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Resoconto d'Aula della Seduta n. 98 di mercoledì 14 novembre 2007
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   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Speziale

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   FLERES,  segretario,  dà  lettura  del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo osservazioni,  si  intende
  approvato.

                               Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che   gli  onorevoli  Zangara,  Fiorenza,
  Panepinto,  Di  Benedetto     sono  in  congedo  per  la   seduta
  odierna.

                              Missione

     PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Regina è in missione per
  ragioni del suo ufficio  nei giorni 21 e 22 novembre 2007.

  L'Assemblea ne prende atto.

    Annunzio di presentazione di disegni di legge e comunicazione
          contestuale di invio alle competenti Commissioni

    PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
  presentati e inviati alle competenti Commissioni legislative:

                      AFFARI ISTITUZIONALI (I)

       -   Disposizioni in materia di incompatibilità dei  deputati
        regionali   (690),  dall'onorevole De  Luca,   in  data  12
        ottobre 2007, e inviato in data 13 novembre 2007;

                 CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

       -   Norme  per  l'organizzazione  di  corsi  integrativi  di
         Educazione alla tradizione' nelle scuole siciliane  (689),
        dagli  onorevoli Gucciardi, Barbagallo, Galvagno,  Vitrano,
        in  data  12 novembre 2007, e  inviato in data 13  novembre
        2007.

                     Annunzio di interrogazione

    PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura della
  interrogazione con richiesta di risposta orale presentata.

    FLERES, segretario,

    «All'Assessore  per  i beni culturali ed ambientali  e  per  la
  pubblica istruzione, premesso che:

    in  data 14 dicembre 2004, a seguito dell'espletamento  del  1
  bando  della  Misura 2.03 'Gestione innovativa  e  fruizione  del
  patrimonio culturale' del POR Sicilia 2000/2006 (pubblicato nella
  G.U.R.S.  n.  8 del 15/02/2002), veniva stipulata una convenzione
  tra  la  Regione  siciliana  -  Assessorato  regionale  dei  beni
  culturali  ed  ambientali  e della pubblica  istruzione  -  e  la
  società  AGORASOPHIA s.r.l., avente per oggetto la realizzazione,
  a  Siracusa,  di  un  museo interattivo  della  scienza  e  della
  tecnica;

    tale  museo,  denominato 'Domus Archimedea' , prevede  percorsi
  di  conoscenza, interazioni multimediali e macchine appositamente
  costruite  per  riprodurre gli esperimenti e  le  invenzioni  del
  grande   scienziato  siracusano  (exhibits)   e   consentire   al
  visitatore  di  sperimentarne,  oltre  che  le  intuizioni  e  le
  realizzazioni, gli sviluppi scientifici e tecnologici;

    la  AGORASOPHIA  s.r.l. è una società mista partecipata  al  49
  per  cento  dall'Istituto nazionale di Fisica della  Materia  del
  CNR,  che  ha  acquisito grande esperienza in iniziative  simili,
  vantando,  fra l'altro, la direzione scientifica del  prestigioso
  Festival della Scienza di Genova, con ciò assicurando la  qualità
  nella  concezione del museo in oggetto che, unico nel suo  genere
  da Napoli in giù, si prevede possa attirare 90.000 visitatori per
  anno;

    la  realizzazione della 'Domus Archimedea' è prevista in locali
  dell'ex Museo Paolo Orsi, nel centro storico di Ortigia,  a  cura
  della suddetta società AGORASOPHIA s.r.l., con un investimento di
  3.614,20  milioni di euro complessivamente, di cui euro  2.256,98
  già  disponibili a valere sulle risorse del POR Sicilia 2000/2006
  e la restante parte a carico della società predetta;

    considerato che:

    i  locali  interessati sono altresì oggetto di un  progetto  di
  consolidamento  e miglioramento sismico redatto e  finanziato  ai
  sensi  della legge 433 del 31/12/1991 (concernente interventi  di
  riparazione dei danni provocati dagli eventi sismici del dicembre
  1990),  ma  che,  dopo ben diciassette anni dagli eventi  sismici
  citati, deve ancora essere approvato e i lavori non hanno  quindi
  avuto inizio;

    conseguentemente,  nonostante  il  progetto   esecutivo   della
  'Domus Archimedea' sia completo e munito di tutte le approvazioni
  ed  i  pareri di legge e dunque già 'cantierabile', esso non  può
  essere  realizzato per la indisponibilità dei locali  interessati
  ed  è  prossima la perdita del contributo finanziario per le note
  disposizioni che regolano l'utilizzazione dei fondi POR 2000/2006
  ed  in base alle quali il museo deve essere ultimato entro il  30
  giugno 2008;

    così   perdurando  le  cose,  la  città  di  Siracusa   perderà
  certamente  un'occasione di arricchimento della  propria  offerta
  turistico-culturale e la Regione siciliana vedrà sprecare  ancora
  una  volta  un'occasione  di  spesa  dei  fondi  comunitari,  già
  ancorati  a livelli di utilizzazione che nel complesso  risultano
  notoriamente molto bassi;

    valutato che:

    nonostante  nulla sia stato fatto per sbloccare  la  situazione
  illustrata,   esisterebbe  ancora  la  possibilità,   accelerando
  l'approvazione  del  progetto  ex  legge  433/91  e  l'avvio  dei
  relativi  lavori,  di concordare tempistica e  modalità  per  una
  contestuale  realizzazione di entrambi i progetti, consentendo  a
  quelli  della  'Domus  Archimedea' di essere  ultimati  entro  la
  scadenza utile;

    per  sapere  quali iniziative intenda adottare per  evitare  la
  perdita dei cospicui finanziamenti pubblici e privati disponibili
  ed il vanificarsi di un'iniziativa  che  comporterebbe, con   la
    realizzazione  di  un prestigioso museo, il sicuro  ampliamento
  quantitativo  e  qualitativo dell'offerta turistica  e  culturale
  della nostra Regione.» (1443)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                              DE BENEDICTIS

    PRESIDENTE. L'interrogazione testé annunziata sarà inviata al
  Governo.

    Ai  sensi  dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento  interno,
  do  il  preavviso  di  trenta  minuti  al  fine  delle  eventuali
  votazioni  mediante procedimento elettronico che  dovessero  aver
  luogo nel corso della seduta.

    Ricordo  che  anche la richiesta di verifica del numero  legale
  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di scrutinio
  segreto   (art.   127)  sono  effettuate  mediante   procedimento
  elettronico.


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Speziale

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


                       Sull'ordine dei lavori

    CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ho  chiesto
  la parola sulle comunicazioni perché lo ritengo doveroso dopo che
  nella  seduta  di  ieri  per  primo ho  fatto  un  rilievo  sulla
  procedura di accertamento della presenza in Aula e sulle  ragioni
  che  tale  innovazione, cosiddetta tale o pseudo tale, in  realtà
  nasconde  o  vuole nascondere e che io ravviso in una  difficoltà
  politica della maggioranza.
    Nel  corso  della seduta di ieri si è dimostrato che  la  crisi
  politica  di  questa  maggioranza non è data  dalla  modalità  di
  accertamento  della presenza, poiché  mi pare di poter  dire  che
  quando  i  deputati  non  ci sono è perché  non  vogliono  votare
  contro;  se  vengono, votano contro. Pertanto, in molti  casi,  o
  sono  presenti  o  sono assenti i deputati della maggioranza,  la
  loro  presenza  o la loro  assenza non fa venire meno le  ragioni
  di  un dissenso ormai manifesto nei confronti del Governo e della
  sua politica.
    Già  ieri sera avevo avuto modo di considerarla tale;  continuo
  a  pensare  che la Presidenza ha scelto una scorciatoia  che  non
  aiuta ad affrontare i nodi politici. Fatta questa considerazione,
  mi  pare  che  da  parte nostra si sia riusciti a dimostrare  che
  quella  era una scorciatoia e certamente da noi non verrà mai  un
  rilievo a modalità che possano meglio verificare la presenza  dei
  deputati in Aula. Siamo pronti,  infatti, ad utilizzare qualunque
  strumento anche quello, signor Presidente, se lei lo vorrà  e  il
  Consiglio  di  Presidenza lo dovesse decidere, di rilasciarle  il
  documento d'identità ad inizio di seduta per averlo restituito al
  termine dei lavori d'Aula.
   Le   modalità  di  accertamento  della  presenza  sono  soltanto
  modalità;  le questioni politiche rimangono questioni  politiche;
  resta,  cioè, che il Governo in questo momento non ha il sostegno
  della maggioranza dei deputati di questo Parlamento. E io invito,
  quindi,  la  maggioranza ed il Governo e lei,  signor  Presidente
  nella  qualità di Presidente dell'intera Assemblea, ad affrontare
  il  problema per aiutare la soluzione della crisi politica  -  se
  c'è  una  soluzione  - ed evitare di utilizzare  scorciatoie  che
  possano soltanto diventare specchietto per le allodole.
   Pertanto,  da parte nostra si considera esaurito - avendo  avuto
  la  dimostrazione  che abbiamo ragione - il motivo della protesta
  che ieri sera abbiamo inscenato in questo Parlamento.
     Ne  approfitto - e concludo - per intervenire sull'ordine  dei
  lavori,  al fine di evitare di prendere la parola nuovamente  fra
  qualche minuto, quando lei passerà ad altro punto dell'ordine del
  giorno,  e  le  chiedo  il  prelievo del  disegno  di  legge  sui
  catalogatori e  successivamente di quello sulle vittime del  mare
  al fine di avviarne la discussione.

   DINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA.   Signor  Presidente, onorevoli colleghi, di  fronte  alle
  libere  astrazioni e conclusioni del collega Cracolici non  posso
  esimermi   dall'invitare i colleghi a dare  un  segnale  forte  a
  tutta l'Aula di una maggiore presenza.
     E' chiaro infatti che anche l'assenza è uno strumento politico
  e  una  strategia parlamentare che può essere messa in  atto,  ma
  diventa assenteismo quando non è legata a questo. Pertanto,   per
  noi è auspicabile il ripristino delle condizioni precedenti.
     Ritengo  inoltre necessario un richiamo forte  affinché  tutti
  noi  ci si impegni, in considerazione del ruolo di rappresentanza
  che  abbiamo,  a partecipare ai lavori dell'Aula e  a  esprimerci
  liberamente   e  -  laddove ci sono vincoli di  maggioranza  -  a
  rispettare  quei vincoli che ritengo siano un fatto naturale  che
  non può essere certamente collegato alle modalità di presenza.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Dina. Proprio per  chiudere  tale
  argomento,  onorevole Cracolici, la prego di  non  confondere  la
  Regione  siciliana con l'Assemblea regionale siciliana: sono  due
  istituzioni a se stanti.
     L'iniziativa che è stata presa dal Presidente dell'Assemblea -
  e  comunicata  preventivamente a tutti i  Presidenti  dei  gruppi
  parlamentari - nulla ha ovviamente a che vedere con situazioni di
  maggioranza, opposizione, crisi, non crisi, che non riguardano  i
  temi  di cui si occupa il Consiglio di Presidenza o la Conferenza
  dei Presidenti dei gruppi parlamentari.
      L'iniziativa  è  stata  presa  per  garantire  una   maggiore
  trasparenza che i cittadini chiedono e devono ottenere. Avremo in
  questi  giorni  un  incontro  con  i  membri  del  Consiglio   di
  Presidenza  per stabilire un nuovo sistema che garantisca  questo
  tipo  di  meccanismo. Mi rendo conto che ciò che  è  stato  fatto
  possa forse apparire come una provocazione, ma probabilmente  era
  necessario e il dibattito di ieri ne è stato prova

   CRACOLICI.   anche il voto finale.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Cracolici,   se   lei   ritiene    che
  l'iniziativa   presa  dalla  Presidenza  sia  stata   fatta   per
  nascondere  eventuali crisi di governo, che  io  non  vedo,   lei
  confonde  il  ruolo  del  Presidente  dell'Assemblea.  Le   posso
  garantire  che non è così. In ogni caso, in brevissimo tempo,  mi
  impegnerò  affinché  sia proposto un nuovo  sistema  di  garanzia
  della presenza dei deputati in Aula. Da qui ad allora, continuerà
  a  vigere  l'attuale  sistema, ma spero che in  pochissimo  tempo
  possa essere cambiato perché ritengo giusto che ci sia un sistema
  meno farraginoso di quello ancora in uso. E con questo spero  sia
  chiuso l'argomento.

   CINTOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CINTOLA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono pienamente
  d'accordo con lei  e non ritengo neppure che sia una provocazione
  la  decisione  da  lei presa. La considero  una  puntualizzazione
  affinché  ognuno si assuma in Aula le proprie responsabilità  (mi
  riferisco alla firma da rilasciare in un posto diverso da  quello
  usuale,  come  da lei richiesto). Dalle sue dichiarazioni  -  che
  apprezzo  - ho appreso che lei potrebbe, sentiti il Consiglio  di
  presidenza   e  a  la  Conferenza  dei   Presidenti  dei   gruppi
  parlamentari,  modificare tale sistema. In tal senso,  ribadisco,
  signor  Presidente,  la mia richiesta che le ho  sottoposto  ieri
  sera.

   PRESIDENTE. Sarà tenuta in assoluta considerazione.

   CINTOLA.  La  ringrazio e con questo mio intervento confermo  di
  essere presente.


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Speziale

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


       Sulla richiesta di prelievo dei disegni di legge 545/A
  «Provvedimenti in favore delle famiglie delle vittime del mare» e
   619/A «Stabilizzazione del personale addetto alla catalogazione
                  dei beni culturali della Regione»

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici, per quanto  riguarda  la  sua
  richiesta  di prelievo di due disegni di legge, se l'Assemblea  è
  d'accordo,  sarei del parere di proporre di incardinare i quattro
  provvedimenti  e di rinviarne la discussione generale  alla  sede
  della  discussione dell'articolo 1 e dare il tempo, a partire  da
  ora  fino  a  domani,  per  la presentazione  degli  emendamenti;
  successivamente potremmo iniziare il dibattito sul DPEF.  Di  ciò
  ho  naturalmente parlato già  con qualche deputato, ma ovviamente
  lo deve decidere l'Assemblea.
   Se  la  sua richiesta è appoggiata, possiamo tenere conto  della
  sua   richiesta  perché  domani  si  inizi  con  la   legge   sui
  catalogatori  e  sulle  vittime del  mare.  Non  ho  ben  capito,
  comunque, se lei ha chiesto un'inversione dell'ordine del  giorno
  per cominciare oggi la discussione.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente,  non  ho  nulla  in  contrario,
  qualora  dovessero essere prelevati sia il disegno di  legge  sui
  catalogatori   che  quello  sulle  vittime  del  mare,   che   la
  discussione generale sia rinviata all'articolo 1, cioè a domani.
   Ho  chiesto il prelievo di questi due provvedimenti perché, come
  la  Presidenza  ricorda  e  come il Governo  sa,  già  la  scorsa
  settimana  da  parte del nostro Gruppo e da  parte  di  tutta  la
  minoranza  era stato ufficialmente proposto all'Aula di esaminare
  queste  due  leggi, peraltro largamente condivise, per  dare  una
  risposta ai bisogni sociali, evidenti e conosciuti a tutti e,  se
  non  ci  fosse  stata la maggioranza per proseguire  con  l'esame
  delle altre leggi, di chiudere la sessione.
   Le  chiedo il prelievo di queste due leggi e concordo sul rinvio
  della  discussione generale in sede di discussione  dell'articolo
  1.
     Per  le altre leggi, se la maggioranza - come mi auguro - sarà
  presente    in   Aula   e   quindi   consentirà   di   cominciare
  l'incardinamento anche delle altre leggi, che ben venga  Intanto,
  credo  che  sia  corretto, da parte nostra, chiedere,  così  come
  avevamo  già  fatto,  il prelievo dei disegni  di  legge  da  noi
  sostanzialmente condivisi.

   CASCIO.   Chiedo  di  parlare contro  la  proposta  di  prelievo
  dell'onorevole Cracolici.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO.    Signor   Presidente,  sulla  proposta  dell'onorevole
  Cracolici  credo  che,  a  norma di  Regolamento  interno,  debba
  parlare un deputato a favore ed uno contro.
   Io  sono  contro  la proposta dell'onorevole  Cracolici  per  il
  semplice fatto che noi abbiamo l'opportunità di andare avanti  in
  maniera ordinata, seguendo la sequenza stabilita nell'ordine  del
  giorno.
   Oggi  possiamo  incardinare i quattro disegni di legge  iscritti
  all'ordine  del  giorno, senza nessuna modifica, e  riteniamo  di
  poterne  concludere l'iter e votarli entro domani. Incardinati  i
  quattro  disegni  di  legge, trasferita la  discussione  generale
  all'articolo  1,  fissato il termine per la  presentazione  degli
  emendamenti  per  domani alle ore 13.00,  potremmo  discutere  il
  Documento di programmazione economica e finanziaria e rinviare  a
  domani,  alle 17.00, i lavori dell'Aula per approvare  i  quattro
  provvedimenti.
   Non  mi  pare,  onorevole Cracolici, che ci  sia  l'esigenza  di
  prelevare  alcunché, siamo tutti disponibili, pronti e  presenti,
  come  può vedere, per discutere ed approvare le quattro leggi  ed
  il DPEF.
   Pertanto, siamo contrari alla richiesta di prelievo.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, hanno già parlato un deputato  a
  favore  ed  uno  contro,  Chiedo di conoscere  la  posizione  del
  Governo.

   LEANZA  NICOLA, vicepresidente della Regione. Signor Presidente,
  onorevoli   colleghi,  vorrei  ricordare  in   modo   particolare
  all'onorevole  Cracolici che tutti i disegni di legge  all'ordine
  del giorno sono largamente condivisi.
   Vorrei   ricordare,  altresì,   che  la  legge  sulle   attività
  teatrali  è  altrettanto importante in quanto investe un  settore
  enorme  e già ad agosto avevamo assunto tutti quanti l'impegno  a
  trattarla.
   In  una riunione della Conferenza dei capigruppo, maggioranza  e
  opposizione  avevano  detto che questo disegno  di  legge  andava
  trattata;  adesso  è stato esitato dalla Commissione,  nella  cui
  sede era stato rinviato,  quasi all'unanimità. La stessa cosa  si
  può  dire  per il parere espresso dalla Commissione  Bilancio;  è
  pertanto  largamente  condiviso e penso, pertanto,   che  sia  da
  esaminare,  così come è largamente condivisa la normativa   sulla
  conciliazione che è una piccola legge di sviluppo.
   Ritengo,  quindi,  che non ci sia motivo di  invertire  l'ordine
  dei  lavori;  possiamo andare avanti come previsto. Ricordo  che,
  se  la  volontà è fare leggi positive e importanti, tutti  questi
  quattro provvedimenti meritano l'attenzione dell'Aula,  al di  là
  delle  posizioni di maggioranza e opposizione.

   CRACOLICI. Mantengo la proposta.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  la  proposta  dell'onorevole
  Cracolici  fermo  restando  che  la  discussione  generale  verrà
  trasferita all'articolo 1.
   Chi  è  favorevole  alla  proposta dell'onorevole  Cracolici  si
  alzi. Chi è contrario resti seduto.

                          (Non è approvata)


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Speziale

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


         Determinazione della data di discussione di mozioni

    PRESIDENTE   Si  passa  al  II punto  dell'ordine  del  giorno:
  Lettura,  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83,  lettera
  d), e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:

  - N.  244  Interventi a favore delle famiglie di minori e bambini
    affetti  da  diabete mellito , degli onorevoli Zangara  Andrea;
    Barbagallo Giovanni; Mattarella Bernardo; Tumino Carmelo

  -N.  245  Interventi a favore dell'Azienda Ospedaliera 'Gravina e
    S. Pietro' di Caltagirone , degli onorevoli Pogliese Salvatore;
    Caputo  Salvino;  Cristaldi Nicolò; Currenti  Carmelo;  Falzone
    Dario; Granata Giancarlo.

   Invito il deputato segretario a darne lettura.

