Presidenza del vicepresidente Stancanelli
ZAGO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
Comunicazione delle determinazioni della Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari
PRESIDENTE Comunico che la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi oggi, 11
settembre 2007, alle ore 13.00, sotto la presidenza del
Vicepresidente dell'Assemblea, on. Stancanelli, presente il
Vicepresidente on. Speziale dell'ARS, e con la
partecipazione dell'Assessore per l'Agricoltura e le
foreste prof. La Via, ha stabilito quanto segue:
L'Aula terrà seduta domani 12 settembre alle ore 11.00
per comunicazioni del Governo in ordine alla problematica
sugli incendi e per la discussione della mozione n. 230, a
firma Cracolici ed altri.
Le Commissioni sono autorizzate a riunirsi dal 13 al 25
settembre per esaminare, il Documento di programmazione
economico-finanziaria (DPEF) e con priorità, i disegni di
legge riguardanti le seguenti materie:
- Lavoro e sviluppo qualora gli stessi siano corredati
della prescritta relazione tecnica;
- Norme in materia di contenimento della spesa pubblica
regionale (n. 600)
- Recepimento della normativa nazionale in materia di
liberalizzazioni (decreti Bersani);
- Usura e antiracket;
- Polizia municipale;
- Pari opportunità;
- Rimodulazione deleghe assessoriali;
- Riordino normativa in materia di edilizia.
L'Aula terrà seduta il 26 e 27 settembre per l'esame
del Documento di programmazione economico-finanziaria
(DPEF) e per quello dei seguenti disegni di legge:
- Disciplina del commercio (n. 639/A);
- Campi da golf (n. 595/A);
- Nuove norme per l'elezione e la composizione dei
consigli comunali e provinciali e delle relative giunte
(nn. 519/5/14/15/193/315/396/517/570/584/593/600/625/A- II
stralcio);
- Altri eventualmente licenziati dalle Commissioni.
Comunico inoltre che la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari è convocata per il giorno 27 settembre
2007, a conclusione dei lavori d'Aula.
Congedo
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Termine è in
congedo per la corrente settimana.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge e di
contestuale invio alle competenti Commissioni legislative
PRESIDENTE Comunico che i seguenti disegni di legge
sono stati presentati ed inviati alle competenti
Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Schema di progetto di legge costituzionale da
proporre al Parlamento nazionale ai sensi
dell'articolo 18 dello Statuto recante Modifiche
dello Statuto della Regione siciliana' (n. 654)
presentato dagli onorevoli Barbagallo, Ammatuna,
Galvagno, Gucciardi, Mattarella, Ortisi, Tumino,
Zangara in data 10 agosto 2007
inviato in data 10 settembre 2007
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Contributo straordinario al Consorzio A.S.I. di
Palermo (n. 655)
presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) in
data 20 agosto 2007
inviato in data 11 settembre 2007
PARERE V
Comunicazione di invio di disegni di legge alle
competenti
Commissioni legislative
PRESIDENTE Comunico che i seguenti disegni di legge
sono stati inviati alle competenti Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Norme in materia di riduzione degli
emolumenti dei parlamentari regionali. Modifica
della legge regionale 30 dicembre 1965, n.
44, recante Provvedimenti relativi
all'Assemblea regionale siciliana' (n. 653)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 8 agosto 2007
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Norme per la promozione dello sviluppo sostenibile
attraverso l'impiego delle fonti energetiche
rinnovabili ed il contenimento degli sprechi idrici
negli edifici pubblici e privati (n. 648)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 8 agosto 2007
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE Comunico che le seguenti richieste di
parere sono pervenute dal Governo ed assegnate alla
Commissione legislativa permanente Affari istituzionali
(I):
- Istituto sperimentale zootecnico per la Sicilia.
Presidente del Consiglio di amministrazione (n.
67/I)
pervenuta in data 20 agosto 2007
inviata in data 20 agosto 2007
- Consorzio A.S.I. di Gela - Designazione
componente del consiglio generale (n. 68/I)
pervenuta in data 20 agosto 2007
inviata in data 20 agosto 2007.
Comunicazione di trasmissione di
deliberazioni da parte della Giunta
regionale
PRESIDENTE Comunico che sono pervenute le delibere
della Giunta regionale dal n. 155 del 9 maggio 2007 al n.
273 del 29 giugno 2007. Copie delle medesime e il relativo
elenco recante l'oggetto di ciascuna è disponibile
all'archivio del Servizio Commissioni.
Comunico altresì che è pervenuta la deliberazione della
Giunta regionale n. 332 dell'8 agosto 2007 relativa alla
proposta regionale di Programma operativo FESR 2007-2013.
Copia della medesima è disponibile all'archivio del
Servizio Commissioni.
Comunicazione di trasmissione di documentazione relativa
al POR Sicilia 2000/2006
PRESIDENTE Comunico che il Presidente della Regione ha
trasmesso copia della seguente documentazione relativa al
Complemento di programmazione del POR Sicilia 2000/2006:
- 9 agosto 2007 Proposta di modifica alla misura
4.01 d;
- 10 agosto 2007 Proposte di modifica alle misure
1.07 e 1.11;
- 20 agosto 2007 Proposte di modifica alla misura
4.19 e adozione definitiva delle modifiche
approvate dal Comitato di sorveglianza dell'11 luglio
2007.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le
seguenti interrogazioni:
- con richiesta di risposta orale:
N. 1275 - Iniziative per il rispetto del
dispositivo delle sentenze della Corte europea e
della Corte Costituzionale in ordine al Piano di
emergenza rifiuti.
- Presidente Regione
Firmatario: La Manna Salvatore
N. 1277 - Iniziative per assicurare efficienza
della vigilanza lungo le coste e tempestività nel
servizio soccorso in mare.
- Presidente Regione
Firmatario: Apprendi Giuseppe
N. 1278 - Iniziative urgenti per fronteggiare il
problema di azioni intimidatorie nei confronti di
amministratori locali nel comune di Palma di
Montechiaro (AG).
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia
Firmatario: Panepinto Giovanni
Le interrogazioni testè annunziate saranno
iscritte all'ordine del giorno per essere svolte al
loro turno.
-con richiesta di risposta scritta:
N. 1272 - Interventi per il ripristino della
fonte comunale di località Croce a Caltagirone
(CT).
- Assessore Famiglia
Firmatario: Fleres Salvatore
N. 1273 - Notizie circa lo stato di abbandono in
cui versa il Parco Gioeni di Catania.
- Assessore Famiglia
Firmatario: Fleres Salvatore
N. 1274 - Interventi di manutenzione del verde in
Via delle Terme ad Acireale (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia
Firmatario: Fleres Salvatore
N. 1276 - Indagine ispettiva riguardo
all'incendio al mercato ortofrutticolo di Vittoria
(RG).
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Firmatario: Incardona Carmelo
N. 1279 - Notizie sul Conto consuntivo 2006
dell'AAPIT di Ragusa e sull'attività della stessa.
- Assessore Famiglia
- Assessore Turismo
- Assessore Bilancio
Firmatario: Ammatuna Roberto
Le interrogazioni testè annunziate saranno
trasmesse al Governo.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE Comunico che è stata presentata, in data
odierna, la seguente mozione:
N. 230 Interventi urgenti a favore dei comuni
danneggiati da incendi verificatisi nel mese di agosto ,
degli onorevoli Panarello Filippo; Cracolici Antonino; Oddo
Camillo; Villari Giovanni
Avverto che, secondo il calendario stabilito dalla
Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari testè
comunicato, la discussione della stessa mozione sarà
abbinata alle comunicazioni del Governo in ordine alla
problematica sugli incendi, iscritte al II punto
dell'ordine del giorno della seduta antimeridiana di
domani.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle
eventuali votazioni mediante procedimento elettronico che
dovessero aver luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del
numero legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio
nominale o di scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate
mediante procedimento elettronico.
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze
PRESIDENTE Si passa al II punto dell'ordine del
giorno: Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze
della rubrica Agricoltura e foreste .
Si procede allo svolgimento dell'interpellanza n. 6
Iniziative urgenti per il definitivo completamento della
diga 'Pietrarossa' in territorio del comune di Ramacca
(CT), dell'onorevole Limoli. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'agricoltura e
le foreste, all'Assessore per i beni culturali ed ambientali e
per la pubblica istruzione, premesso che:
nel territorio del comune di Ramacca (CT) è in corso di
realizzazione la diga Pietrarossa , i cui lavori furono iniziati
nel lontano 1989, facente parte del sistema irriguo Dittaino-
Ogliastra-Pietrarossa, quale opera strategica di accumulazione e
distribuzione delle risorse idriche in Sicilia;
successivamente, in forza di un vincolo apposto nel 1997
dall'Assessorato regionale 'Beni culturali e ambientali e
pubblica istruzione' sull'area del costruendo invaso, per la
scoperta di un sito archeologico, la Soprintendenza di Enna ha
sospeso i lavori progettuali già eseguiti per il 95 per cento del
totale, pari ad una spesa stimata in circa 75 milioni di euro;
i successivi aspetti giudiziari dell'incresciosa vicenda si
sono definitivamente chiariti con due sentenze irrevocabili di
assoluzione di tutti gli imputati, per effetto delle quali
'l'opera denominata invaso di Pietrarossa, unitamente all'area
archeologica, è stata dissequestrata e restituita al Demanio
della Regione siciliana';
nelle more del completamento della diga, l'impresa esecutrice
dei lavori (Imprepar-Impregilo Partecipazioni S.p.A.) ha citato
avanti il Tribunale civile di Catania il Consorzio di bonifica di
Caltagirone per richiedere la risoluzione del relativo contratto
ed oneri risarcitoci per complessivi euro 9.680.587,73;
nel frattempo, a prescindere dalla sospensione dei lavori,
occorre mettere in sicurezza la diga onde evitare la sua
probabile tracimazione in caso di eventi di piena eccezionali che
non consentirebbero allo scarico di superficie di entrare
pienamente in funzione, con il conseguente verificarsi di un
evento catastrofico per le popolazioni e i territori di valle;
l'opera, una volta completata, convoglierà le acque in un
grande serbatoio idrico di 40 milioni di metri cubi assolutamente
indispensabile per l'approvvigionamento irriguo dell'agricoltura
(comparti agrumicoli, cerealicoli e zootecnici) delle Province di
Catania, Siracusa, Enna e Caltanissetta, il cui concreto rischio
in caso contrario è quello di vedersi compromesso non solo lo
sviluppo economico, conseguente anche al fenomeno della
desertificazione, ma, soprattutto, il mantenimento dell'esistente
livello produttivo e occupazionale costituito da numerosissime
aziende agricole;
ad oggi, purtroppo, a livello di risoluzione degli aspetti
tecnico-burocratici, il Governo regionale non ha adottato, per
quanto di sua esclusiva competenza, una chiara direttiva politica
al fine di addivenire, in tempi certi, alla definizione di tutti
i consequenziali provvedimenti amministrativi per giungere al
completamento e alla fruizione da parte degli agricoltori
dell'acqua della diga 'Pietrarossa';
per conoscere:
per quali motivi non sia data attuazione alla ferma volontà
politica del Governo di completare la diga 'Pietrarossa', più
volte manifestata pubblicamente dal Presidente della Regione, on.
Salvatore Cuffaro;
se non ritengano di convocare urgentemente una conferenza dei
servizi, alla presenza dei direttori regionali competenti, del
Commissario delegato per l'emergenza idrica, di tutti i Sindaci
interessati e del Presidente della Provincia regionale di
Catania, per dare immediato esame e verifica degli ostacoli
tecnico-amministrativi che ancora si frappongono al completamento
dei lavori della diga;
in ogni caso, quali atti di indirizzo politico improcastinabili
intendano assumere, con la massima urgenza, sia per scongiurare
sine die la sospensione delle opere di completamento
dell'importante invaso 'Pietrarossa', sia per evitare di
sperperare definitivamente le ingentissime risorse pubbliche già
utilizzate». (6)
LIMOLI
Ha facoltà di parlare l'assessore per l'Agricoltura e le
foreste per rispondere all'interpellante.
LA VIA , assessore per l'Agricoltura e le foreste . Signor
Presidente, onorevoli colleghi, le premesse dell'interpellanza
proposta dall'onorevole Limoli riassumono in brevi cenni la
storia dell'invaso Pietrarossa ed esprimono il condivisibile
convincimento della opportunità di portare a termini i lavori
interrotti.
L'alternativa costituita dalla demolizione delle opere
realizzate, da un lato, consegnerebbe alla storia un clamoroso
caso di sperpero di denaro pubblico e dall'altro causerebbe un
rilevante danno ambientale connesso con l'esecuzione dei lavori
di dismissione e l'eliminazione dei materiali di risulta.
L'invasamento, peraltro, di 16 milioni di metri cubi di acqua
rappresenta una risorsa irrinunciabile per garantire
l'irrigazione dei territori del comprensorio.
Desidero fornire qualche notizia su quanto è avvenuto in tempi
recenti a proposito della complessa vicenda.
A seguito del sopralluogo dei funzionari del registro dighe
italiane di Roma effettuato nel cantiere della diga Pietrarossa
in data 8 febbraio 2007, al fine di verificare le condizioni di
sicurezza, è emersa la necessità di esecuzione di alcune opere
prioritarie per salvaguardare alcune parti delle opere essenziali
per la sicurezza e lo sbarramento. Tale opere sono state eseguite
e completate in data 30 maggio 2007.
Nei mesi di febbraio e marzo 2007 si sono inoltre tenuti due
incontri presso la Prefettura di Enna aventi come oggetto
principale le condizioni di sicurezza della diga. A uno di questi
incontri ha partecipato anche la Soprintendente ai BB.CC. di
Enna la quale avrebbe comunicato che è stato assegnato un
finanziamento per l'esecuzione di ulteriori indagini finalizzate
al controllo del sotterraneo. Nell'eventualità che nel sottosuolo
non dovessero ritrovarsi elementi di pregio tali da conferire un
interesse rilevante alla tutela dei luoghi, la Sovrintendente ha
manifestato la propria disponibilità all'ipotesi di sommersione
del sito previa protezione con coltre di ghiaia ed un geo-
tessuto.
