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Resoconto d'Aula della Seduta n. 84 di martedì 11 settembre 2007
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   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   ZAGO,  segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   Comunicazione   delle   determinazioni  della   Conferenza   dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari

                 PRESIDENTE   Comunico  che  la  Conferenza   dei
      Presidenti  dei  Gruppi parlamentari,  riunitasi  oggi,  11
      settembre   2007, alle ore 13.00, sotto la  presidenza  del
      Vicepresidente dell'Assemblea, on. Stancanelli, presente il
      Vicepresidente   on.   Speziale   dell'ARS,   e   con    la
      partecipazione  dell'Assessore  per  l'Agricoltura   e   le
      foreste prof. La Via,  ha stabilito quanto segue:

        L'Aula  terrà seduta domani 12 settembre alle  ore  11.00
      per  comunicazioni del Governo in ordine alla  problematica
      sugli incendi e per la discussione della mozione n. 230,  a
      firma Cracolici ed altri.

        Le  Commissioni sono autorizzate a riunirsi dal 13 al  25
      settembre  per  esaminare,  il Documento di  programmazione
      economico-finanziaria (DPEF) e con priorità, i  disegni  di
      legge riguardanti le seguenti materie:
        -  Lavoro  e sviluppo qualora gli stessi siano  corredati
      della prescritta relazione tecnica;
        -  Norme  in materia di contenimento della spesa pubblica
      regionale (n. 600)
        -  Recepimento  della normativa nazionale in  materia  di
      liberalizzazioni (decreti Bersani);
        - Usura e  antiracket;
        - Polizia municipale;
        - Pari opportunità;
        - Rimodulazione deleghe assessoriali;
        - Riordino normativa in materia di edilizia.

        L'Aula  terrà  seduta il  26 e 27 settembre  per  l'esame
      del   Documento   di  programmazione  economico-finanziaria
      (DPEF) e per quello dei seguenti disegni di legge:
        - Disciplina del commercio (n. 639/A);
        - Campi da golf (n. 595/A);
        -  Nuove  norme  per  l'elezione e  la  composizione  dei
      consigli  comunali  e provinciali e delle  relative  giunte
      (nn. 519/5/14/15/193/315/396/517/570/584/593/600/625/A-  II
      stralcio);
        - Altri eventualmente licenziati dalle Commissioni.

        Comunico  inoltre che la Conferenza dei  Presidenti   dei
      Gruppi  parlamentari è convocata per il giorno 27 settembre
      2007, a conclusione dei lavori d'Aula.

                               Congedo

         PRESIDENTE   Comunico  che  l'onorevole  Termine  è   in
      congedo per la corrente settimana.
        L'Assemblea ne prende atto.

         Annunzio di presentazione di disegni di legge e di
      contestuale invio alle competenti Commissioni legislative

         PRESIDENTE   Comunico che i seguenti  disegni  di  legge
      sono   stati   presentati   ed  inviati   alle   competenti
      Commissioni legislative:

                      AFFARI ISTITUZIONALI (I)

       -   Schema  di  progetto  di legge  costituzionale  da
        proporre    al   Parlamento   nazionale   ai    sensi
        dell'articolo  18  dello Statuto  recante   Modifiche
        dello Statuto della Regione siciliana'  (n. 654)
        presentato  dagli  onorevoli  Barbagallo,   Ammatuna,
        Galvagno,  Gucciardi,  Mattarella,  Ortisi,   Tumino,
        Zangara in data 10 agosto 2007
        inviato in data 10 settembre 2007

                     ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

       -   Contributo  straordinario al Consorzio  A.S.I.  di
        Palermo  (n. 655)
        presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro)  in
        data 20 agosto 2007
        inviato in data 11 settembre 2007
        PARERE V

           Comunicazione di invio di disegni di legge alle
                             competenti
                       Commissioni legislative

         PRESIDENTE   Comunico che i seguenti  disegni  di  legge
      sono stati inviati alle competenti Commissioni legislative:

                      AFFARI ISTITUZIONALI (I)

       -    Norme    in   materia   di    riduzione     degli
        emolumenti    dei   parlamentari regionali.  Modifica
        della   legge   regionale  30   dicembre   1965,   n.
        44,       recante        Provvedimenti       relativi
        all'Assemblea  regionale siciliana'   (n. 653)
        di iniziativa parlamentare
        inviato in data 8 agosto 2007

                     AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

       -   Norme per la promozione dello sviluppo sostenibile
        attraverso    l'impiego   delle   fonti   energetiche
        rinnovabili  ed il contenimento degli sprechi  idrici
        negli edifici pubblici e privati  (n. 648)
        di iniziativa parlamentare
        inviato in data 8 agosto 2007

                Comunicazione di richieste di parere

         PRESIDENTE   Comunico  che  le  seguenti  richieste   di
      parere  sono  pervenute  dal  Governo  ed  assegnate   alla
      Commissione  legislativa permanente  Affari  istituzionali
      (I):

         -   Istituto sperimentale zootecnico per la Sicilia.
          Presidente  del  Consiglio di amministrazione   (n.
          67/I)
            pervenuta in data 20 agosto 2007
            inviata in data 20 agosto 2007

         -    Consorzio   A.S.I.  di  Gela   -   Designazione
          componente del consiglio generale  (n. 68/I)
            pervenuta in data 20 agosto 2007
            inviata in data 20 agosto 2007.

                  Comunicazione di trasmissione di
                 deliberazioni da parte della Giunta
                              regionale

         PRESIDENTE   Comunico  che sono  pervenute  le  delibere
      della  Giunta regionale dal n. 155 del 9 maggio 2007 al  n.
      273  del 29 giugno 2007. Copie delle medesime e il relativo
      elenco   recante  l'oggetto  di  ciascuna   è   disponibile
      all'archivio del Servizio Commissioni.
        Comunico  altresì che è pervenuta la deliberazione  della
      Giunta  regionale n. 332 dell'8 agosto 2007  relativa  alla
      proposta  regionale di Programma operativo FESR  2007-2013.
      Copia   della  medesima  è  disponibile  all'archivio   del
      Servizio Commissioni.

      Comunicazione di trasmissione di documentazione relativa
                      al POR Sicilia 2000/2006

         PRESIDENTE  Comunico che il Presidente della Regione  ha
      trasmesso  copia della seguente documentazione relativa  al
      Complemento di programmazione del  POR Sicilia 2000/2006:
        -  9  agosto  2007 Proposta di modifica  alla  misura
     4.01 d;
        -  10  agosto  2007 Proposte di modifica alle  misure
     1.07 e 1.11;
        -  20  agosto 2007 Proposte di modifica alla   misura
     4.19     e    adozione    definitiva    delle  modifiche
     approvate  dal  Comitato di sorveglianza dell'11  luglio
     2007.

                     Annunzio di interrogazioni

         PRESIDENTE   Comunico  che  sono  state  presentate   le
      seguenti interrogazioni:

        - con richiesta di risposta orale:

           N.   1275   -  Iniziative  per  il  rispetto   del
         dispositivo  delle sentenze della  Corte  europea  e
         della  Corte  Costituzionale in ordine al  Piano  di
         emergenza rifiuti.
           - Presidente Regione
           Firmatario: La Manna Salvatore

           N.  1277  -  Iniziative per assicurare  efficienza
         della  vigilanza  lungo le coste e tempestività  nel
         servizio soccorso in mare.
           - Presidente Regione
           Firmatario: Apprendi Giuseppe

           N.  1278 - Iniziative urgenti per fronteggiare  il
         problema  di  azioni intimidatorie nei confronti  di
         amministratori  locali  nel  comune  di   Palma   di
         Montechiaro (AG).
           - Presidente Regione
           - Assessore Famiglia
           Firmatario: Panepinto Giovanni

           Le   interrogazioni   testè   annunziate   saranno
         iscritte all'ordine del giorno per essere svolte  al
         loro turno.

        -con richiesta di risposta scritta:

           N.  1272  -  Interventi per  il  ripristino  della
         fonte  comunale  di  località  Croce  a  Caltagirone
         (CT).
           - Assessore Famiglia
           Firmatario: Fleres Salvatore

           N.  1273 - Notizie circa lo stato di abbandono  in
         cui versa il Parco Gioeni di Catania.
           - Assessore Famiglia
           Firmatario: Fleres Salvatore

           N.  1274 - Interventi di manutenzione del verde in
         Via delle Terme ad Acireale (CT).
           - Presidente Regione
           - Assessore Famiglia
           Firmatario: Fleres Salvatore

           N.    1276    -   Indagine   ispettiva    riguardo
         all'incendio al mercato ortofrutticolo  di  Vittoria
         (RG).
           - Presidente Regione
           - Assessore Agricoltura
           Firmatario: Incardona Carmelo

           N.  1279  -  Notizie  sul  Conto  consuntivo  2006
         dell'AAPIT di Ragusa e sull'attività della stessa.
           - Assessore Famiglia
           - Assessore Turismo
           - Assessore Bilancio
           Firmatario: Ammatuna Roberto

           Le   interrogazioni   testè   annunziate   saranno
           trasmesse al Governo.

                         Annunzio di mozione

         PRESIDENTE   Comunico che è stata  presentata,  in  data
      odierna, la seguente mozione:

        N.  230    Interventi  urgenti  a   favore   dei   comuni
      danneggiati  da incendi verificatisi nel mese  di  agosto ,
      degli onorevoli Panarello Filippo; Cracolici Antonino; Oddo
      Camillo; Villari Giovanni

        Avverto  che,  secondo  il  calendario  stabilito   dalla
      Conferenza  dei  Presidenti dei gruppi  parlamentari  testè
      comunicato,  la  discussione  della  stessa  mozione   sarà
      abbinata  alle  comunicazioni del Governo  in  ordine  alla
      problematica   sugli   incendi,  iscritte   al   II   punto
      dell'ordine  del  giorno  della  seduta  antimeridiana   di
      domani.

        Ai  sensi  dell'articolo 127, comma  9,  del  Regolamento
      interno,  do  il preavviso di trenta minuti al  fine  delle
      eventuali  votazioni mediante procedimento elettronico  che
      dovessero aver luogo nel corso della seduta.

        Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica  del
      numero  legale  (art.  85) ovvero la domanda  di  scrutinio
      nominale  o di scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate
      mediante procedimento elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


           Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze

         PRESIDENTE   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine   del
      giorno:  Svolgimento  di  interrogazioni  ed  interpellanze
      della rubrica  Agricoltura e foreste .

        Si  procede  allo  svolgimento  dell'interpellanza  n.  6
       Iniziative  urgenti per il definitivo completamento  della
      diga  'Pietrarossa'  in territorio del  comune  di  Ramacca
      (CT), dell'onorevole Limoli. Ne do lettura:

   «Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'agricoltura  e
  le  foreste,  all'Assessore per i beni culturali ed ambientali  e
  per la pubblica istruzione, premesso che:

   nel  territorio  del  comune  di Ramacca  (CT)  è  in  corso  di
  realizzazione la diga Pietrarossa , i cui lavori furono  iniziati
  nel  lontano  1989,  facente parte del sistema irriguo  Dittaino-
  Ogliastra-Pietrarossa,  quale opera strategica di accumulazione e
  distribuzione delle risorse idriche in Sicilia;

   successivamente,  in  forza  di  un  vincolo  apposto  nel  1997
  dall'Assessorato  regionale  'Beni  culturali  e   ambientali   e
  pubblica  istruzione'  sull'area del costruendo  invaso,  per  la
  scoperta  di un sito archeologico, la Soprintendenza di  Enna  ha
  sospeso i lavori progettuali già eseguiti per il 95 per cento del
  totale, pari ad una spesa stimata in circa 75 milioni di euro;

   i  successivi  aspetti  giudiziari dell'incresciosa  vicenda  si
  sono  definitivamente chiariti con due sentenze  irrevocabili  di
  assoluzione  di  tutti  gli imputati,  per  effetto  delle  quali
  'l'opera  denominata  invaso di Pietrarossa, unitamente  all'area
  archeologica,  è  stata  dissequestrata e restituita  al  Demanio
  della Regione siciliana';

   nelle  more  del completamento della diga, l'impresa  esecutrice
  dei  lavori (Imprepar-Impregilo Partecipazioni S.p.A.) ha  citato
  avanti il Tribunale civile di Catania il Consorzio di bonifica di
  Caltagirone per richiedere la risoluzione del relativo  contratto
  ed oneri risarcitoci per complessivi euro 9.680.587,73;

   nel  frattempo,  a  prescindere dalla  sospensione  dei  lavori,
  occorre  mettere  in  sicurezza  la  diga  onde  evitare  la  sua
  probabile tracimazione in caso di eventi di piena eccezionali che
  non   consentirebbero  allo  scarico  di  superficie  di  entrare
  pienamente  in  funzione, con il conseguente  verificarsi  di  un
  evento catastrofico per le popolazioni e i territori di valle;

   l'opera,  una  volta  completata, convoglierà  le  acque  in  un
  grande serbatoio idrico di 40 milioni di metri cubi assolutamente
  indispensabile per l'approvvigionamento irriguo  dell'agricoltura
  (comparti agrumicoli, cerealicoli e zootecnici) delle Province di
  Catania, Siracusa, Enna e Caltanissetta, il cui concreto  rischio
  in  caso  contrario è quello di vedersi compromesso non  solo  lo
  sviluppo   economico,  conseguente  anche   al   fenomeno   della
  desertificazione, ma, soprattutto, il mantenimento dell'esistente
  livello  produttivo e occupazionale costituito  da  numerosissime
  aziende agricole;

   ad  oggi,  purtroppo,  a  livello di risoluzione  degli  aspetti
  tecnico-burocratici, il Governo regionale non  ha  adottato,  per
  quanto di sua esclusiva competenza, una chiara direttiva politica
  al  fine di addivenire, in tempi certi, alla definizione di tutti
  i  consequenziali provvedimenti amministrativi  per  giungere  al
  completamento  e  alla  fruizione  da  parte  degli   agricoltori
  dell'acqua della diga 'Pietrarossa';

   per conoscere:

   per  quali  motivi  non sia data attuazione alla  ferma  volontà
  politica  del  Governo di completare la diga  'Pietrarossa',  più
  volte manifestata pubblicamente dal Presidente della Regione, on.
  Salvatore Cuffaro;

   se  non  ritengano di convocare urgentemente una conferenza  dei
  servizi,  alla  presenza dei direttori regionali competenti,  del
  Commissario delegato per l'emergenza idrica, di tutti  i  Sindaci
  interessati  e  del  Presidente  della  Provincia  regionale   di
  Catania,  per  dare  immediato esame e  verifica  degli  ostacoli
  tecnico-amministrativi che ancora si frappongono al completamento
  dei lavori della diga;

   in  ogni caso, quali atti di indirizzo politico improcastinabili
  intendano  assumere, con la massima urgenza, sia per  scongiurare
  sine   die   la   sospensione  delle   opere   di   completamento
  dell'importante  invaso  'Pietrarossa',  sia   per   evitare   di
  sperperare definitivamente le ingentissime risorse pubbliche  già
  utilizzate». (6)

                                                             LIMOLI

   Ha  facoltà  di  parlare  l'assessore  per  l'Agricoltura  e  le
  foreste per rispondere all'interpellante.

    LA  VIA ,  assessore per l'Agricoltura e le foreste  .   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, le premesse  dell'interpellanza
  proposta  dall'onorevole  Limoli riassumono  in  brevi  cenni  la
  storia  dell'invaso  Pietrarossa ed  esprimono  il  condivisibile
  convincimento  della opportunità di portare a  termini  i  lavori
  interrotti.
      L'alternativa  costituita  dalla  demolizione   delle   opere
  realizzate,  da un lato, consegnerebbe alla storia  un  clamoroso
  caso  di  sperpero di denaro pubblico e dall'altro causerebbe  un
  rilevante  danno ambientale connesso con l'esecuzione dei  lavori
  di   dismissione  e  l'eliminazione  dei  materiali  di  risulta.
  L'invasamento,  peraltro, di 16 milioni di metri  cubi  di  acqua
  rappresenta    una   risorsa   irrinunciabile    per    garantire
  l'irrigazione dei territori del comprensorio.
   Desidero  fornire qualche notizia su quanto è avvenuto in  tempi
  recenti a proposito della complessa vicenda.
   A  seguito  del  sopralluogo dei funzionari del  registro  dighe
  italiane  di  Roma effettuato nel cantiere della diga Pietrarossa
  in  data 8 febbraio 2007, al fine di verificare le condizioni  di
  sicurezza,  è  emersa la necessità di esecuzione di alcune  opere
  prioritarie per salvaguardare alcune parti delle opere essenziali
  per la sicurezza e lo sbarramento. Tale opere sono state eseguite
  e completate in data 30 maggio 2007.
   Nei  mesi  di febbraio e marzo 2007 si sono inoltre  tenuti  due
  incontri  presso  la  Prefettura  di  Enna  aventi  come  oggetto
  principale le condizioni di sicurezza della diga. A uno di questi
  incontri  ha  partecipato anche la Soprintendente  ai  BB.CC.  di
  Enna  la  quale  avrebbe  comunicato che  è  stato  assegnato  un
  finanziamento per l'esecuzione di ulteriori indagini  finalizzate
  al controllo del sotterraneo. Nell'eventualità che nel sottosuolo
  non dovessero ritrovarsi elementi di pregio tali da conferire  un
  interesse rilevante alla tutela dei luoghi, la Sovrintendente  ha
  manifestato  la propria disponibilità all'ipotesi di  sommersione
  del  sito  previa  protezione con coltre di  ghiaia  ed  un  geo-
  tessuto.
   Mentre  proseguono proficui contatti è in corso una  riflessione
  sull'opportunità    di   formalizzare   l'istituzione    di    un
  coordinamento   delle  attività  di  tutte   le   strutture   che
  interagiscono sulla materia.

