Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
FLERES, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Zangara, Fiorenza,
Panepinto, Di Benedetto sono in congedo per la seduta
odierna.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Regina è in missione per
ragioni del suo ufficio nei giorni 21 e 22 novembre 2007.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge e comunicazione
contestuale di invio alle competenti Commissioni
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
presentati e inviati alle competenti Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Disposizioni in materia di incompatibilità dei deputati
regionali (690), dall'onorevole De Luca, in data 12
ottobre 2007, e inviato in data 13 novembre 2007;
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Norme per l'organizzazione di corsi integrativi di
Educazione alla tradizione' nelle scuole siciliane (689),
dagli onorevoli Gucciardi, Barbagallo, Galvagno, Vitrano,
in data 12 novembre 2007, e inviato in data 13 novembre
2007.
Annunzio di interrogazione
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura della
interrogazione con richiesta di risposta orale presentata.
FLERES, segretario,
«All'Assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione, premesso che:
in data 14 dicembre 2004, a seguito dell'espletamento del 1
bando della Misura 2.03 'Gestione innovativa e fruizione del
patrimonio culturale' del POR Sicilia 2000/2006 (pubblicato nella
G.U.R.S. n. 8 del 15/02/2002), veniva stipulata una convenzione
tra la Regione siciliana - Assessorato regionale dei beni
culturali ed ambientali e della pubblica istruzione - e la
società AGORASOPHIA s.r.l., avente per oggetto la realizzazione,
a Siracusa, di un museo interattivo della scienza e della
tecnica;
tale museo, denominato 'Domus Archimedea' , prevede percorsi
di conoscenza, interazioni multimediali e macchine appositamente
costruite per riprodurre gli esperimenti e le invenzioni del
grande scienziato siracusano (exhibits) e consentire al
visitatore di sperimentarne, oltre che le intuizioni e le
realizzazioni, gli sviluppi scientifici e tecnologici;
la AGORASOPHIA s.r.l. è una società mista partecipata al 49
per cento dall'Istituto nazionale di Fisica della Materia del
CNR, che ha acquisito grande esperienza in iniziative simili,
vantando, fra l'altro, la direzione scientifica del prestigioso
Festival della Scienza di Genova, con ciò assicurando la qualità
nella concezione del museo in oggetto che, unico nel suo genere
da Napoli in giù, si prevede possa attirare 90.000 visitatori per
anno;
la realizzazione della 'Domus Archimedea' è prevista in locali
dell'ex Museo Paolo Orsi, nel centro storico di Ortigia, a cura
della suddetta società AGORASOPHIA s.r.l., con un investimento di
3.614,20 milioni di euro complessivamente, di cui euro 2.256,98
già disponibili a valere sulle risorse del POR Sicilia 2000/2006
e la restante parte a carico della società predetta;
considerato che:
i locali interessati sono altresì oggetto di un progetto di
consolidamento e miglioramento sismico redatto e finanziato ai
sensi della legge 433 del 31/12/1991 (concernente interventi di
riparazione dei danni provocati dagli eventi sismici del dicembre
1990), ma che, dopo ben diciassette anni dagli eventi sismici
citati, deve ancora essere approvato e i lavori non hanno quindi
avuto inizio;
conseguentemente, nonostante il progetto esecutivo della
'Domus Archimedea' sia completo e munito di tutte le approvazioni
ed i pareri di legge e dunque già 'cantierabile', esso non può
essere realizzato per la indisponibilità dei locali interessati
ed è prossima la perdita del contributo finanziario per le note
disposizioni che regolano l'utilizzazione dei fondi POR 2000/2006
ed in base alle quali il museo deve essere ultimato entro il 30
giugno 2008;
così perdurando le cose, la città di Siracusa perderà
certamente un'occasione di arricchimento della propria offerta
turistico-culturale e la Regione siciliana vedrà sprecare ancora
una volta un'occasione di spesa dei fondi comunitari, già
ancorati a livelli di utilizzazione che nel complesso risultano
notoriamente molto bassi;
valutato che:
nonostante nulla sia stato fatto per sbloccare la situazione
illustrata, esisterebbe ancora la possibilità, accelerando
l'approvazione del progetto ex legge 433/91 e l'avvio dei
relativi lavori, di concordare tempistica e modalità per una
contestuale realizzazione di entrambi i progetti, consentendo a
quelli della 'Domus Archimedea' di essere ultimati entro la
scadenza utile;
per sapere quali iniziative intenda adottare per evitare la
perdita dei cospicui finanziamenti pubblici e privati disponibili
ed il vanificarsi di un'iniziativa che comporterebbe, con la
realizzazione di un prestigioso museo, il sicuro ampliamento
quantitativo e qualitativo dell'offerta turistica e culturale
della nostra Regione.» (1443)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
DE BENEDICTIS
PRESIDENTE. L'interrogazione testé annunziata sarà inviata al
Governo.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento interno,
do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero aver
luogo nel corso della seduta.
Ricordo che anche la richiesta di verifica del numero legale
(art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di scrutinio
segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Sull'ordine dei lavori
CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto
la parola sulle comunicazioni perché lo ritengo doveroso dopo che
nella seduta di ieri per primo ho fatto un rilievo sulla
procedura di accertamento della presenza in Aula e sulle ragioni
che tale innovazione, cosiddetta tale o pseudo tale, in realtà
nasconde o vuole nascondere e che io ravviso in una difficoltà
politica della maggioranza.
Nel corso della seduta di ieri si è dimostrato che la crisi
politica di questa maggioranza non è data dalla modalità di
accertamento della presenza, poiché mi pare di poter dire che
quando i deputati non ci sono è perché non vogliono votare
contro; se vengono, votano contro. Pertanto, in molti casi, o
sono presenti o sono assenti i deputati della maggioranza, la
loro presenza o la loro assenza non fa venire meno le ragioni
di un dissenso ormai manifesto nei confronti del Governo e della
sua politica.
Già ieri sera avevo avuto modo di considerarla tale; continuo
a pensare che la Presidenza ha scelto una scorciatoia che non
aiuta ad affrontare i nodi politici. Fatta questa considerazione,
mi pare che da parte nostra si sia riusciti a dimostrare che
quella era una scorciatoia e certamente da noi non verrà mai un
rilievo a modalità che possano meglio verificare la presenza dei
deputati in Aula. Siamo pronti, infatti, ad utilizzare qualunque
strumento anche quello, signor Presidente, se lei lo vorrà e il
Consiglio di Presidenza lo dovesse decidere, di rilasciarle il
documento d'identità ad inizio di seduta per averlo restituito al
termine dei lavori d'Aula.
Le modalità di accertamento della presenza sono soltanto
modalità; le questioni politiche rimangono questioni politiche;
resta, cioè, che il Governo in questo momento non ha il sostegno
della maggioranza dei deputati di questo Parlamento. E io invito,
quindi, la maggioranza ed il Governo e lei, signor Presidente
nella qualità di Presidente dell'intera Assemblea, ad affrontare
il problema per aiutare la soluzione della crisi politica - se
c'è una soluzione - ed evitare di utilizzare scorciatoie che
possano soltanto diventare specchietto per le allodole.
Pertanto, da parte nostra si considera esaurito - avendo avuto
la dimostrazione che abbiamo ragione - il motivo della protesta
che ieri sera abbiamo inscenato in questo Parlamento.
Ne approfitto - e concludo - per intervenire sull'ordine dei
lavori, al fine di evitare di prendere la parola nuovamente fra
qualche minuto, quando lei passerà ad altro punto dell'ordine del
giorno, e le chiedo il prelievo del disegno di legge sui
catalogatori e successivamente di quello sulle vittime del mare
al fine di avviarne la discussione.
DINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, di fronte alle
libere astrazioni e conclusioni del collega Cracolici non posso
esimermi dall'invitare i colleghi a dare un segnale forte a
tutta l'Aula di una maggiore presenza.
E' chiaro infatti che anche l'assenza è uno strumento politico
e una strategia parlamentare che può essere messa in atto, ma
diventa assenteismo quando non è legata a questo. Pertanto, per
noi è auspicabile il ripristino delle condizioni precedenti.
Ritengo inoltre necessario un richiamo forte affinché tutti
noi ci si impegni, in considerazione del ruolo di rappresentanza
che abbiamo, a partecipare ai lavori dell'Aula e a esprimerci
liberamente e - laddove ci sono vincoli di maggioranza - a
rispettare quei vincoli che ritengo siano un fatto naturale che
non può essere certamente collegato alle modalità di presenza.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dina. Proprio per chiudere tale
argomento, onorevole Cracolici, la prego di non confondere la
Regione siciliana con l'Assemblea regionale siciliana: sono due
istituzioni a se stanti.
L'iniziativa che è stata presa dal Presidente dell'Assemblea -
e comunicata preventivamente a tutti i Presidenti dei gruppi
parlamentari - nulla ha ovviamente a che vedere con situazioni di
maggioranza, opposizione, crisi, non crisi, che non riguardano i
temi di cui si occupa il Consiglio di Presidenza o la Conferenza
dei Presidenti dei gruppi parlamentari.
L'iniziativa è stata presa per garantire una maggiore
trasparenza che i cittadini chiedono e devono ottenere. Avremo in
questi giorni un incontro con i membri del Consiglio di
Presidenza per stabilire un nuovo sistema che garantisca questo
tipo di meccanismo. Mi rendo conto che ciò che è stato fatto
possa forse apparire come una provocazione, ma probabilmente era
necessario e il dibattito di ieri ne è stato prova
CRACOLICI. anche il voto finale.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, se lei ritiene che
l'iniziativa presa dalla Presidenza sia stata fatta per
nascondere eventuali crisi di governo, che io non vedo, lei
confonde il ruolo del Presidente dell'Assemblea. Le posso
garantire che non è così. In ogni caso, in brevissimo tempo, mi
impegnerò affinché sia proposto un nuovo sistema di garanzia
della presenza dei deputati in Aula. Da qui ad allora, continuerà
a vigere l'attuale sistema, ma spero che in pochissimo tempo
possa essere cambiato perché ritengo giusto che ci sia un sistema
meno farraginoso di quello ancora in uso. E con questo spero sia
chiuso l'argomento.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono pienamente
d'accordo con lei e non ritengo neppure che sia una provocazione
la decisione da lei presa. La considero una puntualizzazione
affinché ognuno si assuma in Aula le proprie responsabilità (mi
riferisco alla firma da rilasciare in un posto diverso da quello
usuale, come da lei richiesto). Dalle sue dichiarazioni - che
apprezzo - ho appreso che lei potrebbe, sentiti il Consiglio di
presidenza e a la Conferenza dei Presidenti dei gruppi
parlamentari, modificare tale sistema. In tal senso, ribadisco,
signor Presidente, la mia richiesta che le ho sottoposto ieri
sera.
PRESIDENTE. Sarà tenuta in assoluta considerazione.
CINTOLA. La ringrazio e con questo mio intervento confermo di
essere presente.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Sulla richiesta di prelievo dei disegni di legge 545/A
«Provvedimenti in favore delle famiglie delle vittime del mare» e
619/A «Stabilizzazione del personale addetto alla catalogazione
dei beni culturali della Regione»
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, per quanto riguarda la sua
richiesta di prelievo di due disegni di legge, se l'Assemblea è
d'accordo, sarei del parere di proporre di incardinare i quattro
provvedimenti e di rinviarne la discussione generale alla sede
della discussione dell'articolo 1 e dare il tempo, a partire da
ora fino a domani, per la presentazione degli emendamenti;
successivamente potremmo iniziare il dibattito sul DPEF. Di ciò
ho naturalmente parlato già con qualche deputato, ma ovviamente
lo deve decidere l'Assemblea.
Se la sua richiesta è appoggiata, possiamo tenere conto della
sua richiesta perché domani si inizi con la legge sui
catalogatori e sulle vittime del mare. Non ho ben capito,
comunque, se lei ha chiesto un'inversione dell'ordine del giorno
per cominciare oggi la discussione.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, non ho nulla in contrario,
qualora dovessero essere prelevati sia il disegno di legge sui
catalogatori che quello sulle vittime del mare, che la
discussione generale sia rinviata all'articolo 1, cioè a domani.
Ho chiesto il prelievo di questi due provvedimenti perché, come
la Presidenza ricorda e come il Governo sa, già la scorsa
settimana da parte del nostro Gruppo e da parte di tutta la
minoranza era stato ufficialmente proposto all'Aula di esaminare
queste due leggi, peraltro largamente condivise, per dare una
risposta ai bisogni sociali, evidenti e conosciuti a tutti e, se
non ci fosse stata la maggioranza per proseguire con l'esame
delle altre leggi, di chiudere la sessione.
Le chiedo il prelievo di queste due leggi e concordo sul rinvio
della discussione generale in sede di discussione dell'articolo
1.
Per le altre leggi, se la maggioranza - come mi auguro - sarà
presente in Aula e quindi consentirà di cominciare
l'incardinamento anche delle altre leggi, che ben venga Intanto,
credo che sia corretto, da parte nostra, chiedere, così come
avevamo già fatto, il prelievo dei disegni di legge da noi
sostanzialmente condivisi.
CASCIO. Chiedo di parlare contro la proposta di prelievo
dell'onorevole Cracolici.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO. Signor Presidente, sulla proposta dell'onorevole
Cracolici credo che, a norma di Regolamento interno, debba
parlare un deputato a favore ed uno contro.
Io sono contro la proposta dell'onorevole Cracolici per il
semplice fatto che noi abbiamo l'opportunità di andare avanti in
maniera ordinata, seguendo la sequenza stabilita nell'ordine del
giorno.
Oggi possiamo incardinare i quattro disegni di legge iscritti
all'ordine del giorno, senza nessuna modifica, e riteniamo di
poterne concludere l'iter e votarli entro domani. Incardinati i
quattro disegni di legge, trasferita la discussione generale
all'articolo 1, fissato il termine per la presentazione degli
emendamenti per domani alle ore 13.00, potremmo discutere il
Documento di programmazione economica e finanziaria e rinviare a
domani, alle 17.00, i lavori dell'Aula per approvare i quattro
provvedimenti.
Non mi pare, onorevole Cracolici, che ci sia l'esigenza di
prelevare alcunché, siamo tutti disponibili, pronti e presenti,
come può vedere, per discutere ed approvare le quattro leggi ed
il DPEF.
Pertanto, siamo contrari alla richiesta di prelievo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, hanno già parlato un deputato a
favore ed uno contro, Chiedo di conoscere la posizione del
Governo.
LEANZA NICOLA, vicepresidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, vorrei ricordare in modo particolare
all'onorevole Cracolici che tutti i disegni di legge all'ordine
del giorno sono largamente condivisi.
Vorrei ricordare, altresì, che la legge sulle attività
teatrali è altrettanto importante in quanto investe un settore
enorme e già ad agosto avevamo assunto tutti quanti l'impegno a
trattarla.
In una riunione della Conferenza dei capigruppo, maggioranza e
opposizione avevano detto che questo disegno di legge andava
trattata; adesso è stato esitato dalla Commissione, nella cui
sede era stato rinviato, quasi all'unanimità. La stessa cosa si
può dire per il parere espresso dalla Commissione Bilancio; è
pertanto largamente condiviso e penso, pertanto, che sia da
esaminare, così come è largamente condivisa la normativa sulla
conciliazione che è una piccola legge di sviluppo.
Ritengo, quindi, che non ci sia motivo di invertire l'ordine
dei lavori; possiamo andare avanti come previsto. Ricordo che,
se la volontà è fare leggi positive e importanti, tutti questi
quattro provvedimenti meritano l'attenzione dell'Aula, al di là
delle posizioni di maggioranza e opposizione.
CRACOLICI. Mantengo la proposta.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la proposta dell'onorevole
Cracolici fermo restando che la discussione generale verrà
trasferita all'articolo 1.
Chi è favorevole alla proposta dell'onorevole Cracolici si
alzi. Chi è contrario resti seduto.
(Non è approvata)
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Determinazione della data di discussione di mozioni
PRESIDENTE Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d), e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:
- N. 244 Interventi a favore delle famiglie di minori e bambini
affetti da diabete mellito , degli onorevoli Zangara Andrea;
Barbagallo Giovanni; Mattarella Bernardo; Tumino Carmelo
-N. 245 Interventi a favore dell'Azienda Ospedaliera 'Gravina e
S. Pietro' di Caltagirone , degli onorevoli Pogliese Salvatore;
Caputo Salvino; Cristaldi Nicolò; Currenti Carmelo; Falzone
Dario; Granata Giancarlo.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
FLERES, segretario:
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che il 14 novembre 2007 sarà celebrata sotto l'egida
dell'Organizzazione delle Nazioni Unite la Giornata mondiale del
diabete ;
Considerato che questa malattia cronica complessa colpisce una
parte sempre più consistente di popolazione attiva e, nella sua
forma più grave (diabete mellito), un numero crescente di minori
e bambini in tenera età;
Il diabete mellito comporta l'effettuazione di continui e
molteplici interventi sui livelli di glicemia del sangue e sui
fattori di rischio cardiovascolare, volti a prevenire gravi
complicanze acute e croniche;
Richiede altresì una costante ed intensa attività educativa
della persona affetta da questa patologia, alla quale viene
richiesto di acquisire strumenti e nozioni necessari per
autogestire la malattia e, se presenti, il trattamento delle sue
complicanze;
Atteso che, per quanto concerne in particolare minori e
bambini, l'attività di assistenza ed educazione viene
quotidianamente svolta di fatto dalle famiglie, secondo direttive
e prescrizioni ricevute dalle strutture sanitarie e, se prestata
senza soluzione di continuità, ha evidenti ed immediate refluenze
negative sulla vita dei nuclei familiari coinvolti,
impegna il Governo della Regione
Ad assumere ogni utile iniziativa a sostegno della popolazione
diabetica e delle famiglie di minori e bambini affetti da diabete
mellito;
Ad assicurare che i livelli essenziali di assistenza (LEA)
siano interpretati nella nostra Regione in maniera tale da
garantire ai pazienti diabetici, ed in particolare a minori e
bambini affetti da diabete mellito, presidi terapeutici ed
assistenza in linea con le soluzioni più avanzate ed efficaci.»
