Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
GUCCIARDI segretario f.f., dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
Missioni
PRESIDENTE Comunico che sono in missione per ragioni del
loro ufficio gli onorevoli: Rizzotto dal 12 al 15 settembre
2007; Lombardo; Di Mauro e Gennuso dall'8 al 18 settembre
2007.
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE Comunico che le seguenti richieste di parere
sono pervenute dal Governo ed assegnate alla Commissione
legislativa permanente Affari istituzionali (I):
- Opera pia Casa famiglia Regina Elena Famiglia Amato' di
Messina. Designazione componente del consiglio di
amministrazione (n. 69/I)
pervenuta in data 11 settembre 2007
inviata in data 12 settembre 2007
- Opera pie riunite Pastore e San Pietro di Alcamo.
Designazione componente del consiglio di
amministrazione (n. 70/I)
pervenuta in data 11 settembre 2007
inviata in data 12 settembre 2007
- Opera pia Residence Salvatore Bellia - S. Luigi Gonzaga
- Costanzo Cutore' di Paternò. Designazione revisore
contabile (n. 71/I)
pervenuta in data 11 settembre 2007
inviata in data 12 settembre 2007
- IPAB Ospizio dei vecchi Sciacca Baratta' di Patti.
Designazione revisore dei conti (n. 72/I)
pervenuta in data 11 settembre 2007
inviata in data 12 settembre 2007.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le
seguenti interrogazioni con richiesta di risposta scritta:
N. 1280 - Interventi per l'immediata nomina del
consiglio di amministrazione dell'Opera Pia San Giuseppe di
Piazza Armerina (RG).
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia
Firmatario: Galvagno Michele
N. 1281 - Notizie sullo stato di inquinamento del
Pantano Longarini ubicato nel territorio dei comuni di
Ispica (RG) e Pachino (SR).
- Assessore Territorio
Firmatario: Ammatuna Roberto.
Le interrogazioni testè annunziate saranno inviate al
Governo.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle
eventuali votazioni mediante procedimento elettronico che
dovessero aver luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del
numero legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio
nominale o di scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate
mediante procedimento elettronico.
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per venti minuti e
riprenderà alle ore 11.30.
(La seduta, sospesa alle ore 11.20, è ripresa alle ore
11.45).
Presidenza del Presidente Micciche'
La seduta è ripresa.
Congedo
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Adamo è in congedo per
la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazioni del Governo in ordine alla problematica
sugli incendi e discussione della mozione n. 230
Interventi urgenti a favore dei comuni danneggiati
dagli incendi verificatisi nel mese di agosto
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
PRESIDENTE Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Comunicazioni del Governo in ordine alla problematica sugli
incendi e discussione della mozione n. 230 Interventi
urgenti a favore dei comuni danneggiati dagli incendi
verificatisi nel mese di agosto , a firma Panarello ed altri.
Ne do lettura:
L'Assemblea regionale siciliana,
PREMESSO che gli incendi sviluppatisi, con inusitata
virulenza nel mese di agosto, hanno provocato, oltre alla
morte di cinque persone, danni ingenti agli immobili, ai
terreni coltivati, al patrimonio boschivo di una parte
consistente del territorio della provincia di Messina, ed in
particolare dei comuni di Patti, Naso, S.Piero Patti,
Librizzi, S. Angelo di Brolo, S. Marco d'Alunzio, S. Stefano
di Camastra;
CONSIDERATO che:
analoga situazione si era determinata nel mese di luglio nel
comune di Messina ed in altri comuni della provincia;
l'evento, pur eccezionale, ha fatto emergere (nonostante
l'abnegazione dei Vigili del fuoco, del personale della
Forestale e della Protezione civile, degli amministratori
locali e dei volontari) seri limiti e disfunzioni nelle
operazioni di spegnimento e di soccorso;
l'entità del disastro ripropone in termini cogenti l'assenza
di un adeguato sistema di prevenzione;
la distruzione di oltre undicimila ettari di terreni
coltivati, di boschi e di macchia mediterranea ha reso ancora
più vulnerabile il territorio dei predetti comuni, esponendolo
a fenomeni, potenzialmente disastrosi, di dissesto idro-
geologico;
gravissime sono le ricadute negative
sull'economia e la disoccupazione;
la comprensibile amplificazione mediatica dei tragici eventi
e la modifica del paesaggio e dell'ambiente rischiano di
determinare una grave contrazione dell'attività turistica;
le produzioni agricole e le attività di trasformazione
connesse sono state irrimediabilmente compromesse;
assieme agli allevamenti, gravi danni hanno subito gli
impianti di lavorazione di prodotti tipici locali;
l'ordinanza emanata dalla Protezione civile e gli incontri
tra gli amministratori locali ed i rappresentanti dei governi,
nazionale e regionale, non prefigurano risposte adeguate alla
gravità della situazione ed alle legittime aspettative delle
popolazioni interessate;
gli amministratori locali, le organizzazioni sindacali e
datoriali, i cittadini sollecitano, con la dichiarazione dello
stato di calamità, interventi efficaci e risorse adeguate alla
gravità della situazione ed alle legittime aspettative delle
popolazioni interessate,
impegna il Governo della Regione
ad attivare, in relazione alla prevista dichiarazione dello
stato di calamità, un tavolo di confronto con gli
amministratori locali e le forze sociali per individuare le
risorse e gli interventi necessari per prevenire il dissesto
idro-geologico, ricostruire il patrimonio boschivo e
naturalistico, realizzare il catasto dei beni incendiati,
ripristinare le coltivazioni, risarcire i cittadini
danneggiati a partire dalle vittime, sostenere le attività
produttive compromesse e tutelare i lavoratori espulsi dalle
attività;
a promuovere d'intesa col Governo nazionale, assegnando un
ruolo primario ai Comuni, un piano di prevenzione, con il
coinvolgimento delle associazioni ambientaliste e del
volontariato, in grado di rendere più difficile l'opera degli
incendiari e meno disastrosi gli effetti sul territorio e
sull'ambiente;
a definire con il Governo nazionale (che va sollecitato ad
incrementare la dotazione di uomini e mezzi dei Vigili del
fuoco in provincia di Messina e nell'intera Regione) un
coordinamento effettivo tra gli organi e le strutture, statali
e regionali, preposte alla protezione civile al fine di
rendere più efficace le operazioni di spegnimento e di
soccorso, meno drammatici gli effetti degli eventi calamitosi
e di rispondere positivamente alla domanda di sicurezza della
popolazione . (230)
PANARELLO-CRACOLICI-ODDO-
VILLARI
Secondo quanto stabilito dalla Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, svoltasi ieri, come annunziato nella
precedente seduta, la discussione della mozione numero 230 è
abbinata alle comunicazioni del Governo in ordine alla
problematica sugli incendi.
Onorevoli colleghi, prima di dare la parola all'Assessore La
Via, che ringraziamo per essere presente, vorrei precisare che
abbiamo deciso di dedicare una giornata alla discussione sugli
eventi del mese di agosto perché le cronache di questa estate
ci hanno fornito delle notizie disastrose: tre vite umane
perse, migliaia di ettari di superfici boschive andate in fumo
e un danno ambientale ed economico di proporzioni rilevanti.
Quanto accaduto ci ha dimostrato chiaramente che gli
incendi, oggi, in Sicilia, costituiscono un fenomeno sociale
che, come tale, va affrontato.
Non credo che per un problema così vasto e con tante diverse
facce vi sia un politico più bravo di un altro; da ciò che ho
sentito in quei terribili giorni di agosto, ognuno di noi ne
ha detta una diversa, me compreso. Forse, le abbiamo dette
tutte giuste o tutte sbagliate; certamente, molte cose dette
sono state improvvisate.
Ieri, come ricorderete, era l'11 settembre, una data
tremenda dalla quale è scaturita, per il Mondo intero, una
improvvisa ed enorme emergenza.
Bene, credo che in quel giorno tutti gli americani, tutti
gli abitanti di New York, si siano dati da fare per cercare di
trovare delle soluzioni, a prescindere dalla ricerca delle
responsabilità o delle colpe da addossare a qualcuno, colpe o
responsabilità che, in quell' occasione, è facile che vi
siano anche state.
Quanto accaduto l'11 settembre a New York, secondo me, va
valutato esattamente come quello che è accaduto questa estate
in Sicilia; è successo, infatti, qualcosa per cui non eravamo
preparati. Non eravamo preparati a gestire degli incendi di
così vaste proporzioni. Potevamo esserlo, dovevamo esserlo -
probabilmente sì - ma le responsabilità sono di tanti, sono
dello Stato, della Regione, dei comuni, dei proprietari
terrieri e, fondamentalmente, dei criminali che appiccano
questi incendi dolosamente.
Chi governa, certamente, crede di essere sempre preparato a
tutto ma, oggi, credo che per non piangere inutilmente le
vittime di quegli incendi, alle cui famiglie peraltro va tutto
il nostro sincero cordoglio, dobbiamo garantire un dibattito
serio in quest'Aula, preparato, che possa condurci
all'individuazione di alcuni strumenti che possano realmente
essere utili ad evitare un'altra eventuale ed analoga
situazione e che, in un'altra eventuale ed analoga
situazione, ci si possa trovare di nuovo impreparati ad
affrontarla.
L'assessore La Via ci relazionerà su quanto è accaduto e su
come si è potuto far fronte alle emergenze.
Assessore, mi permetta una considerazione: non è più
sufficiente difendersi con i Canadair; non sono più
sufficienti gli interventi dei Vigili del Fuoco, della
Forestale o della Protezione civile; non è sufficiente che i
proprietari terrieri agricoli tengano pulite le aree di
propria pertinenza.
Tutte queste cose sono singolarmente utili ma nessuna di
essa è singolarmente sufficiente.
Ho avuto l'impressione, vivendo a Cefalù e, quindi, vivendo
molto da vicino quanto accaduto questa estate, che ognuno
pensasse al proprio compito senza sapere cosa stesse facendo
l'altro proprio per una mancanza di organico coordinamento di
tutte le forze impegnate in quei giorni.
Come tutti sappiamo, la totalità o la quasi totalità degli
incendi è di natura dolosa; gli interessi sono molteplici sia
nel campo dell'edilizia, delle attività di rimboschimento, del
recupero di terre da adibire a pascolo e quant'altro.
La natura dolosa di quegli incendi però ci impone di mettere
in atto una vera e propria lotta contro questo fenomeno con la
stessa determinazione che la Sicilia e lo Stato centrale hanno
utilizzato per altri tipi di lotta, ad esempio, al racket,
alla mafia, certamente, con le ovvie differenze tra i
problemi.
Soltanto con un'azione combinata, coordinata ed integrata
tra le varie forze si può trovare una soluzione al problema.
Con l'attivazione di un network si potrà ottenere qualche
effetto positivo le prossime volte che una tragedia di questo
genere si dovesse abbattere sulla Sicilia.
Assessore, onorevoli colleghi, ho voluto fare queste
considerazioni proprio perché ho vissuto l'avventura di essere
sul posto - abito nel parco delle Madonie, quindi, proprio
nella zona che prendeva fuoco ad una velocità pazzesca - e
credo che tutti insieme si debba trovare una soluzione a
quella che è un'emergenza sociale, ad un'emergenza che non ha
singole responsabilità perché, probabilmente, siamo tutti
responsabili; con la buona volontà e con l'intelligenza e la
determinazione, che ci vuole però, un dibattito d'Aula su
questo argomento potrebbe arrivare ad individuare anche una
strategia per le prossime catastrofi di questo genere che
dovessero verificarsi.
Mi creda, assessore, la cosa più strana e, nello stesso
tempo, più sconvolgente a cui abbiamo assistito era la totale
mancanza di coordinamento tra le forze in campo: ognuno faceva
una cosa diversa dall'altro e, spesso e volentieri,
addirittura in maniera contraddittoria rispetto agli altri.
Questo è ciò che tutta la cittadinanza, la popolazione
siciliana si aspetta da questo dibattito d'Aula: una soluzione
al problema.
Do la parola all'Assessore per l'agricoltura e le foreste,
professore La Via, perché possa rendere le comunicazioni a
nome del Governo
LA VIA, assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, consentitemi,
preliminarmente, a nome del Governo, di esprimere, al termine
di questa terribile estate che abbiamo vissuto, nella quale
numerosissimi sono stati gli eventi - ma alcuni hanno assunto
un carattere di estrema tragicità - di esprimere il cordoglio
del Governo alle famiglie delle vittime, associandomi a quanto
espresso dal Presidente dell'Assemblea, così come ci associamo
al dolore di tutti coloro che hanno perso, nei tragici incendi
che si sono verificati questa estate, beni materiali e
immateriali.
Sicuramente, va fatta una disanima puntuale degli
avvenimenti di questa estate perché, solo comprendendo ciò
che è successo, potremo al meglio approntare - spero - con
estrema solidità tra tutte le forze politiche quegli
interventi sicuramente necessari per evitare che simili
accadimenti abbiano a ripetersi in futuro.
Debbo dire che questa è stata, sicuramente, rispetto al
passato una stagione particolare per una molteplicità di
ragioni.
Una prima, permettete di sottolinearla, perché non è venuta
fuori da tutti i dibattiti, da tutti i confronti ma,
sicuramente, ha un suo peso rilevante: l'andamento termico che
si è verificato e, soprattutto, quello pluviometrico che ha
caratterizzato la stagione invernale, primaverile, estiva ha
fatto sì che tutta la tarda primavera sia stata caratterizzata
da piogge, l'ultima delle quali è avvenuta, appunto, ai primi
di giugno, in particolare il 2 e il 3 giugno.
Si è trattato di piogge che hanno determinato la formazione
di una massa secca consistente in tutto il territorio della
Regione siciliana che ha fornito, in molti casi, innesco
fertile per il fuoco; questo grosso e consistente volume di
massa secca, quindi, ha determinato anche un ritardo per
effetto esclusivamente delle condizioni termopluviometriche
della primavera in molte azioni di prevenzione.
Sottolineo, a tal proposito che, mentre le azioni di
prevenzione degli incendi boschivi con la formazione delle
fasce tagliafuoco attorno ai boschi demaniali avviene agli
inizi del mese di maggio, alla metà di maggio, per effetto
delle piogge che si sono verificate e che non consentono in
alcun modo e non rendono conveniente il taglio preventivo
delle erbe perché sarebbe necessario riprodurlo dopo il
ricaccio delle piante, tale attività è cominciata subito dopo
la fine delle piogge e non appena tali erbaggi hanno
cominciato a disseccarsi.
Devo dire che, oltre alle condizioni termopluviometriche
della primavera e dell'inizio dell'estate, abbiamo avuto un
decorso estivo particolare. Sicuramente, esistono fenomeni in
atto di portata rilevante che tendono a determinare, nel corso
della stagione estiva, giorni o gruppi di giorni nei quali le
temperature sono realmente molto elevate ed in presenza di
temperature molto elevate ed in presenza di venti forti,
soprattutto di provenienza sciroccale, sicuramente, aumenta
il rischio che si possano verificare incendi.
In questa stagione, abbiamo avuto la presenza di queste
condizioni in più occasioni e, in particolar modo, alla fine
del mese di giugno, nel corso del mese di luglio e, più volte,
nel corso del mese di agosto; puntualmente, nel corso di
questi giorni caratterizzati da un decorso termometrico e
anemometrico particolare, abbiamo assistito alle punte massime
dei fuochi.
Abbiamo riscontrato, in particolare nella seconda metà del
mese di agosto ed in particolare nei giorni 21, 22 e 23
agosto, la presenza contemporanea, nel tratto esistente tra
Messina e Palermo, di più di 100 focolai contemporanei; almeno
su 20 di questi focolai non era possibile intervenire da
terra ma era richiesto l'intervento di mezzi aerei.
