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Resoconto d'Aula della Seduta n. 101 di mercoledì 08 luglio 2009
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   Presidenza del presidente Cascio


   FARAONE,  segretario f.f., dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale (articolo 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o  di
  scrutinio   segreto   (articolo  127)  sono  effettuate   mediante
  procedimento elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che hanno chiesto congedo per  la  presente
  seduta  gli onorevoli: Apprendi, Buzzanca, Di Benedetto, Panepinto
  e  Lupo  per oggi, 8 luglio 2009; Mattarella per l'8 e il 9 luglio
  2009.

   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missioni

   Comunico  che l'onorevole Gennuso è in missione, per ragioni  del
  suo ufficio, dal 7 all'8 luglio 2009.

   L'Assemblea ne prende atto.

                     Comunicazione di pareri resi

   PRESIDENTE. Comunico i seguenti pareri che sono stati  resi  dalla
  competente Commissione legislativa  Affari Istituzionali' (I):

   -  Camera  di  commercio  di  Ragusa  -  Designazione  componente
  effettivo in seno al collegio dei revisori (24/I)
   reso in data 1 luglio 2009
   inviato in data 3 luglio 2009

   -  Camera  di  commercio  di Agrigento - Designazione  componenti
  effettivi del collegio dei revisori dei conti (25/I)
   reso in data 1 luglio 2009
   inviato in data 3 luglio 2009.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   FARAONE, segretario f.f.:

   «All'Assessore  per  la  famiglia,  le  politiche  sociali  e   le
  autonomie locali,

   premesso  che ad oggi il Consiglio comunale di Comiso (RG)  non  è
  stato  convocato  per procedere all'approvazione del  bilancio  con
  gravi ricadute sul versante economico per la comunità comisana;

   rilevato  che  tale  inadempienza comporta, ai  sensi  di   legge,
  l'avvio delle procedure  di commissariamento;

   per   sapere  se  l'Assessore  sia  a  conoscenza  della   mancata
  approvazione  del  bilancio e se non ritenga  opportuno  e  urgente
  provvedere all'invio di un commissario ad acta presso il Comune  di
  Comiso  allo scopo di consentire la convocazione del suo  Consiglio
  comunale e l'approvazione degli strumenti finanziari». (652)

                                                            DIGIACOMO

   «All'Assessore per la sanità,

   premesso che:

   a Palma di Montechiaro vivono n. 30 minori con handicap fisico, n.
  60  con handicap psichico, n. 20 con handicap sensoriali, n. 65 con
  disturbi di linguaggio o dislessia;

   sulla  base  dei  predetti  dati,  l'ufficio  del  direttore   del
  distretto sanitario di Licata quantifica n. 85 minori con necessità
  di  logopedia, n. 50 con necessità di attività psicomotoria e n. 30
  con necessità di fisiokinesiterapia;

   osservato  che ai circa 170 disabili di età inferiore  a  18  anni
  residenti  nel comune di Palma di Montechiaro il servizio Sanitario
  offre  oggi  la  sola possibilità di accedere  al  centro  AIAS  di
  Agrigento,  presso  il quale si recano quotidianamente  14  minori,
  alcuni  utilizzando  il  servizio di trasporto  pomeridiano  svolto
  dall'AIAS  e pagato da questo ente, altri accompagnati direttamente
  dalla  famiglia,  mentre tutti gli altri ancora  restano  privi  di
  qualsiasi  attività  terapeutica e di  riabilitazione  offerta  dal
  servizio sanitario;

   ritenuto inaccettabile:

   abbandonare  decine di persone bisognose di terapia,  pur  sapendo
  che,  soprattutto in tenera età, interventi terapeutici appropriati
  potrebbero  consentire  di  migliorare  le  abilità  motorie  e  di
  linguaggio, prima che lo sviluppo renda impossibile ogni recupero;

   scaricare  interamente  sulle  famiglie  le  conseguenze  di  tali
  carenze  costringendole o a pagare per dare ai  figli  l'assistenza
  terapeutica  alla  quale hanno diritto in quanto servizio  pubblico
  ovvero costringerle ad accompagnare direttamente i figli presso  il
  centro  AIAS di Agrigento o presso altre strutture, magari  fino  a
  Caltanissetta;

   visti  vanificati i tentativi e i suggerimenti delle  associazioni
  dei   familiari  di  portatori  di  handicap  per  attivare   forme
  alternative  di assistenza, attraverso l'intervento  del  Comune  e
  l'inserimento  nel  piano  di zona, per mancanza  di  fondi  e  per
  l'intervento dell'Assessore regionale per la famiglia, le politiche
  sociali  e  le  autonomie locali, che ha imposto  la  modifica  del
  piano,  reputando non ammissibile l'utilizzazione dei  fondi  della
  legge  numero  382  del  2000  per le attività  di  competenza  del
  servizio sanitario;

   per  sapere  quali iniziative amministrative intenda attivare  per
  l'erogazione di tali servizi in ambito locale, tenuto conto che  la
  relativa  copertura finanziaria può essere trovata, almeno  per  la
  parte  riguardante  i  minori palmesi, col  semplice  trasferimento
  della  spesa in atto erogata a favore dell'AIAS e, per la  restante
  parte, mettendo ordine in altre spese per prestazioni e convenzioni
  meno prioritarie». (654)

                                                            PANEPINTO

   «Al Presidente della Regione,

   premesso  che  le organizzazioni sindacali FLC CGIL, CISL  SCUOLA,
  UIL SCUOLA, SNALS-CONFSAL hanno chiesto nel documento del 26 giugno
  2009,  inviato  al  Presidente  della Regione,  onorevole  Raffaele
  Lombardo:

   - l'immediata copertura del piano dell'offerta formativa 2009, dei
  progetti  di  cui ai percorsi triennali di istruzione e  formazione
  2007-2008, 2008-2009, 2009-2010 per assicurare il fabbisogno  reale
  delle macrovoci personale e gestione;

   -  l'immediata copertura del piano dei servizi formativi 2009,  in
  atto finanziato fino al 31 ottobre 2009;

   -   l'immediata   pubblicazione  dell'avviso   pubblico   per   la
  presentazione   dei  progetti  a  valere  sul   P.R.O.F.   2010   e
  l'approvazione del piano formativo entro e non oltre il 30 novembre
  2009,  al  fine  di  consentire un regolare  avvio  delle  attività
  progettuali dall'1 gennaio 2010 e d'aula dall'1 febbraio 2010;

   -  la  revisione dell'accreditamento, l'istituzione  dell'anagrafe
  degli  enti  ed  introduzione di regole  che,  nel  rispetto  della
  legislazione  vigente,  inibiscano la concentrazione  di  forme  di
  oligopolio;

   -  il blocco delle assunzioni e del turn over e l'applicazione  di
  rigorosi controlli sulla spesa del personale che prevedano che  non
  vengano riconosciute spese eccedenti i finanziamenti decretati,  se
  non espressamente motivate ed autorizzate dalle amministrazioni. In
  caso   di  incrementi  non  motivati  dalle  amministrazioni,   non
  autorizzati,  e non sostenuti direttamente dagli enti  con  risorse
  proprie,  deve  essere  prevista la  revoca  dell'accreditamento  e
  l'esclusione dalla gestione di attività formative finanziate  dalla
  regione Siciliana a valere di qualsiasi fonte di finanziamento;

   -  l'istituzione  di  un  tavolo  tra  i  dirigenti  generali  dei
  Dipartimenti agenzia - formazione professionale - lavoro - pubblica
  istruzione   -  associazioni  degli  enti  e  delle  organizzazioni
  sindacali   firmatarie  del  CCNL,  per  definire  il   quadro   di
  riferimento  per  la  gestione etica e  responsabile  delle  azioni
  formative   ed   orientative,   attraverso   strumenti   negoziali,
  amministrativi e normativi, valutando:

   a)  nell'ambito delle tutele offerte dall'attuale quadro normativo
  ai  lavoratori del settore formazione professionale impegnati nelle
  tre  filiere  regionali  Piano dell'Offerta  Formativa  -  Percorsi
  sperimentali  triennali di istruzione e formazione professionale  -
  Piano  dei  Servizi  Formativi, la necessità di proporre  eventuali
  aggiornamenti    normativi    e/o    di    sottoscrivere    accordi
  interdipartimentali;

   b)  le possibili intese per il ripristino di una corretta gestione
  delle attività mirata al contenimento della spesa pubblica ed  alla
  razionalizzazione dei processi ed all'innalzamento  degli  standard
  qualitativi rendendoli economicamente sostenibili;

   e)  la  rivisitazione  dei  profili  professionali  dei  corsi  di
  qualifica al fine di pervenire a monografie regionali, nel rispetto
  del quadro comunitario unico per la trasparenza delle qualifiche  e
  delle  competenze  (EUROPASS) del 15 dicembre  2004  e  del  quadro
  europeo  delle qualifiche per l'apprendimento permanente - EQF  del
  23  aprile  2008;  da  applicarsi a tutti  gli  enti  che  svolgono
  attività  finanziata dalla regione Siciliana a valere di  qualsiasi
  fonte di finanziamento;

   c) l'istituzione di una sistema permanente di aggiornamento per il
  personale  degli enti di formazione professionale,  finalizzato  al
  rafforzamento delle competenze trasversali e specialistiche;

   d)  l'introduzione di meccanismi amministrativi che assicurino  la
  puntuale e costante erogazione dei finanziamenti, per consentire la
  retribuzione  al  personale degli enti dipendente con  contratto  a
  tempo indeterminato;

   -  il  riordino amministrativo e normativo del sistema   regionale
  della formazione e dell'orientamento scolastico e professionale;

   considerato  che le richieste delle organizzazioni sindacali  sono
  certamente  condivisibili  per il miglioramento  dell'attività   di
  formazione   professionale   nell'interesse   dei   fruitori,   dei
  lavoratori del settore, della Regione siciliana e della Sicilia;

   per sapere:

   se  il  Presidente  della Regione condivida le proposte  formulate
  dalle organizzazioni sindacali e riportate in premessa;

   quali iniziative il Presidente della Regione intenda adottare  per
  dare  riscontro  positivo  alle suddette richieste  avanzate  dalle
  organizzazioni sindacali». (655)

                                                                 LUPO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,

   premesso che:

   con  decreto  assessoriale  numero  62/09  del  16  gennaio  2009,
  pubblicato  nella GURS numero 8 del 20 febbraio 2009, l'Assessorato
  Sanità  redigeva il Piano Regionale di riorganizzazione della  rete
  delle strutture pubbliche di diagnostica di laboratorio;

   il  suddetto  d.a., già approvato dalla VI Commissione legislativa
  permanente dell'ARS Servizi sociali e sanitari', fornisce  l'elenco
  delle  strutture pubbliche di laboratori di analisi  della  Regione
  siciliana, suddividendo gli stessi in tre diverse tipologie (p-p  =
  punto  prelievo, p-a = prelievi ed analisi, c-a = centri  analisi),
  tenendo conto dei volumi di prestazioni erogate e della orografia e
  complessità dei bacini serviti;

   già  nel  d.a.  si  riscontravano alcune  discrepanze  fra  quanto
  stabilito  in  VI Commissione e quanto pubblicato  nella  GURS,  in
  quanto  il  p-a  del presidio ospedaliero Trigona  di  Noto  veniva
  trasformato in p-p;

   per  quanto  concerne la provincia di Siracusa, con il d.a.  62/09
  erano  stati individuati 4 c-a e 3 p-a. Con il d.d.g. del 12 giugno
  2009,  già  pubblicato  nella GURS, si aveva una  decurtazione  dei
  servizi,  in quanto si passava da 3 p-a a un solo p-a, in contrasto
  tanto  con  la  volontà della VI Commissione,  che  esprime  parere
  vincolante,  quanto con la stessa volontà dell'Assessore,  espressa
  con il d.a. de quo;

   considerato che:

   l'azienda  USL 8 di Siracusa, così come previsto dall'articolo  2,
  comma   1,   del   predetto  d.a.,  ha  provveduto,   con   propria
  deliberazione  numero  255 del 23 marzo  2009,  a  predisporre  una
  proposta di riorganizzazione dei laboratori di analisi del  proprio
  territorio,  coerente ed in linea sia con il dettato  del  d.a.  in
  oggetto che con la volontà della VI Commissione;

   con  d.d.g.  numero 01133/09 del 12 giugno 2009, è stato  redatto,
  dall'Assessorato   Sanità,   un   nuovo   'Piano    regionale    di
  riorganizzazione   della   rete  delle   strutture   pubbliche   di
  diagnostica di laboratorio', non tenendo conto di tutte le delibere
  di  proposta di progetto aziendale di riorganizzazione  della  rete
  laboratoristica pubblica, presentate dai direttori  generali  delle
  AA.UU.SS.LL., delle aziende ospedaliere e universitarie;

   tenuto  conto che il succitato d.d.g., non rispettando la  volontà
  dell'Assessore   medesimo   e  della  VI  Commissione   legislativa
  permanente  dell'ARS  'Servizi sociali  e  sanitari',  modifica  in
  provincia di Siracusa, la tipologia di alcune strutture, quindi  in
  totale  difformità a quanto stabilito dal d.a. numero 62/09 del  16
  gennaio  2009 e a quanto deliberato dall'azienda USL 8 con delibera
  numero 255 del 23 marzo 2009. In particolare, vengono declassati in
  p-p i p-a del poliambulatorio ex INAM di Palazzolo Acreide e quello
  di Pachino;

   per  sapere se le variazioni della tipologia delle strutture siano
  da  ritenersi frutto di errori di stampa oppure se ci si  trovi  in
  presenza  di una grave difformità, consapevolmente voluta,  tra  la
  scelta   dell'Assessore   Sanità   e   quella   della   Commissione
  parlamentare competente, manifestata chiaramente dal d.a. numero 62
  del  16  gennaio  2009, e la decisione presa dal dirigente  che  ha
  firmato  il  d.d.g. numero 01133 del 12 giugno 2009,  fatto  questo
  che,  se  venisse  confermato, sarebbe  un'ulteriore  dimostrazione
  della  subordinazione  delle volontà politiche  rispetto  a  quelle
  burocratiche,   attualmente  esistenti  in  alcuni  settori   della
  pubblica Amministrazione regionale». (656)

                                                            VINCIULLO

   PRESIDENTE.  Le  interrogazioni  testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   FARAONE, segretario f.f.:

   «All'Assessore  per  la  famiglia,  le  politiche  sociali  e   le
  autonomie locali,

   premesso che:

   con  delibera numero 22 del 26 febbraio 2009, la Giunta municipale
  di  Buseto  Palizzolo (TP) ha approvato lo schema di  contratto  di
  comodato  d'uso gratuito per l'utilizzo di un fabbricato,  sito  in
  via Palermo, di proprietà della congregazione delle suore salesiane
  oblate del Sacro Cuore, al fine di adibirlo ad asilo nido comunale;

   in  pari  data, con delibera numero 25, la Giunta ha approvato  il
  progetto  dei lavori di ristrutturazione e ampliamento del suddetto
  fabbricato per un importo complessivo di oltre 300 mila euro;

   tale  somma è stata assunta a carico del bilancio comunale per  il
  10  per  cento dell'importo, mentre, per la copertura  del  90  per
  cento del finanziamento, il Comune di Buseto Palizzolo ha inoltrato
  istanza di contributo all'Assessorato Famiglia;

   considerato che:

   negli  anni  tra il 1984 e il 1985, il Comune di Buseto  Palizzolo
  aveva  già provveduto a realizzare un asilo nido comunale in locali
  siti nella stessa via Palermo;

   tali  locali  permangono chiusi ed inutilizzati, nonostante  siano
  stati  completati da tempo e siano dotati di quanto  necessario  ad
  ospitare l'asilo;

   nelle intenzioni dell'Amministrazione, la struttura di via Palermo
  dovrebbe ospitare la sede di un'associazione;

   ritenuto  che  appare  incongrua  la  scelta  dell'Amministrazione
  comunale  di  Buseto Palizzolo di utilizzare, come sede  dell'asilo
  nido  comunale, un fabbricato risalente agli anni '40 che necessita
  di  una  onerosa ristrutturazione, adibendo viceversa ad altri  usi
  locali appositamente realizzati;

   per sapere:

   se  non ritenga di dovere avviare una verifica presso il Comune di
  Buseto  Palizzolo  al fine di individuare le ragioni  della  scelta
  dell'Amministrazione  comunale nel non volere  utilizzare,  per  la
  finalità  cui  sono  destinati, i locali a suo  tempo  costruiti  e
  destinati ad asilo nido;

   quali siano le ragioni per le quali il Comune di Buseto Palizzolo,
  invece  di utilizzare i locali esistenti e a questo fine realizzati
  e   destinati,  ritenga  di  dovere  ristrutturare  vecchi  locali,
  peraltro non di proprietà del Comune». (651)

               (L'interrogante chiede risposta scritta)

                                                            GUCCIARDI
   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   il  26  maggio  u.s.  l'Assessorato  Lavoro,  previdenza  sociale,
  formazione professionale ed emigrazione ha pubblicato un avviso per
  realizzare  nuovi corsi di formazione professionale finanziati  con
  il fondo sociale europeo;

   da  tale  avviso  si evince che a beneficiarne non  sono  solo  le
  imprese private, ma anche gli enti locali, potendo ospitare ciascun
  ente  una quota massimale di partecipanti alle work esperience fino
  al 10 per cento dei dipendenti presenti;

   si aprirebbe una vera e propria nuova stagione di precariato nella
  Pubblica  Amministrazione e nelle società  da  questa  partecipate,
  quando  ancora  ci si dibatte per trovare una soluzione  definitiva
  alla lunga stagione di precariato creata in questi decenni passati,
  perché,  come è del tutto comprensibile, in una Sicilia  al  limite
  del  collasso  economico  e della tenuta sociale,  immettere  nella
  Pubblica  Amministrazione nuovi precari, alla fine della cosiddetta
  work  esperience, scatenerà sicuramente e inevitabilmente  fenomeni
  di   mobilitazione   per  ottenere  ulteriori   proroghe   per   la
  continuazione dell'esperienza formativa;

   ritenuto, invece, che:

   secondo tutt'altra finalità devono essere utilizzati detti  fondi,
  e  cioè  non per creare nuovo precariato assistito - come finirebbe
  per  diventare  quello  immesso nei percorsi formativi  da  attuare
  presso  le  Pubbliche  Amministrazioni  -  ma,  al  contrario,  per
  inaugurare,   finalmente,  la  stagione   della   vera   formazione
  professionale, in cui al centro ci sia non solo l'impresa, ma anche
  il  'terzo settore' e il lavoro produttivo utile per il lavoratore,
  per  il  datore di lavoro ed anche per l'intera società,  dati  gli
  esiti e gli sbocchi certi che tale nuova sinergia innescherebbe  in
  quanto  scaturente dall'incontro del mondo del lavoro con il  mondo
  delle   risorse   umane   e   professionali   sottoutilizzate   e/o
  inutilizzate, foriere di nuove opportunità di inserimento nel mondo
  lavorativo per tanti soggetti;

   in questo senso, l'interpretazione data al quesito sollevato dagli
  enti  di formazione circa la decisione di ricomprendere degli  enti
  locali  fra  i  soggetti titolati ad ospitare  work  esperience  va
  immediatamente  rimossa  e  azzerata,  al  fine   di   evitare   lo
  snaturamento  del  vero  senso  della  novità  che  pure  è   stata
  introdotta   con   i   nuovi   avvisi,  relativamente   cioè   alla
  corresponsione di un compenso non del tutto indifferente (800  euro
  al  mese) in grado di sostenere adeguatamente il periodo formativo,
  valorizzare  le  professionalità e  far  emergere  risorse  davvero
  importanti  e utili per il successivo inserimento nel  mercato  del
  lavoro;

   tale prospettiva di inserimento nel mondo del lavoro a seguito  di
  una vera work esperience potrà essere raggiunta e garantita solo se
  a  beneficiare  delle  risorse pubbliche  assegnate  con  il  fondo
  sociale  europeo  saranno soltanto le imprese  private  nelle  loro
  varie articolazioni, ivi compreso il terzo settore', le cooperative
  sociali,  i  consorzi, eccetera, e non anche, invece,  la  Pubblica
  Amministrazione e le società partecipate dalla stessa, che già sono
  di  per  sé  afflitte  da  una  saturazione  delle  proprie  piante
  organiche  e,  in  ogni  caso, ciò non consentirebbe  di  acquisire
  professionalità utili per il successivo inserimento nel mercato del
  lavoro  per  quanti  potranno svolgervi  work  esperience,  tranne,
  appunto,  se non la suggestione della prospettiva di un  successivo
  inserimento;

   considerato  che tale avviso è soltanto il primo che  va  in  tale
  direzione e che ben presto si procederà alla pubblicazione di nuovi
  bandi di ben più consistente dotazione finanziaria e considerata la
  grande   mobilitazione  di  attenzione  che  tale  prospettiva   ha
  innescato nei tanti disoccupati o inoccupati siciliani in cerca  di
  una  alternativa all'emigrazione, visto lo stato di bisogno in  cui
  versano per mancanza di prospettiva lavorativa;

   per  sapere  se non intenda dare, con l'urgenza che  la  questione
  riveste  stante  che  il  primo avviso è  stato  pubblicato  ed  il
  relativo  iter  amministrativo  avviato,  un  apposito  ed  univoco
  indirizzo  circa l'esclusione degli enti locali e delle società  da
  essi  partecipate  quali soggetti destinatari dell'ospitalità  work
  esperienze». (653)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                              FARAONE