(244)
ZANGARA-BARBAGALLO
MATTARELLA-TUMINO
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
si è avuta notizia, peraltro non ufficialmente smentita, che la
bozza del nuovo Piano Sanitario Regionale prevede che l'Azienda
Ospedaliera Gravina e S. Pietro di Caltagirone perda la propria
autonomia attraverso l'accorpamento con quella di Gela;
tale progetto, se portato a conclusione, lungi dal costituire
un riordino del sistema sanitario regionale finalizzato alla
riduzione dei costi, costituirebbe, invece, un irresistibile
depauperamento del territorio, facendo venir meno l'autonomia del
governo della sanità a livello locale, che allontanerebbe il
centro decisionale del territorio interessato;
considerato che il paventato accorpamento provocherebbe la
penalizzazione del calatino, con inevitabili ripercussioni
negative sull'intero livello prestazionale, un ulteriore passo
verso l'emarginazione dell'intero territorio,
l'impossibilità di orientare la sanità locale verso le esigenze
delle popolazioni più strettamente interessate e la
mortificazione dell'Azienda Gravina, una delle poche ad avere i
bilanci in regola,
impegna il Governo della Regione
affinché tale ipotesi di accorpamento venga immediatamente
abbandonata e, anzi, la Regione si faccia promotrice, attraverso
l'assegnazione di risorse finanziare, materiali ed umane
adeguate, per rendere le strutture esistenti un vero e proprio
polo di eccellenza come il territorio richiede e merita.» (245)
POGLIESE-CAPUTO-CRISTALDI -
CURRENTI-FALZONE-GRANATA
Dispongo che le mozioni testé annunziate vengano demandate alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perché ne
determini la data di discussione.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Discussione di disegni di legge
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge.
Resta inteso che senza bisogno di insediare le Commissioni, i
quattro disegni di legge saranno incardinati per domani, giovedì
15 novembre 2007. Il termine per la presentazione degli
emendamenti è fissato per le ore 13.00.
SPEZIALE. No, signor Presidente, è necessario procedere alla
votazione del passaggio all'esame degli articoli.
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, nel mio intervento precedente
ho chiesto la possibilità di considerare già avvenuto questo
passaggio e quindi di rimandare a domani. Siccome era stato
deciso all'unanimità, mi sembrava inutile.
SPEZIALE. E' impossibile, signor Presidente, si deve votare.
Seguito della discussione del disegno di legge «Interventi in
favore delle attività teatrali» (612/A)
PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del disegno
di legge 612/A «Interventi in favore delle attività teatrali»,
iscritto al punto 1) del punto III dell'ordine del giorno.
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Seguito della discussione del disegno di legge «Provvedimenti
in favore delle famiglie delle vittime del mare» (545/A)
PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del disegno
di legge «Provvedimenti in favore delle famiglie delle vittime
del mare», iscritto al punto 2).
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Seguito della discussione del disegno di legge «Stabilizzazione
del personale addetto alla catalogazione dei beni culturali della
Regione» (619/A)
PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del disegno
di legge 619/A «Stabilizzazione del personale addetto alla
catalogazione dei beni culturali della Regione», iscritto al
punto 3).
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Seguito della discussione del disegno di legge «Modifiche ed
integrazioni agli articoli 6 e 9 della legge regionale 28
dicembre 2004, n. 17. Disposizioni in materia di demanio e
patrimonio immobiliare regionale e conferenza di servizi» (556/A)
PRESIDENTE Si passa al seguito della discussione del disegno
di legge n. 556/A «Modifiche ed integrazioni agli articoli 6 e 9
della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17. Disposizioni in
materia di demanio e patrimonio immobiliare regionale e
conferenza di servizi», iscritto al n. 4).
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Discussione del Documento di programmazione economico-
finanziaria
per gli anni 2008-2011
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
PRESIDENTE. Si passa al IV punto dell'ordine del giorno:
Discussione del «Documento di programmazione economico-
finanziaria per gli anni 2008-2011».
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Cimino per svolgere la
relazione.
CIMINO, presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto al
testo della relazione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per
cinque minuti.
(La seduta sospesa alle ore 17.30, è ripresa alle ore
17.39)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ha facoltà di parlare
l'onorevole Cimino, presidente della Commissione Bilancio e
relatore, per svolgere la relazione.
CIMINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, pensavo di rimettermi al testo
della relazione al fine di accelerare i lavori, ma visto che la
relazione viene distribuita in questo momento, ritengo sia
corretto illustrarla.
Questa relazione ha avuto il conforto, e ne ha registrato
anche il contributo, dei parlamentari della Commissione Bilancio
facenti parte della maggioranza ed è stata distribuita anzi
tempo dal sottoscritto, nella qualità di relatore di maggioranza,
ai colleghi deputati. Ripeto, alcuni colleghi della maggioranza
hanno avuto l'opportunità ed il garbo di inserire alcune parti
particolarmente importanti per lo strumento finanziario ed anche
per il bilancio della Regione siciliana.
Con la presente relazione, infatti, si intendono illustrare i
contenuti del «Documento di programmazione economico-finanzia
2008-2011» presentato dal Governo, e si sottopongono all'esame
dell'Aula le valutazioni e le proposte della Commissione
Bilancio, che sono il risultato, come lo scorso anno, di
un'attività istruttoria dedicata sia all'acquisizione di dati ed
informazioni che alla discussione ed al dibattito sul documento.
Preliminarmente, giova ribadire l'attuale quadro normativo di
riferimento.
Gli articoli 1 e 2 della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10,
e successive modifiche ed integrazioni, disciplinano tempi di
presentazione e contenuti del Documento di programmazione
economico-finanziaria, il quale rappresenta il primo degli
strumenti - cui poi seguono la legge di bilancio e quella
finanziaria - in cui si articola annualmente la manovra di
finanza pubblica e la costruzione dei conti della Regione.
Indicando i criteri e le regole che devono essere adottati nella
predisposizione della legge finanziaria, nonché i parametri per
la formazione del bilancio annuale e pluriennale, il DPEF si
pone, pertanto, quale atto di indirizzo e base di riferimento
nella predisposizione dei predetti documenti.
La legge regionale n. 10 del 1999, insieme alla disciplina del
Regolamento interno dell'Assemblea, assegna, pertanto, al DPEF
una posizione rilevante nel procedimento parlamentare complesso
in sui si articola l'esame e l'approvazione degli strumenti
finanziari, dal momento che il suo scopo è quello di valutare la
coerenza programmatica rispetto agli obiettivi di politica
economica in esso indicati, sia delle previsioni di bilancio che
dei contenuti della legge finanziaria.
Dal punto di vista procedurale dell'attività istruttoria, si
ritiene necessario sottolineare che la Commissione Bilancio,
come già nel 2006, ha proceduto all'audizione, ai sensi
dell'articolo 73 bis.1 del Regolamento interno, del Presidente
delle Sezione riunite per la Regione siciliana in sede di
controllo della Corte dei Conti. Sono, inoltre, pervenute
osservazioni da parte delle altre commissioni.
Come si ricorderà, l'anno passato, l'esame del DPEF è stato
contraddistinto da un approfondito dibattito in Commissione
Bilancio, le cui proposte e i cui rilievi sono stati
successivamente accolti dal plenum dell'Assemblea attraverso
l'approvazione dell'ordine del giorno n. 20 del 18 ottobre 2006,
che ha impegnato il Governo in una serie di importanti
adempimenti da porre in essere sia attraverso idonee iniziative
legislative che con adeguati provvedimenti amministrativi.
La Commissione Bilancio ha, pertanto, ritenuto opportuno, quale
presupposto logico per l'avvio dell'esame del Documento 2008-
2011, acquisire le relazioni del Governo circa lo stato di
attuazione degli impegni contenuti nel citato ordine del giorno
n. 20.
Appare, infatti, che il mancato adempimento da parte
dell'Esecutivo degli atti di indirizzo approvati dal Parlamento
rischia di fare assumere, all'esame del DPEF, la veste di mero
atto formale.
La Commissione, pur avendo ricevuto dall'Assessore per il
bilancio e le finanze una relazione concernente gli adempimenti
dell'Assessorato deve, purtroppo preliminarmente, rilevare - come
peraltro evidenziato anche dalla Corte dei Conti nella sua
relazione - il mancato adempimento di molti degli obiettivi
assegnati al Governo dall'Assemblea ed esplicitati nell'ordine
del giorno n. 20 del 18 ottobre 2006, dove era prevista una
complessiva riorganizzazione degli enti operanti nella Regione
attraverso, tra l'altro, il riordino dei consorzi di bonifica,
degli ATO idrici e rifiuti, nonché la riforma di ASI, IACP e
Camere di Commercio. Tali obiettivi sono stati rafforzati,
altresì, dal disposto dell'articolo 11 della finanziaria 2007,
norma rimasta sostanzialmente inattuata.
Pertanto, si ritiene preliminarmente necessario ribadire, con
forza, la necessità di procedere ad un radicale riordino e
riduzione degli enti al fine del contenimento e della
qualificazione della spesa regionale.
La Presidenza della Commissione Bilancio ha, più volte,
richiamato l'attenzione sul mancato rispetto, da parte del
Governo regionale, della volontà espressa dall'Assemblea
attraverso leggi ed atti di indirizzo politico.
Ritengo, signor Presidente dell'Assemblea, che questa mia
relazione non sia altro che una relazione frutto degli interventi
dei componenti della Commissione Bilancio presenti presso la
stessa e, anche dai verbali della seduta della Commissione -
fortunatamente tutti stenografati -, è facile individuare le
problematiche che, in questi mesi, sono state approfondite ed
affrontate.
Avendo avuto mandato, da parte dei componenti della
Commissione, di definire una relazione, non potevo far altro che
attenermi a quanto già detto in quella del DPEF 2006, con
l'allora ordine del giorno n. 20 che, anche quest'anno, si
ritiene importante sollecitare nuovamente all'attenzione del
Governo e, proprio per questo, concludendo, ritengo che sia
necessario - per il valore degli accordi tra le parti, così come
previsto anche dal Codice civile -, che questo Parlamento, nel
momento in cui vi sia un accordo di riforma voluto fortemente
dall'Assemblea regionale con il suo Documento di programmazione
economica, possa dare l'opportunità al Governo di attivarsi in
questo senso, fornendo le giuste risposte ad una maggioranza che
è qui non per fare opposizione, ma per potere riformare insieme
l'Amministrazione regionale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Tumino.
TUMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo DPEF è
stato evaso dalla Commissione Bilancio dopo innumerevoli sedute
senza avere avuto, formalmente, alcun tipo di valutazione
effettiva; in sostanza, la Commissione Bilancio l'ha evaso per
stanchezza, l'ha esitato affinché non si potesse dire che per
colpa della Commissione Bilancio il Parlamento non riesce ad
andare avanti.
Ciò premesso, lo scorso anno sul DPEF abbiamo tenuto un
dibattito molto forte perché si voleva che quell'occasione, cioè
quella della discussione del DPEF, diventasse l'occasione per una
valutazione di un modello di sviluppo della Sicilia, sulle
problematiche, sulle opportunità ed il frutto di quel lavoro
venne esposto in maniera forte, per ciò che fu possibile, dal
Presidente della Commissione, sempre il nostro onorevole Cimino,
con una nota che apparve importante.
Bene, quella nota è stata completamente disattesa in termini di
attività di Governo, al punto che lo stesso onorevole Cimino,
oggi, nella relazione che ha presentato, si sente in obbligo di
dire che purtroppo, come è stato anche rilevato dalla Corte dei
Conti nella sua relazione, il mancato adempimento degli impegni
dell'ordine del giorno numero 20 dell'anno scorso - riguardante
gli ATO, i consorzi di bonifica, eccetera - ha fatto sì che gli
obiettivi stessi rimanessero lettera morta.
L'onorevole Cimino, a nome della maggioranza, dice anche che
viene sottolineato il rischio che il processo di risanamento
della nostra Regione sia impedito da un sistema parlamentare in
cui, di fatto, il volere del Parlamento viene, sovente,
disatteso.
Il Cimino - ma non il Cimino persona, bensì il Cimino che
esprime ciò che è emerso nel dibattito in seno alla Commissione
Bilancio e, quindi, colui che esprime punti di vista,
sostanzialmente, di destra e di sinistra -, alla fine del primo
paragrafo dice: si è costretti ad evidenziare alcune oggettive
carenze del Documento di programmazione economico-finanziaria .
Questa valutazione dell'onorevole Cimino - che,
paradossalmente, l'onorevole Cuffaro ha considerato come una
dichiarazione documentabile che poteva ascriversi legittimamente
alla sinistra del Parlamento nazionale, accusando pesantemente
l'onorevole Cimino - di fatto, mi corre l'obbligo di dire,
esprime esattamente ed esaurientemente tutto ciò che è emerso in
Commissione in questi mesi di confronto e, quindi, non è il punto
di vista dell'onorevole Cimino, ma è un punto di vista generale
emerso anche dall'intervento autorevole della Corte dei Conti al
suo completo.
Nel merito del
LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Non al suo
completo, erano solo in sei Era solo un'audizione
TUMINO. Un momento: l'audizione è un'audizione, ma la Corte dei
Conti propose un suo documento di valutazione sul DPEF.
LO PORTO , assessore per il bilancio e le finanze. E' qui
l'origine di tutti i mali
PRESIDENTE. Onorevole Lo Porto, la invito a parlare al
microfono, altrimenti il suo intervento non verrà registrato.
TUMINO. Entrando nel merito del documento, si rilevano tante
affermazioni. Il documento è carente ma, nella prima parte,
riporta i dati ISTAT - quindi, dati oggettivi, ufficiali - e così
recita: a prezzi costanti la nostra Regione ha avuto una
crescita dell'1,4 per cento conseguendo un risultato più basso
del dato ISTAT nazionale, che è dell'1,9, ma in linea con la
variazione stimata per il Mezzogiorno .
L'1,4 per cento di crescita del PIL è un dato che può sembrare
valido, ma non dobbiamo dimenticare che il 2006 è l'anno in cui
più che negli altri anni si sono realizzati e concretizzati parte
degli investimenti legati ai fondi europei. Per il quinquennio
2000-2006, si tratta di 20 mila miliardi di vecchie lire, 10
miliardi di euro che, già da soli, dovrebbero determinare una
crescita del PIL di almeno 4, 5 punti. Il fatto che ci attestiamo
all'1,4 significa che, in realtà, saremmo a meno 3, 4 se non ci
fossero i fondi strutturali.
Questo è un dato che - a mio avviso - ha una rilevanza
strategica importante che viene accompagnato dal dato,
riguardante l'occupazione, che è stranissimo. Abbiamo una
crescita dell'occupazione, nel 2006, che si mantiene intorno al
2,2 per cento. Ci verrebbe da pensare che sia un fatto
importante; ma sapete dove cresce l'occupazione? L'occupazione
cresce nel settore dell'agricoltura, dove abbiamo 21 mila unità
in più con un incremento del 18,6 per cento.
Tenete conto che l'agricoltura è, sostanzialmente, in
decrescita in tutti i paesi del mondo che crescono, che si
sviluppano perché, quando l'agricoltura cresce o mantiene un
forte bacino di presenze, significa che il Paese è
sottosviluppato. Un incremento dell'agricoltura di quest'ordine
di grandezza nel 2006, cioè del 18,6 per cento, significa che non
solo l'occupazione in Sicilia non è cresciuta, ma significa che o
è falso il dato - nel senso che si considerano occupati in
agricoltura coloro che sono precari e, quindi, raggiungono le 50
giornate o le 20 o le 30 e, quindi, è un dato che falsa le cose -
o, se fosse vero, il dato di una crescita di questa dimensione
del 18,6 per cento in agricoltura, significherebbe semplicemente
che stiamo tornando ad essere una realtà agricola e, quindi,
sostanzialmente, contraddirebbe le tendenze e le linee di
sviluppo generale.
Presidenza del Vicepresidente Speziale
Il Documento di programmazione economico-finaziaria presenta,
inoltre, una serie di dati riguardanti le politiche della finanza
regionale e pubblica che sottolinea sostanzialmente la mancanza
di una politica di lungo respiro.
