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Resoconto d'Aula della Seduta n. 1 di giovedì 22 maggio 2008
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   Presidenza del presidente provvisorio Ferrara


   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, quale deputato più  anziano  di
  età,  assumo la Presidenza provvisoria dell'Assemblea,  ai  sensi
  dell'articolo  2, comma 1, del Regolamento interno dell'Assemblea
  medesima.
   Do  lettura  dell'ordine  del giorno  dell'odierna  seduta,  già
  comunicato, ai sensi dell'articolo 3 dello Statuto della  Regione
  siciliana dal Presidente della Regione al domicilio dei  deputati
  e  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n.
  21 del 22 giugno 2006:

   I     -   Costituzione  dell'Ufficio   provvisorio   di
  Presidenza dell'Assemblea;

   II  - Prestazione del giuramento previsto dall'articolo
  5 dello Statuto;

   III - Elezione del Presidente dell'Assemblea.

         Costituzione dell'Ufficio provvisorio di Presidenza

   PRESIDENTE.  Si  passa  al primo punto dell'ordine  del  giorno:
  Costituzione dell'ufficio provvisorio di presidenza.
   I  invito  gli onorevoli Marrocco Livio e Bosco Antonino,  quali
  deputati  più giovani fra i presenti, a prendere posto  al  banco
  della   Presidenza  per  esercitare  le  funzioni  di   segretari
  dell'Ufficio provvisorio di Presidenza, ai sensi dell'articolo 2,
  comma 2, del Regolamento interno.
   Non  essendo  presente  in  Aula l'onorevole  Marrocco,   invito
  l'onorevole  Aricò  Alessandro a prendere posto  al  banco  della
  Presidenza  per esercitare le funzioni di segretario dell'Ufficio
  provvisorio di Presidenza, ai sensi dell'articolo 2, comma 2, del
  Regolamento interno.
   Non   essendo   presente  in  Aula  l'onorevole  Aricò,   invito
  l'onorevole  Faraone  Davide  a prendere  posto  al  banco  della
  Presidenza  per esercitare le funzioni di segretario dell'Ufficio
  provvisorio di Presidenza, ai sensi dell'articolo 2, comma 2, del
  Regolamento interno.

   (I deputati Bosco e Faraone assumono la loro funzione al banco
                          della Presidenza)

   Dichiaro costituito l'Ufficio provvisorio di Presidenza.


   Presidenza del presidente provvisorio Ferrara


                       Giuramento dei Deputati

    PRESIDENTE  Si passa al secondo punto dell'ordine  del  giorno:
  Prestazione  del  giuramento  previsto  dall'articolo   5   dello
  Statuto.
   Do    lettura   della   formula   del   giuramento,    stabilita
  dall'articolo 6 delle  Norme per l'attuazione dello Statuto della
  Regione siciliana :
   «Giuro  di  essere  fedele alla Repubblica italiana  ed  al  suo
  Capo, di osservare lealmente le leggi dello Stato e della Regione
  e di esercitare con coscienza le funzioni inerenti al mio ufficio
  al  solo  scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione
  siciliana».

   Il  Presidente provvisorio, levatosi in piedi, pronunzia ad alta
  voce  le  parole:  «Lo giuro»; dopo di lui giurano  i  segretari,
  onorevoli Bosco e Faraone; successivamente giurano, ciascuno  dal
  proprio posto, i seguenti deputati presenti in Aula:

   Adamo,  Ammatuna, Antinoro, Apprendi, Ardizzone,  Arena,  Aricò,
  Barbagallo,  Beninati,  Bonomo,  Bufardeci,  Buzzanca,  Campagna,
  Caputo,  Caronia,  Cascio Francesco, Cascio  Salvatore,   Cimino,
  Colianni,   Cordaro,  Corona,  Cracolici,   Cristaudo,  Currenti,
  D'Agostino,  D'Asero,  De Benedictis, De Luca, Di  Benedetto,  Di
  Giacomo,  Di  Guardo, Di Mauro, Dina, Donegani, Fagone,  Falcone,
  Federico,   Finocchiaro, Fiorenza,  Forzese,  Galvagno,  Gennuso,
  Gentile,   Gianni,  Greco, Gucciardi,  Laccoto,  Leanza  Edoardo,
  Leanza  Nicola,  Lentini, Leontini, Limoli, Lo Giudice,  Lombardo
  Angelo,  Lombardo  Raffaele, Lupo,  Maira,  Mancuso,   Marinello,
  Marinese,   Marrocco, Marziano, Minardo, Mineo, Musotto, Nicotra,
  Oddo,  Panarello, Panepinto,  Picciolo, Pogliese,  Ragusa,  Raia,
  Rinaldi,  Romano,  Ruggirello,  Savona,  Scammacca  della  Bruca,
  Scilla,    Scoma,  Speziale,  Termine,  Torregrossa,   Vinciullo,
  Vitrano.

