Presidenza del vicepresidente Stancanelli
FALZONE, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo gli onorevoli
Galvagno, Scoma e Ammatuna per la seduta odierna e l'onorevole
Di Benedetto per la presente seduta ed le altre eventuali di
questa settimana.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte
alle seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per l'Agricoltura:
N. 591 - Chiarimenti in ordine alla circolare n. 6, in materia
di certificazione di igiene e benessere degli animali, i cui
effetti hanno determinato il blocco dei finanziamenti della
Misura E alle aziende zootecniche della provincia di Enna.
Firmatari:Termine Carmelo
N. 682 - Riorganizzazione del comparto e valorizzazione delle
produzioni agro-alimentari siciliane.
Firmatari:Incardona Carmelo
N. 775 - Motivi della mancata attuazione degli accordi
sindacali e della vigente normativa riguardanti i braccianti
forestali.
Firmatari:Cracolici Antonino
N. 875 - Interventi presso l'Ente gestore della diga Baiata di
Paceco (TP) le cui acque sono utilizzate per l'irrigazione.
Firmatari:Oddo Camillo
N. 911 - Interventi nei confronti del Consorzio di bonifica
Trapani 1, gestore della diga Baiata di Paceco (TP).
Firmatari:Oddo Camillo
N. 928 - Avvio di azione ispettiva ai fini della
quantificazione dei danni provocati dall'incuria da parte degli
enti preposti nell'area dell'ex Agrumaria meridionale (ME) e di
interventi per la bonifica dell'area.
Firmatari:Panarello Filippo
N. 935 - Notizie a proposito delle inefficienze e dei disguidi
verificatisi presso il salone internazionale del marketing
ortofrutticolo svoltosi a Berlino dall'8 al 10 febbraio scorsi al
quale era presente con un padiglione la Regione siciliana.
Firmatari:Di Guardo Antonino
N. 952 - Interventi presso l'ENEL e il Voltano S.p.A. per
l'attivazione immediata dei due impianti di sollevamento
nell'area agrumicola del riberese.
Firmatari:Di Benedetto Giacomo; Manzullo Giovanni; Panepinto
Giovanni
N. 953 - Interventi, anche a livello nazionale, a favore dei
produttori agrumicoli e ortofrutticoli a ristoro dei danni subiti
per calamità negli anni passati e per il riconoscimento dello
stato di crisi di mercato per le produzioni siciliane.
Firmatari:Di Benedetto Giacomo
N. 975 - Commissione regionale 'Fondo di rotazione' -
integrazione organismo e successivo scioglimento della medesima.
Firmatari:Caputo Salvino
N. 1028 - Iniziative urgenti per verificare la gestione
amministrativa ed economica dell'Associazione regionale
allevatori Sicilia (ARAS).
Firmatari:Gennuso Giuseppe
N. 1070 - Interventi per la tutela dei diritti dei lavoratori
forestali stagionali (cinquantunisti).
Firmatari:Caputo Salvino
N. 1077 - Notizie a proposito dell'inserimento lavorativo degli
operai forestali che hanno svolto 51 giornate lavorative nel
2005.
Firmatari:Borsellino Rita
- Con nota 1825/In/14 del 28 maggio 2007 il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore per l'agricoltura.
N. 1093 - Adeguamento alle norme sull'utilizzo del territorio
agro-silvo-pastorale riportate dal Piano regionale faunistico-
venatorio 2006-2011 per la provincia di Messina.
Firmatari:Ardizzone Giovanni
N. 1143 - Interventi urgenti per l'avvio della stagione irrigua
in provincia di Siracusa e per l'attuazione della l.r. n. 45 del
1995 riguardante la riforma dei Consorzi di bonifica.
Firmatari:Zappulla Giuseppe; De Benedictis Roberto
N. 1171 - Notize a proposito della predisposizione del Piano di
classifica di cui all'art. 10, comma 2 della l.r. 45/1995.
Firmatari:Di Mauro Giovanni Roberto
N. 1219 - Interventi per garantire l'operatività del Consorzio
di bonifica n. 10 di Lentini (SR) e per l'avvio della riforma dei
Consorzi.
Firmatari:Zappulla Giuseppe
- da parte dell'Assessore per il Lavoro:
N. 1168 - Ragioni del mancato pagamento delle spettanze dovute
ai lavoratori interessati da procedure di stabilizzazione
avviate dal Comune di Sant'Agata di Militello (ME).
Firmatari:Calanna Francesco.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al
resoconto stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno
di legge:
- Istituzione del fondo per il contenimento delle tariffe (n.
669)
presentato dagli onorevoli Panepinto, Cracolici, Apprendi,
Calanna, De Benedictis, Di Benedetto, Di Guardo, Oddo Camillo,
Panarello, Speziale, Termine, Villari, Zago, Zappulla in data 8
ottobre 2007
Comunicazione di presentazione di disegni di legge e
contestuale comunicazione di invio alla competente Commissione
legislativa
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
presentati ed inviati alla Commissione legislativa Attività
produttive (III):
- Razionalizzazione delle risorse di idrocarburi liquidi e
gassosi nella Regione (n. 667)
presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) in data 4
ottobre 2007
inviato in data 8 ottobre 2007
- Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 22 dicembre
1999, n. 28, in materia di disciplina del commercio ed alla legge
regionale 23 dicembre 2000, n. 32 (n. 668)
presentato dall'onorevole Cristaudo in data 4 ottobre 2007
inviato in data 8 ottobre 2007
- Norme in materia di agevolazione nell'utilizzo dei fondi
della programmazione comunitaria 2007-2013 per il settore
industria (n. 670)
presentato dall'onorevole Turano in data 8 ottobre 2007
inviato in data 8 ottobre 2007.
Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
Commissione legislativa
PRESIDENTE. Comunico che il seguente disegno di legge è stato
inviato alla Commissione legislativa Cultura, formazione e
lavoro (V):
- Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 9 ottobre 1998,
n. 26, sulla tutela delle minoranze linguistiche nella Regione
(n. 664)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 4 ottobre 2007
Parere I.
Comunicazione di pareri resi
PRESIDENTE. Comunico che le seguenti richieste di parere sono
pervenute dal Governo ed inviate alla Commissione legislativa
Affari istituzionali (I):
- Designazione presidente collegio sindacale dell'Istituto
autonomo per le case popolari di Trapani (n. 79/I)
pervenuta in data 4 ottobre 2007
inviata in data 8 ottobre 2007
- Designazione presidente collegio sindacale dell'Istituto
autonomo per le case popolari di Agrigento (n. 80/I)
pervenuta in data 4 ottobre 2007
inviata in data 8 ottobre 2007
- Designazione componente in rappresentanza dell'Assessorato
regionale dei lavori pubblici in seno al collegio sindacale
dell'Istituto autonomo per le case popolari di Agrigento (n.
81/I)
pervenuta in data 4 ottobre 2007
inviata in data 8 ottobre 2007
- Designazione presidente collegio sindacale dell'Istituto
autonomo per le case popolari di Messina (n. 82/I)
pervenuta in data 4 ottobre 2007
inviata in data 8 ottobre 2007
- Istituto regionale dell'olivo e dell'olio. Costituzione del
Collegio dei revisori (n. 83/I)
pervenuta in data 4 ottobre 2007
inviata in data 8 ottobre 2007
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 1339 - Notizie a proposito dell'applicazione del piano di
contenimento e riqualificazione del servizio sanitario regionale
nel distretto di Palagonia (CT).
Assessore Sanità
Firmatari: Di Guardo Antonino; Di Benedetto Giacomo;
Panepinto Giovanni; Termine Salvatore; Villari Giovanni; Zappulla
Giuseppe
N. 1343 - Notizie a proposito dei lavori di protezione e
consolidamento versanti, centri abitati e infrastrutture del
bacino del fiume Lenzi - Baiata.
Presidente Regione
Assessore Territorio
Firmatario: Ruggirello Paolo
N. 1345 - Notizie a proposito della grave crisi in cui versa
l'Azienda dei trasporti di Messina.
Presidente Regione
Assessore Turismo
Firmatario: Ballistreri Gandolfo
N. 1346 - Interventi per il potenziamento dell'ufficio postale
della frazione Giumarra del comune di Castel di Judica (CT).
Presidente Regione
Assessore Turismo
Firmatario: Villari Giovanni
N. 1349 - Notizie circa il mancato rispetto da parte
dell'Azienda siciliana trasporti (A.S.T.) delle norme riguardanti
il contenimento della spesa.
Assessore Turismo
Firmatario: Apprendi Giuseppe
N. 1350 - Motivi della mancata riduzione degli Ambiti
territoriali ottimali per la gestione dei rifiuti urbani,
prevista dall'art. 45 della l.r. n. 2 dell' 8 febbraio 2007.
Presidente Regione
Firmatario: Panepinto Giovanni
N. 1351 - Interventi per verificare il rispetto delle norme
della finanziaria regionale a proposito delle assunzioni
effettuate dall'ATO COINRES.
Assessore Famiglia
Firmatario: Apprendi Giuseppe
N. 1354 - Notizie a proposito del 'Nuovo prezzario per i lavori
pubblici'.
Presidente Regione
Assessore Lavori Pubblici
Firmatario: Di Benedetto Giacomo
Le interrogazioni testé annunziate saranno iscritte all'ordine
del giorno per essere svolte al loro turno.
Do lettura delle interrogazioni con richiesta di risposta
scritta presentate:
N. 1340 - Iniziative per la messa in sicurezza della Strada
Statale 120.
- Presidente Regione
- Assessore Lavori Pubblici
Firmatario: Galvagno Michele
N. 1341 - Notizie concernenti la gestione del servizio
sanitario nella Regione.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Firmatario: Fiorenza Cataldo
N. 1342 - Notizie circa i provvedimenti adottati dal Governo
regionale per il contenimento della spesa sanitaria e avvio di
un'indagine amministrativa presso la AUSL 3 di Catania.
Presidente Regione
Assessore Sanità
Firmatario: Fiorenza Cataldo
N. 1344 - Notizie a proposito del quesito avanzato dal
sovrintendente ai beni culturali della provincia di Trapani
sull'installazione di nuovi impianti fotovoltaici nel territorio
trapanese.
Presidente Regione
Assessore Beni Culturali
Firmatario: Ruggirello Paolo
N. 1347 - Modifica dell'art. 5 della l.r. 20/2007 recante
disposizioni in materia di finanziamenti agevolati e contributi
del POR Sicilia 2007-2013.
Presidente Regione
Assessore Lavori Pubblici
Firmatario: Barbagallo Giovanni
N. 1348 - Erogazione della terza trimestralità a favore degli
enti locali
Assessore Famiglia
Firmatario: Incardona Carmelo
N. 1352 - Notizie a proposito di un presunto finanziamento da
parte della Regione per la costruzione di un ospedale a Siracusa.
- Assessore Sanità
Firmatario: Gucciardi Baldassare
N. 1353 - Notizie in merito alla costruzione di un nuovo
ospedale a Siracusa.
Presidente Regione
Assessore Sanità
Assessore Bilancio
Firmatario: Gianni Giuseppe
N. 1355 - Notizie sulla vertenza 'agricoltura' in provincia di
Ragusa.
Assessore Agricoltura
Firmatario: Incardona Carmelo
N. 1356 - Notizie sul mancato rinnovo del contratto di lavoro
dei forestali ed iniziative in loro favore.
Assessore Agricoltura
Firmatario: Incardona Carmelo
N. 1357 - Iniziative in favore dei lavoratori del Servizio 118.
Presidente Regione
Assessore Sanità
Firmatario: Incardona Carmelo
Le interrogazioni testé annunziate saranno trasmesse al
Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 56 - Notizie circa le risultanze dell'ispezione svolta
dall'Assessorato Famiglia, politiche sociali e autonomie locali
presso il Comune di Favignana (TP).
Presidente Regione
Assessore Famiglia
Firmatario: Gucciardi Baldassare
N. 57 - Provvedimenti per verificare la sussistenza di
violazioni di legge nella condotta dell'Amministrazione comunale
di Favignana (TP).
Assessore Famiglia
Firmatario: Oddo Camillo
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia fatto conoscere il giorno in cui intende trattarle, le
interpellanze stesse saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento interno,
do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero aver
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante
procedimento elettronico.
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Determinazione della data di discussione di mozioni
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d), e 153 del Regolamento interno, della mozione:
N. 236 Iniziative riguardanti l'inserimento dei soggetti
disabili nel mondo del lavoro , degli onorevoli Fleres,
Confalone, Turano, Cimino e D'Aquino.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
la legge 12 marzo 1999, n. 68, ha la finalità di promuovere
l'inserimento e l'integrazione lavorativa delle persone disabili
attraverso servizi di sostegno;
a tal fine, tanto le strutture pubbliche quanto quelle private
hanno l'obbligo di assumere soggetti disabili, il cui numero è
determinato in misura proporzionale al numero dei dipendenti
previsti in organico;
la predetta normativa, peraltro, consente di beneficiare di
agevolazioni fiscali attraverso le quali i datori di lavoro
usufruiscono di una defiscalizzazione degli oneri previdenziali
ed assistenziali per un periodo massimo di otto anni. La
copertura di tali somme è garantita da un apposito fondo del
pari, previsto dalla legge;
molto spesso questa normativa viene disattesa ed, in alcuni
casi, come è accaduto per importanti realtà economiche catanesi o
presso case di cura private, non sono state effettuate neanche le
previste comunicazioni presso l'Ufficio di collocamento,
impegna il Governo della Regione
e per esso
l'Assessore per il lavoro, la previdenza
sociale, la formazione
professionale e
l'emigrazione
a predisporre un'adeguata campagna di
informazione/sensibilizzazione affinché tali situazioni
non possano ulteriormente ripetersi;
ad intervenire, laddove tali inadempienze dovessero perdurare,
mediante l'applicazione di sanzioni o attraverso qualunque mezzo
possa essere ritenuto valido». (236)
FLERES-CONFALONE-TURANO
CIMINO-D'AQUINO
Dispongo che la predetta mozione venga demandata alla
Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari perchè ne
determini la data di discussione.
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Discussione unificata di mozioni
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Discussione unificata delle mozioni:
- n. 232 Interventi, a livello centrale e regionale, per
contrastare il fenomeno mafioso in Sicilia , degli onorevoli
Savarino, Dina, Fleres e Fagone;
- n. 233 Iniziative per il ripristino dell'operazione Vespri
siciliani ', degli onorevoli Fleres, Confalone, Cimino,
D'Aquino, Turano.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
in questi ultimi anni la Sicilia sta vivendo un risveglio
culturale e morale: ne è un esempio la nascita del movimento
'Addio Pizzo' e la netta e ammirevole presa di posizione di molti
commercianti e pubblici esercenti che si ribellano alla schiavitù
del racket e delle estorsioni;
anche tra gli industriali, dal Presidente di Confindustria
Montezemolo al Presidente regionale Lo Bello, si è registrata una
forte presa di distanza da quanti soggiacciono al pagamento del
pizzo, decidendo di bollare con l'esclusione
dall'associazione chi si piega;
Constatato che:
i cittadini avvertono con grande preoccupazione l'aumento della
microcriminalità nelle nostre città: nella sola Palermo il 50% in
più di questi reati rispetto all'anno scorso e purtroppo la gran
parte di questi rimane impunita;
l'aumento degli atti intimidatori a danno dei pubblici
esercenti che non pagano il pizzo è un fenomeno sempre più
allarmante e ancora più lo sono gli attentati incendiari a scopo
di intimidazione subiti dagli imprenditori sani, protagonisti
nella lotta alle estorsioni, da ultimo il Presidente provinciale
di Confindustria di Agrigento, dott. Catanzaro;
Considerato che recenti arresti a danno di 'Cosa Nostra' hanno
disegnato un'associazione violenta e radicata, ma allo sbando,
senza più boss storici di riferimento, con molti latitanti ed in
uno stato di riorganizzazione sul territorio che rende
l'associazione mafiosa più debole e vulnerabile;
Accertato che, nonostante l'ammirevole e proficuo lavoro delle
Forze dell'ordine impegnate in Sicilia nella lotta alla
criminalità organizzata, l'organico a disposizione risulta
assolutamente inferiore al fabbisogno soprattutto in questo
momento storico;
Ritenuto che è inopinatamente necessario un controllo capillare
di tutto il territorio siciliano per stare vicino al cittadino e
a quanti sono protagonisti, e non possono esserlo da soli, di una
battaglia contro il racket e l'estorsione,
impegna il Presidente della Regione
a chiedere al Governo nazionale di disporre l'uso dell'Esercito
italiano in Sicilia in ausilio delle Forze dell'ordine;
invita altresì il Presidente dell'Assemblea
regionale siciliana
ad attivare le necessarie procedure per la costituzione della
Commissione parlamentare di inchiesta e vigilanza sul fenomeno
della mafia in Sicilia». (232)
SAVARINO-DINA-FLERES-
FAGONE
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che dal 1992 sino al luglio 1998 è stata vigente
l'operazione denominata 'Vespri siciliani', consistente
nell'impiego di personale militare a presidio di obiettivi
sensibili e nello svolgimento di attività di controllo del
territorio in Sicilia;
Considerato che l'operazione Vespri siciliani aveva riscosso
pieno successo sul piano dei risultati; aveva consentito di
ottimizzare l'impiego delle Forze dell'ordine nelle attività
istituzionali ed in quelle di polizia giudiziaria; aveva, infine,
riscosso la simpatia da parte della popolazione dell'Isola;
Ritenuto che la cessazione dell'operazione Vespri siciliani
ha determinato un indebolimento nell'attività di
controllo del territorio, in particolare delle zone rurali, nella
visibilità della presenza dello Stato nei centri e nei luoghi ove
maggiormente se ne avverte la necessità, in quanto più esposti
all'azione delle organizzazioni criminali;
Considerato ancora che il costo sostenuto dallo Stato per lo
svolgimento dell'operazione Vespri siciliani risulta sicuramente
inferiore a quello, in termini di ore lavorative, delle Forze
dell'ordine e di sottrazione di parte di esse dalle attività di
istituto;
Ravvisata l'esigenza del ripristino
dell'operazione Vespri siciliani, venendo incontro alle
aspettative della maggioranza dei siciliani ed intendendo non
lasciare inascoltati i continui appelli in tal senso provenienti
dalla magistratura più esposta e dalle stesse Forze dell'ordine,
impegna il Governo della Regione
ad esprimere al Governo nazionale la volontà delle Istituzioni
regionali siciliane di ripristinare l'operazione Vespri siciliani
con decorrenza immediata, per garantire la salvaguardia di
obiettivi sensibili ad azioni della criminalità organizzata e
mafiosa e per rinforzare le attività di controllo del
territorio». (233)
FLERES-CONFALONE-CIMINO-
D'AQUINO-TURANO
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Savarino per
illustrare la mozione a sua firma.
SAVARINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'esigenza di
presentare questa mozione sulla sicurezza e legalità nasce,
purtroppo, da fatti contingenti che hanno visto in Sicilia, i
nostri imprenditori protagonisti che con grande coraggio hanno
dato una svolta storica a quello che è stato il loro protagonismo
in Sicilia. Costoro hanno cambiato l'atteggiamento di
sottomissione presente fino a qualche anno addietro, lo stato di
soggezione che può determinare una criminalità organizzata come
Cosa Nostra .
Adesso vi è un atteggiamento dettato dai vertici di
Confindustria che è condiviso dagli imprenditori che, in prima
persona - ed è cronaca di questi giorni -, hanno detto no al
pizzo e al racket. Operando questa scelta hanno, purtroppo,
subito vili attentati che hanno indotto la stessa Confindustria,
a partire dai vertici nazionali e regionali, ad allontanare gli
associati che si sottomettono al pizzo, al racket,
all'estorsione.
E questo atteggiamento lodevole è stato accompagnato anche da
una richiesta autorevolissima dei vertici di Confindutria a Roma
di non rimanere indifferenti al problema della sicurezza nel
nostro territorio.
Una delle proposte avanzate riguarda l'utilizzo dell'Esercito
per creare un controllo capillare nel territorio, che possa
liberare i carabinieri, i poliziotti, le forze dell'ordine in
generale, dal compito di presenziare nei siti sensibili ed
essere così utilizzati per le attività di investigazione.
Questo richiesta è condivisa da me e da altri colleghi e per
tale motivo l'abbiamo inserita nella mozione presentata ed
abbiamo operato questa richiesta affinché diventi un impegno
della Regione siciliana e affinché il Governo si faccia carico
della insicurezza e del disagio presente nelle nostre strade.
L'appello è venuto da Confindustria, ma non possiamo
assolutamente non ascoltare gli appelli dei siciliani in merito
agli scippi che purtroppo subiscono - parlo degli scippi per la
strada -. Anche questo è un problema di sicurezza pubblica.
Nella sola città di Palermo abbiamo il 50 per cento di scippi
in più rispetto all'anno scorso ed è un dato molto preoccupante.
Se si sente parlare la vecchietta o la vicina di casa, si capisce
che hanno paura pure ad andare a fare la spesa dopo un certa ora
perché rischiano di essere scippate.
Possiamo parlare dei tanti furti nelle case, della mancanza di
sicurezza che ognuno di noi avverte, e non solo nelle strade, ma
anche nel nostro modo di operare e di rappresentare la nostra
Terra, nel nostro modo di poter dire sì e no che ti si
ritorcono contro, e personalmente ho subito dei danni.
Tutto questo perché siamo vittime sensibili e lo è chiunque, da
siciliano, dice no alla mafia, dice no alla delinquenza e ad ogni
forma di criminalità.
Personalmente, non so se la soluzione di tutti i mali sia il
ricorso dell'Esercito in Sicilia, ma so per certo che l'invio,
durante l'operazione dei Vespri siciliani, di 20 mila uomini ha
giovato sensibilmente, ha dato risultati positivi qui, sia di
piccolo che di grande raggio.
So che la maggiore presenza delle forze dell'ordine creerebbe
problemi alla piccola come alla grande criminalità, se è vero
ciò che ha dichiarato il pentito Brusca, secondo il quale si
registrarono grandi lamentele dei vertici di Cosa nostra in
occasione dell'operazione Vespri siciliani , come dire che non è
stata un'operazione che ha fatto solo solletico.
E se qualcuno pensa che l'operazione dei soldati in Sicilia
possa creare fastidio al turismo e all'immagine elegante di una
Sicilia sorridente, credo che sia peggio lo scippo del turista
per strada che avviene regolarmente e che regolarmente leggiamo
sui giornali l'indomani; turisti che poi tornano nella propria
terra dicendo che in Sicilia non si può camminare neanche con il
marsupio legato alla vita o con la borsa al collo.