Mentre proseguono proficui contatti è in corso una riflessione
sull'opportunità di formalizzare l'istituzione di un
coordinamento delle attività di tutte le strutture che
interagiscono sulla materia.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Limoli per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'Assessore.
LIMOLI Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE Si passa all'interrogazione n. 584 Interventi
urgenti a sostegno degli agricoltori e dei lavoratori dei comuni
di Racalmuto e Grotte (AG) recentemente colpiti da una violenta
grandinata , degli onorevoli Di Benedetto, Panepinto. Ne do
lettura:
«All'Assessore per l'agricoltura e le foreste, premesso che il
10 settembre 2006 un violento temporale con grandinata ha colpito
il territorio dei comuni di Racalmuto e Grotte (AG), devastando
centinaia di ettari di colture;
considerato che, per la delicata fase stagionale nel settore
dell'orto frutta, in particolare della coltivazione dell'uva e
degli ulivi, un tale disastroso evento mette in ginocchio
l'economia della zona imperniata in modo predominante sulle
attività agricole;
visto che in molti casi il danno è irrimediabile e per gli
agricoltori della zona costituisce una perdita secca per svariate
decine di migliaia di euro, con il rischio di una devastante
crisi dell'impresa agricola della zona, per altro già segnalata
dall'allarme delle amministrazioni locali;
per sapere:
se non ritenga urgente un intervento di verifica e
quantificazione dei danni, procedendo
contemporaneamente alla dichiarazione dello stato di calamità
naturale;
quali iniziative intenda adottare per un pronto intervento a
sostegno degli agricoltori colpiti e dei lavoratori;
se non consideri opportuna la convocazione di un tavolo con le
parti interessate (Regione, Provincia, Comuni, associazioni di
categoria e sindacali rappresentative degli operatori e dei
lavoratori danneggiati) per la definizione delle necessarie
misure di risarcimento». (584)
DI BENEDETTO - PANEPINTO
Ha facoltà di parlare l'Assessore per rispondere agli
interroganti.
LA VIA , assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, onorevoli deputati, in riferimento all'atto ispettivo
n. 584 degli onorevoli Di Benedetto e Panepinto si rappresenta
che gli interventi di sostegno per i danni alle produzioni
agricole e zootecniche, alle strutture aziendali agricole
zootecniche, alle strutture aziendali ed alle infrastrutture
agricole nelle zone colpite da calamità naturali o da eventi
eccezionali gravano sul fondo di solidarietà nazionale che
prevedeva sia aiuti ex post che ex ante.
Fino al 2003 è stato privilegiato il sistema ex post,
consistente in aiuti dopo il verificarsi dell'evento, mentre dal
2004, sulla scorta degli orientamenti comunitari gli aiuti
statali sono orientati verso il sistema ex ante, rappresentato da
contributi alle spese assicurative.
Ai sensi dell'articolo 1 del decreto legislativo del 29 marzo
2004, n. 102, infatti, il Fondo di solidarietà nazionale ha come
obiettivo di promuovere principalmente interventi di prevenzione
diretti ad incentivare la stipula di contratti assicurativi
contro i danni della produzione e delle strutture.
Lo Stato concede contributi sui premi assicurativi,
conformemente a quanto previsto dal punto 11.5 degli orientamenti
comunitari in materia di aiuti di Stato nel settore agricolo,
agli imprenditori agricoli di cui all'articolo 2135 del Codice
civile.
Il contributo arriva fino all'80 per cento del costo dei premi
per contratti assicurativi che prevedono un risarcimento qualora
il danno raggiunga il 20 per cento della produzione nelle aree
svantaggiate ed il 30 per cento nelle altre zone.
E' prevista una riduzione del contributo del premio fino al 50
per cento, qualora i contratti assicurativi coprano anche altre
perdite dovute ad avverse condizioni atmosferiche non
assimilabili alle calamità naturali o perdite dovute a epizozie o
fitopatia.
Dagli altri interventi compensativi individuati quali
contributi in conto capitale, prestiti ad ammortamento
quinquennale, proroga delle operazioni di credito agrario,
agevolazioni previdenziali, sono tassativamente esclusi i danni
alle produzioni ed alle strutture ammissibili all'assicurazione
agevolata.
A decorrere dal 1 gennaio 2005 il contributo è concesso
esclusivamente per contratti assicurativi che prevedono per
ciascun prodotto assicurato la copertura della produzione
complessiva aziendale all'interno di uno stesso comune.
Considerato che i territori e le colture citati nell'atto
ispettivo sono ammissibili all'assicurazione agevolata e sono
inseriti nel Piano assicurativo 2005, confermato ed integrato per
l'anno 2006, del 20 marzo 2006 del Ministero delle politiche
Agricole e forestali, che prevede tra le avversità assicurabili
anche la grandine, nella fattispecie è esclusa l'attivazione
della procedura per gli interventi compensativi di cui sopra.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Benedetto per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'Assessore.
DI BENEDETTO . Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE Si passa all'interrogazione n. 576 dell'onorevole
Cantafia Chiarimenti circa l'attribuzione degli incarichi di
coordinatore del servizio di visite mediche per l'immissione al
lavoro dei forestali della provincia di Palermo . Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'agricoltura e
le foreste e all'Assessore per la sanità, premesso che, secondo
notizie pubblicate sulle più recenti indagini in merito ai
'pizzini' di Provenzano, sarebbe stato individuato nel dr.
Salvatore Spatafora uno dei destinatari (il n. 60) dei messaggi
del capomafia;
considerato che il medico in questione è fratello di Liborio
Spatafora, arrestato il 10 agosto c.a. come uno dei postini di
Provenzano;
visto che le visite mediche per l'immissione in servizio dei
forestali del bacino di Palermo (circa 11.000) furono assegnate
proprio al dr. Spatafora (per un importo di diverse decine di
euro a visita);
ricordato che, a seguito di intervento delle organizzazioni
sindacali, il servizio fu rimodulato sulla base delle aree
subprovinciali e attribuito a diversi medici, e che, pur
tuttavia, il dr. Spatafora fu nominato coordinatore di tale
servizio;
per sapere:
in base a quale criterio le visite ai forestali siano
attribuite a un servizio di consulenza privato piuttosto che ai
normali presidi sanitari pubblici;
in base a quale procedura sia stato attribuito tale servizio e
a che titolo il coordinamento sia assegnato al dr. Spatafora
piuttosto che ad altri;
se si siano fatti accertamenti antimafia prima di procedere
all'assegnazione di tale delicato incarico;
quali misure cautelari siano state adottate dalla Regione a
tutela dell'interesse pubblico dopo la pubblicazione delle
notizie di stampa relative al rapporto che sussisterebbe tra
Provenzano e il dr. Salvatore Spatafora». (576)
CANTAFIA
Ha facoltà di parlare l' Assessore per rispondere
all'interrogazione.
LA VIA , assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, onorevoli deputati, in relazione all'interrogazione
n. 576 dell'onorevole Cantafia, sulla scorta degli elementi
informativi forniti dai competenti uffici dell'Assessorato
agricoltura e foreste si riferisce quanto segue:
al fine di garantire l'attuazione delle disposizioni del
decreto legislativo 626/1994 in materia di prevenzione e garanzia
della salute dei lavoratori sui luoghi di lavori, l'articolo 35,
comma 3, della legge regionale n. 6 del 1997 aveva, in un primo
momento, assegnato agli assessori regionali, preposti alle
singole amministrazioni, le funzioni di datore di lavoro, mentre
il comma 4 del medesimo articolo 35, in sede di prima
applicazione e per non più di un triennio, autorizzava il
Presidente delle Regione e gli assessori regionali a stipulare
apposite convenzioni con le aziende sanitarie locali, le
Università, l'INAIL, l'ISPESI, l'Istituto italiano di medicina
legale e professionisti esterni all'amministrazione in possesso
dei requisiti previsti dalla legge per l'esercizio delle attività
di tutela sanitaria richieste dal D.L.vo 626/94. In seguito,
l'art. 5 della l.r. 3/1998, sostituendo il citato art. 35, comma
3, attribuiva le funzioni di datore di lavoro ai direttori di
ogni assessorato competenti nella gestione del personale ed ai
capi degli Uffici periferici.
Applicando l'esposta normativa, nel 1999 l'Assessore regionale
per l'Agricoltura e le Foreste pro-tempore, richiedeva la
disponibilità delle Aziende Sanitarie e Ospedaliere della
Sicilia all'espletamento delle attività di sorveglianza sanitaria
e, in assenza di comunicazione di disponibilità da parte delle
stesse, provvedeva all'individuazione di professionisti in
possesso dei requisiti previsti dalla vigente normativa ed alla
conseguente stipula delle convenzioni; per la provincia di
Palermo, veniva individuato il dottore Salvatore Spatafora, con
il quale, in data 31/11/99, con efficacia dall'01/12/1999, veniva
stipulata una convenzione di durata annuale, tacitamente
rinnovabile dalle parti.
Successivamente, l'art. 39 della l.r. 4/2003, al fine del
contenimento della spesa disponeva che i datori di lavoro, per
l'espletamento dei compiti di sorveglianza sanitaria,
ricorressero alle Aziende sanitarie locali.
L'Ispettore Generale dell'Azienda Foreste, cui nelle more, a
seguito della riforma della P.A. introdotta dalla l.r. 10/2000,
era transitata la competenza in argomento, esercitava il diritto
di disdetta delle convenzioni e disponeva a tutti i responsabili
degli Uffici periferici, quali datori di lavoro, di richiedere la
disponibilità delle A.S.L. locali all'espletamento del servizio
di sorveglianza sanitaria. Tuttavia anche in questo caso gran
parte delle ASL, ed in particolare l'ASL 6 di Palermo,
comunicavano l'indisponibilità ad espletare l'incarico e,
pertanto, l'Ispettore Generale dell'Azienda, considerata la
necessità di ottemperare all'obbligo di legge, manifestava
all'Assessore per l'Agricoltura e le Foreste pro-tempore
l'intendimento di prorogare di tre mesi i contratti scaduti ed
evidenziava, al contempo, la necessità di procedere alla modifica
dell'art. 39, prevedendo un utilizzo delle professionalità
anziché su base provinciale, su base distrettuale facendo
riferimento ai distretti forestali istituiti con l'art. 27 della
l.r. 11/89 e ciò al fine di ottimizzare l'efficacia e
l'efficienza del servizio di sorveglianza.
Con l'art. 34 della l.r. 9/2004 il citato art. 39 della l.r.
4/03 veniva modificato e in seguito abrogato con l'art. 44 della
l.r. 15/2004; contestualmente, l'Ispettore Generale dell'Azienda
Foreste con nota n. 8039 del 29/09/2004 emanava una direttiva con
la quale disciplinava le modalità ed i criteri attraverso i quali
giungere alla selezione dei professionisti cui affidare il
servizio di sorveglianza sanitaria. Tra l'altro tale direttiva
prevedeva che i professionisti sarebbero stati scelti tra quei
medici che, in possesso dei requisiti prescritti, avessero
presentato domanda entro il 10 novembre 2005 e che la selezione
sarebbe stata effettuata da un'apposita commissione con il
compito di valutare i curricula dei professionisti e di
individuare il distretto forestale presso il quale i prescelti
avrebbero svolto l'attività; in ultimo la direttiva prevedeva,
per una migliore funzionalità del Servizio di sorveglianza
sanitaria, la nomina, a cura del Responsabile provinciale
dell'ufficio, di un coordinatore cui affidare la cura dei
rapporti tra i vari medici competenti in ambito distrettuale e lo
stesso datore di lavoro.
Sulla base degli esposti criteri è stata stipulata, in data
09/02/2005, la convenzione con il dott. Salvatore Spatafora e,
analogamente, per tutti gli altri Uffici Provinciali dell'isola.
In merito agli ulteriori quesiti posti, l'Azienda foreste
precisa come nessuna norma preveda l'effettuazione di
accertamenti antimafia nell'ipotesi, quale nella fattispecie, di
conferimento di incarichi professionali a liberi professionisti
regolarmente iscritti ai propri ordini; tanto meno, la presa
conoscenza dell'avvio di un'indagine giudiziaria a carico del
professionista, costituisce presupposto per la P.A. per procedere
alla rescissione della convenzione stipulata con il medesimo.
Tuttavia, proprio a seguito del verificarsi dell'episodio in
argomento in sede di rinnovo delle convenzioni di cui si discute,
si è provveduto, in via meramente cautelativa, a richiedere ai
medici convenzionandi, in uno alla documentazione di rito, anche
l'autocertificazione inerente i reati previsti dalla normativa
antimafia».
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Cantafia per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'Assessore.
CANTAFIA Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, mi
dichiaro parzialmente soddisfatto. Osservo con soddisfazione che
dalla presentazione dell'interrogazione è passato un anno ma,
intanto, la pubblica Amministrazione ha ritenuto - seppure non
dovuto - utile chiedere una certificazione antimafia ai
professionisti con cui svolge questa attività non esattamente di
poco conto, dato che non si tratta soltanto dell'accertamento
sanitario previsto dalla legge numero 626 ma è condizione
indispensabile per essere riavviati ai cantieri di lavoro
previsti dalla forestale.
Non ritengo di esprimere soddisfazione per ciò che riguarda la
seconda parte. Il fatto - anche se mi rendo conto che il suo
incarico lì si ferma - che mi sembra assolutamente improponibile
è che di fronte alle discussioni effettuate in quest'Aula da più
di un anno (da molti più anni ma, visto che è la mia prima
legislatura, mi fermo all'anno che conosco direttamente), da un
anno parliamo di questa spesa sanitaria fuori controllo e che
continuiamo a non utilizzare le risorse che dagli assessorati
vanno al sistema sanità utilizzando fino in fondo le strutture
sanitarie.