La finanza pubblica non può crescere se non si intaccano i
fondamenti di una serie di sprechi, di una serie di
irrazionalità, anche nell'organizzazione delle persone che
lavorano per la Regione, che sono estremamente gravi - e qui il
discorso è riferito all'ESA e agli enti più o meno da
riorganizzare, ai Consorzi di bonifica - alle esigenze di una
riorganizzazione interna dell'Amministrazione regionale; si fa un
ragionamento di riduzione degli sprechi che è solo letteralmente
presente, ma sostanzialmente inesistente come fatto
programmatorio.
Senza dire che in questo Documento di programmazione economico-
finaziaria mancano alcuni elementi riguardanti le quote di
partecipazione della nostra Regione ai fondi europei, per cui il
dato stimato del debito della Regione di 2 miliardi di euro (4
mila miliardi delle vecchie lire) è una stima assolutamente non
vera perché, in questa stima dei 2 miliardi di euro in meno
rispetto al bisogno, mancano tutta una serie di dati tra cui, per
esempio, i 720 milioni di euro di cui abbiamo stipulato il mutuo
perché, sostanzialmente, non siamo riusciti a vendere gli
immobili.
Ci troviamo, quindi, dinanzi ad un documento di programmazione
economico-finanziaria i cui presupposti non sono veritieri, in
cui ci sono enormi carenze anche dal punto di vista fondamentale
della proiezione. Mi riferisco al settore sanitario, dove c'è una
generica indicazione circa un piano di rientro che, nella
sostanza, si sta dimostrando falso già ancor prima di approvare
il DPEF. La valutazione che mi viene da porre, quindi, è la
seguente: credo sia opportuno che questo Parlamento apprezzi la
parte della relazione presentata dall'onorevole Cimino, quale
presidente e relatore della Commissione, perché sottolinea le
inadempienze di questo Governo e di questo Parlamento.
Credo sia, altresì, necessario sottolineare, nella relazione
dell'onorevole Cimino, la parte in cui si tenta di scaricare tali
inadempienze sul Governo nazionale. Un tentativo, peraltro, molto
consueto nella politica del nostro Presidente della Regione, il
quale così facendo evita, o cerca di evitare, le assunzioni di
responsabilità che, invece, sono oggettive, a suo carico.
Mi riferisco, per esempio, al problema della sanità che occupa
nel nostro bilancio una enorme quantità di risorse. Nel 2001,
quando l'onorevole Cuffaro divenne presidente della Regione, il
deficit nel settore sanitario si attestava intorno a pochi
milioni di euro; oggi, il deficit nella sanità pubblica, per il
2006, anno che abbiamo superato e, in previsione, per il 2007, è
di 1240 miliardi di euro. Quindi, non ci può essere una
discussione sulle responsabilità perché queste sono sotto gli
occhi di tutti.
Allora, questo Parlamento - a mio avviso - farebbe bene, oggi,
nel discutere il DPEF, a valutare la necessità di un cambiamento
di stile nell'attività di questo Governo e, in particolare,
nell'opportunità che questo Parlamento acceleri i processi perché
si possano fare quelle riforme necessarie di settore per
un'inversione di tendenza.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha
facoltà. Avverto che, a conclusione dell'intervento
dell'onorevole Di Mauro, dichiarerò chiuse le iscrizioni a
parlare.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
intervenire perché ricordo, come fosse oggi, gli incontri che
abbiamo avuto, lo scorso anno, a proposito della trattazione del
Documento di programmazione economico e finanziaria. Ricordo
anche il dibattito vivo che c'è stato in Commissione Bilancio e
poi in Aula: circa due mesi e mezzo a discutere, a dibattere
perché tutti ritenevamo che quel Documento di programmazione
economico e finanziaria 2007-2011 fosse un documento sul quale
tutti dovevano puntare per raggiungere alcuni obiettivi
importanti.
Ricordo anche una battuta dell'Assessore Lo Porto, allorquando,
nei corridoi dell'Assemblea, ebbe modo di dirmi Questo confronto
che ha un sapore stucchevole in ordine al Documento di
programmazione economico finanziaria ve lo potreste evitare .
Invece, abbiamo insistito perché abbiamo ritenuto che potessimo
dare un contributo serio, un contributo importante ad un
Documento che doveva servire anche come viatico all'attività che
l'Assemblea, il Governo dovevano portare nel tempo.
Per certi versi, signor Presidente, alcuni obiettivi, con
sforzo, durante la finanziaria, sono stati raggiunti, almeno
sotto l'aspetto legislativo. Sotto l'aspetto della attuazione
delle norme legislative, ci sono ancora - mi permetto di dire -
riserve, freni politici da parte della burocrazia perché si
possano mettere in atto tutti i dettami della finanziaria dello
scorso anno.
Faccio un appello perché, in sede di discussione di questo
Documento di programmazione economica e finanziaria, venga
ribadita ulteriormente la volontà da parte di questa Assemblea
affinché vengano messe in atto tutte le iniziative che allora
inserimmo nella legge finanziaria, cioè la restituzione dei
Consorzi di bonifica agli agricoltori, la questione riguardante
la riduzione degli ATO perché, a tutt'oggi, nonostante avessimo
spinto, giorno dopo giorno, sulla accelerazione, siamo ancora
fermi. Questo, francamente, ci preoccupa perché, sebbene ci fosse
la legge, sono occorsi dodici mesi perché ancora non ci fosse una
decisione finale, per esempio, su quali e quante debbano essere
le riduzioni degli ATO; certamente, ci preoccupa in quanto è
evidente che ci sono dei freni perché le centralità di spesa
vengano ad essere ridotti; ci sono dei freni perché i Consorzi
di bonifica vengano ricondotti agli agricoltori.
Vorrei, con molta serenità, senza punte di polemiche nei
confronti di ciò che è stato fatto da parte del Governo, nel
Documento di programmazione economica e finanziaria, che fosse
data una spinta importante all'ordine del giorno numero 20 dello
scorso anno perché, su quell'ordine del giorno, c'è tutto un
viatico che - mi permetto di dire - allorquando il Governo
dovesse raggiungere questi obiettivi, certamente, avremmo fatto
cosa buona e giusta nei confronti dei siciliani.
E' su questo solco che noi, come Movimento per l'Autonomia,
intendiamo muoverci perché riteniamo che, al di là di ciò che è
annunciato in questo Documento di programmazione economica e
finanziaria, lo stato dell'arte è fermo a quello dello scorso
anno; se da un lato, infatti, c'è stata un'iniziativa
legislativa, dall'altro, non c'è stata l'attuazione, cosa che
certamente non è semplice né accettabile. E' necessario, dunque,
che si passi alla fase attuativa.
Su queste questioni, noi, come Movimento per l'Autonomia,
saremmo pronti a votare un ordine del giorno di questo tipo e
saremmo ben lieti di votarlo perché, forse, è arrivato il momento
di dare attuazione alle disposizioni legislative.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli assessori, non posso
nascondere il disagio che provo ad intervenire in Aula il 14
novembre per discutere un DPEF che, essendo un documento di
programmazione, dovrebbe costituire l'anima che ispira la legge
finanziaria e la legge di bilancio.
Stiamo esaminando il DPEF quando già il Governo ha approvato
finanziaria e bilancio; dovremmo aprire, fra qualche ora, la
sessione di bilancio; il DPEF, quindi, pur con tutta la buona
volontà, non inciderà di una virgola sulle scelte che dovevano
essere fatte dal Governo nel predisporre la legge finanziaria.
Pur tuttavia, ciò che salta agli occhi è l'ennesimo gioco degli
specchi. Abbiamo avuto, così come la legge prevede, un Documento
di programmazione economico e finanziaria che - come ho già detto
in Commissione - è un documento preparato dagli uffici e, in gran
parte, non conosciuto dallo stesso Governo per la semplice
ragione che si tratta di un documento che si limita a fare
ragionamenti estremamente tecnici e non contiene scelte.
Siamo di fronte ad un paradosso. La manovra finanziaria che
dovremo compiere si fonda su due capisaldi. Il primo è che,
secondo le stime fatte a legislazione invariata, nel bilancio
2008 il fabbisogno aggiuntivo della Regione, per agire in base
alla legge, allo stato attuale, è di 2 miliardi di euro. Quindi,
bisogna trovare ulteriori 2 miliardi rispetto alle normali voci
di entrata del bilancio della Regione.
A questo, si aggiunge un altro caposaldo del ragionamento che
ispira poi la legge di bilancio: la sottostima del fabbisogno
rispetto alla crescita tendenziale. Al riguardo, devo
riconoscere ai colleghi della Commissione Bilancio della
maggioranza di avere avuto l'onestà e il coraggio delle
considerazioni rese, ma - al di là delle dichiarazioni di
principio, bisogna poi vedere che cosa comporta -.
Per quanto riguarda il PIL rispetto al quadro tendenziale
nazionale, nel DPEF il Governo regionale dà un fattore di
crescita maggiore. Mentre, a livello nazionale, il quadro
tendenziale, oltrettutto corretto ulteriormente - come si
ricorderà - dalla manovra operata a seguito degli interventi
dell'Unione europea, passiamo da una manovra tendenziale
prevista di 1.9 (il dato del PIL nazionale) ad una manovra di
1.7, come nuovo indice corretto. Ebbene, la Regione siciliana non
modifica questo fattore di minore crescita; infatti, mantenere il
livello di crescita precedente le consente di iscrivere in
entrata maggiori entrate che poi non ci saranno.
A questo, si aggiunge - voglio ribadirlo - che vi sono una
serie di spese sottostimate e, non ultimo, il sistema delle
spese sanitarie.
Voglio ricordare, non per mettere il dito sulla piaga, che
comunque - vedremo come si farà la legge di bilancio - a
legislazione invariata, nel 2008 dobbiamo compartecipare, nel
sistema sanitario, per una percentuale rispetto al Fondo pari al
47,5 per cento. Il fabbisogno sottostimato a cui viene data
copertura con la manovra che qui si propone è quello preesistente
all'anno 2007, cioè del 42,5 per cento del 2006. Abbiamo, quindi,
cinque punti di differenziale tra ciò che la legge ci impone di
coprire e quello che stiamo facendo con la manovra di
programmazione economico-finanziaria.
Ciò che più colpisce è che, di fronte a questi dati che sono
certi - 2 miliardi di maggiori uscite, sottostima del fabbisogno
e non parlo poi di tutti gli altri capitoli, le cosiddette spese
non obbligatorie ma obbligate -, di fronte a questa manovra che
ha elementi di rigidità finanziaria, il Governo non propone uno
straccio di idea per quanto attiene alla manovra reale sulla
struttura del bilancio. Non c'è uno straccio di idea sulla
riduzione dei costi dell'amministrazione pubblica, cioè della
riorganizzazione della macchina regionale
La nostra Regione, tra dipartimenti e uffici speciali, ad
oltre 2300 dirigenti regionali continua a dare il premio, a
prescindere dagli obiettivi raggiunti, anche perché nessuno o
quasi nessuno dei 2300 dirigenti della Regione ha degli obiettivi
previsti nel contratto di lavoro e tutti, in questa Regione,
raggiungono il premio.
Non si fa nulla - lo ha ricordato l'onorevole Tumino - per
quegli enti cosiddetti inutili che non solo sono inutili dal
punto di vista dell'efficacia ma, per il solo fatto che
continuano ad esistere, rischiano di essere anche enti non
sottoposti ad alcun tipo di criterio di vigilanza e controllo.
Sono soltanto enti autorizzati a spendere, molto spesso, a
servizio della politica o di una parte della politica.
E ancora non si fa alcuna scelta per quanto attiene le
politiche di risanamento di questa Regione, su come si
ristruttura la spesa in alcuni settori chiave, a partire dalla
formazione professionale, dalle modalità di gestione delle
politiche di assistenza e di tutela per le categorie sociali che
sono investite dal bilancio di questa Regione.
Insomma, per dirla in parole povere, si fa un DPEF perché c'è
un obbligo di legge in tal senso, ma il DPEF non è altro che un
canovaccio cartaceo a cui non crede neanche chi lo presenta. Non
è un caso, onorevole Assessore, che questa volta persino la
Commissione Bilancio ha avuto il problema tecnico di come farlo
uscire dalla Commissione. Questo DPEF, infatti, non poteva avere
un voto favorevole dalla Commissione, tanto più che non solo non
faceva scelte, ma non diceva nulla su aspetti che erano stati già
previsti nel DPEF precedente.
Ricordo che il DPEF dell'anno scorso fu approvato dopo una
discussione, forse, senza precedenti; ricordo, infatti, che
nella passata legislatura, il DPEF era un atto formale: si
approvava in pochi minuti, se ne parlava in un intervento a
favore, uno contro e si chiudeva la sceneggiata. Con l'esercizio
finanziario 2007, il DPEF ha acquisito uno valore diverso, forse
perché era l'inizio della nuova legislatura, e si è tentato di
farlo diventare uno strumento programmatorio con una serie di
iniziative ivi inserite. Malgrado tali contenuti inseriti (a
partire dai tagli, dallo scioglimento degli enti inutili come
l'ESA, come i Consorzi di bonifica, la riduzione degli ATO, il
tetto fissato ai dirigenti, la possibilità di segnare l'azione
amministrativa di questa Regione con una politica più sobria),
bene, malgrado tutti questi atti a corredo del DPEF (in parte,
anche inseriti nella legge finanziaria, cito un esempio per
tutti: la riduzione degli ATO rifiuti), ad un anno di distanza,
non solo non si è fatto nulla, ma il Governo si guarda bene dal
venirci a raccontare qual è lo stato di attuazione delle cose che
sono state previste.
C'è persino un paradosso, signor Presidente: nel corso
dell'anno 2007, quest'Aula, per ammissione degli stessi colleghi
della maggioranza, è stata una sorta di 118 . Mi sembra
un'espressione appropriata a spiegare cosa intendo dire, nel
senso che ci siamo occupati dell'emergenza sanitaria per
ripianare una serie di perdite e di disavanzi prodotti dalla
gestione del sistema sanitario in Sicilia.
Ebbene, nel corso del mese di luglio fino ai primi di agosto,
nel settore della sanità si è scoperto un ulteriore disavanzo di
circa 90 miliardi delle vecchie lire che non si conosceva prima.
Il Governo, in Commissione, ha affermando di non esserne stato a
conoscenza da prima, ma che avrebbe provveduto ad attivare una
Commissione di indagine per gli opportuni accertamenti.
Il Parlamento ha approvato una risoluzione che impegnava il
Governo, entro il 15 ottobre, a venirci a raccontare le ragioni
di quel disavanzo.
L'onorevole Caputo, a nome di Alleanza Nazionale, ha proposto
un ordine del giorno che istituiva una Commissione di inchiesta
sulla sanità.
Siamo al 14 novembre; la festa dei morti è trascorsa
VICARI. Il Presidente Miccichè ha autorizzato la VI Commissione
a fare ciò.
CRACOLICI. Ha autorizzato la VI Commissione? L'ordine del
giorno prevedeva un'altra cosa.
Il dato qual è? Che, al di là delle parole, quest'Aula non è
nelle condizioni di assicurare serietà e coerenza al proprio
lavoro. Lo dico non con l'atteggiamento di resa, ma con
l'atteggiamento di chi ribadisce che siamo in presenza di un
Governo di irresponsabili Un Governo piegato alla gestione
quotidiana con la logica di andare alle elezioni e ormai se ne
frega di tutto, e se ne frega di quello che lascerà a chi verrà
dopo. C'è il rischio che chi erediterà questa Regione troverà
macerie, non solo quelle che sono alla luce dei dati, ma anche
quelle che non si possono conoscere; il lavoro di disboscamento
dei meccanismi perversi che avete creato in questi anni, infatti,
viene alla luce ancora soltanto per una piccola parte. C'è
ancora, probabilmente, gran parte dell'attività che avete
generato e per la quale ci sono una serie di spese incontrollate
che non vengono alla luce.
Signor Presidente, presenteremo un ordine del giorno che vuole
fare riferimento ad alcune cose su tutto ciò che riguarda la
programmazione economico-finanziaria per il 2007-2013 dei nuovi
fondi strutturali, del fatto che siamo al 56 per cento della
spesa a fine novembre e, entro un anno, dovremo certificare il 44
per cento della spesa e, probabilmente, andremo in disimpegno.
Una serie di strumenti e di misure per i quali quest'Aula deve
essere, finalmente, messa nelle condizioni di sapere,
permettetemi la battuta, di che morte deve morire ; se dobbiamo
morire, almeno moriamo con la consapevolezza di sapere di che
morte dobbiamo morire. Il Governo ci vuole fare morire nella
condizione di ignoranza.
Onorevole Cimino, non si lasci intimorire dal fatto che il
Presidente Cuffaro la minaccia di non nominarla più assessore
Vedo che anche la sua relazione ha perso mordente, ha perso lo
smalto di chi si proponeva in termini dialettici, ma concreti. Il
modo in cui lei ha letto questo compitino che avete preparato
dimostra che anche lei è stato richiamato all'ordine ed è stato
assorbito dalla logica della palude che questo Governo vuole che
si perpetui anche nell'attività parlamentare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cintola. Ne ha
facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
bisogna compiere un atto di verità; un atto di verità che
riporti con correttezza gli atteggiamenti e le cose dette e
riferite in Commissione, alla presenza significativa del
Vicepresidente della Regione che, in quel momento, rappresentava
il Presidente della Regione.