Rispetto a queste condizioni che hanno caratterizzato
questa particolare annata, sicuramente, devo e dobbiamo
riflettere.
Abbiamo in atto un cambiamento delle condizioni e si parla
continuamente di un surriscaldamento della Terra che dovrebbe
portare, nei prossimi anni, ad un ulteriore innalzamento di
qualche grado della temperatura.
Condizioni come quelle che si sono verificate questa estate
rischiano di diventare la norma e questo ci deve fare
riflettere per modificare comportamenti e, ovviamente,
strategie di intervento.
Su questo dobbiamo anche necessariamente interrogarci:
sulle cause degli incendi. Le indagini effettuate dal Corpo
Forestale dello Stato nei territori di competenza e confermate
dal Corpo Forestale della Regione siciliana, infatti,
evidenziano come il 98% degli incendi è causato da azioni
umane.
Siamo quindi di fronte ad una sostanziale - quasi totalità -
di eventi che partono dall'uomo e all'uomo possono essere
ricondotti. E' chiaro che possiamo avere incendi di natura
dolosa, incendi di natura colposa, incendi nei quali è dubbia
la possibilità di attribuzione all'una o all'altra causa. In
generale, comunque, dobbiamo considerare una molteplicità di
cause, per cui non è possibile ricondurre ad una sola
tipologia di causa e tutte le cause vanno ugualmente
attenzionate per essere prevenute e sostanzialmente contenute.
Devo dire che un fenomeno importante è anche quello
culturale. Sicuramente, dovremo ampliare la nostra strategia
di intervento anche a questo livello per fare comprendere a
chi, sostanzialmente, in molti casi, caratterizzato da un
livello di conoscenza e di cultura contenuto, che non è
attraverso il fuoco che si migliorano le condizioni di vita.
Cito, ad esempio, un elemento che, stagionalmente,
determina un buon numero di cause di innesco di fuoco e che è
connesso ad una pratica agronomica di dubbia utilità.
Statisticamente dimostrato che in occasione delle ultime
settimane del mese di giugno e delle prime del mese di
luglio abbiamo una recrudescenza degli incendi, condizionata e
determinata in buona parte dalla pratica economica' della
bruciatura delle stoppie che ha antiche tradizioni contadine,
ma che sicuramente non risponde a requisiti di moderna
economicità e gestione aziendale. Bruciare le stoppie
significa semplicemente eliminare la copertura vegetale secca
ma ciò non determina vantaggi economici che oggi non siano
compensabili con le moderne tecniche di concimazione e di
lavorazione del terreno. Eppure questa pratica continua ad
essere largamente utilizzata dagli imprenditori.
Devo dire quindi che, rispetto a molteplici cause di incendio,
abbiamo avuto nel corso di quest'anno, una recrudescenza
rilevante degli incendi, rispetto ad un dato statistico che
vedeva una contrazione delle superfici percorse da fuoco,
quest'anno abbiamo assistito, nel periodo tra giugno e settembre,
nel territorio della Regione siciliana, ad un numero di incendi
largamente superiore a quello degli anni precedenti. Nel
complesso, i dati aggiornati a ieri dal Corpo Forestale della
Regione siciliana, mettono in evidenza come la superficie totale
percorsa da fuoco si aggiri complessivamente su circa 37.000
ettari, di cui superfici boscate e/o assimilabili - e adesso
spiegherò meglio e con maggiore dovizia di particolari cosa
questo significa - 11.685 ettari, e superfici agrarie o
assimilabili 25.356 ettari.
Soprassiedo sulla distribuzione territoriale di queste
superfici bruciate, soffermandomi per qualche considerazione sul
dato.
Non deve, ovviamente, trarre in inganno il fatto che si tratti
di 11.000 ettari di bosco o di superfici assimilate perché in
questo vengono ad essere censite tutte le superfici di macchia
mediterranea presenti all'interno delle zone SIC e ZPS o
all'interno di parchi e riserve, ma ovviamente esterne ai demani
regionali.
In particolare modo, dai dati in nostro possesso, risulterebbe
che degli 11.000 ettari di superfici boscate o assimilabili,
circa l'11% si riferisca a superficie del demanio regionale, per
il resto si tratta di superfici esterne. Si tratta di demani
comunali o di superfici boscate di privati.
E' evidente quindi un dato, che con riferimento alle superfici
boscate il demanio regionale nell'arco della presente stagione
estiva, che le superfici percorse da fuoco sono estremamente
contenute, mentre invece all'esterno del demanio regionale fa
sicuramente riflettere il dato relativo ai 25.000 ettari di
superficie agraria andata in fumo. Non solo per i riflessi che
questo ha sull'economia di interi territori, ma anche e
soprattutto, il dato relativo al crescente abbandono delle
superfici agricole da parte degli imprenditori.
Esiste quindi uno stato di diffusa difficoltà dovuto e
determinato da una riduzione del reddito delle imprese agricole
che ha determinato e determina un crescente fenomeno di abbandono
delle aziende con conseguente degrado del territorio e,
ovviamente, susseguente rischio anche per le zone limitrofe.
Si viene così a determinare un elemento di riflessione nuovo
sul quale bisogna approfondire la discussione e sicuramente a
prevedere nuove tipologie di interventi e di provvedimenti
normativi. Per quanto attiene alla stima dei danni prodotti dagli
incendi verificatesi nel corso della presente stagione estiva,
gli stessi sono in corso e in via di determinazione e ovviamente
questo non è semplice, ma si tratta di danni dell'ordine di
centinaia di milioni di euro. Danni rilevanti che andranno a
quantificarsi nel corso delle prossime settimane e mesi.
A fronte di quello che è accaduto questa estate in termini di
effetti, dobbiamo riscontrare la situazione relativa alle
strutture di contrasto sul territorio regionale che agiscono sia
in fase di prevenzione che in fase di repressione degli incendi.
Debbo dire che queste strutture, che per semplicità esporrò
ripartendole fra strutture statali e strutture regionali, debbono
migliorare - e di questo parlerò in sede di conclusioni - il
loro livello di coordinamento, così come nel suo intervento di
apertura l'onorevole Presidente dell'Assemblea regionale
siciliana ha voluto sottolineare.
Si tratta, ovviamente, di un complesso articolato di forze che
ancora oggi colloquia e si integra in misura contenuta. Tra le
strutture statali cito, in ordine di importanza, in primo luogo
il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, che, con riferimento ai
dati in mio possesso, dispone sul territorio regionale di poco
meno di tremila uomini articolati su turni, e a una dotazione di
mezzi antincendio aerei che sono stati prontamente e
completamente dispiegati nel corso delle emergenze nelle quali il
Corpo dei Vigili del Fuoco ha dimostrato sicuramente abnegazione
ed impegno ben al di là dei compiti istituzionali, così come le
altre forze impegnate sul campo alle quali, ritengo, debba andare
il riconoscimento per l'impegno profuso, da parte del Governo e
spero anche da parte di quest'Aula.
Abbiamo, sempre tra le forze di contrasto nazionali e le
strutture nazionali, il Dipartimento della Protezione civile
nazionale che, tramite il centro operativo aereo unificato, attua
il coordinamento e sovrintende all'intervento aereo per la
repressione degli incendi e dispone di una flotta consistente ma
che, alla luce della contemporaneità dei fatti che si sono
sviluppati nel corso di alcuni giorni ristretti in più regioni
italiane, sicuramente ha mostrato una sua insufficienza
complessiva.
Infatti, pur avendo sedici Canadair', ovviamente a turno in
manutenzione, come doveroso, cinque elicotteri di dimensione
maggiore e dieci elicotteri di dimensione minore, nel corso della
stagione estiva sono stati frequentemente impegnati sul
territorio regionale, ma in molti casi, a fronte delle pressanti
richieste della nostra centrale operativa regionale, la
disponibilità per effetto dell'impegno in altre regioni non è
stata sempre dispiegata.
A fianco di queste strutture nazionali, abbiamo le strutture
regionali sostanzialmente riconducibili alle strutture del
Dipartimento delle Foreste e dell'Azienda Foreste. Per quanto
attiene alla struttura più consistente che fa capo al
Dipartimento regionale delle foreste, permettetemi di fare anche
qualche riferimento normativo, perché gli stessi sono
importanti, in quanto le competenze previste da norme specifiche
per il servizio antincendio boschivo e l'Azienda foreste, sono
riconducibili alle aree boscate, alle aree di parchi e riserve e
alle aree SIC e ZPS, per cui tale servizio interviene
direttamente su tali aree dove esplica un'azione diretta e di
coordinamento mentre al di fuori di queste aree, interviene come
supporto alle altre forze e quindi, sostanzialmente, ai Vigili
del Fuoco. Per quanto attiene al Servizio Antincendio Boschivi,
permettetemi di evidenziare come l'azione è svolta sia in fase di
ricognizione e segnalazione degli incendi, sia sul piano
dell'intervento diretto. Anche il Servizio Antincendio Boschivi
questa estate ha esplicato appieno la propria funzione con grande
impegno e sacrificio.
Aggiungo che le azioni svolte dalle stesse sono state
molteplici; e nel complesso abbiamo avuto impegnato un numero
consistente di squadre, tutti gli automezzi che hanno esplicato
appieno la propria funzione. Ma in alcuni momenti, dove la
contemporaneità del fuoco, il numero di richieste di intervento,
il numero ancora di azioni che contemporaneamente bisognava
portare a compimento, non hanno sicuramente garantito quella
azione che doveva essere realizzata.
Per cui anche in questo campo dovremo ragionare, riflettere e
prevedere interventi aggiuntivi, con un miglioramento dell'azione
e soprattutto una maggiore integrazione con le altre forze
presenti sul campo.
Permettetemi ancora di segnalare come ad agire sul territorio
in fase di prevenzione, oltre al Dipartimento Foreste, agisca
l'Aziende Foreste Demaniali che cura, in termini preventivi la
realizzazione di circa 9 mila chilometri, in termini lineari, di
viali parafuoco della larghezza di 15 metri a protezione dei
boschi demaniali che ha esplicato anch'essa, e pienamente, la
propria azione a difesa dei boschi.
Dall'altro lato, oltre alla Azienda Foreste e al Corpo
Forestale, dobbiamo citare, ovviamente, l'Ufficio Speciale
Antincendio Boschivi che opera in fase di prevenzione, in termini
di pianificazione e programmazione, e il Dipartimento della
Protezione Civile Regionale, che anch'esso è risultato
profondamente impegnato gestendo le attività di relativa
competenza per supportare tutte le altre forze presenti sul campo
nell'azione di repressione degli incendi. A ciò si integri e si
aggiungano le strutture degli enti locali, province regionali e
comuni che in alcuni casi hanno chiaramente supportato l'azione
delle altre forze presenti sul campo. Tengo a sottolineare che
anche le province regionali hanno competenze in ambito d
protezione civile, identificate dall'articolo 108, del Decreto
legislativo 31 marzo 1998 Attuazione in ambito provinciale e
attività di previsione degli interventi di prevenzione dei rischi
stabilite dai programmi e piani regionali con l'adozione dei
connessi provvedimenti amministrativi. Predisposizione dei piani
provinciali di emergenza sulla base degli indirizzi regionali.
Vigilanza sulla predisposizione da parte delle strutture
provinciali di protezione civile dei servizi urgenti anche di
natura tecnica da attivare in caso di eventi calamitosi .
Le province più importanti, debbo segnalare che hanno investito
in attrezzature e mezzi idonei, quali autobotti, mezzi leggeri
antincendio, mezzi speciali con propri fondi di bilancio e che
hanno ovviamente supportato l'azione nel corso di questa estate.
Anche i comuni sono impegnati su questo fronte. Infatti i sindaci
sono identificati dalla legge numero 225 del 1992 quali autorità
di protezione civile preposte al proprio territorio. La legge
stessa stabilisce che al verificarsi dell'emergenza il sindaco
assuma la direzione e il coordinamento dei servizi di soccorso e
di assistenza alla popolazione colpita e provvede agli interventi
necessari anche mediante proprie strutture comunali di protezione
civile.
Sicuramente le strutture comunali di protezione civile
dovrebbero essere dotate di mezzi idonei al contrasto delle
emergenze, ma purtroppo buona parte delle amministrazioni locali,
per effetto, in molti casi, della scarsità di risorse, su tale
fronte ancora debbono attrezzarsi. E' ovvio che rispetto a queste
strutture sono sicuramente emerse delle criticità connesse anche
alle norme esistenti che vanno sicuramente rimosse e che il
governo si impegna a sottoporre, con uno specifico disegno di
legge, all'attenzione di questa Assemblea.
Solo a titolo esemplificativo e quindi non esaustivo delle
problematiche esistenti, voglio citarvene alcune che sicuramente
hanno condizionato e condizioneranno, nell'ipotesi in cui non
dovessimo intervenire prontamente, nelle prossime stagioni la
efficienza funzionale delle attività di prevenzione e
repressione. La normativa vigente, ad esempio, prevede che gli
interventi di assunzione dei lavoratori stagionali impegnati
nell'attività antincendio vengano ad essere effettuate su base
provinciale, questo impedisce di fatto il trasferimento di uomini
e mezzi dall'una all'altra provincia in caso di emergenza. Debbo
inoltre aggiungere che dobbiamo rivedere sicuramente la
ripartizione di risorse e compiti tra dipartimenti
dell'amministrazione regionale, quando si fa riferimento alla
distribuzione e al personale stagionale. Buona parte del
personale stagionale è oggi impegnato con compiti in misura
contenuta di prevenzione e in misura largamente maggiore di
piantumazione e cura dei boschi esistenti e questo non consente,
sia per effetto delle normative vigenti in termini di sicurezza
di lavoro e di compiti di lavoro e la relativa utilizzazione
nell'ambito dei servizi finalizzati alla repressione e agli
incendi. Dobbiamo aumentare il livello di coordinamento tra le
forze impegnate e soprattutto risolvere la problematica del
coordinamento nelle zone di interfaccia.
Spiego meglio la fattispecie. In particolare, mentre il Corpo
forestale della Regione siciliana ha competenze ed esercita il
coordinamento e l'azione nel campo degli incendi boschivi e nelle
zone assimilate, quindi SIC e ZPS parchi e riserve, la
competenza al di fuori di queste aree è dei Vigili del fuoco la
cui dotazione organica su territorio regionale è sicuramente
insufficiente e come tale è stato richiesto dal Governo
regionale, in sede di incontro con il sottosegretario deputato
agli interventi e quindi alla sorveglianza del Corpo dei Vigili
del fuoco, una integrazione del contingente e un potenziamento
sia in termini di uomini che in termini di mezzi.
Bisogna poi tener presente che la normativa vigente, assegnando
questi compiti funzionali al Servizio Antincendi Boschivi fa si
che tutte le forze in campo siano dislocate sostanzialmente in
prossimità dei boschi, poiché, dovendo procedere alla difesa
degli stessi non vengono dislocati squadre e mezzi lontani dal
sistema boschivo regionale.
Mentre invece, così come dimostrano i dati, la stragrande
maggioranza degli incendi è avvenuta al di fuori, in aree
lontane, in molti casi, dai boschi e per effetto condizionato da
fattori esterni scatenanti, con una contemporaneità degli incendi
su tutto il territorio regionale. Tutto questo ci impone ancora
riflessioni e modifiche del quadro di riferimento.
Debbo ancora aggiungere che oltre agli interventi specifici,
puntuali per una migliore utilizzazione delle risorse umane e
materiali, dovremo probabilmente rivedere la strategia regionale
con riferimento agli interventi di protezione aerea. Abbiamo in
dotazione sei elicotteri per lo spegnimento degli incendi e due
per la ricognizione preliminare, ma sicuramente il poter
intervenire rapidamente e prontamente richiede di distribuire
meglio e soprattutto di dotarci di mezzi diversi e più rilevanti.