Ora che le ASL rispondono alla richiesta del direttore
dell'Azienda foreste con un niet, dicendo che hanno da fare, che
non sono interessate a svolgere il servizio, a me non sembra una
ragione sufficiente perché l'Amministrazione e il Governo non si
attivino in qualche maniera per chiedere conto e soddisfazione;
queste, infatti, sono certamente attività che possono essere
svolte, specialmente adesso che abbiamo ottenuto il decentramento
di queste funzioni in ambito dipartimentale, dalle strutture
periferiche tanto delle ASL, dagli ospedali e dalle aziende
ospedaliere perché sono attività semplici; non si tratta di
attività di particolare specializzazione, non abbisognano di
strutture e di apparecchiature sofisticate; si tratta di attività
medica ordinaria, di ordinaria amministrazione, che potrebbe
persino essere svolte semplicemente dalle condotte mediche, da
una qualunque delle strutture sanitarie esistenti, tranne che
per alcune attività specifiche per le quali si possono utilizzare
- ripeto - le strutture sanitarie del territorio.
La invito, quindi, nella sua qualità di assessore di questo
Governo, ad attivarsi nuovamente perché questo tipo di servizio
possa essere riaffidato alla sanità della Regione piuttosto che a
convenzioni con professionisti esterni.
PRESIDENTE Si passa alla interrogazione numero 591
Chiarimenti in ordine alla circolare n. 6, in materia di
certificazione di igiene e benessere degli animali, i cui effetti
hanno determinato il blocco dei finanziamenti della Misura E alle
aziende zootecniche della provincia di Enna , a firma
dell'onorevole Termine.
Considerato che l'onorevole Termine non è presente in Aula,
l'interrogazione si considera presentata con richiesta di
risposta scritta.
Dispongo che delle interrogazioni numeri 681, 742, 762, 726 e
1094 venga effettuata un'unica trattazione:
-numero 681 Interventi per il ritiro immediato delle cartelle
di pagamento inviate da parte del Consorzio di Bonifica n. 11 ad
agricoltori della provincia di Messina , dell'onorevole
Panarello;
- numero 742 Interventi urgenti per il ritiro dei ruoli emessi
dal Consorzio di Bonifica n. 11 nei confronti degli
agricoltori di 36 comuni della provincia di Messina ,
dell'onorevole Ballistreri;
- numero 762 Interventi urgenti per la riqualificazione
operativa e finanziaria dei Consorzi di bonifica ,
dell'onorevole Zappulla;
- numero 726 Interventi per l'immediato ritiro di
numerosissime cartelle esattoriali su ruoli emessi dal
Consorzio di bonifica n. 11 notificate agli agricoltori di 36
comuni della provincia di Messina , dell'onorevole Laccoto.
- numero 1094 Interventi per sollecitare la nomina dei
Consigli di amministrazione dei Consorzi di bonifica ,
dell'onorevole Fagone.
Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere
all'interrogazione.
LA VIA, assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, con la presente si da risposta
anche alle interrogazioni numero 742 dell'onorevole Ballistreri,
numero 726 dell'onorevole Laccoto, numero 762 degli onorevoli
Zappulla e De Benedictis, numero 1094 dell'onorevole Fagone,
numero 1071 dell'onorevole Di Mauro, trattando tutte la stessa
materia.
L'esperienza della gestione straordinaria dei consorzi di
bonifica non può essere definita soddisfacente.
Giustificate appaiono le critiche relative agli adempimenti
ritardati o semplicemente omessi e ragionevoli le perplessità
degli utenti nei confronti delle iniziative degli Enti.
Muovendo da queste considerazioni il legislatore regionale
(questa Assemblea) hanno ritenuto necessario intervenire con
l'articolo 33 della legge 2/2007.
Questa piccola introduzione è necessaria in quanto alcuni degli
atti ispettivi ai quali si dà risposta sono stati presentati in
tempi precedenti all'entrata in vigore della normativa
menzionata.
Quest'ultima, oltre ad istituire una specifica struttura per il
controllo dei consorzi di bonifica, ha previsto che i piani di
classica, dei quali i consorzi non sono riusciti a dotarsi, siano
predisposti dall'Assessorato al quale sono preposto; e ciò anche
per pervenire in tempi brevi allo svolgimento delle elezioni
degli organi consortili.
Do comunicazione agli onorevoli interroganti ed a tutti i
colleghi presenti che l'Autorità per la vigilanza e il controllo
dei Consorzi di bonifica è stata costituita e ne sono stati
disciplinati l organizzazione e il funzionamento e che gli
uffici competenti dell'Assessorato stanno lavorando per definire
i piani di classifica nel più breve tempo possibile.
Il completamento degli adempimenti previsti dall'articolo 33
della legge regionale 2/2007 consentirà il transito dei Consorzi
di bonifica in un regime ordinario di amministrazione e
autonomia.
Per quanto riguarda le censure sul comportamento dei commissari
che hanno emesso ruoli di contribuenza in assenza - asseriscono
alcuni onorevoli interroganti - di servizi effettivamente resi,
non si possono condividere le affermazioni circa l'illegittimità
di tali provvedimenti.
In effetti, è il comma 42 dell'articolo 20 della legge
regionale numero 19 del 2005 che autorizza i Consorzi di
bonifica ad emettere ruoli provvisori di contribuenza relativi
alle spese di funzionamento non coperte dal contributo regionale,
mediante ripartizione calcolata secondo indice pari all'unità e
a fare le dovute compensazioni dopo l'approvazione dei piani di
classifica.
Non può essere invocato il comma 41 del medesimo articolo che
autorizza i Consorzi a sospendere i ruoli emessi ed a ritirare le
azioni giudiziarie sino al 31 dicembre 2006, in primis, perché
oggi il termine è scaduto e poi perché la sospensione era
prevista per i ruoli emessi in riferimento a servizi resi prima
dell'entrate in vigore delle legge regionale numero 45 del 1995.
Per consentire l'avvio delle stagione irrigua, alcuni Consorzi
con carenza di personale rispetto ai posti previsti nel Piano di
organizzazione variabile (P.O.V.) dell'Ente hanno assunto
lavoratori a tempo determinato senza oneri a carico del bilancio
regionale.
In ordine all'aumento dell'importo dei canoni irrigui da parte
di alcuni Consorzi, risulta che tali aumenti sono stati revocati.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Panarello per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'Assessore.
PANARELLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo atto
delle considerazioni espresse dall'Assessore soprattutto
richiamando, giustamente, le novità nel frattempo intervenute.
Per quanto riguarda, però, le questioni sollevate per le
cartelle esattoriali emesse - parlo del Consorzio n. 11,
ovviamente, che è alla base della mia interrogazione - visto che
siamo in presenza di un Consorzio che non fornisce alcuna
prestazione per il modo in cui si è sviluppato nel corso degli
anni il rapporto tra il vecchio Consorzio e l'attuale situazione
degli agricoltori consorziati, continuo a sostenere ed a
ritenere che è impropria la richiesta fatta dai Commissari che,
ancorché giustificata - come ricordava l'Assessore - da una
norma, credo che avesse anche come presupposto che vi fosse
almeno una prestazione da parte del Consorzio perché, altrimenti,
diventa un balzello ingiustificato.
In ragione di questo, continuo - fermo restando che siamo in
una fase nuova e diversa - ad insistere sulla opportunità che,
qualora queste cartelle non fossero state revocate, l'Assessorato
si faccia carico di intervenire per evitare che, anche in vista
della normalizzazione dei Consorzi di bonifica, si incrini un
rapporto con gli agricoltori consorziati che dovrebbero essere i
protagonisti di questa nuova fase della gestione degli stessi
Consorzi di bonifica.
PRESIDENTE Considerato che l'Assessore ha risposto anche ad
altre interrogazioni e che l'onorevole Ballistreri non è
presente in Aula, ha facoltà di parlare l'onorevole Laccoto per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'Assessore.
LACCOTO Mi dichiaro soddisfatto.
ZAPPULLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ZAPPULLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, la risposta
fornita dall'Assessore all'interrogazione presentata mi
consente di prendere atto delle novità che obiettivamente e
oggettivamente sono intervenute rispetto a quando abbiamo
presentato l'interrogazione cui si faceva riferimento.
Purtuttavia, insieme all'onorevole De Benedictis, ponevo un
problema legato alla funzionalità del Consorzio di Bonifica n. 10
di Lentini, alle difficoltà drammatiche che l'assessore conosce
perfettamente perché ne abbiamo più volte parlato e verificato
relativamente alla capacità di garantire la stagione irrigua alle
imprese agricole del settore.
E' vero che, nel frattempo, sono intervenuti fatti nuovi, che
vi sono stati anche alcuni interventi indispensabili alla
manutenzione delle attrezzature ma rimane ancora largamente
inadeguata la struttura del Consorzio di Bonifica n. 10, il
sistema di garantire la stagione irrigua.
C'è, quindi, un problema che rimane strutturale, che rimane
irrisolto.
Poi, c'è il tema generale che è quello della riforma
strutturale del Consorzio. Le novità intervenute sono soltanto un
approccio, un primo tentativo di affrontare organicamente il
settore.
Da qui a considerare la riforma dei Consorzi di bonifica,
obiettivamente, ce ne vuole.
Non è quindi un problema di insoddisfazione rispetto alle cose
dette dall'assessore; ovviamente, sono risposte molto parziali
rispetto a problemi che, invece, pongono necessità di risposte
più approfondite.
LACCOTO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LACCOTO Ribadisco quanto detto dall'onorevole Panarello.
Credo che specialmente la situazione del Consorzio di Bonifica n.
11 sia paradossale. Si chiedono, praticamente, le somme alle
persone solo per mantenere in vita il Commissario o gli uffici o
le spese di missione o di altro del Commissario, senza effettuare
alcuna attività. Credo che questa sia veramente una questione
paradossale.
Tutto ciò ha sollevato, certamente, la rivolta di centinaia e
centinaia di cittadini. Non ha senso chiedere delle somme se il
Consorzio non ha mai svolto quelle attività per cui era nato.
Penso, quindi, che lei, Assessore, attraverso i suoi uffici,
debba necessariamente trovare, al di là delle norme di legge, una
soluzione per queste cartelle che, tra l'altro, saranno
impugnate; ci saranno una serie di situazioni un poco strane.
Bisogna trovare, quindi, una soluzione.
A nessuna attività può corrispondere una cartella per dare la
partecipazione prevista dalla legge; parliamo di attività zero,
attività nulla che dovrebbero pagare i cittadini. Questo è il
punto. Lascio, quindi, alla sua competenza, alla sua
intelligenza, l'impegno da parte sua di potere rivedere questa
situazione e andare più a fondo. Non può esserci una tale
situazione.
Siamo in un momento di critica; siamo in un momento in cui si
parla di costi della politica ma qua parliamo di costi assoluti.
I commissari non possono muoversi solo per farsi pagare le
missioni e per poi emettere le cartelle. Oggi, questa è la
situazione in cui ci troviamo.
PRESIDENTE Si passa all'interrogazione numero 682
Riorganizzazione del comparto e valorizzazione delle produzioni
agro-alimentari siciliane , a firma dell'onorevole Incardona. Non
essendo presente l'interrogante, l'interrogazione si considera
presentata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interpellanza numero 9 Iniziative per porre fine
alla disparità di trattamento tra il personale ESA e quello (V.
nota) regionale equiparato che già beneficia del nuovo
inquadramento nella terza fascia della dirigenza , a firma
dell'onorevole Zangara.
Non essendo presente l'interpellante, si considera decaduta.
Si passa all'interrogazione numero 706 Interventi per
scongiurare i rischi per gli abitanti di Valderice (TP)
conseguenti al dissesto idrogeologico del Monte Erice , a firma
dell'onorevole Oddo Camillo. Ne do lettura:
<<All'Assessore per l'agricoltura e le foreste,
premesso che:
lo scorso mese di agosto un incendio ha devastato il versante
sud-est di monte Erice (TP), distruggendo il modesto patrimonio
boschivo che negli anni scorsi era sopravvissuto ai numerosi
incendi che hanno interessato il monte medesimo;
a causa dei numerosi roghi che in particolare nell'ultimo
decennio hanno attraversato Monte Erice, si è venuta a creare una
situazione di reale rischio idrogeologico soprattutto per gli
abitanti il comune pedemontano di Valderice;
è sicuramente necessario un approfondimento di natura
scientifica per individuare gli interventi indispensabili a
tranquillizzare i cittadini di Valderice;
per sapere:
se non ritenga utile disporre uno studio della particolare
situazione in relazione al rischio idrogeologico citato in
premessa;
se non valuti indispensabile intervenire in tempi rapidi
considerato che a tutt'oggi non è stato disposto alcun intervento
e la stagione delle piogge incombe sempre di più.>>.
Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere
all'interrogazione.
LA VIA , assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, in riferimento all'interrogazione
numero 706, a firma dell'onorevole Oddo, si rappresenta che, a
seguito degli incendi che hanno devastato pesantemente le pendici
del Monte Erice, l'Azienda regionale foreste demaniali, al fine
di scongiurare il rischio di dissesto idrogeologico, ha
progettato una serie di interventi in quelle aree consistenti nel
taglio ed allontanamento delle piante morte e interventi di
rimboschimento attraverso la piantumazione o la semina di essenze
forestali arboree o arbustive e autoctone.
Detti interventi in corso di esecuzione sono stati autorizzati
ai sensi dell'articolo 10 del comma 1 della legge 353 del 2000.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Oddo Camillo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'assessore.
ODDO Camillo. Signor Presidente, Assessore, onorevoli
colleghi, come l'assessore sa già, l'argomento è molto più
impegnativo di quanto si pensi per quanto è accaduto in quella
parte della Sicilia anche se, quanto avvenuto quest'anno non ha
paragoni.
La questione che vorrei affrontare, prima di dichiararmi
soddisfatto o meno della risposta, per la verità riguarda un
suo passaggio, Assessore, per quanto concerne essenze arboree o
arbustive autoctone.
Significa che finalmente torniamo a rivedere un po' l'impianto
del pino d'Aleppo e mettiamo mano alle vecchie essenze arboree o
arbustive che fondamentalmente ben coprivano buona parte del
territorio siciliano in passato.
Ciò, per la verità, è una novità eccezionale per chi sta
facendo, bene o male, anche una riflessione relativa alla fibra
dei nostri patrimoni o del nostro patrimonio boschivo e,
soprattutto, comprende da che cosa è costituito.
Si tratta di una novità perché se cambia finalmente
l'impostazione anche per quanto concerne l'essenza arborea e
arbustiva siamo sulla strada giusta.
