Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
FLERES segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta numero 91 del 24 ottobre 2007 che, non sorgendo
osservazioni, si intende approvato.
Congedi
PRESIDENTE Comunico che gli onorevoli Panarello, Leontini,
Pagano sono in congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento interno,
do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero aver
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante
procedimento elettronico.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Seguito della discussione del disegno di legge numero 668/A «
Modifiche e integrazioni alla legge regionale 22 dicembre 1999,
n. 28, in materia di disciplina del commercio, alla legge
regionale 23 dicembre 2000, n. 32 ed alla legge regionale 15
settembre 2005, n. 10»
PRESIDENTE Si passa al punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito dell'esame del disegno di legge
numero 668/A «Modifiche e integrazioni alla legge regionale 22
dicembre 1999, n. 28, in materia di disciplina del commercio,
alla legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 ed alla legge
regionale 15 settembre 2005, n. 10».
Invito i componenti la III Commissione a prendere posto al
banco delle Commissioni.
Ricordo che nella seduta precedente era stato approvato il
passaggio all'esame degli articoli.
CRACOLICI Chiedo una sospensione della seduta in attesa della
distribuzione degli emendamenti.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, in attesa che venga
distribuita in Aula copia degli emendamenti, il cui termine per
la presentazione era stato fissato alle ore 9.30 di questa
mattina, su richiesta dell'onorevole Cracolici, sospendo la
seduta per cinque minuti ed avverto che la stessa riprenderà alle
ore 11.45.
(La seduta, sospesa alle ore 11.38, è ripresa alle ore 11.45)
La seduta è ripresa.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
numero 668/A
PRESIDENTE Si passa all'esame dell'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1
1. La lettera a) del comma 4 dell'articolo 22 della legge
regionale 22 dicembre 1999, n. 28, come integrato dal comma 6
dell'articolo 7 della legge regionale 22 dicembre 2005, n. 20, è
così modificata:
a) non inizi l'attività di una media struttura di vendita
entro un anno dalla data del rilascio o entro tre anni decorrenti
dalla data della deliberazione conclusiva della conferenza di
servizi di cui al comma 3 dell'articolo 9, cui compete la previa
valutazione delle richieste di proroga se trattasi di una grande
struttura di vendita, salvo proroga in caso di comprovata
necessità dipendente da fatti non imputabili all'impresa, che nel
caso di istanze riguardanti una grande struttura di vendita sono
sottoposte al vincolante parere della predetta conferenza di
servizi; limitatamente alle aree commerciali integrate siccome
definite dall'articolo 4, comma 4, dell'Allegato 1 del decreto
del Presidente della Regione 11 luglio 2000, il predetto termine
di tre anni è incrementato di ulteriori due anni. Per le
autorizzazioni rilasciate antecedentemente alla legge regionale
22 dicembre 2005, n. 20, ivi comprese quelle per le quali è in
corso il procedimento di proroga, i superiori termini di
decadenza si applicano dalla data del rilascio».
Comunico che all'articolo 1 sono stati presentati
dall'onorevole De Benedictis i seguenti emendamenti:
emendamento 1.1:
«All'articolo 1, comma 1, lettera a) dopo le parole non inizi
l'attività di una media struttura di vendita entro un anno
aggiungere o entro due anni se la media struttura è di nuova
costruzione e sostituire le parole il predetto termine di tre
anni è incrementato di ulteriori due anni con le parole il
predetto termine di tre anni è incrementato di un ulteriore
anno »;
emendamento 1.2:
«All'articolo 1, comma 1, lettera a) sostituire le parole il
predetto termine di tre anni è incrementato di ulteriori due
anni con le parole il predetto termine di tre anni è
incrementato di un ulteriore anno ».
Si passa all'esame dell'emendamento 1.1.
DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare per illustrare gli
emendamenti.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS . Signor Presidente, onorevoli colleghi,
vorrei illustrare separatamente gli emendamenti.
Per quanto riguarda l'emendamento 1.1, secondo il regime
attuale, le medie strutture di vendita debbono iniziare
l'attività entro un anno dall'autorizzazione comunale, ma
l'emendamento 1.1 propone di incrementare questo termine di un
ulteriore anno, portandolo a due, in considerazione del fatto che
l'emendamento 1.1 si compone di due parti. La prima parte è
contenuta anche nell'emendamento 1.2 e, sostanzialmente, propone
di elevare a due anni il termine entro il quale deve essere
avviata l'attività di una media struttura di vendita - che
possiamo assimilare ad un supermercato - entro il termine che
decorre dal momento del rilascio dell'autorizzazione comunale.
Per quanto riguarda, invece, le aree commerciali integrate,
vorrei rappresentare all'Aula quanto segue. Abbiamo una normativa
che disciplina i tempi per le medie e per le grandi strutture di
vendita.
L'area commerciale integrata è un parco in cui sono presenti
medie e grandi strutture di vendita. Non rappresenta, quindi,
un'entità autonoma a se stante.
La legge, attualmente, riconduce i tempi per la realizzazione
dell'area commerciale integrata a quelli per la realizzazione
delle medie e grandi strutture di vendita che vi insistono.
Trovo sia giusto, infatti, mantenere questo parametro e non
considerarla una cosa a parte, naturalmente, valutando il fatto
che ha un maggiore impegno complessivo.
Per questa ragione, credo che incrementare e portare il tempo
per l'inizio dell'attività nell'area commerciale integrata a
quattro anni sia più che sufficiente.
Intanto, c'è una equiparazione a quanto la normativa
urbanistica prevede perché, dal momento dell'espressione del
parere favorevole da parte della Conferenza dei servizi, decorre
un primo anno che serve per munirsi di tutti i pareri
eventualmente necessari e della concessione edilizia e i tre anni
che oggi decorrono, per qualunque costruzione, per realizzare e
finire l'opera.
D'altra parte, non si comprenderebbe un tempo maggiore e faccio
un'analogia: se, oggi, abbiamo quattro anni di tempo per la
realizzazione di una qualunque costruzione edilizia di una villa,
se la villa insiste in un piano di lottizzazione che prevede la
realizzazione di trenta ville, non ampliamo quel termine; quel
termine rimane uguale di quattro anni per il complesso degli
edifici che vi sono previsti.
Ecco perché trovo infondato aumentare questo termine, in
considerazione del fatto che l'area commerciale integrata non è
un'entità, una struttura a se stante, un terzo tipo di struttura,
ma è la somma di strutture di media e grande dimensione. Per cui
appare, ripeto, una forzatura immotivata, sia dal punto di vista
della disciplina commerciale che dal punto di vista della
disciplina urbanistica.
E, comunque, elevando, questo termine a quattro anni
incrementiamo, raddoppiamo gli attuali termini vigenti e mi
sembra che concediamo un'agevolazione più che utile a quanti ne
dovessero avere bisogno.
FLERES Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
intervenire a sostegno dell'attuale formulazione dell'articolo 1
per un motivo molto semplice.
Questa legge, in particolare questa parte della legge,
scaturisce da una sperimentazione negativa dei tempi della
Pubblica Amministrazione.
Quello che sta accadendo in Sicilia e che solo marginalmente,
rispetto a questo tema, è riferito nel disegno di legge di cui ci
stiamo occupando è un fenomeno molto più vasto e riguarda, più
complessivamente, la farraginosità e la lentezza delle procedure
burocratiche che considerano diversi aspetti
dell'amministrazione.
La verità è che questo Parlamento dovrebbe, a breve, affrontare
una legge di riordino organico delle procedure,
responsabilizzando maggiormente i cittadini, gli interlocutori
della Pubblica Amministrazione, i professionisti, i tecnici, le
imprese e limitando l'intervento dell'amministrazione al
controllo, relativamente ai diversi atti.
Questo determinerebbe un impulso ed un'accelerazione notevole a
tutti i procedimenti che in qualche modo vedono coinvolta la
Pubblica Amministrazione o come ente che autorizza o come ente
che vigila.
Ma in attesa che ciò accada - e speriamo presto - dobbiamo
accontentarci di affrontare gli argomenti caso per caso, settore
per settore.
Nonostante, in linea di principio, io possa condividere le
osservazioni fatte poc'anzi dall'onorevole De Benedictis e
nonostante, in linea di principio, in una realtà ottimale sia
assolutamente fondata la sua argomentazione, non possiamo
disconoscere il fatto che questa legge affronta una realtà non
ottimale e si contrappone e tenta di risolvere problematiche che
nascono proprio perché la realtà nella quale operiamo non è
quella ottimale, non è quella che rispecchia i tempi e le
procedure che sono state indicate dalle leggi e dai regolamenti.