    PRESIDENTE   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Limoli  per
  dichiararsi   soddisfatto   o   meno   della   risposta   fornita
  dall'Assessore.

    LIMOLI  Mi dichiaro soddisfatto.

    PRESIDENTE   Si  passa all'interrogazione  n.  584   Interventi
  urgenti a sostegno degli agricoltori e dei lavoratori dei  comuni
  di  Racalmuto e Grotte (AG) recentemente colpiti da una  violenta
  grandinata ,  degli  onorevoli Di Benedetto,  Panepinto.   Ne  do
  lettura:

   «All'Assessore per l'agricoltura e le foreste, premesso  che  il
  10 settembre 2006 un violento temporale con grandinata ha colpito
  il  territorio dei comuni di Racalmuto e Grotte (AG),  devastando
  centinaia di ettari di colture;

   considerato  che,  per la delicata fase stagionale  nel  settore
  dell'orto  frutta, in particolare della coltivazione  dell'uva  e
  degli  ulivi,  un  tale  disastroso  evento  mette  in  ginocchio
  l'economia  della  zona  imperniata in  modo  predominante  sulle
  attività agricole;

   visto  che  in  molti casi il danno è irrimediabile  e  per  gli
  agricoltori della zona costituisce una perdita secca per svariate
  decine  di  migliaia di euro, con il rischio  di  una  devastante
  crisi  dell'impresa agricola della zona, per altro già  segnalata
  dall'allarme delle amministrazioni locali;

   per sapere:

   se   non   ritenga   urgente  un  intervento   di   verifica   e
  quantificazione    dei    danni,     procedendo
   contemporaneamente alla dichiarazione dello  stato  di  calamità
  naturale;

   quali  iniziative  intenda adottare per un pronto  intervento  a
  sostegno degli agricoltori colpiti e dei lavoratori;

   se  non consideri opportuna la convocazione di un tavolo con  le
  parti  interessate (Regione, Provincia, Comuni,  associazioni  di
  categoria  e  sindacali  rappresentative degli  operatori  e  dei
  lavoratori  danneggiati)  per  la  definizione  delle  necessarie
  misure di risarcimento». (584)

                                           DI BENEDETTO - PANEPINTO

   Ha   facoltà   di   parlare  l'Assessore  per  rispondere   agli
  interroganti.

    LA  VIA ,  assessore  per l'agricoltura e  le  foreste.  Signor
  Presidente, onorevoli deputati, in riferimento all'atto ispettivo
  n.  584  degli onorevoli Di Benedetto e Panepinto si  rappresenta
  che  gli  interventi  di  sostegno per i  danni  alle  produzioni
  agricole   e  zootecniche,  alle  strutture  aziendali   agricole
  zootecniche,  alle  strutture aziendali  ed  alle  infrastrutture
  agricole  nelle  zone colpite da calamità naturali  o  da  eventi
  eccezionali  gravano  sul  fondo  di  solidarietà  nazionale  che
  prevedeva sia aiuti ex post che ex ante.
   Fino   al  2003  è  stato  privilegiato  il  sistema  ex   post,
  consistente in aiuti dopo il verificarsi dell'evento, mentre  dal
  2004,  sulla  scorta  degli  orientamenti  comunitari  gli  aiuti
  statali sono orientati verso il sistema ex ante, rappresentato da
  contributi alle spese assicurative.
   Ai  sensi  dell'articolo 1 del decreto legislativo del 29  marzo
  2004, n. 102, infatti, il Fondo di solidarietà nazionale ha  come
  obiettivo  di promuovere principalmente interventi di prevenzione
  diretti  ad  incentivare  la  stipula di  contratti  assicurativi
  contro i danni della produzione e delle strutture.
   Lo    Stato   concede   contributi   sui   premi   assicurativi,
  conformemente a quanto previsto dal punto 11.5 degli orientamenti
  comunitari  in  materia di aiuti di Stato nel  settore  agricolo,
  agli  imprenditori agricoli di cui all'articolo 2135  del  Codice
  civile.
   Il  contributo arriva fino all'80 per cento del costo dei  premi
  per  contratti assicurativi che prevedono un risarcimento qualora
  il  danno  raggiunga il 20 per cento della produzione nelle  aree
  svantaggiate ed il 30 per cento nelle altre zone.
   E'  prevista una riduzione del contributo del premio fino al  50
  per  cento, qualora i contratti assicurativi coprano anche  altre
  perdite   dovute   ad   avverse   condizioni   atmosferiche   non
  assimilabili alle calamità naturali o perdite dovute a epizozie o
  fitopatia.
   Dagli    altri   interventi   compensativi   individuati   quali
  contributi   in   conto   capitale,  prestiti   ad   ammortamento
  quinquennale,  proroga  delle  operazioni  di  credito   agrario,
  agevolazioni previdenziali,  sono tassativamente esclusi i  danni
  alle  produzioni  ed alle strutture ammissibili all'assicurazione
  agevolata.
   A  decorrere  dal  1   gennaio 2005  il  contributo  è  concesso
  esclusivamente  per  contratti  assicurativi  che  prevedono  per
  ciascun   prodotto  assicurato  la  copertura  della   produzione
  complessiva aziendale all'interno di uno stesso comune.
   Considerato  che  i  territori  e le  colture  citati  nell'atto
  ispettivo  sono  ammissibili all'assicurazione agevolata  e  sono
  inseriti nel Piano assicurativo 2005, confermato ed integrato per
  l'anno  2006,  del  20 marzo 2006 del Ministero  delle  politiche
  Agricole  e  forestali, che prevede tra le avversità assicurabili
  anche  la  grandine,  nella fattispecie è  esclusa  l'attivazione
  della procedura per gli interventi compensativi di cui sopra.

    PRESIDENTE  Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Benedetto  per
  dichiararsi   soddisfatto   o   meno   della   risposta   fornita
  dall'Assessore.

    DI BENEDETTO . Mi dichiaro soddisfatto.

    PRESIDENTE   Si passa all'interrogazione n. 576  dell'onorevole
  Cantafia   Chiarimenti circa l'attribuzione  degli  incarichi  di
  coordinatore  del servizio di visite mediche per l'immissione  al
  lavoro dei forestali della provincia di Palermo . Ne do lettura:

   «Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'agricoltura  e
  le  foreste e all'Assessore per la sanità, premesso che,  secondo
  notizie  pubblicate  sulle  più recenti  indagini  in  merito  ai
  'pizzini'  di  Provenzano,  sarebbe  stato  individuato  nel  dr.
  Salvatore  Spatafora uno dei destinatari (il n. 60) dei  messaggi
  del capomafia;

   considerato  che  il medico in questione è fratello  di  Liborio
  Spatafora,  arrestato il 10 agosto c.a. come uno dei  postini  di
  Provenzano;

   visto  che  le  visite mediche per l'immissione in servizio  dei
  forestali  del bacino di Palermo (circa 11.000) furono  assegnate
  proprio  al  dr. Spatafora (per un importo di diverse  decine  di
  euro a visita);

   ricordato  che,  a  seguito di intervento  delle  organizzazioni
  sindacali,  il  servizio  fu rimodulato  sulla  base  delle  aree
  subprovinciali  e  attribuito  a  diversi  medici,  e  che,   pur
  tuttavia,  il  dr.  Spatafora fu nominato  coordinatore  di  tale
  servizio;

   per sapere:

   in   base  a  quale  criterio  le  visite  ai  forestali   siano
  attribuite a un servizio di consulenza privato piuttosto  che  ai
  normali presidi sanitari pubblici;

   in  base a quale procedura sia stato attribuito tale servizio  e
  a  che  titolo  il coordinamento sia assegnato al  dr.  Spatafora
  piuttosto che ad altri;

   se  si  siano  fatti accertamenti antimafia prima  di  procedere
  all'assegnazione di tale delicato incarico;

   quali  misure  cautelari siano state adottate  dalla  Regione  a
  tutela  dell'interesse  pubblico  dopo  la  pubblicazione   delle
  notizie  di  stampa  relative al rapporto che  sussisterebbe  tra
  Provenzano e il dr. Salvatore Spatafora». (576)

                                                           CANTAFIA

   Ha    facoltà   di   parlare   l'   Assessore   per   rispondere
  all'interrogazione.

    LA  VIA ,  assessore  per l'agricoltura e  le  foreste.  Signor
  Presidente,  onorevoli deputati, in relazione  all'interrogazione
  n.  576  dell'onorevole  Cantafia, sulla  scorta  degli  elementi
  informativi   forniti  dai  competenti  uffici   dell'Assessorato
  agricoltura e foreste si riferisce quanto segue:
     al  fine  di  garantire  l'attuazione delle  disposizioni  del
  decreto legislativo 626/1994 in materia di prevenzione e garanzia
  della salute dei lavoratori sui luoghi di lavori, l'articolo  35,
  comma  3, della legge regionale n. 6 del 1997 aveva, in un  primo
  momento,  assegnato  agli  assessori  regionali,  preposti   alle
  singole amministrazioni, le funzioni di datore di lavoro,  mentre
  il   comma  4  del  medesimo  articolo  35,  in  sede  di   prima
  applicazione  e  per  non  più  di un  triennio,  autorizzava  il
  Presidente  delle Regione e gli assessori regionali  a  stipulare
  apposite   convenzioni  con  le  aziende  sanitarie  locali,   le
  Università,  l'INAIL, l'ISPESI, l'Istituto italiano  di  medicina
  legale  e  professionisti esterni all'amministrazione in possesso
  dei requisiti previsti dalla legge per l'esercizio delle attività
  di  tutela  sanitaria  richieste dal D.L.vo 626/94.  In  seguito,
  l'art. 5 della l.r. 3/1998, sostituendo il citato art. 35,  comma
  3,  attribuiva  le funzioni di datore di lavoro ai  direttori  di
  ogni  assessorato competenti nella gestione del personale  ed  ai
  capi degli Uffici periferici.
   Applicando  l'esposta normativa, nel 1999 l'Assessore  regionale
  per  l'Agricoltura  e  le  Foreste  pro-tempore,  richiedeva   la
  disponibilità  delle  Aziende   Sanitarie  e  Ospedaliere   della
  Sicilia all'espletamento delle attività di sorveglianza sanitaria
  e,  in  assenza di comunicazione di disponibilità da parte  delle
  stesse,   provvedeva  all'individuazione  di  professionisti   in
  possesso dei requisiti previsti dalla vigente normativa  ed  alla
  conseguente  stipula  delle  convenzioni;  per  la  provincia  di
  Palermo,  veniva individuato il dottore Salvatore Spatafora,  con
  il quale, in data 31/11/99, con efficacia dall'01/12/1999, veniva
  stipulata   una   convenzione  di  durata  annuale,   tacitamente
  rinnovabile dalle parti.
   Successivamente,   l'art.  39 della l.r.  4/2003,  al  fine  del
  contenimento  della spesa disponeva che i datori di  lavoro,  per
  l'espletamento    dei   compiti   di   sorveglianza    sanitaria,
  ricorressero alle Aziende sanitarie locali.
   L'Ispettore  Generale dell'Azienda Foreste, cui  nelle  more,  a
  seguito  della riforma della P.A. introdotta dalla l.r.  10/2000,
  era  transitata la competenza in argomento, esercitava il diritto
  di  disdetta delle convenzioni e disponeva a tutti i responsabili
  degli Uffici periferici, quali datori di lavoro, di richiedere la
  disponibilità delle A.S.L. locali all'espletamento  del  servizio
  di  sorveglianza  sanitaria. Tuttavia anche in questo  caso  gran
  parte   delle  ASL,  ed  in  particolare  l'ASL  6  di   Palermo,
  comunicavano   l'indisponibilità  ad  espletare   l'incarico   e,
  pertanto,  l'Ispettore  Generale  dell'Azienda,  considerata   la
  necessità   di  ottemperare  all'obbligo  di  legge,  manifestava
  all'Assessore   per   l'Agricoltura  e  le  Foreste   pro-tempore
  l'intendimento  di prorogare di tre mesi i contratti  scaduti  ed
  evidenziava, al contempo, la necessità di procedere alla modifica
  dell'art.   39,  prevedendo  un  utilizzo  delle  professionalità
  anziché   su  base  provinciale,  su  base  distrettuale  facendo
  riferimento ai distretti forestali istituiti con l'art. 27  della
  l.r.   11/89   e  ciò  al  fine  di  ottimizzare  l'efficacia   e
  l'efficienza del servizio di sorveglianza.
   Con  l'art.  34 della l.r. 9/2004 il citato art. 39  della  l.r.
  4/03  veniva modificato e in seguito abrogato con l'art. 44 della
  l.r.  15/2004; contestualmente, l'Ispettore Generale dell'Azienda
  Foreste con nota n. 8039 del 29/09/2004 emanava una direttiva con
  la quale disciplinava le modalità ed i criteri attraverso i quali
  giungere  alla  selezione  dei  professionisti  cui  affidare  il
  servizio  di  sorveglianza sanitaria. Tra l'altro tale  direttiva
  prevedeva  che i professionisti sarebbero stati scelti  tra  quei
  medici  che,  in  possesso  dei  requisiti  prescritti,  avessero
  presentato  domanda entro il 10 novembre 2005 e che la  selezione
  sarebbe  stata  effettuata  da  un'apposita  commissione  con  il
  compito  di  valutare  i  curricula  dei  professionisti   e   di
  individuare  il distretto forestale presso il quale  i  prescelti
  avrebbero  svolto  l'attività; in ultimo la direttiva  prevedeva,
  per  una  migliore  funzionalità  del  Servizio  di  sorveglianza
  sanitaria,   la  nomina,  a  cura  del  Responsabile  provinciale
  dell'ufficio,  di  un  coordinatore  cui  affidare  la  cura  dei
  rapporti tra i vari medici competenti in ambito distrettuale e lo
  stesso datore di lavoro.
   Sulla  base  degli  esposti criteri è stata stipulata,  in  data
  09/02/2005,  la convenzione con il dott. Salvatore Spatafora   e,
  analogamente, per tutti gli  altri Uffici Provinciali dell'isola.
   In  merito  agli  ulteriori  quesiti  posti,  l'Azienda  foreste
  precisa   come   nessuna   norma   preveda   l'effettuazione   di
  accertamenti antimafia nell'ipotesi, quale nella fattispecie,  di
  conferimento  di incarichi professionali a liberi  professionisti
  regolarmente  iscritti ai propri ordini;  tanto  meno,  la  presa
  conoscenza  dell'avvio di un'indagine giudiziaria  a  carico  del
  professionista, costituisce presupposto per la P.A. per procedere
  alla rescissione della convenzione stipulata con il medesimo.
   Tuttavia,  proprio  a seguito del verificarsi  dell'episodio  in
  argomento in sede di rinnovo delle convenzioni di cui si discute,
  si  è  provveduto, in via meramente cautelativa, a richiedere  ai
  medici convenzionandi, in uno alla documentazione di rito,  anche
  l'autocertificazione  inerente i reati previsti  dalla  normativa
  antimafia».

    PRESIDENTE   Ha  facoltà  di parlare l'onorevole  Cantafia  per
  dichiararsi   soddisfatto   o   meno   della   risposta   fornita
  dall'Assessore.

