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Resoconto d'Aula della Seduta n. 93 di martedì 30 ottobre 2007
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   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   RINALDI,  segretario,  dà  lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo osservazioni,  si  intende
  approvato.

                               Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Adamo, Leontini,  Vicari,
  Panepinto  e  Di Benedetto hanno chiesto congedo  per  la  seduta
  odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missioni

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Scoma  sarà  in  missione,
  per ragioni del suo ufficio, il 7 novembre 2007.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Ai  sensi  dell'articolo 127,  comma 9 del Regolamento  interno,
  do  il  preavviso  di  trenta  minuti  al  fine  delle  eventuali
  votazioni  mediante procedimento elettronico che  dovessero  aver
  luogo nel corso della seduta.
   Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio nominale  o  di
  scrutinio   segreto   (art.   127)   sono   effettuate   mediante
  procedimento elettronico.

                               Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  gli  onorevoli  Nicotra,  Fagone   e
  Savarino hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Seguito  della  discussione del disegno di  legge  numero  668/A
  «Modifiche e integrazioni alla legge regionale 22 dicembre  1999,
  n.  28,  in  materia  di  disciplina del  commercio,  alla  legge
  regionale  23  dicembre 2000, n. 32 ed alla  legge  regionale  15
  settembre 2005, n. 10».

   PRESIDENTE.   Si   passa   al  punto  all'ordine   del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   Si  procede  con  il  seguito dell'esame del  disegno  di  legge
  numero  668/A  «Modifiche e integrazioni alla legge regionale  22
  dicembre  1999,  n. 28, in materia di disciplina  del  commercio,
  alla  legge  regionale 23 dicembre 2000,  n.  32  ed  alla  legge
  regionale 15 settembre 2005, n. 10».
   Ricordo  che,  nel  corso della seduta precedente,  avevamo  già
  approvato gli articoli del disegno di legge.
   Onorevoli  colleghi, comunico che gli ordini del  giorno  numero
  187  «Misure  per  la  stabilizzazione del  personale  stagionale
  dell'ESA»,   degli  onorevoli  Cascio,  Dina,   Caputo,   Savona,
  Cantafia,  Ballistreri, Oddo, Savarino, Mattarella  e  Cappadona;
  numero  188 «Misure per il recepimento della parte economica  del
  contratto  collettivo dei lavoratori forestali», degli  onorevoli
  Villari,   Cracolici,  Oddo  Camillo,  Apprendi,  De  Benedictis,
  Termine,  Panepinto,  Speziale,  Panarello  e  Zago;  numero  189
  «Misure  per  la  definizione della casistica di  inedificabilità
  assoluta  e  relativa»,  degli onorevoli D'Asero,  Cascio,  Dina,
  Caputo,   Cantafia,   Di  Mauro,  Villari,   Leanza   Edoardo   e
  Ballistreri, vengono accolti come raccomandazione dal Governo.

   TURANO, presidente della Commissione. Chiedo di apporre  la  mia
  firma all'ordine del giorno numero 187.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE.   Si   passa  all'ordine  del  giorno   numero   191
  «Iniziative  al  fine  di bloccare le stragi  nell'ex  Birmania»,
  degli onorevoli Fleres, Cimino e Confalone.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   LO PORTO, assessore per il Bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Comunico  che è stato presentato l'ordine del giorno numero  192
  «Applicazione della legge regionale 16/2006 art. 4,  comma  2  in
  materia  di  personale  della protezione civile»,  dell'onorevole
  Cimino. Ne do lettura:

   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che per il dipartimento della Protezione  civile,  già
  dall'anno  2001  diverse unità di personale hanno  assicurato  un
  servizio  di  pubblica utilità rendendo nel  tempo  effettiva  ed
  efficiente  l'attività  della  protezione  civile,  comprese   le
  attività  ad  essa  connesse  ed  indispensabili  per  il   primo
  intervento  nell'emergenza di natura metereologica  ,  vulcanica,
  franosa;

   considerato che:

   tale  personale  ha collaborato concretamente  alla  definizione
  dei  piani  di prevenzione dei rischi conseguenti alle  emergenza
  sismiche, vulcaniche ed ambientali nella nostra Regione per conto
  della Protezione civile;

   nell'ambito  dell''emergenza caldo', attivata  dal  Dipartimento
  nazionale  di  Protezione civile, le  grandi     strutture     di
  vendita      commerciale  rappresentano  punti  di  raccolta   ed
  incontro di soggetti a rischio (anziani, bambini, disabili ecc.);

   visto  che  il suddetto personale, nel corso dei più  importanti
  eventi   calamitosi   (alluvioni,  frane,  eruzioni   vulcaniche,
  terremoti)  che  nel tempo si sono verificati, è stato  impegnato
  con   mansioni  di  raccolta  di  segnalazioni  telefoniche,   di
  monitoraggi  vari, al fine di informare le autorità  preposte  ad
  autorizzare  tutti gli interventi necessari di primo  soccorso  e
  che  tali mansioni sono state svolte anche alla presenza e  sotto
  il  diretto coordinamento del Capo della Protezione civile, dott.
  Bertolaso;

   vista  la  legge n. 433 del 1991, la legge n. 365 del  2000,  il
  decreto  legislativo  n. 165 del 2001 e successive  modifiche  ed
  integrazioni,  la  legge  regionale n.  21  del  2001,  la  legge
  regionale n. 4 del 2003, il dispositivo della legge regionale  n.
  16 del 2006, articolo 4, comma 8,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  attuare il dispositivo legislativo della legge della Regione
  siciliana   n.  16  del  2006,  art.4,  comma  8,   e   procedere
  sollecitamente  a  stabilizzare i soggetti che  abbiano  prestato
  servizio nell'ambito della Protezione civile e delle attività  ad
  essa  connesse, intendendosi per attività connesse quelle  svolte
  attraverso  gli enti pubblici e privati (Ast Sistemi, Università,
  ecc.),  al fine dell'immediata realizzazione delle sale operative
  presso   i   servizi  della  Protezione  civile   provinciale   e
  regionale». (192)

                                        CIMINO

   CINTOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CINTOLA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  brevemente per far sì che l'Aula continui a votare gli ordini del
  giorno.  Ormai,  si  sa che gli ordini del giorno,  in  Aula,  si
  possono  votare;  del resto, in quest'Aula, non si  applicano  le
  leggi votate dall'Assemblea, figurarsi un ordine del giorno.
   Chiedo  che,  dal verbale della seduta odierna, risulti  il  mio
  voto  contrario  a  tutti gli ordini del giorno.  La  mia  è  una
  questione  di  principio:  non si possono approvare degli  ordini
  del  giorno che nessuno ascolta, che nessuno capisce. E, poi,  si
  diventa   minchioni   nel votare anche le  leggi;  purtroppo,  il
   minchione  non c'è e non posso aggiungere altro.

   PRESIDENTE. Onorevole Cintola, si è proceduto alla votazione  di
  un  solo  ordine del giorno; gli altri sono stati  accolti  tutti
  come raccomandazione dal Governo.