Non c'è dubbio che stiamo applicando un correttivo ad una
condizione che, oggettivamente, ha determinato ritardi che hanno
impedito agli investitori privati di realizzare i loro obiettivi.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche se, sul piano
squisitamente teorico, sarei d'accordo con le osservazioni
dell'onorevole De Benedictis, in concreto, poiché la logica e la
ratio di questa legge è quella di superare i vincoli di tempo che
abbiamo visto essere incongrui rispetto agli obiettivi da
raggiungere, intervengo a favore dell'attuale formulazione
dell'articolo 1 che, invece, tiene conto di questi aspetti, delle
difficoltà che sono state incontrate e le affronta empiricamente,
così come empiricamente sono state dimostrate le lentezze che
hanno impedito a numerose imprese di avviare la loro attività,
non per loro responsabilità, bensì per quella delle disposizioni
che determinano procedure rivelatesi, dal punto di vista dei
tempi, assolutamente incongrue.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 1.1, a firma
dell'onorevole De Benedictis.
Il parere del Governo?
BENINATI assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
vorrei chiarire che i contenuti dell'emendamento potrebbero
essere condivisibili, fermo restando che sia anche giusto
l'articolato, così come formulato.
Forse il problema non è stato ben chiarito.
Il termine dell'autorizzazione che dà la Conferenza dei
servizi, non coincide con il rilascio della concessione edilizia
che, generalmente, avviene dopo, mediamente dopo sei, sette mesi.
Se lo spirito dell'emendamento dell'onorevole De Benedictis
voleva essere quello di ridurre i tempi di un anno, in effetti,
quando si è scritto 5 anni, nella seconda parte dell'emendamento
del disegno di legge, si tiene conto di questi sei, sette mesi
che, poi, sarebbero un tempo morto.
L'onorevole De Benedictis, forse, sa che il termine di cinque
anni, di fatto, è di quattro anni e mezzo. Alla fine, quindi, si
potrebbe superare questo problema.
Mi trovo in imbarazzo perché il parere del Governo, con questo
criterio, dovrebbe essere contrario.
Se si supera questo ostacolo, visto che, poi, in effetti, non
si tratta di cinque anni, si può accettare la proposta formulata
nell'articolato.
Invito, pertanto, l'onorevole De Benedictis a ritirare
l'emendamento.
CRACOLICI Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, vorrei che mi fornisse dei
chiarimenti in merito al parere del Governo perché non ho ben
compreso.
PRESIDENTE Il Governo si è rimesso all'Aula.
CRACOLICI Non capisco perché il Governo si riferiva ad un
periodo di quattro anni.
In questa sede, stiamo approvando alcune norme. Il problema non
è di fatto, ma di diritto.
Quale termine dobbiamo prevedere?
L'onorevole De Benedictis ha formulato una proposta - rispetto
alla norma, così come formulata - che, sostanzialmente, aumenta
di un anno le medie strutture e di tre anni quelle integrate.
Tutto ciò è molto semplice. Credo che venendo incontro alle
ragioni per le quali, nei fatti, si è consumato un ritardo nelle
procedure tra la Conferenza dei servizi che autorizza e il
singolo ente che dà la concessione, la logica vuole che se c'è,
di fatto, un periodo di sei, sette mesi che costituisce un buco
nella procedura, se si aumenta di un anno, addirittura, si
raddoppiano i sei, sette mesi che sono, di norma, i tempi morti
per la concessione.
Mi pare che il ragionamento dell'onorevole De Benedictis sia
assolutamente equilibrato.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 1.1,
dell'onorevole De Benedictis. Il parere del Governo?
BENINATI assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Il Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
TURANO presidente della Commissione. La Commissione si
rimette all'Aula.
CRACOLICI Signor Presidente, chiedo che la votazione avvenga
per scrutinio segreto.
(Gli onorevoli Termine, Villari, Di Benedetto, Apprendi,
Barbagallo, Galvagno, La Manna, De Benedictis si associano alla
richiesta)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.1.
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 1.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione: presenti 42.
L'Assemblea non è in numero legale. Pertanto, sospendo la
seduta avvertendo che riprenderà alle ore 13.10.
(La seduta, sospesa alle ore 12.10, è ripresa alle ore 13.08)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Congedi
PRESIDENTE Comunico che sono in congedo per la presente
seduta gli onorevoli Fagone, Incardona, Limoli e Leanza Edoardo.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Riprende la discussione del disegno di legge n. 668/A
BENINATI assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Per dire che in questa ora di pausa si
è condivisa quella proposta dell'onorevole De Benedictis, che era
stata forse male interpretata da me, prima della richiesta del
voto. Pertanto, si potrebbe, se lei lo ritiene, andare avanti
tenendo conto che condividiamo l'emendamento De Benedictis col
quale supereremmo tutti i problemi. C'è stato questo chiarimento
sulla tempistica.
Il Governo esprime il parere favorevole sull'emendamento
dell'onorevole De Benedictis.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 1.1. Il parere
del Governo?
BENINATI assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
TURANO presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 1.2 è assorbito.
Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
1. Al comma 6 dell'articolo 9 della legge regionale 22 dicembre
1999, n. 28, dopo le parole strutture esistenti' sono aggiunte
le parole come sopra autorizzate'.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3
1. Al comma 3 dell'articolo 29 della legge regionale 22
dicembre 1999, n. 28, dopo le parole il trasferimento' sono
aggiunte le parole anche parziale'.»
CINTOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Onorevoli colleghi, è sulla discussione generale il
mio intervento, ma più che sulla discussione generale desidero
rivolgere un appello al Presidente dell'Assemblea.
Vorrei pregarla, signor Presidente, di non perdere l'occasione
per riconfermare quanto è già avvenuto lodevolmente con la sua
Presidenza. Cioè gli emendamenti che sono fuori dall'argomento
del testo vanno preventivamente trattati come fuori dal testo
stesso, in modo da evitare di fare diventare legge omnibus anche
questa piccola, piccola.
Io ho dato uno sguardo e mi rendo conto
PRESIDENTE Se mi permette, la interrompo. La Presidenza
dichiarerà inammissibili gli emendamenti che sono fuori dal
testo.
CINTOLA Grazie.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 3. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che all'articolo 3 sono stati presentati i seguenti
emendamenti aggiuntivi:
dagli onorevoli Cracolici e De Benedictis: A 11 e A 12;
dall'onorevole De Benedictis: A 13.
Si passa all'emendamento aggiuntivo A11, a firma degli
onorevoli Cracolici, De Benedictis. Ne do lettura:
«Aggiungere il seguente articolo:
Articolo 1
Nella regione siciliana si applicano totalmente le disposizioni
previste nel decreto legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito
nella legge n. 248/2006 e del decreto legge 31 gennaio 2007, n.
7, convertito con legge n. 40/2007 .»
DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare per illustrare tutti gli
emendamenti a sua firma. Sono tre gli emendamenti aggiuntivi
all'articolo 3.
DE BENEDICTIS . Signor Presidente, i primi due hanno una
natura totalmente differente dal terzo. Quindi sui primi due devo
semplicemente sottolineare che si tratta del recepimento dei
cosiddetti decreti Bersani' che liberalizzano una serie di
iniziative economiche. Riteniamo, pertanto, che questo
Parlamento debba farsi carico finalmente di trattare i siciliani
alla stessa maniera di come sono già trattati gli italiani.
Noi crediamo che ci sia, al riguardo, un forte impulso alle
attività economiche e anche ai criteri di libera concorrenza che
possono promuovere lo sviluppo e, come sta avvenendo in molte
Regioni d'Italia, non si comprende per quale motivo la nostra
Regione debba essere privata di questa opportunità di sviluppo.
C'è assai poco da aggiungere su ciò che, peraltro, è stato
argomento di dibattito nazionale e regionale e ci rimettiamo
all'Aula sottolineando, a nostro avviso, l'inderogabilità di
agganciare la Sicilia a questo percorso virtuoso che,
limitatamente a queste norme, è già stato sperimentato
positivamente.
