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Resoconto d'Aula della Seduta n. 85 di mercoledì 12 settembre 2007
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   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


    GUCCIARDI  segretario f.f., dà lettura del processo  verbale
  della  seduta  precedente che, non sorgendo  osservazioni,  si
  intende approvato.

                              Missioni

    PRESIDENTE   Comunico che sono in missione per  ragioni  del
  loro  ufficio  gli onorevoli: Rizzotto dal 12 al 15  settembre
  2007;  Lombardo;  Di Mauro e Gennuso dall'8  al  18  settembre
  2007.

                Comunicazione di richieste di parere

    PRESIDENTE   Comunico che le seguenti  richieste  di  parere
  sono  pervenute  dal  Governo  ed assegnate  alla  Commissione
  legislativa permanente  Affari istituzionali  (I):

      -  Opera pia  Casa famiglia Regina Elena Famiglia Amato' di
        Messina.   Designazione  componente  del   consiglio   di
        amministrazione  (n. 69/I)
            pervenuta in data 11 settembre 2007
            inviata in data 12 settembre 2007

      -  Opera  pie  riunite  Pastore e  San  Pietro  di  Alcamo.
        Designazione     componente     del     consiglio      di
        amministrazione  (n. 70/I)
            pervenuta in data 11 settembre 2007
            inviata in data 12 settembre 2007

      -  Opera pia  Residence Salvatore Bellia - S. Luigi Gonzaga
        -  Costanzo  Cutore'  di  Paternò. Designazione  revisore
        contabile  (n. 71/I)
            pervenuta in data 11 settembre 2007
            inviata in data 12 settembre 2007

      -  IPAB  Ospizio  dei  vecchi  Sciacca Baratta'  di  Patti.
        Designazione revisore dei conti  (n. 72/I)
         pervenuta in data 11 settembre 2007
         inviata in data 12 settembre 2007.

                     Annunzio di interrogazioni

         PRESIDENTE   Comunico  che  sono  state  presentate   le
      seguenti interrogazioni con richiesta di risposta scritta:

        N.   1280   -  Interventi  per  l'immediata  nomina   del
      consiglio di amministrazione dell'Opera Pia San Giuseppe di
      Piazza Armerina (RG).
        - Presidente Regione
        - Assessore Famiglia
        Firmatario: Galvagno Michele

        N.  1281  -  Notizie  sullo  stato  di  inquinamento  del
      Pantano  Longarini  ubicato nel territorio  dei  comuni  di
      Ispica (RG) e Pachino (SR).
        - Assessore Territorio
        Firmatario: Ammatuna Roberto.

   Le   interrogazioni  testè  annunziate  saranno  inviate   al
  Governo.

   Ai   sensi   dell'articolo  127,  comma  9,  del  Regolamento
  interno,  do  il  preavviso di trenta  minuti  al  fine  delle
  eventuali  votazioni  mediante  procedimento  elettronico  che
  dovessero aver luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì,  che anche la richiesta  di  verifica  del
  numero  legale  (art.  85)  ovvero  la  domanda  di  scrutinio
  nominale  o  di  scrutinio segreto (art. 127) sono  effettuate
  mediante procedimento elettronico.

   Onorevoli  colleghi, sospendo la seduta per  venti  minuti  e
  riprenderà alle ore 11.30.

       (La seduta, sospesa alle ore 11.20, è ripresa alle ore
                               11.45).

                 Presidenza del Presidente Micciche'

        La seduta è ripresa.

                               Congedo

    PRESIDENTE  Comunico che l'onorevole Adamo è in congedo  per
  la seduta odierna.
        L'Assemblea ne prende atto.

        Comunicazioni  del  Governo in ordine  alla  problematica
      sugli   incendi   e  discussione  della  mozione   n.   230
       Interventi   urgenti  a  favore  dei  comuni   danneggiati
      dagli incendi verificatisi nel mese di agosto


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


    PRESIDENTE   Si  passa al II punto dell'ordine  del  giorno:
  Comunicazioni  del  Governo in ordine alla problematica  sugli
  incendi   e  discussione  della  mozione  n.  230   Interventi
  urgenti   a   favore  dei  comuni  danneggiati  dagli  incendi
  verificatisi nel mese di agosto , a firma Panarello ed  altri.
  Ne do lettura:

    L'Assemblea regionale siciliana,

   PREMESSO   che   gli  incendi  sviluppatisi,  con   inusitata
  virulenza  nel  mese  di agosto, hanno provocato,  oltre  alla
  morte  di  cinque  persone, danni ingenti  agli  immobili,  ai
  terreni  coltivati,  al  patrimonio  boschivo  di  una   parte
  consistente del territorio della provincia di Messina,  ed  in
  particolare   dei  comuni  di  Patti,  Naso,  S.Piero   Patti,
  Librizzi,  S. Angelo di Brolo, S. Marco d'Alunzio, S.  Stefano
  di Camastra;

   CONSIDERATO che:

   analoga situazione si era determinata nel mese di luglio  nel
  comune di Messina ed in altri comuni della provincia;

   l'evento,  pur  eccezionale,  ha fatto  emergere  (nonostante
  l'abnegazione  dei  Vigili  del  fuoco,  del  personale  della
  Forestale  e  della  Protezione civile,  degli  amministratori
  locali  e  dei  volontari)  seri limiti  e  disfunzioni  nelle
  operazioni di spegnimento e di soccorso;

   l'entità  del disastro ripropone in termini cogenti l'assenza
  di un adeguato sistema di prevenzione;

   la   distruzione  di  oltre  undicimila  ettari  di   terreni
  coltivati, di boschi e di macchia mediterranea ha reso  ancora
  più vulnerabile il territorio dei predetti comuni, esponendolo
  a  fenomeni,  potenzialmente  disastrosi,  di  dissesto  idro-
  geologico;

   gravissime       sono       le       ricadute        negative
  sull'economia e la disoccupazione;

   la  comprensibile amplificazione mediatica dei tragici eventi
  e  la  modifica  del  paesaggio e dell'ambiente  rischiano  di
  determinare una grave contrazione dell'attività turistica;

   le  produzioni  agricole  e  le  attività  di  trasformazione
  connesse sono state irrimediabilmente compromesse;

   assieme  agli  allevamenti,  gravi  danni  hanno  subito  gli
  impianti di lavorazione di prodotti tipici locali;

   l'ordinanza  emanata dalla Protezione civile e  gli  incontri
  tra gli amministratori locali ed i rappresentanti dei governi,
  nazionale e regionale, non prefigurano risposte adeguate  alla
  gravità  della situazione ed alle legittime aspettative  delle
  popolazioni interessate;

   gli  amministratori  locali,  le organizzazioni  sindacali  e
  datoriali, i cittadini sollecitano, con la dichiarazione dello
  stato di calamità, interventi efficaci e risorse adeguate alla
  gravità  della situazione ed alle legittime aspettative  delle
  popolazioni interessate,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  attivare, in relazione alla prevista dichiarazione  dello
  stato   di   calamità,  un  tavolo  di   confronto   con   gli
  amministratori  locali e le forze sociali per  individuare  le
  risorse  e gli interventi necessari per prevenire il  dissesto
  idro-geologico,   ricostruire   il   patrimonio   boschivo   e
  naturalistico,  realizzare  il catasto  dei  beni  incendiati,
  ripristinare   le   coltivazioni,   risarcire   i    cittadini
  danneggiati  a  partire dalle vittime, sostenere  le  attività
  produttive  compromesse e tutelare i lavoratori espulsi  dalle
  attività;

   a  promuovere  d'intesa col Governo nazionale, assegnando  un
  ruolo  primario  ai  Comuni, un piano di prevenzione,  con  il
  coinvolgimento   delle  associazioni   ambientaliste   e   del
  volontariato, in grado di rendere più difficile l'opera  degli
  incendiari  e  meno disastrosi gli effetti  sul  territorio  e
  sull'ambiente;

   a  definire  con il Governo nazionale (che va sollecitato  ad
  incrementare  la dotazione di uomini e mezzi  dei  Vigili  del
  fuoco  in  provincia  di  Messina e  nell'intera  Regione)  un
  coordinamento effettivo tra gli organi e le strutture, statali
  e  regionali,  preposte  alla protezione  civile  al  fine  di
  rendere  più  efficace  le  operazioni  di  spegnimento  e  di
  soccorso,  meno drammatici gli effetti degli eventi calamitosi
  e  di rispondere positivamente alla domanda di sicurezza della
  popolazione . (230)

                                         PANARELLO-CRACOLICI-ODDO-
                                 VILLARI

   Secondo quanto stabilito dalla Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari,  svoltasi ieri,  come  annunziato  nella
  precedente seduta, la discussione della mozione numero  230  è
  abbinata  alle  comunicazioni  del  Governo  in  ordine   alla
  problematica sugli incendi.
   Onorevoli colleghi, prima di dare la parola all'Assessore  La
  Via, che ringraziamo per essere presente, vorrei precisare che
  abbiamo deciso di dedicare una giornata alla discussione sugli
  eventi del  mese di agosto perché le cronache di questa estate
  ci  hanno  fornito delle notizie disastrose:  tre  vite  umane
  perse, migliaia di ettari di superfici boschive andate in fumo
  e un danno ambientale ed economico di proporzioni rilevanti.
   Quanto   accaduto  ci  ha  dimostrato  chiaramente  che   gli
  incendi,  oggi, in Sicilia, costituiscono un fenomeno  sociale
  che, come tale, va affrontato.
   Non  credo che per un problema così vasto e con tante diverse
  facce vi sia un politico più bravo di un altro; da ciò che  ho
  sentito in quei terribili giorni di agosto, ognuno di  noi  ne
  ha  detta  una  diversa, me compreso. Forse, le abbiamo  dette
  tutte  giuste o tutte sbagliate; certamente, molte  cose dette
  sono state improvvisate.
   Ieri,   come  ricorderete,  era  l'11  settembre,  una   data
  tremenda  dalla quale è scaturita,  per il Mondo  intero,  una
  improvvisa ed enorme emergenza.
   Bene,   credo  che in quel giorno tutti gli americani,  tutti
  gli abitanti di New York, si siano dati da fare per cercare di
  trovare  delle  soluzioni, a prescindere dalla  ricerca  delle
  responsabilità o delle colpe da addossare a qualcuno, colpe  o
  responsabilità che,   in quell' occasione, è   facile  che  vi
  siano anche state.
   Quanto  accaduto l'11 settembre a New York,  secondo  me,  va
  valutato esattamente come quello che è accaduto questa  estate
  in  Sicilia; è successo, infatti, qualcosa per cui non eravamo
  preparati.  Non eravamo preparati a gestire degli  incendi  di
  così  vaste proporzioni. Potevamo esserlo, dovevamo esserlo  -
  probabilmente  sì - ma le responsabilità sono di  tanti,  sono
  dello  Stato,  della  Regione,  dei  comuni,  dei  proprietari
  terrieri  e,  fondamentalmente, dei  criminali  che  appiccano
  questi incendi dolosamente.
   Chi  governa, certamente, crede di essere sempre preparato  a
  tutto  ma,  oggi,  credo che per non piangere  inutilmente  le
  vittime di quegli incendi, alle cui famiglie peraltro va tutto
  il  nostro  sincero cordoglio, dobbiamo garantire un dibattito
  serio   in   quest'Aula,   preparato,   che   possa   condurci
  all'individuazione di alcuni strumenti che  possano  realmente
  essere   utili  ad  evitare  un'altra  eventuale  ed   analoga
  situazione   e   che,   in  un'altra  eventuale   ed   analoga
  situazione,  ci  si  possa  trovare di  nuovo  impreparati  ad
  affrontarla.
   L'assessore La Via ci relazionerà su quanto è accaduto  e  su
  come si è potuto far fronte alle emergenze.
   Assessore,   mi  permetta  una  considerazione:  non  è   più
  sufficiente   difendersi  con  i  Canadair;   non   sono   più
  sufficienti  gli  interventi  dei  Vigili  del  Fuoco,   della
  Forestale o della Protezione civile; non è sufficiente  che  i
  proprietari  terrieri  agricoli  tengano  pulite  le  aree  di
  propria pertinenza.
   Tutte  queste  cose sono singolarmente utili  ma  nessuna  di
  essa è singolarmente sufficiente.
   Ho  avuto l'impressione, vivendo a Cefalù e, quindi,  vivendo
  molto  da vicino quanto accaduto  questa estate,   che  ognuno
  pensasse  al proprio compito senza sapere cosa stesse  facendo
  l'altro proprio per una mancanza di organico coordinamento  di
  tutte le forze impegnate in quei giorni.
   Come  tutti  sappiamo, la totalità o la quasi totalità  degli
  incendi è di natura dolosa; gli interessi sono molteplici  sia
  nel campo dell'edilizia, delle attività di rimboschimento, del
  recupero di terre da adibire a pascolo e quant'altro.
   La  natura dolosa di quegli incendi però ci impone di mettere
  in atto una vera e propria lotta contro questo fenomeno con la
  stessa determinazione che la Sicilia e lo Stato centrale hanno
  utilizzato  per altri tipi di lotta, ad esempio,  al   racket,
  alla  mafia,  certamente,  con  le   ovvie  differenze  tra  i
  problemi.
   Soltanto  con  un'azione combinata, coordinata  ed  integrata
  tra  le  varie forze si può trovare una soluzione al problema.
  Con  l'attivazione  di  un network si potrà  ottenere  qualche
  effetto positivo le prossime volte che una tragedia di  questo
  genere si dovesse abbattere sulla Sicilia.
   Assessore,   onorevoli  colleghi,  ho  voluto   fare   queste
  considerazioni proprio perché ho vissuto l'avventura di essere
  sul  posto  -  abito nel parco delle Madonie, quindi,  proprio
  nella  zona  che prendeva fuoco ad una velocità pazzesca  -  e
  credo  che  tutti  insieme si debba trovare  una  soluzione  a
  quella che è un'emergenza sociale, ad un'emergenza che non  ha
  singole  responsabilità  perché,  probabilmente,  siamo  tutti
  responsabili;  con la buona volontà e con l'intelligenza e  la
  determinazione,  che  ci vuole però,  un dibattito  d'Aula  su
  questo  argomento potrebbe arrivare ad individuare  anche  una
  strategia  per  le  prossime catastrofi di questo  genere  che
  dovessero verificarsi.
   Mi  creda,  assessore,  la cosa più strana  e,  nello  stesso
  tempo,  più sconvolgente a cui abbiamo assistito era la totale
  mancanza di coordinamento tra le forze in campo: ognuno faceva
  una   cosa   diversa  dall'altro  e,  spesso   e   volentieri,
  addirittura in maniera contraddittoria rispetto agli altri.
   Questo  è  ciò  che  tutta  la cittadinanza,  la  popolazione
  siciliana si aspetta da questo dibattito d'Aula: una soluzione
  al problema.
   Do  la  parola all'Assessore per l'agricoltura e le  foreste,
  professore  La  Via, perché possa  rendere le comunicazioni  a
  nome del Governo

