Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
LEANZA NICOLA, segretario f.f., dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (articolo 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (articolo 127) sono effettuate mediante
procedimento elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la presente
seduta gli onorevoli: Scammacca della Bruca e Caronia per la
presente seduta; Minardo dal 7 al 9 luglio 2009.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte del Presidente della Regione:
N. 70 - Iniziative urgenti per la definitiva soluzione del
problema idrico nel comune di Favara (AG).
Firmatario: Panepinto Giovanni
N. 253 - Monitoraggio aggiornato della gestione dell'erogazione
dell'acqua all'utenza in Sicilia.
Firmatario: Panepinto Giovanni
N. 354 - Interventi a livello nazionale per la struttura
carceraria di Trapani.
Firmatario: Oddo Camillo.
- da parte dell'Assessore per la Sanità
N. 72 - Opportune iniziative da assumere a seguito della chiusura
del reparto di ortopedia dell'ospedale 'San Vito e Santo Spirito'
di Alcamo (TP).
Firmatari: Oddo Camillo; Gucciardi Baldassare
N. 119 - Riduzione dei costi per l'assistenza territoriale di
riabilitazione.
Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Aricò Alessandro; Pogliese
Salvatore
N. 152 - Iniziative per l'attivazione della commissione regionale
permanente per la dialisi.
Firmatari: Falcone Marco; Vinciullo Vincenzo
N. 171 - Misure per istituire un reparto di radioterapia presso
l'azienda ospedaliera Sant'Antonio Abate di Trapani.
Firmatario: Oddo Camillo
N. 186 - Iniziative a favore del recepimento dell'accordo Stato -
Regioni per l'accreditamento delle strutture sanitarie ausiliarie
con finalità di recupero dei tossicodipendenti.
Firmatari: Falcone Marco; Pogliese Salvatore
N. 219 - Informazioni sulla disposizione n. 1980 dell'Assessorato
Sanità in tema di convenzione dei medici della medicina dei
servizi.
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 228 - Opportune iniziative allo scopo di consentire
all'organizzazione non governativa 'Medici senza frontiere (MSF)'
il prosieguo delle attività nell'isola di Lampedusa.
Firmatario: Raia Concetta
N. 251 - Riattivazione del centro di primo soccorso 118 Buccheri
e delle altre postazioni chiuse in provincia di Siracusa.
Firmatari: Vinciullo Vincenzo; De Benedictis Roberto
N. 259 - Misure per assicurare l'assistenza sanitaria
penitenziaria in Sicilia.
Firmatario: Falcone Marco
N. 280 - Notizie sul reparto di cardiologia e cardiochirurgia
pediatrica dell'ospedale San Vincenzo di Taormina (ME).
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 301 - Equità di trattamento nell'assegnazione ai medici delle
province siciliane di incarichi nelle zone carenti di continuità
assistenziale.
Firmatari: Pogliese Salvatore; Falcone Marco; Vinciullo Vincenzo
N. 305 - Notizie circa lo stato di definizione della rete di
assistenza oncologica nella provincia di Siracusa.
Firmatario: De Benedictis Roberto
N. 306 - Stato di definizione del dipartimento oncologico
interaziendale dell'azienda ospedaliera Umberto I di Siracusa.
Firmatario: De Benedictis Roberto
N. 307 - Urgente realizzazione di una struttura per il servizio
di radioterapia nella provincia di Siracusa.
Firmatario: De Benedictis Roberto
N. 315 - Fornitura dei farmaci di flusso F per i malati di
sclerosi multipla.
Firmatari: Pogliese Salvatore; Vinciullo Vincenzo
N. 331 - Trasferimento al servizio sanitario nazionale (SSN)
delle funzioni sanitarie, dei rapporti di lavoro, delle risorse
finanziarie, delle attrezzature e dei beni strumentali in materia
di sanità penitenziaria.
Firmatario: Lupo Giuseppe
N. 350 - Attuazione del progetto 'Screening neonatale universale
(snu)' per la prevenzione dei deficit permanenti in età volutiva.
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 352 - Distribuzione di servizi sanitari nella città di
Catania.
Firmatario: Raia Concetta
N. 357 - Risorse per le farmacie rurali delle isole minori.
Firmatario: Oddo Camillo
N. 362 - Mantenimento dell'operatività della guardia medica di
Erice Vetta (TP).
Firmatario: Oddo Camillo
N. 369 - Stabilizzazione del personale inquadrato nell'area della
dirigenza medica e veterinaria in Sicilia.
Firmatari: Panarello Filippo; De Benedictis Roberto; Di Benedetto
Giacomo; Digiacomo Giuseppe; Marziano Bruno
N. 372 - Notizie riguardanti il polo di eccellenza in oncologia
di Messina.
Firmatario: Ardizzone Giovanni
N. 416 - Iniziative in favore dei malati con gravi invalidità
permanenti.
Firmatari: Currenti Carmelo; Falcone Marco
N. 423 - Notizie in merito al personale comandato presso
l'Assessorato della sanità.
Firmatario: Maira Raimondo
N. 478 - Notizie in merito alla nomina del consiglio di
amministrazione della fondazione 'Istituto G. Giglio San Raffaele'
di Cefalù (PA).
Firmatario: Limoli Giuseppe
N. 481 - Iniziative per restituire la competenza della
distribuzione dell'ossigeno liquido nelle farmacie in provincia di
Siracusa.
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 483 - Assunzione dei 72 collaboratori professionali infermieri
presso l'ASL 9 di Trapani.
Firmatario: Oddo Camillo
N. 486 - Provvedimenti per accelerare il trasferimento dei
reparti del vecchio ospedale 'San Biagio' nel nuovo presidio
ospedaliero di contrada Cardilla in Marsala (TP).
Firmatario: Oddo Camillo
N. 501 - Intervento allo scopo di fare luce circa i criteri
adottati dalla società cooperativa Manutencoop relativamente alle
procedure di assunzione.
Firmatario: Cracolici Antonino
N. 510 - Riconoscimento della MCS (Sensibilità Chimica Multipla)
come malattia rara invalidante con attribuzione di codice
sanitario drg.
Firmatari: Falcone Marco; Currenti Carmelo.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna. Le note citate nelle risposte
scritte alle interrogazioni numeri 70 e 253 sono allegate in copia
al processo verbale della presente seduta.
Annunzio di presentazione e contestuale invio di disegni di legge
alle competenti Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
presentati ed inviati alle competenti Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- «Norme su composizione delle giunte negli enti locali» (n. 441)
presentato dagli onorevoli Falcone, Pogliese, Vinciullo in data 2
luglio 2009
inviato in data 3 luglio 2009
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- «Istituzione del Museo regionale della ceramica di Burgio» (n.
442)
presentato dagli onorevoli Panepinto e Cascio Salvatore in data 3
luglio 2009
inviato in data 7 luglio 2009.
Comunicazione di riassegnazione di disegno di legge alla
competente Commissione
PRESIDENTE. Comunico che il seguente disegno di legge è stato
riassegnato alla competente Commissione legislativa Bilancio'
(II):
- «Interventi urgenti a sostegno delle imprese artigiane»
(n. 435)
d'iniziativa parlamentare
inviato in data 3 luglio 2009
PARERE III.
Comunicazione di richieste di parere pervenute dal Governo
ed inviate alla competente Commissione
PRESIDENTE. Comunico le seguenti richieste di parere, pervenute
dal Governo ed inviate alla competente Commissione legislativa
Servizi sociali e sanitari' (VI):
- Riorganizzazione della rete delle strutture private di
diagnostica di laboratorio (n. 26/VI)
pervenuta in data 2 luglio 2009
- Decreto presidenziale per la definizione dei distretti socio-
sanitari (n. 27/VI)
pervenuta in data 2 luglio 2009
inviate in data 6 luglio 2009
- Sistema 118 e rete di trasporto territoriale. Legge regionale
14 aprile 2009, n. 5, articolo 24, commi 10 e 11 (n. 28/VI)
pervenuta in data 3 luglio 2009
inviato in data 7 luglio 2009.
Comunicazione di trasmissione di deliberazione
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la delibera della Giunta
regionale n. 214 del 27 giugno 2009: POR Sicilia 2000/2006 -
Complemento di programmazione - Adozione definitiva delle modifiche
approvate con procedura scritta n. 1/2009.
Copie della medesima è disponibile all'archivio del Servizio
Commissioni.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
LEANZA NICOLA, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
il decreto assessoriale n. 01149 del 15 giugno 2009 dispone
l'immediata chiusura notturna H 12, in tutto il territorio
siciliano, di 33 postazioni di ambulanze utilizzate per il servizio
di emergenza. Tale decreto sta per essere pubblicato nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana ma non è stato discusso nella VI
Commissione legislativa permanente dell'ARS 'Servizi sociali e
sanitari' né con i sindacati del settore;
l'individuazione delle 33 postazioni è stata dettata,
all'Assessorato Sanità, dalle centrali operative che hanno fornito
dati statistici riguardo il numero di uscite, il territorio da
coprire e il bacino di utenza;
da come si può notare dal report riguardante il numero di
chilometri effettuato in emergenza dalle ambulanze, pubblicato sul
sito internet della SISE che gestisce il servizio di trasporto 118,
nell'individuazione delle 33 postazioni in oggetto non si è
sviluppato un parametro tra chilometri effettuati e bacino di
utenza servito, con la conseguenza che tutto ciò porterà ad un
incremento del rischio di ritardi nei soccorsi sanitari nei
confronti dei cittadini, tenendo conto che, a volte, anche un
secondo di ritardo può essere fatale per un soccorso sanitario
urgente;
tale decreto porterà ad una disparità fra cittadini, dato che
alcuni avranno l'ambulanza del proprio paese aperta H 24 mentre
altri avranno l'ambulanza del proprio paese aperta solo H 12;
considerato che:
è evidente che lo stesso decreto citato comporterà un'inevitabile
disparità di trattamento fra gli stessi autisti soccorritori, dato
che alcuni lavoratori avranno come sede di lavoro una postazione
fissa mentre i lavoratori impiegati presso le 33 postazioni colpite
dal provvedimento avranno come sede di lavoro diverse postazioni,
tra l'altro continuamente interscambiabili nei turni e distanti tra
loro anche 100 chilometri. Ciò determinerà un'ulteriore discrepanza
con il ruolo primario degli autisti soccorritori che, per un più
celere intervento a favore dei cittadini, devono conoscere a
menadito la loro zona di intervento senza l'ausilio di mappe
stradali: è ovvio che, con un continuo turn over di sedi, la
conoscenza del territorio non potrà mai essere approfondita dagli
stessi autisti soccorritori;
al personale interessato da questo decreto non viene riconosciuto
alcun rimborso per il raggiungimento della propria postazione
lavorativa, distante spesso decine di chilometri dalla propria
residenza, né, tanto meno, è riconosciuta un'indennità sia per le
ore eccedenti di lavoro (straordinario) sia per le reperibilità che
questi lavoratori sono obbligati a fornire alla SISE;
tenuto conto che il ridimensionamento orario di queste strutture
della SISE accentua ulteriormente la problematica legata al mancato
utilizzo di decine di ambulanze per mancanza di personale,
considerato che i circa 3000 operatori del servizio di emergenza
urgenza del 118 hanno 126 ore settimanali per svolgere il loro
lavoro nelle 256 postazioni presenti nel territorio siciliano.
Occorre evidenziare che ogni singola ambulanza necessita di circa
10/11 operatori, dislocati nell'arco delle 24 ore, per permettere
l'utilizzo ottimale del mezzo nell'arco dell'intera giornata;
per sapere:
in base a quali criteri l'Assessorato Sanità sia pervenuto a così
drastiche decisioni che privano il territorio di 33 ambulanze H 12
notturne mettendo a rischio il soccorso sanitario a servizio dei
cittadini e creando evidenti disparità di trattamento fra i
lavoratori;
se l'Assessorato Sanità abbia intenzione di rimodulare il decreto
con il passaggio a tempo pieno di tutti gli autisti soccorritori,
unica soluzione valida per risolvere la chiusura selvaggia da parte
della SISE delle postazioni in fermo tecnico». (637)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che il decreto assessoriale n. 01149 del 15 giugno 2009
dispone l'immediata chiusura notturna, in tutto il territorio
siciliano, di 33 postazioni di ambulanze utilizzate per il
servizio, di emergenza. In provincia di Siracusa è interessata dal
provvedimento la postazione dell'isola di Ortigia, centro storico
di Siracusa;
considerato che:
è evidente che il decreto in oggetto, nella scelta delle
postazioni da ridimensionare, ha preso spunto dai resoconti inviati
dalle centrali operative, resoconti che si basano sul numero di
uscite, il territorio da coprire e il bacino di utenza da servire.
E' ancor più evidente che non si è per nulla tenuto conto dei
fattori locali che, spesso, superano e annullano quelli basati sui
meri dati numerici;
la postazione dell'isola di Ortigia di Siracusa è l'esempio
lampante di questa cecità burocratica. E' incomprensibile che uno
dei posti più famosi al mondo, centro nevralgico dell'intero
sistema turistico siciliano, venga privato della copertura H 24 del
sistema di soccorso medico espletato dal 118. Ogni anno, in
qualsiasi stagione e, soprattutto, nell'arco delle 24 ore, il
centro di Ortigia brulica di milioni di turisti amanti della
cultura e delle tradizioni siciliane: non è ammissibile che la
Regione siciliana, ed in particolar modo l'Assessorato Sanità, non
fornisca un servizio vitale come quello delle ambulanze 24 ore su
24, anteponendo a tutto questo un semplice computo numerico ed
ignorando che la stessa postazione di Ortigia fornisce il più alto
numero di interventi della provincia di Siracusa;
per sapere:
in base a quali criteri l'Assessorato Sanità sia pervenuto a così
drastiche decisioni che privano l'isola di Ortigia di Siracusa del
servizio di urgenza emergenza sanitaria 24 ore su 24, abolendo, di
fatto, la copertura notturna;
se l'Assessorato Sanità abbia intenzione di rimodulare il decreto
tenendo conto dell'esigenza di garantire ai visitatori ivi presenti
la sicurezza e la garanzia di un servizio medico urgente immediato,
servizio garantito in tutte le località turistiche del mondo».
(638)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
con DIG n. 35499 del 2 agosto 2001, l'Assessorato Sanità
individuava i centri specialistici in Sicilia da inserire nello
'Studio Osservazionale Antares'. Tra questi centri veniva inserita
l'unità operativa di allergologia ed immunologia clinica
dell'azienda ospedaliera 'Umberto I' di Siracusa;
con nota prot. n. 4264 del 20 febbraio 2009, il dirigente generale
dell'azienda ospedaliera 'Umberto I' di Siracusa revocava la
disponibilità a partecipare al suddetto protocollo di studio;
alla luce di quanto sopra, l'Assessorato Sanità, con D.D.G. n.
0831/09 del 5 maggio 2009, revocava il DIG n. 35499 del 2 agosto
2001 nella parte in cui è stata individuata l'unità operativa di
allergologia ed immunologia clinica dell'azienda ospedaliera
'Umberto I' di Siracusa per il protocollo di studio denominato
'ANTARES', indicando, altresì, i centri specialistici di Catania e
Ragusa come sedi sia per la continuità dei trattamenti delle
patologie reumatologiche, sia per la continuità assistenziale e
terapeutica dei soggetti in cura presso il centro di Siracusa;
considerato che la decisione del dirigente generale dell'azienda
ospedaliera 'Umberto I' di non partecipare più al protocollo di
studio 'ANTARES' scaturisce sicuramente dai continui tagli, da
parte dell'Assessorato Sanità, ai finanziamenti per le strutture
ospedaliere siciliane, tagli che non permettono alcun tipo di
assistenza specialistica in settori dove la ricerca diventa forma
basilare di cura e trattamento di terapie particolari;
visto che:
è indubbio che tale decisione arreca un danno incalcolabile ai 45
malati attualmente in cura presso l'unità operativa di allergologia
ed immunologia clinica dell'azienda ospedaliera 'Umberto I' di
Siracusa, considerato che dovranno sobbarcarsi di tutti i costi di
trasporto per potere dare seguito alle terapie in atto seguite;
la sanità siracusana continua a subìre tagli indiscriminati nelle
sue strutture, visto che, tra l'altro, con decreto n. 832/09, è
stato chiuso il centro 'Psocare' funzionante presso l'unità
operativa di dermatologia dell'Umberto I , struttura specializzata
nella cura dei malati psoriaci;
per sapere quali iniziative intendano assumere per ridare fiducia
nelle Istituzioni regionali e dignità ai siracusani che, già
colpiti malattie, si sentono abbandonati se non, addirittura,
'vittime sacrificali' di una politica che taglia i fondi per la
sanità senza minimamente considerare i danni arrecati all'intera
collettività». (642)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i lavori
pubblici, premesso che:
in questi giorni l'ANAS, a causa di verifiche sulla stabilità, ha
deciso, per motivi di sicurezza, di permettere la circolazione in
senso alternato sul ponte 'Primosole', essenziale struttura di
collegamento tra Catania e Siracusa;
il restringimento dell'asse viario percorribile sta avendo
ripercussioni sul traffico di proporzioni inimmaginabili: ogni
giorno ed a qualsiasi ora si formano code che superano, su entrambe
le carreggiate, i 10 chilometri;
considerato che:
la strada statale 114, attualmente, è l'unico asse viario che
collega Catania con Siracusa e viceversa. La persistente presenza
di code chilometriche causa danni incalcolabili all'intera economia
siracusana. E' sufficiente immaginare tutti i mezzi diretti ai
mercati agricoli ed ittici catanesi che, per non essere penalizzati
nelle vendite, sono costretti ad anticipare di 3 o 4 ore la
partenza dalle sedi operative; o gli stessi tour operator, che
preferiscono annullare le visite nel siracusano pur di non
rivoluzionare i programmi turistici preorganizzati. A tutto questo
occorre aggiungere le problematiche legate al raggiungimento, da
parte della popolazione siracusana, dell'aeroporto di Catania o,
situazione ancora più drammatica, i ritardi di eventuali mezzi di
soccorso (ambulanze, vigili del fuoco) diretti a Catania;
per sapere:
se non ritengano improcrastinabile l'immediato coinvolgimento
della Protezione Civile nazionale, invitando il capo del
Dipartimento della stessa, dott. Bertolaso, ad effettuare un
sopralluogo sul ponte 'Primosole' della strada statale 114;
se la stessa Protezione civile nazionale non ritenga utile
attivare immediatamente provvedimenti alternativi, quali la
deviazione del traffico su strade provinciali o, ipotesi ancora
migliore, quella di anticipare l'apertura del tratto autostradale
Lentini-Passo Martino dell'autostrada Catania-Siracusa, tratto già
completo». (643)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i lavori
pubblici, premesso che:
in questi giorni l'ANAS, a causa di verifiche sulla stabilità
dell'opera, ha deciso, per motivi di sicurezza, di permettere la
circolazione in senso alternato sul ponte 'Primosole', essenziale
struttura di collegamento tra Catania e Siracusa;
il restringimento dell'asse viario percorribile sta avendo
ripercussioni sul traffico di proporzioni inimmaginabili: ogni
giorno, ed a qualsiasi ora, si formano code che superano, su
entrambe le carreggiate, i 10 chilometri;
considerato che:
la strada statale 114, attualmente, è l'unico asse viario che
collega Catania con Siracusa e viceversa. La persistente presenza
di code chilometriche causa danni incalcolabili all'intera economia
siracusana. E' sufficiente immaginare tutti i mezzi diretti ai
mercati agricoli ed ittici catanesi che, per non essere penalizzati
nelle vendite, sono costretti ad anticipare di 3 o 4 ore la
partenza dalle sedi operative; o gli stessi tour operator, che
preferiscono annullare le visite nel Siracusano pur di non
rivoluzionare i programmi turistici preorganizzati. A tutto questo
occorre aggiungere le problematiche legate al raggiungimento, da
parte della popolazione siracusana, dell'aeroporto di Catania o,
situazione ancora più drammatica, i ritardi di eventuali mezzi di
soccorso (ambulanze, Vigili del Fuoco) diretti a Catania;
per sapere:
se non ritengano improcrastinabile l'immediato coinvolgimento
della Protezione civile nazionale, invitando il capo della stessa,
dott. Bertolaso, ad effettuare un sopralluogo sul ponte 'Primosole'
della strada statale 114 e nominare il dott. ing. Ugo Di Bernardo,
Direttore generale dell'ANAS Sicilia, commissario straordinario del
Governo regionale per la risoluzione della crisi causata dal
restringimento della carreggiata sul succitato ponte 'Primosole';
se la stessa Protezione civile nazionale non ritenga utile
attivare immediatamente provvedimenti alternativi, quali la
deviazione del traffico su strade provinciali o, ipotesi ancora
migliore, quella di anticipare l'apertura del tratto autostradale
Lentini-Passo Martino dell'autostrada Catania-Siracusa, tratto già
completo». (644)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione, premesso che:
in data 29 maggio 2009 è scoppiato un violento incendio sul
traghetto 'Vincenzo Florio' della compagnia 'TIRRENIA' mentre era
in viaggio da Napoli a Palermo;
la stessa 'TIRRENIA', dopo aver provveduto alla messa in sicurezza
dei passeggeri e del personale di bordo, ha dato incarico alla
società 'SIMAT' di provvedere allo spegnimento dell'incendio ed al
rimorchio del traghetto all'interno del porto di Palermo;
tenuto conto che:
dopo la conclusione delle procedure di spegnimento dell'incendio e
le normali verifiche da parte dei tecnici assicurativi, la
'TIRRENIA' ha iniziato la fase di restituzione dei mezzi pesanti
presenti a bordo del traghetto;
applicando le norme del diritto marittimo, secondo il quale quando
una nave è soccorsa, diventa, con tutto il suo contenuto, proprietà
del soccorritore, la stessa 'TIRRENIA' vincola la restituzione dei
mezzi al pagamento di una somma, calcolata in funzione del valore
sia del mezzo che della merce trasportata;
considerato che:
appare evidente che i proprietari dei mezzi pesanti coinvolti,
loro malgrado, nell'incendio della 'Florio', devono sobbarcarsi di
un ulteriore balzello che, senza dubbio, sa di beffa, tenuto conto
che devono affrontare spese non indifferenti per ripagare la merce
andata distrutta e la riparazione, se non la sostituzione, del
mezzo di loro proprietà, presente sulla nave;
la maggior parte dei mezzi coinvolti appartiene a piccoli e medi
trasportatori siciliani che, con il fermo del loro camion, hanno
dovuto forzatamente bloccare la loro attività, con la conseguente
crisi economica e lavorativa. Di contro, prevedendo tempi
lunghissimi per il rimborso dei premi assicurativi da parte delle
assicurazioni coinvolte, tra i proprietari dei mezzi serpeggia un
immenso sconforto in vista di possibili azioni fallimentari;
per sapere se non ritenga doveroso un intervento immediato della
Regione siciliana che, anticipando le quote necessarie per la
restituzione dei mezzi, possa permettere ai trasportatori
siciliani, che hanno avuto i loro mezzi di trasporto coinvolti
nell'incendio della 'Vincenzo Florio', di riprendere la loro
attività lavorativa nel più breve tempo possibile». (645)
POGLIESE-BUZZANCA-FORMICA-VINCIULLO-FALCONE-CURRENTI
MARROCCO-ARICO'-CAPUTO-INCARDONA-SCILLA
«All'Assessore per la sanità, premesso che:
il decreto dell'Assessore per la sanità 27 novembre 2007,
pubblicato nella GURS n. 57 del 7 dicembre 2007 e recante
'Disposizioni relative ai trattamenti neuroriabilitativi con metodo
Doman per pazienti cerebrolesi', ha autorizzato le aziende USL
competenti per territorio a rimborsare, in regime di assistenza
indiretta, il cento per cento delle spese sostenute e documentate
dai pazienti cerebrolesi che necessitano di trattamenti
neuroriabilitativi con 'metodo Doman' e che, a tal fine, devono
recarsi nell'unica sede italiana, presso il centro di Fauglia in
provincia di Pisa, ove viene praticato tale trattamento;
il 'metodo Doman', dal nome del medico americano Glenn Doman che
l'ha sperimentato, è una terapia di cura rivolta ai soggetti
affetti da patologie legate a lesioni cerebrali, nata e praticata
da tempo negli Stati Uniti d'America dall'Istituto per il
raggiungimento del potenziale umano di Filadelfia;
detta terapia consiste in programmi riabilitativi tesi a favorire
il recupero dei soggetti cerebrolesi attraverso un trattamento
terapeutico che tende a fornire al cervello stimoli sensoriali ai
quali corrispondono opportunità motorie;
la peculiarità della terapia consiste nel fatto che la stessa è
applicata interamente in casa del paziente, con programmi fisici,
fisiologici, intellettivi e sociali che si svolgono all'interno del
contesto familiare ed affettivo; la terapia, costantemente
monitorata dagli esperti, viene somministrata dai genitori, dai
parenti, dagli amici e da volontari che offrono il loro tempo
libero al soggetto affetto dalla patologia alternandosi in modo
continuo per non sospendere gli esercizi di riabilitazione;
per la riuscita della terapia è, in ogni caso, indispensabile un
aggiornamento costante delle conoscenze tecniche e scientifiche dei
familiari che assistono il soggetto, tramite corsi semestrali da
effettuare nella città di Filadelfia, negli Stati Uniti d'America,
presso il centro ricerche del 'Metodo Doman', e nell'unica sede
europea di Fauglia (Pisa);
considerato che:
il 'metodo Doman' conosce delle varianti note come metodo 'Voyta',
metodo 'ABA' o metodo 'Fay', le quali consistono in terapie
ugualmente dirette alla cura di bambini cerebrolesi e che
richiedono il costante aggiornamento dei familiari che
somministrano la stessa terapia;
il suddetto d.a. 27 novembre 2007, tuttavia, non prevede nulla
circa i rimborsi alle famiglie che ricorrono a tali varianti del
metodo Doman;
il centro che prevede l'applicazione del metodo Fay, ad esempio,
si trova a Querceta, provincia di Lucca;
ritenuto che:
quasi tutte le regioni italiane hanno da tempo riconosciuto
l'utilizzo dei metodi Doman, Voyta e Fay come terapie
riabilitative, fornendo, altresì, un sostegno economico
straordinario alle famiglie per affrontare i costi dell'assistenza;
appare evidente che non aver previsto la possibilità di rimborso
anche per le famiglie che si avvalgono dei metodi Fay e Vojta da
parte del suddetto decreto assessoriale 27 novembre 2007 sia frutto
di una svista che, tuttavia, mette a serio rischio la prosecuzione
delle cure per un gran numero di pazienti e per le loro famiglie
non in grado di sostenere le ingenti spese per recarsi nei centri
di riferimento;
per sapere se non ritenga di dover procedere con la massima
urgenza alla adozione di apposito decreto assessoriale, prevedendo
il rimborso delle spese sostenute da quelle famiglie che intendano
avvalersi non soltanto del metodo Doman ma anche dei metodi Fay e
Voyta, ed il cui aggiornamento si svolge in centri differenti da
quello di Faglia». (647)
GUCCIARDI-LUPO-BONOMO-FIORENZA-VITRANO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il territorio e
l'ambiente e all'Assessore per i lavori pubblici, premesso che:
la strada statale 113 nel 2004, in località Schino nel Comune di
Gioiosa Marea (ME), è stata interessata da una imponente frana;
l'ANAS, in conseguenza di tale evento franoso, ha previsto i
lavori di consolidamento del costone roccioso e di ripristino della
sede stradale, lato mare, che ad oggi non sono iniziati, nonostante
la disponibilità di euro un milione 800 mila;
in seguito alle abbondanti piogge, verificatesi soprattutto
durante il passato inverno, si sono determinati ulteriori e gravi
cedimenti, sia lato mare sia lato monte, che hanno provocato la
chiusura al traffico del tratto di strada statale interessato;
considerato che:
in data 13 gennaio 2009 si sono riuniti congiuntamente i Consigli
comunali del Comune di Gioiosa Marea e del Comune di Piraino alla
presenza dei deputati nazionali e regionali eletti nel collegio di
Messina, dell'on. Reina, sottosegretario al Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti, e dell'Assessore regionale per il
territorio e l'ambiente pro tempore, dott. Giuseppe Sorbello;
il suddetto incontro aveva l'obiettivo di mobilitare le
istituzioni e gli enti preposti in direzione di una soluzione
rapida dei problemi relativi alla mobilità, nonché di assetto
complessivo del territorio interessato già fortemente compromesso
dagli eventi franosi;
l'on. Reina, durante il succitato incontro, aveva dichiarato la
disponibilità di 5 milioni di euro presso il Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti allo scopo di risolvere l'annoso
problema delle frane in località Schino del Comune di Gioiosa Marea
(ME);
rilevato che:
Gioiosa Marea Centro è isolata dalla popolosa frazione di San
Giorgio e dai villaggi turistici presenti in località Calavà, con
grave pregiudizio per l'economia di Gioiosa Marea quale comunità
notoriamente a vocazione turistica;
ad oggi non risulta completa la fase di progettazione di
competenza dell'ANAS per l'intervento di messa in sicurezza e il
ripristino della percorribilità della strada statale 113;
la strada statale 113 rientra nel corridoio Berlino - Palermo e
dunque nel quadro di progettazione europea delle dotazioni
infrastrutturali da realizzare nel Mezzogiorno;
la strada statale 113 è l'unica via d'uscita in direzione di
Messina e consente il raggiungimento dell'ospedale più vicino e
specificamente il presidio ospedaliero di Patti;
il Comune di Gioiosa Marea non è collegato all'autostrada mediante
un proprio svincolo autostradale;
per sapere:
se e quali interventi, ciascuno nelle rispettive competenze,
intendano avviare per consentire rapidamente la messa in sicurezza
e il ripristino della percorribilità della strada statale 113 in
località Schino nel Comune di Gioiosa Marea;
quali ragioni abbiano impedito, nonostante la disponibilità
finanziaria di euro un milione 800 mila e l'espletamento della gara
d'appalto, l'esecuzione dei lavori di consolidamento del costone
roccioso e di ripristino della sede stradale, lato mare, e se non
intendano porre in essere ogni atto utile ad accertare eventuali
responsabilità;
per quali motivi ad oggi non sia completa la fase di progettazione
di competenza dell'ANAS per l'intervento di messa in sicurezza e il
ripristino della percorribilità della strada statale 113 e se,
anche in questo caso, non ritengano di dover accertare eventuali
responsabilità e sbloccare rapidamente l'iter per giungere alla
chiusura dei lavori». (649)
CRACOLICI-PANARELLO
«All'Assessore per i lavori pubblici, premesso che:
a decorrere dal 30 giugno 2009 il ponte Primosole' sul fiume
Simeto, nel tratto della strada statale 114 fra Siracusa e Catania,
è stato interdetto parzialmente al traffico veicolare con
conseguenti gravosi disagi per tutti gli utenti della
trafficatissima arteria stradale;
da fonti giornalistiche si è appreso che la suddetta misura è
stata adottata con ogni urgenza a tutela della pubblica incolumità,
stante il pericolo incombente di collasso della struttura a ragione
delle sue precarie condizioni statiche, al punto che le stesse
fonti diramavano un comunicato stampa del Vicepresidente della
Regione pro tempore, on. Bufardeci, che testualmente affermava Il
ponte sta crollando ;
il transito sul ponte viene attualmente consentito nel solo senso
di marcia da sud verso nord e dirottato su viabilità secondaria nel
senso opposto, nelle more della annunciata ed anticipata apertura
del tratto autostradale fra Lentini e Passo martino, ancorché non
completamente ultimata e soggetta a rischio di esondazione delle
acque che può temersi in ragione della limitata ampiezza fra gli
argini del Simeto, proprio in corrispondenza del ponte Primosole'
(di circa 300 metri rispetto ai 500-600 metri nella restante parte
del suo tratto finale), unitamente alla ristretta foce naturale del
fiume;
osservato che:
da quanto è stato possibile appurare nei giorni seguenti e
riferito dalla stampa, le condizioni di criticità del ponte erano
tali da lungo tempo e ben note al suo soggetto gestore, l'ANAS,
come documentano i ripetuti e ben visibili interventi di presidio
eseguiti sulla struttura nel corso degli anni;
in particolare, risulterebbe noto il cedimento del terreno di
fondazione alla base delle pile di sostegno della struttura e i
movimenti e i movimenti di rototraslazione delle stesse, con
conseguenti e palesi interventi eseguiti sull'impalcato e sulle
stesse pile, finalizzati anche al mantenimento della geometria
della carreggiata;
date le superiori condizioni, risulterebbe altresì predisposto da
oltre otto anni e da parte della stessa ANAS, un progetto di
demolizione e ricostruzione del ponte Primosole', a cui non è
stato tuttavia dato seguito;
considerato che, per quanto sopra, le ragioni che hanno imposto
l'improvvisa ed urgente chiusura al transito della struttura in
oggetto non possono essersi determinate in modo improvviso e
soprattutto non previsto, derivandosi da ciò il grave rischio per
l'incolumità a cui gli utenti sono stati inconsapevolmente esposti;
per sapere:
se l'ANAS abbia fornito in passato e/o recentemente informazioni
sulle condizioni statiche e di sicurezza del ponte e se comunque
fosse a conoscenza degli organi competenti della Regione siciliana
lo stato di criticità naturale del ponte e del conseguente pericolo
per l'incolumità degli utenti, che vi hanno regolarmente transitato
fino alla chiusura parziale del 30 giugno u.s.;
se e quali iniziative abbiano assunto, nel merito della questione
segnalata, gli organi competenti della Regione siciliana per
garantire la sicurezza del transito sul ponte Primosole';
quali iniziative la Regione intenda assumere, anche di concerto
con l'ANAS e gli altri enti competenti, per assicurare il
ripristino in condizioni di sicurezza del transito veicolare sia
sulla strada statale 115 che sul tratto autostradale Siracusa -
Catania». (650)
DE BENEDICTIS
PRESIDENTE. Le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
LEANZA NICOLA, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore alla Presidenza,
premesso che:
secondo il periodico rapporto FAO sulla fame nel mondo, un
miliardo di persone, un sesto della popolazione mondiale, non
dispone di una quantità di cibo adeguata;
nell'ultimo anno, sono state 100 milioni le persone che hanno
perso la possibilità di nutrirsi regolarmente;
si tratta di un incremento senza precedenti: l'impatto della crisi
economico-finanziaria, che ha investito il pianeta nel 2008, sui
Paesi in via di sviluppo si è sommato alle preesistenti difficoltà
causate dall'incremento dei prezzi dei prodotti agricoli e alla
riduzione delle risorse che i Paesi ricchi destinano agli aiuti
umanitari;
secondo il direttore generale della FAO, Jacques Diouf, 'la fame e
la povertà pongono seriamente a rischio la sicurezza e la pace
mondiale' e pertanto sono necessarie 'azioni rapide e sostanziali';
le aree geografiche più colpite dalla fame sono i Paesi asiatici
(+10,5%) e africani (+11,8%), ma l'incremento più consistente
riguarda i Paesi sviluppati, nei quali i poveri sono aumentati del
15,4%;
tali dati sono estremamente allarmanti e fanno apparire molto
lontano l'obiettivo di far scendere il numero dei poveri a 420
milioni entro il 2015;
considerato che:
è stato istituito, ai sensi della l.r. n. 10/2000, l'Ufficio
speciale per la cooperazione decentrata allo sviluppo e alla
solidarietà internazionale, posto alle dirette dipendenze
dell'Assessore alla Presidenza;
nel bilancio di previsione della Regione per il 2009, al capitolo
100328, sono stati stanziati 1,5 milioni di euro per promuovere e
finanziare iniziative per l'attività di cooperazione e di sviluppo,
nonché per interventi di solidarietà internazionale;
la gravità della situazione descritta in premessa impone che anche
la Sicilia predisponga azioni mirate a mitigare l'allarmante
dilagare della fame nel mondo, utilizzando le somme già disponibili
in bilancio;
l'Assemblea regionale siciliana ha approvato, in data 10 marzo
2009, la mozione n. 88 che impegna il Presidente della Regione, fra
l'altro, 'ad attivarsi per l'adozione di una normativa regionale
sull'immigrazione e sulla cooperazione decentrata allo sviluppo,
finalizzata all'accoglienza ed all'integrazione nel tessuto sociale
e produttivo degli immigrati, nonché allo sviluppo dei loro Paesi
di provenienza';
per sapere:
se non ritengano di dover predisporre urgentemente un piano di
utilizzo delle somme contenute nel capitolo 100328 del bilancio
della Regione, finalizzato ad interventi di cooperazione allo
sviluppo, per contrastare il fenomeno della fame nei Paesi
maggiormente colpiti, favorendo a tal fine la loro crescita
economica e sociale;
quali interventi di cooperazione allo sviluppo siano stati
finanziati e realizzati negli anni 2007-2008-2009». (639)
LUPO
«All'Assessore per la sanità, premesso che:
il 1 luglio 2009 il quotidiano 'Giornale di Sicilia' ha
pubblicato la dichiarazione di un consigliere comunale di Palermo
che sollecita 'una inchiesta amministrativa per capire quali
interessi e grumi si vogliono coprire impedendo al chirurgo Luan
Maxhuni di operare a Villa Sofia';
nella dichiarazione si sottolinea che 'nonostante il giudice del
lavoro abbia dato ragione a Maxhuni - vittima di mobbing - a questi
non è stato ancora consentito di entrare in sala operatoria e
ignoti gli hanno bloccato il lucchetto dell'armadietto con Attack';
per sapere:
se risponda al vero quanto riportato nella dichiarazione
pubblicata dal 'Giornale di Sicilia';
quali provvedimenti siano stati adottati per consentire al dott.
