Presidenza del presidente Cascio
FARAONE, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (articolo 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (articolo 127) sono effettuate mediante
procedimento elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la presente
seduta gli onorevoli: Apprendi, Buzzanca, Di Benedetto, Panepinto
e Lupo per oggi, 8 luglio 2009; Mattarella per l'8 e il 9 luglio
2009.
L'Assemblea ne prende atto.
Missioni
Comunico che l'onorevole Gennuso è in missione, per ragioni del
suo ufficio, dal 7 all'8 luglio 2009.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di pareri resi
PRESIDENTE. Comunico i seguenti pareri che sono stati resi dalla
competente Commissione legislativa Affari Istituzionali' (I):
- Camera di commercio di Ragusa - Designazione componente
effettivo in seno al collegio dei revisori (24/I)
reso in data 1 luglio 2009
inviato in data 3 luglio 2009
- Camera di commercio di Agrigento - Designazione componenti
effettivi del collegio dei revisori dei conti (25/I)
reso in data 1 luglio 2009
inviato in data 3 luglio 2009.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
FARAONE, segretario f.f.:
«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali,
premesso che ad oggi il Consiglio comunale di Comiso (RG) non è
stato convocato per procedere all'approvazione del bilancio con
gravi ricadute sul versante economico per la comunità comisana;
rilevato che tale inadempienza comporta, ai sensi di legge,
l'avvio delle procedure di commissariamento;
per sapere se l'Assessore sia a conoscenza della mancata
approvazione del bilancio e se non ritenga opportuno e urgente
provvedere all'invio di un commissario ad acta presso il Comune di
Comiso allo scopo di consentire la convocazione del suo Consiglio
comunale e l'approvazione degli strumenti finanziari». (652)
DIGIACOMO
«All'Assessore per la sanità,
premesso che:
a Palma di Montechiaro vivono n. 30 minori con handicap fisico, n.
60 con handicap psichico, n. 20 con handicap sensoriali, n. 65 con
disturbi di linguaggio o dislessia;
sulla base dei predetti dati, l'ufficio del direttore del
distretto sanitario di Licata quantifica n. 85 minori con necessità
di logopedia, n. 50 con necessità di attività psicomotoria e n. 30
con necessità di fisiokinesiterapia;
osservato che ai circa 170 disabili di età inferiore a 18 anni
residenti nel comune di Palma di Montechiaro il servizio Sanitario
offre oggi la sola possibilità di accedere al centro AIAS di
Agrigento, presso il quale si recano quotidianamente 14 minori,
alcuni utilizzando il servizio di trasporto pomeridiano svolto
dall'AIAS e pagato da questo ente, altri accompagnati direttamente
dalla famiglia, mentre tutti gli altri ancora restano privi di
qualsiasi attività terapeutica e di riabilitazione offerta dal
servizio sanitario;
ritenuto inaccettabile:
abbandonare decine di persone bisognose di terapia, pur sapendo
che, soprattutto in tenera età, interventi terapeutici appropriati
potrebbero consentire di migliorare le abilità motorie e di
linguaggio, prima che lo sviluppo renda impossibile ogni recupero;
scaricare interamente sulle famiglie le conseguenze di tali
carenze costringendole o a pagare per dare ai figli l'assistenza
terapeutica alla quale hanno diritto in quanto servizio pubblico
ovvero costringerle ad accompagnare direttamente i figli presso il
centro AIAS di Agrigento o presso altre strutture, magari fino a
Caltanissetta;
visti vanificati i tentativi e i suggerimenti delle associazioni
dei familiari di portatori di handicap per attivare forme
alternative di assistenza, attraverso l'intervento del Comune e
l'inserimento nel piano di zona, per mancanza di fondi e per
l'intervento dell'Assessore regionale per la famiglia, le politiche
sociali e le autonomie locali, che ha imposto la modifica del
piano, reputando non ammissibile l'utilizzazione dei fondi della
legge numero 382 del 2000 per le attività di competenza del
servizio sanitario;
per sapere quali iniziative amministrative intenda attivare per
l'erogazione di tali servizi in ambito locale, tenuto conto che la
relativa copertura finanziaria può essere trovata, almeno per la
parte riguardante i minori palmesi, col semplice trasferimento
della spesa in atto erogata a favore dell'AIAS e, per la restante
parte, mettendo ordine in altre spese per prestazioni e convenzioni
meno prioritarie». (654)
PANEPINTO
«Al Presidente della Regione,
premesso che le organizzazioni sindacali FLC CGIL, CISL SCUOLA,
UIL SCUOLA, SNALS-CONFSAL hanno chiesto nel documento del 26 giugno
2009, inviato al Presidente della Regione, onorevole Raffaele
Lombardo:
- l'immediata copertura del piano dell'offerta formativa 2009, dei
progetti di cui ai percorsi triennali di istruzione e formazione
2007-2008, 2008-2009, 2009-2010 per assicurare il fabbisogno reale
delle macrovoci personale e gestione;
- l'immediata copertura del piano dei servizi formativi 2009, in
atto finanziato fino al 31 ottobre 2009;
- l'immediata pubblicazione dell'avviso pubblico per la
presentazione dei progetti a valere sul P.R.O.F. 2010 e
l'approvazione del piano formativo entro e non oltre il 30 novembre
2009, al fine di consentire un regolare avvio delle attività
progettuali dall'1 gennaio 2010 e d'aula dall'1 febbraio 2010;
- la revisione dell'accreditamento, l'istituzione dell'anagrafe
degli enti ed introduzione di regole che, nel rispetto della
legislazione vigente, inibiscano la concentrazione di forme di
oligopolio;
- il blocco delle assunzioni e del turn over e l'applicazione di
rigorosi controlli sulla spesa del personale che prevedano che non
vengano riconosciute spese eccedenti i finanziamenti decretati, se
non espressamente motivate ed autorizzate dalle amministrazioni. In
caso di incrementi non motivati dalle amministrazioni, non
autorizzati, e non sostenuti direttamente dagli enti con risorse
proprie, deve essere prevista la revoca dell'accreditamento e
l'esclusione dalla gestione di attività formative finanziate dalla
regione Siciliana a valere di qualsiasi fonte di finanziamento;
- l'istituzione di un tavolo tra i dirigenti generali dei
Dipartimenti agenzia - formazione professionale - lavoro - pubblica
istruzione - associazioni degli enti e delle organizzazioni
sindacali firmatarie del CCNL, per definire il quadro di
riferimento per la gestione etica e responsabile delle azioni
formative ed orientative, attraverso strumenti negoziali,
amministrativi e normativi, valutando:
a) nell'ambito delle tutele offerte dall'attuale quadro normativo
ai lavoratori del settore formazione professionale impegnati nelle
tre filiere regionali Piano dell'Offerta Formativa - Percorsi
sperimentali triennali di istruzione e formazione professionale -
Piano dei Servizi Formativi, la necessità di proporre eventuali
aggiornamenti normativi e/o di sottoscrivere accordi
interdipartimentali;
b) le possibili intese per il ripristino di una corretta gestione
delle attività mirata al contenimento della spesa pubblica ed alla
razionalizzazione dei processi ed all'innalzamento degli standard
qualitativi rendendoli economicamente sostenibili;
e) la rivisitazione dei profili professionali dei corsi di
qualifica al fine di pervenire a monografie regionali, nel rispetto
del quadro comunitario unico per la trasparenza delle qualifiche e
delle competenze (EUROPASS) del 15 dicembre 2004 e del quadro
europeo delle qualifiche per l'apprendimento permanente - EQF del
23 aprile 2008; da applicarsi a tutti gli enti che svolgono
attività finanziata dalla regione Siciliana a valere di qualsiasi
fonte di finanziamento;
c) l'istituzione di una sistema permanente di aggiornamento per il
personale degli enti di formazione professionale, finalizzato al
rafforzamento delle competenze trasversali e specialistiche;
d) l'introduzione di meccanismi amministrativi che assicurino la
puntuale e costante erogazione dei finanziamenti, per consentire la
retribuzione al personale degli enti dipendente con contratto a
tempo indeterminato;
- il riordino amministrativo e normativo del sistema regionale
della formazione e dell'orientamento scolastico e professionale;
considerato che le richieste delle organizzazioni sindacali sono
certamente condivisibili per il miglioramento dell'attività di
formazione professionale nell'interesse dei fruitori, dei
lavoratori del settore, della Regione siciliana e della Sicilia;
per sapere:
se il Presidente della Regione condivida le proposte formulate
dalle organizzazioni sindacali e riportate in premessa;
quali iniziative il Presidente della Regione intenda adottare per
dare riscontro positivo alle suddette richieste avanzate dalle
organizzazioni sindacali». (655)
LUPO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
con decreto assessoriale numero 62/09 del 16 gennaio 2009,
pubblicato nella GURS numero 8 del 20 febbraio 2009, l'Assessorato
Sanità redigeva il Piano Regionale di riorganizzazione della rete
delle strutture pubbliche di diagnostica di laboratorio;
il suddetto d.a., già approvato dalla VI Commissione legislativa
permanente dell'ARS Servizi sociali e sanitari', fornisce l'elenco
delle strutture pubbliche di laboratori di analisi della Regione
siciliana, suddividendo gli stessi in tre diverse tipologie (p-p =
punto prelievo, p-a = prelievi ed analisi, c-a = centri analisi),
tenendo conto dei volumi di prestazioni erogate e della orografia e
complessità dei bacini serviti;
già nel d.a. si riscontravano alcune discrepanze fra quanto
stabilito in VI Commissione e quanto pubblicato nella GURS, in
quanto il p-a del presidio ospedaliero Trigona di Noto veniva
trasformato in p-p;
per quanto concerne la provincia di Siracusa, con il d.a. 62/09
erano stati individuati 4 c-a e 3 p-a. Con il d.d.g. del 12 giugno
2009, già pubblicato nella GURS, si aveva una decurtazione dei
servizi, in quanto si passava da 3 p-a a un solo p-a, in contrasto
tanto con la volontà della VI Commissione, che esprime parere
vincolante, quanto con la stessa volontà dell'Assessore, espressa
con il d.a. de quo;
considerato che:
l'azienda USL 8 di Siracusa, così come previsto dall'articolo 2,
comma 1, del predetto d.a., ha provveduto, con propria
deliberazione numero 255 del 23 marzo 2009, a predisporre una
proposta di riorganizzazione dei laboratori di analisi del proprio
territorio, coerente ed in linea sia con il dettato del d.a. in
oggetto che con la volontà della VI Commissione;
con d.d.g. numero 01133/09 del 12 giugno 2009, è stato redatto,
dall'Assessorato Sanità, un nuovo 'Piano regionale di
riorganizzazione della rete delle strutture pubbliche di
diagnostica di laboratorio', non tenendo conto di tutte le delibere
di proposta di progetto aziendale di riorganizzazione della rete
laboratoristica pubblica, presentate dai direttori generali delle
AA.UU.SS.LL., delle aziende ospedaliere e universitarie;
tenuto conto che il succitato d.d.g., non rispettando la volontà
dell'Assessore medesimo e della VI Commissione legislativa
permanente dell'ARS 'Servizi sociali e sanitari', modifica in
provincia di Siracusa, la tipologia di alcune strutture, quindi in
totale difformità a quanto stabilito dal d.a. numero 62/09 del 16
gennaio 2009 e a quanto deliberato dall'azienda USL 8 con delibera
numero 255 del 23 marzo 2009. In particolare, vengono declassati in
p-p i p-a del poliambulatorio ex INAM di Palazzolo Acreide e quello
di Pachino;
per sapere se le variazioni della tipologia delle strutture siano
da ritenersi frutto di errori di stampa oppure se ci si trovi in
presenza di una grave difformità, consapevolmente voluta, tra la
scelta dell'Assessore Sanità e quella della Commissione
parlamentare competente, manifestata chiaramente dal d.a. numero 62
del 16 gennaio 2009, e la decisione presa dal dirigente che ha
firmato il d.d.g. numero 01133 del 12 giugno 2009, fatto questo
che, se venisse confermato, sarebbe un'ulteriore dimostrazione
della subordinazione delle volontà politiche rispetto a quelle
burocratiche, attualmente esistenti in alcuni settori della
pubblica Amministrazione regionale». (656)
VINCIULLO
PRESIDENTE. Le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
FARAONE, segretario f.f.:
«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali,
premesso che:
con delibera numero 22 del 26 febbraio 2009, la Giunta municipale
di Buseto Palizzolo (TP) ha approvato lo schema di contratto di
comodato d'uso gratuito per l'utilizzo di un fabbricato, sito in
via Palermo, di proprietà della congregazione delle suore salesiane
oblate del Sacro Cuore, al fine di adibirlo ad asilo nido comunale;
in pari data, con delibera numero 25, la Giunta ha approvato il
progetto dei lavori di ristrutturazione e ampliamento del suddetto
fabbricato per un importo complessivo di oltre 300 mila euro;
tale somma è stata assunta a carico del bilancio comunale per il
10 per cento dell'importo, mentre, per la copertura del 90 per
cento del finanziamento, il Comune di Buseto Palizzolo ha inoltrato
istanza di contributo all'Assessorato Famiglia;
considerato che:
negli anni tra il 1984 e il 1985, il Comune di Buseto Palizzolo
aveva già provveduto a realizzare un asilo nido comunale in locali
siti nella stessa via Palermo;
tali locali permangono chiusi ed inutilizzati, nonostante siano
stati completati da tempo e siano dotati di quanto necessario ad
ospitare l'asilo;
nelle intenzioni dell'Amministrazione, la struttura di via Palermo
dovrebbe ospitare la sede di un'associazione;
ritenuto che appare incongrua la scelta dell'Amministrazione
comunale di Buseto Palizzolo di utilizzare, come sede dell'asilo
nido comunale, un fabbricato risalente agli anni '40 che necessita
di una onerosa ristrutturazione, adibendo viceversa ad altri usi
locali appositamente realizzati;
per sapere:
se non ritenga di dovere avviare una verifica presso il Comune di
Buseto Palizzolo al fine di individuare le ragioni della scelta
dell'Amministrazione comunale nel non volere utilizzare, per la
finalità cui sono destinati, i locali a suo tempo costruiti e
destinati ad asilo nido;
quali siano le ragioni per le quali il Comune di Buseto Palizzolo,
invece di utilizzare i locali esistenti e a questo fine realizzati
e destinati, ritenga di dovere ristrutturare vecchi locali,
peraltro non di proprietà del Comune». (651)
(L'interrogante chiede risposta scritta)
GUCCIARDI
«Al Presidente della Regione, premesso che:
il 26 maggio u.s. l'Assessorato Lavoro, previdenza sociale,
formazione professionale ed emigrazione ha pubblicato un avviso per
realizzare nuovi corsi di formazione professionale finanziati con
il fondo sociale europeo;
da tale avviso si evince che a beneficiarne non sono solo le
imprese private, ma anche gli enti locali, potendo ospitare ciascun
ente una quota massimale di partecipanti alle work esperience fino
al 10 per cento dei dipendenti presenti;
si aprirebbe una vera e propria nuova stagione di precariato nella
Pubblica Amministrazione e nelle società da questa partecipate,
quando ancora ci si dibatte per trovare una soluzione definitiva
alla lunga stagione di precariato creata in questi decenni passati,
perché, come è del tutto comprensibile, in una Sicilia al limite
del collasso economico e della tenuta sociale, immettere nella
Pubblica Amministrazione nuovi precari, alla fine della cosiddetta
work esperience, scatenerà sicuramente e inevitabilmente fenomeni
di mobilitazione per ottenere ulteriori proroghe per la
continuazione dell'esperienza formativa;
ritenuto, invece, che:
secondo tutt'altra finalità devono essere utilizzati detti fondi,
e cioè non per creare nuovo precariato assistito - come finirebbe
per diventare quello immesso nei percorsi formativi da attuare
presso le Pubbliche Amministrazioni - ma, al contrario, per
inaugurare, finalmente, la stagione della vera formazione
professionale, in cui al centro ci sia non solo l'impresa, ma anche
il 'terzo settore' e il lavoro produttivo utile per il lavoratore,
per il datore di lavoro ed anche per l'intera società, dati gli
esiti e gli sbocchi certi che tale nuova sinergia innescherebbe in
quanto scaturente dall'incontro del mondo del lavoro con il mondo
delle risorse umane e professionali sottoutilizzate e/o
inutilizzate, foriere di nuove opportunità di inserimento nel mondo
lavorativo per tanti soggetti;
in questo senso, l'interpretazione data al quesito sollevato dagli
enti di formazione circa la decisione di ricomprendere degli enti
locali fra i soggetti titolati ad ospitare work esperience va
immediatamente rimossa e azzerata, al fine di evitare lo
snaturamento del vero senso della novità che pure è stata
introdotta con i nuovi avvisi, relativamente cioè alla
corresponsione di un compenso non del tutto indifferente (800 euro
al mese) in grado di sostenere adeguatamente il periodo formativo,
valorizzare le professionalità e far emergere risorse davvero
importanti e utili per il successivo inserimento nel mercato del
lavoro;
tale prospettiva di inserimento nel mondo del lavoro a seguito di
una vera work esperience potrà essere raggiunta e garantita solo se
a beneficiare delle risorse pubbliche assegnate con il fondo
sociale europeo saranno soltanto le imprese private nelle loro
varie articolazioni, ivi compreso il terzo settore', le cooperative
sociali, i consorzi, eccetera, e non anche, invece, la Pubblica
Amministrazione e le società partecipate dalla stessa, che già sono
di per sé afflitte da una saturazione delle proprie piante
organiche e, in ogni caso, ciò non consentirebbe di acquisire
professionalità utili per il successivo inserimento nel mercato del
lavoro per quanti potranno svolgervi work esperience, tranne,
appunto, se non la suggestione della prospettiva di un successivo
inserimento;
considerato che tale avviso è soltanto il primo che va in tale
direzione e che ben presto si procederà alla pubblicazione di nuovi
bandi di ben più consistente dotazione finanziaria e considerata la
grande mobilitazione di attenzione che tale prospettiva ha
innescato nei tanti disoccupati o inoccupati siciliani in cerca di
una alternativa all'emigrazione, visto lo stato di bisogno in cui
versano per mancanza di prospettiva lavorativa;
per sapere se non intenda dare, con l'urgenza che la questione
riveste stante che il primo avviso è stato pubblicato ed il
relativo iter amministrativo avviato, un apposito ed univoco
indirizzo circa l'esclusione degli enti locali e delle società da
essi partecipate quali soggetti destinatari dell'ospitalità work
esperienze». (653)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
FARAONE
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
«Al Presidente della Regione, premesso che:
in queste settimane larga parte della provincia di Palermo è
stata interessata dall'ennesima emergenza rifiuti, che ha visto
montagne di spazzatura accumularsi lungo le strade, a causa del
blocco del servizio di raccolta, il diffondersi di incendi di
cassonetti e spazzatura, spesso a causa di azioni chiaramente
provocatorie, il collasso della discarica di Bellolampo, la crisi
organizzativa e finanziaria di alcuni ambiti territoriali, insieme
al collasso gestionale di alcune società d'ambito;
questa emergenza viene amplificata dalla paralisi e
dall'impotenza della Regione siciliana che - dopo avere annunziato
una radicale riforma del settore e un intervento a sostegno dei
comuni in difficoltà - non ha concretizzato alcuna iniziativa,
consentendo che la situazione degenerasse;
particolarmente grave è la situazione dell'ATO PA 4, degenerata
al punto da non permettere più alcun intervento tampone, né aprire
tanto meno sia pur lontane ed ipotetiche prospettive di rilancio;
l'unica possibile 'riforma' che può riguardare l'ATO PA 4, è
ormai lo scioglimento del COINRES, reso peraltro possibile dalla
sua stessa forma giuridica, e il trasferimento temporaneo della
gestione dei rifiuti ai 22 comuni che oggi costituiscono il
consorzio;
COINRES si avvia verso un disastro, che non investe solo le
Amministrazioni comunali, ma anche e soprattutto i cittadini del
territorio dell'ATO PA 4 che ormai, con frequenza quasi mensile,
sono costretti a convivere con montagne di rifiuti ed a sopportare
condizioni igienico- sanitarie non dissimili da quelle delle
bidonville del Terzo Mondo. E per loro, oltre al danno, anche la
beffa, atteso che la gestione dei rifiuti, così come svolta dal
COINRES, ad oggi costa ad ogni cittadino del comprensorio - sia
esso neonato che novantenne - una cifra pari a 341 euro l'anno,
cioè qualcosa come oltre 1.000 euro a famiglia; un onere fuori da
qualsiasi canone anche di straordinarietà, basti pensare che il
costo di gestione nel limitrofo ATO PA 5 resta per l'anno 2008 pari
a 168 euro/ab. l'anno;
COINRES, in meno di tre anni, ha quasi triplicato i costi della
gestione dei rifiuti: da un costo di gestione e conferimento in
discarica dei rifiuti di euro 15.798.000, che complessivamente i 22
comuni sopportavano ante gestione COINRES, si è passati ad un costo
per l'anno 2008 pari ad euro 38.861.000. Non solo, COINRES ha
cumulato in soli tre anni debiti per oltre 22.667.000 di euro;
è stata creata una struttura consortile elefantiaca, inefficiente
e clientelare, per ciò stesso aperta e permeabile anche a possibili
infiltrazioni mafiose; è stato assunto un numero eccessivo di unità
di personale che, peraltro, viene utilizzato in modo parziale e
distorto. Infatti, pur disponendo di oltre 70 unità di personale
tecnico-amministrativo, di vari direttori, e di svariati tecnici
laureati e diplomati, COINRES non è stato capace di portare a
compimento, né tampoco di iniziare i lavori di un solo impianto, di
una sola discarica, di un pur piccolo impianto di compostaggio,
indispensabili per l'efficienza del servizio e per riduzione dei
costi di gestione;
COINRES non ha mai presentato all'Agenzia regionale per i rifiuti
e le acque alcun progetto vero per poter ricevere finanziamenti
destinati all'acquisto di mezzi e attrezzature per la raccolta dei
rifiuti. In questo modo, la dirigenza del consorzio, non disponendo
di un proprio parco mezzi e attrezzature, ha determinato le
condizioni per ricorrere in permanenza a noli di mezzi e ad affitti
di cassonetti, realizzando così significativi aumenti dei costi di
gestione;
la raccolta differenziata nell'ambito territoriale PA 4 è quasi
del tutto sconosciuta: infatti, la percentuale conseguita nell'ATO
è inferiore all'1 per cento, la più bassa di tutta l'Isola;
gravi ed evidenti sono le responsabilità degli amministratori che
nel tempo si sono succeduti, ma sono altrettanto chiare e pesanti
quelle di chi è - ed è stato - preposto alla gestione tecnico-
finanziaria del consorzio, a cominciare dal direttore generale per
finire ai dirigenti di settore;
allo stesso modo va sottolineata la colpevole assenza
dell'Agenzia regionale per i rifiuti e le acque, che ha sottaciuto
e minimizzato quanto posto in essere dai vertici del consorzio.