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  l'ordine  del
  giorno   dell'onorevole   Cimino,  che  sottoscrivo,   si   rende
  necessario  per dare al Governo un ulteriore impulso per  tentare
  di  approvare  questo disegno di legge e per  dare  alla  Regione
  questa importante struttura e questo servizio.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  chiedere
  di apporre la mia firma all'ordine del giorno numero 188, oltre a
  quella degli onorevoli Regina e Terrana.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevole  Ragusa, vorrei comunque ricordare  che  l'ordine  del
  giorno numero 188, relativo ai lavoratori forestali,  è già stato
  accolto come raccomandazione dal Governo.
   Onorevoli  colleghi, riprendiamo la trattazione dell'ordine  del
  giorno numero 192, a firma dell'onorevole Cimino. Non so se ne  è
  già  stata  distribuita  copia. Ha  ragione  l'onorevole  Cintola
  quando dice che votiamo su argomenti che non conosciamo.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   LO PORTO, assessore per il Bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si  rende  noto  che  l'ordine del  giorno  numero  192  risulta
  approvato con il voto contrario dell'onorevole Cintola.
   Comunico  che è stato presentato l'ordine del giorno numero  193
  «Iniziativa per la stabilizzazione dei lavoratori ASU (ex D. Lgs.
  280/97)»,  a  firma  degli onorevoli Caputo,  Currenti,  Granata,
  Incardona e Pogliese. Ne do lettura:

   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che  la  Regione  ha avviato  da  tempo  una  politica
  finalizzata   alla  definitiva  stabilizzazione  dei   lavoratori
  precari  siciliani, impegnati, per la maggior  parte  all'interno
  dei  pubblici uffici e delle pubbliche amministrazioni degli enti
  locali;

   considerato che:

   la  maggior  parte  di  essi ancora oggi  rimane  in  attesa  di
  ottenere   un   provvedimento  che  ne  assicuri  la   definitiva
  stabilizzazione;

   ancora  oggi,  nonostante  i ripetuti  e  pubblici  impegni,  il
  Governo  della Regione non ha provveduto ad emanare  i  necessari
  provvedimenti  per assicurare uno stabile futuro a  tutti  questi
  lavoratori precari;

   considerato  altresì che la maggior parte dei  comuni  siciliani
  ha   attivato   iniziative  e  manifestazioni  di  protesta   per
  sensibilizzare   il  Governo  della  Regione  a  procedere   alla
  definitiva stabilizzazione;

   valutato  inoltre che non è più rinviabile da parte del  Governo
  il provvedimento di stabilizzazione dei precari ASU,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  adottare  tutte le necessarie iniziative per  assicurare  la
  stabilizzazione dei lavoratori ASU siciliani». (193)

                        CAPUTO,   CURRENTI,   GRANATA,   INCARDONA,
  POGLIESE

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   LO PORTO, assessore per il Bilancio e le finanze. Favorevole.

   D'ASERO.  Signor  Presidente, chiedo  che  l'ordine  del  giorno
  numero 189 sia posto in votazione.

   PRESIDENTE.    Onorevoli    colleghi,    l'onorevole    D'Asero,
  presentatore  dell'ordine  del giorno  numero  189,  accolto  dal
  Governo   come  raccomandazione,  chiede  che  venga   posto   in
  votazione.
   Non  sorgendo  osservazioni, la richiesta è accolta.  Il  parere
  del Governo?

   BENINATI,   assessore  per  la  Cooperazione,   il    commercio,
  l'artigianato e la pesca. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si  rende  noto  che  l'ordine del  giorno  numero  189  risulta
  approvato con il voto contrario dell'onorevole Cintola.
   Comunico  che è stato presentato l'ordine del giorno numero  194
  «Giornata  della memoria del genocidio Ucraino»,  a  firma  degli
  onorevoli Caputo, Currenti, Granata, Incardona e Pogliese. Ne  do
  lettura:

   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che nel mese di novembre del corrente anno la comunità
  internazionale  del Comitato storico-umanitario un  Giardino  dei
  Giusti  a  Torino commemorerà il 75  anniversario dell'Holodomor,
  parola  ucraina che significa infliggere la morte  attraverso  la
  fame denominata Holodomor, per non dimenticare ;

   preso  atto che tale catastrofe umanitaria non fu la conseguenza
  di  una  carestia  dovuta a cause naturali,  bensì  lo  sterminio
  programmato  e  pianificato di milioni  di  ucraini,  soprattutto
  contadini colpevoli di essersi opposti alla repressione politica,
  economica e culturale dei bolscevichi, deliberatamente perpetrato
  dal potere sovietico e accompagnato dalla distruzione sistematica
  del patrimonio scientifico, culturale e religioso di quel popolo;

   considerato che:

   il   Presidente   dell'Ucraina  si  è  rivolto   alla   comunità
  internazionale    affinché     riconosca
   l'Holodomor  come  genocidio  del  popolo  ucraino  e   aderisca
  all'iniziativa  di  partecipare alla Giornata della  memoria  del
  genocidio  ucraino,  fissata per il quarto  sabato  del  mese  di
  novembre di ogni anno;

   tale  appello  è  già stato raccolto da diversi  Paesi  (U.S.A.,
  Canada, Belgio, Polonia, Ungheria, Lituania, Georgia, ecc.),

                        impegna il Governo della Regione

   ad   aderire   all'iniziativa  del  Presidente  dell'Ucraina   a
  partecipare  alla Giornata nazionale della Memoria del  genocidio
  ucraino, fissata per il quarto sabato di novembre di ogni anno, e
  a  farsi  promotore di iniziative nel corso del  suddetto  mese».
  (194)

   CAPUTO, CURRENTI, GRANATA
                                               INCARDONA, POGLIESE

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   LO  PORTO, assessore per IL Bilancio e le finanze. Il Governo lo
  accoglie come raccomandazione.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico  che è stato presentato l'ordine del giorno numero  195
  «Interventi   urgenti   al   fine   di   garantire   una   giusta
  valorizzazione  delle risorse endogene della  Sicilia»,  a  firma
  degli onorevoli Pagano, D'Asero, D'Aquino, Confalone, Cristaudo e
  Scoma.   Ne do lettura:

   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che  il sistema energetico italiano, come  è  noto,  è
  fortemente   dipendente   dall'estero,   con   importazioni    di
  combustibili  fossili  di circa 1'85% del consumo  totale  e  gli
  scenari futuri prefigurano una crescente dipendenza se non  viene
  attuata  una  politica mirata alla valorizzazione  delle  risorse
  endogene;

   considerato  che  la Sicilia riveste un ruolo  fondamentale  nel
  quadro  delle produzioni nazionali poiché occupa il  primo  posto
  tra  le  regioni  italiane per la produzione  di  gasolina  e  il
  secondo posto per la produzione di olio combustibile ;

   attestato   che  qualunque  iniziativa  di  contenimento   della
  produzione  di energia contrasterebbe con le moderne  ed  attuali
  tematiche di valorizzazione delle risorse energetiche nazionali e
  regionali, secondo quanto disposto dalle tante direttive  europee
  recepite  dalla  Regione  o  dallo stesso  DPEF  2000/2006  della
  Regione  siciliana in materia di politica energetica che prevede,
  la massima valorizzazione delle risorse endogene della Regione ed
  ancora  dall'importante legge regionale n. 14 del  2000,  che  ha
  regolamentato e liberalizzato la produzione degli idrocarburi  in
  Sicilia  ed  ha  incentivato l'attrazione di  nuovi  capitali  ed
  investimenti stranieri;

   verificato  che  la  riduzione dello sfruttamento  delle  nostre
  risorse   di   idrocarburi  gassosi,  dunque,   destabilizzerebbe
  l'importanza  che la Sicilia riveste nel quadro delle  produzioni
  nazionali  e si rischierebbe, inoltre, un'irreparabile crisi  del
  mondo  lavorativo poiché l'impossibilità di proseguire l'attività
  di  ricerca e produzione farebbe perdere una notevole quantità di
  posti di lavoro;

   rilevato che le attività di esplorazione del metano non  possono
  essere considerate causa di impatto ambientale;

   altresì,  la  limitazione  delle  procedure  di  estrazione  non
  bloccherebbe l'attività di raffinazione che continuerebbe con  il
  petrolio estratto ed importato dall'estero,

                        impegna il Governo della Regione

   ad  intraprendere opportune iniziative al fine  di  incrementare
  lo  sfruttamento  dei  giacimenti di idrocarburi  della  Sicilia,
  importante  risorsa per l'intera economia siciliana e nazionale».
  (195)