Maxhuni di svolgere finalmente la propria attività, senza alcun
tipo di interferenze;
se il Dipartimento di chirurgia in oggetto sia lo stesso in cui
recentemente è stato promosso direttore il dott. Mandalà, con una
nomina - aspramente contestata a livello sindacale - per la quale è
già stata presentata un'interrogazione urgente alla quale non è
stato fornito riscontro alcuno». (640)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
MATTARELLA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la cooperazione,
il commercio, l'artigianato e la pesca, premesso che le autorità
maltesi, a quanto pare per una interpretazione errata dei limiti
delle proprie acque territoriali, hanno proceduto al sequestro del
motopesca Maria Salvatrice', della marineria di Portopalo di Capo
Passero, in provincia di Siracusa;
considerato che:
allo stato attuale sembra che tutto il personale imbarcato sul
motopesca sequestrato sia posto nella condizione di non poter
godere della libertà di movimento, condizione sancita dal diritto
comunitario e dalle norme internazionali;
tale comportamento di uno Stato estero, privo di valida
motivazione, viola apertamente gli accordi internazionali non solo
sui diritti di pesca, ma, soprattutto, sulla libertà di movimento
dei cittadini stranieri;
per sapere quali iniziative intenda intraprendere il Governo
regionale a tutela dei propri cittadini e della propria marineria e
se non ritenga opportuno interessare immediatamente il Ministero
degli esteri e la Presidenza del Consiglio dei Ministri affinché
facciano tutti i dovuti passi per il rilascio sia del
motopeschereccio siciliano sia, soprattutto, di tutti i lavoratori
imbarcati sullo stesso, in modo tale da consentire l'immediato
rientro in patria degli stessi». (641)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore alla Presidenza,
premesso che:
in questi ultimi anni sono stati contrattualizzati dieci nuovi
dirigenti generali esterni, con stipendi superiori ai 200 mila euro
l'anno;
sei direttori generali dell'Amministrazione regionale sono in atto
privi di specifici incarichi e percepiscono ugualmente il loro
stipendio di 170 mila euro l'anno;
la Regione dispone già di altri 2.245 dirigenti di ruolo;
appare, pertanto, singolare che, tra tutto questo personale, non
ci siano le professionalità necessarie richieste
dall'Amministrazione regionale e si debba ricorrere a soggetti
esterni, con un conseguente aggravio della spesa pubblica;
la scelta di elevare il limite entro il quale è possibile nominare
soggetti esterni è stato definita dalla Corte dei conti non in
linea con l'obiettivo di contenimento della spesa;
considerato che:
alcuni di questi dirigenti generali esterni ricoprono doppi
incarichi, sono cioè titolari ad interim di più dipartimenti
dell'Amministrazione regionale;
non è più procrastinabile la definizione di una nuova pianta
organica al fine di poter utilizzare, secondo criteri di
razionalità e di effettivo fabbisogno degli Uffici, gli attuali
19.998 dipendenti regionali in servizio;
ritenuto che:
la Regione, nelle 25 società partecipate, dispone di altre 3.546
dipendenti, un numero pari a tutti gli impiegati in dotazione nella
Regione Lombardia;
a questi si devono aggiungere i circa 63 mila precari che
gravitano nell'orbita della nostra Regione;
per sapere:
se la scelta di non attribuire incarichi specifici a direttori
generali ancora contrattualizzati e a disposizione della Regione
non produca un danno erariale per la stessa;
se sia stata disposta una verifica in ordine ai titoli richiesti
dalla normativa vigente per la nomina di dirigenti generali
esterni;
se, nell'adozione degli atti di revoca o di nuove nomine, sia
stato rispettato il principio del giusto procedimento e del buon
andamento della pubblica amministrazione;
se, per il conferimento di ciascun incarico ai dirigenti generali
o per il passaggio ad altri incarichi, si sia tenuto conto delle
capacità professionali dei singoli dirigenti in relazione anche ai
risultati conseguiti in precedenza;
se l'Amministrazione regionale si sia dotata per l'affidamento, il
mantenimento o la revoca degli incarichi di un sistema di criteri
generali secondo quanto previsto dalla direttiva n. 10 della
Presidenza del Consiglio dei Ministri». (646)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
BARBAGALLO-GALVAGNO-BONOMO-MATTARELLA-LACCOTO
«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali e all'Assessore per il turismo, le comunicazioni e
i trasporti, premesso che:
con il recente bilancio della Regione per l'anno 2009, lo
stanziamento del capitolo n. 78105, è stato determinato in euro 2
milioni 250 mila, con una consistente riduzione rispetto al
consolidato 2008 che era di euro 4 milioni 80 mila, cifra pressoché
analoga agli anni precedenti;
sulla base di tali risorse finanziarie, l'AST ha rilasciato,
nell'anno 2008, n. 12.345 tessere urbane e n. 26.391 tessere
extraurbane gratuite ad altrettanti anziani aventi diritto;
atteso che:
per l'anno 2009, in conseguenza della ridotta disponibilità
finanziaria, l'AST ha dato comunicazione agli enti locali che le
tessere rilasciate nel 2008 e la cui validità era stata prorogata
di mese in mese durante l'anno in corso, stante l'esercizio
provvisorio, si sono esaurite al 30 giugno;
in tale situazione di fatto che si è venuta a determinare, è
evidente che, dall'1 luglio 2009, tutti gli anziani che utilizzano
i servizi AST dovranno pagare il relativo biglietto o abbonamento,
esponendosi così ad un aggravio del loro tenore di vita, già
notevolmente provato, stante che il regime pensionistico di cui
godono non è sufficiente a sostenere il costo dei trasporti
pubblici di cui dovranno usufruire nel prosieguo dell'anno;
per sapere quali provvedimenti intendano adottare per addivenire
all'immediato impinguamento del relativo capitolo di bilancio n.
78105 onde consentire il ripristino del servizio di trasporto
pubblico urbano e extraurbano, secondo i livelli minimi fin qui
garantiti». (648)
FARAONE - RAIA
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate
saranno inviate al Governo.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
numero 138 «Interventi urgenti per affrontare il problema dei
danni alle produzioni orticole causati dal parassita 'Tuta
absoluta'», degli onorevoli Ragusa, Cordaro, Dina, Maira e
Forzese, in data 1 luglio 2009;
numero 139 «Verifiche sul conferimento degli incarichi ai
dirigenti generali della Regione», degli onorevoli Barbagallo,
Galvagno, Bonomo, Mattarella e Laccoto, in data 2 luglio 2009. Ne
do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
giungono notizie allarmanti riguardo la diffusione di un dannoso
parassita che sta colpendo le colture di pomodoro e numerose altre
colture orticole nella provincia iblea;
la tignola del pomodoro (Tuta absoluta) è un lepidottero
originario dal Sud America che, purtroppo, ha trovato terreno
fertile nei nostri territori e manifesta una velocità di
riproduzione assi preoccupante;
l'Ispettorato agrario di Ragusa ha avviato un monitoraggio del
fenomeno nelle campagne della provincia di Ragusa per conoscere
l'entità dei danni;
considerato che:
i risultati per gli sfortunati imprenditori agricoli sono
devastanti, perché il danno si traduce nella non commerciabilità
della produzione. E' verosimile pensare che non intervenire
urgentemente a sostegno di questi laboriosi imprenditori causerà,
per molti di questi, il tracollo economico. Si deve sottolineare
che già il settore soffre di una crisi definita, dagli esperti, di
carattere strutturale;
gli operatori del settore rischiano verosimilmente il tracollo
economico a causa dell'evidente sottovalutazione del problema da
parte degli uffici competenti, dell'inconsistenza delle misure di
profilassi da essi adottate, nonché dell'inesistente iter da
seguire per la segnalazione dei danni subiti a causa del
lepidottero;
si ravvisa l'urgenza di un'adeguata e più funzionale azione di
intervento, innanzitutto al fine di consentire agli operatori del
settore di 'continuare ad esistere', nonché di salvaguardare
l'economicità della produzione pure per la prossima campagna
agricola,
impegna il Governo della Regione
ad attivarsi nel più breve tempo possibile per cercare soluzioni
in grado di aiutare nel breve periodo i numerosi agricoltori in
difficoltà, adoperandosi, oltre al coinvolgimento dell'Ispettorato
agrario per il monitoraggio dell'epidemia, a redigere un
indispensabile piano d'intervento coordinato dalle sezioni
operative dell'IPA per la messa in quarantena delle aziende
infestate dal virus al fine di giungere ad una reale valutazione
dei danni subiti ed attivare la richiesta di indennizzi alla
Regione Siciliana dopo che si avrà contezza dei danni subìti dalle
aziende agricole iblee». (138)
RAGUSA-CORDARO-DINA-MAIRA-FORZESE
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
in questi ultimi anni sono stati contrattualizzati dieci nuovi
dirigenti generali esterni, con stipendi superiori ai 200 mila euro
annui;
sei direttori generali dell'Amministrazione regionale sono in atto
privi di specifici incarichi e percepiscono ugualmente il loro
stipendio di 170 mila euro l'anno;
la Regione dispone già di altri 2.245 dirigenti di ruolo;
considerato che:
appare, pertanto, singolare che, tra tutto questo personale, non
ci siano le professionalità richieste dall'Amministrazione
regionale e si debba ricorrere a soggetti esterni, con un
conseguente aggravio della spesa pubblica;
la scelta di elevare il limite entro il quale è possibile nominare
soggetti esterni è stata definita dalla Corte dei conti non in
linea con l'obiettivo di contenimento della spesa;
alcuni di questi dirigenti generali esterni ricoprono doppi
incarichi, sono cioè titolari ad interim di più dipartimenti
dell'Amministrazione regionale;
non è più procrastinabile la definizione di una nuova pianta
organica al fine di poter utilizzare, secondo criteri di
razionalità e di effettivo fabbisogno degli uffici, gli attuali
19.998 dipendenti regionali in servizio;
ritenuto che:
la Regione, nelle 25 società partecipate, dispone di altri 3.546
dipendenti, un numero pari a tutti gli impiegati in dotazione nella
Regione Lombardia;
a questi dipendenti si devono aggiungere i circa 63 mila precari
nell'ambito della nostra Regione,
impegna il Governo della Regione
ad avviare con urgenza una verifica in ordine al possesso dei
titoli richiesti dalla normativa vigente per la nomina di dirigenti
generali esterni;
a verificare se, nell'adozione degli atti di revoca o di nuove
nomine, sia stato rispettato il principio del giusto procedimento e
del buon andamento della pubblica Amministrazione;
ad accertare se, per il conferimento di ciascun incarico ai
dirigenti generali o per il passaggio ad altri incarichi, si sia
tenuto conto delle capacità professionali dei singoli dirigenti in
relazione anche ai risultati conseguiti in precedenza;
a dotarsi per l'affidamento, il mantenimento o la revoca degli
incarichi di un sistema di criteri generali secondo quanto previsto
dalla direttiva n. 10 della Presidenza del Consiglio dei Ministri».
(139)
BARBAGALLO-GALVAGNO-BONOMO-MATTARELLA-LACCOTO
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno iscritte
all'ordine del giorno della seduta successiva perché se ne
determini la data di discussione.
Comunicazione di apposizione di firma ad interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 7 luglio 2009, pervenuta in
pari data, l'onorevole Raia ha chiesto di apporre la firma
all'interrogazione numero 648, a firma dell'onorevole Faraone,
testé annunziata.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di decadenza di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito della nomina ad Assessore
regionale dell'onorevole Beninati con D.P.Reg. n. 257 del 26 giugno
2009, le interrogazioni numero 468 «Notizie circa la ricostituzione
del consiglio di amministrazione dell'IRCAC» e numero 530
«Interventi presso la Soprintendenza ai beni culturali e ambientali
di Messina per rendere urgentemente cantierabili alcuni progetti»,
a sua firma, sono decadute.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di ritiro di interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 2 luglio 2009, pervenuta in
pari data, l'onorevole Vinciullo ha ritirato l'interrogazione
numero 643 «Iniziative per rimediare alle conseguenze provocate dal
restringimento dell'asse viario sul ponte Primosole' nella strada
statale 114 Catania-Siracusa», poiché il relativo contenuto è stato
integrato con successiva interrogazione a firma dello stesso
deputato.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa alla Commissione parlamentare speciale per
la
revisione e l'attuazione dello Statuto della Regione
PRESIDENTE. Comunico che il termine di un anno assegnato
dall'ordine del giorno numero 3 - approvato dall'Assemblea nella
seduta numero 7 del 25 febbraio 2008 - entro il quale la
Commissione parlamentare speciale per la revisione e l'attuazione
dello Statuto della Regione doveva completare i lavori affidatile
con DPA n. 69 del 2 luglio 2008, è scaduto.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di costituzione Intergruppo parlamentare per i
rapporti Sicilia - Marocco
Comunica che, nella riunione del 13 gennaio 2009, come da relativo
verbale trasmesso alla Presidenza dell'ARS con nota del 14 gennaio
successivo, si è costituito, presso l'Assemblea regionale
siciliana, l' Intergruppo parlamentare per i rapporti Sicilia -
Marocco il quale, nella riunione medesima, ha, tra l'altro,
nominato il presidente nella persona dell'onorevole Salvino Caputo.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
DINA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come Gruppo
parlamentare UDC cercheremo di utilizzare le comunicazioni,
procedura prevista dal Regolamento interno, come strumento di
comunicazione di ulteriori provvedimenti che, ancorché privi di
valenza legislativa, costituiscono, nell'ambito delle scelte
amministrative, nell'ambito dei provvedimenti amministrativi,
scelte importanti e significative per la nostra Regione. Faccio
riferimento a quello che oggi si legge sul Giornale di Sicilia', e
sulla stampa in generale, riguardante la revoca di tre commissari
che guidavano tre aziende ospedaliere della nostra Sicilia:
l'azienda di Enna, il Policlinico di Catania e l'azienda Piemonte
di Messina.
Intervengo per sottolineare come siamo di fronte ad atti che
presentano aspetti di illegittimità, forse anche di un uso
disinvolto della burocrazia, di spericolati provvedimenti che,
superando le posizioni di una burocrazia che, molto spesso, è
attenta e non succube dei dettami dell'assessore di turno, si è
rifiutata di adottare certi atti: faccio riferimento alla
difformità con cui sono stati adottati gli atti, atti simili che
hanno una certa omogeneità, ma che hanno avuto una procedura di
elaborazione diversa.
Mentre, infatti, rispetto all'atto che riguarda il Policlinico di
Catania, siamo di fronte alle dimissioni del commissario che
ricopriva la carica e, quindi, siamo di fronte ad un atto più che
legittimo con cui, stante le dimissioni, l'ufficio si è fatto
carico di provvedere alla sostituzione proponendo un decreto,
strutturato come atto amministrativo, che segue una procedura
normale, naturale e coerente; gli altri due atti, trattandosi di
due prevaricazioni, non sono stati adottati dagli uffici, né sono
stati predisposti e fatti propri dagli stessi. Sono nati
dall'ufficio di Gabinetto che, sostituendosi agli uffici preposti,
ha violentato' la scelta degli uffici stessi e così ha voluto
proporre due provvedimenti che, al di là dell'organo proponente -
che non ne possiede i titoli -, presentano sicuramente dei difetti,
soprattutto di motivazione, perché non si comprende quale sia la
motivazione della sostituzione di questi commissari. Non si legge
in questi provvedimenti una motivazione di fondo che possa
giustificare la revoca dell'incarico.
La revoca dell'incarico è politica e l'ufficio, correttamente, si
é sottratto ad una regola politica. L'ufficio di Gabinetto cerca
una scusa, cerca un alibi alla sostituzione, mettendo in campo la
necessità di utilizzare questi due dirigenti regionali all'interno
della macchina amministrativa regionale, mentre noi sappiamo bene
che i dirigenti regionali non sono per nulla e affatto utilizzati
dentro l'amministrazione. Ad uno di loro, che rappresenta la
memoria storica nell'ospedalità pubblica, è stato dato un incarico
marginale ed il suo ruolo è stato offerto ad un altro che é
arrivato attraverso una mobilità esterna, anzi attraverso una
posizione di comando più che mobilità, ricoprendo un ruolo di
vertice che non può ricoprire.
Siamo, quindi, di fronte al tentativo di giustificare un atto
senza che questo sia suffragato da dati concreti Siamo di fronte
ad una procedura autoritaria che è in linea con altre scelte
autoritarie dell'assessore Russo, e faccio riferimento a quella
circolare che faceva divieto ai funzionari ed ai dipendenti
dell'assessorato di avere rapporti con i politici e con i deputati;
faccio riferimento ad altri atti illegittimi, che avremo modo di
dimostrare in tutte le sedi, al modo in cui sono stati pensati e
prodotti illegittimamente In particolare, faccio riferimento ad
una ispezione ordinata per telefono al proprio segretario
particolare, con la quale si chiedeva l'acquisizione di atti presso
l'azienda Cervello', non utilizzando quindi i canali
amministrativi preposti all'uopo e intervenendo prima che gli atti
fossero pubblicati.
Siamo di fronte ad atti illegittimi nei quali la motivazione di
fondo è una scelta politica, autoritaria, che mette in crisi la
correttezza del funzionamento della macchina burocratica e la
terzietà del ruolo della burocrazia.
I burocrati non possono essere servi dell'assessore di turno.
Dimostrano - e, molto spesso, lo hanno dimostrato - di non
sottostare agli ordini dell'assessore per la coerenza e la
correttezza delle procedure. Con questi due decreti siamo di fronte
a procedure forzate, a procedure illegittime, che vogliamo
segnalare e che vogliamo rimangano agli atti di questo prestigioso
Parlamento.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Seguito della discussione del disegno di legge numero 119 - Norme
stralciate I/A
«Norme in materia di aiuti alle imprese»
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Seguito
della discussione del disegno di legge n. 119 - Norme stralciate
I/A «Norme in materia di aiuti alle imprese».
Invito i componenti la II Commissione Bilancio' a prendere posto
al banco alla medesima assegnato.
Ricordo che nella precedente seduta era stata chiusa la
discussione generale.
Si passa pertanto all'esame dell'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1.
Modifiche all'articolo 33 della legge regionale 23 dicembre 2000,
n. 32
1. L'articolo 33 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, è
sostituito dal seguente:
Art. 33. Aiuti per la valorizzazione, la gestione innovativa e la
fruizione dei beni culturali, nonché il potenziamento e
completamento delle filiere produttive - 1. Al fine di migliorare
la qualità dell'offerta integrata tra la valorizzazione dei beni
culturali e le dinamiche del turismo, potenziare e completare le
filiere produttive connesse al patrimonio e alla produzione
culturale, sostenere i processi di gestione innovativa delle
risorse culturali, nonché sperimentare e sviluppare azioni volte
alla produzione, divulgazione e fruizione delle nuove forme
artistiche legate all'arte e all'architettura contemporanea,
l'Assessorato regionale dei beni culturali, ambientali e della
pubblica istruzione è autorizzato a concedere contributi e ad
attivare, anche nell'ambito del proprio obiettivo specifico 3.1 e
dei propri obiettivi operativi, in coerenza con il Programma
operativo regionale del Fondo europeo per lo sviluppo regionale per
il 2007-2013 (PO FESR 2007-2013), approvato con Decisione C (2007)
4249 del 7 settembre 2007 e successive modifiche e integrazioni, e
secondo le modalità in esso previste, regimi di aiuti conformi alle
condizioni e limiti previsti dal regolamento (CE) n. 800/2008 della
Commissione del 6 agosto 2008 che dichiara alcune categorie di
aiuti compatibili con il mercato comune in applicazione degli
articoli 87 e 88 del Trattato (regolamento generale di esenzione
per categoria), pubblicato nella G.U.U.E. del 9 agosto 2008 serie L
214.
2. Ai fini del presente articolo, possono essere concessi
contributi in una o più delle forme indicate dall'articolo 189
della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e successive
modifiche e integrazioni, per il recupero, restauro e conservazione
del patrimonio culturale di cui agli articoli 10 e seguenti del
decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modifiche
ed integrazioni, di proprietà pubblica oggetto di valorizzazione ai
sensi e secondo le modalità dell'articolo 112 e seguenti del citato
decreto legislativo, o di proprietà privata, previa verifica
positiva dell'interesse culturale, ai sensi dell'articolo 12 del
citato decreto legislativo, nonché per opere dell'architettura
contemporanea dichiarate di importante carattere artistico, ai
sensi dell'articolo 3, comma 1, della legge regionale 14 aprile
2006, n. 15. Per i beni di proprietà pubblica regionale
l'Assessorato regionale dei beni culturali, ambientali e della
pubblica istruzione è autorizzato a procedere tramite accordi con
gli enti interessati.
3. I contributi possono essere altresì concessi per lo
svolgimento di attività e di servizi culturali, nonché di
produzione artistica e culturale a prescindere dagli interventi di
recupero, a condizione che l'attività concerna immobili di pregio
storico-artistico o contesti architettonici, urbanistici e
paesaggistici connessi alle attività artistiche contemporanee
ovvero finalizzati alla fruizione dei beni culturali. Possono
essere concessi, inoltre, contributi per le ulteriori finalità
individuate con decreto dell'Assessore regionale per i beni
culturali, ambientali e per la pubblica istruzione, ai sensi del
successivo comma 4, nell'ambito dell'obiettivo specifico 3.1 e dei
corrispondenti obiettivi operativi del PO FESR 2007-2013 e del
documento Requisiti di ammissibilità e criteri di selezione',
approvato dal Comitato di sorveglianza del 12 dicembre 2007 e
successive modifiche e integrazioni.
4. I contributi di cui al presente articolo possono essere
concessi anche alle condizioni e limiti previsti dalla disciplina
comunitaria per gli aiuti de minimis'.
5. L'Assessore regionale per i beni culturali, ambientali e per
la pubblica istruzione fissa con proprio decreto le modalità, le
procedure, anche di velocizzazione, e gli ambiti di intervento per
la concessione dei contributi, nonché l'individuazione
dell'intensità degli aiuti e la tipologia delle spese ammissibili e
ogni altra disposizione necessaria all'attuazione degli interventi,
conformemente a quanto previsto nei corrispondenti obiettivi e
linee di intervento del PO FESR 2007-2013 e del documento
Requisiti di ammissibilità e criteri di selezione', approvato dal
Comitato di sorveglianza del 12 dicembre 2007 e successive
modifiche e integrazioni. Il decreto è emanato previo parere della
competente commissione legislativa dell'Assemblea regionale
siciliana da rendersi entro 15 giorni dall'assegnazione della
relativa richiesta da parte del Presidente dell'Assemblea regionale
siciliana. Trascorso tale termine l'Assessore può procedere
all'adozione del decreto.
6. Per la concessione dei contributi di cui al presente articolo
l'Assessorato regionale dei beni culturali, ambientali e della
pubblica istruzione può avvalersi delle procedure previste
dall'articolo 4, comma 1, della legge regionale del 22 dicembre
2005, n. 20, e avvalersi di un soggetto selezionato ai sensi
dell'articolo 185, comma 5, della legge regionale 23 dicembre 2000,
n. 32, e successive modifiche ed integrazioni, sulla base di
un'apposita convenzione, predisposta dallo stesso Assessorato, al
fine di evitare duplicazione dell'attività istruttoria ed
assicurare snellezza e rapidità procedurale. L'Assessorato può,
inoltre, stipulare apposite convenzioni con organismi tecnici per
la valutazione delle offerte progettuali. Gli oneri derivanti dalle
convenzioni sono a totale carico dell'asse 7 - Governance ed
assistenza tecnica del PO FESR 2007-2013.
7. Gli interventi di cui al presente articolo sono attivati a
valere sulle risorse relative agli obiettivi specifici 3.1 e 7.1
del PO FESR 2007-2013 e sulle risorse finanziarie del Fondo aree
sottoutilizzate istituito con l'articolo 61 della legge 27 dicembre
2002, n. 289.'.»
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Ragusa:
- emendamento 1.1:
«Alla fine del comma 2 aggiungere il seguente periodo:
Salvo l'esistenza di altre specifiche forme di finanziamento
disposte dalla legislazione regionale, gli interventi agevolativi
contemplati dal presente comma sono prioritariamente rivolti agli
immobili e alle opere architettoniche che si trovano nei siti
dichiarati patrimonio dell'UNESCO. Possono usufruire dei benefici
sopraindicati i palazzi tutelati dalla sopraintendenza ai beni
culturali. »;
- emendamento 1.2:
«Al comma 3 dopo l'espressione i contributi possono essere
altresì concessi aggiungere il seguente periodo:
prioritariamente ad associazioni o cooperative con almeno la metà
dei soci che abbiano un'età non superiore a 30 anni »;
- dall'onorevole Cracolici:
- emendamento 1.3:
«Al comma 6 cassare le parole: L'Assessorato può, inoltre fino
a PO FESR 2007-2013 »;
- dagli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi, Donegani e Marinello:
- emendamento 1.4:
«Al comma 5 sostituire le parole conformemente a con le parole
in esecuzione di ».
Comunico, altresì, che è stato presentato dal Governo
l'emendamento 1.5.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.1, a firma dell'onorevole Ragusa.
RAGUSA. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
tutela una parte di questa Sicilia, in particolare la provincia di
Ragusa, che è tutelata dall'UNESCO in quanto dichiarata patrimonio
dell'umanità. Con questo emendamento si vuole agevolare un percorso
che vedrebbe, in seguito, dei finanziamenti in favore proprio dei
siti tutelati dall'UNESCO, siti che sono fortemente presenti nella
Val di Noto, nel sud-est delle province di Ragusa e Siracusa. Serve
pure a creare benefici per quei palazzi tutelati dalla
Sovrintendenza per i beni culturali e che divengono patrimonio
culturale dell'umanità e, quindi, della nostra Isola, in
particolare delle province di Ragusa e Siracusa.
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
l'emendamento 1.1 non sia da sottovalutare e neppure da considerare
poco attinente al testo.
Purtroppo, per le risorse disponibili per i beni culturali,
inserire la parola prioritariamente' significa catalizzare tutta
la spesa verso gli immobili sotto tutela dell'UNESCO.
Questa Terra è ricca di immobili riconosciuti dall'UNESCO
patrimonio dell'umanità, e ci sono altre parti dell'articolo 1 in
cui si riconosce agli immobili patrimonio dell'UNESCO e alle
località una serie di vantaggi.
Negli emendamenti aggiuntivi si parla dei distretti culturali del
patrimonio dell'UNESCO; ci sono alcune possibilità di migliorare,
dal punto di vista economico, le comunità patrimonio dell'umanità.
Ritengo che questo emendamento, così come presentato, possa
catalizzare tutte le risorse disponibili dalla rubrica Beni
culturali e veicolarle solo in questa direzione. Mi sembra una
forzatura in quanto la Sicilia tutta è ricca di beni culturali.
Se si pensa alle province di Siracusa, Ragusa, Catania, Agrigento
o Enna, per il sito di Piazza Armerina, si capisce l'importanza di
ciò che si sta discutendo.
VINCIULLO. Signor Presidente, chiedo di apporre la firma
all'emendamento 1.1.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.1. Il parere del
Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.2, a firma dell'onorevole Ragusa. Lo
pongo in votazione.
RAGUSA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento 1.2
tende ad aiutare e sostenere le associazioni e le cooperative
composte da giovani con età non superiore ai trent'anni, quindi le
imprese giovanili.
Rispetto a questo percorso, spero che il Governo riveda il suo
pensiero perché, se lavoriamo per il futuro della nostra società e
dei giovani, ritengo che l'emendamento possa essere apprezzato
favorevolmente, anche perché ci sono delle aspettative da parte di
queste associazioni che attendono delle risposte per meglio
affermarsi.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.4, a firma dell'onorevole Oddo.
ODDO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che l'onorevole
Cimino che sta seguendo questa discussione a nome del Governo - non
vedo l'assessore con delega ai beni culturali ed ambientali ed alla
pubblica istruzione - concorderà sul fatto che, per quanto concerne
l'aspetto del conformemente', richiamando addirittura al comma 5
la necessità di prevedere un decreto dell'assessore, abbiamo a che
fare con qualcosa che è stato già definito e che è passato anche al
vaglio del Comitato di sorveglianza, il quale ha dato la sua
approvazione ma ha contribuito, in un certo senso, alla stesura del
Programma operativo regionale.
Noi riteniamo una forzatura il prevedere necessariamente il comma
5 dell'articolo 1; se, addirittura, parliamo di conformemente';
questo può significare che, di fatto, si può comunque mettere in
discussione quanto già stabilito nel Programma operativo regionale
e quanto, evidentemente, già il Comitato di sorveglianza ha
ritenuto comunque in regola.
Ritengo sinceramente che questo significhi comprarsi guai a caro
prezzo'; però, nella vita ci sono coloro che scelgono di fare
questo mestiere.
Penso però che il Governo, da questo punto di vista, non dovrebbe
complicare la partita ma renderla più semplice possibile. Anzi,
dovrebbe essere attento, in fase di gestione di attuazione del POR,
ad accelerare l'evoluzione complessiva del Programma operativo
regionale.
Quindi, è inspiegabile, per certi versi, il fatto di formulare il
comma 5 e, nel contempo, utilizzare il termine conformemente'
perché, per quanto concerne i contenuti, diventa veramente
pericoloso da gestire. Non vorrei, però - da questo punto di vista
capisco che può essere anche un'illazione -, che si voglia sempre
mettere lo zampino: cioè una parte politica, soprattutto chi ha la
funzione di governo, vorrebbe mettere il ditino' nell'attuazione
del POR. Invece il ditino' deve essere cortesemente ritirato
perché il Programma operativo regionale rappresenta il punto
d'incontro del lavoro, un discreto lavoro, fatto da tutte le parti,
non ne cito nessuna, e lo vedremo in fase attuativa.
Sarebbe veramente inconcepibile se, rispetto al lavoro svolto, ci
fosse invece la logica di incentrare tutto su un passaggio dal
gabinetto dell'assessore X all'assessore Y, per andare verso quale
direzione non si capisce, per scrivere anche formule un po'
particolari in momenti di decretazione che, sicuramente, ci
farebbero perdere tempo. Non solo, potrebbero metterci nelle
condizioni di non fare funzionare quello che, invece, funziona
senza aggiunte e senza aspetti che possono semplicemente essere
pericolosi.
Quindi, una cosa è mettere in esecuzione, ammesso e concesso che
si accetti la logica del decreto che di per sé, secondo me,
dovrebbe essere assolutamente eliminata; altra cosa è che si parli
di conformemente'. Ecco perché credo che questo emendamento
potrebbe essere apprezzato favorevolmente dall'Aula.
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per esprimere il mio accordo a quanto ha detto l'onorevole Oddo,
sia per quanto riguarda il termine conformemente', quindi in
esecuzione, sia per la richiesta di eliminare la parte relativa al
decreto, considerato che, una volta vagliato dal Comitato di
sorveglianza, difficilmente può essere cambiato. Quindi, mi sembra
l'ennesima occasione per allungare le procedure, che poi non sono
neanche legittime, perché bisogna ritornare al Comitato di
sorveglianza.
Pertanto sono assolutamente d'accordo con l'onorevole Oddo e
invito il Governo a sopprimere le parole a partire da il decreto .
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, poiché il Governo condivide pienamente le
osservazione formulate dagli onorevoli Oddo e Nicola Leanza,
preannuncio la presentazione di un emendamento tendente a
sopprimere l'ultimo capoverso del comma 5 dell'articolo 1.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.4. Il parere del
Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 1.6:
«Al comma 5 cassare le parole da il decreto sino alla fine del
comma».
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
tenuto conto che questa parte viene ripetuta in tutti gli articoli
e nelle varie rubriche, chiedo che l'oggetto dell'approvazione di
questo emendamento possa estendersi anche alle altre rubriche che
si andranno a discutere, perché la logica è sempre la stessa:
abolire il passaggio dalla Commissione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, traendo spunto da queste
considerazioni, invito gli Uffici a prenderne nota e a preparare un
emendamento in tal senso, ai sensi dell'art. 117 del Regolamento.
Si passa all'emendamento 1.3, a firma dell'onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, considerato che
stiamo procedendo all'esame di un disegno di legge rispetto al
quale abbiamo presentato emendamenti qualche mese fa, prima di
illustrare l'emendamento 1.3 - cosa che farò tra un attimo -, dato
che con l'emendamento appena approvato si elimina un inutile
passaggio, un orpello di appesantimento procedurale, vorrei
ricordare al Governo che la legge deve - ripeto, deve - disporre
che i provvedimenti che riguardano gli atti dell'amministrazione
regionale siano in capo al dirigente e non all'assessore.
Lo dico perché in questo disegno di legge, in moltissimi commi, ci
si riferisce ad un potere di decretazione dell'assessore quando,
invece, la legge 10 del 2000 attribuisce tali competenze al
dirigente generale. Se si vogliono snellire le procedure, dobbiamo
evitare di riportarle su un terreno non corretto, non conforme alla
legge.
Per quanto riguarda l'emendamento 1.3, vorrei ricordare che il
comma 6 prevede che l'attività istruttoria delle richieste di
concessione può essere fatta attraverso un soggetto selezionato con
la procedura di cui all'articolo 185, comma 5, cioè con procedura
pubblica.
Poi, stranamente, ma non è il solo caso, in questo comma vi è un
altro inciso: l'assessorato può inoltre, stipulare convenzioni con
organismi tecnici per la valutazione delle offerte progettuali .
Prima, si scrive che si opera attraverso la procedura prevista
dall'articolo 185, comma 5, e poi l'assessore può stipulare
convenzioni? Allora, per evitare equivoci, credo che la selezione
dei soggetti valutatori non possa che essere fatta esclusivamente
con procedure di evidenza pubblica, che sono fissate dall'Unione
europea.
Chiedo, pertanto, di accogliere l'emendamento sopprimendo l'inciso
che, al comma 6, prevede una fattispecie assolutamente irrituale
rispetto alla procedura che dobbiamo esaminare. Lo dico adesso
perché, in seguito, vi sarà un'altra questione che, invece, ritorna
in altri assessorati.
Ma affronteremo quel problema quando esamineremo i singoli
articoli.
LEANZA NICOLA. Fermo restando il finanziamento
CRACOLICI. Il finanziamento non c'entra. Questi oneri derivano
dalla convenzione, ma sono sempre all'assistenza tecnica. Quella
norma si riferiva all'assistenza tecnica.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.3. Il parere del
Governo?
CIMINO, assessore regionale per il bilancio e le finanze.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2.
Modifiche all'articolo 34 della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32
1. L'articolo 34 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, è
sostituito dal seguente:
Art. 34. Finanza di progetto e recupero dei beni di interesse
storico artistico - 1. Al fine di valorizzare o di recuperare o di
gestire i beni pubblici di interesse artistico, architettonico,
etnoantropologico, archivistico, bibliografico ed archeologico, con
particolare riferimento a quelli che si trovano in stato di degrado
o abbandono, i soggetti pubblici di cui al decreto legislativo 22
gennaio 2004, n. 42, titolari dei beni possono affidarli in
concessione a soggetti privati, anche su loro iniziativa, per
l'esercizio di attività di impresa, in forma singola o associata. I
soggetti aggiudicatari possono beneficiare degli aiuti previsti
dall'articolo 33 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, a
condizione che non vi sia stato apporto finanziario pubblico in
sede di concessione. Le amministrazioni titolari dei beni di cui al
presente articolo possono attuare interventi di valorizzazione
anche affidandoli in concessione per il recupero e la gestione dei
beni a condizione che il soggetto concessionario sia scelto
mediante procedura di evidenza pubblica o sulla base delle
normative vigenti in materia.'»
PRESIDENTE. Comunico che é stato presentato dagli onorevoli
Cracolici e De Benedictis l'emendamento 2.1:
«Alla fine del comma 1, le parole a condizione che il soggetto
concessionario sia scelto mediante procedura di evidenza pubblica o
sulla base delle normative vigenti in materia sono sostituite dal
seguente comma 2:
2. Le concessioni di cui al presente articolo possono essere
affidate a condizione che il soggetto concessionario sia scelto
mediante procedura di evidenza pubblica e comunque sulla base delle
normative vigenti in materia .»
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevole assessore,
l'emendamento tende ad eliminare un equivoco che si vorrebbe
introdurre nel testo, che ora così recita: a condizione che il
soggetto concessionario sia scelto mediante procedura di evidenza
pubblica o sulla base delle normative vigenti in materia .
Ritengo che bisogna essere chiari e coerenti, per cui
l'emendamento prevede che il soggetto concessionario sia scelto
mediante procedure di evidenza pubblica e, comunque, sulla base
delle normative vigenti in materia.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Non capisco la
differenza tra il testo e l'emendamento presentato.
DE BENEDICTIS. La differenza è molto evidente perché c'è
un'alternativa: noi potremmo non adoperare le procedura di evidenza
pubblica se altre norme lo consentono; invece, noi crediamo che
bisogna adoperare sempre le procedure di evidenza pubblica nel
rispetto delle norme vigenti.
La formulazione del testo, così com'è, consente di non ricorrere a
procedure di evidenza pubblica.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.1. Il parere del
Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 2, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3.
Modifiche all'articolo 47 della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32
1. L'articolo 47, della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, è
così sostituito:
Art. 47. Progetti editoriali per la valorizzazione del patrimonio
culturale isolano - l. La Regione promuove progetti editoriali
organici volti alla valorizzazione scientifica del patrimonio dei
beni archeologici, monumentali e culturali regionali compreso il
patrimonio culturale contemporaneo.
2. L'Assessorato regionale dei beni culturali, ambientali e della
pubblica istruzione è autorizzato a concedere a ciascuna delle case
editrici, aventi sede in Sicilia ed ivi operanti da almeno un
quinquennio alla data di entrata in vigore delle presente legge, un
contributo a fondo perduto pari al 35 per cento delle spese
sostenute per la produzione, distribuzione e commercializzazione
delle opere. Detto contributo nel caso di progetti promossi da
grandi imprese, così come individuate dalle vigenti normative, si
riduce al 30 per cento delle spese sostenute. L'aiuto di cui
ciascuna impresa editoriale beneficia è concesso alle condizioni e
non può comunque superare i limiti stabiliti per gli aiuti de
minimis' dalla normativa comunitaria.
3. Le agevolazioni sono concesse dall'Assessorato regionale dei
beni culturali, ambientali e della pubblica istruzione previo
parere di apposita Commissione presieduta dal dirigente generale
del Dipartimento regionale dei beni culturali ed ambientali,
dell'educazione permanente e dell'architettura e dell'arte
contemporanea o suo delegato e composta dai Dirigenti dei servizi
beni bibliografici delle Soprintendenze per i beni culturali e
ambientali regionali, dal Direttore della Biblioteca centrale per
la Regione siciliana di Palermo e dai Direttori delle Biblioteche
di Catania, Messina e Agrigento.
4. La Commissione è nominata con decreto dell'Assessore regionale
per i beni culturali, ambientali e della pubblica istruzione.
5. Il comma 1, dell'articolo 3, della legge regionale 16 agosto
1975, n. 66, è soppresso.'»
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Faraone, Raia, Digiacomo e Marinello:
- emendamento 3.2:
«Al comma 1 aggiungere:
dopo le parole alla valorizzazione le parole e divulgazione e
dopo la parola monumentali la parola letterari »;
- emendamento 3.1:
«Al comma 2 aggiungere dopo le parole case editrici le parole:
e fondazioni »;
- emendamento 3.3:
«Al comma 2 aggiungere:
- prima della parola produzione le parole: ricerca,
trascrizione e/o traduzione ;
- dopo la parola opera. eliminare il punto e aggiungere le
seguenti parole: ivi comprese le opere letterarie originali e/o
inedite quali romanzi, novelle e racconti di autori siciliani che
parlino della Sicilia e quivi siano ambientate nonché di ristampa,
anche attraverso una specifica collana, delle opere edite o inedite
di autori siciliani di chiara fama »;
- dagli onorevoli Cracolici e De Benedictis:
- emendamento 3.5:
«Al comma 2, dopo le parole distribuzione e commercializzazione
delle opere aggiungere le seguenti altre: finalizzate agli
obiettivi di cui al comma 1 »;
- emendamento 3.6:
«Al comma 3 cassare le parole e dai Direttori delle biblioteche
di Catania, Messina ed Agrigento »;
- dall'onorevole Greco:
- emendamento 3.4:
«Al comma 2 sostituire le parole aventi sede in Sicilia ed
operanti da almeno un quinquennio con le parole aventi sede in
Sicilia ed operanti da almeno un biennio ».
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, chiedo di procedere con l'esame degli articoli 16 e 17,
per i quali è presente l'assessore per il territorio e l'ambiente
Sorbello, che domani non potrà essere in Aula, in modo da poter
approfondire quegli altri articoli.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, considerata la presenza in
Aula dell'assessore Sorbello, competente per materia, esaurito
l'esame dell'articolo 3, si procederà all'esame degli articoli 16 e
17.
Si passa, dunque all'emendamento 3.2, degli onorevoli Faraone e
altri. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'emendamento 3.1, a firma degli onorevoli
Faraone ed altri.
FARAONE. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FARAONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome inseriamo
dei criteri abbastanza rigidi, vorrei sottolineare che una
fondazione, che non è una associazione, è un ente serio al pari
delle case editrici.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 3.1. Il parere del
Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. L'emendamento 3.4 è inammissibile.