   Onorevoli   colleghi,   prima  di   procedere   agli   ulteriori
  adempimenti di rito, desidero rivolgere un indirizzo di saluto al
  Presidente   della   Regione   invitandolo   a   prendere   posto
  nell'apposito banco.

    (Il Presidente della Regione, levatosi in piedi, si avvia ai
                         banchi del Governo)


   Presidenza del presidente provvisorio Ferrara


                  Saluto del Presidente provvisorio

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, nella qualità  di  parlamentare
  regionale  più anziano, ho l'onore e il privilegio di  presiedere
  l'Assemblea regionale siciliana nella seduta inaugurale della  XV
  Legislatura.
   Se  è  vero che per noi medici  senectus ipsa morbus ,  è  anche
  vero  che  la vita di ciascuno di noi progredendo si arricchisce.
  Invecchiando  accade che quello che perdiamo in  vigoria  fisica,
  viene compensato da una maggiore capacità di comprendere il  bene
  e  di  apprezzare  meglio  il  bello.  Soprattutto,  invecchiando
  diventiamo  più saggi, impariamo a discernere le  cose  che  sono
  veramente  importanti e che danno un senso alla nostra vita.  Fra
  queste, almeno per me, c'è la  terra nella quale sono nato,  dove
  ho i ricordi più cari, gli affetti più veri e più profondi.
   Per  questa  ragione, quindi, apprezzo molto  il  privilegio  di
  presiedere,   anche  se  solo  provvisoriamente,  il   Parlamento
  siciliano,  il più antico nel mondo, in questo splendido  Palazzo
  dei Normanni.
   A  differenza del compianto onorevole Leanza, che ha  presieduto
  l'Assemblea  nella  seduta  inaugurale  della  XIII  Legislatura,
  legislatura  nella  quale per la prima  volta  si  è  votato  per
  l'elezione diretta del Presidente della Regione, e dell'onorevole
  Culicchia  che ha presieduto la seduta inaugurale della  XIV,  io
  non   ho   esperienza  alcuna  come  parlamentare   e   pertanto,
  diversamente da  loro,  mi reputo  una matricola; ciò  giustifica
  la profonda emozione che provo in questo  momento.
   Tuttavia, l'approdo all'Assemblea regionale rappresenta  per  me
  una  tappa  importante del mio percorso politico, che è  iniziato
  nel  1993  quando - ero neurochirurgo all'ospedale  Niguarda  Ca'
  Granda di Milano - mi era stata proposta la candidatura a sindaco
  della mia città, Alcamo.
   Nella  mia  decisione  di  accettare la candidatura  a  sindaco,
  rischiando di cambiare radicalmente, come poi è avvenuto, la  mia
  vita  -  così  come  potrebbe accadere oggi con  la  elezione  al
  Parlamento  regionale  -  ha giocato  un  ruolo  determinante  la
  convinzione  che,  per un uomo che non si rassegna  e  che  vuole
  continuare a crescere è essenziale avere la capacità di  partire,
  ossia  di  lasciare  un  passato  che  gli  dà  tranquillità  per
  intraprendere un cammino che, secondo il buon senso, si  presenta
  con aspetti di incertezza e di rischio.
   Della   condizione  umana  c'è  sempre,  anche   nelle   singole
  esistenze,  una  dimensione messianica. Non  solo  aspettiamo  il
  Messia,   ma   nei   riguardi  di  noi  stessi   abbiamo   sempre
  l'aspettativa di un uomo migliore, teso a realizzare tutte le sue
  possibilità: il messia che è in noi.
   Ogni vita parte con il suo carico di progetti e di speranza;  ad
  ispirarli  -  e di questo siamo più o meno consapevoli  -  è  una
  certa  idea  di  uomo   che  riteniamo  più  conforme  al  nostro
  temperamento,  alle nostre possibilità. Dalla  sua  realizzazione
  facciamo  dipendere il nostro successo nel senso più  bello,  più
  vero,  più  completo del termine. Soprattutto da giovani,  quando
  tutti  i giochi sono aperti, viviamo questa attesa messianica  su
  noi  stessi,  ma  in ogni età la vitalità delle nostra  esistenza
  dipende  da  una qualche aspettativa che ancora nutriamo  su  noi
  stessi.
   Questa  dimensione  messianica  della  nostra  vita  viene  meno
  soltanto quando ridimensioniamo le nostre scelte sul criterio  di
  ciò  che  è più facile, di ciò che ci dà soddisfazione immediata,
