Presidenza del presidente Cascio
GENNUSO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, il
Presidente dà il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli:
- Di Benedetto, Digiacomo, Fagone, Marinello, Mineo, Torregrossa,
Ammatuna, Marziano, Raia, Bonomo, Donegani, Panepinto, Panarello,
Antinoro, Caronia e Vinciullo per oggi, 20 luglio 2009;
- De Luca per oggi, 20 luglio 2009 e per le eventuali sedute che
dovessero avere luogo nel corso della corrente settimana;
- Buzzanca per il 20 ed il 21 luglio 2009;
- Cracolici dal 20 al 23 luglio 2009;
- Falcone dal 20 al 24 luglio 2009.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di presentazione di disegni di legge e di
contestuale invio
alla competente Commissione legislativa
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
presentati ed inviati alla competente Commissione legislativa:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
«Nuove norme in materia di circoscrizioni comunali» (n. 443)
presentato dall'onorevole Arena in data 8 luglio 2009
inviato in data 13 luglio 2009
«Norme per il contrasto alla diffusione del punteruolo rosso in
Sicilia» (n. 444)
presentato dagli onorevoli Campagna, Scilla, Mancuso, Limoli,
Ragusa e Scoma in data 9 luglio 2009
inviato in data 13 luglio 2009.
Comunicazione di parere reso
PRESIDENTE. Comunico che il seguente parere é stato reso dalla
competente Commissione legislativa:
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
«Schema di decreto presidenziale contenente le modalità di
individuazione dei componenti e di funzionamento della Consulta
regionale della sanità di cui all'articolo 17, comma 4, della legge
regionale 14 aprile 2009, n. 5, recante Norme per il riordino del
Servizio sanitario regionale' (23/VI)»
reso in data 8 luglio 2009
inviato in data 13 luglio 2009.
Comunicazione di trasmissione di atti da parte del Presidente
della Regione
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione ha trasmesso,
in data 14 luglio 2009, la decisione n. 2/2009/SS.RR/CONTR. delle
Sezioni riunite della Corte dei conti per la Regione siciliana in
sede di controllo sul rendiconto generale della Regione siciliana e
conto allegato dell'Azienda delle foreste demaniali per l'esercizio
finanziario 2008.
Comunico, altresì, che copia della sopra citata documentazione è
stata trasmessa alla II Commissione legislativa permanente.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
GENNUSO, segretario:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per la sanità e
all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le autonomie
locali, premesso che:
il 29 settembre 2003 è stato sottoscritto un protocollo d'intesa
tra i soggetti in indirizzo e l'IRCCS, Ass. Oasi Maria SS. di
Troina, nonché l'AUSL 1 di Agrigento e il Comune di Raffadali (AG),
per la realizzazione in loco di un 'Satellite OASI', quale
residenza sanitaria;
è stata individuata una struttura esistente, di proprietà del
Comune di Raffadali, destinata a casa di riposo per anziani, come
luogo dove ospitare, pur con i necessari lavori di adeguamento, la
residenza sanitaria destinata al ricovero alla cura e
all'assistenza di soggetti disabili;
il suddetto protocollo prevedeva la creazione di una struttura con
78 posti letto, da realizzarsi entro il 2005, con un impiego di
circa 190 operatori da formarsi attraverso corsi organizzati dalla
stessa Oasi;
sempre nel protocollo, il Comune di Raffadali si impegnava a
concedere in comodato o con altro titolo l'immobile all'IRCCS per
una durata non inferiore a venti anni;
l'Assessorato Sanità si impegnava a trasferire il finanziamento ex
articolo 20 dall'AUSL di Agrigento all'IRCCS Ass. Oasi Maria SS. di
Troina e in tal senso l'AUSL 1 di Agrigento accettava ed esprimeva
parere favorevole al trasferimento delle risorse finanziarie a suo
tempo assegnatele;
l'Assessorato Sanità nel 2006, in base al decreto dirigenziale del
Ministero della sanità, aveva notificato all'Oasi di Troina e al
Comune di Raffadali l'ammissione al finanziamento del progetto del
centro per un importo di euro 2.065.827,60 e le conseguenti
procedure da espletare;
il Ministero della Salute, nel 2007, ha revocato la titolarità del
finanziamento a favore dell'Oasi Maria SS. di Troina, considerando
questa non idonea, in ragione della sua natura giuridica, a
ricevere il finanziamento;
il suddetto finanziamento è stato così riassegnato in favore
dell'AUSL 1 di Agrigento;
tenuto conto che la realizzazione di una struttura sanitaria
destinata al ricovero alla cura e all'assistenza di soggetti
disabili presso il Comune di Raffadali è, a parere dello scrivente,
non solo utile ma anche necessaria per elevare la qualità delle
prestazioni sanitarie nella provincia di Agrigento;
rilevato che:
gli annunci, susseguitisi dal 2001 nell'intera zona interessata,
circa la realizzazione della struttura sanitaria gestita da un
soggetto privato non vincolato a metodi oggettivi nell'effettuare
le assunzioni, hanno suscitato numerose aspettative sul fronte
occupazionale, a cominciare dal paese di Raffadali;
dette aspettative sono state alimentate in questi anni dalla
politica con modalità discutibili durante le numerose campagne
elettorali;
ritenuto che su tale vicenda si debba fornire il massimo della
chiarezza così da porre fine a manovre elettoralistiche che
attecchiscono facilmente in una area pesantemente colpita dalla
disoccupazione;
per sapere:
a che punto siano i lavori di adeguamento della struttura
sanitaria in oggetto;
se e in che tempi verrà resa operativa la struttura di
riabilitazione;
se ad oggi, dopo sei anni, sia ancora attuale il protocollo
d'intesa che prevede la realizzazione della residenza sanitaria
quale struttura satellite dell'Oasi di Troina ed, in caso
affermativo, in che tempi si preveda la sua attuazione;
se, altrimenti, si prevedano altre soluzioni, come la gestione
pubblica;
se il numero dei posti letto previsti risulti essere in coerenza
con le linee dettate dal piano sanitario regionale;
quali e quante figure professionali si preveda di utilizzare quale
organico per il funzionamento della residenza sanitaria e se non
ritengano necessario esplicitare quali saranno le procedure
adottate per il reclutamento di detto personale, anche nel caso di
affidamento a privati». (657)
DI BENEDETTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che con decreto dell'Assessore per il
territorio e l'ambiente n. 173 del 29 marzo 2002 è stata definita
la nuova perimetrazione della riserva naturale 'Oasi del Simeto',
prevedendo la zona 'A', dove è stata esclusa ogni singola attività;
considerato che sulla scorta di tale decreto assessoriale, quindi,
è stata, di fatto, preclusa ogni possibilità di esercitare il
pascolo degli armenti a tutti quegli allevatori che su quella zona
portavano le proprie greggi a pascolare, nonché di svolgere la
consuetudinaria attività dello sfalcio delle erbacce, come avveniva
in periodo ante decreto assessoriale;
atteso che mai l'esercizio del pascolo ha danneggiato né tantomeno
alterato lo stato dei luoghi, come dimostra la tradizionale pratica
dell'attività agricolo - pastorizia;
preso atto che l'apposizione del citato vincolo su detti terreni
demaniali non dovrebbe impedire né ostacolare l'esercizio di
tradizionali attività, come il pascolo e lo sfalcio d'erba,
attività che sono in perfetta simbiosi ed armonia con la natura su
cui vengono praticate, anzi contribuiscono alla preservazione dei
detti luoghi;
considerato che la nuova perimetrazione dell'Oasi del Simeto, che
include nella zona 'A' anche l'asta fluviale del fiume Simeto, che
va dal ponte 'Primosole' sino al punto di confluenza con il fiume
Dittaino, non consente più alle stesse aziende di allevamento
preesistenti presenti in quel contesto di potere esercitare
l'attività di pascolo, nonché di pulizia delle erbacce (sfalcio),
comportando, di fatto, in un momento di così profonda crisi,
ricadute sicuramente negative per quell'economia agricola e
zootecnica che oggi rappresenta comunque ancora un'importante
risorsa per tanti allevatori che, diversamente, sarebbero costretti
a cambiare, con notevoli rischi, la loro attività lavorativa;
tenuto conto che contro il suddetto decreto sono stati prodotti
numerosi ricorsi, ancora pendenti, non solo dinanzi alla
magistratura amministrativa, ma anche dinanzi allo stesso
Presidente della Regione, per gli incalcolabili danni che tale
aspetto del decreto sta comportando;
per sapere se non ritengano opportuno rivedere il decreto sulla
perimetrazione della riserva 'Oasi del Simeto' e, specificatamente,
sull'istituzione della zona 'A', nella parte in cui non si permette
di esercitare il pascolo delle greggi e l'attività di sfalcio delle
erbacce, poiché tali attività non solo non alterano il contesto
naturale, ma anzi aiutano alla sua preservazione». (658)
FALCONE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti, premesso che:
l'Assessorato Turismo ha ridotto, dall'1 luglio 2009, il
contributo per l'erogazione del servizio gratuito di trasporto
riservato agli anziani, passando dai 4 milioni di euro del 2008 ai
2 milioni e 500 mila del 2009;
la conseguenza di siffatto drastico taglio di finanziamenti è la
cessazione di questa tipologia di servizio, espletato dall'Azienda
siciliana trasporti (AST) in numerose città della Sicilia, tra le
quali spicca Siracusa;
tenuto conto che l'effetto della scelta dell'Assessorato Turismo
colpisce quella fascia di siciliani, i pensionati, che, a causa
della crisi attuale e del basso potere di acquisto delle pensioni,
sono ai limiti della soglia di povertà;
considerato che è inammissibile che i tagli al bilancio regionale
debbano avere ripercussioni soprattutto sulle classi più deboli,
quelle classi che oggi pagano a carissimo prezzo la crisi
congiunturale. Lascia molto amaro in bocca il sapere che questa
ulteriore stangata arriva da chi, solo in teoria, dovrebbe tutelare
la loro condizione disagiata;
per sapere se non ritengano utile intervenire urgentemente,
presentando un atto, in fase di assestamento di bilancio, che
ripristini ad euro 4 milioni il finanziamento per il servizio di
trasporto pubblico riservato agli anziani e pensionati». (660)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione, premesso che:
l'ente gestore dell'area marina protetta delle isole Egadi è
attualmente il Comune di Favignana (TP);
il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del
mare avrebbe avviato l'iter per la revoca della gestione da parte
del Comune per affidarla in regime commissariale alla Capitaneria
di Porto di Trapani;
considerato che:
la gestione della riserva negli anni precedenti ha subito alterne
vicende;
nel 2008, il Sindaco di Favignana, a seguito di ispezione
regionale, è stato rimosso ai sensi dell'art. 142 del d.lgs. n. 267
del 2000 per gravi e persistenti violazioni di legge;
la nuova Amministrazione comunale di Favignana, eletta nel giugno
2008, ha, pertanto, ereditato una pesantissima situazione
amministrativo-contabile che richiede tempi ragionevoli per un
effettivo riordino;
rilevato che:
l'attuale Sindaco di Favignana, nella qualità di rappresentante
dell'ente gestore, ad un anno dal suo insediamento, ha posto in
opera un'intensa e proficua attività che ha consentito di porre
sotto controllo la gestione finanziaria dell'A.M.P. ed iniziare una
stagione di rilancio dell'ente;
in tale contesto si inseriscono l'acquisto di due immobili da
destinare a sede dell'A.M.P. a Favignana e Marettimo, il ripristino
del battello spazzamare, la ricognizione dei mezzi nautici, dei
beni mobili e degli impianti, la pulizia dei litorali e delle
coste, la bonifica dall'amianto ed inoltre l'inizio dei lavori per
la posa di una condotta sottomarina per i reflui provenienti
dall'isola capoluogo;
ulteriori interventi necessari per l'adeguato rilancio dell'A.M.P.
risultano al momento impossibili per l'assenza di fondi statali:
dal 2007, infatti, il Ministero dell'ambiente non ha erogato somme
in favore dell'ente;
considerato, inoltre che:
l'area marina protetta delle isole Egadi insiste in un arcipelago
il cui territorio è ricompreso in un unico Comune; pertanto, la sua
gestione non può prescindere dal collegamento con l'ente di governo
territoriale in un'ottica di programmazione integrata con la
gestione dei beni paesaggistici, culturali, delle risorse della
pesca e del turismo;
l'eventuale affidamento della gestione della riserva alla
Capitaneria di Porto di Trapani appare, alla luce delle superiori
premesse e considerazioni, un atto che esula da motivazioni di tipo
amministrativo, connotandosi, viceversa, per finalità
esclusivamente politiche assolutamente non condivisibili, creando
un vulnus grave ed inaccettabile alle prerogative intangibili
dell'ente pubblico territoriale;
per sapere:
se non ritenga di dovere intervenire tempestivamente presso il
Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare al
fine di impedire che la gestione dell'area marina protetta delle
isole Egadi sia revocata al Comune di Favignana e affidata alla
Capitaneria di Porto di Trapani;
se non ritenga di dovere intervenire presso il Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare affinché
doti l'ente gestore dell'area marina protetta delle isole Egadi
degli adeguati mezzi finanziari per una effettiva valorizzazione e
tutela della stessa». (662)
GUCCIARDI
«All'Assessore per i lavori pubblici, premesso che:
lungo il molo di levante del porto di Sciacca (AG) incombe una
condizione di pericolo per i pedoni e i mezzi in circolazione a
causa dell'assenza delle grate metalliche di protezione in numerose
caditoie;
in alcuni tratti del molo le caditoie sono addirittura andate
distrutte anche per le numerose precipitazioni dell'inverno scorso,
provocando voragini lungo il tratto del molo transitabile;
rilevato che:
nell'intera area portuale vi è una scarsa illuminazione che
finisce per acuire la già compromessa condizione in cui versa il
molo sopra indicato;
nella stessa area occorre predisporre un mirato piano di
interventi di bonifica e manutenzione programmata per porre fine al
crescente stato di degrado in cui versa;
ritenuto che il perdurare di questa condizione precaria rischia di
compromettere gravemente sul piano economico gli innumerevoli
operatori impegnati nel settore, ma anche l'intera cittadinanza e
l'immagine della cittadina sul fronte turistico;
per sapere se e quali iniziative si intendano adottare per
risolvere rapidamente la condizione di pericolo sopra esposta in
cui versa il molo di levante del porto di Sciacca (AG)». (665)
MARINELLO
«All'Assessore per il turismo, le comunicazioni e i trasporti,
premesso che:
l'Azienda siciliana trasporti ha recentemente comunicato al Comune
di Siracusa la prossima cessazione del servizio di trasporto urbano
dalla stessa espletato per l'impossibilità di coprirne i costi a
causa della prevista cessazione del contributo di
ricapitalizzazione finora assicurato dalla Regione;
le medesime determinazioni sarebbero state manifestate dall'AST
nei riguardi delle Amministrazioni comunali di Augusta, Modica e
Ragusa, ove l'azienda presta analogo servizio;
in particolare, a fronte di un corrispettivo regionale annuo di
circa 2,4 milioni di euro, il costo complessivo del servizio di
trasporto urbano nella città di Siracusa ammonterebbe ad oltre 3,8
milioni di euro annui (con esclusione del trasporto con navette a
servizio della zona a traffico limitato nel centro storico di
Ortigia, oggetto di separata convenzione con il Comune di
Siracusa), determinandosi, al netto di ricavi per 500 mila euro
circa, una quota di oltre 900 mila euro attualmente coperta dal
contributo di capitalizzazione che la Regione corrisponde
all'azienda, ma la cui annunciata interruzione determinerebbe un
disavanzo altrimenti non recuperabile;
considerato che:
la cessazione del trasporto urbano nella città di Siracusa
arrecherà gravosissimi disagi alla cittadinanza tutta ed in
particolare a carico delle famiglie più bisognose, privandole di un
servizio essenziale ancorché insufficiente rispetto all'effettivo
fabbisogno;
drammatiche potrebbero essere le ricadute occupazionali di tale
cessazione in tutto il territorio regionale, con il licenziamento
dei almeno 50 autisti impiegati nei servizi extraurbani ed almeno
120 in quelli urbani nel caso di mancata assunzione dei medesimi
servizi da parte di altra azienda;
le medesime conseguenze si avranno negli altri centri dell'Isola
ove è stata annunciata la cessazione del servizio, determinando
un'emergenza sociale ed occupazionale di grande rilievo
nell'economia della Regione;
osservato che:
all'origine di quanto sopra esposto vi sarebbe la prevista
eliminazione del contributo di capitalizzazione che la Regione
versa all'AST e che su scala regionale ammonterebbe a circa 26
milioni di euro annui a fronte di un costo totale per l'attività di
85 milioni di euro circa;
tale circostanza assume rilievo e determinerebbe un disavanzo
strutturale a causa anche del mancato aggiornamento del
corrispettivo a chilometri che, sulla base del contratto
d'esercizio, la Regione versa all'AST, corrispettivo sensibilmente
inferiore agli analoghi corrispettivi vigenti in tutte le altre
regioni italiane;
tale circostanza risulterebbe ulteriormente e considerevolmente
aggravata dall'incertezza di corresponsione del contributo di
capitalizzazione che la Regione versa all'AST e che su scala
regionale ammonterebbe a circa 26 milioni di euro annui, a fronte
di un costo totale di attività pari a 85 milioni di euro circa;
lo stato giuridico dell'AST è quello di una s.p.a. il cui unico
socio è costituito dalla Regione siciliana ed espleta i servizi di
cui sopra in regime di contrattualizzazione con la stessa, e
conseguentemente non può non individuarsi in capo al Governo della
Regione ogni responsabilità su quanto avviene;
per sapere quali iniziative il Governo regionale abbia assunto e/o
intenda assumere per scongiurare l'evenienza sopra rappresentata».
(666)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
DE BENEDICTIS
«All'Assessore per la sanità, premesso che:
nella struttura ospedaliera 'Dei Bianchi' di Corleone (PA)
sussistono alcuni problemi già ampiamente segnalati alla direzione
generale del nosocomio dagli operatori che quotidianamente si
trovano ad affrontarli ma senza soluzione;
i problemi che occorre risolvere riguardano più specificamente:
una TAC G. E. multi-slice collaudata e mai messa in funzione per
guasto tecnico, la chiusura dall'1 giugno agli esterni del servizio
di ecografia per carenza di personale, l'eco-cardio inutilizzabile
da circa 5 mesi per il guasto della sonda, così come il
gastroscopio e il coloscopio, fermi da circa un anno;
ai deficit strutturali sopra elencati si aggiunge il ripetersi di
guasti alle ambulanze, due su tre obsolete, nonché la carenza di
autisti, costretti ad eseguire una turnazione che non consente un
recupero psico-fisico adeguato, con gravi rischi per l'operatore e
il paziente trasportato;
la carenza di personale, oltre che degli autisti dell'area
dell'emergenza, dei medici e degli infermieri, otto su dodici
previsti in dotazione organica, riguarda anche altri servizi
essenziali quali la patologia clinica, la geriatria con due medici
presenti su quattro, il servizio di anestesia e la rianimazione,
con quattro medici presenti su otto, e la radiologia con soli due
medici su otto;
considerato che occorre realizzare tutte le opere già cantierabili
con progetto esecutivo relative alla ristrutturazione e al
completamento dell'ospedale 'Dei Bianchi' di Corleone, nonché il
completamento della struttura attualmente rimasta incompiuta, che
prevede il pronto soccorso e la gestione dell'emergenza;
rilevato che:
risulta inadeguata l'applicazione contrattuale in riferimento alla
corresponsione dell'indennità variabile di coordinamento, in quanto
viene corrisposta una indennità di bassa assistenza anziché di alta
assistenza;
al personale ostetrico non viene riconosciuta alcuna indennità ex
articolo 44, così come accadde negli altri presìdi ospedalieri;
l'elenco delle problematiche sopra elencate è stato analogamente
denunciato da alcune organizzazioni sindacali con l'obiettivo di
spingere la direzione generale dell'ospedale ad una soluzione
possibile;
per sapere:
se sia a conoscenza delle problematiche sopra esposte e se, in
caso affermativo, quali interventi abbia già posto in essere o
intenda avviare;
se non ritenga necessario e urgente attivare direttamente e
rapidamente ogni iniziativa utile e intervenire presso la direzione
generale della struttura ospedaliera allo scopo di giungere alla
soluzione dei problemi qui delineati, consentendo così il
ripristino delle normali condizioni di funzionamento presso il
presidio ospedaliero 'Dei Bianchi' nel Comune di Corleone». (668)
FARAONE
«Al Presidente della Regione, premesso che:
il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana
ha accolto, con decisione n. 488/2009, l'appello di molti
funzionari direttivi dell'Amministrazione regionale e statuito che
la stessa emani gli atti necessari alla definizione dell'area
separata della vicedirigenza, di cui all'art. 17 bis del d.lgs. n.
165 del 2001;
l'art. 17 bis del d.lgs. n. 165 del 2001 stabilisce l'istituzione
della vicedirigenza e ne individua direttamente i beneficiari;
statuisce anche sulla possibilità, limiti e procedure della delega
di funzioni dirigenziali, rinviando per il resto, e soprattutto per
il trattamento economico, alla contrattazione collettiva di
comparto;
il legislatore stabilisce che nella separata area della
vicedirigenza vada ricompreso il personale in possesso di tre
requisiti: la laurea, l'appartenenza alle posizioni C2 e C3 del
comparto ministeri (applicabile nella Regione siciliana al
personale appartenente alle posizioni D3, D4, D5), ed infine
l'anzianità di cinque anni in dette posizioni;
la decisione del CGA ha sottolineato l'obbligo, in capo
all'Amministrazione regionale, di procedere all'adozione degli atti
amministrativi propedeutici all'avvio della contrattazione
collettiva volta all'introduzione dell'area contrattuale della
vicedirigenza;
considerato che:
l'istituzione della separata area della vicedirigenza può
restituire vitalità all'Amministrazione regionale, impegnando un
certo numero di funzionari direttivi in direzione di una maggiore e
riconosciuta responsabilità, creando al tempo stesso le condizioni
per una generale aspettativa di tutti i lavoratori verso una futura
carriera verticale. Questa, inoltre, concorre anche alla
definizione dei compiti dirigenziali attuali, per l'individuazione
di quelli da delegare ai vicedirigenti;
spetta al Governo regionale non solo avviare tutti gli atti
propedeutici per la contrattazione collettiva, ma indicare anche
con chiarezza quale sia l'impegno economico che la Regione intende
sottoscrivere;
per sapere:
quale sia, alla luce delle superiori considerazioni,
l'intendimento del Governo regionale al fine di ottemperare alla
decisione del Consiglio di giustizia amministrativa n. 488/2009;
quale trattamento retributivo intenda prevedere per i
vicedirigenti, nel rispetto della contrattazione collettiva
regionale». (669)
LUPO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il bilancio e le
finanze, premesso che in data 30 aprile 2009 veniva approvata la
legge finanziaria per l'anno 2009, pubblicata il 14 maggio
successivo, dove era stato previsto, tra l'altro, l'art. 77, che
modificava la precedente e tanto contestata tabella 'H', tesa a
sovvenzionare enti, associazioni e tutta una serie di iniziative
sparse nel territorio siciliano;
considerato che:
la nuova norma di cui al citato art. 77 faceva lievitare la spesa
pubblica di oltre 22 milioni di euro rispetto alle previsioni di
bilancio e rispetto a quanto dichiarato dallo stesso Governo, in
quanto prevedeva al suo interno due allegati, 'A' e 'F', ciascuno
dei quali individuava centinaia di enti, associazioni e organismi
vari, comportando di fatto una inopportuna pioggia di contributi,
inaspettata rispetto alle dichiarazioni originarie e al programma
politico-elettorale;
atteso che il Commissario dello Stato, con proprio provvedimento,
impugnando alcuni articoli della legge finanziaria 2009, ha
censurato anche l'art. 77, che modificava la precedente tabella
'H';
preso atto che, malgrado l'impugnativa dello stesso Commissario
dello Stato, piuttosto che escludere dal bilancio di previsione
2009 tutte quelle voci rientranti nel soppresso art. 77, con
decreto dell'Assessore per il bilancio e le finanze del 20 maggio
2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana
n. 27 del 12 giugno 2009, invece, si è di fatto 'cestinato' il
provvedimento del Commissario dello Stato, inserendo nei vari
capitoli di bilancio tutte quelle voci che, diversamente, sarebbero
dovute essere cancellate a causa della detta impugnativa;
considerato ancora che inserire l'intero elenco di tutti gli enti,
le associazioni e gli organismi che le due tabelle allegate
all'art. 77 prevedevano rischia di inficiare, rendendolo
illegittimo, l'intero bilancio regionale del 2009;
tenuto conto che si è comunque creato un 'vulnus', in quanto la
soppressione dell'art. 77 dovrebbe, da un lato, far rinascere la
vecchia tabella 'H' con tutte le indicazioni di spesa previste nel
bilancio 2008, dall'altro lato, però, impone di fare allocare
l'economia di bilancio (22 milioni di euro) che la detta
soppressione ha comportato;
preso atto, infine, che bisogna evitare di determinare ricorsi e
controversie di vario tipo, ma anche aspettative che,
difficilmente, potrebbero poi essere soddisfatte nei confronti di
tutti quegli enti e organismi rientranti nelle due tabelle 'A' e
'F', allegate al soppresso art. 77;
per sapere se non ritengano opportuno rivedere il decreto
dell'Assessore per il bilancio e le finanze del 20 maggio 2009,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione n. 27 del 12
giugno 2009, al fine di riportare entro i crismi di legittimità il
più importante provvedimento legislativo dell'Assemblea regionale
siciliana, che è poi lo strumento finanziario per l'anno in corso».