Se vogliamo un restyling vero della Sicilia, possiamo non dare
l'immagine di una Sicilia che sorride, che parla di feste e di
allegria, ma avere una Sicilia dove anche i siciliani possano
vivere senza la paura di subire ricatti, violenza, attentati nel
piccolo come nel grande ruolo, dall'artigiano al commerciante,
dall'imprenditore al politico che vuole cercare di rappresentare
con onestà e senso di responsabilità questa terra.
Se vogliamo, davvero, stare vicino a quanti adesso dicono no
alla mafia e ad ogni forma di mafia lo dobbiamo fare con il
nostro impegno personale ed è per tali motivi che chiedo altresì
che venga messa, al più presto, all'ordine del giorno la legge
istitutiva della Commissione Antimafia; poi discuteremo di quale
tipo, insieme al Gruppo parlamentare che rappresento abbiamo
lavorato ad un disegno di legge che istituisca una nuova
Commissione Antimafia con poteri più ampi, più incisiva, che
abbia, nei limiti delle competenze della Regione siciliana, la
possibilità di intaccare maggiormente i meccanismi di
infiltrazione mafiosa dentro la Pubblica amministrazione. Anche
questo è un nostro dovere
Chiedo, comunque, a Roma di intervenire e se decidono per
l'Esercito, bene; se per gli uomini delle forze dell'ordine,
meglio Sono convinta, però, che non saranno 500 uomini che
potranno fare la differenza, ma la faranno le molte richieste che
partiranno dal nostro territorio.
Vi dico un dato che è sui giornali in questi giorni e che
purtroppo riguarda il nostro territorio: a Porta Empedocle, in
alcuni rioni, gli abitanti si sono riuniti ed hanno deciso di
chiedere l'opera dei vigilantes per garantire la sicurezza dei
loro quartieri.
E' gravissimo Si tratta di quartieri non residenziali, di
quartieri abbastanza popolari, di cooperative E' gravissimo che
la gente senta l'esigenza di doversi difendere da sola
Altri comuni come Montallegro, Cattolica, Siculiana hanno
votato nei loro consigli comunali ordini del giorno per chiedere
maggiore sicurezza attraverso l'uso dell'Esercito.
Non è mio il compito di decidere se l'uso dell'Esercito sia
congruo o meno, rispondente o meno al bilancio ed alle richieste
finanziarie, ai tagli che a Roma subiscono da Bruxelles e che noi
purtroppo paghiamo.
Però questo è un tema che come Regione siciliana dobbiamo
imporre a Roma per poi decidere come, quando e cosa sarà più
opportuno, ma certamente a Roma all'ordine del giorno dovrà
esserci il tema della sicurezza in Sicilia.
Non parliamo del problema dei lavavetri ai semafori, magari
fosse questo il nostro problema Noi parliamo di sicurezza e di
chi ha bisogno di sentire accanto a sé tutti noi e soprattutto lo
Stato nella manifestazione più presente rappresentata dalle forze
dell'ordine, sia nei piccoli che nei grandi comuni.
Le forze dell'ordine devono essere presenti ovunque e devono
essere a fianco di chiunque dica no come il tabaccaio,
l'imprenditore o il libero cittadino; devono essere certi che a
fianco hanno lo Stato e non può saperlo se poi si rivolgono ai
vigilantes, non è quello il sistema.
L'appello deve partire da Palermo e lo dobbiamo fare partire
insieme perché non c'è colore politico; in questa sede avrei
potuto fare speculazioni parlando dei tagli al Ministero degli
interni, delle richieste del Ministro Amato che non sono state
esitate e quant'altro, non l'ho fatto perché non sarebbe stato né
elegante né opportuno, tanto più che oggi si rende necessario
chiedere, e con forza, che Roma si occupi della sicurezza in
Sicilia, con ogni sforzo, anzi con il massimo sforzo.
Mi auguro che i miei colleghi - sono certa di questo - hanno
la mia sensibilità se non di più.
CINTOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che le
due mozioni, presentate dallo scacchiere del centrodestra,
manchino di una concorde unanime volontà se si tiene conto che
anche la sinistra si è espressa nei termini indicati dalle due
mozioni presentate dai colleghi.
Un fenomeno di questo genere, che ha l'ampiezza e l'importanza
che non sfugge ai più, non ritengo possa essere presentato e
votato solo da uno schieramento ancorché quello della maggioranza
alla quale ancora appartengo.
Ritengo che questo doveva e poteva essere raccordato con
l'intera Assemblea tanto più perché ho letto sui giornali che
anche l'onorevole Borsellino - non l'ho sentita ancora
intervenire - è favorevole all'intervento dei Vespri siciliani
in Sicilia.
Anche io ho detto, a chi mi ha interpellato da Cronache
Parlamentari , sull'argomento di essere favorevole ad un'azione
di prevenzione e non di repressione, di prevenzione dei fatti
delittuosi che avvengono in Sicilia.
Chiediamo i Vespri quando continuiamo a non avere certezza dei
diritti e dei doveri né dei deputati né di quelle cose che noi
stessi facciamo per gli altri.
Chi ha potere ha potere discrezionale quando tutto ciò che
avviene favorisce, involontariamente, però, nei fatti, alla fine,
si verifica l'attività criminosa proprio perché c'è una
discrezionalità assoluta. C'è un disimpegno totale tra la classe
dirigente che, con le leggi, abbiamo voluto in Sicilia, con
l'elezione dei sindaci, dei presidenti della provincia e il
presidente della Regione che, alla fine, sono serviti a svuotare
di contenuto le assemblee elettive del consiglio comunale, come
quelle provinciali e, ahimé, anche come la nostra stessa
Assemblea.
L'Assemblea regionale siciliana si va avviando, sempre di più,
a non rappresentare niente e nessuno.
Ci dicono voi potete fare le leggi ma non è vero perché
laddove non ci sono i soldi per garantire la copertura
finanziaria - come in questa fattispecie - non possiamo essere
neppure firmatari di disegni di legge che vadano in porto.
L'Esecutivo, invece, spesso e volentieri, non tiene conto che
c'è un'Assemblea che deve partecipare. Quando i poteri della
Commissione Bilancio vengono disattesi totalmente; quando non c'è
più un raccordo sereno e serio per le spese relative all'articolo
38; quando tutte queste cose avvengono, dico che questo è il modo
di favorire chi diventa malavitoso, chi cerca, nella rapina e nel
delitto, nella mafia e nell'organizzazione delinquenziale, i
motivi per potere andare avanti, piuttosto che indietro. E guai
quando c'è il vuoto di potere.
In Sicilia, assistiamo ad un vuoto di potere forte, cioè il
vuoto di potere rappresentato da coloro che abbiamo eletto come
presidenti di provincia, come sindaci e come presidente della
Regione. Quando diciamo che abbiamo esautorato le assemblee
elettive, abbiamo dato un segnale forte che si può andare avanti.
Quando abbiamo distrutto anche le stesse Commissioni provinciali
di controllo che erano sempre, pur nella loro non sempre attività
concreta e valida ma che, oggi, lasciano il sindaco nelle
condizioni che basta la sua determinazione per arrivare a
compimento, non ci si può nemmeno nascondere dietro un dito e
sostenere che c'è la Commissione provinciale di controllo che può
bocciare l'atto; tale sindaco, quindi, va avanti da solo e,
quando diventa forte nella propria debolezza perché viene
isolato, allora, lo induciamo a mettere a rischio la propria
vita e al pericolo di andare avanti diversamente.
Faccio, pertanto, un appello vero e reale. Non mi sento più di
parlare per nome e per conto; parlo a nome e per conto di chi mi
ha eletto in questa Assemblea. Dico che un fatto di questo
genere, altamente significativo, non può andare avanti con i soli
voti della maggioranza. Ci deve essere un raccordo tra
maggioranza e minoranza perché, se c'è una mozione, essa deve
essere votata unitariamente, al di là di ciò che ha annunziato il
Presidente dell'Assemblea che avrebbe fatto bene a tacere e non
mi riferisco al vicepresidente che sta presiedendo, ma al
Presidente dell'Assemblea che si è espresso contro.
Invito i miei colleghi a non chiedere al Presidente
dell'Assemblea, attraverso una mozione, di nominare la
Commissione Antimafia. Questa non è una richiesta da fare, amici
e colleghi della maggioranza ma è un dovere del Presidente
dell'Assemblea che ancora non ha portato a termine ed è un dovere
al quale egli non può sottrarsi. Non può essere che un deputato
debba chiedere l'istituzione della Commissione Antimafia. C'è un
dovere, da parte del Presidente dell'Assemblea, di nominare la
Commissione Antimafia e questo potere glielo conferisce il
Regolamento interno dell'ARS. Egli non ha bisogno che i vari
gruppi parlamentari designino i propri candidati. Il Presidente
dell'Assemblea può operare direttamente; che lo faccia.
Noi, come rappresentanti del gruppo UDC, non siamo candidati a
quella poltrona; che se l'aggiudichi chi vuole. La necessità è
però di istituire la Commissione Antimafia perché è come se
abbassassimo, ancora una volta, di fronte alla malavita, il tono
e la nostra attività.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Cantafia. Ne ha
facoltà.
CANTAFIA Signor Presidente, onorevoli colleghi, quando ho
letto queste due mozioni mi sono venuti in mente due passi del
vecchio Testamento. Non sono cattolico ma agnostico e chiedo
scusa ai credenti se farò qualche imprecisione. Mi sono venuti in
mente Isaia che diceva che Il Signore acceca colui che voleva
far perdere e Giobbe che, rispondendo a Satana sui poteri del
Signore, gli diceva che, tra gli altri, aveva il potere di far
perdere il senno ai governanti e di mandarli così a vagabondare
per il mondo .
Naturalmente, non mi permetto assolutamente di pensar male dei
colleghi che hanno presentato le mozioni ma vorrei fare una
precisazione perché ritengo che la loro sia una proposta
sbagliata.
Siamo di fronte ad una situazione non nuova e neanche di
difficile lettura. Si può essere tra quelli che leggono male per
voglia ma non certamente per incompetenza. Io sono tra quelli che
comprendono i dirigenti di Confindustria perché, per la prima
volta, i dirigenti di quell'organizzazione hanno, non so se
chiamarlo soltanto coraggio o comunque consapevolezza di quello
che succede alle loro imprese per effetto del pizzo e del racket
ed è comprensibile che - senza voler fare, naturalmente,
polemica - visto che, per la prima volta, hanno questo coraggio,
magari, non hanno gli strumenti di conoscenza sufficienti per
fare una buona proposta.
Comprendo anche il sindaco di Gela che è accerchiato, che vive
una situazione che, forse, è la più drammatica fra tutti i comuni
siciliani e che, quindi, chiede sostanzialmente un colpo, una
novità sufficientemente grande per rompere quell'accerchiamento
di cui si sente prigioniero. Ed è ragionevole che tanti soggetti,
sui giornali, possano dire sì, tutto sommato, si può fare anche
quello che è possibile purché si faccia qualcosa per battere la
mafia. Quello che non è possibile fare è che dei governanti,
seppure dell'Assemblea e, quindi, non il Governo ma dei
componenti il Parlamento siciliano pensino che la soluzione del
male possa essere l'arrivo dell'esercito .
Onorevole Savarino, non ho tanto la preoccupazione che ci
possa essere qualche difficoltà per il turismo, cosa peraltro
assolutamente legittima a cui pensare; penso quali sarebbero gli
effetti che porterebbe. Non perché si è fatto una volta è
necessariamente cosa buona e giusta. Quando si ebbe l'esperienza
dei Vespri siciliani, ricordo che arrivarono nel momento in cui
la mafia effettuava un attacco terroristico nei confronti dello
Stato, faceva saltare le autostrade, faceva saltare i palazzi,
uccideva centinaia di persone l'anno e la scelta dei Vespri
siciliani fu emergenziale, cioè si doveva, in qualche maniera,
disporre di tante risorse umane nel più breve tempo possibile;
metterle a guardia, a presidio di obiettivi sensibili;
alleggerire, in questa maniera, i compiti che, in quel momento,
la Polizia espletava perché faceva anche questo.
Siamo in una fase completamente diversa. Abbiamo bisogno di
dare maggiore forza all'attuale attività delle Forze dell'ordine
della polizia che hanno, per la verità, ottenuto brillanti
risultati.
Non sono giovanissimo e ho abbastanza memoria per ricordare
che, raramente, abbiamo avuto così notevoli e numerosi successi
nella repressione.
Non solo è stato arrestato Bernardo Provenzano, latitante da
40 anni, ma, fino ad ieri, sono stati arrestati decine di
importanti mafiosi della provincia di Catania. Siamo di fronte ad
una condizione di questo genere e sono tra quelli che pensano,
come il procuratore Lo Forte, che la mafia, in questo momento, è
in difficoltà; é per debolezza - lui ha usato queste parole e io
le condivido - che riapre una stagione di intimidazione perché
non ha la risposta; sente di non essere nelle condizioni di
potere ottenere immediatamente un sì ad una minaccia, ad una
intimidazione, ad una richiesta di pizzo e, quindi, naturalmente,
riapre il filone dell'intimidazione, per far ricordare di essere
così pericolosa. Dobbiamo rafforzare immediatamente e non
bastano i cinquecento - ha ragione l'onorevole Savarino - non
bastano 500 nuovi poliziotti; ne occorrono di più e,
soprattutto, necessitano i mezzi.
Le cito qualche dato e concludo il mio intervento.
Nelle Questure più importanti della Sicilia ci sono uffici
ridotti allo stremo. Nella sezione Reati contro il patrimonio
(furti, truffe, danneggiamenti, borseggi), ci sono, a Palermo,
soltanto 18 poliziotti con tre autovetture; a Catania, ce ne sono
15; alla sezione Rapine ed estorsioni - sempre di Palermo - ci
sono solo 25 poliziotti; a Catania, ce ne sono, anche qui, 15. A
Messina e a Siracusa, per la sezione Reati ci sono soltanto 11
poliziotti.
Il 40 per cento delle autovetture in dotazione alle Questure
della Sicilia sono guaste o hanno superato i 300 mila Km di
percorrenza. I computer della Questura non sono di proprietà
della Questura e le dico una cosa che, secondo me, è
interessante: le famose microspie utilizzate, di cui anche oggi
si sono occupati i Tribunali per la cattura del capomafia
Provenzano, sono state 135; quelle utilizzate, ogni giorno,
normalmente, dalle Questure della Sicilia occidentale sono 150;
di proprietà delle Questure della Sicilia occidentale ce ne sono
solo 10; mancano all'appello 140 microspie al giorno.
Le Questure spendono 15 milioni all'anno per ottenere il
servizio relativo a questa importantissima attività
investigativa.
Siamo di fronte al fatto - e con tutto ciò, hanno avuto questi
incredibili risultati - che sono stati disarmati quelli che
avrebbero dovuto fare attività di repressione.
Quello che dobbiamo chiedere dunque non è l'invio dei soldati
ma un investimento straordinario. Si calcola che, nel Meridione,
l'attività delle cosche costi al PIL parecchi punti; si parla di
oltre 100 miliardi all'anno di danno, non di affari della mafia,
di danni all'economia del Meridione.
Non vi sembra ragionevole - come farebbe qualunque imprenditore
- di fronte a 100 miliardi investire un miliardo l'anno?
Dobbiamo chiedere al Governo nazionale di investire un miliardo
all'anno, per i prossimi 5 anni, per dotare le sue strutture, le
Forze dell'ordine, la polizia, i carabinieri, delle risorse
necessarie per fare il contrasto.
Questo è ciò che dobbiamo chiedere. Così facendo, potremo
ottenere i risultati che vogliamo.
Onorevole Savarino, lei crede davvero che si possano
fronteggiare i borseggiatori con un m16? Crede davvero che si
possa confondere la sicurezza con la lotta alla mafia? Sono due
cose totalmente diverse. Le garantisco che sono due cose
totalmente diverse. Vanno trattate per quelle che sono. La
sicurezza in mezzo alla strada la possono fare i poliziotti di
quartiere; la può fare la polizia di prossimità.
Infine, una polemica: non vorrei che tutto ciò servisse a fare
una cosa per la quale non sono in disaccordo e mi riferisco al
fatto che si possa istituire la Commissione Antimafia. Certo se
deve fare soltanto delle passeggiate, non serve nominarla. Se
troviamo il modo per attaccare un ganglo vitale, vi do gli ultimi
due numeri. Della pubblica amministrazione, sì. Sapete quanti
sono i poliziotti in servizio che, a Palermo, si occupano di
reati contro la pubblica amministrazione e, in particolare, della
corruzione? Sono 5.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Dina. Ne ha
facoltà.
DINA Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho seguito con
attenzione gli interventi sia di illustrazione della collega,
onorevole Savarino, che degli altri colleghi e mi convince
l'intervento del collega Cintola, anche alla luce di quanto
rappresentato dall'ultimo intervento del collega Cantafia. Sono
convinto che su questa mozione bisognerà sicuramente approfondire
il confronto, arricchirlo, integrarlo perché ritengo che quello
che dice l'onorevole Cantafia è vero ma è vero fino ad un certo
punto.
Non credo che quello che si può fare in materia di incremento,
di implementazione dell'attività investigativa delle forze
dell'ordine possa escludere quello che viene richiesto con la
mozione. Ritengo che si possa arrivare ad una mozione più
completa e più esaustiva nel termine della proposizione che
coinvolga anche la minoranza, l'opposizione.
Di questo ne sono convinto perché la contestualizzazione di
questa mozione tiene conto di un momento che non è emotivo. C'è
una nuova consapevolezza nel nostro territorio, c'è un nuovo moto
che è forte, che è razionale e che non è solo dettato dalla
rabbia e dalla voglia di rispondere ad una offesa diretta che è
sempre più forte, che è sempre più terribile, soprattutto quando
la vivono gli imprenditori, quando la vivono le persone indifese
o le persone che, nella piccola attività, trovano il sostegno, la
propria famiglia, il proprio nucleo familiare e sono le uniche
fonti di reddito che vengono meno.
La consapevolezza nuova è quella che andare contro il racket,
contrastarlo con ogni mezzo, con ogni possibile intervento, anche
quello dell'esercito, è un intervento che va sicuramente
completato con il resto. Serve l'investigazione, servono i
poliziotti, serve il poliziotto di quartiere. Con questo potremmo
arricchire la mozione. Ritengo però che l'esercito potrebbe
essere un segnale non solo simbolico ma una presenza per
disimpegnare le forze dell'ordine dal controllo di obiettivi
sensibili per garantire anche la sorveglianza di quei siti
oggetto di attentati, di quei siti che sono continuamente sfidati
anche con grande tracotanza dalla criminalità che ripete
interventi intimidatori nella stessa direzione.
Ritengo, quindi, che questo sia un segnale non simbolico ma un
segnale operativo, pratico che può servire alla nostra gente per
difendersi.
Non vogliamo militarizzare la Sicilia ma riteniamo che questo
può essere un importante contributo perché quello del racket è
una piaga forte che colpisce realmente l'intimo di chi ne è al
centro e diventa obiettivo del racket. Quante famiglie sono al
centro di questa grave piaga e come vivono con terrore il futuro,
il futuro di non sapere da chi si può essere colpiti, il futuro
di sapere che non si è completamente protetti. Allora l'esercito
può dare una mano in questo senso e ritengo che non è il solo ed
esclusivo mezzo per intervenire. Siamo sicuramente di fronte ad
un contesto diverso da quello del 1992 e di questo ne siamo tutti
consapevoli, anche perché il 1992 è stato vissuto e abbiamo colto
che non ci sono state degenerazioni nella presenza dell'esercito
nel nostro territorio; non si sono registrati pericoli
particolari derivanti da quella militarizzazione. Siamo
consapevoli che l'esperimento potrà essere ripetuto con la
certezza di questa esperienza. E, nella seconda parte della
mozione, c'è un richiamo improprio in quanto c'è una inadempienza
di fondo e mi riferisco all'istituzione della Commissione
Antimafia.
Noi, come Gruppo UDC, abbiamo detto chiaramente, in una
lettera inviata al Presidente dell'Assemblea, che non siamo
interessati alla presidenza della Commissione Antimafia ma
riteniamo che la Commissione debba essere istituita.
In un contesto socio-culturale come il nostro, dove l'ottimo è
il nemico del bene, ci rendiamo conto che anche la Commissione
Antimafia, con quei pochi poteri che ha, può svolgere un ruolo
importante di sensibilizzazione perché siamo di fronte ad una
pervasione, ad un cambiamento dell'attività mafiosa che necessita
anche di questi segnali importanti di monitoraggio, di vigilanza,
di attenzione diversa che possono venire dalla istituzione dentro
la nostra Assemblea della Commissione Antimafia.
Invito dunque il Presidente dell'Asssemblea ad intervenire
perché questa è una inadempienza da cui noi prendiamo le
distanze e lo abbiamo fatto in maniera chiara e netta in tante
occasioni.
C'è necessità di intervenire anche sui contenuti della legge e
noi siamo promotori, come tanti altri parlametnari, di un
disegno di legge che depositeremo fra qualche giorno. Riteniamo
che la Commissione Antimafia possa essere insediata e poi possa
essere arricchita di nuove competenze. Le due cose non configgono
e, nella tempistica, possono essere contemperati al meglio.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Aulicino. Ne ha
facoltà.
Informo che le iscrizioni a parlare sono aperte fino alla fine
dell'intervento dell'onorevole Aulicino.
AULICINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, immagino la
mia appartenenza ai contesti dei quali faccio parte sempre con un
alto margine di libertà e di discrezionalità, soggettiva rispetto
alle valutazioni sulle proposte che sono state fatte.
Sono assolutamente contrario ad ogni proposta di
militarizzazione del territorio. Sono un ex docente - non
insegno più - e immaginare che la devianza giovanile possa essere
affrontata senza porsi il problema del rapporto, professore
Ortisi, scuola-famiglia, famiglia-mercato del lavoro, esercizio
del diritto alla vita da parte delle persone, del diritto al
lavoro, del diritto all'acqua, all'aria, alle cose essenziali,
immaginare che il fenomeno della devianza giovanile possa essere
curato comprimendo il giovane deviato e dandogli una qualche
medicina senza preoccuparci che di altri soggetti potenzialmente
deviati sono piene le piazze, le case, le scuole e le strade è un
approccio riduttivo che non tiene conto di argomenti come questi,
prescindendo dal fatto che le mozioni siano del centrodestra o
del centrosinistra e che, quindi, qualcuno immagina, come
l'onorevole Cintola, che bisognerebbe tutti insieme firmare
perchè con l'esercito, non dico che si risolve il problema ma
l'onorevole Dina ha fatto bene a precisare che questa potrebbe
essere una delle misure e gli do atto che almeno questa potrebbe
essere una delle misure da adottare.