Può darsi poi che il giusto va inquadrato nella filosofia che
ciascuno di noi adotta nel guardare le cose.
Sugli interventi da lei elencati, Asessore, per quanto concerne
la risposta all'atto ispettivo, le debbo far notare che ancora
oggi non sembrano in fase di attuazione decisa, tale da
scongiurare quelli che possono essere alcune ricadute - non
voglio fare assolutamente Cassandra, ci mancherebbe altro - per
quando concerne anche territori pedemontani.
Si tratta di una montagna ormai sostanzialmente distrutta. Non
esiste tranne il polmone nord e tranne il polmone ad ovest che
non mi pare ricco di chissà quali essenze.
Si tratta di un classico impianto di pino d'Aleppo che ancora
regge verso la parte che va verso la città di Trapani.
Poco esiste per la parte che va sul territorio di Val d'Erice .
Un monitoraggio mi permetto di chiedere, Assessore, che riguarda
anche le zone in cui si potrebbe determinare un pericolo di
qualsiasi tipo . Non sto parlando di chissà quali precipitazioni
che potrebbero creare chissà quali situazioni.
Un monitoraggio però attento penso sia assolutamente
necessario.
Vi è solo il bisogno di intervenire per quanto riguarda i
cadaveri, cioè gli alberi che non ci sono più, che ormai sono lì
a testimonianza di qualcosa di grave che è accaduto.
C'è da studiare con i tecnici di cui sicuramente la Regione
dispone - non credo che dobbiamo rivolgerci a chissà chi - per
comprendere se siamo in una situazione di tranquillità o
difficile o seppure andrebbe, come azione preventiva, rimosso
qualcosa.
Sulla questione di dare la notizia sull'intervento che si sta
tenendo e dei cantieri aperti o che si stanno aprendo, della
programmazione, la prego di fare in modo - la stimolerò con un
ulteriore atto ispettivo - di garantire - per quello che può
essere una garanzia in questi casi - che quel monitoraggio possa
lasciare tranquilli migliaia di cittadini visto che la situazione
è particolare e non va sottovalutata.
Mi dichiaro parzialmente soddisfatto perché è stata
annunciata, evidentemente, una serie di interventi, due o tre, e
comunque è manchevole la risposta dell'Assessore sotto il profilo
della questione del cosiddetto pericolo speriamo mai.
CAPUTO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPUTO Signor Presidente, onorevoli colleghi, desiderei
sapere se fosse possibile anticipare la trattazione
dell'interrogazione numero 1010, dal momento he l'Asessore è
disponibile, è pronto a trattarla, visto che, per motivi
istituzionali, devo temporaneamente allontanarmi dall'Aula.
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni, si passa
all'interrogazione numero 1010 Iniziativa a sostegno degli
allevatori e delle aziende zootecniche del territorio del comune
di Monreale (PA)
Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura
e le foreste,
premesso che da tempo gli allevatori e le aziende del settore
zootecnico vivono una grave crisi economica e per le avverse
condizioni di mercato e per la complessità delle norme che
impongono costi insostenibili per la messa in sicurezza delle
aziende e per l'adeguamento alla legislazione comunitaria;
considerato che da oltre due anni gli operatori del settore
hanno chiesto all'Amministrazione comunale di Monreale (PA) di
inserire nel relativo bilancio un capitolo di spesa per sostenere
i costi di gestione e per promuovere attività finalizzate al
rilancio commerciale delle aziende;
rilevato che fino ad oggi nessun provvedimento di carattere
economico o di sostegno è stato adottato dal Comune di Monreale e
che numerosi produttori del settore hanno manifestato
l'intendimento di chiudere le aziende e che alcuni di essi stanno
procedendo al licenziamento di personale dipendente;
valutato che la zootecnia è una della attività principali
dell'agricoltura monrealese, che, oltre che creare economia e
sviluppo, garantisce ottimi prodotti e contribuisce a sostenere i
livelli occupazionali;
per sapere:
se non ritengano opportuno intervenire presso il Comune di
Monreale affinché promuova iniziative economiche a sostegno
dell'importante settore produttivo;
altresì, se il Governo della Regione intenda adottare
interventi per risolvere la crisi del settore zootecnico nel
territorio del Comune di Monreale .
CAPUTO
Ha facoltà di parlare l'assessore per l'agricoltura e le
foreste per rispondere all'interrogazione.
LA VIA, assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, con l'interrogazione numero 1010
l'onorevole Caputo lamenta le condizioni difficili in cui si
trovano le aziende zootecniche del Comune di Monreale. Su tale
base pone due questioni: una in merito ad un intervento del
Governo regionale presso il Comune di Monreale, affinché quella
Amministrazione promuova iniziative economiche a sostegno del
settore zootecnico e l'altra in merito alle iniziative che il
Governo intende adottare per la crisi del settore zootecnico.
In relazione alla prima, va chiarito che questo Assessorato non
è titolare di alcun potere sostitutivo nei confronti delle
Amministrazioni comunali; pertanto, non può costringere quel
Comune ad istituire nel proprio bilancio un capitolo di spesa
destinato al settore.
In relazione alla seconda, si deve premettere che la Regione ha
lavorato molto per il comparto:
-nel settore carni, ha contribuito ad istituire il marchio unico
delle carni bovine siciliane che attraverso il Consorzio Carni di
Sicilia, si prefigge di garantire ai consumatori carni di qualità
certi ficata di provenienza regionale; la certezza del rispetto
del disciplinare di produzione (alla stesura del quale ha
partecipato attivamente l'Assessorato e di recente ha avuto
l'approvazione ministeriale) agevola la collocazione delle carni
sul mercato;
-nel settore del latte, dopo una estenuante trattativa che è
durata mesi, nella sede dell'assessorato regionale
all'Agricoltura è stato firmato, il dieci luglio scorso,
l'accordo sul prezzo del latte tra le cooperative di produttori e
gli industriali trasformatori per l'annata produttiva 2007-2008
(dal 1 aprile 2007 al 31 marzo 2008). Non accadeva da ben 18
anni
Non è possibile, però, erogare aiuti, neanche per la
zootecnia, limitatamente a una parte del territorio isolano.
Altri tipi di intervento per il sostegno del settore sono
previsti nel Piano di sviluppo rurale.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onoreole Zappulla per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
ZAPPULLA Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE Si passa all'interpellanza numero 14
Provvedimenti per rivalutare le funzioni e le professionalità
dell'ESA , dell'onorevole Borsellino. Ne do lettura:
Al Presidente della Regione,
considerato che
per responsabilità degli ultimi Governi, l'ESA è stata
esautorata di fatto da qualsiasi azione positiva nei confronti
dell'agricoltura siciliana e tutto ciò sembra essere accaduto
senza alcuna ragione tecnica o strategica che possa giustificare
la mortificazione delle professionalità presenti all'interno
dello stesso ente;
seppur possa apparire marginale, occorre evidenziare che la
quasi totalità degli uffici periferici e delle strutture sono di
proprietà dello stesso ente e quindi la suddetta esautorazione
non sembra sollecitata da eventuali danni erariali. E, viceversa,
anziché procedere ad una riforma dell'ente, in conformità con la
nuova programmazione comunitaria, si è preferito creare diverse
nuove altre strutture, affidando ad esse competenze che sarebbero
potute essere svolte dall'ESA utilizzando e valorizzando,
eventualmente, le stesse competenze esistenti all'interno del
suddetto ente;
da tempo si sono succedute diverse gestioni commissariali e
diversi consigli di amministrazione, periodicamente rinnovati dal
Governo della Regione, che non si comprende a quale mission
dovrebbero rispondere e che di fatto si limitano a gestire il
pagamento degli stipendi del personale, nonché le spettanze dello
stesso consiglio;
numerose sono, altresì, le professionalità tecniche presenti
all'interno dell'ente che potrebbero essere utilizzate
diversamente presso gli uffici della Regione;
per conoscere:
notizie in merito alla mancata applicazione della legge
regionale n. 10 del 2000, che, oltre ad equiparare il personale
dell'ente a quello della Regione, avrebbe potuto favorire la
mobilità all'interno della pubblica Amministrazione, utilizzando
al meglio le professionalità e le competenze esistenti, anche
attraverso eventuali nuove funzioni da assegnare all'Assessorato
Agricoltura e foreste, in materia, ad esempio, di assistenza
tecnica, con l'obiettivo di migliorare e rendere più efficace e
capillare l'intero servizio sul territorio;
se esista un progetto adeguato, in applicazione alla legge di
cui sopra, che possa impegnare le varie professionalità ancora in
carico all'ente, coinvolgendo i diversi rami dell'Amministrazione
regionale (Assessorato Agricoltura e foreste, Assessorato
Territorio e ambiente, Assessorato Lavori Pubblici, Protezione
Civile, eccetera);
se esista un progetto per estinguere tutte le attività
pregresse in capo allo stesso ente, anche attraverso
l'istituzione di un apposito ed eventuale nuovo ufficio presso
l'Assessorato Agricoltura e foreste, con il compito di trattare
le pratiche in materia di riforma agraria ed in merito al fondo
di rotazione e liquidazione del patrimonio dell'ente, nel
frattempo transitato nel demanio a disposizione della Regione
siciliana . (14)
BORSELLINO
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere
all'interrogazione.
LA VIA, assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, con riferimento all'atto
ispettivo numero 14 presentato dall'onorevole Borsellino si
rappresenta che l'Ente di sviluppo agricolo è un ente pubblico
non economico dotato di personalità giuridica di diritto
pubblico, opera quale ente strumentale della Regione, attua le
direttive politiche nel comparto agro-alimentare ed è sottoposto
alla vigilanza e alla tutela dell'Assessorato regionale
all'agricoltura e le foreste.
I compiti istituzionali sono previsti dall'articolo 3 della
legge istitutiva. L'Ente svolge competenze aggiuntive in materia
di bonifica, invasi, ricerche idro-geologiche, rete di
distribuzione irrigua.
L'Ente svolge inoltre compiti di assistenza tecnica prevista
dall'articolo 4 delle legge 73 del 1977.
L'articolo 7 della legge regionale numero 19 del 2005 ha
assegnato le competenze in materia di bonifica, sinora svolte
dall'ESA, all'agenzia regionale dei rifiuti e delle acque,
stonando nel contempo parte dei fondi dal capito di finanziamento
dell'Ente e consentendo il transito del personale in posizione di
comando per utilizzarne le professionalità.
Inoltre, i dipendenti in servizio presso le Sopat dell'ESA sono
stati inseriti nell'ambito dei distretti con le corrispondenti
Soat dell'assessorato per un migliore coordinamento delle
attività di funzionamento,.
L'Ente ha una pianta organica che prevede mille dipendenti, fra
tecnici e amministrativi, attualmente sono in servizio 608 delle
quali poco più di cinquecento sono dipendenti di ruolo più un
consistente numero di dipendenti stagionali, circa seicento per
la meccanizzazione agricola.
L'articolo 28 delle legge istitutiva dell'Ente prevede che il
regolamento organico relativi alla disciplina giuridica e
economica del personale impiegato e salariato dell'ESA debba
essere uniformato, fatta eccezione per il Direttore generale ai
principi dell'impiego statale, ed infine il trattamento giuridico
ed economico del personale è regolato fin dal 1972 dai vari DPR
di approvazione del contratto collettivo nazionale di lavoro,
relativi al personale appartenente al comparto dei ministeriali.
In base alla normativa vigente pertanto ai dipendenti ESA viene
applicato il contatto collettivo nazionale di lavoro del comparto
ministeriale.
La legge regionale numero 6 del 1997 contiene disposizioni
concernenti gli enti regionali e in particolare l'articolo 31
prevede che il trattamento giuridico ed economico del personale
degli enti, aziende ed istituti sottoposti a vigilanza e tutela
dell'amministrazione regionale e le cui spese di funzionamento
sono a carico del bilancio regionale non può essere superiore a
quello stabilito per i dipendenti regionale secondo le tabelle di
equiparazione adottate dai rispettivi organi di amministrazione
vistate dai componenti gli organi di revisione e approvati dal
presidente della Regione su deliberazione della Giunta
regionale.
In applicazione del sopra richiamato articolo 31 le prime
tabelle di equiparazione dell'ESA sono state approvate con il
DPRS n. 70 del 2001 e successivamente aggiornate con il DPRS n.
310 del 26 maggio 2006.
Per quanto riguarda le problematiche inerenti l'organizzazione
amministrativa dell'Ente afferenti l'adeguamento alla legge
regionale numero 1 del 2000 e la funzione da attribuire alla
tabelle di equiparazione di cui all'articolo 31 delle legge
regionale numero 6 del 1997, un parere dell'Ufficio legislativo e
legale della Regione, reso in data 24 novembre 2003 ha ribadito
posizioni già sostenute ed in particolare l'obbligo per gli
enti pubblici non economici sottoposto a vigilanza e tutela
della regione di adeguare il proprio ordinamento anche in deroga
alle speciali disposizioni di legge che li disciplinano a regime
giuridico di cui al titolo della legge, adottando allo scopo
appositi regolamenti di organizzazione.
L'applicazione del contratto collettivo di lavoro regionale per
l'aerea delle dirigenza non appare quindi automatica per i
dipendenti degli enti pubblici sottoposti alla vigilanza e tutela
della Regione ma è subordinato all'adozione di un apposito
regolamento di organizzazione del personale che a detto comparto
rinvii o e comunque estenda ai dipendenti il trattamento
giuridico e economico del personale dipendente
dell'amministrazione regionale.
Così inoltre l'ufficio legislativo e legale riporta che come si
rileva peraltro al terzo comma della legge regionale n. 10 del
2000 è una disposizione di ordine programmatico in suscettibile
di applicazione immediata ma attuabile soltanto dietro adozione
del richiamato regolamento di organizzazione.
Nell'ambito dell'ESA sussisteva già una dirigenza e, pertanto,
nessun inquadramento in sede di prima applicazione va posto in
essere non appare, inoltre, rinvenirsi fondamento giuridico per
l'istituzione della terza fascia dirigenziale .
Questo è quello che ha scritto l'ufficio legislativo e legale.