    LA  VIA,  assessore per l'agricoltura e le  foreste.  Signor
  Presidente,       onorevoli      colleghi,       consentitemi,
  preliminarmente, a nome del Governo, di esprimere, al  termine
  di  questa  terribile estate che abbiamo vissuto, nella  quale
  numerosissimi sono stati gli eventi - ma alcuni hanno  assunto
  un  carattere di estrema tragicità - di esprimere il cordoglio
  del Governo alle famiglie delle vittime, associandomi a quanto
  espresso dal Presidente dell'Assemblea, così come ci associamo
  al dolore di tutti coloro che hanno perso, nei tragici incendi
  che  si  sono  verificati  questa  estate,  beni  materiali  e
  immateriali.
   Sicuramente,   va   fatta   una   disanima   puntuale   degli
  avvenimenti  di   questa estate perché, solo comprendendo  ciò
  che  è  successo, potremo al meglio approntare -  spero -  con
  estrema   solidità   tra  tutte  le  forze  politiche   quegli
  interventi  sicuramente  necessari  per   evitare  che  simili
  accadimenti abbiano a ripetersi in futuro.
   Debbo  dire  che  questa  è stata, sicuramente,  rispetto  al
  passato  una  stagione particolare per   una  molteplicità  di
  ragioni.
   Una  prima, permettete di sottolinearla, perché non è  venuta
  fuori  da  tutti  i  dibattiti,  da  tutti  i  confronti   ma,
  sicuramente, ha un suo peso rilevante: l'andamento termico che
  si  è  verificato e, soprattutto, quello pluviometrico che  ha
  caratterizzato la stagione invernale, primaverile,  estiva  ha
  fatto sì che tutta la tarda primavera sia stata caratterizzata
  da  piogge, l'ultima delle quali è avvenuta, appunto, ai primi
  di giugno, in particolare il 2 e il 3 giugno.
   Si  è  trattato di piogge che hanno determinato la formazione
  di  una  massa secca consistente in tutto il territorio  della
  Regione  siciliana  che  ha fornito, in  molti  casi,  innesco
  fertile  per il fuoco; questo grosso e consistente  volume  di
  massa  secca,  quindi,  ha determinato anche  un  ritardo  per
  effetto  esclusivamente  delle condizioni  termopluviometriche
  della primavera in molte azioni di prevenzione.
   Sottolineo,  a  tal  proposito  che,  mentre  le  azioni   di
  prevenzione  degli  incendi boschivi con la  formazione  delle
  fasce  tagliafuoco  attorno ai boschi demaniali  avviene  agli
  inizi  del  mese di maggio, alla metà di maggio,  per  effetto
  delle  piogge  che si sono verificate e che non consentono  in
  alcun  modo  e  non  rendono conveniente il taglio  preventivo
  delle  erbe  perché  sarebbe  necessario  riprodurlo  dopo  il
  ricaccio delle piante, tale attività è cominciata subito  dopo
  la   fine  delle  piogge  e  non  appena  tali  erbaggi  hanno
  cominciato a disseccarsi.
   Devo  dire  che,  oltre  alle condizioni  termopluviometriche
  della  primavera e dell'inizio dell'estate, abbiamo  avuto  un
  decorso estivo particolare. Sicuramente, esistono fenomeni  in
  atto di portata rilevante che tendono a determinare, nel corso
  della stagione estiva, giorni o gruppi di giorni nei quali  le
  temperature  sono realmente molto elevate ed  in  presenza  di
  temperature  molto  elevate ed in  presenza  di  venti  forti,
  soprattutto  di provenienza sciroccale,  sicuramente,  aumenta
  il rischio che si possano verificare incendi.
   In  questa  stagione,  abbiamo avuto la  presenza  di  queste
  condizioni in più occasioni e, in particolar modo,  alla  fine
  del mese di giugno, nel corso del mese di luglio e, più volte,
  nel  corso  del mese di agosto; puntualmente,   nel  corso  di
  questi  giorni  caratterizzati da un  decorso  termometrico  e
  anemometrico particolare, abbiamo assistito alle punte massime
  dei fuochi.
   Abbiamo  riscontrato, in particolare nella seconda  metà  del
  mese  di  agosto  ed in particolare nei giorni  21,  22  e  23
  agosto,  la  presenza contemporanea, nel tratto esistente  tra
  Messina e Palermo, di più di 100 focolai contemporanei; almeno
  su  20  di  questi focolai  non era possibile  intervenire  da
  terra ma era richiesto l'intervento di mezzi aerei.
   Rispetto   a  queste  condizioni  che   hanno  caratterizzato
  questa   particolare  annata,  sicuramente,  devo  e  dobbiamo
  riflettere.
   Abbiamo  in atto un cambiamento delle condizioni e  si  parla
  continuamente di un surriscaldamento della Terra che  dovrebbe
  portare,  nei  prossimi anni, ad un ulteriore innalzamento  di
  qualche grado della temperatura.
   Condizioni  come quelle che si sono verificate questa  estate
  rischiano  di  diventare  la  norma  e  questo  ci  deve  fare
  riflettere   per   modificare  comportamenti  e,   ovviamente,
  strategie di intervento.
   Su   questo   dobbiamo  anche  necessariamente  interrogarci:
  sulle  cause degli incendi. Le indagini effettuate  dal  Corpo
  Forestale dello Stato nei territori di competenza e confermate
  dal   Corpo   Forestale  della  Regione  siciliana,   infatti,
  evidenziano  come  il 98% degli incendi è  causato  da  azioni
  umane.
   Siamo quindi di fronte ad una sostanziale - quasi totalità  -
  di  eventi  che  partono dall'uomo e all'uomo  possono  essere
  ricondotti.  E'  chiaro che possiamo avere incendi  di  natura
  dolosa, incendi di natura colposa, incendi nei quali è  dubbia
  la  possibilità di attribuzione all'una o all'altra causa.  In
  generale,  comunque, dobbiamo considerare una molteplicità  di
  cause,  per  cui  non  è  possibile  ricondurre  ad  una  sola
  tipologia   di  causa  e  tutte  le  cause  vanno   ugualmente
  attenzionate per essere prevenute e sostanzialmente contenute.
   Devo   dire  che  un  fenomeno  importante  è   anche  quello
  culturale.  Sicuramente, dovremo ampliare la nostra  strategia
  di  intervento  anche a questo livello per fare comprendere  a
  chi,  sostanzialmente,  in molti casi,  caratterizzato  da  un
  livello  di  conoscenza  e di cultura  contenuto,  che  non  è
  attraverso il fuoco che si migliorano le condizioni di vita.
   Cito,   ad   esempio,    un  elemento  che,   stagionalmente,
  determina un buon numero di cause di innesco di fuoco e che  è
  connesso ad  una pratica agronomica di dubbia utilità.
   Statisticamente  dimostrato che  in  occasione  delle  ultime
  settimane  del  mese di   giugno e delle  prime  del  mese  di
  luglio abbiamo una recrudescenza degli incendi, condizionata e
  determinata  in  buona parte dalla  pratica  economica'  della
  bruciatura  delle stoppie che ha antiche tradizioni contadine,
  ma  che  sicuramente  non  risponde  a  requisiti  di  moderna
  economicità  e  gestione  aziendale.   Bruciare   le   stoppie
  significa semplicemente eliminare la copertura vegetale  secca
  ma  ciò   non determina vantaggi economici che oggi non  siano
  compensabili  con  le moderne tecniche di  concimazione  e  di
  lavorazione  del  terreno. Eppure questa pratica  continua  ad
  essere largamente utilizzata dagli imprenditori.
     Devo dire quindi che, rispetto a molteplici cause di incendio,
  abbiamo   avuto   nel  corso  di  quest'anno,  una  recrudescenza
  rilevante  degli  incendi, rispetto ad  un  dato  statistico  che
  vedeva   una  contrazione  delle  superfici  percorse  da  fuoco,
  quest'anno abbiamo assistito, nel periodo tra giugno e settembre,
  nel  territorio della Regione siciliana, ad un numero di  incendi
  largamente   superiore  a  quello  degli  anni  precedenti.   Nel
  complesso,  i  dati aggiornati a ieri dal Corpo  Forestale  della
  Regione siciliana, mettono in evidenza come la superficie  totale
  percorsa  da  fuoco si aggiri complessivamente  su  circa  37.000
  ettari,  di  cui superfici boscate e/o assimilabili  -  e  adesso
  spiegherò  meglio  e  con maggiore dovizia  di  particolari  cosa
  questo   significa  -  11.685  ettari,  e  superfici  agrarie   o
  assimilabili 25.356 ettari.
   Soprassiedo   sulla   distribuzione   territoriale   di   queste
  superfici bruciate, soffermandomi per qualche considerazione  sul
  dato.
   Non  deve, ovviamente, trarre in inganno il fatto che si  tratti
  di  11.000  ettari di bosco o di superfici assimilate  perché  in
  questo  vengono ad essere censite tutte le superfici  di  macchia
  mediterranea  presenti  all'interno  delle  zone  SIC  e  ZPS   o
  all'interno di parchi e riserve, ma ovviamente esterne ai  demani
  regionali.
   In  particolare modo, dai dati in nostro possesso,  risulterebbe
  che  degli  11.000  ettari di superfici boscate  o  assimilabili,
  circa l'11% si riferisca a superficie del demanio regionale,  per
  il  resto  si  tratta di superfici esterne. Si tratta  di  demani
  comunali o di superfici boscate di privati.
     E' evidente quindi un dato, che con riferimento alle superfici
  boscate  il  demanio regionale nell'arco della presente  stagione
  estiva,  che  le  superfici percorse da fuoco  sono  estremamente
  contenute,  mentre  invece all'esterno del demanio  regionale  fa
  sicuramente  riflettere  il dato relativo  ai  25.000  ettari  di
  superficie  agraria andata in fumo. Non solo per i  riflessi  che
  questo   ha  sull'economia  di  interi  territori,  ma  anche   e
  soprattutto,  il  dato  relativo  al  crescente  abbandono  delle
  superfici agricole da parte degli imprenditori.
   Esiste   quindi  uno  stato  di  diffusa  difficoltà  dovuto   e
  determinato  da una riduzione del reddito delle imprese  agricole
  che ha determinato e determina un crescente fenomeno di abbandono
  delle   aziende   con  conseguente  degrado  del  territorio   e,
  ovviamente, susseguente rischio anche per le zone limitrofe.
   Si  viene  così  a determinare un elemento di riflessione  nuovo
  sul  quale  bisogna approfondire la discussione e  sicuramente  a
  prevedere  nuove  tipologie  di  interventi  e  di  provvedimenti
  normativi. Per quanto attiene alla stima dei danni prodotti dagli
  incendi  verificatesi nel corso della presente  stagione  estiva,
  gli  stessi sono in corso e in via di determinazione e ovviamente
  questo   non  è  semplice, ma si tratta di danni  dell'ordine  di
  centinaia  di  milioni di euro. Danni rilevanti  che  andranno  a
  quantificarsi nel corso delle prossime settimane e mesi.
   A  fronte  di quello che è accaduto questa estate in termini  di
  effetti,   dobbiamo  riscontrare  la  situazione  relativa   alle
  strutture di contrasto sul territorio regionale che agiscono  sia
  in fase di prevenzione che in fase di repressione degli incendi.
   Debbo  dire  che  queste strutture, che per  semplicità  esporrò
  ripartendole fra strutture statali e strutture regionali, debbono
  migliorare   -  e di questo parlerò in sede di conclusioni  -  il
  loro  livello di coordinamento,  così come nel suo intervento  di
  apertura    l'onorevole   Presidente   dell'Assemblea   regionale
  siciliana ha voluto sottolineare.
   Si  tratta, ovviamente, di un complesso articolato di forze  che
  ancora  oggi colloquia e si integra in misura contenuta.  Tra  le
  strutture  statali cito, in ordine di importanza, in primo  luogo
  il  Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, che, con riferimento ai
  dati  in  mio possesso, dispone sul territorio regionale di  poco
  meno di tremila uomini articolati su turni, e a una dotazione  di
  mezzi   antincendio   aerei   che  sono   stati   prontamente   e
  completamente dispiegati nel corso delle emergenze nelle quali il
  Corpo  dei Vigili del Fuoco ha dimostrato sicuramente abnegazione
  ed  impegno ben al di là dei compiti istituzionali, così come  le
  altre forze impegnate sul campo alle quali, ritengo, debba andare
  il riconoscimento per l'impegno profuso, da  parte del Governo  e
  spero anche da parte di quest'Aula.
   Abbiamo,   sempre  tra  le  forze di contrasto  nazionali  e  le
  strutture  nazionali,  il  Dipartimento della  Protezione  civile
  nazionale che, tramite il centro operativo aereo unificato, attua
  il  coordinamento  e  sovrintende  all'intervento  aereo  per  la
  repressione degli incendi e  dispone di una flotta consistente ma
  che,  alla  luce  della contemporaneità dei  fatti  che  si  sono
  sviluppati  nel corso di alcuni giorni ristretti in  più  regioni
  italiane,   sicuramente   ha  mostrato  una   sua   insufficienza
  complessiva.
     Infatti, pur avendo sedici  Canadair', ovviamente a  turno  in
  manutenzione,  come  doveroso, cinque  elicotteri  di  dimensione
  maggiore e dieci elicotteri di dimensione minore, nel corso della
  stagione   estiva   sono  stati  frequentemente   impegnati   sul
  territorio regionale, ma in molti casi, a fronte delle  pressanti
  richieste   della   nostra  centrale  operativa   regionale,   la
  disponibilità  per effetto dell'impegno  in altre regioni  non  è
  stata sempre dispiegata.
   A  fianco  di  queste strutture nazionali, abbiamo le  strutture
  regionali   sostanzialmente  riconducibili  alle  strutture   del
  Dipartimento  delle  Foreste e dell'Azienda Foreste.  Per  quanto
  attiene   alla  struttura  più  consistente  che   fa   capo   al
  Dipartimento regionale delle foreste, permettetemi di fare  anche
  qualche   riferimento   normativo,   perché   gli   stessi   sono
  importanti, in quanto le competenze previste da norme  specifiche
  per  il  servizio antincendio boschivo e l'Azienda foreste,  sono
  riconducibili alle aree boscate, alle aree di parchi e riserve  e
  alle   aree   SIC  e  ZPS,  per  cui  tale  servizio   interviene
  direttamente  su tali aree dove esplica un'azione  diretta  e  di
  coordinamento mentre al di fuori di queste aree, interviene  come
  supporto  alle altre forze e quindi, sostanzialmente,  ai  Vigili
  del  Fuoco. Per quanto attiene al Servizio Antincendio  Boschivi,
  permettetemi di evidenziare come l'azione è svolta sia in fase di
  ricognizione  e  segnalazione  degli  incendi,  sia   sul   piano
  dell'intervento  diretto. Anche il Servizio Antincendio  Boschivi
  questa estate ha esplicato appieno la propria funzione con grande
  impegno e sacrificio.
     Aggiungo   che  le  azioni  svolte  dalle  stesse  sono  state
  molteplici;  e  nel complesso abbiamo avuto impegnato  un  numero
  consistente  di squadre, tutti gli automezzi che hanno  esplicato
  appieno  la  propria  funzione. Ma in alcuni  momenti,   dove  la
  contemporaneità del fuoco, il numero di richieste di  intervento,
  il  numero  ancora  di  azioni  che contemporaneamente  bisognava
  portare  a  compimento,  non hanno sicuramente  garantito  quella
  azione  che doveva essere realizzata.
     Per cui anche in questo campo dovremo ragionare, riflettere  e
  prevedere interventi aggiuntivi, con un miglioramento dell'azione
  e  soprattutto  una  maggiore integrazione  con  le  altre  forze
  presenti sul campo.
     Permettetemi ancora di segnalare come ad agire sul  territorio
  in  fase  di  prevenzione, oltre al Dipartimento Foreste,  agisca
  l'Aziende  Foreste Demaniali che cura, in termini  preventivi  la
  realizzazione di circa 9 mila chilometri, in termini lineari,  di
  viali  parafuoco  della larghezza di 15 metri  a  protezione  dei
  boschi  demaniali  che ha esplicato anch'essa, e  pienamente,  la
  propria azione a difesa dei boschi.
   Dall'altro  lato,  oltre  alla  Azienda  Foreste  e   al   Corpo
  Forestale,   dobbiamo  citare,  ovviamente,  l'Ufficio   Speciale
  Antincendio Boschivi che opera in fase di prevenzione, in termini
  di  pianificazione  e  programmazione, e  il  Dipartimento  della
  Protezione   Civile   Regionale,  che   anch'esso   è   risultato
  profondamente   impegnato  gestendo  le  attività   di   relativa
  competenza per supportare tutte le altre forze presenti sul campo
  nell'azione di repressione degli incendi. A ciò si integri  e  si
  aggiungano  le strutture degli enti locali, province regionali  e
  comuni  che in alcuni casi hanno chiaramente supportato  l'azione
  delle  altre  forze presenti sul campo. Tengo a sottolineare  che
  anche  le  province  regionali  hanno  competenze  in  ambito   d
  protezione  civile, identificate dall'articolo 108,  del  Decreto
  legislativo  31  marzo 1998  Attuazione in ambito  provinciale  e
  attività di previsione degli interventi di prevenzione dei rischi
  stabilite  dai  programmi e piani regionali  con  l'adozione  dei
  connessi provvedimenti amministrativi. Predisposizione dei  piani
  provinciali  di  emergenza sulla base degli indirizzi  regionali.
  Vigilanza   sulla   predisposizione  da  parte  delle   strutture
  provinciali  di  protezione civile dei servizi urgenti  anche  di
  natura tecnica da attivare in caso di eventi calamitosi .
   Le  province più importanti, debbo segnalare che hanno investito
  in  attrezzature e mezzi idonei, quali autobotti,  mezzi  leggeri
  antincendio,  mezzi speciali con propri fondi di bilancio  e  che
  hanno  ovviamente supportato l'azione nel corso di questa estate.
  Anche i comuni sono impegnati su questo fronte. Infatti i sindaci
  sono  identificati dalla legge numero 225 del 1992 quali autorità
  di  protezione  civile preposte al proprio territorio.  La  legge
  stessa  stabilisce che al verificarsi dell'emergenza  il  sindaco
  assuma la direzione e il coordinamento dei servizi di soccorso  e
  di assistenza alla popolazione colpita e provvede agli interventi
  necessari anche mediante proprie strutture comunali di protezione
  civile.
   Sicuramente   le   strutture  comunali  di   protezione   civile
  dovrebbero  essere  dotate  di mezzi idonei  al  contrasto  delle
  emergenze, ma purtroppo buona parte delle amministrazioni locali,
  per  effetto, in molti casi, della scarsità di risorse,  su  tale
  fronte ancora debbono attrezzarsi. E' ovvio che rispetto a queste
  strutture sono sicuramente emerse delle criticità connesse  anche
  alle  norme  esistenti che vanno sicuramente  rimosse  e  che  il
  governo  si  impegna a sottoporre, con uno specifico  disegno  di
  legge, all'attenzione di questa Assemblea.
   Solo  a  titolo  esemplificativo e quindi  non  esaustivo  delle
  problematiche esistenti, voglio citarvene alcune che  sicuramente
  hanno  condizionato e condizioneranno, nell'ipotesi  in  cui  non
  dovessimo  intervenire prontamente, nelle  prossime  stagioni  la
  efficienza   funzionale   delle   attività   di   prevenzione   e
  repressione.  La normativa vigente, ad esempio, prevede  che  gli
  interventi  di  assunzione  dei lavoratori  stagionali  impegnati
  nell'attività  antincendio vengano ad essere effettuate  su  base
  provinciale, questo impedisce di fatto il trasferimento di uomini
  e  mezzi dall'una all'altra provincia in caso di emergenza. Debbo
  inoltre   aggiungere   che  dobbiamo  rivedere   sicuramente   la
  ripartizione    di    risorse   e   compiti   tra    dipartimenti
  dell'amministrazione  regionale, quando si  fa  riferimento  alla
  distribuzione  e  al  personale  stagionale.   Buona  parte   del
  personale  stagionale  è oggi impegnato  con  compiti  in  misura
  contenuta  di  prevenzione  e in misura  largamente  maggiore  di
  piantumazione e cura dei boschi esistenti e questo non  consente,
  sia  per  effetto delle normative vigenti in termini di sicurezza
  di  lavoro  e   di compiti di lavoro e  la relativa utilizzazione
  nell'ambito  dei  servizi  finalizzati alla  repressione  e  agli
  incendi.  Dobbiamo aumentare  il livello di coordinamento tra  le
  forze  impegnate  e  soprattutto risolvere  la  problematica  del
  coordinamento nelle zone di interfaccia.
   Spiego  meglio la fattispecie. In particolare, mentre  il  Corpo
  forestale  della Regione siciliana ha  competenze ed esercita  il
  coordinamento e l'azione nel campo degli incendi boschivi e nelle
  zone  assimilate,  quindi  SIC  e   ZPS  parchi  e  riserve,   la
  competenza al di fuori di queste aree è dei Vigili del  fuoco  la
  cui  dotazione  organica  su territorio regionale  è  sicuramente
  insufficiente  e  come  tale  è  stato  richiesto   dal   Governo
  regionale,  in  sede di incontro con il sottosegretario  deputato
  agli  interventi e quindi alla sorveglianza del Corpo dei  Vigili
  del  fuoco,  una integrazione del contingente e un  potenziamento
  sia in termini di uomini che in termini di mezzi.
   Bisogna  poi tener presente che la normativa vigente, assegnando
  questi compiti funzionali al Servizio Antincendi Boschivi  fa  si
  che  tutte  le forze in campo siano dislocate sostanzialmente  in
  prossimità  dei  boschi, poiché, dovendo  procedere  alla  difesa
  degli  stessi non vengono dislocati squadre e mezzi  lontani  dal
  sistema boschivo regionale.
   Mentre  invece,  così  come dimostrano  i  dati,  la  stragrande
  maggioranza  degli  incendi  è avvenuta  al  di  fuori,  in  aree
  lontane, in molti casi, dai boschi e per effetto condizionato  da
  fattori esterni scatenanti, con una contemporaneità degli incendi
  su  tutto il territorio regionale.  Tutto questo ci impone ancora
  riflessioni e modifiche del quadro di riferimento.
   Debbo  ancora  aggiungere che oltre agli  interventi  specifici,
  puntuali  per  una migliore utilizzazione delle risorse  umane  e
  materiali, dovremo probabilmente rivedere la strategia  regionale
  con  riferimento agli interventi di protezione aerea. Abbiamo  in
  dotazione sei elicotteri per lo spegnimento degli incendi  e  due
  per   la  ricognizione  preliminare,  ma  sicuramente  il   poter
  intervenire  rapidamente  e prontamente richiede  di  distribuire
  meglio e soprattutto di dotarci di mezzi diversi e più rilevanti.
  Molto  spesso gli incendi è possibile contenerli quando si arriva
  subito  sul  fuoco.   Quando il fronte del  fuoco  si  allarga  è
  difficile   e   sicuramente  più  oneroso,  oltre  a  determinare
  sicuramente  grandi  danni, controllare  e  contenere  il  fuoco:
  rispetto  a  questo risulta, a mio modo di vedere e del  Governo,
  necessario dotarsi di alcuni mezzi integrativi della forza  aerea
  del   Dipartimento di Protezione civile nazionale  che  rimangano
  stanziali sul territorio della Regione siciliana.
   E'  necessario  poi - ma non lo dico in fine,   lo  dico  perché
  ritengo  che  sia  l'elemento più importante da attenzionare,   e
  vorrei  che su questo si ponesse la dovuta attenzione - aumentare
  il livello di coordinamento tra tutte le forze in campo.
   Coordinare  meglio  gli  interventi  significa  avere   maggiore
  puntualità  e  precisione nell'intervento  e  -  come  diceva  il
  Presidente  -  evitare che le forze in campo non  collaborino  al
  meglio.
   E'  necessario  quindi  prevedere un'integrazione  di  tutte  le
  forze  in  un'unica   stanza operativa',  sicuramente  in  questo
  momento  abbiamo  sul  territorio soggetti diversi  che  svolgono
  funzioni   diverse:  comandi  operativi  sul  piano   provinciale
  integrati  nell'ambito  del  Dipartimento  Foreste,  un   comando
  operativo  del  Servizio Antincendio Boschivo  che  coordina  gli
  interventi  aerei sempre del Dipartimento Foreste,  ma  a  fianco
  abbiamo  anche  sale  operative dei  Vigili  del  Fuoco  e  della
  Protezione civile.
   Il  tutto deve essere meglio coordinato per far sì che in  primo
  luogo sia possibile che più forze che intervengano in campo siano
  presenti   all'interno  degli  stessi  comandi   operativi,   per
  coordinare meglio le rispettive forze di terra, per integrare  le
  azioni  aeree, che vengono ad essere condotte, e soprattutto  per
  intervenire  con maggiore efficacia nelle fasi preliminari  degli
  incendi.
   Permettetemi di concludere con un ultimo riferimento.
   Quest'anno e durante questa estate, tutte le forze di  terra  ed
  aeree che hanno collaborato nello spegnimento degli incendi hanno
  sicuramente profuso il massimo degli impegni.
   Probabilmente   si   poteva  fare  di   più   e   verso   questo
  miglioramento  dobbiamo  tendere,  modificando   le   norme   che
  riteniamo necessario modificare ma soprattutto coordinando meglio
  uomini, mezzi e interventi sul campo.
   Il  Presidente Micciché ha ragione quando dice che le  forze  in
  campo hanno difficoltà a colloquiare.
   E' perfettamente vero
   La  banda di frequenza su cui parlano i Vigili del fuoco  non  è
  accessibile al Corpo forestale dello Stato e della Regione  e  di
  contro  quella  della  Regione non è accessibile  ai  Vigili  del
  fuoco.
   Si  parla  poco,  e ci si incontra sul campo intendendosi  molto
  più spesso a gesti che non attraverso le parole.
   Dobbiamo  modificare - ed in questa direzione si è  già  avviato
  un  confronto con il Corpo Forestale dello Stato con il  quale  è
  stato   sottoscritto  un  protocollo  d'intesa   finalizzato   ad
  integrare mezzi e personale  con il Corpo dei Vigili del fuoco  -
  affinché  nelle  zone  e soprattutto per gli incendi  interfaccia
  aumenti  il livello di collaborazione e si integrino le forze  in
  campo.
   Un  discorso diverso merita invece il carburante, nel  senso  di
  ciò  che  brucia,  perché i dati in nostro  possesso,  e  che  ho
  portato  alla  vostra attenzione,  evidenziano un  forte  aumento
  delle superfici agricole abbandonate.
   Questa  è una riflessione diversa che coinvolge la gestione  del
  territorio e la gestione dell'Assessorato al quale sono preposto.
   Il  reddito agricolo, come è a tutti voi noto, tende a diminuire
  per  una  molteplicità  di cause e tutto questo  si  scarica  sul
  continuo e crescente abbandono di superfici agricole che non sono
  più coltivate.
   Nel  corso di alcune ricognizioni fatte sulle superfici bruciate
  e  soprattutto  in  provincia di Messina ho  potuto  direttamente
  constatare  che  sono  andate in fumo alcune rilevanti  superfici
  oggetto  di  coltivazione:  se queste  fossero  state   coltivate
  secondo  la buona pratica agricola molte di queste non  sarebbero
  state  percorse dal fuoco. Ma una riduzione del reddito  ricavato
  dall'attività  agricola  e la conseguente tendenza  all'abbandono
  delle  superfici fa sì che ci siano molti residui vegetali   che,
  nel  corso dell'estate,  prendono fuoco o, come  ho detto  prima,
  vengono bruciati con  effetti devastanti sul territorio.
   Una  notazione ulteriore riguarda l'intervento dello  Stato.  Lo
  Stato  ha,  con il Dipartimento della Protezione Civile,  emanato
  l'ordinanza  che  è  a tutti voi nota  e che  prevede  interventi
  sostitutivi  da  parte  dei  Prefetti  e  delle  Regioni  per  la
  creazione del Catasto presso tutti i Comuni.
      Fermo  restando  che  sul  piano  personale  sono  fermamente
  convinto dell'utilità dello strumento sono peraltro convinto  che
  non  sia l'unico mezzo che dovremmo adottare. Il Catasto servirà,
  contribuirà,  dovremo  dotarcene,  ma non sarà  solo  con  questo
  strumento che potremo prevenire e bloccare questa emergenza.
   Il  Governo,  così  come ho detto, se da un lato  si  impegna  a
  promuovere  azioni di prevenzione e sensibilizzazione  presso  la
  popolazione,  dall'altro si impegna a portare  in  quest'Aula  un
  provvedimento  che possa correggere le storture  individuate,  in
  una  stagione  come questa di forte criticità,  del  sistema  per
  migliorare  sia  la   prevenzione  che  la  repressione   ed   il
  contrasto degli incendi.

