Presidenza del presidente Miccichè
RINALDI, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Missione
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Nicotra è in missione,
per ragioni del suo ufficio, dall'8 all'11 agosto 2007.
L'Assemblea ne prende atto.
Congedo
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Falzone è in congedo per
l'odierna seduta.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato il seguente
disegno di legge:
«Norme in materia di riduzione degli emolumenti dei
parlamentari regionali. Modifica della legge regionale 30
dicembre 1965, n. 44, recante Provvedimenti relativi
all'Assemblea regionale siciliana » (n. 653);
presentato dagli onorevoli Vicari, Pagano, Leontini in data 7
agosto 2007.
Annunzio di presentazione di disegni di legge e di contestuale
invio alle competenti Commissioni legislative
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati ed inviati alle
competenti Commissioni legislative i seguenti disegni di legge:
BILANCIO (II)
- Abrogazione dell'articolo 5 della legge regionale 3 maggio
2001, n. 6, come sostituito dall'articolo 6 della legge
regionale 26 marzo 2002, n. 2, recante norme sul tributo
ambientale (n. 652);
presentato dal Presidente della Regione (CUFFARO) in
data 6 agosto 2007;
inviato in data 7 agosto 2007.
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Regolamentazione del servizio dei presidi farmaceutici di
emergenza (n. 650);
presentato dall'onorevole Rinaldi in data 6 agosto
2007;
inviato in data 7 agosto 2007.
Comunicazione di invio disegno di legge alla
competente Commissione legislativa
PRESIDENTE Comunico che il seguente disegno di legge è stato
inviato alla competente Commissione Ambiente e Territorio (IV):
- Interventi per favorire lo sviluppo della mobilità
ciclistica come mezzo di trasporto alternativo all'uso dei
veicoli a motore ai fini della salvaguardia dell'ambiente e dello
sviluppo turistico dei territori attraversati (n. 649);
di iniziativa parlamentare;
inviato in data 7 agosto 2007.
Comunicazione di assenze alle riunioni delle
Commissioni legislative
PRESIDENTE Comunico che nella seduta n. 42 del 2 agosto 2007
della I Commissione Affari istituzionali sono risultati assenti
gli onorevoli Gucciardi, Mancuso, Barbagallo, Basile,
Borsellino, D'Aquino, Fagone, Galvagno, Gennuso e Speziale.
Comunicazione di deliberazione della Giunta regionale
PRESIDENTE Comunico che è pervenuta la delibera della Giunta
regionale n. 296 del 19 luglio 2007.
Copia della medesima è disponibile all'archivio del Servizio
Commissioni.
Comunicazione di trasmissione del Documento di programmazione
economico-finanziario per gli anni 2008-2011
PRESIDENTE Comunico che il Presidente della Regione ha
inviato, in data 6 agosto 2007, il Documento di programmazione
economico-finanziaria per gli anni 2008-2011.
Comunicazione relativa all'Ente siciliano per la promozione
industriale
PRESIDENTE Comunico che, ai sensi dell'articolo 3, secondo
comma, della legge regionale 21 aprile 1976, n. 20, il Presidente
della Regione ha proceduto alla costituzione del Collegio dei
revisori dell'Ente siciliano per la promozione industriale
(E.S.P.I.)' in data 16 luglio 2007 (parere n. 56/I).
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 1270 - Società Ennaeuno S.p.A. .
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia
- Firmatario: Caputo Salvino
N. 1271 - Assegnazione insegnanti di sostegno in
Provincia di Messina .
- Assessore Beni Culturali
- Firmatario: Ardizzone Giovanni
Le interrogazioni testè annunziate saranno trasmesse al
Governo.
Comunicazione di ritiro di interrogazione
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Caputo ha ritirato
l'interrogazione n.1201 Notizie a proposito dell'immobile sito
in via Duca degli Abruzzi n. 2 a Palermo .
L'Assemblea ne prende atto.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento interno,
do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero aver
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante
procedimento elettronico.
Presidenza del presidente Miccichè
Determinazione della data di discussione di mozioni
PRESIDENTE Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d), e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:
N. 227 Iniziative per scongiurare la chiusura della sede di
Acireale della Scuola superiore della Pubblica
Amministrazione , degli onorevoli Barbagallo, Galvagno,
Gucciardi, Zangara.
N. 228 Rintracciabilità delle produzioni agricole e
agroalimentari, sistemi di controllo sulle merci agroalimentari
importate nella Regione e istituzione dell'Agenzia regionale
siciliana per la sicurezza alimentare (ARSSA) , degli onorevoli
Fagone, Cristaldi, Currenti, Caputo, Pogliese, Speziale.
N. 229 Rispetto delle procedure in tema di riperimetrazione
degli ATO , degli onorevoli Di Benedetto, Zappulla, Apprendi,
Panepinto, De Benedictis, Panarello, Villari, Zago, Cracolici,
Calanna, Speziale.
Ne do lettura:
«l'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la Scuola Superiore della Pubblica amministrazione di Acireale
è stata istituita a seguito di convenzione fra la Presidenza del
Consiglio dei Ministri e la Regione Siciliana con compiti di
reclutamento, formazione ed aggiornamento professionale per il
personale delle amministrazioni dello Stato, della Regione e
degli enti locali;
la Regione fornisce gratuitamente alla Scuola í locali e le
attrezzature della sede e sostiene l'onere delle spese generali e
della manutenzione; le spese per il personale docente e non
docente sono a carico della Presidenza del Consiglio;
considerato che:
il comma 2 dell'articolo 42 del D.L. 2672/06 aveva disposto la
soppressione della sede di Acireale, ma con la legge di
conversione tale comma è stato abrogato;
la legge finanziaria dello Stato per il 2007 (1. 296/2006)
prevede un completo riassetto delle attività formative pubbliche
con la creazione dell'Agenzia per la formazione dei dirigenti e
dipendenti delle amministrazioni pubbliche;
in tale contesto, la Scuola superiore è assorbita dall'Agenzia,
previa soppressione a decorrere dal 15 giugno 2007;
per dare attuazione a tale disegno riformatore, il Governo
avrebbe dovuto adottare appositi regolamenti entro novanta giorni
dalla data di entrata in vigore della legge;
il termine è decorso infruttuoso e ciò pone non poche
problematiche circa il futuro l'assetto della Scuola di Acireale;
ritenuto che:
la legge n. 296/06 riconosce al personale della Scuola il
diritto di opzione tra il ruolo attuale (Presidenza del
Consiglio) e quello della futura Agenzia;
è di tutta evidenza che tale diritto non è esercitatile fino a
quando non sarà emanato il regolamento attuativo che definisca le
sedi definitive;
la mancata proroga dell'incarico dirigenziale al responsabile
della sede di Acireale, scaduto 1'11 giugno u.s., avvalora i
timori circa la persistente volontà di chiudere tale sede
definitivamente;
considerato che:
il regime convenzionale esistente ha consentito allo Stato una
gestione con costi molto ridotti di una struttura funzionale ed
efficiente e, pertanto, appare illogico il dichiarato intento di
realizzare economie di spesa attraverso l'assorbimento della
sede;
l'accentramento degli istituti, peraltro, farebbe crescere in
maniera esponenziale i costi per le trasferte del personale
coinvolto nei percorsi formativi;
premesso, ancora, che:
la sede di Acireale ha vissuto la massima espansione proprio
nel momento in cui si ventila la sua chiusura;
numerosi programmi formativi, infatti, sono stati affidati alla
Scuola superiore di Acireale, tra i quali spicca quello conferito
dal Dipartimento della Funzione pubblica per la formazione del
personale dirigente e direttivo delle amministrazioni pubbliche
operanti nelle regioni dell'Obiettivo 1, finanziato con i fondi
europei di cui alla delibera CIPE n. 36 del 3 maggio 2002 e che
ha raccolto l'adesione di circa 600 dipendenti pubblici;
ritenuto, inoltre, che:
la dichiarata 'razionalizzazione' appare solo un pretesto per
pervenire alla chiusura della sede di Acireale, che avverrebbe
non più in virtù di una impopolare norma di soppressione
esplicita ma nell'ambito degli ampi poteri di auto-organizzazione
concessi alla nuova Agenzia,
impegna il Presidente della Regione
a porre in essere presso il Governo nazionale tutte le
iniziative ritenute idonee affinché, nell'ambito della
riorganizzazione in corso, sia scongiurata la chiusura della sede
di Acireale della Scuola superiore della Pubblica
amministrazione; ad intervenire nelle sedi opportune al fine di
attivare la concertazione con le organizzazioni sindacali circa
la mobilità del personale interessato». (227)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il tema della sicurezza alimentare ha assunto negli ultimi anni
particolare rilievo a causa del verificarsi di fenomeni che hanno
ingenerato nei consumatori preoccupazione e diffidenza circa la
sicurezza dei prodotti agroalimentari;
il panico creatosi intorno alla BSE (la cosiddetta 'sindrome
della mucca pazza') e ai cibi contaminati dalla diossina ha
spinto l'Unione europea ad innalzare il livello di guardia e ad
adottare specifiche misure legislative in grado di garantire
elevati standard di sicurezza dei prodotti alimentari consumati
negli Stati membri. In questa prospettiva la Commissione europea
ha emanato nel 2000 il 'Libro bianco sulla sicurezza alimentare',
quale documento programmatico strategico che delinea oltre
ottanta azioni per migliorare la sicurezza dei prodotti secondo
un approccio integrato che riguarda l'intera catena alimentare
nelle sue diverse fasi, tutti i soggetti che vi partecipano e
tutti i settori che vi sono coinvolti;
considerato che:
i principi contenuti nel 'Libro bianco sulla sicurezza
alimentare' sono stati confermati e ulteriormente sviluppati dal
Regolamento CE n. 178/2002 del Parlamento europeo e del
Consiglio, che stabilisce i principi e i requisiti generali cui
deve informarsi la legislazione alimentare degli Stati membri,
istituisce l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA)
e prevede la creazione di un sistema di allarme rapido per la
notificazione a livello comunitario dell'insorgere di rischi per
la salute umana dovuti ad emergenze alimentari;
il Regolamento CE n. 178/2002 ha introdotto anche la procedura
di rintracciabilità, che consente di rendere trasparente il
percorso seguito da ogni alimento, individuando i soggetti
coinvolti nel passaggio dello stesso dal produttore al
consumatore, garantendo che siano agevolmente riconoscibili le
specifiche responsabilità;
in attuazione del suddetto regolamento comunitario in Italia è
stato istituito il Comitato nazionale per la sicurezza alimentare
(CNSA) quale interfaccia nazionale dell'Agenzia EFSA, che si
propone di essere il punto di riferimento per tutte le
istituzioni che nel nostro Paese operano nell'ambito della
sicurezza alimentare e devono collaborare nella gestione del
rischio;
valutato che:
in Sicilia, dopo i ripetuti sequestri di merce di provenienza
extracomunitaria priva dei requisiti di sicurezza e qualità, si
rende necessaria un'opera di adeguamento delle strutture e delle
norme regionali ai principi sanciti a livello europeo, anche in
considerazione della grande importanza che il tema riveste in un
territorio come quello siciliano caratterizzato da un'economia
che ruota intorno al settore agro-alimentare con produzioni
tipiche di altissima qualità, come gli agrumi, e punta a
conquistare i mercati nazionali europei e mondiali;
per il perseguimento di tale finalità diventa strategica
l'istituzione di un'Agenzia regionale siciliana per il controllo
delle merci in entrata e la sicurezza alimentare, che da un lato
agisca da interfaccia con le strutture comunitaria (EFIA) e
nazionale (CNSA), e dall'altro lato sia in grado di garantire la
rintracciabilità degli alimenti, certificando le tappe della
catena che porta ogni alimento, dal produttore al consumatore;
accertato che:
la rintracciabilità è uno strumento importantissimo di garanzia
per il produttore e di sicurezza e fiducia per il consumatore e
rappresenta un presupposto di base per assicurare la gestione
delle emergenze alimentari. Alcuni alimenti, infatti, possono
presentare rischi specifici per la salute umana, che possono
essere evitati solo attraverso l'applicazione di specifiche
norme. Norme permissive sull'importazione di prodotti agro-
alimentari causano la diffusione di intossicazioni con gravi
rischi di natura microbiologica e chimica;
le misure adottate in materia di sicurezza alimentare, per
essere efficaci devono basarsi sull'analisi del rischio e sui
principi di precauzione e trasparenza: principi dettati dalla
normativa comunitaria e sui quali si fonda la proposta di
istituzione dell'Agenzia siciliana per la sicurezza alimentare;
l'Agenzia definisce i requisiti di sicurezza degli alimenti di
qualsiasi provenienza e le situazioni di rischio in
collaborazione con le altre istituzioni pubbliche che hanno
competenza e responsabilità nel settore e partecipa al sistema di
allarme rapido istituito tra gli Stati membri e la Commissione
europea per la notificazione in tempo reale degli eventuali
rischi per la salute connessi al consumo di prodotti e
all'immissione di essi sui nostri mercati;
ritenuto che:
oltre ad affidare all'Agenzia il compito di garantire la
rintracciabilità degli alimenti, appare opportuno e strategico
che essa diventi strumento capace di supportare l'adozione di
sistemi che siano in grado da un lato di verificare il rispetto
degli standard comunitari nelle merci agro alimentari che vengono
importati nella regione mediante il supporto dell'Istituto di
Igiene e Profilassi, dall'altro, in grado di assicurare la
qualità delle produzioni agricole e agroalimentari, promuovendo
l'utilizzo di metodi di produzione rispettosi della salute e
dell'ambiente, anche attraverso l'incentivazione di filiere a
certificazione controllata;
a tal fine:
la Regione finanzia progetti di filiera diretti all'adozione di
sistemi di qualità, anche finalizzati all'identificazione
territoriale delle produzioni, e l'avvio di sistemi di
valutazione igienico sanitarie e qualitative delle produzioni con
standard superiori a quelli richiesti dalla normativa vigente in
materia;
l'Agenzia assicura, in particolare, la certificazione e il
controllo delle produzioni agroalimentari isolane, promuovendo le
condizioni per l'aumento del numero dei prodotti siciliani che si
avvalgono di certificazioni volontarie, anche rilasciate a
livello europeo (DOP, IGP, STG;
questi marchi garantiscono la qualità delle materie prime
utilizzate e il ricorso a processi produttivi rigorosi,
rispettosi dell'ambiente e della salute umana, certificando nel
contempo il legame dei prodotti con la nostra terra;
la specificità delle produzioni locali costituisce, infatti,
un'inestimabile ricchezza culturale perché racchiude la storia
delle nostre tradizioni, ma rappresenta anche una ricchezza
economica della quale i siciliani sono sempre più consapevoli;
in questa prospettiva, l'Agenzia si occupa anche di svolgere
attività di comunicazione e informazione al fine di rendere il
cittadino responsabile delle sue scelte alimentari, insieme agli
altri protagonisti della filiera, e al fine di agevolare la
diffusione e il consumo dei prodotti siciliani a livello
nazionale e mondiale;
un patrimonio agricolo e culturale che la Regione Siciliana
deve continuare a proteggere e tutelare, nella profonda
convinzione che, prodotti e alimenti più genuini e gustosi,
garantiti da processi di produzione rigorosi e certificati e
ottenuti con metodi rispettosi dell'ambiente, non potranno che
portare giovamento alla salute dei siciliani e all'immagine della
Sicilia: una Regione 'speciale' non solo per le sue maggiori
condizioni di autonomia,
impegna il Governo della Regione
nelle more dell'approvazione di un disegno di legge organico
nella materia trattata, a farsi carico della questione e riferire
nel più breve tempo possibile all'Assemblea sulle determinazioni
che intende assumere». (228)
«l'Assemblea regionale siciliana
ricordato che nella legge regionale n. 2 dell'8 febbraio 2007,
all'articolo 45, venivano indicate le procedure e i tempi per la
individuazione dei nuovi ambiti territoriali ottimali per la
gestione dei rifiuti urbani;
osservato che in tale articolo si specificava (comma 1 secondo
capoverso) che 'i nuovi ambiti territoriali ottimali sono
individuati, entro 90 giorni, dall'Agenzia per i rifiuti e le
acque (...) in numero (...) pari a 14';
constatato che dalla data di pubblicazione ad oggi sono
trascorsi ben più di 90 giorni senza che si sia avuto notizia del
decreto del Presidente della Regione per la riperimetrazione
degli ATO;
visto che l'iter di tale decreto prevede una precedente
delibera della Giunta regionale, sentita la competente
commissione legislativa dell'ARS e visto che a tutt'oggi nessuna
nuova ipotesi di riperimetrazione degli ATO rifiuti è pervenuta
alla suddetta commissione;
considerato che il Parlamento regionale con l'approvazione
dell'art. 45 della l.r. n. 2 dell'8 febbraio 2007 ha inteso porre
rimedio allo stato di inefficienza e di sprechi che ha
caratterizzato l'assetto e la gestione degli ATO rifiuti nella
nostra regione;
rilevato che la permanente inerzia da parte del Governo
continua a consentire il perpetrarsi di una situazione ormai
insostenibile e che produce danni nei confronti dei cittadini e
degli enti locali, con canoni esosi e città sporche,
impegna il Governo della Regione
a verificare se l'Agenzia per i rifiuti e per le acque ha
individuato i nuovi ambiti nei termini previsti dalla legge;
a predisporre il decreto conseguente e, precedentemente la
delibera di Giunta, a trasmettere alla competente commissione
dell'ARS le ipotesi formulate;
a verificare quali procedure, ad oggi, l'Agenzia delle acque e
dei rifiuti ha messo in opera per ottemperare a quanto previsto
dal comma 3 art. 45 della l.r. 2/07 per la raccolta differenziata
così da raggiungere gli obiettivi indicati, e cioè che 'la
percentuale di raccolta differenziata non potrà essere inferiore
al 20 per cento per l'anno 2007, al 30 per cento per l'anno 2008,
al 50 per cento per l'anno 2009 e al 60 per cento per l'anno
2010, nel rispetto dell'intesa di cui all'articolo 205, comma 6,
del D.lgs. n. 152 del 2006';
a verificare quale sia la percentuale di raccolta differenziata
in atto in Sicilia in ciascuna società d'ambito e darne
conoscenza alla competente commissione dell'ARS». (229)
Dispongo che le mozioni predette vengano demandate alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perchè se ne
determini la data di discussione.
Presidenza del presidente Miccichè
Sull'ordine dei lavori
CRISTALDI Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRISTALDI Signor Presidente, onorevoli colleghi, nella seduta
di ieri mi sono permesso di chiedere l'intervento della
Presidenza dell'Assemblea regionale presso il Presidente della
Commissione Bilancio al fine di potere ottenere la copertura
finanziaria per il disegno di legge che prevede la concessione
di sussidi a favore dei familiari delle vittime del mare, nonché
a favore dei familiari delle vittime del mare qualora
risultassero extra comunitari. Lei mi ha assicurato circa la
possibilità che il Presidente della Commissione Bilancio, così
come per altri disegni di legge, procedesse, perché questa era
stata la decisione della Presidenza dell'Assemblea.
Tuttavia, pare che queste assicurazioni non siano state
sufficienti. Noi ci apprestiamo a chiudere la sessione estiva e
c'è una situazione drammatica nelle famiglie dei familiari delle
vittime. Abbiamo dato copertura finanziaria per centinaia di
milioni di euro e penso che non dare risposta a questi quattro
poveri disgraziati che stanno morendo di fame sarebbe un atto
vergognoso per tutta la Sicilia.
Signor Presidente, capisco che la richiesta la faccio io e
quindi deve essere bocciata, ma mi intestardisco su questa
questione e le chiedo, umilmente, di creare le condizioni perché
si dia copertura finanziaria a questo provvedimento.
Il provvedimento prevedeva una copertura finanziaria di 300
mila euro, ma, purtroppo, nel frattempo ci sono stati altri
morti, non ultima la vicenda del peschereccio Carol Wojtila' di
Trapani, ed occorre quindi incrementare ulteriormente questa pur
piccola cifra.
Credo bastino 500 mila euro. Si potrà dire che non ci sono, ma
per altre cose li abbiamo trovati, quindi penso che anche se
lasciamo qualche buchetto di 500 mila euro da qualche parte,
alla fine faremo un atto di giustizia in favore delle famiglie
che si trovano realmente in una drammatica situazione.
PRESIDENTE Onorevole Cristaldi, ieri in Aula la Presidenza ha
autorizzato la Commissione Bilancio a riunirsi, compatibilmente
con i lavori d'Aula, per tentare di dare la copertura.
CIMINO presidente della Commissione Bilancio . Chiedo di
parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CIMINO presidente della Commissione Bilancio . Signor
Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio l'onorevole Cristaldi
per avere sollecitato ed evidenziato questa problematica. La
Commissione Bilancio ha già da tempo dato piena disponibilità ad
affrontare il problema, ma possiamo riunirci solo
compatibilmente con i lavori d'Aula come ha detto ora il
Presidente. Se la Presidenza dell'Assemblea ci dà
l'autorizzazione a riunire la Commissione bilancio anche durante
i lavori d'Aula, la Commissione può lavorare già da subito,
diversamente dobbiamo attendere che l'Aula venga sospesa.
PRESIDENTE Onorevole Cimino, le rispondo subito: eliminiamo
la dizione compatibilmente' perché la Commissione è autorizzata
a riunirsi.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi che
è l'8 agosto e avremmo dovuto proseguire nella nostra enfatica
opera di approvazione di leggi per la Sicilia, ci ritroviamo con
un'Aula in cui mancano una cinquantina di deputati della
maggioranza.
Io credo che non ci siano, obiettivamente, le condizioni per
forzare una situazione che non può essere forzata.
PRESIDENTE Abbia fede.
DE BENEDICTIS. Io ho fede ma lei stia alle cose, abbia
considerazione delle cose così come sono. E mi sembra, e questa
è la proposta che faccio, che la situazione non può consentire
ad un'Aula di andare avanti, quindi sicuramente dobbiamo prendere
atto che le intenzioni del Governo, almeno quelle che ho ritenuto
di poter capire, siano quelle di procedere all'esame di due
importanti disegni di legge, quello sulle attività teatrali e
quello che ha per oggetto il cinema. Essi meriterebbero
certamente più attenzione e quanto meno anche dei numeri
regolamentari per potere andare avanti, sia ben chiaro che noi
non garantiremo al Parlamento di poter funzionare con una
maggioranza completamente assente.
Quindi, non ci sono le condizioni per quanto ci riguarda e non
vi consentiremo di andare avanti in queste condizioni. Se poi
vogliamo sospendere l'Aula e concordare quelle poche cose utili,
indispensabili, urgenti che può valere la pena fare, certamente
altre come quelle che ho appena detto sono importanti.
Apprezzo lo sforzo fatto dal Governo che, tra l'altro, nella
persona dell'onorevole Leanza è qui stamattina anche con
sacrificio personale perché mi risulta che le sue condizioni di
salute non sono brillanti, tuttavia i disegni di legge che ho
appena citato possono attendere una pausa estiva se è necessario,
se questo l'Aula richiede, se l'Aula è deserta non può fare
altrimenti.
Sospendiamo i lavori per decenza perché noi, comunque, non
andremo avanti per assecondare i desideri di una maggioranza che
non è nemmeno presente.
LACCOTO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LACCOTO Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo chiesto
qualche seduta fa una raccomandazione al Presidente per potere
discutere una mozione riguardante il problema degli ATO. In
questi giorni la mozione non si è discussa
PRESIDENTE Lei ha chiesto la parola sull'ordine dei lavori,
non apriamo altre discussioni diversamente sarò costretto a
toglierle la parola.
LACCOTO Signor Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori,
mi faccia parlare perché è un argomento molto importante e
scottante.
Questa mozione non è stata messa all'ordine del giorno;
dall'altra parte l'agenzia dei rifiuti in questi giorni ha
mandato le diffide a tutti i comuni per poter risanare quelli che
sono i debiti fatti dagli ATO. In queste condizioni, mentre
l'agenzia rifiuti non ha individuato i nuovi ambiti dei consorzi,
mentre alla legge dell' 8 febbraio, pubblicata sulla Gazzetta
Ufficiale non è stata data attuazione: vi è un problema enorme
per tutte le comunità e per tutti i cittadini e questa Assemblea
non se ne è occupata.
E, pertanto, signor Presidente, le rivolgo l'invito perché
venga immediatamente chiesto al Governo di dare attuazione ad una
legge che già da 90 giorni doveva essere applicata.
La situazione è diventata drammatica anche perché l'agenzia
dei rifiuti, venendo meno l'emergenza, non ha facoltà di
chiedere commissariamenti o di fare diffide.
Io credo che su questo argomento l'Aula debba essere impegnata
e nel più breve tempo possibile.
CIMINO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CIMINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, riprendendo
l'intervento dell'onorevole Laccoto
PRESIDENTE Onorevole Cimino, non è sull'ordine dei lavori.
CIMINO Signor Presidente è sull'ordine dei lavori perché
vengono segnalate presso la Commissione bilancio, da parte di
diversi consigli comunali e provinciali, le problematiche
concernenti la riforma della razionalizzazione delle Autorità
d'ambito. Mi viene rappresentata, così come il Documento di
programmazione economica prevedeva, questa razionalizzazione.
PRESIDENTE Onorevole Cimino, stiamo parlando sull'ordine dei
lavori, non stiamo introducendo argomentazioni di natura
politica. Formuli la sua richiesta.
CIMINO Signor Presidente, vorrei sollecitare il Governo,
oltre la trattazione della mozione, ad emanare il decreto
attuativo del Presidente della Regione che pone fine a questa
manchevolezza.
LEANZA NICOLA , vicepresidente della Regione. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA , vicepresidente della Regione. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, sono assolutamente convinto della
necessità di convocare la Conferenza dei Presidenti dei gruppi
parlamentari con la presenza del Presidente dell'Assemblea per
verificare le condizioni per andare avanti con i lavori d'Aula e,
quindi, fare un piano di lavoro, in modo da consentire a tutti i
colleghi di svolgere appieno la propria attività.
Per quanto riguarda l'intervento dell'onorevole De Benedicitis,
considerato che vi sono due disegni di legge di settore esitati
all'unanimità, sia nella competente Commissione che nella
Commissione Bilancio, chiedo l'accantonamento, se possibile, del
disegno di legge in favore delle attività teatrali per rinviarlo
a settembre e la trattazione del disegno di legge in favore del
cinema e dell'audiovisivo, tanto più che sono stati presentati al
medesimo pochi emendamenti.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, alla luce della richiesta
dell'onorevole De Benedictis di sospensione dell'Aula e del
Governo di svolgere una Conferenza dei Presidenti dei gruppi
parlamentari per stabilire i lavori d'Aula fino alla fine della
sessione, e tenuto presente della richiesta d'urgenza da parte
dell'onorevole Cristaldi di convocare la Commissione Bilancio,
convoco la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari per
le ore 11.45 presso la Sala lettura deputati ed autorizzo, al
contempo, la Commissione Bilancio a riunirsi, con la presenza del
Governo, per dare la copertura finanziaria al disegno di legge
sollecitato dall'onorevole Cristaldi.
La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 12.30.
(La seduta, sospesa alle ore 11.40, è ripresa alle ore 12.32)
La seduta è ripresa
Presidenza del presidente Miccichè
Congedo
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, comunico che l'onorevole
Ammatuna è in congedo per l'odierna seduta.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Miccichè
Discussione dei disegni di legge
PRESIDENTE Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge.
Richiesta di rinvio in Commissione del disegno di legge
«Interventi in favore delle attività teatrali» (612-29-364/A)
LEANZA NICOLA, vicepresidente della Regione. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA, vicepresidente della Regione. Signor
Presidente, dopo la Conferenza dei capigruppo e anche per
richiesta da parte di alcuni Gruppi parlamentari, le chiedo di
rinviare in Commissione, per un ulteriore approfondimento, il
disegno di legge «Interventi in favore delle attività teatrali»
(nn. 612-29-364/A).
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Presidenza del presidente Miccichè
Seguito della discussione del disegno di legge «Interventi in
favore del cinema e dell'audiovisivo» (n. 613/A)
PRESIDENTE Si passa al seguito dell'esame del disegno di
legge n. 613/A «Interventi in favore del cinema e
dell'audiovisivo», posto al n. 2) del III punto dell'ordine del
giorno.
Invito i componenti la V Commissione, «Cultura, formazione e
lavoro», a prendere posto nel relativo banco.
Onorevoli colleghi, ricordo che nella seduta n. 78 dell'1
agosto 2007 era stato approvato il passaggio all'esame degli
articoli.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Finalità e obiettivi
1. La Regione riconosce il cinema e l'audiovisivo quale mezzo
fondamentale di espressione artistica, di formazione culturale,
di comunicazione e rilevante strumento di crescita sociale ed
economica e ne promuove lo sviluppo e le attività connesse.
2. Nell'ambito delle competenze ad essa attribuite la Regione
persegue i seguenti obiettivi:
a) incentivare la produzione in Sicilia di opere
cinematografiche e audiovisive al fine di rafforzare e
qualificare le imprese locali, attrarre le produzioni nazionali e
internazionali, favorire la crescita professionale degli
operatori del settore, diffondere la conoscenza dell'Isola;
b) sostenere la distribuzione delle opere cinematografiche
riguardanti la Sicilia mediante l'accesso ai circuiti di
programmazione e la partecipazione a rassegne, festival e altre
iniziative rivolte alla promozione e alla diffusione;
c) promuovere le attività culturali inerenti il cinema secondo
criteri di valorizzazione della qualità;
d) favorire la formazione alle professioni del cinema e
l'educazione all'immagine;
e) assicurare l'acquisizione, la conservazione, la fruizione e
la diffusione per fini culturali ed educativi, del patrimonio
cinematografico e audiovisivo, con particolare riferimento a
quello relativo alla Sicilia, anche con la collaborazione
dell'ente pubblico radiotelevisivo e delle emittenti pubbliche e
private;
f) dare impulso allo studio, alla ricerca e alla
sperimentazione nell'ambito del cinema e degli audiovisivi».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Film Commission Regione siciliana
1. La Film Commission Regione siciliana, istituita
dall'articolo 14 della legge regionale 14 aprile 2006, n. 15,
provvede altresì a:
a) promuovere e valorizzare il patrimonio artistico e
ambientale, le risorse professionali e tecniche, creando le
condizioni per attrarre in Sicilia le produzioni
cinematografiche, televisive e pubblicitarie italiane ed estere;
b) sostenere la produzione e la circuitazione di opere
cinematografiche e audiovisive realizzate nella Regione che
promuovono e diffondono l'immagine e la conoscenza della Sicilia;
c) coordinare le iniziative del settore cinematografico e
audiovisivo in Sicilia, tra cui festival, promozione del
territorio all'estero, studio e ricerca;
d) gestire il fondo regionale per il cinema e l'audiovisivo di
cui all'articolo 3;
e) valorizzare il patrimonio della filmoteca regionale
siciliana, che viene istituita presso la Film Commission Regione
siciliana.
2. All'articolo 10 della legge regionale 7 novembre 1980, n.
116, sono soppresse le parole cinematografiche' e
filmoteca'».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Finalità
1. La Regione, al fine di potenziare le iniziative atte a
favorire le produzioni cinematografiche e televisive da
realizzarsi in Sicilia, costituisce presso l'Assessorato
regionale dei beni culturali ed ambientali e della pubblica
istruzione un fondo denominato Fondo regionale per il cinema e
l'audiovisivo' da destinare alle società di produzione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Soggetti beneficiari
1. Sono ammesse ad accedere al Fondo regionale di cui
all'articolo 3 le società di produzione audiovisiva in qualsiasi
forma istituite, purché legalmente costituite, che ne facciano
istanza all'Assessorato regionale dei beni culturali ed
ambientali e della pubblica istruzione.
2. L'Assessore regionale per i beni culturali ed ambientali e
per la pubblica istruzione definisce con decreto, da emanarsi
annualmente, entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione
della legge di bilancio della Regione, e nel rispetto dei criteri
di utilizzazione del Fondo fissati dall'articolo 5, i termini e
le modalità per la presentazione delle istanze e per la
ripartizione tra gli aventi diritto delle risorse assegnate
annualmente al Fondo regionale di cui all'articolo 3.
3. Per l'esercizio finanziario in corso, il provvedimento di
cui al comma 2 è emanato entro sessanta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge».
Comunico che all'articolo 4 è stato presentato dal Governo
l'emendamento 4.1.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
GIANNI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 4, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Utilizzazione del Fondo regionale
1. Le risorse del Fondo regionale sono erogate dall'Assessorato
regionale dei beni culturali ed ambientali e della pubblica
istruzione secondo i seguenti criteri:
a) sino a numero tre contributi annui fino a un massimo di
250.000,00 euro, destinati a produzioni con permanenza sul
territorio regionale superiore alle sette settimane di riprese;
b) sino a numero sei contributi annui fino a un massimo di
150.000,00 euro, destinati a produzioni con permanenza sul
territorio regionale superiore alle cinque settimane di riprese;
c) sino a numero cinque contributi annui fino ad un massimo di
100.000,00 euro, destinati a produzioni con permanenza sul
territorio regionale superiore alle tre settimane di riprese;
d) sino a numero quattordici contributi annui fino a un massimo
di 50.000,00 euro, destinati a produzioni con permanenza sul
territorio regionale superiore a una settimana di riprese;
e) sino a numero quindici contributi annui fino a un massimo di
10.000,00 euro, destinati a produzioni con permanenza sul
territorio regionale inferiore ad una settimana di riprese.