Per agevolare il percorso, volto a definire l'assetto
organizzato dell'Ente, la Giunta regionale ha disposto, con la
deliberazione n. 110 del 2004, l'istituzione di un tavolo tecnico
per l'individuazione dei criteri univoci tramite cui procedere
all'equiparazione del personale dell'ESA con le corrispondenti
qualifiche proprie dei dipendenti regionali, per una corretta
applicazione contrattuale del trattamento giuridico-economico del
personale dell'Ente.
Nelle more della definizione della problematica, alcuni
dipendenti hanno proposto ricorso presso i Giudici del lavoro,
ottenendo, in alcuni casi, sentenze per l'inquadramento nella
terza fascia dirigenziale dell'ordinamento regionale dei suddetti
dipendenti ESA con decorrenza giuridica 17 giugno 2000, procedura
assolutamente anomale in quanto l'Ente, applicando il contratto
collettivo nazionale di lavoro, non ha, nei propri ruoli, una
fascia dirigenziale.
Considerata la delicatezza della situazione e le conseguenze
sia in termini giuridici che economici, la Giunta, con
deliberazione n. 227 del 23 giugno 2004, ha investito
l'Avvocatura dello Stato per gli approfondimenti della
complessiva problematica concernente il contenzioso da parte
dell'Avvocatura già titolare della difesa dell'ESA.L'acquisizione
di tale parere da parte dell'Avvocatura è stata definita
preliminare ad ogni decisione dell'Amministrazione .
Il tavolo tecnico, istituito con delibera di Giunta n. 110, ha
prodotto una relazione conclusiva che evidenzia come l'ESA,
uniformato ai principi dello Stato, abbia già parzialmente
applicato il modello organizzativo cui tende a regime
l'organizzazione regionale; infatti è già avvenuta l'istituzione
dell'area del comparto e della dirigenza articolata in due fasce,
mentre non ha ancora provveduto ad adeguarsi a quella parte della
riforma che si riconnette alla separazione tra funzioni di
indirizzo e funzioni gestionali, ed alla conseguente assegnazione
ai poteri dirigenziali. Ne consegue che la riforma dell'ente
regionale, da attuarsi mediante apposito regolamento di
organizzazione, andrà riferita esclusivamente a quegli istituti
che residuano dalla comparazione tra la normativa cui l'Ente si è
già adeguato ed istituti del Titolo I della legge regionale n.
10/2000 ancora da recepire.
L'Avvocatura dello Stato, pur rilevando la complessità e
l'opinabilità della tematica, ha evidenziato la linearità delle
conclusioni del tavolo tecnico, sopra richiamate, con la tesi
difensiva sostenuta dall'Avvocatura stessa e sottoposta alle
valutazioni del Giudice d'appello.
Inoltre, la direttiva dell'Assessorato alla Presidenza n. 4562
del 2002, specifica l'ambito di applicazione della legge
regionale n. 10 del 2000, volto solo ai dipendenti in servizio
presso gli enti pubblici non economici che alla data di entrata
in vigore della legge godevano, in base a disposizioni
legislative, regolamentari o statutarie, del trattamento
giuridico-economico del personale regionale.
Anche l'ARAN Sicilia, esprimendo la propria estraneità sulla
questione relativa all'estensione del contratto collettivo
regionale di lavoro all'Ente, non ha accolto la richiesta dei
sindacati dell'ESA.
Alle sentenze di primo grado del Tribunale del lavoro, con cui
alcuni dipendenti dell'ESA sono stati inquadrati in terza fascia
dirigenziale, è stata data esecuzione da parte dell'Ente con
apposita deliberazione sulla base di quanto disposto dal Giudice
per singolo ricorso. Tutte le singole deliberazioni di
inquadramento in terza fascia dirigenziale sono state, inoltre,
adottate dall'Ente, fatti salvi gli esiti dell'eventuale giudizio
di appello e senza prestare acquiescenza al giudicato.
L'Ente ha proposto appello, per il tramite dell'Avvocatura dello
Stato, contro tutte le sentenze di primo grado che prevedevano
l'inquadramento in terza fascia dirigenziale. In quella sede la
Corte si è pronunciata a favore dell'Ente sovvertendo il
precedente giudicato.
La problematica oggetto delle interpellanze è stata, pertanto,
da tempo affrontata, sia dall'Amministrazione regionale, che ha
interessato tutti gli organi istituzionalmente preposti, che
dall'Autorità giudiziaria. Entrambe, con percorsi diversi, sono
pervenute a conclusioni analoghe, stabilendo i seguenti punti:
il terzo comma dell'articolo 1 della legge regionale n. 10 del
2000 prevede che Gli enti di cui al comma 1 si adeguino anche in
deroga alle speciali disposizioni di legge che li disciplinano al
regime giuridico di cui al presente titolo adottando appositi
regolamenti di organizzazione . Il Titolo I sopra richiamato
recita: Organizzazione amministrativa e norme sulla dirigenza ,
gli adeguamenti previsti al comma 3, risulta pertanto limitati ai
principi generali dell'organizzazione amministrativa ed alle
norme sulla dirigenza che debbono essere adeguati al decreto
legislativo n. 29/1993 il cui principio cardine è rappresentato
dalla separazione tra l'indirizzo politico-amministrativo e la
funzione gestionale. Per quanto concerne la tipologia
contrattuale, statale o regionale, da applicare in futuro al
personale, sia esso del comparto che dirigente, in assenza di una
puntuale norma di legge, che modifichi il rinvio ai principi
dell'impiego statale a suo tempo sancito, non sembra che possa
farsi altro riferimento.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Borsellino per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
BORSELLINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace
dovermi dichiarare insoddisfatta malgrado la lunga risposta che
è stata riservata alla mia interrogazione, ma credo che bisogna
sottolineare un aspetto. Da tante parti e tante volte è stata
rilevata l'inutilità di un ente come l'ESA, se ne è parlato
diverse volte, si è parlato soprattutto di costi della politica
ed è il pensare di tenere in vita un carrozzone che oggi serve
soltanto a pagare tanti stipendi e che vanifica fra l'altro la
professionalità e le competenze di tanto personale che potrebbe
essere utilizzato all'interno della struttura regionale in altro
modo che mi fa dichiarare insoddisfatta.
PRESIDENTE Le interrogazioni n. 726, n. 742 e 762 sono state
trattate congiuntamente con la n. 681. Si passa
all'interpellanza n. 15 a firma dell'onorevole Gucciardi. Ne do
lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura e
le foreste, premesso che:
diversi progetti collettivi riferibili a circa 18 cantine
sociali della provincia di Trapani (Cantina sociale Santa Ninfa,
Cantina sociale Torretta, Cantina sociale produttori vinicoli
riuniti, Cantina sociale Casale, Cantina sociale Avanti, Cantina
sociale Giacco, eccetera), e talune della provincia di Palermo
(Cantina sociale Vitivinicola Corleonese), non sono rientrati nei
benefici del Bando OCM VINO 2004 di cui al Decreto 7 ottobre 2004
'Bando per la selezione e successiva predisposizione della
graduatoria di cui al piano regionale per la ristrutturazione e
riconversione dei vigneti' e successiva rettifica, solo per
mancanza di adeguata copertura finanziaria, pur essendo
perfettamente ammissibili sotto il profilo amministrativo e
tecnico;
i progetti in argomento sono ad oggi giacenti presso gli uffici
IPA territorialmente competenti, perfettamente ammissibili a
finanziamento;
dal finanziamento di detti progetti dipende in gran parte il
futuro di circa 1.500 viticoltori ormai messi in ginocchio da una
crisi del settore che sta mortificando, appunto, i produttori di
una delle aree della Sicilia maggiormente vocate;
risulta al sottoscritto interpellante che i rappresentanti delle
cantine sociali di riferimento di detti progetti collettivi delle
province di Trapani e Palermo hanno avuto modo di esporre a
rappresentanti del Governo regionale ed a Dirigenti
dell'Assessorato dell'agricoltura e delle foreste la gravissima
problematica derivante dal mancato finanziamento dei predetti
1.500 produttori viticoli, esclusi dal finanziamento non per
carenza tecnica o amministrativa dei progetti medesimi, bensì per
insufficienza del finanziamento;
in data 13 ottobre e 14 novembre 2006 sono pervenuti presso
l'Assessorato regionale dell'agricoltura e delle foreste, come
inequivocabilmente risulta dal timbro in entrata apposto
dall'Assessorato medesimo, documenti delle predette cantine
sociali di riferimento dei progetti collettivi esclusi dal
finanziamento, contenenti, fra l'altro, formali richieste di
intervento dell'Assessore competente e del Presidente della
Regione siciliana;
le richieste contenute nei documenti appena citati comprendevano
innanzitutto lo scorrimento della graduatoria per i citati
progetti collettivi non rientranti nel finanziamento
relativamente al Bando OCM VINO 2004, ovvero, in subordine, la
previsione di una priorità nel nuovo Bando OCM VINO 2006 per gli
stessi progetti non finanziati con il Bando 2004, ovvero ancora,
qualora non fossero accoglibili le precedenti istanze, un
intervento diretto della Regione siciliana teso a coprire, con
risorse proprie, le pratiche aventi diritto ma che, per
insufficienza di fondi, potrebbero rimanere sempre escluse dal
finanziamento;
considerato che:
in data 24 novembre 2006 è stato pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Regione siciliana - Parte I n. 54 - il Decreto 10
novembre 2006 dell' Assessorato regionale dell'agricoltura e
delle foreste recante il 'Bando per la selezione e la successiva
predisposizione della graduatoria di cui al piano regionale per
la ristrutturazione e riconversione dei vigneti', adottato a
norma del Regolamento CE n. 1493 del 17 maggio 1999, che
istituisce un regime di sostegno per la ristrutturazione e la
riconversione dei vigneti, nonché del regolamento CE n. 1227 del
31 maggio 2000, che stabilisce modalità di applicazione del
regolamento CE n. 1493/99, ed in particolare disciplina le
modalità di attuazione del regime di sostegno per la
ristrutturazione e riconversione di vigneti;
con la pubblicazione da parte dell'Amministrazione regionale
dell'appena richiamato nuovo recente bando OCM VINO 2006, qualora
il Governo della Regione dovesse continuare a non tenere in alcun
conto le richieste in precedenza descritte delle cantine di
riferimento dei progetti collettivi non beneficiari di
finanziamento nel precedente Bando del 2004 per carenza di
risorse, abbandonerebbe, di fatto, al proprio destino oltre 1.500
viticoltori, non rientrati appunto nel finanziamento OCM VINO
2004 e quasi certamente esclusi anche dal beneficiare delle
risorse del 2006, di una delle aree a maggiore vocazione
vitivinicola, e cioè il territorio che, da Mazara del Vallo e
parte di Marsala, investe la Valle del Belice, da Salemi a
Salaparuta, da Santa Ninfa a Castelvetrano e si spinge fino a
Calatafimi ed Alcamo;
ritenuto che:
è inimmaginabile ed inaccettabile che la Regione siciliana possa
rendersi responsabile di quella che certamente sarebbe
un'autentica frattura sociale in una delle aree maggiormente
vocate alla viticoltura, mortificando forse per sempre le
speranze di tantissimi piccoli e medi produttori che
costituiscono tuttora uno degli elementi essenziali del tessuto
economico e produttivo di quel territorio;
appare indispensabile, urgente ed improcrastinabile una
risposta concreta del Governo della Regione ad un'esigenza di
tanto vasta portata e di così immediato interesse generale;
la salvaguardia di un patrimonio sociale ed economico tanto
rilevante, quale è quello di oltre 1.500 viticoltori, deve
avvenire non certamente attraverso la concessione di inesistenti
e, peraltro, non richiesti privilegi, ma semplicemente
riconoscendo ai predetti cittadini siciliani gli stessi identici
diritti che vengono riconosciuti ai viticoltori delle altre
regioni italiane;
per conoscere:
quali siano, innanzitutto, le ragioni che hanno impedito di
tenere in considerazione la richiesta, in premessa citata, di
scorrimento della graduatoria dei progetti collettivi non
beneficiari di finanziamento, conseguente al Bando OCM VINO 2004,
solo per mancanza di adeguata copertura finanziaria, pur essendo
perfettamente ammissibili sotto il profilo amministrativo e
tecnico;
per quale ragione non siano state tenute in considerazione le
richieste subordinate degli stessi soggetti presentatori dei
progetti collettivi non finanziati, e cioè l'inserimento nel
Bando pubblicato nella GURS - Parte I - n. 54, approvato con
Decreto 10 novembre 2006 dell' Assessorato regionale
dell'agricoltura e delle foreste, di criteri che concedessero
possibili e legittime priorità ai progetti presentati con il
Bando OCM VINO del 2004, perfettamente ammissibili sotto il
profilo amministrativo e tecnico e non finanziati solo per
carenza di risorse;
se non ritengano, qualora consentito dalla normativa
comunitaria, di abbassare la superficie massima ammissibile per
progetto, onde consentire una più ampia copertura del
finanziamento con le limitate risorse disponibili;
se non ritengano, qualora le istanze precedenti non fossero
oggettivamente suscettibili di accoglimento, di impegnare anche
risorse della Regione siciliana ad integrazione di quelle
comunitarie, al fine di impedire che ancora una volta, solo per
carenza di risorse finanziarie, migliaia di viticoltori rimangano
privi degli aiuti di cui avrebbero certamente diritto;
quali eventuali iniziative ulteriori o diverse da quelle prima
indicate intendano porre in essere, tempestivamente e con
urgenza, per salvaguardare un patrimonio tanto rilevante ed
irrinunciabile quale è certamente quello di oltre 1.500
viticoltori della provincia di Trapani ed in parte della
provincia di Palermo che, se non adeguatamente salvaguardati,
sarebbero messi irreparabilmente in ginocchio dall'esclusione dal
finanziamento dell'OCM VINO 2006 relative al Bando per la
selezione e la successiva predisposizione della graduatoria di
cui al piano regionale per la ristrutturazione e riconversione
dei vigneti, dopo non aver potuto beneficiare del finanziamento
OCM VINO 2004'» (15).
Ha facoltà di parlare l'onorevole La Via per rispondere
all'interpellanza.