      PRESIDENTE   Prima di dare la parola all'onorevole  Panarello
  per   illustrare  la  mozione,  vi  invito  ad   un   minuto   di
  raccoglimento per onorare le vittime di questa estate.

       (I deputati, in piedi, osservano un minuto di silenzio)


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


       Riprende la discussione  congiunta delle comunicazioni
       del Governo in ordine alla problematica sugli incendi e
                  discussione della mozione n. 230.

    PRESIDENTE   Fa facoltà di parlare l'onorevole  Panarello,  per
  illustrare  la  mozione numero 230  Interventi urgenti  a  favore
  dei  comuni  danneggiati dagli incendi verificatisi nel  mese  di
  agosto», di cui è primo firmatario.

    PANARELLO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, anzitutto  mi
  associo alle parole di cordoglio che lei  ha voluto esprimere per
  le  vittime degli incendi che si sono verificati in provincia  di
  Messina  nel  mese di agosto e mi associo anche alla  solidarietà
  espressa dal Presidente ai parenti delle vittime e ai feriti.
   Voglio  sperare  che le Istituzioni restino  vicine  ai  parenti
  anche   nella  fase  difficile  che  li  aspetta  nelle  prossime
  settimane   e  nei  prossimi  mesi,  soprattutto  alla   famiglia
  Cucinotta che, come voi sapete, è stata particolarmente colpita e
  Matteo Cucinotta è ancora ricoverato a Napoli in condizioni molto
  difficili ed è la persona che ha perso il fratello, la  moglie  e
  la suocera.
   Io,  anche sulla base di sollecitazioni, che condivido, di altri
  colleghi e Gruppi parlamentari, naturalmente sono,  anche a  nome
  del  Gruppo dei Democratici di Sinistra,  disponibile a  fare  in
  modo  che attorno ad un tema di questo genere -  come sollecitava
  il  Presidente dell'Assemblea -  ci sia una discussione serena  e
  anche  conclusioni  unitarie. Naturalmente  bisogna  partire  dal
  presupposto,  come ricordava l'Assessore La Via,  che  eventi  di
  questo  genere,  ancorché straordinari ed  eccezionali,   possono
  ripetersi nella nostra Regione e quindi se vogliamo corrispondere
  ad  un sentimento diffuso di preoccupazione e di allarme che,  se
  non viene contrastato, può avere effetti molti gravi anche su una
  delle   questioni  economiche  sulle  quali  punta   la   Regione
  siciliana,   ossia  il   turismo, non avremo  la  possibilità  di
  risolvere   un  fenomeno  così  drammatico  e,  soprattutto,   di
  prevenire,   per quanto è possibile,  gli effetti disastrosi  che
  si sono avuti  in tutta la Regione e segnatamente nella provincia
  di  Messina  che è stata toccata in maniera tragica e  disastrosa
  nel  mese di agosto, ma che aveva avuto già episodi - per fortuna
  meno tragici, ma altrettanto disastrosi -  nel mese di luglio.
   Ovviamente,  faccio riferimento alla situazione della  provincia
  di   Messina  poiché  la  conosco  meglio,  ma,   come  ricordava
  l'Assessore, il problema si pone in generale.
   Credo  che  vi  sia  un  doppio  problema:   come  attivare   le
  strutture  necessarie  nel momento in cui  si  verificano  questi
  eventi   e  come   prevenirli.  Abbiamo,  anche  -  e   lo   dico
  all'Assessore che sicuramente ne sarà pienamente consapevole - il
  problema  di come intervenire nelle  zone in cui si è determinato
  questo  disastro   perché  è la prima questione  sulla  quale  si
  incentrerà  l'attenzione  delle  persone  interessate,  ma  anche
  dell'opinione pubblica.
   C'è  stata  una prima ordinanza della Protezione  civile  che  è
  chiaramente  emergenziale,  ha  limiti  strutturali  essendo  una
  ordinanza  di  emergenza  immediata,  ma  dobbiamo  guardare  con
  attenzione  alla  dichiarazione dello  stato  di  calamità  e  ai
  contenuti della stessa  per rivendicare le risorse adeguate e per
  una utilizzazione congrua delle medesime, sapendo che ci troviamo
  di fronte ad una molteplicità di esigenze che in quella realtà si
  pongono.
   Penso  al  risarcimento  delle vittime e  di  quelli  che  hanno
  ricevuto  dei  danni; penso alla necessità del  ripristino  delle
  colture  che  sono  state spazzate via in  interi  comuni,  anche
  colture   significative', dal punto di  visto  economico,  perché
  attivavano un ciclo anche di trasformazione; penso,  per  restare
  nella  provincia di Messina, agli uliveti coltivati  -   come  sa
  l'assessore -  che sono stati distrutti e le ricadute che avranno
  sulle  attività connesse; penso al noccioleto e ad  altre colture
  che   determineranno   anche   una   crisi   delle   aziende   di
  trasformazione  e  ricadute  significative  anche   sul   terreno
  occupazionale.
   E'  chiaro che un decreto di calamità non può prescindere, a mio
  avviso, dalla necessità di prevedere un risarcimento, incentivare
  il  ripristino delle colture, sostenere le aziende che sono state
  colpite e tutelare i lavoratori direttamente interessati.
   A   parte  questo aspetto ce n'è un altro  urgente,  l'assessore
  lo  sa  bene   e  voglio  dirlo  al  Presidente  e  ai  colleghi,
  riguardante il dissesto idrogeologico.
     Se  in molti di questi comuni ci dovesse essere un periodo  di
  persistenti  piogge  -  e  non è escluso  -  potremmo  avere  una
  situazione  di  disastro  con pericolo per  le  persone,  per  il
  paesaggio e per  l'ambiente di quelle realtà.
   A  questo  proposito, si deve individuare un modo per  prevenire
  ulteriori  disastri nel decreto di calamità, anche con interventi
  e risorse da parte della Regione.
   Giustamente l'assessore, nei limiti della legislazione  vigente,
  ha   preannunciato,  negli  incontri  avuti  alla  Prefettura  di
  Messina, l'utilizzo dei fondi POR per il dissesto idro-geologico.
   Voglio  qui  segnalare che se dovessimo aspettare la possibilità
  di   utilizzare   i   fondi  POR  2006-2013,   naturalmente   non
  corrisponderemmo alle necessità impellenti che si pongono in  una
  parte di quei comuni.
   Quindi,   dobbiamo  trovare  un'altra  strada   per   fare   una
  ricognizione effettiva della situazione di disagio  grave  e  per
  intervenire  tempestivamente  perché  non  vorrei,  e  credo  che
  nessuno  di  noi  lo  voglia, ritornare  a  discutere,  nei  mesi
  invernali, di eventuali disastri dovuti alle alluvioni.
   Concordo,  inoltre, con le considerazioni svolte dal  Presidente
  dell'Assemblea che  rispecchiano una preoccupazione ed  anche  un
  senso  di impotenza molto diffuso tra tante persone, residenti  e
  turisti, che si trovavano in quelle realtà e di tutti coloro che,
  per  ragioni di rappresentanza o  di presenza, si sono trovati  a
  doversi cimentare in questo contesto.
   Si  avverte in maniera seria il tema del coordinamento.  D'altro
  canto, come ricordava l'assessore elencando le diverse competenze
  in  questo  campo  nella nostra Regione,  si  pone  il  tema  del
  coordinamento   delle  strutture  regionali  e  delle   strutture
  regionali  con le strutture statali, e deve essere un  fatto  che
  segni, da questo punto di vista, un salto di qualità.
   Questo  non  ha niente a che vedere, ovviamente, come  ricordato
  peraltro  nella mozione, con l'abnegazione dei tanti  uomini  dei
  Vigili  del  Fuoco, della Forestale, della Protezione civile,  ma
  anche  di  volontari,  di amministratori di  quelle  realtà,  nel
  fronteggiare un situazione così drammatica.
   Naturalmente, mi associo al ringraziamento a queste persone  per
  avere  impedito che il disastro potesse avere effetti ancora  più
  drammatici,  ma  questo non toglie nulla alla  necessità  che  su
  questo terreno ci siano misure adeguate a partire, ripeto,  dalle
  strutture   che  fanno  capo  all'Amministrazione   regionale   e
  pretendere, per altro verso, che con  le strutture statali ci sia
  un  coordinamento effettivo e non da definire di volta  in  volta
  come   purtroppo  succede  oggi;  molto  spesso  alla   fine   il
  coordinamento  è  delle prefetture, ma è un fatto  episodico  che
  pregiudica la possibilità di realizzare un rapporto snello tra  i
  comuni,  i  cittadini che si trovano in queste  condizioni  e  le
  istituzioni.
   L'altro  elemento che va affrontato riguarda la  predisposizione
  dei  Piani di prevenzione, tanto più se si è convinti che  quanto
  è  successo questa estate potrebbe ripetersi  nel tempo e che  vi
  sono  elementi  di  peculiarità rispetto al passato,  considerato
  che,  in  Sicilia, gran parte degli incendi si sviluppano in zone
  non  sottoposte alla gestione della forestale e per  tanto  tempo
  gli incendi erano  incentrati nelle zone cosiddette boscate.
   Occorre,  quindi,  mettere in campo  una  serie  di  misure  che
  attivino, sul tema della prevenzione, un impegno corale da  parte
  delle strutture interessate a partire dai comuni, perché è vero -
  come  dice  l'Assessore  -  che il sindaco  ha  potere  anche  di
  coordinare, ma i comuni,  quelli medi, piccoli e grandi, non solo
  non  hanno strutture in grado di affrontare l'emergenza,  ma  non
  hanno neanche la disponibilità minima di risorse.
   E'  vero  che  non possiamo immaginare un piano di  risorse  che
  preveda   per   ogni  comune  strutture  e  mezzi  adeguati   per
  fronteggiare  l'emergenza, ma è possibile impegnare  i  comuni  a
  individuare,  nel  proprio territorio, i punti di  difficoltà,  i
  punti  di crisi e a predisporre piani di prevenzione,  assegnando
  loro risorse adeguate.
   Perché  è  vero  che  prevedere e   fronteggiare  situazioni  di
  queste  dimensioni è difficile, ma non è difficile prevedere  che
  in  condizione  di forti venti di scirocco nella nostra  Regione,
  ormai  prevedibili,  sono  i  giorni nei  quali  questi  disastri
  possono  assumere dimensioni di questa natura e quindi credo  sia
  doveroso e possibile immaginare piani di prevenzione che scattino
  in presenza di queste previsioni.
   E  la  questione  non  riguarda soltanto i terreni  incolti,  ho
  scoperto - e l'Assessore potrebbe dare testimonianza di  ciò  che
  dico  -  che  alcuni incendi sono divampati in  strade  comunali,
  provinciali,  dell'ANAS  dove  non  si  fa  il  decespugliamento,
  diventando occasione per i piromani meno sofisticati di  sfogo  a
  questa pratica criminale.
   Quindi,   il  sistema  della  prevenzione  molto  spesso   passa
  attraverso   interventi  modesto,  attraverso  un  principio   di
  responsabilizzazione.

    CRACOLICI   Magari  un Gigi D'Alessio  in  meno  e  una  strada
  comunale in più

    PRESIDENTE  Onorevole Cracolici, il dibattito si sta  svolgendo
  in  maniera  seria  e  serena, parlando dal suo  posto  lo  rende
  diverso.