Emblematica, in tal senso, resta la vicenda degli operatori assunti
da COINRES tramite l'agenzia interinale 'Temporary', anche in
sostanziale spregio a quanto previsto dal comma 2 della legge
regionale numero 2 del 2007: 'Le società d'ambito assumono nuovo
personale solo attraverso procedure di evidenza pubblica';
per conoscere se il Presidente della Regione, nella qualità di
autorità di vigilanza, non ritenga necessario:
a) procedere allo scioglimento del consorzio dei comuni 'COINRES'
quale società d'ambito dell'ATO rifiuti PA 4;
b) che l'ARRA predisponga gli adempimenti e le direttive
necessarie per ricondurre in via transitoria la gestione dei
rifiuti in capo ai singoli comuni che costituiscono il consorzio».
(62)
MATTARELLA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il lavoro, la
previdenza sociale, la formazione professionale e l'emigrazione,
premesso che, allo scopo di sostenere il reddito dei lavoratori
esclusi dal beneficio della cassa integrazione guadagni
straordinaria e dalla mobilità, poiché provenienti da aziende fino
a 15 dipendenti ovvero al di sopra di tale soglia ma che non
rientrano nei settori economici previsti dalla normativa di
riferimento, la legge finanziaria n. 203 del 2008 prevede la
possibilità di ricorrere a tali ammortizzatori, derogando alla
normativa vigente, per fronteggiare le gravi emergenze
occupazionali nei settori investiti dalla crisi economica;
considerato che i trattamenti sono concessi sulla base di accordi
tra Regione e parti sociali volti ad individuare i datori di lavoro
ed i dipendenti destinatari dei citati trattamenti, successivamente
recepiti in sede governativa;
rilevato che, in Sicilia, il testo dell'accordo regionale con i
criteri per l'erogazione degli ammortizzatori sociali in deroga,
necessario per l'utilizzo dei fondi disponibili, così come previsto
dalle leggi nazionali, non risulta ancora stipulato, pregiudicando
gravemente le ragioni di centinaia di lavoratori interessati allo
sblocco dei benefici;
per conoscere quali misure urgenti intenda predisporre per la
stipula dell'accordo che consentirebbe lo sblocco dei fondi
necessari per l'erogazione dei trattamenti di sostegno al reddito,
offrendo una risposta responsabile ed immediata alle legittime
aspettative di tanti siciliani licenziati da aziende colpite dalla
grave crisi economica che sta interessando la nostra Regione». (63)
D'ANTONI
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
intendono accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che, in data 7 luglio 2009, è stata
presentata la seguente mozione:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che allo scopo di sostenere il reddito dei lavoratori
esclusi dal beneficio della cassa integrazione guadagni
straordinaria e dalla mobilità, poiché provenienti da aziende fino
a 15 dipendenti ovvero al di sopra di tale soglia ma che non
rientrano nei settori economici previsti dalla normativa di
riferimento, la legge finanziaria n. 203 del 2008 prevede la
possibilità di ricorrere a tali ammortizzatori, derogando alla
normativa vigente, per fronteggiare le gravi emergenze
occupazionali nei settori investiti dalla crisi economica;
considerato che i trattamenti sono concessi sulla base di accordi
tra Regione e parti sociali volti ad individuare i datori di lavoro
ed i dipendenti destinatari dei citati trattamenti, successivamente
recepiti in sede governativa;
rilevato che, in Sicilia, il testo dell'accordo regionale con i
criteri per l'erogazione degli ammortizzatori sociali in deroga,
necessario per l'utilizzo dei fondi disponibili, così come previsto
dalle leggi nazionali, non risulta ancora stipulato, pregiudicando
gravemente le ragioni di centinaia di lavoratori interessati allo
sblocco dei benefici,
impegna il Governo della Regione
a provvedere urgentemente alla stipula dell'accordo che
consentirebbe lo sblocco dei fondi necessari per l'erogazione dei
trattamenti di sostegno al reddito, offrendo una risposta
responsabile ed immediata alle legittime aspettative di tanti
siciliani licenziati da aziende colpite dalla grave crisi economica
che sta interessando la nostra Regione». (140)
D'ANTONI-FEDERICO-ROMANO
D'AGOSTINO-LENTINI-ARENA
Avverto che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno della
seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.
Comunicazione relativa alla Commissione parlamentare speciale per
la
revisione e l'attuazione dello Statuto della Regione
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, preciso che il termine assegnato
alla Commissione parlamentare speciale per la revisione e
l'attuazione dello Statuto della Regione per la conclusione dei
propri lavori scade in data odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Determinazione della data di discussione di mozioni
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Lettura,
ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d) e 153 del
Regolamento interno, delle seguenti mozioni:
numero 138 «Interventi urgenti per affrontare il problema dei
danni alle produzioni orticole causati dal parassita 'tuta
absoluta'», degli onorevoli Ragusa Orazio; Cordaro Salvatore; Dina
Antonino; Maira Raimondo e Forzese Marco;
numero 139 «Verifiche sul conferimento degli incarichi ai
dirigenti generali della Regione», degli onorevoli Barbagallo
Giovanni; Galvagno Michele; Bonomo Mario; Mattarella Bernardo e
Laccoto Giuseppe.
Avverto che la determinazione della data di discussione della
mozioni sopra citate, integralmente riportate nell'ordine del
giorno della presente seduta, è demandata, secondo consuetudine
parlamentare, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
Presidenza del presidente Cascio
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per oggi l'onorevole
Caronia.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Seguito della discussione del disegno di legge numero 119 - Norme
stralciate I/A
«Norme in materia di aiuti alle imprese»
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno: Seguito
della discussione del disegno di legge numero 119 - Norme
stralciate I/A «Norme in materia di aiuti alle imprese».
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Ricordo che la discussione del disegno di legge era stata sospesa,
nella seduta precedente, in sede di esame dell'emendamento del
Governo 4.4 che così recita: «Al comma 3 cassare le parole Il
decreto è emanato previo parere della competente commissione
legislativa dell'ARS da rendersi entro quindici giorni
dall'assegnazione della relativa richiesta da parte del Presidente
dell'ARS. Trascorso tale termine l'Assessore può procedere
all'adozione del decreto.'».
DINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei che il Governo
spiegasse all'Aula il senso dell'emendamento.
CIMINO, assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, il ragionamento è molto semplice.
Proprio per creare le condizioni necessarie per avere un testo che,
in modo organico, disciplini la materia degli aiuti, vorrei
evidenziare come all'articolo 53 si ribadisca questa posizione del
parere delle Commissioni di merito sugli atti di programmazione di
carattere generale. Quindi, riterrei cosa buona e giusta -
considerato che nei regimi di aiuti dell'industria non è stata
prevista esplicitamente questa dizione, così come anche nei beni
culturali - cassare questa parte dalle singole rubriche e, poi,
nella norma di chiusura, all'articolo 53, trovare gli elementi di
questa attività di programmazione che viene anche valutata insieme
alle Commissioni di merito.
ANTINORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTINORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rispetto alla
proposta dell'onorevole Cimino, che potrebbe avere una logica
perché così si riferirebbe all'intero disegno di legge, proporrei
di fare un'inversione, cioè approvare adesso il testo dell'articolo
finale dando per scontato che per tutto il resto della legge si
opererà allo stesso modo.
L'articolo 53 potrebbe essere estrapolato adesso dall'intero
testo, potrebbe essere votato prima di tutto il resto del disegno
di legge e ciò sarebbe utile, corretto, per un percorso più fluido,
per fare in modo che, successivamente, non ci siano più problemi,
almeno su questo punto.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, il senso dei lavori d'Aula, a mio
avviso, dovrebbe essere quello di aver un comportamento coerente.
Ieri abbiamo assistito ad un ampio dibattito sulla necessità di
mantenere la possibilità che le Commissioni esprimano parere sui
decreti.
Questo principio, fra l'altro, ulteriormente sancito dall'articolo
53, è previsto in ogni articolo del disegno di legge a seguito di
un intenso lavoro svolto dalla Commissione Bilancio' dopo un ampio
dibattito.
Allora, probabilmente, dobbiamo capire quale deve essere il
momento di coerenza, perché altrimenti facciamo un ragionamento che
diventa anche una contraddizione in termine.
Se deve restare questo articolo, ritengo superfluo, superato il
senso dell'emendamento del Governo di procedere ad una eliminazione
di quella parte, in quanto poi viene ripresa dall'articolo 53;
accadrebbe, quindi, che prima la togliamo e poi la riconfermiamo
con l'articolo 53.
Ritengo utile, anche da un punto di vista tecnico, evitare questo
ragionamento.
CIMINO, assessore per l'agricoltura e le foreste. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, condivido quanto detto
dall'onorevole Antinoro e non ho problemi ad asserire che votando
l'articolo 53 che riguarda l'intera materia creiamo le condizioni
perché realmente l'Assemblea regionale, negli atti di
programmazione di carattere generale, possa di fatto intervenire,
ma nelle singole rubriche, non mi sembra il caso, visto che abbiamo
già votato la rubrica dei beni culturali e quella concernente i
regimi di aiuti all'industria.
Abbiamo questo testo. Nella norma di chiusura del testo c'è
l'esigenza del coinvolgimento delle Commissioni di merito e non
vedo perché dobbiamo creare le condizioni per fare qualcosa di
pleonastico e di confusionario, anzi questo testo deve essere
ampliato per i regimi di aiuto all'industria. Nessuno vuole
togliere un ruolo di programmazione e di condivisione all'Assemblea
regionale, pertanto, il Governo condivide l'articolo così come è
scritto, ed è pronto a votarlo anche immediatamente.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la mia proposta è di porre in
votazione l'emendamento del Governo che prevede l'abolizione del
passaggio alla competente Commissione, esaurendo così l'esame
dell'articolo 4. Poi, passeremo all'articolo 53 e lo voteremo ed
infine torneremo all'articolo 5, in maniera tale da fare una legge
omogenea che non preveda dipartimenti di serie A e dipartimenti di
serie B.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, a me corre l'obbligo precisare
quello che l'Assemblea, e mi sento responsabile in questo senso, va
a deliberare. Noi abbiamo due ordini di problemi: 1) sui singoli
rami dell'Amministrazione ci sono i singoli assessori che emanano i
decreti di pertinenza e di competenza, 2) ci sono gli atti di
programmazione generale, cosa diversa, che vengono previsti, e
quindi un'ulteriore conferma, dall'articolo 53.
Se l'Assemblea intende procedere con questo orientamento, non ho
nulla in contrario, però stiamo parlando di due aspetti diversi
dello stesso problema: un conto sono gli atti di indirizzo
dell'assessore dei singoli rami dell'Amministrazione ed un conto
sono gli atti di programmazione generale.
Allora, signor Presidente, il senso è che questa Assemblea, le
Commissioni, l'attività istituzionale, la dignità del parlamentare,
voleva portare un contributo ad un'attività, ad un impegno, ad un
raccordo fra Governo e parlamentari che viene sempre meno e voleva
dare anche un contributo in questa direzione. Ogni altro argomento
diventa fuorviante.
Infine, condivido quanto detto dall'assessore Cimino e cioè che,
evidentemente, se questo principio vale per i rami
dell'Amministrazione oggetto di questo disegno di legge numero 119,
deve valere pure, per una condizione di equità, di par condicio,
per l'altro disegno di legge, il numero 23 del 2008, sui cosiddetti
aiuti alle imprese.
Allora, in quel caso, mi pare giusto anche intervenire per
ripristinare un principio di equità, ma sono cose ben diverse;
però, ieri sera, in un lungo dibattito abbiamo parlato di altre
cose.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 4.4 del Governo.
CORDARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(Gli onorevoli Antinoro, Cascio Salvatore, Corona, Dina,
Forzese, Gianni,
Lo Giudice e Ragusa si associano alla richiesta)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 4.4
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 4.4.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Prendono parte alla votazione: Aricò, Bosco, Cimino, Corona,
Cracolici, Currenti, D'Agostino, D'Asero, De Luca, Digiacomo, Di
Guardo, Di Mauro, Donegani, Falcone, Faraone, Federico, Ferrara,
Formica, Greco, Lenza Nicola, Lentini, Limoli, Mancuso, Marinello,
Marrocco, Marziano, Mineo, Musotto, Nicotra, Oddo, Panarello,
Pogliese, Raia, Romano, Ruggirello, Savona, Scilla, Torregrossa,
Vinciullo.
Sono in congedo: Apprendi, Buzzanca, Caronia, Di Benedetto,
Gennuso, Lupo, Mattarella, Minardo, Panepinto.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 48
Votanti 39
Maggioranza 20
Favorevoli 25
Contrari 14
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 4, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5
Aiuti nel settore dell'artigianato e del commercio
1. Dopo l'articolo 27 della legge regionale 23 dicembre 2000,
numero 32 è aggiunto il seguente:
Articolo 27 ter. Aiuti nel settore dell'artigianato e del
commercio - 1. Allo scopo di favorire i processi di sviluppo dei
settori produttivi dell'artigianato, del commercio e dei servizi
connessi, l'Assessorato regionale per la cooperazione, il
commercio, l'artigianato e la pesca è autorizzato ad attivare, in
conformità agli obiettivi specifici 5.1 e 7.1 del Programma
operativo regionale del Fondo europeo per lo sviluppo regionale per
il 2007-2013 (PO FESR 2007-2013), approvato con Decisione C (2007)
4249 del 7 settembre 2007 e successive modifiche e integrazioni,
regimi di aiuti conformi alle condizioni e limiti previsti dal
regolamento (CE) numero 800/2008 della Commissione del 6 agosto
2008 che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il
mercato comune in applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato
(CE) (regolamento generale di esenzione per categoria), pubblicato
nella G.U.U.E. del 9 agosto 2008 serie L 214. Gli aiuti possono
essere concessi per i programmi e le tipologie di investimento di
cui all'articolo 12, lettera a), del citato regolamento (CE) numero
800/2008, promossi da piccole e medie imprese, secondo la
definizione comunitaria, del settore dell'artigianato, del
commercio e dei servizi connessi.
