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Resoconto d'Aula della Seduta n. 100 di martedì 07 luglio 2009
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   LEANZA  NICOLA,  segretario f.f., dà lettura del processo  verbale
  della  seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale (articolo 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale  o  di
  scrutinio   segreto   (articolo  127)  sono   effettuate   mediante
  procedimento elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che hanno chiesto congedo  per  la  presente
  seduta  gli  onorevoli:  Scammacca della Bruca  e  Caronia  per  la
  presente seduta; Minardo dal 7 al 9 luglio 2009.
   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   - da parte del Presidente della Regione:

   N.  70  -  Iniziative  urgenti per la  definitiva  soluzione  del
  problema idrico nel comune di Favara (AG).
   Firmatario: Panepinto Giovanni

   N.  253  - Monitoraggio aggiornato della gestione dell'erogazione
  dell'acqua all'utenza in Sicilia.
   Firmatario: Panepinto Giovanni

   N.  354  -  Interventi  a  livello  nazionale  per  la  struttura
  carceraria di Trapani.
   Firmatario: Oddo Camillo.

   - da parte dell'Assessore per la Sanità

   N. 72 - Opportune iniziative da assumere a seguito della chiusura
  del  reparto di ortopedia dell'ospedale 'San Vito e Santo Spirito'
  di Alcamo (TP).
   Firmatari: Oddo Camillo; Gucciardi Baldassare

   N.  119  -  Riduzione dei costi per l'assistenza territoriale  di
  riabilitazione.
   Firmatari:   Vinciullo   Vincenzo;  Aricò  Alessandro;   Pogliese
  Salvatore

   N. 152 - Iniziative per l'attivazione della commissione regionale
  permanente per la dialisi.
   Firmatari: Falcone Marco; Vinciullo Vincenzo

   N.  171  - Misure per istituire un reparto di radioterapia presso
  l'azienda ospedaliera Sant'Antonio Abate di Trapani.
   Firmatario: Oddo Camillo

   N. 186 - Iniziative a favore del recepimento dell'accordo Stato -
  Regioni  per l'accreditamento delle strutture sanitarie ausiliarie
  con finalità di recupero dei tossicodipendenti.
   Firmatari: Falcone Marco; Pogliese Salvatore

   N. 219 - Informazioni sulla disposizione n. 1980 dell'Assessorato
  Sanità  in  tema  di  convenzione dei medici  della  medicina  dei
  servizi.
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.   228   -   Opportune  iniziative  allo  scopo  di  consentire
  all'organizzazione non governativa 'Medici senza frontiere  (MSF)'
  il prosieguo delle attività nell'isola di Lampedusa.
   Firmatario: Raia Concetta

   N.  251 - Riattivazione del centro di primo soccorso 118 Buccheri
  e delle altre postazioni chiuse in provincia di Siracusa.
   Firmatari: Vinciullo Vincenzo; De Benedictis Roberto

   N.   259   -   Misure   per  assicurare  l'assistenza   sanitaria
  penitenziaria in Sicilia.
   Firmatario: Falcone Marco

   N.  280  -  Notizie sul reparto di cardiologia e  cardiochirurgia
  pediatrica dell'ospedale San Vincenzo di Taormina (ME).
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  301 - Equità di trattamento nell'assegnazione ai medici delle
  province  siciliane di incarichi nelle zone carenti di  continuità
  assistenziale.
   Firmatari: Pogliese Salvatore; Falcone Marco; Vinciullo Vincenzo

   N.  305  -  Notizie circa lo stato di definizione della  rete  di
  assistenza oncologica nella provincia di Siracusa.
   Firmatario: De Benedictis Roberto

   N.  306  -  Stato  di  definizione  del  dipartimento  oncologico
  interaziendale dell'azienda ospedaliera Umberto I di Siracusa.
   Firmatario: De Benedictis Roberto

   N.  307  - Urgente realizzazione di una struttura per il servizio
  di radioterapia nella provincia di Siracusa.
   Firmatario: De Benedictis Roberto

   N.  315  -  Fornitura dei farmaci di flusso F  per  i  malati  di
  sclerosi multipla.
   Firmatari: Pogliese Salvatore; Vinciullo Vincenzo

   N.  331  -  Trasferimento al servizio sanitario  nazionale  (SSN)
  delle  funzioni sanitarie, dei rapporti di lavoro,  delle  risorse
  finanziarie, delle attrezzature e dei beni strumentali in  materia
  di sanità penitenziaria.
   Firmatario: Lupo Giuseppe

   N.  350 - Attuazione del progetto 'Screening neonatale universale
  (snu)' per la prevenzione dei deficit permanenti in età volutiva.
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  352  -  Distribuzione  di servizi  sanitari  nella  città  di
  Catania.
   Firmatario: Raia Concetta

   N. 357 - Risorse per le farmacie rurali delle isole minori.
   Firmatario: Oddo Camillo

   N.  362  - Mantenimento dell'operatività della guardia medica  di
  Erice Vetta (TP).
   Firmatario: Oddo Camillo

   N. 369 - Stabilizzazione del personale inquadrato nell'area della
  dirigenza medica e veterinaria in Sicilia.
   Firmatari: Panarello Filippo; De Benedictis Roberto; Di Benedetto
  Giacomo; Digiacomo Giuseppe; Marziano Bruno

   N.  372  - Notizie riguardanti il polo di eccellenza in oncologia
  di Messina.
   Firmatario: Ardizzone Giovanni

   N.  416  -  Iniziative in favore dei malati con gravi  invalidità
  permanenti.
   Firmatari: Currenti Carmelo; Falcone Marco

   N.  423  -  Notizie  in  merito  al  personale  comandato  presso
  l'Assessorato della sanità.
   Firmatario: Maira Raimondo

   N.  478  -  Notizie  in  merito  alla  nomina  del  consiglio  di
  amministrazione della fondazione 'Istituto G. Giglio San Raffaele'
  di Cefalù (PA).
   Firmatario: Limoli Giuseppe

   N.   481   -  Iniziative  per  restituire  la  competenza   della
  distribuzione dell'ossigeno liquido nelle farmacie in provincia di
  Siracusa.
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N. 483 - Assunzione dei 72 collaboratori professionali infermieri
  presso l'ASL 9 di Trapani.
   Firmatario: Oddo Camillo

   N.  486  -  Provvedimenti  per accelerare  il  trasferimento  dei
  reparti  del  vecchio  ospedale 'San Biagio'  nel  nuovo  presidio
  ospedaliero di contrada Cardilla in Marsala (TP).
   Firmatario: Oddo Camillo

   N.  501  -  Intervento allo scopo di fare luce  circa  i  criteri
  adottati dalla società cooperativa Manutencoop relativamente  alle
  procedure di assunzione.
   Firmatario: Cracolici Antonino

   N.  510 - Riconoscimento della MCS (Sensibilità Chimica Multipla)
  come   malattia  rara  invalidante  con  attribuzione  di   codice
  sanitario drg.
   Firmatari: Falcone Marco; Currenti Carmelo.
   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico  della seduta odierna. Le note citate  nelle  risposte
  scritte alle interrogazioni numeri 70 e 253 sono allegate in  copia
  al processo verbale della presente seduta.

   Annunzio di presentazione e contestuale invio di disegni di legge
                alle competenti Commissioni legislative

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  presentati ed inviati alle competenti Commissioni legislative:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   - «Norme su composizione delle giunte negli enti locali» (n. 441)
   presentato dagli onorevoli Falcone, Pogliese, Vinciullo in data 2
  luglio 2009
   inviato in data 3 luglio 2009

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  «Istituzione del Museo regionale della ceramica di Burgio» (n.
  442)
   presentato dagli onorevoli Panepinto e Cascio Salvatore in data 3
  luglio 2009
   inviato in data 7 luglio 2009.

       Comunicazione di riassegnazione di disegno di legge alla
                        competente Commissione

   PRESIDENTE.  Comunico che il seguente disegno  di  legge  è  stato
  riassegnato  alla  competente  Commissione  legislativa   Bilancio'
  (II):

   -  «Interventi  urgenti a sostegno delle imprese  artigiane»
  (n. 435)
   d'iniziativa parlamentare
   inviato in data 3 luglio 2009
   PARERE III.

      Comunicazione di richieste di parere pervenute dal Governo
                ed inviate alla competente Commissione

   PRESIDENTE.  Comunico le seguenti richieste di  parere,  pervenute
  dal  Governo  ed  inviate  alla competente Commissione  legislativa
   Servizi sociali e sanitari' (VI):

   -   Riorganizzazione  della  rete  delle  strutture  private   di
  diagnostica di laboratorio  (n. 26/VI)
   pervenuta in data 2 luglio 2009

   -  Decreto presidenziale per la definizione dei distretti  socio-
  sanitari (n. 27/VI)
   pervenuta in data 2 luglio 2009

                     inviate in data 6 luglio 2009

   -  Sistema  118 e rete di trasporto territoriale. Legge regionale
  14 aprile 2009, n. 5, articolo 24, commi 10 e 11 (n. 28/VI)
   pervenuta in data 3 luglio 2009
   inviato in data 7 luglio 2009.

            Comunicazione di trasmissione di deliberazione

   PRESIDENTE.  Comunico  che è pervenuta la  delibera  della  Giunta
  regionale  n.  214  del  27 giugno 2009: POR  Sicilia  2000/2006  -
  Complemento di programmazione - Adozione definitiva delle modifiche
  approvate con procedura scritta n. 1/2009.
   Copie  della  medesima  è  disponibile all'archivio  del  Servizio
  Commissioni.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   LEANZA NICOLA, segretario f.f.:

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   il  decreto  assessoriale  n. 01149 del  15  giugno  2009  dispone
  l'immediata  chiusura  notturna  H  12,  in  tutto  il   territorio
  siciliano, di 33 postazioni di ambulanze utilizzate per il servizio
  di emergenza. Tale decreto sta per essere pubblicato nella Gazzetta
  ufficiale della Regione siciliana ma non è stato discusso nella  VI
  Commissione  legislativa  permanente dell'ARS  'Servizi  sociali  e
  sanitari' né con i sindacati del settore;

   l'individuazione   delle   33   postazioni   è   stata    dettata,
  all'Assessorato Sanità, dalle centrali operative che hanno  fornito
  dati  statistici  riguardo il numero di uscite,  il  territorio  da
  coprire e il bacino di utenza;

   da  come  si  può  notare  dal report  riguardante  il  numero  di
  chilometri effettuato in emergenza dalle ambulanze, pubblicato  sul
  sito internet della SISE che gestisce il servizio di trasporto 118,
  nell'individuazione  delle  33  postazioni  in  oggetto  non  si  è
  sviluppato  un  parametro tra chilometri  effettuati  e  bacino  di
  utenza  servito,  con la conseguenza che tutto ciò  porterà  ad  un
  incremento  del  rischio  di  ritardi  nei  soccorsi  sanitari  nei
  confronti  dei  cittadini, tenendo conto che,  a  volte,  anche  un
  secondo  di  ritardo  può essere fatale per un  soccorso  sanitario
  urgente;

   tale  decreto  porterà ad una disparità fra  cittadini,  dato  che
  alcuni  avranno l'ambulanza del proprio paese aperta  H  24  mentre
  altri avranno l'ambulanza del proprio paese aperta solo H 12;

   considerato che:

   è  evidente che lo stesso decreto citato comporterà un'inevitabile
  disparità di trattamento fra gli stessi autisti soccorritori,  dato
  che  alcuni  lavoratori avranno come sede di lavoro una  postazione
  fissa mentre i lavoratori impiegati presso le 33 postazioni colpite
  dal  provvedimento avranno come sede di lavoro diverse  postazioni,
  tra l'altro continuamente interscambiabili nei turni e distanti tra
  loro anche 100 chilometri. Ciò determinerà un'ulteriore discrepanza
  con  il  ruolo primario degli autisti soccorritori che, per un  più
  celere  intervento  a  favore  dei cittadini,  devono  conoscere  a
  menadito  la  loro  zona  di intervento senza  l'ausilio  di  mappe
  stradali:  è  ovvio  che, con un continuo turn  over  di  sedi,  la
  conoscenza  del territorio non potrà mai essere approfondita  dagli
  stessi autisti soccorritori;

   al  personale interessato da questo decreto non viene riconosciuto
  alcun  rimborso  per  il  raggiungimento della  propria  postazione
  lavorativa,  distante  spesso decine di  chilometri  dalla  propria
  residenza, né, tanto meno, è riconosciuta un'indennità sia  per  le
  ore eccedenti di lavoro (straordinario) sia per le reperibilità che
  questi lavoratori sono obbligati a fornire alla SISE;

   tenuto  conto che il ridimensionamento orario di queste  strutture
  della SISE accentua ulteriormente la problematica legata al mancato
  utilizzo   di  decine  di  ambulanze  per  mancanza  di  personale,
  considerato  che i circa 3000 operatori del servizio  di  emergenza
  urgenza  del  118  hanno 126 ore settimanali per svolgere  il  loro
  lavoro  nelle  256  postazioni presenti nel  territorio  siciliano.
  Occorre  evidenziare che ogni singola ambulanza necessita di  circa
  10/11  operatori, dislocati nell'arco delle 24 ore, per  permettere
  l'utilizzo ottimale del mezzo nell'arco dell'intera giornata;

   per sapere:

   in  base a quali criteri l'Assessorato Sanità sia pervenuto a così
  drastiche decisioni che privano il territorio di 33 ambulanze H  12
  notturne  mettendo a rischio il soccorso sanitario a  servizio  dei
  cittadini  e  creando  evidenti  disparità  di  trattamento  fra  i
  lavoratori;

   se  l'Assessorato Sanità abbia intenzione di rimodulare il decreto
  con  il  passaggio a tempo pieno di tutti gli autisti soccorritori,
  unica soluzione valida per risolvere la chiusura selvaggia da parte
  della SISE delle postazioni in fermo tecnico». (637)

                                                           VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso  che il decreto assessoriale n. 01149 del 15  giugno  2009
  dispone  l'immediata  chiusura notturna,  in  tutto  il  territorio
  siciliano,  di  33  postazioni  di  ambulanze  utilizzate  per   il
  servizio, di emergenza. In provincia di Siracusa è interessata  dal
  provvedimento  la postazione dell'isola di Ortigia, centro  storico
  di Siracusa;

   considerato che:

   è   evidente  che  il  decreto  in  oggetto,  nella  scelta  delle
  postazioni da ridimensionare, ha preso spunto dai resoconti inviati
  dalle  centrali operative, resoconti che si basano  sul  numero  di
  uscite,  il territorio da coprire e il bacino di utenza da servire.
  E'  ancor  più  evidente che non si è per nulla  tenuto  conto  dei
  fattori locali che, spesso, superano e annullano quelli basati  sui
  meri dati numerici;

   la  postazione  dell'isola  di Ortigia  di  Siracusa  è  l'esempio
  lampante di questa cecità burocratica. E' incomprensibile  che  uno
  dei  posti  più  famosi  al  mondo, centro  nevralgico  dell'intero
  sistema turistico siciliano, venga privato della copertura H 24 del
  sistema  di  soccorso  medico espletato  dal  118.  Ogni  anno,  in
  qualsiasi  stagione  e, soprattutto, nell'arco  delle  24  ore,  il
  centro  di  Ortigia  brulica di milioni  di  turisti  amanti  della
  cultura  e  delle  tradizioni siciliane: non è ammissibile  che  la
  Regione siciliana, ed in particolar modo l'Assessorato Sanità,  non
  fornisca un servizio vitale come quello delle ambulanze 24  ore  su
  24,  anteponendo  a  tutto questo un semplice computo  numerico  ed
  ignorando che la stessa postazione di Ortigia fornisce il più  alto
  numero di interventi della provincia di Siracusa;

   per sapere:

   in  base a quali criteri l'Assessorato Sanità sia pervenuto a così
  drastiche decisioni che privano l'isola di Ortigia di Siracusa  del
  servizio di urgenza emergenza sanitaria 24 ore su 24, abolendo,  di
  fatto, la copertura notturna;

   se  l'Assessorato Sanità abbia intenzione di rimodulare il decreto
  tenendo conto dell'esigenza di garantire ai visitatori ivi presenti
  la sicurezza e la garanzia di un servizio medico urgente immediato,
  servizio  garantito  in  tutte le località turistiche  del  mondo».
  (638)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                           VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   con   DIG  n.  35499  del  2  agosto  2001,  l'Assessorato  Sanità
  individuava  i  centri specialistici in Sicilia da  inserire  nello
  'Studio  Osservazionale Antares'. Tra questi centri veniva inserita
  l'unità   operativa   di   allergologia  ed   immunologia   clinica
  dell'azienda ospedaliera 'Umberto I' di Siracusa;

   con nota prot. n. 4264 del 20 febbraio 2009, il dirigente generale
  dell'azienda  ospedaliera  'Umberto  I'  di  Siracusa  revocava  la
  disponibilità a partecipare al suddetto protocollo di studio;

   alla  luce  di quanto sopra, l'Assessorato Sanità, con  D.D.G.  n.
  0831/09  del 5 maggio 2009, revocava il DIG n. 35499 del  2  agosto
  2001  nella  parte in cui è stata individuata l'unità operativa  di
  allergologia   ed  immunologia  clinica  dell'azienda   ospedaliera
  'Umberto  I'  di  Siracusa per il protocollo di  studio  denominato
  'ANTARES', indicando, altresì, i centri specialistici di Catania  e
  Ragusa  come  sedi  sia  per la continuità  dei  trattamenti  delle
  patologie  reumatologiche,  sia per la continuità  assistenziale  e
  terapeutica dei soggetti in cura presso il centro di Siracusa;

   considerato  che la decisione del dirigente generale  dell'azienda
  ospedaliera  'Umberto I' di non partecipare più  al  protocollo  di
  studio  'ANTARES'  scaturisce sicuramente dai  continui  tagli,  da
  parte  dell'Assessorato Sanità, ai finanziamenti per  le  strutture
  ospedaliere  siciliane,  tagli che non  permettono  alcun  tipo  di
  assistenza  specialistica in settori dove la ricerca diventa  forma
  basilare di cura e trattamento di terapie particolari;

   visto che:

   è  indubbio che tale decisione arreca un danno incalcolabile ai 45
  malati attualmente in cura presso l'unità operativa di allergologia
  ed  immunologia  clinica dell'azienda ospedaliera  'Umberto  I'  di
  Siracusa, considerato che dovranno sobbarcarsi di tutti i costi  di
  trasporto per potere dare seguito alle terapie in atto seguite;

   la  sanità siracusana continua a subìre tagli indiscriminati nelle
  sue  strutture, visto che, tra l'altro, con decreto  n.  832/09,  è
  stato   chiuso  il  centro  'Psocare'  funzionante  presso  l'unità
  operativa  di dermatologia dell'Umberto I , struttura specializzata
  nella cura dei malati psoriaci;

   per  sapere quali iniziative intendano assumere per ridare fiducia
  nelle  Istituzioni  regionali  e dignità  ai  siracusani  che,  già
  colpiti  malattie,  si  sentono abbandonati  se  non,  addirittura,
  'vittime  sacrificali' di una politica che taglia i  fondi  per  la
  sanità  senza  minimamente considerare i danni arrecati  all'intera
  collettività». (642)

                                                           VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per  i  lavori
  pubblici, premesso che:

   in  questi giorni l'ANAS, a causa di verifiche sulla stabilità, ha
  deciso,  per motivi di sicurezza, di permettere la circolazione  in
  senso  alternato  sul  ponte 'Primosole', essenziale  struttura  di
  collegamento tra Catania e Siracusa;

   il   restringimento  dell'asse  viario  percorribile  sta   avendo
  ripercussioni  sul  traffico  di proporzioni  inimmaginabili:  ogni
  giorno ed a qualsiasi ora si formano code che superano, su entrambe
  le carreggiate, i 10 chilometri;

   considerato che:

   la  strada  statale 114, attualmente, è l'unico  asse  viario  che
  collega  Catania con Siracusa e viceversa. La persistente  presenza
  di code chilometriche causa danni incalcolabili all'intera economia
  siracusana.  E'  sufficiente immaginare tutti i  mezzi  diretti  ai
  mercati agricoli ed ittici catanesi che, per non essere penalizzati
  nelle  vendite,  sono costretti ad anticipare  di  3  o  4  ore  la
  partenza  dalle  sedi operative; o gli stessi  tour  operator,  che
  preferiscono  annullare  le  visite  nel  siracusano  pur  di   non
  rivoluzionare i programmi turistici preorganizzati. A tutto  questo
  occorre  aggiungere  le problematiche legate al raggiungimento,  da
  parte  della popolazione siracusana, dell'aeroporto di  Catania  o,
  situazione ancora più drammatica, i ritardi di eventuali  mezzi  di
  soccorso (ambulanze, vigili del fuoco) diretti a Catania;

   per sapere:

   se  non  ritengano  improcrastinabile  l'immediato  coinvolgimento
  della   Protezione  Civile  nazionale,  invitando   il   capo   del
  Dipartimento  della  stessa,  dott.  Bertolaso,  ad  effettuare  un
  sopralluogo sul ponte 'Primosole' della strada statale 114;

   se  la  stessa  Protezione  civile  nazionale  non  ritenga  utile
  attivare   immediatamente  provvedimenti  alternativi,   quali   la
  deviazione  del  traffico su strade provinciali o,  ipotesi  ancora
  migliore,  quella di anticipare l'apertura del tratto  autostradale
  Lentini-Passo Martino dell'autostrada Catania-Siracusa, tratto  già
  completo». (643)

                                                           VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per  i  lavori
  pubblici, premesso che:

   in  questi  giorni  l'ANAS, a causa di verifiche  sulla  stabilità
  dell'opera,  ha deciso, per motivi di sicurezza, di  permettere  la
  circolazione  in senso alternato sul ponte 'Primosole',  essenziale
  struttura di collegamento tra Catania e Siracusa;

   il   restringimento  dell'asse  viario  percorribile  sta   avendo
  ripercussioni  sul  traffico  di proporzioni  inimmaginabili:  ogni
  giorno,  ed  a  qualsiasi ora, si formano  code  che  superano,  su
  entrambe le carreggiate, i 10 chilometri;

   considerato che:

   la  strada  statale 114, attualmente, è l'unico  asse  viario  che
  collega  Catania con Siracusa e viceversa. La persistente  presenza
  di code chilometriche causa danni incalcolabili all'intera economia
  siracusana.  E'  sufficiente immaginare tutti i  mezzi  diretti  ai
  mercati agricoli ed ittici catanesi che, per non essere penalizzati
  nelle  vendite,  sono costretti ad anticipare  di  3  o  4  ore  la
  partenza  dalle  sedi operative; o gli stessi  tour  operator,  che
  preferiscono  annullare  le  visite  nel  Siracusano  pur  di   non
  rivoluzionare i programmi turistici preorganizzati. A tutto  questo
  occorre  aggiungere  le problematiche legate al raggiungimento,  da
  parte  della popolazione siracusana, dell'aeroporto di  Catania  o,
  situazione ancora più drammatica, i ritardi di eventuali  mezzi  di
  soccorso (ambulanze, Vigili del Fuoco) diretti a Catania;

   per sapere:

   se  non  ritengano  improcrastinabile  l'immediato  coinvolgimento
  della  Protezione civile nazionale, invitando il capo della stessa,
  dott. Bertolaso, ad effettuare un sopralluogo sul ponte 'Primosole'
  della  strada statale 114 e nominare il dott. ing. Ugo Di Bernardo,
  Direttore generale dell'ANAS Sicilia, commissario straordinario del
  Governo  regionale  per  la risoluzione  della  crisi  causata  dal
  restringimento della carreggiata sul succitato ponte 'Primosole';

   se  la  stessa  Protezione  civile  nazionale  non  ritenga  utile
  attivare   immediatamente  provvedimenti  alternativi,   quali   la
  deviazione  del  traffico su strade provinciali o,  ipotesi  ancora
  migliore,  quella di anticipare l'apertura del tratto  autostradale
  Lentini-Passo Martino dell'autostrada Catania-Siracusa, tratto  già
  completo». (644)

                                                           VINCIULLO

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   in  data  29  maggio  2009 è scoppiato un  violento  incendio  sul
  traghetto  'Vincenzo Florio' della compagnia 'TIRRENIA' mentre  era
  in viaggio da Napoli a Palermo;

   la stessa 'TIRRENIA', dopo aver provveduto alla messa in sicurezza
  dei  passeggeri  e  del personale di bordo, ha dato  incarico  alla
  società 'SIMAT' di provvedere allo spegnimento dell'incendio ed  al
  rimorchio del traghetto all'interno del porto di Palermo;

   tenuto conto che:

   dopo la conclusione delle procedure di spegnimento dell'incendio e
  le   normali  verifiche  da  parte  dei  tecnici  assicurativi,  la
  'TIRRENIA'  ha  iniziato la fase di restituzione dei mezzi  pesanti
  presenti a bordo del traghetto;

   applicando le norme del diritto marittimo, secondo il quale quando
  una nave è soccorsa, diventa, con tutto il suo contenuto, proprietà
  del  soccorritore, la stessa 'TIRRENIA' vincola la restituzione dei
  mezzi  al pagamento di una somma, calcolata in funzione del  valore
  sia del mezzo che della merce trasportata;

   considerato che:

   appare  evidente  che i proprietari dei mezzi  pesanti  coinvolti,
  loro malgrado, nell'incendio della 'Florio', devono sobbarcarsi  di
  un  ulteriore balzello che, senza dubbio, sa di beffa, tenuto conto
  che  devono affrontare spese non indifferenti per ripagare la merce
  andata  distrutta  e  la riparazione, se non la  sostituzione,  del
  mezzo di loro proprietà, presente sulla nave;

   la  maggior parte dei mezzi coinvolti appartiene a piccoli e  medi
  trasportatori  siciliani che, con il fermo del loro  camion,  hanno
  dovuto  forzatamente bloccare la loro attività, con la  conseguente
  crisi   economica   e  lavorativa.  Di  contro,  prevedendo   tempi
  lunghissimi  per il rimborso dei premi assicurativi da parte  delle
  assicurazioni coinvolte, tra i proprietari dei mezzi  serpeggia  un
  immenso sconforto in vista di possibili azioni fallimentari;

   per  sapere se non ritenga doveroso un intervento immediato  della
  Regione  siciliana  che,  anticipando le quote  necessarie  per  la
  restituzione   dei   mezzi,  possa  permettere   ai   trasportatori
  siciliani,  che  hanno  avuto i loro mezzi di  trasporto  coinvolti
  nell'incendio  della  'Vincenzo  Florio',  di  riprendere  la  loro
  attività lavorativa nel più breve tempo possibile». (645)

                POGLIESE-BUZZANCA-FORMICA-VINCIULLO-FALCONE-CURRENTI
                             MARROCCO-ARICO'-CAPUTO-INCARDONA-SCILLA

   «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   il   decreto  dell'Assessore  per  la  sanità  27  novembre  2007,
  pubblicato  nella  GURS  n.  57  del  7  dicembre  2007  e  recante
  'Disposizioni relative ai trattamenti neuroriabilitativi con metodo
  Doman  per  pazienti cerebrolesi', ha autorizzato  le  aziende  USL
  competenti  per  territorio a rimborsare, in regime  di  assistenza
  indiretta,  il cento per cento delle spese sostenute e  documentate
  dai   pazienti   cerebrolesi   che   necessitano   di   trattamenti
  neuroriabilitativi  con 'metodo Doman' e che, a  tal  fine,  devono
  recarsi  nell'unica sede italiana, presso il centro di  Fauglia  in
  provincia di Pisa, ove viene praticato tale trattamento;

   il  'metodo Doman', dal nome del medico americano Glenn Doman  che
  l'ha  sperimentato,  è  una  terapia di cura  rivolta  ai  soggetti
  affetti  da patologie legate a lesioni cerebrali, nata e  praticata
  da   tempo  negli  Stati  Uniti  d'America  dall'Istituto  per   il
  raggiungimento del potenziale umano di Filadelfia;

   detta  terapia consiste in programmi riabilitativi tesi a favorire
  il  recupero  dei  soggetti cerebrolesi attraverso  un  trattamento
  terapeutico  che tende a fornire al cervello stimoli sensoriali  ai
  quali corrispondono opportunità motorie;

   la  peculiarità della terapia consiste nel fatto che la  stessa  è
  applicata  interamente in casa del paziente, con programmi  fisici,
  fisiologici, intellettivi e sociali che si svolgono all'interno del
  contesto   familiare   ed  affettivo;  la  terapia,   costantemente
  monitorata  dagli  esperti, viene somministrata dai  genitori,  dai
  parenti,  dagli  amici  e da volontari che offrono  il  loro  tempo
  libero  al  soggetto affetto dalla patologia alternandosi  in  modo
  continuo per non sospendere gli esercizi di riabilitazione;

   per  la riuscita della terapia è, in ogni caso, indispensabile  un
  aggiornamento costante delle conoscenze tecniche e scientifiche dei
  familiari  che  assistono il soggetto, tramite corsi semestrali  da
  effettuare  nella città di Filadelfia, negli Stati Uniti d'America,
  presso  il  centro ricerche del 'Metodo Doman', e  nell'unica  sede
  europea di Fauglia (Pisa);

   considerato che:

   il 'metodo Doman' conosce delle varianti note come metodo 'Voyta',
  metodo  'ABA'  o  metodo  'Fay', le  quali  consistono  in  terapie
  ugualmente  dirette  alla  cura  di  bambini  cerebrolesi   e   che
  richiedono   il   costante   aggiornamento   dei   familiari    che
  somministrano la stessa terapia;

   il  suddetto  d.a. 27 novembre 2007, tuttavia, non  prevede  nulla
  circa  i  rimborsi alle famiglie che ricorrono a tali varianti  del
  metodo Doman;

   il  centro che prevede l'applicazione del metodo Fay, ad  esempio,
  si trova a Querceta, provincia di Lucca;

   ritenuto che:

   quasi  tutte  le  regioni  italiane hanno  da  tempo  riconosciuto
  l'utilizzo   dei   metodi  Doman,  Voyta   e   Fay   come   terapie
  riabilitative,    fornendo,   altresì,   un   sostegno    economico
  straordinario alle famiglie per affrontare i costi dell'assistenza;

   appare  evidente che non aver previsto la possibilità di  rimborso
  anche  per le famiglie che si avvalgono dei metodi Fay e  Vojta  da
  parte del suddetto decreto assessoriale 27 novembre 2007 sia frutto
  di  una svista che, tuttavia, mette a serio rischio la prosecuzione
  delle  cure  per un gran numero di pazienti e per le loro  famiglie
  non  in  grado di sostenere le ingenti spese per recarsi nei centri
  di riferimento;

   per  sapere  se  non  ritenga di dover procedere  con  la  massima
  urgenza  alla adozione di apposito decreto assessoriale, prevedendo
  il  rimborso delle spese sostenute da quelle famiglie che intendano
  avvalersi non soltanto del metodo Doman ma anche dei metodi  Fay  e
  Voyta,  ed  il cui aggiornamento si svolge in centri differenti  da
  quello di Faglia». (647)

                              GUCCIARDI-LUPO-BONOMO-FIORENZA-VITRANO

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per il  territorio  e
  l'ambiente e all'Assessore per i lavori pubblici, premesso che:

   la  strada statale 113 nel 2004, in località Schino nel Comune  di
  Gioiosa Marea (ME), è stata interessata da una imponente frana;

   l'ANAS,  in  conseguenza  di tale evento franoso,  ha  previsto  i
  lavori di consolidamento del costone roccioso e di ripristino della
  sede stradale, lato mare, che ad oggi non sono iniziati, nonostante
  la disponibilità di euro un milione 800 mila;

   in   seguito  alle  abbondanti  piogge,  verificatesi  soprattutto
  durante  il passato inverno, si sono determinati ulteriori e  gravi
  cedimenti,  sia  lato mare sia lato monte, che hanno  provocato  la
  chiusura al traffico del tratto di strada statale interessato;

   considerato che:

   in  data 13 gennaio 2009 si sono riuniti congiuntamente i Consigli
  comunali  del Comune di Gioiosa Marea e del Comune di Piraino  alla
  presenza dei deputati nazionali e regionali eletti nel collegio  di
  Messina,   dell'on.  Reina,  sottosegretario  al  Ministero   delle
  infrastrutture e dei trasporti, e dell'Assessore regionale  per  il
  territorio e l'ambiente pro tempore, dott. Giuseppe Sorbello;

   il   suddetto   incontro  aveva  l'obiettivo  di   mobilitare   le
  istituzioni  e  gli  enti preposti in direzione  di  una  soluzione
  rapida  dei  problemi  relativi alla mobilità,  nonché  di  assetto
  complessivo  del territorio interessato già fortemente  compromesso
  dagli eventi franosi;

   l'on.  Reina,  durante il succitato incontro, aveva dichiarato  la
  disponibilità  di  5  milioni di euro  presso  il  Ministero  delle
  infrastrutture  e  dei trasporti allo scopo di  risolvere  l'annoso
  problema delle frane in località Schino del Comune di Gioiosa Marea
  (ME);

   rilevato che:

   Gioiosa  Marea  Centro è isolata dalla popolosa  frazione  di  San
  Giorgio  e dai villaggi turistici presenti in località Calavà,  con
  grave  pregiudizio per l'economia di Gioiosa Marea  quale  comunità
  notoriamente a vocazione turistica;

   ad   oggi  non  risulta  completa  la  fase  di  progettazione  di
  competenza  dell'ANAS per l'intervento di messa in sicurezza  e  il
  ripristino della percorribilità della strada statale 113;

   la  strada  statale 113 rientra nel corridoio Berlino - Palermo  e
  dunque   nel  quadro  di  progettazione  europea  delle   dotazioni
  infrastrutturali da realizzare nel Mezzogiorno;

   la  strada  statale  113 è l'unica via d'uscita  in  direzione  di
  Messina  e  consente il raggiungimento dell'ospedale più  vicino  e
  specificamente il presidio ospedaliero di Patti;

   il Comune di Gioiosa Marea non è collegato all'autostrada mediante
  un proprio svincolo autostradale;

   per sapere:

   se  e  quali  interventi,  ciascuno nelle  rispettive  competenze,
  intendano  avviare per consentire rapidamente la messa in sicurezza
  e  il  ripristino della percorribilità della strada statale 113  in
  località Schino nel Comune di Gioiosa Marea;

   quali   ragioni  abbiano  impedito,  nonostante  la  disponibilità
  finanziaria di euro un milione 800 mila e l'espletamento della gara
  d'appalto,  l'esecuzione dei lavori di consolidamento  del  costone
  roccioso e di ripristino della sede stradale, lato mare, e  se  non
  intendano  porre  in essere ogni atto utile ad accertare  eventuali
  responsabilità;

   per quali motivi ad oggi non sia completa la fase di progettazione
  di competenza dell'ANAS per l'intervento di messa in sicurezza e il
  ripristino  della  percorribilità della strada statale  113  e  se,
  anche  in  questo caso, non ritengano di dover accertare  eventuali
  responsabilità  e  sbloccare rapidamente l'iter per  giungere  alla
  chiusura dei lavori». (649)

                                                 CRACOLICI-PANARELLO

   «All'Assessore per i lavori pubblici, premesso che:

   a  decorrere  dal  30 giugno 2009 il ponte  Primosole'  sul  fiume
  Simeto, nel tratto della strada statale 114 fra Siracusa e Catania,
  è   stato   interdetto  parzialmente  al  traffico  veicolare   con
  conseguenti   gravosi   disagi   per   tutti   gli   utenti   della
  trafficatissima arteria stradale;

   da  fonti  giornalistiche si è appreso che la  suddetta  misura  è
  stata adottata con ogni urgenza a tutela della pubblica incolumità,
  stante il pericolo incombente di collasso della struttura a ragione
  delle  sue  precarie condizioni statiche, al punto  che  le  stesse
  fonti  diramavano  un  comunicato stampa del  Vicepresidente  della
  Regione pro tempore, on. Bufardeci, che testualmente affermava   Il
  ponte sta crollando ;

   il  transito sul ponte viene attualmente consentito nel solo senso
  di marcia da sud verso nord e dirottato su viabilità secondaria nel
  senso  opposto, nelle more della annunciata ed anticipata  apertura
  del  tratto autostradale fra Lentini e Passo martino, ancorché  non
  completamente  ultimata e soggetta a rischio di  esondazione  delle
  acque  che può temersi in ragione della limitata ampiezza  fra  gli
  argini  del Simeto, proprio in corrispondenza del ponte  Primosole'
  (di  circa 300 metri rispetto ai 500-600 metri nella restante parte
  del suo tratto finale), unitamente alla ristretta foce naturale del
  fiume;

    osservato che:

   da  quanto  è  stato  possibile appurare  nei  giorni  seguenti  e
  riferito  dalla stampa, le condizioni di criticità del ponte  erano
  tali  da  lungo  tempo e ben note al suo soggetto gestore,  l'ANAS,
  come  documentano i ripetuti e ben visibili interventi di  presidio
  eseguiti sulla struttura nel corso degli anni;

   in  particolare,  risulterebbe noto il cedimento  del  terreno  di
  fondazione  alla base delle pile di sostegno della  struttura  e  i
  movimenti  e  i  movimenti  di rototraslazione  delle  stesse,  con
  conseguenti  e  palesi interventi eseguiti sull'impalcato  e  sulle
  stesse  pile,  finalizzati  anche al mantenimento  della  geometria
  della carreggiata;

   date le superiori condizioni, risulterebbe altresì predisposto  da
  oltre  otto  anni  e  da parte della stessa ANAS,  un  progetto  di
  demolizione  e ricostruzione del ponte  Primosole',  a  cui  non  è
  stato tuttavia dato seguito;

   considerato  che, per quanto sopra, le ragioni che  hanno  imposto
  l'improvvisa  ed  urgente chiusura al transito della  struttura  in
  oggetto  non  possono  essersi determinate  in  modo  improvviso  e
  soprattutto  non previsto, derivandosi da ciò il grave rischio  per
  l'incolumità a cui gli utenti sono stati inconsapevolmente esposti;

   per sapere:

   se  l'ANAS  abbia fornito in passato e/o recentemente informazioni
  sulle  condizioni statiche e di sicurezza del ponte e  se  comunque
  fosse  a conoscenza degli organi competenti della Regione siciliana
  lo stato di criticità naturale del ponte e del conseguente pericolo
  per l'incolumità degli utenti, che vi hanno regolarmente transitato
  fino alla chiusura parziale del 30 giugno u.s.;

   se  e quali iniziative abbiano assunto, nel merito della questione
  segnalata,  gli  organi  competenti  della  Regione  siciliana  per
  garantire la sicurezza del transito sul ponte  Primosole';

   quali  iniziative la Regione intenda assumere, anche  di  concerto
  con  l'ANAS  e  gli  altri  enti  competenti,  per  assicurare   il
  ripristino  in  condizioni di sicurezza del transito veicolare  sia
  sulla  strada  statale 115 che sul tratto autostradale  Siracusa  -
  Catania». (650)

                                                        DE BENEDICTIS

   PRESIDENTE.  Le  interrogazioni  testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   LEANZA NICOLA, segretario f.f.:

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  alla  Presidenza,
  premesso che:

   secondo  il  periodico  rapporto FAO  sulla  fame  nel  mondo,  un
  miliardo  di  persone,  un  sesto della popolazione  mondiale,  non
  dispone di una quantità di cibo adeguata;

   nell'ultimo  anno,  sono state 100 milioni le  persone  che  hanno
  perso la possibilità di nutrirsi regolarmente;

   si tratta di un incremento senza precedenti: l'impatto della crisi
  economico-finanziaria, che ha investito il pianeta  nel  2008,  sui
  Paesi  in via di sviluppo si è sommato alle preesistenti difficoltà
  causate  dall'incremento dei prezzi dei prodotti  agricoli  e  alla
  riduzione  delle  risorse che i Paesi ricchi destinano  agli  aiuti
  umanitari;

   secondo il direttore generale della FAO, Jacques Diouf, 'la fame e
  la  povertà  pongono seriamente a rischio la sicurezza  e  la  pace
  mondiale' e pertanto sono necessarie 'azioni rapide e sostanziali';

   le  aree  geografiche più colpite dalla fame sono i Paesi asiatici
  (+10,5%)  e  africani  (+11,8%), ma  l'incremento  più  consistente
  riguarda i Paesi sviluppati, nei quali i poveri sono aumentati  del
  15,4%;

   tali  dati  sono  estremamente allarmanti e fanno  apparire  molto
  lontano  l'obiettivo di far scendere il numero  dei  poveri  a  420
  milioni entro il 2015;

   considerato che:

   è  stato  istituito,  ai  sensi della l.r. n.  10/2000,  l'Ufficio
  speciale  per  la  cooperazione decentrata  allo  sviluppo  e  alla
  solidarietà   internazionale,   posto   alle   dirette   dipendenze
  dell'Assessore alla Presidenza;

   nel  bilancio di previsione della Regione per il 2009, al capitolo
  100328,  sono stati stanziati 1,5 milioni di euro per promuovere  e
  finanziare iniziative per l'attività di cooperazione e di sviluppo,
  nonché per interventi di solidarietà internazionale;

   la gravità della situazione descritta in premessa impone che anche
  la  Sicilia  predisponga  azioni  mirate  a  mitigare  l'allarmante
  dilagare della fame nel mondo, utilizzando le somme già disponibili
  in bilancio;

   l'Assemblea  regionale siciliana ha approvato, in  data  10  marzo
  2009, la mozione n. 88 che impegna il Presidente della Regione, fra
  l'altro,  'ad  attivarsi per l'adozione di una normativa  regionale
  sull'immigrazione  e sulla cooperazione decentrata  allo  sviluppo,
  finalizzata all'accoglienza ed all'integrazione nel tessuto sociale
  e  produttivo degli immigrati, nonché allo sviluppo dei loro  Paesi
  di provenienza';

   per sapere:

   se  non  ritengano di dover predisporre urgentemente un  piano  di
  utilizzo  delle  somme contenute nel capitolo 100328  del  bilancio
  della  Regione,  finalizzato  ad interventi  di  cooperazione  allo
  sviluppo,  per  contrastare  il  fenomeno  della  fame  nei   Paesi
  maggiormente  colpiti,  favorendo  a  tal  fine  la  loro  crescita
  economica e sociale;

   quali   interventi  di  cooperazione  allo  sviluppo  siano  stati
  finanziati e realizzati negli anni 2007-2008-2009». (639)

                                                                 LUPO

   «All'Assessore per la sanità, premesso che:

  il   1   luglio   2009  il  quotidiano 'Giornale  di  Sicilia'   ha
  pubblicato  la dichiarazione di un consigliere comunale di  Palermo
  che  sollecita  'una  inchiesta  amministrativa  per  capire  quali
  interessi  e  grumi si vogliono coprire impedendo al chirurgo  Luan
  Maxhuni di operare a Villa Sofia';

   nella  dichiarazione si sottolinea che 'nonostante il giudice  del
  lavoro abbia dato ragione a Maxhuni - vittima di mobbing - a questi
  non  è  stato  ancora consentito di entrare in  sala  operatoria  e
  ignoti gli hanno bloccato il lucchetto dell'armadietto con Attack';

   per sapere:

   se   risponda   al  vero  quanto  riportato  nella   dichiarazione
  pubblicata dal 'Giornale di Sicilia';

   quali  provvedimenti siano stati adottati per consentire al  dott.
  Maxhuni  di  svolgere finalmente la propria attività,  senza  alcun
  tipo di interferenze;

   se  il  Dipartimento di chirurgia in oggetto sia lo stesso in  cui
  recentemente è stato promosso direttore il dott. Mandalà,  con  una
  nomina - aspramente contestata a livello sindacale - per la quale è
  già  stata  presentata un'interrogazione urgente alla quale  non  è
  stato fornito riscontro alcuno». (640)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                           MATTARELLA

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la cooperazione,
  il  commercio, l'artigianato e la pesca, premesso che  le  autorità
  maltesi,  a  quanto pare per una interpretazione errata dei  limiti
  delle proprie acque territoriali, hanno proceduto al sequestro  del
  motopesca  Maria Salvatrice', della marineria di Portopalo di  Capo
  Passero, in provincia di Siracusa;

   considerato che:

   allo  stato  attuale sembra che tutto il personale  imbarcato  sul
  motopesca  sequestrato  sia posto nella  condizione  di  non  poter
  godere  della libertà di movimento, condizione sancita dal  diritto
  comunitario e dalle norme internazionali;

   tale   comportamento  di  uno  Stato  estero,  privo   di   valida
  motivazione, viola apertamente gli accordi internazionali non  solo
  sui  diritti di pesca, ma, soprattutto, sulla libertà di  movimento
  dei cittadini stranieri;

   per  sapere  quali  iniziative intenda  intraprendere  il  Governo
  regionale a tutela dei propri cittadini e della propria marineria e
  se  non  ritenga opportuno interessare immediatamente il  Ministero
  degli  esteri  e la Presidenza del Consiglio dei Ministri  affinché
  facciano   tutti   i   dovuti  passi  per  il  rilascio   sia   del
  motopeschereccio siciliano sia, soprattutto, di tutti i  lavoratori
  imbarcati  sullo  stesso,  in modo tale da  consentire  l'immediato
  rientro in patria degli stessi». (641)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  alla  Presidenza,
  premesso che:

   in  questi  ultimi anni sono stati contrattualizzati  dieci  nuovi
  dirigenti generali esterni, con stipendi superiori ai 200 mila euro
  l'anno;

   sei direttori generali dell'Amministrazione regionale sono in atto
  privi  di  specifici  incarichi e percepiscono ugualmente  il  loro
  stipendio di 170 mila euro l'anno;

   la Regione dispone già di altri 2.245 dirigenti di ruolo;

   appare,  pertanto, singolare che, tra tutto questo personale,  non
  ci     siano     le     professionalità    necessarie     richieste
  dall'Amministrazione  regionale e si  debba  ricorrere  a  soggetti
  esterni, con un conseguente aggravio della spesa pubblica;

   la scelta di elevare il limite entro il quale è possibile nominare
  soggetti  esterni  è stato definita dalla Corte dei  conti  non  in
  linea con l'obiettivo di contenimento della spesa;

   considerato che:

   alcuni  di  questi  dirigenti  generali  esterni  ricoprono  doppi
  incarichi,  sono  cioè  titolari ad  interim  di  più  dipartimenti
  dell'Amministrazione regionale;

   non  è  più  procrastinabile la definizione di  una  nuova  pianta
  organica   al  fine  di  poter  utilizzare,  secondo   criteri   di
  razionalità  e  di effettivo fabbisogno degli Uffici,  gli  attuali
  19.998 dipendenti regionali in servizio;

   ritenuto che:

   la  Regione, nelle 25 società partecipate, dispone di altre  3.546
  dipendenti, un numero pari a tutti gli impiegati in dotazione nella
  Regione Lombardia;

   a  questi  si  devono  aggiungere i  circa  63  mila  precari  che
  gravitano nell'orbita della nostra Regione;

   per sapere:

   se  la  scelta di non attribuire incarichi specifici  a  direttori
  generali  ancora contrattualizzati e a disposizione  della  Regione
  non produca un danno erariale per la stessa;

   se  sia  stata disposta una verifica in ordine ai titoli richiesti
  dalla  normativa  vigente  per  la  nomina  di  dirigenti  generali
  esterni;

   se,  nell'adozione  degli atti di revoca o di  nuove  nomine,  sia
  stato  rispettato il principio del giusto procedimento e  del  buon
  andamento della pubblica amministrazione;

   se,  per il conferimento di ciascun incarico ai dirigenti generali
  o  per  il passaggio ad altri incarichi, si sia tenuto conto  delle
  capacità professionali dei singoli dirigenti in relazione anche  ai
  risultati conseguiti in precedenza;

   se l'Amministrazione regionale si sia dotata per l'affidamento, il
  mantenimento o la revoca degli incarichi di un sistema  di  criteri
  generali  secondo  quanto  previsto dalla  direttiva  n.  10  della
  Presidenza del Consiglio dei Ministri». (646)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