    PANARELLO   Mettendo  in  capo  ai  comuni  questa   opera   di
  ricognizione,  di  monitoraggio e  anche  di  sollecitazione  nei
  confronti  dei  diversi  enti che non sono  in  grado  di  essere
  tempestivi nell'operazione di pulizia delle strade.
   Lo  stesso vale per i terreni privati incolti, bisogna assegnare
  la  responsabilità  e  dire ai comuni di  intervenire  in  questa
  direzione.
   L'ultima  cosa  che  voglio ricordare  riguarda  la   parte  del
  dispositivo  della  mozione poiché vi  sono  alcuni  impegni  che
  chiediamo  al Governo della Regione anche in rapporto al  Governo
  nazionale.
   Penso  che  il  dispositivo andrebbe completato, se  c'è  questa
  convergenza,  con la richiesta al Governo di riferire,  su  tutte
  queste materie e su tutte queste ipotesi, periodicamente in  Aula
  per  dare  il  segno  che  l'Assemblea  regionale  siciliana  non
  conclude  con  un dibattito una vicenda di questo genere,  ma  si
  impegna permanentemente a tenere viva la propria attenzione e  il
  proprio  impegno per evitare che questi fatti si  ripetano  senza
  che  ci  sia un'adeguata risposta da parte del Parlamento  e  del
  Governo della Regione.

    PRESIDENTE   Ringrazio l'onorevole Panarello  per  l'intervento
  svolto   con  il cuore oltre che con le notizie e le informazioni
  fornite.
   Onorevoli  colleghi,  considerata l'esigenza  dell'Assessore  La
  Via  di  allontanarsi  dall'Aula per dieci minuti  ,  sospendo  i
  lavori  per  incontrare i Capigruppo ed  organizzare il prosieguo
  dei lavori di questa seduta.
   La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 13.00.

     (La seduta sospesa alle ore 12.45 è ripresa alle ore 13.07)

       RESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  anche  se  informale,   la
  riunione dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, ha stabilito  di
  andare  avanti ad oltranza fino alla fine della seduta  però  con
  interventi  della durata massima di cinque minuti.   Poiché  sono
  già le tredici  e cinque, per evitare di finire molto tardi -  il
  Presidente ha degli impegni alle quattordici e  l'Assessore  pure
  -  sarò rigidissimo sulla durata dei cinque minuti.  Avvertirò un
  minuto prima del termine con una scampanellata e a cinque minuti,
  senza che nessuno si offenda, sarò costretto a togliere la parola
  perché, altrimento non ce la facciamo.

   E' iscritto a parlare l'onorevole Cantafia.  Ne ha facoltà.

    CANTAFIA     Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   voglio
  cominciare subito col ringraziarla perché ha mostrato sensibilità
  rispetto  a  quanti,  come  me, le hanno  chiesto  di  aggiungere
  all'ordine  del  giorno di questa seduta, la seduta  che  sarebbe
  stata ieri e poi è stata aggiornata ad oggi, questa questione che
  ha emozionato i siciliani.
   Non  è  il  primo anno che abbiamo molti incendi,   naturalmente
  tutti  adesso siamo ben informati anche della ciclicità  di  come
  avvengono gli incendi in Sicilia, ci siamo tutti letti le  carte,
  però, non c'è dubbio che i morti di questa estate hanno dato  uno
  schiaffo alla politica, ricordando che le cose che fa per  quello
  che  riguarda la prevenzione e poi l'intervento sugli  incendi  è
  insufficiente.
   Quindi  la  ringrazio per questo.  La ringrazio anche per  avere
  chiesto  all'Aula un minuto di raccoglimento per quelle  vittime.
  Rimprovero di questo, invece, del contrario il governo che  nella
  relazione ha dimenticato non soltanto questo ma ha dimenticato di
  parlare  della  fragilità del sistema dei  soccorsi.  Lei  non  è
  l'assessore alla sanità, quindi non ne ha diretta responsabilità,
  ma  se  si  è  informato avrà saputo che i  primi  soccorsi  sono
  arrivati  dopo qualche ora e che alcuni di quelli che sono  morti
  sono stati portati in ospedale da macchine private, fermate nella
  strada con l'autostop.
   E'  un  problema che si aggiunge al problema della  prevenzione.
  E' evidente che anche il nostro sistema di emergenza, di soccorso
  è  un  sistema  debole, fragile, se si arriva ad un  appuntamento
  così grave con questo ritardo.
   Io  ho  apprezzato la relazione dell'assessore La Via, perché  è
  stato molto puntuale, ha riconosciuto quali sono gli elementi  di
  debolezza e di criticità, non soltanto quelli del sistema cioè di
  quelli che sono a disposizione - apparentemente a disposizione  -
  del  Governo  e della Regione, ma anche del sistema in  generale.
  Ha  ricordato  che  una  parte  del  nostro  territorio  è  ormai
  abbandonato.   Ha  ricordato  che ci  sono  desertificazioni  che
  riguarderanno  la  nostra  Regione,  che  riguardano  la   nostra
  Regione.  Ha  dimenticato di dire, però,  cha  la  Sicilia  è  la
  regione con il più basso tasso di superficie boschiva.  Se si  fa
  aggiornare  dei  dati, si accorgerà che a  fronte  di  una  media
  nazionale  del  22% - ma naturalmente con punte molto  alte,  non
  soltanto  nelle  regioni dolomitiche, ma  anche  nella  Calabria,
  queste  percentuali sono molto alte - le dicevo a fronte  di  una
  superficie boschiva del 22% in Sicilia ne abbiamo l'8%.  Va da se
  che questo è dovuto all'abbandono di tante terre.
   Lei  che  è  un  esperto di imprenditoria agricola  sa  che  nel
  prossimo  futuro  aumenteranno le aree che  verranno  abbandonate
  perché il seminativo tra poco diventerà un controsenso perché  se
  uno  volesse continuare a seminare grano sa di dovere perdere  un
  sacco  di soldi anche di fronte al migliore dei raccolti,  perché
  fra  pochi anni non ci saranno nemmeno i pochi incentivi  europei
  che ancora permangono per quel settore.
   Sappiamo  di  dovere agire su molti fronti, certamente  uno  dei
  fronti sarà costituito dall'aumento della capacità di prevenzione
  - lei ha parlato dell'aumento della qualità del nostro sistema di
  Protezione civile.
   Vorrei  rimarcare  con  lei e con il  Presidente  il  fatto  che
  questa storia del coordinamento sta diventando una barzelletta
   E'  impossibile  che  siano ancora attuali queste  segmentazioni
  per le quali davvero neanche si possono parlare perché parlano su
  altre frequenze, altro che coordinamento
   Meno  male che ogni volta che ci sono queste questioni  ci  sono
  uomini e donne che con abnegazione si buttano alle spalle i  loro
  diritti  e  nel momento in cui dovrebbero fermarsi  continuano  a
  lavorare  ben  oltre  le  loro  forze,  ben   oltre  le   proprie
  condizioni contrattuali.
   Meno  male  che siamo di fronte a gente che supera tutte  queste
  difficoltà. Non possiamo per questo stare a queste disponibilità.
   Dobbiamo  aumentare, come lei ha detto, uomini  e mezzi  e   per
  farlo ci vogliono progetti ben precisi: si possono utilizzare  in
  qualche  caso  le risorse comunitarie, si possono  utilizzare  in
  qualche caso risorse proprie. E dove sono?
   Assessore, nel DPEF che fra poco discuteremo è riuscito a  farci
  star dentro queste necessità?
   E'  riuscito  a  far  star dentro a quel  DPEF  l'aumento  della
  superficie boschiva nei prossimi dieci anni e portarla al 20  per
  cento,  raddoppiarla  come sarebbe necessario  per  impedire  che
  l'incuria del territorio porti a quelle condizioni?
   Non si tratta semplicemente di lamentarsi, si tratta di fare
   Lei  è  Assessore ed il suo compito è di Governo e non  soltanto
  dell'analisi  della questione e della speranza  che  qualcosa  si
  risolva.
   La stessa cosa vale per il coordinamento.
   Si  faccia  un  incontro con lo Stato, si definisca  chi  ha  le
  competenze maggiori - naturalmente io mi troverò d'accordo a  che
  il  coordinamento  di questa vicenda vada agli  esperti  cioè  ai
  vigili  del  fuoco  prima  che al sistema dell'antincendio  della
  Forestale  -  si  metta nelle condizioni questi coordinamenti  di
  avere delle gerarchie precise e poi io accolgo la sua ipotesi che
  è quella di migliorare la flessibilità del sistema.
   Con  la  sua  esperienza imprenditoriale, Assessore,  saprà  che
  questo  è uno dei migliori modi per aumentare l'efficienza  senza
  aumentare i costi.
   Noi  dobbiamo  avere la possibilità di utilizzare al  meglio  le
  risorse che ci sono in campo.
   La  flessibilità del sistema deve essere alta, ma per  riuscirci
  bisognerà  avere il coordinamento centralizzato, bisognerà  avere
  chiare  procedure di intervento, bisognerà essere sicuri che  una
  squadra antincendio della Forestale possa intervenire quando  una
  casa sta per bruciare senza aspettare l'autorizzazione dei Vigili
  del  fuoco, preposti a spegnere gli incendi nelle case  piuttosto
  che nelle superfici dell'Azienda foreste,etc.
   In poche parole abbiamo bisogno di rivoluzionare il sistema.
   L'emozione  che stiamo vivendo serve a qualcosa, il sottoscritto
  insieme  all'onorevole Panarello siamo emozionati  delle  vittime
  che  ci sono state - erano nostri amici quindi mi rendo conto che
  la  nostra  emozione  è più forte di quella degli  altri  -  però
  l'emozione  che  hanno  avuto tutti i siciliani  serva  almeno  a
  questo  non  a  dire che  si potrebbe far meglio' ma  a  produrre
  sostanziali condizioni di cambiamento.
   Ripeto,  lei è un Assessore di questo Governo ci dovete  portare
  non  soltanto le statistiche, non soltanto la considerazione  che
  siccome  nessuno  sta attento al suo terreno questo  è  fonte  di
  incendio  possibile, oppure la stupidità di utilizzare una  forma
  arcaica  di arricchimento potassico, credo che dovrebbe  servire,
  non basta solo questo. Bisogna che trasformiate tutte queste cose
  in  norme. La stessa cosa vale per la Protezione civile.  Abbiamo
  votato  a  luglio  una  specie  di pezza  sulle  questioni  della
  stabilizzazione. Le chiedo formalmente, glielo chiediamo  con  un
  ordine  del  giorno,   che  ci  sia  una  pianta  organica  della
  Protezione Civile.
   Non  si  può continuare a dire  questi li stabilizziamo   questi
  li  mettiamo là . Noi dobbiamo sapere esattamente quello  che  ci
  serve per avere un sistema di protezione civile efficiente  ,  se
  sono sufficienti quelli che ci sono li dobbiamo stabilizzare,  se
  non  sono sufficienti ne prendiamo altri, se sono perfino in  più
  mettiamoli  da qualche parte ma quelli che servono  devono  avere
  quel compito. Abbiamo fatto ridere l'Italia quando hanno scoperto
  che  i nostri dipendenti della Protezione Civile nei Comuni erano
  in ferie.
   Noi  abbiamo  cose  precise da fare, le faccio  un  esempio  per
  tutti  e concludo. L'ultima finanziaria abbiamo rimesso in  campo
  la  questione  dei cantieri di lavoro e abbiamo presentato  degli
  emendamenti  per  costringere che quei cantieri di  lavoro  siano
  dedicati soltanto ai Comuni interni. E io so che l'Assessorato al
  Lavoro si sta preoccupando di utilizzarli per le grandi città. E'
  una  stupidaggine. Abbiamo bisogno di intervenire,  per  esempio,
  per  decespugliare le zone attorno ai Comuni, abbiamo bisogno  di
  dare  ai Comuni qualche risorsa, proviamo a farlo tutte le  volte
  che serve e mettiamo in fila le priorità.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole Villari.  Ne  ha
  facoltà.

    VILLARI   Signor Presidente, autorevoli esponenti del  Governo,
  onorevoli  colleghi,  vorrei  intanto  ricordare  che  la  Quarta
  Commissione, della quale mi onoro di essere il Vicepresidente, il
  5  luglio  scorso  ha  voluto organizzare una  audizione  rivolta
  proprio  ai  soggetti  che sono stati in  questa  nostra  Regione
  particolarmente  impegnati in questa azione  tesa  a  far  fronte
  all'emergenza  incendio  delle  aree  boschive  che  sono   state
  drammaticamente  interessate così come si è  detto  da  parte  di
  tanti e come purtroppo drammaticamente abbiamo visto.
   In  quella occasione erano presenti, oltre all'Assessore La Via,
  il  dottor  Colletti  che  è  l'ispettore  generale  dell'Azienda
  Foreste, l'ing. Ganci, l'ing. Cocina della Protezione Civile,  il
  dott.  Lonzi  Dirigente  Generale dell'Assessorato  e  in  quella
  occasione  abbiamo verificato avendo dati alla mano una  volontà,
  una organizzazione ed una preoccupazione  rispetto alla necessità
  di  rendere questa organizzazione più efficiente e più forte, più
  coordinata.  Il  primo  punto  che  vorrei  sollevare  è  questo:
  l'Assessore  La  Via  ne  faceva  un  cenno  nel  corso  del  suo
  intervento  e ritengo importante che se ne parli in Aula,  signor
  Presidente  ha  fatto  bene Lei a coinvolgere  l'Assemblea  tutta
  rispetto ad una discussione così delicata.
   L'Assessore faceva riferimento ad un coordinamento generale  tra
  tutte le forze che possono in qualsiasi modo, ragione,  misura  e
  competenze  essere coinvolte di fronte a fatti di  questa  natura
  così  gravi,  importanti e delicati. E questo  coordinamento  non
  deve  essere inteso solo come un coordinamento legato all'azione,
  che  ovviamente  si  deve  fare, rivolta allo  spegnimento  degli
  incendi  ad  evitare che il nostro grande patrimonio boschivo  ed
  ambientale  venga   deturpato e distrutto,  ma   che  vi  sia  un
  soggetto,  una  struttura  che  si  occupi  pienamente,  una  già
  struttura esistente
   La  stessa struttura assume anche il compito nelle fasi  in  cui
  non  è  impegnata attivamente all'azione diretta allo spegnimento
  degli  incendi  o  alla prevenzione, fatto assai significativo  e
  determinante, anche a una azione,  l'Assessore usava  il  termine
   culturale'.
   In  questo  Regione - e lo dico anche come cittadino preoccupato
  di  comportamenti che, purtroppo, vediamo, non sono  solo  quelli
  dei  piromani.  Io lo so ci sono i piromani, e vanno  colpiti  in
  modo  pesante, senza  mezzi termini. Ma probabilmente  c'è  anche
  una  disattenzione  nel  meccanismo  organizzativo  generale.  Il
  dottore  Colletti e il dottor Lonzi, l'altra volta, ci spiegavano
  come   si  interviene, con migliaia e migliaia di  forestali  per
  pulire  i  viali  parafuoco, come si interviene  per  dotarsi  di
  mezzi,  eccetera,  però  diceva anche  che  c'è  un  problema  di
  insufficienza di mezzi stessi.
   Abbiamo  bisogno  di  avere, per esempio,  le  risorse;   sapere
  prima,  ad  inizio d'anno, di sapere quali sono tutte le  risorse
  destinate  all'azione che, per competenza, gli  Ispettorati  alle
  foreste  su cui devono poter contare. Perché ci raccontavano,  ci
  dicevano  che loro hanno  a spizzichi e bocconi'  le risorse  per
  potere  di volta in volta fare nuovi progetti, fare nuove perizie
  e poi andare avanti. E questo non è possibile.
   Poi  dicevo   l'azione  culturale'.  Dobbiamo  fare  una  grande
  azione rivolta ai giovani - e lì, forse, è più scontato perché  i
  giovani  questa sensibilità ce l'hanno - ma dobbiamo  diffonderle
  in ogni dove, nelle scuole.
   Le  cicche non si buttano né sulla strada e meno che meno  nelle
  aree boschive
   Dobbiamo  fare  una grande azione di civiltà in  questa  Regione
  perché  i  comportamenti  sono troppo caratterizzati  da  logiche
  individualistiche. Signor Presidente, ognuno pensa di poter  fare
  quello che vuole.
   Allora  una  azione di Governo - intendendo per  questo  la  sua
  accezione  più  ampia  -  una azione  di  chi  governa  e  nostra
  complessivamente, di quelli che siamo più grandi perchè  dobbiamo
  preservare questo mondo a quelli che verranno dopo, a partire dal
  nostro territorio, dai nostri boschi, dal nostro ambiente.
     Però,  ripeto, una azione culturale perché se si dà il segnale
  forte  ma  in  tutti i sensi, a tutti i livelli, e  in  tutte  le
  attività  umane che esercitiamo in questa Regione, se  si  dà  il
  senso  che  qui  non  si  scherza, ognuno  deve  avere  senso  di
  responsabilità rispetto a ciò che si fa: piccoli,  grandi,  nelle
  scuole, nei luoghi di lavoro, in ogni dove, in questo modo, penso
  si  possa  partire col piede giusto e questa azione  culturale  è
  determinante e centrale.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole  Pagano.  Ne  ha
  facoltà.