    CANTAFIA  Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi,  mi
  dichiaro parzialmente soddisfatto. Osservo con soddisfazione  che
  dalla   presentazione dell'interrogazione è passato un  anno  ma,
  intanto,  la  pubblica Amministrazione ha ritenuto - seppure  non
  dovuto   -   utile  chiedere  una  certificazione  antimafia   ai
  professionisti con cui svolge questa attività non esattamente  di
  poco  conto,  dato  che non si tratta soltanto  dell'accertamento
  sanitario  previsto  dalla  legge  numero  626  ma  è  condizione
  indispensabile  per  essere  riavviati  ai  cantieri  di   lavoro
  previsti dalla forestale.
   Non  ritengo di esprimere soddisfazione per ciò che riguarda  la
  seconda  parte.  Il fatto - anche se mi rendo conto  che  il  suo
  incarico lì si ferma - che mi sembra assolutamente  improponibile
  è  che di fronte alle discussioni effettuate in quest'Aula da più
  di  un  anno  (da  molti più anni ma, visto che è  la  mia  prima
  legislatura, mi fermo all'anno che conosco direttamente),  da  un
  anno   parliamo di questa spesa sanitaria fuori controllo  e  che
  continuiamo  a  non  utilizzare le risorse che dagli  assessorati
  vanno  al sistema  sanità  utilizzando fino in fondo le strutture
  sanitarie.
   Ora   che   le  ASL  rispondono  alla  richiesta  del  direttore
  dell'Azienda foreste con un niet, dicendo che hanno da fare,  che
  non  sono interessate a svolgere il servizio, a me non sembra una
  ragione sufficiente perché l'Amministrazione e il Governo non  si
  attivino  in  qualche maniera per chiedere conto e soddisfazione;
  queste,  infatti,  sono certamente attività  che  possono  essere
  svolte, specialmente adesso che abbiamo ottenuto il decentramento
  di  queste  funzioni  in ambito dipartimentale,  dalle  strutture
  periferiche  tanto  delle  ASL, dagli ospedali  e  dalle  aziende
  ospedaliere  perché  sono attività semplici;  non  si  tratta  di
  attività  di  particolare specializzazione,  non  abbisognano  di
  strutture e di apparecchiature sofisticate; si tratta di attività
  medica  ordinaria,  di  ordinaria amministrazione,  che  potrebbe
  persino  essere svolte semplicemente dalle condotte  mediche,  da
  una  qualunque delle strutture sanitarie esistenti,   tranne  che
  per alcune attività specifiche per le quali si possono utilizzare
  - ripeto - le strutture sanitarie del territorio.
   La  invito,  quindi,  nella sua qualità di assessore  di  questo
  Governo,  ad attivarsi nuovamente perché questo tipo di  servizio
  possa essere riaffidato alla sanità della Regione piuttosto che a
  convenzioni con professionisti esterni.

    PRESIDENTE    Si   passa   alla   interrogazione   numero   591
   Chiarimenti  in  ordine  alla circolare  n.  6,  in  materia  di
  certificazione di igiene e benessere degli animali, i cui effetti
  hanno determinato il blocco dei finanziamenti della Misura E alle
  aziende   zootecniche  della  provincia   di   Enna ,   a   firma
  dell'onorevole Termine.
   Considerato  che  l'onorevole Termine non è  presente  in  Aula,
  l'interrogazione  si  considera  presentata  con   richiesta   di
  risposta scritta.
   Dispongo  che delle interrogazioni numeri 681, 742, 762,  726  e
  1094 venga effettuata un'unica trattazione:
   -numero  681   Interventi per il ritiro immediato delle cartelle
      di pagamento inviate da parte del Consorzio di Bonifica n. 11 ad
      agricoltori  della  provincia  di  Messina ,   dell'onorevole
      Panarello;
   - numero  742  Interventi urgenti per il ritiro dei ruoli emessi
      dal   Consorzio  di  Bonifica  n.  11  nei  confronti   degli
      agricoltori  di  36  comuni  della  provincia  di   Messina ,
      dell'onorevole Ballistreri;
   - numero   762    Interventi  urgenti  per  la  riqualificazione
      operativa   e   finanziaria  dei   Consorzi   di   bonifica ,
      dell'onorevole Zappulla;
   - numero    726    Interventi   per   l'immediato   ritiro    di
      numerosissime  cartelle  esattoriali  su  ruoli  emessi   dal
      Consorzio di bonifica n. 11 notificate agli agricoltori di 36
      comuni della provincia di Messina , dell'onorevole Laccoto.
   - numero   1094   Interventi  per  sollecitare  la  nomina   dei
      Consigli   di  amministrazione  dei  Consorzi  di  bonifica ,
      dell'onorevole Fagone.

       Ha   facoltà   di   parlare   l'assessore   per   rispondere
  all'interrogazione.

    LA  VIA,  assessore  per l'agricoltura  e  le  foreste.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, con la presente si  da  risposta
  anche  alle interrogazioni numero 742 dell'onorevole Ballistreri,
  numero  726  dell'onorevole Laccoto, numero 762  degli  onorevoli
  Zappulla  e  De  Benedictis, numero 1094  dell'onorevole  Fagone,
  numero  1071 dell'onorevole Di Mauro, trattando tutte  la  stessa
  materia.
   L'esperienza  della  gestione  straordinaria  dei  consorzi   di
  bonifica non può essere definita soddisfacente.
   Giustificate  appaiono  le critiche  relative  agli  adempimenti
  ritardati  o  semplicemente omessi e ragionevoli  le  perplessità
  degli utenti nei confronti delle iniziative degli Enti.
   Muovendo  da  queste  considerazioni  il  legislatore  regionale
  (questa  Assemblea)  hanno  ritenuto necessario  intervenire  con
  l'articolo 33 della legge 2/2007.
   Questa piccola introduzione è necessaria in quanto alcuni  degli
  atti  ispettivi ai quali si dà risposta sono stati presentati  in
  tempi   precedenti   all'entrata  in   vigore   della   normativa
  menzionata.
   Quest'ultima, oltre ad istituire una specifica struttura per  il
  controllo  dei consorzi di bonifica, ha previsto che i  piani  di
  classica, dei quali i consorzi non sono riusciti a dotarsi, siano
  predisposti dall'Assessorato al quale sono preposto; e ciò  anche
  per  pervenire  in tempi brevi allo svolgimento   delle  elezioni
  degli organi consortili.
   Do  comunicazione  agli  onorevoli interroganti  ed  a  tutti  i
  colleghi  presenti che l'Autorità per la vigilanza e il controllo
  dei  Consorzi  di  bonifica è stata costituita e  ne  sono  stati
  disciplinati   l organizzazione e  il  funzionamento  e  che  gli
  uffici  competenti dell'Assessorato stanno lavorando per definire
  i piani di classifica nel più breve tempo possibile.
   Il  completamento  degli adempimenti previsti  dall'articolo  33
  della  legge regionale 2/2007 consentirà il transito dei Consorzi
  di   bonifica  in  un  regime  ordinario  di  amministrazione   e
  autonomia.
   Per  quanto riguarda le censure sul comportamento dei commissari
  che  hanno  emesso ruoli di contribuenza in assenza - asseriscono
  alcuni  onorevoli interroganti - di servizi effettivamente  resi,
  non  si possono condividere le affermazioni circa l'illegittimità
  di tali provvedimenti.
   In   effetti,  è  il  comma  42  dell'articolo  20  della  legge
  regionale  numero  19  del  2005 che   autorizza  i  Consorzi  di
  bonifica  ad  emettere ruoli provvisori di contribuenza  relativi
  alle spese di funzionamento non coperte dal contributo regionale,
  mediante ripartizione calcolata secondo indice pari all'unità   e
  a  fare le dovute compensazioni dopo l'approvazione dei piani  di
  classifica.
   Non  può  essere invocato il comma 41 del medesimo articolo  che
  autorizza i Consorzi a sospendere i ruoli emessi ed a ritirare le
  azioni  giudiziarie sino al 31 dicembre 2006, in  primis,  perché
  oggi  il  termine  è  scaduto  e poi perché  la  sospensione  era
  prevista  per i ruoli emessi in riferimento a servizi resi  prima
  dell'entrate in vigore delle legge regionale numero 45 del 1995.
   Per  consentire l'avvio delle stagione irrigua, alcuni  Consorzi
  con carenza di personale rispetto ai posti previsti nel Piano  di
  organizzazione   variabile  (P.O.V.)  dell'Ente   hanno   assunto
  lavoratori a tempo determinato senza oneri a carico del  bilancio
  regionale.
   In  ordine all'aumento dell'importo dei canoni irrigui da  parte
  di alcuni Consorzi, risulta che tali aumenti sono stati revocati.

    PRESIDENTE   Ha  facoltà di parlare l'onorevole  Panarello  per
  dichiararsi   soddisfatto   o   meno   della   risposta   fornita
  dall'Assessore.

    PANARELLO  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  prendo  atto
  delle    considerazioni   espresse   dall'Assessore   soprattutto
  richiamando, giustamente, le novità nel frattempo intervenute.
   Per  quanto  riguarda,  però,  le questioni  sollevate  per   le
  cartelle  esattoriali  emesse  -  parlo  del  Consorzio  n.   11,
  ovviamente, che è alla base della mia interrogazione - visto  che
  siamo  in  presenza  di  un  Consorzio che  non  fornisce  alcuna
  prestazione  per il modo in cui si è sviluppato nel  corso  degli
  anni  il rapporto tra il vecchio Consorzio e l'attuale situazione
  degli  agricoltori  consorziati,   continuo  a  sostenere  ed   a
  ritenere  che è impropria la richiesta fatta dai Commissari  che,
  ancorché  giustificata  - come ricordava  l'Assessore  -  da  una
  norma,  credo  che  avesse anche come presupposto  che  vi  fosse
  almeno una prestazione da parte del Consorzio perché, altrimenti,
  diventa un balzello ingiustificato.
   In  ragione  di questo, continuo - fermo restando che  siamo  in
  una  fase  nuova e diversa - ad insistere sulla opportunità  che,
  qualora queste cartelle non fossero state revocate, l'Assessorato
  si  faccia carico di intervenire per evitare che, anche in  vista
  della  normalizzazione dei Consorzi di bonifica,  si  incrini  un
  rapporto con gli agricoltori consorziati che dovrebbero essere  i
  protagonisti  di  questa nuova fase della gestione  degli  stessi
  Consorzi di bonifica.

    PRESIDENTE   Considerato che l'Assessore ha risposto  anche  ad
  altre  interrogazioni  e  che   l'onorevole  Ballistreri  non   è
  presente  in Aula, ha facoltà di parlare l'onorevole Laccoto  per
  dichiararsi   soddisfatto   o   meno   della   risposta   fornita
  dall'Assessore.

    LACCOTO  Mi dichiaro soddisfatto.

    ZAPPULLA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ZAPPULLA   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  la  risposta
  fornita   dall'Assessore   all'interrogazione    presentata    mi
  consente  di  prendere  atto delle novità  che  obiettivamente  e
  oggettivamente   sono  intervenute  rispetto  a  quando   abbiamo
  presentato    l'interrogazione   cui   si   faceva   riferimento.
  Purtuttavia,  insieme  all'onorevole  De  Benedictis,  ponevo  un
  problema legato alla funzionalità del Consorzio di Bonifica n. 10
  di  Lentini, alle difficoltà drammatiche che l'assessore  conosce
  perfettamente  perché ne abbiamo più volte parlato  e  verificato
  relativamente alla capacità di garantire la stagione irrigua alle
  imprese agricole del settore.
   E'  vero  che, nel frattempo, sono intervenuti fatti nuovi,  che
  vi   sono  stati  anche  alcuni  interventi  indispensabili  alla
  manutenzione  delle  attrezzature  ma  rimane  ancora  largamente
  inadeguata  la  struttura del Consorzio di  Bonifica  n.  10,  il
  sistema di garantire la stagione irrigua.
   C'è,  quindi,  un  problema che rimane strutturale,  che  rimane
  irrisolto.
   Poi,   c'è   il  tema  generale  che  è  quello  della   riforma
  strutturale del Consorzio. Le novità intervenute sono soltanto un
  approccio,  un  primo  tentativo di affrontare  organicamente  il
  settore.
   Da  qui  a  considerare  la riforma dei  Consorzi  di  bonifica,
  obiettivamente, ce ne vuole.
   Non  è quindi un problema di insoddisfazione rispetto alle  cose
  dette  dall'assessore; ovviamente, sono risposte  molto  parziali
  rispetto  a  problemi che, invece, pongono necessità di  risposte
  più approfondite.

    LACCOTO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LACCOTO   Ribadisco  quanto   detto  dall'onorevole  Panarello.
  Credo che specialmente la situazione del Consorzio di Bonifica n.
  11  sia  paradossale. Si  chiedono, praticamente, le  somme  alle
  persone solo per mantenere in vita il Commissario o gli uffici  o
  le spese di missione o di altro del Commissario, senza effettuare
  alcuna  attività.  Credo che questa sia veramente  una  questione
  paradossale.
   Tutto  ciò  ha sollevato, certamente, la rivolta di centinaia  e
  centinaia di cittadini.  Non ha senso chiedere delle somme se  il
  Consorzio non ha mai svolto quelle attività per cui  era nato.
   Penso,  quindi,  che lei, Assessore, attraverso i  suoi  uffici,
  debba necessariamente trovare, al di là delle norme di legge, una
  soluzione   per   queste  cartelle  che,  tra  l'altro,   saranno
  impugnate; ci saranno una serie di situazioni un poco strane.
   Bisogna trovare, quindi, una soluzione.
   A  nessuna attività  può corrispondere una cartella per  dare la
  partecipazione  prevista dalla legge; parliamo di attività  zero,
  attività  nulla che dovrebbero pagare i cittadini.  Questo  è  il
  punto.   Lascio,    quindi,   alla  sua  competenza,   alla   sua
  intelligenza,  l'impegno da parte sua di potere  rivedere  questa
  situazione  e  andare  più a fondo. Non   può  esserci  una  tale
  situazione.
   Siamo  in un momento di critica; siamo in un momento in  cui  si
  parla  di costi della politica ma qua parliamo di costi assoluti.
  I  commissari  non  possono muoversi solo  per  farsi  pagare  le
  missioni  e  per  poi emettere le cartelle.  Oggi,  questa  è  la
  situazione in cui ci troviamo.

    PRESIDENTE     Si   passa   all'interrogazione    numero    682
   Riorganizzazione del comparto e valorizzazione delle  produzioni
  agro-alimentari siciliane , a firma dell'onorevole Incardona. Non
  essendo  presente l'interrogante, l'interrogazione  si  considera
  presentata con richiesta di  risposta scritta.
   Si  passa all'interpellanza numero 9  Iniziative per porre  fine
  alla  disparità di trattamento tra il personale ESA e quello  (V.
  nota)   regionale   equiparato  che  già  beneficia   del   nuovo
  inquadramento  nella  terza  fascia  della  dirigenza ,  a  firma
  dell'onorevole Zangara.
   Non essendo presente l'interpellante, si considera decaduta.
   Si   passa   all'interrogazione  numero  706    Interventi   per
  scongiurare   i  rischi  per  gli  abitanti  di  Valderice   (TP)
  conseguenti al dissesto idrogeologico del Monte Erice ,  a  firma
  dell'onorevole Oddo Camillo. Ne do lettura:

   <<All'Assessore per l'agricoltura e le foreste,

   premesso che:

   lo  scorso  mese di agosto un incendio ha devastato il  versante
  sud-est  di  monte Erice (TP), distruggendo il modesto patrimonio
  boschivo  che  negli  anni scorsi era sopravvissuto  ai  numerosi
  incendi che hanno interessato il monte medesimo;

   a  causa  dei  numerosi  roghi  che in  particolare  nell'ultimo
  decennio hanno attraversato Monte Erice, si è venuta a creare una
  situazione  di  reale rischio idrogeologico soprattutto  per  gli
  abitanti il comune pedemontano di Valderice;

   è   sicuramente   necessario   un  approfondimento   di   natura
  scientifica  per  individuare  gli  interventi  indispensabili  a
  tranquillizzare i cittadini di Valderice;

   per sapere:

   se  non  ritenga  utile  disporre uno studio  della  particolare
  situazione  in  relazione  al  rischio  idrogeologico  citato  in
  premessa;

   se   non  valuti  indispensabile  intervenire  in  tempi  rapidi
  considerato che a tutt'oggi non è stato disposto alcun intervento
  e la stagione delle piogge incombe sempre di più.>>.

   Ha    facoltà    di    parlare   l'assessore   per    rispondere
  all'interrogazione.

    LA  VIA ,  assessore  per l'agricoltura e  le  foreste.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, in riferimento all'interrogazione
  numero   706, a firma dell'onorevole Oddo, si rappresenta che,  a
  seguito degli incendi che hanno devastato pesantemente le pendici
  del  Monte Erice, l'Azienda regionale foreste demaniali, al  fine
  di   scongiurare   il  rischio  di  dissesto  idrogeologico,   ha
  progettato una serie di interventi in quelle aree consistenti nel
  taglio  ed  allontanamento delle piante  morte  e  interventi  di
  rimboschimento attraverso la piantumazione o la semina di essenze
  forestali arboree o arbustive e autoctone.
   Detti  interventi in corso di esecuzione sono stati  autorizzati
  ai sensi dell'articolo 10 del comma 1 della legge 353 del 2000.

    PRESIDENTE  Ha facoltà di parlare l'onorevole Oddo Camillo  per
  dichiararsi   soddisfatto   o   meno   della   risposta   fornita
  dall'assessore.