(673)
FALCONE - VINCIULLO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura della interrogazione
con richiesta di risposta in Commissione.
GENNUSO, segretario:
«Al Presidente della Regione, premesso che:
la legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, ha di fatto introdotto
la netta separazione tra indirizzo politico e quello
amministrativo, assegnando esclusivamente all'attività dei
dirigenti l'adozione degli atti e dei provvedimenti amministrativi,
di organizzazione delle risorse umane e di controllo;
l'art. 6 della legge n. 10, al comma 4, individua i criteri per la
composizione e la nomina degli uffici di diretta collaborazione,
individuando esclusivamente in essi il momento di ausilio per
l'attuazione dell'indirizzo politico-amministrativo;
in data 7 luglio 2009, l'Assessore regionale per la sanità, per il
tramite di un atto amministrativo adottato dal suo staff, ha
proceduto alla sostituzione di due commissari straordinari,
rispettivamente negli ospedali Umberto I di Enna e Piemonte di
Messina, rendendosi interprete di un atto sicuramente spericolato
sotto il profilo della legittimità del procedimento amministrativo
e, non in ultimo, autore di evidente violenza sulla terzietà della
burocrazia regionale;
il decreto di sostituzione dei commissari straordinari riporta,
tra le ragioni a supporto di tale indirizzo, quella che i
precedenti commissari, ancorché dirigenti dell'Assessorato
regionale della sanità, risulterebbero indispensabili in via
esclusiva presso i Dipartimenti di loro appartenenza;
le motivazioni adottate a sostegno del provvedimento si ritengono
carenti ed in palese contraddizione con la reale situazione
lavorativa dei dirigenti in questione, poiché uno di costoro ha in
atto affidato un incarico riguardante problematiche marginali, pur
avendo nel corso degli ultimi vent'anni maturato enorme esperienza
nel settore dell'assistenza ospedaliera e dell'organizzazione dei
servizi ospedalieri, mentre l'altro risulta in atto privo di
incarico dirigenziale;
la procedura appare alquanto impropria ed illegittima se
paragonata a quella seguita correttamente per la sostituzione, a
seguito di dimissioni, del commissario del Policlinico di Catania,
il cui atto è stato adottato, così come prevede la legge, dal
Dipartimento regionale competente;
i nuovi commissari straordinari nominati dall'Assessore regionale
per la sanità corrispondono alle persone del dott. Gaetano Sirna e
del dott. Francesco Iudica, rispettivamente Direttore generale
dell'azienda ospedaliera Papardo di Messina e Direttore generale
dell'AUSL 4 di Enna;
l'attuale normativa (decreto legislativo n. 502/1992 e s.m.i.)
sancisce l'assoluta incompatibilità del Direttore generale in
carica con qualsiasi altra funzione e che pertanto gli atti
eventualmente adottati dai neo commissari potrebbero assumere
connotati di nullità;
non può non rilevarsi che la vigente normativa prevede la
decadenza, e non la possibilità di nominare un Direttore generale
che non abbia osservato i vincoli di equilibrio economico
dell'azienda;
per sapere:
se non ritenga opportuno revocare in autotutela i provvedimenti di
cui in premessa, al fine di assicurare la piena e corretta gestione
amministrativa in una fase altamente delicata quale quella che
vedrà la piena attuazione delle previsioni contenute negli articoli
8 e 33 della legge regionale 14 aprile 2009, n. 5;
se ritenga tollerabile il mancato rispetto degli obblighi di legge
circa l'iter dei procedimenti amministrativi e la consequenziale
mortificazione della dirigenza regionale, con la perpetrazione di
abusi d'ufficio che appaiono mirati nei confronti di alcuni
dirigenti regionali;
se non appaia quantomeno strana la motivazione che porta alla
sostituzione di due validi dirigenti regionali per procedere alla
nomina di soggetti in contrasto con la normativa vigente e che, da
quanto si apprende dagli organi di stampa, sembrano avere in
qualche caso rapporti di parentela con componenti del Governo
regionale». (664)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento in Commissione con
urgenza)
DINA - MAIRA - CORDARO - ANTINORO - GIANNI
PRESIDENTE. Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà
inviata alla competente Commissione.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
GENNUSO, segretario:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il bilancio e le
finanze, all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali e all'Assessore per i beni culturali ed ambientali
e per la pubblica istruzione, premesso che:
l'Unione italiana ciechi siciliana dispone di un'organizzazione
funzionale ed efficiente a livello regionale, provinciale e
comunale, dotata di 40 dipendenti e collaboratori qualificati e
specializzati nella complessa problematica della categoria e nei
vari compiti amministrativi ed organizzativi;
la stamperia regionale braille dell'Unione italiana ciechi, oggi,
rappresenta una delle realtà più importanti a livello nazionale per
i non vedenti e gli ipovedenti, e soprattutto per gli alunni e
studenti siciliani minorati della vista, ai quali dà sempre
gratuitamente i testi scolastici in braille o in large print;
il centro regionale 'Helen Keller', istituito con la legge
regionale 30 aprile 2001, n. 4, comprende la scuola cani guida che
costituisce il vertice di un sistema integrato di servizi (corsi di
informatica, corsi di orientamento e mobilità, corsi di autonomia
personale e di sviluppo delle attività manuali) finalizzati
all'autonomia ed alla riabilitazione socio-lavorativa dei non
vedenti ed ipovedenti di ogni età. La legge prevede la gratuità
dell'assegnazione dei cani guida ed il consiglio di amministrazione
del centro 'Helen Keller' ha deciso che i servizi verranno erogati
senza oneri per l'utente;
rilevato che:
il contributo regionale è indispensabile per consentire all'Unione
Italiana ciechi, presente in tutte le province siciliane, alla
stamperia regionale braille dell'Unione italiana ciechi e al centro
regionale 'Helen Keller' l'erogazione dei servizi vitali per gli
assistiti;
la Regione, in seguito all'abrogazione della 'tabella H', ha
annunciato di aver inserito le somme nelle regolari voci del
bilancio 2009, contrassegnate con la nota A e, nello specifico:
all'Unione italiana ciechi ipovedenti Sicilia euro 2.070.000,00
(Assessorato Famiglia - cap. 183701); alla stamperia regionale
braille dell'Unione italiana ciechi euro 2.250.000,00 (Assessorato
regionale Beni culturali - cap. 373711); al centro regionale 'Helen
Keller' con annessa scuola cani guida euro 1.073.000,00
(Assessorato Famiglia - cap. 183715);
considerato che:
ad oggi, nessuna somma è pervenuta alle organizzazioni in oggetto,
anche a causa delle vicende politiche legate all'approvazione del
bilancio regionale;
qualora, entro il mese di luglio, l'Unione italiana ciechi, la
stamperia regionale braille dell'Unione italiana ciechi e il centro
regionale 'Helen Keller' non riceveranno i contributi, saranno
costretti a sospendere l'assistenza a non vedenti e ipovedenti,
l'erogazione di fondamentali servizi come la produzione e la
consegna dei libri per il prossimo anno scolastico nonché a
sospendere i corsi di autonomia personale, orientamento e mobilità
e la consegna dei preziosi cani guida;
per sapere:
se risponda al vero che le suddette somme non sono state ancora
erogate agli enti destinatari in oggetto;
i motivi che non hanno ancora consentito l'erogazione dei
contributi spettanti all'Unione italiana ciechi ipovedenti Sicilia,
alla stamperia braille dell'U.I.C. ed al centro regionale 'Helen
Keller';
se e quali iniziative siano state messe in atto per superare gli
eventuali ostacoli all'erogazione degli stanziamenti in bilancio,
per evitare che, ancora una volta, a pagare per le inefficienze
della politica siano coloro che hanno maggiormente bisogno del
sostegno delle istituzioni». (659)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
RINALDI
«Al Presidente della Regione, premesso che:
con un inusitato e deprecabile quanto intempestivo provvedimento,
il dott. Lorenzo Maniaci è stato sollevato dall'incarico fin qui
svolto (da circa tre anni) di commissario straordinario presso
l'azienda ospedaliera Umberto I di Enna;
le motivazioni che sembrerebbero essere state addotte a sostegno
del provvedimento appaiono carenti ed in contraddizione con la
reale situazione lavorativa del dirigente, laddove viene sostenuta
una presunta priorità nello svolgimento delle funzioni legate
all'attività del Dipartimento dell'Assessorato Sanità in relazione
al piano di rientro e, quando, viceversa e nei fatti, il dirigente
in questione, nell'ambito della riorganizzazione degli Uffici
dell'Assessorato, ha avuto affidato un incarico riguardante
problematiche marginali e di scarsa rilevanza esterna - quale
quello concernente le isole minori - sebbene da circa vent'anni si
sia sempre occupato di problematiche inerenti l'assistenza
ospedaliera e l'organizzazione dei servizi ospedalieri;
constatato che:
il provvedimento in questione è stato emanato da un organo
politico (ufficio di Gabinetto dell'Assessorato) e non dal
competente ufficio del Dipartimento della pianificazione
strategica, verificandosi, pertanto, un'impropria attività
dell'ufficio di Gabinetto, che si esprime quale organo di
amministrazione attiva;
la revoca dell'incarico è da considerarsi come un atto politico e
di mero potere; l'ufficio di Gabinetto, infatti, si è sostituito
agli uffici preposti, adottando un provvedimento che presenta
evidenti carenze di motivazione nella sostituzione del commissario
straordinario;
considerato che:
l'attuale normativa e, nello specifico, il decreto legislativo n.
502 del 1992 e successive modifiche e integrazioni sancisce
l'assoluta incompatibilità del Direttore generale in carica con
qualsiasi altra funzione;
conseguentemente gli atti eventualmente adottati dal dott. Iudica
nella sua qualifica di commissario straordinario presso l'azienda
ospedaliera di Enna assumerebbero connotati di nullità;
atteso che:
la vigente normativa prevede la decadenza e la non nominabilità di
un direttore generale che non abbia osservato i vincoli
dell'equilibrio economico dell'azienda;
appare, pertanto, oltremodo strano che al direttore generale
dell'azienda USL n. 4, il quale notoriamente non ha rispettato
detti vincoli anche negli anni precedenti, venga affidato un
ulteriore incarico ancorché temporaneo;
siamo di fronte ad atti illegittimi, laddove la motivazione di
fondo è una scelta politica e autoritaria che mette in crisi la
correttezza del funzionamento della macchina burocratica nonché il
ruolo stesso della burocrazia;
per sapere:
se non ritenga, anche alla luce della prossima entrata in vigore
della riforma sanitaria e delle consequenziali nuove nomine degli
organi manageriali ordinari, di dover rivedere il provvedimento di
revoca del commissario straordinario dell'azienda ospedaliera
Umberto I di Enna e di contestuale nomina del suo sostituto,
illegittimamente adottato;
se e quali iniziative urgenti intenda assumere al fine di
ripristinare la legalità e la trasparenza nella amministrazione in
un settore estremamente delicato come quello della gestione
pubblica della salute dei cittadini». (661)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
GALVAGNO - TERMINE
«Al Presidente della Regione, premesso che:
la nascita del secondo Governo Lombardo annovera la presenza
dell'avv. Gaetano Armao quale Assessore destinato alla Presidenza e
delegato alla trattazione degli affari ricompresi nelle competenze
del Dipartimento della Protezione civile;
sembrerebbe una normale attribuzione di competenze, come in
effetti è, se non si trattasse di un caso del tutto speciale per la
particolare attività professionale che il tecnico esterno,
incaricato di così alte funzioni di governo, espleta;
infatti, è noto a tutti, e non c'è bisogno che in questa sede se
ne argomenti approfonditamente, che l'avv. Gaetano Armao è uno dei
consulenti legali più gettonati dalle pubbliche Amministrazioni
siciliane, dalla stessa Regione siciliana e, in particolare, dal
Comune di Palermo, nonché di società interamente partecipate dallo
stesso ente quale l'AMIA s.p.a., solo per citarne una;
in tale veste, sembra sia stata conferita all'avv. Gaetano Armao
una maxi-consulenza giuridica da oltre 300 mila euro per il
coordinamento ed il supporto del personale societario, consulenza
connessa alla stipula del contratto di servizio tra AMIA s.p.a. e
la società d'ambito Palermo Ambiente, società quest'ultima che, fra
l'altro, è stata posta in liquidazione dallo stesso Comune;
inoltre, sembra che l'AMIA o società ad essa collegate abbiano
conferito ulteriore incarico e consulenza in materia di rifiuti e
termovalorizzatori;
a tutti è nota la vicenda dell'AMIA s.p.a., se non altro per il
degrado in cui è stata ridotta Palermo, sede dell'Assemblea
regionale siciliana e del Governo regionale, grazie all'emergenza
dei rifiuti assurta alla cronaca nazionale e dichiarata ancora più
grave di quella campana dallo stesso Presidente del Consiglio dei
Ministri (il quale, fra l'altro, ha paragonato la città ad una
città africana per la pulizia e il decoro che in essa sono
assenti);
l'AMIA s.p.a., per una dissennata, si potrebbe pure usare il
termine, sicuramente forte, 'criminale' sua gestione, oggi è
caratterizzata da un deficit strutturale con un buco di bilancio di
circa 150 milioni di euro, con potenziali falsi in bilancio
conclamati e che solo ora emergono, in tutta la loro profondità e
gravità dalla allegra e incontrollata gestione delle proprie
risorse in spese di viaggi alla ricerca di 'joint-venture' in giro
per quel di Dubai, e, si apprende oggi, anche da consulenze legali
super pagate che, sicuramente, non solo non hanno risolto alcun
problema ma, questo è certo, hanno aggravato solo le casse, già
magre di per sé, di una società sull'orlo del fallimento, con buona
pace di quanti vi lavorano e rischiano il loro posto di lavoro e
per la città, costretta a subire, quasi impotente, tanta arroganza
e dissoluzione del proprio patrimonio;
ed oggi, a seguito di tale gestione fallimentare sui cui è
possibile redigere un vero e proprio dossier, un libro bianco dei
rifiuti, la stessa società, e per essa il Comune di Palermo, bussa
a tutte le porte possibili, siano esse nazionali, siano esse
regionali, come peraltro è avvenuto nel corso dell'ultima
finanziaria regionale, porta che il Parlamento siciliano,
saggiamente, ha tenuto ben chiusa;
è di tutta evidenza, quindi, lo scenario emergenziale che occupa
la questione rifiuti in Sicilia, che, è bene dirlo, non si limita
al solo caso Palermo, anche se esso, per le dimensioni e la
notorietà della città, è sicuramente il più emblematico;
allo stesso modo, anche per quanto riguarda gli ATO idrici, si sta
determinando sempre più - ed era facilmente prevedibile - una vera
e propria emergenza gestionale e sociale, che ancora una volta
vede, per il caso che qui rileva, un'altra consulenza affidata
sempre allo stesso professionista da parte dell'AMAP, e poco vale
affermare, quasi a giustificazione, che 'non ho presentato alcuna
parcella, e posso assicurare che non lo farò fino a quando sarò
Assessore' ('La Repubblica'), ed. di Palermo, del 9 luglio 2009,
pag. III). E dopo?;
di tutto questo, naturalmente, il Governo regionale non può
disinteressarsi. Occorre destinare un Assessore all'apposito ramo
dell'Amministrazione che gestisca i fondi della Protezione civile
per l'emergenza rifiuti, e chi si nomina? Si nomina proprio il
tecnico professionista noto, che ha dato le proprie consulenze
super pagate ad una società sull'orlo del fallimento;
tale scelta non solo non può essere condivisa e accettata, ma va
contrastata, se non altro per rispondere ad una rigorosa etica
pubblica da parte di chi è chiamato a svolgere incarichi di governo
delicati e importanti e, soprattutto, per richiamare allo stesso
rigore etico il Governatore della Sicilia, che di tale rigore dice
di farne vessillo;
non si tratta di facile polemica o di colpi bassi, né di
strumentalizzazione di parte, utile a fini di gioco politico: si
tratta, al contrario - si ripete - di affermare una rigorosa etica
pubblica e di attuare un'altrettanta rigorosa separazione dei
potenziali conflitti d'interesse in atto, nascenti o anche generati
ex post, fra chi ha, in qualche modo, concorso a fornire la propria
consulenza nella gestione fallimentare di importanti e strategici
servizi della pubblica Amministrazione e chi, poi, è chiamato a
dirigere in prima persona proprio quella politica di cambiamento,
tanto conclamata sulla carta e 'gridata ai quattro venti';
in sostanza, non può accettarsi che a dirigere la politica
regionale della Protezione civile per l'emergenza rifiuti, con
tutto quello che ne deriva in una Regione come la Sicilia, sia
proprio colui il quale da tale fallimentare politica regionale, che
ha condotto all'emergenza rifiuti, ne ha beneficiato lautamente, se
non altro per le esose consulenze legali fornite;
ciò, del resto, e sia detto per inciso, è quanto emerso, fra
l'altro, anche nel recente dibattito parlamentare (98ma seduta
d'Assemblea di mercoledì 1 luglio 2009) allorquando, sulle
comunicazioni del Presidente della Regione sulla situazione
politica determinatasi a seguito della nuova composizione della
Giunta di Governo, un autorevole esponente dell'opposizione ha
definito tale designazione 'non eticamente corretta e un'offesa per
chi fa politica', spiegando i motivi che qui si condividono
pienamente;
ritenuto, dunque, che:
con l'urgenza che la questione riveste, l'avvocato Gaetano Armao
non possa svolgere, con l'autorevolezza e l'imparzialità che un
così alto ufficio richiede, l'incarico di Assessore alla Presidenza
con delega al Dipartimento della Protezione civile e che, allo
stesso tempo, debba dare contezza all'Assemblea regionale del fatto
che, quanto meno, abbia abbandonato tutti gli incarichi
professionali e le consulenze che ha in corso con tutte le
pubbliche Amministrazioni siciliane, siano esse riferite al Governo
regionale, ai singoli rami dell'Amministrazione regionale o a città
e comuni siciliani, nonché a enti pubblici regionali diversi, a
società di capitali o consorzi costituiti e/o partecipati dalle
pubbliche Amministrazioni, e conferiti a lui medesimo ovvero al suo
studio ovvero a studi associati con i quali egli collabora; e ciò
per evidente conflitto d'interesse che l'ufficio, da lui ricoperto,
di Assessore regionale delegato, in specie, alla Presidenza della
Regione, confligge con la sua specifica e particolare attività
professionale espletata nel nome e per conto di pubbliche
Amministrazioni che, direttamente o indirettamente, si trovano in
relazione con il Governo regionale e la sua attività istituzionale;
non è pensabile che chi gestisce i fondi della Protezione civile
per l'emergenza rifiuti sia al tempo stesso consulente, o meglio
maxi-consulente, di una società che si occupa proprio di rifiuti;
per sapere:
se intenda revocare la destinazione dell'avv. Gaetano Armao ad
Assessore delegato al Dipartimento della Protezione civile,
destinazione conferita con decreto presidenziale 3 giugno 2009,
rep. n. 197;
se intenda portare a conoscenza dell'Assemblea regionale
siciliana, affinché questa ne abbia piena e fondata contezza, il
fatto che il professionista nominato abbia abbandonato tutti gli
incarichi professionali e le consulenze che ha in corso con tutte
le pubbliche Amministrazioni siciliane, siano essi riferite al
Governo regionale, a singoli rami dell'Amministrazione regionale o
a Città e Comuni siciliani, nonché a enti pubblici regionali
diversi, a società di capitali o consorzi costituiti e/o
partecipati dalle stesse pubbliche Amministrazioni, e conferiti a
lui medesimo ovvero al suo studio ovvero a studi associati con i
quali egli collabora; e ciò per evidente conflitto d'interesse che
l'ufficio, da lui ricoperto, di Assessore regionale delegato, in
specie, alla Presidenza della Regione, confligge con la sua
specifica e particolare attività professionale espletata nel nome e
per conto di pubbliche Amministrazioni che, direttamente o
indirettamente, si trovano in relazione con il Governo regionale e
la sua attività istituzionale». (663)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
FARAONE
«All'Assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione, premesso che nella provincia di Palermo sono
adibiti a sede di scuole elementari, medie inferiori o medie
superiori anche immobili che non erano stati edificati con tale
destinazione;
considerato che:
l'acquisizione del certificato di agibilità e di quello di
prevenzione incendi è un obbligo di legge ai fini
dell'utilizzazione dell'immobile;
il certificato di agibilità assicura il rispetto di tutte le
normative tecniche a cui l'immobile deve ottemperare, ed in
particolare assicura, fra l'altro, la regolarità della costruzione
dal punto di vista igienico-sanitario, della sicurezza sismica e
della conformità alla legge degli impianti tecnologici;
il mancato possesso di tali certificati rappresenterebbe un
fattore di rischio ed un pericolo per la sicurezza di alunni,
insegnanti e personale che operano nelle suddette scuole;
per sapere:
quale sia lo stato di rispetto delle normative in tema di edilizia
scolastica nei comuni della provincia di Palermo ed in tutti gli
altri comuni della Regione;
quante siano le scuole che sono in possesso di tutti i requisiti
di sicurezza imposti dalla legge e quali provvedimenti intendano
adottare per tutti i casi di inadempienza ed irregolarità che
venissero accertati». (667)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
MATTARELLA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti, premesso che dall'1 luglio 2009
l'Azienda siciliana trasporti ha reso noto, attraverso canali
informali, che le tessere di libera circolazione ad uso di anziani
aventi diritto, residenti nel Comune di Valverde, in provincia di
Catania, sono state sospese;
ricordato che, già nel mese di gennaio 2009, a tutti gli aventi
diritto cui era scaduta la tessera di viaggio nel 2008 è stata
concessa solo una proroga sino al mese di giugno 2009, ma per i
tanti utenti non in possesso di tessera non è stato più possibile
utilizzare gratuitamente il servizio bus, come è loro diritto;
ritenuto che la suddetta sospensione delle tessere di libera
circolazione è motivo di grave disappunto presso la popolazione
anziana del Comune di Valverde, nonché un'oggettiva negazione di un
diritto acquisito da parte degli anziani titolari dei requisiti
necessari alla fruizione gratuita del servizio di trasporti;
per sapere:
se siano a conoscenza della sospensione delle tessere di libera
circolazione per gli anziani e dei motivi che hanno condotto
l'Azienda siciliana trasporti (AST) ad operare in tal senso;
quali iniziative urgenti intendano assumere affinché venga
tutelato il diritto della popolazione anziana di usufruire dei
servizi bus erogati dall'Azienda siciliana trasporti (AST)». (670)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
D'ASERO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
Santa Venerina (CT) - un piccolo centro etneo a vocazione
turistica per la sua equidistanza dal mare e dal vulcano Etna - è
oggi al centro di numerose manifestazioni di protesta per via della
presenza di un impianto di recupero di rifiuti speciali pericolosi
di proprietà di Ofelia Ambiente s.r.l.;
anche gli abitanti limitrofi di Cosentini, Linera e Maria Vergine,
frazioni a sud di S.Venerina, sono esasperati per gli effetti
inquinanti dell'impianto che si estendono nel loro territorio;
un comitato di liberi cittadini ha esposto le proprie
preoccupazioni in un documento-denuncia inviato alla Procura della
Repubblica, ai Carabinieri del nucleo antisofisticazioni, a quelli