2. L'investimento sul territorio regionale siciliano delle
società di produzione beneficiarie dei contributi del Fondo deve
essere pari al:
a) 200 per cento del contributo per produzioni di cinema o
fiction;
b) 100 per cento del contributo per altri tipi di produzione.
3. I soggetti beneficiari dei contributi debbono garantire per
la produzione cinematografica o audiovisiva un impiego minimo di:
a) dodici professionisti residenti in Sicilia per l'intera
durata della produzione sul territorio, esclusi attori,
figurazioni e comparse, per tutti i beneficiari di contributo
previsti all'articolo 5, comma 1, lettere a), b), c) ad eccezione
delle produzioni a carattere documentario;
b) cinque professionisti residenti in Sicilia per l'intera
durata della produzione sul territorio, esclusi attori,
figurazioni e comparse, per i beneficiari di contributo previsti
all'articolo 5, comma 1, lettera d);
c) due professionisti residenti in Sicilia per l'intera durata
della produzione sul territorio, esclusi attori, figurazioni e
comparse, per i beneficiari di contributo previsti all'articolo
5, comma 1, lettera e).
4. L'inizio delle riprese deve avvenire entro un anno dalla
concessione del contributo.
5. I soggetti beneficiari dei contributi debbono garantire:
a) per le produzioni beneficiarie di contributo previsti
all'articolo 5, comma 1, lettere a), b) e c) la menzione nei
titoli di testa della dicitura in collaborazione con la Film
Commission Regione siciliana';
b) per tutte le produzioni, ed in ogni singola puntata dei film
seriali, i primi ringraziamenti nei titoli di coda alla Film
Commission Regione siciliana' e alla Regione siciliana';
c) la menzione su tutta la pubblicità del film della dicitura
in collaborazione con la Film Commission Regione siciliana';
d) la partecipazione a una conferenza stampa durante il periodo
delle riprese, da tenersi sul territorio siciliano, con la
presenza del regista e degli interpreti principali e
dell'Assessore regionale per i beni culturali o un suo delegato;
e) la concessione a titolo gratuito alla Film Commission
Regione siciliana dei diritti di almeno cinque foto di scena a
scelta, nonché la concessione di un permesso a operatore delegato
dalla Film Commission Regione siciliana di scattare foto di scena
e di effettuare riprese del backstage durante almeno una giornata
di riprese;
f) la concessione a titolo gratuito alla Film Commission
Regione siciliana dei diritti di utilizzazione di un totale di
tre minuti del montato definitivo del film, da individuare di
concerto con la società di produzione, da utilizzare all'interno
dei materiali audiovisivi promozionali prodotti dalla Film
Commission Regione siciliana allo scopo di divulgare le
opportunità produttive promosse dalla stessa;
g) la concessione a titolo gratuito, anche a scopo di
proiezione sul territorio regionale siciliano senza fini di
lucro, alla Film Commission Regione siciliana, entro e non oltre
trenta giorni dalla prima proiezione pubblica, o comunque dalla
messa in onda o dall'uscita in sala, di due copie DVD alta
qualità del film montato e di una copia digital beta alta qualità
del film montato;
h) l'autorizzazione a un rappresentante della Film Commission
Regione siciliana di presenziare sul set in tempi e modi da
concordare;
i) la concessione a titolo gratuito di copia della rassegna
stampa, di una copia del press book film e di due copie dei
manifesti e della locandina dei film, qualora esistente;
j) l'organizzazione di una anteprima del film, per le
produzioni beneficiarie di contributo previsti all'articolo 5,
comma 1, lettere a), b), c), sul territorio regionale siciliano e
in caso di partecipazione del film a festival nazionali e
internazionali, il coinvolgimento della Film Commission Regione
siciliana nelle conferenze stampa di presentazione per tutte le
produzioni;
k) deposito presso la Film Commission Regione siciliana
dell'Assessorato regionale dei beni culturali ed ambientali e
della pubblica istruzione, con diritto d'uso per scopi non
commerciali di una copia delle opere realizzate con gli
interventi della presente legge, di qualità tale da permetterne
la conservazione, la riproduzione e l'utilizzo via internet».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Barbagallo e Tumino: 5.1 e 5.2;
- dall'onorevole Tumino: 5.3 e 5.4;
- dal Governo: 5.5, 5.6 e 5.7.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, si tratta
soltanto di una interpretazione anche letterale che, però,
potrebbe avere implicazioni di carattere finanziario. Mi
riferisco all'emendamento 5.5, a firma del Governo, che recita
Al comma 1, alle lettere a), b), c), d) ed e) dopo la parola
euro' è aggiunta la parola per ciascuno' .
In questo momento la norma recita sino ad un numero di tre
contributi annui fino ad un massimo di 150 mila euro , si intende
250 mila euro diviso tre.
Così come lo scrive l'Assessore è 250 mila euro per tre, nel
senso che noi incrementiamo e, quindi, mi permetta di dichiarare
l'inammissibilità dell'emendamento perché non ha copertura
finanziaria oppure, signor Presidente, si convochi la Commissione
Bilancio e si dia la relativa copertura finanziaria. Mi
permetto di suggerire che, così com'è, l'emendamento non è
ammissibile.
LEANZA NICOLA , vicepresidente della Regione. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA , vicepresidente della Regione. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, ci siamo accorti che in questo
modo lo avevamo tarato sulle somme a disposizione, quindi,
l'onorevole Speziale ha perfettamente ragione nel senso che erano
per tre. Però, all'emendamento 5.6 abbiamo presentato un
ulteriore emendamento, che voi dovreste avere, l'1 bis, in cui è
scritto eventuali ulteriori disponibilità finanziarie possono
essere destinate, con provvedimento di cui all'articolo 4, comma
2 della presente legge, ad incrementare il numero di contributi
da erogare all'interno delle fasce di cui al comma 1 .
Come è intenzione del Governo, se nella legge di bilancio sarà
incrementato notevolmente il fondo mettendo soltanto tre
interventi, rischiamo di non fare così, altrimenti, tecnicamente
non si può fare. L'emendamento è ritirato.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 5.1, a firma degli onorevoli
Barbagallo e Tumino.
TUMINO Anche a nome dell'onorevole Barbagallo, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 5.2 dell'onorevole Barbagallo e
Tumino.
TUMINO Anche a nome dell'onorevole Barbagallo, dichiaro di
ritirarlo.
SPEZIALE Ai sensi dell'articolo 114, comma 1, del
Regolamento intero, dichiaro di riprenderlo.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE Il mio emendamento tenderebbe ad essere pleonastico.
Bisogna stabilire se si intende per ciascuno o se è complessivo.
PRESIDENTE Onorevole Leanza, se la ratio è quella che dice
l'onorevole Speziale il complessivo' non fa altro che
specificare meglio il significato. La ratio è questa?
LEANZA NICOLA , vicepresidente della Regione. Signor
Presidente, la preoccupazione è che, in caso di aumento del
fondo, ci ritroveremo a dovere fare un'altra norma per potere
superare quel complessivo'.
PRESIDENTE Allora, la ratio non è questa, è una scelta
politica.
Onorevole Speziale, lei ha fatto una domanda ed il Governo ha
risposto sostenendo che quando sarà aumentato il fondo, se c'è la
possibilità di dare tre contributi, con quella norma si
limiterebbe...
LEANZA NICOLA, vicepresidente della Regione. La forza della
legge è quella di potere concedere più contributi di pari importo
per ciascuna fascia (sono cinque le fasce differenziate); per
potere attrarre un numero maggiore sul territorio siciliano, è
giusto e opportuno che restino così, ovvero: tre contributi di
250 mila ciascuno, sei contributi di 150 mila ciascuno. La ratio
era questa, pertanto, se è possibile, lasciamola così.
PRESIDENTE Onorevole Lenza, però, ciò che lei dice è in
contrasto con l'emendamento 5.6 a sua firma, perché al 5.6 lei
chiarisce che se ci dovessero essere ulteriori disponibilità,
può essere derogato. Quindi, se aggiungessimo complessivo' e
dovesse essere approvato questo, il 5.6 avrebbe un significato;
diversamente, se non lo approvassimo, non avrebbe alcun
significato.
Pongo in votazione l'emendamento 5.2. Il parere del Governo?
LEANZA NICOLA, vicepresidente della Regione. Favorevole
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
GIANNI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 5.3.
TUMINO Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 5.6, a firma del Governo.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo
all'Assessore di ritirare questo emendamento, per una ragione:
stiamo facendo un regolamento che prescinde dalle risorse a
disposizione, le regole si fanno a prescindere da quanto si ha,
perché se dovessimo fare la legge in funzione delle risorse che
abbiamo assegnato nel corso dell'anno finanziario 2007, 2008 e
2009, questa legge non ha copertura finanziaria.
Come lei sa, è una legge che, per ogni singolo articolo di
erogazione, prevede un massimo di 100 mila euro, a fronte di
regole che stabiliscono finanziamenti fino a 250 mila euro.
Non possiamo scrivere in un regolamento che diventa legge che,
eventualmente, se ci saranno più soldi derogheremo alle regole
che ci siamo dati. Semmai, è l'esatto contrario: sulla base delle
risorse si fanno eventualmente le regole.
Invito il Governo a evitare che le risorse stabiliscano le
norme, devono essere le norme a gestire le risorse, non so se
sono stato chiaro. Pertanto, invito il Governo a ritirare
l'emendamento.
LEANZA NICOLA, vicepresidente della Regione. Dichiaro di
ritirare l'emendamento 5.6.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 5.7 a firma del Governo. Lo pongo in
votazione. Il parere della Commissione?
GIANNI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 5, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Art. 6.
Interventi per iniziative culturali di particolare rilievo
1. La Regione sostiene la realizzazione nel territorio
regionale di festival cinematografici di alto livello, rassegne,
circuiti, premi, seminari, convegni nonché l'attività del
circuito dei cinema d'éssai quale strumento fondamentale di
promozione della cultura cinematografica in Sicilia, con
particolare riguardo alle produzioni realizzate ai sensi della
presente legge, al fine di accrescere e qualificare conoscenza e
capacità critica da parte del pubblico.
2. Per le finalità di cui al comma 1, l'Assessore regionale per
i beni culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione, con
decreto da emanarsi annualmente, entro 60 giorni dalla data di
pubblicazione della legge di bilancio della Regione, definisce i
termini e le modalità per la presentazione delle istanze da parte
degli aventi diritto e per la ripartizione delle risorse
assegnate annualmente, avendo particolare riguardo alle
manifestazioni che attestano continuità almeno quinquennale nel
territorio.
3. Per l'esercizio finanziario in corso, il provvedimento di
cui al comma 2 è emanato entro 60 giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Art. 7.
Archivio della sede regionale della RAI-Radiotelevisione
Italiana
1. La Regione riconosce il valore storico dell'archivio della
sede regionale siciliana della RAI e individua, d'intesa con la
RAI, le forme di collaborazione per la salvaguardia e la
diffusione del patrimonio audiovisivo in esso custodito».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Art. 8.
Educazione al cinema, formazione professionale, ricerca
1. La Regione, nell'ambito delle politiche per la formazione
professionale e dei programmi per l'alta formazione, promuove lo
sviluppo delle professionalità nel settore cinematografico.
2. Per le finalità di cui al comma 1, l'Assessorato regionale
dei beni culturali ed ambientali e della pubblica istruzione
provvede a:
a) erogare un contributo annuo non superiore a euro 200.000,00
per garantire il funzionamento del Dipartimento di cinema
documentario della scuola nazionale di cinema - sede distaccata
di Palermo - e per favorire le strategie di inserimento
professionale dei suoi diplomati;
b) istituire ed erogare annualmente borse di studio per la
frequenza da parte di studenti residenti in Sicilia di corsi in
scuole di cinema di riconosciuta importanza nazionale e
internazionale;
c) concedere a dipartimenti universitari e associazioni o
fondazioni di qualificata e comprovata esperienza e
professionalità nel settore della cinematografia e
dell'audiovisivo, operanti in Sicilia, contributi annui per
studi, ricerche e progetti didattici sulle materie disciplinate
dalla presente legge, nonché per articolati progetti di ricerca e
sperimentazione sui nuovi linguaggi e sulle nuove tecnologie
audiovisive.
3. Per l'erogazione delle borse di studio e dei contributi di
cui al comma 2, lettere b) e c), l'Assessore regionale per i beni
culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione, con decreto
da emanarsi annualmente, entro 60 giorni dalla data di
pubblicazione della legge di bilancio della Regione, definisce i
termini e le modalità per la presentazione delle istanze da parte
degli aventi diritto e per la ripartizione delle risorse
assegnate annualmente.
4. Per l'esercizio finanziario in corso, il provvedimento di
cui al comma 3 è emanato entro 60 giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge».
Comunico che sono stati presentati dall'onorevole Tumino gli
emendamenti 8.1 e 8.2.
TUMINO Dichiaro di ritirare l'emendamento 8.2.
PRESIDENTE L'Assemblea prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 8.1. Il parere del Governo?
LEANZA NICOLA , vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
GIANNI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 8, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Art. 9.
Deposito presso la filmoteca regionale siciliana di film
ed audiovisivi prodotti con il concorso della Regione
1. Ai sensi del decreto legislativo 29 gennaio 2004, n. 42 e
successive modifiche ed integrazioni, allo scopo di raccogliere,
preservare e diffondere, a scopo di studio e nel rispetto delle
norme sulla tutela del diritto d'autore e sulla protezione dei
dati personali, nonché dei diritti connessi, il patrimonio
cinematografico e audiovisivo di rilevante interesse culturale, è
fatto obbligo alle società di produzione di provvedere al
deposito legale dei film e degli audiovisivi di lungo e corto
metraggio girati integralmente o in parte nel territorio della
Regione, prodotti, coprodotti o realizzati con il concorso
economico della Regione.
I materiali cinematografici e audiovisivi di cui al comma 1
sono depositati dalle società di produzione presso la filmoteca
regionale siciliana, istituita presso la Film Commission della
Regione siciliana ai sensi dell'articolo 2, comma 1».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'art. 10. Ne do lettura:
«Art. 10.
Consulta regionale per il cinema
1. Per valutare l'andamento del settore della cinematografia e
dell'audiovisivo e l'efficacia delle politiche regionali e
fornire apporti di conoscenza utili all'elaborazione delle azioni
e degli interventi da parte della Regione, è istituita presso
l'Assessorato dei beni culturali ed ambientali e della pubblica
istruzione la Consulta regionale per il cinema, con compiti di
monitoraggio e di consulenza tecnica della Regione per le
questioni attinenti al cinema.
2. Fanno parte della Consulta di cui al comma 1:
a) l'Assessore regionale per i beni culturali ed ambientali e
per la pubblica istruzione o un suo delegato, che la presiede;
b) un componente scelto fra gli autori cinematografici;
c) un componente scelto fra produttori, distributori ed
esercenti;
d) un componente scelto tra i rappresentanti delle associazioni
di cultura cinematografica operanti in Sicilia;
e) un esperto in materia di cinema scelto tra i docenti
universitari di ruolo in discipline cinematografiche o tra i
critici cinematografici iscritti alle organizzazioni di
categoria;
f) un dirigente responsabile della Film Commission Regione
siciliana.
3. I componenti della Consulta sono nominati dal Presidente
della Regione su proposta dell'Assessore per i beni culturali ed
ambientali e per la pubblica istruzione, tra persone di
riconosciuta e documentata competenza.
4. I componenti della Consulta restano in carica quattro anni
dal loro insediamento e possono essere confermati.
5. La partecipazione alle sedute della Consulta è gratuita e le
funzioni di segretario della Consulta sono svolte da un
funzionario direttivo in servizio presso il Dipartimento
regionale dei beni cultuali ed ambientali e dell'educazione
permanente».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dalla Commissione: 10.1;
- dall'onorevole Zappulla: 10.2;
- dagli onorevoli Regina ed altri: l'emendamento aggiuntivo
A.1.
CRACOLICI Chiedo di apporre la mia firma all'emendamento
10.2.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
CRACOLICI C'e anche un subemendamento.
PRESIDENTE Stiamo attendendo il subemendamento dell'onorevole
Speziale. Onorevoli colleghi, i subemendamenti si presentano
prima e non quando siamo già in fase di votazione.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo scusa
ai colleghi, ho letto frettolosamente l'articolo, può darsi che
possa fare qualche strafalcione nelle mie argomentazioni.
Io non ho niente contro il modo in cui si fa la consulta, anzi
ritengo che era necessario uno strumento così importante per la
Regione siciliana. Tuttavia, mi permetto, pur non conoscendo
bene il mondo del cinema, ad un certo punto si dice che fanno
parte della consulta un componente due componenti e si fa una
sfilza di elenchi di persone che vengono poi nominati dal
Presidente della Regione. Il parametro di riferimento del
Presidente della Regione è quello di persone di competenza nel
settore, è indefinito. Vorrei chiedere, essendo un estraneo alla
materia, se, invece, non possiamo chiedere una terna di nomi alle
associazioni.
Chiedo al Governo se ci sono associazione e sulla base di
quella terna dei nomi che vengono forniti dalle associazioni, il
Governo poi sceglie, tra gli editori, si chiamano gli editori che
saranno associati, si chiede agli editori di fornire una terna di
nomi e sulla base della terna dei nomi forniti il Presidente
della Regione nomina.
Signor Presidente, se il Governo è d'accordo, lo formalizziamo
subito, altrimenti chiedo qualche minuto di sospensione dei
lavori d'Aula.
CINTOLA Si potrebbe momentaneamente accantonare l'articolo
10.
SPEZIALE Sono d'accordo.
PRESIDENTE Considerato che vi sono alcuni emendamenti
all'articolo 10, ne dispongo l'accantonamento in modo da
consentire la presentazione dei subemendamenti.
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
«Art. 11.
Norma finanziaria
1. Per le finalità della presente legge la spesa complessiva,
da iscrivere in una U.P.B. di nuova istituzione della rubrica
dipartimento beni culturali ed ambientali e dell'educazione
permanente denominata
Cinema ed Audiovisivo', è valutata in euro 370 migliaia per
l'esercizio finanziario 2007 ed in euro 1.170 per ciascuno degli
esercizi finanziari 2008 e 2009 ed è come di seguito destinata:
Articolo anno 2007 anno 2008 anno 2009
- articolo 3 150 750
750
(Fondo regionale per il cinema e l'audiovisivo)
- articolo 6 50 100
100
(Iniziative culturali)
- articolo 7 20 20
20
(Archivio sede RAI)
- articolo 8, comma 2, lettera a 50 100
100
(Dipartimento di cinema documentario)
- articolo 8, comma 2, lettera b 50 100 100
(Borse di studio)
- articolo 8, comma 2, lettera c 50 100 100
(contributi per progetti di ricerca)
2. Alla copertura degli oneri di cui al comma 1 si provvede,
per l'esercizio finanziario 2007, mediante riduzione dell'importo
di euro 370 migliaia delle disponibilità della U.P.B. 9.3.1.3.2,
capitolo 376528, del bilancio della Regione per l'esercizio
finanziario 2007. Per gli esercizi finanziari 2008 e 2009 l'onere
di euro 1.170 migliaia annui trova riscontro nel bilancio
pluriennale della Regione per il triennio 2007-2009, U.P.B.
9.3.1.3.2».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento aggiuntivo A1, a firma degli onorevoli Terrana,
Ragusa e Culicchia, è dichiarato inammissibile perché privo di
copertura finanziaria.
Si riprende l'esame dell'articolo 10 in precedenza accantonato.
Si passa al subemendamento 10.3, a firma degli onorevoli
Apprendi e Cracolici.
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per tre minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 12.58, è ripresa alle ore 13.01)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, comunico che gli emendamenti 10.1 e 10.2
sono aggiuntivi e sono stati presentati entri i termini. Invece
gli emendamenti 10.3, 10.4 e l'A3 sono emendamenti aggiuntivi ma
non sono stati presentati entri i termini per cui sono dichiarati
inammissibili.
DE BENEDICTIS. Non ho capito, signor Presidente.
PRESIDENTE Onorevole De Benedicts, lei non ha presentato un
subemendamento bensì un emendamento aggiuntivo. C'è un termine
entro in cui presentare gli emendamenti. Quindi, il suo è
inammissibile.
Presidenza del presidente Miccichè
Per richiamo al Regolamento
CRACOLICI Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, la inviterei a leggere la norma
riportata sul modulo su cui noi presentiamo gli emendamenti. Si
evince che, a firma del capogruppo, anche dopo la discussione
generale, è possibile, per materie specifiche, presentare non
subemendamenti ma emendamenti. Pertanto, l'Aula può bocciare
questi emendamenti ma la Presidenza non può dichiararli
improponibili perché presentati fuori termine. Ripeto, il
Regolamento prevede che a firma del Capogruppo possono essere
presentati emendamenti anche dopo la chiusura della discussione
generale.
PRESIDENTE Onorevole Cracolici, in riferimento al suo
richiamo al Regolamento do lettura dell'art. 112, comma 6, del
Regolamento interno, che non recita secondo la sua
interpretazione: Dopo la chiusura della discussione generale è
ammessa la presentazione di ulteriori emendamenti soltanto quando
siano sottoscritti da quattro deputati e da un presidente di
gruppo parlamentare e si riferiscono ad altri emendamenti
presentati anche a norma del successivo comma . Questi sono
emendamenti che non si riferiscono ad altri emendamenti ma che
modificano il testo della legge in quanto aggiungono altre norme,
quindi sono emendamenti aggiuntivi e non subemendamenti.
Pertanto, non possono essere presentati.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare sull'interpretazione.
Presidenza del presidente Miccichè
PRESIDENTE Onorevole De Benedictis, la Presidenza ha il
ruolo di interprete. Gli emendamenti sono dichiarati
inammissibili. Per richiamo al Regolamento ho dato la parola
all'onorevole Cracolici. Sull'interpretazione non ha facoltà di
parlare e la invito a scendere dal podio.
Pongo in votazione l'emendamento 10.1 a firma dell'onorevole
Gianni.
Il parere del Governo?
LEANZA NICOLA, vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 10.2 a firma degli onorevoli De
Benedictis e Cracolici.
Il parere del Governo?
LEANZA NICOLA, vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
GIANNI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 10.5 a firma del Governo. Lo dichiaro
inammissibile perché anche questo è un emendamento aggiuntivo.
Pongo in votazione l'articolo 10 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Barbagallo
l'emendamento aggiuntivo A.2 che dichiaro inammissibile.
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
«Art. 12.
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, avverto che la votazione finale del disegno
di legge avverrà successivamente.
CRACOLICI Signor Presidente, chiedo che l'emendamento A.3 a
firma degli onorevoli Apprendi ed altri, dichiarato inammissibile
perché presentato fuori termine, sia trasformato in ordine del
giorno.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, dispongo nel senso
richiesto.
Presidenza del presidente Miccichè
Seguito della discussione del disegno di legge Modifiche ed
intergrazioni alla legge regionale 9 ottobre 1998, n. 26, sulla
tutela delle minoranze linguistiche della Regione (426/A)
PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del disegno
di legge Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 9
ottobre 1998 n. 26 sulla tutela delle minoranze linguistiche
della Regione (426/A), iscritto al n. 3)..
Invito i componenti la V Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Ricordo che in una precedente seduta era stato votato il
passaggio all'esame degli articoli.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
1.Nella Regione si applicano le disposizioni della legge 15
dicembre 1999, n. 482 'Norme in materia di tutela delle minoranze
linguistiche storiche' nonché le altre leggi statali vigenti in
materia.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2.
1. Le disposizioni della legge regionale 9 ottobre 1998, n. 26,
si applicano alle minoranze linguistiche tutelate ai sensi
dell'articolo 2 e negli ambiti territoriali individuati ai sensi
dell'articolo 3 della legge 15 dicembre 1999, n. 482.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3.
1. L'articolo 13 della legge regionale 9 ottobre 1998, n. 26, è
sostituito dal seguente:
'Art. 13. - 1. Ai sensi dell'articolo 16 della legge 15
dicembre 1999, n. 482, è istituito, con sede in Palermo, un
istituto regionale di diritto pubblico per la tutela delle
tradizioni linguistiche e culturali delle popolazioni arberesche
(italoalbanesi) di Sicilia denominato 'Istituto regionale di
cultura arberesche Sicilia' (IRCA-Sicilia).
2. Nell'ambito della tutela e della valorizzazione del
patrimonio storico, linguistico, culturale, documentario e
bibliografico arberesche, l'IRCA-Sicilia svolge, promuove e
sostiene: attività di studio, ricerca, documentazione;
conservazione di beni archivistici e bibliografici; attività
editoriali; promozione culturale; formazione per i docenti;
manifestazioni culturali, folcloristiche, religiose ed artistiche
organizzate nei comuni di cui all'articolo 2; attività di
associazioni, centri culturali. università ed enti religiosi che
operano per la tutela della lingua e delle tradizioni; attività
di organi di stampa ed emittenti radiotelevisive a carattere
privato che utilizzano la lingua albanese; sviluppo dei rapporti
culturali con le comunità ed i paesi albanofoni europei ed
extraeuropei; attività di monitoraggio sulle minoranze
linguistiche presenti in Sicilia mediante l'istituzione di un
apposito osservatorio regionale; ogni attività necessaria alla
conservazione e valorizzazione del patrimonio
storico, linguistico e culturale della minoranza arberesche.
3. Le attività ed il funzionamento dell'IRCA-Sicilia sono
regolati dallo statuto predisposto, entro tre mesi dalla data di
entrata in vigore della presente legge, dall'Assessore regionale
per i beni culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione,
sentiti i sindaci dei comuni di cui all'articolo 2. Lo statuto è
approvato con decreto del Presidente della Regione ed entra in
vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione
nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana.
4. Lo statuto prevede la presenza in seno al consiglio di
amministrazione dell'IRCA-Sicilia di un rappresentante di
ciascuno dei comuni inclusi negli ambiti territoriali di cui
all'articolo 2, uno dell'Eparchia di Piana degli Albanesi, uno in
rappresentanza dell'Università degli studi di Palermo, uno
dell'Assessorato dei beni culturali, ambientali e della pubblica
istruzione ed uno della provincia regionale di Palermo. Per la
partecipazione alle riunioni del consiglio di amministrazione, si
applica il regime dei permessi previsto dalla vigente normativa
per i consiglieri comunali.
5. Per lo svolgimento delle proprie funzioni l'Istituto si può
avvalere, oltre che di personale proprio, del personale dei
comuni inclusi negli ambiti territoriali di cui all'articolo
2, nonché del personale della Regione e della provincia
regionale di Palermo, nelle forme e con le modalità previste
dallo Statuto di cui al comma 3. Le spese per il suddetto
personale restano a carico dell'Amministrazione di appartenenza.
Lo statuto può prevedere la corresponsione al personale
comandato di indennità per prestazioni aggiuntive e qualificate
da parte dell'IRCA Sicilia».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4.
1. Fino all'approvazione dello statuto di cui all'articolo 3,
comma 3, ed alla nomina degli organi dell'IRCA- Sicilia, i fondi
previsti per le finalità di cui all'articolo 3, comma 2, sono
assegnati, con obbligo di gestione separata, al comune di Piana
degli Albanesi e sono amministrati da un comitato costituito dai
sindaci dei comuni individuati secondo le modalità di cui
all'articolo 2, da un rappresentante dell'Eparchia di Piana degli
Albanesi, da un rappresentante dell'Assessorato dei beni
culturali, ambientali e della pubblica istruzione e da un
rappresentante della provincia regionale di Palermo.
2. Decorso infruttuosamente il termine di cui all'articolo 3,
comma 3, i compiti dell'IRCA sono svolti, in via provvisoria, dal
comitato di cui al comma 1.»
Comunico che all'articolo 4 il Governo ha presentato
l'emendamento 4.1. Chiarisco che è un emendamento di natura
tecnica.
Il parere della Commissione?
GIANNI presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 4, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5.
1. All'articolo 10 della legge regionale 9 ottobre 1998, n.
26, l'inciso 'indicati nel decreto del Presidente della
Regione di cui al comma 2 dell'articolo 2' è così sostituito:
'inclusi negli ambiti territoriali individuati ai sensi
dell'articolo 3 della legge 15 dicembre 1999, n. 482'».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6.
1. Al comma 6 dell'articolo 2 della legge regionale 24
febbraio 2000, n. 6, è aggiunto il seguente periodo: 'Nei
comuni inseriti negli ambiti territoriali di cui all'articolo
3 della legge 15 dicembre 1999, n. 482, tali indici di
riferimento possono essere ridotti a 150 alunni'.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Articolo 7.
1. L'Assessore regionale per i beni culturali ed ambientali
e per la pubblica istruzione è autorizzato a concedere un
contributo annuo a favore dell'Università degli studi di
Palermo per i settori scientifico-disciplinari di lingua e
letteratura albanese.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
. Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Articolo 8.
1. Il comma 2 dell'articolo 9 della legge regionale 9
ottobre 1998, n. 26, è abrogato.
2. Gli articoli 10 e 11 della legge regionale 9 ottobre
1998, n. 26, sono abrogati decorsi novanta giorni dalla
pubblicazione del decreto del Presidente della Regione di cui
all'articolo 3, comma 3.»
Comunico che all'articolo 8 è stato presentato, a firma del
Governo, l'emendamento 8.1.
La seduta è sospesa per un minuto.
(La seduta sospesa alle ore 13.11 è ripresa
alle ore 13.16).
La seduta è ripresa.
Onorevole Speziale, gli uffici mi dicono che questo emendamento
serve a razionalizzare. Vengono quindi abrogati tutti i
contributi e si dà data certa ai contributi a decorrere dal 2008,
come previsto dalla norma che andiamo ad approvare.
Chiarisco ulteriormente che è di natura tecnica. Si dà la data
certa dall'inizio in cui il contributo previsto dalla legge viene
dato all'Istituto e vengono abrogate tutte le norme precedenti
che prevedevano altri tipi di contributi.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho letto
velocemente il testo, però, ho visto che esiste un contributo per
l'anno 2007, di 50 mila euro.
Per gli anni 2008 e 2009 di 200 mila euro per l'IRCA-Sicilia,
distribuiti metà all'IRCA-Sicilia e metà all'Università di
Palermo.
I nuovi fondi che stiamo destinando per questa legge possono
essere utilizzati solo se il decreto istitutivo da parte del
Presidente della Regione avverrà entro il 2007 e quindi non solo
entro 90 giorni, entro la procedura prevista dai commi
precedenti.
Nel 2008 quindi si darebbe il contributo di 50 mila euro ad una
istituendo e non ancora istituita più 200 mila euro nel 2008,
quindi una cosa è che si istituisca l'IRCA entro il 2007 e
assumendo funzioni e io sono contrario, ma questo è un altro
problema, ed assumendo le funzioni il Governo provvede con una
dotazione finanziaria, me se invece il decreto viene emanato
dopo i 90 giorni e viene emanato nel 2008, non capisco perché
dobbiamo prevedere di dare i soldi del 2007 e anche per il 2008,
in aggiunta ai 200 mila euro già previsti, se leggo bene.
LEANZA NICOLA, vicepresidente della Regione. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA, vicepresidente della Regione. E' ovvio che in
quel caso i 50 mila euro non li daremo, la data certa riparte
dal 1 gennaio 2008. In questo caso, alle minoranze linguistiche
come assessorato ai beni culturali assegniamo dei fondi limitati,
si regolarizza tutto il rapporto con questo mondo, senza il
decreto non vengono assegnati.
PRESIDENTE Sostanzialmente, l'Assessore dice che se viene
emanato il decreto, neppure i 50 mila euro del 2007 possono
essere elargiti nel 2008; senza il decreto però rimane ancora
in vigore l'articolo 10 e l'articolo 11 della legge a cui fa
riferimento per i fondi del 2007, quindi non cambia nulla.
E' importante per fissare la data certa da quando inizia
l'efficacia di questa norma.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, immagino che questo testo sia
stato scritto qualche mese fa, quindi mi rendo conto, se
l'esigenza è quella che non si possono utilizzare i fondi del
2007 per il 2008, ma non ravvedo la necessità di abrogare gli
articoli precedenti, sto parlando tecnicamente, sempre in modo
improvvisato, perché non ho avuto modo di approfondire la legge,
quindi la finalità per cui l'assessore dice si possano utilizzare
anche per il 2008, e perché se utilizzati nel 2007 si intende
utilizzare la somma residua per il 2008? Ciò non è niente di
grave ma, per carità, voglio che venga ben definito, perché
l'assessore ha dichiarato che nel 2008 non si intende utilizzare
i 50 mila euro di somme residue del 2007, se è così, non capisco
perché cambiare la norma?