Molto spesso gli incendi è possibile contenerli quando si arriva
subito sul fuoco. Quando il fronte del fuoco si allarga è
difficile e sicuramente più oneroso, oltre a determinare
sicuramente grandi danni, controllare e contenere il fuoco:
rispetto a questo risulta, a mio modo di vedere e del Governo,
necessario dotarsi di alcuni mezzi integrativi della forza aerea
del Dipartimento di Protezione civile nazionale che rimangano
stanziali sul territorio della Regione siciliana.
E' necessario poi - ma non lo dico in fine, lo dico perché
ritengo che sia l'elemento più importante da attenzionare, e
vorrei che su questo si ponesse la dovuta attenzione - aumentare
il livello di coordinamento tra tutte le forze in campo.
Coordinare meglio gli interventi significa avere maggiore
puntualità e precisione nell'intervento e - come diceva il
Presidente - evitare che le forze in campo non collaborino al
meglio.
E' necessario quindi prevedere un'integrazione di tutte le
forze in un'unica stanza operativa', sicuramente in questo
momento abbiamo sul territorio soggetti diversi che svolgono
funzioni diverse: comandi operativi sul piano provinciale
integrati nell'ambito del Dipartimento Foreste, un comando
operativo del Servizio Antincendio Boschivo che coordina gli
interventi aerei sempre del Dipartimento Foreste, ma a fianco
abbiamo anche sale operative dei Vigili del Fuoco e della
Protezione civile.
Il tutto deve essere meglio coordinato per far sì che in primo
luogo sia possibile che più forze che intervengano in campo siano
presenti all'interno degli stessi comandi operativi, per
coordinare meglio le rispettive forze di terra, per integrare le
azioni aeree, che vengono ad essere condotte, e soprattutto per
intervenire con maggiore efficacia nelle fasi preliminari degli
incendi.
Permettetemi di concludere con un ultimo riferimento.
Quest'anno e durante questa estate, tutte le forze di terra ed
aeree che hanno collaborato nello spegnimento degli incendi hanno
sicuramente profuso il massimo degli impegni.
Probabilmente si poteva fare di più e verso questo
miglioramento dobbiamo tendere, modificando le norme che
riteniamo necessario modificare ma soprattutto coordinando meglio
uomini, mezzi e interventi sul campo.
Il Presidente Micciché ha ragione quando dice che le forze in
campo hanno difficoltà a colloquiare.
E' perfettamente vero
La banda di frequenza su cui parlano i Vigili del fuoco non è
accessibile al Corpo forestale dello Stato e della Regione e di
contro quella della Regione non è accessibile ai Vigili del
fuoco.
Si parla poco, e ci si incontra sul campo intendendosi molto
più spesso a gesti che non attraverso le parole.
Dobbiamo modificare - ed in questa direzione si è già avviato
un confronto con il Corpo Forestale dello Stato con il quale è
stato sottoscritto un protocollo d'intesa finalizzato ad
integrare mezzi e personale con il Corpo dei Vigili del fuoco -
affinché nelle zone e soprattutto per gli incendi interfaccia
aumenti il livello di collaborazione e si integrino le forze in
campo.
Un discorso diverso merita invece il carburante, nel senso di
ciò che brucia, perché i dati in nostro possesso, e che ho
portato alla vostra attenzione, evidenziano un forte aumento
delle superfici agricole abbandonate.
Questa è una riflessione diversa che coinvolge la gestione del
territorio e la gestione dell'Assessorato al quale sono preposto.
Il reddito agricolo, come è a tutti voi noto, tende a diminuire
per una molteplicità di cause e tutto questo si scarica sul
continuo e crescente abbandono di superfici agricole che non sono
più coltivate.
Nel corso di alcune ricognizioni fatte sulle superfici bruciate
e soprattutto in provincia di Messina ho potuto direttamente
constatare che sono andate in fumo alcune rilevanti superfici
oggetto di coltivazione: se queste fossero state coltivate
secondo la buona pratica agricola molte di queste non sarebbero
state percorse dal fuoco. Ma una riduzione del reddito ricavato
dall'attività agricola e la conseguente tendenza all'abbandono
delle superfici fa sì che ci siano molti residui vegetali che,
nel corso dell'estate, prendono fuoco o, come ho detto prima,
vengono bruciati con effetti devastanti sul territorio.
Una notazione ulteriore riguarda l'intervento dello Stato. Lo
Stato ha, con il Dipartimento della Protezione Civile, emanato
l'ordinanza che è a tutti voi nota e che prevede interventi
sostitutivi da parte dei Prefetti e delle Regioni per la
creazione del Catasto presso tutti i Comuni.
Fermo restando che sul piano personale sono fermamente
convinto dell'utilità dello strumento sono peraltro convinto che
non sia l'unico mezzo che dovremmo adottare. Il Catasto servirà,
contribuirà, dovremo dotarcene, ma non sarà solo con questo
strumento che potremo prevenire e bloccare questa emergenza.
Il Governo, così come ho detto, se da un lato si impegna a
promuovere azioni di prevenzione e sensibilizzazione presso la
popolazione, dall'altro si impegna a portare in quest'Aula un
provvedimento che possa correggere le storture individuate, in
una stagione come questa di forte criticità, del sistema per
migliorare sia la prevenzione che la repressione ed il
contrasto degli incendi.
PRESIDENTE Prima di dare la parola all'onorevole Panarello
per illustrare la mozione, vi invito ad un minuto di
raccoglimento per onorare le vittime di questa estate.
(I deputati, in piedi, osservano un minuto di silenzio)
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Riprende la discussione congiunta delle comunicazioni
del Governo in ordine alla problematica sugli incendi e
discussione della mozione n. 230.
PRESIDENTE Fa facoltà di parlare l'onorevole Panarello, per
illustrare la mozione numero 230 Interventi urgenti a favore
dei comuni danneggiati dagli incendi verificatisi nel mese di
agosto», di cui è primo firmatario.
PANARELLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, anzitutto mi
associo alle parole di cordoglio che lei ha voluto esprimere per
le vittime degli incendi che si sono verificati in provincia di
Messina nel mese di agosto e mi associo anche alla solidarietà
espressa dal Presidente ai parenti delle vittime e ai feriti.
Voglio sperare che le Istituzioni restino vicine ai parenti
anche nella fase difficile che li aspetta nelle prossime
settimane e nei prossimi mesi, soprattutto alla famiglia
Cucinotta che, come voi sapete, è stata particolarmente colpita e
Matteo Cucinotta è ancora ricoverato a Napoli in condizioni molto
difficili ed è la persona che ha perso il fratello, la moglie e
la suocera.
Io, anche sulla base di sollecitazioni, che condivido, di altri
colleghi e Gruppi parlamentari, naturalmente sono, anche a nome
del Gruppo dei Democratici di Sinistra, disponibile a fare in
modo che attorno ad un tema di questo genere - come sollecitava
il Presidente dell'Assemblea - ci sia una discussione serena e
anche conclusioni unitarie. Naturalmente bisogna partire dal
presupposto, come ricordava l'Assessore La Via, che eventi di
questo genere, ancorché straordinari ed eccezionali, possono
ripetersi nella nostra Regione e quindi se vogliamo corrispondere
ad un sentimento diffuso di preoccupazione e di allarme che, se
non viene contrastato, può avere effetti molti gravi anche su una
delle questioni economiche sulle quali punta la Regione
siciliana, ossia il turismo, non avremo la possibilità di
risolvere un fenomeno così drammatico e, soprattutto, di
prevenire, per quanto è possibile, gli effetti disastrosi che
si sono avuti in tutta la Regione e segnatamente nella provincia
di Messina che è stata toccata in maniera tragica e disastrosa
nel mese di agosto, ma che aveva avuto già episodi - per fortuna
meno tragici, ma altrettanto disastrosi - nel mese di luglio.
Ovviamente, faccio riferimento alla situazione della provincia
di Messina poiché la conosco meglio, ma, come ricordava
l'Assessore, il problema si pone in generale.
Credo che vi sia un doppio problema: come attivare le
strutture necessarie nel momento in cui si verificano questi
eventi e come prevenirli. Abbiamo, anche - e lo dico
all'Assessore che sicuramente ne sarà pienamente consapevole - il
problema di come intervenire nelle zone in cui si è determinato
questo disastro perché è la prima questione sulla quale si
incentrerà l'attenzione delle persone interessate, ma anche
dell'opinione pubblica.
C'è stata una prima ordinanza della Protezione civile che è
chiaramente emergenziale, ha limiti strutturali essendo una
ordinanza di emergenza immediata, ma dobbiamo guardare con
attenzione alla dichiarazione dello stato di calamità e ai
contenuti della stessa per rivendicare le risorse adeguate e per
una utilizzazione congrua delle medesime, sapendo che ci troviamo
di fronte ad una molteplicità di esigenze che in quella realtà si
pongono.
Penso al risarcimento delle vittime e di quelli che hanno
ricevuto dei danni; penso alla necessità del ripristino delle
colture che sono state spazzate via in interi comuni, anche
colture significative', dal punto di visto economico, perché
attivavano un ciclo anche di trasformazione; penso, per restare
nella provincia di Messina, agli uliveti coltivati - come sa
l'assessore - che sono stati distrutti e le ricadute che avranno
sulle attività connesse; penso al noccioleto e ad altre colture
che determineranno anche una crisi delle aziende di
trasformazione e ricadute significative anche sul terreno
occupazionale.
E' chiaro che un decreto di calamità non può prescindere, a mio
avviso, dalla necessità di prevedere un risarcimento, incentivare
il ripristino delle colture, sostenere le aziende che sono state
colpite e tutelare i lavoratori direttamente interessati.
A parte questo aspetto ce n'è un altro urgente, l'assessore
lo sa bene e voglio dirlo al Presidente e ai colleghi,
riguardante il dissesto idrogeologico.
Se in molti di questi comuni ci dovesse essere un periodo di
persistenti piogge - e non è escluso - potremmo avere una
situazione di disastro con pericolo per le persone, per il
paesaggio e per l'ambiente di quelle realtà.
A questo proposito, si deve individuare un modo per prevenire
ulteriori disastri nel decreto di calamità, anche con interventi
e risorse da parte della Regione.
Giustamente l'assessore, nei limiti della legislazione vigente,
ha preannunciato, negli incontri avuti alla Prefettura di
Messina, l'utilizzo dei fondi POR per il dissesto idro-geologico.
Voglio qui segnalare che se dovessimo aspettare la possibilità
di utilizzare i fondi POR 2006-2013, naturalmente non
corrisponderemmo alle necessità impellenti che si pongono in una
parte di quei comuni.
Quindi, dobbiamo trovare un'altra strada per fare una
ricognizione effettiva della situazione di disagio grave e per
intervenire tempestivamente perché non vorrei, e credo che
nessuno di noi lo voglia, ritornare a discutere, nei mesi
invernali, di eventuali disastri dovuti alle alluvioni.
Concordo, inoltre, con le considerazioni svolte dal Presidente
dell'Assemblea che rispecchiano una preoccupazione ed anche un
senso di impotenza molto diffuso tra tante persone, residenti e
turisti, che si trovavano in quelle realtà e di tutti coloro che,
per ragioni di rappresentanza o di presenza, si sono trovati a
doversi cimentare in questo contesto.
Si avverte in maniera seria il tema del coordinamento. D'altro
canto, come ricordava l'assessore elencando le diverse competenze
in questo campo nella nostra Regione, si pone il tema del
coordinamento delle strutture regionali e delle strutture
regionali con le strutture statali, e deve essere un fatto che
segni, da questo punto di vista, un salto di qualità.
Questo non ha niente a che vedere, ovviamente, come ricordato
peraltro nella mozione, con l'abnegazione dei tanti uomini dei
Vigili del Fuoco, della Forestale, della Protezione civile, ma
anche di volontari, di amministratori di quelle realtà, nel
fronteggiare un situazione così drammatica.
Naturalmente, mi associo al ringraziamento a queste persone per
avere impedito che il disastro potesse avere effetti ancora più
drammatici, ma questo non toglie nulla alla necessità che su
questo terreno ci siano misure adeguate a partire, ripeto, dalle
strutture che fanno capo all'Amministrazione regionale e
pretendere, per altro verso, che con le strutture statali ci sia
un coordinamento effettivo e non da definire di volta in volta
come purtroppo succede oggi; molto spesso alla fine il
coordinamento è delle prefetture, ma è un fatto episodico che
pregiudica la possibilità di realizzare un rapporto snello tra i
comuni, i cittadini che si trovano in queste condizioni e le
istituzioni.
L'altro elemento che va affrontato riguarda la predisposizione
dei Piani di prevenzione, tanto più se si è convinti che quanto
è successo questa estate potrebbe ripetersi nel tempo e che vi
sono elementi di peculiarità rispetto al passato, considerato
che, in Sicilia, gran parte degli incendi si sviluppano in zone
non sottoposte alla gestione della forestale e per tanto tempo
gli incendi erano incentrati nelle zone cosiddette boscate.
Occorre, quindi, mettere in campo una serie di misure che
attivino, sul tema della prevenzione, un impegno corale da parte
delle strutture interessate a partire dai comuni, perché è vero -
come dice l'Assessore - che il sindaco ha potere anche di
coordinare, ma i comuni, quelli medi, piccoli e grandi, non solo
non hanno strutture in grado di affrontare l'emergenza, ma non
hanno neanche la disponibilità minima di risorse.
E' vero che non possiamo immaginare un piano di risorse che
preveda per ogni comune strutture e mezzi adeguati per
fronteggiare l'emergenza, ma è possibile impegnare i comuni a
individuare, nel proprio territorio, i punti di difficoltà, i
punti di crisi e a predisporre piani di prevenzione, assegnando
loro risorse adeguate.
Perché è vero che prevedere e fronteggiare situazioni di
queste dimensioni è difficile, ma non è difficile prevedere che
in condizione di forti venti di scirocco nella nostra Regione,
ormai prevedibili, sono i giorni nei quali questi disastri
possono assumere dimensioni di questa natura e quindi credo sia
doveroso e possibile immaginare piani di prevenzione che scattino
in presenza di queste previsioni.
E la questione non riguarda soltanto i terreni incolti, ho
scoperto - e l'Assessore potrebbe dare testimonianza di ciò che
dico - che alcuni incendi sono divampati in strade comunali,
provinciali, dell'ANAS dove non si fa il decespugliamento,
diventando occasione per i piromani meno sofisticati di sfogo a
questa pratica criminale.
Quindi, il sistema della prevenzione molto spesso passa
attraverso interventi modesto, attraverso un principio di
responsabilizzazione.
CRACOLICI Magari un Gigi D'Alessio in meno e una strada
comunale in più
PRESIDENTE Onorevole Cracolici, il dibattito si sta svolgendo
in maniera seria e serena, parlando dal suo posto lo rende
diverso.
PANARELLO Mettendo in capo ai comuni questa opera di
ricognizione, di monitoraggio e anche di sollecitazione nei
confronti dei diversi enti che non sono in grado di essere
tempestivi nell'operazione di pulizia delle strade.
Lo stesso vale per i terreni privati incolti, bisogna assegnare
la responsabilità e dire ai comuni di intervenire in questa
direzione.
L'ultima cosa che voglio ricordare riguarda la parte del
dispositivo della mozione poiché vi sono alcuni impegni che
chiediamo al Governo della Regione anche in rapporto al Governo
nazionale.
Penso che il dispositivo andrebbe completato, se c'è questa
convergenza, con la richiesta al Governo di riferire, su tutte
queste materie e su tutte queste ipotesi, periodicamente in Aula
per dare il segno che l'Assemblea regionale siciliana non
conclude con un dibattito una vicenda di questo genere, ma si
impegna permanentemente a tenere viva la propria attenzione e il
proprio impegno per evitare che questi fatti si ripetano senza
che ci sia un'adeguata risposta da parte del Parlamento e del
Governo della Regione.