Questo DPEF, è inutile che lo ribadiamo, è alla base dei
documenti finanziari che debbono essere presentati. Ha una sua
storia che comincia nel mese di luglio, in un mese difficile, in
un periodo di ferie, anche se questo Parlamento pare che in ferie
ci stia 360 giorni l'anno, senza considerare Natale e Capodanno.
E' pur vero però - e lo dico con molta serietà e sincerità - che
abbiamo chiesto al Governo, sul DPEF presentato in Commissione
Bilancio , una nota aggiuntiva ed è stata chiesta sia dalla
maggioranza che dalla minoranza.
La Commissione Bilancio ha chiesto una nota aggiuntiva al
Governo, chiarendo quali erano i motivi e i principali nodi da
sciogliere. L'abbiamo fatto con interventi singoli, in perfetta
linea tra loro, e l'argomento ha accomunato l'intera
maggioranza con certezza e senza tergiversare, dando poi, come
risultato finale, non una risposta del Governo sull'argomento, ma
solo del vicepresidente della Regione, onorevole Leanza, che ha
presentato una nota aggiuntiva del lavoro del suo assessorato,
non dell'intera manovra che aveva necessità di essere
puntualizzata e verificata in merito alle cifre sottolineate
dall'onorevole Cracolici ed evidenziate nella relazione del
Presidente della Commissione. Il quale null'altro ha fatto - e lo
ribadisco ad onore della verità - se non riassumere nei
contenuti quel malessere che in Commissione c'era insieme alla
volontà di costruire, insieme al Governo, un documento
finanziario che desse la possibilità di dire che ci siamo anche
noi, Commissione Bilancio e finanze.
Mentre per il secondo anno sembrava che il Governo non avesse
la grande sintonia. Quando parlo del Governo vorrei scindere tra
il Governo che è il Presidente Cuffaro, ma non per lecchinaggio'
o per solidarietà al personaggio, e l'Assessorato del bilancio e
le finanze che ha il compito specifico di dare alcune risposte
puntuali.
Sembrerebbe che anche quest'anno ciò che è stato dall'intera
Assemblea votato l'anno scorso non viene alla luce, non è venuto
alla luce. Non c'è stata nessuna consequenzialità alla volontà
espressa dal Parlamento e che la Commissione ha fatto bene a
ribadire con forza e dignità dando il mandato al Presidente della
Commissione, nella sua relazione, di tenere conto delle
osservazioni che ogni singolo componente della Commissione, e
specificamente della maggioranza, aveva fatto.
L'onorevole Cimino non ha bisogno né di difensori di ufficio,
né di lecchini' nei suoi confronti.
Io ho la necessità di ribadire con fermezza e con lealtà che
questo era il compito che lui ha assolto e lo ha fatto al di là
dei toni che possono essere più o meno giustificati, ma i
contenuti sono quelli.
Gli auguro di continuare a essere il presidente della
Commissione, ma gli auguro di fare anche l'assessore, il
vicepresidente della Regione e, fra dieci anni, anche il
presidente della Regione, se i suoi intendimenti di correttezza e
di valutazione rimangono quelli che sono evidenti.
PRESIDENTE. Non mettiamo limiti alla Provvidenza; anche oltre.
CINTOLA. Non li metto mai in discussione. Però, c'è una
necessità, onorevoli colleghi, quella di comprendere dove
andremo. E' vero, infatti, che c'è una legge che dà al
Presidente della Regione poteri di stabilità eccezionali e dà
anche poteri reali di intervento, ma è pur vero che
quest'Assemblea va perdendo i suoi poteri di giorno in giorno.
Non è più in grado di contrastare, ma neppure di colloquiare in
termini forti e sereni e costruttivamente con il Governo, o
comparti e segmenti di questo Governo che, anche nell'esame che
stiamo facendo questa sera, registra vuoti non indifferenti.
Significa che c'è l'Assessore per l'industria che non ha alcun
interesse a sentire quali sono, nel segmento di ogni singolo
assessore, le idealità che il DPEF vuole perseguire anche in
vista del bilancio e della finanziaria successivi.
Non c'è l'assessore Torrisi, non c'è l'Assessore per
l'industria, non c'è l'Assessore che poi si lamenta se non lo
nomino, ma è tendenzialmente inesistente e non c'è neppure nei
momenti in cui sarebbe opportuno che ci fosse. Per quanto
riguarda il Presidente della Regione, seppure non c'è, comprendo
che è per ragioni legate ai suoi impegni di lavoro, ma c'è chi lo
sostituisce e lo fa non solo degnamente, ma anche con senso della
verità, lealtà e rispetto di quest'Assemblea e della Commissione.
Non si può andare avanti così. Non abbiamo bisogno di
comprendere se la minoranza sottoscrive o non sottoscrive, se
dice che il documento presentato dalla maggioranza potrebbe
essere più o meno sottoscritto dalla minoranza. Non è questo il
senso delle cose che vuole questa maggioranza, che è compatta e
che ha la forza al suo interno, in Commissione e in Aula, di dire
al Governo che ci sono alcune cose che debbono essere cambiate.
C'è il rispetto che si deve alla Commissione e all'Aula stessa
per le cose su cui l'Aula s'impegna a chiedere al Governo; e
quando il Governo si impegna dicendo che voterà a favore di un
ordine del giorno, ha il dovere poi di rispettare l'impegno e
portarlo avanti, così per gli ATO e per i consorzi di bonifica.
Non si può pensare ancora di spendere al di là di quello che è
possibile spendere
Non si può pensare più di dare ascolto ad un Assessore che
dichiara che chiuderà le guardie mediche e che, dopo la pressione
popolare, già l'indomani non le chiude più Taglio al 40 per
cento ai convenzionati : l'indomani si fa l'accordo per operare
il taglio al 10 per cento Poi l'ufficio dell'Assessore se ne
dimentica (è un ufficio mastodontico, pieno di soldi che vengono
distribuiti a dirigenti incapaci) e si pubblica il decreto con il
taglio al 40 per cento. Naturalmente si rimette di nuovo in
movimento un conflitto fra Governo e categorie, le quali - deboli
o forti che siano - contrastano con il Governo che si era
impegnato in un certo modo con le stesse categorie.
Non è possibile che ci siano ancora i forestali che attendono
di passare da 78 a 101, da 101 a 151 e da 151 all'assunzione
immediata. Non ci sono i soldi e bisogna che lo si dica loro
Non è più possibile consentire che ci siano gli scioperi e
l'indomani degli scioperi accettare una soluzione parolaia del
problema. Infatti, l'LSU resta LSU e la stabilizzazione di tutti
i precari non è facile da potersi realizzare in quanto contrasta
con le asfittiche risorse del bilancio e con tutte le miriadi di
cose che noi deputati portiamo avanti. Noi magari assalti alla
diligenza non ne facciamo, ma sperpero di denaro ne facciamo
anche singolarmente con ogni emendamento che riteniamo sia
importante portare in Aula.
Mi ricordo il pane di non so quale comune per il quale abbiamo
dovuto faticare a dare qualche soldino, o qualche carrettino
catanese sul quale abbiamo dovuto mettere un po' di soldi, oppure
i 700 medici della medicina privata che abbiamo dovuto assumere
pur avendo detto l'Assessore che non c'erano i soldi in bilancio
per poterlo fare.
Volete davvero, signor Presidente, onorevoli colleghi,
onorevole Governo, che questa Assemblea rimanga attenta ed
ancorata al suo ruolo di proposizione, di controllo e di azione
legislativa? Volete che questo avvenga?
Non sarà quel foglio messo lì per volontà del Presidente
Micciché, non sarà quello che potrà condurre questa Assemblea a
modificare il proprio atteggiamento nel rispetto del ruolo che
dobbiamo avere non come persona, ma come rappresentanti di quel
popolo che ci ha eletti. E c'è la necessità che il raccordo sia
maggiore, che sia veritiero, che non sia fatto di fandonie, che
non sia fatto di promesse che non si realizzano; è necessario che
sia deciso anche il no da parte del Governo alle piccole cose
che noi piccoli deputati possiamo chiedere, e noi dobbiamo sapere
che dobbiamo costruire insieme un progetto che deve portarci a
stare in mezzo alla società, a non avere preoccupazione ad
incontrare l'LSU o il catalogatore o il forestale perché non
abbiamo da farci perdonare se non la nostra povertà per
raggiungere determinati obiettivi.
Se questo non lo facciamo, non capisco qual è il ruolo del
nostro lavoro, del nostro voler dire, del nostro voler fare, del
nostro volerci anche crocifiggere a vicenda perché è giusto che
ognuno firmi senza che si faccia firmare da altri. E questa non è
una novità che l'amico Micciché porta dentro questo Parlamento, è
una cosa che ebbi a dire molto tempo fa in quest'Aula quando
eravamo in dodici a parlare di Statuto; in quell'occasione chiesi
come mai eravamo in dodici se le firme nel foglio di presenza
erano novanta.
Non ci può riprendere il migliore o il peggiore della classe,
ma il fatto c'è ed esiste, onorevoli colleghi, c'è ed è esistito
tant'è che tra ieri ed oggi ho visto tanta gente presente quanta
non ne avevo mai vista. Ma abbiamo il dovere di interloquire e di
parlare, non l'uno contro l'altro, abbiamo il dovere di tentare
di dire una parola nuova e diversa, se a questa terra vogliamo
dare un avvenire diverso e se vogliamo essere coscienti e scienti
con la nostra coscienza, ma anche con la volontà di produrre per
gli altri quello che altri non hanno saputo produrre per noi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo Camillo. Ne
ha facoltà.
ODDO CAMILLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, poiché
nel corso di questi anni abbiamo avuto esperienze negative,
quest'anno, come opposizione, ci aspettavamo un DPEF che
finalmente cogliesse le esigenze legate sia all'aspetto
finanziario, sia all'aspetto dell'andamento della spesa
regionale, sia agli obiettivi sostanziali che il Governo vuole
raggiungere. Un DPEF che, finalmente, assumesse le
caratteristiche di un documento di programmazione strategica.
Ci troviamo, nuovamente, a fare i conti con un DPEF che, a
parte le questioni ed i tempi, diventa un documento
insignificante che, ancora una volta, indica il fallimento
dell'esperienza di questo Governo.
Non c'è Governo che non si affidi ad un documento di
Programmazione economica e finanziaria per tracciare le linee
guida del modo in cui vuole governare una Regione come quella
siciliana.
Eppure, a parte tutte le altre difficoltà, a parte una
maggioranza dilaniata al proprio interno, questo è un Governo che
non riesce, leggendo attentamente questo documento, a mirare ad
uno dei soli obiettivi possibili che, invece, i siciliani
aspettano che vengano inseriti in un progetto di lavoro di questo
Governo.
In più dobbiamo necessariamente assistere al balletto di una
maggioranza che rincorre quelle che sono le tesi che in questi
mesi ha portato avanti l'opposizione e tenta, addirittura, su
alcuni argomenti, di diventare, per il Governo stesso, uno
stimolo continuo.
Ma non è credibile, onorevole Lo Porto
Mi ricordo una sua battuta, onorevole Assessore, di alcuni
giorni fa. Eravamo in Commissione e lei, in risposta ad un
intervento di un collega della maggioranza, ha chiesto quando
avrebbe parlato un rappresentante vero della maggioranza.
Sostanzialmente ha detto questo.
E l'onorevole Cintola si agitava tutto, come stasera, dicendo
che poi parlavamo noi, che tutto sommato ci poniamo un problema,
quello di rendere ai cittadini siciliani, non solo una immagine
più dignitosa ma un'immagine di fattività, un'immagine dove
questa nostra terra possa registrare il funzionamento reale di
questa istituzione importante: un Governo, sostenuto da una
maggioranza; un Presidente eletto direttamente dai cittadini; un
programma. Ve lo siete dimenticati il programma? L'avete
totalmente dimenticato.
Non state seguendo, se non in minima parte - perché mai dire
che niente viene sviluppato perché, altrimenti, non si è
credibili - se non in minima parte, il programma che è stato il
punto strategico e nevralgico per quanto concerne l'appuntamento
elettorale ultimo.
L'avete archiviato?
Pensate quali erano i punti strategici?
Ve ne posso citare uno?
Quello che riguarda la razionalizzazione del sistema Regione.
Eppure, durante il ragionamento dell'anno scorso, il famoso
ordine del giorno che tanto i colleghi della maggioranza citano,
ma che denota la loro assoluta impotenza, cioè non siete in grado
di determinare un orientamento, se pur minimale, da parte del
Governo.
Questo Governo non tiene conto di quelle che sono anche,
evidentemente, le proposte della maggioranza che lo sostiene.
Ecco perché dovreste andare a casa veramente e prima ci andate
meglio è, prima ci andate meglio è per tutti.
La razionalizzazione, lo studio sui dipartimenti, gli uffici
speciali, il modo in cui si può contenere la spesa,
sostanzialmente legata, anche, al funzionamento della macchina
amministrativa, il modo in cui tutto un insieme di enti che
operano possono tutto sommato, nella valutazione sulla loro
utilità e sulla loro efficacia, essere messi in condizione di
essere razionalizzati o spazzati via.
E, invece, passano i mesi e noi avvertiamo, non solo dal punto
di vista dell'opposizione dura, priva di qualsiasi elemento
costruttivo, ma come oppositori avvertiamo la stanchezza, la
confusione, lo smarrimento di questa esperienza di governo,
basata su una maggioranza che ormai assume i tratti di una
barzelletta, quando si discute nelle commissione competenti e
quando si affronta la discussione in Aula.
Eppure l'anno scorso erano a portata di mano, come volevano
fare credere il Governo e la maggioranza, le forme più avanzate
della rivoluzione copernicana. Ricordate gli ATO, i consorzi di
bonifica che andavano evidentemente razionalizzati e collocati in
un ambito di gestione complessiva, le cabine di regia, il modo in
cui si interveniva per quanto concerne gli sperperi e gli
sprechi, le clientele, tutto ciò che fa di questo sistema un
sistema ormai fondamentalmente in crisi, quasi irreversibile? E
non esagero, non voglio esagerare.
Qual è la parola d'ordine che questo Governo si è dato in
questa fase? Su che cosa puntate? Puntate a un sostegno per
quanto concerne anche quella che è la struttura produttiva di
questa nostra Regione?
State mettendo in campo sperimentazioni serie che colgono
anche il significato di interventi nazionali per quanto concerne
il credito d'imposta? State guardando alle aziende, ai settori,
alla competitività, a ipotesi di sviluppo? A che cosa vi state
dedicando se non, leggendo il documento, a considerare la spesa
legata ai fondi strutturali non spesa aggiuntiva ma spesa
ordinaria?
Lasciamo stare le percentuali che riguardano, evidentemente, le
somme che possono realmente produrre qualche minimo di ritorno,
il famoso moltiplicatore. Se guardiamo a quelle, infatti, siamo
nei guai Non lo diciamo solo noi, non lo dice solo l'opposizione
per fare l'opposizione, lo dice la Corte dei Conti Lo scrivono,
evidentemente, anche coloro che stanno osservando da tempo
l'andamento di ciò che significa finanza, investimenti in questa
Regione, lo scrive la Banca d'Italia nella relazione che fa per
quanto concerne il 2006.
Eppure, dinanzi a tutto questo non si evince una minima scelta
strategica di questo Governo. Una cosa si evince: per il modo
come avete governato, soprattutto, il sistema sanitario
regionale, le imprese hanno pagato Irpef in più, Irap in più e
potremmo continuare con tutto quello che è il livello, invece,
che riguarda la cosiddetta tassazione . Questo si evince, eppure
state gridando ancora una volta al lupo cattivo: Roma, Prodi che
toglie alla Sicilia.
Il problema reale voi sapete bene qual è, e sapete bene che, in
questo momento, mentre ci sono strumenti che si stanno attivando,
come credito d'imposta che potrebbe addirittura essere nuovamente
coniato con la formula di un intervento addirittura addizionale,
se così lo possiamo definire, per quanto concerne il meridione
d'Italia, voi balbettate.
Ricordate la legge sullo sviluppo? Da quanti mesi ne parlate e
non siete nemmeno nelle condizioni di decidere sul famoso
cosiddetto extragettito'; lasciamo stare i tesori perché con
queste definizioni c'è veramente da rabbrividire, ma
l'extragettito a cosa sostanzialmente lo volete destinare?
Riguardo la legge sullo sviluppo - ricordate? - legge o disegno
di legge che non è mai pervenuto e non è mai stato assegnato alle
commissioni competenti. Per iniziare un confronto, una
discussione circolavano bozze misteriose, di cui non si sapeva,
cioè, se erano state trasmesse ufficialmente o se, invece, non
erano state trasmesse o se erano le bozze o la bozza su cui il
Governo puntava e su cui la maggioranza si voleva confrontare con
l'opposizione.
Vedete, tutto questo crea una situazione paradossale, grave dal
punto di vista delle risposte che i settori produttivi siciliani,
invece, aspettano.