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interpellanze:

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   in  queste  settimane  larga parte della provincia  di  Palermo  è
  stata  interessata dall'ennesima emergenza rifiuti,  che  ha  visto
  montagne  di  spazzatura accumularsi lungo le strade, a  causa  del
  blocco  del  servizio  di raccolta, il diffondersi  di  incendi  di
  cassonetti  e  spazzatura,  spesso a causa  di  azioni  chiaramente
  provocatorie, il collasso della discarica di Bellolampo,  la  crisi
  organizzativa e finanziaria di alcuni ambiti territoriali,  insieme
  al collasso gestionale di alcune società d'ambito;

   questa    emergenza   viene   amplificata   dalla    paralisi    e
  dall'impotenza della Regione siciliana che - dopo avere  annunziato
  una  radicale  riforma del settore e un intervento a  sostegno  dei
  comuni  in  difficoltà  - non ha concretizzato  alcuna  iniziativa,
  consentendo che la situazione degenerasse;

   particolarmente  grave è la situazione dell'ATO PA  4,  degenerata
  al  punto da non permettere più alcun intervento tampone, né aprire
  tanto meno sia pur lontane ed ipotetiche prospettive di rilancio;

   l'unica  possibile  'riforma' che può riguardare  l'ATO  PA  4,  è
  ormai  lo  scioglimento del COINRES, reso peraltro possibile  dalla
  sua  stessa  forma  giuridica, e il trasferimento temporaneo  della
  gestione  dei  rifiuti  ai  22 comuni  che  oggi  costituiscono  il
  consorzio;

   COINRES  si  avvia  verso un disastro, che  non  investe  solo  le
  Amministrazioni  comunali, ma anche e soprattutto i  cittadini  del
  territorio  dell'ATO PA 4 che ormai, con frequenza  quasi  mensile,
  sono  costretti a convivere con montagne di rifiuti ed a sopportare
  condizioni  igienico-  sanitarie  non  dissimili  da  quelle  delle
  bidonville  del Terzo Mondo. E per loro, oltre al danno,  anche  la
  beffa,  atteso  che la gestione dei rifiuti, così come  svolta  dal
  COINRES,  ad  oggi costa ad ogni cittadino del comprensorio  -  sia
  esso  neonato  che novantenne - una cifra pari a 341  euro  l'anno,
  cioè  qualcosa come oltre 1.000 euro a famiglia; un onere fuori  da
  qualsiasi  canone anche di straordinarietà, basti  pensare  che  il
  costo di gestione nel limitrofo ATO PA 5 resta per l'anno 2008 pari
  a 168 euro/ab. l'anno;

   COINRES,  in  meno di tre anni, ha quasi triplicato i costi  della
  gestione  dei  rifiuti: da un costo di gestione e  conferimento  in
  discarica dei rifiuti di euro 15.798.000, che complessivamente i 22
  comuni sopportavano ante gestione COINRES, si è passati ad un costo
  per  l'anno  2008  pari ad euro 38.861.000. Non  solo,  COINRES  ha
  cumulato in soli tre anni debiti per oltre 22.667.000 di euro;

   è  stata creata una struttura consortile elefantiaca, inefficiente
  e clientelare, per ciò stesso aperta e permeabile anche a possibili
  infiltrazioni mafiose; è stato assunto un numero eccessivo di unità
  di  personale  che, peraltro, viene utilizzato in modo  parziale  e
  distorto.  Infatti, pur disponendo di oltre 70 unità  di  personale
  tecnico-amministrativo, di vari direttori, e  di  svariati  tecnici
  laureati  e  diplomati, COINRES non è stato  capace  di  portare  a
  compimento, né tampoco di iniziare i lavori di un solo impianto, di
  una  sola  discarica, di un pur piccolo impianto  di  compostaggio,
  indispensabili  per l'efficienza del servizio e per  riduzione  dei
  costi di gestione;

   COINRES  non ha mai presentato all'Agenzia regionale per i rifiuti
  e  le  acque  alcun progetto vero per poter ricevere  finanziamenti
  destinati all'acquisto di mezzi e attrezzature per la raccolta  dei
  rifiuti. In questo modo, la dirigenza del consorzio, non disponendo
  di  un  proprio  parco  mezzi  e attrezzature,  ha  determinato  le
  condizioni per ricorrere in permanenza a noli di mezzi e ad affitti
  di  cassonetti, realizzando così significativi aumenti dei costi di
  gestione;

   la   raccolta differenziata nell'ambito territoriale PA 4 è  quasi
  del  tutto sconosciuta: infatti, la percentuale conseguita nell'ATO
  è inferiore all'1 per cento, la più bassa di tutta l'Isola;

   gravi ed evidenti sono le responsabilità degli amministratori  che
  nel  tempo si sono succeduti, ma sono altrettanto chiare e  pesanti
  quelle  di  chi  è  - ed è stato - preposto alla gestione  tecnico-
  finanziaria del consorzio, a cominciare dal direttore generale  per
  finire ai dirigenti di settore;

   allo   stesso   modo   va   sottolineata  la   colpevole   assenza
  dell'Agenzia regionale per i rifiuti e le acque, che ha  sottaciuto
  e  minimizzato  quanto posto in essere dai vertici  del  consorzio.
  Emblematica, in tal senso, resta la vicenda degli operatori assunti
  da  COINRES  tramite  l'agenzia interinale  'Temporary',  anche  in
  sostanziale  spregio  a quanto previsto dal  comma  2  della  legge
  regionale  numero 2 del 2007: 'Le società d'ambito  assumono  nuovo
  personale solo attraverso procedure di evidenza pubblica';

   per  conoscere  se il Presidente della Regione, nella  qualità  di
  autorità di vigilanza, non ritenga necessario:

   a)  procedere allo scioglimento del consorzio dei comuni 'COINRES'
  quale società d'ambito dell'ATO rifiuti PA 4;

   b)   che   l'ARRA  predisponga  gli  adempimenti  e  le  direttive
  necessarie  per  ricondurre  in via  transitoria  la  gestione  dei
  rifiuti  in capo ai singoli comuni che costituiscono il consorzio».
  (62)

                                                           MATTARELLA

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  il  lavoro,  la
  previdenza sociale, la formazione professionale e l'emigrazione,

   premesso  che,  allo scopo di sostenere il reddito dei  lavoratori
  esclusi   dal   beneficio   della   cassa   integrazione   guadagni
  straordinaria e dalla mobilità, poiché provenienti da aziende  fino
  a  15  dipendenti  ovvero al di sopra di tale  soglia  ma  che  non
  rientrano  nei  settori  economici  previsti  dalla  normativa   di
  riferimento,  la  legge  finanziaria n. 203  del  2008  prevede  la
  possibilità  di  ricorrere  a tali ammortizzatori,  derogando  alla
  normativa    vigente,   per   fronteggiare   le   gravi   emergenze
  occupazionali nei settori investiti dalla crisi economica;

   considerato che i trattamenti sono concessi sulla base di  accordi
  tra Regione e parti sociali volti ad individuare i datori di lavoro
  ed i dipendenti destinatari dei citati trattamenti, successivamente
  recepiti in sede governativa;

   rilevato  che, in Sicilia, il testo dell'accordo regionale  con  i
  criteri  per l'erogazione degli ammortizzatori sociali  in  deroga,
  necessario per l'utilizzo dei fondi disponibili, così come previsto
  dalle  leggi nazionali, non risulta ancora stipulato, pregiudicando
  gravemente  le ragioni di centinaia di lavoratori interessati  allo
  sblocco dei benefici;

   per  conoscere  quali misure urgenti intenda  predisporre  per  la
  stipula  dell'accordo  che  consentirebbe  lo  sblocco  dei   fondi
  necessari per l'erogazione dei trattamenti di sostegno al  reddito,
  offrendo  una  risposta  responsabile ed immediata  alle  legittime
  aspettative di tanti siciliani licenziati da aziende colpite  dalla
  grave crisi economica che sta interessando la nostra Regione». (63)

                                                             D'ANTONI

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze  si
  intendono  accettate e saranno iscritte all'ordine del  giorno  per
  essere svolte al loro turno.

                          Annunzio di mozione

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  in  data  7  luglio  2009,  è   stata
  presentata la seguente mozione:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che  allo scopo di sostenere il reddito  dei  lavoratori
  esclusi   dal   beneficio   della   cassa   integrazione   guadagni
  straordinaria e dalla mobilità, poiché provenienti da aziende  fino
  a  15  dipendenti  ovvero al di sopra di tale  soglia  ma  che  non
  rientrano  nei  settori  economici  previsti  dalla  normativa   di
  riferimento,  la  legge  finanziaria n. 203  del  2008  prevede  la
  possibilità  di  ricorrere  a tali ammortizzatori,  derogando  alla
  normativa    vigente,   per   fronteggiare   le   gravi   emergenze
  occupazionali nei settori investiti dalla crisi economica;

   considerato che i trattamenti sono concessi sulla base di  accordi
  tra Regione e parti sociali volti ad individuare i datori di lavoro
  ed i dipendenti destinatari dei citati trattamenti, successivamente
  recepiti in sede governativa;

   rilevato  che, in Sicilia, il testo dell'accordo regionale  con  i
  criteri  per l'erogazione degli ammortizzatori sociali  in  deroga,
  necessario per l'utilizzo dei fondi disponibili, così come previsto
  dalle  leggi nazionali, non risulta ancora stipulato, pregiudicando
  gravemente  le ragioni di centinaia di lavoratori interessati  allo
  sblocco dei benefici,

                   impegna il Governo della Regione

   a   provvedere   urgentemente  alla   stipula   dell'accordo   che
  consentirebbe  lo sblocco dei fondi necessari per l'erogazione  dei
  trattamenti   di  sostegno  al  reddito,  offrendo   una   risposta
  responsabile  ed  immediata  alle legittime  aspettative  di  tanti
  siciliani licenziati da aziende colpite dalla grave crisi economica
  che sta interessando la nostra Regione». (140)

                                             D'ANTONI-FEDERICO-ROMANO
                                             D'AGOSTINO-LENTINI-ARENA

   Avverto  che  la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno  della
  seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.

   Comunicazione relativa alla Commissione parlamentare speciale per
                                  la
         revisione e l'attuazione dello Statuto della Regione

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, preciso che il termine  assegnato
  alla   Commissione  parlamentare  speciale  per  la   revisione   e
  l'attuazione  dello  Statuto della Regione per la  conclusione  dei
  propri lavori scade in data odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio


          Determinazione della data di discussione di mozioni

   PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Lettura,
  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d) e 153 del
  Regolamento interno, delle seguenti mozioni:

   numero  138  «Interventi urgenti per affrontare  il  problema  dei
  danni   alle  produzioni  orticole  causati  dal  parassita   'tuta
  absoluta'», degli onorevoli Ragusa Orazio; Cordaro Salvatore;  Dina
  Antonino; Maira Raimondo e Forzese Marco;

   numero   139  «Verifiche  sul  conferimento  degli  incarichi   ai
  dirigenti  generali  della  Regione»,  degli  onorevoli  Barbagallo
  Giovanni;  Galvagno  Michele; Bonomo Mario; Mattarella  Bernardo  e
  Laccoto Giuseppe.

   Avverto  che  la  determinazione della data di  discussione  della
  mozioni  sopra  citate,  integralmente  riportate  nell'ordine  del
  giorno  della  presente seduta, è demandata,  secondo  consuetudine
  parlamentare,   alla   Conferenza   dei   Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari.


   Presidenza del presidente Cascio


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che ha chiesto congedo per oggi  l'onorevole
  Caronia.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio


  Seguito della discussione del disegno di legge numero 119 -  Norme
                            stralciate I/A
               «Norme in materia di aiuti alle imprese»

   PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:  Seguito
  della   discussione  del  disegno  di  legge  numero  119  -  Norme
  stralciate I/A «Norme in materia di aiuti alle imprese».
   Invito  i  componenti la II Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Ricordo che la discussione del disegno di legge era stata sospesa,
  nella  seduta  precedente,  in sede di esame  dell'emendamento  del
  Governo  4.4  che così recita: «Al comma 3 cassare  le  parole   Il
  decreto  è  emanato  previo  parere  della  competente  commissione
  legislativa   dell'ARS   da   rendersi   entro   quindici    giorni
  dall'assegnazione della relativa richiesta da parte del  Presidente
  dell'ARS.   Trascorso  tale  termine  l'Assessore   può   procedere
  all'adozione del decreto.'».

   DINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei che il Governo
  spiegasse all'Aula il senso dell'emendamento.

   CIMINO,   assessore  per  l'agricoltura  e  le   foreste.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, il ragionamento è molto  semplice.
  Proprio per creare le condizioni necessarie per avere un testo che,
  in  modo  organico,  disciplini  la  materia  degli  aiuti,  vorrei
  evidenziare come all'articolo 53 si ribadisca questa posizione  del
  parere delle Commissioni di merito sugli atti di programmazione  di
  carattere  generale.  Quindi,  riterrei  cosa  buona  e  giusta   -
  considerato  che  nei regimi di aiuti dell'industria  non  è  stata
  prevista  esplicitamente questa dizione, così come anche  nei  beni
  culturali  -  cassare questa parte dalle singole rubriche  e,  poi,
  nella  norma di chiusura, all'articolo 53, trovare gli elementi  di
  questa  attività di programmazione che viene anche valutata insieme
  alle Commissioni di merito.

   ANTINORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ANTINORO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  rispetto  alla
  proposta  dell'onorevole  Cimino, che  potrebbe  avere  una  logica
  perché  così si riferirebbe all'intero disegno di legge,  proporrei
  di fare un'inversione, cioè approvare adesso il testo dell'articolo
  finale  dando  per scontato che per tutto il resto della  legge  si
  opererà allo stesso modo.
   L'articolo  53  potrebbe  essere  estrapolato  adesso  dall'intero
  testo,  potrebbe essere votato prima di tutto il resto del  disegno
  di legge e ciò sarebbe utile, corretto, per un percorso più fluido,
  per  fare  in modo che, successivamente, non ci siano più problemi,
  almeno su questo punto.

   D'ASERO,  vicepresidente della Commissione e relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO,  vicepresidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, il senso dei lavori d'Aula,  a  mio
  avviso, dovrebbe essere quello di aver un comportamento coerente.
   Ieri  abbiamo  assistito ad un ampio dibattito sulla necessità  di
  mantenere  la possibilità che le Commissioni esprimano  parere  sui
  decreti.
   Questo principio, fra l'altro, ulteriormente sancito dall'articolo
  53,  è previsto in ogni articolo del disegno di legge a seguito  di
  un intenso lavoro svolto dalla Commissione  Bilancio' dopo un ampio
  dibattito.
   Allora,  probabilmente,  dobbiamo  capire  quale  deve  essere  il
  momento di coerenza, perché altrimenti facciamo un ragionamento che
  diventa anche una contraddizione in termine.
   Se  deve  restare questo articolo, ritengo superfluo, superato  il
  senso dell'emendamento del Governo di procedere ad una eliminazione
  di  quella  parte,  in quanto poi viene ripresa  dall'articolo  53;
  accadrebbe,  quindi, che prima la togliamo e poi  la  riconfermiamo
  con l'articolo 53.
   Ritengo utile, anche da un punto di vista tecnico, evitare  questo
  ragionamento.

   CIMINO,  assessore  per  l'agricoltura e  le  foreste.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,   assessore  per  l'agricoltura  e  le   foreste.   Signor
  Presidente,    onorevoli   colleghi,   condivido    quanto    detto
  dall'onorevole Antinoro e non ho problemi ad asserire  che  votando
  l'articolo  53 che riguarda l'intera materia creiamo le  condizioni
  perché    realmente   l'Assemblea   regionale,   negli   atti    di
  programmazione  di carattere generale, possa di fatto  intervenire,
  ma nelle singole rubriche, non mi sembra il caso, visto che abbiamo
  già  votato  la  rubrica dei beni culturali e quella concernente  i
  regimi di aiuti all'industria.
   Abbiamo  questo  testo.  Nella norma di  chiusura  del  testo  c'è
  l'esigenza  del coinvolgimento delle Commissioni di  merito  e  non
  vedo  perché  dobbiamo creare le condizioni per  fare  qualcosa  di
  pleonastico  e  di  confusionario, anzi questo  testo  deve  essere
  ampliato  per  i  regimi  di  aiuto  all'industria.  Nessuno  vuole
  togliere un ruolo di programmazione e di condivisione all'Assemblea
  regionale,  pertanto, il Governo condivide l'articolo così  come  è
  scritto, ed è pronto a votarlo anche immediatamente.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la mia proposta  è  di  porre  in
  votazione  l'emendamento del Governo che prevede  l'abolizione  del
  passaggio  alla  competente  Commissione,  esaurendo  così  l'esame
  dell'articolo  4. Poi, passeremo all'articolo 53 e lo  voteremo  ed
  infine torneremo all'articolo 5, in maniera tale da fare una  legge
  omogenea che non preveda dipartimenti di serie A e dipartimenti  di
  serie B.

   D'ASERO,  vicepresidente della Commissione e relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO,  vicepresidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, a me  corre  l'obbligo  precisare
  quello che l'Assemblea, e mi sento responsabile in questo senso, va
  a  deliberare. Noi abbiamo due ordini di problemi: 1)  sui  singoli
  rami dell'Amministrazione ci sono i singoli assessori che emanano i
  decreti  di  pertinenza e di competenza, 2) ci  sono  gli  atti  di
  programmazione  generale, cosa diversa,  che  vengono  previsti,  e
  quindi un'ulteriore conferma, dall'articolo 53.
   Se  l'Assemblea intende procedere con questo orientamento, non  ho
  nulla  in  contrario, però stiamo parlando di due  aspetti  diversi
  dello  stesso  problema:  un  conto  sono  gli  atti  di  indirizzo
  dell'assessore dei singoli rami dell'Amministrazione  ed  un  conto
  sono gli atti di programmazione generale.
   Allora,  signor  Presidente, il senso è che questa  Assemblea,  le
  Commissioni, l'attività istituzionale, la dignità del parlamentare,
  voleva portare un contributo ad un'attività, ad un impegno,  ad  un
  raccordo fra Governo e parlamentari che viene sempre meno e  voleva
  dare  anche un contributo in questa direzione. Ogni altro argomento
  diventa fuorviante.
   Infine,  condivido quanto detto dall'assessore Cimino e cioè  che,
  evidentemente,   se   questo   principio   vale    per    i    rami
  dell'Amministrazione oggetto di questo disegno di legge numero 119,
  deve  valere  pure, per una condizione di equità, di par  condicio,
  per l'altro disegno di legge, il numero 23 del 2008, sui cosiddetti
  aiuti alle imprese.
   Allora,  in  quel  caso,  mi  pare giusto  anche  intervenire  per
  ripristinare  un  principio di equità, ma sono  cose  ben  diverse;
  però,  ieri  sera, in un lungo dibattito abbiamo parlato  di  altre
  cose.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 4.4 del Governo.
   CORDARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

       (Gli onorevoli Antinoro, Cascio Salvatore, Corona, Dina,
                           Forzese, Gianni,
           Lo Giudice e Ragusa si associano alla richiesta)

         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 4.4

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 4.4.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

   Prendono  parte  alla  votazione: Aricò,  Bosco,  Cimino,  Corona,
  Cracolici,  Currenti, D'Agostino, D'Asero, De Luca,  Digiacomo,  Di
  Guardo,  Di  Mauro, Donegani, Falcone, Faraone, Federico,  Ferrara,
  Formica,  Greco, Lenza Nicola, Lentini, Limoli, Mancuso, Marinello,
  Marrocco,  Marziano,  Mineo,  Musotto,  Nicotra,  Oddo,  Panarello,
  Pogliese,  Raia,  Romano, Ruggirello, Savona, Scilla,  Torregrossa,
  Vinciullo.

   Sono  in  congedo:  Apprendi,  Buzzanca,  Caronia,  Di  Benedetto,
  Gennuso, Lupo, Mattarella, Minardo, Panepinto.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            48
   Votanti             39
   Maggioranza         20
   Favorevoli          25
   Contrari            14

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 4, nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                              «Articolo 5
          Aiuti  nel settore dell'artigianato e del commercio

   1.  Dopo  l'articolo 27 della legge regionale  23  dicembre  2000,
  numero 32 è aggiunto il seguente:

    Articolo  27  ter.  Aiuti   nel settore  dell'artigianato  e  del
  commercio  -  1. Allo scopo di favorire i processi di sviluppo  dei
  settori  produttivi dell'artigianato, del commercio e  dei  servizi
  connessi,   l'Assessorato  regionale  per   la   cooperazione,   il
  commercio,  l'artigianato e la pesca è autorizzato ad attivare,  in
  conformità  agli  obiettivi  specifici  5.1  e  7.1  del  Programma
  operativo regionale del Fondo europeo per lo sviluppo regionale per
  il  2007-2013 (PO FESR 2007-2013), approvato con Decisione C (2007)
  4249  del  7  settembre 2007 e successive modifiche e integrazioni,
  regimi  di  aiuti  conformi alle condizioni e limiti  previsti  dal
  regolamento  (CE) numero 800/2008 della Commissione  del  6  agosto
  2008  che  dichiara  alcune categorie di aiuti compatibili  con  il
  mercato  comune in applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato
  (CE)  (regolamento generale di esenzione per categoria), pubblicato
  nella  G.U.U.E.  del 9 agosto 2008 serie L 214. Gli  aiuti  possono
  essere  concessi per i programmi e le tipologie di investimento  di
  cui all'articolo 12, lettera a), del citato regolamento (CE) numero
  800/2008,   promossi  da  piccole  e  medie  imprese,  secondo   la
  definizione   comunitaria,   del  settore   dell'artigianato,   del
  commercio e dei servizi connessi.

