Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
RINALDI, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Adamo, Leontini, Vicari,
Panepinto e Di Benedetto hanno chiesto congedo per la seduta
odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Scoma sarà in missione,
per ragioni del suo ufficio, il 7 novembre 2007.
L'Assemblea ne prende atto.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento interno,
do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero aver
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante
procedimento elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Nicotra, Fagone e
Savarino hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione del disegno di legge numero 668/A
«Modifiche e integrazioni alla legge regionale 22 dicembre 1999,
n. 28, in materia di disciplina del commercio, alla legge
regionale 23 dicembre 2000, n. 32 ed alla legge regionale 15
settembre 2005, n. 10».
PRESIDENTE. Si passa al punto all'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Si procede con il seguito dell'esame del disegno di legge
numero 668/A «Modifiche e integrazioni alla legge regionale 22
dicembre 1999, n. 28, in materia di disciplina del commercio,
alla legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 ed alla legge
regionale 15 settembre 2005, n. 10».
Ricordo che, nel corso della seduta precedente, avevamo già
approvato gli articoli del disegno di legge.
Onorevoli colleghi, comunico che gli ordini del giorno numero
187 «Misure per la stabilizzazione del personale stagionale
dell'ESA», degli onorevoli Cascio, Dina, Caputo, Savona,
Cantafia, Ballistreri, Oddo, Savarino, Mattarella e Cappadona;
numero 188 «Misure per il recepimento della parte economica del
contratto collettivo dei lavoratori forestali», degli onorevoli
Villari, Cracolici, Oddo Camillo, Apprendi, De Benedictis,
Termine, Panepinto, Speziale, Panarello e Zago; numero 189
«Misure per la definizione della casistica di inedificabilità
assoluta e relativa», degli onorevoli D'Asero, Cascio, Dina,
Caputo, Cantafia, Di Mauro, Villari, Leanza Edoardo e
Ballistreri, vengono accolti come raccomandazione dal Governo.
TURANO, presidente della Commissione. Chiedo di apporre la mia
firma all'ordine del giorno numero 187.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno numero 191
«Iniziative al fine di bloccare le stragi nell'ex Birmania»,
degli onorevoli Fleres, Cimino e Confalone.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
LO PORTO, assessore per il Bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno numero 192
«Applicazione della legge regionale 16/2006 art. 4, comma 2 in
materia di personale della protezione civile», dell'onorevole
Cimino. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che per il dipartimento della Protezione civile, già
dall'anno 2001 diverse unità di personale hanno assicurato un
servizio di pubblica utilità rendendo nel tempo effettiva ed
efficiente l'attività della protezione civile, comprese le
attività ad essa connesse ed indispensabili per il primo
intervento nell'emergenza di natura metereologica , vulcanica,
franosa;
considerato che:
tale personale ha collaborato concretamente alla definizione
dei piani di prevenzione dei rischi conseguenti alle emergenza
sismiche, vulcaniche ed ambientali nella nostra Regione per conto
della Protezione civile;
nell'ambito dell''emergenza caldo', attivata dal Dipartimento
nazionale di Protezione civile, le grandi strutture di
vendita commerciale rappresentano punti di raccolta ed
incontro di soggetti a rischio (anziani, bambini, disabili ecc.);
visto che il suddetto personale, nel corso dei più importanti
eventi calamitosi (alluvioni, frane, eruzioni vulcaniche,
terremoti) che nel tempo si sono verificati, è stato impegnato
con mansioni di raccolta di segnalazioni telefoniche, di
monitoraggi vari, al fine di informare le autorità preposte ad
autorizzare tutti gli interventi necessari di primo soccorso e
che tali mansioni sono state svolte anche alla presenza e sotto
il diretto coordinamento del Capo della Protezione civile, dott.
Bertolaso;
vista la legge n. 433 del 1991, la legge n. 365 del 2000, il
decreto legislativo n. 165 del 2001 e successive modifiche ed
integrazioni, la legge regionale n. 21 del 2001, la legge
regionale n. 4 del 2003, il dispositivo della legge regionale n.
16 del 2006, articolo 4, comma 8,
impegna il Governo della Regione
ad attuare il dispositivo legislativo della legge della Regione
siciliana n. 16 del 2006, art.4, comma 8, e procedere
sollecitamente a stabilizzare i soggetti che abbiano prestato
servizio nell'ambito della Protezione civile e delle attività ad
essa connesse, intendendosi per attività connesse quelle svolte
attraverso gli enti pubblici e privati (Ast Sistemi, Università,
ecc.), al fine dell'immediata realizzazione delle sale operative
presso i servizi della Protezione civile provinciale e
regionale». (192)
CIMINO
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
brevemente per far sì che l'Aula continui a votare gli ordini del
giorno. Ormai, si sa che gli ordini del giorno, in Aula, si
possono votare; del resto, in quest'Aula, non si applicano le
leggi votate dall'Assemblea, figurarsi un ordine del giorno.
Chiedo che, dal verbale della seduta odierna, risulti il mio
voto contrario a tutti gli ordini del giorno. La mia è una
questione di principio: non si possono approvare degli ordini
del giorno che nessuno ascolta, che nessuno capisce. E, poi, si
diventa minchioni nel votare anche le leggi; purtroppo, il
minchione non c'è e non posso aggiungere altro.
PRESIDENTE. Onorevole Cintola, si è proceduto alla votazione di
un solo ordine del giorno; gli altri sono stati accolti tutti
come raccomandazione dal Governo.
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'ordine del
giorno dell'onorevole Cimino, che sottoscrivo, si rende
necessario per dare al Governo un ulteriore impulso per tentare
di approvare questo disegno di legge e per dare alla Regione
questa importante struttura e questo servizio.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei chiedere
di apporre la mia firma all'ordine del giorno numero 188, oltre a
quella degli onorevoli Regina e Terrana.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevole Ragusa, vorrei comunque ricordare che l'ordine del
giorno numero 188, relativo ai lavoratori forestali, è già stato
accolto come raccomandazione dal Governo.
Onorevoli colleghi, riprendiamo la trattazione dell'ordine del
giorno numero 192, a firma dell'onorevole Cimino. Non so se ne è
già stata distribuita copia. Ha ragione l'onorevole Cintola
quando dice che votiamo su argomenti che non conosciamo.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
LO PORTO, assessore per il Bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si rende noto che l'ordine del giorno numero 192 risulta
approvato con il voto contrario dell'onorevole Cintola.
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno numero 193
«Iniziativa per la stabilizzazione dei lavoratori ASU (ex D. Lgs.
