Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 92 di giovedì 25 ottobre 2007
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


    FLERES   segretario,  dà  lettura del  processo  verbale  della
  seduta   numero  91  del  24  ottobre  2007  che,  non   sorgendo
  osservazioni, si intende approvato.

                               Congedi

    PRESIDENTE   Comunico che gli onorevoli   Panarello,  Leontini,
  Pagano sono in congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Ai  sensi  dell'articolo 127,  comma 9 del Regolamento  interno,
  do  il  preavviso  di  trenta  minuti  al  fine  delle  eventuali
  votazioni  mediante procedimento elettronico che  dovessero  aver
  luogo nel corso della seduta.
   Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio nominale  o  di
  scrutinio   segreto   (art.   127)   sono   effettuate   mediante
  procedimento elettronico.


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   Seguito  della discussione del disegno di legge numero  668/A  «
  Modifiche  e integrazioni alla legge regionale 22 dicembre  1999,
  n.  28,  in  materia  di  disciplina del  commercio,  alla  legge
  regionale  23  dicembre 2000, n. 32 ed alla  legge  regionale  15
  settembre 2005, n. 10»

    PRESIDENTE    Si  passa  al  punto  dell'ordine   del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede  con  il seguito dell'esame del   disegno  di  legge
  numero  668/A  «Modifiche e integrazioni alla legge regionale  22
  dicembre  1999,  n. 28, in materia di disciplina  del  commercio,
  alla  legge  regionale 23 dicembre 2000,  n.  32  ed  alla  legge
  regionale 15 settembre 2005, n. 10».
   Invito  i  componenti  la III Commissione a  prendere  posto  al
  banco delle Commissioni.
   Ricordo  che  nella  seduta precedente era  stato  approvato  il
  passaggio all'esame degli articoli.

    CRACOLICI  Chiedo una sospensione della seduta in attesa  della
  distribuzione degli emendamenti.

    PRESIDENTE    Onorevoli   colleghi,   in   attesa   che   venga
  distribuita  in Aula copia degli emendamenti, il cui termine  per
  la  presentazione  era  stato fissato alle  ore  9.30  di  questa
  mattina,  su  richiesta  dell'onorevole  Cracolici,  sospendo  la
  seduta per cinque minuti ed avverto che la stessa riprenderà alle
  ore 11.45.

    (La seduta, sospesa alle ore 11.38, è ripresa alle ore 11.45)

   La seduta è ripresa.

     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
                            numero 668/A

    PRESIDENTE  Si passa all'esame dell'articolo 1. Ne do lettura:

                             «Articolo 1

   1.  La  lettera  a)  del comma 4 dell'articolo  22  della  legge
  regionale  22 dicembre 1999, n. 28, come integrato  dal  comma  6
  dell'articolo 7 della legge regionale 22 dicembre 2005, n. 20,  è
  così modificata:

    a)  non  inizi  l'attività di una media  struttura  di  vendita
  entro un anno dalla data del rilascio o entro tre anni decorrenti
  dalla  data  della deliberazione conclusiva della  conferenza  di
  servizi di cui al comma 3 dell'articolo 9, cui compete la  previa
  valutazione delle richieste di proroga se trattasi di una  grande
  struttura  di  vendita,  salvo  proroga  in  caso  di  comprovata
  necessità dipendente da fatti non imputabili all'impresa, che nel
  caso  di istanze riguardanti una grande struttura di vendita sono
  sottoposte  al  vincolante parere della  predetta  conferenza  di
  servizi;  limitatamente alle aree commerciali  integrate  siccome
  definite  dall'articolo 4, comma 4, dell'Allegato 1  del  decreto
  del  Presidente della Regione 11 luglio 2000, il predetto termine
  di  tre  anni  è  incrementato  di ulteriori  due  anni.  Per  le
  autorizzazioni  rilasciate antecedentemente alla legge  regionale
  22  dicembre 2005, n. 20, ivi comprese quelle per le quali  è  in
  corso  il  procedimento  di  proroga,  i  superiori  termini   di
  decadenza si applicano dalla data del rilascio».

   Comunico    che    all'articolo   1   sono   stati    presentati
  dall'onorevole De Benedictis i seguenti emendamenti:

   emendamento 1.1:

   «All'articolo 1, comma 1, lettera a) dopo le parole   non  inizi
  l'attività  di  una  media struttura di vendita  entro  un  anno
  aggiungere   o entro due anni se la media struttura  è  di  nuova
  costruzione  e sostituire le parole  il predetto termine  di  tre
  anni  è  incrementato  di ulteriori due anni   con  le  parole il
  predetto  termine  di  tre anni è incrementato  di  un  ulteriore
  anno »;

   emendamento 1.2:

   «All'articolo  1, comma 1, lettera a) sostituire le  parole   il
  predetto  termine  di tre anni è incrementato  di  ulteriori  due
  anni   con  le  parole   il  predetto  termine  di  tre  anni   è
  incrementato di un ulteriore anno ».

   Si passa all'esame dell'emendamento 1.1.

    DE   BENEDICTIS .   Chiedo  di  parlare  per   illustrare   gli
  emendamenti.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DE   BENEDICTIS .  Signor   Presidente,  onorevoli    colleghi,
  vorrei illustrare separatamente gli emendamenti.
   Per   quanto  riguarda  l'emendamento  1.1,  secondo  il  regime
  attuale,   le   medie  strutture  di  vendita  debbono   iniziare
  l'attività   entro  un  anno  dall'autorizzazione  comunale,   ma
  l'emendamento  1.1 propone di incrementare questo termine  di  un
  ulteriore anno, portandolo a due, in considerazione del fatto che
  l'emendamento  1.1  si compone di due parti.  La  prima  parte  è
  contenuta anche nell'emendamento 1.2 e, sostanzialmente,  propone
  di  elevare  a  due  anni il termine entro il quale  deve  essere
  avviata  l'attività  di  una media struttura  di  vendita  -  che
  possiamo  assimilare ad un supermercato - entro  il  termine  che
  decorre dal momento del rilascio dell'autorizzazione comunale.
   Per  quanto  riguarda,  invece, le aree  commerciali  integrate,
  vorrei rappresentare all'Aula quanto segue. Abbiamo una normativa
  che disciplina i tempi per le medie e per le grandi strutture  di
  vendita.
   L'area  commerciale integrata è un parco in  cui  sono  presenti
  medie  e  grandi  strutture di vendita. Non rappresenta,  quindi,
  un'entità autonoma a se stante.
   La  legge,  attualmente, riconduce i tempi per la  realizzazione
  dell'area  commerciale integrata a quelli  per  la  realizzazione
  delle medie e grandi strutture  di vendita che vi insistono.
   Trovo  sia  giusto, infatti, mantenere questo  parametro  e  non
  considerarla una cosa a parte, naturalmente, valutando  il  fatto
  che ha un maggiore impegno complessivo.
   Per  questa ragione, credo che incrementare e portare  il  tempo
  per  l'inizio  dell'attività nell'area  commerciale  integrata  a
  quattro anni sia più che sufficiente.
   Intanto,   c'è   una   equiparazione  a  quanto   la   normativa
  urbanistica  prevede  perché,  dal momento  dell'espressione  del
  parere favorevole da parte della  Conferenza dei servizi, decorre
  un   primo  anno  che  serve  per  munirsi  di  tutti  i   pareri
  eventualmente necessari e della concessione edilizia e i tre anni
  che  oggi decorrono, per qualunque costruzione, per realizzare  e
  finire l'opera.
   D'altra parte, non si comprenderebbe un tempo maggiore e  faccio
  un'analogia:  se,  oggi, abbiamo quattro anni  di  tempo  per  la
  realizzazione di una qualunque costruzione edilizia di una villa,
  se  la villa insiste in un piano di lottizzazione che prevede  la
  realizzazione  di trenta ville,  non ampliamo quel termine;  quel
  termine  rimane  uguale di quattro anni per  il  complesso  degli
  edifici che vi sono previsti.
   Ecco  perché  trovo  infondato  aumentare  questo  termine,   in
  considerazione del fatto che l'area commerciale integrata  non  è
  un'entità, una struttura a se stante, un terzo tipo di struttura,
  ma  è la somma di strutture di media e grande dimensione. Per cui
  appare, ripeto, una forzatura immotivata, sia dal punto di  vista
  della  disciplina  commerciale  che  dal  punto  di  vista  della
  disciplina urbanistica.
   E,   comunque,   elevando,  questo  termine   a   quattro   anni
  incrementiamo,  raddoppiamo  gli attuali  termini  vigenti  e  mi
  sembra  che concediamo un'agevolazione più che utile a quanti  ne
  dovessero avere bisogno.

    FLERES  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES    Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   desidero
  intervenire a sostegno dell'attuale formulazione dell'articolo  1
  per un motivo molto semplice.
   Questa   legge,  in  particolare  questa  parte   della   legge,
  scaturisce  da  una  sperimentazione  negativa  dei  tempi  della
  Pubblica Amministrazione.
   Quello  che  sta  accadendo in Sicilia e che solo marginalmente,
  rispetto a questo tema, è riferito nel disegno di legge di cui ci
  stiamo  occupando è un fenomeno molto più vasto e  riguarda,  più
  complessivamente, la farraginosità e la lentezza delle  procedure
  burocratiche      che      considerano      diversi       aspetti
  dell'amministrazione.
   La  verità è che questo Parlamento dovrebbe, a breve, affrontare
  una    legge    di    riordino    organico    delle    procedure,
  responsabilizzando  maggiormente i cittadini,  gli  interlocutori
  della  Pubblica Amministrazione, i professionisti, i tecnici,  le
  imprese   e   limitando   l'intervento  dell'amministrazione   al
  controllo, relativamente ai diversi atti.
   Questo determinerebbe un impulso ed un'accelerazione notevole  a
  tutti  i  procedimenti che in qualche modo  vedono  coinvolta  la
  Pubblica  Amministrazione o come ente che autorizza o  come  ente
  che vigila.
   Ma  in  attesa  che  ciò accada - e speriamo presto  -  dobbiamo
  accontentarci di affrontare gli argomenti caso per caso,  settore
  per settore.
   Nonostante,  in  linea  di principio, io  possa  condividere  le
  osservazioni  fatte  poc'anzi  dall'onorevole  De  Benedictis   e
  nonostante,  in  linea di principio, in una realtà  ottimale  sia
  assolutamente  fondata  la  sua  argomentazione,   non   possiamo
  disconoscere  il fatto che questa legge affronta una  realtà  non
  ottimale e si contrappone e tenta di risolvere problematiche  che
  nascono  proprio  perché la realtà nella quale   operiamo  non  è
  quella  ottimale,  non  è  quella che rispecchia  i  tempi  e  le
  procedure che sono state indicate dalle leggi e dai regolamenti.
   Non  c'è  dubbio  che  stiamo applicando un  correttivo  ad  una
  condizione che, oggettivamente, ha determinato ritardi che  hanno
  impedito agli investitori privati di realizzare i loro obiettivi.
   Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  anche  se,  sul  piano
  squisitamente  teorico,  sarei  d'accordo  con  le   osservazioni
  dell'onorevole De Benedictis, in concreto, poiché la logica e  la
  ratio di questa legge è quella di superare i vincoli di tempo che
  abbiamo  visto  essere  incongrui  rispetto  agli  obiettivi   da
  raggiungere,   intervengo  a  favore  dell'attuale   formulazione
  dell'articolo 1 che, invece, tiene conto di questi aspetti, delle
  difficoltà che sono state incontrate e le affronta empiricamente,
  così  come  empiricamente sono state dimostrate le  lentezze  che
  hanno  impedito  a numerose imprese di avviare la loro  attività,
  non  per loro responsabilità, bensì per quella delle disposizioni
  che  determinano  procedure rivelatesi, dal punto  di  vista  dei
  tempi, assolutamente incongrue.