  di  ciò  che  non  ci  obbliga a un impegno  serio.  Solo  quando
  decidiamo  di  mettere  fra parentesi la parte  migliore  di  noi
  stessi, allora le ferite che il mondo o i nostri errori ci  hanno
  inferto  diventano insanabili perché i nostri limiti hanno  avuto
  ragione di noi stessi.
   E'  con  tale spirito, che spero condividiate, che mi accingo  a
  iniziare  questa  nuova ed esaltante esperienza  di  parlamentare
  regionale.
   Da  presidente  provvisorio mi sembra opportuno svolgere  alcune
  brevi considerazioni.
   La  globalizzazione,  la  crisi dei partiti,  la  spinta  sempre
  maggiore verso il federalismo hanno esaltato il ruolo dei governi
  e delle assemblee elettive regionali in tutto il Paese.
   Negli   ultimi  quindici  anni  il  legislatore  ha  ridisegnato
  l'assetto  istituzionale delle autonomie  e,conseguentemente,  il
  rapporto  fra esse e le autorità centrali e ha aperto la stagione
  del  federalismo  amministrativo  introducendo  il  principio  di
  sussidiarietà,      che       successivamente      ha       anche
  costituzionalizzato. Si è, quindi, sviluppata  una  politica  non
  solo   di   maggiore  attenzione,  ma  soprattutto  di   maggiore
  attribuzione di responsabilità alle Regioni e agli Enti locali.
   Il  principio  di sussidiarietà, come è noto, si presenta  nella
  Carta  costituzionale in una duplice veste: verticale,  in  forza
  della quale le ripartizioni gerarchiche e delle competenze devono
  essere  spostate  verso  gli enti più prossimi  al  cittadino  e,
  pertanto,  più  vicini  ai  bisogni del territorio;  orizzontale,
  secondo la quale il cittadino, sia come singolo che attraverso  i
  corpi  intermedi, deve avere la possibilità di cooperare  con  le
  istituzioni nel definire gli interventi che incidono sulle realtà
  sociali  a  lui più prossime. Tale principio opera non solo  come
  limite  all'intervento di un'autorità superiore nei confronti  di
  una  collettività che è in grado di decidere da  sola,  ma  anche
  come  obbligo  per  tale  autorità di agire nei  confronti  della
  collettività per fornirle i mezzi necessari per realizzarsi.
   La   corretta   applicazione  del  principio  di   sussidiarietà
  contribuisce, quindi, a rileggere il tema dei rapporti tra potere
  pubblico  e  cittadini  e  a  risolvere  i  problemi  posti   dal
  pluralismo  istituzionale  e  sociale  insieme  ad  altre  chiavi
  interpretative, pure contenute nella Carta costituzionale,  quali
  dialettica,   autorità  e  libertà,  il  ruolo  delle  cosiddette
  comunità  intermedie, la tensione fra principio  autonomistico  e
  principio unitario.
   Il  rinnovato interesse per i temi del federalismo e la  riforma
  costituzionale  hanno  ridato attualità  alla  nostra  esperienza
  autonomistica.
   L'elezione  diretta  del Presidente della  Regione  ha  prodotto
  anche  in  Sicilia  una  provvidenziale stabilità  dell'esecutivo
  sulla falsariga di quello che è avvenuto a partire dalle elezioni
  amministrative del 1993 che ho vissuto da protagonista; esecutivi
  stabili  e legittimati al vertice dal voto popolare rappresentano
  un bene indiscusso per le nostre comunità.
   A  nome  di  tutta l'Assemblea regionale siciliana, rivolgo  gli
  auguri   di  una  proficua  attività  di  governo  nell'interesse
  dell'intera  comunità  siciliana  al  Presidente  della  Regione,
  onorevole  Raffaele  Lombardo, eletto con un amplissimo  consenso
  personale, attraverso il quale i siciliani hanno voluto esprimere
  la  loro adesione ai valori dell'autonomia. Una autonomia che,  a
  mio  parere,  va  rilanciata affinché la  Sicilia  sia  pronta  a
  svolgere, alla data del 2010, anno dell'istituzione di  una  zona
  di libero mercato nel Mediterraneo, il delicato ruolo di cerniera
  politica, di confronto culturale, di interscambio economico fra i
  diversi paesi dell'area e a divenire perno di un nuovo equilibrio
  che  allontani  lo  spettro di artificiose  e  nocive  guerre  di
  civiltà,  aprendo  un vero processo di integrazione  regionale  e
  contribuendo  in  questo modo a dare vita  ad  un'epoca  che,  ci