                        BARBAGALLO-GALVAGNO-BONOMO-MATTARELLA-LACCOTO

   «All'Assessore  per  la  famiglia,  le  politiche  sociali  e   le
  autonomie locali e all'Assessore per il turismo, le comunicazioni e
  i trasporti, premesso che:

   con  il  recente  bilancio  della  Regione  per  l'anno  2009,  lo
  stanziamento del capitolo n. 78105, è stato determinato in  euro  2
  milioni  250  mila,  con  una  consistente  riduzione  rispetto  al
  consolidato 2008 che era di euro 4 milioni 80 mila, cifra pressoché
  analoga agli anni precedenti;

   sulla  base  di  tali  risorse finanziarie, l'AST  ha  rilasciato,
  nell'anno  2008,  n.  12.345 tessere urbane  e  n.  26.391  tessere
  extraurbane gratuite ad altrettanti anziani aventi diritto;

   atteso che:

   per  l'anno  2009,  in  conseguenza  della  ridotta  disponibilità
  finanziaria,  l'AST ha dato comunicazione agli enti locali  che  le
  tessere  rilasciate nel 2008 e la cui validità era stata  prorogata
  di  mese  in  mese  durante  l'anno in  corso,  stante  l'esercizio
  provvisorio, si sono esaurite al 30 giugno;

   in  tale  situazione  di fatto che si è venuta  a  determinare,  è
  evidente  che, dall'1 luglio 2009, tutti gli anziani che utilizzano
  i  servizi AST dovranno pagare il relativo biglietto o abbonamento,
  esponendosi  così  ad  un aggravio del loro  tenore  di  vita,  già
  notevolmente  provato, stante che il regime  pensionistico  di  cui
  godono  non  è  sufficiente  a sostenere  il  costo  dei  trasporti
  pubblici di cui dovranno usufruire nel prosieguo dell'anno;

   per  sapere  quali provvedimenti intendano adottare per addivenire
  all'immediato  impinguamento del relativo capitolo di  bilancio  n.
  78105  onde  consentire  il ripristino del  servizio  di  trasporto
  pubblico  urbano e extraurbano, secondo i livelli  minimi  fin  qui
  garantiti». (648)

                                                       FARAONE - RAIA

   PRESIDENTE.  Avverto  che  le  interrogazioni  testé   annunziate
  saranno inviate al Governo.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   numero  138  «Interventi urgenti per affrontare il  problema  dei
  danni   alle  produzioni  orticole  causati  dal  parassita  'Tuta
  absoluta'»,  degli  onorevoli  Ragusa,  Cordaro,  Dina,  Maira   e
  Forzese, in data 1 luglio 2009;

   numero  139  «Verifiche  sul  conferimento  degli  incarichi   ai
  dirigenti  generali  della Regione», degli  onorevoli  Barbagallo,
  Galvagno, Bonomo, Mattarella e Laccoto, in data 2 luglio 2009.  Ne
  do lettura:

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   giungono  notizie allarmanti riguardo la diffusione di un  dannoso
  parassita che sta colpendo le colture di pomodoro e numerose  altre
  colture orticole nella provincia iblea;

   la   tignola   del  pomodoro  (Tuta  absoluta)  è  un  lepidottero
  originario  dal  Sud  America che, purtroppo,  ha  trovato  terreno
  fertile   nei   nostri  territori  e  manifesta  una  velocità   di
  riproduzione assi preoccupante;

   l'Ispettorato  agrario di Ragusa ha avviato  un  monitoraggio  del
  fenomeno  nelle  campagne della provincia di Ragusa  per  conoscere
  l'entità dei danni;

   considerato che:

   i   risultati  per  gli  sfortunati  imprenditori  agricoli   sono
  devastanti,  perché  il danno si traduce nella non  commerciabilità
  della   produzione.  E'  verosimile  pensare  che  non  intervenire
  urgentemente  a sostegno di questi laboriosi imprenditori  causerà,
  per  molti  di  questi, il tracollo economico. Si deve sottolineare
  che già il settore soffre di una crisi definita, dagli esperti,  di
  carattere strutturale;

   gli  operatori  del settore rischiano verosimilmente  il  tracollo
  economico  a  causa dell'evidente sottovalutazione del problema  da
  parte  degli uffici competenti, dell'inconsistenza delle misure  di
  profilassi  da  essi  adottate,  nonché  dell'inesistente  iter  da
  seguire   per  la  segnalazione  dei  danni  subiti  a  causa   del
  lepidottero;

   si  ravvisa  l'urgenza di un'adeguata e più funzionale  azione  di
  intervento,  innanzitutto al fine di consentire agli operatori  del
  settore  di  'continuare  ad  esistere',  nonché  di  salvaguardare
  l'economicità  della  produzione  pure  per  la  prossima  campagna
  agricola,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  attivarsi nel più breve tempo possibile per cercare  soluzioni
  in  grado  di  aiutare nel breve periodo i numerosi agricoltori  in
  difficoltà,  adoperandosi, oltre al coinvolgimento dell'Ispettorato
  agrario   per   il  monitoraggio  dell'epidemia,  a   redigere   un
  indispensabile   piano   d'intervento  coordinato   dalle   sezioni
  operative  dell'IPA  per  la  messa  in  quarantena  delle  aziende
  infestate  dal  virus al fine di giungere ad una reale  valutazione
  dei  danni  subiti  ed  attivare la richiesta  di  indennizzi  alla
  Regione Siciliana dopo che si avrà contezza dei danni subìti  dalle
  aziende agricole iblee». (138)

                                    RAGUSA-CORDARO-DINA-MAIRA-FORZESE

                         «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   in  questi  ultimi anni sono stati contrattualizzati  dieci  nuovi
  dirigenti generali esterni, con stipendi superiori ai 200 mila euro
  annui;

   sei direttori generali dell'Amministrazione regionale sono in atto
  privi  di  specifici  incarichi e percepiscono ugualmente  il  loro
  stipendio di 170 mila euro l'anno;

   la Regione dispone già di altri 2.245 dirigenti di ruolo;

   considerato che:

   appare,  pertanto, singolare che, tra tutto questo personale,  non
  ci   siano   le   professionalità  richieste   dall'Amministrazione
  regionale  e  si  debba  ricorrere  a  soggetti  esterni,  con   un
  conseguente aggravio della spesa pubblica;

   la scelta di elevare il limite entro il quale è possibile nominare
  soggetti  esterni  è stata definita dalla Corte dei  conti  non  in
  linea con l'obiettivo di contenimento della spesa;

   alcuni  di  questi  dirigenti  generali  esterni  ricoprono  doppi
  incarichi,  sono  cioè  titolari ad  interim  di  più  dipartimenti
  dell'Amministrazione regionale;

   non  è  più  procrastinabile la definizione di  una  nuova  pianta
  organica   al  fine  di  poter  utilizzare,  secondo   criteri   di
  razionalità  e  di effettivo fabbisogno degli uffici,  gli  attuali
  19.998 dipendenti regionali in servizio;

   ritenuto che:

   la  Regione, nelle 25 società partecipate, dispone di altri  3.546
  dipendenti, un numero pari a tutti gli impiegati in dotazione nella
  Regione Lombardia;

   a  questi dipendenti si devono aggiungere i circa 63 mila  precari
  nell'ambito della nostra Regione,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  avviare  con  urgenza una verifica in ordine al  possesso  dei
  titoli richiesti dalla normativa vigente per la nomina di dirigenti
  generali esterni;

   a  verificare se, nell'adozione degli atti di revoca  o  di  nuove
  nomine, sia stato rispettato il principio del giusto procedimento e
  del buon andamento della pubblica Amministrazione;

   ad  accertare  se,  per  il conferimento di  ciascun  incarico  ai
  dirigenti  generali o per il passaggio ad altri incarichi,  si  sia
  tenuto conto delle capacità professionali dei singoli dirigenti  in
  relazione anche ai risultati conseguiti in precedenza;

   a  dotarsi  per l'affidamento, il mantenimento o la  revoca  degli
  incarichi di un sistema di criteri generali secondo quanto previsto
  dalla direttiva n. 10 della Presidenza del Consiglio dei Ministri».
  (139)

                        BARBAGALLO-GALVAGNO-BONOMO-MATTARELLA-LACCOTO

   Avverto   che   le  mozioni  testé  annunziate  saranno   iscritte
  all'ordine  del  giorno  della  seduta  successiva  perché  se   ne
  determini la data di discussione.

        Comunicazione di apposizione di firma ad interrogazione

   PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 7 luglio 2009, pervenuta in
  pari  data,  l'onorevole  Raia  ha  chiesto  di  apporre  la  firma
  all'interrogazione  numero  648, a  firma  dell'onorevole  Faraone,
  testé annunziata.
   L'Assemblea ne prende atto.

             Comunicazione di decadenza di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che, a seguito della  nomina  ad  Assessore
  regionale dell'onorevole Beninati con D.P.Reg. n. 257 del 26 giugno
  2009, le interrogazioni numero 468 «Notizie circa la ricostituzione
  del   consiglio  di  amministrazione  dell'IRCAC»  e   numero   530
  «Interventi presso la Soprintendenza ai beni culturali e ambientali
  di  Messina per rendere urgentemente cantierabili alcuni progetti»,
  a sua firma, sono decadute.
   L'Assemblea ne prende atto.

               Comunicazione di ritiro di interrogazione

   PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 2 luglio 2009, pervenuta in
  pari  data,  l'onorevole  Vinciullo  ha  ritirato  l'interrogazione
  numero 643 «Iniziative per rimediare alle conseguenze provocate dal
  restringimento dell'asse viario sul ponte  Primosole' nella  strada
  statale 114 Catania-Siracusa», poiché il relativo contenuto è stato
  integrato  con  successiva  interrogazione  a  firma  dello  stesso
  deputato.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunicazione relativa alla Commissione parlamentare speciale per
                                  la
         revisione e l'attuazione dello Statuto della Regione

   PRESIDENTE.   Comunico  che  il  termine  di  un  anno   assegnato
  dall'ordine  del  giorno numero 3 - approvato dall'Assemblea  nella
  seduta  numero  7  del  25  febbraio  2008  -  entro  il  quale  la
  Commissione  parlamentare speciale per la revisione e  l'attuazione
  dello  Statuto della Regione doveva completare i lavori  affidatile
  con DPA n. 69 del 2 luglio 2008, è scaduto.

   L'Assemblea ne prende atto.

     Comunicazione di costituzione Intergruppo parlamentare per i
                      rapporti Sicilia - Marocco

   Comunica che, nella riunione del 13 gennaio 2009, come da relativo
  verbale  trasmesso alla Presidenza dell'ARS con nota del 14 gennaio
  successivo,   si   è   costituito,  presso  l'Assemblea   regionale
  siciliana,  l' Intergruppo parlamentare per i  rapporti  Sicilia  -
  Marocco   il  quale,  nella  riunione medesima,  ha,  tra  l'altro,
  nominato il presidente nella persona dell'onorevole Salvino Caputo.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   DINA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   come   Gruppo
  parlamentare   UDC  cercheremo  di  utilizzare  le   comunicazioni,
  procedura  prevista  dal  Regolamento interno,  come  strumento  di
  comunicazione  di  ulteriori provvedimenti che, ancorché  privi  di
  valenza   legislativa,  costituiscono,  nell'ambito  delle   scelte
  amministrative,   nell'ambito  dei  provvedimenti   amministrativi,
  scelte  importanti  e significative per la nostra  Regione.  Faccio
  riferimento a quello che oggi si legge sul  Giornale di Sicilia', e
  sulla  stampa in generale, riguardante la revoca di tre  commissari
  che   guidavano  tre  aziende  ospedaliere  della  nostra  Sicilia:
  l'azienda  di Enna, il Policlinico di Catania e l'azienda  Piemonte
  di Messina.
   Intervengo  per  sottolineare come siamo di  fronte  ad  atti  che
  presentano  aspetti  di  illegittimità,  forse  anche  di  un   uso
  disinvolto  della  burocrazia,  di spericolati  provvedimenti  che,
  superando  le  posizioni di una burocrazia  che,  molto  spesso,  è
  attenta  e  non succube dei dettami dell'assessore di turno,  si  è
  rifiutata   di   adottare  certi  atti:  faccio  riferimento   alla
  difformità  con cui sono stati adottati gli atti, atti  simili  che
  hanno  una  certa omogeneità, ma che hanno avuto una  procedura  di
  elaborazione diversa.
   Mentre, infatti, rispetto all'atto che riguarda il Policlinico  di
  Catania,  siamo  di  fronte  alle dimissioni  del  commissario  che
  ricopriva la carica e, quindi, siamo di fronte ad un atto  più  che
  legittimo  con  cui,  stante le dimissioni, l'ufficio  si  è  fatto
  carico  di  provvedere  alla sostituzione  proponendo  un  decreto,
  strutturato  come  atto  amministrativo, che  segue  una  procedura
  normale,  naturale e coerente; gli altri due atti,  trattandosi  di
  due  prevaricazioni, non sono stati adottati dagli uffici, né  sono
  stati   predisposti  e  fatti  propri  dagli  stessi.   Sono   nati
  dall'ufficio di Gabinetto che, sostituendosi agli uffici  preposti,
  ha   violentato'  la scelta degli uffici stessi e  così  ha  voluto
  proporre  due provvedimenti che, al di là dell'organo proponente  -
  che non ne possiede i titoli -, presentano sicuramente dei difetti,
  soprattutto  di motivazione, perché non si comprende quale  sia  la
  motivazione della sostituzione di questi commissari. Non  si  legge
  in   questi  provvedimenti  una  motivazione  di  fondo  che  possa
  giustificare la revoca dell'incarico.
   La  revoca dell'incarico è politica e l'ufficio, correttamente, si
  é  sottratto  ad una regola politica. L'ufficio di Gabinetto  cerca
  una  scusa, cerca un alibi alla sostituzione, mettendo in campo  la
  necessità  di utilizzare questi due dirigenti regionali all'interno
  della  macchina amministrativa regionale, mentre noi sappiamo  bene
  che  i  dirigenti regionali non sono per nulla e affatto utilizzati
  dentro  l'amministrazione.  Ad uno  di  loro,  che  rappresenta  la
  memoria  storica nell'ospedalità pubblica, è stato dato un incarico
  marginale  ed  il  suo ruolo è stato offerto  ad  un  altro  che  é
  arrivato  attraverso  una  mobilità esterna,  anzi  attraverso  una
  posizione  di  comando  più che mobilità, ricoprendo  un  ruolo  di
  vertice che non può ricoprire.
   Siamo,  quindi,  di  fronte al tentativo di giustificare  un  atto
  senza  che questo sia suffragato da dati concreti  Siamo di  fronte
  ad  una  procedura  autoritaria che è in  linea  con  altre  scelte
  autoritarie  dell'assessore Russo, e faccio  riferimento  a  quella
  circolare  che  faceva  divieto  ai  funzionari  ed  ai  dipendenti
  dell'assessorato di avere rapporti con i politici e con i deputati;
  faccio  riferimento ad altri atti illegittimi, che avremo  modo  di
  dimostrare  in tutte le sedi, al modo in cui sono stati  pensati  e
  prodotti  illegittimamente  In particolare, faccio  riferimento  ad
  una   ispezione   ordinata  per  telefono  al  proprio   segretario
  particolare, con la quale si chiedeva l'acquisizione di atti presso
  l'azienda    Cervello',   non   utilizzando   quindi    i    canali
  amministrativi preposti all'uopo e intervenendo prima che gli  atti
  fossero pubblicati.
   Siamo  di  fronte ad atti illegittimi nei quali la motivazione  di
  fondo  è  una scelta politica, autoritaria, che mette in  crisi  la
  correttezza  del  funzionamento della  macchina  burocratica  e  la
  terzietà del ruolo della burocrazia.
   I  burocrati  non  possono essere servi dell'assessore  di  turno.
  Dimostrano  -  e,  molto  spesso, lo  hanno  dimostrato  -  di  non
  sottostare  agli  ordini  dell'assessore  per  la  coerenza  e   la
  correttezza delle procedure. Con questi due decreti siamo di fronte
  a   procedure  forzate,  a  procedure  illegittime,  che   vogliamo
  segnalare  e che vogliamo rimangano agli atti di questo prestigioso
  Parlamento.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


  Seguito della discussione del disegno di legge numero 119 -  Norme
                            stralciate I/A
                «Norme in materia di aiuti alle imprese»

   PRESIDENTE.  Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Seguito
  della  discussione del disegno di legge n. 119 -  Norme  stralciate
  I/A «Norme in materia di aiuti alle imprese».
   Invito i componenti la II Commissione  Bilancio' a prendere  posto
  al banco alla medesima assegnato.
   Ricordo   che  nella  precedente  seduta  era  stata  chiusa   la
  discussione generale.
   Si passa pertanto all'esame dell'articolo 1. Ne do lettura:

                             «Articolo 1.
   Modifiche all'articolo 33 della legge regionale 23 dicembre 2000,
                                 n. 32

   1. L'articolo 33 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32,  è
  sostituito dal seguente:
    Art. 33. Aiuti per la valorizzazione, la gestione innovativa e la
  fruizione   dei   beni   culturali,  nonché  il   potenziamento   e
  completamento  delle filiere produttive - 1. Al fine di  migliorare
  la  qualità dell'offerta integrata tra la valorizzazione  dei  beni
  culturali  e  le dinamiche del turismo, potenziare e completare  le
  filiere   produttive  connesse  al  patrimonio  e  alla  produzione
  culturale,  sostenere  i  processi  di  gestione  innovativa  delle
  risorse  culturali, nonché sperimentare e sviluppare  azioni  volte
  alla   produzione,  divulgazione  e  fruizione  delle  nuove  forme
  artistiche   legate  all'arte  e  all'architettura   contemporanea,
  l'Assessorato  regionale  dei beni culturali,  ambientali  e  della
  pubblica  istruzione  è  autorizzato a concedere  contributi  e  ad
  attivare, anche nell'ambito del proprio obiettivo specifico  3.1  e
  dei  propri  obiettivi  operativi, in  coerenza  con  il  Programma
  operativo regionale del Fondo europeo per lo sviluppo regionale per
  il  2007-2013 (PO FESR 2007-2013), approvato con Decisione C (2007)
  4249 del 7 settembre 2007 e successive modifiche e integrazioni,  e
  secondo le modalità in esso previste, regimi di aiuti conformi alle
  condizioni e limiti previsti dal regolamento (CE) n. 800/2008 della
  Commissione  del  6  agosto 2008 che dichiara alcune  categorie  di
  aiuti  compatibili  con  il mercato comune  in  applicazione  degli
  articoli  87  e 88 del Trattato (regolamento generale di  esenzione
  per categoria), pubblicato nella G.U.U.E. del 9 agosto 2008 serie L
  214.

     2.  Ai  fini  del  presente articolo,  possono  essere  concessi
  contributi  in  una  o più delle forme indicate  dall'articolo  189
  della  legge  regionale  23  dicembre  2000,  n.  32  e  successive
  modifiche e integrazioni, per il recupero, restauro e conservazione
  del  patrimonio  culturale di cui agli articoli 10 e  seguenti  del
  decreto  legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive  modifiche
  ed integrazioni, di proprietà pubblica oggetto di valorizzazione ai
  sensi e secondo le modalità dell'articolo 112 e seguenti del citato
  decreto  legislativo,  o  di  proprietà  privata,  previa  verifica
  positiva  dell'interesse culturale, ai sensi dell'articolo  12  del
  citato  decreto  legislativo,  nonché per  opere  dell'architettura
  contemporanea  dichiarate  di importante  carattere  artistico,  ai
  sensi  dell'articolo  3, comma 1, della legge regionale  14  aprile
  2006,   n.   15.  Per  i  beni  di  proprietà  pubblica   regionale
  l'Assessorato  regionale  dei beni culturali,  ambientali  e  della
  pubblica  istruzione è autorizzato a procedere tramite accordi  con
  gli enti interessati.

      3.  I  contributi  possono  essere  altresì  concessi  per   lo
  svolgimento  di  attività  e  di  servizi  culturali,   nonché   di
  produzione artistica e culturale a prescindere dagli interventi  di
  recupero,  a condizione che l'attività concerna immobili di  pregio
  storico-artistico   o   contesti  architettonici,   urbanistici   e
  paesaggistici   connessi  alle  attività  artistiche  contemporanee
  ovvero  finalizzati  alla  fruizione dei  beni  culturali.  Possono
  essere  concessi,  inoltre, contributi per  le  ulteriori  finalità
  individuate  con  decreto  dell'Assessore  regionale  per  i   beni
  culturali,  ambientali e per la pubblica istruzione, ai  sensi  del
  successivo comma 4, nell'ambito dell'obiettivo specifico 3.1 e  dei
  corrispondenti  obiettivi operativi del PO  FESR  2007-2013  e  del
  documento   Requisiti  di ammissibilità e  criteri  di  selezione',
  approvato  dal  Comitato di sorveglianza del  12  dicembre  2007  e
  successive modifiche e integrazioni.

     4.  I  contributi  di  cui al presente articolo  possono  essere
  concessi  anche alle condizioni e limiti previsti dalla  disciplina
  comunitaria per gli aiuti  de minimis'.

     5.  L'Assessore regionale per i beni culturali, ambientali e per
  la  pubblica  istruzione fissa con proprio decreto le modalità,  le
  procedure, anche di velocizzazione, e gli ambiti di intervento  per
  la    concessione    dei   contributi,   nonché    l'individuazione
  dell'intensità degli aiuti e la tipologia delle spese ammissibili e
  ogni altra disposizione necessaria all'attuazione degli interventi,
  conformemente  a  quanto  previsto nei corrispondenti  obiettivi  e
  linee   di  intervento  del  PO  FESR  2007-2013  e  del  documento
   Requisiti di ammissibilità e criteri di selezione', approvato  dal
  Comitato   di  sorveglianza  del  12  dicembre  2007  e  successive
  modifiche e integrazioni. Il decreto è emanato previo parere  della
  competente   commissione   legislativa   dell'Assemblea   regionale
  siciliana  da  rendersi  entro  15 giorni  dall'assegnazione  della
  relativa richiesta da parte del Presidente dell'Assemblea regionale
  siciliana.   Trascorso  tale  termine  l'Assessore  può   procedere
  all'adozione del decreto.

     6. Per la concessione dei contributi di cui al presente articolo
  l'Assessorato  regionale  dei beni culturali,  ambientali  e  della
  pubblica   istruzione  può  avvalersi  delle   procedure   previste
  dall'articolo  4, comma 1, della legge regionale  del  22  dicembre
  2005,  n.  20,  e  avvalersi di un soggetto  selezionato  ai  sensi
  dell'articolo 185, comma 5, della legge regionale 23 dicembre 2000,
  n.  32,  e  successive  modifiche ed integrazioni,  sulla  base  di
  un'apposita  convenzione, predisposta dallo stesso Assessorato,  al
  fine   di   evitare  duplicazione  dell'attività   istruttoria   ed
  assicurare  snellezza  e rapidità procedurale.  L'Assessorato  può,
  inoltre,  stipulare apposite convenzioni con organismi tecnici  per
  la valutazione delle offerte progettuali. Gli oneri derivanti dalle
  convenzioni  sono  a  totale carico dell'asse  7  -  Governance  ed
  assistenza tecnica del PO FESR 2007-2013.

     7.  Gli  interventi di cui al presente articolo sono attivati  a
  valere  sulle risorse relative agli obiettivi specifici 3.1  e  7.1
  del  PO  FESR 2007-2013 e sulle risorse finanziarie del Fondo  aree
  sottoutilizzate istituito con l'articolo 61 della legge 27 dicembre
  2002, n. 289.'.»

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dall'onorevole Ragusa:

   - emendamento 1.1:
   «Alla fine del comma 2 aggiungere il seguente periodo:
    Salvo  l'esistenza  di  altre specifiche forme  di  finanziamento
  disposte  dalla legislazione regionale, gli interventi  agevolativi
  contemplati  dal presente comma sono prioritariamente rivolti  agli
  immobili  e  alle  opere architettoniche che si  trovano  nei  siti
  dichiarati  patrimonio dell'UNESCO. Possono usufruire dei  benefici
  sopraindicati  i  palazzi  tutelati dalla sopraintendenza  ai  beni
  culturali. »;

   - emendamento 1.2:
   «Al  comma  3  dopo  l'espressione  i  contributi  possono  essere
  altresì concessi  aggiungere il seguente periodo:
    prioritariamente ad associazioni o cooperative con almeno la metà
  dei soci che abbiano un'età non superiore a 30 anni »;

   - dall'onorevole Cracolici:

   - emendamento 1.3:
   «Al  comma 6 cassare le parole:  L'Assessorato può, inoltre   fino
  a  PO FESR 2007-2013 »;

   - dagli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi, Donegani e Marinello:

   - emendamento 1.4:
   «Al  comma 5 sostituire le parole  conformemente a   con le parole
   in esecuzione di ».

   Comunico,   altresì,   che   è  stato   presentato   dal   Governo
  l'emendamento 1.5.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
  dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.1, a firma dell'onorevole Ragusa.

   RAGUSA. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  l'emendamento
  tutela una parte di questa Sicilia, in particolare la provincia  di
  Ragusa,  che è tutelata dall'UNESCO in quanto dichiarata patrimonio
  dell'umanità. Con questo emendamento si vuole agevolare un percorso
  che  vedrebbe, in seguito, dei finanziamenti in favore proprio  dei
  siti  tutelati dall'UNESCO, siti che sono fortemente presenti nella
  Val di Noto, nel sud-est delle province di Ragusa e Siracusa. Serve
  pure   a   creare   benefici  per  quei  palazzi   tutelati   dalla
  Sovrintendenza  per  i  beni culturali e che  divengono  patrimonio
  culturale   dell'umanità  e,  quindi,  della   nostra   Isola,   in
  particolare delle province di Ragusa e Siracusa.

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA  NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che
  l'emendamento 1.1 non sia da sottovalutare e neppure da considerare
  poco attinente al testo.
   Purtroppo,  per  le  risorse disponibili  per  i  beni  culturali,
  inserire  la parola  prioritariamente' significa catalizzare  tutta
  la spesa verso gli immobili sotto tutela dell'UNESCO.
   Questa   Terra  è  ricca  di  immobili  riconosciuti   dall'UNESCO
  patrimonio dell'umanità, e ci sono altre parti dell'articolo  1  in
  cui  si  riconosce  agli  immobili patrimonio  dell'UNESCO  e  alle
  località una serie di vantaggi.
   Negli emendamenti aggiuntivi si parla dei distretti culturali  del
  patrimonio  dell'UNESCO; ci sono alcune possibilità di  migliorare,
  dal  punto di vista economico, le comunità patrimonio dell'umanità.
  Ritengo  che  questo  emendamento,  così  come  presentato,   possa
  catalizzare  tutte  le  risorse  disponibili  dalla  rubrica   Beni
  culturali  e  veicolarle solo in questa direzione.  Mi  sembra  una
  forzatura in quanto la Sicilia tutta è ricca di beni culturali.
   Se  si pensa alle province di Siracusa, Ragusa, Catania, Agrigento
  o  Enna, per il sito di Piazza Armerina, si capisce l'importanza di
  ciò che si sta discutendo.

   VINCIULLO.   Signor  Presidente,  chiedo  di  apporre   la   firma
  all'emendamento 1.1.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 1.1. Il  parere  del
  Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è contrario resti seduto; chi  è  favorevole  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 1.2, a firma dell'onorevole Ragusa.  Lo
  pongo in votazione.

   RAGUSA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento  1.2
  tende  ad  aiutare  e sostenere le associazioni  e  le  cooperative
  composte da giovani con età non superiore ai trent'anni, quindi  le
  imprese giovanili.
   Rispetto  a  questo percorso, spero che il Governo riveda  il  suo
  pensiero perché, se lavoriamo per il futuro della nostra società  e
  dei  giovani,  ritengo  che l'emendamento possa  essere  apprezzato
  favorevolmente, anche perché ci sono delle aspettative da parte  di
  queste   associazioni  che  attendono  delle  risposte  per  meglio
  affermarsi.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è contrario resti seduto; chi  è  favorevole  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 1.4, a firma dell'onorevole Oddo.

   ODDO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che l'onorevole
  Cimino che sta seguendo questa discussione a nome del Governo - non
  vedo l'assessore con delega ai beni culturali ed ambientali ed alla
  pubblica istruzione - concorderà sul fatto che, per quanto concerne
  l'aspetto del  conformemente', richiamando addirittura al  comma  5
  la  necessità di prevedere un decreto dell'assessore, abbiamo a che
  fare con qualcosa che è stato già definito e che è passato anche al
  vaglio  del  Comitato  di sorveglianza, il quale  ha  dato  la  sua
  approvazione ma ha contribuito, in un certo senso, alla stesura del
  Programma operativo regionale.
   Noi  riteniamo una forzatura il prevedere necessariamente il comma
  5  dell'articolo  1; se, addirittura, parliamo di   conformemente';
  questo  può  significare che, di fatto, si può comunque mettere  in
  discussione quanto già stabilito nel Programma operativo  regionale
  e  quanto,  evidentemente,  già  il  Comitato  di  sorveglianza  ha
  ritenuto comunque in regola.
   Ritengo sinceramente che questo significhi  comprarsi guai a  caro
  prezzo';  però,  nella  vita ci sono coloro che  scelgono  di  fare
  questo mestiere.
   Penso  però che il Governo, da questo punto di vista, non dovrebbe
  complicare  la  partita ma renderla più semplice  possibile.  Anzi,
  dovrebbe essere attento, in fase di gestione di attuazione del POR,
  ad  accelerare  l'evoluzione complessiva  del  Programma  operativo
  regionale.
   Quindi, è inspiegabile, per certi versi, il fatto di formulare  il
  comma  5  e,  nel  contempo, utilizzare il termine   conformemente'
  perché,   per  quanto  concerne  i  contenuti,  diventa   veramente
  pericoloso da gestire. Non vorrei, però - da questo punto di  vista
  capisco  che può essere anche un'illazione -, che si voglia  sempre
  mettere lo zampino: cioè una parte politica, soprattutto chi ha  la
  funzione  di  governo, vorrebbe  mettere il ditino' nell'attuazione
  del  POR.  Invece  il   ditino' deve essere  cortesemente  ritirato
  perché  il  Programma  operativo  regionale  rappresenta  il  punto
  d'incontro del lavoro, un discreto lavoro, fatto da tutte le parti,
  non ne cito nessuna, e lo vedremo in fase attuativa.
   Sarebbe veramente inconcepibile se, rispetto al lavoro svolto,  ci
  fosse  invece  la  logica di incentrare tutto su un  passaggio  dal
  gabinetto dell'assessore X all'assessore Y, per andare verso  quale
  direzione  non  si  capisce,  per scrivere  anche  formule  un  po'
  particolari  in  momenti  di  decretazione  che,  sicuramente,   ci
  farebbero  perdere  tempo.  Non  solo,  potrebbero  metterci  nelle
  condizioni  di  non  fare funzionare quello che,  invece,  funziona
  senza  aggiunte  e  senza aspetti che possono semplicemente  essere
  pericolosi.
   Quindi,  una cosa è mettere in esecuzione, ammesso e concesso  che
  si  accetti  la  logica  del decreto che di  per  sé,  secondo  me,
  dovrebbe essere assolutamente eliminata; altra cosa è che si  parli
  di   conformemente'.  Ecco  perché  credo  che  questo  emendamento
  potrebbe essere apprezzato favorevolmente dall'Aula.

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA  NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  per  esprimere  il mio accordo a quanto ha detto l'onorevole  Oddo,
  sia  per  quanto  riguarda  il termine  conformemente',  quindi  in
  esecuzione, sia per la richiesta di eliminare la parte relativa  al
  decreto,  considerato  che,  una volta  vagliato  dal  Comitato  di
  sorveglianza, difficilmente può essere cambiato. Quindi, mi  sembra
  l'ennesima occasione per allungare le procedure, che poi  non  sono
  neanche   legittime,  perché  bisogna  ritornare  al  Comitato   di
  sorveglianza.
   Pertanto  sono  assolutamente d'accordo  con  l'onorevole  Oddo  e
  invito il Governo a sopprimere le parole a partire da  il decreto .

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
  onorevoli  colleghi,  poiché  il Governo  condivide  pienamente  le
  osservazione  formulate  dagli  onorevoli  Oddo  e  Nicola  Leanza,
  preannuncio   la  presentazione  di  un  emendamento   tendente   a
  sopprimere l'ultimo capoverso del comma 5 dell'articolo 1.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 1.4. Il  parere  del
  Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 1.6:

   «Al  comma 5 cassare le parole da  il decreto  sino alla fine  del
  comma».

   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
  tenuto  conto che questa parte viene ripetuta in tutti gli articoli
  e  nelle varie rubriche, chiedo che l'oggetto dell'approvazione  di
  questo  emendamento possa estendersi anche alle altre rubriche  che
  si  andranno  a  discutere, perché la logica è  sempre  la  stessa:
  abolire il passaggio dalla Commissione.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  traendo   spunto   da   queste
  considerazioni, invito gli Uffici a prenderne nota e a preparare un
  emendamento in tal senso, ai sensi dell'art. 117 del Regolamento.
   Si passa all'emendamento 1.3, a firma dell'onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, considerato  che
  stiamo  procedendo  all'esame di un disegno di  legge  rispetto  al
  quale  abbiamo  presentato emendamenti qualche mese  fa,  prima  di
  illustrare l'emendamento 1.3 - cosa che farò tra un attimo -,  dato
  che  con  l'emendamento  appena approvato  si  elimina  un  inutile
  passaggio,   un  orpello  di  appesantimento  procedurale,   vorrei
  ricordare  al Governo che la legge deve - ripeto, deve  -  disporre
  che  i  provvedimenti  che riguardano gli atti dell'amministrazione
  regionale siano in capo al dirigente e non all'assessore.
   Lo dico perché in questo disegno di legge, in moltissimi commi, ci
  si  riferisce  ad un potere di decretazione dell'assessore  quando,
  invece,  la  legge  10  del  2000 attribuisce  tali  competenze  al
  dirigente generale. Se si vogliono snellire le procedure,  dobbiamo
  evitare di riportarle su un terreno non corretto, non conforme alla
  legge.
   Per  quanto  riguarda l'emendamento 1.3, vorrei ricordare  che  il
  comma  6  prevede  che l'attività istruttoria  delle  richieste  di
  concessione può essere fatta attraverso un soggetto selezionato con
  la  procedura di cui all'articolo 185, comma 5, cioè con  procedura
  pubblica.
   Poi,  stranamente, ma non è il solo caso, in questo comma vi è  un
  altro inciso:  l'assessorato può inoltre, stipulare convenzioni con
  organismi tecnici per la valutazione delle offerte progettuali .
   Prima,  si  scrive  che si opera attraverso la procedura  prevista
  dall'articolo  185,  comma  5,  e  poi  l'assessore  può  stipulare
  convenzioni?  Allora, per evitare equivoci, credo che la  selezione
  dei  soggetti  valutatori non possa che essere fatta esclusivamente
  con  procedure  di evidenza pubblica, che sono fissate  dall'Unione
  europea.
   Chiedo, pertanto, di accogliere l'emendamento sopprimendo l'inciso
  che,  al  comma 6, prevede una fattispecie assolutamente  irrituale
  rispetto  alla  procedura che dobbiamo esaminare.  Lo  dico  adesso
  perché, in seguito, vi sarà un'altra questione che, invece, ritorna
  in altri assessorati.
   Ma   affronteremo  quel  problema  quando  esamineremo  i  singoli
  articoli.

   LEANZA NICOLA. Fermo restando il finanziamento

   CRACOLICI.  Il  finanziamento non c'entra. Questi  oneri  derivano
  dalla  convenzione, ma sono sempre all'assistenza  tecnica.  Quella
  norma si riferiva all'assistenza tecnica.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 1.3. Il  parere  del
  Governo?

   CIMINO,   assessore  regionale  per  il  bilancio  e  le  finanze.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo risultante.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'articolo 2. Ne do lettura:

                             «Articolo 2.
          Modifiche all'articolo 34 della legge regionale 23
                         dicembre 2000, n. 32

   1. L'articolo 34 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32,  è
  sostituito dal seguente:

    Art.  34.  Finanza di progetto e recupero dei beni  di  interesse
  storico artistico - 1. Al fine di valorizzare o di recuperare o  di
  gestire  i  beni  pubblici di interesse artistico,  architettonico,
  etnoantropologico, archivistico, bibliografico ed archeologico, con
  particolare riferimento a quelli che si trovano in stato di degrado
  o  abbandono, i soggetti pubblici di cui al decreto legislativo  22
  gennaio  2004,  n.  42,  titolari dei  beni  possono  affidarli  in
  concessione  a  soggetti  privati, anche su  loro  iniziativa,  per
  l'esercizio di attività di impresa, in forma singola o associata. I
  soggetti  aggiudicatari possono beneficiare  degli  aiuti  previsti
  dall'articolo 33 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.  32,  a
  condizione  che  non vi sia stato apporto finanziario  pubblico  in
  sede di concessione. Le amministrazioni titolari dei beni di cui al
  presente  articolo  possono  attuare interventi  di  valorizzazione
  anche affidandoli in concessione per il recupero e la gestione  dei
  beni  a  condizione  che  il  soggetto  concessionario  sia  scelto
  mediante  procedura  di  evidenza  pubblica  o  sulla  base   delle
  normative vigenti in materia.'»

   PRESIDENTE.  Comunico  che  é  stato  presentato  dagli  onorevoli
  Cracolici e De Benedictis l'emendamento 2.1:

     «Alla  fine del comma 1, le parole  a condizione che il soggetto
  concessionario sia scelto mediante procedura di evidenza pubblica o
  sulla base delle normative vigenti in materia  sono sostituite  dal
  seguente comma 2:
    2.  Le  concessioni  di cui al presente articolo  possono  essere
  affidate  a  condizione che il soggetto concessionario  sia  scelto
  mediante procedura di evidenza pubblica e comunque sulla base delle
  normative vigenti in materia .»

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE    BENEDICTIS.   Signor   Presidente,   onorevole    assessore,
  l'emendamento  tende  ad  eliminare un  equivoco  che  si  vorrebbe
  introdurre  nel  testo, che ora così recita:  a condizione  che  il
  soggetto  concessionario sia scelto mediante procedura di  evidenza
  pubblica o sulla base delle normative vigenti in materia .
   Ritengo   che   bisogna  essere  chiari  e   coerenti,   per   cui
  l'emendamento  prevede  che il soggetto concessionario  sia  scelto
  mediante  procedure  di evidenza pubblica e, comunque,  sulla  base
  delle normative vigenti in materia.

   CIMINO,  assessore per il bilancio e le finanze.  Non  capisco  la
  differenza tra il testo e l'emendamento presentato.

   DE   BENEDICTIS.  La  differenza  è  molto  evidente  perché   c'è
  un'alternativa: noi potremmo non adoperare le procedura di evidenza
  pubblica  se  altre norme lo consentono; invece, noi  crediamo  che
  bisogna  adoperare  sempre le procedure di  evidenza  pubblica  nel
  rispetto delle norme vigenti.
   La formulazione del testo, così com'è, consente di non ricorrere a
  procedure di evidenza pubblica.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 2.1. Il  parere  del
  Governo?

   CIMINO, assessore  per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 2, nel testo risultante.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'articolo 3. Ne do lettura:

                             «Articolo 3.
          Modifiche all'articolo 47 della legge regionale 23
                         dicembre 2000, n. 32

   1. L'articolo 47, della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, è
  così sostituito:

    Art. 47. Progetti editoriali per la valorizzazione del patrimonio
  culturale  isolano  -  l. La Regione promuove  progetti  editoriali
  organici  volti alla valorizzazione scientifica del patrimonio  dei
  beni  archeologici, monumentali e culturali regionali  compreso  il
  patrimonio culturale contemporaneo.

   2.  L'Assessorato regionale dei beni culturali, ambientali e della
  pubblica istruzione è autorizzato a concedere a ciascuna delle case
  editrici,  aventi  sede  in Sicilia ed ivi operanti  da  almeno  un
  quinquennio alla data di entrata in vigore delle presente legge, un
  contributo  a  fondo  perduto pari al  35  per  cento  delle  spese
  sostenute  per  la  produzione, distribuzione e commercializzazione
  delle  opere.  Detto  contributo nel caso di progetti  promossi  da
  grandi  imprese, così come individuate dalle vigenti normative,  si
  riduce  al  30  per  cento delle spese sostenute.  L'aiuto  di  cui
  ciascuna impresa editoriale beneficia è concesso alle condizioni  e
  non  può  comunque superare i limiti stabiliti per  gli  aiuti   de
  minimis' dalla normativa comunitaria.

   3.  Le  agevolazioni sono concesse dall'Assessorato regionale  dei
  beni  culturali,  ambientali  e della  pubblica  istruzione  previo
  parere  di  apposita Commissione presieduta dal dirigente  generale
  del  Dipartimento  regionale  dei  beni  culturali  ed  ambientali,
  dell'educazione   permanente   e  dell'architettura   e   dell'arte
  contemporanea o suo delegato e composta dai Dirigenti  dei  servizi
  beni  bibliografici  delle Soprintendenze per i  beni  culturali  e
  ambientali  regionali, dal Direttore della Biblioteca centrale  per
  la  Regione  siciliana di Palermo e dai Direttori delle Biblioteche
  di Catania, Messina e Agrigento.

   4.  La Commissione è nominata con decreto dell'Assessore regionale
  per i beni culturali, ambientali e della pubblica istruzione.

   5.  Il  comma 1, dell'articolo 3, della legge regionale 16  agosto
  1975, n. 66, è soppresso.'»

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dagli onorevoli Faraone, Raia, Digiacomo e Marinello:

   - emendamento 3.2:
   «Al comma 1 aggiungere:
   dopo le parole  alla valorizzazione  le parole  e divulgazione   e
  dopo la parola  monumentali  la parola  letterari »;

   - emendamento 3.1:
   «Al  comma 2 aggiungere dopo le parole  case editrici  le  parole:
   e fondazioni »;

   - emendamento 3.3:
   «Al comma 2 aggiungere:
   -   prima   della   parola   produzione   le   parole:    ricerca,
  trascrizione e/o traduzione ;
   -  dopo  la  parola  opera.  eliminare il punto  e  aggiungere  le
  seguenti  parole:   ivi comprese le opere letterarie originali  e/o
  inedite  quali romanzi, novelle e racconti di autori siciliani  che
  parlino  della Sicilia e quivi siano ambientate nonché di ristampa,
  anche attraverso una specifica collana, delle opere edite o inedite
  di autori siciliani di chiara fama »;

   - dagli onorevoli Cracolici e De Benedictis:

   - emendamento 3.5:

   «Al  comma  2, dopo le parole  distribuzione e commercializzazione
  delle  opere   aggiungere  le  seguenti  altre:   finalizzate  agli
  obiettivi di cui al comma 1 »;

   - emendamento 3.6:

   «Al  comma  3 cassare le parole  e dai Direttori delle biblioteche
  di Catania, Messina ed Agrigento »;

   - dall'onorevole Greco:

   - emendamento 3.4:
   «Al  comma  2  sostituire le parole  aventi  sede  in  Sicilia  ed
  operanti da almeno un quinquennio  con  le parole  aventi  sede  in
  Sicilia ed operanti da almeno un biennio ».

   CIMINO,   assessore   per  il  bilancio  e  le   finanze.   Signor
  Presidente, chiedo di procedere con l'esame degli articoli 16 e 17,
  per  i  quali è presente l'assessore per il territorio e l'ambiente
  Sorbello,  che  domani non potrà essere in Aula, in modo  da  poter
  approfondire quegli altri articoli.

   PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, considerata la presenza  in
  Aula  dell'assessore  Sorbello, competente  per  materia,  esaurito
  l'esame dell'articolo 3, si procederà all'esame degli articoli 16 e
  17.
   Si  passa,  dunque all'emendamento 3.2, degli onorevoli Faraone  e
  altri. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore  per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'esame dell'emendamento 3.1, a firma degli onorevoli
  Faraone ed altri.