Si passa all'esame dell'emendamento 3.3, degli onorevoli Faraone
ed altri. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'emendamento 3.5, degli onorevoli Cracolici
e De Benedictis.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.6, degli onorevoli Cracolici e De
Benedictis.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
vorrei precisare che sull'emendamento 3.6 c'è stato sicuramente un
errore, e pertanto il Governo dà parere contrario.
PRESIDENTE. Assessore Cimino, questo disegno di legge è all'ordine
del giorno esattamente da metà del mese di maggio. La Presidenza
avrebbe auspicato, vista anche l'insistenza del Governo a
discuterlo, che lo stesso Governo venisse in Aula con le idee più
chiare.
Lei ha dato parere favorevole all'emendamento 3.6 che, posto in
votazione, è stato approvato.
Vi prego di essere più attenti d'ora in avanti, e di dare il
parere in modo consapevole.
CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'articolo 3.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei chiedere
alla Presidenza la cortesia di potere trattare, in sede di esame di
questo articolo, l'emendamento A 67.1, simile all'emendamento A.67
a firma dell'onorevole Beninati, che è stato considerato dagli
uffici come emendamento aggiuntivo e che riguarda interventi a
favore delle imprese di distribuzione locale della stampa
quotidiana e periodica.
Credo che anche lei conosca la materia, signor Presidente.
Vorrei spiegarne brevemente i contenuti, e penso che l'Aula sarà
d'accordo all'unanimità: l'assessore regionale per i beni culturali
ed ambientali e per la pubblica istruzione è autorizzato ad erogare
in favore delle imprese di distribuzione della stampa, non gestite
o partecipate a qualsiasi titolo da aziende editoriali - ricordo
che quelle hanno un regime di aiuti differenziato - ed operano in
Sicilia da almeno cinque anni, un contributo per spese di
funzionamento che, nel triennio, non può superare i limiti previsti
dalla normativa comunitaria per gli aiuti de minimis.
Sto parlando di una categoria che, in particolare in Sicilia, sta
scomparendo e vive un momento di grave difficoltà e, ad oggi, non è
tutelata da alcun strumento legislativo. Come si sa, infatti, il
regime di legislazione speciale a favore delle attività editoriali
non contempla la distribuzione dei profitti editoriali e, quindi,
queste aziende sono escluse dal regime di aiuti.
Poiché questo emendamento è di piena competenza dell'Assessorato
dei beni culturali, credo che sia opportuno inserirlo in questo
articolo.
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, nulla in contrario all'emendamento di
cui ha parlato l'onorevole Cracolici. L'emendamento A.67, a firma
dell'onorevole Beninati, tra l'altro può essere agganciabile
all'emendamento A.16, a mia firma, sul ripianamento di esposizioni
debitorie delle imprese editoriali e televisive. Sono, quindi,
favorevole ad approvarlo o a spostarlo e, se è possibile, chiedo
che si esamini insieme all'emendamento A.67.1 e all'emendaento A.67
anche l'emendamento A.16 sul ripianamento dei debiti di tutte le
imprese editoriali e televisive.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dall'onorevole
Cracolici l'emendamento A.67.1:
«Alla legge regionale n. 32 /2000, dopo l'art. 30, aggiungere il
seguente articolo:
Art ... - Interventi a favore delle imprese di distribuzione
locale della stampa quotidiana e periodica.
1. Al fine di incentivare la diffusione delle opere editoriali
nell'intero territorio regionale l'Assessore ai beni culturali,
ambientali e pubblica istruzione è autorizzato ad erogare a favore
delle imprese di distribuzione della stampa, non gestite o
partecipate a qualsiasi titolo da aziende editoriali, che operano
in Sicilia da almeno cinque anni, un contributo per spese di
funzionamento che nel triennio non può superare i limiti previsti
dalla normativa comunitaria per gli aiuti de minimis.
2. L'Assessore è autorizzato, altresì, ad erogare contributi e
finanziamenti, a favore delle imprese di cui al comma 1, per
investimenti e per l'innovazione tecnologica alle condizioni ed
entro i limiti previsti dal regolamento 800/2008.
3. Con proprio decreto, da emanarsi entro centoventi giorni dalla
pubblicazione della presente legge, l'Assessore per i beni
culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione stabilisce le
modalità di applicazione del presente articolo. ».
Onorevoli colleghi, abbiamo tre emendamenti di contenuto simile:
l'emendamento aggiuntivo A.67.1, dell'onorevole Cracolici, di
contenuto identico all'emendamento A.67, dell'onorevole Beninati
che, però, ha come punto di riferimento la Presidenza della
Regione; poi c'è l'emendamento A.16, di poco differente, a firma
dell'onorevole Gianni.
Approvando l'emendamento A.67.1 all'interno della rubrica Beni
culturali, ovviamente sarebbe precluso l'emendamento A.67 e
chiuderemmo la rubrica Beni culturali. Poi, quando passeremo
all'esame della rubrica Industria, potremo trattare l'emendamento a
firma dell'onorevole Gianni.
Pongo, pertanto, in votazione l'emendamento A.67.1.
MANCUSO. Chiedo di apporre la firma all'emendamento.
LEANZA NICOLA. Chiedo di apporre la firma all'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Il parere del Governo sull'emendamento A.67.1?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, l'emendamento A.67 è precluso.
L'emendamento A.16, a firma dell'onorevole Gianni, sarà trattato
con la stessa priorità nella rubrica Industria.
Pongo in votazione l'articolo 3, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4
Aiuti in favore dei distretti produttivi
1. Dopo l'articolo 27 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.
32, è aggiunto il seguente:
Art. 27 bis. Aiuti in favore dei distretti produttivi - 1. Allo
scopo di favorire i processi di sviluppo dei distretti produttivi
riconosciuti ai sensi dell'articolo 56 della legge regionale 28
dicembre 2004, n. 17 e successive modifiche ed integrazioni,
l'Assessorato regionale della cooperazione, del commercio,
dell'artigianato e della pesca è autorizzato ad attivare, in
conformità agli obiettivi specifici 5.1 e 7.1 del Programma
operativo regionale del Fondo europeo per lo sviluppo regionale per
il 2007-2013 (PO FESR 2007-2013), approvato con Decisione C (2007)
4249 del 7 settembre 2007 e successive modifiche e integrazioni,
regimi di aiuti conformi alle condizioni e limiti previsti dal
regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione del 6 agosto 2008
che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato
comune in applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato (CE)
(regolamento generale di esenzione per categoria), pubblicato nella
G.U.U.E. del 9 agosto 2008 serie L 214.
Gli aiuti possono essere concessi per i programmi e le tipologie
di investimento di cui all'articolo 12, lettera a), del citato
regolamento (CE) n. 800/2008, in favore di piccole e medie imprese,
di consorzi di imprese e di società consortili aderenti a distretti
produttivi riconosciuti ai sensi dell'articolo 56 della legge
regionale 28 dicembre 2004, n. 17 e successive modifiche ed
integrazioni.
2. Possono inoltre essere concessi, alle condizioni e limiti
previsti per gli aiuti de minimis' dalla disciplina comunitaria,
contributi alle piccole e medie imprese, in forma singola o
associata, appartenenti ai distretti produttivi riconosciuti ai
sensi dell'articolo 56 della legge regionale 28 dicembre 2004, n.
17 e successive modifiche ed integrazioni, al fine di promuovere lo
sviluppo e il rafforzamento dei distretti.
3. L'Assessore regionale per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca stabilisce, con proprio decreto, le
modalità per la concessione delle agevolazioni, inclusi i criteri
per l'individuazione dei soggetti, delle attività, delle spese
ammissibili, la percentuale massima d'intervento, la misura massima
del finanziamento concedibile, le modalità di erogazione dei
benefici in una o più delle forme indicate dall'articolo 189 della
legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e successive modifiche e
integrazioni, i parametri per l'attribuzione, a ciascun progetto,
del punteggio utile per la collocazione in graduatoria e ogni altra
disposizione necessaria all'attivazione degli interventi, in
coerenza con quanto previsto nei citati obiettivi specifici 5.1 e
7.1 e nei corrispondenti obiettivi operativi e linee d'intervento
contenuti nel PO FESR 2007-2013 e nel documento Requisiti di
ammissibilità e criteri di selezione', approvato dal Comitato di
Sorveglianza del 12 dicembre 2007 e successive modifiche e
integrazioni. Il decreto è emanato previo parere della competente
commissione legislativa dell'Assemblea regionale siciliana da
rendersi entro 15 giorni dall'assegnazione della relativa richiesta
da parte del Presidente dell'Assemblea regionale siciliana.
Trascorso tale termine l'Assessore può procedere all'adozione del
decreto.
4. Gli interventi di cui al presente articolo possono essere
attivati anche nell'ambito di accordi di programma quadro (APQ) per
lo sviluppo delle attività produttive.
5. Per la gestione degli interventi di cui al presente articolo,
l'Assessorato regionale della cooperazione, del commercio,
dell'artigianato e della pesca può avvalersi di esperti ai sensi
dell'articolo 185, comma 6, della legge regionale 23 dicembre 2000,
n. 32 e successive modifiche ed integrazioni, con oneri a carico
dell'asse 7 - Governance ed assistenza tecnica del PO FESR 2007-
2013.
6. Gli interventi di cui al presente articolo sono attivati a
valere sulle risorse relative agli obiettivi specifici 5.1 e 7.1
del PO FESR 2007-2013 e sulle risorse finanziarie del Fondo aree
sottoutilizzate istituito con l'articolo 61 della legge 27 dicembre
2002, n. 289. Ai fini del controllo comunitario sugli aiuti, per il
periodo di programmazione 2007-2013, le risorse finanziarie non
possono superare complessivamente l'importo di 200 milioni di
euro.'.
2. L'articolo 56, comma 8, della legge regionale 28 dicembre 2004,
n. 17 è abrogato».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole D'Agostino:
-emendamento 4.1:
«Sostituire l'articolo 4 con il seguente:
Dopo l'articolo 27 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32,
è aggiunto il seguente:
Art. 27 bis. - Aiuti in favore dei Distretti produttivi e gruppi
di imprese - 1. Allo scopo di favorire i processi di crescita
dimensionale delle PMI, lo sviluppo di distretti produttivi
riconosciuti ai sensi dell'articolo 56 della legge regionale 28
dicembre 2004, n. 17 e successive modifiche ed integrazioni, e la
formazione di gruppi di imprese, L'Assessorato regionale della
Cooperazione, del Commercio, dell'Artigianato e della Pesca è
autorizzato ad attivare, in conformità agli obiettivi specifici 5.1
e 7.1 del Programma Operativo Regionale del Fondo Europeo per lo
Sviluppo Regionale per il 2007 - 2013 (PO FESR 2007-2013),
approvato con decisione C (2007) 4249 del 7 settembre 2007, regimi
di aiuti conformi alle condizioni e limiti previsti dal Regolamento
(CE) n. 800/2008 della Commissione del 6 agosto del 2008 che
dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato
comune in applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato UE
(regolamento generale di esenzione per categorie), pubblicato nel
G.U.U.E. del 9 agosto 2008 serie L214. Gli aiuti possono essere
concessi per i programmi e le tipologie di investimento di cui
all'art. 12, lettera a, del citato regolamento (CE) n. 800/2008 in
favore di PMI aderenti a distretti produttivi riconosciuti ai sensi
dell'articolo 56 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17 e
successive modifiche ed integrazioni ovvero aderenti a gruppi di
imprese già costituiti.
2. Possono inoltre essere concessi alle condizioni e limiti
previsti per gli aiuti de minimis dalla disciplina comunitaria
contributi alla PMI appartenenti a distretti produttivi
riconosciuti ai sensi dell'articolo 56 della legge regionale 28
dicembre 2004, n. 17 e successive modifiche ed integrazioni ovvero
appartenenti a gruppi di imprese già costituiti, al fine di
favorire i processi di crescita dimensionale delle PMI siciliane.
3. L'Assessore regionale per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca stabilisce, con proprio decreto, le
modalità per la concessione delle agevolazioni, inclusi i criteri
per l'individuazione dei soggetti, delle attività, delle spese
ammissibili, la percentuale massima d'intervento, la misura massima
del finanziamento concedibile, le modalità di erogazione dei
benefici in una o più delle forme indicate dall'articolo 189 della
legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e successive modifiche e
integrazioni, i parametri per l'attribuzione, a ciascun progetto,
del punteggio utile per la collocazione in graduatoria e ogni altra
disposizione necessaria all'attivazione degli interventi, in
coerenza con quanto previsto nei citati obiettivi specifici 5.1 e
7.1 e nei corrispondenti obiettivi operativi e linee d'intervento
contenuti nel PO FESR 2007-2013 e nel documento Requisiti di
ammissibilità e criteri di selezione', approvato dal Comitato di
Sorveglianza del 12 dicembre 2007 e successive modifiche e
integrazioni. Il decreto è emanato previo parere della competente
commissione legislativa dell'Assemblea regionale siciliana da
rendersi entro 15 giorni dall'assegnazione della relativa richiesta
da parte del Presidente dell'Assemblea regionale siciliana.
Trascorso tale termine l'Assessore può procedere all'adozione del
decreto.
4. Gli interventi di cui al presente articolo possono essere
attivati anche nell'ambito di accordi di programma quadro (APQ) per
lo sviluppo delle attività produttive.
5. Per la gestione degli interventi di cui al presente articolo,
l'Assessorato regionale della cooperazione, del commercio,
dell'artigianato e della pesca può avvalersi di esperti ai sensi
dell'articolo 185, comma 6, della legge regionale 23 dicembre 2000,
n. 32 e successive modifiche ed integrazioni, con oneri a carico
dell'asse 7 - Governance ed assistenza tecnica del PO FESR 2007-
2013.
6. Gli interventi di cui al presente articolo sono attivati a
valere sulle risorse relative agli obiettivi specifici 5.1 e 7.1
del PO FESR 2007-2013 e sulle risorse finanziarie del Fondo aree
sottoutilizzate istituito con l'articolo 61 della legge 27 dicembre
2002, n. 289. Ai fini del controllo comunitario sugli aiuti, per il
periodo di programmazione 2007-2013, le risorse finanziarie non
possono superare complessivamente l'importo di 200 milioni di euro.
7. L'articolo 56, comma 8, della legge regionale 28 dicembre 2004,
n. 17 è abrogato. »;
- dagli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi, Donegani e Marinello:
-emendamento 4.3:
«Al comma 3, sesto rigo, sostituire le parole in coerenza con
con le parole in esecuzione di »;
- dall'onorevole Cracolici:
-emendamento 4.2:
«Sostituire il comma 5 con il seguente:
5.Per la gestione degli interventi del presente articolo,
l'Assessorato regionale della cooperazione, del commercio,
dell'artigianato e della pesca può avvalersi delle procedure
previste dall'art. 4, comma 1, della legge regionale 20 del 2005 e
di un soggetto selezionato ai sensi dell'art. 185, comma 5, della
legge regionale 32 del 2000 e successive modifiche e integrazioni
con oneri a carico dell'asse 7 - Governance e assistenza tecnica
del PO FESR 2007-2013 .».
Si passa all'emendamento 4.1.
D'AGOSTINO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.3, a firma dell'onorevole Oddo. Lo
pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 4.2, a firma dell'onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, l'emendamento 4.2 è uguale
all'emendamento che abbiamo trattato all'articolo 3: anche qui si
stabilisce che la procedura con la quale si seleziona, si fa
l'attività istruttoria e, quindi, la procedura di scelta del
soggetto che fa l'attività istruttoria avviene secondo le procedure
di gara e di evidenza pubblica. In particolare, qui si modifica la
disciplina che è prevista dal comma 5 e che, invece, in questo
articolo - ecco perché manca una uniformità e questo disegno di
legge, purtroppo, non è governato con coerenza da parte
dell'Amministrazione regionale -, nell'articolo 4 di questo disegno
di legge si fa riferimento al comma 6. Cosa prevede il comma 6?
Prevede che l'Amministrazione si avvalga direttamente di personale
per l'attività istruttoria.
Ora, siccome noi veniamo da un'esperienza che ha riguardato,
qualche mese fa, quando abbiamo esaminato il bilancio, la questione
del personale del PON ATAS, PON eccetera, un sistema di persone che
si è formato negli anni ma ha avuto un rapporto quasi di
precarizzazione con l'Amministrazione pubblica. Per evitare questi
meccanismi di un precariato di fatto che si utilizza attraverso
l'immissione diretta da parte dell'Amministrazione, la nostra
proposta, in coerenza con tutto il disegno di legge, prevede che
l'Amministrazione si avvalga di soggetti qualificati.
Quindi, il rapporto non è diretto con il singolo ragazzo o ragazza
o esperto, ma con appositi soggetti qualificati con rapporti di
prestazione d'opera che sono tra il lavoratore e quelle aziende, e
non con la Regione, proprio per evitare qualunque forma di
introduzione di precariato sommerso che rischia di determinarsi
anche con l'attività di assistenza tecnica del nuovo Piano
Operativo.
Ecco perché si fa riferimento al comma 5, e non al comma 6,
dell'articolo 185 della legge 32.
MANCUSO. Chiedo di apporre la firma all'emendamento 4.2.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 4.2. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato dal Governo
l'emendamento 4.4, di identico contenuto all'emendamento 1.6:
«Abrogare le parole il decreto è emanato previo parere della
competente Commissione legislativa dell'ARS da rendere entro
quindici giorni dall'assegnazione della relativa richiesta da parte
del Presidente dell'ARS. Trascorso tale termine l'Assessore può
procedere all'adozione del decreto .».
Abbiamo già approvato, dieci minuti fa, un analogo emendamento che
prevede l'abolizione del parere della Commissione perché, in
sostanza, la pratica andrebbe in Commissione dopo essere già andata
al Comitato di sorveglianza e, quindi, sarebbe un passaggio
inutile.
E' lo stesso identico parere; é lo stesso identico emendamento,
già approvato per la rubrica Beni culturali, che si riferisce ora
alla rubrica Cooperazione e commercio. Quindi, l'intenzione del
Governo é di prevedere in tutte le rubriche l'abolizione del
passaggio parlamentare.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, io ritengo che l'emendamento presentato dal Governo,
che è già stato oggetto di valutazione, non vada approvato perché
non si comprende qual è la ratio che il disegno di legge voleva
evidenziare attraverso questo tipo...
PRESIDENTE. Onorevole D'Asero, stiamo parlando dell'emendamento
che sopprime, al comma 3, il parere della Commissione.
Al comma 3 dell'articolo 4, ad un certo punto si legge il decreto
è emanato previo parere .
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Siccome il
Presidente dell'Assemblea regionale Cascio fa presente che questo
emendamento verrà riproposto negli articoli successivi perché si
vuole, così come evidenziato, abolire la prassi che su un decreto
che l'assessore emette, in funzione di quella che è un'eventuale
modifica, non si debba più rendere una comunicazione, non si debba
richiedere il parere della Commissione di competenza, io ritengo
che su questo argomento vada fatta una riflessione più attenta.
Onorevoli colleghi, lo spirito per cui l'attività del parlamentare
può tornare ad avere una capacità di analisi, di intervento e di
raccordo col Governo è dettata proprio da questo confronto che deve
esserci. Il venire meno di questo presupposto significa, in una
logica che non comprendo, lasciare questa capacità di iniziativa
all'assessore, come se non dovesse rendere conto a noi parlamentari
di quello che l'eventuale innovazione apporta attraverso il
decreto.
Io ritengo, invece, che questo è un argomento che rientra nel
principio della nostra capacità di lavoro, che deve essere sempre
concreta e attenta, nel ruolo di dignità del parlamentare e, se mi
consentite, diventa prioritario.
Posso capire che, probabilmente, il decreto che l'assessore
intende emettere può essere, magari, preventivamente concordato con
la Commissione. Diversamente, io chiedo, signor Presidente: se c'è
una variazione che l'assessore deve apportare, per quale motivo non
deve raccordarsi su questa con la Commissione competente, che
diventa così cinghia di trasmissione seria e concreta, per il
fattore innovativo su cui può dare anche un contributo?
D'altronde, con questa attività che, in splendida solitudine,
l'assessore deve portare avanti, qual è l'obiettivo che intende
raggiungere? A cosa deve mirare, atteso che ci sono solo quindici
giorni di tempo entro cui deve essere reso il parere?
Signor Presidente, ritengo questo un fatto importante, e dico ai
colleghi che è una delle prerogative di dignità del ruolo che il
parlamentare deve esercitare e deve essere anche una capacità di
collaborazione che il parlamentare vuole offrire all'attività di
Governo.
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per due ordini di motivi.
Il primo, per dire all'onorevole D'Asero che avevamo già discusso
di questo emendamento e lui si era perso la parte relativa al fatto
che l'assessore non firma in assoluta solitudine', ma dopo che il
decreto è stato, in qualche modo, garantito dalla coerenza che è
avvenuta nel Comitato di sorveglianza, in tutti i passaggi con le
parti sociali, che sono certamente preventivi rispetto
all'emanazione del decreto da parte dell'assessore. E quando
abbiamo detto conformemente', abbiamo rafforzato mettendo in
esecuzione, volevamo proprio dire questo in maniera molto chiara e
netta. Voglio poi aggiungere una similitudine rispetto a quello che
stiamo facendo.
Signor Presidente, nel precedente articolo abbiamo tolto la parte
integrazioni economiche a carico dell'asse 7 - Governance e
assistenza tecnica del PO FESR 2007/2013 , cioè l'emendamento a
firma dell'onorevole Cracolici.
Non vorrei che avessimo tolto la parte che finanziava l'assistenza
tecnica con l'evidenza pubblica. Questa non si può togliere, perché
nella legge 32 l'assistenza tecnica non veniva finanziata per
singolo assessorato, ma soltanto nell'autorità di gestione.
Pertanto, la stessa attinenza che abbiamo utilizzato adesso anche
all'emendamento dell'onorevole Cracolici, approvato poco fa, può
essere utilizzata all'articolo 1 mediante ricorso all'articolo 117
del Regolamento interno, in modo da garantire che l'assistenza
tecnica venga finanziata con la misura 7 della Governance del PO
FESR 2007/2013.
Questa parte va sempre inserita in ogni rubrica di assessorato,
altrimenti non può essere finanziata. Avremo fatto il bando, ma non
potremo pagare le persone perché non ci sono le risorse che,
invece, sono state previste per regolamento al Comitato di
sorveglianza e nel POR 2007/2013.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato con
interesse l'intervento dell'onorevole D'Asero e sono in assoluta
sintonia con le sue argomentazioni. Per questa ragione chiedo al
Governo di ritirare questo emendamento. Mi stupisce e mi fa specie
che dai banchi della sinistra venga una sorta di accondiscendenza
circa il fatto che un atto che, comunque, ha una rilevanza
parlamentare, non debba essere sottoposto all'attenzione del
Parlamento.
Onorevoli colleghi, il Comitato di sorveglianza non vede
parlamentari al suo interno e, considerato che siamo in una
stagione di trasparenza e di legalità, voglio che mi si spieghi per
quale ragione dobbiamo saltare un passaggio, giusto appunto quel
passaggio che finisce per coinvolgere il Parlamento.
Allora, invito a portare avanti questa iniziativa che è stata
proposta in modo così chiaro dall'onorevole D'Asero e chiedo al
Governo di ritirare l'emendamento e di fare in modo che, comunque,
vi sia un passaggio in Commissione.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rimango allibito nel
sentire ciò che pensa, il collega che mi ha preceduto, della
Sinistra in quest'Aula - non di meno, non voglio fare riferimento a
questo -, allibito, per un semplice motivo che credo che tutti i
colleghi poco fa, quando è stato discusso il primo emendamento,
hanno ben capito. Quando abbiamo detto che non andava scritto
conformemente', bensì in esecuzione' - pedissequa, fra
virgolette, potremmo aggiungere, onorevole Mancuso -, in esecuzione
pedissequa significa che non ci si può discostare da quanto
realmente é avvenuto.
Scrittura del Programma Operativo Regionale, Comitato di
sorveglianza: cosa ha a che fare rispetto a tutto questo la nostra
funzione nelle commissioni? Il parlamentare può controllare; può
mettere in campo atti ispettivi; può chiedere la convocazione della
Commissione, qualora ci sia qualcosa che é fuori dal principio in
esecuzione del PO.
Allora, é come se ci innamorassimo, a volte, di aspetti che sono
semplicemente legati allo stato d'animo di ognuno di noi.
La Sinistra é serena, ed é serena nel senso che sta dando un
contributo di merito al testo in esame per ottimizzarlo. La
Sinistra é quella sinistra riformista che lei sconosce, onorevole
Cordaro, è quella che fa proposte, è quella che interviene, é
quella che sostiene anche ciò che può sembrare, a volte, poco
convincente. Perché non è assolutamente poco convincente dire che
quando si parla di mettere in esecuzione un programma operativo
regionale, non c'è Commissione che tenga
La Commissione può, comunque, sempre intervenire nel merito; i
deputati possono sempre intervenire nel merito. Allora, lì si
svolge la funzione fino in fondo.
Quindi, non indeboliamo le cose solo per farci, tra virgolette,
male fra di noi, perché spesso e volentieri è il merito che,
invece, poi paga il prezzo.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, vorrei chiedere soltanto da chi viene
nominato il Comitato di sorveglianza.
LEANZA NICOLA. Dal partenariato, dal Governo centrale, da
Bruxelles. Non ci può essere il Governo regionale.
MANCUSO. Era solo una mia curiosità. Al di là di questo, per
quanto mi riguarda sono d'accordo con l'onorevole Oddo nel senso
che il parlamentare più di tanto non possa assolutamente fare.
Sarei stato ancora più contento se il Comitato di sorveglianza
poteva essere nominato dal Governo regionale. Allora, sarei stato
ancora più certo di avere affidato un compito a chi certamente non
solo conosce l'azione da svolgere ma anche, sotto il profilo
operativo, l'atto amministrativo da mettere a disposizione dei
siciliani.
Mi trovo d'accordo con l'assessore Cimino e con la proposta del
Governo.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ascoltando
l'intervento di alcuni colleghi a volte mi meraviglio per la poca
attenzione che prestano alla evoluzione della politica.
In merito all'intervento dell'onorevole Cordaro, che in genere è
molto, ma molto attento e che io reputo un deputato che svolge
molto bene, con puntiglio, con precisione, con attenzione, il
proprio mandato, mi meraviglio del fatto che egli non abbia notato
che c'è una evoluzione nei partiti - forse lei è fermo all'antico,
al vecchio, onorevole Cordaro - e, all'occorrenza, all'interno dei
Democratici di Sinistra c'è una prevalenza ormai del cosiddetto
partito emiliano' che - non sto scherzando, lo dico con serietà -,
da sempre, è stato un partito di Governo e per la governabilità.
E' il partito di Bersani, è il partito vero, quel nocciolo duro
che rimane del Partito Democratico, il nocciolo duro dei DS che
governano e che, quindi, si rendono conto che spesso magari le aule
parlamentari, le aule consiliari, possono rappresentare un
intralcio.
Poco importa se magari in altre occasioni è stato più volte
chiesto, in questo Parlamento ed in tutte le legislature, un
maggiore controllo da parte del Parlamento stesso sugli atti del
Governo, o quanto meno che ci sia la possibilità per i singoli
deputati di conoscere gli atti emanati dal Governo, anche al fine
di dare suggerimenti, come diceva l'onorevole D'Asero, proposte
migliorative, contributi - non attributi - affinché i provvedimenti
che vengono emanati dal Governo siano in linea con l'interesse
della Regione, delle forze produttive e sociali della nostra
Regione, e pure per evitare che si possano perdere finanziamenti,
come è accaduto in passato.
E' giusto che il Governo governi, ma non meravigliamoci se c'è il
PD - o una parte del PD - che invece considera che questa attività
di controllo, di suggerimento, possa rappresentare un intralcio per
il Governo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa
discussione così com'è rischia di portarci fuori strada. Ricordo
che stiamo esaminando un provvedimento che ha l'ambizione di
utilizzare le modalità di gestione dei fondi PO FESR fino al 2015.
Questa è la legge che, per i prossimi sei anni, sarà utilizzata
nelle modalità operative per sostenere la nostra economia. Dico ai
colleghi che noi abbiamo interesse a che la Sicilia funzioni e
abbia le istituzioni vicine e che, in qualche modo, non la
politica, ma l'amministrazione sia in grado di garantire regole
certe e tempi certi.
Addirittura, al di là di quel che pensa l'onorevole Cordaro, qui
stiamo commettendo una forzatura; pertanto propongo un emendamento
sostitutivo a tutti gli articoli, come sta facendo il Governo, in
cui si cancelli l'espressione l'assessore.
Il Piano operativo è stato negoziato con l'Unione Europea; i
criteri e le tipologie degli interventi per i regimi di aiuto sono
previsti dal Piano operativo, nonché dal Quadro strategico
nazionale, nonché dal Documento unico di programmazione che
dovrebbe essere la cornice di riferimento.
Qui parliamo di decreti per fare i bandi, per stabilire, sulla
base di regole già fissate, le procedure con le quali qualunque
cittadino può rivolgersi all'Amministrazione regionale per avere
certezza di poter entrare in una graduatoria.
Noi possiamo ideologizzare tutto in nome della politica e condurre
battaglie dicendo un giorno una cosa, un altro giorno un'altra. Ma,
mi permetto di dire che dobbiamo avere sempre come priorità la
Sicilia sia quando si è al governo sia quando si è all'opposizione,
altrimenti confonderemo i siciliani Più automatismi introduciamo
nella nostra legislazione, meglio è per i siciliani, perché vuol
dire che non c'è la intermediazione come modello di relazione fra
la politica ed il cittadino.
Ecco perché insisto sul principio che i decreti vanno fatti dai
dirigenti degli Assessorati e non dall'assessore, perché l'autorità
politica non deve avere alcuna discrezionalità sulle regole, ma
solo su aspetti meramente tecnici che riguardano l'attuazione di
provvedimenti già operativi nel nostro ordinamento. Questo è il
senso, a prescindere dalle posizioni politiche - ho ascoltato
l'onorevole Formica che ha discettato sugli emiliani, sul
riformismo, eccetera -, noi pensiamo che in questa Regione, meno la
politica mette mano alle modalità di utilizzo dei fondi europei,
meglio è per la Sicilia. Questo pensiamo a differenza di altri che,
probabilmente, ritengono che tutto debba essere sempre fotografato
in funzione di qualcuno che si pensa di dover favorire.
Ribadisco, e presento un emendamento ai sensi dell'articolo 117
del Regolamento interno, perché la dizione qui contenuta viola la
legge 10/2000 che attribuisce i provvedimenti amministrativi in
capo ai dirigenti e non agli assessori. Se, avendo affidato ai
direttori il compito di emanare i bandi, devo introdurre un
elemento inutile perché vi sono, a monte, elementi di rigidità che
predefiniscono i bandi, è un'inutile perdita di tempo; non è un
esercizio di controllo e di vigilanza
Onorevole D'Asero, sono d'accordo con lei sul fatto che dobbiamo
introdurre norme - su questo spero che il Parlamento sarà d'accordo
con me, visto che in due leggi finanziarie questa Aula ci ha
provato e la maggioranza lo ha bocciato - che consentano al
Parlamento di esercitare la vigilanza su come vengono utilizzate le
risorse comunitarie.
Anche perché, ricordo ai colleghi, questo Piano Operativo, a
differenza del precedente, non si va a rinegoziare dopo tre anni;
anno per anno, può avere degli aggiustamenti. E, quindi, é
necessario esercitare la vigilanza al fine di apportare quegli
aggiustamenti che saranno probabilmente necessari per adeguare i
fondi europei ad una spesa capace non solo di spendere, ma di
spendere bene perché in Sicilia - diciamoci la verità - i soldi
europei si spendono, ma non servono allo sviluppo, non servono a
creare lavoro, non servono ai siciliani, servono ad arricchire
qualche amico degli amici.
Vogliamo discutere di questo affrontando norme che consentano al
Parlamento di esercitare la sua funzione? C'è un disegno di legge
che, mi risulta, è stato esitato dalla Commissione Unione Europea
dell'Assemblea regionale, che prevede procedure che
parlamentarizzano l'attività di vigilanza dell'Assemblea nei
confronti del Governo. Ma questa norma che introduce il parere
della Commissione per decreti che sono tecnici non è a favore del
Parlamento, è contro l'impresa, è contro la certezza del diritto, è
contro l'automatismo delle procedure.
Io sono contrario a che le procedure si adattino a seconda di chi
partecipa alla riunione. Le procedure devono essere universali,
uguali per tutti.
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo confessare a
quest'Aula che mi assale una certa confusione mentale
nell'affrontare la discussione di questo emendamento del Governo
perché non riesco più a capire qual è la maggioranza e qual è
l'opposizione in quest'Aula o, forse, lo capisco sin troppo bene.
C'è un rimescolamento di carte che, sotto l'aspetto delle
posizioni politiche, crea confusione.
Io mi rifaccio alla prassi di quest'Aula che ha, sino ad ora,
caratterizzato soprattutto il comportamento della minoranza, ma
devo dire anche della maggioranza così come il comportamento
dell'UDC: non sottrarre nessun potere di controllo all'Assemblea ed
agli organi dell'Assemblea, anzi di aumentarlo, quanto più
possibile, in uno spirito di collaborazione tra Governo ed organi
dell'Assemblea.
Ricordo a me stesso - e, quindi, lo ricordo all'Aula e,
soprattutto, ai deputati dell'UDC - che, quando si discusse della
legge sulla riforma sanitaria, ad un certo punto si predisposero in
Commissione una serie di articoli, di emendamenti che consentivano
alla Commissione Sanità di controllare passo passo l'applicazione
della riforma e, quindi, anche i decreti assessoriali che dovevano
dare corpo ed esecuzione alla riforma.
In un momento di vogliamoci bene tutti' ci si chiese di ritirare
tutti questi emendamenti, cosa che noi abbiamo fatto, devo dire,
stupidamente perché mal ce ne incolse. Tanto è vero che, sulla base
dell'interpretazione estensiva di un ordine del giorno che
l'assessore per la sanità si è fatto approvare da quest'Aula -
anche con il nostro voto, purtroppo -, a chiusura dei lavori sulla
riforma sanitaria, sostanzialmente l'assessore Russo si è
sbizzarrito in una serie di decreti, ne sforna in media, credo,
due, tre la settimana, con cui è andato al di là della legge di
riforma sanitaria, per certi aspetti snaturandola. Se, invece,
avessimo mantenuto dei pareri di controllo anche sui decreti
assessoriali, ciò non sarebbe avvenuto.
Riportando tale esempio a questo disegno di legge, mi chiedo:
quale grave nocumento, anche sull'accelerazione dei lavori della
spesa per i settori di aiuto alle imprese siciliane può esserci nel
momento in cui, correttamente, si chiede il contributo delle
Commissioni parlamentari specifiche per consentire un
coinvolgimento delle Commissioni stesse?
Credo che la posizione assunta anche dall'opposizione del Partito
Democratico su questo argomento sia equivoca, perché noi deputati
abbiamo un solo dovere - uso la parola dovere' con appropriatezza
del mio pensiero - che è quello di garantire, in ogni caso, il
ruolo centrale di questo Parlamento. Motivo per cui non mi limito a
chiedere il ritiro dell'emendamento da parte del Governo, anche
perché non me lo aspetto, e dichiaro, a nome dei deputati dell'UDC,
che voteremo contro questo emendamento proposto dal Governo.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
vorrei solo chiarire alcuni passaggi che, secondo me, sono
indispensabili per il prosieguo dei lavori sul disegno di legge dei
regimi di aiuto che riguarda tutte le branche dell'amministrazione
regionale.
Dovremmo creare le condizioni affinché nelle diverse competenze,
nei diversi Dipartimenti, vi siano un'azione univoca ed un
comportamento univoco da parte dell'Assemblea regionale siciliana,
e non schizofrenico.
Voglio rappresentare, signor Presidente, il fatto che già abbiamo
esitato la rubrica Beni culturali ed abbiamo quasi definito
l'articolo 4 sul regime di aiuto ai distretti produttivi
dell'Assessorato della cooperazione, ed abbiamo considerato
indispensabile per rendere questa legge una legge di immediata
esecuzione per l'attività dei dipartimenti regionali, innanzitutto,
che in tema di assistenza tecnica vi sia la possibilità di
adoperare strutture specializzate in questo settore, che siano
finanziate direttamente con l'asse 7 dell'assistenza tecnica e che,
di fatto, i decreti dell'assessore non debbano andare in
Commissione e perdere ulteriori quindici giorni perché trattasi di
decreti di esecuzione di provvedimenti che già vengono ad essere
condivisi con gli indirizzi propri del Piano Operativo.
Un altro passaggio - voglio ricordarlo all'onorevole Cracolici - è
che nessuno vuole modificare, per il tramite di questa legge, la
legge 10/2000.
Ben diversa è l'attività di programmazione rispetto all'attività
di gestione, che è propria dei dirigenti generali. Cosa che è stata
fatta già per gli articoli precedenti, sebbene il termine decreto
possa essere falsamente interpretato. Con questo decreto, di fatto,
già l'assessore per i beni culturali provvede, ma anche l'assessore
per la cooperazione non decide a chi deve andare il finanziamento,
ma si vuole fare in modo - secondo quanto stabilisce la legge 10 -
che l'attività di programmazione, la scelta strategica e politica
d'indirizzo può darla l'assessore
CRACOLICI. Ed allora ha ragione l'onorevole Cordaro
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Ed è così,
onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Non è un fatto gestionale Non è un'attività di
gestione
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Onorevole
Cracolici, se l'autorità politica decide di volere creare le
condizioni a che in un bando vi siano delle direttive da dare al
dirigente generale, per finanziare, ad esempio, aree artigianali in
zone montane anziché nelle zone interne, questa è un'attività di
programmazione che può fare l'assessore.
Cosa ben diversa è l'attività di gestione che, invece, ha un altro
iter.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
sostenere la tesi degli onorevoli D'Asero e Cordaro perché credo
che ultimamente si stia facendo una grande confusione tra il ruolo
della politica e il ruolo degli uffici perché, se è vero che tutto
deve essere demandato e fatto dai funzionari, tanto vale che si
chiuda questo Parlamento e andiamo a casa e che l'assessore non
abbia più nessun ruolo di indirizzo sulle risorse da destinare.
Quindi, mi trovano d'accordo sia la relazione e l'intervento
dell'onorevole D'Asero sia l'intervento dell'onorevole Cordaro, a
cui mi affido e che condivido in pieno.
ANTINORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTINORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato gli
interventi perché, come capita in qualche occasione in Assemblea,
da un nulla scaturisce un interessante dibattito. E' capitato - non
è la prima volta -, e chi calpesta questa Aula da qualche anno sa
che, qualche volta, cose ininfluenti diventano influenti, e
viceversa, e il dibattito poi, alla fine, si fa interessante. Ero
indeciso ma ho voluto chiedere la parola - non me ne vorrà il
Governo se parlo dopo il Governo - perché proprio l'intervento del
Governo mi ha solleticato ad assumere l'iniziativa di chiedere la
parola a lei , signor Presidente, e la ringrazio per avermela
concessa.
Onorevole Cracolici, probabilmente nella sua infinita onestà
intellettuale, lei ha fatto un intervento che tendeva a dare torto
all'onorevole Cordaro perché, forse, con la sua ingenuità o forse
onestà intellettuale - anzi, mi perdoni per la parola ingenuità' -
, lei continua a rivolgersi a quella legge 10 - poi, dobbiamo
essere meno ipocriti tra di noi e dirci le cose come stanno - della
quale i deputati, quando ne parlano, singolarmente o a gruppi, non
mi pare ne siano felici. Poi, vedo in Aula assumere l'iniziativa di
prendere il microfono e parlare come se questa legge 10 sia stata,
nel 2000, la panacea dei mali della politica.