Cosa state dicendo agli artigiani siciliani, ai commercianti,
agli agricoltori? Cosa indica questo strumento rispetto a quelle
che sono anche manifestazioni di crisi reali che si stanno
manifestando sul nostro territorio? Incertezza, vuoto, confusione
senza che ci sia la possibilità di dare risposte a coloro che si
aspettano risposte da questa Istituzione, parliamo di istituzione
e non del ruolo istituzionale di maggioranza, opposizione ed
esecutivo. Eppure si fa finta di niente, si procede, stiamo
procedendo e stavamo addirittura assistendo al fatto che stasera
la relazione di maggioranza non veniva svolta se non insistevamo
un po' di più.
Per la prima volta nella storia di questo Parlamento - non
voglio esagerare - perché bisogna fare in fretta, tanto non
credete a quello che producete Tanto siete ridotti a fare
l'opposizione Voi vi state facendo l'opposizione, siete ridotti
a farvi l'opposizione Voi capite bene che fuori la credibilità è
scemata in maniera quasi definitiva e cercate di arrampicarvi
sugli specchi.
Credo che ciò che è stato espresso questa sera per bocca del
nostro Presidente sia un modo non nuovo, serio di fare di questo
dibattito un momento, invece, un po' più alto, dove su due o tre
questioni fondamentali che riguardano lo sviluppo di questa
nostra terra si possa realmente cominciare a parlare e a
confrontarsi per come si deve, perché purtroppo non arriva né da
parte di questa maggioranza né da parte del Governo uno stimolo
preciso, con proposte concrete che possano nuovamente
interessare, non dico entusiasmare, perché sarebbe una bestemmia,
il cittadino siciliano che guarda a questa Regione con attenzione
e che vorrebbe che le cose cambiassero.
Presidenza del Presidente Miccichè
Altro che solo ordine del giorno numero 20, onorevole Fleres
Ricordo quando lei in Commissione disse a noi - che su questo
punto insistevamo in una certa maniera e ponevamo questioni vere
e reali di questa terra - disse che ci aveva smarcato a sinistra.
Vi state smarcando rispetto all'attenzione che il popolo
siciliano ha nei vostri confronti. Non vi state smarcando né a
sinistra né a destra.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Antinoro. Ne ha
facoltà.
ANTINORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi accingo a
fare un intervento brevissimo che chiede più risposte che non
momenti di affermazione e quindi, sicuramente, non mi farò
richiamare per i tempi.
Non nascondo l'imbarazzo con il quale chiedo alcune risposte,
alcune certezze riconoscendo l'onestà intellettuale del
Presidente Cimino, dei componenti della Commissione. E siccome
poi ho anche ascoltato le parole che ha pronunciato l'onorevole
Cintola, svolgendo una sorta di riepilogo, di ricostruzione dei
fatti, ascoltando anche quello che doveva essere un intervento da
parte del Governo a chiarimento della commissione Bilancio, vedo
l'Assessore al bilancio, ma credo che quella sera fosse presente
il Vicepresidente della Regione - se ho capito bene dalla
ricostruzione dell'onorevole Cintola o erano ambedue presenti -
la sera in cui si chiesero alcuni chiarimenti da parte della
Commissione bilancio, Assessore Lo Porto, così ho ascoltato dalla
ricostruzione che faceva l'onorevole Cintola. Non so con certezza
chi fosse presente in quel minuto, anch'io mi sto confondendo, ma
siccome poi alla fine della serata dovremo dare un voto
all'ordine del giorno, dovremo valutare il DPEF che io posso
valutare positivamente, posso valutare negativamente, posso
coglierne fatti positivi, risposte non date, ma il momento
congiunturale che viviamo è tremendo e al di là del fatto se c'è
Roma che ci fustiga o non ci fustiga, il momento è comunque, in
modo complessivo, assolutamente pesante.
Ho ascoltato anche le parole dell'onorevole Cimino, quando ha
detto la relazione del Presidente , e siccome conosco - lo dico
con la massima sincerità e serietà - e apprezzo l'onestà
intellettuale di Michele Cimino, siccome ascoltavo le parole che
lui continuava a ripetere la relazione del Presidente , voglio
sapere, desidero conoscere se è possibile, se questa relazione è
stata votata dalla Commissione, se è stata votata da gruppi di
maggioranza, da gruppi di opposizione, se è una relazione
condivisa da tutti, se è una relazione condivisa, per esempio,
anche dal parlamentare che rappresenta l'UDC all'interno della
Commissione stessa, se non lo è.
C'è un momento in cui la politica può essere fatta di
sottintesi, di vicende sottaciute, di vicende che dobbiamo
comprendere senza dircele, e c'è un momento in cui quando si vota
è sempre con la prerogativa, che voglio riconoscere al
parlamentare regionale, di doversi convincere e capire in Aula
ed intervenire nel merito. Desidero anche conoscere dal
Presidente Cimino quali sono le sue valutazioni in ordine a tutto
ciò, perché, viceversa, voterei senza capire, ascolterei senza
aver ascoltato e probabilmente non darei il mio voto secondo
scienza e coscienza.
Voglio farlo e quindi pongo tali interrogativi con grande
modestia, con grande serenità d'animo, con l'onestà intellettuale
che riconosco a tutta la Commissione bilancio e ripeto, primo fra
tutti a Michele Cimino. Ma voglio conoscere con determinazione e
con serietà quale è stata esattamente la dinamica di tutti questi
eventi e come questa relazione in qualche punto apprezza il Dpef,
ma in altri lo critica in modo feroce. Voglio capire come si
sposano le due vicende.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fleres. Ne ha
facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, già l'anno
scorso la Commissione bilancio ha assunto una funzione e ha
tenuto un comportamento assolutamente diverso, nuovo rispetto a
quanto era accaduto fino a quel momento nel nostro Parlamento da
quando si discute di documenti di programmazione economica e
finanziaria.
Un atteggiamento diverso e molto impegnato in un'azione che non
fosse soltanto di analisi stucchevole, in alcuni casi, del
documento stesso, come era accaduto negli anni precedenti, ma che
fosse, invece, un'analisi accurata, approfondita, dettagliata,
che si avvalesse della collaborazione, della partecipazione, del
parere delle categorie produttive, dei corpi sociali della nostra
regione, più volte ascoltati nel corso dell'esame del documento,
che fosse un'attività, soprattutto, propositiva.
Il Dpef è diventato sempre di più il filo conduttore
dell'azione del Governo, ma anche dell'azione di questo
Parlamento e credo che la Commissione bilancio ed il suo
Presidente, l'onorevole Cimino, abbiano interpretato molto bene
la funzione di coordinamento dell'azione parlamentare rispetto
all'azione del Governo, un'azione di coordinamento presente,
pilastro del documento di programmazione economica e finanziaria.
Desidero accennare a quello che accadde l'anno scorso perché è
da lì che bisogna partire per comprendere che cosa è accaduto.
L'anno scorso la Commissione bilancio approvò una relazione che
poi fu in parte trasferita nell'ordine del giorno che quest'Aula
votò in uno con il Dpef e per la prima volta, lo ripeto, in tanti
anni, quell'ordine del giorno non era pedissequo, stucchevole -
lo ripeto - che approvava il documento e basta, ma era un ordine
del giorno che indicava al Governo una linea.
Indicò al Governo alcune priorità e il Governo accolse l'ordine
del giorno che certamente si componeva di diverse parti,
prevedeva una serie vasta di importanti riforme e di importanti
obiettivi anche di carattere amministrativo che, certamente,
nessuno di noi poteva pensare che si potessero realizzare con un
colpo di bacchetta magica, né in pochi minuti.
Ebbene, gran parte di quegli impegni il Governo li ha
mantenuti; gran parte di quegli impegni sono stati inseriti nella
Finanziaria che seguì quel Documento di programmazione economico-
finanziaria.
Questo non significa che tutti i problemi e tutte le
sollecitazioni, nell'ordine del giorno approvato dall'Aula e
consegnato al Governo, siano stati trasformati in legge. Sarebbe
estremamente bello pensare che in un anno possano essere risolti
tutti i nodi della Regione siciliana; così non è stato, ma ciò
non significa che, nonostante quel metodo di partecipazione
all'azione programmatoria del Governo voluto dalla seconda
Commissione, dal Presidente Cimino, da tutti i componenti della
Commissione, anche l'opposizione contribuì ad indicare alcune
linee che bisognava seguire; un obiettivo di quel genere poteva
essere realizzato in breve tempo.
Abbiamo riproposto lo stesso meccanismo e, da questo punto di
vista, desidero contribuire a chiarire le osservazioni formulate
dal collega Antinoro, che stimo, riprendendone anche alcune del
collega Cintola.
La Commissione ha letto il DPEF, ha chiesto al Governo di
integrarlo e lo ha fatto, accettando le osservazioni che la
Commissione aveva formulato; ha chiesto alle categorie produttive
di esprimersi e queste si sono espresse; personalmente, sono
stato molto provocante nei loro confronti, nel momento in cui
tacevano, quasi prese da una narcosi collettiva che ne impediva
l'azione. Successivamente, abbiamo capito in quali condizioni di
disagio vivevano tali categorie produttive, gli effetti del
racket sulle attività produttive, probabilmente, ne avevano
indebolito persino la voglia di riscatto. Oggi, non è più così;
oggi, le nostre categorie produttive reagiscono alla pressione
della criminalità, parlano, si esprimono.
Ebbene, personalmente, condivido quel metodo, lo sottoscrivo,
sottoscrivo anche la relazione che il presidente Cimino ha
rilasciato all'Aula e credo che sia questo il percorso da
seguire; credo, infatti, che quella non sia affatto una relazione
di sfiducia nei confronti del Governo; ritengo, invece, che
significhi esattamente il contrario e cioè aver dato voce, con
gli strumenti della democrazia e con quelli dell'azione
parlamentare, a quelle proposte, a quelle osservazioni che la
Commissione, come momento di sintesi dell'azione parlamentare,
relativamente al tema del bilancio e delle finanze, ha voluto
formulare nei confronti del Governo.
E credo che neanche l'opposizione sia molto contraria a quanto
detto dall'onorevole Cimino, anche perché, nonostante sia stato
indicato un relatore di minoranza, non c'è stata una relazione da
parte della stessa e, dunque, devo ritenere che una parte di
quelle osservazioni, sia pure da altra prospettiva, comprensibile
ancorché non condivisibile, sono state condivise anche dalla
minoranza. L'obiettivo della minoranza però è quello di
dimostrare che il Governo è inefficiente e di attaccarlo; questo
obiettivo non può essere quello della maggioranza.
L'obiettivo della maggioranza è, invece, suggerire al Governo,
stimolare il Governo affinché faccia meglio di quanto ha fatto,
prendendo atto degli obiettivi raggiunti e sottolineando quelli
che non sono stati raggiunti per poter rilanciare la sua azione
con il raggiungimento degli obiettivi contenuti nell'ordine del
giorno dell'anno scorso e con l'aggiunta di quelli che, immagino,
l'ordine del giorno, che accompagnerà il voto della maggioranza
sul DPEF, vorrà contenere per quest'anno.
Non ho molto apprezzato il clima di polemiche che si è
scatenato dopo che l'onorevole Cimino ha illustrato la sua
relazione. Dico ciò, intanto, perché non era un suo dovere farlo
e lo ha fatto in un clima di trasparenza e di assoluta lealtà nei
confronti degli alleati e degli avversari; non credo, inoltre,
che, attorno ad un Documento di questa natura, che ha valore
programmatorio, ci possano essere polemiche, ci si possa
dividere.
Dobbiamo dividerci, semmai, su quanto non viene fatto, sugli
obiettivi che non sono utili allo sviluppo della nostra Regione e
non su quelli che, unanimemente, apprezziamo. E lo abbiamo
dimostrato con il nostro comportamento in Commissione ed in Aula.
Non ho apprezzato, quindi, le polemiche che si sono sviluppate
circa la relazione dell'onorevole Cimino che, invece, apprezzo
per la lealtà con la quale ha voluto far conoscere all'Aula le
sue opinioni, che poi erano quelle di tutta la Commissione,
rispetto all'argomento in trattazione.
Il Governo non deve sentirsi punito né colpevolizzato né
strumentalizzato né accusato di inefficienza. Siamo parlamentari
da tanto tempo - chi più, chi meno - e conosciamo perfettamente
che è nelle dinamiche di un Parlamento e della politica l'azione
di stimolo che deve essere compiuta.
Quando l'azione di stimolo è leale, franca, chiara, aperta, si
sottopone alla valutazione e al giudizio democratico della
maggioranza e dell'opposizione, non è né può essere considerata
un attacco al Governo o una volontà di sottolineare le sue
inadempienze. E' l'Aula, semmai, che avrebbe dovuto fare quelle
riforme e non le ha fatte.
Se è vero che il Governo non ha risposto in pieno alle sue
prerogative, alle nostre attese, è pur vero che l'Aula non può
essere quella che, come ieri, dà dimostrazione di intemperanza e
anche di schizofrenia politica, bocciando un articolo di una
legge che non presuppone alcuna divergenza di natura ideologica.
Ben altre sarebbero le leggi sulle quali bisognerebbe dividersi
dal punto di vista ideologico.
Se il Governo ha le sue responsabilità, ciascun parlamentare -
ed io per primo perchè non intendo sottrarmi alla critica che mi
viene rivolta - ha le proprie responsabilità.
Mi auguro che questo DPEF venga votato e che venga votato
nonostante non sia la panacea di tutti i mali, che venga votato
anche un altro ordine del giorno che contenga ulteriori proposte,
suggerimenti o osservazioni perché è questa la dialettica
politica, è questo il ruolo di una Commissione parlamentare come
la Commissione Bilancio ed è questo il ruolo di un Parlamento:
quello di suggerire scelte che devono essere compiute e di
sottolineare i risultati che vengono raggiunti ma anche quelli
non raggiunti. Sarebbe ipocrita se questo non accadesse e non
svolgeremmo in pieno il nostro compito se non lo segnalassimo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole
Gucciardi. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, signori assessori, onorevoli
colleghi, è davvero singolare dover trattare ancora una volta nel
nostro Parlamento temi fondamentali e decisivi per il destino
della nostra Regione in un giornata che non è certamente tra le
migliori della sua storia. Un Parlamento distratto, in qualche
misura assente, e stiamo ragionando di quello che, probabilmente,
con molta buona volontà definiamo Documento di programmazione
economico-finanziaria, non riflettendo neppure sul significato
lessicale di ciò che si esprime ogni giorno in questo mondo, a
volte singolare, della politica.
Un Documento di Programmazione Economica e Finanziaria discusso
in un clima di decadenza dell'impero, di tardo impero, in un
clima in cui, probabilmente, ognuno rischia o, probabilmente,
recita una parte triste, per qualche aspetto priva di
significato, certamente inutile ai fini di un destino più
positivo per il popolo siciliano.
Ma analizziamo la singolarità della politica regionale, della
politica istituzionale della Regione nel suo complesso, di questo
singolare rapporto tra istituzioni parlamentari, Governo e
politica, per cui l'opposizione si trova in difficoltà nel fare
opposizione ad un Governo che non c'è, ad un Governo che è
continuamente assente in quelli che sono i progetti che
dovrebbero contraddistinguere una vera azione di Governo. E
analizziamo la relazione di maggioranza del Presidente Cimino -
che, personalmente, ho apprezzato in molte parti - e il
tentativo, serio e rigoroso dal punto di vista istituzionale,
dell'onorevole Fleres che, con autorevolezza, prova a motivare
ciò che c'è dietro la relazione del Presidente o della
Commissione, almeno della parte di maggioranza della Commissione,
e che riguarda gli aspetti fondamentali e vitali della nostra
Regione.
E dico ciò seppure mi viene davvero difficile pensare che
questo sia un ennesimo atto di stimolo per una azione di Governo
che, in questi mesi, avrebbe dovuto esserci e continua a non
esserci. Mi viene davvero difficile capire come la si possa
ancora sollecitare. Onorevole Cimino, desidero sottolinearle -
con tutto il rispetto che il Parlamento ed io stesso dobbiamo
all'assessore Lo Porto, presente in Aula - che il Governo, in
quella che è la sua azione istituzionale, non è assolutamente
presente in questa Aula e non soltanto in questa seduta.
Questa requisitoria - così come definisco la relazione
dell'onorevole Cimino - è senza appello, è una requisitoria
verso un Governo che, in questo anno, avrebbe dovuto, almeno sul
piano delle tendenze, dare delle risposte a questo Parlamento.
E come potrei non condividere questa relazione quando denuncia
che spesso sono state disattese le decisioni di questo
Parlamento? Come posso non condividere questa relazione quando
denuncia il fatto che il Governo ha spesso baipassato e continua
a baipassare il Parlamento in tutte le sue scelte e non soltanto,
badate, gli atti di indirizzo o di mero indirizzo che possono
essere contenuti in un mero ordine del giorno, ma persino gli
atti legislativi?
Vorrei capire cosa è cambiato dell'azione di governo nella
nostra Regione, dal punto di vista tendenziale, dal mese di
gennaio ad oggi, cioè dall'approvazione della legge Finanziaria.
Che cosa è cambiato? E' cambiato il fatto che è stato disatteso
quel minimo di riforme istituzionali che clamorosamente, dal
punto di vista mediatico, sono state poste all'attenzione dei
cittadini siciliani? Non ha avuto alcun seguito neppure quanto
era stato fatto con la riforma degli Ambiti territoriali
ottimali Questi ultimi, infatti, persistono in questo disastro
finanziario senza che il Governo abbia la forza di intervenire
per applicare, con la tempestività dovuta, la relativa legge, che
non è soltanto un atto di indirizzo, ma una legge.