del nucleo operativo ecologico, al WWF e a Legambiente;
considerato che:
si tratta di un mega impianto industriale che, per la sua natura e
per la sua destinazione, ammorba gravemente l'ambiente, a tal punto
da rendere impossibile, durante il giorno ed in particolar modo di
notte, godere dell'aria, che diventa irrespirabile in quanto
pervasa dal puzzo maleodorante e di fogna che proviene
dall'impianto, costringendo, pertanto, la gente a stare
ermeticamente chiusa in casa;
tempo fa una famiglia è dovuta correre al pronto soccorso, per
difficoltà respiratorie e lacrimazioni provocate dalla discarica in
argomento, troppo vicina alle abitazioni;
il problema non riguarda solo l'aria irrespirabile, ma anche il
grave scempio territoriale ed ambientale avvenuto lentamente nel
tempo per via di rifiuti di ogni genere, sia industriali sia
civili, e a volte anche di liquami provenienti da probabili
espurghi di pozzi neri, che confluiscono nella discarica;
ulteriore fattore di inquinamento acustico ed ambientale è
rappresentato dalle colonne di camion, di tir, autobotti e
cisterne, che si recano nell'impianto e che, a detta di testimoni
oculari, così come riportato nell'esposto, proverrebbero non solo
dalle province di Caltanissetta, Siracusa, Palermo, Cosenza,
Catanzaro ma anche dalle regioni del Nord Italia e persino
dall'estero;
rilevato che:
già in data 17 giugno 2008 contro la discarica di S. Venerina un
comitato di liberi cittadini aveva indirizzato all'Assessore per il
territorio e l'ambiente una nota di osservazioni sul rischio
inquinamento suolo e sottosuolo ;
le osservazioni formulate si basavano su un documento tecnico-
scientifico commissionato dal Comune di S. Venerina, a firma dei
geologi Bella e Di Benedetti, in cui si evince che 'la combinazione
della notevole permeabilità del sottosuolo e della ricchezza
quantitativa e qualitativa della falda idrica dell'area di
interesse, oggettivamente valutate tramite la normativa di
riferimento (D.P.R. n. 236/88; d.lgs n. 339/99; d.lgs. n. 31/01;
d.lgs. n. 542/92), ingenera un alto rischio d'inquinamento del
suolo e del sottosuolo, inteso come combinazione di un'alta
probabilità che l'evento possa accadere per il danno che esso può
produrre';
il suddetto documento prosegue affermando che nell'area
interessata dalla discarica 'tutte le condizioni naturali
determinano esaltazione del rischio per:
- grande permeabilità intrinseca delle rocce vulcaniche;
- presenza di numerose faglie, che determinano il collegamento
diretto tra la superfice topografica e la falda idrica, agendo
sostanzialmente da cortocircuiti idraulici';
inoltre, 'l'elevatissimo rischio sismico dell'area non può fare
escludere la possibilità che venga meno uno degli assunti su cui si
fondano le autorizzazioni fin qui acquisite dalla ditta OFELIA
Ambiente s.r.l., ovvero la tenuta assoluta delle vasche e dei
contenitori nei confronti dei liquidi di percolazione inquinanti';
ritenuto che:
le lesioni al suolo e sulle strutture durante i terremoti storici
dell'area (1914, 1952 epicentro Linera) e quelli recenti (1992)
hanno evidenziato chiaramente i grandi effetti lesivi del suolo
contro cui non c'è struttura di contenimento idraulico, ancorché
antisismica, che possa mantenere la sua integrità strutturale tale
da garantire comunque la sua tenuta;
la presenza di un tessuto urbano circostante e preesistente alla
discarica sottopone un rilevante numero di abitanti all'esposizione
di inquinanti atmosferici legati all'attività di produzione di
conglomerati cementizi nonché alle esalazioni degli aromi emessi
durante il processo di produzione del compost ed il trattamento dei
rifiuti speciali pericolosi;
non si è, peraltro, a conoscenza di alcun dato di monitoraggio
dell'inquinamento atmosferico;
il notevole afflusso di mezzi di trasporto dei rifiuti in
discarica, anche nelle ore notturne, ingenera un ulteriore
inquinamento acustico che si va a sommare alle altre forme di
inquinamento reale e/o potenziale;
anche il sequestro giudiziario della discarica di Ramacca,
appartenente alla stessa ditta Ofelia, di tipologia simile a quella
d'interesse, dà ulteriore ragion d'essere alle preoccupazioni della
popolazione sulla corretta conduzione di una discariche cui sono
connaturali altissimi rischi ambientali;
per sapere:
se, anche alla luce delle considerazioni sopra esposte, non
ritengano la discarica di S. Venerina incompatibile con l'ambiente
in cui si colloca;
se e quali controlli indispensabili siano stati effettuati al fine
di accertare eventuali anomalie nell'impianto di discarica in
oggetto ovvero per la tutela della salute dei cittadini e della
salubrità dell'ambiente;
quali misure infine si intendano adottare per riparare agli
eventuali danni alla salute pubblica e all'ambiente». (671)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
FIORENZA
«Al Presidente della Regione, premesso che:
nelle settimane scorse si sono registrati a Messina, soprattutto
in alcuni villaggi collinari, numerosi disservizi relativi
all'erogazione dell'acqua;
da un'indagine fatta risulta che la fornitura di acqua proveniente
dall'Alcantara è sospesa poiché l'AMAM (Azienda meridionale acque
Messina), che gestisce il servizio a Messina, non riesce a
sopportare i costi che Sicilia Acque impone ai gestori, ovvero una
tariffa di 60 centesimi di euro per metro cubo, il doppio di quella
che l'AMAM applica all'utenza messinese;
negli scorsi anni l'approvvigionamento dal bacino dell'Alcantara,
nonostante una graduale ma costante riduzione, consentiva,
comunque, il mantenimento di una riserva per le situazioni di
emergenza, mentre adesso anche quella quota è stata eliminata;
rilevato che:
risulta evidente l'eccessiva differenza tra la tariffa che Sicilia
Acque impone ai gestori e quella applicata dall'AMAM;
la Regione detiene il 25% di Sicilia Acque;
ritenuto che:
i mesi estivi sono quelli in cui, maggiormente, la città soffre
della penuria di acqua;
l'AMAM sostiene di poter fare a meno dell'Alcantara, sfruttando
l'acquedotto di Fiumefreddo e alcune sorgive locali, ma se si
verificasse un imprevisto, come un guasto all'impianto di
Fiumefreddo, la popolazione messinese rischierebbe di rimanere
senza acqua;
per sapere:
se non si ritenga opportuno affrontare la questione dei costi
dell'acqua imposti da Sicilia Acque, costi che, in un modo o
nell'altro, è facile prevedere saranno pagati a caro prezzo dai
cittadini;
se risponda a verità che problemi simili si stanno verificando
anche in altri comuni della Regione». (672)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
RINALDI
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura della
interpellanza presentata.
GENNUSO, segretario:
«Al Presidente della Regione, premesso che:
nelle scorse settimane le Ferrovie dello Stato hanno predisposto
un taglio dei posti passeggeri e dei vagoni sui treni da e per la
Sicilia;
in particolare, la riduzione è stata prevista per i treni 1924,
1925, 1938 e 1939, diretti dalla Sicilia a Roma, con il taglio di
64 posti nelle vetture destinate alle cuccette notturne e di 60
posti per i treni 1920 e 1921, diretti a Milano;
queste scelte, oltre a provocare disservizi e disagi, con
un'allarmante disaffezione dei cittadini nell'utilizzo del treno,
stanno determinando ripercussioni anche di carattere occupazionale,
per i tagli di posti di lavoro;
per conoscere:
se non ritenga queste scelte in contraddizione con l'accordo di
programma, stipulato tra la Regione siciliana e Trenitalia, che
dovrebbe prevedere il potenziamento delle strutture ferroviarie
dell'Isola, e se intenda acquisire elementi da Trenitalia su questo
punto;
quali iniziative intenda adottare per evitare gravi disagi alla
comunità siciliana, che utilizza il treno per le lunghe distanze, e
per frenare le conseguenze sui posti di lavoro in un territorio già
pesantemente colpito dalla piaga della disoccupazione». (64)
MATTARELLA
PRESIDENTE. Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno
annunzio senza che il Governo abbia dichiarato di respingere
l'interpellanza o abbia fatto conoscere il giorno in cui intende
trattarla, l'interpellanza stessa sarà iscritta all'ordine del
giorno per essere svolta al proprio turno.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che, in data 8 luglio 2009, è stata
presentata la seguente mozione:
numero 141 «Immediata riattivazione del servizio di emergenza 118
in alcuni comuni e frazioni della provincia di Palermo», degli
onorevoli Aricò Alessandro, Pogliese Salvatore, Falcone Marco,
Marrocco Livio, Vinciullo Vincenzo. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
con decreto assessoriale n. 01149/09 del 15 giugno 2009 è stata
disposta la chiusura notturna di 33 postazioni del '118' in tutto
il territorio siciliano, creando una disparità di trattamento tra
cittadini di serie A, i quali avranno l'ambulanza a disposizione 24
ore al giorno, e cittadini di serie B, i quali avranno l'ambulanza
a disposizione solo 12 ore al giorno;
nella provincia di Palermo sono coinvolti nell'immediata e
drastica chiusura notturna del servizio 118 i comuni di Godrano,
Mezzojuso e Marineo;
la necessità di una riduzione degli sprechi, di fronte alla
scarsità delle risorse, non giustifica certo la soppressione di un
servizio essenziale, quale il servizio di emergenza 118, durante le
ore notturne;
considerato che:
il provvedimento assessoriale adottato, che comporta l'immediata
chiusura del servizio di emergenza nelle ore notturne, produce
devastanti ripercussioni non solo sulla popolazione dei suddetti
comuni della provincia palermitana;
l'improvviso depotenziamento del servizio nelle ore notturne
rischia di creare notevoli problemi nella gestione dell'emergenza
sul territorio, soprattutto perché va a colpire le persone più
deboli, come le persone anziane, sole e non autosufficienti, come
avviene nella maggior parte dei casi;
la necessità di ricorrere ad un mezzo di soccorso presso altra
postazione, allorché non contemporaneamente operante, può, in
condizioni di traffico e di percorribilità disagiate, esporre a
rischio la vita dei cittadini bisognosi;
questa situazione di emergenza è stata affrontata anche dal
sindacato FIALS, Comparto del 118, che ha inoltrato una diffida per
condotta antisindacale, con la richiesta di immediato blocco
dell'esecutività del d.a. 01149/09 del 15 giugno 2009;
ritenuto che:
il servizio 118, nei territori dei comuni sopra indicati,
piuttosto che essere ridimensionato, vada potenziato con ambulanze
dotate di un medico;
la soppressione del servizio di emergenza impoverisce
ulteriormente i comuni, già oltremodo mortificati e decurtati di
importantissimi servizi;
il ridimensionamento del servizio sanitario, basato unicamente su
motivazioni di carattere economico, non può decretare la morte di
un territorio né pregiudicare il sacrosanto diritto alla salute dei
residenti e della popolazione limitrofa;
la nostra Costituzione riconosce a tutti i cittadini pari dignità
e pari diritto alla tutela della salute;
considerato, infine, che:
l'allarme diffusosi nella popolazione interessata pone problemi di
ordine pubblico che potrebbero comportare il verificarsi di un
evento tragico in assenza del servizio di emergenza 118 nei comuni
interessati, in orario notturno;
ciò ha spinto i sindaci ad indirizzare una nota di allarme al
Presidente della Regione, all'Assessore per la sanità, al Dirigente
generale della programmazione di emergenza, al Presidente della VI
Commissione legislativa permanente 'Servizi sociali e sanitari'
dell'Assemblea regionale e al Direttore della centrale operativa
del servizio 118,
impegna il Governo della Regione
e per esso l'Assessore per la sanità
all'immediata riattivazione delle postazioni notturne del servizio
di emergenza 118 nei comuni di Godrano, Mezzojuso e Marineo, nonché
nella frazione di Ficuzza, al fine di assicurare pari diritto alla
salute a tutti i cittadini, così come garantito dalla nostra
Costituzione». (141)
ARICO' - POGLIESE - FALCONE - MARROCCO - VINCIULLO
Avverto che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno della
seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.
Comunicazione di decadenza di firma da interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito della sua nomina ad Assessore
regionale con D.P.Reg. dell'8 luglio 2009, è decaduta la firma
dell'onorevole Nicola Leanza dall'interrogazione a risposta scritta
numero 172 «Notizie circa la mancata emanazione dell'elenco
degli operatori privi dei requisiti necessari per
l'accreditamento con il SSN».
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di cessazione di appartenenza a Gruppo
parlamentare. Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare.
Comunicazione di elezione a presidente
di Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che:
- con nota del 13 luglio 2009, pervenuta il 14 luglio successivo,
l'onorevole Francesco Musotto ha dichiarato di cessare di far parte
del Gruppo parlamentare Misto', per aderire contestualmente al
Gruppo parlamentare MPA';
- con ulteriore nota del 14 luglio 2009, pervenuta il 16 luglio
successivo, l'onorevole Musotto ha comunicato di essere stato
eletto, in data 13 luglio 2009, Presidente del Gruppo parlamentare
Movimento per le Autonomie'.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di nomina di componente di Commissione parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che, con decreto n. 218 del 20 luglio 2009,
l'onorevole Francesco Musotto è nominato componente della II
Commissione legislativa permanente Bilancio', in sostituzione
dell'onorevole Nicola Leanza, nominato Assessore regionale
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Commemorazione per la scomparsa dell'onorevole Giuseppe Alessi
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la recente scomparsa
dell'onorevole Giuseppe Alessi lascia un vuoto profondo nella
politica e nella società civile, non solo per l'acume da statista,
lo spessore morale e la grande umanità che lo caratterizzavano, ma
anche perché il suo impegno politico fu sempre ispirato da una
vocazione esemplare: la politica come identità di princìpi e di
valori.
Il 29 ottobre avrebbe compiuto 104 anni. E' stato il primo
Presidente della Regione siciliana.
Una vita dedicata alla politica e alla collettività da quando,
giovanissimo, aderì al Partito popolare italiano. Padre
dell'autonomia e fondatore, in Sicilia, del Partito della
Democrazia cristiana, nell'aprile 1947 fu eletto deputato, per la
DC, all'Assemblea regionale.
Alessi, da senatore, nel 1963, fu membro della Commissione
parlamentare di Giustizia e della Commissione Antimafia ed ebbe
così modo di dimostrare anche le sue grandi doti di giurista
presiedendo il Gruppo per le indagini sugli Enti locali. Così pure,
da deputato della Repubblica, nel 1968, quando fu vicepresidente
della Commissione Giustizia e guidò la Commissione parlamentare
d'inchiesta sugli eventi del giugno-luglio 1964 (Sifar). Da
Presidente, poi, dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana, dal 1973
al 1993, diede prova del suo inestimabile spessore culturale; e
ancora, sul finire degli anni Novanta, con spirito vivace e
lucidità estrema, mai scalfiti dal trascorrere del tempo, fu tra i
fondatori del movimento per la Rinascita della Democrazia
Cristiana.
Alessi fu componente della Consulta regionale per la compilazione
dello Statuto della Regione siciliana e della Commissione
paritetica per l'attuazione dello stesso.
Nel 1956, eletto all'unanimità presidente dell'Assemblea Regionale
Siciliana, ebbe a dire durante il suo discorso d'insediamento:
«Il voto unanime con cui oggi avete voluto affidarmi la
rappresentanza dell'Assemblea certamente ha come significato
l'onore tributato non alla mia persona, ma alla mia fede inalterata
e inalterabile nel bene supremo della libertà, come unico metodo di
lotta politica che sia costruttivo della storia. Bene che solo nei
liberi Parlamenti si attua; e tributato all'invincibile e sempre
professata mia convinzione nella forza redentrice dell'autonomia
regionale siciliana, vero messaggio della speranza della rinata
democrazia alle nuove generazioni isolane».
Ho voluto citare questo passaggio testualmente, e quindi queste
parole del Presidente Alessi, perché credo che racchiudano
l'essenza di questo grande uomo e perché mi piacerebbe che le
scolpissimo nei nostri cuori, affinché esse siano sempre un monito
d'indirizzo per me, che oggi siedo su questo scranno, ma anche per
tutti voi che siete chiamati a scrivere in quest'Aula la storia del
futuro prossimo della Sicilia.
Alessi ha fatto dell'Autonomia e del nostro Statuto il fulcro di
un percorso riformista per lo sviluppo della Sicilia e si è
battuto, affinché il patrimonio inestimabile che ne costituisce il
portato storico e civile non venisse mai disperso, ma piuttosto
tramandato alle nuove generazioni.
E' doveroso ricordarlo in questa Assemblea, che lui ha guidato con
onestà, con orgoglio e a cui ha guardato con profondo rispetto,
considerandola sempre al servizio di quella che egli amava definire
Santa causa della nostra Isola .
L'amore per questa terra è sempre stato il protagonista indiscusso
dell'azione politica di Alessi in tutti i ruoli che ha ricoperto, e
sono stati veramente tanti.
Egli ha rappresentato l'Assemblea Regionale Siciliana lottando
costantemente per affermare nello scacchiere nazionale l'alta
dignità di questo Parlamento e ha saputo cogliere e testimoniare in
modo esemplare alla Sicilia e al Paese quella che lui definiva «Una
virtù mai smentita di questa Assemblea». Ovvero, la sua capacità,
soprattutto nei momenti più critici, di «attingere forza non in
ciò che ci può dividere, ma in tutto ciò che ci accomuna: la
responsabilità ed il prestigio del mandato popolare, l'amore per la
nostra terra, la fede nell'autonomia, la volontà di servire il
popolo siciliano, nei suoi bisogni concreti, nelle sue ansie
pressanti ». Ho voluto citare queste sue parole perché credo che
siano molto attuali ancora oggi.
E il miglior modo per rendere omaggio alla sua memoria, onorevoli
colleghi, è tenere vivo il suo insegnamento, soprattutto in questo
frangente storico, in cui l'attualità politica troppo spesso è
stata contrassegnata da conflitti esacerbati, sfociati in
personalismi che hanno sopravanzato, talvolta, i nobili scopi del
mandato popolare.
Popolo e Parlamento erano per Alessi «un'unica contestuale
sovranità, un unico servizio, un'autentica responsabilità».
Ora che tutti insieme ci stringiamo attorno al dolore dei
familiari, auspico che ciascuno di noi sappia serbare gelosamente
nel proprio cuore e mettere in pratica nelle proprie azioni la
pregnanza di questi alti messaggi, che Alessi, da protagonista
della storia della Sicilia, ci ha lasciato in ogni passaggio della
sua partecipazione alla vita istituzionale e civile di questa terra
e che hanno fatto del suo impegno politico una vera e propria
missione per il riscatto della Sicilia.
Una concezione lungimirante la sua, di cui dobbiamo fare tesoro
oggi che, sebbene per motivazioni diverse, si ripropone in modo più
che mai attuale il dibattito sull'autonomia.
Dal dolore e dai sentimenti di smarrimento che si accompagnano
alla perdita di un uomo che, come raramente accade, ha interpretato
e vissuto il suo mandato politico trascendendo davvero se stesso
per il bene della collettività, dobbiamo rinvenire un nuovo humus
per tramandare il patrimonio morale che ci ha lasciato alle
generazioni future, a cui Alessi ha sempre guardato come fucina di
speranze per l'Isola e per il Paese.
Padre ispiratore e principale interprete dell'autonomia siciliana,
ha coniugato sempre, con impareggiabile coerenza, le sue
aspirazioni autonomiste con gli alti princìpi impressi nella nostra
Costituzione, i suoi ideali con le sue azioni, tenendo perennemente
viva quella dimensione etica che fa la differenza tra la buona e la
cattiva politica.
Da questo scranno oggi voglio rinnovare la mia vicinanza commossa
ai familiari che oggi sono presenti in Aula con noi e invito
l'Assemblea, voi tutti onorevoli colleghi, a manifestare il nostro
dolore per una perdita, che è incolmabile, rendendo a questo grande
uomo il giusto tributo di un minuto di silenzio.
(Il Parlamento osserva un minuto di silenzio)
MUSOTTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSOTTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei associarmi
alle parole del Presidente Cascio, parole di ricordo vivo e
profondo nei confronti del Presidente Alessi.
Credo che mai ci sia stato un luogo più vocato come questa Sala
d'Ercole per ricordare un uomo straordinario, un siciliano
straordinario che era orgoglioso del grande patrimonio storico e
morale che la nostra Isola ha avuto sempre nella storia dell'uomo.
Giuseppe Alessi ha rappresentato realmente la voglia, la volontà
dei siciliani di tener conto di questo grande patrimonio per farne
un elemento di sviluppo, di cambiamento, di ammodernamento, di
democrazia e di libertà.
E vorrei ricordare un aspetto dell'onorevole Alessi. L'onorevole
Alessi è stato pure un grandissimo avvocato penalista della storia
del Foro siciliano, ma anche della storia forense italiana. Io, per
una serie di circostanze estremamente fortunate, ho avuto modo di
incontrarlo nelle aule di giustizia e, tra l'altro, in un periodo
in cui il passaggio da procuratore legale ad avvocato avveniva in
una seconda fase, in Corte d'Appello, nel momento in cui avevo
maturato, alla fine degli anni '70, anche la possibilità e il
diritto di essere avvocato e quindi di difendere nelle diverse
corti.
E appunto nella Corte d'Appello di Palermo ho avuto l'onore di
avere posta la toga di avvocato sulle mie spalle dall'onorevole
Giuseppe Alessi. Ed è un ricordo assolutamente indimenticabile che
ha segnato la mia vita perché attraverso l'augurio che egli ha
espresso in quell'occasione, ha manifestato anche la sua profonda
convinzione, la sua profonda fiducia nelle nuove generazioni.
Egli era un avvocato straordinario; faceva in modo che la sua
profonda conoscenza, professionalità, sensibilità di giurista fosse
accompagnata da una ars oratoria che credo fosse unica,
affascinante, motivata, coinvolgente.
Egli difendeva il cittadino imputato sempre in nome della libertà,
mai l'imputato in quanto connotato da un reato che poteva essere
anche un reato che andava a cozzare con quelli che erano i suoi
princìpi e i suoi valori fondamentali di democrazia.
L'onorevole Alessi ha seguito la storia travagliata, anche quella
politica, della Sicilia con grande interesse, rimanendo sempre
coerente a quei princìpi di democrazia, di libertà, di
convincimento che devono essere presenti nelle aule assembleari, le
aule dove ci sono gli eletti direttamente dal popolo, che sono i
luoghi vocati della democrazia e dove l'Esecutivo deve
quotidianamente verificare il proprio operato. Quindi un uomo
straordinario, un uomo unico nella nostra storia di Sicilia, un
uomo che, fino agli ultimi giorni, ha dedicato la sua esistenza a
una coerenza su rapporti di democrazia e libertà.
Per concludere, signor Presidente, lei ha citato alcuni passi di
un suo intervento quando fu eletto Presidente dell'Assemblea
Regionale Siciliana. Ma io ho avuto modo di leggere - e penso tanti
di voi - anche il suo primo discorso da Presidente della Regione
Siciliana nel 1947, nel corso del quale i valori dell'autonomia,
che sono valori sempre estremamente attuali, che costituiscono un
momento di confronto e di dibattito per il mondo politico italiano
e siciliano in particolare, non venivano mai disgiunti da quella
profonda convinzione che aveva l'onorevole Alessi di essere anche e
soprattutto un cittadino italiano, e quindi di dover coniugare i
valori dello Statuto e dell'Autonomia con i valori fondanti della
Costituzione democratica italiana.
