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Resoconto d'Aula della Seduta n. 89 di mercoledì 10 ottobre 2007
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   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   FALZONE, segretario f.f., dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo osservazioni,  si  intende
  approvato.

                               Congedi

   PRESIDENTE.   Comunico   che  sono  in  congedo  gli   onorevoli
  Galvagno,  Scoma e  Ammatuna per la seduta odierna e  l'onorevole
  Di  Benedetto  per  la presente seduta ed le altre  eventuali  di
  questa settimana.

   L'Assemblea ne prende atto.

           Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che sono pervenute  le  risposte  scritte
  alle seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per l'Agricoltura:

   N.  591  - Chiarimenti in ordine alla circolare n. 6, in materia
  di  certificazione  di igiene e benessere degli  animali,  i  cui
  effetti  hanno  determinato  il blocco  dei  finanziamenti  della
  Misura E alle aziende zootecniche della provincia di Enna.
   Firmatari:Termine Carmelo

   N.  682  - Riorganizzazione del comparto e valorizzazione  delle
  produzioni agro-alimentari siciliane.
   Firmatari:Incardona Carmelo

   N.   775   -  Motivi  della  mancata  attuazione  degli  accordi
  sindacali  e  della  vigente normativa riguardanti  i  braccianti
  forestali.
   Firmatari:Cracolici Antonino

   N.  875 - Interventi presso l'Ente gestore della diga Baiata  di
  Paceco (TP) le cui acque sono utilizzate per l'irrigazione.
   Firmatari:Oddo Camillo

   N.   911  -  Interventi nei confronti del Consorzio di  bonifica
  Trapani 1, gestore della diga Baiata di Paceco (TP).
   Firmatari:Oddo Camillo

   N.   928   -   Avvio   di  azione  ispettiva   ai   fini   della
  quantificazione dei danni provocati dall'incuria da  parte  degli
  enti  preposti nell'area dell'ex Agrumaria meridionale (ME) e  di
  interventi per la bonifica dell'area.
   Firmatari:Panarello Filippo

   N.  935  - Notizie a proposito delle inefficienze e dei disguidi
  verificatisi  presso  il  salone  internazionale  del   marketing
  ortofrutticolo svoltosi a Berlino dall'8 al 10 febbraio scorsi al
  quale era presente con un padiglione la Regione siciliana.
   Firmatari:Di Guardo Antonino

   N.  952  -  Interventi  presso l'ENEL e il  Voltano  S.p.A.  per
  l'attivazione   immediata  dei  due  impianti   di   sollevamento
  nell'area agrumicola del riberese.
   Firmatari:Di  Benedetto  Giacomo; Manzullo  Giovanni;  Panepinto
  Giovanni

   N.  953  -  Interventi, anche a livello nazionale, a favore  dei
  produttori agrumicoli e ortofrutticoli a ristoro dei danni subiti
  per  calamità  negli  anni passati e per il riconoscimento  dello
  stato di crisi di mercato per le produzioni siciliane.
   Firmatari:Di Benedetto Giacomo

   N.   975   -  Commissione  regionale  'Fondo  di  rotazione'   -
  integrazione organismo e successivo scioglimento della medesima.
   Firmatari:Caputo Salvino

   N.   1028  -  Iniziative  urgenti  per  verificare  la  gestione
  amministrativa    ed   economica   dell'Associazione    regionale
  allevatori Sicilia (ARAS).
   Firmatari:Gennuso Giuseppe

   N.  1070  -  Interventi per la tutela dei diritti dei lavoratori
  forestali stagionali (cinquantunisti).
   Firmatari:Caputo Salvino

   N.  1077 - Notizie a proposito dell'inserimento lavorativo degli
  operai  forestali  che  hanno svolto 51 giornate  lavorative  nel
  2005.
   Firmatari:Borsellino Rita

   -  Con  nota  1825/In/14 del 28 maggio 2007 il Presidente  della
  Regione ha delegato l'Assessore per l'agricoltura.

   N.  1093  -  Adeguamento alle norme sull'utilizzo del territorio
  agro-silvo-pastorale  riportate  dal  Piano regionale faunistico-
  venatorio 2006-2011 per la provincia di Messina.
     Firmatari:Ardizzone Giovanni

   N.  1143 - Interventi urgenti per l'avvio della stagione irrigua
  in  provincia di Siracusa e per l'attuazione della l.r. n. 45 del
  1995 riguardante la riforma dei Consorzi di bonifica.
   Firmatari:Zappulla Giuseppe; De Benedictis Roberto

   N.  1171 - Notize a proposito della predisposizione del Piano di
  classifica di cui all'art. 10, comma 2 della l.r. 45/1995.
   Firmatari:Di Mauro Giovanni Roberto

   N.  1219  - Interventi per garantire l'operatività del Consorzio
  di bonifica n. 10 di Lentini (SR) e per l'avvio della riforma dei
  Consorzi.
   Firmatari:Zappulla Giuseppe

   - da parte dell'Assessore per il Lavoro:

   N.  1168 - Ragioni del mancato pagamento delle spettanze  dovute
  ai   lavoratori   interessati  da  procedure  di  stabilizzazione
  avviate  dal  Comune  di  Sant'Agata  di Militello (ME).
   Firmatari:Calanna Francesco.

   Avverto  che  le  stesse  saranno  pubblicate  in  allegato   al
  resoconto stenografico della seduta odierna.

            Annunzio di presentazione di disegno di legge

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente  disegno
  di legge:

   -   Istituzione del fondo per il contenimento delle tariffe  (n.
  669)
   presentato  dagli  onorevoli  Panepinto,  Cracolici,   Apprendi,
  Calanna,  De  Benedictis, Di Benedetto, Di Guardo, Oddo  Camillo,
  Panarello, Speziale, Termine, Villari, Zago, Zappulla in  data  8
  ottobre 2007

        Comunicazione di presentazione di disegni di legge e
   contestuale comunicazione di invio alla competente Commissione
                             legislativa

   PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono  stati
  presentati  ed  inviati  alla  Commissione legislativa   Attività
  produttive  (III):

   -   Razionalizzazione  delle risorse di  idrocarburi  liquidi  e
  gassosi nella Regione  (n. 667)
   presentato  dal  Presidente della Regione (Cuffaro)  in  data  4
  ottobre 2007
   inviato in data 8 ottobre 2007

   -   Modifiche ed integrazioni alla legge regionale  22  dicembre
  1999, n. 28, in materia di disciplina del commercio ed alla legge
  regionale 23 dicembre 2000, n. 32  (n. 668)
   presentato dall'onorevole Cristaudo in data 4 ottobre 2007
   inviato in data 8 ottobre 2007

   -   Norme  in  materia di agevolazione nell'utilizzo  dei  fondi
  della   programmazione  comunitaria  2007-2013  per  il   settore
  industria  (n. 670)
   presentato dall'onorevole Turano in data 8 ottobre 2007
   inviato in data 8 ottobre 2007.

     Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
                       Commissione legislativa

     PRESIDENTE. Comunico che il seguente disegno di legge è  stato
  inviato  alla  Commissione  legislativa   Cultura,  formazione  e
  lavoro  (V):

   - Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 9 ottobre 1998,
  n.  26,  sulla tutela delle minoranze linguistiche nella Regione
  (n. 664)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 4 ottobre 2007
   Parere I.
                    Comunicazione di pareri resi

   PRESIDENTE.  Comunico che le seguenti richieste di  parere  sono
  pervenute  dal  Governo  ed inviate alla Commissione  legislativa
   Affari istituzionali  (I):

   -   Designazione  presidente  collegio  sindacale  dell'Istituto
  autonomo per le case popolari di Trapani  (n. 79/I)
      pervenuta in data 4 ottobre 2007
      inviata in data  8 ottobre 2007

   -   Designazione  presidente  collegio  sindacale  dell'Istituto
  autonomo per le case popolari di Agrigento  (n. 80/I)
      pervenuta in data 4 ottobre  2007
      inviata in data  8 ottobre 2007

   -   Designazione  componente in rappresentanza  dell'Assessorato
  regionale  dei  lavori  pubblici in seno  al  collegio  sindacale
  dell'Istituto  autonomo per le case popolari  di  Agrigento   (n.
  81/I)
      pervenuta in data 4 ottobre  2007
      inviata in data  8 ottobre 2007

   -   Designazione  presidente  collegio  sindacale  dell'Istituto
  autonomo per le case popolari di Messina  (n. 82/I)
      pervenuta in data 4 ottobre  2007
      inviata in data  8 ottobre 2007

   -   Istituto regionale dell'olivo e dell'olio. Costituzione  del
  Collegio dei revisori  (n. 83/I)
      pervenuta in data 4 ottobre  2007
      inviata in data 8 ottobre 2007

                     Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  1339  - Notizie a proposito dell'applicazione del  piano  di
  contenimento e riqualificazione del servizio sanitario  regionale
  nel distretto di Palagonia (CT).
   Assessore Sanità
   Firmatari:  Di   Guardo   Antonino;   Di   Benedetto    Giacomo;
  Panepinto Giovanni; Termine Salvatore; Villari Giovanni; Zappulla
  Giuseppe

   N.  1343  -  Notizie  a  proposito dei lavori  di  protezione  e
  consolidamento  versanti,  centri abitati  e  infrastrutture  del
  bacino del fiume Lenzi - Baiata.
   Presidente Regione
    Assessore Territorio
   Firmatario: Ruggirello Paolo

   N.  1345  -  Notizie a proposito della grave crisi in cui  versa
  l'Azienda dei trasporti di Messina.
   Presidente Regione
   Assessore Turismo
   Firmatario: Ballistreri Gandolfo

   N.  1346  - Interventi per il potenziamento dell'ufficio postale
  della frazione Giumarra del comune di Castel di Judica (CT).
   Presidente Regione
   Assessore Turismo
   Firmatario: Villari Giovanni

   N.   1349   -  Notizie  circa  il  mancato  rispetto  da   parte
  dell'Azienda siciliana trasporti (A.S.T.) delle norme riguardanti
  il contenimento della spesa.
   Assessore Turismo
   Firmatario: Apprendi Giuseppe

   N.   1350   -  Motivi  della  mancata  riduzione  degli   Ambiti
  territoriali  ottimali  per  la  gestione  dei  rifiuti   urbani,
  prevista dall'art. 45 della l.r. n. 2 dell' 8 febbraio 2007.
   Presidente Regione
   Firmatario: Panepinto Giovanni

   N.  1351  -  Interventi per verificare il rispetto  delle  norme
  della   finanziaria   regionale  a  proposito   delle  assunzioni
  effettuate dall'ATO COINRES.
   Assessore Famiglia
   Firmatario: Apprendi Giuseppe

   N.  1354 - Notizie a proposito del 'Nuovo prezzario per i lavori
  pubblici'.
   Presidente Regione
   Assessore Lavori Pubblici
   Firmatario: Di Benedetto Giacomo

   Le  interrogazioni testé annunziate saranno iscritte  all'ordine
  del giorno per essere svolte al loro turno.
   Do  lettura  delle  interrogazioni  con  richiesta  di  risposta
  scritta presentate:

   N.  1340  -  Iniziative per la messa in sicurezza  della  Strada
  Statale 120.
   - Presidente Regione
   - Assessore Lavori Pubblici
   Firmatario: Galvagno Michele

   N.   1341   -  Notizie  concernenti  la  gestione  del  servizio
  sanitario nella Regione.
   - Presidente Regione
   - Assessore Sanità
   Firmatario: Fiorenza Cataldo

   N.  1342  -  Notizie circa i provvedimenti adottati dal  Governo
  regionale  per il contenimento della spesa sanitaria e  avvio  di
  un'indagine amministrativa presso la AUSL 3 di Catania.
   Presidente Regione
   Assessore Sanità
   Firmatario: Fiorenza Cataldo

   N.   1344  -  Notizie  a  proposito  del  quesito  avanzato  dal
  sovrintendente  ai  beni  culturali della  provincia  di  Trapani
  sull'installazione di nuovi impianti fotovoltaici nel  territorio
  trapanese.
   Presidente Regione
   Assessore Beni Culturali
   Firmatario: Ruggirello Paolo

   N.  1347  -  Modifica  dell'art. 5 della  l.r.  20/2007  recante
  disposizioni  in materia di finanziamenti agevolati e  contributi
  del POR Sicilia 2007-2013.
   Presidente Regione
   Assessore Lavori Pubblici
   Firmatario: Barbagallo Giovanni

   N.  1348  - Erogazione della terza trimestralità a favore  degli
  enti locali
   Assessore Famiglia
   Firmatario: Incardona Carmelo

   N.  1352  - Notizie a proposito di un presunto finanziamento  da
  parte della Regione per la costruzione di un ospedale a Siracusa.
   - Assessore Sanità
   Firmatario: Gucciardi Baldassare

   N.  1353  -  Notizie  in  merito alla costruzione  di  un  nuovo
  ospedale a Siracusa.
   Presidente Regione
   Assessore Sanità
   Assessore Bilancio
   Firmatario: Gianni Giuseppe

   N.  1355 - Notizie sulla vertenza 'agricoltura' in provincia  di
  Ragusa.
   Assessore Agricoltura
   Firmatario: Incardona Carmelo

   N.  1356  - Notizie sul mancato rinnovo del contratto di  lavoro
  dei forestali ed iniziative in loro favore.
   Assessore Agricoltura
   Firmatario: Incardona Carmelo

   N. 1357 - Iniziative in favore dei lavoratori del Servizio 118.
   Presidente Regione
   Assessore Sanità
   Firmatario: Incardona Carmelo

   Le   interrogazioni  testé  annunziate  saranno   trasmesse   al
  Governo.
                      Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono state  presentate  le  seguenti
  interpellanze:

   N.  56  -  Notizie  circa  le risultanze  dell'ispezione  svolta
  dall'Assessorato  Famiglia, politiche sociali e autonomie  locali
  presso il Comune di Favignana (TP).
   Presidente Regione
   Assessore Famiglia
   Firmatario: Gucciardi Baldassare

   N.   57  -  Provvedimenti  per  verificare  la  sussistenza   di
  violazioni di legge nella condotta dell'Amministrazione  comunale
  di Favignana (TP).
   Assessore Famiglia
   Firmatario: Oddo Camillo

   Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il  Governo
  abbia  fatto  conoscere  il giorno in cui intende  trattarle,  le
  interpellanze stesse saranno iscritte all'ordine del  giorno  per
  essere svolte al loro turno.

   Ai  sensi  dell'articolo 127,  comma 9 del Regolamento  interno,
  do  il  preavviso  di  trenta  minuti  al  fine  delle  eventuali
  votazioni  mediante procedimento elettronico che  dovessero  aver
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio nominale  o  di
  scrutinio   segreto   (art.   127)   sono   effettuate   mediante
  procedimento elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


         Determinazione della data di discussione di mozioni

     PRESIDENTE.  Si  passa  al II punto  dell'ordine  del  giorno:
  Lettura,  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83,  lettera
  d), e 153 del Regolamento interno, della  mozione:

   N.   236   Iniziative  riguardanti  l'inserimento  dei  soggetti
  disabili   nel   mondo  del  lavoro ,  degli  onorevoli   Fleres,
  Confalone, Turano, Cimino e D'Aquino.
   Ne do lettura:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   la  legge  12  marzo 1999, n. 68, ha la finalità  di  promuovere
  l'inserimento e l'integrazione lavorativa delle persone  disabili
  attraverso servizi di sostegno;

   a  tal  fine, tanto le strutture pubbliche quanto quelle private
  hanno  l'obbligo di assumere soggetti disabili, il cui  numero  è
  determinato  in  misura  proporzionale al numero  dei  dipendenti
  previsti in organico;

   la  predetta  normativa, peraltro, consente  di  beneficiare  di
  agevolazioni  fiscali  attraverso le quali  i  datori  di  lavoro
  usufruiscono  di una defiscalizzazione degli oneri  previdenziali
  ed  assistenziali  per  un  periodo  massimo  di  otto  anni.  La
  copertura  di  tali  somme è garantita da un apposito  fondo  del
  pari, previsto dalla legge;

   molto  spesso  questa normativa viene disattesa  ed,  in  alcuni
  casi, come è accaduto per importanti realtà economiche catanesi o
  presso case di cura private, non sono state effettuate neanche le
  previste comunicazioni presso l'Ufficio di collocamento,

                          impegna il Governo della Regione

    e per esso
                l'Assessore per il lavoro, la previdenza
                sociale, la formazione
                                       professionale e
                l'emigrazione

   a        predisporre       un'adeguata        campagna        di
  informazione/sensibilizzazione     affinché      tali  situazioni
  non possano ulteriormente ripetersi;

   ad  intervenire, laddove tali inadempienze dovessero  perdurare,
  mediante l'applicazione di sanzioni o attraverso qualunque  mezzo
  possa essere ritenuto valido». (236)

                                         FLERES-CONFALONE-TURANO

                                   CIMINO-D'AQUINO

   Dispongo   che   la  predetta   mozione  venga  demandata   alla
  Conferenza  dei  Presidenti dei gruppi  parlamentari  perchè   ne
  determini la data di discussione.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


                  Discussione unificata di mozioni

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  III punto  dell'ordine  del  giorno:
  Discussione unificata delle mozioni:

   -  n.  232   Interventi,  a livello centrale  e  regionale,  per
  contrastare  il  fenomeno mafioso in Sicilia ,   degli  onorevoli
  Savarino, Dina, Fleres e Fagone;
   -  n.  233  Iniziative per il ripristino dell'operazione  Vespri
  siciliani ',   degli   onorevoli  Fleres,   Confalone,    Cimino,
  D'Aquino, Turano.

   Ne do lettura:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   in  questi  ultimi  anni  la Sicilia sta  vivendo  un  risveglio
  culturale  e  morale:  ne è un esempio la nascita  del  movimento
  'Addio Pizzo' e la netta e ammirevole presa di posizione di molti
  commercianti e pubblici esercenti che si ribellano alla schiavitù
  del racket e delle estorsioni;

   anche  tra  gli  industriali,  dal Presidente  di  Confindustria
  Montezemolo al Presidente regionale Lo Bello, si è registrata una
  forte  presa di distanza da quanti soggiacciono al pagamento  del
  pizzo,   decidendo     di      bollare      con      l'esclusione
  dall'associazione chi si piega;

   Constatato che:

   i  cittadini avvertono con grande preoccupazione l'aumento della
  microcriminalità nelle nostre città: nella sola Palermo il 50% in
  più  di questi reati rispetto all'anno scorso e purtroppo la gran
  parte di questi rimane impunita;

   l'aumento   degli  atti  intimidatori  a  danno   dei   pubblici
  esercenti  che  non  pagano il pizzo è  un  fenomeno  sempre  più
  allarmante e ancora più lo sono gli attentati incendiari a  scopo
  di  intimidazione  subiti dagli imprenditori  sani,  protagonisti
  nella  lotta alle estorsioni, da ultimo il Presidente provinciale
  di Confindustria di Agrigento, dott. Catanzaro;

   Considerato  che recenti arresti a danno di 'Cosa Nostra'  hanno
  disegnato  un'associazione violenta e radicata, ma  allo  sbando,
  senza più boss storici di riferimento, con molti latitanti ed  in
  uno   stato   di  riorganizzazione  sul  territorio   che   rende
  l'associazione mafiosa più debole e vulnerabile;

   Accertato  che, nonostante l'ammirevole e proficuo lavoro  delle
  Forze   dell'ordine  impegnate  in  Sicilia  nella   lotta   alla
  criminalità   organizzata,  l'organico  a  disposizione   risulta
  assolutamente  inferiore  al  fabbisogno  soprattutto  in  questo
  momento storico;

   Ritenuto  che è inopinatamente necessario un controllo capillare
  di tutto il territorio siciliano per stare vicino al cittadino  e
  a quanti sono protagonisti, e non possono esserlo da soli, di una
  battaglia contro il racket e l'estorsione,

                        impegna il Presidente della Regione

   a  chiedere al Governo nazionale di disporre l'uso dell'Esercito
  italiano in Sicilia in ausilio delle Forze dell'ordine;

             invita altresì il Presidente dell'Assemblea
                         regionale siciliana

   ad  attivare  le necessarie procedure per la costituzione  della
  Commissione  parlamentare di inchiesta e vigilanza  sul  fenomeno
  della mafia in Sicilia». (232)

                                              SAVARINO-DINA-FLERES-
                                       FAGONE

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso  che  dal  1992 sino al luglio  1998  è  stata  vigente
  l'operazione    denominata   'Vespri   siciliani',    consistente
  nell'impiego  di  personale  militare  a  presidio  di  obiettivi
  sensibili  e  nello  svolgimento di  attività  di  controllo  del
  territorio in Sicilia;

   Considerato  che  l'operazione Vespri siciliani  aveva  riscosso
  pieno  successo  sul  piano dei risultati;  aveva  consentito  di
  ottimizzare  l'impiego  delle Forze  dell'ordine  nelle  attività
  istituzionali ed in quelle di polizia giudiziaria; aveva, infine,
  riscosso la simpatia da parte della popolazione dell'Isola;

   Ritenuto  che  la  cessazione dell'operazione  Vespri  siciliani
  ha       determinato       un  indebolimento   nell'attività   di
  controllo del territorio, in particolare delle zone rurali, nella
  visibilità della presenza dello Stato nei centri e nei luoghi ove
  maggiormente  se ne avverte la necessità, in quanto  più  esposti
  all'azione delle organizzazioni criminali;

   Considerato  ancora che il costo sostenuto dallo  Stato  per  lo
  svolgimento  dell'operazione Vespri siciliani risulta sicuramente
  inferiore  a  quello, in termini di ore lavorative,  delle  Forze
  dell'ordine  e di sottrazione di parte di esse dalle attività  di
  istituto;

   Ravvisata          l'esigenza           del           ripristino
  dell'operazione   Vespri   siciliani,   venendo   incontro   alle
  aspettative  della  maggioranza dei siciliani ed  intendendo  non
  lasciare  inascoltati i continui appelli in tal senso provenienti
  dalla magistratura più esposta e dalle stesse Forze dell'ordine,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  esprimere al Governo nazionale la volontà delle  Istituzioni
  regionali siciliane di ripristinare l'operazione Vespri siciliani
  con  decorrenza  immediata,  per  garantire  la  salvaguardia  di
  obiettivi  sensibili  ad azioni della criminalità  organizzata  e
  mafiosa   e   per   rinforzare  le  attività  di  controllo   del
  territorio». (233)

                                         FLERES-CONFALONE-CIMINO-
                                         D'AQUINO-TURANO

    PRESIDENTE   Ha  facoltà  di parlare l'onorevole  Savarino  per
  illustrare la mozione a sua firma.