Assessore, delle due l'una: se intende utilizzarle, va cambiata
anche la norma Intende o non intende utilizzarle Perché fra
l'altro se lei istituisce la commissione entro il 2007 si possono
elargire i contributi entro i termini della procedura istitutiva
e mettere così in funzione l'IRCA entro il 2007.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 8.1 del Governo.
Il parere della Commissione?
GIANNI Presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 8, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Art. 9.
1. Per le finalità della presente legge è autorizzata, per il
triennio 2007-2009, la spesa complessiva di 450 migliaia di euro,
di cui 50 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2007 e 200
migliaia di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009, da
assegnare in pari misura all'Università degli studi di Palermo
per gli scopi previsti all'articolo 7 e all'IRCA Sicilia per il
perseguimento dei propri fini istituzionali.
2. All'onere di cui al comma 1 si provvede, per l'esercizio
finanziario 2007, con parte delle disponibilità dell'U.P.B.
9.4.1.1.3, capitolo 381701, del bilancio della Regione per
l'esercizio finanziario medesimo. Per gli esercizi finanziari
successivi si provvede ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera
h), della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10.»
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 9 R.
Si tratta di una riscrittura tecnica
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, se lei
intende considerarla una riscrittura immagino che la vuole
considerare tale per consentirne l'esame.
L'emendamento presentato dal Governo non è una riscrittura, è
un ulteriore aumento del finanziamento alla legge.
Signor Presidente, noi abbiamo esaminato la legge, la
commissione Bilancio ha dato la realtiva copertura, sulla base
della proposta che ha fatto il Governo, ora però in Aula presenta
una modifica, dopo che la Commissione ha già dato la copertura.
Io chiedo e credo che lei debba dichiarare inammissibile
l'emendamento 9 R del Governo.
PRESIDENTE Onorevole Lo Porto, vorrei che il Governo
specificasse che si tratta di una riscrittura, perché, se non
sbaglio, i 450.000 euro cui fa riferimento nel secondo comma non
erano indicati, ma nell'emendamento vengono indicati proprio
perché la spesa deve essere prevista nel bilancio pluriennale. E'
una riscrittura obiettivamente tecnica.
SPEZIALE Sono in più
PRESIDENTE Non sono in più rispetto all'articolato esitato.
Se lei legge il comma 1 come esitato dalla commissione, veniva
indicato 200.000 euro per ciascuno degli anni 2008-2009. Ora
vengono imputati al bilancio pluriennale, e sono 450.000, così
ripartiti: 50.000, 200.000 e 200.000.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, mi permetta di aggiungere, sulla
base delle conoscenze che ho, che questo è un falso problema. La
norma è più insidiosa, non tanto per la prima parte, che
ripropone tutto sommato i commi già previsti dalla legge, ma
quando prevede di dare i soldi a regime, perché stabilisce che
per gli esercizi finanziari successivi si provvede ai sensi
dell'articolo 3, comma 2, della lettera u), della legge regionale
10/99. Cioè, noi mettiamo un altro finanziamento in tabella H, a
regime. Abbiamo stabilito che quella struttura funziona a regime.
Allora, signor Presidente, io chiedo la sospensione dell'esame
del provvedimento, perché è sufficiente che per tutelare le
minoranze linguistiche in Sicilia si apra una struttura, un
servizio, nell'ambito dei Beni culturali e si utilizzi il
personale di quegli uffici, perché qui si vuole procedere di
nuovo con decine di assunzioni attraverso uno istituto inventato
per legge Quindi, chiedo che venga accantonato il disegno di
legge.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, le confermo che è una
riscrittura proprio per quello che ha detto lei, perché i primi
due commi non fanno altro che riscrivere, il terzo comma, se lei
fosse più attento, il testo era già contenuto nel secondo comma
del disegno di legge. Per gli esercizi finanziari successivi, si
provvede ai sensi dell'articolo .
SPEZIALE Significa che lo votiamo in Tabella.
PRESIDENTE Ma era previsto, quindi non è una riscrittura. E'
un problema di merito, onorevole Speziale.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, credo che l'onorevole Speziale
abbia posto una questione dirimente, perché il Governo non può
continuare ad operare per schizofrenia annunciata. Il Governo,
qualche settimana fa, ha contribuito ad aprire una polemica sulle
modalità di gestione del bilancio e sulla gestione della Tabella
H.
La Commissione Bilancio, oltre tutto, aveva avviato una
procedura di verifica, - visto che la Tabella H è la ripetizione
di procedure autorizzate anche decenni fa - dell'efficacia dei
finanziamenti rispetto agli obiettivi prefissati dal legislatore
negli anni precedenti.
Il Governo ha modificato in parte la Tabella H, mettendo in
norma, e quindi nel bilancio della Regione, alcune iniziative che
erano precedentemente gestite attraverso la Tabella H.
Con questa legge possiamo decidere creare un ente, ma non
possiamo decidere che questo ente diventi regionale, perché così
come lo si sta facendo - dobbiamo essere seri - si vuole
istituire un ente che è totalmente a carico dell'Amministrazione
regionale.
E' una scelta che noi non possiamo condividere. Pertanto,
faccio mia la proposta dell'onorevole Speziale. Lei sa bene che
avevo, non a caso, chiesto un approfondimento, di questo disegno
di legge, non perché io abbia nulla contro le iniziative che
sostengono le minoranze linguistiche nella nostra Regione, ma in
nome di queste non possiamo creare altri enti inutili. Questa è
la questione che stiamo discutendo.
Signor Presidente, in funzione anche dell'emendamento
presentato dal Governo, le chiedo formalmente l'accantonamento di
questo disegno di legge e chiedo che l'Aula sia messa nelle
condizioni di valutare serenamente le modalità attraverso le
quali sostenere, giustamente, le minoranze linguistiche; e non
lo si faccia attraverso nuovi enti che rischiano di essere
ennesimi carrozzoni della macchina burocratica regionale.
Io credo che questo non ce lo possiamo permettere. Le chiedo
formalmente da Capogruppo, così come prevede il Regolamento, di
rinviare il testo per un approfondimento in Commissione.
LEANZA NICOLA, vicepresidente della Regione. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, questo disegno di legge di
iniziativa parlamentare, è stato posto all'attenzione e ritengo
a questo punto che sia utile, almeno per questo articolo, di
accantonarlo in modo tale da fare una discussione più compiuta
rispetto alle vere intenzioni che questo disegno di legge aveva
in premessa.
PRESIDENTE Onorevole Leanza, le chiedo scusa, può ripetere?
LEANZA NICOLA, vicepresidente della Regione. Il Governo
ritira l'emendamento.
PRESIDENTE Così resta stabilito.
Presidenza del presidente Miccichè
Sull'ordine dei lavori
SPEZIALE Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, la questione
sul piano formale cambia, ma sul piano della sostanza che ho
denunziato prima, e poi ripresa dall'onorevole Cracolici, la
questione non cambia, perché noi stiamo istituendo un altro ente
in deroga a qualsiasi legge. Ed un gruppo parlamentare non le ha
chiesto l'accantonamento di questo articolo ma dell'intero
disegno di legge.
Lei invece ritiene che bisogna approfondire, in modo tale da
potere essere convinti sulla base anche degli accordi che sono
intervenuti nella Conferenza dei Capigruppo, ma un Gruppo
parlamentare, fra l'altro robusto, uno dei più numerosi
dell'Aula, ritiene che questo disegno di legge necessita di un
ulteriore approfondimento.
Signor Presidente, lei valuti a questo punto se non sia
opportuno, per evitare di rideterminare un nuovo clima rispetto a
quello stabilito nell'Aula, che il disegno di legge venga
accantonato per procedere ad una discussione successiva.
LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, sono due cose completamente
diverse. Nel merito l'emendamento, che è esplicativo e di
ristrutturazione del finanziamento stesso, secondo me, non
comporta nuove spese; tuttavia, per l'economicità della seduta
sono pronto a ritirarlo; se il problema è più vasto e riguarda
l'intero disegno di legge è un altro problema.
Io non so se sia stata cura della Conferenza dei Capigruppo
decidere di portarlo o non portarlo all'esame; accantonare tutto
il disegno di legge significa che a questo punto il Governo non
ritira l'emendamento.
GIANNI presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNI presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, proprio per quello che sta succedendo
dichiaro di voler rinviare in Commissione il disegno di legge al
nostro esame per un approfondimento.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e
riprenderà alle ore 16.00.
(La seduta, sospesa alle ore 13.30, è ripresa alle ore
16.50)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Miccichè
Onorevoli colleghi, la Presidenza si scusa con l'Assemblea per
il ritardo con cui ha riaperto i lavori.
Missione
PRESIDENTE Comunico che, per ragioni del suo ufficio,
l'onorevole Vitrano è in missione dal 29 luglio all'8 agosto
2007.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Miccichè
Si riprende l'esame del disegno di legge «Modifiche ed
integrazioni alla legge regionale 9 ottobre 1998, n. 26,
sulla tutela delle minoranze linguistiche nella Regione»
(426/A)
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, si riprende l'esame del
disegno di legge n. 426/A Modifiche ed integrazioni alla legge
regionale 9 ottobre 1998, n. 26, sulla tutela delle minoranze
linguistiche nella Regione (426/A), iscritto al n. 3) del III
punto dell'ordine del giorno.
Ricordo che avevamo sospeso la seduta durante la discussione
dell'articolo 9 del disegno di legge, dove vi era stata una
proposta del presidente della Commissione, onorevole Gianni.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente, chiedo
che il Presidente della Commissione, onorevole Gianni, ritiri la
proposta di rinvio in Commissione del disegno di legge n. 426/A
perché crediamo che, oggi, una risposta a questo settore
particolare, sarebbe gradita.
Presidenza del presidente Miccichè
Sull'ordine dei lavori
CRACOLICI Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, lei ha sospeso la seduta dopo che
il Presidente ha annunciato il ritiro del provvedimento.
PRESIDENTE Ha chiesto il ritiro.
CRACOLICI Lei aveva il dovere di far votare l'Aula per alzata
e seduta. Improvvisamente ha chiuso la seduta rinviandola alle
ore 16.00, con una procedura assolutamente inedita.
In una fase nella quale c'è una proposta, prima avanzata dal
capogruppo dei democratici di sinistra e poi fatta propria dal
Presidente della Commissione, lei ha il dovere di verificare la
volontà dell'Aula. Ha sospeso la seduta.
Adesso assistiamo ad un ennesimo balletto, ad un'ennesima
sceneggiata e, come se nulla fosse, lei, addirittura, viene qui e
dice che all'articolo 9 c'era una discussione, una proposta.
Se fosse stata una proposta, lei aveva il dovere di verificare
la volontà, come ho appena detto.
Era intendimento comune dell'Aula che l'annuncio del Presidente
della Commissione costituiva volontà reale ma, in ogni caso noi
non possiamo far finta di non cogliere i problemi che ci sono
nelle leggi.
Io capisco tutto, capisco che la maggioranza vive un momento di
difficoltà - forse questo momento dura da diversi mesi - e che
la maggioranza si tiene con i reciproci ricatti, l'uno con
l'altro.
Onorevole Presidente, lei è stato eletto dai siciliani, come lei
dice spesso e, però, si comporta come il Presidente del
sottoscala' della prima Repubblica, quando vigeva la logica
patrizia.
Lei è stato eletto direttamente, però, la logica che sorregge
molto spesso la sua azione politica, anche per il modo in cui lei
si rapporta nel Parlamento e con i cittadini, è frutto più di una
logica pattizia, di una logica ricattatoria.
La questione che abbiamo posto non riguarda il fatto che il
provvedimento in discussione stava a cuore ad Alleanza Nazionale.
In Conferenza dei Capigruppo, mi sono reso conto - facendo
ammenda a me stesso - del fatto che questo provvedimento,
probabilmente, avrebbe avuto la necessità di un approfondimento
un po' più serio da parte mia.
Avevo valutato e proposto già in Conferenza dei capigruppo la
possibilità di rinviare questo testo a settembre perché,
onorevole Presidente Cuffaro, voi siete stati protagonisti di una
polemica qualche settimana fa sulle vicende della tabella H.
Noi, con questa legge, stiamo istituendo un nuovo ente, stiamo
istituendo un nuovo probabile soggetto che gestirà un pezzo della
politica regionale attraverso l'ennesimo probabile carrozzone'
che andiamo a definire in Sicilia.
Ma quando ci fermeremo? Qual è il momento in cui metteremo un
punto? Questa è la questione. Non c'entra Alleanza Nazionale o il
collega Stancanelli o un altro. Quest'Aula quando deve provare a
dire signori, dobbiamo continuare su quella strada'?
L'atto di buonsenso che quest'Aula stava provando a fare era
quello di dire: è possibile fare in modo di promuovere, con
l'aiuto e il contributo delle Regione, politiche pubbliche a
sostegno delle minoranze linguistiche nella nostra Regione che
hanno una loro dignità, una loro storia, innanzitutto le comunità
albanesi che sono presenti nella nostra Regione? Questa è la
questione. Non è dire no o dire sì ma dire: c'è una modalità
diversa piuttosto che fare un ennesimo carrozzone che servirà
forse a nominare qualche consiglio di amministrazione, ad avere
qualche assunto per fare la segretaria, qualche altro assunto per
fare l'autista, magari di un politico trombato alle scorse
elezioni che verrà nominato?
Tra l'altro, onorevole Presidente della Regione, come è ormai
prassi, siete riusciti a sporcare' l'Agenzia dei rifiuti il cui
nome di per sé - dato che si occupa di rifiuti - è facilmente da
sporcare, nominando nell'Agenzia dei rifiuti la gran parte di ex
politici trombati che, come competenza professionale, hanno
quella di essere dei politici, con l'aggravante di essere stati
trombati.
Questa è la questione che si è posta, non una sorta di
polemica, un dispetto nei confronti di un gruppo che ha a cuore
questo disegno di legge.
Si può cercare di approfondire questa questione? Per forza
bisogna usare le comunità albanesi per fare un carrozzone?
Pertanto, onorevole Presidente della Regione, capisco che lei
abbia a cuore i numeri, ma possiamo far finta di non comprendere
che qui, a forza di tenere incollata con l'attak questa
maggioranza, rischiate di fare danni alla Sicilia? E' il momento
questo per fare un ennesimo ente? Lei, in coscienza, ritiene che
fare un ennesimo carrozzone sia la priorità della Sicilia in
questo momento?
Ecco perché ribadisco la necessità che questo provvedimento non
per bloccarlo ma per provare a trovare strade anche inedite di
modalità di sostegno alle comunità albanesi e non solo, che possa
quindi valorizzare la loro cultura e la loro differenza anche
linguistica e promuovere le attività di sostegno alla loro
storia, ma si può fare in tanti modi. Il modo con cui viene
proposto nel disegno di legge obiettivamente è un modo
conosciuto, antico e che ha prodotto tanti danni in questa
Regione. E la prospettiva di farlo diventare non un contributo
una tantum ma addirittura uno strumento permanente che costituirà
spesa obbligatoria vita natural durante nella vita di questa
Regione, questo mi sembra per davvero esagerato.
Ribadisco, signor Presidente, la necessità che questo
provvedimento venga approfondito per essere valutato meglio e
consentire di dare risposte moderne ed efficienti ai problemi che
si pongono.
Pertanto, invito il Presidente a fare il Presidente della
Commissione, nel senso di occuparsi di una commissione che
esamini i disegni di legge e li esamini nel merito, al di là
delle appartenenze politiche. Il Presidente per primo si è fatto
interprete di una condizione di difficoltà che si manifestava
nell'esame del disegno di legge, ritengo singolare che tre ore di
sospensione possano consentire di far cambiare idea non a una
persona ma al Presidente di una Commissione che rappresenta la
Commissione, non se stesso.
Pertanto chiedo che questa Aula possa assumere la decisione,
come di fatto era già stata assunta, di rinviare il testo in
Commissione.
CANTAFIA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CANTAFIA Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che ci
voglia un po' di buon senso.
Quando la Commissione ha valutato questo disegno di legge che
considero molto importante, al di là delle somme impegnate, delle
caratteristiche della stessa legge, perché affronta finalmente un
problema che ha a che fare con le nostre comunità di minoranza
linguistica, ricordo bene che la Commissione aveva un numero
minimo di deputati presenti quando è stata valutata. E tra
l'altro io non c'ero, adesso non voglio arrogarmi il merito di
sapere un po' di più del Presidente della Commissione, ma la
condizione degli arbresci, per il fatto di essere un deputato
palermitano mi consente di saperne un po' di più. Non ero
presente ma quando ne parlammo con il Presidente mi sembrò
ragionevole che si andasse al più presto ad una valutazione in
Aula.
Durante il dibattito tutti i componenti della Commissione si
sono resi conto che forse, invece, meritava un approfondimento.
Abbiamo pressato nei confronti del Presidente perché
interpretasse questo nostro disagio e il nostro Presidente, il
Presidente della V Commissione, lo ha ritenuto ragionevole.
Posso parlare a nome di componente di quella Commissione.
Questo disegno di legge è importantissimo, va valutato bene, il
Presidente può prendere l'impegno di metterlo all'ordine del
giorno della prima seduta utile della nostra Commissione. Poi la
Conferenza dei capigruppo potrà valutare di metterlo
immediatamente all'ordine del giorno.
Se saremo capaci di migliorarla bene; altrimenti si proseguirà
con il testo che fin qui è stato esitato, perché potrà dalla
Commissione essere di nuovo approvato.
Mi impegno fin da adesso a valutarlo senza ostruzionismi, senza
nessuna voglia di impedire che si faccia. Sono tra quelli che
finché non avrò esaminato fino in fondo la cosa mi astengo da
pensare che non si possa fare un istituto per le minoranze
linguistiche.
Mi astengo, anche per prudenza, dalla definizione di
carrozzone' che ha dato l'onorevole Cracolici perché un istituto
bisogna farlo, bisogna evitare, certamente di creare un
carrozzone.
Chiedo al Presidente di non ritirare ciò aveva ritirato;
seguiamo con ordine e prendiamoci l'impegno di valutare
rapidamente e immediatamente il testo che ci è stato presentato e
quindi, arrivare alla giusta conclusione.
LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo parlato troppo di questo
argomento che in effetti si è prestato a molte interpretazioni,
gran parte delle quali, sono da me e dal Governo condivise.
Se può essere utile per sbloccare questo dibattito e procedere
oltre, il Governo è pronto a ritirare il terzo comma
dell'emendamento che praticamente toglierebbe quella che
l'onorevole Cracolici ha ritenuto un ingresso a regime della
legge. Eliminando il terzo comma, viene eliminato,
automaticamente, questo rischio e quindi rimane solamente una
provvidenza per venire incontro alle lingue minoritarie.
PRESIDENTE Assessore Lo Porto, fomalizzi con un
subemendamento l'emendamento 9.R.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, mi permetterà di richiamare un
attimo quello che si è verificato stamattina anche perchè ci sia
un regolare svolgimento dei lavori.
Nel corso del dibattito e questa volta devo dire, più di ieri,
rispetto a quando l'onorevole Cracolici aveva sollevato la
richiesta di rinvio di tutte le leggi in commissione, il gruppo
dei DS, io e l'onorevole Cracolici, abbiamo sollecitato il rinvio
in commissione: la proposta è stata fatta propria dal Presidente
della Commissione e, come recita l'articolo 121 quater, il
Presidente dell'Assemblea deve limitarsi a porre ai voti la
proposta e nel caso in cui l'Aula si determinasse
nell'accoglimento del rinvio in Commissione.
Recita, sempre il quarto comma: «trascorsi 15 giorni il
disegno di legge sarà re iscritto all'ordine del giorno
dell'Assemblea».
Quindi non mi pare ci sia niente di particolare, non nasce
nessun ostacolo. Sul piano regolamentare il disegno di legge, se
viene, così come richiesto dal presidente della commissione,
dall'intera commissione, in modo motivato, rinviato in
commissione, alla riapertura dei lavori d'Aula, viene re iscritto
all'ordine del giorno per l'esame del Parlamento siciliano.
Nel frattempo matureranno decisioni, in un senso o nell'altro,
e questo ci permetterebbe immediatamente di potere affrontare e
discutere anche gli altri disegni di legge e questo disegno di
legge non diverrebbe, impropriamente, di ostacolo al prosieguo
regolare dei lavori d'Aula.
Per cui, signor Presidente la invito al rispetto del
Regolamento interno, e dato che si stava procedendo all'esame di
un subemendamento, debbo dire che la proposta del Presidente
della commissione precede il subemendamento.
Per quanto riguarda il subemendamento o l'emendamento al
subemendamento, onorevole Presidente della Regione e assessore
per il bilancio, che la previsione di impegno non si modifica,
sul piano della perfezione normativa e contabile è più esatto
l'emendamento presentato dall'assessore Lo Porto, non è questo
in discussione.
In discussione è la natura del disegno di legge e l'onorevole
Cracolici si è chiesto se è possibile un'altra strada, mi
permetta di suggerirgliela, io che sono abituato ad essere da
tanti anni uomo di Governo: è sufficiente che il Presidente della
Regione convochi una Giunta e si decida di istituire un servizio
presso un dipartimento qualsiasi o in particolare presso quello
della pubblica istruzione e dei beni culturali che tuteli le
minoranze linguistiche e che svolga le stesse funzioni che sono
preposte già oggi, per legge, a quell'Assessorato.
LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Eliminando
il terzo comma avviene così.
SPEZIALE Non c'è bisogno di fare assolutamente niente, è
sufficiente istituire un servizio ove questo servizio non fosse
stato ad oggi istituito, con una semplice delibera di Giunta
senza aggravi e costi aggiuntivi nei confronti della pubblica
amministrazione.
La differenza sta tutta qui, chiediamo che venga rimandato il
testo in commissione, sul piano regolamentare; sul piano del
merito bisogna sapere che noi siamo per risparmiare 250 mila euro
l'anno, perché le tutele si possono fare con i compiti propri
dell'assessorato non c'è bisogno di fare nient'altro, se non
quello, ove non ci fosse, perchè io non so se già è stato
istituito questo servizio.
Quindi signor Presidente dell'Assemblea, onorevole Presidente
della Regione, chiedo di rispettare il Regolamento interno e
quindi quanto prevede l'articolo 121 quater, terzo comma e
successivi, evitando che questo disegno di legge diventi da
ostacolo per il prosieguo dei lavori d'Aula.
PRESIDENTE Ha chiesto di parlare il Presidente della
Commissione. Ne ha facoltà.
GIANNI presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, l'Aula ovviamente è sovrana.
Vorrei ricordare che questo disegno di legge è stato approvato in
Commissione di merito e anche dalla Commissione Bilancio.
Di fronte alla proposta dell'Assessore al Bilancio di ritirare
il terzo comma dell'emendamento che, di fatto riporta il disegno
di legge alla sua originaria posizione, mi mette nelle condizioni
di dover fare due proposte che possono essere subordinate: una è
quella di continuare ad esaminare il disegno di legge, in
subordine, per evitare che ci sia una frattura all'interno di
questo consesso, potrei chiedere al Presidente dell'Assemblea la
deroga di riunire la Commissione, per rivedere, se lo riterrà
utile, qualche cosa, da aggiungere o da togliere; ma dopo aver
esitato dalla Commissione di merito e avuta la copertura dalla
Commissione Bilancio, dove erano presenti tutti i colleghi
autorevoli, mi pare che con la proposta dell'Assessore al
Bilancio, di fatto si sia ripristinato il disegno di legge
originario.
Questo mi porta a non richiedere il rinvio del disegno di legge
in Commissione.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gianni. Dovrei dare la parola
all'onorevole Ortisi che ha chiesto di parlare ma c'è una
pregiudiziale legittima sia dell'onorevole Cracolici che
dell'onorevole Speziale sulla richiesta di rinviare in
Commissione il disegno di legge, come recita espressamente il
Regolamento interno.
La richiesta che aveva fatto il Presidente della Commissione
doveva essere messa ai voti, ma è avvenuta la sospensione, si è
ripresa la seduta - lo volevo ricordare all'onorevole Speziale -
non per fare presentare il subemendamento, ma per la richiesta
che è pervenuta dal Presidente della Regione di rivolgere
quell'invito al Presidente della Commissione.
Se la richiesta fatta dal Presidente della Commissione non è
più attuale, che sottolineo non può ritirare il disegno di legge,
ma può chiedere il rinvio in Commissione, proprio ai sensi
dell'articolo 122 del Regolamento a cui facevate riferimento, se
non c'è più quella richiesta non c'è motivo di metterla ai voti
per cui do la parola all'onorevole Ortisi.
CRACOLICI Scusi, signor Presidente ma io non conto?
PRESIDENTE Ma lei non ha fatto la richiesta, lei ha parlato
sulla richiesta del Presidente della Commissione e ha imputato
alla Presidenza di non aver messo ai voti quella richiesta.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
Sull'ordine dei lavori
ORTISI Onorevole Presidente, pensavo di intervenire sul
merito e invece do la precedenza a un intervento sull'ordine dei
lavori. Se rinviare in Commissione significa rinviare in
commissione come intendiamo, personalmente sono favorevole e
penso di poter parlare anche a nome del Gruppo, se invece per
quanto ho capito, rinviare in Commissione significherebbe
estemporaneamente riunire la Commissione, sospendere i lavori e
poi tornare, il discorso non ci trova assolutamente favorevoli.
Allora vorrei che il Presidente della Commissione chiarisse
questo aspetto perché da esso dipende in nostro atteggiamento in
Aula. Mi riservo di intervenire nel merito.
Per fatto personale
CRACOLICI Chiedo di intervenire per fatto personale.
PRESIDENTE Ne ha facoltà
CRACOLICI. Signor Presidente, considerato che ormai c'è un
problema di interpretazione per quanto mi riguarda avrò
difficoltà a farmi comprendere nella lingua ufficiale che si
parla in questo Paese, che è la lingua italiana, forse
probabilmente visto che trattiamo un disegno di legge che tutela
delle minoranze linguistiche, chiedo asilo politico per avere la
possibilità di essere tutelato anche in quella legge.
Presidente, qualche ora fa, vorrei che lei mi ascoltasse,
perché credo che questa volta lei ha creato l'incidente, e l'ha
creato volutamente, determinando una condizione che non facilita
il percorso d'Aula.
Qualche ora fa, formalmente, da questo podio, ho chiesto, nella
qualità di Capogruppo ed ai sensi del Regolamento vigente, che il
testo fosse rinviato in commissione per un approfondimento,
facendo una serie di valutazioni di merito.
Il Presidente della Commissione, probabilmente, eccedendo nei
suoi poteri, ha dichiarato il ritiro del provvedimento.
Quest'ultimo può ritornare in commissione, non può essere
ritirato perché una volta esitato per l'Aula è dell'Aula.
Vorrei far rilevare che stiamo facendo una partita di tre
sette col morto nel senso figurativo. Qualche ora fa, era
presente l'assessore al ramo, il quale, in maniera palese, come
tutta l'Aula ha potuto valutare, e c'era la consapevolezza di una
necessità di un approfondimento tecnico.
Si riapre l'Aula, dopo che lei ha sospeso abusando della sua
funzione, e l'assessore al ramo non c'è più.
Il Presidente della Commissione si ricorda che l'esame del
provvedimento di legge è stato esitato all'unanimità dalla
Commissione di merito e dalla Commissione bilancio. Ricordo al
collega che quest'ultima si limita a dare copertura finanziaria
per la parte di competenza, non entra nel merito del
provvedimento.
Si ricorda tutto questo, e come se nulla fosse, dice ma
GIANNI presidente della Commissione e relatore. C'è un fatto
nuovo
CRACOLICI C'è un fatto nuovo No, onorevole Gianni, lei ha
maggiore esperienza di me Il fatto nuovo non esiste, perché era
stato già annunciato il ritiro non del terzo comma, ma il ritiro
dell'emendamento 9.R da parte dell'assessore Lo Porto.
Non il terzo comma, quello che dice che sostanzialmente ,
insomma, si iscrive in tabella H, ma addirittura, il Governo
aveva annunciato il ritiro dell'intero emendamento. Altro che
fatto nuovo, quindi Il fatto è molto vecchio
Capisco che si può anche cambiare opinione, ma bisogna anche
spiegare perché la si cambia
C'è stata una valutazione, condivisa dall'Aula, che c'è non una
cosa da fare contro AN, ma un approfondimento per vedere se
funziona il meccanismo.
Onorevole Presidente della Regione, serve fare una legge che ha
come obiettivo accontentare una parte politica ma costruire un
ennesimo luogo che probabilmente sarà non una cosa che funziona
ma una cosa che servirà soltanto a buttare dei soldi?
E' questo il punto Può darsi che io mi sbagli, ma vogliamo
approfondirlo un attimo?
Ecco, perché, ribadisco, il senso della proposta che è stata
fatta di consentire alla commissione un approfondimento di
merito, soprattutto, non sui principi che regolano la legge ma
sull'organismo che deve gestire le politiche pubbliche di
sostegno e di promozione, in maniera tale da consentire all'Aula
di approvare una legge che funzioni.
Credo, signor Presidente, che come al solito siamo, adesso, nel
momento dell'assurdo.
Ce n'eravamo andati alle ore 13.00, forse consapevoli che era
l'ora di andare a pranzo, convinti che la legge era stata
rinviata in commissione.
Torniamo alle ore 16.50, dopo che l'apertura era stata
annunciata per le ore 16.00, e scopriamo che, dopo un vertice di
maggioranza con il Presidente della Regione, cambia, non il
percorso d'Aula ma, addirittura, quella che era stata da tutti
considerata una decisione presa.
Secondo voi, possiamo andare avanti così come c'eravamo
impegnati per consentire all'Aula di chiudere, veramente, avevamo
ipotizzato di esaminare entro le ore 14.00 tutti i disegni di
legge, siamo alle ore 17.20 ed ancora alcuni disegni di legge
devono essere esaminati, vi pare il modo questo di facilitare il
percorso d'Aula?
Ve lo chiedo perché non potete chiederci il senso di
responsabilità e poi pensare di essere i padroni delle regole,
che cambiate a secondo della loro convenienza, ma come funziona
quest'Aula?
Io invito, signor Presidente, la maggioranza ed il Presidente
della Regione ad evitare che questa vicenda, che mi sembrava
assolutamente serena e non c'era nessuna strumentalità, nessun
boicottaggio ma una valutazione di serio approfondimento, non
diventi un ulteriore tassello di quel clima irrespirabile che in
alcuni momenti quest'Aula ha vissuto nel corso di questa
sessione.
Siamo quasi alla fine, consentiteci di finire, di dare le
risposte alle emergenze che ha la Sicilia ma non usate le
emergenze per fare entrare cose che non possono entrare o che
comunque non vengono ritenute nel momento adatto per essere
considerate tali e valutate tali dal Parlamento.
Io invito la Presidenza a non limitarsi a prendere atto della
situazione con un voto per alzata e seduta, ma invito tutta la
maggioranza a considerare quanto è avvenuto alle ore 13.00, come
un dato certo, acquisito per consentire di entrare nel merito
dell'altro disegno di legge - che credo sia quello relativo alla
protezione civile - in modo tale che l'Aula possa esaminare i due
testi che ancora mancano e concludere entro la serata i lavori.
Credo che serva a tutti avere certezza di quando chiuderà
questa sessione, perché a forza di prorogarla io non so quanti
resteremo, da qui alla fine dei lavori per votare i disegni di
legge.
PRESIDENTE Grazie, onorevole Cracolici. Ma per rispetto della
verità e facendo appello alla sua onestà intellettuale, non si
può dire che alle 13.30, quando ho sospeso i lavori d'Aula, ci
fosse stato un voto per il rinvio in Commissione.
Seconda cosa, obiettivamente l'assessore Lo Porto ebbe a dire,
sull'emendamento 9.R, «se serve lo ritiro». Non l'ha ritirato,
abbiamo guardato i verbali.
Se, però, il suo intervento vuol significare ulteriore
reiterazione della richiesta di invio in Commissione io ho il
dovere di dare la parola a due deputati, uno a favore ed uno
contro, per poi fare votare l'Aula in proposito.
Se c'è questa richiesta ..
CRACOLICI La mia richiesta è formalizzata
PRESIDENTE Chi parla a favore della proposta dell'onorevole
Cracolici e chi contro?
SPEZIALE E' nelle cose essere a favore.
CAPUTO Signor Presidente, onorevoli colleghi, io vorrei
soltanto ripercorrere i momenti prima della sospensione
dichiarata dal Presidente dell'Assemblea.
Di questa legge abbiamo letto e approvato quasi tutti gli
articoli, siamo arrivati all'articolo 9. L'Aula li ha letti,
discussi ed approvati.
C'eravamo fermati all'articolo 10, soltanto perché
quell'articolo era stato oggetto di numerosi emendamenti.
E tutti gli articoli fino al 9 e 10 compreso sono stati
condivisi anche dai colleghi dell'opposizione.
Il motivo che ha determinato la dichiarazione del Presidente
della commissione, onorevole Gianni, e la conseguente sospensione
della seduta era stato determinato dalla presentazione di un
emendamento di riscrittura dell'articolo da parte dell'assessore
per il bilancio, onorevole Lo Porto.