Il terzo emendamento, invece, è pertinente strettamente
all'oggetto della materia trattata dalla legge, e quindi alle
grandi strutture di vendita, e si pone l'obiettivo di
razionalizzare, così come in armonia con il dettame della legge
28 del 1999, attraverso un piano regionale per l'insediamento
delle grandi strutture di vendita, e impedire anomale
concentrazioni e soprattutto lesioni di quei principi di
concorrenza che pure la legge stessa prevede. Voglio sottolineare
che è una norma che è stata ampiamente discussa e mi auguro che
anche su questo l'Assessore che conosce quanto dico abbia la
possibilità di dire la sua.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento A.11. Il parere
del Governo?
BENINATI assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
TURANO presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento A.12, a firma degli onorevoli
Cracolici e De Benedictis. Ne do lettura:
«Aggiungere il seguente articolo:
Articolo
1. Le norme nazionali poste a garanzia della libera
concorrenza, così come definite nella legge n. 287/1990 in
coerenza con il prevalente ordinamento comunitario, trovano
immediata e piena applicazione nel territorio della Regione
siciliana .»
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
BENINATI assessore per la Cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
TURANO presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento A.13, dell'onorevole De Benedictis. Ne
do lettura:
«Aggiungere il seguente articolo:
Articolo
Piano regionale delle grandi strutture di vendita - 1. Al fine
di coordinare e razionalizzare nel territorio regionale la
presenza delle grandi strutture di vendita di cui alla legge
regionale del 22 dicembre 1999, n. 28, articolo 2, lettera g), ed
in particolare per assicurare il raggiungimento degli obiettivi
enunciati all'art. 5, comma 1, lettera b) della stessa legge, la
Regione Siciliana si dota del Piano regionale per l'insediamento
delle grandi strutture dí vendita.
2. Esso deve individuare, nell'ambito dell'intero territorio
regionale, le aree di possibile ubicazione delle grandi strutture
di vendita e le soglie massime delle loro superfici di
distribuzione concentrabili in ciascuna zona, nonché contenere
criteri e direttive per assicurare l'armonico sviluppo del
sistema distributivo regionale commerciale, nel rispetto dei
criteri di programmazione di cui all'art. 5 della legge regionale
22 dicembre 1999, n. 28 ed improntato a criteri di
razionalizzazione ed equilibrio quali:
- la loro omogenea diffusione geografica rispetto ai bacini di
popolazione servita;
- il mantenimento, per i consumatori, di un'offerta ampia e
varia che garantisca la libera concorrenza, assicurando
l'equilibrato rapporto con gli esercizi di vicinato di piccola e
media dimensione;
- la presenza di una idonea rete infrastrutturale e il rispetto
di condizioni di sicurezza per gli operatori ed i consumatori, in
rapporto ai flussi di traffico che ne derivano ed al carico
urbanistico apportato;
- la sostenibilità ambientale nell'ambito dell'area prescelta,
in rapporto alle caratteristiche ed alle vocazioni di
quest'ultima;
- il coinvolgimento, nel procedimento autorizzativo, dei comuni
interessati dal medesimo bacino d'utenza della singola struttura.
3. Il Piano è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione
Siciliana entro 12 mesi dalla entrata in vigore della presente
legge, previa approvazione della Giunta Regionale su proposta
dell'Assessore regionale per la Cooperazione, il Commercio,
l'Artigianato e la Pesca, sentito il parere dell'Assessorato
Regionale al Territorio e dall'Ambiente, dell'Osservatorio
Regionale per il Commercio di cui all'art. 6 della legge
regionale 22 dicembre 1999, n. 28, nonché della competente
commissione legislativa presso l'Assemblea regionale siciliana.»
BENINATI assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
su questo emendamento dell'onorevole De Benedictis, che
effettivamente potrebbe sembrare articolato e complesso, devo
dire che il Governo è pienamente d'accordo.
Peraltro, sull'argomento, ed in particolar modo sulla
razionalizzazione della grande distribuzione in Sicilia, quale
Assessore, ho già attivato una Commissione per verificare la
situazione sul territorio della Regione. Infatti, è vero che la
Sicilia si è ben comportata e, devo dire, ha fatto bene a
contingentare questa realtà, ma è anche vero che lo sviluppo sul
territorio, senza un controllo armonico dello stesso, può creare
effettivamente delle anomalie. Si potrebbe verificare, infatti,
che paradossalmente andrebbe a contrastare con il principio
della grande distribuzione, che vorrebbe agevolare lo sviluppo,
mentre invece potrebbe creare un contraccolpo come - ahimè - sta
accadendo in buona parte delle regioni d'Italia.
L'eccesso di liberalizzazione, paradossalmente, sta creando
difficoltà alle strutture stesse.
Il parere del Governo è certamente favorevole, supportato dalle
motivazioni esposte e avendo anzi anticipato che sulla materia
l'Assessorato si è già attivato. Aggiungo, inoltre, che anche per
una esigenza di trasparenza, a breve, quindi per il futuro, ci
attiveremo per un migliore raccordo sul territorio anche con le
prefetture.
Detto questo, che l'Aula si comporti di conseguenza.
TURANO presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, è solo una questione di stabilire alcune
regole
Leggendo il comma 3 non mi trovo d'accordo laddove si dice
sentito il parere dell'Osservatorio regionale al territorio e
all'ambiente'.
Capire che ci sia una regolamentazione unitaria che disciplina
la materia con i pareri della Commissione Attività produttive',
con una delibera di Giunta, mi pare intelligente, ma sentito
anche il parere dell'Osservatorio al territorio e all'ambiente mi
sembra una forzatura
PRESIDENTE Ma è l'Osservatorio regionale per il commercio
TURANO presidente della Commissione. Io leggo sentito il
parere dell'Osservatorio regionale al territorio ed all'ambiente,
dell'Osservatorio regionale per il commercio .
PRESIDENTE Forse, ci sono due testi diversi. Io leggo:
sentito il parere dell'Osservatorio regionale per il commercio,
di cui all'articolo 6 della legge regionale 22 dicembre 1999 ,
territorio ed ambiente si riferisce all'Assessorato.
CINTOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, avrei voluto
che il Governo - l'ultimo dei Mohicani - perché c'è un Governo
rappresentato da un solo Assessore, mancato il quale non
PRESIDENTE E' presente l'Assessore al ramo come prevede il
Regolamento, ma è anche presente il Vicepresidente della Regione.
CINTOLA Personalmente, mi preoccupo molto di questo
emendamento e debbo dire che sono contrario all'approvazione
dello stesso. Intanto perché la commissione non l'ha avuto in
sede redigente e lo esaminerà qui in Aula e, siccome, si tratta
di modificare una normativa non indifferente che toglie poteri ai
comuni, che sono gli unici che autorizzano strutture più o meno
importanti e globalmente idonee, ma con questo però diamo il
significato di aumentare in modo terrificante chi quelle licenze
le ha già avute.
Noi con questo diciamo ai grossi Zamparini - e altri a seguire
- che hanno già avuto l'autorizzazione a potersi muovere, che
sarà difficile farne altri in attesa di un piano regolatore
generale che debba servire per l'intera Sicilia, che sulle aree
secondo il bacino di utenza c'è tutta una serie di prescrizioni
che hanno notevolissima importanza.
E capisco e comprendo ciò, ma non c'è un regime transitorio
intanto per chi ha presentato domanda, o non ha iniziato; cosa
significa questo? Che chiudiamo sic et simpliciter ciò che è
avvenuto? E questa è la prima domanda; ora passo alla seconda:
significa che modifichiamo in corso d'opera l'intera procedura?
Terza considerazione: questo Governo si deve fare benedire perché
non riesce a pensare le cose che l'Aula pensa e quando le pensa
in Aula frettolosamente si mette a disposizione del sì e del no
pur di andare avanti.
Non sono convinto che quanto stia per essere posto in votazione
con la famosa alzata e seduta comporti poi alla fine una lodevole
iniziativa. Che è lodevole e che è importante e che io ritengo
essenziale lo debbo dire; però deve essere studiata, deve essere
portata nella competente commissione, deve avere un parere
articolato e definito, deve potere aggredire i singoli punti per
farne un piano regolatore di questo tipo, di iniziative e di
interventi per le quali sono disponibile a dire di andare avanti.