    SAVARINO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'esigenza  di
  presentare  questa  mozione  sulla sicurezza  e  legalità  nasce,
  purtroppo,  da  fatti contingenti che hanno visto in  Sicilia,  i
  nostri  imprenditori protagonisti che con grande  coraggio  hanno
  dato una svolta storica a quello che è stato il loro protagonismo
  in   Sicilia.   Costoro   hanno   cambiato   l'atteggiamento   di
  sottomissione presente fino a qualche anno addietro, lo stato  di
  soggezione  che può determinare una criminalità organizzata  come
   Cosa Nostra .
   Adesso   vi   è   un  atteggiamento  dettato  dai   vertici   di
  Confindustria  che è condiviso dagli imprenditori che,  in  prima
  persona  -  ed è cronaca di questi giorni -, hanno  detto  no  al
  pizzo  e   al  racket. Operando questa scelta  hanno,  purtroppo,
  subito  vili attentati che hanno indotto la stessa Confindustria,
  a  partire dai vertici nazionali e regionali, ad  allontanare gli
  associati   che   si   sottomettono   al   pizzo,   al    racket,
  all'estorsione.
   E  questo  atteggiamento lodevole è stato accompagnato anche  da
  una  richiesta autorevolissima dei vertici di Confindutria a Roma
  di  non  rimanere  indifferenti al problema della  sicurezza  nel
  nostro territorio.
   Una  delle  proposte avanzate riguarda l'utilizzo  dell'Esercito
  per  creare  un  controllo capillare nel  territorio,  che  possa
  liberare  i  carabinieri, i poliziotti, le forze  dell'ordine  in
  generale,  dal  compito  di presenziare nei   siti  sensibili  ed
  essere così utilizzati per le attività di investigazione.
   Questo  richiesta è condivisa da me e da altri  colleghi  e  per
  tale  motivo  l'abbiamo  inserita  nella  mozione  presentata  ed
  abbiamo  operato  questa richiesta affinché  diventi  un  impegno
  della  Regione  siciliana e affinché il Governo si faccia  carico
  della insicurezza e del disagio presente  nelle nostre strade.
   L'appello   è   venuto  da  Confindustria,   ma   non   possiamo
  assolutamente non ascoltare gli appelli dei siciliani  in  merito
  agli  scippi che purtroppo subiscono - parlo degli scippi per  la
  strada -. Anche questo è un problema di sicurezza pubblica.
   Nella  sola città di Palermo abbiamo il 50 per cento  di  scippi
  in  più rispetto all'anno scorso ed è un dato molto preoccupante.
  Se si sente parlare la vecchietta o la vicina di casa, si capisce
  che  hanno paura pure ad andare a fare la spesa dopo un certa ora
  perché rischiano di essere scippate.
   Possiamo  parlare dei tanti furti nelle case, della mancanza  di
  sicurezza che ognuno di noi avverte, e non solo nelle strade,  ma
  anche  nel  nostro modo di operare  e di rappresentare la  nostra
  Terra,  nel  nostro  modo di  poter dire  sì  e   no  che  ti  si
  ritorcono contro, e  personalmente ho subito dei danni.
   Tutto questo perché siamo vittime sensibili e lo è chiunque,  da
  siciliano, dice no alla mafia, dice no alla delinquenza e ad ogni
  forma di criminalità.
   Personalmente, non so se la soluzione di tutti  i  mali  sia  il
  ricorso  dell'Esercito in Sicilia, ma so per certo  che  l'invio,
  durante  l'operazione dei Vespri siciliani, di 20 mila uomini  ha
  giovato  sensibilmente, ha dato risultati positivi  qui,  sia  di
  piccolo che di grande raggio.
   So   che  la maggiore presenza delle forze dell'ordine creerebbe
  problemi  alla  piccola come alla grande criminalità, se  è  vero
  ciò  che  ha  dichiarato il pentito Brusca, secondo il  quale  si
  registrarono  grandi lamentele dei vertici di   Cosa  nostra   in
  occasione dell'operazione  Vespri siciliani , come dire che non è
  stata un'operazione che ha fatto solo solletico.
   E  se  qualcuno  pensa che l'operazione dei soldati  in  Sicilia
  possa  creare fastidio al turismo e all'immagine elegante di  una
  Sicilia  sorridente, credo che sia peggio lo scippo  del  turista
  per  strada che avviene regolarmente e che regolarmente  leggiamo
  sui  giornali  l'indomani; turisti che poi tornano nella  propria
  terra dicendo che in Sicilia non si può  camminare neanche con il
  marsupio legato alla vita o con la borsa al collo.
   Se  vogliamo un restyling vero della Sicilia, possiamo non  dare
  l'immagine  di una Sicilia che sorride, che parla di feste  e  di
  allegria,  ma  avere una Sicilia dove anche i  siciliani  possano
  vivere senza la paura di subire ricatti, violenza, attentati  nel
  piccolo  come  nel grande ruolo, dall'artigiano al  commerciante,
  dall'imprenditore al politico che vuole cercare di  rappresentare
  con onestà e senso di responsabilità questa terra.
   Se  vogliamo,  davvero, stare vicino a quanti adesso  dicono  no
  alla  mafia  e  ad ogni forma di mafia lo dobbiamo  fare  con  il
  nostro  impegno personale ed è per tali motivi che chiedo altresì
  che  venga messa, al più presto, all'ordine del giorno  la  legge
  istitutiva della Commissione Antimafia; poi discuteremo di  quale
  tipo,   insieme  al  Gruppo parlamentare che rappresento  abbiamo
  lavorato  ad  un  disegno  di  legge  che  istituisca  una  nuova
  Commissione  Antimafia  con poteri più ampi,  più  incisiva,  che
  abbia,  nei  limiti delle competenze della Regione siciliana,  la
  possibilità   di   intaccare   maggiormente   i   meccanismi   di
  infiltrazione  mafiosa dentro la Pubblica amministrazione.  Anche
  questo è un nostro dovere
   Chiedo,  comunque,   a Roma di intervenire  e  se  decidono  per
  l'Esercito,  bene;  se per  gli uomini delle  forze  dell'ordine,
  meglio   Sono  convinta, però,  che non saranno  500  uomini  che
  potranno fare la differenza, ma la faranno le molte richieste che
  partiranno dal nostro territorio.
   Vi  dico  un  dato  che è sui giornali in questi  giorni  e  che
  purtroppo  riguarda il nostro territorio: a Porta  Empedocle,  in
  alcuni  rioni,  gli abitanti si sono riuniti ed hanno  deciso  di
  chiedere  l'opera dei vigilantes per garantire la  sicurezza  dei
  loro quartieri.
   E'  gravissimo   Si  tratta di quartieri non  residenziali,   di
  quartieri abbastanza popolari, di cooperative  E' gravissimo  che
  la gente senta l'esigenza di doversi difendere da sola
   Altri   comuni  come  Montallegro,  Cattolica,  Siculiana  hanno
  votato  nei loro consigli comunali ordini del giorno per chiedere
  maggiore sicurezza attraverso l'uso dell'Esercito.
   Non  è  mio  il  compito di decidere se l'uso dell'Esercito  sia
  congruo  o meno, rispondente o meno al bilancio ed alle richieste
  finanziarie, ai tagli che a Roma subiscono da Bruxelles e che noi
  purtroppo paghiamo.
   Però  questo  è  un  tema  che come Regione  siciliana  dobbiamo
  imporre  a  Roma per poi decidere come, quando e  cosa  sarà  più
  opportuno,  ma  certamente  a Roma all'ordine  del  giorno  dovrà
  esserci il tema della sicurezza in Sicilia.
   Non  parliamo  del  problema dei lavavetri ai  semafori,  magari
  fosse questo il nostro problema  Noi parliamo di sicurezza  e  di
  chi ha bisogno di sentire accanto a sé tutti noi e soprattutto lo
  Stato nella manifestazione più presente rappresentata dalle forze
  dell'ordine, sia  nei piccoli che nei grandi comuni.
   Le  forze  dell'ordine devono essere presenti ovunque  e  devono
  essere   a   fianco  di  chiunque  dica  no  come  il  tabaccaio,
  l'imprenditore o il libero cittadino; devono essere certi  che  a
  fianco  hanno  lo Stato e non può saperlo se poi si rivolgono  ai
  vigilantes, non è quello il sistema.
   L'appello  deve  partire da Palermo e lo dobbiamo  fare  partire
  insieme  perché  non c'è colore politico;  in questa  sede  avrei
  potuto  fare  speculazioni parlando dei tagli al Ministero  degli
  interni,  delle  richieste del Ministro Amato che non sono  state
  esitate e quant'altro, non l'ho fatto perché non sarebbe stato né
  elegante  né  opportuno, tanto più che oggi si  rende  necessario
  chiedere,  e  con  forza, che Roma si occupi della  sicurezza  in
  Sicilia, con ogni sforzo, anzi con  il massimo sforzo.
   Mi  auguro che i miei colleghi - sono certa di questo   -  hanno
  la mia sensibilità se non di più.

    CINTOLA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che  le
  due  mozioni,  presentate  dallo   scacchiere  del  centrodestra,
  manchino  di una concorde unanime volontà se si tiene  conto  che
  anche  la  sinistra si è espressa nei termini indicati dalle  due
  mozioni presentate dai colleghi.
   Un  fenomeno  di questo genere, che ha l'ampiezza e l'importanza
  che  non  sfugge  ai più, non ritengo possa essere  presentato  e
  votato solo da uno schieramento ancorché quello della maggioranza
  alla quale ancora appartengo.
   Ritengo  che  questo  doveva  e poteva   essere  raccordato  con
  l'intera  Assemblea tanto più perché  ho letto sui  giornali  che
  anche   l'onorevole  Borsellino  -   non  l'ho   sentita   ancora
  intervenire  -  è favorevole all'intervento dei Vespri  siciliani
  in Sicilia.
   Anche  io  ho  detto,  a  chi  mi ha interpellato  da   Cronache
  Parlamentari , sull'argomento di essere favorevole  ad  un'azione
  di  prevenzione  e non di repressione, di prevenzione  dei  fatti
  delittuosi che avvengono in Sicilia.
   Chiediamo i  Vespri quando continuiamo a non avere certezza  dei
  diritti  e dei doveri  né dei deputati né di quelle cose che  noi
  stessi facciamo per gli altri.
   Chi  ha  potere  ha potere discrezionale quando  tutto  ciò  che
  avviene favorisce, involontariamente, però, nei fatti, alla fine,
  si   verifica  l'attività  criminosa  proprio  perché   c'è   una
  discrezionalità assoluta. C'è un disimpegno totale tra la  classe
  dirigente  che,  con  le leggi, abbiamo voluto  in  Sicilia,  con
  l'elezione  dei  sindaci, dei presidenti  della  provincia  e  il
  presidente della Regione che, alla fine, sono serviti a  svuotare
  di  contenuto le assemblee elettive del consiglio comunale,  come
  quelle   provinciali  e,  ahimé,  anche  come  la  nostra  stessa
  Assemblea.
   L'Assemblea regionale siciliana si va avviando, sempre  di  più,
  a non rappresentare niente e nessuno.
   Ci  dicono   voi  potete fare le leggi  ma  non  è  vero  perché
  laddove   non  ci  sono  i  soldi  per  garantire  la   copertura
  finanziaria  -  come in questa fattispecie - non possiamo  essere
  neppure firmatari di disegni di legge che vadano in porto.
   L'Esecutivo,  invece, spesso e volentieri, non tiene  conto  che
  c'è  un'Assemblea  che deve partecipare. Quando  i  poteri  della
  Commissione Bilancio vengono disattesi totalmente; quando non c'è
  più un raccordo sereno e serio per le spese relative all'articolo
  38; quando tutte queste cose avvengono, dico che questo è il modo
  di favorire chi diventa malavitoso, chi cerca, nella rapina e nel
  delitto,  nella  mafia  e nell'organizzazione  delinquenziale,  i
  motivi  per potere andare avanti, piuttosto che indietro. E  guai
  quando c'è il vuoto di potere.
     In Sicilia,  assistiamo ad un vuoto di potere forte, cioè   il
  vuoto  di potere rappresentato da coloro che abbiamo eletto  come
  presidenti  di  provincia, come sindaci e come  presidente  della
  Regione.  Quando  diciamo  che abbiamo  esautorato  le  assemblee
  elettive, abbiamo dato un segnale forte che si può andare avanti.
  Quando  abbiamo distrutto anche le stesse Commissioni provinciali
  di controllo che erano sempre, pur nella loro non sempre attività
  concreta  e  valida  ma  che,  oggi, lasciano  il  sindaco  nelle
  condizioni  che  basta  la  sua  determinazione  per  arrivare  a
  compimento,  non ci si può nemmeno nascondere dietro  un  dito  e
  sostenere che c'è la Commissione provinciale di controllo che può
  bocciare  l'atto; tale sindaco,  quindi,  va avanti  da  solo  e,
  quando  diventa  forte  nella  propria  debolezza  perché   viene
  isolato,  allora,  lo induciamo a mettere  a rischio  la  propria
  vita e al pericolo di andare avanti diversamente.
   Faccio, pertanto,  un appello vero e reale. Non mi sento più  di
  parlare per nome e per conto; parlo a nome e per conto di chi  mi
  ha  eletto  in  questa Assemblea. Dico che  un  fatto  di  questo
  genere, altamente significativo, non può andare avanti con i soli
  voti   della   maggioranza.  Ci  deve  essere  un  raccordo   tra
  maggioranza  e  minoranza perché, se c'è una mozione,  essa  deve
  essere votata unitariamente, al di là di ciò che ha annunziato il
  Presidente dell'Assemblea che avrebbe fatto bene a tacere  e  non
  mi  riferisco  al  vicepresidente  che  sta  presiedendo,  ma  al
  Presidente dell'Assemblea  che si è espresso contro.
   Invito   i   miei   colleghi  a  non  chiedere   al   Presidente
  dell'Assemblea,   attraverso  una   mozione,   di   nominare   la
  Commissione Antimafia. Questa non è una richiesta da fare,  amici
  e  colleghi  della  maggioranza ma è  un  dovere  del  Presidente
  dell'Assemblea che ancora non ha portato a termine ed è un dovere
  al  quale  egli non può sottrarsi. Non può essere che un deputato
  debba chiedere l'istituzione della Commissione Antimafia. C'è  un
  dovere,  da  parte del Presidente dell'Assemblea, di nominare  la
  Commissione  Antimafia  e  questo potere  glielo  conferisce   il
  Regolamento  interno dell'ARS. Egli  non ha bisogno  che  i  vari
  gruppi  parlamentari designino i propri candidati. Il  Presidente
  dell'Assemblea può operare direttamente; che lo faccia.
   Noi,  come rappresentanti del gruppo UDC, non siamo candidati  a
  quella  poltrona; che se l'aggiudichi chi vuole. La  necessità  è
  però  di  istituire  la Commissione Antimafia perché  è  come  se
  abbassassimo, ancora una volta, di fronte alla malavita, il  tono
  e la nostra attività.

    PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole Cantafia.  Ne  ha
  facoltà.

    CANTAFIA   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  quando  ho
  letto  queste due mozioni mi sono venuti in mente due  passi  del
  vecchio  Testamento.  Non sono cattolico ma  agnostico  e  chiedo
  scusa ai credenti se farò qualche imprecisione. Mi sono venuti in
  mente  Isaia che diceva che  Il Signore acceca colui  che  voleva
  far  perdere  e Giobbe che, rispondendo a Satana sui  poteri  del
  Signore, gli diceva che, tra gli altri,  aveva il potere  di  far
  perdere  il  senno ai governanti e di mandarli così a vagabondare
  per il mondo .
   Naturalmente, non mi permetto assolutamente di pensar  male  dei
  colleghi  che   hanno presentato le mozioni ma  vorrei  fare  una
  precisazione  perché  ritengo  che  la  loro  sia  una   proposta
  sbagliata.
   Siamo  di  fronte  ad  una situazione non  nuova  e  neanche  di
  difficile lettura. Si può essere tra quelli che leggono male  per
  voglia ma non certamente per incompetenza. Io sono tra quelli che
  comprendono  i dirigenti di Confindustria perché,  per  la  prima
  volta,  i  dirigenti di quell'organizzazione  hanno,  non  so  se
  chiamarlo  soltanto coraggio o comunque consapevolezza di  quello
  che  succede alle loro imprese per effetto del pizzo e del racket
  ed  è  comprensibile  che  -  senza   voler  fare,  naturalmente,
  polemica  - visto che, per la prima volta, hanno questo coraggio,
  magari,  non  hanno gli strumenti di conoscenza  sufficienti  per
  fare una buona proposta.
   Comprendo anche il sindaco di Gela che è accerchiato,  che  vive
  una situazione che, forse, è la più drammatica fra tutti i comuni
  siciliani  e  che, quindi, chiede sostanzialmente un  colpo,  una
  novità  sufficientemente grande per rompere  quell'accerchiamento
  di cui si sente prigioniero. Ed è ragionevole che tanti soggetti,
  sui  giornali, possano dire  sì, tutto sommato, si può fare anche
  quello  che è possibile purché si faccia qualcosa per battere  la
  mafia.  Quello  che  non è possibile fare è che  dei  governanti,
  seppure  dell'Assemblea  e,  quindi,  non  il  Governo   ma   dei
  componenti  il Parlamento siciliano pensino che la soluzione  del
  male possa essere l'arrivo dell'esercito .
     Onorevole  Savarino,   non ho tanto la preoccupazione  che  ci
  possa  essere  qualche difficoltà per il turismo,  cosa  peraltro
  assolutamente legittima a cui pensare; penso quali sarebbero  gli
  effetti  che  porterebbe. Non  perché si  è  fatto  una  volta  è
  necessariamente cosa buona e giusta. Quando si ebbe  l'esperienza
  dei   Vespri siciliani, ricordo che arrivarono nel momento in cui
  la  mafia effettuava un attacco terroristico nei confronti  dello
  Stato,  faceva saltare le autostrade, faceva saltare  i  palazzi,
  uccideva  centinaia  di persone l'anno e  la  scelta  dei  Vespri
  siciliani  fu  emergenziale, cioè si doveva, in qualche  maniera,
  disporre  di  tante risorse umane nel più breve tempo  possibile;
  metterle   a   guardia,   a  presidio  di  obiettivi   sensibili;
  alleggerire,  in questa maniera, i compiti che, in quel  momento,
  la Polizia espletava perché faceva anche questo.
   Siamo  in  una  fase completamente diversa. Abbiamo  bisogno  di
  dare  maggiore forza all'attuale attività delle Forze dell'ordine
  della  polizia  che  hanno,  per la  verità,  ottenuto  brillanti
  risultati.
   Non  sono  giovanissimo  e ho abbastanza memoria  per  ricordare
  che,  raramente, abbiamo avuto così notevoli e numerosi  successi
  nella repressione.
     Non  solo è stato arrestato Bernardo Provenzano, latitante  da
  40  anni,  ma,  fino  ad  ieri, sono stati  arrestati  decine  di
  importanti mafiosi della provincia di Catania. Siamo di fronte ad
  una  condizione di questo genere e sono tra quelli  che  pensano,
  come il procuratore Lo Forte, che la mafia, in questo momento,  è
  in difficoltà;  é per debolezza - lui ha usato queste parole e io
  le  condivido  - che riapre una stagione di intimidazione  perché
  non  ha  la  risposta;  sente di non essere nelle  condizioni  di
  potere  ottenere  immediatamente un sì ad una  minaccia,  ad  una
  intimidazione, ad una richiesta di pizzo e, quindi, naturalmente,
  riapre  il filone dell'intimidazione, per far ricordare di essere
  così  pericolosa.  Dobbiamo   rafforzare  immediatamente  e   non
  bastano  i  cinquecento - ha ragione l'onorevole Savarino  -  non
  bastano   500  nuovi  poliziotti;   ne  occorrono   di   più   e,
  soprattutto, necessitano i mezzi.
   Le cito qualche dato e concludo il mio intervento.
     Nelle  Questure più importanti della Sicilia  ci  sono  uffici
  ridotti  allo stremo. Nella sezione  Reati contro il  patrimonio
  (furti,  truffe, danneggiamenti, borseggi), ci sono,  a  Palermo,
  soltanto 18 poliziotti con tre autovetture; a Catania, ce ne sono
  15; alla sezione  Rapine ed estorsioni  - sempre di Palermo -  ci
  sono solo 25 poliziotti; a Catania, ce ne sono, anche qui, 15.  A
  Messina e a Siracusa, per la sezione  Reati  ci sono soltanto  11
  poliziotti.
   Il  40  per  cento delle autovetture in dotazione alle  Questure
  della  Sicilia  sono guaste o hanno superato i  300  mila  Km  di
  percorrenza.  I  computer della Questura non  sono  di  proprietà
  della   Questura  e  le  dico  una  cosa  che,  secondo   me,   è
  interessante: le famose microspie utilizzate, di cui  anche  oggi
  si  sono  occupati  i  Tribunali per  la  cattura  del  capomafia
  Provenzano,  sono  state  135; quelle  utilizzate,  ogni  giorno,
  normalmente, dalle Questure della Sicilia occidentale  sono  150;
  di  proprietà delle Questure della Sicilia occidentale ce ne sono
  solo 10; mancano all'appello 140 microspie al giorno.
   Le  Questure  spendono  15  milioni  all'anno  per  ottenere  il
  servizio    relativo    a    questa   importantissima    attività
  investigativa.
   Siamo  di fronte al fatto - e con tutto ciò, hanno avuto  questi
  incredibili  risultati  -  che sono stati  disarmati  quelli  che
  avrebbero dovuto  fare attività di repressione.
   Quello  che  dobbiamo chiedere dunque non è l'invio dei  soldati
  ma  un investimento straordinario. Si calcola che, nel Meridione,
  l'attività delle cosche costi al PIL parecchi punti; si parla  di
  oltre  100 miliardi all'anno di danno, non di affari della mafia,
  di danni all'economia del Meridione.
   Non  vi sembra ragionevole - come farebbe qualunque imprenditore
  - di fronte a 100 miliardi investire un miliardo l'anno?
   Dobbiamo  chiedere al Governo nazionale di investire un miliardo
  all'anno, per i prossimi 5 anni, per dotare le sue strutture,  le
  Forze  dell'ordine,  la  polizia, i  carabinieri,  delle  risorse
  necessarie per fare il contrasto.
   Questo  è  ciò  che  dobbiamo chiedere. Così  facendo,   potremo
  ottenere i risultati che vogliamo.
      Onorevole   Savarino,  lei  crede  davvero  che  si   possano
  fronteggiare  i  borseggiatori con un m16? Crede davvero  che  si
  possa  confondere la sicurezza con la lotta alla mafia? Sono  due
  cose   totalmente  diverse.  Le  garantisco  che  sono  due  cose
  totalmente  diverse.  Vanno trattate  per  quelle  che  sono.  La
  sicurezza  in  mezzo alla strada la possono fare i poliziotti  di
  quartiere; la può fare la polizia di prossimità.
   Infine, una polemica: non vorrei che tutto ciò servisse  a  fare
  una  cosa  per la quale non sono in disaccordo e mi riferisco  al
  fatto che si possa istituire  la Commissione Antimafia. Certo  se
  deve  fare  soltanto delle passeggiate, non serve  nominarla.  Se
  troviamo il modo per attaccare un ganglo vitale, vi do gli ultimi
  due  numeri.  Della pubblica amministrazione, sì.  Sapete  quanti
  sono  i  poliziotti in servizio che, a Palermo,  si  occupano  di
  reati contro la pubblica amministrazione e, in particolare, della
  corruzione? Sono 5.

    PRESIDENTE   E'  iscritto a parlare  l'onorevole  Dina.  Ne  ha
  facoltà.

    DINA   Signor  Presidente, onorevoli colleghi, ho  seguito  con
  attenzione  gli  interventi sia di illustrazione  della  collega,
  onorevole  Savarino,  che  degli altri  colleghi  e  mi  convince
  l'intervento  del  collega Cintola, anche  alla  luce  di  quanto
  rappresentato  dall'ultimo intervento del collega Cantafia.  Sono
  convinto che su questa mozione bisognerà sicuramente approfondire
  il  confronto, arricchirlo, integrarlo perché ritengo che  quello
  che  dice l'onorevole Cantafia è vero ma è vero fino ad un  certo
  punto.
   Non  credo  che quello che si può fare in materia di incremento,
  di   implementazione  dell'attività  investigativa  delle   forze
  dell'ordine  possa escludere quello che viene  richiesto  con  la
  mozione.  Ritengo  che  si  possa arrivare  ad  una  mozione  più
  completa  e  più  esaustiva nel termine  della  proposizione  che
  coinvolga anche la minoranza, l'opposizione.
   Di  questo  ne  sono  convinto perché la contestualizzazione  di
  questa  mozione tiene conto di un momento che non è emotivo.  C'è
  una nuova consapevolezza nel nostro territorio, c'è un nuovo moto
  che  è  forte,  che  è razionale e che non è solo  dettato  dalla
  rabbia e dalla voglia di rispondere ad una offesa diretta  che  è
  sempre  più forte, che è sempre più terribile, soprattutto quando
  la  vivono gli imprenditori, quando la vivono le persone indifese
  o le persone che, nella piccola attività, trovano il sostegno, la
  propria  famiglia, il proprio nucleo familiare e sono  le  uniche
  fonti di reddito che vengono meno.
   La  consapevolezza nuova è quella che andare contro  il  racket,
  contrastarlo con ogni mezzo, con ogni possibile intervento, anche
  quello   dell'esercito,  è  un  intervento  che  va   sicuramente
  completato  con  il  resto.  Serve  l'investigazione,  servono  i
  poliziotti, serve il poliziotto di quartiere. Con questo potremmo
  arricchire  la  mozione.  Ritengo però  che  l'esercito  potrebbe
  essere  un  segnale  non  solo  simbolico  ma  una  presenza  per
  disimpegnare  le  forze  dell'ordine dal controllo  di  obiettivi
  sensibili  per  garantire  anche la  sorveglianza  di  quei  siti
  oggetto di attentati, di quei siti che sono continuamente sfidati
  anche   con  grande  tracotanza  dalla  criminalità  che   ripete
  interventi intimidatori nella stessa direzione.
   Ritengo, quindi, che questo sia un segnale non simbolico  ma  un
  segnale operativo, pratico che può servire alla nostra gente  per
  difendersi.
   Non  vogliamo militarizzare la Sicilia ma riteniamo  che  questo
  può  essere un importante contributo perché quello del  racket  è
  una  piaga forte che colpisce realmente l'intimo di chi ne  è  al
  centro  e diventa obiettivo del racket. Quante famiglie  sono  al
  centro di questa grave piaga e come vivono con terrore il futuro,
  il  futuro di non sapere da chi si può essere colpiti, il  futuro
  di  sapere che non si è completamente protetti. Allora l'esercito
  può dare una mano in questo senso e ritengo che non è il solo  ed
  esclusivo  mezzo per intervenire. Siamo sicuramente di fronte  ad
  un contesto diverso da quello del 1992 e di questo ne siamo tutti
  consapevoli, anche perché il 1992 è stato vissuto e abbiamo colto
  che  non ci sono state degenerazioni nella presenza dell'esercito
  nel   nostro   territorio;  non  si  sono   registrati   pericoli
  particolari   derivanti   da   quella   militarizzazione.   Siamo
  consapevoli  che  l'esperimento  potrà  essere  ripetuto  con  la
  certezza  di  questa  esperienza. E, nella  seconda  parte  della
  mozione, c'è un richiamo improprio in quanto c'è una inadempienza
  di   fondo  e  mi  riferisco  all'istituzione  della  Commissione
  Antimafia.
     Noi,  come  Gruppo  UDC,  abbiamo detto  chiaramente,  in  una
  lettera  inviata  al  Presidente dell'Assemblea,  che  non  siamo
  interessati  alla  presidenza  della  Commissione  Antimafia   ma
  riteniamo che la Commissione debba essere istituita.
   In  un contesto socio-culturale come il nostro, dove l'ottimo  è
  il  nemico  del bene, ci rendiamo conto che anche la  Commissione
  Antimafia, con quei pochi poteri che ha,  può svolgere  un  ruolo
  importante  di  sensibilizzazione perché siamo di fronte  ad  una
  pervasione, ad un cambiamento dell'attività mafiosa che necessita
  anche di questi segnali importanti di monitoraggio, di vigilanza,
  di attenzione diversa che possono venire dalla istituzione dentro
  la nostra Assemblea della Commissione Antimafia.
   Invito  dunque  il  Presidente  dell'Asssemblea  ad  intervenire
  perché  questa  è  una  inadempienza da  cui  noi   prendiamo  le
  distanze  e lo abbiamo fatto in maniera chiara e netta  in  tante
  occasioni.
   C'è  necessità di intervenire anche sui contenuti della legge  e
  noi  siamo  promotori,  come  tanti altri   parlametnari,  di  un
  disegno  di legge che depositeremo fra qualche giorno.  Riteniamo
  che  la Commissione Antimafia possa essere insediata e poi  possa
  essere arricchita di nuove competenze. Le due cose non configgono
  e, nella tempistica, possono essere contemperati al meglio.

    PRESIDENTE E'  iscritto a parlare l'onorevole Aulicino.  Ne  ha
  facoltà.
   Informo  che le iscrizioni a parlare sono aperte fino alla  fine
  dell'intervento dell'onorevole Aulicino.