  auguriamo,  sia  di prosperità e di pace in una regione  cruciale
  del mondo.
   Tuttavia, unicuique summo, l'Assemblea regionale siciliana,  che
  al  momento  ho l'onore di presiedere, ha non solo il compito  di
  legiferare  in ambiti fondamentali per la vita dei siciliani,  ma
  col  ruolo  essenziale  di controllo e di  indirizzo  nell'azione
  dell'esecutivo.
   Funzione    legislativa,   di   controllo   e   di     indirizzo
  dell'esecutivo sono compiti che, sono certo, tutti noi  onoreremo
  al  meglio,  nel  pieno rispetto delle posizioni reciproche,  dei
  rispettivi ruoli di maggioranza e di opposizione.
   Lo   dico  da  vecchio  neurologo:  nella  condizione  umana  la
  comunicazione non è affidata soltanto al linguaggio in  tutte  le
  sue forme, ma anche alla simbologia.
   In   questa   logica   mi  sembra  opportuno  sottolineare   che
  l'Esecutivo regionale, nella meravigliosa Aula in cui sediamo,  è
  allocato sotto la Presidenza del massimo consesso regionale,  ciò
  a  significare  che, al di sopra del Presidente della  Regione  e
  della  sua  Giunta  di Governo, quando ci sarà,  c'è  l'Assemblea
  regionale che rappresenta i siciliani tutti.
   In  forza  del  nostro  Statuto, infatti,  spetta  all'Assemblea
  regionale,   in  armonia  con  la  Costituzione  e   i   principi
  dell'Ordinamento  giuridico della Repubblica e  con  l'osservanza
  dello Statuto, stabilire i rapporti tra l'Assemblea regionale, il
  Governo  regionale  e  il Presidente della Regione  (articolo  9,
  comma 3) e, inoltre, sempre in forza dello Statuto, il Presidente
  e  gli  Assessori regionali sono responsabili di  tutte  le  loro
  funzioni di fronte l'Assemblea regionale (articolo 20, comma 1).
   Nel  segno  dell'etica della responsabilità,  dunque,  unicuique
  summo.
   Onorevoli   colleghi,   noi  tutti  in  quest'Aula   siamo   dei
  privilegiati;  mio  padre e mia madre mi hanno  insegnato  che  i
  privilegi  vanno  riscattati mettendosi al servizio  degli  altri
  altrimenti  diventano  odiosi.  Lavoriamo,  quindi,  ognuno   nel
  proprio  ruolo, per servire con umiltà i siciliani che  ci  hanno
  eletto.
   La  Sicilia  è una terra difficile da capire e talora  anche  da
  vivere.   Ci aspettano tempi duri per il nostro Paese  e  per  la
  nostra Regione.
   La  nostra  è  una società dell'incertezza, come ci  ricorda  un
  famoso  sociologo  tedesco Urich Beck, nulla  sembra  più  essere
  stabile, sicuro e l'individuo si trova esposto al costante stress
  che deriva dall'incertezza.
     Incertezza sul lavoro: il lavoro appare più precario  per  chi
  lo  ha e difficile da trovare per chi non lo ha; incertezza sugli
  effetti  che  sulla  nostra  salute possono  avere  l'ambiente  e
  persino quello che mangiamo; incertezza su cosa può presentare il
  futuro  prossimo  nelle  nostre vite con i  rischi  collegati  al
  terrorismo  internazionale, alla crescente violenza urbana  nelle
  città  e,  persino,  nelle  famiglie dove  matricidi,  patricidi,
  uxoricidi e abusi, specie sui bambini, sono ormai all'ordine  del
  giorno.
   Siamo  talora  dominati dalla paura e coltiviamo poco  la  virtù
  teologale  della speranza. La formazione della persona umana,  un
  tempo  legata  alla  Chiesa, alle ideologie, ai  grandi  partiti,
  attraversa  oggi  una  crisi profonda dovuta  all'esplosione  dei
  valori di soggettività è di egoismo.
   La  soggettività  si  disloca, si libera,  si  ricompone  in  un
  caleidoscopio di aggregazioni dinamiche ed egoistiche.
   E  con  questo  mondo  complesso  e  sempre  più  multietnico  e
  multiculturale che dovremo confrontarci negli anni a venire senza
  cedere  alla  tentazione di chiuderci per paura nel guscio  delle
  nostre piccole e illusorie certezze.
   Già Papa Wojtyla, anni fa, ci ammoniva:  Non abbiate paura
   Ma  oggi  è  una sorta di primo giorno di scuola  ed  è  giusto,
  allora,  aprire  il  cuore alla speranza  e  iniziare  il  nostro
  viaggio  nelle istituzioni regionali con un bagaglio di valori  e
  di ideali forti.