2. L'Assessore regionale per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca stabilisce, con proprio decreto, le
modalità per la concessione delle agevolazioni, inclusi i criteri
per l'individuazione dei soggetti, delle attività, delle spese
ammissibili, la percentuale massima d'intervento, la misura massima
del finanziamento concedibile, le modalità di erogazione dei
benefici in una o più delle forme indicate dall'articolo 189 della
legge regionale 23 dicembre 2000, numero 32 e successive modifiche
e integrazioni, i parametri per l'attribuzione, a ciascun progetto,
del punteggio utile per la collocazione in graduatoria, e ogni
altra disposizione necessaria all'attivazione degli interventi, in
coerenza con quanto previsto nei citati obiettivi specifici 5.1 e
7.1 e nei corrispondenti obiettivi operativi e linee d'intervento
contenuti nel PO FESR 2007-2013 e nel documento Requisiti di
ammissibilità e criteri di selezione', approvato dal Comitato di
Sorveglianza del 12 dicembre 2007 e successive modifiche e
integrazioni. Il decreto è emanato previo parere della competente
commissione legislativa dell'Assemblea regionale siciliana da
rendersi entro 15 giorni dall'assegnazione della relativa richiesta
da parte del Presidente dell'Assemblea regionale siciliana.
Trascorso tale termine l'Assessore può procedere all'adozione del
decreto.
3. Per la gestione degli interventi di cui al presente articolo,
l'Assessorato regionale della cooperazione, del commercio,
dell'artigianato e della pesca può avvalersi delle procedure
previste dall'articolo 4, comma 1, della legge regionale 22
dicembre 2005, numero 20, oltre che di enti pubblici, anche di un
soggetto selezionato ai sensi dell'articolo 185, comma 5, della
legge regionale 23 dicembre 2000, numero 32 e successive modifiche
ed integrazioni, sulla base di un'apposita convenzione, predisposta
dallo stesso Assessorato, diretta ad evitare duplicazione
dell'attività istruttoria ed assicurare snellezza e rapidità
procedurale, nonché di esperti ai sensi dell'articolo 185, comma 6,
della medesima legge regionale 23 dicembre 2000, numero 32 e
successive modifiche ed integrazioni, con oneri a carico dell'asse
7 - Governance ed assistenza tecnica del PO FESR 2007-2013.
4. Gli interventi di cui al presente articolo sono attivati a
valere sulle risorse relative agli obiettivi specifici 5.2 e 7.1
del PO FESR 2007-2013 e sulle risorse finanziarie del Fondo aree
sottoutilizzate istituito con l'articolo 61 della legge 27 dicembre
2002, numero 289. Ai fini del controllo comunitario sugli aiuti,
per il periodo di programmazione 2007-2013, le risorse finanziarie
non possono superare complessivamente l'importo di 500 milioni di
euro.
5. Gli interventi di cui al presente articolo possono essere
attivati anche nell'ambito di accordi di programma quadro (APQ) per
lo sviluppo delle attività produttive».
Comunico che all'articolo 5 sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
- dall'onorevole Ragusa:
emendamento 5.1:
«Al comma 2 dopo il termine ammissibili' aggiungere il seguente
periodo: avendo una particolare attenzione alle imprese
commerciali site nei centri storici cittadini, ossia librerie e
attività artigianali ed enogastronomiche tipiche locali,'»;
- dagli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi, Donegani e Marinello:
emendamento 5.4:
«Al comma 2, sesto rigo, sostituire le parole in coerenza con'
con le parole in esecuzione di'»,
- dall'onorevole Cracolici:
emendamento 5.2:
«Al comma 3 cassare le parole nonché di esperti ' fino a
modifiche e integrazioni'»;
- dall'onorevole Di Mauro:
emendamento 5.3:
«Al comma 4 sostituire le parole gli interventi di cui al
presente articolo sono attivati a valere sulle risorse relative
agli obiettivi specifici 5.2 e 7.1' con le parole gli interventi
di cui al presente articolo sono attivati a valere sulle risorse
relative agli obiettivi specifici 5.1 e 7.1'».
Si passa all'esame dell'emendamento 5.1, dell'onorevole Ragusa.
RAGUSA. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche questo
emendamento - che segue i primi emendamenti esaminati ieri sera -
ha l'intento di promuovere i centri storici, in particolare i
centri storici protetti dall'UNESCO. In questo contesto chiedo di
avere una particolare attenzione per le imprese commerciali site
nei centri storici cittadini, ossia librerie, esercizi commerciali
artigianali che trattano articoli eno-gastronomici tipici locali.
Questo emendamento è finalizzato ad aiutare e sostenere quelle
imprese che vanno a collocarsi nei centri storici, serve cioè per
rivitalizzare i centri storici. E, peraltro, ciò è in linea anche
con l'ultima legge che abbiamo approvato per quanto riguarda le
proroghe alle cooperative edilizie. Infatti, riprendendo i centri
storici li si fanno rivivere, si aiutano e si sostengono.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, in linea di principio questo è un
emendamento funzionale, proprio per rivitalizzare i centri
commerciali naturali.
Spesso nei centri storici insistono una serie di attività che
fanno parte dei centri più importanti dell'attività commerciale.
Ritengo che fare una divisione fra le attività innesti polemiche
rispetto a quelle attività che insistono in un centro commerciale.
Ritengo sia giusto porre tutte le attività sullo stesso livello e
fare in modo che tutte possano avere il finanziamento e costituire
un gruppo di lavoro all'interno di un centro abitato, costituendo
il centro commerciale per consentire di attingere a finanziamenti
finalizzati a rivitalizzare proprio questi centri, che hanno tanto
bisogno di attenzione e soprattutto di sollecitazione per
iniziative imprenditoriali.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 5.1. Il parere del
Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 5.4, degli onorevoli Cracolici ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato, dal Governo, l'emendamento 5.5
che così recita:
«Al comma 2 cassare le parole Il decreto è emanato previo parere
della competente commissione legislativa dell'ARS da rendersi entro
quindici giorni dall'assegnazione della relativa richiesta da parte
del Presidente dell'ARS. Trascorso tale termine l'Assessore può
procedere all'adozione del decreto.'».
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 5.2, dell'onorevole Cracolici. Lo pongo
in votazione. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 5.3, del Governo. Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 5, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6
Modifiche all'articolo 39 della legge regionale 23
dicembre 2000, numero 32
1. L'articolo 39 della legge regionale 23 dicembre 2000, numero 32
è sostituito dal seguente:
Articolo 39. Aiuti a finalità regionale per
l'internazionalizzazione delle imprese - 1. Allo scopo di
promuovere l'ampliamento e il rafforzamento dei processi di
internazionalizzazione del settore produttivo in Sicilia,
l'Assessorato regionale per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca è autorizzato ad attivare, in conformità
agli obiettivi specifici 5.2 e 7.1 del Programma operativo
regionale del Fondo europeo per lo sviluppo regionale per il
2007-2013 (PO FESR 2007-2013), approvato con Decisione C (2007)
4249 del 7 settembre 2007 e successive modifiche e integrazioni,
regimi di aiuti, alle condizioni e limiti previsti per gli aiuti
Qde minimis' dalla disciplina comunitaria, per l'acquisizione di
servizi di assistenza e consulenza specialistica a favore di
piccole e medie imprese operanti in Sicilia, singole o associate,
secondo la definizione comunitaria, diretti a supportare lo
sviluppo dei sistemi produttivi siciliani nei mercati
internazionali di riferimento. Gli aiuti possono essere concessi in
misura non superiore al 50 per cento dei costi ammissibili, intesi
quali costi dei servizi di consulenza che esulano dagli ordinari
costi di gestione dell'impresa prestati da consulenti esterni.
2. L'Assessore regionale per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca stabilisce, con proprio decreto, le
modalità per la concessione delle agevolazioni, inclusi i criteri
per l'individuazione dei soggetti, delle attività, delle spese
ammissibili, la misura massima del finanziamento concedibile, le
modalità di erogazione dei benefici in una o più delle forme
indicate dall'articolo 189 della legge regionale 23 dicembre 2000,
numero 32 e successive modifiche e integrazioni, i parametri per
l'attribuzione, a ciascun progetto, del punteggio utile per la
collocazione in graduatoria, e ogni altra disposizione necessaria
all'attivazione degli interventi, in coerenza con quanto previsto
nei citati obiettivi specifici 5.2 e 7.1 e nei corrispondenti
obiettivi operativi e linee d'intervento contenuti nel PO FESR 2007-
2013 e nel documento Requisiti di ammissibilità e criteri di
selezione', approvato dal Comitato di Sorveglianza del 12 dicembre
2007 e successive modifiche e integrazioni. Il decreto è emanato
previo parere della competente commissione legislativa
dell'Assemblea regionale siciliana da rendersi entro 15 giorni
dall'assegnazione della relativa richiesta da parte del Presidente
dell'Assemblea regionale siciliana. Trascorso tale termine
l'Assessore può procedere all'adozione del decreto.
3. Gli interventi di cui al presente articolo sono attivati a
valere sulle risorse relative agli obiettivi specifici 5.2 e 7.1
del PO FESR 2007-2013 e sulle risorse finanziarie del Fondo aree
sottoutilizzate istituito con l'articolo 61 della legge 27 dicembre
2002, numero 289. Ai fini del controllo comunitario sugli aiuti,
per il periodo di programmazione 2007-2013, le risorse finanziarie
non possono superare complessivamente l'importo di 70 milioni di
euro.
4. Gli interventi di cui al presente articolo possono essere
attivati anche nell'ambito di accordi di programma quadro (APQ) per
lo sviluppo delle attività produttive.'.
2. Gli articoli 26 e 36 della legge regionale 23 dicembre 2000,
numero 32 sono abrogati».
Comunico che all'articolo 6 sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
- dagli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi, Donegani e Marinello:
emendamento 6.1:
«Al comma 2, sesto rigo, sostituire le parole in coerenza con'
con le parole in esecuzione di'»;
-dal Governo:
emendamento 6.2:
«Al comma 2 cassare le parole Il decreto è emanato previo parere
della competente commissione legislativa dell'ARS da rendersi entro
quindici giorni dall'assegnazione della relativa richiesta da parte
del Presidente dell'ARS. Trascorso tale termine l'Assessore può
procedere all'adozione del decreto.'».
Si passa all'emendamento 6.1. Lo pongo in votazione. Il parere del
Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 6.2. Lo pongo in votazione. Il parere
della Commissione?
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 6, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Articolo 7
Modifiche all'articolo 62 della legge regionale 23
dicembre 2000, numero 32
e norme riguardanti i centri commerciali naturali
1. L'articolo 62 della legge regionale 23 dicembre 2000, numero 32
è sostituito dal seguente:
Articolo 62. Aiuti ai centri commerciali naturali per la
realizzazione di servizi comuni alle P.M.I. commerciali associate e
alle medesime imprese - 1. Al fine di promuovere azioni volte alla
riqualificazione delle aree interessate alla realizzazione di
servizi comuni alle imprese, alla promozione di produzioni locali
nell'ambito dei centri commerciali naturali, così come definiti
dall'articolo 9 della legge regionale 15 settembre 2005, numero 10
e successive modificazioni, e delle strutture delle imprese
commerciali, artigianali e di servizi operanti nei medesimi
contesti, l'Assessorato regionale della cooperazione, del
commercio, dell'artigianato e della pesca è autorizzato ad
attivare, in conformità agli obiettivi specifici 5.1 e 7.1 del
Programma operativo regionale del Fondo europeo per lo sviluppo
regionale per il 2007-2013 (PO FESR 2007-2013), approvato con
Decisione C (2007) 4249 del 7 settembre 2007 e successive modifiche
e integrazioni, regimi di aiuti a favore di piccole e medie imprese
commerciali e di centri commerciali naturali.
2. Le imprese commerciali di cui al comma 1 sono quelle di cui al
decreto assessoriale dell'11 febbraio 1997 e successive
modificazioni, pubblicato nella G.U.R.S. numero 21 del 26 aprile
1997.
3. I contributi, sia a favore dei centri commerciali naturali che
delle piccole e medie imprese commerciali, artigianali e di
servizi, possono essere concessi nella misura massima del 50 per
cento della spesa sostenuta e comunque alle condizioni ed entro i
limiti previsti per gli aiuti de minimis' dalla disciplina
comunitaria.
4. L'Assessore regionale per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca stabilisce, con proprio decreto, le
modalità per la concessione delle agevolazioni, inclusi i criteri
per l'individuazione dei soggetti, delle attività, delle spese
ammissibili, la misura massima del finanziamento concedibile, le
modalità di erogazione dei benefici in una o più delle forme
indicate dall'articolo 189 della legge regionale 23 dicembre 2000,
numero 32 e successive modifiche e integrazioni, i parametri per
l'attribuzione, a ciascun progetto, del punteggio utile per la
collocazione in graduatoria, e ogni altra disposizione necessaria
all'attivazione degli interventi, in coerenza con quanto previsto
nei citati obiettivi specifici 5.1 e 7.1 e nei corrispondenti
obiettivi operativi e linee d'intervento contenuti nel PO FESR 2007-
2013 e nel documento Requisiti di ammissibilità e criteri di
selezione', approvato dal Comitato di Sorveglianza del 12 dicembre
2007 e successive modifiche e integrazioni. Il decreto è emanato
previo parere della competente commissione legislativa
dell'Assemblea regionale siciliana da rendersi entro 15 giorni
dall'assegnazione della relativa richiesta da parte del Presidente
dell'Assemblea regionale siciliana. Trascorso tale termine
l'Assessore può procedere all'adozione del decreto.
5. Gli interventi di cui al presente articolo sono attivati a
valere sulle risorse relative agli obiettivi specifici 5.1 e 7.1
del PO FESR 2007-2013 e sulle risorse finanziarie del Fondo aree
sottoutilizzate istituito con l'articolo 61 della legge 27 dicembre
2002, numero 289. Ai fini del controllo comunitario sugli aiuti,
per il periodo di programmazione 2007-2013, le risorse finanziarie
non possono superare complessivamente l'importo di 60 milioni di
euro.'.
2. Gli articoli 35 e 51 della legge regionale 23 dicembre 2000,
numero 32, sono abrogati.
3. All'articolo 9, comma 2, della legge regionale 15 settembre
2005, numero 10, dopo le parole l'insieme di attività terziarie
private' sono aggiunte le parole: e imprese artigiane in forma di
consorzi di piccole e medie imprese'».
Comunico che all'articolo 7 sono stati presentati i
seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Cracolici e De Benedictis:
emendamento 7.1:
«Al comma 1, dopo le parole come definiti dall'articolo 9 della
legge regionale 15 settembre 2005, numero 10 e successive
modificazioni' aggiungere le seguenti nonché per le finalità e gli
scopi previsti nel suddetto articolo'»;
-dagli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi, Donegani e Marinello:
emendamento 7.2:
«Al comma 1 dopo le parole regime di aiuti in favore di piccole e
medie imprese commerciali' aggiungere le parole ed artigiani e di
servizi insediate nei centri commerciali naturali e consorzi PMI
commerciali insediate' e sopprimere le parole e di centri
commerciali naturali'»;
emendamento 7.3:
«Al comma 3 sostituire le parole dei centri commerciali naturali
che delle piccole e medie imprese commerciali, artigianali e di
servizi' con le parole di consorzi di PMI commerciali insediati in
centri commerciali naturali che delle piccole e medie imprese
commerciali, artigianali e di servizi insediate'»;
emendamento 7.4:
«Al comma 4, sesto rigo, sostituire le parole in coerenza con'
con le parole in esecuzione di'».
Si passa all'emendamento 7.1. Lo pongo in votazione. Il parere del
Governo?
DI MAURO, assessore il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, il parere del Governo è contrario perché la
dizione nonché per le finalità e gli scopi previsti dal suddetto
articolo sembra una ripetizione.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevole assessore Di Mauro,
onorevoli colleghi, vorrei tranquillizzare il Governo sul fatto che
non si tratta di una ripetizione perché in questo testo, così come
è formulato, si richiamano soltanto alcune delle fattispecie che
l'articolo, per legge, consente.
Allora, piuttosto sarà stata una dimenticanza nella formulazione
del testo, e so che su questo si sono interessate anche le
organizzazioni competenti, quindi, riproporre per intero le
fattispecie possibili per legge all'interno del dispositivo
consentirebbe semplicemente di non tornare, successivamente, ad
accorgerci che ci siamo dimenticati di alcune cose.
Pertanto, non si tratta di una ripetizione, lo posso assicurare,
ma si vuole sottolineare che - ad adiuvandum, qualora lo fosse
sarebbe poco male - nella fattispecie avete voluto specificare una
parte degli obiettivi della legge escludendone altri. Ed in questo
modo, invece, si perfeziona la norma.
Chiedo, quindi, al Governo di rivedere la sua posizione dando
parere favorevole all'emendamento.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 7.1. Il parere del
Governo?
DI MAURO, assessore il bilancio e le finanze. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Mi rimetto
all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 7.2, degli onorevoli Oddo e altri.
ODDO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che in questo
caso si tratti di una svista, infatti, non voglio assolutamente
dare una lettura maliziosa del fatto che, rispetto a come viene
impostato l'articolato, restano fuori sostanzialmente le attività
terziarie.
Dico ciò perché l'articolo 9 della legge regionale numero 10/2005,
come voi ben sapete - penso che l'assessore o ex assessore Di Mauro
avrà seguito attentamente la questione nella scrittura di questi
articoli che riguardano il titolo dell'Assessorato che egli fino ad
ora ha rappresentato -, definisce senza ombra di dubbio al comma 2
il Centro commerciale naturale e dice: l'insieme di attività
terziarie'.
Ora, sarebbe curioso che escludessimo, appunto, le attività
terziarie che si ispirano evidentemente al settore artigianato e
specificassimo solo le commerciali; penso che considerare ciò solo
una svista, sia una cosa gravissima, in quanto voi sapete meglio di
me che la linea di intervento 5133 dell'AS 5 del POR 2007-2015, ora
stiamo attenti anche alla data, non può che servire anche a questo;
diversamente, abbiamo perso un'occasione.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, il Governo esprime parere favorevole perché la dizione
artigiani di cui all'insediamento' consente, per esempio, di
finanziare anche i panifici, rispetto ai quali - nella definizione
dei cosiddetti centri commerciali - l'Amministrazione regionale era
indotta in dubbio in ordine al finanziamento.