Credo, quindi, che il Presidente della Commissione Bilancio,
questa volta, abbia davvero affondato il bisturi in maniera
pesante in quelli che sono i passaggi dell'inefficienza del
Governo.
Certamente, è difficile pensare che questo possa essere uno
stimolo laddove si dice - leggo testualmente: «( ) che gravi
difficoltà di avanzamento finanziario della spesa emergono dal
DPEF e rischiano di compromettere in via definitiva, attraverso
la probabile applicazione del meccanismo del disimpegno
automatico, l'impiego di una notevole entità di risorse».
Nella relazione di maggioranza si parla di patologie, di
profonda revisione, di frammentazione e dispersione della spesa;
si parla di quanto noi, da mesi, continuiamo a dire quali sono i
mali veri dell'azione di governo di questa Regione. Non c'è
assolutamente spazio per alimentare una speranza, se non di
prospettiva dell'azione di Governo di questa Regione. E' detto, è
ribadito - è riferita al riguardo anche l'opinione della Corte
dei Conti - il mancato raggiungimento, Presidente Cimino, come
lei stesso scrive, degli obiettivi di cui all'ordine del giorno
numero 20 del 18 ottobre 2006. E', dunque, il fallimento,
certificato da una relazione di maggioranza, di quella che voleva
essere un'inversione di tendenza, dal punto di vista riformista,
di questo Governo e della maggioranza che ancora lo sostiene.
Non vale la pena entrare nel merito di ciò che contiene il
Documento di programmazione economico-finanziaria. Il nostro è un
giudizio politico duro, certamente irreversibile e senza appello.
Il Governo ha posto in campo un'azione che è difficile già di
per sé definire come azione rispetto alla quale la bocciatura è
assolutamente senza appello. Voglio fare un rilievo sulla
requisitoria senza appello del Presidente Cimino sul tema dei
conti della sanità ed anche la relazione di maggioranza è
insufficiente; neppure il Presidente Cimino è riuscito a
raccapezzarsi in questo settore che è il disastro della nostra
Regione.
Noi, onorevole Tumino, l'abbiamo detto da questa tribuna, poco
meno di un anno fa, quando abbiamo lanciato l'allarme dei conti
della Regione fuori controllo; l'abbiamo ribadito, in sede
parlamentare, inascoltati dalla maggioranza - e questo va
sottolineato - quando è stata approvata la legge di ulteriore
ripianamento del deficit, la legge numero 12 del 2007; l'abbiamo
ribadito, in sede di approvazione dell'ultima norma che ripianava
gli ultimi 84 milioni, se non ricordo male, di disavanzo per il
2006.
Lo abbiamo detto e ribadito che i mali erano altri e, invece,
nel Documento di programmazione economico-finanziaria, leggiamo
di una ricetta per risanare i conti della sanità che è
offensiva nei confronti di un Parlamento che è costretto a
leggere questa relazione programmatica sulla prospettiva della
sanità, inappropriata persino sul piano della locuzione, sul
piano delle espressioni che vengono usate; un'approssimazione
che non è possibile giustificare neppure in una piccola
conferenza di periferia in tema di sanità. E' inaccettabile.
Non è assolutamente possibile che il Parlamento venga tenuto in
tale scarsissima considerazione dal Governo
Noi abbiamo lanciato l'allarme: abbiamo detto che la sanità
nella nostra Regione non ha ancora recepito, in quella che è la
fase attuativa e di gestione delle aziende sanitarie, la riforma
del 1992 e le successive modifiche ed integrazioni. Non esiste la
gestione economico-patrimoniale delle aziende sanitarie; non
esiste il controllo di gestione.
Con molto rammarico, con molto dispiacere - l'ho già detto nel
corso di precedenti sedute di quest'Aula - siamo costretti a
venire in quest'Aula ed a prendere atto, tristemente, del
fallimento di un'azione di governo che era stata promessa e che
non è stata mantenuta.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Caputo.
Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevoli
rappresentanti del Governo della Regione, ci sono atti che
impegnano e qualificano il Parlamento - e questo è uno di quelli
che ha una grande importanza per il Parlamento - non soltanto
perché precedono le manovre di bilancio e della finanziaria, ma
perché vanno a delineare quella che è l'azione di governo in
tutti i settori della vita pubblica ed istituzionale.
Ho ascoltato gli interventi dei colleghi delle opposizioni ed è
giusto - forse, anche doveroso, al di là del rispetto
dell'intelligenza di tutti e nel rispetto anche del ruolo delle
parti istituzionali e politiche - che vengano mosse critiche
all'azione di un Governo che, nel corso di quest'anno, ha
adottato provvedimenti - a volte, anche impopolari ma certamente
proprio per questo coraggiosi - che hanno notevolmente inciso
sulle dinamiche di sviluppo di questa Regione.
E mi rendo conto che le critiche devono essere accese, che le
critiche devono anche essere forti, ma credo che chi ricopre il
ruolo di parlamentare di maggioranza e sostiene lealmente questo
Governo, al di là del ruolo di maggioranza, deve prendere atto
che questo Governo, nella redazione del DPEF, presenta un
bilancio certamente positivo.
E' vero, come qualcuno ha detto - lo condivido ed è giusto che
sia così - che non tutto può essere risolto, che tutti i
problemi, anche se affrontati, non possono essere tutti risolti,
ma è chiaro che va preso atto che il Governo, in particolare
l'Assessore per il bilancio e le finanze di questa Regione, ha
adottato provvedimenti importanti in tema di risanamento della
finanza pubblica, nella gestione del patrimonio immobiliare,
nella riduzione dei costi della sanità; provvedimenti che hanno
determinato la ribellione di intere comunità; sono scesi in
piazza sindaci, amministratori, cittadini, intere comunità a
manifestare davanti a tutti gli uffici della Regione.
E' chiaro che, quando si incide su un sistema che era radicato
e, forse, clientelare e, quando i provvedimenti diventano
radicali e coraggiosi, si affronta anche l'impopolarità,, ma chi
governa ha il diritto ed il dovere di adottare provvedimenti che,
al momento, possono sembrare contro qualcuno, ma che sono
sicuramente per lo sviluppo di questa Sicilia.
Condividiamo quanto contenuto in questo DPEF, che è prova
dell'intelligenza e dell'acume politico ed amministrativo di chi
governa la Regione ed, in particolare dell'impegno dell'onorevole
Assessore per il bilancio e le finanze di questa Regione, del
quale condividiamo la forte azione amministrativa.
Non soltanto voteremo il DPEF, ma voteremo anche l'ordine del
giorno predisposto dalla maggioranza con un plauso al Presidente
della Commissione, onorevole Cimino, che non è vero che ha
levigato i contenuti della sua relazione.
Abbiamo la capacità di caratterizzarci per il coraggio e per la
lealtà delle nostre iniziative; non ci facciamo tirare la
giacca da nessuno e quello che diciamo è quanto scriviamo; è il
frutto della nostra capacità di essere rappresentanti del popolo
di questa Regione, di questa Sicilia.
Proporremo e voteremo un ordine del giorno che non dà
correttivi, ma che rende ancora più incisiva l'azione del Governo
con tutto il DPEF e che sarà maggiormente precisata nella
finanziaria e nel bilancio che valuteremo e voteremo. Abbiamo
voluto inserire nell'ordine del giorno anche una novità, in senso
assoluto, che è la fotografia storica di quanto sta accadendo,
onorevole Presidente, in questo momento, in terra di Sicilia.
Si tratta di una rivoluzione senza precedenti perché, vede, da
un lato, l'azione della magistratura che, in un solo colpo,
arresta quattro pericolosi latitanti, distrugge la rete dei
fiancheggiatori e dei picciotti , personaggi di grande capacità
criminale che hanno condizionato e vessato l'economia della
Sicilia e della provincia di Palermo e, dall'altro, prevede la
possibilità di intervenire, con iniziative economiche, a sostegno
delle vittime dell'usura e del racket, per aumentare i livelli
di sicurezza pubblica in Sicilia, per sostenere le
amministrazioni comunali e tutti gli enti pubblici che vorranno
costituirsi parte civile nei processi contro mafiosi ed
estorsori. La novità, in senso assoluto, però è determinata dalla
finanziaria nazionale che ha inserito la Regione Sicilia fra gli
enti che possono ricevere, destinare o utilizzare, per pubbliche
finalità, i beni confiscati alla mafia.
Vogliamo prevedere all'interno dell'ordine del giorno,
assessore Lo Porto e presidente della Commissione Bilancio,
iniziative che il Governo sicuramente farà proprie per
contribuire con gli imprenditori che, con coraggio, oggi hanno
deciso di ribellarsi alla violenza ed alle intimidazioni mafiose.
Un gesto di grande attenzione da parte della Sicilia, di questo
Governo e di questo Parlamento.
E sono convinto che, su queste misure, non ci divideremo, ma
lanceremo un messaggio di grande unità, affinché il Documento di
programmazione economica e finanziaria, oltre che essere la
radiografia dei bisogni della Sicilia e delle strategie di
risoluzione dei bisogni della Sicilia, sia anche la volontà di un
Parlamento che vuole stare accanto a quella parte della società
che oggi, in maniera plateale, pubblica e simbolica, ha voluto
dire no alla mafia e ha puntato l'indice accusatorio contro
tutti coloro che, con mano mafiosa, hanno distrutto l'economia
della Sicilia.
Per tali motivi, voteremo il DPEF, voteremo l'ordine del giorno
ed inviteremo il Governo ad essere ancora più rapido nelle
decisioni finanziarie perché questa Sicilia ha bisogno di
risposte chiare e forti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cantafia.
Ne ha facoltà.
CANTAFIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quando si
parla di una classe dirigente che, inconsapevolmente o
consapevolmente, va verso una tragedia o verso la distruzione si
evocano, di solito, i famosi saloni da ballo del Titanic.
Sarebbe facile usare questa metafora per descrivere la
situazione della Sicilia, ma ritengo perfino inopportuno usare
una tragedia per simboleggiare lo stato di consapevole follia che
sembra avere preso per mano la classe dirigente e il Governo di
questa Regione.
Mi sembra più vicina a questa realtà la metafora della barca.
Una bella barca a vela che va in giro per il mare piena di gente
che gozzoviglia, che si diverte, che non ha una meta, ma con un
piccolo particolare: le risorse della barca sono finite, è
finita l'acqua potabile, sono finiti i viveri, è finita la
benzina e l'unico che sapeva portare la barca si è addormentato,
è ubriaco. A me sembra di poter descrivere così, in questo
momento, la situazione che viene descritta dal DPEF.
Da quel DPEF sono sparite perfino le bugie, perfino i sogni
realizzabili che erano scritti nel DPEF dell'anno scorso farcito
di un qualcosa lo stesso documento della Commissione Bilancio
definì un po' eccessivo; sembrava, ed era ragionevole che lo
fosse, il libro dei sogni. Era il primo documento subito dopo le
elezioni, si poteva e si doveva mettere il programma del Governo
dentro quel documento lì.
Da questo documento sono sparite perfino quelle bugie, ma non
le descrizioni di una situazione della Sicilia che è conosciuta,
probabilmente, soltanto dall'estensore di quel documento (non so
se il Presidente della Regione, l'Assessore per il bilancio e le
finanze, gli Uffici o chi per loro).
Si descrive una Sicilia che non c'è. Non avranno letto, loro -
mi chiedo - i dati dell'Istat che sono stati pubblicati
recentemente? Si saranno accorti, anche loro, che il 30 per cento
delle famiglie siciliane versa in uno stato economico al di sotto
di quella che viene considerata, ufficialmente, la soglia di
povertà? Non parlo di quello che dicono alcuni inguaribili
comunisti parlando male di una Sicilia governata dagli altri. No,
è l'Istat che ha ricordato come questa Regione continua ad avere
tutti gli indici macro-economici negativi.
E, invece, nel DPEF si continua a ritenere magnificamente
grande un numero così ridicolo come quello della previsione di
crescita dell'1,8 per cento
Guardate che gli economisti considerano i tassi di crescita di
quel livello poco meno che una stagnazione perché, normalmente,
una crescita di quel livello, a male pena, conserva i posti di
lavoro che vengono distrutti dal cambiamento tecnologico che la
produzione recente recepisce.
Noi siamo tra quelle regioni del Mediterraneo - parlo del
Mediterraneo perché assimilo la Sicilia ad una regione come
quella del Maghreb - con una occupazione ai limiti del disastro;
credo che l'ultimo dato sia del 37 per cento, cioè soltanto il 37
per cento della forza-lavoro, in Sicilia, ha una occupazione. E'
più o meno il dato che si registra in Libia, che è simile a
quello che si registra in Algeria e che è, tanto per capirci, la
metà di quello che si registra nella provincia dell'Alto Adige e
la metà anche di quello che si registra nella regione Lombardia.
Ebbene, questo DPEF non dice nulla di tutte queste cose, non fa
neanche un attimo di attenzione.
Guardate, o il Governo sa già che andrà alle elezioni tra
breve, quindi, non ha il coraggio di dire la verità, e cioè che
la Sicilia è in grande difficoltà, oppure è talmente incosciente
- come quei naviganti cui facevo cenno poc'anzi - che non tiene
conto di questa differenza. E' chiaro che il DPEF non affronta
nessuna delle questioni che andrebbero affrontate, neanche quelle
che il documento, votato dalla maggioranza, ben inteso, aveva
indicato tra le cose da fare nell'ultimo DPEF.
Noi, quindi, siamo di fronte ad un Governo che non ha un'idea
precisa, non sa che cosa fare ed è il motivo per cui non riesce,
neanche, ad entrare in sintonia con la sua stessa maggioranza.
Quello che succede continuamente in quest'Aula non è frutto del
caso, non è frutto neanche di qualche cattiveria, di qualche
imprudenza, di qualche leggerezza di uno o più deputati della
maggioranza; succede perché non c'è sintonia neanche con la
stessa maggioranza.
Se fossimo in un'altra regione, non solo dell'Italia ma di
un'altra regione del mondo, forse, si potrebbe pensare perfino al
fatto che questa Assemblea è completamente in dissonanza con il
Governo, visto che sono due i regimi elettorali che la eleggono.
Ma è mai possibile che non si affronta nessuno di questi temi,
neanche quello più banale, neanche quello degli incentivi? Non si
pensa neanche a come riformare il Piano operativo regionale che è
nostro e che non ha dato alcuno dei risultati aspettati? Ha un
bel dire la dottoressa Palocci e l'onorevole Cuffaro quando
sostengono che la nostra è stata la più brava delle regioni
Non solo non abbiamo speso quanto gli altri, e questo poco male
ancora, ma la verità è che i soldi che abbiamo speso non sono
serviti a nulla e nel documento della maggioranza la volta scorsa
ciò è stato considerato uno degli elementi di criticità.
Almeno questo lo si faccia, almeno si metta mano a quel
benedetto POR per cambiarne i connotati. Si è venduta
l'ispezione, la visita del Commissario della UE che ha detto che
si è fatto finta, che ha detto bene della spesa perché ha
riferito che sì, in effetti, si sta spendendo, sì, in effetti,
più o meno siamo come tutti gli altri; e si è nascosta in realtà
l'opinione che ha dato quel Commissario il quale ha dichiarato
che i soldi sono stati spesi male ed inutilmente.
E per finire: è mai possibile che non c'è niente neanche
relativamente alle strategie che vengono considerate decisive
dalla Comunità Europea, quelle della ricerca, della innovazione,
della formazione, dell'istruzione?
Non ci preoccupiamo in questo DPEF neanche delle cose
semplici, neanche delle cose per le quali non c'è bisogno di
essere progressisti o intelligenti per individuarle, basta solo
un po' di buon senso. Non si fa neanche questo sforzo.
Quindi questo DPEF è nello stesso tempo l'evidente segnalazione
di un Governo che non c'è, ma soprattutto, e purtroppo per i
siciliani, di un Governo che non ci sarà, di una azione di
governo che non ci sarà e che quindi non potrà risolvere nessuno
dei problemi della Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dina. Ne ha
facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, un intervento sul
Documento di programmazione economico-finanziaria diventa un atto
doveroso non solo per l'argomento in sé, ma anche per una serie
di polemiche, di dibattiti irrituali che si sono un po' celebrati
sulla stampa rispetto all'iter che questo DPEF ha vissuto fino
all'esito dello stesso dalla Commissione con la relazione del
Presidente della Commissione, cui era stato dato mandato di
predisporla e di cui siamo venuti a conoscenza anche dopo. Il
giudizio su quella relazione non condivisa e non votata si
prestava anche a qualche distinguo e a qualche presa di distanza
che è nelle cose. Infatti, se il documento è condiviso e votato
e pensato insieme, viene accettato anche nelle pieghe più
specifiche, più precise, più puntuali.
Personalmente ne sono venuto a conoscenza dalla stampa, prima
del dibattito; successivamente ne ho avuto copia. Ed ho avuto la
sensazione che sulla stampa sia stato addirittura stravolta la
posizione reale del Presidente della Commissione bilancio nei
confronti del DPEF.