    AULICINO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  immagino  la
  mia appartenenza ai contesti dei quali faccio parte sempre con un
  alto margine di libertà e di discrezionalità, soggettiva rispetto
  alle valutazioni sulle proposte che sono state fatte.
   Sono    assolutamente   contrario   ad    ogni    proposta    di
  militarizzazione  del  territorio. Sono   un  ex  docente  -  non
  insegno più - e immaginare che la devianza giovanile possa essere
  affrontata  senza  porsi  il problema  del  rapporto,  professore
  Ortisi,  scuola-famiglia, famiglia-mercato del lavoro,  esercizio
  del  diritto  alla vita da parte delle persone,  del  diritto  al
  lavoro,  del  diritto all'acqua, all'aria, alle cose  essenziali,
  immaginare che il fenomeno della devianza giovanile possa  essere
  curato  comprimendo  il giovane deviato e  dandogli  una  qualche
  medicina  senza preoccuparci che di altri soggetti potenzialmente
  deviati sono piene le piazze, le case, le scuole e le strade è un
  approccio riduttivo che non tiene conto di argomenti come questi,
  prescindendo  dal fatto che le mozioni siano del  centrodestra  o
  del   centrosinistra  e  che,  quindi,  qualcuno  immagina,  come
  l'onorevole  Cintola,  che  bisognerebbe  tutti  insieme  firmare
  perchè  con  l'esercito, non dico che si risolve il  problema  ma
  l'onorevole  Dina ha fatto bene a precisare che  questa  potrebbe
  essere  una delle misure e gli do atto che almeno questa potrebbe
  essere una delle misure da adottare.
   Francamente   però,   in  una  realtà   in   cui   il   capitale
  d'investimento non arriva perchè ci sono i famosi  costi  anomali
  che  lo  inducono  a  scegliere  altri  siti  e  altre  aree  per
  sviluppare il  percorso imprenditoriale che poi è quello che crea
  il  lavoro  vero, quello che sfugge allo scambio  clientelare  di
  massa, quello che dà la possibilità alle persone  di costruire un
  progetto  di  vita  serio;  immaginare  che,  in  questa  realtà,
  occuparsi  del  degrado,  della criminalità  e  della  mafia  può
  risolversi in intervento a posteriori- perché comunque  questo  è
  un  intervento  a  posteriori - è uno degli  interventi    e  poi
  magari ci vediamo passare sotto il naso migliaia di miliardi  non
  utilizzati per creare lavoro e sviluppo.
   E,  poi,  magari,  il rapporto tra burocrazia  e  politica,  tra
  burocrazia   ed  economia  salta  e  non  funziona  mettendo   in
  discussione la stessa possibilità di fare impresa in Sicilia.  Io
  sogno  il momento in cui l'imprenditore venga messo fuori mercato
  per una sua inadeguatezza, perché non è stato nella condizione di
  immaginare   percorsi   di   riconversione   produttiva   o    di
  ristrutturazione del suo processo industriale, in quanto  non  ha
  immaginato  che  il  mercato, appunto perché  non  tirava  e  non
  copriva la sua produzione, meritava un'attenzione diversa.
   Ebbene, in queste condizioni, a me fa piacere che qualcuno  vada
  fuori mercato.
   In  Sicilia, il vero grande problema, onorevole Savarino  -  lei
  ha  fatto  uno sforzo ed io l'ho apprezzato molto - è  di  capire
  perché  la  creazione del lavoro vero, con tutto ciò che  implica
  questa  obiettiva  difficoltà di creare lavoro  vero,  significhi
  infelicità  per  i giovani, significhi la piccola criminalità  da
  bisogno.
   Sì,  bisogna  colpirlo quel genitore che, scoperto con  le  mani
  nella marmellata, ha confessato che non riusciva più a pagare  la
  spesa.  Sì,  è  chiaro che bisogna fare in modo che  chi  sbaglia
  paghi   però  è  altrettanto  vero  che  possiamo  scegliere   di
  affondiamo il bisturi nelle cause obiettive che creano un terreno
  favorevole per le attività in deroga al codice penale e,  quindi,
  ci  poniamo il problema di come si fa impresa, di come si crea un
  rapporto   serio  tra  formazione  delle  persone,  tra   scuola,
  famiglia, mercato del lavoro, di come si individuano percorsi che
  in qualche modo diano la possibilità a questo popolo siciliano di
  immaginare  che sia possibile, ancora, in questa terra  costruire
  legittimamente  un percorso di vita serio, un progetto  di  vita,
  chiedete  a  questi  giovani siciliani.  Onorevole  Savarino,  mi
  riferisco  a  lei  che  è giovane e, quindi,  si  sarà  posta  il
  problema;  avrà risolto i suoi problemi diversamente come  li  ho
  risolti io quando avevo la sua età.
   Voglio   dire che, se chiedete ad un giovane che cosa vuole  che
  faccia la politica, che facciano i palazzi della politica  perché
  i  propri diritti possano essere esercitati, la risposta è:  fate
  il vostro dovere sempre.
   E  allora c'è da approvare la legge sullo sviluppo; facciamo  un
  discorso serio su questa legge sullo sviluppo; ci sono da ridurre
  gli  ATO? Riduciamoli subito. A tale scopo, sono stati utilizzati
  430  milioni  di euro, con un sistema di potere che ha  coinvolto
  direttamente   o  indirettamente a turno tutti  in  quest'Aula  e
  fuori da quest'Aula.
   La   conclusione  qual  è?  L'ho  detto:  tutti   siamo   stati
  interpellati su questo  sì ovvero un no molto schematico,  molto
  scolastico ai militari.
   Non vorrei che qui la cosa si riducesse al fatto che  chi è
  contro i militari è per e chi, invece, è a favore è contro.
  Sarebbe da stupidi. La verità è che il discorso è un po' più
  complesso.
    Personalmente, sono contrario e faccio  appello al Parlamento:
  facciamo un po' di più il nostro dovere; è quello che la gente
  ci chiede per fare la lotta alla criminalità organizzata ed alla
  mafia.

    PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo Camillo. Ne
  ha facoltà.

    ODDO  Camillo.   Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  penso
  che  tutti  dovremmo riflettere su cosa significa oggi  una  vera
  antimafia  diffusa,  in  grado di contrastare  tutto  quello  che
  conosciamo,  e  lo  conosciamo  da tempo.  Per  quanti  risultati
  importanti  ci  sono  stati non è vero che  siamo  all'anno  zero
  perché  va  riconosciuto  alle  Forze  dell'ordine,  come   vanno
  riconosciuti alla Magistratura, importanti risultati che  guai  a
  disconoscere.
   Il   problema  vero  è  se,  ancora  una  volta,  ci   chiediamo
  seriamente  se  la  politica deve fare di  più  o  se  riteniamo,
  invece, che quanto è stato fatto sia il massimo. Sono tra  coloro
  i  quali  sono convinti che la politica possa fare di più  e,  in
  questa  fase, invece, sta sottovalutando enormemente  quello  che
  sta  accadendo e quello che si sta riorganizzando, secondo la mia
  valutazione,  all'interno  di Cosa  nostra.  Certo,  ha  cambiato
  volto, si è inabissata, non è più Cosa nostra delle stragi; non è
  più  quella delle bombe; non è più quella che spara ogni  giorno,
  con  le  faide  di  vecchia  memoria  ma  è  comunque  un  volto,
  chiaramente,  ancora  oggi  pervasivo  da  fare  paura,  con   le
  connessioni  che sappiamo molto ma molto gravi,  con  ambienti  e
  certa  politica,  con   certa parte della burocrazia  per  quanto
  concerne le varie espressioni istituzionali.
   Ci  ritroviamo  a  discutere dell'impiego  o  meno,  almeno  per
  quanto  concerne il volere di questa Assemblea, e nel  richiedere
  l'eventuale utilizzo dell'esercito in Sicilia, come nelle mozioni
  che  ho  avuto  modo  di leggere, come un qualcosa  che  potrebbe
  sostanzialmente rivoluzionare tutto, un toccasana.
   Penso  che  sia una valutazione molto superficiale. Una  cosa  è
  impostare  una  discussione,  un ragionamento  su  cosa  potrebbe
  significare liberare uomini delle Forze dell'ordine, Carabinieri,
  Polizia,  Guardia  di  Finanza,  per  quanto  concerne  anche  il
  controllo  e la vigilanza dei cosiddetti  obiettivi sensibili'  e
  far  funzionare,  come  leggevo giorni fa,  anche  rispetto  alla
  posizione   della  collega,  onorevole  Borsellino,  un   sistema
  virtuoso  che prende spunto dall'esperienza che abbiamo avuto  in
  Sicilia  per  quanto  concerne l'utilizzo dell'esercito  -  e  su
  questo,  mi  pare  che, tutto sommato, potremmo essere  in  tanti
  d'accordo  -  e  altra cosa è sperare, per i  contenuti,  quindi,
  parlo  del  merito  delle mozioni, che così  noi  avanzeremo  sul
  fronte  della  lotta alla mafia. Per avanzare  sul  fronte  della
  lotta  alla mafia sappiamo bene che i governi debbono fare,  fino
  in fondo, il loro dovere e la politica deve fare di più, molto di
  più, soprattutto deve stare attenta, a volte, a modulare messaggi
  che  sono, secondo me, assolutamente sbagliati e fuorvianti.  Chi
  arriva  in  Sicilia, non è vero che quando atterra  all'aeroporto
  Falcone-Borsellino non sa e non capisce il significato del perché
  quell'aeroporto sia intestato a quei due uomini; non è  vero.  Si
  tratta,  quindi, di un messaggio sbagliato e spero che sia  stato
  frutto  di  un  fraintendimento fra colui che l'ha  dichiarato  e
  coloro  che hanno scritto; spero che, in queste ore, ci  sarà  la
  possibilità  di  specificare invece qual è il pensiero  autentico
  del  Presidente  di  questa nostra Assemblea che   rispetto,  sia
  nella qualità di uomo sia nella qualità di Presidente.
   Passo  all'ultima  questione. Quando tiriamo fuori  una  mozione
  che, sostanzialmente, conclude con funzioni di ausilio alle forze
  dell'ordine, credo che abbia un senso quando specifichiamo che la
  funzione di ausilio è quella, evidentemente, che permette a tanti
  uomini  di essere utilizzati in compiti di istituto forse  è  più
  chiara.   E,  allora,  rendiamo per quello  che  evidentemente  è
  possibile,  signor Presidente, anche rispetto alla formula  della
  mozione  ed  agli  aspetti  emendativi che,  per  Regolamento,  è
  materia  molto  complicata ma rendiamo anche  le  mozioni,  se  è
  possibile e se si vuole anche un minimo di convergenza  vera  tra
  di   noi,   un  po'  più  dirette  e  meno  fumose  e  rendiamole
  soprattutto concrete per quanto concerne, appunto, l'utilizzo che
  pensiamo possa essere fatto anche attraverso  un'analisi positiva
  che   credo   tutti  abbiamo  fatto  dell'esperienza  dei  Vespri
  siciliani, così come si è manifestata nel corso di questi anni.
   Lanciamo  noi,  componenti  di questa  Assemblea,  un  messaggio
  preciso ai cittadini siciliani:  questa non è l'estrema ratio;  è
  attrezzarsi meglio; è vedere in che misura, attrezzandoci  meglio
  su questa terra e facendo meglio ancora il nostro dovere,  si può
  fare  qualche piccolo passo avanti; non affidiamo però  a  questa
  operazione  i  caratteri taumaturgici che, spesso  e  volentieri,
  nello  scrivere, magari, a volte, lo scritto tradisce un  po'  il
  pensiero.
   Questo  è possibile - nulla di particolare - ma non affidiamo  a
  questo  nostro  sforzo,  a questa nostra richiesta  su  cui  deve
  essere  possibile  non  dividerci ma deve essere  possibile  pure
  dirci   le  cose  che non ci convincono e guai  a  far  finta  di
  niente;  non affidiamo, però, un carattere che questa  operazione
  non può avere.
   Da  questo  punto  di  vista,  quindi,  vi  è  la  nostra  piena
  disponibilità  a fare in modo che la mozione sia, come  ho  detto
  poco  fa,  un  po'  più selettiva per quanto  concerne  anche  la
  richiesta che questa Assemblea farà al Governo nazionale.

    PRESIDENTE   Onorevole  Oddo,   lei  ha  fatto  un  riferimento
  preciso ad alcune dichiarazioni attribuite all'onorevole Micciché
  e  mi  corre l'obbligo di fare riferimento ad una nota di agenzia
  di  stampa  che mi è stata consegnata e  che leggo integralmente:
   La  mia  non  è stata una dichiarazione felice e di  questo   mi
  scuso con la sig.ra Falcone e non solo con Lei. Il mio intervento
  a  Bivona, da cui è stata estrapolata quella frase, era  comunque
  molto più complesso ed era mirato, cosa di cui continuo ad essere
  convinto,  a provare a cambiare l'immagine di una terra  che  tra
  mille peculiarità riesce a trasmettere la sola identità di terra,
  di terra di mafia.
   Sto  lottando da anni, con passione, per lo sviluppo  di  questa
  terra  ma devo constatare, purtroppo, che qualsiasi sforzo  viene
  vanificato  dalla  volontà di noi siciliani di  essere  percepiti
  come  un  popolo disgraziato in continua emergenza.  Ogni  giorno
  leggiamo  sulla stampa di morti in Campania ma non  mi  risultano
  richieste  di  esercito  da  parte  di  nessuno.  Il  danno   che
  provochiamo  continuamente  sui  mercati  internazionali  e   sui
  possibili  investimenti nell'isola sono enormi  e,  sinceramente,
  non  riesco  a  capire  il  motivo  di  questa  autoflagellazione
  siciliana.
   Ciò  non  toglie, comunque, che è mio dovere  ritirare la  frase
  sul nome dell'aeroporto di Palermo intitolato a due martiri della
  nostra  infinita  battaglia  contro la  criminalità  organizzata,
  senza  la quale comunque non avremmo oggi neanche la speranza  di
  quello sviluppo che io auspico .
   Questo per dare chiarezza al suo intervento.

    CASCIO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CASCIO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho visto che  ci
  sono  tanti  iscritti  a  parlare  ed  allora  ho  chiesto   alla
  Presidenza  di  potere  essere iscritto prima  di  qualche  altro
  collega  per  fare  una proposta  rispetto  all'iter  che  questa
  seduta doveva avere.
   Stiamo  affrontando  un  tema molto  delicato,  peraltro,  basta
  leggere   attentamente  la  parte  motiva   delle   mozioni   per
  comprendere come la situazione che oggi attraversiamo in Sicilia,
  anche  da  quello  che  viene scritto  dai  colleghi  negli  atti
  parlamentari, acquisisce un'importanza straordinaria.
   Per  evitare  di affrontare problemi di una certa gravità  e  di
  risolverli,  invece,  con  una  certa  superficialità,  farei  un
  appello al Parlamento e, quindi, ai firmatari di queste mozioni e
  cioè  quello di sospendere questa discussione perché  leggendo  i
  vari   considerato'  della mozione degli  onorevoli  Savarino  ed
  altri,  cioè:   Considerato che recenti arresti a danno di   Cosa
  Nostra  hanno  disegnato un'associazione violenta e radicata,  ma
  allo  sbando,  senza più boss storici di riferimento,  con  molti
  latitanti  ed in  uno stato di organizzazione sul territorio  che
  rende l'associazione mafiosa più debole e vulnerabile.
   Accertato  che, nonostante l'ammirevole e proficuo lavoro  delle
  Forze   dell'ordine  impegnate  in  Sicilia  nella   lotta   alla
  criminalità   organizzata,  l'organico  a  disposizione   risulta
  assolutamente  inferiore  al  fabbisogno  soprattutto  in  questo
  momento storico.
   Ritenuto  che è inopinatamente necessario un controllo capillare
  in   tutto   il  territorio    ,  invita  altresì  il  Presidente
  dell'Assemblea a ripristinare la Commissione Antimafia.
   Si  tratta di cose che apprezzo, condivido e  confermo.
   Ritengo  molto seria la parte iniziale della mozione  e  ritengo
  molto  poco  seria  la parte finale della stessa,  diciamo,  poco
  attinente  alla  parte  motiva della mozione.  Mi  scuso  con  la
  collega  Savarino.  Tra  la  prima parte  e  l'ultima  parte  c'è
  l'impegno  del   Presidente della Regione a chiedere  al  Governo
  nazionale l'uso dell'esercito.
   Personalmente,  sono  contrario  all'utilizzo  dell'Esercito  in
  Sicilia per una serie di ragioni. Non ho un bel ricordo di quegli
  anni, posto che do il valore che merita a quella esperienza che è
  durata  sei  anni  e  che ha visto un controllo  capillare,  come
  andava   fatto  in  quella  particolare  stagione   storica   del
  territorio.
   Non  vedo l'opportunità storica o politica di ripristinare,  non
  un  controllo del territorio che è sempre auspicabile che sia più
  capillare  possibile,  ma  quella operazione;  a  dieci  anni  di
  distanza,  non credo che ci siano le stesse condizioni  politiche
  e,  soprattutto,  credo  che sia molto più utile,  eventualmente,
  chiedere  al  Governo nazionale un potenziamento  degli  organici
  della   Polizia   di   Stato  o  delle  Forze   dell'Ordine,   il
  potenziamento anche della strumentazione tecnica che consente  un
  maggior  controllo  del  territorio e, quindi,  ripristinare  nel
  fondo  delle spese del Ministero dell'Interno il famoso  miliardo
  di  Euro che la prima finanziaria del Governo Prodi aveva  tolto,
  salvo  poi a rimetterne quest'anno solo 200 milioni di  Euro.  Va
  ripristinato,  quindi,  l'intero stanziamento di un  miliardo  di
  Euro  che, l'anno scorso, fu tolto. Quella sì che è una cosa  che
  avrebbe  un  senso;  quella sì che è  una  cosa  che  avrebbe  la
  possibilità  di  dare  una ricaduta in  positivo  in  termini  di
  controllo più radicale del territorio.
   Non  credo  che il ripristino dell'operazione  Vespri siciliani
  sia  una  cosa  che,  da un punto di vista pratico,  possa  avere
  successo  e  non voglio di parlare della ricaduta, in termini  di
  immagine,  che la Sicilia avrebbe da questa operazione.  Parlo  a
  titolo personale, ovviamente, non  a nome del mio Partito,  anche
  perché,  su questa materia, c'è libertà di coscienza; non abbiamo
  la necessità di stabilire una disciplina di partito, tanto è vero
  che  tra  i firmatari di questa mozione c'è anche qualche collega
  del mio Partito.
   Ritengo  però, anche per dare un senso a questa seduta d'Aula  e
  un  segnale  al  Governo nazionale di un impegno  trasversale  di
  questo  Parlamento, di un impegno serio rispetto ad  un  problema
  che  ci affligge quotidianamente, che condiziona l'economia,  che
  condiziona  la  vita sociale,  la vita politica, le  giornate  di
  tutti noi e delle nostre famiglie, che vada chiesto al Parlamento
  un  atto  di responsabilità per evitare di continuare a dividerci
  su  mozioni  che,  se  non approvate all'unanimità,  non  avranno
  alcuno   tipo  di  ricaduta,  non  verranno  neanche   prese   in
  considerazione.
   Chiedo,  pertanto, alla  collega Savarino e al collega Dina,  se
  accettano  questa ipotesi,  di cancellare la parte  che  riguarda
  l'impegno   del   Presidente  dell'Assemblea   ad   attivare   la
  Commissione  parlamentare Antimafia perché  questa   Commissione,
  così   com'è,  con  i  poteri  che  ha  oggi,  è  uno   strumento
  perfettamente inutile e lo sappiamo.
   Se  vogliamo fare una cosa seria, visto che lo stesso Gruppo che
  propone  l'attivazione  della Commissione Antimafia  propone  una
  norma che da poteri alla Commissione, approviamo la norma che  da
  poteri molto più seri alla Commissione Antimafia e prendiamo  fin
  da ora l'impegno ad attivarla ma non credo che lo strumento della
  mozione  parlamentare,  in un clima tutto sommato  non  positivo,
  possa aiutare l'utile svolgimento dei lavori.
   Chiedo,  quindi,    ai  colleghi  firmatari  delle  mozioni,  di
  ritirare le mozioni stesse per arrivare ad un documento unico del
  Parlamento che non veda la maggioranza che vota un documento e la
  minoranza  che  non  lo vota o viceversa ma  veda  un  Parlamento
  approvare  uno  strumento  che  abbia  una  reale  efficacia  nei
  confronti della interlocuzione con il Governo nazionale.

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, dal dibattito che fin qui si  è
  svolto  emergono  alcune considerazioni:  una  richiesta  formale
  dell'onorevole  Cascio di una sospensione; l'onorevole  Oddo   ha
  già  preannunciato  una  possibilità di modifica  della  mozione;
  l'onorevole  Cintola   aveva richiesto la possibilità  di  essere
  unitari per approvare uno strumento che abbia valore effettivo.
   Se  ho  ben  compreso  il senso delle  richieste  dei  colleghi,
  ritengo     sia   necessaria   una   sospensione   per   trovare,
  eventualmente,  un  punto di incontro -  non  un  ritiro  -,  uno
  strumento che trovi d'accordo tutta l'Assemblea, considerando che
  vi è un'unanimità di base sul concetto ma non vi è un'unità sullo
  strumento.
   L'onorevole Aulicino è contrario

    AULICINO  Non sono solo io.

    PRESIDENTE   Se  c'è  questa  volontà,  la  Presidenza  non  ha
  nessuna difficoltà a sospendere la seduta.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  non  so  quale
  sia  il  quadro  degli  interventi successivi.  E'  infinito?  Ci
  potrebbero   essere   anche  delle   proposte   che   aiutano   a
  razionalizzare i tempi. Che questa sera quello che sta accadendo,
  che volge verso il convegno sociologico, sia la dimostrazione che
  ognuno di noi, elefante di un cimitero, tenta di dimostrare a  sé
  stesso  che vive, che esiste, visto che il Parlamento non  esiste
  più.
   Anche questa storia della Commissione Antimafia, sia quella  che
  è  esistita  - che come tutti riconosciamo non serve a  niente  -
  sia  quella  che  dovrebbe  nascere dai  vari  disegni  di  legge
  volenterosi,   in   ogni   caso,   finisce   nell'imbuto    delle
  determinazioni affidate alle forze di polizia che non ci sono.
   La  migliore  delle Commissioni Antimafia, alla fine  delle  sue
  pur volenterose passeggiate, cosa fa?
   A  Trapani, dirà che c'è bisogno di un intervento destinato come
  richiesta  alle  forze  di Polizia che, come  diceva  l'onorevole
  Cantafia, non ci sono.
   L'interlocutore degli elefanti - che siamo noi  -,  al  massimo,
  può  essere o il Ministro dell'interno o il Presidente Prodi,  al
  quale  una  delegazione  del Parlamento  va  a  rappresentare  la
  drammaticità della situazione perché si ripristini in finanziaria
  -  lo diceva l'onorevole Cascio - una somma tale che permetta  ad
  un'eventuale  nuova  Commissione Antimafia di proporre  relazioni
  che   abbiano   riscontri   operativi  possibili;   diversamente,
  altrimenti  ho altre cose attraverso le quali cerco di dimostrare
  a me stesso di non essere elefante, cerco di dimagrire.

    FLERES  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES   Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci troviamo  in
  una  di  quelle  situazioni  tipiche nelle  quali  l'orientamento
  complessivo  è quello di individuare un percorso che contribuisca
  a  migliorare le condizioni di vita della nostra Regione e poi le
  specificità di ciascuno, le particolari interpretazioni dei fatti
  e  delle  soluzioni  ipotizzate di ciascuno  rischiano  di  farci
  perdere  di vista l'obiettivo - quello che, invece, tutti quanti,
  sono  convinto, intendiamo perseguire - cioè quello di rafforzare
  il   livello  di  sicurezza  nella  nostra  Regione,  di  ridurre
  l'incidenza  della  criminalità organizzata e comune,  quello  di
  migliorare  complessivamente la qualità della vita  nella  nostra
  Regione.
   Personalmente,    siccome   considero    l'obiettivo    talmente
  importante  da  non  dover  suscitare  alcuna  divisione,  alcuna
  problematica che abbia valenza ideologica, non credo che   questo
  serva  a raggiungere l'obiettivo;  non insisto sulla formulazione
  della  mozione nell'attuale configurazione e, dato che non cambia
  nulla  rinviare  di  mezz'ora  o  anche  di  qualche  giorno   la
  trattazione di un testo, purché il testo sia, invece, forte della
  unità di questa assemblea, quello che auspico e ipotizzo è che si
  trovi un modo, adesso, se ci sono le condizioni - ma, forse,  non
  ci  sono  -  o, fra qualche giorno, di arrivare alla  riscrittura
  della  mozione  stessa, se è il caso, perché non c'è  dubbio  che
  esistano elementi che possono essere meglio espressi.
   Poco  fa,  parlando con l'onorevole De Benedictis, per  esempio,
  mi  sono trovato a condividere un'ipotesi che ha formulato ma  si
  può ulteriormente mettere a punto.
   Credo  -  e  concludo - che l'obiettivo sia talmente  importante
  che ciascuno di noi ed io come primo firmatario della mozione, lo
  faccio  per primo, rinunzi ad una presa di posizione tout  court,
  relativamente  ad un testo piuttosto che ad un altro  e  metta  a
  disposizione  di questo Parlamento quel testo perché  diventi  il
  pretesto,  invece, di una mozione che sia assolutamente condivisa
  che  punti  alla  soluzione e non alle divisioni  attraverso  cui
  pervenire  alla  soluzione  medesima. Ripeto  che  l'obiettivo  è
  talmente  importante  che  sarebbe  veramente  grave  se  noi  ci
  dividessimo per un avverbio o per un aggettivo o per una  virgola
  posta  qualche  parola  prima o qualche  parola  dopo,  dando  la
  sensazione  che  in questa Aula c'è chi non vuole  migliorare  le
  condizioni  di ordine pubblico nella nostra Regione  e  c'è  chi,
  invece,  vuole  migliorarle; c'è chi vuole affidarsi  alle  forze
  armate  e chi vuole affidarsi alle forze di polizia. Non è questo
  il  senso  della proposta che è stata formulata. Il  senso  della
  proposta  è quello di elevare il grado di sicurezza nella  nostra
  Regione.
   Se  possiamo farlo arrivando ad un testo che sia condiviso,  non
  ho  alcuna  difficoltà a considerare sospesa  la  trattazione  di
  questo  testo e consegnarlo all'Aula perché diventi  soltanto  il
  veicolo di quello che sia un testo unitario.

    PRESIDENTE   L'onorevole Fleres ha formalizzato  una  richiesta
  di rinvio.
   Sulla  richiesta  possono parlare un deputato a  favore  ed  uno
  contro.  Si  sono iscritti a parlare, sulla proposta  di  rinvio,
  gli onorevoli De Benedictis, Cimino, Antinoro e Cantafia.
   Siccome  la Presidenza non vuole negare a nessuno il diritto  di
  parlare,  ma vi è una formalizzazione di richiesta di rinvio,  se
  c'è  uno  a favore tra i quattro, gli do la parola e, se c'è  uno
  contro, gli do anche la parola. Se poi volete parlare tutti, dato
  che  è un argomento importantissimo anche politicamente, possiamo
  parlare tutti ma ritengo  che dobbiamo razionalizzare i lavori.