Quindi, questo emendamento, quanto mai giusto, serve ad evitare
contenziosi ed a chiarire, ulteriormente, quali siano i soggetti
beneficiari dell'iniziativa.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
GIANNI. Chiedo di apporre la mia firma all'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 7.3, degli onorevoli Oddo e altri. Il
parere del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
GIANNI. Chiedo di apporre la firma all'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 7.4, a firma degli onorevoli Oddo e
altri. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato, dal Governo, l'emendamento 7.5
che così recita:
«Al comma 4 cassare le parole Il decreto è emanato previo parere
della competente commissione legislativa dell'ARS da rendersi entro
quindici giorni dall'assegnazione della relativa richiesta da parte
del Presidente dell'ARS. Trascorso tale termine l'Assessore può
procedere all'adozione del decreto.'».
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 7, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Articolo 8
Aiuti per la commercializzazione di prodotti
siciliani e servizi di qualità
nei mercati extraregionali e nei confronti della
grande distribuzione
1. Dopo l'articolo 62 della legge regionale 23 dicembre 2000,
numero 32, è aggiunto il seguente:
Articolo 62 bis. Aiuti per la commercializzazione di prodotti
siciliani e servizi di qualità nei mercati extraregionali e nei
confronti della grande distribuzione - 1. Al fine di promuovere
azioni volte a migliorare l'offerta e la commercializzazione di
prodotti siciliani e servizi di qualità nei mercati extraregionali
e nei confronti della grande distribuzione, l'Assessorato regionale
per la Cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca è
autorizzato ad attivare, in conformità agli obiettivi specifici 5.2
e 7.1 del Programma operativo regionale del Fondo europeo per lo
sviluppo regionale per il 2007-2013 (PO FESR 2007-2013), approvato
con Decisione C (2007) 4249 del 7 settembre 2007 e successive
modifiche e integrazioni, regimi di aiuti, alle condizioni e limiti
previsti per gli aiuti de minimis' dalla disciplina comunitaria,
per finanziare progetti integrati tra piccole e medie imprese
siciliane e grande distribuzione.
2. I progetti integrati di cui al comma 1 possono essere
finalizzati alla diffusione dei prodotti siciliani nei circuiti
commerciali interessati, con esclusione dei prodotti elencati
nell'Allegato I del Trattato (CE), nonché alla costituzione di
joint venture.
3. L'Assessore regionale per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca stabilisce, con proprio decreto, le
modalità per la concessione delle agevolazioni, inclusi i criteri
per l'individuazione dei soggetti, delle attività, delle spese
ammissibili, la percentuale massima d'intervento, la misura massima
del finanziamento concedibile, le modalità di erogazione dei
benefici in una o più delle forme indicate dall'articolo 189 della
legge regionale 23 dicembre 2000, numero 32 e successive modifiche
e integrazioni, i parametri per l'attribuzione, a ciascun progetto,
del punteggio utile per la collocazione in graduatoria e ogni altra
disposizione necessaria all'attivazione degli interventi, in
coerenza con quanto previsto nei citati obiettivi specifici 5.2 e
7.1 e nei corrispondenti obiettivi operativi e linee d'intervento
contenuti nel PO FESR 2007-2013 e nel documento Requisiti di
ammissibilità e criteri di selezione', approvato dal Comitato di
Sorveglianza del 12 dicembre 2007 e successive modifiche e
integrazioni. Il decreto è emanato previo parere della competente
commissione legislativa dell'Assemblea regionale siciliana da
rendersi entro 15 giorni dall'assegnazione della relativa richiesta
da parte del Presidente dell'Assemblea regionale siciliana.
Trascorso tale termine l'Assessore può procedere all'adozione del
decreto.
4. Gli interventi di cui al presente articolo sono attivati a
valere sulle risorse relative agli obiettivi specifici 5.2 e 7.1
del PO FESR 2007/2013 e sulle risorse finanziarie del Fondo aree
sottoutilizzate istituito con l'articolo 61 della legge 27 dicembre
2002, numero 289. Ai fini del controllo comunitario sugli aiuti,
per il periodo di programmazione 2007-2013, le risorse finanziarie
non possono superare complessivamente l'importo di 60 milioni di
euro.
5. Per la gestione degli interventi di cui al presente articolo,
l'Assessorato regionale per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca, può avvalersi di esperti ai sensi
dell'articolo 185, comma 6, della legge regionale 23 dicembre 2000,
numero 32, del 2000 e successive modifiche ed integrazioni, con
oneri a carico dell'asse 7 - Governance ed assistenza tecnica, del
PO FESR 2007-2013».
Comunico che all'articolo 8 sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
- dall'onorevole Cracolici:
emendamento 8.1:
«Cassare il comma 5»;
- dagli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi, Donegani e Marinello:
emendamento 8.2:
«Al comma 2 sostituire le parole nonché alla' con le parole
anche attraverso'»;
emendamento 8.3:
«Al comma 3, sesto rigo, sostituire le parole in coerenza con'
con le parole in esecuzione di'».
Si passa all'emendamento 8.2. Lo pongo in votazione. Il parere del
Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 8.3. Lo pongo in votazione. Il parere del
Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 8.1, dell'onorevole Cracolici. Lo pongo
in votazione. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 8.4, che
così recita:
«Al comma 3 cassare le parole Il decreto è emanato previo parere
della competente commissione legislativa dell'ARS da rendersi entro
quindici giorni dall'assegnazione della relativa richiesta da parte
del Presidente dell'ARS. Trascorso tale termine l'Assessore può
procedere all'adozione del decreto.'».
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 8, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Articolo 9
Aiuti per insediamenti produttivi
1. Dopo l'articolo 57 della legge regionale 23 dicembre 2000,
numero 32 è aggiunto il seguente:
Articolo 57 bis. Aiuti per insediamenti produttivi - 1. Al fine
di promuovere azioni volte a favorire il rapido sviluppo degli
insediamenti artigianali e commerciali all'ingrosso, l'Assessorato
regionale per la cooperazione, il commercio, l'artigianato e la
pesca è autorizzato ad attivare, in conformità agli obiettivi
specifici 5.1 e 7.1 del Programma operativo regionale del Fondo
europeo per lo sviluppo regionale per il 2007-2013 (PO FESR 2007-
2013), approvato con Decisione C (2007) 4249 del 7 settembre 2007 e
successive modifiche e integrazioni, regimi di aiuti conformi alle
condizioni e limiti previsti dal regolamento (CE) numero 800/2008
della Commissione del 6 agosto 2008 che dichiara alcune categorie
di aiuti compatibili con il mercato comune in applicazione degli
articoli 87 e 88 del Trattato (CE) (regolamento generale di
esenzione per categoria), pubblicato nella G.U.U.E. del 9 agosto
2008 serie L 214.
2. I finanziamenti possono essere concessi in favore di:
a) consorzi di imprese costituiti per la realizzazione delle opere
previste dall'articolo 78 della legge regionale 6 maggio 1981,
numero 96, in possesso della titolarità dell'area oggetto
dell'intervento;
b) piccole e medie imprese o consorzi di piccole e medie imprese
per l'acquisto, la costruzione o la ristrutturazione e il riuso di
insediamenti abbandonati da destinare ad attività produttiva e di
commercio all'ingrosso o per l'acquisto di terreni con specifica
destinazione urbanistica artigianale o per attività produttive su
cui insediare opifici artigianali;
c) piccole e medie imprese di nuova costituzione o già esistenti
che vogliono insediarsi nelle aree artigianali o provvedere alla
realizzazione di servizi all'interno delle medesime aree o
costituire in forma associata mercati commerciali all'ingrosso o
per l'acquisto di opifici all'interno di aree artigianali di
proprietà comunale anche per imprese ivi insediate.
3. L'Assessore regionale per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca stabilisce, con proprio decreto, le
modalità per la concessione delle agevolazioni, inclusi i criteri
per l'individuazione dei soggetti, delle attività, delle spese
ammissibili, la percentuale massima d'intervento, la misura massima
del finanziamento concedibile, le modalità di erogazione dei
benefici in una o più delle forme indicate dall'articolo 189 della
legge regionale 23 dicembre 2000, numero 32 e successive modifiche
e integrazioni, i parametri per l'attribuzione, a ciascun progetto,
del punteggio utile per la collocazione in graduatoria e ogni altra
disposizione necessaria all'attivazione degli interventi, in
coerenza con quanto previsto nei citati obiettivi specifici 5.1 e
7.1 e nelle corrispondenti linee operative contenute nel PO FESR
2007-2013 e nel documento Requisiti di ammissibilità e criteri di
selezione', approvato dal Comitato di Sorveglianza del 12 dicembre
2007 e successive modifiche e integrazioni.
4. Per la gestione degli interventi di cui al presente articolo,
l'Assessorato regionale della cooperazione, del commercio,
dell'artigianato e della pesca può servirsi delle procedure
previste dall'articolo 4, comma 1, della legge regionale 22
dicembre 2005, numero 20, e ad avvalersi di un soggetto selezionato
ai sensi dell'articolo 185, comma 5, della legge regionale 23
dicembre 2000, numero 32 e successive modifiche ed integrazioni,
sulla base di un apposita convenzione, predisposta dallo stesso
Assessorato, diretta ad evitare duplicazione dell'attività
istruttoria ed assicurare snellezza e rapidità procedurale, nonché
di esperti ai sensi dell'articolo 185, comma 6, della medesima
legge regionale 23 dicembre 2000, numero 32 e successive modifiche
ed integrazioni, con oneri a carico dell'asse 7 - Governance ed
assistenza tecnica del PO FESR 2007-2013.
5. Gli interventi di cui al presente articolo sono attivati a
valere sulle risorse relative agli obiettivi specifici 5.1 e 7.1
del PO FESR 2007-2013 e sulle risorse finanziarie del Fondo aree
sottoutilizzate istituito con l'articolo 61 della legge 27 dicembre
2002, numero 289. Ai fini del controllo comunitario sugli aiuti,
per il periodo di programmazione 2007-2013, le risorse finanziarie
non possono superare complessivamente l'importo di 150 milioni di
euro».
Comunico che all'articolo 9 sono stati presentato i seguenti
emendamenti:
- dall'onorevole Cracolici:
emendamento 9.1:
«Al comma 4 cassare le parole nonché di esperti ' fino a
modifiche e integrazioni'»;
- dagli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi, Donegani e Marinello:
emendamento 9.2:
«Al comma 2 sostituire le parole I finanziamenti' con le parole
Gli aiuti'»;
emendamento 9.3:
«Al comma 2, lettera a), dopo le parole oggetto dell'intervento;'
aggiungere le parole a tali consorzi può essere concesso un
apposito finanziamento'»;
emendamento 9.4:
«Al comma 2, lettera b), dopo le parole urbanistica artigianale'
aggiungere legati all'investimento produttivo'»;
emendamento 9.5:
«Al comma 3, sesto rigo, sostituire le parole in coerenza con'
con le parole in esecuzione di'».
Si passa all'emendamento 9.2, degli onorevoli Oddo e altri. Lo
pongo in votazione. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 9.3, degli onorevoli Oddo e altri. Lo
pongo in votazione. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 9.4, degli onorevoli Oddo e altri. Lo
pongo in votazione. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 9.5, degli onorevoli Oddo e altri. Lo
pongo in votazione. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 9.1, dell'onorevole Cracolici. Lo pongo
in votazione. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 9, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Articolo 10
Modifiche all'articolo 60 della Legge regionale 23
dicembre 2000, numero 32
1. L'articolo 60 della legge regionale 23 dicembre 2000, numero
32, è sostituito dal seguente:
Articolo 60. Aiuti all'investimento - 1. Al fine di agevolare
l'accesso al credito delle piccole e medie imprese commerciali è
istituito previa stipula di apposita convenzione, presso una
società o ente in possesso dei necessari requisiti tecnici ed
organizzativi, un fondo a gestione separata per la concessione
delle seguenti agevolazioni, conformemente alle condizioni e limiti
previsti dal regolamento (CE) numero 800/2008 della Commissione del
6 agosto 2008 che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili
con il mercato comune in applicazione degli articoli 87 e 88 del
Trattato (CE) (regolamento generale di esenzione per categoria),
pubblicato nella G.U.U.E. del 9 agosto 2008 serie L 214, per i
programmi e le tipologie di investimento di cui all'articolo 12,
lettera a), del citato regolamento (CE) numero 800/2008:
1) finanziamenti fino al 75 per cento della spesa realizzata per
un importo comunque non superiore ad euro 500 mila della durata
massima di 15 anni di cui sino a due di preammortamento, a fronte
di programmi di investimento che abbiano per oggetto,
congiuntamente o alternativamente:
a) l'acquisto, la costruzione, ivi compresa l'acquisizione della
relativa area, il rinnovo, la trasformazione, l'adattamento e
l'ampliamento dei locali adibiti o da adibire all'esercizio
dell'attività commerciale;
b) l'acquisto delle attrezzature e il rinnovo degli arredi
necessari per l'esercizio dell'attività commerciale;
c) per un importo non superiore al 25 per cento dell'investimento
ammissibile, costi immateriali relativi alla certificazione di
qualità, alla tutela ambientale, all'innovazione tecnologica,
all'acquisto di programmi gestionali per l'informatizzazione e agli
oneri derivanti dai contratti di franchising;
2) contributi in conto interessi sui mutui contratti con gli
istituti di credito per un importo superiore a 100.000,00 euro e
fino a 516.458,90 euro e, comunque, entro il limite del 75 per
cento dell'investimento diretti al finanziamento di spese di cui
alle lettere a), b), c) del punto 1) del presente comma;
3) finanziamenti fino al 75 per cento della spesa necessaria per
investimenti di cui alle lettere b) e c) del punto 1 del presente
comma e per un importo comunque non superiore a euro 25.000,00
della durata massima di anni tre;
4) in alternativa ai finanziamenti per gli investimenti di cui
alle lettere a) e b) del punto 1) del presente comma, contributi
in conto canoni sulle operazioni di locazione finanziaria di durata
massima di quindici anni, per i beni immobili, e di cinque anni per
quelli mobili, di importo massimo non superiore a euro 500 mila e
non inferiore a euro 30 mila.
2. Nel caso in cui gli investimenti da realizzare attengano
soltanto alle spese indicate alle lettere b) e c) del punto 1) del
presente comma, i limiti massimi dei finanziamenti ammissibili ai
benefici nello stesso comma previsti sono ridotti del 40 per cento.
3. Per operazioni di locazione finanziaria si intendono le
operazioni di locazione rientranti nei programmi di investimento di
cui al comma 1, di beni mobili ed immobili acquistati nuovi di
fabbrica o fatti costruire dal locatore, su scelta e indicazione
del conduttore, con facoltà per quest'ultimo di divenire
proprietario dei beni locati al termine della locazione, dietro
versamento di un prezzo stabilito.
4. Alle operazioni creditizie di cui al presente articolo si
applicano le disposizioni generali previste dall'articolo 16.
5. Alla gestione del fondo istituito dal presente articolo
sovrintende un comitato amministrativo, nominato con decreto del
Presidente della Regione, presieduto dal direttore generale
dell'ente o della società di gestione o, in caso di assenza o
impedimento di questi, di chi ne fa le veci, ed è composto da:
a) cinque componenti designati dall'assessore regionale per la
cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca, scelti su
terne proposte dalle associazioni regionali dei commercianti
maggiormente rappresentative;
b) due funzionari con qualifica non inferiore a dirigente,
rispettivamente in servizio presso l'Assessorato regionale della
cooperazione, del commercio dell'artigianato e della pesca e presso
l'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze, designati dai
rispettivi assessori;
c) un componente designato dall'associazione bancaria italiana;
d) due esperti in materia creditizia designati dall'assessore
regionale per la cooperazione, il commercio, l'artigianato e la
pesca.
6. Svolge le funzioni di segretario un dipendente dell'ente
gestore nominato dal suo presidente. I componenti ed il segretario
durano in carica quattro anni.
7. Ai fini della determinazione dei compensi da corrispondere ai
componenti ed al segretario del Comitato, il cui onere è a carico
del fondo, si applicano le analoghe disposizioni già previste per
il comitato amministrativo per la gestione del fondo a gestione
separata presso l'IRFIS.
8. Le somme destinate all'attuazione di quanto previsto nel
presente articolo sono e restano versate su un apposito conto
corrente aperto presso la società o ente aggiudicatario intestato
alla Regione siciliana, Assessorato regionale per la cooperazione,
il commercio, l'artigianato e la pesca.
9. Ai fini del controllo comunitario sugli aiuti previsti dal
presente articolo, per il periodo 2007-2013, le risorse finanziarie
non possono superare complessivamente l'importo di 100 milioni di
euro».
Comunico che all'articolo 10 è stato presentato l'emendamento
10.1, a firma dell'onorevole Cracolici, che così recita: «Cassare i
commi 5, 6 e 7».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, il Governo esprime parere contrario al comma 5 e al
comma 6; è favorevole invece al comma 7 dell'emendamento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, tenuto conto del parere del
Governo, favorevole a cassare i commi 5 e 6 dell'emendamento,
ritengo che lo stesso possa essere messo in votazione per parti
separate, sempre che l'onorevole Cracolici sia d'accordo.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non devo essere
d'accordo io ma la Presidenza.
Chiedo scusa, ma non ricordo a cosa corrispondono i vari numeri di
tutti gli emendamenti avendoli scritti qualche settimana fa.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, ripeto che il Governo è favorevole all'abrogazione dei
commi 5 e 6 e ritiene di poter apprezzare favorevolmente il comma
7.
Preannuncio anche la presentazione di un emendamento abrogativo
del comma 8.
Il Governo ritiene, altresì, che debba continuare ad esistere il
Comitato del Fondo, ma che non debba avere il gettone di presenza
equiparato ai componenti del Fondo istituito presso l'IRFIS.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'emendamento verrà quindi posto
in votazione in tre parti, i commi 5 e 6, il comma 7 e poi, ancora,
il comma 8.
CRACOLICI. Signor Presidente, ma io non ho presentato un
emendamento al comma 8.
PRESIDENTE. Il Governo ne ha appena preannunciato la
presentazione.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevole Assessore, onorevoli
colleghi, il mio intendimento era di evitare che, in nome dell'uso
dei Fondi comunitari, si introducessero altri organi ai quali dare
gettoni.