Dalla stampa si evidenziava una posizione dell'onorevole
Cimino quasi fosse un esponente dell'opposizione, ma ciò - come
ha anche affermato lo stesso Cimino che ha avuto modo di
rappresentarmi personalmente - non nel senso che c'è stata
qualche libera astrazione della stampa rispetto alla relazione
che va esaminata ed interpretata, che necessita di una esegesi
attenta. Ma le conclusioni alle quali qualcuno è arrivato tentano
di distorcere quello che è il vero senso della stessa relazione.
Ritengo che questa relazione viva di due peccati originali.
L'ho letta attentamente qualche giorno fa
CRACOLICI. Quindi il tema è la relazione, non più il DPEF.
DINA la relazione è fondamentale, parlerò anche del DPEF e
anche del suo intervento se lo accetta.
La relazione vive di due peccati originali che non sono i
peccati originali solo della relazione, ma sono i peccati
originali che interessano anche il DPEF, cioè di quella
connotazione, di quel valore amplificato che viene dato ad un
DPEF che ha la sua ragion d'essere e il suo valore nella legge
stessa che lo istituisce.
La legge numero 10/99 lo individua come un momento iniziale
della manovra finanziaria e dell'esame dei conti
dell'Amministrazione pubblica, un esame iniziale che significa
una riflessione sulla coerenza programmatica dei contenuti del
DPEF.
La posizione massimalista sposata nella passata legislatura è
approdata in un ordine del giorno, il n. 20, che è diventato la
magna charta libertatum, la pietra miliare di tutta la
legislatura, come se la legislatura fosse stata vincolata a
quell'ordine del giorno che, ricordiamo, è un ordine del giorno e
come tanti altri ordini del giorno poteva essere vanificato
nell'attuazione.
Il DPEF, però, essendo propedeutico all'atto finanziario, era
la prima pietra di un atto finanziario che si è concluso, che è
la finanziaria del 2006, nella quale sono stati individuati i
punti precisi, e sono stati trasfusi i contenuti del DPEF.
Sono convinto che con l'aiuto del Governo, se si fosse tornati
ad esaminare quei contenuti della finanziaria e lo stato di
attuazione come conseguenza naturale dell'ordine del giorno n.
20, molte cose sarebbero più chiare e meno negative di quello che
appaiono.
Riguardo al punto 4) Gli Enti, la finanziaria ha previsto un
percorso di riduzione degli ATO e sugli ATO si sta lavorando. E'
chiaro che sarebbe impensabile chiudere la partita in un processo
complesso con un colpo di bacchetta magica.
Sui Consorzi di bonifica i piani di classifica e i ritardi di
alcuni consorzi che non li hanno fatti impediscono l'attuazione
della riforma che, comunque, è stata avviata.
L'Assessore al ramo ha stabilito per il 31 dicembre di
quest'anno il termine di scadenza degli attuali commissari;
inizia quindi una stagione nuova con i neoconsigli
d'amministrazione.
La sanità vive un momento sicuramente difficile. Nel contesto
del DPEF essa presenta una centralità con tante criticità.
Ritengo che quando nel fabbisogno aggiuntivo l'onorevole
Cracolici parla di quel 47,5 per cento, non possiamo sottacere
che di questo 47,5 per cento che il governo Prodi ci impone,
molta responsabilità è del suo Governo. Per non parlare della
responsabilità dell'impossibilità di incassare le accise, e
quindi di quella promessa di compensazione che veniva fatta,
della quale si era fatta mediatrice la senatrice Finocchiaro.
Tutto ciò è rimasto lettera morta e ci troviamo sul groppone
anche questo ulteriore aggravio di spesa che è un aggravio
artificioso.
Non voglio dire che sulla sanità è tutto oro, è tutto limpido.
Ci sono sicuramente sprechi che vanno corretti. La manovra di
rientro che coinvolge tutti ha questa finalità: quella di porre
in moto le dinamiche graduali e progressive per ridurre gli
sprechi e per arrivare ad un pareggio nel 2010-2011.
Allora la relazione sul DPEF va vista con le sue luci e con le
sue ombre. E' un atto iniziale della programmazione finanziaria,
ci saranno ulteriori momenti di dibattito, non mi impiccherei sul
valore e sulla panacea che esso può costituire. Bisogna ritenerlo
semplicemente un atto iniziale.
Alla luce di quanto detto, la relazione dell'onorevole Cimino
la vedrei con un occhio più attento al bicchiere mezzo pieno.
Perché molte cose, molte di quelle indicazioni che sono state
trasfuse nella finanziaria, hanno avuto un avvio; bisognerà
sicuramente sollecitarne la conclusione. E questo potrebbe far
parte anche del nostro ordine del giorno che andremo a
predisporre. Un sollecito al Governo, ma anche alla nostra classe
dirigente, alla nostra maggioranza di intervenire ulteriormente
su quelli che sono gli obiettivi da raggiungere e che sono ancora
raggiungibili e che sono alla portata di questa maggioranza.
Annuncio quindi il mio voto positivo al DPEF, che pur
presentando qualche criticità, è finalizzato ad un ragionamento
più complessivo che si concluderà con la finanziaria e con il
bilancio.
Ritengo che gli strumentalismi non hanno senso. Si è voluto
sicuramente vedere più il nero che il bianco. Riteniamo che ci
siano zone intermedie positive che si vanno sviluppando e,
l'anno prossimo, la finanziaria 2008 - il 2008 sarà sicuramente
un anno difficile -ci richiederà rigore per un risanamento che
comporterà sacrifici indispensabili, ma saranno sacrifici che
dovremo affrontare con la prospettiva di avviare dei processi di
inversione di tendenza al fine di impedire che i disavanzi si
riproducano. Questo il senso del mio voto, e ritengo anche del
gruppo al quale appartengo, che sarà positivo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Maira. Ne
ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, soltanto per
comunicare che dopo l'intervento del mio Capogruppo, l'onorevole
Dina, diventa superfluo il mio intervento condividendo pienamente
ciò che egli ha appena detto.
LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, naturalmente ho colto negli
interventi di chi mi ha preceduto tutte le difficoltà di un
dibattito che non si può dire si sia stato costruito e
strutturato con forti regole di dialettica democratica.
Tutto nasce da una serie di difficoltà che abbiamo via via
riscontrato nel corso del faticoso iter del DPEF ed
obiettivamente partiamo da una considerazione già di per sé
sfavorevole.
Il Governo ha presentato il DPEF il 1 agosto le audizioni
sono cominciate il 2 di ottobre e si è proceduto con un metodo,
onorevole Presidente Cimino, che non ha consentito obiettivamente
di capire bene cosa avessimo dibattuto durante il corso di queste
settimane.
Cominciamo con la fatidica audizione della Corte dei conti da
cui praticamente è nata tutta la polemica intorno al DPEF.
Sia chiaro: la Corte dei conti non ha effettuato un controllo
di merito o di legittimità sul DPEF, non poteva farlo per la
semplice ragione che il DPEF era stato presentato quasi alla
vigilia del periodo feriale e, immediatamente dopo, alla
ripresa dell'attività legislativa, abbiamo cominciato le
audizioni.
Naturalmente si è parlato anche di DPEF, ma l'audizione della
Corte dei conti, onorevole Tumino, è avvenuta non con il plenum
della Corte stessa, ma soltanto con i rappresentanti che poterono
essere presenti nel corso delle nostre audizioni. In quelle
occasioni abbiamo appreso le opinioni della Corte dei conti, che
è stata ascoltata in Commissione bilancio in merito ai temi
legati a quel testo che, successivamente, abbiamo non solo
aggiornato ma integrato, riveduto e dibattuto.
Ricordatevi che il documento, nella sua stesura originaria, ha
avuto una prima integrazione da parte dell'Assessorato dei beni
culturali, che ha inserito nel documento la parte relativa alla
pubblica istruzione; successivamente è stato integrato anche per
la parte riguardante la politica ambientale, ad opera
dell'Assessore al territorio. Nonostante ciò, onorevoli colleghi,
il dibattito su questo documento è nato male, è stato mal
condotto e, alla fine, ci ha portato alla incomunicabilità totale
all'interno della Commissione bilancio, anche perché nel
frattempo si era innestata una polemica al di fuori della
Commissione stessa, una polemica che verteva sul rapporto fra
maggioranza e Governo, fra il Presidente della Commissione
bilancio e il Presidente della Regione siciliana.
Tutto ciò ci ha messo in una condizione di tale
incomunicabilità che unanimemente abbiamo deciso, onorevole
Cracolici - e lei che era presente in Commissione quale
rappresentante dell'opposizione me ne dia atto - di mandare
tutto in Aula perché nella Commissione non esistevano le
condizioni per un confronto dialettico finalizzato, sia pure nel
contrasto fra maggioranza e minoranza, ad una conclusione
propositiva. E concludemmo in quel modo
Questi i fatti e ora, onorevole Cimino, mi permetta di
formalizzare la mia opinione politica e personale.
Abbiamo concluso dunque rinviando tutto in Aula, senza mai
approvare la relazione dell'onorevole Cimino. Abbiamo chiuso il
dibattito frettolosamente avendo soltanto la premura di
nominare un relatore di maggioranza e un relatore di minoranza. E
siamo fermi a questo punto; la Commissione non ha mai suffragato
la relazione di un consenso, non ha mai potuto discutere il
merito della relazione stessa, che peraltro io, nella qualità di
assessore, non ho mai avuto se non questa sera prima che
iniziasse il dibattito.
E dobbiamo dire ciò a voce alta, perché i colleghi si rendano
conto di un fatto - che avete detto tutti - che io riassumo
brevemente e interpreto come disagio per il modo con il quale il
dibattito è stato condotto. Penso, infatti, che lo stesso
presidente Cimino abbia affrontato questo dibattito con le
perplessità e le difficoltà espresse nel testo, senza affrontare
letteralmente il principio del dibattito con una relazione
orale.
Capisco che, a questo punto della situazione, le difficoltà
continuano a essere notevoli, ma devo prendere atto, onorevole
Cracolici, che lei ha dichiarato il suo disagio, che altri,
onorevole Antinoro, hanno dichiarato il proprio imbarazzo, che
l'onorevole Oddo ha denunciato una clima di confusione nel quale
non si capiva più niente, nel quale anche i confini fra
maggioranza e minoranza erano confusi.
Tanti, onorevole Caputo, tutti coloro che sono intervenuti nel
dibattito hanno espresso questa difficoltà, questo disagio che
oggi è davanti agli occhi di tutti. Dico questo non per piacere
di polemica e meno ancora per non raccogliere la interpretazione,
che sottoscrivo in pieno, dell'onorevole Fleres, con la cui
relazione - cui io mi associo - mostra di volere contribuire ed
agevolare un clima più disteso.
Non sempre la critica è un attacco al Governo, anche se, mi
lasci dire, la sua relazione è una relazione critica. Pur
tuttavia, non essendoci una relazione di minoranza con la quale
potere confrontare la sua relazione, prendiamo per buono un testo
che alla fine diventa il testo di tutta l'Assemblea, dove insieme
ai pochi apprezzamenti per l'azione di Governo, c'è la massa
delle critiche che lei ha mosso.
L'onorevole Fleres ha fatto un discorso che non era di disagio,
come altri hanno detto, ma che era peggio, era il ricorso a tutta
la sua fortissima abilità dialettica per trasformare un documento
assai problematico in un documento utile per il Governo.
Obiettivamente non lo è, onorevole Antinoro. Le ho spiegato come
si sono consumati questi passaggi. Quel documento non lo abbiamo
mai approvato in Commissione. Abbiamo dato mandato al Presidente
Cimino di presentare una relazione di maggioranza. Così, di
passaggio in passaggio, di intervento in intervento, siamo
arrivati alla conclusione di dover approvare un ordine del giorno
che di fatto avrebbe approvato il documento stesso.
Non voglio fare il difensore di ufficio di un documento che
presenta tutte le difficoltà di una situazione economica di per
sé difficile
Ci siamo trovati di fronte a tre emergenze fondamentali che
hanno condizionato l'itinerario della politica economica del
Governo.
La prima riguarda l'emergenza sanitaria che fu ed è
un'emergenza gravissima, lo dice la relazione e ne prendo atto.
Ben tre passaggi legislativi per potere ovviare ai cosiddetti
buchi della sanità che abbiamo dovuto coprire perché senza
coprirli saremmo incorsi in una procedura di protesta nei
confronti della Regione. Di fatto, non avremmo più potuto
sottoscrivere l'accordo Stato-Regione in termini di sanità.
La seconda emergenza riguarda il ritardo procedurale con il
quale la politica della valorizzazione immobiliare ci ha privato
dei 700 milioni di euro che rientravano nel bilancio 2007 e
abbiamo dovuto provvedere a coprire questo buco anche se è un
buco assolutamente temporaneo, provvisorio.
Si tratta di un ritardo procedurale che non è di responsabilità
regionale, ma ricade nella responsabilità della nuovissima
gestione di questo comparto economico siciliano legato agli
immobili. I 700 milioni li abbiamo trovati con la manovra che fra
poco dovremo discutere in quest'Aula. Abbiamo spostato però
l'attivo dei 700 milioni che si stanno per avviare verso
l'introito regionale per il 2008.
In questo modo risolveremo l'ammanco di ben 2 miliardi di lire
per il bilancio 2008, che abbiamo dovuto registrare ad opera di
tutte le condizioni che hanno reso così complicato il bilancio
regionale per colpa o a ragione del disavanzo sanitario.
L'onorevole Cracolici ha accennato anche ai rapporti
proporzionali tra l'apporto della Regione e l'apporto dello
Stato. Tutti sanno, però, che abbiamo dovuto provvedere a coprire
qualcosa come 2 miliardi di lire nel pareggio tra il contributo
regionale e il contributo statale. Tutto questo ha avuto ed ha un
costo.
Come faremo ad affrontare la partita di bilancio del 2008 con
questo buco di 2 mila miliardi? Lo faremo un po' con i 700
milioni che abbiamo spostato nel 2008 sotto forma di ritardo
procedurale per gli investimenti immobiliari, un po' con un nuovo
ricorso al credito internazionale, ma per le spese di
investimento e solo per quelle. Quale panacea? Chi ha mai parlato
di panacea o ha mai nascosto le difficoltà di questo bilancio
regionale?
Quale documento programmatico può produrre un documento che si
colloca in uno scenario di grandi difficoltà, anche dello Stato?
Avete visto come il Ministro del Tesoro, Padoa Schioppa, abbia
voluto dichiarare con grande spirito di lealtà e di sincerità -
gliene diamo atto, poteva anche nascondere, come rappresentante
di Governo, le conseguenze di una politica economica che sono
davanti agli occhi di tutti - che la tendenza è verso il peggio,
che il bilancio rischia di dovere essere rivisto perché un
documento di programmazione economica e finanziaria, come il
nostro, presentato tre mesi fa, fatalmente, risente delle
evoluzioni o delle involuzioni del ciclo economico del nostro
Paese. Essendo il nostro DPEF collegato al DPEF nazionale era
fatale che le difficoltà di Roma si proiettassero e ricadessero
automaticamente sul DPEF della Sicilia.
E allora, incominciamo a ridimensionare tutte le velleitarie
interpretazioni sulle vie di uno sviluppo che la Sicilia non può
ricercare nei documenti puramente rituali che rischiamo di
celebrare anno per anno.
Chi ha definito stucchevoli certi dibattiti che abbiamo tenuto
sul DPEF mi trova totalmente d'accordo; l'ho persino detta io
questa frase, in occasione di un dibattito, in Commissione
Bilancio.
Ma non si tratta soltanto di una ritualità; si tratta di un
dovere legislativo. Una delle poche, se credete, ma certamente
una delle perle del Governo regionale è quella di avere proposto
una riforma della contabilità in Sicilia.
Abbiamo proposto di riformare questi riti che rischiano di
diventare sempre più inutili; abbiamo proposto di eliminare, per
esempio, la finanziaria e poiché fatto questo documento, sotto la
spinta delle emergenze, non potremo fare una finanziaria
sostitutiva, in quanto il compito e il disegno del Governo è
quello di fare una finanziaria stretta, e poiché in bilancio non
potremo parlare di programmazione, ciò si rende naturalmente
necessario.
Ecco l'impegno che, a nome del Governo, questa sera contraggo
con l'intera Assemblea regionale siciliana: un impegno
inderogabile di presentare, contestualmente alla finanziaria ed
al bilancio, la legge sullo sviluppo perché è ciò di cui ha
assolutamente bisogno la nostra Sicilia.
Con questa fase normativa, con questa sessione di bilancio che
si apre dopodomani e, con l'impegno di fare la legge di sviluppo,
affronteremo tutti i nodi che vengono compresi nella relazione di
maggioranza, tutti i nodi che sono stati sottolineati dagli
interventi svoltisi in questo dibattito, sia pure disagevole ma
qualificato, sviluppatosi questo pomeriggio nella nostra
Assemblea regionale siciliana.
Con tale impegno e con tale auspicio, chiedo all'Assemblea di
votare ed autorizzare, con un ordine del giorno, il documento che
il Governo ha presentato.