    ORTISI   Noi  vorremmo  che  l'onorevole  Borsellino,  che   ci
  rappresentata   tutti,   esprimesse  la   sua   valutazione   non
  sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE   Ho  già detto che siccome ha una grande  rilevanza
  politica, la Presidenza darà la parola a tutti coloro i quali  si
  sono iscritti a parlare.
   L'onorevole  Borsellino si era già iscritta a  parlare,  quindi,
  le darò la parola, se la chiederà.

    CIMINO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CIMINO   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  l'intervento
  dell'onorevole Cascio è stato molto interessante  e  ha  colpito,
  secondo  me,  il  Parlamento nella volontà di voler  approfondire
  questo   argomento  a  360  gradi  cercando  -  come  dice   bene
  l'onorevole  Cascio  - di trovare anche delle argomentazioni  che
  fanno  in  modo  che una mozione possa occuparsi di  un  problema
  specifico   o,   addirittura,   di   affrontare   seriamente   le
  problematiche  connesse che l'Aula vuole trattare  e  l'onorevole
  Ortisi ha anche posto un problema di un Parlamento che non riesce
  ad  operare  effettivamente su alcune problematiche di  carattere
  politico.
   Riprendendo la proposta dell'onorevole Fleres di rinvio,  vorrei
  pregare  il Governo di prestare attenzione a queste problematiche
  perché,  su  un  argomento  così importante,  ognuno  deve  poter
  mostrare la propria attenzione ed il proprio impegno, così come è
  importante, in questa fase, potere aprire anche un dibattito  con
  il Governo nazionale sulla ipotetica chiusura di alcuni Tribunali
  minori,  come il Tribunale di Sciacca, di Patti e di  Caltagirone
  e,  devo  dire,  vorrei chiedere, in particolar modo,  che  nella
  mozione possa anche essere inserito un forte intervento da  parte
  del  Governo. In  questo caso, chiedo l'attenzione dell'Assessore
  per il bilancio perché il sottoscritto ha avuto l'opportunità  di
  seguire  in  Aula,  come  Assessore alla  Presidenza,  una  legge
  fortemente voluta dal Presidente della Regione dal titolo  Misure
  urgenti  nell'amministrazione della Giustizia . Grazie  a  quella
  legge  sono  stati comprati dei computer e sono state date  delle
  risorse ai Tribunali che ne hanno fatto richiesta.
   Ritengo  che in una mozione di questo genere, in un  momento  in
  cui  si  va  alla discussione delle finanziaria, si  possa  anche
  attivare un forte finanziamento di quella legge che il Presidente
  Cuffaro ha fortemente voluto nella passata legislatura.
   Allora,  è  necessario,  come ribadivano  l'onorevole  Cascio  e
  l'onorevole  Fleres,  poter rinviare  la  trattazione  di  questo
  argomento  per  affrontare la tematica in modo  generale,  a  360
  gradi  e  dare delle risposte concrete anche al territorio.  Cosa
  che  con  questa legge  Misure urgenti in materia di  giustizia ,
  già,  è  stato operato soprattutto a favore - se non erro  -  dei
  Tribunali di giustizia amministrativa.

    DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DE  BENEDICTIS.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non
  vorrei  illudere nessuno ma vorrei essere chiaro su  un  aspetto.
  Non  c'è  una  unanime convergenza sulla proposta di  portare  in
  Sicilia l'esercito, quindi, sarei a favore della sospensione

    CINTOLA   Non possono parlare due a favore ma uno  a  favore  e
  uno contro.

    DE  BENEDICTIS. Stiamo parlando tutti. Non credo  sia opportuno
  continuare  questo dibattito. A noi sembra che la  questione  sia
  così  seria e così superficialmente affrontata, con una serie  di
  contraddizioni che sono emerse nel dibattito, anche in seno  alla
  maggioranza  che ha presentato le mozioni, per  cui  non  è  così
  semplice  immaginare di trovare un accordo su una  mozione  sulla
  quale  ci sono profonde divergenze, sia sul risultato e,  quindi,
  sulla  proposta  finale che soprattutto - e non è indifferente  -
  sull'analisi   del  fenomeno  mafioso  e  della  presenza   della
  criminalità  in Sicilia che si fa nel testo delle mozioni  e  che
  poi produrrebbe la richiesta dell'esercito stesso.
   Vi   sono,  quindi,  delle  profonde divisioni  che  non  vorrei
  minimizzare  come  qualcuno ha fatto a suo  giudizio.  Mi  sembra
  quanto  mai  opportuno  che si eviti di forzare  la  mano  su  un
  argomento  così importante e che, semmai, si possa riprendere  in
  altro  conteso ma in maniera radicale. Mi  sembra,  infatti,  che
  siano  mozioni  scritte più sull'onda dei messaggi della  stampa,
  che  non provenienti da una riflessione che questo Parlamento non
  ha  fatto  e  dalla  conoscenza dei problemi  che  invece  questo
  Parlamento sarebbe bene che avesse, magari invitando in audizione
  il personale che opera sul campo, che ha competenza in materia  e
  ci può fornire indicazioni e valutazioni opportune per capire, al
  di  là  delle mozioni, al di là dei messaggi mediatici, che  cosa
  serve in questo momento alla Sicilia e che cosa questo Parlamento
  può concretamente fare senza volersi a tutti i costi sforzare  di
  essere  il   cimitero degli elefanti parlanti'  che  qualcuno  ha
  citato.

    BORSELLINO   Chiedo  di  parlare  sulla  discussione  unificata
  delle mozioni.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BORSELLINO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che
  oggi  stiamo vivendo in Sicilia un momento molto particolare che,
  paradossalmente,  non è tanto il momento di  recrudescenza  della
  presenza e dell'attività dell'associazione mafiosa, Cosa  Nostra,
  ma  è un momento particolare, magico, proprio per quella che è la
  reazione invece che la società sta mettendo in atto nei confronti
  dell'associazione mafiosa stessa. E' cominciata con  la  denuncia
  forte di Confindustria, che ha detto che avrebbe messo fuori  dai
  propri  ranghi  coloro che pagavano il pizzo, ma questa  era  una
  conseguenza del fatto che alcuni imprenditori avevano  cominciato
  a denunciare e a non pagare.
   Tutto  questo  non avviene a caso, ma avviene  perché  la  mafia
  cambia  sistema,  cambia  metodo. Non  è  un  fatto  normale  che
  l'imprenditore  Vecchio  a Catania abbia  subito  in  tre  giorni
  quattro  attentati   Non  è un fatto normale  che  l'imprenditore
  Guaiana  abbia  subito il secondo incendio  a  distanza  di  poco
  tempo.  E proprio perché è cambiato l'atteggiamento della  mafia,
  un  po'  come  se  ci  fosse stato una sorta di   liberi  tutti',
  annunciato  peraltro da una cartolina inviata a  Provensano  e  a
  Riina  da  altri mafiosi che dicevano che la pace era finita.  In
  effetti  la pace è finita e la mafia ha ricominciato a  usare  di
  nuovo mezzi che non usava più da tanto tempo.
   Io  credo  che  sia  questo  il punto  su  cui  porre  veramente
  l'attenzione, quello di aiutare, quello di far sentire vicina  la
  presenza dello Stato a quelle persone che in una fase difficile e
  diversa  come questa trovano il coraggio di denunciare. E  invece
  questo  oggi  non  c'è. Oggi gli imprenditori che  denunciano,  i
  commercianti  che  denunciano,  denunciano  anche  il  fatto   di
  sentirsi  soli  e  di non sentirsi abbastanza tutelati  da  parte
  delle  istituzioni proprio perché il territorio - e  lo  sappiamo
  purtroppo  tristemente,  il territorio siciliano  come  di  altre
  regioni   del  Meridione  -  è  più  sotto  il  controllo   della
  criminalità   organizzata  che  non  sotto  il  controllo   delle
  istituzioni.
   Allora,  vedete, qui mi sembra che il dibattito si  sia  arenato
  su  esercito sì - esercito no , che è soltanto uno degli aspetti.
  La   presenza   dell'esercito  in  Sicilia  potrebbe   avere   un
  significato, quello di mostrare quella presenza dello  Stato  che
  dà sicurezza alle persone che hanno deciso di cambiare rotta, che
  hanno  deciso di denunciare. Io credo che se noi perdiamo  questo
  attimo  -  perché non durerà più di un attimo se ci sarà  qualche
  azione intimidatoria un po' più forte, che scoraggerà coloro  che
  hanno  trovato  il coraggio di denunciare -, se ci  sarà  qualche
  azione  che mostrerà come la mafia effettivamente è più  presente
  dello  Stato  ed  è più forte dello Stato sul nostro  territorio,
  tutto  questo finirà e svanirà come in una bolla di sapone e  non
  so quando potremo recuperare una perdita di questo genere.
   Si  è  parlato  molto  del fatto che io abbia  detto  di  essere
  favorevole  all'esercito. Io ho scritto una lettera al Presidente
  Prodi,  l'ho  scritta al Ministro Amato e, non è  un  caso,  l'ho
  scritta anche al Ministro Ferrero chiedendo altro per la Sicilia.
  Ho  chiesto  che  ci  fosse sicuramente quel potenziamento  delle
  forze  dell'ordine che è necessario e indispensabile  soprattutto
  perché  le forze dell'ordine operano in situazioni di carenza  di
  organico,  ma  anche di carenza drammatica di mezzi.  Ho  chiesto
  anche  che  ci  siano presidi democratici sui territori,  che  ci
  siano  luoghi di aggregazione, che ci siano luoghi di inclusione,
  ho  chiesto  tutto  quello che la presenza dello  Stato  dovrebbe
  assicurare  ad  un  territorio e soltanto come  ultima  rati'  ho
  chiesto  che alla fine, per assicurare tutto questo,  siccome  ci
  vuole   troppo  tempo,  anche  incrementare  gli  organici  della
  Polizia  e delle Forze dell'Ordine, anche dare più mezzi richiede
  troppo tempo.
   Noi  non possiamo permetterci il lusso di aspettare tutto questo
  tempo  se  nelle  more  di  tutto  questo,  che  è  assolutamente
  necessario  e  indispensabile,  può  essere  utile  la   presenza
  dell'esercito che assicuri alle forze dell'ordine la  libertà  di
  svolgere il loro ruolo e il loro compito.
   E'  una  esperienza che abbiamo già fatto, è  stata  positiva  e
  quindi va bene che si possa ripetere ancora una volta
   Non  che  l'esercito abbia poteri di polizia in Sicilia  Lontano
  da  me  l'idea di militarizzare questo territorio, ma che  quella
  presenza  rassicuri,  che sia un deterrente  per  l'azione  della
  criminalità organizzata ma che dia sicurezza soprattutto  a  chi,
  affidandosi  allo  Stato,  ha bisogno  di  sentirlo  presente  ed
  attivo.
   In   un  contesto  come  questo  arriva  la  dichiarazione   del
  Presidente   Miccichè,  che  mi  fa  piacere  che  abbia   almeno
  parzialmente smentita ciò che aveva detto in precedenza. Non dice
  di  non averlo detto, ma dice che è stato detto in un contesto in
  cui è stato poco interpretato e si è scusato e siamo d'accordo  e
  ne  prendo  atto  sicuramente, ma credetemi, è  veramente  triste
  pensare  che  la  Sicilia possa dover curare la propria  immagine
  nascondendo  il nome di Falcone e di Borsellino quasi  fosse,  da
  nascondere come - quello sì - il nome di Provensano, e non invece
  facendo  in  modo  che certe cose non avvengano  più  sul  nostro
  territorio.  La presenza di un aeroporto intitolato a  Falcone  e
  Borsellino è semmai l'immagine positiva della Sicilia. Si dice in
  questa  terra che ci sono stati uomini che, nonostante  l'assenza
  dello  Stato e delle istituzioni, sono stati capaci di mantenere.
  Il  fatto, ripeto quindi di ridurre tutto ad un semplice quesito,
  se  esercito sì o esercito no, è sicuramente riduttivo.  Io  dico
  che  l'esercito è sì  necessario, che sia presente nel frattempo,
  e  che  alla polizia e alle forze dell'ordine siano dati i  mezzi
  per  potere  essere più numerosi,  più attivi e più presenti  sul
  nostro  territorio,  ma non ci possiamo permettere  il  lusso  di
  aspettare  troppo  tempo  o di perdere  troppo  tempo.  I  nostri
  imprenditori,  i  nostri commercianti -con i  quali  io  sono  in
  contatto non soltanto da adesso ma da 15 anni a questa parte - ci
  chiedono di fare bene e di fare presto.
   Non  è possibile che ad un imprenditore si dica  io non ti posso
  proteggere  perché non ho i mezzi per poterlo fare,  non  ho  gli
  uomini  e  non  ho  le  macchine', non  è  possibile  che  ad  un
  imprenditore  a  cui  viene  promesso  un  capannone  per  potere
  riprendere  subito l'attività venga detto che  il  capannone  gli
  viene assegnato, ma non gli viene consegnato. Questo è quello  su
  cui  dobbiamo puntare la nostra attenzione. L'importante  è  fare
  bene  e presto, i mezzi possono essere discussi e concordati,  ma
  l'importante  è  appunto  che si faccia  presto  perché,  passato
  questo momento, non credo ce ne possa essere un altro.
   Facciamo  in  modo  di  attuare questi  mezzi  prima  di  dovere
  piangere i morti e non come abbiamo fatto sempre dopo che ci sono
  stati i morti.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, tutti  coloro  i  quali  hanno
  parlato,  tranne l'onorevole Borsellino che aveva già  anticipato
  il suo intervento che sarebbe stato soltanto sulla mozione, tutti
  quelli  che  hanno  parlato sono stati a  favore  della  proposta
  avanzata dall'onorevole Fleres.

   CANTAFIA. Chiedo di parlare contro la proposta.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANTAFIA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  dico  subito
  una  cosa:  se  i colleghi che hanno presentato la mozione  hanno
  bisogno  di  tempo per revisionarla non c'è problema. Se  invece,
  come  qualche intervento faceva capire o sottintendeva, si  vuole
  utilizzare  questo tempo per costruire una mozione condivisa,  io
  sono contrario ad una idea di questo genere perché ha detto  bene
  da  questo punto di vista l'onorevole Borsellino, c'è un problema
  di analisi.
   Si  arriva  ad  una  proposta sulla base di  una  analisi  molto
  complessa;  pensare che il nostro Parlamento sia in condizione in
  una  mezz'oretta, in una oretta, di mettere insieme una  proposta
  unitaria  e  una  analisi comune sul fenomeno  mafioso  e  quindi
  sull'uso  delle  contromisure da prendere,  mi  sembra  veramente
  arduo.   Non  c'è  riuscita  in  quindici   anni  la  Commissione
  antimafia nazionale e voi pensate che noi possiamo riuscire -  in
  mezz'ora  -  a  metterci tutti d'accordo? Anche  le  riunioni  di
  quelle  Commissioni  antimafia spesso si sono  concluse  con  una
  relazione di maggioranza e una relazione di minoranza. La  verità
  è  che se si vuole fare una cosa secca in cui si dice esercito sì
  o  esercito no è ancora possibile provare a esprimere un voto. Se
  invece  il  problema è partire dalla condizione data,  verificare
  quali sono oggi le condizioni della mafia, se sono queste o  sono
  quelle  altre e sulla base di questo fare una proposta  unitaria,
  io credo che queste condizioni non ci siano.
   Se,  ripeto,  hanno bisogno di tempo i presentatori naturalmente
  sono   disponibile  a  che  si   conceda  loro  tutto  il   tempo
  necessario,  possono  anche ritirarla e presentarla  in  un'altra
  occasione, se invece è per fare un tentativo comune,  su ciò sono
  contrario.

   LO  PORTO,  assessore per il bilancio e le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  PORTO,  assessore  per  il bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo  soltanto  per  una
  esigenza  di ordine parlamentare. Desidero suggerire  una  minore
  perplessità di fronte a documenti così chiari, così semplici; una
  minore  dialettica  perché in fondo si tratta  di  due  documenti
  identici,  non  è  vero che ci sia divisione; c'è  divisione  nel
  merito  degli  unici documenti presentati, ma  quello  è  normale
  nella dialettica parlamentare. Ma siamo di fronte a due documenti
  di quasi identica natura.
   In   questo   senso   mi  voglio  richiamare  all'articolo   del
  Regolamento   che  impedisce  il  ritiro  delle  mozioni   quando
  presentate nei termini di Regolamento, a meno che vi si oppongano
  cinque   parlamentari,   ed  esattamente   l'articolo   153   del
  Regolamento attualmente in vigore.
   Una sospensione legata all'esigenza di uniformare, si tratta  di
  documenti  che in fondo possono essere sintetizzati in  un  unico
  testo,  sarebbe  un  buon  esempio che dà  l'Assemblea  regionale
  siciliana  su  un argomento del genere di esprimere un  documento
  unitario; accade a tutti i livelli, accade nei Parlamenti, accade
  in  questo  Parlamento, accade ovunque ci  sia  l'istituto  delle
  mozioni.
   Allora  una  sospensione la comprendo, ma il  ritiro  no  perché
  non  lo  permette  il Regolamento e perché non è opportuno.  Tali
  problematiche,   onorevole  Cascio,  si  sollevano   nelle   sedi
  opportune - e non è l'Aula, è la Conferenza dei capigruppo -,  ci
  si  consulta sui documenti che da un mese sono depositati  presso
  l'Assemblea e ci si chiede se è o se non è il caso di integrarli,
  ma  nel  cuore  di  una  discussione,  quando  finalmente  stiamo
  arrivando  alla manifestazione, io spero, unanime di una  volontà
  politica - fra l'altro, di delega al Governo nazionale di  agire,
  perchè come è noto in materia il Parlamento siciliano non ha  una
  competenza  primaria  -, a questo punto,  signor  Presidente,  la
  prego di non mettere ai voti la richiesta di rinvio, proponga, se
  crede,  una  sospensione  per  permettere  ai  gruppi   sia  pure
  velocemente di arrivare ad un documento unitario, ma   il  rinvio
  dà  una sensazione di incertezza, o peggio ancora di divisione su
  un tema e su un argomento in cui non c'è ben niente da dividersi.
   Non  è una situazione di collasso dell'unità dell'Assemblea  sul
  tema della lotta alla mafia, è un sistema di metodi sui quali  si
  può discettare, si può non condividere, ci si può dividere, ma il
  documento   può  rimanere  unitario,  seppure  nelle  parti   che
  suscitano qualche perplessità si può pure correggere.
   Sulla  materia  dell'invito  al  Presidente  di  costituire   la
  Commissione Antimafia, permettemi di dire, ha ragione l'onorevole
  Cintola, che è pleonastica la richiesta di un intervento  su  una
  legge  che  esiste,  si  invita  un  Presidente  verbalmente   ad
  applicare  la legge, ma una mozione di per sè scritta che  inviti
  un  Presidente  ad  applicare una norma a  sua  volta  scritta  è
  inopportuna.
   Si  può semmai deplorare il fatto che sino ad oggi il Presidente
  non  l'abbia  costituita, ma anche questo  sarebbe  assolutamente
  inopportuno  perché  ci sono ragioni  per rinviare  la  decisione
  fatale  o  finale.  Per  carità,  tutti  sappiamo  che  a  questa
  Commissione  non  potranno mai essere dati poteri  particolari  e
  sappiamo che l'esperienza passata non è stata edificante,  non  è
  stata  gigantesca; tuttavia, poiché c'è una parte  dell'Assemblea
  che  ne  chiede e ne rivendica la realizzazione si può - soltanto
  attraverso  il  Presidente in questo momento in Aula  -  chiedere
  oralmente  di  dare una risposta a questa istanza.  Ma  anche  da
  questo  punto  di vista se c'è una divisione; la sospensione  può
  permettere di modificare il testo, fra l'altro le due mozioni  in
  materia sono diverse perché una la contempla e l'altra no.
   A  questo  punto  decidiamo una sospensione, signor  Presidente,
  perché il rinvio mi appare assolutamente inopportuno.

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, onorevole assessore  Lo  Porto,
  in effetti l'articolo 153 del Regolamento interno, cui lei faceva
  riferimento,  impedisce che la mozione una volta  letta  all'Aula
  possa essere ritirata.
   Non  c'è una richiesta di ritiro da parte né dei proponenti   né
  da parte dell'onorevole Fleres, c'è una richiesta di rinvio.
   Ci  soccorre in questo senso, e sono quindi d'accordo  con  lei,
  onorevole assessore Lo Porto, l'articolo 158 che prevede  che  la
  discussione di una mozione non potrà occupare più di tre  sedute.
  Questa  è la prima seduta, quindi il rinvio non vuol dire  ritiro
  della  mozione,  ma  vuol  dire  possibilità  di  utilizzare   il
  Regolamento.
   Quindi,  lei ha dato un contributo perché non sarebbe possibile,
  ma nessuno ha fatto la richiesta di ritiro.
   Per cui pongo in votazione la richiesta di rinvio.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvata)


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   Seguito della discussione del disegno di legge: «Interventi in
      favore dello svolgimento dell'attività sportiva connessa
              all'esercizio del gioco del golf» (595/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa al quarto punto dell'ordine  del  giorno:
  Discussione  di disegni di legge e segnatamente al seguito  della
  discussione  del  disegno di legge: «Interventi in  favore  dello
  svolgimento  dell'attività  sportiva connessa  all'esercizio  del
  gioco del golf» (595/A).
   Invito  i  componenti la quarta Commissione a prendere posto  al
  banco delle commissioni.
   Ricordo che nella seduta n. 87 era stato votato ed approvato  il
  passaggio all'esame degli articoli. Do lettura dell'articolo 1:

                             «Articolo 1
              Disposizioni in favore dello svolgimento
                            dell'attività
         sportiva connessa all'esercizio del gioco del golf

   1.  Sono  campi da golf, ai fini dell'applicazione del  presente
  articolo, i luoghi opportunamente conformati ed attrezzati per lo
  svolgimento  dell'attività  sportiva connessa  all'esercizio  del
  gioco del golf.

   2.  Sono  interventi previsti per la realizzazione di  campi  da
  golf:  gli  sbancamenti, la modellazione dei terreni, i drenaggi,
  gli  impianti di irrigazione, la formazione del manto erboso,  la
  formazione di green, tee e bunker e di laghetti artificiali.

   3.   Gli   interventi  di  cui  al  comma  2  non  costituiscono
  costruzioni ai sensi e per gli effetti della lettera a) del primo
  comma  dell'articolo 15 della legge regionale 12 giugno 1976,  n.
  78.

   4.  Fatti  salvi gli interventi di cui al comma 2,  la  presente
  disposizione  non  si  applica alle opere che  per  dimensioni  e
  caratteristiche strutturali rappresentino opere di trasformazione
  edilizia  ed  urbanistica  per le quali  la  normativa  regionale
  richiede apposita concessione.

   5.  L'autorizzazione del competente organo comunale  sostituisce
  la  concessione per gli interventi per la realizzazione di  campi
  da golf, come definiti dai commi precedenti.

   6.  Quando  le opere sono eseguite in zone sottoposte a  vincoli
  paesaggistici,   ambientali   e   urbanistici,   l'autorizzazione
  dell'organo  comunale  competente deve essere  rilasciata  previo
  parere favorevole dell'autorità preposta al vincolo. In tali casi
  la  domanda  di rilascio dell'autorizzazione è esaminata  da  una
  conferenza di servizi indetta dall'organo competente del  comune,
  entro sessanta giorni dal ricevimento.

   7.  La documentazione a supporto dell'autorizzazione dei lavori,
  quali  scavo  di  pozzi,  sbancamenti ed opere  di  rinterro  che
  incidano   significativamente  sull'assetto   geomorfologico   di
  dettaglio,  nonché  le  opere  che per  la  loro  incidenza  sono
  soggette alla normativa sismica, devono essere supportate da  uno
  studio geologico.

   8.  Tutti  gli eventuali pareri o nulla osta necessari  al  fine
  del  rilascio dell'autorizzazione devono essere rilasciati  dalla
  conferenza di servizi indetta dall'organo competente del  comune,
  entro sessanta giorni dal ricevimento.

   9.  L'istanza  al  comune  per l'autorizzazione  ad  eseguire  i
  lavori  si  intende  accolta qualora l'organo competente  non  si
  pronunci nel termine di novanta giorni dalla presentazione  della
  stessa. In tal caso il richiedente può dare corso ai lavori dando
  comunicazione al comune del loro inizio.»

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI    Signor Presidente, onorevoli colleghi, al di  là  del
  merito,  sul  quale  ognuno esprime le proprie posizioni,  alcune
  sono  state già espresse anche attraverso i mezzi di stampa,  noi
  dell'opposizione, per questa come per altre leggi, chiediamo  che
  la maggioranza si autogarantisca nel numero.
   Siamo  disponibilissimi  a  lavorare,  ma  naturalmente  non   a
  sostituire la maggioranza come presenza fisica.
   Poi vorremmo capire definitivamente se l'argomento è ambiente  e
  territorio  o  turismo; nel secondo caso vorremmo  che  ci  fosse
  l'assessore al ramo.

    INTERLANDI   assessore  per  il  Territorio  e  l'ambiente.  Si
  intrecciano.

    ORTISI   E'  intrecciato, sì. Vorremmo che ci fossero  entrambi
  gli  assessori  perché  dalla discussione  eventuale  emergessero
  tutti gli aspetti che riguardano l'una o l'altra rubrica.

    ADAMO   presidente  della commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ADAMO    presidente  della  Commissione  e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, vorrei rispondere  all'onorevole
  Ortisi,  questo disegno di legge è stato esaminato in Commissione
  ed  in  Commissione  sono presenti tutti i  deputati  e  tutti  i
  partiti.
   Non  è giusto, secondo me, far ricadere sui cittadini alla  fine
  le colpe dei deputati.
   L'opposizione  può  intestarsi una legge se la  condivide,  così
  come  credo  sia, del resto su questa legge noi abbiamo  lavorato
  con  molta  serietà ed assieme. La volta scorsa, per esempio,  un
  deputato dell'opposizione ha posto un tema che ci ha estremamente
  preoccupati.