    PAGANO    Signor  Presidente,  assessore,  onorevoli  colleghi,
  intanto   sono  contento  dell'impostazione  che  è  stata   data
  dall'onorevole  Miccichè su questo argomento  perché,  quando  si
  parla di argomenti di questo genere non esiste destra o sinistra,
  esiste il problema sociale, esiste il bene comune e quindi è bene
  dare un indirizzo forte in tal senso.
   E  visto  che  andiamo incontro a delle problematiche  che  sono
  notevoli e nei prossimi anni il problema si accentuerà.
   Non  è  che  dobbiamo dimenticarci che quello che è successo  in
  Sicilia, è  successo anche in Calabria, in Puglia, in Croazia, in
  Grecia,  quindi è evidente che siano di fronte a un  problema  su
  cui  è inutile operare un approfondimento perchè rischieremmo  di
  andare fuori tema, però non c'è dubbio che dobbiamo intervenire e
  in maniera assolutamente concreta e forte.
   Siccome  il  tempo a disposizione è quello che è - e  devo  dire
  poi  meglio  così,  perché così l'intervento sarà più incisivo  e
  caratterizzante  - visto che sto parlando da un  punto  di  vista
  complessivo anche a nome del mio partito, penso che ci siano  tre
  elementi sui cui noi dobbiamo puntare l'attenzione in una  legge,
  che mai come in questo momento risulta indispensabile.
   L'ordine del giorno che stiamo preparando, che immagino e  spero
  sia  anche  firmato da tutti i componenti di questo   parlamento,
  nel senso che sia bipartisan, non nel senso che è stato partorito
  da  noi, e assolutamente condiviso, deve andare incontro a  delle
  esigenze ben precise che io mi permetto oggi di sottolineare  nel
  sia pur breve tempo a disposizione.
   Direi che ci sono sostanzialmente tre ambiti.
   Il  primo  è quello delle risorse umane: gira e rigira, comunque
  la mettiamo,  sempre di uomini dobbiamo parlare, di risorse umane
  che  devono intervenire concretamente per raggiungere l'obiettivo
  che è quello di  cui stiamo parlando oggi.
   Noi  abbiamo  in  questo momento qualcosa  come  15  mila  unità
  professionali, con un certo grado di professionalità, non che gli
  altri non ne abbiamo, ma certamente abbiamo 10 mila centunisti  e
  oltre  5  mila cinquantunisti che rappresentano una quantità  non
  indifferente, gestiti male, secondo il mio modesto parere  ma  lo
  dico con grande rispetto, e quindi da qui la necessità di operare
  un miglioramento.
   Quale  potrebbe essere il miglioramento complessivo? Sicuramente
  la  stabilizzazione, questo è un fatto logico. La stabilizzazione
  comporterebbe  una gestione professionale delle  risorse  stesse.
  Siccome  sappiamo  che  non  è possibile,  almeno  un  minimo  di
  intervento  in  tal  senso dovrebbe essere  raggiunto  in  questa
  legge,  per cui bisogna reperire risorse finanziarie per  far  sì
  che  almeno  i  10  mila centunisti vengano portati  a  151giorni
  lavorativi.
   Questo  significa  creare  di fatto a questa  platea,  a  queste
  persone, una possibilità concreta di operare per almeno 6-7  mesi
  l'anno,  chiaramente differenziandoli nel modo  che  sappiamo,  e
  quindi  creare  le  condizioni per avere una  serie  di  vantaggi
  economici oltre che ambientali.
   Provo  a  spiegarle  brevemente perché il rischio  è  quello  di
  disperderci nel ragionamento.
   Primo:   la   prevenzione  agli  incendi  è  ovvio  che   questo
  porterebbe grandi vantaggi finanziari e si capisce da sé.
   Il   rimboschimento  intensivo  porterebbe  a  dei  vantaggi  in
  termini  di  prevenzione e sul dissesto geologico,  assessore  mi
  sembra assolutamente chiaro.
   Le  bonifiche  nel  territorio sarebbero anch'esse  favorite  da
  queste  risorse  umane  che  in maniera professionale  verrebbero
  utilizzate.
   Poi,  ancora,  ci sarebbe la Protezione civile che,  ovviamente,
  godrebbe  di  questa  ulteriore  quantità  non  indifferente   di
  persone.  E  poi  ci  sarebbe anche la possibilità  di  sfruttare
  queste  persone  anche da un punto di vista  turistico  perché  è
  chiaro che ci sono boschi che potrebbero essere    ..
   Il   buon  uso  dei  boschi  anche  da  questo  punto  di  vista
  porterebbe dei vantaggi.
   Quindi,  mi sembra chiaro che noi dobbiamo puntare sulla risorsa
  umana.  Possiamo fare qualsiasi tipo di ragionamento  complessivo
  ma,  poi,  alla fine la gestione delle risorse risulta sempre  in
  una materia come questa l'elemento principale.
     Ci  sentiamo di sollevare il dibattito e portarlo  all'interno
  di  questa  logica. O stabilizzazione oppure, se non è possibile,
  il  miglioramento generale delle condizioni attraverso un  numero
  maggiore di giornate a vantaggio dei centunisti.
   Ci   sono   poi   gli  aspetti  legati  al  fatto  tecnico.   Il
  potenziamento dei mezzi va da sé. Queste sono unità, sono persone
  che  non hanno a disposizione praticamente nulla. Allora è chiaro
  che  il  complemento di programmazione vada da  questo  punto  di
  vista   rimodulato   all'interno  di   logiche   di   risanamento
  ambientale, di tutela e di potenziamento di mezzi.
   Io  penso che questa sia la volontà di tutto il Parlamento ed in
  generale  so  che accoglieremo facilmente tutti queste  proposte.
  Con  quale  strumento, ed arrivo al terzo elemento,  all'elemento
  principe, che è lo strumento legislativo.
     Sappiamo  bene  che ci sono in questo momento  tanti  vincoli,
  tanti divieti, ci sono delle impossibilità oggettive per la buona
  gestione delle risorse umane, lei stesso ne ha accennato una,  le
  sedi  che  sono lontane dai boschi. Ma che ci stanno a  fare   Se
  questi signori hanno deciso di fare questo mestiere e fanno tante
  battaglie anche da un punto di vista sindacale per raggiungere  i
  loro giusti diritti, per carità, però devono avere dei doveri ben
  forti e ben precisi.
   I  vincoli a cui lei accennava. Non è possibile che queste  cose
  o  i divieti continuino ad esistere ancora oggi, nel 2007. Allora
  è  chiaro  che una legge speciale, senza esitazioni, deve  andare
  incontro  a questo tipo di esigenza, assessore, e mai  come  oggi
  nessuno  si  metterà  di  traverso perché  mettersi  di  traverso
  significa  oggi  assumersi delle responsabilità  complessive  che
  sono  anche  generazionali  che non  sono  relative  soltanto  al
  contingente.
   Su  questi  elementi, oltre al coordinamento delle forze  a  cui
  lei  stesso  accennava, penso che potrebbe  essere  interesse  di
  tutti noi operare in tal senso.

    PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole Apprendi.  Ne  ha
  facoltà.

    APPRENDISignorm  Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi   sembra
  irriguardoso rispetto l'argomento che stiamo trattando, il  fatto
  di  ridurre il dibattito a cinque minuti. Stiamo parlando  di  un
  argomento così importante, che ha causato vittime, morti,  feriti
  e  disastri  ambientali, come se stessimo trattando un  argomento
  che si svolge nel quotidiano con frequenza

    PRESIDENTE    Onorevole  Apprendi,  lo  dico  perché   ci   sia
  giustizia.   Nessuno  ha  chiesto che gli interventi  fossero  di
  cinque  minuti  l'uno; è stata una decisione presa in  Conferenza
  dei Capigruppo.

    APPRENDI    Signor   Presidente,     Presidenti    di    Gruppi
  parlamentari  presenti  in   Aula ce ne  sono  pochissimi,  anche
  l'Aula  dimostra  con quale sensibilità si sta  trattando  questo
  tema.  Mi  dispiace,  signor Presidente, non  voglio  aprire  una
  polemica però ci costringete a dire alcune cose  quando si tratta
  di parlare di altri interessi l'Aula è stracolma

    PRESIDENTE   Onorevole  Apprendi, in altri  consessi  dove  gli
  argomenti  sono  altrettanto  importanti  e  a  volte  anche  più
  importanti di questo, il massimo che viene consentito ai deputati
  è  di tre minuti, come avviene nel Parlamento europeo. Ripeto che
  è  stata  una decisione presa in  Conferenza dei Capigruppo,  non
  c'è nessuno che vuole essere irriguardoso né possiamo fare capire
  a  chi ci ascolta via internet o via televisione che c'è qualcuno
  di  noi che ha deciso di essere irriguardoso nei confronti di  un
  argomento così difficile e così importante.
   Pertanto,   sono  costretto ad interromperla e  a  dirle  che  i
  cinque   minuti  sono  stati  stabiliti  considerato  il   numero
  elevatissimo dei deputati che hanno chiesto di intervenire.
   Capisco  che  cinque  minuti  possano  sembrare  pochi,  ma   le
  assicuro che in altri consessi con tre minuti, senza che  nessuno
  possa chiedere neanche dieci secondi di intervento suppletivo, si
  svolgono  gli interventi nelle sedute come al Parlamento europeo.
  Per  cui,  la  prego  di  svolgere il suo  intervento  senza  far
  ricadere su nessuno -  proprio perché l'argomento è delicato ed è
  di  grande responsabilità per ognuno di noi -  una responsabilità
  di disinteresse che le garantisco che non c'è.

    APPRENDI     Signor    Presidente,    ringrazio    l'intervento
  dell'Assessore  La Via, ma devo dire che è proprio  il  punto  di
  vista  cda  cui  partiamo che è sbagliato perché,  con  tutto  il
  rispetto dei dati tecnici che lei assessore ha fornito, è proprio
  il   punto   di  vista  che  è  sbagliato,  perché  se   parliamo
  dell'Assessorato dell'agricoltura abbiamo perso l'orientamento di
  quello che è successo in questi giorni in Sicilia.
   Lei  stesso  in  una trasmissione ha dato dei  dati  precisi  di
  riferimento  dicendo che il 95 per cento delle  aree  interessate
  agli  incendi riguardava le aree urbane, mentre il  5  per  cento
  riguardava le aree della forestale. Già i numeri parlano  da  sé;
  dobbiamo  parlare  veramente di rimodulare  tutta  la  Protezione
  civile,   è  quella  l'angolazione  che  dobbiamo  guardare:   la
  Protezione  civile. Se la guardiamo soltanto dal punto  di  vista
  dell'Assessorato dell'Agricoltura abbiamo sbagliato tutto.
   Poco  fa  ho  sentito  alcuni numeri che mi mancavano  peraltro.
  L'onorevole   Pagano che poco fa mi ha preceduto  credo  di  aver
  capito che abbia detto che vi sono 10 mila centunisti, rispetto a
  meno  di  tremila  unità dei Vigili del fuoco divisi  in  quattro
  turni,  mentre le superfici interessate sono per il 95 per  cento
  in  aree  urbane e il 5 per cento in aree boscate.  Pertanto,  se
  analizziamo già questi numeri vediamo che bisogna intervenire  in
  maniera  massiccia  rispetto al corpo nazionale  dei  Vigili  del
  fuoco.
   Lei  mi  potrà  rispondere  che  non  è  materia  regionale,  ma
  sappiamo   che  dal  punto  di  vista  politico  ci  può   essere
  sicuramente un intervento forte di tutto il Parlamento  ma  anche
  della  Giunta  per approvare dei provvedimenti  speciali  per  la
  Sicilia in questo senso.
   Siccome  il  tempo a mia disposizione è pochissimo e sicuramente
  fra  poco il Presidente mi fermerà, vorrei parlare di un paio  di
  cose.  Intanto sulle competenze: troppe volte avete  detto  sulla
  stampa che competenza del coordinamento non è della Regione.  Per
  favore,  non  dite più bugie, perché il coordinamento  spetta  al
  Dipartimento  regionale  della Protezione  civile  e  spetta  per
  legge:  Per competenza, attraverso la legge n. 225, la competenza
  del coordinamento è data alla Regione del coordinamento.
   Quando  io  qualche mese fa, da questo posto, ho  denunciato  la
  mancanza   della  sala  operativa  unificata,  la  mancanza   del
  coordinamento, c'era un grande coro, ma di silenzio. Si  ignorava
  quello  che è stato detto. La Regione ha competenza non  soltanto
  per  fare le passerelle e preannunciare con una conferenza stampa
  che  si  era pronti ad affrontare qualsiasi evenienza e qualsiasi
  emergenza.   La  Regione ha compiti specifici. Gli  incendi  sono
  competenza dei Vigili del Fuoco e della Forestale. E' inutile che
  continuate  a  parlare del volontariato. Il volontariato  non  ha
  competenze  per lo spegnimento degli incendi. Ci  sono  tre  mila
  associazioni in Sicilia di volontariato che non hanno  competenza
  per  lo  spegnimento degli incendi e voi continuate a  fregiarli,
  acquistando mezzi che non potranno utilizzare mai.
   Nel  2005  sono stati spesi 2 milioni e mezzo di euro  per  dare
  soldi a tre mila associazioni, alcune con il finanziamento di 200
  euro  per  comprare,  sapete che cosa, i  loghi,  i  loghi  delle
  divise  Altri con finanziamenti di 100 mila euro. Poi ci sono dei
  fuoristrada che costano da 10 mila euro a 30 mila euro.  Ci  sono
  delle cose che sono inenarrabili.
     Dobbiamo smetterla. Questo volontariato va formato e  comunque
  non   è   adeguato  allo  spegnimento  degli  incendi;  ci   sono
  distaccamenti volontari che si possono fare in Sicilia. Lo sapete
  chi  li  fa?  I  Comuni.  I  Comuni  hanno  competenza  per  fare
  distaccamenti dei Vigili del Fuoco in Sicilia e lo  possono  fare
  tutti i Comuni. E noi abbiamo in Sicilia soltanto 8 distaccamenti
  a  fronte  di centinaia di distaccamenti presenti nel  territorio
  nazionale,  in  ogni Regione del Nord. Allora è  lì  che  bisogna
  intervenire.
   Se  lei, Presidente, mi permette, volevo consegnare agli atti un
  intervento  piuttosto  articolato che  comprendeva  anche  alcune
  proposte,  non  solo denunce e polemiche come è stato  detto  dal
  Presidente Cuffaro  Abbiamo fatto denunce in questi giorni perché
  di fronte ai morti non si può tacere, di fronte alla gente che ha
  perduto i beni non si può tacere, non è polemica politica  Non  è
  così.  Noi  diamo  suggerimenti per superare  l'emergenza,  diamo
  suggerimenti  per  pianificare quella che è  la  prevenzione,  la
  previsione e l'intervento. Questi ultimi sono tre fasi importanti
  e non ha funzionato alcuno dei tre elementi.
   Quindi non abbiamo dove andare. O ci si siede per costruire,  si
  convocano  le Commissioni che hanno dei compiti. Ad  esempio,  la
  Commissione Incendi non viene convocata da oltre 3 anni  E non mi
  dica  il  Presidente  Cuffaro  che non  l'abbiamo  detto,  perché
  l'abbiamo detto e anche da questa tribuna. Tutti insieme  sì  che
  possiamo  costruire qualcosa di positivo, altrimenti, la prossima
  estate saremo qui di nuovo a piangere sui morti, caro Presidente.
     Onorevole  Assessore,  sulla forestale  vorrei  dire   solo  3
  parole.   Bisogna essere presenti nella fase di prevenzione,  non
  per lo spegnimento. Io non pagherei mai la gente per spegnere gli
  incendi,  li  pagherei  per prevenire.  Forse  per  quante  unità
  abbiamo, perché qualcuno diceva che siamo pochi, io non lo so  se
  sono  pochi  gli operai forestali, credo però che se ne  mettiamo
  uno  per  ogni  tornante nella parte che riguarda  il  bosco  noi
  riusciremo  forse a non avere incendi piuttosto  che  utilizzarli
  per  fare altre cose di cui non abbiamo il controllo  Non so,  ad
  esempio,  quanta piantumazione facciamo. A questo  proposito,  le
  chiederei  di avere l'elenco dei boschi che sono stati finanziati
  con  i  POR,  e quanti di quelli che si sono bruciati  non  erano
  stati  collaudati. Grazie.

    PRESIDENTE   Onorevole Apprendi, ovviamente può consegnare,  se
  lo  ritiene, l'intervento  articolato di cui dispone e che non ha
  potuto  riferire  all'Aula  per motivi  di  tempo  e  gli  uffici
  provvederanno alla relativa pubblicazione.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Caputo. Ne ha facoltà.
   Onorevole  Caputo, visto che lei è Capogruppo e ha  preso  parte
  alla riunione le raccomando di prounciare il suo intervento entro
  i 5 minuti previsti.

    CAPUTO   Naturalmente  Presidente. Innanzitutto,  la  ringrazio
  per  la  sensibilità che ha avuto nel chiedere ai  capigruppo  di
  dedicare una seduta alla problematica di cui stiamo discutendo  e
  anche ai colleghi che con  i loro atti ispettivi hanno consentito
  questo   dibattito  che  è  di  straordinaria   importanza.   Non
  foss'altro  per  quello  che  è  successo  in  Sicilia.   Perché,
  indubbiamente,  al di là delle responsabilità,  al  di  là  della
  contrapposizione   degli  interventi,   ci   sono   episodi   che
  indubbiamente,  onorevole  Assessore,  vanno  letti  nella   loro
  gravità.  E'assurdo che una città come Cefalù, per tre  giorni  e
  tre  notti,  abbia  continuato a bruciare  senza  che  sia  stato
  possibile  spegnere  gli incendi o limitare la  devastazione  del
  territorio.
   Dobbiamo  prendere  atto, perchè è argomento di  questi  giorni,
  che  ancora  la maggiore parte, quasi il 90 per cento dei  comuni
  siciliani, non ha costituito il catasto dei territori incendiati.
  Abbiamo chiesto a diversi deputati, agli assessori competenti  ed
  in ogni caso al Governo di intervenire presso i comuni. Già mi  è
  stato  segnalato che in diversi comuni nelle aree  incendiate  vi
  sono fenomeni di abusivismo edilizio, vi sono fenomeni di animali
  che sono stati immessi all'interno di questi territori, molti dei
  quali  sono  territori del demanio regionale  o  del  FEC,  Fondo
  edifici per il culto.
   Ci  sono situazioni che vanno verificate e io la informo,  anche
  se  so  che il suo ufficio ne è già informato, che nel territorio
  di San Martino delle Scale che ha subìto un incendio che è durato
  48  ore,  che  ha  devastato case e terreni, per un  problema  di
  convenzione  fra  Ministero  dell'Interno,  FEC,  Prefettura   di
  Palermo e  Ufficio del Demanio regionale è scaduta la convenzione
  per l'affidamento di questi terreni alla Forestale. E quindi l'80
  per  cento  del  patrimonio boschivo di San Martino,  quello  che
  ancora sopravvive, è incustodito perché nessuno ci può lavorare.
   Vi  sono  state  situazioni paradossali di  interventi  di  ogni
  tipo,   volontari,  carabinieri, vigili del  fuoco,  antincendio,
  dove i bocchettoni collegati ai mezzi antincendio si sono sciolti
  per  il calore delle fiamme in quanto erano di gomma  L'ho notato
  a  San Martino delle Scale, sono stato tutto il giorno e tutta la
  notte lì a seguire le operazioni, a guardare,  a vedere la totale
  assenza di personale o l'esubero di personale, di uomini e  mezzi
  che   sostavano  in  piazza  creando  addirittura   problemi   di
  viabilità
     Io  credo che vi sia molto da fare in questa terra di Sicilia,
  senza  critiche,  lei  ha  fatto  il  suo  dovere,  lo  ha  fatto
  benissimo,  lo continua a fare, ha grande attenzione, il  Governo
  ha grande attenzione. Il Parlamento regionale siciliano che vuole
  stare  dalla  parte di questo Governo in un momento di  emergenza
  incendi  che  sono, come ha detto lei, quasi tutti  dolosi,  dove
  spesso  si  nascondono dal soggetto psicopatico al  soggetto  che
  brucia  perché chissà cosa vuole ottenere dal dopo  incendio,  ai
  soggetti  che,   legati  alla criminalità  organizzata,  vanno  a
  devastare  interi territori, a grossi gruppi imprenditoriali  che
  vogliono sperare di utilizzare domani questi terreni bruciati per
  interessi edilizi o altre cose.
   Questo  è  un momento di emergenza che va sicuramente affrontato
  coralmente,  ma  va  affrontato  con  grande  attenzione,  perché
  quest'anno da gennaio ad agosto sono bruciati quasi 10.000 ettari
  di  bosco  in  Sicilia.   Una  superficie  impressionante.  Tutti
  terreni   di   grande  interesse  naturalistico,   ambientale   e
  paesaggistico.  E'  chiaro  che  ci  sono  interventi  che  vanno
  coordinati, non possono esserci in Sicilia 15 sale operative  Non
  possono  esistere 15 autorità diverse che intervengono spesso  in
  regime  di confusione e di contrapposizione, dall'Esercito,  alla
  Polizia, ai Carabinieri, ai Vigili del Fuoco, alla Forestale,  al
  115, al 1515
     Troppe  competenze,  troppi  comuni  che  spesso  si  limitano
  soltanto  a  contare gli ettari incendiati ed a chiedere  poi  lo
  stato  di  calamità per poi sperare di avere finanziamenti  sotto
  forma di risarcimento.
   Speravo   che  al  dibattito  di  oggi   fosse  presente   anche
  l'Assessore per i lavori pubblici. Il problema, a mio  avviso,  è
  del dopo incendio, cioè il rischio di dissesto idrogeologico.
   L'80  per cento dei comuni della Sicilia sono esposti a frane  e
  smottamenti  e  al  distacco di costoni  rocciosi.  Ci  vuole  un
  intervento di carattere economico sicuramente notevolissimo e che
  deve impegnare il Governo a reperire queste risorse.
   La  ringrazio, onorevole Assessore,  per questa attenzione e per
  la  sua relazione che condivido, ma mi auguro che il Governo,  in
  tempi brevi, dia risposte certe sì in termini di prevenzione,  ma
  anche in termini di coordinamento degli interventi antincendio.