Questa cosa fatta all'improvviso, senza un'attenta valutazione,
pronta ad essere votata con un sì e con un no, mi pone nelle
condizioni di dire: beh Se il Governo dirà, come già stava per
annunziare, che è favorevole, sappia che io non sono favorevole;
sono contrario ed in ogni caso non voterò questo emendamento, e
nemmeno l'intera legge se verrà approvato questo emendamento in
questa formulazione. E ciò perché l'emendamento è importante, ma
ha bisogno di essere valutato fino in fondo, perché non ci sia
nella ricerca del meglio contrastare quel sufficiente che già
c'è. E, inoltre, voglio capire se non stiamo malmenando
fortemente i principi di autonomia degli enti locali ai quali
noi daremmo un piano regolatore fatto da questa Assemblea in un
solo momento: dicendo sì o no, per alzata e seduta, ad un
provvedimento così tanto serio ed importante
Personalmente ritengo di dovere richiedere sia al Governo sia a
colui il quale ha prodotto questo emendamento di avere un minimo
di bontà: facciamo la legge così per com'è e affidiamo ad una
valutazione successiva il resto. Io sono pronto a firmarlo se
questo è un disegno di legge da riportare in commissione per poi
riportarlo in Aula, ma accettarlo così, senza averne discusso né
con le organizzazioni sindacali né con i comuni, senza averne
dato notizia a nessuno; non mi va di stampare una novità che esce
fuori da un accordo tra l'onorevole Beninati, che è assessore e
che io stimo, e l'onorevole De Benedictis che ha lasciato
passare, nel senso che non ha fatto più la richiesta di votare
con lo scrutinio segreto quando ha appreso che ci saremmo
adoperati per votare il suo primo emendamento, che siccome non
produceva - dopo l'attenta osservazione - nessun disguido con
ciò che l'Aula voleva approvare, nel senso che approvando
l'emendamento dell'onorevole Di Benedictis non si spostavano cose
che pure erano state dette in precedenti riunioni in Aula e che
sono verbalizzate con accenti apocalittici.
Ora vedo che c'è un'Assemblea attenta, che fa passare i disegni
di legge quasi all'unanimità, e questo mi fa piacere perché vuol
dire che noi siamo bipartisan e accogliamo il Presidente della
Repubblica Napolitano quando abbiamo interessi che ci accomunano.
Io ritengo di dover dire, dato che sono un semplice deputato, che
se questo emendamento passa, io non voterò l'intera legge,
rimarrò fuori per non sostenere il numero legale.
BENINATI assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, sono stato chiamato
in causa dall'onorevole Cintola, ed, effettivamente, la lettura
di questo emendamento - per chiarimento dell'Aula -, tranne che
non leggiamo in maniera difforme, non è una lettura che si
blocca; non si blocca nulla, è una norma di principio scadenzata
nei termini. Ciò nonostante l'unica giusta osservazione
dell'onorevole Cintola è che una norma del genere - devo dire che
rivedo in questo caso la mia posizione - doveva essere diversa.
Forse è giusto fare il passaggio nella Commissione di merito,
credo che non è un articolo di poco conto, è un articolo che
potrebbe far pensare che chissà cosa si stia per fare. Non si fa
nulla perché resterebbe tutto inalterato; si dice solo che entro
dodici mesi si farebbe uno studio regionale della situazione.
Cosa che il Governo farà. Questo lo anticipo, onorevole De
Benedictis, pertanto, considerate le giuste osservazioni
dell'onorevole Cintola, che vanno condivise per un articolo del
genere che effettivamente forse avrebbe dovuto preliminarmente
nella Commissione di merito avere una verifica, propongo di
trasformare questo emendamento in ordine del giorno - che non
toglie nulla - con l'impegno del Governo che, già lo ha detto,
su questa linea si sta già muovendo tant'è che è già in corso una
commissione per valutare tutta questa storia. Pertanto, avremmo
tutti i tempi, con l'ordine del giorno che rafforza questo
principio, di condividere con un passaggio nelle prossime leggi.
Se invece si vuole fare un articolo ulteriore, lo si faccia,
seppure mi ha convinto l'onorevole Cintola che rischiamo di far
pensare che si vuole porre qui chissà che cosa quando, invece,
non si sta per fare nulla, tranne che prevedere un piano della
grande distribuzione. Alla luce di questo invito veramente di
trasformarlo in un ordine del giorno che il governo già comunque
condivide e porterà avanti a prescindere.
DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS . Signor Presidente, spesso in questa Aula si
dice una cosa per significarne esattamente un'altra, io solo così
posso intendere l'intervento dell'onorevole Cintola, perchè nel
merito le sue osservazioni sono contraddette da tutto quello che
voi potete leggere. Capisco che non abbia avuto il tempo, ma mi
stupisco che una persona di esperienza e sveglia come l'onorevole
Cintola non abbia compreso il senso dell'emendamento. Può anche
dire di non averlo voluto leggere, ma se avesse voluto leggerlo
vi avrebbe trovato le risposte a tutti i suoi dubbi.
Non c'è alcuna possibilità che quell'emendamento possa bloccare
alcunché, perchè il piano si fa entro i dodici mesi e come tutti
i piani, come tutti gli strumenti normativi - e non debbo
spiegarlo io all'onorevole Cintola, potrebbe spiegarlo lui a me,
ha decorrenza e validità dal momento in cui entra in vigore. Non
può avere effetto retroattivo, meno che mai può incidere sui
procedimenti in itinere già espletati. Quindi una
preoccupazione che ha più il sapore di agitare fumo e di parlare
ad altri e di altro che non del merito della questione che è
chiarissimo in sé. Dopo di che registro che rispetto al tema
affrontato dall'emendamento, rispetto ad un parere favorevole del
Governo espresso in Aula, rispetto ad un parere favorevole della
Commissione, anch'esso espresso in Aula, rispetto quindi a
nessuna obiezione di merito, si sta incomprensibilmente tornando
indietro come se ci fosse un problema di altra natura che non
c'è. Perchè se c'è un problema di altra natura fatecelo capire;
se invece il problema che avete sollevato non esiste - ed
obiettivamente alla lettura che tutti quanti potete fare del
testo questo non c'è, c'è semmai la impossibilità che questo
Parlamento stia determinando di governare un processo
evidentemente a vantaggio di chi preferisce che questo processo
continui ad essere oggetto di forzature, di fughe in avanti, io
dico dell'attuale far west che governa l'insediamento delle
grandi strutture di vendita, a danno - e lo voglio sottolineare
perché il Sole 24 Ore, non più tardi di dieci giorni fa, ha
pubblicato una notizia a riguardo - delle stesse grandi strutture
di vendita, perché ove esistono concentrazioni improprie questo
danneggia il mercato delle stesse grandi strutture di vendita.
Pertanto, non capisco quale possa essere la ragione per
ostacolare, in questo momento, un emendamento che porta
semplicemente vantaggio non soltanto alle grandi strutture di
vendita, alle piccole ed a tutta la rete commerciale, ma anche
all'attività politica di un Governo e, mi permetto di dire a
questo punto, sarebbe un vantaggio anche per il Parlamento che si
intesterebbe, finalmente, un atto di governo e non solamente un
atto di manutenzione dell'esistente.
PRESIDENTE Comunico che all'emendamento aggiuntivo A13 è
stato presentato dal Presidente della Commissione il seguente
subemendamento: «Cassare le parole il parere dell'Assessorato
regionale al territorio ed all'ambiente ».
CINTOLA Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, quanto avviene
è strano, a partire da questa sinistra che oggi è stata
impersonata dall'intervento lodevole dell'onorevole De Benedictis
che salvaguarda le grandi strutture megagalattiche, quelle che
rovinano il piccolo artigiano, il piccolo commerciante e vuole
salvaguardarle nel tentativo di indicarci come distanziarci da
altri, ma questa è una storia diversa e nuova, anche se
personalmente, ormai, da questa sinistra
PRESIDENTE Onorevole Cintola, lei sta parlando per
dichiarazione di voto.
CINTOLA Signor Presidente, mi lasci continuare perché quando
in Aula hanno chiesto di intervenire su un emendamento, poi, di
fatto hanno parlato su tutto, quindi la prego di lasciarmi trenta
secondi di tempo per potere compiutamente dare il mio voto.
PRESIDENTE Ha a disposizione cinque minuti.
CINTOLA Ecco, me li conceda
Vorrei dire con serenità e con calma che il Governo si è già
pronunziato, la Commissione viene esautorata dalla sua
competenza, dà il parere in Aula come se fosse la Commissione
Bilancio che dà la copertura in Aula, non entra nel merito, ma
è urgente e necessario che l'onorevole De Benedictis vinca una
battaglia anche contro le autonomie locali.
A questo punto esprimo il mio voto contrario - lo annuncio
fortemente - e se oggi dovesse passare l'emendamento in Aula, mi
vedrò costretto a non votare l'intero disegno di legge, non sarò
presente al momento della votazione e sarete costretti a cercare
un altro deputato per arrivare a quarantadue. Potrete votare il
disegno di legge con i voti della sinistra.