Quindi, un ricordo sentito, commosso, ma anche un cordoglio che
esprimiamo ai suoi figli, ai suoi nipoti affinché vivano
nell'attenzione, nello studio, nel pensiero di un uomo e di un
figlio unico della nostra grande Sicilia.
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a volte è un luogo
comune dire che, commemorando un uomo delle istituzioni, un amico,
seppure per interposta parentela, si interviene con un pizzico di
emozione. Nel mio caso, l'emozione è vera e sincera; è un'emozione
portata anche da un pizzico di sentimento.
Giuseppe Alessi è stato grande amico della mia famiglia, di mio
zio che era il più grande di cinque fratelli, di mio padre che ha
anche difeso, come avvocato, in una complicatissima vicenda
amministrativa, con il successo del risultato.
Giuseppe Alessi è un nome ricorrente nella mia famiglia e nella
mia provincia, in tutti gli eventi importanti della vita.
Io sono nativo di San Cataldo, come lo era Giuseppe Alessi; la
cosa che mi ha sempre stranito è stata che un uomo, oramai avviato
a compiere 104 anni, potesse avere una platea di estimatori così
vasta, anche tra i giovani. Estimatori giovani e meno giovani, per
chi si occupa di politica, tra chi si occupa di professione. La
nostra scuola forense di Caltanissetta, non a caso, è intitolata a
Giuseppe Alessi.
Giuseppe Alessi è ricordato, tutt'oggi, nelle aule di Giustizia
del distretto della Corte d'Appello di Caltanissetta - e parlo per
ciò che è a mia conoscenza - come un più che fine oratore, come un
cultore dell'oratoria forense, come un avvocato capacissimo ed in
grado di parlare per ore, citando da brani del Vangelo, a norme di
codice, a scenari di nuove aperture giudiziarie.
Giuseppe Alessi era anche questo.
Politica: credo che, forse, Giuseppe Alessi meriterebbe una
sessione ad hoc di questo Parlamento, non soltanto perché è stato
il primo Presidente della Regione siciliana, non soltanto perché è
stato Presidente di questa Assemblea, ma perché è stato custode di
un modo di intendere la politica, di pieno riscatto della Sicilia,
anche nei confronti del Governo centrale.
Passaggio fondamentale per sostenere quanto ho appena finito di
dire, è stato il suo atteggiamento durante il periodo del Governo
Milazzo, che in un primo tempo sostenne come momento di riscatto
nei confronti dello strapotere del Governo nazionale, anche del
governo interno della Democrazia Cristiana, e che, poi, abbandonò
nel momento in cui capì che quella fase della politica siciliana
del milazzismo' era portatrice di fatti negativi e deprecabili per
la politica, l'economia e il sociale di questa Regione.
Giuseppe Alessi è stato un personaggio che resterà indelebile
nella storia di questa nostra Sicilia, nella storia della politica,
dell'avvocatura, nella storia di questo Parlamento. Credo che
qualunque cosa diremo questa sera, sarà sempre una deminutio per
quello che Giuseppe Alessi ha rappresentato per la Sicilia.
Credo che questa Assemblea dovrà farsi carico di una raccolta dei
suoi scritti e dei suoi interventi in Aula e fuori dall'Aula. Credo
che questa Assemblea dovrà avere l'onore, la gioia e il prestigio
di dedicare a Giuseppe Alessi una sessione, un'aula ad hoc per
ricordarne la figura, la memoria, l'insegnamento e credo che, in
ogni caso, qualunque cosa faremo per rammentare a noi stessi ed ai
nostri figli Giuseppe Alessi, sarà sempre poco per quello che Peppe
Alessi ha fatto per la Sicilia.
A nome dei deputati del Gruppo parlamentare dell'UDC, che anche
politicamente si sentono idealmente collegati all'uomo che creò la
Democrazia Cristiana a Caltanissetta, porgo sentitamente ai
familiari presenti ed a quelli che oggi non hanno potuto
presenziare non soltanto il cordoglio di tutti noi, ma il segno
della nostra profonda ed imperitura stima.
(Applausi)
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo nel
convincimento che le parole da lei esternate, signor Presidente, in
memoria dell'onorevole Giuseppe Alessi, siano non solo
condivisibili, ma esaustive di un ricordo che deve essere un grande
esempio su cui la politica deve riflettere.
Il mio impegno in politica parte dalla passione per quelli che
sono i valori di cattolico impegnato in politica, ma anche di chi,
ancora oggi, crede sia possibile, attraverso il senso concreto
dell'azione politica, che vede un momento di servizio e di
solidarietà, che sicuramente trova, ancora oggi, con una figura
come Giuseppe Alessi, un riferimento di grande speranza e di grande
proiezione per il senso anche di una politica che riscopra, che
recuperi quelli che sono i valori purtroppo oggi in parte perduti.
Da giovane democristiano che ha visto il senso dell'impegno
politico molto in sintonia con quello che era l'insegnamento di
Giuseppe Alessi, in un momento in cui oggi c'è sempre più la
tendenza a voler apparire più che essere, a voler annunciare più
che operare, l'esempio del milazzismo' che ha visto in un momento
di rottura una tendenza o un tentativo di svolta, ha poi, in
funzione all'esperienza vissuta, voluto testimoniare - come ho
potuto anche avere modo di leggere - che era un'esperienza che
sicuramente deve far nascere un convincimento in cui il momento di
grande rottura deve essere il momento di serrato confronto
nell'ambito dei partiti.
Il senso di una azione che vuole con grande tensione dimostrare
che è possibile creare una svolta per protestare contro il potere
centrale che, a volte, trascura la reale dimensione di attenzione
che deve esserci per noi siciliani in particolare, di fatto non può
collocarsi fuori dalla dimensione del grande ragionamento della
politica nazionale, quindi dei partiti che hanno dimensione
nazionale.
Questa per me vuol essere anche una testimonianza di coerenza a
quella che deve essere l'azione politica e amministrativa. Ciò mi
ha portato a dire che, ancora oggi, attraverso un ragionamento che
deve vedere in ognuno di noi un punto di sicuro orientamento,
ancora oggi è possibile dimostrare che la politica deve essere una
grande azione in funzione delle istituzioni, in quanto l'uomo
Alessi ha testimoniato che prima c'è l'uomo, poi ci sono le
istituzioni, poi c'è la politica. E la politica non può utilizzare
gli uomini e le istituzioni solo per fare consenso.
Questo è il grande insegnamento che ho potuto avere ed in questo
senso ritengo che un insegnamento del genere debba servire ad una
sicura e forte guida verso l'azione politica di ognuno di noi in
cui, anziché il grande momento degli annunci, ciò che più deve
contare deve essere la grande azione di coerenza e di esempio nella
vita quotidiana perché, oggi, la politica deve recuperare consenso
attraverso l'esempio.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per esprimere, anche a nome del Gruppo del Partito Democratico di
questa Assemblea, il nostro cordoglio ai familiari di Giuseppe
Alessi ed anche perché credo sia giusto vivificare, rendere utile
questa occasione che non può prestarsi soltanto ad una
commemorazione rituale, così come è altrettanto preziosa
l'occasione che abbiamo per ricordare, per ricordare proprio noi,
molti dei quali non lo hanno conosciuto direttamente; se pensiamo
soltanto che Giuseppe Alessi ha lasciato le scene della politica
nel 1968 e oggi siamo qui a parlarne, ma non stiamo qui a parlarne
soltanto perché ci ha lasciato, lo abbiamo fatto in tutti questi
anni.
Infatti, ricordo, signor Presidente, che anche lei era presente in
occasione della sua visita e la sua presenza in Aula durante la
XIII legislatura e non è mancato momento, in questi anni, in cui
non abbiamo avuto modo di ricordarne il valore, l'impegno e la
qualità di uomo e di politico come riferimento per la nostra azione
e per la Regione siciliana.
Quindi, un punto di riferimento vero che in tutti questi anni si è
perpetuato e dunque se così è, nonostante il fatto che sia mancato
dalla scena politica attiva in questi ultimi 40 anni, non vi è
dubbio che la qualità del suo insegnamento, la pregnanza della sua
testimonianza, il valore della sua azione politica, hanno potuto
essere vivi ben oltre la sua dimensione dell'attualità, anche ben
oltre quello che molti politici, in genere, si sforzano di compiere
e cioè un presenzialismo continuo.
Giuseppe Alessi è stato presente nonostante avesse riservatezza e
discrezione anche nei confronti dell'apparire in pubblico e
dell'essere. Contano e contano oggi, hanno contato sempre e oggi
noi le stiamo ricordando, le sue azioni e sarebbe, dicevo, una
ritualità vuota se oggi non rinnovassimo quell'impegno e quella
riflessione che è stata al centro dell'attività di Giuseppe Alessi.
Quindi, importante è ricordare, perché se non lo facessimo, non
soltanto noi, ma i nostri figli, chi non è stato coevo alla sua
esperienza, chi non l'ha conosciuto, chi non ha vissuto con lui
perderebbe il patrimonio di insegnamento e di testimonianza che ha
lasciato. Ricordare è fondamentale, ma ricordare con criticità,
rendendo vivo questo ricordo; questo è il nostro compito.
Ho apprezzato, signor Presidente, che nella sua nota abbia
ricordato una frase che credo possa essere per noi di insegnamento,
lei ha parlato di ciò che è stato per Alessi il faro della sua
attività che ha condensato in una frase: Libertà in libero
Parlamento .
Io trovo quasi emozionante questa citazione. E' una citazione che
ci tocca tutti quanti. Richiamare alla libertà e richiamarla con
riferimento ad un libero Parlamento, credo sia il più alto segno di
responsabilità che l'insegnamento di Alessi ci tramandi, perché
questo continuo affermare l'autonomia della Regione siciliana,
l'averla ricercata, voluta, esserne stato padre, l'averla mantenuta
e difesa, averne cercato di dargli corpo e sostanza durante la sua
azione politica, avere cercato sempre di mettere al primo punto la
libertà nel libero Parlamento, credo si possa condensare in un
insegnamento che, in una parola, si può dire di grande
responsabilità, che richiama la responsabilità che lui ha messo
sempre nei suoi atti e nella sua attività e, quella nostra, se non
vogliamo fare, appunto, una commemorazione spenta di questa
occasione, la nostra responsabilità nel dare corpo oggi, attualità,
nel coniugare nella versione contemporanea quello che è stato il
suo impegno.
Allora, che cosa può voler dire oggi responsabilità, Libertà in
libero Parlamento , autonomismo, impegno per la Sicilia? Se
pensiamo a quali erano le promesse dell'autonomismo quando Alessi
lo concepì insieme ad altri, ma lui per primo, e quello che, poi,
negli anni è venuto a mancare.
Credo sia venuto a mancare, almeno rispetto alle forme che
preconizzava e che pretendeva, anche una qualità complessiva di
raccordo, di coesione, di progettualità, di visione strategica
della classe politica e della classe dirigente siciliana. E' venuto
a mancare il ruolo dei soggetti produttivi, della imprenditoria che
in quegli anni, in cui l'autonomismo fu concepito, si immaginava
poter essere una leva forte a cui dare, appunto, il sostegno di una
autonomia politica e, quindi, è venuto a mancare il motore della
Sicilia, così come era stato concepito. Ed era venuto a mancare
anche quello che in altre regioni si è sviluppato: una società
civile forte e robusta.
Bene, oggi noi possiamo ben dire che da lì dobbiamo ripartire,
forti di quello stesso insegnamento e nella costruzione di una
forte, consapevole, responsabile classe dirigente della Regione
siciliana, nel sostegno alla nascita forte, all'irrobustimento di
una imprenditoria che è il nervo su cui si fonda, poi, la libertà
di cui parlavamo prima, e di una società civile forte come non lo è
stata in questi anni.
Quale migliore esempio, poi, dello stesso Alessi: politico per
venti anni, come è stato ricordato prima, è tornato a fare
l'avvocato, quindi ad essere parte di quella società civile, ad
espletare il suo impegno civile di cattolico, ma di cittadino
siciliano nelle vesti di professionista dentro la società civile in
cui ha continuato a svolgere la sua attività.
Bene, penso che tutto ciò sia una parabola esemplare, una parabola
che si chiude in un cerchio che oggi si presenta alla nostra
riflessione.
Proprio per questo, signor Presidente, credo sia utile - se di
riflessione vogliamo parlare e della riflessione vogliamo nutrirci,
non nostalgicamente, ma per andare avanti come nel far crescere una
pianta che abbia foglie nuove, che abbia nuovi rami, ma consapevole
di avere radici forti e costanti in quella esperienza di cui Alessi
fu padre -, sia doveroso e ragionevole proporre, ad esempio, che
l'Assemblea regionale siciliana si faccia parte dirigente
nell'istituire - è questa la proposta che noi facciamo -, nel
promuovere delle borse di studio che consentano alle forze
intellettuali migliori, più fresche, della nostra Regione,
annualmente di confrontarsi e di misurarsi sul tema nuovo, sempre
nuovo, dell'Autonomia siciliana, affinché si abbia una nuova
coniugazione, una nuova riflessione - benché questo tema sfugga,
molto spesso, dalla pura retorica politica in cui, in maniera
strumentale, spesso noi stessi la incagliamo - e sia riversato e
tramandato e restituitoci dalla società civile, dalle forze
imprenditoriali, senza le quali non c'è riflessione
sull'autonomismo che tenga ma, direi, non c'è autonomia siciliana
che sia tale.
Di ciò penso che dobbiamo farci portatori attraverso questa
occasione e per questa occasione ringrazio, a nome di tutti noi, la
figura di Giuseppe Alessi. Torno ad esprimere il cordoglio alla
famiglia e consegno a voi questa nostra riflessione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, credo che la pacatezza, la
maturità e la responsabilità con cui questo Parlamento ha svolto
questo breve momento di commemorazione, testimonino ancora una
volta, se ce ne fosse bisogno, che l'elezione all'unanimità,
cinquanta anni fa, dell'onorevole Alessi a Presidente di questo
Parlamento non sia stata assolutamente casuale.
Vi ringrazio. Un saluto ai parenti.
Presidenza del presidente Cascio
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno: Lettura,
ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
Regolamento interno, della mozione numero 140 «Iniziative urgenti
allo scopo di tutelare i lavoratori siciliani di aziende in crisi
ammesse a beneficiare di ammortizzatori sociali in deroga» degli
onorevoli D'Antoni, Federico, Romano, D'Agostino, Lentini ed Arena.
Avverto che la determinazione della data di discussione della
mozione sopra citata, integralmente riportata nell'ordine del
giorno della presente seduta, è demandata, secondo consuetudine
parlamentare, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
Presidenza del presidente Cascio
Seguito della discussione del disegno di legge numero 119 - Norme
stralciate I/A
«Norme in materia di aiuti alle imprese»
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
numero 119 - Norme stralciate I/A «Norme in materia di aiuti alle
imprese».
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Comunico che l'onorevole Falcone ha chiesto di apporre la propria
firma all'emendamento A40 della rubrica Beni culturali del disegno
di legge in discussione.
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ho appositamente
voluto evidenziare, durante il dibattito per la commemorazione
dell'onorevole Giuseppe Alessi, l'assenza del Governo; non l'ho
fatto per non sminuire, soprattutto agli occhi dei parenti presenti
in Aula, la particolare partecipazione con cui questa Aula ha
ricordato Giuseppe Alessi.
Adesso, però, chiusa la commemorazione e nell'assenza dei parenti,
ritengo di dover esprimere il mio forte risentimento politico
perché nessun altro impegno del Governo doveva e poteva impedirne
la presenza, seppure in via di rappresentanza, quando l'Aula
commemora il primo Presidente della Regione ed un ex Presidente di
quest'Assemblea.
E' un fatto gravissimo che lede anche la dignità di questo
Parlamento, e vorrei ricordarle, senza per questo aprire polemiche,
che lei è il custode della dignità di questo Parlamento. Fatti del
genere non possono passare inosservati e, a prescindere dalla
estrema inopportunità ed errore dell'assenza del Governo nella
commemorazione dell'onorevole senatore Alessi, rappresento che
quest'Aula, per una legge così importante, non é in grado di
operare senza la presenza del Governo.
Pertanto chiedo formalmente che la seduta sia sospesa e venga
rinviata a domani, perché così non si può procedere.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo
appena finito di parlare, almeno nel mio intervento, di
responsabilità, di qualità dell'impegno politico, ma siamo in una
situazione paradossale: al 20 luglio, di lunedì, ci si chiede,
giustamente, di venire in Aula per esitare un provvedimento di
legge che i siciliani reclamano nella piena autonomia, vorrei dire
parafrasando, in assenza del Governo.
Anch'io non vorrei aggiungere parole a questo disdoro che si sta
offrendo ai siciliani e che si è offerto, purtroppo, anche nei
momenti precedenti, durante la commemorazione. Però, credo, signor
Presidente, che vada rimarcata l'inappropriatezza, l'inadeguatezza
del Governo, in questo momento assente in Aula, che ci impedisce -
e penso che lei non possa che prenderne atto -, di andare avanti e
ci costringe a sospendere la seduta.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è inutile dare la parola ad altri
deputati perché ho già preso una decisione. Mi sento di
sottoscrivere assolutamente quanto è stato detto dall'onorevole
Maira e dall'onorevole De Benedictis, per cui sospendo la seduta
per trenta minuti.
(La seduta, sospesa alle 17.55, è ripresa alle ore 18.40)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Cascio
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Speziale ha chiesto congedo
per la presente seduta.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
numero 119 - Norme stralciate I/A «Norme in materia di aiuti alle
imprese»
PRESIDENTE. Riprende il seguito della discussione del disegno di
legge «Norme in materia di aiuti alle imprese» (119 - Norme
stralciate I/A).
Ricordo che la discussione del disegno di legge era stata sospesa
nella seduta precedente dopo l'approvazione dell'articolo 10.
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
«Articolo 11
Modifiche all'articolo 63 della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32
1. All'articolo 63, comma 1, della legge regionale n. 32 del
2000 sono apportate le seguenti modifiche:
a) le lettere a), b) e c) sono sostituite dalle seguenti:
a) credito di avviamento e credito di esercizio, sotto forma di
apertura di credito concesso dalle banche operanti in Sicilia a
fronte delle esigenze della gestione aziendale. L'apertura di
credito deve essere utilizzata per acquisti di beni non duraturi e
necessari all'esercizio dell'attività, nonché per emolumenti e
compensi a terzi per servizi acquisiti. L'apertura di credito deve
avere un importo minimo di 10 mila euro e non può comunque superare
l'importo di euro 200 mila';
b) operazioni di anticipazione effettuate da banche o società
finanziarie a partecipazione bancaria operanti in Sicilia, a fronte
della cessione di crediti commerciali, per un importo minimo di
euro 10 mila e non superiore ad euro 200 mila';
c) contributi in conto interessi per il ripianamento delle
esposizioni debitorie per un minimo di euro 30 mila e un massimo di
euro 500 mila, maturate alla data del 30 giugno 2008, tramite piani
di risanamento concordati con istituti di credito. Il contributo in
conto interessi è concesso per una sola volta alle imprese che non
abbiano già usufruito del medesimo beneficio;';
b) la lettera d) è abrogata».
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 11.1:
«Alla lettera c) del comma 1 le parole 30 giugno 2008 sono
sostituite dalle parole 30 giugno 2009 ».
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 11, nel testo
risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
«Articolo 12
Aree artigianali
1. All'articolo 78 della legge regionale 6 maggio 1981, n. 96,
dopo il comma 7 è aggiunto il seguente comma:
7 bis. Il finanziamento può essere accordato anche per la
costruzione di capannoni all'interno delle aree artigianali.'».
Comunico che all'articolo 12 non sono stati presentati
emendamenti. Lo pongo, quindi, in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:
«Articolo 13
Modifiche all'articolo 65 della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32
1. L'articolo 65 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, è
sostituito dal seguente:
1. Allo scopo di favorire la vendita diretta delle produzioni
regionali artigianali e agricole, nonché dei prodotti della pesca e
dei loro relativi trasformati, l'Assessorato regionale della
cooperazione, del commercio, dell'artigianato e della pesca è
autorizzato ad attivare, in conformità agli obiettivi specifici 5.2
e 7.1 del Programma operativo regionale del Fondo europeo per lo
sviluppo regionale per il 2007-2013 (PO FESR 2007-2013), approvato
con Decisione C (2007) 4249 del 7 settembre 2007 e successive
modifiche e integrazioni, regimi di aiuti alle condizioni e limiti
previsti per gli aiuti de minimis' dalla disciplina comunitaria.
Gli aiuti possono essere concessi per la costituzione di consorzi
di produttori, appartenenti anche a settori merceologici diversi,
per la costituzione di appositi spacci consortili per la vendita al
dettaglio dei propri prodotti, anche in mercati extraregionali.
2. L'Assessore regionale per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca stabilisce, con proprio decreto, le
modalità per la concessione delle agevolazioni, inclusi i criteri
per l'individuazione dei soggetti, delle attività, delle spese
ammissibili, la percentuale massima d'intervento, la misura
massima del finanziamento concedibile, le modalità di erogazione
dei benefici in una o più delle forme indicate dall'articolo 189
della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e successive
modifiche e integrazioni, i parametri per l'attribuzione, a ciascun
progetto, del punteggio utile per la collocazione in graduatoria e
ogni altra disposizione necessaria all'attivazione degli
interventi, in coerenza con quanto previsto nei citati obiettivi
specifici 5.2 e 7.1 e nelle corrispondenti linee operative
contenuti nel PO FESR 2007-2013 e nel documento Requisiti di
ammissibilità e criteri di selezione', approvato dal Comitato di
Sorveglianza del 12 dicembre 2007 e successive modifiche e
integrazioni.
3. Ai fini del controllo comunitario sugli aiuti per il periodo di
programmazione 2007-2013 le risorse finanziarie non possono
superare complessivamente l'importo di 30 milioni di euro'».
Comunico che dagli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi, Donegani e
Marinello sono stati presentati i seguenti emendamenti:
emendamento 13.1:
«Al comma 1, al secondo capoverso, sostituire le parole per la
costituzione di con la parola ai »;
emendamento 13.2:
«Al comma 2, sesto rigo, le parole in coerenza sono sostituite
con le parole in esecuzione di ».
Verifica del numero legale
DINA. Signor Presidente, chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Cordaro, Formica,
Forzese, Lo Giudice, Musotto e Ragusa)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, invito gli onorevoli deputati a registrare la loro
presenza con la scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla verifica)
Sono presenti: Apprendi, Arena, Beninati, Bufardeci, Campagna,
Caputo, Cimino, Colianni, Corona, D'Agostino, D'Antoni, D'Asero, De
Benedictis, Di Mauro, Federico, Ferrara, Formica, Galvagno,
Gennuso, Gentile, Greco, Leanza Nicola, Lentini, Limoli, Lupo,
Marinese, Marrocco, Minardo, Musotto, Oddo, Ruggirello, Savona,
Scilla, Scoma, Termine.
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 41
L'Assemblea è in numero legale.
DINA. Desidero conoscere i nomi dei deputati in congedo.
PRESIDENTE. I relativi documenti sono disponibili al banco della
Presidenza. Ne può prendere visione.
ODDO. Chiedo di parlare sull'emendamento 13.1.
PRESIDENTE. Onorevole Oddo, le anticipo il parere favorevole del
Governo.
Ha facoltà di parlare.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo chiarire che
non possiamo scrivere concessi per la costituzione', ma concessi
ai consorzi'. Se scriviamo concessi per la costituzione' limitiamo
l'intervento solo ed esclusivamente per la costituzione.
Non occorre che continui perché mi sembra che l'emendamento si
illustra da sé.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 13.1, con il parere
favorevole del Governo. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 13.2. Lo pongo in votazione. Il parere
del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 13, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
«Articolo 14
Modifiche all'articolo 52 della legge 23 dicembre
2000, n. 32
1. La lettera c), del comma 1, dell'articolo 52 della legge 23
dicembre 2000, n. 32, è abrogata.'