LA VIA , assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, in riferimento all'atto ispettivo
indicato in oggetto si rappresenta che con il Regolamento Ce
1493/99, relativo alla organizzazione comune del mercato
vitivinicolo e con il Regolamento 1227/00 che ne stabilisce le
modalità applicative, la Commissione europea ha emanato una serie
di misure aventi come obiettivi principali la stabilizzazione dei
mercati nel settore vitivinicolo e l'assicurazione di un equo
tenore di vita per la popolazione agricola interessata.
Partendo dalla considerazione del persistere delle eccedenze
produttive e della necessità di dover fare sempre meno ricorso ai
meccanismi di intervento (tra cui la distillazione) come sbocco
artificiale per tali eccedenze, la Commissione ha quindi attuato
una politica di adeguamento del potenziali viticolo e di
valorizzazione della qualità delle produzioni.
Una delle misure previste è stata l'istituzione di un regime di
aiuti alle aziende per la ristrutturazione e la riconversione dei
vigneti, con l'obiettivo di adeguare la produzione alla domanda
di mercato.
Tenuto conto della necessità di governare e pianificare tali
interventi di ristrutturazione e riconversione, nonché delle
diversità regionali esistenti, le Regioni sono state incaricate
di redigere dei propri Piani, da sottoporre all'approvazione
dello Stato membro di appartenenze, nel nostro caso il Ministero
delle politiche agricole agro-alimentari e forestali (MIPAAF).
Premesso quanto sopra la Regione siciliana, con decreto
assessoriale in data 20 marzo 2001, si è dotata di un proprio
Piano regionale per la ristrutturazione e riconversione dei
vigneti - regolamento CE n. 1493/99 e 1227/00 (pubblicato nella
GURS n. 17 del 13 aprile 2001), regolarmente approvato dal MIPAAF
e notificato a Bruxelles presso la Commissione europea.
Tale Piano al paragrafo 11) Procedura di attuazione del Piano'
prevede Il presente Piano ha una validità di cinque anni. Ogni
anno, sulla base di una ricognizione sull'applicazione degli
interventi effettuata dall'Assessorato dell'Agricoltura e delle
foreste potranno essere rivisti alcuni parametri di carattere
tecnico ed economico.
Ogni anno sarà pubblicato un bando di gara a seguito del quale
verranno predisposte le graduatorie'.
Il 22 agosto 2002 è stato emanato il bando per la
predisposizione delle graduatorie da utilizzarsi per i pagamenti
del 2003. Conclusasi tale fase di pagamento e constatato che le
suddette graduatorie erano state utilizzate in maniera parziale
l'Amministrazione, al fine di ridurre i costi a carico delle
ditte, che avrebbero dovuto riproporre un nuovo progetto, ed al
fine di non vanificare il lavoro istruttorio già definito dagli
uffici con l'esame di centinaia di progetti, ha ritenuto di
dovere avviare le procedure per una modifica del Piano che
consentisse la possibilità di potere emanare bandi anche con
cadenza biennale.
Pur consapevole che anche in tale modo non tutti i progetti
inseriti nella graduatorie potessero essere comunque finanziati,
questa Amministrazione ha ritenuto e ritiene di non dover
provvedere un utilizzo delle graduatorie per più di due anni; ciò
sia per valutazioni di merito, che sulla base di precise
indicazioni del Ministero, coerenti con le procedure attuative
previste dalla normativa comunitaria per la liquidazione degli
aiuti ai beneficiari.
Ottenuto quindi il preventivo parere positivo da parte del
MIPAAF, con il D.D.G. n. 481/2004 il testo del suddetto paragrafo
11 del Piano è stato così sostituito:
Il presente piano ha una validità di cinque anni. Fermo
restando i principi di carattere generale contenuti nel piano,
sulla base di una ricognizione sull'applicazione degli interventi
effettuata dall'Assessorato dell'agricoltura e delle foreste, i
bandi di gara necessari per la selezione dei progetti e la
predisposizione delle graduatorie potranno contenere alcune
modifiche dei parametri tecnico-economici.
La pubblicazione dei bandi potrà essere anche biennale. In tal
caso si procederà allo scorrimento delle graduatorie già
approvate, utilizzando, qualora disponibili, anche fondi
regionali secondo quanto previsto dall'articolo 14 del
Regolamento CEE n. 1493/1999 .
Anche tale decreto di modifica del Piano regionale,
regolarmente approvato dal MIPAAF è notificato a Bruxelles presso
la Commissione europea.
Pertanto, per l'utilizzazione delle risorse relative
all'annualità 2004, non si è proceduto all'emanazione di un nuovo
bando, ma sono state utilizzate mediante scorrimento le
graduatorie predisposte a seguito del bando del 2002 e non
esaurite con i pagamenti dell'annualità 2003.
Occorre precisare che con le risorse finanziarie disponibili
per il 2004 è stato possibile scorrere le graduatorie sino al
totale esaurimento di quelle relative ai progetti collettivi
(nelle quali vengono inseriti i progetti presentati dalle
Cantine). Le risorse non furono, però, sufficienti a coprire
l'intero fabbisogno richiesto dalla graduatorie dei progetti
singoli e, pertanto, diverse domande presentate da singoli
imprenditori rimasero inevase, non essendo previsto l'ulteriore
scorrimento per una terza annualità.
Tale possibilità offerta del piano così modificato è stato
utilizzata anche per le graduatorie predisposte relativamente al
bando di gara del 7 ottobre 2004 (Nel cui decreto di adozione
venivano riportati gli estremi del decreto di modifica del
piano); le graduatorie, pertanto, oltre ad essere utilizzate per
l'impiego delle risorse relative all'annualità 2005, sono state
utilizzate anche per l'utilizzo delle risorse relative all'anno
successivo (2006), mediante il loro scorrimento. Anche in questo
caso le risorse finanziarie non sono state sufficienti a coprire
l'intero fabbisogno richiesto dalla graduatoria dei progetti
collettivi e, pertanto, diversi progetti sono rimasti inevasi.
La possibilità descritta nell'interpellanza di cui si tratta,
di ulteriore scorrimento delle graduatorie per una terza
annualità, non poteva, quindi, essere percorsa poiché in
contrasto con quanto previsto dal piano.
L'Amministrazione, quindi, coerentemente con i propri indirizzi
programmatori, ha proceduto all'emanazione di un nuovo bando per
l'utilizzo dei fondi relativi all'annualità 2007.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Gucciardi per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
GUCCIARDI Signor Presidente, onorevole Assessore, onorevoli
colleghi, la risposta sul piano tecnico-procedurale è in coerenza
con i regolamenti comunitari e non è eccepibile di alcunché.
Quindi, dal punto di vista tecnico mi ritengo soddisfatto da
quanto detto dall'Assessore.
Tuttavia, l'Assessore sa bene - ed è un dibattito che anche in
questi giorni, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi
continuerà - non si può in questa nostra Regione, che continua ad
avere non soltanto l'agricoltura come colonna vertebrale del
tessuto dell'apparato produttivo ed economico della Regione, ma
anche - come ho avuto modo di sottolineare più volte - in alcune
province, come ad esempio la mia provincia di origine, cioè
Trapani, il tessuto agricolo è di tipo familiare (l'ho definito
più volte così), per cui il celarsi dietro a regolamenti
comunitari o a norme che, comunque, impediscono di tenere in vita
un apparato produttivo fatto di famiglie di agricoltori
evidentemente sta creando, e creerà in prospettiva, un anno
davvero insopportabile per questa nostra Regione.
Quindi, io prendo atto e do atto all'Assessore, professore La
Via, di aver fatto e di star facendo uno sforzo notevole verso la
direzione di non tener conto di quelli che sono i presupposti che
avevano portato a questa crisi insopportabile dell'agricoltura
nella nostra Regione e di sforzarsi perché il nostro apparato
produttivo, così tradizionale, possa essere mantenuto in vita,
perché - come mi è capitato di scrivere in questi giorni - non
vorrei che il Piano di sviluppo rurale di cui lei si sta
occupando, di cui ognuno di noi si sta occupando e che andrebbe
in qualche misura adeguato a quelle che sono le esigenze
dell'agricoltura dell'intera Regione, dell'intera Isola - ho
detto e ripeto - che noi portassimo in Sicilia questo fiume di
finanziamenti davvero notevole di 2,1 miliardi circa, se non
ricordo male, verso un apparato produttivo che è definitivamente
in ginocchio come quello che troveremo se continueremo,
celandoci dietro alle norme insuperabili dei regolamenti
comunitari e lasciando fuori da quelle che sono le provvidenze
comunitarie della Regione, dello Stato e davvero migliaia di
agricoltori.
L'interpellanza che stiamo trattando riguardava, lo sa bene,
oltre 1.500 produttori di ben tre province, quindi non stiamo
parlando di fatti teorici. Se la risposta sul piano tecnico è
ineccepibile, sul piano politico, assessore, dobbiamo fare molto
di più perché questo apparato produttivo non abbia ad essere
definitivamente compromesso per cui gli interventi del futuro
potrebbero riguardare soltanto le grandi strutture produttive, i
grandi apparati produttivi tradendo quella che è la nostra
tradizione agricola che negli anni ha fatto della Sicilia una
delle regioni più importanti dal punto di vista della produzione
agricola in generale.
PRESIDENTE All'interrogazione n. 775 verrà data risposta
scritta.
Si passa all'interrogazione n. 841 a firma dell'onorevole Di
Guardo. Ne do lettura:
«All'Assessore per l'agricoltura e le foreste, premesso che la
straordinaria mitezza del clima nell'inverno 2006-07 ha creato e
crea disorientamento nelle abitudini dei consumatori oltre che
negli stessi processi della produzione agricola;
verificato in particolare che il consumo degli agrumi ha subito
un crollo sul mercato europeo oltre che su quello nazionale;
ricordato che la cura del prodotto ha richiesto grande consumo
di acqua per l'irrigazione e che altrettanto sarà prevedibilmente
necessario per assicurare il normale ciclo delle piante
nell'imminente risveglio primaverile, con un aggravio dei costi
di gestione per gli agricoltori del settore;
per sapere quali misure intenda adottare per la prevedibile
siccità dei mesi a venire e se, a tutela del comparto agrumicolo,
non ritenga opportuno intervenire per un abbattimento dei costi
già sostenuti da parte delle aziende agrumicole per
l'approvvigionamento idrico presso i Consorzi irrigui e di
bonifica» (841).
Ha facoltà di parlare l'onorevole La Via per rispondere
all'interrogazione.
LA VIA, assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, onorevole colleghi, l'agrumicoltura siciliana
riveste un ruolo di assoluto rilievo per il sistema economico
regionale, sia in termini di contributo alla formazione della
ricchezza che in termini di occupazione; il settore, però, sta
attraversando negli ultimi tempi una fase complessa.
Alcuni fattori mettono in difficoltà gli agricoltori
siciliani; da un lato abbiamo il contesto globale dei mercati
dove la competizione diventa sempre più serrata con
l'affermarsi dei c.d. paesi emergenti che, hanno costi di
produzione più bassi, inavvicinabili da parte dei nostri
produttori.
Abbiamo, poi, l'orientamento della Commissione Europea,
sempre più restrittivo verso gli aiuti di stato che possono
falsare la concorrenza, riducendo la possibilità per lo Stato
o la Regione di intervenire a sostegno delle crisi dei vari
comparti e inoltre non possiamo non citare il cambiamento
climatico che ha importanti ripercussioni sul ciclo colturale.
A ciò vanno aggiunte le ormai accettate valutazioni sulla
frammentazione aziendale con aziende spesso troppo piccole per
affacciarsi sul mercato e per confrontarsi con la grande
distribuzione e la questione per altro non ancora
completamente risolta dell'indebitamento e della
sottocapitalizzazione delle imprese agricole.
Ci troviamo, quindi, di fronte a mutamenti del contesto
strutturale e, contemporaneamente, alla riduzione degli spazi
di manovra della Regione in comparti e territori diversi.
In questo panorama la politica agricola (comunitaria,
nazionale e regionale) non può che rispondere con azioni che
promuovono la riorganizzazione e la ristrutturazione dei
comparti, per spingere le aziende a competere sui mercati.
Il nuovo PSR è occasione per progettare lo sviluppo: in esso
compaiono ripetutamente i concetti di qualità e sicurezza
degli alimenti, innovazioni, filiere, professionalità,
biodioversità, biomasse, acqua, suolo e occupazione e il tema
si sposta da cos' è l'agricoltura a cosa può fare
l'agricoltura per la società e l'ambiente della nostra Isola.
Per il settore del comparto agrumicolo sono previsti: la
realizzazione di impianti tecnologici, l'ammodernamento degli
impianti esistenti e le opere accessorie quali drenaggi,
pozzi, piccoli invasi, opere di captazione adduzione e
distribuzione, opere per la realizzazione e la
ristrutturazione degli impianti nonché interventi finanziati
con il bando afferente il Piano agrumicolo Nazionale
contestualmente alla riconversione variatale.
Per tali opere l'aiuto previsto varia dal 40 al 60% in conto
capitale in funzione dei parametri previsti dalla normativa
vigente.
Nel corso dell'annata agraria 2006/2007, inoltre,
l'Assessorato si è speso in favore di attività finalizzata al
supporto sui mercati dell'arancia rossa di Sicilia e insieme
al Consorzio della stessa, ha attivato, grazie alla
collaborazione delle Province di Catania, Siracusa ed Enna,
delle Camere di commercio di Catania e Siracusa, dei Comuni di
Belpasso, Paternò, Grammichele, Caltagirone, Scordia,
Palagonia Mineo, Militello Val di Catania, Francofone,
Lentini, Carlentini, Regalbuto e Centurie un'efficace campagna
di promozione dell'agrume mentre accordi bilaterali tra il
Governo italiano e alcuni Governi esteri hanno consentito
l'esportazione, in quei Paesi, di numerosi containers di
arance prodotte in Sicilia.
Per quanto attiene ad un secondo aspetto di ciò che è
richiesto dall'onorevole Di Guardo e con riferimento alle
tariffe dei Consorzi di Bonifica, non appare praticabile, al
momento, l'adozione di un provvedimento che limiti d'imperio i
prezzi fissati per l'approvvigionamento idrico presso i
consorzi irrigui e di bonifica, in quanto lo stesso
provvedimento andrebbe notificato alla Commissione europea per
le vigenti norme sulla concorrenza non esiterebbe essere
tagliato.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Guardo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'Assessore.