Se i fatti hanno una logica ed una loro conseguenza, se il
Presidente Gianni ha dichiarato di voler ritirare la proposta di
rinvio alla luce di chiarimenti che l'Aula ha offerto e
l'assessore Lo Porto ha dichiarato, se serve, di voler ritirare
l'emendamento che ha determinato i motivi del contendere, io
credo che oggi - seguendo la logica che fino a questo momento ha
guidato i lavori d'Aula - non ci siano più le motivazioni che
possano determinare un impedimento alla votazione finale di
questo disegno di legge che è importante, perché non si crea un
carrozzone ma si crea un ente di diritto pubblico che serve ad
attivare tutte le iniziative per garantire i gruppi di minoranza
linguistica e se andiamo a dare un'attenta lettura agli articoli
di legge, credo sia il 7 o l'8, a rappresentare la commissione di
questo ente di diritto pubblico sono i rappresentanti dei comuni.
Non creiamo dipendenti, né forme di precariato ma una struttura
di diritto pubblico che è guidata dai sindaci dei comuni che
hanno una cultura arbrescia e quindi che consente e ci assicura
di avere una composizione non clientelare ma istituzionale, fatta
dai sindaci o dai loro delegati.
Credo, quindi, che non ci sono impedimenti e sono affinché si
continui il dibattito, che il disegno di legge resti all'interno
di quest'Aula e che si proceda all'esame e al voto finale.
PRESIDENTE Pongo in votazione la richiesta dell'onorevole
Cracolici di rinvio in commissione del disegno di legge.
Chi è d'accordo si alzi, chi è contrario resti seduto.
((Non è approvata)
Presidenza del presidente Miccichè
Congedi
Comunico all'Aula che l'onorevole Cascio ha chiesto congedo per
gli onorevoli Confalone e Limoli. L'onorevole Caputo ha chiesto
congedo per l'onorevole Incardona.
PRESIDENTE Pongo in votazione il subemendamento del Governo,
col quale si chiede di cassare il terzo comma dell'emendamento
9.R
Il parere della Commissione?
GIANNI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 9.R sostitutivo
dell'articolo 9 così come emendato.
CRACOLICI Sostitutivo di che cosa?
PRESIDENTE Dell'articolo 9 della legge.
CRACOLICI Quindi, stiamo votando l'articolo?
PRESIDENTE Votiamo l'emendamento 9.R sostitutivo
dell'articolo 9.
ORTISI Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, avrei voluto
evitare il mio intervento perché ho trattato l'argomento in
Commissione Bilancio e tuttavia così come si stanno dipanando le
vicende in Aula intervengo nel merito, visto che siamo
all'articolo 9 del disegno di legge.
In un mondo globalizzato nel quale l'italiano è minoranza
linguistica e nel quale chiunque può notare che non esiste
neologismo italiano, per il semplice motivo che non riusciamo ad
esprimere novità in nessuno campo, e i neologismi sono tutti
inglesi mi verrebbe da dire: proteggiamo l'italiano .
Onorevoli colleghi, esiste già una legge del Parlamento
siciliano che tende, con interventi che si diramano, alcuni dei
quali, secondo me, retorici, come quello ad esempio di premiare
i temi in classe (ricordo una polemica di qualche tempo fa in
quest'Aula) che tenta di proteggere la minoranza linguistica
siciliana.
A tal proposito, mi permetto di richiamare l'attenzione dei
colleghi su un testo fondamentale che potrebbe aprirci gli occhi
su quello che stiamo facendo, che è Langue et language di
Ferdinand De Sopur - 1917. La seconda parte di questo libro
potrebbe essere illuminante per ciò che faremo; dovrebbe essere
preso in considerazione per ciò che riferisce e riagganciandomi
ad esso, vorrei qui sintetizzare il mio ragionamento in una
serie di cerchi concentrici. C'è ormai il linguaggio
internazionale che per metà è inglese e per metà è arabo, che è
il cerchio più grande, all'interno, per quanto ci riguarda, c'è
l'italiano, dentro ancora c'è il siciliano, dentro ancora, in
nicchia, c'è quello di cui stiamo deliberando.
Mi chiedo quindi - per non tediarvi - se non sia sproporzionato
l'intervento economico e finanziario rispetto al finanziamento
dell'ultimo piccolo cerchio, all'interno del quale si iscrive la
nostra vita, visto che la storia del linguaggio, prima che della
lingua, è espressione della storia dei comportamenti da sempre,
da quando siamo passati dal grugnito all'articolazione di qualche
parola Non vi pare, quindi, che proteggere in nicchia - che è
positivo in sé non negativo - sia sproporzionato?
Ho letto la relazione dei professori universitari su questo
argomento portata in Commissione Bilancio dall'onorevole
Falzone e che in altra sede vorrei contestare parzialmente e
modestamente.
Quello su cui voglio puntare l'attenzione è l'eccessivo impegno
economico-finanziario anche a fronte dei problemi che si vogliono
affrontare e per i quali abbiamo fatto tante discussioni e
polemiche, mi riferisco alla legge sullo sviluppo, ai
finaziamenti per il buco della sanità, eccetera.
Non vi pare che questo non ci qualifichi eccessivamente e che
ci porti ai margini della storia e non nella strada principale
della storia? E questo solo per favorire equilibri di
accostamenti
Noi siamo legislatori, onorevoli colleghi
ZAPPULLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ZAPPULLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo chiesto
di intervenire qualche minuto prima per un'altra faccenda;
purtuttavia, da componente della V Commissione non ho alcuna
difficoltà a dire che questo disegno di legge, sul quale è stato
espresso, all'unanimità, un giudizio positivo, risponde a
quell'esigenza di tutela delle minoranze linguistiche.
Nel corso del dibattito sono, però, emersi una serie di rilievi
legittimi e convincenti che impongono, a mio avviso, la necessità
che il disegno di legge torni in Commissione, non per alcuni
accorgimenti di ordine tecnico, ma perché venga rivisto il
percorso e la soluzione tecnica per quanto riguarda la risposta
al problema, tanto più che la Commissione si è espressa sulla
necessità e non sulla soluzione tecnico-giuridica da individuare.
Non voglio esprime fin d'ora anticipazioni su quelli che
saranno i lavori e la riflessione della Commissione, ma credo che
- mi consenta questa affermazione e lo dico al Presidente della V
Commissione con il quale abbiamo lavorato su tante altre cose -
fare la forzatura ora, su questo tema, vada ad incidere anche il
metodo ed il rapporto di lavoro all'interno della V Commissione
dove si andranno ad alterare ed a modificare gli equilibri ed il
metodo di lavoro positivo già presente.
Credo che l'8 agosto, in Sicilia, ci siano emergenze maggiori
rispetto a questo disegno di legge ed andare ad approfondire il
disegno di legge in Commissione ritengo sia la strada più logica
e più giusta, caro Presidente.
Presidenza del presidente Miccichè
LACCOTO Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LACCOTO Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che si
debba fare molto equilibrismo per cercare di portare a galla dei
provvedimenti che, a volte, credo non siano prioritari rispetto
ad altre situazioni.
Ho chiesto più volte, da questo scranno, la priorità su un
problema riguardante gli ATO che hanno accumulato oggi 500
milioni di euro. Ritengo, signor Presidente, che quando lei,
impunemente, cercherà di bocciare quegli emendamenti di ordine
generale, riportando in vita una legge già rimandata in
Commissione, non darà l'esempio di un comportamento da Presidente
dell'Assemblea.
Signor Presidente, lei potrà fare tutto quello che vuole,
personalmente ho fatto qui sempre battaglie per interessi
generali, per norme semplici che potrebbero evitare mille
complicazioni. Abbiamo trasformato un atto culturale, che poteva
essere preso come merito di questa Assemblea, in un ennesimo ente
praticamente inutile e di sottogoverno, mentre tutta la Sicilia
ci guarda, mentre si parla di risparmi della politica, mentre il
Presidente Cuffaro dice, giustamente, che non si devono ridurre
gli emolumenti ai consiglieri comunali e noi andiamo ad impegnare
450 mila euro con istituto perché bisogna creare il posto di
sottogoverno; le stesse somme verranno inserite nella tabella H e
con la finanziaria dell'anno prossimo questi si moltiplicheranno
e questo sarà il valore della morale della politica a cui noi ci
riferiamo a parole.
Penso che questa Assemblea, al di là della parti, al di là del
Gruppo di AN - che è presente con solo tre o quattro deputati -
non si può far sottomettere di fronte ad una ingiustizia e ad una
palese violazione di quelle che sono le norme etiche, morali che
ci devono dare anche un minino di comportamento coerente.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 9.R nel testo
risultante.
Il parere della Commissione?
GIANNI Presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE L'articolo 9 è stato completamente sostituito. Si
passa all'articolo 10.
CRACOLICI E' un emendamento che sostituisce, adesso si deve
votare l'articolo 9 ai sensi del Regolamento.
PRESIDENTE No, se è sostitutivo non si deve votare.
CRACOLICI Così lei sta introducendo una novità assoluta
PRESIDENTE Onorevole Cracolici, lei metta per ipotesi che
l'articolo non venga approvato, è una votazione in violazione
della precedente deliberazione, è un emendamento interamente
sostitutivo.
Se lei vota un emendamento sostitutivo, questo è il nuovo
articolo. Onorevole Cracolici, mi appello alla sua ottima
conoscenza del Regolamento e anche della logica: dopo che un
emendamento sostituisce interamente l'articolo 9, su cosa si
vota?
CRACOLICI . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, considerato
che l'emendamento non sostituisce interamente l'articolo,
l'emendamento è un emendamento che è stato votato con un
subemendamento che ha cassato il terzo comma e l'Aula poi vota
l'emendamento.
Alla fine, lei deve fare votare l'articolo perché lei ha aperto
la discussione generale sull'articolo, ha discusso sull'articolo
e il Governo ha presentato un emendamento, questo è stato
approvato, ma l'articolo deve avere il voto. E' sempre stato
così su ogni articolo di ogni legge. La prego, signor Presidente,
di non fare forzature.
Lei deve far votare l'articolo 9, così come modificato, dopo di
che l'Aula si esprime sull'articolo 9.
PRESIDENTE Onorevole Cracolici, l'articolo 9 è stato votato
nel testo risultante dall'emendamento 9.R. Così resta stabilito.
Onorevole Cracolici, se ritiene che non sia così, faccia
appello; personalmente mi appello al suo senso della logica.
CRACOLICI Lei sta forzando il Regolamento
PRESIDENTE Lei forza la logica, il Regolamento è frutta di
logica, oltre che di diritto
CRACOLICI E' frutto di prassi. Chiedo una sospensione della
seduta.
PRESIDENTE La seduta è sospesa per due minuti per consentire
all'onorevole Cracolici di leggere il Regolamento.
(La seduta, sospesa alle ore 17.42, è ripresa alle ore 17.44)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Miccichè
Per richiamo al Regolamento
CRACOLICI Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor presidente, stamattina sono venuto con
l'intenzione di consentire a me stesso di uscire da questo
Palazzo non distrutto come nelle due giornate precedenti.
Personalmente, mi richiamo all'articolo 121 bis, che così
recita: La votazione si fa sugli emendamenti e sull'intero
articolo . Lei ha, come è sempre avvenuto, signor Presidente, il
dovere di far votare l'articolo, così come modificato. E' sempre
avvenuto così in applicazione del Regolamento. Le chiedo, signor
presidente, di non forzarlo con interpretazioni fantasiose, anche
perché le avevo chiesto dal banco se lei stava facendo votare
l'emendamento e poi l'articolo e lei mi ha detto di sì.
PRESIDENTE Ho detto il subemendamento.
CRACOLICI Il subemendamento era stato già votato. Quindi, la
prego, signor Presidente, poi l'Aula è sovrana e deciderà, ma
lei ha il dovere di consentire all'Aula di far votare l'articolo,
così come recita il Regolamento. Non facciamo ulteriori
radicalizzazioni
PRESIDENTE Onorevole Cracolici, lei è in palese errore.
CRACOLICI Chiedo la sospensione della seduta e la
convocazione della Giunta per il Regolamento, ai sensi del
Regolamento.
PRESIDENTE Ai sensi del Regolamento è il Presidente
dell'Assemblea che interpreta il Regolamento in Aula, poi le dirò
la norma regolamentare che lo prevede.
Mi rifaccio alla norma che lei ha letto, è proprio quella norma
che le dà torto: La votazione si fa sugli emendamenti e
sull'intero articolo e vuol dire che quando più emendamenti
modificano l'articolo, si vota sull'articolo, quando questo
viene sostituito non può farsi una nuova votazione perché esiste
il principio ne bis in idem .
Non si può procedere ad una votazione che potrebbe dare un
esito diverso dalla prima. E' impossibile. E' la logica. E poichè
il diritto è anche logica, onorevole Cracolici, le garantisco che
non metterò in votazione l'articolo perché sarei contro il
Regolamento.
Per quanto riguarda l'interpretazione del Regolamento, gli
uffici mi dicono che l'articolo 7 prevede che sia il Presidente
il custode del Regolamento in Aula.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, le voglio fare un ragionamento
logico: supponiamo che l'Aula decideva di bocciare l'emendamento
9 R.
PRESIDENTE Veniva bocciato l'articolo.
CRACOLICI Assolutamente no Restava in piedi il testo
dell'articolo che era stato presentato in Aula. Signor
Presidente, lei sta forzando il Regolamento e questo non lo
consento perché qui nessuno è cretino
Signor Presidente, lei ha il dovere di far votare l'articolo.
Chiedo la sospensione della seduta.
PRESIDENTE In qualità docapogruppo ha il diritto di
chiederlo. La seduta è sospesa per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17.46, è ripresa alle ore17.52)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Miccichè
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Articolo 10.
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno
stesso della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, la votazione finale sul disegno di legge n.
426/A avrà luogo successivamente.
Congedi
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Ruggirello ha chiesto
congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione del disegno di legge «Disposizioni
finanziarie urgenti in materia di protezione civile e vigilanza
dei siti culturali. Disciplina comunitaria applicabile in materia
di agevolazioni de minimis. Abrogazione di norme» (637/A - Norme
stralciate)
Presidenza del presidente Miccichè
PRESIDENTE Si passa al seguito della discussione del disegno
di legge «Disposizioni finanziarie urgenti in materia di
protezione civile e vigilanza dei siti culturali. Disciplina
comunitaria applicabile in materia di agevolazioni de minimis.
Abrogazioni di norme» (637/A- Norme stralciate), posto al numero
4).
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Ricordo che nella seduta n. 79 dell'1 agosto 2007 era stato
approvato il passaggio all'esame degli articoli.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
Articolo 1.
Personale a contratto ex articolo 23-quater legge 31 marzo
1998, n. 61
1. Nelle more della definizione del processo di stabilizzazione
del personale assunto a tempo determinato dalla Regione, ai sensi
degli articoli 14, comma 14, e 23-quater della legge 31 marzo
1998, n.61 e della determinazione della dotazione organica del
personale del dipartimento regionale della protezione civile, al
fine di assicurare l'attività istituzionale, il dipartimento
regionale della protezione civile è autorizzato a prorogare i
contratti in essere con il predetto personale fino al termine del
31 dicembre 2007 e comunque nei limiti di stanziamento
autorizzato dal presente articolo.
2. Qualora non sia stato definita la previsione di cui al comma
1, il dipartimento regionale della protezione civile è
autorizzato ad avvalersi del personale di cui al comma 1 fino al
31 dicembre 2008 e comunque nei limiti di stanziamento
autorizzato dal presente articolo.
3. Al comma 5 dell'articolo 21 della legge regionale 14 aprile
2006, n. 16, le parole e con priorità per il' sono sostituite
con le parole limitatamente al' .
4. Per le finalità del comma 1 è autorizzata, per l'esercizio
finanziario 2007, la spesa di 4900 migliaia di euro e per
l'esercizio 2008 la spesa di 14.700 migliaia euro.
5. Agli oneri discendenti dall'applicazione del presente
articolo, pari a 4.900 migliaia di euro per l'esercizio
finanziario 2007 e 14.700 migliaia di euro per ciascuno degli
esercizi finanziari 2008 e 2009, si provvede con parte delle
maggiori entrate di seguito indicate:
UPB CAPITOL D E N O M I N A Z I O N E 2007 2008
I
4.3.1 Cap. RITENUTE SUGLI INTERESSI E 4.900 14.70
.1.3 1026 REDDITI DI CAPITALE 0
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- emendamento 1.1 a firma del Governo;
- emendamento 1.2 a firma dell'onorevole Gianni.
Si passa all'emendamento 1.2. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
CIMINO presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
Si passa all'emendamento 1.1, del Governo. Il parere della
Commissione?
CIMINO presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo risultante.
BARBAGALLO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BARBAGALLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo
favorevoli all'articolo 1, però vorrei precisare che ieri sera si
era creata una strumentalizzazione inutile.
Ci sono questioni di carattere politico e questioni che
riguardano gli stipendi, il lavoro, la funzionalità degli uffici
- in questo caso si fa riferimento alla protezione civile - sui
quali ovviamente c'è la responsabilità ed anche il senso del
dovere di chi, dall'opposizione, vuole dare il proprio
contributo.
Questo disegno di legge, però, è molto delicato, nel senso che
si è permesso di fare accedere alcune materie che non c'entrano
nulla con quanto trattato con il disegno di legge.
Faccio un appello alla Presidenza, voteremo a favore di questo
articolo 1, ma la Presidenza deve avere un comportamento
coerente, personalmente non mi scandalizzo su nulla, ma vorrei
che non ci siano scelte diverse su emendamenti con analoghe
caratteristiche, sarebbe gravissimo.
Non so se stasera riusciremo a completare gli altri disegni di
legge, si può anche decidere di derogare per tutti o per nessuno,
ma guai a pensare che qui ci sono primi della classe.
FLERES Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, con l'occasione
del voto e della dichiarazione di voto che sarà favorevole
all'articolo 1, desideravo attrarre l'attenzione del Governo sul
tema più generale della protezione civile e sulle diverse
fattispecie che riguardano il personale che si occupa di
protezione civile.
In particolare, onorevole Presidente della Regione, signor
Presidente dell'Assemblea, desidero porre l'attenzione su questo
tema, perché esiste un problema, lo stiamo affrontando in questo
momento, riguardante il personale del Dipartimento regionale
della protezione civile, ma esiste un problema che riguarda anche
il personale che opera, a diverso titolo, negli enti locali.
Personalmente, non formalizzerò nessun atto, nessun
ordine del giorno, nessun emendamento; ma le sarei grato,
onorevole Presidente della Regione, se volesse assumere l'impegno
di fare una verifica della situazione del personale degli enti
locali che si occupa di protezione civile al fine di individuare
una soluzione che riguardi anche questo tipo di dipendenti,
atteso che purtroppo nella nostra Regione la protezione civile
non è a tempo determinato, purtroppo è a tempo indeterminato. E
si tratta di un fenomeno ricorrente, che riguarda aspetti tra i
più diversi che hanno bisogno di essere affrontati in maniera
ordinata e coordinata.
Le sarei particolarmente grato, pertanto, onorevole Presidente
della Regione, se volesse sotto tale aspetto, rispetto cioè
alla disponibilità di avviare un ragionamento che riguardi più
complessivamente il settore. Annuncio, intanto, fin da ora il mio
voto favorevole all'articolo 1.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare per dichiarazione di voto
l'onorevole Villari. Ne ha facoltà
VILLARI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
dichiarare il mio assenso a questo articolo che ritengo
importante, ma soprattutto intervengo per richiamare l'attenzione
del Governo e dei colleghi deputati rispetto al fatto che ci
troviamo, ancora una volta, a fare una proroga rispetto a
un'attività che è strutturale e strutturata nella Regione
siciliana.
Si tratta di una delle attività più importanti e delicate della
Regione.
Vorrei augurarmi, Presidente dell'Assemblea, Presidente del
Governo e colleghi parlamentari, di non ritrovarci il prossimo 31
dicembre di quest'anno con un'ulteriore proroga da fare e che
faremmo; significherebbe, infatti, che ancora una volta non
avremmo provveduto a emanare la norma per stabilizzare
organicamente questo personale, senza bisogno, pertanto, di
ricorrere alla proroga dei contratti.
In questo senso vorrei ricordare che questo personale opera
dal 1998, sulla base di un'attività promossa dal Dipartimento
nazionale della protezione civile, e comprende, quindi, tecnici
appositamente formati per questa attività. E la mia
preoccupazione, ripeto, è che potremmo trovarci ancora una volta
di fronte al fatto che qualche giorno dopo o qualche giorno primo
del 31 dicembre, perché poi mi permetto di dire con una battuta,
di dovere fare una ulteriore proroga di qualche mese.
Consentitemi, in una battuta, di ricordare il famoso proverbio
siciliano: «lu iornu un ni vogghiu e la notte sfraju
l'ogghiu.»
Sappiamo fin d'ora che la disposizione nazionale ci mette nella
condizione di utilizzare l'articolo 20 della legge numero 448,
che permette la stabilizzazione di questo personale secondo la
normativa nazionale.
Una recente norma emanata con la finanziaria, la 296 del 2006,
prevede la possibilità per i lavoratori precari della pubblica
amministrazione che hanno operato per lungo tempo nella pubblica
amministrazione e che abbiano lavorato almeno 36 mesi su 60, di
poter trasformare questi lavoratori, attraverso i piani di
stabilizzazione, in lavoratori che organicamente operano nella
pubblica amministrazione.
Il problema è: o in questa Regione ci mettiamo in testa che
dobbiamo legiferare e legiferare nel modo più organico possibile,
con grande senso di responsabilità, oppure rischiamo di
continuare a parlare delle stesse cose, a fare leggi,
accorgendoci poi che dieci delle leggi fatte sono dieci leggi che
riguardano esattamente la stessa materia di proroga dello stesso
personale che abbiamo prorogato per dieci volte con una norma
diversa ogni anno.
Dobbiamo evitare questo. Dobbiamo entrare nell'ottica di fare
le cose come si fanno in un Parlamento serio come questo, che
qualche volta - però - mostra scarsa capacità di operare.
E' quanto volevo dire, non mi esprimo sul resto degli articoli.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare per dichiarazione di voto
l'onorevole Apprendi. Ne ha facoltà.
APPRENDI Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per annunciare il mio voto a favore, ma nello stesso tempo per
sottolineare, così come è stato fatto già precedentemente da
altri colleghi, il paradosso di fronte al quale ci siamo trovati
quest'anno.
In piena emergenza per la nostra Sicilia, avevamo il personale
che prestava opera alla Protezione civile e regionale, senza
contratto, in maniera volontaria.
Credo che ciò non debba più accadere
Dall'altra parte, ho apprezzato l'accordo di programma che la
Regione siciliana ha siglato con il Corpo nazionale dei Vigili
del Fuoco, proprio con la Protezione civile, il mese scorso.
Pertanto, o diffondiamo una cultura di protezione civile larga,
a 360 , con tutti gli enti che nell'eventualità di disastri
concorrono tra loro, oppure ci troveremo sempre, di emergenza in
emergenza, ad additare di chi sono le responsabilità di ciò che
accade.
Ed, allora, desidero sottolineare ancora una volta, come ha
fatto il collega Villari, che è necessario passare da uno stato
di precarietà ad uno stato definitivo di stabilizzazione del
personale.
Questo, ci aiuterà sicuramente nei lavori che faremo, nella
programmazione soprattutto, e ci leverà da uno stato di
provvisorietà.
Rasserenerà i lavoratori ed ancor più i cittadini che non
dovranno assistere, di volta in volta, a queste manifestazioni
che certamente procurano disagio alla popolazione e creano un
certo pathos, al punto di dire: ma come siamo in emergenza e poi
abbiamo il personale della Protezione civile che rivendica un
proprio diritto e, quindi, manifesta pubblicamente per queste
cose.
Era questo l'appello che volevo rivolgere anche al Presidente
della Regione.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare per dichiarazione di voto
l'onorevole Ardizzone. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE Signor Presidente, richiederei la sua attenzione
perché ieri c'eravamo lasciati con una dichiarazione di
principio di carattere generale, ed io debbo dare atto della sua
massima onestà intellettuale nel rappresentare quello che era
stato il percorso della Conferenza dei Capigruppo in ordine agli
emendamenti agli articoli che la stessa Conferenza aveva ritenuto
ammissibili.
Non so questo quanto sia proceduralmente giusto e legittimo,
era però un percorso che era stato stabilito e, ripeto, lei, con
la massima onestà intellettuale, lo aveva rappresentato.
Faccio questo intervento perché condivido quanto detto
dall'onorevole Barbagallo.
E' arrivato il momento, secondo me, di fare un po' di chiarezza
sul percorso di quest'Aula, perché possiamo dire che tutto è
ammissibile o diventa inammissibile, dipende qual è il percorso
che si vuole stabilire.
In tal senso dichiaro che, riguardo ad un emendamento che non
era, ma di cui mi approprio in maniera indebita, un emendamento
presentato dal Governo che ha titolarità di essere presente, ma
non è questa la mia funzione perché sta alla sua ammissibilità in
questo disegno di legge - che riguarda i lavoratori della
Protezione civile, ma non solo loro perché riguarda anche i
lavoratori dei siti culturali - a tal riguardo, ritengo che
dovremmo capire qual è la ratio della legge, diversamente
potremmo inserire di tutto.
E aggiungo anche che mi ha convinto, ad esempio, l'intervento
dell'onorevole Laccoto laddove fa presente che ci sono i comuni
che debbono andare a rendicontare delle somme in scadenza e non
riescono a rendicontarle.
Se non è questa Protezione civile, quando si parlava del sisma
del 1978?
Allora, io dico, signor Presidente, di fare chiarezza sul
percorso di quest'Aula; vediamo quali sono gli emendamenti
ammissibili e quelli non ammissibili, lo veda lei secondo la
ratio che lei ha deciso ed io mi rimetto alla sua decisione.
Chiaramente io invito il Governo, mi sento di farlo, a non
ritirare assolutamente l'emendamento che riguarda l'assunzione
dei lavoratori del Parco dei Nebrodi, perché è la terza volta che
quest'Aula discute di questo problema, ciò significa che mentre
noi stiamo discutendo deve essere garantita la vigilanza nel
Parco dei Nebrodi, perché l'unico concorso che è stato fatto
risale a dieci anni fa, e non so se ci sono termini di
prescrizione e di decadenza. Personalmente, non conosco nessuno
di questi ragazzi, li ho conosciuti in corso d'opera in quanto
si sono rivolti a tutti; so solo che sono ragazzi che hanno fatto
un concorso pubblico e che sono stati selezionati.
Perché non è urgente se c'è una graduatoria in scadenza? Perché
non è urgente se proprio giustamente e legittimamente l'Assessore
per il bilancio ha fatto una nota all'Assessore per il territorio
e l'ambiente dicendo che alla prima occasione utile avrebbe
proceduto ad impinguare il capitolo? E, peraltro, non si preleva,
signor Presidente, da fondi extra ma all'interno della stessa
rubrica, senza alcun aggravio particolare.
Quindi, non capisco perchè votare questo emendamento, o non
votarne altri che hanno una loro specificità, una particolare
esigenza, come quella, ad esempio, e lo ripeto, indicata
dall'onorevole Laccoto, che ricorda che ci sono comuni i cui
sindaci si sono rivolti al Parlamento per lamentare che hanno
l'obbligo di rendicontare, ma non possono farlo.
Quindi, la proroga è necessaria e riguarda proprio la
protezione civile. Io chiedo, signor Presidente, un minimo di
riflessione su quello che è ammissibile e non ammissibile. E'
chiaro che occorre un passaggio, un momento politico, veda lei
come strutturarsi e coma fare con i capigruppo e con il Governo.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare per dichiarazione di voto
l'onorevole Aulicino. Ne ha facoltà.
AULICINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, quando
coordinavo le lotte del precariato della legge 285 a livello
siciliano avevo avuto modo di apprezzare l'Assessore alla
Presidenza di allora, l'onorevole Culicchia. In quell'occasione
abbiamo fatto una bella operazione di stabilizzazione del
precariato di allora. Una cosa seria, perché più che
stabilizzarli, li abbiamo inseriti in ruolo e non fu
un'operazione assistenziale, fu un'operazione chiara perché si
fece un monitoraggio sul deficit degli organici, sulle carenze
degli organici dei comuni. E quelle persone che erano là,
fisicamente visibili, lavoravano ed erano precarie. Noi abbiamo
immaginato, naturalmente allora ero sul fronte sindacale, di
stabilizzarle perché nei fatti, oltre che dare certezze a delle
persone che avevano il diritto di costruirsi un progetto di vita,
volevamo chiudere il discorso delle proroghe annuali.
Questa premessa perché la proroga è dovuta in un mercato del
lavoro siciliano in cui abbiamo il precariato strutturale di
massa, anzi il precariato strutturato di massa , cosa che è
inconcepibile ..
(Brusio in Aula)
Sto cercando di parlare, parlo così poco, vi prego di ascoltare
qualche scampolo di verità che viene da qualcuno che ha qualche
cosa da dire in base alla sua piccola storia di vita.
Voglio dire che noi abbiamo un mercato del lavoro in Sicilia
che è - come qualcuno lo definisce in modo raffinato - un
precariato strutturale di massa, nel senso che noi fabbrichiamo
il precariato.
Non avendo dato ai cittadini siciliani la possibilità di un
lavoro vero, abbiamo ciclicamente immaginato la costruzione di
figure precarie.
Qualcuno immagina che questa costruzione sia intimamente
funzionale e connessa all'esigenza di costruire uno scambio
strutturale di massa, per cui le dinamiche di formazione del
potere e del consenso pare che non prescindessero dalla presenza
delle aree precarie.
Cosa voglio dire? Ogni anno in questa Assemblea ci troviamo a
fare un ragionamento sui forestali, sui precari dell'Assessorato
ai beni culturali; questa volta lo facciamo sugli operatori della
protezione civile. Dobbiamo smetterla. Lo dirò sempre: è un atto
dovuto.
Rivolgo un appello ai parlamentari di questa Aula nobile:
vogliamo smetterla di fare interventi per intestarci il merito
della stabilizzazione?
Dobbiamo chiedere scusa ai cittadini siciliani disoccupati che
abbiamo condannato alla disoccupazione e dobbiamo evitare che
qualcuno sia riconoscente a noi perché abbiamo fatto la battaglia
per la stabilizzazione.
Vi prego, quindi, un po' di serietà. Non volevo intervenire, ma
poiché vedo che da destra, da sinistra e dal centro, in questo
arcipelago delle posizioni cangianti - e lo dice uno che sul
cambiamento ha costruito la sua vita ..
LA MANNA Il trasformismo.
AULICINO Il trasformismo è volgare se legato a pruriti
personali Quando è legato ad interessi reali è nobile
Peraltro è immaginabile che nelle democrazie mature senza la
mobilità tutto sarebbe ingessato; pertanto, chi parla di
trasformismo evidentemente non sa quello che dice. Spero che
nelle democrazie mature ci siano mobilità elettorali consistenti
in modo che quando i gruppi di comando e di potere meritano di
essere cacciati via lo siano.
Preferirei, sia chiaro, che queste superficiali affermazioni
sul trasformismo, per cortesia, mi venissero risparmiate, specie
se vengono da chi, per altro, parla dei trasformismi in modo
volgare, salvo poi a corteggiarli intensamente perché convergano
nella gestione del potere. Agli amici dei DS questo è un segnale
chiarissimo.
Onorevole Speziale, lei sa perfettamente perché legge i
giornali, non ce l'ho con lei la sto prendendo come sponda per
sviluppare con intensità la mia riflessione, che autorevolissimi
rappresentanti del suo partito hanno detto e chiarito che in
Italia la sinistra, strutturalmente minoritaria in alcune realtà,
e il centro-sinistra potrebbero governare solo a condizione che
in aree un po' particolari come la Sicilia e la Lombardia si
determinino convergenze d'avanguardia, come quelle che i DS hanno
strutturalmente perfezionato a Cefalù, dove si è fatto l'accordo
DS-UDC. E non mi sembra che ciò crei scandalo. Se sono vere
queste teorizzazioni di un uomo serio come Fassino, è chiaro che
quando parliamo di trasformismo bisogna stare attenti a quello
che si dice. A parte questo, volevo dire che su queste leggi di
proroga del precariato occorre un po' più di serietà.
Diamo le proroghe in automatico e impegniamo i lavori
dell'Assemblea in cose più serie che creino le condizioni perché
il lavoro vero venga alla Sicilia e ai siciliani.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca. Ne ha
facoltà.
DE LUCA . Signor Presidente dell'Assemblea, signor Presidente
del Governo, onorevoli colleghi, dichiaro il mio voto favorevole
per quanto riguarda questo provvedimento, però vorrei motivare e
precisare alcune questioni.
Condivido, intanto, il ragionamento che è stato fatto poc'anzi
dall'onorevole Aulicino e sono io il primo a chiedere scusa non
tanto ai siciliani ma quanto meno ai precari della protezione
civile e a tutti quelli che noi ci trasciniamo fino ad agosto,
cioè fino all'ultimo minuto, perché non siamo capaci di
affrontare seriamente certe problematiche. E mi permetto di dire
ciò perché più volte ho sollecitato il Governo, per quanto
riguarda una serie di questioni, chiedendo con preghiera e con
umiltà di affrontare in tempo le situazioni.