Francamente però, in una realtà in cui il capitale
d'investimento non arriva perchè ci sono i famosi costi anomali
che lo inducono a scegliere altri siti e altre aree per
sviluppare il percorso imprenditoriale che poi è quello che crea
il lavoro vero, quello che sfugge allo scambio clientelare di
massa, quello che dà la possibilità alle persone di costruire un
progetto di vita serio; immaginare che, in questa realtà,
occuparsi del degrado, della criminalità e della mafia può
risolversi in intervento a posteriori- perché comunque questo è
un intervento a posteriori - è uno degli interventi e poi
magari ci vediamo passare sotto il naso migliaia di miliardi non
utilizzati per creare lavoro e sviluppo.
E, poi, magari, il rapporto tra burocrazia e politica, tra
burocrazia ed economia salta e non funziona mettendo in
discussione la stessa possibilità di fare impresa in Sicilia. Io
sogno il momento in cui l'imprenditore venga messo fuori mercato
per una sua inadeguatezza, perché non è stato nella condizione di
immaginare percorsi di riconversione produttiva o di
ristrutturazione del suo processo industriale, in quanto non ha
immaginato che il mercato, appunto perché non tirava e non
copriva la sua produzione, meritava un'attenzione diversa.
Ebbene, in queste condizioni, a me fa piacere che qualcuno vada
fuori mercato.
In Sicilia, il vero grande problema, onorevole Savarino - lei
ha fatto uno sforzo ed io l'ho apprezzato molto - è di capire
perché la creazione del lavoro vero, con tutto ciò che implica
questa obiettiva difficoltà di creare lavoro vero, significhi
infelicità per i giovani, significhi la piccola criminalità da
bisogno.
Sì, bisogna colpirlo quel genitore che, scoperto con le mani
nella marmellata, ha confessato che non riusciva più a pagare la
spesa. Sì, è chiaro che bisogna fare in modo che chi sbaglia
paghi però è altrettanto vero che possiamo scegliere di
affondiamo il bisturi nelle cause obiettive che creano un terreno
favorevole per le attività in deroga al codice penale e, quindi,
ci poniamo il problema di come si fa impresa, di come si crea un
rapporto serio tra formazione delle persone, tra scuola,
famiglia, mercato del lavoro, di come si individuano percorsi che
in qualche modo diano la possibilità a questo popolo siciliano di
immaginare che sia possibile, ancora, in questa terra costruire
legittimamente un percorso di vita serio, un progetto di vita,
chiedete a questi giovani siciliani. Onorevole Savarino, mi
riferisco a lei che è giovane e, quindi, si sarà posta il
problema; avrà risolto i suoi problemi diversamente come li ho
risolti io quando avevo la sua età.
Voglio dire che, se chiedete ad un giovane che cosa vuole che
faccia la politica, che facciano i palazzi della politica perché
i propri diritti possano essere esercitati, la risposta è: fate
il vostro dovere sempre.
E allora c'è da approvare la legge sullo sviluppo; facciamo un
discorso serio su questa legge sullo sviluppo; ci sono da ridurre
gli ATO? Riduciamoli subito. A tale scopo, sono stati utilizzati
430 milioni di euro, con un sistema di potere che ha coinvolto
direttamente o indirettamente a turno tutti in quest'Aula e
fuori da quest'Aula.
La conclusione qual è? L'ho detto: tutti siamo stati
interpellati su questo sì ovvero un no molto schematico, molto
scolastico ai militari.
Non vorrei che qui la cosa si riducesse al fatto che chi è
contro i militari è per e chi, invece, è a favore è contro.
Sarebbe da stupidi. La verità è che il discorso è un po' più
complesso.
Personalmente, sono contrario e faccio appello al Parlamento:
facciamo un po' di più il nostro dovere; è quello che la gente
ci chiede per fare la lotta alla criminalità organizzata ed alla
mafia.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo Camillo. Ne
ha facoltà.
ODDO Camillo. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso
che tutti dovremmo riflettere su cosa significa oggi una vera
antimafia diffusa, in grado di contrastare tutto quello che
conosciamo, e lo conosciamo da tempo. Per quanti risultati
importanti ci sono stati non è vero che siamo all'anno zero
perché va riconosciuto alle Forze dell'ordine, come vanno
riconosciuti alla Magistratura, importanti risultati che guai a
disconoscere.
Il problema vero è se, ancora una volta, ci chiediamo
seriamente se la politica deve fare di più o se riteniamo,
invece, che quanto è stato fatto sia il massimo. Sono tra coloro
i quali sono convinti che la politica possa fare di più e, in
questa fase, invece, sta sottovalutando enormemente quello che
sta accadendo e quello che si sta riorganizzando, secondo la mia
valutazione, all'interno di Cosa nostra. Certo, ha cambiato
volto, si è inabissata, non è più Cosa nostra delle stragi; non è
più quella delle bombe; non è più quella che spara ogni giorno,
con le faide di vecchia memoria ma è comunque un volto,
chiaramente, ancora oggi pervasivo da fare paura, con le
connessioni che sappiamo molto ma molto gravi, con ambienti e
certa politica, con certa parte della burocrazia per quanto
concerne le varie espressioni istituzionali.
Ci ritroviamo a discutere dell'impiego o meno, almeno per
quanto concerne il volere di questa Assemblea, e nel richiedere
l'eventuale utilizzo dell'esercito in Sicilia, come nelle mozioni
che ho avuto modo di leggere, come un qualcosa che potrebbe
sostanzialmente rivoluzionare tutto, un toccasana.
Penso che sia una valutazione molto superficiale. Una cosa è
impostare una discussione, un ragionamento su cosa potrebbe
significare liberare uomini delle Forze dell'ordine, Carabinieri,
Polizia, Guardia di Finanza, per quanto concerne anche il
controllo e la vigilanza dei cosiddetti obiettivi sensibili' e
far funzionare, come leggevo giorni fa, anche rispetto alla
posizione della collega, onorevole Borsellino, un sistema
virtuoso che prende spunto dall'esperienza che abbiamo avuto in
Sicilia per quanto concerne l'utilizzo dell'esercito - e su
questo, mi pare che, tutto sommato, potremmo essere in tanti
d'accordo - e altra cosa è sperare, per i contenuti, quindi,
parlo del merito delle mozioni, che così noi avanzeremo sul
fronte della lotta alla mafia. Per avanzare sul fronte della
lotta alla mafia sappiamo bene che i governi debbono fare, fino
in fondo, il loro dovere e la politica deve fare di più, molto di
più, soprattutto deve stare attenta, a volte, a modulare messaggi
che sono, secondo me, assolutamente sbagliati e fuorvianti. Chi
arriva in Sicilia, non è vero che quando atterra all'aeroporto
Falcone-Borsellino non sa e non capisce il significato del perché
quell'aeroporto sia intestato a quei due uomini; non è vero. Si
tratta, quindi, di un messaggio sbagliato e spero che sia stato
frutto di un fraintendimento fra colui che l'ha dichiarato e
coloro che hanno scritto; spero che, in queste ore, ci sarà la
possibilità di specificare invece qual è il pensiero autentico
del Presidente di questa nostra Assemblea che rispetto, sia
nella qualità di uomo sia nella qualità di Presidente.
Passo all'ultima questione. Quando tiriamo fuori una mozione
che, sostanzialmente, conclude con funzioni di ausilio alle forze
dell'ordine, credo che abbia un senso quando specifichiamo che la
funzione di ausilio è quella, evidentemente, che permette a tanti
uomini di essere utilizzati in compiti di istituto forse è più
chiara. E, allora, rendiamo per quello che evidentemente è
possibile, signor Presidente, anche rispetto alla formula della
mozione ed agli aspetti emendativi che, per Regolamento, è
materia molto complicata ma rendiamo anche le mozioni, se è
possibile e se si vuole anche un minimo di convergenza vera tra
di noi, un po' più dirette e meno fumose e rendiamole
soprattutto concrete per quanto concerne, appunto, l'utilizzo che
pensiamo possa essere fatto anche attraverso un'analisi positiva
che credo tutti abbiamo fatto dell'esperienza dei Vespri
siciliani, così come si è manifestata nel corso di questi anni.
Lanciamo noi, componenti di questa Assemblea, un messaggio
preciso ai cittadini siciliani: questa non è l'estrema ratio; è
attrezzarsi meglio; è vedere in che misura, attrezzandoci meglio
su questa terra e facendo meglio ancora il nostro dovere, si può
fare qualche piccolo passo avanti; non affidiamo però a questa
operazione i caratteri taumaturgici che, spesso e volentieri,
nello scrivere, magari, a volte, lo scritto tradisce un po' il
pensiero.
Questo è possibile - nulla di particolare - ma non affidiamo a
questo nostro sforzo, a questa nostra richiesta su cui deve
essere possibile non dividerci ma deve essere possibile pure
dirci le cose che non ci convincono e guai a far finta di
niente; non affidiamo, però, un carattere che questa operazione
non può avere.
Da questo punto di vista, quindi, vi è la nostra piena
disponibilità a fare in modo che la mozione sia, come ho detto
poco fa, un po' più selettiva per quanto concerne anche la
richiesta che questa Assemblea farà al Governo nazionale.
PRESIDENTE Onorevole Oddo, lei ha fatto un riferimento
preciso ad alcune dichiarazioni attribuite all'onorevole Micciché
e mi corre l'obbligo di fare riferimento ad una nota di agenzia
di stampa che mi è stata consegnata e che leggo integralmente:
La mia non è stata una dichiarazione felice e di questo mi
scuso con la sig.ra Falcone e non solo con Lei. Il mio intervento
a Bivona, da cui è stata estrapolata quella frase, era comunque
molto più complesso ed era mirato, cosa di cui continuo ad essere
convinto, a provare a cambiare l'immagine di una terra che tra
mille peculiarità riesce a trasmettere la sola identità di terra,
di terra di mafia.
Sto lottando da anni, con passione, per lo sviluppo di questa
terra ma devo constatare, purtroppo, che qualsiasi sforzo viene
vanificato dalla volontà di noi siciliani di essere percepiti
come un popolo disgraziato in continua emergenza. Ogni giorno
leggiamo sulla stampa di morti in Campania ma non mi risultano
richieste di esercito da parte di nessuno. Il danno che
provochiamo continuamente sui mercati internazionali e sui
possibili investimenti nell'isola sono enormi e, sinceramente,
non riesco a capire il motivo di questa autoflagellazione
siciliana.
Ciò non toglie, comunque, che è mio dovere ritirare la frase
sul nome dell'aeroporto di Palermo intitolato a due martiri della
nostra infinita battaglia contro la criminalità organizzata,
senza la quale comunque non avremmo oggi neanche la speranza di
quello sviluppo che io auspico .
Questo per dare chiarezza al suo intervento.
CASCIO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CASCIO Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho visto che ci
sono tanti iscritti a parlare ed allora ho chiesto alla
Presidenza di potere essere iscritto prima di qualche altro
collega per fare una proposta rispetto all'iter che questa
seduta doveva avere.
Stiamo affrontando un tema molto delicato, peraltro, basta
leggere attentamente la parte motiva delle mozioni per
comprendere come la situazione che oggi attraversiamo in Sicilia,
anche da quello che viene scritto dai colleghi negli atti
parlamentari, acquisisce un'importanza straordinaria.
Per evitare di affrontare problemi di una certa gravità e di
risolverli, invece, con una certa superficialità, farei un
appello al Parlamento e, quindi, ai firmatari di queste mozioni e
cioè quello di sospendere questa discussione perché leggendo i
vari considerato' della mozione degli onorevoli Savarino ed
altri, cioè: Considerato che recenti arresti a danno di Cosa
Nostra hanno disegnato un'associazione violenta e radicata, ma
allo sbando, senza più boss storici di riferimento, con molti
latitanti ed in uno stato di organizzazione sul territorio che
rende l'associazione mafiosa più debole e vulnerabile.
Accertato che, nonostante l'ammirevole e proficuo lavoro delle
Forze dell'ordine impegnate in Sicilia nella lotta alla
criminalità organizzata, l'organico a disposizione risulta
assolutamente inferiore al fabbisogno soprattutto in questo
momento storico.
Ritenuto che è inopinatamente necessario un controllo capillare
in tutto il territorio , invita altresì il Presidente
dell'Assemblea a ripristinare la Commissione Antimafia.
Si tratta di cose che apprezzo, condivido e confermo.
Ritengo molto seria la parte iniziale della mozione e ritengo
molto poco seria la parte finale della stessa, diciamo, poco
attinente alla parte motiva della mozione. Mi scuso con la
collega Savarino. Tra la prima parte e l'ultima parte c'è
l'impegno del Presidente della Regione a chiedere al Governo
nazionale l'uso dell'esercito.
Personalmente, sono contrario all'utilizzo dell'Esercito in
Sicilia per una serie di ragioni. Non ho un bel ricordo di quegli
anni, posto che do il valore che merita a quella esperienza che è
durata sei anni e che ha visto un controllo capillare, come
andava fatto in quella particolare stagione storica del
territorio.
Non vedo l'opportunità storica o politica di ripristinare, non
un controllo del territorio che è sempre auspicabile che sia più
capillare possibile, ma quella operazione; a dieci anni di
distanza, non credo che ci siano le stesse condizioni politiche
e, soprattutto, credo che sia molto più utile, eventualmente,
chiedere al Governo nazionale un potenziamento degli organici
della Polizia di Stato o delle Forze dell'Ordine, il
potenziamento anche della strumentazione tecnica che consente un
maggior controllo del territorio e, quindi, ripristinare nel
fondo delle spese del Ministero dell'Interno il famoso miliardo
di Euro che la prima finanziaria del Governo Prodi aveva tolto,
salvo poi a rimetterne quest'anno solo 200 milioni di Euro. Va
ripristinato, quindi, l'intero stanziamento di un miliardo di
Euro che, l'anno scorso, fu tolto. Quella sì che è una cosa che
avrebbe un senso; quella sì che è una cosa che avrebbe la
possibilità di dare una ricaduta in positivo in termini di
controllo più radicale del territorio.
Non credo che il ripristino dell'operazione Vespri siciliani
sia una cosa che, da un punto di vista pratico, possa avere
successo e non voglio di parlare della ricaduta, in termini di
immagine, che la Sicilia avrebbe da questa operazione. Parlo a
titolo personale, ovviamente, non a nome del mio Partito, anche
perché, su questa materia, c'è libertà di coscienza; non abbiamo
la necessità di stabilire una disciplina di partito, tanto è vero
che tra i firmatari di questa mozione c'è anche qualche collega
del mio Partito.
Ritengo però, anche per dare un senso a questa seduta d'Aula e
un segnale al Governo nazionale di un impegno trasversale di
questo Parlamento, di un impegno serio rispetto ad un problema
che ci affligge quotidianamente, che condiziona l'economia, che
condiziona la vita sociale, la vita politica, le giornate di
tutti noi e delle nostre famiglie, che vada chiesto al Parlamento
un atto di responsabilità per evitare di continuare a dividerci
su mozioni che, se non approvate all'unanimità, non avranno
alcuno tipo di ricaduta, non verranno neanche prese in
considerazione.
Chiedo, pertanto, alla collega Savarino e al collega Dina, se
accettano questa ipotesi, di cancellare la parte che riguarda
l'impegno del Presidente dell'Assemblea ad attivare la
Commissione parlamentare Antimafia perché questa Commissione,
così com'è, con i poteri che ha oggi, è uno strumento
perfettamente inutile e lo sappiamo.
Se vogliamo fare una cosa seria, visto che lo stesso Gruppo che
propone l'attivazione della Commissione Antimafia propone una
norma che da poteri alla Commissione, approviamo la norma che da
poteri molto più seri alla Commissione Antimafia e prendiamo fin
da ora l'impegno ad attivarla ma non credo che lo strumento della
mozione parlamentare, in un clima tutto sommato non positivo,
possa aiutare l'utile svolgimento dei lavori.
Chiedo, quindi, ai colleghi firmatari delle mozioni, di
ritirare le mozioni stesse per arrivare ad un documento unico del
Parlamento che non veda la maggioranza che vota un documento e la
minoranza che non lo vota o viceversa ma veda un Parlamento
approvare uno strumento che abbia una reale efficacia nei
confronti della interlocuzione con il Governo nazionale.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, dal dibattito che fin qui si è
svolto emergono alcune considerazioni: una richiesta formale
dell'onorevole Cascio di una sospensione; l'onorevole Oddo ha
già preannunciato una possibilità di modifica della mozione;
l'onorevole Cintola aveva richiesto la possibilità di essere
unitari per approvare uno strumento che abbia valore effettivo.
Se ho ben compreso il senso delle richieste dei colleghi,
ritengo sia necessaria una sospensione per trovare,
eventualmente, un punto di incontro - non un ritiro -, uno
strumento che trovi d'accordo tutta l'Assemblea, considerando che
vi è un'unanimità di base sul concetto ma non vi è un'unità sullo
strumento.
L'onorevole Aulicino è contrario
AULICINO Non sono solo io.
PRESIDENTE Se c'è questa volontà, la Presidenza non ha
nessuna difficoltà a sospendere la seduta.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, non so quale
sia il quadro degli interventi successivi. E' infinito? Ci
potrebbero essere anche delle proposte che aiutano a
razionalizzare i tempi. Che questa sera quello che sta accadendo,
che volge verso il convegno sociologico, sia la dimostrazione che
ognuno di noi, elefante di un cimitero, tenta di dimostrare a sé
stesso che vive, che esiste, visto che il Parlamento non esiste
più.
Anche questa storia della Commissione Antimafia, sia quella che
è esistita - che come tutti riconosciamo non serve a niente -
sia quella che dovrebbe nascere dai vari disegni di legge
volenterosi, in ogni caso, finisce nell'imbuto delle
determinazioni affidate alle forze di polizia che non ci sono.
La migliore delle Commissioni Antimafia, alla fine delle sue
pur volenterose passeggiate, cosa fa?
A Trapani, dirà che c'è bisogno di un intervento destinato come
richiesta alle forze di Polizia che, come diceva l'onorevole
Cantafia, non ci sono.
L'interlocutore degli elefanti - che siamo noi -, al massimo,
può essere o il Ministro dell'interno o il Presidente Prodi, al
quale una delegazione del Parlamento va a rappresentare la
drammaticità della situazione perché si ripristini in finanziaria
- lo diceva l'onorevole Cascio - una somma tale che permetta ad
un'eventuale nuova Commissione Antimafia di proporre relazioni
che abbiano riscontri operativi possibili; diversamente,
altrimenti ho altre cose attraverso le quali cerco di dimostrare
a me stesso di non essere elefante, cerco di dimagrire.
FLERES Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci troviamo in
una di quelle situazioni tipiche nelle quali l'orientamento
complessivo è quello di individuare un percorso che contribuisca
a migliorare le condizioni di vita della nostra Regione e poi le
specificità di ciascuno, le particolari interpretazioni dei fatti
e delle soluzioni ipotizzate di ciascuno rischiano di farci
perdere di vista l'obiettivo - quello che, invece, tutti quanti,
sono convinto, intendiamo perseguire - cioè quello di rafforzare
il livello di sicurezza nella nostra Regione, di ridurre
l'incidenza della criminalità organizzata e comune, quello di
migliorare complessivamente la qualità della vita nella nostra
Regione.
Personalmente, siccome considero l'obiettivo talmente
importante da non dover suscitare alcuna divisione, alcuna
problematica che abbia valenza ideologica, non credo che questo
serva a raggiungere l'obiettivo; non insisto sulla formulazione
della mozione nell'attuale configurazione e, dato che non cambia
nulla rinviare di mezz'ora o anche di qualche giorno la
trattazione di un testo, purché il testo sia, invece, forte della
unità di questa assemblea, quello che auspico e ipotizzo è che si
trovi un modo, adesso, se ci sono le condizioni - ma, forse, non
ci sono - o, fra qualche giorno, di arrivare alla riscrittura
della mozione stessa, se è il caso, perché non c'è dubbio che
esistano elementi che possono essere meglio espressi.
Poco fa, parlando con l'onorevole De Benedictis, per esempio,
mi sono trovato a condividere un'ipotesi che ha formulato ma si
può ulteriormente mettere a punto.
Credo - e concludo - che l'obiettivo sia talmente importante
che ciascuno di noi ed io come primo firmatario della mozione, lo
faccio per primo, rinunzi ad una presa di posizione tout court,
relativamente ad un testo piuttosto che ad un altro e metta a
disposizione di questo Parlamento quel testo perché diventi il
pretesto, invece, di una mozione che sia assolutamente condivisa
che punti alla soluzione e non alle divisioni attraverso cui
pervenire alla soluzione medesima. Ripeto che l'obiettivo è
talmente importante che sarebbe veramente grave se noi ci
dividessimo per un avverbio o per un aggettivo o per una virgola
posta qualche parola prima o qualche parola dopo, dando la
sensazione che in questa Aula c'è chi non vuole migliorare le
condizioni di ordine pubblico nella nostra Regione e c'è chi,
invece, vuole migliorarle; c'è chi vuole affidarsi alle forze
armate e chi vuole affidarsi alle forze di polizia. Non è questo
il senso della proposta che è stata formulata. Il senso della
proposta è quello di elevare il grado di sicurezza nella nostra
Regione.
Se possiamo farlo arrivando ad un testo che sia condiviso, non
ho alcuna difficoltà a considerare sospesa la trattazione di
questo testo e consegnarlo all'Aula perché diventi soltanto il
veicolo di quello che sia un testo unitario.
PRESIDENTE L'onorevole Fleres ha formalizzato una richiesta
di rinvio.
Sulla richiesta possono parlare un deputato a favore ed uno
contro. Si sono iscritti a parlare, sulla proposta di rinvio,
gli onorevoli De Benedictis, Cimino, Antinoro e Cantafia.
Siccome la Presidenza non vuole negare a nessuno il diritto di
parlare, ma vi è una formalizzazione di richiesta di rinvio, se
c'è uno a favore tra i quattro, gli do la parola e, se c'è uno
contro, gli do anche la parola. Se poi volete parlare tutti, dato
che è un argomento importantissimo anche politicamente, possiamo
parlare tutti ma ritengo che dobbiamo razionalizzare i lavori.