              Presidenza del Vicepresidente Stancanelli

      PRESIDENTE . E' iscritto a parlare l'onorevole Calanna. Ne ha
  facoltà.

    CALANNA   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  dopo  aver
  pianto  i nostri morti e aver fatto la conta ragionieristica  dei
  danni subiti dalla Sicilia, oggi si tenta di fare una riflessione
  approfondita  sulle cause, e debbo dire in premessa  che  non  mi
  convince la risposta che quest'Aula sta dando all'emergenza e  al
  dramma che la Sicilia ha di recente vissuto.
   Ritengo  che  per contrastare la politica che avanza  in  questo
  Paese,  altrimenti avrà ragione Grillo e i  grillini', in  questa
  nostra terra d'Italia e di Sicilia è il modo composto e anche  la
  presenza alle volte significa compostezza, capacità di affrontare
  le  argomentazioni.  A me non convince il ritornello, la  litania
  che in questi giorni ho ascoltato, cioè a dire che in Sicilia noi
  abbiamo   subìto  questa tragedia per carenza  di  uomini  e  per
  carenza  di mezzi perché il fenomeno è stato di tale portata  per
  cui eravamo  in difficoltà a fronteggiarlo.
   Io  dico  che   Chi è causa dei propri mali pianga  se  stesso',
  perché vede Assessore, quando lei imposta quella relazione  e  ci
  dice  sostanzialmente che i boschi sono stati  preservati,  tutto
  ciò  che  era competenza della forestale non è andato  in  fuoco,
  sostanzialmente, ciò che è andato in fuoco sono stati  i  terreni
  dei privati, la macchia mediterranea, quella a ridosso dei centri
  abitati.
   Bene,  Assessore,  io  le voglio ricordare che  proprio  qualche
  mese  addietro in quest'Aula abbiamo affrontato un dibattito  che
  riguardava  il Piano di sviluppo rurale. Il Governo ha  avuto  un
  momento di ripensamento, lei era venuto in quest'Aula dicendo che
  nel  Piano di sviluppo rurale le Udi (Unità previsionali di  base
  per la lotta agli incendi) che noi dovevamo considerare erano 15.
  Lei  aveva  un'idea  produttivistica di questa  Sicilia,  e  solo
  questa.  Noi  le  abbiamo significato, anche con  un  ordine  del
  giorno,  che  era  necessario avere riguardo e abbassare   quella
  soglia,  perché  poi il disimpegno degli operatori  agricoli  sul
  territorio  è  legato anche alle politiche che  noi  mettiamo  in
  campo.  Ed è chiaro che se il disimpegno è totale a quel livello,
  poi  non  basteranno uomini e mezzi per fronteggiare le emergenze
  in  Sicilia, noi non potevamo prevederlo, ma in Sicilia il  vento
  di scirocco non è un fatto eccezionale, ma è un fatto connaturato
  al  clima  di  quest'Isola.  Quindi la previsione  era  possibile
  farla,  è  mancata quella risposta adeguata di protezione  civile
  che  un  Paese serio dovrebbe avere e la capacità di metterla  in
  atto.
   Ora,  dopo aver pianto i morti, dopo aver constatato 5 morti  in
  Sicilia e tanti feriti, dopo aver constatato un dramma ambientale
  di  così  vasta portata nessuno sente il dovere di  assumersi  le
  responsabilità  di  questa vicenda. Ciò non credo   sia  un  modo
  onorevole per chiudere questa vicenda siciliana.
   Vede, la protezione civile in Sicilia, qualcuno l'ha detto,  non
  è   più   protezione   civile,  si  è  trasformata   in   un'area
  subappaltante,  di stazione appaltante. Questo è il  dramma  vero
  della nostra Isola.
     Onorevoli  colleghi,  vi  racconto  un  aneddoto  per  capirci
  colleghi; vi racconto una storia di un Comune che aveva messo  in
  piedi  un progetto di parco suburbano e non trovava le fonti  per
  il  suo  finanziamento:  Qualcuno alla protezione  civile  aguzzò
  l'ingegno  e  disse: che problemi hai? I fondi ci  sono,  anzichè
  fare   un  parco  suburbano  fai  una  struttura  multifunzionale
  contenente   un'area  per  poter  raccogliere  uomini   e   mezzi
  nell'eventualità di calamità, quindi un centro  di  raccolta.   E
  poi  che  devo fare? Chiedeva il Sindaco. La risposta non  tardò:
  nient'altro,  quattro  bocchettoni  ai  lati  delle   piste   per
  l'approvvigionamento  idrico.  Se  fai  così   ti  finanziano  il
  progetto.
   In  Sicilia  la  protezione  civile  è  diventata  una  stazione
  appaltante  E' questo il coraggio che dobbiamo trovare in  queste
  ore  e consequenzialmente per recuperare quel senso etico; questo
  è  il compito che la politica deve avere e la  responsabilità che
  deve avere  prima ancora che lo faccia la Magistratura accertando
  i  casi  in  cui  si  sono  registrati omissioni  e  ritardi,  di
  rassegnare le proprie dimissioni.
   Io  giudico  che  da quest'Aula, nonostante le  poche  presenze,
  siano  venuti però degli stimoli positivi per andare  avanti.  Si
  dice bisogna munirsi di una legge che superi quelle criticità  di
  cui parlava l'Assessore per non farci trovare impreparati.
   Penso che ciò sia opportuno per aggiustare quelle discrasie  che
  abbiamo  registrato ma ritengo, e lancio un'idea,  che  i  nuclei
  fondamentali  per  poter  rispondere  immediatamente   a   questa
  tipologia di emergenza siano i comuni e le province.
   E'  vero che anche a quei livelli bisogna recuperare il senso di
  responsabilità  -  qualcuno l'ha detto: i sindaci  facciano  meno
  sagre e facciano più prevenzione sul territorio  - dobbiamo  dire
  per  onestà  che le risorse messe a disposizione sono  poche.  Io
  penso ad una ipotesi in cui un piano antincendio serio in Sicilia
  di    protezione   civile   poggi   molto   sui   comuni,   sulla
  responsabilizzazione  dei  sindaci, degli  amministratori,  sulla
  capacità  di  dotarli   finanziariamente e sulla  possibilità  di
  intervenire  immediatamente. Non aspettare che  il  fuoco  assuma
  quelle  dimensioni  perchè poi è chiaro che  siamo  dinanzi  alla
  catastrofe  e potremo soltanto contare morti e feriti e danni.

    PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole De  Luca.  Ne  ha
  facoltà.

    DE  LUCA   .  Signor  Presidente, onorevole  Assessore,  vorrei
  evidenziare  un  aspetto di questa vicenda che  non  riguarda  le
  competenze,  gli effetti, ma più che altro al mio  interrogativo,
  che   vorrei  adesso  sottoporre  all'Aula  e  che  riguarda   la
  situazione di totale abbandono cui assistiamo sempre di  più  nel
  nostro territorio.
     Dobbiamo  ammettere che c'è un problema di politica strategica
  rispetto  al  territorio che riguarda l'abbandono costante  delle
  campagne.  L'abbandono costante del territorio che  costringe  la
  regione,  con vari interventi vuoi per il dissesto idrogeologico,
  vuoi  per  quanto riguarda la prevenzione antincendio,  vuoi  per
  quanto riguarda tutta un'altra serie di interventi che alla  fine
  sono causati da un unico elemento: l'abbandono delle campagne.
     E  allora  mi  permetto  in questa occasione  di  sottolineare
  questo  aspetto  che  mi  pare  di  assoluta  importanza   e   di
  conseguenza fare anche una panoramica complessiva di  quelle  che
  potrebbero essere le soluzioni.
     Si  è  parlato del sindaco come l'elemento di base per  quanto
  riguarda  il  riferimento di protezione  civile  sul  territorio.
  Ebbene, io sono sindaco e il mio comune è stato anche interessato
  da  incendi e vi posso dire che i poteri del sindaco sotto questo
  profilo andrebbero potenziati.
   Noi  dovremmo  fare una riflessione su questo e vi faccio  anche
  un  esempio:  perchè oggi si mettono le ganasce alle macchine  se
  non  si  pagano  le imposte e non si potrebbe invece  trovare  un
  altro  tipo  di  soluzione, cioè onerare i  proprietari?  Perché,
  guardate,  non  ci  sono  somme  che  possano  bastare   per   la
  prevenzione  e  la gestione. Onorare i proprietari  a  curare  il
  proprio  terreno, costringerli per legge con un onere,  dopodiché
  dotare  anche  i  sindaci di poteri particolari sostitutivi,  non
  solo  sanzionatori  che già hanno, ma anche  sostitutivi  che  al
  momento  non  hanno. E allora bisogna consentire  al  sindaco  di
  intervenire in modo sostitutivo ed iscrivere una piccola  ipoteca
  per  l'importo  del  costo  sostenuto  dall'amministrazione.  Ciò
  tecnicamente consentirebbe ai sindaci di iscrivere nei cosiddetti
   residui  attivi' il ricavato e quindi accumulare le risorse  che
  attraverso  un' ordinanza potrebbero spendere per  dare  loro  la
  possibilità di intervenire con immediatezza.
     Naturalmente ciò avrebbe senso se fosse preceduto da un  piano
  preventivo,  da  approvare  ogni  anno,  magari,  dal   consiglio
  comunale,  in  modo  tale che non ci si  inventa  la  figura  del
  sindaco sceriffo.
     Credo  che questa  potrebbe essere  una delle soluzioni  visto
  che  la figura del sindaco è quella più  vicina al territorio  in
  cui opera.
    Ma noi oggi non possiamo intervenire in questa situazione.
   Un'altra   soluzione potrebbe essere, al posto di inventarci  le
  baggianate  sulla  premialità  per  gli  enti  locali,  dare   la
  premialità  -  ecco un altro elemento che io  mi  auguro  che  il
  Governo  prenda  oggi come spunto per la prossima premialità  del
  2008  -   a  chi è dotato già di strutture o a chi li spende  per
  dotarsi di strutture antincendio o di protezione civile al  posto
  di darle - ripeto - per   baggianate'.
   In  ultima  analisi, la politica di controllo del territorio  va
  rivista.
   Io  nel  ringraziare l'Assessore per la sua relazione  puntuale,
  vorrei aggiungere che però bisogna  andare oltre.  E naturalmente
  andare  oltre  significa  coinvolgere le  competenze  dell'intero
  Governo  sotto  questo  profilo, perché  le  sfaccettature  della
  vicenda sono varie.
     Rimarco  questo  aspetto.  Non vorrei  oggi  passare  per  chi
  propone l'eventuale esproprio proletario del territorio -  me  ne
  guarderei  bene  -  però ritengo che oggi l'unica  soluzione  per
  evitare questi disastri e per evitare anche un esborso enorme  di
  risorse  che  non  basteranno mai,  sia  quella  di  trovare  una
  soluzione  legislativa, quella intanto di consentire  ai  sindaci
  l'intervento sostitutivo.  Quella di onerare - perché,  guardate,
  se il proprietario del terreno alla fin fine sa che interviene il
  comune,  si adegua. Invece, su quel terreno va scritta un'ipoteca
  pari  al costo sostenuto dalla  pubblica amministrazione, in  tal
  modo, credo che questa situazione complessiva quanto meno finirà.
   Inoltre,  penso  si  debba impostare un piano di  incentivazione
  prevedendo  ad esempio un raggruppamento dei piccoli  proprietari
  che non coltivano più il terreno in quanto non più redditizio. Si
  attuerebbe così una politica di ricomposizione più concreta,  più
  massiccia,  più  mirata  che  consentirebbe  a  chi  magari  vuol
  semplicemente  coltivare  di  avere due  risultati  positivi:  la
  prevenzione  del territorio con grande risparmio  della  pubblica
  amministrazione, e  la possibilità a chi oggi ha  la necessità di
  acquisire un terreno e non ha i soldi per comprarlo di averne  il
  cosiddetto  uso' favorendo in tal modo tali forme intelligenti di
  utilizzo del territorio.
   Pertanto,  il  mio  auspicio è che al di là delle  disquisizioni
  che  sono  state  fatte,  giuste,  legittime,  sul  discorso   di
  competenza   eccetera   che  sono  sicuramente   importanti,   la
  funzionalità  delle  varie competenze, si vada  alla  radice  del
  problema che non è né una questione solo di risorse umane, né una
  questione  solo  di  risorse economiche, ma è una  questione  più
  generale  di  politica del controllo del territorio e soprattutto
  di  politica  di  accompagnamento  del  risanamento  agricolo   e
  territoriale.

    PRESIDENTE    E' iscritto a parlare l'onorevole  Antinoro.   Ne
  ha facoltà.

    ANTINORO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio  la
  Presidenza  per la sensibilità che ha dimostrato nel voler  porre
  all'ordine  del  giorno  un dibattito  sugli  eventi  tragici  di
  qualche settimana fa.
   Spero  però  che  questo dibattito di oggi non sia  soltanto  un
  modo  come  un  altro per affrontare il tema in modo estemporaneo
  con  cinque minuti di intervento, che sono assolutamente corretti
  poi  da mettere come regola, e che non si rimanga tutti in attesa
  che  qualcuno pensi alle soluzioni, perché quello che è  successo
  qualche  settimana fa è già successo altri anni. Non è  la  prima
  volta infatti che la Sicilia per la natura geografica, oltre  che
  per  tutta  un'altra serie di condizioni, ma anche per condizioni
  di  tipo climatico e geografiche viene sottoposta alla canea  del
  fuoco estivo
   Peraltro,  anche la Grecia e tanti altri Paesi del  Mediterraneo
  hanno  subìto forse eventi anche più tragici dei nostri,  ma  non
  possiamo  guardare agli altri e dire  anche gli  altri  lo  hanno
  avuto' ma dobbiamo cominciare a casa nostra a mettere ordine.
   A  me  ha  fatto  piacere  ascoltare  le  parole  dell'onorevole
  Apprendi  perché forse quello che aveva riportato la  stampa  era
  molto più polemico di quello che oggi egli ha pronunciato qui  in
  quest'Aula.   Oggi lo ho ascoltato e  ho apprezzato il  contenuto
  propositivo delle cose che ha detto.
   Ho   assistito  ad una discussione tra un gruppo di  vigili  del
  fuoco  ed  un gruppo di forestali - probabilmente, avendo  ognuno
  ragione  per  motivi  professionali - su chi doveva  intervenire,
  come  e  cosa  dovessero fare e, mentre discutevano, passavano  i
  minuti,  passavano  gli  abbondanti dieci,  quindici  minuti  che
  sappiamo,   di  fronte  alla  tragedia  del  fuoco  che   avanza,
  rappresentano  un'eternità  e potevano,  ad  esempio,  in  quella
  condizione, riuscire ad attivare meccanismi di soccorso prima  di
  quando non sia stato fatto.
   Ho assistito personalmente, ero lì, ho visto.
   Il  problema non è che mancano gli uomini e i mezzi ma è sentire
  pure  - come mi è capitato e, se c'è, questa norma va sicuramente
  modificata - che gli operai forestali non possono essere spostati
  da una provincia all'altra perché la legge oggi lo impedisce.
   E'  così,  bene.  Se  è così, trovandoci in  un  Parlamento  che
  legifera,  la  modificheremo perché è una legge  assurda  che  va
  contro  qualunque  logica e che finisce per  offendere  non  solo
  l'intelligenza dei siciliani ma di coloro i quali hanno subito  i
  morti, hanno subito le violenze e i danni di questa settimana.
   Dobbiamo essere quanto più propositivi, Assessore.
   Ci  sono  degli  interventi  deputati ai vigili  del  Fuoco  che
  dipendono  dal  Ministero degli Interni, quindi,  una  dipendenza
  sicuramente  statale e  non regionale; abbiamo  i  forestali  che
  dipendono  dalla  Regione siciliana; abbiamo  poi  la  Protezione
  civile  che  ho  visto  all'opera e  che,  pur  con  mancanza  di
  coordinamento, ha lavorato cercando di fare quel che  si  poteva;
  tutti questi interventi però non sono coordinati fra di loro.
   Se  serve  un  atto di Giunta, se serve un atto  legislativo  e,
  peraltro,  voglio  ricordare all'Aula e a  tutti  noi  che  anche
  quest'Aula ha le sue responsabilità.
   Quando,  qualche  settimana  fa,  prima  di  andare  in   ferie,
  abbiamo  approvato  la  norma di proroga dei  cosiddetti  precari
  della  Protezione  civile  al  31 dicembre  2007,  quella  norma,
  quell'emendamento del Governo conteneva tutta un'altra  serie  di
  articoli che potevano cominciare a dare un momento di ordine alla
  stessa  Protezione  civile regionale, eppure, questo  Parlamento,
  per  ragioni opportune o forse inopportune - perché comunque vale
  sempre  il  tutto contro tutti e tutti contro tutto  -  non  l'ha
  voluta approvare.
   Certamente,  possiamo dare la responsabilità ai governi  che  si
  succedono,  possiamo darla agli assessori che si  succedono  -  e
  non  gliene  addebito perché li ho visti lavorare - ma  dobbiamo,
  come  classe  politica  che deve legiferare  in  questa  Regione,
  cominciare  a  sapere che, quando arriva un testo  in  Aula,  non
  dobbiamo  cominciare  a fare il braccio di  ferro,  ad  accusarci
  reciprocamente pur di non approvarla perché chissà cosa nasconde.
   Nel  mese di agosto, abbiamo approvato una piccola modifica alla
  legge sulla Protezione civile e ve ne era contenuta un'altra  ben
  più grande che avrebbe già potuto dare qualche risposta.
   Assessore,  evitiamo  di  arrivare alla  prossima  estate  nelle
  medesime  condizioni; evitiamo di cavalcare soltanto  il  momento
  emotivo e di non riportarne conseguenze negli atti parlamentari o
  negli  atti  di governo; facciamo in modo addirittura che,  prima
  che sia aperta  la sessione di bilancio, se il Governo ha qualche
  piccola  modifica da apportare - perché  l'ottimo  è  nemico  del
  buono'  -  cominciamo  almeno  con il  buono;  facciamo  le  cose
  velocemente per fare in modo che, la prossima estate, la  Sicilia
  sia attrezzata come deve esserlo da paese civile qual è.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto.  Ne  ha
  facoltà.