   FARAONE. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FARAONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome inseriamo
  dei   criteri  abbastanza  rigidi,  vorrei  sottolineare  che   una
  fondazione,  che non è una associazione, è un ente  serio  al  pari
  delle case editrici.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 3.1. Il  parere  del
  Governo?

   CIMINO, assessore  per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. L'emendamento 3.4 è inammissibile.
   Si  passa all'esame dell'emendamento 3.3, degli onorevoli  Faraone
  ed altri. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore  per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'emendamento 3.5, degli onorevoli Cracolici
  e De Benedictis.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  3.6, degli onorevoli  Cracolici  e  De
  Benedictis.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
  vorrei precisare che sull'emendamento 3.6 c'è stato sicuramente  un
  errore, e pertanto il Governo dà parere contrario.

   PRESIDENTE. Assessore Cimino, questo disegno di legge è all'ordine
  del  giorno  esattamente da metà del mese di maggio. La  Presidenza
  avrebbe   auspicato,  vista  anche  l'insistenza  del   Governo   a
  discuterlo, che lo stesso Governo venisse in Aula con le  idee  più
  chiare.
   Lei  ha  dato parere favorevole all'emendamento 3.6 che, posto  in
  votazione, è stato approvato.
   Vi  prego  di  essere più attenti d'ora in avanti, e  di  dare  il
  parere in modo consapevole.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'articolo 3.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  chiedere
  alla Presidenza la cortesia di potere trattare, in sede di esame di
  questo articolo, l'emendamento A 67.1, simile all'emendamento  A.67
  a  firma  dell'onorevole  Beninati, che è stato  considerato  dagli
  uffici  come  emendamento aggiuntivo e che  riguarda  interventi  a
  favore   delle   imprese  di  distribuzione  locale  della   stampa
  quotidiana e periodica.
   Credo che anche lei conosca la materia, signor Presidente.
   Vorrei  spiegarne brevemente i contenuti, e penso che l'Aula  sarà
  d'accordo all'unanimità: l'assessore regionale per i beni culturali
  ed ambientali e per la pubblica istruzione è autorizzato ad erogare
  in  favore delle imprese di distribuzione della stampa, non gestite
  o  partecipate a qualsiasi titolo da aziende editoriali  -  ricordo
  che  quelle hanno un regime di aiuti differenziato - ed operano  in
  Sicilia  da  almeno  cinque  anni,  un  contributo  per  spese   di
  funzionamento che, nel triennio, non può superare i limiti previsti
  dalla normativa comunitaria per gli aiuti de minimis.
   Sto  parlando di una categoria che, in particolare in Sicilia, sta
  scomparendo e vive un momento di grave difficoltà e, ad oggi, non è
  tutelata  da  alcun strumento legislativo. Come si sa, infatti,  il
  regime  di legislazione speciale a favore delle attività editoriali
  non  contempla la distribuzione dei profitti editoriali e,  quindi,
  queste aziende sono escluse dal regime di aiuti.
   Poiché  questo  emendamento è di piena competenza dell'Assessorato
  dei  beni  culturali, credo che sia opportuno inserirlo  in  questo
  articolo.

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI.  Signor Presidente, nulla in contrario all'emendamento  di
  cui  ha parlato l'onorevole Cracolici. L'emendamento A.67, a  firma
  dell'onorevole  Beninati,  tra  l'altro  può  essere   agganciabile
  all'emendamento A.16, a mia firma, sul ripianamento di  esposizioni
  debitorie  delle  imprese  editoriali e televisive.  Sono,  quindi,
  favorevole  ad  approvarlo o a spostarlo e, se è possibile,  chiedo
  che si esamini insieme all'emendamento A.67.1 e all'emendaento A.67
  anche  l'emendamento A.16 sul ripianamento dei debiti di  tutte  le
  imprese editoriali e televisive.

   PRESIDENTE.   Comunico  che  è  stato  presentato   dall'onorevole
  Cracolici l'emendamento A.67.1:

   «Alla  legge regionale n. 32 /2000, dopo l'art. 30, aggiungere  il
  seguente articolo:

    Art  ...  -  Interventi a favore delle imprese  di  distribuzione
  locale della stampa quotidiana e periodica.
   1.  Al  fine  di incentivare la diffusione delle opere  editoriali
  nell'intero  territorio regionale l'Assessore  ai  beni  culturali,
  ambientali e pubblica istruzione è autorizzato ad erogare a  favore
  delle  imprese  di  distribuzione  della  stampa,  non  gestite   o
  partecipate  a qualsiasi titolo da aziende editoriali, che  operano
  in  Sicilia  da  almeno  cinque anni, un contributo  per  spese  di
  funzionamento  che nel triennio non può superare i limiti  previsti
  dalla normativa comunitaria per gli aiuti de minimis.

   2.  L'Assessore  è autorizzato, altresì, ad erogare  contributi  e
  finanziamenti,  a  favore delle imprese di  cui  al  comma  1,  per
  investimenti  e  per l'innovazione tecnologica alle  condizioni  ed
  entro i limiti previsti dal regolamento 800/2008.

    3. Con proprio decreto, da emanarsi entro centoventi giorni dalla
  pubblicazione  della  presente  legge,  l'Assessore  per   i   beni
  culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione stabilisce  le
  modalità di applicazione del presente articolo. ».

   Onorevoli  colleghi, abbiamo tre emendamenti di contenuto  simile:
  l'emendamento  aggiuntivo  A.67.1,  dell'onorevole  Cracolici,   di
  contenuto  identico  all'emendamento A.67, dell'onorevole  Beninati
  che,  però,  ha  come  punto  di riferimento  la  Presidenza  della
  Regione;  poi c'è l'emendamento A.16, di poco differente,  a  firma
  dell'onorevole Gianni.
   Approvando  l'emendamento A.67.1 all'interno  della  rubrica  Beni
  culturali,  ovviamente  sarebbe  precluso  l'emendamento   A.67   e
  chiuderemmo  la  rubrica  Beni  culturali.  Poi,  quando  passeremo
  all'esame della rubrica Industria, potremo trattare l'emendamento a
  firma dell'onorevole Gianni.
   Pongo, pertanto, in votazione l'emendamento A.67.1.

   MANCUSO. Chiedo di apporre la firma all'emendamento.

   LEANZA NICOLA. Chiedo di apporre la firma all'emendamento.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Il parere del Governo sull'emendamento A.67.1?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, l'emendamento A.67 è precluso.
   L'emendamento  A.16, a firma dell'onorevole Gianni, sarà  trattato
  con la stessa priorità nella rubrica Industria.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 3, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                              «Articolo 4
               Aiuti in favore dei distretti produttivi

   1.  Dopo l'articolo 27 della legge regionale 23 dicembre 2000,  n.
  32, è aggiunto il seguente:

    Art.  27 bis. Aiuti in favore dei distretti produttivi - 1.  Allo
  scopo  di  favorire i processi di sviluppo dei distretti produttivi
  riconosciuti  ai  sensi dell'articolo 56 della legge  regionale  28
  dicembre  2004,  n.  17  e  successive modifiche  ed  integrazioni,
  l'Assessorato   regionale   della  cooperazione,   del   commercio,
  dell'artigianato  e  della  pesca è  autorizzato  ad  attivare,  in
  conformità  agli  obiettivi  specifici  5.1  e  7.1  del  Programma
  operativo regionale del Fondo europeo per lo sviluppo regionale per
  il  2007-2013 (PO FESR 2007-2013), approvato con Decisione C (2007)
  4249  del  7  settembre 2007 e successive modifiche e integrazioni,
  regimi  di  aiuti  conformi alle condizioni e limiti  previsti  dal
  regolamento  (CE) n. 800/2008 della Commissione del 6  agosto  2008
  che  dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il  mercato
  comune  in  applicazione degli articoli 87 e 88 del  Trattato  (CE)
  (regolamento generale di esenzione per categoria), pubblicato nella
  G.U.U.E. del 9 agosto 2008 serie L 214.
   Gli  aiuti  possono essere concessi per i programmi e le tipologie
  di  investimento  di cui all'articolo 12, lettera  a),  del  citato
  regolamento (CE) n. 800/2008, in favore di piccole e medie imprese,
  di consorzi di imprese e di società consortili aderenti a distretti
  produttivi  riconosciuti  ai  sensi dell'articolo  56  della  legge
  regionale  28  dicembre  2004,  n. 17  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni.

   2.  Possono  inoltre  essere concessi, alle  condizioni  e  limiti
  previsti  per  gli aiuti  de minimis' dalla disciplina comunitaria,
  contributi  alle  piccole  e  medie imprese,  in  forma  singola  o
  associata,  appartenenti  ai distretti produttivi  riconosciuti  ai
  sensi  dell'articolo 56 della legge regionale 28 dicembre 2004,  n.
  17 e successive modifiche ed integrazioni, al fine di promuovere lo
  sviluppo e il rafforzamento dei distretti.

   3.  L'Assessore  regionale  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato  e  la  pesca stabilisce,  con  proprio  decreto,  le
  modalità  per la concessione delle agevolazioni, inclusi i  criteri
  per  l'individuazione  dei soggetti, delle  attività,  delle  spese
  ammissibili, la percentuale massima d'intervento, la misura massima
  del  finanziamento  concedibile,  le  modalità  di  erogazione  dei
  benefici in una o più delle forme indicate dall'articolo 189  della
  legge  regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e successive  modifiche  e
  integrazioni,  i parametri per l'attribuzione, a ciascun  progetto,
  del punteggio utile per la collocazione in graduatoria e ogni altra
  disposizione   necessaria  all'attivazione  degli  interventi,   in
  coerenza con quanto previsto nei citati obiettivi specifici  5.1  e
  7.1  e  nei corrispondenti obiettivi operativi e linee d'intervento
  contenuti  nel  PO  FESR  2007-2013 e nel documento   Requisiti  di
  ammissibilità  e criteri di selezione', approvato dal  Comitato  di
  Sorveglianza  del  12  dicembre  2007  e  successive  modifiche   e
  integrazioni.  Il decreto è emanato previo parere della  competente
  commissione  legislativa  dell'Assemblea  regionale  siciliana   da
  rendersi entro 15 giorni dall'assegnazione della relativa richiesta
  da   parte   del  Presidente  dell'Assemblea  regionale  siciliana.
  Trascorso  tale termine l'Assessore può procedere all'adozione  del
  decreto.

   4.  Gli  interventi  di  cui al presente articolo  possono  essere
  attivati anche nell'ambito di accordi di programma quadro (APQ) per
  lo sviluppo delle attività produttive.

   5.  Per  la gestione degli interventi di cui al presente articolo,
  l'Assessorato   regionale   della  cooperazione,   del   commercio,
  dell'artigianato  e della pesca può avvalersi di esperti  ai  sensi
  dell'articolo 185, comma 6, della legge regionale 23 dicembre 2000,
  n.  32  e successive modifiche ed integrazioni, con oneri a  carico
  dell'asse  7 - Governance ed assistenza tecnica del PO  FESR  2007-
  2013.

   6.  Gli  interventi di cui al presente articolo  sono  attivati  a
  valere  sulle risorse relative agli obiettivi specifici 5.1  e  7.1
  del  PO  FESR 2007-2013 e sulle risorse finanziarie del Fondo  aree
  sottoutilizzate istituito con l'articolo 61 della legge 27 dicembre
  2002, n. 289. Ai fini del controllo comunitario sugli aiuti, per il
  periodo  di  programmazione 2007-2013, le risorse  finanziarie  non
  possono  superare  complessivamente l'importo  di  200  milioni  di
  euro.'.

   2. L'articolo 56, comma 8, della legge regionale 28 dicembre 2004,
  n. 17 è abrogato».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dall'onorevole D'Agostino:

   -emendamento 4.1:
   «Sostituire l'articolo 4 con il seguente:

    Dopo l'articolo 27 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32,
  è aggiunto il seguente:
    Art.  27 bis. - Aiuti in favore dei Distretti produttivi e gruppi
  di  imprese  -  1.  Allo scopo di favorire i processi  di  crescita
  dimensionale  delle  PMI,  lo  sviluppo  di  distretti   produttivi
  riconosciuti  ai  sensi dell'articolo 56 della legge  regionale  28
  dicembre 2004, n. 17 e successive modifiche ed integrazioni,  e  la
  formazione  di  gruppi  di imprese, L'Assessorato  regionale  della
  Cooperazione,  del  Commercio, dell'Artigianato  e  della  Pesca  è
  autorizzato ad attivare, in conformità agli obiettivi specifici 5.1
  e  7.1  del Programma Operativo Regionale del Fondo Europeo per  lo
  Sviluppo  Regionale  per  il  2007  -  2013  (PO  FESR  2007-2013),
  approvato con decisione C (2007) 4249 del 7 settembre 2007,  regimi
  di aiuti conformi alle condizioni e limiti previsti dal Regolamento
  (CE)  n.  800/2008  della Commissione del 6  agosto  del  2008  che
  dichiara  alcune  categorie  di aiuti compatibili  con  il  mercato
  comune  in  applicazione degli articoli 87 e  88  del  trattato  UE
  (regolamento  generale di esenzione per categorie), pubblicato  nel
  G.U.U.E.  del  9  agosto 2008 serie L214. Gli aiuti possono  essere
  concessi  per  i  programmi e le tipologie di investimento  di  cui
  all'art. 12, lettera a, del citato regolamento (CE) n. 800/2008  in
  favore di PMI aderenti a distretti produttivi riconosciuti ai sensi
  dell'articolo 56 della legge regionale 28 dicembre 2004,  n.  17  e
  successive  modifiche ed integrazioni ovvero aderenti a  gruppi  di
  imprese già costituiti.

   2.  Possono  inoltre  essere concessi  alle  condizioni  e  limiti
  previsti  per  gli  aiuti  de minimis dalla disciplina  comunitaria
  contributi   alla   PMI   appartenenti   a   distretti   produttivi
  riconosciuti  ai  sensi dell'articolo 56 della legge  regionale  28
  dicembre 2004, n. 17 e successive modifiche ed integrazioni  ovvero
  appartenenti  a  gruppi  di  imprese già  costituiti,  al  fine  di
  favorire i processi di crescita dimensionale delle PMI siciliane.

   3.  L'Assessore  regionale  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato  e  la  pesca stabilisce,  con  proprio  decreto,  le
  modalità  per la concessione delle agevolazioni, inclusi i  criteri
  per  l'individuazione  dei soggetti, delle  attività,  delle  spese
  ammissibili, la percentuale massima d'intervento, la misura massima
  del  finanziamento  concedibile,  le  modalità  di  erogazione  dei
  benefici in una o più delle forme indicate dall'articolo 189  della
  legge  regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e successive  modifiche  e
  integrazioni,  i parametri per l'attribuzione, a ciascun  progetto,
  del punteggio utile per la collocazione in graduatoria e ogni altra
  disposizione   necessaria  all'attivazione  degli  interventi,   in
  coerenza con quanto previsto nei citati obiettivi specifici  5.1  e
  7.1  e  nei corrispondenti obiettivi operativi e linee d'intervento
  contenuti  nel  PO  FESR  2007-2013 e nel documento   Requisiti  di
  ammissibilità  e criteri di selezione', approvato dal  Comitato  di
  Sorveglianza  del  12  dicembre  2007  e  successive  modifiche   e
  integrazioni.  Il decreto è emanato previo parere della  competente
  commissione  legislativa  dell'Assemblea  regionale  siciliana   da
  rendersi entro 15 giorni dall'assegnazione della relativa richiesta
  da   parte   del  Presidente  dell'Assemblea  regionale  siciliana.
  Trascorso  tale termine l'Assessore può procedere all'adozione  del
  decreto.

   4.  Gli  interventi  di  cui al presente articolo  possono  essere
  attivati anche nell'ambito di accordi di programma quadro (APQ) per
  lo sviluppo delle attività produttive.

   5.  Per  la gestione degli interventi di cui al presente articolo,
  l'Assessorato   regionale   della  cooperazione,   del   commercio,
  dell'artigianato  e della pesca può avvalersi di esperti  ai  sensi
  dell'articolo 185, comma 6, della legge regionale 23 dicembre 2000,
  n.  32  e successive modifiche ed integrazioni, con oneri a  carico
  dell'asse  7 - Governance ed assistenza tecnica del PO  FESR  2007-
  2013.

   6.  Gli  interventi di cui al presente articolo  sono  attivati  a
  valere  sulle risorse relative agli obiettivi specifici 5.1  e  7.1
  del  PO  FESR 2007-2013 e sulle risorse finanziarie del Fondo  aree
  sottoutilizzate istituito con l'articolo 61 della legge 27 dicembre
  2002, n. 289. Ai fini del controllo comunitario sugli aiuti, per il
  periodo  di  programmazione 2007-2013, le risorse  finanziarie  non
  possono superare complessivamente l'importo di 200 milioni di euro.

   7. L'articolo 56, comma 8, della legge regionale 28 dicembre 2004,
  n. 17 è abrogato. »;

   - dagli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi, Donegani e Marinello:

   -emendamento 4.3:
   «Al  comma  3, sesto rigo, sostituire le parole  in coerenza  con
  con le parole  in esecuzione di »;

   - dall'onorevole Cracolici:

   -emendamento 4.2:
   «Sostituire il comma 5 con il seguente:
    5.Per   la  gestione  degli  interventi  del  presente  articolo,
  l'Assessorato   regionale   della  cooperazione,   del   commercio,
  dell'artigianato  e  della  pesca  può  avvalersi  delle  procedure
  previste dall'art. 4, comma 1, della legge regionale 20 del 2005  e
  di  un  soggetto selezionato ai sensi dell'art. 185, comma 5, della
  legge  regionale 32 del 2000 e successive modifiche e  integrazioni
  con  oneri  a carico dell'asse 7 - Governance e assistenza  tecnica
  del PO FESR 2007-2013 .».

   Si passa all'emendamento 4.1.

   D'AGOSTINO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 4.3, a firma  dell'onorevole  Oddo.  Lo
  pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 4.2, a firma dell'onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente,  l'emendamento   4.2   è   uguale
  all'emendamento che abbiamo trattato all'articolo 3: anche  qui  si
  stabilisce  che  la  procedura con la quale  si  seleziona,  si  fa
  l'attività  istruttoria  e,  quindi, la  procedura  di  scelta  del
  soggetto che fa l'attività istruttoria avviene secondo le procedure
  di  gara e di evidenza pubblica. In particolare, qui si modifica la
  disciplina  che  è  prevista dal comma 5 e che, invece,  in  questo
  articolo  -  ecco perché manca una uniformità e questo  disegno  di
  legge,   purtroppo,   non  è  governato  con  coerenza   da   parte
  dell'Amministrazione regionale -, nell'articolo 4 di questo disegno
  di  legge  si fa riferimento al comma 6. Cosa prevede il  comma  6?
  Prevede  che l'Amministrazione si avvalga direttamente di personale
  per l'attività istruttoria.
   Ora,  siccome  noi  veniamo da un'esperienza  che  ha  riguardato,
  qualche mese fa, quando abbiamo esaminato il bilancio, la questione
  del personale del PON ATAS, PON eccetera, un sistema di persone che
  si  è  formato  negli  anni  ma  ha  avuto  un  rapporto  quasi  di
  precarizzazione con l'Amministrazione pubblica. Per evitare  questi
  meccanismi  di  un  precariato di fatto che si utilizza  attraverso
  l'immissione  diretta  da  parte  dell'Amministrazione,  la  nostra
  proposta,  in coerenza con  tutto il disegno di legge, prevede  che
  l'Amministrazione si avvalga di soggetti qualificati.
   Quindi, il rapporto non è diretto con il singolo ragazzo o ragazza
  o  esperto,  ma con appositi soggetti qualificati con  rapporti  di
  prestazione d'opera che sono tra il lavoratore e quelle aziende,  e
  non  con  la  Regione,  proprio  per  evitare  qualunque  forma  di
  introduzione  di  precariato sommerso che rischia  di  determinarsi
  anche   con  l'attività  di  assistenza  tecnica  del  nuovo  Piano
  Operativo.
   Ecco  perché  si  fa riferimento al comma 5, e  non  al  comma  6,
  dell'articolo 185 della legge 32.

   MANCUSO. Chiedo di apporre la firma all'emendamento 4.2.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione l'emendamento 4.2. Il parere del Governo?

   DI MAURO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, comunico che è stato presentato  dal  Governo
  l'emendamento 4.4, di identico contenuto all'emendamento 1.6:
   «Abrogare  le  parole   il decreto è emanato previo  parere  della
  competente  Commissione  legislativa  dell'ARS  da  rendere   entro
  quindici giorni dall'assegnazione della relativa richiesta da parte
  del  Presidente  dell'ARS. Trascorso tale termine  l'Assessore  può
  procedere all'adozione del decreto .».

   Abbiamo già approvato, dieci minuti fa, un analogo emendamento che
  prevede  l'abolizione  del  parere  della  Commissione  perché,  in
  sostanza, la pratica andrebbe in Commissione dopo essere già andata
  al  Comitato  di  sorveglianza  e,  quindi,  sarebbe  un  passaggio
  inutile.
   E'  lo  stesso  identico parere; é lo stesso identico emendamento,
  già  approvato per la rubrica Beni culturali, che si riferisce  ora
  alla  rubrica  Cooperazione e commercio. Quindi,  l'intenzione  del
  Governo  é  di  prevedere  in  tutte le rubriche  l'abolizione  del
  passaggio parlamentare.

   D'ASERO,  vicepresidente della Commissione e relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO,  vicepresidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente,  io ritengo che l'emendamento presentato  dal  Governo,
  che  è  già stato oggetto di valutazione, non vada approvato perché
  non  si  comprende qual è la ratio che il disegno di  legge  voleva
  evidenziare attraverso questo tipo...

   PRESIDENTE.  Onorevole  D'Asero, stiamo parlando  dell'emendamento
  che sopprime, al comma 3,  il parere della Commissione.
   Al comma 3 dell'articolo 4, ad un certo punto si legge  il decreto
  è emanato previo parere .

   D'ASERO,  vicepresidente della Commissione e relatore. Siccome  il
  Presidente  dell'Assemblea regionale Cascio fa presente che  questo
  emendamento  verrà riproposto negli articoli successivi  perché  si
  vuole,  così come evidenziato, abolire la prassi che su un  decreto
  che  l'assessore emette, in funzione di quella che  è  un'eventuale
  modifica, non si debba più rendere una comunicazione, non si  debba
  richiedere  il parere della Commissione di competenza,  io  ritengo
  che su questo argomento vada fatta una riflessione più attenta.
   Onorevoli colleghi, lo spirito per cui l'attività del parlamentare
  può  tornare ad avere una capacità di analisi, di intervento  e  di
  raccordo col Governo è dettata proprio da questo confronto che deve
  esserci.  Il  venire meno di questo presupposto significa,  in  una
  logica  che  non comprendo, lasciare questa capacità di  iniziativa
  all'assessore, come se non dovesse rendere conto a noi parlamentari
  di   quello  che  l'eventuale  innovazione  apporta  attraverso  il
  decreto.
   Io  ritengo,  invece, che questo è un argomento  che  rientra  nel
  principio  della nostra capacità di lavoro, che deve essere  sempre
  concreta e attenta, nel ruolo di dignità del parlamentare e, se  mi
  consentite, diventa prioritario.
   Posso  capire  che,  probabilmente,  il  decreto  che  l'assessore
  intende emettere può essere, magari, preventivamente concordato con
  la  Commissione. Diversamente, io chiedo, signor Presidente: se c'è
  una variazione che l'assessore deve apportare, per quale motivo non
  deve  raccordarsi  su  questa  con la Commissione  competente,  che
  diventa  così  cinghia di trasmissione seria  e  concreta,  per  il
  fattore innovativo su cui può dare anche un contributo?
   D'altronde,  con  questa  attività che, in  splendida  solitudine,
  l'assessore  deve  portare avanti, qual è l'obiettivo  che  intende
  raggiungere?  A cosa deve mirare, atteso che ci sono solo  quindici
  giorni di tempo entro cui deve essere reso il parere?
   Signor  Presidente, ritengo questo un fatto importante, e dico  ai
  colleghi  che è una delle prerogative di dignità del ruolo  che  il
  parlamentare  deve esercitare e deve essere anche una  capacità  di
  collaborazione  che il parlamentare vuole offrire  all'attività  di
  Governo.

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA  NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  per due ordini di motivi.
   Il  primo, per dire all'onorevole D'Asero che avevamo già discusso
  di questo emendamento e lui si era perso la parte relativa al fatto
  che l'assessore non firma  in assoluta solitudine', ma dopo che  il
  decreto  è stato, in qualche modo, garantito dalla coerenza  che  è
  avvenuta nel Comitato di sorveglianza, in tutti i passaggi  con  le
  parti    sociali,   che   sono   certamente   preventivi   rispetto
  all'emanazione  del  decreto  da  parte  dell'assessore.  E  quando
  abbiamo  detto   conformemente',  abbiamo  rafforzato  mettendo  in
  esecuzione, volevamo proprio dire questo in maniera molto chiara  e
  netta. Voglio poi aggiungere una similitudine rispetto a quello che
  stiamo facendo.
   Signor Presidente, nel precedente articolo abbiamo tolto la  parte
   integrazioni  economiche  a  carico dell'asse  7  -  Governance  e
  assistenza  tecnica  del PO FESR 2007/2013 , cioè  l'emendamento  a
  firma dell'onorevole Cracolici.
   Non vorrei che avessimo tolto la parte che finanziava l'assistenza
  tecnica con l'evidenza pubblica. Questa non si può togliere, perché
  nella  legge  32  l'assistenza tecnica non  veniva  finanziata  per
  singolo   assessorato,  ma  soltanto  nell'autorità  di   gestione.
  Pertanto,  la stessa attinenza che abbiamo utilizzato adesso  anche
  all'emendamento dell'onorevole Cracolici, approvato  poco  fa,  può
  essere utilizzata all'articolo 1 mediante ricorso all'articolo  117
  del  Regolamento  interno,  in modo da garantire  che  l'assistenza
  tecnica  venga finanziata con la misura 7 della Governance  del  PO
  FESR 2007/2013.
   Questa  parte  va sempre inserita in ogni rubrica di  assessorato,
  altrimenti non può essere finanziata. Avremo fatto il bando, ma non
  potremo  pagare  le   persone perché non ci sono  le  risorse  che,
  invece,  sono  state  previste  per  regolamento  al  Comitato   di
  sorveglianza e nel POR 2007/2013.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato  con
  interesse  l'intervento dell'onorevole D'Asero e sono  in  assoluta
  sintonia  con le sue argomentazioni. Per questa ragione  chiedo  al
  Governo di ritirare questo emendamento. Mi stupisce e mi fa  specie
  che  dai  banchi della sinistra venga una sorta di accondiscendenza
  circa  il  fatto  che  un  atto  che, comunque,  ha  una  rilevanza
  parlamentare,  non  debba  essere  sottoposto  all'attenzione   del
  Parlamento.
   Onorevoli   colleghi,  il  Comitato  di  sorveglianza   non   vede
  parlamentari  al  suo  interno  e, considerato  che  siamo  in  una
  stagione di trasparenza e di legalità, voglio che mi si spieghi per
  quale  ragione dobbiamo saltare un passaggio, giusto  appunto  quel
  passaggio che finisce per coinvolgere il Parlamento.
   Allora,  invito  a portare avanti questa iniziativa  che  è  stata
  proposta  in  modo così chiaro dall'onorevole D'Asero e  chiedo  al
  Governo  di ritirare l'emendamento e di fare in modo che, comunque,
  vi sia un passaggio in Commissione.

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rimango allibito  nel
  sentire  ciò  che  pensa,  il collega che mi  ha  preceduto,  della
  Sinistra in quest'Aula - non di meno, non voglio fare riferimento a
  questo  -, allibito, per un semplice motivo che credo che  tutti  i
  colleghi  poco  fa,  quando è stato discusso il primo  emendamento,
  hanno  ben  capito.  Quando abbiamo detto che  non  andava  scritto
   conformemente',   bensì    in  esecuzione'   -   pedissequa,   fra
  virgolette, potremmo aggiungere, onorevole Mancuso -, in esecuzione
  pedissequa  significa  che  non ci  si  può  discostare  da  quanto
  realmente é avvenuto.
   Scrittura   del   Programma  Operativo  Regionale,   Comitato   di
  sorveglianza: cosa ha a che fare rispetto a tutto questo la  nostra
  funzione  nelle  commissioni? Il parlamentare può controllare;  può
  mettere in campo atti ispettivi; può chiedere la convocazione della
  Commissione,  qualora ci sia qualcosa che é fuori dal principio  in
  esecuzione del PO.
   Allora,  é come se ci innamorassimo, a volte, di aspetti che  sono
  semplicemente legati allo stato d'animo di ognuno di noi.
   La  Sinistra  é  serena, ed é serena nel senso che  sta  dando  un
  contributo  di  merito  al  testo in  esame  per  ottimizzarlo.  La
  Sinistra  é quella sinistra riformista che lei sconosce,  onorevole
  Cordaro,  è  quella  che fa proposte, è quella  che  interviene,  é
  quella  che  sostiene  anche ciò che può sembrare,  a  volte,  poco
  convincente. Perché non è assolutamente poco convincente  dire  che
  quando  si  parla  di mettere in esecuzione un programma  operativo
  regionale, non c'è Commissione che tenga
   La  Commissione può, comunque, sempre intervenire  nel  merito;  i
  deputati  possono  sempre intervenire nel  merito.  Allora,  lì  si
  svolge la funzione fino in fondo.
   Quindi,  non  indeboliamo le cose solo per farci, tra  virgolette,
  male  fra  di  noi,  perché spesso e volentieri è  il  merito  che,
  invece, poi paga il prezzo.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, vorrei chiedere soltanto da chi  viene
  nominato il Comitato di sorveglianza.

   LEANZA   NICOLA.  Dal  partenariato,  dal  Governo  centrale,   da
  Bruxelles. Non ci può essere il Governo regionale.

   MANCUSO.  Era  solo  una mia curiosità. Al di là  di  questo,  per
  quanto  mi  riguarda sono d'accordo con l'onorevole Oddo nel  senso
  che  il  parlamentare  più di tanto non possa  assolutamente  fare.
  Sarei  stato  ancora  più contento se il Comitato  di  sorveglianza
  poteva  essere nominato dal Governo regionale. Allora, sarei  stato
  ancora più certo di avere affidato un compito a chi certamente  non
  solo  conosce  l'azione  da svolgere ma  anche,  sotto  il  profilo
  operativo,  l'atto  amministrativo da mettere  a  disposizione  dei
  siciliani.
   Mi  trovo  d'accordo con l'assessore Cimino e con la proposta  del
  Governo.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   ascoltando
  l'intervento di alcuni colleghi a volte mi meraviglio per  la  poca
  attenzione che prestano alla evoluzione della politica.
   In  merito all'intervento dell'onorevole Cordaro, che in genere  è
  molto,  ma  molto  attento e che io reputo un deputato  che  svolge
  molto  bene,  con  puntiglio, con precisione,  con  attenzione,  il
  proprio mandato, mi meraviglio del fatto che egli non abbia  notato
  che  c'è una evoluzione nei partiti - forse lei è fermo all'antico,
  al  vecchio, onorevole Cordaro - e, all'occorrenza, all'interno dei
  Democratici  di  Sinistra c'è una prevalenza ormai  del  cosiddetto
   partito emiliano' che - non sto scherzando, lo dico con serietà -,
  da sempre, è stato un partito di Governo e per la governabilità.
   E'  il  partito di Bersani, è il partito vero, quel nocciolo  duro
  che  rimane  del Partito Democratico, il nocciolo duro dei  DS  che
  governano e che, quindi, si rendono conto che spesso magari le aule
  parlamentari,   le   aule  consiliari,  possono  rappresentare   un
  intralcio.
   Poco  importa  se  magari in altre occasioni  è  stato  più  volte
  chiesto,  in  questo  Parlamento ed in  tutte  le  legislature,  un
  maggiore  controllo da parte del Parlamento stesso sugli  atti  del
  Governo,  o  quanto meno che ci sia la possibilità  per  i  singoli
  deputati di conoscere gli atti emanati dal Governo, anche  al  fine
  di  dare  suggerimenti, come diceva l'onorevole  D'Asero,  proposte
  migliorative, contributi - non attributi - affinché i provvedimenti
  che  vengono  emanati  dal Governo siano in linea  con  l'interesse
  della  Regione,  delle  forze produttive  e  sociali  della  nostra
  Regione,  e  pure per evitare che si possano perdere finanziamenti,
  come è accaduto in passato.
   E'  giusto che il Governo governi, ma non meravigliamoci se c'è il
  PD  - o una parte del PD - che invece considera che questa attività
  di controllo, di suggerimento, possa rappresentare un intralcio per
  il Governo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   questa
  discussione  così com'è rischia di portarci fuori  strada.  Ricordo
  che  stiamo  esaminando  un provvedimento  che  ha  l'ambizione  di
  utilizzare le modalità di gestione dei fondi PO FESR fino al 2015.
   Questa  è  la legge che, per i prossimi sei anni, sarà  utilizzata
  nelle modalità operative per sostenere la nostra economia. Dico  ai
  colleghi  che  noi  abbiamo interesse a che la Sicilia  funzioni  e
  abbia  le  istituzioni  vicine  e che,  in  qualche  modo,  non  la
  politica,  ma  l'amministrazione sia in grado di  garantire  regole
  certe e tempi certi.
   Addirittura,  al di là di quel che pensa l'onorevole Cordaro,  qui
  stiamo  commettendo una forzatura; pertanto propongo un emendamento
  sostitutivo  a tutti gli articoli, come sta facendo il Governo,  in
  cui si cancelli l'espressione l'assessore.
   Il  Piano  operativo  è stato negoziato con  l'Unione  Europea;  i
  criteri e le tipologie degli interventi per i regimi di aiuto  sono
  previsti   dal  Piano  operativo,  nonché  dal  Quadro   strategico
  nazionale,  nonché  dal  Documento  unico  di  programmazione   che
  dovrebbe essere la cornice di riferimento.
   Qui  parliamo  di  decreti per fare i bandi, per stabilire,  sulla
  base  di  regole  già fissate, le procedure con le quali  qualunque
  cittadino  può rivolgersi all'Amministrazione regionale  per  avere
  certezza di poter entrare in una graduatoria.
   Noi possiamo ideologizzare tutto in nome della politica e condurre
  battaglie dicendo un giorno una cosa, un altro giorno un'altra. Ma,
  mi  permetto  di  dire che dobbiamo avere sempre come  priorità  la
  Sicilia sia quando si è al governo sia quando si è all'opposizione,
  altrimenti  confonderemo i siciliani  Più automatismi  introduciamo
  nella  nostra legislazione, meglio è per i siciliani,  perché  vuol
  dire  che non c'è la intermediazione come modello di relazione  fra
  la politica ed il cittadino.
   Ecco  perché insisto sul principio che i decreti vanno  fatti  dai
  dirigenti degli Assessorati e non dall'assessore, perché l'autorità
  politica  non  deve avere alcuna discrezionalità sulle  regole,  ma
  solo  su  aspetti meramente tecnici che riguardano l'attuazione  di
  provvedimenti  già operativi nel nostro ordinamento.  Questo  è  il
  senso,  a  prescindere  dalle posizioni politiche  -  ho  ascoltato
  l'onorevole   Formica  che  ha  discettato  sugli   emiliani,   sul
  riformismo, eccetera -, noi pensiamo che in questa Regione, meno la
  politica  mette  mano alle modalità di utilizzo dei fondi  europei,
  meglio è per la Sicilia. Questo pensiamo a differenza di altri che,
  probabilmente, ritengono che tutto debba essere sempre  fotografato
  in funzione di qualcuno che si pensa di dover favorire.
   Ribadisco,  e  presento un emendamento ai sensi dell'articolo  117
  del  Regolamento interno, perché la dizione qui contenuta viola  la
  legge  10/2000  che  attribuisce i provvedimenti amministrativi  in
  capo  ai  dirigenti  e non agli assessori. Se, avendo  affidato  ai
  direttori  il  compito  di  emanare i  bandi,  devo  introdurre  un
  elemento inutile perché vi sono, a monte, elementi di rigidità  che
  predefiniscono  i bandi, è un'inutile perdita di tempo;  non  è  un
  esercizio di controllo e di vigilanza
   Onorevole  D'Asero, sono d'accordo con lei sul fatto che  dobbiamo
  introdurre norme - su questo spero che il Parlamento sarà d'accordo
  con  me,  visto  che  in due leggi finanziarie questa  Aula  ci  ha
  provato  e  la  maggioranza  lo ha bocciato  -  che  consentano  al
  Parlamento di esercitare la vigilanza su come vengono utilizzate le
  risorse comunitarie.
   Anche  perché,  ricordo  ai colleghi, questo  Piano  Operativo,  a
  differenza del precedente, non si va a rinegoziare dopo  tre  anni;
  anno  per  anno,  può  avere  degli  aggiustamenti.  E,  quindi,  é
  necessario  esercitare  la vigilanza al fine  di  apportare  quegli
  aggiustamenti  che saranno probabilmente necessari per  adeguare  i
  fondi  europei  ad  una spesa capace non solo di  spendere,  ma  di
  spendere  bene perché in Sicilia - diciamoci la verità  -  i  soldi
  europei  si spendono, ma non servono allo sviluppo, non  servono  a
  creare  lavoro,  non  servono ai siciliani, servono  ad  arricchire
  qualche amico degli amici.
   Vogliamo  discutere di questo affrontando norme che consentano  al
  Parlamento di esercitare la sua funzione? C'è un disegno  di  legge
  che,  mi  risulta, è stato esitato dalla Commissione Unione Europea
  dell'Assemblea    regionale,    che    prevede    procedure     che
  parlamentarizzano   l'attività  di  vigilanza  dell'Assemblea   nei
  confronti  del  Governo. Ma questa norma che  introduce  il  parere
  della  Commissione per decreti che sono tecnici non è a favore  del
  Parlamento, è contro l'impresa, è contro la certezza del diritto, è
  contro l'automatismo delle procedure.
   Io  sono contrario a che le procedure si adattino a seconda di chi
  partecipa  alla  riunione. Le procedure devono  essere  universali,
  uguali per tutti.

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo  confessare  a
  quest'Aula   che   mi   assale   una   certa   confusione   mentale
  nell'affrontare  la discussione di questo emendamento  del  Governo
  perché  non  riesco  più a capire qual è la maggioranza  e  qual  è
  l'opposizione in quest'Aula o, forse, lo capisco sin troppo bene.
   C'è   un  rimescolamento  di  carte  che,  sotto  l'aspetto  delle
  posizioni politiche, crea confusione.
   Io  mi  rifaccio alla prassi di quest'Aula che ha,  sino  ad  ora,
  caratterizzato  soprattutto il comportamento  della  minoranza,  ma
  devo  dire  anche  della  maggioranza così  come  il  comportamento
  dell'UDC: non sottrarre nessun potere di controllo all'Assemblea ed
  agli   organi  dell'Assemblea,  anzi  di  aumentarlo,  quanto   più
  possibile, in uno spirito di collaborazione tra Governo  ed  organi
  dell'Assemblea.
   Ricordo  a  me  stesso  -  e,  quindi,  lo  ricordo  all'Aula   e,
  soprattutto,  ai deputati dell'UDC - che, quando si discusse  della
  legge sulla riforma sanitaria, ad un certo punto si predisposero in
  Commissione  una serie di articoli, di emendamenti che consentivano
  alla  Commissione Sanità di controllare passo passo  l'applicazione
  della  riforma e, quindi, anche i decreti assessoriali che dovevano
  dare corpo ed esecuzione alla riforma.
   In  un momento di  vogliamoci bene tutti' ci si chiese di ritirare
  tutti  questi emendamenti, cosa che noi abbiamo fatto,  devo  dire,
  stupidamente perché mal ce ne incolse. Tanto è vero che, sulla base
  dell'interpretazione  estensiva  di  un  ordine  del   giorno   che
  l'assessore  per  la sanità si è fatto approvare  da  quest'Aula  -
  anche  con il nostro voto, purtroppo -, a chiusura dei lavori sulla
  riforma   sanitaria,  sostanzialmente  l'assessore   Russo   si   è
  sbizzarrito  in  una serie di decreti, ne sforna in  media,  credo,
  due,  tre  la settimana, con cui è andato al di là della  legge  di
  riforma  sanitaria,  per  certi aspetti snaturandola.  Se,  invece,
  avessimo  mantenuto  dei  pareri di  controllo  anche  sui  decreti
  assessoriali, ciò non sarebbe avvenuto.
   Riportando  tale  esempio a questo disegno di  legge,  mi  chiedo:
  quale  grave  nocumento, anche sull'accelerazione dei lavori  della
  spesa per i settori di aiuto alle imprese siciliane può esserci nel
  momento  in  cui,  correttamente, si  chiede  il  contributo  delle
  Commissioni    parlamentari   specifiche    per    consentire    un
  coinvolgimento delle Commissioni stesse?
   Credo  che la posizione assunta anche dall'opposizione del Partito
  Democratico  su questo argomento sia equivoca, perché noi  deputati
  abbiamo  un solo dovere - uso la parola  dovere' con appropriatezza
  del  mio  pensiero - che è quello di garantire, in  ogni  caso,  il
  ruolo centrale di questo Parlamento. Motivo per cui non mi limito a
  chiedere  il  ritiro dell'emendamento da parte del  Governo,  anche
  perché non me lo aspetto, e dichiaro, a nome dei deputati dell'UDC,
  che voteremo contro questo emendamento proposto dal Governo.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
  vorrei  solo  chiarire  alcuni  passaggi  che,  secondo  me,   sono
  indispensabili per il prosieguo dei lavori sul disegno di legge dei
  regimi  di aiuto che riguarda tutte le branche dell'amministrazione
  regionale.
   Dovremmo  creare le condizioni affinché nelle diverse  competenze,
  nei  diversi  Dipartimenti,  vi  siano  un'azione  univoca  ed   un
  comportamento univoco da parte dell'Assemblea regionale  siciliana,
  e non schizofrenico.
   Voglio  rappresentare, signor Presidente, il fatto che già abbiamo
  esitato  la  rubrica  Beni  culturali  ed  abbiamo  quasi  definito
  l'articolo   4   sul  regime  di  aiuto  ai  distretti   produttivi
  dell'Assessorato   della  cooperazione,  ed   abbiamo   considerato
  indispensabile  per  rendere questa legge una  legge  di  immediata
  esecuzione per l'attività dei dipartimenti regionali, innanzitutto,
  che  in  tema  di  assistenza tecnica  vi  sia  la  possibilità  di
  adoperare  strutture  specializzate in questo  settore,  che  siano
  finanziate direttamente con l'asse 7 dell'assistenza tecnica e che,
  di   fatto,   i  decreti  dell'assessore  non  debbano  andare   in
  Commissione e perdere ulteriori quindici giorni perché trattasi  di
  decreti  di esecuzione di provvedimenti che già vengono  ad  essere
  condivisi con gli indirizzi propri del Piano Operativo.
   Un altro passaggio - voglio ricordarlo all'onorevole Cracolici - è
  che  nessuno vuole modificare, per il tramite di questa  legge,  la
  legge 10/2000.
   Ben  diversa  è l'attività di programmazione rispetto all'attività
  di gestione, che è propria dei dirigenti generali. Cosa che è stata
  fatta  già per gli articoli precedenti, sebbene il termine  decreto
  possa essere falsamente interpretato. Con questo decreto, di fatto,
  già l'assessore per i beni culturali provvede, ma anche l'assessore
  per  la cooperazione non decide a chi deve andare il finanziamento,
  ma si vuole fare in modo - secondo quanto stabilisce la legge 10  -
  che  l'attività di programmazione, la scelta strategica e  politica
  d'indirizzo può darla l'assessore

   CRACOLICI. Ed allora ha ragione l'onorevole Cordaro

   CIMINO,  assessore  per  il bilancio e  le  finanze.  Ed  è  così,
  onorevole Cracolici.

   CRACOLICI.  Non  è  un  fatto gestionale   Non  è  un'attività  di
  gestione

   CIMINO,   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Onorevole
  Cracolici,  se  l'autorità  politica decide  di  volere  creare  le
  condizioni  a che in un bando vi siano delle direttive da  dare  al
  dirigente generale, per finanziare, ad esempio, aree artigianali in
  zone  montane  anziché nelle zone interne, questa è un'attività  di
  programmazione che può fare l'assessore.
   Cosa ben diversa è l'attività di gestione che, invece, ha un altro
  iter.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  sostenere  la  tesi degli onorevoli D'Asero e Cordaro perché  credo
  che  ultimamente si stia facendo una grande confusione tra il ruolo
  della  politica e il ruolo degli uffici perché, se è vero che tutto
  deve  essere  demandato e fatto dai funzionari, tanto vale  che  si
  chiuda  questo  Parlamento e andiamo a casa e che  l'assessore  non
  abbia più nessun ruolo di indirizzo sulle risorse da destinare.
   Quindi,  mi  trovano  d'accordo sia la  relazione  e  l'intervento
  dell'onorevole D'Asero sia l'intervento dell'onorevole  Cordaro,  a
  cui mi affido e che condivido in pieno.

   ANTINORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ANTINORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato  gli
  interventi  perché, come capita in qualche occasione in  Assemblea,
  da un nulla scaturisce un interessante dibattito. E' capitato - non
  è  la prima volta -, e chi calpesta questa Aula da qualche anno  sa
  che,  qualche  volta,  cose  ininfluenti  diventano  influenti,   e
  viceversa,  e il dibattito poi, alla fine, si fa interessante.  Ero
  indeciso  ma  ho  voluto chiedere la parola - non me  ne  vorrà  il
  Governo se parlo dopo il Governo - perché proprio l'intervento  del
  Governo  mi ha solleticato ad assumere l'iniziativa di chiedere  la
  parola  a  lei  ,  signor Presidente, e la ringrazio  per  avermela
  concessa.
   Onorevole  Cracolici,  probabilmente  nella  sua  infinita  onestà
  intellettuale, lei ha fatto un intervento che tendeva a dare  torto
  all'onorevole Cordaro perché, forse, con la sua ingenuità  o  forse
  onestà intellettuale - anzi, mi perdoni per la parola  ingenuità' -
  ,  lei  continua  a rivolgersi a quella legge 10  -  poi,  dobbiamo
  essere meno ipocriti tra di noi e dirci le cose come stanno - della
  quale i deputati, quando ne parlano, singolarmente o a gruppi,  non
  mi pare ne siano felici. Poi, vedo in Aula assumere l'iniziativa di
  prendere il microfono e parlare come se questa legge 10 sia  stata,
  nel 2000, la panacea dei mali della politica.
   Forse  allora  la politica ha voluto abdicare al proprio  ruolo  e
  l'ha  consegnato. Ha consegnato quel ruolo che aveva,  che  era  un
  ruolo  guida,  un  ruolo  nobile, un ruolo principe,  un  ruolo  di
  direttiva.
   Quando sento l'assessore Cimino dire - spero che non me ne vorrà -
  che l'assessore, in quanto tale, con la direttiva condiziona non so
  che cosa, sappiamo benissimo che con la direttiva non si condiziona
  un bel niente perché le direttive vengono interpretate, valutate  e
  poi applicate, qualche volta anche secondo criteri che la legge  10
  autonomamente ha dato alla dirigenza. E, quando parlo di dirigenza,
  parlo dei dirigenti in generale.
   La  nobile  idea, secondo me, che la politica non debba tornare  a
  riappropriarsi, che la politica dovrebbe dare momenti di indirizzo,
  valutare i decreti... L'onorevole Nicola Leanza sa benissimo che il
  Comitato  di  sorveglianza - lo hanno già detto  altri  colleghi  -
  essendo  formato soprattutto dalla burocrazia con  altre  forme  di
  rappresentanza, ma non dalla politica, è un meccanismo di controllo
  tecnico.
   Ma  il  controllo tecnico è una cosa, il controllo  dell'indirizzo
  politico di una maggioranza o di un'Aula eletta dagli elettori, dai
  cittadini, è un'altra cosa, o forse dovrebbe essere un'altra cosa.
   Credo  che,  poi,  non  sarà certamente il   previo  parere  della
  Commissione'  a  condizionare  in  un  senso  o  in  un   altro   -
  condizionare nel senso nobile della parola, per alzare  il  livello
  di quello che conterrà quel decreto - il decreto di un assessore  o
  meno.  Però,  questo  dibattito - se  ve  lo  ricordate,  e  ce  lo
  ricorderemo fra qualche mese - probabilmente può essere  utile  per
  ritornare al centro delle decisioni e fare in modo che la  politica
  torni   a  riappropriarsi  delle  decisioni,  nell'interesse  della
  Sicilia,  onorevole Cracolici, e non per altro e non nei  confronti
  di nessun altro.
   Il  mio  capogruppo ha già detto come noi andremo  a  votare,  non
  tanto  sul  singolo emendamento e su questo emendamento rispetto  a
  questi articoli, rispetto a questo disegno di legge, ma quanto  per
  un principio che in quest'Aula intendiamo affermare, e vorremmo che
  si  riaffermasse nel prosieguo degli anni, per ritornare  a  quella
  che potrebbe e dovrebbe essere l'unica attività della politica:  la
  rappresentanza vera, quella del voto dei cittadini.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  l'assessore
  Cimino   mi   ha   convinto,  nel  senso  che  ha  dichiarato   che
  l'emendamento  soppressivo elimina, appunto, una  parte  che  è  di
  programmazione, di criteri, di modalità.
   Se  è  una  parte  di programmazione credo che l'intervento  della
  Commissione  sia  estremamente pertinente. Qui  non  si  tratta  di
  valutare  se  devono prevalere gli interventi dei tecnici  o  della
  politica,  questo è già stabilito per legge: i decreti  che  devono
  fare i dirigenti, i decreti che deve fare l'assessore.
   In  questo  caso  credo che quindici giorni non siano  un  dramma,
  anche  perché  - ricordo a me stesso - dal 12 maggio  non  facciamo
  niente  a  causa  della cattiva politica, non della  volontà  delle
  istituzioni, e le Commissioni non sono organi politici, sono organi
  istituzionali.
   Non  c'è  una valutazione in ordine a quello che si deve fare  nel
  dettaglio, che poi farà l'assessore; c'è una valutazione in  ordine
  ai  criteri e alle modalità. E' estremamente coerente la  posizione
  dell'assessore che, alla fine, si deve concludere con il ritiro  di
  questo emendamento soppressivo.

   D'ASERO,  vicepresidente della Commissione e relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO,  vicepresidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, io vorrei fare due considerazioni:
  innanzitutto,  ritengo che il disegno di legge  di  cui  ci  stiamo
  occupando  è di fondamentale importanza per quello che deve  essere
  un momento di svolta della nostra Regione siciliana.
   L'utilizzo  dei  fondi  comunitari  passa  sicuramente  da  questo
  strumento  legislativo.  E proprio per questo,  per  l'impegno  che
  questo   Parlamento  deve  avere,  per  il  modello  che   dobbiamo
  dimostrare di portare avanti, per il ruolo tecnico che deve  essere
  distinto  da  quello  politico, ritengo che dobbiamo  puntualizzare
  alcune cose.
   Ho  fatto  quel  mio intervento non perché volessi determinare  un
  momento  di contrapposizione rispetto all'emendamento del  Governo,
  ma  perché  ritengo che veramente questo aspetto meriti  di  essere
  approfondito.  E'  vero quello che dice chi mi  ha  preceduto:  se,
  allora,   l'argomento  è  solo  tecnico,  non  ci  sarebbe  bisogno
  dell'intervento, del decreto dell'assessore.
   Se  la  parte  successiva  al modello approvato  dal  Comitato  di
  sorveglianza,  che  è una linea di indirizzo di  quello  che  è  il
  programma che trova una sua applicazione, nella fase concreta passa
  da  quello  che  è  l'organo istituzionale che  è  l'assessore.  Al
  momento  in cui l'assessore emette un decreto - come bene ha  detto
  anche  l'assessore  Cimino  -, può sicuramente,  nell'ambito  della
  linea  di indirizzo, trovare un momento di applicazione, se  l'area
  artigianale  la  deve  realizzare  a  monte  o  a  valle,  se  deve
  prediligere la politica dei distretti o deve prediligere altro.
   Se  questo  è il senso, io dico che tutti possiamo cambiare  idea,
  tutti  possiamo confrontarci, non ci vedo niente di male. Parto  da
  una valutazione obiettiva, di buona fede e di buon senso: ognuno di
  noi ha i propri convincimenti e deve fare la propria parte fino  in
  fondo, poi assieme decideremo cosa fare.
   Dico, però, di stare attenti, stiamo forse equivocando quello  che
  è   il   ruolo   tecnico  e  quello  che  é   il   ruolo   politico
  nell'applicazione  di  questa  parte  -  e  non   potrebbe   essere
  diversamente - e giustamente dobbiamo addossarci le responsabilità:
  nell'applicare  una  fase  tecnica,  c'è  necessità  di  un   ruolo
  politico. Questo vuole la legge, questo è il percorso.
   Diversamente,  diciamo  cose  che  non  rispondono  alla   realtà,
  nell'applicare  la  legge, quando l'assessore  emette  il  decreto,
  parlo di un provvedimento che fa parte degli articoli esitati dalla
  Commissione  che  ha  lavorato  a lungo,  con  un  confronto  e  un
  dibattito  aperto  che  hanno  portato  con  convinzione  a  questa
  determinazione.
   Signor  Presidente, come si può pensare di stravolgere, sol perché
  c'è un momento di non si sa cosa, l'impostazione che la Commissione
  Bilancio, con tanto impegno, ha portato avanti per lunghi  mesi  su
  questo  programma e su questo disegno di legge che prevede  ben  62
  articoli - e, quindi, non è da non sottovalutare -? Ritengo che  ci
  sia  stato  un  momento  di  confronto in  cui  è  maturata  questa
  convinzione,  in  cui  è maturato questo orientamento,  che  ha  un
  senso,  che  ha  una logica, che ha anche - se mi consentite  -  un
  ruolo importante per la nostra dignità di parlamentari.
   Il motivo è duplice: sicuramente c'è una volontà di indirizzo, una
  volontà  di  controllo  di quella che è l'attività  importante,  di
  svolta,  dell'utilizzo  dei  fondi  comunitari,  ma  c'è  anche  la
  significativa  azione  di un parlamentare  che,  in  un  ruolo  più
  istituzionale  qual è quello della Commissione, può determinare  un
  apporto; mentre, a volte, in questo Parlamento, come in questo caso
  stiamo  dimostrando,  la  posizione politica  ci  porta  a  perdere
  l'obiettiva  capacità di valutazione, il vero senso di  determinare
  un nostro impegno.
   Quindi,  attenzione:  il  ruolo  della  Commissione  diventa   più
  istituzionale e, quindi, anche più di competenza tecnica, e  questo
  è un fatto di grande importanza. Questo è il senso
   Concludo  dicendo che non ci vedo niente di male  se  l'assessore,
  nel  fare  il  decreto, può concertarlo, può  predisporlo,  lo  può
  mandare  alla  Commissione competente prima  di  pubblicarlo  e  in
  quindici  giorni si renda questo parere. E' un modo, oltre  che  di
  coinvolgimento  della  Commissione  e  quindi  di   noi   tutti   i
  parlamentari nelle rispettive Commissioni, anche per chiedere  come
  poter dare un contributo, oltre che una particolare partecipazione,
  in questo momento di svolta che forse servirà anche a recuperare  i
  tre  anni, i due anni e mezzo che su questo tema abbiamo  perso,  e
  con colpevole ritardo particolarmente di quest'ultimo anno.
   Ritengo, quindi, cari amici, che il modo di procedere deve  essere
  quello che, alla fine, ci porterà ad una serena valutazione,  e  la
  serena valutazione non può portare che a rispettare quello che  già
  si  è  determinato  e deciso nella Commissione con  questo  preciso
  parere.

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA   NICOLA.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   la
  discussione di stasera, se c'è bisogno, toglie le  foglie di  fico'
  che  ogni  tanto tantissimi parlamentari si mettono per cercare  di
  preservarsi  dalla scarsa attività o dalla voglia di  non  fare  le
  cose.
   Spesso,  molti  di noi parlano di fondi dell'Unione  Europea  come
  ultima spiaggia, affrontiamo argomenti importantissimi come questi,
  molto spesso, con tantissima superficialità.
   Vorrei ricordare agli onorevoli colleghi presenti in Aula, in modo
  particolare all'onorevole Gianni ed ai colleghi dell'UDC,  che  non
  più  di  tre  mesi fa abbiamo approvato un disegno di legge  «Aiuti
  alle  imprese»,  che  è diventato, in qualche  modo,  il  punto  di
  riferimento  di  tutta la legge sugli aiuti alle  imprese,  in  cui
  questa norma, tanto invocata dall'onorevole Cordaro, dall'onorevole
  Maira e ribadita dall'onorevole Antinoro, non esiste.
   Quindi, come al solito, la doppia azione, il doppio modo di vedere
  la politica: quella che ci riguarda e quella che non ci riguarda.
   La  seconda  questione - per essere chiari una  volta  per  tutte,
  onorevole  D'Asero, e se lei non ha capito come è il  funzionamento
  me  ne  dispiace -: la Giunta di Governo approva il POR  2007-2013,
  dopodiché lo trasmette, tramite il Parlamento nazionale, all'Unione
  Europea  che,  dopo  una transazione, dopo una  contrattazione,  lo
  approva. Questa è la legge, questa è la modalità. Poi, la Giunta ha
  individuato  le  categorie di spesa e sappiamo perfettamente  quali
  sono le misure.

   D'ASERO. Vuole spiegare a me le cose?

   LEANZA  NICOLA.  No, lei non lo sapeva, diversamente  non  avrebbe
  detto nulla.
   Dopo  di  che  le categorie di spesa prevedono chiaramente  quanto
  ogni Assessorato, ogni Dipartimento, ogni Asse può e deve spendere.
  In  ultimo, il Comitato di sorveglianza, che viene presieduto - non
  dimentichiamolo, onorevole Antinoro - dal Presidente della  Regione
  o  da  un  suo  delegato,  dove gli assessori  possono  andare  per
  difendere le proprie decisioni, le procedure avviate, certifica  se
  la spesa può essere rendicontata o meno.
   In  poche parole, il Comitato di sorveglianza - onorevole D'Asero,
  e  non  lei  componente della Commissione - potrà dire  in  maniera
  chiara  se  la spesa non è certificabile perché è uscita dal  patto
  che c'è stato con l'Unione Europea.
   Allora,  noi possiamo affermare tutto ciò che vogliamo, ma  alcune
  verità dobbiamo dirle.
   Pertanto,  se  l'onorevole D'Asero o l'onorevole  Leanza  vogliono
  svolgere  attività  ispettiva, possono farlo in qualunque  momento,
  possono  chiedere  l'audizione  del direttore,  del  vicedirettore,
  dell'assessore, del Presidente della Regione, di tutti  coloro  che
  vogliono rispetto ad ogni categoria di spesa, ad ogni singolo asse,
  ad ogni singola misura.
   Ma se vogliamo, con giochi di bassissimo profilo, con giochi della
  peggiore,  bieca  politica,  pensare  di  portare  in  Commissione,
  contattare con l'assessore cose non contattabili, ebbene, non è più
  il tempo, è finito questo tempo
   Per quanto riguarda la vicenda dell'assessore, onorevole assessore
  Cimino,  non  mi  spaventa  e  non  ci  spaventa  ciò  che   chiede
  l'onorevole Cracolici perché in ogni caso a fare tutta l'azione, la
  linea  guida,  è  il  POR  2007-2013, è il  Documento  unitario  di
  programmazione.
   A  quel punto, che sia l'assessore, che sia il dirigente a fare in
  modo che si possa realizzare della buona spesa, e non spendere  per
  spendere,  ma  della  buona  spesa, a  quel  punto  può  anche  non
  interessarci. Quindi, se si scrive  l'Assessorato' o  il  dirigente
  generale'  non  è  una  diminutio dell'assessore  perché  comunque,
  onorevole  Antinoro,  la direttiva la dà l'assessore  e  lo  fa  in
  maniera chiara rispetto alla cornice del POR 2007-2013.
   Pertanto,  voler dire, ancora una volta, che non vogliamo  fare  o
  che  non  stiamo facendo le leggi e poi vogliamo giocare la partita
  del  rinvio, del continuo pressare, fare delle cose che magari  non
  hanno  alcun  interesse per i siciliani, ritengo sia una  cosa  non
  giusta;  non  giusta in questo momento di crisi della Sicilia;  non
  giusta in questo momento di difficoltà di tanti nostri concittadini
  che  non hanno i nostri stessi benefici o i nostri stessi stipendi,
  o  le nostre stesse opportunità; non giusta nei confronti di quelle
  categorie perché, onorevole D'Asero, non è questo il POR 2007-2013,
  questa  è  solo una parte. Poi c'è il FESR, ci sono gli aiuti  alle
  imprese,  c'è  il fondo sociale europeo,  c'è altro  Questa  è  una
  parte di quei benedetti miliardi di euro che dovremmo spendere
   Allora,  chiedo all'Aula maggiore attenzione, e lo chiedo in  modo
  particolare  ai  colleghi dell'UDC, e non  dimentico  -  né  voglio
  dimenticare   -  che ho fatto il vicepresidente per  un  Presidente
  della Regione che ha difeso a spada tratta tutto ciò che riguardava
  la spesa in questa Terra.
   Quel POR 2007-2013 l'ha fatto quel Governo, il Governo Cuffaro  e,
  personalmente,  non  ritengo  che ci possano  essere  due  visioni:
  quando si è all'opposizione vogliamo fare la Commissione tanto  per
  farla  e,  quando siamo al Governo, diciamo  no' alle centinaia  di
  volte  che  l'opposizione  ci ha chiesto  di  dibattere  sul  Fondo
  Sociale Europeo o su Agenda 2000/2006.
   Non  è  più possibile, amici  Questa è la politica che ha il fiato
  corto.  La  politica, invece, deve volare alto e deve cominciare  a
  fare  - mi auguro da oggi, da ieri, da prima di ieri, per il futuro
  -  gli  interessi dei cittadini e noi, a prescindere  se  siamo  di
  destra,  di  sinistra,  di centro, opposizione  o  maggioranza,  in
  questa  Aula  non  possiamo che fare questo, abbiamo  l'obbligo  di
  farlo
   Se questo Governo sbaglia, se l'assessore sbaglia, se il direttore
  sbaglia, denunciateli, metteteli all'angolo
   Per  completezza,  vorrei ricordare, onorevole D'Asero,  che  lei,
  anche   volendo,  in  base  alla  grande  voglia  di   cambiamento,
  rivoluzionaria, riformista che si ritrova, non può cambiare neanche
  il  bando  perché  quest'ultimo,  prima  di  essere  pubblicato,  é
  approvato  preventivamente  dalla Corte  dei  Conti.  Ecco  perché,
  l'esame  da parte della Commissione è superato; è una questione  di
  principio, di rispetto del Parlamento.
   C'è  la  Commissione  Unione  Europea,  presieduta  dall'onorevole
  Musotto,  che ha predisposto un disegno di legge di verifica  della
  spesa del POR 2007-2013 in maniera precisa, puntuale.
   Allora  approvate, approviamo quel disegno di legge; a quel  punto
  veicoleremo, accompagneremo la legge in questa direzione.
   Allora,  lo  dico al Governo: non ci formalizziamo  sulle  vicende
  relative all'assessore o all'assessorato, perché non cambia  nulla.
  Però,  onorevoli colleghi, ritengo che non possiamo continuare  con
  le rubriche Industria, Cooperazione e Beni culturali, che non hanno
  ancora  la  verifica della Commissione e per tutte le altre,  visto
  che  è  arrivato  qualcuno   in zona cesarini',  dobbiamo  cambiare
  registro  Ribadisco, e faccio appello in tal senso alla dignità  di
  tutti  i  parlamentari,  di cercare in questa  vicenda,  in  questa
  legge,  il modo per superare le barriere e di fare l'interesse  dei
  siciliani.
   Per  quanto mi riguarda voterò tutti gli emendamenti di buon senso
  che  provengono da qualunque parte. L'importante è che questa legge
  possa  essere migliorata, ma non deve essere né blindata né,  tanto
  meno, ostacolata perché non abbiamo tanto tempo.
   L'onorevole Cracolici diceva una grande verità: siamo passati  dal
  Complemento di Programmazione ad un'altra tipologia: oggi la  prima
  rendicontazione si fa il 31 dicembre 2009.
   Abbiamo l'esigenza di spendere, e spendere bene. Lo ribadisco.
   Troviamo le giuste soluzioni, evitiamo di  fare melina', cerchiamo
  di  volare  alto  e di fare in modo che quest'Aula  possa  dare  il
  meglio di sé perché i suoi componenti meritano, proprio per le loro
  capacità, di trovare le giuste soluzioni per risollevare i problemi
  dei siciliani.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che  il
  dibattito   che  si  sta  svolgendo  sull'emendamento   soppressivo
  presentato  dal  Governo abbia sollecitato  tanti  parlamentari  ad
  elevare  il profilo del ragionamento, che non può essere  meramente
  legato   alla  quotidianità  ed  alla  tradizione,  qualche   volta
  sbagliata, dei percorsi legislativi, ma deve cercare di capire  ciò
  che  sta  succedendo  o le ragioni per cui un  testo,  regolarmente
  esitato  da  una  Commissione legislativa di  merito,  peraltro  di
  questa  Assemblea,  debba essere modificato andando  ad  intaccare,
  come  correttamente diceva l'assessore Cimino,  la  competenza  del
  Parlamento  su un atto che non é di mera gestione.  È  un  atto  di
  programmazione,   lo  ha  detto  il  Governo,   ed   io   condivido
  l'espressione dell'assessore Cimino.
   Una  programmazione,  onorevoli colleghi,  é  programmazione,  non
  importa se più a monte o più a valle; un atto di gestione é un atto
  di  gestione,  tecnicamente  definito e  distinto  dall'ordinamento
  giuridico.  Ecco perché comprendo bene lo sforzo che il  capogruppo
  Nicola  Leanza  ha  voluto fare per ricordare a  quest'Aula  l'iter
  procedimentale che riguarda la materia che stiamo trattando.
   Tuttavia, alla stessa maniera, dico che quell'iter é previsto  per
  legge  e  questo  non è un organo amministrativo, é  il  Parlamento
  della  Regione  e quindi, se ciò che è stato detto  e  descritto  é
  previsto   per   legge,  questo  Parlamento,  legittimamente,   può
  modificare  ciò  che,  in questo momento, disciplina  l'ordinamento
  legislativo vigente.
   Allora, la Commissione legislativa, correttamente, in un gioco  di
  equilibrio e di controllo tra organi rappresentativi, tra organo di
  gestione  e  organo  assembleare, ha voluto rimandare  un  atto  di
  programmazione  -  come  è  descritto  con  chiarezza  al  comma  3
  dell'articolo  proposto, l'articolo è chiarissimo, vengono  dettati
  parametri,   vengono  indicati  i  requisiti  -,  é  un   atto   di
  programmazione  vera,  di  programmazione  reale.  E,  ripeto,  non
  importa  se  é  un  atto di programmazione a monte  o  un  atto  di
  programmazione a valle.
   La  Commissione legislativa di merito ha ritenuto,  a  mio  avviso
  correttamente,  che  nell'equilibrio dei rapporti  tra  istituzioni
  politiche   rappresentative,  nella  fattispecie  tra   Governo   e
  Parlamento,  debba  essere  concesso al Parlamento  la  possibilità
  prescrittiva  in  termini cronologici, in termini di  tempo:  viene
  dato  un  termine perentorio al Parlamento per poter  esprimere  il
  parere.
   Pertanto, io credo che in un sistema, in un ordinamento che  negli
  ultimi anni è stato profondamente modificato, in un Parlamento  che
  non  elegge più, come appena pochi anni fa, il suo Presidente della
  Regione e la Giunta di Governo, in un gioco di nuovi equilibri  tra
  organo   esecutivo   e  organo  parlamentare,   sia   assolutamente
  necessario   inserire  meccanismi  di  controllo  da  parte   delle
  istituzioni parlamentari.
   Sono  profondamente  rispettoso  dell'iter  parlamentare  che   il
  disegno  di  legge ha avuto anche nella Commissione legislativa  di
  merito. Pertanto, dico che sarebbe un errore, per le ragioni appena
  espresse,  votare  favorevolmente  l'emendamento  soppressivo   del
  Governo e privare il Parlamento della possibilità di esercitare  un
  controllo,  come  i  princìpi  generali dell'ordinamento  giuridico
  attribuiscono, e devono attribuire, ad un Parlamento.

           (Assume la Presidenza, il vicepresidente FORMICA)

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono pienamente
  d'accordo con le considerazioni svolte dall'onorevole Cracolici, il
  quale credo che, rivendicando la necessità di distinguere i compiti
  di  gestione  dalle  funzioni  di  indirizzo  e  di  controllo  del
  Parlamento, valorizzava e rafforzava il ruolo del Parlamento e  del
  singolo parlamentare che non aumenta il proprio potere e la propria
  funzione  se  si  ingerisce  in  funzioni  che  non  sono  di   sua
  pertinenza.
   Naturalmente,   questo  in  una  visione   che,   come   ricordava
  l'onorevole  Cracolici,  tendesse  ad  affermare  le  funzioni   di
  indirizzo  e  di  controllo dell'Assemblea  anche  sugli  atti  che
  riguardano  la  gestione dei fondi europei ed  in  una  distinzione
  netta tra quelli che sono i compiti di gestione, che vanno in  capo
  ai  dirigenti,  ed i compiti di indirizzo e di programmazione,  che
  sono in capo alla politica.
   Se  invece,  come  ci  ha  ricordato  l'assessore  Cimino,  questi
  elementi  che ha sottolineato l'onorevole Cracolici, non rispondono
  alla   posizione  del  Governo  e  dell'emendamento  che  è   stato
  presentato,  è del tutto evidente che, per quanto mi  riguarda,  io
  sono contrario all'emendamento proposto dal Governo che affronta la
  questione   in   termini  radicalmente  diversi  da  quelli   posti
  dall'onorevole Cracolici.
   Lo  dico  anche  perché non mi impressiona la  foga  polemica  dei
  colleghi  dell'UDC che sono neo oppositori e, come tutti i neofiti,
  sono  particolarmente  agguerriti, né mi possono  impressionare  le
  posizioni,  che io rispetto molto, dei dissidenti del PDL  che  qui
  hanno parlato, come il collega D'Asero o il Presidente Formica, che
  però,  invece  di  esplicitare il loro dissenso nei  confronti  del
  Governo,  discettano  -  lo dico soprattutto  per  quanto  riguarda
  l'onorevole  Formica, che seguo sempre nei suoi  interventi  -  sui
  compiti  dell'opposizione e sul ruolo del PD, perché  così  facendo
  scaricano  la tensione che, evidentemente, non possono  esplicitare
  nei confronti della nuova giunta Lombardo.
   Comprendo  il travaglio di questi colleghi, ma non mi  posso  fare
  impressionare e, soprattutto, lo dico anche a qualche  collega  del
  mio  partito, rimpiangere i tempi precedenti alla legge 10 del 2000
  ed  alla legge Bassanini non è un modo per immaginare un ruolo  più
  importante  della  politica,  perché anche  qui  ritorneremmo  alla
  confusione  tra  i poteri di indirizzo ed i poteri  di  gestione  e
  sviliremmo il ruolo di rappresentanza ed il ruolo del Parlamento.
   Credo  che  il mio partito, tutto il mio partito, da  anni,  abbia
  maturato   il  convincimento  che  esercitare  la  piena   funzione
  parlamentare,  così come stabilisce la normativa  vigente,  sia  un
  modo   per   esaltare  la  funzione  anche  dei   parlamentari   di
  opposizione.
   Non  sono  da  rivendicare  i tempi del  consociativismo  e  della
  commistione  perchè  hanno dimostrato di non  essere  in  grado  di
  rispondere   alle  esigenze  dei  cittadini,  in  particolare   dei
  cittadini siciliani.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per tre
  motivi.
   Il  primo è che nella discussione di un emendamento ci sono, da un
  lato,   lezioni  di  amministrazione  e,  dall'altro,  lezioni   di
  politica.  Lei, signor Presidente, lo consente; è una libertà  che,
  se  a  presiedere  ci fosse stato il Presidente Cascio,  forse  non
  avrebbe  concesso, in quanto se stiamo parlando di  un  emendamento
  non possiamo fare delle disquisizioni.
   Sono  d'accordo con quanto detto dal capogruppo del Movimento  per
  l'autonomia,   onorevole   Leanza,  nei  confronti   dell'onorevole
  D'Asero.
   Onorevole  D'Asero, il comma 2 dell'articolo 5,  così  come  altri
  commi,  prevede  che  l'Assessore per la cooperazione  con  proprio
  decreto  fissa  le modalità per la concessione delle  agevolazioni,
  inclusi   i   criteri  per  l'individuazione  dei  soggetti   delle
  attività ';  ma  questo  è  previsto  dalla  legge,  è  già   stato
  concordato a Bruxelles, è già un iter, stiamo solo certificando una
  cosa tanto per stare in Aula.
   Pertanto,  onorevole D'Asero, lei dovrebbe prima informarsi  bene.
  Rispetto a quello che c'è scritto, entrare o non entrare nel merito
  non significa nulla, perché già è tutto previsto e scritto.
   Inoltre  vorrei  fare  un  richiamo, e mi  dispiace  che  non  sia
  presente il Presidente Cascio.
   All'articolo  3,  in  una  forma di gentlemen  agreement,  si  era
  sancito un patto in questa Assemblea fra l'onorevole Nicola Leanza,
  l'onorevole Cracolici ed il Governo, un patto sancito e  dichiarato
  in un'Aula che, ritengo, debba avere il suo rispetto.
   Perché ora dovremmo venire meno al patto dell'onorevole Cracolici,
  dell'onorevole Leanza e del Governo? Perché siamo tornati indietro?
   Rispetto  a  questo e alle cose dette in quest'Aula, è  giusto  il
  consiglio  che  le è stato dato, onorevole D'Asero:  se  lei  vuole
  sapere,  faccia la richiesta di accesso agli atti e fra  nove  mesi
  glieli daranno  Faccia richiesta di ascoltare un assessore, fra  un
  anno  verrà   Faccia un'interrogazione, fra un anno e mezzo  se  ne
  parlerà in Aula  Qual è il problema
   Onorevole  D'Asero, lei ha a disposizione tutti gli strumenti  per
  conoscere, per vigilare.
   Per  quale  motivo  vuole vedere repentinamente un  atto  prodotto
  dall'assessorato? Lei chi è?
   Mi  scusi,  lei  vuole che un atto prodotto dal Governo,  un  atto
  condiviso con il Comitato di sorveglianza, sia sottoposto all'esame
  della Commissione? Ma la prego
   Rispetto  a  questo  ed a molto altro che sarà  detto  durante  la
  discussione  di  questo disegno di legge,  anche  se  è  già  tutto
  scritto   tra   Bruxelles   e  Palermo  -   stiamo   facendo   solo
  un'esercitazione  di  disegno di legge -,  e  concordato  sotto  il
  profilo amministrativo.
   Signor   Presidente,   vorrei   conoscere   l'orientamento   della
  Presidenza  in ordine alla conclusione dei lavori di stasera,  così
  mi  organizzo;  per  me possiamo procedere ad oltranza,  ma  è  una
  richiesta  fatta  per  avere  certezza,  considerato  che   su   un
  emendamento  sul  quale si era sancito un patto di  ferro  fra  gli
  onorevoli Nicola Leanza, Cracolici ed il Governo, parliamo da circa
  un'ora e venti.

   PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, circa il prosieguo dei  lavori,  se
  l'Aula è d'accordo, la Presidenza ha intenzione di continuare  sino
  alle ore 20.30.

   LEANZA NICOLA. Anche più tardi

   PRESIDENTE. Onorevole Leanza, se fossimo in una fase più  avanzata
  dell'esame del disegno di legge sarei d'accordo con lei, quest'Aula
  ha   lavorato  anche  fino  a  mezzanotte.  Ma,  all'inizio   della
  discussione, non mi sembra il caso.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, cercherò  intanto
  di   tradurre  l'intervento  dell'onorevole  Mancuso,  perché  sono
  completamente d'accordo con lui e provo ad interpretarlo.
   Onorevole  Mancuso, lei ha voluto dire, e anch'io la  penso  così,
  che  l'onorevole Leanza è confuso, è fortemente confuso perchè  non
  sa di cosa ha parlato.
   Dico ciò perché siccome ho l'onore di essere in Commissione Unione
  Europea,  forse lui non lo sa, nonostante gli sforzi del Presidente
  Musotto che vuole lavorare, caro Presidente, onorevoli colleghi, in
  tutta  sobrietà e pacatezza devo dire che da un anno  cerchiamo  di
  capire cosa dobbiamo fare.
   Che l'onorevole Nicola Leanza abbia la sfrontatezza, dopo un anno,
  di  venirci a dire che noi non abbiamo capito come funziona il POR,
  rispetto  al fatto che si tratta di linee-guida e che  poi  sono  i
  decreti  assessoriali ad entrare nel merito e a stabilire  cosa  si
  fa, significa veramente che è confuso perché ha dimenticato che  il
  Presidente Lombardo da un anno ci tiene fermi sulla programmazione.
  Prima  ha  tolto  la  dottoressa Palocci, ci voleva  il  professore
  Leonardi, che è arrivato; lo abbiamo aspettato ed ascoltato proprio
  in  Commissione  UE,  e non abbiamo sentito nulla  di  nuovo  e  di
  diverso  tranne  il fatto che entro il 31 dicembre -  scusate,  sto
  parlando  di cose serie e, a differenza di qualcuno che mi offende,
  io non voglio offendere alcuno, voglio parlare di politica, siccome
  l'onorevole  Leanza nella scorsa seduta, durante  il  dibattito  mi
  aveva  detto che mi ero visto un altro film, ora vorrei  spiegargli
  il  film che ho visto, dato che è l'interpretazione autentica di me
  stesso -, caro assessore al bilancio, avrebbe rendicontato tutta la
  spesa, il cento per cento.
   Stiamo  ancora  aspettando. Nel frattempo, siccome  il  professore
  Robert  Leonardi non aveva più mantenuto l'impegno - non rida,  lei
  non  c'era in Commissione Unione europea, onorevole Leanza, c'è  da
  stare seri e da piangere, non da ridere -, bene, adesso abbiamo  un
  altro direttore alla programmazione.
   Allora,  ci  dobbiamo intendere: l'UDC, onorevole Leanza,  non  ha
  alcuna volontà di andare contro i siciliani.
   Qui stiamo parlando di un emendamento, onorevole Oddo, qui non  si
  tratta  di  stati  d'animo. Proprio lei viene a  parlare  di  stati
  d'animo quando poi nel suo Gruppo intervengono in dieci, su  trenta
  deputati   che  sono  intervenuti,  allora  lei  forse   mi   vuole
   sfotticchiare' .
   E   siccome  io  la  stimo  tanto,  così  come  stimo  l'onorevole
  Cracolici,  la  vorrei invitare, per una volta  e  per  il  futuro,
  quando  parla di noi, siccome noi vogliamo fare politica in maniera
  seria  sulle cose ma vogliamo che la politica ci sia nelle  cose  e
  quindi  non possiamo delegarla ad altri, questo non significa  fare
  gli interessi degli amici degli amici, onorevole Cracolici.
   Diamoci  un  taglio,  perché questa storia  ormai  sta  diventando
  triste
   Noi  vogliamo  fare sì e certamente l'interesse dei  Siciliani,  e
  siccome  siamo convinti e sappiamo bene che le linee-guida  vengono
  date  e  formulate  dal POR 2007-2013, e che  poi  sono  i  decreti
  assessoriali a determinare il concreto di queste linee-guida,  cioè
  come   le  somme  verranno  realmente  utilizzate,  sentiamo  forte
  l'esigenza  che  vi  sia un passaggio d'Aula  o,  quanto  meno,  in
  Commissione, nelle singole commissioni competenti, per potere  dire
  con  serenità che abbiamo fatto il dovere nell'esclusivo  interesse
  dei Siciliani.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                          Per fatto personale

   D'ASERO,  vicepresidente della Commissione e relatore.  Chiedo  di
  parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO,  vicepresidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, ribadisco, ancora una  volta,  che
  sicuramente  stiamo parlando di un argomento che è stato  approvato
  dalla  Commissione  e che è stato esitato in una  certa  direzione:
  cioè la richiesta di avere questo parere e di avere, quindi, questo
  tipo di orientamento.
   Che poi in Aula si voglia cambiare, liberissimi; che ognuno faccia
  i propri interventi, liberissimi
   Ritengo,  però, che a nessuno possa essere consentito di esprimere
  giudizi su quello che è il ruolo di ognuno di noi. Sicuramente, non
  voglio  essere  oltraggioso, come lo è  stato  nel  suo  intervento
  l'onorevole Nicola Lenza, però lo inviterei a scendere dalla sua .

   PRESIDENTE. Onorevole D'Asero, non è stato oltraggioso l'onorevole
  Leanza

   D'ASERO,  vicepresidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per dire che  la  lectio
  magistralis  posso  anche  accettarla. E'  un  fatto  positivo.  Le
  assicuro,  però, che di quello che dico bene o male  mi  documento,
  perché fa parte della mia attività.
   Essere  attaccato perché non condivido una posizione che  un'altra
  parte vuole sostenere, la ritengo una cosa non del tutto consona  a
  quello che deve essere il nostro ruolo.
   Dico,  l'invito è questo: ognuno deve sentirsi libero di esprimere
  i propri punti di vista.
   Ciò non deve significare sollecitare reazioni da parte di alcuno e
  non  deve neanche significare accuse di atteggiamenti non del tutto
  comprensibili.
   Le  assicuro  che io avrò capito le cose a modo mio e  ritengo  di
  portarle avanti in questa maniera.
   Per  il futuro, inviterei l'onorevole Leanza ad attenersi a quello
  che  è  il  ruolo  di  propria posizione, di  propria  idea,  senza
  offendere nessuno.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
                      119 -  Norme stralciate I/A
               «Norme in materia di aiuti alle imprese»

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE . Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  perché  mi  appare  di  tutta evidenza  che  questo  argomento  sta
  diventando altro rispetto a quello che è il suo contenuto.
   Sta  diventando un'occasione, sicuramente, per svolgere da  questo
  palco  parti da commedia. Addirittura, il dibattito sta sconfinando
  verso  contenuti  che  non appartengono al merito  dell'emendamento
  stesso e si è arrivati anche ad interventi per fatto personale.
   E'  evidente,  signor  Presidente, mi  rivolgo  a  lei  in  quanto
  responsabile  del buon andamento dei lavori, che questo  non  è  un
  clima  che  può  consentire il buon andamento della discussione  su
  questo  tema, sta per essere stravolto, interpretato, utilizzato  e
  anche strumentalizzato al di là di quello che è.
   Se  riconduciamo  l'interesse a cui noi dobbiamo  tendere,  quello
  dell'andamento  della  macchina regionale siciliana  nell'interesse
  dei  Siciliani,  mi  sembra che adesso abbiamo preso  completamente
  un'altra strada.
   Lo  capisco.  Siamo al secondo giorno di scuola  di  questo  nuovo
  Governo.  Ci sono delle tensioni, si cerca di giocare  in  tutti  i
  modi  su di esse. Si cerca addirittura di tirare l'opposizione,  la
  maggioranza,  di  tirarci fra di noi in un gioco che  non  è  certo
  mobilissimo  e  che,  mi pare, con la materia, con  l'argomento  in
  esame,  stia avendo davvero poco a che vedere. Non cambia  la  vita
  questo  emendamento nella sua sottrazione, mi pare evidente che  il
  gran  parlare  che  se  ne  sta facendo alluda  ad  altro.  Allora,
  l'imbarazzo  è  forte perché rispetto ad un provvedimento  che,  ci
  piaccia  o  non  ci piaccia, ai siciliani serve,  stiamo  dando  lo
  spettacolo di qualcuno che lo sta utilizzando per altre  ragioni  e
  per altri scopi.
   Se  la  Commissione  dovesse pronunciarsi  su  materia  di  questo
  genere,  non  vi è alcun dubbio che andrebbe oltre i suoi  compiti,
  dal  momento  che  è  di  tutta  evidenza  che  la  programmazione,
  l'indirizzo, il controllo, non risiedono nella gestione  di  questo
  atto.
   Se  poi  vogliamo  fare finta che diversamente sia,  stiamo  dando
  luogo, di fatto, ad una commedia.
   Signor  Presidente, se l'obiettivo vuol essere quello  di  evitare
  intralci  di  tempo  o limitare questi al minimo  e  di  ricondurre
  l'operato della Commissione a quello che strettamente è, un operato
  della  politica, e non di intervenire nel merito di scelte che,  io
  dico,  non  soltanto non mi competono ma non mi voglio prendere  la
  responsabilità  di  assumere perchè tocca al Governo  assumersi  la
  responsabilità di fare il Governo.
   La  confusione  dei  ruoli è un elemento  che  dobbiamo  superare.
  Sarebbe  perverso che, attraverso obiettivo opposto, noi invece  la
  ingenerassimo e l'acuissimo in questa circostanza.
   Pertanto,  signor Presidente, formulo una richiesta di sospensione
  su questo punto.
   Poniamoci  questa  sfida. Se è vero che non ne vogliamo  fare  uno
  strumento   di   altra  natura,  se  è  vero   che   non   vogliamo
  strumentalizzare questo argomento che è serio, ma che  può  trovare
  una risposta, io la invito a chiedere all'Aula l'accantonamento  di
  questo  argomento  perché se abbiamo quella  intenzione  onesta  di
  arrivare  al migliore risultato possibile, ci arriviamo senza  dare
  luogo  a  questo gioco delle parti dimostrando invece che  vogliamo
  lavorare  al  prosieguo di una legge che, maggioranza o  minoranza,
  Governo od opposizione, credo tutti quanti dobbiamo ai siciliani.

   BENINATI, assessore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI, assessore. Signor Presidente, desidero intervenire anche
  perché  nel  2000 partecipai, con l'allora onorevole Salvo  Fleres,
  alla  legge  che  è  stata oggi ripresa, che fu allora  oggetto  di
  quanto si discute, la legge 32 del 2000 sugli aiuti.
   Ho   ascoltato   tutti  i  precedenti  interventi,  anche   quello
  dell'onorevole  Cracolici, e credo sia necessario fare  un  po'  di
  chiarezza. Questa Assemblea, non più lontano di qualche mese fa, ha
  legiferato   sui  nuovi  aiuti  per  quanto  riguarda  la   rubrica
  Industria; ha legiferato stabilendo chiaramente, giusto o sbagliato
  che  sia, che l'assessore provvede ad adempiere con decreto a degli
  atti. Non c'era nessun parere delle Commissioni.
   Non  è che quanto si è fatto sia il massimo, ma indubbiamente oggi
  abbiamo  approvato  l'articolo 3, se non ricordo  male  -  forse  i
  colleghi  erano  distratti,  vi  invito  a  riflettere  -,  abbiamo
  approvato l'articolo 3, rubrica Beni culturali, in linea con quanto
  era stato approvato nella rubrica Industria, pochi mesi fa. In quel
  periodo ero assente, però ho letto la rubrica Industria e ho  visto
  che  è  uguale  a  quella dei Beni culturali che abbiamo  approvato
  pochi minuti fa.
   Nelle  altre  rubriche, dalla Cooperazione  in  poi,  se  vogliamo
  cambiare il senso delle procedure, non penso che facciamo  un  buon
  servizio  perché c'è una procedura che per le rubriche Industria  e
  Beni  culturali  va in un modo, poi, per le rubriche  Cooperazione,
  Territorio e ambiente, si usano altre procedure.
   Siccome  oggi  mi  trovo da questo lato e qualche  giorno  fa  ero
  dall'altro,  credo  che il vero problema sia  che  le  Commissioni,
  correttamente, devono essere messe nelle condizioni di sapere  cosa
  avviene  nell'ambito delle procedure. E ritengo che  sia  cosa  non
  solo giusta, ma un diritto e sarebbe sbagliato non farlo.
   Però,  dobbiamo metterci d'accordo, se siamo tutti convinti che  è
  vero,  perché  è  vero che nei decreti si può fare  pochissimo  per
  alterare  non  so  che  cosa, in quanto già il Programma  individua
  tutte le procedure. Allora, facciamo una cosa che, devo dire, è  in
  linea, oltre tutto, con quanto l'onorevole De Benedictis ha detto e
  che  mi trova d'accordo: non alteriamo, rubrica per rubrica, quanto
  è  stato  già fatto sia per l'Industria sia, poco fa,  per  i  Beni
  culturali. Non alteriamolo, facciamo una norma igienicamente buona.
  Non  possiamo  fare  scrivere  per due  rubriche  qualcosa,  e  poi
  cambiamo in un'altra cosa.
   Dopo  di  che  resta per tutte uguale, perché stiamo parlando  del
  nulla,  ma comunque per questo problema chissà cosa potrà  fare  il
  decreto dell'assessore.
   Alla  fine facciamo un articolo unico che vale per tutti i decreti
  di  questa rubrica, di questa legge e vale anche per l'Industria  -
  perché è giusto, non è che la rubrica Industria può avere un  altro
  tipo  di  procedura -, secondo cui questi decreti vengono trasmessi
  alle  Commissioni  di merito. Non mettiamo il termine  di  quindici
  giorni. O lasciamo venti giorni o, se l'agevoliamo, mettiamo  dieci
  giorni,  se  vogliamo  dare un'accelerazione  a  queste  procedure,
  altrimenti  fra  15  e  20 forse è meglio lasciare  quello  che  il
  Regolamento prevede.
   Invece,  siccome  siamo tutti convinti che ci vuole  celerità  nel
  fare  queste cose, diamo un termine di 10 giorni che vale per tutti
  i   decreti,  un'unica  norma  e  chiudiamo  la  vicenda,  non  c'è
  nient'altro da aggiungere.
   Questa  è una proposta che penso sia giusta e corretta; altrimenti
  se  cambiamo  le  procedure articolo per articolo,  magari  ora  si
  boccia questo articolo, domani può darsi che lo stesso articolo  lo
  approviamo,  e quindi avremmo alcune rubriche con una procedura  ed
  altre  rubriche con altre procedure. Penso sia cosa giusta e saggia
  che  quando  l'Assemblea approva una legge unica la faccia  uguale,
  anche perché all'esterno la gente non lo capirebbe.
   Si  ritiri  questo emendamento, penso di essere  stato  chiaro,  e
  lasciamo  il  testo  come  quando abbiamo approvato  la  norma  per
  l'Industria, quella dell'allora assessore Gianni, che vi  invito  a
  leggere:   Aiuti agli investimenti - rubrica Industria. L'Assessore
  regionale  per  l'industria - quindi, chi ha detto che  l'assessore
  non  lo poteva fare, non vedo perché lo dice oggi e non l'ha  detto
  allora  - stabilisce con proprio decreto . , quindi la procedura  è
  uguale,  non  c'è nessun parere della Commissione. Glielo  vogliamo
  mettere?
   Allora  facciamo  un articolo che richiama, alla fine,  il  parere
  delle  Commissioni,  scrivendo che questi pareri  si  esprimono  ai
  sensi della legge 23 del 2008 e in più a tutti gli articoli; ma  lo
  dobbiamo  scrivere,  altrimenti operiamo male.  Possiamo  approvare
  questo  emendamento  se  c'è l'impegno  da  parte  del  Governo  di
  predisporre  un  articolo di cornice e, alla  fine,  si  può  anche
  individuare  come  scriverlo,  così  penso  che  il  problema   sia
  superato.
   Suggerisco  di  portare  il  termine a  dieci  giorni,  invece  di
  quindici,  se  siamo tutti d'accordo; altrimenti si lasci   venti',
  perché per esprimere i pareri le Commissioni hanno per legge  venti
  giorni.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  mi  pare   che   la   proposta
  dell'assessore Beninati possa superare le preoccupazioni e  mettere
  d'accordo i suggerimenti espressi un po' da più parti in Aula.
   Dobbiamo,  quindi,  metterci  d'accordo  su  come  procedere.   Si
  potrebbe  approvare intanto l'emendamento per cassare in  tutte  le
  parti  degli  articoli la dicitura e, contestualmente, si  dovrebbe
  scrivere  quella norma che, mi suggeriscono gli Uffici, si potrebbe
  inserire  all'articolo  53,  perché in  esso  c'è  un  richiamo  di
  carattere generale.
   L'articolo  53, infatti, recita  Parere e Commissioni di  merito'.
  In  questo articolo si dovrebbe inserire la modifica che riporta il
  testo  nelle Commissioni e che si rifà anche alla legge sugli aiuti
  all'industria.