Forse allora la politica ha voluto abdicare al proprio ruolo e
l'ha consegnato. Ha consegnato quel ruolo che aveva, che era un
ruolo guida, un ruolo nobile, un ruolo principe, un ruolo di
direttiva.
Quando sento l'assessore Cimino dire - spero che non me ne vorrà -
che l'assessore, in quanto tale, con la direttiva condiziona non so
che cosa, sappiamo benissimo che con la direttiva non si condiziona
un bel niente perché le direttive vengono interpretate, valutate e
poi applicate, qualche volta anche secondo criteri che la legge 10
autonomamente ha dato alla dirigenza. E, quando parlo di dirigenza,
parlo dei dirigenti in generale.
La nobile idea, secondo me, che la politica non debba tornare a
riappropriarsi, che la politica dovrebbe dare momenti di indirizzo,
valutare i decreti... L'onorevole Nicola Leanza sa benissimo che il
Comitato di sorveglianza - lo hanno già detto altri colleghi -
essendo formato soprattutto dalla burocrazia con altre forme di
rappresentanza, ma non dalla politica, è un meccanismo di controllo
tecnico.
Ma il controllo tecnico è una cosa, il controllo dell'indirizzo
politico di una maggioranza o di un'Aula eletta dagli elettori, dai
cittadini, è un'altra cosa, o forse dovrebbe essere un'altra cosa.
Credo che, poi, non sarà certamente il previo parere della
Commissione' a condizionare in un senso o in un altro -
condizionare nel senso nobile della parola, per alzare il livello
di quello che conterrà quel decreto - il decreto di un assessore o
meno. Però, questo dibattito - se ve lo ricordate, e ce lo
ricorderemo fra qualche mese - probabilmente può essere utile per
ritornare al centro delle decisioni e fare in modo che la politica
torni a riappropriarsi delle decisioni, nell'interesse della
Sicilia, onorevole Cracolici, e non per altro e non nei confronti
di nessun altro.
Il mio capogruppo ha già detto come noi andremo a votare, non
tanto sul singolo emendamento e su questo emendamento rispetto a
questi articoli, rispetto a questo disegno di legge, ma quanto per
un principio che in quest'Aula intendiamo affermare, e vorremmo che
si riaffermasse nel prosieguo degli anni, per ritornare a quella
che potrebbe e dovrebbe essere l'unica attività della politica: la
rappresentanza vera, quella del voto dei cittadini.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'assessore
Cimino mi ha convinto, nel senso che ha dichiarato che
l'emendamento soppressivo elimina, appunto, una parte che è di
programmazione, di criteri, di modalità.
Se è una parte di programmazione credo che l'intervento della
Commissione sia estremamente pertinente. Qui non si tratta di
valutare se devono prevalere gli interventi dei tecnici o della
politica, questo è già stabilito per legge: i decreti che devono
fare i dirigenti, i decreti che deve fare l'assessore.
In questo caso credo che quindici giorni non siano un dramma,
anche perché - ricordo a me stesso - dal 12 maggio non facciamo
niente a causa della cattiva politica, non della volontà delle
istituzioni, e le Commissioni non sono organi politici, sono organi
istituzionali.
Non c'è una valutazione in ordine a quello che si deve fare nel
dettaglio, che poi farà l'assessore; c'è una valutazione in ordine
ai criteri e alle modalità. E' estremamente coerente la posizione
dell'assessore che, alla fine, si deve concludere con il ritiro di
questo emendamento soppressivo.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, io vorrei fare due considerazioni:
innanzitutto, ritengo che il disegno di legge di cui ci stiamo
occupando è di fondamentale importanza per quello che deve essere
un momento di svolta della nostra Regione siciliana.
L'utilizzo dei fondi comunitari passa sicuramente da questo
strumento legislativo. E proprio per questo, per l'impegno che
questo Parlamento deve avere, per il modello che dobbiamo
dimostrare di portare avanti, per il ruolo tecnico che deve essere
distinto da quello politico, ritengo che dobbiamo puntualizzare
alcune cose.
Ho fatto quel mio intervento non perché volessi determinare un
momento di contrapposizione rispetto all'emendamento del Governo,
ma perché ritengo che veramente questo aspetto meriti di essere
approfondito. E' vero quello che dice chi mi ha preceduto: se,
allora, l'argomento è solo tecnico, non ci sarebbe bisogno
dell'intervento, del decreto dell'assessore.
Se la parte successiva al modello approvato dal Comitato di
sorveglianza, che è una linea di indirizzo di quello che è il
programma che trova una sua applicazione, nella fase concreta passa
da quello che è l'organo istituzionale che è l'assessore. Al
momento in cui l'assessore emette un decreto - come bene ha detto
anche l'assessore Cimino -, può sicuramente, nell'ambito della
linea di indirizzo, trovare un momento di applicazione, se l'area
artigianale la deve realizzare a monte o a valle, se deve
prediligere la politica dei distretti o deve prediligere altro.
Se questo è il senso, io dico che tutti possiamo cambiare idea,
tutti possiamo confrontarci, non ci vedo niente di male. Parto da
una valutazione obiettiva, di buona fede e di buon senso: ognuno di
noi ha i propri convincimenti e deve fare la propria parte fino in
fondo, poi assieme decideremo cosa fare.
Dico, però, di stare attenti, stiamo forse equivocando quello che
è il ruolo tecnico e quello che é il ruolo politico
nell'applicazione di questa parte - e non potrebbe essere
diversamente - e giustamente dobbiamo addossarci le responsabilità:
nell'applicare una fase tecnica, c'è necessità di un ruolo
politico. Questo vuole la legge, questo è il percorso.
Diversamente, diciamo cose che non rispondono alla realtà,
nell'applicare la legge, quando l'assessore emette il decreto,
parlo di un provvedimento che fa parte degli articoli esitati dalla
Commissione che ha lavorato a lungo, con un confronto e un
dibattito aperto che hanno portato con convinzione a questa
determinazione.
Signor Presidente, come si può pensare di stravolgere, sol perché
c'è un momento di non si sa cosa, l'impostazione che la Commissione
Bilancio, con tanto impegno, ha portato avanti per lunghi mesi su
questo programma e su questo disegno di legge che prevede ben 62
articoli - e, quindi, non è da non sottovalutare -? Ritengo che ci
sia stato un momento di confronto in cui è maturata questa
convinzione, in cui è maturato questo orientamento, che ha un
senso, che ha una logica, che ha anche - se mi consentite - un
ruolo importante per la nostra dignità di parlamentari.
Il motivo è duplice: sicuramente c'è una volontà di indirizzo, una
volontà di controllo di quella che è l'attività importante, di
svolta, dell'utilizzo dei fondi comunitari, ma c'è anche la
significativa azione di un parlamentare che, in un ruolo più
istituzionale qual è quello della Commissione, può determinare un
apporto; mentre, a volte, in questo Parlamento, come in questo caso
stiamo dimostrando, la posizione politica ci porta a perdere
l'obiettiva capacità di valutazione, il vero senso di determinare
un nostro impegno.
Quindi, attenzione: il ruolo della Commissione diventa più
istituzionale e, quindi, anche più di competenza tecnica, e questo
è un fatto di grande importanza. Questo è il senso
Concludo dicendo che non ci vedo niente di male se l'assessore,
nel fare il decreto, può concertarlo, può predisporlo, lo può
mandare alla Commissione competente prima di pubblicarlo e in
quindici giorni si renda questo parere. E' un modo, oltre che di
coinvolgimento della Commissione e quindi di noi tutti i
parlamentari nelle rispettive Commissioni, anche per chiedere come
poter dare un contributo, oltre che una particolare partecipazione,
in questo momento di svolta che forse servirà anche a recuperare i
tre anni, i due anni e mezzo che su questo tema abbiamo perso, e
con colpevole ritardo particolarmente di quest'ultimo anno.
Ritengo, quindi, cari amici, che il modo di procedere deve essere
quello che, alla fine, ci porterà ad una serena valutazione, e la
serena valutazione non può portare che a rispettare quello che già
si è determinato e deciso nella Commissione con questo preciso
parere.
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la
discussione di stasera, se c'è bisogno, toglie le foglie di fico'
che ogni tanto tantissimi parlamentari si mettono per cercare di
preservarsi dalla scarsa attività o dalla voglia di non fare le
cose.
Spesso, molti di noi parlano di fondi dell'Unione Europea come
ultima spiaggia, affrontiamo argomenti importantissimi come questi,
molto spesso, con tantissima superficialità.
Vorrei ricordare agli onorevoli colleghi presenti in Aula, in modo
particolare all'onorevole Gianni ed ai colleghi dell'UDC, che non
più di tre mesi fa abbiamo approvato un disegno di legge «Aiuti
alle imprese», che è diventato, in qualche modo, il punto di
riferimento di tutta la legge sugli aiuti alle imprese, in cui
questa norma, tanto invocata dall'onorevole Cordaro, dall'onorevole
Maira e ribadita dall'onorevole Antinoro, non esiste.
Quindi, come al solito, la doppia azione, il doppio modo di vedere
la politica: quella che ci riguarda e quella che non ci riguarda.
La seconda questione - per essere chiari una volta per tutte,
onorevole D'Asero, e se lei non ha capito come è il funzionamento
me ne dispiace -: la Giunta di Governo approva il POR 2007-2013,
dopodiché lo trasmette, tramite il Parlamento nazionale, all'Unione
Europea che, dopo una transazione, dopo una contrattazione, lo
approva. Questa è la legge, questa è la modalità. Poi, la Giunta ha
individuato le categorie di spesa e sappiamo perfettamente quali
sono le misure.
D'ASERO. Vuole spiegare a me le cose?
LEANZA NICOLA. No, lei non lo sapeva, diversamente non avrebbe
detto nulla.
Dopo di che le categorie di spesa prevedono chiaramente quanto
ogni Assessorato, ogni Dipartimento, ogni Asse può e deve spendere.
In ultimo, il Comitato di sorveglianza, che viene presieduto - non
dimentichiamolo, onorevole Antinoro - dal Presidente della Regione
o da un suo delegato, dove gli assessori possono andare per
difendere le proprie decisioni, le procedure avviate, certifica se
la spesa può essere rendicontata o meno.
In poche parole, il Comitato di sorveglianza - onorevole D'Asero,
e non lei componente della Commissione - potrà dire in maniera
chiara se la spesa non è certificabile perché è uscita dal patto
che c'è stato con l'Unione Europea.
Allora, noi possiamo affermare tutto ciò che vogliamo, ma alcune
verità dobbiamo dirle.
Pertanto, se l'onorevole D'Asero o l'onorevole Leanza vogliono
svolgere attività ispettiva, possono farlo in qualunque momento,
possono chiedere l'audizione del direttore, del vicedirettore,
dell'assessore, del Presidente della Regione, di tutti coloro che
vogliono rispetto ad ogni categoria di spesa, ad ogni singolo asse,
ad ogni singola misura.
Ma se vogliamo, con giochi di bassissimo profilo, con giochi della
peggiore, bieca politica, pensare di portare in Commissione,
contattare con l'assessore cose non contattabili, ebbene, non è più
il tempo, è finito questo tempo
Per quanto riguarda la vicenda dell'assessore, onorevole assessore
Cimino, non mi spaventa e non ci spaventa ciò che chiede
l'onorevole Cracolici perché in ogni caso a fare tutta l'azione, la
linea guida, è il POR 2007-2013, è il Documento unitario di
programmazione.
A quel punto, che sia l'assessore, che sia il dirigente a fare in
modo che si possa realizzare della buona spesa, e non spendere per
spendere, ma della buona spesa, a quel punto può anche non
interessarci. Quindi, se si scrive l'Assessorato' o il dirigente
generale' non è una diminutio dell'assessore perché comunque,
onorevole Antinoro, la direttiva la dà l'assessore e lo fa in
maniera chiara rispetto alla cornice del POR 2007-2013.
Pertanto, voler dire, ancora una volta, che non vogliamo fare o
che non stiamo facendo le leggi e poi vogliamo giocare la partita
del rinvio, del continuo pressare, fare delle cose che magari non
hanno alcun interesse per i siciliani, ritengo sia una cosa non
giusta; non giusta in questo momento di crisi della Sicilia; non
giusta in questo momento di difficoltà di tanti nostri concittadini
che non hanno i nostri stessi benefici o i nostri stessi stipendi,
o le nostre stesse opportunità; non giusta nei confronti di quelle
categorie perché, onorevole D'Asero, non è questo il POR 2007-2013,
questa è solo una parte. Poi c'è il FESR, ci sono gli aiuti alle
imprese, c'è il fondo sociale europeo, c'è altro Questa è una
parte di quei benedetti miliardi di euro che dovremmo spendere
Allora, chiedo all'Aula maggiore attenzione, e lo chiedo in modo
particolare ai colleghi dell'UDC, e non dimentico - né voglio
dimenticare - che ho fatto il vicepresidente per un Presidente
della Regione che ha difeso a spada tratta tutto ciò che riguardava
la spesa in questa Terra.
Quel POR 2007-2013 l'ha fatto quel Governo, il Governo Cuffaro e,
personalmente, non ritengo che ci possano essere due visioni:
quando si è all'opposizione vogliamo fare la Commissione tanto per
farla e, quando siamo al Governo, diciamo no' alle centinaia di
volte che l'opposizione ci ha chiesto di dibattere sul Fondo
Sociale Europeo o su Agenda 2000/2006.
Non è più possibile, amici Questa è la politica che ha il fiato
corto. La politica, invece, deve volare alto e deve cominciare a
fare - mi auguro da oggi, da ieri, da prima di ieri, per il futuro
- gli interessi dei cittadini e noi, a prescindere se siamo di
destra, di sinistra, di centro, opposizione o maggioranza, in
questa Aula non possiamo che fare questo, abbiamo l'obbligo di
farlo
Se questo Governo sbaglia, se l'assessore sbaglia, se il direttore
sbaglia, denunciateli, metteteli all'angolo
Per completezza, vorrei ricordare, onorevole D'Asero, che lei,
anche volendo, in base alla grande voglia di cambiamento,
rivoluzionaria, riformista che si ritrova, non può cambiare neanche
il bando perché quest'ultimo, prima di essere pubblicato, é
approvato preventivamente dalla Corte dei Conti. Ecco perché,
l'esame da parte della Commissione è superato; è una questione di
principio, di rispetto del Parlamento.
C'è la Commissione Unione Europea, presieduta dall'onorevole
Musotto, che ha predisposto un disegno di legge di verifica della
spesa del POR 2007-2013 in maniera precisa, puntuale.
Allora approvate, approviamo quel disegno di legge; a quel punto
veicoleremo, accompagneremo la legge in questa direzione.
Allora, lo dico al Governo: non ci formalizziamo sulle vicende
relative all'assessore o all'assessorato, perché non cambia nulla.
Però, onorevoli colleghi, ritengo che non possiamo continuare con
le rubriche Industria, Cooperazione e Beni culturali, che non hanno
ancora la verifica della Commissione e per tutte le altre, visto
che è arrivato qualcuno in zona cesarini', dobbiamo cambiare
registro Ribadisco, e faccio appello in tal senso alla dignità di
tutti i parlamentari, di cercare in questa vicenda, in questa
legge, il modo per superare le barriere e di fare l'interesse dei
siciliani.
Per quanto mi riguarda voterò tutti gli emendamenti di buon senso
che provengono da qualunque parte. L'importante è che questa legge
possa essere migliorata, ma non deve essere né blindata né, tanto
meno, ostacolata perché non abbiamo tanto tempo.
L'onorevole Cracolici diceva una grande verità: siamo passati dal
Complemento di Programmazione ad un'altra tipologia: oggi la prima
rendicontazione si fa il 31 dicembre 2009.
Abbiamo l'esigenza di spendere, e spendere bene. Lo ribadisco.
Troviamo le giuste soluzioni, evitiamo di fare melina', cerchiamo
di volare alto e di fare in modo che quest'Aula possa dare il
meglio di sé perché i suoi componenti meritano, proprio per le loro
capacità, di trovare le giuste soluzioni per risollevare i problemi
dei siciliani.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che il
dibattito che si sta svolgendo sull'emendamento soppressivo
presentato dal Governo abbia sollecitato tanti parlamentari ad
elevare il profilo del ragionamento, che non può essere meramente
legato alla quotidianità ed alla tradizione, qualche volta
sbagliata, dei percorsi legislativi, ma deve cercare di capire ciò
che sta succedendo o le ragioni per cui un testo, regolarmente
esitato da una Commissione legislativa di merito, peraltro di
questa Assemblea, debba essere modificato andando ad intaccare,
come correttamente diceva l'assessore Cimino, la competenza del
Parlamento su un atto che non é di mera gestione. È un atto di
programmazione, lo ha detto il Governo, ed io condivido
l'espressione dell'assessore Cimino.
Una programmazione, onorevoli colleghi, é programmazione, non
importa se più a monte o più a valle; un atto di gestione é un atto
di gestione, tecnicamente definito e distinto dall'ordinamento
giuridico. Ecco perché comprendo bene lo sforzo che il capogruppo
Nicola Leanza ha voluto fare per ricordare a quest'Aula l'iter
procedimentale che riguarda la materia che stiamo trattando.
Tuttavia, alla stessa maniera, dico che quell'iter é previsto per
legge e questo non è un organo amministrativo, é il Parlamento
della Regione e quindi, se ciò che è stato detto e descritto é
previsto per legge, questo Parlamento, legittimamente, può
modificare ciò che, in questo momento, disciplina l'ordinamento
legislativo vigente.
Allora, la Commissione legislativa, correttamente, in un gioco di
equilibrio e di controllo tra organi rappresentativi, tra organo di
gestione e organo assembleare, ha voluto rimandare un atto di
programmazione - come è descritto con chiarezza al comma 3
dell'articolo proposto, l'articolo è chiarissimo, vengono dettati
parametri, vengono indicati i requisiti -, é un atto di
programmazione vera, di programmazione reale. E, ripeto, non
importa se é un atto di programmazione a monte o un atto di
programmazione a valle.
La Commissione legislativa di merito ha ritenuto, a mio avviso
correttamente, che nell'equilibrio dei rapporti tra istituzioni
politiche rappresentative, nella fattispecie tra Governo e
Parlamento, debba essere concesso al Parlamento la possibilità
prescrittiva in termini cronologici, in termini di tempo: viene
dato un termine perentorio al Parlamento per poter esprimere il
parere.
Pertanto, io credo che in un sistema, in un ordinamento che negli
ultimi anni è stato profondamente modificato, in un Parlamento che
non elegge più, come appena pochi anni fa, il suo Presidente della
Regione e la Giunta di Governo, in un gioco di nuovi equilibri tra
organo esecutivo e organo parlamentare, sia assolutamente
necessario inserire meccanismi di controllo da parte delle
istituzioni parlamentari.
Sono profondamente rispettoso dell'iter parlamentare che il
disegno di legge ha avuto anche nella Commissione legislativa di
merito. Pertanto, dico che sarebbe un errore, per le ragioni appena
espresse, votare favorevolmente l'emendamento soppressivo del
Governo e privare il Parlamento della possibilità di esercitare un
controllo, come i princìpi generali dell'ordinamento giuridico
attribuiscono, e devono attribuire, ad un Parlamento.
(Assume la Presidenza, il vicepresidente FORMICA)
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono pienamente
d'accordo con le considerazioni svolte dall'onorevole Cracolici, il
quale credo che, rivendicando la necessità di distinguere i compiti
di gestione dalle funzioni di indirizzo e di controllo del
Parlamento, valorizzava e rafforzava il ruolo del Parlamento e del
singolo parlamentare che non aumenta il proprio potere e la propria
funzione se si ingerisce in funzioni che non sono di sua
pertinenza.
Naturalmente, questo in una visione che, come ricordava
l'onorevole Cracolici, tendesse ad affermare le funzioni di
indirizzo e di controllo dell'Assemblea anche sugli atti che
riguardano la gestione dei fondi europei ed in una distinzione
netta tra quelli che sono i compiti di gestione, che vanno in capo
ai dirigenti, ed i compiti di indirizzo e di programmazione, che
sono in capo alla politica.
Se invece, come ci ha ricordato l'assessore Cimino, questi
elementi che ha sottolineato l'onorevole Cracolici, non rispondono
alla posizione del Governo e dell'emendamento che è stato
presentato, è del tutto evidente che, per quanto mi riguarda, io
sono contrario all'emendamento proposto dal Governo che affronta la
questione in termini radicalmente diversi da quelli posti
dall'onorevole Cracolici.
Lo dico anche perché non mi impressiona la foga polemica dei
colleghi dell'UDC che sono neo oppositori e, come tutti i neofiti,
sono particolarmente agguerriti, né mi possono impressionare le
posizioni, che io rispetto molto, dei dissidenti del PDL che qui
hanno parlato, come il collega D'Asero o il Presidente Formica, che
però, invece di esplicitare il loro dissenso nei confronti del
Governo, discettano - lo dico soprattutto per quanto riguarda
l'onorevole Formica, che seguo sempre nei suoi interventi - sui
compiti dell'opposizione e sul ruolo del PD, perché così facendo
scaricano la tensione che, evidentemente, non possono esplicitare
nei confronti della nuova giunta Lombardo.
Comprendo il travaglio di questi colleghi, ma non mi posso fare
impressionare e, soprattutto, lo dico anche a qualche collega del
mio partito, rimpiangere i tempi precedenti alla legge 10 del 2000
ed alla legge Bassanini non è un modo per immaginare un ruolo più
importante della politica, perché anche qui ritorneremmo alla
confusione tra i poteri di indirizzo ed i poteri di gestione e
sviliremmo il ruolo di rappresentanza ed il ruolo del Parlamento.
Credo che il mio partito, tutto il mio partito, da anni, abbia
maturato il convincimento che esercitare la piena funzione
parlamentare, così come stabilisce la normativa vigente, sia un
modo per esaltare la funzione anche dei parlamentari di
opposizione.
Non sono da rivendicare i tempi del consociativismo e della
commistione perchè hanno dimostrato di non essere in grado di
rispondere alle esigenze dei cittadini, in particolare dei
cittadini siciliani.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per tre
motivi.
Il primo è che nella discussione di un emendamento ci sono, da un
lato, lezioni di amministrazione e, dall'altro, lezioni di
politica. Lei, signor Presidente, lo consente; è una libertà che,
se a presiedere ci fosse stato il Presidente Cascio, forse non
avrebbe concesso, in quanto se stiamo parlando di un emendamento
non possiamo fare delle disquisizioni.
Sono d'accordo con quanto detto dal capogruppo del Movimento per
l'autonomia, onorevole Leanza, nei confronti dell'onorevole
D'Asero.
Onorevole D'Asero, il comma 2 dell'articolo 5, così come altri
commi, prevede che l'Assessore per la cooperazione con proprio
decreto fissa le modalità per la concessione delle agevolazioni,
inclusi i criteri per l'individuazione dei soggetti delle
attività '; ma questo è previsto dalla legge, è già stato
concordato a Bruxelles, è già un iter, stiamo solo certificando una
cosa tanto per stare in Aula.
Pertanto, onorevole D'Asero, lei dovrebbe prima informarsi bene.
Rispetto a quello che c'è scritto, entrare o non entrare nel merito
non significa nulla, perché già è tutto previsto e scritto.
Inoltre vorrei fare un richiamo, e mi dispiace che non sia
presente il Presidente Cascio.
All'articolo 3, in una forma di gentlemen agreement, si era
sancito un patto in questa Assemblea fra l'onorevole Nicola Leanza,
l'onorevole Cracolici ed il Governo, un patto sancito e dichiarato
in un'Aula che, ritengo, debba avere il suo rispetto.
Perché ora dovremmo venire meno al patto dell'onorevole Cracolici,
dell'onorevole Leanza e del Governo? Perché siamo tornati indietro?
Rispetto a questo e alle cose dette in quest'Aula, è giusto il
consiglio che le è stato dato, onorevole D'Asero: se lei vuole
sapere, faccia la richiesta di accesso agli atti e fra nove mesi
glieli daranno Faccia richiesta di ascoltare un assessore, fra un
anno verrà Faccia un'interrogazione, fra un anno e mezzo se ne
parlerà in Aula Qual è il problema
Onorevole D'Asero, lei ha a disposizione tutti gli strumenti per
conoscere, per vigilare.
Per quale motivo vuole vedere repentinamente un atto prodotto
dall'assessorato? Lei chi è?
Mi scusi, lei vuole che un atto prodotto dal Governo, un atto
condiviso con il Comitato di sorveglianza, sia sottoposto all'esame
della Commissione? Ma la prego
Rispetto a questo ed a molto altro che sarà detto durante la
discussione di questo disegno di legge, anche se è già tutto
scritto tra Bruxelles e Palermo - stiamo facendo solo
un'esercitazione di disegno di legge -, e concordato sotto il
profilo amministrativo.
Signor Presidente, vorrei conoscere l'orientamento della
Presidenza in ordine alla conclusione dei lavori di stasera, così
mi organizzo; per me possiamo procedere ad oltranza, ma è una
richiesta fatta per avere certezza, considerato che su un
emendamento sul quale si era sancito un patto di ferro fra gli
onorevoli Nicola Leanza, Cracolici ed il Governo, parliamo da circa
un'ora e venti.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, circa il prosieguo dei lavori, se
l'Aula è d'accordo, la Presidenza ha intenzione di continuare sino
alle ore 20.30.
LEANZA NICOLA. Anche più tardi
PRESIDENTE. Onorevole Leanza, se fossimo in una fase più avanzata
dell'esame del disegno di legge sarei d'accordo con lei, quest'Aula
ha lavorato anche fino a mezzanotte. Ma, all'inizio della
discussione, non mi sembra il caso.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cercherò intanto
di tradurre l'intervento dell'onorevole Mancuso, perché sono
completamente d'accordo con lui e provo ad interpretarlo.
Onorevole Mancuso, lei ha voluto dire, e anch'io la penso così,
che l'onorevole Leanza è confuso, è fortemente confuso perchè non
sa di cosa ha parlato.
Dico ciò perché siccome ho l'onore di essere in Commissione Unione
Europea, forse lui non lo sa, nonostante gli sforzi del Presidente
Musotto che vuole lavorare, caro Presidente, onorevoli colleghi, in
tutta sobrietà e pacatezza devo dire che da un anno cerchiamo di
capire cosa dobbiamo fare.
Che l'onorevole Nicola Leanza abbia la sfrontatezza, dopo un anno,
di venirci a dire che noi non abbiamo capito come funziona il POR,
rispetto al fatto che si tratta di linee-guida e che poi sono i
decreti assessoriali ad entrare nel merito e a stabilire cosa si
fa, significa veramente che è confuso perché ha dimenticato che il
Presidente Lombardo da un anno ci tiene fermi sulla programmazione.
Prima ha tolto la dottoressa Palocci, ci voleva il professore
Leonardi, che è arrivato; lo abbiamo aspettato ed ascoltato proprio
in Commissione UE, e non abbiamo sentito nulla di nuovo e di
diverso tranne il fatto che entro il 31 dicembre - scusate, sto
parlando di cose serie e, a differenza di qualcuno che mi offende,
io non voglio offendere alcuno, voglio parlare di politica, siccome
l'onorevole Leanza nella scorsa seduta, durante il dibattito mi
aveva detto che mi ero visto un altro film, ora vorrei spiegargli
il film che ho visto, dato che è l'interpretazione autentica di me
stesso -, caro assessore al bilancio, avrebbe rendicontato tutta la
spesa, il cento per cento.
Stiamo ancora aspettando. Nel frattempo, siccome il professore
Robert Leonardi non aveva più mantenuto l'impegno - non rida, lei
non c'era in Commissione Unione europea, onorevole Leanza, c'è da
stare seri e da piangere, non da ridere -, bene, adesso abbiamo un
altro direttore alla programmazione.
Allora, ci dobbiamo intendere: l'UDC, onorevole Leanza, non ha
alcuna volontà di andare contro i siciliani.
Qui stiamo parlando di un emendamento, onorevole Oddo, qui non si
tratta di stati d'animo. Proprio lei viene a parlare di stati
d'animo quando poi nel suo Gruppo intervengono in dieci, su trenta
deputati che sono intervenuti, allora lei forse mi vuole
sfotticchiare' .
E siccome io la stimo tanto, così come stimo l'onorevole
Cracolici, la vorrei invitare, per una volta e per il futuro,
quando parla di noi, siccome noi vogliamo fare politica in maniera
seria sulle cose ma vogliamo che la politica ci sia nelle cose e
quindi non possiamo delegarla ad altri, questo non significa fare
gli interessi degli amici degli amici, onorevole Cracolici.
Diamoci un taglio, perché questa storia ormai sta diventando
triste
Noi vogliamo fare sì e certamente l'interesse dei Siciliani, e
siccome siamo convinti e sappiamo bene che le linee-guida vengono
date e formulate dal POR 2007-2013, e che poi sono i decreti
assessoriali a determinare il concreto di queste linee-guida, cioè
come le somme verranno realmente utilizzate, sentiamo forte
l'esigenza che vi sia un passaggio d'Aula o, quanto meno, in
Commissione, nelle singole commissioni competenti, per potere dire
con serenità che abbiamo fatto il dovere nell'esclusivo interesse
dei Siciliani.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Per fatto personale
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, ribadisco, ancora una volta, che
sicuramente stiamo parlando di un argomento che è stato approvato
dalla Commissione e che è stato esitato in una certa direzione:
cioè la richiesta di avere questo parere e di avere, quindi, questo
tipo di orientamento.
Che poi in Aula si voglia cambiare, liberissimi; che ognuno faccia
i propri interventi, liberissimi
Ritengo, però, che a nessuno possa essere consentito di esprimere
giudizi su quello che è il ruolo di ognuno di noi. Sicuramente, non
voglio essere oltraggioso, come lo è stato nel suo intervento
l'onorevole Nicola Lenza, però lo inviterei a scendere dalla sua .
PRESIDENTE. Onorevole D'Asero, non è stato oltraggioso l'onorevole
Leanza
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per dire che la lectio
magistralis posso anche accettarla. E' un fatto positivo. Le
assicuro, però, che di quello che dico bene o male mi documento,
perché fa parte della mia attività.
Essere attaccato perché non condivido una posizione che un'altra
parte vuole sostenere, la ritengo una cosa non del tutto consona a
quello che deve essere il nostro ruolo.
Dico, l'invito è questo: ognuno deve sentirsi libero di esprimere
i propri punti di vista.
Ciò non deve significare sollecitare reazioni da parte di alcuno e
non deve neanche significare accuse di atteggiamenti non del tutto
comprensibili.
Le assicuro che io avrò capito le cose a modo mio e ritengo di
portarle avanti in questa maniera.
Per il futuro, inviterei l'onorevole Leanza ad attenersi a quello
che è il ruolo di propria posizione, di propria idea, senza
offendere nessuno.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
119 - Norme stralciate I/A
«Norme in materia di aiuti alle imprese»
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE . Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
perché mi appare di tutta evidenza che questo argomento sta
diventando altro rispetto a quello che è il suo contenuto.
Sta diventando un'occasione, sicuramente, per svolgere da questo
palco parti da commedia. Addirittura, il dibattito sta sconfinando
verso contenuti che non appartengono al merito dell'emendamento
stesso e si è arrivati anche ad interventi per fatto personale.
E' evidente, signor Presidente, mi rivolgo a lei in quanto
responsabile del buon andamento dei lavori, che questo non è un
clima che può consentire il buon andamento della discussione su
questo tema, sta per essere stravolto, interpretato, utilizzato e
anche strumentalizzato al di là di quello che è.
Se riconduciamo l'interesse a cui noi dobbiamo tendere, quello
dell'andamento della macchina regionale siciliana nell'interesse
dei Siciliani, mi sembra che adesso abbiamo preso completamente
un'altra strada.
Lo capisco. Siamo al secondo giorno di scuola di questo nuovo
Governo. Ci sono delle tensioni, si cerca di giocare in tutti i
modi su di esse. Si cerca addirittura di tirare l'opposizione, la
maggioranza, di tirarci fra di noi in un gioco che non è certo
mobilissimo e che, mi pare, con la materia, con l'argomento in
esame, stia avendo davvero poco a che vedere. Non cambia la vita
questo emendamento nella sua sottrazione, mi pare evidente che il
gran parlare che se ne sta facendo alluda ad altro. Allora,
l'imbarazzo è forte perché rispetto ad un provvedimento che, ci
piaccia o non ci piaccia, ai siciliani serve, stiamo dando lo
spettacolo di qualcuno che lo sta utilizzando per altre ragioni e
per altri scopi.
Se la Commissione dovesse pronunciarsi su materia di questo
genere, non vi è alcun dubbio che andrebbe oltre i suoi compiti,
dal momento che è di tutta evidenza che la programmazione,
l'indirizzo, il controllo, non risiedono nella gestione di questo
atto.
Se poi vogliamo fare finta che diversamente sia, stiamo dando
luogo, di fatto, ad una commedia.
Signor Presidente, se l'obiettivo vuol essere quello di evitare
intralci di tempo o limitare questi al minimo e di ricondurre
l'operato della Commissione a quello che strettamente è, un operato
della politica, e non di intervenire nel merito di scelte che, io
dico, non soltanto non mi competono ma non mi voglio prendere la
responsabilità di assumere perchè tocca al Governo assumersi la
responsabilità di fare il Governo.
La confusione dei ruoli è un elemento che dobbiamo superare.
Sarebbe perverso che, attraverso obiettivo opposto, noi invece la
ingenerassimo e l'acuissimo in questa circostanza.
Pertanto, signor Presidente, formulo una richiesta di sospensione
su questo punto.
Poniamoci questa sfida. Se è vero che non ne vogliamo fare uno
strumento di altra natura, se è vero che non vogliamo
strumentalizzare questo argomento che è serio, ma che può trovare
una risposta, io la invito a chiedere all'Aula l'accantonamento di
questo argomento perché se abbiamo quella intenzione onesta di
arrivare al migliore risultato possibile, ci arriviamo senza dare
luogo a questo gioco delle parti dimostrando invece che vogliamo
lavorare al prosieguo di una legge che, maggioranza o minoranza,
Governo od opposizione, credo tutti quanti dobbiamo ai siciliani.
BENINATI, assessore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI, assessore. Signor Presidente, desidero intervenire anche
perché nel 2000 partecipai, con l'allora onorevole Salvo Fleres,
alla legge che è stata oggi ripresa, che fu allora oggetto di
quanto si discute, la legge 32 del 2000 sugli aiuti.
Ho ascoltato tutti i precedenti interventi, anche quello
dell'onorevole Cracolici, e credo sia necessario fare un po' di
chiarezza. Questa Assemblea, non più lontano di qualche mese fa, ha
legiferato sui nuovi aiuti per quanto riguarda la rubrica
Industria; ha legiferato stabilendo chiaramente, giusto o sbagliato
che sia, che l'assessore provvede ad adempiere con decreto a degli
atti. Non c'era nessun parere delle Commissioni.
Non è che quanto si è fatto sia il massimo, ma indubbiamente oggi
abbiamo approvato l'articolo 3, se non ricordo male - forse i
colleghi erano distratti, vi invito a riflettere -, abbiamo
approvato l'articolo 3, rubrica Beni culturali, in linea con quanto
era stato approvato nella rubrica Industria, pochi mesi fa. In quel
periodo ero assente, però ho letto la rubrica Industria e ho visto
che è uguale a quella dei Beni culturali che abbiamo approvato
pochi minuti fa.
Nelle altre rubriche, dalla Cooperazione in poi, se vogliamo
cambiare il senso delle procedure, non penso che facciamo un buon
servizio perché c'è una procedura che per le rubriche Industria e
Beni culturali va in un modo, poi, per le rubriche Cooperazione,
Territorio e ambiente, si usano altre procedure.
Siccome oggi mi trovo da questo lato e qualche giorno fa ero
dall'altro, credo che il vero problema sia che le Commissioni,
correttamente, devono essere messe nelle condizioni di sapere cosa
avviene nell'ambito delle procedure. E ritengo che sia cosa non
solo giusta, ma un diritto e sarebbe sbagliato non farlo.
Però, dobbiamo metterci d'accordo, se siamo tutti convinti che è
vero, perché è vero che nei decreti si può fare pochissimo per
alterare non so che cosa, in quanto già il Programma individua
tutte le procedure. Allora, facciamo una cosa che, devo dire, è in
linea, oltre tutto, con quanto l'onorevole De Benedictis ha detto e
che mi trova d'accordo: non alteriamo, rubrica per rubrica, quanto
è stato già fatto sia per l'Industria sia, poco fa, per i Beni
culturali. Non alteriamolo, facciamo una norma igienicamente buona.
Non possiamo fare scrivere per due rubriche qualcosa, e poi
cambiamo in un'altra cosa.
Dopo di che resta per tutte uguale, perché stiamo parlando del
nulla, ma comunque per questo problema chissà cosa potrà fare il
decreto dell'assessore.
Alla fine facciamo un articolo unico che vale per tutti i decreti
di questa rubrica, di questa legge e vale anche per l'Industria -
perché è giusto, non è che la rubrica Industria può avere un altro
tipo di procedura -, secondo cui questi decreti vengono trasmessi
alle Commissioni di merito. Non mettiamo il termine di quindici
giorni. O lasciamo venti giorni o, se l'agevoliamo, mettiamo dieci
giorni, se vogliamo dare un'accelerazione a queste procedure,
altrimenti fra 15 e 20 forse è meglio lasciare quello che il
Regolamento prevede.
Invece, siccome siamo tutti convinti che ci vuole celerità nel
fare queste cose, diamo un termine di 10 giorni che vale per tutti
i decreti, un'unica norma e chiudiamo la vicenda, non c'è
nient'altro da aggiungere.
Questa è una proposta che penso sia giusta e corretta; altrimenti
se cambiamo le procedure articolo per articolo, magari ora si
boccia questo articolo, domani può darsi che lo stesso articolo lo
approviamo, e quindi avremmo alcune rubriche con una procedura ed
altre rubriche con altre procedure. Penso sia cosa giusta e saggia
che quando l'Assemblea approva una legge unica la faccia uguale,
anche perché all'esterno la gente non lo capirebbe.
Si ritiri questo emendamento, penso di essere stato chiaro, e
lasciamo il testo come quando abbiamo approvato la norma per
l'Industria, quella dell'allora assessore Gianni, che vi invito a
leggere: Aiuti agli investimenti - rubrica Industria. L'Assessore
regionale per l'industria - quindi, chi ha detto che l'assessore
non lo poteva fare, non vedo perché lo dice oggi e non l'ha detto
allora - stabilisce con proprio decreto . , quindi la procedura è
uguale, non c'è nessun parere della Commissione. Glielo vogliamo
mettere?
Allora facciamo un articolo che richiama, alla fine, il parere
delle Commissioni, scrivendo che questi pareri si esprimono ai
sensi della legge 23 del 2008 e in più a tutti gli articoli; ma lo
dobbiamo scrivere, altrimenti operiamo male. Possiamo approvare
questo emendamento se c'è l'impegno da parte del Governo di
predisporre un articolo di cornice e, alla fine, si può anche
individuare come scriverlo, così penso che il problema sia
superato.
Suggerisco di portare il termine a dieci giorni, invece di
quindici, se siamo tutti d'accordo; altrimenti si lasci venti',
perché per esprimere i pareri le Commissioni hanno per legge venti
giorni.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, mi pare che la proposta
dell'assessore Beninati possa superare le preoccupazioni e mettere
d'accordo i suggerimenti espressi un po' da più parti in Aula.