PRESIDENTE Ringrazio l'onorevole Panarello per l'intervento
svolto con il cuore oltre che con le notizie e le informazioni
fornite.
Onorevoli colleghi, considerata l'esigenza dell'Assessore La
Via di allontanarsi dall'Aula per dieci minuti , sospendo i
lavori per incontrare i Capigruppo ed organizzare il prosieguo
dei lavori di questa seduta.
La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 13.00.
(La seduta sospesa alle ore 12.45 è ripresa alle ore 13.07)
RESIDENTE Onorevoli colleghi, anche se informale, la
riunione dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, ha stabilito di
andare avanti ad oltranza fino alla fine della seduta però con
interventi della durata massima di cinque minuti. Poiché sono
già le tredici e cinque, per evitare di finire molto tardi - il
Presidente ha degli impegni alle quattordici e l'Assessore pure
- sarò rigidissimo sulla durata dei cinque minuti. Avvertirò un
minuto prima del termine con una scampanellata e a cinque minuti,
senza che nessuno si offenda, sarò costretto a togliere la parola
perché, altrimento non ce la facciamo.
E' iscritto a parlare l'onorevole Cantafia. Ne ha facoltà.
CANTAFIA Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio
cominciare subito col ringraziarla perché ha mostrato sensibilità
rispetto a quanti, come me, le hanno chiesto di aggiungere
all'ordine del giorno di questa seduta, la seduta che sarebbe
stata ieri e poi è stata aggiornata ad oggi, questa questione che
ha emozionato i siciliani.
Non è il primo anno che abbiamo molti incendi, naturalmente
tutti adesso siamo ben informati anche della ciclicità di come
avvengono gli incendi in Sicilia, ci siamo tutti letti le carte,
però, non c'è dubbio che i morti di questa estate hanno dato uno
schiaffo alla politica, ricordando che le cose che fa per quello
che riguarda la prevenzione e poi l'intervento sugli incendi è
insufficiente.
Quindi la ringrazio per questo. La ringrazio anche per avere
chiesto all'Aula un minuto di raccoglimento per quelle vittime.
Rimprovero di questo, invece, del contrario il governo che nella
relazione ha dimenticato non soltanto questo ma ha dimenticato di
parlare della fragilità del sistema dei soccorsi. Lei non è
l'assessore alla sanità, quindi non ne ha diretta responsabilità,
ma se si è informato avrà saputo che i primi soccorsi sono
arrivati dopo qualche ora e che alcuni di quelli che sono morti
sono stati portati in ospedale da macchine private, fermate nella
strada con l'autostop.
E' un problema che si aggiunge al problema della prevenzione.
E' evidente che anche il nostro sistema di emergenza, di soccorso
è un sistema debole, fragile, se si arriva ad un appuntamento
così grave con questo ritardo.
Io ho apprezzato la relazione dell'assessore La Via, perché è
stato molto puntuale, ha riconosciuto quali sono gli elementi di
debolezza e di criticità, non soltanto quelli del sistema cioè di
quelli che sono a disposizione - apparentemente a disposizione -
del Governo e della Regione, ma anche del sistema in generale.
Ha ricordato che una parte del nostro territorio è ormai
abbandonato. Ha ricordato che ci sono desertificazioni che
riguarderanno la nostra Regione, che riguardano la nostra
Regione. Ha dimenticato di dire, però, cha la Sicilia è la
regione con il più basso tasso di superficie boschiva. Se si fa
aggiornare dei dati, si accorgerà che a fronte di una media
nazionale del 22% - ma naturalmente con punte molto alte, non
soltanto nelle regioni dolomitiche, ma anche nella Calabria,
queste percentuali sono molto alte - le dicevo a fronte di una
superficie boschiva del 22% in Sicilia ne abbiamo l'8%. Va da se
che questo è dovuto all'abbandono di tante terre.
Lei che è un esperto di imprenditoria agricola sa che nel
prossimo futuro aumenteranno le aree che verranno abbandonate
perché il seminativo tra poco diventerà un controsenso perché se
uno volesse continuare a seminare grano sa di dovere perdere un
sacco di soldi anche di fronte al migliore dei raccolti, perché
fra pochi anni non ci saranno nemmeno i pochi incentivi europei
che ancora permangono per quel settore.
Sappiamo di dovere agire su molti fronti, certamente uno dei
fronti sarà costituito dall'aumento della capacità di prevenzione
- lei ha parlato dell'aumento della qualità del nostro sistema di
Protezione civile.
Vorrei rimarcare con lei e con il Presidente il fatto che
questa storia del coordinamento sta diventando una barzelletta
E' impossibile che siano ancora attuali queste segmentazioni
per le quali davvero neanche si possono parlare perché parlano su
altre frequenze, altro che coordinamento
Meno male che ogni volta che ci sono queste questioni ci sono
uomini e donne che con abnegazione si buttano alle spalle i loro
diritti e nel momento in cui dovrebbero fermarsi continuano a
lavorare ben oltre le loro forze, ben oltre le proprie
condizioni contrattuali.
Meno male che siamo di fronte a gente che supera tutte queste
difficoltà. Non possiamo per questo stare a queste disponibilità.
Dobbiamo aumentare, come lei ha detto, uomini e mezzi e per
farlo ci vogliono progetti ben precisi: si possono utilizzare in
qualche caso le risorse comunitarie, si possono utilizzare in
qualche caso risorse proprie. E dove sono?
Assessore, nel DPEF che fra poco discuteremo è riuscito a farci
star dentro queste necessità?
E' riuscito a far star dentro a quel DPEF l'aumento della
superficie boschiva nei prossimi dieci anni e portarla al 20 per
cento, raddoppiarla come sarebbe necessario per impedire che
l'incuria del territorio porti a quelle condizioni?
Non si tratta semplicemente di lamentarsi, si tratta di fare
Lei è Assessore ed il suo compito è di Governo e non soltanto
dell'analisi della questione e della speranza che qualcosa si
risolva.
La stessa cosa vale per il coordinamento.
Si faccia un incontro con lo Stato, si definisca chi ha le
competenze maggiori - naturalmente io mi troverò d'accordo a che
il coordinamento di questa vicenda vada agli esperti cioè ai
vigili del fuoco prima che al sistema dell'antincendio della
Forestale - si metta nelle condizioni questi coordinamenti di
avere delle gerarchie precise e poi io accolgo la sua ipotesi che
è quella di migliorare la flessibilità del sistema.
Con la sua esperienza imprenditoriale, Assessore, saprà che
questo è uno dei migliori modi per aumentare l'efficienza senza
aumentare i costi.
Noi dobbiamo avere la possibilità di utilizzare al meglio le
risorse che ci sono in campo.
La flessibilità del sistema deve essere alta, ma per riuscirci
bisognerà avere il coordinamento centralizzato, bisognerà avere
chiare procedure di intervento, bisognerà essere sicuri che una
squadra antincendio della Forestale possa intervenire quando una
casa sta per bruciare senza aspettare l'autorizzazione dei Vigili
del fuoco, preposti a spegnere gli incendi nelle case piuttosto
che nelle superfici dell'Azienda foreste,etc.
In poche parole abbiamo bisogno di rivoluzionare il sistema.
L'emozione che stiamo vivendo serve a qualcosa, il sottoscritto
insieme all'onorevole Panarello siamo emozionati delle vittime
che ci sono state - erano nostri amici quindi mi rendo conto che
la nostra emozione è più forte di quella degli altri - però
l'emozione che hanno avuto tutti i siciliani serva almeno a
questo non a dire che si potrebbe far meglio' ma a produrre
sostanziali condizioni di cambiamento.
Ripeto, lei è un Assessore di questo Governo ci dovete portare
non soltanto le statistiche, non soltanto la considerazione che
siccome nessuno sta attento al suo terreno questo è fonte di
incendio possibile, oppure la stupidità di utilizzare una forma
arcaica di arricchimento potassico, credo che dovrebbe servire,
non basta solo questo. Bisogna che trasformiate tutte queste cose
in norme. La stessa cosa vale per la Protezione civile. Abbiamo
votato a luglio una specie di pezza sulle questioni della
stabilizzazione. Le chiedo formalmente, glielo chiediamo con un
ordine del giorno, che ci sia una pianta organica della
Protezione Civile.
Non si può continuare a dire questi li stabilizziamo questi
li mettiamo là . Noi dobbiamo sapere esattamente quello che ci
serve per avere un sistema di protezione civile efficiente , se
sono sufficienti quelli che ci sono li dobbiamo stabilizzare, se
non sono sufficienti ne prendiamo altri, se sono perfino in più
mettiamoli da qualche parte ma quelli che servono devono avere
quel compito. Abbiamo fatto ridere l'Italia quando hanno scoperto
che i nostri dipendenti della Protezione Civile nei Comuni erano
in ferie.
Noi abbiamo cose precise da fare, le faccio un esempio per
tutti e concludo. L'ultima finanziaria abbiamo rimesso in campo
la questione dei cantieri di lavoro e abbiamo presentato degli
emendamenti per costringere che quei cantieri di lavoro siano
dedicati soltanto ai Comuni interni. E io so che l'Assessorato al
Lavoro si sta preoccupando di utilizzarli per le grandi città. E'
una stupidaggine. Abbiamo bisogno di intervenire, per esempio,
per decespugliare le zone attorno ai Comuni, abbiamo bisogno di
dare ai Comuni qualche risorsa, proviamo a farlo tutte le volte
che serve e mettiamo in fila le priorità.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Villari. Ne ha
facoltà.
VILLARI Signor Presidente, autorevoli esponenti del Governo,
onorevoli colleghi, vorrei intanto ricordare che la Quarta
Commissione, della quale mi onoro di essere il Vicepresidente, il
5 luglio scorso ha voluto organizzare una audizione rivolta
proprio ai soggetti che sono stati in questa nostra Regione
particolarmente impegnati in questa azione tesa a far fronte
all'emergenza incendio delle aree boschive che sono state
drammaticamente interessate così come si è detto da parte di
tanti e come purtroppo drammaticamente abbiamo visto.
In quella occasione erano presenti, oltre all'Assessore La Via,
il dottor Colletti che è l'ispettore generale dell'Azienda
Foreste, l'ing. Ganci, l'ing. Cocina della Protezione Civile, il
dott. Lonzi Dirigente Generale dell'Assessorato e in quella
occasione abbiamo verificato avendo dati alla mano una volontà,
una organizzazione ed una preoccupazione rispetto alla necessità
di rendere questa organizzazione più efficiente e più forte, più
coordinata. Il primo punto che vorrei sollevare è questo:
l'Assessore La Via ne faceva un cenno nel corso del suo
intervento e ritengo importante che se ne parli in Aula, signor
Presidente ha fatto bene Lei a coinvolgere l'Assemblea tutta
rispetto ad una discussione così delicata.
L'Assessore faceva riferimento ad un coordinamento generale tra
tutte le forze che possono in qualsiasi modo, ragione, misura e
competenze essere coinvolte di fronte a fatti di questa natura
così gravi, importanti e delicati. E questo coordinamento non
deve essere inteso solo come un coordinamento legato all'azione,
che ovviamente si deve fare, rivolta allo spegnimento degli
incendi ad evitare che il nostro grande patrimonio boschivo ed
ambientale venga deturpato e distrutto, ma che vi sia un
soggetto, una struttura che si occupi pienamente, una già
struttura esistente
La stessa struttura assume anche il compito nelle fasi in cui
non è impegnata attivamente all'azione diretta allo spegnimento
degli incendi o alla prevenzione, fatto assai significativo e
determinante, anche a una azione, l'Assessore usava il termine
culturale'.
In questo Regione - e lo dico anche come cittadino preoccupato
di comportamenti che, purtroppo, vediamo, non sono solo quelli
dei piromani. Io lo so ci sono i piromani, e vanno colpiti in
modo pesante, senza mezzi termini. Ma probabilmente c'è anche
una disattenzione nel meccanismo organizzativo generale. Il
dottore Colletti e il dottor Lonzi, l'altra volta, ci spiegavano
come si interviene, con migliaia e migliaia di forestali per
pulire i viali parafuoco, come si interviene per dotarsi di
mezzi, eccetera, però diceva anche che c'è un problema di
insufficienza di mezzi stessi.
Abbiamo bisogno di avere, per esempio, le risorse; sapere
prima, ad inizio d'anno, di sapere quali sono tutte le risorse
destinate all'azione che, per competenza, gli Ispettorati alle
foreste su cui devono poter contare. Perché ci raccontavano, ci
dicevano che loro hanno a spizzichi e bocconi' le risorse per
potere di volta in volta fare nuovi progetti, fare nuove perizie
e poi andare avanti. E questo non è possibile.
Poi dicevo l'azione culturale'. Dobbiamo fare una grande
azione rivolta ai giovani - e lì, forse, è più scontato perché i
giovani questa sensibilità ce l'hanno - ma dobbiamo diffonderle
in ogni dove, nelle scuole.
Le cicche non si buttano né sulla strada e meno che meno nelle
aree boschive
Dobbiamo fare una grande azione di civiltà in questa Regione
perché i comportamenti sono troppo caratterizzati da logiche
individualistiche. Signor Presidente, ognuno pensa di poter fare
quello che vuole.
Allora una azione di Governo - intendendo per questo la sua
accezione più ampia - una azione di chi governa e nostra
complessivamente, di quelli che siamo più grandi perchè dobbiamo
preservare questo mondo a quelli che verranno dopo, a partire dal
nostro territorio, dai nostri boschi, dal nostro ambiente.
Però, ripeto, una azione culturale perché se si dà il segnale
forte ma in tutti i sensi, a tutti i livelli, e in tutte le
attività umane che esercitiamo in questa Regione, se si dà il
senso che qui non si scherza, ognuno deve avere senso di
responsabilità rispetto a ciò che si fa: piccoli, grandi, nelle
scuole, nei luoghi di lavoro, in ogni dove, in questo modo, penso
si possa partire col piede giusto e questa azione culturale è
determinante e centrale.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Pagano. Ne ha
facoltà.
PAGANO Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi,
intanto sono contento dell'impostazione che è stata data
dall'onorevole Miccichè su questo argomento perché, quando si
parla di argomenti di questo genere non esiste destra o sinistra,
esiste il problema sociale, esiste il bene comune e quindi è bene
dare un indirizzo forte in tal senso.
E visto che andiamo incontro a delle problematiche che sono
notevoli e nei prossimi anni il problema si accentuerà.
Non è che dobbiamo dimenticarci che quello che è successo in
Sicilia, è successo anche in Calabria, in Puglia, in Croazia, in
Grecia, quindi è evidente che siano di fronte a un problema su
cui è inutile operare un approfondimento perchè rischieremmo di
andare fuori tema, però non c'è dubbio che dobbiamo intervenire e
in maniera assolutamente concreta e forte.
Siccome il tempo a disposizione è quello che è - e devo dire
poi meglio così, perché così l'intervento sarà più incisivo e
caratterizzante - visto che sto parlando da un punto di vista
complessivo anche a nome del mio partito, penso che ci siano tre
elementi sui cui noi dobbiamo puntare l'attenzione in una legge,
che mai come in questo momento risulta indispensabile.
L'ordine del giorno che stiamo preparando, che immagino e spero
sia anche firmato da tutti i componenti di questo parlamento,
nel senso che sia bipartisan, non nel senso che è stato partorito
da noi, e assolutamente condiviso, deve andare incontro a delle
esigenze ben precise che io mi permetto oggi di sottolineare nel
sia pur breve tempo a disposizione.
Direi che ci sono sostanzialmente tre ambiti.
Il primo è quello delle risorse umane: gira e rigira, comunque
la mettiamo, sempre di uomini dobbiamo parlare, di risorse umane
che devono intervenire concretamente per raggiungere l'obiettivo
che è quello di cui stiamo parlando oggi.