Una delle azioni che si è sviluppata in tutta la Pubblica
amministrazione in questi ultimi anni, anche in Sicilia, anche se
viene applicata a macchia di leopardo, è la riduzione degli organi
gestionali. Siamo passati da organi con un massimo di cinque ad un
minimo di tre. Invece, qui stiamo costituendo un organo che è
sostanzialmente della Prima Repubblica'.
Stiamo parlando della modalità di attuazione della gestione di un
Fondo stabilito secondo procedure.
Che senso ha fare un organo che è formalmente amministrativo ma,
di fatto è di rappresentanza e di cogestione?
In coerenza con l'approccio avuto finora, più automatismi
introduciamo, meglio è per la Sicilia. Evitiamo di inserire
elementi gestionali che introducano elementi arbitrari Più è
automatico un provvedimento, più c'è certezza per qualunque
cittadino.
Non capisco a cosa serva il Fondo.
Prendo atto della scelta del Governo di evitare compensi ma
ritengo, con tutta coerenza, che anche l'organo che si va a
costituire sia assolutamente superfluo rispetto all'obiettivo di
attivazione delle risorse. Pertanto, non capisco il parere
contrario, nel senso che l'azione che si propone è di snellimento
contro il mantenimento di un orpello inutile.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, vorrei chiarire che questo è un
Comitato esistente dal 2002. Questo Fondo ha funzionato benissimo
ed è stato, nel tempo, un forte sostegno per gli imprenditori
commerciali. La costituzione del Comitato ha garantito la presenza
dei commercianti all'interno di questo Fondo e, quindi, la
conoscenza diretta per gli imprenditori dello svolgimento di tutte
le attività istruttorie poste in essere per quanto riguarda
l'applicazione dell'articolo 60 della legge numero 32 del 2000.
Credo sia un Comitato che, sul piano economico, abbia una
gestione molto irrisoria ed abbia dato buoni frutti, che già si sia
messo a lavorare ed i cui risultati prodotti in passato siano stati
risultati di agevolazione dei percorsi.
Onorevole Cracolici, non si vuole che sia soltanto il sistema
bancario a decidere gli affidamenti; la presenza dei commercianti
costituisce garanzia per gli stessi imprenditori.
Richiesta di verifica del numero legale
ANTINORO. Chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Cordaro, Dina, Gianni
e Greco)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, invito gli onorevoli deputati a registrare la loro
presenza con la scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
Sono presenti: Adamo, Arena, Bosco, Cimino, Cracolici, Correnti,
D'Agostino, D'Asero, De Benedictis, De Luca, Digiacomo, Di Mauro,
Donegani, Faraone, Federico, Ferrara, Greco, Laccoto, Leanza
Nicola, Marinello, Marrocco, Marziano, Raia, Romano, Ruggirello,
Scilla, Vinciullo.
Richiedenti: Antinoro, Cordaro, Dina, Donegani, Faraone, Ferrara,
Gianni, Greco, Lo Giudice, Marinello, Marrocco, Mineo, Nicotra,
Raia, Romano, Scilla.
Sono in congedo: Apprendi, Buzzanca, Caronia, Di Benedetto,
Gennuso, Lupo, Mattarella, Minardo, Panepinto.
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 35
(L'Assemblea non è in numero legale)
Onorevoli colleghi, la seduta è, pertanto, rinviata di un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 17.45, è ripresa alle ore 19.02)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Cascio
Comunicazione di preposizione degli Assessori agli assessorati
regionali
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che, con nota protocollo
numero 6441 dell'8 luglio 2009, il Capo dell'Ufficio di Gabinetto
della Presidenza della Regione siciliana, dottor Antonino Scimemi,
ha portato a conoscenza che, con Decreti Presidenziali dell'8
luglio 2009, il Presidente della Regione, ha nominato Assessore
regionale l'onorevole Nicola Leanza, con contestuale cessazione
delle funzioni di assessore regionale con preposizione
all'Assessorato regionale del Territorio e dell'ambiente del dottor
Giuseppe Sorbello, ed ha attribuito le deleghe agli Assessori del
Governo regionale secondo la seguente preposizione:
- Agricoltura: onorevole Michele Cimino;
- Beni culturali e pubblica istruzione: onorevole Nicola Leanza;
- Bilancio e finanze: onorevole Roberto Di Mauro;
- Cooperazione, commercio, artigianato e pesca: onorevole
Gianbattista Bufardeci;
- Famiglia e Autonomie locali: dottoressa Caterina Chinnici;
- Industria: dottor Marco Venturi;
- Lavori pubblici: onorevole Antonino Beninati,
- Lavoro: onorevole Luigi Gentile;
- Sanità: dottor Massimo Russo;
- Territorio e ambiente: avvocato Mario Milone;
- Turismo: onorevole Nino Strano.
Destinato alla Presidenza l'avvocato Gaetano Armao al quale è
delegata la trattazione degli Affari ricompresi nelle competenze
del Dipartimento regionale del Personale dei Servizi Generali,
Quiescenza, Previdenza ed Assistenza del personale regionale, del
Dipartimento regionale Protezione civile, del Dipartimento
regionale Programmazione; alle dipendenze dello stesso Assessore
sono posti l'Ufficio Audit dei programmi cofinanziati dalla
Commissione Europea e l'Ufficio speciale Autorità di certificazione
dei programmi cofinanziati dalla Commissione Europea.
Presidenza del presidente Cascio
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che è in congedo, per la seduta odierna,
l'onorevole Scoma.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Riprende la discussione del disegno di legge numero 119 - Norme
stralciate I/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si procede alla votazione per
parti separate dell'emendamento 10.1: la prima parte relativa ai
commi 5 e 6 e la seconda relativa al comma 7.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, visto che ho la
possibilità di prendere la parola dopo l'annuncio ufficiale da
parte del Presidente dell'Assemblea regionale delle deleghe
conferite dal Presidente della Regione, colgo l'occasione per
augurare all'Assessore Di Mauro un buon lavoro nell'interesse dei
siciliani.
Con particolare attenzione, nelle settimane scorse, avevo avuto
modo di leggere questo articolo 10 e di compiacermi per il fatto
che i commi 5, 6 e 7 portavano un significativo elemento di
innovazione rispetto a quello che era stato un trend che nelle
passate occasioni era prevalso; adesso, a mio parere, la
individuazione e la nomina di un Comitato amministrativo composto
secondo le modalità previste dal comma 5, determina davvero un
momento di particolare attenzione e di novità rispetto a quanto si
era determinato nei trascorsi modi di procedere.
Vorrei brevemente ricordare che non è tanto l'elemento di novità
che cinque componenti di questo Comitato vengano designati
dall'assessore regionale, quanto che oltre ai due funzionari con
una qualifica non inferiore a quella di dirigente ci sia anche un
componente designato dall'Associazione bancaria italiana.
Ora, rispetto a questi temi, che io ravviso di portata nuova - e
vorrei fare riflettere l'Aula, che bisognava semmai, e ne faccio
ammenda, fare una riflessione perché al di là del fatto che io
faccia parte o meno, e non ne faccio parte -, ritengo sarebbe stato
utile approfondire nella Commissione competente il passaggio e la
nomina di questo Comitato che ha il ruolo delicatissimo,
fondamentale, appunto, di gestire questo aiuto all'investimento.
Per quanto mi riguarda, e per quanto ci riguarda come gruppo
dell'UDC ed a dimostrazione ulteriore, qualora ve ne fosse bisogno,
che la nostra non è una opposizione strumentale ma è una
opposizione sulle cose concrete, dichiaro il mio voto favorevole
alla proposta del disegno di legge e mi dichiaro favorevole al
mantenimento dei commi 5, 6 e 7. Pertanto, il mio voto non potrà
che essere contrario all'emendamento dell'onorevole Cracolici.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avendo letto le
norme in questione, ritengo che sia utile il mantenimento della
previsione del testo dell'articolo, perché nel momento in cui si
prevede l'istituzione di un Fondo ma non si prevede chi lo deve
gestire e le modalità attraverso le quali bisogna erogare i
finanziamenti, istruire le pratiche e valutarle, ritengo che siamo
in presenza di un modo di procedere, oltremodo, sbagliato.
Non si capisce perché, nella composizione di una legge, il fatto
di essere contrari alla gestione da parte della maggioranza, da
parte della Presidenza, in quel momento, debba determinare un
impedimento alla maggioranza stessa o alla Presidenza stessa
causando la ingestibilità delle azioni legali o dell'applicazione
delle leggi che vanno a discendere da una votazione di una norma
che è contraddittoria con ciò che si prefigge di fare.
Ritengo, quindi, che questo sia un modo sbagliato di procedere e
nel caso in ispecie se si decide e si prevede la costituzione di un
Fondo non si può che prevederne, allo stesso momento, la sua
gestione.
L'approvazione dell'emendamento darebbe luogo ad un provvedimento
monco, inapplicabile, perché non si capirebbe chi dovrebbe
analizzare le richieste di contributo che vengono presentate e con
quali modalità queste richieste stesse dovrebbero essere
analizzate.
Il mio intervento è per far sì che l'Aula approvi il testo così
come presentato e che venga respinto, invece, l'emendamento che
introdurrebbe una fattispecie certamente contraria allo spirito
della legge.
ANTINORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTINORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, contrariamente
agli interventi di chi mi ha preceduto, l'onorevole Cordaro ed in
parte anche l'onorevole Formica, vorrei fare un ragionamento che
vada nel senso dell'emendamento presentato dall'onorevole
Cracolici.
E' un emendamento che mira a cassare i commi 5, 6 e 7
dell'articolo 10. Il nostro partito ha un'idea, anche della
politica, piuttosto libera, quindi ognuno di noi esprime le proprie
idee come ritiene meglio. Non so se, poi, l'onorevole Cracolici
illustrerà il suo emendamento che è l'unico presentato all'articolo
10, o almeno l'unico inserito nel testo distribuito in Aula, non so
se vi sono altri emendamenti presentati all'ultimo minuto dal
Governo, me lo auguro, io dichiaro di apporre la mia firma
all'emendamento in quanto lo condivido per una ragione molto
semplice.
Noi abbiamo parlato e continuiamo a parlare da tempo di
semplificazioni delle attività amministrative. Continuiamo a
parlare da tempo di utilizzare gli enti della Regione, l'IRFIS è
uno tra questi, per un miglior raccordo con la Pubblica
amministrazione regionale. Continuiamo a parlare da tempo di
semplificazione delle procedure amministrative e vedo che,
addirittura, si allungano i tempi delle procedure perché con vari
decreti vengono istituiti cinque componenti designati
dall'assessore, due funzionari con qualifica non inferiore a quella
di dirigente, componenti dell'Associazione bancaria italiana, due
esperti in maniera creditizia; presumo che tutti costoro abbiano
titolo e sicuramente capacità professionale per esprimere, in larga
misura, pareri sulle richieste del cittadino o comunque delle
strutture che lo faranno.
Ma se già al comma 7, per esempio, si potesse fare riferimento
all'IRFIS, potrebbe essere un'idea, e suggerisco al Governo se non
pensa - proprio per venire incontro ad una legge importante per
snellire le procedure - di fare in modo che tutto ciò diventi più
semplice per il cittadino che vorrà utilizzare questa legge, che
l'IRFIS diventi, quindi, l'ente che valuta. Non abbiamo bisogno di
altri componenti, poi è lo stesso Governo che ricorda che esiste
l'IRFIS e dice che in un conto corrente l'IRFIS lo porta in causa.
Qualcuno potrebbe dire: perché non presentate un emendamento?
Ebbene, ci riserviamo di farlo nei minuti successivi al mio
intervento. Potremmo benissimo far sì che sia l'IRFIS ad occuparsi
di tutto. E' una struttura controllata dalla Regione, alla quale
annualmente vengono erogati dei danari; potrebbe essere anche la
struttura alla quale destinare questo compito, piuttosto che
continuare a creare organismi la cui sola costituzione prenderebbe
parecchie settimane, forse qualche mese, in quanto bisognerebbe
individuare i soggetti, comunicare alle associazioni di categoria
che dovrebbero rispondere ed infine ci sarebbe la stesura del
decreto.
Pertanto, anche ammesso che approvassimo questa legge stasera, per
quanto riguarda questa parte della legge, sicuramente vi sarebbero
tempi lunghi, per non dire biblici per l'applicazione della
medesima.
Ecco perchè vado nel senso dell'emendamento dell'onorevole
Cracolici ed esorto il Governo a immaginare questa soluzione;
diversamente, il Governo dovrà spiegare con idee proprie altre
motivazioni che non ho compreso e se devo comprendere rivedrò la
mia posizione. Mi riservo di intervenire dopo le spiegazioni
fornite dal Governo.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei attirare
l'attenzione della Presidenza sull'emendamento da me presentato,
considerato aggiuntivo, che riguarda proprio l'articolo 10 con cui
chiedo che devono essere altresì, beneficiari dei finanziamenti
previsti dal comma 1, dell'articolo 10, anche i programmi di
investimento realizzati dalle emittenti televisive locali che, a
causa del passaggio obbligato al sistema digitale, sono costrette a
rinnovare la catena degli apparati, ponti di collegamento dei
trasmettitori, antenne, eccetera, limitatamente al costo di
realizzazione e dell'adeguamento delle strutture tecnologiche.
I benefici di cui sopra sono previsti per ciascuna concessione
televisiva ministeriale.'
PRESIDENTE. Abbiamo già previsto di estrapolare questo emendamento
dagli aggiuntivi e di porlo in discussione adesso. Chiederemo il
parere al Governo.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rendo conto
dall'intervento dell'onorevole Antinoro, di adesione
all'emendamento a firma dell'onorevole Cracolici, che sono iniziati
i segnali fra le forze di minoranza e mi rendo conto che si è già
creato un raccordo fra le forze di opposizione.
Sono le prove tecniche di collaborazione.
Questo è un segnale di collaborazione fra forze di opposizione e
dobbiamo tenerne conto in quest'Aula, dovrà tenerne conto il
Governo.
Personalmente, però, non sono assolutamente convinto, né
condivido, sia l'emendamento a firma dell'onorevole Cracolici, sia
l'adesione all'emendamento da parte dell'onorevole Antinoro, perché
va contro lo spirito stesso dell'articolo 10. Basta dare una
lettura attenta all'intero articolo per rendersi conto che quanto
previsto dai commi 5, 6 e 7 sia fortemente e logicamente ancorato
alla filosofia dell'articolo.
Abroghiamo le strutture che dovranno valutare quanto previsto dal
legislatore anche se - poi ne parleremo - sembra che ormai la
Commissione Bilancio' sia diventata l'unico organo deputato a
valutare questi articoli e questi disegni di legge. Ma su questo
torneremo con l'esame degli articoli successivi, però, credo che
non possiamo abrogare i commi 5, 6 e 7 dell'articolo 10.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vi chiedo scusa se
il mio intervento non sarà razionale, nel senso che sono d'accordo
all'emendamento presentato dall'onorevole Cracolici, anzi, comunico
che è mia volontà apporvi la mia firma.
Nel caso in cui questo emendamento non abbia successo in Aula sono
interessato a conoscere, ancora meglio, quanto stabiliranno i commi
5, 6 e 7 e, segnatamente, sono interessato - considerato che non
sono stato coinvolto dal Presidente della Regione nel partecipare
al Governo - al sottogoverno, tutto qui, nulla di più.
Quindi, vorrei capire le modalità che verranno adottate se e
perché sembrerebbe che ci voglia un decreto del Presidente della
Regione, ma ero ancora più interessato, Presidente, e se posso
suggerire un nominativo, a comprendere il comma 7 per conoscere
quanto percepiranno i componenti, perché si fa riferimento,
riguardo le analoghe disposizioni previste per il Comitato
amministrativo per la gestione del fondo di gestione dell'IRFIS, a
25 mila euro a componente. Già mi ha risposto il Vicepresidente
della Regione. Quindi, chiedo se il Governo e la Commissione
possono darmi queste due indicazioni relative alle nomine e al
compenso delle nomine che verranno fatte secondo il comma 7.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, non vorrei ribadire le cose dette
poc'anzi, ma mi sembra che gli interventi svolti in Aula non
tengano conto di ciò che è successo nei cinque anni passati.
Lo strumento che la legge numero 32 del 2000 aveva ipotizzato si è
manifestato come strumento assolutamente valido. Hanno partecipato
a questo Fondo, come Consiglio di Amministrazione, cinque
componenti del consiglio dei commercianti, responsabili del sistema
bancario, si è costruita una struttura che è un misto tra il
sistema bancario - di cui al vincitore del Fondo - ed un sistema
di rappresentanza diretta dei commercianti, che ha dato vita ad
un'attuazione concreta di un sistema che ha visto mettere in
movimento milioni e milioni di euro, fatto assolutamente positivo
per il commercio in Sicilia.
Pertanto, ritenere di prolungare questo modello di iniziativa,
credo sia non solo fruttuoso, ma uno dei pochi esperimenti in tema
di finanziamento che hanno visto sortire effetti positivi nel
settore produttivo, in questo caso del commercio.
Quindi, mi appello all'Assemblea, alla sensibilità, alle
difficoltà del momento ed al collaudo di un sistema che ha visto
manifestarsi in questi anni, esortando l'esame positivo di questo
articolo nel suo complesso, a votare contro i commi 5 e 6 e
positivamente il comma 7 e ritenere che stiamo approvando un
articolo estremamente positivo per tutto il sistema del commercio
siciliano.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa norma
ripropone l'articolo 60 della legge numero 32 del 2000, che già
prevedeva il Fondo e l'organismo del Fondo, ma come sa l'Assessore,
prevedeva una erogazione di compensi diversa da quella che è stata
prevista con questa norma. Se quell'organo ha funzionato, infatti,
bastava riproporre la norma che già esisteva. Il fatto che si sia
pensato ad altra norma, almeno per una parte del comma 7, è legata
appunto ai compensi. Cioè, oggi la proposta che ci viene fatta è...
LEANZA NICOLA, assessore per i beni culturali, ambientali e alla
pubblica istruzione. Il Governo si ravvede, vuol dire che
l'onorevole Mancuso ci ha convinto.
CRACOLICI. Ho capito, ma non c'è l'emendamento. Cioè, il fatto che
dovremmo retribuire i compensi ad un organo consultivo, perché non
è un organo che istruisce ma si avvale di esperti, dirigenti,
componenti delle associazioni dei commercianti, e si dovrebbe
prevedere un compenso di analogo tenore per i consiglieri di
amministrazione del Fondo separato dell'IRFIS, non è, come è noto,
cosa da poco.