   PAGANO, D'ASERO, D'AQUINO

   CONFALONE, CRISTAUDO, SCOMA

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  porre
  una  domanda ai colleghi della maggioranza ed al Governo; non  so
  chi  sia  il  rappresentante che dovrebbe rispondermi;   presumo,
  l'assessore  Beninati,  visto l'oggetto  del  disegno  di  legge.
  Ebbene, vorrei capire quante parti in commedia fate. Sa cos'è  la
  commedia, assessore?
   Come  è  noto,  su  queste  vicende,  vi  sono  stati  anche  un
  dibattito  pubblico,  solenni  impegni,   da  parte  del  Governo
  regionale,  con  annunciati disegni di legge che dovevano  essere
  varati e predisposti urgentemente per l'Aula. Un dibattito che ha
  segnato anche la calura agostana e, come è noto, agosto è il mese
  durante  il  quale  si  discute in maniera più  libera  di  tanti
  argomenti.
   Il   Governo,   oltretutto,  ha  annunciato  l'intendimento   di
  impedire  che  vi  possano  essere attività  estrattive  in  aree
  sottoposte  a vincolo, aree dichiarate di interesse dell'umanità,
  come le quelle dell'UNESCO.
   Adesso,   arriva   in   Aula   un   ordine   del   giorno   che,
  sostanzialmente, da la possibilità di cercare il metano ovunque.
   Personalmente, mi ritiro. Decidete voi quante parti di  commedia
  dovete  fare  e, quando ce lo avrete comunicato, decideremo  come
  votare.
   Vorrei  chiedere  ai  colleghi di  ritirare  questo  ordine  del
  giorno per evitare di trasformare la commedia in farsa.

   PAGANO.  Chiedo  di parlare per illustrare l'ordine  del  giorno
  numero 195.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PAGANO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, penso  che  non
  vi  sia  nessuna  commedia  e  lo dico  con  assoluta  sincerità.
  Probabilmente, l'onorevole Cracolici ha colto, qua e là,  qualche
  articolo  sui giornali senza approfondire. In verità, si verifica
  un  fatto  molto  semplice da spiegare e cioè che il  Parlamento,
  nella sua autorevolezza, oggi, ha la possibilità di intervenire -
  come, del resto, è già accaduto altre volte - su questa materia.
   Ricordo,  infatti, che, già nel 2005, vi fu un ampio  dibattito,
  a fronte di posizioni diverse;  l'argomento che stiamo trattando,
  infatti, non è da tutti immaginato allo stesso modo, giacché,  in
  materia   di   ambiente,  oramai,  vi  sono  posizioni   talmente
  trasversali  che non si può immaginare che il bene  stia  da  una
  parte ed il male dall'altra.
   Purtroppo o per fortuna, dipende dai punti di vista, ma vi  sono
  molteplici posizioni, anche all'interno delle coalizioni.
   Nel  2005,  si ebbe già un dibattito; si ebbe, addirittura,  una
  votazione  e fu presentato anche un emendamento da un  autorevole
  componente  del  Governo che, poi, venne bocciato  dall'Aula,  in
  misura stratosferica.
   E'  evidente, quindi, che non c'è nessun tipo di difficoltà - mi
  riferisco  a  lei, onorevole Cracolici - nel sollevare  argomenti
  tuttora attuali.
   Qual    è   l'oggetto   dell'argomento   trattato   oggi?     Le
  trivellazioni di metano in Sicilia.
   Dopo  questa  premessa  -  perché  è  importante  avere  memoria
  storica  e capire che già quest'Aula si è pronunciata, non  venti
  anni  fa  ma un anno e mezzo fa, in maniera positiva, sulle  tesi
  che  oggi  stiamo esprimendo -, andiamo a vedere,  concretamente,
  cosa è accaduto.
   Qualcuno  sostiene che le trivellazioni del  metano  -  non  del
  petrolio, perché nessuna azienda, in questo momento, in  Sicilia,
  ha avuto l'autorizzazione a fare ricerche se non sul metano - non
  si debbano fare.
   Ma  c'è un'azienda che, in questo momento, si sta cimentando sul
  metano  ed ha avuto tutte le autorizzazioni per potere esercitare
  il  proprio  diritto, ai sensi della legge numero  14  del  2000.
  Questa  azienda  è stata bloccata - non si sa come e  da  cosa  -
  perché sembra che possa nuocere ai siti dell'UNESCO.
   I  siti  dell'UNESCO  vengono regolati da  apposite  delibere  e
  decreti  dell'UNESCO stesso che, sostanzialmente,  prevedono  che
  esistono  dei beni da tutelare e  sono beni individuati;  esiste,
  poi,  la  cosiddetta  buffer zone, che, letteralmente,  significa
   zona  cuscinetto , una sorta di zona che circonda il bene stesso
  ed  è  ideale,  virtuale, entro la quale non si può assolutamente
  scavare, nemmeno immaginare di fare trivellazioni o alcuna  forma
  di  ricerca,  tant'é che le autorizzazioni di queste aziende  non
  riguardano  questa zona ma quelle che si trovano  a  distanza  di
  chilometri rispetto alla buffer zone.
   Nei  giorni  scorsi,  è  accaduto un fatto  molto  semplice:  le
  telecamere, appositamente sollecitate da chi ha avuto  minato  il
  proprio   diritto  ad  esercitare  libera  impresa,  sono   state
  collocate  in  alcuni  posti  ed  hanno  permesso  di  verificare
  concretamente di cosa si trattava.
   Signor  Presidente,  stiamo parlando di  discariche,  di  luoghi
  ameni, di luoghi distanti chilometri dalla buffer zone.
   E'   evidente   che  le  autorizzazioni,  giustamente   concesse
  dall'Assessorato all'industria e che  giustamente  avevano  avuto
  il  via  libera  dall'Assessorato ai beni culturali,  avevano  la
  possibilità di esistere e di consentire di operare regolarmente.
   Oggi, chiediamo semplicemente - così come abbiamo spiegato  alla
  fine  dell'ordine  del  giorno  -  che  si  proceda  affinché  le
  autorizzazioni, regolarmente concesse all'impresa  testé  citata,
  procedano  e il tutto si concluda come dovrebbe - se  ancora,  in
  questo  Paese,  il  diritto è tale - cioè con la  possibilità  di
  esercitare  liberamente  un'impresa, se tutte  le  autorizzazioni
  sono state rilasciate.
   Se,  invece,  vi  sono  dei blocchi che hanno  altre  origini  -
  perché  vi  sono dei pregiudizi o, forse, per chissà quale  altro
  motivo  -,  evidentemente, quest'Assemblea non può  che  prendere
  atto  che  si  sta compiendo una prevaricazione nei confronti  di
  liberi  cittadini  che stanno esercitando il proprio  diritto  ad
  operare la loro impresa.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE    BENEDICTIS.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  desideravo  esprimere la mia posizione contraria a questo  ordine
  del giorno, nel merito e nel metodo. Soprattutto, da questo punto
  di  vista,  voglio  spendere delle parole, in  questa  occasione,
  perché è un tema di così grande rilevanza.
   Rispettando  le  posizioni di tutti, questo  argomento  non  può
  essere  oggetto  di  un  ordine del giorno,  prodotto  all'ultimo
  momento; o siamo seri o siamo dei provocatori perché questo è  un
  argomento importante su cui la stampa nazionale ed internazionale
  ha  sollevato delle questioni, ridicolizzando la nostra  politica
  regionale,  tutta  quanta,  e sulla  quale  il  Presidente  della
  Regione  ha finto di prendere degli impegni - non dico  ha  preso
  degli  impegni  perché, poi, si sono rilevati assolutamente vuoti
  - sui quali non possiamo più continuare responsabilmente ad avere
  dieci posizioni.
   Un  dibattito  serio va fatto. Personalmente, sono contrario  ad
  affermazioni  che  leggo  qui come  quelle  che  dicono  che   la
  riduzione  dello sfruttamento delle nostre risorse di idrocarburi
  gassosi destabilizzerebbe l'importanza che la Sicilia riveste nel
  quadro   delle   produzioni  nazionali  e  si  rischierebbe   una
  irreparabile crisi del mondo lavorativo .
     La  cosa è sorprendente, risibile quanto meno ma, proprio  per
  questo,  prego i  firmatari di questo ordine del giorno - quindi,
  gli onorevoli Pagano, D'Asero, D'Aquino, Confalone,  Cristaudo  e
  Scoma  - di consentire che il Parlamento affronti una discussione
  seria.
   Questo  ordine  del  giorno è arrivato in Aula  tre  minuti  fa;
  quest'Aula  ha  il dovere di affrontare seriamente la  questione,
  sulla  quale,  torno a dire, c'è un dibattito  che  ha  visto  la
  Sicilia   ridicolizzata   dalle  cronache   e   dalle   posizioni
  controverse  e  contraddittorie che il Governo ha  preso  al  suo
  interno e la maggioranza dentro di essa.
   Ritengo  assolutamente  opportuno, pertanto,  che  l'ordine  del
  giorno  in  esame venga ritirato. E se non dovesse  essere  così,
  preannuncio il mio voto contrario.