Comunico che sono stati presentati dal Governo i seguenti
emendamenti:
emendamento 14.1 (prima parte, sostitutivo dell'art. 14):
«Sostituire l'articolo 14 con il seguente:
Art. 14.
Modifiche agli articoli 52 e 55 della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32.
l. L'articolo 52 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 è
sostituito dal seguente:
1. L'Assessorato regionale della Cooperazione, del Commercio,
dell'Artigianato e della Pesca è autorizzato a concedere, per il
tramite della CRIAS, le seguenti agevolazioni a favore delle
imprese artigiane:
a) finanziamenti per la formazione di scorte di materie prime e/o
prodotti finiti pari al 25% del volume di affari, da un minimo di
euro 5.164,57 fino ad un massimo di euro 103.291,37, e con durata
di 36 mesi;
b) finanziamento per credito d'esercizio per una durata massima di
36 mesi e per un importo minimo di euro 5.164,57 ed un massimo di
euro 51.645,69;
c) finanziamenti a medio termine, assistiti da idonea garanzia
reale per la durata massima di anni venti, per acquisto,
costruzione e ristrutturazione del laboratorio e/o acquisto di
macchinari, attrezzature ed arredi funzionali allo svolgimento
dell'attività, per un importo pari al 75% della spesa ammessa, non
inferiore ad euro 15.493,70 e non superiore ad euro 516.456,89.
2. I tassi di interesse riguardanti i finanziamenti agevolati ed i
prestiti di cui al comma l sono applicati nella misura stabilita
dalla presente legge per le operazioni di credito agevolato.
3. Gli aiuti previsti dal presente articolo sono concessi alle
condizioni e limiti previsti per gli aiuti de minimis dalla
disciplina comunitaria'.»;
subemendamento 14.1.1:
«Al titolo dell'emendamento 14.1 - I parte - le parole e 55 sono
abrogate».
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare sull'emendamento 14.1 (prima
parte).
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima ancora
dell'emendamento, vorrei che il Governo spiegasse il significato
dell'articolo, il perché l'abrogazione della lettera c) del comma 1
dell'articolo 52 della legge 32, relativo ai contributi in conto
interessi per il ripianamento delle esposizioni debitorie. Perché
si prevede l'abrogazione di questa norma?
E, successivamente, cerchiamo di capire il senso di questo
emendamento.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare sull'emendamento 14.1 (prima parte).
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, la spiegazione è semplice:
l'emendamento che abbiamo presentato è finalizzato a modificare i
provvedimenti che sono messi in atto dall'articolo 52, cioè dalla
CRIAS. L'articolo 55 riguarda l'Artigiancassa, che è argomento
successivo, a proposito degli emendamenti aggiuntivi.
L'articolo 52 riguarda modifiche alla CRIAS, ed era stato commesso
un errore a proposito della presentazione dell'emendamento,
indicando impropriamente anche l'articolo 55.
L'emendamento sostitutivo, onorevole De Benedictis, indicava
impropriamente 52' e 55', quindi, il 55' va cassato e resta in
vita l'emendamento modificativo dell'articolo 52.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 14.1.1. Il parere
della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione.. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 14.1, come emendato. Il parere
della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 14, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi
(E' approvato)
Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:
«Articolo 15
Modifiche agli articoli 75 e 90 della legge regionale del 23
dicembre 2000, n. 32
1. L'articolo 75 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 è
sostituito dal seguente:
Art. 75. Contributi a favore delle imprese appartenenti alla
filiera turistica - 1. L'Assessorato regionale del turismo, delle
comunicazioni e dei trasporti è autorizzato ad attivare, attraverso
appositi bandi, a favore delle piccole e medie imprese operanti in
Sicilia nel settore turistico, un regime di aiuti all'investimento
iniziale conforme alle condizioni e limiti previsti dal regolamento
(CE) n. 800/2008 della Commissione (regolamento generale di
esenzione per categoria), del 6 agosto 2008, pubblicato nella
g.u.u.e. del 9 agosto 2008, serie L 214, consistente nella
erogazione di contributi in conto impianti di intensità pari al 50
per cento dell'importo delle spese ammissibili dei progetti
presentati dalle piccole imprese, ed al 40 per cento dell'importo
delle spese ammissibili dei progetti presentati dalle medie
imprese. Gli aiuti di cui al presente articolo possono essere
altresì concessi conformemente alle condizioni e ai limiti previsti
dagli Orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità
regionale 2007-2013 pubblicati nella g.u.u.e. C 54 del 4 marzo
2006. Gli aiuti non possono riguardare gli investimenti
finalizzati semplicemente a sostituire macchinari, attrezzature o
fabbricati esistenti, o parte degli stessi, con edifici o
macchinari o attrezzature nuovi o aggiornati, senza aumentare la
capacità di produzione di oltre il 25 per cento o senza modificare
sostanzialmente la natura della produzione o la tecnologia
utilizzata.
2. I beneficiari dei contributi di cui al presente articolo sono
le piccole e medie imprese, così come definite dalla disciplina
comunitaria, che gestiscono o intendono intraprendere la gestione
di attività economiche appartenenti alla filiera turistica da
individuarsi con decreto dell'Assessore regionale per il turismo,
le comunicazioni ed i trasporti, sulla base degli obiettivi
contenuti nei documenti di programmazione elaborati dalla Regione
per il periodo di programmazione comunitaria 2007-2013.
3. Con decreto dell'Assessore regionale per il turismo, le
comunicazioni ed i trasporti sono definite le modalità di
presentazione delle domande di contributo, i criteri di
ammissibilità e di selezione delle stesse, la copertura geografica
dei vari bandi, i settori e le tipologie di attività ammissibili
per ciascun bando in conformità a quanto previsto nei
corrispondenti obiettivi specifici, operativi a linee di interventi
contenuti nel PO FESR 2007-2013 e nel Documento Requisiti di
ammissibilità e criteri di selezione', approvato dal Comitato di
sorveglianza del 12 dicembre 2007 e successive modifiche e
integrazioni, con decreto dell'Assessore sono altresì stabilite le
modalità di istruttoria e di redazione delle graduatorie di
ammissione a finanziamento, le modalità di rendicontazione e di
erogazione delle rate di contributo nonché le circostanze che danno
luogo alla revoca o all'annullamento in autotutela dei
provvedimenti concessori ulteriori rispetto a quelle indicate ai
commi 5 e 6.
4. Gli aiuti concessi ai sensi del presente articolo non sono
cumulabili con altre agevolazioni, derivanti da normativa
regionale, nazionale e comunitaria, relative alle stesse opere.
5. Gli aiuti di cui al presente articolo sono subordinati alla
condizione che l'impresa beneficiaria si impegni a gestire
direttamente l'attività relativa all'investimento agevolato ed un
periodo minimo di cinque anni dopo la data di entrata a regime
dell'investimento. La violazione di tale impegno comporta l'obbligo
in capo all'amministrazione di revocare i contributi concessi e
recuperare le quote materialmente erogate. La cessione, nel periodo
di cinque anni successivo alla data di entrata a regime
dell'investimento, dei beni agevolati ai sensi del presente
articolo, comporta la revoca parziale dei contributi concessi in
proporzione alla spesa ammissibile riconosciuta in relazione
all'acquisto dei beni ceduti, a meno che, la cessione sia motivata
dalla necessità di sostituzione dei beni stessi previamente
autorizzata dall'amministrazione regionale.
6. Gli aiuti di cui al presente articolo sono concessi
esclusivamente a condizione che il beneficiario, prima dell'avvio
dell'investimento, abbia presentato istanza di contributo ed abbia
ottenuto, con successiva apposita comunicazione, conferma da parte
dell'amministrazione, che il progetto soddisfa, in linea di
principio le condizioni di ammissibilità stabilite dal regime, pur
con riserva di una verifica particolareggiata. Ai fini del presente
articolo, per data di avvio dell'investimento si intende la data di
stipula del primo contratto relativo all'acquisizione di beni o
alla realizzazione delle opere edilizie relative all'investimento.
L'eventuale accertamento a posteriori dell'avvenuto avvio
dell'investimento in data antecedente alla conferma
dell'amministrazione circa la sussistenza delle condizioni di
ammissibilità, comporta l'obbligo della revoca dei contributi
concessi ed il recupero delle quote di contributo eventualmente
erogate.
7. Per la selezione e gestione degli interventi di cui al presente
articolo, l'Assessorato regionale del turismo, delle comunicazioni
e dei trasporti è autorizzato ad avvalersi di un soggetto
selezionato ai sensi dell'articolo 185, comma 5, della legge
regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e successive modifiche ed
integrazioni, con oneri a carico dell'asse 7 - Governance ed
assistenza tecnica del PO FESR 2007-2013; in tal caso si applicano
le procedure previste dall'articolo 4, comma 1, della legge
regionale 22 dicembre 2005, n. 20.
8. Anche successivamente all'entrata in vigore delle disposizioni
contenute all'articolo 7 della legge regionale 16 dicembre 2008, n.
19, resta ascritta alla competenza dell'Assessore regionale per il
turismo, le comunicazioni ed i trasporti l'individuazione delle
aree geografiche sedi degli investimenti agevolabili con relativa
priorità e la indicazione delle tipologie di attività e di
investimento prioritarie.
9. Ai fini della comunicazione sull'ammontare degli aiuti prevista
dal regolamento comunitario di esenzione, le risorse finanziarie
concedibili sotto forma di aiuti in forza del presente articolo per
il periodo di programmazione 2007-2013 non possono superare
complessivamente l'importo di 490 milioni di euro.'.
2. L'articolo 90 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 è
sostituito dal seguente:
Art. 90. Aiuti de minimis' a sostegno delle imprese turistiche -
1. L'Assessorato regionale del turismo, delle comunicazioni e dei
trasporti è autorizzato a concedere, alle condizioni ed entro i
limiti previsti per gli aiuti de minimis' dalla disciplina
comunitaria, contributi alle piccole e medie imprese appartenenti
alla filiera turistica per la realizzazione di iniziative a
sostegno della commercializzazione dell'offerta turistica
regionale, finalizzate alla destagionalizzazione dei flussi
turistici.
2. Il contributo è fissato nella misura massima del 50 per cento
dei costi complessivi ammissibili e documentati.
3. Sono ammesse al contributo le spese sostenute per le seguenti
attività:
a) realizzazione di materiale pubblicitario esclusivamente
riferito alla offerta siciliana commercializzata;
b) organizzazione nella Regione di eventi congressuali, nei
periodi da individuarsi con il decreto dell'Assessore regionale per
il turismo, le comunicazioni ed i trasporti, di cui al comma 4, al
fine della destagionalizzazione;
c) la locazione, installazione e gestione di stand in occasione
della partecipazione dell'impresa ad una fiera o mostra in Italia
o all'estero;
d) la realizzazione nella Regione di educational tour rivolti ad
operatori e giornalisti .
e) la realizzazione di progetti volti a favorire l'integrazione
tra le imprese della filiera turistica, promossi da società a
partecipazione pubblica o mista pubblica/privata.
4. Con decreto dell'Assessore regionale per il turismo, le
comunicazioni ed i trasporti sono determinate le modalità di
presentazione delle domande di contributo, i criteri di
ammissibilità e selezione delle stesse, le spese ammissibili e ogni
altra disposizione necessaria all'attuazione dell'intervento.'».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dall'onorevole Ragusa:
emendamento 15.1:
«Al comma 1 dopo le parole nel settore turistico aggiungere le
seguenti:
con preferenza per quelle attività di imprese consorziate aventi
la caratteristica di Paese Albergo o Albergo diffuso collocati
all'interno dei siti Unesco. »;
dagli onorevoli Pogliese, DAsero, Limoli, Falcone, Cordaro,
Caputo, Mancuso e D'Antoni:
emendamento 15.2:
«Dopo la lettera e) aggiungere i seguenti commi:
4. L'Assessorato regionale del turismo, delle comunicazioni e dei
trasporti è autorizzato a concedere, alle condizioni ed entro i
limiti previsti per gli aiuti "de minimis" dalla disciplina
comunitaria e dei fondi stanziati, allo scopo di favorire la
destagionalizzazione della offerta turistica, un contributo di
800 mensili, alle piccole e medie imprese appartenenti alla fili
era turistica localizzate nel territorio della Regione per ciascun
lavoratore a tempo indeterminato in forza nel periodo 1 gennaio
2009 - 31dicembre 2009. Il contributo verrà erogato nel rispetto
del Regolamento CE n. 1998/2006 del 15 dicembre 2006, in misura
proporzionale tra l'importo delle richieste che perverranno all'
Assessorato e le risorse disponibili, nonché a condizione che:
a) il livello di occupazione, relativamente ai rapporti di lavoro
a tempo indeterminato, raggiunto alla data del 31 dicembre 2008,
non subisca riduzione nel corso del 2009;
b) siano osservati i contratti collettivi nazionali di lavoro;
c) siano rispettate le prescrizioni sulla salute e sulla sicurezza
dei lavoratori previste dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n.
81.
5. Con decreto dell' Assessore regionale per il turismo, le
comunicazioni ed i trasporti sono determinate le modalità di
presentazione delle domande di, contributo, i criteri di
ammissibilità e selezione delle stesse, le spese ammissibili e ogni
altra disposizione necessaria all'attuazione degli interventi .»
dalla Commissione:
emendamento 15.3:
«All'articolo 15, comma 9, all'inizio, aggiungere il seguente
periodo:
Gli interventi di cui al presente articolo sono attivati a valere
sulle risorse relative al PO FESR 2007-2013 e sulle risorse
finanziarie del Fondo aree sottoutilizzate istituito con l'articolo
61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289 .»
subemendamento 15.3.1:
«Dopo le parole Gli interventi di cui aggiungere al comma 1
del »
dal Governo:
emendamento 15.4:
«Al comma 2, punto 2, aggiungere la seguente lettera:
f) organizzazione e offerta di pacchetti promozionali integrati
per la fruizione delle risorse turistiche dell'Isola e
l'accoglienza nelle strutture ricettive .»
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare sull'articolo 15.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'articolo, prima ancora che sull'emendamento, quindi nella
discussione generale sull'articolo e mi rivolgo, in particolare,
all'assessore Strano.
Al comma 2, nella parte finale di questo articolo, è previsto un
regime di aiuti in funzione della destagionalizzazione dei flussi
turistici. Le misure ammesse a contributo - ed è il punto 3 del
comma 2 - sono: la realizzazione di materiale pubblicitario, la
promozione e organizzazione di eventi congressuali, alla lettera
b); la gestione di stand alla lettera c); education tour per
operatori e giornalisti alla lettera d) e progetti volti a favorire
l'integrazione tra le imprese della filiera turistica.
Vorrei sottoporre all'attenzione del Governo che, in realtà, ai
fini della destagionalizzazione, oltre che promuovere iniziative
promo-pubblicitarie o eventi congressuali, si potrebbe - e si
dovrebbe - promuovere l'offerta di pacchetti promozionali che, in
stagioni non dense di flusso turistico convenzionale, possono
attirare la domanda turistica e, quindi, in qualche modo facendo
tesoro delle disponibilità ambientali, delle risorse
naturalistiche, a prezzi più ridotti che non i flussi di alta
stagione. In definitiva, incentivare fra le lettere che possono
essere oggetto di questo contributo, anche dei pacchetti
promozionali integrati che mettono insieme l'accessibilità, la
fruizione dei monumenti e delle risorse turistiche e naturalistiche
della Regione, con le offerte delle attività ricettive, quindi
degli stabilimenti alberghieri. Credo che valga la pena.
Non ho presentato un emendamento, ma possiamo valutarlo e, se c'è
la possibilità di farlo, possiamo inserire anche questo elemento
perché, effettivamente, può costituire un'attrazione per la
destagionalizzazione.
L'unico elemento, infatti, che può servire da richiamo e che è
citato è il turismo congressuale. Dobbiamo, invece, puntare anche
alla possibilità che, fuori dalle stagioni più affollate, gli
stessi eventi, le stesse risorse naturalistiche siano più
appetibili - cito un esempio per tutti - attraverso
l'incentivazione del turismo scolastico che, invece, impropriamente
si sovrappone nella nostra Regione esattamente con il periodo marzo-
aprile, quando già gli alberghi funzionano per la ripresa dei
flussi turistici stranieri. Anticipare il turismo scolastico,
quindi, potrebbe servire a questo scopo.
Mi chiedo se il Governo non voglia cogliere l'opportunità, anche
con una sospensione della votazione o con un po' di tempo a
disposizione, per predisporre un emendamento al fine di inserire
anche i contributi a pacchetti promozionali integrati dell'offerta
turistica regionale.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Strano,
vorrei attirare la sua attenzione sull'emendamento che ho
presentato e che riguarda, così come quelli presentati
precedentemente e che hanno avuto poca fortuna, alcuni siti
tutelati dall'Unesco: mi riferisco alla Val di Noto e a gran parte
della provincia di Catania.
Vorrei sottolineare, in particolare, il comma 1 di questo
emendamento che così recita: «dopo la parola al settore turistico'
aggiungere le seguenti: con preferenza per quelle attività di
imprese consorziate aventi la caratteristica di paese-albergo o
albergo diffuso collocate all'interno dei siti Unesco'. Perché
questo?
In carenza di strutture turistiche ricettive, con questo
emendamento avremmo la possibilità di far arrivare turisti
all'interno delle città tutelate dall'Unesco e, quindi, farle
vivere costantemente a contatto con la collettività residente e
aiutare e sostenere tutte quelle imprese che si consorziano e che
danno vita ai paesi-albergo. Da questa vicinanza e costanza
all'interno delle città, quindi, potremmo avere la possibilità di
fare rivivere e vivere.
Vi sono molte città sotto tutela dell'Unesco che sono vicine al
mare e, quindi, vivere in città in momenti di vacanza e poi
trasferirsi al mare. Per questo motivo, chiedo l'approvazione da
parte del Governo.
STRANO, assessore per il turismo, le comunicazioni e i trasporti.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STRANO, assessore per il turismo, le comunicazioni e i trasporti.
Grazie, signor Presidente, buonasera a tutti i colleghi. Seppure
mi sono salutato già la volta scorsa con tutti voi, nel riprendere
un'attività sospesa da anni, pur non essendoci tanta emozione, mi
fa molto piacere rivolgervi un saluto doveroso.
Ho sentito sia l'intervento dell'onorevole De Benedictis sia
l'intervento dell'onorevole Ragusa e, su ambedue le osservazioni,
ritengo assolutamente pertinente una considerazione. L'onorevole De
Benedictis propone di allargare le forme alle quali questo de
minimis va incontro.
Voglio confermare, a nome del Governo e mio personale, l'assoluto
apprezzamento per le sue considerazioni che ritengo opportune. La
destagionalizzazione, però, non si muove secondo un principio da
codificare, quanto meno sarà questo lo spirito con il quale mi
muoverò. Ciò è in linea con quanto sostiene l'onorevole De
Benedictis.
Prego, infine, lo stesso onorevole di preparare questo
subemendamento in tempo, nella stessa serata. Noi considereremo la
stagione, onorevole De Benedictis, dall'1 gennaio al 31 dicembre,
considerata anche la possibilità
DE BENEDICTIS. La dovrebbero considerare i turisti.
STRANO, assessore per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti.
Oggi abbiamo delle note - ne do atto - e credo faccia piacere anche
all'assessore Bufardeci sentire e leggere delle note dell'ufficio
studi del Monte dei Paschi di Siena. Secondo questi studi la
Sicilia non è assolutamente l'ultima ruota del carro, ma è la
seconda meta preferita dagli italiani; è vero che ci sono, a volte,
meno visitatori, ma crescono le entrate. Quindi, le fornisco anche
queste due agenzie di pochi minuti fa.
Per quanto riguarda la congressistica, onorevole De Benedictis, ci
troviamo davanti ad un momento particolare e, fermo restando che
sono d'accordo, vorrei anche portare a conoscenza dei colleghi e
del Governo le difficoltà nelle quali si muove questo settore.
La Federfarma, addirittura, ha proibito - non indicato, ma
proibito - alle aziende farmaceutiche di realizzare congressi negli
alberghi a cinque stelle cercando di limitare le spese che,
evidentemente, anche in questo settore hanno subìto un'esondazione
rispetto a quelle previste.
Quindi, sono d'accordo con il suo subemendamento che credo,
onorevole De Benedictis, sia stato già depositato.
Onorevole Ragusa, nonostante l'Unesco già abbia diverse misure,
cioè i siti tutelati dall'Unesco siano già ampiamente tutelati,
ritengo che il suo emendamento non porti intralcio neanche
nell'ipotesi di graduatorie. Quindi, il Governo esprime parere
favorevole all'emendamento dell'onorevole Ragusa.
Mentre il terzo emendamento, a firma dell'onorevole Savona, ci
richiama alla necessità di una consultazione con gli uffici, perché
i commi b) e c) hanno refluenze dirette su una concertazione, a
nostro avviso necessaria, con l'assessorato del lavoro, cosa che
credo abbia chiesto l'onorevole Savona e sulla quale siamo
assolutamente d'accordo. Fermo restando che sull'emendamento
dell'onorevole Ragusa potremmo anche, onorevole Formica, dire
qualche cosa in più e approfondire la tematica perché, anche se
dovessero entrare in graduatoria i paesi-albergo o gli alberghi
diffusi collocati all'interno dei siti Unesco, ciò non
presupporrebbe dei titoli di vantaggio sotto questi aspetti.
Addirittura, se voi siete d'accordo, potremmo con il Governo, con
il quale io vorrei consultarmi, in specie con l'assessore per i
beni culturali, in quanto l'Unesco ha refluenze, se non dare un
voto favorevole - vorrei sentirmi con l'assessore Lenza -, perché
sia accolto magari come raccomandazione. Un attimo di decantazione
di tempi, perché di fatto c'è. Se vorrà intervenire, assessore
Leanza, gliene sarò grato.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho apprezzato
l'ultima parte dell'intervento dell'assessore Strano a proposito
dell'emendamento 15.1, a firma dell'onorevole Ragusa, del quale
apprezzo lo spirito di vitalizzare, o di rivitalizzare, i centri
storici dei nostri paesi, dei nostri antichi paesi, ognuno dei
quali rappresenta veramente uno scrigno nella Sicilia.
Ma proprio per questo, proprio perché in Sicilia abbiamo, al di là
dell'appartenenza o meno a siti Unesco, uno scrigno rappresentato
da ogni singolo paesino dei 380 comuni della nostra bella Isola, a
fronte di un programma di incentivazione, in un settore
fondamentale quale quello del turismo, essendo la vocazionalità
principe della nostra Regione appunto quella turistica, mi parrebbe
veramente ultra petita introdurre dei distinguo a favore di questo
piuttosto che di quell'altro paese, atti solo a frenare le
potenzialità dei nostri comuni.
Pertanto, invito in tal senso l'onorevole Ragusa a ritirare
l'emendamento, posto che l'assessore ha testé detto che è
disponibile ad accettarlo come raccomandazione, e vedere di
studiare magari altre forme di incentivazione dell'argomento
stesso. E, quindi, per evitare una bocciatura da parte dell'Aula,
inviterei l'onorevole Ragusa a ritirarlo.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Onorevole Formica, dal suo intervento, che ritengo
apprezzabile sotto il profilo del potenziare e del mettere in luce
tutte le bellezze architettoniche o quelle peculiarità che hanno le
nostre piccole città e i nostri paesi della Sicilia, francamente mi
aspettavo da parte sua la proposta di aggiungere, se si vuole, nel
mio emendamento là dove recita albergo diffuso collocato
all'interno dei siti Unesco', le parole siti Unesco e non'. Ma
questo per sostenere quelle città, quei piccoli paesi che non hanno
avuto la fortuna di essere inseriti nell'elenco dell'Unesco.
Io non voglio ritirare l'emendamento perché credo fortemente in
esso in quanto darà la possibilità a quelle piccole città, che lei
ha chiamato scrigno' e che io condivido perché sono un piccolo
scrigno che, aperto, darà loro la possibilità di essere visitate e
darà pure la possibilità ai giovani imprenditori che vogliono
investire in questo settore di potenziare il turismo localizzato
per far vivere la società siciliana ed esportare quel sentimento
importante che è la cultura siciliana, esportare quel sentimento
importante che è il senso dell'accoglienza.
