opportuno  e  strategico
  che  essa  diventi strumento capace di supportare  l'adozione  di
  sistemi  che siano in grado da un lato di verificare il  rispetto
  degli standard comunitari nelle merci agro alimentari che vengono
  importati  nella  regione mediante il supporto  dell'Istituto  di
  Igiene  e  Profilassi,  dall'altro, in  grado  di  assicurare  la
  qualità  delle produzioni agricole e agroalimentari,  promuovendo
  l'utilizzo  di  metodi di produzione rispettosi  della  salute  e
  dell'ambiente,  anche attraverso l'incentivazione  di  filiere  a
  certificazione controllata;

   a tal fine:

   la  Regione finanzia progetti di filiera diretti all'adozione di
  sistemi   di   qualità,   anche  finalizzati  all'identificazione
  territoriale   delle  produzioni,  e  l'avvio   di   sistemi   di
  valutazione igienico sanitarie e qualitative delle produzioni con
  standard superiori a quelli richiesti dalla normativa vigente  in
  materia;

   l'Agenzia  assicura,  in  particolare, la  certificazione  e  il
  controllo delle produzioni agroalimentari isolane, promuovendo le
  condizioni per l'aumento del numero dei prodotti siciliani che si
  avvalgono  di  certificazioni  volontarie,  anche  rilasciate   a
  livello europeo (DOP, IGP, STG;

   questi  marchi  garantiscono  la  qualità  delle  materie  prime
  utilizzate   e   il  ricorso  a  processi  produttivi   rigorosi,
  rispettosi  dell'ambiente e della salute umana, certificando  nel
  contempo il legame dei prodotti con la nostra terra;

   la  specificità  delle  produzioni locali costituisce,  infatti,
  un'inestimabile  ricchezza culturale perché racchiude  la  storia
  delle  nostre  tradizioni,  ma rappresenta  anche  una  ricchezza
  economica della quale i siciliani sono sempre più consapevoli;

   in  questa  prospettiva, l'Agenzia si occupa anche  di  svolgere
  attività  di comunicazione e informazione al fine di  rendere  il
  cittadino responsabile delle sue scelte alimentari, insieme  agli
  altri  protagonisti  della filiera, e al  fine  di  agevolare  la
  diffusione  e  il  consumo  dei  prodotti  siciliani  a   livello
  nazionale e mondiale;

   un  patrimonio  agricolo e culturale che  la  Regione  Siciliana
  deve   continuare  a  proteggere  e  tutelare,   nella   profonda
  convinzione  che,  prodotti e alimenti  più  genuini  e  gustosi,
  garantiti  da  processi di produzione rigorosi  e  certificati  e
  ottenuti  con  metodi rispettosi dell'ambiente, non potranno  che
  portare giovamento alla salute dei siciliani e all'immagine della
  Sicilia:  una  Regione 'speciale' non solo per  le  sue  maggiori
  condizioni di autonomia,

                  impegna il Governo della Regione

   nelle  more  dell'approvazione di un disegno di  legge  organico
  nella materia trattata, a farsi carico della questione e riferire
  nel  più breve tempo possibile all'Assemblea sulle determinazioni
  che intende assumere». (228)

                  «l'Assemblea regionale siciliana

   ricordato  che nella legge regionale n. 2 dell'8 febbraio  2007,
  all'articolo 45, venivano indicate le procedure e i tempi per  la
  individuazione  dei  nuovi ambiti territoriali  ottimali  per  la
  gestione dei rifiuti urbani;

   osservato  che in tale articolo si specificava (comma 1  secondo
  capoverso)  che  'i  nuovi  ambiti  territoriali  ottimali   sono
  individuati,  entro 90 giorni, dall'Agenzia per i  rifiuti  e  le
  acque (...) in numero (...) pari a 14';

   constatato  che  dalla  data  di  pubblicazione  ad  oggi   sono
  trascorsi ben più di 90 giorni senza che si sia avuto notizia del
  decreto  del  Presidente  della Regione per  la  riperimetrazione
  degli ATO;

   visto   che  l'iter  di  tale  decreto  prevede  una  precedente
  delibera   della   Giunta   regionale,  sentita   la   competente
  commissione legislativa dell'ARS e visto che a tutt'oggi  nessuna
  nuova  ipotesi di riperimetrazione degli ATO rifiuti è  pervenuta
  alla suddetta commissione;

   considerato  che  il  Parlamento  regionale  con  l'approvazione
  dell'art. 45 della l.r. n. 2 dell'8 febbraio 2007 ha inteso porre
  rimedio  allo  stato  di  inefficienza  e  di  sprechi   che   ha
  caratterizzato  l'assetto e la gestione degli ATO  rifiuti  nella
  nostra regione;

   rilevato  che  la  permanente  inerzia  da  parte  del   Governo
  continua  a  consentire il perpetrarsi di  una  situazione  ormai
  insostenibile e che produce danni nei confronti dei  cittadini  e
  degli enti locali, con canoni esosi e città sporche,

                  impegna il Governo della Regione

   a  verificare  se  l'Agenzia per i rifiuti e  per  le  acque  ha
  individuato i nuovi ambiti nei termini previsti dalla legge;

   a  predisporre  il  decreto conseguente  e,  precedentemente  la
  delibera  di  Giunta,  a trasmettere alla competente  commissione
  dell'ARS le ipotesi formulate;

   a  verificare quali procedure, ad oggi, l'Agenzia delle acque  e
  dei  rifiuti ha messo in opera per ottemperare a quanto  previsto
  dal comma 3 art. 45 della l.r. 2/07 per la raccolta differenziata
  così  da  raggiungere  gli obiettivi indicati,  e  cioè  che  'la
  percentuale di raccolta differenziata non potrà essere  inferiore
  al 20 per cento per l'anno 2007, al 30 per cento per l'anno 2008,
  al  50  per  cento per l'anno 2009 e al 60 per cento  per  l'anno
  2010, nel rispetto dell'intesa di cui all'articolo 205, comma  6,
  del D.lgs. n. 152 del 2006';

   a  verificare quale sia la percentuale di raccolta differenziata
  in   atto  in  Sicilia  in  ciascuna  società  d'ambito  e  darne
  conoscenza alla competente commissione dell'ARS». (229)

   Dispongo   che  le  mozioni  predette  vengano  demandate   alla
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perchè  se  ne
  determini la data di discussione.


   Presidenza del presidente Miccichè


                       Sull'ordine dei lavori

    CRISTALDI  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRISTALDI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, nella  seduta
  di   ieri  mi  sono  permesso  di  chiedere  l'intervento   della
  Presidenza  dell'Assemblea regionale presso il  Presidente  della
  Commissione   Bilancio  al fine di potere ottenere  la  copertura
  finanziaria  per il  disegno di legge che prevede la  concessione
  di  sussidi a favore dei familiari delle vittime del mare, nonché
  a   favore   dei   familiari  delle  vittime  del  mare   qualora
  risultassero  extra  comunitari. Lei mi ha  assicurato  circa  la
  possibilità  che il Presidente della Commissione  Bilancio,  così
  come  per  altri disegni di legge, procedesse, perché questa  era
  stata la decisione della Presidenza dell'Assemblea.
     Tuttavia,  pare  che  queste  assicurazioni  non  siano  state
  sufficienti. Noi ci apprestiamo a chiudere la sessione  estiva  e
  c'è  una situazione drammatica nelle famiglie dei familiari delle
  vittime.  Abbiamo  dato copertura finanziaria  per  centinaia  di
  milioni  di  euro e penso che non dare risposta a questi  quattro
  poveri  disgraziati che stanno morendo di fame  sarebbe  un  atto
  vergognoso per tutta la Sicilia.
   Signor  Presidente,  capisco che la richiesta  la  faccio  io  e
  quindi  deve  essere  bocciata, ma  mi  intestardisco  su  questa
  questione e le chiedo, umilmente,  di creare le condizioni perché
  si dia copertura finanziaria a questo provvedimento.
   Il  provvedimento  prevedeva una copertura  finanziaria  di  300
  mila  euro,  ma,  purtroppo, nel frattempo ci  sono  stati  altri
  morti, non ultima la vicenda del peschereccio  Carol Wojtila'  di
  Trapani, ed occorre quindi incrementare ulteriormente  questa pur
  piccola cifra.
   Credo  bastino 500 mila euro. Si potrà dire che non ci sono,  ma
  per  altre  cose li abbiamo trovati, quindi penso  che  anche  se
  lasciamo  qualche  buchetto  di 500 mila euro da  qualche  parte,
  alla  fine  faremo un atto di giustizia in favore delle  famiglie
  che si trovano realmente in una drammatica situazione.

    PRESIDENTE  Onorevole Cristaldi, ieri in Aula la Presidenza  ha
  autorizzato la Commissione  Bilancio  a riunirsi, compatibilmente
  con i lavori d'Aula, per tentare di dare la copertura.

    CIMINO   presidente  della Commissione   Bilancio .  Chiedo  di
  parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CIMINO    presidente  della  Commissione    Bilancio .   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, ringrazio l'onorevole  Cristaldi
  per  avere  sollecitato  ed evidenziato questa  problematica.  La
  Commissione Bilancio ha già da tempo dato piena disponibilità  ad
  affrontare    il   problema,    ma    possiamo   riunirci    solo
   compatibilmente  con  i lavori d'Aula   come  ha  detto  ora  il
  Presidente.     Se   la   Presidenza   dell'Assemblea    ci    dà
  l'autorizzazione a riunire la Commissione bilancio anche  durante
  i  lavori  d'Aula,  la Commissione può lavorare  già  da  subito,
  diversamente dobbiamo attendere che  l'Aula venga sospesa.

    PRESIDENTE   Onorevole Cimino, le rispondo  subito:  eliminiamo
  la  dizione  compatibilmente' perché la Commissione è autorizzata
  a riunirsi.

    DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi che
  è  l'8  agosto e avremmo dovuto proseguire nella nostra  enfatica
  opera di approvazione di leggi per la Sicilia, ci ritroviamo  con
  un'Aula  in  cui  mancano  una  cinquantina  di  deputati   della
  maggioranza.
   Io  credo  che  non ci siano, obiettivamente, le condizioni  per
  forzare una situazione che non può essere forzata.

    PRESIDENTE  Abbia fede.

    DE  BENEDICTIS.  Io  ho  fede ma  lei  stia  alle  cose,  abbia
  considerazione delle cose così come sono.  E mi sembra, e  questa
  è  la  proposta che faccio, che la situazione  non può consentire
  ad un'Aula di andare avanti, quindi sicuramente dobbiamo prendere
  atto che le intenzioni del Governo, almeno quelle che ho ritenuto
  di  poter  capire,  siano quelle  di procedere all'esame  di  due
  importanti  disegni  di legge, quello sulle attività  teatrali  e
  quello   che  ha  per  oggetto  il  cinema.  Essi   meriterebbero
  certamente  più  attenzione  e  quanto  meno  anche  dei   numeri
  regolamentari  per potere andare avanti, sia ben chiaro  che  noi
  non  garantiremo  al  Parlamento  di  poter  funzionare  con  una
  maggioranza completamente assente.
   Quindi, non ci sono le condizioni per quanto ci riguarda  e  non
  vi  consentiremo  di andare avanti in queste condizioni.  Se  poi
  vogliamo sospendere l'Aula e concordare quelle poche cose  utili,
  indispensabili,  urgenti che può valere la pena fare,  certamente
  altre come quelle che ho appena detto sono importanti.
     Apprezzo  lo sforzo fatto dal Governo che, tra l'altro,  nella
  persona  dell'onorevole   Leanza  è  qui  stamattina  anche   con
  sacrificio  personale perché mi risulta che le sue condizioni  di
  salute  non  sono brillanti, tuttavia i disegni di legge  che  ho
  appena citato possono attendere una pausa estiva se è necessario,
  se  questo  l'Aula  richiede, se l'Aula è deserta  non  può  fare
  altrimenti.
   Sospendiamo  i  lavori  per decenza perché  noi,  comunque,  non
  andremo avanti per assecondare i desideri di una maggioranza  che
  non è nemmeno presente.

    LACCOTO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    LACCOTO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo  chiesto
  qualche  seduta fa una raccomandazione al Presidente  per  potere
  discutere  una  mozione  riguardante il problema  degli  ATO.  In
  questi giorni la mozione non si è discussa

    PRESIDENTE   Lei ha chiesto la parola sull'ordine  dei  lavori,
  non  apriamo  altre  discussioni diversamente  sarò  costretto  a
  toglierle la parola.

    LACCOTO  Signor Presidente, intervengo sull'ordine dei  lavori,
  mi  faccia  parlare  perché  è un argomento  molto  importante  e
  scottante.
   Questa   mozione  non  è  stata  messa  all'ordine  del  giorno;
  dall'altra  parte  l'agenzia  dei rifiuti  in  questi  giorni  ha
  mandato le diffide a tutti i comuni per poter risanare quelli che
  sono  i  debiti  fatti  dagli ATO. In queste  condizioni,  mentre
  l'agenzia rifiuti non ha individuato i nuovi ambiti dei consorzi,
  mentre  alla  legge dell' 8 febbraio, pubblicata  sulla  Gazzetta
  Ufficiale  non  è stata data attuazione: vi è un problema  enorme
  per tutte le comunità e per tutti i cittadini e  questa Assemblea
  non se ne è occupata.
     E,  pertanto,  signor Presidente, le rivolgo  l'invito  perché
  venga immediatamente chiesto al Governo di dare attuazione ad una
  legge che già da 90 giorni doveva essere applicata.
     La  situazione  è diventata drammatica anche perché  l'agenzia
  dei  rifiuti,  venendo  meno  l'emergenza,  non  ha   facoltà  di
  chiedere commissariamenti o di fare diffide.
   Io  credo  che su questo argomento l'Aula debba essere impegnata
  e nel più breve tempo possibile.
    CIMINO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CIMINO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  riprendendo
  l'intervento dell'onorevole Laccoto

    PRESIDENTE  Onorevole Cimino, non è sull'ordine dei lavori.

    CIMINO   Signor  Presidente  è sull'ordine  dei  lavori  perché
  vengono  segnalate presso la Commissione bilancio,  da  parte  di
  diversi   consigli  comunali  e  provinciali,  le   problematiche
  concernenti  la  riforma della razionalizzazione  delle  Autorità
  d'ambito.  Mi  viene  rappresentata, così come  il  Documento  di
  programmazione economica prevedeva, questa razionalizzazione.

    PRESIDENTE   Onorevole Cimino, stiamo parlando sull'ordine  dei
  lavori,   non  stiamo  introducendo  argomentazioni   di   natura
  politica. Formuli la sua richiesta.

    CIMINO   Signor  Presidente,  vorrei  sollecitare  il  Governo,
  oltre  la  trattazione  della  mozione,  ad  emanare  il  decreto
  attuativo  del  Presidente della Regione che pone fine  a  questa
  manchevolezza.

    LEANZA   NICOLA ,  vicepresidente  della  Regione.  Chiedo   di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LEANZA   NICOLA ,   vicepresidente   della   Regione.    Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, sono assolutamente convinto della
  necessità  di convocare la Conferenza dei Presidenti  dei  gruppi
  parlamentari  con  la presenza del Presidente dell'Assemblea  per
  verificare le condizioni per andare avanti con i lavori d'Aula e,
  quindi, fare un piano di lavoro, in modo da consentire a tutti  i
  colleghi  di svolgere appieno la propria attività.
   Per  quanto riguarda l'intervento dell'onorevole De Benedicitis,
  considerato  che vi sono due disegni di legge di settore  esitati
  all'unanimità,  sia  nella  competente  Commissione   che   nella
  Commissione Bilancio, chiedo l'accantonamento, se possibile,  del
  disegno  di legge in favore delle attività teatrali per rinviarlo
  a  settembre e la trattazione del disegno di legge in favore  del
  cinema e dell'audiovisivo, tanto più che sono stati presentati al
  medesimo pochi emendamenti.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  alla  luce  della  richiesta
  dell'onorevole  De  Benedictis di  sospensione  dell'Aula  e  del
  Governo  di  svolgere  una Conferenza dei Presidenti  dei  gruppi
  parlamentari per stabilire i lavori d'Aula fino alla  fine  della
  sessione,  e tenuto presente della richiesta d'urgenza  da  parte
  dell'onorevole  Cristaldi di convocare la  Commissione  Bilancio,
  convoco la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari  per
  le  ore  11.45 presso la  Sala lettura deputati ed autorizzo,  al
  contempo, la Commissione Bilancio a riunirsi, con la presenza del
  Governo,  per dare la  copertura finanziaria al disegno di  legge
  sollecitato dall'onorevole Cristaldi.
   La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 12.30.

    (La seduta, sospesa alle ore 11.40, è ripresa alle ore 12.32)

   La seduta è ripresa


   Presidenza del presidente Miccichè


                               Congedo

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  comunico  che   l'onorevole
  Ammatuna è in congedo per l'odierna seduta.
      L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Miccichè


                  Discussione dei disegni di legge

    PRESIDENTE   Si  passa  al III punto  dell'ordine  del  giorno:
  Discussione dei disegni di legge.

       Richiesta di rinvio in Commissione del disegno di legge
    «Interventi in favore delle attività teatrali» (612-29-364/A)

    LEANZA   NICOLA,  vicepresidente  della  Regione.   Chiedo   di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LEANZA    NICOLA,   vicepresidente   della   Regione.    Signor
  Presidente,  dopo  la  Conferenza  dei  capigruppo  e  anche  per
  richiesta  da parte di alcuni Gruppi parlamentari, le  chiedo  di
  rinviare  in  Commissione, per un ulteriore  approfondimento,  il
  disegno  di legge «Interventi in favore delle attività  teatrali»
  (nn. 612-29-364/A).

    PRESIDENTE  Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.


   Presidenza del presidente Miccichè


    Seguito della discussione del disegno di legge «Interventi in
          favore del cinema e dell'audiovisivo» (n. 613/A)

    PRESIDENTE   Si  passa  al seguito dell'esame  del  disegno  di
  legge   n.   613/A    «Interventi  in   favore   del   cinema   e
  dell'audiovisivo», posto al n. 2) del III punto  dell'ordine  del
  giorno.
   Invito  i  componenti la V Commissione, «Cultura,  formazione  e
  lavoro», a prendere posto nel relativo banco.
   Onorevoli  colleghi,  ricordo che  nella  seduta  n.  78  dell'1
  agosto  2007  era  stato approvato il passaggio  all'esame  degli
  articoli.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
                              «Art. 1.
                        Finalità e obiettivi

   1.  La  Regione riconosce il cinema e l'audiovisivo quale  mezzo
  fondamentale  di espressione artistica, di formazione  culturale,
  di  comunicazione  e rilevante strumento di crescita  sociale  ed
  economica e ne promuove lo sviluppo e le attività connesse.

   2.  Nell'ambito delle competenze ad essa attribuite  la  Regione
  persegue i seguenti obiettivi:

   a)    incentivare   la   produzione   in   Sicilia   di    opere
  cinematografiche   e  audiovisive  al  fine   di   rafforzare   e
  qualificare le imprese locali, attrarre le produzioni nazionali e
  internazionali,   favorire   la  crescita   professionale   degli
  operatori del settore, diffondere la conoscenza dell'Isola;

   b)  sostenere  la  distribuzione  delle  opere  cinematografiche
  riguardanti   la  Sicilia  mediante  l'accesso  ai  circuiti   di
  programmazione e la partecipazione a rassegne, festival  e  altre
  iniziative rivolte alla promozione e alla diffusione;

   c)  promuovere le attività culturali inerenti il cinema  secondo
  criteri di valorizzazione della qualità;

   d)  favorire  la  formazione  alle  professioni  del  cinema   e
  l'educazione all'immagine;

   e)  assicurare l'acquisizione, la conservazione, la fruizione  e
  la  diffusione  per fini culturali ed educativi,  del  patrimonio
  cinematografico  e  audiovisivo, con  particolare  riferimento  a
  quello   relativo  alla  Sicilia,  anche  con  la  collaborazione
  dell'ente pubblico radiotelevisivo e delle emittenti pubbliche  e
  private;

   f)   dare   impulso   allo   studio,   alla   ricerca   e   alla
  sperimentazione nell'ambito del cinema e degli audiovisivi».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
                              «Art. 2.
                  Film Commission Regione siciliana

   1.    La    Film   Commission   Regione   siciliana,   istituita
  dall'articolo  14 della legge regionale 14 aprile  2006,  n.  15,
  provvede altresì a:

   a)   promuovere   e  valorizzare  il  patrimonio   artistico   e
  ambientale,  le  risorse  professionali e  tecniche,  creando  le
  condizioni    per    attrarre   in    Sicilia    le    produzioni
  cinematografiche, televisive  e pubblicitarie italiane ed estere;

   b)   sostenere  la  produzione  e  la  circuitazione  di   opere
  cinematografiche  e  audiovisive  realizzate  nella  Regione  che
  promuovono e diffondono l'immagine e la conoscenza della Sicilia;

   c)  coordinare  le  iniziative  del  settore  cinematografico  e
  audiovisivo   in  Sicilia,  tra  cui  festival,  promozione   del
  territorio all'estero, studio e ricerca;

   d)  gestire il fondo regionale per il cinema e l'audiovisivo  di
  cui all'articolo 3;

   e)   valorizzare   il   patrimonio  della  filmoteca   regionale
  siciliana, che viene istituita presso la Film Commission  Regione
  siciliana.

   2.  All'articolo 10 della legge regionale 7 novembre 1980,    n.
  116,    sono    soppresse      le    parole  cinematografiche'  e
  filmoteca'».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
                              «Art. 3.
                              Finalità

   1.  La  Regione,  al  fine di potenziare le  iniziative  atte  a
  favorire   le   produzioni  cinematografiche  e   televisive   da
  realizzarsi   in   Sicilia,  costituisce   presso   l'Assessorato
  regionale  dei  beni  culturali ed ambientali  e  della  pubblica
  istruzione  un fondo denominato Fondo regionale per il  cinema  e
  l'audiovisivo' da destinare alle società di produzione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

  Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
                              «Art. 4.
                        Soggetti beneficiari

   1.   Sono  ammesse  ad  accedere  al  Fondo  regionale  di   cui
  all'articolo 3 le società di produzione audiovisiva in  qualsiasi
  forma  istituite, purché legalmente costituite, che  ne  facciano
  istanza   all'Assessorato  regionale  dei   beni   culturali   ed
  ambientali e della pubblica istruzione.

   2.  L'Assessore regionale per i beni culturali ed  ambientali  e
  per  la  pubblica istruzione definisce con decreto,  da  emanarsi
  annualmente,  entro sessanta giorni dalla data  di  pubblicazione
  della legge di bilancio della Regione, e nel rispetto dei criteri
  di  utilizzazione del Fondo fissati dall'articolo 5, i termini  e
  le   modalità  per  la  presentazione  delle  istanze  e  per  la
  ripartizione  tra  gli  aventi diritto  delle  risorse  assegnate
  annualmente al Fondo regionale di cui all'articolo 3.

   3.  Per  l'esercizio finanziario in corso, il  provvedimento  di
  cui  al  comma  2 è emanato entro sessanta giorni dalla  data  di
  entrata in vigore della presente legge».

   Comunico  che  all'articolo  4 è stato  presentato  dal  Governo
  l'emendamento 4.1.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    GIANNI  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 4, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                              «Art. 5.
                  Utilizzazione del Fondo regionale

   1.  Le risorse del Fondo regionale sono erogate dall'Assessorato
  regionale  dei  beni  culturali ed ambientali  e  della  pubblica
  istruzione secondo i seguenti criteri:

   a)  sino  a  numero tre contributi annui fino a  un  massimo  di
  250.000,00  euro,  destinati  a  produzioni  con  permanenza  sul
  territorio regionale superiore alle sette settimane di riprese;

   b)  sino  a  numero sei contributi annui fino a  un  massimo  di
  150.000,00  euro,  destinati  a  produzioni  con  permanenza  sul
  territorio regionale superiore alle cinque settimane di riprese;

   c)  sino a numero cinque contributi annui fino ad un massimo  di
  100.000,00  euro,  destinati  a  produzioni  con  permanenza  sul
  territorio regionale superiore alle tre settimane di riprese;

   d)  sino a numero quattordici contributi annui fino a un massimo
  di  50.000,00  euro,  destinati a produzioni con  permanenza  sul
  territorio regionale superiore a una settimana di riprese;

   e)  sino a numero quindici contributi annui fino a un massimo di
  10.000,00  euro,  destinati  a  produzioni  con  permanenza   sul
  territorio regionale inferiore ad una settimana di riprese.

   2.  L'investimento  sul  territorio  regionale  siciliano  delle
  società di produzione beneficiarie dei contributi del Fondo  deve
  essere pari al:

   a)  200  per  cento del contributo per produzioni  di  cinema  o
  fiction;

   b) 100 per cento del contributo per altri tipi di produzione.

   3.  I soggetti beneficiari dei contributi debbono garantire  per
  la produzione cinematografica o audiovisiva un impiego minimo di:

   a)  dodici  professionisti residenti  in  Sicilia  per  l'intera
  durata   della   produzione  sul  territorio,   esclusi   attori,
  figurazioni  e  comparse, per tutti i beneficiari  di  contributo
  previsti all'articolo 5, comma 1, lettere a), b), c) ad eccezione
  delle produzioni a carattere documentario;

   b)  cinque  professionisti residenti  in  Sicilia  per  l'intera
  durata   della   produzione  sul  territorio,   esclusi   attori,
  figurazioni e comparse, per i beneficiari di contributo  previsti
  all'articolo 5, comma 1, lettera d);

   c)  due  professionisti residenti in Sicilia per l'intera durata
  della  produzione sul territorio, esclusi attori,  figurazioni  e
  comparse,  per i beneficiari di contributo previsti  all'articolo
  5, comma 1, lettera e).

   4.   L'inizio  delle riprese deve avvenire entro un  anno  dalla
  concessione del contributo.

   5.  I soggetti beneficiari dei contributi debbono garantire:

   a)   per  le  produzioni  beneficiarie  di  contributo  previsti
  all'articolo  5,  comma 1, lettere a), b) e c)  la  menzione  nei
  titoli  di  testa della dicitura in collaborazione  con  la  Film
  Commission Regione siciliana';

   b)  per tutte le produzioni, ed in ogni singola puntata dei film
  seriali,  i  primi ringraziamenti nei titoli di  coda  alla  Film
  Commission Regione siciliana' e alla Regione siciliana';

   c)  la  menzione su tutta la pubblicità del film della  dicitura
  in collaborazione con la Film Commission Regione siciliana';

   d)  la partecipazione a una conferenza stampa durante il periodo
  delle  riprese,  da  tenersi  sul territorio  siciliano,  con  la
  presenza   del   regista   e   degli  interpreti   principali   e
  dell'Assessore regionale per i beni culturali o un suo delegato;

   e)  la  concessione  a  titolo  gratuito  alla  Film  Commission
  Regione  siciliana dei diritti di almeno cinque foto di  scena  a
  scelta, nonché la concessione di un permesso a operatore delegato
  dalla Film Commission Regione siciliana di scattare foto di scena
  e di effettuare riprese del backstage durante almeno una giornata
  di riprese;

   f)  la  concessione  a  titolo  gratuito  alla  Film  Commission
  Regione  siciliana dei diritti di utilizzazione di un  totale  di
  tre  minuti  del  montato definitivo del film, da individuare  di
  concerto  con la società di produzione, da utilizzare all'interno
  dei   materiali  audiovisivi  promozionali  prodotti  dalla  Film
  Commission   Regione  siciliana  allo  scopo  di   divulgare   le
  opportunità produttive promosse dalla stessa;

   g)   la  concessione  a  titolo  gratuito,  anche  a  scopo   di
  proiezione  sul  territorio regionale  siciliano  senza  fini  di
  lucro, alla Film Commission Regione siciliana, entro e non  oltre
  trenta  giorni dalla prima proiezione pubblica, o comunque  dalla
  messa  in  onda  o  dall'uscita in sala, di due  copie  DVD  alta
  qualità del film montato e di una copia digital beta alta qualità
  del film montato;

   h)  l'autorizzazione a un rappresentante della  Film  Commission
  Regione  siciliana  di presenziare sul set in  tempi  e  modi  da
  concordare;

   i)  la  concessione  a titolo gratuito di copia  della  rassegna
  stampa,  di  una  copia del press book film e di  due  copie  dei
  manifesti e della locandina dei film, qualora esistente;

   j)   l'organizzazione  di  una  anteprima  del  film,   per   le
  produzioni  beneficiarie di contributo previsti  all'articolo  5,
  comma 1, lettere a), b), c), sul territorio regionale siciliano e
  in  caso  di  partecipazione  del film  a  festival  nazionali  e
  internazionali,  il coinvolgimento della Film Commission  Regione
  siciliana nelle conferenze stampa di presentazione per  tutte  le
  produzioni;

   k)   deposito  presso  la  Film  Commission  Regione   siciliana
  dell'Assessorato  regionale dei beni culturali  ed  ambientali  e
  della  pubblica  istruzione,  con diritto  d'uso  per  scopi  non
  commerciali  di  una  copia  delle  opere  realizzate   con   gli
  interventi  della presente legge, di qualità tale da  permetterne
  la conservazione, la riproduzione e l'utilizzo via internet».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dagli onorevoli Barbagallo e Tumino: 5.1 e 5.2;
   - dall'onorevole Tumino: 5.3 e 5.4;
   - dal Governo: 5.5, 5.6 e 5.7.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  si  tratta
  soltanto  di  una  interpretazione  anche  letterale  che,  però,
  potrebbe   avere   implicazioni  di  carattere  finanziario.   Mi
  riferisco  all'emendamento 5.5, a firma del Governo,  che  recita
   Al  comma  1, alle lettere a), b), c), d) ed e) dopo  la  parola
   euro' è aggiunta la parola  per ciascuno' .
   In  questo  momento la norma recita  sino ad  un numero  di  tre
  contributi annui fino ad un massimo di 150 mila euro , si intende
  250 mila euro diviso tre.
   Così  come  lo scrive l'Assessore è 250 mila euro per  tre,  nel
  senso  che noi incrementiamo e, quindi, mi permetta di dichiarare
  l'inammissibilità  dell'emendamento  perché  non   ha   copertura
  finanziaria oppure, signor Presidente, si convochi la Commissione
   Bilancio   e  si  dia  la  relativa  copertura  finanziaria.  Mi
  permetto  di  suggerire  che,  così com'è,  l'emendamento  non  è
  ammissibile.

    LEANZA  NICOLA   ,  vicepresidente  della  Regione.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LEANZA   NICOLA ,   vicepresidente   della   Regione.    Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, ci siamo accorti che  in  questo
  modo  lo  avevamo  tarato  sulle somme  a  disposizione,  quindi,
  l'onorevole Speziale ha perfettamente ragione nel senso che erano
  per  tre.  Però,  all'emendamento   5.6  abbiamo  presentato   un
  ulteriore emendamento, che voi dovreste avere, l'1 bis, in cui  è
  scritto   eventuali  ulteriori disponibilità finanziarie  possono
  essere destinate, con provvedimento di cui all'articolo 4,  comma
  2  della  presente legge, ad incrementare il numero di contributi
  da erogare all'interno delle fasce di cui al comma 1 .
   Come  è intenzione del Governo, se nella legge di bilancio  sarà
  incrementato   notevolmente  il  fondo  mettendo   soltanto   tre
  interventi,  rischiamo di non fare così, altrimenti, tecnicamente
  non si può fare. L'emendamento è ritirato.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa   all'emendamento  5.1,  a  firma   degli   onorevoli
  Barbagallo e Tumino.

    TUMINO   Anche  a nome dell'onorevole Barbagallo,  dichiaro  di
  ritirarlo.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa  all'emendamento  5.2  dell'onorevole  Barbagallo   e
  Tumino.

    TUMINO   Anche  a nome dell'onorevole Barbagallo,  dichiaro  di
  ritirarlo.

    SPEZIALE     Ai   sensi  dell'articolo  114,   comma   1,   del
  Regolamento intero, dichiaro di riprenderlo.
    Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Il mio emendamento tenderebbe ad essere pleonastico.
  Bisogna stabilire se si intende per ciascuno o se è complessivo.

    PRESIDENTE   Onorevole Leanza, se la ratio è  quella  che  dice
  l'onorevole   Speziale  il   complessivo'  non   fa   altro   che
  specificare meglio il significato. La ratio è questa?

    LEANZA   NICOLA ,   vicepresidente   della   Regione.    Signor
  Presidente,  la  preoccupazione è che, in  caso  di  aumento  del
  fondo,   ci ritroveremo  a dovere fare un'altra norma per  potere
  superare quel  complessivo'.

    PRESIDENTE   Allora,  la  ratio non  è  questa,  è  una  scelta
  politica.
   Onorevole  Speziale, lei ha fatto una domanda ed il  Governo  ha
  risposto sostenendo che quando sarà aumentato il fondo, se c'è la
  possibilità  di  dare  tre  contributi,  con  quella   norma   si
  limiterebbe...

    LEANZA  NICOLA, vicepresidente della Regione.  La  forza  della
  legge è quella di potere concedere più contributi di pari importo
  per  ciascuna  fascia  (sono cinque le fasce differenziate);  per
  potere  attrarre un numero maggiore sul territorio  siciliano,  è
  giusto  e  opportuno che restino così, ovvero: tre contributi  di
  250  mila ciascuno, sei contributi di 150 mila ciascuno. La ratio
  era questa, pertanto, se è possibile, lasciamola così.

    PRESIDENTE   Onorevole Lenza, però,  ciò  che  lei  dice  è  in
  contrasto  con l'emendamento 5.6 a sua firma, perché al  5.6  lei
  chiarisce  che  se ci dovessero essere  ulteriori  disponibilità,
  può  essere  derogato. Quindi, se aggiungessimo   complessivo'  e
  dovesse  essere approvato questo, il 5.6 avrebbe un  significato;
  diversamente,   se  non  lo  approvassimo,  non   avrebbe   alcun
  significato.
   Pongo in votazione l'emendamento 5.2. Il parere del Governo?

    LEANZA NICOLA, vicepresidente della Regione. Favorevole

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    GIANNI  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 5.3.

    TUMINO  Dichiaro di ritirarlo.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 5.6, a firma del Governo.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   chiedo
  all'Assessore  di ritirare questo emendamento, per  una  ragione:
  stiamo  facendo  un  regolamento che prescinde  dalle  risorse  a
  disposizione, le regole si fanno a prescindere da quanto  si  ha,
  perché  se dovessimo fare la legge in funzione delle risorse  che
  abbiamo  assegnato nel corso dell'anno finanziario 2007,  2008  e
  2009, questa legge non ha copertura finanziaria.
   Come  lei  sa,  è  una legge che, per ogni singolo  articolo  di
  erogazione,  prevede un massimo di 100 mila  euro,  a  fronte  di
  regole che stabiliscono finanziamenti fino a 250 mila euro.
   Non  possiamo scrivere in un regolamento che diventa legge  che,
  eventualmente,  se ci saranno più soldi derogheremo  alle  regole
  che ci siamo dati. Semmai, è l'esatto contrario: sulla base delle
  risorse si fanno eventualmente le regole.
   Invito  il  Governo  a  evitare che le risorse  stabiliscano  le
  norme,  devono essere le norme a gestire le risorse,  non  so  se
  sono  stato  chiaro.  Pertanto,  invito  il  Governo  a  ritirare
  l'emendamento.

    LEANZA  NICOLA,  vicepresidente  della  Regione.  Dichiaro   di
  ritirare l'emendamento 5.6.

    PRESIDENTE   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 5.7 a firma del Governo. Lo pongo  in
  votazione. Il parere  della Commissione?

    GIANNI  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 5, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
                              «Art. 6.
     Interventi per iniziative culturali di particolare rilievo

   1.   La   Regione  sostiene  la  realizzazione  nel   territorio
  regionale  di festival cinematografici di alto livello, rassegne,
  circuiti,   premi,  seminari,  convegni  nonché  l'attività   del
  circuito  dei  cinema  d'éssai quale  strumento  fondamentale  di
  promozione   della  cultura  cinematografica  in   Sicilia,   con
  particolare  riguardo alle produzioni realizzate ai  sensi  della
  presente legge, al fine di accrescere e qualificare conoscenza  e
  capacità critica da parte del pubblico.

   2.  Per le finalità di cui al comma 1, l'Assessore regionale per
  i  beni culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione, con
  decreto  da emanarsi annualmente, entro 60 giorni dalla  data  di
  pubblicazione della legge di bilancio della Regione, definisce  i
  termini e le modalità per la presentazione delle istanze da parte
  degli   aventi  diritto  e  per  la  ripartizione  delle  risorse
  assegnate   annualmente,   avendo   particolare   riguardo   alle
  manifestazioni  che attestano continuità almeno quinquennale  nel
  territorio.

   3.  Per  l'esercizio finanziario in corso, il  provvedimento  di
  cui al comma 2 è emanato entro 60 giorni dalla data di entrata in
  vigore della presente legge».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                              «Art. 7.
      Archivio della sede regionale della RAI-Radiotelevisione
                              Italiana

   1.  La  Regione riconosce il valore storico dell'archivio  della
  sede  regionale siciliana della RAI e individua, d'intesa con  la
  RAI,  le  forme  di  collaborazione  per  la  salvaguardia  e  la
  diffusione del patrimonio audiovisivo in esso custodito».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
                              «Art. 8.
       Educazione al cinema, formazione professionale, ricerca

   1.  La  Regione, nell'ambito delle politiche per  la  formazione
  professionale e dei programmi per l'alta formazione, promuove  lo
  sviluppo delle professionalità nel settore cinematografico.