   POGLIESE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   POGLIESE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  concordo  con
  le   riflessioni  esternate  dall'onorevole  De  Benedictis,   in
  riferimento a questo ordine del giorno, sul metodo e sul merito.
     Credo  che questa problematica necessiti di un approfondimento
  che  non può essere riservato, esclusivamente, con un ordine  del
  giorno  presentato nell'imminenza della votazione  finale  di  un
  disegno di legge.
   Ritengo  che  vi sia l'assoluta esigenza di un confronto  ampio,
  anche  sulla  base  di  due  disegni  di  legge  presentati  (uno
  governativo,  da  parte del Presidente della  Regione,  onorevole
  Cuffaro  ed  approvato in Giunta, un mese  fa  ed  un  altro,  di
  iniziativa  parlamentare, a firma di parecchi colleghi  di  varie
  forze politiche).
   Credo,  quindi, che vi sia l'assoluta esigenza di  un  dibattito
  ampio   ed  articolato  e  chiedo,    formalmente,  all'onorevole
  Pagano, di ritirarlo; se ciò non dovesse avvenire, preannuncio il
  mio  voto  contrario  su questo ordine del  giorno,  nel  merito;
  credo,  infatti,  che  quanto accaduto,  soprattutto  nelle  zone
  oggetto  della  valorizzazione dell'UNESCO,   evidentemente,  sia
  stato oggetto anche di grandi mobilitazioni popolari.
   Ritengo  che vi sia l'assoluta esigenza di un nuovo  modello  di
  sviluppo che punti sulla valorizzazione delle nostre risorse, dal
  punto di vista architettonico, monumentale e paesaggistico.
   Sono   convinto,   inoltre,  che  anche   lo   sfruttamento   di
  idrocarburi  gassosi  -  come  è  stato  detto  -  possa   essere
  incompatibile con quel modello di sviluppo. Per essere ancora più
  espliciti:   laddove  si  è  in  presenza  di   un'autorizzazione
  precedentemente  concessa,  che non  riguarda  esclusivamente  la
  ricerca  di idrocarburi gassosi ma anche di idrocarburi  liquidi,
  se  la  Panther Oil li dovesse trovare, cosa che potrebbe  essere
  probabile,   mi  chiedo  e  chiedo  all'onorevole  Pagano,   cosa
  accadrebbe,  al  di  là di quelle che sono  le  esternazioni  che
  vengono riportate sui mass media locali?
   Per   tali  ragioni,  preannuncio  il  mio  voto  contrario  ma,
  soprattutto,  invito l'onorevole Pagano e gli altri firmatari,  a
  ritirare  l'ordine del giorno per dare a quest'Aula l'opportunità
  di approfondire e di discutere con maggiore cognizione di causa.

   ZAPPULLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAPPULLA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  faccio  una
  brevissima  premessa  per  dire  che  non  appartengo  al  fronte
  dell'ambientalismo integralista; non sono un fondamentalista, per
  quanto  riguarda  i temi dell'ambiente, nella Regione  siciliana;
  qualcuno,  anzi, mi accusa di essere un industrialista,  uno  che
  pensa  che  un modello di sviluppo della nostra terra  non  possa
  fare  a meno, oltre che del turismo di qualità e dell'agricoltura
  di  eccellenza,  anche  di un moderno, efficiente  e  sostenibile
  sviluppo industriale.
   Ciò  premesso,  non  sto parlando avendo  davanti  chissà  quale
  atteggiamento  antindustrialista ma è esattamente  il  contrario;
  obiettivamente,  non  posso non affermare  e  confermare  che  le
  trivellazioni  nella  Val di Noto sono una mortificazione  e  una
  violenza, non solo ai siti UNESCO, non solo a quel territorio, ma
  ad  un  modello di sviluppo di quella terra, di quella  zona  che
  prevede, proprio per quel territorio, la valorizzazione dei  beni
  culturali, ambientali e paesaggistici dell'intera Val di Noto.
   Questa  posizione,  che  mi  pare  essere  stata  condivisa  dal
  Governo, dal Presidente della Giunta regionale, da interi  gruppi
  della maggioranza che hanno presentato anche specifici disegni di
  legge,  come  chi  mi  ha preceduto ha avuto modo  di  precisare,
  impone,  a  mio  avviso, una attenta riflessione ed  una  attenta
  valutazione.
   Ritengo  sbagliato, pertanto, non solo nel merito ma  anche  nel
  metodo, affrontare una materia così delicata, così complessa, con
  un   semplice   ordine   del  giorno  presentato,   per   carità,
  legittimamente,     all'attenzione    dell'Assemblea    regionale
  siciliana.
   Di  conseguenza, anch'io, signor Presidente, onorevoli colleghi,
  chiedo ai presentatori di questo ordine del giorno di ritirarlo e
  di  consentire di affrontare  la questione complessa, delicata ed
  articolata di cui discutiamo in una apposita seduta.
   Se  ciò  non  dovesse accadere e se l'ordine  del  giorno  verrà
  confermato, preannuncio il mio voto contrario.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   desidero
  essenzialmente rivolgermi all'onorevole Pagano, di cui conosco la
  buona  fede,  precisando di condividere  in  pieno  l'ordine  del
  giorno che lo stesso ha presentato, facendo appello però al fatto
  che egli è stato anche un uomo di governo.
   La  materia  energetica, la questione dell'utilizzo dell'energia
  delle  risorse è materia strategica per la Sicilia  e  risolverla
  con   una   discussione  su  un  ordine  del  giorno,   in   modo
  approssimativo  e  con un voto approssimativo d'Aula,  mi  sembra
  assolutamente inopportuno.
   Condivido che la questione energetica possa tornare in Aula,  in
  tempi ragionevolmente rapidi e che possa tornare in Aula anche la
  questione che attiene alla ricerca, all'esplorazione, per evitare
  che facili demagogie o inutili voli pindarici possano mettere  in
  discussione  una  scelta che deve riguardare l'intero  Parlamento
  siciliano,  la sua vocazione, la sua prospettiva di sviluppo,  al
  fine di salvaguardare gli interessi primari della nostra Regione.
   Agitare   -  come  ho  sentito  in  quest'Aula  -  uno  sviluppo
  alternativo  a  quello  precedente che induce,  per  esempio,  al
  blocco  della ricerca del gas in Sicilia, mi sembra una posizione
  miope,  assolutamente  non condivisibile, in  contrasto  con  gli
  interessi della Sicilia e del Paese.
   Il  Governo  nazionale ha chiesto di realizzare  i gassificatori
  in Sicilia.
   Il   dibattito,  in  questo  momento  in  corso,   riguarda   se
  realizzare o meno i gassificatori, in Italia e in Sicilia,  visto
  che,  come tutti sanno, il nostro Paese dipende, in larga misura,
  dalle  risorse straniere. Le risorse italiane dipendono, in larga
  misura,  dalle  risorse energetiche provenienti  dall'estero,  in
  particolare il gas.
   Abbiamo sostenuto e permesso che si siglasse un accordo  con  la
  Libia  e  con  l'Algeria per la distribuzione di gas  nel  nostro
  Paese.  Qualche  giorno fa, il Presidente del  Consiglio,  Romano
  Prodi,  si è recato in Kazakistan per rendersi conto di come  sia
  possibile utilizzare quelle risorse per sostenere lo sviluppo nel
  nostro Paese.
   Mi   sembrerebbe  assolutamente  improprio  che,  a  fronte   di
  ricerche  che  attestano  che, nel  nostro  sottosuolo,  ci  sono
  miliardi di metri cubi di gas, non dovessimo favorire la  ricerca
  e l'esplorazione.
   Una  materia  così  importante non può essere  definita  con  un
  ordine  del  giorno perché sono altrettanto valide le ragioni  di
  chi  sostiene che, in alcuni siti di particolare pregio, dovremmo
  limitare la ricerca e l'esplorazione.
   Il  Governo  della Regione che, in questa materia, è  abbastanza
  confuso,  qualche settimana fa, ha approvato un disegno di  legge
  che  mette in discussione non solo la ricerca futura ma anche  la
  possibilità di attivare la manutenzione nei pozzi precedenti  con
  il  rischio  che  potrebbero  essere chiusi  i  siti  industriali
  presenti in Sicilia.
   Onorevole  Pagano,  c'è  una  ragione  primaria  per  la   quale
  dobbiamo   investire   l'Assemblea  regionale   siciliana   delle
  politiche  energetiche  ma,  se dovesse  passare,  attraverso  un
  ordine del giorno, questo non aiuterebbe il dibattito.
   Chiedo  al  Governo e all'onorevole Pagano di ritirare  l'ordine
  del  giorno,  di  fissare  una data per affrontare  la  questione
  energetica  siciliana,  un tema centrale per  lo  sviluppo  della
  nostra  Regione.  Non  affrontiamola,  nella  confusione  di   un
  pomeriggio d'Aula, attraverso un ordine del giorno.
   Contemporaneamente, mi permetto di sollecitare il Governo  sulle
  procedure  avviate, in tema di autorizzazione,  per  evitare  che
  questi  comportino  danni  per le  casse  della  Regione  con  le
  procedure  riconosciute.  Bisogna  che  trovino  il  loro   corso
  naturale  -  perché  è  giusto che ciò  avvenga  -  con  risposte
  positive  o negative, rispetto alle richieste avanzate, in  forza
  di  una legge che, in Sicilia, ha liberalizzato la ricerca  sulla
  base di una direttiva europea.
   Vorrei   ricordare  che,  fino  al  1999,  grazie   al   Governo
  Capodicasa,   è   stato  possibile  introdurre   una   norma   di
  liberalizzazione  della  ricerca  petrolifera  in  Sicilia   che,
  altrimenti,  sarebbe stata soltanto nelle mani  della  SARCIS  e,
  quindi, dell'ENI. Oggi, invece, è possibile avere una possibilità
  di ricerca delle risorse.
   Signor  Presidente,  onorevole  Governo,  onorevole  Pagano,  vi
  invito  a ritirare l'ordine del giorno, dietro l'impegno  formale
  del  Governo,  a  fissare una data dei lavori d'Aula  in  cui  il
  Parlamento affronti tutta la questione energetica, in  modo  tale
  che  possa  essere  il  Parlamento stesso  a  definire  le  linee
  strategiche in materia di energia in Sicilia.