   2.  L'Assessore  regionale  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato  e  la  pesca stabilisce,  con  proprio  decreto,  le
  modalità  per la concessione delle agevolazioni, inclusi i  criteri
  per  l'individuazione  dei soggetti, delle  attività,  delle  spese
  ammissibili, la percentuale massima d'intervento, la misura massima
  del  finanziamento  concedibile,  le  modalità  di  erogazione  dei
  benefici in una o più delle forme indicate dall'articolo 189  della
  legge  regionale 23 dicembre 2000, numero 32 e successive modifiche
  e integrazioni, i parametri per l'attribuzione, a ciascun progetto,
  del  punteggio  utile  per la collocazione in graduatoria,  e  ogni
  altra disposizione necessaria all'attivazione degli interventi,  in
  coerenza con quanto previsto nei citati obiettivi specifici  5.1  e
  7.1  e  nei corrispondenti obiettivi operativi e linee d'intervento
  contenuti  nel  PO  FESR  2007-2013 e nel documento   Requisiti  di
  ammissibilità  e criteri di selezione', approvato dal  Comitato  di
  Sorveglianza  del  12  dicembre  2007  e  successive  modifiche   e
  integrazioni.  Il decreto è emanato previo parere della  competente
  commissione  legislativa  dell'Assemblea  regionale  siciliana   da
  rendersi entro 15 giorni dall'assegnazione della relativa richiesta
  da   parte   del  Presidente  dell'Assemblea  regionale  siciliana.
  Trascorso  tale termine l'Assessore può procedere all'adozione  del
  decreto.

   3.  Per  la gestione degli interventi di cui al presente articolo,
  l'Assessorato   regionale   della  cooperazione,   del   commercio,
  dell'artigianato  e  della  pesca  può  avvalersi  delle  procedure
  previste  dall'articolo  4,  comma  1,  della  legge  regionale  22
  dicembre 2005, numero 20, oltre che di enti pubblici, anche  di  un
  soggetto  selezionato ai sensi dell'articolo 185,  comma  5,  della
  legge  regionale 23 dicembre 2000, numero 32 e successive modifiche
  ed integrazioni, sulla base di un'apposita convenzione, predisposta
  dallo   stesso   Assessorato,  diretta  ad   evitare   duplicazione
  dell'attività  istruttoria  ed  assicurare  snellezza  e   rapidità
  procedurale, nonché di esperti ai sensi dell'articolo 185, comma 6,
  della  medesima  legge  regionale 23 dicembre  2000,  numero  32  e
  successive modifiche ed integrazioni, con oneri a carico  dell'asse
  7 - Governance ed assistenza tecnica del PO FESR 2007-2013.

   4.  Gli  interventi di cui al presente articolo  sono  attivati  a
  valere  sulle risorse relative agli obiettivi specifici 5.2  e  7.1
  del  PO  FESR 2007-2013 e sulle risorse finanziarie del Fondo  aree
  sottoutilizzate istituito con l'articolo 61 della legge 27 dicembre
  2002,  numero  289. Ai fini del controllo comunitario sugli  aiuti,
  per  il periodo di programmazione 2007-2013, le risorse finanziarie
  non  possono superare complessivamente l'importo di 500 milioni  di
  euro.

   5.  Gli  interventi  di  cui al presente articolo  possono  essere
  attivati anche nell'ambito di accordi di programma quadro (APQ) per
  lo sviluppo delle attività produttive».

   Comunico  che  all'articolo  5 sono stati  presentati  i  seguenti
  emendamenti:

   - dall'onorevole Ragusa:

   emendamento 5.1:

   «Al  comma 2 dopo il termine  ammissibili' aggiungere il  seguente
  periodo:    avendo   una   particolare  attenzione   alle   imprese
  commerciali  site  nei centri storici cittadini, ossia  librerie  e
  attività artigianali ed enogastronomiche tipiche locali,'»;

   - dagli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi, Donegani e Marinello:

   emendamento 5.4:

   «Al  comma  2, sesto rigo, sostituire le parole  in coerenza  con'
  con le parole  in esecuzione di'»,

   - dall'onorevole Cracolici:

   emendamento 5.2:

   «Al  comma  3  cassare  le  parole  nonché  di  esperti '  fino  a
    modifiche e integrazioni'»;

   - dall'onorevole Di Mauro:

   emendamento 5.3:

   «Al  comma  4  sostituire  le parole  gli  interventi  di  cui  al
  presente  articolo  sono attivati a valere sulle  risorse  relative
  agli  obiettivi specifici 5.2 e 7.1' con le parole  gli  interventi
  di  cui  al presente articolo sono attivati a valere sulle  risorse
  relative agli obiettivi specifici 5.1 e 7.1'».

   Si passa all'esame dell'emendamento 5.1, dell'onorevole Ragusa.

   RAGUSA. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  anche   questo
  emendamento - che segue i primi emendamenti esaminati ieri  sera  -
  ha  l'intento  di  promuovere i centri storici,  in  particolare  i
  centri  storici protetti dall'UNESCO. In questo contesto chiedo  di
  avere  una  particolare attenzione per le imprese commerciali  site
  nei  centri storici cittadini, ossia librerie, esercizi commerciali
  artigianali che trattano articoli eno-gastronomici tipici locali.
   Questo  emendamento  è finalizzato ad aiutare e  sostenere  quelle
  imprese  che vanno a collocarsi nei centri storici, serve cioè  per
  rivitalizzare i centri storici. E, peraltro, ciò è in  linea  anche
  con  l'ultima  legge che abbiamo approvato per quanto  riguarda  le
  proroghe  alle cooperative edilizie. Infatti, riprendendo i  centri
  storici li si fanno rivivere, si aiutano e si sostengono.

   DI  MAURO,  assessore  per il bilancio e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   DI   MAURO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, in linea di principio questo  è  un
  emendamento   funzionale,  proprio  per  rivitalizzare   i   centri
  commerciali naturali.
   Spesso  nei  centri storici insistono una serie  di  attività  che
  fanno  parte  dei centri più importanti dell'attività  commerciale.
  Ritengo  che  fare una divisione fra le attività innesti  polemiche
  rispetto  a quelle attività che insistono in un centro commerciale.
  Ritengo  sia giusto porre tutte le attività sullo stesso livello  e
  fare  in modo che tutte possano avere il finanziamento e costituire
  un  gruppo  di lavoro all'interno di un centro abitato, costituendo
  il  centro  commerciale per consentire di attingere a finanziamenti
  finalizzati a rivitalizzare proprio questi centri, che hanno  tanto
  bisogno   di   attenzione  e  soprattutto  di  sollecitazione   per
  iniziative imprenditoriali.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 5.1. Il  parere  del
  Governo?

   DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 5.4, degli onorevoli Cracolici ed altri.
  Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico  che  è stato presentato, dal Governo, l'emendamento  5.5
  che così recita:

   «Al  comma 2 cassare le parole  Il decreto è emanato previo parere
  della competente commissione legislativa dell'ARS da rendersi entro
  quindici giorni dall'assegnazione della relativa richiesta da parte
  del  Presidente  dell'ARS. Trascorso tale termine  l'Assessore  può
  procedere all'adozione del decreto.'».

   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 5.2, dell'onorevole Cracolici. Lo  pongo
  in votazione. Il parere del Governo?

   DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 5.3, del Governo. Lo pongo in votazione.
  Il parere della Commissione?

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 5, nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 6. Ne do lettura:

                              «Articolo 6
          Modifiche all'articolo 39 della legge regionale 23
                       dicembre 2000, numero 32

   1. L'articolo 39 della legge regionale 23 dicembre 2000, numero 32
  è sostituito dal seguente:

    Articolo     39.     Aiuti    a    finalità     regionale     per
  l'internazionalizzazione  delle  imprese  -  1.   Allo   scopo   di
  promuovere  l'ampliamento  e  il  rafforzamento  dei  processi   di
  internazionalizzazione   del   settore   produttivo   in   Sicilia,
  l'Assessorato   regionale  per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato  e la pesca è autorizzato ad attivare, in  conformità
  agli   obiettivi  specifici  5.2  e  7.1  del  Programma  operativo
  regionale  del  Fondo  europeo per lo  sviluppo  regionale  per  il
  2007-2013  (PO  FESR 2007-2013), approvato con Decisione  C  (2007)
  4249  del  7  settembre 2007 e successive modifiche e integrazioni,
  regimi  di  aiuti, alle condizioni e limiti previsti per gli  aiuti
  Qde  minimis'  dalla disciplina comunitaria, per l'acquisizione  di
  servizi  di  assistenza  e  consulenza specialistica  a  favore  di
  piccole  e  medie imprese operanti in Sicilia, singole o associate,
  secondo  la  definizione  comunitaria,  diretti  a  supportare   lo
  sviluppo    dei   sistemi   produttivi   siciliani   nei    mercati
  internazionali di riferimento. Gli aiuti possono essere concessi in
  misura  non superiore al 50 per cento dei costi ammissibili, intesi
  quali  costi  dei servizi di consulenza che esulano dagli  ordinari
  costi di gestione dell'impresa prestati da consulenti esterni.

   2.  L'Assessore  regionale  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato  e  la  pesca stabilisce,  con  proprio  decreto,  le
  modalità  per la concessione delle agevolazioni, inclusi i  criteri
  per  l'individuazione  dei soggetti, delle  attività,  delle  spese
  ammissibili,  la  misura massima del finanziamento concedibile,  le
  modalità  di  erogazione dei benefici in  una  o  più  delle  forme
  indicate dall'articolo 189 della legge regionale 23 dicembre  2000,
  numero  32  e successive modifiche e integrazioni, i parametri  per
  l'attribuzione,  a  ciascun progetto, del punteggio  utile  per  la
  collocazione  in graduatoria, e ogni altra disposizione  necessaria
  all'attivazione  degli interventi, in coerenza con quanto  previsto
  nei  citati  obiettivi  specifici 5.2 e 7.1  e  nei  corrispondenti
  obiettivi operativi e linee d'intervento contenuti nel PO FESR 2007-
  2013  e  nel  documento  Requisiti di ammissibilità  e  criteri  di
  selezione', approvato dal Comitato di Sorveglianza del 12  dicembre
  2007  e  successive modifiche e integrazioni. Il decreto è  emanato
  previo    parere    della   competente   commissione    legislativa
  dell'Assemblea  regionale  siciliana da rendersi  entro  15  giorni
  dall'assegnazione della relativa richiesta da parte del  Presidente
  dell'Assemblea   regionale  siciliana.   Trascorso   tale   termine
  l'Assessore può procedere all'adozione del decreto.

   3.  Gli  interventi di cui al presente articolo  sono  attivati  a
  valere  sulle risorse relative agli obiettivi specifici 5.2  e  7.1
  del  PO  FESR 2007-2013 e sulle risorse finanziarie del Fondo  aree
  sottoutilizzate istituito con l'articolo 61 della legge 27 dicembre
  2002,  numero  289. Ai fini del controllo comunitario sugli  aiuti,
  per  il periodo di programmazione 2007-2013, le risorse finanziarie
  non  possono superare complessivamente l'importo di 70  milioni  di
  euro.

   4.  Gli  interventi  di  cui al presente articolo  possono  essere
  attivati anche nell'ambito di accordi di programma quadro (APQ) per
  lo sviluppo delle attività produttive.'.

   2.  Gli  articoli 26 e 36 della legge regionale 23 dicembre  2000,
  numero 32 sono abrogati».

   Comunico  che  all'articolo  6 sono stati  presentati  i  seguenti
  emendamenti:

   - dagli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi, Donegani e Marinello:

   emendamento 6.1:

   «Al  comma  2, sesto rigo, sostituire le parole  in coerenza  con'
  con le parole  in esecuzione di'»;

   -dal Governo:

   emendamento 6.2:

   «Al  comma 2 cassare le parole  Il decreto è emanato previo parere
  della competente commissione legislativa dell'ARS da rendersi entro
  quindici giorni dall'assegnazione della relativa richiesta da parte
  del  Presidente  dell'ARS. Trascorso tale termine  l'Assessore  può
  procedere all'adozione del decreto.'».

   Si passa all'emendamento 6.1. Lo pongo in votazione. Il parere del
   Governo?

   DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 6.2. Lo pongo in votazione.  Il  parere
  della Commissione?

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 6, nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                              «Articolo 7
          Modifiche all'articolo 62 della legge regionale 23
                       dicembre 2000, numero 32
           e norme riguardanti i centri commerciali naturali

   1. L'articolo 62 della legge regionale 23 dicembre 2000, numero 32
  è sostituito dal seguente:
    Articolo  62.  Aiuti  ai  centri  commerciali  naturali  per   la
  realizzazione di servizi comuni alle P.M.I. commerciali associate e
  alle  medesime imprese - 1. Al fine di promuovere azioni volte alla
  riqualificazione  delle  aree  interessate  alla  realizzazione  di
  servizi  comuni alle imprese, alla promozione di produzioni  locali
  nell'ambito  dei  centri commerciali naturali, così  come  definiti
  dall'articolo 9 della legge regionale 15 settembre 2005, numero  10
  e   successive  modificazioni,  e  delle  strutture  delle  imprese
  commerciali,  artigianali  e  di  servizi  operanti  nei   medesimi
  contesti,   l'Assessorato   regionale   della   cooperazione,   del
  commercio,   dell'artigianato  e  della  pesca  è  autorizzato   ad
  attivare,  in  conformità agli obiettivi specifici 5.1  e  7.1  del
  Programma  operativo regionale del Fondo europeo  per  lo  sviluppo
  regionale  per  il  2007-2013 (PO FESR  2007-2013),  approvato  con
  Decisione C (2007) 4249 del 7 settembre 2007 e successive modifiche
  e integrazioni, regimi di aiuti a favore di piccole e medie imprese
  commerciali e di centri commerciali naturali.

   2.  Le imprese commerciali di cui al comma 1 sono quelle di cui al
  decreto   assessoriale   dell'11   febbraio   1997   e   successive
  modificazioni, pubblicato nella G.U.R.S. numero 21  del  26  aprile
  1997.

   3.  I contributi, sia a favore dei centri commerciali naturali che
  delle  piccole  e  medie  imprese  commerciali,  artigianali  e  di
  servizi,  possono essere concessi nella misura massima del  50  per
  cento  della spesa sostenuta e comunque alle condizioni ed entro  i
  limiti  previsti  per  gli  aiuti   de  minimis'  dalla  disciplina
  comunitaria.

   4.  L'Assessore  regionale  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato  e  la  pesca stabilisce,  con  proprio  decreto,  le
  modalità  per la concessione delle agevolazioni, inclusi i  criteri
  per  l'individuazione  dei soggetti, delle  attività,  delle  spese
  ammissibili,  la  misura massima del finanziamento concedibile,  le
  modalità  di  erogazione dei benefici in  una  o  più  delle  forme
  indicate dall'articolo 189 della legge regionale 23 dicembre  2000,
  numero  32  e successive modifiche e integrazioni, i parametri  per
  l'attribuzione,  a  ciascun progetto, del punteggio  utile  per  la
  collocazione  in graduatoria, e ogni altra disposizione  necessaria
  all'attivazione  degli interventi, in coerenza con quanto  previsto
  nei  citati  obiettivi  specifici 5.1 e 7.1  e  nei  corrispondenti
  obiettivi operativi e linee d'intervento contenuti nel PO FESR 2007-
  2013  e  nel  documento  Requisiti di ammissibilità  e  criteri  di
  selezione', approvato dal Comitato di Sorveglianza del 12  dicembre
  2007  e  successive modifiche e integrazioni. Il decreto è  emanato
  previo    parere    della   competente   commissione    legislativa
  dell'Assemblea  regionale  siciliana da rendersi  entro  15  giorni
  dall'assegnazione della relativa richiesta da parte del  Presidente
  dell'Assemblea   regionale  siciliana.   Trascorso   tale   termine
  l'Assessore può procedere all'adozione del decreto.

   5.  Gli  interventi di cui al presente articolo  sono  attivati  a
  valere  sulle risorse relative agli obiettivi specifici 5.1  e  7.1
  del  PO  FESR 2007-2013 e sulle risorse finanziarie del Fondo  aree
  sottoutilizzate istituito con l'articolo 61 della legge 27 dicembre
  2002,  numero  289. Ai fini del controllo comunitario sugli  aiuti,
  per  il periodo di programmazione 2007-2013, le risorse finanziarie
  non  possono superare complessivamente l'importo di 60  milioni  di
  euro.'.

   2.  Gli  articoli 35 e 51 della legge regionale 23 dicembre  2000,
  numero 32, sono abrogati.

   3.  All'articolo  9, comma 2, della legge regionale  15  settembre
  2005,  numero  10, dopo le parole  l'insieme di attività  terziarie
  private' sono aggiunte le parole:  e imprese artigiane in forma  di
  consorzi di piccole e medie imprese'».

   Comunico  che   all'articolo  7  sono  stati  presentati   i
   seguenti emendamenti:

   - dagli onorevoli Cracolici e De Benedictis:

   emendamento 7.1:

   «Al  comma 1, dopo le parole  come definiti dall'articolo 9  della
  legge   regionale  15  settembre  2005,  numero  10  e   successive
  modificazioni' aggiungere le seguenti  nonché per le finalità e gli
  scopi previsti nel suddetto articolo'»;

   -dagli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi, Donegani e Marinello:

   emendamento 7.2:

   «Al comma 1 dopo le parole  regime di aiuti in favore di piccole e
  medie imprese commerciali' aggiungere le parole  ed artigiani e  di
  servizi  insediate nei centri commerciali naturali e  consorzi  PMI
  commerciali  insediate'  e  sopprimere  le  parole   e  di   centri
  commerciali naturali'»;

   emendamento 7.3:

   «Al  comma 3 sostituire le parole  dei centri commerciali naturali
  che  delle  piccole e medie imprese commerciali, artigianali  e  di
  servizi' con le parole  di consorzi di PMI commerciali insediati in
  centri  commerciali  naturali che delle  piccole  e  medie  imprese
  commerciali, artigianali e di servizi insediate'»;

   emendamento 7.4:

   «Al  comma  4, sesto rigo, sostituire le parole  in coerenza  con'
  con le parole  in esecuzione di'».

   Si passa all'emendamento 7.1. Lo pongo in votazione. Il parere del
  Governo?

   DI  MAURO,  assessore il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
  onorevoli  colleghi,  il parere del Governo è contrario  perché  la
  dizione   nonché per le finalità e gli scopi previsti dal  suddetto
  articolo  sembra una ripetizione.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevole assessore  Di  Mauro,
  onorevoli colleghi, vorrei tranquillizzare il Governo sul fatto che
  non  si tratta di una ripetizione perché in questo testo, così come
  è  formulato,  si richiamano soltanto alcune delle fattispecie  che
  l'articolo, per legge, consente.
   Allora,  piuttosto sarà stata una dimenticanza nella  formulazione
  del  testo,  e  so  che  su  questo si sono  interessate  anche  le
  organizzazioni  competenti,  quindi,  riproporre  per   intero   le
  fattispecie   possibili  per  legge  all'interno  del   dispositivo
  consentirebbe  semplicemente  di non tornare,  successivamente,  ad
  accorgerci che ci siamo dimenticati di alcune cose.
   Pertanto,  non si tratta di una ripetizione, lo posso  assicurare,
  ma  si  vuole  sottolineare che - ad adiuvandum, qualora  lo  fosse
  sarebbe poco male - nella fattispecie avete voluto specificare  una
  parte  degli obiettivi della legge escludendone altri. Ed in questo
  modo, invece, si perfeziona la norma.
   Chiedo,  quindi,  al  Governo di rivedere la sua  posizione  dando
  parere favorevole all'emendamento.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 7.1. Il  parere  del
  Governo?

   DI MAURO, assessore il bilancio e le finanze. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   D'ASERO,  vicepresidente della Commissione e relatore. Mi  rimetto
  all'Aula.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 7.2, degli onorevoli Oddo e altri.

   ODDO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che in  questo
  caso  si  tratti  di una svista, infatti, non voglio  assolutamente
  dare  una  lettura maliziosa del fatto che, rispetto a  come  viene
  impostato  l'articolato, restano fuori sostanzialmente le  attività
  terziarie.
   Dico ciò perché l'articolo 9 della legge regionale numero 10/2005,
  come voi ben sapete - penso che l'assessore o ex assessore Di Mauro
  avrà  seguito attentamente la questione nella scrittura  di  questi
  articoli che riguardano il titolo dell'Assessorato che egli fino ad
  ora ha rappresentato -, definisce senza ombra di dubbio al comma  2
  il  Centro  commerciale  naturale e dice:   l'insieme  di  attività
  terziarie'.
   Ora,  sarebbe  curioso  che  escludessimo,  appunto,  le  attività
  terziarie  che  si ispirano evidentemente al settore artigianato  e
  specificassimo solo le commerciali; penso che considerare ciò  solo
  una svista, sia una cosa gravissima, in quanto voi sapete meglio di
  me che la linea di intervento 5133 dell'AS 5 del POR 2007-2015, ora
  stiamo attenti anche alla data, non può che servire anche a questo;
  diversamente, abbiamo perso un'occasione.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   DI  MAURO,  assessore  per il bilancio e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, il Governo esprime parere favorevole perché la  dizione
   artigiani  di  cui  all'insediamento' consente,  per  esempio,  di
  finanziare  anche i panifici, rispetto ai quali - nella definizione
  dei cosiddetti centri commerciali - l'Amministrazione regionale era
  indotta in dubbio in ordine al finanziamento.
   Quindi,  questo emendamento, quanto mai giusto, serve  ad  evitare
  contenziosi  ed a chiarire, ulteriormente, quali siano  i  soggetti
  beneficiari dell'iniziativa.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   GIANNI. Chiedo di apporre la mia firma all'emendamento.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 7.3, degli onorevoli Oddo e  altri.  Il
  parere del Governo?

   DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   GIANNI. Chiedo di apporre la firma all'emendamento.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 7.4, a firma  degli  onorevoli  Oddo  e
  altri. Il parere del Governo?
   DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico  che  è stato presentato, dal Governo, l'emendamento  7.5
  che così recita:

   «Al  comma 4 cassare le parole  Il decreto è emanato previo parere
  della competente commissione legislativa dell'ARS da rendersi entro
  quindici giorni dall'assegnazione della relativa richiesta da parte
  del  Presidente  dell'ARS. Trascorso tale termine  l'Assessore  può
  procedere all'adozione del decreto.'».

   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 7, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                              «Articolo 8
            Aiuti  per la  commercializzazione  di prodotti
                    siciliani e servizi di qualità
          nei mercati extraregionali e  nei confronti  della
                         grande  distribuzione

   1.  Dopo  l'articolo 62 della legge regionale  23  dicembre  2000,
  numero 32, è aggiunto il seguente:

    Articolo  62  bis. Aiuti per la commercializzazione  di  prodotti
  siciliani  e  servizi di qualità nei mercati extraregionali  e  nei
  confronti  della  grande distribuzione - 1. Al fine  di  promuovere
  azioni  volte  a  migliorare l'offerta e la commercializzazione  di
  prodotti  siciliani e servizi di qualità nei mercati extraregionali
  e nei confronti della grande distribuzione, l'Assessorato regionale
  per  la  Cooperazione, il commercio, l'artigianato  e  la  pesca  è
  autorizzato ad attivare, in conformità agli obiettivi specifici 5.2
  e  7.1  del Programma operativo regionale del Fondo europeo per  lo
  sviluppo  regionale per il 2007-2013 (PO FESR 2007-2013), approvato
  con  Decisione  C  (2007) 4249 del 7 settembre  2007  e  successive
  modifiche e integrazioni, regimi di aiuti, alle condizioni e limiti
  previsti  per  gli aiuti  de minimis' dalla disciplina comunitaria,
  per  finanziare  progetti  integrati tra piccole  e  medie  imprese
  siciliane e grande distribuzione.

   2.  I  progetti  integrati  di  cui  al  comma  1  possono  essere
  finalizzati  alla  diffusione dei prodotti siciliani  nei  circuiti
  commerciali  interessati,  con  esclusione  dei  prodotti  elencati
  nell'Allegato  I  del  Trattato (CE), nonché alla  costituzione  di
  joint venture.

   3.  L'Assessore  regionale  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato  e  la  pesca stabilisce,  con  proprio  decreto,  le
  modalità  per la concessione delle agevolazioni, inclusi i  criteri
  per  l'individuazione  dei soggetti, delle  attività,  delle  spese
  ammissibili, la percentuale massima d'intervento, la misura massima
  del  finanziamento  concedibile,  le  modalità  di  erogazione  dei
  benefici in una o più delle forme indicate dall'articolo 189  della
  legge  regionale 23 dicembre 2000, numero 32 e successive modifiche
  e integrazioni, i parametri per l'attribuzione, a ciascun progetto,
  del punteggio utile per la collocazione in graduatoria e ogni altra
  disposizione   necessaria  all'attivazione  degli  interventi,   in
  coerenza con quanto previsto nei citati obiettivi specifici  5.2  e
  7.1  e  nei corrispondenti obiettivi operativi e linee d'intervento
  contenuti  nel  PO  FESR  2007-2013 e nel documento   Requisiti  di
  ammissibilità  e criteri di selezione', approvato dal  Comitato  di
  Sorveglianza  del  12  dicembre  2007  e  successive  modifiche   e
  integrazioni.  Il decreto è emanato previo parere della  competente
  commissione  legislativa  dell'Assemblea  regionale  siciliana   da
  rendersi entro 15 giorni dall'assegnazione della relativa richiesta
  da   parte   del  Presidente  dell'Assemblea  regionale  siciliana.
  Trascorso  tale termine l'Assessore può procedere all'adozione  del
  decreto.

   4.  Gli  interventi di cui al presente articolo  sono  attivati  a
  valere sulle risorse relative  agli obiettivi specifici 5.2  e  7.1
  del  PO  FESR 2007/2013 e sulle risorse finanziarie del Fondo  aree
  sottoutilizzate istituito con l'articolo 61 della legge 27 dicembre
  2002,  numero  289. Ai fini del controllo comunitario sugli  aiuti,
  per  il periodo di programmazione 2007-2013, le risorse finanziarie
  non  possono superare complessivamente l'importo di 60  milioni  di
  euro.

   5.  Per  la gestione degli interventi di cui al presente articolo,
  l'Assessorato   regionale   per  la  cooperazione,  il   commercio,
  l'artigianato  e  la  pesca,  può avvalersi  di  esperti  ai  sensi
  dell'articolo 185, comma 6, della legge regionale 23 dicembre 2000,
  numero  32,  del  2000 e successive modifiche ed integrazioni,  con
  oneri a carico dell'asse 7 - Governance ed assistenza tecnica,  del
  PO FESR 2007-2013».

   Comunico  che  all'articolo  8 sono stati  presentati  i  seguenti
  emendamenti:

   - dall'onorevole Cracolici:

   emendamento 8.1:

   «Cassare il comma 5»;

   - dagli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi, Donegani e Marinello:

   emendamento 8.2:

   «Al  comma  2  sostituire le parole  nonché alla'  con  le  parole
   anche attraverso'»;

   emendamento 8.3:

   «Al  comma  3, sesto rigo, sostituire le parole  in coerenza  con'
  con le parole  in esecuzione di'».

   Si passa all'emendamento 8.2. Lo pongo in votazione. Il parere del
  Governo?

   DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 8.3. Lo pongo in votazione. Il parere del
  Governo?

   DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 8.1, dell'onorevole Cracolici. Lo  pongo
  in votazione. Il parere del Governo?

   DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 8.4, che
  così recita:

   «Al  comma 3 cassare le parole  Il decreto è emanato previo parere
  della competente commissione legislativa dell'ARS da rendersi entro
  quindici giorni dall'assegnazione della relativa richiesta da parte
  del  Presidente  dell'ARS. Trascorso tale termine  l'Assessore  può
  procedere all'adozione del decreto.'».

   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.
                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 8, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                              «Articolo 9
                   Aiuti per insediamenti produttivi

   1.  Dopo  l'articolo 57 della legge regionale  23  dicembre  2000,
  numero 32 è aggiunto il seguente:

    Articolo 57 bis. Aiuti per insediamenti produttivi - 1.  Al  fine
  di  promuovere  azioni  volte a favorire il rapido  sviluppo  degli
  insediamenti  artigianali e commerciali all'ingrosso, l'Assessorato
  regionale  per  la cooperazione, il commercio, l'artigianato  e  la
  pesca  è  autorizzato  ad  attivare, in conformità  agli  obiettivi
  specifici  5.1  e 7.1 del Programma operativo regionale  del  Fondo
  europeo  per lo sviluppo regionale per il 2007-2013 (PO FESR  2007-
  2013), approvato con Decisione C (2007) 4249 del 7 settembre 2007 e
  successive modifiche e integrazioni, regimi di aiuti conformi  alle
  condizioni  e limiti previsti dal regolamento (CE) numero  800/2008
  della  Commissione del 6 agosto 2008 che dichiara alcune  categorie
  di  aiuti  compatibili con il mercato comune in applicazione  degli
  articoli  87  e  88  del  Trattato (CE)  (regolamento  generale  di
  esenzione  per categoria), pubblicato nella G.U.U.E. del  9  agosto
  2008 serie L 214.
   2. I finanziamenti possono essere concessi in favore di:

   a) consorzi di imprese costituiti per la realizzazione delle opere
  previste  dall'articolo  78 della legge regionale  6  maggio  1981,
  numero   96,   in  possesso  della  titolarità  dell'area   oggetto
  dell'intervento;

   b)  piccole e medie imprese o consorzi di piccole e medie  imprese
  per l'acquisto, la costruzione o la ristrutturazione e il riuso  di
  insediamenti abbandonati da destinare ad attività produttiva  e  di
  commercio  all'ingrosso o per l'acquisto di terreni  con  specifica
  destinazione  urbanistica artigianale o per attività produttive  su
  cui insediare opifici artigianali;

   c)  piccole e medie imprese di nuova costituzione o già  esistenti
  che  vogliono  insediarsi nelle aree artigianali o provvedere  alla
  realizzazione  di  servizi  all'interno  delle  medesime   aree   o
  costituire  in  forma associata mercati commerciali all'ingrosso  o
  per  l'acquisto  di  opifici all'interno  di  aree  artigianali  di
  proprietà comunale anche per imprese ivi insediate.

   3.  L'Assessore  regionale  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato  e  la  pesca stabilisce,  con  proprio  decreto,  le
  modalità  per la concessione delle agevolazioni, inclusi i  criteri
  per  l'individuazione  dei soggetti, delle  attività,  delle  spese
  ammissibili, la percentuale massima d'intervento, la misura massima
  del  finanziamento  concedibile,  le  modalità  di  erogazione  dei
  benefici in una o più delle forme indicate dall'articolo 189  della
  legge  regionale 23 dicembre 2000, numero 32 e successive modifiche
  e integrazioni, i parametri per l'attribuzione, a ciascun progetto,
  del punteggio utile per la collocazione in graduatoria e ogni altra
  disposizione   necessaria  all'attivazione  degli  interventi,   in
  coerenza con quanto previsto nei citati obiettivi specifici  5.1  e
  7.1  e  nelle corrispondenti linee operative contenute nel PO  FESR
  2007-2013 e nel documento  Requisiti di ammissibilità e criteri  di
  selezione', approvato dal Comitato di Sorveglianza del 12  dicembre
  2007 e successive modifiche e integrazioni.
   4.  Per  la gestione degli interventi di cui al presente articolo,
  l'Assessorato   regionale   della  cooperazione,   del   commercio,
  dell'artigianato  e  della  pesca  può  servirsi  delle   procedure
  previste  dall'articolo  4,  comma  1,  della  legge  regionale  22
  dicembre 2005, numero 20, e ad avvalersi di un soggetto selezionato
  ai  sensi  dell'articolo  185, comma 5, della  legge  regionale  23
  dicembre  2000,  numero 32 e successive modifiche ed  integrazioni,
  sulla  base  di un apposita convenzione, predisposta  dallo  stesso
  Assessorato,   diretta   ad   evitare  duplicazione   dell'attività
  istruttoria ed assicurare snellezza e rapidità procedurale,  nonché
  di  esperti  ai  sensi dell'articolo 185, comma 6,  della  medesima
  legge  regionale 23 dicembre 2000, numero 32 e successive modifiche
  ed  integrazioni, con oneri a carico dell'asse 7  -  Governance  ed
  assistenza tecnica del PO FESR 2007-2013.

   5.  Gli  interventi di cui al presente articolo  sono  attivati  a
  valere  sulle risorse relative agli obiettivi specifici 5.1  e  7.1
  del  PO  FESR 2007-2013 e sulle risorse finanziarie del Fondo  aree
  sottoutilizzate istituito con l'articolo 61 della legge 27 dicembre
  2002,  numero  289. Ai fini del controllo comunitario sugli  aiuti,
  per  il periodo di programmazione 2007-2013, le risorse finanziarie
  non  possono superare complessivamente l'importo di 150 milioni  di
  euro».

   Comunico  che  all'articolo  9 sono stati  presentato  i  seguenti
  emendamenti:

   - dall'onorevole Cracolici:

   emendamento 9.1:

   «Al  comma  4  cassare  le  parole  nonché  di  esperti '  fino  a
   modifiche e integrazioni'»;

   - dagli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi, Donegani e Marinello:

   emendamento 9.2:

   «Al  comma 2 sostituire le parole  I finanziamenti' con le  parole
   Gli aiuti'»;

   emendamento 9.3:

   «Al comma 2, lettera a), dopo le parole  oggetto dell'intervento;'
  aggiungere  le  parole   a tali consorzi  può  essere  concesso  un
  apposito finanziamento'»;

   emendamento 9.4:

   «Al  comma 2, lettera b), dopo le parole  urbanistica artigianale'
  aggiungere  legati all'investimento produttivo'»;

    emendamento 9.5:

   «Al  comma  3, sesto rigo, sostituire le parole  in coerenza  con'
  con le parole  in esecuzione di'».

   Si  passa  all'emendamento 9.2, degli onorevoli Oddo e  altri.  Lo
  pongo in votazione. Il parere del Governo?

   DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 9.3, degli onorevoli Oddo e  altri.  Lo
  pongo in votazione. Il parere del Governo?

   DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 9.4, degli onorevoli Oddo e  altri.  Lo
  pongo in votazione. Il parere del Governo?

   DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 9.5, degli onorevoli Oddo e  altri.  Lo
  pongo in votazione. Il parere del Governo?

   DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 9.1, dell'onorevole Cracolici. Lo  pongo
  in votazione. Il parere del Governo?
   DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 9, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                             «Articolo 10
          Modifiche all'articolo 60 della Legge regionale 23
                       dicembre 2000, numero 32

   1.  L'articolo 60 della legge regionale 23 dicembre  2000,  numero
  32, è sostituito dal seguente:

    Articolo  60.  Aiuti all'investimento - 1. Al fine  di  agevolare
  l'accesso  al  credito delle piccole e medie imprese commerciali  è
  istituito  previa  stipula  di  apposita  convenzione,  presso  una
  società  o  ente  in  possesso dei necessari requisiti  tecnici  ed
  organizzativi,  un  fondo a gestione separata  per  la  concessione
  delle seguenti agevolazioni, conformemente alle condizioni e limiti
  previsti dal regolamento (CE) numero 800/2008 della Commissione del
  6  agosto  2008 che dichiara alcune categorie di aiuti  compatibili
  con  il  mercato comune in applicazione degli articoli 87 e 88  del
  Trattato  (CE)  (regolamento generale di esenzione per  categoria),
  pubblicato  nella G.U.U.E. del 9 agosto 2008 serie  L  214,  per  i
  programmi  e  le tipologie di investimento di cui all'articolo  12,
  lettera a), del citato regolamento (CE) numero 800/2008:

   1)  finanziamenti fino al 75 per cento della spesa realizzata  per
  un  importo  comunque non superiore ad euro 500 mila  della  durata
  massima  di 15 anni di cui sino a due di preammortamento, a  fronte
  di   programmi   di   investimento   che   abbiano   per   oggetto,
  congiuntamente o alternativamente:

   a)  l'acquisto, la costruzione, ivi compresa l'acquisizione  della
  relativa  area,  il  rinnovo,  la trasformazione,  l'adattamento  e
  l'ampliamento   dei  locali  adibiti  o  da  adibire  all'esercizio
  dell'attività commerciale;

   b)  l'acquisto  delle  attrezzature  e  il  rinnovo  degli  arredi
  necessari per l'esercizio dell'attività commerciale;

   c)  per un importo non superiore al 25 per cento dell'investimento
  ammissibile,  costi  immateriali relativi  alla  certificazione  di
  qualità,   alla  tutela  ambientale,  all'innovazione  tecnologica,
  all'acquisto di programmi gestionali per l'informatizzazione e agli
  oneri derivanti dai contratti di franchising;

   2)  contributi  in  conto interessi sui mutui  contratti  con  gli
  istituti  di credito per un importo superiore a 100.000,00  euro  e
  fino  a  516.458,90 euro e, comunque, entro il limite  del  75  per
  cento  dell'investimento diretti al finanziamento di spese  di  cui
  alle lettere a), b), c) del punto 1) del presente comma;

   3)  finanziamenti fino al 75 per cento della spesa necessaria  per
  investimenti  di cui alle lettere b) e c) del punto 1 del  presente
  comma  e  per  un  importo comunque non superiore a euro  25.000,00
  della durata massima di anni tre;

   4)  in  alternativa ai finanziamenti per gli investimenti  di  cui
  alle  lettere a) e b) del punto 1) del presente comma,   contributi
  in conto canoni sulle operazioni di locazione finanziaria di durata
  massima di quindici anni, per i beni immobili, e di cinque anni per
  quelli  mobili, di importo massimo non superiore a euro 500 mila  e
  non inferiore a euro 30 mila.

   2.  Nel  caso  in  cui  gli investimenti da  realizzare  attengano
  soltanto alle spese indicate alle lettere b) e c) del punto 1)  del
  presente  comma, i limiti massimi dei finanziamenti ammissibili  ai
  benefici nello stesso comma previsti sono ridotti del 40 per cento.

   3.  Per  operazioni  di  locazione  finanziaria  si  intendono  le
  operazioni di locazione rientranti nei programmi di investimento di
  cui  al  comma  1, di beni mobili ed immobili acquistati  nuovi  di
  fabbrica  o  fatti costruire dal locatore, su scelta e  indicazione
  del   conduttore,   con  facoltà  per  quest'ultimo   di   divenire
  proprietario  dei  beni locati al termine della  locazione,  dietro
  versamento di un prezzo stabilito.

   4.  Alle  operazioni  creditizie di cui al  presente  articolo  si
  applicano le disposizioni generali previste dall'articolo 16.

   5.  Alla  gestione  del  fondo  istituito  dal  presente  articolo
  sovrintende  un comitato amministrativo, nominato con  decreto  del
  Presidente   della  Regione,  presieduto  dal  direttore   generale
  dell'ente  o  della  società di gestione o, in caso  di  assenza  o
  impedimento di questi, di chi ne fa le veci, ed è composto da:

   a)  cinque  componenti designati dall'assessore regionale  per  la
  cooperazione,  il  commercio, l'artigianato e la pesca,  scelti  su
  terne   proposte  dalle  associazioni  regionali  dei  commercianti
  maggiormente rappresentative;

   b)  due  funzionari  con  qualifica  non  inferiore  a  dirigente,
  rispettivamente  in servizio presso l'Assessorato  regionale  della
  cooperazione, del commercio dell'artigianato e della pesca e presso
  l'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze, designati dai
  rispettivi assessori;

   c)  un componente designato dall'associazione bancaria italiana;

   d)  due  esperti  in  materia creditizia designati  dall'assessore
  regionale  per  la cooperazione, il commercio, l'artigianato  e  la
  pesca.

   6.  Svolge  le  funzioni  di segretario  un  dipendente  dell'ente
  gestore nominato dal suo presidente.  I componenti ed il segretario
  durano in carica quattro anni.

   7.  Ai fini della determinazione dei compensi da corrispondere  ai
  componenti ed al segretario del Comitato, il cui onere è  a  carico
  del  fondo, si applicano le analoghe disposizioni già previste  per
  il  comitato  amministrativo per la gestione del fondo  a  gestione
  separata presso l'IRFIS.
   8.  Le  somme  destinate  all'attuazione di  quanto  previsto  nel
  presente  articolo  sono e restano versate  su  un  apposito  conto
  corrente  aperto presso la società o ente aggiudicatario  intestato
  alla  Regione siciliana, Assessorato regionale per la cooperazione,
  il commercio, l'artigianato e la pesca.

   9.  Ai  fini  del controllo comunitario sugli aiuti  previsti  dal
  presente articolo, per il periodo 2007-2013, le risorse finanziarie
  non  possono superare complessivamente l'importo di 100 milioni  di
  euro».

   Comunico  che  all'articolo  10 è stato  presentato  l'emendamento
  10.1, a firma dell'onorevole Cracolici, che così recita: «Cassare i
  commi 5, 6 e 7».

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   DI   MAURO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  il Governo esprime parere contrario al comma  5  e  al
  comma 6; è favorevole invece al comma 7 dell'emendamento.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  tenuto  conto  del  parere  del
  Governo,  favorevole  a  cassare i commi 5  e  6  dell'emendamento,
  ritengo  che  lo stesso possa essere messo in votazione  per  parti
  separate, sempre che l'onorevole Cracolici sia d'accordo.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non devo  essere
  d'accordo io ma la Presidenza.
   Chiedo scusa, ma non ricordo a cosa corrispondono i vari numeri di
  tutti gli emendamenti avendoli scritti qualche settimana fa.

   DI   MAURO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, ripeto che il Governo è favorevole all'abrogazione  dei
  commi  5 e 6 e ritiene di poter apprezzare favorevolmente il  comma
  7.
   Preannuncio  anche  la presentazione di un emendamento  abrogativo
  del comma 8.
   Il  Governo ritiene, altresì, che debba continuare ad esistere  il
  Comitato  del Fondo, ma che non debba avere il gettone di  presenza
  equiparato ai componenti del Fondo istituito presso l'IRFIS.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, l'emendamento verrà quindi  posto
  in votazione in tre parti, i commi 5 e 6, il comma 7 e poi, ancora,
  il comma 8.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente,  ma  io  non  ho  presentato   un
  emendamento al comma 8.