   2.  Per  le  finalità di cui al comma 1, l'Assessorato regionale
  dei  beni  culturali  ed ambientali e della  pubblica  istruzione
  provvede a:

   a)  erogare  un contributo annuo non superiore a euro 200.000,00
  per   garantire  il  funzionamento  del  Dipartimento  di  cinema
  documentario  della scuola nazionale di cinema - sede  distaccata
  di   Palermo  -  e  per  favorire  le  strategie  di  inserimento
  professionale dei suoi diplomati;

   b)  istituire  ed  erogare annualmente borse di  studio  per  la
  frequenza da parte di studenti residenti in Sicilia di  corsi  in
  scuole   di   cinema  di  riconosciuta  importanza  nazionale   e
  internazionale;

   c)  concedere  a  dipartimenti  universitari  e  associazioni  o
  fondazioni    di   qualificata   e   comprovata   esperienza    e
  professionalità    nel    settore    della    cinematografia    e
  dell'audiovisivo,  operanti  in  Sicilia,  contributi  annui  per
  studi,  ricerche e progetti didattici sulle materie  disciplinate
  dalla presente legge, nonché per articolati progetti di ricerca e
  sperimentazione  sui  nuovi linguaggi e  sulle  nuove  tecnologie
  audiovisive.

   3.  Per  l'erogazione delle borse di studio e dei contributi  di
  cui al comma 2, lettere b) e c), l'Assessore regionale per i beni
  culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione, con decreto
  da   emanarsi  annualmente,  entro  60  giorni  dalla   data   di
  pubblicazione della legge di bilancio della Regione, definisce  i
  termini e le modalità per la presentazione delle istanze da parte
  degli   aventi  diritto  e  per  la  ripartizione  delle  risorse
  assegnate annualmente.

   4.  Per  l'esercizio finanziario in corso, il  provvedimento  di
  cui al comma 3 è emanato entro 60 giorni dalla data di entrata in
  vigore della presente legge».

   Comunico  che  sono stati presentati dall'onorevole  Tumino  gli
  emendamenti  8.1  e 8.2.

    TUMINO  Dichiaro di ritirare l'emendamento 8.2.

    PRESIDENTE  L'Assemblea prende atto.
   Pongo in votazione l'emendamento 8.1. Il parere del Governo?

    LEANZA NICOLA  , vicepresidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere  della Commissione?

    GIANNI  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 8, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                              «Art. 9.
      Deposito presso la filmoteca regionale siciliana di film
        ed audiovisivi prodotti con il concorso della Regione

   1.  Ai  sensi del decreto legislativo 29 gennaio 2004, n.  42  e
  successive  modifiche ed integrazioni, allo scopo di raccogliere,
  preservare  e diffondere, a scopo di studio e nel rispetto  delle
  norme  sulla  tutela del diritto d'autore e sulla protezione  dei
  dati  personali,  nonché  dei  diritti  connessi,  il  patrimonio
  cinematografico e audiovisivo di rilevante interesse culturale, è
  fatto  obbligo  alle  società  di  produzione  di  provvedere  al
  deposito  legale dei film e degli audiovisivi di  lungo  e  corto
  metraggio  girati  integralmente o in parte nel territorio  della
  Regione,  prodotti,  coprodotti  o  realizzati  con  il  concorso
  economico della Regione.

   I  materiali  cinematografici e audiovisivi di cui  al  comma  1
  sono  depositati dalle società di produzione presso la  filmoteca
  regionale  siciliana, istituita presso la Film  Commission  della
  Regione siciliana ai sensi dell'articolo 2, comma 1».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'art. 10. Ne do lettura:
                              «Art. 10.
                  Consulta regionale per il cinema

   1.  Per valutare l'andamento del settore della cinematografia  e
  dell'audiovisivo  e  l'efficacia  delle  politiche  regionali   e
  fornire apporti di conoscenza utili all'elaborazione delle azioni
  e  degli  interventi da parte della Regione, è  istituita  presso
  l'Assessorato  dei beni culturali ed ambientali e della  pubblica
  istruzione  la Consulta regionale per il cinema, con  compiti  di
  monitoraggio  e  di  consulenza  tecnica  della  Regione  per  le
  questioni attinenti al cinema.

   2. Fanno parte della Consulta di cui al comma 1:

   a)  l'Assessore regionale per i beni culturali ed  ambientali  e
  per la pubblica istruzione o un suo delegato, che la presiede;

   b) un componente scelto fra gli autori cinematografici;

   c)   un  componente  scelto  fra  produttori,  distributori   ed
  esercenti;

   d)  un componente scelto tra i rappresentanti delle associazioni
  di cultura cinematografica operanti in Sicilia;

   e)  un  esperto  in  materia  di cinema  scelto  tra  i  docenti
  universitari  di  ruolo in discipline cinematografiche  o  tra  i
  critici   cinematografici   iscritti   alle   organizzazioni   di
  categoria;

   f)  un  dirigente  responsabile della  Film  Commission  Regione
  siciliana.

   3.  I  componenti  della Consulta sono nominati  dal  Presidente
  della Regione su proposta dell'Assessore per i beni culturali  ed
  ambientali   e  per  la  pubblica  istruzione,  tra  persone   di
  riconosciuta e documentata competenza.

   4.  I  componenti della Consulta restano in carica quattro  anni
  dal loro insediamento e possono essere confermati.

   5.  La partecipazione alle sedute della Consulta è gratuita e le
  funzioni  di  segretario  della  Consulta  sono  svolte   da   un
  funzionario   direttivo  in  servizio  presso   il   Dipartimento
  regionale  dei  beni  cultuali  ed ambientali  e  dell'educazione
  permanente».

   Comunico  che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dalla Commissione: 10.1;
   - dall'onorevole Zappulla: 10.2;
   -  dagli  onorevoli  Regina  ed altri: l'emendamento  aggiuntivo
  A.1.

    CRACOLICI   Chiedo  di  apporre la  mia  firma  all'emendamento
  10.2.
    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

    CRACOLICI  C'e anche un subemendamento.

    PRESIDENTE   Stiamo attendendo il subemendamento dell'onorevole
  Speziale.  Onorevoli  colleghi, i  subemendamenti  si  presentano
  prima e non quando siamo già in fase di  votazione.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo  scusa
  ai  colleghi, ho letto frettolosamente l'articolo, può darsi  che
  possa fare qualche strafalcione nelle mie argomentazioni.
   Io  non ho niente contro il modo in cui si fa la consulta,  anzi
  ritengo che era necessario uno strumento così importante  per  la
  Regione  siciliana.  Tuttavia, mi permetto,  pur  non  conoscendo
  bene  il  mondo del cinema, ad un certo punto si dice  che  fanno
  parte  della consulta un componente due componenti e  si  fa  una
  sfilza  di  elenchi  di  persone che vengono  poi  nominati   dal
  Presidente  della  Regione.  Il  parametro  di  riferimento   del
  Presidente  della Regione è quello di persone di  competenza  nel
  settore, è indefinito. Vorrei chiedere, essendo  un estraneo alla
  materia, se, invece, non possiamo chiedere una terna di nomi alle
  associazioni.
   Chiedo  al  Governo  se ci sono associazione  e  sulla  base  di
  quella terna dei nomi che vengono forniti dalle associazioni,  il
  Governo poi sceglie, tra gli editori, si chiamano gli editori che
  saranno associati, si chiede agli editori di fornire una terna di
  nomi  e  sulla  base della terna dei nomi forniti  il  Presidente
  della Regione nomina.
   Signor  Presidente, se il Governo è d'accordo, lo  formalizziamo
  subito,  altrimenti  chiedo  qualche minuto  di  sospensione  dei
  lavori d'Aula.

    CINTOLA   Si  potrebbe  momentaneamente accantonare  l'articolo
  10.

    SPEZIALE  Sono d'accordo.

    PRESIDENTE    Considerato  che  vi  sono   alcuni   emendamenti
  all'articolo  10,  ne  dispongo  l'accantonamento  in   modo   da
  consentire la  presentazione dei subemendamenti.
   Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                              «Art. 11.
                          Norma finanziaria

   1.  Per  le  finalità della presente legge la spesa complessiva,
  da  iscrivere  in una U.P.B. di nuova istituzione  della  rubrica
  dipartimento  beni  culturali  ed  ambientali  e  dell'educazione
  permanente denominata
   Cinema  ed  Audiovisivo', è valutata in euro  370  migliaia  per
  l'esercizio finanziario 2007 ed in euro 1.170 per ciascuno  degli
  esercizi finanziari 2008 e 2009 ed è come di seguito destinata:

   Articolo               anno 2007     anno 2008       anno 2009

   -     articolo    3                         150              750
  750
   (Fondo regionale per il cinema e l'audiovisivo)

   -     articolo    6                          50              100
  100
   (Iniziative culturali)

   -     articolo    7                          20               20
  20
   (Archivio sede RAI)

   -   articolo   8,  comma  2,  lettera   a     50             100
  100
   (Dipartimento di cinema documentario)

   - articolo 8, comma 2, lettera b   50        100            100
   (Borse di studio)

   - articolo 8, comma 2, lettera c   50        100            100
   (contributi per progetti di ricerca)

   2.  Alla  copertura degli oneri di cui al comma 1  si  provvede,
  per l'esercizio finanziario 2007, mediante riduzione dell'importo
  di  euro 370 migliaia delle disponibilità della U.P.B. 9.3.1.3.2,
  capitolo  376528,  del  bilancio della  Regione  per  l'esercizio
  finanziario 2007. Per gli esercizi finanziari 2008 e 2009 l'onere
  di  euro  1.170  migliaia  annui  trova  riscontro  nel  bilancio
  pluriennale  della  Regione  per il  triennio  2007-2009,  U.P.B.
  9.3.1.3.2».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   L'emendamento  aggiuntivo A1, a firma degli  onorevoli  Terrana,
  Ragusa  e  Culicchia, è dichiarato inammissibile perché privo  di
  copertura finanziaria.
   Si riprende l'esame dell'articolo 10 in precedenza accantonato.
   Si  passa  al  subemendamento  10.3,  a  firma  degli  onorevoli
  Apprendi e Cracolici.
   Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per tre minuti.

   (La seduta, sospesa alle ore 12.58,  è ripresa alle ore 13.01)

   La seduta è ripresa.
   Onorevoli  colleghi, comunico che gli emendamenti  10.1  e  10.2
  sono  aggiuntivi e sono stati presentati entri i termini.  Invece
  gli emendamenti  10.3, 10.4 e l'A3 sono emendamenti aggiuntivi ma
  non sono stati presentati entri i termini per cui sono dichiarati
  inammissibili.

    DE BENEDICTIS. Non ho capito, signor Presidente.

    PRESIDENTE   Onorevole De Benedicts, lei non ha  presentato  un
  subemendamento  bensì un emendamento aggiuntivo. C'è  un  termine
  entro  in  cui  presentare  gli emendamenti.  Quindi,  il  suo  è
  inammissibile.


   Presidenza del presidente Miccichè


                    Per  richiamo al Regolamento

    CRACOLICI  Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI  Signor Presidente, la inviterei a leggere  la  norma
  riportata  sul modulo su cui noi presentiamo gli emendamenti.  Si
  evince  che,  a  firma del capogruppo, anche dopo la  discussione
  generale,  è  possibile, per materie specifiche,  presentare  non
  subemendamenti  ma  emendamenti. Pertanto,  l'Aula  può  bocciare
  questi   emendamenti  ma  la  Presidenza  non   può   dichiararli
  improponibili  perché  presentati   fuori  termine.  Ripeto,   il
  Regolamento  prevede  che a firma del Capogruppo  possono  essere
  presentati  emendamenti anche dopo la chiusura della  discussione
  generale.

    PRESIDENTE    Onorevole  Cracolici,  in  riferimento   al   suo
  richiamo  al Regolamento do lettura dell'art. 112, comma  6,  del
  Regolamento   interno,    che   non   recita   secondo   la   sua
  interpretazione:  Dopo la chiusura della discussione  generale  è
  ammessa la presentazione di ulteriori emendamenti soltanto quando
  siano  sottoscritti  da quattro deputati e da  un  presidente  di
  gruppo   parlamentare  e  si  riferiscono  ad  altri  emendamenti
  presentati  anche  a  norma del successivo  comma .  Questi  sono
  emendamenti  che non si riferiscono ad altri emendamenti  ma  che
  modificano il testo della legge in quanto aggiungono altre norme,
  quindi   sono   emendamenti  aggiuntivi  e  non   subemendamenti.
  Pertanto, non possono essere presentati.

    DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare sull'interpretazione.


   Presidenza del presidente Miccichè


    PRESIDENTE   Onorevole  De Benedictis,  la  Presidenza   ha  il
  ruolo    di   interprete.   Gli   emendamenti   sono   dichiarati
  inammissibili.  Per richiamo al Regolamento  ho  dato  la  parola
  all'onorevole Cracolici. Sull'interpretazione non ha  facoltà  di
  parlare e la invito a scendere dal podio.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 10.1 a firma  dell'onorevole
  Gianni.
   Il parere del Governo?

    LEANZA NICOLA, vicepresidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

  (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  10.2  a  firma  degli  onorevoli  De
  Benedictis e Cracolici.
   Il parere del Governo?

    LEANZA NICOLA, vicepresidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    GIANNI  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

   (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 10.5 a firma del Governo. Lo dichiaro
  inammissibile perché anche questo è un emendamento aggiuntivo.
   Pongo  in votazione l'articolo 10 nel testo risultante.   Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

   (E' approvato)

   Comunico   che  è  stato  presentato  dall'onorevole  Barbagallo
  l'emendamento aggiuntivo A.2 che dichiaro inammissibile.
   Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:

                              «Art. 12.

   1.  La  presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

   (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, avverto che la votazione finale del  disegno
  di legge avverrà successivamente.

    CRACOLICI   Signor Presidente, chiedo che l'emendamento  A.3  a
  firma degli onorevoli Apprendi ed altri, dichiarato inammissibile
  perché  presentato fuori termine,  sia trasformato in ordine  del
  giorno.

   PRESIDENTE.  Non  sorgendo  osservazioni,  dispongo  nel   senso
  richiesto.


   Presidenza del presidente Miccichè


   Seguito  della  discussione del disegno di legge   Modifiche  ed
  intergrazioni alla legge regionale 9 ottobre 1998, n.  26,  sulla
  tutela delle minoranze linguistiche della Regione  (426/A)

   PRESIDENTE.  Si passa al seguito della discussione  del  disegno
  di  legge   Modifiche  ed  integrazioni alla  legge  regionale  9
  ottobre  1998  n.  26  sulla tutela delle minoranze  linguistiche
  della Regione (426/A), iscritto al n. 3)..
   Invito   i   componenti  la  V  Commissione  a  prendere   posto
  nell'apposito banco.
   Ricordo  che  in  una  precedente seduta  era  stato  votato  il
  passaggio all'esame degli articoli.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
   1.Nella  Regione  si applicano le disposizioni  della  legge  15
  dicembre 1999, n. 482 'Norme in materia di tutela delle minoranze
  linguistiche storiche' nonché le altre leggi statali  vigenti  in
  materia.»

   Lo  pongo  in votazione.  Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

   (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2.  Ne do lettura:

                            «Articolo 2.

   1. Le  disposizioni della legge regionale 9 ottobre 1998, n. 26,
       si  applicano alle minoranze linguistiche tutelate ai  sensi
       dell'articolo 2 e negli ambiti territoriali individuati ai sensi
       dell'articolo 3 della legge 15 dicembre 1999, n. 482.»

   Lo  pongo  in votazione.  Chi è favorevole resti seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

   (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3.  Ne do lettura:

                            «Articolo 3.

   1. L'articolo 13 della legge regionale 9 ottobre 1998, n. 26,  è
  sostituito dal seguente:

   'Art.  13.  -  1.  Ai  sensi dell'articolo  16  della  legge  15
  dicembre  1999,  n.  482, è istituito, con sede  in  Palermo,  un
  istituto  regionale  di  diritto pubblico  per  la  tutela  delle
  tradizioni  linguistiche e culturali delle popolazioni arberesche
  (italoalbanesi)  di  Sicilia denominato  'Istituto  regionale  di
  cultura arberesche Sicilia' (IRCA-Sicilia).

   2.      Nell'ambito   della  tutela e della  valorizzazione  del
  patrimonio   storico,  linguistico,  culturale,  documentario   e
  bibliografico  arberesche,  l'IRCA-Sicilia  svolge,  promuove   e
  sostiene:    attività   di   studio,   ricerca,   documentazione;
  conservazione  di  beni  archivistici e  bibliografici;  attività
  editoriali;  promozione  culturale;  formazione  per  i  docenti;
  manifestazioni culturali, folcloristiche, religiose ed artistiche
  organizzate  nei  comuni  di  cui  all'articolo  2;  attività  di
  associazioni, centri culturali. università ed enti religiosi  che
  operano  per la tutela della lingua e delle tradizioni;  attività
  di  organi  di  stampa ed emittenti radiotelevisive  a  carattere
  privato  che utilizzano la lingua albanese; sviluppo dei rapporti
  culturali  con  le  comunità  ed i paesi  albanofoni  europei  ed
  extraeuropei;   attività   di   monitoraggio   sulle    minoranze
  linguistiche  presenti in Sicilia mediante  l'istituzione  di  un
  apposito  osservatorio regionale; ogni attività  necessaria  alla
  conservazione e valorizzazione del     patrimonio
  storico, linguistico e culturale della minoranza arberesche.

   3.  Le  attività  ed  il  funzionamento  dell'IRCA-Sicilia  sono
  regolati dallo statuto predisposto, entro tre mesi dalla data  di
  entrata  in vigore della presente legge, dall'Assessore regionale
  per  i beni culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione,
  sentiti i sindaci dei comuni di cui all'articolo 2. Lo statuto  è
  approvato  con decreto del Presidente della Regione ed  entra  in
  vigore  il  giorno  successivo a quello della  sua  pubblicazione
  nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana.

   4.  Lo  statuto  prevede la presenza in  seno  al  consiglio  di
  amministrazione   dell'IRCA-Sicilia  di  un   rappresentante   di
  ciascuno  dei  comuni  inclusi negli ambiti territoriali  di  cui
  all'articolo 2, uno dell'Eparchia di Piana degli Albanesi, uno in
  rappresentanza  dell'Università  degli  studi  di  Palermo,   uno
  dell'Assessorato dei beni culturali, ambientali e della  pubblica
  istruzione  ed uno della provincia regionale di Palermo.  Per  la
  partecipazione alle riunioni del consiglio di amministrazione, si
  applica  il regime dei permessi previsto dalla vigente  normativa
  per i consiglieri comunali.

   5.  Per lo svolgimento delle proprie funzioni l'Istituto si  può
  avvalere,  oltre  che  di personale proprio,  del  personale  dei
  comuni  inclusi negli ambiti territoriali  di  cui   all'articolo
  2,     nonché      del personale della Regione e della  provincia
  regionale  di  Palermo, nelle forme e con  le  modalità  previste
  dallo  Statuto  di  cui  al comma 3. Le  spese  per  il  suddetto
  personale  restano a carico dell'Amministrazione di appartenenza.
  Lo    statuto  può  prevedere  la  corresponsione  al   personale
  comandato  di indennità per prestazioni aggiuntive e  qualificate
  da parte dell'IRCA Sicilia».

   Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

   (E' approvato)

     Si passa all'articolo 4.  Ne do lettura:

                            «Articolo 4.

   1.  Fino  all'approvazione dello statuto di cui all'articolo  3,
  comma  3, ed alla nomina degli organi dell'IRCA- Sicilia, i fondi
  previsti  per  le finalità di cui all'articolo 3, comma  2,  sono
  assegnati, con obbligo di gestione separata, al comune  di  Piana
  degli Albanesi e sono amministrati da un comitato costituito  dai
  sindaci  dei  comuni  individuati  secondo  le  modalità  di  cui
  all'articolo 2, da un rappresentante dell'Eparchia di Piana degli
  Albanesi,   da  un  rappresentante  dell'Assessorato   dei   beni
  culturali,  ambientali  e  della  pubblica  istruzione  e  da  un
  rappresentante della provincia regionale di Palermo.

   2.  Decorso  infruttuosamente il termine di cui all'articolo  3,
  comma 3, i compiti dell'IRCA sono svolti, in via provvisoria, dal
  comitato di cui al comma 1.»

      Comunico   che  all'articolo  4  il  Governo  ha   presentato
  l'emendamento  4.1.  Chiarisco che è  un  emendamento  di  natura
  tecnica.
     Il parere della Commissione?

    GIANNI  presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

   (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 4,  nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

   (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                            «Articolo 5.

   1.  All'articolo 10 della legge regionale 9 ottobre 1998,  n.
  26,  l'inciso  'indicati  nel  decreto  del  Presidente  della
  Regione  di cui al comma 2 dell'articolo 2' è così sostituito:
  'inclusi  negli  ambiti  territoriali  individuati  ai   sensi
  dell'articolo 3 della legge 15 dicembre 1999, n. 482'».
   Lo  pongo  in votazione.  Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                            «Articolo 6.

   1.  Al  comma  6  dell'articolo 2 della  legge  regionale  24
  febbraio  2000,  n.  6, è aggiunto il seguente  periodo:  'Nei
  comuni  inseriti negli ambiti territoriali di cui all'articolo
  3  della  legge  15  dicembre 1999, n.  482,  tali  indici  di
  riferimento possono essere ridotti a 150 alunni'.»

   Lo  pongo  in votazione. Chi  è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                            «Articolo 7.

   1.  L'Assessore regionale per i beni culturali ed  ambientali
  e  per  la  pubblica istruzione è autorizzato a  concedere  un
  contributo  annuo  a  favore dell'Università  degli  studi  di
  Palermo  per  i settori scientifico-disciplinari di  lingua  e
  letteratura albanese.»

   Lo pongo in votazione. Chi  è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   . Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                            «Articolo 8.

   1. Il comma 2 dell'articolo 9 della legge regionale 9
  ottobre 1998, n. 26, è abrogato.

   2.  Gli  articoli  10  e 11 della legge regionale  9  ottobre
  1998,  n.  26,  sono  abrogati decorsi  novanta  giorni  dalla
  pubblicazione del decreto del Presidente della Regione di  cui
  all'articolo 3, comma 3.»

     Comunico che all'articolo 8 è stato presentato, a firma del
  Governo, l'emendamento 8.1.

   La seduta è sospesa per un minuto.

              (La  seduta sospesa alle ore 13.11  è   ripresa
          alle ore 13.16).

   La seduta è ripresa.
   Onorevole  Speziale, gli uffici mi dicono che questo emendamento
  serve   a   razionalizzare.  Vengono  quindi  abrogati  tutti   i
  contributi e si dà data certa ai contributi a decorrere dal 2008,
  come previsto dalla norma che andiamo ad approvare.
   Chiarisco ulteriormente che è di natura tecnica. Si dà  la  data
  certa dall'inizio in cui il contributo previsto dalla legge viene
  dato  all'Istituto e vengono abrogate tutte le  norme  precedenti
  che prevedevano altri tipi di contributi.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ho  letto
  velocemente il testo, però, ho visto che esiste un contributo per
  l'anno 2007, di 50 mila euro.
   Per  gli  anni  2008 e 2009 di 200 mila euro per l'IRCA-Sicilia,
  distribuiti  metà  all'IRCA-Sicilia  e  metà  all'Università   di
  Palermo.
   I  nuovi  fondi  che stiamo destinando per questa legge  possono
  essere  utilizzati  solo se il decreto istitutivo  da  parte  del
  Presidente della Regione avverrà entro il 2007 e quindi non  solo
  entro   90   giorni,  entro  la  procedura  prevista  dai   commi
  precedenti.
   Nel  2008 quindi si darebbe il contributo di 50 mila euro ad una
  istituendo  e  non ancora istituita più 200 mila euro  nel  2008,
  quindi  una  cosa   è che si istituisca l'IRCA entro  il  2007  e
  assumendo  funzioni  e io sono contrario, ma questo  è  un  altro
  problema,  ed assumendo le funzioni il Governo provvede  con  una
  dotazione   finanziaria, me se invece il  decreto  viene  emanato
  dopo  i  90  giorni e viene emanato nel 2008, non capisco  perché
  dobbiamo prevedere di dare i soldi del 2007 e anche per il  2008,
  in aggiunta ai 200 mila euro già previsti, se leggo bene.

    LEANZA   NICOLA,  vicepresidente  della  Regione.   Chiedo   di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LEANZA  NICOLA, vicepresidente della Regione. E' ovvio  che  in
  quel  caso  i 50 mila euro  non li daremo, la data certa  riparte
  dal  1  gennaio 2008. In questo caso, alle minoranze linguistiche
  come assessorato ai beni culturali assegniamo dei fondi limitati,
  si  regolarizza  tutto  il rapporto con questo  mondo,  senza  il
  decreto non vengono assegnati.

    PRESIDENTE   Sostanzialmente,  l'Assessore dice  che  se  viene
  emanato   il  decreto,  neppure i 50 mila euro del  2007  possono
  essere  elargiti nel 2008;  senza  il decreto però rimane  ancora
  in  vigore  l'articolo 10 e l'articolo 11 della legge  a  cui  fa
  riferimento per i fondi del 2007, quindi non cambia nulla.
   E'  importante  per  fissare  la data  certa  da  quando  inizia
  l'efficacia di  questa norma.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.
    SPEZIALE   Signor  Presidente, immagino che  questo  testo  sia
  stato  scritto  qualche  mese  fa,  quindi  mi  rendo  conto,  se
  l'esigenza  è quella che non si possono utilizzare  i  fondi  del
  2007  per  il  2008, ma non ravvedo la necessità di abrogare  gli
  articoli  precedenti, sto parlando tecnicamente, sempre  in  modo
  improvvisato, perché non ho avuto modo di approfondire la  legge,
  quindi la finalità per cui l'assessore dice si possano utilizzare
  anche  per  il  2008, e perché se utilizzati nel 2007 si  intende
  utilizzare  la  somma residua per il 2008? Ciò non  è  niente  di
  grave  ma,  per  carità, voglio che venga ben   definito,  perché
  l'assessore ha dichiarato che nel 2008 non si intende  utilizzare
  i 50 mila euro di somme residue del 2007, se è così,  non capisco
  perché  cambiare la norma?
   Assessore, delle due l'una: se intende utilizzarle, va  cambiata
  anche  la  norma  Intende o non intende utilizzarle   Perché  fra
  l'altro se lei istituisce la commissione entro il 2007 si possono
  elargire  i contributi entro i termini della procedura istitutiva
  e mettere così in funzione l'IRCA entro il 2007.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 8.1 del Governo.
   Il parere della Commissione?

    GIANNI  Presidente della Commissione.  Favorevole.

    PRESIDENTE  Chi è favorevole  resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 8,  nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                              «Art. 9.

   1.  Per  le finalità della presente legge è autorizzata, per  il
  triennio 2007-2009, la spesa complessiva di 450 migliaia di euro,
  di cui 50 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2007 e 200
  migliaia  di  euro  per  ciascuno degli  anni  2008  e  2009,  da
  assegnare  in pari misura all'Università degli studi  di  Palermo
  per  gli scopi previsti all'articolo 7 e all'IRCA Sicilia per  il
  perseguimento dei propri fini istituzionali.

   2.  All'onere  di  cui al comma 1 si provvede,  per  l'esercizio
  finanziario  2007,  con  parte  delle  disponibilità  dell'U.P.B.
  9.4.1.1.3,  capitolo  381701,  del  bilancio  della  Regione  per
  l'esercizio  finanziario  medesimo. Per gli  esercizi  finanziari
  successivi si provvede ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera
  h), della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10.»

   Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento  9  R.
  Si tratta di una  riscrittura tecnica

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.
    CRACOLICI   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  se   lei
  intende  considerarla  una  riscrittura  immagino  che  la  vuole
  considerare tale per consentirne l'esame.
   L'emendamento  presentato  dal Governo non è una riscrittura,  è
  un ulteriore aumento del finanziamento alla legge.
   Signor    Presidente,  noi  abbiamo  esaminato  la   legge,   la
  commissione  Bilancio ha dato la realtiva copertura,  sulla  base
  della proposta che ha fatto il Governo, ora però in Aula presenta
  una modifica, dopo che la  Commissione ha già dato la copertura.
   Io  chiedo  e  credo  che  lei  debba  dichiarare  inammissibile
  l'emendamento  9 R del Governo.

    PRESIDENTE    Onorevole  Lo  Porto,  vorrei  che   il   Governo
  specificasse  che si tratta di una riscrittura,  perché,  se  non
  sbaglio, i 450.000 euro cui fa riferimento nel secondo comma  non
  erano  indicati,  ma  nell'emendamento vengono  indicati  proprio
  perché la spesa deve essere prevista nel bilancio pluriennale. E'
  una riscrittura  obiettivamente tecnica.

    SPEZIALE  Sono in più

    PRESIDENTE   Non  sono in più rispetto all'articolato  esitato.
  Se  lei  legge il comma 1 come esitato dalla commissione,  veniva
  indicato  200.000  euro  per ciascuno degli anni  2008-2009.  Ora
  vengono  imputati al bilancio pluriennale, e sono  450.000,  così
  ripartiti: 50.000, 200.000 e 200.000.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne  ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor Presidente, mi permetta di aggiungere,  sulla
  base delle conoscenze che ho, che questo è un falso problema.  La
  norma  è  più  insidiosa,  non tanto  per  la  prima  parte,  che
  ripropone  tutto  sommato i commi già previsti  dalla  legge,  ma
  quando  prevede di dare  i soldi a regime, perché stabilisce  che
  per  gli  esercizi  finanziari successivi si  provvede  ai  sensi
  dell'articolo 3, comma 2, della lettera u), della legge regionale
  10/99. Cioè, noi mettiamo un altro finanziamento in tabella H,  a
  regime. Abbiamo stabilito che quella struttura funziona a regime.
   Allora,  signor Presidente, io chiedo la sospensione  dell'esame
  del  provvedimento,  perché è sufficiente  che  per  tutelare  le
  minoranze  linguistiche  in Sicilia si  apra  una  struttura,  un
  servizio,  nell'ambito  dei  Beni  culturali  e  si  utilizzi  il
  personale  di  quegli uffici, perché qui si  vuole  procedere  di
  nuovo con  decine di assunzioni attraverso uno istituto inventato
  per  legge   Quindi, chiedo che venga accantonato il  disegno  di
  legge.

    PRESIDENTE   Onorevole  Speziale,  le  confermo   che   è   una
  riscrittura proprio per quello che ha detto lei, perché  i  primi
  due  commi non fanno altro che riscrivere, il terzo comma, se lei
  fosse  più attento, il testo era già contenuto nel secondo  comma
  del disegno di legge.  Per gli esercizi finanziari successivi, si
  provvede ai sensi dell'articolo  .

    SPEZIALE  Significa che lo votiamo in Tabella.

    PRESIDENTE  Ma era previsto, quindi non è una riscrittura.   E'
  un problema di merito, onorevole Speziale.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor  Presidente, credo che l'onorevole  Speziale
  abbia  posto una questione dirimente, perché il Governo  non  può
  continuare  ad operare per schizofrenia annunciata.  Il  Governo,
  qualche settimana fa, ha contribuito ad aprire una polemica sulle
  modalità di gestione del  bilancio e sulla gestione della Tabella
  H.
   La   Commissione  Bilancio,  oltre  tutto,  aveva  avviato   una
  procedura  di verifica, - visto che la Tabella H è la ripetizione
  di  procedure  autorizzate anche decenni fa - dell'efficacia  dei
  finanziamenti rispetto agli obiettivi prefissati dal  legislatore
  negli anni precedenti.
   Il  Governo  ha modificato in parte la Tabella H,  mettendo   in
  norma, e quindi nel bilancio della Regione, alcune iniziative che
  erano precedentemente gestite attraverso la Tabella H.
   Con  questa  legge  possiamo decidere creare  un  ente,  ma  non
  possiamo decidere che questo ente diventi regionale, perché  così
  come  lo  si  sta  facendo - dobbiamo essere  seri  -   si  vuole
  istituire  un ente che è totalmente a carico dell'Amministrazione
  regionale.
     E'  una  scelta  che  noi non possiamo condividere.  Pertanto,
  faccio  mia la proposta dell'onorevole Speziale. Lei sa bene  che
  avevo,  non a caso, chiesto un approfondimento, di questo disegno
  di  legge,  non  perché io abbia nulla contro le  iniziative  che
  sostengono le minoranze linguistiche nella nostra Regione, ma  in
  nome  di queste non possiamo creare altri enti inutili. Questa  è
  la questione che stiamo discutendo.
   Signor    Presidente,   in   funzione   anche   dell'emendamento
  presentato dal Governo, le chiedo formalmente l'accantonamento di
  questo  disegno  di  legge e chiedo che l'Aula  sia  messa  nelle
  condizioni  di  valutare  serenamente le modalità  attraverso  le
  quali  sostenere, giustamente, le minoranze linguistiche;  e  non
  lo  si  faccia  attraverso  nuovi enti che  rischiano  di  essere
  ennesimi carrozzoni della macchina burocratica regionale.
   Io  credo  che questo non ce lo possiamo permettere.  Le  chiedo
  formalmente  da Capogruppo, così come prevede il Regolamento,  di
  rinviare il testo per un approfondimento in Commissione.

    LEANZA    NICOLA,   vicepresidente   della   Regione.    Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  questo  disegno  di  legge  di
  iniziativa parlamentare, è stato  posto all'attenzione e  ritengo
  a  questo  punto  che sia utile, almeno per questo  articolo,  di
  accantonarlo  in modo tale da  fare una discussione più  compiuta
  rispetto  alle vere intenzioni che questo disegno di legge  aveva
  in premessa.

    PRESIDENTE  Onorevole Leanza, le chiedo scusa, può ripetere?

    LEANZA NICOLA, vicepresidente della Regione. Il Governo
  ritira l'emendamento.

    PRESIDENTE  Così resta stabilito.


   Presidenza del presidente Miccichè


                       Sull'ordine dei lavori

    SPEZIALE  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor Presidente, onorevoli colleghi, la  questione
  sul  piano  formale cambia, ma sul piano della sostanza  che   ho
  denunziato  prima,   e poi ripresa dall'onorevole  Cracolici,  la
  questione non cambia, perché noi stiamo istituendo  un altro ente
  in  deroga a qualsiasi legge. Ed un gruppo parlamentare non le ha
  chiesto   l'accantonamento  di  questo  articolo  ma  dell'intero
  disegno di legge.
   Lei  invece  ritiene che bisogna approfondire, in modo  tale  da
  potere  essere convinti sulla base anche degli accordi  che  sono
  intervenuti  nella  Conferenza  dei  Capigruppo,  ma  un   Gruppo
  parlamentare,   fra  l'altro  robusto,  uno  dei   più   numerosi
  dell'Aula, ritiene che questo disegno di legge necessita   di  un
  ulteriore approfondimento.
   Signor  Presidente,  lei  valuti  a  questo  punto  se  non  sia
  opportuno, per evitare di rideterminare un nuovo clima rispetto a
  quello  stabilito  nell'Aula,  che  il  disegno  di  legge  venga
  accantonato per procedere ad  una discussione successiva.

    LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LO  PORTO,  assessore  per il bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  sono  due  cose  completamente
  diverse.  Nel  merito  l'emendamento,  che  è  esplicativo  e  di
  ristrutturazione  del  finanziamento  stesso,   secondo  me,  non
  comporta  nuove spese; tuttavia, per l'economicità  della  seduta
  sono  pronto a ritirarlo; se il problema è più vasto  e  riguarda
  l'intero disegno di legge è un altro problema.
   Io  non  so  se  sia stata cura della Conferenza dei  Capigruppo
  decidere di portarlo o non portarlo all'esame; accantonare  tutto
  il  disegno di legge significa che a questo punto il Governo  non
  ritira l'emendamento.

    GIANNI  presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GIANNI    presidente  della  Commissione.  Signor   Presidente,
  onorevoli   colleghi,  proprio  per  quello  che  sta  succedendo
  dichiaro di voler rinviare in Commissione il disegno di legge  al
  nostro esame per un approfondimento.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  la  seduta   è   sospesa   e
  riprenderà alle ore 16.00.

       (La seduta, sospesa alle ore 13.30, è ripresa alle ore
                               16.50)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Miccichè


   Onorevoli  colleghi, la Presidenza si scusa con l'Assemblea  per
  il ritardo con cui ha riaperto i lavori.

                              Missione

    PRESIDENTE    Comunico  che,  per  ragioni  del  suo   ufficio,
  l'onorevole  Vitrano  è in missione dal 29  luglio  all'8  agosto
  2007.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Miccichè


        Si  riprende  l'esame del disegno di legge «Modifiche  ed
      integrazioni  alla legge regionale 9 ottobre 1998,  n.  26,
      sulla  tutela  delle minoranze linguistiche nella  Regione»
      (426/A)

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  si   riprende  l'esame   del
  disegno di legge n. 426/A  Modifiche ed  integrazioni alla  legge
  regionale  9  ottobre 1998, n. 26, sulla tutela  delle  minoranze
  linguistiche nella Regione  (426/A),  iscritto al n. 3)  del  III
  punto dell'ordine del giorno.
   Ricordo  che  avevamo sospeso la seduta durante  la  discussione
  dell'articolo  9  del disegno di legge, dove  vi  era  stata  una
  proposta del presidente della Commissione, onorevole Gianni.