   ZAGO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAGO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che,  anche
  su  queste  problematiche, il Governo abbia delle  responsabilità
  delittuose  perché ci troviamo, a distanza di  un  anno  e  mezzo
  dall'inizio   della  legislatura,  da  quando,  cioè,   nel   suo
  intervento programmatico, il Presidente della Regione,  onorevole
  Cuffaro,  ci  informava  che  era  stato  dato  incarico  per  la
  redazione del Piano energetico regionale in Sicilia.
   E'  passato  un anno e mezzo e del Piano energetico  non  si  ha
  notizia, anzi, l'Assessore al ramo, poco tempo addietro, ha detto
  che  continua  lo studio degli incaricati per la redazione  dello
  stesso piano.
   Dico  ciò  perché  a  me  non basta la richiesta  dell'onorevole
  Speziale di fissare una seduta per dibattere l'intera materia.
   Credo   sia  necessaria,  invece,  la  presentazione  del  Piano
  energetico  regionale, piano guida che ci può far capire,  da  un
  lato,   cosa  vogliamo  fare,  in  Sicilia,  in  tema  di  tutela
  ambientale  e,  dall'altro, ci può permettere  di  utilizzare  al
  meglio le risorse del sottosuolo.
   Credo,  infatti, che questo tema non può essere  sviluppato  con
  degli slogan; questo è un tema al quale non ci si può approcciare
  con  superficialità  ma  che  deve  essere  sviscerato.  Anch'io,
  infatti,   sono  dell'opinione  che,  in  Sicilia,  non  dobbiamo
  rinunciare  a  nulla  di  quanto è possibile  utilizzare.  Troppo
  facile   dire   no   alle  ricerche,  sì  ai  siti   UNESCO,   no
  all'industrializzazione, sì al turismo.
   La  domanda  da  porsi,  a  mio avviso,  però,  è  un'altra:  le
  ricerche,  l'industrializzazione, lo sfruttamento  delle  risorse
  del  sottosuolo sono incompatibili con il rispetto dell'ambiente,
  con la tutela ambientale, con il rispetto dei siti UNESCO?
   Le   trivellazioni  minano  la  possibilità  di  mantenere,   di
  difendere,  di esaltare i siti UNESCO e, comunque, il  paesaggio,
  le  bellezze, i beni artistici e paesaggistici di cui,  grazie  a
  Dio, godiamo?
   Il  compito  della politica è quello di vedere cosa  può  essere
   compatibilizzato'  perché la Sicilia non  rinunci  a  nulla.  La
  Sicilia non può compiere la scelta di volere puntare sul turismo,
  ovvero  sull'agricoltura e sulla  industrializzazione. La Sicilia
  deve  puntare  su tutto ciò che è compatibile con un  modello  di
  sviluppo ragionato e condiviso.
   Per  questo motivo, ritengo essenziale la presentazione in  Aula
  del Piano energetico regionale da cui partire per giungere ad una
  decisione serena del Parlamento.
   Signor   Presidente,  chiedo  dunque  all'onorevole  Pagano   di
  ritirare l'ordine del giorno per sostituirlo con un altro  ordine
  del  giorno che impegni il Governo a presentare, entro tre  mesi,
  il Piano energetico regionale, in modo tale da poter consentire a
  tutti,  all'economia,  al  turismo, alla  tutela  ambientale,  di
  adottare  le misure necessarie perché la Sicilia non  deturpi  il
  suo ambiente ma, nello stesso tempo, non rinunci alle risorse del
  sottosuolo che possono essere preziose per lo sviluppo  economico
  della nostra Regione.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei fare un
  ragionamento  generale  sullo strumento dell'ordine  del  giorno.
  Ogni  volta che  arrivano ordini del giorno, all'ultimo  momento,
  si rischia che gli stessi non vengano  compresi dai deputati.
   Non  so se sia possibile stabilire una metodologia di lavoro  e,
  quindi,  entro un certo lasso di tempo dai lavori dell'Assemblea,
  si  possa  stabilire  una calendarizzazione  della  presentazione
  degli  ordini  del giorno. Rischiamo, infatti, come  deputati  di
  questa Assemblea, di approvare ordini del giorno sui quali  manca
  la giusta e necessaria attenzione.
   Rispetto  all'ordine  del  giorno  numero  195,  di  cui  stiamo
  discutendo, i colleghi che mi hanno preceduto hanno,  più  volte,
  ribadito alcuni concetti importanti.
   Ricordo  a  me  stesso  che,  nel  settembre  2006,  allorquando
  quest'Aula ebbe modo di discutere la mozione sui rigassificatori,
  il   Governo  si  era  impegnato  per  una  discussione  attenta,
  approfondita,  in ordine a questioni che potevano  riguardare  la
  questione  energetica e, soprattutto, per un'attenta  valutazione
  di  una discussione, di un dibattito che potesse andare anche  al
  di là di questa Assemblea sul Piano energetico.
   A  tutt'oggi,  non abbiamo le idee chiare, questo documento  non
  c'è,  né  la  Giunta  ne ha preso atto né all'Assemblea  è  stato
  inviato un disegno di legge che tratti questo argomento.
   Ritengo  che  questo ordine del giorno sia parte  integrante  ed
  importante  della questione energetica. E non penso che  possiamo
  affrontare, in maniera così superficiale, un ordine del giorno di
  questo tipo che, se pure è interessato a porre l'attenzione sulla
  problematica, credo non possa essere deciso così, su due piedi.
   Vorrei     chiedere,    infine,    all'Assemblea,    soprattutto
  all'onorevole  Pagano,  di  soprassedere  su  questo  ordine  del
  giorno,    di   ritirarlo,   al   fine   di   potere   esaminare,
  contestualmente, tutta la materia energetica richiesta da  questa
  Assemblea da diverso tempo.

