Presidenza del presidente provvisorio Ferrara
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, quale deputato più anziano di
età, assumo la Presidenza provvisoria dell'Assemblea, ai sensi
dell'articolo 2, comma 1, del Regolamento interno dell'Assemblea
medesima.
Do lettura dell'ordine del giorno dell'odierna seduta, già
comunicato, ai sensi dell'articolo 3 dello Statuto della Regione
siciliana dal Presidente della Regione al domicilio dei deputati
e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n.
21 del 22 giugno 2006:
I - Costituzione dell'Ufficio provvisorio di
Presidenza dell'Assemblea;
II - Prestazione del giuramento previsto dall'articolo
5 dello Statuto;
III - Elezione del Presidente dell'Assemblea.
Costituzione dell'Ufficio provvisorio di Presidenza
PRESIDENTE. Si passa al primo punto dell'ordine del giorno:
Costituzione dell'ufficio provvisorio di presidenza.
I invito gli onorevoli Marrocco Livio e Bosco Antonino, quali
deputati più giovani fra i presenti, a prendere posto al banco
della Presidenza per esercitare le funzioni di segretari
dell'Ufficio provvisorio di Presidenza, ai sensi dell'articolo 2,
comma 2, del Regolamento interno.
Non essendo presente in Aula l'onorevole Marrocco, invito
l'onorevole Aricò Alessandro a prendere posto al banco della
Presidenza per esercitare le funzioni di segretario dell'Ufficio
provvisorio di Presidenza, ai sensi dell'articolo 2, comma 2, del
Regolamento interno.
Non essendo presente in Aula l'onorevole Aricò, invito
l'onorevole Faraone Davide a prendere posto al banco della
Presidenza per esercitare le funzioni di segretario dell'Ufficio
provvisorio di Presidenza, ai sensi dell'articolo 2, comma 2, del
Regolamento interno.
(I deputati Bosco e Faraone assumono la loro funzione al banco
della Presidenza)
Dichiaro costituito l'Ufficio provvisorio di Presidenza.
Presidenza del presidente provvisorio Ferrara
Giuramento dei Deputati
PRESIDENTE Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Prestazione del giuramento previsto dall'articolo 5 dello
Statuto.
Do lettura della formula del giuramento, stabilita
dall'articolo 6 delle Norme per l'attuazione dello Statuto della
Regione siciliana :
«Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana ed al suo
Capo, di osservare lealmente le leggi dello Stato e della Regione
e di esercitare con coscienza le funzioni inerenti al mio ufficio
al solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione
siciliana».
Il Presidente provvisorio, levatosi in piedi, pronunzia ad alta
voce le parole: «Lo giuro»; dopo di lui giurano i segretari,
onorevoli Bosco e Faraone; successivamente giurano, ciascuno dal
proprio posto, i seguenti deputati presenti in Aula:
Adamo, Ammatuna, Antinoro, Apprendi, Ardizzone, Arena, Aricò,
Barbagallo, Beninati, Bonomo, Bufardeci, Buzzanca, Campagna,
Caputo, Caronia, Cascio Francesco, Cascio Salvatore, Cimino,
Colianni, Cordaro, Corona, Cracolici, Cristaudo, Currenti,
D'Agostino, D'Asero, De Benedictis, De Luca, Di Benedetto, Di
Giacomo, Di Guardo, Di Mauro, Dina, Donegani, Fagone, Falcone,
Federico, Finocchiaro, Fiorenza, Forzese, Galvagno, Gennuso,
Gentile, Gianni, Greco, Gucciardi, Laccoto, Leanza Edoardo,
Leanza Nicola, Lentini, Leontini, Limoli, Lo Giudice, Lombardo
Angelo, Lombardo Raffaele, Lupo, Maira, Mancuso, Marinello,
Marinese, Marrocco, Marziano, Minardo, Mineo, Musotto, Nicotra,
Oddo, Panarello, Panepinto, Picciolo, Pogliese, Ragusa, Raia,
Rinaldi, Romano, Ruggirello, Savona, Scammacca della Bruca,
Scilla, Scoma, Speziale, Termine, Torregrossa, Vinciullo,
Vitrano.