    ORTISI  E' un fatto politico.

    ADAMO  presidente della Commissione e relatore. Lo so, però  la
  politica è servizio. Lei lo sa, è un collega insegnante come me e
  sa benissimo che la politica è servizio.
   Quindi, io proporrei di andare avanti.
   Tra l'altro noi, in Commissione, ci teniamo molto a chiarire che
  la  nostra  legge vuole con forza separare tutto  quello  che  la
  legge  per  la costruzione di alberghi, club house, dal  semplice
  prato  verde, dal green, e siccome qualcuno giustamente ha  detto
  che  ci  sono  termini in inglese sui quali non siamo competenti,
  abbiamo   preparato  una  sorta  di dettagliato  vocabolario  (la
  Commissione  ha  lavorato anche a questo) che, se  il  Presidente
  vuole, può essere distribuito, in modo che si capisca con estrema
  chiarezza  che  non  andiamo  ad approvare  niente  che  riguardi
  l'edilizia ma semplicemente un prato verde dove si può giocare  a
  golf.
   Se  il  Presidente  lo  consente,  lo  possiamo  distribuire  ai
  colleghi deputati.
   Per  il  resto penso che tra una elezione e l'altra,  tutti  noi
  siamo  stati  eletti  per servire i cittadini.  I  cittadini  poi
  valuteranno e si renderanno conto di chi ha lavorato e di chi  ha
  lavorato meno.

    INTERLANDI   assessore  per Territorio  e  l'ambiente.
  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    INTERLANDI   assessore per il Territorio e  l'ambiente.  Signor
  Presidente, a chiarimento dell'intervento dell'onorevole  Ortisi,
  voglio  dire  che  l'oggetto del disegno di  legge  riguarda  gli
  impianti   golfistici   che  sono  delle   strutture   ovviamente
  utilizzate  anche per il turismo, ma non solo. Nella fattispecie,
  peraltro,   la  struttura  prevista  nella  norma  è  squisamente
  tecnico-urbanistico  ambientale e pertasnto   è  più  congrua  la
  presenza  dell'Assessore al territorio e  all'ambiente  piuttosto
  che  quella dell'assessore al turismo.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, comunico  che  all'articolo  1
  sono  stati  presentati  i  seguenti emendamenti  a  firma  degli
  onorevoli Ballistreri e Cantafia.

               Richiesta di verifica del numero legale

    CANTAFIA   Signor  Presidente, chiedo la  verifica  del  numero
   legale.

        (Alla   richiesta  si  associano  gli  onorevoli  Ortisi,
      Zappulla,  La Manna e Termine)

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento, invito gli onorevoli deputati a registrare  la  loro
  presenza con la scheda di votazione.
   Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                     (Si procede alla verifica)

   Dichiaro chiusa la verifica.
                      Risultato della verifica

    PRESIDENTE  Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti           27

   L'Assemblea non è in numero legale.

   La seduta è rinviata a domani, giovedì 11ottobre 2007, alle ore
  10.30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


     I   - COMUNICAZIONI

     II   - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

        - Interventi in favore dello svolgimento dell'attività sportiva
          connessa all'esercizio del gioco del golf  (n. 595/A) (Seguito)

     III   -  DISCUSSIONE DEL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE ECONOMICO-
      FINANZIARIA PER GLI ANNI 2008-2011

                  La seduta è tolta alle ore 18.55.

          Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 22.00

                       DAL SERVIZIO RESOCONTI
                            Il Direttore
                        Dott. Eugenio Consoli

   ALLEGATO

   TERMINE.  -  «All'Assessore per l'agricoltura  e  le  foreste  e
  all'Assessore  per  la  sanità,  vista  la  circolare  n.  6  del
  dipartimento Interventi strutturali dell'Assessorato  Agricoltura
  e   foreste,   dell'Ispettorato  veterinario  e  dell'Assessorato
  Sanità,  avente come oggetto  Disposizioni in materia di rilascio
  di certificazione di igiene e benessere degli animali ;

   considerati  gli effetti di tale circolare che hanno appesantito
  la procedura burocratica al punto da bloccare l'istruttoria delle
  pratiche   già   a  finanziamento  della  Misura   E   (Indennità
  Compensativa)  e  l'effettiva erogazione dei  contributi  per  le
  aziende  zootecniche  di  montagna e  delle  aree  interne  della
  Sicilia  delle quali, precisamente, più del 90 per cento ricadono
  nei territori rurali montani della provincia di Enna;

   osservato  che  tale  carico burocratico fa riferimento  ad  una
  certificazione già esistente e, dunque, supplementare,  superflua
  e   ingiustificatamente  onerosa  per  le  aziende   zootecniche,
  relativa all'accertamento dello stato di salute e benessere degli
  animali  non  solo  per  l'anno in corso  ma  riferita  anche  al
  quinquennio precedente;

   sottolineato che tale certificazione deve essere rilasciata  dai
  Servizi  veterinari  locali  che  per  la  fattispecie  lamentano
  carenze di organico e tempi non congrui per il relativo rilascio;

   rilevato, inoltre, che una tale disposizione contraddice  quanto
  determinato  dalla  decennale campagna per la eradicazione  della
  zoonosi  che accredita le attuali aziende zootecniche  superstiti
  quali   imprese   sostanzialmente  conformi   alle   prescrizioni
  comunitarie  e  nazionali in materia di salute e benessere  degli
  animali;

   per  sapere  quali siano le effettive ragioni  che  stanno  alla
  base  di  tale  circolare, in considerazione del  fatto  che  gli
  immediati   riflessi   della  stessa   si   traducono   solo   ed
  esclusivamente  nel  blocco  dei  finanziamenti  della  Misura  E
  (Indennità compensativa) alle aziende zootecniche della provincia
  di Enna». (591)

   Risposta.   «In   riferimento   all'interrogazione    n.    591,
  dell'onorevole Termine, si rappresenta che la circolare n. 6  del
  4/08/2006,   firmata  congiuntamente  da  questo  Assessorato   e
  dall'Assessorato  alla  Sanità,  in  applicazione  di   normative
  comunitarie,  prevede  che  le certificazioni  del  possesso  dei
  requisiti minimi, presentate dagli allevatori che hanno richiesto
  di  accedere  all'aiuto previsto dal Bando 2005 del  PSR  Sicilia
  Misura  E    Zone Svantaggiate , devono essere integrate  da  una
  attestazione,  rilasciata  dalla AUSL competente  per  territorio
  (inerente  il  rispetto  delle  misure  obbligatorie),   riferita
  all'ultimo quinquennio o all'inizio dell'attività di allevamento,
  sulla  inesistenza  di  violazioni delle norme  che  regolano  il
  benessere   animale   e  il  sovraffollamento   delle   strutture
  d'allevamento.
   Per  evitare  quanto paventato dall'onorevole  interrogante,  in
  data  22/08/2006,  questo Assessorato,  con  nota  n.  70305,  ha
  disposto  che la suddetta certificazione potesse essere  prodotta
  dalle  ditte  beneficiarie entro il termine di 150  giorni  dalla
  liquidazione  dell'aiuto,  pena la perdita  del  beneficio  e  la
  restituzione dello stesso.
   Tale  procedura ha permesso l'ammissione all'aiuto di 1835 ditte
  per un ammontare complessivo di   5.644.213,30».

                                                 L'Assessore LA VIA

   INCARDONA.  -  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per
  l'agricoltura e le foreste, premesso che:

   il  comparto agricolo siciliano rappresenta il settore  portante
  dell'economia siciliana e ha pertanto grande valenza sociale;

   funge,   con  i  suoi  operatori,  da  presidio  e  salvaguardia
  dell'ambiente e del territorio delle aree rurali dell'isola;

   ciò  nonostante, il comparto agricolo nel suo complesso si trova
  in  una  situazione di pesantissima e preoccupante  difficoltà  a
  seguito  delle  carenze strutturali che sono  causa  della  grave
  riduzione di competitività dell'agricoltura siciliana nei mercati
  interni e internazionali;

   la   globalizzazione   dei  mercati,  l'ulteriore   allargamento
  dell'UE,  il sostanziale avvio dei processi di apertura dell'area
  di   libero  scambio  nel  bacino  mediterraneo,  i  processi  di
  delocalizzazione  produttiva hanno ulteriormente  aggravato  tali
  difficoltà;

   considerato  che per salvaguardare il ruolo, la  funzione  e  la
  prospettiva   stessa   dell'agricoltura   siciliana   si    renda
  indispensabile  e non più rinviabile l'attuazione  di  interventi
  capaci   di  determinare  condizioni  di  pari  competitività   e
  concorrenza   con  l'agricoltura  europea  e   del   bacino   del
  Mediterraneo;

   per  sapere come il Governo della Regione intenda agire  per  la
  realizzazione  di  interventi atti  a  sostenere  ed  indirizzare
  l'indispensabile processo di riorganizzazione del comparto  e  la
  valorizzazione delle produzioni agro-alimentari siciliane». 682)

   Risposta.   «In   riferimento   all'interrogazione    n.    682,
  dell'onorevole Incardona, si rappresenta quanto segue.
   Il   sistema   agroalimentare  riveste   un   ruolo   importante
  nell'economia siciliana. Infatti, il contributo del settore  alla
  formazione del PIL regionale nel 2004 è stato del 6,3%, superiore
  all'incidenza  percentuale del settore agroalimentare  in  Italia
  (4,9%).
   E'  un  sistema  che  tuttavia  deve  adattarsi  ai  cambiamenti
  apportati  dalle recenti riforme e principalmente  dalla  riforma
  della  PAC. Il  disaccoppiamento  e la  condizionalità , infatti,
  dischiudono  prospettive  (autosufficienza  energetica,   colture
  energetiche rinnovabili, diversificazione produttiva, agricoltura
  multifunzionale)  del tutto nuove e,  in gran  parte,  ancora  da
  esplorare  per  l'impresa agricola, chiamata ad  operare  le  sue
  scelte in un quadro di convenienze economiche non più determinate
  dagli  strumenti  di  sostegno, bensì dalle reali  dinamiche  dei
  mercati agroalimentari liberalizzati.
   Di  certo il sistema agroalimentare siciliano si avvantaggia  di
  favorevoli    condizioni   pedoclimatiche   e    di    specifiche
  vocazionalità   territoriali   che   consentono   una    spiccata
  diversificazione  dell'offerta; tali  condizioni  favoriscono  lo
  sviluppo di metodi di produzione rispettosi dell'ambiente e della
  salute  dei  consumatori, nonché la realizzazione  di  produzioni
  destagionalizzate.
   È  il caso delle produzioni orticole siciliane (coltivate sia in
  piena  aria che in serra) presenti sui mercati interni ed  esteri
  su  un calendario stagionale molto esteso, con una vasta gamma di
  ortive  di  buona qualità, e di alcune produzioni  frutticole  di
  eccellenza (uva da tavola, pesca extratardiva, etc.). La  Sicilia
  vanta,   ancora,  produzioni  di  alta  qualità  con  prospettive
  crescenti, alcune specializzazioni distrettuali anche di notevole
  qualità in diversi comparti (ortofrutticolo, olivicolo, vinicolo,
  caseario)   a   forte  immagine  e  vocazione   all'export,   una
  significativa presenza di produzioni a marchio DOP, IGP, DOC, IGT
  e numerosi prodotti tradizionali.
   In  tale direzione l'Assessorato svolge con tenacia una politica
  diretta  all'innalzamento qualitativo e alla  valorizzazione  dei
  prodotti. Nel comparto del vino e dell'olio la Sicilia  ha  ormai
  acquisito una leardership e questi risultati sono il frutto da un
  lato   della   capacità  e  dell'impegno   profuso   dai   nostri
  imprenditori  e  dall'altro dalla particolare  attenzione  e  del
  sostegno  che  l'Amministrazione  ha  riservato  alle  produzioni
  agricole   e   agroalimentari   per   le   ricadute   economiche,
  occupazionali e sociali nel contesto dell'economia regionale.
   L'Assessorato  considera  con favore  le  azioni  di   filiera ,
  intervenendo  strategicamente sia nella fase  della  coltivazione
  che in quella della trasformazione del prodotto, contribuendo, in
  tal modo, a privilegiare e rafforzare la cultura della qualità.
   Garantire   la  qualità  dei  prodotti  significa,  soprattutto,
  orientare le scelte dei consumatori verso alimenti più sani,  più
  nutrienti,  più  gustosi  e ottenuti con  metodi  più  rispettosi
  dell'ambiente nella piena garanzia di prerogative di qualità e di
  sicurezza.
   Il  nuovo  PSR  con  una  dotazione  di  2,1  miliardi  di  euro
  rappresenta  l'occasione  per progettare  lo  sviluppo:  in  esso
  compaiono  ripetutamente  i concetti qualità  e  sicurezza  degli
  alimenti,  innovazioni, filiere, professionalità,  biodioversità,
  biomasse, acqua, suolo e occupazione e il tema si sposta da  cosa
  è  l'agricoltura a cosa può fare l'agricoltura per la  società  e
  l'ambiente della nostra Isola.
   La   nuova   concezione   di   multifunzionalità   fa   sì   che
  l'agricoltura  debba risultare integrata con le diverse  attività
  economiche esistenti nel territorio.
   Lo  sviluppo  della coesione economica e sociale pu�� contribuire
  a determinare esternalità positive per lo svolgimento di attività
  agricole  ed  agroindustriali, come, ad esempio, il miglioramento
  delle  infrastrutture di collegamento. In particolare, le  azioni
  per la coesione proprio perché hanno l'obiettivo di equilibrare i
  percorsi  di  crescita  tra aree deboli e aree  forti,  risultano
  importanti  per  le  aree rurali che, da sole,  non  riescono  ad
  uscire  da  condizioni di marginalità e sottosviluppo  (si  pensi
  agli  effetti  dell'introduzione  di  servizi  che  adottano   le
  tecnologie  dell'informazione  e della  comunicazione  in  ambito
  rurale).
   Alcuni  fattori  mettono,  però, in difficoltà  gli  agricoltori
  siciliani:
   -il contesto globale dei mercati, in cui la competizione diventa
     sempre  più  serrata  con l'affermarsi dei  cosiddetti   paesi
     emergenti  che, tra l'altro, hanno costi di produzioni talmente
     più  bassi  da  non  essere avvicinabili da parte  dei  nostri
     produttori;
  -l'intervento della Commissione europea, che diviene sempre più
  stringente verso gli aiuti di Stato che possono falsare la
  concorrenza, riducendo la possibilità per lo Stato o la Regione
  di intervenire per  tamponare  le crisi dei vari comparti;
  -il cambiamento climatico che ha importanti ripercussioni sul
  ciclo colturale e rende reale il rischio, per alcune aree, della
  desertificazione.
   A  ciò  vanno  aggiunte  le  ormai accettate  valutazioni  sulla
  frammentazione  aziendale  -  con  aziende  troppo  piccole   per
  affacciarsi  sul  mercato  e  per  confrontarsi  con  la   grande
  distribuzione  -  e  la  questione  dell'indebitamento  e   della
  sottocapitalizzazione delle imprese agricole.
   Ci   troviamo,  quindi,  di  fronte  a  mutamenti  del  contesto
  strutturale e, contemporaneamente, alla riduzione degli spazi  di
  manovra  della  Regione  -  non fosse  altro  che  per  la  crisi
  finanziaria regionale - in comparti e territori diversi.
   In  questo panorama la politica agricola (comunitaria, nazionale
  e  regionale) non può che rispondere con azioni che promuovano la
  riorganizzazione e la ristrutturazione dei comparti, per spingere
  le  aziende a competere sui mercati; dall'altro, ed è  la  scelta
  degli  assi  2 e 3 della bozza di PSR 2007/2013, il ruolo  attivo
  dell'agricoltore    nella   difesa    dell'ambiente    e    nella
  multifunzionalità  deve  contribuire  a  salvaguardare  le   aree
  economicamente e socialmente più fragili.
   In   forza  di  tali  condizioni  e  sulla  base  di  constatati
  presupposti,   l'Amministrazione  regionale   ha   definito   uno
  specifico percorso volto all'introduzione di innovazioni non solo
  nella fase di costruzione della strategia di intervento, ma anche
  in quella attuativa e gestionale.
   In  particolare, gli ambiti principali su cui appare  necessario
  intervenire   per  migliorare  strumenti  e  procedure   rispetto
  all'attuale esperienza riguardano:
   1)la  semplificazione  amministrativa per la  partecipazione  ai
  bandi/assegnazioni:  verrà semplificata la  parte  amministrativa
  relativa  alla  domanda di accesso al beneficio. In  particolare,
  sarà  utilizzato il fascicolo unico aziendale, che  contiene  già
  tutte  le informazioni di carattere generale acquisite per fruire
  dei  sostegni previsti dal primo pilastro della PAC (preservando,
  tuttavia, la corretta azione di monitoraggio e di rilevazione dei
  dati da parte delle pubbliche istituzioni).
   Saranno,  inoltre,  valutate forme alternative  al  tradizionale
  bando, che tengano conto sia della tipologia di intervento (anche
  in   relazione  alle  diverse  categorie  di  beneficiari,   alle
  dimensioni  delle aziende e degli investimenti  previsti)  ed  in
  stretta connessione alle norme che richiedono un'adozione  celere
  di  alcuni  interventi (ad esempio, adeguamento alle disposizioni
  in  materia  di  igiene  per  le imprese).  Si  punterà,  quindi,
  all'utilizzo  di  bandi a scadenza periodica per consentire  alle
  imprese  richiedenti,  ai  consulenti  ed  agli  uffici  preposti
  all'istruttoria di poter meglio distribuire nel tempo  il  carico
  di lavoro, evitando così fasi connotate da elevata congestione di
  tempi  e  attività  che comportano inevitabilmente  significativi
  ritardi nell'avanzamento della spesa.
   2)la    riorganizzazione   della   valutazione/selezione   delle
  proposte:   la   fase   organizzativa   non   potrà   prescindere
  dall'attuazione di interventi di natura organizzativo-gestionale,
  volti  a  snellire ed a velocizzare le procedure  amministrative,
  conseguibili   anche   attraverso   la   necessaria   azione   di
  informatizzazione  delle  istanze e di raccordo  tra  gli  uffici
  preposti.
   In  questa direzione, e con benefici auspicabili anche  rispetto
  al  primo  obiettivo,  si  predisporrà  un'incisiva  azione  tesa
  all'informazione, alla sensibilizzazione e alla formazione  delle
  figure  professionali (tecniche e manageriali) operanti a diverso
  titolo  nel  sistema agricolo, agroindustriale e  forestale,  per
  innalzare   ulteriormente  la  qualità  progettuale  nonché   per
  stimolare la proposta e la sperimentazione di attività innovative
  nelle diverse fasi delle filiere.
   3)la  gestione  informatizzata e  il  sistema  di  monitoraggio:
  necessario  completamento  delle opzioni  sopra  accennate  è  la
  creazione  di  un  sistema  gestionale basato  sulla  trattazione
  informatica  delle  pratiche,  sul  rispetto  del  principio   di
   separazione  delle funzioni  nell'organizzazione  degli  Uffici,
  sul  monitoraggio  periodico a livello del progetto  per  rendere
  possibile la  sorveglianza .
   Nell'ambito  del percorso di innovazione che riguarda  anche  il
  sistema  di  relazioni, l'Amministrazione regionale ha  previsto,
  anche   in  considerazione  delle  difficoltà  riscontrate  nella
  programmazione 2000-2006 relativamente al reperimento della quota
  di  cofinanziamento privata necessaria per la realizzazione degli
  investimenti, di avviare nuove soluzioni volte alla facilitazione
  dell'accesso   al  credito  da  parte  delle  imprese,   le   cui
  performance  aziendali  sono risultate spesso  rallentate  e,  in
  taluni  casi, ostacolate da difficoltà riscontrate nella fase  di
  acquisizione  del  capitale.  I  regimi  di  aiuto  previsti  per
  supportare  gli  investimenti aziendali adottati  dai  singoli  o
  dalle  imprese  associate saranno quindi integrati con  strumenti
  finanziari  per  un  più agevole accesso al credito  bancario  da
  parte dei richiedenti,
   In  considerazione  della  carenza di  liquidità  delle  imprese
  agricole  è  da  prevedere un ricorso al mercato del  credito  e,
  quindi, per favorire un ottimale impiego delle risorse, si  rende
  necessario  massimizzare  il  coinvolgimento  degli  Istituti  di
  credito  e  degli Enti pubblici. Questi, in qualità di datori  di
  garanzie,  dovranno essere in grado di effettuare una valutazione
  economica  dell'investimento, ed attraverso apposite  convenzioni
  dovranno  garantire  unitarietà  e  semplificazione  anche  nelle
  erogazioni.  In  tale situazione l'aiuto agli investimenti  potrà
  essere  erogato sotto forma di sovvenzione in conto  capitale,  o
  del  suo equivalente in abbuono di interessi su finanziamenti  ad
  ammortamento differito, o di concessione di garanzia,  o  di  una
  combinazione   di  dette  forme  nel  rispetto   comunque   delle
  disposizioni comunitarie.
   Nella  definizione della strategia generale si  è  tenuto  conto
  anche dei cambiamenti indotti dalla riforma della PAC, che con  i
  suoi  tre  elementi caratterizzanti (premio unico  disaccoppiato,
  condizionalità,   modulazione)  sta  già  producendo   importanti
  trasformazioni sul sistema agroalimentare e rurale della regione.
  In particolare, ciò pone in evidenza l'esigenza di:
   ·   promuovere  la  riconversione  di  ordinamenti   produttivi,
  attraverso  il  sostegno  per  l'accesso  a  nuovi  mercati,   la
  qualificazione  delle produzioni esistenti  e  strumenti  per  la
  gestione del rischio imprenditoriale quali:
      -informazione e formazione su strumenti di controllo di gestione
  e degli investimenti;
  -ricerca ed innovazione;
       -diversificazione delle produzioni anche con l'introduzione di
            colture energetiche e no food;
      -internalizzazione di alcuni fattori produttivi e di segmenti
  della  filiera meno controllabili dall'agricoltore, come energia,
  fertilizzanti, distribuzione;
   ·  favorire gli investimenti per l'adeguamento a nuovi  standard
  produttivi e per il miglioramento complessivo della sostenibilità
  dell'attività, in primo luogo ambientale ma anche economica;
   ·  rafforzare  la  capacità  di  cofinanziamento  privato  degli
  investimenti da parte delle aziende, considerando in quest'ottica
  anche  i  premi previsti dalla PAC come un possibile strumento  a
  disposizione delle imprese.
   Tenendo  presente ciò, gli aiuti diretti previsti dal Reg.  (CE)
  n.  1698/2005  (principalmente nell'Asse 2) - ferma  restando  la
  reale  finalità  di  salvaguardia ambientale - potrebbero  essere
  visti  anche  come un possibile strumento di compensazione  della
  riduzione  degli  aiuti  diretti  del   primo  pilastro   per  il
  sostegno  al reddito nelle aree svantaggiate e delle imprese  che
  svolgono prevalentemente attività di presidio del territorio».

                                                 L'Assessore LA VIA

   CRACOLICI.  -  «All'Assessore per l'agricoltura  e  le  foreste,
  premesso  che  in applicazione della legge n. 14 del  14.04.2006,
  riguardante  il  riordino  della  materia  forestale,   è   stato
  pubblicato l'elenco speciale dei lavoratori forestali;

   sulla  base  di tale normativa sono stati avviati al lavoro  per
  cinquantuno  giornate i braccianti forestali  che  ne  avevano  i
  requisiti,   nonostante  non  ci  fosse   ancora   la   copertura
  finanziaria;

   con   la  successiva  copertura  finanziaria  sono  state  anche
  garantite  27 giornate in più, necessarie per ottenere  la  piena
  applicazione della normativa previdenziale a favore dei  suddetti
  forestali;

   ciò   nonostante   non   sarebbero  stati   ancora   autorizzati
  dall'Assessorato i relativi turni;

   per  sapere quali ragioni e in base a quale normativa non si dia
  immediata attuazione a quanto previsto dagli accordi sindacali  e
  dalla vigente legislazione in materia». (775)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.   «In   riferimento   all'interrogazione    n.    775,
  dell'onorevole Cracolici, si rappresenta quanto segue.
   Alla  data   dell'interrogazione la mancata  applicazione  della
  l.r. 14 aprile 2006 n. 14, per la parte riguardante l'aumento del
   turno minimo  di lavoro, era dovuta alla circostanza che non era
  ancora  intervenuta  la pubblicazione, da parte  dell'Assessorato
  regionale   del  Lavoro   dell'Elenco  Speciale  dei   lavoratori
  forestali   previsto dalla stessa legge come requisito essenziale
  per l'avviamento al lavoro degli operai medesimi.
   Pubblicato    l'Elenco   Speciale   a  cura   del   Dipartimento
  regionale  del  Lavoro  il  9 novembre  2006,  nelle  more  della
  promulgazione  della  norma  sull'assestamento  di  bilancio,  lo
  scrivente  ha invitato il Dipartimento regionale delle Foreste  e
  l'Azienda  regionale delle Foreste Demaniali ad  adottare,  senza
  ritardo,  ogni  misura necessaria alla prosecuzione dell'attività
  lavorativa  degli  operai forestali  nei termini  previsti  dalla
  l.r. 14 aprile 2006,  n. 14.
   Sulla  base di tali direttive, l'Azienda regionale ha provveduto
  immediatamente  a  dare  corso alle richieste  di  avviamento  al
  lavoro,  le  quali sono state evase secondo i tempi previsti  dal
  consueto iter procedurale».