   Una  sorta  di  vademecum, di prescrizioni mediche  e  di  linee
  guida che ci facciano da bussola nel cammino che ci aspetta.
   Tra  i  valori da custodire gelosamente e da mettere in  pratica
  tre mi sembrano fondamentali: l'amore per la nostra terra e per i
  siciliani,  l'intelligenza  e  la capacità  di  comprensione  dei
  problemi ed una assoluta determinazione nel risolverli.
   L'amore  per la nostra Terra, il sentire comune con i  siciliani
  e la partecipazione effettiva ai loro problemi sono essenziali.
   L'esperienza  di vita, a proposito di saggezza che  aumenta  con
  l'età, mi ha insegnato che uno degli stimoli più efficaci per  il
  rinnovamento delle persone è il fatto che essi divengano  oggetto
  d'amore.  Essere  amati significa essere posti  come  un  valore,
  ricevere  credito, ricevere una parte delle risorse di  chi  ama.
  Questo che vale per i singoli, vale anche  per un'intera comunità
  che, se si sente amata, dà il meglio di sé.
   Non  possiamo,  però,  limitarci  ad  amare  i  siciliani  e  la
  Sicilia. Dobbiamo impegnarci seriamente a studiare i problemi che
  si  pongono,  comprenderli, cioè prenderli in carico, individuare
  le  soluzioni  più idonee e, valutando costi e benefici,  cercare
  sempre di trovare la soluzione più opportuna.
   In   una   parola,  dovremmo  cioè  coltivare,  con   senso   di
  responsabilità, la virtù della decisione giusta nella  situazione
  data.
   Ma,   specie   in  Sicilia,  cuore  e  testa  non  sempre   sono
  sufficienti.    È   necessario   mettere   in   campo    tenacia,
  determinazione,  voglia di non mollare davanti  alle  difficoltà,
  alle incomprensioni e ai problemi.
   La  politica  è non solo professione,  ma anche vocazione,  come
  ci ricorda Max Weber.
     Tutti  noi  dovremmo seguire un approccio  che  concepisca  la
  lotta  politica come lotta, non per ottenere potere, inteso  come
  sostantivo, ma  potere inteso come verbo modale, nel  senso  cioè
  di   fare  tutto  ciò  che  è  nella  nostra  disponibilità   per
  contribuire  a  creare  una comunità in cui  abbiano  uno  spazio
  sempre maggiore la società, le persone, i diritti.
   La  politica,  sciolta da ogni vincolo stretto  di  appartenenza
  partitica, necessità di bottega, necessità di guadagno personale,
  dà  a  chi  la  pratica  una  enorme  libertà  ed  una  efficacia
  straordinaria.
   Noi  non vogliamo essere una casta di privilegiati, ma una parte
  essenziale della classe dirigente siciliana.
   Un  parametro per valutare il livello di democrazia di  un Paese
  è  quello  di  misurare  la vicinanza dell'attività  politica  al
  cittadino. Quanto più è vicina la politica al cittadino tanto più
  è forte  il legame democratico che li unisce.
   Ormai  da  anni  in Italia stiamo assistendo ad  un  progressivo
  allontanamento delle scelte politiche dai bisogni  immediati  dei
  cittadini  e  la distanza delle istituzioni ha raggiunto  il  suo
  culmine  con  l'abolizione del voto di preferenza per  l'elezione
  del Parlamento nazionale. Occorre investire sul capitale umano  e
  premiare i meritevoli.
   Lo  scopo  primario  di coloro che come noi hanno  un  ruolo  di
  responsabilità  nelle  istituzioni  dovrebbe  essere  quello   di
  valorizzare  la  persona come protagonista  della  vita  sociale,
  sostenendo le iniziative e le esperienze più costruttive affinché
  il  cittadino  possa  esprimere ciò che sa fare  meglio  e  possa
  essere utile alla sua regione e al suo paese.
   Auspico  pertanto, che tutti noi possiamo mettere in  campo  una
  specifica   disponibilità   alla   cooperazione,   allo   scambio
  disinteressato di idee, alla generosità reciproca, per rispondere
  alle  domande  dei  siciliani di svolgere  al  meglio  il  nostro
  compito di parlamentari.
   Ma  ricordiamoci  che  noi tutti  siamo  figli  degli  atti  che
  compiamo, non delle parole che diciamo.
   Auguro,  infine,  a tutti di avere sempre un  comportamento  che
  ci renda degni di meritarci il  futuro.
   Viva l'Assemblea regionale siciliana, viva la Sicilia