DI GUARDO. Signor Assessore, il suo ragionamento, certamente,
ha una valenza importante. Tuttavia, le situazioni che
quotidianamente si riscontrano nell'agricoltura non ci pongono
nella posizione migliore per sperare in una svolta positiva. Io
credo che, al di là di questi ragionamenti, occorre un'azione
efficace. Quest'anno, signor Assessore, come lei saprà meglio di
me, le prospettive sono negative. Quest'anno ancora si è chiusa
la fornitura dell'acqua nei consorzi di bonifica, qualcuno va
avanti con piccoli invasi, ma altri resteranno fuori dalla
possibilità di portare a termine l'irrigazione in tanti
appezzamenti di agrumeti. Tutto questo crea una situazione di
straordinario disagio.
Pur apprezzando il suo ragionamento, mi dichiaro insoddisfatto
perché porto con me le istanze di tanti agricoltori e aziende
agricole che soffrono e temono per il futuro delle proprie
aziende.
Quindi, al di là di questo, signor Assessore, i consorzi di
bonifica sono un apparato che non risponde più alle esigenze
dell'agricoltura. E' un apparato burocratico dove neanche si
provvede a pulire i canali dove scorre l'acqua. Bisogna
intervenire con grande efficacia per dare possibilità almeno di
fornire l'acqua. Non dico di ridurre il prezzo, ma almeno
fornirla puntualmente e nei modi regolari. Altrimenti
l'agricoltura nostra muore. Ecco perché, pur apprezzando, mi
dichiaro insoddisfatto.
PRESIDENTE Si passa all'interrogazione n. 875, a firma
dell'onorevole Oddo. Non essendo l'onorevole interrogante
presente in Aula, gli sarà fornita risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 928, a firma dell'onorevole
Panarello. Non essendo l'onorevole interrogante in Aula, gli sarà
fornita risposta scritta. Si passa all'interrogazione n. 975, a
firma dell'onorevole Caputo. Non essendo l'onorevole interrogante
in Aula, gli sarà fornita risposta scritta.
L'interrogazione n. 1010, che è già stata trattata.
Si passa all'interrogazione n. 1025, a firma dell'onorevole
Oddo. Non essendo l'onorevole interrogante presente in Aula, gli
sarà fornita risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1028, a firma dell'onorevole
Gennuso. Non essendo l'onorevole interrogantepresente in Aula,
gli sarà fornita risposta scritta. L'interpellanza n. 34, a firma
dell'onorevole Gennuso, decade.
Si passa all'interrogazione n. 1070, a firma dell'onorevole
Caputo. Non essendo l'onorevole interrogante presente in Aula,
gli sarà fornita risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1093, a firma dell'onorevole
Ardizzone. Non essendo l'onorevole interrogante presente in Aula,
gli sarà fornita risposta scritta.
L''interrogazione n. 1094 è già stata trattata con
l'interrogazione a n. 681.
Si passa all'interpellanza n. 45, a firma dell'onorevole
Speziale. Non essendo l'onorevole Speziale preente in Aula, gli
sarà fornita risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1171, a firma dell'onorevole
Di Mauro. Non essendo l'onorevole interrogante preente in Aula,
gli sarà fornita risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 847 Piena attuazione
dell'art. 49 della l.r. 14/2006 riguardante il recepimento del
Contratto collettivo nazionale di lavoro dei lavoratori
forestali , a firma dell'onorevole Zappulla. Ne do lettura:
«All'Assessore per l'agricoltura e le foreste, premesso che:
in data 21 aprile 2006 è stata pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale della Regione siciliana la legge di riordino del
sistema forestale in Sicilia: legge regionale 14 aprile 2001, n.
14;
l'art. 49 di quella legge prevede l'impegno del Governo regionale
a provvedere al recepimento del Contratto nazionale di lavoro
della categoria entro 30 giorni dalla stipula dello stesso della
parte normativa, ed entro 80 giorni di quella economica;
il Contratto nazionale è stato firmato in data 08.08.2006 e la
riserva sindacale è stata sciolta positivamente in data
17.10.2006;
il Governo regionale allo stato non ha adempiuto agli obblighi
derivanti dagli impegni assunti;
considerato che:
migliaia di lavoratori e lavoratrici impegnati nella forestale
stanno presentando altrettante richieste agli Uffici Provinciali
del Lavoro - uffici di conciliazione;
ogni richiesta, evoluta in azione legale, potrà rappresentare per
la Regione siciliana una seria lievitazione dei costi;
per sapere quali azioni e iniziative intenda assumere per onorare
gli impegni di legge e gli accordi con le organizzazioni
sindacali e, in subordine e nelle more della piena applicazione
della legge, se intenda prendere in considerazione la scelta di
procedere alle transazioni per evitare ulteriori aggravi di
costi» (847).
Ha facoltà di parlare l'Assessore per rispondere
all'interrogazione.
LA VIA, assessore per l'Agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, con la presente si dà risposta anche alle
interrogazioni n. 1189, a firma dell'onorevole Oddo, e n. 1199, a
firma degli onorevoli Oddo e Gucciardi, considerato che
sostanzialmente trattano lo stesso tema.
Con riferimento agli atti ispettivi citati si rappresenta che
con decreto 25 luglio 2007 è stato disposto il recepimento della
parte normativa del contratto collettivo nazionale per addetti ad
attività idraulico-forestale ed idraulico-agraria lavoratori, per
il quadriennio 1 agosto 2006 - 31 dicembre 2009.
La fase successiva è costituita dalla determinazione della Giunta
regionale sulla parte economica che si deve pronunziare nei 60
giorni successivi dal recepimento della parte giuridica.
Con deliberazione n. 288 del 19 luglio 2007 la Giunta ha preso
atto dell'articolazione in contingenti provinciali e distrettuali
degli incrementi della dotazione complessiva dei lavoratori
forestali, effettuata dall'Osservatorio regionale paritetico del
lavoro forestale (O.R.P.L.F.).
Questi adempimenti costituiscono passaggi necessari per dare
attuazione alla legge 14 del 2006.
Inoltre si è stabilito con le organizzazioni sindacali di
categoria che nel mese di settembre si aprirà il negoziato per il
rinnovo del Contratto integrativo regionale di lavoro del
settore.
Per quanto concerne il paventato contenzioso ogni decisione, ivi
compresa quella di proceder a transazione, sarà presa al momento
della eventuale concreta preposizione.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Zappulla per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'Assessore.
ZAPPULLA Mi dichiaro insoddisfatto.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi comunico che alle seguenti
interrogazioni e interpellanza verranno date risposte scritte:
interrogazione n. 875, n. 911, a firma dell'onorevole Oddo
Camillo; n. 928; n. 935, a firma dell'onorevole Di Guardo; n.
952; n. 953; n. 975; interpellanza n. 33, a firma dell'onorevole
Gucciardi.
Si passa all'interrogazione n. 1025. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura e
le foreste, premesso che:
la legge 19 del 22/12/2005 con l'art. 4 stanziava 100 milioni di
euro per la viticoltura siciliana;
in piena campagna elettorale regionale del 2006 è stato
pubblicato dall'Assessorato agricoltura e foreste un bando per la
presentazione delle istanze al fine di erogare un contributo di
420 euro ad ettaro (misura F1a - riduzione fitofarmaci);
dopo circa un anno, il 12 marzo 2007, è stato
pubblicato nella G.U.R.S. dall'Assessorato
agricoltura e foreste un comunicato che rinviava di un anno
l'applicazione del bando sopracitato;
ad oggi, non risultano attribuiti i fondi stanziati dall'art. 4
della legge 19/2005 e non risultano nemmeno corrisposti i
contributi per i danni provocati dalla siccità degli anni 2000,
2001 e 2002, e ciò nonostante l'intervenuta erogazione da parte
dello Stato della quota di propria competenza;
non risulta chiaro se la disponibilità finanziaria, relativa ai
100 milioni di euro destinati con l'art. 4 della l. r. 19/2005,
ci sia ancora;
con il vecchio piano di sviluppo rurale l'agricoltura siciliana
ha già perso circa 30.000 addetti, correndo seriamente il rischio
di finire nel 2010, quando sarà istituita l'area di libero
scambio europeo, in ginocchio;
per sapere:
se non ritengano indispensabile pagare i danni della siccità
relativa agli anni 2000, 2001 e 2002, tenuto conto che lo Stato
da tempo ha accreditato alla Regione le quote di propria
competenza;
se non ritengano doveroso riformulare il nuovo piano di sviluppo
rurale in modo tale che gli interventi destinati al settore
vitivinicolo siano perlomeno uguagliati agli interventi per la
formazione e per le aree marginali della Sicilia che attualmente
risultano privilegiate»
(1025).
Ha facoltà di parlare l'onorevole assessore per fornire la
risposta.
LA VIA, assessore per l'agricoltura e le foreste. Con
l'interrogazione dell'onorevole Oddo, si lamentano le condizioni
difficili in cui si trovano le aziende vitivinicole della
provincia di Trapani e, su tale base, si pongono delle importanti
questioni in merito all'efficacia della politica agricola
regionale.
Innanzitutto si ritiene opportuno informare puntualmente
l'Assemblea su alcuni fatti esposti in sintesi nell'atto
ispettivo.
In primo luogo gli interventi per la viticoltura previsti dalla
legge regionale 19 del 22 dicembre 2005.
Con l'articolo 4 della legge regionale 19/2005 sono state
individuate alcune azioni per fronteggiare la crisi che ha
colpito il settore vitivinicolo.
In particolare, con il regime di aiuti previsto alle lettere a) e
b) del primo comma il legislatore ha previsto interventi che
potevano interessare una vasta platea di beneficiari.
La leggera a), destina ad interventi nel settore, su tutto il
territorio regionale, per le finalità previste dalla misura F1A
del Piano di sviluppo rurale 2000-2006 25 milioni di euro.
La misura F del PSR - approvato con decisione n. C (2001) 135 del
23 gennaio 2001, in attuazione del regolamento CE n. 1257/1999 -
ha come obiettivo generale la diffusione dei metodi di produzione
agricola e di gestione dei terreni compatibili con la tutela
dell'ambiente e del suolo, salvaguardando nel contempo la
redditività dell'impresa.
La lettera b), destina all'attuazione di interventi per il
mantenimento del paesaggio agrario della vite, ai sensi
dell'articolo 104 della legge regionale 32/2000 altre 25 milioni
di euro.
Per tali aiuti l'Amministrazione regionale ha provveduto
sollecitamente a richiedere l'autorizzazione comunitaria.
Accertata la posizione negativa della Commissione europea sugli
aiuti di cui alla lettera b), ha utilizzato la facoltà prevista
dalla stessa legge di effettuare compensazioni tra i vari
interventi, spostando le risorse sulla lettera a), il cui
stanziamento complessivo è stato elevato a 50 milioni di euro.
In tal modo si è ottenuto che la Commissione europea, con
decisione n. 7/48 del 21 dicembre 2006, autorizzasse il regime di
aiuti sottoposto.
E' da sottolineare che, per acquisire l'autorizzazione,
comunitaria, l'Amministrazione regionale ha dovuto specificare
alla Commissione Europea che l'aiuto sarebbe stato gestito con le
stesse modalità previste per la misura FIA del PSR.
Si ricorda che, nelle more di tale autorizzazione, per
accelerare l'attuazione dell'intervento, il Dipartimento
regionale Interventi Strutturali aveva già pubblicato sulla
Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana del 12 aprile 2006, n.
21 il bando per la presentazione delle istanze di contributo
relative agli aiuti previsti dalla lettera a), primo comma,
articolo 4 della legge regionale n. 19/2005.
I livelli di aiuto sono quelli previsti dal Piano di Sviluppo
Rurale 2000/2006 e sono pari a 420 euro/ha limitatamente alla
superficie vitata in produzione.
Per tale bando sono pervenute 4.326 istanze. Dal 12 al 14
aprile sono state pubblicate le graduatorie provinciali che
prevedono la ripartizione per provincia che rimangono nella
tabella che deposito.
L'articolo 4 del bando prevedeva che l'Amministrazione dovesse
pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale della Regione un avviso per
informare gli utenti dell'avvenuta autorizzazione comunitaria;
dalla data di tale pubblicazione sarebbe decorso il termine di
trenta giorni entro il quale le aziende avrebbero dovuto assumere
l'impegno quinquennale al rispetto delle prescrizioni tecniche
della misura FIA del PSR e iniziare a darvi concretamente corso.
Sulla Gazzetta Ufficiale della Regione del 9 marzo è stato
pubblicato l'avviso previsto: e l'Amministrzione ha ritenuto - a
vantaggio degli utenti - di far decorrere il termine dei 30
giorni dalla data di pubblicazione della graduatoria definitiva
piuttosto che dalla data di pubblicazione della graduatoria
definitiva piuttosto che dalla data di pubblicazione dello stesso
avviso.
Il Decreto del 2 maggio 2007che approva la graduatoria
definitiva regionale, è stato pubblicato sulla GURS del 18 maggio
2007, data di decorrenza, per i beneficiari, dell'impegno
quinquennale ad assoggettarsi, per tutta la superficie agricola
aziendale, agli obblighi previsti.
Il termine per la presentazione delle domande, da compilarsi
tramite i centri di Assistenza Agricola (CAA) o gli uffici
abilitati, utilizzando i modelli previsti dall'AGEA, e inoltrarsi
anche informaticamente attraverso il portale SIAN, è scaduto il
23 luglio 2007, mentre quello per la presentazione della
documentazione compresi i piani aziendali è scaduto il 31 luglio
2007.
Da tale data gli Ispettori provinciali dell'Agricoltura
procedono all'istruttoria amministrativa ed ai controlli per
campione estratto.
Terminata tale fase si procederà al trasferimento all'AGEA
delle risorse relative alla prima annualità dell'aiuto e si può
prevedere che l'AGEA opererà i pagamenti della prima quota
aziendale il prossimo autunno.