    CUFFARO  presidente della Regione.  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CUFFARO   presidente della Regione.  Signor Presidente,  chiedo
  che il Presidente della Commissione, onorevole Gianni, ritiri  la
  proposta  di rinvio in Commissione del disegno di legge n.  426/A
  perché  crediamo  che,  oggi,   una  risposta  a  questo  settore
  particolare,  sarebbe gradita.


   Presidenza del presidente Miccichè


                       Sull'ordine dei lavori

    CRACOLICI  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI  Signor Presidente, lei ha sospeso la seduta dopo che
  il Presidente ha annunciato il ritiro del provvedimento.

    PRESIDENTE   Ha chiesto il ritiro.

    CRACOLICI  Lei aveva il dovere di far votare l'Aula per  alzata
  e  seduta.  Improvvisamente ha chiuso la seduta rinviandola  alle
  ore 16.00, con una procedura assolutamente inedita.
   In  una  fase  nella quale c'è una proposta, prima avanzata  dal
  capogruppo  dei democratici di sinistra e poi fatta  propria  dal
  Presidente  della Commissione, lei ha il dovere di verificare  la
  volontà dell'Aula. Ha sospeso la seduta.
   Adesso  assistiamo  ad  un  ennesimo  balletto,  ad  un'ennesima
  sceneggiata e, come se nulla fosse, lei, addirittura, viene qui e
  dice che all'articolo 9 c'era una discussione, una proposta.
   Se  fosse  stata una proposta, lei aveva il dovere di verificare
  la volontà, come ho appena detto.
   Era  intendimento comune dell'Aula che l'annuncio del Presidente
  della  Commissione costituiva volontà reale ma, in ogni caso  noi
  non  possiamo far finta di non cogliere i problemi  che  ci  sono
  nelle leggi.
   Io  capisco tutto, capisco che la maggioranza vive un momento di
  difficoltà - forse questo momento dura da diversi mesi  -  e  che
  la  maggioranza  si  tiene  con i reciproci  ricatti,  l'uno  con
  l'altro.
   Onorevole Presidente, lei è stato eletto dai siciliani, come lei
  dice  spesso  e,  però,  si  comporta  come  il  Presidente   del
   sottoscala'  della  prima Repubblica, quando  vigeva  la  logica
  patrizia.
   Lei  è  stato eletto direttamente, però, la logica che  sorregge
  molto spesso la sua azione politica, anche per il modo in cui lei
  si rapporta nel Parlamento e con i cittadini, è frutto più di una
  logica pattizia, di una logica ricattatoria.
   La  questione  che abbiamo posto non riguarda il  fatto  che  il
  provvedimento in discussione stava a cuore ad Alleanza Nazionale.
   In  Conferenza  dei  Capigruppo, mi sono reso  conto  -  facendo
  ammenda  a  me  stesso  -  del  fatto che  questo  provvedimento,
  probabilmente,  avrebbe avuto la necessità di un  approfondimento
  un po' più serio da parte mia.
     Avevo valutato e proposto già in Conferenza dei capigruppo  la
  possibilità   di  rinviare  questo  testo  a  settembre   perché,
  onorevole Presidente Cuffaro, voi siete stati protagonisti di una
  polemica qualche settimana fa sulle vicende della tabella H.
   Noi,  con questa legge, stiamo istituendo un nuovo ente,  stiamo
  istituendo un nuovo probabile soggetto che gestirà un pezzo della
  politica  regionale attraverso l'ennesimo probabile   carrozzone'
  che andiamo a definire in Sicilia.
   Ma  quando  ci fermeremo? Qual è il momento in cui metteremo  un
  punto? Questa è la questione. Non c'entra Alleanza Nazionale o il
  collega Stancanelli o un altro. Quest'Aula quando deve provare  a
  dire  signori,  dobbiamo continuare su quella strada'?
   L'atto  di  buonsenso che quest'Aula stava provando a  fare  era
  quello  di  dire:  è  possibile fare in modo di  promuovere,  con
  l'aiuto  e  il  contributo delle Regione, politiche  pubbliche  a
  sostegno  delle minoranze linguistiche nella nostra  Regione  che
  hanno una loro dignità, una loro storia, innanzitutto le comunità
  albanesi  che sono presenti nella nostra Regione?   Questa  è  la
  questione.  Non  è  dire no o dire sì ma dire: c'è  una  modalità
  diversa  piuttosto  che fare un ennesimo carrozzone  che  servirà
  forse  a nominare qualche consiglio di amministrazione, ad  avere
  qualche assunto per fare la segretaria, qualche altro assunto per
  fare  l'autista,  magari  di  un politico  trombato  alle  scorse
  elezioni che verrà nominato?
   Tra  l'altro, onorevole Presidente della Regione, come  è  ormai
  prassi, siete riusciti a  sporcare' l'Agenzia dei rifiuti il  cui
  nome di per sé - dato che si occupa di rifiuti - è facilmente  da
  sporcare, nominando nell'Agenzia dei rifiuti la gran parte di  ex
  politici  trombati  che,  come  competenza  professionale,  hanno
  quella  di essere dei politici, con l'aggravante di essere  stati
  trombati.
   Questa  è  la  questione  che  si è  posta,  non  una  sorta  di
  polemica, un dispetto nei confronti di un gruppo che ha  a  cuore
  questo disegno di legge.
   Si  può  cercare  di  approfondire questa questione?  Per  forza
  bisogna usare le comunità albanesi per fare un carrozzone?
   Pertanto,  onorevole Presidente della Regione, capisco  che  lei
  abbia  a cuore i numeri, ma possiamo far finta di non comprendere
  che   qui,  a  forza  di  tenere  incollata  con  l'attak  questa
  maggioranza, rischiate di fare danni alla Sicilia? E' il  momento
  questo per fare un ennesimo ente? Lei, in coscienza, ritiene  che
  fare  un  ennesimo  carrozzone sia la priorità della  Sicilia  in
  questo momento?
   Ecco perché ribadisco la necessità che questo provvedimento  non
  per  bloccarlo ma per provare a trovare strade anche  inedite  di
  modalità di sostegno alle comunità albanesi e non solo, che possa
  quindi  valorizzare  la loro cultura e la loro  differenza  anche
  linguistica  e  promuovere  le attività  di  sostegno  alla  loro
  storia,  ma  si  può fare in tanti modi. Il modo  con  cui  viene
  proposto   nel  disegno  di  legge  obiettivamente  è   un   modo
  conosciuto,  antico  e  che ha prodotto  tanti  danni  in  questa
  Regione.  E  la prospettiva di farlo diventare non un  contributo
  una tantum ma addirittura uno strumento permanente che costituirà
  spesa  obbligatoria  vita natural durante nella  vita  di  questa
  Regione, questo mi sembra per davvero esagerato.
   Ribadisco,   signor   Presidente,  la   necessità   che   questo
  provvedimento  venga approfondito per essere  valutato  meglio  e
  consentire di dare risposte moderne ed efficienti ai problemi che
  si pongono.
   Pertanto,  invito  il  Presidente a  fare  il  Presidente  della
  Commissione,  nel  senso  di occuparsi  di  una  commissione  che
  esamini  i  disegni di legge e li esamini nel merito,  al  di  là
  delle  appartenenze politiche. Il Presidente per primo si è fatto
  interprete  di  una condizione di difficoltà che  si  manifestava
  nell'esame del disegno di legge, ritengo singolare che tre ore di
  sospensione  possano consentire di far cambiare idea  non  a  una
  persona  ma  al Presidente di una Commissione che rappresenta  la
  Commissione, non se stesso.
   Pertanto  chiedo  che questa Aula possa assumere  la  decisione,
  come  di  fatto era già stata assunta,  di rinviare il  testo  in
  Commissione.

    CANTAFIA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CANTAFIA  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che  ci
  voglia un po' di buon senso.
   Quando  la  Commissione ha valutato questo disegno di legge  che
  considero molto importante, al di là delle somme impegnate, delle
  caratteristiche della stessa legge, perché affronta finalmente un
  problema  che  ha a che fare con le nostre comunità di  minoranza
  linguistica,  ricordo  bene che la Commissione  aveva  un  numero
  minimo  di  deputati  presenti quando è  stata  valutata.  E  tra
  l'altro  io non c'ero, adesso non voglio arrogarmi il  merito  di
  sapere   un  po' di più del Presidente della Commissione,  ma  la
  condizione  degli arbresci,  per  il fatto di essere un  deputato
  palermitano  mi  consente di saperne  un  po'  di  più.  Non  ero
  presente  ma  quando  ne  parlammo con il  Presidente  mi  sembrò
  ragionevole  che si andasse al più presto ad una  valutazione  in
  Aula.
   Durante  il  dibattito tutti i componenti della  Commissione  si
  sono  resi  conto che forse, invece, meritava un approfondimento.
  Abbiamo   pressato   nei   confronti   del   Presidente    perché
  interpretasse  questo nostro disagio e il nostro  Presidente,  il
  Presidente della V Commissione, lo ha ritenuto ragionevole.
   Posso  parlare  a  nome  di componente  di  quella  Commissione.
  Questo  disegno di legge è importantissimo, va valutato bene,  il
  Presidente  può  prendere  l'impegno di metterlo  all'ordine  del
  giorno della prima seduta utile della nostra Commissione. Poi  la
  Conferenza    dei   capigruppo   potrà   valutare   di   metterlo
  immediatamente all'ordine del giorno.
   Se  saremo  capaci di migliorarla bene; altrimenti si proseguirà
  con  il  testo che fin qui è stato esitato,  perché  potrà  dalla
  Commissione essere di nuovo approvato.
   Mi  impegno fin da adesso a valutarlo senza ostruzionismi, senza
  nessuna  voglia  di impedire che si faccia. Sono tra  quelli  che
  finché  non  avrò esaminato fino in fondo la cosa mi  astengo  da
  pensare  che  non  si  possa fare un istituto  per  le  minoranze
  linguistiche.
   Mi   astengo,   anche   per  prudenza,  dalla   definizione   di
   carrozzone' che ha dato l'onorevole Cracolici perché un istituto
  bisogna   farlo,  bisogna  evitare,  certamente  di   creare   un
  carrozzone.
   Chiedo  al  Presidente  di  non  ritirare  ciò  aveva  ritirato;
  seguiamo   con  ordine  e  prendiamoci  l'impegno   di   valutare
  rapidamente e immediatamente il testo che ci è stato presentato e
  quindi,  arrivare alla giusta conclusione.

    LO  PORTO,  assessore per il bilancio e le finanze.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LO  PORTO,  assessore  per il bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo parlato troppo di  questo
  argomento  che  in effetti si è prestato a molte interpretazioni,
  gran parte delle quali, sono da me e dal Governo condivise.
   Se  può  essere utile per sbloccare questo dibattito e procedere
  oltre,   il   Governo  è  pronto  a  ritirare  il   terzo   comma
  dell'emendamento   che   praticamente  toglierebbe   quella   che
  l'onorevole  Cracolici  ha ritenuto un ingresso  a  regime  della
  legge.    Eliminando   il   terzo   comma,    viene    eliminato,
  automaticamente,  questo rischio e quindi  rimane  solamente  una
  provvidenza per venire incontro alle lingue minoritarie.

    PRESIDENTE     Assessore   Lo   Porto,   fomalizzi    con    un
  subemendamento l'emendamento 9.R.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

        PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor Presidente, mi permetterà  di  richiamare  un
  attimo quello che si è verificato stamattina anche perchè ci  sia
  un regolare svolgimento dei lavori.
   Nel  corso del dibattito e questa volta devo dire, più di  ieri,
  rispetto  a  quando  l'onorevole  Cracolici  aveva  sollevato  la
  richiesta  di rinvio di tutte le leggi in commissione, il  gruppo
  dei DS, io e l'onorevole Cracolici, abbiamo sollecitato il rinvio
  in commissione:  la proposta è stata fatta propria dal Presidente
  della  Commissione  e,  come  recita l'articolo  121  quater,  il
  Presidente  dell'Assemblea deve limitarsi  a  porre  ai  voti  la
  proposta   e   nel   caso   in   cui   l'Aula   si   determinasse
  nell'accoglimento del rinvio in Commissione.
   Recita,  sempre  il  quarto  comma:   «trascorsi  15  giorni  il
  disegno   di  legge  sarà  re  iscritto  all'ordine  del   giorno
  dell'Assemblea».
   Quindi  non  mi  pare  ci sia niente di particolare,  non  nasce
  nessun ostacolo. Sul piano regolamentare il disegno di legge,  se
  viene,  così  come  richiesto dal presidente  della  commissione,
  dall'intera   commissione,   in  modo   motivato,   rinviato   in
  commissione, alla riapertura dei lavori d'Aula, viene re iscritto
  all'ordine del giorno per l'esame del Parlamento siciliano.
   Nel  frattempo matureranno decisioni, in un senso o  nell'altro,
  e  questo ci permetterebbe immediatamente di potere affrontare  e
  discutere  anche gli altri disegni di legge e questo  disegno  di
  legge  non  diverrebbe, impropriamente, di ostacolo al  prosieguo
  regolare dei lavori d'Aula.
   Per   cui,   signor  Presidente  la  invito  al   rispetto   del
  Regolamento interno, e dato che si stava procedendo all'esame  di
  un  subemendamento,  debbo dire che la  proposta  del  Presidente
  della commissione precede il subemendamento.
   Per  quanto  riguarda  il  subemendamento  o  l'emendamento   al
  subemendamento,  onorevole Presidente della Regione e   assessore
  per  il  bilancio, che  la previsione di impegno non si modifica,
  sul  piano  della perfezione normativa e contabile è  più  esatto
  l'emendamento  presentato dall'assessore Lo Porto, non  è  questo
  in discussione.
   In  discussione è la natura del disegno di legge  e  l'onorevole
  Cracolici  si  è  chiesto  se  è possibile  un'altra  strada,  mi
  permetta  di  suggerirgliela, io che sono abituato ad  essere  da
  tanti anni uomo di Governo: è sufficiente che il Presidente della
  Regione  convochi una Giunta e si decida di istituire un servizio
  presso  un dipartimento qualsiasi o  in particolare presso quello
  della  pubblica  istruzione e dei beni culturali  che  tuteli  le
  minoranze linguistiche e che svolga le stesse funzioni  che  sono
  preposte già oggi, per legge, a quell'Assessorato.

    LO  PORTO,  assessore per il bilancio e le finanze.  Eliminando
  il terzo comma avviene così.

    SPEZIALE    Non  c'è  bisogno di fare assolutamente  niente,  è
  sufficiente istituire un servizio ove questo servizio  non  fosse
  stato  ad  oggi  istituito, con una semplice delibera  di  Giunta
  senza  aggravi  e costi aggiuntivi nei confronti  della  pubblica
  amministrazione.
   La  differenza sta tutta qui, chiediamo che venga  rimandato  il
  testo  in  commissione,  sul piano regolamentare; sul  piano  del
  merito bisogna sapere che noi siamo per risparmiare 250 mila euro
  l'anno,  perché  le tutele si possono fare con i  compiti  propri
  dell'assessorato  non  c'è bisogno di fare  nient'altro,  se  non
  quello,  ove  non  ci fosse, perchè io non so  se  già   è  stato
  istituito questo servizio.
   Quindi  signor  Presidente dell'Assemblea, onorevole  Presidente
  della  Regione,  chiedo  di rispettare il Regolamento  interno  e
  quindi  quanto  prevede  l'articolo 121  quater,  terzo  comma  e
  successivi,  evitando  che questo disegno  di  legge  diventi  da
  ostacolo per il prosieguo dei lavori d'Aula.

    PRESIDENTE    Ha   chiesto  di  parlare  il  Presidente   della
  Commissione. Ne ha  facoltà.

    GIANNI    presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, l'Aula  ovviamente  è  sovrana.
  Vorrei ricordare che questo disegno di legge è stato approvato in
  Commissione di merito e anche dalla  Commissione Bilancio.
   Di  fronte alla proposta dell'Assessore al Bilancio di  ritirare
  il  terzo comma dell'emendamento che, di fatto riporta il disegno
  di legge alla sua originaria posizione, mi mette nelle condizioni
  di dover fare due proposte che possono essere subordinate: una  è
  quella  di  continuare  ad esaminare  il  disegno  di  legge,  in
  subordine,  per  evitare che ci sia una frattura  all'interno  di
  questo consesso, potrei chiedere al Presidente dell'Assemblea  la
  deroga  di  riunire la Commissione, per rivedere, se  lo  riterrà
  utile, qualche cosa,  da aggiungere o da togliere;  ma dopo  aver
  esitato  dalla  Commissione di merito e avuta la copertura  dalla
  Commissione  Bilancio,  dove  erano  presenti  tutti  i  colleghi
  autorevoli,  mi  pare  che  con  la  proposta  dell'Assessore  al
  Bilancio,  di  fatto  si sia  ripristinato il  disegno  di  legge
  originario.
   Questo mi porta a non richiedere il rinvio del disegno di  legge
  in  Commissione.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Gianni. Dovrei  dare  la  parola
  all'onorevole  Ortisi  che  ha chiesto  di  parlare  ma  c'è  una
  pregiudiziale   legittima   sia  dell'onorevole   Cracolici   che
  dell'onorevole   Speziale   sulla  richiesta   di   rinviare   in
  Commissione  il  disegno di legge, come recita  espressamente  il
  Regolamento interno.
   La  richiesta  che  aveva fatto il Presidente della  Commissione
  doveva essere messa ai voti, ma è avvenuta la sospensione,  si  è
  ripresa la  seduta - lo volevo ricordare all'onorevole Speziale -
  non  per  fare presentare il subemendamento, ma per la  richiesta
  che  è  pervenuta   dal  Presidente della  Regione  di  rivolgere
  quell'invito al Presidente della Commissione.
   Se  la  richiesta fatta dal Presidente della Commissione  non  è
  più attuale, che sottolineo non può ritirare il disegno di legge,
  ma  può  chiedere  il  rinvio in Commissione,  proprio  ai  sensi
  dell'articolo 122 del Regolamento a cui facevate riferimento,  se
  non  c'è più quella richiesta non c'è motivo di metterla ai  voti
  per cui do la parola all'onorevole Ortisi.

    CRACOLICI   Scusi,  signor Presidente ma io non conto?

    PRESIDENTE  Ma  lei non ha fatto la richiesta, lei  ha  parlato
  sulla  richiesta del Presidente della Commissione e  ha  imputato
  alla Presidenza di non aver messo ai voti quella richiesta.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

                       Sull'ordine dei lavori

    ORTISI   Onorevole  Presidente,  pensavo  di  intervenire   sul
  merito e invece do la precedenza a un intervento sull'ordine  dei
  lavori.   Se  rinviare  in  Commissione  significa  rinviare   in
  commissione  come  intendiamo, personalmente  sono  favorevole  e
  penso  di  poter parlare anche a nome del Gruppo, se  invece  per
  quanto   ho   capito,  rinviare  in  Commissione  significherebbe
  estemporaneamente riunire la Commissione, sospendere i  lavori  e
  poi  tornare, il discorso non ci trova assolutamente  favorevoli.
  Allora  vorrei  che  il  Presidente della  Commissione  chiarisse
  questo aspetto perché da esso dipende in nostro atteggiamento  in
  Aula. Mi riservo di intervenire nel merito.

                         Per fatto personale

    CRACOLICI  Chiedo di intervenire per fatto personale.

    PRESIDENTE Ne ha facoltà

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, considerato  che  ormai  c'è  un
  problema   di   interpretazione  per  quanto  mi  riguarda   avrò
  difficoltà  a  farmi comprendere nella lingua  ufficiale  che  si
  parla   in  questo  Paese,  che  è  la  lingua  italiana,   forse
  probabilmente visto che trattiamo un disegno di legge che  tutela
  delle minoranze linguistiche, chiedo asilo politico per  avere la
  possibilità di essere tutelato anche in quella legge.
   Presidente,  qualche  ora  fa, vorrei  che  lei  mi  ascoltasse,
  perché  credo che questa volta lei ha creato l'incidente, e  l'ha
  creato  volutamente, determinando una condizione che non facilita
  il percorso d'Aula.
   Qualche ora fa, formalmente, da questo podio, ho chiesto,  nella
  qualità di Capogruppo ed ai sensi del Regolamento vigente, che il
  testo  fosse  rinviato  in  commissione per  un  approfondimento,
  facendo una serie di valutazioni di merito.
   Il  Presidente  della Commissione, probabilmente, eccedendo  nei
  suoi   poteri,    ha  dichiarato  il  ritiro  del  provvedimento.
  Quest'ultimo  può  ritornare   in  commissione,  non  può  essere
  ritirato perché una volta esitato per l'Aula è dell'Aula.
   Vorrei  far  rilevare  che stiamo facendo una  partita  di   tre
  sette  col  morto   nel senso figurativo.  Qualche  ora  fa,  era
  presente  l'assessore al ramo, il quale, in maniera palese,  come
  tutta l'Aula ha potuto valutare, e c'era la consapevolezza di una
  necessità  di un approfondimento tecnico.
   Si  riapre  l'Aula, dopo che lei ha sospeso abusando  della  sua
  funzione, e  l'assessore al ramo non c'è più.
   Il  Presidente  della  Commissione si ricorda  che  l'esame  del
  provvedimento  di  legge  è  stato  esitato  all'unanimità  dalla
  Commissione  di merito e dalla Commissione bilancio.  Ricordo  al
  collega  che  quest'ultima si limita a dare copertura finanziaria
  per   la   parte  di  competenza,  non  entra  nel   merito   del
  provvedimento.
   Si ricorda tutto questo, e come se nulla fosse, dice ma

    GIANNI   presidente della Commissione e relatore. C'è un  fatto
  nuovo

    CRACOLICI   C'è un fatto nuovo  No, onorevole  Gianni,  lei  ha
  maggiore esperienza di  me  Il fatto nuovo non esiste, perché era
  stato  già annunciato il ritiro non del terzo comma, ma il ritiro
  dell'emendamento 9.R da parte dell'assessore Lo Porto.
   Non  il  terzo  comma,  quello che dice che  sostanzialmente   ,
  insomma,   si  iscrive in tabella H, ma addirittura,  il  Governo
  aveva  annunciato  il ritiro dell'intero emendamento.  Altro  che
  fatto nuovo, quindi  Il fatto è molto vecchio
   Capisco  che  si può anche cambiare opinione, ma  bisogna  anche
  spiegare perché la si cambia
   C'è  stata una valutazione, condivisa dall'Aula, che c'è non una
  cosa  da  fare  contro AN, ma un approfondimento  per  vedere  se
  funziona il meccanismo.
   Onorevole Presidente della Regione, serve fare una legge che  ha
  come  obiettivo accontentare una parte politica ma  costruire  un
  ennesimo  luogo che probabilmente sarà non una cosa che  funziona
  ma una cosa che servirà soltanto a buttare dei soldi?
   E'  questo  il  punto  Può darsi che io mi sbagli,  ma  vogliamo
  approfondirlo un attimo?
   Ecco,  perché, ribadisco, il senso della proposta  che  è  stata
  fatta  di  consentire  alla  commissione  un  approfondimento  di
  merito,  soprattutto, non sui principi che regolano la  legge  ma
  sull'organismo  che  deve  gestire  le  politiche  pubbliche   di
  sostegno  e di promozione, in maniera tale da consentire all'Aula
  di approvare una legge che funzioni.
   Credo, signor Presidente, che come al solito siamo, adesso,  nel
  momento dell'assurdo.
   Ce  n'eravamo andati alle ore 13.00, forse consapevoli  che  era
  l'ora  di  andare  a  pranzo, convinti che  la  legge  era  stata
  rinviata in commissione.
   Torniamo   alle  ore  16.50,  dopo  che  l'apertura  era   stata
  annunciata per le ore 16.00, e scopriamo che, dopo un vertice  di
  maggioranza  con  il Presidente della Regione,  cambia,   non  il
  percorso  d'Aula ma, addirittura, quella che era stata  da  tutti
  considerata una decisione presa.
   Secondo   voi,  possiamo  andare  avanti  così  come   c'eravamo
  impegnati per consentire all'Aula di chiudere, veramente, avevamo
  ipotizzato  di esaminare entro le ore 14.00 tutti  i  disegni  di
  legge,  siamo  alle ore 17.20 ed ancora alcuni disegni  di  legge
  devono essere esaminati, vi pare il modo questo di facilitare  il
  percorso d'Aula?
   Ve   lo   chiedo  perché  non  potete  chiederci  il  senso   di
  responsabilità  e poi pensare di essere i padroni  delle  regole,
  che  cambiate a secondo della loro convenienza, ma come  funziona
  quest'Aula?
   Io  invito,  signor Presidente, la maggioranza ed il  Presidente
  della  Regione  ad evitare che questa vicenda,  che  mi  sembrava
  assolutamente  serena  e non c'era nessuna strumentalità,  nessun
  boicottaggio  ma  una  valutazione di serio approfondimento,  non
  diventi un ulteriore tassello di quel clima irrespirabile che  in
  alcuni   momenti  quest'Aula  ha  vissuto  nel  corso  di  questa
  sessione.
   Siamo  quasi  alla  fine, consentiteci di  finire,  di  dare  le
  risposte  alle  emergenze  che ha la  Sicilia  ma  non  usate  le
  emergenze  per  fare entrare cose che non possono entrare  o  che
  comunque  non  vengono  ritenute nel momento  adatto  per  essere
  considerate tali e valutate tali dal Parlamento.
   Io  invito  la Presidenza a non limitarsi a prendere atto  della
  situazione  con un voto per alzata e seduta, ma invito  tutta  la
  maggioranza a considerare quanto è avvenuto alle ore 13.00,  come
  un  dato  certo, acquisito per consentire di entrare  nel  merito
  dell'altro disegno di legge - che credo sia quello relativo  alla
  protezione civile - in modo tale che l'Aula possa esaminare i due
  testi che ancora mancano e concludere entro la serata i lavori.
   Credo  che  serva  a  tutti avere certezza  di  quando  chiuderà
  questa  sessione, perché a forza di prorogarla io non  so  quanti
  resteremo,  da qui alla fine dei lavori per votare i  disegni  di
  legge.

    PRESIDENTE  Grazie, onorevole Cracolici. Ma per rispetto  della
  verità  e facendo appello alla sua onestà intellettuale,  non  si
  può  dire  che alle 13.30, quando ho sospeso i lavori d'Aula,  ci
  fosse stato un voto per il rinvio in Commissione.
   Seconda  cosa, obiettivamente l'assessore Lo Porto ebbe a  dire,
  sull'emendamento  9.R, «se serve lo ritiro». Non  l'ha  ritirato,
  abbiamo guardato i verbali.
   Se,   però,   il  suo  intervento  vuol  significare   ulteriore
  reiterazione  della richiesta di invio in Commissione  io  ho  il
  dovere  di  dare la parola a due deputati, uno a  favore  ed  uno
  contro, per poi fare votare l'Aula in proposito.
   Se c'è questa richiesta ..

    CRACOLICI  La mia richiesta è formalizzata

    PRESIDENTE   Chi  parla a favore della proposta  dell'onorevole
  Cracolici e chi contro?

    SPEZIALE  E' nelle cose essere a favore.

    CAPUTO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io   vorrei
  soltanto   ripercorrere   i  momenti  prima   della   sospensione
  dichiarata dal Presidente dell'Assemblea.
   Di  questa  legge  abbiamo  letto e approvato  quasi  tutti  gli
  articoli,  siamo  arrivati all'articolo 9. L'Aula  li  ha  letti,
  discussi ed approvati.
   C'eravamo    fermati    all'articolo   10,    soltanto    perché
  quell'articolo era stato oggetto di numerosi emendamenti.
   E  tutti  gli  articoli  fino al 9  e  10  compreso  sono  stati
  condivisi anche dai colleghi dell'opposizione.
   Il  motivo  che  ha determinato la dichiarazione del  Presidente
  della commissione, onorevole Gianni, e la conseguente sospensione
  della  seduta  era  stato determinato dalla presentazione  di  un
  emendamento  di riscrittura dell'articolo da parte dell'assessore
  per il bilancio, onorevole Lo Porto.
   Se  i  fatti  hanno una logica ed una loro conseguenza,   se  il
  Presidente Gianni ha dichiarato di voler ritirare la proposta  di
  rinvio  alla  luce  di  chiarimenti  che  l'Aula  ha  offerto   e
  l'assessore  Lo Porto ha dichiarato, se serve, di voler  ritirare
  l'emendamento  che  ha determinato i motivi  del  contendere,  io
  credo che oggi - seguendo la logica che fino a questo momento  ha
  guidato  i  lavori d'Aula - non ci siano più le  motivazioni  che
  possano  determinare  un  impedimento alla  votazione  finale  di
  questo  disegno di legge che è importante, perché non si crea  un
  carrozzone  ma si crea un ente di diritto pubblico che  serve  ad
  attivare  tutte le iniziative per garantire i gruppi di minoranza
  linguistica e se andiamo a dare un'attenta lettura agli  articoli
  di legge, credo sia il 7 o l'8, a rappresentare la commissione di
  questo ente di diritto pubblico sono i rappresentanti dei comuni.
   Non  creiamo dipendenti, né forme di precariato ma una struttura
  di  diritto  pubblico che è guidata dai sindaci  dei  comuni  che
  hanno  una cultura arbrescia e quindi che consente e ci  assicura
  di avere una composizione non clientelare ma istituzionale, fatta
  dai sindaci o dai loro delegati.
   Credo,  quindi, che non ci sono impedimenti e sono  affinché  si
  continui  il dibattito, che il disegno di legge resti all'interno
  di quest'Aula e che si proceda all'esame e al voto finale.

    PRESIDENTE    Pongo  in  votazione la richiesta  dell'onorevole
  Cracolici di rinvio in commissione del disegno di legge.
   Chi è d'accordo si alzi, chi è contrario resti seduto.

                         ((Non è approvata)


   Presidenza del presidente Miccichè


                               Congedi

   Comunico all'Aula che l'onorevole Cascio ha chiesto congedo  per
  gli  onorevoli Confalone e Limoli. L'onorevole Caputo ha  chiesto
  congedo per l'onorevole Incardona.

    PRESIDENTE   Pongo in votazione il subemendamento del  Governo,
  col  quale  si  chiede di cassare il terzo comma dell'emendamento
  9.R
   Il parere della Commissione?

    GIANNI  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE   Pongo in votazione l'emendamento  9.R  sostitutivo
  dell'articolo 9 così come emendato.

    CRACOLICI  Sostitutivo di che cosa?

    PRESIDENTE  Dell'articolo 9 della legge.

    CRACOLICI  Quindi, stiamo votando l'articolo?

    PRESIDENTE      Votiamo    l'emendamento    9.R     sostitutivo
  dell'articolo 9.

    ORTISI  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  avrei  voluto
  evitare  il  mio  intervento perché ho  trattato  l'argomento  in
  Commissione Bilancio e tuttavia così come si stanno dipanando  le
  vicende   in  Aula  intervengo  nel  merito,  visto   che   siamo
  all'articolo 9 del disegno di legge.
   In  un  mondo  globalizzato  nel quale  l'italiano  è  minoranza
  linguistica  e  nel  quale chiunque può  notare  che  non  esiste
  neologismo italiano, per il semplice motivo che non riusciamo  ad
  esprimere  novità  in  nessuno campo, e i neologismi  sono  tutti
  inglesi mi verrebbe da dire:  proteggiamo l'italiano .
   Onorevoli   colleghi,  esiste  già  una  legge  del   Parlamento
  siciliano  che tende, con interventi che si diramano, alcuni  dei
  quali,  secondo me, retorici, come quello ad esempio  di premiare
  i  temi  in classe (ricordo una polemica di qualche tempo  fa  in
  quest'Aula)  che  tenta  di proteggere la  minoranza  linguistica
  siciliana.
   A  tal  proposito,  mi permetto di richiamare l'attenzione   dei
  colleghi su un testo fondamentale che potrebbe aprirci gli  occhi
  su  quello  che  stiamo facendo, che è  Langue  et  language   di
  Ferdinand  De  Sopur  - 1917. La seconda parte  di  questo  libro
  potrebbe  essere illuminante per ciò che faremo; dovrebbe  essere
  preso  in  considerazione per ciò che riferisce e riagganciandomi
  ad  esso,  vorrei  qui  sintetizzare il mio ragionamento  in  una
  serie   di   cerchi   concentrici.  C'è   ormai   il   linguaggio
  internazionale che per  metà è inglese e per  metà è arabo, che è
  il  cerchio più grande, all'interno, per quanto ci riguarda,  c'è
  l'italiano,  dentro ancora c'è il siciliano,  dentro  ancora,  in
  nicchia, c'è quello di cui stiamo deliberando.
   Mi  chiedo quindi - per non tediarvi - se non sia sproporzionato
  l'intervento  economico e finanziario rispetto  al  finanziamento
  dell'ultimo piccolo cerchio, all'interno del quale si iscrive  la
  nostra vita, visto che la storia del linguaggio, prima che  della
  lingua,  è espressione della storia dei comportamenti da  sempre,
  da quando siamo passati dal grugnito all'articolazione di qualche
  parola   Non vi pare, quindi, che proteggere in nicchia -  che  è
  positivo in sé non negativo - sia sproporzionato?
   Ho  letto  la  relazione dei professori universitari  su  questo
  argomento   portata  in  Commissione   Bilancio    dall'onorevole
  Falzone  e  che  in altra sede vorrei contestare  parzialmente  e
  modestamente.
   Quello  su cui voglio puntare l'attenzione è l'eccessivo impegno
  economico-finanziario anche a fronte dei problemi che si vogliono
  affrontare  e  per  i  quali abbiamo fatto  tante  discussioni  e
  polemiche,   mi   riferisco  alla   legge  sullo   sviluppo,   ai
  finaziamenti per il buco della sanità, eccetera.
   Non  vi pare che questo non ci qualifichi eccessivamente  e  che
  ci  porti  ai margini della storia e non nella strada  principale
  della   storia?   E  questo  solo  per  favorire   equilibri   di
  accostamenti
   Noi siamo legislatori, onorevoli colleghi

    ZAPPULLA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ZAPPULLA  Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo  chiesto
  di  intervenire  qualche  minuto  prima  per  un'altra  faccenda;
  purtuttavia,  da componente della V Commissione   non  ho  alcuna
  difficoltà a dire che questo disegno di legge, sul quale è  stato
  espresso,   all'unanimità,  un  giudizio  positivo,  risponde   a
  quell'esigenza di tutela delle minoranze linguistiche.
   Nel  corso del dibattito sono, però, emersi una serie di rilievi
  legittimi e convincenti che impongono, a mio avviso, la necessità
  che  il  disegno  di legge torni in Commissione, non  per  alcuni
  accorgimenti  di  ordine  tecnico, ma  perché  venga  rivisto  il
  percorso  e la soluzione tecnica per quanto riguarda la  risposta
  al  problema,  tanto più che la Commissione si è  espressa  sulla
  necessità e non sulla soluzione tecnico-giuridica da individuare.
   Non  voglio  esprime  fin  d'ora  anticipazioni  su  quelli  che
  saranno i lavori e la riflessione della Commissione, ma credo che
  - mi consenta questa affermazione e lo dico al Presidente della V
  Commissione con il quale abbiamo lavorato su tante altre  cose  -
  fare la forzatura ora, su questo tema, vada ad incidere anche  il
  metodo  ed  il rapporto di lavoro all'interno della V Commissione
  dove si  andranno ad alterare ed a modificare gli equilibri ed il
  metodo di lavoro positivo già presente.
   Credo  che l'8 agosto, in  Sicilia, ci siano emergenze  maggiori
  rispetto  a questo disegno di legge ed andare ad approfondire  il
  disegno di legge in Commissione ritengo sia la strada più  logica
  e più giusta, caro Presidente.


   Presidenza del presidente Miccichè


    LACCOTO  Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LACCOTO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso  che  si
  debba fare molto equilibrismo per cercare di portare a galla  dei
  provvedimenti  che, a volte, credo non siano prioritari  rispetto
  ad altre situazioni.
   Ho  chiesto  più  volte, da questo scranno, la  priorità  su  un
  problema  riguardante  gli  ATO che  hanno  accumulato  oggi  500
  milioni  di  euro. Ritengo, signor Presidente,  che  quando  lei,
  impunemente,  cercherà di bocciare quegli emendamenti  di  ordine
  generale,   riportando  in  vita  una  legge  già  rimandata   in
  Commissione, non darà l'esempio di un comportamento da Presidente
  dell'Assemblea.
   Signor  Presidente,  lei  potrà fare  tutto  quello  che  vuole,
  personalmente  ho  fatto  qui  sempre  battaglie  per   interessi
  generali,  per  norme  semplici  che  potrebbero  evitare   mille
  complicazioni. Abbiamo trasformato un atto culturale,  che poteva
  essere preso come merito di questa Assemblea, in un ennesimo ente
  praticamente inutile e di sottogoverno, mentre tutta  la  Sicilia
  ci guarda, mentre si parla di  risparmi della politica, mentre il
  Presidente  Cuffaro dice, giustamente, che non si devono  ridurre
  gli emolumenti ai consiglieri comunali e noi andiamo ad impegnare
  450  mila  euro con istituto perché bisogna creare  il  posto  di
  sottogoverno; le stesse somme verranno inserite nella tabella H e
  con la  finanziaria dell'anno prossimo questi si moltiplicheranno
  e  questo sarà il valore della morale della politica a cui noi ci
  riferiamo a parole.
   Penso  che questa Assemblea, al di là della parti, al di là  del
  Gruppo di AN - che è presente con solo  tre o quattro deputati  -
  non si può far sottomettere di fronte ad una ingiustizia e ad una
  palese violazione di quelle che sono le norme etiche, morali  che
  ci devono dare anche un minino di comportamento coerente.