    ODDO   Camillo.   Signor   Presidente,   Assessore,   onorevoli
  colleghi,  come  l'assessore  sa già,  l'argomento  è  molto  più
  impegnativo  di quanto si pensi per quanto è accaduto  in  quella
  parte  della Sicilia anche se, quanto avvenuto quest'anno non  ha
  paragoni.
   La   questione  che  vorrei  affrontare,  prima  di  dichiararmi
  soddisfatto  o meno della risposta,  per la verità   riguarda  un
  suo  passaggio, Assessore, per quanto concerne essenze arboree  o
  arbustive autoctone.
   Significa  che finalmente torniamo a rivedere un po'  l'impianto
  del pino d'Aleppo e mettiamo mano alle vecchie essenze arboree  o
  arbustive  che  fondamentalmente ben coprivano  buona  parte  del
  territorio siciliano in passato.
   Ciò,  per  la  verità,  è  una novità eccezionale  per  chi  sta
  facendo,  bene o male, anche una riflessione relativa alla  fibra
  dei  nostri  patrimoni  o  del  nostro  patrimonio  boschivo   e,
  soprattutto, comprende da che cosa è costituito.
   Si   tratta   di   una   novità  perché  se  cambia   finalmente
  l'impostazione  anche  per quanto concerne  l'essenza  arborea  e
  arbustiva siamo sulla strada giusta.
   Può  darsi  poi che il giusto va inquadrato nella filosofia  che
  ciascuno di noi adotta nel guardare le cose.
   Sugli  interventi da lei elencati, Asessore, per quanto concerne
  la  risposta all'atto ispettivo, le debbo far notare  che  ancora
  oggi  non  sembrano  in  fase  di  attuazione  decisa,  tale   da
  scongiurare  quelli  che possono essere  alcune  ricadute  -  non
  voglio fare assolutamente Cassandra, ci mancherebbe altro  -  per
  quando concerne anche territori pedemontani.
   Si  tratta di una montagna ormai sostanzialmente distrutta.  Non
  esiste  tranne il polmone nord e tranne il polmone ad  ovest  che
  non mi pare ricco di chissà quali essenze.
   Si  tratta  di un classico impianto di pino d'Aleppo che  ancora
  regge verso la parte che va verso la città di Trapani.
   Poco esiste per la parte che va sul territorio di Val d'Erice  .
  Un  monitoraggio mi permetto di chiedere, Assessore, che riguarda
  anche  le  zone  in cui si potrebbe determinare un  pericolo   di
  qualsiasi  tipo . Non sto parlando di chissà quali precipitazioni
  che potrebbero creare chissà quali situazioni.
   Un   monitoraggio   però   attento   penso   sia   assolutamente
  necessario.
   Vi  è  solo  il  bisogno di intervenire per  quanto  riguarda  i
  cadaveri, cioè gli alberi che non ci sono più,  che ormai sono lì
  a testimonianza di qualcosa di grave che è accaduto.
   C'è  da  studiare  con i tecnici di cui sicuramente  la  Regione
  dispone  - non credo che dobbiamo rivolgerci a chissà chi  -  per
  comprendere  se  siamo  in  una  situazione  di  tranquillità   o
  difficile  o  seppure  andrebbe, come azione preventiva,  rimosso
  qualcosa.
   Sulla  questione di dare la notizia sull'intervento che  si  sta
  tenendo  e  dei  cantieri aperti o che si stanno  aprendo,  della
  programmazione,  la prego di fare in modo - la stimolerò  con  un
  ulteriore  atto  ispettivo - di garantire - per  quello  che  può
  essere una garanzia in questi casi - che quel monitoraggio  possa
  lasciare tranquilli migliaia di cittadini visto che la situazione
  è particolare e non va sottovalutata.
            Mi  dichiaro  parzialmente soddisfatto perché  è  stata
  annunciata, evidentemente, una serie di interventi, due o tre,  e
  comunque è manchevole la risposta dell'Assessore sotto il profilo
  della questione del cosiddetto  pericolo  speriamo mai.

    CAPUTO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPUTO    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   desiderei
  sapere    se    fosse   possibile   anticipare   la   trattazione
  dell'interrogazione  numero 1010, dal momento  he   l'Asessore  è
  disponibile,  è  pronto  a  trattarla,  visto  che,   per  motivi
  istituzionali, devo temporaneamente allontanarmi dall'Aula.

    PRESIDENTE      Non     sorgendo   osservazioni,    si    passa
  all'interrogazione   numero  1010  Iniziativa  a  sostegno  degli
  allevatori e delle aziende zootecniche del territorio del  comune
  di Monreale (PA)

    Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  l'agricoltura
  e le foreste,

   premesso  che da tempo gli allevatori e le aziende  del  settore
  zootecnico  vivono una grave crisi economica  e  per  le  avverse
  condizioni  di  mercato  e  per la complessità  delle  norme  che
  impongono  costi  insostenibili per la messa in  sicurezza  delle
  aziende e per l'adeguamento alla legislazione comunitaria;

   considerato  che  da  oltre due anni gli operatori  del  settore
  hanno  chiesto all'Amministrazione comunale di Monreale  (PA)  di
  inserire nel relativo bilancio un capitolo di spesa per sostenere
  i  costi  di  gestione e per promuovere attività  finalizzate  al
  rilancio commerciale delle aziende;

   rilevato  che  fino  ad oggi nessun provvedimento  di  carattere
  economico o di sostegno è stato adottato dal Comune di Monreale e
  che   numerosi   produttori   del   settore   hanno   manifestato
  l'intendimento di chiudere le aziende e che alcuni di essi stanno
  procedendo al licenziamento di personale dipendente;

   valutato  che  la  zootecnia  è una  della  attività  principali
  dell'agricoltura  monrealese, che, oltre che  creare  economia  e
  sviluppo, garantisce ottimi prodotti e contribuisce a sostenere i
  livelli occupazionali;

   per sapere:

   se  non  ritengano  opportuno intervenire presso  il  Comune  di
  Monreale  affinché  promuova  iniziative  economiche  a  sostegno
  dell'importante settore produttivo;

   altresì,   se   il   Governo  della  Regione  intenda   adottare
  interventi  per  risolvere la crisi del  settore  zootecnico  nel
  territorio del Comune di Monreale .

                                                CAPUTO

   Ha  facoltà  di  parlare  l'assessore  per  l'agricoltura  e  le
  foreste per rispondere all'interrogazione.

    LA  VIA,  assessore  per l'agricoltura e  le  foreste.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, con l'interrogazione numero  1010
  l'onorevole  Caputo  lamenta le condizioni difficili  in  cui  si
  trovano  le aziende zootecniche del Comune di Monreale.  Su  tale
  base  pone  due  questioni: una in merito ad  un  intervento  del
  Governo  regionale presso il Comune di Monreale, affinché  quella
  Amministrazione  promuova iniziative economiche  a  sostegno  del
  settore  zootecnico e l'altra in merito alle  iniziative  che  il
  Governo intende adottare per la crisi del settore zootecnico.
   In  relazione alla prima, va chiarito che questo Assessorato non
  è  titolare  di  alcun  potere sostitutivo  nei  confronti  delle
  Amministrazioni  comunali; pertanto,  non  può  costringere  quel
  Comune  ad  istituire nel proprio bilancio un capitolo  di  spesa
  destinato al settore.
   In  relazione alla seconda, si deve premettere che la Regione ha
  lavorato molto per il comparto:
   -nel settore carni, ha contribuito ad istituire il marchio unico
      delle carni bovine siciliane che attraverso il Consorzio Carni di
      Sicilia, si prefigge di garantire ai consumatori carni di qualità
      certi ficata  di provenienza regionale; la certezza del rispetto
      del  disciplinare di produzione (alla stesura  del  quale  ha
      partecipato attivamente l'Assessorato e di recente  ha  avuto
      l'approvazione ministeriale) agevola la collocazione delle carni
      sul mercato;
  -nel settore del latte, dopo una estenuante trattativa che è
  durata mesi, nella sede dell'assessorato regionale
  all'Agricoltura è stato firmato, il dieci luglio scorso,
  l'accordo sul prezzo del latte tra le cooperative di produttori e
  gli industriali trasformatori per l'annata produttiva 2007-2008
  (dal 1 aprile 2007 al 31 marzo 2008). Non accadeva da ben  18
  anni
   Non è possibile, però, erogare aiuti, neanche per la
  zootecnia, limitatamente a una parte del territorio isolano.
  Altri  tipi  di  intervento  per il  sostegno  del  settore  sono
  previsti nel Piano di sviluppo rurale.

    PRESIDENTE  Ha facoltà di parlare l'onoreole Zappulla per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

    ZAPPULLA  Mi dichiaro soddisfatto.

     PRESIDENTE  Si passa all'interpellanza numero 14
   Provvedimenti per rivalutare le funzioni e le professionalità
  dell'ESA , dell'onorevole Borsellino. Ne do lettura:

    Al Presidente della Regione,

   considerato che

   per   responsabilità  degli  ultimi  Governi,  l'ESA   è   stata
  esautorata  di  fatto da qualsiasi azione positiva nei  confronti
  dell'agricoltura  siciliana e tutto ciò  sembra  essere  accaduto
  senza  alcuna ragione tecnica o strategica che possa giustificare
  la  mortificazione  delle  professionalità  presenti  all'interno
  dello stesso ente;

   seppur  possa  apparire marginale, occorre  evidenziare  che  la
  quasi totalità degli uffici periferici e delle strutture sono  di
  proprietà  dello  stesso ente e quindi la suddetta  esautorazione
  non sembra sollecitata da eventuali danni erariali. E, viceversa,
  anziché procedere ad una riforma dell'ente, in conformità con  la
  nuova  programmazione comunitaria, si è preferito creare  diverse
  nuove altre strutture, affidando ad esse competenze che sarebbero
  potute   essere   svolte  dall'ESA  utilizzando  e  valorizzando,
  eventualmente,  le  stesse competenze esistenti  all'interno  del
  suddetto ente;

   da  tempo  si  sono succedute diverse gestioni  commissariali  e
  diversi consigli di amministrazione, periodicamente rinnovati dal
  Governo  della  Regione,  che non si comprende  a  quale  mission
  dovrebbero  rispondere e che di fatto si limitano  a  gestire  il
  pagamento degli stipendi del personale, nonché le spettanze dello
  stesso consiglio;

   numerose  sono,  altresì, le professionalità  tecniche  presenti
  all'interno   dell'ente   che   potrebbero   essere    utilizzate
  diversamente presso gli uffici della Regione;

   per conoscere:

   notizie   in  merito  alla  mancata  applicazione  della   legge
  regionale  n. 10 del 2000, che, oltre ad equiparare il  personale
  dell'ente  a  quello  della Regione, avrebbe potuto  favorire  la
  mobilità  all'interno della pubblica Amministrazione, utilizzando
  al  meglio  le  professionalità e le competenze esistenti,  anche
  attraverso  eventuali nuove funzioni da assegnare all'Assessorato
  Agricoltura  e  foreste,  in materia, ad esempio,  di  assistenza
  tecnica,  con l'obiettivo di migliorare e rendere più efficace  e
  capillare l'intero servizio sul territorio;

   se  esista un progetto adeguato, in applicazione alla  legge  di
  cui sopra, che possa impegnare le varie professionalità ancora in
  carico all'ente, coinvolgendo i diversi rami dell'Amministrazione
  regionale   (Assessorato  Agricoltura  e   foreste,   Assessorato
  Territorio  e  ambiente, Assessorato Lavori Pubblici,  Protezione
  Civile, eccetera);

   se   esista  un  progetto  per  estinguere  tutte  le   attività
  pregresse   in   capo   allo   stesso  ente,   anche   attraverso
  l'istituzione  di un apposito ed eventuale nuovo  ufficio  presso
  l'Assessorato Agricoltura e foreste, con il compito  di  trattare
  le  pratiche in materia di riforma agraria ed in merito al  fondo
  di   rotazione  e  liquidazione  del  patrimonio  dell'ente,  nel
  frattempo  transitato  nel demanio a disposizione  della  Regione
  siciliana . (14)

   BORSELLINO

    PRESIDENTE   Ha facoltà di parlare l'assessore  per  rispondere
  all'interrogazione.