In dettaglio, il Regolamento comunitario prevede che il
pagamento e gli aiuti avvengano dopo il 15 ottobre e prima del
31 dicembre.
Da quanto esposto emerge con chiarezza come l'intervento
dell'Amministrazione sia stato coerente con le norme vigenti e
tempestivo; pertanto, i ritardi intervenuti non sono certamente
addebitabili all'azione della Regione
Il secondo intervento ha riguardato la rateizzazione degli
oneri contributivi pregressi delle aziende agricole.
Per quanto riguarda la vicenda dei debiti delle aziende
agricole verso l'INPS per gli oneri contributivi pregressi, è
noto che l'Esattoria ha sospeso le procedure esecutive, al fine
di consentire alle aziende di aderire all'intervento di
rateizzazione definito dallo stesso INPS e dal gruppo di banche
che ha acquistato i crediti previdenziali cartolarizzati.
Si tratta di un progetto seguito con vivo interesse dal Governo
regionale, che consentirà di tranquillizzare le aziende agricole
siciliane e di dare loro un po' di respiro. In relazione al
quale, tuttavia, la Regione non ha competenze e non ha potuto,
pertanto, effettuare alcuna attività diretta.
Con riferimento al pregresso e agli eventi siccitosi degli anni
2000 e 2002 sono state recentemente assegnate agli Ispettorati
provinciali dell'Agricoltura una parte delle somme stanziate
dalla legge178 del 2002, di conversione del decreto legislativo
numero 138/2002 per il pagamento dei danni alla produzione di cui
alla legge 185 del 1992, articolo 3, comma 2, lettera B).
Con riguardo al pagamento di altre tipologie di intervento
quali prestiti e proroghe, ai sensi della predetta normativa,
sono in itinere procedure per rendere disponibili somme relative
al cofinanziamento regionale, mentre è stata inoltrata la
richiesta - e oggi ottenuta - di riproduzione dell'annualità
pregressa.
Per quanto attiene al piano di sviluppo rurale della Sicilia
2007/2013, lo stesso presenta caratteristiche innovative
importanti rispetto all'esperienza del POR. Sono stati unificati
in un solo documento programmatico i tre strumenti utilizzati dal
precedente periodo 2000/2006, cioè POR, PSR e Leade; ciò
consentirà una maggiore sinergia degli interventi per lo sviluppo
rurale e dell'agroalimentare. Si prevedono complessivamente
investimenti per circa 2,1 miliardi di euro, in sette anni, di
spesa pubblica.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Oddo Camillo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
ODDO Camillo. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non
posso fare a meno di apprezzare lo sforzo anche pedagogico che
fanno gli uffici nel fornire all'assessore tutto il quadro da lui
ha illustrato nella risposta all'atto ispettivo
PRESIDENTE Pedagogico, onorevole Oddo? Vorrà dire espositivo
ODDO Camillo. Pedagogico, Presidente: F1, A, B, C. Mi è
sembrata una esposizione abbastanza dettagliata, quindi,
ritengo che abbia un tratto di pedagogia, cioè è un'esposizione
quasi pedagogica. Non lo voglio dire con ironia, però vorrei
riprendere un attimo un passaggio dell'atto ispettivo che, senza
richiamare alcun pragmatismo, chiede al Governo due cose: la
prima è di stare un po' più accorto in Aula quando discute.
Nel momento in cui si è discusso di quella famosa legge, lei
Presidente ricorderà che noi abbiamo chiesto se quel
provvedimento doveva essere notificato a Bruxelles e ci è stato
detto che era agli atti, non lo voglio esibire adesso perché
questo tipo di manifestazione non mi serve, e mi è stato detto
qui dentro, dal Presidente della Regione, che non c'era bisogno
di alcuna notifica perché erano state misure già sostanzialmente
sperimentate, a cui la Regione ora aggiungeva, cioè continuava su
quella strada.
Pertanto, mi permetto di dire di stare attenti in Aula che cosa
il Governo dice ad un deputato che ha chiesto un'informazione
specifica durante la campagna elettorale del 2006 - si votava
per il rinnovo di questa Assemblea -, poi sono stati fatti altri
atti, ora non li richiamo perché, invece, non vorrei
assolutamente essere pedagogico, ma voglio tirare fuori la
materia politica se esiste, e mi pare che esiste ed è abbastanza
importante, onorevole assessore.
Personalmente ho definito quel bando un bando che serviva
semplicemente ad illudere tanti che ci sarebbe stata una risposta
veloce, molto pronta; forse sono stato molto moderato da questo
punto di vista.
Oggi sono passati anni, non soltanto un anno, sono già più di
due, quindi si tratta di anni e ancora nell'F1A ci sono ancora
seri problemi e siamo ancora nella fase in cui non è detto che
molti agricoltori, per come si stanno mettendo le cose e per
quello che richiede l'aspetto chiamiamolo anche amministrativo,
per essere brevi - già sono passati i tre minuti e io devo
rispettare i cinque minuti - forse rinunceranno, perché se gli
chiediamo che devono esibire specifici accertamenti o esami, e se
gli chiediamo di spendere ulteriori somme dalla loro tasca senza
più aver fiducia nel Governo della Regione, voi capite che si
apre un problema serio con questi agricoltori. L'Assessore da
questo punto di vista sa bene di cosa sto parlando, tant'è vero
che quando di parla di snellire le procedure intende dire di
sintetizzare al massimo, non è solo snellirle è anche evitare che
ancora una volta si pretenda dall'agricoltore che intervenga
sulla sua tasca senza avere mai avuto certezze invece di un
pagamento immediato.
Cosa chiediamo noi, infine, se è possibile e senza alcuna
demagogia, signor Presidente e Assessore?
1. Che l'F1A, dato che con la ricostruzione pedagogica che ha
fatto l'assessore è diventato 35,50, perché c'era la norma che
diceva che comunque si poteva nell'ambito della legge 19, venga
al massimo snellita e rivista come procedura e si dia la
possibilità agli agricoltori di avere una boccata di ossigeno;
(comprendo che è soltanto una boccata di ossigeno, come tutti
ben sappiamo, con essa non risolviamo i problemi gravi che ci
sono per ora).
2. Noi chiediamo che e si paghi immediatamente, che si
acceleri. Lasciamo stare immediatamente sennò poi lei mi dice che
sono demagogo, il pagamento per quanto concerne il pregresso di
cui alla successiva interrogazione non parlerò, se lei vuole mi
stoppo e poi parlo nuovamente 5 minuti. Mi dà un minuto allora?
PRESIDENTE Ci mancherebbe altro, onorevole Oddo, anche perché
la Presidenza si complimenta perché nonostante la sua
distrazione, ovviamente apparente, durante l'intervento
dell'Assessore, vedo che ha ascoltato con attenzione. Era un
distratto attento.
ODDO Camillo. Signor Presidente, noi tecnici siamo abituati a
sentire una cosa e a farne un'altra nello stesso momento.
Possiamo fare due cose contemporaneamente. Pagare la siccità
chiamandola così, proprio per nome e cognome in maniera molto
semplice, accelerare questi tempi non è chiedere chissà che cosa.
E' chiedere una vera attenzione da parte di questo Governo perché
le condizioni sono quelle che sono e guardate che non le
drammatizzo io. Siamo in piena vendemmia. Non sto parlando solo
di vite e di uva, sto parlando dell'agricoltura seppure mi voglio
riferire un attimo a che cosa è in questo momento la vendemmia in
Sicilia, soprattutto nella zona occidentale. Guardate che noi qui
spesso e volentieri ci attrezziamo dal punto di vista anche
terminologico, tiriamo fuori tutto quello che è l'aspetto che ho
definito pedagogico, magari è improprio, ma guardate che quando
si vendemmia e si trova pochissimo prodotto, altro che
attrezzarci, signor Presidente, per eventualmente essere più o
meno attenti agli aspetti tecnici. Mi permetto di dire che siamo
in una fase di emergenza e le lo sa. Ci sono cose possibili che
debbono essere fatte senza alcun rischio, e allora cominciamo a
dire che con l'F1A si snellisce la procedura, si rivede la
questione e gli si danno i soldini, secondo la siccità si
accelera e si paga, non mi pare che sto dicendo chissà che cosa,
terzo l'impianto complessivo della 19, rispetto anche a quelli
che sono ancora parti importanti di quella legge, il cui slogan -
vorrei ricordarlo - era cento milioni per l'agricoltura , quando
gli agricoltori scesero in piazza e sono stati multati
pesantemente perché evidentemente hanno creato questioni anche
per quanto concerne la viabilità. Caro Assessore, gli sono
rimasti i verbali a pagare ma non è arrivato un euro. Quindi
ritengo che dobbiamo essere più concreti. Queste due cose le
chiediamo e se lei adotta un sistema che sicuramente può essere
adottato, che possa realmente dare una risposta anche in tempi
brevi, forse questa fase della vendemmia si farà meno pesante di
quello che invece si sta registrando. Quindi, caro signor
Presidente, non mi posso assolutamente dichiarare soddisfatto
perché la parte squisitamente tecnico-legislativa l'avevo più o
meno chiara, volevo invece sentire da parte del Governo una
maggiore decisione, una maggiore determinatezza per quanto
riguarda la parte politica e l'intervento che si deve fare.
PRESIDENTE Si passa all'interpellanza n. 40, a firma
dell'onorevole La Manna.
LA MANNA . Chiedo che venga trasformata in risposta scritta.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto. Si passa
all'interrogazione 1105 a firma dell'onorevole Oddo Camillo.
LA VIA . Signor Presidente, onorevoli deputati, in riferimento
all'atto ispettivo a firma dell'onorevole Oddo si rappresenta che
la competenza in ordine alla compilazione delle graduatorie è
dell'Assessorato per il lavoro, che sull'argomento risulta avere
acquisito il parere dell'Ufficio Legislativo e legale della
Presidenza della Regione.
Il quadro normativo vigente è comunque quello delineato
dall'onorevole interrogante. E' intendimento di chi vi parla
proporre all'Assemblea nuove norme sull'organizzazione delle
attività antincendio, e in quella sede potrà essere valutata
l'opportunità
PRESIDENTE La competenza è dell'Assessore per il lavoro, è
stato un atto di cortesia da parte dell'Assessore.
ODDO CAMILLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco che si
tratti di un atto di cortesia, e ringrazio l'Assessore, però lei
sa bene che quando è così, l'atto ispettivo viene assegnato agli
Uffici dell'Assessorato al lavoro, invece apprezzo che
l'Assessore per l'agricoltura sia intervenuto, come atto di
cortesia, e le chiedo.
PRESIDENTE Quindi è soddisfatto. L'apprezzamento è
soddisfazione.
ODDO Non mi faccia dire cose che non ho detto.
L'apprezzamento per lo stile che ha adottato, nel senso che
comunque ha risposto pur quando ci sono evidentemente competenze
che riguardano altri Assessorati. La cosa che mi preme dire, e ho
concluso, signor Presidente, è che lei sa bene Assessore, che
questo comunque è un atto che crea una disparità di trattamento a
tutti gli effetti e che sta creando una situazione assolutamente
paradossale.
Io debbo dire che sono un po' meravigliato del fatto, volevo
sentire invece che il Governo, che lei comunque di concerto o
meno con competenze dell'assessore per il lavoro, metteste mano
a questo argomento e toglieste di mezzo questa disparità di
trattamento che crea nell'ambito dei lavoratori forestali una
situazione paradossale e obiettivamente deve prevalere il buon
senso; si può fare questa cosa: implementiamo quello che dobbiamo
implementare.
Chiariamo e interpretiamo qualche norma perché sennò il clima
che si sta creando non è un clima buono, lei sa bene, meglio di
me, che ci sono persone che hanno svolto lavoro da molti anni,
che hanno quindi una certa esperienza e che oggi non credo che
non stanno subendo una vera e propria disparità. E mi fermo qui.
Ultima cosa, Presidente, riguarda la questione
dell'interpretazione di questa legge rispetto alla 16: nelle
isole minori la famosa possibilità per gli operai forestali di
fare più di un turno viene interpretata in malo modo negando
questa possibilità, per quanto concerne la questione
dell'anzianità di servizio si sta applicando in una certa
maniera.
C'è una certa confusione per quanto concerne anche
l'interfaccia fra la 16 e la cosiddetta legge 14, ormai famosa
perché ne abbiamo discusso tanto per la prima applicazione, per
la questione legata alla copertura e così via, che non credo che
sia difficile affrontare e risolvere con atti che il Governo può
produrre nel giro di pochi giorni.
Quindi, le chiedo cortesemente di farsi carico di questo
aspetto e di fare in modo che le sue proposte possano anche
essere apprezzate favorevolmente dall'Aula.
Io le anticipo che se lei metterà mano a questa materia per
chiarire e interpretare norme già esistenti noi siamo disponibili
immediatamente ad approvarle.
PRESIDENTE Si passa all'interrogazione n. 1143 a firma degli
onorevoli Zappulla e De Becnedictis.
ZAPPULLA Chiedo che venga trasformata in interrogazione con
richiesta di risposta scritta..
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'interpellanza n. 43 a firma dell'onorevole
Gucciardi.
GUCCIARDI . Chiedo che venga trasformata in interrogazione con
richiesta di risposta scritta..
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'interpellanza n. 45 a firma degli onorevoli
Speziale, Oddo. La stessa, come richiesto dall'onorevole Oddo
Camillo avrà risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1219, a firma dell'onorevole
Zappulla:
ZAPPULLA Chiedo che venga trasformata in interrogazione con
richiesta di risposta scritta..
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani,mercoledì 12
settembre 2007, alle ore 11, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
I - COMUNICAZIONI
II - COMUNICAZIONI DEL GOVERNO IN ORDINE ALLA PROBLEMATICA
SUGLI INCENDI E DISCUSSIONE DELLA MOZIONE N. 230 INTERVENTI
URGENTI A FAVORE DEI COMUNI DANNEGGIATI DAGLI INCENDI
VERIFICATISI NEL MESE DI AGOSTO .
La seduta è tolta alle ore 19.46.
Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 21-45
DAL SERVIZIO RESOCONTI
Il Direttore
Dott. Eugenio Consoli