Onorevole Formica, spero che lei voglia presentare un
subemendamento per aggiungere le parole siti Unesco e non', perché
questo aprirebbe una concertazione regionale.
Non penalizziamo il mio emendamento perché non lo merita in quanto
va verso l'interesse delle piccole collettività montane e anche
marinare.
STRANO, assessore per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti.
Chiedo di parlare.
STRANO, assessore per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti.
Signor Presidente, ho chiesto di intervenire soltanto per dire che
restiamo fermi nell'accettare come raccomandazione il guardare a
questi siti dell'Unesco e, tra l'altro, con l'assessore Leanza
abbiamo in animo di sostenere doverosamente alcune forme sui fondi
europei. Ma, così elaborato, sarebbe pericoloso creare una par
condicio impari nei confronti di alcuni siti e di alcuni paesi.
Pertanto, il parere su questo emendamento è malauguratamente - e
me ne scuso - negativo, a meno che non venga ritirato.
MANCUSO. C'è un subemendamento.
STRANO, assessore per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti.
Non sono al corrente di questo.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dagli onorevoli
Mancuso, Limoli, D'Asero e Formica il subemendamento 15.1.1
all'emendamento 15.1:
«Aggiungere le parole e del parco dell'Etna .»
Assessore Strano, il subemendamento aggiunge tra questi siti anche
il territorio del parco dell'Etna. Il parere del Governo?
STRANO, assessore per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Contrario.
FORMICA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io invitavo i
proponenti e l'onorevole Ragusa a ritirarlo, proprio perché ritengo
che, pur apprezzata la lodevole iniziativa che l'onorevole Ragusa
intende portare avanti in un contesto come quello dello sviluppo
turistico, introdurre dei meccanismi selettivi apparirebbe come
cercare di innalzare delle palizzate, da un lato alla spendibilità
dei fondi e, dall'altro lato, alla possibilità di sviluppo della
nostra terra.
Onorevole Ragusa, tutto possiamo permetterci, tranne il fatto di
introdurre criteri selettivi ad excludendum verso territori che
hanno un deficit di sviluppo e che si aspettano, proprio dalla
possibilità di utilizzo Onorevole Ragusa, io l'ho pregata di
ritirare l'emendamento per non bocciare l'emendamento, a fronte
anche della disponibilità dimostrata dal Governo; quindi, la prego
di volerlo ritirare.
MANCUSO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, naturalmente se
l'onorevole Ragusa ritira l'emendamento, anche il subemendamento
viene ritirato. Nel caso in cui si procedesse alla votazione,
chiederei al Governo, all'assessore Strano, di rivedere la
posizione perché è un periodo particolare di attenzione, sotto il
profilo economico e turistico, del Parco dell'Etna, dove
effettivamente quasi tutte le strutture incontrano delle difficoltà
a portare avanti il minimo per raggiungere una situazione, anche
familiare, di normalità.
Lei potrebbe riflettere, come riferimento di un territorio che
conosce bene, al di là del valore dell'Unesco e al di là del valore
di siti importantissimi, ed eventualmente rivedere la posizione,
perché il Parco dell'Etna deve avere un'attenzione massima, in
questo periodo, proprio anche in un periodo in cui il piano sta per
essere presentato dall'assessorato territorio ed ambiente, per
incentivi, sotto il profilo della funzione che svolge la Comunità
europea, che possano dare alla nostra terra e al nostro Parco una
maggiore possibilità di investimenti.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 15.1.1, con il
parere contrario della Commissione e del Governo.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 15.1. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
STRANO, assessore per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 15.2.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'emendamento 15.2 perché la sua ratio non mi sembra congrua e
conducente rispetto alla finalità della legge.
Intanto, è previsto che, ai fini della destagionalizzazione, si
dia un contributo di 800 euro mensili ai lavoratori assunti a tempo
determinato presso le imprese turistiche.
Faccio osservare soltanto che la destagionalizzazione si affronta
sostenendo la domanda, non sostenendo l'offerta. Il problema della
nostra mancata destagionalizzazione è che non arrivano i turisti.
Se arrivassero i turisti, naturalmente le imprese potrebbero ben
pagare, e senza motivo di crisi, il personale assunto. Quindi,
partire dall'inverso è solo una misura di sostegno all'occupazione,
se non di ammortizzazione sociale.
Inoltre, nel merito, sarebbe ben strano che questa misura fosse
scollegata da tutte le misure di assistenza e di sostegno
all'occupazione e lì trovasse allocazione e giustificazione e,
invece, fosse prevista solamente in questa occasione e solamente
per le imprese turistiche e non anche per le altre.
Così non è, ma mi sembra che, appunto per ciò, sia opportuno che
in questa sede l'emendamento venga ritirato, anche perch��, ed è la
terza argomentazione, non si capirebbe per quale motivo una misura
a sostegno qui, non per la destagionalizzazione - è palesemente
infondato che questo sostegno all'offerta possa procurare un
aumento della domanda, e quindi non è della destagionalizzazione -
possa essere circoscritta al periodo 2009 quando già siamo oltre la
metà del 2009 e, quindi, che tipo di finalità dovrebbe avere. E'
palesemente demagogico.
Credo che, nel contesto di una legge che prevede misure che
tendono a dare risposte complessive, organiche, il parere del
Governo a questo emendamento dovrebbe essere naturalmente negativo,
come io credo che sia e come noi ci esprimiamo in questa direzione.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Benedictis. Mi pare che lei abbia
espresso chiaramente la sua posizione personale. Credo che il
parere del Governo spetta darlo al Governo.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, vorrei rappresentare ai
presentatori di questo emendamento che è stato recentemente
pubblicato un bando, che credo scadrà nel mese di agosto, il 5
agosto, attraverso il quale le imprese private possono assumere
personale con un contributo di circa 800 euro mensili, finalizzato
proprio per dare un sostegno alle imprese e per incentivare le
assunzioni.
Credo che questo emendamento, che è intanto propositivo ma che
risale ad una data in cui l'Assessorato del lavoro non aveva
ancora pubblicato questo bando, sia superato dagli atti
amministrativi che l'Assessorato Lavoro ha messo in atto.
Su questo gli onorevoli proponenti non possono che essere
d'accordo perché si tratta di un proposito che il Governo,
nell'espletamento della sua azione, ha già posto in essere, che
scade a breve, per cui tutte le imprese turistiche potranno
benissimo presentare le istanze - credo, addirittura, per
complessive 39 unità - e accedere all'opportunità di cui
all'emendamento.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, lo spirito, la sostanza di questo
emendamento, atteso che trattasi del raccordo con il disegno di
legge 119, cioè a dire regime di aiuto per l'utilizzo delle
risorse comunitarie , vuol essere una specifica possibilità perché,
proprio nel momento in cui dobbiamo promuovere l'offerta delle
nostre attività e dei nostri servizi, e particolarmente quelli sul
turismo, possa esserci una grande opportunità per utilizzare
risorse che consentono di abbassare i costi dell'offerta di
servizio turistico.
Quindi, il senso poco importa poi nella fase della gestione se il
rapporto debba essere tenuto o se l'iniziativa debba essere
promossa dall'Assessorato regionale del turismo o dall'Assessorato
regionale del lavoro; questo è un fatto amministrativo su cui gli
assessori, sicuramente, potranno trovare un percorso comune.
Però, la perplessità espressa dall'onorevole De Benedictis a me
sembra, con tutto il rispetto, non conducente a quella che è,
invece, la necessità su cui dobbiamo soffermarci.
Teniamo conto che siamo in una fase in cui il settore del turismo,
in modo particolare, passa da un momento in cui aveva una grande
attrazione, con costi medi che erano competitivi nell'area del
bacino del Mediterraneo, ad un momento in cui i nostri costi
lievitati tagliano fuori l'offerta siciliana di servizio turistico
perché ci sono altre realtà più appetibili e, quindi, nella
sostanza vi é una crisi di mercato. Se a questo aggiungiamo pure
che, al di là del momento di competizione, c'è anche il fattore
della destagionalizzazione, ritengo che questa opportunità sia
quanto mai importante perché, in sostanza, il primo elemento per
offrire un pacchetto turistico è rappresentato dai costi che
abbiamo e, quindi, dall'analisi dei costi complessivi per formare
il pacchetto turistico sicuramente c'è anche il costo del
personale. Personale che, attraverso questa misura, potrebbe essere
ammortizzato' utilizzando risorse comunitarie all'uopo individuate
dal fondo del POR 2007-2013.
Questo è lo spirito, questo è il senso, lo ritengo molto
importante a mio avviso e al di là di quello che dice l'assessore
Di Mauro a proposito di un altro intervento che potrebbe essere di
carattere più generale ma non specifico come, invece, potrebbe
essere questo, che deve supportare, sostenere, promuovere l'offerta
di servizi al turismo. E, pertanto, il nostro possibile intervento
concretamente diventa importante per questo motivo.
POGLIESE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
POGLIESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, sono
perfettamente d'accordo con quanto dichiarato dal mio collega
onorevole D'Asero, firmatario anch'egli di questo emendamento che
va lungo la direzione della tutela e la salvaguardia di un settore,
quale quello turistico, assolutamente strategico per la nostra
economia ma che, in questo momento, sta incontrando una fase di
crisi con proporzioni molto significative. Qualche giorno fa, le
associazioni di categoria degli albergatori hanno divulgato alcuni
dati molto preoccupanti, che testimoniano la riduzione in talune
zone della nostra regione di oltre il 30% delle presenze
turistiche.
Ecco perché ritengo che questo emendamento, che si inquadra
all'interno della disciplina del de minimis, e, quindi, all'interno
di tetti massimi di contribuzione comunitaria, vada lungo questa
direzione permettendo di salvaguardare i livelli occupazionali
mantenendo lo stesso livello occupazionale del 2008 e credo che sia
assolutamente coerente con quelle che sono state le dichiarazioni
di tutela di un comparto strategico della nostra economia quale è
certamente quello turistico.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, chiedo scusa ai colleghi perché avevo
firmato l'emendamento, del quale primo firmatario è l'onorevole
Pugliese. Ma, ascoltando l'intervento dell'onorevole De Benedictis
e le dichiarazioni del Governo, mi trovo più d'accordo con
l'onorevole De Benedictis che con il Governo perché,
effettivamente, questo emendamento è una forma di assistenzialismo
puro.
Pertanto, signor Presidente, chiedo intanto di togliere la mia
firma, se è possibile, e in ogni caso sono contrario a questo modo
di operare in Sicilia che, effettivamente, non è nello spirito né
del Governo né, naturalmente, di chi vuole un rilancio sotto la
prospettiva economico-sociale.
E' un modo imbarazzante - e io me ne scuso con i colleghi - di
rappresentare le cose di una Sicilia antica, legata a tutta una
serie di condizioni e che il Governo, invece, sta cercando di
rilanciare nel modo migliore pensando ad investimenti, ad
infrastrutture, ad un modo imprenditoriale di operare molto diverso
da come viene rappresentato in questo emendamento.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a volte non
capisco l'onorevole Mancuso, non lo capisco perché appare, in
determinati suoi interventi, come un soggetto moderno, un soggetto
che capisce profondamente quali sono i problemi con cui ci
confrontiamo e, in altri momenti, invece, abbandona questi suoi
tratti di modernità, di comprensione della realtà che viviamo, per
aggrapparsi, oserei dire, sulla lettura, invece, della realtà
sociale che ci circonda che è esattamente all'opposto di quella che
solitamente lui espone.
Intanto, voglio dire che, se lui ritira la firma, io appongo la
mia firma a questo emendamento e il motivo è il seguente, signor
Presidente, onorevoli colleghi: parto dal presupposto che devo fare
un elogio all'assessore Gentile e al direttore, dottoressa Patrizia
Monterosso, che per tempo, appena ha potuto, appena ce ne sono
state le condizioni, oserei dire, ha emanato un bando che avevamo
preparato più di un anno e mezzo fa, quello che consentiva di
utilizzare le cosiddette work experience, e cioè la possibilità dei
nostri ammortizzatori sociali, nel senso di abbassare il costo del
lavoro in Sicilia, che è l'unico modo per creare sviluppo e
occupazione. Perché se qui il costo del lavoro non è come a
Bolzano, come a Torino, come a Milano, nessuno mai verrà ad
investire qui. Quindi, il problema vero è come fare per abbassare
il costo del lavoro per attrarre investimenti.
L'emendamento in questione sostanzialmente va in quella direzione,
cioè utilizza i fondi europei, e in questo senso è stato
antesignano quel provvedimento fatto dalla dottoressa Monterosso
che, appunto, utilizzava le disponibilità del Fondo sociale
europeo, proprio per fare work experience e, quindi, consentire
attraverso un contributo alle imprese
MANCUSO. E' diverso, non lo ha saputo leggere
FORMICA. Onorevole Mancuso, poi lei mi risponderà. Dicevo che
consente di dare un contributo alle imprese e, quindi,
sostanzialmente di abbassare il costo del lavoro.
Non è vero che dando questo contributo per mantenere nel settore
turistico gli addetti non si richiamano turisti. E' vero il
contrario. Solo chi non conosce il comparto può fare un'analisi di
questo genere. Il problema dei viaggi, il problema di richiamare
più turisti nella nostra Isola è strettamente collegato alla
disponibilità di posti letto e, siccome la partita - l'assessore
Strano questo lo sa bene - si gioca con i grandi tour operator
internazionali, se non ci sono gli alberghi aperti nessuno mai
verrà perché un operatore turistico internazionale che ha un
pacchetto di 500, di 1.000, di 2.000 turisti da portare a Taormina
nel periodo destagionalizzato, o in altre località turistiche, e
gli alberghi chiudono durante la destagionalizzazione, non verranno
qui ma andranno ad Ibiza, piuttosto che a Rimini, piuttosto che in
un altro posto.
Dare questo contributo per mantenere gli addetti servirà a
mantenere quella capacità, quella capienza di posti letto tale da
potersi presentare alla BIT ed alle grandi mostre internazionali
del turismo e dire noi siamo qui, abbiamo questi posti letto,
siamo aperti anche nella bassa stagione e, quindi, siamo
competitivi, peraltro con questo contributo, abbassando i prezzi,
per attrarre più turisti nella bassa stagione .
Ecco perché non solo sono favorevole all'emendamento, ma ritengo
che va nella giusta direzione per consentire di migliorare la
nostra offerta turistica, di incrementarla proprio nei momenti in
cui gli alberghi chiudono perché, magari, hanno meno possibilità di
riempire tutti i posti letto che hanno, e chiudendo è come il cane
che si morde la coda: più ci sono alberghi chiusi, meno posti letto
abbiamo e meno turisti possono arrivare, meno ci si può presentare
alle BIT, alle grandi fiere internazionali del turismo per chiedere
pacchetti turistici importanti.
Ritengo, quindi, che siamo sulla strada giusta e chiedo all'Aula
di approvare l'emendamento.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze Signor
Presidente, ho sentito più volte nel corso degli interventi parlare
solo sul tema degli alberghi. L'emendamento recita testualmente:
alle piccole e medie imprese appartenenti alle filiere turistiche
localizzate nel territorio della Regione. Siamo dinanzi a tutte le
attività che operano nel settore turistico, quindi la ristorazione
e, comunque, tutti quei servizi che sono collegati al sistema delle
imprese.
Questo emendamento non riesce a quantificare qual è il totale
della spesa a cui si andrà incontro e ritengo che possa
pregiudicare una seria programmazione in ordine al settore
turistico.
Pur condividendo, nella sostanza, l'impostazione di dare un aiuto
al sistema delle imprese che operano nel settore turistico,
considerato che lo stesso ha registrato negli ultimi tempi un calo
di presenze di turisti, vorrei sottolineare il bando - l'ho detto
poc'anzi e lo ripeto - che è stato pubblicato dal Governo della
Regione siciliana. Invito, pertanto, i colleghi che hanno
presentato questo emendamento a soprassedere perché ci troveremmo
nell'ipotesi in cui, non sapendo quanti siano gli addetti al
sistema delle imprese che operano nel settore turistico, ci
troveremmo nelle condizioni di non potere programmare adeguatamente
un intervento per il turismo in Sicilia, ma soltanto a pagare
sussidi alle imprese.
CORONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORONA. Signor Presidente, intervengo brevemente per dire che
aggiungo la mia firma a questo emendamento presentato dai colleghi
perché ne condivido realmente lo spirito e l'iniziativa mi sembra
opportuna nel momento in cui si interviene per fare una legge di
aiuto per le imprese.
Vorrei invitare anche, se è possibile, l'onorevole Mancuso a
rivedere la sua posizione, perché credo che questo emendamento va
un po' al di là di una filosofia legata all'assistenzialismo, ma va
nella direzione di mantenere un livello qualitativo della forza-
lavoro nel settore dell'accoglienza turistica che, certamente, è un
patrimonio importante nel mondo delle imprese, perché è chiaro che
le imprese, sì è vero guardano al proprio patrimonio clientela' e,
quindi, in questo momento subiscono la crisi del settore ma,
soprattutto, questo intervento serve a garantire al mondo delle
piccole e medie imprese, che sono tantissime, di mantenere una
forza-lavoro qualificata.
Come Regione siciliana spendiamo molte risorse per la formazione e
la qualità dell'offerta lavorativa, per mantenere alto il settore
del turismo, che certamente rappresenta una risorsa fondamentale
per la nostra regione.
Ebbene, si può dare un incentivo al mondo delle imprese, che sono
quantificabili - mi meraviglia l'intervento dell'assessore Di Mauro
quando afferma che non si sa quanti siano i lavoratori addetti
all'accoglienza turistica della regione dato che, fino a qualche
giorno fa, egli era assessore alla cooperazione ed al commercio e,
sicuramente, questi dati sono patrimonio di quell'assessorato, e lì
sono censite tutte le imprese del settore turistico e di tutta la
filiera, anche con i lavoratori dipendenti messi in regola.
Ecco, ho voluto fare questo intervento perché ritengo che dare
questa possibilità al mondo delle piccole e medie imprese
dell'accoglienza turistica mantenga una forza-lavoro ed una qualità
della stessa che, in questo momento di crisi, può essere importante
per fare superare le difficoltà esistenti.
Le imprese guardano con attenzione ad un intervento di questo
tipo.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la cosa che stupisce
è il debutto di questa nuova maggioranza in Aula. E' qualcosa di
indescrivibile. Non si capisce, sostanzialmente, cosa sostengono
sull'emendamento in discussione, all'interno della stessa
maggioranza, autorevoli esponenti. Quel che stupisce è che gli
stessi componenti della maggioranza se ne inventano una più del
diavolo'. L'onorevole Formica, per la sua esperienza pregressa di
assessore per il lavoro, dovrebbe sapere, e sicuramente lo sa
perché è deputato attento e di più legislature, che in questo caso
l'onorevole Mancuso ha ragione.
Spiego il motivo per cui l'onorevole Mancuso ha ragione: non c'è
bisogno di scrivere una norma, in questo momento gli atti che ha
richiamato l'onorevole Formica sostanzialmente stanno già
producendo effetti a trecentosessanta gradi. Quindi, specificare
una questione relativa alla dimensione delle aziende, piccole e
medie, di piccole e medie imprese, dentro al sistema del turismo,
è una cosa che non serve.
Non c'entra essere contrari o a favore, non serve. Non produce
alcun effetto. Perché già col bando in essere e che scade il 4
agosto, si agisce su tutti i livelli e su tutti i settori, come
domani si può agire implementando eventualmente, se ci sono risorse
che si manifesteranno in corso d'opera, e il tutto si vedrà anche
in base ai progetti presentati e se ci saranno risorse disponibili.
Non si riesce a capire di che cosa stiamo discutendo.
Per chi ha un minimo di conoscenza, e i colleghi che sono
intervenuti lo sanno, non c'è bisogno di questo articolo perché
già, di per sé, quello che bisogna fare anche per quanto concerne
l'interessante esperienza - che spero non somigli per niente alla
BIT, ma non perché sia stata un'esperienza tutta negativa, ma
perché evidentemente c'erano delle carenze che noi dovremmo
cercare, con quest'altra esperienza, di non registrare più -.
Quindi, l'onorevole De Benedictis, l'onorevole Mancuso, gli altri
deputati intervengono e si sforzano di dire che non siamo qui per
affermare chi è contrario o favorevole al work experience - siamo
tutti a favore di un sistema gestito bene -, ma non c'è bisogno di
questa norma perché già si può operare.
Poi ci sono colleghi che si cimentano in valutazioni su come
dovrebbe essere fatta qui dentro l'opposizione, dato che ci sono
alcuni colleghi hanno timore da un lato e, dall'altro lato, hanno
la pretesa di insegnarci come fare l'opposizione. Qui dentro è
ricorrente, ci sono persone che non sanno assolutamente cosa voglia
dire essere opposizione, se non tranne per qualche breve periodo e
perché cacciati all'opposizione. Non è assolutamente offensivo da
questo punto di vista.
Ci sono colleghi che fanno l'opposizione dentro la nuova
maggioranza Lombardo-Berlusconi' - perché si è fatta -, ma fanno
l'opposizione dentro la stessa maggioranza e hanno la pretesa di
dirci come dobbiamo fare l'opposizione. Esagerate un po'. Si può
fare un ragionamento del genere ed essere credibili? Dovete
mettervi il cuore in pace
Il Partito Democratico in quest'Aula fa l'opposizione nel merito,
nel merito si confronta, fa le sue proposte e se quelle proposte
hanno un senso e sono condivise dall'Aula in quel momento,
definiteci come volete, ma noi vogliamo dialogare e dare risposte
alle nostre imprese, ai cittadini, ai tanti inoccupati e
disoccupati. Questo può sembrarvi un tratto un po' comiziale, fate
come volete Ma, per favore, scendano dalla cattedra coloro che
vogliono darci lezioni di opposizione; fate in questi mesi un po'
di umile opposizione e, forse, domani mattina potrete insegnarci
come fare l'opposizione.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il disegno di legge
in esame è estremamente atteso dal mondo dell'impresa. Le
dichiarazioni e gli interventi da parte degli industriali e delle
Camere di Commercio hanno sensibilizzato il Parlamento e il Governo
alla massima attenzione su questa iniziativa parlamentare.
Credo che ci sia tanta passione, ma anche tanta confusione attorno
a questo emendamento.
Vi parlo, non soltanto da parlamentare, ma da chi è stato per
dieci anni sindaco di una città turistica che ha vissuto e vive
ancora oggi, come tutte le città turistiche siciliane, di punte di
altissima presenza turistica che coincidono con un momento di
ritorno economico per le aziende che operano nel settore del
turismo, e mi riferisco non soltanto agli alberghi, ma che poi di
converso e in parallelo vivono un momento di grandissima difficoltà
nel momento in cui il turismo è fuori stagione'.
Assistiamo, come abbiamo assistito e probabilmente continueremo ad
assistere, a lavoratori che nei momenti d'oro del turismo lavorano,
nei momenti di calo o di assenza delle presenze turistiche vengono
licenziati, perché la dura logica di una azienda è che quando non
produce, per evitare il fallimento, deve incidere sulla presenza e
sulla quantità dei lavoratori.
Questo emendamento non è, onorevole Mancuso - e la invito a
riportare la sua firma su questo emendamento - una iniziativa di
carattere assistenziale, ma si inserisce perfettamente in un
contesto di sostegno a chi oggi lavora; qui non distribuiamo
risorse per creare precariato, ma per mantenere posti di lavoro a
tempo indeterminato.
Onorevole assessore Di Mauro, le faccio i migliori auguri per
questa sua nuova delega, mi dispiace che la perderò come assessore
di riferimento della mia Commissione, questo mi dispiace perché ci
eravamo affezionati alla sua presenza. Devo dirle che non è vero
che le risorse sono indeterminate, perché la fine del primo
capoverso recita: che è proporzionale tra l'importo delle
richieste che perverranno all'Assessorato e le risorse
disponibili , quindi c'è proprio la determinazione precisa di
quelle che possono essere le domande e di quelle che possono essere
le risorse a servizio delle domande.