Capisco la fibrillazione, capisco anche quelle che sono le
situazioni di ordine più generale, però è stato chiesto più volte
anche in Commissione Bilancio di fare una radiografia complessiva
di quelle che sono le emergenze; non è giusto, infatti, che
dietro la porta - al di là del nostro ruolo - ci siano dei poveri
disgraziati che aspettano questo nostro intervento salvifico che
peraltro non riguarda solo questi, perché situazioni di
precariato in scadenza ce ne sono ben altre Ne ho sollevate
alcune. Assessore, abbiamo anche avuto un alterco su questo
Mi riferisco, per esempio alla questione Messina sviluppo',
che è una situazione affrontata oggi in Giunta ma che a quanto
pare richiede un intervento apposito, che coinvolge otto persone
che hanno già il licenziamento pronto e non se ne parla; c'è il
problema più allargato per quanto riguarda le partecipazioni di
Sviluppo Italia', in particolare della dismissione che in ogni
caso per legge è stata avviata e sulla quale, ancora, il Governo
non mi risulta abbia affrontato il problema.
Forse aspettiamo di arrivare a fine anno con tutti questi
licenziamenti, con queste società che in ogni caso saranno
svuotate di parte del capitale pubblico nazionale e di
conseguenza dobbiamo ricorrere all'emergenza?
Condivido anche l'intervento dell'onorevole Ardizzone sul Parco
dei Nebrodi, dal momento che già durante la finanziaria tale
questione si era affrontata con l'Assessore per il territorio e
si era appostato un milione di euro - mi ricordo - in una rubrica
che poteva poi essere, come è stato fatto ora, utilizzato per
quella situazione.
Voglio sottolineare ciò, onorevoli colleghi e onorevole
Presidente, perché mi ricordo che durante l'esame della
finanziaria passò un subemendamento molto particolare e, siccome
qui c'è qualche collega che pensa che alcuni colleghi sono
cretini ed altri intelligenti, voglio ricordarlo a me stesso
Questo subemendamento autorizzava le assunzioni non solo ai
contratti in scadenza al 31 dicembre 2006 ma autorizzava anche le
assunzioni per i contratti stipulati al 31 dicembre 2006.
Nessun cretino', come il sottoscritto, ha avanzato il problema
della copertura finanziaria. Infatti, io vorrei capire chi in
quel momento era in condizione di sapere quanti contratti
stipulati al 31 dicembre 2006 c'erano, che in virtù di quella
autorizzazione sono stati sottoscritti dopo.
Significa quindi che, rispetto ad alcune vicende, che sono
state avallate da tutti - mi ricordo in particolare quel sub
emendamento, non voglio arrivare al punto di chiedere quante
assunzioni sono state fatte con quel piccolo subemendamento -,
dovremmo fare un accertamento e capire quante assunzioni sono
state fatte perché appunto ne sono state fatte.
Si parla quindi di contratti stipulati e nascosti nei cassetti.
Ho voluto ricordare questo solo perché qualcuno pensa che ci sono
neodeputati cretini' che ancora non capiscono il funzionamento
del sistema e poi ci sono i maestri e gli esperti
Voglio sottolinearvi che quando qualcosa si comincia a capire e
si lascia passare, non si può però consentire che nei momenti
di emergenza o sulle cose serie si faccia un ostruzionismo
becero.
E concludo, perché ho esortato il Presidente della Regione ed
il Governo sulla questione accelerazione della spesa fondi POR',
che secondo il ragionamento che mi viene prospettato dovrebbe
essere dichiarato inammissibile, a trovare una soluzione tecnica
per accelerare la spesa. E' solo una norma generale, che non
riguarda l'onorevole De Luca e non riguarda nessun mio interesse
personale. E' una norma che è stata condivisa dalla dottoressa
Palocci, la quale ci dice che doveva essere fatta prima - io
faccio il parlamentare e faccio l'apprendista e in questo momento
cerco di capire cosa si può proporre meglio.
E' un emendamento proposto a questo provvedimento, voglio
capire come oggi che siamo stati bacchettati da tutto il mondo,
che è stato certificato che circa il 30 per cento dei fondi POR
rischiamo di perderli, voglio capire se quest'Aula si prenderà
anche la responsabilità di non approvare questo emendamento.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha
facoltà.
LACCOTO Signor Presidente, credo che diversi interventi hanno
focalizzato quale sarà il percorso di questa legge. Per ragioni
di chiarezza, ricordo che questo disegno di legge così titola:
Disposizioni finanziarie urgenti in materia di protezione
civile . Signor Presidente, se non avessi maturato una brutta
esperienza in quest'Aula, potrei soltanto sottolinearle che
l'emendamento A 14 riguarda espressamente disposizioni
finanziarie che non comportano alcun onere a carico della Regione
e mira a risolvere i problemi di tanti Comuni che oggi si trovano
nei guai, perché è stata chiesta addirittura la rendicontazione,
la sorte capitale e gli interessi di 29 anni rispetto a chi non
riesce a fare la rendicontazione.
Signor Presidente, evitiamo di mettere sullo stesso piano gli
emendamenti, voglio ritenere e ritengo che questo emendamento sia
perfettamente in linea con il testo della legge.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 1 nel testo
risultante. Il parere della Commissione?
GIANNI presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Variazioni allo stato di previsione della spesa del
bilancio della Regione
Nello stato di previsione della spesa del bilancio della
Regione per l'esercizio finanziario 2007 sono introdotte le
variazioni di cui all'annessa Tabella B.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3
Modifica all'Elenco n. 1 di cui alla legge regionale 30 gennaio
2006, n. 2, articolo 3, comma 1
L'Elenco n. 1 delle spese obbligatorie e d'ordine di cui alla
legge regionale 30 gennaio 2006, n. 2, articolo 3, comma 1, è
integrato dei capitoli 216524 e 900012.»
Il Presidente ricorda che nella seduta n. 78 dell'1 agosto 2007
era stato approvato il passaggio all'esame degli articoli.
Il 3.1 a firma dell'onorevole Dina è un emendamento tecnico.
CRACOLICI Signor Presidente, durante l'esame di altri
disegni di legge, lei ha già dichiarato inammissibili gli
emendamenti presentati dopo che erano scaduti i termini.
PRESIDENTE Questo è un emendamento dell'onorevole Dina che
riscrive l'articolo 3 e gli uffici mi dicono che è un emendamento
tecnico.
CRACOLICI Ma gli emendamenti di riscrittura non sono del
Governo? Onorevole Dina è entrato nel Governo?
SPEZIALE Non è in discussione il merito.
DINA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DINA L'emendamento è una riscrittura del precedente
emendamento con un richiamo alle norme nazionali. E'
semplicemente questo, non stravolge niente. E' una semplice
riscrittura con un richiamo a quella che è la normativa nazionale
in merito.
PRESIDENTE Comunico che l'emendamento 3.1 è inammissibile.
Si passa all'emendamento 3.3.
FORMICA assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione, l'emigrazione e l'immigrazione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione, l'emigrazione e l'immigrazione. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento 3.3 è una
riscrittura che si riferisce sostanzialmente alla
armonizzazione con il regolamento CEE in materia di aiuti
comunitari - come recita l'articolo 3 - e che permette a
questo Governo di porre finalmente fine ad una vera vergogna.
Ci sono, cioè, decine e decine di milioni di euro che
giacciono nei conti correnti degli enti di formazione senza
che questi possano utilizzarli in alcun modo e attraverso
l'approvazione dell'emendamento che riguarda la materia del
regolamento CE che, a partire dal 2002 ha uniformato anche i
piani formativi, con il regolamento CE, ci permetterà
finalmente, di recuperare queste ingenti risorse e di poterle
riutilizzare per i piani di formazione, facendo risparmiare
dal bilancio della Regione, una somma notevolissima.
PRESIDENTE Onorevole Formica, ho capito perfettamente, ma,
chiaramente, ciò che lei dice non ha nulla a che vedere con
l'articolo in questione.
Pongo in votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura.
«Art. 4.
Abrogazione di norme
1. È abrogato il comma 2 dell'articolo 2 della legge
regionale 27 febbraio 2007, n. 5.
2. È abrogato l'articolo 5 della legge regionale 3 maggio
2001, n. 6, come sostituito dall'articolo 6 della legge
regionale 26 marzo 2002, n. 2».
All'articolo 4 è stato presentato l'emendamento 4.2 del
Governo.
FORMICA assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione, l'emigrazione e l'immigrazione. Dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
SPEZIALE Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, intendo
soltanto fare delle osservazioni al Presidente della Regione.
Onorevole Presidente, il comma 1 è argomento noto. Riguarda il
sistema pensionistico dei dipendenti della Regione, sul quale si
è sviluppato un dibattito ampio e adesso penso che si stia
rientrando. Il comma 2 è l'abrogazione dell'articolo 5 della
legge regionale 3 maggio 2001, n. 6, mi sono incuriosito, come
spesso mi capita e sono andato a vedere cosa stiamo abrogando.
Sostanzialmente, onorevole presidente della Regione, stiamo
abrogando la tassa sul tubo, quella per cui si fece un anno di
polemiche, quando l'opposizione disse che non aveva né un profilo
di ammissibilità, in quella occasione, che venne sbandierata dal
suo Governo come tributo ambientale e che poi, invece, abbiamo
dovuto attendere il giudizio della Corte per stabilire che la
norma non poteva essere applicata e ricorre adesso
all'abrogazione.
E' un modo come noi ricorriamo a legiferazioni approssimative
ed io spero e mi auguro, anche se so di deporre male le mie
attese e le mie speranze, che non si proceda più in questo modo,
alla messa in atto di norme che non hanno profili di coerenza con
le direttive comunitarie e che sono norme improvvisate, perché
quella era la fase in cui c'era la finanza creativa. E allora,
sulla base della finanza creativa, ci siamo inventati di sana
pianta un sistema di tassazione sul quale dobbiamo fare marcia
indietro.
Abbiamo previsto in entrata le risorse e dico questo per
ricordare una vicenda di alcuni anni fa, vorrei che la Regione
evitasse di ricorrere spesso alla finanza creativa, perché in
forza del principio della finanza creativa che ha inventato
entrate, ma che ha dato spese certe, noi abbiamo le condizioni di
bilancio disastrose.
Lo dico anche all'assessore al bilancio e cioè di evitare che
si ricorra a questi metodi di governo che non sono utili, solo
per coprire fittiziamente entrate che danno poi spese che non
riusciamo a coprire, per cui abbiamo il disastro che stiamo
vivendo.
CINTOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me pare che
stiamo facendo delle buone leggi. Non vorrei che, alla fine, in
un momento più che estivo, la Presidenza e l'Assemblea si avviino
verso una legge omnibus'. Allora, preannuncio il mio voto
contrario all'articolo 4, sul quale non ci sono più emendamenti
aggiuntivi da guardare. A questo punto ritengo di tagliare il
male alla radice.
PRESIDENTE Onorevole Cintola, gli emendamenti aggiuntivi non
hanno nulla a che vedere con l'articolo 4.
CINTOLA Lo so. Poichè volevo dare anche una mia espressione
di volontà sull'articolo 4, l'ho già data. Io voterò contro
l'articolo 4 perché, secondo me, è un'ignominia e un'ingiustizia.
Ero più d'accordo che si desse un mandato alla Presidenza della
Regione perché con la Giunta di governo decidesse sulle
cosiddette pensioni per i dipendenti regionali, per tutte le
loro situazioni.
Però, desidero chiedere al Presidente dell'Assemblea, che ha
il dovere di comunicarcelo, quali sono gli emendamenti aggiuntivi
che ha ritenuto ammissibili e quali no, in maniera tale da
capire e comprendere se abbiamo fatto una specie di transazione
di vacche magre e vacche grasse o se stiamo continuando a
lavorare su una dirittura che era esclusivamente e perfettamente
intelligibile perché era doverosa a seconda degli impegni assunti
dai capigruppo che noi stiamo onorando fino alla fine.
Pertanto, la pregherei, per evitare che si continui ancora a
marciarci addosso, di dire con chiarezza quali sono gli
emendamenti aggiuntivi che lei ritiene che l'Aula debba esaminare
e quelli che, invece, dobbiamo eliminare in modo da comprendere
fino in fondo su che cosa ci siamo accordati.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 4. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, poichè devo rispondere alle giuste
osservazioni che sono venute dagli onorevoli Barbagallo,
Ardizzone e Cintola, non posso non ribadire quanto questa
Presidenza ha avuto modo di affermare ieri sera.
Riepilogando i termini della questione, la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, all'unanimità, nell'approvare
il programma dei lavori e i disegni di legge che dovevano andare
in Aula, ha stabilito che si facesse un disegno di legge-stralcio
che contenesse soltanto quattro materie e precisamente:
protezione civile (articolo 1); siti culturali (articolo 2); de
minimis (articolo 3) e le cosiddette pensioni d'oro' (articolo
4). Queste erano le quattro fattispecie che la Conferenza dei
Capigruppo, all'unanimità (vale a dire tutti i gruppi di
maggioranza e di opposizione) ha ritenuto di dover incardinare in
questo disegno di legge-stralcio per dare la possibilità di
approvare queste norme che la Conferenza ha ritenuto urgenti.
Alla luce di questa decisione, essendo queste le norme da
approvare nel disegno di legge, si applica il Regolamento che
prescrive espressamente che non possono essere presentati
emendamenti aggiuntivi che siano estranei alla materia o alle
materie del disegno di legge.
Quindi, è erroneo dire che la Conferenza dei Capigruppo ha
deciso che non possono essere ammessi emendamenti aggiuntivi; non
possono essere ammessi emendamenti aggiuntivi in contrasto con le
materie indicate dalla Conferenza dei Capigruppo per far parte di
un disegno di legge.
Ebbene, tutti gli emendamenti aggiuntivi che sono stati
presentati, pur avendo una loro dignità e una loro urgenza, non
sono attinenti a nessuna delle quattro materie che sono state
individuate dalla Conferenza dei Capigruppo per quanto riguarda
questo disegno di legge.
La Presidenza dell'Assemblea si assume la responsabilità di
quello che ha detto, purtroppo suscitando le ire, le antipatie di
chi non ci vuole stare perché ritiene che il proprio emendamento
sia importante e per alcuni sono convinto che è così.
Tutti gli emendamenti che andrò ad elencare sono non
strettamente connessi alla materia di cui stiamo trattando.
CIMINO presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, volevo far notare che l'emendamento 4.1 è a mia firma
e non a firma del Governo.
PRESIDENTE Onorevole Cimino, ormai è stato ritirato, ci
doveva pensare prima.
CIMINO presidente della Commissione e relatore.. Ma è un mio
emendamento che è ritirato dal Governo
PRESIDENTE Così era indicato e così abbiamo proceduto.
CIMINO presidente della Commissione e relatore. La ringrazio,
signor Presidente, ma forse lei ricorda quando eravamo insieme
nel Governo, adesso non più e ho firmato un emendamento, nella
qualità di parlamentare, che desideravo sottoporre all'Aula,
perché non condivido l'emendamento dell'onorevole Cracolici.
PRESIDENTE Purtroppo, abbiamo già votato l'articolo 4. Mi
dispiace per l'incidente che sicuramente non è addebitabile alla
Presidenza.
Gli emendamenti che sono considerati non attinenti alla materia
sono i seguenti: A1, A2, A3, A4, A5, A6, A8, A10, A11, A12, A16,
A13, A14, A15, A17.
Sono non attinenti alla materia ma, comunque, presentati fuori
termini i seguenti emendamenti. A18, A19, A20, A21, A22 e A7.
CINTOLA Mi può dire cosa rimane?
PRESIDENTE Non resta nulla.
Onorevoli colleghi, darò la parola a tutti secondo il
Regolamento.
FORMICA assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione. Signor Presidente,
avevo già posto il problema ieri sera.
PRESIDENTE L'articolo 4 è stato già votato.
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura.
«Art. 5.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in vigore il
giorno successivo a quello della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
farla osservare come legge della Regione».
GIANNI Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Onorevole Gianni, le darò, a suo tempo, la parola
sull'ordine dei lavori.
Vi era una richiesta di alcuni parlamentari per sapere come
si comportava la Presidenza. La Presidenza ha dato le spiegazioni
che doveva dare, ora ci sono delle richieste per intervenire
sull'ordine dei lavori e sarà data la parola a tutti coloro i
quali riterranno di parlare. Se permettete, è la Presidenza che
regola l'andamento dei lavori d'Aula.
Pongo in votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Miccichè
Sull'ordine dei lavori
GIANNI Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNI Signor Presidente, sono costernato, perché non si
capisce qual è il criterio che questa Presidenza ha utilizzato
nel ritenere gli emendamenti aggiuntivi pertinenti o meno, perché
almeno su uno sono certo, sull'emendamento A4 , che è
assolutamente pertinente.
Capisco tutto, signor Presidente e capisco anche, come diceva
un filosofo indiano, che nel mare della vita quelli più fortunati
vanno in barca, gli altri nuotano, i più disgraziati annegano, ma
mi pare che lei voglia esagerare, signor Presidente.
Pertanto, la prego e la invito o a dirmi quali sono i criteri
con i quali ha dichiarato...
PRESIDENTE Onorevole Gianni, mi scusi se mi permetto di
interromperla. Mi dispiace se non ha capito ma ho detto con
estrema chiarezza quali sono i criteri. Io parlo in italiano e
pensavo di essere stato chiaro.
GIANNI Signor Presidente, io non li ho capiti e lei ha il
dovere di spiegarmeli
PRESIDENTE Lei fa riferimento all'emendamento 4; era
presente in Commissione Bilancio : non c'è copertura
finanziaria, è inammissibile.
GIANNI No, signor Presidente, la invito a fare la stessa cosa
che stamattina ha fatto con un altro emendamento: lei ha mandato
l'emendamento in Commissione Bilancio .
PRESIDENTE Onorevole Gianni, non è ammesso, lei ha la parola
sull'ordine dei lavori non vi è discussione sugli emendamenti.
GIANNI Sto parlando sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Il suo intervento non è sull'ordine dei lavori,
quindi, onorevole Gianni, non mi costringa a toglierle la parola.
Lei sa che mi è simpatico, ha già parlato.
GIANNI Signor Presidente, lei non può fare questo, voterò
contro ogni cosa.
LACCOTO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LACCOTO Signor Presidente, onorevoli colleghi, io dico che vi
è stata una Presidenza che ha usato il potere per interessi
partitici particolari e non già nell'interesse dell'Assemblea.
PRESIDENTE Onorevole Laccoto, la invito alla moderazione.
LACCOTO Noi abbiamo assistito, questa sera, ad una gestione
della Presidenza solo per interessi di partito. Le voglio dire
che avevo preannunciato che l'emendamento A14 non ha bisogno di
coperture, ma riguarda espressamente la protezione civile, cioè
problemi di terremoto. Lei non può dichiararlo inammissibile.
PRESIDENTE Onorevole Laccoto, la Presidenza sa cosa deve
fare, non è lei a dire cosa può fare.
LACCOTO Deve portare a casa - speriamo che non lo faccia
nella votazione finale - quello dell'istituto per la minoranza
linguistica.
Per fatto personale
CRISTAUDO Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRISTAUDO Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi permetto
farle rilevare, anche alla luce del fatto che qualche collega,
con molta semplicità e con molta gratuità, dica delle menzogne
additando che un emendamento presentato dal sottoscritto possa
essere interessato dalla mafia, allora è mio dovere portare a
conoscenza dell'Assemblea, considerato che non ho altro modo per
difendermi, perché l'emendamento viene sempre tolto a suo
insindacabile giudizio, che io rispetto, signor Presidente, e
siccome non intendo fare dichiarazioni sulla stampa, intendo
semplicemente informare questo onorevole consesso che con molta
gratuità non fa altro che dire che c'è la mafia dietro la grande
distribuzione.
Vorrei semplicemente dire questo: la grande distribuzione si
divide in due parti. Ma non è questo il problema dell'emendamento
che ho presentato.
L'emendamento a mia firma è un risanamento di una legge che
questo Parlamento ha recepito malamente in quanto una concessione
edilizia per fabbricare anche una casupola dura tre anni mentre
questa Assemblea ha dato due anni.
PRESIDENTE Non entriamo nel merito degli emendamenti.
CRISTAUDO Non ci sono interessi, qui si parla di posti di
lavoro
Sull'ordine dei lavori
ARDIZZONE Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ARDIZZONE Presidente mi atterrò scrupolosamente all'ordine
dei lavori. Io non entro nel merito sulla conduzione né la
invidio, signor Presidente, glielo dico con la massima
franchezza. Certamente una considerazione la vorrei fare. Questa
nuova legislatura ha spostato il momento della sintesi politica
alla conferenza dei capigruppo per cui noi probabilmente noi per
il futuro ci attrezzeremo, noi peones , in anteprima con i
nostri capigruppo per andare a inserire già nei disegni di legge
quelle che sono le norme generali.
Questo ci serve per insegnamento. Allora sull'ordine dei lavori
considerato che ci sono degli emendamenti oggettivamente a mio
avviso, a mio modestissimo avviso attinenti, e non parlo di
quello del parco dei Nebrodi, parlo ad esempio di quello
dell'onorevole Laccoto, perché tutto si può dire tranne che non
sia di protezione civile. Perché sono finanziamenti dati in
conseguenza di un sisma ed i comuni debbono rendicontare. Però,
ripeto, lei doveva alla fine interpretare un ruolo politico che
perfettamente, Presidente, ha interpretato perché è stata la
conferenza dei capigruppo all'unanimità, quindi senza distinzione
fra maggioranza ed opposizione.
Allora, io le faccio una proposta sull'ordine dei lavori,
senza che si voglia per questo aprire il mercato delle vacche per
usare un termine caro all'opposizione. Si apra un momento di
confronto su alcuni emendamenti che sono stati presentati, su
questo era molto bravo il già vicepresidente onorevole Fleres. Si
apra una finestrella immediata su alcune cose. Se c'è l'unanimità
su alcuni emendamenti che si possa andare aventi, ci diamo dei
tempi, ci diamo delle scadenza, ci rivediamo tra un'oretta. E'
questa la proposta che io faccio.
L'abbiamo fatto in passato, io penso che questo ordine di
procedere possa mettere serenità partendo dal presupposto,
Presidente, che occorre l'unanimità da parte di tutti i
capigruppo così come unanimità c'è stata nel dare a lei
l'indirizzo politico nella conduzione di quest'Aula. Perché a me
piace credere che sia stato così altrimenti dovrei fare offesa
alla mia intelligenza dicendo che non sono stati ammessi degli
emendamenti che effettivamente ed obiettivamente erano
ammissibili.
PRESIDENTE Onorevole Ardizzone, la ringrazio per il suo
contributo.
DE LUCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Onorevole De Luca, lei aveva già parlato. Ne ha
facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, avrei voglia di rifarle la domanda
che le ho fatto mesi fa quando non capivo perché per alcuni
provvedimenti chi era a favore si doveva alzare e chi era
contrario doveva rimanere seduto, e per altri provvedimenti chi
era contrario si doveva alzare e chi era a favore doveva rimanere
seduto, perché poi, mi ricordo, ha riso tutta l'Assemblea, a
dimostrazione del mio apprendistato che ancora deve essere molto
lungo.
Al di là della battuta, visto che, per l'ennesima volta, ha
dimostrato di essere autorevole, di farlo questo sforzo e mi
appello alla sua autorevolezza, e mi collego al suggerimento che
ha già dato l'onorevole Ardizzone, o nell'individuare una
soluzione su alcuni emendamenti che, ribadisco sono importanti,
non comportano spesa, sono un segnale che dobbiamo dare, perché
in molti casi il problema che noi abbiamo avuto, signor
Presidente, è che noi non abbiamo avuto il provvedimento a cui
agganciarle alcune norme, perché l'accelerazione e la
semplificazione della spesa del POR la dovevamo fare sulla legge
sullo sviluppo, ma sono sei mesi che noi aspettiamo questa norma
Non si può, poi, continuare a bacchettare noi poveri
parlamentari che in ogni caso ascoltiamo i suggerimenti delle
categorie professionali e veniamo calpestati in continuazione su
queste cose
Signor Presidente, mi appello alla sua autorevolezza e
sensibilità.
FLERES Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
intervenire in favore della sua decisione e non per il merito
della decisione stessa che lei ha assunto, che può essere
discutibile, in alcuni casi, probabilmente lo è, ma per il
metodo, perché è un metodo che manifesta una condizione di crisi,
purtroppo, credo insanabile, che in questo momento esiste, non
nel Parlamento siciliano, ma nella politica siciliana.
Con la sua decisione, che io condivido, e che al suo posto
avrei assunto nella medesima maniera e con la stessa forza ed
energia, si dimostra come esista un profondo scollamento tra i
vertici dei partiti e dei gruppi parlamentari ed i rispettivi
gruppi e partiti.
Uno scollamento che deve, prontamente, essere ricomposto,
altrimenti, siccome la politica trova altri elementi di
riequilibrio e, talvolta, essi si manifestano nei momenti meno
opportuni, come il voto finale delle leggi, non dobbiamo
lamentarci se poi accadono sconvolgimenti, votazioni anomale,
ricorso continuo al voto segreto che, poi, determina ribaltamenti
di maggioranza, perché questi sono gli effetti di quello che è un
comportamento costante che si verifica non nel Parlamento
siciliano, ma nella politica siciliana, nel momento in cui esiste
una classe dirigente delegittimata che a sua volta delegittima.
E' delegittima perché il comportamento costante del Parlamento
nelle sue manifestazioni è deligittimante nei confronti della
classe dirigente che pure dovrebbe esprimere. E delegittima
perché non tiene conto di queste indicazioni che avvengono, non
tiene conto delle esigenze della Sicilia, della politica, di
interi settori sociali, non tiene persino conto delle esigenze di
bilancio di questa Regione nel momento in cui per esempio, si
compiono dei tagli indispensabili per sanare voragini di bilancio
che esistono, come nel caso di alcuni emendamenti che ho visto,
che avrebbero portato entrate alla Regione.
Voglio soffermarmi sul primo aspetto e concludo, signor
Presidente.
Questo episodio, a cui per altro faceva riferimento anche
l'onorevole Ardizzone, poc'anzi, sancisce un dato: esiste un
gruppo trasversale, che è composto dai presidenti dei gruppi
parlamentari che, in assenza di precise indicazioni dei
rispettivi gruppi, decide cosa i gruppi medesimi devono
realizzare, determinando una frattura, con il loro
comportamento, tra i vertici dei gruppi parlamentari ed i gruppi
stessi.
Se noi pensiamo che questo tipo di atteggiamento possa, medio-
tempore, non determinare effetti devastanti nella politica
regionale ci sbagliamo, perché questo tipo di situazione
determinerà, a medio termine, una situazione di ingovernabilità
che poi riverbererà su ciascuno, anche su coloro i quali si
sforzano, con impegno, con dedizione, con passione, e nel
rispetto delle posizioni di ciascuno di esercitare il loro
compito.
Sono convinto di non avere parlato per quest'Aula, signor
Presidente, ma talvolta bisogna pure farlo per avere la
possibilità di poter continuare a parlare con se stessi, magari
soltanto la mattina, mentre ci si rade.
CUFFARO Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, colgo l'occasione dell'intervento
dell'onorevole Fleres per tentare di portare un contributo ai
lavori di quest'Aula, anche in ordine alle tante giuste richieste
che molti parlamentari hanno fatto, devo dire con grande lealtà e
grande franchezza, tutte norme non solo utili ma, alcune di
queste, indispensabili per aiutare il processo di certificazione
della spesa che dobbiamo fare entro fine anno.
Non starò a ricordarli tutti, da quella presentata
dall'onorevole De luca, dallo stesso onorevole Laccoto ad altre
proposte di intervento che sbloccano finanziamenti sul turismo a
firma dell'onorevole Sanzarello. La stessa norma presentata da
alcuni deputati che l'onorevole Cristaldi ha voluto difendere con
forza.
Tentare di vedere e di trovare dietro ogni norma loschi affari,
non credo sia giusto é una norma che consente di allargare i
tempi di una concessione di un altro anno per alcune cose, non è
giusto vedere dietro ogni norma determinati interessi che,
credo, non ci siano.
Come tante altre norme ed emendamenti che ho visto, dai
consorzi di bonifica a tanti altri, norme giuste ed opportune che
dobbiamo fare, perché di qui a fine anno se non riusciremo a dare
risposte, purtroppo, tutti questi problemi rischieranno di
arrivare al collo dell'imbuto e di creare difficoltà serie.
Io vorrei rassicurare il Parlamento, ringraziarlo per avere
accettato ed approvato un disegno di legge di sacrificio, come
quello della sanità, ma indispensabile per ripartire da un piano
ed un accordo che abbiamo fatto col Governo nazionale per il
ripianamento del deficit e rispettarlo, anche se all'ultimo
minuto abbiamo dovuto far fronte ad ulteriori 80 milioni di euro,
che abbiamo dovuto togliere da dove, in qualche modo avevamo
pensato di utilizzarli, cioè dal disegno di legge sullo sviluppo.
Tutto questo ha creato qualche giusta sensazione da parte dei
parlamentari che il disegno di legge sullo sviluppo presentato
dal Governo non potrà farsi per mancanza di risorse.
Il mio intervento, signor Presidente, tende a rassicurare
questo Parlamento perché ho avuto notificato dalla direzione
dell'Assessorato al bilancio ed alle finanze che ad oggi abbiamo
ulteriori 60 milioni di nuove entrate che il Governo dice, sin da
adesso, volere assegnare al disegno di legge per lo sviluppo, e
chiedo al Presidente dell'Assemblea ed alla Conferenza dei
capigruppo di poter calendarizzare per la prima seduta utile
dell'Aula, subito dopo la pausa estiva, perché su quel disegno di
legge per lo sviluppo, dove già abbiamo 60 milioni di euro e dove
persino una norma presentata dal Governo, che è stata appena
dichiarata improponibile, a firma dell'onorevole Formica,
recupera altre risorse che sono andate in perenzione non
utilizzate da oltre dieci anni e se approvata ci consentirà di
riprenderli e riutilizzarli.
Sono parecchie risorse, stimate in oltre 50 milioni di euro che
possono essere riutilizzate, se non tutte almeno in parte, per il
disegno di legge sullo sviluppo.
Credo si possa - e lo chiedo a questo Parlamento, ai Capigruppo
ed al Presidente dell'Assemblea - ritornare dopo la pausa estiva
subito senza perdersi in lunghissimi periodi di tempo che
continuiamo a perdere tutte le volte che dobbiamo discutere di
una legge, arrivando sempre alla fine strozzati e non riuscendo
mai concretamente a poter fare un ragionamento serio dando anche
spazio ad un dibattito, con la presenza dei parlamentari e con il
loro contributo come, purtroppo, non abbiamo potuto fare anche
stavolta, incalzati anche dalla voglia di potere andare in ferie.
Intervengo proprio per dire che il Governo ha trovato le
risorse per il disegno di legge sullo sviluppo. Tutte queste
norme che sono state proposte dai deputati e che il Governo
condivide, se non dico nella totalità, chiedo che possano essere
inserite nel disegno di legge dello sviluppo per essere portate
in Aula e discusse.
Capisco che c'è un problema serio: questo Parlamento ha la
difficoltà di andare avanti. I Capigruppo spesso si assumono
delle responsabilità che, credo, siano nell'interesse di tentare
di approvare anche alcune leggi che diventerebbe molto complicato
portare avanti con una mole di norme, per cui spesso, gli stessi
negli incontri chiedono di fare dei sacrifici ma che poi, gli
stessi parlamentari non condividono.
L'onorevole Fleres ha ragione. Purtroppo, alla fine bisogna
sacrificare alla logica di un interesse generale anche non la
logica di un interesse particolare ma quella di una proposta
particolare che va incontro anch'essa all'interesse generale.
Se riusciamo a compendiare questi sforzi dei parlamentari e
convogliarli nel disegno di legge sullo sviluppo ed esitarlo per
l'Aula, dal 15 settembre, c'è l'impegno del Governo a recuperare
altre risorse affinché questo Parlamento possa concretamente
affrontare i problemi ed avere a disposizione quel che serve
perché si possano dare risposte esaustive ai siciliani.
PRESIDENTE Grazie, onorevole Presidente per il contributo
che ha dato. Mi auguro che quanto lei ha detto possa essere di
aiuto per i parlamentari che hanno presentato gli emendamenti che
anche la Presidenza aveva ritenuto condivisibili nel merito.
Chiaramente, non appena il disegno di legge sullo sviluppo
giungerà in Parlamento, sarà la Conferenza dei Capigruppo ad
assegnarlo alla Commissione competente, sperando che sia esitato
per l'Aula rapidamente.
CIMINO presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Dopo l'intervento del Governo non è usuale, però
ne ha facoltà.
CIMINO presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, volevo fare una precisazione, perché ritengo che
l'intervento del Presidente della Regione per i lavori
dell'Assemblea sia molto importante.