    LA  VIA,  assessore  per l'agricoltura  e  le  foreste.  Signor
  Presidente,   onorevoli   colleghi,  con   riferimento   all'atto
  ispettivo  numero  14  presentato  dall'onorevole  Borsellino  si
  rappresenta  che l'Ente di sviluppo agricolo è un  ente  pubblico
  non   economico  dotato  di  personalità  giuridica  di   diritto
  pubblico,  opera quale ente strumentale della Regione,  attua  le
  direttive  politiche nel comparto agro-alimentare ed è sottoposto
  alla   vigilanza   e   alla  tutela  dell'Assessorato   regionale
  all'agricoltura e le foreste.
   I  compiti  istituzionali sono previsti  dall'articolo  3  della
  legge  istitutiva. L'Ente svolge competenze aggiuntive in materia
  di   bonifica,   invasi,   ricerche  idro-geologiche,   rete   di
  distribuzione irrigua.
   L'Ente  svolge  inoltre compiti di assistenza  tecnica  prevista
  dall'articolo 4 delle legge 73 del 1977.
   L'articolo  7  della  legge regionale  numero  19  del  2005  ha
  assegnato  le  competenze in materia di bonifica,  sinora  svolte
  dall'ESA,  all'agenzia  regionale  dei  rifiuti  e  delle  acque,
  stonando nel contempo parte dei fondi dal capito di finanziamento
  dell'Ente e consentendo il transito del personale in posizione di
  comando per utilizzarne le professionalità.
   Inoltre, i dipendenti in servizio presso le Sopat dell'ESA  sono
  stati  inseriti  nell'ambito dei distretti con le  corrispondenti
  Soat   dell'assessorato  per  un  migliore  coordinamento   delle
  attività di funzionamento,.
   L'Ente ha una pianta organica che prevede mille dipendenti,  fra
  tecnici e amministrativi, attualmente sono in servizio 608  delle
  quali  poco  più di cinquecento sono dipendenti di ruolo  più  un
  consistente  numero di dipendenti stagionali, circa seicento  per
  la meccanizzazione agricola.
   L'articolo  28 delle legge istitutiva dell'Ente prevede  che  il
  regolamento   organico  relativi  alla  disciplina  giuridica   e
  economica  del  personale  impiegato e salariato  dell'ESA  debba
  essere  uniformato, fatta eccezione per il Direttore generale  ai
  principi dell'impiego statale, ed infine il trattamento giuridico
  ed  economico del personale è regolato fin dal 1972 dai vari  DPR
  di  approvazione  del contratto collettivo nazionale  di  lavoro,
  relativi al personale appartenente al comparto dei ministeriali.
   In  base alla normativa vigente pertanto ai dipendenti ESA viene
  applicato il contatto collettivo nazionale di lavoro del comparto
  ministeriale.
   La  legge  regionale  numero  6 del 1997  contiene  disposizioni
  concernenti  gli  enti regionali e in particolare  l'articolo  31
  prevede  che il trattamento giuridico ed economico del  personale
  degli  enti, aziende ed istituti sottoposti a vigilanza e  tutela
  dell'amministrazione  regionale e le cui spese  di  funzionamento
  sono  a carico del bilancio regionale non può essere superiore  a
  quello stabilito per i dipendenti regionale secondo le tabelle di
  equiparazione  adottate dai rispettivi organi di  amministrazione
  vistate  dai  componenti gli organi di revisione e approvati  dal
  presidente    della   Regione  su  deliberazione   della   Giunta
  regionale.
   In  applicazione  del  sopra richiamato  articolo  31  le  prime
  tabelle  di  equiparazione dell'ESA sono state approvate  con  il
  DPRS  n. 70 del 2001 e successivamente aggiornate con il DPRS  n.
  310 del 26 maggio 2006.
   Per  quanto riguarda  le problematiche inerenti l'organizzazione
  amministrativa  dell'Ente  afferenti  l'adeguamento  alla   legge
  regionale  numero  1  del 2000 e la funzione da  attribuire  alla
  tabelle  di  equiparazione  di cui all'articolo  31  delle  legge
  regionale numero 6 del 1997, un parere dell'Ufficio legislativo e
  legale  della Regione, reso in data 24 novembre 2003 ha  ribadito
  posizioni  già  sostenute  ed in particolare  l'obbligo  per  gli
  enti  pubblici  non  economici  sottoposto a vigilanza  e  tutela
  della  regione di adeguare il proprio ordinamento anche in deroga
  alle  speciali disposizioni di legge che li disciplinano a regime
  giuridico  di  cui  al titolo della legge, adottando  allo  scopo
  appositi regolamenti di organizzazione.
   L'applicazione del contratto collettivo di lavoro regionale  per
  l'aerea  delle  dirigenza  non appare  quindi  automatica  per  i
  dipendenti degli enti pubblici sottoposti alla vigilanza e tutela
  della  Regione  ma  è  subordinato all'adozione  di  un  apposito
  regolamento di organizzazione del personale che a detto  comparto
  rinvii  o  e  comunque  estenda  ai   dipendenti  il  trattamento
  giuridico     e     economico    del     personale     dipendente
  dell'amministrazione regionale.
   Così inoltre l'ufficio legislativo e legale riporta che come  si
  rileva  peraltro al terzo comma della legge regionale n.  10  del
  2000  è  una disposizione di ordine programmatico in suscettibile
  di  applicazione immediata ma attuabile soltanto dietro  adozione
  del richiamato regolamento di organizzazione.
   Nell'ambito  dell'ESA sussisteva già una dirigenza e,  pertanto,
  nessun  inquadramento in sede di prima applicazione va  posto  in
  essere   non appare, inoltre, rinvenirsi fondamento giuridico per
  l'istituzione della terza fascia dirigenziale .
   Questo è quello che ha scritto l'ufficio legislativo e legale.
   Per   agevolare   il   percorso,  volto  a  definire   l'assetto
  organizzato  dell'Ente, la Giunta regionale ha disposto,  con  la
  deliberazione n. 110 del 2004, l'istituzione di un tavolo tecnico
  per  l'individuazione dei criteri univoci tramite  cui  procedere
  all'equiparazione  del personale dell'ESA con  le  corrispondenti
  qualifiche  proprie dei dipendenti regionali,  per  una  corretta
  applicazione contrattuale del trattamento giuridico-economico del
  personale dell'Ente.
   Nelle   more   della  definizione  della  problematica,   alcuni
  dipendenti  hanno proposto ricorso presso i Giudici  del  lavoro,
  ottenendo,  in  alcuni  casi, sentenze per l'inquadramento  nella
  terza fascia dirigenziale dell'ordinamento regionale dei suddetti
  dipendenti ESA con decorrenza giuridica 17 giugno 2000, procedura
  assolutamente anomale in quanto l'Ente, applicando  il  contratto
  collettivo  nazionale di lavoro, non ha, nei  propri  ruoli,  una
  fascia dirigenziale.
   Considerata  la  delicatezza della situazione e  le  conseguenze
  sia   in  termini  giuridici  che  economici,  la  Giunta,    con
  deliberazione   n.  227  del  23  giugno  2004,    ha   investito
  l'Avvocatura   dello   Stato   per  gli   approfondimenti   della
  complessiva  problematica concernente  il  contenzioso  da  parte
  dell'Avvocatura già titolare della difesa dell'ESA.L'acquisizione
  di  tale  parere  da  parte dell'Avvocatura   è  stata   definita
   preliminare ad ogni decisione dell'Amministrazione .
   Il  tavolo tecnico,  istituito con delibera di Giunta n. 110, ha
  prodotto  una  relazione conclusiva  che  evidenzia  come  l'ESA,
  uniformato  ai  principi  dello Stato,  abbia  già   parzialmente
  applicato   il   modello  organizzativo  cui   tende   a   regime
  l'organizzazione regionale; infatti è già avvenuta  l'istituzione
  dell'area del comparto e della dirigenza articolata in due fasce,
  mentre non ha ancora provveduto ad adeguarsi a quella parte della
  riforma  che  si  riconnette  alla separazione  tra  funzioni  di
  indirizzo e funzioni gestionali, ed alla conseguente assegnazione
  ai  poteri  dirigenziali. Ne consegue che  la  riforma  dell'ente
  regionale,   da   attuarsi  mediante  apposito   regolamento   di
  organizzazione,  andrà riferita esclusivamente a quegli  istituti
  che residuano dalla comparazione tra la normativa cui l'Ente si è
  già  adeguato  ed istituti del Titolo I della legge regionale  n.
  10/2000 ancora da recepire.
   L'Avvocatura  dello  Stato,   pur  rilevando  la  complessità  e
  l'opinabilità  della tematica, ha evidenziato la linearità  delle
  conclusioni  del tavolo tecnico, sopra richiamate,  con  la  tesi
  difensiva  sostenuta  dall'Avvocatura stessa  e  sottoposta  alle
  valutazioni del Giudice d'appello.
   Inoltre, la direttiva dell'Assessorato alla Presidenza  n.  4562
  del   2002,  specifica  l'ambito  di  applicazione  della   legge
  regionale  n. 10  del 2000, volto solo ai dipendenti in  servizio
  presso  gli enti pubblici non economici che alla data di  entrata
  in   vigore   della  legge  godevano,  in  base  a   disposizioni
  legislative,   regolamentari   o  statutarie,   del   trattamento
  giuridico-economico del personale regionale.
   Anche  l'ARAN  Sicilia,  esprimendo la propria estraneità  sulla
  questione   relativa  all'estensione  del  contratto   collettivo
  regionale  di  lavoro all'Ente,  non ha accolto la richiesta  dei
  sindacati dell'ESA.
   Alle  sentenze di primo grado del Tribunale del lavoro, con  cui
  alcuni  dipendenti dell'ESA sono stati inquadrati in terza fascia
  dirigenziale,  è  stata data esecuzione da  parte  dell'Ente  con
  apposita deliberazione sulla base di quanto disposto dal  Giudice
  per   singolo   ricorso.  Tutte  le  singole   deliberazioni   di
  inquadramento  in terza fascia dirigenziale sono state,  inoltre,
  adottate dall'Ente, fatti salvi gli esiti dell'eventuale giudizio
  di appello e senza prestare acquiescenza al giudicato.
   L'Ente ha proposto appello, per il tramite dell'Avvocatura dello
  Stato,  contro  tutte le sentenze di primo grado che  prevedevano
  l'inquadramento in terza fascia dirigenziale. In quella  sede  la
  Corte  si  è  pronunciata  a  favore  dell'Ente  sovvertendo   il
  precedente giudicato.
   La  problematica oggetto delle interpellanze è stata,  pertanto,
  da  tempo affrontata, sia dall'Amministrazione regionale, che  ha
  interessato  tutti  gli  organi istituzionalmente  preposti,  che
  dall'Autorità  giudiziaria. Entrambe, con percorsi diversi,  sono
  pervenute a conclusioni analoghe, stabilendo i seguenti punti:

   il  terzo comma dell'articolo 1 della legge regionale n. 10  del
  2000 prevede che  Gli enti di cui al comma 1 si adeguino anche in
  deroga alle speciali disposizioni di legge che li disciplinano al
  regime  giuridico  di cui al presente titolo  adottando  appositi
  regolamenti  di  organizzazione  . Il Titolo I  sopra  richiamato
  recita:   Organizzazione amministrativa e norme sulla dirigenza ,
  gli adeguamenti previsti al comma 3, risulta pertanto limitati ai
  principi  generali  dell'organizzazione  amministrativa  ed  alle
  norme  sulla  dirigenza che debbono essere  adeguati  al  decreto
  legislativo  n. 29/1993 il cui principio cardine è  rappresentato
  dalla  separazione tra l'indirizzo politico-amministrativo  e  la
  funzione   gestionale.   Per   quanto   concerne   la   tipologia
  contrattuale,  statale  o regionale, da applicare  in  futuro  al
  personale, sia esso del comparto che dirigente, in assenza di una
  puntuale  norma  di  legge, che modifichi il rinvio  ai  principi
  dell'impiego  statale a suo tempo sancito, non sembra  che  possa
  farsi altro riferimento.

    PRESIDENTE   Ha facoltà di parlare l'onorevole  Borsellino  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

    BORSELLINO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi  dispiace
  dovermi dichiarare insoddisfatta malgrado la lunga  risposta  che
  è  stata riservata alla mia interrogazione,  ma credo che bisogna
  sottolineare  un aspetto. Da tante parti e tante  volte  è  stata
  rilevata  l'inutilità  di un ente come l'ESA,  se  ne  è  parlato
  diverse  volte, si è parlato soprattutto di costi della  politica
  ed  è il   pensare di tenere in vita un carrozzone che oggi serve
  soltanto  a  pagare tanti stipendi e che vanifica fra l'altro  la
  professionalità e le competenze di tanto personale  che  potrebbe
  essere utilizzato all'interno della struttura regionale in  altro
  modo  che mi fa dichiarare insoddisfatta.

    PRESIDENTE   Le interrogazioni n. 726, n. 742 e 762 sono  state
  trattate     congiuntamente   con   la   n.   681.    Si    passa
  all'interpellanza n. 15 a firma dell'onorevole Gucciardi.  Ne  do
  lettura:

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura e
  le foreste, premesso che:

   diversi  progetti  collettivi  riferibili  a  circa  18  cantine
  sociali della provincia di Trapani (Cantina sociale Santa  Ninfa,
  Cantina  sociale  Torretta, Cantina sociale  produttori  vinicoli
  riuniti, Cantina sociale Casale, Cantina sociale Avanti,  Cantina
  sociale  Giacco, eccetera), e talune della provincia  di  Palermo
  (Cantina sociale Vitivinicola Corleonese), non sono rientrati nei
  benefici del Bando OCM VINO 2004 di cui al Decreto 7 ottobre 2004
  'Bando  per  la  selezione  e  successiva  predisposizione  della
  graduatoria  di cui al piano regionale per la ristrutturazione  e
  riconversione  dei  vigneti'  e successiva  rettifica,  solo  per
  mancanza   di   adeguata  copertura  finanziaria,   pur   essendo
  perfettamente  ammissibili  sotto  il  profilo  amministrativo  e
  tecnico;

   i  progetti in argomento sono ad oggi giacenti presso gli uffici
  IPA  territorialmente  competenti,  perfettamente  ammissibili  a
  finanziamento;

   dal  finanziamento di detti progetti dipende in  gran  parte  il
  futuro di circa 1.500 viticoltori ormai messi in ginocchio da una
  crisi del settore che sta mortificando, appunto, i produttori  di
  una delle aree della Sicilia maggiormente vocate;

   risulta al sottoscritto interpellante che i rappresentanti delle
  cantine sociali di riferimento di detti progetti collettivi delle
  province  di  Trapani e Palermo hanno avuto  modo  di  esporre  a
  rappresentanti   del   Governo   regionale   ed    a    Dirigenti
  dell'Assessorato dell'agricoltura e delle foreste  la  gravissima
  problematica  derivante  dal mancato finanziamento  dei  predetti
  1.500  produttori  viticoli, esclusi dal  finanziamento  non  per
  carenza tecnica o amministrativa dei progetti medesimi, bensì per
  insufficienza del finanziamento;

   in  data  13  ottobre e 14 novembre 2006 sono  pervenuti  presso
  l'Assessorato  regionale dell'agricoltura e delle  foreste,  come
  inequivocabilmente   risulta  dal  timbro  in   entrata   apposto
  dall'Assessorato  medesimo,  documenti  delle  predette   cantine
  sociali  di  riferimento  dei  progetti  collettivi  esclusi  dal
  finanziamento,  contenenti,  fra l'altro,  formali  richieste  di
  intervento  dell'Assessore  competente  e  del  Presidente  della
  Regione siciliana;

   le richieste contenute nei documenti appena citati comprendevano
  innanzitutto  lo  scorrimento  della  graduatoria  per  i  citati
  progetti    collettivi   non   rientranti    nel    finanziamento
  relativamente  al Bando OCM VINO 2004, ovvero, in  subordine,  la
  previsione di una priorità nel nuovo Bando OCM VINO 2006 per  gli
  stessi  progetti non finanziati con il Bando 2004, ovvero ancora,
  qualora  non  fossero  accoglibili  le  precedenti  istanze,   un
  intervento  diretto della Regione siciliana teso a  coprire,  con
  risorse   proprie,  le  pratiche  aventi  diritto  ma  che,   per
  insufficienza  di fondi, potrebbero rimanere sempre  escluse  dal
  finanziamento;

   considerato che:

   in  data  24  novembre  2006 è stato pubblicato  nella  Gazzetta
  Ufficiale della Regione siciliana - Parte I n. 54 - il Decreto 10
  novembre  2006  dell'  Assessorato regionale  dell'agricoltura  e
  delle  foreste recante il 'Bando per la selezione e la successiva
  predisposizione della graduatoria di cui al piano  regionale  per
  la  ristrutturazione  e riconversione dei  vigneti',  adottato  a
  norma  del  Regolamento  CE  n. 1493  del  17  maggio  1999,  che
  istituisce  un  regime di sostegno per la ristrutturazione  e  la
  riconversione dei vigneti, nonché del regolamento CE n. 1227  del
  31  maggio  2000,  che  stabilisce modalità di  applicazione  del
  regolamento  CE  n.  1493/99,  ed in  particolare  disciplina  le
  modalità   di   attuazione  del  regime  di   sostegno   per   la
  ristrutturazione e riconversione di vigneti;

   con  la   pubblicazione da parte dell'Amministrazione  regionale
  dell'appena richiamato nuovo recente bando OCM VINO 2006, qualora
  il Governo della Regione dovesse continuare a non tenere in alcun
  conto  le  richieste  in precedenza descritte  delle  cantine  di
  riferimento   dei   progetti  collettivi   non   beneficiari   di
  finanziamento  nel  precedente Bando  del  2004  per  carenza  di
  risorse, abbandonerebbe, di fatto, al proprio destino oltre 1.500
  viticoltori,  non  rientrati appunto nel finanziamento  OCM  VINO
  2004  e  quasi  certamente esclusi anche  dal  beneficiare  delle
  risorse  del  2006,  di  una  delle  aree  a  maggiore  vocazione
  vitivinicola,  e cioè il territorio che, da Mazara  del  Vallo  e
  parte  di  Marsala,  investe la Valle del  Belice,  da  Salemi  a
  Salaparuta,  da Santa Ninfa a Castelvetrano e si  spinge  fino  a
  Calatafimi ed Alcamo;

   ritenuto che:

   è inimmaginabile ed inaccettabile che la Regione siciliana possa
  rendersi   responsabile   di  quella   che   certamente   sarebbe
  un'autentica  frattura  sociale in una  delle  aree  maggiormente
  vocate  alla  viticoltura,  mortificando  forse  per  sempre   le
  speranze   di   tantissimi  piccoli   e   medi   produttori   che
  costituiscono tuttora uno degli elementi essenziali  del  tessuto
  economico e produttivo di quel territorio;

   appare   indispensabile,   urgente  ed   improcrastinabile   una
  risposta  concreta  del Governo della Regione ad  un'esigenza  di
  tanto vasta portata e di così immediato interesse generale;

   la  salvaguardia  di  un patrimonio sociale ed  economico  tanto
  rilevante,  quale  è  quello  di oltre  1.500  viticoltori,  deve
  avvenire  non certamente attraverso la concessione di inesistenti
  e,   peraltro,   non   richiesti  privilegi,   ma   semplicemente
  riconoscendo ai predetti cittadini siciliani gli stessi  identici
  diritti  che  vengono  riconosciuti ai  viticoltori  delle  altre
  regioni italiane;

   per conoscere:

   quali  siano,  innanzitutto, le ragioni che  hanno  impedito  di
  tenere  in  considerazione la richiesta, in premessa  citata,  di
  scorrimento   della  graduatoria  dei  progetti  collettivi   non
  beneficiari di finanziamento, conseguente al Bando OCM VINO 2004,
  solo  per mancanza di adeguata copertura finanziaria, pur essendo
  perfettamente  ammissibili  sotto  il  profilo  amministrativo  e
  tecnico;

   per  quale  ragione non siano state tenute in considerazione  le
  richieste  subordinate  degli stessi  soggetti  presentatori  dei
  progetti  collettivi  non finanziati, e  cioè  l'inserimento  nel
  Bando  pubblicato  nella GURS - Parte I - n.  54,  approvato  con
  Decreto    10   novembre   2006   dell'   Assessorato   regionale
  dell'agricoltura  e  delle foreste, di criteri  che  concedessero
  possibili  e  legittime priorità ai progetti  presentati  con  il
  Bando  OCM  VINO  del  2004, perfettamente ammissibili  sotto  il
  profilo  amministrativo  e  tecnico e  non  finanziati  solo  per
  carenza di risorse;

   se   non   ritengano,   qualora   consentito   dalla   normativa
  comunitaria,  di abbassare la superficie massima ammissibile  per
  progetto,   onde   consentire  una  più   ampia   copertura   del
  finanziamento con le limitate risorse disponibili;

   se  non  ritengano,  qualora le istanze precedenti  non  fossero
  oggettivamente  suscettibili di accoglimento, di impegnare  anche
  risorse  della  Regione  siciliana  ad  integrazione  di   quelle
  comunitarie, al fine di impedire che ancora una volta,  solo  per
  carenza di risorse finanziarie, migliaia di viticoltori rimangano
  privi degli aiuti di cui avrebbero certamente diritto;

   quali  eventuali iniziative ulteriori o diverse da quelle  prima
  indicate  intendano  porre  in  essere,  tempestivamente  e   con
  urgenza,  per  salvaguardare  un patrimonio  tanto  rilevante  ed
  irrinunciabile   quale  è  certamente  quello  di   oltre   1.500
  viticoltori  della  provincia  di  Trapani  ed  in  parte   della
  provincia  di  Palermo  che, se non adeguatamente  salvaguardati,
  sarebbero messi irreparabilmente in ginocchio dall'esclusione dal
  finanziamento  dell'OCM  VINO  2006  relative  al  Bando  per  la
  selezione  e  la successiva predisposizione della graduatoria  di
  cui  al  piano  regionale per la ristrutturazione e riconversione
  dei  vigneti,  dopo non aver potuto beneficiare del finanziamento
  OCM VINO 2004'» (15).

   Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole  La  Via  per  rispondere
  all'interpellanza.

    LA  VIA ,  assessore  per l'agricoltura e  le  foreste.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, in riferimento all'atto ispettivo
  indicato  in  oggetto si rappresenta che con  il  Regolamento  Ce
  1493/99,   relativo  alla  organizzazione  comune   del   mercato
  vitivinicolo  e con il Regolamento 1227/00 che ne  stabilisce  le
  modalità applicative, la Commissione europea ha emanato una serie
  di misure aventi come obiettivi principali la stabilizzazione dei
  mercati  nel settore vitivinicolo e l'assicurazione  di  un  equo
  tenore di vita per la popolazione agricola interessata.
   Partendo  dalla  considerazione del persistere  delle  eccedenze
  produttive e della necessità di dover fare sempre meno ricorso ai
  meccanismi  di intervento (tra cui la distillazione) come  sbocco
  artificiale per tali eccedenze, la Commissione ha quindi  attuato
  una  politica  di  adeguamento  del  potenziali  viticolo  e   di
  valorizzazione della qualità delle produzioni.
   Una delle misure previste è stata l'istituzione di un regime  di
  aiuti alle aziende per la ristrutturazione e la riconversione dei
  vigneti,  con l'obiettivo di adeguare la produzione alla  domanda
  di mercato.
   Tenuto  conto  della necessità di governare e  pianificare  tali
  interventi  di  ristrutturazione e  riconversione,  nonché  delle
  diversità  regionali esistenti, le Regioni sono state  incaricate
  di  redigere  dei  propri  Piani, da sottoporre  all'approvazione
  dello  Stato membro di appartenenze, nel nostro caso il Ministero
  delle politiche agricole agro-alimentari e forestali (MIPAAF).
   Premesso   quanto  sopra  la  Regione  siciliana,  con   decreto
  assessoriale  in data 20 marzo 2001, si è dotata  di  un  proprio
  Piano  regionale  per  la ristrutturazione  e  riconversione  dei
  vigneti  - regolamento CE n. 1493/99 e 1227/00 (pubblicato  nella
  GURS n. 17 del 13 aprile 2001), regolarmente approvato dal MIPAAF
  e notificato a Bruxelles presso la Commissione europea.
   Tale  Piano al paragrafo 11)  Procedura di attuazione del Piano'
  prevede   Il presente Piano ha una validità di cinque anni.  Ogni
  anno,  sulla  base  di  una ricognizione sull'applicazione  degli
  interventi effettuata dall'Assessorato dell'Agricoltura  e  delle
  foreste  potranno  essere rivisti alcuni parametri  di  carattere
  tecnico ed economico.
   Ogni  anno sarà pubblicato un bando di gara a seguito del  quale
  verranno predisposte le graduatorie'.
   Il   22   agosto   2002  è  stato  emanato  il  bando   per   la
  predisposizione delle graduatorie da utilizzarsi per i  pagamenti
  del  2003. Conclusasi tale fase di pagamento e constatato che  le
  suddette  graduatorie erano state utilizzate in maniera  parziale
  l'Amministrazione,  al fine di ridurre i  costi  a  carico  delle
  ditte, che avrebbero dovuto riproporre un nuovo progetto,  ed  al
  fine  di non vanificare il lavoro istruttorio già definito  dagli
  uffici  con  l'esame  di centinaia di progetti,  ha  ritenuto  di
  dovere  avviare  le  procedure per una  modifica  del  Piano  che
  consentisse  la  possibilità di potere emanare  bandi  anche  con
  cadenza biennale.
   Pur  consapevole  che anche in tale modo non  tutti  i  progetti
  inseriti  nella graduatorie potessero essere comunque finanziati,
  questa  Amministrazione  ha  ritenuto  e  ritiene  di  non  dover
  provvedere un utilizzo delle graduatorie per più di due anni; ciò
  sia  per  valutazioni  di  merito,  che  sulla  base  di  precise
  indicazioni  del  Ministero, coerenti con le procedure  attuative
  previste  dalla  normativa comunitaria per la liquidazione  degli
  aiuti ai beneficiari.
   Ottenuto  quindi  il  preventivo parere positivo  da  parte  del
  MIPAAF, con il D.D.G. n. 481/2004 il testo del suddetto paragrafo
  11 del Piano è stato così sostituito:
    Il  presente  piano  ha  una validità  di  cinque  anni.  Fermo
  restando  i  principi di carattere generale contenuti nel  piano,
  sulla base di una ricognizione sull'applicazione degli interventi
  effettuata  dall'Assessorato dell'agricoltura e delle foreste,  i
  bandi  di  gara  necessari per la selezione  dei  progetti  e  la
  predisposizione  delle  graduatorie  potranno  contenere   alcune
  modifiche dei parametri tecnico-economici.
   La  pubblicazione dei bandi potrà essere anche biennale. In  tal
  caso   si  procederà  allo  scorrimento  delle  graduatorie   già
  approvate,   utilizzando,   qualora  disponibili,   anche   fondi
  regionali   secondo   quanto  previsto   dall'articolo   14   del
  Regolamento CEE n. 1493/1999 .
   Anche   tale   decreto   di  modifica   del   Piano   regionale,
  regolarmente approvato dal MIPAAF è notificato a Bruxelles presso
  la Commissione europea.
   Pertanto,    per   l'utilizzazione   delle   risorse    relative
  all'annualità 2004, non si è proceduto all'emanazione di un nuovo
  bando,   ma   sono  state  utilizzate  mediante  scorrimento   le
  graduatorie  predisposte  a seguito del  bando  del  2002  e  non
  esaurite con i pagamenti dell'annualità 2003.
   Occorre  precisare   che con le risorse finanziarie  disponibili
  per  il  2004 è stato possibile scorrere le graduatorie  sino  al
  totale  esaurimento  di  quelle relative ai  progetti  collettivi
  (nelle  quali  vengono  inseriti  i  progetti  presentati   dalle
  Cantine).  Le  risorse  non furono, però, sufficienti  a  coprire
  l'intero  fabbisogno  richiesto dalla  graduatorie  dei  progetti
  singoli  e,  pertanto,  diverse  domande  presentate  da  singoli
  imprenditori  rimasero inevase, non essendo previsto  l'ulteriore
  scorrimento per una terza annualità.
   Tale  possibilità  offerta del piano  così  modificato  è  stato
  utilizzata anche per le graduatorie predisposte relativamente  al
  bando  di  gara del 7 ottobre 2004 (Nel cui decreto  di  adozione
  venivano  riportati  gli  estremi del  decreto  di  modifica  del
  piano); le graduatorie, pertanto, oltre ad essere utilizzate  per
  l'impiego  delle risorse relative all'annualità 2005, sono  state
  utilizzate  anche per l'utilizzo delle risorse relative  all'anno
  successivo (2006), mediante il loro scorrimento. Anche in  questo
  caso  le risorse finanziarie non sono state sufficienti a coprire
  l'intero  fabbisogno  richiesto dalla  graduatoria  dei  progetti
  collettivi e, pertanto, diversi progetti sono rimasti inevasi.
   La  possibilità descritta nell'interpellanza di cui  si  tratta,
  di   ulteriore  scorrimento  delle  graduatorie  per  una   terza
  annualità,  non  poteva,  quindi,  essere  percorsa   poiché   in
  contrasto con quanto previsto dal piano.
   L'Amministrazione, quindi, coerentemente con i propri  indirizzi
  programmatori, ha proceduto all'emanazione di un nuovo bando  per
  l'utilizzo dei fondi relativi all'annualità 2007.

    PRESIDENTE   Ha  facoltà di parlare l'onorevole  Gucciardi  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

    GUCCIARDI   Signor  Presidente, onorevole Assessore,  onorevoli
  colleghi, la risposta sul piano tecnico-procedurale è in coerenza
  con  i   regolamenti comunitari e non è eccepibile  di  alcunché.
  Quindi,  dal  punto  di vista tecnico mi ritengo  soddisfatto  da
  quanto detto dall'Assessore.
   Tuttavia, l'Assessore sa bene - ed è un dibattito che  anche  in
  questi  giorni,  nelle prossime settimane  e  nei  prossimi  mesi
  continuerà - non si può in questa nostra Regione, che continua ad
  avere  non  soltanto  l'agricoltura come colonna  vertebrale  del
  tessuto  dell'apparato produttivo ed economico della Regione,  ma
  anche  - come ho avuto modo di sottolineare più volte - in alcune
  province,  come  ad  esempio la mia provincia  di  origine,  cioè
  Trapani,  il tessuto agricolo è di tipo familiare (l'ho  definito
  più  volte  così),  per  cui  il  celarsi  dietro  a  regolamenti
  comunitari o a norme che, comunque, impediscono di tenere in vita
  un   apparato   produttivo  fatto  di  famiglie  di   agricoltori
  evidentemente  sta  creando, e creerà  in  prospettiva,  un  anno
  davvero insopportabile per questa nostra Regione.
   Quindi,  io  prendo atto e do atto all'Assessore, professore  La
  Via, di aver fatto e di star facendo uno sforzo notevole verso la
  direzione di non tener conto di quelli che sono i presupposti che
  avevano  portato  a questa crisi insopportabile  dell'agricoltura
  nella  nostra  Regione e di sforzarsi perché il  nostro  apparato
  produttivo,  così tradizionale, possa essere mantenuto  in  vita,
  perché  - come mi è capitato di scrivere in questi giorni  -  non
  vorrei  che  il  Piano  di sviluppo rurale  di  cui  lei  si  sta
  occupando,  di cui ognuno di noi si sta occupando e che  andrebbe
  in  qualche  misura  adeguato  a  quelle  che  sono  le  esigenze
  dell'agricoltura  dell'intera Regione,  dell'intera  Isola  -  ho
  detto  e  ripeto - che noi portassimo in Sicilia questo fiume  di
  finanziamenti  davvero notevole di 2,1 miliardi  circa,   se  non
  ricordo  male, verso un apparato produttivo che è definitivamente
  in   ginocchio   come  quello  che   troveremo  se  continueremo,
  celandoci   dietro  alle  norme  insuperabili   dei   regolamenti
  comunitari  e  lasciando fuori da quelle che sono le  provvidenze
  comunitarie  della  Regione, dello Stato e  davvero  migliaia  di
  agricoltori.
   L'interpellanza  che stiamo trattando riguardava,  lo  sa  bene,
  oltre  1.500 produttori di ben tre province,  quindi  non  stiamo
  parlando  di  fatti teorici. Se la risposta sul piano  tecnico  è
  ineccepibile, sul piano politico, assessore, dobbiamo fare  molto
  di  più  perché  questo apparato produttivo non abbia  ad  essere
  definitivamente  compromesso per cui gli  interventi  del  futuro
  potrebbero riguardare soltanto le grandi strutture produttive,  i
  grandi  apparati  produttivi tradendo  quella  che  è  la  nostra
  tradizione  agricola che negli anni ha fatto  della  Sicilia  una
  delle  regioni più importanti dal punto di vista della produzione
  agricola in generale.

    PRESIDENTE   All'interrogazione  n.  775  verrà  data  risposta
  scritta.

   Si  passa  all'interrogazione n. 841 a firma  dell'onorevole  Di
  Guardo. Ne do lettura:

   «All'Assessore per l'agricoltura e le foreste, premesso  che  la
  straordinaria mitezza del clima nell'inverno 2006-07 ha creato  e
  crea  disorientamento nelle abitudini dei consumatori  oltre  che
  negli stessi processi della produzione agricola;

   verificato in particolare che il consumo degli agrumi ha  subito
  un crollo sul mercato europeo oltre che su quello nazionale;

   ricordato  che la cura del prodotto ha richiesto grande  consumo
  di acqua per l'irrigazione e che altrettanto sarà prevedibilmente
  necessario   per  assicurare  il  normale  ciclo   delle   piante
  nell'imminente risveglio primaverile, con un aggravio  dei  costi
  di gestione per gli agricoltori del settore;

   per  sapere  quali  misure intenda adottare per  la  prevedibile
  siccità dei mesi a venire e se, a tutela del comparto agrumicolo,
  non  ritenga opportuno intervenire per un abbattimento dei  costi
  già   sostenuti   da   parte   delle   aziende   agrumicole   per
  l'approvvigionamento  idrico  presso  i  Consorzi  irrigui  e  di
  bonifica» (841).

   Ha facoltà di parlare l'onorevole La Via per rispondere
  all'interrogazione.

    LA  VIA,  assessore per l'agricoltura e le  foreste.  Signor
  Presidente,  onorevole  colleghi,  l'agrumicoltura   siciliana
  riveste  un ruolo di assoluto rilievo per il sistema economico
  regionale, sia in termini di contributo alla formazione  della
  ricchezza che in termini di occupazione; il settore, però, sta
  attraversando negli ultimi tempi una fase complessa.
   Alcuni   fattori   mettono  in  difficoltà  gli   agricoltori
  siciliani; da un lato abbiamo il contesto globale dei  mercati
  dove   la   competizione  diventa  sempre  più   serrata   con
  l'affermarsi  dei c.d.  paesi emergenti che,  hanno  costi  di
  produzione  più  bassi, inavvicinabili  da  parte  dei  nostri
  produttori.
   Abbiamo,   poi,  l'orientamento  della  Commissione  Europea,
  sempre  più  restrittivo verso gli aiuti di stato che  possono
  falsare la concorrenza, riducendo la possibilità per lo  Stato
  o  la  Regione di intervenire a sostegno delle crisi dei  vari
  comparti  e  inoltre  non possiamo non citare  il  cambiamento
  climatico che ha importanti ripercussioni sul ciclo colturale.
   A  ciò  vanno  aggiunte le ormai accettate valutazioni  sulla
  frammentazione aziendale con aziende spesso troppo piccole per
  affacciarsi  sul  mercato  e per confrontarsi  con  la  grande
  distribuzione   e   la   questione  per   altro   non   ancora
  completamente    risolta    dell'indebitamento     e     della
  sottocapitalizzazione delle imprese agricole.
   Ci  troviamo,  quindi,  di fronte a  mutamenti  del  contesto
  strutturale e, contemporaneamente, alla riduzione degli  spazi
  di manovra della Regione in comparti e territori diversi.
   In   questo   panorama  la  politica  agricola  (comunitaria,
  nazionale  e regionale) non può che rispondere con azioni  che
  promuovono  la  riorganizzazione  e  la  ristrutturazione  dei
  comparti, per spingere le aziende a competere sui mercati.
   Il  nuovo PSR è occasione per progettare lo sviluppo: in esso
  compaiono  ripetutamente i concetti  di  qualità  e  sicurezza
  degli   alimenti,   innovazioni,   filiere,   professionalità,
  biodioversità, biomasse, acqua, suolo e occupazione e il  tema
  si   sposta   da  cos'  è  l'agricoltura  a  cosa   può   fare
  l'agricoltura per la società e l'ambiente della nostra Isola.
   Per  il  settore  del comparto agrumicolo sono  previsti:  la
  realizzazione di impianti tecnologici, l'ammodernamento  degli
  impianti  esistenti  e  le  opere accessorie  quali  drenaggi,
  pozzi,  piccoli  invasi,  opere  di  captazione  adduzione   e
  distribuzione,    opere   per   la    realizzazione    e    la
  ristrutturazione  degli impianti nonché interventi  finanziati
  con   il   bando  afferente  il  Piano  agrumicolo   Nazionale
  contestualmente alla riconversione variatale.
   Per  tali opere l'aiuto previsto varia dal 40 al 60% in conto
  capitale  in  funzione dei parametri previsti dalla  normativa
  vigente.
   Nel    corso   dell'annata   agraria   2006/2007,    inoltre,
  l'Assessorato si è speso in favore di attività finalizzata  al
  supporto  sui mercati dell'arancia rossa di Sicilia e  insieme
  al   Consorzio   della  stessa,  ha  attivato,   grazie   alla
  collaborazione  delle Province di Catania, Siracusa  ed  Enna,
  delle Camere di commercio di Catania e Siracusa, dei Comuni di
  Belpasso,   Paternò,   Grammichele,   Caltagirone,    Scordia,
  Palagonia   Mineo,  Militello  Val  di  Catania,   Francofone,
  Lentini, Carlentini, Regalbuto e Centurie un'efficace campagna
  di  promozione  dell'agrume mentre accordi bilaterali  tra  il
  Governo  italiano  e  alcuni Governi esteri  hanno  consentito
  l'esportazione,  in  quei  Paesi, di  numerosi  containers  di
  arance prodotte in Sicilia.
   Per  quanto  attiene  ad un secondo  aspetto  di  ciò  che  è
  richiesto  dall'onorevole Di Guardo  e  con  riferimento  alle
  tariffe  dei Consorzi di Bonifica, non appare praticabile,  al
  momento, l'adozione di un provvedimento che limiti d'imperio i
  prezzi  fissati  per  l'approvvigionamento  idrico  presso   i
  consorzi   irrigui  e  di  bonifica,  in  quanto   lo   stesso
  provvedimento andrebbe notificato alla Commissione europea per
  le  vigenti  norme  sulla concorrenza  non  esiterebbe  essere
  tagliato.