   PRESIDENTE.   Il   Governo   ne   ha   appena   preannunciato   la
  presentazione.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevole  Assessore,   onorevoli
  colleghi, il mio intendimento era di evitare che, in nome  dell'uso
  dei  Fondi comunitari, si introducessero altri organi ai quali dare
  gettoni.
   Una  delle  azioni  che  si  è sviluppata  in  tutta  la  Pubblica
  amministrazione in questi ultimi anni, anche in Sicilia,  anche  se
  viene  applicata a macchia di leopardo, è la riduzione degli organi
  gestionali. Siamo passati da organi con un massimo di cinque ad  un
  minimo  di  tre.  Invece, qui stiamo costituendo un  organo  che  è
  sostanzialmente della  Prima Repubblica'.
   Stiamo parlando della modalità di attuazione della gestione di  un
  Fondo stabilito secondo procedure.
   Che  senso ha fare un organo che è formalmente amministrativo  ma,
  di fatto è di rappresentanza e di cogestione?
   In   coerenza   con  l'approccio  avuto  finora,  più  automatismi
  introduciamo,  meglio  è  per  la  Sicilia.  Evitiamo  di  inserire
  elementi  gestionali  che  introducano elementi  arbitrari   Più  è
  automatico  un  provvedimento,  più  c'è  certezza  per   qualunque
  cittadino.
   Non capisco a cosa serva il Fondo.
   Prendo  atto  della  scelta del Governo  di  evitare  compensi  ma
  ritengo,  con  tutta  coerenza, che anche  l'organo  che  si  va  a
  costituire  sia  assolutamente superfluo rispetto all'obiettivo  di
  attivazione  delle  risorse.  Pertanto,  non  capisco   il   parere
  contrario,  nel senso che l'azione che si propone è di  snellimento
  contro il mantenimento di un orpello inutile.

   DI  MAURO,  assessore  per il bilancio e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, vorrei chiarire che  questo  è  un
  Comitato  esistente dal 2002. Questo Fondo ha funzionato  benissimo
  ed  è  stato,  nel  tempo, un forte sostegno per  gli  imprenditori
  commerciali. La costituzione del Comitato ha garantito la  presenza
  dei  commercianti  all'interno  di  questo  Fondo  e,  quindi,   la
  conoscenza diretta per gli imprenditori dello svolgimento di  tutte
  le  attività  istruttorie  poste  in  essere  per  quanto  riguarda
  l'applicazione dell'articolo 60 della legge numero 32 del 2000.
   Credo  sia  un  Comitato  che,  sul piano  economico,   abbia  una
  gestione molto irrisoria ed abbia dato buoni frutti, che già si sia
  messo a lavorare ed i cui risultati prodotti in passato siano stati
  risultati di agevolazione dei percorsi.
   Onorevole  Cracolici,  non si vuole che sia  soltanto  il  sistema
  bancario  a  decidere gli affidamenti; la presenza dei commercianti
  costituisce garanzia per gli stessi imprenditori.

                Richiesta di verifica del numero legale

   ANTINORO. Chiedo la verifica del numero legale.

    (Alla richiesta si associano gli onorevoli Cordaro, Dina, Gianni
                               e Greco)

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,  invito  gli onorevoli deputati a  registrare  la  loro
  presenza con la scheda di votazione.
   Chiarisco  le  modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  qualunque tasto.
    Dichiaro aperta la verifica.

   Sono  presenti: Adamo, Arena, Bosco, Cimino, Cracolici,  Correnti,
  D'Agostino, D'Asero, De Benedictis, De Luca, Digiacomo,  Di  Mauro,
  Donegani,  Faraone,  Federico,  Ferrara,  Greco,  Laccoto,   Leanza
  Nicola,  Marinello,  Marrocco, Marziano, Raia, Romano,  Ruggirello,
  Scilla, Vinciullo.

   Richiedenti: Antinoro, Cordaro, Dina, Donegani, Faraone,  Ferrara,
  Gianni,  Greco,  Lo Giudice, Marinello, Marrocco,  Mineo,  Nicotra,
  Raia, Romano, Scilla.

   Sono  in  congedo:  Apprendi,  Buzzanca,  Caronia,  Di  Benedetto,
  Gennuso, Lupo, Mattarella, Minardo, Panepinto.

   Dichiaro chiusa la verifica.

                       Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti            35

                 (L'Assemblea non è in numero legale)

   Onorevoli colleghi, la seduta è, pertanto, rinviata di un'ora.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.45, è ripresa alle ore 19.02)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Cascio


    Comunicazione di preposizione degli Assessori agli assessorati
                               regionali

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che, con nota  protocollo
  numero  6441 dell'8 luglio 2009, il Capo dell'Ufficio di  Gabinetto
  della  Presidenza della Regione siciliana, dottor Antonino Scimemi,
  ha  portato  a  conoscenza  che, con Decreti  Presidenziali  dell'8
  luglio  2009,  il  Presidente della Regione, ha nominato  Assessore
  regionale  l'onorevole  Nicola Leanza, con  contestuale  cessazione
  delle    funzioni   di   assessore   regionale   con   preposizione
  all'Assessorato regionale del Territorio e dell'ambiente del dottor
  Giuseppe  Sorbello, ed ha attribuito le deleghe agli Assessori  del
  Governo regionale secondo la seguente preposizione:

   - Agricoltura: onorevole Michele Cimino;
   - Beni culturali e pubblica istruzione: onorevole Nicola Leanza;
   - Bilancio  e  finanze: onorevole  Roberto Di Mauro;
   -   Cooperazione,  commercio,  artigianato  e   pesca:   onorevole
  Gianbattista Bufardeci;
   - Famiglia e Autonomie locali: dottoressa Caterina Chinnici;
   - Industria: dottor Marco Venturi;
   - Lavori pubblici: onorevole  Antonino Beninati,
   - Lavoro: onorevole Luigi Gentile;
   - Sanità: dottor Massimo Russo;
   - Territorio e ambiente: avvocato Mario Milone;
   - Turismo: onorevole  Nino Strano.

   Destinato  alla  Presidenza l'avvocato Gaetano Armao  al  quale  è
  delegata  la  trattazione degli Affari ricompresi nelle  competenze
  del  Dipartimento  regionale del Personale  dei  Servizi  Generali,
  Quiescenza,  Previdenza ed Assistenza del personale regionale,  del
  Dipartimento   regionale   Protezione  civile,   del   Dipartimento
  regionale  Programmazione; alle dipendenze dello  stesso  Assessore
  sono   posti  l'Ufficio  Audit  dei  programmi  cofinanziati  dalla
  Commissione Europea e l'Ufficio speciale Autorità di certificazione
  dei programmi cofinanziati dalla Commissione Europea.


   Presidenza del presidente Cascio


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico  che è in congedo, per  la  seduta  odierna,
  l'onorevole Scoma.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio


    Riprende la discussione del disegno di legge numero 119 - Norme
                            stralciate I/A

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, si procede  alla  votazione  per
  parti  separate dell'emendamento 10.1: la prima parte  relativa  ai
  commi 5 e 6 e la seconda relativa al comma 7.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, visto che  ho  la
  possibilità  di  prendere  la parola dopo l'annuncio  ufficiale  da
  parte   del  Presidente  dell'Assemblea  regionale  delle   deleghe
  conferite  dal  Presidente  della Regione,  colgo  l'occasione  per
  augurare  all'Assessore Di Mauro un buon lavoro nell'interesse  dei
  siciliani.
   Con  particolare attenzione, nelle settimane scorse,  avevo  avuto
  modo  di  leggere questo articolo 10 e di compiacermi per il  fatto
  che  i  commi  5,  6  e  7 portavano un significativo  elemento  di
  innovazione  rispetto a quello che era stato  un  trend  che  nelle
  passate   occasioni  era  prevalso;  adesso,  a  mio   parere,   la
  individuazione  e la nomina di un Comitato amministrativo  composto
  secondo  le  modalità  previste dal comma 5, determina  davvero  un
  momento di particolare attenzione e di novità rispetto a quanto  si
  era determinato nei trascorsi modi di procedere.
   Vorrei  brevemente ricordare che non è tanto l'elemento di  novità
  che   cinque  componenti  di  questo  Comitato  vengano   designati
  dall'assessore  regionale, quanto che oltre ai due  funzionari  con
  una  qualifica non inferiore a quella di dirigente ci sia anche  un
  componente designato dall'Associazione bancaria italiana.
   Ora, rispetto a questi temi, che io ravviso di portata nuova  -  e
  vorrei  fare riflettere l'Aula, che bisognava semmai, e  ne  faccio
  ammenda,  fare  una riflessione perché al di là del  fatto  che  io
  faccia parte o meno, e non ne faccio parte -, ritengo sarebbe stato
  utile approfondire nella Commissione competente il passaggio  e  la
  nomina   di   questo  Comitato  che  ha  il  ruolo   delicatissimo,
  fondamentale, appunto, di gestire questo aiuto all'investimento.
   Per  quanto  mi  riguarda, e per quanto ci  riguarda  come  gruppo
  dell'UDC ed a dimostrazione ulteriore, qualora ve ne fosse bisogno,
  che   la  nostra  non  è  una  opposizione  strumentale  ma  è  una
  opposizione  sulle cose concrete, dichiaro il mio  voto  favorevole
  alla  proposta  del  disegno di legge e mi dichiaro  favorevole  al
  mantenimento  dei commi 5, 6 e 7. Pertanto, il mio voto  non  potrà
  che essere contrario all'emendamento dell'onorevole Cracolici.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, avendo  letto  le
  norme  in  questione, ritengo che sia utile il  mantenimento  della
  previsione del testo dell'articolo, perché nel momento  in  cui  si
  prevede  l'istituzione di un Fondo ma non si prevede  chi  lo  deve
  gestire  e  le  modalità  attraverso le  quali  bisogna  erogare  i
  finanziamenti, istruire le pratiche e valutarle, ritengo che  siamo
  in presenza di un modo di procedere, oltremodo, sbagliato.
   Non  si capisce perché, nella composizione di una legge, il  fatto
  di  essere  contrari alla gestione da parte della  maggioranza,  da
  parte  della  Presidenza,  in quel momento,  debba  determinare  un
  impedimento  alla  maggioranza  stessa  o  alla  Presidenza  stessa
  causando  la  ingestibilità delle azioni legali o dell'applicazione
  delle  leggi che vanno a discendere da una votazione di  una  norma
  che è contraddittoria con ciò che si prefigge di fare.
   Ritengo,  quindi, che questo sia un modo sbagliato di procedere  e
  nel caso in ispecie se si decide e si prevede la costituzione di un
  Fondo  non  si  può  che prevederne, allo stesso  momento,  la  sua
  gestione.
   L'approvazione dell'emendamento darebbe luogo ad un  provvedimento
  monco,   inapplicabile,  perché  non  si  capirebbe  chi   dovrebbe
  analizzare le richieste di contributo che vengono presentate e  con
  quali   modalità   queste   richieste  stesse   dovrebbero   essere
  analizzate.
   Il  mio  intervento è per far sì che l'Aula approvi il testo  così
  come  presentato  e  che venga respinto, invece, l'emendamento  che
  introdurrebbe  una  fattispecie certamente contraria  allo  spirito
  della legge.

   ANTINORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ANTINORO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  contrariamente
  agli  interventi di chi mi ha preceduto, l'onorevole Cordaro ed  in
  parte  anche  l'onorevole Formica, vorrei fare un ragionamento  che
  vada   nel   senso   dell'emendamento   presentato   dall'onorevole
  Cracolici.
   E'  un  emendamento  che  mira  a  cassare  i  commi  5,  6  e   7
  dell'articolo  10.  Il  nostro  partito  ha  un'idea,  anche  della
  politica, piuttosto libera, quindi ognuno di noi esprime le proprie
  idee  come  ritiene  meglio. Non so se, poi, l'onorevole  Cracolici
  illustrerà il suo emendamento che è l'unico presentato all'articolo
  10, o almeno l'unico inserito nel testo distribuito in Aula, non so
  se  vi  sono  altri  emendamenti presentati all'ultimo  minuto  dal
  Governo,  me  lo  auguro,  io dichiaro  di  apporre  la  mia  firma
  all'emendamento  in  quanto  lo condivido  per  una  ragione  molto
  semplice.
   Noi   abbiamo  parlato  e  continuiamo  a  parlare  da  tempo   di
  semplificazioni  delle  attività  amministrative.   Continuiamo   a
  parlare  da tempo di utilizzare gli enti della Regione,  l'IRFIS  è
  uno   tra   questi,  per  un  miglior  raccordo  con  la   Pubblica
  amministrazione  regionale.  Continuiamo  a  parlare  da  tempo  di
  semplificazione  delle  procedure  amministrative   e   vedo   che,
  addirittura, si allungano i tempi delle procedure perché  con  vari
  decreti    vengono    istituiti   cinque    componenti    designati
  dall'assessore, due funzionari con qualifica non inferiore a quella
  di  dirigente, componenti dell'Associazione bancaria italiana,  due
  esperti  in  maniera creditizia; presumo che tutti costoro  abbiano
  titolo e sicuramente capacità professionale per esprimere, in larga
  misura,  pareri  sulle  richieste del cittadino  o  comunque  delle
  strutture che lo faranno.
   Ma  se  già  al comma 7, per esempio, si potesse fare  riferimento
  all'IRFIS, potrebbe essere un'idea, e suggerisco al Governo se  non
  pensa  -  proprio per venire incontro ad una legge  importante  per
  snellire  le procedure - di fare in modo che tutto ciò diventi  più
  semplice  per il cittadino che vorrà utilizzare questa  legge,  che
  l'IRFIS diventi, quindi, l'ente che valuta. Non abbiamo bisogno  di
  altri  componenti, poi è lo stesso Governo che ricorda  che  esiste
  l'IRFIS e dice che in un conto corrente l'IRFIS lo porta in causa.
   Qualcuno potrebbe dire: perché non presentate un emendamento?
   Ebbene,  ci  riserviamo  di  farlo nei minuti  successivi  al  mio
  intervento. Potremmo benissimo far sì che sia l'IRFIS ad  occuparsi
  di  tutto.  E' una struttura controllata dalla Regione, alla  quale
  annualmente  vengono erogati dei danari; potrebbe essere  anche  la
  struttura  alla  quale  destinare  questo  compito,  piuttosto  che
  continuare  a creare organismi la cui sola costituzione prenderebbe
  parecchie  settimane,  forse qualche mese, in  quanto  bisognerebbe
  individuare  i soggetti, comunicare alle associazioni di  categoria
  che  dovrebbero  rispondere ed infine ci  sarebbe  la  stesura  del
  decreto.
   Pertanto, anche ammesso che approvassimo questa legge stasera, per
  quanto  riguarda questa parte della legge, sicuramente vi sarebbero
  tempi  lunghi,  per  non  dire  biblici  per  l'applicazione  della
  medesima.
   Ecco   perchè   vado  nel  senso  dell'emendamento  dell'onorevole
  Cracolici  ed  esorto  il  Governo a immaginare  questa  soluzione;
  diversamente,  il  Governo dovrà spiegare con  idee  proprie  altre
  motivazioni  che non ho compreso e se devo comprendere  rivedrò  la
  mia  posizione.  Mi  riservo  di intervenire  dopo  le  spiegazioni
  fornite dal Governo.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  vorrei  attirare
  l'attenzione  della Presidenza sull'emendamento da  me  presentato,
  considerato aggiuntivo, che riguarda proprio l'articolo 10 con  cui
  chiedo  che   devono essere  altresì, beneficiari dei finanziamenti
  previsti  dal  comma  1, dell'articolo 10,  anche  i  programmi  di
  investimento  realizzati dalle emittenti televisive locali  che,  a
  causa del passaggio obbligato al sistema digitale, sono costrette a
  rinnovare  la  catena  degli apparati, ponti  di  collegamento  dei
  trasmettitori,  antenne,  eccetera,  limitatamente  al   costo   di
  realizzazione e dell'adeguamento delle strutture tecnologiche.
   I  benefici  di  cui sopra sono previsti per ciascuna  concessione
  televisiva ministeriale.'

   PRESIDENTE. Abbiamo già previsto di estrapolare questo emendamento
  dagli  aggiuntivi e di porlo in discussione adesso.  Chiederemo  il
  parere al Governo.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  mi  rendo  conto
  dall'intervento     dell'onorevole    Antinoro,     di     adesione
  all'emendamento a firma dell'onorevole Cracolici, che sono iniziati
  i  segnali fra le forze di minoranza e mi rendo conto che si è  già
  creato un raccordo fra le forze di opposizione.
   Sono le prove tecniche di collaborazione.
   Questo  è un segnale di collaborazione fra forze di opposizione  e
  dobbiamo  tenerne  conto  in quest'Aula,  dovrà  tenerne  conto  il
  Governo.
   Personalmente,   però,   non  sono  assolutamente   convinto,   né
  condivido, sia l'emendamento a firma dell'onorevole Cracolici,  sia
  l'adesione all'emendamento da parte dell'onorevole Antinoro, perché
  va  contro  lo  spirito stesso dell'articolo  10.  Basta  dare  una
  lettura  attenta all'intero articolo per rendersi conto che  quanto
  previsto  dai commi  5, 6 e 7 sia fortemente e logicamente ancorato
  alla filosofia dell'articolo.
   Abroghiamo le strutture che dovranno valutare quanto previsto  dal
  legislatore  anche  se - poi ne parleremo -  sembra  che  ormai  la
  Commissione   Bilancio'  sia diventata l'unico  organo  deputato  a
  valutare  questi articoli e questi disegni di legge. Ma  su  questo
  torneremo  con l'esame degli articoli successivi, però,  credo  che
  non possiamo abrogare i commi  5, 6 e 7 dell'articolo 10.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vi chiedo scusa se
  il  mio intervento non sarà razionale, nel senso che sono d'accordo
  all'emendamento presentato dall'onorevole Cracolici, anzi, comunico
  che è mia volontà apporvi la mia firma.
   Nel caso in cui questo emendamento non abbia successo in Aula sono
  interessato a conoscere, ancora meglio, quanto stabiliranno i commi
  5,  6  e 7 e, segnatamente, sono interessato - considerato che  non
  sono  stato  coinvolto dal Presidente della Regione nel partecipare
  al Governo - al sottogoverno, tutto qui, nulla di più.
   Quindi,  vorrei  capire  le modalità che verranno  adottate  se  e
  perché  sembrerebbe che ci voglia un decreto del  Presidente  della
  Regione,  ma  ero ancora più interessato, Presidente,  e  se  posso
  suggerire  un  nominativo, a comprendere il comma 7  per  conoscere
  quanto   percepiranno  i  componenti,  perché  si  fa  riferimento,
  riguardo   le  analoghe  disposizioni  previste  per  il   Comitato
  amministrativo per la gestione del fondo di gestione dell'IRFIS,  a
  25  mila  euro  a  componente. Già mi ha risposto il Vicepresidente
  della  Regione.  Quindi,  chiedo se il  Governo  e  la  Commissione
  possono  darmi  queste due indicazioni relative alle  nomine  e  al
  compenso delle nomine che verranno fatte secondo il comma 7.

   DI  MAURO,  assessore  per il bilancio e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, non vorrei ribadire le  cose  dette
  poc'anzi,  ma  mi  sembra che gli interventi  svolti  in  Aula  non
  tengano conto di ciò che è successo nei cinque anni passati.
   Lo strumento che la legge numero 32 del 2000 aveva ipotizzato si è
  manifestato  come strumento assolutamente valido. Hanno partecipato
  a   questo   Fondo,  come  Consiglio  di  Amministrazione,   cinque
  componenti del consiglio dei commercianti, responsabili del sistema
  bancario,  si  è  costruita una struttura che è  un  misto  tra  il
  sistema  bancario - di cui al vincitore del Fondo -  ed un  sistema
  di  rappresentanza diretta dei commercianti, che ha  dato  vita  ad
  un'attuazione  concreta  di un sistema  che  ha  visto  mettere  in
  movimento  milioni e milioni di euro, fatto assolutamente  positivo
  per il commercio in Sicilia.
   Pertanto,  ritenere  di prolungare questo modello  di  iniziativa,
  credo sia  non solo fruttuoso, ma uno dei pochi esperimenti in tema
  di  finanziamento  che  hanno visto sortire  effetti  positivi  nel
  settore produttivo, in questo caso del commercio.
   Quindi,   mi   appello  all'Assemblea,  alla   sensibilità,   alle
  difficoltà  del momento ed al collaudo di un sistema che  ha  visto
  manifestarsi in questi anni, esortando l'esame positivo  di  questo
  articolo  nel  suo complesso, a votare contro  i  commi  5  e  6  e
  positivamente  il  comma  7  e ritenere che  stiamo  approvando  un
  articolo  estremamente positivo per tutto il sistema del  commercio
  siciliano.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  questa  norma
  ripropone  l'articolo 60 della legge numero 32 del  2000,  che  già
  prevedeva il Fondo e l'organismo del Fondo, ma come sa l'Assessore,
  prevedeva una erogazione di compensi diversa da quella che è  stata
  prevista  con questa norma. Se quell'organo ha funzionato, infatti,
  bastava riproporre la norma che già esisteva. Il fatto che  si  sia
  pensato ad altra norma, almeno per una parte del comma 7, è  legata
  appunto ai compensi. Cioè, oggi la proposta che ci viene fatta è...

   LEANZA NICOLA, assessore per i beni culturali,  ambientali e  alla
  pubblica   istruzione.  Il  Governo  si  ravvede,  vuol  dire   che
  l'onorevole Mancuso ci ha convinto.