Insisto nell'emendamento assieme agli altri firmatari e chiedo al
Governo di esprimere il voto favorevole proprio per incentivare e
non assistere, salvaguardando posti di lavoro che esistono e invito
il collega e amico onorevole Mancuso a rivedere la sua posizione e
ad onorare questo emendamento con la sua firma.
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono preoccupato.
Ieri leggevo le dichiarazioni di un personaggio pittoresco, tale
Calderoni, che aveva qualcosa da ridire su personaggi pulcinella'
e Obama', ma ancora di più richiamava l'attenzione su questo Sud
piagnone, su questo Sud che purtroppo non riesce a spendere bene le
risorse, su questo Sud ascaro, su questo Sud che chi più ne ha più
ne metta'.
Questa cosa mi ha preoccupato e, ancora di più, mi ha preoccupato
l'intervento del collega Mancuso perché mi ha fatto riflettere. Non
vorrei che l'atteggiamento su questo emendamento e l'intervento
dell'onorevole Mancuso possano essere oggetto di una nuova
esternazione di questo personaggio pittoresco, tale Calderoli. Se
dovesse essere così, io non lo voterei. Se lei mi assicura, invece,
che non c'è da parte del Governo questo atteggiamento ascaro di
chiedere piagnucolando risorse o di sperperarle, io apporrei la
firma al posto di quella dell'onorevole Mancuso.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, il Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Può bastare questa dichiarazione da parte del Governo?
D'ASERO, vicepresidente e relatore, Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO, vicepresidente e relatore. Signor Presidente, torno
sull'argomento perché ritengo che l'Aula è il luogo dove ci debba
essere un dibattito sereno, costruttivo, convinto.
Ho seguito le considerazioni svolte dall'onorevole Mancuso circa
il timore che l'intervento potrebbe avere un sapore
assistenzialistico e gli faccio presente che in questo specifico
intervento - premesso che, come è stato detto, ci sono altre forme
di interventi che possono essere utilizzati sulla materia del
lavoro - per un comparto che riteniamo strategico ai fini di un
momento in cui l'offerta di servizi turistici e l'offerta di
pacchetti turistici torni, attraverso la riduzione dei costi, ad un
momento di competizione che, di fatto, è in parte perduta, c'è la
necessità di intervenire per destagionalizzare un settore che, al
di là di ogni annuncio, trova il suo reale momento di vincolo nella
proposta e, quindi, nei relativi costi. Per cui, onorevole Mancuso,
mi auguro di poterla convincere in questo ragionamento in quanto il
senso dell'intervento vuol essere non di natura antica, ma di
natura attuale, perché possa, appunto attraverso questo intervento,
realizzarsi un momento di competizione seria e reale.
Su quanto dichiarato dall'assessore Di Mauro circa la
preoccupazione della indeterminatezza sul costo dell'intervento,
ritengo che su questo tipo di perplessità o preoccupazione
l'assessore possa sicuramente essere rassicurato perché la parte
relativa al capoverso, che recita sostanzialmente «la misura è
determinata attraverso un momento proporzionale tra l'importo delle
richieste che perverranno all'Assessorato e le risorse disponibili
nonché a condizione che i livelli » significa che, di fatto, il
rapporto sul valore dell'intervento viene ad essere determinato.
Ritengo, pertanto, Assessore, che anche in questo senso c'è una
razionalità dell'intervento.
Quindi, al di là delle considerazioni che giustamente devono
essere fatte e che l'Aula deve valutare per trovare condivisione in
momenti importanti come questo, ritengo che l'emendamento nella sua
articolazione sia da ritenersi valido e quindi da approvare.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà, per un minuto.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
parlare perché chiamato in causa dall'intervento del vicepresidente
Oddo. Capisco le posizioni di tutti, certamente non capisco
posizioni ipocrite e, in questo senso, ritengo che la posizione
dell'onorevole Oddo denuncia molta, ma molta ipocrisia e spiego il
perché.
Accusare gli altri di non sapere fare opposizione o di voler fare
opposizione o di voler fare opposizione nel momento in cui si
propone un emendamento volto solo ad adiuvandum, solo propositivo
all'azione di Governo e solo per facilitare l'utilizzo dei fondi,
da parte di quella forza politica, quella dell'onorevole Oddo, che
proprio sul bando che l'assessorato del lavoro ha emanato poco
tempo fa, che la dottoressa Monterosso ha predisposto poco tempo
fa, ha presentato addirittura un'interrogazione parlamentare, non
mi ricordo se è a firma dell'onorevole Faraone, denunciando che con
quel bando, cioè con quel metodo che l'onorevole Oddo oggi ci
suggerisce di utilizzare perché già c'è, invece, senza ricordare
che hanno presentato un'interrogazione parlamentare sostenendo che
si vuole creare nuovo precariato.
Quindi, delle due l'una onorevole vicepresidente Oddo: o, in
maniera chiara, si aderisce ad una proposta e lo si fa chiarendo le
proprie posizioni sempre, soprattutto all'interno del proprio
partito, oppure si taccia. Come lei ben sa, onorevole Oddo, io ho
iniziato l'intervento avvertendo che quello che si propone in
quest'emendamento, l'oggetto di ciò che si propone, in parte lo si
può già fare attraverso quel bando.
Non a caso nel mio intervento avevo rivolto un elogio e
all'assessore Gentile e al direttore che ha emanato quel bando.
Lei, onorevole Oddo, dovrebbe stare molto più attento, perchè un
suo compagno di partito su quell'avviso ha presentato
un'interrogazione parlamentare e ne hanno parlato anche i giornali
perchè si sosteneva che si creerebbe nuovo precariato.
Delle due l'una: o è un provvedimento utile a sostenere l'economia
oppure si tratta di un provvedimento che questo Governo mette in
atto per creare nuovo precariato, proprio quel precariato che il
Governo nazionale imputa alla Sicilia come la causa della mancata
assegnazione dei fondi FAS.
Ripeto, delle due l'una: o una posizione chiara in questo senso,
di appoggio a questo tipo di provvedimenti, oppure una posizione
contraria.
Presidenza del presidente Cascio
MANCUSO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, essendo stato
chiamato in causa sul voto da diversi colleghi, mi sembra
irriverente non fare una dichiarazione di voto.
Partendo proprio dall'assunto dell'intervento dell'onorevole Oddo
che non vuol essere assolutamente un dibattito né a due né a tre,
forse l'onorevole Oddo ha confuso opposizione, chi la vuole fare,
chi ne fa di più, ma qui lavoriamo per la Sicilia, onorevole Oddo,
qui siamo tutti per la Sicilia. Non c'è un Governo che guarda una
parte politica, c'è un Governo che assume le ragioni di uno
sviluppo che guarda tutta la Sicilia, quindi anche alla sua parte
politica. Pertanto la sua è una polemica sterile, il suo aiuto ci
serve, e tanto
Ci serve per la sua esperienza, ci serve per la sua conoscenza nel
territorio, ci serve per la sua conoscenza negli atti, nei fatti;
quindi non ce ne voglia tutte le volte che le chiederemo un aiuto,
un appoggio, un voto per fare crescere la Sicilia, non si ritenga
un uomo del Governo quando lei vota come noi del Governo. Si
ritenga un uomo della Sicilia che vota per il governo della Sicilia
e per far crescere quest'Isola.
In merito alla dichiarazione di voto e a quello che è stato
richiesto da diversi colleghi, naturalmente ho sentito prima il
Governo sostenere una posizione molto dura rispetto a questo
emendamento in quanto le dichiarazioni programmatiche combattono
questa forma di assistenzialismo che fa parte della vecchia
politica, fa parte di una politica molto antica.
Ho sentito l'assessore Di Mauro dichiarare, invece, che si rimette
all'Aula.
Io la penso esattamente come il Governo, non rappresento né il
Governo né nulla, non posso fare dichiarazioni diverse e mi rimetto
all'Aula.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 15.2. Il parere del
Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Il Governo si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
D'ASERO, vicepresidente e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
Presidenza del presidente Cascio
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato l'emendamento 15.3 a firma
dell'onorevole Savona, a cui è stato presentato il subemendamento
15.3.1, sempre a firma dell'onorevole Savona:
emendamento 15.3:
«All'articolo 15, comma 9, all'inizio, aggiungere il seguente
periodo:
Gli interventi di cui al presente articolo sono attivati a valere
sulle risorse relative al PO FESR 2007-2013 e sulle risorse
finanziarie del Fondo aree sottoutilizzate istituito con l'articolo
61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289 .»
Subemendamento 15.3.1:
«All'emendamento 15.3, dopo le parole Gli interventi di cui
aggiungere le seguenti al comma 1 del ».
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Il
presidente della Commissione onorevole Savona ha voluto provvedere
con questo subemendamento a riparare ad un errore perché si faceva
riferimento al comma 9 dell'articolo 15, mentre il riferimento era
al comma 3 dell'articolo 15.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 15.3.1. Il parere
del Governo?
STRANO, assessore per il turismo, sport e spettacolo. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E'approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 15.3, come emendato.
RAGUSA. Chiedo la verifica del numero legale.
Verifica del numero legale
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata, a termini di
Regolamento, dagli onorevoli Cordaro, D'Antoni, Fiorenza Forzese,
Gennuso, Gianni, Leanza Nicola, Lo Giudice e Ruggirello, invito gli
onorevoli deputati a registrare la loro presenza con la scheda di
votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla verifica)
Sono presenti: Adamo, Apprendi, Arena, Beninati, Bufardeci,
Caputo, Cimino, Colianni, Cristaudo, Currenti, D'Agostino,
D'Antoni, D'Asero, De Benedictis, Di Guardo, Di Mauro, Faraone,
Federico, Fiorenza, Gennuso, Gentile, Greco, Gucciardi, Leanza
Nicola, Lentini, Leontini, Maira, Marrocco, Minardo, Musotto, Oddo,
Pogliese, Savona, Scammacca, Scilla.
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 41
L'Assemblea è in numero legale.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
119 - Norme stralciate I/A
PRESIDENTE. Si passa alla votazione dell'emendamento 15.3, come
emendato. Il parere del Governo?
STRANO, assessore per il turismo, sport e spettacolo. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 15.4, a firma del Governo. Il parere
della Commissione?
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 15 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:
«Art. 16
Modifiche all'articolo 42 della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32
1. L'articolo 42 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, è
sostituito dal seguente:
Art. 42. Aiuti agli investimenti - 1. L'Assessorato regionale del
territorio e dell'ambiente è autorizzato ad attivare, in attuazione
degli obiettivi specifici 3.2 e 7.1 del Programma operativo
regionale del Fondo europeo per lo sviluppo regionale per il
2007-2013 (PO FESR 2007-2013), approvato con Decisione C (2007)
4249 del 7 settembre 2007 e successive modifiche e integrazioni, al
fine di rafforzare la rete ecologica siciliana, favorendo la messa
a sistema e la promozione delle aree ad alta naturalità e
conservando la biodiversità in un'ottica di sviluppo economico e
sociale sostenibile e duraturo, regimi di aiuti conformi alle
condizioni e limiti previsti dal regolamento (CE) n. 800/2008 della
Commissione, del 6 agosto 2008 (regolamento generale di esenzione
per categoria), pubblicato nella g.u.u.e. del 9 agosto 2008, serie
L 214.
2. L'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente stabilisce
con proprio decreto le tipologie di aiuti, le modalità e procedure
per la concessione delle agevolazioni, inclusi i criteri per
l'individuazione dei soggetti, delle attività, delle spese
ammissibili, la percentuale massima d'intervento, la misura massima
del finanziamento concedibile, le modalità di erogazione dei
benefici in una o più delle forme indicate dall'articolo 189 della
legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e successive modifiche e
integrazioni, i parametri per l'attribuzione, a ciascun progetto,
del punteggio utile per la collocazione in graduatoria e ogni altra
disposizione necessaria all'attivazione degli interventi, in
coerenza con quanto previsto nei citati obiettivi specifici 3.2 e
7.1 e nei corrispondenti obiettivi operativi e linee d'intervento
contenuti nel PO FESR 2007-2013 e nel documento Requisiti di
ammissibilità e criteri di selezione', approvato dal Comitato di
Sorveglianza del 12 dicembre 2007 e successive modifiche e
integrazioni. Il decreto è emanato previo parere della competente
commissione legislativa dell'Assemblea regionale siciliana da
rendersi entro 15 giorni dall'assegnazione della relativa richiesta
da parte del Presidente dell'Assemblea regionale siciliana.
Trascorso tale termine l'Assessore può procedere all'adozione del
decreto.
3. L'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente, per
assicurare la migliore definizione delle procedure, attiva con i
soggetti beneficiari interventi di comunicazione e animazione
territoriale al fine di promuovere processi partecipativi,
finanziati con le risorse relative all'assistenza tecnica del PO
FESR 2007-2013.
4. Gli interventi di cui al presente articolo sono attivati a
valere sulle risorse relative agli obiettivi specifici 3.2 e 7.1
del PO FESR 2007-2013 e sulle risorse finanziarie del Fondo aree
sottoutilizzate istituito con l'articolo 61 della legge 27 dicembre
2002, n. 289.'.»
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dagli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi, Donegani e Marinello:
emendamento 16.1:
«Al comma 2, sesto rigo, le parole in coerenza sono sostituite
con le parole in esecuzione di ».
dal Governo:
emendamento 16.2:
«Cassare il penultimo e l'ultimo capoverso del comma 2»
emendamento 16.3:
«Al comma 2 abrogare le seguenti parole: Il decreto è emanato
previo parere della competente commissione legislativa dell'ARS da
rendersi entro 15 giorni dall'assegnazione della relativa richiesta
da parte del Presidente dell'ARS. Trascorso tale termine
l'Assessore può procedere all'adozione del decreto .»
Pongo in votazione l'emendamento 16.1. Il parere del Governo?
STRANO, assessore per il turismo, sport e spettacolo. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione, l'emendamento 16.3. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 16.2. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Contrario
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 16, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:
«Art. 17.
Promozione della nuova imprenditoria e sviluppo
dell'imprenditoria
giovanile e femminile nei territori della Rete
Ecologica Siciliana
1. Dopo l'articolo 42 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.
32, è aggiunto il seguente:
Art. 42 bis. Promozione della nuova imprenditoria e sviluppo
dell'impren-ditoria giovanile e femminile nei territori della Rete
Ecologica Siciliana - 1. Al fine di incentivare la nuova
imprenditorialità, l'Assessorato regionale del territorio e
dell'ambiente è autorizzato a concedere alle piccole e medie
imprese, come definite dalla normativa comunitaria, di nuova
costituzione o a prevalente partecipazione giovanile o femminile,
nei territori della Rete ecologica siciliana (RES), gli aiuti di
cui all'articolo 14 del regolamento (CE) n. 800/2008 della
Commissione, del 6 agosto 2008 (regolamento generale di esenzione
per categoria), pubblicato nella g.u.u.e. del 9 agosto 2008, serie
L 214, nell'ambito delle finalità degli obiettivi specifici 3.2 e
7.1 del Programma operativo regionale del Fondo europeo per lo
sviluppo regionale per il 2007-2013 (PO FESR 2007-2013), approvato
con Decisione C (2007) 4249 del 7 settembre 2007 e successive
modifiche e integrazioni.
2. Possono essere concessi contributi, in una o più delle forme
indicate dall'articolo 189 della legge regionale 23 dicembre 2000,
n. 32 e successive modifiche e integrazioni, sui costi sostenuti
nei primi cinque anni dalla costituzione, nel rispetto delle
condizioni stabilite dal citato regolamento generale di esenzione
(CE) n. 800/2008 ovvero alle condizioni e limiti previsti per gli
aiuti de minimis' dalla disciplina comunitaria.
3. Per il ciclo di programmazione 2007-2013, le risorse
finanziarie non possono superare complessivamente l'importo di 200
milioni di euro.
4. Gli interventi di cui al presente articolo sono attivati a
valere sulle risorse relative agli obiettivi specifici 3.2 e 7.1
del PO FESR 2007-2013 e sulle risorse finanziarie del Fondo aree
sottoutilizzate istituito con l'articolo 61 della legge 27 dicembre
2002, n. 289.'».
Comunico che è stato presentato dall'onorevole D'Agostino
l'emendamento 17.1:
«Al comma 1 dopo le parole l'Assessorato regionale del territorio
e dell'ambiente è autorizzato a concedere alle piccole e medie
imprese, come definite dalla normativa comunitaria, di nuova
costituzione sono aggiunte , sociali .
Onorevoli colleghi, lo dichiaro inammissibile.
Pongo in votazione l'articolo 17. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 18. Ne do lettura:
«Art. 18.
Programma di sviluppo rurale
1. Dopo l'articolo 141 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.
32, è inserito il seguente:
Art. 141 bis. Programma di sviluppo rurale - 1. Per favorire e
sostenere i processi di sviluppo del settore agro-alimentare e dei
territori rurali in Sicilia l'Assessorato regionale
dell'agricoltura e delle foreste è autorizzato ad attivare, per il
periodo di programmazione 2007-2013, gli interventi previsti dal
regolamento (CE) n. 1698/2005 sul sostegno allo sviluppo rurale da
parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), e
successive modifiche e integrazioni, in conformità alle misure del
Programma di Sviluppo Rurale (PSR) Sicilia 2007-2013 e al predetto
regolamento (CE) n. 1698/2005, e successive modifiche e
integrazioni, per la competitività del sistema agricolo e forestale
regionale, per la tutela, salvaguardia e valorizzazione
dell'ambiente, per la diversificazione economica e la crescita
dell'occupazione nelle aree rurali, anche con il metodo LEADER.
2. La proposta di PSR è adottata con delibera della Giunta
regionale, su proposta dell'Assessore regionale per l'agricoltura e
le foreste. Con delibera della Giunta regionale sono, altresì,
adottate le proposte di revisione e le relative modifiche del PSR
approvate dalla Commissione europea ai sensi dell'articolo 19 del
regolamento (CE) n. 1698/2005, e successive modifiche e
integrazioni, e dell'articolo 7 del regolamento (CE) n. 1974/2006,
e successive modifiche e integrazioni.
3. L'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste determina,
con proprio decreto, nel rispetto delle procedure stabilite dalla
disciplina comunitaria del settore, gli indirizzi per la
concessione delle agevolazioni previste dalle singole misure del
PSR Sicilia 2007-2013.
4. L'Autorità di gestione del PSR 2007-2013 adotta, con proprio
decreto, le disposizioni relative alle riduzioni, esclusioni e
sanzioni ai sensi del regolamento (CE) n. 1975/2006.
5. Gli atti di cui ai commi 2 e 3 sono trasmessi all'Assemblea
regionale siciliana entro 15 giorni dall'approvazione.'».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:
«Art. 19.
Diversificazione verso attività non agricole
1. Dopo l'articolo 141 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.
32, è inserito il seguente articolo:
Art. 141 ter. Diversificazione verso attività non agricole - 1.
L'Assessorato regionale dell'agricoltura e delle foreste, al fine
di consolidare e accrescere l'occupazione nelle aree rurali, anche
attraverso forme di diversificazione delle attività delle aziende
agricole e di sostegno allo sviluppo delle attività non agricole ad
integrazione del reddito dell'impresa agricola, è autorizzato ad
attivare gli aiuti di cui agli articoli 52, lettera a), punto i) e
53 del regolamento (CE) n. 1698/2005, e successive modifiche e
integrazioni, nonché all'articolo 35 del regolamento (CE) n.
1974/2006, e successive modifiche e integrazioni, conformemente
alla misura 311 del PSR Sicilia 2007-2013.
2. Il regime di aiuti di cui al comma 1 è attuato conformemente
agli Orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità
regionale 2007-2013', pubblicati nella g.u.u.e. C 54 del 4 marzo
2006, ovvero in esenzione dall'obbligo di notifica di cui
all'articolo 88 paragrafo 3 del Trattato, nei limiti di cui al
regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione del 6 agosto 2008
che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato
comune in applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato
(regolamento generale di esenzione per categoria) pubblicato nella
g.u.u.e. L 214 del 9 agosto 2008.
3. Il sostegno può, inoltre, essere concesso ai sensi del
regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione del 15 dicembre
2006 relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato,
sugli aiuti di importanza minore de minimis', secondo le modalità
indicate nella misura.
4. Gli interventi di cui al presente articolo sono attivati a
valere sulle risorse relative al PSR Sicilia 2007-2013 e sulle
risorse finanziarie del Fondo aree sottoutilizzate istituito con
l'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.
5. Ai fini dell'autorizzazione comunitaria sugli aiuti previsti
dal presente articolo, per il periodo di programmazione 2007-2013
le risorse finanziarie non possono superare l'importo di 90 milioni
di euro.'».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 20. Ne do lettura:
«Art. 20.
Sostegno alla creazione e allo sviluppo di
microimprese
1. Dopo l'articolo 141 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.
32, è inserito il seguente articolo:
Art. 141 quater. Sostegno alla creazione e allo sviluppo di
microimprese - 1. L'Assessorato regionale dell'agricoltura e delle
foreste al fine di sviluppare e sostenere le iniziative volte alla
creazione e al rafforzamento di microimprese nelle aree rurali, è
autorizzato ad attivare gli aiuti di cui agli articoli 52, lettera
a), punto ii) e 54 del regolamento (CE) n. 1698/2005 e successive
modifiche ed integrazioni, conformemente alla misura 312 del PSR
Sicilia 2007-2013.
2. Il sostegno è concesso ai sensi del regolamento (CE) n.
1998/2006 della Commissione del 15 dicembre 2006 relativo
all'applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato, sugli aiuti
di importanza minore de minimis', secondo le modalità indicate
nella misura.
3. Gli interventi di cui al presente articolo sono attivati a
valere sulle risorse relative al PSR Sicilia 2007-2013 e sulle
risorse finanziarie del Fondo aree sottoutilizzate istituito con
l'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.
4. Ai fini dell'autorizzazione comunitaria sugli aiuti previsti
dal presente articolo, per il periodo di programmazione 2007-2013
le risorse finanziarie non possono superare l'importo di 33 milioni
di euro.'».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 21. Ne do lettura:
«Art. 21.
Incentivazione di attività turistiche
1. Dopo l'articolo 141 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.
32, è inserito il seguente articolo:
Art. 141 quinquies. Incentivazione di attività turistiche - 1.
L'Assessorato regionale dell'agricoltura e delle foreste, allo
scopo di incentivare le attività turistiche nelle aree rurali, è
autorizzato ad attivare gli aiuti di cui agli articoli 52, lettera
a), punto iii) e 55 del regolamento (CE) n. 1698/2005 e successive
modifiche ed integrazioni, conformemente alla misura 313 del PSR
Sicilia 2007-2013.
2. Per i beneficiari privati il regime di aiuti di cui al comma 1
è attuato:
a) nel caso di investimenti, conformemente agli Orientamenti in
materia di aiuti di Stato a finalità regionale 2007-2013',
pubblicati nella g.u.u.e. C 54 del 4 marzo 2006, ovvero in
esenzione dall'obbligo di notifica di cui all'articolo 88 paragrafo
3 del Trattato, nei limiti di cui al regolamento (CE) n. 800/2008
della Commissione del 6 agosto 2008 che dichiara alcune categorie
di aiuti compatibili con il mercato comune in applicazione degli
articoli 87 e 88 del Trattato (regolamento generale di esenzione
per categoria), pubblicato nella g.u.u.e. L 214 del 9 agosto 2008.
Il sostegno può, inoltre, essere concesso ai sensi del regolamento
(CE) n. 1998/2006 della Commissione relativo all'applicazione degli
articoli 87 e 88 del Trattato sugli aiuti di importanza minore de
minimis' secondo le modalità indicate nella misura;
b) nel caso di servizi, ai sensi del regolamento (CE) n. 1998/2006
della Commissione del 15 dicembre 2006 relativo all'applicazione
degli articoli 87 e 88 del Trattato, sugli aiuti di importanza
minore de minimis', secondo le modalità indicate nella misura.
3. Per i beneficiari pubblici che svolgono attività a finalità
pubblica senza scopo di lucro, il sostegno è concesso in forma di
contributo in conto capitale fino al 100 per cento. Qualora i
beneficiari pubblici svolgano attività economica il sostegno è
concesso ai sensi del regolamento (CE) n. 1998/2006 della
Commissione relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del
Trattato, sugli aiuti di importanza minore de minimis', secondo le
modalità indicate nella misura.