   BENINATI, assessore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI, assessore. Signor Presidente, intervengo solo  per  dare
  una traccia del testo, sarà poi l'assessore Cimino che ha la delega
  a  scriverlo:   I  decreti  di cui alla legge  23/2008  -  così  si
  richiama  l'Industria  -  e  quanto previsto  agli  articoli  della
  presente  legge  vengono trasmessi alle competenti  Commissioni  di
  merito preventivamente alla loro adozione. Le Commissioni di merito
  hanno  10  giorni  per  esprimere il loro  parere.  Trascorso  tale
  termine l'assessore procede all'adesione dell'erogazione.

   PRESIDENTE.  Ritengo  che la proposta che ha avanzato  l'onorevole
  assessore   Beninati  sia  sensata.  Adesso  dobbiamo  pronunciarci
  sull'emendamento in questione.
   Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.

         (La seduta sospesa alle ore 19.49, è ripresa alle ore
                                19.55)

   La seduta è ripresa.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, stiamo esaminando
  un  emendamento  così importante, che ha impegnato l'Assemblea  già
  per  quasi 60 minuti, e per quale ritengo che il Governo stava  per
  dare  una  soluzione,  per  bocca  dell'onorevole  Beninati,  nella
  coerenza  che  deve  contraddistinguere i  lavori  parlamentari  io
  ribadisco  che  sono  d'accordo alla linea tracciata  dal  Governo,
  dall'onorevole Cracolici e dall'onorevole Leanza, che  mi  dispiace
  non  essere  presente in Aula. Peraltro, anche se fuori  microfono,
  l'onorevole Nicola Leanza ha richiamato giustamente la proposta del
  Governo  dove si diceva che era assurdo richiedere il parere  della
  Commissione, questo è quello che rimproverava al Governo che  stava
  per fare una proposta.
   Quindi,  ribadendo l'accordo preso con il Governo, con l'onorevole
  Cracolici e con l'onorevole Nicola Leanza, sono favorevole a che la
  norma  prevista all'articolo 5 venga cassata, così come  è  appunto
  previsto dall'emendamento in discussione.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, nonostante si  sia  stabilito  in
  precedenza di procedere fino alle ore 20.30, al fine di evitare  di
  approvare  norme contraddittorie e per consentire agli  uffici  gli
  opportuni approfondimenti ed al Governo di presentare una  proposta
  che sia comprensiva dei suggerimenti formulati, rinvio la seduta  a
  domani,  mercoledì 8 luglio 2009, alle ore 16.30, con  il  seguente
  ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


     I  -Comunicazioni.

     II   -  Lettura,  ai sensi e per gli effetti degli articoli  83,
       lettera D) e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
       numero  138  «Interventi urgenti per affrontare il  problema
       dei  danni  alle produzioni orticole causati  dal  parassita
       'Tuta absoluta'».

                          RAGUSA - CORDARO - DINA - MAIRA - FORZESE

       numero  139  «Verifiche sul conferimento degli incarichi  ai
       dirigenti generali della Regione».

                      BARBAGALLO - GALVAGNO - BONOMO - MATTARELLA -
                                                            LACCOTO

     III  -Discussione del disegno di legge:
    -«Norme  in  materia  di aiuti alle imprese» (n.  119  -  Norme
        stralciate I/A) (Seguito)

                   La seduta è tolta alle ore 20.01


   ALLEGATO

   Risposte scritte ad interrogazioni

   ODDO  -  GUCCIARDI. - «All'Assessore per la sanità, premesso  che:
  l'ipotesi  di  soppressione del reparto di ortopedia  dell'ospedale
  'San   Vito   e  Santo  Spirito'  di  Alcamo  (TP)  ha  determinato
  preoccupazione nei comuni del comprensorio;

   la  chiusura  del  reparto di ortopedia determina  disagi  per  la
  collettività  di  tutto il comprensorio alcamese e  di  alcuni  dei
  comuni viciniori che fanno parte del distretto (Alcamo, Calatafimi,
  Castellammare del Golfo) e dei comuni viciniori che fanno parte del
  territorio della provincia di Palermo (Balestrate e Camporeale);

   il   consiglio   comunale   di  Alcamo,  riunitosi   in   sessione
  straordinaria il 14 luglio 2008, ha approvato un ordine del  giorno
  ove si chiede la riapertura del reparto di ortopedia;

   alla  conferenza  dei  sindaci  della  provincia  di  Trapani  del
  17/07/2008, il sindaco di Alcamo ha chiesto che, nelle more che  si
  svolga l'incontro con l'Assessore per la sanità, venga ripristinata
  la  situazione ex ante e che, conseguentemente, venga  riaperto  il
  reparto di ortopedia nel presidio ospedaliero di Alcamo;

   per sapere:

   se   non   ritenga  indispensabile  intervenire  per   rassicurare
  amministratori  e  cittadini del comprensorio di  Alcamo  circa  il
  mantenimento di servizi in grado di evitare i gravi disagi previsti
  per  i  malati e per i loro familiari a seguito della chiusura  del
  reparto  di ortopedia dell'ospedale ' San Vito e Santo Spirito'  di
  Alcamo». (72)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole  Oddo  chiede  notizie  circa  le  opportune
  iniziative  da  assumere a seguito della chiusura  del  reparto  di
  ortopedia dell'ospedale 'San Vito e Santo Spirito' di Alcamo  (TP),
  si   precisa   che   le  problematiche  relative   agli   eventuali
  accorpamenti o dismissioni di divisioni sanitarie verrà  affrontata
  nell'ambito  della rimodulazione complessiva della rete ospedaliera
  secondo gli indirizzi ed i criteri individuati con D.A. n. 3473 del
  24  dicembre 2008 per l'attuazione del  Piano di rientro'  ed  alla
  luce  del  riordino del Servizio sanitario regionale  di  cui  alla
  legge regionale 14 aprile 2009, n. 5».

                                            L'Assessore

   Massimo Russo

   VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  sanità, premesso che:

   in  data 08/08/08 è stato emanato il decreto assessoriale n. 1985,
  contenente  le  direttive per la formulazione dei  budget  2008  di
  tutte  le  strutture  accreditate per la specialistica  diagnostica
  ambulatoriale;

   il  suddetto  decreto  non  è  stato mai  portato  in  Commissione
  'Servizi  sociali e sanitari' nonostante l'importanza  che  riveste
  dal  punto di vista sociale, occupazionale e del riordino  generale
  di tutta la sanità in Sicilia;

   considerato che:

   la determinazione individuale dei budget sulla base dei criteri di
  cui  all'art.  3  determina  risultati che,  da  un  lato,  possono
  apparire iniqui nelle fasce di confine tra una soglia e l'altra  e,
  dall'altro,     possono  contrastare con la  determinazione  di  un
  aggregato  che, depurato dagli oneri previdenziali,  non  riesce  a
  dare  la  copertura  finanziaria al totale del  budget  come  sopra
  determinato;

   siffatti    problemi,   rappresentati   dalle   varie    categorie
  interessate, ove confermati, come provati, aggravano la  situazione
  dell'offerta   sanitaria  'infra  lea',  determinando  un'immediata
  sospensione  delle  erogazioni  delle  prestazioni  a  carico   del
  servizio   sanitario   nazionale,   con   gravi   ed   irreparabili
  ripercussioni  sulle fasce sociali meno agiate, in particolare  sui
  disoccupati,  soggetti esenti per patologie, anziani  e  di  quanti
  vivono di lavori precari, saltuari e con nuclei familiari numerosi;

   tenuto conto che la predetta situazione denunciata si è verificata
  in alcune province in occasione dell'applicazione degli artt. 2 e 3
  del decreto assessoriale n. 2594 del 22/11/2007 di assegnazione del
  budget  2007  come rideterminato a seguito del decreto assessoriale
  n.  549  del  14/03/2008  e  del decreto assessoriale  n.  912  del
  21/04/2008;

   per sapere:

   cosa  intendano fare per rendere il decreto assessoriale  n.  1985
  del  08/08/2008 compatibile con le esigenze sociali degli assistiti
  (in modo particolare dei malati cronici e subacuti che non potranno
  più   usufruire  delle  esenzioni  per  patologie)  e  dei   centri
  accreditati;

   se  ritengano  opportuno depurare il decreto de quo  per  renderlo
  immune  dai  vizi  sopra  indicati, ciò  nella  consapevolezza  che
  l'offerta  sanitaria a partire dal primo settembre, come dichiarato
  da  più  parti, sarà a totale carico dei cittadini, con  gravissime
  ricadute  dal  punto di vista sociale ed occupazionale,  in  quanto
  numerosi  centri accreditati hanno già anticipato la  necessità  di
  chiudere e, di conseguenza, licenziare tutto il personale medico  e
  paramedico fino ad oggi impiegato in detti centri. Tra l'altro, non
  va  sottovalutato  che  in  alcune  zone  il  servizio  pubblico  è
  totalmente  assente  ed in altre non è in condizione  di  surrogare
  l'offerta  di  prestazioni oggi garantite  solo  ed  esclusivamente
  dalle strutture accreditate». (119)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole Vinciullo chiede notizie circa la  riduzione
  dei  costi  per  l'assistenza territoriale  di  riabilitazione,  si
  rappresenta quanto segue.
   Con   decreto  assessoriale  n.  1985/2008  sono  state  impartite
  disposizioni in ordine alla determinazione all'aggregato  di  spesa
  regionale  per la specialistica convenzionata esterna, ed  è  stato
  effettuata  la suddivisione di tale aggregato su base  provinciale,
  costituendo  lo stesso tetto invalicabile di spesa, secondo  quanto
  previsto  dal Piano di contenimento e riqualificazione del Servizio
  Sanitario. Per l'applicazione di tale decreto sono state emanate le
  circolari dell'Ufficio di Gabinetto n. 4317 del 29 agosto 2008 e n.
  4450 del 5 settembre 2008.
   A  causa  del  lungo  lasso  di  tempo intercorso  (interrogazione
  proposta  nel settembre 2008) il merito dell'interrogazione  non  è
  più  attuale;  pur  tuttavia  giova  ricordare  che  l'assegnazione
  effettuata nell'agosto 2008 è diretta conseguenza dell'insediamento
  del  nuovo  Governo regionale avvenuto nel giugno  2008,  visto  il
  mancato   adempimento  in  tal  senso  da  parte  della  precedente
  Amministrazione.

   Per l'anno 2009, dopo lunghissime e costruttive trattative, previa
  assegnazione  definitiva dell'aggregato regionale  ed  assegnazione
  provvisoria  dell'aggregato provinciale, sono state messe  in  atto
  tutte  le  misure  correttive attuabili  in  regime  di   Piano  di
  rientro'  al  fine di ridurre al minimo i disagi per  la  categoria
  interessata».

   L'Assessore

   Massimo Russo

   FALCONE - VINCIULLO. - «All'Assessore per la sanità, premesso  che
  con  decreto n. 7249 del 12 gennaio 2006 l'Assessore regionale  per
  la sanità ha istituito la commissione permanente per la dialisi con
  funzioni consultive e di indirizzo per le patologie nefrologiche;

   considerato che, con disposizione assessoriale del 17 marzo  2006,
  l'Assessore per la sanità pubblicava sulla Gazzetta ufficiale della
  Regione siciliana la composizione di detta commissione;

   atteso   che,  malgrado  sia  stata  istituita  e  comunicata   la
  composizione  della  commissione  permanente  per  la  dialisi,   a
  tutt'oggi non è stata mai attivata;

   per  sapere  se  non  ritenga opportuno  attivare  la  commissione
  permanente per la dialisi che, con le sue funzioni consultive e  di
  indirizzo,   può  rendersi  utile  all'attività  di  programmazione
  assessoriale». (152)

   Risposta.  - «In ordine all'interrogazione di cui all'oggetto  con
  la quale l'onorevole Falcone chiede notizie circa le iniziative per
  l'attivazione  della  commissione  regionale  permanente   per   la
  dialisi, si  rappresenta quanto segue.
   La   commissione  in  argomento,  con  funzioni  consultive  e  di
  indirizzo sulla materia, è stata istituita con decreto assessoriale
  n.   3928   del   9  agosto  2004,  articolo  5  dell'allegato   1.
  Successivamente, con il decreto assessoriale n. 7249 del 12 gennaio
  2006,  si  è  provveduto  alla designazione  dei  componenti  della
  predetta  commissione  fissando in due anni la  durata  della  loro
  nomina.  Con successivo decreto n. 335 del 27 febbraio  2008  si  è
  provveduto    alla   ricostruzione   della   predetta   commissione
  precedentemente scaduta per decorrenza dei termini.
   Nella considerazione che il presidente della predetta commissione,
  dott.  Saverio Ciriminna, è stato posto in quiescenza dal  febbraio
  u.s.  e che è stato istituito il Registro regionale per la dialisi,
  è  in  fase  di definizione la individuazione dei nuovi  componenti
  della commissione per dare alla stessa immediato avvio».

   L'Assessore

   Massimo Russo

   ODDO. - «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   in  provincia di Trapani non esiste un servizio di radioterapia di
  interesse oncologico;

   tale  servizio  assicurerebbe  ai pazienti  affetti  da  neoplasie
  solide  o ematologiche trattamenti radianti assolutamente necessari
  ed indispensabili;

   i  pazienti-utenti della provincia di Trapani che  necessitano  di
  tali trattamenti sono costretti a spostarsi nel migliore dei casi a
  Palermo  (Policlinico)  o  in  provincia  di  Palermo  presso   una
  struttura privata (Bagheria);

   oggi la radioterapia viene a svolgere, insieme alla chemioterapia,
  un  ruolo  crescente nei programmi di preservazione della  funzione
  d'organo di sedi corporee colpite da neoplasia maligna;

   il  trattamento radiante può avere un intento radicale (in  quanto
  la  radioterapia è l'unico mezzo terapeutico utilizzato per  curare
  il tumore), adiuvante (poiché precede o segue l'atto chirurgico)  o
  palliativo,  in quanto ha il compito di risolvere la sintomatologia
  causata da un tumore in uno specifico distretto corporeo;

   la  radioterapia, secondo recenti analisi osservazionali  europee,
  viene  utilizzata in oltre il 60% dei pazienti che si  ammalano  di
  tumore, essendo da sola curativa in oltre il 15 - 20 % dei pazienti
  oncologici;

   il  trattamento  radiante prevede in genere  l'esecuzione  di  4-5
  sedute  settimanali  per  2-8  settimane  in  base  agli  obiettivi
  specifici della terapia;

   la  legge n. 296 del 2006 - art. 1, comma 797, lettera n,  prevede
  risorse espressamente destinate alla riqualificazione strutturale e
  tecnologica  dei  servizi  di radioterapia  e  radiodiagnostica  di
  interesse  oncologico  con  prioritario  riferimento  alle  regioni
  meridionali ed insulari;

   per sapere:

   se   non   valuti   indispensabile  ed  urgente   attrezzare   con
  apparecchiature   di  ultima  generazione   un   reparto   per   la
  radioterapia  presso  l'azienda ospedaliera Sant'Antonio  Abate  di
  Trapani o, comunque, in un altro sito idoneo;

   se non ritenga urgente, utile e prioritario assicurare ai pazienti
  residenti  nella  provincia di Trapani  un  trattamento  di  vitale
  importanza». (171)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole  Oddo chiede notizie  circa  le  misure  per
  istituire  un reparto di radioterapia presso l'azienda  ospedaliera
  Sant'Antonio Abate di Trapani, si rappresenta quanto segue.
   E'  in  corso  di  definizione la rete  oncologica  regionale  che
  coerentemente  con  gli obiettivi della legge regionale  n.  5/2009
  intende  sviluppare  azioni  circa il  perseguimento  dei  seguenti
  obiettivi:
   -  individuazione  delle macroaree di intervento  per  l'oncologia
  siciliana  in  ottica  di rete territoriale regionale  integrata  a
  quella ospedaliera;
   -   implementazione   del   registro  dei   tumori   integrato   o
  epidemiologico  dell'Assessorato  affinché  si  possa  avviare   la
  procedura  per l'accreditamento dei cosiddetti  Enti ausiliari'  di
  cui alla legge regionale n. 64/1984 già iscritti all'Albo regionale
  al   fine  di  dare  piena  attuazione  alla  previsione   di   cui
  all'articolo 10 del decreto assessoriale n. 463/2003;
   -  individuazione  cause  di mobilità passiva  per  l'oncologia  e
  relative proposte per contrastarle;
   - attività di prevenzione.

   In  linea con quanto previsto dal suddetto piano saranno esaminate
  le  carenze  provinciali  riguardanti le  strutture  erogatrici  di
  radioterapia».

   L'Assessore

   Massimo Russo
   FALCONE - POGLIESE. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore
  per la sanità, premesso che:

   in  data  5  agosto  1999  la Conferenza Stato-Regioni  dettava  i
  parametri  necessari per l'accreditamento delle strutture sanitarie
  pre-accreditate e l'adeguamento delle rette siciliane al pari delle
  altre regioni italiane;

   con  decreto  assessoriale n. 890 del 17 giugno 2002,  l'Assessore
  per  la  sanità  ha stabilito quali sono i requisiti organizzativi,
  strutturali   e   tecnologici  necessari  per  l'accreditamento   e
  l'esercizio di attività sanitarie;

   considerato che:

   tra le strutture sanitarie oggetto dei suddetti atti rientrano  le
  strutture sanitarie private (ausiliarie) di assistenza alle persone
  dipendenti da sostanze di abuso;

   queste  strutture,  che oggi prestano la loro attività  in  regime
  transitorio, lavorano con enormi sacrifici in termini sia economici
  che  tecnici, tenuto conto che le rette in vigore alla data odierna
  (45,00  giornaliere  pro  capite) sono le  più  basse  d'Italia  ed
  obbligano  queste strutture sanitarie ad enormi sforzi per  evitare
  la chiusura;

   tenuto conto che:

   in  data  12  novembre  2007  si  è  tenuta  una  riunione  presso
  l'Assessorato  per  la  sanità  alla  presenza,  tra   gli   altri,
  dell'onorevole Salvatore Cuffaro, allora Presidente della Regione e
  l'Assessore pro tempore per la sanità, prof. Roberto Lagalla;

   in detta riunione si stabiliva:

   a) di recepire l'atto di intesa Stato-Regioni del 5 agosto 1999;

   b)  di  stabilire  e chiarire i criteri per consentire  agli  enti
  ausiliari di accreditarsi;

   c)   di  favorire  l'aumento  percentuale  dei  posti  attualmente
  disponibili;

   d) di diversificare le tariffe in base ai servizi accreditati;

   per  sapere  se  non  ritengano opportuno recepire  immediatamente
  l'atto  stabilito dalla Conferenza Stato-Regioni, al fine  di  dare
  sicurezza  e  continuità a tutte le strutture sanitarie  ausiliarie
  che  prestano  la  loro insostituibile attività  nel  recupero  dei
  soggetti svantaggiati con problemi di tossicodipendenza;

   inoltre, se non ritengano utile aumentare i posti disponibili, per
  evitare i maggiori costi sostenuti dalla Regione siciliana riguardo
  alla  mobilità  di utenti inviati in altre strutture  italiane  per
  mancanza  di  posti nelle strutture presenti nel nostro  territorio
  siciliano». (186)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole Falcone chiede notizie circa il  recepimento
  dell'accordo  Stato-Regioni  per l'accreditamento  delle  strutture
  sanitarie   ausiliarie  con  finalità  di  recupero  dei   soggetti
  dipendenti da sostanze stupefacenti, si rappresenta quanto segue.
   Relativamente al recepimento dell'atto stabilito dalla  Conferenza
  Stato-Regioni  ed  indicato nell'interrogazione in  oggetto  si  fa
  presente  che  sono  state  impartite  le  opportune  direttive  al
  competente   Dipartimento   attività   sanitarie   e   osservatorio
  epidemiologico  dell'Assessorato  affinché  si  possa  avviare   la
  procedura  per l'accreditamento dei cosiddetti  Enti ausiliari'  di
  cui   alla   legge  regionale  n.  64/1984  già  iscritti  all'Albo
  regionale, al fine di dare piena attuazione alla previsione di  cui
  all'articolo  10  del  decreto  assessoriale  17  aprile  2003,  il
  nell'istituire   l'elenco   unico  delle   strutture   accreditate,
  stabilisce  che  soggetti già iscritti agli  albi  acquisiscono  lo
  status  di  pre-accreditato  e devono presentare  obbligatoriamente
  istanza di accreditamento.
   Solo a seguito dell'espletamento della procedura sopra evidenziata
  potrà essere definita una programmazione regionale di settore  che,
  compatibilmente  con i limiti posti dal  Piano di  rientro',  potrà
  dare  le  risposte ai fabbisogni assistenziali per il recupero  dei
  tossicodipendenti».

   L'Assessore

   Massimo Russo

   VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  sanità, premesso che:

   la  disposizione n. 1980 del 22 luglio 2008, a firma del dirigente
  generale  dell'Assessorato Sanità, dr. Luigi Castellucci, invita  i
  direttori  generali  delle  aziende unità  sanitarie  locali  della
  Sicilia  a  'revocare, in autotutela, eventuali  provvedimenti  che
  abbiano  valutato  il servizio prestato in convenzione  dai  Medici
  della  Medicina  dei  Servizi, inquadrati nei ruoli  delle  Aziende
  Sanitarie  a  far  data  dal 1.8.2006, ai fini  del  calcolo  della
  indennità di posizione e di quella di esclusiva';

   la  predetta nota, intervenuta a distanza di oltre due anni  dalla
  data  dall'inquadramento in ruolo dei medici dei servizi e  con  la
  quasi   totalità   delle   aziende  che   avevano   provveduto   al
  riconoscimento  del  servizio prestato in  convenzione,  non  tiene
  conto  dell'equiparazione del servizio prestato in  convenzione  al
  servizio  prestato  alle dipendenze delle aziende  sanitarie,  così
  come  previsto dal DPCM 8 marzo 2001, art 1, lettere b) e d). Detto
  DPCM,   infatti,  alla  lettera  d),  esplicitamente  afferma   che
  'l'anzianità  di servizio, così come prevista dalla  lettera  B,  è
  utilizzabile  ai  fini  dell' incarico di struttura  complessa  del
  SSN'.  L'interpretazione del DPCM 8 marzo 2001 non lascia  adito  a
  dubbi  di  sorta,  atteso che, al fine di consentire  l'accesso  ad
  incarichi  di  struttura complessa, equipara,  in  virtù  di  norma
  speciale, il servizio prestato in convenzione al servizio di ruolo.
  Lo    stesso    dr.    Saverio   Ciriminna,   direttore    generale
  dell'ispettorato sanitario, con nota n. 1293 del  30  aprile  2007,
  all'ultimo  capoverso, espressamente prevede che '(...) l'anzianità
  di  cinque  anni,  prevista  quale requisito  per  l'ammissione  al
  concorso, deve essere comunque valutata';

   visto che:

   risulta  evidente la prima macroscopica incongruenza: il  servizio
  in  convenzione deve essere equiparato a quello di ruolo  per  soli
  cinque  anni, mentre il restante periodo (molti medici dei  servizi
  vantano  un'anzianità ultraventennale) non deve essere riconosciuto
  ai fini dell'indennità di esclusività del rapporto e dell'indennità
  di posizione;

   non  si  capisce secondo quale fondamento giuridico,  contrattuale
  e/o  di giustizia sociale il servizio in convenzione è equiparabile
  a  quello di ruolo solo per 5 anni. L'equiparazione o non  c'è  (in
  carenza  di norma speciale), ovvero è possibile, in virtù di  detta
  norma;

   considerato che:
   una sentenza della corte d'appello di Palermo, intervenendo in  un
  giudizio  promosso  da  alcuni medici dei  servizi  della  AUSL  di
  Agrigento,   assunti  nell'anno  2000,  i  quali  lamentavano   una
  disparità di trattamento rispetto a tutti gli altri colleghi  della
  Sicilia  cui  era stata riconosciuta la predetta equiparazione,  ha
  stabilito  che, 'in assenza di interpretazione autentica  da  parte
  dell'ARAN degli artt. 3 e 5 del CCNL 8.6.2000, il servizio prestato
  in  convenzione non poteva essere equiparato a quello di ruolo,  ai
  fini  delle  predette  indennità'.  In  buona  sostanza,  la  corte
  d'appello  di  Palermo, come risulta dalla lettura del dispositivo,
  afferma  che l'ARAN (Agenzia per la rappresentanza negoziale  delle
  pubbliche   amministrazioni),  appositamente  interpellata,   aveva
  espressamente dichiarato (con nota del 28 gennaio 2008) che non era
  in  condizione di fornire la richiesta interpretazione autentica in
  quanto '(...) non era stato possibile convocare tutte le originarie
  Delegazioni Trattanti a Livello Nazionale'. L'ARAN stessa, però, si
  era  premurata  di formalizzare il proprio parere con  nota  del  9
  marzo   2007,   laddove,  interpretando  il  DPCM  8  marzo   2001,
  espressamente  dichiarava che '(...) in virtù  di  norma  speciale,
  alla  quale le Aziende devono attenersi con divieto di applicazione
  analogica  ad  altre  fattispecie(...)  il  servizio  prestato   in
  convenzione dai medici dei Servizi deve essere considerato ai  fini
  della indennità di esclusiva'. Detto parere ha trovato applicazione
  in tutte le altre regioni;

   non  volendo attribuire al parere ARAN succitato la stessa valenza
  dell'interpretazione  autentica di  cui  alla  richiamata  sentenza
  della  corte  d'appello  di  Palermo, le  organizzazioni  sindacali
  ammesse  alla  stipula del nuovo CCNL della sanità 2006/2009  hanno
  inserito  espressamente la dichiarazione congiunta n. 4,  la  quale
  conferisce   al   succitato   parere  ARAN   valore   contrattuale,
  equiparando il servizio in convenzione, in virtù di norma  speciale
  non estensibile, al servizio di ruolo;

   tenuto conto che le conseguenze che la disposizione n. 1980 del 22
  luglio 2008 sta determinando nella Regione sono molteplici: a tutti
  i  medici dei servizi inquadrati nell'anno 2000, con l'eccezione di
  quelli  di  Agrigento,  è  stata riconosciuta  l'equiparazione  del
  servizio  in  convenzione al servizio di ruolo. La  stessa  cosa  è
  avvenuta  per  gli specialisti ambulatoriali, inquadrati  nell'anno
  2005.  Ai  medici dei servizi inquadrati nel 2006,  di  contro,  si
  contesta  detta  equiparazione per le  motivazioni  sopra  esposte,
  obbligandoli a restituire cifre iperboliche (circa 40 mila euro) ed
  a  subire  una decurtazione dello stipendio netto mensile di  circa
  1000  euro. La stessa nota assessoriale, inoltre, si serve  di  una
  sentenza  relativa  all'inquadramento avvenuto  nel  2000  non  per
  estenderne retroattivamente gli effetti a detti medici dei servizi,
  bensì  per  applicarla  a quelli assunti nel  2006.  I  medici  dei
  servizi   inquadrati  nel  2000  e  gli  specialisti  ambulatoriali
  interni,  inquadrati nel 2005, ad eccezione di quelli di Agrigento,
  continuano  a beneficiare del riconoscimento del servizio  prestato
  in  convenzione, sia per l'indennità di posizione che per quella di
  esclusiva;

   visto  che  non si è tenuto in alcun conto né del parere  ARAN  né
  della  dichiarazione  congiunta  n.  4  allegata  al  CCNL  2006/2.
  Inoltre,  l'interpretazione  data  dal  dirigente  regionale  della
  sanità   del   DPCM   8   marzo  2001  è   diametralmente   opposta
  all'applicazione  data nel resto del territorio nazionale  e  nella
  stessa  Regione  siciliana per gli inquadramenti  precedenti  degli
  stessi  medici  dei  servizi  e senza, tra  l'altro,  convocare  la
  prevista  commissione  paritetica  di  cui  all'art.  9  del   CCNL
  2002/2005;

   per   sapere  quali  provvedimenti  intendano  adottare  per  fare
  chiarezza  su  quanto stabilito, con disposizione n.  1980  del  22
  luglio  2008, dal dirigente generale dell'Assessorato  Sanità,  dr.
  Luigi  Castellucci, onde evitare inutili e dispendiosi  contenziosi
  ed  evitare disagi sociali in un periodo già molto difficile per la
  sanità siciliana». (219)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la quale l'onorevole Vinciullo chiede notizie circa la disposizione
  n.  1980 dell'Assessorato sanità in tema di convenzione dei  medici
  della medicina dei servizi, si rappresenta quanto segue.
   Con decreto assessoriale 8 marzo 2006  Adempimenti di cui al comma
  2,  articolo  15,  l.r. 19 maggio 2005 n. 5 , i Direttori  generali
  delle Aziende U.S.L. sono stati autorizzati ad inquadrare nel ruolo
  medico del Servizio Sanitario Nazionale i medici della Medicina dei
  Servizi.
   Ai  fini  dell'inquadramento nei ruoli della  Dirigenza  sanitaria
  sono  state  riscontrate, da parte delle Aziende sanitarie,  alcune
  difficoltà  interpretative circa i criteri per la  valutazione  del
  servizio  prestato in regime convenzionale da alcune  categorie  di
  Dirigenti  Medici,  tra  cui  anche i  Medici  della  Medicina  dei
  Servizi,  difficoltà che hanno comportato una difforme applicazione
  delle  disposizioni del DPCM 8 marzo 2001, con conseguente  diversa
  valutazione del servizio  prestato in regime convenzione dai Medici
  in argomento, precedentemente alla data del loro inquadramento.
   A tal fine, con nota n. 281 del 29 gennaio 2008, è stato richiesto
  un  parere  all'Avvocatura  dello  Stato  in  merito  all'eventuale
  valutazione del servizio e dell'esperienza professionale  pregressa
  e  all'eventuale  riflesso  sulla RIA  e/o  sulla  retribuzione  di
  posizione e/o sull'indennità di esclusività.
   Con  nota  n.  25500  del  3 giugno 2008 l'Avvocatura,  alla  luce
  dell'autorevole orientamento espresso in materia dalla Sez.  Lavoro
  della Corte di Appello con sentenza 14 febbraio - 2 aprile 2008, n.
  159/08,  ha  pronunciato una decisione non  favorevole  per  quanto
  riguarda  il  riconoscimento dell'anzianità pregressa ai  fini  del
  calcolo   dell'indennità   di   posizione   e   dell'indennità   di
  esclusività,  rilevando,  invece, di non  ritenere  che  sussistano
  dubbi  circa i riflessi di tale anzianità ai fini del calcolo della
  RIA.
   Conseguentemente,  con  nota n. 1980 del  22  luglio  2008  questo
  Assessorato  ha provveduto a trasmettere tale parere  alle  Aziende
  U.S.L. della Regione, raccomandando di uniformarsi all'orientamento
  espresso dalla Corte di Appello, Sez. Lav., procedendo alla revoca,
  in   autotutela,  di  eventuali  provvedimenti  che  prevedano  una
  difforme  valutazione dei servizi prestati in regime di convenzione
  ai  Medici della Medicina dei Servizi, in applicazione del  DPCM  8
  marzo 2001.
   Successivamente,  in  sede di sottoscrizione  del  nuovo  C.C.N.L.
  dell'Area  della Dirigenza Medica, al fine di chiarire  la  portata
  del DPCM 8 marzo 2001, è stata allegata una dichiarazione congiunta
  (verbale  n.  4) tra l'ARAN e le OO.SS. firmatarie, nella  quale  è
  stato  precisato  che   trattasi di norma speciale  alle  quali  le
  Aziende debbono attenersi e non applicabile ad altra fattispecie  e
  che   il  servizio prestato in regime di convenzione da  parte  dei
  medici ivi individuati possa essere fatto valere nei limiti  e  con
  le modalità espressamente previste dallo stesso DPCM 8 marzo 2001 .
   Nel  contempo,  in riferimento anche alla suddetta  dichiarazione,
  sono  pervenute a questo Assessorato diverse contestazioni da parte
  delle  Organizzazioni   Sindacali della  Dirigenza  Medica,  nonché
  numerose  richieste, da parte di Medici transitati  nei  ruoli  del
  Servizio Sanitario Regionale, di avvio dei procedimenti di  revoca,
  in autotutela, delle deliberazioni adottate dalle Aziende U.S.L. in
  esecuzione  delle direttive assessoriali inerenti la  rivalutazione
  dei servizi prestati in regime di convenzione.
   Inoltre, in ultimo, è pervenuto un atto stragiudiziale di diffida,
  predisposto   dagli  Avvocati  Pitruzzella  e  Polizzotto,   sempre
  nell'interesse di alcuni ex Medici della Medicina dei  Servizi  con
  il  quale, nei confronti dell'AUSL 6 veniva intimato il ritiro  e/o
  la  sospensione  dell'efficacia della  deliberazione  aziendale  di
  adeguamento  al parere dell'Avvocatura e, nei confronti  di  questo
  Assessorato  il ritiro della citata nota n.1980/08,  con  invito  a
  richiedere  sulla  questione ulteriori  chiarimenti  all'ARAN  e  a
  rinviare  qualsiasi decisione, in merito all'applicabilità  o  meno
  del  DPCM  8  marzo 2001 ai Dirigenti Medici diffidanti,  all'esito
  della  decisione definitiva della Corte di Cassazione,  innanzi  la
  quale pende il ricorso avverso la sentenza della Corte d'Appello n.
  159/08.
   Al fine di riscontrare quanto richiesto con l'atto stragiudiziale,
  l'Azienda  USL  6 di Palermo con nota n. 21363/DGRU del  2  ottobre
  2008, indirizzata anche a questa Amministrazione per conoscenza, ha
  richiesto apposito parere al Dipartimento della Funzione Pubblica e
  all'ARAN   per  chiarire  definitivamente  i  dubbi  interpretativi
  sull'applicazione  del  DPCM  8 marzo 2001 ed  in  particolare  sul
  riconoscimento  dei servizi prestati in convenzione  con  Enti  del
  S.S.N.  da parte dei Medici già appartenenti alla  guardia medica',
  alla  specialistica ambulatoriale (ivi compreso chimici e  biologi)
  ed  alla  medicina dei servizi, transitati nei ruoli  del  Servizio
  sanitario  Nazionale,  per la concessione  dei  benefici  economici
  connessi alle indennità di esclusività e di posizione.
   Questo Assessorato, quindi, con nota n. 2687 del 14 ottobre  2008,
  ha avvisato i Direttori generali delle Aziende U.S.L. della Regione
  circa  l'approfondimento della problematica in corso,  sottoponendo
  alle    relative    valutazioni   l'opportunità    di    sospendere
  temporaneamente  in  via cautelare, nelle  more  di  acquisire  gli
  autorevoli   pareri   degli   organi  interessati,   le   procedure
  amministrative,   eventualmente  avviate,  di   rivalutazione   del
  servizio   prestato  in  regime  convenzionale  dai   sanitari   in
  argomento,  e  di  rinviare  qualsiasi  decisione  in  merito  alla
  applicabilità del DPCM 8 marzo 2001 alla definitiva interpretazione
  che verrà data al riguardo.
   L'ARAN, con nota n. 0010916/08 del 19 dicembre 2008, pur rilevando
  che    non   rientra   nelle   proprie   competenze   istituzionali
  l'interpretazione di norme di legge, ha trasmesso all'AUSL 6 alcune
  riflessioni di natura contrattuale in ordine alla questione di  che
  trattasi,  indirizzando la stessa nota anche al Dipartimento  della
  Funzione Pubblica, ove lo stesso ritenesse di avere competenza  sul
  merito.
   Successivamente,  con  nota  n. 0055/09  dell'8  gennaio  2009,  a
  seguito  di un più attento e approfondito esame della problematica,
  l'ARAN  ha  ritenuto  di  interessare  sulla  questione  anche   il
  Ministero  del lavoro, della salute e delle politiche  sociali  per
  acquisire il relativo avviso in merito.
   Questa  Amministrazione è pertanto in attesa dei richiesti  pareri
  al  fine  di  impartire consequenziali disposizioni in ordine  alla
  problematica».

   L'Assessore

   Massimo Russo

   RAIA.  -  «Al  Presidente  della Regione e  all'Assessore  per  la
  sanità, premesso che:

   nei  primi  dieci  mesi del 2008 le persone sbarcate  sulle  coste
  dell'isola di Lampedusa sono state più di 25.000;

   l'organizzazione  non governativa  Medici senza frontiere  (MSF)',
  conosciuta  in  tutto  il mondo per il suo impegno  umanitario,  ha
  garantito  dal  2002  visite  mediche d'emergenza  gratuite  per  i
  migranti che arrivano a Lampedusa dopo aver attraversato il  Canale
  di Sicilia con un drammatico viaggio in mare;

   dal  2005  fino ad oggi il team di MSF ha visitato 4.550 migranti,
  1.420 solo fra gennaio e ottobre del 2008;

   l'assistenza sanitaria e di primo intervento di MSF ha  consentito
  in  questi  anni  un  supporto importante, necessario  e  utile  al
  servizio  sanitario regionale, che non riesce,  viste  le  continue
  gravi  emergenze,  a  far  fronte autonomamente  all'assistenza  di
  migliaia di persone che necessitano di primo soccorso;

   la pronta assistenza ha anche un'importante ricaduta in termini di
  valutazione   di  eventuali  patologie  infettive   che,   se   non
  immediatamente  rilevate e adeguatamente curate, potrebbero  creare
  problemi per gli operatori e per la comunità lampedusana;

   negli  ultimi  anni  tra i migranti sbarcati a Lampedusa  vi  sono
  stati incrementi di patologie dovute alle condizioni dei viaggi  in
  mare (traumi, ipotermia, ustioni, eccetera);
   rispetto agli anni scorsi è cambiata la popolazione migrante,  dal
  momento  che sempre più persone provengono da zone di guerra  o  da
  Paesi  colpiti da carestie, come Somalia, Eritrea, Sudan ed Etiopia
  (30%);

   dato  assai  rilevante costituisce l'incremento del  numero  delle
  donne  (12%)  e  dei  minori (8%), con un aumento  delle  donne  in
  gravidanza (151 dall'inizio dell'anno);

   appreso  che  Medici senza frontiere' il 31 ottobre 2008  è  stata
  costretta,  dopo  sei  anni, a chiudere le sue  meritorie  attività
  sull'isola   di  Lampedusa  a  causa  del  diniego  del   Ministero
  dell'interno  di  firmare  un  nuovo  protocollo  d'intesa   e   di
  rilasciare il permesso necessario affinché MSF continui ad  operare
  adeguatamente;

   per sapere:

   se il Presidente della Regione sia stato preventivamente informato
  della decisione assunta dal Ministero dell'interno, dal momento che
  essa  determina  una  grave  ricaduta  sulla  situazione  sanitaria
  nell'isola di Lampedusa, e se siano state fornite al Governo  della
  Regione  informazioni circa le motivazioni del mancato rinnovo  del
  protocollo  di  intesa  e  quindi delle autorizzazioni  ad  operare
  sull'isola  di Lampedusa da parte della ONG internazionale   Medici
  senza  frontiere'  e altresì riguardo alle altre  ONG  che  operano
  sull'isola e sui criteri che governano la concessione o il  diniego
  dei permessi ad operare;

   se  il  Presidente della Regione e l'Assessore per la  sanità  non
  ritengano  necessario ed urgente intervenire  presso  il  Ministero
  dell'interno e presso la Presidenza del Consiglio dei ministri  per
  sollecitare    l'immediata    revoca   di    tale   incomprensibile
  decisone,  che appare in netto contrasto con le varie  disposizioni
  nazionali   e   internazioni  sul  rispetto   dei   diritti   umani
  sottoscritte  dall'Italia, e che rischia di determinare  una  grave
  situazione   anche  sul  piano  igienico-sanitario  nell'isola   di
  Lampedusa». (228)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale l'onorevole Raia chiede notizie circa le iniziative  allo
  scopo  di  consentire  all'organizzazione non  governativa  "Medici
  senza   frontiere"  il  prosieguo  delle  attività  nell'isola   di
  Lampedusa, si rappresenta che quest'ultima collabora nei servizi di
  assistenza  sanitaria  prestati  ai  cittadini  extracomunitari  in
  occasione degli sbarchi a Lampedusa.
   Ciò  in  forza di un Protocollo di intesa stipulato Io  scorso  24
  aprile,  fra il Ministero dell'Interno, la Prefettura di Agrigento,
  l'Azienda  U.S.L.  n.  6 di Palermo, l'Istituto  Nazionale  per  la
  Promozione della Salute delle Popolazioni Migranti ed il  Contrasto
  delle malattie della povertà (INMP), l'Ente gestore del C.S.P.A. di
  Lampedusa e l'Organizzazione medesima di M.S.F.».

   L'Assessore

   Massimo Russo

   VINCIULLO  -  DE  BENEDICTIS.  - «Al Presidente  della  Regione  e
  all'Assessore per la sanità premesso che:

   la  postazione di ambulanze del servizio di emergenza del  118  di
  Buccheri, centro agricolo montano in provincia di Siracusa, è stata
  per  l'ennesima  volta  chiusa, causando, di fatto,  un  gravissimo
  danno   all'intera   popolazione  ed   alimentando   le   legittime
  preoccupazioni  dei  cittadini  che si  vedono  privati  dell'unica
  possibilità di salvezza in caso di emergenza sanitaria;
   nella  provincia  di Siracusa, oltre a quello di Buccheri,  spesso
  sono  interessati  alla chiusura di postazioni di  ambulanze  altri
  centri,  tra i quali Buscemi, Canicattini, Fontane Bianche, Priolo,
  Palazzolo   Acreide  e  Noto,  così  come  denunciato  spesso   dai
  rispettivi sindaci;

   considerato  che, nonostante i ripetuti appelli e le assicurazioni
  ricevute  circa  il  mantenimento della postazione,  a  causa,  tra
  l'altro,  della  lontananza del comune di Buccheri dalle  strutture
  ospedaliere  site nei comuni di Siracusa e Lentini, il  servizio  è
  stato  ripetutamente interrotto per presunta carenza di  personale,
  senza  tenere conto né delle esigenze primarie di tutela  sanitaria
  degli  abitanti del comune, né tanto meno di tutti i cittadini  dei
  paesi limitrofi che avevano nella postazione del 118 di Buccheri un
  ulteriore  ed  essenziale punto di riferimento  certo  in  caso  di
  emergenze;

   per  sapere  quali  iniziative intendano assumere  per  assicurare
  l'immediata  riattivazione del centro  di  primo  soccorso  118  di
  Buccheri  e delle altre postazioni chiuse in provincia di Siracusa,
  in  maniera  da  scongiurare discriminazioni  fra  cittadini  della
  nostra  Regione  in  un settore, quale quello di  primo  intervento
  medico,  dove un ritardo di pronto soccorso, anche di pochi minuti,
  può  comportare conseguenze sulla vita delle persone che  ne  hanno
  bisogno». (251)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la   quale   l'onorevole   Vinciullo  chiede   notizie   circa   la
  riattivazione del centro di primo soccorso 118 di Buccheri e  delle
  altre  postazioni chiuse in provincia di Siracusa,  si  rappresenta
  che la temporanea chiusura di alcune postazioni è stata causata dal
  fermo  tecnico  del  mezzo di soccorso, che giornalmente  interessa
  varie postazioni nelle diverse province siciliane.
   Il numero di ambulanze sostitutive in stand-by è di 10 in tutta la
  Regione   ed  esse  sono  costantemente  impegnate  per   sostenere
  l'ordinaria manutenzione dei mezzi di soccorso.
   Sono  in  corso una serie di incontri tecnici con la  CRI  per  lo
  studio   delle   problematiche  e  l'individuazione  di   soluzioni
  alternative    per    ridurre    gli    inconvenienti     lamentati
  dall'interrogante».