    PRESIDENTE   Pongo  in votazione l'emendamento  9.R  nel  testo
  risultante.
   Il parere della Commissione?

    GIANNI  Presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE   L'articolo 9 è stato completamente sostituito.  Si
  passa all'articolo 10.

    CRACOLICI   E' un emendamento che sostituisce, adesso  si  deve
  votare l'articolo 9 ai sensi del Regolamento.

    PRESIDENTE  No, se è sostitutivo non si deve votare.

    CRACOLICI  Così lei sta introducendo una novità assoluta

    PRESIDENTE   Onorevole Cracolici, lei  metta  per  ipotesi  che
  l'articolo  non  venga approvato, è una votazione  in  violazione
  della  precedente  deliberazione, è  un  emendamento  interamente
  sostitutivo.
   Se  lei  vota  un  emendamento sostitutivo, questo  è  il  nuovo
  articolo.  Onorevole  Cracolici,  mi  appello  alla  sua   ottima
  conoscenza  del  Regolamento e anche della logica:  dopo  che  un
  emendamento  sostituisce interamente l'articolo  9,  su  cosa  si
  vota?

    CRACOLICI . Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  considerato
  che   l'emendamento   non  sostituisce  interamente   l'articolo,
  l'emendamento  è  un  emendamento  che  è  stato  votato  con  un
  subemendamento  che ha cassato il terzo comma e l'Aula  poi  vota
  l'emendamento.
   Alla  fine, lei deve fare votare l'articolo perché lei ha aperto
  la  discussione generale sull'articolo, ha discusso sull'articolo
  e  il  Governo  ha  presentato un emendamento,  questo   è  stato
  approvato,   ma  l'articolo deve avere il voto. E'  sempre  stato
  così su ogni articolo di ogni legge. La prego, signor Presidente,
  di non fare forzature.
   Lei deve far votare l'articolo 9, così come modificato, dopo  di
  che l'Aula si esprime sull'articolo 9.

    PRESIDENTE   Onorevole Cracolici, l'articolo 9 è  stato  votato
  nel testo risultante dall'emendamento 9.R. Così resta stabilito.
   Onorevole  Cracolici,  se  ritiene  che  non  sia  così,  faccia
  appello; personalmente mi appello al suo senso della logica.

    CRACOLICI  Lei sta forzando il Regolamento

    PRESIDENTE   Lei forza la logica, il Regolamento  è  frutta  di
  logica, oltre che di diritto

    CRACOLICI   E'  frutto di prassi. Chiedo una sospensione  della
  seduta.

    PRESIDENTE   La seduta è sospesa per due minuti per  consentire
  all'onorevole Cracolici di leggere il Regolamento.

    (La seduta, sospesa alle ore 17.42, è ripresa alle ore 17.44)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Miccichè


                     Per richiamo al Regolamento

    CRACOLICI  Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor  presidente,  stamattina  sono  venuto   con
  l'intenzione  di  consentire  a me stesso  di  uscire  da  questo
  Palazzo non distrutto come nelle due giornate precedenti.
   Personalmente,  mi  richiamo  all'articolo  121  bis,  che  così
  recita:   La  votazione  si  fa sugli emendamenti  e  sull'intero
  articolo . Lei ha, come è sempre avvenuto, signor Presidente,  il
  dovere  di far votare l'articolo, così come modificato. E' sempre
  avvenuto così in applicazione del Regolamento. Le chiedo,  signor
  presidente, di non forzarlo con interpretazioni fantasiose, anche
  perché  le  avevo chiesto dal banco se lei stava  facendo  votare
  l'emendamento e poi l'articolo e lei mi ha detto di sì.

    PRESIDENTE  Ho detto il subemendamento.

    CRACOLICI  Il subemendamento era stato già votato.  Quindi,  la
  prego,  signor Presidente,  poi l'Aula è sovrana e  deciderà,  ma
  lei ha il dovere di consentire all'Aula di far votare l'articolo,
  così   come   recita  il  Regolamento.  Non  facciamo   ulteriori
  radicalizzazioni

    PRESIDENTE  Onorevole Cracolici, lei è in palese errore.

    CRACOLICI    Chiedo   la  sospensione   della   seduta   e   la
  convocazione  della  Giunta  per il  Regolamento,  ai  sensi  del
  Regolamento.

    PRESIDENTE    Ai   sensi  del  Regolamento  è   il   Presidente
  dell'Assemblea che interpreta il Regolamento in Aula, poi le dirò
  la norma regolamentare che lo prevede.
   Mi  rifaccio alla norma che lei ha letto, è proprio quella norma
  che  le  dà  torto:   La  votazione si  fa  sugli  emendamenti  e
  sull'intero  articolo   e vuol dire che  quando  più  emendamenti
  modificano  l'articolo,   si  vota sull'articolo,  quando  questo
  viene  sostituito non può farsi una nuova votazione perché esiste
  il principio  ne bis in idem  .
   Non  si  può  procedere ad una  votazione che potrebbe  dare  un
  esito diverso dalla prima. E' impossibile. E' la logica. E poichè
  il diritto è anche logica, onorevole Cracolici, le garantisco che
  non  metterò  in  votazione l'articolo  perché  sarei  contro  il
  Regolamento.
   Per  quanto  riguarda  l'interpretazione  del  Regolamento,  gli
  uffici  mi  dicono che l'articolo 7 prevede che sia il Presidente
  il custode del Regolamento in Aula.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor Presidente, le voglio fare  un  ragionamento
  logico:  supponiamo che l'Aula decideva di bocciare l'emendamento
  9 R.

    PRESIDENTE  Veniva bocciato l'articolo.
    CRACOLICI   Assolutamente  no   Restava  in  piedi   il   testo
  dell'articolo   che  era  stato  presentato   in   Aula.   Signor
  Presidente,  lei  sta forzando il Regolamento  e  questo  non  lo
  consento perché qui nessuno è cretino
   Signor  Presidente,  lei ha il dovere di far votare  l'articolo.
  Chiedo la sospensione della seduta.

    PRESIDENTE    In  qualità  docapogruppo  ha   il   diritto   di
  chiederlo. La seduta è sospesa per dieci minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 17.46, è ripresa alle ore17.52)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Miccichè


   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                           «Articolo  10.

   1.      La  presente  legge   sarà   pubblicata   nella Gazzetta
  ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in vigore il  giorno
  stesso della sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
  osservare come legge della Regione.»

   Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, la votazione finale sul disegno di legge  n.
  426/A  avrà luogo successivamente.

                               Congedi

    PRESIDENTE   Comunico  che l'onorevole Ruggirello   ha  chiesto
  congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

  Seguito  della  discussione del disegno  di  legge  «Disposizioni
  finanziarie  urgenti in materia di protezione civile e  vigilanza
  dei siti culturali. Disciplina comunitaria applicabile in materia
  di  agevolazioni de minimis. Abrogazione di norme» (637/A - Norme
  stralciate)


   Presidenza del presidente Miccichè


    PRESIDENTE  Si passa al seguito della discussione  del  disegno
  di   legge  «Disposizioni  finanziarie  urgenti  in  materia   di
  protezione  civile  e  vigilanza dei siti  culturali.  Disciplina
  comunitaria  applicabile in materia di agevolazioni  de  minimis.
  Abrogazioni di norme» (637/A- Norme stralciate), posto al  numero
  4).
   Invito   i  componenti  la  II  Commissione  a  prendere   posto
  nell'apposito banco.
   Ricordo  che  nella seduta n. 79 dell'1 agosto  2007  era  stato
  approvato il passaggio all'esame degli articoli.
    Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                                Articolo 1.
     Personale a contratto ex articolo 23-quater legge 31 marzo
                             1998, n. 61

    1. Nelle more della definizione del processo di stabilizzazione
  del personale assunto a tempo determinato dalla Regione, ai sensi
  degli  articoli 14, comma 14,  e 23-quater della legge  31  marzo
  1998,  n.61  e della determinazione della dotazione organica  del
  personale del dipartimento regionale della protezione civile,  al
  fine  di  assicurare  l'attività istituzionale,  il  dipartimento
  regionale  della protezione civile è autorizzato  a  prorogare  i
  contratti in essere con il predetto personale fino al termine del
  31   dicembre   2007  e  comunque  nei  limiti  di   stanziamento
  autorizzato dal presente articolo.
    2. Qualora non sia stato definita la previsione di cui al comma
  1,   il   dipartimento  regionale  della  protezione   civile   è
  autorizzato ad avvalersi del personale di cui al comma 1 fino  al
  31   dicembre   2008   e  comunque  nei  limiti  di  stanziamento
  autorizzato dal presente articolo.
    3.  Al comma 5 dell'articolo 21 della legge regionale 14 aprile
  2006,  n.  16, le parole  e con priorità per il' sono  sostituite
  con le parole  limitatamente al' .
    4.  Per le finalità del comma 1  è autorizzata, per l'esercizio
  finanziario  2007,  la  spesa di 4900  migliaia  di  euro  e  per
  l'esercizio 2008 la spesa di 14.700 migliaia euro.
    5.   Agli  oneri  discendenti  dall'applicazione  del  presente
  articolo,   pari  a  4.900  migliaia  di  euro  per   l'esercizio
  finanziario  2007  e 14.700 migliaia di euro per  ciascuno  degli
  esercizi  finanziari  2008 e 2009, si provvede  con  parte  delle
  maggiori entrate di seguito indicate:

      UPB  CAPITOL D E N O M I N A Z I O N E      2007  2008
              I
     4.3.1  Cap.   RITENUTE  SUGLI  INTERESSI  E 4.900 14.70
     .1.3   1026   REDDITI DI CAPITALE                   0

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - emendamento 1.1 a firma del Governo;
   - emendamento 1.2 a firma dell'onorevole Gianni.

   Si passa all'emendamento 1.2. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    CIMINO  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E'approvato)

   Si passa all'emendamento 1.1, del Governo. Il  parere della
  Commissione?

    CIMINO  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E'approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo risultante.

    BARBAGALLO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BARBAGALLO    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   siamo
  favorevoli all'articolo 1, però vorrei precisare che ieri sera si
  era creata una strumentalizzazione inutile.
   Ci   sono  questioni  di  carattere  politico  e  questioni  che
  riguardano gli stipendi, il lavoro, la funzionalità degli  uffici
  -  in questo caso si fa riferimento alla protezione civile -  sui
  quali  ovviamente  c'è la responsabilità ed anche  il  senso  del
  dovere   di   chi,  dall'opposizione,  vuole  dare   il   proprio
  contributo.
   Questo disegno di legge, però, è  molto delicato, nel senso  che
  si  è  permesso di fare accedere alcune materie che non c'entrano
  nulla con quanto trattato con il disegno di legge.
   Faccio  un appello alla Presidenza, voteremo a favore di  questo
  articolo   1,  ma  la  Presidenza  deve  avere  un  comportamento
  coerente,  personalmente non mi scandalizzo su nulla,  ma  vorrei
  che  non  ci  siano  scelte diverse su emendamenti  con  analoghe
  caratteristiche, sarebbe gravissimo.
   Non  so se stasera riusciremo a completare gli altri disegni  di
  legge, si può anche decidere di derogare per tutti o per nessuno,
  ma guai a pensare che qui ci sono primi della classe.

    FLERES  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES   Signor Presidente, onorevoli colleghi, con l'occasione
  del  voto  e  della  dichiarazione di voto  che  sarà  favorevole
  all'articolo 1, desideravo attrarre l'attenzione del Governo  sul
  tema  più  generale  della  protezione  civile  e  sulle  diverse
  fattispecie  che  riguardano  il  personale  che  si  occupa   di
  protezione civile.
   In  particolare,  onorevole  Presidente  della  Regione,  signor
  Presidente dell'Assemblea, desidero porre l'attenzione su  questo
  tema,  perché esiste un problema, lo stiamo affrontando in questo
  momento,  riguardante  il  personale del  Dipartimento  regionale
  della protezione civile, ma esiste un problema che riguarda anche
  il personale che opera, a diverso titolo, negli enti locali.
           Personalmente,  non  formalizzerò  nessun  atto,  nessun
  ordine  del  giorno,  nessun  emendamento;  ma  le  sarei  grato,
  onorevole Presidente della Regione, se volesse assumere l'impegno
  di  fare  una verifica della situazione del personale degli  enti
  locali  che si occupa di protezione civile al fine di individuare
  una  soluzione  che  riguardi anche questo  tipo  di  dipendenti,
  atteso  che  purtroppo nella nostra Regione la protezione  civile
  non è a tempo determinato, purtroppo  è a tempo indeterminato.  E
  si tratta di un fenomeno ricorrente,  che riguarda aspetti tra  i
  più  diversi  che hanno bisogno di essere affrontati  in  maniera
  ordinata e coordinata.
   Le  sarei  particolarmente grato, pertanto, onorevole Presidente
  della  Regione,  se volesse  sotto tale aspetto,   rispetto  cioè
  alla  disponibilità di avviare un ragionamento che  riguardi  più
  complessivamente il settore. Annuncio, intanto, fin da ora il mio
  voto favorevole all'articolo 1.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare per  dichiarazione  di  voto
  l'onorevole Villari. Ne ha facoltà

   VILLARI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per
  dichiarare   il  mio  assenso  a  questo  articolo  che   ritengo
  importante, ma soprattutto intervengo per richiamare l'attenzione
  del  Governo  e dei colleghi deputati rispetto al  fatto  che  ci
  troviamo,  ancora  una  volta,  a fare  una  proroga  rispetto  a
  un'attività  che  è  strutturale  e  strutturata  nella   Regione
  siciliana.
   Si  tratta di una delle attività più importanti e delicate della
  Regione.
   Vorrei  augurarmi,  Presidente  dell'Assemblea,  Presidente  del
  Governo e colleghi parlamentari, di non ritrovarci il prossimo 31
  dicembre  di quest'anno con un'ulteriore proroga da  fare  e  che
  faremmo;  significherebbe, infatti,  che  ancora  una  volta  non
  avremmo   provveduto   a  emanare  la  norma   per   stabilizzare
  organicamente  questo  personale,  senza  bisogno,  pertanto,  di
  ricorrere alla proroga dei contratti.
   In  questo  senso  vorrei ricordare che  questo personale  opera
  dal  1998,  sulla  base di un'attività promossa dal  Dipartimento
  nazionale della protezione civile, e comprende, quindi,   tecnici
  appositamente   formati   per   questa   attività.   E   la   mia
  preoccupazione, ripeto,  è che potremmo trovarci ancora una volta
  di fronte al fatto che qualche giorno dopo o qualche giorno primo
  del  31 dicembre, perché poi mi permetto di dire con una battuta,
  di   dovere    fare  una  ulteriore  proroga  di  qualche   mese.
  Consentitemi,  in  una battuta, di ricordare il famoso  proverbio
  siciliano:  «lu  iornu   un   ni  vogghiu   e  la  notte   sfraju
  l'ogghiu.»
   Sappiamo fin d'ora che la disposizione nazionale ci mette  nella
  condizione  di utilizzare l'articolo 20 della legge  numero  448,
  che  permette la stabilizzazione di questo personale  secondo  la
  normativa nazionale.
   Una  recente norma emanata con la finanziaria, la 296 del  2006,
  prevede  la  possibilità per i lavoratori precari della  pubblica
  amministrazione che hanno operato per lungo tempo nella  pubblica
  amministrazione e  che abbiano lavorato almeno 36 mesi su 60,  di
  poter  trasformare  questi  lavoratori,  attraverso  i  piani  di
  stabilizzazione,  in lavoratori che organicamente  operano  nella
  pubblica amministrazione.
   Il  problema  è: o in questa Regione ci mettiamo  in  testa  che
  dobbiamo legiferare e legiferare nel modo più organico possibile,
  con   grande   senso  di  responsabilità,  oppure  rischiamo   di
  continuare   a   parlare  delle  stesse  cose,  a   fare   leggi,
  accorgendoci poi che dieci delle leggi fatte sono dieci leggi che
  riguardano esattamente la stessa materia di proroga dello  stesso
  personale  che  abbiamo prorogato per dieci volte con  una  norma
  diversa ogni anno.
   Dobbiamo  evitare questo. Dobbiamo entrare nell'ottica  di  fare
  le  cose  come si fanno in un Parlamento serio come questo,   che
  qualche volta - però - mostra scarsa capacità di operare.
   E' quanto volevo dire, non mi esprimo sul resto degli articoli.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare  per dichiarazione  di  voto
  l'onorevole Apprendi. Ne ha facoltà.

    APPRENDI   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  per  annunciare il mio voto a favore, ma nello stesso tempo  per
  sottolineare,  così  come è stato fatto già  precedentemente  da
  altri colleghi, il paradosso di fronte al quale ci siamo trovati
  quest'anno.
   In  piena emergenza per la nostra Sicilia, avevamo il personale
  che  prestava  opera alla Protezione civile e  regionale,  senza
  contratto, in maniera volontaria.
   Credo che ciò non debba più accadere
   Dall'altra parte, ho apprezzato l'accordo di programma  che  la
  Regione  siciliana ha siglato con il Corpo nazionale dei  Vigili
  del  Fuoco,  proprio con la Protezione civile, il  mese  scorso.
  Pertanto, o diffondiamo una cultura di protezione civile  larga,
  a  360 ,   con  tutti gli enti che nell'eventualità di  disastri
  concorrono tra loro, oppure ci troveremo sempre, di emergenza in
  emergenza, ad additare di chi sono le responsabilità di ciò  che
  accade.
   Ed,  allora,  desidero sottolineare ancora una volta,  come  ha
  fatto  il collega Villari, che è necessario passare da uno stato
  di  precarietà  ad  uno stato definitivo di stabilizzazione  del
  personale.
   Questo,  ci  aiuterà  sicuramente nei lavori che faremo,  nella
  programmazione  soprattutto,  e  ci  leverà  da  uno  stato   di
  provvisorietà.
     Rasserenerà  i lavoratori ed ancor più i cittadini   che  non
  dovranno  assistere, di volta in volta, a queste  manifestazioni
  che  certamente procurano disagio alla popolazione e  creano  un
  certo pathos, al punto di dire: ma come siamo in emergenza e poi
  abbiamo  il  personale della Protezione civile che rivendica  un
  proprio  diritto e, quindi, manifesta pubblicamente  per  queste
  cose.
   Era  questo  l'appello che volevo rivolgere anche al Presidente
  della Regione.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare  per dichiarazione  di  voto
  l'onorevole Ardizzone. Ne ha facoltà.

      ARDIZZONE   Signor Presidente, richiederei la sua  attenzione
  perché   ieri  c'eravamo  lasciati   con  una  dichiarazione   di
  principio di carattere generale, ed io debbo dare atto della  sua
  massima  onestà  intellettuale nel rappresentare quello  che  era
  stato il percorso della Conferenza dei Capigruppo in ordine  agli
  emendamenti agli articoli che la stessa Conferenza aveva ritenuto
  ammissibili.
     Non  so  questo quanto sia proceduralmente giusto e legittimo,
  era però un  percorso che era stato stabilito e, ripeto, lei, con
  la massima onestà intellettuale, lo aveva rappresentato.
   Faccio   questo   intervento  perché  condivido   quanto   detto
  dall'onorevole Barbagallo.
   E'  arrivato il momento, secondo me, di fare un po' di chiarezza
  sul  percorso  di quest'Aula, perché possiamo dire  che  tutto  è
  ammissibile  o diventa inammissibile, dipende qual è il  percorso
  che si vuole stabilire.
   In  tal senso dichiaro che, riguardo ad un  emendamento che  non
  era,  ma  di cui mi approprio in maniera indebita, un emendamento
  presentato  dal Governo che ha titolarità di essere presente,  ma
  non è questa la mia funzione perché sta alla sua ammissibilità in
  questo  disegno  di  legge   - che riguarda  i  lavoratori  della
  Protezione  civile,  ma  non solo loro perché  riguarda  anche  i
  lavoratori  dei  siti  culturali - a tal  riguardo,  ritengo  che
  dovremmo  capire  qual  è  la  ratio  della  legge,  diversamente
  potremmo inserire di tutto.
   E  aggiungo  anche che mi ha convinto, ad esempio,  l'intervento
  dell'onorevole Laccoto laddove fa presente che ci sono  i  comuni
  che  debbono andare a rendicontare delle somme in scadenza e  non
  riescono a rendicontarle.
   Se  non è questa Protezione civile, quando si parlava del  sisma
  del 1978?
   Allora,  io  dico,  signor Presidente,  di  fare  chiarezza  sul
  percorso  di  quest'Aula;  vediamo  quali  sono  gli  emendamenti
  ammissibili  e  quelli non ammissibili, lo veda  lei  secondo  la
  ratio che lei ha deciso ed io mi rimetto alla sua decisione.
   Chiaramente  io  invito il Governo, mi sento  di  farlo,  a  non
  ritirare  assolutamente l'emendamento che  riguarda  l'assunzione
  dei lavoratori del Parco dei Nebrodi, perché è la terza volta che
  quest'Aula  discute di questo problema, ciò significa che  mentre
  noi  stiamo  discutendo deve essere garantita  la  vigilanza  nel
  Parco  dei  Nebrodi, perché l'unico concorso  che è  stato  fatto
  risale  a  dieci  anni  fa,  e non  so  se  ci  sono  termini  di
  prescrizione  e di decadenza. Personalmente, non conosco  nessuno
  di  questi  ragazzi, li ho conosciuti in corso d'opera in  quanto
  si sono rivolti a tutti; so solo che sono ragazzi che hanno fatto
  un concorso pubblico e che sono stati selezionati.
   Perché  non è urgente se c'è una graduatoria in scadenza? Perché
  non è urgente se proprio giustamente e legittimamente l'Assessore
  per il bilancio ha fatto una nota all'Assessore per il territorio
  e  l'ambiente  dicendo  che alla prima  occasione  utile  avrebbe
  proceduto ad impinguare il capitolo? E, peraltro, non si preleva,
  signor  Presidente,  da fondi extra ma all'interno  della  stessa
  rubrica,  senza alcun aggravio particolare.
   Quindi,  non  capisco perchè votare questo  emendamento,  o  non
  votarne  altri  che hanno una loro specificità,  una  particolare
  esigenza,  come  quella,  ad  esempio,  e  lo  ripeto,   indicata
  dall'onorevole  Laccoto, che ricorda che ci  sono  comuni  i  cui
  sindaci  si  sono rivolti al Parlamento per lamentare  che  hanno
  l'obbligo di rendicontare, ma non possono farlo.
   Quindi,   la   proroga  è  necessaria  e  riguarda  proprio   la
  protezione  civile. Io chiedo, signor Presidente,  un  minimo  di
  riflessione  su  quello che è ammissibile e non  ammissibile.  E'
  chiaro  che occorre un passaggio, un momento politico,  veda  lei
  come strutturarsi e coma fare con i capigruppo e con il Governo.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare  per dichiarazione  di  voto
  l'onorevole Aulicino. Ne ha facoltà.

    AULICINO    Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   quando
  coordinavo  le  lotte del precariato della legge  285  a  livello
  siciliano  avevo  avuto  modo  di  apprezzare  l'Assessore   alla
  Presidenza  di  allora, l'onorevole Culicchia. In quell'occasione
  abbiamo  fatto  una  bella  operazione  di  stabilizzazione   del
  precariato   di   allora.  Una  cosa  seria,   perché   più   che
  stabilizzarli,   li  abbiamo  inseriti  in   ruolo   e   non   fu
  un'operazione  assistenziale, fu un'operazione chiara  perché  si
  fece  un  monitoraggio sul deficit degli organici, sulle  carenze
  degli  organici  dei  comuni.  E quelle  persone  che  erano  là,
  fisicamente  visibili, lavoravano ed erano precarie. Noi  abbiamo
  immaginato,  naturalmente  allora ero sul  fronte  sindacale,  di
  stabilizzarle perché nei fatti, oltre che dare certezze  a  delle
  persone che avevano il diritto di costruirsi un progetto di vita,
  volevamo chiudere il discorso delle proroghe annuali.
   Questa  premessa perché la proroga è dovuta in  un  mercato  del
  lavoro  siciliano  in  cui abbiamo il precariato  strutturale  di
  massa,  anzi  il precariato strutturato di massa ,  cosa  che   è
  inconcepibile ..

                          (Brusio in Aula)

   Sto  cercando di parlare, parlo così poco, vi prego di ascoltare
  qualche  scampolo di verità che viene da qualcuno che ha  qualche
  cosa da dire in base alla sua piccola storia di vita.
   Voglio  dire  che noi abbiamo un mercato del lavoro  in  Sicilia
  che  è  -  come  qualcuno lo definisce in  modo  raffinato  -  un
  precariato  strutturale di massa, nel senso che noi  fabbrichiamo
  il precariato.
   Non  avendo  dato  ai cittadini siciliani la possibilità  di  un
  lavoro  vero,  abbiamo ciclicamente immaginato la costruzione  di
  figure precarie.
   Qualcuno   immagina  che  questa  costruzione  sia   intimamente
  funzionale  e  connessa  all'esigenza di  costruire  uno  scambio
  strutturale  di  massa, per cui le dinamiche  di  formazione  del
  potere  e del consenso pare che non prescindessero dalla presenza
  delle aree precarie.
   Cosa  voglio dire? Ogni anno in questa Assemblea ci  troviamo  a
  fare  un ragionamento sui forestali, sui precari dell'Assessorato
  ai beni culturali; questa volta lo facciamo sugli operatori della
  protezione civile. Dobbiamo smetterla. Lo dirò sempre: è un  atto
  dovuto.
   Rivolgo  un  appello  ai  parlamentari di  questa  Aula  nobile:
  vogliamo  smetterla di fare interventi per intestarci  il  merito
  della stabilizzazione?
     Dobbiamo chiedere scusa ai cittadini siciliani disoccupati che
  abbiamo  condannato  alla disoccupazione e dobbiamo  evitare  che
  qualcuno sia riconoscente a noi perché abbiamo fatto la battaglia
  per la stabilizzazione.
   Vi  prego, quindi, un po' di serietà. Non volevo intervenire, ma
  poiché  vedo che da destra, da sinistra e  dal centro, in  questo
  arcipelago  delle posizioni cangianti  - e lo dice  uno  che  sul
  cambiamento ha costruito la sua vita  ..

    LA MANNA  Il trasformismo.

    AULICINO   Il  trasformismo  è  volgare  se  legato  a  pruriti
  personali  Quando è legato ad interessi reali è nobile
   Peraltro  è  immaginabile che nelle democrazie mature  senza  la
  mobilità  tutto  sarebbe  ingessato;  pertanto,   chi  parla   di
  trasformismo  evidentemente non sa quello  che  dice.  Spero  che
  nelle  democrazie mature ci siano mobilità elettorali consistenti
  in  modo  che quando i gruppi di comando e di potere meritano  di
  essere cacciati via lo siano.
   Preferirei,  sia  chiaro,  che queste superficiali  affermazioni
  sul  trasformismo, per cortesia, mi venissero risparmiate, specie
  se  vengono  da  chi, per altro, parla dei trasformismi  in  modo
  volgare,  salvo poi a corteggiarli intensamente perché convergano
  nella  gestione del potere. Agli amici dei DS questo è un segnale
  chiarissimo.
   Onorevole  Speziale,  lei  sa  perfettamente  perché   legge   i
  giornali,  non ce l'ho con lei la sto prendendo come  sponda  per
  sviluppare  con intensità la mia riflessione, che autorevolissimi
  rappresentanti  del suo partito hanno detto  e  chiarito  che  in
  Italia la sinistra, strutturalmente minoritaria in alcune realtà,
  e  il centro-sinistra potrebbero governare solo a condizione  che
  in  aree  un  po' particolari come la Sicilia e la  Lombardia  si
  determinino convergenze d'avanguardia, come quelle che i DS hanno
  strutturalmente perfezionato a Cefalù, dove si è fatto  l'accordo
  DS-UDC.  E  non mi sembra che ciò crei scandalo.   Se  sono  vere
  queste teorizzazioni di un uomo serio come Fassino, è chiaro  che
  quando  parliamo di trasformismo bisogna stare attenti  a  quello
  che  si dice. A parte questo, volevo dire che su queste leggi  di
  proroga del precariato occorre un po' più di serietà.
   Diamo   le   proroghe  in  automatico  e  impegniamo  i   lavori
  dell'Assemblea in cose più serie che creino le condizioni  perché
  il lavoro vero venga alla Sicilia e ai siciliani.

    PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca.   Ne  ha
  facoltà.

    DE  LUCA  . Signor Presidente dell'Assemblea, signor Presidente
  del  Governo, onorevoli colleghi, dichiaro il mio voto favorevole
  per quanto riguarda questo provvedimento, però vorrei motivare  e
  precisare alcune questioni.
   Condivido,  intanto, il ragionamento che è stato fatto  poc'anzi
  dall'onorevole Aulicino e sono io il primo a chiedere  scusa  non
  tanto  ai  siciliani ma quanto meno  ai precari della  protezione
  civile  e  a tutti quelli che noi ci trasciniamo fino ad  agosto,
  cioè   fino  all'ultimo  minuto,  perché  non  siamo  capaci   di
  affrontare seriamente certe problematiche. E mi permetto di  dire
  ciò  perché  più  volte  ho sollecitato il  Governo,  per  quanto
  riguarda  una serie di questioni, chiedendo con preghiera  e  con
  umiltà di affrontare in tempo le situazioni.
   Capisco  la  fibrillazione, capisco anche  quelle  che  sono  le
  situazioni di ordine più generale, però è stato chiesto più volte
  anche in Commissione Bilancio di fare una radiografia complessiva
  di  quelle  che  sono le emergenze;  non è giusto,  infatti,  che
  dietro la porta - al di là del nostro ruolo - ci siano dei poveri
  disgraziati che aspettano questo nostro intervento salvifico  che
  peraltro   non   riguarda  solo  questi,  perché  situazioni   di
  precariato  in  scadenza ce ne sono ben altre   Ne  ho  sollevate
  alcune. Assessore, abbiamo anche avuto un alterco su questo
   Mi  riferisco,  per  esempio alla questione  Messina  sviluppo',
  che  è  una situazione affrontata oggi in Giunta ma che a  quanto
  pare  richiede un intervento apposito, che coinvolge otto persone
  che hanno già il licenziamento pronto e non se ne parla; c'è   il
  problema  più allargato per quanto riguarda le partecipazioni  di
   Sviluppo Italia',  in particolare della dismissione che in  ogni
  caso per legge è stata avviata e sulla quale, ancora,  il Governo
  non mi risulta abbia affrontato il problema.
   Forse  aspettiamo  di  arrivare a fine  anno  con  tutti  questi
  licenziamenti,  con  queste società  che  in  ogni  caso  saranno
  svuotate   di  parte  del  capitale  pubblico  nazionale   e   di
  conseguenza dobbiamo ricorrere all'emergenza?
   Condivido anche l'intervento dell'onorevole Ardizzone sul  Parco
  dei  Nebrodi,  dal  momento che già durante la  finanziaria  tale
  questione  si era affrontata con l'Assessore per il territorio  e
  si era appostato un milione di euro - mi ricordo - in una rubrica
  che  poteva  poi  essere, come è stato fatto ora, utilizzato  per
  quella situazione.
   Voglio   sottolineare  ciò,  onorevoli  colleghi   e   onorevole
  Presidente,   perché  mi  ricordo  che  durante   l'esame   della
  finanziaria passò un subemendamento molto particolare e,  siccome
  qui  c'è  qualche  collega  che pensa che  alcuni  colleghi  sono
  cretini ed altri intelligenti,  voglio ricordarlo a me stesso
     Questo  subemendamento autorizzava le assunzioni non  solo  ai
  contratti in scadenza al 31 dicembre 2006 ma autorizzava anche le
  assunzioni per i contratti stipulati al 31 dicembre 2006.
   Nessun   cretino', come il sottoscritto, ha avanzato il problema
  della  copertura finanziaria. Infatti, io vorrei  capire  chi  in
  quel  momento  era  in  condizione  di  sapere  quanti  contratti
  stipulati  al  31 dicembre 2006 c'erano, che in virtù  di  quella
  autorizzazione sono stati sottoscritti dopo.
   Significa  quindi  che,  rispetto ad alcune  vicende,  che  sono
  state  avallate  da  tutti - mi ricordo in particolare  quel  sub
  emendamento,  non  voglio arrivare al punto  di  chiedere  quante
  assunzioni  sono  state fatte con quel piccolo subemendamento  -,
  dovremmo  fare  un accertamento e capire quante  assunzioni  sono
  state fatte perché appunto ne sono state fatte.
   Si  parla quindi di contratti stipulati e nascosti nei cassetti.
  Ho voluto ricordare questo solo perché qualcuno pensa che ci sono
  neodeputati   cretini' che ancora non capiscono il  funzionamento
  del sistema e poi ci sono i maestri e gli esperti
   Voglio sottolinearvi che quando qualcosa si comincia a capire  e
  si  lascia passare,  non si può però  consentire che nei  momenti
  di  emergenza  o  sulle  cose serie si  faccia  un  ostruzionismo
  becero.
     E  concludo, perché ho esortato il Presidente della Regione ed
  il Governo sulla questione  accelerazione della spesa fondi POR',
  che  secondo  il  ragionamento che mi viene prospettato  dovrebbe
  essere  dichiarato inammissibile, a trovare una soluzione tecnica
  per  accelerare  la  spesa. E' solo una norma generale,  che  non
  riguarda  l'onorevole De Luca e non riguarda nessun mio interesse
  personale.  E'  una norma che è stata condivisa dalla  dottoressa
  Palocci,  la  quale ci dice che doveva essere fatta  prima  -  io
  faccio il parlamentare e faccio l'apprendista e in questo momento
  cerco di capire cosa si può proporre meglio.
   E'  un  emendamento  proposto  a  questo  provvedimento,  voglio
  capire  come oggi che siamo stati bacchettati da tutto il  mondo,
  che  è stato certificato che circa il 30 per cento dei fondi  POR
  rischiamo  di perderli, voglio capire se quest'Aula  si  prenderà
  anche la responsabilità di non approvare questo emendamento.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto.  Ne  ha
  facoltà.

    LACCOTO  Signor Presidente, credo che diversi interventi  hanno
  focalizzato quale sarà il percorso di questa legge.  Per  ragioni
  di  chiarezza, ricordo che  questo disegno di legge così  titola:
   Disposizioni  finanziarie  urgenti  in  materia  di   protezione
  civile .  Signor Presidente, se non  avessi maturato  una  brutta
  esperienza  in  quest'Aula,  potrei  soltanto  sottolinearle  che
  l'emendamento   A   14   riguarda   espressamente    disposizioni
  finanziarie che non comportano alcun onere a carico della Regione
  e mira a risolvere i problemi di tanti Comuni che oggi si trovano
  nei  guai, perché è stata chiesta addirittura la rendicontazione,
  la  sorte capitale e gli interessi di 29 anni rispetto a  chi non
  riesce a fare la rendicontazione.
   Signor  Presidente, evitiamo di mettere sullo stesso  piano  gli
  emendamenti, voglio ritenere e ritengo che questo emendamento sia
  perfettamente in linea con il testo della legge.

    PRESIDENTE   Pongo  in  votazione  l'articolo   1   nel   testo
  risultante. Il parere della Commissione?

    GIANNI  presidente della  Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE  Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Articolo 2
      Variazioni  allo  stato di previsione della  spesa  del
      bilancio della Regione

   Nello  stato  di  previsione  della  spesa  del  bilancio  della
  Regione  per  l'esercizio  finanziario 2007  sono  introdotte  le
  variazioni di cui all'annessa Tabella B.»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                             «Articolo 3
   Modifica all'Elenco n. 1 di cui alla legge regionale 30 gennaio
                   2006, n. 2, articolo 3, comma 1

   L'Elenco  n. 1 delle spese obbligatorie e d'ordine di  cui  alla
  legge  regionale 30 gennaio 2006, n. 2, articolo 3,  comma  1,  è
  integrato dei capitoli 216524 e 900012.»

   Il  Presidente ricorda che nella seduta n. 78 dell'1 agosto 2007
  era stato approvato il passaggio all'esame degli articoli.
    Il 3.1 a firma dell'onorevole Dina è un emendamento tecnico.

    CRACOLICI   Signor  Presidente,   durante  l'esame   di   altri
  disegni  di  legge,  lei  ha  già  dichiarato  inammissibili  gli
  emendamenti presentati dopo che erano scaduti i termini.

    PRESIDENTE   Questo  è un emendamento dell'onorevole  Dina  che
  riscrive l'articolo 3 e gli uffici mi dicono che è un emendamento
  tecnico.

    CRACOLICI   Ma  gli  emendamenti di riscrittura  non  sono  del
  Governo? Onorevole Dina è entrato nel Governo?

    SPEZIALE  Non è in discussione il merito.

    DINA  Chiedo di parlare.
    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DINA    L'emendamento   è   una  riscrittura   del   precedente
  emendamento   con   un   richiamo  alle   norme   nazionali.   E'
  semplicemente  questo,  non stravolge  niente.  E'  una  semplice
  riscrittura con un richiamo a quella che è la normativa nazionale
  in merito.