In Aula, ormai, si sta inveterando il rapporto non di
collaborazione con l'opposizione al fine di fare meglio le cose e
in maniera più opportuna nell'interesse della Sicilia e dei
siciliani, bensì nell'interesse di chi grazie all'esperienza
velocemente intende il senso della legge.
Abbiamo avuto emendamenti presentati dal Governo e che
l'opposizione ha voluto leggere prima e poi che se ne
argomentasse il senso. Sono d'accordo con l'onorevole Beninati
quando dice di condividere fino in fondo l'impostazione che si
vuole dare e che basterebbe anche un ordine del giorno per
mettere in atto la procedura.
E' assurdo mettere in votazione un emendamento che sostiene
che alla fine bisogna fare un piano regolatore perché si sta
dicendo che si vuole imporre una soluzione su quello che
idealmente si deve fare.
Il Governo è d'accordo, purché si ritiri l'emendamento; se
verrà trasformato in ordine del giorno lo approverà perché questa
è la linea del Governo, quindi, in perfetta sintonia con
l'estensore dell'emendamento. Occorre, però individuare colui il
quale lo deve sottoscrivere, facendo finta che leggere il Sole 24
Ore significhi essere abilitati a presentare l'emendamento e ad
averlo approvato a tutti i costi.
Signor Presidente, non ho più un grande interesse a stare in
questa Aula e lo dico con onestà perché mi accorgo che stiamo
volando troppo in basso; non c'è un interesse a riconoscere il
ruolo di questa Assemblea. Pur essendo segretario regionale, non
ho più l'interesse ad intervenire e a dire che l'Assemblea non
può fare le leggi senza spesa.
Mi accorgo che quando alla prima occasione si chiede il numero
legale, non ci sono deputati sufficienti. Sta venendo meno la
funzione, la lealtà, il coraggio, il piacere di essere
considerati rappresentanti del popolo. In Aula, si tratta
l'emendamento come se si volesse fare una legge nuova e al
momento della votazione, nella confusione dei propri interessi,
si voterà la legge senza capirne le conseguenze che ne
deriveranno.
Facciamo una legge sapendo che il Governo ha detto che non
c'era motivo di trasformare in legge un regolamento che serve per
agire e modificare.
Non credo di dovere fare appelli ulteriori, ma mi rendo conto
che se si continua così, non avremo più il diritto di chiamarci
deputati, ma consiglieri di circoscrizione; diciamo chiaramente
che non ci siamo più e diciamo al Governo che ha ragione a
trattarci come ci tratta, senza tenere conto della nostra
esistenza.
Questa è la realtà Non capisco l'atteggiamento di questa
mattina, quasi a voler dire che chi non è alla terza legislatura
non può leggere l'emendamento De Benedictis e, invece, io che
sono alla terza legislatura ho il potere di leggerlo, di
comprenderlo e di adeguarmi.
Personalmente, non voglio assolutamente adeguarmi, in
quest'Aula, ad essere il signor sì e il signor no; se possibile
voglio discutere e comprendere e mi augurerei che anche l'Aula,
nella sua interezza, voglia fare questo esercizio di capire e di
votare conoscendo le cose.
Da una Giunta comunale, retta da un signore' che non capisce
cosa significa essere sindaco di una città come Palermo, vengo
espulso per avere chiesto di sapere qual è la logica del gioco
PRESIDENTE Onorevole Cintola, è fuori tema.
VILLARI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
VILLARI Signor Presidente, onorevoli colleghi, considerato
che vi è qualche uomo politico importante di questo Paese che
quando si riferisce ad un'area politico-culturale del Parlamento
o al di fuori di esso, per sintetizzare, utilizza un'espressione
che vuole essere lesiva nell'individuare quell'area, infatti dice
la sinistra' come fatto dispregiativo, vorrei dire che poc'anzi
l'onorevole Cintola mi è sembrato Berlusconi.
Visto che stiamo discutendo di una legge che rivede alcune
norme in materia di commercio, bisogna avere l'onestà
intellettuale e politica di discutere del merito della legge.
Chiedo di apporre la firma all'emendamento De Benedictis e sarà
egli stesso ad esprimere conclusivamente il suo parere e non
capisco perché questa norma debba necessariamente essere
approvata ora e con questo testo.
E' importante che il Governo assuma un formale e solenne
impegno. Una norma programmatoria in materia di commercio per
quanto riguarda i grandi centri commerciali, che nascono come
funghi in ogni dove, è necessaria ed il Governo se ne rende
conto, tanto è vero che l'assessore Beninati poc'anzi ha
dichiarato di assumere questo impegno.
Vorrei che lo facesse solennemente, anche per evitare che la
Sicilia continui ad essere la Regione dei Governi e dei
Parlamenti che sostengono di fare le cose e che non mettono in
pratica quanto annunziato.
Ritengo che l'emendamento dell'onorevole De Benedictis, in
linea di principio, sia giusto. Si vuole cassare la parte che
riguarda l'Assessorato al territorio? Ebbene, si faccia. Si vuole
rinviare in un altro momento questo specifico aspetto della norma
programmatoria? Si rinvii ad altro testo. Però, evitiamo
polemiche e ideologismi ai quali, da tempo, personalmente non
sono più affezionato.
ANTINORO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ANTINORO Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
chiedere all'Assessore la sostanza dell'emendamento anche se
dovrebbe farlo l'onorevole De Benedictis.
Mi chiedo, infatti, cosa accadrà nelle more di tutta questa
attuazione e delle regole che saranno stabilite. Mi chiedo se il
sistema in Sicilia si bloccherà, se le cose continueranno ad
andare avanti, se chi dovrà eventualmente aprire strutture del
genere avrà il benestare per aprirle oppure si congelerà il tutto
nell'attesa di comprendere.
Siccome, devo votare con serenità d'animo e devo capire quale
potrà essere il futuro di queste strutture in Sicilia, desidero
sapere dal Governo a cosa andiamo incontro.
BENINATI assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
ribadisco quanto ho detto prima: il Governo inizialmente aveva
dato parere favorevole all'emendamento, dopo l'intervento
dell'onorevole Cintola, che ha sollevato un problema tecnico in
quanto la portata dell'emendamento meritava una riflessione e in
quanto lo stesso poteva fare sembrare che ci fosse un cambiamento
di rotta, ho chiesto che questo emendamento fosse trasformato in
ordine del giorno in quanto il Governo, già da qualche mese, a
prescindere da questo emendamento, stava effettuando una verifica
sul territorio circa la realtà dei centri commerciali nella
regione Sicilia.
Detto ciò, confermo l'impegno del Governo, su questa proposta
il Governo farà il possibile per concludere lo studio entro un
anno, pertanto invito l'onorevole De Benedictis a chiudere questa
vicenda proponendo l'emendamento come ordine del giorno che -
ribadisco - il Governo condividerà in quanto riguarda una
questione che, in autonomia, stava già affrontando.
DINA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DINA Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che dopo
l'intervento dell'Assessore, che correttamente ribadisce una
linea prevalentemente procedurale e che nel merito ha espresso
un'adesione ai contenuti dell'emendamento, non si possa che
seguire tale linea.
Un ulteriore approfondimento che l'Assessorato sta realizzando
potrà servire a tutti per comprendere il senso, il contenuto
profondo, i riverberi più fini di questa scelta legata a tale
proposta di emendamento.
Reitero, quindi, la necessità di trasformare l'emendamento in
ordine del giorno, sarebbe una contrapposizione inutile
avventurarsi in un voto
PRESIDENTE Onorevole De Benedictis, se lei decide di
mantenere l'emendamento la Presidenza non può che farlo votare,
ma le ricordo che vi è un orientamento del Governo ad accoglierlo
come ordine del giorno.
Da parte di parecchi parlamentari è stato posto il problema,
cui non è stata data risposta, e cioè cosa accadrebbe alle
pratiche in corso se questo emendamento venisse approvato.
Per evitare che quest'Aula, che fra l'altro è d'accordo su
tutto, si spacchi, decida lei, altrimenti la Presidenza lo
porrà in votazione. C'è un invito del Governo a ritirarlo, ma sta
a lei decidere se farlo o meno.
DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS . Signor Presidente, onorevoli colleghi,
comincio dalla fine. E' chiaro che chi si pone il problema di
cosa accadrebbe alle pratiche in corso approvando quest'articolo
di legge dimostra, ancora una volta, di non avere letto
l'emendamento.