    PRESIDENTE   Pongo  in  votazione l'emendamento  1.1,  a  firma
  dell'onorevole De Benedictis.
   Il parere del Governo?

    BENINATI    assessore  per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,
  vorrei  chiarire  che  i  contenuti  dell'emendamento  potrebbero
  essere   condivisibili,  fermo  restando  che  sia  anche  giusto
  l'articolato, così come formulato.
   Forse il problema non è stato ben chiarito.
   Il   termine  dell'autorizzazione  che  dà  la  Conferenza   dei
  servizi,  non coincide con il rilascio della concessione edilizia
  che, generalmente, avviene dopo, mediamente dopo sei, sette mesi.
   Se  lo  spirito  dell'emendamento dell'onorevole  De  Benedictis
  voleva  essere quello di ridurre i tempi di un anno, in  effetti,
  quando  si è scritto 5 anni, nella seconda parte dell'emendamento
  del  disegno di legge, si tiene conto di questi sei,  sette  mesi
  che, poi, sarebbero un tempo morto.
   L'onorevole  De Benedictis, forse, sa che il termine  di  cinque
  anni, di fatto, è di quattro anni e mezzo. Alla fine, quindi,  si
  potrebbe superare questo problema.
   Mi  trovo in imbarazzo perché il parere del Governo, con  questo
  criterio, dovrebbe essere contrario.
   Se si supera questo ostacolo, visto che, poi,  in effetti,  non
  si tratta di cinque anni, si può accettare la proposta formulata
  nell'articolato.
   Invito,  pertanto,  l'onorevole De Benedictis a  ritirare
  l'emendamento.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor  Presidente,  vorrei  che  mi  fornisse  dei
  chiarimenti  in merito al parere del Governo perché  non  ho  ben
  compreso.

    PRESIDENTE  Il Governo si è rimesso all'Aula.

    CRACOLICI   Non  capisco perché il Governo si  riferiva  ad  un
  periodo di quattro anni.
   In  questa sede, stiamo approvando alcune norme. Il problema non
  è di fatto, ma  di diritto.
   Quale  termine dobbiamo prevedere?
   L'onorevole De Benedictis ha formulato una proposta  -  rispetto
  alla  norma, così come formulata - che, sostanzialmente,  aumenta
  di un anno le medie strutture e di tre anni quelle integrate.
   Tutto  ciò  è  molto semplice. Credo che venendo  incontro  alle
  ragioni per le quali, nei fatti, si è consumato un ritardo  nelle
  procedure  tra  la  Conferenza dei servizi  che  autorizza  e  il
  singolo  ente che dà la concessione, la logica vuole che se  c'è,
  di  fatto, un periodo di sei, sette mesi che costituisce un  buco
  nella  procedura,  se  si  aumenta di un  anno,  addirittura,  si
  raddoppiano  i sei, sette mesi che sono, di norma, i tempi  morti
  per la concessione.
   Mi  pare  che  il ragionamento dell'onorevole De Benedictis  sia
  assolutamente equilibrato.

    PRESIDENTE     Pongo    in   votazione   l'emendamento    1.1,
  dell'onorevole De Benedictis. Il parere del Governo?

    BENINATI   assessore  per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Il Governo si rimette all'Aula.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    TURANO   presidente  della  Commissione.  La  Commissione   si
  rimette all'Aula.

    CRACOLICI  Signor Presidente,  chiedo che la votazione avvenga
  per scrutinio segreto.

      (Gli onorevoli Termine, Villari, Di Benedetto, Apprendi,
   Barbagallo, Galvagno, La Manna, De Benedictis si associano alla
                             richiesta)

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.1.

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la  votazione  per   scrutinio   segreto
  dell'emendamento 1.1.
   Chiarisco  il  significato  del voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione: presenti 42.
   L'Assemblea  non  è  in  numero legale. Pertanto,  sospendo  la
  seduta avvertendo che riprenderà alle ore 13.10.

    (La seduta, sospesa alle ore 12.10, è ripresa alle ore 13.08)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


                               Congedi

    PRESIDENTE   Comunico  che  sono in  congedo  per  la  presente
  seduta gli onorevoli Fagone, Incardona, Limoli e Leanza Edoardo.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


        Riprende la discussione del disegno di legge n. 668/A

    BENINATI    assessore  per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BENINATI    assessore  per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca.  Per dire che in questa ora di pausa si
  è condivisa quella proposta dell'onorevole De Benedictis, che era
  stata  forse  male interpretata da me, prima della richiesta  del
  voto.  Pertanto,  si potrebbe, se lei lo ritiene,  andare  avanti
  tenendo  conto  che condividiamo l'emendamento De Benedictis  col
  quale supereremmo tutti i problemi.  C'è stato questo chiarimento
  sulla tempistica.
   Il   Governo   esprime  il  parere  favorevole  sull'emendamento
  dell'onorevole De Benedictis.

    PRESIDENTE   Pongo in votazione l'emendamento  1.1.  Il  parere
  del Governo?

    BENINATI    assessore  per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    TURANO  presidente della Commissione.  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   L'emendamento 1.2  è assorbito.
   Pongo  in votazione l'articolo 1,  nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                             «Articolo 2

   1. Al comma 6 dell'articolo 9 della legge regionale 22 dicembre
  1999, n. 28, dopo le parole  strutture esistenti' sono aggiunte
  le parole  come sopra autorizzate'.»

   Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;chi è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                             «Articolo 3

   1. Al comma 3 dell'articolo 29 della legge regionale 22
  dicembre 1999, n. 28, dopo le parole  il trasferimento' sono
  aggiunte le parole  anche parziale'.»

    CINTOLA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA   Onorevoli colleghi, è sulla discussione  generale  il
  mio  intervento,  ma più che sulla discussione generale  desidero
  rivolgere un appello al Presidente dell'Assemblea.
     Vorrei pregarla, signor Presidente, di non perdere l'occasione
  per  riconfermare quanto è già avvenuto lodevolmente con  la  sua
  Presidenza.  Cioè  gli emendamenti che sono fuori  dall'argomento
  del  testo  vanno preventivamente trattati come fuori  dal  testo
  stesso, in modo da evitare di fare diventare legge omnibus  anche
  questa piccola, piccola.
   Io ho dato uno sguardo e mi rendo conto

    PRESIDENTE   Se  mi  permette,  la  interrompo.  La  Presidenza
  dichiarerà  inammissibili  gli emendamenti  che  sono  fuori  dal
  testo.

    CINTOLA  Grazie.

    PRESIDENTE   Pongo in votazione l'articolo 3. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Comunico  che  all'articolo 3 sono stati presentati  i  seguenti
  emendamenti aggiuntivi:

      dagli onorevoli Cracolici e De Benedictis: A 11 e A 12;
      dall'onorevole De Benedictis: A 13.

   Si   passa  all'emendamento  aggiuntivo   A11,  a  firma   degli
  onorevoli Cracolici, De Benedictis. Ne do lettura:

  «Aggiungere il seguente articolo:

                              Articolo 1

   Nella  regione siciliana si applicano totalmente le disposizioni
  previste  nel  decreto legge 4 luglio 2006,  n.  223,  convertito
  nella  legge n. 248/2006 e del decreto legge 31 gennaio 2007,  n.
  7, convertito con legge n. 40/2007 .»

    DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Ha  facoltà di parlare per  illustrare  tutti  gli
  emendamenti  a  sua  firma. Sono tre gli  emendamenti  aggiuntivi
  all'articolo 3.

    DE  BENEDICTIS .   Signor Presidente, i  primi  due  hanno  una
  natura totalmente differente dal terzo. Quindi sui primi due devo
  semplicemente  sottolineare  che si tratta  del  recepimento  dei
  cosiddetti  decreti   Bersani' che  liberalizzano  una  serie  di
  iniziative   economiche.   Riteniamo,   pertanto,    che   questo
  Parlamento debba farsi carico finalmente di trattare i  siciliani
  alla stessa maniera di come sono già trattati gli italiani.
   Noi  crediamo  che  ci sia, al riguardo, un forte  impulso  alle
  attività economiche e anche ai criteri di libera concorrenza  che
  possono  promuovere  lo sviluppo e, come sta avvenendo  in  molte
  Regioni  d'Italia, non si comprende per quale  motivo  la  nostra
  Regione  debba essere privata di questa opportunità di  sviluppo.
  C'è  assai  poco  da  aggiungere su ciò che, peraltro,   è  stato
  argomento  di  dibattito nazionale e regionale  e  ci  rimettiamo
  all'Aula  sottolineando,  a  nostro avviso,  l'inderogabilità  di
  agganciare   la   Sicilia   a  questo  percorso   virtuoso   che,
  limitatamente   a   queste  norme,  è  già   stato   sperimentato
  positivamente.
   Il   terzo   emendamento,  invece,  è  pertinente   strettamente
  all'oggetto  della materia trattata dalla legge,  e  quindi  alle
  grandi   strutture   di  vendita,  e  si  pone   l'obiettivo   di
  razionalizzare, così come in armonia con il dettame  della  legge
  28  del  1999,  attraverso un piano regionale per  l'insediamento
  delle   grandi   strutture  di  vendita,   e   impedire   anomale
  concentrazioni  e  soprattutto  lesioni  di  quei   principi   di
  concorrenza che pure la legge stessa prevede. Voglio sottolineare
  che  è una norma che è stata ampiamente discussa e mi auguro  che
  anche  su  questo l'Assessore che conosce quanto dico   abbia  la
  possibilità di dire la sua.