Dobbiamo, quindi, metterci d'accordo su come procedere. Si
potrebbe approvare intanto l'emendamento per cassare in tutte le
parti degli articoli la dicitura e, contestualmente, si dovrebbe
scrivere quella norma che, mi suggeriscono gli Uffici, si potrebbe
inserire all'articolo 53, perché in esso c'è un richiamo di
carattere generale.
L'articolo 53, infatti, recita Parere e Commissioni di merito'.
In questo articolo si dovrebbe inserire la modifica che riporta il
testo nelle Commissioni e che si rifà anche alla legge sugli aiuti
all'industria.
BENINATI, assessore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI, assessore. Signor Presidente, intervengo solo per dare
una traccia del testo, sarà poi l'assessore Cimino che ha la delega
a scriverlo: I decreti di cui alla legge 23/2008 - così si
richiama l'Industria - e quanto previsto agli articoli della
presente legge vengono trasmessi alle competenti Commissioni di
merito preventivamente alla loro adozione. Le Commissioni di merito
hanno 10 giorni per esprimere il loro parere. Trascorso tale
termine l'assessore procede all'adesione dell'erogazione.
PRESIDENTE. Ritengo che la proposta che ha avanzato l'onorevole
assessore Beninati sia sensata. Adesso dobbiamo pronunciarci
sull'emendamento in questione.
Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta sospesa alle ore 19.49, è ripresa alle ore
19.55)
La seduta è ripresa.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stiamo esaminando
un emendamento così importante, che ha impegnato l'Assemblea già
per quasi 60 minuti, e per quale ritengo che il Governo stava per
dare una soluzione, per bocca dell'onorevole Beninati, nella
coerenza che deve contraddistinguere i lavori parlamentari io
ribadisco che sono d'accordo alla linea tracciata dal Governo,
dall'onorevole Cracolici e dall'onorevole Leanza, che mi dispiace
non essere presente in Aula. Peraltro, anche se fuori microfono,
l'onorevole Nicola Leanza ha richiamato giustamente la proposta del
Governo dove si diceva che era assurdo richiedere il parere della
Commissione, questo è quello che rimproverava al Governo che stava
per fare una proposta.
Quindi, ribadendo l'accordo preso con il Governo, con l'onorevole
Cracolici e con l'onorevole Nicola Leanza, sono favorevole a che la
norma prevista all'articolo 5 venga cassata, così come è appunto
previsto dall'emendamento in discussione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, nonostante si sia stabilito in
precedenza di procedere fino alle ore 20.30, al fine di evitare di
approvare norme contraddittorie e per consentire agli uffici gli
opportuni approfondimenti ed al Governo di presentare una proposta
che sia comprensiva dei suggerimenti formulati, rinvio la seduta a
domani, mercoledì 8 luglio 2009, alle ore 16.30, con il seguente
ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
I -Comunicazioni.
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera D) e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
numero 138 «Interventi urgenti per affrontare il problema
dei danni alle produzioni orticole causati dal parassita
'Tuta absoluta'».
RAGUSA - CORDARO - DINA - MAIRA - FORZESE
numero 139 «Verifiche sul conferimento degli incarichi ai
dirigenti generali della Regione».
BARBAGALLO - GALVAGNO - BONOMO - MATTARELLA -
LACCOTO
III -Discussione del disegno di legge:
-«Norme in materia di aiuti alle imprese» (n. 119 - Norme
stralciate I/A) (Seguito)
La seduta è tolta alle ore 20.01
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
ODDO - GUCCIARDI. - «All'Assessore per la sanità, premesso che:
l'ipotesi di soppressione del reparto di ortopedia dell'ospedale
'San Vito e Santo Spirito' di Alcamo (TP) ha determinato
preoccupazione nei comuni del comprensorio;
la chiusura del reparto di ortopedia determina disagi per la
collettività di tutto il comprensorio alcamese e di alcuni dei
comuni viciniori che fanno parte del distretto (Alcamo, Calatafimi,
Castellammare del Golfo) e dei comuni viciniori che fanno parte del
territorio della provincia di Palermo (Balestrate e Camporeale);
il consiglio comunale di Alcamo, riunitosi in sessione
straordinaria il 14 luglio 2008, ha approvato un ordine del giorno
ove si chiede la riapertura del reparto di ortopedia;
alla conferenza dei sindaci della provincia di Trapani del
17/07/2008, il sindaco di Alcamo ha chiesto che, nelle more che si
svolga l'incontro con l'Assessore per la sanità, venga ripristinata
la situazione ex ante e che, conseguentemente, venga riaperto il
reparto di ortopedia nel presidio ospedaliero di Alcamo;
per sapere:
se non ritenga indispensabile intervenire per rassicurare
amministratori e cittadini del comprensorio di Alcamo circa il
mantenimento di servizi in grado di evitare i gravi disagi previsti
per i malati e per i loro familiari a seguito della chiusura del
reparto di ortopedia dell'ospedale ' San Vito e Santo Spirito' di
Alcamo». (72)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Oddo chiede notizie circa le opportune
iniziative da assumere a seguito della chiusura del reparto di
ortopedia dell'ospedale 'San Vito e Santo Spirito' di Alcamo (TP),
si precisa che le problematiche relative agli eventuali
accorpamenti o dismissioni di divisioni sanitarie verrà affrontata
nell'ambito della rimodulazione complessiva della rete ospedaliera
secondo gli indirizzi ed i criteri individuati con D.A. n. 3473 del
24 dicembre 2008 per l'attuazione del Piano di rientro' ed alla
luce del riordino del Servizio sanitario regionale di cui alla
legge regionale 14 aprile 2009, n. 5».
L'Assessore
Massimo Russo
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che:
in data 08/08/08 è stato emanato il decreto assessoriale n. 1985,
contenente le direttive per la formulazione dei budget 2008 di
tutte le strutture accreditate per la specialistica diagnostica
ambulatoriale;
il suddetto decreto non è stato mai portato in Commissione
'Servizi sociali e sanitari' nonostante l'importanza che riveste
dal punto di vista sociale, occupazionale e del riordino generale
di tutta la sanità in Sicilia;
considerato che:
la determinazione individuale dei budget sulla base dei criteri di
cui all'art. 3 determina risultati che, da un lato, possono
apparire iniqui nelle fasce di confine tra una soglia e l'altra e,
dall'altro, possono contrastare con la determinazione di un
aggregato che, depurato dagli oneri previdenziali, non riesce a
dare la copertura finanziaria al totale del budget come sopra
determinato;
siffatti problemi, rappresentati dalle varie categorie
interessate, ove confermati, come provati, aggravano la situazione
dell'offerta sanitaria 'infra lea', determinando un'immediata
sospensione delle erogazioni delle prestazioni a carico del
servizio sanitario nazionale, con gravi ed irreparabili
ripercussioni sulle fasce sociali meno agiate, in particolare sui
disoccupati, soggetti esenti per patologie, anziani e di quanti
vivono di lavori precari, saltuari e con nuclei familiari numerosi;
tenuto conto che la predetta situazione denunciata si è verificata
in alcune province in occasione dell'applicazione degli artt. 2 e 3
del decreto assessoriale n. 2594 del 22/11/2007 di assegnazione del
budget 2007 come rideterminato a seguito del decreto assessoriale
n. 549 del 14/03/2008 e del decreto assessoriale n. 912 del
21/04/2008;
per sapere:
cosa intendano fare per rendere il decreto assessoriale n. 1985
del 08/08/2008 compatibile con le esigenze sociali degli assistiti
(in modo particolare dei malati cronici e subacuti che non potranno
più usufruire delle esenzioni per patologie) e dei centri
accreditati;
se ritengano opportuno depurare il decreto de quo per renderlo
immune dai vizi sopra indicati, ciò nella consapevolezza che
l'offerta sanitaria a partire dal primo settembre, come dichiarato
da più parti, sarà a totale carico dei cittadini, con gravissime
ricadute dal punto di vista sociale ed occupazionale, in quanto
numerosi centri accreditati hanno già anticipato la necessità di
chiudere e, di conseguenza, licenziare tutto il personale medico e
paramedico fino ad oggi impiegato in detti centri. Tra l'altro, non
va sottovalutato che in alcune zone il servizio pubblico è
totalmente assente ed in altre non è in condizione di surrogare
l'offerta di prestazioni oggi garantite solo ed esclusivamente
dalle strutture accreditate». (119)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Vinciullo chiede notizie circa la riduzione
dei costi per l'assistenza territoriale di riabilitazione, si
rappresenta quanto segue.
Con decreto assessoriale n. 1985/2008 sono state impartite
disposizioni in ordine alla determinazione all'aggregato di spesa
regionale per la specialistica convenzionata esterna, ed è stato
effettuata la suddivisione di tale aggregato su base provinciale,
costituendo lo stesso tetto invalicabile di spesa, secondo quanto
previsto dal Piano di contenimento e riqualificazione del Servizio
Sanitario. Per l'applicazione di tale decreto sono state emanate le
circolari dell'Ufficio di Gabinetto n. 4317 del 29 agosto 2008 e n.
4450 del 5 settembre 2008.
A causa del lungo lasso di tempo intercorso (interrogazione
proposta nel settembre 2008) il merito dell'interrogazione non è
più attuale; pur tuttavia giova ricordare che l'assegnazione
effettuata nell'agosto 2008 è diretta conseguenza dell'insediamento
del nuovo Governo regionale avvenuto nel giugno 2008, visto il
mancato adempimento in tal senso da parte della precedente
Amministrazione.
Per l'anno 2009, dopo lunghissime e costruttive trattative, previa
assegnazione definitiva dell'aggregato regionale ed assegnazione
provvisoria dell'aggregato provinciale, sono state messe in atto
tutte le misure correttive attuabili in regime di Piano di
rientro' al fine di ridurre al minimo i disagi per la categoria
interessata».
L'Assessore
Massimo Russo
FALCONE - VINCIULLO. - «All'Assessore per la sanità, premesso che
con decreto n. 7249 del 12 gennaio 2006 l'Assessore regionale per
la sanità ha istituito la commissione permanente per la dialisi con
funzioni consultive e di indirizzo per le patologie nefrologiche;
considerato che, con disposizione assessoriale del 17 marzo 2006,
l'Assessore per la sanità pubblicava sulla Gazzetta ufficiale della
Regione siciliana la composizione di detta commissione;
atteso che, malgrado sia stata istituita e comunicata la
composizione della commissione permanente per la dialisi, a
tutt'oggi non è stata mai attivata;
per sapere se non ritenga opportuno attivare la commissione
permanente per la dialisi che, con le sue funzioni consultive e di
indirizzo, può rendersi utile all'attività di programmazione
assessoriale». (152)
Risposta. - «In ordine all'interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Falcone chiede notizie circa le iniziative per
l'attivazione della commissione regionale permanente per la
dialisi, si rappresenta quanto segue.
La commissione in argomento, con funzioni consultive e di
indirizzo sulla materia, è stata istituita con decreto assessoriale
n. 3928 del 9 agosto 2004, articolo 5 dell'allegato 1.
Successivamente, con il decreto assessoriale n. 7249 del 12 gennaio
2006, si è provveduto alla designazione dei componenti della
predetta commissione fissando in due anni la durata della loro
nomina. Con successivo decreto n. 335 del 27 febbraio 2008 si è
provveduto alla ricostruzione della predetta commissione
precedentemente scaduta per decorrenza dei termini.
Nella considerazione che il presidente della predetta commissione,
dott. Saverio Ciriminna, è stato posto in quiescenza dal febbraio
u.s. e che è stato istituito il Registro regionale per la dialisi,
è in fase di definizione la individuazione dei nuovi componenti
della commissione per dare alla stessa immediato avvio».
L'Assessore
Massimo Russo
ODDO. - «All'Assessore per la sanità, premesso che:
in provincia di Trapani non esiste un servizio di radioterapia di
interesse oncologico;
tale servizio assicurerebbe ai pazienti affetti da neoplasie
solide o ematologiche trattamenti radianti assolutamente necessari
ed indispensabili;
i pazienti-utenti della provincia di Trapani che necessitano di
tali trattamenti sono costretti a spostarsi nel migliore dei casi a
Palermo (Policlinico) o in provincia di Palermo presso una
struttura privata (Bagheria);
oggi la radioterapia viene a svolgere, insieme alla chemioterapia,
un ruolo crescente nei programmi di preservazione della funzione
d'organo di sedi corporee colpite da neoplasia maligna;
il trattamento radiante può avere un intento radicale (in quanto
la radioterapia è l'unico mezzo terapeutico utilizzato per curare
il tumore), adiuvante (poiché precede o segue l'atto chirurgico) o
palliativo, in quanto ha il compito di risolvere la sintomatologia
causata da un tumore in uno specifico distretto corporeo;
la radioterapia, secondo recenti analisi osservazionali europee,
viene utilizzata in oltre il 60% dei pazienti che si ammalano di
tumore, essendo da sola curativa in oltre il 15 - 20 % dei pazienti
oncologici;
il trattamento radiante prevede in genere l'esecuzione di 4-5
sedute settimanali per 2-8 settimane in base agli obiettivi
specifici della terapia;
la legge n. 296 del 2006 - art. 1, comma 797, lettera n, prevede
risorse espressamente destinate alla riqualificazione strutturale e
tecnologica dei servizi di radioterapia e radiodiagnostica di
interesse oncologico con prioritario riferimento alle regioni
meridionali ed insulari;
per sapere:
se non valuti indispensabile ed urgente attrezzare con
apparecchiature di ultima generazione un reparto per la
radioterapia presso l'azienda ospedaliera Sant'Antonio Abate di
Trapani o, comunque, in un altro sito idoneo;
se non ritenga urgente, utile e prioritario assicurare ai pazienti
residenti nella provincia di Trapani un trattamento di vitale
importanza». (171)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Oddo chiede notizie circa le misure per
istituire un reparto di radioterapia presso l'azienda ospedaliera
Sant'Antonio Abate di Trapani, si rappresenta quanto segue.
E' in corso di definizione la rete oncologica regionale che
coerentemente con gli obiettivi della legge regionale n. 5/2009
intende sviluppare azioni circa il perseguimento dei seguenti
obiettivi:
- individuazione delle macroaree di intervento per l'oncologia
siciliana in ottica di rete territoriale regionale integrata a
quella ospedaliera;
- implementazione del registro dei tumori integrato o
epidemiologico dell'Assessorato affinché si possa avviare la
procedura per l'accreditamento dei cosiddetti Enti ausiliari' di
cui alla legge regionale n. 64/1984 già iscritti all'Albo regionale
al fine di dare piena attuazione alla previsione di cui
all'articolo 10 del decreto assessoriale n. 463/2003;
- individuazione cause di mobilità passiva per l'oncologia e
relative proposte per contrastarle;
- attività di prevenzione.
In linea con quanto previsto dal suddetto piano saranno esaminate
le carenze provinciali riguardanti le strutture erogatrici di
radioterapia».
L'Assessore
Massimo Russo
FALCONE - POGLIESE. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore
per la sanità, premesso che:
in data 5 agosto 1999 la Conferenza Stato-Regioni dettava i
parametri necessari per l'accreditamento delle strutture sanitarie
pre-accreditate e l'adeguamento delle rette siciliane al pari delle
altre regioni italiane;
con decreto assessoriale n. 890 del 17 giugno 2002, l'Assessore
per la sanità ha stabilito quali sono i requisiti organizzativi,
strutturali e tecnologici necessari per l'accreditamento e
l'esercizio di attività sanitarie;
considerato che:
tra le strutture sanitarie oggetto dei suddetti atti rientrano le
strutture sanitarie private (ausiliarie) di assistenza alle persone
dipendenti da sostanze di abuso;
queste strutture, che oggi prestano la loro attività in regime
transitorio, lavorano con enormi sacrifici in termini sia economici
che tecnici, tenuto conto che le rette in vigore alla data odierna
(45,00 giornaliere pro capite) sono le più basse d'Italia ed
obbligano queste strutture sanitarie ad enormi sforzi per evitare
la chiusura;
tenuto conto che:
in data 12 novembre 2007 si è tenuta una riunione presso
l'Assessorato per la sanità alla presenza, tra gli altri,
dell'onorevole Salvatore Cuffaro, allora Presidente della Regione e
l'Assessore pro tempore per la sanità, prof. Roberto Lagalla;
in detta riunione si stabiliva:
a) di recepire l'atto di intesa Stato-Regioni del 5 agosto 1999;
b) di stabilire e chiarire i criteri per consentire agli enti
ausiliari di accreditarsi;
c) di favorire l'aumento percentuale dei posti attualmente
disponibili;
d) di diversificare le tariffe in base ai servizi accreditati;
per sapere se non ritengano opportuno recepire immediatamente
l'atto stabilito dalla Conferenza Stato-Regioni, al fine di dare
sicurezza e continuità a tutte le strutture sanitarie ausiliarie
che prestano la loro insostituibile attività nel recupero dei
soggetti svantaggiati con problemi di tossicodipendenza;
inoltre, se non ritengano utile aumentare i posti disponibili, per
evitare i maggiori costi sostenuti dalla Regione siciliana riguardo
alla mobilità di utenti inviati in altre strutture italiane per
mancanza di posti nelle strutture presenti nel nostro territorio
siciliano». (186)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Falcone chiede notizie circa il recepimento
dell'accordo Stato-Regioni per l'accreditamento delle strutture
sanitarie ausiliarie con finalità di recupero dei soggetti
dipendenti da sostanze stupefacenti, si rappresenta quanto segue.
Relativamente al recepimento dell'atto stabilito dalla Conferenza
Stato-Regioni ed indicato nell'interrogazione in oggetto si fa
presente che sono state impartite le opportune direttive al
competente Dipartimento attività sanitarie e osservatorio
epidemiologico dell'Assessorato affinché si possa avviare la
procedura per l'accreditamento dei cosiddetti Enti ausiliari' di
cui alla legge regionale n. 64/1984 già iscritti all'Albo
regionale, al fine di dare piena attuazione alla previsione di cui
all'articolo 10 del decreto assessoriale 17 aprile 2003, il
nell'istituire l'elenco unico delle strutture accreditate,
stabilisce che soggetti già iscritti agli albi acquisiscono lo
status di pre-accreditato e devono presentare obbligatoriamente
istanza di accreditamento.
Solo a seguito dell'espletamento della procedura sopra evidenziata
potrà essere definita una programmazione regionale di settore che,
compatibilmente con i limiti posti dal Piano di rientro', potrà
dare le risposte ai fabbisogni assistenziali per il recupero dei
tossicodipendenti».
L'Assessore
Massimo Russo
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che:
la disposizione n. 1980 del 22 luglio 2008, a firma del dirigente
generale dell'Assessorato Sanità, dr. Luigi Castellucci, invita i
direttori generali delle aziende unità sanitarie locali della
Sicilia a 'revocare, in autotutela, eventuali provvedimenti che
abbiano valutato il servizio prestato in convenzione dai Medici
della Medicina dei Servizi, inquadrati nei ruoli delle Aziende
Sanitarie a far data dal 1.8.2006, ai fini del calcolo della
indennità di posizione e di quella di esclusiva';
la predetta nota, intervenuta a distanza di oltre due anni dalla
data dall'inquadramento in ruolo dei medici dei servizi e con la
quasi totalità delle aziende che avevano provveduto al
riconoscimento del servizio prestato in convenzione, non tiene
conto dell'equiparazione del servizio prestato in convenzione al
servizio prestato alle dipendenze delle aziende sanitarie, così
come previsto dal DPCM 8 marzo 2001, art 1, lettere b) e d). Detto
DPCM, infatti, alla lettera d), esplicitamente afferma che
'l'anzianità di servizio, così come prevista dalla lettera B, è
utilizzabile ai fini dell' incarico di struttura complessa del
SSN'. L'interpretazione del DPCM 8 marzo 2001 non lascia adito a
dubbi di sorta, atteso che, al fine di consentire l'accesso ad
incarichi di struttura complessa, equipara, in virtù di norma
speciale, il servizio prestato in convenzione al servizio di ruolo.
Lo stesso dr. Saverio Ciriminna, direttore generale
dell'ispettorato sanitario, con nota n. 1293 del 30 aprile 2007,
all'ultimo capoverso, espressamente prevede che '(...) l'anzianità
di cinque anni, prevista quale requisito per l'ammissione al
concorso, deve essere comunque valutata';
visto che:
risulta evidente la prima macroscopica incongruenza: il servizio
in convenzione deve essere equiparato a quello di ruolo per soli
cinque anni, mentre il restante periodo (molti medici dei servizi
vantano un'anzianità ultraventennale) non deve essere riconosciuto
ai fini dell'indennità di esclusività del rapporto e dell'indennità
di posizione;
non si capisce secondo quale fondamento giuridico, contrattuale
e/o di giustizia sociale il servizio in convenzione è equiparabile
a quello di ruolo solo per 5 anni. L'equiparazione o non c'è (in
carenza di norma speciale), ovvero è possibile, in virtù di detta
norma;
considerato che:
una sentenza della corte d'appello di Palermo, intervenendo in un
giudizio promosso da alcuni medici dei servizi della AUSL di
Agrigento, assunti nell'anno 2000, i quali lamentavano una
disparità di trattamento rispetto a tutti gli altri colleghi della
Sicilia cui era stata riconosciuta la predetta equiparazione, ha
stabilito che, 'in assenza di interpretazione autentica da parte
dell'ARAN degli artt. 3 e 5 del CCNL 8.6.2000, il servizio prestato
in convenzione non poteva essere equiparato a quello di ruolo, ai
fini delle predette indennità'. In buona sostanza, la corte
d'appello di Palermo, come risulta dalla lettura del dispositivo,
afferma che l'ARAN (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle
pubbliche amministrazioni), appositamente interpellata, aveva
espressamente dichiarato (con nota del 28 gennaio 2008) che non era
in condizione di fornire la richiesta interpretazione autentica in
quanto '(...) non era stato possibile convocare tutte le originarie
Delegazioni Trattanti a Livello Nazionale'. L'ARAN stessa, però, si
era premurata di formalizzare il proprio parere con nota del 9
marzo 2007, laddove, interpretando il DPCM 8 marzo 2001,
espressamente dichiarava che '(...) in virtù di norma speciale,
alla quale le Aziende devono attenersi con divieto di applicazione
analogica ad altre fattispecie(...) il servizio prestato in
convenzione dai medici dei Servizi deve essere considerato ai fini
della indennità di esclusiva'. Detto parere ha trovato applicazione
in tutte le altre regioni;
non volendo attribuire al parere ARAN succitato la stessa valenza
dell'interpretazione autentica di cui alla richiamata sentenza
della corte d'appello di Palermo, le organizzazioni sindacali
ammesse alla stipula del nuovo CCNL della sanità 2006/2009 hanno
inserito espressamente la dichiarazione congiunta n. 4, la quale
conferisce al succitato parere ARAN valore contrattuale,
equiparando il servizio in convenzione, in virtù di norma speciale
non estensibile, al servizio di ruolo;
tenuto conto che le conseguenze che la disposizione n. 1980 del 22
luglio 2008 sta determinando nella Regione sono molteplici: a tutti
i medici dei servizi inquadrati nell'anno 2000, con l'eccezione di
quelli di Agrigento, è stata riconosciuta l'equiparazione del
servizio in convenzione al servizio di ruolo. La stessa cosa è
avvenuta per gli specialisti ambulatoriali, inquadrati nell'anno
2005. Ai medici dei servizi inquadrati nel 2006, di contro, si
contesta detta equiparazione per le motivazioni sopra esposte,
obbligandoli a restituire cifre iperboliche (circa 40 mila euro) ed
a subire una decurtazione dello stipendio netto mensile di circa
1000 euro. La stessa nota assessoriale, inoltre, si serve di una
sentenza relativa all'inquadramento avvenuto nel 2000 non per
estenderne retroattivamente gli effetti a detti medici dei servizi,
bensì per applicarla a quelli assunti nel 2006. I medici dei
servizi inquadrati nel 2000 e gli specialisti ambulatoriali
interni, inquadrati nel 2005, ad eccezione di quelli di Agrigento,
continuano a beneficiare del riconoscimento del servizio prestato
in convenzione, sia per l'indennità di posizione che per quella di
esclusiva;
visto che non si è tenuto in alcun conto né del parere ARAN né
della dichiarazione congiunta n. 4 allegata al CCNL 2006/2.
Inoltre, l'interpretazione data dal dirigente regionale della
sanità del DPCM 8 marzo 2001 è diametralmente opposta
all'applicazione data nel resto del territorio nazionale e nella
stessa Regione siciliana per gli inquadramenti precedenti degli
stessi medici dei servizi e senza, tra l'altro, convocare la
prevista commissione paritetica di cui all'art. 9 del CCNL
2002/2005;
per sapere quali provvedimenti intendano adottare per fare
chiarezza su quanto stabilito, con disposizione n. 1980 del 22
luglio 2008, dal dirigente generale dell'Assessorato Sanità, dr.
Luigi Castellucci, onde evitare inutili e dispendiosi contenziosi
ed evitare disagi sociali in un periodo già molto difficile per la
sanità siciliana». (219)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Vinciullo chiede notizie circa la disposizione
n. 1980 dell'Assessorato sanità in tema di convenzione dei medici
della medicina dei servizi, si rappresenta quanto segue.
Con decreto assessoriale 8 marzo 2006 Adempimenti di cui al comma
2, articolo 15, l.r. 19 maggio 2005 n. 5 , i Direttori generali
delle Aziende U.S.L. sono stati autorizzati ad inquadrare nel ruolo
medico del Servizio Sanitario Nazionale i medici della Medicina dei
Servizi.
Ai fini dell'inquadramento nei ruoli della Dirigenza sanitaria
sono state riscontrate, da parte delle Aziende sanitarie, alcune
difficoltà interpretative circa i criteri per la valutazione del
servizio prestato in regime convenzionale da alcune categorie di
Dirigenti Medici, tra cui anche i Medici della Medicina dei
Servizi, difficoltà che hanno comportato una difforme applicazione
delle disposizioni del DPCM 8 marzo 2001, con conseguente diversa
valutazione del servizio prestato in regime convenzione dai Medici
in argomento, precedentemente alla data del loro inquadramento.
A tal fine, con nota n. 281 del 29 gennaio 2008, è stato richiesto
un parere all'Avvocatura dello Stato in merito all'eventuale
valutazione del servizio e dell'esperienza professionale pregressa
e all'eventuale riflesso sulla RIA e/o sulla retribuzione di
posizione e/o sull'indennità di esclusività.
Con nota n. 25500 del 3 giugno 2008 l'Avvocatura, alla luce
dell'autorevole orientamento espresso in materia dalla Sez. Lavoro
della Corte di Appello con sentenza 14 febbraio - 2 aprile 2008, n.
159/08, ha pronunciato una decisione non favorevole per quanto
riguarda il riconoscimento dell'anzianità pregressa ai fini del
calcolo dell'indennità di posizione e dell'indennità di
esclusività, rilevando, invece, di non ritenere che sussistano
dubbi circa i riflessi di tale anzianità ai fini del calcolo della
RIA.
Conseguentemente, con nota n. 1980 del 22 luglio 2008 questo
Assessorato ha provveduto a trasmettere tale parere alle Aziende
U.S.L. della Regione, raccomandando di uniformarsi all'orientamento
espresso dalla Corte di Appello, Sez. Lav., procedendo alla revoca,
in autotutela, di eventuali provvedimenti che prevedano una
difforme valutazione dei servizi prestati in regime di convenzione
ai Medici della Medicina dei Servizi, in applicazione del DPCM 8
marzo 2001.
Successivamente, in sede di sottoscrizione del nuovo C.C.N.L.
dell'Area della Dirigenza Medica, al fine di chiarire la portata
del DPCM 8 marzo 2001, è stata allegata una dichiarazione congiunta
(verbale n. 4) tra l'ARAN e le OO.SS. firmatarie, nella quale è
stato precisato che trattasi di norma speciale alle quali le
Aziende debbono attenersi e non applicabile ad altra fattispecie e
che il servizio prestato in regime di convenzione da parte dei
medici ivi individuati possa essere fatto valere nei limiti e con
le modalità espressamente previste dallo stesso DPCM 8 marzo 2001 .
Nel contempo, in riferimento anche alla suddetta dichiarazione,
sono pervenute a questo Assessorato diverse contestazioni da parte
delle Organizzazioni Sindacali della Dirigenza Medica, nonché
numerose richieste, da parte di Medici transitati nei ruoli del
Servizio Sanitario Regionale, di avvio dei procedimenti di revoca,
in autotutela, delle deliberazioni adottate dalle Aziende U.S.L. in
esecuzione delle direttive assessoriali inerenti la rivalutazione
dei servizi prestati in regime di convenzione.
Inoltre, in ultimo, è pervenuto un atto stragiudiziale di diffida,
predisposto dagli Avvocati Pitruzzella e Polizzotto, sempre
nell'interesse di alcuni ex Medici della Medicina dei Servizi con
il quale, nei confronti dell'AUSL 6 veniva intimato il ritiro e/o
la sospensione dell'efficacia della deliberazione aziendale di
adeguamento al parere dell'Avvocatura e, nei confronti di questo
Assessorato il ritiro della citata nota n.1980/08, con invito a
richiedere sulla questione ulteriori chiarimenti all'ARAN e a
rinviare qualsiasi decisione, in merito all'applicabilità o meno
del DPCM 8 marzo 2001 ai Dirigenti Medici diffidanti, all'esito
della decisione definitiva della Corte di Cassazione, innanzi la
quale pende il ricorso avverso la sentenza della Corte d'Appello n.
159/08.
Al fine di riscontrare quanto richiesto con l'atto stragiudiziale,
l'Azienda USL 6 di Palermo con nota n. 21363/DGRU del 2 ottobre
2008, indirizzata anche a questa Amministrazione per conoscenza, ha
richiesto apposito parere al Dipartimento della Funzione Pubblica e
all'ARAN per chiarire definitivamente i dubbi interpretativi
sull'applicazione del DPCM 8 marzo 2001 ed in particolare sul
riconoscimento dei servizi prestati in convenzione con Enti del
S.S.N. da parte dei Medici già appartenenti alla guardia medica',
alla specialistica ambulatoriale (ivi compreso chimici e biologi)
ed alla medicina dei servizi, transitati nei ruoli del Servizio
sanitario Nazionale, per la concessione dei benefici economici
connessi alle indennità di esclusività e di posizione.
Questo Assessorato, quindi, con nota n. 2687 del 14 ottobre 2008,
ha avvisato i Direttori generali delle Aziende U.S.L. della Regione
circa l'approfondimento della problematica in corso, sottoponendo
alle relative valutazioni l'opportunità di sospendere
temporaneamente in via cautelare, nelle more di acquisire gli
autorevoli pareri degli organi interessati, le procedure
amministrative, eventualmente avviate, di rivalutazione del
servizio prestato in regime convenzionale dai sanitari in
argomento, e di rinviare qualsiasi decisione in merito alla
applicabilità del DPCM 8 marzo 2001 alla definitiva interpretazione
che verrà data al riguardo.
L'ARAN, con nota n. 0010916/08 del 19 dicembre 2008, pur rilevando
che non rientra nelle proprie competenze istituzionali
l'interpretazione di norme di legge, ha trasmesso all'AUSL 6 alcune
riflessioni di natura contrattuale in ordine alla questione di che
trattasi, indirizzando la stessa nota anche al Dipartimento della
Funzione Pubblica, ove lo stesso ritenesse di avere competenza sul
merito.
Successivamente, con nota n. 0055/09 dell'8 gennaio 2009, a
seguito di un più attento e approfondito esame della problematica,
l'ARAN ha ritenuto di interessare sulla questione anche il
Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali per
acquisire il relativo avviso in merito.
Questa Amministrazione è pertanto in attesa dei richiesti pareri
al fine di impartire consequenziali disposizioni in ordine alla
problematica».
L'Assessore
Massimo Russo
RAIA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che:
nei primi dieci mesi del 2008 le persone sbarcate sulle coste
dell'isola di Lampedusa sono state più di 25.000;
l'organizzazione non governativa Medici senza frontiere (MSF)',
conosciuta in tutto il mondo per il suo impegno umanitario, ha
garantito dal 2002 visite mediche d'emergenza gratuite per i
migranti che arrivano a Lampedusa dopo aver attraversato il Canale
di Sicilia con un drammatico viaggio in mare;
dal 2005 fino ad oggi il team di MSF ha visitato 4.550 migranti,
1.420 solo fra gennaio e ottobre del 2008;
l'assistenza sanitaria e di primo intervento di MSF ha consentito
in questi anni un supporto importante, necessario e utile al
servizio sanitario regionale, che non riesce, viste le continue
gravi emergenze, a far fronte autonomamente all'assistenza di
migliaia di persone che necessitano di primo soccorso;
la pronta assistenza ha anche un'importante ricaduta in termini di
valutazione di eventuali patologie infettive che, se non
immediatamente rilevate e adeguatamente curate, potrebbero creare
problemi per gli operatori e per la comunità lampedusana;
negli ultimi anni tra i migranti sbarcati a Lampedusa vi sono
stati incrementi di patologie dovute alle condizioni dei viaggi in
mare (traumi, ipotermia, ustioni, eccetera);
rispetto agli anni scorsi è cambiata la popolazione migrante, dal
momento che sempre più persone provengono da zone di guerra o da
Paesi colpiti da carestie, come Somalia, Eritrea, Sudan ed Etiopia
(30%);
dato assai rilevante costituisce l'incremento del numero delle
donne (12%) e dei minori (8%), con un aumento delle donne in
gravidanza (151 dall'inizio dell'anno);
appreso che Medici senza frontiere' il 31 ottobre 2008 è stata
costretta, dopo sei anni, a chiudere le sue meritorie attività
sull'isola di Lampedusa a causa del diniego del Ministero
dell'interno di firmare un nuovo protocollo d'intesa e di
rilasciare il permesso necessario affinché MSF continui ad operare
adeguatamente;
per sapere:
se il Presidente della Regione sia stato preventivamente informato
della decisione assunta dal Ministero dell'interno, dal momento che
essa determina una grave ricaduta sulla situazione sanitaria
nell'isola di Lampedusa, e se siano state fornite al Governo della
Regione informazioni circa le motivazioni del mancato rinnovo del
protocollo di intesa e quindi delle autorizzazioni ad operare
sull'isola di Lampedusa da parte della ONG internazionale Medici
senza frontiere' e altresì riguardo alle altre ONG che operano
sull'isola e sui criteri che governano la concessione o il diniego
dei permessi ad operare;
se il Presidente della Regione e l'Assessore per la sanità non
ritengano necessario ed urgente intervenire presso il Ministero
dell'interno e presso la Presidenza del Consiglio dei ministri per
sollecitare l'immediata revoca di tale incomprensibile
decisone, che appare in netto contrasto con le varie disposizioni
nazionali e internazioni sul rispetto dei diritti umani
sottoscritte dall'Italia, e che rischia di determinare una grave
situazione anche sul piano igienico-sanitario nell'isola di
Lampedusa». (228)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Raia chiede notizie circa le iniziative allo
scopo di consentire all'organizzazione non governativa "Medici
senza frontiere" il prosieguo delle attività nell'isola di
Lampedusa, si rappresenta che quest'ultima collabora nei servizi di
assistenza sanitaria prestati ai cittadini extracomunitari in
occasione degli sbarchi a Lampedusa.
Ciò in forza di un Protocollo di intesa stipulato Io scorso 24
aprile, fra il Ministero dell'Interno, la Prefettura di Agrigento,
l'Azienda U.S.L. n. 6 di Palermo, l'Istituto Nazionale per la
Promozione della Salute delle Popolazioni Migranti ed il Contrasto
delle malattie della povertà (INMP), l'Ente gestore del C.S.P.A. di
Lampedusa e l'Organizzazione medesima di M.S.F.».
L'Assessore
Massimo Russo
VINCIULLO - DE BENEDICTIS. - «Al Presidente della Regione e
all'Assessore per la sanità premesso che:
la postazione di ambulanze del servizio di emergenza del 118 di
Buccheri, centro agricolo montano in provincia di Siracusa, è stata
per l'ennesima volta chiusa, causando, di fatto, un gravissimo
danno all'intera popolazione ed alimentando le legittime
preoccupazioni dei cittadini che si vedono privati dell'unica
possibilità di salvezza in caso di emergenza sanitaria;
nella provincia di Siracusa, oltre a quello di Buccheri, spesso
sono interessati alla chiusura di postazioni di ambulanze altri
centri, tra i quali Buscemi, Canicattini, Fontane Bianche, Priolo,
Palazzolo Acreide e Noto, così come denunciato spesso dai
rispettivi sindaci;
considerato che, nonostante i ripetuti appelli e le assicurazioni
ricevute circa il mantenimento della postazione, a causa, tra
l'altro, della lontananza del comune di Buccheri dalle strutture
ospedaliere site nei comuni di Siracusa e Lentini, il servizio è
stato ripetutamente interrotto per presunta carenza di personale,
senza tenere conto né delle esigenze primarie di tutela sanitaria
degli abitanti del comune, né tanto meno di tutti i cittadini dei
paesi limitrofi che avevano nella postazione del 118 di Buccheri un
ulteriore ed essenziale punto di riferimento certo in caso di
emergenze;
per sapere quali iniziative intendano assumere per assicurare
l'immediata riattivazione del centro di primo soccorso 118 di
Buccheri e delle altre postazioni chiuse in provincia di Siracusa,
in maniera da scongiurare discriminazioni fra cittadini della
nostra Regione in un settore, quale quello di primo intervento
medico, dove un ritardo di pronto soccorso, anche di pochi minuti,
può comportare conseguenze sulla vita delle persone che ne hanno
bisogno». (251)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Vinciullo chiede notizie circa la
riattivazione del centro di primo soccorso 118 di Buccheri e delle
altre postazioni chiuse in provincia di Siracusa, si rappresenta
che la temporanea chiusura di alcune postazioni è stata causata dal
fermo tecnico del mezzo di soccorso, che giornalmente interessa
varie postazioni nelle diverse province siciliane.
Il numero di ambulanze sostitutive in stand-by è di 10 in tutta la
Regione ed esse sono costantemente impegnate per sostenere
l'ordinaria manutenzione dei mezzi di soccorso.
Sono in corso una serie di incontri tecnici con la CRI per lo
studio delle problematiche e l'individuazione di soluzioni
alternative per ridurre gli inconvenienti lamentati
dall'interrogante».