Non può succedere nulla alle pratiche in corso. Se però, per
altre ragioni, si vuole procedere diversamente, chiedo la
sospensione di cinque minuti perché anche nel caso in cui si
dovesse accedere alla sua proposta, avremo bisogno di
consultarci.
PRESIDENTE Onorevole De Benedictis, non è una mia proposta,
c'è un invito da parte del Governo a ritirare l'emendamento, la
scelta spetta al presentatore ed è lei che deve scegliere,
diversamente lo metteremo in votazione. Se le occorre una
sospensione di cinque minuti, la Presidenza sarà ben lieta di
concederla.
DE BENEDICTIS . Le chiedo cinque minuti per una valutazione su
questa possibilità.
TURANO presidente della Commissione. Accantoniamolo.
PRESIDENTE Non si può accantonare perché è aggiuntivo
all'articolo 3 e si deve andare avanti.
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 13.48, è ripresa alle ore 13.58)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per la seduta odierna
gli onorevoli Rizzotto, Gennuso e Culicchia.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Riprende la discussione del disegno di legge numero 668/A
DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS . Signor Presidente, confermo il mantenimento
dell'emendamento.
PRESIDENTE Pongo in votazione il subemendamento della
Commissione all'emendamento A13. Il parere del Governo?
BENINATI assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dalla Commissione un nuovo
subemendamento all'emendamento A13, che così recita: «Sostituire
la parola sentito con previo relativamente al parere della
Commissione legislativa competente».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
BENINATI assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento A.13, a firma dell'onorevole
De Benedictis, nel testo risultante.
CRACOLICI Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Apprendi,
Barbagallo, De Benedicitis, Gucciardi La Manna, Mattarella,
Rinaldi e Villari)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento A13
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento A13.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 45
Maggioranza 23
Favorevoli 18
Contrari 27
(L'Assemblea non è approva)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4.
1. All'articolo 172, comma 2, della legge regionale 23 dicembre
2000, n. 32, come sostituito dall'articolo 10 della legge
regionale 30 ottobre 2002, n. 16, ed integrato dall'articolo 63,
comma 15, della legge regionale 23 dicembre 2002, n. 23, le
parole I commissari straordinari rimangono in carica sino
all'insediamento dei consigli di amministrazione' sono
soppresse.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5
1. All'articolo 9, comma 1, della legge regionale 15 settembre
2005, n. 10, le parole di concerto con l'assessore regionale per
il turismo, le comunicazioni ed i trasporti', sono soppresse».
Lo pongo in votazione.
CRACOLICI Chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli dagli
onorevoli Barbagallo, Gucciardi, La Manna e Mattarella)
Verifica del numero legale
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, invito gli onorevoli deputati a registrare la loro
presenza con la scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
presenti 41.
L'Assemblea è in numero legale.
Pongo in votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6
1. All'articolo 147 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.
32, sono apportate le seguenti modifiche:
a) le lettere d), g), n), q), t), u), v), sono soppresse;
b) la lettera f), viene così sostituita:
f) due rappresentanti designati dal Consiglio Nazionale delle
ricerche (CNR), operanti in Sicilia';
c) alla lettera m), le parole quattro rappresentanti' sono
sostituite con le seguenti sei rappresentanti';
d) la lettera o), viene così sostituita:
o) due rappresentanti delle imprese di pesca';
e) alla lettera r), la parola sette' è sostituita con la
parola sei' e vengono cassate le parole da uno docente' sino
alle parole pesca ed'».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dall'onorevole Cascio: 6.1;
dagli onorevoli Di Benedetto, Villari, Di Guardo, Zappulla e
Panarello: 6.2;
dal Governo: 6.3.
Si passa all'emendamento 6.2.
BENINATI assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo scusa, signor Presidente, si
parla di sopprimere la lettera c)? Perché se così fosse faccio
presente che ho formulato un emendamento proprio sull'argomento
che supera questo problema per cui i sei rappresentanti
ritornano ad essere cinque, quindi questo emendamento decade.
PRESIDENTE Onorevole Assessore, chiedo il parere del Governo
sull'emendamento 6.2 che recita: All'articolo 6 sopprimere la
lettera c) .
BENINATI assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Contrario.
PRESIDENTE L'emendamento 6.3 decade nel momento in cui viene
approvato l'emendamento 6.2. E' esattamente al contrario,
onorevole Assessore.
BENINATI assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, ribadisco che il
Governo è contrario a questo emendamento. Vi è un emendamento,
presentato dal Governo, che diminuisce il numero dei
rappresentanti da cinque a sei, superando questo problema.
DI BENEDETTO . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO . Signor Presidente, la finalità dell'emendamento
6.2 è quella di ridurre il numero dei componenti. Considerato
che è stato presentato dal Governo un emendamento che lo riduce,
dichiaro di ritirare l'emendamento.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 6.3, a firma del Governo. Lo pongo in
votazione. Il parere della Commissione?
TURANO presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 6.1, a firma dell'onorevole Cascio.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
TURANO presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
BENINATI assessore per la Cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 6, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
TURANO presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, vorrei, se possibile - non conosco
l'intendimento della Presidenza circa l'ammissibilità degli
emendamenti - prospettare all'Aula un argomento molto importante
ed ho scritto anche un promemoria per evitare di sbagliare.
Ho presentato, insieme all'onorevole Gianni, l'emendamento
A.14 che non aggiunge nulla rispetto alla programmazione
precedente, tranne che sono cambiate le modalità della
programmazione precedente.
Faccio un esempio per tutti: in precedenza, vigeva una sola
autorità di gestione; il nuovo POR 2007-2013, onorevole Fleres,
prevede quattro autorità di gestione. Come ricorderete, con il
vecchio complemento di programmazione erano previsti due
passaggi: l'approvazione da parte della Giunta del POR Sicilia -
previo parere delle Commissioni - e l'approvazione da parte della
Giunta del Complemento di programmazione, cui seguiva la
comunicazione all'Assemblea regionale siciliana.
Oggi, i regolamenti comunitari non prevedono più il Complemento
di programmazione ed individuano uno strumento attuativo, cioè il
Programma operativo, un piano elaborato dalle autorità di
gestione regionali ed approvato dal Comitato di sorveglianza.
Onorevoli colleghi, chiedo la vostra attenzione su questo
punto. La Commissione da me presieduta si è preoccupata di
chiamare il Dirigente della programmazione dei quattro programmi
operativi. Tre programmi, ancora, non sono stati approvati;
l'unico programma approvato è quello gestito dalla dottoressa
Palocci. Si tratta di un programma che contiene 6,5 miliardi di
euro, appostati in una serie di assi che vengono gestiti con il
programma attuativo. Non è previsto, nel Regolamento CE, che il
programma attuativo venga comunicato all'Assemblea e,
addirittura, non è previsto che venga approvato con delibera di
Giunta.
Per essere chiari, il programma attuativo del FESR - Fondo
Europeo di Sviluppo Regionale - che ieri ho avuto l'occasione di
apprezzare in Commissione e che ha una dote finanziaria di 6,5
miliardi di euro, non viene approvato dall'Assemblea e non viene
approvato dalla Giunta di Governo. Non c'è un passaggio nella
Commissione di merito e non c'è un passaggio nella Giunta e
ritengo opportuno che un organo elettivo come il nostro venga,
invece, informato.
Non credo sia bello affidare i destini di una somma così
cospicua alla solerzia e alla capacità di un funzionario che può
liberamente decidere cosa fare.
Signor Presidente, ad esempio, ieri ho chiesto copia del
Programma. Per una questione di scrupolo di coscienza e per
completezza, nonostante la divisione della maggioranza, voglio
completare il mio ragionamento.
Signor Presidente, l'Asse 3 è interamente riferito al settore
dei beni culturali. Vorrei che l'assessore Leanza - che oggi è
presente in Aula - mi spiegasse cosa intende fare e se è nelle
condizioni di farlo perché, con puntualità - cito un esempio -
la misura 3.12 prevede potenziale della filiera produttiva
connessa al patrimonio e al patrimonio culturale, sostiene
percorsi di gestione innovative e delle risorse culturali. Non si
comprende il destinatario né quando e come verrà attuato.
Assessore Lenza, come lei sa, l'obiettivo è questo. Vorrei che
fosse chiaro e che l'Assemblea regionale e la Giunta avessero
cognizione e dessero un parere, innanzitutto, dei Programmi
operativi, affinché possano, poi, legittimamente, non solo capire
ma fornire degli indirizzi.