    PRESIDENTE   Pongo in votazione l'emendamento A.11.  Il  parere
  del Governo?

    BENINATI    assessore  per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    TURANO  presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Si   passa   all'emendamento  A.12,  a  firma  degli   onorevoli
  Cracolici e De Benedictis. Ne do lettura:

   «Aggiungere il seguente articolo:

                              Articolo

      1.   Le   norme  nazionali  poste  a  garanzia  della  libera
  concorrenza,  così  come  definite nella  legge  n.  287/1990  in
  coerenza  con  il  prevalente  ordinamento  comunitario,  trovano
  immediata  e  piena  applicazione nel  territorio  della  Regione
  siciliana .»
   Lo pongo in votazione. Il  parere del Governo?

    BENINATI    assessore  per  la  Cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    TURANO  presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Chi  è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento A.13, dell'onorevole De Benedictis. Ne
  do lettura:

   «Aggiungere il seguente articolo:

                              Articolo

     Piano regionale delle grandi strutture di vendita - 1. Al fine
  di  coordinare  e  razionalizzare  nel  territorio  regionale  la
  presenza  delle  grandi strutture di vendita di  cui  alla  legge
  regionale del 22 dicembre 1999, n. 28, articolo 2, lettera g), ed
  in  particolare per assicurare il raggiungimento degli  obiettivi
  enunciati all'art. 5, comma 1, lettera b) della stessa legge,  la
  Regione  Siciliana si dota del Piano regionale per l'insediamento
  delle grandi strutture dí vendita.
   2.  Esso  deve  individuare, nell'ambito dell'intero  territorio
  regionale, le aree di possibile ubicazione delle grandi strutture
  di   vendita  e  le  soglie  massime  delle  loro  superfici   di
  distribuzione  concentrabili in ciascuna zona,  nonché  contenere
  criteri  e  direttive  per  assicurare  l'armonico  sviluppo  del
  sistema  distributivo  regionale commerciale,  nel  rispetto  dei
  criteri di programmazione di cui all'art. 5 della legge regionale
  22   dicembre   1999,   n.  28  ed  improntato   a   criteri   di
  razionalizzazione ed equilibrio quali:
   -   la loro omogenea diffusione geografica rispetto ai bacini di
  popolazione servita;
   -  il  mantenimento,  per i consumatori, di un'offerta  ampia  e
  varia   che   garantisca   la  libera  concorrenza,   assicurando
  l'equilibrato rapporto con gli esercizi di vicinato di piccola  e
  media dimensione;
   -  la presenza di una idonea rete infrastrutturale e il rispetto
  di condizioni di sicurezza per gli operatori ed i consumatori, in
  rapporto  ai  flussi  di traffico che ne derivano  ed  al  carico
  urbanistico apportato;
   -  la  sostenibilità ambientale nell'ambito dell'area prescelta,
  in   rapporto   alle   caratteristiche  ed  alle   vocazioni   di
  quest'ultima;
   -  il coinvolgimento, nel procedimento autorizzativo, dei comuni
  interessati dal medesimo bacino d'utenza della singola struttura.
   3.  Il Piano è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione
  Siciliana  entro 12 mesi dalla entrata in vigore  della  presente
  legge,  previa  approvazione della Giunta Regionale  su  proposta
  dell'Assessore  regionale  per  la  Cooperazione,  il  Commercio,
  l'Artigianato  e  la  Pesca, sentito il  parere  dell'Assessorato
  Regionale   al   Territorio  e  dall'Ambiente,  dell'Osservatorio
  Regionale  per  il  Commercio  di  cui  all'art.  6  della  legge
  regionale  22  dicembre  1999,  n. 28,  nonché  della  competente
  commissione legislativa presso l'Assemblea regionale siciliana.»

    BENINATI    assessore  per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca.  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BENINATI    assessore  per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,
  su   questo   emendamento  dell'onorevole  De   Benedictis,   che
  effettivamente  potrebbe sembrare articolato  e  complesso,  devo
  dire che il Governo è pienamente d'accordo.
   Peraltro,   sull'argomento,  ed   in   particolar   modo   sulla
  razionalizzazione  della grande distribuzione in  Sicilia,  quale
  Assessore,  ho  già  attivato una Commissione per  verificare  la
  situazione sul territorio della Regione. Infatti, è vero  che  la
  Sicilia  si  è  ben  comportata e, devo dire,  ha  fatto  bene  a
  contingentare questa realtà, ma è anche vero che lo sviluppo  sul
  territorio, senza un controllo armonico dello stesso, può  creare
  effettivamente  delle anomalie. Si potrebbe verificare,  infatti,
  che   paradossalmente  andrebbe a contrastare  con  il  principio
  della  grande distribuzione, che vorrebbe agevolare lo  sviluppo,
  mentre invece potrebbe creare un contraccolpo come - ahimè -  sta
  accadendo in buona parte delle regioni d'Italia.
   L'eccesso  di  liberalizzazione,  paradossalmente,  sta  creando
  difficoltà alle strutture stesse.
   Il  parere del Governo è certamente favorevole, supportato dalle
  motivazioni  esposte e avendo anzi anticipato che  sulla  materia
  l'Assessorato si è già attivato. Aggiungo, inoltre, che anche per
  una  esigenza di trasparenza, a breve, quindi per il  futuro,  ci
  attiveremo per un migliore raccordo sul territorio anche  con  le
  prefetture.
   Detto questo, che l'Aula si comporti di conseguenza.

    TURANO  presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    TURANO    presidente  della  Commissione.  Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi,  è solo una questione  di  stabilire  alcune
  regole
   Leggendo  il  comma  3 non mi trovo d'accordo  laddove  si  dice
   sentito  il  parere dell'Osservatorio regionale al territorio  e
  all'ambiente'.
   Capire  che  ci sia una regolamentazione unitaria che disciplina
  la  materia con i pareri della Commissione  Attività produttive',
  con  una  delibera  di Giunta, mi pare intelligente,  ma  sentito
  anche il parere dell'Osservatorio al territorio e all'ambiente mi
  sembra una forzatura

    PRESIDENTE  Ma è l'Osservatorio regionale per il commercio

    TURANO   presidente della Commissione.  Io  leggo   sentito  il
  parere dell'Osservatorio regionale al territorio ed all'ambiente,
  dell'Osservatorio regionale per il commercio  .

    PRESIDENTE   Forse,  ci  sono  due  testi  diversi.  Io  leggo:
   sentito  il parere dell'Osservatorio regionale per il commercio,
  di  cui all'articolo 6 della legge regionale 22 dicembre 1999   ,
  territorio ed ambiente si riferisce all'Assessorato.
    CINTOLA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  avrei  voluto
  che  il  Governo - l'ultimo dei Mohicani - perché c'è un  Governo
  rappresentato da un solo Assessore,  mancato il quale non

    PRESIDENTE   E'  presente l'Assessore al ramo come  prevede  il
  Regolamento, ma è anche presente il Vicepresidente della Regione.

    CINTOLA    Personalmente,   mi  preoccupo   molto   di   questo
  emendamento  e  debbo  dire  che sono contrario  all'approvazione
  dello  stesso.  Intanto perché la commissione non l'ha  avuto  in
  sede  redigente e lo esaminerà qui in Aula e, siccome, si  tratta
  di modificare una normativa non indifferente che toglie poteri ai
  comuni, che sono gli unici che autorizzano strutture più  o  meno
  importanti  e  globalmente idonee, ma con questo  però  diamo  il
  significato di aumentare  in modo terrificante chi quelle licenze
  le ha già avute.
   Noi  con questo diciamo ai grossi Zamparini - e  altri a seguire
  -  che  hanno  già avuto l'autorizzazione a potersi muovere,  che
  sarà  difficile  farne  altri in attesa di  un  piano  regolatore
  generale  che debba servire per l'intera Sicilia, che sulle  aree
  secondo  il bacino di utenza  c'è tutta una serie di prescrizioni
  che hanno  notevolissima importanza.
   E  capisco  e  comprendo ciò, ma non c'è un  regime  transitorio
  intanto  per chi ha presentato domanda, o non ha iniziato;   cosa
  significa  questo? Che chiudiamo sic et simpliciter   ciò  che  è
  avvenuto?  E  questa è la prima domanda; ora passo alla  seconda:
  significa  che modifichiamo in corso d'opera l'intera  procedura?
  Terza considerazione: questo Governo si deve fare benedire perché
  non  riesce a pensare le cose che l'Aula pensa e quando le  pensa
  in  Aula frettolosamente si mette a disposizione del sì e del  no
  pur di andare avanti.
   Non  sono convinto che quanto stia per essere posto in votazione
  con la famosa alzata e seduta comporti poi alla fine una lodevole
  iniziativa.  Che è lodevole e che è importante e che  io  ritengo
  essenziale lo debbo dire;  però deve essere studiata, deve essere
  portata  nella  competente  commissione,  deve  avere  un  parere
  articolato e definito, deve potere aggredire i singoli punti  per
  farne  un  piano regolatore di questo tipo,  di iniziative  e  di
  interventi per le quali sono disponibile a dire di andare avanti.
  Questa  cosa  fatta all'improvviso, senza un'attenta valutazione,
  pronta  ad  essere votata con un sì e  con un no, mi  pone  nelle
  condizioni di dire: beh  Se il Governo dirà, come già  stava  per
  annunziare,  che è favorevole, sappia che io non sono favorevole;
  sono  contrario ed in ogni caso non voterò questo emendamento,  e
  nemmeno  l'intera legge se verrà approvato questo emendamento  in
  questa formulazione. E ciò perché l'emendamento è importante,  ma
  ha  bisogno di essere valutato fino in fondo, perché non  ci  sia
  nella  ricerca  del meglio contrastare quel sufficiente  che  già
  c'è.   E,   inoltre,  voglio  capire  se  non  stiamo  malmenando
  fortemente  i  principi di autonomia degli enti locali  ai  quali
  noi daremmo un piano regolatore  fatto da questa Assemblea in  un
  solo  momento:  dicendo  sì o no, per  alzata  e  seduta,  ad  un
  provvedimento così tanto serio ed importante
   Personalmente ritengo di dovere richiedere sia al Governo sia  a
  colui  il quale ha prodotto questo emendamento di avere un minimo
  di  bontà:  facciamo la legge così per com'è e affidiamo  ad  una
  valutazione  successiva il resto. Io sono pronto  a  firmarlo  se
  questo è un disegno di legge da riportare in commissione per  poi
  riportarlo in Aula, ma accettarlo così, senza averne discusso  né
  con  le  organizzazioni sindacali né con i comuni,  senza  averne
  dato notizia a nessuno; non mi va di stampare una novità che esce
  fuori  da un accordo tra l'onorevole Beninati, che è assessore  e
  che  io  stimo,  e  l'onorevole De  Benedictis  che  ha  lasciato
  passare,  nel senso che non ha fatto più la richiesta  di  votare
  con  lo  scrutinio  segreto  quando ha  appreso  che  ci  saremmo
  adoperati  per votare il suo primo emendamento, che  siccome  non
  produceva   -  dopo l'attenta osservazione - nessun disguido  con
  ciò  che  l'Aula  voleva  approvare, nel  senso  che   approvando
  l'emendamento dell'onorevole Di Benedictis non si spostavano cose
  che  pure erano state dette in precedenti riunioni in Aula e  che
  sono verbalizzate con accenti apocalittici.
    Ora vedo che c'è un'Assemblea attenta, che fa passare i disegni
  di  legge quasi all'unanimità, e questo mi fa piacere perché vuol
  dire  che  noi siamo bipartisan e accogliamo il Presidente  della
  Repubblica Napolitano quando abbiamo interessi che ci accomunano.
  Io ritengo di dover dire, dato che sono un semplice deputato, che
  se  questo  emendamento  passa,  io non  voterò  l'intera  legge,
  rimarrò  fuori per  non sostenere il numero legale.