Sono pronto a ritirare l'emendamento relativo ai commi 5 e 6 se il
Governo è d'accordo e l'Aula condivide. Si pone però un problema.
Quali sono i compensi?
Bisogna presentare un emendamento modificativo perché il paradosso
è che se togliamo il comma 7, non rimane nulla.
Non so cosa preveda la legge 15 del 1993, onorevole Assessore.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, condivido, anche per potere
riscrivere un emendamento che ricalchi il compenso di cui alla
legge precedente.
Se l'onorevole Cracolici ritira la parte relativa ai commi 5 e 6,
chiedo di accantonare l'articolo per ripresentare, nel corso della
prossima seduta, l'emendamento, ed esaminare più adeguatamente la
norma.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'emendamento 10.1 è accantonato
in attesa che venga presentata una riscrittura. Sarebbe opportuno
che ciò avvenisse adesso, perché potrebbe non esserci un'altra
seduta in cui trattare lo stesso argomento.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, mi impegno a riscrivere
l'emendamento nel giro di 15 minuti, proprio per alcuni
approfondimenti di carattere tecnico.
Mi pare di avere capito che l'onorevole Cracolici ritira la parte
dell'emendamento relativa ai commi 5 e 6.
CRACOLICI. Signor Presidente, ma se il comma 7 viene approvato,
non rimane nulla
PRESIDENTE. Il Governo si è impegnato a riscrivere tutta questa
materia, in maniera tale che l'emendamento venga approvato o
abrogato nella sua interezza.
Presidenza del presidente Cascio
Sull'ordine dei lavori
ANTINORO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTINORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo detto che
apponevo la firma all'emendamento dell'onorevole Cracolici.
Se l'onorevole Cracolici lo ritira, ricordo che lo abbiamo fatto
nostro e non lo ritiriamo.
Siccome il Governo si è impegnato a presentare la riscrittura del
comma 7, relativa ai compensi, noi, come Gruppo parlamentare
dell'UDC, preannunciamo la presentazione di un subemendamento
all'emendamento.
NICOLA LEANZA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Ma l'onorevole Cordaro aveva detto
ANTINORO. Assessore Leanza, non si preoccupi. Pensi a stare nei
banchi del Governo. Quando rappresento il Gruppo parlamentare,
anche l'onorevole Cordaro, è d'accordo. La ringrazio di averlo
ricordato ma non c'era alcun motivo.
Chiedo, pertanto, alla Presidenza di concederci qualche minuto per
riscrivere l'emendamento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, accantoniamo momentaneamente
questo argomento.
Presidenza del presidente Cascio
Riprende la discussione del disegno di legge numero 119 - Norme
stralciate I/A
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dall'onorevole Ragusa
l'emendamento A41, che così recita:
«Aggiungere il seguente articolo:
Art - 1. Sono altresì beneficiarie dei finanziamenti previsti al
comma 1 dell'articolo 10 anche programmi di investimento realizzati
dalle emittenti televisive locali che, a causa del passaggio
obbligato al sistema digitale, sono costrette a rinnovare la catena
degli apparati (ponti di collegamento, trasmettitori, antenne)
limitatamente al costo di realizzazioni dell'adeguamento di tali
strutture tecnologiche. I benefici di cui sopra sono previsti per
ciascuna concessione televisiva ministeriale'».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Il parere del
Governo è contrario in quanto si tratta di televisioni locali e non
di commercianti.
PRESIDENTE. Ricordo che è stata fatta, con gli Uffici, una
valutazione di tutti gli emendamenti aggiuntivi e questo è compreso
fra quelli ammissibili. Il parere della Commissione?
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Mi rimetto
all'Aula.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, capisco che il momento non è
semplice, si è davanti ad un nuovo Governo ed anche ad un disegno
di legge complesso, il cui esame si dovrebbe concludere in serata.
Quando richiedete il voto segreto non si può procede
all'intervento per dichiarazione di voto, onorevole Antinoro, se si
procede ad intervenire chiaramente decade la richiesta di voto
segreto.
ANTINORO. Desidero intervenire solamente per comunicare la
presentazione di un subemendamento.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, avevo suggerito serenità perché, per
fare opposizione, occorre serenità.
Signor Presidente, rispetto all'emendamento - fermo restando che
introdurrei una previsione di specificità regionale almeno per le
emittenti locali -, perché è evidente che non basta avere una
concessione ministeriale, bisogna operare nel territorio della
Regione ed avere sede legale in Sicilia.
Al di là della questione chiedo al Presidente di svolgere un
lavoro istruttorio.
Nel merito dell'emendamento, possiamo anche essere d'accordo per
sostenere l'innovazione tecnologica delle TV, ma bisogna
riconoscere che poco c'entra con l'articolo 10 che riguarda,
invece, le imprese commerciali per le quali abbiamo istituito un
fondo con i soggetti del commercio, mentre le emittenti locali sono
aziende industriali.
Se vogliamo fare una legge, facciamola Se vogliamo fare
confusione...
Forse, la Presidenza, nel valutare l'ammissibilità di questo
emendamento ha pensato di esaminarlo come modalità specifica del
settore industriale.
Se l'Assessore Gianni lo avesse previsto, quando ha fatto il
disegno di legge, oggi non avremmo questa situazione.
E' stata una sua dimenticanza Cerchiamo di correggerla, ma non
nel commercio.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ascolto per la
quarta volta, da quattro deputati diversi, la necessità di
un'ulteriore istruttoria. Allora, l'onorevole Cracolici ci dica,
perché a questo punto è il momento della chiarezza, se vuole e se
ritiene - potremmo proporlo all'Aula, anche se personalmente non
sono d'accordo - che questa norma torni in Commissione, perché non
possiamo fare l'istruttoria qua. Se c'è un'istruttoria che non è
stata approfondita, ci sono dei luoghi, istituzionalmente previsti,
perché si possa fare. Allora, con molta chiarezza, signor
Presidente, c'è un Presidente di Commissione che non vedo, tra
l'altro, c'è un Governo quasi al completo, il Presidente Caputo
dov'è?
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato, all'emendamento A 41
dell'onorevole Ragusa, il subemendamento A.41.1, dagli onorevoli
Antinoro, Leontini, Forzese, Gianni ed altri, che così recita:
«Dopo le parole locali' aggiungere operanti e aventi sede legale
in Sicilia'».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Mi rimetto
all'Aula.
GIANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(Gli onorevoli Adamo, Antinoro, Cascio Salvatore, Colianni,
D'Antoni, Dina,
Fagone e Forzose si associano alla richiesta)
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento A 41.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del
submendamento A 41.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Prendono parte alla votazione: Adamo, Antinoro, Arena, Beninati,
Cascio Salvatore, Cimino, Colianni, Cordaro, Cracolici, D'Agostino,
D'Antoni, D'Asero, De Benedictis, De Luca, Digiacomo, Di Guardo, Di
Mauro, Dina, Fagone, Faraone, Federico, Ferrara, Forzese, Gentile,
Gianni, Greco, Laccoto, Leanza Nicola, Lentini, Leontini, Lo
Giudice, Maira, Marinello, Marrocco, Marziano, Mineo, Musotto,
Nicotra, Oddo, Panarello, Picciolo, Pogliese, Ragusa, Ruggirello,
Vinciullo.
Sono in congedo: Apprendi, Buzzanca, Caronia, Di Benedetto,
Gennuso, Lupo, Mattarella, Minardo, Panepinto, Scoma.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 46
Votanti 45
Maggioranza 23
Favorevoli 27
Contrari 18
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento A 41, dell'onorevole Ragusa. Il
parere del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(Gli onorevoli Bonomo, De Benedictis, Di Guardo, Faraone, Ferrara,
Galvagno, Laccoto e Marziano si associano alla richiesta)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento A 41
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento A 41 dell'onorevole Ragusa.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Prendono parte alla votazione: Adamo, Ammatuna, Antinoro, Arena,
Aricò, Barbagallo, Beninati, Bonomo, Bosco, Cascio Salvatore,
Cimino, Colianni, Cordaro, Corona, Cracolici, D'Agostino, D'Antoni,
D'Asero, De Benedictis, De Luca, Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro,
Dina, Falcone, Faraone, Federico, Ferrara, Forzese, Galvagno,
Gentile, Greco, Gucciardi, Laccoto, Leanza Nicola, Lentini,
Leontini, Limoli, Lo Giudice, Marinello, Marrocco, Marziano, Mineo,
Musotto, Nicotra, Oddo, Panarello, Picciolo, Pogliese, Ragusa,
Romano, Ruggirello.
Sono in congedo: Apprendi, Buzzanca, Caronia, Di Benedetto,
Gennuso, Lupo, Mattarella, Minardo, Panepinto, Scoma.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 54
Votanti 53
Maggioranza 27
Favorevoli 15
Contrari 37
Astenuti 1
(Non è approvato)
Comunico che, all'emendamento 10.1 dell'onorevole Cracolici, è
stato presentato dal Governo il seguente subemendamento 10.3, che
così recita: L'emendamento 10.1 è così sostituito: «Il comma 7
dell'articolo 10 del disegno di legge numero 119 è così sostituito
Ai fini della determinazione dei compensi da corrispondere ai
componenti ed al segretario del comitato, il cui onere è a carico
del fondo, si applicano le disposizioni di cui alla legge regionale
11 maggio 1993, numero 15'».
CRACOLICI. Dichiaro di ritirare l'emendamento 10.1.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
MANCUSO. Dichiaro di mantenere la mia firma all'emendamento 10.1
dell'onorevole Cracolici.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 10.1. Il parere della
Commissione?
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 10.2 che
così recita: « Il comma 8 è abrogato».
Si passa al subemendamento all'emendamento 10.1, il 10.3.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 10.2, del Governo. Il parere
della Commissione?
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 10, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cascio
Sull'ordine dei lavori
CAPUTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che nelle
ultime tre votazioni sia emerso non un quadro inquietante, ma
sicuramente quello che, da più parti in quest'Aula, è opportuno
dire e qualcuno deve dirlo.
Non è possibile che si stia creando una inversione nel sistema dei
rapporti fra le Commissioni ed il Parlamento.
Io ho sollevato questo problema qualche seduta fa, a proposito di
altri disegni di legge, pure importanti.
Non è possibile che si stia creando un sistema di desuetudine dei
lavori parlamentari e credo che lei, signor Presidente, debba farsi
garante della regolarità delle procedure.
Io vorrei capire in base a quale norma la Commissione Bilancio'
stia diventando la sintesi di tutte le Commissioni parlamentari.
Questo è un disegno di legge che avrebbe dovuto avere i pareri
sicuramente della III, della IV e della V Commissione. Non mi
risulta che le tre commissioni si siano espresse o, per meglio
dire, abbiano avuto la possibilità di esprimersi su questi disegni
di legge.
E' stato permesso in maniera irresponsabile che la Commissione
Bilancio' diventi la Commissione principe delle Commissioni di
questo Parlamento
Io non intervengo né per creare problemi al Governo, né per creare
problemi all'Aula, né per dare assist a qualcuno, e mi assumo la
responsabilità di Presidente di Commissione, di parlamentare di
maggioranza e di sostenitore di questo Governo.
CRACOLICI. Onorevole Caputo, non si impegni troppo
CAPUTO. Onorevole Cracolici, lei faccia l'opposizione e la faccia
veramente, non a senso alternato, ma ogni giorno. Lei non dia
patenti di politica ad alcuno. Io da lei non le accetto.
Io qui sto difendendo un principio di rispetto del Regolamento
parlamentare. Noi abbiamo assistito al problema che la Commissione
parlamentare Attività produttive' più volte ha sollevato, anche
per iscritto, e lei Presidente ha risposto positivamente chiedendo
la trasmissione di un disegno di legge in I Commissione, cosa che
non è stato fatto. La sua lettera è stata ignorata, e tutto è
rimasto all'interno della Commissione Bilancio'.
Vorrei solo ricordare che il Regolamento prevede che la
Commissione Bilancio' sia chiamata ad esprimere un parere sulla
regolarità contabile e sulla copertura dei disegni di legge e,
invece, assistiamo addirittura alla presentazione di emendamenti da
parte della Commissione Bilancio' che diventano emendamenti di
merito al disegno di legge.
Qui c'è una invasione nelle competenze delle Commissioni e c'è uno
scantonamento nella competenza della Commissione Bilancio'. E
quindi chiedo - e che nessuno strumentalizzi questo mio intervento,
perché è un intervento a rispetto delle prerogative parlamentari
che non sono né del Governo, né di maggioranza, né di opposizione e
lo dico io che sono un deputato di maggioranza che sostiene questo
Governo - che venga messo ai voti che questo disegno di legge,
ritorni nelle Commissioni di merito, e chiamo lei, signor
Presidente, a garanzia del rispetto del Regolamento parlamentare.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, nel rispetto delle competenze,
ritengo che l'intervento dell'onorevole Caputo abbia il senso di
rivendicare una posizione ed un ruolo di giusta difesa di quello
che devono essere i lavori delle singole Commissioni parlamentari.
Però, mi permetto di dire che su questo disegno di legge numero
119 «Regime di aiuto per l'utilizzo dei fondi comunitari» siamo in
presenza di una attività tipica che rientra nelle competenze della
Commissione Bilancio', perché, di fatto, viene a determinarsi un
percorso di carattere tecnico che rappresenta la base operativa su
cui poi deve realizzarsi il momento concreto.
Onorevole Assessore per il bilancio e le finanze, lei deve
stabilire anche un percorso, con questa sua nuova delega, in
sintonia coi lavori sin qui svolti. E allora, scusi la divagazione,
dico che proprio in questo disegno di legge il senso della
competenza, che è tipica in questo caso della Commissione
Bilancio', vuole rappresentare un momento di sintesi nel rispetto
delle altre competenze quando viene a trattarsi materia specifica
che ha inerenza con le singole competenze delle Commissioni
permanenti dell'Assemblea regionale siciliana.
Però, in questo caso, mi permetto di sottolineare, non tanto per
fare un distinguo per difendere una posizione, in quanto
vicepresidente della Commissione Bilancio', ma quanto per
sottolineare quello che è il senso, lo spirito, la ratio, che
sostanzialmente guida questo disegno di legge che stiamo trattando.
Quindi, la Commissione Bilancio' vuole essere anche la sede,
oltre che istituzionale, anche neutra, come è stata definita dal
Presidente della Corte dei Conti Meloni, che vuole anche
determinare un momento di sereno confronto, di compensazione fra le
diverse problematiche quindi, una specifica attività che porta
nell'alveo di un percorso di razionalità i momenti anche di svolta
e di impegno di questa Assemblea regionale.
Il motivo sottolineato della competenza è un motivo di giusto
percorso, seguito dalla Commissione Bilancio', senza nulla
togliere alle prerogative delle altre Commissioni.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non vorrei aprire un dibattito su
questa questione, la proposta è di continuare con l'esame
dell'articolo 11.
CAPUTO. Signor Presidente, sono Presidente di Commissione e le
chiedo di rinviare il disegno di legge in Commissione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vogliamo affrontare certi temi con
superficialità? Il Parlamento è libero e sovrano come sempre.
Onorevole Caputo, il percorso - la invito ad utilizzare la memoria
- che abbiamo stabilito per questa legge è stato maturato e
determinato dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
Personalmente, a dicembre ho scritto una nota che ho mandato al
Presidente della Commissione Bilancio' ed ai presidenti delle
Commissioni competenti, cioè a lei, all'onorevole Mancuso,
all'onorevole Fagone, all'onorevole Musotto, in cui individuavamo
in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, giusta la
delicatezza e l'urgenza di questo disegno di legge, la Commissione
Bilancio' come unico riferimento, come unico referente, per tenere
in piedi una materia in un unico disegno di legge, dando mandato
alla II Commissione di dare la massima attenzione, ovviamente, al
lavoro delle Commissioni di merito.
Le leggo la lettera che ho scritto al Presidente della
Commissione, onorevole Savona e per conoscenza agli altri
Presidenti di Commissione in data 12 dicembre: «Egregio Presidente
in riferimento alla sua nota riguardante le proposte presentate dal
Governo in Commissione Bilancio' in materia di aiuti alle imprese,
concordo con il percorso individuato dalla Commissione in
considerazione della opportunità che la materia sia affrontata in
un disegno di legge unico nonché dell'urgenza di intervenire sul
regime di aiuto al fine di adeguarli alla nuova programmazione dei
Fondi europei.
Attesa l'estrema importanza della materia che investe la
competenza di più commissioni, e al fine di garantire una adeguata
istruttoria nel testo ritengo necessaria la massima valorizzazione
del ruolo delle Commissioni di merito».
Sulla base di questa lettera la Commissione Bilancio', in questi
cinque mesi, ha lavorato per elaborare questo disegno di legge,
adesso arrivare all'articolo 11 e riproporre un tema superato sette
mesi fa, mi sembra un po' tardivo.
Onorevole Caputo, lei ha richiesto formalmente di rinviare il
disegno di legge in Commissione? A termini di Regolamento, come lei
saprà, questa proposta attiene al Governo, ad un Capogruppo o al
Presidente di una Commissione e non mi pare che lei rivesta una
delle tre cariche; lei non ha titolo per farlo perché la
Commissione referente è la Commissione Bilancio', soltanto se
fosse stato Presidente della Commissione Bilancio' avrebbe potuto
farlo, quindi, per quanto mi riguarda, la discussione è conclusa.
CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi se non ho mal
compreso, lei ha testé affermato che una proposta di tal genere,
cioè la richiesta che un disegno di legge torni in Commissione,
debba essere avanzata da un Capogruppo.
PRESIDENTE. O da un Presidente della Commissione di merito o dal
Governo e chiaramente deve essere una richiesta motivata.
CORDARO. Sì, signor Presidente. Poc'anzi ho fatto un intervento da
parlamentare, e adesso lo faccio come vicepresidente, infatti, in
assenza del Presidente Maira, rappresento il gruppo dell'UDC.
Avevo poc'anzi detto, signor Presidente, che ciò che stava
accadendo in Aula, a mio parere, meritava un approfondimento, e
ritengo paradossale che tutti gli interventi successivi siano stati
dello stesso tenore, tutti hanno detto che dobbiamo fermarci, che è
necessario un approfondimento.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, si faceva riferimento ad un
emendamento specifico, non alla legge, si faceva riferimento
all'emendamento 10.1, per essere esatti, che abbiamo già superato e
votato.