ORTISI Noi vorremmo che l'onorevole Borsellino, che ci
rappresentata tutti, esprimesse la sua valutazione non
sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ho già detto che siccome ha una grande rilevanza
politica, la Presidenza darà la parola a tutti coloro i quali si
sono iscritti a parlare.
L'onorevole Borsellino si era già iscritta a parlare, quindi,
le darò la parola, se la chiederà.
CIMINO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CIMINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'intervento
dell'onorevole Cascio è stato molto interessante e ha colpito,
secondo me, il Parlamento nella volontà di voler approfondire
questo argomento a 360 gradi cercando - come dice bene
l'onorevole Cascio - di trovare anche delle argomentazioni che
fanno in modo che una mozione possa occuparsi di un problema
specifico o, addirittura, di affrontare seriamente le
problematiche connesse che l'Aula vuole trattare e l'onorevole
Ortisi ha anche posto un problema di un Parlamento che non riesce
ad operare effettivamente su alcune problematiche di carattere
politico.
Riprendendo la proposta dell'onorevole Fleres di rinvio, vorrei
pregare il Governo di prestare attenzione a queste problematiche
perché, su un argomento così importante, ognuno deve poter
mostrare la propria attenzione ed il proprio impegno, così come è
importante, in questa fase, potere aprire anche un dibattito con
il Governo nazionale sulla ipotetica chiusura di alcuni Tribunali
minori, come il Tribunale di Sciacca, di Patti e di Caltagirone
e, devo dire, vorrei chiedere, in particolar modo, che nella
mozione possa anche essere inserito un forte intervento da parte
del Governo. In questo caso, chiedo l'attenzione dell'Assessore
per il bilancio perché il sottoscritto ha avuto l'opportunità di
seguire in Aula, come Assessore alla Presidenza, una legge
fortemente voluta dal Presidente della Regione dal titolo Misure
urgenti nell'amministrazione della Giustizia . Grazie a quella
legge sono stati comprati dei computer e sono state date delle
risorse ai Tribunali che ne hanno fatto richiesta.
Ritengo che in una mozione di questo genere, in un momento in
cui si va alla discussione delle finanziaria, si possa anche
attivare un forte finanziamento di quella legge che il Presidente
Cuffaro ha fortemente voluto nella passata legislatura.
Allora, è necessario, come ribadivano l'onorevole Cascio e
l'onorevole Fleres, poter rinviare la trattazione di questo
argomento per affrontare la tematica in modo generale, a 360
gradi e dare delle risposte concrete anche al territorio. Cosa
che con questa legge Misure urgenti in materia di giustizia ,
già, è stato operato soprattutto a favore - se non erro - dei
Tribunali di giustizia amministrativa.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non
vorrei illudere nessuno ma vorrei essere chiaro su un aspetto.
Non c'è una unanime convergenza sulla proposta di portare in
Sicilia l'esercito, quindi, sarei a favore della sospensione
CINTOLA Non possono parlare due a favore ma uno a favore e
uno contro.
DE BENEDICTIS. Stiamo parlando tutti. Non credo sia opportuno
continuare questo dibattito. A noi sembra che la questione sia
così seria e così superficialmente affrontata, con una serie di
contraddizioni che sono emerse nel dibattito, anche in seno alla
maggioranza che ha presentato le mozioni, per cui non è così
semplice immaginare di trovare un accordo su una mozione sulla
quale ci sono profonde divergenze, sia sul risultato e, quindi,
sulla proposta finale che soprattutto - e non è indifferente -
sull'analisi del fenomeno mafioso e della presenza della
criminalità in Sicilia che si fa nel testo delle mozioni e che
poi produrrebbe la richiesta dell'esercito stesso.
Vi sono, quindi, delle profonde divisioni che non vorrei
minimizzare come qualcuno ha fatto a suo giudizio. Mi sembra
quanto mai opportuno che si eviti di forzare la mano su un
argomento così importante e che, semmai, si possa riprendere in
altro conteso ma in maniera radicale. Mi sembra, infatti, che
siano mozioni scritte più sull'onda dei messaggi della stampa,
che non provenienti da una riflessione che questo Parlamento non
ha fatto e dalla conoscenza dei problemi che invece questo
Parlamento sarebbe bene che avesse, magari invitando in audizione
il personale che opera sul campo, che ha competenza in materia e
ci può fornire indicazioni e valutazioni opportune per capire, al
di là delle mozioni, al di là dei messaggi mediatici, che cosa
serve in questo momento alla Sicilia e che cosa questo Parlamento
può concretamente fare senza volersi a tutti i costi sforzare di
essere il cimitero degli elefanti parlanti' che qualcuno ha
citato.
BORSELLINO Chiedo di parlare sulla discussione unificata
delle mozioni.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BORSELLINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
oggi stiamo vivendo in Sicilia un momento molto particolare che,
paradossalmente, non è tanto il momento di recrudescenza della
presenza e dell'attività dell'associazione mafiosa, Cosa Nostra,
ma è un momento particolare, magico, proprio per quella che è la
reazione invece che la società sta mettendo in atto nei confronti
dell'associazione mafiosa stessa. E' cominciata con la denuncia
forte di Confindustria, che ha detto che avrebbe messo fuori dai
propri ranghi coloro che pagavano il pizzo, ma questa era una
conseguenza del fatto che alcuni imprenditori avevano cominciato
a denunciare e a non pagare.
Tutto questo non avviene a caso, ma avviene perché la mafia
cambia sistema, cambia metodo. Non è un fatto normale che
l'imprenditore Vecchio a Catania abbia subito in tre giorni
quattro attentati Non è un fatto normale che l'imprenditore
Guaiana abbia subito il secondo incendio a distanza di poco
tempo. E proprio perché è cambiato l'atteggiamento della mafia,
un po' come se ci fosse stato una sorta di liberi tutti',
annunciato peraltro da una cartolina inviata a Provensano e a
Riina da altri mafiosi che dicevano che la pace era finita. In
effetti la pace è finita e la mafia ha ricominciato a usare di
nuovo mezzi che non usava più da tanto tempo.
Io credo che sia questo il punto su cui porre veramente
l'attenzione, quello di aiutare, quello di far sentire vicina la
presenza dello Stato a quelle persone che in una fase difficile e
diversa come questa trovano il coraggio di denunciare. E invece
questo oggi non c'è. Oggi gli imprenditori che denunciano, i
commercianti che denunciano, denunciano anche il fatto di
sentirsi soli e di non sentirsi abbastanza tutelati da parte
delle istituzioni proprio perché il territorio - e lo sappiamo
purtroppo tristemente, il territorio siciliano come di altre
regioni del Meridione - è più sotto il controllo della
criminalità organizzata che non sotto il controllo delle
istituzioni.
Allora, vedete, qui mi sembra che il dibattito si sia arenato
su esercito sì - esercito no , che è soltanto uno degli aspetti.
La presenza dell'esercito in Sicilia potrebbe avere un
significato, quello di mostrare quella presenza dello Stato che
dà sicurezza alle persone che hanno deciso di cambiare rotta, che
hanno deciso di denunciare. Io credo che se noi perdiamo questo
attimo - perché non durerà più di un attimo se ci sarà qualche
azione intimidatoria un po' più forte, che scoraggerà coloro che
hanno trovato il coraggio di denunciare -, se ci sarà qualche
azione che mostrerà come la mafia effettivamente è più presente
dello Stato ed è più forte dello Stato sul nostro territorio,
tutto questo finirà e svanirà come in una bolla di sapone e non
so quando potremo recuperare una perdita di questo genere.
Si è parlato molto del fatto che io abbia detto di essere
favorevole all'esercito. Io ho scritto una lettera al Presidente
Prodi, l'ho scritta al Ministro Amato e, non è un caso, l'ho
scritta anche al Ministro Ferrero chiedendo altro per la Sicilia.
Ho chiesto che ci fosse sicuramente quel potenziamento delle
forze dell'ordine che è necessario e indispensabile soprattutto
perché le forze dell'ordine operano in situazioni di carenza di
organico, ma anche di carenza drammatica di mezzi. Ho chiesto
anche che ci siano presidi democratici sui territori, che ci
siano luoghi di aggregazione, che ci siano luoghi di inclusione,
ho chiesto tutto quello che la presenza dello Stato dovrebbe
assicurare ad un territorio e soltanto come ultima rati' ho
chiesto che alla fine, per assicurare tutto questo, siccome ci
vuole troppo tempo, anche incrementare gli organici della
Polizia e delle Forze dell'Ordine, anche dare più mezzi richiede
troppo tempo.
Noi non possiamo permetterci il lusso di aspettare tutto questo
tempo se nelle more di tutto questo, che è assolutamente
necessario e indispensabile, può essere utile la presenza
dell'esercito che assicuri alle forze dell'ordine la libertà di
svolgere il loro ruolo e il loro compito.
E' una esperienza che abbiamo già fatto, è stata positiva e
quindi va bene che si possa ripetere ancora una volta
Non che l'esercito abbia poteri di polizia in Sicilia Lontano
da me l'idea di militarizzare questo territorio, ma che quella
presenza rassicuri, che sia un deterrente per l'azione della
criminalità organizzata ma che dia sicurezza soprattutto a chi,
affidandosi allo Stato, ha bisogno di sentirlo presente ed
attivo.
In un contesto come questo arriva la dichiarazione del
Presidente Miccichè, che mi fa piacere che abbia almeno
parzialmente smentita ciò che aveva detto in precedenza. Non dice
di non averlo detto, ma dice che è stato detto in un contesto in
cui è stato poco interpretato e si è scusato e siamo d'accordo e
ne prendo atto sicuramente, ma credetemi, è veramente triste
pensare che la Sicilia possa dover curare la propria immagine
nascondendo il nome di Falcone e di Borsellino quasi fosse, da
nascondere come - quello sì - il nome di Provensano, e non invece
facendo in modo che certe cose non avvengano più sul nostro
territorio. La presenza di un aeroporto intitolato a Falcone e
Borsellino è semmai l'immagine positiva della Sicilia. Si dice in
questa terra che ci sono stati uomini che, nonostante l'assenza
dello Stato e delle istituzioni, sono stati capaci di mantenere.
Il fatto, ripeto quindi di ridurre tutto ad un semplice quesito,
se esercito sì o esercito no, è sicuramente riduttivo. Io dico
che l'esercito è sì necessario, che sia presente nel frattempo,
e che alla polizia e alle forze dell'ordine siano dati i mezzi
per potere essere più numerosi, più attivi e più presenti sul
nostro territorio, ma non ci possiamo permettere il lusso di
aspettare troppo tempo o di perdere troppo tempo. I nostri
imprenditori, i nostri commercianti -con i quali io sono in
contatto non soltanto da adesso ma da 15 anni a questa parte - ci
chiedono di fare bene e di fare presto.
Non è possibile che ad un imprenditore si dica io non ti posso
proteggere perché non ho i mezzi per poterlo fare, non ho gli
uomini e non ho le macchine', non è possibile che ad un
imprenditore a cui viene promesso un capannone per potere
riprendere subito l'attività venga detto che il capannone gli
viene assegnato, ma non gli viene consegnato. Questo è quello su
cui dobbiamo puntare la nostra attenzione. L'importante è fare
bene e presto, i mezzi possono essere discussi e concordati, ma
l'importante è appunto che si faccia presto perché, passato
questo momento, non credo ce ne possa essere un altro.
Facciamo in modo di attuare questi mezzi prima di dovere
piangere i morti e non come abbiamo fatto sempre dopo che ci sono
stati i morti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, tutti coloro i quali hanno
parlato, tranne l'onorevole Borsellino che aveva già anticipato
il suo intervento che sarebbe stato soltanto sulla mozione, tutti
quelli che hanno parlato sono stati a favore della proposta
avanzata dall'onorevole Fleres.
CANTAFIA. Chiedo di parlare contro la proposta.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANTAFIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dico subito
una cosa: se i colleghi che hanno presentato la mozione hanno
bisogno di tempo per revisionarla non c'è problema. Se invece,
come qualche intervento faceva capire o sottintendeva, si vuole
utilizzare questo tempo per costruire una mozione condivisa, io
sono contrario ad una idea di questo genere perché ha detto bene
da questo punto di vista l'onorevole Borsellino, c'è un problema
di analisi.
Si arriva ad una proposta sulla base di una analisi molto
complessa; pensare che il nostro Parlamento sia in condizione in
una mezz'oretta, in una oretta, di mettere insieme una proposta
unitaria e una analisi comune sul fenomeno mafioso e quindi
sull'uso delle contromisure da prendere, mi sembra veramente
arduo. Non c'è riuscita in quindici anni la Commissione
antimafia nazionale e voi pensate che noi possiamo riuscire - in
mezz'ora - a metterci tutti d'accordo? Anche le riunioni di
quelle Commissioni antimafia spesso si sono concluse con una
relazione di maggioranza e una relazione di minoranza. La verità
è che se si vuole fare una cosa secca in cui si dice esercito sì
o esercito no è ancora possibile provare a esprimere un voto. Se
invece il problema è partire dalla condizione data, verificare
quali sono oggi le condizioni della mafia, se sono queste o sono
quelle altre e sulla base di questo fare una proposta unitaria,
io credo che queste condizioni non ci siano.
Se, ripeto, hanno bisogno di tempo i presentatori naturalmente
sono disponibile a che si conceda loro tutto il tempo
necessario, possono anche ritirarla e presentarla in un'altra
occasione, se invece è per fare un tentativo comune, su ciò sono
contrario.
LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, intervengo soltanto per una
esigenza di ordine parlamentare. Desidero suggerire una minore
perplessità di fronte a documenti così chiari, così semplici; una
minore dialettica perché in fondo si tratta di due documenti
identici, non è vero che ci sia divisione; c'è divisione nel
merito degli unici documenti presentati, ma quello è normale
nella dialettica parlamentare. Ma siamo di fronte a due documenti
di quasi identica natura.
In questo senso mi voglio richiamare all'articolo del
Regolamento che impedisce il ritiro delle mozioni quando
presentate nei termini di Regolamento, a meno che vi si oppongano
cinque parlamentari, ed esattamente l'articolo 153 del
Regolamento attualmente in vigore.
Una sospensione legata all'esigenza di uniformare, si tratta di
documenti che in fondo possono essere sintetizzati in un unico
testo, sarebbe un buon esempio che dà l'Assemblea regionale
siciliana su un argomento del genere di esprimere un documento
unitario; accade a tutti i livelli, accade nei Parlamenti, accade
in questo Parlamento, accade ovunque ci sia l'istituto delle
mozioni.
Allora una sospensione la comprendo, ma il ritiro no perché
non lo permette il Regolamento e perché non è opportuno. Tali
problematiche, onorevole Cascio, si sollevano nelle sedi
opportune - e non è l'Aula, è la Conferenza dei capigruppo -, ci
si consulta sui documenti che da un mese sono depositati presso
l'Assemblea e ci si chiede se è o se non è il caso di integrarli,
ma nel cuore di una discussione, quando finalmente stiamo
arrivando alla manifestazione, io spero, unanime di una volontà
politica - fra l'altro, di delega al Governo nazionale di agire,
perchè come è noto in materia il Parlamento siciliano non ha una
competenza primaria -, a questo punto, signor Presidente, la
prego di non mettere ai voti la richiesta di rinvio, proponga, se
crede, una sospensione per permettere ai gruppi sia pure
velocemente di arrivare ad un documento unitario, ma il rinvio
dà una sensazione di incertezza, o peggio ancora di divisione su
un tema e su un argomento in cui non c'è ben niente da dividersi.
Non è una situazione di collasso dell'unità dell'Assemblea sul
tema della lotta alla mafia, è un sistema di metodi sui quali si
può discettare, si può non condividere, ci si può dividere, ma il
documento può rimanere unitario, seppure nelle parti che
suscitano qualche perplessità si può pure correggere.
Sulla materia dell'invito al Presidente di costituire la
Commissione Antimafia, permettemi di dire, ha ragione l'onorevole
Cintola, che è pleonastica la richiesta di un intervento su una
legge che esiste, si invita un Presidente verbalmente ad
applicare la legge, ma una mozione di per sè scritta che inviti
un Presidente ad applicare una norma a sua volta scritta è
inopportuna.
Si può semmai deplorare il fatto che sino ad oggi il Presidente
non l'abbia costituita, ma anche questo sarebbe assolutamente
inopportuno perché ci sono ragioni per rinviare la decisione
fatale o finale. Per carità, tutti sappiamo che a questa
Commissione non potranno mai essere dati poteri particolari e
sappiamo che l'esperienza passata non è stata edificante, non è
stata gigantesca; tuttavia, poiché c'è una parte dell'Assemblea
che ne chiede e ne rivendica la realizzazione si può - soltanto
attraverso il Presidente in questo momento in Aula - chiedere
oralmente di dare una risposta a questa istanza. Ma anche da
questo punto di vista se c'è una divisione; la sospensione può
permettere di modificare il testo, fra l'altro le due mozioni in
materia sono diverse perché una la contempla e l'altra no.
A questo punto decidiamo una sospensione, signor Presidente,
perché il rinvio mi appare assolutamente inopportuno.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, onorevole assessore Lo Porto,
in effetti l'articolo 153 del Regolamento interno, cui lei faceva
riferimento, impedisce che la mozione una volta letta all'Aula
possa essere ritirata.
Non c'è una richiesta di ritiro da parte né dei proponenti né
da parte dell'onorevole Fleres, c'è una richiesta di rinvio.
Ci soccorre in questo senso, e sono quindi d'accordo con lei,
onorevole assessore Lo Porto, l'articolo 158 che prevede che la
discussione di una mozione non potrà occupare più di tre sedute.
Questa è la prima seduta, quindi il rinvio non vuol dire ritiro
della mozione, ma vuol dire possibilità di utilizzare il
Regolamento.
Quindi, lei ha dato un contributo perché non sarebbe possibile,
ma nessuno ha fatto la richiesta di ritiro.
Per cui pongo in votazione la richiesta di rinvio.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Seguito della discussione del disegno di legge: «Interventi in
favore dello svolgimento dell'attività sportiva connessa
all'esercizio del gioco del golf» (595/A)
PRESIDENTE. Si passa al quarto punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge e segnatamente al seguito della
discussione del disegno di legge: «Interventi in favore dello
svolgimento dell'attività sportiva connessa all'esercizio del
gioco del golf» (595/A).
Invito i componenti la quarta Commissione a prendere posto al
banco delle commissioni.
Ricordo che nella seduta n. 87 era stato votato ed approvato il
passaggio all'esame degli articoli. Do lettura dell'articolo 1:
«Articolo 1
Disposizioni in favore dello svolgimento
dell'attività
sportiva connessa all'esercizio del gioco del golf
1. Sono campi da golf, ai fini dell'applicazione del presente
articolo, i luoghi opportunamente conformati ed attrezzati per lo
svolgimento dell'attività sportiva connessa all'esercizio del
gioco del golf.
2. Sono interventi previsti per la realizzazione di campi da
golf: gli sbancamenti, la modellazione dei terreni, i drenaggi,
gli impianti di irrigazione, la formazione del manto erboso, la
formazione di green, tee e bunker e di laghetti artificiali.
3. Gli interventi di cui al comma 2 non costituiscono
costruzioni ai sensi e per gli effetti della lettera a) del primo
comma dell'articolo 15 della legge regionale 12 giugno 1976, n.
78.
4. Fatti salvi gli interventi di cui al comma 2, la presente
disposizione non si applica alle opere che per dimensioni e
caratteristiche strutturali rappresentino opere di trasformazione
edilizia ed urbanistica per le quali la normativa regionale
richiede apposita concessione.
5. L'autorizzazione del competente organo comunale sostituisce
la concessione per gli interventi per la realizzazione di campi
da golf, come definiti dai commi precedenti.
6. Quando le opere sono eseguite in zone sottoposte a vincoli
paesaggistici, ambientali e urbanistici, l'autorizzazione
dell'organo comunale competente deve essere rilasciata previo
parere favorevole dell'autorità preposta al vincolo. In tali casi
la domanda di rilascio dell'autorizzazione è esaminata da una
conferenza di servizi indetta dall'organo competente del comune,
entro sessanta giorni dal ricevimento.
7. La documentazione a supporto dell'autorizzazione dei lavori,
quali scavo di pozzi, sbancamenti ed opere di rinterro che
incidano significativamente sull'assetto geomorfologico di
dettaglio, nonché le opere che per la loro incidenza sono
soggette alla normativa sismica, devono essere supportate da uno
studio geologico.
8. Tutti gli eventuali pareri o nulla osta necessari al fine
del rilascio dell'autorizzazione devono essere rilasciati dalla
conferenza di servizi indetta dall'organo competente del comune,
entro sessanta giorni dal ricevimento.
9. L'istanza al comune per l'autorizzazione ad eseguire i
lavori si intende accolta qualora l'organo competente non si
pronunci nel termine di novanta giorni dalla presentazione della
stessa. In tal caso il richiedente può dare corso ai lavori dando
comunicazione al comune del loro inizio.»
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, al di là del
merito, sul quale ognuno esprime le proprie posizioni, alcune
sono state già espresse anche attraverso i mezzi di stampa, noi
dell'opposizione, per questa come per altre leggi, chiediamo che
la maggioranza si autogarantisca nel numero.
Siamo disponibilissimi a lavorare, ma naturalmente non a
sostituire la maggioranza come presenza fisica.
Poi vorremmo capire definitivamente se l'argomento è ambiente e
territorio o turismo; nel secondo caso vorremmo che ci fosse
l'assessore al ramo.
INTERLANDI assessore per il Territorio e l'ambiente. Si
intrecciano.
ORTISI E' intrecciato, sì. Vorremmo che ci fossero entrambi
gli assessori perché dalla discussione eventuale emergessero
tutti gli aspetti che riguardano l'una o l'altra rubrica.
ADAMO presidente della commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ADAMO presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, vorrei rispondere all'onorevole
Ortisi, questo disegno di legge è stato esaminato in Commissione
ed in Commissione sono presenti tutti i deputati e tutti i
partiti.
Non è giusto, secondo me, far ricadere sui cittadini alla fine
le colpe dei deputati.
L'opposizione può intestarsi una legge se la condivide, così
come credo sia, del resto su questa legge noi abbiamo lavorato
con molta serietà ed assieme. La volta scorsa, per esempio, un
deputato dell'opposizione ha posto un tema che ci ha estremamente
preoccupati.
ORTISI E' un fatto politico.
ADAMO presidente della Commissione e relatore. Lo so, però la
politica è servizio. Lei lo sa, è un collega insegnante come me e
sa benissimo che la politica è servizio.
Quindi, io proporrei di andare avanti.