    BENINATI    assessore  per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BENINATI    assessore  per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, sono stato  chiamato
  in  causa dall'onorevole Cintola, ed, effettivamente, la  lettura
  di  questo emendamento - per chiarimento dell'Aula -,  tranne che
  non  leggiamo  in  maniera difforme, non è  una  lettura  che  si
  blocca;  non si blocca nulla, è una norma di principio scadenzata
  nei   termini.   Ciò   nonostante  l'unica  giusta   osservazione
  dell'onorevole Cintola è che una norma del genere - devo dire che
  rivedo  in questo caso la mia posizione - doveva essere  diversa.
  Forse  è  giusto fare il passaggio nella Commissione  di  merito,
  credo  che  non  è un articolo di poco conto, è un  articolo  che
  potrebbe far pensare che chissà cosa si stia per fare. Non si  fa
  nulla  perché resterebbe tutto inalterato; si dice solo che entro
  dodici mesi si farebbe uno studio regionale della situazione.
   Cosa  che  il  Governo  farà. Questo lo anticipo,  onorevole  De
  Benedictis,   pertanto,   considerate  le   giuste   osservazioni
  dell'onorevole Cintola, che vanno condivise per un  articolo  del
  genere  che  effettivamente forse avrebbe dovuto  preliminarmente
  nella  Commissione  di  merito avere una  verifica,  propongo  di
  trasformare  questo emendamento in ordine del giorno  -  che  non
  toglie  nulla - con l'impegno del Governo che, già lo  ha  detto,
  su questa linea si sta già muovendo tant'è che è già in corso una
  commissione per valutare tutta questa storia. Pertanto,   avremmo
  tutti  i  tempi,  con  l'ordine del giorno  che  rafforza  questo
  principio, di condividere con un passaggio nelle prossime  leggi.
  Se  invece  si  vuole fare un articolo ulteriore, lo  si  faccia,
  seppure mi ha convinto l'onorevole Cintola che rischiamo  di  far
  pensare  che  si vuole porre qui chissà che cosa quando,  invece,
  non  si  sta per fare nulla, tranne che prevedere un piano  della
  grande  distribuzione. Alla luce di questo  invito  veramente  di
  trasformarlo in un ordine del giorno che il governo già  comunque
  condivide e porterà avanti a prescindere.

    DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DE  BENEDICTIS . Signor Presidente, spesso in  questa  Aula  si
  dice una cosa per significarne esattamente un'altra, io solo così
  posso  intendere l'intervento dell'onorevole Cintola, perchè  nel
  merito le sue osservazioni sono contraddette da tutto quello  che
  voi  potete leggere. Capisco che non abbia avuto il tempo, ma  mi
  stupisco che una persona di esperienza e sveglia come l'onorevole
  Cintola  non abbia compreso il senso dell'emendamento. Può  anche
  dire di non averlo  voluto leggere,  ma se avesse voluto leggerlo
  vi avrebbe trovato le risposte a tutti i suoi dubbi.
   Non  c'è alcuna possibilità che quell'emendamento possa bloccare
  alcunché, perchè il piano si fa entro i dodici mesi e come  tutti
  i  piani,  come  tutti  gli strumenti normativi  -  e  non  debbo
  spiegarlo io all'onorevole Cintola, potrebbe spiegarlo lui a  me,
  ha  decorrenza e validità dal momento in cui entra in vigore. Non
  può  avere  effetto retroattivo, meno che mai  può  incidere  sui
  procedimenti    in    itinere   già   espletati.    Quindi    una
  preoccupazione che ha più il sapore di agitare fumo e di  parlare
  ad  altri  e  di altro che non del merito della questione  che  è
  chiarissimo  in  sé. Dopo di che registro che  rispetto  al  tema
  affrontato dall'emendamento, rispetto ad un parere favorevole del
  Governo espresso in Aula, rispetto ad un parere favorevole  della
  Commissione,  anch'esso  espresso  in  Aula,  rispetto  quindi  a
  nessuna obiezione di merito, si sta incomprensibilmente  tornando
  indietro  come  se ci fosse un problema di altra natura  che  non
  c'è.  Perchè se c'è un problema di altra natura fatecelo  capire;
  se  invece  il  problema  che avete sollevato  non  esiste  -  ed
  obiettivamente  alla  lettura che tutti quanti  potete  fare  del
  testo  questo  non  c'è, c'è semmai la impossibilità  che  questo
  Parlamento   stia   determinando   di   governare   un   processo
  evidentemente  a vantaggio di chi preferisce che questo  processo
  continui  ad essere oggetto di forzature, di fughe in avanti,  io
  dico  dell'attuale  far  west  che governa  l'insediamento  delle
  grandi  strutture di vendita, a danno - e lo voglio  sottolineare
  perché  il  Sole  24 Ore, non più tardi di dieci  giorni  fa,  ha
  pubblicato una notizia a riguardo - delle stesse grandi strutture
  di  vendita, perché ove esistono concentrazioni improprie  questo
  danneggia il mercato delle stesse grandi strutture di vendita.
   Pertanto,  non  capisco  quale  possa  essere  la  ragione   per
  ostacolare,   in  questo  momento,  un  emendamento   che   porta
  semplicemente  vantaggio non soltanto alle  grandi  strutture  di
  vendita,  alle piccole ed a tutta la rete commerciale,  ma  anche
  all'attività  politica di un Governo e, mi  permetto  di  dire  a
  questo punto, sarebbe un vantaggio anche per il Parlamento che si
  intesterebbe, finalmente, un atto di governo e non  solamente  un
  atto di manutenzione dell'esistente.

    PRESIDENTE   Comunico  che  all'emendamento  aggiuntivo  A13  è
  stato  presentato  dal Presidente della Commissione  il  seguente
  subemendamento:  «Cassare le parole  il  parere  dell'Assessorato
  regionale al territorio ed all'ambiente ».

    CINTOLA  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA  Signor Presidente, onorevoli colleghi, quanto  avviene
  è  strano,  a  partire  da  questa  sinistra  che  oggi  è  stata
  impersonata dall'intervento lodevole dell'onorevole De Benedictis
  che  salvaguarda le grandi strutture megagalattiche,  quelle  che
  rovinano  il piccolo artigiano, il piccolo commerciante  e  vuole
  salvaguardarle  nel tentativo di indicarci come  distanziarci  da
  altri,  ma  questa  è  una  storia  diversa  e  nuova,  anche  se
  personalmente, ormai, da questa sinistra

    PRESIDENTE    Onorevole   Cintola,   lei   sta   parlando   per
  dichiarazione di voto.

    CINTOLA   Signor Presidente, mi lasci continuare perché  quando
  in  Aula hanno chiesto di intervenire su un emendamento, poi,  di
  fatto hanno parlato su tutto, quindi la prego di lasciarmi trenta
  secondi di tempo per potere compiutamente dare il mio voto.

    PRESIDENTE  Ha a disposizione cinque minuti.