280/97)», a firma degli onorevoli Caputo, Currenti, Granata,
Incardona e Pogliese. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che la Regione ha avviato da tempo una politica
finalizzata alla definitiva stabilizzazione dei lavoratori
precari siciliani, impegnati, per la maggior parte all'interno
dei pubblici uffici e delle pubbliche amministrazioni degli enti
locali;
considerato che:
la maggior parte di essi ancora oggi rimane in attesa di
ottenere un provvedimento che ne assicuri la definitiva
stabilizzazione;
ancora oggi, nonostante i ripetuti e pubblici impegni, il
Governo della Regione non ha provveduto ad emanare i necessari
provvedimenti per assicurare uno stabile futuro a tutti questi
lavoratori precari;
considerato altresì che la maggior parte dei comuni siciliani
ha attivato iniziative e manifestazioni di protesta per
sensibilizzare il Governo della Regione a procedere alla
definitiva stabilizzazione;
valutato inoltre che non è più rinviabile da parte del Governo
il provvedimento di stabilizzazione dei precari ASU,
impegna il Governo della Regione
ad adottare tutte le necessarie iniziative per assicurare la
stabilizzazione dei lavoratori ASU siciliani». (193)
CAPUTO, CURRENTI, GRANATA, INCARDONA,
POGLIESE
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
LO PORTO, assessore per il Bilancio e le finanze. Favorevole.
D'ASERO. Signor Presidente, chiedo che l'ordine del giorno
numero 189 sia posto in votazione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'onorevole D'Asero,
presentatore dell'ordine del giorno numero 189, accolto dal
Governo come raccomandazione, chiede che venga posto in
votazione.
Non sorgendo osservazioni, la richiesta è accolta. Il parere
del Governo?
BENINATI, assessore per la Cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si rende noto che l'ordine del giorno numero 189 risulta
approvato con il voto contrario dell'onorevole Cintola.
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno numero 194
«Giornata della memoria del genocidio Ucraino», a firma degli
onorevoli Caputo, Currenti, Granata, Incardona e Pogliese. Ne do
lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che nel mese di novembre del corrente anno la comunità
internazionale del Comitato storico-umanitario un Giardino dei
Giusti a Torino commemorerà il 75 anniversario dell'Holodomor,
parola ucraina che significa infliggere la morte attraverso la
fame denominata Holodomor, per non dimenticare ;
preso atto che tale catastrofe umanitaria non fu la conseguenza
di una carestia dovuta a cause naturali, bensì lo sterminio
programmato e pianificato di milioni di ucraini, soprattutto
contadini colpevoli di essersi opposti alla repressione politica,
economica e culturale dei bolscevichi, deliberatamente perpetrato
dal potere sovietico e accompagnato dalla distruzione sistematica
del patrimonio scientifico, culturale e religioso di quel popolo;
considerato che:
il Presidente dell'Ucraina si è rivolto alla comunità
internazionale affinché riconosca
l'Holodomor come genocidio del popolo ucraino e aderisca
all'iniziativa di partecipare alla Giornata della memoria del
genocidio ucraino, fissata per il quarto sabato del mese di
novembre di ogni anno;
tale appello è già stato raccolto da diversi Paesi (U.S.A.,
Canada, Belgio, Polonia, Ungheria, Lituania, Georgia, ecc.),
impegna il Governo della Regione
ad aderire all'iniziativa del Presidente dell'Ucraina a
partecipare alla Giornata nazionale della Memoria del genocidio
ucraino, fissata per il quarto sabato di novembre di ogni anno, e
a farsi promotore di iniziative nel corso del suddetto mese».
(194)
CAPUTO, CURRENTI, GRANATA
INCARDONA, POGLIESE
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
LO PORTO, assessore per IL Bilancio e le finanze. Il Governo lo
accoglie come raccomandazione.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno numero 195
«Interventi urgenti al fine di garantire una giusta
valorizzazione delle risorse endogene della Sicilia», a firma
degli onorevoli Pagano, D'Asero, D'Aquino, Confalone, Cristaudo e
Scoma. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che il sistema energetico italiano, come è noto, è
fortemente dipendente dall'estero, con importazioni di
combustibili fossili di circa 1'85% del consumo totale e gli
scenari futuri prefigurano una crescente dipendenza se non viene
attuata una politica mirata alla valorizzazione delle risorse
endogene;
considerato che la Sicilia riveste un ruolo fondamentale nel
quadro delle produzioni nazionali poiché occupa il primo posto
tra le regioni italiane per la produzione di gasolina e il
secondo posto per la produzione di olio combustibile ;
attestato che qualunque iniziativa di contenimento della
produzione di energia contrasterebbe con le moderne ed attuali
tematiche di valorizzazione delle risorse energetiche nazionali e
regionali, secondo quanto disposto dalle tante direttive europee
recepite dalla Regione o dallo stesso DPEF 2000/2006 della
Regione siciliana in materia di politica energetica che prevede,
la massima valorizzazione delle risorse endogene della Regione ed
ancora dall'importante legge regionale n. 14 del 2000, che ha
regolamentato e liberalizzato la produzione degli idrocarburi in
Sicilia ed ha incentivato l'attrazione di nuovi capitali ed
investimenti stranieri;
verificato che la riduzione dello sfruttamento delle nostre
risorse di idrocarburi gassosi, dunque, destabilizzerebbe
l'importanza che la Sicilia riveste nel quadro delle produzioni
nazionali e si rischierebbe, inoltre, un'irreparabile crisi del
mondo lavorativo poiché l'impossibilità di proseguire l'attività
di ricerca e produzione farebbe perdere una notevole quantità di
posti di lavoro;
rilevato che le attività di esplorazione del metano non possono
essere considerate causa di impatto ambientale;
altresì, la limitazione delle procedure di estrazione non
bloccherebbe l'attività di raffinazione che continuerebbe con il
petrolio estratto ed importato dall'estero,
impegna il Governo della Regione
ad intraprendere opportune iniziative al fine di incrementare
lo sfruttamento dei giacimenti di idrocarburi della Sicilia,
importante risorsa per l'intera economia siciliana e nazionale».
(195)
PAGANO, D'ASERO, D'AQUINO
CONFALONE, CRISTAUDO, SCOMA
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei porre
una domanda ai colleghi della maggioranza ed al Governo; non so
chi sia il rappresentante che dovrebbe rispondermi; presumo,
l'assessore Beninati, visto l'oggetto del disegno di legge.
Ebbene, vorrei capire quante parti in commedia fate. Sa cos'è la
commedia, assessore?
Come è noto, su queste vicende, vi sono stati anche un
dibattito pubblico, solenni impegni, da parte del Governo
regionale, con annunciati disegni di legge che dovevano essere
varati e predisposti urgentemente per l'Aula. Un dibattito che ha
segnato anche la calura agostana e, come è noto, agosto è il mese
durante il quale si discute in maniera più libera di tanti
argomenti.