Onorevoli colleghi, prima di procedere agli ulteriori
adempimenti di rito, desidero rivolgere un indirizzo di saluto al
Presidente della Regione invitandolo a prendere posto
nell'apposito banco.
(Il Presidente della Regione, levatosi in piedi, si avvia ai
banchi del Governo)
Presidenza del presidente provvisorio Ferrara
Saluto del Presidente provvisorio
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, nella qualità di parlamentare
regionale più anziano, ho l'onore e il privilegio di presiedere
l'Assemblea regionale siciliana nella seduta inaugurale della XV
Legislatura.
Se è vero che per noi medici senectus ipsa morbus , è anche
vero che la vita di ciascuno di noi progredendo si arricchisce.
Invecchiando accade che quello che perdiamo in vigoria fisica,
viene compensato da una maggiore capacità di comprendere il bene
e di apprezzare meglio il bello. Soprattutto, invecchiando
diventiamo più saggi, impariamo a discernere le cose che sono
veramente importanti e che danno un senso alla nostra vita. Fra
queste, almeno per me, c'è la terra nella quale sono nato, dove
ho i ricordi più cari, gli affetti più veri e più profondi.
Per questa ragione, quindi, apprezzo molto il privilegio di
presiedere, anche se solo provvisoriamente, il Parlamento
siciliano, il più antico nel mondo, in questo splendido Palazzo
dei Normanni.
A differenza del compianto onorevole Leanza, che ha presieduto
l'Assemblea nella seduta inaugurale della XIII Legislatura,
legislatura nella quale per la prima volta si è votato per
l'elezione diretta del Presidente della Regione, e dell'onorevole
Culicchia che ha presieduto la seduta inaugurale della XIV, io
non ho esperienza alcuna come parlamentare e pertanto,
diversamente da loro, mi reputo una matricola; ciò giustifica
la profonda emozione che provo in questo momento.
Tuttavia, l'approdo all'Assemblea regionale rappresenta per me
una tappa importante del mio percorso politico, che è iniziato
nel 1993 quando - ero neurochirurgo all'ospedale Niguarda Ca'
Granda di Milano - mi era stata proposta la candidatura a sindaco
della mia città, Alcamo.
Nella mia decisione di accettare la candidatura a sindaco,
rischiando di cambiare radicalmente, come poi è avvenuto, la mia
vita - così come potrebbe accadere oggi con la elezione al
Parlamento regionale - ha giocato un ruolo determinante la
convinzione che, per un uomo che non si rassegna e che vuole
continuare a crescere è essenziale avere la capacità di partire,
ossia di lasciare un passato che gli dà tranquillità per
intraprendere un cammino che, secondo il buon senso, si presenta
con aspetti di incertezza e di rischio.
Della condizione umana c'è sempre, anche nelle singole
esistenze, una dimensione messianica. Non solo aspettiamo il
Messia, ma nei riguardi di noi stessi abbiamo sempre
l'aspettativa di un uomo migliore, teso a realizzare tutte le sue
possibilità: il messia che è in noi.
Ogni vita parte con il suo carico di progetti e di speranza; ad
ispirarli - e di questo siamo più o meno consapevoli - è una
certa idea di uomo che riteniamo più conforme al nostro
temperamento, alle nostre possibilità. Dalla sua realizzazione
facciamo dipendere il nostro successo nel senso più bello, più
vero, più completo del termine. Soprattutto da giovani, quando
tutti i giochi sono aperti, viviamo questa attesa messianica su
noi stessi, ma in ogni età la vitalità delle nostra esistenza
dipende da una qualche aspettativa che ancora nutriamo su noi
stessi.
Questa dimensione messianica della nostra vita viene meno
soltanto quando ridimensioniamo le nostre scelte sul criterio di
ciò che è più facile, di ciò che ci dà soddisfazione immediata,
di ciò che non ci obbliga a un impegno serio. Solo quando
decidiamo di mettere fra parentesi la parte migliore di noi
stessi, allora le ferite che il mondo o i nostri errori ci hanno
inferto diventano insanabili perché i nostri limiti hanno avuto
ragione di noi stessi.
E' con tale spirito, che spero condividiate, che mi accingo a
iniziare questa nuova ed esaltante esperienza di parlamentare
regionale.
