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Resoconto d'Aula della Seduta n. 96 di giovedì 08 novembre 2007
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   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


    GRANATA   segretario  f.f.,  dà lettura  del  processo  verbale
  della  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si
  intende approvato.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, ai sensi  dell'articolo  127,
  comma 9 del Regolamento interno, do il preavviso di trenta minuti
  al   fine   delle   eventuali  votazioni  mediante   procedimento
  elettronico che dovessero aver luogo nel corso della seduta.

   Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio nominale  o  di
  scrutinio   segreto   (art.   127)   sono   effettuate   mediante
  procedimento elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   Sulla richiesta di referendum confermativo ex art. 17 bis dello
                               Statuto

    DE LUCA . Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

      DE LUCA . Signor Presidente, onorevoli colleghi, vi invito  a
  firmare    il   quesito   referendario   relativo   alla    norma
  sull'incompatibilità dei deputati, dei presidenti di provincia  e
  sindaci  dei  comuni superiori a 20 mila abitanti e ciò  affinché
  l'iniziativa  popolare, che è già stata presentata, possa  essere
  sostituita  dall'iniziativa parlamentare. Il referendum  prevede,
  infatti,  due  procedure: la raccolta di  centomila  firme  degli
  elettori  in  Sicilia,  oppure  la  richiesta  da  parte  di   18
  parlamentari di sottoporre a referendum confermativo la norma  in
  questione, di cui noi già conosciamo bene il testo.
   Vorrei  chiarire  ai  colleghi parlamentari  che,  entro  il  22
  novembre,  si  esaurisce il procedimento, ciò  significa  che  se
  entro   il   22  novembre  verranno  presentati  i   quesiti,   o
  accompagnati  da  100  mila  firme  o  dalla  richiesta   di   18
  parlamentari in carica, si andrà al referendum.
   Ho  chiesto  il referendum perché ritengo sia l'unico  modo  per
  convincere  l'Aula  a modificare quella norma.  I  tempi  sono  i
  seguenti:  chiusa  la fase della proposta del  quesito,  ci  sono
  termini  ben precisi per cui il referendum si dovrebbe  celebrare
  entro il 25 di febbraio 2008; ciò significa che se l'Assemblea ha
  veramente  la  volontà di modificare quella norma,  entro  quella
  data, un mese prima, potrà farlo.
   Allora,  vi  invito a firmare il quesito in  modo  da  porre  un
  termine  ben  preciso alla volontà del Parlamento  di  modificare
  quella  norma.  Poi  la  si può modificare  come  si  crede;  per
  rispondere a qualche collega, sono anche disponibile a  prevedere
  l'incompatibilità assoluta tra sindaco e parlamentare se il  tema
  dovesse essere questo.
   Di  conseguenza,  non c'è alcuna preclusione rispetto  a  questo
  principio.
   Faccio  presente  che  presso la Sala lettura  deputati  c'è  il
  delegato del Segretario generale al fine di autenticare la  firma
  dei parlamentari.

    CRISTALDI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRISTALDI   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   ciascun
  deputato ha il diritto di definirsi con l'appellativo che  crede,
  nel momento in cui ritiene di non aver compreso le ragioni per le
  quali  ha votato a favore di un provvedimento ma, non vorrei  che
  quell'appellativo si dovesse attribuire due volte, qualora non si
  fosse  compresa la ragione per la quale si vuole abrogare  quella
  legge che è stata approvata.
   Ritengo che ci sia il pieno diritto di raccogliere le firme  che
  si vuole; lo Statuto prevede che 18 parlamentari possano chiedere
  un  referendum  confermativo della legge approvata dall'Assemblea
  regionale e prevede, anche, che occorrano 100 mila firme per fare
  il  referendum,  con  un esborso di circa 150  milioni  di  euro.
  Questa è una valutazione che va fatta.
   Siccome è stato lanciato un appello al Parlamento, mi preme  far
  notare  come  quella  legge  approvata  dall'Assemblea  regionale
  siciliana  sia  una  legge  di grande civiltà  e  di  correttezza
  perché, finalmente, pone fine ad una miriade di contenziosi per i
  quali  certi furbetti hanno potuto fare il deputato  e  al  tempo
  stesso anche il sindaco.
   Mi  dispiace  che  ci siano anche qualificati deputati  che  non
  hanno compreso le ragioni reali per le quali si vorrebbe giungere
  al referendum.
   La  legge  ha trovato il plauso anche di esponenti istituzionali
  di  controllo  di  altissimo livello, perché  finalmente  abbiamo
  equiparato  il regime dei deputati regionali a quello  nazionale,
  in  pieno  recepimento delle sentenze della Corte  costituzionale
  che, in materia di compatibilità tra Deputato e Sindaco, ha,  più
  volte,  impugnato  norme dell'Assemblea regionale  siciliana,  ha
  giudicato   incostituzionali   norme   dell'Assemblea   regionale
  siciliana,  affermando  che  il regime  vigente  per  i  deputati
  regionali   non  può  essere  diverso  da  quello  dei   deputati
  nazionali,  a  meno  che non lo si voglia  fare  in  maniera  più
  restrittiva ed in questo caso chi è sindaco e deputato si dimetta
  da Sindaco e dimostri la trasparenza e la propria coerenza.