   L'Assessore

   Massimo Russo

   FALCONE.  -  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  sanità,  premesso che con decreto del Presidente del Consiglio  dei
  ministri   dell'aprile  2008  lo  Stato  trasferiva  la  competenza
  dell'assistenza   sanitaria  penitenziaria   alle   varie   Regioni
  italiane, con decorrenza dall'1 gennaio 2009;

   considerato  che,  come altre regioni d'Italia, anche  la  Sicilia
  avrebbe   dovuto  recepire  la  superiore  disposizione   normativa
  prevedendo,  tra  l'altro, il passaggio e la  regolarizzazione  del
  personale  addetto,  la  nuova contrattualizzazione  del  personale
  medesimo,  nonché  la  previsione  delle  risorse  finanziarie  nel
  bilancio  di  previsione 2009 e tutto ciò che  necessita  per  dare
  attuazione al dettato normativo nazionale;

   preso atto che :

   malgrado  siano  trascorsi oltre 8 mesi dal superiore  DPCM  dello
  scorso  aprile, ancora nulla è stato fatto dalla Regione  siciliana
  per  attuare  il  trasferimento  delle  competenze  dell'assistenza
  sanitaria penitenziaria e garantire, così, ai detenuti siciliani il
  sacrosanto diritto alla salute;

   tenuto  conto  che  nonostante in tutta Italia  vi  siano  5  mila
  operatori  sanitari penitenziari e nella sola Sicilia il 10%  degli
  stessi,  vale  a  dire  oltre  500  unità  di  personale  medico  e
  paramedico  che  si trova in una condizione di smarrimento,  atteso
  che  dall'1  gennaio 2009 la competenza sanitaria nelle  carceri  è
  completamente assegnata alla Regione siciliana e, in assenza di  un
  provvedimento di recepimento, si rischierà il caos e l'immobilismo;

   per  sapere  se non ritengano opportuno intervenire, con  assoluta
  celerità, per recepire il dettato normativo nazionale che  vede  il
  trasferimento  delle  competenze  di  assistenza  sanitaria   nelle
  carceri passare in capo alle regioni e assicurare, così, il diritto
  alla  salute  a  tutti  i  detenuti  siciliani  che,  diversamente,
  patirebbero  un  deficit non solo di assistenza, ma soprattutto  di
  democrazia e di salvaguardia dei primari diritti umani». (259)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole Falcone chiede notizie circa le  misure  per
  assicurare  l'assistenza  sanitaria penitenziaria  in  Sicilia,  si
  rappresenta quanto segue.
   Com'è  noto con il DPCM 1 aprile 2008 recante "Modalità e  criteri
  per il trasferimento al Servizio sanitario nazionale delle funzioni
  sanitarie,  dei  rapporti di lavoro, delle  risorse  finanziarie  e
  delle   attrezzature  e  beni  strumentali  in  materia  di  sanità
  penitenziaria"  continua  la  fase  attuativa  del  riordino  della
  medicina penitenziaria avviata con il D.Lgs. n. 230/1999.
   E'  altresì  noto  che  per le Regioni a statuto  ordinario  detto
  trasferimento  di  funzioni è avvenuto a far data  dal  1   ottobre
  2008.
   Per   quanto  attiene  le  modalità  per  il  trasferimento  delle
  competenze  alle  Regioni  a  statuto  speciale  ed  alle  Province
  autonome,  il  comma  1  dell'art. 8 del  citato  DPCM  rimanda  ai
  rispettivi statuti ed alle correlate norme di attuazione.
   Tali  norme di attuazione, per il recepimento nella nostra Regione
  del  DPCM  1  aprile 2008, potranno essere emanate solo  a  seguito
  delle determinazioni assunte dalla Commissione paritetica istituita
  ai sensi dell'art. 43 dello Statuto della Regione Siciliana.
   Nelle more dell'emanazione di dette norme, ai sensi del successivo
  comma  2  dell'art.  8,  il  citato DPCM recita:  "il  Dipartimento
  dell'Amministrazione   penitenziaria  ed  il   Dipartimento   della
  Giustizia minorile continuano a svolgere le relative funzioni e  le
  corrispondenti  risorse umane, finanziarie  e  strumentali  restano
  temporaneamente  al  bilancio del Ministero  della  Giustizia  fino
  all'avvenuto trasferimento".
   Pertanto l'assistenza sanitaria nelle carceri siciliane, così come
  in   tutte  le  Regioni  a  statuto  speciale  continua  ad  essere
  regolarmente garantita.
   Al  fine  di affrontare le problematiche connesse al trasferimento
  di  dette  competenze, le cui modalità come già detto sono comunque
  demandate  alla  citata Commissione paritetica in data  23  gennaio
  2009  si  è  tenuto  un  primo incontro  con  le  Aziende  USL,  il
  Dipartimento  dell'Amministrazione penitenziaria ed il Dipartimento
  della Giustizia minorile, nonché con il rappresentante dell'Ufficio
  del  Garante per i diritti dei detenuti, nel corso del quale  si  è
  dato   avvio   allo   studio  delle  procedure   propedeutiche   al
  trasferimento delle competenze; successivamente, in data  27  marzo
  2009, il competente Servizio 6 di questa Amministrazione ha chiesto
  ai Dipartimenti interessati del Ministero della giustizia (D.A.P. e
  Giustizia   minorile)  l'invio  dei  dati  relativi  al   personale
  (posizioni contrattuali e relativi costi) e più in generale per  la
  gestione   della   salute  in  carcere.  Detta  ricognizione,   nel
  consentire  una puntuale verifica delle posizioni contrattuali  del
  personale    a   vario   titolo   utilizzato   dall'Amministrazione
  penitenziaria, permetterà a questa Amministrazione sia  di  fornire
  alla  Presidenza tutti gli elementi utili per avviare le  procedure
  in  sede  di  Commissione paritetica, sia di  confrontarsi  con  le
  Organizzazioni sindacali».

   L'Assessore

   Massimo Russo

   VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  sanità, premesso che:

   l'ospedale  San  Vincenzo di Taormina è dotato di  un  reparto  di
  cardiologia  e cardiochirurgia pediatrica all'avanguardia  oggi  in
  Europa  ed  esprime  l'eccellenza nel trattamento  cardiochirurgico
  della  medicina  infantile.  Richieste  di  ricoveri  giungono   al
  suddetto nosocomio da tutta Italia per l'alta specializzazione  dei
  suoi medici e chirurghi;

   visto che:

   il  suddetto reparto però dispone di soli 4 posti letto di terapia
  intensiva, assolutamente insufficienti per far fronte alle continue
  richieste di ricovero che giungono all'ospedale, tanto è  vero  che
  quasi  sempre  i  richiedenti si vedono apporre un  diniego  o  una
  proposta di trasferimento presso altre strutture extra-regionali;

   è  notizia di questi giorni che l'equipe chirurgica pediatrica del
  San Vincenzo si è dovuta trasferire a Catania per poter operare una
  neonata di 24 giorni afflitta da una grave malformazione cardiaca;

   considerato che:

   la  struttura medica e chirurgica del San Vincenzo non  è  più  in
  grado di dare risposte alle innumerevoli richieste provenienti  non
  solo  da  tutto  il territorio siciliano, ma anche  alle  richieste
  provenienti da fuori Regione;

   la  carenza di posti letto del suddetto Reparto mette in  continuo
  repentaglio  la  vita dei piccoli malati i quali,  proprio  per  la
  delicatezza  e  l'urgenza  degli interventi  da  effettuare,  hanno
  bisogno di immediate cure;

   per sapere:

   se non ritengano opportuno ed urgente applicare una deroga, in via
  provvisoria,  al  piano di rientro sanitario per  portare  i  posti
  letto   di   terapia  intensiva  del  reparto  di   cardiologia   e
  cardiochirurgia pediatrica dell'ospedale San Vincenzo  di  Taormina
  da   4   a   10.   Peraltro,  a  diretta  e  personale   conoscenza
  dell'interrogante,  i  posti  letto  sono  presenti  ed  attrezzati
  all'interno  del  reparto di terapia intensiva. La  possibilità  di
  attivazione  è legata solo alla copertura infermieristica  atta  ad
  assicurare un rapporto infermiere-paziente di 1 a 2;

   se  non  ritengano imprescindibile, nella formulazione  del  nuovo
  piano  sanitario, rendere stabile tale aumento di  posti  letto  o,
  addirittura,  non  prevederne  un  ulteriore  aumento,  soprattutto
  tenendo conto che, in un periodo in cui la sanità siciliana è  alla
  ricerca  di  nuove economie gestionali, si ridurrebbe ulteriormente
  la  spesa  destinata  agli interventi fuori  Regione.  Inoltre,  si
  creerebbe  una  nuova  fonte di introito alla luce  delle  numerose
  richieste di ricoveri provenienti dal resto d'Italia». (280)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole  Vinciullo chiede  notizie  sul  reparto  di
  cardiologia e cardiochirurgia pediatrica dell'ospedale San Vincenzo
  di Taormina (ME), si rappresenta quanto segue.

   E'  stato fatto un intervento presso l'Azienda U.S.L. 5 al fine di
  reperire  prioritariamente nell'ambito  del  proprio  personale  le
  unità  infermieristiche necessarie ad affrontare l'emergenza  ed  a
  garantire  i  servizi  in  maniera adeguata  alle  richieste  della
  popolazione.
   Recenti  avvenimenti,  oggetto anche di fatti  di  cronaca,  hanno
  posto   l'accento  sull'esigenza  di  considerare  la  problematica
  relativa  alla cardiologia e cardiochirurgia pediatrica in  maniera
  unitaria su tutto il territorio regionale.
   Sono  state già avviate le procedure per pervenire ad un  progetto
  di  alta  qualificazione che, ovviamente, deve tenere  conto  delle
  realtà esistenti sia a Palermo che a Taormina.
   In   tempi  brevi  sarà  avviata  a  soluzione  il  settore  della
  cardiologia  infantile in modo da pater dare  risposte  tempestive,
  qualitativamente elevate, ai bisogni della popolazione nel rispetto
  assoluto     delle    economie    gestionali,     del     principio
  dell'accessibilità  dei pazienti e della riduzione  della  mobilità
  passiva».

   L'Assessore

   Massimo Russo

   POGLIESE  -  FALCONE - VINCIULLO. «Al Presidente della  Regione  e
  all'Assessore per la sanità, premesso che:

   da contratto, due volte l'anno, in aprile e in settembre, dovrebbe
  essere  pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana
  l'elenco  delle  zone carenti di continuità assistenziale  (guardie
  mediche);

   da circa sette anni ciò non è avvenuto;

   la  conseguenza è stata che, per tutti questi anni, i medici hanno
  ricoperto   gli   incarichi  vacanti  attraverso   la   graduatoria
  regionale,  in  qualità  di  sostituti,  senza  passare  mai   alle
  dipendenze effettive della sanità siciliana;

   in  seguito  ad un ricorso del Tribunale amministrativo  regionale
  presentato   da   alcuni  medici  della  provincia  di   Agrigento,
  l'Assessorato  Sanità si è dovuto attivare per pubblicare  l'elenco
  delle zone carenti;

   lo  stesso  Assessorato, però, a suo parere, ha ritenuto  la  sola
  provincia  di Catania in regola con il piano di rientro  perché  ha
  precedentemente  ridotto il numero di medici delle  sedi  e  creato
  quindi  un certo numero di posti vacanti, mentre le altre  province
  siciliane, pur avendo centinaia di posti vacanti, non hanno  ancora
  sanato la loro situazione di bilancio;

   considerato che:

   l'8  agosto 2008 è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale della
  Regione   siciliana  l'elenco  delle  zone  carenti  di  continuità
  assistenziale relativo alla sola provincia di Catania;

   i  posti  vacanti nella provincia di Catania sono per  l'esattezza
  104 e il contratto prevede che gli stessi possano essere assegnati,
  fino  ad un massimo del 50 %, per trasferimento ai medici che  sono
  titolari  in  altre province o altre regioni, per cui alla  fine  i
  posti che resteranno da assegnare a nuovi medici si riducono a 52;

   in  passato, quando si bandiva l'elenco delle zone carenti, queste
  riguardavano  tutte  le  province  della  Sicilia,   per   cui   la
  disponibilità era di gran lunga maggiore;

   nonostante  i  residenti  abbiano il privilegio  di  un  punteggio
  aggiuntivo, questo non basterà ai medici della provincia di Catania
  a  far  superare in graduatoria i medici di altre province, di  cui
  tanti con punteggi altissimi;

   accadrà,  dunque, che medici di altre province, se non riusciranno
  a  diventare  titolari nella provincia di Catania, continueranno  a
  ricoprire  l'incarico di sostituto nelle loro zone,  mentre  quelli
  della provincia di Catania saranno fortemente penalizzati poiché  i
  posti disponibili saranno tutti ricoperti dai nuovi titolari;

   per  sapere quali provvedimenti intendano adottare - con carattere
  di  urgenza  -  per  rimediare a tale anomalia  e  ripristinare  un
  principio di equità di trattamento». (301)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole Pogliese chiede notizie  circa  l'equità  di
  trattamento nell'assegnazione ai medici delle province siciliane di
  incarichi  nelle  zone  carenti  di  continuità  assistenziale,  si
  rappresenta quanto segue.
   Ai sensi e per gli effetti dell'art. 3 del decreto assessoriale n.
  1772  del  30  settembre 2002, l'Amministrazione  regionale  faceva
  divieto alle Aziende sanitarie territoriali di attribuire ulteriori
  incarichi   di   continuità  assistenziale   ad   eccezione   delle
  sostituzioni; tale decisione si è basata sull'analisi del  rapporto
  tra  i  presidi di c.a. e la popolazione residente, che in  Sicilia
  risultava essere molto più alto rispetto alla media nazionale.
   Avverso  tale  blocco alcuni medici della provincia di  Agrigento,
  nell'anno    2008,   hanno   presentato   ricorso   al    Tribunale
  Amministrativo Regionale di Palermo che, con sentenze dal n.  86/08
  al n. 92/08, ha fatto obbligo all'Amministrazione di procedere alla
  pubblicazione delle carenze di continuità assistenziale secondo  le
  procedure  di  cui  all'Accordo Collettivo  Nazionale  di  Medicina
  Generale.
   Con  l'applicazione del combinato disposto dell'art. 64, comma  2,
  del  precitato A.C.N.M.G. del 23 marzo 2005, ai sensi del quale "il
  numero   dei   medici   inseribili  nei   servizi   di   continuità
  assistenziale   di  ciascuna  ASL  è  definito  dal   rapporto   di
  riferimento un medico ogni 5.000 abitanti residenti" e del comma  4
  che  recita "Le Aziende che dispongano di medici in servizio  nella
  continuità assistenziale in esubero rispetto al rapporto  ottimale,
  come   definito  al  comma  2,  non  possono  attribuire  ulteriori
  incarichi  fino  al  riequilibrio di tale rapporto",  solamente  la
  Azienda  di  Catania  risultava in  linea  con  il  detto  rapporto
  ottimale.
   A  seguito  della  ricognizione effettuata con i  criteri  di  cui
  sopra, l'Assessorato individuava n. 104 posti vacanti per l'Azienda
  U.S.L.  3  di Catania per i quali è stato emanato il D.D.G.  n.1798
  del 22 luglio 2008 pubblicato sulla GURS in data 8 agosto 2008.
   Atteso  che il  Piano di rientro', sottoscritto in data 31  luglio
  2007  dai  Ministri dell'Economia e della Salute e  dal  Presidente
  della Regione Siciliana, prevede la dismissione di n. 87 presidi di
  continuità  assistenziale,  al fine di  non  penalizzare  le  altre
  Aziende  UU.SS.LL.  con il rapporto ottimale in  esubero,  è  stato
  confermato  il  fabbisogno di presidi di c.a. per la Regione  nella
  misura  di quello esistente al netto delle strutture che,  come  da
   Piano di rientro', sarebbero state dismesse.
   Alla  luce  di  quanto sopra si è proceduto alla ricognizione  dei
  posti vacanti di tutte le Aziende e pertanto, con D.D.G. n. 163 del
  4 febbraio 2009, si è disposta la pubblicazione sulla GURS n. 8 del
  20  febbraio  2009  per la successiva copertura  di  n.  212  posti
  vacanti».

                              L'Assessore

                             Massimo Russo

   DE BENEDICTIS. - «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   nella   provincia   di   Siracusa,  come  si   evince   dai   dati
  epidemiologici  disponibili  e dall'ultimo  rapporto  del  registro
  territoriale di patologia, rispetto alle altre province si conferma
  una  elevata  incidenza  di casi di mortalità  e  di  ricovero  per
  malattie tumorali;

   l'offerta sanitaria della provincia di Siracusa, già insufficiente
  in    molti   settori,   presenta   gravi   lacune   nel   comparto
  dell'assistenza  oncologica, al punto da indurre una  significativa
  parte  dei  pazienti ad un rilevante fenomeno di  mobilità  passiva
  verso  province  limitrofe,  quali  Catania  e  Ragusa,  anche  per
  trattamenti di bassa e media complessità;

   nella  città di Siracusa è stato realizzato un hospice,  da  oltre
  due anni paradossalmente ultimato e non attivato a causa di carenze
  di  personale  e  di  indefinite  attribuzioni  di  competenza  fra
  l'azienda  USL  8,  a cui ne spetterebbe la gestione,  e  l'azienda
  ospedaliera Umberto I di Siracusa, proprietaria della struttura;

   nel corso della seduta della VI Commissione legislativa permanente
  dell'ARS  'Servizi sociali e sanitari' tenutasi in data  7  gennaio
  2009,  l'Assessore ha nuovamente riferito che è in corso lo  studio
  per  la  programmazione  di  una rete  regionale  per  l'assistenza
  oncologica;

   per sapere:

   in  quale  stadio  sia  la definizione della  rete  di  assistenza
  oncologica  citata  in premessa e, segnatamente,  quali  iniziative
  abbia  posto  o  intenda  porre in atto per  l'urgente  attivazione
  dell'hospice  di  Siracusa, superando le  problematiche  impeditive
  riguardanti  la  competenza della sua gestione e la  dotazione  del
  personale occorrente;

   entro  quali tempi ritenga che il servizio in oggetto possa essere
  erogato». (305)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale l'onorevole De Benedictis chiede notizie circa lo  stadio
  di  definizione della rete di assistenza oncologica nella provincia
  di Siracusa, si rappresenta quanto segue.
   E'  in  corso  di  definizione la rete  oncologica  regionale  che
  coerentemente  con  gli obiettivi della legge regionale  n.  5/2009
  intende  sviluppare  azioni  circa il  perseguimento  dei  seguenti
  obiettivi:
   -  individuazione  delle macroaree di intervento  per  l'oncologia
  siciliana  in  ottica  di rete territoriale regionale  integrata  a
  quella ospedaliera;
   -   implementazione   del   registro  dei   tumori   integrato   o
  epidemiologico  dell'Assessorato  affinché  si  possa  avviare   la
  procedura  per l'accreditamento dei cosiddetti  Enti ausiliari   di
  cui alla legge regionale n. 64/1984 già iscritti all'Albo regionale
  al   fine  di  dare  piena  attuazione  alla  previsione   di   cui
  all'articolo 10 del decreto assessoriale n. 463/2003;
   -  individuazione  cause  di mobilità passiva  per  l'oncologia  e
  relative proposte per contrastarle;
   - attività di prevenzione.
   In  linea con quanto previsto dal suddetto piano saranno esaminate
  le  carenze  provinciali  riguardanti le  strutture  erogatrici  di
  radioterapia.
   Per  quanto  riguarda l'attivazione dell'hospice  di  Siracusa  si
  rappresenta  che  con decreto assessoriale n. 873  dell'  8  maggio
  2009,  pubblicato  nella  GURS  22 maggio  2009,  n.  23,  è  stata
  approvata da questo Assessorato la nuova organizzazione delle  cure
  palliative  in  Sicilia,  individuando i  posti  letto  dei  centri
  residenziali  (hospice) facenti parte della  rete  regionale  delle
  cure  palliative, ivi compresi gli otto posti letto della provincia
  di Siracusa.
   Ciò  posto,  nella  considerazione  che  gli  otto  posti  per  la
  provincia di Siracusa sono inclusi nella rete regionale, e pertanto
  non necessitano di ulteriore specifica autorizzazione, ai sensi  di
  quanto   disposto  dal  citato  decreto  è  obbligo  alle   Aziende
  territoriali stesse attivarsi per la piena applicazione  di  quanto
  ivi stabilito.
   Inoltre, ai sensi dell'articolo 9 del medesimo decreto, agli oneri
  derivanti  dalla piena attivazione della rete delle cure palliative
  le  Aziende  territoriali provvederanno attingendo  alla  quota  di
  Fondo  sanitario regionale a ciascuna assegnata senza  alcun  onere
  aggiuntivo a carico della Regione».

   L'Assessore

   Massimo Russo

   DE BENEDICTIS. - «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   nella   provincia   di   Siracusa,  come  si   evince   dai   dati
  epidemiologici  disponibili  e dall'ultimo  rapporto  del  registro
  territoriale di patologia, rispetto alle altre province si conferma
  un'elevata  incidenza  di  casi di  mortalità  e  di  ricovero  per
  malattie tumorali;

   l'offerta sanitaria della provincia di Siracusa, già insufficiente
  in    molti   settori,   presenta   gravi   lacune   nel   comparto
  dell'assistenza  oncologica, al punto da indurre una  significativa
  parte  dei  pazienti ad un rilevante fenomeno di  mobilità  passiva
  verso  province  limitrofe,  quali  Catania  e  Ragusa,  anche  per
  trattamenti di bassa e media complessità;

   al  fine  di  migliorare e razionalizzare l'offerta di  assistenza
  oncologica nella provincia di Siracusa, in data 22 dicembre 2006  i
  direttori  generali  dell'azienda USL 8 e dell'azienda  ospedaliera
   Umberto  I'  di Siracusa hanno trasmesso a codesto Assessorato  il
  progetto  di  un  dipartimento  oncologico  interaziendale  di   2
  livello,  la  cui  istituzione  pare  tuttavia  non  aver  ricevuto
  l'approvazione del competente ispettorato regionale sanitario;

   nel  corso della seduta della VI Commissione legislativa  dell'ARS
   Servizi  sociali  e  sanitari' tenutasi in data  7  gennaio  2009,
  l'Assessore   ha   annunciato,   rimarcando   l'importanza    della
  prevenzione  oncologica, la predisposizione di un piano finanziario
  a sostegno delle attività relative nel territorio regionale;

   per sapere:

   quale  sia  lo  stadio  di  definizione del  citato  programma  di
  sostegno alle attività di prevenzione oncologica, con quali criteri
  ed in quale misura sia previsto che verranno assegnate le risorse a
  sostegno   delle  attività  di  prevenzione  svolte   anche   dalle
  associazioni private che operano nella nostra Regione;

   quale  sia lo stadio di definizione del summenzionato dipartimento
  oncologico interaziendale». (306)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la quale l'onorevole De Benedictis chiede notizie circa lo stato di
  definizione del dipartimento oncologico interaziendale dell'azienda
  ospedaliera Umberto I di Siracusa, si rappresenta quanto segue.
   E'  in  corso  di  definizione la rete  oncologica  regionale  che
  coerentemente  con  gli obiettivi della legge regionale  n.  5/2009
  intende  sviluppare  azioni  circa il  perseguimento  dei  seguenti
  obiettivi:
   -individuazione  delle  macroaree di  intervento  per  l'oncologia
  siciliana  in  ottica  di rete territoriale regionale  integrata  a
  quella ospedaliera;
  -implementazione del registro dei tumori integrato o epidemiologico
  dell'Assessorato affinché si possa avviare la procedura per
  l'accreditamento dei cosiddetti  Enti ausiliari' di cui alla legge
  regionale n. 64/1984 già iscritti all'Albo regionale al fine di
  dare piena attuazione alla previsione di cui all'articolo 10 del
  decreto assessoriale n. 463/2003;
  -individuazione cause di mobilità passiva per l'oncologia e
  relative proposte per contrastarle;
  -attività di prevenzione.
   In   linea   con  quanto  previsto  dal  suddetto  piano   saranno
  programmate le allocazioni di Unità operative nelle varie  province
  siciliane.
   Il programma di sostegno alle attività di prevenzione oncologica è
  stato  annualmente verificato dal Ministero nel monitoraggio  degli
  obiettivi    fissati    e    sarà   proseguito    quest'anno    con
  l'implementazione delle attività.
   La   dotazione  del  fondo  sanitario  alle  Aziende  prevede   la
  destinazione  del  5%  delle  somme  per  la  prevenzione  con  una
  programmazione  che  si articola su base territoriale  proprio  per
  rispondere alle esigenze locali».

                              L'Assessore

                             Massimo Russo

   DE BENEDICTIS. - «All'Assessore la sanità, premesso che:

   nella   provincia   di   Siracusa,  come  si   evince   dai   dati
  epidemiologici  disponibili  e dall'ultimo  rapporto  del  registro
  territoriale di patologia, rispetto alle altre province si conferma
  una  elevata  incidenza  di casi di mortalità  e  di  ricovero  per
  malattie tumorali;

   l'offerta sanitaria della provincia di Siracusa, già insufficiente
  in    molti   settori,   presenta   gravi   lacune   nel   comparto
  dell'assistenza  oncologica, al punto da indurre una  significativa
  parte  dei  pazienti ad un rilevante fenomeno di  mobilità  passiva
  verso  province  limitrofe,  quali  Catania  e  Ragusa,  anche  per
  trattamenti di bassa e media complessità;

   in  particolare,  la  provincia di Siracusa è  sprovvista  di  una
  struttura pubblica per il servizio di radioterapia, essenziale  nel
  trattamento   delle   patologie  oncologiche,  costringendo   molti
  pazienti   in  difficilissime  condizioni  a  spostarsi  verso   la
  provincia di Catania;

   nel corso della seduta della VI Commissione legislativa permanente
  dell'ARS   Servizi sociali e sanitari' tenutasi in data  7  gennaio
  2009,  l'Assessore ha nuovamente riferito che è in corso lo  studio
  per  la  programmazione  di  una rete  regionale  per  l'assistenza
  oncologica,  nonché la definizione di una specifica rete  regionale
  per i servizi di radioterapia;

   per sapere:

   in  quale  stadio  sia  la definizione della  rete  di  assistenza
  oncologica,  di cui in premessa, e, segnatamente, quali  iniziative
  abbia  posto  o intenda porre in atto per l'urgente ed inderogabile
  realizzazione, nella provincia di Siracusa, di una struttura per il
  servizio di radioterapia;

   entro  quali tempi ritenga che il servizio in oggetto possa essere
  erogato». (307)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la   quale  l'onorevole  De  Benedictis  chiede  notizie  circa  la
  realizzazione  di  una  struttura per il servizio  di  radioterapia
  nella provincia di Siracusa, si rappresenta quanto segue.
   E'  in  corso  di  definizione la rete  oncologica  regionale  che
  coerentemente  con  gli obiettivi della legge regionale  n.  5/2009
  intende  sviluppare  azioni  circa il  perseguimento  dei  seguenti
  obiettivi:
   -individuazione  delle  macroaree di  intervento  per  l'oncologia
  siciliana  in  ottica  di rete territoriale regionale  integrata  a
  quella ospedaliera;
  -implementazione del registro dei tumori integrato o epidemiologico
  dell'Assessorato affinché si possa avviare la procedura per
  l'accreditamento dei cosiddetti  Enti ausiliari' di cui alla legge
  regionale n. 64/1984 già iscritti all'Albo regionale al fine di
  dare piena attuazione alla previsione di cui all'articolo 10 del
  decreto assessoriale n. 463/2003;
  -individuazione cause di mobilità passiva per l'oncologia e
  relative proposte per contrastarle;
  -attività di prevenzione.
   Il  Ministero  non  ha finanziato l'intervento relativo  al  nuovo
  Presidio  ospedaliero di Siracusa in assenza di una  programmazione
  regionale  che  prevedesse il Dipartimento  oncologico  subordinato
  all'approvazione  dell'ex Ispettorato sanitario  che  non  era  mai
  stata data.
   I  fondi a valere sul Programma Operativo FESR per la dotazione di
  apparecchiature  ad  alta  tecnologia nei poli  sanitari  regionali
  ammontano ad  . 68.338.873. E' allo studio, pertanto, un  piano  di
  investimenti  che  non  può  prescindere  da  una  valutazione  del
  fabbisogno di salute e dalla rimodulazione della rete ospedaliera e
  territoriale».

   L'Assessore

   Massimo Russo

   POGLIESE   -   VINCIULLO.  -  «Al  Presidente  della   Regione   e
  all'Assessore per la sanità, premesso che:

   la  sclerosi multipla è una malattia infiammatoria demielinizzante
  del  sistema  nervoso  centrale  ad  evoluzione  disabilitante  che
  colpisce in gran parte soggetti giovani (tra i 20 ed i 40 anni) nel
  pieno  della  loro  fase produttiva. L'andamento della  malattia  è
  all'inizio   di   tipo  recidivante-remittente  (con   attacchi   e
  remissioni)  per poi tramutarsi in un processo di tipo  progressivo
  con   accumulo  di  deficit  neurologici  permanenti  sino  ad  una
  condizione di grave o gravissima disabilità;

   il  numero  di persone affette da sclerosi multipla in  Sicilia  è
  calcolabile in 4.500-5.000 e di queste circa il 60-70%  può  trarre
  beneficio dalla terapia con interferoni-beta o glatiramer  acetato,
  specie se usati sin dalle prime fasi di malattia. A queste molecole
  si  è  aggiunto recentemente un nuovo farmaco (natalizumab),  molto
  più  efficace,  ma  riservato ai casi resistenti alla  terapia  con
  interferoni-beta  o con glatiramer acetato o ai  casi  con  esordio
  particolarmente severo di sclerosi multipla;

   considerato  che  tutti  questi  prodotti  farmaceutici  sono   di
  derivazione  biotecnologica e perciò molto costosi: attualmente  la
  loro  prescrizione e dispensazione è obbligatoriamente affidata  ai
  centri  specializzati per la cura della sclerosi multipla  presenti
  in  selezionate  aziende sanitarie come policlinici universitari  o
  ospedali  di  alta specializzazione. In altri termini,  i  soggetti
  colpiti da sclerosi multipla, se candidabili al trattamento  con  i
  farmaci  suddetti, pur se la somministrazione di questi avviene  in
  modo  autonomo  al  proprio domicilio, possono ottenerli  solo  nei
  centri appositamente designati e non dalle comuni farmacie;

   tenuto conto che:

   tale sistema di dispensazione diretta è adottato in tutta Italia e
  l'importo  impegnato  per l'acquisto dei  farmaci  da  parte  delle
  aziende  che  li  erogano  dovrebbe venire  compensato  con  eguale
  importo  dalle  aziende sanitarie territoriali di appartenenza  dei
  pazienti  secondo  un  flusso di compensazione  di  spesa  chiamato
  flusso F;

   questo sistema ha funzionato, sia pure con qualche intoppo,  anche
  in  Sicilia sino al 2007, e cioè sino a quando è entrato in  vigore
  il   piano   di  rientro  della  spesa  sanitaria  regionale,   con
  conseguente  riduzione  del  budget a  disposizione  delle  aziende
  sanitarie ed ospedaliere regionali;

   dall'estate 2007 si è verificata in molti centri siciliani per  la
  cura   della   sclerosi   multipla  una    centellinazione'   della
  disponibilità economica per l'acquisto dei farmaci del flusso F con
  il disagio per i pazienti di doversi recare mensilmente in ospedale
  per  ottenere  la loro terapia. Inoltre, in pochi centri,  tra  cui
  alcuni  della  città  di Catania, si è addirittura  verificata  una
   budgetizzazione'    della   spesa   per   tali    farmaci    (cioè
  l'individuazione  di un importo di spesa mensile non  modificabile)
  con  il  risultato che alcuni nuovi pazienti, e cioè  quelli  fuori
  budget,  hanno  subito ritardi nell'iniziare il trattamento  o  non
  hanno potuto iniziarlo affatto;

   per sapere:

   se  non  ritengano  auspicabile che questa condizione  di  deficit
  medico-sanitario trovi una soluzione definitiva che  garantisca  il
  diritto alle cure per i pazienti affetti da sclerosi multipla,  pur
  nell'ottemperanza delle necessità di bilancio della nostra Regione;

   se  non ritengano, alla luce di quanto sopra e nell'ottica di  una
  risoluzione del problema:

   a)  creare  un  registro  regionale per i  pazienti  con  sclerosi
  multipla  in trattamento con i farmaci di flusso F che  preveda  il
  rimborso a piè di lista per le aziende eroganti;

   b)  la  extrabudgetizzazione' dei farmaci di flusso F, svincolando
  quindi  la  spesa  dal budget annuale complessivo di  ogni  azienda
  erogante;

   c)  la  modifica del regime di dispensazione dei farmaci di flusso
  F,  prevedendo  la  possibilità che i  pazienti  possano  ottenerli
  presso  farmacie  comunali o dalla loro  ASL  (per  non  perdere  i
  vantaggi di una riduzione di costo), previa presentazione di  piano
  terapeutico  compilato  dai medici dei centri  per  la  cura  della
  sclerosi multipla già individuati». (315)

   Risposta. - « In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
  la quale l'onorevole Pogliese chiede notizie circa la fornitura dei
  farmaci  di  flusso  F  per  i  malati  di  sclerosi  multipla,  si
  rappresenta quanto segue.
   Preliminarmente, è opportuno sottolineare che la  prescrizione  di
  tali  farmaci è subordinata al rispetto delle indicazioni  previste
  dalla  Nota AIFA 65 che recita:  La prescrizione e la dispensazione
  a  carico del S.S.N. da parte di centri specializzati, Universitari
  o  delle  Aziende  sanitarie, individuati  dalle  Regioni  e  dalle
  Province  Autonome  di Trento e Bolzano, è limitata  alle  seguenti
  condizioni:
   ?  per  i  pazienti  con  sclerosi multipla recidivante-remittente
  diagnosticata  secondo  i  criteri di  Polman  (Polman,  2005)  con
  punteggio  sull'Expanded Disability Status Scale (EDSS) tra  1.0  e
  5.5  glatiramer acetato; interferone â-1a ricombinante; interferone
  â-1b ricombinante;
   - per i pazienti con Sclerosi Multipla secondariamente progressiva
  e punteggio di invalidità da 3 a 6,5 all'EDSS e almeno 2 ricadute o
  1 punto di incremento all'EDSS nei 2 anni precedenti: interferone â-
  1b ricombinante .
   E'   evidente   dunque   l'obbligo,  individuato   dall'AIFA,   di
  dispensazione  esclusivamente  a carico  dei  centri  specializzati
  individuati presso i quali è in cura il paziente.
   Tale disposizione è stata impartita non già per finalità di natura
  economica  ma  per  garantire al paziente il  giusto  completamento
  della terapia attraverso l'erogazione del farmaco necessario per la
  cura  nell'ambito della stessa struttura che costantemente monitora
  l'andamento  della progressione della malattia e l'efficacia  delle
  cure individuate.
   Pertanto, si ribadisce l'importanza di un costante controllo della
  terapia  in atto e in adempimento a quanto previsto in merito  alla
  dispensazione  dalla  citata  nota  si  sottolinea  che  i   centri
  prescrittori  nella  regione  sono complessivamente  diciassette  e
  comunque  capillarmente  distribuiti  sul  territorio  e   che   la
  distribuzione  del  farmaco  da parte  del  centro  di  riferimento
  rappresenta  il  giusto  completamento  terapeutico  del   percorso
  individuato.
   In  relazione a quanto richiesto dell'interrogante in merito  alla
   extrabudgettizzazione' del costo dei farmaci inclusi nel flusso  F
  si   rappresenta  che  da  anni  questo  Assessorato,  in  sede  di
  assegnazione  delle  risorse  economiche  alle  Aziende  sanitarie,
  provvede  al  riconoscimento alle strutture  erogatrici  dei  costi
  sostenuti  per  i  farmaci inclusi nel flusso F,  addebitando  tali
  costi  alle  Aziende territoriali di residenza dei pazienti,  senza
  mai assegnare un vincolo economico specifico per tali farmaci.
   Piuttosto, in ottemperanza ai vincoli finanziari regionali  questo
  Assessorato  ha proceduto all'analisi degli scostamenti  dal  tetto
  fissato  a  livello  nazionale  e  per  ciascuna  Regione  per   la
  farmaceutica ospedaliera, che include anche i costi per  i  farmaci
  in   questione  dispensati  a  pazienti  non  ricoverati;  i  costi
  registrati  per tale assistenza nella nostra regione  sono  tuttora
  superiori  ai  limiti  individuati, tuttavia, pur  sollecitando  le
  Aziende  sanitarie ad attivare ogni utile azione volta a  contenere
  tale  spesa,  in diverse occasioni è stato puntualizzato  che  tale
  opera di razionalizzazione deve essere rivolta alla riduzione degli
  sprechi   ed   operata  attraverso  il  puntuale   rispetto   delle
  indicazioni  per  le  prescrizioni  effettuate,  senza   precludere
  l'accesso  alle  terapie  ai  pazienti  che  necessitano  di   tali
  trattamenti.
   In relazione al suggerimento di attivare un registro regionale per
  i  pazienti  con  sclerosi multipla, utile  non  già  per  finalità
  economiche  ma  al  fine di monitorare i dati epidemiologici  della
  patologia in questione, si evidenzia che già nel 2008 l'Assessorato
  si  è  attivato per acquisire dati in merito al numero dei pazienti
  in  trattamento presso ciascun centro, ipotizzando l'attivazione di
  una specifica scheda regionale di monitoraggio dell'uso dei farmaci
  soggetti alla Nota AIFA 65».

   L'Assessore

   Massimo Russo

   LUPO.  -  «Al  Presidente  della Regione e  all'Assessore  per  la
  sanità, premesso che:

   con  il  decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri  dell'1
  aprile  2008,  pubblicato  sulla Gazzetta ufficiale  della  Regione
  siciliana  n.  126  del  30 maggio 2008, è  divenuto  esecutivo  il
  trasferimento  al  servizio  sanitario  nazionale  delle   funzioni
  sanitarie, dei rapporti di lavoro, delle risorse finanziarie, delle
  attrezzature   e  dei  beni  strumentali  in  materia   di   sanità
  penitenziaria;

   il  trasferimento  di  dette funzioni, il  cui  espletamento  deve
  essere  effettuato  attraverso  le  aziende  sanitarie  locali,   è
  demandato  dal suddetto decreto alle regioni, che sono  chiamate  a
  disciplinare  gli  interventi  da attuare  attraverso  le  suddette
  aziende  in  conformità  ai  principi definiti  dalle  linee  guida
  allegate al DPCM di cui sopra;

   per  sapere se, al fine di garantire la continuità dell'assistenza
  sanitaria  prestata ai detenuti e agli internati, stante  l'attuale
  mancata attivazione delle procedure di trasferimento delle funzioni
  sanitarie   afferenti  la  medicina  penitenziaria  al   SSN,   sia
  intenzione  dell'Assessore  per la sanità  attivare  un  tavolo  di
  concertazione  con le organizzazioni sindacali dei lavoratori,  per
  provvedere alla definizione concertata, entro i tempi previsti,  ed
  in  conformità ai principi definiti dalle linee guida  allegate  al
  DPCM sopra citato della disciplina degli interventi da attuare  per
  il trasferimento delle predette funzioni». (331)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale l'onorevole Lupo chiede notizie circa il trasferimento al
  servizio  sanitario nazionale (SSN) delle funzioni  sanitarie,  dei
  rapporti di lavoro, delle risorse finanziarie, delle attrezzature e
  dei  beni  strumentali  in  materia  di  sanità  penitenziaria,  si
  rappresenta quanto segue.
   Com'è  noto con il DPCM 1 aprile 2008 recante "Modalità e  criteri
  per il trasferimento al Servizio sanitario nazionale delle funzioni
  sanitarie,  dei  rapporti di lavoro, delle  risorse  finanziarie  e
  delle   attrezzature  e  beni  strumentali  in  materia  di  sanità
  penitenziaria"  continua  la  fase  attuativa  del  riordino  della
  medicina penitenziaria avviato con il D. Lgs. n. 230/1999.
   E'  altresì  noto  che  per le Regioni a statuto  ordinario  detto
  trasferimento  di  funzioni è avvenuto a far data  dal  1   ottobre
  2008.
   Per   quanto  attiene  le  modalità  per  il  trasferimento  delle
  competenze  alle  Regioni  a  statuto  speciale  ed  alle  province
  autonome,  il  comma  1  dell'art. 8 del  citato  DPCM  rimanda  ai
  rispettivi statuti ed alle correlate norme di attuazione.
   Tale  norma di attuazione, per il recepimento nella nostra Regione
  del  DPCM 1 aprile 2008, potrà essere emanata solo a seguito  delle
  determinazioni  assunte dalla Commissione paritetica  istituita  ai
  sensi dell'art. 43 dello Statuto della Regione Siciliana.
   Nelle more dell'emanazione di dette norme, ai sensi del successivo
  comma   2   dell'art.   8,  "il  Dipartimento  dell'Amministrazione
  penitenziaria   ed   il  Dipartimento  della   Giustizia   minorile
  continuano  a  svolgere le relative funzioni  e  le  corrispondenti
  risorse umane, finanziarie e strumentali restano temporaneamente al
  bilancio   del   Ministero   della  Giustizia   fino   all'avvenuto
  trasferimento".
   Pertanto l'assistenza sanitaria nelle carceri siciliane, così come
  in   tutte  le  Regioni  a  statuto  speciale  continua  ad  essere
  regolarmente garantita dallo Stato.
   Al  fine  di affrontare le problematiche connesse al trasferimento
  di  dette  competenze, le cui modalità come già detto sono comunque
  demandate  alla  citata Commissione paritetica in data  23  gennaio
  2009  si  è  tenuto  un  primo incontro  con  le  Aziende  USL,  il
  Dipartimento  dell'Amministrazione penitenziaria ed il Dipartimento
  della Giustizia minorile, nonché con il rappresentante dell'Ufficio
  del  Garante per i diritti dei detenuti, nel corso del quale  si  è
  dato   avvio   allo   studio  delle  procedure   propedeutiche   al
  trasferimento delle competenze; successivamente, in data  27  marzo
  2009, il competente Servizio 6 di questa Amministrazione ha chiesto
  ai Dipartimenti interessati del Ministero della giustizia (D.A.P. e
  Giustizia   minorile)  l'invio  dei  dati  relativi  al   personale
  (posizioni  contrattuali e relativi costi) e più in  generale  alla
  gestione   della   salute  in  carcere.  Detta  ricognizione,   nel
  consentire  una puntuale verifica delle posizioni contrattuali  del
  personale    a   vario   titolo   utilizzato   dall'Amministrazione
  penitenziaria, permetterà a questa Amministrazione sia  di  fornire
  alla  Presidenza tutti gli elementi utili per avviare le  procedure
  in  sede  di  Commissione paritetica, sia di  confrontarsi  con  le
  Organizzazioni sindacali».

   L'Assessore

   Massimo Russo

   VINCIULLO.   -   «Al  Presidente  della  Regione  e  all'Assessore
  regionale per la sanità, premesso che:

   nel  settembre del 2007 venne presentato, all'allora Assessore per
  la sanità, prof. Roberto Lagalla, un progetto dal titolo 'Screening
  neonatale   universale  (snu)  per  la  prevenzione   dei   deficit
  permanenti    in    età    evolutiva',   avente    come    finalità
  l'identificazione precoce del maggior numero di bambini affetti  da
  deficit  permanenti  dell'udito, in maniera d'avviarli  altrettanto
  precocemente   alla  riabilitazione  ed  evitare  così   l'handicap
  uditivo;

   tale  progetto aveva come capofila l'unità operativa di audiologia
  del   policlinico   di   Palermo,   la         partecipazione   del
  dipartimento otorinolaringoiatria ed audiologia del policlinico  di
  Catania,      l'unità complessa di otorinolaringoiatria, audiologia
  e  foniatria  del  policlinico di Messina, le  unità  operative  di
  audiologia di otorinolaringoiatria, ostetricia e neonatologia delle
  Aziende  ospedaliere siciliane. Inoltre aveva  fornito  la  propria
  collaborazione l'International association of Lions club, distretto
  108YB;

   considerato che:

   il  31  dicembre  2007,  con  disposizione  prot.  Dip/Serv3/5223,
  l'Assessorato Sanità finanziò tale progetto, il quale tra  l'altro,
  trovava  riscontro  nei  nuovi  LEA,  immessi  il  23  aprile  2008
  dall'allora Ministro della salute, Livia Turco;

   lo  screening uditivo neonatale trovava nuovamente conferma  nella
  conferenza Stato-Regioni del 23 ottobre 2008;

   tenuto  conto che con decreto assessoriale 3737/Gab dell'8  agosto
  2008,   il  progetto  di  finanziamento  dello  screening   uditivo
  nazionale  (e  con  esso  il  Network siciliano)  è  stato  sospeso
  dall'Assessore per la sanità, Massimo Russo;

   visto che:

   la  Regione  non  può  rimanere estranea o disinteressata  ad  una
  iniziativa così importante, le cui finalità riguardano le  famiglie
  direttamente  coinvolte e la prevenzione di un  handicap  rilevante
  come quello che implica il mancato sviluppo uditivo e, quindi,  del
  linguaggio;

   tale progetto di screening viene già attuato in Campania, Liguria,
  Toscana,   Umbria   e  Basilicata  e  rappresenta   un   importante
  investimento sulla qualità di vita della popolazione oltre che  una
  fonte  di  risparmio: basti pensare che, in termini  di  assistenza
  complessiva  allo  Stato,  un bambino non riconosciuto  sordo  alla
  nascita costa 700 mila euro;

   per  sapere  se  non  ritengano urgente e necessario  revocare  la
  sospensione  al  fine  di  consentire  l'immediata  attuazione  del
  progetto  'Screening neonatale universale (snu) per la  prevenzione
  dei deficit permanenti in età evolutiva'». (350)

    Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
  la  quale  l'onorevole Vinciullo chiede notizie circa  l'attuazione
  del   progetto  "Screening  neonatale  universale  (snu)"  per   la
  prevenzione dei deficit permanenti in età evolutiva, si rappresenta
  quanto segue.
    A  distanza  di  otto mesi dall'assegnazione  di  risorse  F.S.R.
  avvenuta  in  data 31 dicembre 2007, e precisamente  nel  settembre
  2008,  l'Assessorato ha avviato una ricognizione per  conoscere  lo
  stato  di  attivazione  sui  progetti obiettivo  del  2007  e  2008
  nell'ottica  di  una  riconsiderazione  generale  alla  luce  degli
  impegni sottoscritti con il  Piano di rientro .
    Tale  richiesta è stata avanzata, tra le altre, anche all'Azienda
  ospedaliera universitaria policlinico  P. Giaccone' di Palermo  con
  invito a rispondere entro il 10 settembre successivo.
    Solo a fine settembre, stante il mancato riscontro da parte della
  predetta  Azienda  ed  avendo  la  necessità  di  ottemperare  alla
  realizzazione  dei  progetti  obiettivo  previsti  dal   Piano   di
  rientro',  l'Assessorato ha comunicato che i progetti non  attivati
  erano  da  intendersi  immediatamente sospesi  ed  ha  invitato  la
  Direzione  dell'Azienda  "ad adottare ogni provvedimento  utile  al
  rispetto   delle  disposizioni  dandone  opportuna   e   tempestiva
  comunicazione al Responsabile/i dei progetto/i .
    Tale comunicazione è stata ribadita con nota del 13 novembre 2008
  e solo successivamente, con nota del 17 novembre 2008, il Direttore
  sanitario  della  predetta Azienda ha dato  notizia  della  mancata
  attivazione  del  progetto  in parola a causa  della  insufficienza
  delle risorse aziendali.
    E' utile precisare che con la nota del 31 dicembre 2007 l'Azienda
  era  già  stata autorizzata a dare avvio alle attività  progettuali
  ricorrendo, ove necessario, ad anticipazioni con fondi propri nelle
  more dell'accreditamento del finanziamento accordato; a distanza di
  otto  mesi,  non avendo avuto notizie circa l'effettivo  avvio  dei
  progetti e nella considerazione che le assegnazioni di fondi  erano
  già  state  effettuate,  l'Amministrazione  ha  ritenuto  opportuno
  sospendere  gli  effetti  del finanziamento  per  riprogrammarli  a
  favore  delle  Aziende che avevano rispettato la tempistica  e  gli
  obiettivi prefissati».