Il Governo, oltretutto, ha annunciato l'intendimento di
impedire che vi possano essere attività estrattive in aree
sottoposte a vincolo, aree dichiarate di interesse dell'umanità,
come le quelle dell'UNESCO.
Adesso, arriva in Aula un ordine del giorno che,
sostanzialmente, da la possibilità di cercare il metano ovunque.
Personalmente, mi ritiro. Decidete voi quante parti di commedia
dovete fare e, quando ce lo avrete comunicato, decideremo come
votare.
Vorrei chiedere ai colleghi di ritirare questo ordine del
giorno per evitare di trasformare la commedia in farsa.
PAGANO. Chiedo di parlare per illustrare l'ordine del giorno
numero 195.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che non
vi sia nessuna commedia e lo dico con assoluta sincerità.
Probabilmente, l'onorevole Cracolici ha colto, qua e là, qualche
articolo sui giornali senza approfondire. In verità, si verifica
un fatto molto semplice da spiegare e cioè che il Parlamento,
nella sua autorevolezza, oggi, ha la possibilità di intervenire -
come, del resto, è già accaduto altre volte - su questa materia.
Ricordo, infatti, che, già nel 2005, vi fu un ampio dibattito,
a fronte di posizioni diverse; l'argomento che stiamo trattando,
infatti, non è da tutti immaginato allo stesso modo, giacché, in
materia di ambiente, oramai, vi sono posizioni talmente
trasversali che non si può immaginare che il bene stia da una
parte ed il male dall'altra.
Purtroppo o per fortuna, dipende dai punti di vista, ma vi sono
molteplici posizioni, anche all'interno delle coalizioni.
Nel 2005, si ebbe già un dibattito; si ebbe, addirittura, una
votazione e fu presentato anche un emendamento da un autorevole
componente del Governo che, poi, venne bocciato dall'Aula, in
misura stratosferica.
E' evidente, quindi, che non c'è nessun tipo di difficoltà - mi
riferisco a lei, onorevole Cracolici - nel sollevare argomenti
tuttora attuali.
Qual è l'oggetto dell'argomento trattato oggi? Le
trivellazioni di metano in Sicilia.
Dopo questa premessa - perché è importante avere memoria
storica e capire che già quest'Aula si è pronunciata, non venti
anni fa ma un anno e mezzo fa, in maniera positiva, sulle tesi
che oggi stiamo esprimendo -, andiamo a vedere, concretamente,
cosa è accaduto.
Qualcuno sostiene che le trivellazioni del metano - non del
petrolio, perché nessuna azienda, in questo momento, in Sicilia,
ha avuto l'autorizzazione a fare ricerche se non sul metano - non
si debbano fare.
Ma c'è un'azienda che, in questo momento, si sta cimentando sul
metano ed ha avuto tutte le autorizzazioni per potere esercitare
il proprio diritto, ai sensi della legge numero 14 del 2000.
Questa azienda è stata bloccata - non si sa come e da cosa -
perché sembra che possa nuocere ai siti dell'UNESCO.
I siti dell'UNESCO vengono regolati da apposite delibere e
decreti dell'UNESCO stesso che, sostanzialmente, prevedono che
esistono dei beni da tutelare e sono beni individuati; esiste,
poi, la cosiddetta buffer zone, che, letteralmente, significa
zona cuscinetto , una sorta di zona che circonda il bene stesso
ed è ideale, virtuale, entro la quale non si può assolutamente
scavare, nemmeno immaginare di fare trivellazioni o alcuna forma
di ricerca, tant'é che le autorizzazioni di queste aziende non
riguardano questa zona ma quelle che si trovano a distanza di
chilometri rispetto alla buffer zone.
Nei giorni scorsi, è accaduto un fatto molto semplice: le
telecamere, appositamente sollecitate da chi ha avuto minato il
proprio diritto ad esercitare libera impresa, sono state
collocate in alcuni posti ed hanno permesso di verificare
concretamente di cosa si trattava.
Signor Presidente, stiamo parlando di discariche, di luoghi
ameni, di luoghi distanti chilometri dalla buffer zone.
E' evidente che le autorizzazioni, giustamente concesse
dall'Assessorato all'industria e che giustamente avevano avuto
il via libera dall'Assessorato ai beni culturali, avevano la
possibilità di esistere e di consentire di operare regolarmente.
Oggi, chiediamo semplicemente - così come abbiamo spiegato alla
fine dell'ordine del giorno - che si proceda affinché le
autorizzazioni, regolarmente concesse all'impresa testé citata,
procedano e il tutto si concluda come dovrebbe - se ancora, in
questo Paese, il diritto è tale - cioè con la possibilità di
esercitare liberamente un'impresa, se tutte le autorizzazioni
sono state rilasciate.
Se, invece, vi sono dei blocchi che hanno altre origini -
perché vi sono dei pregiudizi o, forse, per chissà quale altro
motivo -, evidentemente, quest'Assemblea non può che prendere
atto che si sta compiendo una prevaricazione nei confronti di
liberi cittadini che stanno esercitando il proprio diritto ad
operare la loro impresa.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
desideravo esprimere la mia posizione contraria a questo ordine
del giorno, nel merito e nel metodo. Soprattutto, da questo punto
di vista, voglio spendere delle parole, in questa occasione,
perché è un tema di così grande rilevanza.
Rispettando le posizioni di tutti, questo argomento non può
essere oggetto di un ordine del giorno, prodotto all'ultimo
momento; o siamo seri o siamo dei provocatori perché questo è un
argomento importante su cui la stampa nazionale ed internazionale
ha sollevato delle questioni, ridicolizzando la nostra politica
regionale, tutta quanta, e sulla quale il Presidente della
Regione ha finto di prendere degli impegni - non dico ha preso
degli impegni perché, poi, si sono rilevati assolutamente vuoti
- sui quali non possiamo più continuare responsabilmente ad avere
dieci posizioni.
Un dibattito serio va fatto. Personalmente, sono contrario ad
affermazioni che leggo qui come quelle che dicono che la
riduzione dello sfruttamento delle nostre risorse di idrocarburi
gassosi destabilizzerebbe l'importanza che la Sicilia riveste nel
quadro delle produzioni nazionali e si rischierebbe una
irreparabile crisi del mondo lavorativo .
La cosa è sorprendente, risibile quanto meno ma, proprio per
questo, prego i firmatari di questo ordine del giorno - quindi,
gli onorevoli Pagano, D'Asero, D'Aquino, Confalone, Cristaudo e
Scoma - di consentire che il Parlamento affronti una discussione
seria.