                             (Applausi)

                       Giuramento dei Deputati

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, poiché gli onorevoli  Formica  e
  Incardona  sono  presenti  in  Aula,  li  invito  a  prestare  il
  giuramento di rito.
   Do  lettura della formula del giuramento stabilita dall'articolo
  6  delle   Norme  di  attuazione  dello   Statuto  della  Regione
  siciliana :  «Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana  ed
  al  suo  Capo,  di osservare lealmente le leggi  dello  Stato   e
  della  Regione e di esercitare con coscienza le funzioni inerenti
  al mio ufficio al solo scopo del bene inseparabile dello Stato  e
  della Regione siciliana».

   (Gli onorevoli Formica e Incardona pronunciano ad alta voce le
                         parole «Lo giuro»)


   Presidenza del presidente provvisorio Ferrara


     Elezione del Presidente dell'Assemblea regionale siciliana

   PRESIDENTE.  Si passa al terzo punto dell'ordine del  giorno:
  Elezione del Presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana.
   A  norma  dell'articolo 3 del Regolamento interno, costituito
  l'Ufficio  provvisorio di Presidenza, «Espletati i  prescritti
  adempimenti,  l'Assemblea procede, con votazione  a  scrutinio
  segreto, all'elezione del Presidente.
   E'  eletto a primo scrutinio chi raggiunge la maggioranza dei
  due   terzi  dei  componenti  dell'Assemblea.  Qualora  nessun
  deputato  ottenga tale maggioranza, si procede ad una  seconda
  votazione, nella quale è sufficiente, per l'elezione, la  metà
  più uno dei voti dei componenti dell'Assemblea.
   Se  nessun  deputato  abbia riportato  tale  maggioranza,  si
  procede,  nel giorno successivo, a nuova votazione;  risulterà
  eletto il candidato che abbia ottenuto la maggioranza assoluta
  dei voti.
   Qualora  nella terza votazione nessuno abbia riportato  detta
  maggioranza,  l'Assemblea  procede  nello  stesso  giorno   al
  ballottaggio  fra  i  due candidati  che  hanno   ottenuto  il
  maggior  numero  di voti e viene proclamato eletto  colui  che
  abbia conseguito la maggioranza anche relativa».
   La  votazione si effettuerà a norma dell'articolo 4  bis  del
  Regolamento  interno, mediante segno preferenziale  su  schede
  recanti a stampa i nominativi di tutti i deputati.
   Dette schede saranno consegnate a ciascun deputato presso  il
  banco  delle  commissioni. Indi, il deputato,  dopo  il  voto,
  depositerà la scheda nell'apposita urna.