Da presidente provvisorio mi sembra opportuno svolgere alcune
brevi considerazioni.
La globalizzazione, la crisi dei partiti, la spinta sempre
maggiore verso il federalismo hanno esaltato il ruolo dei governi
e delle assemblee elettive regionali in tutto il Paese.
Negli ultimi quindici anni il legislatore ha ridisegnato
l'assetto istituzionale delle autonomie e,conseguentemente, il
rapporto fra esse e le autorità centrali e ha aperto la stagione
del federalismo amministrativo introducendo il principio di
sussidiarietà, che successivamente ha anche
costituzionalizzato. Si è, quindi, sviluppata una politica non
solo di maggiore attenzione, ma soprattutto di maggiore
attribuzione di responsabilità alle Regioni e agli Enti locali.
Il principio di sussidiarietà, come è noto, si presenta nella
Carta costituzionale in una duplice veste: verticale, in forza
della quale le ripartizioni gerarchiche e delle competenze devono
essere spostate verso gli enti più prossimi al cittadino e,
pertanto, più vicini ai bisogni del territorio; orizzontale,
secondo la quale il cittadino, sia come singolo che attraverso i
corpi intermedi, deve avere la possibilità di cooperare con le
istituzioni nel definire gli interventi che incidono sulle realtà
sociali a lui più prossime. Tale principio opera non solo come
limite all'intervento di un'autorità superiore nei confronti di
una collettività che è in grado di decidere da sola, ma anche
come obbligo per tale autorità di agire nei confronti della
collettività per fornirle i mezzi necessari per realizzarsi.
La corretta applicazione del principio di sussidiarietà
contribuisce, quindi, a rileggere il tema dei rapporti tra potere
pubblico e cittadini e a risolvere i problemi posti dal
pluralismo istituzionale e sociale insieme ad altre chiavi
interpretative, pure contenute nella Carta costituzionale, quali
dialettica, autorità e libertà, il ruolo delle cosiddette
comunità intermedie, la tensione fra principio autonomistico e
principio unitario.
Il rinnovato interesse per i temi del federalismo e la riforma
costituzionale hanno ridato attualità alla nostra esperienza
autonomistica.
L'elezione diretta del Presidente della Regione ha prodotto
anche in Sicilia una provvidenziale stabilità dell'esecutivo
sulla falsariga di quello che è avvenuto a partire dalle elezioni
amministrative del 1993 che ho vissuto da protagonista; esecutivi
stabili e legittimati al vertice dal voto popolare rappresentano
un bene indiscusso per le nostre comunità.
A nome di tutta l'Assemblea regionale siciliana, rivolgo gli
auguri di una proficua attività di governo nell'interesse
dell'intera comunità siciliana al Presidente della Regione,
onorevole Raffaele Lombardo, eletto con un amplissimo consenso
personale, attraverso il quale i siciliani hanno voluto esprimere
la loro adesione ai valori dell'autonomia. Una autonomia che, a
mio parere, va rilanciata affinché la Sicilia sia pronta a
svolgere, alla data del 2010, anno dell'istituzione di una zona
di libero mercato nel Mediterraneo, il delicato ruolo di cerniera
politica, di confronto culturale, di interscambio economico fra i
diversi paesi dell'area e a divenire perno di un nuovo equilibrio
che allontani lo spettro di artificiose e nocive guerre di
civiltà, aprendo un vero processo di integrazione regionale e
contribuendo in questo modo a dare vita ad un'epoca che, ci
auguriamo, sia di prosperità e di pace in una regione cruciale
del mondo.
Tuttavia, unicuique summo, l'Assemblea regionale siciliana, che
al momento ho l'onore di presiedere, ha non solo il compito di
legiferare in ambiti fondamentali per la vita dei siciliani, ma
col ruolo essenziale di controllo e di indirizzo nell'azione
dell'esecutivo.
Funzione legislativa, di controllo e di indirizzo
dell'esecutivo sono compiti che, sono certo, tutti noi onoreremo
al meglio, nel pieno rispetto delle posizioni reciproche, dei
rispettivi ruoli di maggioranza e di opposizione.
Lo dico da vecchio neurologo: nella condizione umana la
comunicazione non è affidata soltanto al linguaggio in tutte le
sue forme, ma anche alla simbologia.