Questo ordine del giorno è arrivato in Aula tre minuti fa;
quest'Aula ha il dovere di affrontare seriamente la questione,
sulla quale, torno a dire, c'è un dibattito che ha visto la
Sicilia ridicolizzata dalle cronache e dalle posizioni
controverse e contraddittorie che il Governo ha preso al suo
interno e la maggioranza dentro di essa.
Ritengo assolutamente opportuno, pertanto, che l'ordine del
giorno in esame venga ritirato. E se non dovesse essere così,
preannuncio il mio voto contrario.
POGLIESE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
POGLIESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, concordo con
le riflessioni esternate dall'onorevole De Benedictis, in
riferimento a questo ordine del giorno, sul metodo e sul merito.
Credo che questa problematica necessiti di un approfondimento
che non può essere riservato, esclusivamente, con un ordine del
giorno presentato nell'imminenza della votazione finale di un
disegno di legge.
Ritengo che vi sia l'assoluta esigenza di un confronto ampio,
anche sulla base di due disegni di legge presentati (uno
governativo, da parte del Presidente della Regione, onorevole
Cuffaro ed approvato in Giunta, un mese fa ed un altro, di
iniziativa parlamentare, a firma di parecchi colleghi di varie
forze politiche).
Credo, quindi, che vi sia l'assoluta esigenza di un dibattito
ampio ed articolato e chiedo, formalmente, all'onorevole
Pagano, di ritirarlo; se ciò non dovesse avvenire, preannuncio il
mio voto contrario su questo ordine del giorno, nel merito;
credo, infatti, che quanto accaduto, soprattutto nelle zone
oggetto della valorizzazione dell'UNESCO, evidentemente, sia
stato oggetto anche di grandi mobilitazioni popolari.
Ritengo che vi sia l'assoluta esigenza di un nuovo modello di
sviluppo che punti sulla valorizzazione delle nostre risorse, dal
punto di vista architettonico, monumentale e paesaggistico.
Sono convinto, inoltre, che anche lo sfruttamento di
idrocarburi gassosi - come è stato detto - possa essere
incompatibile con quel modello di sviluppo. Per essere ancora più
espliciti: laddove si è in presenza di un'autorizzazione
precedentemente concessa, che non riguarda esclusivamente la
ricerca di idrocarburi gassosi ma anche di idrocarburi liquidi,
se la Panther Oil li dovesse trovare, cosa che potrebbe essere
probabile, mi chiedo e chiedo all'onorevole Pagano, cosa
accadrebbe, al di là di quelle che sono le esternazioni che
vengono riportate sui mass media locali?
Per tali ragioni, preannuncio il mio voto contrario ma,
soprattutto, invito l'onorevole Pagano e gli altri firmatari, a
ritirare l'ordine del giorno per dare a quest'Aula l'opportunità
di approfondire e di discutere con maggiore cognizione di causa.
ZAPPULLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAPPULLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, faccio una
brevissima premessa per dire che non appartengo al fronte
dell'ambientalismo integralista; non sono un fondamentalista, per
quanto riguarda i temi dell'ambiente, nella Regione siciliana;
qualcuno, anzi, mi accusa di essere un industrialista, uno che
pensa che un modello di sviluppo della nostra terra non possa
fare a meno, oltre che del turismo di qualità e dell'agricoltura
di eccellenza, anche di un moderno, efficiente e sostenibile
sviluppo industriale.
Ciò premesso, non sto parlando avendo davanti chissà quale
atteggiamento antindustrialista ma è esattamente il contrario;
obiettivamente, non posso non affermare e confermare che le
trivellazioni nella Val di Noto sono una mortificazione e una
violenza, non solo ai siti UNESCO, non solo a quel territorio, ma
ad un modello di sviluppo di quella terra, di quella zona che
prevede, proprio per quel territorio, la valorizzazione dei beni
culturali, ambientali e paesaggistici dell'intera Val di Noto.
Questa posizione, che mi pare essere stata condivisa dal
Governo, dal Presidente della Giunta regionale, da interi gruppi
della maggioranza che hanno presentato anche specifici disegni di
legge, come chi mi ha preceduto ha avuto modo di precisare,
impone, a mio avviso, una attenta riflessione ed una attenta
valutazione.
Ritengo sbagliato, pertanto, non solo nel merito ma anche nel
metodo, affrontare una materia così delicata, così complessa, con
un semplice ordine del giorno presentato, per carità,
legittimamente, all'attenzione dell'Assemblea regionale
siciliana.
Di conseguenza, anch'io, signor Presidente, onorevoli colleghi,
chiedo ai presentatori di questo ordine del giorno di ritirarlo e
di consentire di affrontare la questione complessa, delicata ed
articolata di cui discutiamo in una apposita seduta.
Se ciò non dovesse accadere e se l'ordine del giorno verrà
confermato, preannuncio il mio voto contrario.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
essenzialmente rivolgermi all'onorevole Pagano, di cui conosco la
buona fede, precisando di condividere in pieno l'ordine del
giorno che lo stesso ha presentato, facendo appello però al fatto
che egli è stato anche un uomo di governo.
La materia energetica, la questione dell'utilizzo dell'energia
delle risorse è materia strategica per la Sicilia e risolverla
con una discussione su un ordine del giorno, in modo
approssimativo e con un voto approssimativo d'Aula, mi sembra
assolutamente inopportuno.
Condivido che la questione energetica possa tornare in Aula, in
tempi ragionevolmente rapidi e che possa tornare in Aula anche la
questione che attiene alla ricerca, all'esplorazione, per evitare
che facili demagogie o inutili voli pindarici possano mettere in
discussione una scelta che deve riguardare l'intero Parlamento
siciliano, la sua vocazione, la sua prospettiva di sviluppo, al
fine di salvaguardare gli interessi primari della nostra Regione.
Agitare - come ho sentito in quest'Aula - uno sviluppo
alternativo a quello precedente che induce, per esempio, al
blocco della ricerca del gas in Sicilia, mi sembra una posizione
miope, assolutamente non condivisibile, in contrasto con gli
interessi della Sicilia e del Paese.
Il Governo nazionale ha chiesto di realizzare i gassificatori
in Sicilia.
Il dibattito, in questo momento in corso, riguarda se
realizzare o meno i gassificatori, in Italia e in Sicilia, visto
che, come tutti sanno, il nostro Paese dipende, in larga misura,
dalle risorse straniere. Le risorse italiane dipendono, in larga
misura, dalle risorse energetiche provenienti dall'estero, in
particolare il gas.