Noi abbiamo in questo momento qualcosa come 15 mila unità
professionali, con un certo grado di professionalità, non che gli
altri non ne abbiamo, ma certamente abbiamo 10 mila centunisti e
oltre 5 mila cinquantunisti che rappresentano una quantità non
indifferente, gestiti male, secondo il mio modesto parere ma lo
dico con grande rispetto, e quindi da qui la necessità di operare
un miglioramento.
Quale potrebbe essere il miglioramento complessivo? Sicuramente
la stabilizzazione, questo è un fatto logico. La stabilizzazione
comporterebbe una gestione professionale delle risorse stesse.
Siccome sappiamo che non è possibile, almeno un minimo di
intervento in tal senso dovrebbe essere raggiunto in questa
legge, per cui bisogna reperire risorse finanziarie per far sì
che almeno i 10 mila centunisti vengano portati a 151giorni
lavorativi.
Questo significa creare di fatto a questa platea, a queste
persone, una possibilità concreta di operare per almeno 6-7 mesi
l'anno, chiaramente differenziandoli nel modo che sappiamo, e
quindi creare le condizioni per avere una serie di vantaggi
economici oltre che ambientali.
Provo a spiegarle brevemente perché il rischio è quello di
disperderci nel ragionamento.
Primo: la prevenzione agli incendi è ovvio che questo
porterebbe grandi vantaggi finanziari e si capisce da sé.
Il rimboschimento intensivo porterebbe a dei vantaggi in
termini di prevenzione e sul dissesto geologico, assessore mi
sembra assolutamente chiaro.
Le bonifiche nel territorio sarebbero anch'esse favorite da
queste risorse umane che in maniera professionale verrebbero
utilizzate.
Poi, ancora, ci sarebbe la Protezione civile che, ovviamente,
godrebbe di questa ulteriore quantità non indifferente di
persone. E poi ci sarebbe anche la possibilità di sfruttare
queste persone anche da un punto di vista turistico perché è
chiaro che ci sono boschi che potrebbero essere ..
Il buon uso dei boschi anche da questo punto di vista
porterebbe dei vantaggi.
Quindi, mi sembra chiaro che noi dobbiamo puntare sulla risorsa
umana. Possiamo fare qualsiasi tipo di ragionamento complessivo
ma, poi, alla fine la gestione delle risorse risulta sempre in
una materia come questa l'elemento principale.
Ci sentiamo di sollevare il dibattito e portarlo all'interno
di questa logica. O stabilizzazione oppure, se non è possibile,
il miglioramento generale delle condizioni attraverso un numero
maggiore di giornate a vantaggio dei centunisti.
Ci sono poi gli aspetti legati al fatto tecnico. Il
potenziamento dei mezzi va da sé. Queste sono unità, sono persone
che non hanno a disposizione praticamente nulla. Allora è chiaro
che il complemento di programmazione vada da questo punto di
vista rimodulato all'interno di logiche di risanamento
ambientale, di tutela e di potenziamento di mezzi.
Io penso che questa sia la volontà di tutto il Parlamento ed in
generale so che accoglieremo facilmente tutti queste proposte.
Con quale strumento, ed arrivo al terzo elemento, all'elemento
principe, che è lo strumento legislativo.
Sappiamo bene che ci sono in questo momento tanti vincoli,
tanti divieti, ci sono delle impossibilità oggettive per la buona
gestione delle risorse umane, lei stesso ne ha accennato una, le
sedi che sono lontane dai boschi. Ma che ci stanno a fare Se
questi signori hanno deciso di fare questo mestiere e fanno tante
battaglie anche da un punto di vista sindacale per raggiungere i
loro giusti diritti, per carità, però devono avere dei doveri ben
forti e ben precisi.
I vincoli a cui lei accennava. Non è possibile che queste cose
o i divieti continuino ad esistere ancora oggi, nel 2007. Allora
è chiaro che una legge speciale, senza esitazioni, deve andare
incontro a questo tipo di esigenza, assessore, e mai come oggi
nessuno si metterà di traverso perché mettersi di traverso
significa oggi assumersi delle responsabilità complessive che
sono anche generazionali che non sono relative soltanto al
contingente.
Su questi elementi, oltre al coordinamento delle forze a cui
lei stesso accennava, penso che potrebbe essere interesse di
tutti noi operare in tal senso.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Apprendi. Ne ha
facoltà.
APPRENDISignorm Presidente, onorevoli colleghi, mi sembra
irriguardoso rispetto l'argomento che stiamo trattando, il fatto
di ridurre il dibattito a cinque minuti. Stiamo parlando di un
argomento così importante, che ha causato vittime, morti, feriti
e disastri ambientali, come se stessimo trattando un argomento
che si svolge nel quotidiano con frequenza
PRESIDENTE Onorevole Apprendi, lo dico perché ci sia
giustizia. Nessuno ha chiesto che gli interventi fossero di
cinque minuti l'uno; è stata una decisione presa in Conferenza
dei Capigruppo.
APPRENDI Signor Presidente, Presidenti di Gruppi
parlamentari presenti in Aula ce ne sono pochissimi, anche
l'Aula dimostra con quale sensibilità si sta trattando questo
tema. Mi dispiace, signor Presidente, non voglio aprire una
polemica però ci costringete a dire alcune cose quando si tratta
di parlare di altri interessi l'Aula è stracolma
PRESIDENTE Onorevole Apprendi, in altri consessi dove gli
argomenti sono altrettanto importanti e a volte anche più
importanti di questo, il massimo che viene consentito ai deputati
è di tre minuti, come avviene nel Parlamento europeo. Ripeto che
è stata una decisione presa in Conferenza dei Capigruppo, non
c'è nessuno che vuole essere irriguardoso né possiamo fare capire
a chi ci ascolta via internet o via televisione che c'è qualcuno
di noi che ha deciso di essere irriguardoso nei confronti di un
argomento così difficile e così importante.
Pertanto, sono costretto ad interromperla e a dirle che i
cinque minuti sono stati stabiliti considerato il numero
elevatissimo dei deputati che hanno chiesto di intervenire.
Capisco che cinque minuti possano sembrare pochi, ma le
assicuro che in altri consessi con tre minuti, senza che nessuno
possa chiedere neanche dieci secondi di intervento suppletivo, si
svolgono gli interventi nelle sedute come al Parlamento europeo.
Per cui, la prego di svolgere il suo intervento senza far
ricadere su nessuno - proprio perché l'argomento è delicato ed è
di grande responsabilità per ognuno di noi - una responsabilità
di disinteresse che le garantisco che non c'è.
APPRENDI Signor Presidente, ringrazio l'intervento
dell'Assessore La Via, ma devo dire che è proprio il punto di
vista cda cui partiamo che è sbagliato perché, con tutto il
rispetto dei dati tecnici che lei assessore ha fornito, è proprio
il punto di vista che è sbagliato, perché se parliamo
dell'Assessorato dell'agricoltura abbiamo perso l'orientamento di
quello che è successo in questi giorni in Sicilia.
Lei stesso in una trasmissione ha dato dei dati precisi di
riferimento dicendo che il 95 per cento delle aree interessate
agli incendi riguardava le aree urbane, mentre il 5 per cento
riguardava le aree della forestale. Già i numeri parlano da sé;
dobbiamo parlare veramente di rimodulare tutta la Protezione
civile, è quella l'angolazione che dobbiamo guardare: la
Protezione civile. Se la guardiamo soltanto dal punto di vista
dell'Assessorato dell'Agricoltura abbiamo sbagliato tutto.
Poco fa ho sentito alcuni numeri che mi mancavano peraltro.
L'onorevole Pagano che poco fa mi ha preceduto credo di aver
capito che abbia detto che vi sono 10 mila centunisti, rispetto a
meno di tremila unità dei Vigili del fuoco divisi in quattro
turni, mentre le superfici interessate sono per il 95 per cento
in aree urbane e il 5 per cento in aree boscate. Pertanto, se
analizziamo già questi numeri vediamo che bisogna intervenire in
maniera massiccia rispetto al corpo nazionale dei Vigili del
fuoco.
Lei mi potrà rispondere che non è materia regionale, ma
sappiamo che dal punto di vista politico ci può essere
sicuramente un intervento forte di tutto il Parlamento ma anche
della Giunta per approvare dei provvedimenti speciali per la
Sicilia in questo senso.
Siccome il tempo a mia disposizione è pochissimo e sicuramente
fra poco il Presidente mi fermerà, vorrei parlare di un paio di
cose. Intanto sulle competenze: troppe volte avete detto sulla
stampa che competenza del coordinamento non è della Regione. Per
favore, non dite più bugie, perché il coordinamento spetta al
Dipartimento regionale della Protezione civile e spetta per
legge: Per competenza, attraverso la legge n. 225, la competenza
del coordinamento è data alla Regione del coordinamento.
Quando io qualche mese fa, da questo posto, ho denunciato la
mancanza della sala operativa unificata, la mancanza del
coordinamento, c'era un grande coro, ma di silenzio. Si ignorava
quello che è stato detto. La Regione ha competenza non soltanto
per fare le passerelle e preannunciare con una conferenza stampa
che si era pronti ad affrontare qualsiasi evenienza e qualsiasi
emergenza. La Regione ha compiti specifici. Gli incendi sono
competenza dei Vigili del Fuoco e della Forestale. E' inutile che
continuate a parlare del volontariato. Il volontariato non ha
competenze per lo spegnimento degli incendi. Ci sono tre mila
associazioni in Sicilia di volontariato che non hanno competenza
per lo spegnimento degli incendi e voi continuate a fregiarli,
acquistando mezzi che non potranno utilizzare mai.
Nel 2005 sono stati spesi 2 milioni e mezzo di euro per dare
soldi a tre mila associazioni, alcune con il finanziamento di 200
euro per comprare, sapete che cosa, i loghi, i loghi delle
divise Altri con finanziamenti di 100 mila euro. Poi ci sono dei
fuoristrada che costano da 10 mila euro a 30 mila euro. Ci sono
delle cose che sono inenarrabili.
Dobbiamo smetterla. Questo volontariato va formato e comunque
non è adeguato allo spegnimento degli incendi; ci sono
distaccamenti volontari che si possono fare in Sicilia. Lo sapete
chi li fa? I Comuni. I Comuni hanno competenza per fare
distaccamenti dei Vigili del Fuoco in Sicilia e lo possono fare
tutti i Comuni. E noi abbiamo in Sicilia soltanto 8 distaccamenti
a fronte di centinaia di distaccamenti presenti nel territorio
nazionale, in ogni Regione del Nord. Allora è lì che bisogna
intervenire.
Se lei, Presidente, mi permette, volevo consegnare agli atti un
intervento piuttosto articolato che comprendeva anche alcune
proposte, non solo denunce e polemiche come è stato detto dal
Presidente Cuffaro Abbiamo fatto denunce in questi giorni perché
di fronte ai morti non si può tacere, di fronte alla gente che ha
perduto i beni non si può tacere, non è polemica politica Non è
così. Noi diamo suggerimenti per superare l'emergenza, diamo
suggerimenti per pianificare quella che è la prevenzione, la
previsione e l'intervento. Questi ultimi sono tre fasi importanti
e non ha funzionato alcuno dei tre elementi.
Quindi non abbiamo dove andare. O ci si siede per costruire, si
convocano le Commissioni che hanno dei compiti. Ad esempio, la
Commissione Incendi non viene convocata da oltre 3 anni E non mi
dica il Presidente Cuffaro che non l'abbiamo detto, perché
l'abbiamo detto e anche da questa tribuna. Tutti insieme sì che
possiamo costruire qualcosa di positivo, altrimenti, la prossima
estate saremo qui di nuovo a piangere sui morti, caro Presidente.
Onorevole Assessore, sulla forestale vorrei dire solo 3
parole. Bisogna essere presenti nella fase di prevenzione, non
per lo spegnimento. Io non pagherei mai la gente per spegnere gli
incendi, li pagherei per prevenire. Forse per quante unità
abbiamo, perché qualcuno diceva che siamo pochi, io non lo so se
sono pochi gli operai forestali, credo però che se ne mettiamo
uno per ogni tornante nella parte che riguarda il bosco noi
riusciremo forse a non avere incendi piuttosto che utilizzarli
per fare altre cose di cui non abbiamo il controllo Non so, ad
esempio, quanta piantumazione facciamo. A questo proposito, le
chiederei di avere l'elenco dei boschi che sono stati finanziati
con i POR, e quanti di quelli che si sono bruciati non erano
stati collaudati. Grazie.
PRESIDENTE Onorevole Apprendi, ovviamente può consegnare, se
lo ritiene, l'intervento articolato di cui dispone e che non ha
potuto riferire all'Aula per motivi di tempo e gli uffici
provvederanno alla relativa pubblicazione.
E' iscritto a parlare l'onorevole Caputo. Ne ha facoltà.
Onorevole Caputo, visto che lei è Capogruppo e ha preso parte
alla riunione le raccomando di prounciare il suo intervento entro
i 5 minuti previsti.
CAPUTO Naturalmente Presidente. Innanzitutto, la ringrazio
per la sensibilità che ha avuto nel chiedere ai capigruppo di
dedicare una seduta alla problematica di cui stiamo discutendo e
anche ai colleghi che con i loro atti ispettivi hanno consentito
questo dibattito che è di straordinaria importanza. Non
foss'altro per quello che è successo in Sicilia. Perché,
indubbiamente, al di là delle responsabilità, al di là della
contrapposizione degli interventi, ci sono episodi che
indubbiamente, onorevole Assessore, vanno letti nella loro
gravità. E'assurdo che una città come Cefalù, per tre giorni e
tre notti, abbia continuato a bruciare senza che sia stato
possibile spegnere gli incendi o limitare la devastazione del
territorio.
Dobbiamo prendere atto, perchè è argomento di questi giorni,
che ancora la maggiore parte, quasi il 90 per cento dei comuni
siciliani, non ha costituito il catasto dei territori incendiati.
Abbiamo chiesto a diversi deputati, agli assessori competenti ed
in ogni caso al Governo di intervenire presso i comuni. Già mi è
stato segnalato che in diversi comuni nelle aree incendiate vi
sono fenomeni di abusivismo edilizio, vi sono fenomeni di animali
che sono stati immessi all'interno di questi territori, molti dei
quali sono territori del demanio regionale o del FEC, Fondo
edifici per il culto.
Ci sono situazioni che vanno verificate e io la informo, anche
se so che il suo ufficio ne è già informato, che nel territorio
di San Martino delle Scale che ha subìto un incendio che è durato
48 ore, che ha devastato case e terreni, per un problema di
convenzione fra Ministero dell'Interno, FEC, Prefettura di
Palermo e Ufficio del Demanio regionale è scaduta la convenzione
per l'affidamento di questi terreni alla Forestale. E quindi l'80
per cento del patrimonio boschivo di San Martino, quello che
ancora sopravvive, è incustodito perché nessuno ci può lavorare.
Vi sono state situazioni paradossali di interventi di ogni
tipo, volontari, carabinieri, vigili del fuoco, antincendio,
dove i bocchettoni collegati ai mezzi antincendio si sono sciolti
per il calore delle fiamme in quanto erano di gomma L'ho notato
a San Martino delle Scale, sono stato tutto il giorno e tutta la
notte lì a seguire le operazioni, a guardare, a vedere la totale
assenza di personale o l'esubero di personale, di uomini e mezzi
che sostavano in piazza creando addirittura problemi di
viabilità
Io credo che vi sia molto da fare in questa terra di Sicilia,
senza critiche, lei ha fatto il suo dovere, lo ha fatto
benissimo, lo continua a fare, ha grande attenzione, il Governo
ha grande attenzione. Il Parlamento regionale siciliano che vuole
stare dalla parte di questo Governo in un momento di emergenza
incendi che sono, come ha detto lei, quasi tutti dolosi, dove
spesso si nascondono dal soggetto psicopatico al soggetto che
brucia perché chissà cosa vuole ottenere dal dopo incendio, ai
soggetti che, legati alla criminalità organizzata, vanno a
devastare interi territori, a grossi gruppi imprenditoriali che
vogliono sperare di utilizzare domani questi terreni bruciati per
interessi edilizi o altre cose.