                 Prima votazione a scrutinio segreto

   PRESIDENTE. Indico, pertanto, la prima votazione a  scrutinio
  segreto per l'elezione del Presidente dell'Assemblea ed invito
  il deputato segretario a procedere all'appello.

       (FARAONE, segretario provvisorio, procede all'appello)

                      Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Comunico il risultato della votazione  a  scrutinio
  segreto per l'elezione del Presidente dell'Assemblea:

   Presenti e votanti             90
   Maggioranza richiesta     60

   Hanno ottenuto voti i deputati:

   Cascio Francesco          49
   Formica                   10
   Cascio  Salvatore          3
   Finocchiaro                1
   Antinoro                   1
   Limoli                     1
   Di Guardo                  1
   Schede bianche            24

   Non  avendo  alcun deputato riportato, a norma  dell'articolo  3
  del  Regolamento  interno,  la  maggioranza  dei  due  terzi  dei
  componenti l'Assemblea, l'elezione non ha avuto esito positivo.
   Si  procede,  pertanto,  ad una seconda  votazione  a  scrutinio
  segreto,  nella quale è sufficiente, per l'elezione, la metà  più
  uno dei voti dei componenti l'Assemblea.

                Seconda votazione a scrutinio segreto

   PRESIDENTE. Indìco, quindi, la seconda votazione per  l'elezione
  del Presidente dell'Assemblea.
   Essa   si  svolgerà  con  le  stesse  modalità  della  votazione
  precedente.
   Invito  il  deputato  segretario, onorevole Bosco,  a  procedere
  all'appello.

       (FARAONE, segretario provvisorio,  procede all'appello)


   Presidenza del presidente provvisorio Ferrara


                      Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Comunico il risultato della  seconda   votazione  a
  scrutinio segreto per l'elezione del Presidente dell'Assemblea:

   Presenti e votanti                      90
   Maggioranza richiesta                   46

   Hanno ottenuto voti i deputati:

    Cascio Francesco                       45
    Formica                                 7
    Cascio Salvatore                        4
   Cracolici                                1
   Finocchiaro                              1
   Galvagno                                 1
   Di Guardo                                1
   De Benedictis                            1
   Barbagallo                               1
   Apprendi                                 1
   Ammatuna                                 1
   Bonomo                                   1
   Raia                                     1
   Rinaldi                                  1
   Termine                                  1
   Vitrano                                  1
    Faraone                                 1
    Oddo                                    1
    Picciolo                                1
    Limoli                                  1
    Speziale                                1
    Panepinto                               1
    Panarello                               1
    Marinello                               1
    Marziano                                1
    Di Giacomo                              1
    Laccato                                 1
    Lupo                                    1
    De Luca                                 1
    Gucciardi                               1
    Donegani                                1
    Fiorenza                                1
   Schede bianche                           5

   Non  avendo  alcun  deputato riportato la maggioranza  dei  voti
  prescritta,  l'elezione non ha avuto esito positivo e,  pertanto,
  avverto  che  nella  seduta di domani si  procederà  -  ai  sensi
  dell'articolo 3 del Regolamento interno - a nuova votazione.
   Risulterà  eletto il candidato che avrà ottenuto la  maggioranza
  assoluta dei voti.
     Qualora,  in tale terza votazione, nessun candidato  riporterà
  la  maggioranza prescritta, si procederà nello stesso giorno,  al
  ballottaggio tra i due candidati che avranno ottenuto il  maggior
  numero  di voti e sarà proclamato eletto colui che conseguirà  la
  maggioranza, anche relativa.

   La  seduta è rinviata a domani, venerdì 23 maggio 2008, alle ore
  10.00 con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente provvisorio Ferrara


           -  ELEZIONE DEL PRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA

                  La seduta è tolta alle ore 12.32.

          Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 13.25

                       DAL SERVIZIO RESOCONTI
                            Il Direttore
                        Dott. Eugenio Consoli