Abbiamo sostenuto e permesso che si siglasse un accordo con la
Libia e con l'Algeria per la distribuzione di gas nel nostro
Paese. Qualche giorno fa, il Presidente del Consiglio, Romano
Prodi, si è recato in Kazakistan per rendersi conto di come sia
possibile utilizzare quelle risorse per sostenere lo sviluppo nel
nostro Paese.
Mi sembrerebbe assolutamente improprio che, a fronte di
ricerche che attestano che, nel nostro sottosuolo, ci sono
miliardi di metri cubi di gas, non dovessimo favorire la ricerca
e l'esplorazione.
Una materia così importante non può essere definita con un
ordine del giorno perché sono altrettanto valide le ragioni di
chi sostiene che, in alcuni siti di particolare pregio, dovremmo
limitare la ricerca e l'esplorazione.
Il Governo della Regione che, in questa materia, è abbastanza
confuso, qualche settimana fa, ha approvato un disegno di legge
che mette in discussione non solo la ricerca futura ma anche la
possibilità di attivare la manutenzione nei pozzi precedenti con
il rischio che potrebbero essere chiusi i siti industriali
presenti in Sicilia.
Onorevole Pagano, c'è una ragione primaria per la quale
dobbiamo investire l'Assemblea regionale siciliana delle
politiche energetiche ma, se dovesse passare, attraverso un
ordine del giorno, questo non aiuterebbe il dibattito.
Chiedo al Governo e all'onorevole Pagano di ritirare l'ordine
del giorno, di fissare una data per affrontare la questione
energetica siciliana, un tema centrale per lo sviluppo della
nostra Regione. Non affrontiamola, nella confusione di un
pomeriggio d'Aula, attraverso un ordine del giorno.
Contemporaneamente, mi permetto di sollecitare il Governo sulle
procedure avviate, in tema di autorizzazione, per evitare che
questi comportino danni per le casse della Regione con le
procedure riconosciute. Bisogna che trovino il loro corso
naturale - perché è giusto che ciò avvenga - con risposte
positive o negative, rispetto alle richieste avanzate, in forza
di una legge che, in Sicilia, ha liberalizzato la ricerca sulla
base di una direttiva europea.
Vorrei ricordare che, fino al 1999, grazie al Governo
Capodicasa, è stato possibile introdurre una norma di
liberalizzazione della ricerca petrolifera in Sicilia che,
altrimenti, sarebbe stata soltanto nelle mani della SARCIS e,
quindi, dell'ENI. Oggi, invece, è possibile avere una possibilità
di ricerca delle risorse.
Signor Presidente, onorevole Governo, onorevole Pagano, vi
invito a ritirare l'ordine del giorno, dietro l'impegno formale
del Governo, a fissare una data dei lavori d'Aula in cui il
Parlamento affronti tutta la questione energetica, in modo tale
che possa essere il Parlamento stesso a definire le linee
strategiche in materia di energia in Sicilia.
ZAGO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAGO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che, anche
su queste problematiche, il Governo abbia delle responsabilità
delittuose perché ci troviamo, a distanza di un anno e mezzo
dall'inizio della legislatura, da quando, cioè, nel suo
intervento programmatico, il Presidente della Regione, onorevole
Cuffaro, ci informava che era stato dato incarico per la
redazione del Piano energetico regionale in Sicilia.
E' passato un anno e mezzo e del Piano energetico non si ha
notizia, anzi, l'Assessore al ramo, poco tempo addietro, ha detto
che continua lo studio degli incaricati per la redazione dello
stesso piano.
Dico ciò perché a me non basta la richiesta dell'onorevole
Speziale di fissare una seduta per dibattere l'intera materia.
Credo sia necessaria, invece, la presentazione del Piano
energetico regionale, piano guida che ci può far capire, da un
lato, cosa vogliamo fare, in Sicilia, in tema di tutela
ambientale e, dall'altro, ci può permettere di utilizzare al
meglio le risorse del sottosuolo.
Credo, infatti, che questo tema non può essere sviluppato con
degli slogan; questo è un tema al quale non ci si può approcciare
con superficialità ma che deve essere sviscerato. Anch'io,
infatti, sono dell'opinione che, in Sicilia, non dobbiamo
rinunciare a nulla di quanto è possibile utilizzare. Troppo
facile dire no alle ricerche, sì ai siti UNESCO, no
all'industrializzazione, sì al turismo.
La domanda da porsi, a mio avviso, però, è un'altra: le
ricerche, l'industrializzazione, lo sfruttamento delle risorse
del sottosuolo sono incompatibili con il rispetto dell'ambiente,
con la tutela ambientale, con il rispetto dei siti UNESCO?
Le trivellazioni minano la possibilità di mantenere, di
difendere, di esaltare i siti UNESCO e, comunque, il paesaggio,
le bellezze, i beni artistici e paesaggistici di cui, grazie a
Dio, godiamo?
Il compito della politica è quello di vedere cosa può essere
compatibilizzato' perché la Sicilia non rinunci a nulla. La
Sicilia non può compiere la scelta di volere puntare sul turismo,
ovvero sull'agricoltura e sulla industrializzazione. La Sicilia
deve puntare su tutto ciò che è compatibile con un modello di
sviluppo ragionato e condiviso.
Per questo motivo, ritengo essenziale la presentazione in Aula
del Piano energetico regionale da cui partire per giungere ad una
decisione serena del Parlamento.
Signor Presidente, chiedo dunque all'onorevole Pagano di
ritirare l'ordine del giorno per sostituirlo con un altro ordine
del giorno che impegni il Governo a presentare, entro tre mesi,
il Piano energetico regionale, in modo tale da poter consentire a
tutti, all'economia, al turismo, alla tutela ambientale, di
adottare le misure necessarie perché la Sicilia non deturpi il
suo ambiente ma, nello stesso tempo, non rinunci alle risorse del
sottosuolo che possono essere preziose per lo sviluppo economico
della nostra Regione.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei fare un
ragionamento generale sullo strumento dell'ordine del giorno.
Ogni volta che arrivano ordini del giorno, all'ultimo momento,
si rischia che gli stessi non vengano compresi dai deputati.
Non so se sia possibile stabilire una metodologia di lavoro e,
quindi, entro un certo lasso di tempo dai lavori dell'Assemblea,
si possa stabilire una calendarizzazione della presentazione
degli ordini del giorno. Rischiamo, infatti, come deputati di
questa Assemblea, di approvare ordini del giorno sui quali manca
la giusta e necessaria attenzione.
Rispetto all'ordine del giorno numero 195, di cui stiamo
discutendo, i colleghi che mi hanno preceduto hanno, più volte,
ribadito alcuni concetti importanti.