    L'Assessore

    Massimo Russo

    RAIA. - «All'Assessore per la sanità, premesso che sta per essere
  aperto  un  nuovo  poliambulatorio nel  quartiere  di  San  Giorgio
  Librino nel comune di Catania (ASL 3);

    constatato   che  questa  nuova  struttura,  pur  essendo   molto
  importante  per  rispondere alle esigenze sanitarie  di  una  vasta
  popolazione  residente nel quartiere interessato, rischia  però  di
  creare  situazioni  controproducenti per gli utenti  dei  quartieri
  centrali   della  città  poiché  la  struttura  stessa   di   fatto
  risulterebbe  sostitutiva  e non aggiuntiva  per  l'erogazione  dei
  servizi sanitari necessari;

    considerato  che il decentramento sanitario con la  realizzazione
  di strutture decentrate nei quartieri cittadini deve essere attuato
  senza però eliminare servizi sanitari già esistenti ed in grado  di
  prestare  la  propria attività a migliaia di utenti  che  sarebbero
  costretti  (in  caso di chiusura e trasferimento) a spostamenti  in
  zone lontane da quelle di residenza;

    per  sapere se non condivida le preoccupazioni sopra espresse  in
  merito  ai  nuovi  assetti organizzativi che  l'ASL  3  di  Catania
  sembrerebbe voglia mettere in atto in seguito alla realizzazione di
  una nuova struttura sanitaria nel quartiere San Giorgio Librino  di
  Catania,  ed  in questo caso, se non ritenga opportuno  ed  urgente
  intraprendere  le  dovute iniziative di competenza  affinché  venga
  rivisto l'orientamento che sembrerebbe guidare attualmente l'ASL  3
  di  Catania  in merito alla distribuzione dei servizi  sanitari  in
  città». (352)

    Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
  la quale l'onorevole Raia chiede notizie circa la distribuzione dei
  servizi  sanitari  nella città di Catania,  si  rappresenta  quanto
  segue.
    Nell'ambito  del  processo  di  innovazione,  implementazione   e
  razionalizzazione  delle  prestazioni  e  della   spesa   sanitaria
  l'Azienda  USL  3  di Catania ha posto particolare attenzione  alla
  riorganizzazione  delle  Sedi  e dei Poliambulatori  dei  Distretti
  ricadenti nell'Area Metropolitana e denominati Catania 1, Catania 2
  e Catania 3.
    L'attività   di   riorganizzazione  posta  in   essere   mira   a
  razionalizzare  e potenziare l'offerta sanitaria in funzione  delle
  effettive   esigenze   e  della  domanda  dell'utenza,   nonché   a
  ridistribuire  più  efficacemente sul territorio  metropolitano  le
  Sedi dei Distretti e dei relativi Poliambulatori.
    E'  stato  pertanto  avviato, di concerto con  le  rappresentanze
  delle  Organizzazioni  Sindacali  delle  categorie  coinvolte,  uno
  specifico  programma  di  rimodulazione  ed  ottimizzazione   delle
  attività   specialistiche  prevedendo  la   dotazione   aggiuntiva,
  nell'ambito  dell'area metropolitana, di un  ulteriore  presidio  e
  dotando  il  Distretto di Catania 1, che ne era sprovvisto,  di  un
  adeguato   poliambulatorio   con   conseguente   potenziamento   di
  riferimenti sanitari per i cittadini del centro.
    Il nuovo Poliambulatorio di S. Giorgio - Librino, appartenente al
  Distretto  di  Catania  2,  è  stato  finanziato,  per  un  importo
  complessivo  di  oltre  10 milioni di euro, nell'ambito  del  Piano
  poliennale  ex  articolo 20 della Legge n.  67/1988.  Il  progetto,
  avviato  già nel 1993, è pervenuto all'approvazione definitiva  nel
  1999;  successivamente,  previa  acquisizione  di  tutti  i  pareri
  tecnici,  amministrativi  e  sanitari necessari  per  la  messa  in
  esercizio,  è iniziato, a partire dallo scorso mese di gennaio,  il
  trasferimento  di tutte le attività erogate presso il  presidio  di
  Librino  viale  Bummacaro  (immobile di cui  è  stata  dismessa  la
  locazione), nonché di alcune attività sanitarie erogate nella  sede
  di via S. Maria La Grande.
    In particolare, al fine di assicurare la continuità assistenziale
  nelle  aree  del  centro  cittadino ed una ordinata  e  progressiva
  integrazione  delle  attività  sanitarie,  l'Azienda  ha   ritenuto
  opportuno  modulare gradualmente l'implementazione  delle  attività
  specialistiche  presso il nuovo Presidio di S.  Giorgio  -  Librino
  mantenendo,  nelle  more  dell'apertura e messa  in  esercizio  del
  Poliambulatorio del Distretto Catania 1 di via Cifali, l'erogazione
  delle  branche specialistiche a visita presso la sede di via  Santa
  Maria La Grande.
    Si   pone   in  evidenza  come  l'apertura  del  nuovo   Presidio
  rappresenti una  grande opportunità per il Quartiere di S.  Giorgio
  -  Librino  stante che si concretizza l'auspicato decentramento  di
  servizi  -  di  qualità  - nelle aree periferiche  della  città  ed
  inoltre  comporta  un  notevole  vantaggio  nell'erogazione   delle
  prestazioni,  potenziando ed avvicinando l'offerta  sanitaria  alle
  aree  con  maggiore utenza (il quartiere di Librino  conta  infatti
  circa 4.500 abitanti).
    Ne consegue:
    -  un  indubbio  vantaggio  per  tutta  l'utenza  in  termini  di
  distribuzione ed erogazione dell'offerta sanitaria;
    -  il decongestionamento dell'immobile di via S. Maria La Grande,
  sede legale dell'Azienda;
    -  la liberazione di locali presso l'immobile di via S. Maria  la
  Grande  sufficienti  ed  idonei ad ospitare  organicamente  Settori
  Amministrativi strategici per l'Azienda (Personale, Provveditorato,
  Economato, Ingegneria Informatica), con conseguente dismissione  di
  locali in affitto;
    -  il  rilascio di locazioni passive, quali l'immobile di Librino
  viale Bummacaro e l'immobile di Gravina via Seminara;
    -   l'utilizzo  e  l'erogazione  dei  servizi  aziendali   presso
  strutture   immobiliari  centralizzate,  di  adeguate   dimensioni,
  allocate  in  aree dotate di adeguati servizi per la  collettività,
  conformi a tutte le normative vigenti, idonee, funzionali e  dotate
  dei requisiti previsti per l'accreditamento;
    -  eliminazione  della  frammentazione  delle  attività  mediante
  l'accentramento  delle strutture amministrative strategiche  presso
  la  sede  legale dell'Azienda e delle prestazioni sanitarie  presso
  idonee ed organiche sedi.
    Per  quanto  sopra  esposto  si può certamente  affermare  che  i
  cittadini del centro non sono e non rimarranno privi di riferimenti
  sanitari, assicurandosi al riguardo non solo il mantenimento, bensì
  il   potenziamento   dell'erogazione  dei  servizi   attraverso   i
  poliambulatori dei Distretti di CT 1 e CT 3 e che l'erogazione  dei
  servizi sanitari sarà così garantita, contemporaneamente, su  tutta
  l'area metropolitana assicurando adeguati servizi ai cittadini  del
  centro ed ai cittadini della periferia».

    L'Assessore

    Massimo Russo

    ODDO. - «All'Assessore per la sanità, premesso che:

    la legge regionale 5 gennaio 1999, n. 4, prevede un contributo  a
  favore delle farmacie rurali con sede nelle isole minori;

    detto  contributo non è stato erogato, dal 2004 ad oggi,  con  le
  ovvie  conseguenze  economiche per le suddette farmacie  rurali  le
  quali,  alla  luce  della peculiarità della loro  sede,  hanno  dei
  ridottissimi margini economici;

    la  ragione  per cui è stato previsto il contributo è  quella  di
  rendere  disponibili i farmaci in strutture idonee proprio  per  le
  realtà disagiate e fuori mercato delle isole minori;

    la  maggior  parte  delle farmacie rurali, con sede  nelle  isole
  minori, per protesta contro il mancato pagamento dei contributi, ha
  bloccato la vendita dei farmaci rimborsabili dal servizio sanitario
  con le conseguenti ripercussioni sulle tasche degli utenti;

    è  già intercorsa sul punto una trattativa con Federfarma che  ha
  impedito uno sciopero;

    il  serio  rischio  di  chiusura di molte delle  farmacie  rurali
  impone un intervento divenuto improcrastinabile;

    e' stato presentato un emendamento al disegno di legge n. 250, di
  cui  primo  firmatario è il sottoscritto interrogante, proprio  per
  far fronte alla situazione de quo;

    sulla  stampa  sono state pubblicate dichiarazioni dell'Assessore
  in  riferimento ad esistenti fondi per la copertura dei  contributi
  pregressi;

    per sapere:

    come  intenda intervenire al fine di assicurare il pagamento  dei
  contributi pregressi previsti dalla legge regionale n. 4  del  1999
  per  gli anni 2004, 2005, 2006, 2007 e 2008 a favore delle farmacie
  rurali;

    per  quali ragioni, sussistendo i fondi necessari, così  come  da
  dichiarato alla stampa dall'Assessore, non siano stati avviati  gli
  opportuni provvedimenti per la risoluzione del problema». (357)

    Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
  la  quale l'onorevole Oddo chiede notizie circa le risorse  per  le
  farmacie rurali delle isole minori, si rappresenta quanto segue.
    L'indennità  di disagiata residenza in favore dei titolari  delle
  farmacie  rurali  aventi sede nelle isole minori è  prevista  dalla
  legge regionale 5 gennaio 1999, n. 4, per fare fronte ai molteplici
  e peculiari disagi logistici che gravano sulle stesse.
    Non  rientrando  tale  indennità  tra  i  livelli  essenziali  di
  assistenza,   la  stessa  non  può  trovare  copertura   attraverso
  l'utilizzo del Fondo Sanitario Regionale.
    Tale indennità è stata corrisposta fino al 2004 e successivamente
  non ha trovato ingressi negli stanziamenti del bilancio regionale.
    La  legge  regionale  17 marzo 2009, n. 2,  al  fine  di  evitare
  qualunque  forma  di protesta che potesse portare  all'interruzione
  dell'assistenza farmaceutica convenzionata nelle sedi  coinvolte  e
  scongiurare  il rischio che le stesse sedi rimanessero vacanti,  ed
  in  assenza  di  legge  di  bilancio,  ha  consentito  l'erogazione
  dell'indennità, per il solo esercizio finanziario  2009,  a  valere
  sul  fondo  per  le  autonomie locali  già  determinato  con  legge
  finanziaria 2008.
    E'  stata  presentata  alla Giunta di  Governo  una  proposta  di
  disegno  di  legge contenente la norma che consente di  determinare
  annualmente,   mediante  la  tabella  G  della  legge   finanziaria
  regionale,  l'indennità in argomento in modo da  risolvere  in  via
  definitiva  la  problematica, senza dovere  ricorrere  a  soluzioni
  d'urgenza come avvenuto nel corrente anno.
    La  proposta ha già ottenuto il parere favorevole del  competente
  Assessorato Bilancio e Finanze è sarà riproposta in via  definitiva
  alla nuova Giunta di Governo con alcune modifiche formali suggerite
  dall'Ufficio legislativo e legale.
    Per  quanto  riguarda l'erogazione dell'indennità non corrisposta
  per  gli  anni  pregressi si pone un problema di  disponibilità  di
  risorse  necessarie  per  la  copertura finanziaria,  problema  che
  sembra che già in passato ha impedito l'approvazione di emendamenti
  in tal senso presentati».

    L'Assessore

    Massimo Russo

    ODDO. - «All'Assessore per la sanità, premesso che:

    nell'ambito   del  piano  di  rientro  il  provvedimento   varato
  dall'Assessore  per  la sanità prevede la chiusura  di  43  guardie
  mediche per ridurre i costi, ma che l'individuazione dei presìdi da
  chiudere o da ridurre come ore di operatività non tiene conto delle
  effettive  esigenze  del  territorio, in particolare  delle  realtà
  montane;

    secondo le previsioni del piano la guardia medica di Erice  Vetta
  (820/  s.l.m.) deve essere ridotta a guardia notturna prefestiva  -
  festiva;

    la  guardia  medica di Erice Vetta costituisce un  indispensabile
  presidio  per  una località sita a 12 chilometri dall'ospedale  più
  vicino,   raggiungibile   da   un   percorso   stradale   con    le
  caratteristiche di percorso di montagna che rende ancor più lento e
  difficile  il collegamento, con l'aggravante della sospensione  del
  servizio del 118;

    nel  borgo medievale di Erice Vetta dimorano, oltre ai residenti,
  molte  migliaia di villeggianti durante il periodo estivo ed  altre
  migliaia  di  visitatori  occasionali,  i  quali  rappresentano  un
  considerevole bacino di utenza per la guardia medica;

    proprio  per  le  suddette ragioni ed a tutela del  diritto  alla
  salute  dei  propri  cittadini, il comune  di  Erice  ha  impugnato
  innanzi  al  TAR  il  provvedimento  di  chiusura,  ottenendone  la
  sospensione;

    nonostante questo e nonostante la proposta del sindaco  di  Erice
  di mettere a disposizione del presidio sanitario sia i locali che i
  servizi, restando a carico della Regione unicamente le retribuzioni
  dei medici, l'ASL e l'Assessorato sono rimasti arroccati sulle loro
  posizioni  ed  anzi hanno presentato appello, avverso la  decisione
  del  TAR, innanzi al CGA, dimostrando in tal modo di non tenere  in
  alcun conto le esigenze ed i diritti dei cittadini;

    la  salute  è  un diritto fondamentale ed inalienabile  di  rango
  costituzionale  di  fronte al quale appaiono prive  di  significato
  tutte   le   forme  di  razionalizzazione  o  di  riorganizzazione,
  soprattutto  quando attraverso di esse si penalizzano  i  territori
  più  deboli, e le comunità locali che registrano specificità legate
  al carattere montano dei luoghi;

    è necessario un'attenta riflessione sulla guardia medica di Erice
  Vetta  che  tenga  conto  delle  istanze  della  cittadinanza,  dei
  provvedimenti  del  giudice amministrativo  e  delle  proposte  del
  sindaco del comune interessato;

    per sapere:

    come  intenda  intervenire al fine di assicurare il diritto  alla
  salute  dei cittadini che vivono nei territori montani, come quello
  di Erice Vetta;

    se  intenda  rivedere  il provvedimento  emesso  in  ordine  alla
  riduzione  del  servizio della guardia medica di Erice  anche  alla
  luce  del  pronunciamento del TAR di Palermo e della  proposta  del
  sindaco di Erice;

    se  non  ritenga l'appello presentato dall'ASL al CGA un  vero  e
  proprio  accanimento nei confronti della comunità di Erice  Vetta».
  (362)

    Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
  la  quale  l'onorevole  Oddo chiede notizie circa  il  mantenimento
  dell'operatività  della  guardia medica di  Erice  Vetta  (TP),  si
  rappresenta quanto segue.
    Il punto B.4.4 del  Piano di rientro , nell'ambito dell'obiettivo
  operativo  riguardante  la riorganizzazione dei  servizi  destinati
  all'urgenza  ed  all'emergenza  ed  ai  rapporti  con  l'assistenza
  sanitaria di base, prevede la rimodulazione, in relazione  ai  dati
  di produttività ed alla loro allocazione geografica, dei presidi di
  continuità  assistenziale  con  l'adozione  di  specifici   decreti
  assessoriali  che,  nel  triennio  considerato,  ne  dispongano  la
  chiusura nel numero rispettivamente di 43, 22 e 22, di cui 4, 1 e 2
  nell'ambito dell'Azienda USL n. 9 di Trapani.
    Sulla   scorta  di  criteri  predeterminati  dall'Amministrazione
  regionale, il Direttore generale dell'Azienda USL n. 9 di  Trapani,
  con  delibera n. 1573 del 24 giugno 2008 ha individuato i 4 presidi
  da  dismettere e, precisamente quelli di Trapani, Mazara del Vallo,
  Castelvetrano e Salemi, per i quali questo Assessorato ne ha  preso
  atto con il decreto n. 1507/2008.
    In  pari  data,  con  atto deliberativo  n.  1575/08,  la  stessa
  Azienda,   in  ottemperanza  alle  disposizioni  assessoriali   che
  prevedono  il  mantenimento dei presidi di continuità assistenziali
  permanenti  solo ed esclusivamente nelle isole minori,  ha  altresì
  provveduto  a riconvertire il presidio di Erice Vetta da permanente
  (h. 24) ad ordinario (festivo, prefestivo e notturno); infatti,  ai
  sensi  di  quanto previsto dall'articolo 62 dell'A.C.N. di Medicina
  Generale  23 marzo 2005, il servizio di continuità assistenziale  è
  assicurato  dalle ore 10,00 del giorno prefestivo alle ore 8,00 del
  giorno   successivo al festivo e dalle ore 20,00 alle ore  8,00  di
  tutti i giorni feriali , mentre i presidi permanenti attivi 24 h su
  24  sono  stati istituti a livello regionale con La legge regionale
  n.  26/1996  (art.  21,  comma 1) che ne ha previsto  l'attivazione
  limitatamente alle isole minori.
    Pertanto  la  delibera aziendale contestata è stata  adottata  in
  osservanza  alla normativa nazionale e regionale che disciplina  la
  materia.
    Per  quanto  concerne  l'esigenza di garantire  il  diritto  alla
  salute  dei cittadini, si fa presente che l'assistenza sanitaria  è
  assicurata  dal  servizio di assistenza primaria, dal  presidio  di
  continuità assistenziale ordinaria e dalla postazione del 118.
    Del   resto,  a  conferma  della  legittimità  del  provvedimento
  adottato dalla Azienda di Trapani, di riconversione del presidio di
  continuità  assistenziale di Erice da permanente ad  ordinario,  si
  precisa  che  il  C.G.A., intervenendo in sede di  appello  avverso
  l'ordinanza  con  cui  il  T.A.R.  di  Palermo  aveva  sospeso   il
  provvedimento  aziendale impugnato, ha annullato  il  provvedimento
  del TAR.
    In  ottemperanza  a tale pronuncia l'Azienda di Trapani  ha  dato
  esecuzione alla stessa confermando il presidio di Erice Vetta quale
  presidio  ordinario (festivo, prefestivo e notturno) di  continuità
  assistenziale».

    L'Assessore

    Massimo Russo
   PANARELLO - DE BENEDICTIS - DI BENEDETTO - DIGIACOMO - MARZIANO. -
  «Al  Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso  che  l'Assessorato Sanità, pur in presenza del  piano  di
  rientro,  ha  ritenuto di dover autorizzare le strutture  sanitarie
  pubbliche, ASL e policlinici universitari, alla stabilizzazione del
  personale  precario  paramedico (ausiliari, infermieri  e  tecnici)
  secondo  le  linee guida definite a sua tempo con le organizzazioni
  sindacali,  escludendo  però  l'area  della  dirigenza   medica   e
  veterinaria;

   considerato che:

   i  predetti accordi sindacali ponevano in essere i contenuti della
  legge   finanziaria   nazionale   che   rendeva   obbligatoria   la
  stabilizzazione del personale paramedico;

   numerose  regioni  italiane (Calabria, Sardegna,  Puglia,  Veneto,
  Marche,   Emilia-Romagna,   Toscana,  Piemonte)   hanno   proceduto
  all'emanazione di provvedimenti atti alla stabilizzazione anche del
  personale   inquadrato   nell'area   della   dirigenza   medica   e
  veterinaria;

   in  Sicilia  il personale in oggetto (circa 700 unità) svolge  una
  funzione  essenziale  nel  garantire l'operatività  delle  numerose
  strutture sanitarie;

   questo  personale  opera da molti anni e pertanto  ha  maturato  i
  requisiti ai fini della stabilizzazione;

   il  superamento  della condizione di precarietà consentirebbe  una
  più  efficiente erogazione dell'assistenza sanitaria nelle numerose
  strutture interessate;

   per  sapere  se non valutino necessario procedere alla definizione
  degli  atti funzionali alla stabilizzazione del personale dell'area
  della  dirigenza medica e veterinaria allo scopo di soddisfare,  in
  analogia  a  quanto  già  avvenuto in altre  regioni  italiane,  la
  legittima aspirazione al superamento della condizione di precarietà
  in  cui  versa  detto  personale  e contestualmente  contribuire  a
  rendere  più efficiente il sistema sanitario pubblico in  Sicilia».
  (369)

   Risposta. - « In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
  la   quale   l'onorevole   Panarello  chiede   notizie   circa   la
  stabilizzazione del personale inquadrato nell'area della  dirigenza
  medica e veterinaria in Sicilia, si rappresenta quanto segue.
   Questa Regione ha autorizzato le procedure di stabilizzazione  del
  personale  precario  non  dirigenziale, titolare  di  contratti  di
  lavoro   a  tempo  determinato,  in  servizio  presso  le   Aziende
  sanitarie,  secondo  i  criteri  e  le  modalità  individuate   nei
  protocolli  di  intesa sottoscritti dall'Assessore della  sanità  e
  dalle 00.SS. firmatarie dei contratti di lavoro del comparto S.S.N.
  e dell'Università, ed approvati con delibera di Giunta n. 45 del 13
  febbraio 2008.
   A  tal  fine,  è stato previsto che le Aziende sanitarie  dovevano
  approvare  un  piano  triennale  di stabilizzazione  da  sottoporre
  all'autorizzazione dell' Assessorato della sanità, da  definire  al
  di fuori delle percentuali di parziale copertura turn over previsto
  dalla  misura  D  1.2  del  Piano  di  rientro,  con  l'obbligo  di
  individuare  le risorse finanziarie occorrenti nella  disponibilità
  del   bilancio  aziendale,  senza  però  avvalersi  delle   risorse
  derivanti dai risparmi realizzati dal turn over.
   Per la individuazione dei soggetti aventi i requisiti previsti dai
  protocolli d'intesa si è fatto riferimento alle tipologie di lavoro
  flessibile  rientranti nella più ampia categoria dei  contratti  di
  lavoro subordinati previsti nella vecchia formulazione dell'art. 36
  del   D.L.vo  n.  165/2001,  di  recente  integralmente  sostituito
  dall'art. 3, comma 79, della legge n. 244/2007.
   Non sono invece state previste procedure di stabilizzazione per il
  personale  dirigenziale  in quanto sia la  legge  finanziaria  2007
  (legge  n.  296/2006 art. 1, comma 519), sia la  legge  finanziaria
  2008  (legge  n.  244/2007  art. 3,  comma  94)  facevano  espresso
  riferimento al personale precario non dirigenziale.
   Al   riguardo  si  fa  richiamo  alla  direttiva  n.  5/2008   del
  Dipartimento della funzione pubblica che, nell'evidenziare  che  le
  disposizioni  speciali  in materia di stabilizzazione  scaturiscono
  dalla  volontà  del  legislatore di porre rimedio  alle  situazioni
  irregolari  determinatesi  come effetto  dell'utilizzo  del  lavoro
  flessibile  per esigenze permanenti legati al fabbisogno ordinario,
  ha  precisato  che le leggi finanziarie sopra riportate  non  hanno
  previsto la stabilizzazione del personale dirigenziale in quanto le
  tipologie  contrattuali  a  tempo determinato  previste  per  dette
  categorie  sono contenute in disposizioni speciali in  cui  prevale
  l'esigenza di una scelta fondata sull'intuitu personae nella  quale
  non  si rinvengono i presupposti di un utilizzo improprio del tempo
  determinato  in  quanto i rapporti si svolgono net  rispetto  della
  normativa  di  riferimento, senza determinare aspettative  in  capo
  agli interessati.
   Allo  stato l'eventuale previsione di estendere anche al personale
  inquadrato  nell'area  della  dirigenza  medica  e  veterinaria  le
  disposizioni  inerenti  alle procedure di stabilizzazione  non  può
  attualmente trovare applicazione nella nostra Regione in sottoposta
  ai  vincoli  del Piano di rientro diversamente dalla maggior  parte
  delle Regioni citate nell'atto ispettivo parlamentare».

   L'Assessore

   Massimo Russo

   ARDIZZONE. - «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   il  piano  di rientro dal deficit della sanità siciliana  è  stato
  positivamente riscontrato dal Governo nazionale;

   per  l'attuazione di detto piano, l'Assemblea regionale  siciliana
  sarà  chiamata  a discutere e deliberare in ordine  ai  disegni  di
  legge che ridisegnano la mappa della sanità siciliana;

   in data 10 luglio 2002, in aderenza alla nota del Presidente della
  Regione   pro  tempore  n.  11260  del  9  luglio  2002,  è   stato
  sottoscritto fra il Ministero della salute e l'Assessorato  Sanità,
  l'accordo  di programma che prevede la realizzazione in Sicilia  di
  tre  centri  di eccellenza per i settori maggiormente esposti  alla
  mobilità sanitaria verso altre Regioni;

   all'uopo, sono state individuate le sedi dei suddetti tre centri e
  precisamente:  Messina (oncologia), Palermo (materno  infantile)  e
  Catania (ortopedia);

   per  la  gestione  e  realizzazione del centro  di  eccellenza  in
  oncologia nel 2004 è stata istituita un'apposita fondazione, a  cui
  aderiscono  la  Regione  siciliana,  l'università  di   Messina   e
  l'azienda ospedaliera  Papardo';

   il  progetto  di  realizzazione del centro  di  eccellenza  presso
  l'ospedale  Papardo' è in fase avanzata;

   da recenti notizie stampa, nell'illustrare la riorganizzazione dei
  dipartimenti sul territorio siciliano, si fa riferimento ad un polo
  di eccellenza   a Catania  presso l'ospedale  Garibaldi';

   ritenuto che:

   l'individuazione  di  Messina come sede  del  polo  di  eccellenza
  presso  l'ospedale Papardo è stato frutto di una  scelta  condivisa
  dalla  Regione siciliana, a seguito di una pressante sollecitazione
  della   stampa  locale  e  dell'opinione  pubblica,   che   impegnò
  fortemente alla mobilitazione tutta la classe politica messinese;

   il  sindaco Scapagnini principale esponente della classe dirigente
  di  Catania del tempo, alla notizia dell'individuazione di  Messina
  come   centro  di  eccellenza,  dichiarò  di  essere   sorpreso   e
  rammaricato della scelta effettuata dall'Assessore per  la  sanità,
  perché  Catania ha tutte le carte in regola per ospitare il  centro
  di oncologia' e che non si sarebbe  rassegnato' per tale scelta;

   per  sapere  se  la realizzazione dei tre centri di  eccellenza  a
  Messina   (oncologia),  Palermo  (materno  infantile)   e   Catania
  (ortopedia) rientrano ancora nei programmi dei Governo regionale  e
  come  si  articolerebbero  nell'ambito della  riorganizzazione  dei
  servizi sanitari pubblici in Sicilia;

   se  risulti  conforme al vero che l'ospedale Garibaldi di  Catania
  dovrebbe diventare un grande hub di eccellenza per l'oncologia  ed,
  in caso positivo, se non ritenga doveroso spiegarne la portata e la
  differenza con quello di Messina». (372)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole Ardizzone chiede notizie circa  il  polo  di
  eccellenza in oncologia a Messina, si rappresenta quanto segue.
   L'articolo 23 della legge regionale 14 aprile 2009, n. 5,  prevede
  che  le funzioni dei Centri di eccellenza siano svolte dai soggetti
  individuati  nel  Piano  sanitario  regionale,  la  cui  stesura  è
  prevista  nei  successivi 240 giorni dalla  data  di  pubblicazione
  della medesima legge (17 aprile 2009).
   Nessuna  scelta  è  stata dunque ad oggi definita  fermo  restando
  comunque  l'obiettivo  prioritario  di  potenziare  l'offerta   del
  settore oncologico».

   L'Assessore

   Massimo Russo

   CURRENTI - FALCONE. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore
  per la sanità, premesso che:

   Antonino  è  un  ragazzo  di  17 anni  di  Torregrotta,  paese  in
  provincia di Messina, che, da quando aveva 15 mesi, soffre  di  una
  delle  forme peggiori di distrofia muscolare. Sino all'età di  nove
  anni  riusciva  a deambulare, dopo ha avuto bisogno della  sedia  a
  rotelle.  Dal  2006  la  malattia, oramai  in  stato  avanzato,  lo
  costringe a stare a letto in maniera continuativa;

   il  padre di Antonino è muratore mentre la madre è casalinga. Sino
  al  31  dicembre  2008  la  famiglia ha  usufruito  dei  contributi
  regionali  elargiti  dalla  azienda  sanitaria  di  Sant'Agata   di
  Militello.  Dal  primo  di  gennaio questi  contributi  sono  stati
  sospesi   a  causa  delle  nuove  direttive  emesse  dall'Assessore
  regionale per la sanità;

   considerato che l'assistenza continua di Antonino costa circa 2000
  euro al mese, cifra che la famiglia, ovviamente, non può sostenere.
  Dal primo gennaio, a fianco dei genitori di Antonino, sono scesi in
  campo  i parenti, alcune associazioni di volontariato ed il  comune
  di Torregrotta, ma è evidente che tale situazione non può perdurare
  a lungo;

   tenuto    conto    che   la   frenetica   corsa    al    risparmio
  dell'amministrazione  sanitaria regionale,  senza  una  precisa  ed
  accurata disamina dei casi esistenti, porta ad una gravissima serie
  di   disservizi  che  colpiscono  quelle  famiglie  siciliane   già
  duramente  provate  dalla presenza in casa di  parenti  colpiti  da
  malattie croniche invalidanti;
   per sapere:

   quali  siano  i  motivi che hanno portato la ASL di Sant'Agata  di
  Militello  a  sospendere i contributi regionali  alla  famiglia  di
  Antonino;

   quanti  siano  i casi in Sicilia di malati, assistiti  al  proprio
  domicilio dalle famiglie, colpiti da gravissime forme di invalidità
  cui sono stati interrotti i contributi regionali;

   quali   siano  le  iniziative  che  intende  adottare  l'Assessore
  regionale  per la sanità per ripristinare con urgenza i  contributi
  alla  famiglia di Antonino ed a tutte quelle famiglie che assistono
  in  forma  domiciliare malati gravi e che, dal primo gennaio  2009,
  non ricevono più i sacrosanti aiuti da parte della Regione». (416)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la quale l'onorevole Currenti chiede notizie circa le iniziative in
  favore  dei  malati con gravi invalidità permanenti, si rappresenta
  quanto segue.
   Premesso  che l'atto parlamentare non contiene elementi utili  per
  la  precisa  individuazione del caso in questione presso  l'Azienda
  sanitaria  investita della problematica, si precisa che  la  stessa
  Azienda  ha  comunque individuato una possibile  compatibilità  con
  alcune criticità assistenziali ravvisate a carico di un assistito e
  connesse agli effetti prodotti dal decreto assessoriale n. 3415 del
  19   dicembre  2008,  successivamente  modificato  con  decreto  23
  febbraio 2009.
   Quest'ultimo ha disposto la fornitura - temporaneamente sospesa  -
  delle    prestazioni    di   assistenza   sanitaria    integrativa,
  limitatamente  alle  persone con stati  patologici  severi  cronici
  rientranti in programmi assistenziali di cure domiciliari integrate
  e   non,  superando  conseguentemente  le  criticità  riconducibili
  all'interrogazione.
   Relativamente alla lamentata sospensione dei contributi regionali,
  si  precisa che non rientra fra le competenze di questo Assessorato
  l'erogazione di contributi economici di qualsiasi natura in  favore
  di   soggetti   con   disabilità,  e  pertanto  si   ritiene   che,
  verosimilmente,  tali  erogazioni possano essere  ascrivibili  alle
  competenza del servizio sociale del Comune di appartenenza».

   L'Assessore

   Massimo Russo

   MAIRA.  -  «Al  Presidente della Regione e  all'Assessore  per  la
  sanità, premesso che:

   il comma 10 dell'articolo 1 della legge regionale 5 novembre 2005,
  n.  15  e  s.m.i.,  stabilisce che  per la piena  attuazione  delle
  misure   per   il   contenimento  della  spesa  sanitaria,   presso
  l'Assessorato regionale della sanità può essere disposto il comando
  di  personale  delle  aziende  sanitarie  locali  e  delle  aziende
  ospedaliere  nel  numero  massimo di 35  unità  da  inquadrare  con
  provvedimento del dirigente generale del dipartimento presso cui il
  personale è comandato ( ...).';

   in  attuazione  di quanto previsto dalla predetta disposizione  di
  legge  sono stati disposti diversi provvedimenti di comando  presso
  l'Assessorato   Sanità  di  personale  proveniente  dalle   aziende
  sanitarie locali e dalle aziende ospedaliere;

   il   personale  comandato  ha  operato  contribuendo  in   maniera
  inequivocabile   e   considerevole  nella  attività   istituzionale
  dell'Assessorato ed in particolare al piano di rientro,  sia  nella
  fase di individuazione degli obiettivi e delle relative misure, sia
  nella fase successiva dell'adozione delle misure e del monitoraggio
  degli interventi;

   sembra   siano   state   assunte  alcune   iniziative   da   parte
  dell'Assessore per la sanità, il quale immotivatamente ha disposto,
  da un lato, la cessazione del comando per alcune unità di personale
  e,    dall'altro,   altrettanto   immotivatamente,    l'attivazione
  dell'istituto   del  comando  di  altrettante   nuove'   unità   di
  personale;

   per sapere:

   quante   unità  di  personale  in  atto  siano  comandate   presso
  l'Assessorato  per  la  sanità e le relative qualifiche,  in  quale
  dipartimento siano in servizio ed i rispettivi carichi di lavoro;

   quanti  e  quali  provvedimenti di cessazione  del  comando  abbia
  disposto l'Assessore per la sanità;

   quanti  e  quali  provvedimenti di nuovi  comandi  abbia  disposto
  l'Assessore per la sanità;

   se  sia intendimento dell'Assessore della sanità non continuare ad
  avvalersi delle unità di personale comandate, rinunciando di  fatto
  a   professionalità   indiscutibili  e  specificatamente   maturate
  nell'affrontare le problematiche relative al piano di rientro;

   se   non   ritenga  fuorviante,  discriminatorio  ed  estremamente
  discrezionale l'eventuale cessazione del comando per personale  già
  in  servizio  ed  in possesso di tutti i requisiti,  oltre  che  di
  particolate  esperienza,  a  favore di nuovo  personale  che  dovrà
  inevitabilmente  acquisire  nel  tempo  la  giusta  esperienza  per
  affrontare  situazioni  che  secondo  dichiarazioni  dello   stesso
  Assessore vanno risolte in tempi rapidissimi». (423)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole Maira chiede notizie in merito al  personale
  comandato presso l'Assessorato della sanità, si rappresenta  quanto
  segue.
   Il  comma 10 dell'articolo 1 della legge regionale 5 novembre 2005
  n. 15 e s.m.i. stabilisce che "per la piena attuazione delle misure
  per  il  contenimento  della spesa sanitaria, presso  l'Assessorato
  della  sanità,  può essere disposto il comando di  personale  delle
  aziende  sanitarie locali e delle aziende ospedaliere  sino  ad  un
  massimo di 35 unità .
   In data 25 febbraio 2009, con nota prot. 2955/DG, l'Azienda U.S.L.
  6, per proprie esigenze organizzative, ha richiamato in servizio n.
  4 unità, di cui due dirigenti ed due del comparto, già in posizione
  di comando presso questo Assessorato.
   L'Amministrazione  con nota n. 3252 del 20 marzo  2009,  prendendo
  atto  delle  determinazioni assunte dall'Azienda 6, ha concesso  il
  nulla osta al rientro di tre delle predette unità (due dirigenti ed
  uno  del  comparto) mentre per la rimanente unità non dirigenziale,
  pur conoscendo le valide motivazioni che hanno indotto l'Azienda  a
  richiederne  il  rientro,  si  è rappresentata  l'opportunità,  per
  l'attività svolta connessa alle finalità del  Piano di rientro , di
  mantenerla in servizio presso l'Amministrazione regionale.
   Infine,  per  scadenza contrattuale, è rientrata presso  l'Azienda
  U.S.L. n. 6 una ulteriore unità dirigenziale.
   Pertanto,  alla data odierna, sono stati emessi n. 3 provvedimenti
  di cessazione della posizione di comando, su specifica richiesta di
  rientro formulata da parte dell'Azienda di appartenenza.
   In  atto  risultano  in comando con posizione dirigenziale  n.  16
  unità, di cui:
   n. 8  presso il Dipartimento per la pianificazione strategica;
   n.   8  presso  il  Dipartimento  per  le  attività  sanitarie  ed
  osservatorio  epidemiologico; si precisa che il  contratto  di  una
  delle citate unità è in scadenza al 30 giugno 2009.
   Com'è  noto, con D.P.Reg. 29 aprile 2009, n.131, è stata  definita
  la  riorganizzazione  delle strutture intermedie  dei  Dipartimenti
  dell'Assessorato della sanità; conseguentemente l'assegnazione  dei
  soggetti   comandati,  già  informalmente  incardinati  presso   le
  strutture    dei   Dipartimenti   in   relazione    alla    propria
  professionalità ed esperienza, avverrà successivamente alla stipula
  dei  contratti  individuali  di  lavoro  attualmente  in  corso  di
  definizione anche per il personale dirigenziale interno.
   Per  quanto  attiene al personale non dirigenziale si precisa  che
  sono  in  servizio  n. 9 unità di personale incardinato  presso  il
  Dipartimento per la pianificazione strategica.
   Ciò  posto, delle complessive 25 professionalità comandate  presso
  l'Assessorato  il  sottoscritto, nel  mantenere  in  servizio  -  a
  seguito di specifiche esigenze manifestate dai Dirigenti generali -
  nove   unità  già  in  precedente  posizione  di  comando,  ne   ha
  autorizzato  quindici  assicurando così il  buon  funzionamento  di
  servizi;  per la citata unità il cui contratto andrà a  scadere  in
  data 30 giugno 2009 non si è previsto alcun rinnovo di comando.
   Concludendo  si fa presente che tutte le cessazioni  dei  rapporti
  sono  avvenute  esclusivamente a seguito di esigenze  espressamente
  rappresentate dalle Aziende di provenienza e che comunque tutte  le
  professionalità delle unità acquisite sono in possesso di curricula
  di  alto spessore oltre che di comprovata esperienza maturata nelle
  Aziende di provenienza».

   L'Assessore

   Massimo Russo

   LIMOLI.  -  «Al  Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  sanità,  premesso che agenzie giornalistiche hanno diffuso  notizie
  circostanziate   riguardanti   la   nomina   del    consiglio    di
  amministrazione della fondazione Istituto 'G. Giglio San  Raffaele'
  di Cefalù;

   appreso  che,  nell'ambito di tali nomine, presidente  del  citato
  c.d.a.  sarebbe stato indicato, dal Presidente della  Regione,  on.
  Lombardo, il dott. Stefano Cirillo;

   atteso  che lo stesso dott. Cirillo risulta essere il coordinatore
  regionale del Movimento per l'Autonomia della Lombardia;

   ritenuto  che l'unico titolo preferenziale a vantaggio del  citato
  dott. Cirillo, rispetto alle tante idonee professionalità esistenti
  nella  nostra  Regione,  sembra essere la sua  carica  dirigenziale
  nell' MPA lombardo;

   visto  che  tali modalità smentiscono ogni professata  volontà  di
  fare  prevalere,  nella scelta dei dirigenti da  proporre  ai  vari
  settori  della  pubblica  amministrazione  regionale,  criteri   di
  obiettività, trasparenza e valorizzazione di riconosciuti titoli di
  professionalità e di competenza;

   per  sapere  se non ritengano di procedere ad una revoca  di  tale
  nomina,  al  fine di non mortificare i professionisti  siciliani  e
  soprattutto  smentire  fondate  ed  obiettive  censure  rivolte  ad
  attribuire   alle  scelte  del  Presidente,  on.  Lombardo,   ormai
  sistematicamente,  significati  di mera  lottizzazione  politica  e
  clientelare  e  finalità  di  esclusiva occupazione  partitica  del
  potere e della pubblica amministrazione». (478)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole Limoli chiede notizie circa  la  nomina  del
  consiglio  di amministrazione della fondazione "Istituto G.  Giglio
  San Raffaele" di Cefalù (PA), si rappresenta quanto segue.
   Riguardo  alla  contestazione in ordine  alla  nomina,  per  parte
  regionale,  del  dott.  Stefano Cirillo si precisa  che  lo  stesso
  possiede  pienamente  i requisiti richiesti dall'articolo  9  dello
  statuto  della Fondazione di  indipendenza, elevata professionalità
  ed  onorabilità, nonché di qualificata competenza ed esperienza nei
  settori  dell'assistenza  sanitaria, della  ricerca  scientifica  e
  della  organizzazione  e  gestione  di  strutture  destinate   allo
  svolgimento  delle  attività  di  assistenza  e  ricerca ,   avendo
  maturato  una più che decennale esperienza in posizione apicale  in
  prestigiose  strutture  italiane ed estere quali   The  Royal  Free
  Hospital    di  Londra,   St.  Jude  Hospital   (U.S.A.),    London
  Hospital  (Kuwait),  St. George University Hospital Cancer  Centre
  di  Londra,  General Hospital Jersey  (G.B.) e Ospedale  Humanitas
  di Milano».