    LACCOTO    Signor  Presidente, Assessore,  onorevoli  colleghi,
  credo che il dramma  vissuto specialmente dalla  zona dei Nebrodi
  sia  un po' visto da quest'Aula come un fatto lontano e quasi che
  non ci appartenga.
   Vorrei  far rilevare la restrizione della discussione  a  cinque
  minuti;     un Parlamento può anche dedicare qualche giornata  di
  lavoro ad un problema così serio e grave.
   Penso  che  il  dramma della Sicilia futura  sarà  quello  della
  desertificazione del nostro territorio.
   Oggi,  vedo l'Assessore per l'agricoltura ma credo che un simile
  dibattito  avrebbe dovuto vedere più presenze del Governo,  anche
  perché   diversi    sono  gli  aspetti  che  interessano   questo
  argomento.
   Mi  riferisco, sicuramente, alla presenza dell'Assessore per  il
  territorio, all'Assessore competente alla  Protezione Civile o al
  Presidente della Regione.
   In   questa   estate,   abbiamo   vissuto    il   dramma   della
  disorganizzazione  totale; gli interventi non  erano  coordinati.
  Non   sono  fra  coloro  che crocifiggono   i  vigili  del  fuoco
  perché,  attraverso i mezzi ed il sacrificio e attraverso  quelle
  che  erano  le possibilità offerte, hanno tentato,  con  il  loro
  impegno, di dare un massimo contributo.
   Signor  Presidente, assessore, mi sia consentito  però  di  fare
  una   piccola riflessione sui forestali. Da cinque anni,  abbiamo
  il   problema dei precari, ovvero dei forestali. Abbiamo scoperto
  da  poco,  da  un  collega,  che  alcuni  forestali  non  possono
  intervenire  per  legge  per  spegnere  gli  incendi.  Credo  che
  dobbiamo,  per l'avvenire e, attraverso una norma di  legge  che,
  secondo  me,  dovrebbe  essere approvata   nel  più  breve  tempo
  possibile, in quest'Aula, cercare di normare seriamente  tutti  i
  vari aspetti.
   Qualcuno   parlava  del  problema  dei  suoli.  Come   lei   sa,
  Assessore, la cenere crea un'impermeabilizzazione del terreno  e,
  quindi,   le  acque  scorrono  superficialmente  fino  a   quando
  provocano  queste  crepe. Ciò vuol dire che, a breve,  avremo  da
  affrontare il problema delle frane, degli smottamenti.
   Ritengo, dunque,  urgente predisporre  una carta topografica  di
  tutte  quelle aree bruciate, specialmente, per considerare quelle
  che sono anche a monte di abitazioni. Non vorremmo, infatti, che,
  da  una  parte,  vi  sia  stato il dramma degli  incendi  e  che,
  dall'altra parte, vi sarà il dramma delle frane.
   Per   fare   ciò,    certamente,   si   rende   necessario    un
  coinvolgimento di tutto il Governo. Credo che vi siano dei poteri
  conferiti    alla   Protezione  civile,   dei  poteri   conferiti
  all'Assessorato territorio ed ambiente e che vi sia  un  problema
  complessivo.
   Quali  sono,  quindi,   le  proposte  per  procedere  in  questi
  termini molto brevi?
   Le  proposte sono quelle di rivedere il problema dell'assunzione
  dei  forestali  ma  anche  dello status giuridico  degli  stessi;
  dobbiamo   evitare   che   i  forestali   vengano   assunti   per
  l'antincendio nel  periodo di dicembre.
   Altri  problemi riguardano le somme relative al periodo  2007  -
  2013.
   Penso  che  vada  fatto  un  investimento  anche  tecnologico  -
  qualcuno  mi  dice  che è troppo caro - ma,   alcune  zone  della
  Sicilia,   secondo   me,  debbono  essere  anche   previste   con
  posizionamento di telecontrollo perché il problema della  Sicilia
  -  anche  per  ciò che riguarda le previsioni meteorologiche  del
  futuro  - è quello che, ogni anno, dovrà essere affrontata questa
  emergenza  rispetto a quelli che saranno gli incendi  e,  quindi,
  tutti i conseguenti danni.
   Se   andassimo  a  quantificare - e spero che lei  potrà  farlo,
  Assessore -,  i danni economici sarebbero  enormi.
   Le  fasi  sono tre: una cabina di regia e finiamola con  il  non
  sapere  di  chi sono le responsabilità e chi si deve occupare  di
  questo; il problema della protezione civile che va rivisto  anche
  attraverso  un uso  concordato rispetto ai fenomeni di  emergenza
  in   Sicilia;   il    problema   dei  forestali;   l'ipotesi   di
  telecontrollo, almeno per le parti più a rischio della Sicilia.

    PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole Aulicino.  Ne  ha
  facoltà.

    AULICINO   Signor  Presidente, assessore,  onorevoli  colleghi,
  non  abito a Cefalù ma sono madonita e, quella sera, ho visto  le
  montagne  che,  di  solito,  vedo, a  fine  settimana  perché  mi
  rinfranca la visione delle montagne brune di notte; quella notte,
  invece,  ho  visto - come hanno visto gli amici del  messinese  e
  anche di altre realtà dove c'è stato il fuoco - il rosso-violaceo
  di  Gratteri,  Gibilmanna, la zona di   Piano  Zucchi,  di  Piano
  Battaglia  ed  ho pensato alla mia bambina che ha  nove  anni  ed
  all'altra  che ne ha 21  che, ogni tanto, mi parlano del  perché,
  in  questa realtà, non riusciamo a fare la raccolta differenziata
  al   20%.  Per  lo  stesso  motivo  per  cui   non  riusciamo  ad
  incrementare  la  percentuale di boschi: è  il  contesto  che  ci
  condiziona.
   Assessore,  è un fatto culturale. Abbiamo quello che   meritiamo
  di  avere;  siamo più poveri perché abbiamo deciso di essere  più
  poveri.   Siamo   responsabili  nei  confronti  di   una   intera
  generazione   alla  quale  stiamo  regalando  questo   spettacolo
  vergognoso. Non dico che la responsabilità è di A o di  B  ma  la
  ricerca della responsabilità è doverosa.
   Onorevole Calanna, da questo punto di vista, concordo sul  fatto
  che  se  qualcuno  è  responsabile è bene  che  paghi,  sempre  e
  comunque.
   C'è  un  problema  di  coordinamento ma da  chi  dipende  questa
  funzione  di  coordinamento  del  Dipartimento  della  protezione
  civile, dell'assessorato per l'agricoltura, il coordinamento  con
  i vigili dei fuoco?
   C'è  un problema di inadeguatezza degli organici dei vigili  del
  fuoco. Poniamolo.
   Chi prende posizione?
   Il  Governo  regionale  faccia la  sua  parte.  Presentiamo   un
  ordine  del giorno, approviamolo, prepariamolo unitariamente,  un
  fatto unitario di tutto il Parlamento siciliano.
   Approviamo   un  ordine  del  giorno  e  chiediamo  al   Governo
  nazionale  l'incremento della dotazione organica  del  Corpo  dei
  vigili del fuoco.
   Oggi,  per  cortesia,  non spariamoci  addosso  perché  non  c'è
  dubbio  che questo da fastidio e l'ho detto, in questa sede,  già
  due  legislature fa; da fastidio pensare che i nostri  braccianti
  agricoli  vengono utilizzati per completare le giornate nel  mese
  di  novembre  e  dicembre;  da fastidio  che,  nei  mesi  in  cui
  dovrebbero  lavorare, vediamo che non vengono  utilizzati  perchè
  attendono il  turno'.
   Ci   sono poi le argomentazioni forti dell'Assessore che  ci  ha
  spiegato  che la massa secca provocata dalle piogge di giugno  fu
  consistente  - per usare il passato remoto, fu consistente   -  a
  fine giugno.
     Ed anche una operazione di prevenzione immaginata nel mese  di
  maggio  sarebbe stata vanificata dalle piogge del mese di giugno.
  Diciamo,  quindi, che l'emergenza, in qualche modo,  è  provocata
  dall'incuria, dalla nostra inadeguatezza culturale, dalla  nostra
  inciviltà  perché, così come  non abbiamo incrementato i  boschi,
  così  come  teniamo la raccolta differenziata al 6 o   al  7  per
  cento,  allo stesso modo, buttiamo le cicche mentre attraversiamo
  l'autostrada  e poi, se prende fuoco la scarpata,  cosa  importa,
  allo stesso modo, buttiamo il sacchetto dell'immondizia.
   Stanotte,  a mezzanotte, tornando a casa, ho preso due sacchetti
  dell'immondizia  -  normalmente, a queste cose,  penso  io  -  e,
  mentre guadagnavo il contenitore, ho visto che, nella zona  della
  città in cui abito, c'erano due o tre sacchetti di immondizia. E'
  la  stessa  cosa che faccio la mattina, in campagna  da  me,  nel
  cefaludese,  quando  porto  con  la  carriola  l'immondizia   nel
  contenitore:  nel vialetto, raccolgo i pacchetti di  sigaretta  e
  qualche  sacchetto  di  immondizia  pieno  lasciato  dal  turista
  locale,  il  nostro amico che va a passare il fine  settimana  in
  qualche posto

    PRESIDENTE   Onorevole Aulicino, la invito  concludere  il  suo
  intervento.

    AULICINO  Signor Presidente,  il mio non è un intervento ma  un
  mezzo intervento.
   Volevo   semplicemente  fare  un  appello,  dopo  questo   mezzo
  intervento e dopo tutte le cose che vanno sottointese quando  gli
  interventi sono di cinque minuti;  un appello a fare  due  o  tre
  cose importanti all'Assessore ed al Presidente della Regione.  Si
  riuniscano subito il Dipartimento della protezione civile che  fa
  capo     alla    Presidenza    della    Regione,    l'Assessorato
  all'agricoltura, i vigili del fuoco.
   Per  cortesia,  onorevole  Apprendi,  non  criminalizziamo.   Ho
  notato un attacco eccessivo nei confronti dell'organizzazione del
  volontariato e della protezione civile.    Non hanno compiti però
  queste  persone  sono  là,  sono pronte;  non  criminalizziamole.
  Vediamo  di  mettere insieme tutte le persone buone e  belle  che
  abbiamo in Sicilia per fare qualcosa di buono e di bello  per  la
  mia  Giulia e per le vostre tante Giulie ed Alexia che  avete  in
  famiglia. E' un dovere.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole  Barbagallo.  Ne
  ha facoltà.

    BARBAGALLO  Signor Presidente,  assessore, onorevoli  colleghi,
  credo che questo dibattito debba lasciare una traccia  un po' più
  significativa di un ordine del giorno, sia pure unitario.
   Cinque  morti  e  28  mila euro di ettari  di  terreno  bruciato
  meritano  una  risposta  più  incisiva.  Dobbiamo  trovare  anche
  strumenti  legislativi  ettari, scusate, ho sbagliato.   C'è  una
  differenza  enorme ma questo mi serve per precisare  che  c'è  un
  trend   negativo,  che,  nel 2006, sono stati  13.470  ettari  di
  terreno e, nel 2005, 8.676 ettari.
   Il  Governo nazionale ha emanato una ordinanza con la quale sono
  stati  assegnati 5 milioni di euro che mi sembrano  assolutamente
  insufficienti ma è un segnale per recuperare il terreno perso  in
  ordine  ad  alcuni  adempimenti che non sono stati  evasi  e  che
  potevano  essere  evasi  se vi fosse stata  l'applicazione  piena
  della  legge  numero 353 del  2000 che non è stata  applicata  in
  Sicilia, nonostante, qualche anno fa, la Sicilia avesse istituito
  un  organismo  che  era il Piano per la difesa della  vegetazione
  dagli incendi.
   Nel  2005, con decreto del Presidente della Regione, c'era stata
  un'iniziativa  che poi è rimasta sostanzialmente  inutile  perché
  non ha avuto nessun seguito dal punto di vista operativo.
   E'  vero  che  le Prefetture devono perimetrare le aree,  che  i
  sindaci devono predisporre i piani comunali di emergenza  per  la
  salvaguardia e l'assistenza alla popolazione, che il  commissario
  autorizzerà   alcuni  interventi  nei  confronti   degli   utenti
  danneggiati. Il  problema  però non si può risolvere soltanto con
  il   catasto  o  con  una  serie  di  interventi  che  non   sono
  sufficienti. C'è bisogno di modifiche legislative.
   Tutti  hanno  parlato di organico. A parte il fatto   che  manca
  una sala operativa regionale della Protezione civile - e questo è
  francamente  intollerabile -, non c'è dubbio che  qualcuno   deve
  coordinare;  è  vero che sono intervenuti in  maniera  diversa  i
  vigili  del fuoco, la Protezione civile e la Forestale  ma  tutti
  hanno   competenze   diverse.  Si  è  parlato   di   una   scarsa
  utilizzazione  degli operai della forestale ma gli  stessi  hanno
  fatto il loro dovere laddove lo dovevano fare.
   E'  vero  che abbiamo 30 mila operai della Forestale  -  di  cui
  moltissimi  precari  -  ma  non  compete  a  loro,  se  non  sono
  autorizzati ad intervenire in una provincia diversa. Occorre  una
  modifica legislativa  che, in Sicilia, possiamo benissimo fare.
   Non  bisogna  inasprire le leggi. C'è bisogno di una prevenzione
  e  di un maggiore controllo del territorio. Ci sarebbe da fare un
  discorso  economico sulle aree incolte e sui terreni  abbandonati
  dai  contadini che riguarda anche una politica agricola  che,  in
  Sicilia, stenta a decollare. Il  problema è utilizzare meglio gli
  strumenti che abbiamo.
   Non  è consentito, in una terra come la Sicilia, non finalizzare
  le  risorse  a delle vere e proprie emergenze. Il problema  degli
  incendi è un problema di Protezione civile. E' inutile parlare di
  potenziamento   degli   organici  dei  vigili   del   fuoco.   La
  finanziaria nazionale, in atto vigente, ha previsto una serie  di
  azioni attraverso le quali l'organico dei vigili del fuoco  viene
  potenziato.  C'è  un problema che riguarda il nostro  compito  di
  legislatori regionali.
   Oggi,  abbiamo ascoltato tante idee positive. Speriamo  che,  in
  Commissione, possa maturare un confronto tecnico. Abbiamo bisogno
  di strumenti di conoscenza maggiore.
   In   Commissione,  dobbiamo  audire  nuovamente   il   dirigente
  regionale  della Protezione civile, il comandante dei vigili  del
  fuoco, il responsabile dell'Azienda foreste proprio per capire se
  siamo  in  grado  di  procedere ad  una svolta  anche  sul  piano
  legislativo in una Regione nella quale c'è assoluto bisogno di un
  intervento più efficace rispetto a quello che si può fare con una
  semplice espressione di volontà.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole  Borsellino.  Ne
  ha facoltà.