CORDARO. Signor Presidente, non vorrei farne una questione di
principio, vorrei soltanto che rispetto ad una volontà che mi pare
diffusa ed assolutamente trasversale, il Parlamento sia posto nelle
condizioni di valutare se rinviare il disegno di legge in
Commissione oppure no, pertanto, visto che è necessaria la
richiesta formale di un Capogruppo, le pongo tale richiesta.
FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci stiamo
incamminando in una seduta d'Aula che acquisisce sempre di più i
toni di uno scontro di fronte ad una legge che non è ideologica, e
non ha le caratteristiche per determinare lo scontro.
Onorevole Leanza, lei mi incuriosisce sempre perché è sempre di
frontiera, quest'oggi in maniera particolare, perché vorrebbe
essere Presidente del Gruppo, si trova ad essere seduto al Governo,
vorrebbe intervenire per suggerire la linea, e personalmente la
capisco bene.
Vediamo di mettere un po' di ordine, intanto, sulla questione da
molti sollevata e cioè sull'urgenza della norma, sulla quale vorrei
richiamare l'attenzione anche della Presidenza.
Obiettivamente, ci troviamo ad esaminare una norma urgente, che
doveva essere presentata un anno fa a giugno; vorrei anche
ricordare alla Presidenza ed ai colleghi tutti che non solo non è
stata presentata a giugno, posto che si sapeva che la legge 32 era
in scadenza, posto che sapevamo tutti - c'eravamo posti tutti il
problema, anche nella predente legislatura, del rinnovo della legge
32 - che eravamo all'inizio del nuovo POR 2007/2013, non è stata
presentata a giugno, non è stata presentata in autunno, ma
addirittura a dicembre, su insistenza dell'onorevole Gianni, allora
assessore all'industria.
Bisogna dire le cose come stanno. Proprio su insistenza
dell'onorevole Gianni, in quella seduta parlamentare, si è fatta
una parte - possiamo prendere i resoconti parlamentari, perché ho
un brutto difetto, ho una memoria di ferro, non posso farci nulla -
e c'è stata la richiesta dei Presidenti dei Gruppi parlamentari sia
in Conferenza che in Aula di estendere quella norma a tutti i
dodici i rami del Parlamento.
Il Governo, allora, cioè a dicembre, in Aula e in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, non era pronto, non era il
momento, anzi, non si voleva fare neanche quella sull'industria.
Onorevole Leanza, è come dico io Lei lo sa che è come dico io
Non c'è una volontà di ritardare da parte del Parlamento; il
Parlamento non è stato messo nelle condizioni di esprimersi perché
questa norma doveva essere fatta più di un anno fa, il Parlamento
ha chiesto di farla a dicembre, il Governo ha risposto che l'
avrebbe presentata successivamente.
Ora siamo in sede di discussione di questo disegno di legge, un
anno dopo, con evidenti problemi di interpretazione, con evidenti
discrasie e con una richiesta fatta dal Presidente della
Commissione che reclama un fatto che potrebbe essere anche
abbastanza inusuale e dovrebbe essere preso certamente in
considerazione dalla Presidenza, cioè che una norma
interdipartimentale, che riguarda tutti i dodici assessorati, non
passi per le Commissioni di merito ma arrivi qui solo attraverso la
Commissione Bilancio'.
E' una norma che arriva qui incompleta, con alcuni tratti
contraddittori, è una norma che ha sollevato una serie di dubbi,
per cui non mi scandalizzo della richiesta fatta dal Presidente
Caputo affinché la norma ritorni in Commissione che, peraltro, come
dice il Regolamento, entro quindici giorni - non entro quindici
mesi né entro quindici anni - deve tornare in Aula.
Allora, anziché fare una norma in ritardo comunque di un anno, e
non per colpa del Parlamento, perché questo Parlamento - come lei
ben sa, signor Presidente - è stato il Parlamento più veloce e più
attivo forse degli ultimi quarant'anni, un Parlamento che ha
battuto tutti i record di legge, quindi se questa norma non procede
non è colpa del Parlamento, non procede perché non è stata
approfondita nelle Commissioni di merito, non procede perché è una
norma vecchia, presentata sei mesi fa, che non risponde neppure
alle esigenze attuali.
Pertanto, se c'è una richiesta in tal senso, meglio perdere
quindici giorni che fare una brutta norma o continuare un percorso
d'Aula che, come lei vede, si scontra costantemente con la
insoddisfazione dei deputati rispetto alla norma e spesso con
l'impreparazione del Governo nel rispondere ai quesiti che l'Aula
stessa pone.
Quindi, si metta ai voti la richiesta e l'Aula si atteggi, non
cambia nulla e non si perda tempo perché già si è perso oltre un
anno, altro che un giorno o dieci giorni, un anno, e non per colpa
dell'Aula.
CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che i
nodi siano venuti al pettine
Oggi il Governo si presenta, per la prima volta, con le deleghe e
mi pare solo - le persone che non vogliono vedere non vedono - che
non abbia una maggioranza in Aula, non ce l'ha in maniera esplicita
e ciò si vede anche dal fatto che colleghi che pur appartenendo a
forze politiche che hanno dichiarato di sostenere il Governo, mi
pare che siano i primi a non farlo, non chissà per quali ragioni,
ci mancherebbe, io questo lo considero un atto di libertà, ed è
evidente che questo è una dato politico.
Dico ciò con la responsabilità che porto nel dirigere un Gruppo
parlamentare che in questa Aula è all'opposizione, ma non può
essere all'opposizione della Sicilia che aspetta una legge per
attivare i bandi comunitari.
Allora, però non possiamo far finta di nulla. Il Governo non ha
una maggioranza e la maggioranza che c'è in Aula non è in grado di
governare l'Aula perché un'Aula ha bisogno, anche, di una
interlocuzione con l'opposizione, nel merito, capace di
interloquire: insomma il mestiere di parlamentare lo sappiamo fare
tutti, e mi pare che qui stia emergendo un dato.
Credo, signor Presidente che, questa sera, dobbiamo fermarci
perché non possiamo fare danni a questa legge; si può non fare la
legge ma non si può fare una legge che generi danni all'economia
della Sicilia.
Per questo, le chiedo di fermarci, il Governo e la sua maggioranza
deve dirci se sono in grado di dare una legge alla Sicilia,
altrimenti il Governo e questa pseudo maggioranza deve dire
chiaramente che non è più maggioranza e che non è in grado di fare
leggi in questo Parlamento perché non possiamo far finta di avere
un Governo e di non avere una maggioranza dichiarando che, invece,
c'è.
Credo che qui, stasera, ci dobbiamo fermare perché non possiamo
assistere a sceneggiate. Ripeto, stiamo facendo una legge che è la
legge principe' per attivare le risorse.
In questo momento ci sono persone che ci stanno guardando da casa
perché aspettano l'esito di questa legge e non possiamo
permetterci, in nome dei giochi della politica, di fare un danno
alla Sicilia.
Ecco, perché, le chiedo, formalmente signor Presidente, di
fermarci qui stasera.
Ritengo che non saremo, neanche domani, in condizione di procedere
perché il Governo, se è un Governo e se ha una maggioranza, deve
renderlo palese fino in fondo in quest'Aula, altrimenti non si può
più andare avanti.
Le chiedo, pertanto, di sospendere la seduta.
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è inutile dire che
la situazione è grave ma lei è stato solerte, non solo questa sera,
ma anche nel corso di questi mesi, a rappresentare come,
effettivamente, questo disegno di legge non aveva intrapreso l'iter
parlamentare corretto.
La mia preoccupazione è quella che, nel giro di 48 ore, mi sono
trovato d'accordo sia sugli emendamenti, sia sulla proposte, con
l'onorevole Cracolici che è il Presidente del Gruppo parlamentare
del partito dell'opposizione, nel senso, in questo caso, di un
ragionamento che tende a salvaguardare il ruolo del Parlamento.
E' chiaro che, al di là dell'affetto politico, l'unica cosa che
condivido di quanto detto è che il disegno di legge, a mio avviso,
rispetto anche alle nuove norme che il Consiglio dei Ministri ha
varato nel corso di questi ultimi 30 giorni, è obsoleto, perché
norme che riguardano le misure anti-crisi, norme che riguardano
l'azione sul commercio e, soprattutto, sulla finanza locale non
sono neanche considerate da un disegno di legge che, invece,
potrebbe essere non solo da supporto ma potrebbe essere integrato
da quanto il Governo Berlusconi ha fatto, considerato anche, che il
Governo che oggi in Sicilia ha l'onore di partecipare è un Governo
anche questo di Berlusconi.
Al di là del Regolamento e delle varie proposte che, questa sera o
domani, si avanzeranno, ritengo che non risolveremo il problema se
prima non ci sarà un ritorno alla politica e ad un disegno di legge
che non sia riferimento di un passato di norme che non ci sono più.
Allora, rispetto a questo, sommessamente chiedo - anche se non ho
titolo, lo chiedo da parlamentare di quest'Aula - e ritengo utile
ed importante che i Presidenti dei Gruppi parlamentari, insieme a
lei ed ai vicepresidenti di questa Assemblea, decidano un percorso
nuovo, un percorso che dia la possibilità di offrire alla Sicilia
questa legge che dovrebbe essere d'aiuto alle imprese.
Quindi, vorrei dare un suggerimento al Presidente dell'Assemblea,
un suggerimento che, naturalmente, non è nulla di forte. Ritengo
utile, considerata la proposta di rinvio in Commissione,
considerata la proposta, dell'onorevole Cracolici, di rinviare a
chissà quale data, la convocazione di una Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari, allargata, se lei vuole, ai vicepresidenti
ed anche ai Presidenti di Commissione, perché potrebbe mettere
insieme ciò che poi diventerà il frutto di un percorso condiviso da
tutti.
DE LUCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevoli
assessori, in quest' Aula è stato sostenuto che questo disegno di
legge doveva essere presentato oltre un anno fa. Questo è vero, ed
è vero anche che questo disegno di legge - lo dobbiamo ricordare a
noi stessi - è stato presentato il 7 luglio 2008.
Vorrei ricordare a questo Parlamento e, soprattutto, ai componenti
della Commissione Bilancio' che questo disegno di legge era
contenuto esattamente nel disegno di legge numero 119 «Norme in
materia di bilancio e di contabilità».
Pertanto, ciò che è stato affermato da qualche collega che mi ha
preceduto - mi permetto di dire - non corrisponde al vero; non
vorrei usare altri termini, perché il Governo appena insediatosi è
stato solerte nel predisporre un disegno di legge per far fronte
alle priorità della Sicilia e delle imprese siciliane.
Dal 7 luglio 2008 ci sono stati tutta una serie di passaggi in
Commissione Bilancio'. Ad un certo punto è stato chiesto, in
Commissione Bilancio', esattamente il 10 dicembre 2008, di
stralciare queste norme da quelle in materia di contabilità e
bilancio. Quindi, parliamo del 10 dicembre 2008. In Commissione
Bilancio' si fa lo stralcio, si separa quella che poi diventava
legge «Norme in materia di bilancio e di contabilità», e nasce
definitivamente questo stralcio I/A «Norme in materia di aiuto alle
imprese».
Dopo, sono stati fatti tutti i passaggi in Commissione e si è
arrivati all'esito finale, con il parere del Comitato per la
qualità, il 18 marzo 2009.
Ora, non volendo entrare nel merito delle richieste che sono state
fatte e delle lamentele palesate dal Presidente della Commissione
Attività produttive', mi chiedo e vi chiedo il motivo per il quale
questo tema non è stato posto un anno fa, quando questo disegno di
legge è approdato, credo soltanto alla Commissione Bilancio'.
Non solo. Pur volendo apprezzare quello che, in ogni caso, vuole
essere un ulteriore approfondimento di merito nelle Commissioni
competenti, questo disegno di legge è stato per un anno depositato
sostanzialmente alla Commissione Bilancio'.
Allora, cerchiamo di essere chiari. Credo che ci sia un tentativo
quasi intimidatorio da parte di qualcuno. C'è qualche mal di
pancia, ci sono atteggiamenti strani, ma questo atteggiamento
intimidatorio, alla fin fine, è nei confronti del Governo?
Qua si sta perpetrando un delitto nei confronti delle imprese
siciliane. C'è qualcuno che vuol far pagare il prezzo di mancati
equilibri, o probabilmente di mancate soddisfazioni, di aspirazioni
varie, alle imprese siciliane, al sistema imprenditoriale
siciliano.
Allora, chiedo a questo Parlamento e chiedo a lei, signor
Presidente, che questo tipo di faide venga espresso su altri temi,
non su un tema così delicato, anche perché su questo podio mi hanno
preceduto in tanti e tanti hanno parlato della necessità di questo
disegno di legge per il bene della Sicilia e delle imprese
siciliane.
Bene, da questo punto di vista, abbiamo affrontato il tema e,
allora, colleghi, mi appello al nostro senso di responsabilità
complessivo, che è quello di andare avanti, completare, in ogni
caso, l'esame di questo disegno di legge e, poi, se ci sono altri
tipi di confronti da fare, allora facciamoli, ma non giochiamo
sulla pelle dei siciliani, non giochiamo con le aspettative delle
imprese siciliane, non continuiamo a dimostrare che questo Palazzo
è sordo alle concrete esigenze della Sicilia.
Vorrei anche ribadire che c'è stata un'altra occasione che
riguarda la discussione generale di questo disegno di legge. Non ci
sono stati grandi interventi che, sotto questo profilo, hanno
evidenziato le problematiche che sono state sollevate questa sera.
Stranamente, questo disegno di legge non contiene un gran numero
di emendamenti e c'é un motivo. Infatti, fondamentalmente, non è
altro che la fotografia di tutta una serie di provvedimenti già
definiti e di conseguenza i margini di cui stiamo parlando sono
molto relativi.
A nome del Gruppo parlamentare del MPA, ci dichiariamo contrari al
rinvio in Commissione perché è totalmente immotivato.
Chiediamo, comunque, che si proceda nella discussione ad esitare
favorevolmente questo disegno di legge, fondamentale per
l'imprenditoria siciliana.
GIANNI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi vorrei
complimentare con l'onorevole Leanza e vorrei dire pubblicamente
che mi dispiace per il dottor Sorbello in quanto c'è stata questa
diatriba tra me e lui sulle pale eoliche, che mi ha turbato
profondamente
Conoscendo l'assessore Leanza, so che lavorerà molto bene. Mi
dispiace che lei stasera, assessore Leanza, abbia una mimica
facciale che non l'aiuta.
Questo disegno di legge è troppo importante, signor Presidente. E'
importante come lo era quello per il quale, nel mese di dicembre,
abbiamo avuto anche qualche scontro, quando qualcuno tentò di non
farlo passare.
Stasera c'è troppa confusione. C'è uno stato di malessere che non
è una faida.
Il Governo della Regione è stato formato. Ogni giorno il
Presidente della Regione nomina commissari e sostituisce persone.
Quindi, si presuppone che ci sia una maggioranza forte che possa
consentire al Presidente della Regione di procedere a marce
forzate' verso l'approvazione di tutto ciò che c'è qui e fuori di
qui.
Non è un atteggiamento contro i siciliani ma, certamente, se
continuiamo su questo piano, la legge non sarà una legge, ma un
inciucio' di basso profilo.
Sono d'accordo con l'onorevole Caputo e non perché sia il
Presidente della Commissione dove, da qualche giorno sono stato
nominato componente, ma ritengo che abbia ragione.
Il Presidente Caputo ha ragione nel dire che le Commissioni sono
state esautorate, al di là degli accordi dei Capigruppo, dei
partiti, del Governo, signor Presidente. Mi pare che non si possa
continuare a far finta che questo Parlamento non esista o che le
Commissioni siano soltanto delle appendici, delle cose superflue.
Ecco perché poi finisce il piacere e la volontà di tentare di dare
una mano in un momento difficile come quello che attraversiamo.
A dicembre dell'anno scorso avevamo detto di allargare questo
disegno di legge sulle imprese per dare la possibilità a tutti gli
assessorati di avere le carte in mano nel momento difficile della
disoccupazione, della depressione economica mondiale che ci andava
colpendo sempre di più.
Orecchie da mercante Tentativi diversi di non fare nemmeno quello
dell'industria e, qui, comprendiamo tutti la politica ed anche i
tentativi stupidi da parte di qualcuno di non far fare nulla a
questo Parlamento.
Non abbiamo una sindrome da orfano di poltrona'
Vogliamo dare una mano a questo Governo, dove ci sono sette
tecnici, forti e capaci, cinque parlamentari importanti. Ma ciò non
significa che dobbiamo essere colpiti, presi in giro o che dobbiamo
sentire o subire mistificazioni ogni istante.
Sappiamo leggere anche ciò che non è scritto, signor Presidente.
Stasera, signor Presidente, le chiedo di sospendere l'Aula e
convocare una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, di
rinviare il disegno di legge nelle Commissioni, facendo un
cronoprogramma preciso dei lavori delle stesse, e poi ritornare in
Aula.
Da qui a dieci giorni, chi deve intervenire, intervenga nelle
Commissioni di merito. La Commissione Bilancio' svolga il suo
ruolo, ossia vedere se ci sono coperture finanziarie o meno, per
poi tornare in Aula perché abbiamo a cuore, più di ogni altro e
senza demagogia, il bene di questa Regione.
RINALDI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in effetti, c'è
confusione questa sera su questo disegno di legge; non so se ci
sono state delle azioni intimidatorie, se ci sono stati degli
atteggiamenti di minaccia.
Una cosa è certa: vogliamo dare un contributo fattivo per aiutare
le imprese siciliane che lo chiedono da tanto tempo e speravano -
quando è nato questo Governo, qualche anno fa - che fosse messa
subito in moto la macchina per dare un contributo reale, concreto,
fattivo alle esigenze delle imprese siciliane che si aspettavano,
probabilmente, un'immediata organizzazione della macchina
burocratica degli uffici della Regione, affinché il ritardo che era
già stato procurato nell'emissione dei bandi per i fondi POR
potesse essere azzerato immediatamente.
Siamo ad un anno e mezzo, onorevole De Luca, e non è stato fatto
nulla di tutto ciò.
Non si tratta di intimidire alcuno.