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
ordini del giorno:
- n. 200 «Approvazione del Documento di programmazione
economico-finanziaria per gli anni 2008-2011 sulla base di
determinate modifiche ed integrazioni alla politica in materia
economica e sociale», dagli onorevoli Borsellino, Cantafia,
Cracolici e Galvagno;
- n. 201 «Approvazione del Documento di programmazione
economico-finanziaria per gli anni 2008-2011», dagli onorevoli
Cimino, Caputo, Di Mauro, Cascio e Dina.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
Esaminato il Documento di programmazione economico finanziaria
per gli anni 2008-2011, presentato dalla Giunta regionale;
Considerato che:
il Documento costituisce il quadro di riferimento e definisce i
parametri di contesto della politica di bilancio, ai sensi
dell'articolo 2 della legge regionale numero 10/99;
il volume di risorse finanziarie gestito dalla Regione
Siciliana rappresenta una quota ingente del Prodotto Interno
Lordo dell'Isola e che, di conseguenza, sono attribuite agli
organi di Governo responsabilità altrettanto elevate
nell'indirizzare la vita sociale dell'intera realtà amministrata;
Preso atto che:
gli indicatori economici, sia quelli contenuti nello stesso
DPEF, che quelli più recenti diffusi dagli istituti
specializzati, forniscono un quadro allarmante del sistema
produttivo regionale, in termini di occupazione, competitività e
ritmi di crescita, con ciò rimarcando l'inefficacia delle
politiche regionali e l'inadeguatezza degli indirizzi di spesa
finora perseguiti;
con l'approssimarsi della chiusura del ciclo di programmazione
europea 2000-2006, risulta ancora non erogata una quota superiore
al 40 per cento della massa spendibile e che, comunque, la
ricaduta delle azioni finora espletate, in termini di indicatori
di impatto e variabili di rottura, appare nel complesso
inadeguata;
Rilevato che:
il quadro tendenziale della finanza pubblica, per il periodo di
riferimento del DPEF, riporta disavanzi annuali oscillanti fra
2.034 (2008) e 1.316 (2011) milioni di euro, originati dalla
previsione di minori entrate straordinarie, rispetto a quelle
registrate negli ultimi anni, a fronte del sostanziale
mantenimento dei livelli di spesa corrente;
l'equilibrio di bilancio è stato perseguito negli ultimi anni
mediante l'acquisizione di entrate una tantum che di fatto hanno
sottratto alla valutazione dell'Assemblea regionale siciliana
ogni possibilità di indirizzare la programmazione verso
l'adozione di misure più efficaci per lo sviluppo dell'Isola;
Considerato ancora che nel DPEF 2008-2001 non sono specificate
le misure da adottare per colmare il deficit tendenziale
evidenziato e che il Governo regionale, nei documenti finanziari
presentati all'ARS il 1 ottobre 2007 conferma una mancanza di
programmazione, continuando a fare ricorso a misure di pareggio
puramente contabile, estranee ad ogni logica di corretta
programmazione;
Considerata l'estrema necessità di una svolta nell'azione di
governo capace di generare economie riqualificando la spesa
corrente, di orientare le risorse ai fini della costituzione di
capitale fisso, di rafforzare il sistema delle imprese e
migliorarne l'interazione con il mondo della ricerca scientifica
e la società dell'informazione,
impegna il Governo della Regione
1. in ordine agli strumenti di programmazione, ad elaborare una
riforma della contabilità che preveda la realizzazione di un
bilancio sociale e l'obbligo di indicare nel DPEF l'entità e la
specifica composizione delle manovre correttive propedeutiche
alla formazione del bilancio regionale;
2. in ordine alla politica delle entrate, ad elaborare e
presentare al parlamento una strategia pluriennale di
acquisizione di proventi strutturali, riconducibili al
ridimensionamento dell'economia sommersa, al contrasto
dell'evasione fiscale ed alla piena attuazione dello Statuto
regionale, con l'indicazione di tempi e modalità di attuazione
delle politiche di settore e degli strumenti legislativi ed
amministrativi dedicati;
3. in ordine alla valorizzazione del patrimonio immobiliare, a
fornire all'ARS, prima della prossima discussione sui documenti
finanziari, una dettagliata relazione indicante lo stato di
avanzamento nonché le modalità e i tempi di attuazione delle
procedure in atto, comprensiva di una valutazione dei costi e dei
benefici presenti e futuri delle stesse;
4. in ordine alla spesa per il personale, a produrre
un'inversione di tendenza nella proliferazione di strutture ed
uffici speciali, a ridimensionare la composizione degli uffici di
gabinetto, a pervenire ad un ridisegno della macchina
amministrativa, con un uso più pervasivo ed efficace del
controllo di gestione interno e con l'obiettivo di generare
economie, anche attraverso la soppressione delle aziende e degli
enti regionali;
5. in ordine alla spesa sanitaria, a tradurre il patto
stipulato con il Ministero della Salute e con quello
dell'Economia e delle finanze per il rientro del deficit in una
strategia di riduzione della spesa farmaceutica, di contenimento
degli oneri per il personale e di ridimensionamento della
medicina convenzionata, da specificare, in quanto a tempi e
modalità di attuazione, in nuovo Piano sanitario regionale di
immediata elaborazione;
6. in ordine all'utilizzo di strumenti societari ed agenzie, a
rendere noti al Parlamento numero, denominazione, scopi,
finalità, valutazione prospettica di costi e benefici finanziari
per il bilancio della Regione di tutte le operazioni poste in
essere, con particolare riferimento agli oneri degli organi di
amministrazione in rapporto al fatturato realizzato;
7. in ordine alla spesa di sviluppo, a presentare in tempi
brevi al Parlamento un rapporto dettagliato sulle criticità che
sono di ostacolo alla completa erogazione dei fondi di Agenda
2000, con l'indicazione delle azioni necessarie per la loro
rimozione, nonché a ridurre l'eccessiva
frammentazione degli indirizzi di spesa previsti negli strumenti
della programmazione 2007-2013 finora adottati e ad incrementare,
nel P.O. FESR, la dotazione finanziaria relativa alle azioni di
promozione della sicurezza e della legalità nella nostra Regione;
8. in ordine alle politiche del lavoro, a presentare al
Parlamento una legge di riordino complessivo degli interventi di
settore che preveda percorsi di stabilizzazione del precariato,
opportunità di incentivazioni ed agevolazioni per le imprese che
vi contribuiscono, misure di salario di cittadinanza per i
disoccupati che accettano un percorso di riqualificazione, in
parte finanziate dalla contemporanea abolizione di altre forme di
sussidio ed assistenza più o meno mascherate ecc.),
approva
ai sensi dell'art. 73 bis. 1, comma 3, del Regolamento interno,
il Documento di programmazione economico-finanziaria per gli anni
2008 - 2011 nel testo comprensivo delle superiori considerazioni,
impegnando il Governo a relazionare, prima della discussione dei
disegni di legge relativi al bilancio di previsione ed alla legge
finanziaria per l'esercizio finanziario 2008, sugli adempimenti
che intende adottare.» (200)
BORSELLINO - CANTAFIA
CRACOLICI - GALVAGNO
«L'Assemblea regionale siciliana
Visto il Documento di programmazione economico-
finanziaria per gli anni 2008-2011;
Considerata l'illustrazione in Aula della relazione del
Presidente della Commissione Bilancio e del Documento,
lo approva» (201)
CIMINO - CAPUTO - DI MAURO CASCIO -
DINA
Ricordo che, ai sensi dell'articolo 73 bis.1 del Regolamento
interno verrà votato prima l'ordine del giorno accettato dal
Governo che, se approvato, fa decadere gli altri.
Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 201 «Approvazione
del Documento di programmazione economico-finanziaria per gli
anni 2008-2011».
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me
dispiace dovere constatare che oggi stiamo subendo una delle
pagine più brutte della storia del Parlamento.
Il ruolo di questo Parlamento è stato mortificato dall'ordine
del giorno presentato dalla maggioranza che è un atto di
ipocrisia senza precedenti. Come ha ricordato l'Assessore, la
Commissione non ha approvato il DPEF e, ora, la maggioranza
presenta un ordine del giorno facendolo precedere da una roboante
relazione di maggioranza che chiede modifiche sostanziali e
accusa il DPEF di essere un atto finanziario che non fa neanche
previsioni finanziarie corrette. Motiva, inoltre, la propria
contrarietà al DPEF anche in ragione della sottostima dello
strumento finanziario.
Onorevole Tumino, come vede, il circo ha completato lo
spettacolo.
Ebbene, la maggioranza ha presentato un ordine del giorno in
cui si dice: ( ) visto il documento ( ), considerata
l'illustrazione d'Aula ( ), lo approva .
Complimenti, onorevole Cimino, complimenti, onorevoli
componenti della Commissione bilancio A cosa sono servite tutte
quelle sedute, quelle discussioni che si sono fatte? Siamo
arrivati al paradosso di svilire anche il ruolo che ha avuto la
Corte dei Conti
Signor Presidente dell'Assemblea, vorrei ricordarle che, anche
a seguito di una sua personale iniziativa, la Commissione ed il
Parlamento oggi si avvalgono del contributo competente della
sezione consultiva della Corte dei Conti, tant'é che l'Assessore
per il bilancio l'ha definita un gruppo di persone che sono
venute a illustrarci il loro punto di vista.
A tutto c'è un limite. Sinceramente, ritiro la mia firma dal
mio documento - e spero che lo facciano anche i colleghi della
minoranza - perché questo ordine del giorno non merita neanche il
nostro voto contrario. E' una vergogna per il Parlamento;
scriverete la pagina più vergognosa dell'ipocrisia parlamentare
se approverete un documento sapendo che non lo condividete;
volevate cambiarlo.
Infine, vorrei infine che perfino l'anno scorso avete
presentato un ordine del giorno con il quale approvavate il DPEF,
ma con quell'ordine del giorno introducevate una serie di
modifiche, di proposte, di innovazioni e rinunciaste persino a
quello che avete chiamato un contributo.
Oggi, la relazione è stata definita un contributo e il
contributo, come tale, si accetta. Personalmente non saprei come
definirlo, preferisco evitare di definirlo visto che parlo in una
sede parlamentare.
Davvero siete ridotti a questo? Davvero siamo al punto in cui
l'unica cosa che mette insieme questa maggioranza è il minimo
comune multiplo e non il massimo comune divisore?
Credo, davvero, che quest'Aula non meriti neanche un ordine del
giorno della minoranza; votatevi il vostro e che Dio vi assista.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non avendo nessun altro chiesto
di parlare, pongo in votazione l'ordine del giorno numero 201
accettato dal Governo.
CRACOLICI. Chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, lei sa come la penso sui voti
segreti, specie nel caso si tratta di un ordine del giorno, non è
una delibera.
CRACOLICI. Se il Regolamento lo prevede, chiedo il voto
segreto.
PRESIDENTE. Nel caso specifico credo che il voto segreto non
sia previsto, comunque, lo accertiamo.
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 20.10, è ripresa alle ore 20.16)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, ai sensi dell'articolo 73
bis.1 del Regolamento interno, non posso fare votare con il voto
segreto un ordine del giorno che si riferisce al DPEF.
Ritengo, pertanto, di non potere accettare la sua richiesta.
Onorevoli colleghi, pongo in votazione l'ordine del giorno
numero 201.
CRACOLICI. Sta facendo un abuso.
PRESIDENTE. Non credo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
In base al comma 2 dell'articolo 73 bis.1, l'ordine del giorno
numero 200 è precluso.
Onorevoli colleghi, la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari aveva fissato l'orario per la seduta di domani alle
ore 17.30. Vi è, però, una proposta del Governo di anticipare
l'inizio dei lavori di domani e, pertanto, se non ci sono
osservazioni, propongo di anticipare l'inizio dei lavori alle ore
16.30.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Sull'interpretazione dell'articolo 73 bis.1 del Regolamento
interno
CRACOLICI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, posso
considerare tutto ciò che si fa sempre ispirato al buon senso e
all'obiettivo del buon andamento dei lavori dell'Aula. Mi
permetto di contestare alla radice la sua interpretazione e le
chiedo di convocare la Commissione per il Regolamento a tal
proposito perché non vorrei che questa sua interpretazione venga
considerata prassi regolamentare.
Il Regolamento interno, all'articolo 73 bis.1, non prevede e
non esclude il tipo di votazione. E come lei sa, quando la
modalità di voto non è dichiaratamente espressa, tutte le
modalità di voto sono possibili. Quindi, se chi ha fatto il
Regolamento intendeva specificare una modalità di voto, l'avrebbe
esplicitata, così come è stato previsto per alcune fattispecie in
alcune norme regolamentari; ci sono, ad esempio, casi per i quali
è previsto soltanto il voto per alzata e seduta. Laddove non c'è
una modalità espressa e dichiarata, si intende che tutte le
modalità di voto sono possibili.
Pertanto, signor Presidente, questa interpretazione con cui lei
ha forzato, questa sera, il Regolamento non è consentita e non si
può consentire che diventi prassi regolamentare.
Le chiedo, quindi, formalmente, la convocazione della
Commissione per il Regolamento perché sia data interpretazione
unica ed univoca all'articolo 73 bis.1 che non prevede la
possibilità di non votare a scrutinio segreto.
La prego di farlo perché questo può diventare un passaggio
delicato per il futuro.
CRISTALDI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRISTALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, secondo la
mia parte politica il comportamento della Presidenza sul
pronunciamento di non ammissione del voto segreto sull'ordine del
giorno è stato corretto.
Mi permetto di ricordare agli onorevoli deputati che il
Regolamento collega il DPEF agli altri documenti finanziari, ed
il bilancio - che è uno strumento finanziario - è un documento
per il quale il Regolamento non prevede il voto segreto.
Poiché il DPEF - e la stessa filosofia del Regolamento lo
afferma - è documento propedeutico al bilancio, tutte le
procedure di votazione devono essere collegate, quando non
espressamente scritte nel Regolamento, alle modalità che
riguardano il bilancio.
Il fatto che l'onorevole Cracolici chieda, comunque, che si
riunisca la Commissione per il Regolamento, per noi, può essere
anche positivo perché, se c'è una vacatio o una precisazione da
fare, è bene che sia fatta ma, certamente, non si può affermare
che ci sia stato un illecito comportamento del Presidente
dell'Assemblea.
Al contrario, ritengo che il comportamento della Presidenza sia
stato corretto in quanto ha collegato, regolarmente, il DPEF alla
legge di bilancio, cui è propedeutico, e quindi anche l'ordine
del giorno che ad esso si riferisce.
Il Regolamento prescrive, tassativamente, che il documento
finanziario - in questo caso, il bilancio - non può essere votato
in maniera segreta.
MAIRA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vorrei evitare un dibattito
anche su questo argomento. Pertanto, dopo l'intervento
dell'onorevole Maira, concluderò io. Ha facoltà di parlare
l'onorevole Maira.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
sull'interpretazione tra voto palese e voto segreto, la regola è
sulla normalità del voto palese. E' un principio generale di
diritto che vale, pertanto, anche per il nostro Regolamento .
Il voto segreto è normato in via di eccezione e tutte le
eccezioni, per poter essere praticate, devono essere
espressamente previste; motivo per cui la regola deve essere
quella del voto palese. Ripeto, l'eccezione del voto segreto va
espressamente normata; poiché nella fattispecie non lo è,
ritengo l'interpretazione della Presidenza perfettamente
corretta.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, continuo a considerare il
Regolamento dell'Assemblea, come anche qualsiasi altro
Regolamento, uno strumento per il buon funzionamento dell'Aula.
L'esperienza dell'onorevole Cristaldi o dell'onorevole Maira,
che abbiamo appena sentito, porterebbe addirittura a non
accettare l'ordine del giorno, ma poiché potrebbero anche
permanere dubbi di natura comunque interpretativa potremmo
anche convocare la Commissione per il Regolamento. Tutto ciò se
fossimo stati in una giornata normale. Considerato, invece, che
eravamo già in sede di votazione, non mi potevo permettere di
bloccare l'Aula.
La Presidenza si assume la responsabilità della propria
decisione che, in assoluta buona fede, ritiene più giusta.
Non avendo trovato sul Regolamento, all'articolo 73 bis.1, una
specifica indicazione che consentisse il voto segreto, ho
ritenuto opportuno non accettare la sua richiesta.
In ogni caso, che questa diventi o meno una prassi lo dirà la
storia; che questo possa essere un precedente, ovviamente lo è,
pur non di meno, per evitare all'onorevole Cracolici di non
dormire sonni tranquilli, convoco per domani la Commissione per
il Regolamento sull'interpretazione di questa norma riservandomi
di comunicarvi successivamente l'orario che devo potere
appurare.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, giovedì 15
novembre 2007, alle ore 16.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
I - COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Interventi in favore delle attività teatrali (nn. 612-
29-364/A bis) (Seguito)
2) - Provvedimenti in favore delle famiglie delle vittime
del mare (n. 545/A) (Seguito)
3) - Stabilizzazione del personale addetto alla
catalogazione dei beni culturali della Regione (n. 619/A)
(Seguito)
4) - Modifiche ed integrazioni agli articoli 6 e 9 della
legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17. Disposizioni in materia
di demanio e patrimonio immobiliare regionale e conferenza di
servizi (n. 556/A) (Seguito)
La seduta è tolta alle ore 20.20
DAL SERVIZIO RESOCONTI
Il Direttore
Dott. Eugenio Consoli