Tra l'altro noi, in Commissione, ci teniamo molto a chiarire che
la nostra legge vuole con forza separare tutto quello che la
legge per la costruzione di alberghi, club house, dal semplice
prato verde, dal green, e siccome qualcuno giustamente ha detto
che ci sono termini in inglese sui quali non siamo competenti,
abbiamo preparato una sorta di dettagliato vocabolario (la
Commissione ha lavorato anche a questo) che, se il Presidente
vuole, può essere distribuito, in modo che si capisca con estrema
chiarezza che non andiamo ad approvare niente che riguardi
l'edilizia ma semplicemente un prato verde dove si può giocare a
golf.
Se il Presidente lo consente, lo possiamo distribuire ai
colleghi deputati.
Per il resto penso che tra una elezione e l'altra, tutti noi
siamo stati eletti per servire i cittadini. I cittadini poi
valuteranno e si renderanno conto di chi ha lavorato e di chi ha
lavorato meno.
INTERLANDI assessore per Territorio e l'ambiente.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
INTERLANDI assessore per il Territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, a chiarimento dell'intervento dell'onorevole Ortisi,
voglio dire che l'oggetto del disegno di legge riguarda gli
impianti golfistici che sono delle strutture ovviamente
utilizzate anche per il turismo, ma non solo. Nella fattispecie,
peraltro, la struttura prevista nella norma è squisamente
tecnico-urbanistico ambientale e pertasnto è più congrua la
presenza dell'Assessore al territorio e all'ambiente piuttosto
che quella dell'assessore al turismo.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, comunico che all'articolo 1
sono stati presentati i seguenti emendamenti a firma degli
onorevoli Ballistreri e Cantafia.
Richiesta di verifica del numero legale
CANTAFIA Signor Presidente, chiedo la verifica del numero
legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Ortisi,
Zappulla, La Manna e Termine)
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, invito gli onorevoli deputati a registrare la loro
presenza con la scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla verifica)
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 27
L'Assemblea non è in numero legale.
La seduta è rinviata a domani, giovedì 11ottobre 2007, alle ore
10.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Interventi in favore dello svolgimento dell'attività sportiva
connessa all'esercizio del gioco del golf (n. 595/A) (Seguito)
III - DISCUSSIONE DEL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE ECONOMICO-
FINANZIARIA PER GLI ANNI 2008-2011
La seduta è tolta alle ore 18.55.
Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 22.00
DAL SERVIZIO RESOCONTI
Il Direttore
Dott. Eugenio Consoli
ALLEGATO
TERMINE. - «All'Assessore per l'agricoltura e le foreste e
all'Assessore per la sanità, vista la circolare n. 6 del
dipartimento Interventi strutturali dell'Assessorato Agricoltura
e foreste, dell'Ispettorato veterinario e dell'Assessorato
Sanità, avente come oggetto Disposizioni in materia di rilascio
di certificazione di igiene e benessere degli animali ;
considerati gli effetti di tale circolare che hanno appesantito
la procedura burocratica al punto da bloccare l'istruttoria delle
pratiche già a finanziamento della Misura E (Indennità
Compensativa) e l'effettiva erogazione dei contributi per le
aziende zootecniche di montagna e delle aree interne della
Sicilia delle quali, precisamente, più del 90 per cento ricadono
nei territori rurali montani della provincia di Enna;
osservato che tale carico burocratico fa riferimento ad una
certificazione già esistente e, dunque, supplementare, superflua
e ingiustificatamente onerosa per le aziende zootecniche,
relativa all'accertamento dello stato di salute e benessere degli
animali non solo per l'anno in corso ma riferita anche al
quinquennio precedente;
sottolineato che tale certificazione deve essere rilasciata dai
Servizi veterinari locali che per la fattispecie lamentano
carenze di organico e tempi non congrui per il relativo rilascio;
rilevato, inoltre, che una tale disposizione contraddice quanto
determinato dalla decennale campagna per la eradicazione della
zoonosi che accredita le attuali aziende zootecniche superstiti
quali imprese sostanzialmente conformi alle prescrizioni
comunitarie e nazionali in materia di salute e benessere degli
animali;
per sapere quali siano le effettive ragioni che stanno alla
base di tale circolare, in considerazione del fatto che gli
immediati riflessi della stessa si traducono solo ed
esclusivamente nel blocco dei finanziamenti della Misura E
(Indennità compensativa) alle aziende zootecniche della provincia
di Enna». (591)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione n. 591,
dell'onorevole Termine, si rappresenta che la circolare n. 6 del
4/08/2006, firmata congiuntamente da questo Assessorato e
dall'Assessorato alla Sanità, in applicazione di normative
comunitarie, prevede che le certificazioni del possesso dei
requisiti minimi, presentate dagli allevatori che hanno richiesto
di accedere all'aiuto previsto dal Bando 2005 del PSR Sicilia
Misura E Zone Svantaggiate , devono essere integrate da una
attestazione, rilasciata dalla AUSL competente per territorio
(inerente il rispetto delle misure obbligatorie), riferita
all'ultimo quinquennio o all'inizio dell'attività di allevamento,
sulla inesistenza di violazioni delle norme che regolano il
benessere animale e il sovraffollamento delle strutture
d'allevamento.
Per evitare quanto paventato dall'onorevole interrogante, in
data 22/08/2006, questo Assessorato, con nota n. 70305, ha
disposto che la suddetta certificazione potesse essere prodotta
dalle ditte beneficiarie entro il termine di 150 giorni dalla
liquidazione dell'aiuto, pena la perdita del beneficio e la
restituzione dello stesso.
Tale procedura ha permesso l'ammissione all'aiuto di 1835 ditte
per un ammontare complessivo di 5.644.213,30».
L'Assessore LA VIA
INCARDONA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
l'agricoltura e le foreste, premesso che:
il comparto agricolo siciliano rappresenta il settore portante
dell'economia siciliana e ha pertanto grande valenza sociale;
funge, con i suoi operatori, da presidio e salvaguardia
dell'ambiente e del territorio delle aree rurali dell'isola;
ciò nonostante, il comparto agricolo nel suo complesso si trova
in una situazione di pesantissima e preoccupante difficoltà a
seguito delle carenze strutturali che sono causa della grave
riduzione di competitività dell'agricoltura siciliana nei mercati
interni e internazionali;
la globalizzazione dei mercati, l'ulteriore allargamento
dell'UE, il sostanziale avvio dei processi di apertura dell'area
di libero scambio nel bacino mediterraneo, i processi di
delocalizzazione produttiva hanno ulteriormente aggravato tali
difficoltà;
considerato che per salvaguardare il ruolo, la funzione e la
prospettiva stessa dell'agricoltura siciliana si renda
indispensabile e non più rinviabile l'attuazione di interventi
capaci di determinare condizioni di pari competitività e
concorrenza con l'agricoltura europea e del bacino del
Mediterraneo;
per sapere come il Governo della Regione intenda agire per la
realizzazione di interventi atti a sostenere ed indirizzare
l'indispensabile processo di riorganizzazione del comparto e la
valorizzazione delle produzioni agro-alimentari siciliane». 682)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione n. 682,
dell'onorevole Incardona, si rappresenta quanto segue.
Il sistema agroalimentare riveste un ruolo importante
nell'economia siciliana. Infatti, il contributo del settore alla
formazione del PIL regionale nel 2004 è stato del 6,3%, superiore
all'incidenza percentuale del settore agroalimentare in Italia
(4,9%).
E' un sistema che tuttavia deve adattarsi ai cambiamenti
apportati dalle recenti riforme e principalmente dalla riforma
della PAC. Il disaccoppiamento e la condizionalità , infatti,
dischiudono prospettive (autosufficienza energetica, colture
energetiche rinnovabili, diversificazione produttiva, agricoltura
multifunzionale) del tutto nuove e, in gran parte, ancora da
esplorare per l'impresa agricola, chiamata ad operare le sue
scelte in un quadro di convenienze economiche non più determinate
dagli strumenti di sostegno, bensì dalle reali dinamiche dei
mercati agroalimentari liberalizzati.
Di certo il sistema agroalimentare siciliano si avvantaggia di
favorevoli condizioni pedoclimatiche e di specifiche
vocazionalità territoriali che consentono una spiccata
diversificazione dell'offerta; tali condizioni favoriscono lo
sviluppo di metodi di produzione rispettosi dell'ambiente e della
salute dei consumatori, nonché la realizzazione di produzioni
destagionalizzate.
È il caso delle produzioni orticole siciliane (coltivate sia in
piena aria che in serra) presenti sui mercati interni ed esteri
su un calendario stagionale molto esteso, con una vasta gamma di
ortive di buona qualità, e di alcune produzioni frutticole di
eccellenza (uva da tavola, pesca extratardiva, etc.). La Sicilia
vanta, ancora, produzioni di alta qualità con prospettive
crescenti, alcune specializzazioni distrettuali anche di notevole
qualità in diversi comparti (ortofrutticolo, olivicolo, vinicolo,
caseario) a forte immagine e vocazione all'export, una
significativa presenza di produzioni a marchio DOP, IGP, DOC, IGT
e numerosi prodotti tradizionali.
In tale direzione l'Assessorato svolge con tenacia una politica
diretta all'innalzamento qualitativo e alla valorizzazione dei
prodotti. Nel comparto del vino e dell'olio la Sicilia ha ormai
acquisito una leardership e questi risultati sono il frutto da un
lato della capacità e dell'impegno profuso dai nostri
imprenditori e dall'altro dalla particolare attenzione e del
sostegno che l'Amministrazione ha riservato alle produzioni
agricole e agroalimentari per le ricadute economiche,
occupazionali e sociali nel contesto dell'economia regionale.
L'Assessorato considera con favore le azioni di filiera ,
intervenendo strategicamente sia nella fase della coltivazione
che in quella della trasformazione del prodotto, contribuendo, in
tal modo, a privilegiare e rafforzare la cultura della qualità.
Garantire la qualità dei prodotti significa, soprattutto,
orientare le scelte dei consumatori verso alimenti più sani, più
nutrienti, più gustosi e ottenuti con metodi più rispettosi
dell'ambiente nella piena garanzia di prerogative di qualità e di
sicurezza.
Il nuovo PSR con una dotazione di 2,1 miliardi di euro
rappresenta l'occasione per progettare lo sviluppo: in esso
compaiono ripetutamente i concetti qualità e sicurezza degli
alimenti, innovazioni, filiere, professionalità, biodioversità,
biomasse, acqua, suolo e occupazione e il tema si sposta da cosa
è l'agricoltura a cosa può fare l'agricoltura per la società e
l'ambiente della nostra Isola.
La nuova concezione di multifunzionalità fa sì che
l'agricoltura debba risultare integrata con le diverse attività
economiche esistenti nel territorio.
Lo sviluppo della coesione economica e sociale pu�� contribuire
a determinare esternalità positive per lo svolgimento di attività
agricole ed agroindustriali, come, ad esempio, il miglioramento
delle infrastrutture di collegamento. In particolare, le azioni
per la coesione proprio perché hanno l'obiettivo di equilibrare i
percorsi di crescita tra aree deboli e aree forti, risultano
importanti per le aree rurali che, da sole, non riescono ad
uscire da condizioni di marginalità e sottosviluppo (si pensi
agli effetti dell'introduzione di servizi che adottano le
tecnologie dell'informazione e della comunicazione in ambito
rurale).
Alcuni fattori mettono, però, in difficoltà gli agricoltori
siciliani:
-il contesto globale dei mercati, in cui la competizione diventa
sempre più serrata con l'affermarsi dei cosiddetti paesi
emergenti che, tra l'altro, hanno costi di produzioni talmente
più bassi da non essere avvicinabili da parte dei nostri
produttori;
-l'intervento della Commissione europea, che diviene sempre più
stringente verso gli aiuti di Stato che possono falsare la
concorrenza, riducendo la possibilità per lo Stato o la Regione
di intervenire per tamponare le crisi dei vari comparti;
-il cambiamento climatico che ha importanti ripercussioni sul
ciclo colturale e rende reale il rischio, per alcune aree, della
desertificazione.
A ciò vanno aggiunte le ormai accettate valutazioni sulla
frammentazione aziendale - con aziende troppo piccole per
affacciarsi sul mercato e per confrontarsi con la grande
distribuzione - e la questione dell'indebitamento e della
sottocapitalizzazione delle imprese agricole.
Ci troviamo, quindi, di fronte a mutamenti del contesto
strutturale e, contemporaneamente, alla riduzione degli spazi di
manovra della Regione - non fosse altro che per la crisi
finanziaria regionale - in comparti e territori diversi.
In questo panorama la politica agricola (comunitaria, nazionale
e regionale) non può che rispondere con azioni che promuovano la
riorganizzazione e la ristrutturazione dei comparti, per spingere
le aziende a competere sui mercati; dall'altro, ed è la scelta
degli assi 2 e 3 della bozza di PSR 2007/2013, il ruolo attivo
dell'agricoltore nella difesa dell'ambiente e nella
multifunzionalità deve contribuire a salvaguardare le aree
economicamente e socialmente più fragili.
In forza di tali condizioni e sulla base di constatati
presupposti, l'Amministrazione regionale ha definito uno
specifico percorso volto all'introduzione di innovazioni non solo
nella fase di costruzione della strategia di intervento, ma anche
in quella attuativa e gestionale.
In particolare, gli ambiti principali su cui appare necessario
intervenire per migliorare strumenti e procedure rispetto
all'attuale esperienza riguardano:
1)la semplificazione amministrativa per la partecipazione ai
bandi/assegnazioni: verrà semplificata la parte amministrativa
relativa alla domanda di accesso al beneficio. In particolare,
sarà utilizzato il fascicolo unico aziendale, che contiene già
tutte le informazioni di carattere generale acquisite per fruire
dei sostegni previsti dal primo pilastro della PAC (preservando,
tuttavia, la corretta azione di monitoraggio e di rilevazione dei
dati da parte delle pubbliche istituzioni).
Saranno, inoltre, valutate forme alternative al tradizionale
bando, che tengano conto sia della tipologia di intervento (anche
in relazione alle diverse categorie di beneficiari, alle
dimensioni delle aziende e degli investimenti previsti) ed in
stretta connessione alle norme che richiedono un'adozione celere
di alcuni interventi (ad esempio, adeguamento alle disposizioni
in materia di igiene per le imprese). Si punterà, quindi,
all'utilizzo di bandi a scadenza periodica per consentire alle
imprese richiedenti, ai consulenti ed agli uffici preposti
all'istruttoria di poter meglio distribuire nel tempo il carico
di lavoro, evitando così fasi connotate da elevata congestione di
tempi e attività che comportano inevitabilmente significativi
ritardi nell'avanzamento della spesa.
2)la riorganizzazione della valutazione/selezione delle
proposte: la fase organizzativa non potrà prescindere
dall'attuazione di interventi di natura organizzativo-gestionale,
volti a snellire ed a velocizzare le procedure amministrative,
conseguibili anche attraverso la necessaria azione di
informatizzazione delle istanze e di raccordo tra gli uffici
preposti.
In questa direzione, e con benefici auspicabili anche rispetto
al primo obiettivo, si predisporrà un'incisiva azione tesa
all'informazione, alla sensibilizzazione e alla formazione delle
figure professionali (tecniche e manageriali) operanti a diverso
titolo nel sistema agricolo, agroindustriale e forestale, per
innalzare ulteriormente la qualità progettuale nonché per
stimolare la proposta e la sperimentazione di attività innovative
nelle diverse fasi delle filiere.
3)la gestione informatizzata e il sistema di monitoraggio:
necessario completamento delle opzioni sopra accennate è la
creazione di un sistema gestionale basato sulla trattazione
informatica delle pratiche, sul rispetto del principio di
separazione delle funzioni nell'organizzazione degli Uffici,
sul monitoraggio periodico a livello del progetto per rendere
possibile la sorveglianza .
Nell'ambito del percorso di innovazione che riguarda anche il
sistema di relazioni, l'Amministrazione regionale ha previsto,
anche in considerazione delle difficoltà riscontrate nella
programmazione 2000-2006 relativamente al reperimento della quota
di cofinanziamento privata necessaria per la realizzazione degli
investimenti, di avviare nuove soluzioni volte alla facilitazione
dell'accesso al credito da parte delle imprese, le cui
performance aziendali sono risultate spesso rallentate e, in
taluni casi, ostacolate da difficoltà riscontrate nella fase di
acquisizione del capitale. I regimi di aiuto previsti per
supportare gli investimenti aziendali adottati dai singoli o
dalle imprese associate saranno quindi integrati con strumenti
finanziari per un più agevole accesso al credito bancario da
parte dei richiedenti,
In considerazione della carenza di liquidità delle imprese
agricole è da prevedere un ricorso al mercato del credito e,
quindi, per favorire un ottimale impiego delle risorse, si rende
necessario massimizzare il coinvolgimento degli Istituti di
credito e degli Enti pubblici. Questi, in qualità di datori di
garanzie, dovranno essere in grado di effettuare una valutazione
economica dell'investimento, ed attraverso apposite convenzioni
dovranno garantire unitarietà e semplificazione anche nelle
erogazioni. In tale situazione l'aiuto agli investimenti potrà
essere erogato sotto forma di sovvenzione in conto capitale, o
del suo equivalente in abbuono di interessi su finanziamenti ad
ammortamento differito, o di concessione di garanzia, o di una
combinazione di dette forme nel rispetto comunque delle
disposizioni comunitarie.
Nella definizione della strategia generale si è tenuto conto
anche dei cambiamenti indotti dalla riforma della PAC, che con i
suoi tre elementi caratterizzanti (premio unico disaccoppiato,
condizionalità, modulazione) sta già producendo importanti
trasformazioni sul sistema agroalimentare e rurale della regione.
In particolare, ciò pone in evidenza l'esigenza di:
· promuovere la riconversione di ordinamenti produttivi,
attraverso il sostegno per l'accesso a nuovi mercati, la
qualificazione delle produzioni esistenti e strumenti per la
gestione del rischio imprenditoriale quali:
-informazione e formazione su strumenti di controllo di gestione
e degli investimenti;
-ricerca ed innovazione;
-diversificazione delle produzioni anche con l'introduzione di
colture energetiche e no food;
-internalizzazione di alcuni fattori produttivi e di segmenti
della filiera meno controllabili dall'agricoltore, come energia,
fertilizzanti, distribuzione;
· favorire gli investimenti per l'adeguamento a nuovi standard
produttivi e per il miglioramento complessivo della sostenibilità
dell'attività, in primo luogo ambientale ma anche economica;
· rafforzare la capacità di cofinanziamento privato degli
investimenti da parte delle aziende, considerando in quest'ottica
anche i premi previsti dalla PAC come un possibile strumento a
disposizione delle imprese.
Tenendo presente ciò, gli aiuti diretti previsti dal Reg. (CE)
n. 1698/2005 (principalmente nell'Asse 2) - ferma restando la
reale finalità di salvaguardia ambientale - potrebbero essere
visti anche come un possibile strumento di compensazione della
riduzione degli aiuti diretti del primo pilastro per il
sostegno al reddito nelle aree svantaggiate e delle imprese che
svolgono prevalentemente attività di presidio del territorio».
L'Assessore LA VIA
CRACOLICI. - «All'Assessore per l'agricoltura e le foreste,
premesso che in applicazione della legge n. 14 del 14.04.2006,
riguardante il riordino della materia forestale, è stato
pubblicato l'elenco speciale dei lavoratori forestali;
sulla base di tale normativa sono stati avviati al lavoro per
cinquantuno giornate i braccianti forestali che ne avevano i
requisiti, nonostante non ci fosse ancora la copertura
finanziaria;
con la successiva copertura finanziaria sono state anche
garantite 27 giornate in più, necessarie per ottenere la piena
applicazione della normativa previdenziale a favore dei suddetti
forestali;
ciò nonostante non sarebbero stati ancora autorizzati
dall'Assessorato i relativi turni;
per sapere quali ragioni e in base a quale normativa non si dia
immediata attuazione a quanto previsto dagli accordi sindacali e
dalla vigente legislazione in materia». (775)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione n. 775,
dell'onorevole Cracolici, si rappresenta quanto segue.
Alla data dell'interrogazione la mancata applicazione della
l.r. 14 aprile 2006 n. 14, per la parte riguardante l'aumento del
turno minimo di lavoro, era dovuta alla circostanza che non era
ancora intervenuta la pubblicazione, da parte dell'Assessorato
regionale del Lavoro dell'Elenco Speciale dei lavoratori
forestali previsto dalla stessa legge come requisito essenziale
per l'avviamento al lavoro degli operai medesimi.
Pubblicato l'Elenco Speciale a cura del Dipartimento
regionale del Lavoro il 9 novembre 2006, nelle more della
promulgazione della norma sull'assestamento di bilancio, lo
scrivente ha invitato il Dipartimento regionale delle Foreste e
l'Azienda regionale delle Foreste Demaniali ad adottare, senza
ritardo, ogni misura necessaria alla prosecuzione dell'attività
lavorativa degli operai forestali nei termini previsti dalla
l.r. 14 aprile 2006, n. 14.
Sulla base di tali direttive, l'Azienda regionale ha provveduto
immediatamente a dare corso alle richieste di avviamento al
lavoro, le quali sono state evase secondo i tempi previsti dal
consueto iter procedurale».