                                                 L'Assessore LA VIA

   ODDO  CAMILLO. - «All'Assessore per l'agricoltura e le  foreste,
  premesso che:

   la  diga  Baiata di Paceco (TP) viene utilizzata in  agricoltura
  per l'irrigazione;

   l'Ente  gestore  della  diga, il  Consorzio  Trapani  1 ,  aveva
  stipulato un contratto ENEL per la fornitura di energia elettrica
  esclusivamente per il periodo che andava dal mese  di  giugno  al
  mese di ottobre 2006;

   l'assenza  di precipitazioni verificatasi negli ultimi  anni  ha
  accresciuto la necessità di acqua del settore agricolo a  partire
  dal mese di marzo;

   per  sapere  se non ritenga opportuno intervenire presso  l'Ente
  gestore della diga affinché provveda a stipulare il contratto per
  la  fornitura di energia elettrica dal mese di marzo al  mese  di
  ottobre di ogni anno, considerato che la carenza di piogge legata
  ai mutamenti climatici di questi ultimi anni rende indispensabile
  l'irrigazione di soccorso». (875)

   ODDO  CAMILLO. - «All'Assessore per l'agricoltura e le  foreste,
  premesso che:

   la  diga  Baiata di Paceco (TP) viene utilizzata in  agricoltura
  per l'irrigazione;

   l'Ente  gestore della diga, il Consorzio di bonifica Trapani  1,
  continua  a prevedere annualmente contratti ENEL per la fornitura
  di  energia  elettrica esclusivamente per il periodo che  va  dal
  mese di giugno al mese di ottobre;

   la  stagione  irrigua giugno/ottobre fu determinata  negli  anni
  1970 in funzione delle esigenze della viticoltura;

   negli  ultimi venti anni è aumentata notevolmente la  superficie
  destinata  a  colture orticole da pieno campo e, in  particolare,
  melone  giallo,  che,  anche  per effetto  dell'evoluzione  delle
  tecniche  colturali,  necessita di irrigazione  fin  dal  momento
  della messa a dimora delle piantine che avviene a marzo;

   l'andamento   siccitoso   delle   ultime   annate   agrarie   ha
  accresciuto  la  necessità di acqua per tutta la stagione  e,  in
  particolare,  nella  fase  di messa a dimora  delle  piantine  di
  specie orticole;

   per  sapere  se non ritenga opportuno intervenire nei  confronti
  del  Consorzio  di bonifica Trapani 1, Ente gestore  della  diga,
  affinché  provveda a stipulare il contratto per la  fornitura  di
  energia elettrica a partire dal mese di marzo di ogni anno e fino
  al  mese di ottobre, considerato che alla viticoltura si è  ormai
  affiancata  la coltivazione di meloni gialli e di altre  orticole
  da pieno campo come sopra specificato». (911)

   Risposta. «In riferimento alle interrogazioni n. 875 e  n.  911,
  dell'onorevole Oddo Camillo, si rappresenta che il  contratto  di
  fornitura  di  energia elettrica stipulato tra  il  Consorzio  di
  Bonifica  1  Trapani  e l'ENEL S.p.A., relativo  al  sollevamento
  delle   acque   invasate  nel  serbatoio   Baiata   e   destinate
  all'irrigazione  del  comprensorio  irriguo  di   Paceco,   copre
  l'intero anno solare».

                                                 L'Assessore LA VIA

   PANARELLO.  -  «Al  Presidente della Regione, all'Assessore  per
  l'agricoltura  e le foreste e all'Assessore per il  territorio  e
  l'ambiente,  premesso  che l'area dell'ex Agrumaria,  meridionale
  (ME),  di proprietà dell'ESA, versa in condizioni di abbandono  e
  che  per  la  presenza  di  amianto e di residui  di  lavorazioni
  industriali  costituisce fonte di inquinamento e di pericolo  per
  l'incolumità pubblica;

   considerato che:

   l'Agrumaria meridionale aveva rilevato impianti, marchio e  rete
  distributiva  dell'ex Sanderson, azienda leader nel  campo  della
  trasformazione degli agrumi;

   nel  1997  è cessata l'attività con il conseguente licenziamento
  dei  settanta  dipendenti, dieci dei quali tuttora disoccupati  e
  privi di tutele sociali;

   con    precedenti    atti   parlamentari,   l'interrogante    ha
  sottolineato  la  necessità di provvedere alla custodia  ed  alla
  manutenzione  degli  immobili,  nonché  alla  bonifica  dell'area
  interessata dalla presenza di amianto e di residui industriali;

   l'Amministrazione regionale e l'ESA non hanno dato seguito  alle
  predette  iniziative  parlamentari  ed  alle  sollecitazioni  dei
  sindacati;

   l'area  interessata  (oltre  settanta  ettari),  a  ridosso  del
  centro cittadino, adiacente al litorale e vicina allo svincolo di
  Messina   Sud   è   molto   pregiata,   può   essere   utilizzata
  convenientemente  a  fini produttivi ed è stata  individuata  dal
  Consiglio   comunale  di  Messina  quale  sede  della  cittadella
  Fieristica;

   l'improvvida disattenzione dell'ESA e l'assenza di     controlli
  da        parte       dell'Assessorato   dell'agricoltura   hanno
  determinato,  con  il  depauperamento di un  prezioso  patrimonio
  immobiliare, uno scandaloso spreco di risorse pubbliche;

   la  condizione  di degrado in cui versa l'area  e  i  rischi  di
  inquinamento   ambientale  hanno  creato  allarme   nell'opinione
  pubblica;

   per sapere:

   se  non  giudichino  opportuno promuovere una rigorosa  indagine
  per quantificare i danni provocati dall'incuria delle istituzioni
  pubbliche preposte ad un pezzo significativo del patrimonio della
  Regione;

   se non considerino omissivi e perciò severamente sanzionabili  i
  comportamenti  tenuti, da dieci anni a questa parte,  dall'ESA  e
  dall'Amministrazione regionale competente;

   se  non  valutino  necessario  promuovere  l'immediata  bonifica
  dell'area  attraverso  l'Agenzia  regionale  per  le  acque  e  i
  rifiuti;

   se  non  ritengano opportuno, coinvolgendo le istituzioni locali
  (che  non  devono  essere  escluse dai  progetti  di  alienazione
  programmati   dall'ESA),   definire  un'utilizzazione   dell'area
  funzionale  alle prospettive di sviluppo economico e  sociale  di
  Messina». (928)

   Risposta.  «A seguito dell'interrogazione n. 928, dell'onorevole
  Panarello,  il servizio competente dell'Assessorato ha  acquisito
  una  relazione  con  la quale il Presidente  dell'ESA  dà  alcune
  notizie  sulla vicenda della proprietà ex Sanderson  and  Sons  e
  sull'attività  posta  in  essere  dall'Ente  per  provvedere   al
  riguardo   degli  inconvenienti  che  costituiscono  le  premesse
  dell'atto  ispettivo  al  documento si apprende  che  la  società
  Sanderson Agrumaria Meridionale S.p.A., posta in liquidazione dal
  socio  unico ESA nel mese di marzo 1997, gestiva sin dal 1985  lo
  stabilimento industriale di trasformazione di agrumi  che  l'Ente
  ha  acquistato dalla curatela del fallimento della  Sanderson   &
  Sons.
   Oggetto  dell'acquisto era  un terreno di circa  76.000  mq  nel
  quale  erano ubicati fabbricati industriali, oltre ad impianti  e
  macchinari di proprietà dell'ex Sanderson & Sons, e di due  pozzi
  esterni allo stabilimento.
   La   Sanderson  in  liquidazione,  in  accordo  con  l'ESA,   ha
  provveduto  alla bonifica riguardante i succhi ed i  prodotti  di
  laboratorio ivi giacenti, smaltendo quantità assai rilevanti pari
  a   circa  1000  tonnellate  di  materiale  contenuto  in   fusti
  degradati.
   Ancora  oggi  rimane il problema della copertura con  lastre  di
  eternit di gran parte dei capannoni industriali, anche se  l'ESA,
  sollecitata dagli Organi comunali competenti, ha effettuato  solo
  interventi  urgenti di bonifica (considerate le limitate  risorse
  finanziarie)  di  quelle  parti  di  fabbricati  industriali  che
  presentavano evidente stato di usura.
   La  Sanderson  in  liquidazione, a mezzo di  apposito  bando  di
  evidenza  pubblica,  ha  completato nel  2001  la  vendita  degli
  impianti  e dei macchinari di sua proprietà (acquistati  dopo  il
  1985), mantenendo, su specifica indicazione dell'ESA, un servizio
  di  guardiania  del  complesso  industriale,  affidandolo  ad  ex
  dipendenti.
   L'ESA, che dal 1999 al 2005 ha trasferito i propri uffici  della
  sede   provinciale   di  Messina  presso   la   palazzina   dello
  stabilimento,  è intervenuto direttamente su alcune problematiche
  sollevate   dall'onorevole  interrogante,   quali   la   bonifica
  ambientale  per  eliminare  i rischi connessi  alla  presenza  di
  sostanze  nocive, la prevenzione di incendi, la guardiania  e  la
  gestione  dell'acqua; fra l'altro, ha stipulato  una  convenzione
  con  l'Agenzia  Municipalizzata Acque del comune di  Messina  per
  consentire l'attingimento dai pozzi di cui sopra per uso potabile
  della città.
   In   data  31/07/2006,  si  è  proceduto  alla  risoluzione  del
  contratto  di  affitto di azienda tra l'ESA e  la  Sanderson  con
  apposito  verbale  di consegna dei beni mobili  ed  immobili  nel
  quale  è  stato  evidenziato che tutti i  macchinari  ed  i  beni
  contenuti  nello  stabilimento sono stati dichiarati  fuori  uso,
  senza  segnalare  la  presenza di vasche di  accumulo  e  liquidi
  residui.
   In  data  27/09/2006 il Comune di Messina ha segnalato  all'Ente
  la  fuoriuscita di ingenti quantità di sostanze inquinanti  (olii
  combustibili), con grave danno per l'ambiente che ha  interessato
  il tratto terminale del torrente Zafferia.
   L'ESA  si  è prontamente attivato reperendo le somme per  potere
  eseguire  i  lavori  di somma urgenza necessari  per  scongiurare
  ulteriori danni e bonificare le aree demaniali interessate  dallo
  sversamento.
   Atteso  che le finanze dell'Ente non consentivano di programmare
  autonomamente   interventi  definitivi  per  la  riqualificazione
  dell'intero  sito,  l'ESA  ha  interessato  in  data   18/01/2007
  l'Agenzia  Regionale  per  i Rifiuti e  le  Acque,  redigendo  un
  progetto preliminare per il risanamento ambientale e per la messa
  in  sicurezza  degli  impianti e degli immobili  per  un  importo
  complessivo di Euro 1.405.800,00; tale progetto è stato inoltrato
  dall'Agenzia alla società Sviluppo Italia.
   Aggiudicati  i  lavori di somma urgenza alla  ditta  Teseco,  la
  stessa ha provveduto ad eseguire i lavori contrattuali recintando
  l'area demaniale del torrente interessato allo sversamento  degli
  olii  e,  contestualmente,  ha raccolto  i  rifiuti  in  appositi
  contenitori,  depositandoli, provvisoriamente, in  apposita  area
  individuata  all'interno dell'opificio Sanderson, nelle  more  di
  effettuare la necessaria caratterizzazione da parte di un tecnico
  qualificato, e ciò al fine di individuare la discarica  abilitata
  ad  accogliere i superiori rifiuti, secondo quanto  disposto  dal
  Decreto  Legislativo n. 152/2006. I rifiuti raccolti  sono  stati
  registrati  in  appositi verbali dai quali è  possibile  evincere
  quantità,  tipologia  e data di deposito temporaneo.  I  registri
  sono  stati  acquisiti, presso la sede ESA di  Barcellona,  dalla
  compagnia della Guardia di Finanza di Milazzo in data 6/06/2007.
   Conclusi  i  lavori eseguibili con la disponibilità  finanziaria
  del  periodo, l'Ente in data 7/6/2007 ha conferito l'incarico  al
  Dipartimento di Scienze degli Alimenti dell'Università di Messina
  per  eseguire  le  analisi  per  la  caratterizzazione  del  sito
  bonificato  e  dei  relativi  rifiuti  prodotti  nell'ambito  del
  servizio di messa in sicurezza dell'area.
   Con  nota  del  26/07/2007 il Procuratore  della  Repubblica  di
  Messina  ha respinto la richiesta di autorizzazione dell'ESA  per
  l'accesso  nell'area  ex Sanderson per il prelievo  dei  campioni
  necessari   per  la  caratterizzazione  del  sito  perché   sotto
  sequestro giudiziario.
   L'ESA    ha,    inoltre,   richiesto   parere    di    congruità
  all'Assessorato  regionale  del Bilancio  sulla  stima  dell'area
  nella  consapevolezza  che  la dismissione  del  bene  appare  la
  soluzione  da  preferire  e ha promosso  degli  incontri  con  le
  istituzioni locali (Comune, Provincia regionale, Ente Porto, Ente
  Fiera)  al  fine  di  procedere  alla  vendita  dell'immobile  in
  argomento, dai quali non è emerso alcun interesse da parte  delle
  istituzioni incontrate per l'acquisizione dello stesso.
   Ciò  detto, ritengo condivisibili i rilievi mossi dall'onorevole
  interrogante.  Ritengo  necessario  promuovere  la  bonifica  dei
  luoghi  per le ovvie ragioni di tutela dell'igiene e della sanità
  pubbliche   e   opportuno   eseguire  ulteriori   tentativi   per
  coinvolgere le istituzioni locali per una utilizzazione dell'area
  in funzione di una integrata programmazione economico-sociale.
   Quanto  alle responsabilità, senza voler  sottovalutare  ritardi
  e  superficialità dei quali si sono  resi responsabili organi  ed
  uffici,  a  mio avviso, la causa principale dei danni  alla  cosa
  pubblica dei quali siamo in presenza risiede nell'antico vizio di
  adottare   decisioni   in   mancanza  di  adeguate   informazioni
  sull'esistente  e  di  adeguata, puntuale programmazione  per  il
  futuro  e di affidare beni o competenze a soggetti senza  dotarli
  delle risorse necessarie, in un sistema giuridico-contabile  come
  quello  vigente,  che  non consente alcuna  automatica  né  agile
  allocazione  di  risorse   neanche per  provvedere  in  ordine  a
  compiti istituzionali».

                                                 L'Assessore LA VIA

   DI  GUARDO.  -«Al  Presidente della Regione e all'Assessore  per
  l'agricoltura e le foreste, premesso che nei giorni dall'8 al  10
  febbraio  del  corrente  anno a Berlino si  è  svolto  il  Salone
  internazionale del Marketing Ortofrutticolo presso il  quale  era
  allestito  un  padiglione  per  la  promozione  della  produzione
  siciliana;

   considerato  che  il  Salone Fruit Logistica , giunto  alla  sua
  14    edizione,   rappresenta  per  il  settore   uno   dei   più
  significativi appuntamenti europei (nel 2006 ha registrato  circa
  30.000 visitatori altamente professionali e 1400 espositori);

   visto  il  rilievo con cui la stampa regionale ha  dato  notizia
  del successo della partecipazione della Regione siciliana;

   verificato invece il diverso parere di operatori del settore,  i
  quali,  recatisi  alla  fiera,  si  sono  trovati  di  fronte  un
  padiglione  di  scarsa  visibilità e  nel  quale,  nonostante  la
  propaganda,  non era rintracciabile neanche l'ombra  dell'arancia
  rossa di Sicilia;
   per sapere:

   quale  valutazione  riportino  gli  uffici  competenti  rispetto
  all'efficacia dell'iniziativa assunta;

   se  siano  state  riscontrate le ragioni dei  disguidi  e  delle
  inefficienze nell'organizzazione dello stand siciliano e se siano
  stati valutati eventuali danni e individuati i responsabili;

   quali  misure  intendano  assumere per promuovere  in  modo  più
  efficace la conoscenza e la diffusione degli agrumi siciliani  e,
  in   particolare,  dell'arancia  rossa  dell'Etna   nel   mercato
  mitteleuropeo». (935)

   Risposta.   «In   riferimento   all'interrogazione    n.    935,
  dell'onorevole Di Guardo, si rappresenta quanto segue.
   La  partecipazione dell'Assessorato Agricoltura e  Foreste  alla
  fiera in argomento è avvenuta tramite l'Istituto Nazionale per il
  Commercio  con  l'Estero (ICE), che ha organizzato il  padiglione
  italiano dove erano presenti, oltre alla Regione siciliana, anche
  altre regioni italiane.
   In  termini  logistici, lo stand della Regione siciliana  -  nel
  quale  erano  presenti  n. 12 tra Consorzi ed  imprese  siciliane
  ciascuno  dei  quali,  per  partecipare alla  manifestazione,  ha
  versato  una  quota  di     1.500,00 -  .risultava  essere  molto
  visibile   in   quanto   allocato  in  una   posizione   centrale
  prospiciente  il  piazzale  principale  del  territorio  che   ha
  ospitato la manifestazione.
   Al   Salone  di  Berlino,  tramite  il  Consorzio  Puraterra  di
  Caltagirone,    hanno    partecipato    diverse    OO.PP.     che
  commercializzano arancia rossa di Sicilia e che, nel corso  della
  Fiera,  hanno  avuto  diversi incontri con operatori  commerciali
  esteri.  Proprio  per tali contatti ottenuti è stata  manifestata
  dagli  operatori siciliani che hanno partecipato alla Fiera piena
  soddisfazione  sia  per l'organizzazione della Regione  siciliana
  che  per l'evidente importanza che tali scambi di informazioni  e
  conoscenze rivestono nell'ambito dei rapporti commerciali.
      Lo   stand,   inoltre,   è   stato  visitato   dal   Ministro
  dell'Agricoltura Paolo De Castro e dall'Ambasciatore d'Italia  in
  Germania,  i  quali si sono complimentati per la  buona  immagine
  offerta  della Sicilia tramite tale organizzazione, per la  quale
  non     risultano    riscontrati    disguidi    o    inefficienze
  nell'organizzazione   dello   stand   (realizzato   dall'Istituto
  Nazionale  per  il  Commercio con l'Estero), né  ad  oggi  appare
  pervenuta alcuna notizia di danni.
   Tali  eventi  rappresentano,  com'è noto,  occasioni  importanti
  nell'ambito  del  processo  di  valorizzazione  delle  produzioni
  agroalimentari siciliane e di promozione delle stesse su i canali
  commerciali  internazionali. Per il comparto  agrumicolo,  ambito
  d'eccellenza   qualitativa  della  nostra  Isola,   l'Assessorato
  Agricoltura  e Foreste nel corso dell'annata agraria  2006/07  ha
  promosso attraverso il Consorzio di tutela  dell'Arancia rossa di
  Sicilia   IGP ,   un  programma  di  comunicazione  istituzionale
  coinvolgendo le Province di Catania, Siracusa ed Enna, le  Camere
  di  commercio  di Catania e Siracusa, ed alcuni comuni  ricadenti
  nel  territorio  di produzione, così come definito  dall'apposito
  disciplinare, quali Belpasso, Biancavilla, Paternò,  Grammichele,
  Caltagirone, Scordia, Palagonia, Mineo, Militello val di Catania,
  Francofonte, Lentini, Carlentini, Ramacca, Regalbuto e Centuripe.
   Attraverso  un  protocollo d'intesa i suddetti  enti,  comuni  e
  CCIAA  hanno contribuito a realizzare un nuovo modo di promuovere
  fattivamente un prodotto agroalimentare quale  l'Arancia rossa di
  Sicilia  IGP  non solo attraverso uno spot pubblicitario  univoco
  che renda riconoscibile  e definibile al consumatore tale agrume,
  evitando,   tra   l'altro,  l'attribuzione  di  altre   e   varie
  denominazioni improprie, ma anche attraverso appositi  corner  di
  degustazione posizionati presso la GDO estera.
   Ancora,  nell'ambito  del  processo  di  penetrazione  in  nuovi
  mercati  sono stato stipulati  accordi bilaterali tra il  Governo
  italiano  e quello giapponese che hanno consentito l'esportazione
  di  numerosi  container  di arance rosse prodotte  in  Sicilia  e
  destinati, appunto, ai canali di vendita nipponici.
   Consapevoli,  quindi  del  ruolo  strategico  di  tale   comparo
  nell'ambito  dell'economia siciliana, nel Programma  di  Sviluppo
  Rurale  2007/2013 la promozione e la valorizzazione dei  prodotti
  agricoli  di  qualità  saranno oggetto di  una  specifica  misura
  d'intervento finalizzata proprio a promuovere la partecipazione a
  fiere,   mostre,   workshop,  educational  ed  eventi   similari,
  organizzazione  e realizzazione di eventi promozionali,  campagne
  di  pubbliche  relazioni  e pubblicità  realizzate  attraverso  i
  diversi  strumenti di comunicazione ed iniziative presso i  punti
  di  vendita  attraverso un aiuto pari al 70 per cento  del  costo
  ammissibile delle azioni».

                                                 L'Assessore LA VIA

   DI  BENEDETTO-MANZULLO-PANEPINTO. -«Al Presidente della  Regione
  e all'Assessore per l'agricoltura e le foreste, premesso che:

   con   oneri   a  carico  della  regione  siciliana  sono   stati
  realizzati  due impianti di sollevamento, uno per  consentire  il
  travaso  di  acqua dalle sorgenti di Gammauta alla diga  Raia  di
  Prizzi, l'altro per consentire il riempimento del laghetto  Gorgo
  di Montallegro utilizzando le acque del fiume Verdura;

   i  due impianti, gestiti rispettivamente dall'ENEL e dal Voltano
  S.p.A.,  sono  allo  stato non operanti e non pompano  acqua  nei
  rispettivi invasi;

   considerato che:

   l'anno   in   corso  sta  presentando  uno  scarso  livello   di
  precipitazioni,  per  cui i terreni, al  di  sotto  dello  strato
  superficiale,  sono asciutti, e che, conseguentemente,  nell'area
  agrumicola del riberese occorrerà anticipare la campagna  irrigua
  effettuando almeno cinque irrigazioni;

   la  diga Raia di Prizzi e il laghetto Gorgo di Montallegro hanno
  in  atto  una  dotazione idrica molto al  di  sotto  della  media
  stagionale;

   tenuto  conto che il riempimento dei citati bacini va  praticato
  in  tempi  celeri, prima che cessi la stagione  piovosa, rendendo
  impossibile l'approvvigionamento degli stessi;

   per sapere quali azioni intendano intraprendere presso l'ENEL  e
  il  Voltano  S.p.A.  affinchè siano attivati  immediatamente  gli
  impianti di sollevamento». (952)

       (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.   «In   riferimento   all'interrogazione    n.    952,
  dell'onorevole  Di  Benedetto, si rappresenta che  l'impianto  di
  sollevamento Gammauta-Prizzi, che consente di invasare  nel  lago
  Raia  di  Prizzi  i  volumi eccedenti del bacino  della  Diga  di
  Gammauta,  è   gestito da Sicilacque S.p.A. e non  dall'Enel,  né
  dall'azienda   Voltano   S.p.A.  come   indicato   dall'onorevole
  interrogante.
   L'attivazione di detto impianto di sollevamento viene  richiesta
  dal   Consorzio   di   bonifica  3   di   Agrigento   in   annate
  particolarmente   siccitose.  Quest'anno  le  abbondanti   piogge
  primaverili  hanno  consentito un naturale riempimento  del  lago
  Raia  di  Prizzi che, già nei mesi di aprile-maggio, ha raggiunto
  la  quota  di  massimo invaso, non rendendo necessario  l'impiego
  dell'impianto.
   Per  quanto  attiene  al laghetto Gorgo,  in  agro  Montallegro,
  l'invasamento della diga viene effettuato dallo stesso  Consorzio
  di   bonifica   di   Agrigento,  ormai  da  diversi   anni,   con
  trasferimento a gravità di volumi idrici dalla diga Castello. Ciò
  ha  consentito la presenza nel laghetto di quantitativi di  acqua
  sufficienti a garantire le esigenze irrigue del comprensorio;  la
  quantità  oggi  invasata  è stimata sufficiente  a  garantire  la
  campagna irrigua in corso».