    CINTOLA  Ecco, me li conceda
   Vorrei  dire con serenità e con calma che il Governo  si  è  già
  pronunziato,   la   Commissione  viene   esautorata   dalla   sua
  competenza,  dà  il parere in Aula come se fosse  la  Commissione
   Bilancio  che dà la copertura in Aula, non entra nel merito,  ma
  è  urgente  e necessario che l'onorevole De Benedictis vinca  una
  battaglia anche contro le autonomie locali.
   A  questo  punto  esprimo il mio voto contrario  -  lo  annuncio
  fortemente - e se oggi dovesse passare l'emendamento in Aula,  mi
  vedrò costretto a non votare l'intero disegno di legge, non  sarò
  presente al momento della votazione e sarete costretti a  cercare
  un  altro deputato per arrivare a quarantadue. Potrete votare  il
  disegno di legge con i voti della sinistra.
   In   Aula,  ormai,  si  sta  inveterando  il  rapporto  non   di
  collaborazione con l'opposizione al fine di fare meglio le cose e
  in  maniera  più opportuna nell'interesse della   Sicilia  e  dei
  siciliani,  bensì  nell'interesse di  chi  grazie  all'esperienza
  velocemente intende il senso della legge.
   Abbiamo   avuto  emendamenti  presentati  dal  Governo   e   che
  l'opposizione  ha  voluto  leggere  prima  e  poi   che   se   ne
  argomentasse  il  senso. Sono d'accordo con l'onorevole  Beninati
  quando   dice di condividere fino in fondo l'impostazione che  si
  vuole  dare  e  che basterebbe anche  un ordine  del  giorno  per
  mettere in atto la  procedura.
   E'  assurdo  mettere in votazione un  emendamento  che  sostiene
  che  alla  fine  bisogna fare un piano regolatore perché  si  sta
  dicendo  che  si  vuole  imporre  una  soluzione  su  quello  che
  idealmente si deve fare.
   Il  Governo  è  d'accordo,  purché si ritiri  l'emendamento;  se
  verrà trasformato in ordine del giorno lo approverà perché questa
  è  la  linea  del  Governo,  quindi,  in  perfetta  sintonia  con
  l'estensore  dell'emendamento. Occorre, però individuare colui il
  quale lo deve sottoscrivere, facendo finta che leggere il Sole 24
  Ore  significhi essere abilitati a presentare l'emendamento e  ad
  averlo approvato a tutti i costi.
   Signor  Presidente, non ho più un grande interesse  a  stare  in
  questa  Aula  e lo dico con onestà perché mi accorgo  che  stiamo
  volando  troppo  in basso; non c'è un interesse a riconoscere  il
  ruolo di questa Assemblea. Pur essendo segretario regionale,  non
  ho  più  l'interesse ad intervenire e a dire che l'Assemblea  non
  può fare le leggi senza spesa.
   Mi  accorgo che quando alla prima occasione si chiede il  numero
  legale,  non  ci sono deputati sufficienti. Sta venendo  meno  la
  funzione,   la  lealtà,  il  coraggio,  il  piacere   di   essere
  considerati  rappresentanti  del  popolo.  In  Aula,  si   tratta
  l'emendamento  come  se si volesse fare  una  legge  nuova  e  al
  momento  della votazione, nella confusione dei propri  interessi,
  si   voterà  la  legge  senza  capirne  le  conseguenze  che   ne
  deriveranno.
   Facciamo  una  legge sapendo che il Governo  ha  detto  che  non
  c'era motivo di trasformare in legge un regolamento che serve per
  agire e modificare.
   Non  credo  di dovere fare appelli ulteriori, ma mi rendo  conto
  che  se  si continua così, non avremo più il diritto di chiamarci
  deputati,  ma consiglieri di circoscrizione; diciamo  chiaramente
  che  non  ci  siamo  più e diciamo al Governo che  ha  ragione  a
  trattarci  come  ci  tratta,  senza  tenere  conto  della  nostra
  esistenza.
   Questa  è  la  realtà   Non  capisco l'atteggiamento  di  questa
  mattina,  quasi a voler dire che chi non è alla terza legislatura
  non  può  leggere l'emendamento De Benedictis e, invece,  io  che
  sono  alla  terza  legislatura  ho  il  potere  di  leggerlo,  di
  comprenderlo e di adeguarmi.
   Personalmente,   non   voglio   assolutamente   adeguarmi,    in
  quest'Aula,  ad essere il signor sì e il signor no; se  possibile
  voglio  discutere e  comprendere e mi augurerei che anche l'Aula,
  nella sua interezza, voglia fare questo esercizio di capire e  di
  votare conoscendo le cose.
   Da  una  Giunta comunale, retta da un  signore' che non  capisce
  cosa  significa  essere sindaco di una città come Palermo,  vengo
  espulso per avere chiesto di sapere qual è la logica del gioco

    PRESIDENTE  Onorevole Cintola, è fuori tema.
    VILLARI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    VILLARI   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  considerato
  che  vi  è  qualche uomo politico importante di questo Paese  che
  quando  si riferisce ad un'area politico-culturale del Parlamento
  o  al di fuori di esso, per sintetizzare, utilizza un'espressione
  che vuole essere lesiva nell'individuare quell'area, infatti dice
   la  sinistra' come fatto dispregiativo, vorrei dire che poc'anzi
  l'onorevole Cintola mi è sembrato Berlusconi.
   Visto  che  stiamo  discutendo  di una legge che  rivede  alcune
  norme   in   materia  di  commercio,  bisogna    avere   l'onestà
  intellettuale e politica di discutere del merito della legge.
   Chiedo di apporre la firma all'emendamento De Benedictis e  sarà
  egli  stesso  ad esprimere  conclusivamente il suo parere  e  non
  capisco   perché   questa  norma  debba  necessariamente   essere
  approvata ora e con questo testo.
   E'  importante  che  il  Governo assuma  un  formale  e  solenne
  impegno.  Una  norma programmatoria in materia di  commercio  per
  quanto  riguarda  i grandi centri commerciali, che  nascono  come
  funghi  in  ogni  dove, è necessaria ed il Governo  se  ne  rende
  conto,  tanto  è  vero  che  l'assessore  Beninati  poc'anzi   ha
  dichiarato di assumere questo impegno.
   Vorrei  che  lo facesse solennemente, anche per evitare  che  la
  Sicilia  continui  ad  essere  la  Regione  dei  Governi  e   dei
  Parlamenti  che sostengono di fare le cose e che non  mettono  in
  pratica quanto annunziato.
   Ritengo  che  l'emendamento  dell'onorevole  De  Benedictis,  in
  linea  di  principio, sia giusto. Si vuole cassare la  parte  che
  riguarda l'Assessorato al territorio? Ebbene, si faccia. Si vuole
  rinviare in un altro momento questo specifico aspetto della norma
  programmatoria?  Si  rinvii  ad  altro  testo.   Però,   evitiamo
  polemiche  e  ideologismi ai quali, da tempo,  personalmente  non
  sono più affezionato.

    ANTINORO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ANTINORO    Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   vorrei
  chiedere  all'Assessore  la  sostanza dell'emendamento  anche  se
  dovrebbe farlo l'onorevole De Benedictis.
   Mi  chiedo,  infatti, cosa accadrà nelle more  di  tutta  questa
  attuazione e delle regole che saranno stabilite. Mi chiedo se  il
  sistema  in  Sicilia  si bloccherà, se le cose  continueranno  ad
  andare  avanti, se chi dovrà eventualmente aprire  strutture  del
  genere avrà il benestare per aprirle oppure si congelerà il tutto
  nell'attesa di comprendere.
   Siccome,  devo votare con serenità d'animo e devo  capire  quale
  potrà  essere il futuro di queste strutture in Sicilia,  desidero
  sapere dal Governo a cosa andiamo incontro.

    BENINATI    assessore  per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BENINATI    assessore  per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,
  ribadisco  quanto ho detto prima: il  Governo inizialmente  aveva
  dato   parere   favorevole  all'emendamento,  dopo   l'intervento
  dell'onorevole Cintola, che ha sollevato un problema  tecnico  in
  quanto la portata dell'emendamento meritava una riflessione e  in
  quanto lo stesso poteva fare sembrare che ci fosse un cambiamento
  di  rotta, ho chiesto che questo emendamento fosse trasformato in
  ordine  del giorno in quanto il Governo, già da qualche  mese,  a
  prescindere da questo emendamento, stava effettuando una verifica
  sul  territorio  circa  la  realtà dei centri  commerciali  nella
  regione Sicilia.
   Detto  ciò,  confermo l'impegno del Governo, su questa  proposta
  il  Governo farà il possibile per concludere lo studio  entro  un
  anno, pertanto invito l'onorevole De Benedictis a chiudere questa
  vicenda  proponendo l'emendamento  come ordine del giorno  che  -
  ribadisco  -  il  Governo  condividerà  in  quanto  riguarda  una
  questione che, in autonomia, stava già affrontando.

    DINA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DINA   Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che  dopo
  l'intervento  dell'Assessore,  che  correttamente  ribadisce  una
  linea  prevalentemente procedurale e che nel merito  ha  espresso
  un'adesione  ai  contenuti dell'emendamento,  non  si  possa  che
  seguire tale linea.
   Un  ulteriore approfondimento che l'Assessorato sta  realizzando
  potrà  servire  a tutti per comprendere  il senso,  il  contenuto
  profondo,  i  riverberi più fini di questa scelta legata  a  tale
  proposta di emendamento.
   Reitero,  quindi, la necessità di trasformare l'emendamento   in
  ordine   del   giorno,   sarebbe  una  contrapposizione   inutile
  avventurarsi in un voto

    PRESIDENTE    Onorevole  De  Benedictis,  se  lei   decide   di
  mantenere  l'emendamento la Presidenza non può che farlo  votare,
  ma le ricordo che vi è un orientamento del Governo ad accoglierlo
  come ordine del giorno.
   Da  parte  di  parecchi parlamentari è stato posto il  problema,
  cui  non  è  stata  data  risposta, e cioè cosa  accadrebbe  alle
  pratiche in corso se  questo emendamento venisse approvato.
   Per  evitare  che quest'Aula, che fra l'altro  è  d'accordo   su
  tutto,  si  spacchi,  decida lei,  altrimenti  la  Presidenza  lo
  porrà in votazione. C'è un invito del Governo a ritirarlo, ma sta
  a lei decidere se farlo o meno.

    DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DE   BENEDICTIS .   Signor  Presidente,   onorevoli   colleghi,
  comincio  dalla  fine. E' chiaro che chi si pone il  problema  di
  cosa  accadrebbe alle pratiche in corso approvando quest'articolo
  di   legge  dimostra,  ancora  una  volta,  di  non  avere  letto
  l'emendamento.
   Non  può  succedere  nulla alle pratiche in corso. Se però,  per
  altre  ragioni,   si  vuole  procedere  diversamente,  chiedo  la
  sospensione  di  cinque minuti perché anche nel caso  in  cui  si
  dovesse   accedere   alla  sua  proposta,   avremo   bisogno   di
  consultarci.