L'Assessore LA VIA
ODDO CAMILLO. - «All'Assessore per l'agricoltura e le foreste,
premesso che:
la diga Baiata di Paceco (TP) viene utilizzata in agricoltura
per l'irrigazione;
l'Ente gestore della diga, il Consorzio Trapani 1 , aveva
stipulato un contratto ENEL per la fornitura di energia elettrica
esclusivamente per il periodo che andava dal mese di giugno al
mese di ottobre 2006;
l'assenza di precipitazioni verificatasi negli ultimi anni ha
accresciuto la necessità di acqua del settore agricolo a partire
dal mese di marzo;
per sapere se non ritenga opportuno intervenire presso l'Ente
gestore della diga affinché provveda a stipulare il contratto per
la fornitura di energia elettrica dal mese di marzo al mese di
ottobre di ogni anno, considerato che la carenza di piogge legata
ai mutamenti climatici di questi ultimi anni rende indispensabile
l'irrigazione di soccorso». (875)
ODDO CAMILLO. - «All'Assessore per l'agricoltura e le foreste,
premesso che:
la diga Baiata di Paceco (TP) viene utilizzata in agricoltura
per l'irrigazione;
l'Ente gestore della diga, il Consorzio di bonifica Trapani 1,
continua a prevedere annualmente contratti ENEL per la fornitura
di energia elettrica esclusivamente per il periodo che va dal
mese di giugno al mese di ottobre;
la stagione irrigua giugno/ottobre fu determinata negli anni
1970 in funzione delle esigenze della viticoltura;
negli ultimi venti anni è aumentata notevolmente la superficie
destinata a colture orticole da pieno campo e, in particolare,
melone giallo, che, anche per effetto dell'evoluzione delle
tecniche colturali, necessita di irrigazione fin dal momento
della messa a dimora delle piantine che avviene a marzo;
l'andamento siccitoso delle ultime annate agrarie ha
accresciuto la necessità di acqua per tutta la stagione e, in
particolare, nella fase di messa a dimora delle piantine di
specie orticole;
per sapere se non ritenga opportuno intervenire nei confronti
del Consorzio di bonifica Trapani 1, Ente gestore della diga,
affinché provveda a stipulare il contratto per la fornitura di
energia elettrica a partire dal mese di marzo di ogni anno e fino
al mese di ottobre, considerato che alla viticoltura si è ormai
affiancata la coltivazione di meloni gialli e di altre orticole
da pieno campo come sopra specificato». (911)
Risposta. «In riferimento alle interrogazioni n. 875 e n. 911,
dell'onorevole Oddo Camillo, si rappresenta che il contratto di
fornitura di energia elettrica stipulato tra il Consorzio di
Bonifica 1 Trapani e l'ENEL S.p.A., relativo al sollevamento
delle acque invasate nel serbatoio Baiata e destinate
all'irrigazione del comprensorio irriguo di Paceco, copre
l'intero anno solare».
L'Assessore LA VIA
PANARELLO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per
l'agricoltura e le foreste e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che l'area dell'ex Agrumaria, meridionale
(ME), di proprietà dell'ESA, versa in condizioni di abbandono e
che per la presenza di amianto e di residui di lavorazioni
industriali costituisce fonte di inquinamento e di pericolo per
l'incolumità pubblica;
considerato che:
l'Agrumaria meridionale aveva rilevato impianti, marchio e rete
distributiva dell'ex Sanderson, azienda leader nel campo della
trasformazione degli agrumi;
nel 1997 è cessata l'attività con il conseguente licenziamento
dei settanta dipendenti, dieci dei quali tuttora disoccupati e
privi di tutele sociali;
con precedenti atti parlamentari, l'interrogante ha
sottolineato la necessità di provvedere alla custodia ed alla
manutenzione degli immobili, nonché alla bonifica dell'area
interessata dalla presenza di amianto e di residui industriali;
l'Amministrazione regionale e l'ESA non hanno dato seguito alle
predette iniziative parlamentari ed alle sollecitazioni dei
sindacati;
l'area interessata (oltre settanta ettari), a ridosso del
centro cittadino, adiacente al litorale e vicina allo svincolo di
Messina Sud è molto pregiata, può essere utilizzata
convenientemente a fini produttivi ed è stata individuata dal
Consiglio comunale di Messina quale sede della cittadella
Fieristica;
l'improvvida disattenzione dell'ESA e l'assenza di controlli
da parte dell'Assessorato dell'agricoltura hanno
determinato, con il depauperamento di un prezioso patrimonio
immobiliare, uno scandaloso spreco di risorse pubbliche;
la condizione di degrado in cui versa l'area e i rischi di
inquinamento ambientale hanno creato allarme nell'opinione
pubblica;
per sapere:
se non giudichino opportuno promuovere una rigorosa indagine
per quantificare i danni provocati dall'incuria delle istituzioni
pubbliche preposte ad un pezzo significativo del patrimonio della
Regione;
se non considerino omissivi e perciò severamente sanzionabili i
comportamenti tenuti, da dieci anni a questa parte, dall'ESA e
dall'Amministrazione regionale competente;
se non valutino necessario promuovere l'immediata bonifica
dell'area attraverso l'Agenzia regionale per le acque e i
rifiuti;
se non ritengano opportuno, coinvolgendo le istituzioni locali
(che non devono essere escluse dai progetti di alienazione
programmati dall'ESA), definire un'utilizzazione dell'area
funzionale alle prospettive di sviluppo economico e sociale di
Messina». (928)
Risposta. «A seguito dell'interrogazione n. 928, dell'onorevole
Panarello, il servizio competente dell'Assessorato ha acquisito
una relazione con la quale il Presidente dell'ESA dà alcune
notizie sulla vicenda della proprietà ex Sanderson and Sons e
sull'attività posta in essere dall'Ente per provvedere al
riguardo degli inconvenienti che costituiscono le premesse
dell'atto ispettivo al documento si apprende che la società
Sanderson Agrumaria Meridionale S.p.A., posta in liquidazione dal
socio unico ESA nel mese di marzo 1997, gestiva sin dal 1985 lo
stabilimento industriale di trasformazione di agrumi che l'Ente
ha acquistato dalla curatela del fallimento della Sanderson &
Sons.
Oggetto dell'acquisto era un terreno di circa 76.000 mq nel
quale erano ubicati fabbricati industriali, oltre ad impianti e
macchinari di proprietà dell'ex Sanderson & Sons, e di due pozzi
esterni allo stabilimento.
La Sanderson in liquidazione, in accordo con l'ESA, ha
provveduto alla bonifica riguardante i succhi ed i prodotti di
laboratorio ivi giacenti, smaltendo quantità assai rilevanti pari
a circa 1000 tonnellate di materiale contenuto in fusti
degradati.
Ancora oggi rimane il problema della copertura con lastre di
eternit di gran parte dei capannoni industriali, anche se l'ESA,
sollecitata dagli Organi comunali competenti, ha effettuato solo
interventi urgenti di bonifica (considerate le limitate risorse
finanziarie) di quelle parti di fabbricati industriali che
presentavano evidente stato di usura.
La Sanderson in liquidazione, a mezzo di apposito bando di
evidenza pubblica, ha completato nel 2001 la vendita degli
impianti e dei macchinari di sua proprietà (acquistati dopo il
1985), mantenendo, su specifica indicazione dell'ESA, un servizio
di guardiania del complesso industriale, affidandolo ad ex
dipendenti.
L'ESA, che dal 1999 al 2005 ha trasferito i propri uffici della
sede provinciale di Messina presso la palazzina dello
stabilimento, è intervenuto direttamente su alcune problematiche
sollevate dall'onorevole interrogante, quali la bonifica
ambientale per eliminare i rischi connessi alla presenza di
sostanze nocive, la prevenzione di incendi, la guardiania e la
gestione dell'acqua; fra l'altro, ha stipulato una convenzione
con l'Agenzia Municipalizzata Acque del comune di Messina per
consentire l'attingimento dai pozzi di cui sopra per uso potabile
della città.
In data 31/07/2006, si è proceduto alla risoluzione del
contratto di affitto di azienda tra l'ESA e la Sanderson con
apposito verbale di consegna dei beni mobili ed immobili nel
quale è stato evidenziato che tutti i macchinari ed i beni
contenuti nello stabilimento sono stati dichiarati fuori uso,
senza segnalare la presenza di vasche di accumulo e liquidi
residui.
In data 27/09/2006 il Comune di Messina ha segnalato all'Ente
la fuoriuscita di ingenti quantità di sostanze inquinanti (olii
combustibili), con grave danno per l'ambiente che ha interessato
il tratto terminale del torrente Zafferia.
L'ESA si è prontamente attivato reperendo le somme per potere
eseguire i lavori di somma urgenza necessari per scongiurare
ulteriori danni e bonificare le aree demaniali interessate dallo
sversamento.
Atteso che le finanze dell'Ente non consentivano di programmare
autonomamente interventi definitivi per la riqualificazione
dell'intero sito, l'ESA ha interessato in data 18/01/2007
l'Agenzia Regionale per i Rifiuti e le Acque, redigendo un
progetto preliminare per il risanamento ambientale e per la messa
in sicurezza degli impianti e degli immobili per un importo
complessivo di Euro 1.405.800,00; tale progetto è stato inoltrato
dall'Agenzia alla società Sviluppo Italia.
Aggiudicati i lavori di somma urgenza alla ditta Teseco, la
stessa ha provveduto ad eseguire i lavori contrattuali recintando
l'area demaniale del torrente interessato allo sversamento degli
olii e, contestualmente, ha raccolto i rifiuti in appositi
contenitori, depositandoli, provvisoriamente, in apposita area
individuata all'interno dell'opificio Sanderson, nelle more di
effettuare la necessaria caratterizzazione da parte di un tecnico
qualificato, e ciò al fine di individuare la discarica abilitata
ad accogliere i superiori rifiuti, secondo quanto disposto dal
Decreto Legislativo n. 152/2006. I rifiuti raccolti sono stati
registrati in appositi verbali dai quali è possibile evincere
quantità, tipologia e data di deposito temporaneo. I registri
sono stati acquisiti, presso la sede ESA di Barcellona, dalla
compagnia della Guardia di Finanza di Milazzo in data 6/06/2007.
Conclusi i lavori eseguibili con la disponibilità finanziaria
del periodo, l'Ente in data 7/6/2007 ha conferito l'incarico al
Dipartimento di Scienze degli Alimenti dell'Università di Messina
per eseguire le analisi per la caratterizzazione del sito
bonificato e dei relativi rifiuti prodotti nell'ambito del
servizio di messa in sicurezza dell'area.
Con nota del 26/07/2007 il Procuratore della Repubblica di
Messina ha respinto la richiesta di autorizzazione dell'ESA per
l'accesso nell'area ex Sanderson per il prelievo dei campioni
necessari per la caratterizzazione del sito perché sotto
sequestro giudiziario.
L'ESA ha, inoltre, richiesto parere di congruità
all'Assessorato regionale del Bilancio sulla stima dell'area
nella consapevolezza che la dismissione del bene appare la
soluzione da preferire e ha promosso degli incontri con le
istituzioni locali (Comune, Provincia regionale, Ente Porto, Ente
Fiera) al fine di procedere alla vendita dell'immobile in
argomento, dai quali non è emerso alcun interesse da parte delle
istituzioni incontrate per l'acquisizione dello stesso.
Ciò detto, ritengo condivisibili i rilievi mossi dall'onorevole
interrogante. Ritengo necessario promuovere la bonifica dei
luoghi per le ovvie ragioni di tutela dell'igiene e della sanità
pubbliche e opportuno eseguire ulteriori tentativi per
coinvolgere le istituzioni locali per una utilizzazione dell'area
in funzione di una integrata programmazione economico-sociale.
Quanto alle responsabilità, senza voler sottovalutare ritardi
e superficialità dei quali si sono resi responsabili organi ed
uffici, a mio avviso, la causa principale dei danni alla cosa
pubblica dei quali siamo in presenza risiede nell'antico vizio di
adottare decisioni in mancanza di adeguate informazioni
sull'esistente e di adeguata, puntuale programmazione per il
futuro e di affidare beni o competenze a soggetti senza dotarli
delle risorse necessarie, in un sistema giuridico-contabile come
quello vigente, che non consente alcuna automatica né agile
allocazione di risorse neanche per provvedere in ordine a
compiti istituzionali».
L'Assessore LA VIA
DI GUARDO. -«Al Presidente della Regione e all'Assessore per
l'agricoltura e le foreste, premesso che nei giorni dall'8 al 10
febbraio del corrente anno a Berlino si è svolto il Salone
internazionale del Marketing Ortofrutticolo presso il quale era
allestito un padiglione per la promozione della produzione
siciliana;
considerato che il Salone Fruit Logistica , giunto alla sua
14 edizione, rappresenta per il settore uno dei più
significativi appuntamenti europei (nel 2006 ha registrato circa
30.000 visitatori altamente professionali e 1400 espositori);
visto il rilievo con cui la stampa regionale ha dato notizia
del successo della partecipazione della Regione siciliana;
verificato invece il diverso parere di operatori del settore, i
quali, recatisi alla fiera, si sono trovati di fronte un
padiglione di scarsa visibilità e nel quale, nonostante la
propaganda, non era rintracciabile neanche l'ombra dell'arancia
rossa di Sicilia;
per sapere:
quale valutazione riportino gli uffici competenti rispetto
all'efficacia dell'iniziativa assunta;
se siano state riscontrate le ragioni dei disguidi e delle
inefficienze nell'organizzazione dello stand siciliano e se siano
stati valutati eventuali danni e individuati i responsabili;
quali misure intendano assumere per promuovere in modo più
efficace la conoscenza e la diffusione degli agrumi siciliani e,
in particolare, dell'arancia rossa dell'Etna nel mercato
mitteleuropeo». (935)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione n. 935,
dell'onorevole Di Guardo, si rappresenta quanto segue.
La partecipazione dell'Assessorato Agricoltura e Foreste alla
fiera in argomento è avvenuta tramite l'Istituto Nazionale per il
Commercio con l'Estero (ICE), che ha organizzato il padiglione
italiano dove erano presenti, oltre alla Regione siciliana, anche
altre regioni italiane.
In termini logistici, lo stand della Regione siciliana - nel
quale erano presenti n. 12 tra Consorzi ed imprese siciliane
ciascuno dei quali, per partecipare alla manifestazione, ha
versato una quota di 1.500,00 - .risultava essere molto
visibile in quanto allocato in una posizione centrale
prospiciente il piazzale principale del territorio che ha
ospitato la manifestazione.
Al Salone di Berlino, tramite il Consorzio Puraterra di
Caltagirone, hanno partecipato diverse OO.PP. che
commercializzano arancia rossa di Sicilia e che, nel corso della
Fiera, hanno avuto diversi incontri con operatori commerciali
esteri. Proprio per tali contatti ottenuti è stata manifestata
dagli operatori siciliani che hanno partecipato alla Fiera piena
soddisfazione sia per l'organizzazione della Regione siciliana
che per l'evidente importanza che tali scambi di informazioni e
conoscenze rivestono nell'ambito dei rapporti commerciali.
Lo stand, inoltre, è stato visitato dal Ministro
dell'Agricoltura Paolo De Castro e dall'Ambasciatore d'Italia in
Germania, i quali si sono complimentati per la buona immagine
offerta della Sicilia tramite tale organizzazione, per la quale
non risultano riscontrati disguidi o inefficienze
nell'organizzazione dello stand (realizzato dall'Istituto
Nazionale per il Commercio con l'Estero), né ad oggi appare
pervenuta alcuna notizia di danni.
Tali eventi rappresentano, com'è noto, occasioni importanti
nell'ambito del processo di valorizzazione delle produzioni
agroalimentari siciliane e di promozione delle stesse su i canali
commerciali internazionali. Per il comparto agrumicolo, ambito
d'eccellenza qualitativa della nostra Isola, l'Assessorato
Agricoltura e Foreste nel corso dell'annata agraria 2006/07 ha
promosso attraverso il Consorzio di tutela dell'Arancia rossa di
Sicilia IGP , un programma di comunicazione istituzionale
coinvolgendo le Province di Catania, Siracusa ed Enna, le Camere
di commercio di Catania e Siracusa, ed alcuni comuni ricadenti
nel territorio di produzione, così come definito dall'apposito
disciplinare, quali Belpasso, Biancavilla, Paternò, Grammichele,
Caltagirone, Scordia, Palagonia, Mineo, Militello val di Catania,
Francofonte, Lentini, Carlentini, Ramacca, Regalbuto e Centuripe.
Attraverso un protocollo d'intesa i suddetti enti, comuni e
CCIAA hanno contribuito a realizzare un nuovo modo di promuovere
fattivamente un prodotto agroalimentare quale l'Arancia rossa di
Sicilia IGP non solo attraverso uno spot pubblicitario univoco
che renda riconoscibile e definibile al consumatore tale agrume,
evitando, tra l'altro, l'attribuzione di altre e varie
denominazioni improprie, ma anche attraverso appositi corner di
degustazione posizionati presso la GDO estera.
Ancora, nell'ambito del processo di penetrazione in nuovi
mercati sono stato stipulati accordi bilaterali tra il Governo
italiano e quello giapponese che hanno consentito l'esportazione
di numerosi container di arance rosse prodotte in Sicilia e
destinati, appunto, ai canali di vendita nipponici.
Consapevoli, quindi del ruolo strategico di tale comparo
nell'ambito dell'economia siciliana, nel Programma di Sviluppo
Rurale 2007/2013 la promozione e la valorizzazione dei prodotti
agricoli di qualità saranno oggetto di una specifica misura
d'intervento finalizzata proprio a promuovere la partecipazione a
fiere, mostre, workshop, educational ed eventi similari,
organizzazione e realizzazione di eventi promozionali, campagne
di pubbliche relazioni e pubblicità realizzate attraverso i
diversi strumenti di comunicazione ed iniziative presso i punti
di vendita attraverso un aiuto pari al 70 per cento del costo
ammissibile delle azioni».
L'Assessore LA VIA
DI BENEDETTO-MANZULLO-PANEPINTO. -«Al Presidente della Regione
e all'Assessore per l'agricoltura e le foreste, premesso che:
con oneri a carico della regione siciliana sono stati
realizzati due impianti di sollevamento, uno per consentire il
travaso di acqua dalle sorgenti di Gammauta alla diga Raia di
Prizzi, l'altro per consentire il riempimento del laghetto Gorgo
di Montallegro utilizzando le acque del fiume Verdura;
i due impianti, gestiti rispettivamente dall'ENEL e dal Voltano
S.p.A., sono allo stato non operanti e non pompano acqua nei
rispettivi invasi;
considerato che:
l'anno in corso sta presentando uno scarso livello di
precipitazioni, per cui i terreni, al di sotto dello strato
superficiale, sono asciutti, e che, conseguentemente, nell'area
agrumicola del riberese occorrerà anticipare la campagna irrigua
effettuando almeno cinque irrigazioni;
la diga Raia di Prizzi e il laghetto Gorgo di Montallegro hanno
in atto una dotazione idrica molto al di sotto della media
stagionale;
tenuto conto che il riempimento dei citati bacini va praticato
in tempi celeri, prima che cessi la stagione piovosa, rendendo
impossibile l'approvvigionamento degli stessi;
per sapere quali azioni intendano intraprendere presso l'ENEL e
il Voltano S.p.A. affinchè siano attivati immediatamente gli
impianti di sollevamento». (952)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione n. 952,
dell'onorevole Di Benedetto, si rappresenta che l'impianto di
sollevamento Gammauta-Prizzi, che consente di invasare nel lago
Raia di Prizzi i volumi eccedenti del bacino della Diga di
Gammauta, è gestito da Sicilacque S.p.A. e non dall'Enel, né
dall'azienda Voltano S.p.A. come indicato dall'onorevole
interrogante.
L'attivazione di detto impianto di sollevamento viene richiesta
dal Consorzio di bonifica 3 di Agrigento in annate
particolarmente siccitose. Quest'anno le abbondanti piogge
primaverili hanno consentito un naturale riempimento del lago
Raia di Prizzi che, già nei mesi di aprile-maggio, ha raggiunto
la quota di massimo invaso, non rendendo necessario l'impiego
dell'impianto.
Per quanto attiene al laghetto Gorgo, in agro Montallegro,
l'invasamento della diga viene effettuato dallo stesso Consorzio
di bonifica di Agrigento, ormai da diversi anni, con
trasferimento a gravità di volumi idrici dalla diga Castello. Ciò
ha consentito la presenza nel laghetto di quantitativi di acqua
sufficienti a garantire le esigenze irrigue del comprensorio; la
quantità oggi invasata è stimata sufficiente a garantire la
campagna irrigua in corso».
L'Assessore LA VIA
DI BENEDETTO. -«Al Presidente della Regione e all'Assessore per
l'agricoltura e le foreste, premesso che:
l'agricoltura della nostra Regione sta attraversando una fase
di grave crisi; infatti, i nostri prodotti ortofrutticoli e
agrumicoli non trovano adeguata collocazione né sui mercati
nazionali né su quelli europei, saturi di produzioni provenienti
da altre parti del mondo;
la scarsa quantità di merce che i produttori riescono a
collocare ha un prezzo assolutamente non remunerativo, di gran
lunga inferiore a quello degli ultimi anni;
considerato che:
l'attuale crisi interviene dopo anni di sofferenza per
l'agricoltura siciliana, a seguito di un susseguirsi di calamità
naturali negli anni dal 1998 al 2002, con gravi ricadute sui
produttori e sulle aziende agricole, che hanno visto crescere la
propria esposizione debitoria;
l'andamento climatico dell'anno corrente, caratterizzato dalla
scarsità delle precipitazioni, lascia prefigurare uno scenario
ancor più preoccupante per il prossimo futuro;
preso atto che:
il Governo regionale ha più volte annunciato il pagamento dei
contributi legati alle calamità naturali intervenute negli anni
dal 1999 al 2002, senza che ciò sia mai avvenuto;
l'avvio delle procedure per la rateizzazione dei debiti
previdenziali delle aziende agricole procede con grave lentezza,
mentre le società di cartolarizzazione proseguono con le azioni
di fermo giudiziario, pignoramento e vendita all'incanto dei
mezzi di produzione;
tenuto conto che:
le organizzazioni di categoria CIA-Coldiretti-UPA della
provincia di Agrigento, congiuntamente agli amministratori di
numerosi comuni (anche attraverso l'adozione di formali atti
deliberativi), hanno avanzato ai Governi regionale e nazionale la
richiesta di interventi urgenti a sostegno del settore agricolo;
per sapere:
quando ritengano si possa, finalmente, procedere al pagamento,
in favore dei coltivatori, di quanto loro dovuto a ristoro dei
danni subiti per le calamità degli anni passati;
se non ritengano di dover deliberare lo stato di grave crisi di
mercato per le produzioni siciliane, attivandosi nel contempo nei
confronti del Governo nazionale affinché si possa procedere con
la trasformazione straordinaria degli agrumi a prezzo di mercato
e con l'attivazione delle procedure per lo sgravio degli oneri
sociali e previdenziali per il settore agricolo». (953)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione n. 953,
dell'onorevole Di Benedetto, si rappresenta che gli indennizzi
previsti per calamità naturali sono regolati dalla legge 185/92 e
successive modifiche ed integrazioni, e dal Decreto legislativo
102/04.
L'erogazione degli indennizzi è, pertanto, subordinata agli
stanziamenti ministeriali che, come è noto, negli ultimi anni
sono stati limitati e comunque mai tali da soddisfare gli interi
fabbisogni rappresentati.
In ordine all'attivazione degli indennizzi per siccità
2000-2002 (cosiddetto decreto legge Omnibus 2002 ) si
rappresenta quanto segue.