    BORSELLINO   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  riprendo
  quello  che diceva l'onorevole Barbagallo sulla necessità di  una
  legge  che  riordini  un  po' tutta la  materia,  che  affidi  le
  competenze e le responsabilità e volevo dire che i  miei cantieri
  stanno  già  lavorando ad un disegno di legge che al  più  presto
  presenteremo.
   Oggi,   ci   troviamo   in  quest'aula   con   una   scarsissima
  partecipazione. Il  Presidente Micciché parlava di  un  dibattito
  pacato  -  io  direi  un  dibattito quasi  sonnolento  -  in  cui
  purtroppo ci siamo trovati tutti a ripetere tutti le stesse cose,
  segno che quella che ci troviamo ad affrontare non è un'emergenza
  perché  l'emergenza è tale soltanto quando è limitata nel  tempo.
  Se, ogni anno, ci si ritrova ad affrontare la stessa situazione e
  continuiamo  a chiamarla emergenza, probabilmente, abbiamo  perso
  di  vista,  da  tutto  principio, il  significato  della  parola;
  quindi, il significato del problema.
   Ringrazio  l'Assessore che ha fatto una relazione molto  precisa
  e molto puntuale; lo ringrazio soprattutto  per avere individuato
  quelle che sono le mancanze, le responsabilità su ciò che  non  è
  stato  fatto;  non esiste il coordinamento, non esiste il catasto
  nei   comuni,   non  esiste  la  prevenzione,   non   esiste   il
  coordinamento tra le varie forze che sono preposte ad  affrontare
  queste situazioni.
   Ci   si  dovrebbe chiedere, dunque, perché si è arrivati  ancora
  una volta a questo punto senza avere fatto nulla perché tutto ciò
  non accadesse.
   Trentamila   forestali   in   Sicilia   sono   tanti    rispetto
  all'estensione  dei  nostri boschi, eppure,  di  questi  30  mila
  forestali,  pochissimi  sono preposti  alla  prevenzione  o  allo
  spegnimento   degli   incendi.   Poi,   vi   è    la   difficoltà
  nell'utilizzo, visto l'impossibilità di spostarli  da  una  parte
  all'altra.
   Di chi è la responsabilità di tutto questo?
   Oggi ci troviamo ad affrontarla in quest'Aula - permettetemi  di
  dirlo - non perché gli incendi siano stati molto più estesi degli
  altri anni - questa è una piaga che dura da troppo tempo e sempre
  con un costante aumento e presentandosi nelle stesse situazioni -
  ma  soltanto  perché ci sono stati dei morti. Cinque morti  erano
  troppi,  probabilmente,  perchè tutto ciò  passasse,  ancora  una
  volta, sotto silenzio.
   Oggi,  ci  troviamo in quest'Aula - ripeto -,  in  un  dibattito
  sicuramente poco partecipato, a parlare di tutto questo perché ci
  sono stati dei morti.
   Credo  che bisogna affrontare questa situazione in tutta la  sua
  interezza  e  bisogna affrontarla a partire dalla  considerazione
  che,  forse,  attorno  agli incendi, vi  sono  troppi  interessi,
  troppe  persone, troppi sono interessati acché i terreni  vengano
  bruciati  e  dovremmo  cominciare  dall'individuare  proprio   di
  questo.
         A  chi interessa che il territorio siciliano sia devastato
  senza prendere assolutamente in considerazione quelle che saranno
  le conseguenze per le prossime generazioni?
   Il   nostro  territorio  già  sta  cambiando  aspetto   per   la
  situazione climatica in evoluzione; immaginiamoci cosa  succederà
  con una superficie devastata come quella che ci troviamo ad avere
  in Sicilia.
   Cosa fare?
   Sicuramente    il    coordinamento,    sicuramente    l'utilizzo
  soprattutto nella prevenzione.
   Vedete,  non c'è prevenzione, anche se, come è stato  detto  più
  di  una volta, è facile prevedere quando scoppieranno gli incendi
  non  perché  scoppieranno - perché la  natura  lo  prevede  -  ma
  scoppieranno  perché  ci  sarà  chi approfitterà  di  determinate
  situazioni climatiche per fare in modo che gli incendi  non  solo
  scoppino ma si propaghino con facilità
   C'è  chi   prepara il lavoro quando le previsioni meteorologiche
  dicono che sta arrivando lo scirocco. Si parlava, un momento  fa,
  dell'individuazione di alcune esche già prima che  scoppiasse  lo
  scirocco e quindi scoppiassero gli incendi in Sicilia; ecco,  c'è
  chi   prepara  il  lavoro mentre noi non  siamo  capaci  di  fare
  prevenzione  ma soltanto poi di leccarci le ferite o di  piangere
  lacrime di coccodrillo sui morti che erano prevedibili e che,  se
  fino  ad adesso non c'erano mai stati, era stato soltanto per  un
  caso  fortunato. Ci sono luoghi devastati, luoghi che  dovrebbero
  essere protetti.
   Abbiamo  assistito tutti alle scene terribili -  vorrei  dire  -
  dei  terreni  devastati dal fuoco in cui si trovavano  residui  e
  detriti  di  qualunque genere e di qualunque tipo. Nel territorio
  di  Gangi,  quindi, in piena riserva naturale,  una  carcassa  di
  lavatrice faceva bella mostra di sé, nel sottobosco bruciato.
   Credo  che  la  prevenzione  sia  anche  questo:  rispetto   del
  territorio  e  controllo  e  prevenzione  da  parte  dei  sindaci
  preposti  a tutelare i territori stessi; prevedere una premialità
  per  chi  è  in  grado,  effettivamente,  di  tutelare  i  propri
  territori non è cosa da poco.
   Nell'Ente  Parco  dell'Aspromonte,  sono  stati  sperimentati  i
  contratti  di responsabilità. Gli addetti alla prevenzione  degli
  incendi sanno che non avranno rinnovato il loro contratto se  nel
  territorio    che  devono  controllare  si  svilupperanno   degli
  incendi.  Pensare  a  qualcosa del genere non sarebbe  sbagliato,
  adattandolo alla situazione ma tutto questo, ripeto, nel  disegno
  di legge che stiamo preparando, sarà sicuramente presente.
   Credo  che  possa  bastare questo stanco  dibattito,  così  poco
  partecipato e animato soltanto dalla presa di posizione forte del
  collega  Apprendi  che, proprio per il suo  lavoro,  per  la  sua
  professione, è molto esperto ed anche molto vicino  e  sente  con
  più  forza e con più emozione tutto questo e che dovrebbe  essere
  di esempio per tutti noi.
   E'  qualcosa  che  riguarda personalmente noi e  le  generazioni
  future.


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


           Annunzio di presentazione di ordini del giorno

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  comunico  che   sono   stati
  presentati i seguenti ordini del giorno:

  numero  182 - «Misure per l'elaborazione dei piani di prevenzione
  degli incendi e per la costituzione di un Tavolo di confronto con
  il  Governo nazionale», degli onorevoli Ballistreri, Cantafia, La
  Manna, Oddo;

  numero  183 - «Provvedimenti per la predisposizione di  Piani  di
  prevenzione  degli  incendi e per il potenziamento  di  uomini  e
  mezzi», degli onorevoli Barbagallo, Galvagno, Gucciardi, Laccoto,
  Mattarella, Zangara;

  numero  184  - «Emergenza incendi iniziativa a tutela dei  Vigili
  del  Fuoco precari siciliani», degli onorevoli Caputo, Cristalli,
  Currenti, Falzone, Granata;

  numero  185  -  «Misure volte a reprimere il fenomeno   emergenza
  incendi'», degli onorevoli Cascio, Pagano.

    CIMINO   Chiedo di parlare per illustrare l'ordine  del  giorno
  numero 185.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CIMINO    Signor  Presidente,  assessore,  onorevoli  colleghi,
  intervengo perché il problema è molto serio, un problema  sentito
  e,  su argomenti di questo genere, bisogna anche non prendersi in
  giro.  E'  facile parlare di un ordine del giorno che impegna  il
  Governo   che  condivido  pienamente  ma  invito  il   Presidente
  dell'Assemblea  ad  effettuare una ricerca su quanti  ordini  del
  giorno  questa Assemblea ha approvato all'unanimità con il parere
  favorevole del Governo e su quanti moniti e precetti,  di  fatto,
  deliberati da questo Parlamento con il parere del Governo abbiano
  avuto poi un esito, così come sperato.
   L'ordine del giorno - l'onorevole ed avvocato Stancanelli lo  sa
  già  -   è  un  atto meramente politico che questa Assemblea  può
  rischiare soltanto di tramutare in un libro bianco che, di fatto,
  poi non viene attivato.
   Un  vero  e   forte  impegno dovrebbe essere  assunto  da  parte
  dell'Assemblea  regionale siciliana per  attivarsi  con  urgenza,
  visto  che si parla di emergenza, per esitare un disegno di legge
  che regolamenti l'attività della Protezione civile in Sicilia.
   E'  facile,  oggi, dopo le situazioni  vissute  per  l'emergenza
  incendi,   volere  creare  delle  condizioni  per  criminalizzare
  qualcuno  ma  vi ricordo che, in Sicilia, diverse sono  state  le
  emergenze che non sono state dibattute in quest'Aula e che  hanno
  visto  una  Protezione  civile regionale guidata  dal  Presidente
  della Regione e dall'ingegnere Cocina come pronta, attiva per  le
  problematiche che vi sono state sia nella nostra Regione  sia  in
  altre Regioni d'Italia sia anche a livello europeo.
   Per  questo  motivo,  voglio ricordare le tematiche  riguardanti
  alcune frane, alcune attività di bonifica, alcune attività  anche
  concernenti  terremoti,  ed  azioni come  quelle  di  solidarietà
  internazionale.  Considerato che l'assessore La  Via,  nella  sua
  relazione,  che condivido pienamente,  ha ribadito più  volte  il
  problema del coordinamento, voglio ribadire come questo  problema
  si  è  avuto  per l'emergenza incendi, ma per le altre emergenze,
  molte  volte,  la protezione civile, da sola, è stata sufficiente
  per  realizzare  la  piena solidarietà che lo  stesso  mondo  del
  volontariato ha saputo e voluto poter realizzare.
   Così  come  la  legge che ribadiva l'assessore La  Via,  dà  il
  coordinamento  ai  sindaci  per le problematiche  di  protezione
  civile,  il coordinamento per le emergenze siciliane  spetta  al
  Presidente  della Regione, perché ne detiene la  delega,  ed  al
  Dipartimento  di  Protezione  civile  perché  di  fatto   è   il
  dipartimento   che  ne  ha  la  piena  titolarità,   che   viene
  riconosciuta  anche nelle altre regioni d'Italia al Dipartimento
  di  Protezione  civile  che  di fatto  svolge  questo  ruolo  di
  coordinamento fra gli altri dipartimenti.
     Ma  dobbiamo  purtroppo  dire che il nostro  Dipartimento  di
  Protezione  civile  è  un dipartimento giovane  che  il  Governo
  Cuffaro  ha  pienamente saputo valorizzare ed  averne  anche  il
  riconoscimento a livello nazionale e che oggi si trova a  vivere
  una  situazione  un  po'  difficile. E che  questa  assemblea  è
  l'autorità  che deve poter fornire una disposizione  legislativa
  che  può innanzitutto non disperdere quelle professionalità  che
  sono  state formate in questi anni attraverso l'AST o attraverso
  le  Università e che hanno lavorato e continuano a lavorare  con
  contratti  rinnovati a tempo determinato nella sala operativa  e
  che  deve  potere  dare anche l'opportunità ai  dirigenti,  agli
  assistenti,  ai  funzionari  di  protezione  civile,   che  sono
  dipendenti  della Regione siciliana, che se vengono chiamati  di
  notte  per  una  emergenza,  non  essere  costretti   l'indomani
  mattina   a   timbrare   egualmente  il  cartellino  presso   il
  Dipartimento,  perché  guarda caso  vi  è  un  dipendente  della
  Regione  siciliana  che fa un suo orario  di  lavoro,  vi  è  un
  dipendente  della Protezione civile regionale, dipendente  della
  Regione  siciliana che deve potere intervenire per la frana   x
  di   notte,   dare  la  propria  presenza,  non   percepire   lo
  straordinario   e   l'indomani  mattina   dovere   timbrare   il
  cartellino.
   Io  vorrei pregare il Governo ed anche  la Conferenza dei  Capi
  Gruppo,  e condivido pienamente l'ordine del giorno a firma  del
  mio  capo  gruppo, onorevole Cascio, di potere  attivare  questa
  Aula con grande emergenza per deliberare un disegno di legge che
  coordini  e di fatto realizzi una iniziativa seria che è  quella
  della protezione civile. Sapendo che vi sono anche altri disegni
  di  legge presentati in Assemblea che possono trovare un momento
  di sinergia e rendere la Protezione civile siciliana, realmente,
  la  prima  Protezione  civile d'Italia,  cosa  che  devo  dirle,
  onorevole  Presidente, anche per diverse  iniziative   anche  di
  solidarietà  internazionale,  questo  Dipartimento   ha   saputo
  dimostrare.


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


                       Sull'ordine dei lavori

    CASCIO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CASCIO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  brevemente  e  solo  per  fare una proposta  al  Governo  ed  al
  Parlamento.  Oggi  credo  che l'Aula  abbia,  in  maniera  molto
  positiva,  affrontato  un tema che, vista la  sua  drammaticità,
  questa   estate  ha  vissuto  momenti  di  vera  emergenza   che
  purtroppo,  a  causa della sistematicità con cui annualmente  si
  ripete,   è diventata una pagina ordinaria con cui non  soltanto
  gli  operatori di protezione civile, e quindi il Governo, devono
  confrontarsi  annualmente.  Anche   questo  dibattito  può,   in
  qualche  modo, rapprentare  un lavoro positivo svolto da  questo
  Parlamento.
   Abbiamo  dibattuto per qualche ora su questo argomento dopo  la
  relazione  esaustiva dell'Assessore La Via. Arriviamo alla  fine
  di questo dibattimento con una mozione presentata dal gruppo dei
  DS  e  quattro  ordini  del giorno afferenti  a  quattro  Gruppi
  politici.
   Volevo fare una proposta che fosse utile per  una deliberazione
  all'unanimità di questo Parlamento. Quindi volevo chiedere  alla
  Presidenza  di sospendere la seduta per qualche minuto  al  fine
  di  elaborare un documento unitario, o meglio ancora,  vista  la
  complessità  degli argomenti delle cinque  proposte  provenienti
  da  cinque Gruppi parlamentari di chiudere la seduta, dare tempo
  al Governo di sviscerare gli argomenti trattati negli ordini del
  giorno  presentati, e  nella mozione presentata dal  Gruppo  dei
  Ds,  in  maniera tale da rinviare la deliberazione alla prossima
  seduta  dell'Aula fissata giorno 26 settembre, su  un  documento
  unitario  che  contemperi tutte le strategie individuate  e  che
  possa  essere votato dall'Aula all'unanimità in maniera da farne
  un documento del Parlamento che sicuramente darà molta più forza
  all'azione del Governo su questo delicatissimo argomento.

    PRESIDENTE   Se  non sorgono  osservazioni, do  la  parola  al
  Governo sulla proposta dell'onorevole Cascio.

    LA  VIA   ,  assessore per l'agricoltura e le foreste.  Signor
  Presidente  e onorevoli deputati, sicuramente tutti i  temi  che
  sono venuti fuori dal dibattito di quest'oggi sono importanti  e
  meritevoli  di  attenzione  per  potere  essere  ripresi  in  un
  documento unitario.
     Tenuto  conto  che  anche tra mozioni  e  ordini  del  giorno
  presentati  i  temi  sul  tappeto  sono  molteplici  e   sarebbe
  necessario  un  minimo di tempo per poterne fare una  summa  con
  serenità,  accederei  alla  proposta  dell'onorevole  Cascio  di
  rinviare  l'approvazione  della  mozione  alla  prossima  seduta
  d'Aula  per avere il tempo di potere mettere insieme i documenti
  e  le  proposizioni,  in  un documento  unitario  che,   ritengo
  quest'Aula, voglia approvare senza divisione di parte.

    CAPUTO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPUTO    Signor  Presidente,   concordo  con   la    proposta
  dell'onorevole  Cascio  e sulla condivisione  dell'Assessore  La
  Via.  Ma  ricordo  che  è stato presentato l'ordine  del  giorno
  numero 184, a firma del Gruppo parlamentare AN, che potrebbe, se
  non  vi  fossero problematiche di carattere temporali e urgenti,
  essere inserito in questo lavoro comune.
   Si  tratta  di  un intervento che va fatto in tempi  immediati,
  perché a giorni avverrà la  pubblicazione di un bando nazionale.
   Ritengo -  se il Governo fosse disponibile - sia importante che
  venga  esaminato  e votato oggi perché   occorre  un  intervento
  urgente.

    PRESIDENTE    A  quale  ordine  del  giorno  fa   riferimento,
  onorevole Caputo?

    CAPUTO    Si  tratta  dell'ordine  del  giorno   numero    184
   Emergenza  incendi e iniziative a tutela dei Vigili  del  Fuoco
  precari siciliani .

    PRESIDENTE   La seduta è sospesa per un minuto.

    (La seduta sospesa, alle ore 14.38, è ripresa alle ore14.40).

  La seduta è ripresa.

        LA VIA  , assessore per l'agricoltura e le foreste. Chiedo
  di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LA  VIA   ,  assessore per l'agricoltura e le foreste.  Signor
  Presidente,  onorevoli  deputati, ho dato  una  lettura  attenta
  all'ordine  del  giorno  numero 184,  presentato  dall'onorevole
  Caputo   ed   altri,   e  non  c'è  dubbio  che  lo  esamineremo
  compatibilmente  con  il quadro normativo e,  se  possibile,  lo
  inseriremo   nel   documento  finale,   la    prossima   seduta,
  eventualmente come raccomandazione.

    CANTAFIA  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CANTAFIA   Signor Presidente, il mio Gruppo aderisce  soltanto
  come  atto di buona volontà, temo, infatti,  che  l'incipit  del
  documento conclusivo, che verrà preparato dal Governo,  sosterrà
  che  va tutto bene',  in questo caso naturalmente non

    PRESIDENTE    Credo  che  lei  abbia  condiviso  la  relazione
  dell'assessore La Via.

    CANTAFIA   Sì,  infatti  ho riconosciuto  che   l'analisi  era
  buona,   bisogna però vedere le conclusioni, solo  per  atto  di
  buona volontà, vedremo nel merito.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  la  seduta  è  rinviata   a
  mercoledì  26 settembre 2007,  alle ore 10.30, con  il  seguente
  ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


     I   - COMUNICAZIONI

     II    - COMUNICAZIONI DEL GOVERNO IN ORDINE ALLA PROBLEMATICA
      SUGLI   INCENDI E DISCUSSIONE DELLA MOZIONE N. 230 - INTERVENTI
      URGENTI  A  FAVORE  DEI  COMUNI  DANNEGGIATI  DAGLI  INCENDI
      VERIFICATISI NEL MESE DI AGOSTO (Seguito)

  III   -  DISCUSSIONE DEL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE
  ECONOMICO-FINANZIARIA PER GLI ANNI 2008-2012

     IV   -DISCUSSIONE DEI  DISEGNI  DI  LEGGE:

         1)  -  Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 22
             dicembre 1999, n. 28 in materia di disciplina del commercio  (n.
             639/A)

   2)  -   Interventi in favore dello svolgimento dell'attività
  sportiva connessa all'esercizio del gioco del golf  (n. 595/A)
   3)  -   Nuove norme per l'attribuzione dei seggi nei consigli
  comunali e provinciali e per l'elezione del sindaco e del
  presidente della provincia regionale  (nn.
  519/5/14/15/193/315/396/517/570/584/593/600/625/A- II stralcio)

                  La seduta è tolta alle ore 14.42

          Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 18.30

                       DAL SERVIZIO RESOCONTI
                            Il Direttore
                        Dott. Eugenio Consoli