   FLERES, segretario:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso  che  il 14 novembre 2007 sarà celebrata sotto  l'egida
  dell'Organizzazione delle Nazioni Unite la  Giornata mondiale del
  diabete ;

   Considerato  che questa malattia cronica complessa colpisce  una
  parte  sempre più consistente di popolazione attiva e, nella  sua
  forma  più grave (diabete mellito), un numero crescente di minori
  e bambini in tenera età;

   Il  diabete  mellito  comporta  l'effettuazione  di  continui  e
  molteplici  interventi sui livelli di glicemia del sangue  e  sui
  fattori  di  rischio  cardiovascolare, volti  a  prevenire  gravi
  complicanze acute e croniche;

   Richiede  altresì  una  costante ed intensa  attività  educativa
  della  persona  affetta  da questa patologia,  alla  quale  viene
  richiesto   di  acquisire  strumenti  e  nozioni  necessari   per
  autogestire la malattia e, se presenti, il trattamento delle  sue
  complicanze;

   Atteso  che,  per  quanto  concerne  in  particolare  minori   e
  bambini,   l'attività   di   assistenza   ed   educazione   viene
  quotidianamente svolta di fatto dalle famiglie, secondo direttive
  e  prescrizioni ricevute dalle strutture sanitarie e, se prestata
  senza soluzione di continuità, ha evidenti ed immediate refluenze
  negative sulla vita dei nuclei familiari coinvolti,

                  impegna il Governo della Regione

   Ad  assumere  ogni utile iniziativa a sostegno della popolazione
  diabetica e delle famiglie di minori e bambini affetti da diabete
  mellito;

   Ad  assicurare  che  i  livelli essenziali di  assistenza  (LEA)
  siano  interpretati  nella  nostra Regione  in  maniera  tale  da
  garantire  ai pazienti diabetici, ed in particolare  a  minori  e
  bambini  affetti  da  diabete  mellito,  presidi  terapeutici  ed
  assistenza  in linea con le soluzioni più avanzate ed  efficaci.»
  (244)

                                      ZANGARA-BARBAGALLO
                                      MATTARELLA-TUMINO

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   si  è avuta notizia, peraltro non ufficialmente smentita, che la
  bozza  del  nuovo Piano Sanitario Regionale prevede che l'Azienda
  Ospedaliera Gravina e S. Pietro di Caltagirone perda  la  propria
  autonomia attraverso l'accorpamento con quella di Gela;

   tale  progetto,  se portato a conclusione, lungi dal  costituire
  un  riordino  del  sistema sanitario regionale  finalizzato  alla
  riduzione  dei  costi,  costituirebbe, invece,  un  irresistibile
  depauperamento del territorio, facendo venir meno l'autonomia del
  governo  della  sanità  a livello locale, che  allontanerebbe  il
  centro decisionale del territorio interessato;

   considerato  che  il  paventato  accorpamento  provocherebbe  la
  penalizzazione   del  calatino,  con  inevitabili   ripercussioni
  negative  sull'intero livello prestazionale, un  ulteriore  passo
  verso    l'emarginazione         dell'intero          territorio,
  l'impossibilità di orientare la sanità locale verso  le  esigenze
  delle   popolazioni   più   strettamente   interessate    e    la
  mortificazione dell'Azienda Gravina, una delle poche ad  avere  i
  bilanci in regola,

                  impegna il Governo della Regione

   affinché  tale  ipotesi  di  accorpamento  venga  immediatamente
  abbandonata e, anzi, la Regione si faccia promotrice,  attraverso
  l'assegnazione   di  risorse  finanziare,  materiali   ed   umane
  adeguate,  per rendere le strutture esistenti un vero  e  proprio
  polo di eccellenza come il territorio richiede e merita.» (245)

                                 POGLIESE-CAPUTO-CRISTALDI -
                                 CURRENTI-FALZONE-GRANATA

   Dispongo che le mozioni testé annunziate vengano demandate  alla
  Conferenza  dei  Presidenti  dei Gruppi  parlamentari  perché  ne
  determini la data di discussione.


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Speziale

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


                   Discussione di disegni di legge

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  III punto  dell'ordine  del  giorno:
  Discussione dei disegni di legge.
   Resta  inteso  che senza bisogno di insediare le Commissioni,  i
  quattro  disegni di legge saranno incardinati per domani, giovedì
  15   novembre  2007.  Il  termine  per  la  presentazione   degli
  emendamenti è fissato per le ore 13.00.

   SPEZIALE.  No,  signor Presidente, è necessario  procedere  alla
  votazione del passaggio all'esame degli articoli.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Speziale, nel mio intervento  precedente
  ho  chiesto  la  possibilità di considerare già  avvenuto  questo
  passaggio  e  quindi  di rimandare a domani.  Siccome  era  stato
  deciso all'unanimità, mi sembrava inutile.

   SPEZIALE. E' impossibile, signor Presidente, si deve votare.

   Seguito della discussione del disegno di legge  «Interventi in
               favore delle attività teatrali» (612/A)

   PRESIDENTE.  Si passa al seguito della discussione  del  disegno
  di  legge  612/A «Interventi in favore delle attività  teatrali»,
  iscritto al punto 1) del punto III dell'ordine del giorno.
   Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Speziale

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   Seguito della discussione del disegno di legge  «Provvedimenti
      in favore delle famiglie delle vittime del mare» (545/A)

   PRESIDENTE.  Si passa al seguito della discussione  del  disegno
  di  legge  «Provvedimenti in favore delle famiglie delle  vittime
  del mare», iscritto al punto 2).
   Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Speziale

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   Seguito della discussione del disegno di legge «Stabilizzazione
  del personale addetto alla catalogazione dei beni culturali della
                          Regione» (619/A)

   PRESIDENTE.  Si passa al seguito della discussione  del  disegno
  di  legge  619/A  «Stabilizzazione  del  personale  addetto  alla
  catalogazione  dei  beni culturali della  Regione»,  iscritto  al
  punto 3).
   Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Speziale

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


    Seguito della discussione  del disegno di legge «Modifiche ed
      integrazioni agli articoli 6 e 9 della legge regionale 28
     dicembre 2004, n. 17. Disposizioni in materia di demanio e
  patrimonio immobiliare regionale e conferenza di servizi» (556/A)

    PRESIDENTE  Si passa al seguito della discussione  del  disegno
  di legge n. 556/A «Modifiche ed integrazioni agli articoli 6 e  9
  della  legge  regionale 28 dicembre 2004, n. 17. Disposizioni  in
  materia   di   demanio  e  patrimonio  immobiliare  regionale   e
  conferenza di servizi», iscritto al n. 4).
   Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)
       Discussione del Documento di programmazione economico-
                             finanziaria
                       per gli anni 2008-2011


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Speziale

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   PRESIDENTE.  Si  passa  al  IV  punto  dell'ordine  del  giorno:
  Discussione   del   «Documento   di   programmazione   economico-
  finanziaria per gli anni 2008-2011».
   Invito i componenti la II Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Cimino  per  svolgere  la
  relazione.

   CIMINO,  presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto  al
  testo della relazione.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per
  cinque minuti.

        (La seduta sospesa alle ore 17.30, è ripresa alle ore
                               17.39)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  ha   facoltà   di   parlare
  l'onorevole  Cimino,  presidente  della  Commissione  Bilancio  e
  relatore, per svolgere la relazione.

   CIMINO,   presidente  della  Commissione  e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, pensavo di rimettermi  al  testo
  della  relazione al fine di accelerare i lavori, ma visto che  la
  relazione  viene  distribuita  in  questo  momento,  ritengo  sia
  corretto illustrarla.
     Questa  relazione  ha avuto il conforto, e  ne  ha  registrato
  anche  il contributo, dei parlamentari della Commissione Bilancio
  facenti  parte   della  maggioranza ed è stata  distribuita  anzi
  tempo dal sottoscritto, nella qualità di relatore di maggioranza,
  ai  colleghi  deputati. Ripeto, alcuni colleghi della maggioranza
  hanno  avuto  l'opportunità ed il garbo di inserire alcune  parti
  particolarmente importanti per lo strumento finanziario ed  anche
  per il bilancio della Regione siciliana.
   Con  la  presente relazione, infatti, si intendono illustrare  i
  contenuti  del  «Documento  di programmazione  economico-finanzia
  2008-2011»  presentato  dal Governo, e si sottopongono  all'esame
  dell'Aula   le  valutazioni  e  le  proposte  della   Commissione
  Bilancio,  che  sono  il  risultato,  come  lo  scorso  anno,  di
  un'attività istruttoria dedicata sia all'acquisizione di dati  ed
  informazioni che alla discussione ed al dibattito sul documento.
   Preliminarmente,  giova ribadire l'attuale quadro  normativo  di
  riferimento.
   Gli  articoli 1 e 2 della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10,
  e  successive  modifiche ed integrazioni, disciplinano  tempi  di
  presentazione   e  contenuti  del  Documento  di   programmazione
  economico-finanziaria,   il  quale  rappresenta  il  primo  degli
  strumenti  -  cui  poi  seguono la legge  di  bilancio  e  quella
  finanziaria  -  in  cui  si articola annualmente  la  manovra  di
  finanza  pubblica  e  la  costruzione dei  conti  della  Regione.
  Indicando i criteri e le regole che devono essere adottati  nella
  predisposizione della legge finanziaria, nonché i  parametri  per
  la  formazione  del bilancio annuale e pluriennale,  il  DPEF  si
  pone,  pertanto,  quale atto di indirizzo e base  di  riferimento
  nella predisposizione dei predetti documenti.
   La  legge regionale n. 10 del 1999, insieme alla disciplina  del
  Regolamento  interno dell'Assemblea, assegna, pertanto,  al  DPEF
  una  posizione rilevante nel procedimento parlamentare  complesso
  in  sui  si  articola l'esame  e l'approvazione  degli  strumenti
  finanziari, dal momento che il suo scopo è quello di valutare  la
  coerenza   programmatica  rispetto  agli  obiettivi  di  politica
  economica in esso indicati, sia delle previsioni di bilancio  che
  dei contenuti della legge finanziaria.
   Dal  punto  di  vista procedurale dell'attività istruttoria,  si
  ritiene  necessario  sottolineare che  la  Commissione  Bilancio,
  come   già  nel  2006,   ha  proceduto  all'audizione,  ai  sensi
  dell'articolo  73 bis.1 del Regolamento interno,  del  Presidente
  delle  Sezione  riunite  per  la Regione  siciliana  in  sede  di
  controllo   della  Corte  dei  Conti.  Sono,  inoltre,  pervenute
  osservazioni da parte delle altre commissioni.
   Come  si  ricorderà, l'anno passato, l'esame del  DPEF  è  stato
  contraddistinto  da  un  approfondito  dibattito  in  Commissione
  Bilancio,   le   cui  proposte  e  i  cui  rilievi   sono   stati
  successivamente  accolti  dal  plenum  dell'Assemblea  attraverso
  l'approvazione dell'ordine del giorno n. 20 del 18 ottobre  2006,
  che   ha   impegnato  il  Governo  in  una  serie  di  importanti
  adempimenti  da porre in essere sia attraverso idonee  iniziative
  legislative che con adeguati provvedimenti amministrativi.
   La  Commissione Bilancio ha, pertanto, ritenuto opportuno, quale
  presupposto  logico  per l'avvio dell'esame del  Documento  2008-
  2011,  acquisire  le  relazioni del Governo  circa  lo  stato  di
  attuazione  degli impegni contenuti nel citato ordine del  giorno
  n. 20.
   Appare,   infatti,   che   il  mancato  adempimento   da   parte
  dell'Esecutivo  degli atti di indirizzo approvati dal  Parlamento
  rischia  di fare assumere, all'esame del DPEF, la veste  di  mero
  atto formale.
   La  Commissione,  pur  avendo  ricevuto  dall'Assessore  per  il
  bilancio  e  le finanze una relazione concernente gli adempimenti
  dell'Assessorato deve, purtroppo preliminarmente, rilevare - come
  peraltro  evidenziato  anche dalla  Corte  dei  Conti  nella  sua
  relazione  -  il  mancato adempimento di  molti  degli  obiettivi
  assegnati  al  Governo dall'Assemblea ed esplicitati  nell'ordine
  del  giorno  n.  20  del 18 ottobre 2006, dove era  prevista  una
  complessiva  riorganizzazione degli enti operanti  nella  Regione
  attraverso,  tra l'altro, il riordino dei consorzi  di  bonifica,
  degli  ATO  idrici e rifiuti, nonché la riforma di  ASI,  IACP  e
  Camere  di  Commercio.  Tali  obiettivi  sono  stati  rafforzati,
  altresì,  dal  disposto dell'articolo 11 della finanziaria  2007,
  norma rimasta sostanzialmente inattuata.
   Pertanto,  si  ritiene preliminarmente necessario ribadire,  con
  forza,  la  necessità  di  procedere ad un  radicale  riordino  e
  riduzione   degli   enti  al  fine  del  contenimento   e   della
  qualificazione della spesa regionale.
   La   Presidenza  della  Commissione  Bilancio  ha,  più   volte,
  richiamato  l'attenzione  sul  mancato  rispetto,  da  parte  del
  Governo   regionale,   della  volontà   espressa   dall'Assemblea
  attraverso leggi ed atti di indirizzo politico.
   Ritengo,  signor  Presidente  dell'Assemblea,  che  questa   mia
  relazione non sia altro che una relazione frutto degli interventi
  dei  componenti  della Commissione Bilancio  presenti  presso  la
  stessa  e,  anche dai verbali della seduta della  Commissione   -
  fortunatamente  tutti  stenografati -, è  facile  individuare  le
  problematiche  che,  in questi mesi, sono state  approfondite  ed
  affrontate.
   Avendo   avuto   mandato,   da  parte   dei   componenti   della
  Commissione, di definire una relazione, non potevo far altro  che
  attenermi  a  quanto  già  detto in quella  del  DPEF  2006,  con
  l'allora  ordine  del  giorno n. 20  che,  anche  quest'anno,  si
  ritiene  importante  sollecitare  nuovamente  all'attenzione  del
  Governo  e,  proprio  per questo, concludendo,  ritengo  che  sia
  necessario - per il valore degli accordi tra le parti, così  come
  previsto  anche  dal Codice civile -, che questo Parlamento,  nel
  momento  in  cui  vi sia un accordo di riforma voluto  fortemente
  dall'Assemblea  regionale con il suo Documento di  programmazione
  economica,  possa dare l'opportunità al Governo di  attivarsi  in
  questo senso, fornendo le giuste risposte ad una maggioranza  che
  è  qui  non per fare opposizione, ma per potere riformare insieme
  l'Amministrazione regionale.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Tumino.

   TUMINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  questo  DPEF  è
  stato  evaso dalla Commissione Bilancio dopo innumerevoli  sedute
  senza   avere  avuto,  formalmente,  alcun  tipo  di  valutazione
  effettiva;  in sostanza, la Commissione Bilancio l'ha  evaso  per
  stanchezza,  l'ha esitato affinché non si potesse  dire  che  per
  colpa  della  Commissione Bilancio il Parlamento  non  riesce  ad
  andare avanti.
   Ciò  premesso,  lo  scorso  anno  sul  DPEF  abbiamo  tenuto  un
  dibattito molto forte perché si voleva che quell'occasione,  cioè
  quella della discussione del DPEF, diventasse l'occasione per una
  valutazione  di  un  modello  di sviluppo  della  Sicilia,  sulle
  problematiche,  sulle  opportunità ed il frutto  di  quel  lavoro
  venne  esposto  in maniera forte, per ciò che fu  possibile,  dal
  Presidente della Commissione, sempre il nostro onorevole  Cimino,
  con una nota che apparve importante.
   Bene, quella nota è stata completamente disattesa in termini  di
  attività  di  Governo, al punto che lo stesso  onorevole  Cimino,
  oggi,  nella relazione che ha presentato, si sente in obbligo  di
  dire  che purtroppo, come è stato anche rilevato dalla Corte  dei
  Conti  nella sua relazione, il mancato adempimento degli  impegni
  dell'ordine  del giorno numero 20 dell'anno scorso -  riguardante
  gli  ATO, i consorzi di bonifica, eccetera - ha fatto sì che  gli
  obiettivi stessi  rimanessero lettera morta.
   L'onorevole  Cimino, a nome della maggioranza,  dice  anche  che
  viene  sottolineato  il  rischio che il processo  di  risanamento
  della  nostra Regione sia impedito da un sistema parlamentare  in
  cui,   di   fatto,  il  volere  del  Parlamento  viene,  sovente,
  disatteso.
   Il  Cimino  -  ma  non il Cimino persona, bensì  il  Cimino  che
  esprime  ciò  che è emerso nel dibattito in seno alla Commissione
  Bilancio   e,   quindi,  colui  che  esprime  punti   di   vista,
  sostanzialmente, di destra e di sinistra -, alla fine  del  primo
  paragrafo  dice:  si è costretti ad evidenziare alcune  oggettive
  carenze del Documento di programmazione economico-finanziaria .
   Questa     valutazione    dell'onorevole    Cimino    -     che,
  paradossalmente,  l'onorevole Cuffaro  ha  considerato  come  una
  dichiarazione  documentabile che poteva ascriversi legittimamente
  alla  sinistra  del Parlamento nazionale, accusando  pesantemente
  l'onorevole  Cimino  -  di  fatto, mi corre  l'obbligo  di  dire,
  esprime esattamente ed esaurientemente tutto ciò che è emerso  in
  Commissione in questi mesi di confronto e, quindi, non è il punto
  di  vista  dell'onorevole Cimino, ma è un punto di vista generale
  emerso anche dall'intervento autorevole della Corte dei Conti  al
  suo  completo.
   Nel merito del

   LO  PORTO,  assessore per il bilancio e le finanze. Non  al  suo
  completo, erano solo in sei  Era solo un'audizione

   TUMINO. Un momento: l'audizione è un'audizione, ma la Corte  dei
  Conti propose un suo documento di valutazione sul DPEF.

   LO  PORTO ,  assessore  per il bilancio e  le  finanze.  E'  qui
  l'origine di tutti i mali

   PRESIDENTE.  Onorevole  Lo  Porto,  la  invito  a   parlare   al
  microfono, altrimenti il suo intervento non verrà registrato.

   TUMINO.  Entrando  nel merito del documento, si  rilevano  tante
  affermazioni.  Il  documento è carente  ma,  nella  prima  parte,
  riporta i dati ISTAT - quindi, dati oggettivi, ufficiali - e così
  recita:   a  prezzi  costanti  la nostra  Regione  ha  avuto  una
  crescita  dell'1,4 per cento conseguendo un risultato  più  basso
  del  dato  ISTAT nazionale, che è dell'1,9, ma in  linea  con  la
  variazione stimata per il Mezzogiorno .
   L'1,4  per cento di crescita del PIL è un dato che può  sembrare
  valido, ma non dobbiamo dimenticare che il 2006 è l'anno  in  cui
  più che negli altri anni si sono realizzati e concretizzati parte
  degli  investimenti legati ai fondi europei. Per  il  quinquennio
  2000-2006,  si  tratta di 20 mila miliardi di  vecchie  lire,  10
  miliardi  di  euro che, già da soli, dovrebbero  determinare  una
  crescita del PIL di almeno 4, 5 punti. Il fatto che ci attestiamo
  all'1,4 significa che, in realtà, saremmo a meno 3, 4 se  non  ci
  fossero i fondi strutturali.
   Questo  è  un  dato  che  -  a mio avviso  -  ha  una  rilevanza
  strategica   importante   che  viene   accompagnato   dal   dato,
  riguardante   l'occupazione,  che  è  stranissimo.  Abbiamo   una
  crescita  dell'occupazione, nel 2006, che si mantiene intorno  al
  2,2   per  cento.  Ci  verrebbe  da  pensare  che  sia  un  fatto
  importante;  ma  sapete dove cresce l'occupazione?  L'occupazione
  cresce  nel settore dell'agricoltura, dove abbiamo 21 mila  unità
  in più con un incremento del 18,6 per cento.
      Tenete   conto  che  l'agricoltura  è,  sostanzialmente,   in
  decrescita  in  tutti  i paesi del mondo  che  crescono,  che  si
  sviluppano  perché,  quando l'agricoltura cresce  o  mantiene  un
  forte   bacino   di   presenze,  significa   che   il   Paese   è
  sottosviluppato. Un incremento dell'agricoltura  di  quest'ordine
  di grandezza nel 2006, cioè del 18,6 per cento, significa che non
  solo l'occupazione in Sicilia non è cresciuta, ma significa che o
  è  falso  il  dato  -  nel senso che si considerano  occupati  in
  agricoltura coloro che sono precari e, quindi, raggiungono le  50
  giornate o le 20 o le 30 e, quindi, è un dato che falsa le cose -
  o,  se  fosse vero, il dato di una crescita di questa  dimensione
  del  18,6 per cento in agricoltura, significherebbe semplicemente
  che  stiamo  tornando  ad essere una realtà agricola  e,  quindi,
  sostanzialmente,  contraddirebbe  le  tendenze  e  le  linee   di
  sviluppo generale.

               Presidenza del Vicepresidente Speziale

   Il  Documento  di programmazione economico-finaziaria  presenta,
  inoltre, una serie di dati riguardanti le politiche della finanza
  regionale  e pubblica che sottolinea sostanzialmente la  mancanza
  di una politica di lungo respiro.
     La  finanza  pubblica non può crescere se non si  intaccano  i
  fondamenti   di   una  serie  di  sprechi,  di   una   serie   di
  irrazionalità,  anche  nell'organizzazione  delle   persone   che
  lavorano per la Regione, che sono estremamente gravi - e  qui  il
  discorso  è  riferito  all'ESA  e  agli  enti  più  o   meno   da
  riorganizzare,  ai Consorzi di bonifica - alle  esigenze  di  una
  riorganizzazione interna dell'Amministrazione regionale; si fa un
  ragionamento  di riduzione degli sprechi che è solo letteralmente
  presente,    ma    sostanzialmente   inesistente    come    fatto
  programmatorio.
   Senza  dire che in questo Documento di programmazione economico-
  finaziaria  mancano  alcuni  elementi  riguardanti  le  quote  di
  partecipazione della nostra Regione ai fondi europei, per cui  il
  dato  stimato del debito della Regione di 2 miliardi di  euro  (4
  mila  miliardi delle vecchie lire) è una stima assolutamente  non
  vera  perché,  in  questa stima dei 2 miliardi di  euro  in  meno
  rispetto al bisogno, mancano tutta una serie di dati tra cui, per
  esempio, i 720 milioni di euro di cui abbiamo stipulato il  mutuo
  perché,  sostanzialmente,  non  siamo  riusciti  a  vendere   gli
  immobili.
   Ci  troviamo,  quindi, dinanzi ad un documento di programmazione
  economico-finanziaria i cui presupposti non  sono  veritieri,  in
  cui  ci sono enormi carenze anche dal punto di vista fondamentale
  della proiezione. Mi riferisco al settore sanitario, dove c'è una
  generica  indicazione  circa  un  piano  di  rientro  che,  nella
  sostanza,  si sta dimostrando falso già ancor prima di  approvare
  il  DPEF.   La  valutazione che mi viene da porre, quindi,  è  la
  seguente:  credo sia opportuno che questo Parlamento apprezzi  la
  parte  della  relazione presentata dall'onorevole  Cimino,  quale
  presidente  e  relatore della Commissione, perché  sottolinea  le
  inadempienze di questo Governo e di questo Parlamento.
   Credo  sia,  altresì,  necessario sottolineare, nella  relazione
  dell'onorevole Cimino, la parte in cui si tenta di scaricare tali
  inadempienze sul Governo nazionale. Un tentativo, peraltro, molto
  consueto  nella politica del nostro Presidente della Regione,  il
  quale  così facendo evita, o cerca di evitare,  le assunzioni  di
  responsabilità che, invece, sono oggettive, a suo carico.
   Mi  riferisco, per esempio, al problema della sanità che  occupa
  nel  nostro  bilancio una enorme quantità di risorse.  Nel  2001,
  quando  l'onorevole Cuffaro divenne presidente della Regione,  il
  deficit  nel  settore  sanitario si  attestava  intorno  a  pochi
  milioni di euro; oggi, il deficit nella sanità pubblica,  per  il
  2006, anno che abbiamo superato e, in previsione, per il 2007,  è
  di  1240  miliardi  di  euro.  Quindi,  non  ci  può  essere  una
  discussione  sulle responsabilità perché queste  sono  sotto  gli
  occhi di tutti.
   Allora,  questo Parlamento - a mio avviso - farebbe bene,  oggi,
  nel  discutere il DPEF, a valutare la necessità di un cambiamento
  di  stile  nell'attività  di questo Governo  e,  in  particolare,
  nell'opportunità che questo Parlamento acceleri i processi perché
  si   possano  fare  quelle  riforme  necessarie  di  settore  per
  un'inversione di tendenza.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro.  Ne  ha
  facoltà.    Avverto    che,    a   conclusione    dell'intervento
  dell'onorevole  Di  Mauro,  dichiarerò  chiuse  le  iscrizioni  a
  parlare.

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto  di
  intervenire  perché ricordo, come fosse oggi,  gli  incontri  che
  abbiamo avuto, lo scorso anno, a proposito della trattazione  del
  Documento  di  programmazione economico e   finanziaria.  Ricordo
  anche il dibattito vivo che c'è stato in Commissione  Bilancio  e
  poi  in  Aula:  circa due mesi e mezzo a discutere,  a  dibattere
  perché  tutti  ritenevamo  che quel Documento  di  programmazione
  economico  e finanziaria 2007-2011 fosse un documento  sul  quale
  tutti   dovevano   puntare  per  raggiungere   alcuni   obiettivi
  importanti.
   Ricordo  anche una battuta dell'Assessore Lo Porto, allorquando,
  nei corridoi dell'Assemblea, ebbe modo di dirmi  Questo confronto
  che   ha  un  sapore  stucchevole  in  ordine  al  Documento   di
  programmazione  economico finanziaria ve  lo  potreste  evitare .
  Invece,  abbiamo insistito perché abbiamo ritenuto che  potessimo
  dare  un  contributo  serio,  un  contributo  importante  ad   un
  Documento che doveva servire anche come viatico all'attività  che
  l'Assemblea, il Governo dovevano portare nel tempo.
     Per  certi  versi,  signor Presidente, alcuni  obiettivi,  con
  sforzo,  durante  la  finanziaria, sono stati  raggiunti,  almeno
  sotto  l'aspetto  legislativo. Sotto l'aspetto  della  attuazione
  delle norme legislative, ci sono ancora -  mi permetto di dire  -
  riserve,  freni  politici  da parte della  burocrazia  perché  si
  possano  mettere in atto tutti i dettami della finanziaria  dello
  scorso anno.
   Faccio  un  appello  perché, in sede di  discussione  di  questo
  Documento  di  programmazione  economica  e  finanziaria,   venga
  ribadita  ulteriormente la volontà da parte di  questa  Assemblea
  affinché  vengano  messe in atto tutte le iniziative  che  allora
  inserimmo  nella  legge  finanziaria, cioè  la  restituzione  dei
  Consorzi  di  bonifica agli agricoltori, la questione riguardante
  la  riduzione degli ATO perché, a tutt'oggi, nonostante  avessimo
  spinto,  giorno dopo giorno, sulla  accelerazione,  siamo  ancora
  fermi. Questo, francamente, ci preoccupa perché, sebbene ci fosse
  la legge, sono occorsi dodici mesi perché ancora non ci fosse una
  decisione  finale, per esempio, su quali e quante debbano  essere
  le  riduzioni degli ATO;  certamente, ci preoccupa  in  quanto  è
  evidente  che  ci  sono dei freni perché le centralità  di  spesa
  vengano  ad essere ridotti;  ci sono dei freni perché i  Consorzi
  di bonifica vengano ricondotti agli agricoltori.
   Vorrei,  con  molta  serenità,  senza  punte  di  polemiche  nei
  confronti  di  ciò  che è stato fatto da parte del  Governo,  nel
  Documento  di programmazione economica e finanziaria,  che  fosse
  data  una spinta importante all'ordine del giorno numero 20 dello
  scorso  anno  perché, su quell'ordine del giorno,  c'è  tutto  un
  viatico  che  -  mi  permetto di dire -  allorquando  il  Governo
  dovesse  raggiungere questi obiettivi, certamente, avremmo  fatto
  cosa buona e giusta nei confronti dei siciliani.
   E'  su  questo  solco che noi, come Movimento  per  l'Autonomia,
  intendiamo muoverci perché riteniamo che, al di là di ciò  che  è
  annunciato  in  questo  Documento di programmazione  economica  e
  finanziaria,  lo  stato dell'arte è fermo a quello  dello  scorso
  anno;    se   da   un  lato,  infatti,  c'è  stata  un'iniziativa
  legislativa,  dall'altro, non c'è stata  l'attuazione,  cosa  che
  certamente non è semplice né  accettabile. E' necessario, dunque,
  che si passi alla fase attuativa.
   Su  queste  questioni,  noi,  come  Movimento  per  l'Autonomia,
  saremmo  pronti a votare un ordine  del giorno di questo  tipo  e
  saremmo ben lieti di votarlo perché, forse, è arrivato il momento
  di dare attuazione alle disposizioni legislative.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli assessori,  non  posso
  nascondere  il  disagio che provo ad intervenire in  Aula  il  14
  novembre  per  discutere  un DPEF che, essendo  un  documento  di
  programmazione, dovrebbe costituire  l'anima che ispira la  legge
  finanziaria e la legge di bilancio.
   Stiamo  esaminando  il DPEF quando già il Governo  ha  approvato
  finanziaria  e  bilancio; dovremmo aprire, fra  qualche  ora,  la
  sessione  di  bilancio; il DPEF, quindi, pur con tutta  la  buona
  volontà,  non  inciderà di una virgola sulle scelte che  dovevano
  essere fatte dal Governo nel predisporre la legge finanziaria.
   Pur  tuttavia, ciò che salta agli occhi è l'ennesimo gioco degli
  specchi.  Abbiamo avuto, così come la legge prevede, un Documento
  di programmazione economico e finanziaria che - come ho già detto
  in Commissione - è un documento preparato dagli uffici e, in gran
  parte,  non  conosciuto  dallo stesso  Governo  per  la  semplice
  ragione  che  si  tratta di un documento che  si  limita  a  fare
  ragionamenti estremamente tecnici e  non contiene scelte.
   Siamo  di  fronte  ad un paradosso. La manovra  finanziaria  che
  dovremo  compiere si fonda  su due capisaldi.  Il  primo  è  che,
  secondo  le  stime fatte a legislazione invariata,  nel  bilancio
  2008  il  fabbisogno aggiuntivo della Regione, per agire in  base
  alla legge, allo stato attuale,  è di 2 miliardi di euro. Quindi,
  bisogna  trovare ulteriori 2 miliardi rispetto alle normali  voci
  di entrata del bilancio della Regione.
   A  questo,  si aggiunge un altro caposaldo del ragionamento  che
  ispira  poi  la  legge di bilancio: la sottostima del  fabbisogno
  rispetto   alla   crescita  tendenziale.   Al   riguardo,    devo
  riconoscere  ai  colleghi  della  Commissione   Bilancio    della
  maggioranza   di  avere  avuto  l'onestà  e  il  coraggio   delle
  considerazioni  rese,  ma  -  al di là   delle  dichiarazioni  di
  principio, bisogna poi vedere che cosa comporta -.
   Per  quanto  riguarda  il  PIL rispetto  al  quadro  tendenziale
  nazionale,  nel  DPEF  il  Governo regionale  dà  un  fattore  di
  crescita  maggiore.  Mentre,  a  livello  nazionale,  il   quadro
  tendenziale,  oltrettutto  corretto  ulteriormente  -   come   si
  ricorderà  -  dalla  manovra operata a seguito  degli  interventi
  dell'Unione   europea,   passiamo   da  una  manovra  tendenziale
  prevista  di  1.9 (il dato del PIL nazionale) ad una  manovra  di
  1.7, come nuovo indice corretto. Ebbene, la Regione siciliana non
  modifica questo fattore di minore crescita; infatti, mantenere il
  livello  di  crescita  precedente le  consente  di  iscrivere  in
  entrata maggiori entrate che poi non ci saranno.
   A  questo,  si  aggiunge - voglio ribadirlo - che  vi  sono  una
  serie  di  spese  sottostimate e,  non ultimo, il  sistema  delle
  spese sanitarie.
   Voglio  ricordare,  non  per mettere il dito  sulla  piaga,  che
  comunque  -  vedremo  come  si farà la  legge  di  bilancio  -  a
  legislazione  invariata,  nel 2008 dobbiamo  compartecipare,  nel
  sistema sanitario, per una percentuale rispetto al Fondo pari  al
  47,5  per  cento.  Il fabbisogno sottostimato a  cui  viene  data
  copertura con la manovra che qui si propone è quello preesistente
  all'anno 2007, cioè del 42,5 per cento del 2006. Abbiamo, quindi,
  cinque  punti di differenziale tra ciò che la legge ci impone  di
  coprire   e   quello  che  stiamo  facendo  con  la  manovra   di
  programmazione economico-finanziaria.
   Ciò  che  più colpisce è che, di fronte a questi dati  che  sono
  certi -  2 miliardi di maggiori uscite, sottostima del fabbisogno
  e  non parlo poi di tutti gli altri capitoli, le cosiddette spese
  non  obbligatorie ma obbligate -, di fronte a questa manovra  che
  ha  elementi di rigidità finanziaria, il Governo non propone  uno
  straccio  di  idea  per quanto attiene alla manovra  reale  sulla
  struttura  del  bilancio.  Non c'è uno  straccio  di  idea  sulla
  riduzione  dei  costi dell'amministrazione pubblica,  cioè  della
  riorganizzazione della macchina regionale
     La  nostra  Regione,  tra dipartimenti e uffici  speciali,  ad
  oltre  2300  dirigenti regionali continua a  dare  il  premio,  a
  prescindere  dagli obiettivi raggiunti, anche  perché  nessuno  o
  quasi nessuno dei 2300 dirigenti della Regione ha degli obiettivi
  previsti  nel  contratto di lavoro e  tutti, in  questa  Regione,
  raggiungono il premio.
   Non  si  fa  nulla - lo ha  ricordato l'onorevole Tumino  -  per
  quegli  enti  cosiddetti inutili che non solo  sono  inutili  dal
  punto  di  vista  dell'efficacia   ma,  per  il  solo  fatto  che
  continuano  ad  esistere,  rischiano di  essere  anche  enti  non
  sottoposti  ad alcun tipo di criterio di vigilanza  e  controllo.
  Sono  soltanto  enti  autorizzati a  spendere,  molto  spesso,  a
  servizio della politica o di una parte della politica.
   E  ancora  non  si  fa  alcuna  scelta  per  quanto  attiene  le
  politiche   di  risanamento  di  questa  Regione,  su   come   si
  ristruttura  la spesa in alcuni settori chiave,  a partire  dalla
  formazione  professionale,  dalle  modalità  di  gestione   delle
  politiche di assistenza e di tutela per le categorie sociali  che
  sono investite dal bilancio di questa Regione.
   Insomma,  per dirla in parole povere, si fa un DPEF  perché  c'è
  un  obbligo di legge in tal senso, ma il DPEF non è altro che  un
  canovaccio cartaceo a cui non crede neanche chi lo presenta.  Non
  è  un  caso,  onorevole Assessore, che questa  volta  persino  la
  Commissione  Bilancio  ha avuto il problema tecnico di come farlo
  uscire dalla Commissione. Questo DPEF, infatti, non poteva  avere
  un  voto favorevole dalla Commissione, tanto più che non solo non
  faceva scelte, ma non diceva nulla su aspetti che erano stati già
  previsti nel DPEF precedente.
   Ricordo  che   il  DPEF dell'anno scorso fu approvato  dopo  una
  discussione,  forse,  senza precedenti;   ricordo,  infatti,  che
  nella  passata  legislatura, il DPEF  era  un  atto  formale:  si
  approvava  in  pochi minuti, se ne  parlava in  un  intervento  a
  favore,  uno contro e si chiudeva la sceneggiata. Con l'esercizio
  finanziario 2007, il DPEF ha acquisito uno valore diverso,  forse
  perché  era  l'inizio della nuova legislatura, e si è tentato  di
  farlo  diventare uno strumento programmatorio con  una  serie  di
  iniziative  ivi  inserite. Malgrado tali  contenuti  inseriti  (a
  partire  dai  tagli, dallo scioglimento degli enti  inutili  come
  l'ESA,  come i Consorzi di bonifica, la riduzione degli  ATO,  il
  tetto  fissato  ai dirigenti, la possibilità di segnare  l'azione
  amministrativa  di questa Regione con una politica  più  sobria),
  bene,  malgrado tutti questi atti  a corredo del DPEF  (in parte,
  anche  inseriti  nella legge finanziaria,  cito  un  esempio  per
  tutti:  la  riduzione degli ATO rifiuti), ad un anno di distanza,
  non  solo non si è fatto nulla, ma il Governo si guarda bene  dal
  venirci a raccontare qual è lo stato di attuazione delle cose che
  sono state previste.
   C'è   persino  un  paradosso,  signor  Presidente:   nel   corso
  dell'anno 2007, quest'Aula, per ammissione degli stessi  colleghi
  della  maggioranza,  è  stata  una  sorta  di   118 .  Mi  sembra
  un'espressione  appropriata a spiegare  cosa  intendo  dire,  nel
  senso   che  ci  siamo  occupati  dell'emergenza  sanitaria   per
  ripianare  una  serie  di perdite e di disavanzi  prodotti  dalla
  gestione del sistema sanitario in Sicilia.
   Ebbene,  nel corso del mese di luglio fino ai primi  di  agosto,
  nel settore della sanità si è scoperto un ulteriore disavanzo  di
  circa  90 miliardi delle vecchie lire che non si conosceva prima.
  Il Governo,  in Commissione, ha affermando di non esserne stato a
  conoscenza  da prima, ma che avrebbe provveduto ad  attivare  una
  Commissione di indagine per gli opportuni  accertamenti.
   Il  Parlamento  ha  approvato una risoluzione che  impegnava  il
  Governo,  entro il 15 ottobre, a venirci a raccontare le  ragioni
  di quel disavanzo.
   L'onorevole  Caputo, a nome di Alleanza Nazionale,  ha  proposto
  un  ordine  del giorno che istituiva una Commissione di inchiesta
  sulla sanità.
   Siamo al 14 novembre;  la festa dei morti è trascorsa

   VICARI.  Il Presidente Miccichè ha autorizzato la VI Commissione
  a  fare ciò.

   CRACOLICI.  Ha  autorizzato  la  VI  Commissione?  L'ordine  del
  giorno prevedeva un'altra cosa.
   Il  dato  qual è? Che, al di là delle parole, quest'Aula  non  è
  nelle  condizioni  di  assicurare serietà e coerenza  al  proprio
  lavoro.  Lo  dico  non  con  l'atteggiamento  di  resa,  ma   con
  l'atteggiamento  di chi ribadisce che siamo  in  presenza  di  un
  Governo  di  irresponsabili   Un Governo  piegato  alla  gestione
  quotidiana  con la logica di andare alle elezioni e ormai  se  ne
  frega  di tutto,  e se ne frega di quello che lascerà a chi verrà
  dopo.  C'è  il  rischio che chi erediterà questa Regione  troverà
  macerie,  non solo quelle che sono alla luce dei dati,  ma  anche
  quelle  che  non si possono conoscere; il lavoro di disboscamento
  dei meccanismi perversi che avete creato in questi anni, infatti,
  viene  alla  luce   ancora soltanto per una  piccola  parte.  C'è
  ancora,   probabilmente,  gran  parte  dell'attività  che   avete
  generato  e per la quale ci sono una serie di spese incontrollate
  che non vengono alla luce.
   Signor Presidente,  presenteremo un ordine del giorno che  vuole
  fare  riferimento  ad alcune cose su tutto ciò  che  riguarda  la
  programmazione economico-finanziaria per il 2007-2013  dei  nuovi
  fondi  strutturali,  del fatto che siamo al 56  per  cento  della
  spesa a fine novembre e, entro un anno, dovremo certificare il 44
  per cento della spesa e, probabilmente, andremo in disimpegno.
   Una  serie di strumenti e di misure per i quali quest'Aula  deve
  essere,   finalmente,   messa   nelle   condizioni   di   sapere,
  permettetemi la battuta,  di che morte deve morire ;  se dobbiamo
  morire,  almeno moriamo con la consapevolezza di  sapere  di  che
  morte  dobbiamo  morire. Il Governo ci vuole  fare  morire  nella
  condizione di ignoranza.
   Onorevole  Cimino,  non si lasci intimorire  dal  fatto  che  il
  Presidente  Cuffaro la minaccia di non nominarla  più  assessore
  Vedo  che anche la sua relazione ha perso  mordente, ha perso  lo
  smalto di chi si proponeva in termini dialettici, ma concreti. Il
  modo  in  cui  lei ha letto questo compitino che avete  preparato
  dimostra che anche lei è stato richiamato all'ordine ed  è  stato
  assorbito dalla logica della palude che questo Governo vuole  che
  si perpetui anche nell'attività parlamentare.

   PRESIDENTE.   E' iscritto a parlare l'onorevole Cintola.  Ne  ha
  facoltà.

   CINTOLA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  ritengo  che
  bisogna  compiere  un  atto di verità;  un  atto  di  verità  che
  riporti  con   correttezza gli atteggiamenti e le  cose  dette  e
  riferite   in   Commissione,  alla  presenza  significativa   del
  Vicepresidente della Regione che, in quel momento,  rappresentava
  il Presidente della Regione.
   Questo  DPEF,  è  inutile  che lo ribadiamo,  è  alla  base  dei
  documenti  finanziari che debbono essere presentati. Ha  una  sua
  storia che comincia nel mese di luglio, in un mese difficile,  in
  un periodo di ferie, anche se questo Parlamento pare che in ferie
  ci  stia 360 giorni l'anno, senza considerare Natale e Capodanno.
  E'  pur vero però - e lo dico con molta serietà e sincerità - che
  abbiamo  chiesto al Governo, sul DPEF presentato  in  Commissione
   Bilancio ,  una  nota aggiuntiva ed è stata  chiesta  sia  dalla
  maggioranza che dalla minoranza.
   La  Commissione   Bilancio  ha chiesto una  nota  aggiuntiva  al
  Governo,  chiarendo quali erano i motivi e i principali  nodi  da
  sciogliere.  L'abbiamo fatto con interventi singoli, in  perfetta
  linea   tra   loro,   e   l'argomento   ha  accomunato   l'intera
  maggioranza  con certezza e senza tergiversare, dando  poi,  come
  risultato finale, non una risposta del Governo sull'argomento, ma
  solo  del vicepresidente della Regione, onorevole Leanza, che  ha
  presentato  una  nota aggiuntiva del lavoro del suo  assessorato,
  non   dell'intera   manovra  che  aveva   necessità   di   essere
  puntualizzata  e  verificata in merito  alle  cifre  sottolineate
  dall'onorevole  Cracolici  ed  evidenziate  nella  relazione  del
  Presidente della Commissione. Il quale null'altro ha fatto - e lo
  ribadisco  ad  onore  della  verità  -   se  non  riassumere  nei
  contenuti  quel malessere che in Commissione c'era  insieme  alla
  volontà   di   costruire,  insieme  al  Governo,   un   documento
  finanziario  che desse la possibilità di dire che ci siamo  anche
  noi, Commissione Bilancio e finanze.
   Mentre  per  il secondo anno sembrava che il Governo non  avesse
  la  grande sintonia. Quando parlo del Governo vorrei scindere tra
  il Governo che è il Presidente Cuffaro, ma non per  lecchinaggio'
  o  per solidarietà al personaggio, e l'Assessorato del bilancio e
  le  finanze  che ha il compito specifico di dare alcune  risposte
  puntuali.
   Sembrerebbe  che  anche quest'anno ciò che è  stato  dall'intera
  Assemblea votato l'anno scorso non viene alla luce, non è  venuto
  alla  luce.  Non c'è stata nessuna consequenzialità alla  volontà
  espressa  dal  Parlamento e che la Commissione ha  fatto  bene  a
  ribadire con forza e dignità dando il mandato al Presidente della
  Commissione,   nella  sua  relazione,  di  tenere   conto   delle
  osservazioni  che  ogni singolo componente della  Commissione,  e
  specificamente della maggioranza, aveva fatto.
   L'onorevole  Cimino non ha bisogno né di difensori  di  ufficio,
  né di  lecchini' nei suoi confronti.
   Io  ho  la  necessità di ribadire con fermezza e con lealtà  che
  questo era il compito che lui ha assolto e lo ha fatto al  di  là
  dei  toni  che  possono  essere più o  meno  giustificati,  ma  i
  contenuti sono quelli.
   Gli   auguro   di  continuare  a  essere  il  presidente   della
  Commissione,  ma  gli  auguro  di  fare  anche  l'assessore,   il
  vicepresidente  della  Regione  e,  fra  dieci  anni,  anche   il
  presidente della Regione, se i suoi intendimenti di correttezza e
  di valutazione rimangono quelli che sono evidenti.

   PRESIDENTE. Non mettiamo limiti alla Provvidenza; anche oltre.

   CINTOLA.  Non  li  metto  mai  in  discussione.  Però,  c'è  una
  necessità,   onorevoli  colleghi,  quella  di  comprendere   dove
  andremo.  E'  vero,  infatti,   che  c'è  una  legge  che  dà  al
  Presidente  della  Regione poteri di stabilità eccezionali  e  dà
  anche   poteri   reali  di  intervento,  ma  è   pur   vero   che
  quest'Assemblea va perdendo i suoi poteri di giorno in giorno.
   Non è più in grado di contrastare, ma neppure di colloquiare  in
  termini  forti  e  sereni e costruttivamente con  il  Governo,  o
  comparti  e segmenti di questo Governo che, anche nell'esame  che
  stiamo  facendo  questa  sera, registra vuoti  non  indifferenti.
  Significa  che c'è l'Assessore per l'industria che non  ha  alcun
  interesse  a  sentire quali sono, nel segmento  di  ogni  singolo
  assessore,  le  idealità che il DPEF vuole  perseguire  anche  in
  vista del bilancio e della finanziaria successivi.
   Non   c'è   l'assessore   Torrisi,  non  c'è   l'Assessore   per
  l'industria,  non c'è l'Assessore che poi si lamenta  se  non  lo
  nomino,  ma  è tendenzialmente inesistente e non c'è neppure  nei
  momenti  in  cui  sarebbe  opportuno che  ci  fosse.  Per  quanto
  riguarda  il Presidente della Regione, seppure non c'è, comprendo
  che è per ragioni legate ai suoi impegni di lavoro, ma c'è chi lo
  sostituisce e lo fa non solo degnamente, ma anche con senso della
  verità, lealtà e rispetto di quest'Assemblea e della Commissione.
   Non   si  può  andare  avanti  così.  Non  abbiamo  bisogno   di
  comprendere  se  la minoranza sottoscrive o non  sottoscrive,  se
  dice  che  il  documento  presentato dalla  maggioranza  potrebbe
  essere  più o meno sottoscritto dalla minoranza. Non è questo  il
  senso  delle cose che vuole questa maggioranza, che è compatta  e
  che ha la forza al suo interno, in Commissione e in Aula, di dire
  al Governo che ci sono alcune cose che debbono essere cambiate.
   C'è  il  rispetto che si deve alla Commissione e all'Aula stessa
  per  le  cose  su cui l'Aula s'impegna a chiedere al  Governo;  e
  quando il Governo si impegna dicendo che voterà a favore  di   un
  ordine  del  giorno, ha il dovere poi di rispettare  l'impegno  e
  portarlo  avanti, così per gli ATO e per i consorzi di  bonifica.
  Non  si può pensare ancora di spendere al di là di quello  che  è
  possibile spendere
   Non  si  può  pensare più di dare ascolto ad  un  Assessore  che
  dichiara che chiuderà le guardie mediche e che, dopo la pressione
  popolare,  già l'indomani non le chiude più   Taglio  al  40  per
  cento  ai convenzionati : l'indomani si fa l'accordo per  operare
  il  taglio  al 10 per cento  Poi l'ufficio dell'Assessore  se  ne
  dimentica (è un ufficio mastodontico,  pieno di soldi che vengono
  distribuiti a dirigenti incapaci) e si pubblica il decreto con il
  taglio  al  40  per cento. Naturalmente si rimette  di  nuovo  in
  movimento un conflitto fra Governo e categorie, le quali - deboli
  o  forti  che  siano -  contrastano con il Governo  che   si  era
  impegnato in un certo modo con le stesse categorie.
   Non  è  possibile che ci siano ancora i forestali che  attendono
  di  passare  da  78  a 101, da 101 a 151 e da 151  all'assunzione
  immediata. Non ci sono i soldi e bisogna che lo si dica loro
   Non  è  più  possibile consentire che ci siano  gli  scioperi  e
  l'indomani  degli scioperi accettare una soluzione  parolaia  del
  problema. Infatti, l'LSU resta LSU e la stabilizzazione di  tutti
  i  precari non è facile da potersi realizzare in quanto contrasta
  con le asfittiche risorse del bilancio e con tutte le miriadi  di
  cose  che noi deputati portiamo avanti. Noi  magari assalti  alla
  diligenza  non  ne  facciamo, ma sperpero di denaro  ne  facciamo
  anche  singolarmente  con  ogni  emendamento  che  riteniamo  sia
  importante portare in Aula.
   Mi  ricordo il pane di non so quale comune per il quale  abbiamo
  dovuto  faticare  a  dare qualche soldino, o  qualche  carrettino
  catanese sul quale abbiamo dovuto mettere un po' di soldi, oppure
  i  700  medici della medicina privata che abbiamo dovuto assumere
  pur  avendo detto l'Assessore che non c'erano i soldi in bilancio
  per poterlo fare.
   Volete   davvero,   signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  onorevole  Governo,  che  questa  Assemblea  rimanga  attenta  ed
  ancorata  al suo ruolo di proposizione, di controllo e di  azione
  legislativa? Volete che questo avvenga?
   Non  sarà  quel  foglio  messo  lì per  volontà  del  Presidente
  Micciché,  non sarà quello che potrà condurre questa Assemblea  a
  modificare  il proprio atteggiamento nel rispetto del  ruolo  che
  dobbiamo avere non come persona, ma come rappresentanti  di  quel
  popolo  che ci ha eletti. E c'è la necessità che il raccordo  sia
  maggiore,  che sia veritiero, che non sia fatto di fandonie,  che
  non sia fatto di promesse che non si realizzano; è necessario che
  sia  deciso anche il  no  da parte del Governo alle piccole  cose
  che noi piccoli deputati possiamo chiedere, e noi dobbiamo sapere
  che  dobbiamo costruire insieme un progetto che deve  portarci  a
  stare  in  mezzo  alla  società, a non  avere  preoccupazione  ad
  incontrare  l'LSU  o  il catalogatore o il forestale  perché  non
  abbiamo  da  farci  perdonare  se  non  la  nostra  povertà   per
  raggiungere determinati obiettivi.
   Se  questo  non  lo facciamo, non capisco qual è  il  ruolo  del
  nostro lavoro, del nostro voler dire, del nostro voler fare,  del
  nostro  volerci anche crocifiggere a vicenda perché è giusto  che
  ognuno firmi senza che si faccia firmare da altri. E questa non è
  una novità che l'amico Micciché porta dentro questo Parlamento, è
  una  cosa  che  ebbi  a dire molto tempo fa in quest'Aula  quando
  eravamo in dodici a parlare di Statuto; in quell'occasione chiesi
  come  mai  eravamo in dodici se le firme nel foglio  di  presenza
  erano novanta.
   Non  ci  può riprendere il migliore o il peggiore della  classe,
  ma  il fatto c'è ed esiste, onorevoli colleghi, c'è ed è esistito
  tant'è  che tra ieri ed oggi ho visto tanta gente presente quanta
  non ne avevo mai vista. Ma abbiamo il dovere di interloquire e di
  parlare,  non l'uno contro l'altro, abbiamo il dovere di  tentare
  di  dire  una parola nuova e diversa, se a questa terra  vogliamo
  dare un avvenire diverso e se vogliamo essere coscienti e scienti
  con  la nostra coscienza, ma anche con la volontà di produrre per
  gli altri quello che altri non hanno saputo produrre per noi.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo Camillo.   Ne
  ha facoltà.

   ODDO  CAMILLO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  poiché
  nel  corso  di  questi  anni abbiamo avuto  esperienze  negative,
  quest'anno,  come  opposizione,  ci  aspettavamo  un   DPEF   che
  finalmente   cogliesse   le  esigenze  legate   sia   all'aspetto
  finanziario,    sia   all'aspetto  dell'andamento   della   spesa
  regionale,  sia agli obiettivi sostanziali che il  Governo  vuole
  raggiungere.    Un   DPEF   che,   finalmente,    assumesse    le
  caratteristiche di un documento di programmazione strategica.
   Ci  troviamo,  nuovamente, a fare i conti con  un  DPEF  che,  a
  parte   le   questioni   ed  i  tempi,   diventa   un   documento
  insignificante  che,  ancora  una  volta,  indica  il  fallimento
  dell'esperienza di questo Governo.
   Non   c'è  Governo  che  non  si  affidi  ad  un  documento   di
  Programmazione  economica e finanziaria per  tracciare  le  linee
  guida  del  modo in cui  vuole governare una Regione come  quella
  siciliana.
   Eppure,  a  parte  tutte  le  altre  difficoltà,  a  parte   una
  maggioranza dilaniata al proprio interno, questo è un Governo che
  non  riesce, leggendo attentamente questo documento, a mirare  ad
  uno  dei  soli  obiettivi  possibili  che,  invece,  i  siciliani
  aspettano che vengano inseriti in un progetto di lavoro di questo
  Governo.
   In  più  dobbiamo necessariamente assistere al balletto  di  una
  maggioranza  che rincorre quelle che sono le tesi che  in  questi
  mesi  ha  portato  avanti l'opposizione e tenta, addirittura,  su
  alcuni  argomenti,  di  diventare, per  il  Governo  stesso,  uno
  stimolo continuo.
   Ma non è credibile,  onorevole Lo Porto
   Mi  ricordo  una  sua  battuta, onorevole Assessore,  di  alcuni
  giorni  fa.  Eravamo in Commissione e lei, in   risposta   ad  un
  intervento  di  un collega della maggioranza, ha  chiesto  quando
  avrebbe   parlato  un  rappresentante  vero  della   maggioranza.
  Sostanzialmente ha detto questo.
   E  l'onorevole  Cintola si agitava tutto, come stasera,  dicendo
  che  poi parlavamo noi, che tutto sommato ci poniamo un problema,
  quello  di rendere ai cittadini siciliani, non solo una  immagine
  più  dignitosa  ma  un'immagine di  fattività,  un'immagine  dove
  questa  nostra terra possa registrare il funzionamento  reale  di
  questa  istituzione  importante: un  Governo,  sostenuto  da  una
  maggioranza; un Presidente eletto direttamente dai cittadini;  un
  programma.   Ve  lo  siete  dimenticati  il  programma?   L'avete
  totalmente dimenticato.
   Non  state  seguendo, se non in minima parte - perché  mai  dire
  che  niente  viene  sviluppato  perché,  altrimenti,   non  si  è
  credibili -  se non in minima parte, il programma che è stato  il
  punto  strategico e nevralgico per quanto concerne l'appuntamento
  elettorale ultimo.
   L'avete archiviato?
   Pensate quali erano i punti strategici?
   Ve ne posso citare uno?
   Quello che riguarda la razionalizzazione del sistema Regione.
   Eppure,  durante  il ragionamento dell'anno  scorso,  il  famoso
  ordine  del giorno che tanto i colleghi della maggioranza citano,
  ma che denota la loro assoluta impotenza, cioè non siete in grado
  di  determinare un orientamento, se pur minimale,  da  parte  del
  Governo.
   Questo  Governo  non  tiene  conto di  quelle  che  sono  anche,
  evidentemente, le proposte della maggioranza che lo sostiene.
   Ecco  perché dovreste andare a casa veramente e prima ci  andate
  meglio è, prima ci andate meglio è per tutti.
   La  razionalizzazione,  lo studio sui dipartimenti,  gli  uffici
  speciali,   il   modo   in  cui  si  può  contenere   la   spesa,
  sostanzialmente  legata, anche, al funzionamento  della  macchina
  amministrativa,  il  modo in cui  tutto un insieme  di  enti  che
  operano  possono  tutto  sommato, nella  valutazione  sulla  loro
  utilità  e  sulla loro efficacia, essere messi in  condizione  di
  essere razionalizzati o spazzati via.
   E,  invece, passano i mesi e noi avvertiamo, non solo dal  punto
  di  vista  dell'opposizione  dura, priva  di  qualsiasi  elemento
  costruttivo,  ma  come oppositori avvertiamo  la  stanchezza,  la
  confusione,  lo  smarrimento  di questa  esperienza  di  governo,
  basata  su  una  maggioranza che ormai assume  i  tratti  di  una
  barzelletta,  quando  si discute nelle commissione  competenti  e
  quando si affronta la discussione in Aula.
   Eppure  l'anno  scorso erano a portata di  mano,  come  volevano
  fare  credere il Governo e la maggioranza, le forme più  avanzate
  della  rivoluzione copernicana. Ricordate gli ATO, i consorzi  di
  bonifica che andavano evidentemente razionalizzati e collocati in
  un ambito di gestione complessiva, le cabine di regia, il modo in
  cui  si  interveniva  per  quanto concerne  gli  sperperi  e  gli
  sprechi,  le  clientele, tutto ciò che fa di  questo  sistema  un
  sistema ormai  fondamentalmente in crisi, quasi irreversibile?  E
  non esagero, non voglio esagerare.
   Qual  è  la  parola d'ordine che questo Governo  si  è  dato  in
  questa  fase?  Su  che cosa puntate? Puntate a  un  sostegno  per
  quanto  concerne  anche quella che è la struttura  produttiva  di
  questa nostra Regione?
   State  mettendo  in  campo sperimentazioni  serie   che  colgono
  anche il significato  di interventi nazionali per quanto concerne
  il  credito d'imposta? State guardando alle aziende, ai  settori,
  alla  competitività, a ipotesi di sviluppo? A che cosa  vi  state
  dedicando se non, leggendo il documento, a considerare  la  spesa
  legata  ai  fondi  strutturali  non  spesa  aggiuntiva  ma  spesa
  ordinaria?
   Lasciamo stare le percentuali che riguardano, evidentemente,  le
  somme  che possono realmente produrre qualche minimo di  ritorno,
  il  famoso moltiplicatore. Se guardiamo a quelle, infatti,  siamo
  nei guai  Non lo diciamo solo noi, non lo dice solo l'opposizione
  per  fare l'opposizione, lo dice la Corte dei Conti  Lo scrivono,
  evidentemente,  anche  coloro  che  stanno  osservando  da  tempo
  l'andamento di ciò che significa finanza, investimenti in  questa
  Regione, lo scrive la Banca d'Italia nella relazione che  fa  per
  quanto concerne il 2006.
   Eppure,  dinanzi a tutto questo non si evince una minima  scelta
  strategica  di questo Governo. Una cosa si evince:  per  il  modo
  come   avete   governato,  soprattutto,  il   sistema   sanitario
  regionale, le imprese hanno pagato Irpef in più, Irap  in  più  e
  potremmo  continuare con tutto quello che è il  livello,  invece,
  che riguarda la cosiddetta  tassazione . Questo si evince, eppure
  state gridando ancora una volta al lupo cattivo: Roma, Prodi  che
  toglie alla Sicilia.
   Il  problema reale voi sapete bene qual è, e sapete bene che, in
  questo momento, mentre ci sono strumenti che si stanno attivando,
  come credito d'imposta che potrebbe addirittura essere nuovamente
  coniato  con la formula di un intervento addirittura addizionale,
  se  così  lo possiamo definire, per quanto concerne il  meridione
  d'Italia, voi balbettate.
   Ricordate  la legge sullo sviluppo? Da quanti mesi ne parlate  e
  non  siete  nemmeno  nelle  condizioni  di  decidere  sul  famoso
  cosiddetto   extragettito'; lasciamo stare i tesori   perché  con
  queste   definizioni   c'è   veramente   da   rabbrividire,    ma
  l'extragettito a cosa sostanzialmente lo volete destinare?
   Riguardo la legge sullo sviluppo - ricordate? - legge o  disegno
  di legge che non è mai pervenuto e non è mai stato assegnato alle
  commissioni   competenti.  Per  iniziare   un   confronto,    una
  discussione circolavano bozze  misteriose, di cui non si  sapeva,
  cioè,  se  erano state trasmesse ufficialmente o se, invece,  non
  erano  state trasmesse o se erano le bozze o la bozza su  cui  il
  Governo puntava e su cui la maggioranza si voleva confrontare con
  l'opposizione.
   Vedete, tutto questo crea una situazione paradossale, grave  dal
  punto di vista delle risposte che i settori produttivi siciliani,
  invece, aspettano.
   Cosa  state  dicendo agli artigiani siciliani, ai  commercianti,
  agli  agricoltori? Cosa indica questo strumento rispetto a quelle
  che  sono  anche  manifestazioni di crisi  reali  che  si  stanno
  manifestando sul nostro territorio? Incertezza, vuoto, confusione
  senza che ci sia la possibilità di dare risposte a coloro che  si
  aspettano risposte da questa Istituzione, parliamo di istituzione
  e  non  del  ruolo istituzionale di maggioranza,  opposizione  ed
  esecutivo.  Eppure  si  fa finta di niente,  si  procede,  stiamo
  procedendo e stavamo addirittura assistendo al fatto che  stasera
  la  relazione di maggioranza non veniva svolta se non insistevamo
  un po' di più.
   Per  la  prima  volta nella storia di questo  Parlamento  -  non
  voglio  esagerare  -  perché bisogna fare in  fretta,  tanto  non
  credete  a  quello  che  producete  Tanto siete  ridotti  a  fare
  l'opposizione  Voi vi state facendo l'opposizione, siete  ridotti
  a farvi l'opposizione  Voi capite bene che fuori la credibilità è
  scemata  in  maniera quasi definitiva e cercate  di  arrampicarvi
  sugli specchi.
   Credo   che  ciò che è stato espresso questa sera per bocca  del
  nostro  Presidente sia un modo non nuovo, serio di fare di questo
  dibattito un momento, invece, un po' più alto, dove su due o  tre
  questioni  fondamentali  che riguardano  lo  sviluppo  di  questa
  nostra  terra  si  possa  realmente  cominciare  a  parlare  e  a
  confrontarsi per come si deve, perché purtroppo non arriva né  da
  parte  di questa maggioranza né da parte del Governo uno  stimolo
  preciso,   con   proposte   concrete   che   possano   nuovamente
  interessare, non dico entusiasmare, perché sarebbe una bestemmia,
  il cittadino siciliano che guarda a questa Regione con attenzione
  e che vorrebbe che le cose cambiassero.

                 Presidenza del Presidente Miccichè

   Altro  che  solo ordine del giorno numero 20, onorevole  Fleres
  Ricordo  quando lei in Commissione disse a noi -  che  su  questo
  punto insistevamo in una certa maniera e ponevamo questioni  vere
  e reali di questa terra - disse che ci aveva smarcato a sinistra.
  Vi   state  smarcando  rispetto  all'attenzione  che  il   popolo
  siciliano  ha nei vostri confronti. Non vi state smarcando  né  a
  sinistra né a destra.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Antinoro.  Ne  ha
  facoltà.

   ANTINORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,   mi accingo  a
  fare  un  intervento brevissimo che chiede più risposte  che  non
  momenti  di  affermazione  e quindi,  sicuramente,  non  mi  farò
  richiamare per i tempi.
   Non  nascondo  l'imbarazzo con il quale chiedo alcune  risposte,
  alcune   certezze   riconoscendo   l'onestà   intellettuale   del
  Presidente  Cimino, dei componenti della Commissione.  E  siccome
  poi  ho  anche ascoltato le parole che ha pronunciato l'onorevole
  Cintola,  svolgendo una sorta di riepilogo, di ricostruzione  dei
  fatti, ascoltando anche quello che doveva essere un intervento da
  parte del Governo a chiarimento della commissione Bilancio,  vedo
  l'Assessore al bilancio, ma credo che quella sera fosse  presente
  il  Vicepresidente  della  Regione -  se  ho  capito  bene  dalla
  ricostruzione dell'onorevole Cintola  o erano ambedue presenti  -
  la  sera  in  cui si chiesero alcuni chiarimenti da  parte  della
  Commissione bilancio, Assessore Lo Porto, così ho ascoltato dalla
  ricostruzione che faceva l'onorevole Cintola. Non so con certezza
  chi fosse presente in quel minuto, anch'io mi sto confondendo, ma
  siccome  poi  alla  fine  della  serata  dovremo  dare  un   voto
  all'ordine  del  giorno, dovremo valutare il DPEF  che  io  posso
  valutare  positivamente,  posso  valutare  negativamente,   posso
  coglierne  fatti  positivi, risposte  non  date,  ma  il  momento
  congiunturale che viviamo è tremendo e al di là del fatto se  c'è
  Roma  che ci fustiga o non ci fustiga, il momento è comunque,  in
  modo complessivo,  assolutamente pesante.
   Ho  ascoltato anche le parole dell'onorevole Cimino,  quando  ha
  detto  la relazione del Presidente ,  e siccome conosco - lo dico
  con  la  massima  sincerità  e  serietà  -  e  apprezzo  l'onestà
  intellettuale di Michele Cimino, siccome ascoltavo le parole  che
  lui  continuava a ripetere   la relazione del Presidente , voglio
  sapere, desidero conoscere se è possibile, se questa relazione  è
  stata  votata dalla Commissione, se è stata votata da  gruppi  di
  maggioranza,  da  gruppi  di  opposizione,  se  è  una  relazione
  condivisa  da  tutti, se è una relazione condivisa, per  esempio,
  anche  dal  parlamentare che rappresenta l'UDC all'interno  della
  Commissione stessa, se non lo è.
   C'è  un  momento  in  cui  la  politica  può  essere  fatta   di
  sottintesi,  di  vicende  sottaciute,  di  vicende  che  dobbiamo
  comprendere senza dircele, e c'è un momento in cui quando si vota
  è   sempre   con  la  prerogativa,  che  voglio  riconoscere   al
  parlamentare regionale,  di doversi convincere e  capire in  Aula
  ed   intervenire  nel  merito.  Desidero  anche   conoscere   dal
  Presidente Cimino quali sono le sue valutazioni in ordine a tutto
  ciò,  perché,  viceversa, voterei senza capire, ascolterei  senza
  aver  ascoltato  e  probabilmente non darei il mio  voto  secondo
  scienza e coscienza.
   Voglio  farlo  e  quindi  pongo tali  interrogativi  con  grande
  modestia, con grande serenità d'animo, con l'onestà intellettuale
  che riconosco a tutta la Commissione bilancio e ripeto, primo fra
  tutti a Michele Cimino. Ma voglio conoscere con determinazione  e
  con serietà quale è stata esattamente la dinamica di tutti questi
  eventi e come questa relazione in qualche punto apprezza il Dpef,
  ma  in  altri  lo critica in modo feroce. Voglio capire  come  si
  sposano le due vicende.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Fleres.  Ne  ha
  facoltà.

   FLERES.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  già   l'anno
  scorso  la  Commissione bilancio ha assunto  una  funzione  e  ha
  tenuto  un comportamento assolutamente diverso, nuovo rispetto  a
  quanto era accaduto fino a quel momento nel nostro Parlamento  da
  quando  si  discute  di documenti di programmazione  economica  e
  finanziaria.
   Un  atteggiamento diverso e molto impegnato in un'azione che non
  fosse  soltanto  di  analisi stucchevole,  in  alcuni  casi,  del
  documento stesso, come era accaduto negli anni precedenti, ma che
  fosse,  invece,  un'analisi accurata, approfondita,  dettagliata,
  che  si avvalesse della collaborazione, della partecipazione, del
  parere delle categorie produttive, dei corpi sociali della nostra
  regione,  più volte ascoltati nel corso dell'esame del documento,
  che fosse un'attività, soprattutto, propositiva.
   Il   Dpef   è   diventato  sempre  di  più  il  filo  conduttore
  dell'azione   del  Governo,  ma  anche  dell'azione   di   questo
  Parlamento  e  credo  che  la  Commissione  bilancio  ed  il  suo
  Presidente, l'onorevole Cimino, abbiano interpretato  molto  bene
  la  funzione  di coordinamento dell'azione parlamentare  rispetto
  all'azione  del  Governo,  un'azione di  coordinamento  presente,
  pilastro del documento di programmazione economica e finanziaria.
   Desidero  accennare a quello che accadde l'anno scorso perché  è
  da  lì  che  bisogna partire per comprendere che cosa è accaduto.
  L'anno scorso la Commissione bilancio  approvò una relazione  che
  poi  fu in parte trasferita nell'ordine del giorno che quest'Aula
  votò in uno con il Dpef e per la prima volta, lo ripeto, in tanti
  anni,  quell'ordine del giorno non era pedissequo, stucchevole  -
  lo  ripeto - che approvava il documento e basta, ma era un ordine
  del giorno che indicava al Governo una linea.
   Indicò  al Governo alcune priorità e il Governo accolse l'ordine
  del   giorno  che  certamente  si  componeva  di  diverse  parti,
  prevedeva  una serie vasta di importanti riforme e di  importanti
  obiettivi  anche  di  carattere amministrativo  che,  certamente,
  nessuno di noi poteva pensare che si potessero realizzare con  un
  colpo di bacchetta magica, né in pochi minuti.
     Ebbene,  gran  parte  di  quegli  impegni  il  Governo  li  ha
  mantenuti; gran parte di quegli impegni sono stati inseriti nella
  Finanziaria che seguì quel Documento di programmazione economico-
  finanziaria.
   Questo   non  significa  che  tutti  i  problemi  e   tutte   le
  sollecitazioni,  nell'ordine  del giorno  approvato  dall'Aula  e
  consegnato al Governo, siano stati trasformati in legge.  Sarebbe
  estremamente bello pensare che in un anno possano essere  risolti
  tutti  i nodi della Regione siciliana; così non è stato,  ma  ciò
  non  significa  che,  nonostante quel  metodo  di  partecipazione
  all'azione  programmatoria  del  Governo  voluto  dalla   seconda
  Commissione,  dal Presidente Cimino, da tutti i componenti  della
  Commissione,  anche  l'opposizione contribuì ad  indicare  alcune
  linee  che bisognava seguire; un obiettivo di quel genere  poteva
  essere realizzato in breve tempo.
   Abbiamo  riproposto lo stesso meccanismo e, da questo  punto  di
  vista,  desidero contribuire a chiarire le osservazioni formulate
  dal  collega Antinoro, che stimo, riprendendone anche alcune  del
  collega Cintola.
   La  Commissione  ha  letto il DPEF, ha  chiesto  al  Governo  di
  integrarlo  e  lo  ha  fatto, accettando le osservazioni  che  la
  Commissione aveva formulato; ha chiesto alle categorie produttive
  di  esprimersi  e  queste si sono espresse;  personalmente,  sono
  stato  molto  provocante nei loro confronti, nel momento  in  cui
  tacevano,  quasi prese da una narcosi collettiva che ne  impediva
  l'azione. Successivamente, abbiamo capito in quali condizioni  di
  disagio  vivevano  tali  categorie produttive,  gli  effetti  del
  racket  sulle  attività  produttive,  probabilmente,  ne  avevano
  indebolito persino la voglia di riscatto. Oggi, non è  più  così;
  oggi,  le  nostre categorie produttive reagiscono alla  pressione
  della  criminalità, parlano, si esprimono.
   Ebbene,  personalmente,  condivido quel metodo, lo  sottoscrivo,
  sottoscrivo  anche  la  relazione che  il  presidente  Cimino  ha
  rilasciato  all'Aula  e  credo che  sia  questo  il  percorso  da
  seguire; credo, infatti, che quella non sia affatto una relazione
  di  sfiducia  nei  confronti del Governo;  ritengo,  invece,  che
  significhi esattamente il contrario e cioè  aver dato  voce,  con
  gli   strumenti   della  democrazia  e  con  quelli   dell'azione
  parlamentare,  a  quelle proposte, a quelle osservazioni  che  la
  Commissione,  come  momento di sintesi dell'azione  parlamentare,
  relativamente  al  tema del bilancio e delle finanze,  ha  voluto
  formulare nei confronti del Governo.
   E  credo che neanche l'opposizione sia molto contraria a  quanto
  detto  dall'onorevole Cimino, anche perché, nonostante sia  stato
  indicato un relatore di minoranza, non c'è stata una relazione da
  parte  della  stessa e, dunque, devo ritenere che  una  parte  di
  quelle osservazioni, sia pure da altra prospettiva, comprensibile
  ancorché  non  condivisibile, sono state  condivise  anche  dalla
  minoranza.   L'obiettivo  della  minoranza  però  è   quello   di
  dimostrare che il Governo è inefficiente e di attaccarlo;  questo
  obiettivo non può essere quello della maggioranza.
   L'obiettivo  della maggioranza è, invece, suggerire al  Governo,
  stimolare  il Governo affinché faccia meglio di quanto ha  fatto,
  prendendo  atto degli obiettivi raggiunti e sottolineando  quelli
  che  non sono stati raggiunti per poter rilanciare la sua  azione
  con  il raggiungimento degli obiettivi contenuti nell'ordine  del
  giorno dell'anno scorso e con l'aggiunta di quelli che, immagino,
  l'ordine  del giorno, che accompagnerà il voto della  maggioranza
  sul DPEF, vorrà contenere per quest'anno.
   Non  ho  molto  apprezzato  il  clima  di  polemiche  che  si  è
  scatenato  dopo  che  l'onorevole Cimino  ha  illustrato  la  sua
  relazione. Dico ciò, intanto, perché non era un suo dovere  farlo
  e lo ha fatto in un clima di trasparenza e di assoluta lealtà nei
  confronti  degli  alleati e degli avversari; non credo,  inoltre,
  che,  attorno  ad un Documento di questa natura,  che  ha  valore
  programmatorio,  ci  possano  essere  polemiche,  ci   si   possa
  dividere.
   Dobbiamo  dividerci, semmai, su quanto non  viene  fatto,  sugli
  obiettivi che non sono utili allo sviluppo della nostra Regione e
  non  su  quelli  che, unanimemente,  apprezziamo.  E  lo  abbiamo
  dimostrato con il nostro comportamento in Commissione ed in Aula.
   Non  ho  apprezzato, quindi, le polemiche che si sono sviluppate
  circa  la  relazione dell'onorevole Cimino che, invece,  apprezzo
  per  la  lealtà con la quale ha voluto far conoscere all'Aula  le
  sue  opinioni,  che  poi  erano quelle di tutta  la  Commissione,
  rispetto all'argomento in trattazione.
   Il  Governo  non  deve  sentirsi  punito  né  colpevolizzato  né
  strumentalizzato né accusato di inefficienza. Siamo  parlamentari
  da  tanto  tempo - chi più, chi meno - e conosciamo perfettamente
  che  è nelle dinamiche di un Parlamento e della politica l'azione
  di stimolo che deve essere compiuta.
   Quando  l'azione di stimolo è leale, franca, chiara, aperta,  si
  sottopone  alla  valutazione  e al  giudizio  democratico   della
  maggioranza  e dell'opposizione, non è né può essere  considerata
  un  attacco  al  Governo  o una volontà di  sottolineare  le  sue
  inadempienze. E' l'Aula, semmai, che avrebbe dovuto  fare  quelle
  riforme e non le ha fatte.
   Se  è  vero  che  il Governo non ha risposto in pieno  alle  sue
  prerogative,  alle nostre attese, è pur vero che l'Aula  non  può
  essere quella che, come ieri, dà dimostrazione di intemperanza  e
  anche  di  schizofrenia politica, bocciando un  articolo  di  una
  legge  che non presuppone alcuna divergenza di natura ideologica.
  Ben  altre  sarebbero le leggi sulle quali bisognerebbe dividersi
  dal punto di vista ideologico.
   Se  il Governo ha le sue responsabilità, ciascun parlamentare  -
  ed  io per primo perchè non intendo sottrarmi alla critica che mi
  viene rivolta -  ha le proprie responsabilità.
   Mi  auguro  che  questo DPEF venga votato  e  che  venga  votato
  nonostante  non sia la panacea di tutti i mali, che venga  votato
  anche un altro ordine del giorno che contenga ulteriori proposte,
  suggerimenti  o  osservazioni  perché  è  questa  la   dialettica
  politica, è questo il ruolo di una Commissione parlamentare  come
  la  Commissione  Bilancio ed è questo il ruolo di un  Parlamento:
  quello  di  suggerire  scelte che devono  essere  compiute  e  di
  sottolineare  i risultati che vengono raggiunti ma  anche  quelli
  non  raggiunti.  Sarebbe ipocrita se questo non accadesse  e  non
  svolgeremmo in pieno il nostro compito se non lo segnalassimo.

   PRESIDENTE.   E'   iscritto   a   parlare   l'onorevole
  Gucciardi. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI.  Signor  Presidente,  signori  assessori,   onorevoli
  colleghi, è davvero singolare dover trattare ancora una volta nel
  nostro   Parlamento temi fondamentali e decisivi per  il  destino
  della  nostra Regione in un giornata che non è certamente tra  le
  migliori  della sua storia. Un Parlamento distratto,  in  qualche
  misura assente, e stiamo ragionando di quello che, probabilmente,
  con  molta  buona  volontà definiamo Documento di  programmazione
  economico-finanziaria,  non riflettendo neppure  sul  significato
  lessicale  di ciò che si esprime ogni giorno in questo  mondo,  a
  volte singolare, della politica.
   Un  Documento di Programmazione Economica e Finanziaria discusso
  in  un  clima  di decadenza dell'impero, di tardo impero,  in  un
  clima  in  cui,  probabilmente, ognuno rischia o,  probabilmente,
  recita   una   parte  triste,  per  qualche  aspetto   priva   di
  significato,  certamente  inutile  ai  fini  di  un  destino  più
  positivo per il popolo siciliano.
   Ma  analizziamo  la singolarità della politica regionale,  della
  politica istituzionale della Regione nel suo complesso, di questo
  singolare  rapporto  tra  istituzioni  parlamentari,  Governo   e
  politica, per cui l'opposizione si trova in difficoltà  nel  fare
  opposizione  ad  un  Governo che non c'è, ad  un  Governo  che  è
  continuamente  assente  in  quelli  che  sono  i   progetti   che
  dovrebbero  contraddistinguere una  vera  azione  di  Governo.  E
  analizziamo la relazione di maggioranza del Presidente  Cimino  -
  che,  personalmente,  ho  apprezzato  in  molte  parti  -  e   il
  tentativo,  serio  e  rigoroso dal punto di vista  istituzionale,
  dell'onorevole  Fleres che, con autorevolezza, prova  a  motivare
  ciò   che  c'è  dietro  la  relazione  del  Presidente  o   della
  Commissione, almeno della parte di maggioranza della Commissione,
  e  che  riguarda gli aspetti fondamentali e vitali  della  nostra
  Regione.
   E  dico  ciò  seppure  mi  viene davvero difficile  pensare  che
  questo  sia un ennesimo atto di stimolo per una azione di Governo
  che,  in questi mesi, avrebbe dovuto  esserci e continua  a   non
  esserci.  Mi  viene davvero difficile capire  come  la  si  possa
  ancora  sollecitare. Onorevole Cimino, desidero  sottolinearle  -
  con  tutto  il rispetto che il Parlamento  ed io stesso  dobbiamo
  all'assessore  Lo Porto, presente in Aula -  che il  Governo,  in
  quella  che  è  la sua azione istituzionale, non è  assolutamente
  presente in questa Aula e non soltanto in questa seduta.
   Questa   requisitoria  -  così  come  definisco   la   relazione
  dell'onorevole  Cimino  -  è senza appello,  è  una  requisitoria
  verso un Governo che, in questo anno, avrebbe dovuto, almeno  sul
  piano delle tendenze, dare delle risposte a questo Parlamento.
   E  come  potrei non condividere questa relazione quando denuncia
  che   spesso  sono  state  disattese  le  decisioni   di   questo
  Parlamento?  Come posso non condividere  questa relazione  quando
  denuncia il fatto che il Governo ha spesso baipassato  e continua
  a baipassare il Parlamento in tutte le sue scelte e non soltanto,
  badate,  gli  atti di indirizzo o di mero indirizzo  che  possono
  essere  contenuti in un mero ordine del giorno,  ma  persino  gli
  atti legislativi?
   Vorrei  capire  cosa  è cambiato dell'azione  di  governo  nella
  nostra  Regione,  dal  punto di vista tendenziale,  dal  mese  di
  gennaio  ad oggi, cioè dall'approvazione della legge Finanziaria.
  Che  cosa  è cambiato? E' cambiato il fatto che è stato disatteso
  quel  minimo  di  riforme istituzionali che  clamorosamente,  dal
  punto  di  vista  mediatico, sono state poste all'attenzione  dei
  cittadini  siciliani? Non ha avuto alcun seguito  neppure  quanto
  era   stato  fatto  con  la  riforma  degli  Ambiti  territoriali
  ottimali  Questi ultimi, infatti,  persistono in questo  disastro
  finanziario  senza che il Governo abbia la forza  di  intervenire
  per applicare, con la tempestività dovuta, la relativa legge, che
  non è soltanto un atto di indirizzo, ma una legge.
   Credo,  quindi,  che  il Presidente della Commissione  Bilancio,
  questa  volta,  abbia  davvero affondato il  bisturi  in  maniera
  pesante  in   quelli  che  sono i passaggi dell'inefficienza  del
  Governo.
   Certamente,  è  difficile pensare che questo  possa  essere  uno
  stimolo  laddove  si dice - leggo testualmente:  «( )  che  gravi
  difficoltà  di avanzamento finanziario della spesa  emergono  dal
  DPEF  e  rischiano di compromettere in via definitiva, attraverso
  la   probabile   applicazione  del  meccanismo   del   disimpegno
  automatico, l'impiego di una notevole entità di risorse».
   Nella  relazione  di  maggioranza  si  parla  di  patologie,  di
  profonda revisione, di frammentazione e dispersione della  spesa;
  si parla di quanto noi, da mesi, continuiamo a dire quali sono  i
  mali  veri  dell'azione  di governo di questa  Regione.  Non  c'è
  assolutamente  spazio  per alimentare una  speranza,  se  non  di
  prospettiva dell'azione di Governo di questa Regione. E' detto, è
  ribadito  -  è riferita al riguardo anche l'opinione della  Corte
  dei  Conti  - il mancato raggiungimento, Presidente Cimino,  come
  lei  stesso scrive, degli obiettivi di cui all'ordine del  giorno
  numero  20  del  18  ottobre  2006. E',  dunque,  il  fallimento,
  certificato da una relazione di maggioranza, di quella che voleva
  essere  un'inversione di tendenza, dal punto di vista riformista,
  di questo Governo e della maggioranza che ancora lo sostiene.
   Non  vale  la  pena entrare nel merito di ciò  che  contiene  il
  Documento di programmazione economico-finanziaria. Il nostro è un
  giudizio politico duro, certamente irreversibile e senza appello.
   Il  Governo ha posto in campo un'azione che è difficile  già  di
  per  sé definire come azione rispetto alla quale la bocciatura  è
  assolutamente  senza  appello.  Voglio  fare  un  rilievo   sulla
   requisitoria senza appello  del Presidente Cimino sul  tema  dei
  conti  della  sanità  ed  anche la  relazione  di  maggioranza  è
  insufficiente;  neppure  il  Presidente  Cimino  è   riuscito   a
  raccapezzarsi  in questo settore che è il disastro  della  nostra
  Regione.
   Noi,  onorevole Tumino, l'abbiamo detto da questa tribuna,  poco
  meno  di un anno fa, quando abbiamo lanciato l'allarme dei  conti
  della  Regione  fuori  controllo;  l'abbiamo  ribadito,  in  sede
  parlamentare,  inascoltati  dalla  maggioranza  -  e  questo   va
  sottolineato  -  quando è stata approvata la legge  di  ulteriore
  ripianamento del deficit, la legge numero 12 del 2007;  l'abbiamo
  ribadito, in sede di approvazione dell'ultima norma che ripianava
  gli  ultimi 84 milioni, se non ricordo male, di disavanzo per  il
  2006.
   Lo  abbiamo  detto e ribadito che i mali erano altri e,  invece,
  nel  Documento di programmazione economico-finanziaria,  leggiamo
  di  una   ricetta   per  risanare i  conti  della  sanità  che  è
  offensiva  nei  confronti  di un Parlamento  che  è  costretto  a
  leggere questa relazione  programmatica sulla  prospettiva  della
  sanità,  inappropriata  persino sul piano  della  locuzione,  sul
  piano  delle  espressioni che vengono usate;   un'approssimazione
  che   non   è  possibile  giustificare  neppure  in  una  piccola
  conferenza di periferia in tema di sanità.  E' inaccettabile.
   Non è assolutamente possibile che il Parlamento venga tenuto  in
  tale scarsissima considerazione dal Governo
     Noi  abbiamo lanciato l'allarme: abbiamo detto che  la  sanità
  nella nostra Regione non ha ancora recepito, in quella che  è  la
  fase  attuativa e di gestione delle aziende sanitarie, la riforma
  del 1992 e le successive modifiche ed integrazioni. Non esiste la
  gestione  economico-patrimoniale  delle  aziende  sanitarie;  non
  esiste il controllo di gestione.
   Con  molto rammarico, con molto dispiacere - l'ho già detto  nel
  corso  di   precedenti sedute di quest'Aula - siamo  costretti  a
  venire  in  quest'Aula  ed  a  prendere  atto,  tristemente,  del
  fallimento di un'azione di governo che era stata promessa  e  che
  non è stata mantenuta.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole  Caputo.
  Ne ha facoltà.

   CAPUTO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevoli
  rappresentanti  del  Governo della  Regione,  ci  sono  atti  che
  impegnano e qualificano il Parlamento - e questo è uno di  quelli
  che  ha  una  grande importanza per il Parlamento - non  soltanto
  perché  precedono le manovre di bilancio e della finanziaria,  ma
  perché  vanno  a delineare quella che è l'azione  di  governo  in
  tutti i settori della vita pubblica ed istituzionale.
   Ho ascoltato gli interventi dei colleghi delle opposizioni ed  è
  giusto   -   forse,  anche  doveroso,  al  di  là  del   rispetto
  dell'intelligenza di tutti e nel rispetto anche del  ruolo  delle
  parti  istituzionali  e  politiche - che vengano  mosse  critiche
  all'azione  di  un  Governo  che, nel  corso  di  quest'anno,  ha
  adottato  provvedimenti - a volte, anche impopolari ma certamente
  proprio  per  questo  coraggiosi - che hanno notevolmente  inciso
  sulle dinamiche di sviluppo di questa Regione.
   E  mi  rendo conto che le critiche devono essere accese, che  le
  critiche  devono anche essere forti, ma credo che chi ricopre  il
  ruolo  di parlamentare di maggioranza e sostiene lealmente questo
  Governo,   al di là del ruolo di maggioranza, deve prendere  atto
  che  questo  Governo,  nella  redazione  del  DPEF,  presenta  un
  bilancio certamente positivo.
   E'  vero, come qualcuno ha detto - lo condivido ed è giusto  che
  sia  così  -  che  non  tutto può essere  risolto,  che  tutti  i
  problemi, anche se affrontati, non possono essere tutti  risolti,
  ma  è  chiaro  che va preso atto che il Governo,  in  particolare
  l'Assessore  per il bilancio e le finanze di questa  Regione,  ha
  adottato  provvedimenti importanti in tema di  risanamento  della
  finanza  pubblica,  nella  gestione del  patrimonio  immobiliare,
  nella  riduzione dei costi della sanità; provvedimenti che  hanno
  determinato  la  ribellione di intere comunità;   sono  scesi  in
  piazza  sindaci,  amministratori, cittadini, intere  comunità   a
  manifestare davanti a tutti gli uffici della Regione.
   E'  chiaro che, quando si incide su un sistema che era  radicato
  e,   forse,  clientelare  e,  quando  i  provvedimenti  diventano
  radicali e coraggiosi, si affronta anche l'impopolarità,, ma  chi
  governa ha il diritto ed il dovere di adottare provvedimenti che,
  al  momento,  possono  sembrare  contro  qualcuno,  ma  che  sono
  sicuramente per lo sviluppo di questa Sicilia.
   Condividiamo  quanto  contenuto in  questo  DPEF,  che  è  prova
  dell'intelligenza e dell'acume politico ed amministrativo di  chi
  governa la Regione ed, in particolare dell'impegno dell'onorevole
  Assessore  per  il bilancio e le finanze di questa  Regione,  del
  quale condividiamo la forte azione amministrativa.
   Non  soltanto  voteremo il DPEF, ma voteremo anche l'ordine  del
  giorno  predisposto dalla maggioranza con un plauso al Presidente
  della  Commissione,  onorevole Cimino, che  non  è  vero  che  ha
  levigato i contenuti della sua relazione.
   Abbiamo la capacità di caratterizzarci per il coraggio e per  la
  lealtà  delle  nostre  iniziative; non  ci  facciamo   tirare  la
  giacca  da nessuno e quello che diciamo è quanto  scriviamo; è il
  frutto  della nostra capacità di essere rappresentanti del popolo
  di questa Regione, di questa Sicilia.
   Proporremo  e  voteremo  un  ordine  del  giorno  che   non   dà
  correttivi, ma che rende ancora più incisiva l'azione del Governo
  con  tutto  il  DPEF  e  che  sarà maggiormente  precisata  nella
  finanziaria  e  nel  bilancio che valuteremo e voteremo.  Abbiamo
  voluto inserire nell'ordine del giorno anche una novità, in senso
  assoluto,  che è la fotografia storica di quanto  sta  accadendo,
  onorevole Presidente, in questo momento, in terra di Sicilia.
   Si  tratta di una rivoluzione senza precedenti perché, vede,  da
  un  lato,  l'azione  della magistratura che, in  un  solo  colpo,
  arresta  quattro  pericolosi latitanti,  distrugge  la  rete  dei
  fiancheggiatori e dei  picciotti , personaggi di grande  capacità
  criminale  che  hanno  condizionato e  vessato  l'economia  della
  Sicilia  e  della provincia di Palermo e, dall'altro, prevede  la
  possibilità di intervenire, con iniziative economiche, a sostegno
  delle  vittime dell'usura e del racket,  per aumentare i  livelli
  di    sicurezza   pubblica   in   Sicilia,   per   sostenere   le
  amministrazioni comunali e tutti gli enti pubblici  che  vorranno
  costituirsi   parte  civile  nei  processi  contro   mafiosi   ed
  estorsori. La novità, in senso assoluto, però è determinata dalla
  finanziaria nazionale che ha  inserito la Regione Sicilia fra gli
  enti  che possono ricevere, destinare o utilizzare, per pubbliche
  finalità, i beni confiscati alla mafia.
   Vogliamo   prevedere   all'interno   dell'ordine   del   giorno,
  assessore  Lo  Porto  e  presidente della  Commissione  Bilancio,
  iniziative   che   il  Governo  sicuramente  farà   proprie   per
  contribuire  con gli imprenditori che, con coraggio,  oggi  hanno
  deciso di ribellarsi alla violenza ed alle intimidazioni mafiose.
  Un  gesto di grande attenzione da parte della Sicilia, di  questo
  Governo e di questo Parlamento.
   E  sono  convinto che, su queste misure, non ci  divideremo,  ma
  lanceremo un messaggio di grande unità, affinché il Documento  di
  programmazione  economica  e finanziaria,  oltre  che  essere  la
  radiografia  dei  bisogni  della Sicilia  e  delle  strategie  di
  risoluzione dei bisogni della Sicilia, sia anche la volontà di un
  Parlamento  che vuole stare accanto a quella parte della  società
  che  oggi,  in maniera plateale, pubblica e simbolica, ha  voluto
  dire   no   alla  mafia e ha puntato l'indice accusatorio  contro
  tutti  coloro  che, con mano mafiosa, hanno distrutto  l'economia
  della Sicilia.
   Per  tali motivi, voteremo il DPEF, voteremo l'ordine del giorno
  ed  inviteremo  il  Governo ad essere  ancora  più  rapido  nelle
  decisioni  finanziarie  perché  questa  Sicilia  ha  bisogno   di
  risposte chiare e forti.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cantafia.
  Ne ha facoltà.

   CANTAFIA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  quando  si
  parla   di   una   classe  dirigente  che,  inconsapevolmente   o
  consapevolmente, va verso una tragedia o verso la distruzione  si
  evocano, di solito,  i famosi saloni da ballo del Titanic.
   Sarebbe   facile  usare  questa  metafora  per   descrivere   la
  situazione  della Sicilia, ma ritengo perfino  inopportuno  usare
  una tragedia per simboleggiare lo stato di consapevole follia che
  sembra  avere preso per mano la classe dirigente e il Governo  di
  questa Regione.
   Mi  sembra più vicina a questa realtà la  metafora della  barca.
  Una  bella barca a vela che va in giro per il mare piena di gente
  che  gozzoviglia, che si diverte, che non ha una meta, ma con  un
  piccolo  particolare:   le risorse della  barca  sono  finite,  è
  finita  l'acqua  potabile, sono finiti  i  viveri,  è  finita  la
  benzina  e l'unico che sapeva portare la barca si è addormentato,
  è  ubriaco.  A  me  sembra di poter descrivere  così,  in  questo
  momento,  la situazione che viene descritta dal DPEF.
   Da  quel  DPEF  sono sparite perfino le bugie, perfino  i  sogni
  realizzabili che erano scritti nel DPEF dell'anno scorso  farcito
  di  un  qualcosa  lo stesso documento della Commissione  Bilancio
  definì  un  po'  eccessivo; sembrava, ed era ragionevole  che  lo
  fosse, il libro dei sogni. Era il primo documento subito dopo  le
  elezioni, si poteva e si doveva mettere il programma del  Governo
  dentro quel documento lì.
   Da  questo documento sono sparite perfino quelle bugie,  ma  non
  le  descrizioni di una situazione della Sicilia che è conosciuta,
  probabilmente, soltanto dall'estensore di quel documento (non  so
  se  il Presidente della Regione, l'Assessore per il bilancio e le
  finanze, gli Uffici o chi per loro).
   Si  descrive una Sicilia che non c'è. Non avranno letto, loro  -
  mi   chiedo  -  i  dati  dell'Istat  che  sono  stati  pubblicati
  recentemente? Si saranno accorti, anche loro, che il 30 per cento
  delle famiglie siciliane versa in uno stato economico al di sotto
  di  quella  che viene considerata, ufficialmente,  la  soglia  di
  povertà?  Non  parlo  di  quello che  dicono  alcuni  inguaribili
  comunisti parlando male di una Sicilia governata dagli altri. No,
  è  l'Istat che ha ricordato come questa Regione continua ad avere
  tutti gli indici macro-economici negativi.
   E,  invece,  nel  DPEF  si  continua a  ritenere  magnificamente
  grande  un  numero così ridicolo come quello della previsione  di
  crescita dell'1,8 per cento
   Guardate  che gli economisti considerano i tassi di crescita  di
  quel  livello  poco meno che una stagnazione perché, normalmente,
  una  crescita di quel livello, a male pena, conserva i  posti  di
  lavoro che  vengono distrutti dal cambiamento tecnologico che  la
  produzione recente recepisce.
   Noi  siamo  tra  quelle  regioni del Mediterraneo  -  parlo  del
  Mediterraneo  perché  assimilo la Sicilia  ad  una  regione  come
  quella  del Maghreb - con una occupazione ai limiti del disastro;
  credo che l'ultimo dato sia del 37 per cento, cioè soltanto il 37
  per cento della forza-lavoro, in Sicilia, ha una occupazione.  E'
  più  o  meno  il dato che si registra in Libia, che  è  simile  a
  quello che si registra in Algeria e che è, tanto per capirci,  la
  metà di quello che si registra nella provincia dell'Alto Adige  e
  la metà anche di quello che si registra nella regione Lombardia.
   Ebbene, questo DPEF non dice nulla di tutte queste cose, non  fa
  neanche un attimo di attenzione.
   Guardate,  o  il  Governo  sa già che andrà  alle  elezioni  tra
  breve,  quindi, non ha il coraggio di dire la verità, e cioè  che
  la  Sicilia è in grande difficoltà, oppure è talmente incosciente
  -  come quei naviganti cui facevo cenno poc'anzi - che  non tiene
  conto  di  questa differenza. E' chiaro che il DPEF non  affronta
  nessuna delle questioni che andrebbero affrontate, neanche quelle
  che  il  documento, votato dalla maggioranza, ben  inteso,  aveva
  indicato tra le cose da fare nell'ultimo DPEF.
   Noi,  quindi, siamo di fronte ad un Governo che non  ha  un'idea
  precisa, non sa che cosa fare ed è il motivo per cui non  riesce,
  neanche,  ad  entrare in sintonia con la sua stessa  maggioranza.
  Quello  che succede continuamente in quest'Aula non è frutto  del
  caso,  non  è  frutto neanche di qualche cattiveria,  di  qualche
  imprudenza,  di  qualche leggerezza di uno o più  deputati  della
  maggioranza;  succede  perché non c'è sintonia  neanche   con  la
  stessa maggioranza.
   Se  fossimo  in  un'altra regione, non solo  dell'Italia  ma  di
  un'altra regione del mondo, forse, si potrebbe pensare perfino al
  fatto  che questa Assemblea è completamente in dissonanza con  il
  Governo, visto che sono due i regimi elettorali che la eleggono.
   Ma  è  mai possibile che non si affronta nessuno di questi temi,
  neanche quello più banale, neanche quello degli incentivi? Non si
  pensa neanche a come riformare il Piano operativo regionale che è
  nostro e che non ha dato alcuno dei  risultati aspettati?  Ha  un
  bel  dire  la  dottoressa  Palocci e l'onorevole  Cuffaro  quando
  sostengono che la nostra è  stata la più brava delle regioni
   Non  solo non abbiamo speso quanto gli altri, e questo poco male
  ancora,  ma  la verità è che i soldi che abbiamo speso  non  sono
  serviti a nulla e nel documento della maggioranza la volta scorsa
  ciò è stato considerato uno degli elementi di criticità.
   Almeno  questo  lo  si  faccia, almeno  si  metta  mano  a  quel
  benedetto   POR  per  cambiarne  i  connotati.   Si   è   venduta
  l'ispezione, la visita del Commissario della UE che ha detto  che
  si  è  fatto  finta,  che ha detto  bene della  spesa  perché  ha
  riferito  che sì, in effetti, si sta spendendo, sì,  in  effetti,
  più  o meno siamo come tutti gli altri; e si è nascosta in realtà
  l'opinione  che ha dato quel Commissario il quale  ha  dichiarato
  che i soldi sono stati spesi male ed inutilmente.
   E  per  finire:  è  mai  possibile che non  c'è  niente  neanche
  relativamente  alle  strategie che vengono  considerate  decisive
  dalla  Comunità Europea, quelle della ricerca, della innovazione,
  della formazione, dell'istruzione?
      Non  ci  preoccupiamo  in  questo  DPEF  neanche  delle  cose
  semplici,  neanche delle cose per le quali  non  c'è  bisogno  di
  essere  progressisti o intelligenti per individuarle, basta  solo
  un po' di buon senso. Non si fa neanche questo sforzo.
   Quindi  questo DPEF è nello stesso tempo l'evidente segnalazione
  di  un  Governo  che non c'è, ma soprattutto, e purtroppo  per  i
  siciliani,  di  un  Governo che non ci sarà,  di  una  azione  di
  governo  che non ci sarà e che quindi non potrà risolvere nessuno
  dei problemi della Sicilia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare  l'onorevole  Dina.  Ne  ha
  facoltà.

   DINA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, un intervento  sul
  Documento di programmazione economico-finanziaria diventa un atto
  doveroso non solo per l'argomento in sé, ma anche per  una  serie
  di polemiche, di dibattiti irrituali che si sono un po' celebrati
  sulla  stampa  rispetto all'iter che questo DPEF ha vissuto  fino
  all'esito  dello  stesso dalla Commissione con la  relazione  del
  Presidente  della  Commissione, cui era  stato  dato  mandato  di
  predisporla  e  di cui siamo venuti a conoscenza anche  dopo.  Il
  giudizio   su  quella relazione non condivisa  e  non  votata  si
  prestava  anche a qualche distinguo e a qualche presa di distanza
  che  è nelle cose. Infatti, se il documento è condiviso  e votato
  e  pensato  insieme,  viene  accettato  anche  nelle  pieghe  più
  specifiche, più precise, più puntuali.
   Personalmente  ne sono venuto a conoscenza dalla  stampa,  prima
  del dibattito; successivamente ne ho avuto copia. Ed ho avuto  la
  sensazione  che sulla stampa  sia stato addirittura stravolta  la
  posizione  reale  del Presidente della Commissione  bilancio  nei
  confronti del DPEF.
   Dalla   stampa  si  evidenziava  una  posizione   dell'onorevole
  Cimino  quasi fosse un esponente dell'opposizione, ma ciò -  come
  ha  anche  affermato  lo  stesso Cimino  che  ha  avuto  modo  di
  rappresentarmi  personalmente - non   nel  senso  che  c'è  stata
  qualche  libera  astrazione della stampa rispetto alla  relazione
  che  va  esaminata ed interpretata, che necessita di una  esegesi
  attenta. Ma le conclusioni alle quali qualcuno è arrivato tentano
  di distorcere quello che è il vero senso della stessa relazione.
   Ritengo  che  questa  relazione viva di due  peccati  originali.
  L'ho letta attentamente qualche giorno fa

   CRACOLICI. Quindi il tema è la relazione, non più il DPEF.

   DINA la  relazione  è fondamentale, parlerò  anche  del  DPEF  e
  anche del suo intervento se lo accetta.
     La  relazione  vive di due peccati originali che  non  sono  i
  peccati  originali  solo  della  relazione,  ma  sono  i  peccati
  originali   che  interessano  anche  il  DPEF,  cioè  di   quella
  connotazione,  di quel valore amplificato che viene  dato  ad  un
  DPEF  che  ha la sua ragion d'essere e il suo valore nella  legge
  stessa che lo istituisce.
   La  legge  numero  10/99 lo individua come un  momento  iniziale
  della    manovra    finanziaria   e    dell'esame    dei    conti
  dell'Amministrazione pubblica, un esame iniziale  che   significa
  una  riflessione sulla coerenza programmatica dei  contenuti  del
  DPEF.
   La  posizione  massimalista sposata nella passata legislatura  è
  approdata  in un ordine del giorno, il n. 20, che è diventato  la
  magna   charta  libertatum,  la  pietra  miliare  di   tutta   la
  legislatura,  come  se  la legislatura fosse  stata  vincolata  a
  quell'ordine del giorno che, ricordiamo, è un ordine del giorno e
  come  tanti  altri  ordini  del giorno poteva  essere  vanificato
  nell'attuazione.
   Il  DPEF,  però, essendo propedeutico all'atto finanziario,  era
  la  prima pietra di un atto finanziario che si è concluso, che  è
  la  finanziaria  del 2006, nella quale sono stati  individuati  i
  punti precisi, e sono stati trasfusi i contenuti del DPEF.
   Sono  convinto che con l'aiuto del Governo, se si fosse  tornati
  ad  esaminare  quei contenuti della finanziaria  e  lo  stato  di
  attuazione  come conseguenza naturale dell'ordine del  giorno  n.
  20, molte cose sarebbero più chiare e meno negative di quello che
  appaiono.
   Riguardo  al  punto 4) Gli Enti,  la finanziaria ha previsto  un
  percorso di riduzione degli ATO  e sugli ATO si sta lavorando. E'
  chiaro che sarebbe impensabile chiudere la partita in un processo
  complesso con un colpo di bacchetta magica.
   Sui  Consorzi di bonifica i piani di classifica e i  ritardi  di
  alcuni  consorzi che non li hanno fatti impediscono  l'attuazione
  della riforma che, comunque, è stata avviata.
   L'Assessore  al  ramo  ha  stabilito  per  il  31  dicembre   di
  quest'anno  il  termine  di  scadenza degli  attuali  commissari;
  inizia    quindi   una   stagione   nuova   con   i   neoconsigli
  d'amministrazione.
   La  sanità  vive un momento sicuramente difficile. Nel  contesto
  del  DPEF  essa  presenta  una centralità  con  tante  criticità.
  Ritengo   che   quando  nel  fabbisogno  aggiuntivo   l'onorevole
  Cracolici  parla  di quel 47,5 per cento, non possiamo  sottacere
  che  di  questo 47,5 per   cento che il governo Prodi ci  impone,
  molta  responsabilità è del suo Governo. Per  non  parlare  della
  responsabilità  dell'impossibilità  di  incassare  le  accise,  e
  quindi  di  quella  promessa di compensazione che  veniva  fatta,
  della  quale   si era fatta mediatrice la senatrice  Finocchiaro.
  Tutto  ciò   è  rimasto lettera morta e ci troviamo sul  groppone
  anche  questo  ulteriore  aggravio di spesa  che  è  un  aggravio
  artificioso.
   Non  voglio dire che sulla sanità è tutto oro, è tutto  limpido.
  Ci  sono  sicuramente sprechi che vanno corretti. La  manovra  di
  rientro  che coinvolge tutti ha questa finalità: quella di  porre
  in  moto  le  dinamiche graduali e progressive  per  ridurre  gli
  sprechi e per arrivare ad un pareggio nel 2010-2011.
   Allora  la relazione sul DPEF va vista con le sue luci e con  le
  sue  ombre. E' un atto iniziale della programmazione finanziaria,
  ci saranno ulteriori momenti di dibattito, non mi impiccherei sul
  valore e sulla panacea che esso può costituire. Bisogna ritenerlo
  semplicemente un atto iniziale.
   Alla  luce  di quanto detto, la relazione dell'onorevole  Cimino
  la  vedrei  con un occhio più attento al bicchiere  mezzo  pieno.
  Perché  molte  cose, molte di quelle indicazioni che  sono  state
  trasfuse  nella  finanziaria, hanno  avuto  un  avvio;  bisognerà
  sicuramente  sollecitarne la conclusione. E questo  potrebbe  far
  parte   anche  del  nostro  ordine  del  giorno  che  andremo   a
  predisporre. Un sollecito al Governo, ma anche alla nostra classe
  dirigente,  alla nostra maggioranza di intervenire  ulteriormente
  su quelli che sono gli obiettivi da raggiungere e che sono ancora
  raggiungibili e che sono alla portata di questa maggioranza.
     Annuncio  quindi  il  mio  voto  positivo  al  DPEF,  che  pur
  presentando  qualche criticità,  è finalizzato ad un ragionamento
  più  complessivo che si concluderà con la finanziaria  e  con  il
  bilancio.
     Ritengo  che gli strumentalismi non hanno senso. Si  è  voluto
  sicuramente  vedere più il nero che il bianco. Riteniamo  che  ci
  siano  zone  intermedie  positive che  si  vanno  sviluppando  e,
  l'anno  prossimo, la finanziaria 2008  - il 2008 sarà sicuramente
  un  anno  difficile -ci richiederà rigore per un risanamento  che
  comporterà  sacrifici  indispensabili, ma saranno  sacrifici  che
  dovremo affrontare con la prospettiva di avviare dei processi  di
  inversione  di  tendenza al fine di impedire che i  disavanzi  si
  riproducano.  Questo il senso del mio voto, e ritengo  anche  del
  gruppo al quale appartengo, che sarà positivo.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Maira. Ne
  ha facoltà.

     MAIRA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  soltanto  per
  comunicare  che dopo l'intervento del mio Capogruppo, l'onorevole
  Dina, diventa superfluo il mio intervento condividendo pienamente
  ciò che egli ha appena detto.

   LO  PORTO,  assessore per il bilancio e le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  PORTO,  assessore  per  il bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  naturalmente  ho  colto  negli
  interventi  di  chi  mi ha preceduto tutte le  difficoltà  di  un
  dibattito  che  non  si  può  dire  si  sia  stato  costruito   e
  strutturato con forti regole di dialettica democratica.
   Tutto  nasce  da  una serie di difficoltà che  abbiamo  via  via
  riscontrato   nel   corso  del  faticoso   iter   del   DPEF   ed
  obiettivamente  partiamo  da una considerazione  già  di  per  sé
  sfavorevole.
   Il   Governo  ha presentato il DPEF  il 1  agosto  le  audizioni
  sono  cominciate il 2 di ottobre e si è proceduto con un  metodo,
  onorevole Presidente Cimino, che non ha consentito obiettivamente
  di capire bene cosa avessimo dibattuto durante il corso di queste
  settimane.
   Cominciamo  con la fatidica audizione della Corte dei  conti  da
  cui praticamente è nata tutta la polemica intorno al DPEF.
     Sia  chiaro: la Corte dei conti non ha effettuato un controllo
  di  merito  o  di legittimità sul DPEF, non poteva farlo  per  la
  semplice  ragione  che  il DPEF era stato presentato  quasi  alla
  vigilia  del  periodo  feriale  e,   immediatamente  dopo,   alla
  ripresa   dell'attività   legislativa,  abbiamo   cominciato   le
  audizioni.
   Naturalmente  si  è parlato anche di DPEF, ma l'audizione  della
  Corte  dei conti, onorevole Tumino, è avvenuta non con il  plenum
  della Corte stessa, ma soltanto con i rappresentanti che poterono
  essere  presenti  nel  corso delle nostre  audizioni.  In  quelle
  occasioni abbiamo appreso le opinioni della Corte dei conti,  che
  è  stata   ascoltata in Commissione bilancio in  merito  ai  temi
  legati  a  quel  testo  che, successivamente,  abbiamo  non  solo
  aggiornato ma integrato, riveduto e dibattuto.
   Ricordatevi  che il documento, nella sua stesura originaria,  ha
  avuto  una prima integrazione da parte dell'Assessorato dei  beni
  culturali, che ha inserito nel documento la parte  relativa  alla
  pubblica istruzione; successivamente è stato  integrato anche per
  la   parte   riguardante   la  politica  ambientale,   ad   opera
  dell'Assessore al territorio. Nonostante ciò, onorevoli colleghi,
  il  dibattito  su  questo documento è  nato male,   è  stato  mal
  condotto e, alla fine, ci ha portato alla incomunicabilità totale
  all'interno   della  Commissione  bilancio,  anche   perché   nel
  frattempo  si  era  innestata  una polemica  al  di  fuori  della
  Commissione  stessa, una polemica che verteva  sul  rapporto  fra
  maggioranza  e  Governo,  fra  il  Presidente  della  Commissione
  bilancio  e il Presidente della Regione siciliana.
   Tutto   ciò   ci   ha   messo   in  una   condizione   di   tale
  incomunicabilità  che  unanimemente  abbiamo  deciso,   onorevole
  Cracolici  -  e  lei  che  era  presente  in  Commissione   quale
  rappresentante  dell'opposizione me ne dia  atto  -  di   mandare
  tutto  in  Aula  perché  nella  Commissione  non  esistevano   le
  condizioni per un confronto dialettico finalizzato, sia pure  nel
  contrasto   fra  maggioranza  e  minoranza,  ad  una  conclusione
  propositiva. E concludemmo in quel modo
   Questi  i  fatti  e  ora,  onorevole  Cimino,  mi  permetta   di
  formalizzare la mia opinione politica e personale.
   Abbiamo  concluso  dunque rinviando tutto  in  Aula,  senza  mai
  approvare la  relazione dell'onorevole Cimino. Abbiamo chiuso  il
  dibattito    frettolosamente   avendo  soltanto  la  premura   di
  nominare un relatore di maggioranza e un relatore di minoranza. E
  siamo fermi a questo punto; la Commissione non ha  mai suffragato
  la   relazione  di un consenso, non ha mai  potuto  discutere  il
  merito della relazione stessa, che peraltro io, nella qualità  di
  assessore,  non  ho  mai  avuto  se non  questa  sera  prima  che
  iniziasse il dibattito.
     E  dobbiamo dire ciò a voce alta, perché i colleghi si rendano
  conto  di  un  fatto -  che avete detto tutti - che  io  riassumo
  brevemente e interpreto come disagio per il modo  con il quale il
  dibattito  è  stato  condotto.  Penso,  infatti,  che  lo  stesso
  presidente  Cimino  abbia  affrontato  questo  dibattito  con  le
  perplessità e le difficoltà espresse nel testo, senza  affrontare
  letteralmente  il  principio  del dibattito  con   una  relazione
  orale.
   Capisco  che,  a  questo punto della situazione,  le  difficoltà
  continuano  a  essere notevoli, ma devo prendere atto,  onorevole
  Cracolici,  che  lei  ha dichiarato il suo  disagio,  che  altri,
  onorevole  Antinoro, hanno dichiarato il proprio  imbarazzo,  che
  l'onorevole Oddo ha denunciato una clima di confusione nel  quale
  non  si  capiva  più  niente,  nel  quale  anche  i  confini  fra
  maggioranza e minoranza erano confusi.
   Tanti,  onorevole Caputo, tutti coloro che sono intervenuti  nel
  dibattito  hanno espresso questa difficoltà, questo  disagio  che
  oggi   è davanti agli occhi di tutti. Dico questo non per piacere
  di polemica e meno ancora per non raccogliere la interpretazione,
  che  sottoscrivo  in  pieno, dell'onorevole Fleres,  con  la  cui
  relazione - cui io mi associo - mostra di volere  contribuire  ed
  agevolare un clima più disteso.
   Non  sempre  la critica è un attacco al Governo,  anche  se,  mi
  lasci  dire,  la  sua  relazione è  una  relazione  critica.  Pur
  tuttavia, non essendoci una relazione di minoranza con  la  quale
  potere confrontare la sua relazione, prendiamo per buono un testo
  che alla fine diventa il testo di tutta l'Assemblea, dove insieme
  ai  pochi  apprezzamenti per l'azione di Governo,  c'è  la  massa
  delle critiche che lei ha mosso.
   L'onorevole Fleres ha fatto un discorso che non era di  disagio,
  come altri hanno detto, ma che era peggio, era il ricorso a tutta
  la sua fortissima abilità dialettica per trasformare un documento
  assai   problematico  in  un  documento  utile  per  il  Governo.
  Obiettivamente non lo è, onorevole Antinoro. Le ho spiegato  come
  si  sono consumati questi passaggi. Quel documento non lo abbiamo
  mai  approvato in Commissione. Abbiamo dato mandato al Presidente
  Cimino  di  presentare  una relazione di  maggioranza.  Così,  di
  passaggio  in  passaggio,  di  intervento  in  intervento,  siamo
  arrivati alla conclusione di dover approvare un ordine del giorno
  che di fatto avrebbe approvato il documento stesso.
   Non  voglio  fare  il difensore di ufficio di un  documento  che
  presenta tutte le difficoltà di una situazione economica  di  per
  sé difficile
   Ci  siamo  trovati  di fronte a tre emergenze  fondamentali  che
  hanno  condizionato  l'itinerario della  politica  economica  del
  Governo.
      La   prima  riguarda  l'emergenza  sanitaria  che  fu  ed   è
  un'emergenza  gravissima, lo dice la relazione e ne prendo  atto.
  Ben  tre  passaggi legislativi per potere ovviare  ai  cosiddetti
  buchi  della  sanità  che  abbiamo dovuto  coprire  perché  senza
  coprirli  saremmo  incorsi  in  una  procedura  di  protesta  nei
  confronti  della  Regione.  Di  fatto,  non  avremmo  più  potuto
  sottoscrivere l'accordo Stato-Regione in termini di sanità.
   La  seconda  emergenza riguarda il ritardo  procedurale  con  il
  quale  la politica della valorizzazione immobiliare ci ha privato
  dei  700  milioni  di euro che rientravano nel  bilancio  2007  e
  abbiamo  dovuto provvedere a coprire questo buco anche  se  è  un
  buco assolutamente temporaneo, provvisorio.
   Si  tratta di un ritardo procedurale che non è di responsabilità
  regionale,   ma  ricade  nella  responsabilità  della  nuovissima
  gestione  di  questo  comparto economico  siciliano  legato  agli
  immobili. I 700 milioni li abbiamo trovati con la manovra che fra
  poco  dovremo  discutere  in quest'Aula.  Abbiamo  spostato  però
  l'attivo  dei  700  milioni  che  si  stanno  per  avviare  verso
  l'introito regionale per il 2008.
   In  questo modo risolveremo l'ammanco di ben 2 miliardi di  lire
  per  il bilancio 2008, che abbiamo dovuto registrare ad opera  di
  tutte  le  condizioni che hanno reso così complicato il  bilancio
  regionale per colpa o a ragione del disavanzo sanitario.
   L'onorevole   Cracolici   ha   accennato   anche   ai   rapporti
  proporzionali  tra  l'apporto della  Regione  e  l'apporto  dello
  Stato. Tutti sanno, però, che abbiamo dovuto provvedere a coprire
  qualcosa  come 2 miliardi di lire nel pareggio tra il  contributo
  regionale e il contributo statale. Tutto questo ha avuto ed ha un
  costo.
   Come  faremo ad affrontare la partita di bilancio del  2008  con
  questo  buco  di  2 mila miliardi? Lo faremo un  po'  con  i  700
  milioni  che  abbiamo spostato nel 2008 sotto  forma  di  ritardo
  procedurale per gli investimenti immobiliari, un po' con un nuovo
  ricorso   al   credito  internazionale,  ma  per  le   spese   di
  investimento e solo per quelle. Quale panacea? Chi ha mai parlato
  di  panacea  o  ha mai nascosto le difficoltà di questo  bilancio
  regionale?
   Quale  documento programmatico può produrre un documento che  si
  colloca in uno scenario di grandi difficoltà, anche dello Stato?
   Avete  visto come il Ministro del Tesoro, Padoa Schioppa,  abbia
  voluto  dichiarare con grande spirito di lealtà e di sincerità  -
  gliene  diamo atto,  poteva anche nascondere, come rappresentante
  di  Governo,  le conseguenze di una politica economica  che  sono
  davanti  agli occhi di tutti - che la tendenza è verso il peggio,
  che  il  bilancio  rischia  di dovere essere  rivisto  perché  un
  documento  di  programmazione economica e  finanziaria,  come  il
  nostro,  presentato  tre  mesi  fa,  fatalmente,  risente   delle
  evoluzioni  o  delle involuzioni del ciclo economico  del  nostro
  Paese.  Essendo  il nostro DPEF collegato al DPEF  nazionale  era
  fatale  che le difficoltà di  Roma si proiettassero e ricadessero
  automaticamente sul DPEF della Sicilia.
   E  allora,  incominciamo  a ridimensionare tutte le  velleitarie
  interpretazioni sulle vie di uno sviluppo che la Sicilia non  può
  ricercare  nei  documenti  puramente  rituali  che  rischiamo  di
  celebrare anno per anno.
   Chi  ha  definito stucchevoli certi dibattiti che abbiamo tenuto
  sul  DPEF  mi trova totalmente d'accordo; l'ho persino  detta  io
  questa  frase,  in  occasione  di un  dibattito,  in  Commissione
  Bilancio.
   Ma  non  si  tratta soltanto di una ritualità; si tratta  di  un
  dovere  legislativo. Una delle poche, se credete,  ma  certamente
  una  delle perle del Governo regionale è quella di avere proposto
  una riforma della contabilità in Sicilia.
   Abbiamo  proposto  di  riformare questi riti  che  rischiano  di
  diventare sempre più inutili; abbiamo proposto di eliminare,  per
  esempio, la finanziaria e poiché fatto questo documento, sotto la
  spinta   delle  emergenze,  non  potremo  fare  una   finanziaria
  sostitutiva,  in  quanto il compito e il disegno  del  Governo  è
  quello di fare una finanziaria stretta, e poiché in bilancio  non
  potremo  parlare  di  programmazione, ciò si  rende  naturalmente
  necessario.
   Ecco  l'impegno  che, a nome del Governo, questa sera  contraggo
  con   l'intera  Assemblea  regionale  siciliana:    un    impegno
  inderogabile  di presentare, contestualmente alla finanziaria  ed
  al  bilancio,  la legge sullo sviluppo perché è  ciò  di  cui  ha
  assolutamente bisogno la nostra Sicilia.
   Con  questa fase normativa, con questa sessione di bilancio  che
  si apre dopodomani e, con l'impegno di fare la legge di sviluppo,
  affronteremo tutti i nodi che vengono compresi nella relazione di
  maggioranza,  tutti  i  nodi che sono  stati  sottolineati  dagli
  interventi  svoltisi in questo dibattito, sia pure disagevole  ma
  qualificato,   sviluppatosi  questo   pomeriggio   nella   nostra
  Assemblea regionale siciliana.
   Con  tale impegno e con tale auspicio,  chiedo all'Assemblea  di
  votare ed autorizzare, con un ordine del giorno, il documento che
  il Governo ha presentato.

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  stati  presentati  i  seguenti
  ordini del giorno:

   -    n.   200  «Approvazione  del  Documento  di  programmazione
  economico-finanziaria  per  gli  anni  2008-2011  sulla  base  di
  determinate  modifiche ed integrazioni alla politica  in  materia
  economica  e  sociale»,  dagli  onorevoli  Borsellino,  Cantafia,
  Cracolici e Galvagno;

   -   n.   201   «Approvazione  del  Documento  di  programmazione
  economico-finanziaria  per gli anni 2008-2011»,  dagli  onorevoli
  Cimino, Caputo, Di Mauro, Cascio e Dina.
   Ne do lettura:

                  «L'Assemblea  regionale siciliana

   Esaminato  il Documento di programmazione economico  finanziaria
  per gli anni 2008-2011, presentato dalla Giunta regionale;

   Considerato che:

   il Documento costituisce il quadro di riferimento e definisce  i
  parametri  di  contesto  della politica  di  bilancio,  ai  sensi
  dell'articolo  2 della legge regionale numero 10/99;

   il   volume   di  risorse  finanziarie  gestito  dalla   Regione
  Siciliana  rappresenta  una quota ingente  del  Prodotto  Interno
  Lordo  dell'Isola  e  che, di conseguenza, sono  attribuite  agli
  organi    di    Governo   responsabilità   altrettanto    elevate
  nell'indirizzare la vita sociale dell'intera realtà amministrata;

   Preso atto che:

   gli  indicatori  economici, sia quelli  contenuti  nello  stesso
  DPEF,   che   quelli   più   recenti   diffusi   dagli   istituti
  specializzati,  forniscono  un  quadro  allarmante  del   sistema
  produttivo regionale, in termini di occupazione, competitività  e
  ritmi   di  crescita,  con  ciò  rimarcando  l'inefficacia  delle
  politiche  regionali e l'inadeguatezza degli indirizzi  di  spesa
  finora perseguiti;

   con  l'approssimarsi della chiusura del ciclo di  programmazione
  europea 2000-2006, risulta ancora non erogata una quota superiore
  al  40  per  cento  della massa spendibile e  che,  comunque,  la
  ricaduta  delle azioni finora espletate, in termini di indicatori
  di   impatto  e  variabili  di  rottura,  appare  nel   complesso
  inadeguata;

   Rilevato che:

   il  quadro tendenziale della finanza pubblica, per il periodo di
  riferimento  del DPEF, riporta disavanzi annuali  oscillanti  fra
  2.034  (2008)  e  1.316 (2011) milioni di euro,  originati  dalla
  previsione  di  minori entrate straordinarie, rispetto  a  quelle
  registrate   negli   ultimi  anni,  a  fronte   del   sostanziale
  mantenimento dei livelli di spesa corrente;

   l'equilibrio  di bilancio è stato perseguito negli  ultimi  anni
  mediante l'acquisizione di entrate una tantum che di fatto  hanno
  sottratto  alla  valutazione dell'Assemblea  regionale  siciliana
  ogni   possibilità   di   indirizzare  la  programmazione   verso
  l'adozione di misure più efficaci per lo sviluppo dell'Isola;

   Considerato  ancora che nel DPEF 2008-2001 non sono  specificate
  le   misure  da  adottare  per  colmare  il  deficit  tendenziale
  evidenziato e che il Governo regionale, nei documenti  finanziari
  presentati  all'ARS il 1  ottobre 2007 conferma una  mancanza  di
  programmazione, continuando a fare ricorso a misure  di  pareggio
  puramente   contabile,  estranee  ad  ogni  logica  di   corretta
  programmazione;

   Considerata  l'estrema  necessità di una svolta  nell'azione  di
  governo  capace  di  generare economie  riqualificando  la  spesa
  corrente,  di orientare le risorse ai fini della costituzione  di
  capitale  fisso,  di  rafforzare  il  sistema  delle  imprese   e
  migliorarne  l'interazione con il mondo della ricerca scientifica
  e la società dell'informazione,

                  impegna il Governo della Regione

   1.  in ordine agli strumenti di programmazione, ad elaborare una
  riforma  della  contabilità che preveda la  realizzazione  di  un
  bilancio sociale e l'obbligo di indicare nel DPEF l'entità  e  la
  specifica  composizione  delle manovre  correttive  propedeutiche
  alla formazione del bilancio regionale;

   2.  in  ordine  alla  politica delle  entrate,  ad  elaborare  e
  presentare   al   parlamento   una   strategia   pluriennale   di
  acquisizione   di   proventi   strutturali,   riconducibili    al
  ridimensionamento    dell'economia   sommersa,    al    contrasto
  dell'evasione  fiscale  ed  alla piena attuazione  dello  Statuto
  regionale,  con l'indicazione di tempi e modalità  di  attuazione
  delle  politiche  di  settore e degli  strumenti  legislativi  ed
  amministrativi dedicati;

   3.  in ordine alla valorizzazione del patrimonio immobiliare,  a
  fornire  all'ARS, prima della prossima discussione sui  documenti
  finanziari,  una  dettagliata relazione  indicante  lo  stato  di
  avanzamento  nonché  le modalità e i tempi  di  attuazione  delle
  procedure in atto, comprensiva di una valutazione dei costi e dei
  benefici presenti e futuri delle stesse;

   4.   in   ordine  alla  spesa  per  il  personale,  a   produrre
  un'inversione  di tendenza nella proliferazione di  strutture  ed
  uffici speciali, a ridimensionare la composizione degli uffici di
  gabinetto,   a   pervenire   ad  un  ridisegno   della   macchina
  amministrativa,  con  un  uso  più  pervasivo  ed  efficace   del
  controllo  di  gestione  interno e con  l'obiettivo  di  generare
  economie, anche attraverso la soppressione delle aziende e  degli
  enti regionali;

   5.   in  ordine  alla  spesa  sanitaria,  a  tradurre  il  patto
  stipulato   con   il  Ministero  della  Salute   e   con   quello
  dell'Economia e delle finanze per il rientro del deficit  in  una
  strategia  di riduzione della spesa farmaceutica, di contenimento
  degli  oneri  per  il  personale  e  di  ridimensionamento  della
  medicina  convenzionata, da specificare,  in  quanto  a  tempi  e
  modalità  di  attuazione, in nuovo Piano sanitario  regionale  di
  immediata elaborazione;

   6.  in ordine all'utilizzo di strumenti societari ed agenzie,  a
  rendere   noti   al  Parlamento  numero,  denominazione,   scopi,
  finalità,  valutazione prospettica di costi e benefici finanziari
  per  il  bilancio della Regione di tutte le operazioni  poste  in
  essere,  con particolare riferimento agli oneri degli  organi  di
  amministrazione in rapporto al fatturato realizzato;

   7.  in  ordine  alla  spesa di sviluppo, a presentare  in  tempi
  brevi  al Parlamento un rapporto dettagliato sulle criticità  che
  sono  di  ostacolo alla completa erogazione dei fondi  di  Agenda
  2000,  con  l'indicazione delle azioni  necessarie  per  la  loro
  rimozione,        nonché       a       ridurre        l'eccessiva
  frammentazione degli indirizzi di spesa previsti negli  strumenti
  della programmazione 2007-2013 finora adottati e ad incrementare,
  nel  P.O. FESR, la dotazione finanziaria relativa alle azioni  di
  promozione della sicurezza e della legalità nella nostra Regione;

   8.  in  ordine  alle  politiche  del  lavoro,  a  presentare  al
  Parlamento una legge di riordino complessivo degli interventi  di
  settore  che  preveda percorsi di stabilizzazione del precariato,
  opportunità di incentivazioni ed agevolazioni per le imprese  che
  vi  contribuiscono,  misure  di salario  di  cittadinanza  per  i
  disoccupati  che  accettano un percorso di  riqualificazione,  in
  parte finanziate dalla contemporanea abolizione di altre forme di
  sussidio ed assistenza più o meno mascherate ecc.),

                               approva

   ai  sensi dell'art. 73 bis. 1, comma 3, del Regolamento interno,
  il Documento di programmazione economico-finanziaria per gli anni
  2008 - 2011 nel testo comprensivo delle superiori considerazioni,
  impegnando il Governo a relazionare, prima della discussione  dei
  disegni di legge relativi al bilancio di previsione ed alla legge
  finanziaria  per l'esercizio finanziario 2008, sugli  adempimenti
  che intende adottare.» (200)

                                          BORSELLINO - CANTAFIA
                                           CRACOLICI - GALVAGNO

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   Visto     il     Documento     di     programmazione  economico-
  finanziaria per gli anni 2008-2011;

   Considerata   l'illustrazione  in  Aula  della   relazione   del
  Presidente della Commissione Bilancio e del Documento,

                          lo approva» (201)

                              CIMINO - CAPUTO  - DI MAURO CASCIO  -
                                        DINA

   Ricordo  che,  ai  sensi dell'articolo 73 bis.1 del  Regolamento
  interno  verrà  votato  prima l'ordine del giorno  accettato  dal
  Governo che, se approvato, fa decadere gli altri.

   Pongo  in votazione l'ordine del giorno numero 201 «Approvazione
  del  Documento  di programmazione economico-finanziaria  per  gli
  anni 2008-2011».


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Speziale

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   a   me
  dispiace  dovere  constatare che oggi stiamo  subendo  una  delle
  pagine più brutte della storia del Parlamento.
     Il  ruolo di questo Parlamento è stato mortificato dall'ordine
  del  giorno  presentato dalla maggioranza  che  è   un  atto   di
  ipocrisia   senza  precedenti. Come ha ricordato l'Assessore,  la
  Commissione  non  ha  approvato il DPEF e,  ora,  la  maggioranza
  presenta un ordine del giorno facendolo precedere da una roboante
  relazione  di  maggioranza  che chiede  modifiche  sostanziali  e
  accusa  il DPEF di essere un atto finanziario che non fa  neanche
  previsioni  finanziarie  corrette. Motiva,  inoltre,  la  propria
  contrarietà  al  DPEF  anche in ragione  della  sottostima  dello
  strumento finanziario.
   Onorevole   Tumino,  come  vede,  il  circo  ha  completato   lo
  spettacolo.
   Ebbene,  la  maggioranza ha presentato un ordine del  giorno  in
  cui   si   dice:     ( )  visto  il  documento  ( ),  considerata
  l'illustrazione d'Aula ( ), lo approva .
   Complimenti,    onorevole    Cimino,   complimenti,    onorevoli
  componenti della Commissione bilancio  A cosa sono servite  tutte
  quelle  sedute,  quelle  discussioni che  si  sono  fatte?  Siamo
  arrivati  al paradosso di svilire anche il ruolo che ha avuto  la
  Corte dei Conti
   Signor  Presidente dell'Assemblea, vorrei ricordarle che,  anche
  a  seguito di una sua personale iniziativa, la Commissione  ed il
  Parlamento  oggi  si  avvalgono del contributo  competente  della
  sezione  consultiva della Corte dei Conti, tant'é che l'Assessore
  per  il  bilancio  l'ha definita un gruppo di  persone  che  sono
  venute a illustrarci il loro punto di vista.
   A  tutto  c'è un limite. Sinceramente, ritiro la mia  firma  dal
  mio  documento -  e spero che lo facciano anche i colleghi  della
  minoranza - perché questo ordine del giorno non merita neanche il
  nostro  voto  contrario.  E'  una  vergogna  per  il  Parlamento;
  scriverete  la pagina più vergognosa dell'ipocrisia  parlamentare
  se  approverete  un  documento sapendo che  non  lo  condividete;
  volevate cambiarlo.
   Infine,   vorrei   infine  che  perfino  l'anno   scorso   avete
  presentato un ordine del giorno con il quale approvavate il DPEF,
  ma  con  quell'ordine  del  giorno  introducevate  una  serie  di
  modifiche, di proposte, di innovazioni e  rinunciaste  persino  a
  quello che avete chiamato un contributo.
   Oggi,  la   relazione  è  stata  definita  un  contributo  e  il
  contributo, come tale, si accetta. Personalmente non saprei  come
  definirlo, preferisco evitare di definirlo visto che parlo in una
  sede parlamentare.
   Davvero  siete ridotti a questo? Davvero siamo al punto  in  cui
  l'unica  cosa che mette insieme questa maggioranza  è  il  minimo
  comune multiplo e non il massimo comune divisore?
   Credo, davvero, che quest'Aula non meriti neanche un ordine  del
  giorno della minoranza; votatevi il vostro e che Dio vi assista.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non avendo nessun altro  chiesto
  di  parlare,  pongo in votazione l'ordine del giorno  numero  201
  accettato dal Governo.

   CRACOLICI. Chiedo il voto segreto.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, lei sa come la penso  sui  voti
  segreti, specie nel caso si tratta di un ordine del giorno, non è
  una delibera.

   CRACOLICI.  Se  il  Regolamento  lo  prevede,  chiedo  il   voto
  segreto.

   PRESIDENTE.  Nel caso specifico  credo che il voto  segreto  non
  sia previsto, comunque, lo accertiamo.
   Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per cinque minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 20.10, è ripresa alle ore 20.16)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici,  ai  sensi  dell'articolo  73
  bis.1 del Regolamento interno, non posso fare votare con il  voto
  segreto un ordine del giorno che si riferisce al DPEF.
   Ritengo, pertanto, di non potere accettare la sua richiesta.
   Onorevoli  colleghi,  pongo  in votazione  l'ordine  del  giorno
  numero 201.

   CRACOLICI. Sta facendo un abuso.

   PRESIDENTE. Non credo.
    Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   In  base al comma 2 dell'articolo 73 bis.1, l'ordine del  giorno
  numero 200 è precluso.
   Onorevoli  colleghi,  la Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari aveva fissato l'orario per la seduta di domani  alle
  ore  17.30.  Vi  è, però, una proposta del Governo di  anticipare
  l'inizio  dei  lavori  di  domani e, pertanto,  se  non  ci  sono
  osservazioni, propongo di anticipare l'inizio dei lavori alle ore
  16.30.


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Speziale

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


     Sull'interpretazione dell'articolo 73 bis.1 del Regolamento
                               interno

   CRACOLICI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma  2
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,    posso
  considerare tutto ciò che si fa sempre ispirato al buon  senso  e
  all'obiettivo  del  buon  andamento  dei  lavori  dell'Aula.   Mi
  permetto  di contestare alla radice la sua interpretazione  e  le
  chiedo  di  convocare  la Commissione per il  Regolamento  a  tal
  proposito perché non vorrei che questa sua interpretazione  venga
  considerata prassi regolamentare.
   Il  Regolamento interno, all'articolo 73 bis.1,  non  prevede  e
  non  esclude  il  tipo di votazione. E come  lei  sa,  quando  la
  modalità  di  voto  non  è  dichiaratamente  espressa,  tutte  le
  modalità  di  voto sono possibili. Quindi, se  chi  ha  fatto  il
  Regolamento intendeva specificare una modalità di voto, l'avrebbe
  esplicitata, così come è stato previsto per alcune fattispecie in
  alcune norme regolamentari; ci sono, ad esempio, casi per i quali
  è previsto  soltanto il voto per alzata e seduta. Laddove non c'è
  una  modalità  espressa e dichiarata, si  intende  che  tutte  le
  modalità di voto sono possibili.
   Pertanto, signor Presidente, questa interpretazione con cui  lei
  ha forzato, questa sera, il Regolamento non è consentita e non si
  può consentire che diventi prassi regolamentare.
   Le   chiedo,   quindi,   formalmente,  la   convocazione   della
  Commissione   per  il Regolamento perché sia data interpretazione
  unica  ed  univoca  all'articolo 73  bis.1  che  non  prevede  la
  possibilità di non votare a scrutinio segreto.
   La  prego  di  farlo  perché questo può diventare  un  passaggio
  delicato per il futuro.

   CRISTALDI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma  2
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRISTALDI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  secondo  la
  mia   parte  politica  il  comportamento  della  Presidenza   sul
  pronunciamento di non ammissione del voto segreto sull'ordine del
  giorno è stato corretto.
   Mi   permetto  di  ricordare  agli  onorevoli  deputati  che  il
  Regolamento  collega il DPEF agli altri documenti finanziari,  ed
  il  bilancio  - che è uno strumento finanziario - è un  documento
  per il quale il Regolamento non prevede il voto segreto.
   Poiché  il  DPEF  -  e  la stessa filosofia del  Regolamento  lo
  afferma  -  è  documento  propedeutico  al  bilancio,  tutte   le
  procedure  di  votazione  devono  essere  collegate,  quando  non
  espressamente   scritte  nel  Regolamento,  alle   modalità   che
  riguardano il bilancio.
   Il  fatto  che  l'onorevole Cracolici chieda, comunque,  che  si
  riunisca  la Commissione per il Regolamento, per noi, può  essere
  anche  positivo perché, se c'è una vacatio o una precisazione  da
  fare,  è  bene che sia fatta ma, certamente, non si può affermare
  che  ci  sia  stato  un  illecito  comportamento  del  Presidente
  dell'Assemblea.
   Al  contrario, ritengo che il comportamento della Presidenza sia
  stato corretto in quanto ha collegato, regolarmente, il DPEF alla
  legge  di  bilancio, cui è propedeutico, e quindi anche  l'ordine
  del giorno che ad esso si riferisce.
   Il  Regolamento  prescrive,  tassativamente,  che  il  documento
  finanziario - in questo caso, il bilancio - non può essere votato
  in maniera segreta.

   MAIRA.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, vorrei  evitare  un  dibattito
  anche   su   questo   argomento.  Pertanto,   dopo   l'intervento
  dell'onorevole  Maira,   concluderò io.  Ha  facoltà  di  parlare
  l'onorevole Maira.

   MAIRA.      Signor      Presidente,     onorevoli      colleghi,
  sull'interpretazione tra voto palese e voto segreto, la regola  è
  sulla  normalità  del voto palese. E'  un principio  generale  di
  diritto che vale, pertanto, anche per il nostro Regolamento .
   Il  voto  segreto  è  normato in via di  eccezione  e  tutte  le
  eccezioni,   per   poter   essere   praticate,   devono    essere
  espressamente  previste; motivo per cui  la  regola  deve  essere
  quella del voto palese. Ripeto,  l'eccezione del voto segreto  va
  espressamente  normata;  poiché  nella  fattispecie   non  lo  è,
  ritengo    l'interpretazione   della   Presidenza   perfettamente
  corretta.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici,  continuo  a  considerare  il
  Regolamento   dell'Assemblea,   come   anche   qualsiasi    altro
  Regolamento, uno strumento per il buon funzionamento dell'Aula.
   L'esperienza  dell'onorevole Cristaldi o  dell'onorevole  Maira,
  che   abbiamo  appena  sentito,  porterebbe  addirittura  a   non
  accettare  l'ordine  del  giorno,  ma  poiché  potrebbero   anche
  permanere   dubbi  di  natura  comunque  interpretativa  potremmo
  anche  convocare la Commissione per il Regolamento. Tutto ciò  se
  fossimo  stati in una giornata normale. Considerato, invece,  che
  eravamo  già  in sede di votazione,  non mi potevo permettere  di
  bloccare l'Aula.
   La    Presidenza  si  assume  la  responsabilità  della  propria
  decisione che, in assoluta buona fede, ritiene più giusta.
   Non  avendo trovato sul Regolamento, all'articolo 73 bis.1,  una
  specifica  indicazione  che  consentisse  il  voto  segreto,   ho
  ritenuto opportuno non accettare la sua richiesta.
   In  ogni  caso, che questa diventi o meno una prassi lo dirà  la
  storia; che questo possa essere un precedente, ovviamente  lo  è,
  pur  non  di  meno,  per evitare all'onorevole Cracolici  di  non
  dormire  sonni tranquilli, convoco per domani la Commissione  per
  il  Regolamento sull'interpretazione di questa norma riservandomi
  di   comunicarvi  successivamente   l'orario  che   devo   potere
  appurare.

   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a domani,  giovedì  15
  novembre 2007, alle ore 16.30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Speziale

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


     I   - COMUNICAZIONI

  II   -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
        1)  -   Interventi in favore delle attività teatrali  (nn. 612-
            29-364/A bis) (Seguito)

   2)  -   Provvedimenti in favore delle famiglie delle vittime
  del mare  (n. 545/A) (Seguito)
   3)  -   Stabilizzazione del personale addetto alla
  catalogazione dei beni culturali della Regione  (n. 619/A)
  (Seguito)
   4)  -   Modifiche ed integrazioni agli articoli 6 e 9 della
  legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17. Disposizioni in materia
  di demanio e patrimonio immobiliare regionale e conferenza di
  servizi  (n. 556/A) (Seguito)

                  La seduta è tolta alle ore 20.20

                       DAL SERVIZIO RESOCONTI
                            Il Direttore
                        Dott. Eugenio Consoli