Quanto ai contributi per le calamità pregresse, l'onorevole
interrogante ricorderà che con la legge n. 178/2002 (conversione
del decreto legge n. 138/2002) sono stati previsti interventi di
sostegno alle aziende agricole colpite dalla grave siccità del
periodo 2000-2002 quali agevolazioni - integrative del Fondo di
Solidarietà Nazionale ex legge 185/1992 - sul credito agrario e
sui ruoli contributivi dei Consorzi di bonifica.
Il finanziamento statale è stato disposto con limiti d'impegno,
nella misura di 18 milioni di euro, dei quali 10 milioni sono
vincolati ad un corrispondente cofinanziamento regionale.
Con decreti del 6 settembre 2002 e del 1 agosto 2003 del
Ministro delle Politiche Agricole e Forestali, sentita la
Conferenza Stato- Regioni, le somme sono state ripartite tra le
Regioni: alla Sicilia sono stati attribuiti complessivamente
7.320.598,00 euro.
Sempre con limite d'impegno la legge regionale ha disposto il
necessario cofinanziamento, pari a 4.067.000,00 euro.
Come è noto i limiti di impegno consistono in erogazioni
annuali e per avere le disponibilità delle somme assegnate è
necessaria la loro attualizzazione, cioè un procedimento che
consente di avere a disposizione immediatamente le risorse nel
loro ammontare complessivo, ridotto in virtù di calcoli
predeterminati, senza attendere le singole scadenze previste.
La esiguità delle disponibilità statali non ha consentito il
ricorso a questa procedura e, d'altro lato, la Regione non ha
potuto ottenere un mutuo da parte della Cassa Depositi e Presisti
perché la finanziaria 2004 ha vietato il ricorso
all'indebitamento per spese diverse dagli investimenti .
La Regione ha rivolto incessanti richieste, a partire dalla
pubblicazione della legge finanziaria 2004, al Governo nazionale
per ottenere lo sblocco delle risorse, fino a quando non ha
ottenuto un ulteriore intervento legislativo, concretizzatosi con
il terzo comma dell'art. 1 della legge n. 71/2005 di conversione
del D.L. 22/2005, che autorizza la Cassa Depositi e Prestiti ad
attualizzare gli stanziamenti previsti dalla legge n. 178/2002.
Nonostante ciò. solo alla fine del 2006 - dopo una forte
pressione congiunta da parte del Governo regionale e del
Ministero della Politiche Agricole verso la Ragioneria Generale
dello Stato - si è potuto ottenere dalla Cassa Depositi e
Prestiti l'attualizzazione del limite d'impegno statale su dieci
anni (56.729.344,03 euro).
La Cassa Depositi e Prestiti non è stata, però, disponibile ad
attualizzare il cofinanziamento regionale; l'Amministrazione si
è, quindi, attivata per utilizzare subito le somme già
disponibili sul Bilancio della Regione. Dato che le somme avevano
una destinazione vincolata, è stato possibile riprodurre in
Bilancio le annualità precedenti nel corrente esercizio
finanziario: ciò ha reso disponibili circa 16,2 milioni di euro,
comprese le risorse iscritte nell'esercizio 2007.
Tali somme sono destinate ad esaurimento al soddisfacimento in
ordine cronologico delle istanze dei benefici previsti dall'art.
3, comma 2, lett. d) della legge 185/1992.
L'Assessorato richiederà l'iscrizione complessiva
nell'esercizio finanziario 2008 del Bilancio della Regione della
restante parte del cofinanziamento regionale (6 anni del limite
d'impegno). Tale dotazione finanziaria sarà utilizzata per il
pagamento dei benefici di cui alla lettera c).
È già stato assegnato a ciascun Ispettorato un acconto pari
al 40% del fabbisogno segnalato, per il pagamento dei contributi
per danni alle produzioni ( art. 3 comma 2 lett. B della legge
185/92). Ciò consente l'avvio immediato delle procedure per la
liquidazione delle pratiche che nel frattempo sono state già
istruite dai diversi Uffici e positivamente esitate.
Gli Ispettorati sono stati chiamati a verificare in ogni caso
tutte le pratiche pervenute, allo scopo di tenere sotto controllo
l'ammontare dei contributi richiesti per ciascuno dei diversi
eventi siccitosi di propria competenza, al fine di evitare
immotivati scompensi o sperequazioni di fatto nel pagamento.
L'Assessorato, che è impegnato sin dall'anno 2003 nell'
attuazione della legge n. 178/2002 (cosiddetto decreto omnibus
2002 ) ha già programmato l'utilizzo delle risorse in coerenza
con le disposizioni statali, che prevedono i seguenti interventi:
-Contributi per mutui decennali;
-compensazione ai Consorzi di bonifica per gli sgravi
contributivi (circa 20 milioni di euro);
-contributi aziendali per la ricostituzione capitali;
-prestiti agevolati quinquennali d'esercizio.
In relazione agli eventi declarati sino all'anno 2004, gli
II.PP.AA., hanno attivato le procedure per il pagamento degli
aiuti previsti agli aventi diritto.
Riguardo a tutti gli altri eventi declarati successivamente, è
in itinere la procedura di assegnazione dei relativi stanziamenti
ministeriali di cui al 1 Riparto 2007.
Infine, per quanto attiene la crisi di mercato, si rappresenta
che con deliberazione n. 34 del 21/2/2007 è stato dichiarato lo
stato di crisi delle produzioni regionali di ortaggi e di agrumi
nell'annata agraria in corso e la contestuale attivazione delle
misure di sostegno e dei provvedimenti da chiedere al Governo
nazionale».
L'Assessore LA VIA
CAPUTO. -«Al Presidente della Regione e all'Assessore per
l'agricoltura e le foreste, premesso che:
presso l'Assessorato regionale dell'agricoltura e foreste è
costituita una commissione che si occupa dell'assegnazione del
fondo di rotazione che prevede l'erogazione di prestiti e
contributi agli operatori agricoli;
da oltre due anni questa commissione non si riunisce per la
mancanza di due componenti in rappresentanza dell'Assessorato
regionale agricoltura e foreste;
la mancata integrazione della speciale commissione ha di fatto
impedito fino ad oggi l'erogazione di ben cinque milioni di euro
in favore dei piccoli operatori agricoli;
risulta che in più occasione l'Ente per lo Sviluppo Agricolo ha
sollecitato il competente Assessorato a rendere operativa la
commissione, al fine di consentire conseguentemente l'erogazione
dei contributi agli operatori agricoli;
considerato che fino ad oggi non risulta essere stata insediata
nella sua completezza la commissione;
per sapere:
quali provvedimenti intendano adottare per l'immediata
composizione della commissione;
se non intendano disporre lo scioglimento di tale commissione e
il trasferimento delle funzioni all'Ente per lo Sviluppo
Agricolo». (975)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione n. 975,
dell'onorevole Caputo, si rappresenta che presso l'Assessorato
regionale non opera alcuna commissione che si occupa
dell'assegnazione del fondo di rotazione che prevede l'erogazione
di prestiti e contributi agli operatori agricoli .
Esiste, invece, un fondo di rotazione presso l'ESA il cui
comitato di gestione, ai sensi del Decreto Presidenziale n. 3 del
9 febbraio 1963, è stato nominato con delibere n. 1/P del
24/01/2007 e n. 2/P del 14/03/2007 dal Presidente di quell'Ente».
L'Assessore LA VIA
GENNUSO. -«Al Presidente della Regione e all'Assessore per
l'agricoltura e le foreste, premesso che:
sono recentemente emersi fatti che solleverebbero notevoli
dubbi circa la corretta gestione amministrativa ed economica
dell'Associazione regionale allevatori Sicilia (ARAS), a cui
l'Assessorato in epigrafe assegna annualmente finanziamenti;
le circostanze di cui si tratta, ampiamente divulgate, tra
l'altro, a mezzo stampa, riguarderebbero evidenti anomalie
soprattutto nella gestione delle attività delegate e dei
contributi pubblici provenienti dal Ministero tramite la Regione.
In particolare, emergerebbe dal raffronto tra il bilancio 2002
(vecchia Presidenza) ed il bilancio 2005 (Presidenza attuale,
dott. Bronzino) che i capi in assistenza si sono ridotti del
20,38%, il servizio di controllo delle mungitrici del 25,56%, le
manifestazioni zootecniche del 56,15% (basti qui citare la
soppressione delle Fiere regionali di Enna, di Catania e della
Fiera Medicavalli). A fronte di tali significative riduzioni,
tuttavia, il costo a capo per unità di personale utilizzata è
cresciuto del 23% e le spese generali dell'11%;
rilevata, tra l'altro, la commistione tra il ruolo elettivo
(Presidenza) ed impiegatizio (Direzione generale) della struttura
dell'ARAS, perdurata per circa un anno a seguito dell'assunzione
ad interim di tali cariche da parte del dott. Bronzino,
compromettendo la fisiologica necessità del reciproco controllo
delle rispettive attività;
considerate le notizie circa le molteplici attività svolte
dalla Presidenza dell'ARAS finalizzate alla promozione e vendita
dei formaggi siciliani all'estero, e ciò nonostante la produzione
riesca a coprire a stento il 18% del fabbisogno isolano e che
industrie o altre società che trasformano il latte hanno da sé
sufficienti mezzi per collocare il loro prodotto, determinando,
pertanto, un inutile dispendio di risorse economiche;
considerato che l'attività dell'Associazione regionale
allevatori Sicilia dovrebbe sostenere gli allevatori produttori
di latte e carni, esposti, com'è noto, alle ormai insostenibili
necessità dell'intero comparto zootecnico siciliano (su tutte,
una legge che sollevi gli allevatori dagli ingenti costi
sopportati per la distruzione delle carcasse e l'istituzione di
un Osservatorio regionale sul prezzo del latte);
per sapere quali iniziative urgenti, ivi compresi l'eventuale
formale ispezione ed il commissariamento, intendano assumere per
verificare la gestione delle risorse assegnate all'Associazione
regionale allevatori Sicilia». (1028)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione n. 1028,
dell'onorevole Gennuso, si rappresenta che dal raffronto tra il
bilancio 2002 ed il bilancio 2005 dell'Associazione regionale
allevatori Sicilia (ARAS) risulta che i capi in assistenza per i
controlli funzionali si sono ridotti di una percentuale inferiore
al 2% e non del 20,38%, come asserito dall'onorevole
interrogante; infatti, dall'esame dei bilanci in questione si
rileva che il numero di capi in assistenza era di 269.375
nell'anno 2002, mentre nell'anno 2005 si è riscontrata una
diminuzione di capi assistiti di circa 3.000.
Pare opportuno precisare che tale riduzione sia attribuibile ad
un fisiologico calo del numero degli allevatori sottopostisi ai
controlli funzionali, più precisamente da 7000 per l'anno 2002 a
5000 per l'anno 2005. Le motivazioni di tale riduzione vanno
senz'altro trovate nella crisi del settore zootecnico, ormai
cronicizzata, che ha determinato l'abbandono dell'attività da
parte di numerosi addetti stante la poca remuneratività
dell'attività allevatoriale. Le stesse motivazioni hanno
determinato anche la riduzione del servizio di controllo delle
mungitrici nella percentuale riportata.
Per quanto riguarda la diminuzione delle manifestazioni
zootecniche regionali di oltre il 50%, và sottolineato che il
contributo a tale attività da parte dell'amministrazione
regionale, afferente al capitolo 562860, che per l'anno 2002 era
pari a 100.000 euro, per l'anno 2005 è stato mantenuto per
memoria stante l'azzeramento totale dei fondi sul capitolo
medesimo da parte dell'Assessorato Regionale al Bilancio;
nonostante le richieste di reintegrazione dei fondi sul capitolo
in questione, lo stesso, ad oggi, continua ad essere istituito
esclusivamente per memoria. Pertanto, l'Associazione regionale
allevatori non ha potuto più disporre del contributo in
questione. Per quanto riguarda la Fiera di Catania, va ricordato
per completezza di informazione che, da qualche anno a questa
parte, non è più stata concessa l'area demaniale su cui
organizzare la manifestazione.
In ordine alla manifestazione Medicavalli, è opportuno
precisare che il Servizio Produzione Animale e Impianti
Zootecnici dell'Assessorato Agricoltura, a partire dall'anno
2003, preso atto della costante diminuzione delle risorse
finanziarie sia di provenienza regionale che nazionale a
disposizione dell'ARAS, rilevato l'elevato costo della
manifestazione stessa e nell'ottica della necessaria riduzione
delle spese da parte dell'Associazione, ha suggerito il
disimpegno da parte dell'Associazione. Tale suggerimento è stato
recepito dall'ARAS, che ha concordato, ritenendo più utile
portare avanti l'attività statutaria di assistenza agli
allevatori.
La diminuzione delle attività di cui sopra non ha potuto
comportare riduzioni del costo a capo per unità di personale, né
delle spese generali, in quanto il mantenimento dell'attività
dell'ARAS richiede una struttura i cui costi fissi risultano
essere incomprimibili, se non operando una drastica riduzione
della pianta organica o sopprimendo alcune delle attività
tecniche di servizio agli allevatori.
Con riferimento all'assunzione ad interim della carica di
Direttore da parte del Presidente dell'ARAS, si precisa che tale
situazione, peraltro contemplata dallo statuto dell'Associazione,
ha riguardato esclusivamente l'anno 2005; a partire dal gennaio
2006 è stato, infatti, nominato l'attuale Direttore il dott.
Carmelo Meli.
E' opportuno precisare, inoltre, che, per il periodo in
questione, il Presidente non ha percepito alcun compenso
aggiuntivo per l'assunzione ad interim della carica di Direttore,
determinando pertanto un sensibile risparmio economico per
l'Associazione.
In merito alla promozione e vendita dei formaggi siciliani
all'estero, precisato che tale attività è compresa tra quelle
statutarie dell'Associazione, si fa presente che l'ARAS segue le
manifestazioni cui partecipa l'Assessorato Agricoltura e Foreste.
Considerata, infatti, la sempre maggiore concorrenza estera più o
meno qualificata e le richieste sempre più articolate del
mercato, è da ritenere che qualunque attività che comporti la
possibile apertura di nuovi mercati per i prodotti siciliani, non
possa che essere accolta favorevolmente.
Per ciò che riguarda, infine, l'attività di sostegno per gli
allevatori, nel ricordare che sono in via di definizione le
modifiche alla l.r. 3/2005 sull'eliminazione delle carcasse
animali, va sottolineata la manifesta disponibilità dall'ARAS per
il coordinamento di tale attività, così come suggerito dalla UE,
senza alcun tipo di beneficio economico per l'Associazione
stessa, per quanto riguarda i soggetti privati, ciò al fine di
fornire un ulteriore servizio agli allevatori.
Per quanto sopra esposto, pertanto, non si ritiene esistano i
presupposti per l'avvio di un attività ispettiva supplementare a
quella già espletata nell'ambito della vigilanza esercitata
sull'ARAS, né, tantomeno, per un eventuale commissariamento
dell'Ente».
L'Assessore LA VIA
CAPUTO. -«Al Presidente della Regione e all'Assessore per
l'agricoltura e le foreste, premesso che l'Assemblea regionale
siciliana aveva approvato all'unanimità una mozione finalizzata
ad impegnare il Governo della Regione ad adottare provvedimenti
per consentire ai lavoratori forestali di essere inseriti
nell'elenco speciale dei cinquantunisti che hanno effettuato un
turno di lavoro nell'anno 2005 presso l'Azienda delle foreste
demaniali;
ritenuto che, nonostante l'impegno assunto dal Parlamento, sino
ad oggi i predetti lavoratori non hanno ottenuto alcun risultato;
considerato che è opportuno che il Governo adotti i necessari
provvedimenti per assicurare l'inserimento dei predetti
lavoratori nelle apposite liste per evitare danni gravi e
irreparabili sotto l'aspetto economico e occupazionale;
per sapere quali provvedimenti intendano adottare per
assicurare la tutela dei diritti dei lavoratori forestali
stagionali». (1070)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
BORSELLINO. -«Al Presidente della Regione e all'Assessore per
l'agricoltura e le foreste, preso atto che:
nel 2006 il Commissario dello Stato ha impugnato la norma che
prevedeva l'inserimento lavorativo degli operai forestali che
hanno svolto 51 giornate lavorative nel 2005;
a seguito dell'intervento del Commissario dello Stato, nessuna
ulteriore iniziativa è stata intrapresa dal Governo per rimuovere
le legittime osservazioni poste in essere dallo stesso
Commissario;
considerato che:
i soggetti interessati in Sicilia dovrebbero essere circa 600,
di cui 170 circa solo nella provincia di Trapani;
nella suddetta provincia si registrerebbe una mancanza di
personale, a fronte di un aumento di superficie boschiva per la
quale si ha necessità di intervenire;
per sapere:
quali iniziative, eventualmente, intendano intraprendere;
quale sia effettivamente il numero dei lavoratori interessati
per ciascuna provincia». (1077)
Risposta. «Con riferimento alle interrogazioni n. 1070,
dell'onorevole Caputo, e n. 1077, dell'onorevole Borsellino, si
rappresenta che lo scrivente, al fine di realizzare un'organica
utilizzazione dei lavoratori forestali, ha dato le opportune
disposizioni alle strutture dell'Assessorato di avviare, o far
proseguire nell'attività lavorativa, i cinquantunisti,
centunisti, e centocinquantunisti sino al completamento del
numero minimo di giornate previste dalla legge, nelle more del
reperimento delle disponibilità finanziarie; risulta che gli
avviamenti sono stati completati.
Per quanto riguarda i lavoratori che hanno prestato lavoro per
l'Amministrazione forestale, ma non hanno i requisiti previsti
dalla legge regionale n. 16 del 1996, come modificata dalla legge
n. 14 del 2006, per poter dare continuità alla loro attività
necessita un intervento legislativo, visto che attualmente il
quadro normativo al quale l'Amministrazione si deve attenere
prevede garanzie occupazionali solo per i contingenti previsti
dalla legge in vigore.
La questione, com'è noto, è stata oggetto di un ordine del
giorno dell'ARS, e sulla medesima l'Ufficio legislativo e legale
della Regione siciliana ha rilevato che in forza di quanto
rappresentato, per poter rispondere all'esigenza di garantire
l'avviamento al lavoro degli operai forestali di che trattasi,
appare necessaria una nuova determinazione legislativa che, a
regime, consenta l'iscrizione di detti lavoratori nell'istituito
elenco speciale dei lavoratori forestali, ovvero preveda
l'avviamento di lavoratori ulteriori rispetto a quelli iscritti
nell'elenco stesso .
Riguardo al numero dei lavoratori interessati per ciascuna
provincia, questa Amministrazione non dispone del dato, stante
che la competenza sulla materia è del Dipartimento regionale del
Lavoro, ho fatto richiesta a quell'Ufficio dei dati e non appena
ricevuti sarà mia cura portarli a conoscenza degli onorevoli
interroganti.
Con decreto in corso è stato disposto il recepimento della
parte normativa del Contratto collettivo nazionale per addetti ad
attività idraulico-forestale ed idraulico-agraria lavoratori, per
il quadriennio 1.08.2006-31.12.2009.
La fase successiva riguarda la determinazione della Giunta
regionale sulla parte economica.
La prima applicazione della legge regionale n. 14 del 2006
costerà circa 35 milioni di Euro, ai quali bisognerà aggiungere
circa 50 milioni di Euro per consentire il completamento delle
giornate lavorative delle varie categorie di lavoratori previste.
Servirà altro tempo e serviranno soprattutto altre risorse per
poter dare piena attuazione alla stabilizzazione degli altri
centocinquantunisti.
Pertanto, alla luce di quanto rappresentato, allo stato attuale
non è possibile immaginare l'avviamento di ulteriori lavoratori».
L'Assessore LA VIA
ARDIZZONE. -«Al Presidente della Regione e all'Assessore per
l'agricoltura e le foreste, premesso che:
con decreto presidenziale n. 39/S.6/S.G. dell'1 marzo 2007 è
stato approvato, ai sensi della legge regionale 1 settembre 1997,
n. 33, art. 15 e successive modifiche ed integrazioni, in via
provvisoria, il piano regionale faunistico-venatorio 2006-2011,
quale approvato dalla Giunta regionale con deliberazione n. 253
del 18 maggio 2006, come modificato dalla Giunta regionale con
deliberazione n. 287 del 21 luglio 2006;
l'art. 14 della legge regionale 1 settembre 1997, n. 33
sottopone a pianificazione il territorio agro-silvo-pastorale
della Regione mediante destinazione differenziata del territorio,
riservandone alla protezione della fauna selvatica una quota del
25% (74.697 ettari), alla caccia riservata a gestione privata, ai
centri privati di produzione di selvaggina ed agli allevamenti di
fauna selvatica a scopo di ripopolamento una quota massima del
15% (44.818 ettari), la restante parte del territorio 60%
(179.273 ettari) di ciascuna provincia regionale è destinata alla
gestione programmata della caccia secondo le modalità indicate al
Titolo III della legge regionale n. 33/97;
il sopracitato piano faunistico-venatorio 2006-2011 riporta
esplicitamente la mancata osservanza della previsione, tassativa
e puntuale, della legge regionale n. 33/97, del 25 per cento,
dilatazione della quota al 31% che, a discapito dei cacciatori,
lede il diritto ad esercitare l'attività venatoria, aumentando
con non poche conseguenze il rischio di incidenti anche mortali
per l'elevata densità di cacciatori per ettaro di superficie;
per determinare le percentuali sopraccitate, il piano regionale
faunistico-venatorio fa riferimento al progetto comunitario
Corine Land Cover, base per la redazione della carta dell'uso del
suolo realizzata dall'Assessorato regionale del territorio ed
ambiente pubblicata nel 1994, i cui dati, a distanza di 13 anni,
non possono rispecchiare l'evoluzione urbanistica dei 108 Comuni
della provincia, riducendo così nel tempo la quota del 60%
destinata all'esercizio dell'attività venatoria;
il progetto comunitario Corine Land Cover ha definito le classi
di identificazione del territorio terrestre in 5 livelli,
ripartiti, a loro volta, in sottolivelli:
1) territori modellati artificialmente;
2) territori agricoli;
3) territori boscati ed ambienti semi-naturali;
4) zone umide;
5) corpi idrici.
la quota del 25% destinata a protezione della fauna dovrebbe
essere equamente distribuita nei sopracitati livelli, non
contrastando così con le disposizioni del calendario venatorio,
in quanto, ad esempio, il 55% delle specie cacciabili vive in
zone umide che, per circa 1'85%, sono precluse all'attività
venatoria;
per sapere come l'Assessorato regionale agricoltura e foreste
intenda adeguarsi alle n orme sull'utilizzo del territorio agro-
silvo-pastorale alla luce di quanto sopra riportato». (1093)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione n. 1093,
dell'onorevole Ardizzone, si ritiene indispensabile precisare
preliminarmente che il territorio agro-silvo-pastorale, così come
definito dal Piano Regionale Faunistico Venatorio, è costituito
da:
1) territori agricoli;
2) territori boscati ed ambienti seminaturali;
3) zone umide;
4) corpi idrici.