    PRESIDENTE   Onorevole De Benedictis, non è una  mia  proposta,
  c'è  un invito da parte del Governo a ritirare l'emendamento,  la
  scelta  spetta  al  presentatore ed è  lei  che  deve  scegliere,
  diversamente  lo  metteremo  in  votazione.  Se  le  occorre  una
  sospensione  di cinque minuti, la Presidenza sarà  ben  lieta  di
  concederla.

    DE BENEDICTIS . Le chiedo cinque minuti per una valutazione  su
  questa possibilità.
    TURANO  presidente della Commissione. Accantoniamolo.

    PRESIDENTE    Non  si  può  accantonare  perché  è   aggiuntivo
  all'articolo 3 e si deve andare avanti.
   Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per cinque minuti.

   (La seduta,  sospesa alle ore 13.48, è ripresa alle ore  13.58)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


                               Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in congedo per la seduta  odierna
  gli onorevoli Rizzotto, Gennuso e Culicchia.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


      Riprende la discussione del disegno di legge numero 668/A

    DE BENEDICTIS .  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DE  BENEDICTIS .  Signor Presidente, confermo  il  mantenimento
  dell'emendamento.

    PRESIDENTE    Pongo   in  votazione  il  subemendamento   della
  Commissione all'emendamento A13. Il parere del Governo?

    BENINATI    assessore  per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca.  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Comunico  che  è  stato  presentato dalla Commissione  un  nuovo
  subemendamento all'emendamento A13, che così recita:  «Sostituire
  la  parola   sentito  con  previo  relativamente al parere  della
  Commissione legislativa competente».
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    BENINATI    assessore  per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca.  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento A.13,  a firma dell'onorevole
  De Benedictis, nel testo risultante.

    CRACOLICI   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.
    (Alla   richiesta   si   associano  gli  onorevoli   Apprendi,
  Barbagallo,  De  Benedicitis, Gucciardi  La  Manna,  Mattarella,
  Rinaldi e Villari)

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento A13

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la  votazione   per   scrutinio   segreto
  dell'emendamento A13.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  45
   Maggioranza         23
   Favorevoli          18
   Contrari            27

                    (L'Assemblea non è  approva)

   Si passa all'articolo 4.  Ne do lettura:

                            «Articolo 4.

   1.  All'articolo 172, comma 2, della legge regionale 23 dicembre
  2000,  n.  32,  come  sostituito  dall'articolo  10  della  legge
  regionale 30 ottobre 2002, n. 16, ed integrato dall'articolo  63,
  comma  15,  della  legge regionale 23 dicembre 2002,  n.  23,  le
  parole   I  commissari  straordinari  rimangono  in  carica  sino
  all'insediamento   dei   consigli   di   amministrazione'    sono
  soppresse.»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                             «Articolo 5

   1. All'articolo  9, comma 1, della legge regionale 15  settembre
      2005, n. 10, le parole  di concerto con l'assessore regionale per
      il turismo, le comunicazioni ed i trasporti', sono soppresse».

   Lo pongo in votazione.

    CRACOLICI  Chiedo la verifica del numero legale.

        (Alla   richiesta   si  associano  gli  onorevoli   dagli
      onorevoli Barbagallo, Gucciardi, La Manna e   Mattarella)

                     Verifica del numero legale

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento, invito gli onorevoli deputati a registrare  la  loro
  presenza con la scheda di votazione.
   Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la verifica.

                      Risultato della verifica

    PRESIDENTE  Proclamo l'esito della verifica del numero  legale:
  presenti 41.
   L'Assemblea è in numero legale.
   Pongo  in votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                             «Articolo 6

   1.  All'articolo 147 della legge regionale 23 dicembre 2000,  n.
  32, sono apportate le seguenti modifiche:

   a) le lettere d), g), n), q), t), u), v), sono soppresse;

   b) la lettera f), viene così sostituita:
    f)  due rappresentanti designati dal Consiglio Nazionale  delle
  ricerche (CNR), operanti in Sicilia';
   c)  alla  lettera  m),  le parole  quattro rappresentanti'  sono
  sostituite con le seguenti  sei rappresentanti';

   d) la lettera o), viene così sostituita:

    o) due rappresentanti delle imprese di pesca';

   e)  alla  lettera  r),  la parola  sette' è  sostituita  con  la
  parola   sei'  e vengono cassate le parole da  uno docente'  sino
  alle parole  pesca ed'».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dall'onorevole Cascio: 6.1;
   dagli  onorevoli  Di Benedetto, Villari, Di Guardo,  Zappulla  e
  Panarello: 6.2;
   dal Governo: 6.3.

   Si passa all'emendamento 6.2.

    BENINATI    assessore  per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato  e  la pesca. Chiedo scusa, signor  Presidente,  si
  parla  di  sopprimere la lettera c)? Perché se così fosse  faccio
  presente  che  ho formulato un emendamento proprio sull'argomento
  che   supera  questo  problema  per  cui   i  sei  rappresentanti
  ritornano ad essere cinque, quindi questo emendamento decade.

    PRESIDENTE  Onorevole Assessore, chiedo il parere  del  Governo
  sull'emendamento 6.2 che recita:  All'articolo  6  sopprimere  la
  lettera c) .

    BENINATI    assessore  per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Contrario.

    PRESIDENTE  L'emendamento 6.3 decade nel momento in  cui  viene
  approvato   l'emendamento  6.2.   E'  esattamente  al  contrario,
  onorevole Assessore.

    BENINATI    assessore  per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato  e  la pesca. Signor Presidente, ribadisco  che  il
  Governo  è  contrario a questo emendamento. Vi è un  emendamento,
  presentato   dal   Governo,   che  diminuisce   il   numero   dei
  rappresentanti da cinque a sei, superando questo problema.

    DI BENEDETTO . Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DI  BENEDETTO . Signor Presidente, la finalità dell'emendamento
  6.2   è  quella di ridurre il numero dei componenti.  Considerato
  che  è stato presentato dal Governo un emendamento che lo riduce,
  dichiaro di ritirare l'emendamento.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 6.3, a firma del Governo. Lo pongo  in
  votazione. Il parere della Commissione?

    TURANO  presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

   (E' approvato)

   Si   passa  all'emendamento 6.1, a firma dell'onorevole  Cascio.
  Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    TURANO  presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?
    BENINATI    assessore  per  la  Cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

   (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 6, nel testo risultante.   Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

   (E' approvato)

    TURANO  presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    TURANO    presidente  della  Commissione.  Signor   Presidente,
  onorevoli   colleghi,  vorrei,  se  possibile   -   non   conosco
  l'intendimento   della  Presidenza  circa  l'ammissibilità  degli
  emendamenti -  prospettare all'Aula un argomento molto importante
  ed ho scritto anche un promemoria per evitare di sbagliare.
   Ho  presentato,  insieme   all'onorevole  Gianni,  l'emendamento
  A.14   che   non  aggiunge  nulla  rispetto  alla  programmazione
  precedente,   tranne  che  sono  cambiate   le   modalità   della
  programmazione precedente.
   Faccio  un  esempio per tutti: in precedenza,  vigeva  una  sola
  autorità  di gestione; il nuovo POR 2007-2013, onorevole  Fleres,
  prevede quattro autorità di gestione. Come ricorderete,   con  il
  vecchio   complemento  di  programmazione  erano  previsti    due
  passaggi: l'approvazione da parte della Giunta del POR Sicilia  -
  previo parere delle Commissioni - e l'approvazione da parte della
  Giunta   del  Complemento  di  programmazione,  cui  seguiva   la
  comunicazione all'Assemblea regionale siciliana.
   Oggi,  i regolamenti comunitari non prevedono più il Complemento
  di programmazione ed individuano uno strumento attuativo, cioè il
  Programma  operativo,   un  piano  elaborato  dalle  autorità  di
  gestione regionali ed approvato dal Comitato di sorveglianza.
   Onorevoli  colleghi,  chiedo  la  vostra  attenzione  su  questo
  punto.  La  Commissione  da me presieduta  si  è  preoccupata  di
  chiamare  il Dirigente della programmazione dei quattro programmi
  operativi.  Tre  programmi,  ancora, non  sono  stati  approvati;
  l'unico  programma  approvato è quello gestito  dalla  dottoressa
  Palocci.  Si tratta di un programma che contiene 6,5 miliardi  di
  euro,  appostati in una serie di assi che vengono gestiti con  il
  programma attuativo. Non è previsto, nel Regolamento CE,  che  il
  programma    attuativo   venga   comunicato   all'Assemblea    e,
  addirittura, non  è previsto che venga approvato con delibera  di
  Giunta.
   Per  essere  chiari,  il programma attuativo del  FESR  -  Fondo
  Europeo di Sviluppo Regionale - che ieri ho avuto l'occasione  di
  apprezzare  in Commissione e che ha una dote finanziaria  di  6,5
  miliardi di euro, non viene approvato dall'Assemblea e non  viene
  approvato  dalla  Giunta di Governo. Non c'è un  passaggio  nella
  Commissione  di  merito  e non c'è un passaggio  nella  Giunta  e
  ritengo   opportuno che un organo elettivo come il nostro  venga,
  invece, informato.
   Non  credo   sia  bello affidare i destini  di  una  somma  così
  cospicua alla solerzia e alla capacità di un funzionario che  può
  liberamente decidere cosa fare.
   Signor  Presidente,  ad  esempio,  ieri  ho  chiesto  copia  del
  Programma.  Per  una  questione di scrupolo di  coscienza  e  per
  completezza,   nonostante la divisione della maggioranza,  voglio
  completare il mio ragionamento.
   Signor  Presidente, l'Asse 3 è interamente riferito  al  settore
  dei  beni culturali. Vorrei che l'assessore Leanza - che  oggi  è
  presente in Aula - mi spiegasse cosa  intende fare e se  è  nelle
  condizioni di farlo perché, con puntualità -  cito un  esempio  -
  la  misura  3.12  prevede  potenziale  della  filiera  produttiva
  connessa  al  patrimonio  e  al  patrimonio  culturale,  sostiene
  percorsi di gestione innovative e delle risorse culturali. Non si
  comprende il destinatario né quando e come verrà attuato.
   Assessore  Lenza, come lei sa, l'obiettivo è questo. Vorrei  che
  fosse  chiaro  e  che l'Assemblea regionale e la Giunta  avessero
  cognizione  e  dessero  un  parere, innanzitutto,  dei  Programmi
  operativi, affinché possano, poi, legittimamente, non solo capire
  ma fornire degli indirizzi.