    PRESIDENTE  Comunico che l'emendamento 3.1 è inammissibile.
   Si passa all'emendamento 3.3.

    FORMICA   assessore  per il lavoro, la previdenza  sociale,  la
  formazione, l'emigrazione e l'immigrazione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORMICA  assessore per il lavoro, la previdenza sociale,  la
  formazione,    l'emigrazione   e    l'immigrazione.     Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  l'emendamento  3.3  è   una
  riscrittura    che    si   riferisce   sostanzialmente    alla
  armonizzazione  con il regolamento CEE in  materia  di   aiuti
  comunitari   -  come recita l'articolo 3 - e  che  permette  a
  questo  Governo di porre finalmente fine ad una vera vergogna.
  Ci  sono,  cioè,  decine  e decine  di  milioni  di  euro  che
  giacciono  nei  conti correnti degli enti di formazione  senza
  che  questi  possano utilizzarli in alcun  modo  e  attraverso
  l'approvazione  dell'emendamento che riguarda la  materia  del
  regolamento CE che, a partire dal 2002 ha uniformato  anche  i
  piani   formativi,  con  il  regolamento  CE,  ci   permetterà
  finalmente, di recuperare queste ingenti risorse e di  poterle
  riutilizzare  per  i piani di formazione, facendo  risparmiare
  dal bilancio della Regione, una somma notevolissima.

    PRESIDENTE  Onorevole Formica, ho capito perfettamente, ma,
  chiaramente, ciò che lei dice non ha nulla a che vedere con
  l'articolo in questione.
   Pongo in votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura.

                              «Art. 4.
                         Abrogazione di norme

   1.  È   abrogato  il   comma 2 dell'articolo  2  della  legge
  regionale 27 febbraio 2007, n. 5.
   2.  È  abrogato l'articolo 5 della legge regionale  3  maggio
  2001,  n.  6,  come  sostituito dall'articolo  6  della  legge
  regionale 26 marzo 2002, n. 2».

   All'articolo 4 è stato presentato l'emendamento 4.2 del
  Governo.

    FORMICA   assessore  per il lavoro, la previdenza  sociale,  la
  formazione,   l'emigrazione   e   l'immigrazione.   Dichiaro   di
  ritirarlo.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   intendo
  soltanto fare delle osservazioni al Presidente della Regione.
   Onorevole  Presidente, il comma 1 è argomento noto. Riguarda  il
  sistema pensionistico dei dipendenti della Regione, sul quale  si
  è  sviluppato  un  dibattito ampio e adesso  penso  che  si  stia
  rientrando.  Il  comma  2 è l'abrogazione dell'articolo  5  della
  legge  regionale  3 maggio 2001, n. 6, mi sono incuriosito,  come
  spesso mi capita e sono andato a vedere cosa stiamo abrogando.
   Sostanzialmente,  onorevole  presidente  della  Regione,  stiamo
  abrogando  la tassa sul tubo, quella per cui si fece un  anno  di
  polemiche, quando l'opposizione disse che non aveva né un profilo
  di  ammissibilità, in quella occasione, che venne sbandierata dal
  suo  Governo come tributo ambientale e che poi, invece,   abbiamo
  dovuto  attendere  il giudizio della Corte per stabilire  che  la
  norma    non   poteva   essere   applicata   e   ricorre   adesso
  all'abrogazione.
   E'  un  modo  come noi ricorriamo a legiferazioni approssimative
  ed  io  spero  e mi auguro, anche se so di deporre  male  le  mie
  attese e le mie speranze, che non si proceda più in questo  modo,
  alla messa in atto di norme che non hanno profili di coerenza con
  le  direttive  comunitarie e che sono norme improvvisate,  perché
  quella  era la fase in cui c'era la finanza creativa.  E  allora,
  sulla  base  della finanza creativa, ci siamo inventati  di  sana
  pianta  un  sistema di tassazione sul quale dobbiamo fare  marcia
  indietro.
   Abbiamo  previsto  in  entrata le  risorse  e  dico  questo  per
  ricordare  una vicenda di alcuni anni fa, vorrei che  la  Regione
  evitasse  di  ricorrere spesso alla finanza creativa,  perché  in
  forza  del  principio  della finanza creativa  che  ha  inventato
  entrate, ma che ha dato spese certe, noi abbiamo le condizioni di
  bilancio disastrose.
   Lo  dico  anche all'assessore al bilancio e cioè di evitare  che
  si  ricorra  a questi metodi di governo che non sono utili,  solo
  per  coprire  fittiziamente entrate che danno poi spese  che  non
  riusciamo  a  coprire,  per cui abbiamo il  disastro  che  stiamo
  vivendo.

    CINTOLA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA   Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me pare  che
  stiamo  facendo delle buone leggi. Non vorrei che, alla fine,  in
  un momento più che estivo, la Presidenza e l'Assemblea si avviino
  verso  una   legge  omnibus'. Allora,  preannuncio  il  mio  voto
  contrario  all'articolo 4, sul quale non ci sono più  emendamenti
  aggiuntivi  da  guardare. A questo punto ritengo di  tagliare  il
  male alla radice.

    PRESIDENTE   Onorevole Cintola, gli emendamenti aggiuntivi  non
  hanno nulla a che vedere con l'articolo 4.

    CINTOLA   Lo  so. Poichè volevo dare anche una mia  espressione
  di  volontà  sull'articolo 4, l'ho già  data.  Io  voterò  contro
  l'articolo 4 perché, secondo me, è un'ignominia e un'ingiustizia.
  Ero  più d'accordo che si desse un mandato alla Presidenza  della
  Regione   perché  con  la  Giunta  di  governo  decidesse   sulle
  cosiddette  pensioni per i dipendenti regionali,   per  tutte  le
  loro situazioni.
   Però,   desidero chiedere al Presidente dell'Assemblea,  che  ha
  il dovere di comunicarcelo, quali sono gli emendamenti aggiuntivi
  che  ha  ritenuto  ammissibili e quali no,  in  maniera  tale  da
  capire  e  comprendere se abbiamo fatto una specie di transazione
  di  vacche  magre  e  vacche grasse o  se  stiamo  continuando  a
  lavorare  su una dirittura che era esclusivamente e perfettamente
  intelligibile perché era doverosa a seconda degli impegni assunti
  dai capigruppo che noi stiamo onorando fino alla fine.
   Pertanto,  la  pregherei, per evitare che si continui  ancora  a
  marciarci  addosso,  di  dire  con  chiarezza  quali   sono   gli
  emendamenti aggiuntivi che lei ritiene che l'Aula debba esaminare
  e  quelli  che, invece, dobbiamo eliminare in modo da comprendere
  fino in fondo su che cosa ci siamo accordati.

    PRESIDENTE   Pongo in votazione l'articolo 4. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.
                           (E' approvato)

   Onorevoli   colleghi,   poichè  devo  rispondere   alle   giuste
  osservazioni   che   sono  venute  dagli  onorevoli   Barbagallo,
  Ardizzone  e  Cintola,  non  posso  non  ribadire  quanto  questa
  Presidenza ha avuto modo di affermare ieri sera.
   Riepilogando  i  termini  della  questione,  la  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari, all'unanimità, nell'approvare
  il programma dei lavori e i disegni di legge  che dovevano andare
  in Aula, ha stabilito che si facesse un disegno di legge-stralcio
  che   contenesse   soltanto  quattro  materie   e   precisamente:
  protezione civile (articolo 1); siti culturali (articolo  2);  de
  minimis  (articolo 3) e le cosiddette  pensioni d'oro'  (articolo
  4).  Queste  erano le quattro fattispecie che la  Conferenza  dei
  Capigruppo,  all'unanimità  (vale  a  dire  tutti  i  gruppi   di
  maggioranza e di opposizione) ha ritenuto di dover incardinare in
  questo  disegno  di  legge-stralcio per dare  la  possibilità  di
  approvare queste norme che la Conferenza ha ritenuto urgenti.
   Alla  luce  di  questa decisione, essendo  queste  le  norme  da
  approvare  nel  disegno di legge, si applica il  Regolamento  che
  prescrive   espressamente  che  non  possono  essere   presentati
  emendamenti  aggiuntivi che siano estranei alla  materia  o  alle
  materie del disegno di legge.
   Quindi,  è  erroneo  dire che la Conferenza  dei  Capigruppo  ha
  deciso che non possono essere ammessi emendamenti aggiuntivi; non
  possono essere ammessi emendamenti aggiuntivi in contrasto con le
  materie indicate dalla Conferenza dei Capigruppo per far parte di
  un disegno di legge.
   Ebbene,   tutti  gli  emendamenti  aggiuntivi  che  sono   stati
  presentati,  pur avendo una loro dignità e una loro urgenza,  non
  sono  attinenti  a nessuna delle quattro materie che  sono  state
  individuate  dalla Conferenza dei Capigruppo per quanto  riguarda
  questo disegno di legge.
   La  Presidenza  dell'Assemblea si assume  la  responsabilità  di
  quello che ha detto, purtroppo suscitando le ire, le antipatie di
  chi  non ci vuole stare perché ritiene che il proprio emendamento
  sia  importante e per alcuni sono convinto che è così.
   Tutti   gli   emendamenti  che  andrò  ad  elencare   sono   non
  strettamente connessi alla materia di cui stiamo trattando.

    CIMINO    presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente, volevo far notare che l'emendamento 4.1 è a mia firma
  e non a firma del Governo.

    PRESIDENTE   Onorevole  Cimino,  ormai  è  stato  ritirato,  ci
  doveva pensare prima.

    CIMINO  presidente della Commissione e relatore.. Ma è  un  mio
  emendamento che è ritirato dal Governo

    PRESIDENTE  Così era indicato e così abbiamo proceduto.

    CIMINO   presidente della Commissione e relatore. La ringrazio,
  signor  Presidente, ma forse lei ricorda quando  eravamo  insieme
  nel  Governo,  adesso non più e ho firmato un emendamento,  nella
  qualità  di  parlamentare,  che desideravo  sottoporre  all'Aula,
  perché non condivido l'emendamento dell'onorevole Cracolici.

    PRESIDENTE   Purtroppo, abbiamo già votato  l'articolo  4.   Mi
  dispiace per l'incidente che sicuramente non è addebitabile  alla
  Presidenza.
   Gli  emendamenti che sono considerati non attinenti alla materia
  sono  i seguenti: A1, A2, A3, A4, A5, A6, A8, A10, A11, A12, A16,
  A13, A14, A15, A17.
   Sono  non attinenti alla materia ma, comunque, presentati  fuori
  termini i seguenti emendamenti. A18, A19, A20, A21, A22 e A7.

    CINTOLA  Mi può dire cosa rimane?

    PRESIDENTE  Non resta nulla.
   Onorevoli   colleghi,  darò  la  parola  a  tutti   secondo   il
  Regolamento.

    FORMICA   assessore  per il lavoro, la previdenza  sociale,  la
  formazione  professionale  e  l'emigrazione.  Signor  Presidente,
  avevo già posto il problema ieri sera.

    PRESIDENTE  L'articolo 4 è stato già votato.
   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura.

                              «Art. 5.
                          Entrata in vigore

   1.   La   presente  legge  sarà  pubblicata  nella   Gazzetta
  ufficiale  della  Regione siciliana ed entrerà  in  vigore  il
  giorno successivo a quello della sua pubblicazione.
   2.  E'  fatto  obbligo a chiunque spetti di osservarla  e  di
  farla osservare come legge della Regione».

    GIANNI  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Onorevole Gianni, le darò, a suo tempo,  la  parola
  sull'ordine dei lavori.
   Vi  era  una richiesta di alcuni parlamentari  per  sapere  come
  si comportava la Presidenza. La Presidenza ha dato le spiegazioni
  che  doveva  dare,  ora ci sono delle richieste  per  intervenire
  sull'ordine  dei lavori e sarà data la parola a  tutti  coloro  i
  quali  riterranno di parlare. Se permettete, è la Presidenza  che
  regola l'andamento dei lavori d'Aula.
   Pongo  in votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)


   Presidenza del presidente Miccichè


                       Sull'ordine dei lavori

    GIANNI  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GIANNI   Signor  Presidente, sono  costernato,  perché  non  si
  capisce  qual  è il criterio che questa Presidenza ha  utilizzato
  nel ritenere gli emendamenti aggiuntivi pertinenti o meno, perché
  almeno   su  uno  sono  certo,  sull'emendamento  A4  ,   che   è
  assolutamente pertinente.
   Capisco  tutto, signor Presidente e capisco anche,  come  diceva
  un filosofo indiano, che nel mare della vita quelli più fortunati
  vanno in barca, gli altri nuotano, i più disgraziati annegano, ma
  mi pare che lei voglia esagerare, signor Presidente.
   Pertanto,  la prego e la invito o a dirmi quali sono  i  criteri
  con i quali ha dichiarato...

    PRESIDENTE   Onorevole  Gianni, mi  scusi  se  mi  permetto  di
  interromperla.  Mi  dispiace se non ha capito  ma  ho  detto  con
  estrema  chiarezza quali sono i criteri. Io parlo in  italiano  e
  pensavo di essere stato chiaro.

    GIANNI   Signor Presidente, io non li ho capiti  e  lei  ha  il
  dovere di spiegarmeli

    PRESIDENTE    Lei  fa  riferimento  all'emendamento    4;   era
  presente   in   Commissione    Bilancio :   non   c'è   copertura
  finanziaria, è inammissibile.

    GIANNI  No, signor Presidente, la invito a fare la stessa  cosa
  che  stamattina ha fatto con un altro emendamento: lei ha mandato
  l'emendamento in Commissione  Bilancio .

    PRESIDENTE  Onorevole Gianni, non è ammesso, lei ha  la  parola
  sull'ordine dei lavori non vi è discussione sugli emendamenti.

    GIANNI  Sto parlando sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE   Il  suo intervento non è sull'ordine  dei  lavori,
  quindi, onorevole Gianni, non mi costringa a toglierle la parola.
  Lei sa che mi è simpatico, ha già parlato.

    GIANNI   Signor  Presidente, lei non può  fare  questo,  voterò
  contro ogni cosa.

    LACCOTO   Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LACCOTO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io dico che  vi
  è  stata  una  Presidenza che ha usato il potere   per  interessi
  partitici particolari e non già nell'interesse dell'Assemblea.

    PRESIDENTE  Onorevole Laccoto, la invito alla moderazione.

    LACCOTO   Noi abbiamo assistito, questa sera, ad  una  gestione
  della  Presidenza solo per interessi di partito. Le  voglio  dire
  che  avevo preannunciato che l'emendamento A14 non ha bisogno  di
  coperture,  ma riguarda espressamente la protezione civile,  cioè
  problemi di terremoto. Lei non può dichiararlo inammissibile.

    PRESIDENTE   Onorevole Laccoto, la  Presidenza   sa  cosa  deve
  fare, non è lei a dire cosa può fare.

    LACCOTO   Deve  portare a casa - speriamo  che  non  lo  faccia
  nella  votazione finale - quello dell'istituto per  la  minoranza
  linguistica.
                         Per fatto personale

     CRISTAUDO  Chiedo di parlare per fatto personale.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRISTAUDO  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  mi  permetto
  farle  rilevare, anche alla luce  del fatto che qualche  collega,
  con  molta  semplicità e con molta gratuità, dica delle  menzogne
  additando  che  un emendamento presentato dal sottoscritto  possa
  essere  interessato dalla mafia, allora è mio  dovere  portare  a
  conoscenza dell'Assemblea, considerato che non ho altro modo  per
  difendermi,  perché  l'emendamento  viene  sempre  tolto  a   suo
  insindacabile  giudizio, che io rispetto,  signor  Presidente,  e
  siccome  non  intendo  fare dichiarazioni sulla  stampa,  intendo
  semplicemente informare questo onorevole consesso che  con  molta
  gratuità non fa altro che dire che c'è la mafia dietro la  grande
  distribuzione.
   Vorrei  semplicemente  dire questo: la grande  distribuzione  si
  divide in due parti. Ma non è questo il problema dell'emendamento
  che ho presentato.
   L'emendamento  a  mia firma è un risanamento di  una  legge  che
  questo Parlamento ha recepito malamente in quanto una concessione
  edilizia  per fabbricare anche una casupola dura tre anni  mentre
  questa Assemblea ha dato due anni.

    PRESIDENTE  Non entriamo nel merito degli emendamenti.

    CRISTAUDO   Non  ci sono interessi, qui si parla  di  posti  di
  lavoro

                       Sull'ordine dei lavori

    ARDIZZONE  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE Ne ha facoltà.

    ARDIZZONE   Presidente  mi  atterrò scrupolosamente  all'ordine
  dei  lavori.  Io  non  entro nel merito sulla  conduzione  né  la
  invidio,   signor  Presidente,  glielo  dico   con   la   massima
  franchezza. Certamente una considerazione la vorrei fare.  Questa
  nuova  legislatura ha spostato il momento della sintesi  politica
  alla conferenza dei capigruppo per cui noi probabilmente noi  per
  il  futuro  ci  attrezzeremo, noi  peones , in  anteprima  con  i
  nostri capigruppo per andare a inserire già nei disegni di  legge
  quelle che sono le norme generali.
   Questo  ci serve per insegnamento. Allora sull'ordine dei lavori
  considerato  che ci sono degli emendamenti oggettivamente  a  mio
  avviso,  a  mio  modestissimo avviso attinenti, e  non  parlo  di
  quello  del  parco  dei  Nebrodi,  parlo  ad  esempio  di  quello
  dell'onorevole Laccoto, perché tutto si può dire tranne  che  non
  sia  di  protezione  civile. Perché sono  finanziamenti  dati  in
  conseguenza  di un sisma ed i comuni debbono rendicontare.  Però,
  ripeto,  lei doveva alla fine interpretare un ruolo politico  che
  perfettamente,  Presidente, ha interpretato  perché  è  stata  la
  conferenza dei capigruppo all'unanimità, quindi senza distinzione
  fra maggioranza ed opposizione.
     Allora,  io  le  faccio una proposta sull'ordine  dei  lavori,
  senza che si voglia per questo aprire il mercato delle vacche per
  usare  un  termine caro all'opposizione. Si apra  un  momento  di
  confronto  su  alcuni emendamenti che sono stati  presentati,  su
  questo era molto bravo il già vicepresidente onorevole Fleres. Si
  apra una finestrella immediata su alcune cose. Se c'è l'unanimità
  su  alcuni  emendamenti che si possa andare aventi, ci diamo  dei
  tempi,  ci  diamo delle scadenza, ci rivediamo tra un'oretta.  E'
  questa la proposta che io faccio.
     L'abbiamo  fatto  in passato, io penso che  questo  ordine  di
  procedere   possa  mettere  serenità  partendo  dal  presupposto,
  Presidente,  che  occorre  l'unanimità   da  parte  di  tutti   i
  capigruppo  così  come  unanimità  c'è  stata  nel  dare  a   lei
  l'indirizzo politico nella conduzione di quest'Aula. Perché a  me
  piace  credere che sia stato così altrimenti dovrei  fare  offesa
  alla  mia  intelligenza dicendo che non sono stati ammessi  degli
  emendamenti   che   effettivamente   ed   obiettivamente    erano
  ammissibili.

    PRESIDENTE   Onorevole  Ardizzone, la  ringrazio  per  il   suo
  contributo.

    DE LUCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE   Onorevole De Luca, lei aveva già  parlato.  Ne  ha
  facoltà.

    DE  LUCA. Signor Presidente, avrei voglia di rifarle la domanda
  che  le  ho  fatto  mesi fa quando non capivo perché  per  alcuni
  provvedimenti  chi  era  a  favore si doveva  alzare  e  chi  era
  contrario  doveva rimanere seduto, e per altri provvedimenti  chi
  era contrario si doveva alzare e chi era a favore doveva rimanere
  seduto,  perché  poi,  mi ricordo, ha riso tutta  l'Assemblea,  a
  dimostrazione del mio apprendistato che ancora deve essere  molto
  lungo.
   Al  di  là  della battuta, visto che, per l'ennesima volta,   ha
  dimostrato  di  essere autorevole, di farlo questo  sforzo  e  mi
  appello alla sua autorevolezza, e mi collego al suggerimento  che
  ha   già  dato  l'onorevole  Ardizzone,  o  nell'individuare  una
  soluzione  su alcuni emendamenti che, ribadisco sono  importanti,
  non  comportano spesa, sono un segnale che dobbiamo dare,  perché
  in   molti  casi  il  problema  che  noi  abbiamo  avuto,  signor
  Presidente,  è che noi non abbiamo avuto il provvedimento  a  cui
  agganciarle   alcune   norme,   perché   l'accelerazione   e   la
  semplificazione della spesa del POR la dovevamo fare sulla  legge
  sullo sviluppo, ma sono sei mesi che noi aspettiamo questa norma
   Non   si   può,  poi,  continuare  a  bacchettare   noi   poveri
  parlamentari  che  in ogni caso ascoltiamo i  suggerimenti  delle
  categorie professionali e veniamo calpestati in continuazione  su
  queste cose
      Signor  Presidente,  mi  appello  alla  sua  autorevolezza  e
  sensibilità.

    FLERES  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES    Signor  Presidente,   onorevoli  colleghi,   desidero
  intervenire  in favore della sua decisione e non  per  il  merito
  della  decisione  stessa  che  lei ha  assunto,  che  può  essere
  discutibile,  in  alcuni casi, probabilmente  lo  è,  ma  per  il
  metodo, perché è un metodo che manifesta una condizione di crisi,
  purtroppo,  credo insanabile, che in questo momento  esiste,  non
  nel Parlamento siciliano, ma nella politica siciliana.
   Con  la  sua  decisione, che io condivido, e che  al  suo  posto
  avrei  assunto  nella medesima maniera e con la stessa  forza  ed
  energia,  si dimostra come esista un profondo scollamento  tra  i
  vertici  dei  partiti e dei gruppi parlamentari ed  i  rispettivi
  gruppi e partiti.
   Uno   scollamento  che  deve,  prontamente,  essere  ricomposto,
  altrimenti,   siccome  la  politica  trova  altri   elementi   di
  riequilibrio  e, talvolta, essi si manifestano nei  momenti  meno
  opportuni,  come  il  voto  finale  delle  leggi,  non   dobbiamo
  lamentarci  se  poi  accadono sconvolgimenti, votazioni  anomale,
  ricorso continuo al voto segreto che, poi, determina ribaltamenti
  di maggioranza, perché questi sono gli effetti di quello che è un
  comportamento  costante  che  si  verifica  non  nel   Parlamento
  siciliano, ma nella politica siciliana, nel momento in cui esiste
  una classe dirigente delegittimata che a sua volta delegittima.
   E'  delegittima perché il comportamento costante del  Parlamento
  nelle  sue  manifestazioni è deligittimante nei  confronti  della
  classe  dirigente  che  pure dovrebbe  esprimere.  E  delegittima
  perché  non tiene conto di queste indicazioni che avvengono,  non
  tiene  conto  delle  esigenze della Sicilia, della  politica,  di
  interi settori sociali, non tiene persino conto delle esigenze di
  bilancio  di  questa Regione nel momento in cui per  esempio,  si
  compiono dei tagli indispensabili per sanare voragini di bilancio
  che  esistono, come nel caso di alcuni emendamenti che ho  visto,
  che avrebbero portato entrate alla Regione.
   Voglio   soffermarmi  sul  primo  aspetto  e  concludo,   signor
  Presidente.
   Questo  episodio,  a  cui  per altro  faceva  riferimento  anche
  l'onorevole  Ardizzone, poc'anzi, sancisce  un  dato:  esiste  un
  gruppo  trasversale,  che è composto dai  presidenti  dei  gruppi
  parlamentari   che,  in  assenza  di  precise   indicazioni   dei
  rispettivi   gruppi,  decide  cosa  i  gruppi   medesimi   devono
  realizzare,   determinando   una   frattura,   con     il    loro
  comportamento, tra i vertici dei gruppi parlamentari ed i  gruppi
  stessi.
   Se  noi  pensiamo che questo tipo di atteggiamento possa, medio-
  tempore,   non  determinare  effetti  devastanti  nella  politica
  regionale   ci  sbagliamo,  perché  questo  tipo  di   situazione
  determinerà,  a  medio termine, una situazione di ingovernabilità
  che  poi  riverbererà su ciascuno, anche su  coloro  i  quali  si
  sforzano,  con  impegno,  con  dedizione,  con  passione,  e  nel
  rispetto  delle  posizioni  di ciascuno  di  esercitare  il  loro
  compito.
   Sono  convinto  di  non  avere parlato  per  quest'Aula,  signor
  Presidente,  ma  talvolta  bisogna  pure  farlo  per   avere   la
  possibilità  di poter continuare a parlare con se stessi,  magari
  soltanto la mattina, mentre ci si rade.

    CUFFARO  Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CUFFARO    presidente   della   Regione.   Signor   Presidente,
  onorevoli    colleghi,    colgo    l'occasione    dell'intervento
  dell'onorevole  Fleres per tentare di portare  un  contributo  ai
  lavori di quest'Aula, anche in ordine alle tante giuste richieste
  che molti parlamentari hanno fatto, devo dire con grande lealtà e
  grande  franchezza,  tutte norme non solo  utili  ma,  alcune  di
  queste,  indispensabili per aiutare il processo di certificazione
  della spesa che dobbiamo fare entro fine anno.
   Non   starò   a   ricordarli   tutti,   da   quella   presentata
  dall'onorevole De luca, dallo stesso onorevole Laccoto  ad  altre
  proposte di intervento che sbloccano finanziamenti sul turismo  a
  firma  dell'onorevole Sanzarello. La stessa norma  presentata  da
  alcuni deputati che l'onorevole Cristaldi ha voluto difendere con
  forza.
   Tentare  di vedere e di trovare dietro ogni norma loschi affari,
  non  credo  sia  giusto é una norma che consente di  allargare  i
  tempi di una concessione di un altro anno per alcune cose, non  è
  giusto  vedere  dietro  ogni  norma determinati  interessi   che,
  credo, non ci siano.
   Come  tante  altre  norme  ed  emendamenti  che  ho  visto,  dai
  consorzi di bonifica a tanti altri, norme giuste ed opportune che
  dobbiamo fare, perché di qui a fine anno se non riusciremo a dare
  risposte,  purtroppo,  tutti  questi  problemi  rischieranno   di
  arrivare al collo dell'imbuto e di creare difficoltà serie.
   Io  vorrei  rassicurare  il Parlamento, ringraziarlo  per  avere
  accettato  ed  approvato un disegno di legge di sacrificio,  come
  quello della sanità, ma indispensabile per ripartire da un  piano
  ed  un  accordo  che abbiamo fatto col Governo nazionale  per  il
  ripianamento  del  deficit  e rispettarlo,  anche  se  all'ultimo
  minuto abbiamo dovuto far fronte ad ulteriori 80 milioni di euro,
  che  abbiamo  dovuto  togliere da dove, in qualche  modo  avevamo
  pensato di utilizzarli, cioè dal disegno di legge sullo sviluppo.
   Tutto  questo ha creato qualche giusta sensazione da  parte  dei
  parlamentari  che  il disegno di legge sullo sviluppo  presentato
  dal Governo non potrà farsi per mancanza di risorse.
   Il  mio  intervento,  signor  Presidente,  tende  a  rassicurare
  questo  Parlamento  perché  ho avuto notificato  dalla  direzione
  dell'Assessorato al bilancio ed alle finanze che ad oggi  abbiamo
  ulteriori 60 milioni di nuove entrate che il Governo dice, sin da
  adesso,  volere assegnare al disegno di legge per lo sviluppo,  e
  chiedo  al  Presidente  dell'Assemblea  ed  alla  Conferenza  dei
  capigruppo  di  poter calendarizzare per la  prima  seduta  utile
  dell'Aula, subito dopo la pausa estiva, perché su quel disegno di
  legge per lo sviluppo, dove già abbiamo 60 milioni di euro e dove
  persino  una  norma presentata dal Governo, che  è  stata  appena
  dichiarata   improponibile,  a  firma   dell'onorevole   Formica,
  recupera  altre  risorse  che  sono  andate  in  perenzione   non
  utilizzate  da  oltre dieci anni e se approvata ci consentirà  di
  riprenderli e riutilizzarli.
   Sono parecchie risorse, stimate in oltre 50 milioni di euro  che
  possono essere riutilizzate, se non tutte almeno in parte, per il
  disegno di legge sullo sviluppo.
   Credo  si possa - e lo chiedo a questo Parlamento, ai Capigruppo
  ed al Presidente dell'Assemblea -  ritornare dopo la pausa estiva
  subito  senza  perdersi  in  lunghissimi  periodi  di  tempo  che
  continuiamo  a perdere tutte le volte che dobbiamo  discutere  di
  una  legge, arrivando sempre alla fine strozzati e non  riuscendo
  mai  concretamente a poter fare un ragionamento serio dando anche
  spazio ad un dibattito, con la presenza dei parlamentari e con il
  loro  contributo come, purtroppo, non abbiamo potuto  fare  anche
  stavolta, incalzati anche dalla voglia di potere andare in ferie.
   Intervengo  proprio  per  dire che  il  Governo  ha  trovato  le
  risorse  per  il  disegno di legge sullo sviluppo.  Tutte  queste
  norme  che  sono  state proposte dai deputati e  che  il  Governo
  condivide, se non dico nella totalità, chiedo che possano  essere
  inserite  nel disegno di legge dello sviluppo per essere  portate
  in Aula e discusse.
   Capisco  che  c'è  un problema serio: questo  Parlamento  ha  la
  difficoltà  di  andare avanti. I Capigruppo  spesso  si  assumono
  delle  responsabilità che, credo, siano nell'interesse di tentare
  di approvare anche alcune leggi che diventerebbe molto complicato
  portare avanti con una mole di norme, per cui spesso,  gli stessi
  negli  incontri chiedono di fare dei sacrifici ma  che  poi,  gli
  stessi parlamentari non condividono.
   L'onorevole  Fleres  ha ragione. Purtroppo,  alla  fine  bisogna
  sacrificare  alla logica di un interesse generale  anche  non  la
  logica  di  un  interesse particolare ma quella di  una  proposta
  particolare che va incontro anch'essa all'interesse generale.
   Se  riusciamo  a  compendiare questi sforzi dei  parlamentari  e
  convogliarli  nel disegno di legge sullo sviluppo ed esitarlo per
  l'Aula,  dal 15 settembre, c'è l'impegno del Governo a recuperare
  altre  risorse  affinché  questo Parlamento  possa  concretamente
  affrontare  i  problemi ed avere a disposizione  quel  che  serve
  perché si possano dare risposte esaustive ai siciliani.

    PRESIDENTE   Grazie,  onorevole Presidente  per  il  contributo
  che  ha  dato. Mi auguro che quanto lei ha detto possa essere  di
  aiuto per i parlamentari che hanno presentato gli emendamenti che
  anche la Presidenza aveva ritenuto condivisibili nel merito.
   Chiaramente,  non  appena  il disegno di  legge  sullo  sviluppo
  giungerà  in  Parlamento, sarà la Conferenza  dei  Capigruppo  ad
  assegnarlo alla Commissione competente, sperando che sia  esitato
  per  l'Aula rapidamente.

    CIMINO   presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE   Dopo l'intervento del  Governo non è usuale,  però
  ne ha facoltà.

    CIMINO    presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  volevo  fare una precisazione,  perché  ritengo  che
  l'intervento   del  Presidente  della  Regione   per   i   lavori
  dell'Assemblea sia molto importante.
   Il   Presidente  della  Regione  ha  parlato  di  nuove  risorse
  finanziarie  e  non di un nuovo disegno di legge sullo  sviluppo,
  questo già esiste;  se le risorse vengono reperite i lavori delle
  Commissioni si possono attivare su quel disegno di legge  con  le
  risorse che il Presidente della Regione ha dichiarato di reperire
  e  quindi  non necessita attivare un nuovo iter parlamentare  per
  il disegno di legge sullo sviluppo.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  la  votazione   finale   del
  disegno di legge avverrà  successivamente.


   Presidenza del presidente Miccichè


  Seguito  della discussione del disegno di legge «Nuove norme  per
  l'elezione  e la composizione dei consigli comunali e provinciali
  e delle relative giunte» (519-5-14-15-193-315-396-517-570-584-593-
  600-625/A - II stralcio)

    PRESIDENTE   Si  procede con il seguito della  discussione  del
  disegno  di  legge «Nuove norme per l'elezione e la  composizione
  dei  consigli  comunali  e provinciali e delle  relative  giunte»
  (nn.519/A-5-14-15-193-315-396-517-570-584-593-600-625/A   -    II
  stralcio), posto al numero 5).
   Invito  i componenti la I Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.

    CRISTALDI  presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRISTALDI  presidente della Commissione. Signor Presidente,  si
  ripete  questo farsesco rito di chiamare la prima commissione  al
  banco delle commissioni per discutere della legge elettorale  che
  sistematicamente non può produrre risultati.
   Questo  disegno di legge è partito con una precisa  ambizione  e
  il secondo stralcio aveva fissato delle precise linee. Siccome si
  sta,  in qualche maniera, creando una condizione secondo la quale
  non  soltanto il disegno di legge non si dovrebbe approvare nelle
  parti  più essenziali, ma dovrebbe uscire approvato con  cose  di
  pochissimo  conto, e questo sarebbe una grave mortificazione  per
  il Parlamento.
   Le   chiedo,  allora,  Signor  Presidente,  di  evitare   questa
  sceneggiata, questo aspetto assai ridicolo di un Parlamento  che,
  avendo presentato un disegno di legge che aveva grandi ambizioni,
  poi finisce con affrontare le sole questioni.
   Se  lei,  quindi, preliminarmente volesse anche  attraverso  una
  sospensione di un minuto, come presidenza dell'Assemblea,  perché
  il  parere del Governo lo conosciamo già, il parere dei  deputati
  lo  conosciamo già, ci sono deputati e componenti del Governo che
  piuttosto che pensare ai consiglieri provinciali, in più  per  il
  proprio  partito, pensano a fare eleggere il proprio compare  nel
  proprio collegio, anche danneggiando il proprio partito.
   Non è il caso di affrontare questa questione.
   Le  chiedo di evitare questa ulteriore sceneggiata di andare  lì
  al  banco,  di qualcuno che si alza e dice  non si fa se  non  si
  deve ,  lei signor Presidente, può chiedere all'Aula se si  vuole
  approvare  o meno il disegno di legge sulla riforma elettorale  e
  di  conseguenza continuare oppure bloccarci per  fare  le  grandi
  cose che abbiamo fatto in questi giorni.
    PRESIDENTE    Il   disegno  di  legge  n.   519/A,    onorevole
  Cristaldi,  si trova inserito al n.  5) del III punto dell'ordine
  del giorno che reca  discussione dei disegni di legge . Credo  ci
  sia una volontà d'Aula che quindi non va interpellata.
     Invito  la  Commissione  da lei presieduta  a  prendere  posto
  presso  il banco delle Commissioni, sarà l'Aula a decidere  quali
  sono le norme che devono essere approvate e quali no.
   Invito,  pertanto,  i  componenti  la I Commissione  a  prendere
  posto al banco alla medesima assegnato.
   Ricordo  ai colleghi che avevamo accantonato l'esame del disegno
  di legge in sede di discussione dell'articolo 4.
   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                              «Art. 5.
  Determinazione del numero dei componenti delle giunte dei comuni
                     e delle province regionali

   1.  L'articolo   33  della legge 8 giugno  1990,  n.  142,  come
  introdotto  dall'articolo 1, comma 1,  lettera  e),  della  legge
  regionale  11  dicembre  1991, n. 48 e  successive  modifiche  ed
  integrazioni, è così sostituito:

    Art.  33. -  1. La giunta comunale è composta dal sindaco,  che
  la  presiede,  e  da  un  numero di  assessori,  stabilito  dallo
  statuto, non superiore a:

   a) quattro per i comuni con popolazione sino a 3.000 abitanti;

   b) cinque per i comuni con popolazione sino a 10.000 abitanti;

   c) sei per i comuni con popolazione sino a 30.000 abitanti;
   d) nove per i comuni con popolazione sino a 250.000 abitanti;

   e)  quattordici per i comuni con popolazione superiore a 250.000
  abitanti.

   2.  La  giunta  provinciale  è  composta  dal  presidente  della
  provincia  che le presiede e da un numero di assessori, stabilito
  dallo statuto, non superiore a:

      a)    tredici  per  le  province  regionali  con  popolazione
  superiore a 600 mila abitanti;

   b)  nove  per le province regionali con popolazione da 400  mila
  abitanti sino a 600 mila abitanti;

   c) sette nelle altre province regionali.

   3.  Fino  all'adozione delle nuove norme statutarie, di  cui  ai
  commi  1 e 2, si applicano le disposizioni regionali vigenti.  Le
  suddette  nuove norme statutarie devono essere adottate entro  il
  termine  di sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente
  legge.  In  caso  di inosservanza, l'Assessore regionale  per  la
  famiglia,  le  politiche sociali e le autonomie  locali  provvede
  tramite un commissario ad acta.

   4.  Gli  statuti  comunali e provinciali  possono  prevedere  la
  nomina ad assessore di cittadini non facenti parte dei rispettivi
  consigli  in  possesso  dei requisiti di  competenza  determinati
  nello  statuto medesimo, nonché dei requisiti di compatibilità  e
  di eleggibilità alla carica di consigliere.

