Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
RINALDI, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Congedi
PRESIDENTE Comunico che gli onorevoli Zangara e Fiorenza
sono in congedo per la seduta odierna.
Missione
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Speziale è in missione
per ragioni del suo ufficio nei giorni 12 e 13 novembre 2007.
Comunicazione calendario dei lavori della Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, comunico che la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi venerdì 9 novembre
2007 alle ore 12.00, sotto la Presidenza del Presidente
dell'Assemblea, onorevole Micciché, e con la partecipazione del
Presidente della Regione, ha stabilito che i lavori parlamentari
della prossima settimana e della sessione di bilancio avranno il
seguente svolgimento.
L'Aula terrà seduta nei giorni martedì 13 e mercoledì 14 e
giovedì 15 novembre 2007 per la discussione del documento di
programmazione economico-finanziaria e l'esame dei seguenti
disegni di legge:
1) - Interventi in favore delle attività teatrali (612-29-364/A
bis)
2) - Stabilizzazione del personale addetto alla catalogazione
dei beni culturali della Regione (619/A)
3) - Provvedimenti in favore delle famiglie delle vittime del
mare (545/A)
4) - Modifiche e integrazioni all'articolo 6 della legge
regionale 28 dicembre 2004, n. 17, e nuove disposizioni per
favorire l'attività ed i compiti della Commissione di
conciliazione (556/A)
5) - Interventi in favore dello svolgimento dell'attività
sportiva connessa all'esercizio del gioco del golf (595/A)
6) - Altri disegni di legge eventualmente licenziati dalle
commissioni.
SESSIONE DI BILANCIO
La sessione di bilancio avrà inizio venerdì 16 novembre 2007.
Dalla predetta data decorrono i quarantacinque giorni previsti
dall'articolo 73 bis del Regolamento ed i tempi previsti per
l'esame dei documenti finanziari da parte delle Commissioni di
merito e della Commissione Bilancio.
Nel corso della sessione di bilancio, sarà esaminato il
disegno di legge relativo a variazioni di bilancio della Regione
per l'anno finanziario 2007, secondo il calendario che sarà
definito in una prossima riunione della Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari.
Durante la stessa sessione, esaurito l'esame dei documenti
finanziari, saranno istruiti dalle Commissioni di merito e
dalla Commissione Bilancio i disegni di legge di iniziativa
governativa numeri 622 e 623 in materia di sviluppo.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni legislative
PRESIDENTE Comunico che i seguenti disegni di legge sono
stati inviati alle competenti Commissioni legislative:
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Norme relative alla promozione dell'attività di home food
nell'ambito della Regione (686)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 8 novembre 2007
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Istituzione delle Aziende di promozione turistica (A.P.T.) e
norme per lo sviluppo turistico della Sicilia (685)
di iniziativa governativa
inviato in data 13 novembre 2007
parere I Commissione
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Interventi volti a dare una degna sepoltura ai feti di
gestazione inferiore ai cinque mesi (688)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 8 novembre 2007
parere I Commissione
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE Comunico che le seguenti richieste di parere sono
state trasmesse dal Governo ed assegnate alle competenti
Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente (A.R.P.A.).
Rinnovo Collegio dei revisori dei conti (101/I)
- pervenuta in data 6 novembre 2007
- inviata in data 9 novembre 2007
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Cooperative edilizie - programma 2005 (102/I)
- pervenuta in data 12 novembre 2007
- inviata in data 13 novembre 2007
Comunicazione di parere reso
PRESIDENTE Comunico che il seguente parere è stato reso dalla
competente Commissione legislativa Servizi sociali e sanitari
(VI):
- Razionalizzazione ed ottimizzazione del servizio di continuità
assistenziale (96/VI)
-reso in data 6 novembre 2007
-inviato in data 9 novembre 2007
Comunicazione relativa a delibere della Giunta regionale
PRESIDENTE Comunico che sono pervenute le delibere della
Giunta regionale dalla numero 274 del 10 luglio 2007 alla numero
348 dell'8 agosto 2007.
Comunicazione relativa a sentenza della Corte Costituzionale
PRESIDENTE Comunico che la Corte Costituzionale, con sentenza
numero 359 del 24 ottobre 2007, nel giudizio di legittimità
costituzionale dell'articolo 44 della legge regionale Norme
finanziarie urgenti - Variazione al bilancio della Regione
siciliana per l'anno finanziario 2002 - Seconda misura salva
deficit del 23 dicembre 2002, numero 23, promosso con ordinanza
del 28 aprile 2006 dal Tribunale di Ragusa, ha dichiarato
l'illegittimità costituzionale dell'articolo 44 della legge
regionale Norme finanziarie urgenti - Variazione al bilancio
della Regione siciliana per l'anno finanziario 2002 - Seconda
misura salva deficit del 23 dicembre 2002, numero 23, nella
parte in cui stabilisce, con effetto dall'entrata in vigore della
legge regionale Disposizioni in materia di lavoro e occupazione.
Norme di proroga e di finanziamento degli oneri per il
contingente dell'Arma dei carabinieri operante in Sicilia del 23
gennaio 1998, numero 3, sino a tutto l'anno 2002 nuovi criteri
di calcolo delle maggiorazioni da corrispondere ai soggetti
impiegati in lavori socialmente utili per una durata oraria
eccedente quella ordinaria.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
numero 1430 - Notizie circa il rischio di chiusura ovvero di
ridimensionamento del reparto di Emodinamica dell'Azienda
Ospedaliera S. Antonio Abate di Trapani.
Assessore Sanità
Firmatario: Gucciardi Baldassare
numero 1431 - Notizie a proposito del bando indetto dal COINRES
ATO PA 4 per la selezione di n. 76 operatori di varie aree
operative funzionali e circa il ritardo nella predisposizione
del piano di ridimensionamento degli Ambiti territoriali
ottimali.
Presidente Regione
Firmatario: Cracolici Antonino
numero 1432 - Interventi per la revisione del piano di
riorganizzazione del Presidio Ospedaliero di Barcellona Pozzo
di Gotto (ME).
Assessore Sanità
Firmatario: Ballistreri Gandolfo
numero 1433 - Interventi per il riconoscimento ai lavoratori a
tempo determinato della pubblica amministrazione del diritto
all'elettorato attivo e passivo nelle procedure elettorali per
il rinnovo delle RSU.
Presidente Regione
Assessore Presidenza
Assessore Famiglia
Firmatario: Ballistreri Gandolfo
numero 1436 - Notizie a proposito della manifestazione promossa
dall'Unione regionale delle province siciliane e da alcune
province regionali contro il Governo nazionale in data 7
novembre 2007 a Roma per la mancata emanazione del decreto
sulle modalità di utilizzazione dei fondi assegnati dalla
finanziaria 2007 per la viabilità provinciale.
Assessore Famiglia
Firmatario: Cracolici Antonino
numero 1438 - Notizie in merito a presunte riduzioni del
servizio di Assistenza Domiciliare (DA) del Servizio sanitario
regionale.
Assessore Sanità
Firmatario: Ragusa Orazio
numero 1441 - Accertamenti di eventuali violazioni di legge da
parte della Provincia regionale di Catania.
Presidente Regione
Assessore Famiglia
Firmatario: Barbagallo Giovanni
numero 1442 - Interventi per mantenere aperto a tutto il
territorio provinciale il Centro di Emodinamica dell'Ospedale
S. Antonio Abate di Trapani.
Assessore Sanità
Firmatario: Oddo Camillo
Le interrogazioni, ora annunziate, saranno iscritte all'ordine
del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni
con richiesta di risposta scritta:
numero 1434 - Notizie circa il funzionamento del carcere di
Noto (SR).
Presidente Regione
Firmatario: Fleres Salvatore
numero 1435 - Urgenti provvedimenti a proposito dell'ATO di
Messina.
Presidente Regione
Assessore Famiglia
Firmatario: Currenti Carmelo
numero 1437 - Vertenza coop Servizincoop Siracusa.
Presidente Regione
Assessore Beni Culturali
Firmatario: Pogliese Salvatore
numero 1439 - Interventi al fine di consentire l'esercizio in
sicurezza delle attività sportive sciistiche in località Piano
Battaglia e Battaglietta ricadenti nel territorio del Parco
delle Madonie.
Assessore Turismo
Firmatari: Adamo Giulia; Falzone Dario; Confalone Giancarlo;
Vicari Simona; Pogliese Salvatore; Cascio Francesco
numero 1440 - Interventi in favore dell'Azienda Ospedaliera
Sant'Antonio Abate di Trapani.
Presidente Regione
Assessore Sanità
Firmatari: Adamo Giulia; Cascio Francesco
Le interrogazioni, ora annunziate, saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
numero 60 - Notizie sull'attivazione della Carta regionale dei
servizi - Tessera sanitaria.
Presidente Regione
Assessore Sanità
Firmatario: Barbagallo Giovanni
numero 61 - Provvedimenti al fine di rimarcare l'obbligo per il
commissario straordinario presso il Comune di Messina di
improntare la propria azione a principi di imparzialità,
efficienza e buon andamento della pubblica Amministrazione.
Presidente Regione
Assessore Famiglia
Firmatari: Panarello Filippo; Rinaldi Francesco; Laccoto
Giuseppe; Calanna Francesco
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
numero 244 Interventi a favore delle famiglie di minori e
bambini affetti da diabete mellito , degli onorevoli Zangara
Andrea; Barbagallo Giovanni; Mattarella Bernardo; Tumino
Carmelo
Presentata l'8/11/07
numero 245 Interventi a favore dell'Azienda Ospedaliera
'Gravina e S. Pietro' di Caltagirone , degli onorevoli Pogliese
Salvatore; Caputo Salvino; Cristaldi Nicolò; Currenti Carmelo;
Falzone Dario; Granata Giancarlo
Presentata l'8/11/07
Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno
della seduta successiva perchè se ne determini la data di
discussione.
Comunicazione relativa ai lavori della I Commissione
legislativa in materia di interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che nella seduta numero 38 del 17 luglio
2007 la I Commissione legislativa permanente Affari
istituzionali ha svolto le interrogazioni numero 1090 Nomina
del Consiglio di amministrazione del Consorzio delle Autostrade
siciliane , a firma degli onorevoli Laccoto e Galvagno e numero
1148 Notizie a proposito degli IPAP di Mazara del Vallo (TP) S.
Agnese e Divina Provvidenza , a firma dell'onorevole Cristaldi.
In riferimento all'interrogazione numero 1090 ha risposto
l'Assessore per i lavori pubblici, dott.ssa Agata Consoli, e
l'onorevole Laccoto si è dichiarato insoddisfatto;
in riferimento all'interrogazione numero 1148 ha risposto
l'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le autonomie
locali, dott. Paolo Coljanni, e l'onorevole Cristaldi si è
dichiarato soddisfatto.
Il testo delle suddette risposte sarà pubblicato in allegato al
resoconto stenografico della seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di ritiro di interrogazione
PRESIDENTE Comunico che, con nota 272 AN del 7 novembre 2007,
l'onorevole. Salvatore Caputo ha ritirato l'interrogazione
numero 1375 a risposta scritta Notizie a proposito dell'immobile
sito in via Duca degli Abruzzi, n. 21 di Palermo , dallo stesso
presentata l'11 ottobre 2007.
L'Assemblea ne prende atto.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero aver luogo nel
corso della seduta.
Ricordo che anche la richiesta di verifica del numero legale
(art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di scrutinio
segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Indirizzo di saluto all'ambasciatore del Regno del
Marocco e al Console competente per la Sicilia.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, rivolgo un indirizzo di saluto
all'ambasciatore del Regno del Marocco e al Console competente
per la Sicilia presenti in Aula.
(Applausi)
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Sull'ordine dei lavori
CRACOLICI Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, pochissimi
secondi per comunicare che, rispetto alla novità che la
Presidenza, che è nel suo diritto, ha, da questa seduta,
introdotto nelle modalità di accertamento della presenza dei
deputati in Aula, per quanto riguarda i colleghi della minoranza,
la presenza non sarà accertata con queste modalità, ripeto assai
inedita e, per certi versi, legata più ad una cultura della
caserma che non ad un'idea di affrontare i nodi politici che
stanno alla base dell'assenza della maggioranza in Aula.
Ogni collega della minoranza, pertanto, salirà sul podio
accertando la presenza con il proprio intervento. Le chiedo,
quindi, di iscrivere a parlare i colleghi della minoranza per
accertare la presenza in Aula.
PRESIDENTE Onorevole Cracolici, devo dire che ciò mi stupisce
perché, quando ho preso questa decisione, ovviamente, prima di
poterla attuare ne ho dato comunicazione in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, lei era presente e non ci
sono state obiezioni in quella occasione, per cui mi rendo conto
che ora c'è stato un ripensamento.
Non ho nessun problema; ognuno è libero di fare come crede; i
deputati che vorranno parlare nel merito della discussione che
stiamo effettuando ne avranno tutto il diritto; per quanto
riguarda la presenza, non occorre parlare; c'è il libro firma.
CRACOLICI Signor Presidente, si deve accertare la presenza.
PRESIDENTE Onorevole Cracolici, siccome non mi risulta che
sia stato stabilito in nessun Regolamento, il posto fisico e,
siccome quello fissato in quel passaggio è un posto che non
abbiamo ritenuto opportuno, si trova lì; chi vuole firmare può
farlo; diversamente, chi vuole intervenire, ripeto, nel merito
della discussione che affrontiamo, ovviamente, come in qualsiasi
altra occasione, è libero di farlo.
CRACOLICI La presenza si accerta anche con l'intervento.
CINTOLA Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, la ringrazio
perché, dopo 5 anni di battaglie personali affinché ci fosse un
adeguamento al foglio di presenza ed alla presenza in Aula,
finalmente, c'è un fatto nuovo. La ringrazio e non vado a
firmare.
Sto parlando come faccio di solito ma, dato che lei ha avviato
un'azione moralizzatrice che questa Assemblea merita, le
suggerisco di tentare di annullare il fatto che i membri del
Consiglio di Presidenza non hanno obbligo di firma, che i
Presidenti di Commissione non hanno obbligo di firma .
TURANO Onorevole Cintola, firmano.
CINTOLA I Presidenti dei Gruppi non firmano perché ne hanno
il diritto. Cerchiamo di togliere alla casta i super premi e
lasciamoli, giustamente e adeguatamente, essere presenti a
rappresentare la gente di Sicilia che li ha eletti, senza
pretendere uno stipendio e senza avere mai messo neppure con la
propria mano la firma sul foglio.
Da questo punto di vista, la ringrazio, anche perché lei ha
instaurato una nuova stagione in quest'Aula, cioè quella di
iniziare i lavori all'ora stabilita, cosa che non si faceva prima
- e ciò da anche un ulteriore merito alla sua Presidenza -,
dopodiché, voglio dire che, se abolirà anche gli altri privilegi,
a me non servirà più firmare perché continuo ad essere presente,
stipulante e non sono tra i minchioni che votano leggi senza
comprenderne il contenuto per pentirsene l'indomani.
So che il mio dovere è quello di essere in Aula, di fare gli
interventi necessari e di ringraziare un Presidente che vuole
invertire alcune tendenze macroscopiche.
LACCOTO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LACCOTO Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho appreso
dalla Stampa che ci sarebbe stata, da oggi, una novità rispetto a
quando andavo a scuola molto tempo fa.
Credo di essere uno di quelli che in Aula è sempre
intervenuto, ha partecipato attivamente e credo che non sia
questo il segno ed il senso da dare all'esterno. In questa sede,
non ci sono né il bacchettatore né i bacchettati.
Non condivido nemmeno l'intervento dell'onorevole Cintola
perché la moralizzazione non consiste nella dimostrazione di una
presenza che si dimostra attraverso anche i resoconti
parlamentari. La moralizzazione è altra cosa: andare ad abolire
alcuni privilegi esistenti; andare a vedere quali sono, ad
esempio, gli sprechi di macchine che vengono concesse, anche con
inusitate novità rispetto al passato. Se dobbiamo parlare
seriamente di quelli che sono i problemi di moralizzazione, non
mi limiterei al problema di una firma, come se ci trovassimo
nella scuola e nell'Aula di un tempo. Credo di essere stato
eletto per fare il mio dovere e per rispondere agli elettori del
mio operato. In questo senso, quindi, non mi preoccupa una firma
apposta in presenza di funzionari o a chicchessia ma mi preoccupa
il senso che di questo è stato dato anche alla stampa.
PANARELLO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PANARELLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono rimasto
anch'io abbastanza sorpreso alla lettura dei giornali che
riportavano queste nuove disposizioni, lasciando intendere che
fosse una misura contro l'assenteismo e per controllare la
presenza fisica dei parlamentari all'interno dell'Assemblea.
Vorrei che lei, signor Presidente, assieme a tutti noi,
ovviamente - a partire dal Consiglio di Presidenza, da lei
opportunamente consultato - riflettesse sul fatto che, in tempi
di cosiddetta antipolitica , immaginare di affrontare un tema
politicamente importante come l'efficienza del Parlamento, che è
un obiettivo al quale tutti dobbiamo tendere, dalla scorciatoia
della presenza in Aula o del presunto assenteismo dei
parlamentari, credo che non faccia un buon servizio alle forze
politiche, ai gruppi parlamentari e all'istituzione di cui tutti
facciamo parte.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE STANCANELLI
Credo che il problema dell'efficace funzionamento del
Parlamento derivi, anzitutto, da un problema non affrontato
adeguatamente anche in termini normativi, a partire dall'elezione
diretta del Presidente della Regione che meritava - e merita
tuttora - una riflessione sui compiti e sul ruolo che il
Parlamento deve avere in questo contesto e, per altro verso, con
tutta evidenza, in questo primo scorcio della legislatura, ha
pesato e pesa molto una situazione di difficoltà evidente del
Presidente della Regione, del suo Governo e della sua maggioranza
che, credo, non possa essere affrontata appunto con scorciatoie
ma, sicuramente, con una riflessione franca e serena all'interno
del Parlamento per trovare, in questa situazione, un percorso che
induca tutti i parlamentari, di maggioranza e di opposizione, a
concorrere positivamente nelle condizioni date ad evitare che il
Parlamento dia ai siciliani l'idea di una istituzione bloccata.
ZAPPULLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ZAPPULLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
non solo per certificare la mia presenza in Aula, ma per
denunciare, nella massima Assise della Regione siciliana,
un'operazione che, a mio avviso, ha solo lo scopo di un effetto
mediatico. Non credo che mesi di assenza, che mesi di difficoltà
a metter assieme, dentro l'Aula, con un chiaro problema di ordine
politico che attiene alla tenuta della maggioranza di Governo e
della maggioranza che lo sostiene, si possa ridurre ad un fatto
meramente scolastico di firmare la presenza davanti ad un
funzionario.
E' non solo un'offesa e una mortificazione ma è, assolutamente,
un falso ideologico perché i problemi politici non si risolvono
con alcuni piccoli accorgimenti di ordine tecnico.
Allora, è vero che l'Assemblea regionale siciliana non sta
funzionando; è vero che questa Assemblea non è in grado di
affrontare i grandi temi e le grandi emergenze che ha la Sicilia
ma ciò avviene per motivazioni legate alla tenuta della
maggioranza di centrodestra, alle ragioni che ognuno di voi e di
noi sa.
Per quanto mi riguarda, ritengo di non dover firmare quel
documento in quel modo e di certificare la mia presenza in questa
maniera.
ZAGO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ZAGO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non enfatizzerei
la vicenda sulla quale stanno intervenendo tutti i colleghi, che
scaturisce, a mio modo di vedere, da un problema reale, da un
problema che esiste e che, a livello di immagine, certo non gioca
a favore dell'Assemblea regionale siciliana, della quale facciamo
parte ma non siamo noi. E' qualcosa di più nobile di ciascuno di
noi, come istituzione. Penso che non dobbiamo farci prendere
dall'emotività e dobbiamo guardare al problema per quello che è
effettivamente. C'è un problema di assenteismo che, talvolta,
paralizza i lavori del Parlamento; credo sia legittimo però
chiedersi: questo assenteismo si registra perché i parlamentari
sono diventati più lavativi rispetto al passato o, invece,
scaturisce dal fatto che c'è una difficoltà politica reale che
investe il Parlamento, per non fare polemica dico tutto, anche se
sappiamo che la paralisi e i contrasti paralizzanti sono
all'interno della maggioranza.
Credo che, con questa misura, non risolviamo nessun problema
perché a nessun deputato può essere vietato di firmare e poi di
allontanarsi, di andare via e, quindi, di essere comunque
assente, sia pure dopo avere firmato in Aula.
Il problema è politico perché non credo che ci sia un tasso di
assenze superiore a quello del passato; c'è invece un tasso di
contrapposizione, di litigiosità di contrasti che è, questo sì,
superiore a quello di tanti anni addietro.
Allora, mi permetto di invitare il Presidente, la Presidenza a
riconsiderare questa scelta ma non perché trovi nulla di male a
firmare un metro sopra, un metro sotto il livello del banco,
quanto perché sarei perché si vada al cuore del problema che è
squisitamente politico e, quindi, una riconsiderazione, per
riconsiderare, appunto, un atteggiamento voluto, una ipotesi di
lavoro voluta dal Presidente Micciché, che è un fatto fisico di
distanza logistica ma che però - questo dobbiamo riconoscerlo
altrettanto -, a livello di immagine, certo, non torna a favore
del prestigio dei singoli parlamentari e, quindi, del Parlamento
tutto, per cui ben sapendo che il problema esiste ma avendo
coscienza che il problema è politico e non di indisciplina.
Signor Presidente, parliamoci chiaro: nell'ultima seduta,
quando si è arrivati alla mancanza del numero legale, i deputati
c'erano, sia quelli della minoranza sia quelli di maggioranza; il
fatto però che sia mancato il numero legale è dovuto a motivi
politici e non perché qualcuno era rimasto a casa o nel Collegio
e non era venuto in Aula.
Non c'entra, quindi, la firma perché, ripeto, si può firmare e
si può andare lo stesso al bar a prendere il caffè e mancherebbe
ugualmente il numero legale. Capisco allora l'intento, anzi, devo
dire che è encomiabile e apprezzabile, così come apprezzo anche
questo sforzo del Presidente Miccichè che però entra in
contraddizione con la sua storia recente - mi riferisco a questo
anno e mezzo - perché gli devo riconoscere che ha sempre cercato,
ha sempre tutelato il prestigio del Parlamento e dei suoi
componenti con questo atto che, anche se vede uno scopo nobile,
in qualche modo, viene però a minarlo, fra l'altro, non
risolvendo il problema che il Presidente Miccichè, per primo, sa
che è squisitamente politico e non di natura disciplinare.
PANEPINTO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PANEPINTO Onorevole Presidente, ritenevo che, stasera, la
Presidenza appendesse pure una di queste immagini che, una volta,
si trovavano nelle piccole botteghe: per colpa di qualcuno non
si fa credito a nessuno'.
Onestamente, l'immagine che, stasera, pensavo di trovare era
questa.
Credo che, come diceva l'onorevole Zago, spostarsi di qualche
metro per attestare la propria firma è poca cosa; fare diventare
una firma autenticata non cambia nulla ma, in realtà, signor
Presidente, onorevoli colleghi, c'è una questione molto più
seria ed è quella dell'incapacità di questo Governo e della
stessa maggioranza di sapere impegnare l'Aula. Il problema poi
non è riunirsi.
Tra l'altro, sono preoccupato perché non so quale strumento
penserete di utilizzare, come Presidenza, per fare ascoltare i
deputati quando i colleghi o la stessa Presidenza intervengono.
Signor Presidente, esiste, dunque, una questione di immagine;
dovrete sicuramente, per raggiungere un risultato positivo,
garantire la presenza dei parlamentari in Aula ma l'immagine che
viene data all'esterno continua ad essere deleteria per questo
Parlamento. E' una immagine negativa. Diciamo che avete fatto un
autogol in questo modo.
Ritengo che vi sia un problema politico e questo problema
politico non lo risolverete nemmeno se ci chiederete l'impronta
digitale, signor Presidente.
Per quanto mi riguarda, quindi, ritengo che, fino a quando la
maggioranza, fino a quando il Governo non sapranno essere Governo
e maggioranza, non sia necessario apporre la firma per averla
autenticata.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, ci sono molti iscritti a
parlare sulle comunicazioni. Siccome la ratio dell'intervento è
quella di accertare la presenza dei parlamentari, se ho capito
bene, formulerei una proposta di compromesso. Visto che, sul
disegno di legge e sugli emendamenti, si può parlare, i colleghi
che desiderano parlare potranno intervenire e la presenza sarà
accertata.
Ritengo che così possiamo continuare nei lavori perché,
altrimenti - è una mia proposta - gli iscritti a parlare sono
molti e devo dare la parola a tutti sulle comunicazioni.
La mia richiesta, quindi, rivolta ai colleghi è quella di
rinunciare a parlare e poi la presenza sarà accertata negli
interventi successivi.
ANTINORO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ANTINORO Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
parlare sull'ordine dei lavori e, quindi, sulla sua proposta che
è arrivata durante la richiesta di parola sull'ordine dei
lavori. Il problema non è di perdere un tempo di due ore...
PRESIDENTE Appunto, non c'è questa volontà dei colleghi
dell'opposizione di perdere tempo.
ANTINORO Rispettosissimo della volontà dei colleghi
dell'opposizione e altrettanto rispettoso della volontà dei
colleghi della maggioranza.
La sua proposta tende a economizzare il tempo di questa serata
ed è un fatto importante perché togliamo tempo al voto dei
disegni di legge ma, tra l'altro, ci si accusa di non essere in
Aula. Voglio fare un altro ragionamento: in un momento di
antipolitica, credo che dovremmo, già da qualche tempo, far
tornare alla politica ma stasera più che mai immaginare che la
politica torni ad essere dignitosamente presente.
Il problema della firma o della non firma', piuttosto che
nell'angolo in entrata o piuttosto che al tavolo della
Presidenza, credo che la dica lunga su questa dignità perché ho
ascoltato poco fa che in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, i Capigruppo hanno accettato l'idea della firma in
altra sede dell'Aula.
Ho tanto rispetto per i Capigruppo, compreso il mio, ma ho
altrettanto grande rispetto della dignità e della prerogativa di
ogni parlamentare. Se le cose, quindi, dovessero rimanere così
come sono - ma non per farsi controllare, perché abbiamo altri
meccanismi di controllo di presenza e, tra l'altro, è capitato
anche al sottoscritto di non essere presente e di trovarsi in
busta paga la normale riduzione dell'indennità - viene tolta una
parte della diaria mensile. E' già prevista, quindi, una
penalizzazione economica che, per quanto mi riguarda, possiamo
anche aumentare - dobbiamo anche aumentare - per fare in modo che
ci sia un maggior senso di ricordo che c'è l'Aula, se serve, se
questa cosa può ancora servire.
Ma fin da adesso dichiaro la mia assoluta indisponibilità per
preservare il mio mandato di parlamentare di questa Regione
siciliana a firmare davanti a chicchessia, in presenza di
chicchessia, in banchi diversi rispetto a quello in cui finora
abbiamo firmato; pensiamo piuttosto a fare lavorare l'Aula e a
far presentare, da parte del Governo e anche delle Commissioni, a
fare arrivare in Aula i disegni di legge che servono e che devono
meritare l'attenzione di quest'Aula.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi limiterò
all'argomentazione che riguarda l'ordine dei lavori,
riservandomi, poi, di intervenire nel merito.
Capisco che lei, signor Presidente, tende a dare uno sbocco ai
lavori d'Aula e questo è apprezzabile ma, come per la decisione
del Presidente Miccichè sulla quale interverrò nel merito più in
là, lei cade nella cosiddetta eterogenesi dei fini', cioè ha
un'intenzione buona e finisce per sboccare in un vicolo. Quando
lei dice, infatti, che possiamo far notare la nostra presenza e,
quindi, apporre una firma durante i lavori, entra proprio nel
merito perché l'obbligo di esserci, da procedurale, si trasforma
in politico, nel momento in cui qualcuno pensasse che la firma
obbliga alla presenza perché io sono uno di quelli che ha chiesto
la verifica del numero legale più di una volta.
Allora, se lei mi dice: colleghi, potete raggiungere il vostro
obiettivo di apporre la firma parlando, presentando emendamenti o
parlando sugli emendamenti , già mi indirizza, dal punto di
vista del merito delle discussioni, ad assumere una posizione
politica, cioè quella di chi sta in Aula e va dietro le legittime
aspirazioni della maggioranza, del Governo, dei presentatori dei
disegni di legge e di avere in Aula quel numero che permette ai
disegni di legge medesimi di essere esitati possibilmente
contro la mia volontà. Ecco perché, nonostante apprezzi il suo
sforzo, sono assolutamente contrario all'ipotesi, signor
Presidente.
DI GUARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DI GUARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io ho
avuto la sorpresa di non trovare il foglio di firma al suo posto.
E' stata una scelta del Presidente, mi hanno detto, che non
condivido perché non è ammissibile che un deputato debba avere
la firma autenticata.
Il posto è quello. D'altra parte, se ci sono problemi politici
per i quali l'Assemblea per tante sedute non ha potuto
continuare, non è dovuto alla firma, ma ad una crisi della
maggioranza che non riesce più a ritrovarsi.
Quindi, non ripetendo tutte le cose opportune che sono state
dette, nel ribadire la mia presenza, contesto questa decisione ed
auspico che tutto torni al punto di partenza con la facoltà di
apporre la propria firma dove lo si è sempre fatto per non
mortificare i deputati e quest'Aula.
MANCUSO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MANCUSO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
dare un contributo alle decisioni, come ha detto il Presidente
nella Conferenza dei Capigruppo.
Intanto, in via primaria, se lei cortesemente prende atto del
mio stato di salute, si rende conto che, per firmare il foglio di
presenza, se lo fa posizionare laddove è stato sempre, lo
firmo; in via subordinata, signor Presidente, se questo non può
farlo, se il foglio non può essere sceso, o appone una firma lei
- non è la prima volta - non per me
PRESIDENTE Onorevole Mancuso, non ho mai messo firme per
nessuno io.
MANCUSO Ma non lei come onorevole Stancanelli; sto parlando
al fine di concludere questa situazione che mi sembra veramente
riprovevole per un Parlamento.
Nel caso in cui non si possa fare nemmeno questo, l'Ufficio di
Presidenza prende atto che questa sera sono qui, non posso
intervenire dopo perché devo andare via per problemi personali e
poi alle nove ho un problema sanitario. Queste sono le
motivazioni.
PRESIDENTE Alle nove domani mattina?
MANCUSO Domani vediamo, signor Presidente.
Rispetto a questo, volevo contribuire a quella che è stata la
decisione presa dall'Ufficio di Presidenza e vorrei sapere, se è
possibile, se nella discussione che farete all'Ufficio di
Presidenza, si può aggiungere anche la presentazione del nostro
tesserino alla firma perché ritengo che sia indispensabile o,
addirittura, vedere, se è possibile, una rilevazione o della
cornea o delle impronte digitali, in modo da avere la certezza
definitiva di chi può essere presente in Aula.
Ma, al di là di quello che può essere un intervento che mette
in imbarazzo tutti, questa sera, sono veramente in imbarazzo,
signor Presidente, anche perché, rispetto a questo ed alla
problematica che ne è venuta fuori, c'è da parlare per molte ore
sugli atteggiamenti generali.
Prego i colleghi, considerato che questa sera, forse, questo
richiamo giornalistico è stato importante, di procedere a quella
che è l'attività parlamentare e di evitare quello che può essere
veramente uno stillicidio personale e, direi, anche
professionale.
Se è il caso, considerato che l'Ufficio di Presidenza questo
caso lo ha tenuto in seria considerazione, di dedicare una
sessione oppure un ordine del giorno per discutere di queste
problematiche perché, alla fine di tutto questo, signor
Presidente, sono veramente indignato per quanto avete deliberato.
Sono indignato sotto il profilo della rappresentanza in questo
Parlamento, sono indignato per quanto è stato deliberato nei
confronti di altri colleghi.
Spero che, con grande serenità, questa decisione presa - è
stato detto poco fa che noi sapevamo in modo diverso da tutti i
capigruppo - in maniera diversa per evitare che quello che è
accaduto questa sera, anche con gli strascichi dei colleghi che
vogliono parlare, non diventi argomento di discussione;
diversamente, saremo costretti, ad ogni apertura di seduta, a
prendere la parola e a dichiarare la nostra presenza.
Poi, signor Presidente, non capisco il meccanismo. Se ora vado
via e poi ritorno e lei ha già verificato la mia presenza, quando
ritorno devo dire che sono di nuovo presente? Vorrei capire
l'eventuale meccanismo della sanzione perché non le nascondo che,
qualche volta, per motivi istituzionali, personali, sanitari sono
assente. Ho portato la mia busta paga, che le posso dare in
copia, dove ci sono le ritenute delle assenze come è normale e
giusto per ogni parlamentare che non è presente.
Non comprendo quella che è stata una decisione che mi sembra
venga adottata rispetto all'assenza.
Le dico - in modo che lei ne venga a conoscenza, se gli altri
colleghi lo fanno - che ho due ruolini con le ritenute per
assenza relative a luglio 2007, con accanto la somma che non è
poca. Vuol dire che sono stato assente diverse volte ed avrò
avuto i miei motivi. Se alla Presidenza interessa la mia assenza,
lo chieda e io la giustificherò.
Sicuramente, non sono i motivi che molti pensano; sono motivi
seri che riguardano l'attività di parlamentare, le attività
istituzionali, l'attività di chi fa politica.
Quindi, vi prego di rivedere la decisione che avete preso che
mi sembra offensiva nei confronti di tutto il Parlamento.
DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS . Signor Presidente, onorevoli colleghi,
confesso che il dibattito non mi appassiona per nulla. Credo che
dovremmo passare quanto prima a lavorare ma, visto che
l'argomento è all'ordine del giorno e, comunque, c'è uno sforzo
nel dare risposta ad un problema che comunque esiste - e mi
dispiace che attorno a questo si stia svolgendo una vera fiera
delle ipocrisie - credo che la Presidenza abbia elaborato una
proposta che può essere certamente migliorata.
Vi invito a strutturarla anche meglio, magari a pensare ad un
tesserino elettronico, ad una tessera magnetica - io sono anche
per le impronte digitali, per il prelievo del sangue, non mi
importa nulla - purché si vada avanti e si esca
dall'improvvisazione che questa proposta sulla stampa ha dato
adito ad una sorta di atmosfera da scuola elementare che,
comunque, non merita nessuno di noi.
CANTAFIA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CANTAFIA Signor Presidente, onorevoli colleghi, premetto che
ho già firmato alla presenza dei funzionari e, quindi, non parlo
per essere considerato presente.
Vorrei che fosse chiara una cosa: noi siamo portati da una
maggioranza che non riesce a governare quest'Aula al ridicolo ed
il ridicolo non è rappresentato dal fatto che si chieda ad un
parlamentare di verificare più esattamente la sua presenza,
perché su questo non ho alcuna difficoltà, anzi debbo dire che,
di fronte alla discussione che abbiamo fatto più volte in
quest'Aula, sui costi della politica, sui rapporti tra cittadini
e politica, il fatto che si possa essere un poco più normali, non
sarebbe male. A me non viene affatto difficile e non mi sembra
affatto un problema di dignità quello di avere un badge, un
cartellino elettronico che possa determinare la mia effettiva
presenza.
Ci sono, peraltro, presenze e presenze, come qualche schema di
produttività di qualche anno fa prevedeva nelle aziende perché
essere presenti non significa lavorare; essere presenti significa
essere presenti punto e basta . Quindi, questo non risolverebbe,
purtroppo, la produttività né del singolo deputato né di
quest'Assemblea.
Trovo - questo sì - ridicolo il modo in cui questa maggioranza
tenta di avere ragione delle sue sofferenze interne, della sua
non soltanto indisciplina - che sarebbe poca cosa - ma anche
della sua scarsa coesione politica. La verità è che non abbiamo
la maggioranza fin da quando è iniziata questa legislatura e il
motivo, oltre che essere generico, ha anche risvolti politici
evidenti; avremmo bisogno di una maggioranza che risani il
bilancio e naturalmente una maggioranza che è capace solo di
spendere e non è capace di risanare e quindi non può essere coesa
al suo interno. Lo abbiamo visto con la finanziaria dell'anno
scorso e lo vedremo probabilmente con la finanziaria di
quest'anno.
Quindi, ciò che mi sembra ragionevolmente possibile
sottolineare è che i problemi sono due: uno è quello di
avvicinare il lavoro del deputato al controllo generale e quindi
dargli le stesse caratteristiche di un lavoro normale; l'altro è
quello di risolvere definitivamente questa vicenda di questa
maggioranza. Se la maggioranza non c'è, il Presidente della
Regione si dimetta; può farlo. Si renda conto che, non avendo
maggioranza, non può governare. Non si può governare soltanto con
atti di Governo. Si vada al voto e si faccia una nuova
maggioranza che sia capace di reggere non solo i lavori d'Aula
per qualche leggina o per qualche piccola cosa ma per le cose
importanti. Onorevole Speziale, ma non parla mai con il suo
collega di Presidenza?
PRESIDENTE L'onorevole Speziale ha dato un suggerimento di
natura tecnica.
CANTAFIA Non sono preoccupato per l'onorevole Speziale ma per
il fatto che lei non lo ascolti normalmente; forse, fareste bene
a rilevare le presenze anche quando si riuniscono gli uffici di
Presidenza. Non sarebbe male, così potremmo sapere chi partecipa
ai lavori e chi no.
Quindi, concludo dicendo che per quello che mi riguarda è
ragionevole migliorare il sistema di rilevazione della presenza
d'Aula ed altrettanto ragionevole dare un giudizio politicamente
negativo a questa maggioranza che impedisce all'Assemblea di fare
il suo lavoro, cioè quello di approvare le leggi.
PRESIDENTE Volevo dire all'Aula che il Presidente Speziale
l'aveva interrotta, onorevole Cantafia, perché ha fatto una
proposta di carattere tecnico che illustro all'Aula e poi
riferirò al Presidente dell'Assemblea. L'iniziativa presa dal
Presidente dell'Assemblea di apporre la firma in questo modo è
dovuta a un problema che, effettivamente, esiste: quello della
rilevazione della presenza dei parlamentari.
L'onorevole Speziale mi faceva osservare - ovviamente, siccome
questa non è competenza del Consiglio di Presidenza ma è giusto
che io riferisca al Presidente dell'Assemblea - che c'è un modo
molto più semplice di procedere, cioè quello di tenere aperto il
sistema elettronico per cui ogni deputato che arriva in Aula
inserisce la sua tessera e si sa che c'è la presenza in Aula.
Ritengo sia una proposta intelligente fatta dall'onorevole
Speziale. La illustro all'Aula.
Se non sorgono osservazioni, dichiaro chiuse le iscrizioni a
parlare, ad eccezione dell'onorevole Maira per quanto riguarda le
comunicazioni. Farò presente, personalmente, questa possibilità
di soluzione al Presidente dell'Assemblea e così andremo avanti
con i lavori.
CRACOLICI In questo modo, si incentivano i pianisti . E se
poi troviamo una tessera di un deputato non presente?
PRESIDENTE Onorevole Cracolici, lei si contraddice perchè si
preoccupa dei pianisti e non vedo perché non si preoccupa anche
dei pianisti che si trovano lì, in basso.
Ha ragione il Presidente dell'Assemblea. O abbiamo fiducia nei
parlamentari, altrimenti non possiamo sentire le giuste
lamentele che ha fatto l'onorevole Mancuso.
MAIRA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MAIRA Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
rassegnare all'Assemblea, se l'Assemblea cortesemente mi dà un
pizzico di attenzione, alcune rapidissime considerazioni.
La prima, devo dire, è amara perché prendo atto che siamo
passati dal detto penso ergo sum al detto parlo ergo sum .
Credo che sia un notevolissimo passo indietro il fatto di dover
parlare pur di manifestare la nostra presenza, anche per dire
cose inesatte o non pregevoli.
Credo che questo passo indietro nuoccia alla serietà di questo
Parlamento, che dovrebbe essere il più antico del mondo. Tra
l'altro non credo che la firma, ovunque possa essere messa,
attesti alcunché: io posso benissimo firmare, e lo ha appena
detto l'onorevole Mancuso, e poi andarmene. Se il problema è
rendere produttiva l'Assemblea, i meccanismi dovrebbero essere
altri.
La presenza in Aula può essere accertata dagli uffici, perché
sono gli uffici che ci vedono materialmente presenti, assenti,
entrare e uscire. Può essere accertata anche attraverso un solo
voto elettronico di presenza, nel momento in cui entriamo,
rileviamo la presenza con il tesserino. Può essere documentata
dai nostri interventi. Può essere documentata dal voto, perché
poi alla fine, quello che conta è il voto, dato che io posso
firmare diecimila volte e poi essere assente e bloccare l'Aula al
momento del voto.
Io posso anche capire che in un momento di attacco
giornalistico, che io contesto, perché è misero nel suo merito e
nella sua discussione, possa esserci l'affermazione plateale: vi
faccio firmare davanti a me
Sappiamo tutti, e credo che lo sappia anche il Presidente
dell'Assemblea, che questa è una risposta mediatica. Non è una
risposta seria e vera ai problemi che l'Aula sta subendo.
Vorrei un minimo di attenzione, perché non vorrei essere
frainteso su quello che sto per dire.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, consentite all'onorevole Maira
di continuare il suo intervento.
MAIRA Io contesto l'affermazione, naturalmente di parte,
strumentale e giustificata dalla posizione politica che addebita
la mancata produttività dei lavori dell'Aula a una sorta di
scollamento della maggioranza e a problemi che possono
coinvolgere il Governo regionale.
E ritengo, per quanto riguarda le ultime verifiche di numero
legale, il cui esito è stato negativo, che le spiegazioni si
individuano in due aspetti. Il primo aspetto è che ci possono
essere alcune leggi, e diciamocelo chiaramente, uno di questi
disegni di legge è quello sul golf, che creano perplessità
nell'Aula, perplessità nei deputati singoli ed anche nei gruppi
parlamentari. Nasconderlo è sbagliato, perché a volte la
discussione nell'ambito delle commissioni ed anche le discussioni
in Aula, che sono squisitamente di merito, non bastano a fugare
i dubbi e le perplessità.
Occorrerebbe, e lo dico anche per il disegno di legge sul
golf, senza con questo volere bloccare i lavori d'Aula, una
discussione più approfondita,. Diciamocelo chiaramente: quando i
deputati - e questo è uno dei motivi per cui in molti eravamo
fuori dall'Aula e non abbiamo votato, ma eravamo presenti -
leggono sui giornali, le attività giurisdizionali che riguardano
argomenti posti all'ordine del giorno dell'Aula, occorrerebbe che
qualcuno, con coraggio, chiarisse queste cose.
Non si può votare al buio e mi dispiace che si usino
argomenti, e faccio una premessa su quello che sto per dire.
L'onorevole Giulia Adamo ha la mia grande ammirazione perché ne
stimo il coraggio, la tenacia, la bravura, la preparazione e la
voglia di fare, però non è possibile e contesto - e questo è
uno dei motivi per cui io non ho partecipato alla registrazione
elettronica delle presenze in Aula - non posso accettare che in
un momento di ira della collega Adamo, si dica che non ne può più
di partecipare ai lavori dell'Aula soltanto per occuparsi di
occupazione, di stabilizzazione dei precari perché dovremmo
occuparci di cose molte più importanti per la Sicilia.
Io dichiaro in quest'Aula che sono onorato di partecipare ai
dibattiti dell'Aula quando si parla di precariato, di
disoccupazione, di stabilizzazione dei precari, perché
l'occupazione allontana la mafia, migliora le condizioni di vita,
dà un senso civile alla nostra realtà regionale.
Posso avere, invece, qualche perplessità quando parliamo di
investimenti privati di grandissima importanza che non risolvono
questi problemi. Mi creda, signor Presidente, non ci sono
cinquemila maestri di golf che protestano sotto l'Assemblea, ci
sono cinquemila precari che protestano davanti la Presidenza
della Regione
Quella è la mia funzione, ed è quella che interpreto e credo
che sia la funzione che interpreta la maggioranza dei deputati di
quest'Aula.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, io insisto per
parlare, perché dimostro di fatto che c'è un diritto inalienabile
che nessun mutamento di Regolamento dell'Assemblea può
conculcare, ed è il diritto inalienabile del deputato di
atteggiarsi secondo i suoi obiettivi di carattere politico.
Personalmente, per esempio, sto intervenendo anche per fare
perdere tempo, perché sono assolutamente contrario a questo
disegno di legge sul golf e utilizzo tutti gli strumenti
parlamentari che il Regolamento mi consente.
Quindi, diciamo che la decisione ci fa sprecare una seduta, la
stiamo sprecando, mortifica ognuno di noi, non risolve i problemi
della maggioranza, alimenta l'antipolitica.
Le dimensioni di discorso sono due: una è politica, mettetevi
d'accordo nella maggioranza, l'intervento del collega Maira
dimostra che c'è una crisi della maggioranza, non fosse altro che
sugli argomenti specifici, l'onorevole Maira diceva io sono
contrario ad una legge .
Allora fatevi le vostre belle riunioni, troverete un'intesa, se
non la trovate dichiaratelo, ma cambiare le carte in tavola,
voler attribuire ad una dimensione piuttosto che ad un'altra
l'empasse dei lavori parlamentari non aiuta nessuno.
L'altra dimensione è quella regolamentare, che non va affidata
alla estemporaneità ma che va ragionata, meditata, affinata. Ci
sono un paio di proposte già in campo, compresa quella del
collega Speziale; si discute tra i capigruppo, si prenda poi una
soluzione, per carità, che noi poi si dimostri continuamente che
Ma nessuno pensi, in nessun modo, di conculcare in maniera
surrettizia il diritto del singolo, fossi solo io, deputato ad
utilizzare tutti i propri diritti regolamentari per svolgere al
meglio il proprio mandato, perché se io sono convinto che una
legge è negativa per lo sviluppo della Sicilia, opinione
personale, io ho il diritto di utilizzare tutti gli strumenti, e
non ci sarà né banda elettronica, né quattro scalini, né mille
altri strumenti che mi impediranno di farlo.
Quindi, teniamo conto di questo signor Presidente.
GALVAGNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GALVAGNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, io trovo
anche difficoltà, dopo settanta minuti dall'inizio dei lavori, a
vedere bruciare tempo disponibile, invece che per lavorare e
dare sfogo a questa estemporanea trovata del Presidente dell'ARS.
Ma credo che abbiamo il dovere di farlo, non fosse altro, che
per difendere la prerogativa di ogni singolo deputato.
Trovo anche difficoltà ad inventarmi qualcosa di nuovo, perché
sostanzialmente qui è stato detto tutto, dal merito dagli
scalini, al tesserino elettronico, alla tessera magnetica,
all'impronta digitale, a quanto altro; quindi non riesco neanche
ad essere originale.
Siccome lo voglio essere e me ne voglio inventare una: le
suggerisco di utilizzare il sistema del DNA, facciamo un prelievo
ed attraverso esso certifichiamo la presenza, questa volta certa,
del deputato regionale in Aula.
CAPUTO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPUTO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo come
gli altri colleghi parlamentari per quanto riguarda le
comunicazioni d'Aula.
Nella qualità di Presidente di un Gruppo parlamentare, come è
noto per decisione dell'Ufficio di Presidenza, non sono tenuto a
firmare, però ogni volta, e anche oggi, ho firmato il registro
delle presenze per testimoniare la mia presenza. La presenza è il
dovere di un deputato che deve stare in Aula; io non condivido,
anche se ne comprendo le motivazioni, signor Presidente,
onorevoli colleghi, io non condivido.
Questa decisione di firmare al tavolo della Presidenza non la
condivido per un fatto molto semplice: noi ci siamo candidati,
nessuno ci ha obbligato a fare i parlamentari di questa Regione;
ci siamo candidati, abbiamo presentato un programma, abbiamo
fatto una campagna elettorale, ci siamo confrontati e siamo stati
eletti nelle nostre liste ed il dovere di ognuno di noi
parlamentari è quello di svolgere le funzioni, e principalmente
di stare in Aula e concorrere alla formazione ed alla votazione
delle leggi.
Quindi, non condivido questo sistema perché non fa parte del
modo di operare e di lavorare di un parlamentare di questa
Regione e noi non dobbiamo dimenticare di essere rappresentanti
del popolo siciliano.
Non è questo il sistema per obbligare i parlamentari a venire
in Aula. Se questo sistema dovesse consentire, invece, la
presenza dei deputati vorrebbe dire che chi parla di casta ha
ragione, perché significa che veniamo in Aula perché abbiamo il
timore che ci tolgano l'indennità di presenza.
Invece, occorrerebbe andare a ricercare le motivazioni per le
quali i deputati non vengono più in Aula.
E allora io credo che sia compito del Presidente di questo
Parlamento, ma sia compito del Presidente della Regione, ricreare
col Parlamento siciliano, in particolare con i deputati della
maggioranza, quel clima sereno che ci ha consentito di vincere le
elezioni e ci ha consentito di portare avanti una parte di questo
programma del nostro Governo.
Io invito, quindi, il Presidente della Regione ed attraverso
esso gli onorevoli Assessori di questo Governo a ricreare quel
clima di serenità e convincere i deputati a venire in Aula non
perché ci sia un obbligo nella sottoscrizione, ma perché c'è un
richiamo ai doveri dei parlamentari.
VICARI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
VICARI Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che
molti onorevoli che sono intervenuti prima di me hanno fatto un
discorso all'unisono che non si può non tenere in considerazione.
Abbiamo accettato lo spostamento del foglio, firmiamo davanti
ai commessi, ai funzionari, chiedeteci di firmare davanti ai
notai, ci sottoponiamo a qualunque tipo di decisione che
l'Ufficio di Presidenza prende; ma non è questa la soluzione del
problema. E' come volersi nascondere dietro a un dito, e credo
che siano delle decisioni prese non rispettando il ruolo di
questo Parlamento e non lo rispetta neanche chi tra i miei
colleghi sale sul podio e fa lezioni di morale.
Le lezioni di morale si fanno altrove, e bisogna prima passarsi
la mano sul petto per sentirsi quella autorità tale da fare
lezioni di morale ad altri. Lo ha fatto qualche collega prima di
me e credo che questa è vera demagogia.
Signor Presidente, più volte si è parlato di problemi di
maggioranza. Chiedo di smetterla di accusare per ogni questione
la maggioranza o, in particolare, il Presidente della Regione,
perché si è detto: Il Presidente della Regione, onorevole
Cuffaro, ne prenda atto Si dimetta . Chiedo di essere un po'
più onesti nella battaglia politica e di non fare ricadere ogni
problema di cattiva gestione di quest'Aula sul Presidente della
Regione perché non è un problema di maggioranza o, comunque, non
è solo un problema di maggioranza, ma i comportamenti dei
deputati hanno dei significati.
Credo che nessuno di noi possa imporre a qualcun altro una
scelta in senso dittatoriale e se le assenze sono state
registrate su questa legge e non sono state, invece, registrate
nel mese di agosto, quando l'attività parlamentare ha avuto un
suo sviluppo, il volere imporre la presenza attraverso la firma
per poi, invece, non partecipare al voto un secondo dopo per un
emendamento o per l'approvazione di un articolo, è qualcosa che
lascia certamente l'amaro in bocca e tenta sempre più, rispetto
a qualche altro parlamentare, di fare il primo della classe nei
confronti degli altri ottantanove.
Certamente se si è verificato questo empasse in un disegno di
legge forse questa Assemblea, e le forze politiche che la
compongono, una riflessione dovrebbero farla. Se i parlamentari
sono assenti e non partecipano ai lavori dell'Aula che, devo
dire, nell'ultimo periodo non sono stati, a parte la legge sul
golf, variegati, non si può misurare, in una Assemblea, una sua
presenza su un disegno di legge.
Forse c'è qualcosa che bisogna pensare a monte, bisogna
prevenire piuttosto che curare Credo che forse il ruolo del
deputato debba essere maggiormente incisivo.
Ci richiamano all'ordine, ci richiamano alla presenza, ma credo
che quando si chiede a noi deputati di dare qualche cosa, la
strategia dei lavori complessiva di questo Parlamento, non del
Presidente della Regione, ma di questo Parlamento deve far sì che
i singoli Gruppi, i singoli deputati in particolare, si sentano
partecipi di un processo di cambiamento.
Non ci sono, per quanto mi risulti, e mi rivolgo al presidente
del Gruppo parlamentare di Forza Italia all'Assemblea, onorevole
Cascio, conferenze di capigruppo dove vengono stabilite alcune
priorità di disegni di legge presentati dai colleghi deputati. Ci
sono iniziative chieste dal Governo, c'è la legge sul golf, che
non è comunque del Governo, c'è il DPEF, adesso ci sarà il
bilancio, ma ci sono stati dei momenti in cui la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, ha dato linfa e spazio a
tutta quella attività legislativa che tentano di fare i colleghi
deputati? Ci sono dei momenti in cui, noi deputati, siamo portati
ad essere protagonisti di un sistema di cambiamento? O ci
chiedete soltanto la presenza e l'alzata della mano
Signor Presidente, una riflessione complessiva, un po' meno
mediatica e un po' più sostanziale, credo che vada fatta. Bisogna
prevenire piuttosto che curare e credo che, comunque, noi ci
sottoporremo alla firma, in qualunque piano e davanti a chiunque.
Non è questo quello che risolve Risolve certamente quando
ciascuno di noi si sente protagonista di un processo di
cambiamento e quando ritornando nel territorio a lavorare si
possa dire di avere partecipato a delle riforme e non soltanto
alla emanazione di una legge che blocca i lavori dell'Aula per
più di un mese.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Seguito della discussione del disegno di legge «Interventi in
favore dello svolgimento dell'attività sportiva connessa
all'esercizio del gioco del golf» (595/A)
PRESIDENTE Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di
legge «Interventi in favore dello svolgimento dell'attività
sportiva connessa all'esercizio del gioco del golf (n. 595/A),
posto al numero 1).
Invito i componenti la IV Commissione a prendere posto al
banco delle Commissioni. Si riprende dall'emendamento 1.7, a
firma dell'onorevole Falzone.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
INTERLANDI assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
ADAMO presidente della Commissionee relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, Chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
emendamenti 1.8, 1.9, 1.11, 1.12, 1.13 a firma degli onorevoli
Ballistreri e Cantafia.
emendamento 1.10, a firma degli onorevoli De Benedictis e
Cracolici.
emendamento 1.14 a firma degli onorevoli Granata, Stancanelli,
Falzone.
Si passa all'emendamento 1.8 a firma degli onorevoli
Ballistreri e Cantafia. Lo pongo in votazione. Il parere del
Governo?
INTERLANDI assessore per il territorio e l'ambiente. Mi
rimetto all'Aula.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
ADAMO presidente della Commissione e relatore. Contrario
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.9, a firma degli onorevoli
Ballistreri e Cantafia. Lo pongo in votazione. Il parere del
Governo?
INTERLANDI assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
ADAMO presidente della Commissione e relatore. Contrario
PRESIDENTE Chi è d'accordo si alzi, chi è contrario resti
seduto
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.10 a firma degli onorevoli De
Benedictis e Cracolici.
Comunico che è stato presentato il subemendamento 1.10.1
sempre a firma degli onorevoli De Benedictis e Cracolici.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare, per illustrare il
subemendamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, il subemendamento 1.10.1,
sostanzialmente riscrive, in maniera più ordinata, la materia
che è già oggetto del disegno di legge proposto, in questo caso,
il contenuto del subemendamento è quello di ricondurre il
processo edificatorio al rilascio di una concessione edilizia e
non di una autorizzazione.
Vorrei spiegarne le argomentazioni agli onorevoli colleghi.
Innanzitutto l'autorizzazione è un procedimento non oneroso, a
differenza della concessione edilizia: non si capisce perché un
campo di golf che produce effetti edilizi, perché da solo non
esiste, esiste con manufatti, e ha un carico urbanistico in
termini di utenza così rilevante per la collettività e quindi per
il territorio, debba essere non oneroso quando invece nella
legislazione un qualunque manufatto è assoggettato a concessione
edilizia.
Secondo argomento: non si capisce perché, essendo il campo di
golf connesso ad alberghi e altri manufatti, deve avere due
distinti iter autorizzativi: il campo di golf autorizzato' e,
invece, gli alberghi soggetti a concessione'. Sarebbe come
immaginare che per uno stadio, il campo di calcio dove si gioca è
soggetto ad autorizzazione e invece le gradinate a concessione.
In realtà, siccome non esiste l'una cosa senza l'altra, è
giusto che l'iter dell'atto autorizzativo sia unico.
Vorrei anche dire che la concessione edilizia è richiesta per
la costruzione di parchi e giardini e quindi non si capisce
perché un campo di golf, che è più assimilabile a queste opere,
debba derogarvi e necessiti solo di una autorizzazione edilizia
e non anche di una concessione.
La distinzione ha quindi queste ragioni. Ripeto, non inficia
il senso della norma che comunque è quello di consentire la
realizzazione dei campi di golf in determinate condizioni che
oggi non lo consentirebbero. E mi sembra che oggi n l'Assessore
regionale per il Territorio e l'Ambiente può confermare che
sarebbe veramente una eccezione irragionevole rispetto al
complesso normativo, quello di assoggettarlo e ad autorizzazione.
Ecco perché chiedo che si voti la condizione che venga
assoggettata a concessine edilizia come un qualunque impianto di
così rilevante impatto urbanistico e ambientale come in tutti gli
altri casi, in tutto il complesso normativo vigente oggi subisce.
INTERLANDI assessore regionale per il Territorio e
l'ambiente. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
INTERLANDI assessore regionale per il Territorio e
l'ambiente. Signor Presidente, pur anticipando il parere
favorevole del Governo sull'emendamento 1.10, ritengo che il sub
emendamento 1.10.1 sia sostanzialmente superfluo e costituisce un
appesantimento anche dell'impianto normativo, perché, pur
condividendo le perplessità dell'onorevole De Benedictis, questo
subemendamento non serve perché al comma 4 dell'articolo 1 c'è
già tutta la salvaguardia possibile per quelle opere di
trasformazione edilizia ed urbanistica che necessitano della
concessione edilizia. Quindi, sostituire la parola
autorizzazione' con la parola concessione edilizia' non è altro
che un surplus, una cosa che non serve e che anzi,
sostanzialmente, complica molto, anche a livello interpretativo
il significato delle norme. Per cui non si può essere che
contrari al subemendamento, sostanzialmente è inutile perché già
al comma 4 viene previsto. Laddove c'è trasformazione edilizia
urbanistica ci vuole la concessione.
DE BENEDICTIS. Io sono disposto a ritirarlo. Assessore,
vorrei che verificasse l'eventuale incongruenza fra il ritiro di
questo emendamento, che sono disposto a comunicare, e invece la
permanenza delle procedure di autorizzazione che sono incluse
nell'emendamento 1.10.
PRESIDENTE Si prende atto che l'emendamento 1.10.1 è
ritirato. Si pone in votazione l'emendamento 1.10. Il parere del
Governo?
INTERLANDI assessore regionale per il Territorio e
l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
ADAMO presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è d'accordo resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE A questo punto si intendono superati gli
emendamenti 1.11 ed 1.12. Si passa all'emendamento aggiuntivo
1.13. Il parere del Governo?
INTERLANDI assessore regionale per il Territorio e
l'ambiente. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
ADAMO presidente della Commissione e relatore . Favorevole.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 1.13. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
TURANO Dichiaro il mio voto contrario.
CINTOLA Dichiaro il mio voto contrario.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento aggiuntivo 1.14. Il parere del
Governo?
INTERLANDI assessore regionale per il Territorio e
l'ambiente. Contrario.
FALZONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, molto
brevemente, ne avevo parlato già con l'assessore. La legge numero
98 del 1981 definisce le aree pre-parco e le aree pre-riserve.
Fondamentalmente, nell'area pre-riserva sono già individuate,
molto chiaramente, le attività che possono essere svolte, mentre,
la stessa legge, per quanto riguarda l'area pre-parco, non è
precisa su quelle che possono essere le attività svolte in questi
ambiti. Si tratta delle cosiddette zone c) e d) del Parco,
quindi, sarebbe opportuno, al fine di potere rendere compatibile
queste attività come quella del golf, di potere utilizzare
queste zone al fine di uno sviluppo turistico e sportivo.
Chiaramente, quindi, con questo emendamento, si tenta di
individuare quali sono le attività che possono essere svolte
nelle aree pre-parco che non sono indicate bene, come nella legge
numero 98.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
ADAMO presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, come volevasi dimostrare: quando
si fa una cosa, se non c'è un governo rigoroso, rischia poi di
sfuggire di mano.
Se dobbiamo intervenire sulla legislazione relativa ai
parchi e alle riserve, interveniamo con apposita legislazione.
Questa norma - vorrei ricordarlo a me stesso - nasce per una
questione di fondo: considerare gli interventi per realizzare i
campi di golf, opere per cui è necessaria la concessione
edilizia è obiettivamente discutibile; in questo senso, quindi,
si è andati verso una logica di deroga per consentire la
realizzazione di interventi che possono aiutare anche la
riqualificazione urbana di alcune aree oggi abbandonate. Fare
come si propone, estendere non solo i campi di golf ma le
attività connesse agli impianti ricettivi, turistici è una cosa
che, obiettivamente, necessità di un riordino della materia.
Signor Presidente, vorrei capire se il Governo ha espresso un
parere negativo o meno - in quanto non l'ho più capito -, che
tipo di parere ha dato la Commissione e, eventualmente, valutare
come votare.
CINTOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
molto brevemente per dire che condivido completamente
l'intervento dell'onorevole Cracolici. E' impossibile che questa
norma venga posta in essere. Non so se possa essere considerata
inammissibile proprio perché non ha niente a che vedere con il
senso ciò che il disegno di legge sta delineando.
Vorrei chiedere al Presidente se non c'è un momento di
inammissibilità perché è impossibile che passiamo dal dare una
corsia preferenziale a fatti che hanno una loro concretezza reale
e necessaria al parlare, invece, a destinazioni che travalicano
il senso delle leggi già esistenti aprendo ulteriori spettacoli
immondi.
Dico ciò anche a memoria e non solo per il fatto che, nella mia
precedente votazione, avevo votato annullando un no con un sì,
cioè ho dato un voto contrario, assieme all'onorevole Turano,
che, in effetti, non andava dato e chiedo che sia inserito nel
verbale, anche se so che non ha alcuna defluenza, perché mi sono
accorto che c'era un non' messo davanti che non avevo capito;
anche nelle aree protette, andiamo a fare i campi da golf?
Mi sembra un'assurdità, eppure ho votato quella assurdità,
così come adesso inviterei chi sta leggendo questo emendamento
di ritirarlo o di bocciarlo.
INTERLANDI, assessore per il Territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INTERLANDI, assessore per il Territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, condivido l'intervento dell'onorevole Cracolici nella
parte in cui dice che non è possibile affrontare temi di
fattibilità di interventi e di cose in area protetta in una legge
che disciplina, invece, gli interventi a favore del golf perché,
se così fosse, troveremmo la disciplina degli interventi in area
protetta frantumata in decine di leggi e non è assolutamente
possibile.
Ciò che attiene, quindi, alla regolamentazione degli interventi
in area protetta va previsto nella legge ad hoc che, certamente,
può anche essere oggetto, dopo tanti anni, di una rivisitazione,
di un miglioramento, di un intervento che tenga conto anche di
mutate esigenze ma non è certamente questa la sede. Il parere del
Governo sull'emendamento 1.14 non può che essere contrario.
FALZONE Dichiaro di ritirare l'emendamento 1.14.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 1.15 è superato.
Si passa agli emendamenti 1.16, dell'onorevole Adamo, 1.17,
degli onorevoli Ballistreri e Cantafia e 1.18, degli onorevoli
De Benedictis e Cracolici, aventi identico contenuto.
Li pongo congiuntamente in votazione. Il parere della
Commissione?
ADAMO presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
INTERLANDI, assessore per il Territorio e l'ambiente.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevoli resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(sono approvati)
Gli emendamenti 1.19 e 1.20 sono superati.
Si passa all'emendamento aggiuntivo A.1, degli onorevoli
Ballistreri e Cantafia. Lo pongo in votazione. Il parere del
Governo?
INTERLANDI assessore per il Territorio e l'ambiente.
Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
ADAMO presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento A 2, degli onorevoli Ballistreri e
Cantafia.
INTERLANDI assessore per il Territorio e l'ambiente. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
INTERLANDI assessore per il Territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, anche questo emendamento aggiuntivo è sostanzialmente
superfluo perché le norme sulla valutazione dell'impatto
ambientale e ancor più quelle della valutazione di incidenza sono
norme sovraordinate a quelle regionali, per cui è ininfluente
anche una espressione contraria da parte dell'Aula. Anche se
l'Aula votasse contro questo emendamento, infatti, è chiaro che
si applicherebbe comunque perché sono norme di tipo comunitario.
L'emendamento potrebbe, quindi, essere ritirato.
CRACOLICI Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Per richiamo al Regolamento
CINTOLA Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, a parte il
ritiro, considerato che gli emendamenti all'articolo sono stati
votati, volevo chiederle se non riteneva opportuno votare
l'articolo e poi passare agli emendamenti aggiuntivi.
PRESIDENTE Onorevole Cintola, grazie per il suo contributo.
Pongo in votazione l'articolo 1.
CRACOLICI Chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Apprendi, Di
Benedetto, La Manna, Panepinto e Terrana)
Verifica del numero legale
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, invito gli onorevoli deputati a registrare la loro
presenza con la scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 48
L'Assemblea è in numero legale.
Riprende la discussione del disegno di legge numero 595/A
BENINATI assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
vorrei far presente al Presidente della Commissione ed
all'Assessore una particolarità. La legge, al comma 6, recita
PRESIDENTE Onorevole Assessore, scusi se la interrompo, lei
intende presentare un emendamento?
BENINATI assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Sì.
PRESIDENTE Onorevole Assessore, lo potrà fare, ai sensi
dell'articolo 117 del Regolamento, in sede di votazione finale
del disegno di legge.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Sull'ordine dei lavori
VICARI Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
VICARI Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
porre una semplice domanda al Governo. Poc'anzi, in sede di
comunicazioni, l'onorevole Maira ci ha ricordato, se a qualcuno
fosse sfuggito, alcune questioni commentate dai giornali su
competenze, su ricorsi, su tribunali che si devono esprimere.
Vorrei che il Governo informasse l'Aula, comunque, che ci
tranquillizzasse sulle questioni che, in questo momento, pendono.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Congedo
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Incardona ha chiesto
congedo per la seduta odierna. L'Assemblea ne prende atto.
Riprende la discussione del disegno di legge n. 595/A
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 1.
ORTISI Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Barbagallo,
Borsellino, Calanna, Cappadona, Cracolici, D'Asero, Di
Guardo, Galvagno)
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 1
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'articolo 1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 66
Maggioranza 34
Favorevoli 23
Contrari 43
(L'Assemblea non approva)
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Discussione del disegno di legge «Interventi in favore delle
attività teatrali»
(612-29-364/A bis)
PRESIDENTE Si passa alla discussione del disegno di legge
«Interventi in favore delle attività teatrali» (nn. 612-29-
364/A bis), posto al numero 2).
Richiesta di prelievo dei disegni di legge numeri 545/A e 619/A
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, le chiedo,
così come avevo fatto nella seduta di giovedì scorso - e credo
che il voto d'Aula confermi che la nostra indicazione era
un'indicazione saggia - di prelevare e, quindi, incardinare prima
il disegno di legge sui catalogatori e poi quello sui
provvedimenti in favore delle famiglie delle vittime del mare.
Chiedo di dare la priorità a questi due disegni di leggi che
giovedì erano stati considerati, cogliendo un sentimento che
credo sia presente tra tutti i colleghi, prioritari rispetto
all'avvio della sessione di bilancio.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, vi è una richiesta
dell'onorevole Cracolici di inversione dell'ordine del giorno che
consisterebbe nella discussione prima del disegno di legge
Stabilizzazione del personale addetto alla catalogazione dei
beni culturali e al poi del disegno di legge Provvedimenti in
favore delle famiglie delle vittime del mare posti
rispettivamente ai punti 4) e 3) del II punto dell'ordine del
giorno.
Sulla proposta hanno facoltà di parlare un deputato a favore e
uno contro.
FLERES Chiedo di parlare contro la proposta di prelievo.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo non
perché abbia qualcosa in contrario sui catalogatori o sulle
vittime del mare ma per un problema di carattere più generale. In
quest'Aula, è appena accaduta qualcosa che, secondo me, dovrebbe
consigliare al Governo da una parte e ai Presidenti dei Gruppi
parlamentari dall'altra di fare un attimo di riflessione. Ho
l'impressione, infatti, che quest'Aula si sia articolata in una
maniera molto strana: c'è stato chi ha votato contro il disegno
di legge, chi ha votato contro le firme, chi ha votato contro il
Governo, chi ha votato per tensioni interne al proprio partito o
nei confronti degli altri partiti.
Quest'Aula, comunque, in questo momento, non è serena e
auspico, mi permetto di suggerire un momento di riflessione.
La mia sensazione, data anche la non particolare importanza
della legge che è stata appena bocciata e che, sicuramente, non
determinava conflitti ideologici - non credo che un campo da golf
in più o in meno possa determinare un conflitto ideologico ma
credo invece che i conflitti ideologici si determinino e vengano
provocati da condizioni complessive di disagio che abbiamo
registrato -, è che, in questo momento, se non si rasserenano gli
animi, qualsiasi legge faccia la stessa fine e il rischio, in
quel caso - penso ai catalogatori, per esempio -, non è che non
si faccia un campo da golf ma che qualcuno vada a casa e non
sappia più come poter continuare a vivere.
Allora, o si mette l'Aula nelle condizioni di recuperare un
minimo di serenità, anche con una sospensione, anche con una
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, anche facendo
una verifica col Governo rispetto ad alcuni passaggi oppure
dobbiamo essere tutti consapevoli del rischio che si va a
correre.
Aggiungo - e concludo - che, se si deve pensare a dei prelievi,
non trascuriamo un dettaglio: siccome stiamo per entrare in
sessione di bilancio e c'è una legge, quella che riguarda la
conciliazione che determina entrate già calcolate, sia pure
empiricamente per svariati milioni di euro, cosa non indifferente
per quanto riguarda il bilancio, mi permetto di far presente
all'Aula di tenerne conto, anche perché andiamo a fare un
bilancio molto esiguo, con poche risorse disponibili e potere
contare, invece, sulla possibilità di scrivere in bilancio le
somme scaturenti dall'efficacia di quella legge, secondo me,
consentirebbe a tutti di sviluppare un percorso politico
leggermente diverso.
LEANZA NICOLA, vicepresidente della Regione. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA, vicepresidente della Regione. Signor
presidente, onorevoli colleghi, penso che quello che è successo
stasera sia un fatto assolutamente grave, molto più di quanto si
possa pensare rispetto al significato della legge che stavamo
discutendo che, comunque, era una legge importante, come lo sono
le sei leggi iscritte all'ordine del giorno.
Ritengo che la maggioranza,stasera, se ha voluto dare un
segnale, lo ha dato pesantissimo contro se stessa. Penso che se
si voleva dare un segnale al governatore, al Governo, non so a
chi, certamente, abbiamo scelto il modo peggiore per darlo.
E' inutile che, alla fine, ci ritroviamo tutti quanti in
quest'Aula in numero così copioso, il lavoro che si è fatto nei
gruppi, se poi, alla fine, si raggiungono questi risultati.
Questi risultati fanno solo del male alla Sicilia e,
soprattutto, fanno del male a noi stessi.
Non penso che questo fosse il modo migliore per dare questi
segnali. Ho paura che, forse, abbiamo toccato il fondo e, quindi,
chiedo, signor Presidente, il rinvio della seduta.
CRACOLICI Se si è toccato il fondo, lei ha il dovere di dire
che date le dimissioni.
LEANZA NICOLA, vicepresidente della Regione. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che forse sia necessario
rinviare a domani pomeriggio i lavori e invito i colleghi della
maggioranza, i Presidenti dei Gruppi e tutti i parlamentari, se
lo ritengono opportuno, a fare il punto della situazione, in Sala
lettura o in Sala Rossa, per poter dire le cose che ci dobbiamo
dire. Un conto è dirci le cose, altra cosa è farle. Questo è un
fatto molto importante.
Signor Presidente, prendiamo atto, quindi, di ciò e, se è
possibile, la pregherei di rinviare la seduta a domani.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, vi è una richiesta ben precisa
del Governo di rinviare la seduta a domani.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Sulla mancata approvazione dell'articolo 1 del disegno
di legge numero 595/A
ADAMO presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare, ai sensi dell'articolo 83, secondo comma del Regolamento
interno.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ADAMO presidente della Commissione e relatore. Signor
presidente, onorevoli colleghi, credo di avere il dovere, anche
per rispetto ai lavori della Commissione che presiedo, di dire
qualcosa. Ciò che è successo stasera è veramente grave perché -
come ricordava l'onorevole Fleres - un campo da golf non è una
questione ideologica ma divertirsi, da parte dell'opposizione che
si diverte moltissimo e da parte della maggioranza, a bocciare un
disegno di legge che
(Brusio in Aula)
il fallimento profondo è che, di fronte ad una legge che non
ha un impegno di spesa e che consente investimenti, questo
Parlamento non è in grado di dare una risposta. E' una cosa di
una vergogna inaudita.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani,
mercoledì 14 novembre 2007, alle ore 16.30, con il seguente
ordine del giorno:
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
I - COMUNICAZIONI
II -LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D) E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:
N. 244 - Interventi a favore delle famiglie di minori e
bambini affetti da diabete mellito.
ZANGARA - BARBAGALLO - MATTARELLA -
TUMINO
N. 245 - Interventi a favore dell'Azienda Ospedaliera
Gravina e San Pietro' di Caltagirone.
POGLIESE - CAPUTO - CRISTALDI - CURRENTI
FALZONE - GRANATA
III -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
7) - Interventi in favore delle attività teatrali (nn. 612-29-
364/A bis)
8) - Provvedimenti in favore delle famiglie delle vittime del
mare (n. 545/A)
9) - Stabilizzazione del personale addetto alla catalogazione
dei beni culturali della Regione (n. 619/A)
10) - Modifiche ed integrazioni agli articoli 6 e 9 della
legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17. Disposizioni in materia
di demanio e patrimonio immobiliare regionale e conferenza di
servizi (n. 556/A)
IV -DISCUSSIONE DEL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE ECONOMICO-
FINANZIARIA PER GLI ANNI 2008-2011
La seduta è tolta alle ore 19.25
Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 22.45
DAL SERVIZIO RESOCONTI
Il Direttore
Dott. Eugenio Consoli
Assemblea Regionale Siciliana
XIV LEGISLATURA
Seduta n. 97
Martedì 13 novembre 2007
ALLEGATO A:
EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE N. 595/A INTERVENTI IN FAVORE DELLO SVOLGIMENTO
DELL'ATTIVITÀ SPORTIVA CONNESSA ALL'ESERCIZIO DEL GIOCO DEL GOLF
-All'articolo 1:
Emendamento 1.7:
Aggiungere alla fine del comma 3 il seguente periodo:
Non costituiscono altresì costruzioni le viabilità di servizio
ed accesso alle piste, le zone di rispetto alle stesse e i
muretti e le recinzioni del territorio a tutela dello stesso
campo .
Emendamento 1.10:
Sostituire i commi 5, 6, 7 e 8 con i seguenti:
5. La realizzazione di campi di golf, come definiti al comma
1, è subordinata al rilascio di autorizzazione da parte del
Comune in cui l'opera ricade, ai sensi dell'art. 5 della legge
regionale 10 agosto 1985, n. 37.
6. Ai fini del rilascio della autorizzazione di cui al comma 5,
ove occorra il parere di altri enti istituzionalmente
competenti, il Comune indice una Conferenza speciale di servizi
al fine di acquisire tutte le intese, pareri, concessioni,
autorizzazioni, licenze, nullaosta e assensi comunque
denominati, necessari alla realizzazione dei lavori.
Ai lavori della Conferenza speciale dei servizi partecipano
tutti i responsabili degli uffici degli enti pubblici delegati
per legge ad esprimere pareri di competenza, sulla base della
natura dell'opera prevista, in qualità di componenti.
Qualora alla Conferenza di servizi, convocata ai sensi della
legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modifiche, il
rappresentante di un'amministrazione invitata sia risultato
assente o comunque non dotato di adeguato potere di
rappresentanza, la Conferenza è riconvocata per una sola volta,
tra il decimo ed il quindicesimo giorno dalla prima
convocazione, e decide prescindendo dalla presenza della
totalità delle amministrazioni invitate e dalla adeguatezza dei
poteri di rappresentanza dei soggetti intervenuti.
7. Nel caso di opere ed interventi ricadenti in zone sottoposte
a vincolo paesaggistico, a vincolo idrogeologico, che
comportino riduzione di superfici boscate, che ricadono in
parchi e riserve naturali ed in siti di importanza comunitaria
nonché nel caso di progetti richiedenti la procedura di
valutazione di impatto ambientale, ovvero la procedura di
valutazione di incidenza e di progetti sottoposti a preventive
autorizzazioni di natura ambientale, con particolare
riferimento all'uso delle acque freatiche per la irrigazione
dei campi erbosi, si applicano le disposizioni di cui
all'articolo 7 bis, commi 20 e 21 della legge 11 febbraio 1994
n. 109, come recepita dalla legge regionale 2 agosto 2002 n. 7
e successive modifiche ed integrazioni.
8. Il parere della Conferenza speciale dei servizi sostituisce,
a tutti gli effetti, qualsiasi altro esame o parere di
amministrazioni o di organi consultivi monocratici o collegiali
ed uffici regionali in materia.
Il parere favorevole della Conferenza speciale di servizi
costituisce approvazione tecnica del progetto .
Emendamento 1.13:
Dopo il comma 6 aggiungere il seguente:
6 bis - Gli interventi previsti al comma 2 non possono essere
eseguiti nelle aree protette .
Emendamenti 1.16, 1.17, 1.18:
Sopprimere il comma 9.
ALLEGATO B
LACCOTO-GALVAGNO. - «Al Presidente della Regione ed
all'Assessore per i lavori pubblici, premesso che:
la recente nomina del Consiglio di Amministrazione del
Consorzio autostrade siciliane, con l'indicazione da parte della
Regione siciliana di un numero di amministratori superiori a
cinque, si pone in contrasto con il quadro normativo che regola
la materia, con la conseguenza che allo stato sarebbe opportuno
soprassedere in ordine a tali designazioni. Ed invero, i commi da
725 a 729 dell'art. 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (c.d.
'Legge Finanziaria 2007') introducono alcune norme 'speciali' in
materia di:
1. compensi agli amministratori (rectius, al presidente e ai
componenti del consiglio d'amministrazione) di società pubbliche
'locali' ovvero partecipate, totalmente o parzialmente, da Comuni
o Province (commi 725, 726, 727 e 728);
2. numero degli amministratori (rectius, dei componenti il
consiglio d'amministrazione) delle medesime società pubbliche
'locali' (comma 729).
in relazione al 'tetto', al numero massimo di amministratori
delle società 'pubbliche', il legislatore ha distinto tra:
(a) società a totale partecipazione degli enti locali (anche se
la partecipazione è in via 'indiretta' e, cioè, si presume, per
il tramite di altri enti interamente partecipati o detenuti);
(b) società 'miste' (ovvero, nella 'singolare' accezione di cui
sopra, al cui capitale partecipino soggetti privati o pubblici,
purché differenti dagli enti locali);
nel primo caso, il numero totale di componenti del consiglio di
amministrazione non potrà essere superiore a tre ovvero a cinque
nell'ipotesi in cui il capitale sociale, interamente versato, sia
superiore a un certo importo, che dovrà essere determinato con
apposito decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (su
proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie
locali, di concerto con il ministro dell'economia e delle
finanze, sentita la Conferenza Stato-Città);
nel secondo caso, il Legislatore, non fissa un limite massimo
di componenti dei consigli di amministrazione (se del caso,
incrementato rispetto a quello delle società a totale
partecipazione pubblica), ma si preoccupa soltanto di stabilire
il numero massimo (cinque) dei componenti designabili dai soci
pubblici locali (comprendendo in questa definizione anche le
Regioni);
la Regione siciliana nella legge finanziaria n. 2
dell'8/2/2007, all'art. 16 ha espressamente statuito che '1.
Nelle società a totale partecipazione della Regione o degli enti
pubblici regionali, nonché nelle società a partecipazione mista
tra Regione ed altri soggetti pubblici e privati, si applicano le
disposizioni previste dall'articolo 1, commi da 725 a 729 e da
733 a 735, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Le disposizioni
attuative previste dal comma 729 del medesimo articolo sono
determinate con decreto del Presidente della Regione. 2. Le
predette società adeguano, a pena di decadenza degli organi di
amministrazione, i propri statuti e gli eventuali patti
parasociali entro 180 giorni dalla data di pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale della Regione del citato decreto
presidenziale.';
in attuazione della predetta norma di recepimento della
normativa nazionale introdotta nella Finanziaria 2007, è stato
emanato il Decreto Presidenziale del 5 Marzo 2007, pubblicato
nella GURS n. 13 del 23/3/2007, che ha espressamente statuito
che:
'Art. 1. 1. Il numero complessivo di componenti del consiglio
di amministrazione delle società a totale partecipazione anche
indiretta della Regione o degli enti pubblici regionali, nonché
delle società miste tra la Regione e gli enti pubblici regionali
può essere superiore a tre e comunque non superiore a cinque
qualora il capitale sociale interamente versato sia pari o
superiore a 750.000,00 euro.
Art. 4. Le società interessate dal presente decreto adeguano,
ove necessario, i propri statuti e gli eventuali patti
parasociali entro 180 giorni dalla data di pubblicazione del
presente decreto nella Gazzetta Ufficiale della Regione
siciliana. Contestualmente alle modifiche statutarie i consigli
di amministrazione in carica sono revocati e devono essere
ricostituiti in conformità alle prescrizioni del presente
decreto.';
ritenuto che:
in ordine alla superiore normativa risulta maggiormente
prudenziale l'adozione di una linea ermeneutica fondata
sull'effettiva intenzione del Legislatore, anche in ragione
dell'obiettivo perseguito dallo stesso (contenimento della spesa
pubblica) e della sua rilevanza nell'ambito della disciplina
della responsabilità per danno erariale, nonché
un'interpretazione rigorosa fondata sul carattere imperativo
delle norme comprese tra i commi 725 e 729 L. n. 296/06 e,
quindi, si deve propendere per la loro immediata applicabilità,
secondo quanto previsto dall'art. 1419, c.c.; e ciò soprattutto
nella fattispecie in esame, in cui non vi è in carica alcun
consiglio di amministrazione e vi è una gestione commissariale
che si protrae da anni e, incredibilmente, si vorrebbe far venire
meno proprio nell'attuale e mutato quadro normativo, attraverso
un consiglio di amministrazione che si porrebbe in contrasto con
il limite numerico previsto dalla finanziaria nazionale e
regionale;
non v'è dubbio che la normativa in questione immediatamente
applicabile in relazione ad un ente sprovvisto di consiglio di
amministrazione impone la riedizione del potere di nomina da
parte della Regione siciliana, eventualmente previo adeguamento
dello Statuto, in conformità alle limitazioni al numero dei
componenti di cui alla recente normativa, ad opera della gestione
commissariale in carica;
a ragionare diversamente si arriverebbe al paradosso di
nominare un consiglio di amministrazione che come primo ed unico
atto dovrebbe porre in essere la modifica dello statuto, stante
che, secondo il decreto presidenziale del 5/3/2007,
'contestualmente alle modifiche statutarie i consigli di
amministrazione in carica sono revocati.';
pertanto, la prosecuzione del procedimento di nomina del
Consiglio di amministrazione del Consorzio Autostrade Siciliane
si porrebbe in aperta violazione dei principi di buon andamento e
di efficienza della Pubblica Amministrazione e pone seri rischi
di impugnazione dinanzi la competente autorità giudiziaria, da
parte di qualsiasi cittadino, atteso che le limitazioni
introdotte in finanziaria sono rivolte al contenimento della
spesa ed hanno sicure refluenze sugli interessi degli utenti;
per sapere:
se abbiano preso coscienza dei problemi legati alla normativa
introdotta dalle finanziarie nazionale e regionale e dal Decreto
Presidenziale 5/3/2007, sopra evidenziati;
se non ritengano di approfondire la questione, eventualmente
chiedendo un parere all'Ufficio Legale e Legislativo della
Regione;
se non ritengano di rivedere l'iter seguito e procedere in
conformità all'attuale quadro normativo». (1090)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «Con riferimento all'interrogazione n. 1090, degli
onorevoli Laccoto e Galvagno, si evidenzia quanto segue.
Gli onorevoli interroganti in particolare evidenziano la
mancata applicazione dell' art. 16 della legge regionale dell'8
febbraio 2007, n. 2 (finanziaria regionale) che testualmente
recita:
1. nelle società a totale partecipazione della Regione o degli
enti pubblici regionali, nonché nelle società a partecipazione
mista tra Regione ed altri soggetti pubblici e privati, si
applicano le disposizioni previste dall' articolo 1, comma 725 a
729 e da 733 a 735, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Le
disposizioni attuative previste dal comma 729 del medesimo
articolo sono determinate con decreto del Presidente della
Regione.
2. le predette società adeguano, a pena di decadenza degli organi
di amministrazione, i propri statuti e gli eventuali patti
parasociali entro 180 giorni dalla data di pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana del citato decreto
presidenziale.
In ordine al predetto articolo il Presidente della Regione ha
adottato il decreto 5 marzo 2007, pubblicato sulla G.U.R.S. n.
13, parte prima, del 23 marzo 2007 disciplinando le modalità
attuative del predetto art. 16 della legge regionale 8 febbraio
2007, n. 2.
L'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze, per
dirimere le interpretazioni non esatte in ordine al predetto
articolo da parte degli organi di stampa sull'applicabilità dello
stesso anche gli enti pubblici, ha formalmente chiarito che "le
disposizioni dell' art. 16 della legge regionale 2/2007 e del
comma 729 dell'art. 1 della legge 296/2006, e quindi il limite al
numero dei componenti degli organi di amministrazione di cui al
D. P. Reg. n. 507/gab. del 5 marzo 2007, riguardano
esclusivamente le società per azioni."
Ciò premesso, nella considerazione che il Consorzio per le
autostrade siciliane è un Ente pubblico dotato di un fondo di
dotazione costituito da altri Enti, la disposizione citata (art.
16) non trova applicazione nei confronti dello stesso.
In ogni caso si evidenzia, altresì, che la questione
prospettata dagli onorevoli interroganti ha già costituito
oggetto di un apposita comunicazione del Dipartimento regionale
lavori pubblici al Consorzio, resa con nota 23 maggio 2007, prot.
n. 37276, in cui è stato precisato, sulla base della predetta
interpretazione resa dal Ragioniere Generale della Regione, che
in ordine alle disposizioni di cui all'articolo in esame non
sussiste alcun obbligo al carico del Consorzio, con la
conseguenza che per la costituzione del nuovo Consiglio di
Amministrazione (rectius Consiglio Direttivo) devono applicarsi
le precedenti disposizioni normative e statuarie».
L'Assessore CONSOLI
CRISTALDI. - «All'Assessore per la famiglia, le politiche
sociali e le autonomie locali, per sapere:
in quale stato versino i due IPAB di Mazara del Vallo (TP),
Istituto S. Agnese ed Istituto Divina Provvidenza, sia
relativamente al personale (che non riceve stipendio da diversi
mesi o addirittura da anni) sia al servizio di assistenza nei
confronti dei cittadini ospiti della struttura;
quali iniziative abbia adottato il Governo e quali intenda
adottare per porre fine alla incresciosa situazione in cui
versano i due IPAB;
quali urgenti iniziative intenda adottare per procedere alla
chiusura dei due Istituti ed al conseguente passaggio del
personale al Comune di Mazara del Vallo». (1148)
(L'interrogante chiede risposta in Commissione)
Risposta. «Con l'interrogazione n. 1148 l'onorevole Cristaldi
chiede di conoscere in quale stato versino i due IPAB di Mazara
del Vallo: Istituto Divina Provvidenza e Casa delle Fanciulle
S.Agnese, sia relativamente al personale che non riceve stipendio
da diversi mesi o addirittura da anni, sia relativamente al
servizio di assistenza nei confronti dei cittadini ospiti della
struttura.
Al riguardo, giova premettere che la costante riduzione
dell'utenza e delle attività assistenziali rispettivamente in
favore di minori (O.P. S. Agnese) e di anziani (O.P. Divina
Provvidenza) nel corso dell'ultimo quinquennio, in particolare
per l'entrata in vigore della legge n. 149 del 28/3/2001 che ha
disposto la chiusura degli istituti di ricovero e l'affidamento
in alternativa dei minori a strutture di tipo familiare (8/10
p.), ha comportato per entrambi gli enti, un trend in crescita
del disavanzo di bilancio complessivamente ammontante a circa un
milione di euro, non sanabile in assenza di riconversione e
ripresa delle attività statutarie ovvero con interventi
straordinari a carico del bilancio regionale volti a ripianare in
particolare l'entità dei debiti accumulati nei confronti del
personale di ruolo od assunto a contratti per particolari profili
professionali che da oltre quindici mesi non percepisce nessuna
retribuzione.
Ampiamente riportato dalla stampa lo stato di agitazione del
personale, in particolare di ruolo, con occupazione degli
edifici, con appello al Governo regionale per la definitiva
soluzione delle problematiche espresse con avvio delle procedure
di estinzione ai sensi dell'articolo 34 della legge regionale
22/86 e trasferimento nei ruoli comunali.
E' bene ricordare che nell'ultimo biennio, per superare le
difficoltà di ripresa dei due organismi, questo Assessorato ebbe
a nominare apposito commissario regionale con l'incarico di
attivare ogni procedura, compresa la fusione dei due organismi,
per attualizzare i servizi assistenziali, tuttavia con scarsi
risultati sia per le difficoltà di riconversione degli edifici
del patrimonio, sicuramente di valore storico monumentale in
assenza di adeguate risorse, sia per l'impossibilità di utilizzo
del personale di ruolo nell'area del disagio sociale per assenza
di adeguati profili professionali.
A ciò si aggiunga la mancata partecipazione dei due enti nella
programmazione del Piano Sociale distrettuale (legge 328/00) con
esclusione formale dalla gestione dei servizi essenziali ed
innovativi.
Lo stesso Consiglio Comunale di Mazara del Vallo su richiesta
formale del Dipartimento della Famiglia/Servizio 1, ebbe ad
escludere nella seduta del 21/6/2006 l'ipotesi di fusione delle
due Opere Pie, mentre, per volontà espressa del Sindaco nel corso
della Conferenza di servizio dell'ottobre scorso di pervenire
all'estinzione, è stato riproposto dal Dipartimento alla
Famiglia/Servizio l al Consiglio Comunale di Mazara di esprimersi
su quest'ultima ipotesi con acquisizione ad unanimità di formale
delibera n. 18 del 15/3/2007 del parere favorevole
all'estinzione a superare ogni ulteriore disagio del personale
con la mobilità nei ruoli comunali a salvaguardia del maturato
economico unitamente alla devoluzione al comune del complesso dei
beni patrimoniali, che a dire dello stesso Sindaco, potranno
essere rivalutati ed utilizzati dall'intera cittadinanza a
perenne memoria dei fondatori.
Il 13 giugno scorso è stato, altresì, acquisito rapporto finale
del Commissario regionale dei due Enti (dott. Ferdinando Mandina)
che a conclusione dell'incarico propone in assenza di soluzioni
alternative a ripianare l'accertato dissesto finanziario,
l'estinzione dei due Enti senza ulteriore indugio. Determinazione
questa che l'Assessorato, nel corso dell'incontro promosso lo
scorso 11 luglio 2007 da S.E. il Prefetto di Trapani con la
partecipazione delle autorità cittadine ed organizzazioni
sindacali, ha portato di pubblica conoscenza e che impegnerà nei
giorni prossimi l'Assessorato stesso alla formulazione di
apposito decreto di estinzione da sottoporre alle valutazioni
conclusive dell'onorevole Presidente della Regione per
l'approvazione.
Tanto si riferisce in sintesi».
L'Assessore COLIANNI