   L'Assessore

   Massimo Russo

   VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  sanità, premesso che:

   l'ASL  8  ha  revocato,  per motivi economici,  alle  farmacie  la
  centralità del rapporto di distribuzione dell'ossigeno liquido;

   tale  scelta  ha,  di  fatto,  creato  innumerevoli  problemi  sul
  territorio.  Le ditte che producono e distribuiscono ossigeno,  non
  avendo  più, come punto di riferimento, le farmacie ma  il  cliente
  finale,  hanno  iniziato,  a  quanto pare,  una  caccia  spasmodica
  dell'utente casa per casa, ospedale per ospedale;

   considerato   che   la  mancata  centralità  della   distribuzione
  dell'ossigeno liquido ha creato non pochi problemi anche per quanto
  concerne  l'ossigeno gassoso. Infatti, tale tipologia di  ossigeno,
  poco  remunerativo  per  le ditte produttrici,  è  diventato  quasi
  introvabile;

   tenuto  conto  che l'ASL 6 di Palermo, alla luce delle  esperienze
  negative sorte nel campo della distribuzione dell'ossigeno, ha  già
  siglato  un  accordo  per riportare la distribuzione  dell'ossigeno
  liquido alle farmacie;

   per  sapere  se  non  ritengano urgente e  necessario  intervenire
  presso  l'ASL  8  di Siracusa al fine di ridare  alle  farmacie  la
  centralità  della distribuzione dell'ossigeno liquido in  provincia
  di  Siracusa ed evitare disparità di trattamento fra i malati delle
  varie province siciliane». (481)

   Risposta. - « In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
  la  quale  l'onorevole Vinciullo chiede notizie circa le iniziative
  per  restituire  la  competenza della  distribuzione  dell'ossigeno
  liquido  nelle  farmacie in provincia di Siracusa,  si  rappresenta
  quanto segue.
   Al  fine di dare attuazione alla misura A.1.2 -  Incremento  della
  distribuzione  diretta dei farmaci inclusi  nel  PHT   -  sub  a  -
   Individuazione  di  ulteriori categorie a distribuzione  diretta ,
  del   Piano  di  rientro', con D.A. n. 2205  del  17  ottobre  2007
  l'Assessorato  ha  individuato i medicinali  a  base  dei  principi
  attivi funzionali alla cura di specifiche patologie ad alto rischio
  di  vita  inserendo tra questi l'ossigeno liquido,  sussistendo  le
  condizioni  di impiego clinico e setting assistenziale  compatibili
  con  la  distribuzione diretta ed al contempo assolvendo così  agli
  impegni assunti in sede di sottoscrizione del piano regionale.
   L'Azienda  U.S.L. 8, così come le altre Aziende, si  è  uniformata
  alla  direttiva  assessoriale attivando  la  distribuzione  diretta
  dell'ossigeno liquido.
   In  ordine alle perplessità manifestate dall'interrogante circa le
  criticità  e  i disservizi sul territorio determinatesi  a  seguito
  della revoca le ditte che producono e distribuiscono direttamente a
  domicilio del paziente l'ossigeno hanno come riferimento,  per  ciò
  che attiene gli aspetti amministrativi collegati alla fornitura del
  servizio  (rendicontazione  delle prestazioni  rese,  fatturazione,
  pagamenti,  etc.)  non  più  le  108 farmacie  della  provincia  di
  Siracusa,  ma unicamente l'Azienda USL 8 di Siracusa. Tale  sistema
  di  distribuzione diretta, pertanto, tende ad accentuare ancora  di
  più la centralità del rapporto con il fornitore.
   Inoltre,  corre  l'obbligo  sottolineare  che  gli  utenti   della
  provincia   di   Siracusa   che  necessitano   di   ossigenoterapia
  domiciliare  continuano a ricevere la fornitura direttamente  dalla
  ditta  produttrice l'ossigeno presso il loro domicilio, esattamente
  come  avveniva  prima dell'adozione del nuovo sistema distributivo.
  E'  stato  così abolito soltanto il  passaggio  della distribuzione
  attraverso   le   farmacie  convenzionate  che,  nonostante   fosse
  meramente virtuale, comportava comunque un costo per l'Azienda  USL
  rappresentato  dal  riconoscimento  alle  farmacie  di  oneri    di
  distribuzione , senza comportare specifici vantaggi per  la  tutela
  della salute dei cittadini.
   Va  segnalato  inoltre  che, come avviene  per  tutti  i  prodotti
  oggetto  di  distribuzione  diretta, il costante  contatto  con  la
  struttura  territoriale  di pertinenza garantisce  maggiormente  il
  monitoraggio  dell'andamento  del  percorso  terapeutico  di   tali
  pazienti  le cui condizioni, spesso critiche, comportano  frequenti
  ricorsi alle cure ospedaliere.
   Relativamente   poi  alle  presunte  difficoltà   di   reperimento
  dell'ossigeno  gassoso presso le farmacie convenzionate,  correlato
  dall'interrogante    sempre   alla   mancata    centralità    della
  distribuzione  dell'ossigeno liquido, si sottolinea che  l'ossigeno
  gassoso  rientra  nella  tabella 2 della Farmacopea  Ufficiale  XII
  edizione, che contempla l'elenco delle sostanze medicinali  di  cui
  le  farmacie  aperte  al  pubblico devono essere  obbligatoriamente
  provviste   nei  quantitativi  ritenuti  sufficienti  al   regolare
  espletamento del loro servizio.
   L'eventuale  inadempienza è punibile oltre che  con  una  sanzione
  amministrativa anche, a discrezione dell'Autorità sanitaria, con la
  chiusura  della  farmacia da 5 giorni a 1 mese  e  con  l'eventuale
  decadenza  dell'autorizzazione in caso di recidiva (art.123,  comma
  4, TULS).
   Alla   luce   di   quanto  descritto,  la  conoscenza   da   parte
  dell'interrogante di un'eventuale carenza del prodotto in questione
  presso le farmacie della provincia di Siracusa, deve essere oggetto
  di  più  specifica e dettagliata denuncia al fine di dare immediato
  avvio  alle  procedure previste in questi casi e  scongiurare  così
  disservizi che possono rappresentare grave nocumento per la  tutela
  della salute dei cittadini».

   L'Assessore

   Massimo Russo

   ODDO. - «All' Assessore per la sanità, premesso che:

   l'azienda unità sanitaria locale n. 9 di Trapani, con note - prot.
  10253  del  25  febbraio 2009 e prot. 11673  del  4  marzo  2009  -
  comunicava  l'intenzione di voler procedere  all'assunzione  di  72
  vincitori del concorso pubblico per titoli ed esami per il  profilo
  di collaboratore professionale sanitario infermiere già esitato con
  provvedimento delegato del Direttore amministrativo di approvazione
  della graduatoria rubricato al n. 2021 del 06 dicembre 2007;

   la  nota  di  chiarimento prot. 2120 del 4  agosto  2008,  inviata
  dall'Assessore  ai direttori delle aziende unità sanitarie  locali,
  ospedaliere  ed  ospedaliere universitarie, in  merito  ai  decreti
  assessoriali  -  n. 1634/08 dell' 8 luglio 2008 e n.  1821  del  29
  luglio 2008, precisa al punto 1 che, le disposizione relative  alla
  sospensione delle procedure di assunzione, di cui al d.a. n.2831/07
  non  riguardano provvedimenti già resi esecutivi ai sensi dell'art.
  2  dello  stesso  decreto,  né eventuali procedure  concorsuali  in
  itinere  per il reclutamento delle figure professionali individuate
  nei suddetti provvedimenti esecutivi;

   l'Azienda   unità   sanitaria  locale  n.  9   ha   opportunamente
  evidenziato che, per gli anni 2007 e 2008 ha rispettato i limiti di
  spesa  imposti dall'art. 1, comma 565, della legge n.  296  del  27
  dicembre  2006  riducendo  la  spesa  per  il  personale  dell'1,4%
  rispetto   all'anno  2004  e  che  ha  effettuato  l'indispensabile
  ricognizione  della situazione organica aziendale  al  31  dicembre
  2007 con atto deliberativo n. 629 del 27 marzo 2008, favorevolmente
  esitato dall' Assessorato Sanità;

   l'azienda summenzionata, con deliberazione n. 2513 del 14  ottobre
  2008  -  favorevolmente  esitata  dall'  Assessorato  Sanità  -  ha
  proceduto   all'adozione   della   programmazione   triennale   del
  fabbisogno del personale;

   l'assunzione  dei  72 vincitori di concorso  di  cui  trattasi,  è
  finalizzata anche per destinare n. 20 unità al servizio SUES 118  e
  ciò  al  fine di procedere alla medicalizzazione di n. 4 ambulanze,
  di  n. 8 unità per l'attivazione dell'hospice e cure palliative del
  presidio  ospedaliero  di  Salemi  (TP)  e  che  degli  oltre   120
  Collaboratori  Professionali Infermieri  assunti  con  contratto  a
  tempo determinato la maggior parte sono i vincitori del concorso de
  quo;

   la   spesa  sostenuta  dall'azienda  per  i  contratti   a   tempo
  determinato  di  cui sopra, sarà trasferita in egual  misura  sulle
  assunzioni a tempo indeterminato che si intendono porre in essere;

   è  del tutto evidente che per le assunzioni delle 72 unità, non si
  registrerà nessun incremento di spesa, per il personale,  a  carico
  del   bilancio   aziendale  ma  solo  benefici  per   la   maggiore
  professionalità e stabilità nell'assistenza all'ammalato;

   è sempre stata prevista un'espressa deroga nelle leggi finanziarie
  nazionali  nel  periodo di vigenza del blocco  delle  assunzioni  a
  tempo indeterminato;

   appare  singolare, da parte dell'Assessorato Sanità, il continuare
  ad indugiare nel dare riscontro favorevole alle intenzioni dell'ASL
  n.  9  che  intende  procedere  alle  assunzioni  dei  72  soggetti
  vincitori  del  concorso  succitato in considerazione  anche  della
  prossima  scadenza  della  validità  della  graduatoria   e   delle
  rilevanti spese sostenute per l'espletamento dell'iter concorsuale;

   per sapere:

   se  non  ritenga  serio, ragionevole e consono  alle  disposizioni
  impartite  dall'Assessore, procedere, nell'immediato, a riscontrare
  favorevolmente  la  richiesta avanzata dall'ASL  n.  9  di  Trapani
  condividendo    la   giusta   assunzione   dei   72   collaboratori
  professionali infermieri vincitori di concorso;

   se  non  ritenga  giusto  e  doveroso considerare  prioritario  il
  suddetto adempimento, visto l'effettivo fabbisogno dell'ASL n. 9 di
  Trapani,  di  personale infermieristico al fine di  assicurare  un'
  adeguata  assistenza nelle strutture aziendali, nel  servizio  SUES
  118  e  nell'hospice da attivare presso il presidio ospedaliero  di
  Salemi». (483)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  - «In ordine alla interpellanza di cui all'oggetto  con
  la  quale l'onorevole Oddo chiede notizie circa l'assunzione di  72
  collaboratori professionali infermieri presso l' ASL 9 di  Trapani,
  si rappresenta quanto segue.
   Al fine di rafforzare le misure di contenimento della spesa per il
  personale,  questo Assessorato, con D.A. n. 1634/2008, ha  disposto
  presso  le Aziende Sanitarie della Regione siciliana la sospensione
  di  tutte  le  procedure  inerenti alle  nuove  assunzioni  per  la
  copertura   parziale  del  turn-over  e  di  tutte   le   procedure
  concorsuali in itinere, con divieto di bandire nuovi concorsi.
   Quanto  sopra  in applicazione della misura D.1.2  del   Piano  di
  rientro   che  prevede  una copertura parziale  del  turn-over  nei
  limiti delle percentuali del 25% (personale dirigenziale) e del 10%
  (personale  comparto) del numero dei dipendenti dello stesso  ruolo
  cessati nell'anno precedente.
   Tuttavia  si è preso atto dell'esigenza rappresentata dell'Azienda
  U.S.L.  9 di Trapani di procedere all'assunzione dei vincitori  del
  concorso  di  cui  sopra  per garantire  i  livelli  essenziali  di
  assistenza.
   Conseguentemente,   al   fine   di   concedere    l'autorizzazione
  assessoriale, è stato richiesto all'Azienda, con nota prot.  n.1115
  del  15 maggio 2009, di valutare, alla luce della mission aziendale
  e  delle  priorità  individuate, se  sottoporre  all'attenzione  di
  questo  Assessorato un programma di assunzioni nei limiti  previsti
  dalla  misura  D.1.2, fermo restando il rispetto delle disposizioni
  finanziarie vigenti in materia di spesa per il personale.
   Inoltre, si precisa che, in data 28 dicembre 2007, il Dipartimento
  della  Funzione Pubblica si è espresso in merito alla  ultravigenza
  delle  graduatorie  dei concorsi affermando il principio,  peraltro
  desunto dalla Giurisprudenza Amministrativa (v. Consiglio di  Stato
  sez.  V,  sentenza  n.  3627/95, sez. V  n.  1354/99,  sez.  VI  n.
  11306/2001) in forza del quale si tende a garantire - a fronte  del
  blocco   delle   assunzioni  -  lo  slittamento  del   termine   di
  utilizzabilità  delle graduatorie dei concorsi, permettendone  così
  il loro impiego.
   Infine, l'articolo 29 della legge regionale 14 aprile 2009, n.  5,
  recante   Norme  per il riordino del Servizio Sanitario  Regionale
  prevede  che  la validità delle graduatorie dei concorsi  espletati
  dalle  Aziende  sanitarie,  in scadenza nel  biennio  2009/2010,  è
  prorogata al 31 dicembre 2010 .

  L'Assessore

   Massimo Russo

   ODDO. - «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   da  oltre  un  anno  sono  stati  trasferiti  nel  nuovo  presidio
  ospedaliero,   sito   in  contrada  Cardilla   in   Marsala   (TP),
  definitivamente  ultimato, la farmacia, il centro trasfusionale  ed
  il   laboratorio   di  analisi  del  vecchio  nosocomio   marsalese
  denominato 'San Biagio';

   nonostante  ciò,  il trasferimento di tutti gli  altri  reparti  è
  fermo da un anno e non ci sono segnali immediati di risoluzione del
  problema;

   attualmente le ragioni del mancato trasferimento appaiono connesse
  con il mancato rilascio dell'agibilità per i locali che si dicevano
  ultimati  e  per l'esecuzione di lavori ancora in corso nelle  sale
  operatorie e nell'impianto di radiologia;

   l'ASL,  il  comune  di Marsala e i vigili del fuoco  continuano  a
  riversarsi le responsabilità senza addivenire ad una soluzione;

   l'attuale  situazione comporta costi aggiuntivi per  il  trasporto
  dei  campioni  da  analizzare e disagi per i pazienti,  soprattutto
  oncologici, costretti a recarsi presso la farmacia ospedaliera dopo
  avere ricevuto dai reparti le prescrizioni terapeutiche del caso;

   da  più  parti  si paventa il rischio della chiusura  del  vecchio
  ospedale 'San Biagio' sino al completamento del trasferimento,  con
  conseguenze  incalcolabili  per gli oltre  100  mila  utenti  della
  struttura sanitaria;

   è  necessario  un  intervento immediato per  risolvere  i  residui
  problemi  e  rendere immediatamente disponibile la nuova struttura,
  accelerando   il   trasferimento  dei   reparti   senza   aggravare
  ulteriormente i già notevoli disagi dei cittadini;

   per  sapere  se  non  ritenga  doveroso  intervenire  al  fine  di
  risolvere i problemi connessi con il nuovo presidio ospedaliero  di
  contrada Cardilla in Marsala, onde accelerare il trasferimento  dei
  reparti del vecchio ospedale, denominato 'San Biagio', evitando  di
  aggravare   ulteriormente  i  già  notevoli  disagi  dei   numerosi
  cittadini  -  utenti  che  risiedono in  quella  vasta  area  della
  provincia di Trapani». (486)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale l'onorevole Oddo chiede notizie circa i provvedimenti per
  accelerare  il trasferimento dei reparti del vecchio ospedale  "San
  Biagio"  nel  nuovo  presidio ospedaliero di contrada  Cardilla  in
  Marsala (TP), si rappresenta quanto segue.
   E' è attualmente in corso la procedura di rilascio del certificato
  di  agibilità della nuova struttura ospedaliera, risultando  ancora
  mancanti il certificato di prevenzione incendi ed il certificato di
  conformità  strutturale (ex articolo 28, Legge n.  67/1988)  per  i
  primi  due lotti dell'Ospedale, edificati alla fine degli anni  '80
  dall'ex U.S.L. n. 3 di Marsala.
   Presso  la  nuova struttura sono attualmente attivi i  servizi  di
  Farmacia,  il  Laboratorio d'analisi, il Centro  trasfusionale,  la
  Direzione  sanitaria,  gli Ambulatori e l'Ufficio  ticket;  ciò  in
  quanto  l'utilizzazione parziale o totale di  un'opera,  prima  del
  rilascio  della certificazione di agibilità, è consentita dall'art.
  200  del  D.P.R. n. 554/99 (Regolamento di attuazione  della  legge
  quadro  in materia di lavori pubblici), le cui condizioni  sono  in
  atto pienamente soddisfatte.
   Come  sopra accennato, il rilascio del certificato di agibilità  è
  in  atto  vincolato  al  preventivo  rilascio  del  certificato  di
  prevenzione incendi ed al certificato di conformità strutturale dei
  primi  due  lotti  mentre  per  le  opere  relative  al  lotto   di
  completamento,  tale  certificato è stato rilasciato  il  9  giugno
  2008.
   Il  rilascio  del  certificato  di  prevenzione  incendi  è  stato
  richiesto al competente Comando provinciale dei Vigili del fuoco di
  Trapani in data 23 aprile 2008. In data 23 gennaio 2009, al termine
  delle  attività di sopralluogo presso il nuovo Ospedale, il Comando
  dei Vigili del fuoco ha indicato una serie di ulteriori adempimenti
  da  porre  in  essere per il rilascio del predetto certificato.  In
  data  3  febbraio  2009  con delibera  n.  82  l'Azienda  n.  9  ha
  tempestivamente  approvato il progetto dei  lavori  prescritti  dai
  Vigili del fuoco ed indetto la necessaria procedura di gara  che  è
  stata  espletata  d'urgenza  il  10 febbraio  2009  ed  aggiudicata
  definitivamente con deliberazione n. 345 del 25 febbraio 2009.
   I  lavori sono stati eseguiti dal 10 marzo 2009 al 30 maggio 2009.
  Con  successivo  atto  n.  827  del 27  maggio  2009  l'Azienda  ha
  deliberato  il  versamento della somma necessaria all'effettuazione
  del   nuovo   sopralluogo  da  parte  dei  Vigili  del  fuoco   per
  l'accertamento dell'avvenuta esecuzione dei lavori prescritti e per
  il rilascio della certificazione.
   Il rilascio del certificato di conformità strutturale dei lotti 1
  e 2  del nuovo Ospedale (realizzati dall'ex U.S.L. n. 3 di Marsala)
  è stato richiesto dall'Azienda n. 9 al competente Ufficio del Genio
  civile  di  Trapani fin dal 17 novembre 1999; quest'ultimo  non  ha
  potuto   ad   oggi  procedere  per  la  mancanza  della  necessaria
  documentazione tecnica relativa ai progetti autorizzati  che  erano
  stati  sottoposti  a  sequestro da parte dell'Autorità  Giudiziaria
  nell'ambito  delle  indagini, prima,  e  dei  processi,  dopo,  che
  rigaurdarono la costruzione dei predetti lotti.
   Dopo il rinnovo della richiesta avanzata dall'Azienda U.S.L. n. 9,
  l'Ufficio  del Genio civile di Trapani ha chiesto al  Tribunale  di
  Marsala  il  dissequestro  di  tutta  la  documentazione  (progetti
  approvati,  relazioni a struttura ultimata, collaudi  statici).  Al
  fine di velocizzare il procedimento, l'Amministrazione dell'Azienda
  9  ha  autonomamente effettuato le ricerche degli atti a suo  tempo
  sequestrati  al Genio civile, rinvenendoli presso la Prima  Sezione
  penale  della  Corte  di  Appello  di  Palermo  ed  ottenendone  il
  dissequestro.  La  documentazione  dissequestrata,  sufficiente  al
  completamento  della  procedura  di  rilascio  del  certificato  di
  conformità strutturale, è stata quindi consegnata il 20 maggio 2009
  all'Ufficio  del  Genio civile che, pertanto, potrà  rilasciare  il
  prescritto certificato consentendo così la piena attivazione  della
  struttura  che risulta completata in ogni sua parte, strutturale  e
  di  impiantistica, compresi il complesso operatorio, il servizio di
  radiologia».

                              L'Assessore

                             Massimo Russo

   CRACOLICI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  sanità, premesso che la Manutencoop svolge servizi di pulizia e  di
  sanificazione  presso strutture ospedaliere e  in  numerosi  uffici
  amministrativi del comparto sanitario;

   rilevato  che  la  cooperativa,  in  ordine  alle  assunzioni,  ha
  operato, in alcuni casi, tenendo conto delle segnalazioni pervenute
  da  esponenti  politici e da amministratori  delle  stesse  aziende
  sanitarie, anziché procedere selettivamente in base ai requisiti di
  ciascuno degli aspiranti lavoratori;

   ritenuto  che  detta pratica continua a perpetuare una  logica  di
  clientele  e  di  scambio  contro  cui  la  politica  deve  opporsi
  contribuendo  a  determinare condizioni paritarie  nell'accesso  al
  mercato del lavoro;

   per sapere se non ritengano necessario e urgente far luce circa le
  modalità   adottate   in   merito  alle  suddette   assunzioni   e,
  conseguentemente,  quali drastiche misure si  intendano  perseguire
  allo scopo di impedire il determinarsi di tali pratiche». (501)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole Cracolici chiede notizie circa i criteri  di
  assunzione   del  personale  adottati  dalla  società   cooperativa
  Manutencoop, si rappresenta quanto segue.
   La  Ditta Manutencoop Facility Management S.p.A., con sede in Zola
  Predosa  (BO), si è aggiudicata l'appalto dei servizi di pulizia  e
  di   sanificazione  delle  strutture  sanitarie  del  lotto  n.   2
  dell'Azienda  U.S.L.  6  , comprendente i  P.O.   Dei  Bianchi   di
  Corleone,  P.O.   Regina  Margherita   di  Palazzo  Adriano,   P.O.
   Civico  di Partinico ed i Distretti Sanitari n. 5 (Corleone), n. 6
  (Lercara),  n.  7  (Partinico) e n. 8 (Carini). Detto  servizio  ha
  avuto inizio il 1  settembre 2008.
   In particolare, il personale utilizzato dalla ditta interessata  è
  stato  nominativamente indicato alla predetta Azienda con nota  del
  12  dicembre  2008, così come previsto dal capitolato di  gara,  in
  considerazione  del  fatto che l'art. 10 di quest'ultimo  prevedeva
  espressamente  che  la  ditta  aggiudicataria  dell'appalto  (nella
  fattispecie  la  predetta  Ditta  Manutencoop  Facility  Management
  S.p.A.)  avrebbe assunto direttamente le maestranze in carico  alla
  ditta precedentemente affidataria dell'appalto, cosa che di fatto è
  avvenuta.
   Si  riporta,  per completezza di valutazione il testo  del  citato
  articolo 10  Art. 10 - SUBENTRO ALL'IMPRESA CESSANTE - L'impresa si
  impegna  all'osservanza delle norme di legge e regolamento e  degli
  accordi  ulteriormente applicativi vigenti in tema di  salvaguardia
  occupazionale,  come  previsto dal vigente CCNL  per  il  personale
  dipendente  da imprese di pulizia e servizi integrati/multiservizi,
  ai  fini  del mantenimento degli attuali livelli occupazionali  del
  personale presente, nonché di eventuali norme regionali. A tal fine
  l'impresa   subentrante  assumerà  in  qualità  di   dipendenti   i
  lavoratori  dipendenti e i soci-lavoratori con rapporto  di  lavoro
  subordinato trasferiti dall'impresa cessante.
   L'  Azienda  USL, pertanto, ha solo verificato il  rispetto  delle
  prescrizioni del capitolato e dunque che il rapporto lavorativo con
  i    precedenti    lavoratori   (n.103   unità),   a   salvaguardia
  dell'occupazione, fosse stato garantito.
   E'  ed  è rimasta esclusiva prerogativa della ditta aggiudicataria
  dell'appalto il reclutamento e l'assunzione delle restanti unità di
  personale  in aggiunta a quello proveniente dalle imprese  cessanti
  (n.  20  unità), trattandosi di attività che, per fatto  di  legge,
  dovevano e sono rimaste estranee a questa Amministrazione».

   L'Assessore

   Massimo Russo

   FALCONE - CURRENTI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore
  per la sanità, premesso che:

   la   'sensibilità   chimica  multipla'  (MCS)   è   una   sindrome
  immunotossica  infiammatoria simile all'allergia e,  molto  spesso,
  scambiata   per  tale  patologia,  poiché  i  sintomi  appaiono   e
  scompaiono  con  l'allontanamento della causa  scatenante.  Ma,  al
  contrario di una semplice allergia, con la MCS si perde per  sempre
  la  capacità di tollerare gli agenti chimici. Si assiste quindi  al
  danneggiamento del fegato e del sistema immunitario da parte  degli
  agenti  chimici:  in  pratica i sintomi si verificano  in  risposta
  all'esposizione  a  molti  composti  chimicamente  indipendenti   e
  presenti  nell'ambiente in dosi anche di molto inferiori  a  quelle
  tollerate dalla popolazione in generale;

   le  sostanze  chimiche  che  scatenano l'intolleranza  si  trovano
  nell'ambiente sotto forma di insetticidi, pesticidi, disinfettanti,
  detersivi,  profumi, deodoranti personali o per la  casa,  vernici,
  solventi,  colle  e  prodotti  catramosi,  preservanti  del  legno,
  materiali  per  l'edilizia,  carta stampata,  inchiostri,  scarichi
  delle  auto,  fumo  di stufe, camini, barbecue, prodotti  plastici,
  farmaci, anestetici, formaldeide del legno, tessuti e stoffe nuove.
  È  evidente  quindi che diventano barriere chimiche insormontabili,
  per i malati di MCS, supermercati, uffici pubblici, ospedali, studi
  medici, strade, negozi e scuole;

   considerato che:

   la  MCS  colpisce tra 1 e 3 persone ogni 100 mila  abitanti  ed  è
  causa di molte patologie disabilitanti che interessano vari sistemi
  fisiologici  (renale, respiratorio, cardiocircolatorio,  digerente,
  ecc.). Di fatti, nell'arco di pochi anni dalle prime manifestazioni
  di  MCS,  la  sindrome  può  avere conseguenze  devastanti  sino  a
  provocare   emorragie,   collassi,   ictus   o   infarti.   Inoltre
  l'infiammazione  cronica,  tipica  dello  stato  di  MCS,  porta  a
  sviluppare, con alta incidenza, forme tumorali e leucemiche;

   si tratta di una sindrome irreversibile, progressiva, incurabile e
  può  colpire  chiunque  a qualsiasi età e  classe  sociale,  in  un
  rapporto uomini/donne di 1 a 3;

   tenuto conto che:

   il  fatto che la MCS non sia riconosciuta in Italia come malattia,
  ovvero  identificata da codice sanitario drg, rende  la  situazione
  dei  malati assolutamente drammatica. Oltre a non potersi rivolgere
  ad  alcuna  struttura medica pubblica, compreso il pronto soccorso,
  perché   la   mancanza   di  ambienti  adeguatamente   sterilizzati
  comporterebbe un rischio gravissimo per il paziente, soprattutto se
  quest'ultimo è allo stato avanzato della malattia, i malati cronici
  di   MCS  spesso  faticano  ad  ottenere  una  completa  invalidità
  nonostante  le gravissime patologie di cui soffrono,  oltre  a  non
  avere  alcuna possibilità di poter usufruire delle cure  necessarie
  secondo i protocolli internazionali;

   la  MCS comporta, di contro, una situazione di completa privazione
  della propria libertà ed autonomia personale che, in molti casi, si
  risolve con un forte isolamento socio-relazionale del paziente e ad
  un'accentuata mancanza di rapporti con l'esterno con  gli  amici  e
  con i propri cari;

   visto che:

   l'unico  sistema di cura, anche se la malattia è irreversibile,  è
  quello previsto dai protocolli sanitari internazionali americani  e
  tedeschi  che prevedono assunzione di integratori e farmaci  esenti
  da   additivi   chimici,   speciali   cure   di   disintossicazione
  dall'accumulo  di sostanze chimiche dal corpo in unità  ospedaliere
  ad  hoc  e  terapie quotidiane che aiutano l'espulsione di sostanze
  per le quali non si hanno più difese (saune);

   gli   indispensabili  ausili  terapeutici,   come   maschere   per
  l'ossigeno  in ceramica, purificatori aria per auto  e  casa  senza
  plastiche,  ecc.,  sono  acquistabili  solo  all'estero  tutto  ciò
  favorisce  la  stabilizzazione della sindrome MCS, ed  un  parziale
  recupero,  sempre che il malato spesso muti il suo modo di  vivere,
  il luogo ed il lavoro, oppure non sia troppo grave;

   niente  di  quanto  necessita ad un malato di MCS  è  coperto  dal
  servizio  sanitario nazionale, neppure le cure  ospedaliere  o  gli
  interventi chirurgici all'estero, spesso salvavita;

   la  Sicilia orientale conta circa 20 pazienti affetti da  MCS,  di
  cui  la maggior parte non gode di alcun riconoscimento da parte del
  sistema  sanitario regionale, e spesso i pazienti sono costretti  a
  spendere ingenti capitali per far fronte alle prestazioni sanitarie
  o ai percorsi riabilitativi;

   considerato, infine, che:

   in  alcune regioni italiane, come l'Emilia Romagna, l'Abruzzo,  la
  Toscana,  il  Lazio  e  la Basilicata, la  patologia  è  già  stata
  riconosciuta,  pertanto è stata identificata da  codice  drg  ed  i
  pazienti  usufruiscono delle prestazioni sanitarie  gratuite  e  di
  centri di riferimento costruiti ad hoc per ospitarli. Dal 2008 si è
  attivata  anche  l'ASL  9  di  Trapani,  istituendo  un  centro  di
  riferimento;

   presso  l'azienda  ospedaliera Cannizzaro di Catania  afferiscono,
  presso  l'U.O. di malattie apparato respiratorio, pazienti  affetti
  da  MCS  la  cui diagnosi è stata effettuata da medici che  operano
  presso  il centro. Inoltre il pronto soccorso è diventato il centro
  di  riferimento per i malati di MCS che necessitano di  prestazioni
  sanitarie immediate;

   per sapere:

   se non ritengano opportuno ed urgente fare riconoscere dal sistema
  sanitario regionale la 'Sensibilità Chimica Multipla' come malattia
  rara invalidante con attribuzione di codice sanitario drg;

   se  non  ritengano  opportuno  ed  urgente  riconoscere  l'azienda
  ospedaliera Cannizzaro di Catania come centro di riferimento per la
  Sicilia  orientale per i malati di 'Sensibilità Chimica  Multipla',
  tenuto conto che la struttura ospedaliera ha già attivato dei corsi
  di formazione per il personale sanitario e parasanitario al fine di
  supportare i pazienti affetti da tale patologia». (510)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale l'onorevole Falcone notizie circa il riconoscimento della
  M.C.S.   (Sensibilità   Chimica  Multipla)   come   malattia   rara
  invalidante   con   attribuzione  di  codice  sanitario   drg,   si
  rappresenta quanto segue.
   Con  decreto  ministeriale n. 279 del 18  maggio  2001  pubblicato
  sulla  G.U.  n.  160  del  12  luglio 2001  è  stato  approvato  il
   Regolamento  di  istituzione della rete nazionale  delle  malattie
  rare  e  di esenzione dalla partecipazione al costo delle  relative
  prestazioni sanitarie  ai sensi dell'articolo 5, comma  1,  lettera
  b, del decreto legislativo 29 aprile 1988, n. 124.
   Detto  decreto  individua le malattie rare e prevede l'istituzione
  di  una  rete assistenziale dedicata, mediante la quale  sviluppare
  azioni  di  prevenzione, attivare la sorveglianza,  migliorare  gli
  interventi  volti  alla  diagnosi e  alla  terapia,  promuovere  la
  formazione  e  l'informazione, nonché  l'istituzione  del  Registro
  Nazionale delle malattie rare.
   Sulla base della letteratura internazionale sono definite rare  le
  malattie  con  una  prevalenza inferiore a 5  per  10.000  abitanti
  nell'insieme  della popolazione comunitaria. Ai fini dell'esenzione
  sono individuate:
    51  malattie  e condizioni, esenti ai sensi D.M.  n.  329/1999  e
  successive modifiche e integrazioni;
    284  malattie e 47 gruppi di malattie rare esenti  ai  sensi  del
  D.M. n. 279/2001.
   A  livello  nazionale  è stato introdotto un sistema  di  codifica
  uniforme,  che ai fini dell'esenzione, consente di identificare  in
  modo  univoco  le  malattie, i gruppi di malattie e  le  condizioni
  agevolando le attività di verifica.
   I  provvedimenti citati prevedono il diritto all'esenzione per  le
  prestazioni  individuate tra quelle incluse nei livelli  essenziali
  di  assistenza.  Per alcune particolari malattie e  condizioni  non
  sono identificate le singole prestazioni erogabili in esenzione  in
  quanto  le  necessità dei soggetti affetti sono estese e variabili.
  Il medico di famiglia, in questi casi, è tenuto ad individuarle, di
  volta  in  volta, in relazione alle specifiche condizioni cliniche,
  garantendo  così una migliore tutela del paziente  e  una  maggiore
  flessibilità applicativa da parte del medico.
   Già  dal  2001  il  responsabile del Centro per le  malattie  rare
  dell'Istituto  superiore di sanità si era adoperato  per  istituire
  una  commissione  che  studiasse la possibilità  di  introdurre  la
  M.C.S. (Sensibilità Chimica Multipla) tra le malattie rare.
   Tale  commissione particolare non è stata mai attivata  ed  alcune
  regioni  hanno  affrontato  il tema solo  in  termini  di  progetti
  sperimentali quali la Toscana congiuntamente con l'Emilia Romagna.
   Qualsivoglia   iniziativa   allo  stato   significherebbe   uscire
  dall'ambito dei LEA e finanziare con risorse aggiuntive i  maggiori
  oneri;  tale  circostanza è come noto interdetta  alle  regioni  in
  Piano di Rientro.
   In relazione al riconoscimento dell'Azienda ospedaliera Cannizzaro
  di Catania quale centro di riferimento per la Sicilia orientale per
  la  patologia di che trattasi si rappresenta che la richiesta  sarà
  valutata  in  occasione  del  riesame  dei  Centri  di  riferimento
  esistenti in Sicilia».

   L'Assessore

   Massimo Russo

   PANEPINTO. - «Al Presidente della Regione, premesso che ancora nel
  2008  ai  cittadini  di  Favara  non  viene  assicurato  il  minimo
  quantitativo  necessario d'acqua e che i turni di distribuzione  di
  poche ore superano i 12/13 giorni;

   considerato  che il sistema di distribuzione registra  anomalie  e
  disfunzioni  che  penalizzano  in  modo  particolare  alcune   aree
  periferiche della città, intensamente abitate;
   visto  l'aumento delle bollette e il parallelo aumento del disagio
  sociale  sia per la scarsa chiarezza degli accordi per la  gestione
  della  rete  idrica  che  per la fornitura  delle  giuste  quantità
  d'acqua;

   per sapere:

   quali iniziative intenda assumere per la definitiva soluzione  del
  problema;

   se  non ritenga opportuna l'urgente convocazione di una conferenza
  di servizi che riunisca attorno allo stesso tavolo il consorzio del
  Voltano,   l'ATO  idrico,  l'Agenzia  regionale  acque  e  rifiuti,
  Girgenti acque, il comune di Favara e il prefetto». (70)

   Risposta.   -  «Con  riferimento  all'interrogazione   numero   70
  dell'onorevole  Panepinto  del  23/7/08,  che  nella   seduta   del
  24/6/2009  è  stata trasformata in interrogazione con richiesta  di
  risposta scritta, si comunica che è stata interessata la competente
  Agenzia regionale per i rifiuti e le acque affinché fossero fornite
  le   pertinenti   informazioni  utili  ai   fini   della   risposta
  all'onorevole interrogante.
   La  citata  Agenzia  con  nota  prot.  N.  36380  del  29/9/08  ha
  dettagliatamente  illustrato in merito, visti gli elementi  tecnici
  riportati  e  ritenendone esaustivo il contenuto, per una  compiuta
  visione si allega la stessa nella sua interezza».

   Il Presidente

   Raffaele Lombardo

   PANEPINTO.  -  «Al  Presidente  della  Regione,  premesso  che  in
  Sicilia,  come  nel resto del Paese, la gestione  delle  acque  sta
  determinando  una lievitazione dei costi difficilmente sopportabile
  dagli  utenti, tanto da rendere indispensabili interventi di natura
  sociale o provvedimenti per tariffe amministrate a vantaggio  degli
  strati più deboli e precari;

   considerato che negli ATO operanti in Sicilia non tutti  hanno  in
  gestione l'erogazione dell'acqua all'utenza;

   per sapere:

   se,  attraverso l'Agenzia regionale per i rifiuti e le acque,  sia
  possibile  avere un monitoraggio aggiornato degli ATO cui  è  stata
  affidata la gestione dell'erogazione dell'acqua all'utenza;

   se  da tale verifica sia possibile avere una valutazione dei costi
  reali del servizio di erogazione delle acque in Sicilia;

   se  si  abbia  un quadro aggiornato e preciso degli  impianti  del
  sistema   di  distribuzione,  della  loro  vetustà,  e  dei   costi
  prevedibili  di  eliminazione  degli  sprechi,  e  dello  stato  di
  riciclaggio e riuso delle acque reflue, in particolare per le  zone
  dell'agrigentino». (253)

   Risposta.   -  «Con  riferimento  all'interrogazione  numero   253
  dell'onorevole  Panepinto  del  27/11/08,  che  nella  seduta   del
  24/6/2009  è  stata trasformata in interrogazione con richiesta  di
  risposta scritta, si comunica che è stata interessata la competente
  Agenzia regionale per i rifiuti e le acque affinché fossero fornite
  le   pertinenti   informazioni  utili  ai   fini   della   risposta
  all'onorevole interrogante.
   La  citata  Agenzia  con  nota prot.  n.  6222  del  13/2/2009  ha
  dettagliatamente  illustrato in merito, visti gli elementi  tecnici
  riportati  e  ritenendone esaustivo il contenuto, per una  compiuta
  visione si allega la stessa nella sua interezza».

   Il Presidente

   Raffaele Lombardo

   ODDO. - «Al Presidente della Regione, premesso che:

   le organizzazioni sindacali degli agenti di polizia penitenziaria,
  attraverso gli organi di stampa, hanno lanciato un grido di allarme
  sulle condizioni di sicurezza delle carceri siciliane;

   secondo   quanto  affermato  dalle  organizzazioni  sindacali   la
  capienza delle carceri della nostra Regione è di 5.850 posti e  che
  in esse, invece, ad oggi sono presenti ben 7 mila detenuti;

   l'eccesso della popolazione carceraria è ancor più grave alla luce
  delle  carenze  di  organico in cui versa la polizia  penitenziaria
  siciliana;

   secondo  i  sindacati  mancano  circa  600  agenti  perché   possa
  definirsi  a  pieno  regime l'organico delle strutture  dell'Isola,
  dove  mancherebbero quasi 300 posti non coperti  in  organico,  150
  oggi  utilizzati  per  il  nuovo servizio  di  tutela  e  scorta  a
  personalità   governative,  dipartimentali  ed  alla  magistratura,
  mentre  altre 80 unità sarebbero occupate in strutture non previste
  dall'organico, quali la casa circondariale di Marsala e  la  scuola
  di formazione di San Pietro di Clarenza;

   alle carenze testé richiamate vanno ad aggiungersi circa 80 agenti
  che sono in procinto di andare in pensione;

   particolarmente difficile è la situazione del carcere  di  Trapani
  dove all'endemica carenza di personale ed al conseguente carico  di
  lavoro per coloro che vi sono assegnati, si aggiunge l'obsolescenza
  della   struttura,   che   necessita  di  interventi   urgenti   di
  ammodernamento per le tecnologie di sorveglianza e  le  carenze  di
  fondi per lo straordinario;

   tutti  questi  problemi, aggiunti alle necessità connesse  con  la
  custodia  dei detenuti (traduzioni, piantonamenti, ecc.), rischiano
  di rendere meno sicura la struttura di detenzione con i conseguenti
  rischi per tutti i cittadini ed in primo luogo per il personale che
  nel carcere presta la propria opera;

   per sapere:

   come  intenda  attivarsi per sollecitare al Governo nazionale  gli
  interventi necessari alla copertura dei circa 600 posti  di  agente
  di  polizia penitenziaria necessari per ottenere la piena copertura
  degli  organici delle strutture carcerarie della Regione  siciliana
  al  fine  di  evitare gravi rischi per la sicurezza e  l'incolumità
  pubblica;

   come  intenda  attivarsi  per  sollecitare  al  Governo  nazionale
  interventi  urgenti al fine di ammodernare la struttura  carceraria
  di  Trapani  e di risolvere i problemi di fondi e di personale  che
  affliggono in questo momento la struttura stessa». (354)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.   -   «Con   riferimento   all'interrogazione   n.   354
  dell'onorevole Oddo del 22/01/09, che nella seduta  del  24/6/09  è
  stata  trasformata  in  interrogazione con  richiesta  di  risposta
  scritta,  si  comunica che è stato interessato il  Ministero  della
  giustizia - Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria al fine
  di   acquisire  le  pertinenti  informazioni  utili  alla  risposta
  dell'atto ispettivo in questione.
   Il  citato Dipartimento con nota prot. n. 0117651 del 30/3/2009 ha
  dettagliatamente  illustrato in merito, visti gli elementi  tecnici
  riportati  e  ritenendone esaustivo il contenuto, per una  compiuta
  visione si allega la stessa nella sua interezza».

   Il Presidente

   Raffaele Lombardo

                       Ministero della Giustizia
            Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria
                   Ufficio del Capo del Dipartimento
             Ufficio dell'Organizzazione e delle Relazioni
                      Interrogazioni parlamentari

                                                         Al    Signor
  Presidente
                                              della Regione Siciliana

                                                        PALERMO

    OGGETTO: Interrogazione n. 354 dell'onorevole Camillo Oddo - rif.
  Nota n. 572/IN. 15 del 12.02.09

    Con  riferimento alla richiesta di elementi di risposta in ordine
  alla  interrogazione parlamentare indicata in oggetto, con la quale
  vengono segnalate le difficili condizioni lavorative presso la Casa
  Circondariale  di  Trapani a causa della carenza  dell'organico  di
  polizia penitenziaria e delle deficienze strutturali dell'istituto,
  si rappresenta quanto segue:

    la  lamentata  situazione di carenza di organico è purtroppo  una
  triste  realtà  che  affligge la quasi totalità  degli  istituti  e
  servizi   penitenziari  del  Paese  presso  i  quali   la   polizia
  penitenziaria   si   trova  ad  operare  in   una   situazione   di
  generalizzata  difficoltà:  ciò  è  determinato  da  una  oggettiva
  carenza  di  personale,  atteso che  -  rispetto  alla  complessiva
  dotazione organica, determinata con D.lgs. 146/2000 in 45.121 unità
  - mancano ben 4.171 unità.
    Peraltro,  tale  dotazione  organica, già  insufficiente  per  le
  esigenze  relative  all'epoca  della sua  individuazione,  risulta,
  oggi,  ancor più inadeguata se solo si considera l'apertura -  dopo
  il 2000 - di nuove strutture penitenziarie e della realizzazione di
  nuovi padiglioni detentivi; e se si tiene conto del consolidamento,
  nel   corso   di   questi  ultimi  anni,  in  capo   alla   Polizia
  penitenziaria, di nuove funzioni istituzionali (Servizio di polizia
  stradale,   Ufficio   per   la  sicurezza   e   vigilanza,   Nucleo
  Investigativo centrale, Servizio notifiche) che vedono impegnate su
  fronti  diversi  dal  contesto penitenziario,  ma  comunque  sempre
  propri del comparto sicurezza, notevoli risorse di personale.
    Ciò  posto,  si  rappresenta che tale difficile situazione  viene
  fronteggiata dall'Amministrazione - con i limiti determinati  dalle
  ragioni  sopra  evidenziate  -  sia attraverso  l'adozione  di  una
  politica  di progressiva riduzione dei distacchi, volta a contenere
  tale  fenomeno entro parametri prestabiliti, tali da non andare  ad
  incidere  sensibilmente sulla forza operativa dei singoli  istituti
  che   subiscono  il  distacco;  sia  prediligendo,   in   sede   di
  assegnazione  di  personale,  le  sedi  penitenziarie  maggiormente
  sofferenti che sono quelle del nord del Paese.
    Questo  non  significa  che l'Amministrazione  non  riserva  alla
  Regione  siciliana  la giusta attenzione. Basti  pensare,  infatti,
  che:
    nel  mese  di giugno 2008 sono stati emanati 48 provvedimenti  di
  trasferimento verso alcuni istituti della Regione Sicilia  (Catania
  Piazza Lanza, Messina, Palermo Ucciardone e Augusta);
    nel  mese  di  novembre  2008  sono state  distaccate  31  unità,
  provenienti  da istituti del Nord, alla sede di Palermo Pagliarelli
  a disposizione del locale provveditorato;
    la  mobilità ordinaria, che prenderà avvio prossimamente, prevede
  un'ulteriore assegnazione di complessive 59 unità per gli  istituti
  di Augusta, Catania Piazza Lanza e Messina.
    Per  una maggiore completezza di informativa, preme rilevare  che
  in  controtendenza a quella che è la media nazionale riferita  alla
  carenza  d'organico  che  si  attesta al  10%,  la  situazione  del
  Provveditorato di Palermo registra, invece, un indice di  criticità
  pari  al  5%  che  addirittura si attesta  al  2,5%  laddove  siano
  considerati  i  distacchi  in  e  out.  Peraltro,  molti   istituti
  siciliani  presentano  una forza addirittura superiore  rispetto  a
  quella  prevista dall'organico, che richiederebbe di essere  meglio
  distribuita all'interno della stessa regione.
    A  tale  riguardo,  si  rappresenta che, diversamente  da  quanto
  segnalato  dalle  organizzazioni sindacali, l'istituto  di  Trapani
  rientra  proprio  tra quelle realtà che presentano  un  esubero  di
  organico  di  ben 27 unità; quanto alla situazione strutturale,  il
  complesso  demaniale della Casa Circondariale di  Trapani  è  stato
  oggetto  di  recenti  interventi di ammodernamento  e  manutenzione
  relativamente  al  settore  colloqui, alle  sezioni  giudiziaria  e
  penale  nonché  al  reparto lavorazioni, e si è,altresì,  proceduto
  alla metanizzazione dell'istituto.
    Il  Servizio  Tecnico del Provveditorato regionale ha,  peraltro,
  predisposto  un  progetto esecutivo per interventi di  manutenzione
  del  muro  di cinta che sono in attesa di finanziamento; mentre  il
  Servizio  Tecnico  Centrale ha predisposto il progetto  preliminare
  degli  interventi  di adeguamento della caserma, che  dovrà  essere
  sviluppato  nei successivi livelli di progettazione  definitiva  ed
  esecutiva propedeutici all'espletamento delle procedure di  appalto
  dei lavori.
    Ad  integrazione di quanto sopra rappresentato, si  comunica  che
  nell'ambito  dello studio che l'Amministrazione sta  elaborando  ai
  fini della redazione del piano di interventi di cui all'art. 44 bis
  della  legge  27  febbraio 2009 n. 1, è prevista,  tra  le  diverse
  opere,  anche  la realizzazione di un padiglione detentivo  da  300
  posti  presso l'istituto di Trapani; preme tuttavia precisare,  per
  correttezza  di informativa, che si tratta, per l'appunto,  di  una
  mera  proposta  ancora  al vaglio dell'Amministrazione  che,  entro
  sessanta giorni dall'entrata in vigore della legge, deve presentare
  il  suddetto  piano di interventi: un piano che necessita  di  ogni
  possibile   approfondimento  attesa  l'esigenza  di  elaborare   un
  programma  che non solo sia rispondente alle aspettative del  Paese
  ma  che  sia  costruito su basi concrete traducibili in termini  di
  effettiva  realizzabilità,  e che coniughi  al  meglio  le  diverse
  esigenze   connesse  all'idoneità  delle  aree  edificabili,   alla
  distribuzione  della  popolazione  detenuta  e  alla  presenza  del
  personale».

                                             Il Capo del Dipartimento