   5.  Nelle  giunte comunali e provinciali nessuno dei due  generi
  può essere rappresentato in misura superiore a due terzi.'

   2.  Sono  abrogate le seguenti norme: l'articolo 24 della  legge
  regionale 26 agosto 1992, n. 7, come modificato dall'articolo 76,
  comma 4, dalla legge regionale 3 dicembre 2003, n. 20; l'articolo
  4  della legge regionale 16 dicembre 2000, n. 25, come modificato
  dall'articolo  76,  comma 16, della legge  regionale  3  dicembre
  2003,  n.  20;  l'articolo 9 della legge regionale  15  settembre
  1997, n. 35.

   3.  Le  disposizioni di cui ai commi 1 e 2 trovano  applicazione
  in   relazione   al   primo  rinnovo  del  consiglio   successivo
  all'entrata in vigore della presente legge.»

   Comunico  che  sono stati presentati gli emendamenti  5.4,  5.6,
  5.3, 5.5, 5.9, 5.8, 5.1, 5.7.

   Si  passa all'emendamento 5.1 a firma dell'onorevole Antinoro ed
  altri.

    ANTINORO  Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento a  mia
  firma.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ANTINORO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  onorevole
  Presidente  della Regione, questo emendamento di cui  sono  primo
  firmatario,  insieme  ad  altri  colleghi  del  gruppo  dell'UDC,
  intende  portare  avanti il tema del risparmio  dei  costi  della
  politica con la riduzione del numero dei consiglieri, a proposito
  della quale ricordo è stato approvato l'emendamento che prevedeva
  la riduzione del numero dei consiglieri.
   Anche  in  questo caso con la stessa filosofia,  con  le  stesse
  ragioni,   per  le  stesse  ispirazioni  abbiamo  voluto   questo
  emendamento  perché  non riteniamo che la  riduzione  del  numero
  degli  assessori che - fino a prova contraria - sono  espressione
  della  politica, del territorio, di chi nel territorio svolge  le
  funzioni  di raccordo con la popolazione, di chi deve gestire  le
  comunità,  di  chi  le  deve  rappresentare,  riteniamo  che  una
   ipocrisia',  fatemi  passare  il  termine  forte,   parlare   di
  riduzioni dei costi della politica,  solo perché riduciamo uno  o
  due  Assessori.  E,  quando qualche collega, poco  fa,  in  Aula,
  mentre mi avvicinavo al podio mi dice come battuta  almeno  uno ,
  mi  fa  ancor di più capire che l'ipocrisia è assoluta, totale  e
  globale.
   Perché  non si tratta di  almeno uno  o di  almeno due , qua  si
  tratta  di  dover  immaginare un'idea della  politica  che  è  di
  partecipazione. E, siccome spesso, così come ho detto in un altro
  intervento   che   riguardava  la  riduzione   del   numero   dei
  consiglieri,  stiamo lì ipocritamente a seguire i  flussi  che  i
  quotidiani,  i  media ci portano a seguire come quasi  fosse  una
  moda demonizzare tutta la politica, io, invece, faccio un appello
  alla  politica  perché si renda ancor più utile,   dalle  piccole
  amministrazione, dagli enti locali fino all'Assemblea per fare in
  modo  che  la  si  rappresenti con dignità a  salvaguardia  delle
  istituzioni,    facendo  in  modo  di  meritare  la   fiducia   e
  l'incoraggiamento  dei  cittadini piuttosto,  qualche  volta,  il
  demerito spesso - ahimè - anche a ragione.
   Spero che l'Aula voglia votare questo emendamento soppressivo.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  considero
  questo uno degli articoli, in una legge  che certamente non è  la
  legge, che alcuni di noi avremmo voluto, ma considero questo  uno
  degli  articoli  che  dà  a  questa  Regione  la  possibilità  di
  legiferare anche in maniera innovativa rispetto alla legislazione
  fino ad oggi vigente.
   Questo  articolo  contiene la presenza di  genere  nelle  giunte
  comunali   e   provinciali,  fattispecie  che  non   può   essere
  considerata come una minaccia, ma semmai deve essere vissuta come
  una innovazione sostanziale.
   E  questo  articolo  sostiene,  a  mio  avviso,  un  timido  ma,
  comunque, significativo intervento che in qualche modo si propone
  di  disciplinare  in  termini  di  riduzione  della  quantità  di
  personale  politico-amministrativo presente nei  comuni  e  nelle
  province.
   Onorevole Presidente e assessore agli enti locali fino  al  2000
  la  disciplina che fissava il numero degli assessori nelle giunte
  comunali  e provinciali era fissata da legge regionale  che,  nel
  caso  del  comune  più  grande, era fissato  nel  numero   di  10
  assessori.
   Oggi,  noi abbiamo la giunta regionale composta da 12 assessori,
  si  pone  l'obiettivo  di governare una grande  regione  come  la
  Sicilia,  con  diverse deleghe che fanno riferimento, in  qualche
  modo,  dà  alla giunta di governo anche quel numero che  consente
  quel governo che possa definirsi tale senza trasformare la giunta
  in una Assemblea.
   A  seguito  della  modifica della legge nazionale  e  regionale,
  siamo  riusciti  a  trasformare il numero degli  assessori  nelle
  giunte  comunali  fino ad un massimo di 16,  come  nel  caso,  ad
  esempio,   della  città di Palermo,  che considero obiettivamente
  un numero spropositato se paragonato alla Regione siciliana.
   Ho  presentato un emendamento che riafferma la dimensione  delle
  giunte,  secondo quanto previsto dalla legge 7 del 1992,  ovvero,
  la  legge  che per prima in Italia introdusse l'elezione  diretta
  del sindaco.
   In  quella  legge  era previsto un numero massimo  di  assessori
  nelle giunte comunali.
   Credo  che  questo  sarebbe un atto che non   riguardi  i  costi
  della  politica,  perché voglio ribadire un  concetto,   fino  ad
  oggi,  purtroppo non trova orecchie attente, onorevole presidente
  della  Regione,  il tema che abbiamo di fronte  non sono  i costi
  della politica. C'è pure, e non possiamo fare finta di non vedere
  e  non  sentire  un  sentimento largo e  diffuso  di  gran  parte
  dell'opinione pubblica.
   C'è  un grande tema ed è come usiamo la nostra autonomia. Questo
  è  il punto politico. L'autonomia che per una grande Regione come
  la Sicilia deve essere  come una  opportunità in più che diamo ai
  siciliani,  non come un'opportunità che diamo ad  una  parte  dei
  siciliani.
   Intendo dire che l'autonomia non può essere piegata alla  logica
  dei   piccoli  o  grandi  privilegi.  Deve  essere  vissuta  come
  opportunità.   Io considero una dimensione efficiente  quella  di
  riportare le giunte, che hanno funzionato per otto anni dal  1993
  al  2001,  in Sicilia elette per la prima volta con la legge  che
  prevedeva l'elezione diretta del sindaco, hanno funzionato con un
  numero  di assessori, in molti casi pari alla metà di quelli  che
  sono oggi vigenti.
   E  non  credo  che ci sia stata un'insufficienza  di  azione  di
  governo, per difficoltà di quantità di assessori.
   Penso  che la norma che riduce gli assessori è un atto  di  buon
  governo che non c'entra con i costi, ma c'entra con l'efficienza,
  ma  è   ridare anche alle giunte di governo, il segnale  forte  e
  chiaro.
   Non  vorrei  ricordare, onorevole Presidente,  che  giusto  oggi
  leggiamo  sui giornali che la più grande città della  Sicilia  ha
  composto la sua giunta tre mesi dopo la sua elezione. Eppure,  la
  legge  prevede che all'atto della candidatura - ormai è diventata
  una farsa - il sindaco deve depositare l'elenco con la metà degli
  assessori proposti.
   Ci  sono  voluti  tre mesi per fare una giunta  di  16  persone.
  Forse,  dico  forse,  avendo convinzione che il forse  in  questo
  caso è soltanto una considerazione pleonastica, anzi trasformo il
  forse  con  certamente,  se avessimo avuto un  numero  minore  di
  assessori da designare, anche la città di Palermo, avrebbe  avuto
  per tempo i suoi assessori e la sua giunta.

    BALLISTRERI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BALLISTRERI   Signor  presidente,  onorevole  Presidente  della
  Regione,  onorevoli colleghi, io mi rendo conto di andare  contro
  tendenza, rispetto a un trend generale della politica del  nostro
  Paese,  in  cui si parla di elezione diretta di sindaco d'Italia,
  di  premier  eletto  direttamente  dal  corpo  elettorale.  Eppur
  tuttavia,  non possiamo non evidenziare come in questo dibattito,
  sia  pure  limitato  ad alcune norme stralcio di  una  cosiddetta
  legge  elettorale,  si evidenzia un grande disagioin  termini  di
  governabilità.
   L'onorevole  Cintola, mi rendo conto che è  euforico  in  quanto
  nominato   assessore  al  comune  di  Palermo,  però   abbia   la
  compiacenza  e  l'amabilità, non per rispetto  alla  mia  persona
  modesta, ma al Parlamento di far continuare il dibattito.
   Dicevo  che  si evidenzia un disagio in quest'Aula che  discende
  da  come  si  è andato configurando il rapporto tra due  dei  tre
  poteri  fondamentali  in  un  sistema  democratico  e,  in   modo
  specifico,  il  rapporto  fra il potere  esecutivo  e  il  potere
  legislativo, fra il governo e il parlamento.
   Io  credo,  in  generale, senza volere investire  responsabilità
  che   riguardano   questo   governo   della   regione,   che   il
  presidenzialismo  in  Sicilia,  le  elezioni  dei  sindaci,   dei
  presidenti  della  provincia  non hanno  prodotto  e  non  stanno
  producendo governabilità.
   Il  richiamo  fatto  ai ritardi nella formazione  delle  giunte,
  ritardi  rispetto all'azione politica delle giunte in Sicilia  ne
  sono testimonianza, anzi ne sono quasi una sorta di paradigma.
   In  qualche  misura - cito un autore che non è  di  moda  a  tal
  punto  che  il premier Romano Prodi non l'ha portato  con  sé  in
  vacanza,  Karl Marx -   abbiamo le due repliche della storia.
   Io  credo  che  una  riflessione  attorno  alla  centralità  dei
  parlamenti,  dei consigli comunali e provinciali vada  fatta  per
  ridefinire funzioni, competenze e ruoli delle assemblee elettive.
  La  prova  ne  è  questa, signor Presidente  dell'Assemblea,  che
  mentre i parlamentari parlano assistiamo a questo spettacolo.
   C'è   una  sospensione  delle  funzioni  parlamentari,  per  cui
  sostanzialmente  le  decisioni  vengono  prese  dagli  esecutivi,
  presieduti  da premier, presidenti della regione in questo  caso,
  da presidenti delle province e sindaci eletti dal popolo e che in
  qualche misura si attribuiscono una funzione quasi salvifica.
   Su  questo  noi facciamo e discutiamo di una riforma  elettorale
  che  è  davvero  poca  cosa  rispetto ai  grandi  problemi  della
  governabilità, intanto in questa Regione. Faremmo bene a  partire
  da  una riflessione attorno allo Statuto della Regione, non  come
  si dice per una riforma complessiva, ma per una sua attuazione  e
  un  suo  ritorno  alle  origini che come è noto  erano  puramente
  parlamentari.  E i rischi di una deriva di ingovernabilità  nelle
  regioni  non  riguardano solo la Sicilia. Vorrei  dire  che  casi
  analoghi  e  con giunte di segno opposto avvengono con Bassolino,
  con  Soru,  con  Illy  -    li cito per par  condicio  -   e  con
  Formigoni nella Regione Lombardia.
   Credo  che  noi  su questo dobbiamo interrogarci.  Avremo  fatto
  bene non soltanto a non discutere di una riforma elettorale che è
  partita  come  strumento  punitivo nei confronti  del  pluralismo
  politico,  ma  neppure  di stralci che hanno  finito  in  qualche
  misura  per farci adeguare a una moda che viene in questo momento
  sollecitata  e diffusa nel Paese, che è quella dell'attacco  alla
  politica,  alla politica tout court, alla politica come strumento
  di rappresentanza, di partecipazione.
   Immemori  di  una  tragica lezione di Karl  Schmidt  attorno  al
  sovrano  decisore.  Noi  non abbiamo bisogno  di  nessun  sovrano
  decisore,  anche  perché  non decide nessuno  e  per  nessuno  in
  termini esclusivi.
   Mi  permetto  dire,  attorno a questo tema, che  la  riflessione
  andava condotta prima di infilarci in una sorta di  cul de  sac';
  arrivano tardivi gli appelli ad accantonare la discussione  sulla
  stralcio della legge elettorale, troppo tardivi, quando ci  si  è
  infilati  in questo  cul de sac' . Avremo fatto bene a  discutere
  in  modo  approfondito di questa questione. Ma che  significa  la
  questione della riduzione delle indennità - cito un altro tema  -
  se non quello di piegare la testa rispetto ad una moda imperante,
  ad una tendenza imperante nel nostro Paese della politica debole,
  della politica subalterna?
   Io  credo che chi ha vergogna di far politica può fare solo  una
  cosa,  per decenza e per coerenza: si dimetta   Ricordando  anche
  qui  le  parole di un grande sociologo tedesco,  Max  Weber,  che
  diceva  la politica si fa per passione e non per lavoro  con  una
  distinzione fondamentale.
   Teniamo  a  mente  questa distinzione e vediamo  di  vivificarla
  senza  trappole,  senza tendenze alla compressione  di  spazi  di
  democrazia  e  di  partecipazione  a  partire  da  questa  nostra
  Regione.
   Non  credo che il qualunquismo sia la risposta giusta alla crisi
  della  politica.  Signor Presidente della  Regione,  la  risposta
  giusta sarebbe stata approvare la legge sullo sviluppo ora e  non
  a settembre.
   L'esortazione  è di affrontare questi nodi alla ripresa  e  fare
  un  grande  dibattito sulla politica in Sicilia  e  chi  più  del
  Parlamento siciliano può farlo in termini seri e coerenti

    PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole Mancuso.

    MANCUSO  Rinuncio.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto. E' iscritto  a  parlare
  l'onorevole Aulicino.

    AULICINO  Rinuncio.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto. E' iscritto  a  parlare
  l'onorevole Turano.

    TURANO  Rinuncio.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 5.4, a firma dell'onorevole  Antinoro
  ed altri:  sopprimere il comma 1 .
   Il parere della Commissione?

    CRISTALDI  presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE   Lo pongo in votazione. Chi è favorevole  si  alzi;
  chi è contrario resti seduto.

                          (Non è approvato)

    ANTINORO  Chiedo la controprova.
    PRESIDENTE   Invito il deputato segretario, onorevole  Rinaldi,
  a  prendere posto al banco della Presidenza per il conteggio  dei
  voti per accertare l'esito esatto della votazione.
   Onorevoli colleghi, pongo in votazione l'emendamento 5.4.
   Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                          (Non è approvato)


   Presidenza del presidente Miccichè


                       Sull'ordine dei lavori

    MANCUSO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MANCUSO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  questa  è  la
  terza  volta che si commette un errore quando si fa la  conta  su
  una votazione per alzata e seduta.
   Le  scorse volte il segretario - nulla contro il segretario  che
  ha  chiamato  adesso  -   ha accettato  l'errore  che  ha  fatto,
  pertanto, la invito a ricontare.

    PRESIDENTE   Onorevole Mancuso, la prego  di  moderare  i  toni
  dell'intervento.

    MANCUSO   Signor  Presidente,  le  sto  ricordando  che  è  già
  successa  la  stessa  cosa ed anche la  scorsa  volta  ha  difeso
  giustamente   e  con la stessa forza il segretario  il  quale  ha
  ammesso  di  aver commesso l'errore perché non aveva  contato  il
  Governo.
   Possiamo  prendere il resoconto stenografico di quanto  accaduto
  qualche mese fa.
   Pertanto,  le  chiedo  la votazione per  appello nominale,  così
  come abbiamo fatto la scorsa volta e Lei non ha proceduto

    RINALDI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    RINALDI  Anche se la volta scorsa non è stato contato  il  voto
  del  Governo,  comunque anche con il voto del  Governo  risultava
  quell'esito.

    MANCUSO  Non è così

    RINALDI  Le posso garantire che è così


   Presidenza del presidente Miccichè


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
                     numero 519/A - II Stralcio

    PRESIDENTE    Si   passa   all'emendamento    5.6    a    firma
  dell'onorevole Cracolici.

    CRACOLICI  Dichiaro di ritirarlo.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 5.3 a firma dell'onorevole Tumino.

    TUMINO  Dichiaro di ritirarlo.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 5.5 a firma dell'onorevole Cracolici.

    CRACOLICI  Dichiaro di ritirarlo.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 5.2 a firma dell'onorevole Gucciardi.

    GUCCIARDI  Chiedo di parlare per illustrarlo.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GUCCIARDI   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ho  seguito
  con  attenzione,  se  pur  in silenzio, l'iter   parlamentare  di
  questo disegno di legge.
   La   Commissione  aveva  iniziato  i  lavori   con  un   disegno
  ambizioso  di una riforma della legge elettorale delle  autonomie
  locali,  pur con posizioni diverse, per intervenire in un settore
  estremamente  delicato  per  la  vita  democratica  della  nostra
  Regione.
   Un  altro obiettivo ambizioso che si proponeva la legge  era  la
  riduzione  dei costi della politica tanto strombazzata  su  tutti
  gli organi  di stampa.
   Rispetto  a  come  si  era avviato il ragionamento,  rispetto  a
  quanto   accaduto in Aula con la bocciatura di altri  articoli  e
  con   lo   stravolgimento  sostanziale  del  disegno   di   legge
  originario,  dico  che oggi il Parlamento si trova  ad  avere  un
  altro strumento.
   Questo  disegno di legge, così come residuato, è  un'altra  cosa
  ed  io  ho il coraggio delle mie opinioni; si tratta di  un  tema
  delicato  e  complesso  e,  personalmente,   non  mi  assumo   la
  responsabilità politica e morale di approvare un disegno di legge
  che  non  interviene a regolare la materia della  democrazia  del
  territorio né riduce i costi della politica.
   Per  questa  ragione, dichiaro di ritirare l'emendamento  a  mia
  firma   e chiedo all'Aula che il provvedimento venga rinviato  in
  Commissione.

    PRESIDENTE     L'Assemblea     prende    atto    del     ritiro
  dell'emendamento 5.5.
   Si passa all'emendamento 5.9 del Governo.
   Comunico   che  all'emendamento  5.9   è  stato  presentato   il
  subemendamento 5.9.1, a firma della Commissione:
     «All'articolo  5, comma 1, al punto 3 il periodo  3.   è  così
  sostituito:   in  assenza di norma statutaria che  stabilisca  il
  numero  degli  assessori, si applica il limite massimo  stabilito
  dai commi 1 e 2'».

    LACCOTO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LACCOTO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo la  norma
  presentata  dal Governo, emendamento 5.9, sia contro  l'autonomia
  degli  enti  locali e ritengo necessario prestare  attenzione  ai
  nuovi poteri stabiliti con il titolo V che attribuisce la potestà
  statutaria agli enti locali.
   Non  possiamo  dire che se non viene modificato  lo  Statuto  si
  applica il limite mimino, si può invece obbligare l'ente locale a
  fare lo Statuto, che è ben altra questione.
   Credo  che  questo articolo, così come formulato, sia  contrario
  all'autonomia degli enti locali.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  leggo   il
  subemendamento  5.9.1:   In  assenza  di  norma  statutaria   che
  stabilisca il numero degli assessori si applica il limite massimo
  stabilito dai commi 1 e 2 .
   Credo  che  questo  subemendamento andrebbe  riferito  ad  altra
  disposizione legislativa perché ai commi 1 e 2 non si  stabilisce
  un  limite minimo ed uno massimo, ma si stabiliscono dei  termini
  puntuali.

    CRISTALDI  presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà

    CRISTALDI    presidente  della  Commissione.  Generalmente   il
  professore Ortisi è sempre attento, ma non in questo caso  poiché
  nella  norma si  stabilisce  che  la  giunta comunale è  composta
  dal  sindaco  che  la  presiede e  da  un  numero  di  assessori,
  stabilito dallo Statuto, non superiore a: .  .

    ORTISI  Ha ragione, onorevole Cristaldi

    PRESDIENTE  Pongo in votazione il subemendamento 5.9.1 a  firma
  della Commissione.
   Il parere del Governo?

    COLIANNI  assessore per la Famiglia, le politiche sociali e  le
  autonomie locali. Favorevole.

    PRESDIENTE Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 5.9 a firma del Governo.  Per  quanto
  riguarda  il  primo  comma  dell'emendamento,  mi  pare  che  sia
  superato perché già espressamente detto nel  comma 3.

    COLIANNI  assessore per la Famiglia, le politiche sociali e  le
  autonomie locali.  E' superato.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
    Si passa all'emendamento 5.8 a firma del Governo.

    COLIANNI  assessore per la Famiglia, le politiche sociali e  le
  autonomie locali.  E' ritirato.

    SPEZIALE    Signor   Presidente,  il  Governo   ha   presentato
  l'emendamento  5.9 e ad esso è stato presentato il subemendamento
  5.9.1della Commissione.
   La  Presidenza ha detto che l'emendamento 5.9 era già  contenuto
  nel  testo  dell'articolo 5, al comma 3, ma si tratta di  materia
  diversa  perché  l'emendamento  fa  riferimento  all'applicazione
  dell'articolo a partire dalle nuove elezioni, invece l'articolo 5
  stabilisce,  al  comma  1,   che  gli Statuti  regionali  debbono
  adeguarsi entro 60 giorni.
   Come si vede, si tratta di  materia diversa.

    PRESIDENTE   Onorevole  Speziale, mi scusi,  l'emendamento  5.9
  faceva riferimento alle disposizioni del primo rinnovo elettorale
  ed  è  detto  già al comma 3, dell'articolo 5, mentre per  quanto
  riguarda  il  secondo  comma, in assenza di norma  statutaria,  è
  stato aggiunto dal comma 1 ed il comma 2.

    SPEZIALE  Mi scusi, abbiamo testi diversi, leggo il  comma  3 :
   Fino all'adozione di nuove norme statutarie, di cui ai commi 1 e
  2,  si  applicano le disposizioni regionali vigenti. Le  suddette
  nuove norme statutarie devono essere adottate entro il termine di
  60 gg. l'entrata in vigore della presente legge .

    PRESIDENTE   Onorevole Speziale, lei ha letto il  punto  3,  il
  comma  3 dell'articolo 5 stabilisce:  Le disposizioni di  cui  ai
  commi  1  e 2, trovano applicazione in relazione al primo rinnovo
  del  Consiglio  successivo all'entrata in vigore  della  presente
  legge. . Questo è il comma 3, dell'articolo 5.
    Si passa all'emendamento 5.1 a firma dell'onorevole Cristaldi.

    CRISTALDI  presidente della Commissione. Chiedo di parlare  per
  illustrare l'emendamento.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRISTALDI  presidente della Commissione. Signor Presidente,  si
  tratta   di  un  aspetto  tecnico  perché  a  seguito  di  quanto
  approvato, resterebbe in vigore questa norma che sarebbe superata
  e, invece, sarebbe giusto abrogarla.

    MANCUSO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MANCUSO    Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   siccome
  cercavo  il  testo normativo sugli emendamenti e non mi  è  stato
  fornito   perché  non  c'è,  vorrei  sapere  cortesemente   dalla
  Presidenza l'emendamento 5.1 a cosa si riferisce dell'articolo 33
  della legge 142 del 1990.

    PRESIDENTE     L'emendamento    5.1    si    riferisce     alla
  incompatibilità  tra  assessori e consiglieri  ed   è  stata  già
  regolata dallo stesso articolo per cui sarebbe una ripetizione.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                                                                (E'
  approvato)

   Si passa all'emendamento 5.7 a firma dell'onorevole Di Mauro.

    DI MAURO . Dichiaro di ritirarlo.

    PRESIDENTE   L'Assemblea  ne  prende  atto.  Essendo   ritirato
  l'emendamento  5.7 decade anche il subemendamento 5.7.1  a  firma
  della Commissione.
   Pongo in votazione l'articolo 5, nel testo risultante.

    ORTISI  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  chiesto  di
  parlare per dichiarazione di voto sull'articolo e credo che sulla
  legge  il   gruppo parlamentare che rappresento farà una riunione
  alla   fine   dei   lavori  per  decidere  come   atteggiarsi   e
  personalmente voterò come la maggioranza del gruppo  parlamentare
  deciderà di votare.
   Tornando all'articolo 5, sono tra quelli che sostengono  -  l'ho
  già  dichiarato - che il problema non è dato dalla  rimunerazione
  di  chi fa politica perché si tratta di un principio pericleo che
  rispetto totalmente.
   Il  problema  è il numero; perché oggi una legge elettorale,  in
  Sicilia in particolare - che sia regionale, provinciale, comunale
  e  che  dà  molta più importanza decisionale al Presidente  della
  Regione,  al presidente della provincia, al sindaco  e,  più  che
  alla  Giunta, ai dirigenti - che prevede di  diminuire il  numero
  degli assessori rappresenta una strada sbagliata.
   Bisogna  diminuire il numero dei consiglieri o dei  parlamentari
  perché,  per  la quantità e la qualità di quello che  è  affidato
  alle  assemblee,  sono troppi ed  in ogni caso  il  numero  degli
  assessori è proporzionale, da sempre, al numero dei consiglieri.
   Quindi, bocciato l'articolo 3, che non diminuisce il numero  dei
  consiglieri,   diminuire   il  numero   degli   assessori   rende
  squilibrato il sistema, come fatto interno di equilibrio.
   Inoltre,   al  comma 4 di questo articolo si fa  riferimento  ai
  requisiti  di  competenza  determinati  nello  Statuto   e   tali
  requisiti significano una serie di ricorsi al TAR, in entrata  ed
  in uscita, inimmaginabili.
   Meglio   sarebbe  stato  se  l'onorevole  Cracolici  non  avesse
  ritirato il suo emendamento  5.5, perché riproponeva un fatto  di
  equilibrio interno fra consiglieri e assessori ed  avrebbe  fatto
  recuperare, per altra via, l'articolo 3 rispetto al quale sarebbe
  stata coerente l'approvazione dell'articolo 5.
   In  tali  condizioni, esprimo il mio voto contrario all'articolo
  5,  sulla  legge  mi  atterrò secondo quanto deciderà  il  gruppo
  parlamentare che rappresento.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare per  dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE    Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   voglio
  annunciare  il  mio  voto  favorevole e  vorrei  che  l'onorevole
  Presidente della Regione  mi seguisse.
   Lei  come  me  e come l'onorevole Cristaldi ha partecipato,  nel
  1992, al voto di un disegno di legge fortemente innovativo che ha
  permeato la legislazione nazionale.
   La  Regione siciliana è stata la prima regione che ha  proceduto
  con  la  legge  7/92 alla elezione diretta dei sindaci  e  quella
  legge divenne successivamente legge  nazionale.
   Nello   Statuto   della  Regione,  col  suo   assenso,   abbiamo
  introdotto la norma, che poi per ragioni diverse non è andata  in
  porto, che stabiliva che almeno 1/3 della giunta regionale doveva
  essere  composta di donne ed  in parte lei  è stato coerente  con
  quella  norma  tanto è vero che nella sua giunta ci sono  diverse
  donne.
   La  norma della quale stiamo parlando prevede invece un elemento
  che  considero  positivamente rivoluzionario  e  cioè  che  nella
  formazione  della giunta nessuno dei generi può superare  i  2/3,
  quindi almeno 1/3 debbono essere donne e questo sta spingendo una
  parte  della  sua  maggioranza a chiedere il  voto  nominale  per
  bocciare l'articolo.
   Considero questo elemento grave e penso che il Presidente  della
  Regione   non   possa  avallare  un  comportamento  che   giudico
  fortemente  negativo e  promuova, assieme a tutti gli  altri,  un
  processo di innovazione.
   Domani sulla stampa, la Sicilia potrebbe caratterizzarsi per  un
  elemento di grande novità e cioè che le giunte della Sicilia,  in
  tutti i comuni, almeno 1/3 devono essere composte da donne.
   Questo  potrebbe permeare la legislazione nazionale.  Noi  dalla
  Sicilia  potremmo invitare i parlamenti nazionali e le  assemblee
  elettive  ad  adeguarsi  ad  una  norma  innovativa.  La  Sicilia
  apparirebbe,   in   sintonia,   una   regione   moderna   e   ciò
  qualificherebbe l'Assemblea Regionale Siciliana.
   Quindi,  ritengo arretrato l'atteggiamento di una parte politica
  che  tenda  a  bocciare  l'articolo 5  per  impedire  i  processi
  innovativi  della nostra legislazione e soprattutto per  impedire
  che la Sicilia parli, positivamente, al resto del paese.

    ADAMO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ADAMO   L'intervento dell'onorevole Speziale  mi  costringe  ad
  intervenire perché pone un tema estremamente interessante,  quale
  quello  della  presenza  femminile. Credo che  all'interno  della
  legge,  così com'è, non sia sufficiente questo elemento  per  far
  approvare oggi la legge. Credo sia opportuno rimandare il disegno
  di  legge  in Commissione per essere approfondito. Come  possiamo
  dire   che  facciamo  una  riforma  che  lascia  il  numero   dei
  consiglieri  così com'è e che si limita a ridurre di  uno  o  due
  assessori?  Che  legge  di  risparmio è?  Rischiamo  di  renderci
  ridicoli  Certamente la questione delle donne è importante, ma va
  affrontata  anche  in  un'ottica diversa,  perché  credo  che  la
  politica  sia un mondo chiuso sia alle donne che agli uomini  che
  stanno fuori. E' riduttivo parlare di questione femminile.
   La  politica  o la casta - come oggi viene definita -  è  chiusa
  su  se  stessa   Uomini e donne che non fanno parte  del  sistema
  restano fuori. La riforma elettorale è un argomento serio che  ci
  appassiona  tutti, credo che non possiamo affrontarla ad  agosto,
  in pochissimo tempo, in un momento di grande stanchezza.
   Credo   che  la  proposta  di  riportarla  in  Commissione,   di
  affrontarla e approfondirla, sia un'ottima proposta.

    MANCUSO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MANCUSO   Davanti alla demagogia si devono fare i conti  con  i
  fatti concreti.
   Chiederei  chi  è favorevole a questa norma, perché  qui  dentro
  chi  non è a favore delle donne? Penso nessuno, anzi molti  hanno
  già  nella  loro attività amministrativa quello che la legge  non
  prevede.
   Vorrei  comprendere quel sindaco che eventualmente viola  questa
  norma che viene sancita eventualmente dall'Assemblea, l'Assessore
  agli enti locali gli manderà il commissario e gli nominerà di sua
  volontà  un  assessore  o lo obbligherà a nominare  un  assessore
  donna altrimenti decadrebbe da sindaco.
   Votate  questa norma perché è veramente eccezionale  utilizzare,
  non so a quale fine, quello che prevede il buon senso non

    CRISTALDI  presidente della Commissione. Sarebbero nulli  tutti
  gli atti

    MANCUSO     di nominare i due terzi, un terzo, quattro  quarti,
  il  buon senso se ci sono delle donne che meritano di stare nelle
  amministrazioni  - come ce ne sono tantissime  -  i  sindaci  non
  hanno  bisogno di nominarle, cosa che fanno centinaia di  sindaci
  della Sicilia.
   Se  voi volete mettere da un lato l'obbligo e dall'altro la pena
  per  il  sindaco  che non li nomina, fate pure, poi  arriverà  il
  commissario  che  non  so cosa farà e non so  quanti  contenziosi
  saranno aperti su questa materia da parte delle amministrazioni.

    CRISTALDI  presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRISTALDI   presidente della Commissione. Onorevole Presidente,
  soltanto  per una precisazione perché poi, a furia di scienziati,
  rischiamo di confonderci.

   La  norma  presenta  la  stessa autorevolezza  quando  fissa  il
  numero  degli  assessori e dice che devono essere al  massimo  in
  nove, non si può  che farne nove. Può il sindaco farne dieci?  Ne
  deve  fare nove. Se il sindaco ne deve fare nove naturalmente  lo
  fa perché questo prescrive la legge.
   Con  la  stessa autorevolezza la legge dice che un terzo  devono
  essere  donne  e quindi per un terzo deve nominare donne  se  due
  terzi   sono  uomini.  E  cosa  succede?  Quello  che  ha   fatto
  l'onorevole  Mancuso quando si è presentato  a  sindaco  nel  suo
  Comune: cioè, si può andare al Tar, oppure si può intervenire  in
  Aula dicendo le cose che ha detto l'onorevole Mancuso.

    ANTINORO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ANTINORO   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  ci  stiamo
  accapigliando, seppure la politica è passione,  forse  ci  stiamo
  appassionando  un  po'   ad un tema politico  che  è  il  momento
  elettorale, visto che parliamo di legge elettorale.
   Da  qualche  anno - siamo sempre lì - siccome la politica  manca
  ci  siamo  dovuti, ci si è dovuti, si sono dovuti, non so  chi  a
  questo  punto,  inventare una serie di temi per  modernizzare  la
  politica.
   Il  Presidente Cuffaro, non più tardi di un anno  fa  circa,  ha
  nominato  la sua Giunta, non c'è nella legge elettorale regionale
  alcun obbligo per il Presidente della Regione di nominare donne o
  uomini,  o  comunque non c'è alcun obbligo di genere,  eppure  il
  Presidente  della  Regione  ha  ritenuto  di  dimostrare  un'alta
  sensibilità  perché, se non ricordo male, sono tre le  donne  che
  fanno parte della Giunta Cuffaro.
   Ho  grande  rispetto degli uomini e delle donne,  o  per  meglio
  dire,  delle  donne e degli uomini, per gesto di galanteria,  che
  desiderano  impegnarsi  in  politica,  ma  condivido  interamente
  quello che diceva Giulia Adamo poco fa.
   La  politica  che  si autoreferenzia, è questo il  problema  che
  spesso e volentieri finisce per impedire alle donne o anche  agli
  uomini  di  buona volontà che vogliono impegnarsi in politica  di
  avvicinarsi alla stessa.
   Oggi  è un problema di principio. Immaginare al di là del numero
  degli  assessori (avevo motivato poco fa perchè  continuo  a  non
  essere  d'accordo), ma il principio secondo il quale un  sindaco,
  un  presidente di provincia, un capo di amministrazione debba per
  legge  essere  obbligato ad un numero di  genere  ben  stabilito,
  francamente,  mi sembra questo sì, antico, vetusto  e  una  falsa
  modernizzazione  della  politica  che  deve  ritrovare   la   sua
  modernità nella saggezza e non nella ipocrisia.

    CUFFARO  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE     Ne ha facoltà.

       CUFFARO   presidente della Regione. Onorevoli colleghi,  per
  la   verità   ritengo  che  l'argomento  non    meritasse   tante
  attenzioni, però l'onorevole Speziale mi chiama all'intervento  e
  lo  faccio  volentieri perché non vorrei che pensasse che  io  mi
  nasconda; ma io sono molto franco e dirò quello che penso.
   Su  tutto il tema della legge elettorale - l'ho detto forse  con
  un  tono un po' fuori dal mio costume l'altra volta, di questo un
  po'  mi  scuso,  lo dirò più serenamente adesso,  ma  non  cambia
  quello  che  è la qualità del mio pensiero che  voglio  esprimere
  con franchezza - io no credo che, per quanto riguarda l'argomento
  specifico,   ci  sia una specie in estinzione  che  va  protetta.
  Tutt'altro.  E  non  credo  neanche, come  dicevano  gli  antichi
  latini,   che ci sia un vaso che va colmato, meglio forse  -  per
  utilizzare sempre la stessa frase - una fiaccola che va accesa.
   Dovremmo  avere il coraggio, in questo Parlamento, di creare  le
  condizioni  con una legge che consenta alle donne  di  avere  più
  possibilità di accostarsi alla politica.
   Allora,  quello  sì  sarebbe un dibattito e una  legge  di  gran
  lunga  più interessante. Dovremmo creare le condizioni perché  le
  nostre  donne  che  svolgono già un grande  ruolo,  e  credo  che
  nessuno di noi voglia disconoscere il ruolo familiare e dentro la
  famiglia  che ha la donna, che ha già nella società e  dentro  le
  istituzioni  ,creiamo  le  condizioni per  cui  possa  avere  più
  possibilità di accostarsi alla politica. No  Queste non  sono  le
  condizioni  perché  una donna si accosti alla politica.  Infatti,
  una  mamma  che  ha  quattro  figli e deve  anche  lavorare,  per
  accostarsi  alla  politica ha bisogno di più infrastrutture.  Chi
  può  pensare a mantenere la propria famiglia, mentre  si  accosta
  alla politica? Se noi, invece, diciamo che dobbiamo per forza  di
  cose,  fare  tre o quattro assessori donne, io credo,  con  molta
  umiltà,  di  dovere  esprimere che non stiamo  facendo  una  cosa
  giusta,  nei  confronti delle donne che non hanno bisogno,  sotto
  questo punto di vista, di essere protette.
   Credo   che   abbiano  bisogno,  invece,    e   tutti   dobbiamo
  preoccuparci    di   crearla,  di   una   nuova   cultura   della
  partecipazione della donna alla vita politica, così come c'è  già
  nella vita sociale e nella vita istituzionale, dal punto di vista
  del lavoro.
   Oggi  nessuno più si preoccupa delle difficoltà che ha una donna
  di  accesso al lavoro, perché le abbiamo superate, ma non con una
  legge, stabilendo che il 50 per cento o il 30 per cento dei ruoli
  dentro l'amministrazione debba essere dato alle donne.
   Lo  abbiamo  superato  culturalmente,  perché  questo  oggi  c'è
  dentro la Pubblica Amministrazione.
   Io  sono  contrario a questo, perché credo che le  donne  vadano
  aiutate  dal punto di vista della partecipazione, non  obbligate.
  Poi, personalmente, senza essere stato obbligato da una legge, ho
  preso tre donne ed ho fatto male, perché ne avrei volute e dovute
  prendere  di  più,  per  la  qualità del  contributo  che  stanno
  portando dentro l'azione di governo.
   Questa è una legge complessivamente ipocrita, perché nessuno  di
  noi pensa che il vero problema del costo della politica siano  le
  indennità dei consiglieri comunali o dei sindaci.
   Io  penso  esattamente il contrario. Io mi  vergogno  di  essere
  presidente  di una Regione che ha fatto una norma che dà  tremila
  euro al sindaco di Siracusa, per fare un esempio che riguarda una
  città  di 250 mila abitanti, e consentire a dirigenti di  aziende
  pubbliche   e  private  che  non  hanno  affatto  il  carico   di
  responsabilità  di un sindaco di una città di 200 mila  abitanti,
  di  guadagnare  250 mila euro l'anno  E' questo il  problema  del
  costo della politica.