Questo è un momento di emergenza che va sicuramente affrontato
coralmente, ma va affrontato con grande attenzione, perché
quest'anno da gennaio ad agosto sono bruciati quasi 10.000 ettari
di bosco in Sicilia. Una superficie impressionante. Tutti
terreni di grande interesse naturalistico, ambientale e
paesaggistico. E' chiaro che ci sono interventi che vanno
coordinati, non possono esserci in Sicilia 15 sale operative Non
possono esistere 15 autorità diverse che intervengono spesso in
regime di confusione e di contrapposizione, dall'Esercito, alla
Polizia, ai Carabinieri, ai Vigili del Fuoco, alla Forestale, al
115, al 1515
Troppe competenze, troppi comuni che spesso si limitano
soltanto a contare gli ettari incendiati ed a chiedere poi lo
stato di calamità per poi sperare di avere finanziamenti sotto
forma di risarcimento.
Speravo che al dibattito di oggi fosse presente anche
l'Assessore per i lavori pubblici. Il problema, a mio avviso, è
del dopo incendio, cioè il rischio di dissesto idrogeologico.
L'80 per cento dei comuni della Sicilia sono esposti a frane e
smottamenti e al distacco di costoni rocciosi. Ci vuole un
intervento di carattere economico sicuramente notevolissimo e che
deve impegnare il Governo a reperire queste risorse.
La ringrazio, onorevole Assessore, per questa attenzione e per
la sua relazione che condivido, ma mi auguro che il Governo, in
tempi brevi, dia risposte certe sì in termini di prevenzione, ma
anche in termini di coordinamento degli interventi antincendio.
Presidenza del Vicepresidente Stancanelli
PRESIDENTE . E' iscritto a parlare l'onorevole Calanna. Ne ha
facoltà.
CALANNA Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo aver
pianto i nostri morti e aver fatto la conta ragionieristica dei
danni subiti dalla Sicilia, oggi si tenta di fare una riflessione
approfondita sulle cause, e debbo dire in premessa che non mi
convince la risposta che quest'Aula sta dando all'emergenza e al
dramma che la Sicilia ha di recente vissuto.
Ritengo che per contrastare la politica che avanza in questo
Paese, altrimenti avrà ragione Grillo e i grillini', in questa
nostra terra d'Italia e di Sicilia è il modo composto e anche la
presenza alle volte significa compostezza, capacità di affrontare
le argomentazioni. A me non convince il ritornello, la litania
che in questi giorni ho ascoltato, cioè a dire che in Sicilia noi
abbiamo subìto questa tragedia per carenza di uomini e per
carenza di mezzi perché il fenomeno è stato di tale portata per
cui eravamo in difficoltà a fronteggiarlo.
Io dico che Chi è causa dei propri mali pianga se stesso',
perché vede Assessore, quando lei imposta quella relazione e ci
dice sostanzialmente che i boschi sono stati preservati, tutto
ciò che era competenza della forestale non è andato in fuoco,
sostanzialmente, ciò che è andato in fuoco sono stati i terreni
dei privati, la macchia mediterranea, quella a ridosso dei centri
abitati.
Bene, Assessore, io le voglio ricordare che proprio qualche
mese addietro in quest'Aula abbiamo affrontato un dibattito che
riguardava il Piano di sviluppo rurale. Il Governo ha avuto un
momento di ripensamento, lei era venuto in quest'Aula dicendo che
nel Piano di sviluppo rurale le Udi (Unità previsionali di base
per la lotta agli incendi) che noi dovevamo considerare erano 15.
Lei aveva un'idea produttivistica di questa Sicilia, e solo
questa. Noi le abbiamo significato, anche con un ordine del
giorno, che era necessario avere riguardo e abbassare quella
soglia, perché poi il disimpegno degli operatori agricoli sul
territorio è legato anche alle politiche che noi mettiamo in
campo. Ed è chiaro che se il disimpegno è totale a quel livello,
poi non basteranno uomini e mezzi per fronteggiare le emergenze
in Sicilia, noi non potevamo prevederlo, ma in Sicilia il vento
di scirocco non è un fatto eccezionale, ma è un fatto connaturato
al clima di quest'Isola. Quindi la previsione era possibile
farla, è mancata quella risposta adeguata di protezione civile
che un Paese serio dovrebbe avere e la capacità di metterla in
atto.
Ora, dopo aver pianto i morti, dopo aver constatato 5 morti in
Sicilia e tanti feriti, dopo aver constatato un dramma ambientale
di così vasta portata nessuno sente il dovere di assumersi le
responsabilità di questa vicenda. Ciò non credo sia un modo
onorevole per chiudere questa vicenda siciliana.
Vede, la protezione civile in Sicilia, qualcuno l'ha detto, non
è più protezione civile, si è trasformata in un'area
subappaltante, di stazione appaltante. Questo è il dramma vero
della nostra Isola.
Onorevoli colleghi, vi racconto un aneddoto per capirci
colleghi; vi racconto una storia di un Comune che aveva messo in
piedi un progetto di parco suburbano e non trovava le fonti per
il suo finanziamento: Qualcuno alla protezione civile aguzzò
l'ingegno e disse: che problemi hai? I fondi ci sono, anzichè
fare un parco suburbano fai una struttura multifunzionale
contenente un'area per poter raccogliere uomini e mezzi
nell'eventualità di calamità, quindi un centro di raccolta. E
poi che devo fare? Chiedeva il Sindaco. La risposta non tardò:
nient'altro, quattro bocchettoni ai lati delle piste per
l'approvvigionamento idrico. Se fai così ti finanziano il
progetto.
In Sicilia la protezione civile è diventata una stazione
appaltante E' questo il coraggio che dobbiamo trovare in queste
ore e consequenzialmente per recuperare quel senso etico; questo
è il compito che la politica deve avere e la responsabilità che
deve avere prima ancora che lo faccia la Magistratura accertando
i casi in cui si sono registrati omissioni e ritardi, di
rassegnare le proprie dimissioni.
Io giudico che da quest'Aula, nonostante le poche presenze,
siano venuti però degli stimoli positivi per andare avanti. Si
dice bisogna munirsi di una legge che superi quelle criticità di
cui parlava l'Assessore per non farci trovare impreparati.
Penso che ciò sia opportuno per aggiustare quelle discrasie che
abbiamo registrato ma ritengo, e lancio un'idea, che i nuclei
fondamentali per poter rispondere immediatamente a questa
tipologia di emergenza siano i comuni e le province.
E' vero che anche a quei livelli bisogna recuperare il senso di
responsabilità - qualcuno l'ha detto: i sindaci facciano meno
sagre e facciano più prevenzione sul territorio - dobbiamo dire
per onestà che le risorse messe a disposizione sono poche. Io
penso ad una ipotesi in cui un piano antincendio serio in Sicilia
di protezione civile poggi molto sui comuni, sulla
responsabilizzazione dei sindaci, degli amministratori, sulla
capacità di dotarli finanziariamente e sulla possibilità di
intervenire immediatamente. Non aspettare che il fuoco assuma
quelle dimensioni perchè poi è chiaro che siamo dinanzi alla
catastrofe e potremo soltanto contare morti e feriti e danni.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca. Ne ha
facoltà.
DE LUCA . Signor Presidente, onorevole Assessore, vorrei
evidenziare un aspetto di questa vicenda che non riguarda le
competenze, gli effetti, ma più che altro al mio interrogativo,
che vorrei adesso sottoporre all'Aula e che riguarda la
situazione di totale abbandono cui assistiamo sempre di più nel
nostro territorio.
Dobbiamo ammettere che c'è un problema di politica strategica
rispetto al territorio che riguarda l'abbandono costante delle
campagne. L'abbandono costante del territorio che costringe la
regione, con vari interventi vuoi per il dissesto idrogeologico,
vuoi per quanto riguarda la prevenzione antincendio, vuoi per
quanto riguarda tutta un'altra serie di interventi che alla fine
sono causati da un unico elemento: l'abbandono delle campagne.
E allora mi permetto in questa occasione di sottolineare
questo aspetto che mi pare di assoluta importanza e di
conseguenza fare anche una panoramica complessiva di quelle che
potrebbero essere le soluzioni.
Si è parlato del sindaco come l'elemento di base per quanto
riguarda il riferimento di protezione civile sul territorio.
Ebbene, io sono sindaco e il mio comune è stato anche interessato
da incendi e vi posso dire che i poteri del sindaco sotto questo
profilo andrebbero potenziati.
Noi dovremmo fare una riflessione su questo e vi faccio anche
un esempio: perchè oggi si mettono le ganasce alle macchine se
non si pagano le imposte e non si potrebbe invece trovare un
altro tipo di soluzione, cioè onerare i proprietari? Perché,
guardate, non ci sono somme che possano bastare per la
prevenzione e la gestione. Onorare i proprietari a curare il
proprio terreno, costringerli per legge con un onere, dopodiché
dotare anche i sindaci di poteri particolari sostitutivi, non
solo sanzionatori che già hanno, ma anche sostitutivi che al
momento non hanno. E allora bisogna consentire al sindaco di
intervenire in modo sostitutivo ed iscrivere una piccola ipoteca
per l'importo del costo sostenuto dall'amministrazione. Ciò
tecnicamente consentirebbe ai sindaci di iscrivere nei cosiddetti
residui attivi' il ricavato e quindi accumulare le risorse che
attraverso un' ordinanza potrebbero spendere per dare loro la
possibilità di intervenire con immediatezza.
Naturalmente ciò avrebbe senso se fosse preceduto da un piano
preventivo, da approvare ogni anno, magari, dal consiglio
comunale, in modo tale che non ci si inventa la figura del
sindaco sceriffo.
Credo che questa potrebbe essere una delle soluzioni visto
che la figura del sindaco è quella più vicina al territorio in
cui opera.
Ma noi oggi non possiamo intervenire in questa situazione.
Un'altra soluzione potrebbe essere, al posto di inventarci le
baggianate sulla premialità per gli enti locali, dare la
premialità - ecco un altro elemento che io mi auguro che il
Governo prenda oggi come spunto per la prossima premialità del
2008 - a chi è dotato già di strutture o a chi li spende per
dotarsi di strutture antincendio o di protezione civile al posto
di darle - ripeto - per baggianate'.
In ultima analisi, la politica di controllo del territorio va
rivista.
Io nel ringraziare l'Assessore per la sua relazione puntuale,
vorrei aggiungere che però bisogna andare oltre. E naturalmente
andare oltre significa coinvolgere le competenze dell'intero
Governo sotto questo profilo, perché le sfaccettature della
vicenda sono varie.
Rimarco questo aspetto. Non vorrei oggi passare per chi
propone l'eventuale esproprio proletario del territorio - me ne
guarderei bene - però ritengo che oggi l'unica soluzione per
evitare questi disastri e per evitare anche un esborso enorme di
risorse che non basteranno mai, sia quella di trovare una
soluzione legislativa, quella intanto di consentire ai sindaci
l'intervento sostitutivo. Quella di onerare - perché, guardate,
se il proprietario del terreno alla fin fine sa che interviene il
comune, si adegua. Invece, su quel terreno va scritta un'ipoteca
pari al costo sostenuto dalla pubblica amministrazione, in tal
modo, credo che questa situazione complessiva quanto meno finirà.
Inoltre, penso si debba impostare un piano di incentivazione
prevedendo ad esempio un raggruppamento dei piccoli proprietari
che non coltivano più il terreno in quanto non più redditizio. Si
attuerebbe così una politica di ricomposizione più concreta, più
massiccia, più mirata che consentirebbe a chi magari vuol
semplicemente coltivare di avere due risultati positivi: la
prevenzione del territorio con grande risparmio della pubblica
amministrazione, e la possibilità a chi oggi ha la necessità di
acquisire un terreno e non ha i soldi per comprarlo di averne il
cosiddetto uso' favorendo in tal modo tali forme intelligenti di
utilizzo del territorio.
Pertanto, il mio auspicio è che al di là delle disquisizioni
che sono state fatte, giuste, legittime, sul discorso di
competenza eccetera che sono sicuramente importanti, la
funzionalità delle varie competenze, si vada alla radice del
problema che non è né una questione solo di risorse umane, né una
questione solo di risorse economiche, ma è una questione più
generale di politica del controllo del territorio e soprattutto
di politica di accompagnamento del risanamento agricolo e
territoriale.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Antinoro. Ne
ha facoltà.
ANTINORO Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio la
Presidenza per la sensibilità che ha dimostrato nel voler porre
all'ordine del giorno un dibattito sugli eventi tragici di
qualche settimana fa.
Spero però che questo dibattito di oggi non sia soltanto un
modo come un altro per affrontare il tema in modo estemporaneo
con cinque minuti di intervento, che sono assolutamente corretti
poi da mettere come regola, e che non si rimanga tutti in attesa
che qualcuno pensi alle soluzioni, perché quello che è successo
qualche settimana fa è già successo altri anni. Non è la prima
volta infatti che la Sicilia per la natura geografica, oltre che
per tutta un'altra serie di condizioni, ma anche per condizioni
di tipo climatico e geografiche viene sottoposta alla canea del
fuoco estivo
Peraltro, anche la Grecia e tanti altri Paesi del Mediterraneo
hanno subìto forse eventi anche più tragici dei nostri, ma non
possiamo guardare agli altri e dire anche gli altri lo hanno
avuto' ma dobbiamo cominciare a casa nostra a mettere ordine.
A me ha fatto piacere ascoltare le parole dell'onorevole
Apprendi perché forse quello che aveva riportato la stampa era
molto più polemico di quello che oggi egli ha pronunciato qui in
quest'Aula. Oggi lo ho ascoltato e ho apprezzato il contenuto
propositivo delle cose che ha detto.
Ho assistito ad una discussione tra un gruppo di vigili del
fuoco ed un gruppo di forestali - probabilmente, avendo ognuno
ragione per motivi professionali - su chi doveva intervenire,
come e cosa dovessero fare e, mentre discutevano, passavano i
minuti, passavano gli abbondanti dieci, quindici minuti che
sappiamo, di fronte alla tragedia del fuoco che avanza,
rappresentano un'eternità e potevano, ad esempio, in quella
condizione, riuscire ad attivare meccanismi di soccorso prima di
quando non sia stato fatto.
Ho assistito personalmente, ero lì, ho visto.
Il problema non è che mancano gli uomini e i mezzi ma è sentire
pure - come mi è capitato e, se c'è, questa norma va sicuramente
modificata - che gli operai forestali non possono essere spostati
da una provincia all'altra perché la legge oggi lo impedisce.
E' così, bene. Se è così, trovandoci in un Parlamento che
legifera, la modificheremo perché è una legge assurda che va
contro qualunque logica e che finisce per offendere non solo
l'intelligenza dei siciliani ma di coloro i quali hanno subito i
morti, hanno subito le violenze e i danni di questa settimana.
Dobbiamo essere quanto più propositivi, Assessore.
Ci sono degli interventi deputati ai vigili del Fuoco che
dipendono dal Ministero degli Interni, quindi, una dipendenza
sicuramente statale e non regionale; abbiamo i forestali che
dipendono dalla Regione siciliana; abbiamo poi la Protezione
civile che ho visto all'opera e che, pur con mancanza di
coordinamento, ha lavorato cercando di fare quel che si poteva;
tutti questi interventi però non sono coordinati fra di loro.