Ricordo a me stesso che, nel settembre 2006, allorquando
quest'Aula ebbe modo di discutere la mozione sui rigassificatori,
il Governo si era impegnato per una discussione attenta,
approfondita, in ordine a questioni che potevano riguardare la
questione energetica e, soprattutto, per un'attenta valutazione
di una discussione, di un dibattito che potesse andare anche al
di là di questa Assemblea sul Piano energetico.
A tutt'oggi, non abbiamo le idee chiare, questo documento non
c'è, né la Giunta ne ha preso atto né all'Assemblea è stato
inviato un disegno di legge che tratti questo argomento.
Ritengo che questo ordine del giorno sia parte integrante ed
importante della questione energetica. E non penso che possiamo
affrontare, in maniera così superficiale, un ordine del giorno di
questo tipo che, se pure è interessato a porre l'attenzione sulla
problematica, credo non possa essere deciso così, su due piedi.
Vorrei chiedere, infine, all'Assemblea, soprattutto
all'onorevole Pagano, di soprassedere su questo ordine del
giorno, di ritirarlo, al fine di potere esaminare,
contestualmente, tutta la materia energetica richiesta da questa
Assemblea da diverso tempo.
LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, mi scuso con l'onorevole Pagano
nel chiedere di consentirmi di parlare prima di lui perché è
stato persino invocato l'intervento del Governo e criticato lo
stesso per un documento del quale non è assolutamente
responsabile.
Si tratta, infatti, di un ordine del giorno a firma di singoli
deputati che non possono coinvolgere le responsabilità generali
del Governo.
Tuttavia, poiché la piega della discussione è tale che si
rischia di confondere ancora di più il quadro complessivo della
materia, informo l'Assemblea che, il 1 ottobre scorso, il
Governo regionale - aveva ragione l'onorevole Cracolici nel
ricordare che i giornali avevano accennato a qualcosa, ma le
notizie dei giornali erano incomplete - ha approvato un disegno
di legge.
Non si tratta, quindi, di una mozione o di una delibera pura e
semplice; si tratta, invece, di un disegno di legge, già
depositato presso l'Assemblea regionale siciliana - che possiamo
sottoporre alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, nella prossima riunione, per inserirlo all'ordine
del giorno, nel più breve tempo possibile - con il quale la
Regione siciliana chiede la moratoria, la sospensione di
qualunque ricerca nel settore degli idrocarburi, siano essi
liquidi o gassosi.
Se le ragioni, pur legittime, di tutti coloro che sostengono il
bisogno di un incremento di questa ricerca, vogliono essere
sottoposte all'Aula, ciò può accadere nell'ambito del dibattito
su quel disegno di legge.
Se preferite, qualora l'incombenza di finanziare in bilancio la
legge sullo sviluppo lasci pensare che non sia facile arrivare al
disegno di legge di cui vi ho parlato, trasformate l'ordine del
giorno in una mozione ma anche questa, se deve trovare uno
spazio di discussione ampio, diventa un problema.
Invito, quindi, l'onorevole Pagano a ritirare l'ordine del
giorno in omaggio ad un disegno di legge nel corso del quale
tutte le sue ragioni, insieme a quelle che l'Assemblea riterrà di
portare avanti, verranno riconosciute.
PAGANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo esordito
dicendo che siamo in presenza di una posizione poco chiara, dove
le posizioni erano assolutamente trasversali.
Lo ricorderete tutti. Mi pare che, oggi, abbiamo dato prova di
questa trasversalità, nel senso che non c'è una posizione univoca
che appartiene ad un partito o ad un altro ma siamo di fronte ad
una confusione completa e totale.
Penso di avere raggiunto un obiettivo che è quello di sollevare
un dibattito su un argomento importante, visto che siamo in
presenza di un deficit strutturale che alla nostra Regione
attiene in materia di politica energetica.
Questo disegno di legge che lei, assessore Lo Porto, invoca non
è la panacea, non è la soluzione. La legge esistente in vigore in
questo momento - la numero 14 del 2000 - è universalmente
riconosciuta come una delle più avanzate d'Europa; interpreta,
realizza fedelmente, infatti, quanto previsto dalla disposizione
dell'Unione Europea.
Presidenza del Presidente Micciché
Il fatto che il Governo lo voglia stravolgere, personalmente,
mi preoccupa.
Se dobbiamo venire in Aula per stravolgere una legge che è
ritenuta da tutti tra le più avanzate d'Europa, vuol dire che non
abbiamo assolutamente peso su quello che è l'oggetto della
discussione.
Dobbiamo fare una discussione, questo sì, e potrei ritirare
l'ordine del giorno soltanto se una mozione trattasse questo
argomento. E discuteremo per chiarirci tutti le idee e,
soprattutto per spiegare ai siciliani cosa vogliamo fare, in
questa Terra, in materia energetica.
Il disegno di legge però non c'entra niente; il disegno di
legge dobbiamo tenerlo lontano, distante mille miglia perché
prima dobbiamo discuterne e parlarne tra di noi e non avere
catapultato, nella nostra testa, qualcosa che, probabilmente, non
condividiamo o sulla quale, comunque, non si hanno idee chiare in
proposito.
Il suggerimento che, quindi, mi giunge dall'Aula - devo dire
molto intenso, forte ed ho notato anche le posizioni del Gruppo
dei DS, espresse benissimo dall'onorevole Zago ed anche, in
maniera forse, ruspante, dall'onorevole Speziale, nei miei
confronti - mi incoraggia a dire che, certamente, andiamo nella
direzione giusta, che è quella della discussione di questo ordine
del giorno, in maniera più articolata e più precisa, purché tutto
ciò avvenga con una seduta dedicata.
Dopo aver fatto ciò, possiamo affrontare anche dei disegni di
legge oppure non parlarne più e parlare di ben altre cose.
PRESIDENTE. L'Assemblea prende atto del ritiro dell'ordine del
giorno numero 195.