   CRACOLICI. Ho capito, ma non c'è l'emendamento. Cioè, il fatto che
  dovremmo retribuire i compensi ad un organo consultivo, perché  non
  è  un  organo  che  istruisce ma si avvale di  esperti,  dirigenti,
  componenti  delle  associazioni dei  commercianti,  e  si  dovrebbe
  prevedere  un  compenso  di analogo tenore  per  i  consiglieri  di
  amministrazione del Fondo separato dell'IRFIS, non è, come è  noto,
  cosa da poco.
   Sono pronto a ritirare l'emendamento relativo ai commi 5 e 6 se il
  Governo  è  d'accordo e l'Aula condivide. Si pone però un problema.
  Quali sono i compensi?
   Bisogna presentare un emendamento modificativo perché il paradosso
  è che se togliamo il comma 7, non rimane nulla.
   Non so cosa preveda la legge 15 del 1993, onorevole Assessore.

   DI   MAURO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  condivido,  anche   per   potere
  riscrivere  un  emendamento che ricalchi il compenso  di  cui  alla
  legge precedente.
   Se  l'onorevole Cracolici ritira la parte relativa ai commi 5 e 6,
  chiedo di accantonare l'articolo per ripresentare, nel corso  della
  prossima  seduta, l'emendamento, ed esaminare più adeguatamente  la
  norma.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, l'emendamento 10.1 è  accantonato
  in  attesa  che venga presentata una riscrittura. Sarebbe opportuno
  che  ciò  avvenisse  adesso, perché potrebbe non  esserci  un'altra
  seduta in cui trattare lo stesso argomento.

   DI   MAURO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,   onorevoli   colleghi,   mi   impegno   a   riscrivere
  l'emendamento   nel   giro  di  15  minuti,  proprio   per   alcuni
  approfondimenti di carattere tecnico.
   Mi  pare di avere capito che l'onorevole Cracolici ritira la parte
  dell'emendamento relativa ai commi 5 e 6.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, ma se il comma 7  viene  approvato,
  non rimane nulla

   PRESIDENTE.  Il Governo si è impegnato a riscrivere  tutta  questa
  materia,  in  maniera  tale  che l'emendamento  venga  approvato  o
  abrogato nella sua interezza.


   Presidenza del presidente Cascio


                        Sull'ordine dei lavori

   ANTINORO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ANTINORO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo detto  che
  apponevo la firma all'emendamento dell'onorevole Cracolici.
   Se  l'onorevole Cracolici lo ritira, ricordo che lo abbiamo  fatto
  nostro e non lo ritiriamo.
   Siccome il Governo si è impegnato a presentare la riscrittura  del
  comma  7,  relativa  ai  compensi, noi,  come  Gruppo  parlamentare
  dell'UDC,  preannunciamo  la  presentazione  di  un  subemendamento
  all'emendamento.

   NICOLA LEANZA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
  pubblica istruzione. Ma l'onorevole Cordaro aveva detto

   ANTINORO.  Assessore Leanza, non si preoccupi. Pensi a  stare  nei
  banchi  del  Governo.  Quando rappresento il  Gruppo  parlamentare,
  anche  l'onorevole  Cordaro, è d'accordo. La  ringrazio  di  averlo
  ricordato ma non c'era alcun motivo.
   Chiedo, pertanto, alla Presidenza di concederci qualche minuto per
  riscrivere l'emendamento.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  accantoniamo   momentaneamente
  questo argomento.


   Presidenza del presidente Cascio


    Riprende la discussione del disegno di legge numero 119 - Norme
                            stralciate I/A

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dall'onorevole  Ragusa
  l'emendamento A41, che così recita:
   «Aggiungere il seguente articolo:
    Art  - 1. Sono altresì beneficiarie dei finanziamenti previsti al
  comma 1 dell'articolo 10 anche programmi di investimento realizzati
  dalle  emittenti  televisive  locali che,  a  causa  del  passaggio
  obbligato al sistema digitale, sono costrette a rinnovare la catena
  degli  apparati  (ponti  di collegamento,  trasmettitori,  antenne)
  limitatamente  al costo di realizzazioni dell'adeguamento  di  tali
  strutture  tecnologiche. I benefici di cui sopra sono previsti  per
  ciascuna concessione televisiva ministeriale'».
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   DI  MAURO,  assessore per il bilancio e le finanze. Il parere  del
  Governo è contrario in quanto si tratta di televisioni locali e non
  di commercianti.

   PRESIDENTE.  Ricordo  che  è  stata fatta,  con  gli  Uffici,  una
  valutazione di tutti gli emendamenti aggiuntivi e questo è compreso
  fra quelli ammissibili. Il parere della Commissione?

   D'ASERO,  vicepresidente della Commissione e relatore. Mi  rimetto
  all'Aula.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, capisco  che  il  momento  non  è
  semplice,  si è davanti ad un nuovo Governo ed anche ad un  disegno
  di legge complesso, il cui esame si dovrebbe concludere in serata.
   Quando   richiedete   il  voto  segreto   non   si   può   procede
  all'intervento per dichiarazione di voto, onorevole Antinoro, se si
  procede  ad  intervenire chiaramente decade la  richiesta  di  voto
  segreto.

   ANTINORO.   Desidero  intervenire  solamente  per  comunicare   la
  presentazione di un subemendamento.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, avevo suggerito serenità perché, per
  fare opposizione, occorre serenità.
   Signor  Presidente, rispetto all'emendamento - fermo restando  che
  introdurrei una previsione di specificità regionale almeno  per  le
  emittenti  locali  -,  perché è evidente che non  basta  avere  una
  concessione  ministeriale,  bisogna operare  nel  territorio  della
  Regione ed avere sede legale in Sicilia.
   Al  di  là  della  questione chiedo al Presidente di  svolgere  un
  lavoro istruttorio.
   Nel  merito dell'emendamento, possiamo anche essere d'accordo  per
  sostenere   l'innovazione  tecnologica   delle   TV,   ma   bisogna
  riconoscere  che  poco  c'entra con  l'articolo  10  che  riguarda,
  invece,  le  imprese commerciali per le quali abbiamo istituito  un
  fondo con i soggetti del commercio, mentre le emittenti locali sono
  aziende industriali.
   Se   vogliamo  fare  una  legge,  facciamola   Se  vogliamo   fare
  confusione...
   Forse,  la  Presidenza,  nel  valutare l'ammissibilità  di  questo
  emendamento  ha pensato di esaminarlo come modalità  specifica  del
  settore industriale.
   Se  l'Assessore  Gianni lo avesse previsto,  quando  ha  fatto  il
  disegno di legge, oggi non avremmo questa situazione.
   E'  stata una sua dimenticanza  Cerchiamo di correggerla,  ma  non
  nel commercio.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ascolto  per  la
  quarta  volta,  da  quattro  deputati  diversi,  la  necessità   di
  un'ulteriore  istruttoria. Allora, l'onorevole Cracolici  ci  dica,
  perché a questo punto è il momento della chiarezza, se vuole  e  se
  ritiene  -  potremmo proporlo all'Aula, anche se personalmente  non
  sono d'accordo - che questa norma torni in Commissione, perché  non
  possiamo  fare l'istruttoria qua. Se c'è un'istruttoria che  non  è
  stata approfondita, ci sono dei luoghi, istituzionalmente previsti,
  perché   si  possa  fare.  Allora,  con  molta  chiarezza,   signor
  Presidente,  c'è  un Presidente di Commissione che  non  vedo,  tra
  l'altro,  c'è  un  Governo quasi al completo, il Presidente  Caputo
  dov'è?

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato, all'emendamento A  41
  dell'onorevole  Ragusa, il subemendamento  A.41.1, dagli  onorevoli
  Antinoro,  Leontini,  Forzese, Gianni ed altri,  che  così  recita:
  «Dopo  le parole  locali' aggiungere  operanti e aventi sede legale
  in Sicilia'».
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   D'ASERO,  vicepresidente della Commissione e relatore. Mi  rimetto
  all'Aula.

   GIANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (Gli onorevoli Adamo, Antinoro, Cascio Salvatore, Colianni,
                            D'Antoni, Dina,
             Fagone e Forzose si associano alla richiesta)

       Votazione per scrutinio segreto del subemendamento A 41.1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,   indìco  la  votazione  per  scrutinio   segreto   del
  submendamento A 41.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

   Prendono  parte alla votazione: Adamo, Antinoro, Arena,  Beninati,
  Cascio Salvatore, Cimino, Colianni, Cordaro, Cracolici, D'Agostino,
  D'Antoni, D'Asero, De Benedictis, De Luca, Digiacomo, Di Guardo, Di
  Mauro,  Dina, Fagone, Faraone, Federico, Ferrara, Forzese, Gentile,
  Gianni,  Greco,  Laccoto,  Leanza  Nicola,  Lentini,  Leontini,  Lo
  Giudice,  Maira,  Marinello, Marrocco,  Marziano,  Mineo,  Musotto,
  Nicotra,  Oddo, Panarello, Picciolo, Pogliese, Ragusa,  Ruggirello,
  Vinciullo.

   Sono  in  congedo:  Apprendi,  Buzzanca,  Caronia,  Di  Benedetto,
  Gennuso, Lupo, Mattarella, Minardo, Panepinto, Scoma.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti           46
   Votanti            45
   Maggioranza        23
   Favorevoli         27
   Contrari           18

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'emendamento A 41, dell'onorevole Ragusa.  Il
  parere del Governo?

   DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

   CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

  (Gli onorevoli Bonomo, De Benedictis, Di Guardo, Faraone, Ferrara,
      Galvagno, Laccoto e  Marziano si associano alla richiesta)

         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento A 41

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento A 41 dell'onorevole Ragusa.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

   Prendono  parte alla votazione: Adamo, Ammatuna, Antinoro,  Arena,
  Aricò,  Barbagallo,  Beninati,  Bonomo,  Bosco,  Cascio  Salvatore,
  Cimino, Colianni, Cordaro, Corona, Cracolici, D'Agostino, D'Antoni,
  D'Asero,  De Benedictis, De Luca, Digiacomo, Di Guardo,  Di  Mauro,
  Dina,  Falcone,  Faraone,  Federico,  Ferrara,  Forzese,  Galvagno,
  Gentile,   Greco,  Gucciardi,  Laccoto,  Leanza  Nicola,   Lentini,
  Leontini, Limoli, Lo Giudice, Marinello, Marrocco, Marziano, Mineo,
  Musotto,  Nicotra,  Oddo,  Panarello, Picciolo,  Pogliese,  Ragusa,
  Romano, Ruggirello.

   Sono  in  congedo:  Apprendi,  Buzzanca,  Caronia,  Di  Benedetto,
  Gennuso, Lupo, Mattarella, Minardo, Panepinto, Scoma.
   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti           54
   Votanti            53
   Maggioranza        27
   Favorevoli         15
   Contrari           37
   Astenuti           1

                          (Non è  approvato)

   Comunico  che,  all'emendamento 10.1 dell'onorevole  Cracolici,  è
  stato  presentato dal Governo il seguente subemendamento 10.3,  che
  così  recita:  L'emendamento 10.1 è così sostituito:  «Il  comma  7
  dell'articolo 10 del disegno di legge numero 119 è così  sostituito
   Ai  fini  della  determinazione dei compensi da  corrispondere  ai
  componenti ed al segretario del comitato, il cui onere è  a  carico
  del fondo, si applicano le disposizioni di cui alla legge regionale
  11 maggio 1993, numero 15'».

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirare l'emendamento 10.1.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   MANCUSO.  Dichiaro di mantenere la mia firma all'emendamento  10.1
  dell'onorevole Cracolici.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo   in   votazione  l'emendamento  10.1.   Il   parere   della
  Commissione?

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?.

   DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 10.2 che
  così recita: « Il comma 8 è abrogato».

   Si passa al subemendamento all'emendamento 10.1, il 10.3.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.
                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento 10.2, del Governo.  Il  parere
  della Commissione?

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 10, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cascio


                        Sull'ordine dei lavori

   CAPUTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, credo  che  nelle
  ultime  tre  votazioni  sia emerso non un  quadro  inquietante,  ma
  sicuramente  quello  che, da più parti in quest'Aula,  è  opportuno
  dire e qualcuno deve dirlo.
   Non è possibile che si stia creando una inversione nel sistema dei
  rapporti fra le Commissioni ed il Parlamento.
   Io  ho sollevato questo problema qualche seduta fa, a proposito di
  altri disegni di legge, pure importanti.
   Non  è possibile che si stia creando un sistema di desuetudine dei
  lavori parlamentari e credo che lei, signor Presidente, debba farsi
  garante della regolarità delle procedure.
   Io  vorrei  capire in base a quale norma la Commissione  Bilancio'
  stia diventando la sintesi di tutte le Commissioni parlamentari.
   Questo  è  un disegno di legge che avrebbe dovuto avere  i  pareri
  sicuramente  della  III, della IV e della  V  Commissione.  Non  mi
  risulta  che  le tre commissioni si siano espresse  o,  per  meglio
  dire,  abbiano avuto la possibilità di esprimersi su questi disegni
  di legge.
   E'  stato  permesso in maniera irresponsabile che  la  Commissione
   Bilancio'  diventi  la Commissione principe delle  Commissioni  di
  questo Parlamento
   Io non intervengo né per creare problemi al Governo, né per creare
  problemi  all'Aula, né per dare assist a qualcuno, e mi  assumo  la
  responsabilità  di  Presidente di Commissione, di  parlamentare  di
  maggioranza e di sostenitore di questo Governo.

   CRACOLICI. Onorevole Caputo, non si impegni troppo

   CAPUTO. Onorevole Cracolici, lei faccia l'opposizione e la  faccia
  veramente,  non  a  senso alternato, ma ogni giorno.  Lei  non  dia
  patenti di politica ad alcuno. Io da lei non le accetto.
   Io  qui  sto  difendendo un principio di rispetto del  Regolamento
  parlamentare. Noi abbiamo assistito al problema che la  Commissione
  parlamentare   Attività produttive' più volte ha  sollevato,  anche
  per  iscritto, e lei Presidente ha risposto positivamente chiedendo
  la  trasmissione di un disegno di legge in I Commissione, cosa  che
  non  è  stato  fatto. La sua lettera è stata ignorata,  e  tutto  è
  rimasto all'interno della Commissione  Bilancio'.
   Vorrei   solo  ricordare  che  il  Regolamento  prevede   che   la
  Commissione   Bilancio' sia chiamata ad esprimere un  parere  sulla
  regolarità  contabile e sulla copertura dei  disegni  di  legge  e,
  invece, assistiamo addirittura alla presentazione di emendamenti da
  parte  della  Commissione  Bilancio' che diventano  emendamenti  di
  merito al disegno di legge.
   Qui c'è una invasione nelle competenze delle Commissioni e c'è uno
  scantonamento  nella  competenza della  Commissione   Bilancio'.  E
  quindi chiedo - e che nessuno strumentalizzi questo mio intervento,
  perché  è  un  intervento a rispetto delle prerogative parlamentari
  che non sono né del Governo, né di maggioranza, né di opposizione e
  lo  dico io che sono un deputato di maggioranza che sostiene questo
  Governo  -  che  venga messo ai voti che questo disegno  di  legge,
  ritorni   nelle  Commissioni  di  merito,  e  chiamo  lei,   signor
  Presidente, a garanzia del rispetto del Regolamento parlamentare.

   D'ASERO,  vicepresidente della Commissione e relatore.  Chiedo  di
  parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO,  vicepresidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, nel  rispetto  delle  competenze,
  ritengo  che l'intervento dell'onorevole Caputo abbia il  senso  di
  rivendicare  una posizione ed un ruolo di giusta difesa  di  quello
  che devono essere i lavori delle singole Commissioni parlamentari.
   Però,  mi  permetto di dire che su questo disegno di legge  numero
  119 «Regime di aiuto per l'utilizzo dei fondi comunitari» siamo  in
  presenza di una attività tipica che rientra nelle competenze  della
  Commissione   Bilancio', perché, di fatto, viene a determinarsi  un
  percorso di carattere tecnico che rappresenta la base operativa  su
  cui poi deve realizzarsi il momento concreto.
   Onorevole  Assessore  per  il bilancio  e  le  finanze,  lei  deve
  stabilire  anche  un  percorso, con questa  sua  nuova  delega,  in
  sintonia coi lavori sin qui svolti. E allora, scusi la divagazione,
  dico  che  proprio  in  questo disegno  di  legge  il  senso  della
  competenza,   che  è  tipica  in  questo  caso  della   Commissione
   Bilancio', vuole rappresentare un momento di sintesi nel  rispetto
  delle  altre competenze quando viene a trattarsi materia  specifica
  che  ha  inerenza  con  le  singole  competenze  delle  Commissioni
  permanenti dell'Assemblea regionale siciliana.
   Però,  in questo caso, mi permetto di sottolineare, non tanto  per
  fare   un   distinguo  per  difendere  una  posizione,  in   quanto
  vicepresidente  della  Commissione   Bilancio',   ma   quanto   per
  sottolineare  quello  che è il senso, lo  spirito,  la  ratio,  che
  sostanzialmente guida questo disegno di legge che stiamo trattando.
   Quindi,  la  Commissione  Bilancio' vuole essere  anche  la  sede,
  oltre  che  istituzionale, anche neutra, come è stata definita  dal
  Presidente   della  Corte  dei  Conti  Meloni,  che   vuole   anche
  determinare un momento di sereno confronto, di compensazione fra le
  diverse  problematiche  quindi, una specifica  attività  che  porta
  nell'alveo di un percorso di razionalità i momenti anche di  svolta
  e di impegno di questa Assemblea regionale.
   Il  motivo  sottolineato della competenza è un  motivo  di  giusto
  percorso,   seguito  dalla  Commissione   Bilancio',  senza   nulla
  togliere alle prerogative delle altre Commissioni.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non vorrei aprire un dibattito  su
  questa   questione,  la  proposta  è  di  continuare  con   l'esame
  dell'articolo 11.

   CAPUTO.  Signor  Presidente, sono Presidente di Commissione  e  le
  chiedo di rinviare il disegno di legge in Commissione.
   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vogliamo affrontare certi temi con
  superficialità?  Il  Parlamento è libero  e  sovrano  come  sempre.
  Onorevole Caputo, il percorso - la invito ad utilizzare la  memoria
  -  che  abbiamo  stabilito  per questa legge  è  stato  maturato  e
  determinato   dalla   Conferenza   dei   Presidenti   dei    Gruppi
  parlamentari.
   Personalmente, a dicembre ho scritto una nota che  ho  mandato  al
  Presidente  della  Commissione  Bilancio' ed  ai  presidenti  delle
  Commissioni   competenti,  cioè  a  lei,   all'onorevole   Mancuso,
  all'onorevole  Fagone, all'onorevole Musotto, in cui  individuavamo
  in  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,  giusta  la
  delicatezza  e l'urgenza di questo disegno di legge, la Commissione
   Bilancio' come unico riferimento, come unico referente, per tenere
  in  piedi  una materia in un unico disegno di legge, dando  mandato
  alla  II Commissione di dare la massima attenzione, ovviamente,  al
  lavoro delle Commissioni di merito.
   Le   leggo   la  lettera  che  ho  scritto  al  Presidente   della
  Commissione,   onorevole  Savona  e  per  conoscenza   agli   altri
  Presidenti  di Commissione in data 12 dicembre: «Egregio Presidente
  in riferimento alla sua nota riguardante le proposte presentate dal
  Governo in Commissione  Bilancio' in materia di aiuti alle imprese,
  concordo   con   il  percorso  individuato  dalla  Commissione   in
  considerazione della opportunità che la  materia sia affrontata  in
  un  disegno  di legge unico nonché dell'urgenza di intervenire  sul
  regime di aiuto al fine di adeguarli alla nuova programmazione  dei
  Fondi europei.
   Attesa   l'estrema  importanza  della  materia  che   investe   la
  competenza di più commissioni, e al fine di garantire una  adeguata
  istruttoria  nel testo ritengo necessaria la massima valorizzazione
  del ruolo delle Commissioni di merito».
   Sulla  base di questa lettera la Commissione  Bilancio', in questi
  cinque  mesi,  ha lavorato per elaborare questo disegno  di  legge,
  adesso arrivare all'articolo 11 e riproporre un tema superato sette
  mesi fa, mi sembra un po' tardivo.
   Onorevole  Caputo,  lei ha richiesto formalmente  di  rinviare  il
  disegno di legge in Commissione? A termini di Regolamento, come lei
  saprà,  questa proposta attiene al Governo, ad un Capogruppo  o  al
  Presidente  di  una Commissione e non mi pare che lei  rivesta  una
  delle  tre  cariche;  lei  non  ha  titolo  per  farlo  perché   la
  Commissione  referente  è  la Commissione  Bilancio',  soltanto  se
  fosse  stato Presidente della Commissione  Bilancio' avrebbe potuto
  farlo, quindi, per quanto mi riguarda, la discussione è conclusa.

   CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi  se  non  ho  mal
  compreso,  lei ha testé affermato che una proposta di  tal  genere,
  cioè  la  richiesta che un disegno di legge torni  in  Commissione,
  debba essere avanzata da un Capogruppo.

   PRESIDENTE. O da un Presidente della Commissione di merito  o  dal
  Governo e chiaramente deve essere una richiesta motivata.