L'Assessore
Massimo Russo
FALCONE. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che con decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri dell'aprile 2008 lo Stato trasferiva la competenza
dell'assistenza sanitaria penitenziaria alle varie Regioni
italiane, con decorrenza dall'1 gennaio 2009;
considerato che, come altre regioni d'Italia, anche la Sicilia
avrebbe dovuto recepire la superiore disposizione normativa
prevedendo, tra l'altro, il passaggio e la regolarizzazione del
personale addetto, la nuova contrattualizzazione del personale
medesimo, nonché la previsione delle risorse finanziarie nel
bilancio di previsione 2009 e tutto ciò che necessita per dare
attuazione al dettato normativo nazionale;
preso atto che :
malgrado siano trascorsi oltre 8 mesi dal superiore DPCM dello
scorso aprile, ancora nulla è stato fatto dalla Regione siciliana
per attuare il trasferimento delle competenze dell'assistenza
sanitaria penitenziaria e garantire, così, ai detenuti siciliani il
sacrosanto diritto alla salute;
tenuto conto che nonostante in tutta Italia vi siano 5 mila
operatori sanitari penitenziari e nella sola Sicilia il 10% degli
stessi, vale a dire oltre 500 unità di personale medico e
paramedico che si trova in una condizione di smarrimento, atteso
che dall'1 gennaio 2009 la competenza sanitaria nelle carceri è
completamente assegnata alla Regione siciliana e, in assenza di un
provvedimento di recepimento, si rischierà il caos e l'immobilismo;
per sapere se non ritengano opportuno intervenire, con assoluta
celerità, per recepire il dettato normativo nazionale che vede il
trasferimento delle competenze di assistenza sanitaria nelle
carceri passare in capo alle regioni e assicurare, così, il diritto
alla salute a tutti i detenuti siciliani che, diversamente,
patirebbero un deficit non solo di assistenza, ma soprattutto di
democrazia e di salvaguardia dei primari diritti umani». (259)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Falcone chiede notizie circa le misure per
assicurare l'assistenza sanitaria penitenziaria in Sicilia, si
rappresenta quanto segue.
Com'è noto con il DPCM 1 aprile 2008 recante "Modalità e criteri
per il trasferimento al Servizio sanitario nazionale delle funzioni
sanitarie, dei rapporti di lavoro, delle risorse finanziarie e
delle attrezzature e beni strumentali in materia di sanità
penitenziaria" continua la fase attuativa del riordino della
medicina penitenziaria avviata con il D.Lgs. n. 230/1999.
E' altresì noto che per le Regioni a statuto ordinario detto
trasferimento di funzioni è avvenuto a far data dal 1 ottobre
2008.
Per quanto attiene le modalità per il trasferimento delle
competenze alle Regioni a statuto speciale ed alle Province
autonome, il comma 1 dell'art. 8 del citato DPCM rimanda ai
rispettivi statuti ed alle correlate norme di attuazione.
Tali norme di attuazione, per il recepimento nella nostra Regione
del DPCM 1 aprile 2008, potranno essere emanate solo a seguito
delle determinazioni assunte dalla Commissione paritetica istituita
ai sensi dell'art. 43 dello Statuto della Regione Siciliana.
Nelle more dell'emanazione di dette norme, ai sensi del successivo
comma 2 dell'art. 8, il citato DPCM recita: "il Dipartimento
dell'Amministrazione penitenziaria ed il Dipartimento della
Giustizia minorile continuano a svolgere le relative funzioni e le
corrispondenti risorse umane, finanziarie e strumentali restano
temporaneamente al bilancio del Ministero della Giustizia fino
all'avvenuto trasferimento".
Pertanto l'assistenza sanitaria nelle carceri siciliane, così come
in tutte le Regioni a statuto speciale continua ad essere
regolarmente garantita.
Al fine di affrontare le problematiche connesse al trasferimento
di dette competenze, le cui modalità come già detto sono comunque
demandate alla citata Commissione paritetica in data 23 gennaio
2009 si è tenuto un primo incontro con le Aziende USL, il
Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria ed il Dipartimento
della Giustizia minorile, nonché con il rappresentante dell'Ufficio
del Garante per i diritti dei detenuti, nel corso del quale si è
dato avvio allo studio delle procedure propedeutiche al
trasferimento delle competenze; successivamente, in data 27 marzo
2009, il competente Servizio 6 di questa Amministrazione ha chiesto
ai Dipartimenti interessati del Ministero della giustizia (D.A.P. e
Giustizia minorile) l'invio dei dati relativi al personale
(posizioni contrattuali e relativi costi) e più in generale per la
gestione della salute in carcere. Detta ricognizione, nel
consentire una puntuale verifica delle posizioni contrattuali del
personale a vario titolo utilizzato dall'Amministrazione
penitenziaria, permetterà a questa Amministrazione sia di fornire
alla Presidenza tutti gli elementi utili per avviare le procedure
in sede di Commissione paritetica, sia di confrontarsi con le
Organizzazioni sindacali».
L'Assessore
Massimo Russo
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che:
l'ospedale San Vincenzo di Taormina è dotato di un reparto di
cardiologia e cardiochirurgia pediatrica all'avanguardia oggi in
Europa ed esprime l'eccellenza nel trattamento cardiochirurgico
della medicina infantile. Richieste di ricoveri giungono al
suddetto nosocomio da tutta Italia per l'alta specializzazione dei
suoi medici e chirurghi;
visto che:
il suddetto reparto però dispone di soli 4 posti letto di terapia
intensiva, assolutamente insufficienti per far fronte alle continue
richieste di ricovero che giungono all'ospedale, tanto è vero che
quasi sempre i richiedenti si vedono apporre un diniego o una
proposta di trasferimento presso altre strutture extra-regionali;
è notizia di questi giorni che l'equipe chirurgica pediatrica del
San Vincenzo si è dovuta trasferire a Catania per poter operare una
neonata di 24 giorni afflitta da una grave malformazione cardiaca;
considerato che:
la struttura medica e chirurgica del San Vincenzo non è più in
grado di dare risposte alle innumerevoli richieste provenienti non
solo da tutto il territorio siciliano, ma anche alle richieste
provenienti da fuori Regione;
la carenza di posti letto del suddetto Reparto mette in continuo
repentaglio la vita dei piccoli malati i quali, proprio per la
delicatezza e l'urgenza degli interventi da effettuare, hanno
bisogno di immediate cure;
per sapere:
se non ritengano opportuno ed urgente applicare una deroga, in via
provvisoria, al piano di rientro sanitario per portare i posti
letto di terapia intensiva del reparto di cardiologia e
cardiochirurgia pediatrica dell'ospedale San Vincenzo di Taormina
da 4 a 10. Peraltro, a diretta e personale conoscenza
dell'interrogante, i posti letto sono presenti ed attrezzati
all'interno del reparto di terapia intensiva. La possibilità di
attivazione è legata solo alla copertura infermieristica atta ad
assicurare un rapporto infermiere-paziente di 1 a 2;
se non ritengano imprescindibile, nella formulazione del nuovo
piano sanitario, rendere stabile tale aumento di posti letto o,
addirittura, non prevederne un ulteriore aumento, soprattutto
tenendo conto che, in un periodo in cui la sanità siciliana è alla
ricerca di nuove economie gestionali, si ridurrebbe ulteriormente
la spesa destinata agli interventi fuori Regione. Inoltre, si
creerebbe una nuova fonte di introito alla luce delle numerose
richieste di ricoveri provenienti dal resto d'Italia». (280)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Vinciullo chiede notizie sul reparto di
cardiologia e cardiochirurgia pediatrica dell'ospedale San Vincenzo
di Taormina (ME), si rappresenta quanto segue.
E' stato fatto un intervento presso l'Azienda U.S.L. 5 al fine di
reperire prioritariamente nell'ambito del proprio personale le
unità infermieristiche necessarie ad affrontare l'emergenza ed a
garantire i servizi in maniera adeguata alle richieste della
popolazione.
Recenti avvenimenti, oggetto anche di fatti di cronaca, hanno
posto l'accento sull'esigenza di considerare la problematica
relativa alla cardiologia e cardiochirurgia pediatrica in maniera
unitaria su tutto il territorio regionale.
Sono state già avviate le procedure per pervenire ad un progetto
di alta qualificazione che, ovviamente, deve tenere conto delle
realtà esistenti sia a Palermo che a Taormina.
In tempi brevi sarà avviata a soluzione il settore della
cardiologia infantile in modo da pater dare risposte tempestive,
qualitativamente elevate, ai bisogni della popolazione nel rispetto
assoluto delle economie gestionali, del principio
dell'accessibilità dei pazienti e della riduzione della mobilità
passiva».
L'Assessore
Massimo Russo
POGLIESE - FALCONE - VINCIULLO. «Al Presidente della Regione e
all'Assessore per la sanità, premesso che:
da contratto, due volte l'anno, in aprile e in settembre, dovrebbe
essere pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana
l'elenco delle zone carenti di continuità assistenziale (guardie
mediche);
da circa sette anni ciò non è avvenuto;
la conseguenza è stata che, per tutti questi anni, i medici hanno
ricoperto gli incarichi vacanti attraverso la graduatoria
regionale, in qualità di sostituti, senza passare mai alle
dipendenze effettive della sanità siciliana;
in seguito ad un ricorso del Tribunale amministrativo regionale
presentato da alcuni medici della provincia di Agrigento,
l'Assessorato Sanità si è dovuto attivare per pubblicare l'elenco
delle zone carenti;
lo stesso Assessorato, però, a suo parere, ha ritenuto la sola
provincia di Catania in regola con il piano di rientro perché ha
precedentemente ridotto il numero di medici delle sedi e creato
quindi un certo numero di posti vacanti, mentre le altre province
siciliane, pur avendo centinaia di posti vacanti, non hanno ancora
sanato la loro situazione di bilancio;
considerato che:
l'8 agosto 2008 è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale della
Regione siciliana l'elenco delle zone carenti di continuità
assistenziale relativo alla sola provincia di Catania;
i posti vacanti nella provincia di Catania sono per l'esattezza
104 e il contratto prevede che gli stessi possano essere assegnati,
fino ad un massimo del 50 %, per trasferimento ai medici che sono
titolari in altre province o altre regioni, per cui alla fine i
posti che resteranno da assegnare a nuovi medici si riducono a 52;
in passato, quando si bandiva l'elenco delle zone carenti, queste
riguardavano tutte le province della Sicilia, per cui la
disponibilità era di gran lunga maggiore;
nonostante i residenti abbiano il privilegio di un punteggio
aggiuntivo, questo non basterà ai medici della provincia di Catania
a far superare in graduatoria i medici di altre province, di cui
tanti con punteggi altissimi;
accadrà, dunque, che medici di altre province, se non riusciranno
a diventare titolari nella provincia di Catania, continueranno a
ricoprire l'incarico di sostituto nelle loro zone, mentre quelli
della provincia di Catania saranno fortemente penalizzati poiché i
posti disponibili saranno tutti ricoperti dai nuovi titolari;
per sapere quali provvedimenti intendano adottare - con carattere
di urgenza - per rimediare a tale anomalia e ripristinare un
principio di equità di trattamento». (301)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Pogliese chiede notizie circa l'equità di
trattamento nell'assegnazione ai medici delle province siciliane di
incarichi nelle zone carenti di continuità assistenziale, si
rappresenta quanto segue.
Ai sensi e per gli effetti dell'art. 3 del decreto assessoriale n.
1772 del 30 settembre 2002, l'Amministrazione regionale faceva
divieto alle Aziende sanitarie territoriali di attribuire ulteriori
incarichi di continuità assistenziale ad eccezione delle
sostituzioni; tale decisione si è basata sull'analisi del rapporto
tra i presidi di c.a. e la popolazione residente, che in Sicilia
risultava essere molto più alto rispetto alla media nazionale.
Avverso tale blocco alcuni medici della provincia di Agrigento,
nell'anno 2008, hanno presentato ricorso al Tribunale
Amministrativo Regionale di Palermo che, con sentenze dal n. 86/08
al n. 92/08, ha fatto obbligo all'Amministrazione di procedere alla
pubblicazione delle carenze di continuità assistenziale secondo le
procedure di cui all'Accordo Collettivo Nazionale di Medicina
Generale.
Con l'applicazione del combinato disposto dell'art. 64, comma 2,
del precitato A.C.N.M.G. del 23 marzo 2005, ai sensi del quale "il
numero dei medici inseribili nei servizi di continuità
assistenziale di ciascuna ASL è definito dal rapporto di
riferimento un medico ogni 5.000 abitanti residenti" e del comma 4
che recita "Le Aziende che dispongano di medici in servizio nella
continuità assistenziale in esubero rispetto al rapporto ottimale,
come definito al comma 2, non possono attribuire ulteriori
incarichi fino al riequilibrio di tale rapporto", solamente la
Azienda di Catania risultava in linea con il detto rapporto
ottimale.
A seguito della ricognizione effettuata con i criteri di cui
sopra, l'Assessorato individuava n. 104 posti vacanti per l'Azienda
U.S.L. 3 di Catania per i quali è stato emanato il D.D.G. n.1798
del 22 luglio 2008 pubblicato sulla GURS in data 8 agosto 2008.
Atteso che il Piano di rientro', sottoscritto in data 31 luglio
2007 dai Ministri dell'Economia e della Salute e dal Presidente
della Regione Siciliana, prevede la dismissione di n. 87 presidi di
continuità assistenziale, al fine di non penalizzare le altre
Aziende UU.SS.LL. con il rapporto ottimale in esubero, è stato
confermato il fabbisogno di presidi di c.a. per la Regione nella
misura di quello esistente al netto delle strutture che, come da
Piano di rientro', sarebbero state dismesse.
Alla luce di quanto sopra si è proceduto alla ricognizione dei
posti vacanti di tutte le Aziende e pertanto, con D.D.G. n. 163 del
4 febbraio 2009, si è disposta la pubblicazione sulla GURS n. 8 del
20 febbraio 2009 per la successiva copertura di n. 212 posti
vacanti».
L'Assessore
Massimo Russo
DE BENEDICTIS. - «All'Assessore per la sanità, premesso che:
nella provincia di Siracusa, come si evince dai dati
epidemiologici disponibili e dall'ultimo rapporto del registro
territoriale di patologia, rispetto alle altre province si conferma
una elevata incidenza di casi di mortalità e di ricovero per
malattie tumorali;
l'offerta sanitaria della provincia di Siracusa, già insufficiente
in molti settori, presenta gravi lacune nel comparto
dell'assistenza oncologica, al punto da indurre una significativa
parte dei pazienti ad un rilevante fenomeno di mobilità passiva
verso province limitrofe, quali Catania e Ragusa, anche per
trattamenti di bassa e media complessità;
nella città di Siracusa è stato realizzato un hospice, da oltre
due anni paradossalmente ultimato e non attivato a causa di carenze
di personale e di indefinite attribuzioni di competenza fra
l'azienda USL 8, a cui ne spetterebbe la gestione, e l'azienda
ospedaliera Umberto I di Siracusa, proprietaria della struttura;
nel corso della seduta della VI Commissione legislativa permanente
dell'ARS 'Servizi sociali e sanitari' tenutasi in data 7 gennaio
2009, l'Assessore ha nuovamente riferito che è in corso lo studio
per la programmazione di una rete regionale per l'assistenza
oncologica;
per sapere:
in quale stadio sia la definizione della rete di assistenza
oncologica citata in premessa e, segnatamente, quali iniziative
abbia posto o intenda porre in atto per l'urgente attivazione
dell'hospice di Siracusa, superando le problematiche impeditive
riguardanti la competenza della sua gestione e la dotazione del
personale occorrente;
entro quali tempi ritenga che il servizio in oggetto possa essere
erogato». (305)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole De Benedictis chiede notizie circa lo stadio
di definizione della rete di assistenza oncologica nella provincia
di Siracusa, si rappresenta quanto segue.
E' in corso di definizione la rete oncologica regionale che
coerentemente con gli obiettivi della legge regionale n. 5/2009
intende sviluppare azioni circa il perseguimento dei seguenti
obiettivi:
- individuazione delle macroaree di intervento per l'oncologia
siciliana in ottica di rete territoriale regionale integrata a
quella ospedaliera;
- implementazione del registro dei tumori integrato o
epidemiologico dell'Assessorato affinché si possa avviare la
procedura per l'accreditamento dei cosiddetti Enti ausiliari di
cui alla legge regionale n. 64/1984 già iscritti all'Albo regionale
al fine di dare piena attuazione alla previsione di cui
all'articolo 10 del decreto assessoriale n. 463/2003;
- individuazione cause di mobilità passiva per l'oncologia e
relative proposte per contrastarle;
- attività di prevenzione.
In linea con quanto previsto dal suddetto piano saranno esaminate
le carenze provinciali riguardanti le strutture erogatrici di
radioterapia.
Per quanto riguarda l'attivazione dell'hospice di Siracusa si
rappresenta che con decreto assessoriale n. 873 dell' 8 maggio
2009, pubblicato nella GURS 22 maggio 2009, n. 23, è stata
approvata da questo Assessorato la nuova organizzazione delle cure
palliative in Sicilia, individuando i posti letto dei centri
residenziali (hospice) facenti parte della rete regionale delle
cure palliative, ivi compresi gli otto posti letto della provincia
di Siracusa.
Ciò posto, nella considerazione che gli otto posti per la
provincia di Siracusa sono inclusi nella rete regionale, e pertanto
non necessitano di ulteriore specifica autorizzazione, ai sensi di
quanto disposto dal citato decreto è obbligo alle Aziende
territoriali stesse attivarsi per la piena applicazione di quanto
ivi stabilito.
Inoltre, ai sensi dell'articolo 9 del medesimo decreto, agli oneri
derivanti dalla piena attivazione della rete delle cure palliative
le Aziende territoriali provvederanno attingendo alla quota di
Fondo sanitario regionale a ciascuna assegnata senza alcun onere
aggiuntivo a carico della Regione».
L'Assessore
Massimo Russo
DE BENEDICTIS. - «All'Assessore per la sanità, premesso che:
nella provincia di Siracusa, come si evince dai dati
epidemiologici disponibili e dall'ultimo rapporto del registro
territoriale di patologia, rispetto alle altre province si conferma
un'elevata incidenza di casi di mortalità e di ricovero per
malattie tumorali;
l'offerta sanitaria della provincia di Siracusa, già insufficiente
in molti settori, presenta gravi lacune nel comparto
dell'assistenza oncologica, al punto da indurre una significativa
parte dei pazienti ad un rilevante fenomeno di mobilità passiva
verso province limitrofe, quali Catania e Ragusa, anche per
trattamenti di bassa e media complessità;
al fine di migliorare e razionalizzare l'offerta di assistenza
oncologica nella provincia di Siracusa, in data 22 dicembre 2006 i
direttori generali dell'azienda USL 8 e dell'azienda ospedaliera
Umberto I' di Siracusa hanno trasmesso a codesto Assessorato il
progetto di un dipartimento oncologico interaziendale di 2
livello, la cui istituzione pare tuttavia non aver ricevuto
l'approvazione del competente ispettorato regionale sanitario;
nel corso della seduta della VI Commissione legislativa dell'ARS
Servizi sociali e sanitari' tenutasi in data 7 gennaio 2009,
l'Assessore ha annunciato, rimarcando l'importanza della
prevenzione oncologica, la predisposizione di un piano finanziario
a sostegno delle attività relative nel territorio regionale;
per sapere:
quale sia lo stadio di definizione del citato programma di
sostegno alle attività di prevenzione oncologica, con quali criteri
ed in quale misura sia previsto che verranno assegnate le risorse a
sostegno delle attività di prevenzione svolte anche dalle
associazioni private che operano nella nostra Regione;
quale sia lo stadio di definizione del summenzionato dipartimento
oncologico interaziendale». (306)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole De Benedictis chiede notizie circa lo stato di
definizione del dipartimento oncologico interaziendale dell'azienda
ospedaliera Umberto I di Siracusa, si rappresenta quanto segue.
E' in corso di definizione la rete oncologica regionale che
coerentemente con gli obiettivi della legge regionale n. 5/2009
intende sviluppare azioni circa il perseguimento dei seguenti
obiettivi:
-individuazione delle macroaree di intervento per l'oncologia
siciliana in ottica di rete territoriale regionale integrata a
quella ospedaliera;
-implementazione del registro dei tumori integrato o epidemiologico
dell'Assessorato affinché si possa avviare la procedura per
l'accreditamento dei cosiddetti Enti ausiliari' di cui alla legge
regionale n. 64/1984 già iscritti all'Albo regionale al fine di
dare piena attuazione alla previsione di cui all'articolo 10 del
decreto assessoriale n. 463/2003;
-individuazione cause di mobilità passiva per l'oncologia e
relative proposte per contrastarle;
-attività di prevenzione.
In linea con quanto previsto dal suddetto piano saranno
programmate le allocazioni di Unità operative nelle varie province
siciliane.
Il programma di sostegno alle attività di prevenzione oncologica è
stato annualmente verificato dal Ministero nel monitoraggio degli
obiettivi fissati e sarà proseguito quest'anno con
l'implementazione delle attività.
La dotazione del fondo sanitario alle Aziende prevede la
destinazione del 5% delle somme per la prevenzione con una
programmazione che si articola su base territoriale proprio per
rispondere alle esigenze locali».
L'Assessore
Massimo Russo
DE BENEDICTIS. - «All'Assessore la sanità, premesso che:
nella provincia di Siracusa, come si evince dai dati
epidemiologici disponibili e dall'ultimo rapporto del registro
territoriale di patologia, rispetto alle altre province si conferma
una elevata incidenza di casi di mortalità e di ricovero per
malattie tumorali;
l'offerta sanitaria della provincia di Siracusa, già insufficiente
in molti settori, presenta gravi lacune nel comparto
dell'assistenza oncologica, al punto da indurre una significativa
parte dei pazienti ad un rilevante fenomeno di mobilità passiva
verso province limitrofe, quali Catania e Ragusa, anche per
trattamenti di bassa e media complessità;
in particolare, la provincia di Siracusa è sprovvista di una
struttura pubblica per il servizio di radioterapia, essenziale nel
trattamento delle patologie oncologiche, costringendo molti
pazienti in difficilissime condizioni a spostarsi verso la
provincia di Catania;
nel corso della seduta della VI Commissione legislativa permanente
dell'ARS Servizi sociali e sanitari' tenutasi in data 7 gennaio
2009, l'Assessore ha nuovamente riferito che è in corso lo studio
per la programmazione di una rete regionale per l'assistenza
oncologica, nonché la definizione di una specifica rete regionale
per i servizi di radioterapia;
per sapere:
in quale stadio sia la definizione della rete di assistenza
oncologica, di cui in premessa, e, segnatamente, quali iniziative
abbia posto o intenda porre in atto per l'urgente ed inderogabile
realizzazione, nella provincia di Siracusa, di una struttura per il
servizio di radioterapia;
entro quali tempi ritenga che il servizio in oggetto possa essere
erogato». (307)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole De Benedictis chiede notizie circa la
realizzazione di una struttura per il servizio di radioterapia
nella provincia di Siracusa, si rappresenta quanto segue.
E' in corso di definizione la rete oncologica regionale che
coerentemente con gli obiettivi della legge regionale n. 5/2009
intende sviluppare azioni circa il perseguimento dei seguenti
obiettivi:
-individuazione delle macroaree di intervento per l'oncologia
siciliana in ottica di rete territoriale regionale integrata a
quella ospedaliera;
-implementazione del registro dei tumori integrato o epidemiologico
dell'Assessorato affinché si possa avviare la procedura per
l'accreditamento dei cosiddetti Enti ausiliari' di cui alla legge
regionale n. 64/1984 già iscritti all'Albo regionale al fine di
dare piena attuazione alla previsione di cui all'articolo 10 del
decreto assessoriale n. 463/2003;
-individuazione cause di mobilità passiva per l'oncologia e
relative proposte per contrastarle;
-attività di prevenzione.
Il Ministero non ha finanziato l'intervento relativo al nuovo
Presidio ospedaliero di Siracusa in assenza di una programmazione
regionale che prevedesse il Dipartimento oncologico subordinato
all'approvazione dell'ex Ispettorato sanitario che non era mai
stata data.
I fondi a valere sul Programma Operativo FESR per la dotazione di
apparecchiature ad alta tecnologia nei poli sanitari regionali
ammontano ad . 68.338.873. E' allo studio, pertanto, un piano di
investimenti che non può prescindere da una valutazione del
fabbisogno di salute e dalla rimodulazione della rete ospedaliera e
territoriale».
L'Assessore
Massimo Russo
POGLIESE - VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e
all'Assessore per la sanità, premesso che:
la sclerosi multipla è una malattia infiammatoria demielinizzante
del sistema nervoso centrale ad evoluzione disabilitante che
colpisce in gran parte soggetti giovani (tra i 20 ed i 40 anni) nel
pieno della loro fase produttiva. L'andamento della malattia è
all'inizio di tipo recidivante-remittente (con attacchi e
remissioni) per poi tramutarsi in un processo di tipo progressivo
con accumulo di deficit neurologici permanenti sino ad una
condizione di grave o gravissima disabilità;
il numero di persone affette da sclerosi multipla in Sicilia è
calcolabile in 4.500-5.000 e di queste circa il 60-70% può trarre
beneficio dalla terapia con interferoni-beta o glatiramer acetato,
specie se usati sin dalle prime fasi di malattia. A queste molecole
si è aggiunto recentemente un nuovo farmaco (natalizumab), molto
più efficace, ma riservato ai casi resistenti alla terapia con
interferoni-beta o con glatiramer acetato o ai casi con esordio
particolarmente severo di sclerosi multipla;
considerato che tutti questi prodotti farmaceutici sono di
derivazione biotecnologica e perciò molto costosi: attualmente la
loro prescrizione e dispensazione è obbligatoriamente affidata ai
centri specializzati per la cura della sclerosi multipla presenti
in selezionate aziende sanitarie come policlinici universitari o
ospedali di alta specializzazione. In altri termini, i soggetti
colpiti da sclerosi multipla, se candidabili al trattamento con i
farmaci suddetti, pur se la somministrazione di questi avviene in
modo autonomo al proprio domicilio, possono ottenerli solo nei
centri appositamente designati e non dalle comuni farmacie;
tenuto conto che:
tale sistema di dispensazione diretta è adottato in tutta Italia e
l'importo impegnato per l'acquisto dei farmaci da parte delle
aziende che li erogano dovrebbe venire compensato con eguale
importo dalle aziende sanitarie territoriali di appartenenza dei
pazienti secondo un flusso di compensazione di spesa chiamato
flusso F;
questo sistema ha funzionato, sia pure con qualche intoppo, anche
in Sicilia sino al 2007, e cioè sino a quando è entrato in vigore
il piano di rientro della spesa sanitaria regionale, con
conseguente riduzione del budget a disposizione delle aziende
sanitarie ed ospedaliere regionali;
dall'estate 2007 si è verificata in molti centri siciliani per la
cura della sclerosi multipla una centellinazione' della
disponibilità economica per l'acquisto dei farmaci del flusso F con
il disagio per i pazienti di doversi recare mensilmente in ospedale
per ottenere la loro terapia. Inoltre, in pochi centri, tra cui
alcuni della città di Catania, si è addirittura verificata una
budgetizzazione' della spesa per tali farmaci (cioè
l'individuazione di un importo di spesa mensile non modificabile)
con il risultato che alcuni nuovi pazienti, e cioè quelli fuori
budget, hanno subito ritardi nell'iniziare il trattamento o non
hanno potuto iniziarlo affatto;
per sapere:
se non ritengano auspicabile che questa condizione di deficit
medico-sanitario trovi una soluzione definitiva che garantisca il
diritto alle cure per i pazienti affetti da sclerosi multipla, pur
nell'ottemperanza delle necessità di bilancio della nostra Regione;
se non ritengano, alla luce di quanto sopra e nell'ottica di una
risoluzione del problema:
a) creare un registro regionale per i pazienti con sclerosi
multipla in trattamento con i farmaci di flusso F che preveda il
rimborso a piè di lista per le aziende eroganti;
b) la extrabudgetizzazione' dei farmaci di flusso F, svincolando
quindi la spesa dal budget annuale complessivo di ogni azienda
erogante;
c) la modifica del regime di dispensazione dei farmaci di flusso
F, prevedendo la possibilità che i pazienti possano ottenerli
presso farmacie comunali o dalla loro ASL (per non perdere i
vantaggi di una riduzione di costo), previa presentazione di piano
terapeutico compilato dai medici dei centri per la cura della
sclerosi multipla già individuati». (315)
Risposta. - « In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Pogliese chiede notizie circa la fornitura dei
farmaci di flusso F per i malati di sclerosi multipla, si
rappresenta quanto segue.
Preliminarmente, è opportuno sottolineare che la prescrizione di
tali farmaci è subordinata al rispetto delle indicazioni previste
dalla Nota AIFA 65 che recita: La prescrizione e la dispensazione
a carico del S.S.N. da parte di centri specializzati, Universitari
o delle Aziende sanitarie, individuati dalle Regioni e dalle
Province Autonome di Trento e Bolzano, è limitata alle seguenti
condizioni:
? per i pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente
diagnosticata secondo i criteri di Polman (Polman, 2005) con
punteggio sull'Expanded Disability Status Scale (EDSS) tra 1.0 e
5.5 glatiramer acetato; interferone â-1a ricombinante; interferone
â-1b ricombinante;
- per i pazienti con Sclerosi Multipla secondariamente progressiva
e punteggio di invalidità da 3 a 6,5 all'EDSS e almeno 2 ricadute o
1 punto di incremento all'EDSS nei 2 anni precedenti: interferone â-
1b ricombinante .
E' evidente dunque l'obbligo, individuato dall'AIFA, di
dispensazione esclusivamente a carico dei centri specializzati
individuati presso i quali è in cura il paziente.
Tale disposizione è stata impartita non già per finalità di natura
economica ma per garantire al paziente il giusto completamento
della terapia attraverso l'erogazione del farmaco necessario per la
cura nell'ambito della stessa struttura che costantemente monitora
l'andamento della progressione della malattia e l'efficacia delle
cure individuate.
Pertanto, si ribadisce l'importanza di un costante controllo della
terapia in atto e in adempimento a quanto previsto in merito alla
dispensazione dalla citata nota si sottolinea che i centri
prescrittori nella regione sono complessivamente diciassette e
comunque capillarmente distribuiti sul territorio e che la
distribuzione del farmaco da parte del centro di riferimento
rappresenta il giusto completamento terapeutico del percorso
individuato.
In relazione a quanto richiesto dell'interrogante in merito alla
extrabudgettizzazione' del costo dei farmaci inclusi nel flusso F
si rappresenta che da anni questo Assessorato, in sede di
assegnazione delle risorse economiche alle Aziende sanitarie,
provvede al riconoscimento alle strutture erogatrici dei costi
sostenuti per i farmaci inclusi nel flusso F, addebitando tali
costi alle Aziende territoriali di residenza dei pazienti, senza
mai assegnare un vincolo economico specifico per tali farmaci.
Piuttosto, in ottemperanza ai vincoli finanziari regionali questo
Assessorato ha proceduto all'analisi degli scostamenti dal tetto
fissato a livello nazionale e per ciascuna Regione per la
farmaceutica ospedaliera, che include anche i costi per i farmaci
in questione dispensati a pazienti non ricoverati; i costi
registrati per tale assistenza nella nostra regione sono tuttora
superiori ai limiti individuati, tuttavia, pur sollecitando le
Aziende sanitarie ad attivare ogni utile azione volta a contenere
tale spesa, in diverse occasioni è stato puntualizzato che tale
opera di razionalizzazione deve essere rivolta alla riduzione degli
sprechi ed operata attraverso il puntuale rispetto delle
indicazioni per le prescrizioni effettuate, senza precludere
l'accesso alle terapie ai pazienti che necessitano di tali
trattamenti.
In relazione al suggerimento di attivare un registro regionale per
i pazienti con sclerosi multipla, utile non già per finalità
economiche ma al fine di monitorare i dati epidemiologici della
patologia in questione, si evidenzia che già nel 2008 l'Assessorato
si è attivato per acquisire dati in merito al numero dei pazienti
in trattamento presso ciascun centro, ipotizzando l'attivazione di
una specifica scheda regionale di monitoraggio dell'uso dei farmaci
soggetti alla Nota AIFA 65».
L'Assessore
Massimo Russo
LUPO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che:
con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell'1
aprile 2008, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Regione
siciliana n. 126 del 30 maggio 2008, è divenuto esecutivo il
trasferimento al servizio sanitario nazionale delle funzioni
sanitarie, dei rapporti di lavoro, delle risorse finanziarie, delle
attrezzature e dei beni strumentali in materia di sanità
penitenziaria;
il trasferimento di dette funzioni, il cui espletamento deve
essere effettuato attraverso le aziende sanitarie locali, è
demandato dal suddetto decreto alle regioni, che sono chiamate a
disciplinare gli interventi da attuare attraverso le suddette
aziende in conformità ai principi definiti dalle linee guida
allegate al DPCM di cui sopra;
per sapere se, al fine di garantire la continuità dell'assistenza
sanitaria prestata ai detenuti e agli internati, stante l'attuale
mancata attivazione delle procedure di trasferimento delle funzioni
sanitarie afferenti la medicina penitenziaria al SSN, sia
intenzione dell'Assessore per la sanità attivare un tavolo di
concertazione con le organizzazioni sindacali dei lavoratori, per
provvedere alla definizione concertata, entro i tempi previsti, ed
in conformità ai principi definiti dalle linee guida allegate al
DPCM sopra citato della disciplina degli interventi da attuare per
il trasferimento delle predette funzioni». (331)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Lupo chiede notizie circa il trasferimento al
servizio sanitario nazionale (SSN) delle funzioni sanitarie, dei
rapporti di lavoro, delle risorse finanziarie, delle attrezzature e
dei beni strumentali in materia di sanità penitenziaria, si
rappresenta quanto segue.
Com'è noto con il DPCM 1 aprile 2008 recante "Modalità e criteri
per il trasferimento al Servizio sanitario nazionale delle funzioni
sanitarie, dei rapporti di lavoro, delle risorse finanziarie e
delle attrezzature e beni strumentali in materia di sanità
penitenziaria" continua la fase attuativa del riordino della
medicina penitenziaria avviato con il D. Lgs. n. 230/1999.
E' altresì noto che per le Regioni a statuto ordinario detto
trasferimento di funzioni è avvenuto a far data dal 1 ottobre
2008.
Per quanto attiene le modalità per il trasferimento delle
competenze alle Regioni a statuto speciale ed alle province
autonome, il comma 1 dell'art. 8 del citato DPCM rimanda ai
rispettivi statuti ed alle correlate norme di attuazione.
Tale norma di attuazione, per il recepimento nella nostra Regione
del DPCM 1 aprile 2008, potrà essere emanata solo a seguito delle
determinazioni assunte dalla Commissione paritetica istituita ai
sensi dell'art. 43 dello Statuto della Regione Siciliana.
Nelle more dell'emanazione di dette norme, ai sensi del successivo
comma 2 dell'art. 8, "il Dipartimento dell'Amministrazione
penitenziaria ed il Dipartimento della Giustizia minorile
continuano a svolgere le relative funzioni e le corrispondenti
risorse umane, finanziarie e strumentali restano temporaneamente al
bilancio del Ministero della Giustizia fino all'avvenuto
trasferimento".
Pertanto l'assistenza sanitaria nelle carceri siciliane, così come
in tutte le Regioni a statuto speciale continua ad essere
regolarmente garantita dallo Stato.
Al fine di affrontare le problematiche connesse al trasferimento
di dette competenze, le cui modalità come già detto sono comunque
demandate alla citata Commissione paritetica in data 23 gennaio
2009 si è tenuto un primo incontro con le Aziende USL, il
Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria ed il Dipartimento
della Giustizia minorile, nonché con il rappresentante dell'Ufficio
del Garante per i diritti dei detenuti, nel corso del quale si è
dato avvio allo studio delle procedure propedeutiche al
trasferimento delle competenze; successivamente, in data 27 marzo
2009, il competente Servizio 6 di questa Amministrazione ha chiesto
ai Dipartimenti interessati del Ministero della giustizia (D.A.P. e
Giustizia minorile) l'invio dei dati relativi al personale
(posizioni contrattuali e relativi costi) e più in generale alla
gestione della salute in carcere. Detta ricognizione, nel
consentire una puntuale verifica delle posizioni contrattuali del
personale a vario titolo utilizzato dall'Amministrazione
penitenziaria, permetterà a questa Amministrazione sia di fornire
alla Presidenza tutti gli elementi utili per avviare le procedure
in sede di Commissione paritetica, sia di confrontarsi con le
Organizzazioni sindacali».
L'Assessore
Massimo Russo
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore
regionale per la sanità, premesso che:
nel settembre del 2007 venne presentato, all'allora Assessore per
la sanità, prof. Roberto Lagalla, un progetto dal titolo 'Screening
neonatale universale (snu) per la prevenzione dei deficit
permanenti in età evolutiva', avente come finalità
l'identificazione precoce del maggior numero di bambini affetti da
deficit permanenti dell'udito, in maniera d'avviarli altrettanto
precocemente alla riabilitazione ed evitare così l'handicap
uditivo;
tale progetto aveva come capofila l'unità operativa di audiologia
del policlinico di Palermo, la partecipazione del
dipartimento otorinolaringoiatria ed audiologia del policlinico di
Catania, l'unità complessa di otorinolaringoiatria, audiologia
e foniatria del policlinico di Messina, le unità operative di
audiologia di otorinolaringoiatria, ostetricia e neonatologia delle
Aziende ospedaliere siciliane. Inoltre aveva fornito la propria
collaborazione l'International association of Lions club, distretto
108YB;
considerato che:
il 31 dicembre 2007, con disposizione prot. Dip/Serv3/5223,
l'Assessorato Sanità finanziò tale progetto, il quale tra l'altro,
trovava riscontro nei nuovi LEA, immessi il 23 aprile 2008
dall'allora Ministro della salute, Livia Turco;
lo screening uditivo neonatale trovava nuovamente conferma nella
conferenza Stato-Regioni del 23 ottobre 2008;
tenuto conto che con decreto assessoriale 3737/Gab dell'8 agosto
2008, il progetto di finanziamento dello screening uditivo
nazionale (e con esso il Network siciliano) è stato sospeso
dall'Assessore per la sanità, Massimo Russo;
visto che:
la Regione non può rimanere estranea o disinteressata ad una
iniziativa così importante, le cui finalità riguardano le famiglie
direttamente coinvolte e la prevenzione di un handicap rilevante
come quello che implica il mancato sviluppo uditivo e, quindi, del
linguaggio;
tale progetto di screening viene già attuato in Campania, Liguria,
Toscana, Umbria e Basilicata e rappresenta un importante
investimento sulla qualità di vita della popolazione oltre che una
fonte di risparmio: basti pensare che, in termini di assistenza
complessiva allo Stato, un bambino non riconosciuto sordo alla
nascita costa 700 mila euro;
per sapere se non ritengano urgente e necessario revocare la
sospensione al fine di consentire l'immediata attuazione del
progetto 'Screening neonatale universale (snu) per la prevenzione
dei deficit permanenti in età evolutiva'». (350)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Vinciullo chiede notizie circa l'attuazione
del progetto "Screening neonatale universale (snu)" per la
prevenzione dei deficit permanenti in età evolutiva, si rappresenta
quanto segue.
A distanza di otto mesi dall'assegnazione di risorse F.S.R.
avvenuta in data 31 dicembre 2007, e precisamente nel settembre
2008, l'Assessorato ha avviato una ricognizione per conoscere lo
stato di attivazione sui progetti obiettivo del 2007 e 2008
nell'ottica di una riconsiderazione generale alla luce degli
impegni sottoscritti con il Piano di rientro .
Tale richiesta è stata avanzata, tra le altre, anche all'Azienda
ospedaliera universitaria policlinico P. Giaccone' di Palermo con
invito a rispondere entro il 10 settembre successivo.
Solo a fine settembre, stante il mancato riscontro da parte della
predetta Azienda ed avendo la necessità di ottemperare alla
realizzazione dei progetti obiettivo previsti dal Piano di
rientro', l'Assessorato ha comunicato che i progetti non attivati
erano da intendersi immediatamente sospesi ed ha invitato la
Direzione dell'Azienda "ad adottare ogni provvedimento utile al
rispetto delle disposizioni dandone opportuna e tempestiva
comunicazione al Responsabile/i dei progetto/i .