    D'ASERO . Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    D'ASERO . Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  mi  permetto
  di   intervenire   sull'emendamento  presentato   relativo   alla
  problematica   della  sanatoria  e,  quindi,   dei   vincoli   di
  inedificabilità assoluta e relativa.
   Visto    che    la    Presidenza   ha   ritenuto   improponibile
  l'emendamento, vorrei informare che ho presentato un  ordine  del
  giorno  per l'emergenza che si è venuta a determinare e visto che
  i  sindaci,  sostanzialmente, hanno  una  definitiva  difficoltà,
  considerato  che   non  possono  operare,  dal  punto  di   vista
  amministrativo e dal punto di vista urbanistico  -  anche  se  si
  viene  a  determinare una situazione di fatto -  sui  vincoli  e,
  quindi,  sulla  capacità che dal punto di vista  urbanistico  gli
  Enti locali e i Comuni procedano per stabilire qual è la parte di
  inedificabilità   assoluta  e  quale  quella  di  inedificabilità
  relativa circa le deroghe consentite dalla normativa nazionale.
   Anche   l'Assemblea  regionale  dovrebbe,   in   questo   senso,
  pronunciarsi  per determinare un orientamento certo  e  definito.
  Nelle  more che ciò avvenga, almeno, valutiamo questo ordine  del
  giorno che impegna il Governo

    PRESIDENTE  Lo  presenti, onorevole D'Asero.

    D'ASERO .  L'ho  già  presentato ieri,  signor  Presidente.  Su
  questo   ordine  del  giorno,  ritengo  che  almeno  ci  sia  una
  possibilità  di impegno da parte del Governo perché,  oltre  agli
  aspetti  amministrativi  e urbanistici,  vi  è  un  problema  che
  riguarda anche l'aspetto finanziario e dei bilanci.
   Chi  ha presentato una domanda per avvalersi delle sanatorie  ha
  versato,  in  via  anticipata, un acconto  che  diventa  voce  di
  entrata  di  previsione  del  bilancio  e  dei  comuni  che,  non
  determinandosi,  nel  momento  successivo  ai   pagamenti,  fanno
  scaturire  una situazione di reale difficoltà finanziaria.
   Pare,  fra l'altro, che i  sindaci siano in  stato di agitazione
  e  abbiano  convocato,  per la  giornata di domani,  un'Assemblea
  anche   ad Acireale. Ritengo che,  in questo senso, l'ordine  del
  giorno vada proposto.
   Invito  l'Aula  a  pronunciarsi in questo  senso;  in  tal  modo
  daremmo   una  risposta  a  queste  preoccupazioni  dei  sindaci,
  attraverso  un  ordine  del  giorno  che  impegna  il  Governo  a
  procedere  e, successivamente, anche a determinare una  normativa
  in tal senso.

    PRESIDENTE  Onorevole D'Asero, lei ha fatto riferimento ad  una
  dichiarazione  di inammissibilità da parte della  Presidenza  ma,
  ancora,  la Presidenza non aveva dichiarato inammissibile  nessun
  emendamento.  La sua onestà  intellettuale le fa comprendere  che
  l'emendamento  da  lei  presentato  non è  ammissibile  perché  è
  materia completamente estranea.
   La  Presidenza non può che ribadire quanto già fatto in tutte le
  altre occasioni : tutti gli emendamenti che non sono attinenti al
  testo  saranno  dichiarati inammissibili. Adesso  li  esamineremo
  singolarmente  e,  ovviamente, l'onorevole D'Asero,  sapendo  che
  quello a sua firma non è  inammissibile, presenterà un ordine del
  giorno.

    LEANZA  NICOLA , Vicepresidente della Regione.  Chiedo
  di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LEANZA   NICOLA ,   Vicepresidente   della   Regione.    Signor
  Presidente,   onorevoli  colleghi,  intervengo   per  rassicurare
  l'onorevole  D'Asero, precisando che è già stato  presentato,  in
  Giunta  di  Governo, un disegno di  legge che, in  qualche  modo,
  accoglie  l'emendamento presentato perchè,  di  fatto,  sana  una
  situazione  che ha davvero dell'incredibile. E'  già  al   vaglio
  dell'Ufficio   legislativo  e,  nei  prossimi  giorni,   dovrebbe
  arrivare in Parlamento.

    PRESIDENTE   Comunico  che  sono stati  presentati  i  seguenti
  emendamenti aggiuntivi:

      dagli onorevoli Cracolici e altri: A 1;
      dall'onorevole Cimino: A 2, A 3;
      dal Governo: A 5 e A 6;
      dall'onorevole D'Asaro: A 4;
      dall'onorevole Ardizzone: A 7,
      dall'onorevole Falzone: A 8;
      dall'onorevole Caputo: A 9;
      dall'onorevole Savona: A 10;
      dagli onorevoli Turano e Gianni: A 14,
      dall'onorevole Gianni: A 15 e A 16.

   Si  passa all'emendamento A1, a firma di tutti i Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari, onorevoli Cracolici, Dina, Ballistreri,  De
  Luca, Cascio, Di Mauro, Formica e Caputo.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    BENINATI    assessore  per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    TURANO  presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Dichiaro inammissibili gli emendamenti A2 e A6.
   Pongo  congiuntamente  in votazione gli emendamenti A3 e A5,  di
  identico contenuto.
   Il parere del Governo?

    BENINATI    assessore  per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    TURANO  presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                          (Sono  approvati)

   Dichiaro inammissibili gli emendamenti A4, A7 e A8.
   Si  passa all'emendamento A9. Su questo emendamento che è  stato
  presentato  già nel disegno di legge relativo ai  catalogatori  e
  che  ha avuto  il parere favorevole dalla Commissione  Bilancio ,
  vorrei chiedere l'attenzione dell'Aula. Considerato che  è  stato
  già  approvato  dalla  Commissione   Bilancio ,  se  non  sorgono
  osservazioni,  potrebbe essere  inserito anche in questo  disegno
  di legge.
   Ricordo  che  all'emendamento A9 è stata già data  la  copertura
  finanziaria   in   Commissione    Bilancio .   Se   non   sorgono
  osservazioni, lo  pongo in votazione. Il parere del Governo?

    BENINATI    assessore  per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    TURANO  presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi  è  favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Dichiaro inammissibili gli emendamenti A10, A14, A15  e
  A16.

    TURANO    presidente  della  Commissione.  Chiedo   di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    TURANO  presidente della Commissione.  Signor Presidente,   ha
  appena  dichiarato ammissibile l'emendamento A1 che riguarda  la
  rendicontazione del POR 2000/2006.

    PRESIDENTE  Onorevole Turano,  è firmato da tutti i Presidenti
  dei Gruppi parlamentari.
   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                             «Articolo 7

   1.       La  presente  legge  sarà pubblicata  nella  Gazzetta
  ufficiale della Regione siciliana.

   2. E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
      osservare come legge della Regione».
   Lo  pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto.
  Chi è contrario si alzi.

                                    (E' approvato)


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   Comunico  che  sono  stati  presentati  i  seguenti  ordini  del
  giorno:

   n.  187   Misure per la stabilizzazione del personale stagionale
  e  dell'ESA ,  a  firma  degli onorevoli  Cascio,  Dina,  Caputo,
  Savona,  Cantafia,  Ballistreri,  Oddo,  Savarino,  Mattarella  e
  Cappadona;
     n.  188   Misure per il recepimento della parte economica  del
  contratto  collettivo dei lavoratori forestali ,  a  firma  degli
  onorevoli   Villari,  Cracolici,  Oddo  Camillo,  Apprendi,    De
  Benedictis, Termine, Panepinto, Speziale, Panarello e Zago;
   n.   189    Misure  per  la  definizione  della   casistica   di
  inedificabilità  assoluta e relativa , a  firma  degli  onorevoli
  D'Asaro,  Cascio,  Dina, Caputo,  Cantafia,  Di  Mauro,  Villari,
  Leanza Edoardo e Ballistereri;
   n.  190   Iniziative a favore della pace e  del  dialogo  tra  i
  popoli ,  a  firma degli onorevoli Caputo, Cracolici, Barbagallo,
  Cascio, Dina, Cantafia;
   n.  191   Iniziative  al  fine  di bloccare  le  stragi  nell'ex
  Birmania , degli onorevoli Fleres, Cimino e Confalone .

   Gli  ordini  del  giorno  testè  annunziati  saranno  posti   in
  votazione prima della  votazione finale del disegno di legge.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è sospesa e riprenderà  alle  ore
  17.00.

       (La seduta, sospesa alle ore 14.21, è ripresa alle ore
                               17.43)

                 Presidenza del Presidente Miccichè

    PRESIDENTE  La seduta è ripresa.
   Onorevoli  colleghi, convoco immediatamente  la  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari per una breve consultazione.
   La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 18.00.

       (La seduta, sospesa alle ore 17.45, è ripresa alle ore
                               18.12)

   La seduta è ripresa.
   Onorevoli  colleghi, poichè mi sembra di capire che non  c'è  il
  numero legale, credo  sia inutile andare avanti, in più manca  il
  Governo e pertanto non  potremmo discutere nemmeno gli ordini del
  giorno, tranne uno che non  impegna il Governo.
   La  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi
  durante  la sospensione della seduta, ha modificato il calendario
  dei   lavori  ed  ha  stabilito  all'unanimità  che  la  sessione
  straordinaria è prorogata fino al 30 ottobre 2007, giorno in  cui
  l'Aula è riconvocata con lo stesso ordine del giorno previsto per
  oggi.
   Per   quanto  riguarda  gli  ordini  del  giorno,  anche  questi
  verranno tutti esaminati in quella seduta, tranne uno,  il numero
  190,  a firma di tutti i presidenti dei Gruppi parlamentari,  che
  non impegna il Governo e che possiamo definire oggi.