    PRESIDENTE   Ha facoltà di parlare l'onorevole  Di  Guardo  per
  dichiararsi   soddisfatto   o   meno   della   risposta   fornita
  dall'Assessore.

    DI  GUARDO.  Signor Assessore, il suo ragionamento, certamente,
  ha   una   valenza   importante.  Tuttavia,  le  situazioni   che
  quotidianamente si riscontrano nell'agricoltura  non  ci  pongono
  nella posizione migliore per sperare in  una svolta positiva.  Io
  credo  che,  al  di là di questi ragionamenti, occorre  un'azione
  efficace. Quest'anno, signor Assessore, come lei saprà meglio  di
  me,  le  prospettive sono negative. Quest'anno ancora si è chiusa
  la  fornitura  dell'acqua nei consorzi di bonifica,  qualcuno  va
  avanti  con  piccoli  invasi,  ma altri  resteranno  fuori  dalla
  possibilità   di  portare  a  termine  l'irrigazione   in   tanti
  appezzamenti  di  agrumeti. Tutto questo crea una  situazione  di
  straordinario disagio.
   Pur  apprezzando il suo ragionamento, mi dichiaro  insoddisfatto
  perché  porto  con me le istanze di tanti agricoltori  e  aziende
  agricole  che  soffrono  e  temono per il  futuro  delle  proprie
  aziende.
   Quindi,  al  di  là di questo, signor Assessore, i  consorzi  di
  bonifica  sono  un  apparato che non risponde più  alle  esigenze
  dell'agricoltura.  E'  un apparato burocratico  dove  neanche  si
  provvede   a  pulire  i  canali  dove  scorre  l'acqua.   Bisogna
  intervenire con grande efficacia per dare possibilità  almeno  di
  fornire  l'acqua.  Non  dico  di ridurre  il  prezzo,  ma  almeno
  fornirla   puntualmente   e   nei   modi   regolari.   Altrimenti
  l'agricoltura  nostra  muore. Ecco perché,  pur  apprezzando,  mi
  dichiaro insoddisfatto.

    PRESIDENTE   Si  passa  all'interrogazione  n.  875,   a  firma
  dell'onorevole   Oddo.   Non  essendo  l'onorevole   interrogante
  presente in Aula, gli sarà fornita risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione  n. 928,  a  firma  dell'onorevole
  Panarello. Non essendo l'onorevole interrogante in Aula, gli sarà
  fornita risposta scritta. Si passa all'interrogazione n.  975,  a
  firma dell'onorevole Caputo. Non essendo l'onorevole interrogante
  in Aula, gli sarà fornita risposta scritta.
   L'interrogazione n. 1010, che  è già stata trattata.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1025,  a  firma  dell'onorevole
  Oddo. Non essendo l'onorevole interrogante presente  in Aula, gli
  sarà fornita risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1028,  a  firma  dell'onorevole
  Gennuso.  Non essendo l'onorevole interrogantepresente  in  Aula,
  gli sarà fornita risposta scritta. L'interpellanza n. 34, a firma
  dell'onorevole Gennuso,  decade.
       Si  passa all'interrogazione n. 1070, a firma dell'onorevole
  Caputo.  Non essendo l'onorevole interrogante presente  in  Aula,
  gli sarà fornita risposta scritta.
       Si  passa all'interrogazione n. 1093, a firma dell'onorevole
  Ardizzone. Non essendo l'onorevole interrogante presente in Aula,
  gli sarà fornita risposta scritta.
        L''interrogazione  n.  1094  è  già  stata   trattata   con
  l'interrogazione a n. 681.
       Si  passa  all'interpellanza n. 45, a  firma  dell'onorevole
  Speziale. Non essendo l'onorevole Speziale preente  in Aula,  gli
  sarà fornita risposta scritta.
        Si passa all'interrogazione n. 1171, a firma dell'onorevole
  Di  Mauro. Non essendo l'onorevole interrogante  preente in Aula,
  gli sarà fornita risposta scritta.
         Si  passa  all'interrogazione  n.  847   Piena  attuazione
  dell'art.  49 della  l.r. 14/2006 riguardante il recepimento  del
  Contratto   collettivo   nazionale  di  lavoro   dei   lavoratori
  forestali , a firma dell'onorevole Zappulla. Ne do lettura:

  «All'Assessore per l'agricoltura e le foreste, premesso che:

  in  data  21  aprile  2006  è  stata  pubblicata  nella  Gazzetta
  Ufficiale  della  Regione  siciliana la  legge  di  riordino  del
  sistema forestale in Sicilia: legge regionale 14 aprile 2001,  n.
  14;

  l'art. 49 di quella legge prevede l'impegno del Governo regionale
  a  provvedere  al recepimento del Contratto nazionale  di  lavoro
  della  categoria entro 30 giorni dalla stipula dello stesso della
  parte normativa, ed entro 80 giorni di quella economica;

  il  Contratto nazionale è stato firmato in data 08.08.2006  e  la
  riserva   sindacale  è  stata  sciolta  positivamente   in   data
  17.10.2006;

  il  Governo  regionale allo stato non ha adempiuto agli  obblighi
  derivanti dagli impegni assunti;

  considerato che:

  migliaia  di  lavoratori e lavoratrici impegnati nella  forestale
  stanno  presentando altrettante richieste agli Uffici Provinciali
  del Lavoro - uffici di conciliazione;

  ogni richiesta, evoluta in azione legale, potrà rappresentare per
  la Regione siciliana una seria lievitazione dei costi;

  per sapere quali azioni e iniziative intenda assumere per onorare
  gli  impegni  di  legge  e  gli  accordi  con  le  organizzazioni
  sindacali  e,  in subordine e nelle more della piena applicazione
  della  legge, se intenda prendere in considerazione la scelta  di
  procedere  alle  transazioni  per evitare  ulteriori  aggravi  di
  costi» (847).

     Ha   facoltà  di  parlare  l'Assessore  per   rispondere
  all'interrogazione.

   LA  VIA,  assessore  per  l'Agricoltura  e  le  foreste.  Signor
  Presidente,   con   la  presente  si  dà  risposta   anche   alle
  interrogazioni n. 1189, a firma dell'onorevole Oddo, e n. 1199, a
  firma   degli   onorevoli  Oddo  e  Gucciardi,  considerato   che
  sostanzialmente trattano lo stesso tema.
      Con riferimento agli atti ispettivi citati si rappresenta che
  con  decreto 25 luglio 2007 è stato disposto il recepimento della
  parte normativa del contratto collettivo nazionale per addetti ad
  attività idraulico-forestale ed idraulico-agraria lavoratori, per
  il quadriennio 1 agosto 2006 - 31 dicembre 2009.
  La fase successiva è costituita dalla determinazione della Giunta
  regionale  sulla parte economica che si deve pronunziare  nei  60
  giorni successivi dal recepimento della parte giuridica.
  Con  deliberazione n. 288 del 19 luglio 2007 la Giunta  ha  preso
  atto dell'articolazione in contingenti provinciali e distrettuali
  degli  incrementi  della  dotazione  complessiva  dei  lavoratori
  forestali, effettuata dall'Osservatorio regionale paritetico  del
  lavoro forestale (O.R.P.L.F.).
  Questi  adempimenti  costituiscono passaggi  necessari  per  dare
  attuazione alla legge 14 del 2006.
  Inoltre  si  è  stabilito  con  le  organizzazioni  sindacali  di
  categoria che nel mese di settembre si aprirà il negoziato per il
  rinnovo  del  Contratto  integrativo  regionale  di  lavoro   del
  settore.
  Per  quanto concerne il paventato contenzioso ogni decisione, ivi
  compresa quella di proceder a transazione, sarà presa al  momento
  della eventuale concreta preposizione.

   PRESIDENTE   Ha  facoltà  di parlare  l'onorevole  Zappulla  per
  dichiararsi   soddisfatto   o   meno   della   risposta   fornita
  dall'Assessore.

   ZAPPULLA  Mi dichiaro insoddisfatto.

   PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi  comunico  che  alle   seguenti
  interrogazioni  e  interpellanza verranno date risposte  scritte:
  interrogazione  n.  875,  n.  911, a  firma  dell'onorevole  Oddo
  Camillo;  n.  928; n. 935, a firma dell'onorevole Di  Guardo;  n.
  952;  n. 953; n. 975; interpellanza n. 33, a firma dell'onorevole
  Gucciardi.
  Si passa all'interrogazione n. 1025. Ne do lettura:

  «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura  e
  le foreste, premesso che:

  la  legge 19 del 22/12/2005 con l'art. 4 stanziava 100 milioni di
  euro per la viticoltura siciliana;

  in   piena  campagna  elettorale  regionale  del  2006  è   stato
  pubblicato dall'Assessorato agricoltura e foreste un bando per la
  presentazione  delle istanze al fine di erogare un contributo  di
  420 euro ad ettaro (misura F1a - riduzione fitofarmaci);

  dopo circa un anno, il 12 marzo 2007, è stato
  pubblicato    nella    G.U.R.S.     dall'Assessorato
  agricoltura  e  foreste un comunicato che  rinviava  di  un  anno
  l'applicazione del bando sopracitato;

  ad  oggi, non risultano attribuiti i fondi stanziati dall'art.  4
  della  legge  19/2005  e  non  risultano  nemmeno  corrisposti  i
  contributi  per i danni provocati dalla siccità degli anni  2000,
  2001  e 2002, e ciò nonostante l'intervenuta erogazione da  parte
  dello Stato della quota di propria competenza;

  non  risulta chiaro se la disponibilità finanziaria, relativa  ai
  100  milioni di euro destinati con l'art. 4 della l. r.  19/2005,
  ci sia ancora;

  con  il  vecchio piano di sviluppo rurale l'agricoltura siciliana
  ha già perso circa 30.000 addetti, correndo seriamente il rischio
  di  finire  nel  2010,  quando sarà istituita  l'area  di  libero
  scambio europeo, in ginocchio;

  per sapere:

  se  non  ritengano  indispensabile pagare i danni  della  siccità
  relativa  agli anni 2000, 2001 e 2002, tenuto conto che lo  Stato
  da  tempo  ha  accreditato  alla  Regione  le  quote  di  propria
  competenza;

  se  non ritengano doveroso riformulare il nuovo piano di sviluppo
  rurale  in  modo  tale  che gli interventi destinati  al  settore
  vitivinicolo  siano perlomeno uguagliati agli interventi  per  la
  formazione  e per le aree marginali della Sicilia che attualmente
  risultano privilegiate»
  (1025).

  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole assessore  per  fornire  la
  risposta.

   LA   VIA,   assessore  per  l'agricoltura  e  le  foreste.   Con
  l'interrogazione dell'onorevole Oddo, si lamentano le  condizioni
  difficili  in  cui  si  trovano  le  aziende  vitivinicole  della
  provincia di Trapani e, su tale base, si pongono delle importanti
  questioni   in  merito  all'efficacia  della  politica   agricola
  regionale.
  Innanzitutto   si   ritiene  opportuno   informare   puntualmente
  l'Assemblea   su  alcuni  fatti  esposti  in  sintesi   nell'atto
  ispettivo.
  In  primo luogo gli interventi per la viticoltura previsti  dalla
  legge regionale 19 del 22 dicembre 2005.
  Con  l'articolo  4  della  legge  regionale  19/2005  sono  state
  individuate  alcune  azioni  per fronteggiare  la  crisi  che  ha
  colpito il settore vitivinicolo.
  In particolare, con il regime di aiuti previsto alle lettere a) e
  b)  del  primo  comma il legislatore ha previsto  interventi  che
  potevano interessare una vasta platea di beneficiari.
  La  leggera  a), destina ad interventi nel settore, su  tutto  il
  territorio  regionale, per le finalità previste dalla misura  F1A
  del Piano di sviluppo rurale 2000-2006 25 milioni di euro.
  La misura F del PSR - approvato con decisione n. C (2001) 135 del
  23 gennaio 2001, in attuazione del regolamento CE n. 1257/1999  -
  ha come obiettivo generale la diffusione dei metodi di produzione
  agricola  e  di  gestione dei terreni compatibili con  la  tutela
  dell'ambiente  e  del  suolo,  salvaguardando  nel  contempo   la
  redditività dell'impresa.
  La  lettera  b),  destina all'attuazione  di  interventi  per  il
  mantenimento   del  paesaggio  agrario  della  vite,   ai   sensi
  dell'articolo 104 della legge regionale 32/2000 altre 25  milioni
  di euro.
  Per   tali   aiuti  l'Amministrazione  regionale  ha   provveduto
  sollecitamente a richiedere l'autorizzazione comunitaria.
  Accertata  la posizione negativa della Commissione europea  sugli
  aiuti  di  cui alla lettera b), ha utilizzato la facoltà prevista
  dalla  stessa  legge  di  effettuare  compensazioni  tra  i  vari
  interventi,  spostando  le  risorse  sulla  lettera  a),  il  cui
  stanziamento complessivo è stato elevato a 50 milioni di euro.
  In  tal  modo  si  è  ottenuto che la  Commissione  europea,  con
  decisione n. 7/48 del 21 dicembre 2006, autorizzasse il regime di
  aiuti sottoposto.
  E'   da   sottolineare   che,  per  acquisire   l'autorizzazione,
  comunitaria,  l'Amministrazione regionale ha  dovuto  specificare
  alla Commissione Europea che l'aiuto sarebbe stato gestito con le
  stesse modalità previste per la misura FIA del PSR.
   Si   ricorda  che,  nelle  more  di  tale  autorizzazione,   per
  accelerare    l'attuazione   dell'intervento,   il   Dipartimento
  regionale  Interventi  Strutturali  aveva  già  pubblicato  sulla
  Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana del 12 aprile 2006, n.
  21  il  bando  per la presentazione delle istanze  di  contributo
  relative  agli  aiuti  previsti dalla lettera  a),  primo  comma,
  articolo 4 della legge regionale n. 19/2005.
   I  livelli  di aiuto sono quelli previsti dal Piano di  Sviluppo
  Rurale  2000/2006  e  sono pari a 420 euro/ha limitatamente  alla
  superficie vitata in produzione.
   Per  tale  bando  sono pervenute 4.326 istanze.  Dal  12  al  14
  aprile  sono  state  pubblicate le  graduatorie  provinciali  che
  prevedono  la  ripartizione  per provincia  che  rimangono  nella
  tabella che deposito.
   L'articolo  4 del bando prevedeva che l'Amministrazione  dovesse
  pubblicare  sulla Gazzetta Ufficiale della Regione un avviso  per
  informare  gli  utenti dell'avvenuta autorizzazione  comunitaria;
  dalla  data  di tale pubblicazione sarebbe decorso il termine  di
  trenta giorni entro il quale le aziende avrebbero dovuto assumere
  l'impegno  quinquennale al rispetto delle  prescrizioni  tecniche
  della misura FIA del PSR e iniziare a darvi concretamente corso.
   Sulla  Gazzetta  Ufficiale della Regione del  9  marzo  è  stato
  pubblicato l'avviso previsto: e l'Amministrzione ha ritenuto -  a
  vantaggio  degli  utenti - di far decorrere  il  termine  dei  30
  giorni  dalla data di pubblicazione della graduatoria  definitiva
  piuttosto  che  dalla  data  di pubblicazione  della  graduatoria
  definitiva piuttosto che dalla data di pubblicazione dello stesso
  avviso.
   Il   Decreto   del  2  maggio  2007che  approva  la  graduatoria
  definitiva regionale, è stato pubblicato sulla GURS del 18 maggio
  2007,   data  di  decorrenza,  per  i  beneficiari,  dell'impegno
  quinquennale  ad assoggettarsi, per tutta la superficie  agricola
  aziendale, agli obblighi previsti.
   Il  termine  per la presentazione delle domande,  da  compilarsi
  tramite  i  centri  di Assistenza Agricola  (CAA)  o  gli  uffici
  abilitati, utilizzando i modelli previsti dall'AGEA, e inoltrarsi
  anche  informaticamente attraverso il portale SIAN, è scaduto  il
  23   luglio  2007,  mentre  quello  per  la  presentazione  della
  documentazione compresi i piani aziendali  è scaduto il 31 luglio
  2007.
   Da   tale   data   gli  Ispettori  provinciali  dell'Agricoltura
  procedono  all'istruttoria amministrativa  ed  ai  controlli  per
  campione estratto.
   Terminata  tale  fase  si  procederà al  trasferimento  all'AGEA
  delle risorse relative alla prima annualità dell'aiuto  e si  può
  prevedere  che  l'AGEA  opererà i  pagamenti  della  prima  quota
  aziendale il prossimo autunno.
   In   dettaglio,  il  Regolamento  comunitario  prevede  che   il
  pagamento  e gli aiuti avvengano dopo il 15  ottobre e prima  del
  31 dicembre.
   Da   quanto  esposto  emerge  con  chiarezza  come  l'intervento
  dell'Amministrazione sia stato coerente con le  norme  vigenti  e
  tempestivo;  pertanto, i ritardi intervenuti non sono  certamente
  addebitabili all'azione della Regione
   Il  secondo  intervento  ha riguardato  la  rateizzazione  degli
  oneri contributivi pregressi delle aziende agricole.
   Per   quanto  riguarda  la  vicenda  dei  debiti  delle  aziende
  agricole  verso  l'INPS per gli oneri contributivi  pregressi,  è
  noto  che l'Esattoria ha sospeso le procedure esecutive, al  fine
  di   consentire   alle  aziende  di  aderire  all'intervento   di
  rateizzazione definito dallo stesso INPS e dal gruppo  di  banche
  che ha acquistato i crediti previdenziali cartolarizzati.
   Si  tratta di un progetto seguito con vivo interesse dal Governo
  regionale, che consentirà di tranquillizzare le aziende  agricole
  siciliane  e  di  dare loro un po' di respiro.  In  relazione  al
  quale,  tuttavia, la Regione non ha competenze e non  ha  potuto,
  pertanto, effettuare alcuna attività diretta.
   Con  riferimento al pregresso e agli eventi siccitosi degli anni
  2000  e  2002  sono state recentemente assegnate agli Ispettorati
  provinciali  dell'Agricoltura una  parte  delle  somme  stanziate
  dalla  legge178 del 2002, di conversione del decreto  legislativo
  numero 138/2002 per il pagamento dei danni alla produzione di cui
  alla legge 185 del 1992, articolo 3, comma 2, lettera B).
   Con  riguardo  al  pagamento di altre  tipologie  di  intervento
  quali  prestiti  e  proroghe, ai sensi della predetta  normativa,
  sono  in itinere procedure per rendere disponibili somme relative
  al   cofinanziamento  regionale,  mentre  è  stata  inoltrata  la
  richiesta  -  e  oggi  ottenuta - di riproduzione  dell'annualità
  pregressa.
   Per  quanto  attiene al piano di sviluppo rurale  della  Sicilia
  2007/2013,   lo   stesso   presenta  caratteristiche   innovative
  importanti rispetto all'esperienza del POR. Sono stati  unificati
  in un solo documento programmatico i tre strumenti utilizzati dal
  precedente  periodo  2000/2006,  cioè  POR,  PSR  e  Leade;   ciò
  consentirà una maggiore sinergia degli interventi per lo sviluppo
  rurale   e  dell'agroalimentare.  Si  prevedono  complessivamente
  investimenti  per circa 2,1 miliardi di euro, in sette  anni,  di
  spesa pubblica.