Si passa all'ordine del giorno numero 196 «Rafforzamento del
polo universitario di Ragusa», a firma degli onorevoli Villari,
Zago, Basile, Ammatuna, Ragusa e Lombardo. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che, la facoltà di medicina di Catania ha una sede
decentrata presso il polo universitario di Ragusa, istituita sia
per venire incontro alle esigenze degli studenti di quella
provincia, sia per ospitare studenti di altre aree, compresi
quelli della provincia di Catania ed in particolare quelli di
alcuni comuni del calatino che logisticamente possono meglio
usufruire di un polo universitario più vicino rispetto alla sede
dell'Ateneo catanesi;
visto che, in aggiunta a ciò, a causa dei limiti di capienza
della facoltà di medicina dell'ateneo catanese, molti studenti di
questo stesso ateneo, seppur ammessi alla suddetta facoltà, sono
costretti ad optare per il polo ragusano;
osservato tuttavia che, il polo di Ragusa presenta numerosi e
non indifferenti problemi, sia per quanto attiene alle strutture
(spazi, aule, ecc.) che alle attrezzature didattiche, oltreché
nella formazione (soprattutto per gli studenti più avanti nel
corso di laurea) connessa all'attività di pratica medica presso
le strutture sanitarie (reparti clinici);
ritenuto che tale situazione determina un'oggettiva disparità,
oltre che per la quantità, soprattutto per la qualità dei servizi
offerti dal polo ragusano rispetto alla sede centrale di Catania,
situazione che deve essere affrontata e risolta in una dimensione
regionale dell'organizzazione universitaria che rifugga perciò da
ottiche campanilistiche o, peggio ancora, demagogiche e manichee;
ritenuto ancora che, tale oggettiva difficoltà, sia logistica
che di insufficienza di mezzi e strumenti, si riflette anche sul
corpo docente della facoltà, penalizzando di conseguenza anche
l'attività didattica;
viste le giustificate proteste mosse dagli studenti del polo
ragusano per le ragioni sopra esposte;
considerata la disponibilità del Rettore dell'Università di
Catania a predisporre un piano di rafforzamento e di
qualificazione della facoltà di medicina del polo ragusano, di
concerto con il Ministero dell'Università e della Ricerca, che
certamente deve farsi carico prima di tutto delle esigenze
rappresentate dagli studenti, predisponendo per questo le risorse
finanziarie necessarie;
assunto che tale auspicabile intervento da parte del Ministero
potrebbe (o forse dovrebbe) essere finalizzato anche
all'ampliamento dei posti disponibili presso la facoltà di
medicina dell'ateneo di Catania al fine di consentire ad un
maggior numero di studenti di poter frequentare il corso di studi
presso la sede scelta (in relazione alle diverse esigenze)
compresa quella centrale,
impegna il Governo della Regione
a condividere i motivi della protesta degli studenti del polo
di Ragusa ed attivarsi, in accordo con il Rettore dell'ateneo
catanese e la presidenza della facoltà di medicina, in tutte le
sedi competenti, a partire da quella ministeriale, affinchè siano
affrontati e risolti tutti i problemi rappresentati da un forte
elevamento della qualità dei servizi, con particolare attenzione
a quelli strettamente connessi alla didattica, presso il polo di
Ragusa, nonché dalla garanzia di una più scrupolosa presenza e di
un ruolo fortemente attivo del corpo docente, indispensabile
presupposto per una serena e proficua attività negli studi».
(196)
VILLARI, ZAGO,
BASILE
AMMATUNA, RAGUSA, LOMBARDO
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Dichiaro di
accettarlo come raccomandazione.
DI GUARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GUARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho delle
riserve rispetto a questa proposta. Vi sono degli studenti di
Catania che frequentano l'Università di Ragusa, in particolar
modo, la facoltà di medicina e non riescono a lavorare né a
studiare.
Se si rapporta al Policlinico di Catania, non vi sono
strutture, non vi sono laboratori. Penso, quindi, che dobbiamo
tendere a creare dei punti di eccellenza, non dei diplomifici
inutili. D'altra parte, cosa succede? I ragazzi di Ragusa che si
presentano ai primi posti vanno a Catania e quelli di Catania
vanno a Ragusa e non trovano un posto in cui alloggiare; i
professori vi si recano per un giorno e tengono cinque ore di
lezione, nell'arco della stessa giornata. E' una farsa dello
studio.
Bisogna tendere a riportare la facoltà di agricoltura nel
ragusano - lì andrebbe bene - ma la facoltà di medicina dovrebbe
essere accorpata a Catania, dove vi sono le strutture, i docenti
e tutto il resto per poter sviluppare un'iniziativa adeguata allo
studio.
Preannuncio, quindi, che non voterò a favore di quest'ordine
del giorno.
ZAGO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAGO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole Di
Guardo pone un problema reale, nel senso che il Polo
universitario di Ragusa non versa nelle migliori condizioni, da
tutti i punti di vista, sia da quello della logistica che della
didattica.
Anch'io sono portato a dire che, se un Polo universitario non è
eccellente o se non risponde ai requisiti minimi di
soddisfacimento della richiesta studentesca, non è obbligatorio
che stia in piedi.
Concludo però diversamente dall'onorevole Di Guardo. Mi chiedo:
le disfunzioni ci sono ma sono risolvibili o, invece, con
l'intervento del Governo regionale si possono introdurre dei
meccanismi che possono migliorare la logistica, la didattica, per
permettere a tutta la popolazione scolastica di fruirne, non solo
della provincia di Ragusa, ma di tutta quell'area perché, ormai,
c'è una popolazione scolastica che proviene dalle altre province
limitrofe. Invece di distruggere, non si potrebbe potenziare ed
ottimizzare un Polo universitario creato per dare risposta
positiva a quanti non possono frequentare perché l'Università di
Catania è satura e non riesce a soddisfare la domanda degli
studenti universitari?
Per questo motivo, sono tra i firmatari dell'ordine del giorno
dell'onorevole Villari perché riconosco le deficienze, i ritardi;
anch'io ritengo che le facoltà di medicina e di giurisprudenza
abbiano una allocazione per niente ottimale, ai limiti della
compatibilità; da questo però faccio scaturire la volontà di
chiedere il potenziamento anziché la soppressione.
Per questo motivo, chiedo che, sull'ordine del giorno, si
pronunci il Governo che, finora, è stato sempre favorevole a
potenziare i Poli universitari.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei ricordare
ai miei colleghi che questa piccola provincia - la provincia di
Ragusa - è riuscita, con tanti sacrifici, ad avere un Polo
universitario. Mi pare strano che alcuni colleghi ne chiedano la
chiusura perché, oggi, difendere un'offerta culturale non è
facile per nessuno.
E se siamo riusciti, fino ad oggi, a difendere questa
struttura, chiedo ufficialmente che il Governo regionale si
impegni per il potenziamento, non solo delle strutture, ma anche
dell'offerta culturale. Sembrerebbe, infatti, di fare un passo
indietro rinunciare ad una struttura che forma i nostri giovani,
che li fa crescere. Vorrei ricordare a qualche collega che ci
sono delle famiglie che non riescono a mantenere i propri figli
iscritti iscritti alle università del nord perché i costi sono
molto elevati. L'offerta culturale di questa piccola università,
quindi, per noi, è una grande risorsa che, non solo difenderemo
in futuro, ma che cercheremo di potenziare.
Ritengo che il Governo debba fare un piccolo passo avanti
difendendo una struttura culturale che può aiutare i nostri
giovani a formarsi meglio, proprio nei siti in cui nasce e
cresce.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel ribadire
il mio concetto già espresso precedentemente, cioè che il mio
voto è contrario a tutti gli ordini del giorno, volevo fare una
precisazione.