Se c'è un ritardo in questa procedura, se la prenda con la sua
maggioranza e con il suo partito e non con i partiti che qui stanno
svolgendo il loro ruolo di opposizione, che stanno attivando la
loro dignitosa prerogativa di parlamentare e che seguono con
attenzione, articolo per articolo, per approvare questa legge e per
fare ciò che i cittadini e le imprese ci hanno demandato in questo
Governo.
Pertanto, siamo favorevoli ad approvare la legge ma con il clima
che si è creato e con la confusione che c'è in questo momento,
credo sarebbe opportuno rimandare il disegno di legge e fare
arrivare qui il Governo per capire se ha davvero la maggioranza per
portare a termine questo disegno di legge e tutti gli altri che
seguiranno.
CAPUTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che essere
deputato di maggioranza non significhi venire meno al proprio ruolo
conferito dagli elettori.
Lo dico all'assessore Leanza, che è da troppo poco tempo Assessore
e quindi dimentica che non è più Capogruppo del MPA.
Vorrei dire che ciò che ho denunciato e sollevato come problema
procedurale non è l'ultimo della serie. Mi porto dalla mia
Commissione il disegno di legge a firma degli onorevoli Oddo e
altri, il numero 435, che ha come oggetto «Interventi urgenti a
sostegno delle imprese artigiane», quindi materia, onorevole Oddo,
della nostra Commissione.
Nella nota di trasmissione del 3 luglio, c'è scritto che il
disegno di legge di cui in oggetto, già assegnato alla III
Commissione, è assegnato alla II e per il parere alla III
Commissione. Quindi, praticamente, la Commissione di merito diventa
una Commissione chiamata ad esprimere un parere e la Commissione di
verifica finanziaria diventa Commissione di merito.
Pertanto, qui non è un problema di accordo di una Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, qui è un problema sistematico
dove, a quanto pare, non so per volontà di chi, di maggioranza o di
opposizione, la Commissione Bilancio' deve diventare la
Commissione unica di questo Parlamento.
Se è così, anche per esigenze di spesa, la invito a sciogliere
tutte le Commissioni ed a lasciare soltanto la Commissione
Bilancio', perché non è possibile che un disegno di legge di
competenza della Commissione di merito debba essere assegnato alla
Commissione Bilancio'.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vorrei ricordare che questo
disegno di legge è di mero finanziamento e che la Presidenza decide
la procedura di assegnazione delle leggi alle Commissioni e la
comunica in Aula. Quando è stata comunicata questa decisione della
Presidenza non è sorta alcun tipo di perplessità da parte
dell'Aula, per cui la Commissione è stata assunta dal Parlamento.
FORZESE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORZESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, si è parlato di un
disegno di legge sicuramente di vitale importanza per tanti
cittadini.
Ho sentito parlare l'onorevole Rinaldi di intimidazioni, di
minacce, che sono state fatte non so a chi e non so per quale
motivo, si è parlato di faide, mi sembra il collega De Luca,
ritengo però che se parliamo di faide, solo ieri abbiamo appreso
che nell'arco di pochi minuti questo Governo ha sostituito un
assessore per poi nominare l'assessore Leanza.
Ho sentito parlare il collega De Luca, forse a nome del Gruppo
parlamentare del Movimento per l'Autonomia - chissà, forse magari
sarà il nuovo Presidente -; ho sentito parlare l'onorevole
Cracolici, che ha detto che da casa ci ascoltano e ci vedono.
Se questo è il clima che vedono da casa, qualora avessimo la
sfortuna che qualcuno ci seguisse, certamente dovremmo, per un
momento, chiederci se sia il caso di continuare con questo
andamento del Parlamento; io stesso, che non ho sicuramente
l'esperienza di molti altri colleghi, vedendo tutto ciò da casa
vorrei che quanto meno venisse rispettato rigorosamente questo
Parlamento, soprattutto durante l'esame di una legge così
importante.
Ed allora, ho sentito diverse proposte da colleghi parlamentari.
Gradirei che lei, signor Presidente - che sicuramente ha dimostrato
di avere un talento per il ruolo che svolge -, chiamasse tutti noi
per poter dare, ancora una volta, un ulteriore input a questo
Parlamento.
Oggi, mi è sembrato di capire che il Governo non abbia una
maggioranza, perché è un Governo che, nato solo da poche ore, ha
già più volte dimostrato di avere carenze: poco fa è mancato il
numero legale e sono state chieste, più volte, votazioni a
scrutinio segreto.
Sono convinto che lei, al di là delle battute, dovrebbe quanto
meno sospendere la seduta, convocare al più presto la Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, alla presenza di qualche
Presidente di Commissione, perché nemmeno io rammento che in V
Commissione - e qui abbiamo anche il collega Fagone - sia stato
trattato questo disegno di legge.
Allora, se per un momento l'onorevole D'Asero volesse ascoltarmi,
vedo che tra le mani ha dei fogli di carta sicuramente
importantissimi, desidero dire che sono dell'idea che ciascuno di
noi dovrebbe quanto meno prestare più attenzione.
Mi avvio alla conclusione dicendo che poco fa lo stesso onorevole
Gianni, parlava e tentava di richiamare la giusta attenzione
perché il Parlamento possa, di fatto, rappresentare quelle giuste
osservazioni - come abbiamo tutti visto da pochi giorni l'onorevole
Gianni, già assessore, siede negli scranni del Parlamento -;
personalmente, chiederei, signor Presidente, per un momento, di
dare a questo Parlamento una dignità. Infatti, se dobbiamo
continuare nello svolgimento del nostro ruolo in tal modo,
sicuramente per un momento, come diceva l'onorevole Cracolici,
tutti la mattina dovremmo guardarci allo specchio e chiederci se
sia questo il mandato che ci hanno dato i nostri elettori.
Gradirei che il Governo - che ho sentito parlare pochissimo,
seppure riguardo all'amico Di Mauro non mi permetterei di dire
nulla, perché ho visto che ha accolto la mia battuta, e ne sono
contento, e da qualche giorno a questa parte veste con vestito
chiaro e, ripeto, ne sono felice per il bene del Governo e del
Parlamento regionale - intervenisse; gradirei, signor Presidente,
che lei potesse invitare i Presidenti dei Gruppi parlamentari a
sedersi per dare un ordine a quest'Assemblea.
LEANZA NICOLA, assessore ai beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA, assessore ai beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
innanzitutto vorrei ribadire ancora una volta, se ce ne fosse
bisogno, che il Presidente Cascio, dal momento del suo
insediamento, ha sempre garantito le prerogative dei parlamentari,
mantenendo sempre, onorevole Caputo, un atteggiamento imparziale,
rigoroso, semplicemente rispettoso delle prerogative di ogni
singolo parlamentare, di ogni singolo gruppo. E lo ha fatto sempre,
anche nei momenti di grande difficoltà, anche quando ci sono stati
momenti difficili, anche personali, con alcuni componenti di
quest'Aula.
Questa è la premessa. Il Presidente Cascio ha avviato la procedura
legislativa attraverso i suoi Uffici che assegnano costantemente i
disegni di legge alle varie Commissioni e poi, come correttamente
ha detto, li comunica in Aula e nessuno - né l'onorevole Caputo né
nessun altro - si è opposto; ciò in qualche modo vuol dire che il
Presidente aveva seguito una procedura corretta.
In questo momento mi sento di accogliere per intero l'esigenza di
fermarci, e di chiedere al Presidente il rinvio dei lavori alla
prossima settimana, che la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari aveva destinato di dedicare ai lavori delle
Commissioni. Dico ciò perché questo è un disegno di legge molto
importante, non è una legge come tutte le altre e tutti quanti -
dico, tutti quanti - l'avevamo invocata in campagna elettorale
dicendo in ogni momento - basti guardare le rassegne stampa degli
ultimi cento giorni - che era un fatto importante approvare la
legge sugli aiuti alle imprese.
Ritengo assolutamente corretto fermarci, accogliendo l'invito che
ci veniva da più parti in quest'Aula, perché ritengo che dovremmo
avere un momento di riflessione e dovremmo averlo nel momento in
cui ci sono gli interessi dei siciliani da difendere in maniera
corretta e opportuna.
Abbiamo incontrato tutte le categorie sociali, per la parte che ci
compete, ed abbiamo assicurato che questa legge sarebbe andata in
porto nel più breve tempo possibile
RINALDI. Onorevole Leanza, a che titolo sta parlando?
PRESIDENTE. Onorevole Leanza, lei è componente del Governo a tutti
gli effetti, ed ha titolo per parlare.
LEANZA NICOLA, assessore per i beni culturali, ambientali e
pubblica istruzione. Onorevole Rinaldi, sto intervenendo perché il
Presidente mi ha dato la parola e perché
RINALDI. Onorevole Leanza, sta intervenendo a titolo di
Capogruppo, ex Capogruppo
PRESIDENTE. Onorevole Rinaldi, le ho dato la parola poco fa, se
disturba la richiamo all'ordine.
LEANZA NICOLA, assessore per i beni culturali, ambientali e
pubblica istruzione. Signor Presidente, stavo dicendo che questa
legge è troppo importante per non fare una richiesta di rinvio alla
prossima settimana, in modo tale da trovare tutti quanti - se lo
vogliamo - quel buon senso che ci consenta di capire perfettamente
che stiamo parlando di una legge che non è né di destra, né di
sinistra, ma appartiene a tutti i siciliani ed a tutte quelle
categorie che producono lavoro, che creano occupazione e sviluppo.
Questa legge, onorevole Gianni, nasce come legge sull'industria ed
è una legge, se la guardate, se molti di voi, al posto di fare
polemica, avreste avuto il tempo di guardarla e di leggerla, nella
quale in 33 parti non c'è neanche un emendamento. E ci sono tanti
deputati che l'hanno letta, a partire dallo stesso onorevole
Caputo, ed hanno presentato emendamenti come lei, onorevole Gianni,
come l'onorevole Mancuso, come tantissimi altri colleghi.
Da questo punto di vista, signor Presidente, le rivolgo un invito
sereno a chiudere stasera questa seduta.
E, infine, mi corre l'obbligo di ricordare che non è un problema
da risolvere in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
considerato che l'onorevole Leontini, l'onorevole Maira e
l'onorevole Cracolici, il vicepresidente Formica, il vicepresidente
Oddo e il Presidente Cascio, solo pochi giorni fa, con i quattro
capigruppo ed il Governo hanno calendarizzato questa legge
ritenendola prioritaria ed indispensabile per quanto riguarda lo
sviluppo in Sicilia.
E' stata calendarizzata anche la legge riguardante gli ATO e la
cosiddetta legge dello sviluppo e delle norme anticrisi, che nulla
hanno a che fare con questa legge; questa è una legge che si
riferisce certamente a norme anticrisi, ma è per l'utilizzo dei
fondi comunitari.
Se alla fine faremo prevalere il buon senso, se faremo prevalere
ciò che abbiamo sempre detto e che costantemente diciamo ai nostri
elettori, ai nostri concittadini, cioè che lavoriamo nel loro
interesse, in nome di questo grande interesse per il popolo
siciliano, chiederò che venga rinviata la legge, seppure sia un
grande peccato, una grande occasione perduta.
Infatti, si stava lavorando seriamente, non c'era alcuna
contrapposizione di norme, si stava lavorando seriamente ad una
legge che nel giro di poche ore o di pochi giorni poteva essere
chiusa nel migliore dei modi. Mi dispiace veramente che finisca
così; mi auguro che nei prossimi giorni si possa riacquisire quello
stato d'animo necessario affinché si possa andare avanti perché,
come vi dicevo prima, non ci sono emendamenti, non c'è uno scontro
sui temi, sui contenuti o su altro e questa legge non deve essere
l'occasione per uno scontro, che non appartiene al nostro
interesse; ci sono altri luoghi dove potere fare questo.
Quindi, accolgo serenamente l'invito fatto dall'onorevole
Cracolici, dall'onorevole Gianni, dallo stesso onorevole Mancuso, a
fermarci ed a rinviare i lavori alla settimana prossima, festività
permettendo, ma il Presidente Cascio sa perfettamente come
organizzare i lavori.
CIMINO, assessore all'agricoltura e foreste. Chiedo di parlare
sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore all'agricoltura e foreste. Signor Presidente,
desidererei intervenire proprio perché su questo disegno di legge
ho avuto modo di confrontarmi con diversi deputati regionali già
dal 7 luglio 2008, come bene ha detto l'onorevole De Luca.
Signor Presidente, devo rappresentare, ad onor del vero, con
estrema trasparenza, che è bene poter dire all'Aula se vi sono
delle responsabilità di qualcuno e se vi è qualcosa che non
funziona nel provvedimento legislativo.
Di fatto, mi sento responsabile di un lavoro svolto con passione e
con certosina attenzione nel momento in cui, per accelerare i
lavori della stessa Assembla regionale siciliana, avevamo avuto
modo di rappresentare, non soltanto alla Commissione Bilancio', ma
anche alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, la
volontà del Governo di creare le condizioni che il bilancio, la
finanziaria e il regime di aiuto potessero rappresentare un unicum
dell'attività legislativa che il Governo proponeva alle Commissioni
e all'Assemblea, con la volontà di avere un'attività di controllo,
non soltanto sui fondi regionali, ma anche la capacità di avere una
attività di programmazione insieme all'Assemblea regionale e con le
Commissioni per il testo dei regimi di aiuto.
Ciò avveniva il 7 luglio del 2008, signor Presidente
dell'Assemblea, unitamente al disegno di legge, già esitato dalla
Commissione Bilancio' e già pronto per l'Aula, sulla contabilità
di bilancio.
Questi provvedimenti legislativi hanno avuto il conforto non solo
della Commissione Bilancio', ma anche di diverse audizioni, della
partecipazione dei Presidenti di Commissione, dei dirigenti
generali della Regione siciliana; tant'è che, come bene ha ribadito
l'onorevole Leanza, diversi articoli di questo testo sono articoli
senza alcun emendamento e, pertanto, proprio questa sera avremmo
potuto rendere un grande servizio mettendo in moto tutti i bandi
europei, in merito ai quali, purtroppo, sono condizionato da questo
provvedimento legislativo.
Adesso ho sentito, presidente Cascio, chi ha criticato il Governo
per l'impreparazione sul testo, ma il Governo si è detto
disponibile a fornire tutte le delucidazioni, come è stato fatto
per le rubriche precedenti, e come ha fatto l'onorevole Di Mauro.
Ma vi dico come realmente, su questo testo, vi sia stata l'esigenza
dell'Assemblea regionale siciliana di condividere lo stralcio che
il Governo aveva proposto, proprio per creare le condizioni perchè
la finanziaria ed il bilancio avessero un percorso, e questa legge
sui regimi di aiuti trovasse invece la sua discussione subito dopo.
Qui c'è chi se la prende con la Presidenza dell'Assemblea, chi se
la prende con il Governo e chi se la prende per una maggioranza
d'Aula che manca. Io rappresento la necessità di trovare, su
questo testo, la massima concordia e la massima collaborazione.
Avrei gradito ascoltare i Capigruppo, che sono stati parte attiva
di questo testo, soprattutto quei Capigruppo, onorevole Leontini,
che partecipano attivamente anche ai lavori della Commissione
Bilancio'. Capisco che il PDL fa propria la posizione
dell'onorevole Mancuso, che condivido, ma su questo testo ritengo
non vi possano essere divisioni politiche. Bisogna, invece, creare
al più presto possibile l'opportunità per una condivisione ampia e
per un esito definitivo.
PRESIDENTE. Onorevole colleghi, la Presidenza avendo ascoltato il
dibattito ha assunto una decisione. Onorevole Cordaro, non avrei
posto - le dico sinceramente - in votazione la proposta di rinvio
della seduta. Infatti, una proposta di questo tipo deve essere
motivata nel merito della legge che si tratta, e questa non è una
proposta motivata in tal senso.
Ho ascoltato anche le dichiarazioni del presidente Caputo, e mi
dispiace ribadire che la Presidenza ha assunto un atteggiamento
assolutamente lineare fin dalla prima ora che siamo arrivati in
Aula. Siamo arrivati soltanto oggi perché il testo è, di fatto,
uscito dalla Commissione a gennaio; abbiamo avuto l'impegno legato
all'approvazione della finanziaria, che, se non ricordo male,
abbiamo approvato il 30 aprile, dopodiché siamo entrati in campagna
elettorale e, con una crisi del Governo ancora oggi, 8 luglio del
2009, ci troviamo in Aula con un testo che abbiamo approvato per 11
sessantaduesimi, con un Governo che ventiquattrore fa ha subito una
rimodulazione totale delle deleghe, cioè l'assessore al bilancio
oggi è assessore per l'agricoltura, l'assessore per la cooperazione
è assessore al bilancio, il Capogruppo di un partito di maggioranza
oggi è assessore del Governo della Regione.
Pertanto, il momento di confusione e di approssimazione che un po'
tutti noi stiamo vivendo, ovviamente, si riverbera sui lavori di
questo Parlamento; ed allora, pur non condividendo le motivazioni
che vengono dall'Aula, e quindi ribadendo tutto ciò che è stato
fatto da questa Presidenza, ma apprezzando le circostanze, una
legge di questo tipo non si può fare in queste condizioni, non si
può fare con queste approssimazioni e, soprattutto, non si può fare
se non c'è una condivisione e una coesione tra le forze politiche
presenti in Parlamento.
Ho deciso di rinviare la seduta alla settimana prossima,
compatibilmente con la festività di martedì e mercoledì, ma prima
convoco i Capigruppo ed il Governo nel mio Ufficio per concordare
alcune punti che serviranno a rendere più funzionale l'iter dei
lavori. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle 20.49, è ripresa alle ore 20.55)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Informo che la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, in considerazione della complessità della materia in
esame, e della festività del calendario della prossima settimana,
ha stabilito di aggiornare i lavori a lunedì 20 luglio 2009.
L'Assemblea ne prende atto.
La seduta è, pertanto, rinviata a lunedì 20 luglio 2009, alle ore
16.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
I -Comunicazioni.
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera D) e 153 del Regolamento interno, della mozione:
numero 140 « Iniziative urgenti allo scopo di tutelare i
lavoratori siciliani di aziende in crisi ammesse a
beneficiare di ammortizzatori sociali in deroga».
D'ANTONI - FEDERICO - ROMANO
D'AGOSTINO - LENTINI - ARENA
III -Discussione del disegno di legge:
- «Norme in materia di aiuti alle imprese» (numero 119 NS
I/A) (Seguito)
La seduta è tolta alle ore 20.56
Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 22.45
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli