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Resoconto d'Aula della Seduta n. 97 di martedì 13 novembre 2007
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   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   RINALDI,  segretario,  dà  lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo osservazioni,  si  intende
  approvato.

                               Congedi

    PRESIDENTE    Comunico  che gli onorevoli  Zangara  e  Fiorenza
  sono in congedo per la  seduta odierna.

                              Missione

    PRESIDENTE    Comunico che l'onorevole Speziale è  in  missione
  per ragioni del suo ufficio nei giorni 12 e 13 novembre 2007.

      Comunicazione calendario dei lavori della Conferenza dei
                 Presidenti dei Gruppi parlamentari

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, comunico che la Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi venerdì 9  novembre
  2007   alle   ore  12.00,  sotto  la  Presidenza  del  Presidente
  dell'Assemblea,  onorevole Micciché, e con la partecipazione  del
  Presidente  della Regione, ha stabilito che i lavori parlamentari
  della prossima settimana e della sessione di bilancio avranno  il
  seguente svolgimento.

   L'Aula  terrà  seduta nei giorni martedì 13  e  mercoledì  14  e
  giovedì  15  novembre 2007 per la discussione  del  documento  di
  programmazione  economico-finanziaria  e  l'esame  dei   seguenti
  disegni di legge:
   1)  - Interventi in favore delle attività teatrali  (612-29-364/A
  bis)
   2)   -  Stabilizzazione del personale addetto alla catalogazione
  dei beni culturali della Regione  (619/A)
   3)   - Provvedimenti in favore delle famiglie delle vittime  del
  mare  (545/A)
  4)  - Modifiche e integrazioni all'articolo 6 della legge
  regionale 28 dicembre 2004, n. 17, e nuove disposizioni per
  favorire l'attività ed i compiti della Commissione di
  conciliazione  (556/A)
   5)   -   Interventi  in  favore dello svolgimento  dell'attività
  sportiva connessa all'esercizio del gioco del golf  (595/A)
  6)  - Altri disegni di legge eventualmente licenziati dalle
  commissioni.

    SESSIONE DI BILANCIO

   La  sessione  di bilancio avrà inizio venerdì 16 novembre  2007.
  Dalla  predetta  data decorrono i quarantacinque giorni  previsti
  dall'articolo  73  bis del Regolamento ed i  tempi  previsti  per
  l'esame  dei  documenti finanziari da parte delle Commissioni  di
  merito e della Commissione Bilancio.
     Nel  corso  della  sessione  di bilancio,  sarà  esaminato  il
  disegno  di legge relativo a variazioni di bilancio della Regione
  per  l'anno  finanziario  2007, secondo il  calendario  che  sarà
  definito in una prossima riunione della Conferenza dei Presidenti
  dei Gruppi parlamentari.
   Durante  la  stessa  sessione, esaurito  l'esame  dei  documenti
  finanziari,   saranno   istruiti dalle Commissioni  di  merito  e
  dalla  Commissione  Bilancio i disegni  di  legge  di  iniziativa
  governativa numeri 622  e 623 in materia di sviluppo.
   L'Assemblea ne prende atto.

     Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                       Commissioni legislative

    PRESIDENTE   Comunico  che i seguenti  disegni  di  legge  sono
  stati inviati alle competenti Commissioni legislative:

                    ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   - Norme  relative  alla promozione dell'attività  di  home  food
  nell'ambito della Regione  (686)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 8 novembre 2007

                 AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   - Istituzione delle Aziende di promozione turistica  (A.P.T.)  e
  norme per lo sviluppo turistico della Sicilia  (685)
   di iniziativa governativa
   inviato in data 13 novembre 2007
   parere I Commissione

                 SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   - Interventi  volti  a  dare  una degna  sepoltura  ai  feti  di
  gestazione inferiore ai cinque mesi  (688)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 8 novembre 2007
   parere I Commissione

                Comunicazione di richieste di parere

    PRESIDENTE  Comunico che le seguenti richieste di  parere  sono
  state   trasmesse  dal  Governo  ed  assegnate  alle   competenti
  Commissioni legislative:

                     AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   - Agenzia  regionale per la protezione dell'ambiente (A.R.P.A.).
  Rinnovo Collegio dei revisori dei conti  (101/I)
  -   pervenuta in data 6 novembre  2007
  -   inviata in data 9 novembre 2007

                     AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   - Cooperative edilizie - programma 2005  (102/I)
  -   pervenuta in data 12 novembre  2007
   -   inviata in data 13 novembre 2007

                    Comunicazione di parere reso

    PRESIDENTE  Comunico che il seguente parere è stato reso  dalla
  competente  Commissione legislativa  Servizi sociali e  sanitari
  (VI):

   - Razionalizzazione ed ottimizzazione del servizio di continuità
  assistenziale   (96/VI)
  -reso in data 6 novembre 2007
  -inviato in data 9 novembre 2007

      Comunicazione relativa a delibere della Giunta regionale

    PRESIDENTE   Comunico  che  sono pervenute  le  delibere  della
  Giunta  regionale dalla numero 274 del 10 luglio 2007 alla numero
  348 dell'8 agosto 2007.

    Comunicazione relativa a sentenza della Corte Costituzionale

    PRESIDENTE  Comunico che la Corte Costituzionale, con  sentenza
  numero  359  del  24  ottobre 2007, nel giudizio  di  legittimità
  costituzionale  dell'articolo  44 della  legge  regionale   Norme
  finanziarie  urgenti  -  Variazione  al  bilancio  della  Regione
  siciliana  per  l'anno  finanziario 2002 - Seconda  misura  salva
  deficit   del 23 dicembre 2002, numero 23, promosso con ordinanza
  del  28  aprile  2006  dal  Tribunale di  Ragusa,  ha  dichiarato
  l'illegittimità  costituzionale  dell'articolo  44  della   legge
  regionale   Norme  finanziarie urgenti - Variazione  al  bilancio
  della  Regione  siciliana per l'anno finanziario 2002  -  Seconda
  misura  salva  deficit  del 23 dicembre 2002,  numero  23,  nella
  parte in cui stabilisce, con effetto dall'entrata in vigore della
  legge regionale  Disposizioni in materia di lavoro e occupazione.
  Norme   di  proroga  e  di  finanziamento  degli  oneri  per   il
  contingente dell'Arma dei carabinieri operante in Sicilia  del 23
  gennaio  1998, numero 3, sino a tutto l'anno 2002  nuovi  criteri
  di  calcolo  delle  maggiorazioni da  corrispondere  ai  soggetti
  impiegati  in  lavori  socialmente utili per  una  durata  oraria
  eccedente quella ordinaria.

                     Annunzio di interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   numero  1430  - Notizie circa il rischio di chiusura  ovvero  di
   ridimensionamento   del  reparto  di  Emodinamica   dell'Azienda
   Ospedaliera S. Antonio Abate di Trapani.
   Assessore Sanità
   Firmatario: Gucciardi Baldassare

   numero  1431 - Notizie a proposito del bando indetto dal COINRES
   ATO  PA  4  per  la selezione di n. 76 operatori di  varie  aree
   operative  funzionali  e circa il ritardo nella  predisposizione
   del   piano   di  ridimensionamento  degli  Ambiti  territoriali
   ottimali.
   Presidente Regione
   Firmatario: Cracolici Antonino

   numero  1432  -  Interventi  per  la  revisione  del  piano   di
   riorganizzazione  del Presidio Ospedaliero di  Barcellona  Pozzo
   di Gotto (ME).
   Assessore Sanità
   Firmatario: Ballistreri Gandolfo

   numero  1433 - Interventi per il riconoscimento ai lavoratori  a
   tempo  determinato  della pubblica amministrazione  del  diritto
   all'elettorato  attivo e passivo nelle procedure elettorali  per
   il rinnovo delle RSU.
   Presidente Regione
   Assessore Presidenza
   Assessore Famiglia
   Firmatario: Ballistreri Gandolfo

   numero  1436 - Notizie a proposito della manifestazione promossa
   dall'Unione  regionale  delle province  siciliane  e  da  alcune
   province  regionali  contro  il  Governo  nazionale  in  data  7
   novembre  2007  a  Roma  per la mancata emanazione  del  decreto
   sulle  modalità  di  utilizzazione  dei  fondi  assegnati  dalla
   finanziaria 2007 per la viabilità provinciale.
   Assessore Famiglia
   Firmatario: Cracolici Antonino

   numero  1438  -  Notizie  in  merito a  presunte  riduzioni  del
   servizio  di Assistenza Domiciliare (DA) del Servizio  sanitario
   regionale.
   Assessore Sanità
   Firmatario: Ragusa Orazio

   numero  1441 - Accertamenti di eventuali violazioni di legge  da
   parte della Provincia regionale di Catania.
   Presidente Regione
   Assessore Famiglia
   Firmatario: Barbagallo Giovanni

   numero  1442  -  Interventi  per mantenere  aperto  a  tutto  il
   territorio  provinciale  il Centro di Emodinamica  dell'Ospedale
   S. Antonio Abate di Trapani.
   Assessore Sanità
   Firmatario: Oddo Camillo

   Le  interrogazioni, ora annunziate, saranno iscritte  all'ordine
  del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico  che  sono state presentate le seguenti  interrogazioni
   con richiesta di risposta scritta:

   numero  1434  -  Notizie circa il funzionamento del  carcere  di
   Noto (SR).
   Presidente Regione
   Firmatario: Fleres Salvatore

   numero  1435  -  Urgenti provvedimenti a proposito  dell'ATO  di
   Messina.
   Presidente Regione
   Assessore Famiglia
   Firmatario: Currenti Carmelo

   numero 1437 - Vertenza coop Servizincoop Siracusa.
   Presidente Regione
   Assessore Beni Culturali
   Firmatario: Pogliese Salvatore

   numero  1439  - Interventi al fine di consentire l'esercizio  in
   sicurezza  delle attività sportive sciistiche in località  Piano
   Battaglia  e  Battaglietta ricadenti nel  territorio  del  Parco
   delle Madonie.
   Assessore Turismo
   Firmatari:  Adamo  Giulia; Falzone Dario;  Confalone  Giancarlo;
   Vicari Simona; Pogliese Salvatore; Cascio Francesco

   numero  1440  -  Interventi  in favore dell'Azienda  Ospedaliera
   Sant'Antonio Abate di Trapani.
   Presidente Regione
   Assessore Sanità
   Firmatari: Adamo Giulia; Cascio Francesco

   Le interrogazioni, ora annunziate, saranno inviate al Governo.

                      Annunzio di interpellanze

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
  interpellanze:

   numero  60 - Notizie sull'attivazione della Carta regionale  dei
   servizi - Tessera sanitaria.
   Presidente Regione
   Assessore Sanità
   Firmatario: Barbagallo Giovanni

   numero 61 - Provvedimenti al fine di rimarcare l'obbligo per  il
   commissario  straordinario  presso  il  Comune  di  Messina   di
   improntare   la  propria  azione  a  principi  di  imparzialità,
   efficienza e buon andamento della pubblica Amministrazione.
   Presidente Regione
   Assessore Famiglia
   Firmatari:   Panarello  Filippo;  Rinaldi   Francesco;   Laccoto
   Giuseppe; Calanna Francesco

                         Annunzio di mozioni

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
  mozioni:

   numero  244   Interventi a favore delle  famiglie  di  minori  e
   bambini  affetti  da diabete mellito , degli  onorevoli  Zangara
   Andrea;   Barbagallo  Giovanni;  Mattarella   Bernardo;   Tumino
   Carmelo
   Presentata l'8/11/07

   numero   245    Interventi  a  favore  dell'Azienda  Ospedaliera
   'Gravina  e S. Pietro' di Caltagirone , degli onorevoli Pogliese
   Salvatore;  Caputo Salvino; Cristaldi Nicolò; Currenti  Carmelo;
   Falzone Dario; Granata Giancarlo
   Presentata l'8/11/07

   Avverto  che  le stesse saranno iscritte all'ordine  del  giorno
  della  seduta  successiva  perchè se  ne  determini  la  data  di
  discussione.

        Comunicazione relativa ai lavori della I Commissione
              legislativa in materia di interrogazioni

    PRESIDENTE  Comunico che nella seduta numero 38 del  17  luglio
  2007    la   I   Commissione   legislativa   permanente    Affari
  istituzionali   ha svolto le interrogazioni numero  1090   Nomina
  del  Consiglio di amministrazione del Consorzio delle  Autostrade
  siciliane , a firma degli  onorevoli Laccoto e Galvagno e  numero
  1148  Notizie a proposito degli IPAP di Mazara del Vallo (TP)  S.
  Agnese e Divina Provvidenza , a firma dell'onorevole Cristaldi.
   In  riferimento  all'interrogazione numero  1090  ha    risposto
  l'Assessore  per  i lavori pubblici, dott.ssa Agata  Consoli,   e
  l'onorevole Laccoto si è dichiarato insoddisfatto;
   in   riferimento  all'interrogazione  numero  1148  ha  risposto
  l'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le  autonomie
  locali,  dott.  Paolo Coljanni,   e l'onorevole  Cristaldi  si  è
  dichiarato soddisfatto.
   Il  testo delle suddette risposte sarà pubblicato in allegato al
  resoconto stenografico della seduta odierna.
     L'Assemblea ne prende atto.

              Comunicazione di ritiro di interrogazione

    PRESIDENTE  Comunico che, con nota 272 AN del 7 novembre  2007,
  l'onorevole.   Salvatore  Caputo   ha  ritirato  l'interrogazione
  numero 1375 a risposta scritta  Notizie a proposito dell'immobile
  sito  in via Duca degli Abruzzi, n. 21 di Palermo ,  dallo stesso
  presentata l'11 ottobre 2007.
    L'Assemblea ne prende atto.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento interno, do
  il  preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero aver  luogo  nel
  corso della seduta.

   Ricordo  che  anche la richiesta di verifica del  numero  legale
  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di scrutinio
  segreto   (art.   127)  sono  effettuate  mediante   procedimento
  elettronico.

         Indirizzo di saluto all'ambasciatore del Regno del
           Marocco e al Console competente per la Sicilia.

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, rivolgo un indirizzo di  saluto
  all'ambasciatore  del Regno del Marocco e al  Console  competente
  per la Sicilia presenti in Aula.

                             (Applausi)


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


                       Sull'ordine dei lavori

    CRACOLICI  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  pochissimi
  secondi  per  comunicare  che,  rispetto  alla  novità   che   la
  Presidenza,  che  è  nel  suo  diritto,  ha,  da  questa  seduta,
  introdotto  nelle  modalità di accertamento  della  presenza  dei
  deputati in Aula, per quanto riguarda i colleghi della minoranza,
  la  presenza non sarà accertata con queste modalità, ripeto assai
  inedita  e,  per  certi versi, legata più ad  una  cultura  della
  caserma  che  non  ad un'idea di affrontare i nodi  politici  che
  stanno alla base dell'assenza della maggioranza in Aula.
   Ogni   collega  della  minoranza,  pertanto,  salirà  sul  podio
  accertando  la  presenza  con il proprio intervento.  Le  chiedo,
  quindi,  di  iscrivere a parlare i colleghi della  minoranza  per
  accertare la presenza in Aula.

    PRESIDENTE  Onorevole Cracolici, devo dire che ciò mi  stupisce
  perché,  quando ho preso questa decisione, ovviamente,  prima  di
  poterla  attuare  ne  ho  dato comunicazione  in  Conferenza  dei
  Presidenti  dei Gruppi parlamentari, lei era presente  e  non  ci
  sono state obiezioni in quella occasione, per cui  mi rendo conto
  che ora c'è stato un ripensamento.
   Non  ho  nessun problema; ognuno è libero di fare come crede;  i
  deputati  che  vorranno parlare nel merito della discussione  che
  stiamo  effettuando  ne  avranno tutto  il  diritto;  per  quanto
  riguarda la presenza, non occorre parlare; c'è il libro firma.

    CRACOLICI  Signor Presidente, si deve accertare la presenza.

    PRESIDENTE   Onorevole Cracolici, siccome non  mi  risulta  che
  sia  stato  stabilito in nessun Regolamento, il posto  fisico  e,
  siccome  quello  fissato in quel passaggio è  un  posto  che  non
  abbiamo  ritenuto opportuno, si trova lì; chi vuole  firmare  può
  farlo;  diversamente, chi vuole intervenire, ripeto,  nel  merito
  della  discussione che affrontiamo, ovviamente, come in qualsiasi
  altra occasione, è libero di farlo.

    CRACOLICI  La presenza si accerta anche con l'intervento.

    CINTOLA  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  la  ringrazio
  perché,  dopo 5 anni di battaglie personali affinché ci fosse  un
  adeguamento  al  foglio  di presenza ed alla  presenza  in  Aula,
  finalmente,  c'è  un  fatto nuovo. La  ringrazio  e  non  vado  a
  firmare.
   Sto  parlando come faccio di solito ma, dato che lei ha  avviato
  un'azione   moralizzatrice  che  questa  Assemblea   merita,   le
  suggerisco  di  tentare di annullare il fatto che  i  membri  del
  Consiglio  di  Presidenza  non hanno  obbligo  di  firma,  che  i
  Presidenti di Commissione non hanno obbligo di firma .

    TURANO  Onorevole Cintola, firmano.

    CINTOLA   I Presidenti dei Gruppi non firmano perché  ne  hanno
  il  diritto.  Cerchiamo di togliere alla casta i  super  premi  e
  lasciamoli,  giustamente  e  adeguatamente,  essere  presenti   a
  rappresentare  la  gente  di Sicilia  che  li  ha  eletti,  senza
  pretendere uno stipendio e senza avere mai messo neppure  con  la
  propria mano la firma sul foglio.
   Da  questo  punto di vista, la ringrazio, anche  perché  lei  ha
  instaurato  una  nuova  stagione in quest'Aula,  cioè  quella  di
  iniziare i lavori all'ora stabilita, cosa che non si faceva prima
  -  e  ciò  da  anche un ulteriore merito alla sua  Presidenza  -,
  dopodiché, voglio dire che, se abolirà anche gli altri privilegi,
  a  me non servirà più firmare perché continuo ad essere presente,
  stipulante  e non sono tra i  minchioni  che votano  leggi  senza
  comprenderne il contenuto per pentirsene l'indomani.
   So  che  il mio dovere è quello di essere in Aula, di  fare  gli
  interventi  necessari  e di ringraziare un Presidente  che  vuole
  invertire alcune tendenze macroscopiche.

    LACCOTO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LACCOTO   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,   ho  appreso
  dalla Stampa che ci sarebbe stata, da oggi, una novità rispetto a
  quando andavo a scuola molto tempo fa.
   Credo   di    essere  uno  di  quelli  che  in  Aula  è   sempre
  intervenuto,  ha  partecipato attivamente e  credo  che  non  sia
  questo il segno ed il senso da dare all'esterno. In questa  sede,
  non ci sono né il bacchettatore né i bacchettati.
   Non   condivido  nemmeno  l'intervento  dell'onorevole   Cintola
  perché la moralizzazione non consiste nella dimostrazione di  una
  presenza   che   si   dimostra  attraverso  anche   i   resoconti
  parlamentari. La moralizzazione è altra cosa: andare  ad  abolire
  alcuni  privilegi  esistenti; andare  a  vedere  quali  sono,  ad
  esempio, gli sprechi di macchine che vengono concesse, anche  con
  inusitate  novità  rispetto  al  passato.  Se  dobbiamo   parlare
  seriamente  di quelli che sono i problemi di moralizzazione,  non
  mi  limiterei  al  problema di una firma, come se  ci  trovassimo
  nella  scuola  e  nell'Aula di un tempo. Credo  di  essere  stato
  eletto per fare il mio dovere e per rispondere agli elettori  del
  mio operato. In questo senso, quindi,  non mi preoccupa una firma
  apposta in presenza di funzionari o a chicchessia ma mi preoccupa
  il senso che di questo è stato dato anche alla stampa.

    PANARELLO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PANARELLO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono  rimasto
  anch'io  abbastanza  sorpreso  alla  lettura  dei  giornali   che
  riportavano  queste nuove disposizioni, lasciando  intendere  che
  fosse  una  misura  contro l'assenteismo  e  per  controllare  la
  presenza fisica dei parlamentari all'interno dell'Assemblea.
   Vorrei  che  lei,  signor  Presidente,  assieme  a  tutti   noi,
  ovviamente  -  a  partire dal Consiglio  di  Presidenza,  da  lei
  opportunamente consultato - riflettesse sul fatto che,  in  tempi
  di  cosiddetta  antipolitica , immaginare di affrontare  un  tema
  politicamente importante come l'efficienza del Parlamento, che  è
  un  obiettivo al quale tutti dobbiamo tendere, dalla  scorciatoia
  della   presenza   in  Aula  o  del  presunto   assenteismo   dei
  parlamentari,  credo che non faccia un buon servizio  alle  forze
  politiche, ai gruppi parlamentari e all'istituzione di cui  tutti
  facciamo parte.

              PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE STANCANELLI

   Credo   che   il   problema  dell'efficace   funzionamento   del
  Parlamento  derivi,  anzitutto, da  un  problema  non  affrontato
  adeguatamente anche in termini normativi, a partire dall'elezione
  diretta  del  Presidente della Regione che meritava  -  e  merita
  tuttora  -  una  riflessione  sui compiti  e  sul  ruolo  che  il
  Parlamento deve avere in questo contesto e, per altro verso,  con
  tutta  evidenza,  in questo primo scorcio della  legislatura,  ha
  pesato  e  pesa molto una situazione di difficoltà  evidente  del
  Presidente della Regione, del suo Governo e della sua maggioranza
  che,  credo,  non possa essere affrontata appunto con scorciatoie
  ma,  sicuramente, con una riflessione franca e serena all'interno
  del Parlamento per trovare, in questa situazione, un percorso che
  induca  tutti i parlamentari, di maggioranza e di opposizione,  a
  concorrere positivamente nelle condizioni date ad evitare che  il
  Parlamento dia ai siciliani l'idea di una istituzione bloccata.

    ZAPPULLA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ZAPPULLA   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  intervengo
  non  solo  per  certificare  la mia  presenza  in  Aula,  ma  per
  denunciare,   nella  massima  Assise  della  Regione   siciliana,
  un'operazione che, a mio avviso, ha solo lo scopo di  un  effetto
  mediatico.  Non credo che mesi di assenza, che mesi di difficoltà
  a metter assieme, dentro l'Aula, con un chiaro problema di ordine
  politico  che attiene alla tenuta della maggioranza di Governo  e
  della  maggioranza che lo sostiene, si possa ridurre ad un  fatto
  meramente  scolastico  di  firmare  la  presenza  davanti  ad  un
  funzionario.
   E'  non solo un'offesa e una mortificazione ma è, assolutamente,
  un  falso  ideologico perché i problemi politici non si risolvono
  con alcuni piccoli accorgimenti di ordine tecnico.
   Allora,  è  vero  che l'Assemblea regionale  siciliana  non  sta
  funzionando;  è  vero che questa Assemblea  non  è  in  grado  di
  affrontare i grandi temi e le grandi emergenze che ha la  Sicilia
  ma   ciò  avviene  per  motivazioni  legate  alla  tenuta   della
  maggioranza di centrodestra, alle ragioni che ognuno di voi e  di
  noi sa.
   Per  quanto  mi  riguarda, ritengo di  non  dover  firmare  quel
  documento in quel modo e di certificare la mia presenza in questa
  maniera.

    ZAGO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

   ZAGO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, non  enfatizzerei
  la  vicenda sulla quale stanno intervenendo tutti i colleghi, che
  scaturisce,  a mio modo di vedere, da un problema  reale,  da  un
  problema che esiste e che, a livello di immagine, certo non gioca
  a favore dell'Assemblea regionale siciliana, della quale facciamo
  parte ma non siamo noi.  E' qualcosa di più nobile di ciascuno di
  noi,  come  istituzione.  Penso che non dobbiamo  farci  prendere
  dall'emotività e dobbiamo guardare al problema per quello  che  è
  effettivamente.  C'è  un problema di assenteismo  che,  talvolta,
  paralizza  i  lavori  del Parlamento; credo  sia  legittimo  però
  chiedersi:  questo assenteismo si registra perché i  parlamentari
  sono  diventati  più  lavativi rispetto  al  passato  o,  invece,
  scaturisce  dal fatto che c'è una difficoltà politica  reale  che
  investe il Parlamento, per non fare polemica dico tutto, anche se
  sappiamo  che  la  paralisi  e  i  contrasti  paralizzanti   sono
  all'interno della maggioranza.
   Credo  che,  con  questa misura, non risolviamo nessun  problema
  perché  a nessun deputato può essere vietato di firmare e poi  di
  allontanarsi,  di  andare  via  e,  quindi,  di  essere  comunque
  assente, sia pure dopo avere firmato in Aula.
   Il  problema è politico perché non credo che ci sia un tasso  di
  assenze  superiore a quello del passato; c'è invece un  tasso  di
  contrapposizione, di litigiosità di contrasti che è,  questo  sì,
  superiore a quello di tanti anni addietro.
   Allora,  mi permetto di invitare il Presidente, la Presidenza  a
  riconsiderare questa scelta ma non perché trovi nulla di  male  a
  firmare  un  metro  sopra, un metro sotto il livello  del  banco,
  quanto  perché sarei perché si vada al cuore del problema  che  è
  squisitamente  politico  e,  quindi,  una  riconsiderazione,  per
  riconsiderare, appunto, un atteggiamento voluto, una  ipotesi  di
  lavoro  voluta dal Presidente Micciché, che è un fatto fisico  di
  distanza  logistica  ma  che però - questo dobbiamo  riconoscerlo
  altrettanto -, a livello di immagine, certo, non torna  a  favore
  del  prestigio dei singoli parlamentari e, quindi, del Parlamento
  tutto,  per  cui  ben sapendo che il problema  esiste  ma  avendo
  coscienza che il problema è politico e non di indisciplina.
   Signor   Presidente,  parliamoci  chiaro:  nell'ultima   seduta,
  quando  si è arrivati alla mancanza del numero legale, i deputati
  c'erano, sia quelli della minoranza sia quelli di maggioranza; il
  fatto  però  che sia mancato il numero legale è dovuto  a  motivi
  politici  e non perché qualcuno era rimasto a casa o nel Collegio
  e non era venuto in Aula.
   Non c'entra, quindi,  la firma perché, ripeto, si può firmare  e
  si  può andare lo stesso al bar a prendere il caffè e mancherebbe
  ugualmente il numero legale. Capisco allora l'intento, anzi, devo
  dire  che è encomiabile e apprezzabile, così come apprezzo  anche
  questo   sforzo  del  Presidente  Miccichè  che  però  entra   in
  contraddizione con la sua storia recente - mi riferisco a  questo
  anno e mezzo - perché gli devo riconoscere che ha sempre cercato,
  ha  sempre  tutelato  il  prestigio del  Parlamento  e  dei  suoi
  componenti  con questo atto che, anche se vede uno scopo  nobile,
  in   qualche  modo,  viene  però  a  minarlo,  fra  l'altro,  non
  risolvendo il problema che il Presidente Miccichè, per primo,  sa
  che è squisitamente politico e non di natura disciplinare.

    PANEPINTO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PANEPINTO   Onorevole  Presidente, ritenevo  che,  stasera,  la
  Presidenza appendesse pure una di queste immagini che, una volta,
  si  trovavano nelle piccole botteghe:  per colpa di qualcuno  non
  si fa credito a nessuno'.
   Onestamente,  l'immagine che, stasera, pensavo  di  trovare  era
  questa.
   Credo  che,  come diceva l'onorevole Zago, spostarsi di  qualche
  metro  per attestare la propria firma è poca cosa; fare diventare
  una  firma  autenticata non cambia nulla ma,  in  realtà,  signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  c'è una  questione  molto  più
  seria  ed  è  quella dell'incapacità di questo  Governo  e  della
  stessa  maggioranza di sapere impegnare l'Aula. Il  problema  poi
  non è riunirsi.
   Tra  l'altro,  sono  preoccupato perché non so  quale  strumento
  penserete  di utilizzare, come Presidenza, per fare  ascoltare  i
  deputati  quando i colleghi o la stessa Presidenza  intervengono.
  Signor  Presidente,  esiste, dunque, una questione  di  immagine;
  dovrete  sicuramente,  per  raggiungere  un  risultato  positivo,
  garantire la presenza dei parlamentari in Aula ma l'immagine  che
  viene  data  all'esterno continua ad essere deleteria per  questo
  Parlamento. E' una immagine negativa. Diciamo che avete fatto  un
  autogol in questo modo.
   Ritengo  che  vi  sia  un problema politico  e  questo  problema
  politico  non lo risolverete nemmeno se ci chiederete  l'impronta
  digitale, signor Presidente.
   Per  quanto mi riguarda, quindi, ritengo che, fino a  quando  la
  maggioranza, fino a quando il Governo non sapranno essere Governo
  e  maggioranza,  non sia necessario apporre la firma  per  averla
  autenticata.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  ci  sono  molti  iscritti  a
  parlare  sulle comunicazioni. Siccome la ratio dell'intervento  è
  quella  di  accertare la presenza dei parlamentari, se ho  capito
  bene,  formulerei  una proposta di compromesso.  Visto  che,  sul
  disegno  di legge e sugli emendamenti, si può parlare, i colleghi
  che  desiderano parlare potranno intervenire e la  presenza  sarà
  accertata.
   Ritengo   che  così  possiamo  continuare  nei  lavori   perché,
  altrimenti  -   è una mia proposta - gli iscritti a parlare  sono
  molti e devo dare la parola a tutti sulle comunicazioni.
   La   mia  richiesta,  quindi, rivolta ai colleghi  è  quella  di
  rinunciare  a  parlare  e poi la presenza  sarà  accertata  negli
  interventi successivi.

    ANTINORO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ANTINORO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto  di
  parlare sull'ordine dei lavori  e, quindi, sulla sua proposta che
  è  arrivata  durante   la  richiesta di  parola  sull'ordine  dei
  lavori. Il problema non è di perdere un tempo di due ore...

    PRESIDENTE    Appunto,  non  c'è questa  volontà  dei  colleghi
  dell'opposizione di perdere tempo.

    ANTINORO    Rispettosissimo   della   volontà   dei    colleghi
  dell'opposizione  e  altrettanto  rispettoso  della  volontà  dei
  colleghi della maggioranza.
   La  sua  proposta tende a economizzare il tempo di questa serata
  ed  è  un  fatto  importante perché togliamo tempo  al  voto  dei
  disegni  di legge ma, tra l'altro, ci si accusa di non essere  in
  Aula.  Voglio  fare  un  altro ragionamento:  in  un  momento  di
  antipolitica,  credo  che dovremmo, già  da  qualche  tempo,  far
  tornare  alla politica ma stasera più che mai immaginare  che  la
  politica torni ad essere dignitosamente presente.
   Il  problema  della  firma o della  non  firma',  piuttosto  che
  nell'angolo   in  entrata  o  piuttosto  che  al   tavolo   della
  Presidenza, credo che la dica lunga su questa dignità  perché  ho
  ascoltato  poco  fa che in Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari, i Capigruppo hanno accettato l'idea  della firma in
  altra sede dell'Aula.
   Ho  tanto  rispetto per i Capigruppo, compreso  il  mio,  ma  ho
  altrettanto grande rispetto della dignità e della prerogativa  di
  ogni  parlamentare. Se le cose, quindi, dovessero  rimanere  così
  come  sono  - ma non per farsi controllare, perché abbiamo  altri
  meccanismi  di controllo di presenza e, tra l'altro,  è  capitato
  anche  al  sottoscritto di non essere presente e di  trovarsi  in
  busta paga la normale riduzione dell'indennità - viene tolta  una
  parte  della  diaria  mensile.  E'  già  prevista,  quindi,   una
  penalizzazione  economica che, per quanto mi  riguarda,  possiamo
  anche aumentare - dobbiamo anche aumentare - per fare in modo che
  ci  sia un maggior senso di ricordo che c'è l'Aula, se serve,  se
  questa cosa può ancora servire.
   Ma  fin  da adesso dichiaro la mia assoluta indisponibilità  per
  preservare  il  mio  mandato di parlamentare  di  questa  Regione
  siciliana   a  firmare  davanti a chicchessia,  in   presenza  di
  chicchessia, in banchi diversi  rispetto a quello in  cui  finora
  abbiamo firmato;  pensiamo piuttosto a fare lavorare l'Aula  e  a
  far presentare, da parte del Governo e anche delle Commissioni, a
  fare arrivare in Aula i disegni di legge che servono e che devono
  meritare l'attenzione di quest'Aula.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  mi  limiterò
  all'argomentazione    che   riguarda   l'ordine    dei    lavori,
  riservandomi, poi, di intervenire nel merito.
   Capisco  che lei, signor Presidente, tende a dare uno sbocco  ai
  lavori  d'Aula e questo è apprezzabile ma, come per la  decisione
  del Presidente Miccichè sulla quale interverrò nel merito più  in
  là,  lei  cade nella cosiddetta  eterogenesi dei fini',  cioè  ha
  un'intenzione buona  e finisce per sboccare in un vicolo.  Quando
  lei dice, infatti, che possiamo far notare la nostra presenza  e,
  quindi,  apporre una firma durante i lavori, entra  proprio   nel
  merito  perché l'obbligo di esserci, da procedurale, si trasforma
  in  politico, nel momento in cui qualcuno pensasse che  la  firma
  obbliga alla presenza perché io sono uno di quelli che ha chiesto
  la verifica del numero legale più di una volta.
   Allora, se lei mi dice:  colleghi, potete raggiungere il  vostro
  obiettivo di apporre la firma parlando, presentando emendamenti o
  parlando  sugli  emendamenti ,  già mi indirizza,  dal  punto  di
  vista  del  merito delle discussioni, ad assumere  una  posizione
  politica, cioè quella di chi sta in Aula e va dietro le legittime
  aspirazioni della maggioranza, del Governo, dei presentatori  dei
  disegni di legge e di avere in Aula quel numero che permette   ai
  disegni  di  legge   medesimi  di essere  esitati   possibilmente
  contro  la mia volontà. Ecco perché,  nonostante apprezzi il  suo
  sforzo,   sono   assolutamente  contrario   all'ipotesi,   signor
  Presidente.

    DI GUARDO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DI  GUARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io   ho
  avuto la sorpresa di non trovare il foglio di firma al suo posto.
  E'  stata  una  scelta del Presidente, mi hanno detto,  che   non
  condivido  perché  non è ammissibile che un deputato debba  avere
  la firma autenticata.
   Il  posto  è quello. D'altra parte, se ci sono problemi politici
  per   i   quali  l'Assemblea  per  tante  sedute  non  ha  potuto
  continuare,  non  è  dovuto alla firma, ma  ad  una  crisi  della
  maggioranza che non riesce più a ritrovarsi.
   Quindi,  non  ripetendo tutte le cose opportune che  sono  state
  dette, nel ribadire la mia presenza, contesto questa decisione ed
  auspico  che tutto torni al punto di partenza con la  facoltà  di
  apporre  la  propria  firma dove lo si è  sempre  fatto  per  non
  mortificare i deputati e quest'Aula.

    MANCUSO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MANCUSO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per
  dare  un  contributo alle decisioni, come ha detto il  Presidente
  nella Conferenza dei Capigruppo.
   Intanto,  in via primaria, se lei cortesemente prende  atto  del
  mio stato di salute, si rende conto che, per firmare il foglio di
  presenza,  se  lo  fa posizionare  laddove è  stato  sempre,   lo
  firmo;  in via subordinata, signor Presidente, se questo non  può
  farlo, se il foglio non può essere sceso, o appone una firma  lei
  - non è la prima volta - non per me

    PRESIDENTE   Onorevole  Mancuso, non ho  mai  messo  firme  per
  nessuno io.

    MANCUSO   Ma  non lei come onorevole Stancanelli; sto  parlando
  al  fine  di concludere questa situazione che mi sembra veramente
  riprovevole per un Parlamento.
   Nel  caso in cui non si possa fare nemmeno questo, l'Ufficio  di
  Presidenza  prende  atto  che questa sera  sono  qui,  non  posso
  intervenire dopo perché devo andare via per problemi personali  e
  poi   alle  nove  ho  un  problema  sanitario.  Queste  sono   le
  motivazioni.

    PRESIDENTE  Alle nove domani mattina?

    MANCUSO  Domani vediamo, signor Presidente.
   Rispetto  a questo, volevo contribuire a quella che è  stata  la
  decisione presa dall'Ufficio di Presidenza e vorrei sapere, se  è
  possibile,  se  nella  discussione  che  farete  all'Ufficio   di
  Presidenza,  si può aggiungere anche la presentazione del  nostro
  tesserino  alla  firma perché ritengo che sia  indispensabile  o,
  addirittura,  vedere,  se è possibile, una  rilevazione  o  della
  cornea  o  delle impronte digitali, in modo da avere la  certezza
  definitiva di chi può essere presente in Aula.
   Ma,  al  di là di quello che può essere un intervento che  mette
  in  imbarazzo  tutti,  questa sera, sono veramente in  imbarazzo,
  signor  Presidente,  anche  perché, rispetto  a  questo  ed  alla
  problematica che ne è venuta fuori, c'è da parlare per molte  ore
  sugli atteggiamenti generali.
   Prego  i  colleghi, considerato che questa sera,  forse,  questo
  richiamo giornalistico è stato importante, di procedere a  quella
  che  è l'attività parlamentare e di evitare quello che può essere
  veramente    uno   stillicidio   personale   e,   direi,    anche
  professionale.
   Se  è  il  caso, considerato che l'Ufficio di Presidenza  questo
  caso  lo  ha  tenuto  in seria considerazione,  di  dedicare  una
  sessione  oppure  un  ordine del giorno per discutere  di  queste
  problematiche   perché,  alla  fine  di  tutto   questo,   signor
  Presidente, sono veramente indignato per quanto avete deliberato.
   Sono  indignato sotto il profilo della rappresentanza in  questo
  Parlamento,  sono  indignato per quanto è  stato  deliberato  nei
  confronti di altri colleghi.
   Spero  che,  con  grande serenità, questa decisione  presa  -  è
  stato  detto poco fa che noi sapevamo in modo diverso da tutti  i
  capigruppo  -  in maniera diversa per evitare che  quello  che  è
  accaduto  questa sera, anche con gli strascichi dei colleghi  che
  vogliono   parlare,   non  diventi  argomento   di   discussione;
  diversamente,  saremo costretti, ad ogni apertura  di  seduta,  a
  prendere la parola e a dichiarare la nostra presenza.
   Poi,  signor Presidente, non capisco il meccanismo. Se  ora vado
  via e poi ritorno e lei ha già verificato la mia presenza, quando
  ritorno  devo  dire  che  sono di nuovo presente?  Vorrei  capire
  l'eventuale meccanismo della sanzione perché non le nascondo che,
  qualche volta, per motivi istituzionali, personali, sanitari sono
  assente.  Ho  portato la mia busta paga, che  le  posso  dare  in
  copia,  dove ci sono le ritenute delle assenze come è  normale  e
  giusto per ogni parlamentare che non è presente.
   Non  comprendo  quella che è stata una decisione che  mi  sembra
  venga adottata rispetto all'assenza.
   Le  dico  - in modo che lei ne venga a conoscenza, se gli  altri
  colleghi  lo  fanno  -  che ho due ruolini con  le  ritenute  per
  assenza  relative a luglio 2007, con accanto la somma che  non  è
  poca.  Vuol  dire che sono stato assente diverse  volte  ed  avrò
  avuto i miei motivi. Se alla Presidenza interessa la mia assenza,
  lo chieda e io la giustificherò.
   Sicuramente, non sono i motivi che  molti pensano;  sono  motivi
  seri  che  riguardano  l'attività di  parlamentare,  le  attività
  istituzionali, l'attività  di chi fa politica.
   Quindi,  vi prego di rivedere la decisione che  avete preso  che
  mi sembra offensiva nei confronti di tutto il Parlamento.

    DE BENEDICTIS .  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DE   BENEDICTIS .   Signor  Presidente,   onorevoli   colleghi,
  confesso che il dibattito non mi appassiona per nulla. Credo  che
  dovremmo   passare  quanto  prima  a  lavorare  ma,   visto   che
  l'argomento è all'ordine del giorno e, comunque, c'è  uno  sforzo
  nel  dare  risposta ad un problema che comunque  esiste  -  e  mi
  dispiace  che attorno a questo si stia svolgendo una  vera  fiera
  delle  ipocrisie -  credo che la Presidenza abbia  elaborato  una
  proposta che può essere certamente migliorata.
   Vi  invito a strutturarla anche meglio, magari a pensare  ad  un
  tesserino  elettronico, ad una tessera magnetica - io sono  anche
  per  le  impronte digitali, per il prelievo del  sangue,  non  mi
  importa   nulla   -   purché   si   vada   avanti   e   si   esca
  dall'improvvisazione  che questa proposta sulla  stampa  ha  dato
  adito  ad  una  sorta  di  atmosfera da  scuola  elementare  che,
  comunque, non merita nessuno di noi.

    CANTAFIA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CANTAFIA   Signor Presidente, onorevoli colleghi, premetto  che
  ho  già firmato alla presenza dei funzionari e, quindi, non parlo
  per essere considerato presente.
   Vorrei  che  fosse  chiara una cosa: noi siamo  portati  da  una
  maggioranza che non riesce a governare quest'Aula al ridicolo  ed
  il  ridicolo  non è rappresentato dal fatto che si chieda  ad  un
  parlamentare  di  verificare  più esattamente  la  sua  presenza,
  perché su questo non ho alcuna  difficoltà, anzi debbo dire  che,
  di  fronte  alla  discussione  che abbiamo  fatto  più  volte  in
  quest'Aula, sui costi della politica, sui rapporti tra  cittadini
  e politica, il fatto che si possa essere un poco più normali, non
  sarebbe  male. A me non viene affatto difficile e non  mi  sembra
  affatto  un  problema di dignità quello di  avere  un  badge,  un
  cartellino  elettronico che possa determinare  la  mia  effettiva
  presenza.
   Ci  sono, peraltro, presenze e presenze, come qualche schema  di
  produttività  di qualche anno fa prevedeva nelle  aziende  perché
  essere presenti non significa lavorare; essere presenti significa
   essere presenti punto e basta . Quindi, questo non risolverebbe,
  purtroppo,  la  produttività  né  del  singolo  deputato  né   di
  quest'Assemblea.
   Trovo  -  questo sì - ridicolo il modo in cui questa maggioranza
  tenta  di  avere ragione delle sue sofferenze interne, della  sua
  non  soltanto  indisciplina - che sarebbe poca cosa  -  ma  anche
  della  sua scarsa coesione politica. La verità è che non  abbiamo
  la  maggioranza fin da quando è iniziata questa legislatura e  il
  motivo,  oltre  che  essere generico, ha anche risvolti  politici
  evidenti;  avremmo  bisogno  di una  maggioranza  che  risani  il
  bilancio  e  naturalmente una maggioranza che è  capace  solo  di
  spendere e non è capace di risanare e quindi non può essere coesa
  al  suo  interno.  Lo abbiamo visto con la finanziaria  dell'anno
  scorso   e  lo  vedremo  probabilmente  con  la  finanziaria   di
  quest'anno.
   Quindi,    ciò   che   mi   sembra   ragionevolmente   possibile
  sottolineare  è  che  i  problemi  sono  due:  uno  è  quello  di
  avvicinare il lavoro del deputato al controllo generale e  quindi
  dargli le stesse caratteristiche di un lavoro normale; l'altro  è
  quello  di  risolvere definitivamente questa  vicenda  di  questa
  maggioranza.  Se  la  maggioranza non c'è,  il  Presidente  della
  Regione  si  dimetta; può farlo. Si renda conto che,  non  avendo
  maggioranza, non può governare. Non si può governare soltanto con
  atti  di  Governo.  Si  vada  al  voto  e  si  faccia  una  nuova
  maggioranza  che sia capace di reggere non solo i  lavori  d'Aula
  per  qualche  leggina o per qualche piccola cosa ma per  le  cose
  importanti.  Onorevole Speziale, ma non  parla  mai  con  il  suo
  collega di Presidenza?

    PRESIDENTE   L'onorevole Speziale ha dato  un  suggerimento  di
  natura tecnica.

    CANTAFIA  Non sono preoccupato per l'onorevole Speziale ma  per
  il  fatto che lei non lo ascolti normalmente; forse, fareste bene
  a  rilevare le presenze anche quando si riuniscono gli uffici  di
  Presidenza. Non sarebbe male, così potremmo sapere chi  partecipa
  ai lavori e chi no.
   Quindi,  concludo  dicendo  che per quello  che  mi  riguarda  è
  ragionevole  migliorare il sistema di rilevazione della  presenza
  d'Aula  ed altrettanto ragionevole dare un giudizio politicamente
  negativo a questa maggioranza che impedisce all'Assemblea di fare
  il suo lavoro, cioè quello di approvare le leggi.

    PRESIDENTE   Volevo  dire all'Aula che il  Presidente  Speziale
  l'aveva  interrotta,  onorevole Cantafia,  perché  ha  fatto  una
  proposta  di  carattere  tecnico  che  illustro  all'Aula  e  poi
  riferirò  al  Presidente dell'Assemblea. L'iniziativa  presa  dal
  Presidente  dell'Assemblea di apporre la firma in questo  modo  è
  dovuta  a  un problema che, effettivamente, esiste: quello  della
  rilevazione della presenza dei parlamentari.
   L'onorevole  Speziale mi faceva osservare - ovviamente,  siccome
  questa  non è competenza del Consiglio di Presidenza ma è  giusto
  che  io riferisca al Presidente dell'Assemblea - che c'è un  modo
  molto più semplice di procedere, cioè quello di tenere aperto  il
  sistema  elettronico per cui ogni deputato  che  arriva  in  Aula
  inserisce la sua tessera  e si sa che c'è la presenza in Aula.
   Ritengo  sia  una  proposta  intelligente  fatta  dall'onorevole
  Speziale. La illustro all'Aula.
   Se  non  sorgono osservazioni, dichiaro chiuse le  iscrizioni  a
  parlare, ad eccezione dell'onorevole Maira per quanto riguarda le
  comunicazioni. Farò presente,  personalmente, questa  possibilità
  di  soluzione al Presidente dell'Assemblea e così andremo  avanti
  con i lavori.

    CRACOLICI   In questo modo, si incentivano i  pianisti .  E  se
  poi troviamo una tessera di un deputato non presente?

    PRESIDENTE  Onorevole Cracolici, lei si contraddice  perchè  si
  preoccupa dei  pianisti e non vedo perché non si preoccupa  anche
  dei pianisti che si trovano lì, in basso.
   Ha   ragione il Presidente dell'Assemblea. O abbiamo fiducia nei
  parlamentari,   altrimenti   non  possiamo  sentire   le   giuste
  lamentele che ha fatto l'onorevole Mancuso.

    MAIRA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MAIRA    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    volevo
  rassegnare all'Assemblea, se l'Assemblea cortesemente  mi  dà  un
  pizzico di attenzione, alcune rapidissime considerazioni.
   La  prima,  devo  dire,  è amara perché prendo  atto  che  siamo
  passati  dal  detto  penso ergo sum  al detto  parlo  ergo  sum .
  Credo  che sia un notevolissimo passo indietro il fatto di  dover
  parlare  pur  di manifestare la nostra presenza, anche  per  dire
  cose inesatte o non pregevoli.
   Credo  che questo passo indietro nuoccia alla serietà di  questo
  Parlamento,  che  dovrebbe essere il più antico  del  mondo.  Tra
  l'altro  non  credo  che la firma, ovunque  possa  essere  messa,
  attesti  alcunché: io posso benissimo firmare,  e  lo  ha  appena
  detto  l'onorevole Mancuso, e poi andarmene.  Se  il  problema  è
  rendere  produttiva l'Assemblea, i meccanismi  dovrebbero  essere
  altri.
   La  presenza  in Aula può essere accertata dagli uffici,  perché
  sono  gli  uffici che ci vedono materialmente presenti,  assenti,
  entrare  e uscire. Può essere accertata anche attraverso un  solo
  voto  elettronico  di  presenza, nel  momento  in  cui  entriamo,
  rileviamo  la  presenza con il tesserino. Può essere  documentata
  dai  nostri  interventi. Può essere documentata dal voto,  perché
  poi  alla  fine, quello che conta è il voto, dato  che  io  posso
  firmare diecimila volte e poi essere assente e bloccare l'Aula al
  momento del voto.
   Io   posso   anche   capire  che  in  un  momento   di   attacco
  giornalistico, che io contesto, perché è misero nel suo merito  e
  nella sua discussione, possa esserci l'affermazione plateale:  vi
  faccio firmare davanti a me
   Sappiamo  tutti,  e  credo  che lo sappia  anche  il  Presidente
  dell'Assemblea, che questa è una risposta mediatica.  Non  è  una
  risposta seria e vera ai problemi che l'Aula sta subendo.
   Vorrei  un  minimo  di  attenzione,  perché  non  vorrei  essere
  frainteso su quello che sto per dire.

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, consentite all'onorevole  Maira
  di continuare il suo intervento.

    MAIRA   Io  contesto  l'affermazione,  naturalmente  di  parte,
  strumentale e giustificata dalla posizione politica che  addebita
  la  mancata  produttività dei lavori dell'Aula  a  una  sorta  di
  scollamento   della   maggioranza  e  a  problemi   che   possono
  coinvolgere il Governo regionale.
   E  ritengo,  per quanto riguarda le ultime verifiche  di  numero
  legale,  il  cui  esito è stato negativo, che le  spiegazioni  si
  individuano  in  due aspetti. Il primo aspetto è che  ci  possono
  essere  alcune  leggi, e diciamocelo chiaramente, uno  di  questi
  disegni  di  legge  è  quello sul golf,  che  creano  perplessità
  nell'Aula,  perplessità nei deputati singoli ed anche nei  gruppi
  parlamentari.  Nasconderlo  è  sbagliato,  perché  a   volte   la
  discussione nell'ambito delle commissioni ed anche le discussioni
  in  Aula, che sono squisitamente di merito, non bastano  a fugare
  i dubbi e le perplessità.
   Occorrerebbe,   e  lo  dico anche per il disegno  di  legge  sul
  golf,  senza  con   questo volere bloccare i lavori  d'Aula,  una
  discussione più approfondita,. Diciamocelo chiaramente: quando  i
  deputati  -  e questo è uno dei motivi per cui in  molti  eravamo
  fuori  dall'Aula  e  non abbiamo votato, ma  eravamo  presenti  -
  leggono  sui giornali, le attività giurisdizionali che riguardano
  argomenti posti all'ordine del giorno dell'Aula, occorrerebbe che
  qualcuno, con coraggio, chiarisse queste cose.
     Non  si  può  votare  al  buio e  mi  dispiace  che  si  usino
  argomenti,   e  faccio una premessa su quello che sto  per  dire.
  L'onorevole Giulia Adamo ha la mia grande ammirazione  perché  ne
  stimo il coraggio, la tenacia, la bravura, la preparazione  e  la
  voglia  di fare, però non è possibile   e contesto -  e questo  è
  uno  dei  motivi per cui io non ho partecipato alla registrazione
  elettronica delle presenze in Aula - non posso accettare  che  in
  un momento di ira della collega Adamo, si dica che non ne può più
  di  partecipare  ai lavori dell'Aula soltanto per  occuparsi   di
  occupazione,  di  stabilizzazione  dei  precari  perché  dovremmo
  occuparci di cose molte più importanti per la Sicilia.
   Io  dichiaro  in  quest'Aula che sono onorato di partecipare  ai
  dibattiti   dell'Aula   quando  si  parla   di   precariato,   di
  disoccupazione,    di   stabilizzazione   dei   precari,   perché
  l'occupazione allontana la mafia, migliora le condizioni di vita,
  dà un senso civile alla nostra realtà regionale.
     Posso  avere, invece, qualche perplessità quando  parliamo  di
  investimenti privati di grandissima importanza che non  risolvono
  questi  problemi.  Mi  creda,  signor  Presidente,  non  ci  sono
  cinquemila  maestri di golf che protestano sotto l'Assemblea,  ci
  sono  cinquemila  precari che protestano  davanti  la  Presidenza
  della Regione
   Quella  è  la mia funzione, ed è quella che interpreto  e  credo
  che sia la funzione che interpreta la maggioranza dei deputati di
  quest'Aula.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, io insisto  per
  parlare, perché dimostro di fatto che c'è un diritto inalienabile
  che   nessun   mutamento  di  Regolamento   dell'Assemblea    può
  conculcare,   ed  è  il  diritto  inalienabile  del  deputato  di
  atteggiarsi  secondo  i  suoi obiettivi  di  carattere  politico.
  Personalmente,   per  esempio, sto intervenendo  anche  per  fare
  perdere  tempo,  perché  sono assolutamente  contrario  a  questo
  disegno  di   legge  sul  golf  e utilizzo  tutti  gli  strumenti
  parlamentari che il Regolamento mi consente.
   Quindi,  diciamo che la decisione ci fa sprecare una seduta,  la
  stiamo sprecando, mortifica ognuno di noi, non risolve i problemi
  della maggioranza, alimenta l'antipolitica.
   Le  dimensioni  di discorso sono due: una è politica,  mettetevi
  d'accordo  nella  maggioranza,  l'intervento  del  collega  Maira
  dimostra che c'è una crisi della maggioranza, non fosse altro che
  sugli  argomenti  specifici, l'onorevole Maira  diceva   io  sono
  contrario ad una legge .
   Allora fatevi le vostre belle riunioni, troverete un'intesa,  se
  non  la  trovate  dichiaratelo, ma cambiare le carte  in  tavola,
  voler  attribuire  ad una dimensione piuttosto  che  ad  un'altra
  l'empasse dei lavori parlamentari non aiuta nessuno.
   L'altra  dimensione è quella regolamentare,  che non va affidata
  alla estemporaneità ma che va ragionata, meditata,  affinata.  Ci
  sono  un  paio  di  proposte già in campo,  compresa  quella  del
  collega Speziale; si discute tra i capigruppo, si prenda  poi una
  soluzione, per carità, che noi poi si dimostri continuamente che
  Ma  nessuno  pensi,  in  nessun modo, di  conculcare  in  maniera
  surrettizia  il diritto del singolo, fossi solo io,  deputato  ad
  utilizzare  tutti i propri diritti regolamentari per svolgere  al
  meglio  il  proprio mandato, perché se io sono convinto  che  una
  legge   è  negativa  per  lo  sviluppo  della  Sicilia,  opinione
  personale, io ho il diritto di utilizzare tutti gli strumenti,  e
  non  ci  sarà né banda elettronica, né quattro scalini, né  mille
  altri strumenti che mi impediranno di farlo.
   Quindi, teniamo conto di questo signor Presidente.

    GALVAGNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GALVAGNO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  trovo
  anche difficoltà, dopo settanta minuti dall'inizio dei lavori,  a
  vedere  bruciare tempo disponibile, invece che   per  lavorare  e
  dare sfogo a questa estemporanea trovata del Presidente dell'ARS.
   Ma  credo  che abbiamo il dovere di farlo, non fosse altro,  che
  per difendere la prerogativa di ogni singolo deputato.
   Trovo  anche difficoltà ad inventarmi qualcosa di nuovo,  perché
  sostanzialmente  qui  è  stato  detto  tutto,  dal  merito  dagli
  scalini,   al  tesserino  elettronico,  alla  tessera  magnetica,
  all'impronta digitale, a quanto altro; quindi non riesco  neanche
  ad essere originale.
   Siccome  lo  voglio  essere  e me ne voglio  inventare  una:  le
  suggerisco di utilizzare il sistema del DNA, facciamo un prelievo
  ed attraverso esso certifichiamo la presenza, questa volta certa,
  del deputato regionale in Aula.

    CAPUTO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPUTO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  come
  gli   altri   colleghi  parlamentari  per  quanto   riguarda   le
  comunicazioni d'Aula.
   Nella  qualità di Presidente di un Gruppo parlamentare,  come  è
  noto per decisione dell'Ufficio di Presidenza, non sono tenuto  a
  firmare,  però ogni volta, e anche oggi, ho firmato  il  registro
  delle presenze per testimoniare la mia presenza. La presenza è il
  dovere  di un deputato che deve stare in Aula;  io non condivido,
  anche   se   ne  comprendo  le  motivazioni,  signor  Presidente,
  onorevoli colleghi, io non condivido.
   Questa  decisione di  firmare al tavolo della Presidenza non  la
  condivido  per  un fatto molto semplice: noi ci siamo  candidati,
  nessuno  ci ha obbligato a fare i parlamentari di questa Regione;
  ci  siamo  candidati,  abbiamo presentato un  programma,  abbiamo
  fatto una campagna elettorale, ci siamo confrontati e siamo stati
  eletti  nelle  nostre  liste  ed  il  dovere  di  ognuno  di  noi
  parlamentari  è quello di svolgere le funzioni,  e principalmente
  di  stare  in Aula e concorrere alla formazione ed alla votazione
  delle leggi.
   Quindi,  non  condivido questo sistema perché non fa  parte  del
  modo  di  operare  e  di  lavorare di un parlamentare  di  questa
  Regione  e  noi non dobbiamo dimenticare di essere rappresentanti
  del popolo siciliano.
   Non  è  questo il sistema per obbligare i parlamentari  a venire
  in  Aula.  Se  questo  sistema  dovesse  consentire,  invece,  la
  presenza  dei deputati vorrebbe dire che chi parla  di  casta  ha
  ragione,  perché significa che veniamo in Aula perché abbiamo  il
  timore che ci tolgano l'indennità di presenza.
   Invece,  occorrerebbe andare a ricercare le motivazioni  per  le
  quali i deputati non vengono più in Aula.
   E  allora  io  credo  che sia compito del Presidente  di  questo
  Parlamento, ma sia compito del Presidente della Regione, ricreare
  col  Parlamento  siciliano, in particolare con i  deputati  della
  maggioranza, quel clima sereno che ci ha consentito di vincere le
  elezioni e ci ha consentito di portare avanti una parte di questo
  programma del nostro Governo.
   Io  invito,  quindi, il Presidente della Regione  ed  attraverso
  esso  gli  onorevoli Assessori di questo Governo a ricreare  quel
  clima  di  serenità e convincere i deputati a venire in Aula  non
  perché ci sia  un obbligo nella sottoscrizione,  ma perché c'è un
  richiamo ai doveri dei parlamentari.

    VICARI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    VICARI   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  io  credo  che
  molti onorevoli  che sono intervenuti prima di me hanno fatto  un
  discorso all'unisono che non si può non tenere in considerazione.
   Abbiamo  accettato lo spostamento del foglio,  firmiamo  davanti
  ai  commessi,  ai  funzionari, chiedeteci di firmare  davanti  ai
  notai,  ci  sottoponiamo  a  qualunque  tipo  di  decisione   che
  l'Ufficio di Presidenza prende;  ma non è questa la soluzione del
  problema. E' come volersi nascondere dietro a un dito,   e  credo
  che  siano  delle  decisioni prese non rispettando  il  ruolo  di
  questo  Parlamento  e  non lo rispetta neanche  chi  tra  i  miei
  colleghi sale sul podio e fa lezioni di morale.
   Le  lezioni di morale si fanno altrove, e bisogna prima passarsi
  la  mano  sul  petto per sentirsi quella autorità  tale  da  fare
  lezioni di morale ad altri. Lo ha fatto qualche collega prima  di
  me e credo che questa è  vera demagogia.
   Signor  Presidente,  più  volte si è   parlato  di  problemi  di
  maggioranza.  Chiedo di smetterla di accusare per ogni  questione
  la  maggioranza  o, in particolare, il Presidente della  Regione,
  perché  si  è  detto:   Il  Presidente della  Regione,  onorevole
  Cuffaro,  ne prenda atto  Si dimetta  . Chiedo di essere  un  po'
  più  onesti nella battaglia politica e di non fare ricadere  ogni
  problema  di cattiva gestione di quest'Aula sul Presidente  della
  Regione perché non è un problema di maggioranza o, comunque,  non
  è  solo  un  problema  di  maggioranza, ma  i  comportamenti  dei
  deputati hanno dei significati.
   Credo  che  nessuno  di noi possa imporre a  qualcun  altro  una
  scelta  in  senso  dittatoriale  e  se  le  assenze  sono   state
  registrate  su questa legge e non sono state, invece,  registrate
  nel  mese  di agosto, quando l'attività parlamentare ha avuto  un
  suo  sviluppo, il volere imporre la presenza attraverso la  firma
  per  poi, invece, non partecipare al voto un secondo dopo per  un
  emendamento  o per l'approvazione di un articolo, è qualcosa  che
  lascia  certamente l'amaro in bocca e tenta  sempre più, rispetto
  a  qualche altro parlamentare, di fare il primo della classe  nei
  confronti degli altri ottantanove.
   Certamente  se si è verificato questo empasse in un  disegno  di
  legge  forse  questa  Assemblea, e  le  forze  politiche  che  la
  compongono,  una riflessione dovrebbero farla. Se i  parlamentari
  sono  assenti  e  non partecipano ai lavori dell'Aula  che,  devo
  dire,   nell'ultimo periodo non sono stati, a parte la legge  sul
  golf,  variegati, non si può misurare, in una Assemblea, una  sua
  presenza su un disegno di legge.
   Forse   c'è  qualcosa  che  bisogna  pensare  a  monte,  bisogna
  prevenire  piuttosto che curare  Credo che  forse  il  ruolo  del
  deputato debba essere maggiormente incisivo.
   Ci  richiamano all'ordine, ci richiamano alla presenza, ma credo
  che  quando  si  chiede a noi deputati di dare qualche  cosa,  la
  strategia  dei lavori complessiva di questo Parlamento,  non  del
  Presidente della Regione, ma di questo Parlamento deve far sì che
  i  singoli Gruppi, i singoli deputati in particolare, si  sentano
  partecipi di un processo di cambiamento.
   Non  ci  sono, per quanto mi risulti, e mi rivolgo al presidente
  del  Gruppo parlamentare di Forza Italia all'Assemblea, onorevole
  Cascio,  conferenze di capigruppo dove vengono  stabilite  alcune
  priorità di disegni di legge presentati dai colleghi deputati. Ci
  sono  iniziative chieste dal Governo, c'è la legge sul golf,  che
  non  è  comunque  del Governo, c'è il DPEF,  adesso  ci  sarà  il
  bilancio,  ma ci sono stati dei momenti in cui la Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari, ha dato linfa  e  spazio  a
  tutta  quella attività legislativa che tentano di fare i colleghi
  deputati? Ci sono dei momenti in cui, noi deputati, siamo portati
  ad  essere  protagonisti  di  un sistema  di  cambiamento?  O  ci
  chiedete soltanto la presenza e l'alzata della mano
   Signor  Presidente,  una riflessione complessiva,  un  po'  meno
  mediatica e un po' più sostanziale, credo che vada fatta. Bisogna
  prevenire  piuttosto  che curare e credo che,  comunque,  noi  ci
  sottoporremo alla firma, in qualunque piano e davanti a chiunque.
  Non  è  questo  quello  che  risolve  Risolve  certamente  quando
  ciascuno  di  noi  si  sente  protagonista  di  un  processo   di
  cambiamento  e quando  ritornando nel territorio a  lavorare   si
  possa  dire  di avere partecipato a delle riforme e non  soltanto
  alla  emanazione di una legge che blocca i lavori  dell'Aula  per
  più di un mese.


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


    Seguito della discussione del disegno di legge «Interventi in
      favore dello svolgimento dell'attività sportiva connessa
              all'esercizio del gioco del golf» (595/A)

     PRESIDENTE   Si  passa  al punto II  dell'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede  con  il seguito della discussione  del  disegno  di
  legge  «Interventi  in  favore  dello  svolgimento  dell'attività
  sportiva  connessa all'esercizio del gioco del golf  (n.  595/A),
  posto al numero 1).
   Invito  i  componenti  la IV  Commissione a  prendere  posto  al
  banco  delle  Commissioni. Si riprende  dall'emendamento  1.7,  a
  firma dell'onorevole Falzone.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   INTERLANDI  assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole

   PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

   ADAMO  presidente della Commissionee relatore.  Favorevole.

   PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, Chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

  Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

  emendamenti  1.8, 1.9, 1.11, 1.12, 1.13 a firma  degli  onorevoli
  Ballistreri e Cantafia.
  emendamento  1.10,  a  firma  degli  onorevoli  De  Benedictis  e
  Cracolici.
  emendamento  1.14  a firma degli onorevoli Granata,  Stancanelli,
  Falzone.

  Si   passa   all'emendamento  1.8  a  firma  degli   onorevoli
  Ballistreri e  Cantafia. Lo pongo  in votazione. Il parere del
  Governo?

   INTERLANDI   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Mi
  rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE Il parere della Commissione?

   ADAMO  presidente della Commissione e relatore. Contrario

   PRESIDENTE  Chi è favorevole si alzi, chi è contrario   resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

  Si   passa   all'emendamento  1.9,  a  firma  degli  onorevoli
  Ballistreri e Cantafia. Lo pongo  in votazione. Il parere  del
  Governo?

   INTERLANDI  assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.

   PRESIDENTE Il parere della Commissione?

   ADAMO  presidente della Commissione e relatore. Contrario

   PRESIDENTE   Chi è d'accordo si alzi, chi è contrario   resti
  seduto

                          (Non è approvato)

  Si passa all'emendamento 1.10 a firma  degli onorevoli De
  Benedictis e Cracolici.
  Comunico che è stato presentato il subemendamento 1.10.1
  sempre a firma  degli onorevoli De Benedictis e  Cracolici.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare, per illustrare il
  subemendamento.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DE  BENEDICTIS.  Signor  Presidente, il subemendamento  1.10.1,
  sostanzialmente  riscrive,  in maniera più ordinata,  la  materia
  che  è già oggetto del disegno di legge proposto, in questo caso,
  il  contenuto  del  subemendamento  è  quello  di  ricondurre  il
  processo  edificatorio al rilascio di una concessione edilizia  e
  non di una autorizzazione.
   Vorrei  spiegarne  le  argomentazioni agli  onorevoli  colleghi.
  Innanzitutto  l'autorizzazione è un procedimento non  oneroso,  a
  differenza della concessione edilizia:  non si capisce perché  un
  campo  di  golf che produce effetti edilizi,  perché da solo  non
  esiste,  esiste  con  manufatti, e ha un  carico  urbanistico  in
  termini di utenza così rilevante per la collettività e quindi per
  il  territorio,  debba  essere non oneroso  quando  invece  nella
  legislazione un qualunque manufatto è assoggettato a  concessione
  edilizia.
   Secondo  argomento: non si capisce perché, essendo il  campo  di
  golf  connesso  ad  alberghi e altri manufatti,  deve  avere  due
  distinti  iter  autorizzativi: il campo di golf  autorizzato'  e,
  invece,  gli  alberghi  soggetti a   concessione'.  Sarebbe  come
  immaginare che per uno stadio, il campo di calcio dove si gioca è
  soggetto ad autorizzazione e invece le gradinate a concessione.
   In  realtà,  siccome  non esiste l'una  cosa  senza  l'altra,  è
  giusto che l'iter dell'atto autorizzativo sia unico.
   Vorrei  anche  dire che la concessione edilizia è richiesta  per
  la  costruzione  di  parchi e giardini e quindi  non  si  capisce
  perché  un campo di golf, che è più assimilabile a queste  opere,
  debba derogarvi e necessiti  solo di  una autorizzazione edilizia
  e non anche di una concessione.
   La   distinzione ha quindi queste ragioni. Ripeto,  non  inficia
  il  senso  della  norma che comunque è quello  di  consentire  la
  realizzazione  dei  campi di golf in determinate  condizioni  che
  oggi  non  lo consentirebbero. E mi sembra che oggi n l'Assessore
  regionale  per  il  Territorio e l'Ambiente  può  confermare  che
  sarebbe   veramente  una  eccezione  irragionevole  rispetto   al
  complesso normativo, quello di assoggettarlo e ad autorizzazione.
  Ecco   perché  chiedo  che  si  voti  la  condizione  che   venga
  assoggettata a concessine edilizia come un qualunque impianto  di
  così rilevante impatto urbanistico e ambientale come in tutti gli
  altri casi, in tutto il complesso normativo vigente oggi subisce.

    INTERLANDI    assessore   regionale   per   il   Territorio   e
  l'ambiente. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    INTERLANDI    assessore   regionale   per   il   Territorio   e
  l'ambiente.  Signor  Presidente,   pur  anticipando   il   parere
  favorevole del Governo sull'emendamento 1.10, ritengo che il  sub
  emendamento 1.10.1 sia sostanzialmente superfluo e costituisce un
  appesantimento   anche  dell'impianto  normativo,   perché,   pur
  condividendo le perplessità dell'onorevole De Benedictis,  questo
  subemendamento  non serve perché al comma 4 dell'articolo  1  c'è
  già   tutta  la  salvaguardia  possibile  per  quelle  opere   di
  trasformazione  edilizia  ed urbanistica  che  necessitano  della
  concessione    edilizia.    Quindi,    sostituire    la    parola
   autorizzazione' con la parola  concessione edilizia' non è altro
  che   un   surplus,  una  cosa  che  non  serve   e   che   anzi,
  sostanzialmente,  complica molto, anche a livello  interpretativo
  il  significato  delle  norme. Per cui  non  si  può  essere  che
  contrari al subemendamento, sostanzialmente è inutile perché  già
  al  comma   4 viene previsto. Laddove c'è trasformazione edilizia
  urbanistica ci vuole la concessione.

    DE   BENEDICTIS.  Io  sono  disposto  a  ritirarlo.  Assessore,
  vorrei che verificasse l'eventuale incongruenza fra il ritiro  di
  questo emendamento, che sono disposto a comunicare,  e invece  la
  permanenza  delle  procedure di autorizzazione che  sono  incluse
  nell'emendamento 1.10.

    PRESIDENTE    Si  prende  atto  che  l'emendamento   1.10.1   è
  ritirato. Si pone in votazione l'emendamento 1.10.  Il parere del
  Governo?

    INTERLANDI    assessore   regionale   per   il   Territorio   e
  l'ambiente. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    ADAMO  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è d'accordo resti seduto, chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE    A   questo  punto  si  intendono   superati   gli
  emendamenti  1.11 ed  1.12. Si passa  all'emendamento  aggiuntivo
  1.13.   Il parere del Governo?

    INTERLANDI    assessore   regionale   per   il   Territorio   e
  l'ambiente. Mi rimetto all'Aula.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    ADAMO  presidente della Commissione e relatore . Favorevole.

    PRESIDENTE   Pongo  in  votazione l'emendamento  1.13.   Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    TURANO  Dichiaro  il mio voto contrario.

    CINTOLA  Dichiaro  il mio voto contrario.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa  all'emendamento  aggiuntivo  1.14.  Il  parere   del
  Governo?

    INTERLANDI    assessore   regionale   per   il   Territorio   e
  l'ambiente. Contrario.

    FALZONE     Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   molto
  brevemente, ne avevo parlato già con l'assessore. La legge numero
  98  del  1981  definisce le aree pre-parco e le aree pre-riserve.
  Fondamentalmente,  nell'area pre-riserva  sono  già  individuate,
  molto chiaramente, le attività che possono essere svolte, mentre,
  la  stessa  legge,  per quanto riguarda l'area pre-parco,  non  è
  precisa su quelle che possono essere le attività svolte in questi
  ambiti.  Si  tratta  delle cosiddette zone c)  e  d)  del  Parco,
  quindi,  sarebbe opportuno, al fine di potere rendere compatibile
  queste  attività  come  quella del golf,   di  potere  utilizzare
  queste  zone  al  fine  di  uno sviluppo  turistico  e  sportivo.
  Chiaramente,  quindi,  con  questo  emendamento,  si   tenta   di
  individuare  quali  sono le attività che  possono  essere  svolte
  nelle aree pre-parco che non sono indicate bene, come nella legge
  numero 98.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    ADAMO  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI  Signor Presidente, come volevasi dimostrare:  quando
  si  fa  una cosa, se non c'è un governo rigoroso, rischia poi  di
  sfuggire di mano.
      Se   dobbiamo  intervenire  sulla  legislazione  relativa  ai
  parchi  e  alle riserve,  interveniamo con apposita legislazione.
  Questa  norma  - vorrei ricordarlo a me  stesso - nasce  per  una
  questione  di fondo: considerare gli interventi per realizzare  i
  campi  di  golf,  opere   per  cui è  necessaria  la  concessione
  edilizia è obiettivamente discutibile;  in questo senso,  quindi,
  si  è  andati  verso  una  logica di  deroga  per  consentire  la
  realizzazione  di  interventi  che  possono  aiutare   anche   la
  riqualificazione  urbana di alcune aree  oggi  abbandonate.  Fare
  come  si  propone,  estendere non solo i campi  di  golf   ma  le
  attività  connesse agli impianti ricettivi, turistici è una  cosa
  che, obiettivamente, necessità di un riordino della materia.
   Signor   Presidente, vorrei capire se il Governo ha espresso  un
  parere  negativo o meno - in quanto non l'ho più  capito  -,  che
  tipo  di parere ha dato la Commissione e, eventualmente, valutare
  come votare.

    CINTOLA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà

    CINTOLA   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  molto   brevemente   per   dire   che   condivido   completamente
  l'intervento dell'onorevole Cracolici. E' impossibile che  questa
  norma  venga  posta in essere. Non so se possa essere considerata
  inammissibile  proprio perché non ha niente a che vedere  con  il
  senso ciò che il disegno di legge sta delineando.
   Vorrei  chiedere  al  Presidente  se  non  c'è  un  momento   di
  inammissibilità perché è impossibile che passiamo  dal  dare  una
  corsia preferenziale a fatti che hanno una loro concretezza reale
  e  necessaria al parlare, invece, a destinazioni che  travalicano
  il  senso  delle leggi già esistenti aprendo ulteriori spettacoli
  immondi.
   Dico ciò anche a memoria e non solo per il fatto che, nella  mia
  precedente votazione,  avevo votato annullando un no con  un  sì,
  cioè  ho  dato  un voto contrario, assieme all'onorevole  Turano,
  che,  in  effetti, non andava dato e chiedo che sia inserito  nel
  verbale, anche se so che non ha alcuna defluenza,  perché mi sono
  accorto  che  c'era un  non' messo davanti che non avevo  capito;
  anche nelle aree protette, andiamo a fare  i campi da golf?
   Mi  sembra  un'assurdità,   eppure ho votato  quella  assurdità,
  così  come  adesso inviterei chi sta leggendo  questo emendamento
  di ritirarlo o di bocciarlo.

   INTERLANDI, assessore per il Territorio e l'ambiente. Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   INTERLANDI,  assessore per il Territorio  e  l'ambiente.  Signor
  Presidente, condivido l'intervento dell'onorevole Cracolici nella
  parte  in  cui  dice  che  non  è possibile  affrontare  temi  di
  fattibilità di interventi e di cose in area protetta in una legge
  che  disciplina, invece, gli interventi a favore del golf perché,
  se  così fosse, troveremmo la disciplina degli interventi in area
  protetta   frantumata  in decine di leggi e non  è  assolutamente
  possibile.
   Ciò  che attiene, quindi, alla regolamentazione degli interventi
  in  area protetta va previsto nella legge ad hoc che, certamente,
  può  anche essere oggetto, dopo tanti anni, di una rivisitazione,
  di  un  miglioramento, di un intervento che tenga conto anche  di
  mutate esigenze ma non è certamente questa la sede. Il parere del
  Governo sull'emendamento 1.14 non può che essere contrario.

    FALZONE  Dichiaro di ritirare l'emendamento 1.14.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 1.15 è superato.
   Si  passa  agli  emendamenti 1.16, dell'onorevole  Adamo,  1.17,
  degli  onorevoli Ballistreri e Cantafia e  1.18,  degli onorevoli
  De Benedictis e Cracolici,  aventi identico contenuto.
   Li   pongo   congiuntamente  in  votazione.  Il   parere   della
  Commissione?

    ADAMO  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   INTERLANDI,   assessore   per  il   Territorio   e   l'ambiente.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevoli resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                          (sono approvati)

   Gli emendamenti 1.19 e 1.20 sono superati.
   Si   passa   all'emendamento  aggiuntivo  A.1,  degli  onorevoli
  Ballistreri  e  Cantafia. Lo pongo in votazione.  Il  parere  del
  Governo?

    INTERLANDI    assessore   per  il  Territorio   e   l'ambiente.
  Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    ADAMO  presidente della Commissione e relatore. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole si alzi;  chi è  contrario  resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento A 2, degli onorevoli  Ballistreri   e
  Cantafia.

    INTERLANDI   assessore per il Territorio e l'ambiente.   Chiedo
  di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    INTERLANDI   assessore per il Territorio e  l'ambiente.  Signor
  Presidente, anche questo emendamento aggiuntivo è sostanzialmente
  superfluo   perché   le  norme  sulla  valutazione   dell'impatto
  ambientale e ancor più quelle della valutazione di incidenza sono
  norme  sovraordinate a quelle regionali, per cui   è  ininfluente
  anche  una  espressione contraria da parte  dell'Aula.  Anche  se
  l'Aula  votasse contro questo emendamento, infatti, è chiaro  che
  si applicherebbe comunque perché sono norme di tipo comunitario.
   L'emendamento potrebbe, quindi, essere ritirato.

    CRACOLICI  Dichiaro di ritirarlo.

    PRESIDENTE   L'Assemblea ne prende atto.

                     Per richiamo al Regolamento

    CINTOLA  Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA    Signor Presidente, onorevoli colleghi,  a  parte  il
  ritiro, considerato che gli emendamenti  all'articolo sono  stati
  votati,  volevo  chiederle  se  non  riteneva  opportuno   votare
  l'articolo e poi passare agli emendamenti aggiuntivi.

    PRESIDENTE   Onorevole Cintola, grazie per il suo contributo.
   Pongo in votazione l'articolo 1.

    CRACOLICI  Chiedo la verifica del numero legale.

       (Alla richiesta si associano gli onorevoli Apprendi, Di
              Benedetto, La Manna, Panepinto e Terrana)

                     Verifica del numero legale

     PRESIDENTE   Essendo  la richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento, invito gli onorevoli deputati a registrare  la  loro
  presenza con la scheda di votazione.
   Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può  pigiare
  qualunque tasto.
    Dichiaro aperta la verifica.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la verifica.
                      Risultato della verifica

    PRESIDENTE  Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti           48

   L'Assemblea è in numero legale.

      Riprende la discussione del disegno di legge numero 595/A

    BENINATI    assessore  per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BENINATI    assessore  per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,
  vorrei   far   presente  al  Presidente  della   Commissione   ed
  all'Assessore una particolarità. La legge, al comma 6, recita

    PRESIDENTE   Onorevole Assessore, scusi se la  interrompo,  lei
  intende presentare un emendamento?

    BENINATI    assessore  per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca.  Sì.

    PRESIDENTE   Onorevole  Assessore,  lo  potrà  fare,  ai  sensi
  dell'articolo  117 del Regolamento, in sede di  votazione  finale
  del disegno di legge.


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


                       Sull'ordine dei lavori

    VICARI  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    VICARI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per
  porre  una  semplice  domanda al Governo. Poc'anzi,  in  sede  di
  comunicazioni, l'onorevole Maira ci ha ricordato, se  a  qualcuno
  fosse  sfuggito,  alcune questioni  commentate  dai  giornali  su
  competenze,  su  ricorsi, su tribunali che si  devono  esprimere.
  Vorrei  che  il  Governo  informasse  l'Aula,  comunque,  che  ci
  tranquillizzasse sulle questioni che, in questo momento, pendono.


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


                               Congedo

    PRESIDENTE   Comunico  che  l'onorevole  Incardona  ha  chiesto
  congedo per la seduta odierna. L'Assemblea ne prende atto.

        Riprende la discussione del disegno di legge n. 595/A

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'articolo 1.

    ORTISI  Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.


       (Alla richiesta si associano gli onorevoli Barbagallo,
       Borsellino, Calanna, Cappadona, Cracolici, D'Asero, Di
                          Guardo, Galvagno)

           Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 1

     PRESIDENTE   Essendo  la richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la  votazione   per   scrutinio   segreto
  dell'articolo 1.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  66
   Maggioranza         34
   Favorevoli          23
   Contrari            43

                      (L'Assemblea non approva)


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


    Discussione del disegno di legge «Interventi in favore delle
                         attività teatrali»
                          (612-29-364/A bis)

    PRESIDENTE  Si passa alla discussione del disegno  di  legge
  «Interventi  in favore delle attività teatrali»  (nn.  612-29-
  364/A bis), posto al numero 2).

   Richiesta di prelievo dei disegni di legge numeri 545/A e 619/A

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI  Signor Presidente, onorevoli colleghi,   le  chiedo,
  così  come avevo fatto nella seduta di giovedì scorso -  e  credo
  che  il  voto  d'Aula  confermi che  la  nostra  indicazione  era
  un'indicazione saggia - di prelevare e, quindi, incardinare prima
  il   disegno   di  legge  sui  catalogatori  e  poi  quello   sui
  provvedimenti  in favore delle famiglie delle vittime  del  mare.
  Chiedo  di  dare  la priorità a questi  due disegni di leggi  che
  giovedì  erano  stati considerati, cogliendo  un  sentimento  che
  credo  sia  presente  tra tutti i colleghi,  prioritari  rispetto
  all'avvio della sessione di bilancio.

    PRESIDENTE    Onorevoli   colleghi,   vi   è   una    richiesta
  dell'onorevole Cracolici di inversione dell'ordine del giorno che
  consisterebbe  nella  discussione  prima  del  disegno  di  legge
   Stabilizzazione  del  personale addetto alla  catalogazione  dei
  beni culturali  e al poi del   disegno di legge  Provvedimenti in
  favore   delle   famiglie   delle   vittime   del   mare    posti
  rispettivamente  ai  punti 4) e 3) del II punto  dell'ordine  del
  giorno.
   Sulla  proposta hanno facoltà di parlare un deputato a favore  e
  uno contro.

    FLERES  Chiedo di parlare contro la proposta di prelievo.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES   Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  non
  perché  abbia  qualcosa  in contrario sui  catalogatori  o  sulle
  vittime del mare ma per un problema di carattere più generale. In
  quest'Aula, è appena accaduta qualcosa che, secondo me,  dovrebbe
  consigliare  al Governo da una parte e ai Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari  dall'altra  di fare un attimo  di  riflessione.  Ho
  l'impressione, infatti, che quest'Aula si sia articolata  in  una
  maniera  molto strana: c'è stato chi ha votato contro il  disegno
  di  legge, chi ha votato contro le firme, chi ha votato contro il
  Governo, chi ha votato per tensioni interne al proprio partito  o
  nei confronti degli altri partiti.
   Quest'Aula,  comunque,  in  questo  momento,  non  è  serena   e
  auspico, mi permetto di  suggerire un momento di riflessione.
   La  mia  sensazione,   data anche la non particolare  importanza
  della  legge che è stata appena bocciata e che, sicuramente,  non
  determinava conflitti ideologici - non credo che un campo da golf
  in  più  o  in meno possa determinare un conflitto ideologico  ma
  credo  invece che i conflitti ideologici si determinino e vengano
  provocati  da  condizioni  complessive  di  disagio  che  abbiamo
  registrato -, è che, in questo momento, se non si rasserenano gli
  animi,  qualsiasi legge faccia la stessa fine e  il  rischio,  in
  quel  caso - penso ai catalogatori, per esempio -, non è che  non
  si  faccia  un campo da golf ma che qualcuno vada a  casa  e  non
  sappia più come poter continuare a vivere.
   Allora,  o  si  mette l'Aula nelle condizioni di  recuperare  un
  minimo  di  serenità, anche con una sospensione,  anche  con  una
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, anche  facendo
  una  verifica  col  Governo rispetto ad  alcuni  passaggi  oppure
  dobbiamo  essere  tutti  consapevoli del  rischio  che  si  va  a
  correre.
   Aggiungo  - e concludo - che, se si deve pensare a dei prelievi,
  non  trascuriamo  un  dettaglio: siccome stiamo  per  entrare  in
  sessione  di  bilancio e c'è una legge, quella  che  riguarda  la
  conciliazione  che  determina entrate  già  calcolate,  sia  pure
  empiricamente per svariati milioni di euro, cosa non indifferente
  per  quanto  riguarda il bilancio,  mi permetto di  far  presente
  all'Aula  di  tenerne  conto, anche perché   andiamo  a  fare  un
  bilancio  molto  esiguo, con poche risorse disponibili  e  potere
  contare,  invece, sulla possibilità di scrivere  in  bilancio  le
  somme  scaturenti  dall'efficacia di quella  legge,  secondo  me,
  consentirebbe   a  tutti  di  sviluppare  un  percorso   politico
  leggermente diverso.

    LEANZA   NICOLA,  vicepresidente  della  Regione.   Chiedo   di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LEANZA    NICOLA,   vicepresidente   della   Regione.    Signor
  presidente, onorevoli colleghi, penso che quello che  è  successo
  stasera sia un fatto assolutamente grave, molto più di quanto  si
  possa  pensare  rispetto al significato della legge  che  stavamo
  discutendo che, comunque, era una legge importante, come lo  sono
  le sei leggi iscritte all'ordine del giorno.
   Ritengo  che  la  maggioranza,stasera,  se  ha  voluto  dare  un
  segnale, lo ha dato pesantissimo contro se stessa. Penso  che  se
  si  voleva dare un segnale al governatore, al Governo, non  so  a
  chi, certamente, abbiamo scelto il modo peggiore per darlo.
   E'  inutile  che,  alla  fine,  ci ritroviamo  tutti  quanti  in
  quest'Aula in numero così copioso, il lavoro che si è  fatto  nei
  gruppi,  se  poi,  alla  fine, si raggiungono  questi  risultati.
  Questi   risultati   fanno  solo  del  male   alla   Sicilia   e,
  soprattutto, fanno del male a noi stessi.
   Non  penso  che questo fosse  il modo migliore per  dare  questi
  segnali. Ho paura che, forse, abbiamo toccato il fondo e, quindi,
  chiedo, signor Presidente, il rinvio della seduta.

    CRACOLICI  Se si è toccato il fondo, lei ha il dovere  di  dire
  che date le dimissioni.

    LEANZA    NICOLA,   vicepresidente   della   Regione.    Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che forse sia  necessario
  rinviare  a domani pomeriggio i lavori e invito i colleghi  della
  maggioranza, i Presidenti dei Gruppi  e tutti i parlamentari,  se
  lo ritengono opportuno, a fare il punto della situazione, in Sala
  lettura  o in Sala Rossa, per poter dire le cose che ci  dobbiamo
  dire. Un conto è dirci le cose, altra cosa è  farle. Questo è  un
  fatto molto importante.
   Signor  Presidente,  prendiamo atto, quindi,  di  ciò  e,  se  è
  possibile,  la pregherei di rinviare la seduta a domani.

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, vi è una richiesta ben  precisa
  del Governo di rinviare la seduta  a domani.


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


       Sulla  mancata approvazione dell'articolo 1 del disegno
                        di legge numero 595/A

    ADAMO   presidente  della Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare, ai sensi dell'articolo 83, secondo comma del Regolamento
  interno.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ADAMO    presidente  della  Commissione  e   relatore.   Signor
  presidente,  onorevoli colleghi, credo di avere il dovere,  anche
  per  rispetto ai lavori della Commissione che presiedo,  di  dire
  qualcosa. Ciò  che è successo stasera è veramente grave perché  -
  come  ricordava l'onorevole Fleres -  un campo da golf non è  una
  questione ideologica ma divertirsi, da parte dell'opposizione che
  si diverte moltissimo e da parte della maggioranza, a bocciare un
  disegno di legge che

                          (Brusio in Aula)

      il  fallimento profondo è che, di fronte ad una legge che non
  ha  un  impegno  di  spesa  e che consente  investimenti,  questo
  Parlamento  non è in grado di dare una risposta. E' una  cosa  di
  una vergogna inaudita.

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a  domani,
  mercoledì  14  novembre 2007, alle  ore 16.30,  con  il  seguente
  ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


     I   - COMUNICAZIONI

     II   -LETTURA, AI SENSI E PER GLI  EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
      LETTERA D) E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:

       N. 244 -  Interventi a favore delle famiglie di minori e
              bambini affetti da diabete mellito.

                              ZANGARA - BARBAGALLO - MATTARELLA -
                                                           TUMINO

       N. 245 -  Interventi  a favore dell'Azienda  Ospedaliera
               Gravina e San Pietro' di Caltagirone.

                         POGLIESE - CAPUTO - CRISTALDI - CURRENTI
                                                FALZONE - GRANATA

     III   -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       7)  -   Interventi in favore delle attività teatrali  (nn. 612-29-
            364/A bis)

  8)  -   Provvedimenti in favore delle famiglie delle vittime del
  mare  (n. 545/A)
  9)  -   Stabilizzazione del personale addetto alla catalogazione
  dei beni culturali della Regione  (n. 619/A)
  10)  -   Modifiche ed integrazioni agli articoli 6 e 9 della
  legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17. Disposizioni in materia
  di demanio e patrimonio immobiliare regionale e conferenza di
  servizi  (n. 556/A)

     IV   -DISCUSSIONE DEL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE ECONOMICO-
      FINANZIARIA PER GLI ANNI 2008-2011

                  La seduta è tolta alle ore 19.25

          Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 22.45

                       DAL SERVIZIO RESOCONTI
                            Il Direttore
                        Dott. Eugenio Consoli

                    Assemblea Regionale Siciliana
                           XIV LEGISLATURA
                            Seduta n. 97
                      Martedì 13 novembre 2007

                             ALLEGATO A:

            EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA

  DISEGNO DI LEGGE N. 595/A  INTERVENTI IN FAVORE DELLO SVOLGIMENTO
  DELL'ATTIVITÀ SPORTIVA CONNESSA ALL'ESERCIZIO DEL GIOCO DEL GOLF

    -All'articolo 1:

   Emendamento 1.7:

  Aggiungere alla fine del comma 3 il seguente periodo:

   Non costituiscono altresì costruzioni le viabilità di servizio
  ed  accesso  alle piste, le zone di rispetto alle  stesse  e  i
  muretti  e  le recinzioni del territorio a tutela dello  stesso
  campo .

   Emendamento 1.10:

  Sostituire i commi 5, 6, 7 e 8 con i seguenti:

   5.  La realizzazione di campi di golf, come definiti al  comma
  1,  è  subordinata al rilascio di autorizzazione da  parte  del
  Comune in cui l'opera ricade, ai sensi dell'art. 5 della  legge
  regionale 10 agosto 1985, n. 37.

  6. Ai fini del rilascio della autorizzazione di cui al comma 5,
  ove   occorra   il   parere  di  altri  enti  istituzionalmente
  competenti, il Comune indice una Conferenza speciale di servizi
  al  fine  di  acquisire  tutte le intese, pareri,  concessioni,
  autorizzazioni,   licenze,   nullaosta   e   assensi   comunque
  denominati, necessari alla realizzazione dei lavori.

  Ai  lavori  della  Conferenza speciale dei servizi  partecipano
  tutti  i responsabili degli uffici degli enti pubblici delegati
  per  legge ad esprimere pareri di competenza, sulla base  della
  natura dell'opera prevista, in qualità di componenti.

  Qualora  alla Conferenza di servizi, convocata ai  sensi  della
  legge  7  agosto  1990,  n.  241, e  successive  modifiche,  il
  rappresentante  di  un'amministrazione invitata  sia  risultato
  assente   o   comunque  non  dotato  di  adeguato   potere   di
  rappresentanza, la Conferenza è riconvocata per una sola volta,
  tra   il   decimo  ed  il  quindicesimo  giorno   dalla   prima
  convocazione,  e  decide  prescindendo  dalla  presenza   della
  totalità delle amministrazioni invitate e dalla adeguatezza dei
  poteri di rappresentanza dei soggetti intervenuti.

  7. Nel caso di opere ed interventi ricadenti in zone sottoposte
  a   vincolo   paesaggistico,  a  vincolo   idrogeologico,   che
  comportino  riduzione  di superfici boscate,  che  ricadono  in
  parchi  e riserve naturali ed in siti di importanza comunitaria
  nonché  nel  caso  di  progetti  richiedenti  la  procedura  di
  valutazione  di  impatto  ambientale, ovvero  la  procedura  di
  valutazione di incidenza e di progetti sottoposti a  preventive
  autorizzazioni   di   natura   ambientale,   con    particolare
  riferimento  all'uso delle acque freatiche per  la  irrigazione
  dei   campi  erbosi,  si  applicano  le  disposizioni  di   cui
  all'articolo 7 bis, commi 20 e 21 della legge 11 febbraio  1994
  n. 109, come recepita dalla legge regionale 2 agosto 2002 n.  7
  e successive modifiche ed integrazioni.

  8. Il parere della Conferenza speciale dei servizi sostituisce,
  a  tutti  gli  effetti,  qualsiasi  altro  esame  o  parere  di
  amministrazioni o di organi consultivi monocratici o collegiali
  ed uffici regionali in materia.

  Il  parere  favorevole della Conferenza speciale   di   servizi
  costituisce approvazione tecnica del progetto .

   Emendamento 1.13:

  Dopo il comma 6 aggiungere il seguente:

   6  bis - Gli interventi previsti al comma 2 non possono essere
  eseguiti nelle aree protette .

   Emendamenti 1.16, 1.17, 1.18:

  Sopprimere il comma 9.

   ALLEGATO B

   LACCOTO-GALVAGNO.   -   «Al   Presidente   della   Regione    ed
  all'Assessore per i lavori pubblici, premesso che:

   la   recente   nomina  del  Consiglio  di  Amministrazione   del
  Consorzio autostrade siciliane, con l'indicazione da parte  della
  Regione  siciliana  di  un numero di amministratori  superiori  a
  cinque,  si pone in contrasto con il quadro normativo che  regola
  la  materia, con la conseguenza che allo stato sarebbe  opportuno
  soprassedere in ordine a tali designazioni. Ed invero, i commi da
  725  a 729 dell'art. 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (c.d.
  'Legge Finanziaria 2007') introducono alcune norme 'speciali'  in
  materia di:

   1.  compensi  agli amministratori (rectius, al presidente  e  ai
  componenti del consiglio d'amministrazione) di società  pubbliche
  'locali' ovvero partecipate, totalmente o parzialmente, da Comuni
  o Province (commi 725, 726, 727 e 728);

   2.  numero  degli  amministratori (rectius,  dei  componenti  il
  consiglio  d'amministrazione) delle  medesime  società  pubbliche
  'locali' (comma 729).

   in  relazione  al  'tetto', al numero massimo di  amministratori
  delle società 'pubbliche', il legislatore ha distinto tra:

   (a) società a totale partecipazione degli enti locali (anche  se
  la  partecipazione è in via 'indiretta' e, cioè, si presume,  per
  il tramite di altri enti interamente partecipati o detenuti);

   (b)  società 'miste' (ovvero, nella 'singolare' accezione di cui
  sopra,  al  cui capitale partecipino soggetti privati o pubblici,
  purché differenti dagli enti locali);

   nel primo caso, il numero totale di componenti del consiglio  di
  amministrazione non potrà essere superiore a tre ovvero a  cinque
  nell'ipotesi in cui il capitale sociale, interamente versato, sia
  superiore  a  un certo importo, che dovrà essere determinato  con
  apposito  decreto del Presidente del Consiglio dei  Ministri  (su
  proposta  del  Ministro per gli affari regionali e  le  autonomie
  locali,  di  concerto  con  il  ministro  dell'economia  e  delle
  finanze, sentita la Conferenza Stato-Città);

   nel  secondo  caso, il Legislatore, non fissa un limite  massimo
  di  componenti  dei  consigli di amministrazione  (se  del  caso,
  incrementato   rispetto   a  quello  delle   società   a   totale
  partecipazione pubblica), ma si preoccupa soltanto  di  stabilire
  il  numero massimo (cinque) dei componenti designabili  dai  soci
  pubblici  locali  (comprendendo in questa  definizione  anche  le
  Regioni);

   la   Regione   siciliana   nella   legge   finanziaria   n.    2
  dell'8/2/2007,  all'art.  16 ha espressamente  statuito  che  '1.
  Nelle società a totale partecipazione della Regione o degli  enti
  pubblici  regionali, nonché nelle società a partecipazione  mista
  tra Regione ed altri soggetti pubblici e privati, si applicano le
  disposizioni previste dall'articolo 1, commi da 725 a  729  e  da
  733  a 735, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Le disposizioni
  attuative  previste  dal  comma 729 del  medesimo  articolo  sono
  determinate  con  decreto del Presidente  della  Regione.  2.  Le
  predette  società adeguano, a pena di decadenza degli  organi  di
  amministrazione,   i  propri  statuti  e  gli   eventuali   patti
  parasociali  entro  180 giorni dalla data di pubblicazione  nella
  Gazzetta    Ufficiale   della   Regione   del   citato    decreto
  presidenziale.';

   in   attuazione  della  predetta  norma  di  recepimento   della
  normativa  nazionale introdotta nella Finanziaria 2007,  è  stato
  emanato  il  Decreto Presidenziale del 5 Marzo  2007,  pubblicato
  nella  GURS  n.  13 del 23/3/2007, che ha espressamente  statuito
  che:

   'Art.  1.  1. Il numero complessivo di componenti del  consiglio
  di  amministrazione  delle società a totale partecipazione  anche
  indiretta  della Regione o degli enti pubblici regionali,  nonché
  delle  società miste tra la Regione e gli enti pubblici regionali
  può  essere  superiore a tre e comunque non  superiore  a  cinque
  qualora  il  capitale  sociale interamente  versato  sia  pari  o
  superiore a 750.000,00 euro.
   Art.  4.  Le società interessate dal presente decreto  adeguano,
  ove   necessario,   i  propri  statuti  e  gli  eventuali   patti
  parasociali  entro  180 giorni dalla data  di  pubblicazione  del
  presente   decreto   nella  Gazzetta  Ufficiale   della   Regione
  siciliana.  Contestualmente alle modifiche statutarie i  consigli
  di  amministrazione  in  carica sono  revocati  e  devono  essere
  ricostituiti   in  conformità  alle  prescrizioni  del   presente
  decreto.';

   ritenuto che:

   in   ordine   alla  superiore  normativa  risulta   maggiormente
  prudenziale   l'adozione   di  una  linea   ermeneutica   fondata
  sull'effettiva  intenzione  del  Legislatore,  anche  in  ragione
  dell'obiettivo perseguito dallo stesso (contenimento della  spesa
  pubblica)  e  della  sua rilevanza nell'ambito  della  disciplina
  della     responsabilità    per    danno     erariale,     nonché
  un'interpretazione  rigorosa  fondata  sul  carattere  imperativo
  delle  norme  comprese tra i commi 725 e  729  L.  n.  296/06  e,
  quindi,  si  deve propendere per la loro immediata applicabilità,
  secondo  quanto previsto dall'art. 1419, c.c.; e ciò  soprattutto
  nella  fattispecie  in esame, in cui non vi  è  in  carica  alcun
  consiglio  di  amministrazione e vi è una gestione  commissariale
  che si protrae da anni e, incredibilmente, si vorrebbe far venire
  meno  proprio nell'attuale e mutato quadro normativo,  attraverso
  un  consiglio di amministrazione che si porrebbe in contrasto con
  il  limite  numerico  previsto  dalla  finanziaria  nazionale   e
  regionale;

   non  v'è  dubbio  che  la normativa in questione  immediatamente
  applicabile  in relazione ad un ente sprovvisto di  consiglio  di
  amministrazione  impone la riedizione del  potere  di  nomina  da
  parte  della  Regione siciliana, eventualmente previo adeguamento
  dello  Statuto,  in  conformità alle limitazioni  al  numero  dei
  componenti di cui alla recente normativa, ad opera della gestione
  commissariale in carica;

   a   ragionare  diversamente  si  arriverebbe  al  paradosso   di
  nominare un consiglio di amministrazione che come primo ed  unico
  atto  dovrebbe porre in essere la modifica dello statuto,  stante
  che,    secondo   il   decreto   presidenziale   del    5/3/2007,
  'contestualmente  alle  modifiche  statutarie   i   consigli   di
  amministrazione in carica sono revocati.';

   pertanto,  la  prosecuzione  del  procedimento  di  nomina   del
  Consiglio  di amministrazione del Consorzio Autostrade  Siciliane
  si porrebbe in aperta violazione dei principi di buon andamento e
  di  efficienza della Pubblica Amministrazione e pone seri  rischi
  di  impugnazione  dinanzi la competente autorità giudiziaria,  da
  parte   di   qualsiasi  cittadino,  atteso  che  le   limitazioni
  introdotte  in  finanziaria sono rivolte  al  contenimento  della
  spesa ed hanno sicure refluenze sugli interessi degli utenti;

   per sapere:

   se  abbiano  preso coscienza dei problemi legati alla  normativa
  introdotta dalle finanziarie nazionale e regionale e dal  Decreto
  Presidenziale 5/3/2007, sopra evidenziati;
   se  non  ritengano  di approfondire la questione,  eventualmente
  chiedendo  un  parere  all'Ufficio  Legale  e  Legislativo  della
  Regione;

   se  non  ritengano  di rivedere l'iter seguito  e  procedere  in
  conformità all'attuale quadro normativo». (1090)

       (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  «Con  riferimento all'interrogazione n.  1090,  degli
  onorevoli Laccoto e Galvagno, si evidenzia quanto segue.
   Gli   onorevoli  interroganti  in  particolare  evidenziano   la
  mancata  applicazione dell' art. 16 della legge regionale  dell'8
  febbraio  2007,  n.  2 (finanziaria regionale)  che  testualmente
  recita:
    1. nelle società a totale partecipazione della Regione o degli
       enti pubblici regionali, nonché nelle società a partecipazione
       mista tra Regione ed altri soggetti pubblici e privati,  si
       applicano le disposizioni previste dall' articolo 1, comma 725 a
       729 e da 733 a 735, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Le
       disposizioni attuative previste dal comma 729 del  medesimo
       articolo sono determinate con decreto del Presidente  della
       Regione.
    2. le predette società adeguano, a pena di decadenza degli organi
       di  amministrazione, i propri statuti e gli eventuali patti
       parasociali entro 180 giorni dalla data di pubblicazione nella
       Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana del citato decreto
       presidenziale.
   In  ordine  al predetto articolo il Presidente della Regione  ha
  adottato  il  decreto 5 marzo 2007, pubblicato sulla G.U.R.S.  n.
  13,  parte  prima,  del 23 marzo 2007 disciplinando  le  modalità
  attuative  del predetto art. 16 della legge regionale 8  febbraio
  2007, n. 2.
   L'Assessorato  regionale  del  bilancio  e  delle  finanze,  per
  dirimere  le  interpretazioni non esatte in  ordine  al  predetto
  articolo da parte degli organi di stampa sull'applicabilità dello
  stesso  anche gli enti pubblici, ha formalmente chiarito che  "le
  disposizioni  dell' art. 16 della legge regionale  2/2007  e  del
  comma 729 dell'art. 1 della legge 296/2006, e quindi il limite al
  numero  dei componenti degli organi di amministrazione di cui  al
  D.   P.   Reg.   n.   507/gab.  del  5  marzo  2007,   riguardano
  esclusivamente le società per azioni."
   Ciò  premesso,  nella  considerazione che il  Consorzio  per  le
  autostrade  siciliane è un Ente pubblico dotato di  un  fondo  di
  dotazione costituito da altri Enti, la disposizione citata  (art.
  16) non trova applicazione nei confronti dello stesso.
   In   ogni   caso   si  evidenzia,  altresì,  che  la   questione
  prospettata  dagli  onorevoli  interroganti  ha  già   costituito
  oggetto  di un apposita comunicazione del Dipartimento  regionale
  lavori pubblici al Consorzio, resa con nota 23 maggio 2007, prot.
  n.  37276,  in  cui è stato precisato, sulla base della  predetta
  interpretazione resa dal Ragioniere Generale della  Regione,  che
  in  ordine  alle disposizioni di cui all'articolo  in  esame  non
  sussiste   alcun  obbligo  al  carico  del  Consorzio,   con   la
  conseguenza  che  per  la  costituzione del  nuovo  Consiglio  di
  Amministrazione  (rectius Consiglio Direttivo) devono  applicarsi
  le precedenti disposizioni normative e statuarie».

                                                L'Assessore CONSOLI

   CRISTALDI.  -  «All'Assessore  per  la  famiglia,  le  politiche
  sociali e le autonomie locali, per sapere:

   in  quale  stato  versino i due IPAB di Mazara del  Vallo  (TP),
  Istituto   S.   Agnese  ed  Istituto  Divina   Provvidenza,   sia
  relativamente al personale (che non riceve stipendio  da  diversi
  mesi  o  addirittura da anni) sia al servizio di  assistenza  nei
  confronti dei cittadini ospiti della struttura;
   quali  iniziative  abbia  adottato il Governo  e  quali  intenda
  adottare  per  porre  fine  alla incresciosa  situazione  in  cui
  versano i due IPAB;

   quali  urgenti  iniziative intenda adottare per  procedere  alla
  chiusura  dei  due  Istituti  ed  al  conseguente  passaggio  del
  personale al Comune di Mazara del Vallo». (1148)

           (L'interrogante chiede risposta in Commissione)

   Risposta.  «Con  l'interrogazione n. 1148 l'onorevole  Cristaldi
  chiede  di conoscere in quale stato versino i due IPAB di  Mazara
  del  Vallo:  Istituto Divina Provvidenza e Casa  delle  Fanciulle
  S.Agnese, sia relativamente al personale che non riceve stipendio
  da  diversi  mesi  o  addirittura da anni, sia  relativamente  al
  servizio  di assistenza nei confronti dei cittadini ospiti  della
  struttura.
   Al   riguardo,  giova  premettere  che  la  costante   riduzione
  dell'utenza  e  delle attività assistenziali  rispettivamente  in
  favore  di  minori  (O.P. S. Agnese) e di  anziani  (O.P.  Divina
  Provvidenza)  nel corso dell'ultimo quinquennio,  in  particolare
  per  l'entrata in vigore della legge n. 149 del 28/3/2001 che  ha
  disposto  la  chiusura degli istituti di ricovero e l'affidamento
  in  alternativa  dei minori a strutture di tipo  familiare  (8/10
  p.),  ha  comportato per entrambi gli enti, un trend in  crescita
  del disavanzo di bilancio complessivamente ammontante a circa  un
  milione  di  euro,  non sanabile in assenza  di  riconversione  e
  ripresa   delle   attività  statutarie  ovvero   con   interventi
  straordinari a carico del bilancio regionale volti a ripianare in
  particolare  l'entità  dei debiti accumulati  nei  confronti  del
  personale di ruolo od assunto a contratti per particolari profili
  professionali  che da oltre quindici mesi non percepisce  nessuna
  retribuzione.
   Ampiamente  riportato dalla stampa lo stato  di  agitazione  del
  personale,  in  particolare  di  ruolo,  con  occupazione   degli
  edifici,  con  appello  al Governo regionale  per  la  definitiva
  soluzione  delle problematiche espresse con avvio delle procedure
  di  estinzione  ai sensi dell'articolo 34 della  legge  regionale
  22/86 e trasferimento nei ruoli comunali.
   E'  bene  ricordare  che nell'ultimo biennio,  per  superare  le
  difficoltà di ripresa dei due organismi, questo Assessorato  ebbe
  a  nominare  apposito  commissario regionale  con  l'incarico  di
  attivare  ogni procedura, compresa la fusione dei due  organismi,
  per  attualizzare  i servizi assistenziali, tuttavia  con  scarsi
  risultati  sia  per le difficoltà di riconversione degli  edifici
  del  patrimonio,  sicuramente di valore  storico  monumentale  in
  assenza  di adeguate risorse, sia per l'impossibilità di utilizzo
  del  personale di ruolo nell'area del disagio sociale per assenza
  di adeguati profili professionali.
   A  ciò  si aggiunga la mancata partecipazione dei due enti nella
  programmazione del Piano Sociale distrettuale (legge 328/00)  con
  esclusione  formale  dalla  gestione dei  servizi  essenziali  ed
  innovativi.
   Lo  stesso  Consiglio Comunale di Mazara del Vallo su  richiesta
  formale  del  Dipartimento  della Famiglia/Servizio  1,  ebbe  ad
  escludere  nella seduta del 21/6/2006 l'ipotesi di fusione  delle
  due Opere Pie, mentre, per volontà espressa del Sindaco nel corso
  della  Conferenza  di servizio dell'ottobre scorso  di  pervenire
  all'estinzione,   è   stato  riproposto  dal  Dipartimento   alla
  Famiglia/Servizio l al Consiglio Comunale di Mazara di esprimersi
  su  quest'ultima ipotesi con acquisizione ad unanimità di formale
  delibera    n.   18   del   15/3/2007   del   parere   favorevole
  all'estinzione  a superare ogni ulteriore disagio  del  personale
  con  la  mobilità nei ruoli comunali a salvaguardia del  maturato
  economico unitamente alla devoluzione al comune del complesso dei
  beni  patrimoniali,  che  a dire dello stesso  Sindaco,  potranno
  essere  rivalutati  ed  utilizzati  dall'intera  cittadinanza   a
  perenne memoria dei fondatori.
   Il  13 giugno scorso è stato, altresì, acquisito rapporto finale
  del Commissario regionale dei due Enti (dott. Ferdinando Mandina)
  che  a  conclusione dell'incarico propone in assenza di soluzioni
  alternative   a   ripianare  l'accertato  dissesto   finanziario,
  l'estinzione dei due Enti senza ulteriore indugio. Determinazione
  questa  che  l'Assessorato, nel corso dell'incontro  promosso  lo
  scorso  11  luglio  2007 da S.E. il Prefetto di  Trapani  con  la
  partecipazione   delle  autorità  cittadine   ed   organizzazioni
  sindacali, ha portato di pubblica conoscenza e che impegnerà  nei
  giorni   prossimi  l'Assessorato  stesso  alla  formulazione   di
  apposito  decreto  di estinzione da sottoporre  alle  valutazioni
  conclusive   dell'onorevole   Presidente   della   Regione    per
  l'approvazione.
   Tanto si riferisce in sintesi».

                                               L'Assessore COLIANNI