D'ASERO . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
D'ASERO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi permetto
di intervenire sull'emendamento presentato relativo alla
problematica della sanatoria e, quindi, dei vincoli di
inedificabilità assoluta e relativa.
Visto che la Presidenza ha ritenuto improponibile
l'emendamento, vorrei informare che ho presentato un ordine del
giorno per l'emergenza che si è venuta a determinare e visto che
i sindaci, sostanzialmente, hanno una definitiva difficoltà,
considerato che non possono operare, dal punto di vista
amministrativo e dal punto di vista urbanistico - anche se si
viene a determinare una situazione di fatto - sui vincoli e,
quindi, sulla capacità che dal punto di vista urbanistico gli
Enti locali e i Comuni procedano per stabilire qual è la parte di
inedificabilità assoluta e quale quella di inedificabilità
relativa circa le deroghe consentite dalla normativa nazionale.
Anche l'Assemblea regionale dovrebbe, in questo senso,
pronunciarsi per determinare un orientamento certo e definito.
Nelle more che ciò avvenga, almeno, valutiamo questo ordine del
giorno che impegna il Governo
PRESIDENTE Lo presenti, onorevole D'Asero.
D'ASERO . L'ho già presentato ieri, signor Presidente. Su
questo ordine del giorno, ritengo che almeno ci sia una
possibilità di impegno da parte del Governo perché, oltre agli
aspetti amministrativi e urbanistici, vi è un problema che
riguarda anche l'aspetto finanziario e dei bilanci.
Chi ha presentato una domanda per avvalersi delle sanatorie ha
versato, in via anticipata, un acconto che diventa voce di
entrata di previsione del bilancio e dei comuni che, non
determinandosi, nel momento successivo ai pagamenti, fanno
scaturire una situazione di reale difficoltà finanziaria.
Pare, fra l'altro, che i sindaci siano in stato di agitazione
e abbiano convocato, per la giornata di domani, un'Assemblea
anche ad Acireale. Ritengo che, in questo senso, l'ordine del
giorno vada proposto.
Invito l'Aula a pronunciarsi in questo senso; in tal modo
daremmo una risposta a queste preoccupazioni dei sindaci,
attraverso un ordine del giorno che impegna il Governo a
procedere e, successivamente, anche a determinare una normativa
in tal senso.
PRESIDENTE Onorevole D'Asero, lei ha fatto riferimento ad una
dichiarazione di inammissibilità da parte della Presidenza ma,
ancora, la Presidenza non aveva dichiarato inammissibile nessun
emendamento. La sua onestà intellettuale le fa comprendere che
l'emendamento da lei presentato non è ammissibile perché è
materia completamente estranea.
La Presidenza non può che ribadire quanto già fatto in tutte le
altre occasioni : tutti gli emendamenti che non sono attinenti al
testo saranno dichiarati inammissibili. Adesso li esamineremo
singolarmente e, ovviamente, l'onorevole D'Asero, sapendo che
quello a sua firma non è inammissibile, presenterà un ordine del
giorno.
LEANZA NICOLA , Vicepresidente della Regione. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA , Vicepresidente della Regione. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per rassicurare
l'onorevole D'Asero, precisando che è già stato presentato, in
Giunta di Governo, un disegno di legge che, in qualche modo,
accoglie l'emendamento presentato perchè, di fatto, sana una
situazione che ha davvero dell'incredibile. E' già al vaglio
dell'Ufficio legislativo e, nei prossimi giorni, dovrebbe
arrivare in Parlamento.
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati i seguenti
emendamenti aggiuntivi:
dagli onorevoli Cracolici e altri: A 1;
dall'onorevole Cimino: A 2, A 3;
dal Governo: A 5 e A 6;
dall'onorevole D'Asaro: A 4;
dall'onorevole Ardizzone: A 7,
dall'onorevole Falzone: A 8;
dall'onorevole Caputo: A 9;
dall'onorevole Savona: A 10;
dagli onorevoli Turano e Gianni: A 14,
dall'onorevole Gianni: A 15 e A 16.
Si passa all'emendamento A1, a firma di tutti i Presidenti dei
Gruppi parlamentari, onorevoli Cracolici, Dina, Ballistreri, De
Luca, Cascio, Di Mauro, Formica e Caputo.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
BENINATI assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
TURANO presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Dichiaro inammissibili gli emendamenti A2 e A6.
Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti A3 e A5, di
identico contenuto.
Il parere del Governo?
BENINATI assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
TURANO presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Sono approvati)
Dichiaro inammissibili gli emendamenti A4, A7 e A8.
Si passa all'emendamento A9. Su questo emendamento che è stato
presentato già nel disegno di legge relativo ai catalogatori e
che ha avuto il parere favorevole dalla Commissione Bilancio ,
vorrei chiedere l'attenzione dell'Aula. Considerato che è stato
già approvato dalla Commissione Bilancio , se non sorgono
osservazioni, potrebbe essere inserito anche in questo disegno
di legge.
Ricordo che all'emendamento A9 è stata già data la copertura
finanziaria in Commissione Bilancio . Se non sorgono
osservazioni, lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
BENINATI assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
TURANO presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Dichiaro inammissibili gli emendamenti A10, A14, A15 e
A16.
TURANO presidente della Commissione. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO presidente della Commissione. Signor Presidente, ha
appena dichiarato ammissibile l'emendamento A1 che riguarda la
rendicontazione del POR 2000/2006.
PRESIDENTE Onorevole Turano, è firmato da tutti i Presidenti
dei Gruppi parlamentari.
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Articolo 7
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto.
Chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini del
giorno:
n. 187 Misure per la stabilizzazione del personale stagionale
e dell'ESA , a firma degli onorevoli Cascio, Dina, Caputo,
Savona, Cantafia, Ballistreri, Oddo, Savarino, Mattarella e
Cappadona;
n. 188 Misure per il recepimento della parte economica del
contratto collettivo dei lavoratori forestali , a firma degli
onorevoli Villari, Cracolici, Oddo Camillo, Apprendi, De
Benedictis, Termine, Panepinto, Speziale, Panarello e Zago;
n. 189 Misure per la definizione della casistica di
inedificabilità assoluta e relativa , a firma degli onorevoli
D'Asaro, Cascio, Dina, Caputo, Cantafia, Di Mauro, Villari,
Leanza Edoardo e Ballistereri;
n. 190 Iniziative a favore della pace e del dialogo tra i
popoli , a firma degli onorevoli Caputo, Cracolici, Barbagallo,
Cascio, Dina, Cantafia;
n. 191 Iniziative al fine di bloccare le stragi nell'ex
Birmania , degli onorevoli Fleres, Cimino e Confalone .
Gli ordini del giorno testè annunziati saranno posti in
votazione prima della votazione finale del disegno di legge.
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore
17.00.
(La seduta, sospesa alle ore 14.21, è ripresa alle ore
17.43)
Presidenza del Presidente Miccichè
PRESIDENTE La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, convoco immediatamente la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per una breve consultazione.
La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 18.00.
(La seduta, sospesa alle ore 17.45, è ripresa alle ore
18.12)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, poichè mi sembra di capire che non c'è il
numero legale, credo sia inutile andare avanti, in più manca il
Governo e pertanto non potremmo discutere nemmeno gli ordini del
giorno, tranne uno che non impegna il Governo.
La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi
durante la sospensione della seduta, ha modificato il calendario
dei lavori ed ha stabilito all'unanimità che la sessione
straordinaria è prorogata fino al 30 ottobre 2007, giorno in cui
l'Aula è riconvocata con lo stesso ordine del giorno previsto per
oggi.
Per quanto riguarda gli ordini del giorno, anche questi
verranno tutti esaminati in quella seduta, tranne uno, il numero
190, a firma di tutti i presidenti dei Gruppi parlamentari, che
non impegna il Governo e che possiamo definire oggi.
STANCANELLI Signor Presidente, chiedo di apporre la mia
firma all'ordine del giorno n. 190.