    CASCIO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CASCIO   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  premesso  che
  ritengo  assolutamente  inusuale  che  il  promotore  di   questa
  iniziativa  referendaria sia esso stesso  in  una  situazione  di
  duplice  incarico,  essendo  sindaco  di  un  comune  e  deputato
  regionale e, quindi, premesso che suoni, quanto meno, anomalo  il
  fatto che la predica venga da quel pulpito, invito i colleghi del
  mio  Gruppo parlamentare che avevano manifestato, nelle settimane
  scorse,  interesse alla norma che avrebbe prodotto il referendum,
  a  non  firmare  questa  proposta e mi dichiaro,  in  qualità  di
  Presidente  del Gruppo parlamentare di Forza Italia,  disponibile
  ad  un  approfondimento della norma, nel caso in cui si volessero
  valutare  delle condizioni al fine di apportare alcune  modifiche
  nel  merito,  tramite però la via parlamentare e  non  certamente
  tramite la via referendaria.
   Vorrei  ricordare  che  un referendum consultivo  costerebbe  ai
  siciliani  svariate decine di milioni di euro e, quindi,  ritengo
  poco  opportuno  arrivare  ad  una eventuale  modifica  normativa
  tramite   l'indizione   di   un  referendum   parlamentare   che,
  certamente,  non  gioverebbe ad alcuno.  Invece,  in  qualità  di
  Presidente  del Gruppo parlamentare di Forza Italia mi  sento  di
  prendere un impegno rispetto all'eventualità che facendo  entrare
  intanto  in  vigore la norma si preveda la possibilità,  con  una
  iniziativa normativa parlamentare, di modificare in alcuni punti,
  eventualmente,  in  maniera trasversale  e  condivisa  la  stessa
  norma.  Pertanto, invito i colleghi del mio partito a non aderire
  all'iniziativa firmataria rispetto ai quesiti referendari.

   Seguito  della  discussione del disegno di  legge  numero  595/A
  «Interventi  in  favore dello svolgimento dell'attività  sportiva
  connessa all'esercizio del gioco del golf»

    PRESIDENTE   Si  passa  al  II  punto  all'ordine  del  giorno:
  Discussione dei disegni di legge.
   Si  procede con il disegno di legge numero 595/A «Interventi  in
  favore   dello   svolgimento  dell'attività   sportiva   connessa
  all'esercizio del gioco del golf», posto al numero 1).
   Invito i componenti la IV Commissione  Ambiente e territorio'  a
  prendere posto al banco delle Commissioni.
   Eravamo  arrivati  all'emendamento 1.7, a  firma  dell'onorevole
  Falzone.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


                       Sull'ordine dei lavori.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, le chiedo  di
  intervenire ancora sull'ordine dei lavori, in quanto ci  troviamo
  in una situazione strana.
   C'è  una situazione di difficoltà che permane; sappiamo  che  ci
  sono  delle leggi che andrebbero incardinate in questa  sessione,
  tenuto  conto che - non si sa quando, vorremmo saperlo - dovremmo
  aprire la sessione finanziaria. Pertanto, dobbiamo decidere  cosa
  fare.
   Mi  pare evidente che qui dentro, al momento, la maggioranza non
  è in grado di essere tale.
   Quindi,  signor  Presidente,  le consiglierei  di  sospendere  i
  lavori,  di verificare concretamente la possibilità di proseguire
  nella condizione di difficoltà data.
   Un'ora  fa il Vicepresidente della Regione  ha fatto un appello,
  ma  gli  appelli non possono essere fatti soltanto come  atti  di
  buona volontà.
   C'è   una   difficoltà  politica  evidente  della   maggioranza,
  riconosciuta  dal  Vicepresidente della Regione,  una  difficoltà
  politica che poi è numerica.
   Noi  non  vogliamo  fare danno a chi aspetta  l'approvazione  di
  leggi   che   garantiscono  innanzitutto,  come   il   caso   dei
  catalogatori, la certezza di potere avere un rapporto  di  lavoro
  che  continui dal 1  gennaio 2008; non vogliamo fare  danno  alle
  persone, però, non possiamo farci  beffare da una tale condizione
  politica.
   Pertanto, signor Presidente, le chiedo una sospensione,  durante
  la  quale convocare informalmente o formalmente la Conferenza dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari, affinché  si  decida  come
  andare  avanti e si decida  tutti assieme, evitando di farci  del
  male e, soprattutto, di fare del male ad una parte dei siciliani.

    PRESIDENTE   Onorevole  Vicepresidente  della  Regione,  vorrei
  conoscere  il  parere del Governo sulla richiesta  dell'onorevole
  Cracolici.

    LEANZA   NICOLA ,   vicepresidente   della   Regione.    Signor
  presidente,  onorevoli colleghi, il Governo è disponibile  sia  a
  discutere  che  a  proseguire  i  lavori  d'Aula,  non  può   che
  accogliere  la richiesta dell'onorevole Cracolici,  solo  che  in
  questo   momento,  constatata  la  presenza  della   maggioranza,
  ritengo che si possa andare avanti e fermarci successivamente.

    CRACOLICI  Devo verificare se c'è la maggioranza?

    LEANZA NICOLA , vicepresidente della Regione. La maggioranza  è
  presente.

    PRESIDENTE   Onorevole  Leanza,  le  preciso  che   l'onorevole
  Cracolici  non chiederebbe la verifica del numero legale  se  c'è
  una  possibilità di proseguire i lavori parlamentari; è per  tale
  motivo che ho chiesto il parere del Governo.

    LEANZA    NICOLA ,   vicepresidente   della    Regione.    Sono
  assolutamente  d'accordo a proseguire adesso,  cominciamo  subito
  altrimenti  rischiamo  di  rinviare al  pomeriggio,  ci  possiamo
  ragionare sopra tranquillamente per dieci minuti.

    PRESIDENTE   Il  parere del Governo è di sospendere  la  seduta
  per un quarto d'ora, dialogare in maniera informale e riprendere,
  se  la  richiesta dell'onorevole Cracolici può essere compendiata
  assieme   a  questa  proposta,  la  Presidenza  non  ha   nessuna
  difficoltà  a  sospendere la seduta di un quarto d'ora,  per  una
  interlocuzione informale.
    La seduta è sospesa.

    (La seduta, sospesa alle ore 13.00, è ripresa alle ore 14.08)

   La seduta è ripresa.

                       Sull'ordine dei lavori

    CRACOLICI  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  riprendiamo
  i  nostri lavori dopo una sospensione, chiesta da me, per fare un
  passaggio, seppure informale, con la Conferenza dei Capigruppo.
   Noi  continuiamo  a  prendere atto di una  condizione  che  vive
  quest'Aula   di   una  maggioranza  che  non   c'è.   Lo   stesso
  Vicepresidente   della  Regione  qualche  ora  fa   ha   ammesso,
  addirittura, che per contribuire all'esito dei disegni  di  leggi
  all'ordine  del  giorno  di  questa  sessione  bisogna   chiamare
  l'opposizione, la minoranza.
   La  crisi  è  evidente, al di là dei proclami che vengono  fatti
  sui  giornali  sulle buone intenzioni. Quest'Aula non  riesce  ad
  avere  una  maggioranza certa che garantisca le leggi  che  vuole
  fare.  Non  può  essere certamente la minoranza a  sostituire  la
  maggioranza nel fare le leggi che, tra l'altro, non condivide.
   Noi,  con  molta franchezza, diciamo che non vogliamo  usare  in
  maniera  permanente  strumenti che sono  propri  della  battaglia
  parlamentare  ma  che,  se continuamente   usati,  finiscono  per
  svilirne  anche  il  senso  e  la  funzione.  Mi  riferisco  alla
  richiesta  di  verifica del numero legale che è una  prerogativa,
  ma    non   è   nella   nostra  idea  e  nella   nostra   cultura
  l'ostruzionismo fine a se stesso, l'ostruzionismo si fa ed è  uno
  strumento  della battaglia parlamentare per fatti  che  hanno  un
  rilievo  tale da determinare la necessità della stessa.  Qui  sta
  diventando  una  condizione permanente il prendere  atto  di  una
  empasse che è dinnanzi agli occhi di tutti noi.
   Abbiamo  proposto  alla Presidenza, ai colleghi  Capigruppo,  al
  Governo  la  nostra  disponibilità a fare le due  leggi,  che  in
  qualche modo sono condivise - mi riferisco alla legge inerente la
  proroga ai catalogatori e alla legge sulle vittime del mare -   e
  consentire  così  di  chiudere la sessione  e  aprire  quella  di
  bilancio per dare certezza finanziaria a questa Regione.
   Questa  è  la  nostra proposta, preso atto che  la  maggioranza,
  anche se chiamarla maggioranza in quest'Aula è diventato un  atto
  di  fantasia,  è permanentemente minoranza. Rinnoviamo  l'appello
  alla  maggioranza  di  incardinare  le  leggi  cui  facevo  prima
  riferimento,  dando  in tal modo certezze  ai  siciliani  che  le
  aspettano, e di avviare la fondamentale sessione di bilancio.

    ADAMO  presidente della IV Commissione. Chiedo di parlare.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    ADAMO   presidente  della  IV Commissione.  Signor  Presidente,
  onorevoli colleghi, l'onorevole Cracolici ha una concezione molto
  particolare   del  siciliano  e  delle  aspettative   del   mondo
  siciliano. Evidentemente, ciò che i siciliani aspettano,  secondo
  l'onorevole Cracolici, sono soltanto  posti e sicurezza di  posti
  più o meno inventati. Conseguentemente, se non ci sono assunzioni
  di  catalogatori,  di forestali  o di quant'altro,  non  ci  sono
  leggi condivise.
     Mi  dispiace, ma  non è bene informato, perché  la  legge  sui
  campi da golf è una legge condivisa da tutti i partiti, almeno in
  Commissione.  Che poi si arrivi in Aula e si passi a speculazioni
  di  bassissimo  livello  è  una  cosa  che  dispiace  e  dispiace
  enormemente.  E' il momento di far capire che questa  politica  è
  stanca a destra e a sinistra; e se il centrodestra ha la colpa di
  essere disattento e di non essere in numero sufficiente in  Aula,
  la  sinistra ha invece la colpa gravissima di fronte ai siciliani
  -  e  sono orgogliosa del fatto che il centrodestra anche  se  in
  minoranza  non faccia accordi di questo tipo perché noi riteniamo
  che  non  si possa promuovere a chiacchiere il turismo, che   non
  sia  possibile parlare e attrarre investimenti quando  poi,  alla
  prova  dei fatti, sosteniamo che si può fare un campo da  tennis,
  si può fare un campo di palla a volo, ma non si può fare il campo
  da  golf. Vedi caso, però,  sappiamo tutti benissimo che ciò  che
  attira il turista è proprio il campo da golf.
   Il  suo  intervento è veramente vergognoso da Capogruppo di  una
  minoranza  che  in questo momento si squalifica  enormemente  più
  della  maggioranza. La maggioranza forse è distratta, ma voi  che
  siete  presenti  e dite stupidaggini siete molto  più  colpevoli,
  ecco  perché poi alla fine, nonostante le colpe del centrodestra,
  perdete sempre tutte le elezioni

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi ho dato la parola all'onorevole
  Cracolici  perché  aveva chiesto la sospensione.  Ha  chiesto  di
  parlare  anche il Presidente della IV Commissione  e  poichè  non
  vorrei  che si aprisse un dibattito, vorrei capire se il  Governo
  intende intervenire.  C'è una richiesta del Capogruppo dei DS, se
  il Governo avesse qualcosa da dire su questa richiesta eviteremmo
  un dibattito.

    CRACOLICI   Signor Presidente si aggiorni, è il  nuovo  Partito
  Democratico.

    PRESIDENTE  Le chiedo scusa, è l'abitudine.

    LEANZA   NICOLA ,  vicepresidente  della  Regione.  Chiedo   di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LEANZA   NICOLA ,   vicepresidente   della   Regione.    Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  avevamo  guardato  con   molto
  interesse alla richiesta di sospensione da parte dell'opposizione
  per  approfondire  se andare avanti o meno su  questi  sei  punti
  all'ordine del giorno che potranno sembrare minori ma che non  lo
  sono  in quanto riguardano punti che interessano certamente  alla
  Sicilia e ai siciliani.
   Sono  punti  molto  importanti, la stragrande  maggioranza  sono
  condivisi  nelle Commissioni e, quindi, ci aspettavamo  da  parte
  dell'opposizione la possibilità di continuare con grande senso di
  responsabilità  come ha dimostrato fino ad ora in Aula;  infatti,
  devo  dare  atto  a  questa  opposizione  che  molto  spesso   in
  Commissione  e  in  Aula  è  stata attenta,  al  contrario  della
  disattenzione continua della maggioranza.
   A  questo  punto, signor Presidente, onorevoli colleghi,  chiedo
  che la seduta venga rinviata a martedì pomeriggio, se ci sono  le
  condizioni,  in modo che all'interno della maggioranza  ci  possa
  essere  una  riflessione più forte e più  attenta  rispetto  alle
  responsabilità che la gente ci ha dato, cioè di governare  questa
  terra.  Quindi, le rinnovo l'invito per un rinvio della seduta  a
  martedì pomeriggio per continuare con questi sei punti all'ordine
  del giorno perché la maggioranza avrà certamente l'orgoglio e  la
  volontà di dimostrare che queste leggi interessano alla Sicilia e
  ai siciliani.

    CINTOLA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA   Signor Presidente, onorevoli colleghi, comprendo  che
  l'onorevole Cracolici è diventato il capo di non so che cosa  qui
  dentro,   per  cui  quando  lui  parla  bisogna  agire  solo   di
  conseguenza.  Tuttavia,  non intendo assolutamente  assurgere  al
  ruolo  di una maggioranza che non c'è: non c'è una maggioranza  e
  non c'è il Governo. Eccetto i tre assessori che vengono spesso  e
  che  sono qui, gli assessori Leanza,  Misuraca e Formica, poi per
  il resto il Governo non  è presente

    PRESIDENTE  C'è anche l'assessore Interlandi.

    CINTOLA  Non l'ho citata  perché è la prima volta che la  vedo.
  Per  il resto, di lei  leggo sui giornali e non capisco nulla  di
  quello che  dice.
   A  questo  punto intendo dire con chiarezza che non intendo  più
  essere  accomunato  al fatto che non c'è una maggioranza.  Io  ci
  sono   e  sono  un  deputato  della  maggioranza.  Non  sono   un
   minchione'  perché voto soltanto le cose di cui mi  rendo  conto
  nel torto o nella ragione, non posso essere neppure accomunato  a
  chi è assente e non fa il proprio dovere.
   Non  voglio  essere accomunato ad un Governo inesistente  e  non
  intendo  essere  accomunato neppure a coloro i  quali  propongono
  patti   con  la  gente, provocano  tutti gli scioperi  di  questo
  mondo e l'indomani si ritorna indietro perché abbiamo trovato  la
  soluzione  che  è quella concordata attraverso lo sciopero  e  il
  risultato è che una città e un'intera Regione  vengono  poste  in
  condizione di non poter più vivere o sopravvivere.
   Allora,  i  termini del problema sono molto chiari: se  non  c'è
  più  una maggioranza si vada alle urne, immediatamente  E  se  la
  maggioranza  c'è,  venga messa in grado di  comprendere  cosa  il
  Governo  vuole, se riesce a parlare e a farsi capire, in  maniera
  tale  che  i  colleghi deputati possano sapere in Aula  che  cosa
  stanno  facendo  e verso cosa tende il Governo con  i  tecnici  e
  senza  i  tecnici, considerato che i tecnici hanno fatto  già  un
  lungo  cammino  e avrebbero bisogno di un grande riposo,  il  più
  grande  di  quello che può essere agognato e propugnato.  Non  ne
  comprendiamo  le  ragioni  perchè  gli  assessori  sono  talmente
  tecnici  che non riusciamo a comprendere e avere una sintonia  di
  idealità e di contenuti da dividere e da condividere
   A  questo  punto vorrei dire che quando sento che il  Capogruppo
  della  maggioranza  in  Aula parla come  ha  parlato  l'onorevole
  Cracolici  dicendo che ha chiesto questo e per il resto  non  gli
  interessa  niente, poi interviene il Governo e   mi  rendo  conto
  delle  difficoltà enormi che esso ha nel dover dire che è inutile
  proporre  quando non c'è la truppa che segue e non c'è lo  stesso
  Governo presente.
   Però,  andare  sui giornali come se fossimo tutti  pagnottisti',
  con  stipendifici,  con i ruoli che ha il  deputato  di  spendere
  senza   mai  lavorare,  quando non  c'è  più  la  possibilità  di
  continuare  a  lavorare, allora bisogna mettere un  punto  fermo
  Bisogna  capire  chi  si assume le responsabilità  di  modificare
  questo  quadro perché altrimenti il giudizio non è più quello  di
  essere  o  di  non  essere in maggioranza, ma diventa  molto  più
  grave, molto più pesante e non intendo essere condotto in Aula né
  dal Capogruppo della maggioranza né da un Governo inesistente.
   Intendo  dire  con  chiarezza  che  dobbiamo  porre  i  problemi
  seriamente.  Abbiamo un bilancio da fare, il DPEF, la finanziaria
  e   stiamo   ancora   giocando   a   novembre   con   5-6   leggi
  importantissime.  Allora,  facciamole   Però,  dobbiamo   correre
  subito   alla   sessione   di  bilancio   diversamente   dovremmo
  prepararci  all'esercizio provvisorio  che  è  il  massimo  della
  iattura;  ma  di  questo  non si occupa  nessuno,  e  non  è  più
  possibile,  signor Presidente. Non è più possibile che  avvengano
  incontri rabberciati di riunione di Capigruppo due minuti dopo la
  fine  della seduta. Perché non ci si pensa  prima? Perché non  si
  pensa  prima  a  dare una idealità a ciò che dobbiamo  sostenere.
  Personalmente  pensavo che la politica dei   pochi,  maledetti  e
  subito   fosse  qualcosa  che riguardasse  Rocca  Cannuccia,  non
  pensavo che potesse riguardare anche questa Assemblea.

    BALLISTRERI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BALLISTRERI   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   sento
  l'esigenza  di  intervenire brevemente perchè non  credo  che  il
  senso  di responsabilità che la cosiddetta minoranza ha esternato
  -  è  giusto parlare di opposizione qui in Aula - venga scambiato
  come  un  tentativo di sopraffazione. E qui c'è  una  maggioranza
  politica che non è più tale da tempo, nel senso che dà spettacolo
  di una incapacità di esprimere cultura di governo e governabilità
  reale.
   Abbiamo,  sempre per senso di responsabilità,  rappresentato  la
  possibilità  che  su alcuni disegni di leggi  si  determinino  le
  condizioni del numero legale in Aula e abbiamo individuato  anche
  quali  sono  questi disegni di legge sui quali c'è  una  evidente
  emergenza sociale; non è perchè altri non siano importanti o  non
  integrino  la  possibilità  di  determinare  condizioni  per   lo
  sviluppo,  le  questioni che conosciamo per la nostra  Isola,  ma
  quei  disegni  di  legge, in  modo specifico: i catalogatori,  le
  vittime  del mare e mi permetterei di aggiungere anche il Teatro,
  integrano   delle  questioni  che  hanno  un  rapporto   diretto,
  immediato  con gli interessi, i  bisogni collettivi della  nostra
  terra.
   Credo  vada  apprezzato lo spirito e il senso di  responsabilità
  dell'opposizione  in  quest'Aula; se questo viene  scambiato  per
  volontà  di  sopraffazione è un errore politico, un grave  errore
  politico.   Allora,   vi   stimoliamo   ad   accogliere    questa
  disponibilità e ad aprire una discussione sul nostro intendimento
  che  sia chiaramente trasparente, alla luce del sole, che non sia
  relazionata e non venga scambiata per vocazione allo scambio o al
  consociativismo,  ma che sia apprezzata per  quello  che  è:   un
  contributo  ad  evitare  che  anche in  questa  regione  passi  e
  proliferi   il   sentimento  dell'antipolitica   che   spesso   è
  qualunquistico, ma molto spesso affonda le radici nel  fatto  che
  la politica e la governabilità istituzionale non sono in grado di
  dare risposte agli interessi concreti delle persone.

    DI MAURO . Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DI  MAURO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, da quando  è
  iniziata questa legislatura devo dire che l'opposizione ha  avuto
  sempre   un  atteggiamento,  tutto  sommato,  di  rispetto,   nei
  confronti dei lavori d'Aula, nei confronti dello stesso  Governo,
  con  eccezione di alcuni momenti durante la finanziaria  dove  ha
  assunto   alcuni   atteggiamenti,  peraltro  giustificabili,   di
  richiesta di voto segreto e di altro.
   Tuttavia,  non  riesco a capire dinanzi ad una legge  di  questo
  tipo  inerente  la possibilità di attivare percorsi  che  possano
  riguardare turisti che siano interessati a venire in Sicilia,  ci
  sia  una sorta di atteggiamento negativo e di chiusura senza  che
  sia  stato  aperto  un dibattito. Più volte  sulla  stampa,  come
  parecchi  di  noi abbiamo letto, c'è stata una forte esigenza  di
  dare  risposte a chi vuole fare attività di impresa di  un  certo
  livello   nel  nostro  territorio.  Francamente  non   riesco   a
  comprendere questo atteggiamento di chiusura. Questa  non  è  una
  legge  che può interessare questo o quel partito, credo  sia  una
  legge  che  interessi  l'intera Regione siciliana  perché  è  una
  breccia  che si apre verso un turismo che fino ad oggi la Sicilia
  non ha avuto modo di ospitare.
   Per quanto riguarda le cose che sono state dette, credo che -  e
  lo  dico al Governo - noi dobbiamo avviarci ad una fase che ormai
  è  vicinissima,  quella  della sessione  di  bilancio.  Per  cui,
  dobbiamo  a  mio  modesto  avviso assecondare  la  richiesta  del
  Governo di rinviare la seduta  a martedì pomeriggio con l'obbligo
  -  diciamocelo francamente - di essere presenti, intanto noi come
  maggioranza,  per chiudere questa fase importante  caratterizzata
  da  alcuni  problemi  di  tipo sociale  e   altri  relativi  allo
  sviluppo  del  turismo  e  - come diceva il  Presidente  Adamo  -
  dell'occupazione  in  Sicilia, e infine avviare  con  urgenza  la
  sessione di bilancio perché sarà proprio in quella occasione  che
  il  Governo darà dimostrazione di essere efficiente e  capace  di
  portare avanti le proprie iniziative.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che  è  convocata  per
  domani mattina, alle ore 11.00, la Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a martedì 13  novembre
  2007, alle ore 17.30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


     I   - COMUNICAZIONI

  II   -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

        1)  -  Interventi in favore dello svolgimento dell'attività
            sportiva connessa all'esercizio del gioco del golf  (n. 595/A)
            (Seguito)

   2)  -   Interventi in favore delle attività teatrali  (nn. 612-
  29-364/A bis)
   3)  -   Provvedimenti in favore delle famiglie delle vittime
  del mare  (n. 545/A)
   4)  -   Stabilizzazione del personale addetto alla
  catalogazione dei beni culturali della Regione  (n. 619/A)
   5)  -  Modifiche ed integrazioni agli articoli 6 e 9 della
  legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17. Disposizioni in materia
  di demanio e patrimonio immobiliare regionale e conferenza di
  servizi  (n. 556/A)

     III   -DISCUSSIONE DEL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE ECONOMICO-
      FINANZIARIA PER GLI ANNI 2008-2011

                  La seduta è tolta alle ore 14.27

          Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 16.35

                       DAL SERVIZIO RESOCONTI
                            Il Direttore
                        Dott. Eugenio Consoli