    PRESIDENTE  Ha facoltà di parlare l'onorevole Oddo Camillo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

    ODDO  Camillo.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  io  non
  posso  fare  a meno di apprezzare lo sforzo anche pedagogico  che
  fanno gli uffici nel fornire all'assessore tutto il quadro da lui
  ha illustrato nella risposta all'atto ispettivo

    PRESIDENTE  Pedagogico, onorevole Oddo? Vorrà dire espositivo

    ODDO  Camillo.  Pedagogico, Presidente:  F1,  A,  B,  C.  Mi  è
  sembrata   una   esposizione  abbastanza  dettagliata,    quindi,
  ritengo  che  abbia un tratto di pedagogia, cioè è un'esposizione
  quasi  pedagogica.  Non lo voglio dire con  ironia,  però  vorrei
  riprendere un attimo un passaggio dell'atto ispettivo che,  senza
  richiamare  alcun  pragmatismo, chiede al Governo  due  cose:  la
  prima è di stare un po' più accorto in Aula quando discute.
   Nel  momento  in cui si è discusso di quella famosa  legge,  lei
  Presidente   ricorderà   che  noi   abbiamo   chiesto   se   quel
  provvedimento doveva essere notificato a Bruxelles e ci  è  stato
  detto  che  era  agli atti, non lo voglio esibire  adesso  perché
  questo  tipo  di manifestazione non mi serve, e mi è stato  detto
  qui  dentro, dal Presidente della Regione, che non c'era  bisogno
  di  alcuna notifica perché erano state misure già sostanzialmente
  sperimentate, a cui la Regione ora aggiungeva, cioè continuava su
  quella strada.
   Pertanto, mi permetto di dire di stare attenti in Aula che  cosa
  il  Governo  dice  ad un deputato che ha chiesto  un'informazione
  specifica  durante la   campagna elettorale del 2006 - si  votava
  per il rinnovo di questa Assemblea -, poi  sono stati fatti altri
  atti,   ora   non   li  richiamo  perché,  invece,   non   vorrei
  assolutamente  essere  pedagogico,  ma  voglio  tirare  fuori  la
  materia  politica se esiste, e mi pare che esiste ed è abbastanza
  importante, onorevole assessore.
   Personalmente  ho  definito  quel bando  un  bando  che  serviva
  semplicemente ad illudere tanti che ci sarebbe stata una risposta
  veloce,  molto pronta; forse sono stato molto moderato da  questo
  punto di vista.
   Oggi  sono passati anni, non soltanto un anno,  sono già più  di
  due,  quindi  si tratta di anni e ancora nell'F1A ci sono  ancora
  seri  problemi e siamo ancora nella fase in cui non è detto   che
  molti  agricoltori, per come si stanno mettendo  le  cose  e  per
  quello  che  richiede l'aspetto chiamiamolo anche amministrativo,
  per  essere  brevi  - già sono passati i tre  minuti  e  io  devo
  rispettare  i cinque minuti - forse rinunceranno, perché  se  gli
  chiediamo che devono esibire specifici accertamenti o esami, e se
  gli  chiediamo di spendere ulteriori somme dalla loro tasca senza
  più  aver  fiducia nel Governo della Regione, voi capite  che  si
  apre  un  problema serio con questi agricoltori.  L'Assessore  da
  questo  punto di vista sa bene di cosa sto parlando, tant'è  vero
  che  quando  di parla di snellire le procedure  intende  dire  di
  sintetizzare al massimo, non è solo snellirle è anche evitare che
  ancora  una  volta  si pretenda dall'agricoltore  che  intervenga
  sulla  sua  tasca  senza avere mai avuto certezze  invece  di  un
  pagamento immediato.
   Cosa  chiediamo  noi,  infine,  se è possibile  e  senza  alcuna
  demagogia, signor Presidente e Assessore?
   1.  Che  l'F1A, dato che con la ricostruzione pedagogica che  ha
  fatto  l'assessore è diventato 35,50, perché c'era la  norma  che
  diceva  che comunque si poteva nell'ambito della legge 19,  venga
  al  massimo  snellita  e  rivista come  procedura  e  si  dia  la
  possibilità  agli agricoltori di avere una boccata  di  ossigeno;
  (comprendo  che è soltanto una boccata di ossigeno,  come   tutti
  ben  sappiamo, con essa non risolviamo i problemi  gravi  che  ci
  sono per ora).
   2.   Noi  chiediamo  che  e  si  paghi  immediatamente,  che  si
  acceleri. Lasciamo stare immediatamente sennò poi lei mi dice che
  sono  demagogo, il pagamento per quanto concerne il pregresso  di
  cui  alla successiva interrogazione non parlerò, se lei vuole  mi
  stoppo e poi parlo nuovamente 5 minuti. Mi dà un minuto allora?

    PRESIDENTE  Ci mancherebbe altro, onorevole Oddo, anche  perché
  la   Presidenza   si   complimenta  perché  nonostante   la   sua
  distrazione,    ovviamente   apparente,   durante    l'intervento
  dell'Assessore,  vedo  che ha ascoltato con  attenzione.  Era  un
  distratto attento.

    ODDO  Camillo. Signor Presidente, noi tecnici siamo abituati  a
  sentire  una  cosa  e  a  farne un'altra  nello  stesso  momento.
  Possiamo  fare  due  cose contemporaneamente. Pagare  la  siccità
  chiamandola  così, proprio per nome e cognome  in  maniera  molto
  semplice, accelerare questi tempi non è chiedere chissà che cosa.
  E' chiedere una vera attenzione da parte di questo Governo perché
  le  condizioni  sono  quelle  che sono  e  guardate  che  non  le
  drammatizzo  io. Siamo in piena vendemmia. Non sto parlando  solo
  di vite e di uva, sto parlando dell'agricoltura seppure mi voglio
  riferire un attimo a che cosa è in questo momento la vendemmia in
  Sicilia, soprattutto nella zona occidentale. Guardate che noi qui
  spesso  e  volentieri  ci attrezziamo dal punto  di  vista  anche
  terminologico, tiriamo fuori tutto quello che è l'aspetto che  ho
  definito  pedagogico, magari è improprio, ma guardate che  quando
  si   vendemmia  e  si  trova  pochissimo  prodotto,   altro   che
  attrezzarci,  signor Presidente, per eventualmente essere  più  o
  meno  attenti agli aspetti tecnici. Mi permetto di dire che siamo
  in  una fase di emergenza e le lo sa. Ci sono cose possibili  che
  debbono  essere fatte senza alcun rischio, e allora cominciamo  a
  dire  che  con  l'F1A  si snellisce la procedura,  si  rivede  la
  questione  e  gli  si  danno i soldini,  secondo  la  siccità  si
  accelera e si paga, non mi pare che sto dicendo chissà che  cosa,
  terzo  l'impianto complessivo della 19, rispetto anche  a  quelli
  che sono ancora parti importanti di quella legge, il cui slogan -
  vorrei ricordarlo - era  cento milioni per l'agricoltura , quando
  gli   agricoltori  scesero  in  piazza  e  sono   stati   multati
  pesantemente  perché evidentemente hanno creato  questioni  anche
  per  quanto  concerne  la  viabilità. Caro  Assessore,  gli  sono
  rimasti  i  verbali a pagare ma non è arrivato  un  euro.  Quindi
  ritengo  che  dobbiamo essere  più concreti. Queste due  cose  le
  chiediamo  e se lei adotta un sistema che sicuramente può  essere
  adottato, che possa realmente dare  una risposta anche  in  tempi
  brevi, forse questa fase della vendemmia si farà meno pesante  di
  quello  che  invece  si  sta  registrando.  Quindi,  caro  signor
  Presidente,  non  mi  posso assolutamente dichiarare  soddisfatto
  perché la parte squisitamente tecnico-legislativa l'avevo  più  o
  meno  chiara,  volevo  invece sentire da parte  del  Governo  una
  maggiore  decisione,  una  maggiore  determinatezza  per   quanto
  riguarda la parte politica e l'intervento che si deve fare.

    PRESIDENTE   Si  passa  all'interpellanza  n.   40,   a   firma
  dell'onorevole La Manna.

    LA MANNA . Chiedo che venga trasformata in risposta scritta.

    PRESIDENTE     L'Assemblea   ne   prende   atto.    Si    passa
  all'interrogazione 1105 a firma dell'onorevole Oddo Camillo.

    LA  VIA . Signor Presidente, onorevoli deputati, in riferimento
  all'atto ispettivo a firma dell'onorevole Oddo si rappresenta che
  la  competenza  in ordine alla compilazione delle  graduatorie  è
  dell'Assessorato per il lavoro, che sull'argomento risulta  avere
  acquisito  il  parere  dell'Ufficio Legislativo  e  legale  della
  Presidenza della Regione.
   Il   quadro   normativo  vigente  è  comunque  quello  delineato
  dall'onorevole  interrogante. E' intendimento  di  chi  vi  parla
  proporre  all'Assemblea  nuove  norme  sull'organizzazione  delle
  attività  antincendio,  e in quella sede  potrà  essere  valutata
  l'opportunità

    PRESIDENTE   La competenza è dell'Assessore per  il  lavoro,  è
  stato un atto di cortesia da parte dell'Assessore.

    ODDO CAMILLO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ODDO   Signor  Presidente, onorevoli colleghi, capisco  che  si
  tratti di un atto di cortesia, e ringrazio l'Assessore, però  lei
  sa  bene che quando è così, l'atto ispettivo viene assegnato agli
  Uffici   dell'Assessorato   al  lavoro,   invece   apprezzo   che
  l'Assessore  per  l'agricoltura sia  intervenuto,  come  atto  di
  cortesia, e le chiedo.

    PRESIDENTE     Quindi   è   soddisfatto.   L'apprezzamento    è
  soddisfazione.

    ODDO    Non   mi   faccia  dire  cose   che   non   ho   detto.
  L'apprezzamento  per  lo  stile che ha adottato,  nel  senso  che
  comunque  ha risposto pur quando ci sono evidentemente competenze
  che riguardano altri Assessorati. La cosa che mi preme dire, e ho
  concluso,  signor  Presidente, è che lei sa bene  Assessore,  che
  questo comunque è un atto che crea una disparità di trattamento a
  tutti  gli effetti e che sta creando una situazione assolutamente
  paradossale.
   Io  debbo  dire  che sono un po' meravigliato del fatto,  volevo
  sentire  invece che il Governo,  che lei comunque di  concerto  o
  meno  con competenze dell'assessore per il  lavoro, metteste mano
  a  questo  argomento  e toglieste di mezzo  questa  disparità  di
  trattamento  che  crea nell'ambito dei lavoratori  forestali  una
  situazione  paradossale e obiettivamente deve prevalere  il  buon
  senso; si può fare questa cosa: implementiamo quello che dobbiamo
  implementare.
   Chiariamo  e interpretiamo qualche norma perché sennò  il  clima
  che  si sta creando non è un clima buono, lei sa bene, meglio  di
  me,  che  ci sono persone che hanno svolto lavoro da molti  anni,
  che  hanno  quindi una certa esperienza e che oggi non credo  che
  non stanno subendo una vera e propria disparità. E mi fermo qui.
   Ultima     cosa,     Presidente,    riguarda    la     questione
  dell'interpretazione  di  questa legge rispetto  alla  16:  nelle
  isole  minori  la famosa possibilità per gli operai forestali  di
  fare  più  di  un turno viene interpretata in malo  modo  negando
  questa    possibilità,   per   quanto   concerne   la   questione
  dell'anzianità  di  servizio  si  sta  applicando  in  una  certa
  maniera.
   C'è   una   certa   confusione   per   quanto   concerne   anche
  l'interfaccia  fra la 16 e la cosiddetta legge 14,  ormai  famosa
  perché  ne abbiamo discusso tanto per la prima applicazione,  per
  la  questione legata alla copertura e così via, che non credo che
  sia  difficile affrontare e risolvere con atti che il Governo può
  produrre nel giro di pochi giorni.
   Quindi,  le  chiedo  cortesemente  di  farsi  carico  di  questo
  aspetto  e  di  fare  in modo che le sue proposte  possano  anche
  essere apprezzate favorevolmente dall'Aula.
   Io  le  anticipo  che se lei metterà mano a questa  materia  per
  chiarire e interpretare norme già esistenti noi siamo disponibili
  immediatamente ad approvarle.

    PRESIDENTE  Si passa all'interrogazione n. 1143 a  firma  degli
  onorevoli Zappulla e De Becnedictis.

    ZAPPULLA  Chiedo  che venga trasformata in  interrogazione  con
  richiesta di risposta scritta..

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa   all'interpellanza  n.  43  a  firma  dell'onorevole
  Gucciardi.

    GUCCIARDI . Chiedo che venga trasformata in interrogazione  con
  richiesta di risposta scritta..

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'interpellanza  n. 45   a  firma  degli  onorevoli
  Speziale,  Oddo.  La  stessa, come richiesto dall'onorevole  Oddo
  Camillo avrà risposta scritta.

   Si  passa all'interrogazione n. 1219,  a firma dell'onorevole
  Zappulla:

    ZAPPULLA  Chiedo  che venga trasformata in  interrogazione  con
  richiesta di risposta scritta..

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a domani,mercoledì  12
  settembre 2007, alle ore 11, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


     I   - COMUNICAZIONI

   II  -   COMUNICAZIONI DEL GOVERNO IN ORDINE ALLA PROBLEMATICA
  SUGLI  INCENDI E DISCUSSIONE DELLA MOZIONE N. 230   INTERVENTI
  URGENTI   A  FAVORE  DEI  COMUNI  DANNEGGIATI  DAGLI   INCENDI
  VERIFICATISI NEL MESE DI AGOSTO .

                  La seduta è tolta alle ore 19.46.

          Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 21-45

                       DAL SERVIZIO RESOCONTI
                            Il Direttore
                        Dott. Eugenio Consoli