    STANCANELLI    Signor  Presidente, chiedo  di  apporre  la  mia
  firma all'ordine del giorno n. 190.
        GIANNI   Signor Presidente, chiedo di apporre la mia  firma
  all'ordine del giorno n. 190.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Do  lettura dell'ordine del giorno n. 190 «Iniziative  a  favore
  della pace e del dialogo fra i popoli»:

   «Premesso che:

   il   principale   ruolo   delle   Istituzioni   democratiche   e
  costituzionali  è  la  promozione e la  difesa  della  pace  come
  condizione sostanziale della vita e del futuro di ogni cittadino;

   ad  oggi  in tutto il mondo sussistono conflitti armati,  spesso
  derivanti  da fondamentalismi religiosi e che negli  stessi  sono
  coinvolti milioni di civili e di bambini;

   l'accesso   alla  conoscenza,  alla  formazione,  alle   risorse
  naturali  e  ad una vita felice deve essere garantito  attraverso
  una politica attenta a tutte le identità culturali e religiose;

   il  Mediterraneo  è l'area di prossimità maggiormente  coinvolta
  in  conflitti  di origine etnico-religioso e la Sicilia,  per  la
  privilegiata  posizione geografica, per la propria  cultura,  per
  essere  stata  testimone  come  Terra  di  Mezzo'  di  molteplici
  presenze etniche e religiose, deve sempre trasmettere alle  nuove
  generazioni un messaggio di pacifica convivenza tra le genti e di
  autentico rispetto di tutte le culture,

                            a u s p i c a

   che  il  Parlamento  siciliano si faccia  interprete  presso  le
  Autorità  nazionali  e nella comunità diplomatica  internazionale
  dell'appello di pace a cessare il fuoco ovunque, di modo  che  il
  messaggio di non violenza e di dialogo possa essere recepito  dai
  popoli che ad oggi vivono in una condizione di sofferenza causata
  dalle guerre».

    FLERES  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES   Signor Presidente, ovviamente non si  può  che  essere
  d'accordo  su  questo  ordine  del  giorno.  Desidero  richiamare
  l'attenzione  della  Presidenza su un ordine  del  giorno  a  mia
  firma,  il  n.191,  riguardante la  Birmania  e  che  ha  analogo
  contenuto. Quindi, per un fatto di omogeneità, chiedo di  votarlo
  stasera insieme al n. 190.

    PRESIDENTE    Onorevole   Fleres,   avevamo   già   preso    in
  considerazione quanto da lei ora chiesto,  ma l'ordine del giorno
  n.  191  impegna il Presidente della Regione. Poiché non  c'è  la
  presenza  del Governo, le chiedo scusa, mi avrebbe fatto  piacere
  poterlo votare subito, ma siamo stati costretti a rinviarlo  alla
  prossima volta.
   Pongo  in votazione l'ordine del giorno n. 190. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Onorevoli   colleghi,  per  quanto  riguarda  la  modifica   del
  calendario  dei lavori, l'Assemblea prende atto che  la  sessione
  straordinaria continuerà fino al giorno 30 ottobre.


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


                       Sull'ordine dei lavori

    TURANO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    TURANO    Signor  Presidente,  stiamo  creando  un   precedente
  pericoloso:  la Presidenza di turno decide e si dà delle  regole,
  poi  decide  di  disattenderle  senza  dare  la  possibilità   di
  replicare. Se un emendamento è a mia firma, ha una valenza, se  è
  a  firma  del Capogruppo, ha un'altra valenza. Questo è un  fatto
  politico,  non è un fatto regolamentare. Io ho voluto  registrare
  questo. L'Assemblea approva, non l'Assemblea prende atto,  perché
  diversamente costituiamo un precedente pericoloso.

    PRESIDENTE   Ripeto,  però, onorevole Turano  che  non  abbiamo
  fatto  votare questo ordine del giorno non  perché è firmato  dai
  Capigruppo  ma perché è l'unico che non impegna il  Governo,  che
  non è presente; gli altri impegnano il Governo.
   Onorevoli  colleghi, vorrei richiamare la vostra  attenzione  su
  un  altro  argomento. Come sapete l'Assemblea dovrebbe  designare
  cinque  componenti della Commissione per la trasparenza che,  per
  disguidi vari, non sono stati ancora nominati.
   Poiché   tra   poco  inizierà  la  sessione  di  bilancio   che,
  ovviamente, finirà alla fine dell'anno e quindi c'è   il  rischio
  che  la  nomina dei suddetti cinque componenti slitti al prossimo
  anno,  avendo sentito i Capigruppo, la Presidenza della  Regione,
  la  Presidenza  della  Commissione per la  trasparenza,  mi  sono
  assunto  una  responsabilità, di cui però vorrei che  l'Assemblea
  prendesse  atto,  cioè  quella di avere nominato  io  stesso,  in
  proroga, l'unico deputato oggi ancora deputato tra questi banchi,
  l'onorevole  Panarello,  (anche l'onorevole Leanza  faceva  parte
  della precedente Commissione per la trasparenza, ma è assessore).
  Preciso  che  l'ho nominato in proroga limitatamente  al  periodo
  necessario   alla  votazione  e comunicazione  dei  deputati  che
  invece saranno scelti dall'Assemblea.
   Questo  è stato necessario - e vi prego di comprendermi - perché
  basta  un  nome  in più, un commissario in più per  garantire  il
  numero  legale  minimo  di  quella  Commissione  affinché   possa
  riunirsi  a  partire  da domani. Dunque, se  se  ho  ritenuto  di
  procedere  in  questo  senso   l'ho fatto  soltanto  per  rendere
  operativa la Commissione per la trasparenza, ma ciò non significa
  che  non  si  debbano  designare i cinque  componenti  effettivi.
  Pertanto, non sorgendo osservazioni, l'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a martedì  30  ottobre
  2007, alle ore 17.00,  in sessione straordinaria, con il seguente
  ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


       -  DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
      1)   -   Modifiche e integrazioni alla legge regionale 22
         dicembre 1999, n. 28, in materia di disciplina del commercio,
         alla legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 ed alla legge
         regionale 15 settembre 2005, n. 10.  (668/A) (Seguito)

      2)  -   Modifiche e integrazioni alla legge regionale 9 ottobre
         1998, n. 26, sulla tutela delle minoranze linguistiche nella
         Regione  (664)

                  La seduta è tolta alle ore 18.20

  Licenziato dal Servizio Resoconti  alle ore 12.20 del 26 ottobre
                                2007
                    (a causa di problemi tecnici)

                       DAL SERVIZIO RESOCONTI
                            Il Direttore
                        Dott. Eugenio Consoli

                              ALLEGATO:

            EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA

  DISEGNO  DI  LEGGE N. 668/A  MODIFICHE E INTEGRAZIONI ALLA  LEGGE
  REGIONALE  22 DICEMBRE 1999, N. 28, IN MATERIA DI DISCIPLINA  DEL
  COMMERCIO, ALLA LEGGE REGIONALE 23 DICEMBRE 2000, N. 32  ED  ALLA
  LEGGE REGIONALE 15 SETTEMBRE 2005, N. 10.

    -All'articolo 1:

   Emendamento 1.1:

  All'articolo 1, comma 1, lettera a) dopo le parole   non  inizi
  l'attività  di  una media struttura di vendita entro  un  anno
  aggiungere  o entro due anni se la media struttura è  di  nuova
  costruzione   e sostituire le parole   il predetto  termine  di
  tre  anni  è incrementato di ulteriori due anni  con le  parole
   il predetto termine di tre anni è incrementato di un ulteriore
  anno.

    -All'articolo 6:

   Emendamento 6.3:

  Al   comma   1,   lettera   c)  sostituire   le   parole    sei
  rappresentanti' con le parole  cinque rappresentanti'.

   Emendamento 6.1:

  Sopprimere la lettera  e)

            EMENDAMENTI  AGGIUNTIVI  DOPO  L'ARTICOLO  6

   Emendamento A.1:

     Art   -   Provvedimenti  inerenti la  rendicontazione  delle
  misure  del  POR/FSE  2000/2006'  -  Al  fine  di  definire  le
  procedure  di chiusura delle iniziative realizzate  nell'ambito
  degli  interventi  finanziari  dal  POR  Sicilia  2000-2006   i
  dipartimenti  regionali e gli uffici equiparati titolari  delle
  misure del fondo sociale europeo sono autorizzati a liquidare e
  pagare   le   spese   discendenti  dalle  predette   iniziative
  utilizzando le dichiarazioni, redatte ai sensi dell'articolo 47
  del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, rilasciate dai beneficiari
  del  finanziamento ed asseverate da una professionista  di  cui
  all'articolo  1  della  legge 11  gennaio  1979,  n.  12.  Tali
  attestazioni costituiscono quantificazione delle certificazioni
  di  spesa  dei  finanziamenti ricevuti e sono  assoggettate  ai
  controlli  a  campione in conformità alle vigenti  disposizioni
  comunitarie .

   Emendamenti A.3 e A5 (identico contenuto):

   Art  - L'articolo 6, comma 4, della legge regionale 30 gennaio
  2006,  n.  1  e  successive modifiche ed  integrazioni  non  si
  applica   alle   attività  dell'Assessorato   regionale   della
  cooperazione, del commercio, dell'artigianato e della pesca .

   Emendamento A.9:

     Art   -  1.  Le somme impegnate a valere sui fondi  previsti
  dalla  legge  regionale 6 marzo 1976, n. 24  ed  eliminate  dal
  bilancio per perenzione amministrativa, a fronte delle quali  a
  seguito  di rendicontazione finale non sussistono obbligazioni,
  sono   iscritte  in  bilancio,  su  richiesta  del   competente
  Dipartimento   Formazione  professionale,  in  apposito   fondo
  istituito nella Rubrica Bilancio e Tesoro per essere destinate,
  con  decreto del Ragioniere generale della Regione, su proposta
  dell'Assessore  regionale  per il Lavoro,  l'Emigrazione  e  la
  Formazione Professionale, alle medesime finalità previste dalla
  legge regionale 6 marzo 1976, n. 24 e ad interventi finalizzati
  all'occupazione sulla base della vigente legislazione regionale
  ivi  comprese  le  finalità previste dal  Fondo  unico  per  il
  precariato.

   2.  Le  eventuali  somme già versate in  favore  degli  enti  di
  formazione  che  a seguito di rendicontazione finale  di  cui  al
  precedente comma non sono più dovute agli stessi, sono versate in
  entrata  del  bilancio della Regione entro  trenta  giorni  dalla
  comunicazione del competente Dipartimento per essere destinate al
  fondo di cui al comma 1.