Se serve un atto di Giunta, se serve un atto legislativo e,
peraltro, voglio ricordare all'Aula e a tutti noi che anche
quest'Aula ha le sue responsabilità.
Quando, qualche settimana fa, prima di andare in ferie,
abbiamo approvato la norma di proroga dei cosiddetti precari
della Protezione civile al 31 dicembre 2007, quella norma,
quell'emendamento del Governo conteneva tutta un'altra serie di
articoli che potevano cominciare a dare un momento di ordine alla
stessa Protezione civile regionale, eppure, questo Parlamento,
per ragioni opportune o forse inopportune - perché comunque vale
sempre il tutto contro tutti e tutti contro tutto - non l'ha
voluta approvare.
Certamente, possiamo dare la responsabilità ai governi che si
succedono, possiamo darla agli assessori che si succedono - e
non gliene addebito perché li ho visti lavorare - ma dobbiamo,
come classe politica che deve legiferare in questa Regione,
cominciare a sapere che, quando arriva un testo in Aula, non
dobbiamo cominciare a fare il braccio di ferro, ad accusarci
reciprocamente pur di non approvarla perché chissà cosa nasconde.
Nel mese di agosto, abbiamo approvato una piccola modifica alla
legge sulla Protezione civile e ve ne era contenuta un'altra ben
più grande che avrebbe già potuto dare qualche risposta.
Assessore, evitiamo di arrivare alla prossima estate nelle
medesime condizioni; evitiamo di cavalcare soltanto il momento
emotivo e di non riportarne conseguenze negli atti parlamentari o
negli atti di governo; facciamo in modo addirittura che, prima
che sia aperta la sessione di bilancio, se il Governo ha qualche
piccola modifica da apportare - perché l'ottimo è nemico del
buono' - cominciamo almeno con il buono; facciamo le cose
velocemente per fare in modo che, la prossima estate, la Sicilia
sia attrezzata come deve esserlo da paese civile qual è.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha
facoltà.
LACCOTO Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi,
credo che il dramma vissuto specialmente dalla zona dei Nebrodi
sia un po' visto da quest'Aula come un fatto lontano e quasi che
non ci appartenga.
Vorrei far rilevare la restrizione della discussione a cinque
minuti; un Parlamento può anche dedicare qualche giornata di
lavoro ad un problema così serio e grave.
Penso che il dramma della Sicilia futura sarà quello della
desertificazione del nostro territorio.
Oggi, vedo l'Assessore per l'agricoltura ma credo che un simile
dibattito avrebbe dovuto vedere più presenze del Governo, anche
perché diversi sono gli aspetti che interessano questo
argomento.
Mi riferisco, sicuramente, alla presenza dell'Assessore per il
territorio, all'Assessore competente alla Protezione Civile o al
Presidente della Regione.
In questa estate, abbiamo vissuto il dramma della
disorganizzazione totale; gli interventi non erano coordinati.
Non sono fra coloro che crocifiggono i vigili del fuoco
perché, attraverso i mezzi ed il sacrificio e attraverso quelle
che erano le possibilità offerte, hanno tentato, con il loro
impegno, di dare un massimo contributo.
Signor Presidente, assessore, mi sia consentito però di fare
una piccola riflessione sui forestali. Da cinque anni, abbiamo
il problema dei precari, ovvero dei forestali. Abbiamo scoperto
da poco, da un collega, che alcuni forestali non possono
intervenire per legge per spegnere gli incendi. Credo che
dobbiamo, per l'avvenire e, attraverso una norma di legge che,
secondo me, dovrebbe essere approvata nel più breve tempo
possibile, in quest'Aula, cercare di normare seriamente tutti i
vari aspetti.
Qualcuno parlava del problema dei suoli. Come lei sa,
Assessore, la cenere crea un'impermeabilizzazione del terreno e,
quindi, le acque scorrono superficialmente fino a quando
provocano queste crepe. Ciò vuol dire che, a breve, avremo da
affrontare il problema delle frane, degli smottamenti.
Ritengo, dunque, urgente predisporre una carta topografica di
tutte quelle aree bruciate, specialmente, per considerare quelle
che sono anche a monte di abitazioni. Non vorremmo, infatti, che,
da una parte, vi sia stato il dramma degli incendi e che,
dall'altra parte, vi sarà il dramma delle frane.
Per fare ciò, certamente, si rende necessario un
coinvolgimento di tutto il Governo. Credo che vi siano dei poteri
conferiti alla Protezione civile, dei poteri conferiti
all'Assessorato territorio ed ambiente e che vi sia un problema
complessivo.
Quali sono, quindi, le proposte per procedere in questi
termini molto brevi?
Le proposte sono quelle di rivedere il problema dell'assunzione
dei forestali ma anche dello status giuridico degli stessi;
dobbiamo evitare che i forestali vengano assunti per
l'antincendio nel periodo di dicembre.
Altri problemi riguardano le somme relative al periodo 2007 -
2013.
Penso che vada fatto un investimento anche tecnologico -
qualcuno mi dice che è troppo caro - ma, alcune zone della
Sicilia, secondo me, debbono essere anche previste con
posizionamento di telecontrollo perché il problema della Sicilia
- anche per ciò che riguarda le previsioni meteorologiche del
futuro - è quello che, ogni anno, dovrà essere affrontata questa
emergenza rispetto a quelli che saranno gli incendi e, quindi,
tutti i conseguenti danni.
Se andassimo a quantificare - e spero che lei potrà farlo,
Assessore -, i danni economici sarebbero enormi.
Le fasi sono tre: una cabina di regia e finiamola con il non
sapere di chi sono le responsabilità e chi si deve occupare di
questo; il problema della protezione civile che va rivisto anche
attraverso un uso concordato rispetto ai fenomeni di emergenza
in Sicilia; il problema dei forestali; l'ipotesi di
telecontrollo, almeno per le parti più a rischio della Sicilia.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Aulicino. Ne ha
facoltà.
AULICINO Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi,
non abito a Cefalù ma sono madonita e, quella sera, ho visto le
montagne che, di solito, vedo, a fine settimana perché mi
rinfranca la visione delle montagne brune di notte; quella notte,
invece, ho visto - come hanno visto gli amici del messinese e
anche di altre realtà dove c'è stato il fuoco - il rosso-violaceo
di Gratteri, Gibilmanna, la zona di Piano Zucchi, di Piano
Battaglia ed ho pensato alla mia bambina che ha nove anni ed
all'altra che ne ha 21 che, ogni tanto, mi parlano del perché,
in questa realtà, non riusciamo a fare la raccolta differenziata
al 20%. Per lo stesso motivo per cui non riusciamo ad
incrementare la percentuale di boschi: è il contesto che ci
condiziona.
Assessore, è un fatto culturale. Abbiamo quello che meritiamo
di avere; siamo più poveri perché abbiamo deciso di essere più
poveri. Siamo responsabili nei confronti di una intera
generazione alla quale stiamo regalando questo spettacolo
vergognoso. Non dico che la responsabilità è di A o di B ma la
ricerca della responsabilità è doverosa.
Onorevole Calanna, da questo punto di vista, concordo sul fatto
che se qualcuno è responsabile è bene che paghi, sempre e
comunque.
C'è un problema di coordinamento ma da chi dipende questa
funzione di coordinamento del Dipartimento della protezione
civile, dell'assessorato per l'agricoltura, il coordinamento con
i vigili dei fuoco?
C'è un problema di inadeguatezza degli organici dei vigili del
fuoco. Poniamolo.
Chi prende posizione?
Il Governo regionale faccia la sua parte. Presentiamo un
ordine del giorno, approviamolo, prepariamolo unitariamente, un
fatto unitario di tutto il Parlamento siciliano.
Approviamo un ordine del giorno e chiediamo al Governo
nazionale l'incremento della dotazione organica del Corpo dei
vigili del fuoco.
Oggi, per cortesia, non spariamoci addosso perché non c'è
dubbio che questo da fastidio e l'ho detto, in questa sede, già
due legislature fa; da fastidio pensare che i nostri braccianti
agricoli vengono utilizzati per completare le giornate nel mese
di novembre e dicembre; da fastidio che, nei mesi in cui
dovrebbero lavorare, vediamo che non vengono utilizzati perchè
attendono il turno'.
Ci sono poi le argomentazioni forti dell'Assessore che ci ha
spiegato che la massa secca provocata dalle piogge di giugno fu
consistente - per usare il passato remoto, fu consistente - a
fine giugno.
Ed anche una operazione di prevenzione immaginata nel mese di
maggio sarebbe stata vanificata dalle piogge del mese di giugno.
Diciamo, quindi, che l'emergenza, in qualche modo, è provocata
dall'incuria, dalla nostra inadeguatezza culturale, dalla nostra
inciviltà perché, così come non abbiamo incrementato i boschi,
così come teniamo la raccolta differenziata al 6 o al 7 per
cento, allo stesso modo, buttiamo le cicche mentre attraversiamo
l'autostrada e poi, se prende fuoco la scarpata, cosa importa,
allo stesso modo, buttiamo il sacchetto dell'immondizia.
Stanotte, a mezzanotte, tornando a casa, ho preso due sacchetti
dell'immondizia - normalmente, a queste cose, penso io - e,
mentre guadagnavo il contenitore, ho visto che, nella zona della
città in cui abito, c'erano due o tre sacchetti di immondizia. E'
la stessa cosa che faccio la mattina, in campagna da me, nel
cefaludese, quando porto con la carriola l'immondizia nel
contenitore: nel vialetto, raccolgo i pacchetti di sigaretta e
qualche sacchetto di immondizia pieno lasciato dal turista
locale, il nostro amico che va a passare il fine settimana in
qualche posto
PRESIDENTE Onorevole Aulicino, la invito concludere il suo
intervento.
AULICINO Signor Presidente, il mio non è un intervento ma un
mezzo intervento.
Volevo semplicemente fare un appello, dopo questo mezzo
intervento e dopo tutte le cose che vanno sottointese quando gli
interventi sono di cinque minuti; un appello a fare due o tre
cose importanti all'Assessore ed al Presidente della Regione. Si
riuniscano subito il Dipartimento della protezione civile che fa
capo alla Presidenza della Regione, l'Assessorato
all'agricoltura, i vigili del fuoco.
Per cortesia, onorevole Apprendi, non criminalizziamo. Ho
notato un attacco eccessivo nei confronti dell'organizzazione del
volontariato e della protezione civile. Non hanno compiti però
queste persone sono là, sono pronte; non criminalizziamole.
Vediamo di mettere insieme tutte le persone buone e belle che
abbiamo in Sicilia per fare qualcosa di buono e di bello per la
mia Giulia e per le vostre tante Giulie ed Alexia che avete in
famiglia. E' un dovere.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne
ha facoltà.
BARBAGALLO Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi,
credo che questo dibattito debba lasciare una traccia un po' più
significativa di un ordine del giorno, sia pure unitario.
Cinque morti e 28 mila euro di ettari di terreno bruciato
meritano una risposta più incisiva. Dobbiamo trovare anche
strumenti legislativi ettari, scusate, ho sbagliato. C'è una
differenza enorme ma questo mi serve per precisare che c'è un
trend negativo, che, nel 2006, sono stati 13.470 ettari di
terreno e, nel 2005, 8.676 ettari.
Il Governo nazionale ha emanato una ordinanza con la quale sono
stati assegnati 5 milioni di euro che mi sembrano assolutamente
insufficienti ma è un segnale per recuperare il terreno perso in
ordine ad alcuni adempimenti che non sono stati evasi e che
potevano essere evasi se vi fosse stata l'applicazione piena
della legge numero 353 del 2000 che non è stata applicata in
Sicilia, nonostante, qualche anno fa, la Sicilia avesse istituito
un organismo che era il Piano per la difesa della vegetazione
dagli incendi.
Nel 2005, con decreto del Presidente della Regione, c'era stata
un'iniziativa che poi è rimasta sostanzialmente inutile perché
non ha avuto nessun seguito dal punto di vista operativo.
E' vero che le Prefetture devono perimetrare le aree, che i
sindaci devono predisporre i piani comunali di emergenza per la
salvaguardia e l'assistenza alla popolazione, che il commissario
autorizzerà alcuni interventi nei confronti degli utenti
danneggiati. Il problema però non si può risolvere soltanto con
il catasto o con una serie di interventi che non sono
sufficienti. C'è bisogno di modifiche legislative.
Tutti hanno parlato di organico. A parte il fatto che manca
una sala operativa regionale della Protezione civile - e questo è
francamente intollerabile -, non c'è dubbio che qualcuno deve
coordinare; è vero che sono intervenuti in maniera diversa i
vigili del fuoco, la Protezione civile e la Forestale ma tutti
hanno competenze diverse. Si è parlato di una scarsa
utilizzazione degli operai della forestale ma gli stessi hanno
fatto il loro dovere laddove lo dovevano fare.
E' vero che abbiamo 30 mila operai della Forestale - di cui
moltissimi precari - ma non compete a loro, se non sono
autorizzati ad intervenire in una provincia diversa. Occorre una
modifica legislativa che, in Sicilia, possiamo benissimo fare.
Non bisogna inasprire le leggi. C'è bisogno di una prevenzione
e di un maggiore controllo del territorio. Ci sarebbe da fare un
discorso economico sulle aree incolte e sui terreni abbandonati
dai contadini che riguarda anche una politica agricola che, in
Sicilia, stenta a decollare. Il problema è utilizzare meglio gli
strumenti che abbiamo.
Non è consentito, in una terra come la Sicilia, non finalizzare
le risorse a delle vere e proprie emergenze. Il problema degli
incendi è un problema di Protezione civile. E' inutile parlare di
potenziamento degli organici dei vigili del fuoco. La
finanziaria nazionale, in atto vigente, ha previsto una serie di
azioni attraverso le quali l'organico dei vigili del fuoco viene
potenziato. C'è un problema che riguarda il nostro compito di
legislatori regionali.
Oggi, abbiamo ascoltato tante idee positive. Speriamo che, in
Commissione, possa maturare un confronto tecnico. Abbiamo bisogno
di strumenti di conoscenza maggiore.
In Commissione, dobbiamo audire nuovamente il dirigente
regionale della Protezione civile, il comandante dei vigili del
fuoco, il responsabile dell'Azienda foreste proprio per capire se
siamo in grado di procedere ad una svolta anche sul piano
legislativo in una Regione nella quale c'è assoluto bisogno di un
intervento più efficace rispetto a quello che si può fare con una
semplice espressione di volontà.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Borsellino. Ne
ha facoltà.
BORSELLINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, riprendo
quello che diceva l'onorevole Barbagallo sulla necessità di una
legge che riordini un po' tutta la materia, che affidi le
competenze e le responsabilità e volevo dire che i miei cantieri
stanno già lavorando ad un disegno di legge che al più presto
presenteremo.
Oggi, ci troviamo in quest'aula con una scarsissima
partecipazione. Il Presidente Micciché parlava di un dibattito
pacato - io direi un dibattito quasi sonnolento - in cui
purtroppo ci siamo trovati tutti a ripetere tutti le stesse cose,
segno che quella che ci troviamo ad affrontare non è un'emergenza
perché l'emergenza è tale soltanto quando è limitata nel tempo.
Se, ogni anno, ci si ritrova ad affrontare la stessa situazione e
continuiamo a chiamarla emergenza, probabilmente, abbiamo perso
di vista, da tutto principio, il significato della parola;
quindi, il significato del problema.
Ringrazio l'Assessore che ha fatto una relazione molto precisa
e molto puntuale; lo ringrazio soprattutto per avere individuato
quelle che sono le mancanze, le responsabilità su ciò che non è
stato fatto; non esiste il coordinamento, non esiste il catasto
nei comuni, non esiste la prevenzione, non esiste il
coordinamento tra le varie forze che sono preposte ad affrontare
queste situazioni.