   LO  PORTO,  assessore per il bilancio e le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  PORTO,  assessore  per  il bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, mi scuso con l'onorevole  Pagano
  nel  chiedere  di consentirmi di parlare prima di  lui  perché  è
  stato  persino invocato l'intervento del Governo e  criticato  lo
  stesso   per   un   documento  del  quale  non  è   assolutamente
  responsabile.
   Si  tratta, infatti,  di un ordine del giorno a firma di singoli
  deputati  che non possono coinvolgere le responsabilità  generali
  del Governo.
   Tuttavia,  poiché  la  piega della discussione  è  tale  che  si
  rischia  di confondere ancora di più il quadro complessivo  della
  materia,  informo  l'Assemblea che,  il  1   ottobre  scorso,  il
  Governo  regionale  -  aveva  ragione l'onorevole  Cracolici  nel
  ricordare  che  i  giornali avevano accennato a qualcosa,  ma  le
  notizie  dei giornali erano incomplete - ha approvato un  disegno
  di legge.
   Non  si tratta, quindi, di una mozione o di una delibera pura  e
  semplice;  si  tratta,  invece,  di  un  disegno  di  legge,  già
  depositato presso l'Assemblea regionale siciliana - che  possiamo
  sottoporre   alla   Conferenza   dei   Presidenti   dei    Gruppi
  parlamentari,  nella prossima riunione, per inserirlo  all'ordine
  del  giorno,  nel  più breve tempo possibile - con  il  quale  la
  Regione   siciliana  chiede  la  moratoria,  la  sospensione   di
  qualunque  ricerca  nel  settore degli  idrocarburi,  siano  essi
  liquidi o gassosi.
   Se  le ragioni, pur legittime, di tutti coloro che sostengono il
  bisogno  di  un  incremento  di questa ricerca,  vogliono  essere
  sottoposte  all'Aula, ciò può accadere nell'ambito del  dibattito
  su quel disegno di legge.
   Se  preferite, qualora l'incombenza di finanziare in bilancio la
  legge sullo sviluppo lasci pensare che non sia facile arrivare al
  disegno  di legge di cui vi ho parlato, trasformate l'ordine  del
  giorno  in  una  mozione ma anche questa, se   deve  trovare  uno
  spazio di discussione ampio,   diventa un problema.
   Invito,  quindi,  l'onorevole Pagano  a  ritirare  l'ordine  del
  giorno  in  omaggio ad un disegno di legge nel  corso  del  quale
  tutte le sue ragioni, insieme a quelle che l'Assemblea riterrà di
  portare avanti, verranno riconosciute.

   PAGANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PAGANO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, avevo  esordito
  dicendo che siamo in presenza di una posizione poco chiara,  dove
  le posizioni erano assolutamente trasversali.
   Lo  ricorderete tutti. Mi pare che, oggi, abbiamo dato prova  di
  questa trasversalità, nel senso che non c'è una posizione univoca
  che appartiene ad un partito o ad un altro ma siamo di fronte  ad
  una confusione completa e totale.
   Penso  di avere raggiunto un obiettivo che è quello di sollevare
  un  dibattito  su  un argomento importante, visto  che  siamo  in
  presenza  di  un  deficit  strutturale che  alla  nostra  Regione
  attiene in materia di politica energetica.
   Questo disegno di legge che lei, assessore Lo Porto, invoca  non
  è la panacea, non è la soluzione. La legge esistente in vigore in
  questo  momento  -  la  numero 14 del  2000  -  è  universalmente
  riconosciuta  come  una delle più avanzate d'Europa;  interpreta,
  realizza  fedelmente, infatti, quanto previsto dalla disposizione
  dell'Unione Europea.

                 Presidenza del Presidente Micciché

   Il  fatto  che  il Governo lo voglia stravolgere, personalmente,
  mi preoccupa.
   Se  dobbiamo  venire in Aula per stravolgere  una  legge  che  è
  ritenuta da tutti tra le più avanzate d'Europa, vuol dire che non
  abbiamo  assolutamente  peso  su quello  che  è  l'oggetto  della
  discussione.
   Dobbiamo  fare  una  discussione, questo sì, e  potrei  ritirare
  l'ordine  del  giorno  soltanto se una mozione  trattasse  questo
  argomento.  E  discuteremo  per  chiarirci  tutti  le   idee   e,
  soprattutto  per  spiegare ai siciliani cosa  vogliamo  fare,  in
  questa Terra, in materia energetica.
   Il  disegno  di  legge però non c'entra niente;  il  disegno  di
  legge  dobbiamo  tenerlo lontano, distante  mille  miglia  perché
  prima  dobbiamo  discuterne e parlarne tra di  noi  e  non  avere
  catapultato, nella nostra testa, qualcosa che, probabilmente, non
  condividiamo o sulla quale, comunque, non si hanno idee chiare in
  proposito.
   Il  suggerimento che, quindi, mi giunge dall'Aula  -  devo  dire
  molto  intenso, forte ed ho notato anche le posizioni del  Gruppo
  dei  DS,  espresse  benissimo dall'onorevole Zago  ed  anche,  in
  maniera  forse,  ruspante,  dall'onorevole  Speziale,  nei   miei
  confronti  - mi incoraggia a dire che, certamente, andiamo  nella
  direzione giusta, che è quella della discussione di questo ordine
  del giorno, in maniera più articolata e più precisa, purché tutto
  ciò avvenga con una seduta dedicata.
   Dopo  aver  fatto ciò, possiamo affrontare anche dei disegni  di
  legge oppure non parlarne più e parlare di ben altre cose.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea prende atto del ritiro dell'ordine  del
  giorno numero 195.
   Si  passa  all'ordine del giorno numero 196  «Rafforzamento  del
  polo  universitario di Ragusa», a firma degli onorevoli  Villari,
  Zago, Basile, Ammatuna, Ragusa e Lombardo.  Ne do lettura:

   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che,  la facoltà di medicina di Catania  ha  una  sede
  decentrata presso il polo universitario di Ragusa, istituita  sia
  per  venire  incontro  alle  esigenze degli  studenti  di  quella
  provincia,  sia  per  ospitare studenti di altre  aree,  compresi
  quelli  della  provincia di Catania ed in particolare  quelli  di
  alcuni  comuni  del  calatino che logisticamente  possono  meglio
  usufruire di un polo universitario più vicino rispetto alla  sede
  dell'Ateneo catanesi;

   visto  che,  in aggiunta a ciò, a causa dei limiti  di  capienza
  della facoltà di medicina dell'ateneo catanese, molti studenti di
  questo stesso ateneo, seppur ammessi alla suddetta facoltà,  sono
  costretti ad optare per il polo ragusano;

   osservato  tuttavia che, il polo di Ragusa presenta  numerosi  e
  non  indifferenti problemi, sia per quanto attiene alle strutture
  (spazi,  aule,  ecc.) che alle attrezzature didattiche,  oltreché
  nella  formazione (soprattutto per gli studenti  più  avanti  nel
  corso  di laurea) connessa all'attività di pratica medica  presso
  le strutture sanitarie (reparti clinici);

   ritenuto  che tale situazione determina un'oggettiva  disparità,
  oltre che per la quantità, soprattutto per la qualità dei servizi
  offerti dal polo ragusano rispetto alla sede centrale di Catania,
  situazione che deve essere affrontata e risolta in una dimensione
  regionale dell'organizzazione universitaria che rifugga perciò da
  ottiche campanilistiche o, peggio ancora, demagogiche e manichee;

   ritenuto  ancora che, tale oggettiva difficoltà,  sia  logistica
  che  di insufficienza di mezzi e strumenti, si riflette anche sul
  corpo  docente  della facoltà, penalizzando di conseguenza  anche
  l'attività didattica;

   viste  le  giustificate proteste mosse dagli studenti  del  polo
  ragusano per le ragioni sopra esposte;

   considerata  la  disponibilità del  Rettore  dell'Università  di
  Catania   a   predisporre  un  piano  di   rafforzamento   e   di
  qualificazione  della facoltà di medicina del polo  ragusano,  di
  concerto  con  il Ministero dell'Università e della Ricerca,  che
  certamente  deve  farsi  carico prima  di  tutto  delle  esigenze
  rappresentate dagli studenti, predisponendo per questo le risorse
  finanziarie necessarie;

   assunto  che tale auspicabile intervento da parte del  Ministero
  potrebbe   (o   forse   dovrebbe)   essere   finalizzato    anche
  all'ampliamento  dei  posti  disponibili  presso  la  facoltà  di
  medicina  dell'ateneo  di Catania al fine  di  consentire  ad  un
  maggior numero di studenti di poter frequentare il corso di studi
  presso  la  sede  scelta  (in relazione  alle  diverse  esigenze)
  compresa quella centrale,

                        impegna il Governo della Regione

   a  condividere i motivi della protesta degli studenti  del  polo
  di  Ragusa  ed  attivarsi, in accordo con il Rettore  dell'ateneo
  catanese  e la presidenza della facoltà di medicina, in tutte  le
  sedi competenti, a partire da quella ministeriale, affinchè siano
  affrontati e risolti tutti i problemi rappresentati da  un  forte
  elevamento  della qualità dei servizi, con particolare attenzione
  a  quelli strettamente connessi alla didattica, presso il polo di
  Ragusa, nonché dalla garanzia di una più scrupolosa presenza e di
  un  ruolo  fortemente  attivo del corpo  docente,  indispensabile
  presupposto  per  una  serena e proficua attività  negli  studi».
  (196)

                                               VILLARI, ZAGO,
                                            BASILE

   AMMATUNA, RAGUSA, LOMBARDO

    Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   LO  PORTO,  assessore per il bilancio e le finanze. Dichiaro  di
  accettarlo come raccomandazione.

   DI GUARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GUARDO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  ho  delle
  riserve  rispetto  a questa proposta. Vi sono degli  studenti  di
  Catania  che  frequentano l'Università di Ragusa,  in  particolar
  modo,  la  facoltà di medicina e  non riescono a  lavorare  né  a
  studiare.
   Se   si  rapporta  al  Policlinico  di  Catania,  non  vi   sono
  strutture,  non vi sono laboratori. Penso, quindi,  che  dobbiamo
  tendere  a  creare dei punti di eccellenza, non dei  diplomifici
  inutili. D'altra parte, cosa succede? I ragazzi di Ragusa che  si
  presentano  ai  primi posti vanno a Catania e quelli  di  Catania
  vanno  a  Ragusa  e  non trovano un posto in  cui  alloggiare;  i
  professori  vi  si recano per un giorno e tengono cinque  ore  di
  lezione,  nell'arco  della stessa giornata. E'  una  farsa  dello
  studio.
   Bisogna  tendere  a  riportare la  facoltà  di  agricoltura  nel
  ragusano - lì andrebbe bene -  ma la facoltà di medicina dovrebbe
  essere accorpata a Catania,  dove vi sono le strutture, i docenti
  e tutto il resto per poter sviluppare un'iniziativa adeguata allo
  studio.
   Preannuncio,  quindi,  che non voterò a favore  di  quest'ordine
  del giorno.

   ZAGO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAGO.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  l'onorevole  Di
  Guardo   pone   un  problema  reale,  nel  senso  che   il   Polo
  universitario  di Ragusa non versa nelle migliori condizioni,  da
  tutti  i punti di vista, sia da quello della logistica che  della
  didattica.
   Anch'io sono portato a dire che, se un Polo universitario non  è
  eccellente   o   se   non   risponde  ai  requisiti   minimi   di
  soddisfacimento della richiesta studentesca, non  è  obbligatorio
  che stia in piedi.
   Concludo però diversamente dall'onorevole Di Guardo. Mi  chiedo:
  le  disfunzioni  ci  sono  ma  sono risolvibili  o,  invece,  con
  l'intervento  del  Governo regionale si  possono  introdurre  dei
  meccanismi che possono migliorare la logistica, la didattica, per
  permettere a tutta la popolazione scolastica di fruirne, non solo
  della  provincia di Ragusa, ma di tutta quell'area perché, ormai,
  c'è  una popolazione scolastica che proviene dalle altre province
  limitrofe.  Invece di distruggere, non si potrebbe potenziare  ed
  ottimizzare  un  Polo  universitario  creato  per  dare  risposta
  positiva a quanti non possono frequentare perché l'Università  di
  Catania  è  satura  e non riesce a soddisfare  la  domanda  degli
  studenti universitari?
   Per  questo motivo, sono tra i firmatari dell'ordine del  giorno
  dell'onorevole Villari perché riconosco le deficienze, i ritardi;
  anch'io  ritengo  che le facoltà di medicina e di  giurisprudenza
  abbiano  una  allocazione per niente ottimale,  ai  limiti  della
  compatibilità;  da  questo però faccio scaturire  la  volontà  di
  chiedere il potenziamento anziché la soppressione.
   Per  questo  motivo,  chiedo  che, sull'ordine  del  giorno,  si
  pronunci  il  Governo  che, finora, è stato sempre  favorevole  a
  potenziare i Poli universitari.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei ricordare
  ai  miei colleghi che questa piccola provincia - la provincia  di
  Ragusa  -  è  riuscita, con tanti sacrifici,  ad  avere  un  Polo
  universitario. Mi pare strano che alcuni colleghi ne chiedano  la
  chiusura  perché,  oggi,  difendere un'offerta  culturale  non  è
  facile per nessuno.
   E   se   siamo  riusciti,  fino  ad  oggi,  a  difendere  questa
  struttura,  chiedo  ufficialmente che  il  Governo  regionale  si
  impegni per il potenziamento, non solo delle strutture, ma  anche
  dell'offerta  culturale. Sembrerebbe, infatti, di fare  un  passo
  indietro  rinunciare ad una struttura che forma i nostri giovani,
  che  li  fa crescere. Vorrei ricordare a qualche collega  che  ci
  sono  delle famiglie che non riescono a mantenere i propri  figli
  iscritti  iscritti alle università del nord perché i  costi  sono
  molto  elevati. L'offerta culturale di questa piccola università,
  quindi,  per  noi, è una grande risorsa che, non solo difenderemo
  in futuro, ma che cercheremo di potenziare.
   Ritengo  che  il  Governo  debba fare un  piccolo  passo  avanti
  difendendo  una  struttura culturale che  può  aiutare  i  nostri
  giovani  a  formarsi  meglio, proprio nei siti  in  cui  nasce  e
  cresce.