Il Presidente della Regione ha parlato di nuove risorse
finanziarie e non di un nuovo disegno di legge sullo sviluppo,
questo già esiste; se le risorse vengono reperite i lavori delle
Commissioni si possono attivare su quel disegno di legge con le
risorse che il Presidente della Regione ha dichiarato di reperire
e quindi non necessita attivare un nuovo iter parlamentare per
il disegno di legge sullo sviluppo.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, la votazione finale del
disegno di legge avverrà successivamente.
Presidenza del presidente Miccichè
Seguito della discussione del disegno di legge «Nuove norme per
l'elezione e la composizione dei consigli comunali e provinciali
e delle relative giunte» (519-5-14-15-193-315-396-517-570-584-593-
600-625/A - II stralcio)
PRESIDENTE Si procede con il seguito della discussione del
disegno di legge «Nuove norme per l'elezione e la composizione
dei consigli comunali e provinciali e delle relative giunte»
(nn.519/A-5-14-15-193-315-396-517-570-584-593-600-625/A - II
stralcio), posto al numero 5).
Invito i componenti la I Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
CRISTALDI presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRISTALDI presidente della Commissione. Signor Presidente, si
ripete questo farsesco rito di chiamare la prima commissione al
banco delle commissioni per discutere della legge elettorale che
sistematicamente non può produrre risultati.
Questo disegno di legge è partito con una precisa ambizione e
il secondo stralcio aveva fissato delle precise linee. Siccome si
sta, in qualche maniera, creando una condizione secondo la quale
non soltanto il disegno di legge non si dovrebbe approvare nelle
parti più essenziali, ma dovrebbe uscire approvato con cose di
pochissimo conto, e questo sarebbe una grave mortificazione per
il Parlamento.
Le chiedo, allora, Signor Presidente, di evitare questa
sceneggiata, questo aspetto assai ridicolo di un Parlamento che,
avendo presentato un disegno di legge che aveva grandi ambizioni,
poi finisce con affrontare le sole questioni.
Se lei, quindi, preliminarmente volesse anche attraverso una
sospensione di un minuto, come presidenza dell'Assemblea, perché
il parere del Governo lo conosciamo già, il parere dei deputati
lo conosciamo già, ci sono deputati e componenti del Governo che
piuttosto che pensare ai consiglieri provinciali, in più per il
proprio partito, pensano a fare eleggere il proprio compare nel
proprio collegio, anche danneggiando il proprio partito.
Non è il caso di affrontare questa questione.
Le chiedo di evitare questa ulteriore sceneggiata di andare lì
al banco, di qualcuno che si alza e dice non si fa se non si
deve , lei signor Presidente, può chiedere all'Aula se si vuole
approvare o meno il disegno di legge sulla riforma elettorale e
di conseguenza continuare oppure bloccarci per fare le grandi
cose che abbiamo fatto in questi giorni.
PRESIDENTE Il disegno di legge n. 519/A, onorevole
Cristaldi, si trova inserito al n. 5) del III punto dell'ordine
del giorno che reca discussione dei disegni di legge . Credo ci
sia una volontà d'Aula che quindi non va interpellata.
Invito la Commissione da lei presieduta a prendere posto
presso il banco delle Commissioni, sarà l'Aula a decidere quali
sono le norme che devono essere approvate e quali no.
Invito, pertanto, i componenti la I Commissione a prendere
posto al banco alla medesima assegnato.
Ricordo ai colleghi che avevamo accantonato l'esame del disegno
di legge in sede di discussione dell'articolo 4.
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Determinazione del numero dei componenti delle giunte dei comuni
e delle province regionali
1. L'articolo 33 della legge 8 giugno 1990, n. 142, come
introdotto dall'articolo 1, comma 1, lettera e), della legge
regionale 11 dicembre 1991, n. 48 e successive modifiche ed
integrazioni, è così sostituito:
Art. 33. - 1. La giunta comunale è composta dal sindaco, che
la presiede, e da un numero di assessori, stabilito dallo
statuto, non superiore a:
a) quattro per i comuni con popolazione sino a 3.000 abitanti;
b) cinque per i comuni con popolazione sino a 10.000 abitanti;
c) sei per i comuni con popolazione sino a 30.000 abitanti;
d) nove per i comuni con popolazione sino a 250.000 abitanti;
e) quattordici per i comuni con popolazione superiore a 250.000
abitanti.
2. La giunta provinciale è composta dal presidente della
provincia che le presiede e da un numero di assessori, stabilito
dallo statuto, non superiore a:
a) tredici per le province regionali con popolazione
superiore a 600 mila abitanti;
b) nove per le province regionali con popolazione da 400 mila
abitanti sino a 600 mila abitanti;
c) sette nelle altre province regionali.
3. Fino all'adozione delle nuove norme statutarie, di cui ai
commi 1 e 2, si applicano le disposizioni regionali vigenti. Le
suddette nuove norme statutarie devono essere adottate entro il
termine di sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente
legge. In caso di inosservanza, l'Assessore regionale per la
famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali provvede
tramite un commissario ad acta.
4. Gli statuti comunali e provinciali possono prevedere la
nomina ad assessore di cittadini non facenti parte dei rispettivi
consigli in possesso dei requisiti di competenza determinati
nello statuto medesimo, nonché dei requisiti di compatibilità e
di eleggibilità alla carica di consigliere.
5. Nelle giunte comunali e provinciali nessuno dei due generi
può essere rappresentato in misura superiore a due terzi.'
2. Sono abrogate le seguenti norme: l'articolo 24 della legge
regionale 26 agosto 1992, n. 7, come modificato dall'articolo 76,
comma 4, dalla legge regionale 3 dicembre 2003, n. 20; l'articolo
4 della legge regionale 16 dicembre 2000, n. 25, come modificato
dall'articolo 76, comma 16, della legge regionale 3 dicembre
2003, n. 20; l'articolo 9 della legge regionale 15 settembre
1997, n. 35.
3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 trovano applicazione
in relazione al primo rinnovo del consiglio successivo
all'entrata in vigore della presente legge.»
Comunico che sono stati presentati gli emendamenti 5.4, 5.6,
5.3, 5.5, 5.9, 5.8, 5.1, 5.7.
Si passa all'emendamento 5.1 a firma dell'onorevole Antinoro ed
altri.
ANTINORO Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento a mia
firma.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ANTINORO Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, questo emendamento di cui sono primo
firmatario, insieme ad altri colleghi del gruppo dell'UDC,
intende portare avanti il tema del risparmio dei costi della
politica con la riduzione del numero dei consiglieri, a proposito
della quale ricordo è stato approvato l'emendamento che prevedeva
la riduzione del numero dei consiglieri.
Anche in questo caso con la stessa filosofia, con le stesse
ragioni, per le stesse ispirazioni abbiamo voluto questo
emendamento perché non riteniamo che la riduzione del numero
degli assessori che - fino a prova contraria - sono espressione
della politica, del territorio, di chi nel territorio svolge le
funzioni di raccordo con la popolazione, di chi deve gestire le
comunità, di chi le deve rappresentare, riteniamo che una
ipocrisia', fatemi passare il termine forte, parlare di
riduzioni dei costi della politica, solo perché riduciamo uno o
due Assessori. E, quando qualche collega, poco fa, in Aula,
mentre mi avvicinavo al podio mi dice come battuta almeno uno ,
mi fa ancor di più capire che l'ipocrisia è assoluta, totale e
globale.
Perché non si tratta di almeno uno o di almeno due , qua si
tratta di dover immaginare un'idea della politica che è di
partecipazione. E, siccome spesso, così come ho detto in un altro
intervento che riguardava la riduzione del numero dei
consiglieri, stiamo lì ipocritamente a seguire i flussi che i
quotidiani, i media ci portano a seguire come quasi fosse una
moda demonizzare tutta la politica, io, invece, faccio un appello
alla politica perché si renda ancor più utile, dalle piccole
amministrazione, dagli enti locali fino all'Assemblea per fare in
modo che la si rappresenti con dignità a salvaguardia delle
istituzioni, facendo in modo di meritare la fiducia e
l'incoraggiamento dei cittadini piuttosto, qualche volta, il
demerito spesso - ahimè - anche a ragione.
Spero che l'Aula voglia votare questo emendamento soppressivo.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, considero
questo uno degli articoli, in una legge che certamente non è la
legge, che alcuni di noi avremmo voluto, ma considero questo uno
degli articoli che dà a questa Regione la possibilità di
legiferare anche in maniera innovativa rispetto alla legislazione
fino ad oggi vigente.
Questo articolo contiene la presenza di genere nelle giunte
comunali e provinciali, fattispecie che non può essere
considerata come una minaccia, ma semmai deve essere vissuta come
una innovazione sostanziale.
E questo articolo sostiene, a mio avviso, un timido ma,
comunque, significativo intervento che in qualche modo si propone
di disciplinare in termini di riduzione della quantità di
personale politico-amministrativo presente nei comuni e nelle
province.
Onorevole Presidente e assessore agli enti locali fino al 2000
la disciplina che fissava il numero degli assessori nelle giunte
comunali e provinciali era fissata da legge regionale che, nel
caso del comune più grande, era fissato nel numero di 10
assessori.
Oggi, noi abbiamo la giunta regionale composta da 12 assessori,
si pone l'obiettivo di governare una grande regione come la
Sicilia, con diverse deleghe che fanno riferimento, in qualche
modo, dà alla giunta di governo anche quel numero che consente
quel governo che possa definirsi tale senza trasformare la giunta
in una Assemblea.
A seguito della modifica della legge nazionale e regionale,
siamo riusciti a trasformare il numero degli assessori nelle
giunte comunali fino ad un massimo di 16, come nel caso, ad
esempio, della città di Palermo, che considero obiettivamente
un numero spropositato se paragonato alla Regione siciliana.
Ho presentato un emendamento che riafferma la dimensione delle
giunte, secondo quanto previsto dalla legge 7 del 1992, ovvero,
la legge che per prima in Italia introdusse l'elezione diretta
del sindaco.
In quella legge era previsto un numero massimo di assessori
nelle giunte comunali.
Credo che questo sarebbe un atto che non riguardi i costi
della politica, perché voglio ribadire un concetto, fino ad
oggi, purtroppo non trova orecchie attente, onorevole presidente
della Regione, il tema che abbiamo di fronte non sono i costi
della politica. C'è pure, e non possiamo fare finta di non vedere
e non sentire un sentimento largo e diffuso di gran parte
dell'opinione pubblica.
C'è un grande tema ed è come usiamo la nostra autonomia. Questo
è il punto politico. L'autonomia che per una grande Regione come
la Sicilia deve essere come una opportunità in più che diamo ai
siciliani, non come un'opportunità che diamo ad una parte dei
siciliani.
Intendo dire che l'autonomia non può essere piegata alla logica
dei piccoli o grandi privilegi. Deve essere vissuta come
opportunità. Io considero una dimensione efficiente quella di
riportare le giunte, che hanno funzionato per otto anni dal 1993
al 2001, in Sicilia elette per la prima volta con la legge che
prevedeva l'elezione diretta del sindaco, hanno funzionato con un
numero di assessori, in molti casi pari alla metà di quelli che
sono oggi vigenti.
E non credo che ci sia stata un'insufficienza di azione di
governo, per difficoltà di quantità di assessori.
Penso che la norma che riduce gli assessori è un atto di buon
governo che non c'entra con i costi, ma c'entra con l'efficienza,
ma è ridare anche alle giunte di governo, il segnale forte e
chiaro.
Non vorrei ricordare, onorevole Presidente, che giusto oggi
leggiamo sui giornali che la più grande città della Sicilia ha
composto la sua giunta tre mesi dopo la sua elezione. Eppure, la
legge prevede che all'atto della candidatura - ormai è diventata
una farsa - il sindaco deve depositare l'elenco con la metà degli
assessori proposti.
Ci sono voluti tre mesi per fare una giunta di 16 persone.
Forse, dico forse, avendo convinzione che il forse in questo
caso è soltanto una considerazione pleonastica, anzi trasformo il
forse con certamente, se avessimo avuto un numero minore di
assessori da designare, anche la città di Palermo, avrebbe avuto
per tempo i suoi assessori e la sua giunta.
BALLISTRERI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BALLISTRERI Signor presidente, onorevole Presidente della
Regione, onorevoli colleghi, io mi rendo conto di andare contro
tendenza, rispetto a un trend generale della politica del nostro
Paese, in cui si parla di elezione diretta di sindaco d'Italia,
di premier eletto direttamente dal corpo elettorale. Eppur
tuttavia, non possiamo non evidenziare come in questo dibattito,
sia pure limitato ad alcune norme stralcio di una cosiddetta
legge elettorale, si evidenzia un grande disagioin termini di
governabilità.
L'onorevole Cintola, mi rendo conto che è euforico in quanto
nominato assessore al comune di Palermo, però abbia la
compiacenza e l'amabilità, non per rispetto alla mia persona
modesta, ma al Parlamento di far continuare il dibattito.
Dicevo che si evidenzia un disagio in quest'Aula che discende
da come si è andato configurando il rapporto tra due dei tre
poteri fondamentali in un sistema democratico e, in modo
specifico, il rapporto fra il potere esecutivo e il potere
legislativo, fra il governo e il parlamento.
Io credo, in generale, senza volere investire responsabilità
che riguardano questo governo della regione, che il
presidenzialismo in Sicilia, le elezioni dei sindaci, dei
presidenti della provincia non hanno prodotto e non stanno
producendo governabilità.
Il richiamo fatto ai ritardi nella formazione delle giunte,
ritardi rispetto all'azione politica delle giunte in Sicilia ne
sono testimonianza, anzi ne sono quasi una sorta di paradigma.
In qualche misura - cito un autore che non è di moda a tal
punto che il premier Romano Prodi non l'ha portato con sé in
vacanza, Karl Marx - abbiamo le due repliche della storia.
Io credo che una riflessione attorno alla centralità dei
parlamenti, dei consigli comunali e provinciali vada fatta per
ridefinire funzioni, competenze e ruoli delle assemblee elettive.
La prova ne è questa, signor Presidente dell'Assemblea, che
mentre i parlamentari parlano assistiamo a questo spettacolo.
C'è una sospensione delle funzioni parlamentari, per cui
sostanzialmente le decisioni vengono prese dagli esecutivi,
presieduti da premier, presidenti della regione in questo caso,
da presidenti delle province e sindaci eletti dal popolo e che in
qualche misura si attribuiscono una funzione quasi salvifica.
Su questo noi facciamo e discutiamo di una riforma elettorale
che è davvero poca cosa rispetto ai grandi problemi della
governabilità, intanto in questa Regione. Faremmo bene a partire
da una riflessione attorno allo Statuto della Regione, non come
si dice per una riforma complessiva, ma per una sua attuazione e
un suo ritorno alle origini che come è noto erano puramente
parlamentari. E i rischi di una deriva di ingovernabilità nelle
regioni non riguardano solo la Sicilia. Vorrei dire che casi
analoghi e con giunte di segno opposto avvengono con Bassolino,
con Soru, con Illy - li cito per par condicio - e con
Formigoni nella Regione Lombardia.
Credo che noi su questo dobbiamo interrogarci. Avremo fatto
bene non soltanto a non discutere di una riforma elettorale che è
partita come strumento punitivo nei confronti del pluralismo
politico, ma neppure di stralci che hanno finito in qualche
misura per farci adeguare a una moda che viene in questo momento
sollecitata e diffusa nel Paese, che è quella dell'attacco alla
politica, alla politica tout court, alla politica come strumento
di rappresentanza, di partecipazione.
Immemori di una tragica lezione di Karl Schmidt attorno al
sovrano decisore. Noi non abbiamo bisogno di nessun sovrano
decisore, anche perché non decide nessuno e per nessuno in
termini esclusivi.
Mi permetto dire, attorno a questo tema, che la riflessione
andava condotta prima di infilarci in una sorta di cul de sac';
arrivano tardivi gli appelli ad accantonare la discussione sulla
stralcio della legge elettorale, troppo tardivi, quando ci si è
infilati in questo cul de sac' . Avremo fatto bene a discutere
in modo approfondito di questa questione. Ma che significa la
questione della riduzione delle indennità - cito un altro tema -
se non quello di piegare la testa rispetto ad una moda imperante,
ad una tendenza imperante nel nostro Paese della politica debole,
della politica subalterna?
Io credo che chi ha vergogna di far politica può fare solo una
cosa, per decenza e per coerenza: si dimetta Ricordando anche
qui le parole di un grande sociologo tedesco, Max Weber, che
diceva la politica si fa per passione e non per lavoro con una
distinzione fondamentale.
Teniamo a mente questa distinzione e vediamo di vivificarla
senza trappole, senza tendenze alla compressione di spazi di
democrazia e di partecipazione a partire da questa nostra
Regione.
Non credo che il qualunquismo sia la risposta giusta alla crisi
della politica. Signor Presidente della Regione, la risposta
giusta sarebbe stata approvare la legge sullo sviluppo ora e non
a settembre.
L'esortazione è di affrontare questi nodi alla ripresa e fare
un grande dibattito sulla politica in Sicilia e chi più del
Parlamento siciliano può farlo in termini seri e coerenti
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Mancuso.
MANCUSO Rinuncio.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto. E' iscritto a parlare
l'onorevole Aulicino.
AULICINO Rinuncio.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto. E' iscritto a parlare
l'onorevole Turano.
TURANO Rinuncio.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 5.4, a firma dell'onorevole Antinoro
ed altri: sopprimere il comma 1 .
Il parere della Commissione?
CRISTALDI presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;
chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
ANTINORO Chiedo la controprova.
PRESIDENTE Invito il deputato segretario, onorevole Rinaldi,
a prendere posto al banco della Presidenza per il conteggio dei
voti per accertare l'esito esatto della votazione.
Onorevoli colleghi, pongo in votazione l'emendamento 5.4.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Presidenza del presidente Miccichè
Sull'ordine dei lavori
MANCUSO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MANCUSO Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa è la
terza volta che si commette un errore quando si fa la conta su
una votazione per alzata e seduta.
Le scorse volte il segretario - nulla contro il segretario che
ha chiamato adesso - ha accettato l'errore che ha fatto,
pertanto, la invito a ricontare.
PRESIDENTE Onorevole Mancuso, la prego di moderare i toni
dell'intervento.
MANCUSO Signor Presidente, le sto ricordando che è già
successa la stessa cosa ed anche la scorsa volta ha difeso
giustamente e con la stessa forza il segretario il quale ha
ammesso di aver commesso l'errore perché non aveva contato il
Governo.
Possiamo prendere il resoconto stenografico di quanto accaduto
qualche mese fa.
Pertanto, le chiedo la votazione per appello nominale, così
come abbiamo fatto la scorsa volta e Lei non ha proceduto
RINALDI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RINALDI Anche se la volta scorsa non è stato contato il voto
del Governo, comunque anche con il voto del Governo risultava
quell'esito.
MANCUSO Non è così
RINALDI Le posso garantire che è così
Presidenza del presidente Miccichè
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
numero 519/A - II Stralcio
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 5.6 a firma
dell'onorevole Cracolici.
CRACOLICI Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 5.3 a firma dell'onorevole Tumino.
TUMINO Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 5.5 a firma dell'onorevole Cracolici.
CRACOLICI Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 5.2 a firma dell'onorevole Gucciardi.
GUCCIARDI Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GUCCIARDI Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho seguito
con attenzione, se pur in silenzio, l'iter parlamentare di
questo disegno di legge.
La Commissione aveva iniziato i lavori con un disegno
ambizioso di una riforma della legge elettorale delle autonomie
locali, pur con posizioni diverse, per intervenire in un settore
estremamente delicato per la vita democratica della nostra
Regione.
Un altro obiettivo ambizioso che si proponeva la legge era la
riduzione dei costi della politica tanto strombazzata su tutti
gli organi di stampa.
Rispetto a come si era avviato il ragionamento, rispetto a
quanto accaduto in Aula con la bocciatura di altri articoli e
con lo stravolgimento sostanziale del disegno di legge
originario, dico che oggi il Parlamento si trova ad avere un
altro strumento.
Questo disegno di legge, così come residuato, è un'altra cosa
ed io ho il coraggio delle mie opinioni; si tratta di un tema
delicato e complesso e, personalmente, non mi assumo la
responsabilità politica e morale di approvare un disegno di legge
che non interviene a regolare la materia della democrazia del
territorio né riduce i costi della politica.
Per questa ragione, dichiaro di ritirare l'emendamento a mia
firma e chiedo all'Aula che il provvedimento venga rinviato in
Commissione.
PRESIDENTE L'Assemblea prende atto del ritiro
dell'emendamento 5.5.
Si passa all'emendamento 5.9 del Governo.
Comunico che all'emendamento 5.9 è stato presentato il
subemendamento 5.9.1, a firma della Commissione:
«All'articolo 5, comma 1, al punto 3 il periodo 3. è così
sostituito: in assenza di norma statutaria che stabilisca il
numero degli assessori, si applica il limite massimo stabilito
dai commi 1 e 2'».
LACCOTO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LACCOTO Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo la norma
presentata dal Governo, emendamento 5.9, sia contro l'autonomia
degli enti locali e ritengo necessario prestare attenzione ai
nuovi poteri stabiliti con il titolo V che attribuisce la potestà
statutaria agli enti locali.
Non possiamo dire che se non viene modificato lo Statuto si
applica il limite mimino, si può invece obbligare l'ente locale a
fare lo Statuto, che è ben altra questione.
Credo che questo articolo, così come formulato, sia contrario
all'autonomia degli enti locali.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, leggo il
subemendamento 5.9.1: In assenza di norma statutaria che
stabilisca il numero degli assessori si applica il limite massimo
stabilito dai commi 1 e 2 .
Credo che questo subemendamento andrebbe riferito ad altra
disposizione legislativa perché ai commi 1 e 2 non si stabilisce
un limite minimo ed uno massimo, ma si stabiliscono dei termini
puntuali.
CRISTALDI presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà
CRISTALDI presidente della Commissione. Generalmente il
professore Ortisi è sempre attento, ma non in questo caso poiché
nella norma si stabilisce che la giunta comunale è composta
dal sindaco che la presiede e da un numero di assessori,
stabilito dallo Statuto, non superiore a: . .
ORTISI Ha ragione, onorevole Cristaldi
PRESDIENTE Pongo in votazione il subemendamento 5.9.1 a firma
della Commissione.
Il parere del Governo?
COLIANNI assessore per la Famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Favorevole.
PRESDIENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 5.9 a firma del Governo. Per quanto
riguarda il primo comma dell'emendamento, mi pare che sia
superato perché già espressamente detto nel comma 3.
COLIANNI assessore per la Famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. E' superato.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 5.8 a firma del Governo.
COLIANNI assessore per la Famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. E' ritirato.
SPEZIALE Signor Presidente, il Governo ha presentato
l'emendamento 5.9 e ad esso è stato presentato il subemendamento
5.9.1della Commissione.
La Presidenza ha detto che l'emendamento 5.9 era già contenuto
nel testo dell'articolo 5, al comma 3, ma si tratta di materia
diversa perché l'emendamento fa riferimento all'applicazione
dell'articolo a partire dalle nuove elezioni, invece l'articolo 5
stabilisce, al comma 1, che gli Statuti regionali debbono
adeguarsi entro 60 giorni.
Come si vede, si tratta di materia diversa.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, mi scusi, l'emendamento 5.9
faceva riferimento alle disposizioni del primo rinnovo elettorale
ed è detto già al comma 3, dell'articolo 5, mentre per quanto
riguarda il secondo comma, in assenza di norma statutaria, è
stato aggiunto dal comma 1 ed il comma 2.
SPEZIALE Mi scusi, abbiamo testi diversi, leggo il comma 3 :
Fino all'adozione di nuove norme statutarie, di cui ai commi 1 e
2, si applicano le disposizioni regionali vigenti. Le suddette
nuove norme statutarie devono essere adottate entro il termine di
60 gg. l'entrata in vigore della presente legge .
PRESIDENTE Onorevole Speziale, lei ha letto il punto 3, il
comma 3 dell'articolo 5 stabilisce: Le disposizioni di cui ai
commi 1 e 2, trovano applicazione in relazione al primo rinnovo
del Consiglio successivo all'entrata in vigore della presente
legge. . Questo è il comma 3, dell'articolo 5.
Si passa all'emendamento 5.1 a firma dell'onorevole Cristaldi.
CRISTALDI presidente della Commissione. Chiedo di parlare per
illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRISTALDI presidente della Commissione. Signor Presidente, si
tratta di un aspetto tecnico perché a seguito di quanto
approvato, resterebbe in vigore questa norma che sarebbe superata
e, invece, sarebbe giusto abrogarla.
MANCUSO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MANCUSO Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome
cercavo il testo normativo sugli emendamenti e non mi è stato
fornito perché non c'è, vorrei sapere cortesemente dalla
Presidenza l'emendamento 5.1 a cosa si riferisce dell'articolo 33
della legge 142 del 1990.
PRESIDENTE L'emendamento 5.1 si riferisce alla
incompatibilità tra assessori e consiglieri ed è stata già
regolata dallo stesso articolo per cui sarebbe una ripetizione.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E'
approvato)
Si passa all'emendamento 5.7 a firma dell'onorevole Di Mauro.
DI MAURO . Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto. Essendo ritirato
l'emendamento 5.7 decade anche il subemendamento 5.7.1 a firma
della Commissione.
Pongo in votazione l'articolo 5, nel testo risultante.
ORTISI Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
parlare per dichiarazione di voto sull'articolo e credo che sulla
legge il gruppo parlamentare che rappresento farà una riunione
alla fine dei lavori per decidere come atteggiarsi e
personalmente voterò come la maggioranza del gruppo parlamentare
deciderà di votare.
Tornando all'articolo 5, sono tra quelli che sostengono - l'ho
già dichiarato - che il problema non è dato dalla rimunerazione
di chi fa politica perché si tratta di un principio pericleo che
rispetto totalmente.
Il problema è il numero; perché oggi una legge elettorale, in
Sicilia in particolare - che sia regionale, provinciale, comunale
e che dà molta più importanza decisionale al Presidente della
Regione, al presidente della provincia, al sindaco e, più che
alla Giunta, ai dirigenti - che prevede di diminuire il numero
degli assessori rappresenta una strada sbagliata.
Bisogna diminuire il numero dei consiglieri o dei parlamentari
perché, per la quantità e la qualità di quello che è affidato
alle assemblee, sono troppi ed in ogni caso il numero degli
assessori è proporzionale, da sempre, al numero dei consiglieri.
Quindi, bocciato l'articolo 3, che non diminuisce il numero dei
consiglieri, diminuire il numero degli assessori rende
squilibrato il sistema, come fatto interno di equilibrio.
Inoltre, al comma 4 di questo articolo si fa riferimento ai
requisiti di competenza determinati nello Statuto e tali
requisiti significano una serie di ricorsi al TAR, in entrata ed
in uscita, inimmaginabili.
Meglio sarebbe stato se l'onorevole Cracolici non avesse
ritirato il suo emendamento 5.5, perché riproponeva un fatto di
equilibrio interno fra consiglieri e assessori ed avrebbe fatto
recuperare, per altra via, l'articolo 3 rispetto al quale sarebbe
stata coerente l'approvazione dell'articolo 5.
In tali condizioni, esprimo il mio voto contrario all'articolo
5, sulla legge mi atterrò secondo quanto deciderà il gruppo
parlamentare che rappresento.
SPEZIALE Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio
annunciare il mio voto favorevole e vorrei che l'onorevole
Presidente della Regione mi seguisse.
Lei come me e come l'onorevole Cristaldi ha partecipato, nel
1992, al voto di un disegno di legge fortemente innovativo che ha
permeato la legislazione nazionale.
La Regione siciliana è stata la prima regione che ha proceduto
con la legge 7/92 alla elezione diretta dei sindaci e quella
legge divenne successivamente legge nazionale.
Nello Statuto della Regione, col suo assenso, abbiamo
introdotto la norma, che poi per ragioni diverse non è andata in
porto, che stabiliva che almeno 1/3 della giunta regionale doveva
essere composta di donne ed in parte lei è stato coerente con
quella norma tanto è vero che nella sua giunta ci sono diverse
donne.
La norma della quale stiamo parlando prevede invece un elemento
che considero positivamente rivoluzionario e cioè che nella
formazione della giunta nessuno dei generi può superare i 2/3,
quindi almeno 1/3 debbono essere donne e questo sta spingendo una
parte della sua maggioranza a chiedere il voto nominale per
bocciare l'articolo.
Considero questo elemento grave e penso che il Presidente della
Regione non possa avallare un comportamento che giudico
fortemente negativo e promuova, assieme a tutti gli altri, un
processo di innovazione.
Domani sulla stampa, la Sicilia potrebbe caratterizzarsi per un
elemento di grande novità e cioè che le giunte della Sicilia, in
tutti i comuni, almeno 1/3 devono essere composte da donne.
Questo potrebbe permeare la legislazione nazionale. Noi dalla
Sicilia potremmo invitare i parlamenti nazionali e le assemblee
elettive ad adeguarsi ad una norma innovativa. La Sicilia
apparirebbe, in sintonia, una regione moderna e ciò
qualificherebbe l'Assemblea Regionale Siciliana.
Quindi, ritengo arretrato l'atteggiamento di una parte politica
che tenda a bocciare l'articolo 5 per impedire i processi
innovativi della nostra legislazione e soprattutto per impedire
che la Sicilia parli, positivamente, al resto del paese.
ADAMO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ADAMO L'intervento dell'onorevole Speziale mi costringe ad
intervenire perché pone un tema estremamente interessante, quale
quello della presenza femminile. Credo che all'interno della
legge, così com'è, non sia sufficiente questo elemento per far
approvare oggi la legge. Credo sia opportuno rimandare il disegno
di legge in Commissione per essere approfondito. Come possiamo
dire che facciamo una riforma che lascia il numero dei
consiglieri così com'è e che si limita a ridurre di uno o due
assessori? Che legge di risparmio è? Rischiamo di renderci
ridicoli Certamente la questione delle donne è importante, ma va
affrontata anche in un'ottica diversa, perché credo che la
politica sia un mondo chiuso sia alle donne che agli uomini che
stanno fuori. E' riduttivo parlare di questione femminile.
La politica o la casta - come oggi viene definita - è chiusa
su se stessa Uomini e donne che non fanno parte del sistema
restano fuori. La riforma elettorale è un argomento serio che ci
appassiona tutti, credo che non possiamo affrontarla ad agosto,
in pochissimo tempo, in un momento di grande stanchezza.
Credo che la proposta di riportarla in Commissione, di
affrontarla e approfondirla, sia un'ottima proposta.
MANCUSO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MANCUSO Davanti alla demagogia si devono fare i conti con i
fatti concreti.
Chiederei chi è favorevole a questa norma, perché qui dentro
chi non è a favore delle donne? Penso nessuno, anzi molti hanno
già nella loro attività amministrativa quello che la legge non
prevede.
Vorrei comprendere quel sindaco che eventualmente viola questa
norma che viene sancita eventualmente dall'Assemblea, l'Assessore
agli enti locali gli manderà il commissario e gli nominerà di sua
volontà un assessore o lo obbligherà a nominare un assessore
donna altrimenti decadrebbe da sindaco.
Votate questa norma perché è veramente eccezionale utilizzare,
non so a quale fine, quello che prevede il buon senso non
CRISTALDI presidente della Commissione. Sarebbero nulli tutti
gli atti
MANCUSO di nominare i due terzi, un terzo, quattro quarti,
il buon senso se ci sono delle donne che meritano di stare nelle
amministrazioni - come ce ne sono tantissime - i sindaci non
hanno bisogno di nominarle, cosa che fanno centinaia di sindaci
della Sicilia.
Se voi volete mettere da un lato l'obbligo e dall'altro la pena
per il sindaco che non li nomina, fate pure, poi arriverà il
commissario che non so cosa farà e non so quanti contenziosi
saranno aperti su questa materia da parte delle amministrazioni.
CRISTALDI presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRISTALDI presidente della Commissione. Onorevole Presidente,
soltanto per una precisazione perché poi, a furia di scienziati,
rischiamo di confonderci.
La norma presenta la stessa autorevolezza quando fissa il
numero degli assessori e dice che devono essere al massimo in
nove, non si può che farne nove. Può il sindaco farne dieci? Ne
deve fare nove. Se il sindaco ne deve fare nove naturalmente lo
fa perché questo prescrive la legge.
Con la stessa autorevolezza la legge dice che un terzo devono
essere donne e quindi per un terzo deve nominare donne se due
terzi sono uomini. E cosa succede? Quello che ha fatto
l'onorevole Mancuso quando si è presentato a sindaco nel suo
Comune: cioè, si può andare al Tar, oppure si può intervenire in
Aula dicendo le cose che ha detto l'onorevole Mancuso.
ANTINORO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ANTINORO Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci stiamo
accapigliando, seppure la politica è passione, forse ci stiamo
appassionando un po' ad un tema politico che è il momento
elettorale, visto che parliamo di legge elettorale.
Da qualche anno - siamo sempre lì - siccome la politica manca
ci siamo dovuti, ci si è dovuti, si sono dovuti, non so chi a
questo punto, inventare una serie di temi per modernizzare la
politica.