                                                 L'Assessore LA VIA

   DI  BENEDETTO. -«Al Presidente della Regione e all'Assessore per
  l'agricoltura e le foreste, premesso che:

   l'agricoltura  della nostra Regione sta attraversando  una  fase
  di  grave  crisi;  infatti,  i nostri prodotti  ortofrutticoli  e
  agrumicoli  non  trovano  adeguata collocazione  né  sui  mercati
  nazionali  né su quelli europei, saturi di produzioni provenienti
  da altre parti del mondo;

   la  scarsa  quantità  di  merce  che  i  produttori  riescono  a
  collocare  ha un prezzo assolutamente non remunerativo,  di  gran
  lunga inferiore a quello degli ultimi anni;

   considerato che:

   l'attuale   crisi  interviene  dopo  anni  di   sofferenza   per
  l'agricoltura siciliana, a seguito di un susseguirsi di  calamità
  naturali  negli  anni dal 1998 al 2002, con  gravi  ricadute  sui
  produttori e sulle aziende agricole, che hanno visto crescere  la
  propria esposizione debitoria;

   l'andamento  climatico dell'anno corrente, caratterizzato  dalla
  scarsità  delle precipitazioni, lascia prefigurare  uno  scenario
  ancor più preoccupante per il prossimo futuro;

   preso atto che:

   il  Governo  regionale ha più volte annunciato il pagamento  dei
  contributi  legati alle calamità naturali intervenute negli  anni
  dal 1999 al 2002, senza che ciò sia mai avvenuto;

   l'avvio   delle  procedure  per  la  rateizzazione  dei   debiti
  previdenziali delle aziende agricole procede con grave  lentezza,
  mentre  le società di cartolarizzazione proseguono con le  azioni
  di  fermo  giudiziario,  pignoramento e vendita  all'incanto  dei
  mezzi di produzione;

   tenuto conto che:

   le   organizzazioni   di   categoria  CIA-Coldiretti-UPA   della
  provincia  di  Agrigento, congiuntamente agli  amministratori  di
  numerosi  comuni  (anche attraverso l'adozione  di  formali  atti
  deliberativi), hanno avanzato ai Governi regionale e nazionale la
  richiesta di interventi urgenti a sostegno del settore agricolo;

   per sapere:

   quando  ritengano si possa, finalmente, procedere al  pagamento,
  in  favore  dei coltivatori, di quanto loro dovuto a ristoro  dei
  danni subiti per le calamità degli anni passati;

   se  non ritengano di dover deliberare lo stato di grave crisi di
  mercato per le produzioni siciliane, attivandosi nel contempo nei
  confronti  del Governo nazionale affinché si possa procedere  con
  la  trasformazione straordinaria degli agrumi a prezzo di mercato
  e  con  l'attivazione delle procedure per lo sgravio degli  oneri
  sociali e previdenziali per il settore agricolo». (953)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.   «In   riferimento   all'interrogazione    n.    953,
  dell'onorevole  Di Benedetto, si rappresenta che  gli  indennizzi
  previsti per calamità naturali sono regolati dalla legge 185/92 e
  successive  modifiche ed integrazioni, e dal Decreto  legislativo
  102/04.
   L'erogazione  degli  indennizzi è,  pertanto,  subordinata  agli
  stanziamenti  ministeriali che, come è noto,  negli  ultimi  anni
  sono  stati limitati e comunque mai tali da soddisfare gli interi
  fabbisogni rappresentati.
   In   ordine   all'attivazione  degli  indennizzi   per   siccità
  2000-2002   (cosiddetto    decreto  legge   Omnibus   2002 )   si
  rappresenta quanto segue.
   Quanto  ai  contributi  per le calamità  pregresse,  l'onorevole
  interrogante  ricorderà che con la legge n. 178/2002 (conversione
  del decreto legge n. 138/2002) sono stati previsti interventi  di
  sostegno  alle aziende agricole colpite dalla grave  siccità  del
  periodo  2000-2002 quali agevolazioni - integrative del Fondo  di
  Solidarietà Nazionale ex legge 185/1992 - sul credito  agrario  e
  sui ruoli contributivi dei Consorzi di bonifica.
   Il  finanziamento statale è stato disposto con limiti d'impegno,
  nella  misura  di 18 milioni di euro, dei quali 10  milioni  sono
  vincolati ad un corrispondente cofinanziamento regionale.
   Con  decreti  del  6  settembre 2002 e del 1   agosto  2003  del
  Ministro  delle  Politiche  Agricole  e  Forestali,  sentita   la
  Conferenza Stato- Regioni, le somme sono state ripartite  tra  le
  Regioni:  alla  Sicilia  sono  stati attribuiti  complessivamente
  7.320.598,00 euro.
   Sempre con limite d'impegno  la  legge regionale ha disposto  il
  necessario cofinanziamento, pari a 4.067.000,00 euro.
   Come  è  noto  i  limiti  di  impegno consistono  in  erogazioni
  annuali  e  per avere le disponibilità delle somme   assegnate  è
  necessaria  la  loro attualizzazione,  cioè un  procedimento  che
  consente  di avere a disposizione immediatamente  le risorse  nel
  loro   ammontare  complessivo,  ridotto  in  virtù   di   calcoli
  predeterminati, senza attendere le singole scadenze  previste.
   La  esiguità  delle disponibilità statali non ha  consentito  il
  ricorso  a  questa procedura e, d'altro lato, la Regione  non  ha
  potuto ottenere un mutuo da parte della Cassa Depositi e Presisti
  perché    la    finanziaria   2004   ha   vietato   il    ricorso
  all'indebitamento per spese diverse dagli  investimenti .
   La  Regione  ha  rivolto incessanti richieste, a  partire  dalla
  pubblicazione della legge finanziaria 2004, al Governo  nazionale
  per  ottenere  lo  sblocco delle risorse, fino a  quando  non  ha
  ottenuto un ulteriore intervento legislativo, concretizzatosi con
  il  terzo comma dell'art. 1 della legge n. 71/2005 di conversione
  del  D.L. 22/2005, che autorizza la Cassa Depositi e Prestiti  ad
  attualizzare gli stanziamenti previsti dalla legge n. 178/2002.
   Nonostante  ciò.  solo  alla fine del  2006  -  dopo  una  forte
  pressione  congiunta  da  parte  del  Governo  regionale  e   del
  Ministero  della Politiche Agricole verso la Ragioneria  Generale
  dello  Stato  -  si  è  potuto ottenere dalla  Cassa  Depositi  e
  Prestiti l'attualizzazione del limite d'impegno statale su  dieci
  anni (56.729.344,03 euro).
   La  Cassa Depositi e Prestiti non è stata, però, disponibile  ad
  attualizzare  il cofinanziamento regionale; l'Amministrazione  si
  è,   quindi,   attivata  per  utilizzare  subito  le  somme   già
  disponibili sul Bilancio della Regione. Dato che le somme avevano
  una  destinazione  vincolata,  è stato  possibile  riprodurre  in
  Bilancio   le   annualità  precedenti  nel   corrente   esercizio
  finanziario: ciò ha reso disponibili circa 16,2 milioni di  euro,
  comprese le risorse iscritte nell'esercizio 2007.
   Tali  somme sono destinate ad esaurimento al soddisfacimento  in
  ordine  cronologico delle istanze dei benefici previsti dall'art.
  3, comma 2, lett. d) della legge 185/1992.
   L'Assessorato      richiederà      l'iscrizione      complessiva
  nell'esercizio finanziario 2008 del Bilancio della Regione  della
  restante  parte del cofinanziamento regionale (6 anni del  limite
  d'impegno).  Tale  dotazione finanziaria sarà utilizzata  per  il
  pagamento dei benefici di cui alla lettera c).
   È  già stato assegnato a ciascun Ispettorato un   acconto   pari
  al  40% del fabbisogno segnalato, per il pagamento dei contributi
  per  danni  alle produzioni ( art. 3 comma 2 lett. B della  legge
  185/92).  Ciò consente l'avvio immediato delle procedure  per  la
  liquidazione  delle  pratiche che nel frattempo  sono  state  già
  istruite dai diversi Uffici e positivamente esitate.
   Gli  Ispettorati sono stati chiamati a verificare in  ogni  caso
  tutte le pratiche pervenute, allo scopo di tenere sotto controllo
  l'ammontare  dei  contributi richiesti per ciascuno  dei  diversi
  eventi  siccitosi  di  propria competenza,  al  fine  di  evitare
  immotivati scompensi o sperequazioni  di fatto  nel pagamento.
   L'Assessorato,  che  è  impegnato  sin  dall'anno   2003   nell'
  attuazione  della legge n. 178/2002 (cosiddetto  decreto  omnibus
  2002 )  ha  già programmato l'utilizzo delle risorse in  coerenza
  con le disposizioni statali, che prevedono i seguenti interventi:
    -Contributi per mutui decennali;
  -compensazione ai Consorzi di bonifica per gli sgravi
  contributivi (circa 20 milioni di euro);
  -contributi aziendali per la ricostituzione capitali;
  -prestiti agevolati quinquennali d'esercizio.
   In  relazione  agli  eventi declarati sino  all'anno  2004,  gli
  II.PP.AA.,  hanno  attivato le procedure per il  pagamento  degli
  aiuti previsti agli aventi diritto.
   Riguardo  a tutti gli altri eventi declarati successivamente,  è
  in itinere la procedura di assegnazione dei relativi stanziamenti
  ministeriali di cui al 1   Riparto 2007.
   Infine,  per  quanto attiene la crisi di mercato, si rappresenta
  che  con deliberazione n. 34 del 21/2/2007 è stato dichiarato  lo
  stato  di crisi delle produzioni regionali di ortaggi e di agrumi
  nell'annata  agraria in corso e la contestuale attivazione  delle
  misure  di  sostegno e dei provvedimenti da chiedere  al  Governo
  nazionale».

                                                 L'Assessore LA VIA

   CAPUTO.  -«Al  Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per
  l'agricoltura e le foreste, premesso che:

   presso  l'Assessorato  regionale dell'agricoltura  e  foreste  è
  costituita  una  commissione che si occupa dell'assegnazione  del
  fondo  di  rotazione  che  prevede  l'erogazione  di  prestiti  e
  contributi agli operatori agricoli;

   da  oltre  due  anni questa commissione non si riunisce  per  la
  mancanza  di  due  componenti in  rappresentanza dell'Assessorato
  regionale agricoltura e foreste;

   la  mancata integrazione della speciale commissione ha di  fatto
  impedito fino ad oggi l'erogazione di ben cinque milioni di  euro
  in favore dei piccoli operatori agricoli;

   risulta che in più occasione l'Ente per lo Sviluppo Agricolo  ha
  sollecitato  il  competente Assessorato a  rendere  operativa  la
  commissione,  al fine di consentire conseguentemente l'erogazione
  dei contributi agli operatori agricoli;

   considerato che fino ad oggi non risulta essere stata  insediata
  nella sua completezza la commissione;

   per sapere:
   quali   provvedimenti   intendano   adottare   per   l'immediata
  composizione della commissione;

   se non intendano disporre lo scioglimento di tale commissione  e
  il   trasferimento  delle  funzioni  all'Ente  per  lo   Sviluppo
  Agricolo». (975)

   Risposta.   «In   riferimento   all'interrogazione    n.    975,
  dell'onorevole   Caputo, si rappresenta che presso  l'Assessorato
  regionale   non   opera  alcuna   commissione   che   si   occupa
  dell'assegnazione del fondo di rotazione che prevede l'erogazione
  di prestiti e contributi agli operatori agricoli .
   Esiste,  invece,  un  fondo di rotazione  presso  l'ESA  il  cui
  comitato di gestione, ai sensi del Decreto Presidenziale n. 3 del
  9  febbraio  1963,  è  stato nominato con  delibere  n.  1/P  del
  24/01/2007 e n. 2/P del 14/03/2007 dal Presidente di quell'Ente».

                                                 L'Assessore LA VIA

   GENNUSO.  -«Al  Presidente  della Regione  e  all'Assessore  per
  l'agricoltura e le foreste, premesso che:

   sono  recentemente  emersi  fatti  che  solleverebbero  notevoli
  dubbi  circa  la  corretta gestione amministrativa  ed  economica
  dell'Associazione  regionale allevatori  Sicilia  (ARAS),  a  cui
  l'Assessorato in epigrafe assegna annualmente finanziamenti;

   le  circostanze  di  cui  si tratta, ampiamente  divulgate,  tra
  l'altro,   a  mezzo  stampa,  riguarderebbero  evidenti  anomalie
  soprattutto  nella  gestione  delle  attività  delegate   e   dei
  contributi pubblici provenienti dal Ministero tramite la Regione.
  In  particolare, emergerebbe dal raffronto tra il  bilancio  2002
  (vecchia  Presidenza)  ed il bilancio 2005  (Presidenza  attuale,
  dott.  Bronzino)  che i capi in assistenza si  sono  ridotti  del
  20,38%, il servizio di controllo delle mungitrici del 25,56%,  le
  manifestazioni  zootecniche  del  56,15%  (basti  qui  citare  la
  soppressione  delle Fiere regionali di Enna, di Catania  e  della
  Fiera  Medicavalli).  A  fronte di tali significative  riduzioni,
  tuttavia,  il  costo a capo per unità di personale  utilizzata  è
  cresciuto del 23% e le spese generali dell'11%;

   rilevata,  tra  l'altro, la commistione tra  il  ruolo  elettivo
  (Presidenza) ed impiegatizio (Direzione generale) della struttura
  dell'ARAS,  perdurata per circa un anno a seguito dell'assunzione
  ad   interim  di  tali  cariche  da  parte  del  dott.  Bronzino,
  compromettendo  la fisiologica necessità del reciproco  controllo
  delle rispettive attività;

   considerate  le  notizie  circa le  molteplici  attività  svolte
  dalla  Presidenza dell'ARAS finalizzate alla promozione e vendita
  dei formaggi siciliani all'estero, e ciò nonostante la produzione
  riesca  a  coprire a stento il 18% del fabbisogno isolano  e  che
  industrie  o altre società che trasformano il latte hanno  da  sé
  sufficienti  mezzi per collocare il loro prodotto,  determinando,
  pertanto, un inutile dispendio di risorse economiche;

   considerato    che   l'attività   dell'Associazione    regionale
  allevatori  Sicilia dovrebbe sostenere gli allevatori  produttori
  di  latte  e carni, esposti, com'è noto, alle ormai insostenibili
  necessità  dell'intero comparto zootecnico siciliano  (su  tutte,
  una   legge  che  sollevi  gli  allevatori  dagli  ingenti  costi
  sopportati  per la distruzione delle carcasse e l'istituzione  di
  un Osservatorio regionale sul prezzo del latte);

   per  sapere  quali iniziative urgenti, ivi compresi  l'eventuale
  formale ispezione ed il commissariamento, intendano assumere  per
  verificare  la  gestione delle risorse assegnate all'Associazione
  regionale allevatori Sicilia». (1028)

   Risposta.   «In   riferimento   all'interrogazione   n.    1028,
  dell'onorevole Gennuso,  si rappresenta che dal raffronto tra  il
  bilancio  2002  ed  il bilancio 2005 dell'Associazione  regionale
  allevatori Sicilia (ARAS) risulta che i capi in assistenza  per i
  controlli funzionali si sono ridotti di una percentuale inferiore
  al   2%   e   non   del  20,38%,  come  asserito   dall'onorevole
  interrogante;  infatti, dall'esame dei bilanci  in  questione  si
  rileva  che  il  numero  di  capi in assistenza  era  di  269.375
  nell'anno  2002,  mentre  nell'anno 2005  si  è  riscontrata  una
  diminuzione di capi assistiti di circa  3.000.
   Pare opportuno precisare che tale riduzione sia attribuibile  ad
  un  fisiologico calo del numero degli allevatori sottopostisi  ai
  controlli funzionali, più precisamente  da 7000 per l'anno 2002 a
  5000  per  l'anno  2005. Le motivazioni di tale  riduzione  vanno
  senz'altro  trovate  nella  crisi del settore  zootecnico,  ormai
  cronicizzata,   che ha determinato l'abbandono  dell'attività  da
  parte   di   numerosi  addetti  stante  la  poca   remuneratività
  dell'attività   allevatoriale.  Le   stesse   motivazioni   hanno
  determinato  anche  la riduzione del servizio di controllo  delle
  mungitrici nella percentuale riportata.
   Per   quanto   riguarda  la  diminuzione  delle   manifestazioni
  zootecniche   regionali di oltre il 50%, và sottolineato  che  il
  contributo   a   tale  attività  da  parte   dell'amministrazione
  regionale, afferente  al capitolo 562860, che per l'anno 2002 era
  pari  a  100.000  euro,  per l'anno 2005 è  stato  mantenuto  per
  memoria  stante  l'azzeramento  totale  dei  fondi  sul  capitolo
  medesimo   da  parte  dell'Assessorato  Regionale  al   Bilancio;
  nonostante le richieste di reintegrazione dei fondi sul  capitolo
  in  questione,  lo stesso, ad oggi, continua ad essere  istituito
  esclusivamente  per  memoria. Pertanto, l'Associazione  regionale
  allevatori   non  ha  potuto  più  disporre  del  contributo   in
  questione. Per quanto riguarda la Fiera di Catania, va  ricordato
  per  completezza di informazione che, da  qualche anno  a  questa
  parte,  non  è  più  stata  concessa  l'area  demaniale  su   cui
  organizzare la manifestazione.
   In   ordine   alla  manifestazione  Medicavalli,   è   opportuno
  precisare   che  il  Servizio  Produzione  Animale   e   Impianti
  Zootecnici  dell'Assessorato  Agricoltura,  a  partire  dall'anno
  2003,   preso  atto  della  costante  diminuzione  delle  risorse
  finanziarie   sia  di  provenienza  regionale  che  nazionale   a
  disposizione   dell'ARAS,   rilevato   l'elevato   costo    della
  manifestazione  stessa e nell'ottica della necessaria   riduzione
  delle   spese   da  parte  dell'Associazione,  ha  suggerito   il
  disimpegno da parte dell'Associazione. Tale suggerimento è  stato
  recepito  dall'ARAS,  che  ha  concordato,  ritenendo  più  utile
  portare   avanti   l'attività  statutaria  di   assistenza   agli
  allevatori.
   La  diminuzione  delle  attività di  cui  sopra  non  ha  potuto
  comportare riduzioni del costo a capo per unità di personale,  né
  delle  spese  generali,  in quanto il mantenimento  dell'attività
  dell'ARAS  richiede  una struttura i cui  costi  fissi  risultano
  essere  incomprimibili,  se non operando una  drastica  riduzione
  della   pianta  organica  o  sopprimendo  alcune  delle  attività
  tecniche di servizio agli allevatori.
   Con  riferimento  all'assunzione  ad  interim  della  carica  di
  Direttore da parte del Presidente dell'ARAS, si precisa che  tale
  situazione, peraltro contemplata dallo statuto dell'Associazione,
  ha  riguardato esclusivamente l'anno 2005; a partire dal  gennaio
  2006  è  stato,  infatti, nominato l'attuale Direttore  il  dott.
  Carmelo Meli.
   E'   opportuno  precisare,  inoltre,  che,  per  il  periodo  in
  questione,   il  Presidente  non  ha  percepito  alcun   compenso
  aggiuntivo per l'assunzione ad interim della carica di Direttore,
  determinando  pertanto  un  sensibile  risparmio  economico   per
  l'Associazione.
   In  merito  alla  promozione e vendita  dei  formaggi  siciliani
  all'estero,  precisato che tale attività è  compresa  tra  quelle
  statutarie dell'Associazione, si fa presente che l'ARAS segue  le
  manifestazioni cui partecipa l'Assessorato Agricoltura e Foreste.
  Considerata, infatti, la sempre maggiore concorrenza estera più o
  meno  qualificata  e  le  richieste  sempre  più  articolate  del
  mercato,  è  da ritenere che qualunque attività che  comporti  la
  possibile apertura di nuovi mercati per i prodotti siciliani, non
  possa che essere accolta favorevolmente.
   Per  ciò  che riguarda, infine, l'attività di sostegno  per  gli
  allevatori,  nel  ricordare che sono in  via  di  definizione  le
  modifiche  alla  l.r.  3/2005  sull'eliminazione  delle  carcasse
  animali, va sottolineata la manifesta disponibilità dall'ARAS per
  il  coordinamento di tale attività, così come suggerito dalla UE,
  senza  alcun  tipo  di   beneficio economico  per  l'Associazione
  stessa,  per quanto riguarda i soggetti privati, ciò al fine   di
  fornire un ulteriore servizio agli allevatori.
   Per  quanto  sopra esposto, pertanto, non si ritiene esistano  i
  presupposti per l'avvio di un attività ispettiva supplementare  a
  quella  già  espletata  nell'ambito  della  vigilanza  esercitata
  sull'ARAS,  né,  tantomeno,  per  un  eventuale  commissariamento
  dell'Ente».

                                                 L'Assessore LA VIA

   CAPUTO.  -«Al  Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per
  l'agricoltura  e  le foreste, premesso che l'Assemblea  regionale
  siciliana  aveva approvato all'unanimità una mozione  finalizzata
  ad  impegnare  il Governo della Regione ad adottare provvedimenti
  per   consentire  ai  lavoratori  forestali  di  essere  inseriti
  nell'elenco  speciale dei cinquantunisti che hanno effettuato  un
  turno  di  lavoro nell'anno 2005 presso l'Azienda  delle  foreste
  demaniali;

   ritenuto che, nonostante l'impegno assunto dal Parlamento,  sino
  ad oggi i predetti lavoratori non hanno ottenuto alcun risultato;

   considerato  che è opportuno che il Governo adotti  i  necessari
  provvedimenti   per   assicurare   l'inserimento   dei   predetti
  lavoratori  nelle  apposite  liste  per  evitare  danni  gravi  e
  irreparabili sotto l'aspetto economico e occupazionale;

   per   sapere   quali   provvedimenti  intendano   adottare   per
  assicurare  la  tutela  dei  diritti  dei  lavoratori   forestali
  stagionali». (1070)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   BORSELLINO.  -«Al  Presidente della Regione e all'Assessore  per
  l'agricoltura e le foreste, preso atto che:

   nel  2006  il Commissario dello Stato ha impugnato la norma  che
  prevedeva  l'inserimento lavorativo degli  operai  forestali  che
  hanno svolto 51 giornate lavorative nel 2005;

   a  seguito dell'intervento del Commissario dello Stato,  nessuna
  ulteriore iniziativa è stata intrapresa dal Governo per rimuovere
  le   legittime   osservazioni  poste  in  essere   dallo   stesso
  Commissario;

   considerato che:

   i  soggetti interessati in Sicilia dovrebbero essere circa  600,
  di cui 170 circa solo nella provincia di Trapani;

   nella  suddetta  provincia  si  registrerebbe  una  mancanza  di
  personale, a fronte di un aumento di superficie boschiva  per  la
  quale si ha necessità di intervenire;

   per sapere:

   quali iniziative, eventualmente, intendano intraprendere;

   quale  sia  effettivamente il numero dei lavoratori  interessati
  per ciascuna provincia». (1077)

   Risposta.   «Con  riferimento  alle  interrogazioni   n.   1070,
  dell'onorevole  Caputo, e n. 1077, dell'onorevole Borsellino,  si
  rappresenta  che lo scrivente, al fine di realizzare  un'organica
  utilizzazione  dei  lavoratori forestali, ha  dato  le  opportune
  disposizioni  alle strutture dell'Assessorato di avviare,  o  far
  proseguire    nell'attività   lavorativa,    i    cinquantunisti,
  centunisti,  e  centocinquantunisti  sino  al  completamento  del
  numero  minimo di giornate previste dalla legge, nelle  more  del
  reperimento  delle  disponibilità finanziarie;  risulta  che  gli
  avviamenti sono stati completati.
   Per  quanto riguarda i lavoratori che hanno prestato lavoro  per
  l'Amministrazione  forestale, ma non hanno i  requisiti  previsti
  dalla legge regionale n. 16 del 1996, come modificata dalla legge
  n.  14  del  2006,  per poter dare continuità alla loro  attività
  necessita  un  intervento legislativo, visto che  attualmente  il
  quadro  normativo  al quale l'Amministrazione  si  deve  attenere
  prevede  garanzie  occupazionali solo per i contingenti  previsti
  dalla legge in vigore.
   La  questione,  com'è noto, è stata oggetto  di  un  ordine  del
  giorno  dell'ARS, e sulla medesima l'Ufficio legislativo e legale
  della  Regione  siciliana ha rilevato   che in  forza  di  quanto
  rappresentato,  per  poter rispondere all'esigenza  di  garantire
  l'avviamento  al lavoro degli operai forestali di  che  trattasi,
  appare  necessaria  una nuova determinazione legislativa  che,  a
  regime,  consenta l'iscrizione di detti lavoratori nell'istituito
  elenco   speciale  dei  lavoratori  forestali,   ovvero   preveda
  l'avviamento  di lavoratori ulteriori rispetto a quelli  iscritti
  nell'elenco stesso  .
   Riguardo  al  numero  dei  lavoratori interessati  per  ciascuna
  provincia,  questa Amministrazione non dispone del  dato,  stante
  che  la competenza sulla materia è del Dipartimento regionale del
  Lavoro, ho fatto richiesta a quell'Ufficio dei dati e non  appena
  ricevuti  sarà  mia  cura portarli a conoscenza  degli  onorevoli
  interroganti.
   Con  decreto  in  corso  è stato disposto il  recepimento  della
  parte normativa del Contratto collettivo nazionale per addetti ad
  attività idraulico-forestale ed idraulico-agraria lavoratori, per
  il quadriennio 1.08.2006-31.12.2009.
   La  fase  successiva  riguarda  la determinazione  della  Giunta
  regionale sulla parte economica.
   La  prima  applicazione della legge regionale  n.  14  del  2006
  costerà  circa 35 milioni di Euro, ai quali bisognerà  aggiungere
  circa  50  milioni di Euro per consentire il completamento  delle
  giornate lavorative delle varie categorie di lavoratori previste.
   Servirà  altro tempo e serviranno soprattutto altre risorse  per
  poter  dare  piena  attuazione alla stabilizzazione  degli  altri
  centocinquantunisti.
   Pertanto, alla luce di quanto rappresentato, allo stato  attuale
  non è possibile immaginare l'avviamento di ulteriori lavoratori».