   CINTOLA.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CINTOLA.   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  nel  ribadire
  il  mio  concetto già espresso precedentemente, cioè che  il  mio
  voto  è contrario a tutti gli ordini del giorno, volevo fare  una
  precisazione.
   A  parte il fatto che abbiamo, in Aula, un disegno di legge  che
  riguarda  il commercio, non comprendo gli ordini del  giorno  che
  non sono assolutamente attinenti allo stesso disegno di legge.
   Se  è  per  fare  un cadeau a qualcuno, ancorché sappiamo  quale
  fine fanno ormai gli ordini del giorno, fatelo pure. E' contrario
  però  a  qualsiasi ordinamento che, all'interno di un disegno  di
  legge  riguardante  il  commercio, si parli  di  urbanistica,  di
  lavori pubblici, di università.
   Sono  fatti  importanti - li posso pure accogliere  -  ma,  alla
  Presidenza,  dico  una  cosa  sola: vogliamo  dare  uno  sguardo,
  insieme agli Uffici, per vedere quali sono gli ordini del  giorno
  compatibili, che hanno attinenza al testo?
   Diversamente,  stiamo facendo, come sempre, una discussione  che
  non serve a nessuno e che non ascolta nessuno.
   Tutti sono interessati a comprendere se il disegno di legge  sul
  commercio  -  che è una cosa solida, importante,  che  da  grande
  spettacolarità  per  l'avvenire, più o meno  immediato,   piccoli
  maledetti  ma immediati' -, abbia più evidenza di quanto  non  ne
  abbiano  alcuni  ordini  del giorno che  risultano  assolutamente
  privi di qualsivoglia attinenza alla legge che votiamo.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cintola, non posso darle  torto;  diciamo
  che abbiamo considerato anche la cultura come qualcosa da vendere
  e così la consideriamo anche in questa occasione.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Villari. Ne ha facoltà.

   VILLARI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  soltanto   per   dichiarare  di  condividere   quanto   affermato
  dall'onorevole Zago, cofirmatario, insieme a me, dell'ordine  del
  giorno in trattazione.
   Ribadisco  che temi di questa natura -  l'onorevole  Cintola  mi
  perdonerà  se  lo richiamo -,  in questo senso,  è   normale  che
  vengano  discussi in Aula, dibattuti, affinché il  Governo  possa
  esprimere  una propria opinione, un proprio assenso  o  meno,  in
  modo  che  l'Aula  venga coinvolta in un dibattito  che  riguarda
  studenti di questa Regione.
   Questo  é un Parlamento, per quanto mi riguarda, autorevole,  al
  di  là  del fatto che qualcuno, magari, sulla stampa, ne dice  di
  tutti  i colori,  magari perché preso da livori di qualche  tipo.
  Questo Parlamento, affinché possa continuare ad avere dignità  di
  Parlamento,  deve  discutere  dei  problemi,  affrontarli,  anche
  quando  si  tratta  di  un ordine del giorno apparentemente  poco
  interessante  per qualcuno ma, credo, però, interessante  per  la
  Sicilia  e  per quelle categorie di studenti che sono interessati
  al  massimo di efficienza di quel Polo universitario che riguarda
  Ragusa.
   Come  ribadiva l'onorevole Zago, infatti, riguarda molti  comuni
  della provincia di Catania, in particolare la fascia calatina,  i
  cui  studenti preferiscono frequentare il Polo di Ragusa  anziché
  quello  catanese.
   Dobbiamo,  pertanto,  intervenire non per  fuggire  rispetto  al
  problema  che  abbiamo  dinanzi  ma  per  chiedere  al  Ministero
  dell'Università,  spinto dal Governo della  Regione,  spinto  dal
  Rettore dell'Ateneo catanese, di  affrontare i problemi di quella
  realtà.

   PRESIDENTE.  Onorevole Villari, vorremmo considerare  come  mero
  errore di stampa il fatto che il Parlamento impegni il Governo  a
  condividere  la  protesta.  Se  per  lei  va  bene,  diciamo   di
  condividere i motivi della protesta.

   VILLARI. D'accordo, signor Presidente.

   PRESIDENTE.   Viene,  pertanto,  così  corretto.   Ricordo   che
  l'ordine del giorno numero 196 è stato accettato dal Governo come
  raccomandazione ma se si insiste per la votazione possiamo  anche
  procedere in tal senso.
   Pongo  in  votazione l'ordine del giorno numero 196.  Il  parere
  del Governo?

   BENINATI,   assessore  per  la  Cooperazione,   il    commercio,
  l'artigianato e la pesca. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrari  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, comunico che è stato presentato,  ai  sensi
  dell'articolo   117,   del  Regolamento  interno,   l'emendamento
  sostitutivo A 9, a firma del Governo. Ne do lettura:

   «Sostituire  l'emendamento A9 con il seguente;  Le  disposizioni
  di  cui all'articolo 8 della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47
  trovano applicazione per gli stanziamenti di bilancio finalizzati
  alla  legge  regionale 6 marzo 1976, n. 24 e possono con  decreto
  del ragioniere generale della Regione, su proposta dell'Assessore
  regionale   per   il  lavoro,  l'emigrazione  e   la   formazione
  professionale,  essere destinati ad interventi  finalizzati  alla
  medesima legge e ad interventi finalizzati all'occupazione  sulla
  base  della  vigente  legislazione  regionale  ivi  comprese   le
  finalità previste dal Fondo unico per il precariato».

   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   TURANO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Votazione  finale del disegno di legge «Modifiche e integrazioni
  alla  legge  regionale 22 dicembre 1999, n.  28,  in  materia  di
  disciplina del commercio, alla legge regionale 23 dicembre  2000,
  n. 32 ed alla legge regionale 15 settembre 2005, n. 10» (668/A).

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si passa alla votazione  finale
  del  disegno  di  legge  «Modifiche  e  integrazioni  alla  legge
  regionale  22 dicembre 1999, n. 28, in materia di disciplina  del
  commercio, alla legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32  ed  alla
  legge regionale 15 settembre 2005, n. 10» (668/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

   Votano   sì:  Antinoro,  Aulicino,  Basile,  Bennati,   Calanna,
  Cantafia,  Caputo, Cascio, Cimino, Cintola, Confalone, Cristaudo,
  Culicchia, Currenti, D'Aquino, D'Asero, Di Mauro, Dina,  Falzone,
  Fleres,  Gennuso,  Gianni,  Granata,  La  Manna,  Lenza  Edoardo,
  Lombardo,  Lo  Porto, Maira, Miccichè, Misuraca, Ortisi,  Pagano,
  Parlavecchio,  Pogliese,  Ragusa, Regina,  Rizzotto,  Ruggirello,
  Savona, Scoma, Stancanelli, Terrana, Turano.

   Votano no:  De Benedictis e Maniscalco.

   Astenuto: Villari.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  46
   Maggioranza         24
   Favorevoli          43
   Contrari              2
   Astenuti              1

                        (L'Assemblea approva)

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, dichiaro  chiusa  la  sessione
  straordinaria. La seduta è rinviata a mercoledì 31 ottobre  2007,
  alle ore 11.00,  con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


     I   - Comunicazioni

  II   -Discussione dei disegni di legge:

        1)  - «Interventi in favore dello svolgimento dell'attività
            sportiva connessa all'esercizio del gioco del golf» (595/A)
            (Seguito)

        2)  -  «Interventi in favore delle attività teatrali» (612-29-
            364/A bis)

     III    -Discussione del Documento di programmazione economico-
      finanziaria per gli anni 2008-2011.

                  La seduta è tolta alle ore 18.20

          Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 21.30

                       DAL SERVIZIO RESOCONTI
                            Il Direttore
                        Dott. Eugenio Consoli