GIANNI Signor Presidente, chiedo di apporre la mia firma
all'ordine del giorno n. 190.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Do lettura dell'ordine del giorno n. 190 «Iniziative a favore
della pace e del dialogo fra i popoli»:
«Premesso che:
il principale ruolo delle Istituzioni democratiche e
costituzionali è la promozione e la difesa della pace come
condizione sostanziale della vita e del futuro di ogni cittadino;
ad oggi in tutto il mondo sussistono conflitti armati, spesso
derivanti da fondamentalismi religiosi e che negli stessi sono
coinvolti milioni di civili e di bambini;
l'accesso alla conoscenza, alla formazione, alle risorse
naturali e ad una vita felice deve essere garantito attraverso
una politica attenta a tutte le identità culturali e religiose;
il Mediterraneo è l'area di prossimità maggiormente coinvolta
in conflitti di origine etnico-religioso e la Sicilia, per la
privilegiata posizione geografica, per la propria cultura, per
essere stata testimone come Terra di Mezzo' di molteplici
presenze etniche e religiose, deve sempre trasmettere alle nuove
generazioni un messaggio di pacifica convivenza tra le genti e di
autentico rispetto di tutte le culture,
a u s p i c a
che il Parlamento siciliano si faccia interprete presso le
Autorità nazionali e nella comunità diplomatica internazionale
dell'appello di pace a cessare il fuoco ovunque, di modo che il
messaggio di non violenza e di dialogo possa essere recepito dai
popoli che ad oggi vivono in una condizione di sofferenza causata
dalle guerre».
FLERES Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, ovviamente non si può che essere
d'accordo su questo ordine del giorno. Desidero richiamare
l'attenzione della Presidenza su un ordine del giorno a mia
firma, il n.191, riguardante la Birmania e che ha analogo
contenuto. Quindi, per un fatto di omogeneità, chiedo di votarlo
stasera insieme al n. 190.
PRESIDENTE Onorevole Fleres, avevamo già preso in
considerazione quanto da lei ora chiesto, ma l'ordine del giorno
n. 191 impegna il Presidente della Regione. Poiché non c'è la
presenza del Governo, le chiedo scusa, mi avrebbe fatto piacere
poterlo votare subito, ma siamo stati costretti a rinviarlo alla
prossima volta.
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 190. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, per quanto riguarda la modifica del
calendario dei lavori, l'Assemblea prende atto che la sessione
straordinaria continuerà fino al giorno 30 ottobre.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Sull'ordine dei lavori
TURANO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO Signor Presidente, stiamo creando un precedente
pericoloso: la Presidenza di turno decide e si dà delle regole,
poi decide di disattenderle senza dare la possibilità di
replicare. Se un emendamento è a mia firma, ha una valenza, se è
a firma del Capogruppo, ha un'altra valenza. Questo è un fatto
politico, non è un fatto regolamentare. Io ho voluto registrare
questo. L'Assemblea approva, non l'Assemblea prende atto, perché
diversamente costituiamo un precedente pericoloso.
PRESIDENTE Ripeto, però, onorevole Turano che non abbiamo
fatto votare questo ordine del giorno non perché è firmato dai
Capigruppo ma perché è l'unico che non impegna il Governo, che
non è presente; gli altri impegnano il Governo.
Onorevoli colleghi, vorrei richiamare la vostra attenzione su
un altro argomento. Come sapete l'Assemblea dovrebbe designare
cinque componenti della Commissione per la trasparenza che, per
disguidi vari, non sono stati ancora nominati.
Poiché tra poco inizierà la sessione di bilancio che,
ovviamente, finirà alla fine dell'anno e quindi c'è il rischio
che la nomina dei suddetti cinque componenti slitti al prossimo
anno, avendo sentito i Capigruppo, la Presidenza della Regione,
la Presidenza della Commissione per la trasparenza, mi sono
assunto una responsabilità, di cui però vorrei che l'Assemblea
prendesse atto, cioè quella di avere nominato io stesso, in
proroga, l'unico deputato oggi ancora deputato tra questi banchi,
l'onorevole Panarello, (anche l'onorevole Leanza faceva parte
della precedente Commissione per la trasparenza, ma è assessore).
Preciso che l'ho nominato in proroga limitatamente al periodo
necessario alla votazione e comunicazione dei deputati che
invece saranno scelti dall'Assemblea.
Questo è stato necessario - e vi prego di comprendermi - perché
basta un nome in più, un commissario in più per garantire il
numero legale minimo di quella Commissione affinché possa
riunirsi a partire da domani. Dunque, se se ho ritenuto di
procedere in questo senso l'ho fatto soltanto per rendere
operativa la Commissione per la trasparenza, ma ciò non significa
che non si debbano designare i cinque componenti effettivi.
Pertanto, non sorgendo osservazioni, l'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì 30 ottobre
2007, alle ore 17.00, in sessione straordinaria, con il seguente
ordine del giorno:
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
- DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Modifiche e integrazioni alla legge regionale 22
dicembre 1999, n. 28, in materia di disciplina del commercio,
alla legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 ed alla legge
regionale 15 settembre 2005, n. 10. (668/A) (Seguito)
2) - Modifiche e integrazioni alla legge regionale 9 ottobre
1998, n. 26, sulla tutela delle minoranze linguistiche nella
Regione (664)
La seduta è tolta alle ore 18.20
Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 12.20 del 26 ottobre
2007
(a causa di problemi tecnici)
DAL SERVIZIO RESOCONTI
Il Direttore
Dott. Eugenio Consoli
ALLEGATO:
EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE N. 668/A MODIFICHE E INTEGRAZIONI ALLA LEGGE
REGIONALE 22 DICEMBRE 1999, N. 28, IN MATERIA DI DISCIPLINA DEL
COMMERCIO, ALLA LEGGE REGIONALE 23 DICEMBRE 2000, N. 32 ED ALLA
LEGGE REGIONALE 15 SETTEMBRE 2005, N. 10.
-All'articolo 1:
Emendamento 1.1:
All'articolo 1, comma 1, lettera a) dopo le parole non inizi
l'attività di una media struttura di vendita entro un anno
aggiungere o entro due anni se la media struttura è di nuova
costruzione e sostituire le parole il predetto termine di
tre anni è incrementato di ulteriori due anni con le parole
il predetto termine di tre anni è incrementato di un ulteriore
anno.
-All'articolo 6:
Emendamento 6.3:
Al comma 1, lettera c) sostituire le parole sei
rappresentanti' con le parole cinque rappresentanti'.
Emendamento 6.1:
Sopprimere la lettera e)
EMENDAMENTI AGGIUNTIVI DOPO L'ARTICOLO 6
Emendamento A.1:
Art - Provvedimenti inerenti la rendicontazione delle
misure del POR/FSE 2000/2006' - Al fine di definire le
procedure di chiusura delle iniziative realizzate nell'ambito
degli interventi finanziari dal POR Sicilia 2000-2006 i
dipartimenti regionali e gli uffici equiparati titolari delle
misure del fondo sociale europeo sono autorizzati a liquidare e
pagare le spese discendenti dalle predette iniziative
utilizzando le dichiarazioni, redatte ai sensi dell'articolo 47
del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, rilasciate dai beneficiari
del finanziamento ed asseverate da una professionista di cui
all'articolo 1 della legge 11 gennaio 1979, n. 12. Tali
attestazioni costituiscono quantificazione delle certificazioni
di spesa dei finanziamenti ricevuti e sono assoggettate ai
controlli a campione in conformità alle vigenti disposizioni
comunitarie .
Emendamenti A.3 e A5 (identico contenuto):
Art - L'articolo 6, comma 4, della legge regionale 30 gennaio
2006, n. 1 e successive modifiche ed integrazioni non si
applica alle attività dell'Assessorato regionale della
cooperazione, del commercio, dell'artigianato e della pesca .
Emendamento A.9:
Art - 1. Le somme impegnate a valere sui fondi previsti
dalla legge regionale 6 marzo 1976, n. 24 ed eliminate dal
bilancio per perenzione amministrativa, a fronte delle quali a
seguito di rendicontazione finale non sussistono obbligazioni,
sono iscritte in bilancio, su richiesta del competente
Dipartimento Formazione professionale, in apposito fondo
istituito nella Rubrica Bilancio e Tesoro per essere destinate,
con decreto del Ragioniere generale della Regione, su proposta
dell'Assessore regionale per il Lavoro, l'Emigrazione e la
Formazione Professionale, alle medesime finalità previste dalla
legge regionale 6 marzo 1976, n. 24 e ad interventi finalizzati
all'occupazione sulla base della vigente legislazione regionale
ivi comprese le finalità previste dal Fondo unico per il
precariato.
2. Le eventuali somme già versate in favore degli enti di
formazione che a seguito di rendicontazione finale di cui al
precedente comma non sono più dovute agli stessi, sono versate in
entrata del bilancio della Regione entro trenta giorni dalla
comunicazione del competente Dipartimento per essere destinate al
fondo di cui al comma 1.