La superficie agro-silvo-pastorale consiste nella parte della
superficie geografica non occupata dai territori modellati
artificialmente (centri abitati, strade, ferrovie, aeroporti,
etc.) e, pertanto, è soggetta a variazioni a causa della
espansione dei centri abitati e dei territori occupati da
infrastrutture.
Il superamento della percentuale di territorio disponibile che
la legge consente di sottrarre alla caccia è dovuto ai vincoli
(parchi, riserve, etc.) imposti dall'Assessorato regionale
territorio ed ambiente. A tal proposito, il nuovo Piano regionale
Faunistico Venatorio, approvato in via provvisoria, prevede che,
nei casi in cui il territorio di una provincia, o quello di una
isola minore, sottoposto a protezione risulti superiore al 25%
del rispettivo territorio agro-silvo-pastorale, il calendario
venatorio dovrà individuare annualmente, all'interno di una o più
zone protette, un'area di estensione pari alla quota eccedente il
25% del territorio agro-silvo-pastorale protetto della provincia
o dell'isola minore interessata, in cui per quella annata è
possibile effettuare il prelievo venatorio; per il prelievo
venatorio nelle aree individuate in tale sede si potranno
prevedere contestualmente dei limiti e/o condizioni particolari
e/o più restrittive.
A termine di ogni stagione venatoria e comunque prima della
predisposizione del calendario venatorio per la successiva
stagione, l'Ufficio competente alla predisposizione del
calendario venatorio convocherà delle conferenze di servizi, ai
sensi dell'art. 14 della legge 7/8/1990, n. 241 e successive
modifiche ed integrazioni, per ogni provincia che dovesse
trovarsi nelle condizioni di cui sopra.
A tali conferenze partecipano, oltre al rappresentante
dell'Unità Operativa responsabile dell'attività venatoria del
Servizio Faunistico venatorio ed ambientale ed il responsabile
della ripartizione Faunistico venatoria competente per
territorio, i rami dell'Amministrazione e gli Enti che hanno
istituito il vincolo ed i soggetti che gestiscono l'area protetta
(Assessorato regionale Territorio ed Ambiente, Azienda foreste
demaniali, Enti parco, Enti gestori delle riserve naturali) di
volta in volta interessati.
Qualora in sede di Conferenza di servizi non si dovesse
pervenire alla concorde individuazione dell'area su cui
permettere il prelievo venatorio, vi provvede l'Assessorato
regionale agricoltura e foreste, su indicazione della
Ripartizione Faunistico venatoria competente per territorio.
Al riguardo, del calendario venatorio relativo al 2007-2008 non
è stato possibile attivare la predetta procedura a causa dei
margini di tempo ristretti, considerata la data di pubblicazione
del Decreto Presidenziale di approvazione del Piano (13 aprile
2007) e la data di emanazione del calendario venatorio che,
secondo legge non può andare oltre il 15 giugno.
Ciò detto, le considerazioni dell'onorevole interrogante
mantengono il pregio di aver attivato l'attenzione su una materia
al momento oggetto di interventi normativi diversi, non sempre
facilmente conciliabili, nella quale - a mio avviso - il
legislatore dovrebbe intervenire ancora una volta per coordinare
le disposizioni vigenti e stabilire regole e limiti chiari per le
attività amministrative dei soggetti istituzionali ai quali è
affidata la tutela del territorio e dell'ambiente.
Mi adopererò per ottenere la collaborazione dell'Assessore
regionale per il territorio e l'ambiente per la predisposizione
di un apposito disegno di legge».
L'Assessore LA VIA
ZAPPULLA-DE BENEDICTIS. -«All'Assessore per l'agricoltura e le
foreste, premesso che:
la legge regionale n. 45 del 1995 si proponeva, attraverso la
razionalizzazione del numero dei consorzi, la riforma degli
stessi e la loro democratizzazione;
a distanza di ben dodici anni non è successo nulla perché la
legge non è stata applicata dai vari governi regionali che si
sono succeduti determinando una situazione ormai insostenibile
per le imprese agricole, per i produttori e per i lavoratori
dipendenti;
in questi dodici lunghi anni di commissariamento non sono stati
nemmeno adottati i piani di bonifica, ovvero lo strumento per
ripartire equamente i costi e per definire le stesse modalità di
elezione;
è giunto il momento di ripensare ruoli, compiti e funzioni dei
consorzi di bonifica, attraverso la definizione dei nuovi ambiti
operativi e dell'assetto economico delle nuove strutture che
siano sostenibili sia per gli utenti che per la collettività;
riformarli in strumenti strategici per la salvaguardia
dell'ambiente e la gestione del territorio, la distribuzione
delle acque irrigue e la regimentazione di quelle superficiali;
visto che:
il Consorzio di Bonifica n. 10 della provincia di Siracusa,
anche a seguito di una catena di inquietanti furti agli impianti
di sollevamento, rischia di non potere garantire l'irrigazione;
se non si provvede in tempi celeri al ripristino degli impianti
distrutti, i produttori saranno costretti ad approvvigionarsi dai
pozzi privati e a sopportare un costo naturalmente superiore
rispetto a quello che pagherebbero utilizzando l'acqua e i
servizi consortili;
le perizie predisposte dal Consorzio per il ripristino degli
impianti distrutti non sono state finanziate;
così si rimane impossibilitati ad avviare la stagione irrigua
che dovrebbe iniziare nella prima metà di giugno 2007;
considerato che permanendo tale situazione si determinerebbe
una condizione gravissima e insostenibile per le imprese e i
produttori, mettendo in ginocchio non solo il sistema delle
imprese stesse ma l'intera economia della zona;
per sapere quali azioni e iniziative intenda assumere, con
carattere di tutta urgenza, per finanziare la manutenzione degli
impianti colpiti dai furti e dalle devastazioni e offrire le
giuste e necessarie garanzie alle imprese, ai produttori e ai
lavoratori». (1143)
ZAPPULLA. -«All'Assessore per l'agricoltura e le foreste,
premesso che:
la situazione generale dei Consorzi di bonifica in Sicilia
impone scelte radicali e coerenti di riforma del settore;
sulla drammatica situazione in cui versa il Consorzio di
Bonifica n. 10 di Lentini (SR) è stata già presentata una
specifica interrogazione parlamentare finora rimasta senza
risposta;
nonostante gli impegni informali assunti dall'Assessore
regionale per l'agricoltura e foreste, ancora non sono stati
realizzati i lavori indispensabili per garantire il diritto dei
produttori all'avvio concreto della stagione irrigua;
visto che:
il perdurare della insostenibile condizione di incertezza e di
precarietà in cui versa il Consorzio in questione crea gravissimo
nocumento alla funzionalità dei servizi erogati e alla garanzia
dei diritti elementari dei lavoratori, a partire dalla
corresponsione degli stipendi;
non solo il Consorzio non riesce a garantire la funzionalità
degli impianti per la stagione irrigua, ma presso la stessa sede
centrale del Consorzio da più di due mesi non viene erogata
regolarmente l'energia elettrica, costringendo gli operatori a
condizioni oggettivamente disastrose e prive di sicurezza;
gli impianti, dopo i furti e gli atti vandalici subiti nei mesi
scorsi, non sono ancora in grado di assicurare con regolarità
l'erogazione dell'acqua;
considerati:
il ritardo, ormai insostenibile, nell'approntamento,
definizione e realizzazione di un piano di riforma strutturale in
grado di rilanciare in modo trasparente ed efficace il ruolo dei
Consorzi;
l'assenza di un piano industriale capace di realizzare una
struttura davvero libera dalla politica e dalle clientele e al
servizio delle imprese, dei produttori, del lavoro e
dell'economia;
viste:
l'urgenza di un piano di democratizzazione e di riforma
strutturale del settore;
la notizia dello stato di agitazione deciso dalle
organizzazioni sindacali confederali e dai lavoratori del
Consorzio 10 proprio in ragione delle problematiche suindicate;
per sapere quali iniziative ed azioni urgenti intenda avviare
per sbloccare la situazione, garantendo gli stipendi al personale
dei Consorzi di bonifica». (1219)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «In riferimento alle interrogazioni n. 1143, degli
onorevoli Zappulla e De Benedictis, e n. 1219, dell'onorevole
Zappulla, si rappresenta quanto segue.
L'esperienza della gestione straordinaria dei Consorzi di
bonifica non può essere definita soddisfacente. Giustificate
appaiono le critiche relative agli adempimenti ritardati o
semplicemente omessi e ragionevoli le perplessità degli utenti
nei confronti delle iniziative degli Enti.
Muovendo da queste considerazioni, il legislatore regionale ha
ritenuto necessario intervenire con l'articolo 33 della legge
2/2007. Quest'ultima, oltre, ad istituire una specifica struttura
per il controllo dei Consorzi di bonifica , ha previsto che i
piani di classifica, dei quali i Consorzi non sono riusciti a
dotarsi, siano predisposti dall'Assessorato al quale sono
preposto; e ciò anche per pervenire in tempi brevi allo
svolgimento delle elezioni degli organi consortili.
Do comunicazione agli onorevoli interroganti che l'Autorità
per la vigilanza e il controllo dei Consorzi di bonifica è stata
costituita e ne sono stati disciplinati l'organizzazione e il
funzionamento e che gli uffici competenti dell'Assessorato sono
al lavoro per definire i piani di classifica nel più breve tempo
possibile.
Il completamento degli adempimenti previsti dall'articolo 33
della legge regionale 2/2007 consentirà il transito dei Consorzi
di bonifica in un regime ordinario di amministrazione e
autonomia.
Quanto al ripristino delle infrastrutture irrigue, oggetto di
danneggiamenti e furti da parte di ignoti, del consorzio di
Bonifica 11 di Siracusa, l'Amministrazione ha provveduto a
trasferire le risorse necessarie per garantire il regolare
svolgimento della stagione irrigua. Nel territorio di quel
Consorzio risulta attivata la stagione irrigua senza problemi
particolari.
In merito al pagamento degli stipendi al personale, è stata
accreditata la somma relativa alla prima semestralità, così come
agli altri Consorzi
Quanto ai contributi per le calamità pregresse, si fa presente
che con la legge n. 178/2002 (conversione del decreto legge n.
138/2002) sono stati previsti interventi di sostegno alle aziende
agricole colpite dalla grave siccità del periodo 2000-2002 quali
agevolazioni - integrative del Fondo di Solidarietà Nazionale ex
legge 185/1992 - sul credito agrario e sui ruoli contributivi dei
Consorzi di bonifica.
Il finanziamento statale è stato disposto con limiti d'impegno,
nella misura di 18 milioni di euro, dei quali 10 milioni sono
vincolati ad un corrispondente cofinanziamento regionale.
Con decreti del 6 settembre 2002 e del 1 agosto 2003 del
Ministro delle Politiche Agricole e Forestali, sentita la
Conferenza Stato-Regioni, le somme sono state ripartite tra le
Regioni: alla Sicilia sono stati attribuiti complessivamente
7.320.598,00 euro. Sempre con limite d'impegno, la legge
regionale ha disposto il necessario cofinanziamento, pari a
4.067.000,00 euro.
Come è noto, i limiti di impegno consistono in erogazioni
annuali e per avere le disponibilità delle somme assegnate è
necessaria la loro attualizzazione, cioè un procedimento che
consente di avere a disposizione immediatamente le risorse nel
loro ammontare complessivo, ridotto in virtù di calcoli
predeterminati, senza attendere le singole scadenze previste.
La esiguità delle disponibilità statali non ha consentito il
ricorso a questa procedura e, d'altro lato, la Regione non ha
potuto ottenere un mutuo da parte della Cassa Depositi e Presisti
perché la finanziaria 2004 ha vietato il ricorso
all'indebitamento per spese diverse dagli investimenti .
La Regione ha rivolto incessanti richieste, a partire dalla
pubblicazione della legge finanziaria 2004, al Governo nazionale
per ottenere lo sblocco delle risorse, fino a quando non ha
ottenuto un ulteriore intervento legislativo, concretizzatosi con
il terzo comma dell'art. 1 della legge n. 71/2005 di conversione
del D.L. 22/2005, che autorizza la Cassa Depositi e Prestiti ad
attualizzare gli stanziamenti previsti dalla legge n. 178/2002.
Nonostante ciò, solo alla fine del 2006 - dopo una forte
pressione congiunta da parte del Governo regionale e del
Ministero della Politiche Agricole verso la Ragioneria Generale
dello Stato - si è potuto ottenere dalla Cassa Depositi e
Prestiti l'attualizzazione del limite d'impegno statale su dieci
anni (56.729.344,03 euro).
La Cassa Depositi e Prestiti non è stata, però, disponibile ad
attualizzare il cofinanziamento regionale; l'Amministrazione si
h, quindi, attivata per utilizzare subito le somme già
disponibili sul Bilancio della Regione. Dato che le somme avevano
una destinazione vincolata, è stato possibile riprodurre in
Bilancio le annualità precedenti nel corrente esercizio
finanziario: ciò ha reso disponibili circa 16,2 milioni di euro,
comprese le risorse iscritte nell'esercizio 2007. Tali somme sono
destinate - ad esaurimento al soddisfacimento in ordine
cronologico delle istanze dei benefici previsti dall'art. 3,
comma 2, lett. d) della legge 185/1992.
L'Assessorato richiederà l'iscrizione complessiva
nell'esercizio finanziario 2008 del Bilancio della Regione della
restante parte del cofinanziamento regionale (6 anni del limite
d'impegno). Tale dotazione finanziaria sarà utilizzata per il
pagamento dei benefici di cui alla lettera c).
È già stato assegnato a ciascun Ispettorato un acconto , pari
al 40% del fabbisogno segnalato, per il pagamento dei contributi
per danni alle produzioni ( art. 3 comma 2 lett. B della legge
185/92). Ciò consente l'avvio immediato delle procedure per la
liquidazione delle pratiche che nel frattempo sono state già
istruite dai diversi Uffici e positivamente esitate.
Gli Ispettorati sono stati chiamati a verificare in ogni caso
tutte le pratiche pervenute, allo scopo di tenere sotto controllo
l'ammontare dei contributi richiesti per ciascuno dei diversi
eventi siccitosi di propria competenza, al fine di evitare
immotivati scompensi o sperequazioni di fatto nel pagamento.
L'Assessorato, che è impegnato sin dall'anno 2003 nell'
attuazione della legge n. 178/2002 (cosiddetto decreto omnibus
2002 ), ha già programmato l'utilizzo delle risorse in coerenza
con le disposizioni statali, che prevedono i seguenti interventi:
-Contributi per mutui decennali;
-compensazione ai Consorzi di bonifica per gli sgravi
contributivi (circa 20 milioni di euro);
-contributi aziendali per la ricostituzione capitali;
-prestiti agevolati quinquennali d'esercizio;
-prestiti agevolati quinquennali con abbuono del 40% ».
L'Assessore LA VIA
DI MAURO. -«All'Assessore per l'agricoltura e le foreste,
premesso che l'art. 33 della l.r. 2 del 2007 prevede
l'istituzione dell'Autorità per la vigilanza ed il controllo dei
Consorzi di bonifica, al fine di un'adeguata vigilanza sugli enti
e per dare democratica rappresentanza negli organi consortili
alle organizzazioni di settore;
per sapere se sia stato predisposto, entro i previsti 120
giorni dalla data di pubblicazione della l.r. 2 del 2007, il
Piano di cui all'art. 10, comma 2, della l.r. 45 del 1995,
propedeutico alla convocazione dell'Assemblea dei consorziati per
l'elezione degli organi consortili.» (1171)
Risposta. «In relazione all'interrogazione n. 1171,
dell'onorevole Di Mauro, si rappresenta che l'esperienza della
gestione straordinaria dei Consorzi di bonifica non può essere
definita soddisfacente. Giustificate appaiono le critiche
relative agli adempimenti ritardati o semplicemente omessi e
ragionevoli le perplessità degli utenti nei confronti delle
iniziative degli Enti.
Muovendo da queste considerazioni il legislatore regionale ha
ritenuto necessario intervenire con l'articolo 33 della legge
2/2007. Quest'ultima, oltre, ad istituire una specifica struttura
per il controllo dei Consorzi di bonifica, ha previsto che i
piani di classifica, dei quali i Consorzi non sono riusciti a
dotarsi, siano predisposti dall'Assessorato al quale sono
preposto; e ciò anche per pervenire in tempi brevi allo
svolgimento delle elezioni degli organi consortili.
Do comunicazione all'onorevole interrogante che l'Autorità per
la vigilanza e il controllo dei Consorzi di bonifica è stata
costituita e ne sono stati disciplinati l'organizzazione e il
funzionamento e che gli uffici competenti dell'Assessorato sono
al lavoro per definire i piani di classifica nel più breve tempo
possibile.
Il completamento degli adempimenti previsti dall'articolo 33
della legge regionale 2/2007 consentirà il transito dei Consorzi
di bonifica in un regime ordinario di amministrazione e
autonomia.
Quanto alle censure sul comportamento dei commissari che hanno
emesso ruoli di contribuenza in assenza - asseriscono alcuni
onorevoli interroganti - di servizi effettivamente resi , non si
possono condividere le affermazioni circa l'illegittimità di tali
provvedimenti.
In effetti, è il comma 42 dell'articolo 20 della legge
regionale 19/05 che autorizza i consorzi di bonifica a emettere
ruoli provvisori di contribuenza relativi alle spese di
funzionamento non coperte dal contributo regionale, mediante
ripartizione calcolata secondo indice pari all'unità e a fare le
dovute compensazioni dopo l'approvazione dei piani di classifica.
Né può essere invocato il comma 41 del medesimo articolo che
autorizza i consorzi a sospendere i ruoli emessi e ritirare le
azioni giudiziarie sino al 31.12.2006: in primis perché oggi il
termine è scaduto e poi perché la sospensione era prevista per i
ruoli emessi in riferimento a servizi resi prima dell'entrata in
vigore della legge regionale 45/95.
Per consentire l'avvio della stagione irrigua, alcuni Consorzi,
con carenza di personale rispetto ai posti previsti nel Piano di
Organizzazione Variabile (P.O.V.) dell'Ente, hanno assunto
lavoratori a tempo determinato senza oneri a carico del Bilancio
regionale.
In ordine all'aumento dell'importo dei canoni irrigui da parte
di alcuni Consorzi, risulta che tali aumenti sono stati
revocati».
L'Assessore LA VIA
CALANNA. -«All'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale,
la formazione professionale e l'emigrazione, premesso che:
la Regione siciliana ha provveduto con la l.r. 14 aprile 2006,
n. 16 e con le circolari dell'Assessorato del lavoro, della
previdenza sociale, della formazione professionale e
dell'Emigrazione nn. 77 e 78 del 19 dicembre 2006 a disciplinare
la stabilizzazione del personale precario;
il Comune di Sant'Agata di Militello (ME) ha avviato le
procedure di stabilizzazione, ma i lavoratori interessati non
percepiscono da mesi le proprie spettanze;
il coinvolgimento di tanti lavoratori rende necessaria una
valutazione approfondita ed attenta della vicenda, al fine di
accertare i fatti ed adottare ogni eventuale necessario
provvedimento amministrativo;
per sapere:
quali siano le ragioni del mancato pagamento delle spettanze ai
lavoratori interessati da procedure di stabilizzazione avviate
dal Comune di Sant'Agata di Militello;
quali determinazioni l'assessore in indirizzo intenda adottare
in merito». (1168)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione n. 1168,
dell'onorevole Calanna, si rappresenta quanto segue.
Il Comune di Sant'Agata di Militello ha stipulato i contratti
di diritto privato, di cui alla Legge 16 aprile 2006 n. 16, con
n. 37 lavoratori ex leggi regionali n. 85/95 e n. 24/96 e ha
presentato istanza di accreditamento delle somme relative alla
quota del 90 per cento a carico della Regione siciliana con nota
pervenuta a questa Amministrazione in data 16 gennaio 2007.
Nel rispetto dell'ordine cronologico di arrivo delle richieste
di finanziamento avanzate dagli enti, con D.D.G. n. 433 del 20
aprile 2007, registrato dalla Ragioneria Centrale Lavoro in data
9 maggio 2007 al n. 892, il Dipartimento dell'Agenzia Regionale
per l'impiego e la formazione professionale di questo Assessorato
ha impegnato la complessiva somma di euro 1.158.074,46 per il
finanziamento, per gli anni 2007 e 2008, della dote finanziaria
personale di cui all'art. 2, comma 1, della legge 31 marzo 2001,
n. 2, ai 37 lavoratori che hanno stipulato il contratto con il
Comune di Sant'Agata di Militello.
A seguito della registrazione del citato D.D.G. n. 433,
comunicata dalla Ragioneria con elenco n. 228 del 9 maggio 2007
assunto al prot. n. 7849 del 15 maggio 2007, con elenco n. 281
del 17 maggio 2007 è stato trasmesso alla Ragioneria Centrale
Lavoro lo schema di mandato di pagamento della somma di euro
579,037,23, quale quota a carico della Regione siciliana per
l'anno 2007.
La Ragioneria ha comunicato di avere inviato al Tesoro il
mandato di pagamento di euro 579.037,23, emesso a favore del
Comune di Sant'Agata di Militello, con elenco n. 60919 del 24
maggio 2007.
Risulta che il titolo è stato trasmesso dal Tesoro al Banco di
Sicilia con elenco n. 6313 del giugno 2007 e pagato in data 11
giugno 2007.
Per completezza si aggiunge che a favore dello stesso Comune di
Sant'Agata di Militello sono stati emessi anche i seguenti
mandati di pagamento:
- euro 543.167,19 per il finanziamento della prosecuzione, fino
al 31 dicembre 2007, dei contratti di diritto privato a 18 ore
stipulati con n. 46 soggetti ex leggi regionali n. 85/95 e n.
24/96, che risulta pagato in data 15 giugno 2007;
- euro 181.055,56 per il finanziamento dell'adeguamento
contrattuale, dal 1 gennaio al 31 dicembre 2007, ai 46
lavoratori predetti, che risulta pagato in data 18 maggio 2007».
L'Assessore FORMICA