Ci si dovrebbe chiedere, dunque, perché si è arrivati ancora
una volta a questo punto senza avere fatto nulla perché tutto ciò
non accadesse.
Trentamila forestali in Sicilia sono tanti rispetto
all'estensione dei nostri boschi, eppure, di questi 30 mila
forestali, pochissimi sono preposti alla prevenzione o allo
spegnimento degli incendi. Poi, vi è la difficoltà
nell'utilizzo, visto l'impossibilità di spostarli da una parte
all'altra.
Di chi è la responsabilità di tutto questo?
Oggi ci troviamo ad affrontarla in quest'Aula - permettetemi di
dirlo - non perché gli incendi siano stati molto più estesi degli
altri anni - questa è una piaga che dura da troppo tempo e sempre
con un costante aumento e presentandosi nelle stesse situazioni -
ma soltanto perché ci sono stati dei morti. Cinque morti erano
troppi, probabilmente, perchè tutto ciò passasse, ancora una
volta, sotto silenzio.
Oggi, ci troviamo in quest'Aula - ripeto -, in un dibattito
sicuramente poco partecipato, a parlare di tutto questo perché ci
sono stati dei morti.
Credo che bisogna affrontare questa situazione in tutta la sua
interezza e bisogna affrontarla a partire dalla considerazione
che, forse, attorno agli incendi, vi sono troppi interessi,
troppe persone, troppi sono interessati acché i terreni vengano
bruciati e dovremmo cominciare dall'individuare proprio di
questo.
A chi interessa che il territorio siciliano sia devastato
senza prendere assolutamente in considerazione quelle che saranno
le conseguenze per le prossime generazioni?
Il nostro territorio già sta cambiando aspetto per la
situazione climatica in evoluzione; immaginiamoci cosa succederà
con una superficie devastata come quella che ci troviamo ad avere
in Sicilia.
Cosa fare?
Sicuramente il coordinamento, sicuramente l'utilizzo
soprattutto nella prevenzione.
Vedete, non c'è prevenzione, anche se, come è stato detto più
di una volta, è facile prevedere quando scoppieranno gli incendi
non perché scoppieranno - perché la natura lo prevede - ma
scoppieranno perché ci sarà chi approfitterà di determinate
situazioni climatiche per fare in modo che gli incendi non solo
scoppino ma si propaghino con facilità
C'è chi prepara il lavoro quando le previsioni meteorologiche
dicono che sta arrivando lo scirocco. Si parlava, un momento fa,
dell'individuazione di alcune esche già prima che scoppiasse lo
scirocco e quindi scoppiassero gli incendi in Sicilia; ecco, c'è
chi prepara il lavoro mentre noi non siamo capaci di fare
prevenzione ma soltanto poi di leccarci le ferite o di piangere
lacrime di coccodrillo sui morti che erano prevedibili e che, se
fino ad adesso non c'erano mai stati, era stato soltanto per un
caso fortunato. Ci sono luoghi devastati, luoghi che dovrebbero
essere protetti.
Abbiamo assistito tutti alle scene terribili - vorrei dire -
dei terreni devastati dal fuoco in cui si trovavano residui e
detriti di qualunque genere e di qualunque tipo. Nel territorio
di Gangi, quindi, in piena riserva naturale, una carcassa di
lavatrice faceva bella mostra di sé, nel sottobosco bruciato.
Credo che la prevenzione sia anche questo: rispetto del
territorio e controllo e prevenzione da parte dei sindaci
preposti a tutelare i territori stessi; prevedere una premialità
per chi è in grado, effettivamente, di tutelare i propri
territori non è cosa da poco.
Nell'Ente Parco dell'Aspromonte, sono stati sperimentati i
contratti di responsabilità. Gli addetti alla prevenzione degli
incendi sanno che non avranno rinnovato il loro contratto se nel
territorio che devono controllare si svilupperanno degli
incendi. Pensare a qualcosa del genere non sarebbe sbagliato,
adattandolo alla situazione ma tutto questo, ripeto, nel disegno
di legge che stiamo preparando, sarà sicuramente presente.
Credo che possa bastare questo stanco dibattito, così poco
partecipato e animato soltanto dalla presa di posizione forte del
collega Apprendi che, proprio per il suo lavoro, per la sua
professione, è molto esperto ed anche molto vicino e sente con
più forza e con più emozione tutto questo e che dovrebbe essere
di esempio per tutti noi.
E' qualcosa che riguarda personalmente noi e le generazioni
future.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Annunzio di presentazione di ordini del giorno
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, comunico che sono stati
presentati i seguenti ordini del giorno:
numero 182 - «Misure per l'elaborazione dei piani di prevenzione
degli incendi e per la costituzione di un Tavolo di confronto con
il Governo nazionale», degli onorevoli Ballistreri, Cantafia, La
Manna, Oddo;
numero 183 - «Provvedimenti per la predisposizione di Piani di
prevenzione degli incendi e per il potenziamento di uomini e
mezzi», degli onorevoli Barbagallo, Galvagno, Gucciardi, Laccoto,
Mattarella, Zangara;
numero 184 - «Emergenza incendi iniziativa a tutela dei Vigili
del Fuoco precari siciliani», degli onorevoli Caputo, Cristalli,
Currenti, Falzone, Granata;
numero 185 - «Misure volte a reprimere il fenomeno emergenza
incendi'», degli onorevoli Cascio, Pagano.
CIMINO Chiedo di parlare per illustrare l'ordine del giorno
numero 185.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CIMINO Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi,
intervengo perché il problema è molto serio, un problema sentito
e, su argomenti di questo genere, bisogna anche non prendersi in
giro. E' facile parlare di un ordine del giorno che impegna il
Governo che condivido pienamente ma invito il Presidente
dell'Assemblea ad effettuare una ricerca su quanti ordini del
giorno questa Assemblea ha approvato all'unanimità con il parere
favorevole del Governo e su quanti moniti e precetti, di fatto,
deliberati da questo Parlamento con il parere del Governo abbiano
avuto poi un esito, così come sperato.
L'ordine del giorno - l'onorevole ed avvocato Stancanelli lo sa
già - è un atto meramente politico che questa Assemblea può
rischiare soltanto di tramutare in un libro bianco che, di fatto,
poi non viene attivato.
Un vero e forte impegno dovrebbe essere assunto da parte
dell'Assemblea regionale siciliana per attivarsi con urgenza,
visto che si parla di emergenza, per esitare un disegno di legge
che regolamenti l'attività della Protezione civile in Sicilia.
E' facile, oggi, dopo le situazioni vissute per l'emergenza
incendi, volere creare delle condizioni per criminalizzare
qualcuno ma vi ricordo che, in Sicilia, diverse sono state le
emergenze che non sono state dibattute in quest'Aula e che hanno
visto una Protezione civile regionale guidata dal Presidente
della Regione e dall'ingegnere Cocina come pronta, attiva per le
problematiche che vi sono state sia nella nostra Regione sia in
altre Regioni d'Italia sia anche a livello europeo.
Per questo motivo, voglio ricordare le tematiche riguardanti
alcune frane, alcune attività di bonifica, alcune attività anche
concernenti terremoti, ed azioni come quelle di solidarietà
internazionale. Considerato che l'assessore La Via, nella sua
relazione, che condivido pienamente, ha ribadito più volte il
problema del coordinamento, voglio ribadire come questo problema
si è avuto per l'emergenza incendi, ma per le altre emergenze,
molte volte, la protezione civile, da sola, è stata sufficiente
per realizzare la piena solidarietà che lo stesso mondo del
volontariato ha saputo e voluto poter realizzare.
Così come la legge che ribadiva l'assessore La Via, dà il
coordinamento ai sindaci per le problematiche di protezione
civile, il coordinamento per le emergenze siciliane spetta al
Presidente della Regione, perché ne detiene la delega, ed al
Dipartimento di Protezione civile perché di fatto è il
dipartimento che ne ha la piena titolarità, che viene
riconosciuta anche nelle altre regioni d'Italia al Dipartimento
di Protezione civile che di fatto svolge questo ruolo di
coordinamento fra gli altri dipartimenti.
Ma dobbiamo purtroppo dire che il nostro Dipartimento di
Protezione civile è un dipartimento giovane che il Governo
Cuffaro ha pienamente saputo valorizzare ed averne anche il
riconoscimento a livello nazionale e che oggi si trova a vivere
una situazione un po' difficile. E che questa assemblea è
l'autorità che deve poter fornire una disposizione legislativa
che può innanzitutto non disperdere quelle professionalità che
sono state formate in questi anni attraverso l'AST o attraverso
le Università e che hanno lavorato e continuano a lavorare con
contratti rinnovati a tempo determinato nella sala operativa e
che deve potere dare anche l'opportunità ai dirigenti, agli
assistenti, ai funzionari di protezione civile, che sono
dipendenti della Regione siciliana, che se vengono chiamati di
notte per una emergenza, non essere costretti l'indomani
mattina a timbrare egualmente il cartellino presso il
Dipartimento, perché guarda caso vi è un dipendente della
Regione siciliana che fa un suo orario di lavoro, vi è un
dipendente della Protezione civile regionale, dipendente della
Regione siciliana che deve potere intervenire per la frana x
di notte, dare la propria presenza, non percepire lo
straordinario e l'indomani mattina dovere timbrare il
cartellino.
Io vorrei pregare il Governo ed anche la Conferenza dei Capi
Gruppo, e condivido pienamente l'ordine del giorno a firma del
mio capo gruppo, onorevole Cascio, di potere attivare questa
Aula con grande emergenza per deliberare un disegno di legge che
coordini e di fatto realizzi una iniziativa seria che è quella
della protezione civile. Sapendo che vi sono anche altri disegni
di legge presentati in Assemblea che possono trovare un momento
di sinergia e rendere la Protezione civile siciliana, realmente,
la prima Protezione civile d'Italia, cosa che devo dirle,
onorevole Presidente, anche per diverse iniziative anche di
solidarietà internazionale, questo Dipartimento ha saputo
dimostrare.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Sull'ordine dei lavori
CASCIO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CASCIO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
brevemente e solo per fare una proposta al Governo ed al
Parlamento. Oggi credo che l'Aula abbia, in maniera molto
positiva, affrontato un tema che, vista la sua drammaticità,
questa estate ha vissuto momenti di vera emergenza che
purtroppo, a causa della sistematicità con cui annualmente si
ripete, è diventata una pagina ordinaria con cui non soltanto
gli operatori di protezione civile, e quindi il Governo, devono
confrontarsi annualmente. Anche questo dibattito può, in
qualche modo, rapprentare un lavoro positivo svolto da questo
Parlamento.
Abbiamo dibattuto per qualche ora su questo argomento dopo la
relazione esaustiva dell'Assessore La Via. Arriviamo alla fine
di questo dibattimento con una mozione presentata dal gruppo dei
DS e quattro ordini del giorno afferenti a quattro Gruppi
politici.
Volevo fare una proposta che fosse utile per una deliberazione
all'unanimità di questo Parlamento. Quindi volevo chiedere alla
Presidenza di sospendere la seduta per qualche minuto al fine
di elaborare un documento unitario, o meglio ancora, vista la
complessità degli argomenti delle cinque proposte provenienti
da cinque Gruppi parlamentari di chiudere la seduta, dare tempo
al Governo di sviscerare gli argomenti trattati negli ordini del
giorno presentati, e nella mozione presentata dal Gruppo dei
Ds, in maniera tale da rinviare la deliberazione alla prossima
seduta dell'Aula fissata giorno 26 settembre, su un documento
unitario che contemperi tutte le strategie individuate e che
possa essere votato dall'Aula all'unanimità in maniera da farne
un documento del Parlamento che sicuramente darà molta più forza
all'azione del Governo su questo delicatissimo argomento.
PRESIDENTE Se non sorgono osservazioni, do la parola al
Governo sulla proposta dell'onorevole Cascio.
LA VIA , assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente e onorevoli deputati, sicuramente tutti i temi che
sono venuti fuori dal dibattito di quest'oggi sono importanti e
meritevoli di attenzione per potere essere ripresi in un
documento unitario.
Tenuto conto che anche tra mozioni e ordini del giorno
presentati i temi sul tappeto sono molteplici e sarebbe
necessario un minimo di tempo per poterne fare una summa con
serenità, accederei alla proposta dell'onorevole Cascio di
rinviare l'approvazione della mozione alla prossima seduta
d'Aula per avere il tempo di potere mettere insieme i documenti
e le proposizioni, in un documento unitario che, ritengo
quest'Aula, voglia approvare senza divisione di parte.
CAPUTO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPUTO Signor Presidente, concordo con la proposta
dell'onorevole Cascio e sulla condivisione dell'Assessore La
Via. Ma ricordo che è stato presentato l'ordine del giorno
numero 184, a firma del Gruppo parlamentare AN, che potrebbe, se
non vi fossero problematiche di carattere temporali e urgenti,
essere inserito in questo lavoro comune.
Si tratta di un intervento che va fatto in tempi immediati,
perché a giorni avverrà la pubblicazione di un bando nazionale.
Ritengo - se il Governo fosse disponibile - sia importante che
venga esaminato e votato oggi perché occorre un intervento
urgente.
PRESIDENTE A quale ordine del giorno fa riferimento,
onorevole Caputo?
CAPUTO Si tratta dell'ordine del giorno numero 184
Emergenza incendi e iniziative a tutela dei Vigili del Fuoco
precari siciliani .
PRESIDENTE La seduta è sospesa per un minuto.
(La seduta sospesa, alle ore 14.38, è ripresa alle ore14.40).
La seduta è ripresa.
LA VIA , assessore per l'agricoltura e le foreste. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LA VIA , assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, onorevoli deputati, ho dato una lettura attenta
all'ordine del giorno numero 184, presentato dall'onorevole
Caputo ed altri, e non c'è dubbio che lo esamineremo
compatibilmente con il quadro normativo e, se possibile, lo
inseriremo nel documento finale, la prossima seduta,
eventualmente come raccomandazione.
CANTAFIA Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CANTAFIA Signor Presidente, il mio Gruppo aderisce soltanto
come atto di buona volontà, temo, infatti, che l'incipit del
documento conclusivo, che verrà preparato dal Governo, sosterrà
che va tutto bene', in questo caso naturalmente non
PRESIDENTE Credo che lei abbia condiviso la relazione
dell'assessore La Via.
CANTAFIA Sì, infatti ho riconosciuto che l'analisi era
buona, bisogna però vedere le conclusioni, solo per atto di
buona volontà, vedremo nel merito.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a
mercoledì 26 settembre 2007, alle ore 10.30, con il seguente
ordine del giorno:
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
I - COMUNICAZIONI
II - COMUNICAZIONI DEL GOVERNO IN ORDINE ALLA PROBLEMATICA
SUGLI INCENDI E DISCUSSIONE DELLA MOZIONE N. 230 - INTERVENTI
URGENTI A FAVORE DEI COMUNI DANNEGGIATI DAGLI INCENDI
VERIFICATISI NEL MESE DI AGOSTO (Seguito)
III - DISCUSSIONE DEL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE
ECONOMICO-FINANZIARIA PER GLI ANNI 2008-2012
IV -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 22
dicembre 1999, n. 28 in materia di disciplina del commercio (n.
639/A)
2) - Interventi in favore dello svolgimento dell'attività
sportiva connessa all'esercizio del gioco del golf (n. 595/A)
3) - Nuove norme per l'attribuzione dei seggi nei consigli
comunali e provinciali e per l'elezione del sindaco e del
presidente della provincia regionale (nn.
519/5/14/15/193/315/396/517/570/584/593/600/625/A- II stralcio)
La seduta è tolta alle ore 14.42
Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 18.30
DAL SERVIZIO RESOCONTI
Il Direttore
Dott. Eugenio Consoli