Tale comunicazione è stata ribadita con nota del 13 novembre 2008
e solo successivamente, con nota del 17 novembre 2008, il Direttore
sanitario della predetta Azienda ha dato notizia della mancata
attivazione del progetto in parola a causa della insufficienza
delle risorse aziendali.
E' utile precisare che con la nota del 31 dicembre 2007 l'Azienda
era già stata autorizzata a dare avvio alle attività progettuali
ricorrendo, ove necessario, ad anticipazioni con fondi propri nelle
more dell'accreditamento del finanziamento accordato; a distanza di
otto mesi, non avendo avuto notizie circa l'effettivo avvio dei
progetti e nella considerazione che le assegnazioni di fondi erano
già state effettuate, l'Amministrazione ha ritenuto opportuno
sospendere gli effetti del finanziamento per riprogrammarli a
favore delle Aziende che avevano rispettato la tempistica e gli
obiettivi prefissati».
L'Assessore
Massimo Russo
RAIA. - «All'Assessore per la sanità, premesso che sta per essere
aperto un nuovo poliambulatorio nel quartiere di San Giorgio
Librino nel comune di Catania (ASL 3);
constatato che questa nuova struttura, pur essendo molto
importante per rispondere alle esigenze sanitarie di una vasta
popolazione residente nel quartiere interessato, rischia però di
creare situazioni controproducenti per gli utenti dei quartieri
centrali della città poiché la struttura stessa di fatto
risulterebbe sostitutiva e non aggiuntiva per l'erogazione dei
servizi sanitari necessari;
considerato che il decentramento sanitario con la realizzazione
di strutture decentrate nei quartieri cittadini deve essere attuato
senza però eliminare servizi sanitari già esistenti ed in grado di
prestare la propria attività a migliaia di utenti che sarebbero
costretti (in caso di chiusura e trasferimento) a spostamenti in
zone lontane da quelle di residenza;
per sapere se non condivida le preoccupazioni sopra espresse in
merito ai nuovi assetti organizzativi che l'ASL 3 di Catania
sembrerebbe voglia mettere in atto in seguito alla realizzazione di
una nuova struttura sanitaria nel quartiere San Giorgio Librino di
Catania, ed in questo caso, se non ritenga opportuno ed urgente
intraprendere le dovute iniziative di competenza affinché venga
rivisto l'orientamento che sembrerebbe guidare attualmente l'ASL 3
di Catania in merito alla distribuzione dei servizi sanitari in
città». (352)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Raia chiede notizie circa la distribuzione dei
servizi sanitari nella città di Catania, si rappresenta quanto
segue.
Nell'ambito del processo di innovazione, implementazione e
razionalizzazione delle prestazioni e della spesa sanitaria
l'Azienda USL 3 di Catania ha posto particolare attenzione alla
riorganizzazione delle Sedi e dei Poliambulatori dei Distretti
ricadenti nell'Area Metropolitana e denominati Catania 1, Catania 2
e Catania 3.
L'attività di riorganizzazione posta in essere mira a
razionalizzare e potenziare l'offerta sanitaria in funzione delle
effettive esigenze e della domanda dell'utenza, nonché a
ridistribuire più efficacemente sul territorio metropolitano le
Sedi dei Distretti e dei relativi Poliambulatori.
E' stato pertanto avviato, di concerto con le rappresentanze
delle Organizzazioni Sindacali delle categorie coinvolte, uno
specifico programma di rimodulazione ed ottimizzazione delle
attività specialistiche prevedendo la dotazione aggiuntiva,
nell'ambito dell'area metropolitana, di un ulteriore presidio e
dotando il Distretto di Catania 1, che ne era sprovvisto, di un
adeguato poliambulatorio con conseguente potenziamento di
riferimenti sanitari per i cittadini del centro.
Il nuovo Poliambulatorio di S. Giorgio - Librino, appartenente al
Distretto di Catania 2, è stato finanziato, per un importo
complessivo di oltre 10 milioni di euro, nell'ambito del Piano
poliennale ex articolo 20 della Legge n. 67/1988. Il progetto,
avviato già nel 1993, è pervenuto all'approvazione definitiva nel
1999; successivamente, previa acquisizione di tutti i pareri
tecnici, amministrativi e sanitari necessari per la messa in
esercizio, è iniziato, a partire dallo scorso mese di gennaio, il
trasferimento di tutte le attività erogate presso il presidio di
Librino viale Bummacaro (immobile di cui è stata dismessa la
locazione), nonché di alcune attività sanitarie erogate nella sede
di via S. Maria La Grande.
In particolare, al fine di assicurare la continuità assistenziale
nelle aree del centro cittadino ed una ordinata e progressiva
integrazione delle attività sanitarie, l'Azienda ha ritenuto
opportuno modulare gradualmente l'implementazione delle attività
specialistiche presso il nuovo Presidio di S. Giorgio - Librino
mantenendo, nelle more dell'apertura e messa in esercizio del
Poliambulatorio del Distretto Catania 1 di via Cifali, l'erogazione
delle branche specialistiche a visita presso la sede di via Santa
Maria La Grande.
Si pone in evidenza come l'apertura del nuovo Presidio
rappresenti una grande opportunità per il Quartiere di S. Giorgio
- Librino stante che si concretizza l'auspicato decentramento di
servizi - di qualità - nelle aree periferiche della città ed
inoltre comporta un notevole vantaggio nell'erogazione delle
prestazioni, potenziando ed avvicinando l'offerta sanitaria alle
aree con maggiore utenza (il quartiere di Librino conta infatti
circa 4.500 abitanti).
Ne consegue:
- un indubbio vantaggio per tutta l'utenza in termini di
distribuzione ed erogazione dell'offerta sanitaria;
- il decongestionamento dell'immobile di via S. Maria La Grande,
sede legale dell'Azienda;
- la liberazione di locali presso l'immobile di via S. Maria la
Grande sufficienti ed idonei ad ospitare organicamente Settori
Amministrativi strategici per l'Azienda (Personale, Provveditorato,
Economato, Ingegneria Informatica), con conseguente dismissione di
locali in affitto;
- il rilascio di locazioni passive, quali l'immobile di Librino
viale Bummacaro e l'immobile di Gravina via Seminara;
- l'utilizzo e l'erogazione dei servizi aziendali presso
strutture immobiliari centralizzate, di adeguate dimensioni,
allocate in aree dotate di adeguati servizi per la collettività,
conformi a tutte le normative vigenti, idonee, funzionali e dotate
dei requisiti previsti per l'accreditamento;
- eliminazione della frammentazione delle attività mediante
l'accentramento delle strutture amministrative strategiche presso
la sede legale dell'Azienda e delle prestazioni sanitarie presso
idonee ed organiche sedi.
Per quanto sopra esposto si può certamente affermare che i
cittadini del centro non sono e non rimarranno privi di riferimenti
sanitari, assicurandosi al riguardo non solo il mantenimento, bensì
il potenziamento dell'erogazione dei servizi attraverso i
poliambulatori dei Distretti di CT 1 e CT 3 e che l'erogazione dei
servizi sanitari sarà così garantita, contemporaneamente, su tutta
l'area metropolitana assicurando adeguati servizi ai cittadini del
centro ed ai cittadini della periferia».
L'Assessore
Massimo Russo
ODDO. - «All'Assessore per la sanità, premesso che:
la legge regionale 5 gennaio 1999, n. 4, prevede un contributo a
favore delle farmacie rurali con sede nelle isole minori;
detto contributo non è stato erogato, dal 2004 ad oggi, con le
ovvie conseguenze economiche per le suddette farmacie rurali le
quali, alla luce della peculiarità della loro sede, hanno dei
ridottissimi margini economici;
la ragione per cui è stato previsto il contributo è quella di
rendere disponibili i farmaci in strutture idonee proprio per le
realtà disagiate e fuori mercato delle isole minori;
la maggior parte delle farmacie rurali, con sede nelle isole
minori, per protesta contro il mancato pagamento dei contributi, ha
bloccato la vendita dei farmaci rimborsabili dal servizio sanitario
con le conseguenti ripercussioni sulle tasche degli utenti;
è già intercorsa sul punto una trattativa con Federfarma che ha
impedito uno sciopero;
il serio rischio di chiusura di molte delle farmacie rurali
impone un intervento divenuto improcrastinabile;
e' stato presentato un emendamento al disegno di legge n. 250, di
cui primo firmatario è il sottoscritto interrogante, proprio per
far fronte alla situazione de quo;
sulla stampa sono state pubblicate dichiarazioni dell'Assessore
in riferimento ad esistenti fondi per la copertura dei contributi
pregressi;
per sapere:
come intenda intervenire al fine di assicurare il pagamento dei
contributi pregressi previsti dalla legge regionale n. 4 del 1999
per gli anni 2004, 2005, 2006, 2007 e 2008 a favore delle farmacie
rurali;
per quali ragioni, sussistendo i fondi necessari, così come da
dichiarato alla stampa dall'Assessore, non siano stati avviati gli
opportuni provvedimenti per la risoluzione del problema». (357)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Oddo chiede notizie circa le risorse per le
farmacie rurali delle isole minori, si rappresenta quanto segue.
L'indennità di disagiata residenza in favore dei titolari delle
farmacie rurali aventi sede nelle isole minori è prevista dalla
legge regionale 5 gennaio 1999, n. 4, per fare fronte ai molteplici
e peculiari disagi logistici che gravano sulle stesse.
Non rientrando tale indennità tra i livelli essenziali di
assistenza, la stessa non può trovare copertura attraverso
l'utilizzo del Fondo Sanitario Regionale.
Tale indennità è stata corrisposta fino al 2004 e successivamente
non ha trovato ingressi negli stanziamenti del bilancio regionale.
La legge regionale 17 marzo 2009, n. 2, al fine di evitare
qualunque forma di protesta che potesse portare all'interruzione
dell'assistenza farmaceutica convenzionata nelle sedi coinvolte e
scongiurare il rischio che le stesse sedi rimanessero vacanti, ed
in assenza di legge di bilancio, ha consentito l'erogazione
dell'indennità, per il solo esercizio finanziario 2009, a valere
sul fondo per le autonomie locali già determinato con legge
finanziaria 2008.
E' stata presentata alla Giunta di Governo una proposta di
disegno di legge contenente la norma che consente di determinare
annualmente, mediante la tabella G della legge finanziaria
regionale, l'indennità in argomento in modo da risolvere in via
definitiva la problematica, senza dovere ricorrere a soluzioni
d'urgenza come avvenuto nel corrente anno.
La proposta ha già ottenuto il parere favorevole del competente
Assessorato Bilancio e Finanze è sarà riproposta in via definitiva
alla nuova Giunta di Governo con alcune modifiche formali suggerite
dall'Ufficio legislativo e legale.
Per quanto riguarda l'erogazione dell'indennità non corrisposta
per gli anni pregressi si pone un problema di disponibilità di
risorse necessarie per la copertura finanziaria, problema che
sembra che già in passato ha impedito l'approvazione di emendamenti
in tal senso presentati».
L'Assessore
Massimo Russo
ODDO. - «All'Assessore per la sanità, premesso che:
nell'ambito del piano di rientro il provvedimento varato
dall'Assessore per la sanità prevede la chiusura di 43 guardie
mediche per ridurre i costi, ma che l'individuazione dei presìdi da
chiudere o da ridurre come ore di operatività non tiene conto delle
effettive esigenze del territorio, in particolare delle realtà
montane;
secondo le previsioni del piano la guardia medica di Erice Vetta
(820/ s.l.m.) deve essere ridotta a guardia notturna prefestiva -
festiva;
la guardia medica di Erice Vetta costituisce un indispensabile
presidio per una località sita a 12 chilometri dall'ospedale più
vicino, raggiungibile da un percorso stradale con le
caratteristiche di percorso di montagna che rende ancor più lento e
difficile il collegamento, con l'aggravante della sospensione del
servizio del 118;
nel borgo medievale di Erice Vetta dimorano, oltre ai residenti,
molte migliaia di villeggianti durante il periodo estivo ed altre
migliaia di visitatori occasionali, i quali rappresentano un
considerevole bacino di utenza per la guardia medica;
proprio per le suddette ragioni ed a tutela del diritto alla
salute dei propri cittadini, il comune di Erice ha impugnato
innanzi al TAR il provvedimento di chiusura, ottenendone la
sospensione;
nonostante questo e nonostante la proposta del sindaco di Erice
di mettere a disposizione del presidio sanitario sia i locali che i
servizi, restando a carico della Regione unicamente le retribuzioni
dei medici, l'ASL e l'Assessorato sono rimasti arroccati sulle loro
posizioni ed anzi hanno presentato appello, avverso la decisione
del TAR, innanzi al CGA, dimostrando in tal modo di non tenere in
alcun conto le esigenze ed i diritti dei cittadini;
la salute è un diritto fondamentale ed inalienabile di rango
costituzionale di fronte al quale appaiono prive di significato
tutte le forme di razionalizzazione o di riorganizzazione,
soprattutto quando attraverso di esse si penalizzano i territori
più deboli, e le comunità locali che registrano specificità legate
al carattere montano dei luoghi;
è necessario un'attenta riflessione sulla guardia medica di Erice
Vetta che tenga conto delle istanze della cittadinanza, dei
provvedimenti del giudice amministrativo e delle proposte del
sindaco del comune interessato;
per sapere:
come intenda intervenire al fine di assicurare il diritto alla
salute dei cittadini che vivono nei territori montani, come quello
di Erice Vetta;
se intenda rivedere il provvedimento emesso in ordine alla
riduzione del servizio della guardia medica di Erice anche alla
luce del pronunciamento del TAR di Palermo e della proposta del
sindaco di Erice;
se non ritenga l'appello presentato dall'ASL al CGA un vero e
proprio accanimento nei confronti della comunità di Erice Vetta».
(362)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Oddo chiede notizie circa il mantenimento
dell'operatività della guardia medica di Erice Vetta (TP), si
rappresenta quanto segue.
Il punto B.4.4 del Piano di rientro , nell'ambito dell'obiettivo
operativo riguardante la riorganizzazione dei servizi destinati
all'urgenza ed all'emergenza ed ai rapporti con l'assistenza
sanitaria di base, prevede la rimodulazione, in relazione ai dati
di produttività ed alla loro allocazione geografica, dei presidi di
continuità assistenziale con l'adozione di specifici decreti
assessoriali che, nel triennio considerato, ne dispongano la
chiusura nel numero rispettivamente di 43, 22 e 22, di cui 4, 1 e 2
nell'ambito dell'Azienda USL n. 9 di Trapani.
Sulla scorta di criteri predeterminati dall'Amministrazione
regionale, il Direttore generale dell'Azienda USL n. 9 di Trapani,
con delibera n. 1573 del 24 giugno 2008 ha individuato i 4 presidi
da dismettere e, precisamente quelli di Trapani, Mazara del Vallo,
Castelvetrano e Salemi, per i quali questo Assessorato ne ha preso
atto con il decreto n. 1507/2008.
In pari data, con atto deliberativo n. 1575/08, la stessa
Azienda, in ottemperanza alle disposizioni assessoriali che
prevedono il mantenimento dei presidi di continuità assistenziali
permanenti solo ed esclusivamente nelle isole minori, ha altresì
provveduto a riconvertire il presidio di Erice Vetta da permanente
(h. 24) ad ordinario (festivo, prefestivo e notturno); infatti, ai
sensi di quanto previsto dall'articolo 62 dell'A.C.N. di Medicina
Generale 23 marzo 2005, il servizio di continuità assistenziale è
assicurato dalle ore 10,00 del giorno prefestivo alle ore 8,00 del
giorno successivo al festivo e dalle ore 20,00 alle ore 8,00 di
tutti i giorni feriali , mentre i presidi permanenti attivi 24 h su
24 sono stati istituti a livello regionale con La legge regionale
n. 26/1996 (art. 21, comma 1) che ne ha previsto l'attivazione
limitatamente alle isole minori.
Pertanto la delibera aziendale contestata è stata adottata in
osservanza alla normativa nazionale e regionale che disciplina la
materia.
Per quanto concerne l'esigenza di garantire il diritto alla
salute dei cittadini, si fa presente che l'assistenza sanitaria è
assicurata dal servizio di assistenza primaria, dal presidio di
continuità assistenziale ordinaria e dalla postazione del 118.
Del resto, a conferma della legittimità del provvedimento
adottato dalla Azienda di Trapani, di riconversione del presidio di
continuità assistenziale di Erice da permanente ad ordinario, si
precisa che il C.G.A., intervenendo in sede di appello avverso
l'ordinanza con cui il T.A.R. di Palermo aveva sospeso il
provvedimento aziendale impugnato, ha annullato il provvedimento
del TAR.
In ottemperanza a tale pronuncia l'Azienda di Trapani ha dato
esecuzione alla stessa confermando il presidio di Erice Vetta quale
presidio ordinario (festivo, prefestivo e notturno) di continuità
assistenziale».
L'Assessore
Massimo Russo
PANARELLO - DE BENEDICTIS - DI BENEDETTO - DIGIACOMO - MARZIANO. -
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che l'Assessorato Sanità, pur in presenza del piano di
rientro, ha ritenuto di dover autorizzare le strutture sanitarie
pubbliche, ASL e policlinici universitari, alla stabilizzazione del
personale precario paramedico (ausiliari, infermieri e tecnici)
secondo le linee guida definite a sua tempo con le organizzazioni
sindacali, escludendo però l'area della dirigenza medica e
veterinaria;
considerato che:
i predetti accordi sindacali ponevano in essere i contenuti della
legge finanziaria nazionale che rendeva obbligatoria la
stabilizzazione del personale paramedico;
numerose regioni italiane (Calabria, Sardegna, Puglia, Veneto,
Marche, Emilia-Romagna, Toscana, Piemonte) hanno proceduto
all'emanazione di provvedimenti atti alla stabilizzazione anche del
personale inquadrato nell'area della dirigenza medica e
veterinaria;
in Sicilia il personale in oggetto (circa 700 unità) svolge una
funzione essenziale nel garantire l'operatività delle numerose
strutture sanitarie;
questo personale opera da molti anni e pertanto ha maturato i
requisiti ai fini della stabilizzazione;
il superamento della condizione di precarietà consentirebbe una
più efficiente erogazione dell'assistenza sanitaria nelle numerose
strutture interessate;
per sapere se non valutino necessario procedere alla definizione
degli atti funzionali alla stabilizzazione del personale dell'area
della dirigenza medica e veterinaria allo scopo di soddisfare, in
analogia a quanto già avvenuto in altre regioni italiane, la
legittima aspirazione al superamento della condizione di precarietà
in cui versa detto personale e contestualmente contribuire a
rendere più efficiente il sistema sanitario pubblico in Sicilia».
(369)
Risposta. - « In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Panarello chiede notizie circa la
stabilizzazione del personale inquadrato nell'area della dirigenza
medica e veterinaria in Sicilia, si rappresenta quanto segue.
Questa Regione ha autorizzato le procedure di stabilizzazione del
personale precario non dirigenziale, titolare di contratti di
lavoro a tempo determinato, in servizio presso le Aziende
sanitarie, secondo i criteri e le modalità individuate nei
protocolli di intesa sottoscritti dall'Assessore della sanità e
dalle 00.SS. firmatarie dei contratti di lavoro del comparto S.S.N.
e dell'Università, ed approvati con delibera di Giunta n. 45 del 13
febbraio 2008.
A tal fine, è stato previsto che le Aziende sanitarie dovevano
approvare un piano triennale di stabilizzazione da sottoporre
all'autorizzazione dell' Assessorato della sanità, da definire al
di fuori delle percentuali di parziale copertura turn over previsto
dalla misura D 1.2 del Piano di rientro, con l'obbligo di
individuare le risorse finanziarie occorrenti nella disponibilità
del bilancio aziendale, senza però avvalersi delle risorse
derivanti dai risparmi realizzati dal turn over.
Per la individuazione dei soggetti aventi i requisiti previsti dai
protocolli d'intesa si è fatto riferimento alle tipologie di lavoro
flessibile rientranti nella più ampia categoria dei contratti di
lavoro subordinati previsti nella vecchia formulazione dell'art. 36
del D.L.vo n. 165/2001, di recente integralmente sostituito
dall'art. 3, comma 79, della legge n. 244/2007.
Non sono invece state previste procedure di stabilizzazione per il
personale dirigenziale in quanto sia la legge finanziaria 2007
(legge n. 296/2006 art. 1, comma 519), sia la legge finanziaria
2008 (legge n. 244/2007 art. 3, comma 94) facevano espresso
riferimento al personale precario non dirigenziale.
Al riguardo si fa richiamo alla direttiva n. 5/2008 del
Dipartimento della funzione pubblica che, nell'evidenziare che le
disposizioni speciali in materia di stabilizzazione scaturiscono
dalla volontà del legislatore di porre rimedio alle situazioni
irregolari determinatesi come effetto dell'utilizzo del lavoro
flessibile per esigenze permanenti legati al fabbisogno ordinario,
ha precisato che le leggi finanziarie sopra riportate non hanno
previsto la stabilizzazione del personale dirigenziale in quanto le
tipologie contrattuali a tempo determinato previste per dette
categorie sono contenute in disposizioni speciali in cui prevale
l'esigenza di una scelta fondata sull'intuitu personae nella quale
non si rinvengono i presupposti di un utilizzo improprio del tempo
determinato in quanto i rapporti si svolgono net rispetto della
normativa di riferimento, senza determinare aspettative in capo
agli interessati.
Allo stato l'eventuale previsione di estendere anche al personale
inquadrato nell'area della dirigenza medica e veterinaria le
disposizioni inerenti alle procedure di stabilizzazione non può
attualmente trovare applicazione nella nostra Regione in sottoposta
ai vincoli del Piano di rientro diversamente dalla maggior parte
delle Regioni citate nell'atto ispettivo parlamentare».
L'Assessore
Massimo Russo
ARDIZZONE. - «All'Assessore per la sanità, premesso che:
il piano di rientro dal deficit della sanità siciliana è stato
positivamente riscontrato dal Governo nazionale;
per l'attuazione di detto piano, l'Assemblea regionale siciliana
sarà chiamata a discutere e deliberare in ordine ai disegni di
legge che ridisegnano la mappa della sanità siciliana;
in data 10 luglio 2002, in aderenza alla nota del Presidente della
Regione pro tempore n. 11260 del 9 luglio 2002, è stato
sottoscritto fra il Ministero della salute e l'Assessorato Sanità,
l'accordo di programma che prevede la realizzazione in Sicilia di
tre centri di eccellenza per i settori maggiormente esposti alla
mobilità sanitaria verso altre Regioni;
all'uopo, sono state individuate le sedi dei suddetti tre centri e
precisamente: Messina (oncologia), Palermo (materno infantile) e
Catania (ortopedia);
per la gestione e realizzazione del centro di eccellenza in
oncologia nel 2004 è stata istituita un'apposita fondazione, a cui
aderiscono la Regione siciliana, l'università di Messina e
l'azienda ospedaliera Papardo';
il progetto di realizzazione del centro di eccellenza presso
l'ospedale Papardo' è in fase avanzata;
da recenti notizie stampa, nell'illustrare la riorganizzazione dei
dipartimenti sul territorio siciliano, si fa riferimento ad un polo
di eccellenza a Catania presso l'ospedale Garibaldi';
ritenuto che:
l'individuazione di Messina come sede del polo di eccellenza
presso l'ospedale Papardo è stato frutto di una scelta condivisa
dalla Regione siciliana, a seguito di una pressante sollecitazione
della stampa locale e dell'opinione pubblica, che impegnò
fortemente alla mobilitazione tutta la classe politica messinese;
il sindaco Scapagnini principale esponente della classe dirigente
di Catania del tempo, alla notizia dell'individuazione di Messina
come centro di eccellenza, dichiarò di essere sorpreso e
rammaricato della scelta effettuata dall'Assessore per la sanità,
perché Catania ha tutte le carte in regola per ospitare il centro
di oncologia' e che non si sarebbe rassegnato' per tale scelta;
per sapere se la realizzazione dei tre centri di eccellenza a
Messina (oncologia), Palermo (materno infantile) e Catania
(ortopedia) rientrano ancora nei programmi dei Governo regionale e
come si articolerebbero nell'ambito della riorganizzazione dei
servizi sanitari pubblici in Sicilia;
se risulti conforme al vero che l'ospedale Garibaldi di Catania
dovrebbe diventare un grande hub di eccellenza per l'oncologia ed,
in caso positivo, se non ritenga doveroso spiegarne la portata e la
differenza con quello di Messina». (372)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Ardizzone chiede notizie circa il polo di
eccellenza in oncologia a Messina, si rappresenta quanto segue.
L'articolo 23 della legge regionale 14 aprile 2009, n. 5, prevede
che le funzioni dei Centri di eccellenza siano svolte dai soggetti
individuati nel Piano sanitario regionale, la cui stesura è
prevista nei successivi 240 giorni dalla data di pubblicazione
della medesima legge (17 aprile 2009).
Nessuna scelta è stata dunque ad oggi definita fermo restando
comunque l'obiettivo prioritario di potenziare l'offerta del
settore oncologico».
L'Assessore
Massimo Russo
CURRENTI - FALCONE. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore
per la sanità, premesso che:
Antonino è un ragazzo di 17 anni di Torregrotta, paese in
provincia di Messina, che, da quando aveva 15 mesi, soffre di una
delle forme peggiori di distrofia muscolare. Sino all'età di nove
anni riusciva a deambulare, dopo ha avuto bisogno della sedia a
rotelle. Dal 2006 la malattia, oramai in stato avanzato, lo
costringe a stare a letto in maniera continuativa;
il padre di Antonino è muratore mentre la madre è casalinga. Sino
al 31 dicembre 2008 la famiglia ha usufruito dei contributi
regionali elargiti dalla azienda sanitaria di Sant'Agata di
Militello. Dal primo di gennaio questi contributi sono stati
sospesi a causa delle nuove direttive emesse dall'Assessore
regionale per la sanità;
considerato che l'assistenza continua di Antonino costa circa 2000
euro al mese, cifra che la famiglia, ovviamente, non può sostenere.
Dal primo gennaio, a fianco dei genitori di Antonino, sono scesi in
campo i parenti, alcune associazioni di volontariato ed il comune
di Torregrotta, ma è evidente che tale situazione non può perdurare
a lungo;
tenuto conto che la frenetica corsa al risparmio
dell'amministrazione sanitaria regionale, senza una precisa ed
accurata disamina dei casi esistenti, porta ad una gravissima serie
di disservizi che colpiscono quelle famiglie siciliane già
duramente provate dalla presenza in casa di parenti colpiti da
malattie croniche invalidanti;
per sapere:
quali siano i motivi che hanno portato la ASL di Sant'Agata di
Militello a sospendere i contributi regionali alla famiglia di
Antonino;
quanti siano i casi in Sicilia di malati, assistiti al proprio
domicilio dalle famiglie, colpiti da gravissime forme di invalidità
cui sono stati interrotti i contributi regionali;
quali siano le iniziative che intende adottare l'Assessore
regionale per la sanità per ripristinare con urgenza i contributi
alla famiglia di Antonino ed a tutte quelle famiglie che assistono
in forma domiciliare malati gravi e che, dal primo gennaio 2009,
non ricevono più i sacrosanti aiuti da parte della Regione». (416)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Currenti chiede notizie circa le iniziative in
favore dei malati con gravi invalidità permanenti, si rappresenta
quanto segue.
Premesso che l'atto parlamentare non contiene elementi utili per
la precisa individuazione del caso in questione presso l'Azienda
sanitaria investita della problematica, si precisa che la stessa
Azienda ha comunque individuato una possibile compatibilità con
alcune criticità assistenziali ravvisate a carico di un assistito e
connesse agli effetti prodotti dal decreto assessoriale n. 3415 del
19 dicembre 2008, successivamente modificato con decreto 23
febbraio 2009.
Quest'ultimo ha disposto la fornitura - temporaneamente sospesa -
delle prestazioni di assistenza sanitaria integrativa,
limitatamente alle persone con stati patologici severi cronici
rientranti in programmi assistenziali di cure domiciliari integrate
e non, superando conseguentemente le criticità riconducibili
all'interrogazione.
Relativamente alla lamentata sospensione dei contributi regionali,
si precisa che non rientra fra le competenze di questo Assessorato
l'erogazione di contributi economici di qualsiasi natura in favore
di soggetti con disabilità, e pertanto si ritiene che,
verosimilmente, tali erogazioni possano essere ascrivibili alle
competenza del servizio sociale del Comune di appartenenza».
L'Assessore
Massimo Russo
MAIRA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che:
il comma 10 dell'articolo 1 della legge regionale 5 novembre 2005,
n. 15 e s.m.i., stabilisce che per la piena attuazione delle
misure per il contenimento della spesa sanitaria, presso
l'Assessorato regionale della sanità può essere disposto il comando
di personale delle aziende sanitarie locali e delle aziende
ospedaliere nel numero massimo di 35 unità da inquadrare con
provvedimento del dirigente generale del dipartimento presso cui il
personale è comandato ( ...).';
in attuazione di quanto previsto dalla predetta disposizione di
legge sono stati disposti diversi provvedimenti di comando presso
l'Assessorato Sanità di personale proveniente dalle aziende
sanitarie locali e dalle aziende ospedaliere;
il personale comandato ha operato contribuendo in maniera
inequivocabile e considerevole nella attività istituzionale
dell'Assessorato ed in particolare al piano di rientro, sia nella
fase di individuazione degli obiettivi e delle relative misure, sia
nella fase successiva dell'adozione delle misure e del monitoraggio
degli interventi;
sembra siano state assunte alcune iniziative da parte
dell'Assessore per la sanità, il quale immotivatamente ha disposto,
da un lato, la cessazione del comando per alcune unità di personale
e, dall'altro, altrettanto immotivatamente, l'attivazione
dell'istituto del comando di altrettante nuove' unità di
personale;
per sapere:
quante unità di personale in atto siano comandate presso
l'Assessorato per la sanità e le relative qualifiche, in quale
dipartimento siano in servizio ed i rispettivi carichi di lavoro;
quanti e quali provvedimenti di cessazione del comando abbia
disposto l'Assessore per la sanità;
quanti e quali provvedimenti di nuovi comandi abbia disposto
l'Assessore per la sanità;
se sia intendimento dell'Assessore della sanità non continuare ad
avvalersi delle unità di personale comandate, rinunciando di fatto
a professionalità indiscutibili e specificatamente maturate
nell'affrontare le problematiche relative al piano di rientro;
se non ritenga fuorviante, discriminatorio ed estremamente
discrezionale l'eventuale cessazione del comando per personale già
in servizio ed in possesso di tutti i requisiti, oltre che di
particolate esperienza, a favore di nuovo personale che dovrà
inevitabilmente acquisire nel tempo la giusta esperienza per
affrontare situazioni che secondo dichiarazioni dello stesso
Assessore vanno risolte in tempi rapidissimi». (423)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Maira chiede notizie in merito al personale
comandato presso l'Assessorato della sanità, si rappresenta quanto
segue.
Il comma 10 dell'articolo 1 della legge regionale 5 novembre 2005
n. 15 e s.m.i. stabilisce che "per la piena attuazione delle misure
per il contenimento della spesa sanitaria, presso l'Assessorato
della sanità, può essere disposto il comando di personale delle
aziende sanitarie locali e delle aziende ospedaliere sino ad un
massimo di 35 unità .
In data 25 febbraio 2009, con nota prot. 2955/DG, l'Azienda U.S.L.
6, per proprie esigenze organizzative, ha richiamato in servizio n.
4 unità, di cui due dirigenti ed due del comparto, già in posizione
di comando presso questo Assessorato.
L'Amministrazione con nota n. 3252 del 20 marzo 2009, prendendo
atto delle determinazioni assunte dall'Azienda 6, ha concesso il
nulla osta al rientro di tre delle predette unità (due dirigenti ed
uno del comparto) mentre per la rimanente unità non dirigenziale,
pur conoscendo le valide motivazioni che hanno indotto l'Azienda a
richiederne il rientro, si è rappresentata l'opportunità, per
l'attività svolta connessa alle finalità del Piano di rientro , di
mantenerla in servizio presso l'Amministrazione regionale.
Infine, per scadenza contrattuale, è rientrata presso l'Azienda
U.S.L. n. 6 una ulteriore unità dirigenziale.
Pertanto, alla data odierna, sono stati emessi n. 3 provvedimenti
di cessazione della posizione di comando, su specifica richiesta di
rientro formulata da parte dell'Azienda di appartenenza.
In atto risultano in comando con posizione dirigenziale n. 16
unità, di cui:
n. 8 presso il Dipartimento per la pianificazione strategica;
n. 8 presso il Dipartimento per le attività sanitarie ed
osservatorio epidemiologico; si precisa che il contratto di una
delle citate unità è in scadenza al 30 giugno 2009.
Com'è noto, con D.P.Reg. 29 aprile 2009, n.131, è stata definita
la riorganizzazione delle strutture intermedie dei Dipartimenti
dell'Assessorato della sanità; conseguentemente l'assegnazione dei
soggetti comandati, già informalmente incardinati presso le
strutture dei Dipartimenti in relazione alla propria
professionalità ed esperienza, avverrà successivamente alla stipula
dei contratti individuali di lavoro attualmente in corso di
definizione anche per il personale dirigenziale interno.
Per quanto attiene al personale non dirigenziale si precisa che
sono in servizio n. 9 unità di personale incardinato presso il
Dipartimento per la pianificazione strategica.
Ciò posto, delle complessive 25 professionalità comandate presso
l'Assessorato il sottoscritto, nel mantenere in servizio - a
seguito di specifiche esigenze manifestate dai Dirigenti generali -
nove unità già in precedente posizione di comando, ne ha
autorizzato quindici assicurando così il buon funzionamento di
servizi; per la citata unità il cui contratto andrà a scadere in
data 30 giugno 2009 non si è previsto alcun rinnovo di comando.
Concludendo si fa presente che tutte le cessazioni dei rapporti
sono avvenute esclusivamente a seguito di esigenze espressamente
rappresentate dalle Aziende di provenienza e che comunque tutte le
professionalità delle unità acquisite sono in possesso di curricula
di alto spessore oltre che di comprovata esperienza maturata nelle
Aziende di provenienza».
L'Assessore
Massimo Russo
LIMOLI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che agenzie giornalistiche hanno diffuso notizie
circostanziate riguardanti la nomina del consiglio di
amministrazione della fondazione Istituto 'G. Giglio San Raffaele'
di Cefalù;
appreso che, nell'ambito di tali nomine, presidente del citato
c.d.a. sarebbe stato indicato, dal Presidente della Regione, on.
Lombardo, il dott. Stefano Cirillo;
atteso che lo stesso dott. Cirillo risulta essere il coordinatore
regionale del Movimento per l'Autonomia della Lombardia;
ritenuto che l'unico titolo preferenziale a vantaggio del citato
dott. Cirillo, rispetto alle tante idonee professionalità esistenti
nella nostra Regione, sembra essere la sua carica dirigenziale
nell' MPA lombardo;
visto che tali modalità smentiscono ogni professata volontà di
fare prevalere, nella scelta dei dirigenti da proporre ai vari
settori della pubblica amministrazione regionale, criteri di
obiettività, trasparenza e valorizzazione di riconosciuti titoli di
professionalità e di competenza;
per sapere se non ritengano di procedere ad una revoca di tale
nomina, al fine di non mortificare i professionisti siciliani e
soprattutto smentire fondate ed obiettive censure rivolte ad
attribuire alle scelte del Presidente, on. Lombardo, ormai
sistematicamente, significati di mera lottizzazione politica e
clientelare e finalità di esclusiva occupazione partitica del
potere e della pubblica amministrazione». (478)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Limoli chiede notizie circa la nomina del
consiglio di amministrazione della fondazione "Istituto G. Giglio
San Raffaele" di Cefalù (PA), si rappresenta quanto segue.
Riguardo alla contestazione in ordine alla nomina, per parte
regionale, del dott. Stefano Cirillo si precisa che lo stesso
possiede pienamente i requisiti richiesti dall'articolo 9 dello
statuto della Fondazione di indipendenza, elevata professionalità
ed onorabilità, nonché di qualificata competenza ed esperienza nei
settori dell'assistenza sanitaria, della ricerca scientifica e
della organizzazione e gestione di strutture destinate allo
svolgimento delle attività di assistenza e ricerca , avendo
maturato una più che decennale esperienza in posizione apicale in
prestigiose strutture italiane ed estere quali The Royal Free
Hospital di Londra, St. Jude Hospital (U.S.A.), London
Hospital (Kuwait), St. George University Hospital Cancer Centre
di Londra, General Hospital Jersey (G.B.) e Ospedale Humanitas
di Milano».
L'Assessore
Massimo Russo
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che:
l'ASL 8 ha revocato, per motivi economici, alle farmacie la
centralità del rapporto di distribuzione dell'ossigeno liquido;
tale scelta ha, di fatto, creato innumerevoli problemi sul
territorio. Le ditte che producono e distribuiscono ossigeno, non
avendo più, come punto di riferimento, le farmacie ma il cliente
finale, hanno iniziato, a quanto pare, una caccia spasmodica
dell'utente casa per casa, ospedale per ospedale;
considerato che la mancata centralità della distribuzione
dell'ossigeno liquido ha creato non pochi problemi anche per quanto
concerne l'ossigeno gassoso. Infatti, tale tipologia di ossigeno,
poco remunerativo per le ditte produttrici, è diventato quasi
introvabile;
tenuto conto che l'ASL 6 di Palermo, alla luce delle esperienze
negative sorte nel campo della distribuzione dell'ossigeno, ha già
siglato un accordo per riportare la distribuzione dell'ossigeno
liquido alle farmacie;
per sapere se non ritengano urgente e necessario intervenire
presso l'ASL 8 di Siracusa al fine di ridare alle farmacie la
centralità della distribuzione dell'ossigeno liquido in provincia
di Siracusa ed evitare disparità di trattamento fra i malati delle
varie province siciliane». (481)
Risposta. - « In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Vinciullo chiede notizie circa le iniziative
per restituire la competenza della distribuzione dell'ossigeno
liquido nelle farmacie in provincia di Siracusa, si rappresenta
quanto segue.
Al fine di dare attuazione alla misura A.1.2 - Incremento della
distribuzione diretta dei farmaci inclusi nel PHT - sub a -
Individuazione di ulteriori categorie a distribuzione diretta ,
del Piano di rientro', con D.A. n. 2205 del 17 ottobre 2007
l'Assessorato ha individuato i medicinali a base dei principi
attivi funzionali alla cura di specifiche patologie ad alto rischio
di vita inserendo tra questi l'ossigeno liquido, sussistendo le
condizioni di impiego clinico e setting assistenziale compatibili
con la distribuzione diretta ed al contempo assolvendo così agli
impegni assunti in sede di sottoscrizione del piano regionale.
L'Azienda U.S.L. 8, così come le altre Aziende, si è uniformata
alla direttiva assessoriale attivando la distribuzione diretta
dell'ossigeno liquido.
In ordine alle perplessità manifestate dall'interrogante circa le
criticità e i disservizi sul territorio determinatesi a seguito
della revoca le ditte che producono e distribuiscono direttamente a
domicilio del paziente l'ossigeno hanno come riferimento, per ciò
che attiene gli aspetti amministrativi collegati alla fornitura del
servizio (rendicontazione delle prestazioni rese, fatturazione,
pagamenti, etc.) non più le 108 farmacie della provincia di
Siracusa, ma unicamente l'Azienda USL 8 di Siracusa. Tale sistema
di distribuzione diretta, pertanto, tende ad accentuare ancora di
più la centralità del rapporto con il fornitore.