Il Presidente Cuffaro, non più tardi di un anno fa circa, ha
nominato la sua Giunta, non c'è nella legge elettorale regionale
alcun obbligo per il Presidente della Regione di nominare donne o
uomini, o comunque non c'è alcun obbligo di genere, eppure il
Presidente della Regione ha ritenuto di dimostrare un'alta
sensibilità perché, se non ricordo male, sono tre le donne che
fanno parte della Giunta Cuffaro.
Ho grande rispetto degli uomini e delle donne, o per meglio
dire, delle donne e degli uomini, per gesto di galanteria, che
desiderano impegnarsi in politica, ma condivido interamente
quello che diceva Giulia Adamo poco fa.
La politica che si autoreferenzia, è questo il problema che
spesso e volentieri finisce per impedire alle donne o anche agli
uomini di buona volontà che vogliono impegnarsi in politica di
avvicinarsi alla stessa.
Oggi è un problema di principio. Immaginare al di là del numero
degli assessori (avevo motivato poco fa perchè continuo a non
essere d'accordo), ma il principio secondo il quale un sindaco,
un presidente di provincia, un capo di amministrazione debba per
legge essere obbligato ad un numero di genere ben stabilito,
francamente, mi sembra questo sì, antico, vetusto e una falsa
modernizzazione della politica che deve ritrovare la sua
modernità nella saggezza e non nella ipocrisia.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Onorevoli colleghi, per
la verità ritengo che l'argomento non meritasse tante
attenzioni, però l'onorevole Speziale mi chiama all'intervento e
lo faccio volentieri perché non vorrei che pensasse che io mi
nasconda; ma io sono molto franco e dirò quello che penso.
Su tutto il tema della legge elettorale - l'ho detto forse con
un tono un po' fuori dal mio costume l'altra volta, di questo un
po' mi scuso, lo dirò più serenamente adesso, ma non cambia
quello che è la qualità del mio pensiero che voglio esprimere
con franchezza - io no credo che, per quanto riguarda l'argomento
specifico, ci sia una specie in estinzione che va protetta.
Tutt'altro. E non credo neanche, come dicevano gli antichi
latini, che ci sia un vaso che va colmato, meglio forse - per
utilizzare sempre la stessa frase - una fiaccola che va accesa.
Dovremmo avere il coraggio, in questo Parlamento, di creare le
condizioni con una legge che consenta alle donne di avere più
possibilità di accostarsi alla politica.
Allora, quello sì sarebbe un dibattito e una legge di gran
lunga più interessante. Dovremmo creare le condizioni perché le
nostre donne che svolgono già un grande ruolo, e credo che
nessuno di noi voglia disconoscere il ruolo familiare e dentro la
famiglia che ha la donna, che ha già nella società e dentro le
istituzioni ,creiamo le condizioni per cui possa avere più
possibilità di accostarsi alla politica. No Queste non sono le
condizioni perché una donna si accosti alla politica. Infatti,
una mamma che ha quattro figli e deve anche lavorare, per
accostarsi alla politica ha bisogno di più infrastrutture. Chi
può pensare a mantenere la propria famiglia, mentre si accosta
alla politica? Se noi, invece, diciamo che dobbiamo per forza di
cose, fare tre o quattro assessori donne, io credo, con molta
umiltà, di dovere esprimere che non stiamo facendo una cosa
giusta, nei confronti delle donne che non hanno bisogno, sotto
questo punto di vista, di essere protette.
Credo che abbiano bisogno, invece, e tutti dobbiamo
preoccuparci di crearla, di una nuova cultura della
partecipazione della donna alla vita politica, così come c'è già
nella vita sociale e nella vita istituzionale, dal punto di vista
del lavoro.
Oggi nessuno più si preoccupa delle difficoltà che ha una donna
di accesso al lavoro, perché le abbiamo superate, ma non con una
legge, stabilendo che il 50 per cento o il 30 per cento dei ruoli
dentro l'amministrazione debba essere dato alle donne.
Lo abbiamo superato culturalmente, perché questo oggi c'è
dentro la Pubblica Amministrazione.
Io sono contrario a questo, perché credo che le donne vadano
aiutate dal punto di vista della partecipazione, non obbligate.
Poi, personalmente, senza essere stato obbligato da una legge, ho
preso tre donne ed ho fatto male, perché ne avrei volute e dovute
prendere di più, per la qualità del contributo che stanno
portando dentro l'azione di governo.
Questa è una legge complessivamente ipocrita, perché nessuno di
noi pensa che il vero problema del costo della politica siano le
indennità dei consiglieri comunali o dei sindaci.
Io penso esattamente il contrario. Io mi vergogno di essere
presidente di una Regione che ha fatto una norma che dà tremila
euro al sindaco di Siracusa, per fare un esempio che riguarda una
città di 250 mila abitanti, e consentire a dirigenti di aziende
pubbliche e private che non hanno affatto il carico di
responsabilità di un sindaco di una città di 200 mila abitanti,
di guadagnare 250 mila euro l'anno E' questo il problema del
costo della politica.
(Applausi dai banchi di destra)
Non ci rendiamo conto che questo, alla fine, costringerà le
persone perbene, che vogliono svolgere un ruolo, ad allontanarsi
dalla politica.
Questo lo dico perché non possiamo pensare che, soltanto perché
c'è un'opinione pubblica che sta guardando i politici con
un'attenzione particolare, noi cancelleremo quella attenzione,
diminuendo l'indennità del consigliere comunale.
L'onorevole Cracolici sa che per fare il consigliere comunale a
Palermo, come è giusto che si faccia, bisogna farlo a tempo
pieno. Io credo che sia giusto essere, complessivamente, meno
ipocriti. Torno a dire, questa non è una legge che noi dovremmo
continuare a portare avanti.
Io sono qui perché l'impegno della maggioranza è che si porti
avanti tale legge, ma dico, sin d'ora adesso e senza infingimenti
che se si vota questo articolo, annuncio il mio voto contrario,
su questo e su altri articoli. L'ho detto sin dall'inizio e non
mi vergogno di dire, con franchezza, qual è la mia posizione.
Presidenza del presidente Miccichè
CRACOLICI Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevole Presidente della
Regione, onorevoli colleghi, io ammiro la sua franchezza, ma
vorrei ricordarle che noi siamo una Regione che vive in una
repubblica. Oltre ad avere uno statuto, abbiamo una costituzione.
La costituzione, modificata nel corso della legislatura
1996/2001, ha introdotto una norma che obbliga la nostra
legislazione, a partire da quella elettorale, a favorire la
rappresentanza di genere nelle istituzioni.
Anch'io come lei, penso che le donne non siano un panda da
tutelare.
Penso però, che non possiamo fare gli ipocriti e non accorgerci
che il sistema politico italiano, a differenza di altri sistemi
operanti in Europa, ha via via accentuato gli elementi di
monogenericità nelle sue istituzioni.
Se alle donne in qualche modo è impedito l'accesso per le
modalità effettive del funzionamento della democrazia in Italia,
il compito della democrazia è trovare meccanismi che favoriscano
la rappresentanza. E quindi, signor Presidente della Regione,
questa norma, così come in parte vorrei ricordare che noi abbiamo
una legge elettorale in questa nostra Regione che prevede che nel
famoso listino' è obbligatoriamente prevista l'alternanza uomo-
donna, abbiamo nella scorsa legislatura votato, con legge voto,
una modifica dello Statuto della nostra regione, che ha
introdotto l'obbligo della presenza delle donne anche nella
giunta di governo, del governo di questa regione.
Signor Presidente, lei da deputato, nella scorsa legislatura,
ha votato come me, quella norma che in qualche modo, come dice
oggi, prevede che le donne possano essere un genere da tutelare.
Ecco perché io non trovo nulla di scandaloso nel principio che in
qualche modo favorisce l'ingresso e l'obbligo di partecipazione
delle donne. C'è, signor Presidente, un punto sul quale tutti
noi probabilmente non siamo all'altezza, forse non comprendiamo
appieno ciò che avviene nel resto d'Europa. Io le vorrei
ricordare che il presidente Sarkozy, eletto nella destra
francese, ha nominato in tre giorni, non in tre mesi come
Cammarata, un governo composto per metà da donne. Il Presidente
spagnolo, considerato pericoloso da moltissimi esponenti della
destra italiana, Zapatero, ha fatto, dopo tre giorni e non dopo
tre mesi come Cammarata, un governo composto per metà da donne.
Il capo del governo della Germania è una donna. Io quindi
apprezzo l'onestà del presidente Cuffaro, ma dico che questa
onestà fa a cazzotti con i principi che ispirano la legislazione
fondamentale della nostra Repubblica che è la Costituzione.
Aggiungo che prendo atto, con sollievo, del fatto che il
Presidente della Regione dica che c'è una ingiustizia fra i
politici e i dirigenti tutti. Ne prendo atto con sollievo perché
io sono stato soltanto qualche me fa crocifisso dal Presidente
della Regione per avere osato proporre, e l'Aula ha approvato, un
emendamento che fissava un tetto massimo per i dirigenti della
Regione. Oggi, ho appreso che il Presidente della Regione
considera immorale che ci siano dirigenti che guadagnano
duecentocinquantamila euro - ne prendo atto - a fronte di sindaci
che invece guadagnano tremila euro al mese.
CUFFARO presidente della Regione. Io sono favorevole a che si
aumenti lo stipendio dei sindaci, non che si diminuisca quello
dei dirigenti.
CRACOLICI Vorrei dire all'onorevole Cuffaro, in presenza
dell'assessore Colianni - io ho grande rispetto per le persone
-che tutti con onestà dobbiamo fare il nostro lavoro. E' stata
data - e lo ripeto - una falsa informazione all'opinione
pubblica.
Il famoso articolo 4, il taglio che ha impoverito i sindaci e
le loro famiglie, prevede la riduzione di 50 euro. Vergognatevi
Vergognatevi Avete fatto una caciara' in Sicilia per 50 euro di
riduzione
CUFFARO presidente della Regione. E' il principio che le
contestiamo Si vergogni lei
Presidenza del presidente Miccichè
Sull'ordine dei lavori
INCARDONA Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
INCARDONA Signor Presidente, onorevoli colleghi, ancora una
volta si ripete ciò che questa Aula ha visto a proposito di
questa legge elettorale. Mi pare che dopo gli interventi, e
certamente non ultimo quello del Presidente della Regione, le
chiedo ancora una volta, così come hanno già fatto altri
colleghi, di mettere in votazione il rinvio in Commissione della
norma di cui stiamo discutendo in maniera che questo Parlamento
abbia la possibilità di discutere, di approfondire gli argomenti
tutti interessanti.
Nel merito, per quanto riguarda l'articolo che stiamo
discutendo e la riserva per le donne di partecipare alla giunte
dei comuni, delle province, con obbligo di legge della loro
nomina, io considera questa una vergogna. Perché come poco fa
ricordava l'onorevole Cracolici e gli altri deputati, nei paesi
avanzati in cui la politica vede la partecipazione attiva delle
donne, in maniera più massiccia che in Italia, non esiste alcuna
riserva perché evidentemente ci sono le condizioni, quelle
condizioni a cui faceva riferimento il Presidente della Regione,
che agevolano la presenza delle donne in politica.Fare delle
riserve a favore delle donne è una vergogna per la politica ma,
soprattutto, è una vergogna per le donne.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole
Barbagallo.
BARBAGALLO Rinuncio.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Miccichè
Riprende la discussione sul disegno di legge n. 519/A-
II stralcio
ZAPPULLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ZAPPULLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mia
dichiarazione di voto è che condivido il senso dell'articolo 5 e
non condivido le motivazioni addotte dal Presidente della Regione
e da altri intervenuti precedentemente a me.
Non so se c'è qualcuno che deve vergognarsi. Sicuramente c'è da
essere indignati nei confronti di quanti pensano che il ruolo
della donna in Sicilia sia un ruolo relegato alla famiglia, un
atteggiamento familista, integralista, demagogico e populista.
Altro che riserva indiana
Forse non sappiamo, signor Presidente, in Sicilia .
CUFFARO presidente della Regione. Lo deve spiegare al
ministro Amato.
ZAPPULLA Poi lo spiego anche al ministro Amato. Non sappiamo
in Sicilia che esistono parole come pari opportunità'. E questa
Aula, se andiamo a contare i deputati donna, è la testimonianza
autentica di quella che è la realtà politica in questa nostra
terra.
C'è bisogno di avere più spazio. Questa norma certo non risolve
il problema dell'inserimento delle donne nella società,
nell'economia, nella politica. C'è bisogno di tanto altro, è vero
naturalmente.
Così come nella società ci sono i problemi degli asili nidi,
della scuola, della pubblica amministrazione. Ma guardate che
questa Assemblea regionale siciliana ha la possibilità tra le
tante immagini negative che si è costruita, di passare nelle
pagine dei giornali nazionali con un aspetto positivo e
qualificante, con una norma moderna ed avanzata di riferimento
per tutti gli altri in Italia. Se si boccia quest'articolo, io
credo che dovremmo chiedere scusa, chi lo fa, a tutte le donne
siciliane.
E' vero che i costi della politica non sono solo quelli
dell'indennità, degli assessori dei consiglieri comunali. Sono
anche quelli cui faceva riferimento il Presidente della Regione,
quelli dei manager, permettetemi di dire sono anche quelli della
sanità, sono anche quelli della formazione professionale vistoì
come funziona
PRESIDENTE Si attenga al tema, non allarghiamo.
ZAPPULLA E' un tema come tutti gli altri.
PRESIDENTE Ma questo è un tema molto allargato.
ZAPPULLA Ribadisco che considero proprio quella norma una
delle norme più qualificanti della legge che eventualmente
andremmo ad approvare.
Presidenza del presidente Miccichè
Per richiamo al Regolamento
CINTOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che
siamo arrivati a un reddae rationem, siamo arrivati alla
conclusione. Io ho sentito una proposta fatta da un collega e la
riprendo con il mio voto favorevole: la proposta è di rinviare
l'intera legge in commissione.
PRESIDENTE Se lei fa il richiamo al Regolamento, il
Regolamento non prevede quello che dice lei, onorevole Cintola.
CINTOLA Non è vero, non è vero
PRESIDENTE Onorevole Cintola, se lei fa il richiamo al
Regolamento e poi chiede cose in contrasto con il Regolamento è
in conflitto di interessi.
Presidenza del presidente Miccichè
Sull'ordine dei lavori
DINA Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DINA Signor Presidente, onorevoli colleghi, parto da una
legge che è uscita dalla commissione in maniera particolare,
votata solo da una parte, e cioè votata dall'opposizione con
l'appoggio di una parte politica della maggioranza, ma su cui in
Conferenza dei capigruppo si era raggiunto un minimo di accordo,
un minimo di intesa. Poi stravolto da un voto segreto, che ha
snaturato di fatto l'intesa e la condivisione raggiunta.
Sulla scorta di quello che è accaduto e sulla scorta di quello
che può accadere con un voto aperto, dove il confronto si è già
annullato, dove non esiste una condivisone complessiva
dell'impianto, dove da più parti viene chiesta a gran voce il
rinvio in commissione, ritengo di raccogliere non solo queste
richieste, ma anche quella di tanti altri che non sono
intervenuti per rappresentare l'importanza, per dare un senso a
questa legge che così verrebbe sicuramente vanificata, resa quasi
ridicola agli occhi della gente.
Riportiamo in commissione questa legge per ridare vigore, senso
e condivisione.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, a questo punto vi è una
richiesta formale, ai sensi dell'articolo 121 quater del
Regolamento, avanzata da un capogruppo e ben motivata, di rinvio
in commissione.
Il Regolamento prevede due interventi : uno a favore, uno
contro. Quelli a favore già ci sono stati.
SPEZIALE Chiedo di parlare contro.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, lei ha già
anticipato una parte, l'onorevole Dina, come tutti i capigruppo,
ha diritto di formulare la richiesta di rinvio in commissione per
una legge sulla quale era intervenuto un accordo non più tardi
di qualche ora fa. Questo è il segno di un decadimento oggettivo
dell'Aula - mi dispiace per l'onorevole Dina - perché ovviamente
ciò implicherà una difficoltà di relazioni interne all'Aula, nel
governo dell'Aula e visto che, come dice il Presidente della
Regione, dobbiamo stare qui quattro anni, i patti e gli impegni
che vengono sottoscritti vanno poi rispettati.
INCARDONA Ma quali patti ha fatto?
PRESIDENTE Onorevole Incardona oggi è particolarmente
nervoso ed agitato
SPEZIALE Ho partecipato a più incontri con il Presidente
dell'Assemblea, con il vicepresidente dell'Assemblea, con i
capigruppo e si è stabilito che noi non avremmo fatto chiesto
di anticipare la legge elettorale perché c'era l'impegno di
portarla al voto finale. La prossima volta non so se dovremo
andare dal notaio per sottoscrivere gli impegni.
Invece, come avevo paventato al mio capogruppo, avevo colto
un atteggiamento con il retropensiero che era quello di
arrivare alla legge elettorale per evitarne poi l'approvazione
in Aula. Inviterei, quindi, il Capogruppo dell'UDC a rivedere
la propria posizione.
Per quanto riguarda la possibilità di mettere ai voti,
signor Presidente, lei è libero di applicare il Regolamento,
tuttavia - mi permetta - non intravedo in questa fase una
motivazione perché si era conclusa la discussione
sull'articolo 5, erano stati votati gli emendamenti relativi a
all'articolo, eravamo in fase di votazione dell'articolo 5,
quindi non vi è una questione di interpretazione rispetto alla
norma in questa fase.
Non capisco dov'è la parte motivata, la motivazione, non mi
rendo conto in che cosa consiste la motivazione, visto che
tutti abbiamo partecipato liberamente alla formazione
dell'articolo 5 e ciascuno di noi, poi, liberamente potrà
esprimere un voto alla luce del dibattito che si è svolto. Non
percepisco la motivazione, perché non c'è una motivazione che
riguarda un punto controverso sul quale si sta sviluppando la
discussione.
Qui la discussione si era conclusa sull'articolo 5. Per
queste ragioni sono contro e visto che non posso chiedere che
si ponga in votazione la lealtà dei rapporti dell'onorevole
Dina con il resto dei capigruppo e con la Presidenza, questo
rientra, invece, nella sfera dei rapporti con il governo
d'Aula.
Onorevole Dina, lei è il capo del Gruppo più numeroso
d'Aula; se anche lei partecipa ad un gioco pericolosissimo che
è quello di impedire un regolare governo sulla base degli
impegni che vengono assunti negli organi deputati in primo
luogo, nella Conferenza dei capigruppo, lei compartecipa alla
difficoltà di gestione di questo Parlamento che è già
difficile gestire.
Ecco perché sono contrario per le questioni che ho detto ma,
nella fattispecie, penso proprio che lei abbia commesso un
errore. Spero che rimedi all'errore e permetta il voto.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, le debbo dire che, a parte
le considerazioni di ordine politico su cui la Presidenza non
può entrare, per quanto riguarda la richiesta, essendo stata
ampiamente sollecitata e poi formalizzata da un capogruppo, la
Presidenza non può che metterla in votazione.
Pertanto, onorevoli colleghi, per evitare che poi vi siano
contestazioni sulle votazioni, vi chiedo di stare tutti seduti
al vostro posto per evitare difficoltà nella conta dei voti.
Preciso il significato della votazione: vi è la richiesta
dell'onorevole Dina di rinviare il disegno di legge in
Commissione.
CANTAFIA Chiedo di parlare a favore della proposta di
rinvio in Commissione del disegno di legge.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CANTAFIA Signor Presidente, non nascondo la nostra
soddisfazione in merito al fatto che l'onorevole Cintola è
venuto sulla posizione che avevo espresso in un mio precedente
intervento, perché avevamo già detto che ci sembrava,
assolutamente, insufficiente il testo di legge che era stato
licenziato dalla Commissione, non ultimo quello
dell'attenzione alle donne, perché quel comma che era previsto
per la questione delle donne nella Giunta era il minimo che si
potesse fare.
Avrei votato a favore di quel comma, come avrei votato a
favore di alcune parti della legge, ma abbiamo sempre
sostenuto che era necessario ritornare in Commissione, perché
per le donne, tanto per capirci, bisogna fare una legge che
dia pari opportunità, che risistemi il voto ai presidenti ed
ai sindaci perché, secondo me, è di dubbia costituzionalità il
fatto che si possa trasferire il voto ad un consigliere
provinciale o comunale, al sindaco o al presidente. Vi sono
molte cose che abbiamo proposto in Commissione che potrebbero
essere affrontate. E' per questo motivo, peraltro, che, se
rinviata alla Commissione, se non ricordo male, ci sono tempi
precisi perché ritorni in Aula e ritorni alla prima sessione
utile dopo l'esito della Commissione. Prendiamo atto, quindi,
che il Parlamento e la Commissione non sono stati in
condizione di offrirci una legge che abbia una sua
completezza.
E' una legge piccola, mentre, indubbiamente, la Sicilia ha
bisogno di una legge elettorale importante, che metta nelle
condizioni i cittadini, tanto uomini quanto donne, di avere le
stesse opportunità di partecipare alla politica, che sistemi
alcune cose che dentro la legge elettorale sono ormai vetuste,
sbagliate e si possa, quindi, andare ad un completamento. E'
per questo motivo che sono d'accordo con la proposta formulata
dall'onorevole Dina.
PRESIDENTE Pongo in votazione la proposta dell'onorevole
Dina di rinviare in Commissione il disegno di legge Nuove
norme per l'elezione e la composizione dei consigli comunali e
provinciali e delle relative giunte (nn. 519-5-14-15-193-315-
396-517-570-584-593-600-625/A - II stralcio).
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta è sospesa alle ore 20.38, è ripresa alle ore
20.47)
Presidenza del presidente Miccichè
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Norme in materia di ineleggibilità e di incompatibilità dei
deputati regionali» (nn. 519-5-14-15-193-315-396-517-570-584-
593-600-625/A - I stralcio).
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge «Norme in materia di
ineleggibilità e di incompatibilità dei deputati regionali»
(nn. 519-5-14-15-193-315-396-517-570-584-593-600-625/A - I
stralcio).
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 66
Maggioranza 46
Favorevoli 49
Astenuti 17
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Miccichè
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Modifiche ed integrazioni alla legge 11 febbraio 1994, n. 109,
come introdotta dalla legge regionale 2 agosto 2002, n. 7,
recante norme in materia di lavori pubblici. Norme in materia di
concessione di acque pubbliche. Revisione dei prezzi dei
materiali da costruzione. Proroga termini in materia di edilizia
agevolata-convenzionata. Disposizioni in materia di tutela della
salute e sicurezza dei lavoratori nei cantieri (nn. 611-603/A)
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge «Modifiche ed integrazioni alla
legge 11 febbraio 1994, n. 109, come introdotta dalla legge
regionale 2 agosto 2002, n. 7, recante norme in materia di lavori
pubblici. Norme in materia di concessione di acque pubbliche.
Revisione dei prezzi dei materiali da costruzione. Proroga
termini in materia di edilizia agevolata-convenzionata.
Disposizioni in materia di tutela della salute e sicurezza dei
lavoratori nei cantieri» (nn. 611-603/A)
Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato dal
Governo un emendamento ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento
interno: All'articolo 1, comma 9 sub 1, dopo le parole di norma
con il criterio del prezzo più basso inferiore a quello posto a
base di gara', sono aggiunte le seguenti o con il criterio
dell'offerta economicamente più vantaggiosa, il criterio del
prezzo più basso inferiore a quello posto a base di gara è'.
CONSOLI assessore per i lavori pubblici. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CONSOLI assessore per i lavori pubblici. Signor Presidente,
signori deputati, vorrei intervenire per rassicurarvi sul fatto
che questo emendamento non modifica niente. Abbiamo scritto nel
disegno di legge effettuata di norma con il criterio del prezzo
più basso inferiore a quello posto a base d'asta'; di norma'
potrebbe creare delle problematiche perché, in base all'articolo
30 e all'articolo 53 delle direttive comunitarie, il sistema di
aggiudicazione può essere indifferentemente - poi spiegherò
perché - il prezzo più basso o l'offerta economicamente più
vantaggiosa.
Quel di norma' può indurre in equivoci ed in tal senso va
spiegato l'emendamento.
Quando si parla di norma' si può quindi indifferentemente
parlare o del prezzo più basso o dell'offerta economicamente più
vantaggiosa che sono le direttive comunitarie di cui all'articolo
30 e 53.
Ciò comporta che se si lasciasse nel testo di norma'
eventualmente le commissioni aggiudicatrici potrebbero anche,
secondo la direttiva comunitaria, aggiudicare all'offerta
economicamente più vantaggiosa.
Abbiamo voluto specificare questo che altro non è che una
direttiva comunitaria.
PRESIDENTE Ad integrazione di quanto ha riferito
l'Assessore, dagli appunti forniti dagli uffici risulta che, se
non venisse aggiunta questa specificazione di natura tecnica, la
norma approvata sarebbe incompatibile con la direttiva
comunitaria.
Non c'è un'alterazione del metodo di calcolo, è una
specificazione del concetto di norma, ecco perché, in senso lato,
possiamo ricondurre all'articolo 117.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, se noi ci
appelliamo al senso di responsabilità dell'Aula dovremmo fare mea
culpa di tanti passaggi dei lavori d'Aula di questa sessione, di
tanti.
Infatti, se vogliamo seguire il Regolamento, se il comma 1, il
comma 2 dell'articolo 117 - lo ricordavo, ma l'ho rivisto - non
possono essere applicati perché cassare il di norma non è - lo
diceva il Presidente - una correzione formale ma una correzione
sostanziale, tanto è vero che il l'Assessore, diceva che
vanificherebbe la norma se noi non cassassimo di norma quindi è
di sostanza, non è di forma. L'articolo 117 permette di
intervenire o sulle correzione di forma o, secondo comma, su
parti inconciliabili con la legge.
Pertanto, se noi abbiamo un riconoscimento anche per tanti
colleghi che sono stati mortificati durante i lavori di
quest'ultima parte della sessione, in Aula, di errori e anche di
eccessi per senso di responsabilità, io non ho niente in
contrario, altrimenti le chiedo, signor Presidente di fare
rispettare il Regolamento, come lo ha fatto rispettare in certi
passaggi in eccesso e di non applicare l'articolo 117.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, le eccezioni
formulate testé dal collega Ortisi sono assolutamente pertinenti.
Tuttavia, se non sorgono osservazioni in Aula, si potrebbe anche
utilizzare l'articolo 117 per produrre la correzione richiesta
dall'Assessore e rendere coerente la legge alle direttive
comunitarie, purché venga specificato che questa è una eccezione
che non costituisca precedenti.
Visto che andiamo avanti con un sistema che riguarda i
precedenti e la prassi, se dovessimo ogni volta utilizzare
l'articolo 117 per fare correzioni sostanziali alle norme,
vanificheremmo il lavoro in corso d'opera fatto dall'Aula.
Quindi, mi rendo conto che la questione è delicata e che, di
fatto, non si tratta di un emendamento formale, che produce un
effetto
PRESIDENTE Dal punto di vista letterale non è formale, sono
d'accordo con lei.
SPEZIALE Mi rendo conto, comunque, che la norma è monca,
perché facendo quella norma senza renderla coerente con le
direttive comunitarie, non avremmo concluso niente. Vorrei
soltanto che venisse espressamente detto dalla Presidenza che
costituisce un'eccezione e che non costituisce precedente per
quanto riguarda i lavori d'Aula e la prassi parlamentare.
PRESIDENTE Grazie onorevole Speziale per il suo
suggerimento.
Pongo in votazione l'emendamento del Governo, ai sensi
dell'articolo 117 del Regolamento, specificando che non può
costituire un precedente, ma serve a rendere compatibile la
norma.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che l'emendamento presentato dall'Assessore Consoli,
ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno, è
inammissibile.
CONSOLI assessore per i lavori pubblici. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CONSOLI assessore per i lavori pubblici. Non è una modifica
sostanziale. In effetti è una dimenticanza, perché se lei vede i
commi precedenti e successivi è sempre a scelta dell'Assessore.
PRESIDENTE Allora si applica l'istituto dell'analogia. Anche
l'emendamento a firma dell'onorevole Dina ed altri, presentato ai
sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno è dichiarato
inammissibile, ma ve lo leggo comunque: all'articolo 1, comma 11
suv 1 bis 2 le parole dallo scarto aritmetico di cui al presente
comma sono sostituite con le seguenti dallo scarto aritmetico di
cui al comma 1 bis'.
Ci rendiamo conto che si entra nel merito e quindi viene
dichiarato inammissibile.
Vi è, invece, una lettera dell'onorevole Apprendi e a seguito
della lettera ha presentato un emendamento ai sensi dell'articolo
117, l'emendamento 4.3 al disegno di legge in discussione, è
stato erroneamente indicato come sostitutivo e invece è
aggiuntivo all'articolo 4 dello stesso disegno di legge.
Per cui è necessario, appunto perché è stato presentato questo
emendamento ai sensi dell'articolo 117 dall'onorevole Apprendi
recuperare, col voto che daremo, il primo e il secondo comma.
Il parere del governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Votazione finale del disegno di legge Modifiche ed
integrazioni alla legge 11 febbraio 1994, n. 109, come introdotta
dalla legge regionale 2 agosto 2002, n. 7, recante norme in
materia di lavori pubblici. Norme in materia di concessione di
acque pubbliche. Revisione dei prezzi dei materiali da
costruzione. Proroga termini in materia di edilizia agevolata-
convenzionata. Disposizioni in materia di tutela della salute e
sicurezza dei lavoratori nei cantieri (nn. 611-603/A)
Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale del
disegno di legge nn. 611-603/A
Indico la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione
Dichiaro chiusa la votazione.
Proclamo l'esito della votazione per scrutinio nominale:
Presente e votanti 69
Maggioranza 35
Favorevoli 46
Contrari 21
Astenuti 1
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Miccichè
Votazione finale del disegno di legge Rendiconto generale
della Regione siciliana e dell'Azienda delle foreste demaniali
della Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2006 (n.
638/A).
Si passa al disegno di legge posto al numero 3) del IV punto
dell'ordine del giorno. Rendiconto generale della Regione
siciliana e dell'Azienda delle Foreste demaniali della Regione
siciliana per l'esercizio finanziario 2006 (638/A).
Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale del
disegno di legge.
Indico la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione
Dichiaro chiusa la votazione.
Proclamo l'esito della votazione per scrutinio nominale:
Presente e votanti 70
Maggioranza 36
Favorevoli 47
Contrari 20
Astenuti 3
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Miccichè
Votazione finale del disegno di legge Assestamento del
bilancio della Regione e del bilancio dell'Azienda delle foreste
demaniali della Regione siciliana per l'anno finanziario 2007.
Copertura del disavanzo del servizio sanitario regionale relativo
all'anno finanziario 2006 (n. 637/A)
Si passa alla votazione finale del disegno di legge posto al
numero 4) del IV punto dell'ordine del giorno.
CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente, mi sono
accorto che nelle tre precedenti votazioni il mio voto non è
stato rilevato.
Chiederei alla Presidenza di aggiungere il mio voto favorevole
nelle tre precedenti votazioni.
PRESIDENTE Il Presidente della Regione ha votato a favore dei
tre disegni di legge governativi, invito gli uffici a riportare
nel verbale quanto dichiarato.
Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati i
seguenti ordini del giorno:
-n. 163 Iniziative a favore del personale dell'ARPA Sicilia ,
degli onorevoli Villari, Zappulla, Dina, Antinoro, Falzone,
Cantafia, De Benedicitis, Ragusa, Ardizzone, Parlavecchio,
Cracolici, Barbagallo, Confalone, Panarello, Cristaldi e
Apprendi;
-n. 165 , a firma degli onorevoli Basile ed altri Misure per
l'applicazione della legge 12 marzo 1999, n. 68 riguardante
l'inserimento di soggetti disabili nel mondo del lavoro .
-n. 166, a firma degli onorevoli Caputo ed altri Provvedimenti
a sostegno dell'azienda Guaiana di Palermo distrutta da un
incendio .
-n. 167 a firma Basile, Lombardo ed altri Provvedimenti per
l'erogazione di somme in favore della casa di cura Argento' di
Catania, in applicazione del decreto assessoriale 28 ottobre
2005'.
-n. 171 Rimodulazione delle indennità dei parlamentari
regionali , degli onorevoli Tumino, Cracolici, De Benedicits,
Panarello, Barbagallo, Apprendi, Gucciardi;
-n. 172 Reperimento di risorse da destinare al Comune di
Messina per la regolarizzazione di alloggi di edilizia sociale,
cofinanziati dal POR2 degli onorevoli Panarello, Rinaldi e
Laccoto.
-n. 173 Rimodulazione della rete ospedaliera della Provincia
di Trapani sulla base del Piano di contenimento e
riqualificazione del sistema sanitario regionale per il
2007/2009 , degli onorevoli Gucciardi, Regina e Turano;
-n. 174 Provvedimenti volti ad eliminare una conduzione
amministrativa incapace nel settore della sanita', degli
onorevoli Cracolici, Apprendi, Calanna, De Benedictis, Di
Benedetto, Di Guardo, Oddo Camillo, Panarello, Panepinto,
Speziale, Termine, Villari, Zago, Zappulla;
-n. 175 Costituzione Commissione di indagine costituzione
Commissione parlamentare di indagine sui costi della sanita' in
Sicilia , degli onorevoli Stancanelli, Caputo, Pogliese,
Granata;.