                   (Applausi dai banchi di destra)

   Non  ci  rendiamo  conto che questo, alla fine,  costringerà  le
  persone  perbene, che vogliono svolgere un ruolo, ad allontanarsi
  dalla politica.
   Questo  lo dico perché non possiamo pensare che, soltanto perché
  c'è  un'opinione  pubblica  che  sta  guardando  i  politici  con
  un'attenzione  particolare, noi cancelleremo  quella  attenzione,
  diminuendo l'indennità del consigliere comunale.
   L'onorevole Cracolici sa che per fare il consigliere comunale  a
  Palermo,  come  è  giusto che si faccia, bisogna  farlo  a  tempo
  pieno.  Io  credo  che sia giusto essere, complessivamente,  meno
  ipocriti.  Torno a dire, questa non è una legge che noi  dovremmo
  continuare a portare avanti.
   Io  sono  qui perché l'impegno della maggioranza è che si  porti
  avanti tale legge, ma dico, sin d'ora adesso e senza infingimenti
  che  se  si vota questo articolo, annuncio il mio voto contrario,
  su  questo e su altri articoli. L'ho detto sin dall'inizio e  non
  mi vergogno di dire, con franchezza, qual è la mia posizione.


   Presidenza del presidente Miccichè


    CRACOLICI  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI    Signor  Presidente,  onorevole  Presidente   della
  Regione,  onorevoli  colleghi, io ammiro la  sua  franchezza,  ma
  vorrei  ricordarle  che noi siamo una Regione  che  vive  in  una
  repubblica. Oltre ad avere uno statuto, abbiamo una costituzione.
  La   costituzione,   modificata  nel  corso   della   legislatura
  1996/2001,  ha  introdotto  una  norma  che  obbliga  la   nostra
  legislazione,  a  partire  da quella elettorale,  a  favorire  la
  rappresentanza di genere nelle istituzioni.
   Anch'io  come  lei,  penso che le donne non siano  un  panda  da
  tutelare.
   Penso  però, che non possiamo fare gli ipocriti e non accorgerci
  che  il  sistema politico italiano, a differenza di altri sistemi
  operanti  in  Europa,  ha  via  via accentuato  gli  elementi  di
  monogenericità nelle sue istituzioni.
   Se  alle  donne  in  qualche modo è impedito  l'accesso  per  le
  modalità effettive del funzionamento della democrazia in  Italia,
  il  compito della democrazia è trovare meccanismi che favoriscano
  la  rappresentanza.  E quindi, signor Presidente  della  Regione,
  questa norma, così come in parte vorrei ricordare che noi abbiamo
  una legge elettorale in questa nostra Regione che prevede che nel
  famoso  listino' è obbligatoriamente prevista l'alternanza  uomo-
  donna,  abbiamo nella scorsa legislatura votato, con legge  voto,
  una   modifica  dello  Statuto  della  nostra  regione,  che   ha
  introdotto  l'obbligo  della presenza  delle  donne  anche  nella
  giunta di governo, del governo di questa regione.
   Signor  Presidente,  lei da deputato, nella scorsa  legislatura,
  ha  votato  come me, quella norma che in qualche modo, come  dice
  oggi,  prevede che le donne possano essere un genere da tutelare.
  Ecco perché io non trovo nulla di scandaloso nel principio che in
  qualche  modo  favorisce l'ingresso e l'obbligo di partecipazione
  delle  donne. C'è,  signor Presidente, un punto sul  quale  tutti
  noi  probabilmente non siamo all'altezza, forse non  comprendiamo
  appieno  ciò  che  avviene  nel  resto  d'Europa.  Io  le  vorrei
  ricordare   che  il  presidente  Sarkozy,  eletto  nella   destra
  francese,  ha  nominato  in tre giorni,  non  in  tre  mesi  come
  Cammarata,  un governo composto per metà da donne. Il  Presidente
  spagnolo,  considerato pericoloso da moltissimi  esponenti  della
  destra italiana, Zapatero,  ha fatto, dopo tre giorni e non  dopo
  tre  mesi come Cammarata, un governo composto per metà da  donne.
  Il  capo  del  governo  della Germania è  una  donna.  Io  quindi
  apprezzo  l'onestà  del presidente Cuffaro, ma  dico  che  questa
  onestà  fa a cazzotti con i principi che ispirano la legislazione
  fondamentale della nostra Repubblica che è la Costituzione.
   Aggiungo  che  prendo  atto,  con sollievo,  del  fatto  che  il
  Presidente  della  Regione dica che c'è  una  ingiustizia  fra  i
  politici e i dirigenti tutti. Ne prendo atto con sollievo  perché
  io  sono  stato soltanto qualche me fa crocifisso dal  Presidente
  della Regione per avere osato proporre, e l'Aula ha approvato, un
  emendamento  che  fissava un tetto massimo per i dirigenti  della
  Regione.  Oggi,  ho  appreso  che  il  Presidente  della  Regione
  considera   immorale  che  ci  siano  dirigenti  che   guadagnano
  duecentocinquantamila euro - ne prendo atto - a fronte di sindaci
  che invece guadagnano tremila euro al mese.

    CUFFARO  presidente della Regione. Io sono favorevole a che  si
  aumenti  lo  stipendio dei sindaci, non che si diminuisca  quello
  dei dirigenti.

    CRACOLICI    Vorrei  dire all'onorevole  Cuffaro,  in  presenza
  dell'assessore  Colianni - io ho grande rispetto per  le  persone
  -che  tutti con onestà dobbiamo fare il nostro lavoro.  E'  stata
  data  -  e  lo  ripeto  -  una   falsa informazione  all'opinione
  pubblica.
   Il  famoso  articolo 4, il taglio che ha impoverito i sindaci  e
  le  loro famiglie, prevede la riduzione di 50 euro. Vergognatevi
  Vergognatevi  Avete fatto una  caciara' in Sicilia per 50 euro di
  riduzione

    CUFFARO   presidente della Regione. E'  il  principio  che  le
  contestiamo  Si vergogni lei


   Presidenza del presidente Miccichè


                       Sull'ordine dei lavori

    INCARDONA  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    INCARDONA   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ancora  una
  volta  si  ripete  ciò che questa Aula ha visto  a  proposito  di
  questa  legge  elettorale. Mi pare che  dopo  gli  interventi,  e
  certamente  non  ultimo quello del Presidente della  Regione,  le
  chiedo  ancora  una  volta,  così  come  hanno  già  fatto  altri
  colleghi, di mettere in votazione il rinvio in Commissione  della
  norma  di  cui stiamo discutendo in maniera che questo Parlamento
  abbia  la possibilità di discutere, di approfondire gli argomenti
  tutti interessanti.
   Nel   merito,   per  quanto  riguarda  l'articolo   che   stiamo
  discutendo  e la riserva per le donne di partecipare alla  giunte
  dei  comuni,  delle  province, con obbligo di  legge  della  loro
  nomina,   io considera questa una vergogna. Perché come  poco  fa
  ricordava  l'onorevole Cracolici e gli altri deputati, nei  paesi
  avanzati  in cui la politica vede la partecipazione attiva  delle
  donne,  in maniera più massiccia che in Italia, non esiste alcuna
  riserva  perché  evidentemente  ci  sono  le  condizioni,  quelle
  condizioni a cui faceva riferimento il Presidente della  Regione,
  che  agevolano  la  presenza delle donne in  politica.Fare  delle
  riserve  a favore delle donne è una vergogna per la politica  ma,
  soprattutto, è una vergogna per le donne.

    PRESIDENTE    E'   iscritto  a   parlare   l'onorevole
  Barbagallo.

    BARBAGALLO  Rinuncio.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Miccichè


       Riprende la discussione sul disegno di legge n. 519/A-
                             II stralcio

    ZAPPULLA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ZAPPULLA   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   la   mia
  dichiarazione di voto è che condivido il senso dell'articolo 5  e
  non condivido le motivazioni addotte dal Presidente della Regione
  e da altri intervenuti  precedentemente a me.
   Non so se c'è qualcuno che deve vergognarsi. Sicuramente c'è  da
  essere  indignati nei confronti di quanti pensano  che  il  ruolo
  della  donna  in Sicilia sia un ruolo relegato alla famiglia,  un
  atteggiamento  familista, integralista, demagogico  e  populista.
  Altro che riserva indiana
   Forse non sappiamo, signor Presidente, in Sicilia  .

    CUFFARO  presidente della Regione. Lo deve spiegare al
  ministro Amato.

    ZAPPULLA   Poi lo spiego anche al ministro Amato. Non  sappiamo
  in  Sicilia che esistono parole come  pari opportunità'. E questa
  Aula,  se  andiamo a contare i deputati donna, è la testimonianza
  autentica  di  quella che è la realtà politica in  questa  nostra
  terra.
   C'è  bisogno di avere più spazio. Questa norma certo non risolve
  il   problema   dell'inserimento  delle  donne   nella   società,
  nell'economia, nella politica. C'è bisogno di tanto altro, è vero
  naturalmente.
   Così  come  nella società ci sono i problemi degli  asili  nidi,
  della  scuola,  della pubblica amministrazione. Ma  guardate  che
  questa  Assemblea  regionale siciliana ha la possibilità  tra  le
  tante  immagini  negative che si è costruita,  di  passare  nelle
  pagine   dei  giornali  nazionali  con  un  aspetto  positivo   e
  qualificante,  con una norma moderna ed avanzata  di  riferimento
  per  tutti  gli altri in Italia. Se si boccia quest'articolo,  io
  credo  che dovremmo chiedere scusa, chi lo fa, a tutte  le  donne
  siciliane.
   E'  vero  che  i  costi  della politica  non  sono  solo  quelli
  dell'indennità,  degli assessori dei consiglieri  comunali.  Sono
  anche  quelli cui faceva riferimento il Presidente della Regione,
  quelli dei manager, permettetemi di dire sono anche quelli  della
  sanità,  sono anche quelli della formazione professionale  vistoì
  come funziona

    PRESIDENTE  Si attenga al tema, non allarghiamo.

    ZAPPULLA  E' un tema come tutti gli altri.

    PRESIDENTE  Ma questo è un tema molto allargato.

    ZAPPULLA   Ribadisco  che considero proprio  quella  norma  una
  delle  norme  più  qualificanti  della  legge  che  eventualmente
  andremmo ad approvare.


   Presidenza del presidente Miccichè


                     Per richiamo al Regolamento

    CINTOLA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA   Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  credo  che
  siamo  arrivati  a  un   reddae  rationem,  siamo  arrivati  alla
  conclusione. Io ho sentito una proposta fatta da un collega e  la
  riprendo  con il mio voto favorevole: la proposta è  di  rinviare
  l'intera legge in commissione.

    PRESIDENTE    Se   lei  fa  il  richiamo  al  Regolamento,   il
  Regolamento  non prevede quello che dice lei, onorevole Cintola.

    CINTOLA  Non è vero, non è vero

    PRESIDENTE   Onorevole  Cintola,  se  lei  fa  il  richiamo  al
  Regolamento  e poi chiede cose in contrasto con il Regolamento  è
  in conflitto di interessi.


   Presidenza del presidente Miccichè


                       Sull'ordine dei lavori

    DINA  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DINA   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  parto  da  una
  legge  che  è  uscita  dalla commissione in maniera  particolare,
  votata  solo  da  una  parte, e cioè votata dall'opposizione  con
  l'appoggio di una parte politica della maggioranza, ma su cui  in
  Conferenza dei capigruppo si era raggiunto un minimo di  accordo,
  un  minimo di intesa. Poi stravolto da un voto segreto,   che  ha
  snaturato di fatto l'intesa e la condivisione raggiunta.
   Sulla  scorta di quello che è accaduto e sulla scorta di  quello
  che  può accadere con un voto aperto, dove  il confronto si è già
  annullato,   dove   non   esiste  una   condivisone   complessiva
  dell'impianto,  dove da più parti viene chiesta a  gran  voce  il
  rinvio  in  commissione, ritengo di raccogliere non  solo  queste
  richieste,  ma  anche  quella  di  tanti  altri  che   non   sono
  intervenuti per rappresentare l'importanza, per dare un  senso  a
  questa legge che così verrebbe sicuramente vanificata, resa quasi
  ridicola agli occhi della gente.
   Riportiamo in commissione questa legge per ridare vigore,  senso
  e condivisione.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  a  questo  punto  vi  è  una
  richiesta   formale,  ai  sensi  dell'articolo  121  quater   del
  Regolamento, avanzata da un capogruppo e ben motivata,  di rinvio
  in commissione.
   Il  Regolamento  prevede due interventi  :  uno  a  favore,  uno
  contro. Quelli a favore già ci sono stati.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare contro.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  lei  ha  già
  anticipato  una parte, l'onorevole Dina, come tutti i capigruppo,
  ha diritto di formulare la richiesta di rinvio in commissione per
  una  legge sulla quale era intervenuto un accordo  non più  tardi
  di  qualche ora fa. Questo è il segno di un decadimento oggettivo
  dell'Aula  - mi dispiace per l'onorevole Dina - perché ovviamente
  ciò  implicherà una difficoltà di relazioni interne all'Aula, nel
  governo  dell'Aula  e  visto che, come dice il  Presidente  della
  Regione,  dobbiamo stare qui quattro anni, i patti e gli  impegni
  che vengono sottoscritti vanno poi rispettati.

    INCARDONA  Ma quali patti ha fatto?

    PRESIDENTE    Onorevole  Incardona  oggi  è  particolarmente
  nervoso ed agitato

    SPEZIALE   Ho  partecipato a più incontri con il  Presidente
  dell'Assemblea, con il  vicepresidente dell'Assemblea,  con  i
  capigruppo e si è stabilito che noi non avremmo fatto  chiesto
  di  anticipare la legge elettorale perché c'era  l'impegno  di
  portarla  al voto finale. La prossima volta non so se  dovremo
  andare dal notaio per sottoscrivere gli impegni.
   Invece,  come avevo paventato al mio capogruppo, avevo  colto
  un  atteggiamento  con il  retropensiero  che  era  quello  di
  arrivare alla legge elettorale per evitarne poi l'approvazione
  in Aula.  Inviterei, quindi, il Capogruppo dell'UDC a rivedere
  la propria posizione.
   Per  quanto  riguarda  la possibilità  di  mettere  ai  voti,
  signor  Presidente, lei è libero di applicare il  Regolamento,
  tuttavia  -  mi  permetta - non intravedo in questa  fase  una
  motivazione    perché   si   era   conclusa   la   discussione
  sull'articolo 5, erano stati votati gli emendamenti relativi a
  all'articolo,  eravamo in fase di votazione  dell'articolo  5,
  quindi non vi è una questione di interpretazione rispetto alla
  norma in questa fase.
   Non  capisco dov'è la parte motivata, la motivazione, non  mi
  rendo  conto  in che cosa consiste la motivazione,  visto  che
  tutti   abbiamo   partecipato  liberamente   alla   formazione
  dell'articolo  5  e  ciascuno di noi, poi,  liberamente  potrà
  esprimere un voto alla luce del dibattito che si è svolto. Non
  percepisco la motivazione, perché non c'è una motivazione  che
  riguarda un punto controverso sul quale si sta sviluppando  la
  discussione.
   Qui  la  discussione  si era conclusa  sull'articolo  5.  Per
  queste ragioni sono contro e visto che  non posso chiedere che
  si  ponga  in  votazione la lealtà dei rapporti dell'onorevole
  Dina  con il resto dei capigruppo e con la Presidenza,  questo
  rientra,  invece,  nella  sfera dei rapporti  con  il  governo
  d'Aula.
   Onorevole  Dina,  lei  è  il capo  del  Gruppo  più  numeroso
  d'Aula; se anche lei partecipa ad un gioco pericolosissimo che
  è  quello  di  impedire un regolare governo sulla  base  degli
  impegni  che  vengono assunti negli organi deputati  in  primo
  luogo, nella Conferenza dei capigruppo, lei compartecipa  alla
  difficoltà  di  gestione  di  questo  Parlamento  che  è   già
  difficile gestire.
   Ecco perché sono contrario per le questioni che ho detto  ma,
  nella  fattispecie, penso proprio che lei  abbia  commesso  un
  errore. Spero che rimedi all'errore e permetta il voto.

    PRESIDENTE  Onorevole Speziale, le debbo dire che,  a  parte
  le  considerazioni di ordine politico su cui la Presidenza non
  può  entrare, per quanto riguarda la richiesta, essendo  stata
  ampiamente sollecitata e poi formalizzata da un capogruppo, la
  Presidenza non può che metterla in votazione.
   Pertanto, onorevoli colleghi, per evitare che poi  vi   siano
  contestazioni sulle votazioni, vi chiedo di stare tutti seduti
  al vostro posto per evitare difficoltà nella conta dei voti.
   Preciso  il  significato della votazione: vi è  la  richiesta
  dell'onorevole  Dina  di  rinviare  il  disegno  di  legge  in
  Commissione.

    CANTAFIA   Chiedo  di  parlare a favore  della  proposta  di
  rinvio in Commissione del disegno di legge.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CANTAFIA    Signor  Presidente,  non  nascondo   la   nostra
  soddisfazione  in  merito al fatto che l'onorevole  Cintola  è
  venuto sulla posizione che avevo espresso in un mio precedente
  intervento,   perché  avevamo  già  detto  che  ci   sembrava,
  assolutamente, insufficiente il testo di legge che  era  stato
  licenziato    dalla    Commissione,    non    ultimo    quello
  dell'attenzione alle donne, perché quel comma che era previsto
  per la questione delle donne nella Giunta era il minimo che si
  potesse fare.
   Avrei  votato  a  favore di quel comma, come avrei  votato  a
  favore   di  alcune  parti  della  legge,  ma  abbiamo  sempre
  sostenuto che era necessario ritornare in Commissione,  perché
  per  le  donne, tanto per capirci, bisogna fare una legge  che
  dia  pari opportunità, che risistemi il voto ai presidenti  ed
  ai sindaci perché, secondo me, è di dubbia costituzionalità il
  fatto  che  si  possa  trasferire il voto  ad  un  consigliere
  provinciale  o comunale, al sindaco o al presidente.  Vi  sono
  molte  cose che abbiamo proposto in Commissione che potrebbero
  essere  affrontate. E' per questo motivo,  peraltro,  che,  se
  rinviata alla Commissione, se non ricordo male, ci sono  tempi
  precisi  perché ritorni in Aula e ritorni alla prima  sessione
  utile  dopo l'esito della Commissione. Prendiamo atto, quindi,
  che  il  Parlamento  e  la  Commissione  non  sono  stati   in
  condizione   di   offrirci  una  legge  che  abbia   una   sua
  completezza.
   E'  una  legge piccola, mentre, indubbiamente, la Sicilia  ha
  bisogno  di  una legge elettorale importante, che metta  nelle
  condizioni i cittadini, tanto uomini quanto donne, di avere le
  stesse  opportunità di partecipare alla politica, che  sistemi
  alcune cose che dentro la legge elettorale sono ormai vetuste,
  sbagliate e si possa, quindi, andare ad un completamento.   E'
  per questo motivo che sono d'accordo con la proposta formulata
  dall'onorevole Dina.

    PRESIDENTE   Pongo  in votazione la proposta  dell'onorevole
  Dina  di  rinviare in Commissione il disegno di  legge   Nuove
  norme per l'elezione e la composizione dei consigli comunali e
  provinciali  e delle relative giunte (nn. 519-5-14-15-193-315-
  396-517-570-584-593-600-625/A - II stralcio).
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvata)

   Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per cinque minuti.

       (La seduta è sospesa alle ore 20.38, è ripresa alle ore
                               20.47)


   Presidenza del presidente Miccichè


   Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di  legge
  «Norme  in materia di ineleggibilità e di incompatibilità  dei
  deputati regionali»  (nn. 519-5-14-15-193-315-396-517-570-584-
  593-600-625/A - I stralcio).

    PRESIDENTE   Si  passa alla votazione finale  per  scrutinio
  nominale   del   disegno  di  legge  «Norme  in   materia   di
  ineleggibilità  e  di incompatibilità dei deputati  regionali»
  (nn.  519-5-14-15-193-315-396-517-570-584-593-600-625/A  -   I
  stralcio).
   Chiarisco  il  significato del voto: chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde; chi vota no preme il pulsante rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  66
   Maggioranza         46
   Favorevoli          49
   Astenuti            17

                        (L'Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Miccichè


   Votazione  finale  per scrutinio nominale del disegno  di  legge
  «Modifiche ed integrazioni alla legge 11 febbraio 1994,  n.  109,
  come  introdotta  dalla legge regionale  2  agosto  2002,  n.  7,
  recante norme in materia di lavori pubblici. Norme in materia  di
  concessione  di  acque  pubbliche.  Revisione  dei   prezzi   dei
  materiali da costruzione. Proroga termini in materia di  edilizia
  agevolata-convenzionata. Disposizioni in materia di tutela  della
  salute e sicurezza dei lavoratori nei cantieri  (nn. 611-603/A)

     PRESIDENTE   Si  passa  alla votazione  finale  per  scrutinio
  nominale  del  disegno di legge «Modifiche ed  integrazioni  alla
  legge  11  febbraio  1994, n. 109, come  introdotta  dalla  legge
  regionale 2 agosto 2002, n. 7, recante norme in materia di lavori
  pubblici.  Norme  in materia di concessione di  acque  pubbliche.
  Revisione  dei  prezzi  dei  materiali  da  costruzione.  Proroga
  termini   in   materia   di   edilizia   agevolata-convenzionata.
  Disposizioni  in materia di tutela della salute e  sicurezza  dei
  lavoratori nei cantieri» (nn. 611-603/A)
    Onorevoli  colleghi,  comunico  che   è  stato  presentato  dal
  Governo un emendamento ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento
  interno: All'articolo 1, comma 9 sub 1, dopo le parole  di  norma
  con  il criterio del prezzo più basso inferiore a quello posto  a
  base  di  gara',  sono aggiunte le seguenti  o  con  il  criterio
  dell'offerta  economicamente  più vantaggiosa,  il  criterio  del
  prezzo più basso inferiore a quello posto a base di gara è'.

    CONSOLI   assessore per i lavori pubblici.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CONSOLI   assessore per i lavori pubblici. Signor  Presidente,
  signori  deputati, vorrei intervenire per rassicurarvi sul  fatto
  che  questo emendamento non modifica niente. Abbiamo scritto  nel
  disegno di legge  effettuata di norma con il criterio del  prezzo
  più  basso  inferiore a quello posto a base d'asta';   di  norma'
  potrebbe  creare delle problematiche perché, in base all'articolo
  30  e all'articolo 53 delle direttive comunitarie, il sistema  di
  aggiudicazione  può  essere  indifferentemente  -  poi  spiegherò
  perché  -  il  prezzo  più basso o l'offerta  economicamente  più
  vantaggiosa.
    Quel    di  norma' può indurre in equivoci ed in tal  senso  va
  spiegato l'emendamento.
    Quando  si  parla   di  norma' si può quindi  indifferentemente
  parlare o del prezzo più basso o dell'offerta economicamente  più
  vantaggiosa che sono le direttive comunitarie di cui all'articolo
  30 e 53.
    Ciò   comporta  che  se  si  lasciasse  nel  testo   di  norma'
  eventualmente  le  commissioni aggiudicatrici  potrebbero  anche,
  secondo   la   direttiva  comunitaria,  aggiudicare   all'offerta
  economicamente più vantaggiosa.
    Abbiamo  voluto  specificare questo che altro  non  è  che  una
  direttiva comunitaria.

     PRESIDENTE    Ad   integrazione   di   quanto   ha    riferito
  l'Assessore, dagli appunti forniti dagli uffici risulta  che,  se
  non venisse aggiunta questa specificazione di natura tecnica,  la
  norma   approvata   sarebbe  incompatibile   con   la   direttiva
  comunitaria.
    Non   c'è   un'alterazione  del  metodo  di  calcolo,   è   una
  specificazione del concetto di norma, ecco perché, in senso lato,
  possiamo ricondurre all'articolo 117.

     ORTISI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ORTISI   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  se  noi  ci
  appelliamo al senso di responsabilità dell'Aula dovremmo fare mea
  culpa di tanti passaggi dei lavori d'Aula di questa sessione,  di
  tanti.
   Infatti, se vogliamo seguire il Regolamento, se il comma  1,  il
  comma 2 dell'articolo 117 - lo ricordavo, ma l'ho rivisto -   non
  possono essere applicati perché cassare il  di norma  non è -  lo
  diceva  il  Presidente - una correzione formale ma una correzione
  sostanziale,  tanto  è  vero  che  il  l'Assessore,  diceva   che
  vanificherebbe la norma se noi non cassassimo  di norma  quindi è
  di   sostanza,  non  è  di  forma.  L'articolo  117  permette  di
  intervenire  o  sulle correzione di forma o,  secondo  comma,  su
  parti inconciliabili con la legge.
   Pertanto,  se  noi  abbiamo un riconoscimento  anche  per  tanti
  colleghi   che  sono  stati  mortificati  durante  i  lavori   di
  quest'ultima parte della sessione, in Aula,  di errori e anche di
  eccessi  per  senso  di  responsabilità,  io  non  ho  niente  in
  contrario,  altrimenti  le  chiedo,  signor  Presidente  di  fare
  rispettare il Regolamento, come lo ha fatto rispettare  in  certi
  passaggi in eccesso e di non applicare l'articolo 117.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor Presidente, onorevoli colleghi, le  eccezioni
  formulate testé dal collega Ortisi sono assolutamente pertinenti.
  Tuttavia, se non sorgono osservazioni in Aula, si potrebbe  anche
  utilizzare  l'articolo 117 per produrre la  correzione  richiesta
  dall'Assessore  e  rendere  coerente  la  legge  alle   direttive
  comunitarie, purché venga specificato che questa è una  eccezione
  che non costituisca precedenti.
   Visto  che  andiamo  avanti  con  un  sistema  che  riguarda   i
  precedenti  e  la  prassi,  se dovessimo  ogni  volta  utilizzare
  l'articolo  117  per  fare  correzioni  sostanziali  alle  norme,
  vanificheremmo il lavoro in corso d'opera fatto dall'Aula.
   Quindi,  mi rendo conto che la questione è delicata  e  che,  di
  fatto,  non  si tratta di un emendamento formale, che produce  un
  effetto

    PRESIDENTE   Dal punto di vista letterale non è  formale,  sono
  d'accordo  con lei.

    SPEZIALE   Mi  rendo conto, comunque, che  la  norma  è  monca,
  perché  facendo  quella  norma senza  renderla  coerente  con  le
  direttive  comunitarie,  non  avremmo  concluso  niente.   Vorrei
  soltanto  che  venisse espressamente detto dalla  Presidenza  che
  costituisce  un'eccezione  e che non costituisce  precedente  per
  quanto riguarda i lavori d'Aula e la prassi parlamentare.

    PRESIDENTE    Grazie   onorevole   Speziale    per    il    suo
  suggerimento.
   Pongo   in   votazione  l'emendamento  del  Governo,  ai   sensi
  dell'articolo  117  del Regolamento,  specificando  che  non  può
  costituire  un  precedente, ma serve  a  rendere  compatibile  la
  norma.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Comunico  che  l'emendamento presentato dall'Assessore  Consoli,
  ai   sensi   dell'articolo   117  del  Regolamento   interno,   è
  inammissibile.

    CONSOLI  assessore per i lavori pubblici. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CONSOLI   assessore per i lavori pubblici. Non è  una  modifica
  sostanziale. In effetti è una dimenticanza, perché se lei vede  i
  commi precedenti e successivi è sempre a scelta dell'Assessore.

    PRESIDENTE   Allora si applica l'istituto dell'analogia.  Anche
  l'emendamento a firma dell'onorevole Dina ed altri, presentato ai
  sensi  dell'articolo  117 del Regolamento  interno  è  dichiarato
  inammissibile, ma ve lo leggo comunque:  all'articolo 1, comma 11
  suv 1 bis 2 le parole  dallo scarto aritmetico di cui al presente
  comma sono sostituite con le seguenti  dallo scarto aritmetico di
  cui al comma 1 bis'.
   Ci  rendiamo  conto  che  si entra nel  merito  e  quindi  viene
  dichiarato inammissibile.
   Vi  è,  invece, una lettera dell'onorevole Apprendi e a  seguito
  della lettera ha presentato un emendamento ai sensi dell'articolo
  117,  l'emendamento  4.3 al disegno di legge  in  discussione,  è
  stato   erroneamente  indicato  come  sostitutivo  e   invece   è
  aggiuntivo all'articolo 4 dello stesso disegno di legge.
   Per  cui è necessario, appunto perché è stato presentato  questo
  emendamento  ai  sensi dell'articolo 117 dall'onorevole  Apprendi
  recuperare, col voto che daremo,  il primo e il secondo comma.
   Il parere del governo?

   CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo  in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Votazione   finale   del   disegno  di   legge    Modifiche   ed
  integrazioni alla legge 11 febbraio 1994, n. 109, come introdotta
  dalla  legge  regionale 2 agosto 2002, n.  7,  recante  norme  in
  materia  di  lavori pubblici. Norme in materia di concessione  di
  acque   pubbliche.   Revisione  dei  prezzi  dei   materiali   da
  costruzione.  Proroga termini in materia di  edilizia  agevolata-
  convenzionata. Disposizioni in materia di tutela della  salute  e
  sicurezza dei lavoratori nei cantieri  (nn. 611-603/A)

   Si  passa  alla  votazione  finale per  scrutinio  nominale  del
  disegno di legge nn. 611-603/A
   Indico la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione

   Dichiaro chiusa la votazione.

   Proclamo l'esito della votazione per scrutinio nominale:

   Presente e votanti   69
   Maggioranza     35
   Favorevoli      46
   Contrari       21
   Astenuti       1

                        (L'Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Miccichè


   Votazione  finale  del  disegno di  legge   Rendiconto  generale
  della  Regione  siciliana e dell'Azienda delle foreste  demaniali
  della  Regione  siciliana per l'esercizio finanziario  2006   (n.
  638/A).

   Si  passa  al disegno di legge posto al numero 3) del  IV  punto
  dell'ordine  del  giorno.   Rendiconto  generale  della   Regione
  siciliana  e  dell'Azienda delle Foreste demaniali della  Regione
  siciliana per l'esercizio finanziario 2006 (638/A).
   Si  passa  alla  votazione  finale per  scrutinio  nominale  del
  disegno di legge.
   Indico la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.

   Dichiaro aperta la votazione

   Dichiaro chiusa la votazione.

   Proclamo l'esito della votazione per scrutinio nominale:
   Presente e votanti    70
   Maggioranza      36
   Favorevoli       47
   Contrari        20
   Astenuti         3

                        (L'Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Miccichè


   Votazione   finale  del  disegno  di  legge   Assestamento   del
  bilancio della Regione e del bilancio dell'Azienda delle  foreste
  demaniali  della  Regione siciliana per l'anno finanziario  2007.
  Copertura del disavanzo del servizio sanitario regionale relativo
  all'anno finanziario 2006   (n. 637/A)

   Si  passa  alla votazione finale del disegno di legge  posto  al
  numero 4) del IV punto dell'ordine del giorno.

   CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CUFFARO  presidente della Regione. Signor Presidente,  mi  sono
  accorto  che  nelle tre precedenti votazioni il mio  voto  non  è
  stato rilevato.
   Chiederei  alla Presidenza di aggiungere il mio voto  favorevole
  nelle tre precedenti votazioni.

    PRESIDENTE  Il Presidente della Regione ha votato a favore  dei
  tre  disegni di legge governativi, invito gli uffici a  riportare
  nel verbale quanto dichiarato.

   Onorevoli  colleghi,  comunico  che  sono  stati  presentati   i
  seguenti ordini del giorno:

  -n.  163  Iniziative a favore del personale dell'ARPA Sicilia ,
    degli  onorevoli Villari, Zappulla, Dina, Antinoro,  Falzone,
    Cantafia,  De  Benedicitis, Ragusa, Ardizzone,  Parlavecchio,
    Cracolici,  Barbagallo,  Confalone,  Panarello,  Cristaldi  e
    Apprendi;

  -n.  165 , a firma degli onorevoli Basile ed altri  Misure  per
    l'applicazione  della legge 12 marzo 1999, n. 68  riguardante
    l'inserimento di soggetti disabili nel mondo del lavoro .

  -n. 166, a firma degli onorevoli Caputo ed altri  Provvedimenti
    a  sostegno dell'azienda Guaiana di Palermo distrutta  da  un
    incendio .

  -n.  167  a firma Basile, Lombardo ed altri  Provvedimenti  per
    l'erogazione di somme in favore della casa di cura  Argento' di
    Catania, in applicazione del decreto assessoriale 28  ottobre
    2005'.

  -n.   171    Rimodulazione  delle  indennità  dei  parlamentari
    regionali , degli onorevoli Tumino, Cracolici, De Benedicits,
    Panarello, Barbagallo, Apprendi, Gucciardi;

  -n.  172   Reperimento  di risorse da destinare  al  Comune  di
    Messina per la regolarizzazione di alloggi di edilizia sociale,
    cofinanziati dal POR2   degli onorevoli Panarello, Rinaldi  e
    Laccoto.

  -n.  173  Rimodulazione della rete ospedaliera  della Provincia
    di   Trapani   sulla  base  del  Piano  di   contenimento   e
    riqualificazione  del  sistema  sanitario  regionale  per  il
    2007/2009 , degli onorevoli Gucciardi, Regina e Turano;

  -n.  174   Provvedimenti  volti  ad  eliminare  una  conduzione
    amministrativa  incapace  nel settore  della  sanita',  degli
    onorevoli  Cracolici, Apprendi, Calanna,  De  Benedictis,  Di
    Benedetto,  Di  Guardo,  Oddo Camillo, Panarello,  Panepinto,
    Speziale, Termine,  Villari, Zago, Zappulla;

  -n.  175   Costituzione  Commissione di  indagine  costituzione
    Commissione parlamentare di indagine sui costi della sanita' in
    Sicilia ,  degli  onorevoli  Stancanelli,  Caputo,  Pogliese,
    Granata;.

  -n.  176   Iniziative  volte a considerare i beni  patrimoniali
    delle  Aziende  autonome di Acireale e  Sciacca  quali   beni
    indisponibili , degli onorevoli Villari, Nicotra,  Ardizzone,
    Lombardo,  Cristaudo, Ruggirello ed altri;

  -n. 177  Interventi in favore dei lavoratori del cinema , degli
    onorevoli Apprendi, Zappulla, Cantafia, Panarello ed altro;

  -n. 178  Interventi nel settore agrozootecnico del territorio di
    Godrano , degli onorevoli Caputo, Falzone, Currenti ed altri;

  -n.  179   Interventi finanziari per il servizio di prevenzione
    delle strutture antincendio , degli onorevoli Caputo, Cristaldi,
    Falzone, Currenti ed altri;

  -n.  179   Interventi finanziari per il servizio di prevenzione
    delle strutture antincendio, degli onorevoli Caputo, Cristaldi,
    Currenti, Incardona, Pogliese;

  -n. 180  Istituzione di un tavolo tecnico al fine di coordinare
    i  progetti formativi delle varie discipline scolastiche  con
    l'insegnamento  della religione nelle scuole , dell'onorevole
    Pagano;

  -n. 181  Rendicontazione delle somme concesse ai comuni colpiti
    dal sisma dell'aprile del 1978 , dell'onorevole Laccoto.

   Si  passa  all'ordine del giorno 163  Iniziative  a  favore  del
  personale  dell'Arpa Sicilia , a firma degli  onorevoli  Dina  ed
  altri.

   Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Il Governo li accetta  tutti
  come raccomandazione.

    VILLARI  Non sono d'accordo.