In questa logica mi sembra opportuno sottolineare che
l'Esecutivo regionale, nella meravigliosa Aula in cui sediamo, è
allocato sotto la Presidenza del massimo consesso regionale, ciò
a significare che, al di sopra del Presidente della Regione e
della sua Giunta di Governo, quando ci sarà, c'è l'Assemblea
regionale che rappresenta i siciliani tutti.
In forza del nostro Statuto, infatti, spetta all'Assemblea
regionale, in armonia con la Costituzione e i principi
dell'Ordinamento giuridico della Repubblica e con l'osservanza
dello Statuto, stabilire i rapporti tra l'Assemblea regionale, il
Governo regionale e il Presidente della Regione (articolo 9,
comma 3) e, inoltre, sempre in forza dello Statuto, il Presidente
e gli Assessori regionali sono responsabili di tutte le loro
funzioni di fronte l'Assemblea regionale (articolo 20, comma 1).
Nel segno dell'etica della responsabilità, dunque, unicuique
summo.
Onorevoli colleghi, noi tutti in quest'Aula siamo dei
privilegiati; mio padre e mia madre mi hanno insegnato che i
privilegi vanno riscattati mettendosi al servizio degli altri
altrimenti diventano odiosi. Lavoriamo, quindi, ognuno nel
proprio ruolo, per servire con umiltà i siciliani che ci hanno
eletto.
La Sicilia è una terra difficile da capire e talora anche da
vivere. Ci aspettano tempi duri per il nostro Paese e per la
nostra Regione.
La nostra è una società dell'incertezza, come ci ricorda un
famoso sociologo tedesco Urich Beck, nulla sembra più essere
stabile, sicuro e l'individuo si trova esposto al costante stress
che deriva dall'incertezza.
Incertezza sul lavoro: il lavoro appare più precario per chi
lo ha e difficile da trovare per chi non lo ha; incertezza sugli
effetti che sulla nostra salute possono avere l'ambiente e
persino quello che mangiamo; incertezza su cosa può presentare il
futuro prossimo nelle nostre vite con i rischi collegati al
terrorismo internazionale, alla crescente violenza urbana nelle
città e, persino, nelle famiglie dove matricidi, patricidi,
uxoricidi e abusi, specie sui bambini, sono ormai all'ordine del
giorno.
Siamo talora dominati dalla paura e coltiviamo poco la virtù
teologale della speranza. La formazione della persona umana, un
tempo legata alla Chiesa, alle ideologie, ai grandi partiti,
attraversa oggi una crisi profonda dovuta all'esplosione dei
valori di soggettività è di egoismo.
La soggettività si disloca, si libera, si ricompone in un
caleidoscopio di aggregazioni dinamiche ed egoistiche.
E con questo mondo complesso e sempre più multietnico e
multiculturale che dovremo confrontarci negli anni a venire senza
cedere alla tentazione di chiuderci per paura nel guscio delle
nostre piccole e illusorie certezze.
Già Papa Wojtyla, anni fa, ci ammoniva: Non abbiate paura
Ma oggi è una sorta di primo giorno di scuola ed è giusto,
allora, aprire il cuore alla speranza e iniziare il nostro
viaggio nelle istituzioni regionali con un bagaglio di valori e
di ideali forti.
Una sorta di vademecum, di prescrizioni mediche e di linee
guida che ci facciano da bussola nel cammino che ci aspetta.
Tra i valori da custodire gelosamente e da mettere in pratica
tre mi sembrano fondamentali: l'amore per la nostra terra e per i
siciliani, l'intelligenza e la capacità di comprensione dei
problemi ed una assoluta determinazione nel risolverli.
L'amore per la nostra Terra, il sentire comune con i siciliani
e la partecipazione effettiva ai loro problemi sono essenziali.
L'esperienza di vita, a proposito di saggezza che aumenta con
l'età, mi ha insegnato che uno degli stimoli più efficaci per il
rinnovamento delle persone è il fatto che essi divengano oggetto
d'amore. Essere amati significa essere posti come un valore,
ricevere credito, ricevere una parte delle risorse di chi ama.
Questo che vale per i singoli, vale anche per un'intera comunità
che, se si sente amata, dà il meglio di sé.