                                                 L'Assessore LA VIA

   ARDIZZONE.  -«Al  Presidente della Regione e  all'Assessore  per
  l'agricoltura e le foreste, premesso che:

   con  decreto  presidenziale n. 39/S.6/S.G. dell'1 marzo  2007  è
  stato approvato, ai sensi della legge regionale 1 settembre 1997,
  n.  33,  art. 15 e successive modifiche ed integrazioni,  in  via
  provvisoria,  il piano regionale faunistico-venatorio  2006-2011,
  quale  approvato dalla Giunta regionale con deliberazione n.  253
  del  18  maggio 2006, come modificato dalla Giunta regionale  con
  deliberazione n. 287 del 21 luglio 2006;

   l'art.  14  della  legge  regionale  1  settembre  1997,  n.  33
  sottopone  a  pianificazione  il territorio  agro-silvo-pastorale
  della Regione mediante destinazione differenziata del territorio,
  riservandone alla protezione della fauna selvatica una quota  del
  25% (74.697 ettari), alla caccia riservata a gestione privata, ai
  centri privati di produzione di selvaggina ed agli allevamenti di
  fauna  selvatica a scopo di ripopolamento una quota  massima  del
  15%  (44.818  ettari),  la  restante  parte  del  territorio  60%
  (179.273 ettari) di ciascuna provincia regionale è destinata alla
  gestione programmata della caccia secondo le modalità indicate al
  Titolo III della legge regionale n. 33/97;

   il  sopracitato  piano  faunistico-venatorio  2006-2011  riporta
  esplicitamente la mancata osservanza della previsione,  tassativa
  e  puntuale,  della legge regionale n. 33/97, del 25  per  cento,
  dilatazione  della quota al 31% che, a discapito dei  cacciatori,
  lede  il  diritto ad esercitare l'attività venatoria,  aumentando
  con  non  poche conseguenze il rischio di incidenti anche mortali
  per l'elevata densità di cacciatori per ettaro di superficie;

   per  determinare le percentuali sopraccitate, il piano regionale
  faunistico-venatorio  fa  riferimento  al  progetto   comunitario
  Corine Land Cover, base per la redazione della carta dell'uso del
  suolo  realizzata  dall'Assessorato regionale del  territorio  ed
  ambiente pubblicata nel 1994, i cui dati, a distanza di 13  anni,
  non  possono rispecchiare l'evoluzione urbanistica dei 108 Comuni
  della  provincia,  riducendo così nel  tempo  la  quota  del  60%
  destinata all'esercizio dell'attività venatoria;

   il  progetto comunitario Corine Land Cover ha definito le classi
  di   identificazione  del  territorio  terrestre  in  5  livelli,
  ripartiti, a loro volta, in sottolivelli:

   1) territori modellati artificialmente;

   2) territori agricoli;

   3) territori boscati ed ambienti semi-naturali;

   4) zone umide;

   5) corpi idrici.

   la  quota  del  25% destinata a protezione della fauna  dovrebbe
  essere   equamente  distribuita  nei  sopracitati  livelli,   non
  contrastando  così con le disposizioni del calendario  venatorio,
  in  quanto,  ad esempio, il 55% delle specie cacciabili  vive  in
  zone  umide  che,  per  circa 1'85%, sono  precluse  all'attività
  venatoria;

   per  sapere come l'Assessorato regionale agricoltura  e  foreste
  intenda adeguarsi alle n orme sull'utilizzo del territorio  agro-
  silvo-pastorale alla luce di quanto sopra riportato». (1093)

   Risposta.   «In   riferimento   all'interrogazione   n.    1093,
  dell'onorevole  Ardizzone,  si ritiene  indispensabile  precisare
  preliminarmente che il territorio agro-silvo-pastorale, così come
  definito  dal Piano Regionale Faunistico Venatorio, è  costituito
  da:
      1) territori agricoli;
  2) territori boscati ed ambienti seminaturali;
  3) zone umide;
  4) corpi idrici.
   La  superficie agro-silvo-pastorale consiste nella  parte  della
  superficie  geografica  non  occupata  dai  territori   modellati
  artificialmente  (centri  abitati, strade,  ferrovie,  aeroporti,
  etc.)  e,  pertanto,  è  soggetta  a  variazioni  a  causa  della
  espansione  dei  centri  abitati  e  dei  territori  occupati  da
  infrastrutture.
   Il  superamento della percentuale di territorio disponibile  che
  la  legge  consente di sottrarre alla caccia è dovuto ai  vincoli
  (parchi,   riserve,  etc.)  imposti  dall'Assessorato   regionale
  territorio ed ambiente. A tal proposito, il nuovo Piano regionale
  Faunistico Venatorio, approvato in via provvisoria, prevede  che,
  nei  casi in cui il territorio di una provincia, o quello di  una
  isola  minore, sottoposto a protezione risulti superiore  al  25%
  del  rispettivo  territorio agro-silvo-pastorale,  il  calendario
  venatorio dovrà individuare annualmente, all'interno di una o più
  zone protette, un'area di estensione pari alla quota eccedente il
  25% del  territorio agro-silvo-pastorale protetto della provincia
  o  dell'isola  minore  interessata, in cui per  quella  annata  è
  possibile  effettuare  il  prelievo venatorio;  per  il  prelievo
  venatorio  nelle  aree  individuate  in  tale  sede  si  potranno
  prevedere  contestualmente dei limiti e/o condizioni  particolari
  e/o più restrittive.
   A  termine  di  ogni stagione venatoria e comunque  prima  della
  predisposizione  del  calendario  venatorio  per  la   successiva
  stagione,   l'Ufficio   competente   alla   predisposizione   del
  calendario  venatorio convocherà delle conferenze di servizi,  ai
  sensi  dell'art.  14 della legge 7/8/1990, n.  241  e  successive
  modifiche  ed  integrazioni,  per  ogni  provincia  che   dovesse
  trovarsi nelle condizioni di cui sopra.
   A   tali   conferenze   partecipano,  oltre  al   rappresentante
  dell'Unità  Operativa  responsabile dell'attività  venatoria  del
  Servizio  Faunistico venatorio ed ambientale ed  il  responsabile
  della   ripartizione   Faunistico   venatoria   competente    per
  territorio,  i  rami dell'Amministrazione e gli  Enti  che  hanno
  istituito il vincolo ed i soggetti che gestiscono l'area protetta
  (Assessorato  regionale Territorio ed Ambiente,  Azienda  foreste
  demaniali,  Enti parco, Enti gestori delle riserve  naturali)  di
  volta in volta interessati.
   Qualora  in  sede  di  Conferenza  di  servizi  non  si  dovesse
  pervenire   alla   concorde  individuazione  dell'area   su   cui
  permettere  il  prelievo  venatorio,  vi  provvede  l'Assessorato
  regionale   agricoltura   e   foreste,   su   indicazione   della
  Ripartizione Faunistico venatoria competente per territorio.
   Al  riguardo, del calendario venatorio relativo al 2007-2008 non
  è  stato  possibile attivare la predetta procedura  a  causa  dei
  margini  di tempo ristretti, considerata la data di pubblicazione
  del  Decreto Presidenziale di approvazione del Piano  (13  aprile
  2007)  e  la  data  di emanazione del calendario  venatorio  che,
  secondo legge non può andare oltre il 15 giugno.
   Ciò   detto,   le  considerazioni  dell'onorevole   interrogante
  mantengono il pregio di aver attivato l'attenzione su una materia
  al  momento  oggetto di interventi normativi diversi, non  sempre
  facilmente  conciliabili,  nella  quale  -  a  mio  avviso  -  il
  legislatore dovrebbe intervenire ancora una volta per  coordinare
  le disposizioni vigenti e stabilire regole e limiti chiari per le
  attività  amministrative dei soggetti istituzionali  ai  quali  è
  affidata la tutela del territorio e dell'ambiente.
   Mi  adopererò  per  ottenere  la  collaborazione  dell'Assessore
  regionale  per  il territorio e l'ambiente per la predisposizione
  di un apposito disegno di legge».

                                                 L'Assessore LA VIA

   ZAPPULLA-DE BENEDICTIS. -«All'Assessore per l'agricoltura  e  le
  foreste, premesso che:

   la  legge  regionale n. 45 del 1995 si proponeva, attraverso  la
  razionalizzazione  del  numero dei  consorzi,  la  riforma  degli
  stessi e la loro democratizzazione;

   a  distanza  di ben dodici anni non è successo nulla  perché  la
  legge  non  è stata applicata dai vari governi regionali  che  si
  sono  succeduti  determinando una situazione ormai  insostenibile
  per  le  imprese  agricole, per i produttori e per  i  lavoratori
  dipendenti;

   in  questi dodici lunghi anni di commissariamento non sono stati
  nemmeno  adottati i  piani  di bonifica, ovvero lo strumento  per
  ripartire equamente i costi e per definire le stesse modalità  di
  elezione;

   è  giunto il momento di ripensare ruoli, compiti e funzioni  dei
  consorzi di bonifica, attraverso la definizione dei nuovi  ambiti
  operativi  e  dell'assetto economico delle  nuove  strutture  che
  siano  sostenibili  sia per gli utenti che per  la  collettività;
  riformarli   in   strumenti  strategici   per   la   salvaguardia
  dell'ambiente  e  la  gestione del territorio,  la  distribuzione
  delle acque irrigue e la regimentazione di quelle superficiali;

   visto che:

   il  Consorzio  di  Bonifica n. 10 della provincia  di  Siracusa,
  anche  a seguito di una catena di inquietanti furti agli impianti
  di sollevamento, rischia di non potere garantire l'irrigazione;

   se  non si provvede in tempi celeri al ripristino degli impianti
  distrutti, i produttori saranno costretti ad approvvigionarsi dai
  pozzi  privati  e  a  sopportare un costo naturalmente  superiore
  rispetto  a  quello  che  pagherebbero utilizzando  l'acqua  e  i
  servizi consortili;

   le  perizie  predisposte dal Consorzio per il  ripristino  degli
  impianti distrutti non sono state finanziate;

   così  si  rimane impossibilitati ad avviare la stagione  irrigua
  che dovrebbe iniziare nella prima metà di giugno 2007;

   considerato  che  permanendo tale situazione  si  determinerebbe
  una  condizione  gravissima e insostenibile per le  imprese  e  i
  produttori,  mettendo  in ginocchio non  solo  il  sistema  delle
  imprese stesse ma l'intera economia della zona;

   per  sapere  quali  azioni e iniziative  intenda  assumere,  con
  carattere di tutta urgenza, per finanziare la manutenzione  degli
  impianti  colpiti  dai furti e dalle devastazioni  e  offrire  le
  giuste  e  necessarie garanzie alle imprese, ai produttori  e  ai
  lavoratori». (1143)

   ZAPPULLA.  -«All'Assessore  per  l'agricoltura  e  le   foreste,
  premesso che:

   la  situazione  generale  dei Consorzi di  bonifica  in  Sicilia
  impone scelte radicali e coerenti di riforma del settore;

   sulla  drammatica  situazione  in  cui  versa  il  Consorzio  di
  Bonifica  n.  10  di  Lentini (SR) è  stata  già  presentata  una
  specifica   interrogazione  parlamentare  finora  rimasta   senza
  risposta;

   nonostante   gli   impegni   informali  assunti   dall'Assessore
  regionale  per  l'agricoltura e foreste, ancora  non  sono  stati
  realizzati  i lavori indispensabili per garantire il diritto  dei
  produttori all'avvio concreto della stagione irrigua;

   visto che:

   il  perdurare della insostenibile condizione di incertezza e  di
  precarietà in cui versa il Consorzio in questione crea gravissimo
  nocumento  alla funzionalità dei servizi erogati e alla  garanzia
  dei   diritti   elementari  dei  lavoratori,  a   partire   dalla
  corresponsione degli stipendi;

   non  solo  il  Consorzio non riesce a garantire la  funzionalità
  degli impianti per la stagione irrigua, ma presso la stessa  sede
  centrale  del  Consorzio  da più di due mesi  non  viene  erogata
  regolarmente  l'energia elettrica, costringendo gli  operatori  a
  condizioni oggettivamente disastrose e prive di sicurezza;

   gli  impianti, dopo i furti e gli atti vandalici subiti nei mesi
  scorsi,  non  sono ancora in grado di assicurare  con  regolarità
  l'erogazione dell'acqua;

   considerati:

   il    ritardo,    ormai    insostenibile,    nell'approntamento,
  definizione e realizzazione di un piano di riforma strutturale in
  grado di rilanciare in modo trasparente ed efficace il ruolo  dei
  Consorzi;

   l'assenza  di  un  piano industriale capace  di  realizzare  una
  struttura  davvero libera dalla politica e dalle clientele  e  al
  servizio   delle   imprese,   dei  produttori,   del   lavoro   e
  dell'economia;

   viste:

   l'urgenza  di  un  piano  di  democratizzazione  e  di   riforma
  strutturale del settore;

   la    notizia   dello   stato   di   agitazione   deciso   dalle
  organizzazioni   sindacali  confederali  e  dai  lavoratori   del
  Consorzio 10 proprio in ragione delle problematiche suindicate;

   per  sapere  quali iniziative ed azioni urgenti intenda  avviare
  per sbloccare la situazione, garantendo gli stipendi al personale
  dei Consorzi di bonifica». (1219)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  «In  riferimento alle interrogazioni n.  1143,  degli
  onorevoli  Zappulla  e  De Benedictis, e n. 1219,  dell'onorevole
  Zappulla, si rappresenta quanto segue.
   L'esperienza  della  gestione  straordinaria  dei  Consorzi   di
  bonifica  non  può  essere  definita soddisfacente.  Giustificate
  appaiono  le  critiche  relative agli  adempimenti   ritardati  o
  semplicemente  omessi e ragionevoli le perplessità  degli  utenti
  nei confronti delle iniziative degli Enti.
   Muovendo  da queste considerazioni, il legislatore regionale  ha
  ritenuto  necessario intervenire con l'articolo  33  della  legge
  2/2007. Quest'ultima, oltre, ad istituire una specifica struttura
  per  il  controllo dei Consorzi di bonifica , ha previsto  che  i
  piani  di  classifica, dei quali i Consorzi non sono  riusciti  a
  dotarsi,   siano  predisposti  dall'Assessorato  al  quale   sono
  preposto;  e  ciò  anche  per  pervenire  in  tempi  brevi   allo
  svolgimento delle elezioni degli organi consortili.
   Do  comunicazione  agli onorevoli  interroganti  che  l'Autorità
  per  la vigilanza e il controllo dei Consorzi di bonifica è stata
  costituita  e  ne sono stati disciplinati l'organizzazione  e  il
  funzionamento  e che gli uffici competenti dell'Assessorato  sono
  al  lavoro per definire i piani di classifica nel più breve tempo
  possibile.
   Il  completamento  degli adempimenti previsti  dall'articolo  33
  della legge regionale  2/2007 consentirà il transito dei Consorzi
  di   bonifica  in  un  regime  ordinario  di  amministrazione   e
  autonomia.
   Quanto  al  ripristino delle infrastrutture irrigue, oggetto  di
  danneggiamenti  e  furti  da parte di ignoti,  del  consorzio  di
  Bonifica  11  di  Siracusa,  l'Amministrazione  ha  provveduto  a
  trasferire  le  risorse  necessarie  per  garantire  il  regolare
  svolgimento  della  stagione  irrigua.  Nel  territorio  di  quel
  Consorzio  risulta  attivata la stagione irrigua  senza  problemi
  particolari.
   In  merito  al pagamento degli stipendi al personale,   è  stata
  accreditata la somma relativa alla prima semestralità, così  come
  agli altri Consorzi
   Quanto  ai contributi per le calamità pregresse, si fa  presente
  che  con  la legge n. 178/2002 (conversione del decreto legge  n.
  138/2002) sono stati previsti interventi di sostegno alle aziende
  agricole colpite dalla grave siccità del periodo 2000-2002  quali
  agevolazioni - integrative del Fondo di Solidarietà Nazionale  ex
  legge 185/1992 - sul credito agrario e sui ruoli contributivi dei
  Consorzi di bonifica.
   Il  finanziamento statale è stato disposto con limiti d'impegno,
  nella  misura  di 18 milioni di euro, dei quali 10  milioni  sono
  vincolati ad un corrispondente cofinanziamento regionale.
   Con  decreti  del  6  settembre 2002 e del 1   agosto  2003  del
  Ministro  delle  Politiche  Agricole  e  Forestali,  sentita   la
  Conferenza  Stato-Regioni, le somme sono state ripartite  tra  le
  Regioni:  alla  Sicilia  sono  stati attribuiti  complessivamente
  7.320.598,00  euro.  Sempre  con  limite  d'impegno,   la   legge
  regionale  ha  disposto  il necessario  cofinanziamento,  pari  a
  4.067.000,00 euro.
   Come  è  noto,  i  limiti  di impegno consistono  in  erogazioni
  annuali  e  per avere le disponibilità delle somme   assegnate  è
  necessaria  la  loro attualizzazione,  cioè un  procedimento  che
  consente  di avere a disposizione immediatamente  le risorse  nel
  loro   ammontare  complessivo,  ridotto  in  virtù   di   calcoli
  predeterminati, senza attendere le singole scadenze  previste.
   La  esiguità  delle disponibilità statali non ha  consentito  il
  ricorso  a  questa procedura e, d'altro lato, la Regione  non  ha
  potuto ottenere un mutuo da parte della Cassa Depositi e Presisti
  perché    la    finanziaria   2004   ha   vietato   il    ricorso
  all'indebitamento per spese diverse dagli  investimenti .
   La  Regione  ha  rivolto incessanti richieste, a  partire  dalla
  pubblicazione della legge finanziaria 2004, al Governo  nazionale
  per  ottenere  lo  sblocco delle risorse, fino a  quando  non  ha
  ottenuto un ulteriore intervento legislativo, concretizzatosi con
  il  terzo comma dell'art. 1 della legge n. 71/2005 di conversione
  del  D.L. 22/2005, che autorizza la Cassa Depositi e Prestiti  ad
  attualizzare gli stanziamenti previsti dalla legge n. 178/2002.
   Nonostante  ciò,  solo  alla fine del  2006  -  dopo  una  forte
  pressione  congiunta  da  parte  del  Governo  regionale  e   del
  Ministero  della Politiche Agricole verso la Ragioneria  Generale
  dello  Stato  -  si  è  potuto ottenere dalla  Cassa  Depositi  e
  Prestiti l'attualizzazione del limite d'impegno statale su  dieci
  anni (56.729.344,03 euro).
   La  Cassa Depositi e Prestiti non è stata, però, disponibile  ad
  attualizzare  il cofinanziamento regionale; l'Amministrazione  si
  h,   quindi,   attivata  per  utilizzare  subito  le  somme   già
  disponibili sul Bilancio della Regione. Dato che le somme avevano
  una  destinazione  vincolata,  è stato  possibile  riprodurre  in
  Bilancio   le   annualità  precedenti  nel   corrente   esercizio
  finanziario: ciò ha reso disponibili circa 16,2 milioni di  euro,
  comprese le risorse iscritte nell'esercizio 2007. Tali somme sono
  destinate   -  ad  esaurimento  al  soddisfacimento   in   ordine
  cronologico  delle  istanze dei benefici  previsti  dall'art.  3,
  comma 2, lett. d) della legge 185/1992.
   L'Assessorato      richiederà      l'iscrizione      complessiva
  nell'esercizio finanziario 2008 del Bilancio della Regione  della
  restante  parte del cofinanziamento regionale (6 anni del  limite
  d'impegno).  Tale  dotazione finanziaria sarà utilizzata  per  il
  pagamento dei benefici di cui alla lettera c).
   È  già stato assegnato a ciascun Ispettorato un   acconto , pari
  al  40% del fabbisogno segnalato, per il pagamento dei contributi
  per  danni  alle produzioni ( art. 3 comma 2 lett. B della  legge
  185/92).  Ciò consente l'avvio immediato delle procedure  per  la
  liquidazione  delle  pratiche che nel frattempo  sono  state  già
  istruite dai diversi Uffici e positivamente esitate.
   Gli  Ispettorati sono stati chiamati a verificare in  ogni  caso
  tutte le pratiche pervenute, allo scopo di tenere sotto controllo
  l'ammontare  dei  contributi richiesti per ciascuno  dei  diversi
  eventi  siccitosi  di  propria competenza,  al  fine  di  evitare
  immotivati scompensi o sperequazioni  di fatto  nel pagamento.
   L'Assessorato,  che  è  impegnato  sin  dall'anno  2003    nell'
  attuazione  della  legge n. 178/2002 (cosiddetto decreto  omnibus
  2002 ),  ha già programmato l'utilizzo delle risorse in  coerenza
  con le disposizioni statali, che prevedono i seguenti interventi:
   -Contributi per mutui decennali;
  -compensazione ai Consorzi di bonifica per gli sgravi
  contributivi (circa 20 milioni di euro);
  -contributi aziendali per la ricostituzione capitali;
  -prestiti agevolati quinquennali d'esercizio;
  -prestiti agevolati quinquennali con abbuono del 40% ».

                                                 L'Assessore LA VIA

   DI  MAURO.  -«All'Assessore  per  l'agricoltura  e  le  foreste,
  premesso   che   l'art.  33  della  l.r.  2  del   2007   prevede
  l'istituzione dell'Autorità per la vigilanza ed il controllo  dei
  Consorzi di bonifica, al fine di un'adeguata vigilanza sugli enti
  e  per  dare  democratica rappresentanza negli organi  consortili
  alle organizzazioni di settore;

   per  sapere  se  sia  stato predisposto, entro  i  previsti  120
  giorni  dalla  data di pubblicazione della l.r. 2  del  2007,  il
  Piano  di  cui  all'art. 10, comma 2, della  l.r.  45  del  1995,
  propedeutico alla convocazione dell'Assemblea dei consorziati per
  l'elezione degli organi consortili.» (1171)

   Risposta.    «In   relazione   all'interrogazione    n.    1171,
  dell'onorevole  Di  Mauro, si rappresenta che l'esperienza  della
  gestione  straordinaria dei Consorzi di bonifica non  può  essere
  definita   soddisfacente.  Giustificate  appaiono   le   critiche
  relative  agli  adempimenti ritardati o  semplicemente  omessi  e
  ragionevoli  le  perplessità  degli utenti  nei  confronti  delle
  iniziative degli Enti.
   Muovendo  da  queste considerazioni il legislatore regionale  ha
  ritenuto  necessario intervenire con l'articolo  33  della  legge
  2/2007. Quest'ultima, oltre, ad istituire una specifica struttura
  per  il  controllo dei Consorzi di bonifica, ha  previsto  che  i
  piani  di  classifica, dei quali i Consorzi non sono  riusciti  a
  dotarsi,   siano  predisposti  dall'Assessorato  al  quale   sono
  preposto;  e  ciò  anche  per  pervenire  in  tempi  brevi   allo
  svolgimento delle elezioni degli organi consortili.
   Do  comunicazione all'onorevole interrogante che l'Autorità  per
  la  vigilanza  e  il controllo dei Consorzi di bonifica  è  stata
  costituita  e  ne sono stati disciplinati l'organizzazione  e  il
  funzionamento  e che gli uffici competenti dell'Assessorato  sono
  al  lavoro per definire i piani di classifica nel più breve tempo
  possibile.
   Il  completamento  degli adempimenti previsti  dall'articolo  33
  della legge regionale  2/2007 consentirà il transito dei Consorzi
  di   bonifica  in  un  regime  ordinario  di  amministrazione   e
  autonomia.
   Quanto  alle censure sul comportamento dei commissari che  hanno
  emesso  ruoli  di  contribuenza in assenza -  asseriscono  alcuni
  onorevoli interroganti - di servizi effettivamente resi , non  si
  possono condividere le affermazioni circa l'illegittimità di tali
  provvedimenti.
   In   effetti,  è  il  comma  42  dell'articolo  20  della  legge
  regionale 19/05 che  autorizza i consorzi di bonifica a  emettere
  ruoli   provvisori  di  contribuenza  relativi  alle   spese   di
  funzionamento  non  coperte  dal contributo  regionale,  mediante
  ripartizione calcolata secondo indice pari all'unità  e a fare le
  dovute compensazioni dopo l'approvazione dei piani di classifica.
  Né  può  essere  invocato il comma 41 del medesimo  articolo  che
  autorizza  i  consorzi a sospendere i ruoli emessi e ritirare  le
  azioni  giudiziarie sino al 31.12.2006: in primis perché oggi  il
  termine è scaduto e poi perché la sospensione era prevista per  i
  ruoli emessi in riferimento a servizi  resi prima dell'entrata in
  vigore della legge regionale 45/95.
   Per  consentire l'avvio della stagione irrigua, alcuni Consorzi,
  con carenza di personale rispetto ai posti previsti nel Piano  di
  Organizzazione  Variabile  (P.O.V.)  dell'Ente,   hanno   assunto
  lavoratori a tempo determinato senza oneri a carico del  Bilancio
  regionale.

   In  ordine all'aumento dell'importo dei canoni irrigui da  parte
  di   alcuni  Consorzi,  risulta  che  tali  aumenti  sono   stati
  revocati».

                                                 L'Assessore LA VIA

   CALANNA.  -«All'Assessore per il lavoro, la previdenza  sociale,
  la formazione     professionale  e l'emigrazione, premesso che:

   la  Regione siciliana ha provveduto con la l.r. 14 aprile  2006,
  n.  16  e  con  le circolari dell'Assessorato del  lavoro,  della
  previdenza    sociale,   della   formazione    professionale    e
  dell'Emigrazione nn. 77 e 78 del 19 dicembre 2006 a  disciplinare
  la stabilizzazione del personale precario;

   il  Comune  di  Sant'Agata  di  Militello  (ME)  ha  avviato  le
  procedure  di  stabilizzazione, ma i lavoratori  interessati  non
  percepiscono da mesi le proprie spettanze;

   il  coinvolgimento  di  tanti lavoratori  rende  necessaria  una
  valutazione  approfondita ed attenta della vicenda,  al  fine  di
  accertare   i   fatti  ed  adottare  ogni  eventuale   necessario
  provvedimento amministrativo;

   per sapere:

   quali siano le ragioni del mancato pagamento delle spettanze  ai
  lavoratori  interessati  da procedure di stabilizzazione  avviate
  dal Comune di Sant'Agata di Militello;

   quali  determinazioni l'assessore in indirizzo intenda  adottare
  in merito». (1168)

   Risposta.   «In   riferimento   all'interrogazione   n.    1168,
  dell'onorevole Calanna, si rappresenta quanto segue.
   Il  Comune  di Sant'Agata di Militello ha stipulato i  contratti
  di  diritto privato, di cui alla Legge 16 aprile 2006 n. 16,  con
  n.  37  lavoratori ex leggi regionali  n. 85/95 e n. 24/96  e  ha
  presentato  istanza di accreditamento delle somme  relative  alla
  quota del 90 per cento a carico della Regione siciliana con  nota
  pervenuta a questa Amministrazione in data 16 gennaio 2007.
   Nel  rispetto dell'ordine cronologico di arrivo delle  richieste
  di  finanziamento avanzate dagli enti, con D.D.G. n. 433  del  20
  aprile 2007, registrato dalla Ragioneria Centrale Lavoro in  data
  9  maggio  2007 al n. 892, il Dipartimento dell'Agenzia Regionale
  per l'impiego e la formazione professionale di questo Assessorato
  ha  impegnato  la complessiva somma di euro 1.158.074,46  per  il
  finanziamento,  per gli anni 2007 e 2008, della dote  finanziaria
  personale di cui all'art. 2, comma 1, della legge 31 marzo  2001,
  n.  2,  ai 37 lavoratori che hanno stipulato il contratto con  il
  Comune di Sant'Agata di Militello.
   A   seguito  della  registrazione  del  citato  D.D.G.  n.  433,
  comunicata  dalla Ragioneria con elenco n. 228 del 9 maggio  2007
  assunto  al prot. n. 7849 del 15 maggio 2007, con elenco  n.  281
  del  17  maggio  2007 è stato trasmesso alla Ragioneria  Centrale
  Lavoro  lo  schema di mandato di pagamento della  somma  di  euro
  579,037,23,  quale  quota a carico della  Regione  siciliana  per
  l'anno 2007.
   La  Ragioneria  ha  comunicato di avere  inviato  al  Tesoro  il
  mandato  di  pagamento di euro 579.037,23, emesso  a  favore  del
  Comune  di  Sant'Agata di Militello, con elenco n. 60919  del  24
  maggio 2007.
     Risulta che il titolo è stato trasmesso dal Tesoro al Banco di
  Sicilia  con elenco n. 6313 del giugno 2007 e pagato in  data  11
  giugno 2007.
   Per completezza si aggiunge che a favore dello stesso Comune  di
  Sant'Agata  di  Militello  sono stati  emessi  anche  i  seguenti
  mandati di pagamento:
   -  euro 543.167,19 per il finanziamento della prosecuzione, fino
  al  31  dicembre 2007, dei contratti di diritto privato a 18  ore
  stipulati  con n. 46 soggetti ex leggi regionali n.  85/95  e  n.
  24/96, che risulta pagato in data 15 giugno 2007;
   -   euro   181.055,56  per  il  finanziamento   dell'adeguamento
  contrattuale,  dal  1   gennaio  al  31  dicembre  2007,  ai   46
  lavoratori predetti, che risulta pagato in data 18 maggio 2007».

                                                L'Assessore FORMICA