A parte il fatto che abbiamo, in Aula, un disegno di legge che
riguarda il commercio, non comprendo gli ordini del giorno che
non sono assolutamente attinenti allo stesso disegno di legge.
Se è per fare un cadeau a qualcuno, ancorché sappiamo quale
fine fanno ormai gli ordini del giorno, fatelo pure. E' contrario
però a qualsiasi ordinamento che, all'interno di un disegno di
legge riguardante il commercio, si parli di urbanistica, di
lavori pubblici, di università.
Sono fatti importanti - li posso pure accogliere - ma, alla
Presidenza, dico una cosa sola: vogliamo dare uno sguardo,
insieme agli Uffici, per vedere quali sono gli ordini del giorno
compatibili, che hanno attinenza al testo?
Diversamente, stiamo facendo, come sempre, una discussione che
non serve a nessuno e che non ascolta nessuno.
Tutti sono interessati a comprendere se il disegno di legge sul
commercio - che è una cosa solida, importante, che da grande
spettacolarità per l'avvenire, più o meno immediato, piccoli
maledetti ma immediati' -, abbia più evidenza di quanto non ne
abbiano alcuni ordini del giorno che risultano assolutamente
privi di qualsivoglia attinenza alla legge che votiamo.
PRESIDENTE. Onorevole Cintola, non posso darle torto; diciamo
che abbiamo considerato anche la cultura come qualcosa da vendere
e così la consideriamo anche in questa occasione.
E' iscritto a parlare l'onorevole Villari. Ne ha facoltà.
VILLARI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
soltanto per dichiarare di condividere quanto affermato
dall'onorevole Zago, cofirmatario, insieme a me, dell'ordine del
giorno in trattazione.
Ribadisco che temi di questa natura - l'onorevole Cintola mi
perdonerà se lo richiamo -, in questo senso, è normale che
vengano discussi in Aula, dibattuti, affinché il Governo possa
esprimere una propria opinione, un proprio assenso o meno, in
modo che l'Aula venga coinvolta in un dibattito che riguarda
studenti di questa Regione.
Questo é un Parlamento, per quanto mi riguarda, autorevole, al
di là del fatto che qualcuno, magari, sulla stampa, ne dice di
tutti i colori, magari perché preso da livori di qualche tipo.
Questo Parlamento, affinché possa continuare ad avere dignità di
Parlamento, deve discutere dei problemi, affrontarli, anche
quando si tratta di un ordine del giorno apparentemente poco
interessante per qualcuno ma, credo, però, interessante per la
Sicilia e per quelle categorie di studenti che sono interessati
al massimo di efficienza di quel Polo universitario che riguarda
Ragusa.
Come ribadiva l'onorevole Zago, infatti, riguarda molti comuni
della provincia di Catania, in particolare la fascia calatina, i
cui studenti preferiscono frequentare il Polo di Ragusa anziché
quello catanese.
Dobbiamo, pertanto, intervenire non per fuggire rispetto al
problema che abbiamo dinanzi ma per chiedere al Ministero
dell'Università, spinto dal Governo della Regione, spinto dal
Rettore dell'Ateneo catanese, di affrontare i problemi di quella
realtà.
PRESIDENTE. Onorevole Villari, vorremmo considerare come mero
errore di stampa il fatto che il Parlamento impegni il Governo a
condividere la protesta. Se per lei va bene, diciamo di
condividere i motivi della protesta.
VILLARI. D'accordo, signor Presidente.
PRESIDENTE. Viene, pertanto, così corretto. Ricordo che
l'ordine del giorno numero 196 è stato accettato dal Governo come
raccomandazione ma se si insiste per la votazione possiamo anche
procedere in tal senso.
Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 196. Il parere
del Governo?
BENINATI, assessore per la Cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrari si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato, ai sensi
dell'articolo 117, del Regolamento interno, l'emendamento
sostitutivo A 9, a firma del Governo. Ne do lettura:
«Sostituire l'emendamento A9 con il seguente; Le disposizioni
di cui all'articolo 8 della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47
trovano applicazione per gli stanziamenti di bilancio finalizzati
alla legge regionale 6 marzo 1976, n. 24 e possono con decreto
del ragioniere generale della Regione, su proposta dell'Assessore
regionale per il lavoro, l'emigrazione e la formazione
professionale, essere destinati ad interventi finalizzati alla
medesima legge e ad interventi finalizzati all'occupazione sulla
base della vigente legislazione regionale ivi comprese le
finalità previste dal Fondo unico per il precariato».
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
TURANO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Votazione finale del disegno di legge «Modifiche e integrazioni
alla legge regionale 22 dicembre 1999, n. 28, in materia di
disciplina del commercio, alla legge regionale 23 dicembre 2000,
n. 32 ed alla legge regionale 15 settembre 2005, n. 10» (668/A).
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa alla votazione finale
del disegno di legge «Modifiche e integrazioni alla legge
regionale 22 dicembre 1999, n. 28, in materia di disciplina del
commercio, alla legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 ed alla
legge regionale 15 settembre 2005, n. 10» (668/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Votano sì: Antinoro, Aulicino, Basile, Bennati, Calanna,
Cantafia, Caputo, Cascio, Cimino, Cintola, Confalone, Cristaudo,
Culicchia, Currenti, D'Aquino, D'Asero, Di Mauro, Dina, Falzone,
Fleres, Gennuso, Gianni, Granata, La Manna, Lenza Edoardo,
Lombardo, Lo Porto, Maira, Miccichè, Misuraca, Ortisi, Pagano,
Parlavecchio, Pogliese, Ragusa, Regina, Rizzotto, Ruggirello,
Savona, Scoma, Stancanelli, Terrana, Turano.
Votano no: De Benedictis e Maniscalco.
Astenuto: Villari.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 46
Maggioranza 24
Favorevoli 43
Contrari 2
Astenuti 1
(L'Assemblea approva)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dichiaro chiusa la sessione
straordinaria. La seduta è rinviata a mercoledì 31 ottobre 2007,
alle ore 11.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
I - Comunicazioni
II -Discussione dei disegni di legge:
1) - «Interventi in favore dello svolgimento dell'attività
sportiva connessa all'esercizio del gioco del golf» (595/A)
(Seguito)
2) - «Interventi in favore delle attività teatrali» (612-29-
364/A bis)
III -Discussione del Documento di programmazione economico-
finanziaria per gli anni 2008-2011.
La seduta è tolta alle ore 18.20
Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 21.30
DAL SERVIZIO RESOCONTI
Il Direttore
Dott. Eugenio Consoli