-n. 176 Iniziative volte a considerare i beni patrimoniali
delle Aziende autonome di Acireale e Sciacca quali beni
indisponibili , degli onorevoli Villari, Nicotra, Ardizzone,
Lombardo, Cristaudo, Ruggirello ed altri;
-n. 177 Interventi in favore dei lavoratori del cinema , degli
onorevoli Apprendi, Zappulla, Cantafia, Panarello ed altro;
-n. 178 Interventi nel settore agrozootecnico del territorio di
Godrano , degli onorevoli Caputo, Falzone, Currenti ed altri;
-n. 179 Interventi finanziari per il servizio di prevenzione
delle strutture antincendio , degli onorevoli Caputo, Cristaldi,
Falzone, Currenti ed altri;
-n. 179 Interventi finanziari per il servizio di prevenzione
delle strutture antincendio, degli onorevoli Caputo, Cristaldi,
Currenti, Incardona, Pogliese;
-n. 180 Istituzione di un tavolo tecnico al fine di coordinare
i progetti formativi delle varie discipline scolastiche con
l'insegnamento della religione nelle scuole , dell'onorevole
Pagano;
-n. 181 Rendicontazione delle somme concesse ai comuni colpiti
dal sisma dell'aprile del 1978 , dell'onorevole Laccoto.
Si passa all'ordine del giorno 163 Iniziative a favore del
personale dell'Arpa Sicilia , a firma degli onorevoli Dina ed
altri.
Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Il Governo li accetta tutti
come raccomandazione.
VILLARI Non sono d'accordo.
PRESIDENTE L'onorevole Villari non è d'accordo, ne chiede la
votazione. Il parere del governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Ordine del giorno n. 165 , a firma degli onorevoli Basile ed
altri Misure per l'applicazione della legge 12 marzo 1999, n. 68
riguardante l'inserimento di soggetti disabili nel mondo del
lavoro .
Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 166, a firma degli onorevoli
Caputo ed altri Provvedimenti a sostegno dell'azienda Guaiana di
Palermo distrutta da un incendio .
CRACOLICI Come si fa a dare un sostengo senza la norma?
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente, è chiaro
che sono favorevole all'ordine del giorno. Vorrei dire di
informare il Parlamento che ieri mattina ho incontrato uno dei
proprietari della ditta e a nome di tutta la Regione ho offerto
alla ditta Guajana la possibilità di utilizzare un capannone
della Regione siciliana, anzi di iniziative industriale che
transiterebbe alla Regione e che noi daremmo all'ASI perché venga
dato in comodato d'uso per gli anni che servono alla ditta
Guajana per continuare il proprio lavoro. So che andavano a
vederlo per vedere se era tecnicamente utilizzabile e comunque,
se questo non era utilizzabile, avevamo altre possibilità di
offerta perché almeno in questo la Regione potesse essere vicino
alla ditta Guajana nella possibilità di riprendere l'attività e
dare quindi un segnale concreto di vicinanza a chi ha avuto il
coraggio di non pagare il pizzo e di lottare contro la
criminalità organizzata.
PRESIDENTE Grazie. Col parere favorevole del Governo, lo
pongo in votazione. Chi è d'accordo resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 167 a firma Basile, Lombardo
ed altri Provvedimenti per l'erogazione di somme in favore della
casa di cura Argento' di Catania, in applicazione del decreto
assessoriale 28 ottobre 2005'. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Lo accettiamo come
raccomandazione.
PRESIDENTE Si passa all'ordine del giorno n. 168 a firma
Panarello ed altri Iniziative volte a contrastare la crisi del
settore tessile'. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Lo accettiamo come
raccomandazione.
PRESIDENTE Si passa all'ordine del giorno n. 169 a firma
Basile, Lombardo Provvedimenti per consentire l'immediato
impiego delle somme relative ai rimanenti 50 progetti di cui al
secondo bando, misura 3.03 del POR'. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Lo accettiamo come
raccomandazione.
PRESIDENTE Si passa all'ordine del giorno n. 171
Rimodulazione delle indennità dei parlamentari regionali . Viene
ritirato. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno n. 172 Reperimento di risorse
da destinare al Comune di Messina per la realizzazione di alloggi
di edilizia sociale, cofinanziati dal POR
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo all'onorevole
Panarello di ritiralo; io lo accetto come un segnale per
intervenire per il futuro. Ma qui non c'è stata una
discriminazione, ma la Regione non è mai intervenuta per
cofinanziare programmi per Catania e Palermo, non è vero la
Regione non è mai intervenuta. Se la Regione deciderà di
cofinanziare alloggi popolari, lo farà per Messina e per tutte le
altre città.
PANARELLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PANARELLO Prendo atto delle affermazioni del Presidente della
Regione che chiariscono un equivoco che, come il Presidente sa,
si era determinato dopo la firma del contratto di programma sulla
base di dichiarazioni del ministro Di Pietro, in presenza dello
stesso Presidente della Regione. Si chiarisce, quindi, che non
c'è stato un diverso trattamento per Messina rispetto alle altre
città e questo è apprezzabile e positivo. Resta il tema di un
intervento per quanto riguarda questi cofinanziamenti; e io
accetto la proposta del Presidente, di guardare per il futuro, di
intervenire in questo campo, soprattutto per la città di Messina
verso la quale il Presidente più volte ha dichiarato il massimo
impegno. Ha il problema, peraltro, della aree degradate, che è un
problema di grandissima portata che ha dato luogo a suo tempo ad
una legge speciale per la città di Messina e che ha bisogno di un
impegno continuo e costante da parte del Governo della Regione.
PRESIDENTE Si passa all'ordine del giorno n. 173, a firma
degli onorevoli Gucciardi, Regina e Turano, Rimodulazione della
rete ospedaliera della Provincia di Trapani sulla base del Piano
di contenimento e riqualificazione del sistema sanitario
regionale per il 2007/2009 , degli onorevoli Gucciardi, Regina e
Turano. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 174, a firma degli onorevoli
Cracolici ed altri Provvedimenti volti ad eliminare una
conduzione amministrativa incapace nel settore della sanità .
CUFFARO presidente della Regione. Lo accettiamo come
raccomandazione.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Onorevole Presidente della Regione, sono contento
che lei abbia accettato questo ordine del giorno come
raccomandazione. Questo significa che, in forza di quanto
previsto dal comma 7 dell'articolo 3 bis del decreto legislativo
502, lei domani mattina, deve rimuovere i direttori generali di
Catania, Palermo e Messina.
Per evitare che ci sia un equivoco di interpretazione della
norma sull'ordine del giorno, è stato sviluppato un dibattito
nell'ambito del quale l'Assemblea regionale siciliana ha ritenuto
il comportamento di questi direttori generali grave. La norma
prevede che in caso di gravità di comportamento da parte dei
direttori generali, si prescinde da procedure particolari, ma si
può procedere immediatamente alla rimozione dei tre direttori
generali.
Per cui, signor Presidente, sono contento che lei lo accolga
come raccomandazione, per cui mi aspetto che la Giunta, a partire
da domani, promuova l'azione nei confronti dei tre direttori
generali che, sulla base di quanto è emerso dal dibattito d'Aula
e sulla base di considerazioni non fatte da me, ma da autorevoli
esponenti della maggioranza, hanno avuto un comportamento
omissivo, grave ed hanno esposto la Regione ad un disavanzo di
circa quattrocentomiliardi delle vecchie lire.
Pertanto, signor Presidente, se noi vogliamo fare sul serio, è
arrivato il momento, così come richiesto dall'Aula, con gli
interventi degli onorevoli Cristaldi, Stancanelli ed altri, che
finalmente si assuma una decisione. Non è possibile tenere in
vita direttori generali che sulle base delle dichiarazioni rese
dal Governo, in questa Aula, e sulla base delle considerazioni
fatte da diversi parlamentari, hanno avuto un atteggiamento
grave. Per cui riteniamo che si debba dare esecuzione all'ordine
del giorno attraverso la loro esplicita rimozione.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor presidente io l'ho
accettato come raccomandazione ma credo che sia anche questo
superflua oltre che ultronea perché c'è già una legge e noi siamo
chiamati al rispetto della legge; abbiamo già detto in
Commissione che porteremo i dati reali, quelli che avremo
verificati nella prima seduta della commissione bilancio, che li
ha chiesti e, comunque, si sono attivate le procedure di
verifica degli obiettivi raggiunti dei direttori generali.
Mi preme intervenire perché non posso far passare in questa
Aula un intervento dell'onorevole Speziale che tenda a
individuare specificatamente tre dei manager della regione
siciliana. Ho il dovere di dire che i dati a cui si riferisce e
che avevano in qualche modo allarmato il Parlamento non sono i
dati reali, non è assolutamente vero che le AUSL di Palermo e di
Catania hanno splafonato' più di quanti lo abbiano fatto gli
altri c'è un intervento un po' più fuori dal budget del direttore
generale di Messina, ma vanno verificati le condizioni per
capire perché esattamente questo è potuto succedere.
Vorrei dire che c'è una platea più larga di verifiche che
stiamo affrontando, il risultato di questo, sarà portato prima in
commissione Bilancio, per quanto riguarda la natura finanziaria
e poi in Giunta che verificherà complessivamente il
raggiungimento degli obiettivi tra cui anche quello finanziario,
prenderà della decisioni in conformità delle leggi che questo
Parlamento ha già approvato.
Presidenza del presidente Miccichè
Per richiamo al Regolamento
PRESIDENTE Ha chiesto di parlare l'onorevole Ardizzone per
richiamo al Regolamento.
Ne ha facoltà.
ARDIZZONE Signor presidente, onorevoli colleghi, io vorrei
ricordare a me stesso e spero di sbagliarmi che gli ordini del
giorno presentati dopo la discussione generale non si discutono.
PRESIDENTE Si, ma nessuno li sta discutendo, si possono
illustrare.
ARDIZZONE No, non si possono illustrare. Gli ordini del
giorno possono essere presentati dopo la chiusura della
discussione generale ma senza diritto di svolgimento da parte del
proponente.
CRACOLICI Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor presidente mi dispiace per lei e per il
collega Ardizzone, vorrei ricordare che il 7 agosto è ieri, dove
abbiamo fatto la discussione generale all'articolo 1 così come
convenuto in Aula, spostando la discussione generale
all'articolo 1, credo che l'onorevole Ardizzone ha perso una
buona occasione
PRESIDENTE Onorevole Cracolici lei deve intervenire per
dichiarazione di voto. Non c'è bisogno di fare l'interprete del
regolamento.
CRACOLICI Signor Presidente capisco il senso delle cose che
lei ha detto, capisco che lei come ha fatto in commissione lo ha
ridetto in Aula. Ieri forse lei non c'era durante il dibattito
su questa specifica questione, ma lei tende ad associare quello
che è avvenuto il 28 luglio del 2007 con un ulteriore disavanzo
accertato che è stato coperto da questo provvedimento, alla
questione più complessiva del budget e degli obiettivi fissati
per i direttori generali per i quali, io le chiedo signor
presidente di votare questo ordine del giorno, perché stabilisce
una cosa a differenza della questione dei budget e degli
obiettivi, lì voi, con i contratti che avete fatto ai direttori
generali e con la legge avete un termine entro il quale fare le
verifiche, qui stiamo ponendo la questione che non è più
possibile che, come ha detto ieri l'onorevole De Benedictis
durante il suo intervento, che l'Assemblea regionale e il Governo
di questa Regione si trasformino in un bancomat', cioè che in
mancanza di denaro si metta il tesserino e si prelevi.
Presidente Cuffaro, credo che questo ordine del giorno riassuma
il senso politico della discussione che si è fatta ieri in Aula e
consenta al Governo, anche attraverso l'ordine del giorno, di
compiere tutti gli atti necessari, compresa la rimozione
prevista dalla legge.
PRESIDENTE Non viene accettato come raccomandazione. Si
chiede che venga messo ai voti. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; che è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
(Proteste dai banchi di sinistra)
PRESIDENTE Si passa all'ordine del giorno n. 175
Costituzione della Commissione parlamentare di indagine sui
costi della sanità in Sicilia, a firma dell'onorevole Caputo ed
altri .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
DI MAURO . Non mi si è dato il tempo di votare.
PRESIDENTE Onorevole Di Mauro, l'ho messo in votazione.
L'onorevole Cuffaro si è rimesso all'Aula.
CUFFARO presidente della Regione. No, non mi sono rimesso
all'Aula. Signor Presidente, non mi ha chiesto il parere.
Presidenza del presidente Miccichè
Sull'ordine dei lavori
DI MAURO . Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DI MAURO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che un
emendamento di questa portata
PRESIDENTE E' un ordine del giorno che invita il Presidente
dell'Assemblea ..
DI MAURO . Questo ordine del giorno che vede primo firmatario
l'onorevole Stancanelli che presiede in questo momento l'Aula, si
sarebbe dovuto dare più tempo per renderci conto di cosa stavamo
approvando.
Stiamo approvando una Commissione d'inchiesta ai sensi
dell'articolo 29 ter del Regolamento che entro sei mesi, credo,
che debba dare una risposta.
Se poco fa, l'Aula ha respinto un ordine del giorno di minore
portata, credo che a maggior ragione se lei avesse dato il tempo
di comprendere il contenuto di questo ordine del giorno, l'Aula
certamente si sarebbe comportata diversamente.
(Brusio in Aula)
Presidenza del presidente Miccichè
ANTINORO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ANTINORO Signor Presidente, mi appello alla serena e certa
onestà intellettuale di questa Presidenza. Qualunque voto, anche
sull'ordine del giorno, va comunque sentito il parere del
Governo. Che mi risulti, a meno che il Presidente della Regione
non confermasse diversamente, il parere del Governo non è stato
chiesto, neanche con velocità, quindi non è stato espresso,
quindi l'Aula non ha avuto il tempo di votare secondo scienza e
coscienza così come avrebbe voluto. Le chiedo di ripetere la
votazione, signor Presidente.
Presidenza del presidente Miccichè
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, per chiarire i termini del
problema. Non è stato chiesto il parere del Governo,
correttamente, perché si tratta di un ordine del giorno rivolto
al Presidente dell'Assemblea, e siccome il Regolamento prevede
che si può presentare l'ordine del giorno invitando, ai sensi
dell'articolo 29 ter, il Presidente dell'Assemblea, per tale
ragione non è stato chiesto il parere del Governo, ed è stato
posto in votazione, ho chiesto chi è d'accordo resti seduto, chi
è contrario si alzi, e si è votato, e si è rimasti seduti,
quindi si va avanti con l'ordine del giorno n. 176.
Si passa all'ordine del giorno n. 176 a firma degli onorevoli
Nicotra, Villari ed altri Iniziative volte a considerare i beni
patrimoniali dell'Azienda Autonoma di Acireale e Sciacca quali
beni indisponibili . Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Lo accetto come
raccomandazione.
PRESIDENTE Si passa all'ordine del giorno n. 177 Interventi
in favore dei lavoratori del cinema a firma degli onorevoli
Apprendi ed altri. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'ordine del giorno n. 178 Interventi
nel settore agro-zootecnico del territorio di Godrano a firma
degli onorevoli Caputo ed altri. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente, io sono
fondamentalmente a favore, però che l'Assemblea voti una norma in
cui dichiara epidemiologicamente infetta' una zona, senza averne
nessuna possibilità di verificare se è vero, posso solo
accettarlo come raccomandazione.
PRESIDENTE Si passa all'ordine del giorno n. 179 "Interventi
finanziari per il servizio di prevenzione delle strutture
antincendio a firma degli onorevoli Caputo ed altri. Il parere
del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Lo accetto come
raccomandazione.
PRESIDENTE Si passa all'ordine del giorno n. 180
Istituzione di un tavolo tecnico al fine di coordinare i
progetti formativi delle varie discipline scolastiche con
l'insegnamento della religione nelle scuole , dell'onorevole
Pagano;
.Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'ordine del giorno n. 181
dell'onorevole Laccoto Rendicontazione delle somme concesse ai
comuni colpiti dal sisma dell'aprile del 1978 , che fa
riferimento all'emendamento A14 dichiarato improponibile,
onorevole Presidente si tratta dei Comuni colpiti dagli eventi.
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 181.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario sui alzi.
(E' approvato)
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Assestamento del bilancio della regione e del bilancio
dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione siciliana per
l'anno finanziario 2007. Copertura del disavanzo del servizio
sanitario regionale relativo all'anno finanziario 2006» (637/A)
Presidenza del presidente Miccichè
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge «Assestamento del bilancio della
regione e del bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali della
Regione siciliana per l'anno finanziario 2007. Copertura del
disavanzo del servizio sanitario regionale relativo all'anno
finanziario 2006» (637/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 68
Maggioranza 35
Favorevoli 46
Contrari 22
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Norme in materia di situazione delle passività agrarie»
(642/A)
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge Norme in materia di situazione
delle passività agrarie (642/A).
Comunico che è stato presentato un emendamento ai sensi
dell'articolo 117 a firma dell'onorevole Turano: «All'articolo 1,
comma 2, sostituire le parole al 30 giugno 2007' con le parole
alla data di pubblicazione della presente legge'».
E' dichiarato inammissibile.
Presidenza del presidente Miccichè
Sull'ordine dei lavori
TURANO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO Signor Presidente, questo emendamento è stato
apprezzato ieri favorevolmente dall'Aula solo che era stato
scritto fino alla data di entrata in vigore della presente
legge ed era un mero errore perchè è da intendersi alla data di
entrata in vigore della presente legge; l'onorevole Cracolici è
intervenuto e ci ha fatto notare l'errore.
PRESIDENTE Così come è stato formulato, si tratta di una
sostituzione sostanziale della data.
TURANO Signor Presidente, controlli il resoconto parlamentare
e si prenda atto che l'approvazione dell'emendamento di ieri deve
intendersi alla data di presentazione della presente legge .
CRACOLICI Chiedi di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, credo che la questione posta dal
collega Turano è corretta ed io stesso ieri ho fatto rilevare che
la norma, così come era stata formulata, rischiava di non essere
comprensibile.
Però, se capisco bene, la modalità proposta dal collega Turano
è la soluzione peggiore del male, perché credo che,
correttamente, il testo deve prevedere fino alla pubblicazione
della presente legge perché si fa riferimento ai crediti che
non sono stati pagati fino alla pubblicazione della presente
legge , cioè devono essere rinegoziati i crediti, da parte
delle banche, vantati sino alla pubblicazione della legge ed è
evidente che non può che essere fino a questa data, non dopo; non
è eliminando la parola fino che si trova la soluzione.
PRESIDENTE Bisogna interpretare questo emendamento, ai sensi
dell'articolo 117, con fino alla pubblicazione della presente
legge e gli uffici ne prendano atto.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi,
(E' approvato)
Presidenza del presidente Miccichè
Riprende la votazione finale per scrutinio nominale del disegno
di legge
« Norme in materia di situazione delle passività agrarie»
(642/A)
PRESIDENTE Indìco la votazione per scrutinio nominale del
disegno di legge Norme in materia di situazione delle passività
agrarie (642/A).
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 70
Maggioranza 36
Favorevoli 69
Contrari 0
Astenuti 1
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Miccichè
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Disposizioni in materia di trasporto locale» (617/A)
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge Disposizioni in materia di
trasporto locale (617/A)
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 68
Maggioranza 35
Favorevoli 66
Contrari 0
Astenuti 2
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Miccichè
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Interventi in favore del cinema e dell'audiviso» (613/A)
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge Interventi in favore del cinema
e dell'audivisivo (613/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 67
Maggioranza 34
Favorevoli 46
Contrari 0
Astenuti 21
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Miccichè
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 9 ottobre
1998, n. 26,
sulla tutela delle minoranze linguistiche nella Regione»
(426/A)
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge Modifiche ed integrazioni alla
legge regionale 9 ottobre 1998, n. 26, sulla tutela delle
minoranze linguistiche nella Regione (426/A).
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, non vi annoierò
ripercorrendo le motivazioni che ho espresso, sia in Commissione
che in Aula, contro questa legge, ma credo che alle motivazioni
di merito vada aggiunta, almeno, una considerazione di metodo
perché, alla fine dei nostri lavori, si riequilibri un senso di
giustizia dei lavori medesimi in questo Parlamento che ha visto
il ritiro di una legge che riguardava i costi della politica e
che ha visto rigidità, anche eccessive, da parte della Presidenza
nei confronti della presentazione di alcuni emendamenti che,
secondo la mia personale opinione, potevano essere discussi,
magari poi bocciati, ma sicuramente andavano discussi.
C'è stato, invece, un atteggiamento più partitico e meno
istituzionale nei confronti dell'esame di questa legge e per
questi motivi e per i motivi di merito, ma soprattutto per
recuperare un senso di giustizia dei lavori d'Aula di questa
ultima parte della sessione, chiedo al Parlamento di votare
contro questa legge e mi appello al voto segreto.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente, capisco
l'appello a votare contro dell'onorevole Ortisi che, essendo una
persona di grande lealtà, dice quello che pensa e lo fa
pubblicamente ed io penso che anche gli altri hanno la stessa
lealtà, quindi, mi chiedo il motivo per cui chiedere il voto
segreto.
Se lei è così leale da dire che vota contro, chi vuole votare
contro lo faccia liberamente, non credo che possa appellarsi a
votare contro e chiedere il voto segreto per utilizzarlo
strumentalmente.
Non sono intervenuto solo per questo, signor Presidente, credo
infatti che, al di là del dibattito e di quanto accaduto con
questo disegno di legge, sia un provvedimento giusto riguardante
una minoranza linguistica che va non soltanto rispettata, ma
anche attenzionata.
ORTISI Non strumentalizzata
CUFFARO presidente della Regione. Non strumentalizzata, ho
detto attenzionata e lo spirito del disegno di legge che ci
apprestiamo ad approvare sia quello di attenzionare una minoranza
che ha bisogno di supporto.
E' per questo che chiedo, a tutto al Parlamento ed alla
maggioranza che sostiene il Governo, di esprimere un voto palese
perché lo riteniamo giusto e se anche le opposizioni chiedono,
strumentalmente, il voto segreto, di non prestarsi a questo gioco
ed esprimere un voto favorevole ad una legge che questo
Parlamento ha esitato, anche per il rispetto nei confronti dei
lavori che avete svolto fino ad adesso.
Votazione finale per scrutinio segreto del disegno di legge
«Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 9 ottobre
1998, n. 26,
sulla tutela delle minoranze linguistiche nella Regione»
(426/A)
(La richiesta risulta appoggiata a termini di
Regolamento)
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indico la votazione per scrutinio segreto del
disegno di legge «Modifiche ed integrazioni alla legge regionale
9 ottobre 1998, n. 26, sulla tutela delle minoranze linguistiche
nella Regione» n. 426/A.
Dichiaro aperta la votazione. Chi è favorevole vota verde; chi
è contrario vota rosso.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto.
Presenti e votanti 70
Maggioranza 36
Favorevoli 23
Contrari 45
Astenuti 2
(L'Assemblea non approva)
Presidenza del presidente Miccichè
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Disposizioni finanziarie urgenti in materia di protezione civile
e vigilanza dei siti culturali. Disciplina comunitaria
applicabile in materia di agevolazione de minimis. Abrogazione di
norme» (637/A - Norme stralciate)
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge «Disposizioni finanziarie urgenti
in materia di protezione civile e vigilanza dei siti culturali.
Disciplina comunitaria applicabile in materia di agevolazione de
minimis. Abrogazione di norme» (637/A- norme stralciate).
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, annuncio il
voto favorevole del Gruppo parlamentare che rappresento e
voglio fare una ulteriore precisazione.
All'articolo 4, comma 1, che ha l'effetto di abrogare il comma
2 dell'articolo 2 della legge n. 5 del 2007 intende abrogare gli
effetti modificativi della legge n. 5 del 2007.
Cioè, la norma torna ad essere quella che c'era un minuto prima
dell'approvazione della legge n. 5 del 2007, quindi, così come
era già modificata nel corso degli anni, la norma vigente torna
ad essere quella che c'era un minuta prima.
Lo dico per gli uffici; se c'è bisogno con un emendamento
articolo 117 si rende esplicito questo concetto perché è
evidente che non voglio cancellare diritti acquisiti.
Quindi, il principio è che la norma preesistente alla legge n.
5 del 2007 torni ad essere vigente nel suo insieme.
PRESIDENTE Onorevole Cracolici, presenti un emendamento ai
sensi dell'articolo 117 del Regolamento. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 21.45, è ripresa alle ore 21.51)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, vi è l'emendamento, ai sensi
dell'articolo 117, a firma dell'onorevole Cracolici che, avendo
approvato la norma con l'articolo 4 della legge, fa rivivere la
vecchia norma che è la seguente: Le disposizioni di cui al
secondo comma si applicano anche al personale assunto in seguito
ai concorsi pubblici indetti con decreti già votati alla data di
entrata in vigore della legge regionale 7 maggio 1996, n. 31,
anche se pubblicati in data successiva .
Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Indico la votazione finale per scrutinio nominale del disegno
di legge numero 637/A - Norme stralciate, così come emendato ai
sensi dell'articolo 117.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 58
Maggioranza 30
Favorevoli 58
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, l'Assemblea terrà seduta martedì 11
settembre 2007, alle ore 17.00, con il seguente ordina del
giorno:
Presidenza del presidente Miccichè
I -Comunicazioni.
II -Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
agricoltura e foreste
La seduta è tolta alle ore 21.52.
Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 00.30 del 9 agosto
2007
DAL SERVIZIO RESOCONTI
Il Direttore
Dott. Eugenio Consoli
ALLEGATO
EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE N. 613/A INTERVENTI IN FAVORE DEL CINEMA E
DELL'AUDIOVISIVO
-All'articolo 4:
Emendamento 4.1:
Al comma 2 dopo le parole pubblica istruzione' sono aggiunte
le parole sentita la Consulta regionale per il cinema di cui
all'articolo 10'
-All'articolo 5:
Emendamento 5.2:
Alle lettere a), b), c), d), e) dopo la parola massimo'
aggiungere la parola complessivo'.
Emendamento 5.7:
Al comma 5, lettera h), le parole in tempi e modi da
concordare' sono soppresse.
-All'articolo 8:
Emendamento 8.1:
Alla lettera a) aggiungere dopo la parola erogare' le parole
'valutato il piano delle attività e delle spese'.
-All'articolo 10:
Emendamento 10.1:
All'articolo 10 è aggiunta la seguente lettera:
g) il dirigente del DARC o un suo delegato;
Emendamento 10.2:
All'articolo 10 è aggiunta la seguente lettera:
h) due componenti scelti tra la Film Commission operanti nel
territorio regionale da almeno 5 anni.
DISEGNO DI LEGGE N. 426/A MODIFICHE ED INTEGRAZIONI ALLA LEGGE
REGIONALE 9 OTTOBRE 1998, N. 26, SULLA TUTELA DELLE MINORANZE
LINGUISTICHE NELLA REGIONE
-All'articolo 4:
Emendamento 4.1:
Al comma 1 dopo le parole con obbligo di gestione separata'
aggiungere le parole a destinazione
vincolata'
-All'articolo 8:
Emendamento 8.1:
Al comma 2 le parole sono abrogati decorsi novanta giorni
dalla pubblicazione del decreto del Presidente della Regione di
cui all'articolo 3, comma 3' sono sostituite con le parole
sono abrogati a far data dalla pubblicazione del decreto del
Presidente della Regione di cui all'articolo 3, comma 3 e
comunque a partire dall'1 gennaio 2008'
-All'articolo 9:
Subemendamento 9.R.1:
Il comma 3 dell'emendamento 9.R è abrogato.
Emendamento 9.R:
L'articolo 9 è così sostituito:
1. Per le finalità della presente legge è autorizzata, per il
triennio 2007-2009, la spesa complessiva di 450 migliaia di
euro, di cui 50 migliaia di euro per l'esercizio finanziario
2007 e 200 migliaia di euro per ciascuno degli anni 2008 e
2009, da assegnare in pari misura all'Università degli studi di
Palermo per gli scopi previsti all'articolo 7 e all'IRCA
Sicilia per il perseguimento dei propri fini istituzionali.
2. All'onere di cui al comma 1 si provvede, per l'esercizio
finanziario 2007, con parte delle disponibilità dell'U.P.B.
9.4.1.1.3 - capitolo 381701 - del bilancio della Regione per
l'esercizio finanziario medesimo. Per gli esercizi finanziari
2008 e 2009 la relativa spesa
trova riscontro nel bilancio pluriennale della Regione per il
triennio 2007 - 2009 U.P.B. 9.4.1.1.3.
3. Per gli esercizi finanziari successivi si provvede ai sensi
dell'articolo 3, comma 2, lettera h) della l. r. 10/1999.
DISEGNO DI LEGGE N. 637/A-NORME STRALCIATE DISPOSIZIONI
FINANZIARIE URGENTI IN MATERIA DI PROTEZIONE CIVILE E VIGILANZA
DEI SITI CULTURALI. DISCIPLINA COMUNITARIA APPLICABILE IN MATERIA
DI AGEVOLAZIONI DE MINIMIS. ABROGAZIONE DI NORME
-All'articolo 1:
Emendamento 1.2:
Al comma 2 sostituire le parole ad avvalersi con le seguenti
altre a prorogare i contratti .
Emendamento 1.1:
Sostituire il comma 5 con il seguente:
5. Agli oneri discendenti dall'attuazione del presente
articolo, pari a 4.900 migliaia di euro per l'esercizio
finanziario 2007 e a 14.700 migliaia di euro per l'esercizio
finanziario 2008, si provvede con le maggiori entrate di
seguito indicate:
importi in migliaia di euro
U.P.B. CAPITOLI DENOMINAZIONE 2007 2008
4.3.1.1.3 1026 Ritenute sugli 4.900 14.700
interessi e redditi di
capitale
EMENDAMENTO AI SENSI DELL'ART. 117 DEL REGOLAMENTO INTERNO
Il comma 1 dell'art. 4 è sostituito dai seguenti:
1. Il comma 2 dell'articolo 2 della legge regionale 27 febbraio
2007, n. 5, è abrogato.
2. Il comma 3 dell'articolo 10 della legge regionale 9 maggio
1986, n. 21, è sostituito dal seguente:
3. Le disposizioni di cui al secondo comma si applicano
anche al personale assunto in seguito ai concorsi pubblici
indetti con decreti già adottati alla data di entrata in
vigore della legge regionale 7 maggio 1996, n. 31, anche se
pubblicati in data successiva'.
DISEGNO DI LEGGE (NN. 519-5-14-15-193-315-396-517-570-584-593-600-
625/A - II STRALCIO) NUOVE NORME PER L'ELEZIONE E LA
COMPOSIZIONE DEI CONSIGLI COMUNALI E PROVINCIALI E DELLE
RELATIVE GIUNTE
-All'articolo 5:
Emendamento 5.1:
Al comma 1, il comma 4 dell'articolo 33 della legge n.
142/1990, come introdotto dalla legge regionale n. 48/1991 e
successive modifiche, è soppresso.
Subemendamento 5.9.1:
All'art. 5, comma 1, al punto 3 il terzo periodo è così
sostituito: In assenza di norma statutaria che stabilisca il
numero degli assessori, si applica il limite massimo stabilito
dai commi 1 e 2 .
DISEGNO DI LEGGE NN. 611-603/A MODIFICHE ED INTEGRAZIONI ALLA
LEGGE 11 FEBBRAIO 1994, N. 109, COME INTRODOTTA DALLA LEGGE
REGIONALE 2 AGOSTO 2002, N. 7, RECANTE NORME IN MATERIA DI LAVORI
PUBBLICI. NORME IN MATERIA DI CONCESSIONE DI ACQUE PUBBLICHE.
REVISIONE DEI PREZZI DEI MATERIALI DA COSTRUZIONE. PROROGA
TERMINI IN MATERIA DI EDILIZIA AGEVOLATA-CONVENZIONATA.
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI TUTELA DELLA SALUTE E SICUREZZA DEI
LAVORATORI NEI CANTIERI
EMENDAMENTO AI SENSI DELL'ART. 117 DEL REGOLAMENTO INTERNO
All'articolo 1, comma 9, dopo le parole di norma con il
criterio del prezzo più basso inferiore a quello posto a base
di gara sono aggiunte le seguenti: o con il criterio
dell'offerta economicamente più vantaggiosa. Il criterio del
prezzo più basso inferiore a quello posto a base di gara è .
DISEGNO DI LEGGE N. 642/A NORME IN MATERIA DI RISTRUTTURAZIONE
DELLE PASSIVITà AGRARIE
EMENDAMENTO AI SENSI DELL'ART. 117 DEL REGOLAMENTO INTERNO
All'articolo 1, comma 2, sostituire le parole al 30 giugno
2007 con le parole: fino alla data di pubblicazione della
presente legge .