    PRESIDENTE  L'onorevole Villari non è d'accordo, ne  chiede  la
  votazione. Il parere del governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                       (E' approvato)

   Ordine  del  giorno n. 165 , a firma degli onorevoli  Basile  ed
  altri  Misure per l'applicazione della legge 12 marzo 1999, n. 68
  riguardante  l'inserimento di soggetti  disabili  nel  mondo  del
  lavoro .
   Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                      (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine del giorno n. 166, a firma degli onorevoli
  Caputo ed altri  Provvedimenti a sostegno dell'azienda Guaiana di
  Palermo distrutta da un incendio .

    CRACOLICI  Come si fa a dare un sostengo senza  la norma?

    CUFFARO  presidente della Regione. Signor Presidente, è  chiaro
  che  sono  favorevole  all'ordine del  giorno.   Vorrei  dire  di
  informare  il Parlamento che ieri mattina ho incontrato  uno  dei
  proprietari della ditta e a nome di tutta la Regione  ho  offerto
  alla  ditta   Guajana la possibilità di utilizzare  un  capannone
  della  Regione  siciliana,  anzi di  iniziative  industriale  che
  transiterebbe alla Regione e che noi daremmo all'ASI perché venga
  dato  in  comodato  d'uso  per gli anni che  servono  alla  ditta
  Guajana  per  continuare il proprio lavoro.  So  che  andavano  a
  vederlo  per vedere se era tecnicamente utilizzabile e  comunque,
  se  questo  non  era utilizzabile, avevamo altre  possibilità  di
  offerta perché almeno in questo la Regione potesse essere  vicino
  alla  ditta Guajana nella possibilità di riprendere l'attività  e
  dare  quindi un segnale concreto di vicinanza a chi ha  avuto  il
  coraggio  di  non  pagare  il  pizzo  e  di  lottare  contro   la
  criminalità organizzata.

    PRESIDENTE   Grazie.   Col parere favorevole  del  Governo,  lo
  pongo  in  votazione.   Chi  è  d'accordo  resti  seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine del giorno n. 167 a firma Basile, Lombardo
  ed altri  Provvedimenti per l'erogazione di somme in favore della
  casa  di  cura  Argento' di Catania, in applicazione del  decreto
  assessoriale 28 ottobre 2005'.  Il parere del Governo?

    CUFFARO    presidente  della  Regione.   Lo   accettiamo   come
  raccomandazione.

    PRESIDENTE   Si  passa all'ordine del giorno  n.  168  a  firma
  Panarello  ed altri  Iniziative volte a contrastare la crisi  del
  settore tessile'. Il parere del Governo?

    CUFFARO    presidente  della  Regione.   Lo   accettiamo   come
  raccomandazione.

    PRESIDENTE   Si  passa all'ordine del giorno  n.  169  a  firma
  Basile,   Lombardo   Provvedimenti  per  consentire   l'immediato
  impiego delle somme relative ai rimanenti 50 progetti di  cui  al
  secondo bando, misura 3.03 del POR'. Il parere del Governo?

    CUFFARO    presidente  della  Regione.   Lo   accettiamo   come
  raccomandazione.

    PRESIDENTE    Si   passa   all'ordine   del   giorno   n.   171
   Rimodulazione delle indennità dei parlamentari regionali . Viene
  ritirato. L'Assemblea ne prende atto.

   Si  passa  all'ordine del giorno n. 172  Reperimento di  risorse
  da destinare al Comune di Messina per la realizzazione di alloggi
  di edilizia sociale, cofinanziati dal POR

    CUFFARO    presidente   della  Regione.  Chiedo   all'onorevole
  Panarello  di  ritiralo;  io  lo  accetto  come  un  segnale  per
  intervenire   per  il   futuro.  Ma  qui  non   c'è   stata   una
  discriminazione,  ma  la  Regione  non  è  mai  intervenuta   per
  cofinanziare  programmi  per Catania e Palermo,  non  è  vero  la
  Regione  non  è  mai  intervenuta.  Se  la  Regione  deciderà  di
  cofinanziare alloggi popolari, lo farà per Messina e per tutte le
  altre città.

    PANARELLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PANARELLO  Prendo atto delle affermazioni del Presidente  della
  Regione  che chiariscono un equivoco che, come il Presidente  sa,
  si era determinato dopo la firma del contratto di programma sulla
  base  di dichiarazioni del ministro Di Pietro, in presenza  dello
  stesso  Presidente della Regione. Si chiarisce, quindi,  che  non
  c'è  stato un diverso trattamento per Messina rispetto alle altre
  città  e  questo è apprezzabile e positivo. Resta il tema  di  un
  intervento  per  quanto  riguarda questi  cofinanziamenti;  e  io
  accetto la proposta del Presidente, di guardare per il futuro, di
  intervenire in questo campo, soprattutto per la città di  Messina
  verso  la quale il Presidente più volte ha dichiarato il  massimo
  impegno. Ha il problema, peraltro, della aree degradate, che è un
  problema di grandissima portata che ha dato luogo a suo tempo  ad
  una legge speciale per la città di Messina e che ha bisogno di un
  impegno continuo e costante da parte del Governo della Regione.

    PRESIDENTE   Si  passa all'ordine del giorno n.  173,  a  firma
  degli  onorevoli Gucciardi, Regina e Turano,  Rimodulazione della
  rete ospedaliera  della Provincia di Trapani sulla base del Piano
  di   contenimento   e  riqualificazione  del  sistema   sanitario
  regionale per il 2007/2009 , degli onorevoli Gucciardi, Regina  e
  Turano.  Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione.  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

     Si passa all'ordine del giorno n. 174, a firma degli onorevoli
  Cracolici   ed  altri   Provvedimenti  volti  ad  eliminare   una
  conduzione amministrativa incapace nel settore della sanità .

    CUFFARO    presidente  della  Regione.   Lo   accettiamo   come
  raccomandazione.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Onorevole  Presidente della Regione,  sono  contento
  che   lei   abbia  accettato  questo  ordine  del   giorno   come
  raccomandazione.  Questo  significa  che,  in  forza  di   quanto
  previsto  dal comma 7 dell'articolo 3 bis del decreto legislativo
  502,  lei domani mattina, deve rimuovere i direttori generali  di
  Catania, Palermo e Messina.
   Per  evitare  che  ci  sia un equivoco di interpretazione  della
  norma  sull'ordine  del giorno, è stato sviluppato  un  dibattito
  nell'ambito del quale l'Assemblea regionale siciliana ha ritenuto
  il  comportamento di questi direttori generali  grave.  La  norma
  prevede  che  in caso di gravità di comportamento  da  parte  dei
  direttori generali, si prescinde da procedure particolari, ma  si
  può  procedere  immediatamente alla rimozione dei  tre  direttori
  generali.
   Per  cui,  signor Presidente, sono contento che lei  lo  accolga
  come raccomandazione, per cui mi aspetto che la Giunta, a partire
  da  domani,   promuova l'azione nei confronti dei  tre  direttori
  generali che, sulla base di quanto è emerso dal dibattito  d'Aula
  e sulla base di considerazioni non fatte da me, ma  da autorevoli
  esponenti   della  maggioranza,  hanno  avuto  un   comportamento
  omissivo,  grave ed hanno esposto la Regione ad un  disavanzo  di
  circa quattrocentomiliardi delle vecchie lire.
   Pertanto, signor Presidente, se noi vogliamo fare sul  serio,  è
  arrivato  il  momento, così come richiesto  dall'Aula,   con  gli
  interventi  degli onorevoli Cristaldi, Stancanelli ed altri,  che
  finalmente  si  assuma una decisione. Non è possibile  tenere  in
  vita  direttori generali che sulle base delle dichiarazioni  rese
  dal  Governo,  in questa Aula,  e sulla base delle considerazioni
  fatte  da  diversi  parlamentari, hanno  avuto  un  atteggiamento
  grave.  Per cui riteniamo che si debba dare esecuzione all'ordine
  del giorno attraverso la loro esplicita rimozione.

    CUFFARO  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CUFFARO   presidente della Regione. Signor presidente  io  l'ho
  accettato  come  raccomandazione ma credo che  sia  anche  questo
  superflua oltre che ultronea perché c'è già una legge e noi siamo
  chiamati   al  rispetto  della  legge;   abbiamo  già  detto   in
  Commissione  che  porteremo  i dati  reali,   quelli  che  avremo
  verificati nella prima seduta della commissione bilancio, che  li
  ha  chiesti  e,   comunque,  si sono  attivate  le  procedure  di
  verifica degli obiettivi raggiunti dei direttori generali.
   Mi  preme  intervenire perché non posso far  passare  in  questa
  Aula   un   intervento  dell'onorevole  Speziale  che   tenda   a
  individuare  specificatamente  tre  dei  manager  della   regione
  siciliana.  Ho il dovere di dire che i dati a cui si riferisce  e
  che  avevano in qualche modo allarmato il Parlamento non  sono  i
  dati reali,  non è assolutamente vero che le AUSL di Palermo e di
  Catania  hanno   splafonato' più di quanti lo abbiano  fatto  gli
  altri c'è un intervento un po' più fuori dal budget del direttore
  generale  di  Messina,   ma vanno verificati  le  condizioni  per
  capire perché esattamente questo è potuto succedere.
   Vorrei  dire  che  c'è  una platea più larga  di  verifiche  che
  stiamo affrontando, il risultato di questo, sarà portato prima in
  commissione  Bilancio,  per quanto riguarda la natura finanziaria
  e   poi   in    Giunta   che   verificherà  complessivamente   il
  raggiungimento degli obiettivi tra cui anche quello  finanziario,
  prenderà  della  decisioni in conformità delle leggi  che  questo
  Parlamento ha già approvato.


   Presidenza del presidente Miccichè


                     Per richiamo al Regolamento

    PRESIDENTE   Ha  chiesto di parlare l'onorevole  Ardizzone  per
  richiamo al Regolamento.
   Ne ha facoltà.

    ARDIZZONE   Signor  presidente, onorevoli colleghi,  io  vorrei
  ricordare  a me stesso e spero di sbagliarmi che gli  ordini  del
  giorno presentati dopo la discussione generale non si discutono.

    PRESIDENTE   Si,  ma  nessuno li  sta  discutendo,  si  possono
  illustrare.

    ARDIZZONE   No,  non  si  possono illustrare.  Gli  ordini  del
  giorno   possono   essere  presentati  dopo  la  chiusura   della
  discussione generale ma senza diritto di svolgimento da parte del
  proponente.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor presidente mi dispiace  per  lei  e  per  il
  collega Ardizzone, vorrei ricordare che il 7 agosto è ieri,  dove
  abbiamo  fatto la discussione generale all'articolo 1  così  come
  convenuto   in   Aula,    spostando   la   discussione   generale
  all'articolo  1,  credo che l'onorevole Ardizzone  ha  perso  una
  buona occasione

    PRESIDENTE   Onorevole  Cracolici  lei  deve  intervenire   per
  dichiarazione  di voto. Non c'è bisogno di fare l'interprete  del
  regolamento.

    CRACOLICI   Signor Presidente capisco il senso delle  cose  che
  lei ha detto, capisco che lei come ha fatto in commissione lo  ha
  ridetto  in Aula.  Ieri forse lei non c'era durante il  dibattito
  su  questa specifica questione, ma lei tende ad associare  quello
  che  è  avvenuto il 28 luglio del 2007 con un ulteriore disavanzo
  accertato  che  è  stato coperto da questo  provvedimento,   alla
  questione  più  complessiva del budget e degli obiettivi  fissati
  per  i  direttori  generali  per i quali,  io  le  chiedo  signor
  presidente  di votare questo ordine del giorno, perché stabilisce
  una  cosa  a  differenza  della  questione  dei  budget  e  degli
  obiettivi,  lì voi, con i contratti che avete fatto ai  direttori
  generali e con la legge avete un termine entro il quale  fare  le
  verifiche,  qui  stiamo  ponendo  la  questione  che  non  è  più
  possibile  che,   come  ha detto ieri l'onorevole  De  Benedictis
  durante il suo intervento, che l'Assemblea regionale e il Governo
  di  questa Regione si trasformino in un  bancomat', cioè  che  in
  mancanza di denaro si metta il tesserino e si prelevi.
   Presidente Cuffaro, credo che questo ordine del giorno  riassuma
  il senso politico della discussione che si è fatta ieri in Aula e
  consenta  al  Governo, anche attraverso l'ordine del  giorno,  di
  compiere    tutti  gli  atti  necessari,  compresa  la  rimozione
  prevista dalla legge.

    PRESIDENTE   Non  viene  accettato  come  raccomandazione.   Si
  chiede che venga messo ai voti. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Mi rimetto all'Aula.

    PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi; che è  contrario  resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

                  (Proteste dai banchi di sinistra)

    PRESIDENTE    Si   passa   all'ordine   del   giorno   n.   175
   Costituzione  della  Commissione parlamentare  di  indagine  sui
  costi  della sanità in Sicilia, a firma dell'onorevole Caputo  ed
  altri .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    DI MAURO  . Non mi si è dato il tempo di votare.

    PRESIDENTE   Onorevole  Di  Mauro,  l'ho  messo  in  votazione.
  L'onorevole Cuffaro si è rimesso all'Aula.

    CUFFARO   presidente della Regione. No,  non  mi  sono  rimesso
  all'Aula. Signor Presidente, non mi ha chiesto il parere.


   Presidenza del presidente Miccichè


                       Sull'ordine dei lavori

    DI MAURO . Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DI MAURO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che  un
  emendamento di questa portata

    PRESIDENTE   E' un ordine del giorno che invita  il  Presidente
  dell'Assemblea ..

    DI  MAURO . Questo ordine del giorno che vede primo  firmatario
  l'onorevole Stancanelli che presiede in questo momento l'Aula, si
  sarebbe  dovuto dare più tempo per renderci conto di cosa stavamo
  approvando.
   Stiamo   approvando   una  Commissione  d'inchiesta   ai   sensi
  dell'articolo 29 ter del Regolamento che entro sei  mesi,  credo,
  che debba dare una risposta.
   Se  poco  fa, l'Aula ha respinto un ordine del giorno di  minore
  portata, credo che a maggior ragione se lei avesse dato il  tempo
  di  comprendere il contenuto di questo ordine del giorno,  l'Aula
  certamente si sarebbe comportata diversamente.

                          (Brusio in Aula)


   Presidenza del presidente Miccichè


    ANTINORO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ANTINORO   Signor  Presidente, mi appello alla serena  e  certa
  onestà intellettuale di questa Presidenza. Qualunque voto,  anche
  sull'ordine  del  giorno,  va  comunque  sentito  il  parere  del
  Governo.  Che mi risulti, a meno che il Presidente della  Regione
  non  confermasse diversamente, il parere del Governo non è  stato
  chiesto,  neanche  con velocità, quindi  non  è  stato  espresso,
  quindi  l'Aula non ha avuto il tempo di votare secondo scienza  e
  coscienza  così  come avrebbe voluto. Le chiedo  di  ripetere  la
  votazione, signor Presidente.


   Presidenza del presidente Miccichè


    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, per chiarire  i  termini  del
  problema.   Non   è   stato  chiesto  il  parere   del   Governo,
  correttamente,  perché si tratta di un ordine del giorno  rivolto
  al  Presidente  dell'Assemblea, e siccome il Regolamento  prevede
  che  si  può presentare l'ordine del giorno invitando,  ai  sensi
  dell'articolo  29  ter, il Presidente dell'Assemblea,   per  tale
  ragione   non è stato chiesto il parere del Governo, ed  è  stato
  posto  in votazione, ho chiesto chi è d'accordo resti seduto, chi
  è  contrario  si  alzi,  e si è votato,  e si è  rimasti  seduti,
  quindi si va avanti con l'ordine del giorno n. 176.
   Si  passa  all'ordine del giorno n. 176 a firma degli  onorevoli
  Nicotra, Villari ed altri  Iniziative volte a considerare i  beni
  patrimoniali  dell'Azienda Autonoma di Acireale e  Sciacca  quali
  beni indisponibili . Il parere del Governo?

    CUFFARO    presidente   della   Regione.    Lo   accetto   come
  raccomandazione.

    PRESIDENTE   Si passa all'ordine del giorno n. 177   Interventi
  in  favore  dei  lavoratori del cinema  a firma  degli  onorevoli
  Apprendi ed altri. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione.  Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE  Si passa all'ordine del giorno n. 178    Interventi
  nel  settore agro-zootecnico del territorio di Godrano   a  firma
  degli onorevoli Caputo ed altri. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione.  Signor Presidente, io  sono
  fondamentalmente a favore, però che l'Assemblea voti una norma in
  cui dichiara  epidemiologicamente infetta' una zona, senza averne
  nessuna   possibilità  di  verificare  se  è  vero,  posso   solo
  accettarlo come raccomandazione.

    PRESIDENTE   Si passa all'ordine del giorno n. 179  "Interventi
  finanziari  per  il  servizio  di  prevenzione  delle   strutture
  antincendio  a firma degli onorevoli Caputo ed altri.  Il  parere
  del Governo?

    CUFFARO    presidente   della   Regione.    Lo   accetto   come
  raccomandazione.

         PRESIDENTE   Si  passa  all'ordine  del  giorno  n.  180
   Istituzione  di  un  tavolo tecnico al fine  di  coordinare  i
  progetti  formativi  delle  varie  discipline  scolastiche  con
  l'insegnamento  della  religione nelle scuole ,  dell'onorevole
  Pagano;
     .Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione.  Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE    Si   passa   all'ordine   del   giorno   n.   181
  dell'onorevole Laccoto  Rendicontazione delle somme  concesse  ai
  comuni   colpiti  dal  sisma  dell'aprile  del  1978 ,   che   fa
  riferimento   all'emendamento   A14   dichiarato   improponibile,
  onorevole Presidente si tratta dei Comuni colpiti dagli eventi.

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'ordine del giorno numero  181.
  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario sui alzi.

                           (E' approvato)

    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
       «Assestamento del bilancio della regione e del bilancio
  dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione siciliana per
    l'anno finanziario 2007. Copertura del disavanzo del servizio
   sanitario regionale relativo all'anno finanziario 2006» (637/A)


   Presidenza del presidente Miccichè


    PRESIDENTE   Si  passa  alla  votazione  finale  per  scrutinio
  nominale  del  disegno di legge «Assestamento del bilancio  della
  regione e del bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali della
  Regione  siciliana  per l'anno finanziario  2007.  Copertura  del
  disavanzo  del  servizio  sanitario regionale  relativo  all'anno
  finanziario 2006» (637/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  68
   Maggioranza         35
   Favorevoli          46
   Contrari            22
   Astenuti            0

                        (L'Assemblea approva)

    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
      «Norme in materia di situazione delle passività agrarie»
                               (642/A)

    PRESIDENTE   Si  passa  alla  votazione  finale  per  scrutinio
  nominale  del  disegno di legge  Norme in materia  di  situazione
  delle passività agrarie  (642/A).
   Comunico  che  è  stato  presentato  un  emendamento  ai   sensi
  dell'articolo 117 a firma dell'onorevole Turano: «All'articolo 1,
  comma  2, sostituire le parole  al 30 giugno 2007' con le  parole
   alla data di pubblicazione della presente legge'».

   E' dichiarato inammissibile.


   Presidenza del presidente Miccichè


                       Sull'ordine dei lavori

    TURANO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    TURANO    Signor   Presidente,  questo  emendamento   è   stato
  apprezzato  ieri  favorevolmente dall'Aula  solo  che  era  stato
  scritto   fino  alla  data di entrata in  vigore  della  presente
  legge  ed era un mero errore perchè è da intendersi alla data  di
  entrata  in vigore della presente legge; l'onorevole Cracolici  è
  intervenuto e ci ha fatto notare l'errore.

    PRESIDENTE   Così  come è stato formulato,  si  tratta  di  una
  sostituzione sostanziale della data.

    TURANO   Signor Presidente, controlli il resoconto parlamentare
  e si prenda atto che l'approvazione dell'emendamento di ieri deve
  intendersi  alla data di presentazione della presente legge .

    CRACOLICI  Chiedi di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI  Signor Presidente, credo che la questione posta  dal
  collega Turano è corretta ed io stesso ieri ho fatto rilevare che
  la norma, così come era stata formulata,  rischiava di non essere
  comprensibile.
   Però,  se capisco bene, la modalità proposta dal collega  Turano
  è   la   soluzione   peggiore  del  male,   perché   credo   che,
  correttamente,  il testo deve prevedere  fino alla  pubblicazione
  della  presente legge  perché si fa riferimento ai   crediti  che
  non  sono  stati  pagati  fino alla pubblicazione della  presente
  legge ,  cioè  devono essere rinegoziati  i  crediti,   da  parte
  delle  banche, vantati sino alla pubblicazione della legge  ed  è
  evidente che non può che essere fino a questa data, non dopo; non
  è eliminando la parola  fino  che si trova la soluzione.

    PRESIDENTE  Bisogna interpretare questo emendamento,  ai  sensi
  dell'articolo  117, con  fino alla pubblicazione  della  presente
  legge  e gli uffici ne prendano atto.
     Lo  pongo in  votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi  è
  contrario si alzi,

                           (E' approvato)


   Presidenza del presidente Miccichè


   Riprende la votazione finale per scrutinio nominale del disegno
                              di legge
      « Norme in materia di situazione delle passività agrarie»
                               (642/A)

    PRESIDENTE    Indìco  la votazione per scrutinio  nominale  del
  disegno  di legge  Norme in materia di situazione delle passività
  agrarie  (642/A).
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  70
   Maggioranza         36
   Favorevoli          69
   Contrari            0
   Astenuti            1

                        (L'Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Miccichè


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
        «Disposizioni in materia di trasporto locale» (617/A)

    PRESIDENTE   Si  passa  alla  votazione  finale  per  scrutinio
  nominale  del  disegno  di  legge   Disposizioni  in  materia  di
  trasporto locale  (617/A)
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  68
   Maggioranza         35
   Favorevoli          66
   Contrari            0
   Astenuti            2

                        (L'Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Miccichè


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
      «Interventi in favore del cinema e dell'audiviso» (613/A)

    PRESIDENTE   Si  passa  alla votazione  finale  per  scrutinio
  nominale del  disegno di legge  Interventi in favore del  cinema
  e dell'audivisivo  (613/A).

   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  67
   Maggioranza         34
   Favorevoli          46
   Contrari            0
   Astenuti            21

                        (L'Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Miccichè


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
      «Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 9 ottobre
                            1998, n. 26,
      sulla tutela delle minoranze linguistiche nella Regione»
                               (426/A)

    PRESIDENTE   Si  passa  alla votazione  finale  per  scrutinio
  nominale  del  disegno di legge  Modifiche ed integrazioni  alla
  legge  regionale  9  ottobre 1998, n.  26,  sulla  tutela  delle
  minoranze linguistiche nella Regione  (426/A).

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, non vi annoierò
  ripercorrendo le motivazioni che ho espresso, sia in  Commissione
  che  in  Aula, contro questa legge, ma credo che alle motivazioni
  di  merito  vada aggiunta, almeno, una considerazione  di  metodo
  perché, alla  fine dei nostri lavori, si riequilibri un senso  di
  giustizia dei lavori medesimi in questo Parlamento che  ha  visto
  il  ritiro  di una legge che riguardava i costi della politica  e
  che ha visto rigidità, anche eccessive, da parte della Presidenza
  nei  confronti  della  presentazione di alcuni  emendamenti  che,
  secondo  la  mia  personale opinione, potevano  essere  discussi,
  magari poi bocciati, ma sicuramente andavano discussi.
   C'è  stato,  invece,  un  atteggiamento  più  partitico  e  meno
  istituzionale  nei  confronti dell'esame di questa  legge  e  per
  questi  motivi  e  per  i motivi di merito,  ma  soprattutto  per
  recuperare  un  senso di giustizia dei lavori  d'Aula  di  questa
  ultima  parte  della  sessione, chiedo al  Parlamento  di  votare
  contro questa legge e mi appello al voto segreto.

    CUFFARO  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CUFFARO   presidente della Regione. Signor Presidente,  capisco
  l'appello a votare contro dell'onorevole Ortisi che,  essendo una
  persona  di  grande  lealtà,  dice  quello  che  pensa  e  lo  fa
  pubblicamente  ed io penso che anche gli altri  hanno  la  stessa
  lealtà,  quindi,  mi chiedo il motivo per cui chiedere  il   voto
  segreto.
   Se  lei  è così leale da dire che vota contro, chi vuole  votare
  contro  lo faccia liberamente,  non credo che possa appellarsi  a
  votare   contro  e  chiedere  il  voto  segreto  per  utilizzarlo
  strumentalmente.
   Non  sono intervenuto solo per questo, signor Presidente,  credo
  infatti  che,  al  di là del dibattito e di quanto  accaduto  con
  questo disegno di legge,  sia un provvedimento giusto riguardante
  una  minoranza  linguistica che va non  soltanto  rispettata,  ma
  anche attenzionata.

    ORTISI  Non strumentalizzata

    CUFFARO   presidente  della Regione. Non  strumentalizzata,  ho
  detto  attenzionata  e lo spirito del disegno  di  legge  che  ci
  apprestiamo ad approvare sia quello di attenzionare una minoranza
  che ha bisogno di supporto.
   E'  per  questo  che  chiedo,  a tutto  al  Parlamento  ed  alla
  maggioranza che sostiene il Governo, di esprimere un voto  palese
  perché  lo riteniamo  giusto e  se anche le opposizioni chiedono,
  strumentalmente, il voto segreto, di non prestarsi a questo gioco
  ed  esprimere   un  voto  favorevole  ad  una  legge  che  questo
  Parlamento  ha  esitato, anche per il rispetto nei confronti  dei
  lavori che avete svolto  fino ad adesso.

     Votazione finale per scrutinio segreto del disegno di legge
      «Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 9 ottobre
                            1998, n. 26,
      sulla tutela delle minoranze linguistiche nella Regione»
                               (426/A)

            (La richiesta risulta appoggiata a termini di
                            Regolamento)

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,  indico  la  votazione  per  scrutinio  segreto  del
  disegno  di legge «Modifiche ed integrazioni alla legge regionale
  9  ottobre 1998, n. 26, sulla tutela delle minoranze linguistiche
  nella Regione» n. 426/A.
   Dichiaro  aperta la votazione. Chi è favorevole vota verde;  chi
  è contrario vota rosso.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto.

   Presenti e votanti 70
   Maggioranza        36
   Favorevoli          23
   Contrari            45
   Astenuti            2

                      (L'Assemblea non approva)


   Presidenza del presidente Miccichè


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
  «Disposizioni finanziarie urgenti in materia di protezione civile
       e vigilanza dei siti culturali. Disciplina comunitaria
  applicabile in materia di agevolazione de minimis. Abrogazione di
                  norme» (637/A - Norme stralciate)

    PRESIDENTE   Si  passa  alla votazione  finale  per  scrutinio
  nominale del disegno di legge «Disposizioni finanziarie  urgenti
  in  materia di protezione civile e vigilanza dei siti culturali.
  Disciplina comunitaria applicabile in materia di agevolazione de
  minimis. Abrogazione di norme» (637/A- norme stralciate).

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, annuncio  il
  voto  favorevole  del  Gruppo parlamentare  che  rappresento   e
  voglio fare una ulteriore precisazione.
   All'articolo 4, comma 1, che ha l'effetto di abrogare il  comma
  2 dell'articolo 2 della legge n. 5 del 2007 intende abrogare gli
  effetti modificativi della legge n. 5 del 2007.
   Cioè, la norma torna ad essere quella che c'era un minuto prima
  dell'approvazione della legge n. 5 del 2007, quindi,  così  come
  era  già modificata nel corso degli anni, la norma vigente torna
  ad essere quella che c'era un minuta prima.
   Lo  dico  per  gli  uffici; se c'è bisogno con  un  emendamento
  articolo  117  si  rende  esplicito  questo  concetto  perché  è
  evidente che non voglio cancellare diritti acquisiti.
   Quindi, il principio è che la norma preesistente alla legge  n.
  5 del 2007 torni ad essere vigente nel suo insieme.

    PRESIDENTE   Onorevole Cracolici, presenti un  emendamento  ai
  sensi dell'articolo 117 del Regolamento. La seduta è sospesa.

    (La seduta, sospesa alle ore 21.45, è ripresa alle ore 21.51)

   La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, vi è l'emendamento,  ai  sensi
  dell'articolo 117, a firma  dell'onorevole Cracolici che, avendo
  approvato la norma con l'articolo 4 della legge, fa rivivere  la
  vecchia  norma  che è la seguente:  Le disposizioni  di  cui  al
  secondo comma si applicano anche al personale assunto in seguito
  ai concorsi pubblici indetti con decreti già votati alla data di
  entrata  in vigore della legge regionale 7 maggio 1996,  n.  31,
  anche se pubblicati in data successiva .
   Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Indico  la  votazione finale per scrutinio nominale del disegno
  di  legge numero 637/A - Norme stralciate, così come emendato ai
  sensi dell'articolo 117.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  58
   Maggioranza         30
   Favorevoli          58

                        (L'Assemblea approva)

   Onorevoli   colleghi,  l'Assemblea  terrà  seduta  martedì   11
  settembre  2007,  alle  ore 17.00, con il  seguente  ordina  del
  giorno:


   Presidenza del presidente Miccichè


      I -Comunicazioni.

      II -Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
        agricoltura e foreste

                  La seduta è tolta alle ore 21.52.

    Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 00.30 del 9 agosto
                                2007

                       DAL SERVIZIO RESOCONTI
                            Il Direttore
                        Dott. Eugenio Consoli

                              ALLEGATO

            EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA

  DISEGNO  DI  LEGGE N. 613/A  INTERVENTI IN FAVORE  DEL  CINEMA  E
  DELL'AUDIOVISIVO

    -All'articolo 4:

   Emendamento 4.1:

  Al  comma  2 dopo le parole  pubblica istruzione' sono aggiunte
  le  parole  sentita la Consulta regionale per il cinema di  cui
  all'articolo 10'

    -All'articolo 5:

   Emendamento 5.2:

  Alle  lettere  a),  b),  c), d), e) dopo  la  parola   massimo'
  aggiungere la parola  complessivo'.

   Emendamento 5.7:

  Al  comma  5,  lettera  h),  le parole   in  tempi  e  modi  da
  concordare' sono soppresse.

    -All'articolo 8:

   Emendamento 8.1:

   Alla lettera a) aggiungere dopo la parola  erogare' le parole
   'valutato il piano delle attività e delle spese'.

    -All'articolo 10:

   Emendamento 10.1:

  All'articolo 10 è aggiunta la seguente lettera:

  g)  il dirigente del DARC  o un suo delegato;

   Emendamento 10.2:

  All'articolo 10 è aggiunta la seguente lettera:

   h)  due componenti scelti tra la Film Commission operanti  nel
    territorio regionale da almeno 5 anni.

  DISEGNO  DI LEGGE N. 426/A  MODIFICHE ED INTEGRAZIONI ALLA  LEGGE
  REGIONALE  9  OTTOBRE 1998, N. 26, SULLA TUTELA  DELLE  MINORANZE
  LINGUISTICHE NELLA REGIONE

    -All'articolo 4:

   Emendamento 4.1:

  Al  comma  1 dopo le parole  con obbligo di gestione  separata'
  aggiungere    le   parole                      a   destinazione
  vincolata'

    -All'articolo 8:

   Emendamento 8.1:

  Al  comma  2  le  parole  sono abrogati decorsi novanta  giorni
  dalla pubblicazione del decreto del Presidente della Regione di
  cui  all'articolo  3, comma 3' sono sostituite  con  le  parole
   sono  abrogati a far data dalla pubblicazione del decreto  del
  Presidente  della  Regione di cui all'articolo  3,  comma  3  e
  comunque a partire dall'1 gennaio 2008'

    -All'articolo 9:

   Subemendamento 9.R.1:

  Il comma 3 dell'emendamento 9.R è abrogato.

   Emendamento 9.R:

  L'articolo 9 è così sostituito:

   1. Per le finalità della presente legge è autorizzata, per  il
  triennio  2007-2009, la spesa complessiva di  450  migliaia  di
  euro,  di  cui 50 migliaia di euro per l'esercizio  finanziario
  2007  e  200  migliaia di euro per ciascuno degli anni  2008  e
  2009, da assegnare in pari misura all'Università degli studi di
  Palermo  per  gli  scopi  previsti all'articolo  7  e  all'IRCA
  Sicilia per il perseguimento dei propri fini istituzionali.

  2.  All'onere  di  cui al comma 1 si provvede, per  l'esercizio
  finanziario  2007,  con  parte delle disponibilità  dell'U.P.B.
  9.4.1.1.3  -  capitolo 381701 - del bilancio della Regione  per
  l'esercizio  finanziario medesimo. Per gli esercizi  finanziari
  2008        e        2009        la       relativa        spesa
  trova  riscontro nel bilancio pluriennale della Regione per  il
  triennio 2007 - 2009 U.P.B. 9.4.1.1.3.

  3.  Per gli esercizi finanziari successivi si provvede ai sensi
  dell'articolo 3, comma 2, lettera h) della l. r. 10/1999.

  DISEGNO   DI   LEGGE  N.  637/A-NORME  STRALCIATE    DISPOSIZIONI
  FINANZIARIE  URGENTI IN MATERIA DI PROTEZIONE CIVILE E  VIGILANZA
  DEI SITI CULTURALI. DISCIPLINA COMUNITARIA APPLICABILE IN MATERIA
  DI AGEVOLAZIONI DE MINIMIS. ABROGAZIONE DI NORME

    -All'articolo 1:

   Emendamento 1.2:

  Al  comma 2 sostituire le parole  ad avvalersi  con le seguenti
  altre  a prorogare i contratti .

   Emendamento 1.1:

  Sostituire il comma 5 con il seguente:

   5.   Agli   oneri  discendenti  dall'attuazione  del  presente
  articolo,  pari  a  4.900  migliaia  di  euro  per  l'esercizio
  finanziario  2007 e a 14.700 migliaia di euro  per  l'esercizio
  finanziario  2008,  si  provvede con  le  maggiori  entrate  di
  seguito indicate:

  importi in migliaia di euro
   U.P.B.     CAPITOLI       DENOMINAZIONE         2007    2008
  4.3.1.1.3     1026    Ritenute sugli            4.900   14.700
                        interessi e redditi di
                        capitale

     EMENDAMENTO AI SENSI DELL'ART. 117 DEL REGOLAMENTO INTERNO

  Il comma 1 dell'art. 4 è sostituito dai seguenti:

  1. Il comma 2 dell'articolo 2 della legge regionale 27 febbraio
  2007, n. 5, è abrogato.

  2.  Il  comma 3 dell'articolo 10 della legge regionale 9 maggio
  1986, n. 21, è sostituito dal seguente:

     3.  Le  disposizioni di cui al secondo  comma  si  applicano
    anche  al  personale assunto in seguito ai concorsi  pubblici
    indetti  con  decreti già adottati alla data  di  entrata  in
    vigore  della legge regionale 7 maggio 1996, n. 31, anche  se
    pubblicati in data successiva'.

  DISEGNO DI LEGGE (NN. 519-5-14-15-193-315-396-517-570-584-593-600-
  625/A   -  II  STRALCIO)   NUOVE  NORME  PER  L'ELEZIONE   E   LA
  COMPOSIZIONE  DEI  CONSIGLI  COMUNALI  E  PROVINCIALI   E   DELLE
  RELATIVE GIUNTE

    -All'articolo 5:

   Emendamento 5.1:

  Al  comma  1,  il  comma  4 dell'articolo  33  della  legge  n.
  142/1990,  come introdotto dalla legge regionale n.  48/1991  e
  successive modifiche, è soppresso.

   Subemendamento 5.9.1:

  All'art.  5,  comma  1,  al punto 3 il  terzo  periodo  è  così
  sostituito:   In assenza di norma statutaria che stabilisca  il
  numero  degli assessori, si applica il limite massimo stabilito
  dai commi 1 e 2 .

  DISEGNO  DI  LEGGE NN. 611-603/A  MODIFICHE ED INTEGRAZIONI  ALLA
  LEGGE  11  FEBBRAIO  1994, N. 109, COME  INTRODOTTA  DALLA  LEGGE
  REGIONALE 2 AGOSTO 2002, N. 7, RECANTE NORME IN MATERIA DI LAVORI
  PUBBLICI.  NORME  IN MATERIA DI CONCESSIONE DI  ACQUE  PUBBLICHE.
  REVISIONE  DEI  PREZZI  DEI  MATERIALI  DA  COSTRUZIONE.  PROROGA
  TERMINI   IN   MATERIA   DI   EDILIZIA   AGEVOLATA-CONVENZIONATA.
  DISPOSIZIONI  IN MATERIA DI TUTELA DELLA SALUTE E  SICUREZZA  DEI
  LAVORATORI NEI CANTIERI

     EMENDAMENTO AI SENSI DELL'ART. 117 DEL REGOLAMENTO INTERNO

    All'articolo  1,  comma 9, dopo le parole  di  norma  con  il
  criterio del prezzo più basso inferiore a quello posto  a  base
  di  gara   sono  aggiunte  le  seguenti:   o  con  il  criterio
  dell'offerta  economicamente più vantaggiosa. Il  criterio  del
  prezzo più basso inferiore a quello posto a base di gara è .

  DISEGNO  DI  LEGGE N. 642/A  NORME IN MATERIA DI RISTRUTTURAZIONE
  DELLE PASSIVITà AGRARIE

     EMENDAMENTO AI SENSI DELL'ART. 117 DEL REGOLAMENTO INTERNO

  All'articolo  1, comma 2, sostituire le parole   al  30  giugno
  2007   con  le  parole:  fino alla data di pubblicazione  della
  presente legge .