Non possiamo, però, limitarci ad amare i siciliani e la
Sicilia. Dobbiamo impegnarci seriamente a studiare i problemi che
si pongono, comprenderli, cioè prenderli in carico, individuare
le soluzioni più idonee e, valutando costi e benefici, cercare
sempre di trovare la soluzione più opportuna.
In una parola, dovremmo cioè coltivare, con senso di
responsabilità, la virtù della decisione giusta nella situazione
data.
Ma, specie in Sicilia, cuore e testa non sempre sono
sufficienti. È necessario mettere in campo tenacia,
determinazione, voglia di non mollare davanti alle difficoltà,
alle incomprensioni e ai problemi.
La politica è non solo professione, ma anche vocazione, come
ci ricorda Max Weber.
Tutti noi dovremmo seguire un approccio che concepisca la
lotta politica come lotta, non per ottenere potere, inteso come
sostantivo, ma potere inteso come verbo modale, nel senso cioè
di fare tutto ciò che è nella nostra disponibilità per
contribuire a creare una comunità in cui abbiano uno spazio
sempre maggiore la società, le persone, i diritti.
La politica, sciolta da ogni vincolo stretto di appartenenza
partitica, necessità di bottega, necessità di guadagno personale,
dà a chi la pratica una enorme libertà ed una efficacia
straordinaria.
Noi non vogliamo essere una casta di privilegiati, ma una parte
essenziale della classe dirigente siciliana.
Un parametro per valutare il livello di democrazia di un Paese
è quello di misurare la vicinanza dell'attività politica al
cittadino. Quanto più è vicina la politica al cittadino tanto più
è forte il legame democratico che li unisce.
Ormai da anni in Italia stiamo assistendo ad un progressivo
allontanamento delle scelte politiche dai bisogni immediati dei
cittadini e la distanza delle istituzioni ha raggiunto il suo
culmine con l'abolizione del voto di preferenza per l'elezione
del Parlamento nazionale. Occorre investire sul capitale umano e
premiare i meritevoli.
Lo scopo primario di coloro che come noi hanno un ruolo di
responsabilità nelle istituzioni dovrebbe essere quello di
valorizzare la persona come protagonista della vita sociale,
sostenendo le iniziative e le esperienze più costruttive affinché
il cittadino possa esprimere ciò che sa fare meglio e possa
essere utile alla sua regione e al suo paese.
Auspico pertanto, che tutti noi possiamo mettere in campo una
specifica disponibilità alla cooperazione, allo scambio
disinteressato di idee, alla generosità reciproca, per rispondere
alle domande dei siciliani di svolgere al meglio il nostro
compito di parlamentari.
Ma ricordiamoci che noi tutti siamo figli degli atti che
compiamo, non delle parole che diciamo.
Auguro, infine, a tutti di avere sempre un comportamento che
ci renda degni di meritarci il futuro.
Viva l'Assemblea regionale siciliana, viva la Sicilia
(Applausi)
Giuramento dei Deputati
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, poiché gli onorevoli Formica e
Incardona sono presenti in Aula, li invito a prestare il
giuramento di rito.
Do lettura della formula del giuramento stabilita dall'articolo
6 delle Norme di attuazione dello Statuto della Regione
siciliana : «Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana ed
al suo Capo, di osservare lealmente le leggi dello Stato e
della Regione e di esercitare con coscienza le funzioni inerenti
al mio ufficio al solo scopo del bene inseparabile dello Stato e
della Regione siciliana».
(Gli onorevoli Formica e Incardona pronunciano ad alta voce le
parole «Lo giuro»)
Presidenza del presidente provvisorio Ferrara
Elezione del Presidente dell'Assemblea regionale siciliana
PRESIDENTE. Si passa al terzo punto dell'ordine del giorno:
Elezione del Presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana.
A norma dell'articolo 3 del Regolamento interno, costituito
l'Ufficio provvisorio di Presidenza, «Espletati i prescritti
adempimenti, l'Assemblea procede, con votazione a scrutinio
segreto, all'elezione del Presidente.
E' eletto a primo scrutinio chi raggiunge la maggioranza dei
due terzi dei componenti dell'Assemblea. Qualora nessun
deputato ottenga tale maggioranza, si procede ad una seconda
votazione, nella quale è sufficiente, per l'elezione, la metà
più uno dei voti dei componenti dell'Assemblea.
Se nessun deputato abbia riportato tale maggioranza, si
procede, nel giorno successivo, a nuova votazione; risulterà
eletto il candidato che abbia ottenuto la maggioranza assoluta
dei voti.
Qualora nella terza votazione nessuno abbia riportato detta
maggioranza, l'Assemblea procede nello stesso giorno al
ballottaggio fra i due candidati che hanno ottenuto il
maggior numero di voti e viene proclamato eletto colui che
abbia conseguito la maggioranza anche relativa».
La votazione si effettuerà a norma dell'articolo 4 bis del
Regolamento interno, mediante segno preferenziale su schede
recanti a stampa i nominativi di tutti i deputati.
Dette schede saranno consegnate a ciascun deputato presso il
banco delle commissioni. Indi, il deputato, dopo il voto,
depositerà la scheda nell'apposita urna.
Prima votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico, pertanto, la prima votazione a scrutinio
segreto per l'elezione del Presidente dell'Assemblea ed invito
il deputato segretario a procedere all'appello.
(FARAONE, segretario provvisorio, procede all'appello)
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione a scrutinio
segreto per l'elezione del Presidente dell'Assemblea:
Presenti e votanti 90
Maggioranza richiesta 60
Hanno ottenuto voti i deputati:
Cascio Francesco 49
Formica 10
Cascio Salvatore 3
Finocchiaro 1
Antinoro 1
Limoli 1
Di Guardo 1
Schede bianche 24
Non avendo alcun deputato riportato, a norma dell'articolo 3
del Regolamento interno, la maggioranza dei due terzi dei
componenti l'Assemblea, l'elezione non ha avuto esito positivo.
Si procede, pertanto, ad una seconda votazione a scrutinio
segreto, nella quale è sufficiente, per l'elezione, la metà più
uno dei voti dei componenti l'Assemblea.
Seconda votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indìco, quindi, la seconda votazione per l'elezione
del Presidente dell'Assemblea.
Essa si svolgerà con le stesse modalità della votazione
precedente.
Invito il deputato segretario, onorevole Bosco, a procedere
all'appello.
(FARAONE, segretario provvisorio, procede all'appello)
Presidenza del presidente provvisorio Ferrara
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Comunico il risultato della seconda votazione a
scrutinio segreto per l'elezione del Presidente dell'Assemblea:
Presenti e votanti 90
Maggioranza richiesta 46
Hanno ottenuto voti i deputati:
Cascio Francesco 45
Formica 7
Cascio Salvatore 4
Cracolici 1
Finocchiaro 1
Galvagno 1
Di Guardo 1
De Benedictis 1
Barbagallo 1
Apprendi 1
Ammatuna 1
Bonomo 1
Raia 1
Rinaldi 1
Termine 1
Vitrano 1
Faraone 1
Oddo 1
Picciolo 1
Limoli 1
Speziale 1
Panepinto 1
Panarello 1
Marinello 1
Marziano 1
Di Giacomo 1
Laccato 1
Lupo 1
De Luca 1
Gucciardi 1
Donegani 1
Fiorenza 1
Schede bianche 5
Non avendo alcun deputato riportato la maggioranza dei voti
prescritta, l'elezione non ha avuto esito positivo e, pertanto,
avverto che nella seduta di domani si procederà - ai sensi
dell'articolo 3 del Regolamento interno - a nuova votazione.
Risulterà eletto il candidato che avrà ottenuto la maggioranza
assoluta dei voti.
Qualora, in tale terza votazione, nessun candidato riporterà
la maggioranza prescritta, si procederà nello stesso giorno, al
ballottaggio tra i due candidati che avranno ottenuto il maggior
numero di voti e sarà proclamato eletto colui che conseguirà la
maggioranza, anche relativa.
La seduta è rinviata a domani, venerdì 23 maggio 2008, alle ore
10.00 con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente provvisorio Ferrara
- ELEZIONE DEL PRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA
La seduta è tolta alle ore 12.32.
Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 13.25
DAL SERVIZIO RESOCONTI
Il Direttore
Dott. Eugenio Consoli