   CORDARO. Sì, signor Presidente. Poc'anzi ho fatto un intervento da
  parlamentare, e adesso lo faccio come vicepresidente,  infatti,  in
  assenza del Presidente Maira, rappresento il gruppo dell'UDC.
   Avevo  poc'anzi  detto,  signor  Presidente,  che  ciò  che  stava
  accadendo  in  Aula,  a mio parere, meritava un approfondimento,  e
  ritengo paradossale che tutti gli interventi successivi siano stati
  dello stesso tenore, tutti hanno detto che dobbiamo fermarci, che è
  necessario un approfondimento.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cordaro,  si  faceva  riferimento  ad   un
  emendamento  specifico,  non  alla  legge,  si  faceva  riferimento
  all'emendamento 10.1, per essere esatti, che abbiamo già superato e
  votato.

   CORDARO.  Signor  Presidente, non vorrei farne  una  questione  di
  principio, vorrei soltanto che rispetto ad una volontà che mi  pare
  diffusa ed assolutamente trasversale, il Parlamento sia posto nelle
  condizioni  di  valutare  se  rinviare  il  disegno  di  legge   in
  Commissione  oppure  no,  pertanto,  visto  che  è  necessaria   la
  richiesta  formale di un Capogruppo, le pongo tale richiesta.

   FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   ci   stiamo
  incamminando in una seduta d'Aula che acquisisce sempre  di  più  i
  toni di uno scontro di fronte ad una legge che non è ideologica,  e
  non ha le caratteristiche per determinare lo scontro.
   Onorevole  Leanza, lei mi incuriosisce sempre perché è  sempre  di
  frontiera,  quest'oggi  in  maniera  particolare,  perché  vorrebbe
  essere Presidente del Gruppo, si trova ad essere seduto al Governo,
  vorrebbe  intervenire per suggerire la linea,  e  personalmente  la
  capisco bene.
   Vediamo  di mettere un po' di ordine, intanto, sulla questione  da
  molti sollevata e cioè sull'urgenza della norma, sulla quale vorrei
  richiamare l'attenzione anche della Presidenza.
   Obiettivamente,  ci troviamo ad esaminare una norma  urgente,  che
  doveva  essere  presentata  un  anno  fa  a  giugno;  vorrei  anche
  ricordare alla Presidenza ed ai colleghi tutti che non solo  non  è
  stata presentata a giugno, posto che si sapeva che la legge 32  era
  in  scadenza, posto che sapevamo tutti - c'eravamo posti  tutti  il
  problema, anche nella predente legislatura, del rinnovo della legge
  32  -  che eravamo all'inizio del nuovo POR 2007/2013, non è  stata
  presentata  a  giugno,  non  è  stata  presentata  in  autunno,  ma
  addirittura a dicembre, su insistenza dell'onorevole Gianni, allora
  assessore all'industria.
   Bisogna   dire   le  cose  come  stanno.  Proprio  su   insistenza
  dell'onorevole Gianni, in quella seduta parlamentare,  si  è  fatta
  una  parte - possiamo prendere i resoconti parlamentari, perché  ho
  un brutto difetto, ho una memoria di ferro, non posso farci nulla -
  e c'è stata la richiesta dei Presidenti dei Gruppi parlamentari sia
  in  Conferenza  che in Aula di estendere quella  norma  a  tutti  i
  dodici i rami del Parlamento.
   Il  Governo, allora, cioè a dicembre, in Aula e in Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari, non era pronto,  non  era  il
  momento, anzi, non si voleva fare neanche quella sull'industria.
   Onorevole Leanza, è come dico io  Lei lo sa che è come dico io
   Non  c'è  una  volontà di ritardare da parte  del  Parlamento;  il
  Parlamento non è stato messo nelle condizioni di esprimersi  perché
  questa  norma doveva essere fatta più di un anno fa, il  Parlamento
  ha  chiesto  di  farla a dicembre, il Governo ha  risposto  che  l'
  avrebbe presentata successivamente.
   Ora  siamo  in sede di discussione di questo disegno di legge,  un
  anno  dopo, con evidenti problemi di interpretazione, con  evidenti
  discrasie   e   con  una  richiesta  fatta  dal  Presidente   della
  Commissione  che  reclama  un  fatto  che  potrebbe  essere   anche
  abbastanza   inusuale  e  dovrebbe  essere  preso   certamente   in
  considerazione    dalla   Presidenza,   cioè    che    una    norma
  interdipartimentale, che riguarda tutti i dodici  assessorati,  non
  passi per le Commissioni di merito ma arrivi qui solo attraverso la
  Commissione  Bilancio'.
   E'  una  norma  che  arriva  qui  incompleta,  con  alcuni  tratti
  contraddittori,  è una norma che ha sollevato una serie  di  dubbi,
  per  cui  non  mi scandalizzo della richiesta fatta dal  Presidente
  Caputo affinché la norma ritorni in Commissione che, peraltro, come
  dice  il  Regolamento, entro quindici giorni - non  entro  quindici
  mesi né entro quindici anni - deve tornare in Aula.
   Allora,  anziché fare una norma in ritardo comunque di un anno,  e
  non  per colpa del Parlamento, perché questo Parlamento - come  lei
  ben  sa, signor Presidente - è stato il Parlamento più veloce e più
  attivo  forse  degli  ultimi quarant'anni,  un  Parlamento  che  ha
  battuto tutti i record di legge, quindi se questa norma non procede
  non  è  colpa  del  Parlamento, non  procede  perché  non  è  stata
  approfondita nelle Commissioni di merito, non procede perché è  una
  norma  vecchia,  presentata sei mesi fa, che non  risponde  neppure
  alle esigenze attuali.
   Pertanto,  se  c'è  una  richiesta in tal  senso,  meglio  perdere
  quindici  giorni che fare una brutta norma o continuare un percorso
  d'Aula  che,  come  lei  vede,  si  scontra  costantemente  con  la
  insoddisfazione  dei  deputati rispetto alla  norma  e  spesso  con
  l'impreparazione del Governo nel rispondere ai quesiti  che  l'Aula
  stessa pone.
   Quindi,  si  metta ai voti la richiesta e l'Aula si  atteggi,  non
  cambia  nulla e non si perda tempo perché già si è perso  oltre  un
  anno,  altro che un giorno o dieci giorni, un anno, e non per colpa
  dell'Aula.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che   i
  nodi siano venuti al pettine
   Oggi il Governo si presenta, per la prima volta, con le deleghe  e
  mi  pare solo - le persone che non vogliono vedere non vedono - che
  non abbia una maggioranza in Aula, non ce l'ha in maniera esplicita
  e  ciò si vede anche dal fatto che colleghi che pur appartenendo  a
  forze  politiche che hanno dichiarato di sostenere il  Governo,  mi
  pare  che  siano i primi a non farlo, non chissà per quali ragioni,
  ci  mancherebbe, io questo lo considero un atto di  libertà,  ed  è
  evidente che questo è una dato politico.
   Dico  ciò  con la responsabilità che porto nel dirigere un  Gruppo
  parlamentare  che  in  questa Aula è all'opposizione,  ma  non  può
  essere  all'opposizione della Sicilia che  aspetta  una  legge  per
  attivare i bandi comunitari.
   Allora,  però non possiamo far finta di nulla. Il Governo  non  ha
  una maggioranza e la maggioranza che c'è in Aula non è in grado  di
  governare  l'Aula  perché  un'Aula  ha  bisogno,  anche,   di   una
  interlocuzione   con   l'opposizione,   nel   merito,   capace   di
  interloquire: insomma il mestiere di parlamentare lo sappiamo  fare
  tutti, e mi pare che qui stia emergendo un dato.
   Credo,  signor  Presidente  che, questa  sera,  dobbiamo  fermarci
  perché  non possiamo fare danni a questa legge; si può non fare  la
  legge  ma  non  si può fare una legge che generi danni all'economia
  della Sicilia.
   Per questo, le chiedo di fermarci, il Governo e la sua maggioranza
  deve  dirci  se  sono  in grado di  dare una  legge  alla  Sicilia,
  altrimenti  il  Governo  e  questa  pseudo  maggioranza  deve  dire
  chiaramente che non è più maggioranza e che non è in grado di  fare
  leggi  in questo Parlamento perché non possiamo far finta di  avere
  un  Governo e di non avere una maggioranza dichiarando che, invece,
  c'è.
   Credo  che  qui, stasera, ci dobbiamo fermare perché non  possiamo
  assistere a sceneggiate. Ripeto, stiamo facendo una legge che è  la
   legge principe' per attivare le risorse.
   In  questo momento ci sono persone che ci stanno guardando da casa
  perché   aspettano  l'esito  di  questa  legge   e   non   possiamo
  permetterci,  in nome dei giochi della politica, di fare  un  danno
  alla Sicilia.
   Ecco,  perché,  le  chiedo,  formalmente  signor  Presidente,   di
  fermarci qui stasera.
   Ritengo che non saremo, neanche domani, in condizione di procedere
  perché  il  Governo, se è un Governo e se ha una maggioranza,  deve
  renderlo palese fino in fondo in quest'Aula, altrimenti non si  può
  più andare avanti.
   Le chiedo, pertanto, di sospendere la seduta.

   MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è inutile dire che
  la situazione è grave ma lei è stato solerte, non solo questa sera,
  ma   anche  nel  corso  di  questi  mesi,  a  rappresentare   come,
  effettivamente, questo disegno di legge non aveva intrapreso l'iter
  parlamentare corretto.
   La  mia  preoccupazione è quella che, nel giro di 48 ore, mi  sono
  trovato  d'accordo sia sugli emendamenti, sia sulla  proposte,  con
  l'onorevole  Cracolici che è il Presidente del Gruppo  parlamentare
  del  partito  dell'opposizione, nel senso, in questo  caso,  di  un
  ragionamento che tende a salvaguardare il ruolo del Parlamento.
   E'  chiaro che, al di là dell'affetto politico, l'unica  cosa  che
  condivido di quanto detto è che il disegno di legge, a mio  avviso,
  rispetto  anche alle nuove norme che il Consiglio dei  Ministri  ha
  varato  nel  corso  di questi ultimi 30 giorni, è obsoleto,  perché
  norme  che  riguardano le misure anti-crisi, norme  che  riguardano
  l'azione  sul  commercio e, soprattutto, sulla finanza  locale  non
  sono  neanche  considerate  da un disegno  di  legge  che,  invece,
  potrebbe  essere non solo da supporto ma potrebbe essere  integrato
  da quanto il Governo Berlusconi ha fatto, considerato anche, che il
  Governo  che oggi in Sicilia ha l'onore di partecipare è un Governo
  anche questo di Berlusconi.
   Al di là del Regolamento e delle varie proposte che, questa sera o
  domani, si avanzeranno, ritengo che non risolveremo il problema  se
  prima non ci sarà un ritorno alla politica e ad un disegno di legge
  che non sia riferimento di un passato di norme che non ci sono più.
   Allora, rispetto a questo, sommessamente chiedo - anche se non  ho
  titolo,  lo chiedo da parlamentare di quest'Aula - e ritengo  utile
  ed  importante che i Presidenti dei Gruppi parlamentari, insieme  a
  lei  ed ai vicepresidenti di questa Assemblea, decidano un percorso
  nuovo,  un percorso che dia la possibilità di offrire alla  Sicilia
  questa legge che dovrebbe essere d'aiuto alle imprese.
   Quindi,  vorrei dare un suggerimento al Presidente dell'Assemblea,
  un  suggerimento che, naturalmente, non è nulla di  forte.  Ritengo
  utile,   considerata   la  proposta  di  rinvio   in   Commissione,
  considerata  la proposta, dell'onorevole Cracolici, di  rinviare  a
  chissà quale data, la convocazione di una Conferenza dei Presidenti
  dei Gruppi parlamentari, allargata, se lei vuole, ai vicepresidenti
  ed  anche  ai  Presidenti di Commissione, perché  potrebbe  mettere
  insieme ciò che poi diventerà il frutto di un percorso condiviso da
  tutti.

   DE LUCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevoli
  assessori,  in quest' Aula è stato sostenuto che questo disegno  di
  legge doveva essere presentato oltre un anno fa. Questo è vero,  ed
  è  vero anche che questo disegno di legge - lo dobbiamo ricordare a
  noi stessi - è stato presentato il 7 luglio 2008.
   Vorrei ricordare a questo Parlamento e, soprattutto, ai componenti
  della  Commissione   Bilancio' che  questo  disegno  di  legge  era
  contenuto  esattamente nel disegno di legge numero  119  «Norme  in
  materia di bilancio e di contabilità».
   Pertanto, ciò che è stato affermato da qualche collega che  mi  ha
  preceduto  -  mi permetto di dire - non corrisponde  al  vero;  non
  vorrei usare altri termini, perché il Governo appena insediatosi  è
  stato  solerte nel predisporre un disegno di legge per  far  fronte
  alle priorità della Sicilia e delle imprese siciliane.
   Dal  7  luglio 2008 ci sono stati tutta una serie di  passaggi  in
  Commissione   Bilancio'.  Ad un certo punto  è  stato  chiesto,  in
  Commissione   Bilancio',  esattamente  il  10  dicembre  2008,   di
  stralciare  queste  norme  da quelle in materia  di  contabilità  e
  bilancio.  Quindi,  parliamo del 10 dicembre 2008.  In  Commissione
   Bilancio'  si  fa lo stralcio, si separa quella che poi  diventava
  legge  «Norme  in  materia di bilancio e di contabilità»,  e  nasce
  definitivamente questo stralcio I/A «Norme in materia di aiuto alle
  imprese».
   Dopo,  sono  stati fatti tutti i passaggi in Commissione  e  si  è
  arrivati  all'esito  finale,  con il parere  del  Comitato  per  la
  qualità, il 18 marzo 2009.
   Ora, non volendo entrare nel merito delle richieste che sono state
  fatte  e  delle lamentele palesate dal Presidente della Commissione
   Attività produttive', mi chiedo e vi chiedo il motivo per il quale
  questo tema non è stato posto un anno fa, quando questo disegno  di
  legge è approdato, credo soltanto alla Commissione  Bilancio'.
   Non  solo. Pur volendo apprezzare quello che, in ogni caso,  vuole
  essere  un  ulteriore approfondimento di merito  nelle  Commissioni
  competenti, questo disegno di legge è stato per un anno  depositato
  sostanzialmente alla Commissione  Bilancio'.
   Allora,  cerchiamo di essere chiari. Credo che ci sia un tentativo
  quasi  intimidatorio  da  parte di qualcuno.  C'è  qualche  mal  di
  pancia,  ci  sono  atteggiamenti strani,  ma  questo  atteggiamento
  intimidatorio, alla fin fine, è nei confronti del Governo?
   Qua  si  sta  perpetrando un delitto nei confronti  delle  imprese
  siciliane.  C'è qualcuno che vuol far pagare il prezzo  di  mancati
  equilibri, o probabilmente di mancate soddisfazioni, di aspirazioni
  varie,   alle   imprese   siciliane,  al  sistema   imprenditoriale
  siciliano.
   Allora,  chiedo  a  questo  Parlamento  e  chiedo  a  lei,  signor
  Presidente, che questo tipo di faide venga espresso su altri  temi,
  non su un tema così delicato, anche perché su questo podio mi hanno
  preceduto in tanti e tanti hanno parlato della necessità di  questo
  disegno  di  legge  per  il  bene della  Sicilia  e  delle  imprese
  siciliane.
   Bene,  da  questo punto di vista, abbiamo affrontato  il  tema  e,
  allora,  colleghi,  mi  appello al nostro senso  di  responsabilità
  complessivo,  che  è quello di andare avanti, completare,  in  ogni
  caso,  l'esame di questo disegno di legge e, poi, se ci sono  altri
  tipi  di  confronti da fare, allora facciamoli,  ma  non  giochiamo
  sulla  pelle dei siciliani, non giochiamo con le aspettative  delle
  imprese  siciliane, non continuiamo a dimostrare che questo Palazzo
  è sordo alle concrete esigenze della Sicilia.
   Vorrei  anche  ribadire  che  c'è  stata  un'altra  occasione  che
  riguarda la discussione generale di questo disegno di legge. Non ci
  sono  stati  grandi  interventi che, sotto  questo  profilo,  hanno
  evidenziato le problematiche che sono state sollevate questa sera.
   Stranamente, questo disegno di legge non contiene un  gran  numero
  di  emendamenti e c'é un motivo. Infatti, fondamentalmente,  non  è
  altro  che  la  fotografia di tutta una serie di provvedimenti  già
  definiti  e  di  conseguenza i margini di cui stiamo parlando  sono
  molto relativi.
   A nome del Gruppo parlamentare del MPA, ci dichiariamo contrari al
  rinvio in Commissione perché è totalmente immotivato.
   Chiediamo,  comunque, che si proceda nella discussione ad  esitare
  favorevolmente   questo   disegno  di   legge,   fondamentale   per
  l'imprenditoria siciliana.

   GIANNI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   mi   vorrei
  complimentare  con  l'onorevole Leanza e vorrei dire  pubblicamente
  che  mi  dispiace per il dottor Sorbello in quanto c'è stata questa
  diatriba  tra  me  e  lui sulle pale eoliche,  che  mi  ha  turbato
  profondamente
   Conoscendo  l'assessore  Leanza, so che lavorerà  molto  bene.  Mi
  dispiace  che  lei  stasera, assessore  Leanza,  abbia  una  mimica
  facciale che non l'aiuta.
   Questo disegno di legge è troppo importante, signor Presidente. E'
  importante  come lo era quello per il quale, nel mese di  dicembre,
  abbiamo avuto anche qualche scontro, quando qualcuno tentò  di  non
  farlo passare.
   Stasera c'è troppa confusione. C'è uno stato di malessere che  non
  è una faida.
   Il   Governo  della  Regione  è  stato  formato.  Ogni  giorno  il
  Presidente  della Regione nomina commissari e sostituisce  persone.
  Quindi,  si presuppone che ci sia una maggioranza forte  che  possa
  consentire  al  Presidente  della Regione  di  procedere  a   marce
  forzate'  verso l'approvazione di tutto ciò che c'è qui e fuori  di
  qui.
   Non  è  un  atteggiamento contro i siciliani  ma,  certamente,  se
  continuiamo  su questo piano, la legge non sarà una  legge,  ma  un
   inciucio' di basso profilo.
   Sono  d'accordo  con  l'onorevole  Caputo  e  non  perché  sia  il
  Presidente  della  Commissione dove, da qualche giorno  sono  stato
  nominato componente, ma ritengo che abbia ragione.
   Il  Presidente Caputo ha ragione nel dire che le Commissioni  sono
  state  esautorate,  al  di  là degli accordi  dei  Capigruppo,  dei
  partiti,  del Governo, signor Presidente. Mi pare che non si  possa
  continuare a far finta che questo Parlamento non esista  o  che  le
  Commissioni siano soltanto delle appendici, delle cose superflue.
   Ecco perché poi finisce il piacere e la volontà di tentare di dare
  una mano in un momento difficile come quello che attraversiamo.
   A  dicembre  dell'anno scorso avevamo detto  di  allargare  questo
  disegno di legge sulle imprese per dare la possibilità a tutti  gli
  assessorati  di avere le carte in mano nel momento difficile  della
  disoccupazione, della depressione economica mondiale che ci  andava
  colpendo sempre di più.
   Orecchie da mercante  Tentativi diversi di non fare nemmeno quello
  dell'industria e, qui, comprendiamo tutti la politica  ed  anche  i
  tentativi  stupidi da parte di qualcuno di non  far  fare  nulla  a
  questo Parlamento.
   Non abbiamo una sindrome da  orfano di poltrona'
   Vogliamo  dare  una  mano a questo Governo,  dove  ci  sono  sette
  tecnici, forti e capaci, cinque parlamentari importanti. Ma ciò non
  significa che dobbiamo essere colpiti, presi in giro o che dobbiamo
  sentire o subire mistificazioni ogni istante.
   Sappiamo leggere anche ciò che non è scritto, signor Presidente.
   Stasera,  signor  Presidente, le chiedo  di  sospendere  l'Aula  e
  convocare una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, di
  rinviare  il  disegno  di  legge  nelle  Commissioni,  facendo   un
  cronoprogramma preciso dei lavori delle stesse, e poi ritornare  in
  Aula.
   Da  qui  a  dieci  giorni, chi deve intervenire, intervenga  nelle
  Commissioni  di  merito. La Commissione  Bilancio'  svolga  il  suo
  ruolo,  ossia vedere se ci sono coperture finanziarie o  meno,  per
  poi  tornare  in Aula perché abbiamo a cuore, più di ogni  altro  e
  senza demagogia, il bene di questa Regione.

   RINALDI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, in  effetti,  c'è
  confusione  questa sera su questo disegno di legge; non  so  se  ci
  sono  state  delle  azioni intimidatorie, se ci  sono  stati  degli
  atteggiamenti di minaccia.
   Una  cosa è certa: vogliamo dare un contributo fattivo per aiutare
  le  imprese siciliane che lo chiedono da tanto tempo e speravano  -
  quando  è  nato questo Governo, qualche anno fa - che  fosse  messa
  subito  in moto la macchina per dare un contributo reale, concreto,
  fattivo  alle  esigenze delle imprese siciliane che si aspettavano,
  probabilmente,    un'immediata   organizzazione   della    macchina
  burocratica degli uffici della Regione, affinché il ritardo che era
  già  stato  procurato  nell'emissione dei bandi  per  i  fondi  POR
  potesse essere azzerato immediatamente.
   Siamo  ad un anno e mezzo, onorevole De Luca, e non è stato  fatto
  nulla di tutto ciò.
   Non si tratta di intimidire alcuno.
   Se  c'è  un ritardo in questa procedura, se la prenda con  la  sua
  maggioranza e con il suo partito e non con i partiti che qui stanno
  svolgendo  il  loro ruolo di opposizione, che stanno  attivando  la
  loro  dignitosa  prerogativa  di parlamentare  e  che  seguono  con
  attenzione, articolo per articolo, per approvare questa legge e per
  fare  ciò che i cittadini e le imprese ci hanno demandato in questo
  Governo.
   Pertanto, siamo favorevoli ad approvare la legge ma con  il  clima
  che  si  è  creato  e con la confusione che c'è in questo  momento,
  credo  sarebbe  opportuno  rimandare il disegno  di  legge  e  fare
  arrivare qui il Governo per capire se ha davvero la maggioranza per
  portare  a  termine questo disegno di legge e tutti gli  altri  che
  seguiranno.

   CAPUTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che  essere
  deputato di maggioranza non significhi venire meno al proprio ruolo
  conferito dagli elettori.
   Lo dico all'assessore Leanza, che è da troppo poco tempo Assessore
  e quindi dimentica che non è più Capogruppo del MPA.
   Vorrei  dire  che ciò che ho denunciato e sollevato come  problema
  procedurale  non  è  l'ultimo  della  serie.  Mi  porto  dalla  mia
  Commissione  il  disegno di legge a firma degli  onorevoli  Oddo  e
  altri,  il  numero 435, che ha come oggetto «Interventi  urgenti  a
  sostegno delle imprese artigiane», quindi materia, onorevole  Oddo,
  della nostra Commissione.
   Nella  nota  di  trasmissione del 3 luglio,  c'è  scritto  che  il
  disegno  di  legge  di  cui  in oggetto,  già  assegnato  alla  III
  Commissione,  è  assegnato  alla  II  e  per  il  parere  alla  III
  Commissione. Quindi, praticamente, la Commissione di merito diventa
  una Commissione chiamata ad esprimere un parere e la Commissione di
  verifica finanziaria diventa Commissione di merito.
   Pertanto,  qui non è un problema di accordo di una Conferenza  dei
  Presidenti  dei Gruppi parlamentari, qui è un problema  sistematico
  dove, a quanto pare, non so per volontà di chi, di maggioranza o di
  opposizione,   la   Commissione   Bilancio'   deve   diventare   la
  Commissione unica di questo Parlamento.
   Se  è  così,  anche per esigenze di spesa, la invito a  sciogliere
  tutte   le  Commissioni  ed  a  lasciare  soltanto  la  Commissione
   Bilancio',  perché  non è possibile che un  disegno  di  legge  di
  competenza della Commissione di merito debba essere assegnato  alla
  Commissione  Bilancio'.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  vorrei  ricordare  che   questo
  disegno di legge è di mero finanziamento e che la Presidenza decide
  la  procedura  di  assegnazione delle leggi alle Commissioni  e  la
  comunica in Aula. Quando è stata comunicata questa decisione  della
  Presidenza  non  è  sorta  alcun  tipo  di  perplessità  da   parte
  dell'Aula, per cui la Commissione è stata assunta dal Parlamento.

   FORZESE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORZESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, si è parlato di un
  disegno  di  legge  sicuramente  di  vitale  importanza  per  tanti
  cittadini.
   Ho  sentito  parlare  l'onorevole  Rinaldi  di  intimidazioni,  di
  minacce,  che  sono state fatte non so a chi e  non  so  per  quale
  motivo,  si  è  parlato di faide, mi sembra  il  collega  De  Luca,
  ritengo  però  che se parliamo di faide, solo ieri abbiamo  appreso
  che  nell'arco  di  pochi minuti questo Governo  ha  sostituito  un
  assessore per poi nominare l'assessore Leanza.
   Ho  sentito  parlare il collega De Luca, forse a nome  del  Gruppo
  parlamentare  del Movimento per l'Autonomia - chissà, forse  magari
  sarà   il  nuovo  Presidente  -;  ho  sentito  parlare  l'onorevole
  Cracolici, che ha detto che da casa ci ascoltano e ci vedono.
   Se  questo  è  il  clima che vedono da casa, qualora  avessimo  la
  sfortuna  che  qualcuno ci seguisse, certamente  dovremmo,  per  un
  momento,  chiederci  se  sia  il  caso  di  continuare  con  questo
  andamento  del  Parlamento;  io  stesso,  che  non  ho  sicuramente
  l'esperienza  di molti altri colleghi, vedendo tutto  ciò  da  casa
  vorrei  che  quanto  meno venisse rispettato  rigorosamente  questo
  Parlamento,   soprattutto  durante  l'esame  di  una   legge   così
  importante.
   Ed  allora,  ho sentito diverse proposte da colleghi parlamentari.
  Gradirei che lei, signor Presidente - che sicuramente ha dimostrato
  di  avere un talento per il ruolo che svolge -, chiamasse tutti noi
  per  poter  dare,  ancora una volta, un ulteriore  input  a  questo
  Parlamento.
   Oggi,  mi  è  sembrato  di capire che il  Governo  non  abbia  una
  maggioranza,  perché è un Governo che, nato solo da poche  ore,  ha
  già  più  volte dimostrato di avere carenze: poco fa è  mancato  il
  numero  legale  e  sono  state  chieste,  più  volte,  votazioni  a
  scrutinio segreto.
   Sono  convinto  che lei, al di là delle battute,  dovrebbe  quanto
  meno  sospendere la seduta, convocare al più presto  la  Conferenza
  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari, alla presenza  di  qualche
  Presidente  di  Commissione, perché nemmeno io rammento  che  in  V
  Commissione  - e qui abbiamo anche il collega Fagone  -  sia  stato
  trattato questo disegno di legge.
   Allora,  se per un momento l'onorevole D'Asero volesse ascoltarmi,
  vedo   che   tra  le  mani  ha  dei  fogli  di  carta   sicuramente
  importantissimi, desidero dire che sono dell'idea che  ciascuno  di
  noi dovrebbe quanto meno prestare più attenzione.
   Mi  avvio alla conclusione dicendo che poco fa lo stesso onorevole
  Gianni,  parlava  e  tentava di  richiamare  la  giusta  attenzione
  perché  il Parlamento possa, di fatto, rappresentare quelle  giuste
  osservazioni - come abbiamo tutti visto da pochi giorni l'onorevole
  Gianni,  già  assessore,  siede negli  scranni  del  Parlamento  -;
  personalmente,  chiederei, signor Presidente, per  un  momento,  di
  dare   a  questo  Parlamento  una  dignità.  Infatti,  se  dobbiamo
  continuare  nello  svolgimento  del  nostro  ruolo  in  tal   modo,
  sicuramente  per  un  momento, come diceva  l'onorevole  Cracolici,
  tutti  la  mattina dovremmo guardarci allo specchio e chiederci  se
  sia questo il mandato che ci hanno dato i nostri elettori.
   Gradirei  che  il  Governo  - che ho sentito  parlare  pochissimo,
  seppure  riguardo  all'amico Di Mauro non mi  permetterei  di  dire
  nulla,  perché ho visto che ha accolto la mia battuta,  e  ne  sono
  contento,  e  da  qualche giorno a questa parte veste  con  vestito
  chiaro  e,  ripeto, ne sono felice per il bene del  Governo  e  del
  Parlamento  regionale - intervenisse; gradirei, signor  Presidente,
  che  lei  potesse invitare i Presidenti dei Gruppi  parlamentari  a
  sedersi per dare un ordine a quest'Assemblea.

   LEANZA  NICOLA, assessore ai beni culturali, ambientali e  per  la
  pubblica istruzione. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA  NICOLA, assessore ai beni culturali, ambientali e  per  la
  pubblica   istruzione.  Signor  Presidente,   onorevoli   colleghi,
  innanzitutto  vorrei  ribadire ancora una volta,  se  ce  ne  fosse
  bisogno,   che   il   Presidente  Cascio,  dal  momento   del   suo
  insediamento,  ha sempre garantito le prerogative dei parlamentari,
  mantenendo  sempre, onorevole Caputo, un atteggiamento  imparziale,
  rigoroso,  semplicemente  rispettoso  delle  prerogative  di   ogni
  singolo parlamentare, di ogni singolo gruppo. E lo ha fatto sempre,
  anche  nei momenti di grande difficoltà, anche quando ci sono stati
  momenti  difficili,  anche  personali,  con  alcuni  componenti  di
  quest'Aula.
   Questa è la premessa. Il Presidente Cascio ha avviato la procedura
  legislativa attraverso i suoi Uffici che assegnano costantemente  i
  disegni  di  legge alle varie Commissioni e poi, come correttamente
  ha  detto, li comunica in Aula e nessuno - né l'onorevole Caputo né
  nessun  altro - si è opposto; ciò in qualche modo vuol dire che  il
  Presidente aveva seguito una procedura corretta.
   In  questo momento mi sento di accogliere per intero l'esigenza di
  fermarci,  e  di chiedere al Presidente il rinvio dei  lavori  alla
  prossima  settimana,  che la Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari   aveva  destinato  di  dedicare   ai   lavori   delle
  Commissioni.  Dico ciò perché questo è un disegno  di  legge  molto
  importante,  non è una legge come tutte le altre e tutti  quanti  -
  dico,  tutti  quanti  - l'avevamo invocata in  campagna  elettorale
  dicendo  in ogni momento - basti guardare le rassegne stampa  degli
  ultimi  cento  giorni  - che era un fatto importante  approvare  la
  legge sugli aiuti alle imprese.
   Ritengo assolutamente corretto fermarci, accogliendo l'invito  che
  ci  veniva da più parti in quest'Aula, perché ritengo che  dovremmo
  avere  un  momento di riflessione e dovremmo averlo nel momento  in
  cui  ci  sono gli interessi dei siciliani da difendere  in  maniera
  corretta e opportuna.
   Abbiamo incontrato tutte le categorie sociali, per la parte che ci
  compete,  ed abbiamo assicurato che questa legge sarebbe andata  in
  porto nel più breve tempo possibile

   RINALDI. Onorevole Leanza, a che titolo sta parlando?

   PRESIDENTE. Onorevole Leanza, lei è componente del Governo a tutti
  gli effetti, ed ha titolo per parlare.

   LEANZA  NICOLA,  assessore  per  i beni  culturali,  ambientali  e
  pubblica istruzione. Onorevole Rinaldi, sto intervenendo perché  il
  Presidente mi ha dato la parola e perché

   RINALDI.   Onorevole  Leanza,  sta  intervenendo   a   titolo   di
  Capogruppo, ex Capogruppo

   PRESIDENTE.  Onorevole Rinaldi, le ho dato la parola poco  fa,  se
  disturba la richiamo all'ordine.

   LEANZA  NICOLA,  assessore  per  i beni  culturali,  ambientali  e
  pubblica  istruzione. Signor Presidente, stavo dicendo  che  questa
  legge è troppo importante per non fare una richiesta di rinvio alla
  prossima settimana, in modo tale da trovare tutti quanti  -  se  lo
  vogliamo  - quel buon senso che ci consenta di capire perfettamente
  che  stiamo  parlando di una legge che non è né di  destra,  né  di
  sinistra,  ma  appartiene a tutti i siciliani  ed  a  tutte  quelle
  categorie che producono lavoro, che creano occupazione e sviluppo.
   Questa legge, onorevole Gianni, nasce come legge sull'industria ed
  è  una  legge,  se la guardate, se molti di voi, al posto  di  fare
  polemica, avreste avuto il tempo di guardarla e di leggerla,  nella
  quale  in 33 parti non c'è neanche un emendamento. E ci sono  tanti
  deputati  che  l'hanno  letta,  a partire  dallo  stesso  onorevole
  Caputo, ed hanno presentato emendamenti come lei, onorevole Gianni,
  come l'onorevole Mancuso, come tantissimi altri colleghi.
   Da  questo punto di vista, signor Presidente, le rivolgo un invito
  sereno a chiudere stasera questa seduta.
   E,  infine, mi corre l'obbligo di ricordare che non è un  problema
  da  risolvere in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
  considerato   che   l'onorevole  Leontini,  l'onorevole   Maira   e
  l'onorevole Cracolici, il vicepresidente Formica, il vicepresidente
  Oddo  e  il Presidente Cascio, solo pochi giorni fa, con i  quattro
  capigruppo   ed  il  Governo  hanno  calendarizzato  questa   legge
  ritenendola  prioritaria ed indispensabile per quanto  riguarda  lo
  sviluppo in Sicilia.
   E'  stata calendarizzata anche la legge riguardante gli ATO  e  la
  cosiddetta legge dello sviluppo e delle norme anticrisi, che  nulla
  hanno  a  che  fare  con questa legge; questa è una  legge  che  si
  riferisce  certamente a norme anticrisi, ma è  per  l'utilizzo  dei
  fondi comunitari.
   Se  alla  fine faremo prevalere il buon senso, se faremo prevalere
  ciò  che abbiamo sempre detto e che costantemente diciamo ai nostri
  elettori,  ai  nostri  concittadini, cioè che  lavoriamo  nel  loro
  interesse,  in  nome  di  questo grande  interesse  per  il  popolo
  siciliano,  chiederò che venga rinviata la legge,  seppure  sia  un
  grande peccato, una grande occasione perduta.
   Infatti,   si   stava  lavorando  seriamente,  non  c'era   alcuna
  contrapposizione  di norme, si stava lavorando  seriamente  ad  una
  legge  che  nel  giro di poche ore o di pochi giorni poteva  essere
  chiusa  nel  migliore dei modi. Mi dispiace veramente  che  finisca
  così; mi auguro che nei prossimi giorni si possa riacquisire quello
  stato  d'animo  necessario affinché si possa andare avanti  perché,
  come  vi dicevo prima, non ci sono emendamenti, non c'è uno scontro
  sui  temi, sui contenuti o su altro e questa  legge non deve essere
  l'occasione  per  uno  scontro,  che  non  appartiene   al   nostro
  interesse; ci sono altri luoghi dove potere fare questo.
   Quindi,   accolgo   serenamente  l'invito   fatto   dall'onorevole
  Cracolici, dall'onorevole Gianni, dallo stesso onorevole Mancuso, a
  fermarci  ed a rinviare i lavori alla settimana prossima, festività
  permettendo,   ma  il  Presidente  Cascio  sa  perfettamente   come
  organizzare i lavori.

   CIMINO,  assessore  all'agricoltura e foreste. Chiedo  di  parlare
  sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,  assessore  all'agricoltura e foreste. Signor  Presidente,
  desidererei intervenire proprio perché su questo disegno  di  legge
  ho  avuto  modo di confrontarmi con diversi deputati regionali  già
  dal 7 luglio 2008, come bene ha detto l'onorevole De Luca.
   Signor  Presidente,  devo rappresentare, ad  onor  del  vero,  con
  estrema  trasparenza, che è bene poter dire  all'Aula  se  vi  sono
  delle  responsabilità  di  qualcuno e se  vi  è  qualcosa  che  non
  funziona nel provvedimento legislativo.
   Di fatto, mi sento responsabile di un lavoro svolto con passione e
  con  certosina  attenzione nel momento in  cui,  per  accelerare  i
  lavori  della  stessa Assembla regionale siciliana,  avevamo  avuto
  modo di rappresentare, non soltanto alla Commissione  Bilancio', ma
  anche  alla  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,  la
  volontà  del  Governo di creare le condizioni che il  bilancio,  la
  finanziaria e il regime di aiuto potessero rappresentare un  unicum
  dell'attività legislativa che il Governo proponeva alle Commissioni
  e  all'Assemblea, con la volontà di avere un'attività di controllo,
  non soltanto sui fondi regionali, ma anche la capacità di avere una
  attività di programmazione insieme all'Assemblea regionale e con le
  Commissioni per il testo dei regimi di aiuto.
   Ciò   avveniva   il   7   luglio  del  2008,   signor   Presidente
  dell'Assemblea, unitamente al disegno di legge, già  esitato  dalla
  Commissione   Bilancio' e già pronto per l'Aula, sulla  contabilità
  di bilancio.
   Questi provvedimenti legislativi hanno avuto il conforto non  solo
  della  Commissione  Bilancio', ma anche di diverse audizioni, della
  partecipazione  dei  Presidenti  di  Commissione,   dei   dirigenti
  generali della Regione siciliana; tant'è che, come bene ha ribadito
  l'onorevole Leanza, diversi articoli di questo testo sono  articoli
  senza  alcun  emendamento e, pertanto, proprio questa sera  avremmo
  potuto  rendere un grande servizio mettendo in moto tutti  i  bandi
  europei, in merito ai quali, purtroppo, sono condizionato da questo
  provvedimento legislativo.
   Adesso  ho sentito, presidente Cascio, chi ha criticato il Governo
  per   l'impreparazione  sul  testo,  ma  il  Governo  si  è   detto
  disponibile  a fornire tutte le delucidazioni, come è  stato  fatto
  per  le  rubriche precedenti, e come ha fatto l'onorevole Di Mauro.
  Ma vi dico come realmente, su questo testo, vi sia stata l'esigenza
  dell'Assemblea regionale siciliana di condividere lo  stralcio  che
  il  Governo aveva proposto, proprio per creare le condizioni perchè
  la  finanziaria ed il bilancio avessero un percorso, e questa legge
  sui regimi di aiuti trovasse invece la sua discussione subito dopo.
   Qui c'è chi se la prende con la Presidenza dell'Assemblea, chi  se
  la  prende  con  il Governo e chi se la prende per una  maggioranza
  d'Aula  che  manca.  Io rappresento la  necessità  di  trovare,  su
  questo  testo,  la  massima concordia e la massima  collaborazione.
  Avrei  gradito ascoltare i Capigruppo, che sono stati parte  attiva
  di  questo  testo, soprattutto quei Capigruppo, onorevole Leontini,
  che  partecipano  attivamente  anche ai  lavori  della  Commissione
   Bilancio'.   Capisco   che  il  PDL  fa   propria   la   posizione
  dell'onorevole Mancuso, che condivido, ma su questo  testo  ritengo
  non  vi possano essere divisioni politiche. Bisogna, invece, creare
  al più presto possibile l'opportunità per una condivisione ampia  e
  per un esito definitivo.

   PRESIDENTE. Onorevole colleghi, la Presidenza avendo ascoltato  il
  dibattito  ha assunto una decisione. Onorevole Cordaro,  non  avrei
  posto  - le dico sinceramente - in votazione la proposta di  rinvio
  della  seduta.  Infatti, una proposta di questo  tipo  deve  essere
  motivata nel merito della legge che si tratta, e questa non  è  una
  proposta motivata in tal senso.
   Ho  ascoltato anche le dichiarazioni del presidente Caputo,  e  mi
  dispiace  ribadire  che la Presidenza ha assunto  un  atteggiamento
  assolutamente  lineare fin dalla prima ora che  siamo  arrivati  in
  Aula.  Siamo  arrivati soltanto oggi perché il testo è,  di  fatto,
  uscito  dalla Commissione a gennaio; abbiamo avuto l'impegno legato
  all'approvazione  della  finanziaria, che,  se  non  ricordo  male,
  abbiamo approvato il 30 aprile, dopodiché siamo entrati in campagna
  elettorale  e, con una crisi del Governo ancora oggi, 8 luglio  del
  2009, ci troviamo in Aula con un testo che abbiamo approvato per 11
  sessantaduesimi, con un Governo che ventiquattrore fa ha subito una
  rimodulazione  totale delle deleghe, cioè l'assessore  al  bilancio
  oggi è assessore per l'agricoltura, l'assessore per la cooperazione
  è assessore al bilancio, il Capogruppo di un partito di maggioranza
  oggi è assessore del Governo della Regione.
   Pertanto, il momento di confusione e di approssimazione che un po'
  tutti  noi  stiamo vivendo, ovviamente, si riverbera sui lavori  di
  questo  Parlamento; ed allora, pur non condividendo le  motivazioni
  che  vengono  dall'Aula, e quindi ribadendo tutto ciò che  è  stato
  fatto  da  questa  Presidenza, ma apprezzando le  circostanze,  una
  legge  di questo tipo non si può fare in queste condizioni, non  si
  può fare con queste approssimazioni e, soprattutto, non si può fare
  se  non  c'è una condivisione e una coesione tra le forze politiche
  presenti in Parlamento.
   Ho   deciso   di  rinviare  la  seduta  alla  settimana  prossima,
  compatibilmente con la festività di  martedì e mercoledì, ma  prima
  convoco  i  Capigruppo ed il Governo nel mio Ufficio per concordare
  alcune  punti  che serviranno a rendere più funzionale  l'iter  dei
  lavori. La seduta è sospesa.

       (La seduta, sospesa alle 20.49, è ripresa alle ore 20.55)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Informo che la Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari, in considerazione della complessità della materia  in
  esame,  e  della festività del calendario della prossima settimana,
  ha stabilito di aggiornare i lavori a lunedì 20 luglio 2009.

   L'Assemblea ne prende atto.
   La  seduta è, pertanto, rinviata a lunedì 20 luglio 2009, alle ore
  16.30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio


     I  -Comunicazioni.

     II   -  Lettura,  ai sensi e per gli effetti degli articoli  83,
       lettera D) e 153 del Regolamento interno, della mozione:
       numero  140  « Iniziative urgenti allo scopo di  tutelare  i
       lavoratori   siciliani  di  aziende  in  crisi   ammesse   a
       beneficiare di ammortizzatori sociali in deroga».

                                       D'ANTONI - FEDERICO - ROMANO
                                       D'AGOSTINO - LENTINI - ARENA

     III  -Discussione del disegno di legge:
       -  «Norme in materia di aiuti alle imprese» (numero  119  NS
       I/A) (Seguito)

                   La seduta è tolta alle ore 20.56

           Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 22.45

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      Dott.ssa Iolanda Caroselli