Inoltre, corre l'obbligo sottolineare che gli utenti della
provincia di Siracusa che necessitano di ossigenoterapia
domiciliare continuano a ricevere la fornitura direttamente dalla
ditta produttrice l'ossigeno presso il loro domicilio, esattamente
come avveniva prima dell'adozione del nuovo sistema distributivo.
E' stato così abolito soltanto il passaggio della distribuzione
attraverso le farmacie convenzionate che, nonostante fosse
meramente virtuale, comportava comunque un costo per l'Azienda USL
rappresentato dal riconoscimento alle farmacie di oneri di
distribuzione , senza comportare specifici vantaggi per la tutela
della salute dei cittadini.
Va segnalato inoltre che, come avviene per tutti i prodotti
oggetto di distribuzione diretta, il costante contatto con la
struttura territoriale di pertinenza garantisce maggiormente il
monitoraggio dell'andamento del percorso terapeutico di tali
pazienti le cui condizioni, spesso critiche, comportano frequenti
ricorsi alle cure ospedaliere.
Relativamente poi alle presunte difficoltà di reperimento
dell'ossigeno gassoso presso le farmacie convenzionate, correlato
dall'interrogante sempre alla mancata centralità della
distribuzione dell'ossigeno liquido, si sottolinea che l'ossigeno
gassoso rientra nella tabella 2 della Farmacopea Ufficiale XII
edizione, che contempla l'elenco delle sostanze medicinali di cui
le farmacie aperte al pubblico devono essere obbligatoriamente
provviste nei quantitativi ritenuti sufficienti al regolare
espletamento del loro servizio.
L'eventuale inadempienza è punibile oltre che con una sanzione
amministrativa anche, a discrezione dell'Autorità sanitaria, con la
chiusura della farmacia da 5 giorni a 1 mese e con l'eventuale
decadenza dell'autorizzazione in caso di recidiva (art.123, comma
4, TULS).
Alla luce di quanto descritto, la conoscenza da parte
dell'interrogante di un'eventuale carenza del prodotto in questione
presso le farmacie della provincia di Siracusa, deve essere oggetto
di più specifica e dettagliata denuncia al fine di dare immediato
avvio alle procedure previste in questi casi e scongiurare così
disservizi che possono rappresentare grave nocumento per la tutela
della salute dei cittadini».
L'Assessore
Massimo Russo
ODDO. - «All' Assessore per la sanità, premesso che:
l'azienda unità sanitaria locale n. 9 di Trapani, con note - prot.
10253 del 25 febbraio 2009 e prot. 11673 del 4 marzo 2009 -
comunicava l'intenzione di voler procedere all'assunzione di 72
vincitori del concorso pubblico per titoli ed esami per il profilo
di collaboratore professionale sanitario infermiere già esitato con
provvedimento delegato del Direttore amministrativo di approvazione
della graduatoria rubricato al n. 2021 del 06 dicembre 2007;
la nota di chiarimento prot. 2120 del 4 agosto 2008, inviata
dall'Assessore ai direttori delle aziende unità sanitarie locali,
ospedaliere ed ospedaliere universitarie, in merito ai decreti
assessoriali - n. 1634/08 dell' 8 luglio 2008 e n. 1821 del 29
luglio 2008, precisa al punto 1 che, le disposizione relative alla
sospensione delle procedure di assunzione, di cui al d.a. n.2831/07
non riguardano provvedimenti già resi esecutivi ai sensi dell'art.
2 dello stesso decreto, né eventuali procedure concorsuali in
itinere per il reclutamento delle figure professionali individuate
nei suddetti provvedimenti esecutivi;
l'Azienda unità sanitaria locale n. 9 ha opportunamente
evidenziato che, per gli anni 2007 e 2008 ha rispettato i limiti di
spesa imposti dall'art. 1, comma 565, della legge n. 296 del 27
dicembre 2006 riducendo la spesa per il personale dell'1,4%
rispetto all'anno 2004 e che ha effettuato l'indispensabile
ricognizione della situazione organica aziendale al 31 dicembre
2007 con atto deliberativo n. 629 del 27 marzo 2008, favorevolmente
esitato dall' Assessorato Sanità;
l'azienda summenzionata, con deliberazione n. 2513 del 14 ottobre
2008 - favorevolmente esitata dall' Assessorato Sanità - ha
proceduto all'adozione della programmazione triennale del
fabbisogno del personale;
l'assunzione dei 72 vincitori di concorso di cui trattasi, è
finalizzata anche per destinare n. 20 unità al servizio SUES 118 e
ciò al fine di procedere alla medicalizzazione di n. 4 ambulanze,
di n. 8 unità per l'attivazione dell'hospice e cure palliative del
presidio ospedaliero di Salemi (TP) e che degli oltre 120
Collaboratori Professionali Infermieri assunti con contratto a
tempo determinato la maggior parte sono i vincitori del concorso de
quo;
la spesa sostenuta dall'azienda per i contratti a tempo
determinato di cui sopra, sarà trasferita in egual misura sulle
assunzioni a tempo indeterminato che si intendono porre in essere;
è del tutto evidente che per le assunzioni delle 72 unità, non si
registrerà nessun incremento di spesa, per il personale, a carico
del bilancio aziendale ma solo benefici per la maggiore
professionalità e stabilità nell'assistenza all'ammalato;
è sempre stata prevista un'espressa deroga nelle leggi finanziarie
nazionali nel periodo di vigenza del blocco delle assunzioni a
tempo indeterminato;
appare singolare, da parte dell'Assessorato Sanità, il continuare
ad indugiare nel dare riscontro favorevole alle intenzioni dell'ASL
n. 9 che intende procedere alle assunzioni dei 72 soggetti
vincitori del concorso succitato in considerazione anche della
prossima scadenza della validità della graduatoria e delle
rilevanti spese sostenute per l'espletamento dell'iter concorsuale;
per sapere:
se non ritenga serio, ragionevole e consono alle disposizioni
impartite dall'Assessore, procedere, nell'immediato, a riscontrare
favorevolmente la richiesta avanzata dall'ASL n. 9 di Trapani
condividendo la giusta assunzione dei 72 collaboratori
professionali infermieri vincitori di concorso;
se non ritenga giusto e doveroso considerare prioritario il
suddetto adempimento, visto l'effettivo fabbisogno dell'ASL n. 9 di
Trapani, di personale infermieristico al fine di assicurare un'
adeguata assistenza nelle strutture aziendali, nel servizio SUES
118 e nell'hospice da attivare presso il presidio ospedaliero di
Salemi». (483)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. - «In ordine alla interpellanza di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Oddo chiede notizie circa l'assunzione di 72
collaboratori professionali infermieri presso l' ASL 9 di Trapani,
si rappresenta quanto segue.
Al fine di rafforzare le misure di contenimento della spesa per il
personale, questo Assessorato, con D.A. n. 1634/2008, ha disposto
presso le Aziende Sanitarie della Regione siciliana la sospensione
di tutte le procedure inerenti alle nuove assunzioni per la
copertura parziale del turn-over e di tutte le procedure
concorsuali in itinere, con divieto di bandire nuovi concorsi.
Quanto sopra in applicazione della misura D.1.2 del Piano di
rientro che prevede una copertura parziale del turn-over nei
limiti delle percentuali del 25% (personale dirigenziale) e del 10%
(personale comparto) del numero dei dipendenti dello stesso ruolo
cessati nell'anno precedente.
Tuttavia si è preso atto dell'esigenza rappresentata dell'Azienda
U.S.L. 9 di Trapani di procedere all'assunzione dei vincitori del
concorso di cui sopra per garantire i livelli essenziali di
assistenza.
Conseguentemente, al fine di concedere l'autorizzazione
assessoriale, è stato richiesto all'Azienda, con nota prot. n.1115
del 15 maggio 2009, di valutare, alla luce della mission aziendale
e delle priorità individuate, se sottoporre all'attenzione di
questo Assessorato un programma di assunzioni nei limiti previsti
dalla misura D.1.2, fermo restando il rispetto delle disposizioni
finanziarie vigenti in materia di spesa per il personale.
Inoltre, si precisa che, in data 28 dicembre 2007, il Dipartimento
della Funzione Pubblica si è espresso in merito alla ultravigenza
delle graduatorie dei concorsi affermando il principio, peraltro
desunto dalla Giurisprudenza Amministrativa (v. Consiglio di Stato
sez. V, sentenza n. 3627/95, sez. V n. 1354/99, sez. VI n.
11306/2001) in forza del quale si tende a garantire - a fronte del
blocco delle assunzioni - lo slittamento del termine di
utilizzabilità delle graduatorie dei concorsi, permettendone così
il loro impiego.
Infine, l'articolo 29 della legge regionale 14 aprile 2009, n. 5,
recante Norme per il riordino del Servizio Sanitario Regionale
prevede che la validità delle graduatorie dei concorsi espletati
dalle Aziende sanitarie, in scadenza nel biennio 2009/2010, è
prorogata al 31 dicembre 2010 .
L'Assessore
Massimo Russo
ODDO. - «All'Assessore per la sanità, premesso che:
da oltre un anno sono stati trasferiti nel nuovo presidio
ospedaliero, sito in contrada Cardilla in Marsala (TP),
definitivamente ultimato, la farmacia, il centro trasfusionale ed
il laboratorio di analisi del vecchio nosocomio marsalese
denominato 'San Biagio';
nonostante ciò, il trasferimento di tutti gli altri reparti è
fermo da un anno e non ci sono segnali immediati di risoluzione del
problema;
attualmente le ragioni del mancato trasferimento appaiono connesse
con il mancato rilascio dell'agibilità per i locali che si dicevano
ultimati e per l'esecuzione di lavori ancora in corso nelle sale
operatorie e nell'impianto di radiologia;
l'ASL, il comune di Marsala e i vigili del fuoco continuano a
riversarsi le responsabilità senza addivenire ad una soluzione;
l'attuale situazione comporta costi aggiuntivi per il trasporto
dei campioni da analizzare e disagi per i pazienti, soprattutto
oncologici, costretti a recarsi presso la farmacia ospedaliera dopo
avere ricevuto dai reparti le prescrizioni terapeutiche del caso;
da più parti si paventa il rischio della chiusura del vecchio
ospedale 'San Biagio' sino al completamento del trasferimento, con
conseguenze incalcolabili per gli oltre 100 mila utenti della
struttura sanitaria;
è necessario un intervento immediato per risolvere i residui
problemi e rendere immediatamente disponibile la nuova struttura,
accelerando il trasferimento dei reparti senza aggravare
ulteriormente i già notevoli disagi dei cittadini;
per sapere se non ritenga doveroso intervenire al fine di
risolvere i problemi connessi con il nuovo presidio ospedaliero di
contrada Cardilla in Marsala, onde accelerare il trasferimento dei
reparti del vecchio ospedale, denominato 'San Biagio', evitando di
aggravare ulteriormente i già notevoli disagi dei numerosi
cittadini - utenti che risiedono in quella vasta area della
provincia di Trapani». (486)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Oddo chiede notizie circa i provvedimenti per
accelerare il trasferimento dei reparti del vecchio ospedale "San
Biagio" nel nuovo presidio ospedaliero di contrada Cardilla in
Marsala (TP), si rappresenta quanto segue.
E' è attualmente in corso la procedura di rilascio del certificato
di agibilità della nuova struttura ospedaliera, risultando ancora
mancanti il certificato di prevenzione incendi ed il certificato di
conformità strutturale (ex articolo 28, Legge n. 67/1988) per i
primi due lotti dell'Ospedale, edificati alla fine degli anni '80
dall'ex U.S.L. n. 3 di Marsala.
Presso la nuova struttura sono attualmente attivi i servizi di
Farmacia, il Laboratorio d'analisi, il Centro trasfusionale, la
Direzione sanitaria, gli Ambulatori e l'Ufficio ticket; ciò in
quanto l'utilizzazione parziale o totale di un'opera, prima del
rilascio della certificazione di agibilità, è consentita dall'art.
200 del D.P.R. n. 554/99 (Regolamento di attuazione della legge
quadro in materia di lavori pubblici), le cui condizioni sono in
atto pienamente soddisfatte.
Come sopra accennato, il rilascio del certificato di agibilità è
in atto vincolato al preventivo rilascio del certificato di
prevenzione incendi ed al certificato di conformità strutturale dei
primi due lotti mentre per le opere relative al lotto di
completamento, tale certificato è stato rilasciato il 9 giugno
2008.
Il rilascio del certificato di prevenzione incendi è stato
richiesto al competente Comando provinciale dei Vigili del fuoco di
Trapani in data 23 aprile 2008. In data 23 gennaio 2009, al termine
delle attività di sopralluogo presso il nuovo Ospedale, il Comando
dei Vigili del fuoco ha indicato una serie di ulteriori adempimenti
da porre in essere per il rilascio del predetto certificato. In
data 3 febbraio 2009 con delibera n. 82 l'Azienda n. 9 ha
tempestivamente approvato il progetto dei lavori prescritti dai
Vigili del fuoco ed indetto la necessaria procedura di gara che è
stata espletata d'urgenza il 10 febbraio 2009 ed aggiudicata
definitivamente con deliberazione n. 345 del 25 febbraio 2009.
I lavori sono stati eseguiti dal 10 marzo 2009 al 30 maggio 2009.
Con successivo atto n. 827 del 27 maggio 2009 l'Azienda ha
deliberato il versamento della somma necessaria all'effettuazione
del nuovo sopralluogo da parte dei Vigili del fuoco per
l'accertamento dell'avvenuta esecuzione dei lavori prescritti e per
il rilascio della certificazione.
Il rilascio del certificato di conformità strutturale dei lotti 1
e 2 del nuovo Ospedale (realizzati dall'ex U.S.L. n. 3 di Marsala)
è stato richiesto dall'Azienda n. 9 al competente Ufficio del Genio
civile di Trapani fin dal 17 novembre 1999; quest'ultimo non ha
potuto ad oggi procedere per la mancanza della necessaria
documentazione tecnica relativa ai progetti autorizzati che erano
stati sottoposti a sequestro da parte dell'Autorità Giudiziaria
nell'ambito delle indagini, prima, e dei processi, dopo, che
rigaurdarono la costruzione dei predetti lotti.
Dopo il rinnovo della richiesta avanzata dall'Azienda U.S.L. n. 9,
l'Ufficio del Genio civile di Trapani ha chiesto al Tribunale di
Marsala il dissequestro di tutta la documentazione (progetti
approvati, relazioni a struttura ultimata, collaudi statici). Al
fine di velocizzare il procedimento, l'Amministrazione dell'Azienda
9 ha autonomamente effettuato le ricerche degli atti a suo tempo
sequestrati al Genio civile, rinvenendoli presso la Prima Sezione
penale della Corte di Appello di Palermo ed ottenendone il
dissequestro. La documentazione dissequestrata, sufficiente al
completamento della procedura di rilascio del certificato di
conformità strutturale, è stata quindi consegnata il 20 maggio 2009
all'Ufficio del Genio civile che, pertanto, potrà rilasciare il
prescritto certificato consentendo così la piena attivazione della
struttura che risulta completata in ogni sua parte, strutturale e
di impiantistica, compresi il complesso operatorio, il servizio di
radiologia».
L'Assessore
Massimo Russo
CRACOLICI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che la Manutencoop svolge servizi di pulizia e di
sanificazione presso strutture ospedaliere e in numerosi uffici
amministrativi del comparto sanitario;
rilevato che la cooperativa, in ordine alle assunzioni, ha
operato, in alcuni casi, tenendo conto delle segnalazioni pervenute
da esponenti politici e da amministratori delle stesse aziende
sanitarie, anziché procedere selettivamente in base ai requisiti di
ciascuno degli aspiranti lavoratori;
ritenuto che detta pratica continua a perpetuare una logica di
clientele e di scambio contro cui la politica deve opporsi
contribuendo a determinare condizioni paritarie nell'accesso al
mercato del lavoro;
per sapere se non ritengano necessario e urgente far luce circa le
modalità adottate in merito alle suddette assunzioni e,
conseguentemente, quali drastiche misure si intendano perseguire
allo scopo di impedire il determinarsi di tali pratiche». (501)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Cracolici chiede notizie circa i criteri di
assunzione del personale adottati dalla società cooperativa
Manutencoop, si rappresenta quanto segue.
La Ditta Manutencoop Facility Management S.p.A., con sede in Zola
Predosa (BO), si è aggiudicata l'appalto dei servizi di pulizia e
di sanificazione delle strutture sanitarie del lotto n. 2
dell'Azienda U.S.L. 6 , comprendente i P.O. Dei Bianchi di
Corleone, P.O. Regina Margherita di Palazzo Adriano, P.O.
Civico di Partinico ed i Distretti Sanitari n. 5 (Corleone), n. 6
(Lercara), n. 7 (Partinico) e n. 8 (Carini). Detto servizio ha
avuto inizio il 1 settembre 2008.
In particolare, il personale utilizzato dalla ditta interessata è
stato nominativamente indicato alla predetta Azienda con nota del
12 dicembre 2008, così come previsto dal capitolato di gara, in
considerazione del fatto che l'art. 10 di quest'ultimo prevedeva
espressamente che la ditta aggiudicataria dell'appalto (nella
fattispecie la predetta Ditta Manutencoop Facility Management
S.p.A.) avrebbe assunto direttamente le maestranze in carico alla
ditta precedentemente affidataria dell'appalto, cosa che di fatto è
avvenuta.
Si riporta, per completezza di valutazione il testo del citato
articolo 10 Art. 10 - SUBENTRO ALL'IMPRESA CESSANTE - L'impresa si
impegna all'osservanza delle norme di legge e regolamento e degli
accordi ulteriormente applicativi vigenti in tema di salvaguardia
occupazionale, come previsto dal vigente CCNL per il personale
dipendente da imprese di pulizia e servizi integrati/multiservizi,
ai fini del mantenimento degli attuali livelli occupazionali del
personale presente, nonché di eventuali norme regionali. A tal fine
l'impresa subentrante assumerà in qualità di dipendenti i
lavoratori dipendenti e i soci-lavoratori con rapporto di lavoro
subordinato trasferiti dall'impresa cessante.
L' Azienda USL, pertanto, ha solo verificato il rispetto delle
prescrizioni del capitolato e dunque che il rapporto lavorativo con
i precedenti lavoratori (n.103 unità), a salvaguardia
dell'occupazione, fosse stato garantito.
E' ed è rimasta esclusiva prerogativa della ditta aggiudicataria
dell'appalto il reclutamento e l'assunzione delle restanti unità di
personale in aggiunta a quello proveniente dalle imprese cessanti
(n. 20 unità), trattandosi di attività che, per fatto di legge,
dovevano e sono rimaste estranee a questa Amministrazione».
L'Assessore
Massimo Russo
FALCONE - CURRENTI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore
per la sanità, premesso che:
la 'sensibilità chimica multipla' (MCS) è una sindrome
immunotossica infiammatoria simile all'allergia e, molto spesso,
scambiata per tale patologia, poiché i sintomi appaiono e
scompaiono con l'allontanamento della causa scatenante. Ma, al
contrario di una semplice allergia, con la MCS si perde per sempre
la capacità di tollerare gli agenti chimici. Si assiste quindi al
danneggiamento del fegato e del sistema immunitario da parte degli
agenti chimici: in pratica i sintomi si verificano in risposta
all'esposizione a molti composti chimicamente indipendenti e
presenti nell'ambiente in dosi anche di molto inferiori a quelle
tollerate dalla popolazione in generale;
le sostanze chimiche che scatenano l'intolleranza si trovano
nell'ambiente sotto forma di insetticidi, pesticidi, disinfettanti,
detersivi, profumi, deodoranti personali o per la casa, vernici,
solventi, colle e prodotti catramosi, preservanti del legno,
materiali per l'edilizia, carta stampata, inchiostri, scarichi
delle auto, fumo di stufe, camini, barbecue, prodotti plastici,
farmaci, anestetici, formaldeide del legno, tessuti e stoffe nuove.
È evidente quindi che diventano barriere chimiche insormontabili,
per i malati di MCS, supermercati, uffici pubblici, ospedali, studi
medici, strade, negozi e scuole;
considerato che:
la MCS colpisce tra 1 e 3 persone ogni 100 mila abitanti ed è
causa di molte patologie disabilitanti che interessano vari sistemi
fisiologici (renale, respiratorio, cardiocircolatorio, digerente,
ecc.). Di fatti, nell'arco di pochi anni dalle prime manifestazioni
di MCS, la sindrome può avere conseguenze devastanti sino a
provocare emorragie, collassi, ictus o infarti. Inoltre
l'infiammazione cronica, tipica dello stato di MCS, porta a
sviluppare, con alta incidenza, forme tumorali e leucemiche;
si tratta di una sindrome irreversibile, progressiva, incurabile e
può colpire chiunque a qualsiasi età e classe sociale, in un
rapporto uomini/donne di 1 a 3;
tenuto conto che:
il fatto che la MCS non sia riconosciuta in Italia come malattia,
ovvero identificata da codice sanitario drg, rende la situazione
dei malati assolutamente drammatica. Oltre a non potersi rivolgere
ad alcuna struttura medica pubblica, compreso il pronto soccorso,
perché la mancanza di ambienti adeguatamente sterilizzati
comporterebbe un rischio gravissimo per il paziente, soprattutto se
quest'ultimo è allo stato avanzato della malattia, i malati cronici
di MCS spesso faticano ad ottenere una completa invalidità
nonostante le gravissime patologie di cui soffrono, oltre a non
avere alcuna possibilità di poter usufruire delle cure necessarie
secondo i protocolli internazionali;
la MCS comporta, di contro, una situazione di completa privazione
della propria libertà ed autonomia personale che, in molti casi, si
risolve con un forte isolamento socio-relazionale del paziente e ad
un'accentuata mancanza di rapporti con l'esterno con gli amici e
con i propri cari;
visto che:
l'unico sistema di cura, anche se la malattia è irreversibile, è
quello previsto dai protocolli sanitari internazionali americani e
tedeschi che prevedono assunzione di integratori e farmaci esenti
da additivi chimici, speciali cure di disintossicazione
dall'accumulo di sostanze chimiche dal corpo in unità ospedaliere
ad hoc e terapie quotidiane che aiutano l'espulsione di sostanze
per le quali non si hanno più difese (saune);
gli indispensabili ausili terapeutici, come maschere per
l'ossigeno in ceramica, purificatori aria per auto e casa senza
plastiche, ecc., sono acquistabili solo all'estero tutto ciò
favorisce la stabilizzazione della sindrome MCS, ed un parziale
recupero, sempre che il malato spesso muti il suo modo di vivere,
il luogo ed il lavoro, oppure non sia troppo grave;
niente di quanto necessita ad un malato di MCS è coperto dal
servizio sanitario nazionale, neppure le cure ospedaliere o gli
interventi chirurgici all'estero, spesso salvavita;
la Sicilia orientale conta circa 20 pazienti affetti da MCS, di
cui la maggior parte non gode di alcun riconoscimento da parte del
sistema sanitario regionale, e spesso i pazienti sono costretti a
spendere ingenti capitali per far fronte alle prestazioni sanitarie
o ai percorsi riabilitativi;
considerato, infine, che:
in alcune regioni italiane, come l'Emilia Romagna, l'Abruzzo, la
Toscana, il Lazio e la Basilicata, la patologia è già stata
riconosciuta, pertanto è stata identificata da codice drg ed i
pazienti usufruiscono delle prestazioni sanitarie gratuite e di
centri di riferimento costruiti ad hoc per ospitarli. Dal 2008 si è
attivata anche l'ASL 9 di Trapani, istituendo un centro di
riferimento;
presso l'azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania afferiscono,
presso l'U.O. di malattie apparato respiratorio, pazienti affetti
da MCS la cui diagnosi è stata effettuata da medici che operano
presso il centro. Inoltre il pronto soccorso è diventato il centro
di riferimento per i malati di MCS che necessitano di prestazioni
sanitarie immediate;
per sapere:
se non ritengano opportuno ed urgente fare riconoscere dal sistema
sanitario regionale la 'Sensibilità Chimica Multipla' come malattia
rara invalidante con attribuzione di codice sanitario drg;
se non ritengano opportuno ed urgente riconoscere l'azienda
ospedaliera Cannizzaro di Catania come centro di riferimento per la
Sicilia orientale per i malati di 'Sensibilità Chimica Multipla',
tenuto conto che la struttura ospedaliera ha già attivato dei corsi
di formazione per il personale sanitario e parasanitario al fine di
supportare i pazienti affetti da tale patologia». (510)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Falcone notizie circa il riconoscimento della
M.C.S. (Sensibilità Chimica Multipla) come malattia rara
invalidante con attribuzione di codice sanitario drg, si
rappresenta quanto segue.
Con decreto ministeriale n. 279 del 18 maggio 2001 pubblicato
sulla G.U. n. 160 del 12 luglio 2001 è stato approvato il
Regolamento di istituzione della rete nazionale delle malattie
rare e di esenzione dalla partecipazione al costo delle relative
prestazioni sanitarie ai sensi dell'articolo 5, comma 1, lettera
b, del decreto legislativo 29 aprile 1988, n. 124.
Detto decreto individua le malattie rare e prevede l'istituzione
di una rete assistenziale dedicata, mediante la quale sviluppare
azioni di prevenzione, attivare la sorveglianza, migliorare gli
interventi volti alla diagnosi e alla terapia, promuovere la
formazione e l'informazione, nonché l'istituzione del Registro
Nazionale delle malattie rare.
Sulla base della letteratura internazionale sono definite rare le
malattie con una prevalenza inferiore a 5 per 10.000 abitanti
nell'insieme della popolazione comunitaria. Ai fini dell'esenzione
sono individuate:
51 malattie e condizioni, esenti ai sensi D.M. n. 329/1999 e
successive modifiche e integrazioni;
284 malattie e 47 gruppi di malattie rare esenti ai sensi del
D.M. n. 279/2001.
A livello nazionale è stato introdotto un sistema di codifica
uniforme, che ai fini dell'esenzione, consente di identificare in
modo univoco le malattie, i gruppi di malattie e le condizioni
agevolando le attività di verifica.
I provvedimenti citati prevedono il diritto all'esenzione per le
prestazioni individuate tra quelle incluse nei livelli essenziali
di assistenza. Per alcune particolari malattie e condizioni non
sono identificate le singole prestazioni erogabili in esenzione in
quanto le necessità dei soggetti affetti sono estese e variabili.
Il medico di famiglia, in questi casi, è tenuto ad individuarle, di
volta in volta, in relazione alle specifiche condizioni cliniche,
garantendo così una migliore tutela del paziente e una maggiore
flessibilità applicativa da parte del medico.
Già dal 2001 il responsabile del Centro per le malattie rare
dell'Istituto superiore di sanità si era adoperato per istituire
una commissione che studiasse la possibilità di introdurre la
M.C.S. (Sensibilità Chimica Multipla) tra le malattie rare.
Tale commissione particolare non è stata mai attivata ed alcune
regioni hanno affrontato il tema solo in termini di progetti
sperimentali quali la Toscana congiuntamente con l'Emilia Romagna.
Qualsivoglia iniziativa allo stato significherebbe uscire
dall'ambito dei LEA e finanziare con risorse aggiuntive i maggiori
oneri; tale circostanza è come noto interdetta alle regioni in
Piano di Rientro.
In relazione al riconoscimento dell'Azienda ospedaliera Cannizzaro
di Catania quale centro di riferimento per la Sicilia orientale per
la patologia di che trattasi si rappresenta che la richiesta sarà
valutata in occasione del riesame dei Centri di riferimento
esistenti in Sicilia».
L'Assessore
Massimo Russo
PANEPINTO. - «Al Presidente della Regione, premesso che ancora nel
2008 ai cittadini di Favara non viene assicurato il minimo
quantitativo necessario d'acqua e che i turni di distribuzione di
poche ore superano i 12/13 giorni;
considerato che il sistema di distribuzione registra anomalie e
disfunzioni che penalizzano in modo particolare alcune aree
periferiche della città, intensamente abitate;
visto l'aumento delle bollette e il parallelo aumento del disagio
sociale sia per la scarsa chiarezza degli accordi per la gestione
della rete idrica che per la fornitura delle giuste quantità
d'acqua;
per sapere:
quali iniziative intenda assumere per la definitiva soluzione del
problema;
se non ritenga opportuna l'urgente convocazione di una conferenza
di servizi che riunisca attorno allo stesso tavolo il consorzio del
Voltano, l'ATO idrico, l'Agenzia regionale acque e rifiuti,
Girgenti acque, il comune di Favara e il prefetto». (70)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione numero 70
dell'onorevole Panepinto del 23/7/08, che nella seduta del
24/6/2009 è stata trasformata in interrogazione con richiesta di
risposta scritta, si comunica che è stata interessata la competente
Agenzia regionale per i rifiuti e le acque affinché fossero fornite
le pertinenti informazioni utili ai fini della risposta
all'onorevole interrogante.
La citata Agenzia con nota prot. N. 36380 del 29/9/08 ha
dettagliatamente illustrato in merito, visti gli elementi tecnici
riportati e ritenendone esaustivo il contenuto, per una compiuta
visione si allega la stessa nella sua interezza».
Il Presidente
Raffaele Lombardo
PANEPINTO. - «Al Presidente della Regione, premesso che in
Sicilia, come nel resto del Paese, la gestione delle acque sta
determinando una lievitazione dei costi difficilmente sopportabile
dagli utenti, tanto da rendere indispensabili interventi di natura
sociale o provvedimenti per tariffe amministrate a vantaggio degli
strati più deboli e precari;
considerato che negli ATO operanti in Sicilia non tutti hanno in
gestione l'erogazione dell'acqua all'utenza;
per sapere:
se, attraverso l'Agenzia regionale per i rifiuti e le acque, sia
possibile avere un monitoraggio aggiornato degli ATO cui è stata
affidata la gestione dell'erogazione dell'acqua all'utenza;
se da tale verifica sia possibile avere una valutazione dei costi
reali del servizio di erogazione delle acque in Sicilia;
se si abbia un quadro aggiornato e preciso degli impianti del
sistema di distribuzione, della loro vetustà, e dei costi
prevedibili di eliminazione degli sprechi, e dello stato di
riciclaggio e riuso delle acque reflue, in particolare per le zone
dell'agrigentino». (253)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione numero 253
dell'onorevole Panepinto del 27/11/08, che nella seduta del
24/6/2009 è stata trasformata in interrogazione con richiesta di
risposta scritta, si comunica che è stata interessata la competente
Agenzia regionale per i rifiuti e le acque affinché fossero fornite
le pertinenti informazioni utili ai fini della risposta
all'onorevole interrogante.
La citata Agenzia con nota prot. n. 6222 del 13/2/2009 ha
dettagliatamente illustrato in merito, visti gli elementi tecnici
riportati e ritenendone esaustivo il contenuto, per una compiuta
visione si allega la stessa nella sua interezza».
Il Presidente
Raffaele Lombardo
ODDO. - «Al Presidente della Regione, premesso che:
le organizzazioni sindacali degli agenti di polizia penitenziaria,
attraverso gli organi di stampa, hanno lanciato un grido di allarme
sulle condizioni di sicurezza delle carceri siciliane;
secondo quanto affermato dalle organizzazioni sindacali la
capienza delle carceri della nostra Regione è di 5.850 posti e che
in esse, invece, ad oggi sono presenti ben 7 mila detenuti;
l'eccesso della popolazione carceraria è ancor più grave alla luce
delle carenze di organico in cui versa la polizia penitenziaria
siciliana;
secondo i sindacati mancano circa 600 agenti perché possa
definirsi a pieno regime l'organico delle strutture dell'Isola,
dove mancherebbero quasi 300 posti non coperti in organico, 150
oggi utilizzati per il nuovo servizio di tutela e scorta a
personalità governative, dipartimentali ed alla magistratura,
mentre altre 80 unità sarebbero occupate in strutture non previste
dall'organico, quali la casa circondariale di Marsala e la scuola
di formazione di San Pietro di Clarenza;
alle carenze testé richiamate vanno ad aggiungersi circa 80 agenti
che sono in procinto di andare in pensione;
particolarmente difficile è la situazione del carcere di Trapani
dove all'endemica carenza di personale ed al conseguente carico di
lavoro per coloro che vi sono assegnati, si aggiunge l'obsolescenza
della struttura, che necessita di interventi urgenti di
ammodernamento per le tecnologie di sorveglianza e le carenze di
fondi per lo straordinario;
tutti questi problemi, aggiunti alle necessità connesse con la
custodia dei detenuti (traduzioni, piantonamenti, ecc.), rischiano
di rendere meno sicura la struttura di detenzione con i conseguenti
rischi per tutti i cittadini ed in primo luogo per il personale che
nel carcere presta la propria opera;
per sapere:
come intenda attivarsi per sollecitare al Governo nazionale gli
interventi necessari alla copertura dei circa 600 posti di agente
di polizia penitenziaria necessari per ottenere la piena copertura
degli organici delle strutture carcerarie della Regione siciliana
al fine di evitare gravi rischi per la sicurezza e l'incolumità
pubblica;
come intenda attivarsi per sollecitare al Governo nazionale
interventi urgenti al fine di ammodernare la struttura carceraria
di Trapani e di risolvere i problemi di fondi e di personale che
affliggono in questo momento la struttura stessa». (354)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 354
dell'onorevole Oddo del 22/01/09, che nella seduta del 24/6/09 è
stata trasformata in interrogazione con richiesta di risposta
scritta, si comunica che è stato interessato il Ministero della
giustizia - Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria al fine
di acquisire le pertinenti informazioni utili alla risposta
dell'atto ispettivo in questione.
Il citato Dipartimento con nota prot. n. 0117651 del 30/3/2009 ha
dettagliatamente illustrato in merito, visti gli elementi tecnici
riportati e ritenendone esaustivo il contenuto, per una compiuta
visione si allega la stessa nella sua interezza».
Il Presidente
Raffaele Lombardo
Ministero della Giustizia
Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria
Ufficio del Capo del Dipartimento
Ufficio dell'Organizzazione e delle Relazioni
Interrogazioni parlamentari
Al Signor
Presidente
della Regione Siciliana
PALERMO
OGGETTO: Interrogazione n. 354 dell'onorevole Camillo Oddo - rif.
Nota n. 572/IN. 15 del 12.02.09
Con riferimento alla richiesta di elementi di risposta in ordine
alla interrogazione parlamentare indicata in oggetto, con la quale
vengono segnalate le difficili condizioni lavorative presso la Casa
Circondariale di Trapani a causa della carenza dell'organico di
polizia penitenziaria e delle deficienze strutturali dell'istituto,
si rappresenta quanto segue:
la lamentata situazione di carenza di organico è purtroppo una
triste realtà che affligge la quasi totalità degli istituti e
servizi penitenziari del Paese presso i quali la polizia
penitenziaria si trova ad operare in una situazione di
generalizzata difficoltà: ciò è determinato da una oggettiva
carenza di personale, atteso che - rispetto alla complessiva
dotazione organica, determinata con D.lgs. 146/2000 in 45.121 unità
- mancano ben 4.171 unità.
Peraltro, tale dotazione organica, già insufficiente per le
esigenze relative all'epoca della sua individuazione, risulta,
oggi, ancor più inadeguata se solo si considera l'apertura - dopo
il 2000 - di nuove strutture penitenziarie e della realizzazione di
nuovi padiglioni detentivi; e se si tiene conto del consolidamento,
nel corso di questi ultimi anni, in capo alla Polizia
penitenziaria, di nuove funzioni istituzionali (Servizio di polizia
stradale, Ufficio per la sicurezza e vigilanza, Nucleo
Investigativo centrale, Servizio notifiche) che vedono impegnate su
fronti diversi dal contesto penitenziario, ma comunque sempre
propri del comparto sicurezza, notevoli risorse di personale.
Ciò posto, si rappresenta che tale difficile situazione viene
fronteggiata dall'Amministrazione - con i limiti determinati dalle
ragioni sopra evidenziate - sia attraverso l'adozione di una
politica di progressiva riduzione dei distacchi, volta a contenere
tale fenomeno entro parametri prestabiliti, tali da non andare ad
incidere sensibilmente sulla forza operativa dei singoli istituti
che subiscono il distacco; sia prediligendo, in sede di
assegnazione di personale, le sedi penitenziarie maggiormente
sofferenti che sono quelle del nord del Paese.
Questo non significa che l'Amministrazione non riserva alla
Regione siciliana la giusta attenzione. Basti pensare, infatti,
che:
nel mese di giugno 2008 sono stati emanati 48 provvedimenti di
trasferimento verso alcuni istituti della Regione Sicilia (Catania
Piazza Lanza, Messina, Palermo Ucciardone e Augusta);
nel mese di novembre 2008 sono state distaccate 31 unità,
provenienti da istituti del Nord, alla sede di Palermo Pagliarelli
a disposizione del locale provveditorato;
la mobilità ordinaria, che prenderà avvio prossimamente, prevede
un'ulteriore assegnazione di complessive 59 unità per gli istituti
di Augusta, Catania Piazza Lanza e Messina.
Per una maggiore completezza di informativa, preme rilevare che
in controtendenza a quella che è la media nazionale riferita alla
carenza d'organico che si attesta al 10%, la situazione del
Provveditorato di Palermo registra, invece, un indice di criticità
pari al 5% che addirittura si attesta al 2,5% laddove siano
considerati i distacchi in e out. Peraltro, molti istituti
siciliani presentano una forza addirittura superiore rispetto a
quella prevista dall'organico, che richiederebbe di essere meglio
distribuita all'interno della stessa regione.
A tale riguardo, si rappresenta che, diversamente da quanto
segnalato dalle organizzazioni sindacali, l'istituto di Trapani
rientra proprio tra quelle realtà che presentano un esubero di
organico di ben 27 unità; quanto alla situazione strutturale, il
complesso demaniale della Casa Circondariale di Trapani è stato
oggetto di recenti interventi di ammodernamento e manutenzione
relativamente al settore colloqui, alle sezioni giudiziaria e
penale nonché al reparto lavorazioni, e si è,altresì, proceduto
alla metanizzazione dell'istituto.
Il Servizio Tecnico del Provveditorato regionale ha, peraltro,
predisposto un progetto esecutivo per interventi di manutenzione
del muro di cinta che sono in attesa di finanziamento; mentre il
Servizio Tecnico Centrale ha predisposto il progetto preliminare
degli interventi di adeguamento della caserma, che dovrà essere
sviluppato nei successivi livelli di progettazione definitiva ed
esecutiva propedeutici all'espletamento delle procedure di appalto
dei lavori.
Ad integrazione di quanto sopra rappresentato, si comunica che
nell'ambito dello studio che l'Amministrazione sta elaborando ai
fini della redazione del piano di interventi di cui all'art. 44 bis
della legge 27 febbraio 2009 n. 1, è prevista, tra le diverse
opere, anche la realizzazione di un padiglione detentivo da 300
posti presso l'istituto di Trapani; preme tuttavia precisare, per
correttezza di informativa, che si tratta, per l'appunto, di una
mera proposta ancora al vaglio dell'Amministrazione che, entro
sessanta giorni dall'entrata in vigore della legge, deve presentare
il suddetto piano di interventi: un piano che necessita di ogni
possibile approfondimento attesa l'esigenza di elaborare un
programma che non solo sia rispondente alle aspettative del Paese
ma che sia costruito su basi concrete traducibili in termini di
effettiva realizzabilità, e che coniughi al meglio le diverse
esigenze connesse all'idoneità delle aree edificabili, alla
distribuzione della popolazione detenuta e alla presenza del
personale».
Il Capo del Dipartimento