4. Gli interventi di cui al presente articolo sono attivati a
valere sulle risorse relative al PSR Sicilia 2007-2013 e sulle
risorse finanziarie del Fondo aree sottoutilizzate istituito con
l'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.
5. Ai fini dell'autorizzazione comunitaria sugli aiuti previsti
dal presente articolo, per il periodo di programmazione 2007-2013
le risorse finanziarie non possono superare l'importo di 25 milioni
di euro.'».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 22. Ne do lettura:
«Art. 22.
Servizi essenziali per l'economia e la popolazione
rurale
1. Dopo l'articolo 141 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.
32, è inserito il seguente articolo:
Art. 141 sexies. Servizi essenziali per l'economia e la
popolazione rurale - 1. L'Assessorato regionale dell'agricoltura e
delle foreste, allo scopo di favorire lo sviluppo di servizi
essenziali funzionali al miglioramento della qualità della vita e
dell'attrattività delle aree rurali per le imprese e per la
popolazione, è autorizzato ad attivare gli aiuti di cui agli
articoli 52, lettera b), punto i) e 56 del regolamento (CE) n.
1698/2005 e successive modifiche ed integrazioni conformemente alla
misura 321 del PSR Sicilia 2007-2013.
2. Per i beneficiari privati il regime di aiuti di cui al comma 1
è attuato conformemente agli Orientamenti in materia di aiuti di
Stato a finalità regionale 2007-2013', pubblicati nella g.u.u.e. n.
C 54 del 4 marzo 2006, ovvero in esenzione dall'obbligo di notifica
di cui all'articolo 88 paragrafo 3 del Trattato, nei limiti di cui
al regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione del 6 agosto 2008
che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato
comune in applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato
(regolamento generale di esenzione per categoria) pubblicato nella
g.u.u.e. L 214 del 9 agosto 2008. Il sostegno può, inoltre, essere
concesso ai sensi del regolamento (CE) n. 1998/2006 della
Commissione relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del
Trattato, sugli aiuti di importanza minore de minimis', secondo le
modalità indicate nella misura.
3. Per i beneficiari pubblici che svolgono attività a finalità
pubblica senza scopo di lucro, il sostegno è concesso in forma di
contributo in conto capitale fino al 100 per cento. Qualora i
beneficiari pubblici svolgano attività economica il sostegno è
concesso ai sensi del regolamento (CE) n. 1998/2006 della
Commissione relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del
Trattato, sugli aiuti di importanza minore de minimis', secondo le
modalità indicate nella misura.
4. Gli interventi di cui al presente articolo sono attivati a
valere sulle risorse relative al PSR Sicilia 2007-2013 e sulle
risorse finanziarie del Fondo aree sottoutilizzate istituito con
l'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.
5. Ai fini dell'autorizzazione comunitaria sugli aiuti previsti
dal presente articolo, per il periodo di programmazione 2007-2013
le risorse finanziarie non possono superare l'importo di 28 milioni
di euro.'».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 23. Ne do lettura:
«Art. 23.
Tutela e riqualificazione del patrimonio rurale
1. Dopo l'articolo 141 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.
32, è inserito il seguente articolo:
Art. 141 septies. Tutela e riqualificazione del patrimonio rurale
- 1. L'Assessorato regionale dell'agricoltura e delle foreste, allo
scopo di innalzare l'attrattività delle aree rurali per le imprese
e per la popolazione, intervenendo su una maggiore e migliore
fruibilità dei vari elementi del patrimonio rurale, attraverso la
loro tutela e riqualificazione, è autorizzato ad attivare gli aiuti
di cui agli articoli 52, lettera b), punto iii) e 57 del
regolamento (CE) n. 1698/2005 e successive modifiche ed
integrazioni conformemente alla misura 323 del PSR Sicilia 2007-
2013.
2. Per i beneficiari privati il regime di aiuti di cui al comma 1
è attuato conformemente agli Orientamenti in materia di aiuti di
Stato a finalità regionale 2007-2013', pubblicati nella g.u.u.e. n.
C 54 del 4 marzo 2006, ovvero in esenzione dall'obbligo di notifica
di cui all'articolo 88 paragrafo 3 del Trattato, nei limiti di cui
al regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione del 6 agosto 2008
che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato
comune in applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato
(regolamento generale di esenzione per categoria) pubblicato nella
g.u.u.e. L 214 del 9 agosto 2008. Il sostegno può, inoltre, essere
concesso ai sensi del regolamento (CE) n. 1998/2006 della
Commissione relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del
Trattato, sugli aiuti di importanza minore de minimis', secondo le
modalità indicate nella misura.
3. Per i beneficiari pubblici che svolgono attività a finalità
pubblica senza scopo di lucro, il sostegno è concesso in forma di
contributo in conto capitale fino al 100 per cento. Qualora i
beneficiari pubblici svolgano attività economica il sostegno è
concesso ai sensi del regolamento (CE) n. 1998/2006 della
Commissione relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del
Trattato sugli aiuti di importanza minore de minimis' secondo le
modalità indicate nella misura.
4. Gli interventi di cui al presente articolo sono attivati a
valere sulle risorse relative al PSR Sicilia 2007-2013 e sulle
risorse finanziarie del Fondo aree sottoutilizzate istituito con
l'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.
5. Ai fini dell'autorizzazione comunitaria sugli aiuti previsti
dal presente articolo, per il periodo di programmazione 2007-2013
le risorse finanziarie non possono superare l'importo di 20 milioni
di euro.'».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 24. Ne do lettura:
«Art. 24.
Indennità compensativa
1. Dopo l'articolo 141 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.
32, è inserito il seguente articolo:
Art. 141 octies. Indennità compensativa - 1. L'Assessorato
regionale dell'agricoltura e delle foreste è autorizzato ad
accordare agli agricoltori aiuti supplementari per la parziale
compensazione dei mancati redditi netti indicati nelle misure 211 e
212 del PSR Sicilia 2007-2013, conformemente a quanto previsto dal
regolamento (CE) n. 1698/2005.
2. Gli aiuti supplementari di cui al comma 1 possono essere
erogati in conformità a quanto previsto dal regolamento (CE) n.
1783/2003 fino all'entrata in vigore degli articoli 37 e 88,
paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1698/2005.
A seguito dell'entrata in vigore dei predetti articoli 37 e 88,
paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1698/2005, gli aiuti
supplementari sono concessi conformemente a quanto previsto dai
medesimi articoli del regolamento (CE) n. 1698/2005 e successive
modifiche ed integrazioni.
3. Gli aiuti supplementari di cui al presente articolo sono
attivati a valere sulle risorse regionali nonché sulle risorse
finanziarie del Fondo aree sottoutilizzate istituito con l'articolo
61 della legge del 27 dicembre 2002, n. 289.
4. Per il periodo di programmazione 2007-2013 le risorse
finanziarie non possono superare l'importo di 53 milioni di euro.
5. L'attuazione degli aiuti di cui al presente articolo è
subordinata al rispetto della vigente normativa comunitaria in
materia di aiuti di Stato, nonché alla definizione delle procedure
autorizzative degli stessi.'».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 25. Ne do lettura:
Art. 25.
Formazione e informazione degli operatori economici
1. Dopo l'articolo 141 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.
32, è inserito il seguente:
Art. 141 nonies. Formazione e informazione degli operatori
economici - 1. L'Assessorato regionale dell'agricoltura e delle
foreste allo scopo di migliorare il profilo professionale degli
operatori economici nelle aree rurali, e di offrire strumenti
formativi e informativi a supporto di un'efficace attuazione degli
interventi previsti dalle misure del PSR Sicilia 2007-2013, è
autorizzato ad attivare gli interventi di cui agli articoli 52,
lettera c) e 58 del regolamento (CE) n. 1698/2005 e successive
modifiche ed integrazioni, conformemente alla misura 331del PSR
Sicilia 2007-2013.
2. Per i soggetti pubblici il sostegno è concesso in forma di
contributo in conto capitale fino al 100 per cento. Per i soggetti
privati il sostegno è concesso ai sensi del regolamento (CE) n.
1998/2006 della Commissione relativo all'applicazione degli
articoli 87 e 88 del Trattato sugli aiuti di importanza minore de
minimis' secondo le modalità indicate nella misura.
3. Gli interventi di cui al presente articolo sono attivati a
valere sulle risorse relative al PSR Sicilia 2007-2013 e sulle
risorse finanziarie del Fondo aree sottoutilizzate istituito con
l'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.
4. Ai fini dell'autorizzazione comunitaria sugli aiuti previsti
dal presente articolo, per il periodo di programmazione 2007-2013
le risorse finanziarie non possono superare l'importo di 22 milioni
di euro.'».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 26. Ne do lettura:
Art. 26.
Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti
agricoli
e forestali fuori Allegato I del Trattato CE
1. Dopo l'articolo 141 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.
32, è inserito il seguente:
Art. 141 decies. Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti
agricoli e forestali fuori Allegato I del Trattato CE - 1.
L'Assessorato regionale dell'agricoltura e delle foreste allo scopo
di sostenere la crescita e lo sviluppo delle imprese nel settore
della trasformazione e della commercializzazione, favorendo la
ristrutturazione e l'ammodernamento del sistema produttivo agro-
industriale ai fini di un miglioramento del rendimento economico
delle attività e del riposizionamento delle imprese sui mercati, è
autorizzato ad attivare gli interventi di cui agli articoli 20,
lettera b), punto iii) e 28 del regolamento (CE) n. 1698/2005 e
successive modifiche ed integrazioni, nonché all'articolo 19 del
regolamento (CE) n. 1974/2006, e successive modifiche ed
integrazioni, relativamente alla trasformazione di prodotti
compresi nell'allegato I del Trattato in prodotti non compresi nel
medesimo allegato I del Trattato, conformemente alla misura 123 del
PSR Sicilia 2007-2013.
2. Il regime di aiuti di cui al comma 1 è attuato conformemente
agli Orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità
regionale 2007-2013', pubblicati nella g.u.u.e. C 54 del 4 marzo
2006, ovvero in esenzione dall'obbligo di notifica di cui
all'articolo 88 paragrafo 3 del Trattato, nei limiti di cui al
regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione del 6 agosto 2008
che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato
comune in applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato
(regolamento generale di esenzione per categoria) pubblicato nella
g.u.u.e. L 214 del 9 agosto 2008.
3. Il sostegno può, inoltre, essere concesso ai sensi del
regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione del 15 dicembre
2006 relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato
sugli aiuti di importanza minore de minimis' secondo le modalità
indicate nella misura.
4. Nel settore della silvicoltura, il sostegno è limitato alla
microimprese ed è concesso ai sensi del regolamento (CE) n.
1998/2006 della Commissione relativo all'applicazione degli
articoli 87 e 88 del Trattato sugli aiuti di importanza minore de
minimis' secondo le modalità indicate nella misura.
5. Gli interventi di cui al presente articolo sono attivati a
valere sulle risorse relative al PSR Sicilia 2007-2013 e sulle
risorse finanziarie del Fondo aree sottoutilizzate istituito con
l'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.
6. Ai fini dell'autorizzazione comunitaria sugli aiuti previsti
dal presente articolo, per il periodo di programmazione 2007-2013
le risorse finanziarie non possono superare l'importo di 50 milioni
di euro.'».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 27. Ne do lettura:
«Art. 27.
Cooperazione per lo sviluppo di nuovi prodotti,
processi e
tecnologie nei settori agricolo e alimentare e in
quello forestale
1. Dopo l'articolo 141 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.
32, è inserito il seguente:
Art. 141 undecies. Cooperazione per lo sviluppo di nuovi
prodotti, processi e tecnologie nei settori agricolo e alimentare e
in quello forestale - 1. L'Assessorato regionale dell'agricoltura e
delle foreste allo scopo di garantire al settore agricolo,
alimentare e forestale maggiori vantaggi in termini di opportunità
di mercato attraverso approcci innovativi per lo sviluppo di nuovi
prodotti, processi e tecnologie, anche nell'ottica della
sostenibilità ambientale, nonché per la promozione e lo scambio
della conoscenza tecnica, economica, gestionale e scientifica,
previsti dalle misure del PSR Sicilia 2007-2013, è autorizzato ad
attivare gli interventi di cui agli articoli 20, lettera b), punto
iv) e 29 del regolamento (CE) n. 1698/2005 e successive modifiche
ed integrazioni, nonché all'articolo 20 del regolamento (CE) n.
1974/2006 e successive modifiche e integrazioni, conformemente alla
misura 124 del PSR Sicilia 2007-2013.
2. Per gli investimenti riguardanti i prodotti non compresi
nell'allegato I del Trattato (CE), il sostegno è concesso ai sensi
del regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione del 15 dicembre
2006 relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato
sugli aiuti di importanza minore de minimis' secondo le modalità
indicate nella misura.
3. Gli interventi di cui al presente articolo sono attivati a
valere sulle risorse relative al PSR Sicilia 2007-2013 e sulle
risorse finanziarie del Fondo aree sottoutilizzate istituito con
l'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.
4. Ai fini dell'autorizzazione comunitaria sugli aiuti previsti
dal presente articolo, per il periodo di programmazione 2007-2013
le risorse finanziarie non possono superare l'importo di 46 milioni
di euro.'».
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Ragusa
l'emendamento 27.1:
«Alla fine del comma 1 aggiungere con particolare riguardo per il
settore vitivinicolo, per il settore olio d'oliva e arboricoltura
da legno .».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 27, come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 28. Ne do lettura:
«Art. 28.
Sviluppo e rinnovamento dei villaggi
1. Dopo l'articolo 141 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.
32, è inserito il seguente:
Art. 141 duodecies. Sviluppo e rinnovamento dei villaggi - 1.
L'Assessorato regionale dell'agricoltura e delle foreste allo scopo
di promuovere il recupero, la tutela e la valorizzazione del
patrimonio immobiliare e storico-culturale del mondo rurale, con
finalità collettive, turistico-culturali e di servizio, è
autorizzato ad attivare gli interventi di cui all'articolo 52,
lettera b), punto ii) del regolamento (CE) n. 1698/2005 e
successive modifiche ed integrazioni, conformemente alla misura 322
del PSR Sicilia 2007-2013.
2. Il sostegno è concesso in forma di contributo in conto capitale
fino al 100 per cento della spesa ammissibile in quanto attività a
finalità pubblica senza scopo di lucro.
3. I beneficiari sono l'Assessorato regionale dell'agricoltura e
delle foreste, gli enti locali territoriali in forma singola o
associata, i soggetti privati proprietari di edifici inseriti in
contesti di pubblica fruizione.
4. Gli interventi di cui al presente articolo sono attivati a
valere sulle risorse relative al PSR Sicilia 2007-2013 e sulle
risorse finanziarie del Fondo aree sottoutilizzate istituito con
l'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.
5. Ai fini comunitari le risorse per il periodo di programmazione
2007-2013 non possono superare 34 milioni di euro.'».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 29. Ne do lettura:
«Art. 29.
Acquisizione di competenze ed animazione in vista
dell'elaborazione e dell'attuazione di strategie di
sviluppo locale
1. Dopo l'articolo 141 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.
32, è inserito il seguente:
Art. 141 terdecies. Acquisizione di competenze ed animazione in
vista dell'elaborazione e dell'attuazione di strategie di sviluppo
locale - 1. L'Assessorato regionale dell'agricoltura e delle
foreste allo scopo di consentire la definizione e l'attuazione di
strategie di sviluppo locale per la costituzione di partenariati
fra soggetti pubblici e privati, attraverso l'animazione
territoriale e lo sviluppo delle competenze necessarie alla
valorizzazione delle opportunità degli assi III e IV del PSR
Sicilia 2007-2013 è autorizzato ad attivare gli interventi di cui
agli articoli 52, lettera d) e 59 del regolamento (CE) n. 1698/2005
e successive modifiche ed integrazioni, nonché all'articolo 36 del
regolamento (CE) n. 1974/2006 e successive modifiche e
integrazioni, conformemente alla misura 341 del PSR Sicilia 2007-
2013.
2. Il sostegno è concesso in forma di contributo in conto capitale
fino al 100 per cento della spesa ammissibile in quanto attività a
finalità pubblica senza scopo di lucro.
3. Gli interventi di cui al presente articolo sono attivati a
valere sulle risorse relative al PSR Sicilia 2007-2013 e sulle
risorse finanziarie del Fondo aree sottoutilizzate istituito con
l'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.
4. Ai fini comunitari le risorse per il periodo di programmazione
2007-2013 non possono superare 22 milioni di euro.'».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 30. Ne do lettura:
«Art. 30
Modifiche all'articolo 158 della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32
1. L'articolo 158 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, è
sostituito dal seguente:
Art. 158. Trasformazione e commercializzazione di prodotti ittici
- 1. Allo scopo di favorire i processi di sviluppo del settore
produttivo della pesca in Sicilia, l'Assessorato regionale della
cooperazione, del commercio, dell'artigianato e della pesca -
Dipartimento regionale della pesca, nell'ambito degli interventi
previsti dal Programma Operativo per il settore pesca e
acquicoltura cofinanziato dal Fondo europeo per la pesca per il
2007-2013 (PO FEP 2007-2013) approvato dalla Commissione europea
con decisione C (2007) 6792 del 19 dicembre 2007 e successive
modifiche e integrazioni, è autorizzato a concedere contributi per
la realizzazione degli interventi di trasformazione e
commercializzazione dei prodotti della pesca, di cui all'articolo
35 del regolamento (CE) n. 1198/2006 del Consiglio del 27 luglio
2006, a favore dei soggetti ivi indicati, dando priorità alle micro
e piccole imprese, conformemente a quanto previsto nelle
corrispondenti misure del PO FEP 2007-2013 e nel predetto
regolamento (CE) n. 1198/2006.
2. L'Assessore regionale per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca, con proprio decreto, stabilisce le
modalità per la concessione delle agevolazioni, inclusi i criteri
da seguire per l'individuazione dei soggetti, delle attività, delle
spese ammissibili, la percentuale massima di intervento, la misura
massima del finanziamento concedibile, le modalità di erogazione
dei benefici in una o più delle forme indicate dall'articolo 189
della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e successive
modifiche e integrazioni, i parametri per l'attribuzione, a ciascun
progetto, del punteggio utile per la collocazione in graduatoria e
ogni altra disposizione necessaria all'attivazione degli interventi
in conformità a quanto previsto nelle corrispondenti misure del PO
FEP 2007-2013 e del documento Criteri di selezione per la
concessione degli aiuti', di attuazione del medesimo PO FEP
2007-2013.
3. Per la gestione degli interventi di cui al presente articolo,
l'Assessorato regionale della cooperazione, del commercio,
dell'artigianato e della pesca - Dipartimento pesca - è autorizzato
a servirsi delle procedure previste dall'articolo 4, comma 1 della
legge regionale 22 dicembre 2005, n. 20, e ad avvalersi di un
soggetto selezionato ai sensi dell'articolo 185, comma 5, della
legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e successive modifiche e
integrazioni, sulla base di un'apposita convenzione, predisposta
dallo stesso Dipartimento, al fine di evitare duplicazioni
dell'attività istruttoria ed assicurare snellezza e rapidità
procedurale, nonché di esperti ai sensi dell'articolo 185, comma 6,
della medesima legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e successive
modifiche e integrazioni, con oneri a carico dell'Asse 5
dell'assistenza tecnica del PO FEP 2007-2013 .
4. Gli interventi possono essere attivati anche nell'ambito di
contratti di programma regionali per lo sviluppo delle attività
produttive.
5. Gli interventi sono finanziati a valere sulle risorse relative
agli obiettivi del PO FEP 2007-2013, sul fondo a gestione separata
previsto dall'articolo 61 della legge regionale 28 dicembre 2004,
n. 17, e sulle risorse finanziarie del Fondo aree sottoutilizzate
istituito con l'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.
6. Ai fini del controllo comunitario sugli aiuti previsti dal
presente articolo, per il periodo di programmazione 2007-2013 le
risorse finanziarie complessivamente non possono superare l'importo
di tre milioni di euro.
7. Possono essere concessi aiuti con dotazioni aggiuntive rispetto
a quanto previsto nel PO FEP 2007-2013, conformemente alle
condizioni e limiti previsti dagli Orientamenti per l'esame degli
aiuti di Stato nel settore della pesca e dell'acquacoltura 2008/C-
84/06. A essi non può essere data esecuzione fino alla definizione
del procedimento di controllo comunitario ai sensi degli articoli
87 e 88 del Trattato (CE). Tali aiuti possono essere concessi anche
nell'ambito del de minimis', ai sensi del regolamento (CE) n.
875/2007 della Commissione del 24 luglio 2007 ovvero conformemente
alle condizioni e limiti previsti dal regolamento n. 736/2008 della
Commissione del 22 luglio 2008, pubblicato nella g.u.u.e. del 31
luglio 2008 (regolamento di esenzione per le imprese attive nel
settore della produzione, trasformazione e commercializzazione dei
prodotti della pesca) serie L 201'.».
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 30.1,
sostitutivo dell'articolo 30:
«Sostituire l'articolo 30 con il seguente:
Art. 30 - Autorizzazione spesa programma FEP 2007-2013 - 1.
L'assessore regionale della cooperazione, del commercio,
dell'artigianato, della cooperazione e della pesca è autorizzato ad
assumere i provvedimenti di spesa relativi all'attuazione degli
interventi previsti dal Programma operativo per il settore della
pesca e acquacoltura cofinanziato dal Fondo europeo per la pesca
per il 2007-2013 (PO FEP 2007-2013) approvato dalla Commissione
europea con decisione C (2007) 6792 del 19 dicembre 2007 e
successive modifiche ed integrazioni .».
Comunico altresì che è stato presentato dal Governo il
subemendamento 30.1.1, soppressivo dell'articolo 30:
«L'articolo 30 è soppresso e l'emendamento 30.1 è soppresso».
BUFARDECI, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare per illustrare
l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
l'emendamento soppressivo 30.1.1 testé presentato dal Governo non
si riferisce soltanto all'articolo 30, ma anche a tutti gli
articoli da 30 a 39, e tiene conto di una nota pervenuta dal
direttore del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali per
quanto riguarda la pesca, nella quale si dice, in maniera
esplicita, che i regolamenti comunitari sono direttamente
applicabili dallo Stato membro, senza necessità di recepimento
dell'ordinamento nazionale.
In particolare, considerato che il programma operativo del Fondo
europeo per la Pesca è unico per tutto il territorio nazionale e
contiene le competenze ripartite fra Stato e Regioni, questa
autorità di gestione ritiene che le Regioni non hanno necessità di
adottare uno specifico provvedimento legislativo per l'attuazione
del programma operativo, ivi compresa l'emanazione dei bandi e
delle misura a gestione regionale.
Per tale motivo decade il senso di tutti gli articoli da 30 a 39.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, con questa precisazione del
Governo, pongo in votazione l'emendamento soppressivo 30.1.1.
Chi è favorevole all'emendamento resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'articolo 30 è, pertanto, soppresso.
Si passa all'articolo 31. Ne do lettura:
«Art. 31.
Modifiche all'articolo 159 della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32
1. L'articolo 159 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, è
sostituito dal seguente:
Art. 159. Potenziamento attrezzature porti di pesca - 1. Allo
scopo di favorire i processi di sviluppo del settore produttivo
della pesca in Sicilia, l'Assessorato regionale della
cooperazione, del commercio, dell'artigianato e della pesca -
Dipartimento regionale della pesca, nell'ambito degli interventi
previsti dal Programma Operativo per il settore pesca e
acquicoltura cofinanziato dal Fondo europeo per la pesca per il
2007-2013 (PO FEP 2007-2013) approvato dalla Commissione europea
con decisione C (2007) 6792 del 19 dicembre 2007 e successive
modifiche e integrazioni, è autorizzato a concedere contributi per
gli interventi e le finalità di cui all'articolo 39 del regolamento
(CE) n. 1198/2006 del Consiglio del 27 luglio 2006, conformemente a
quanto previsto nelle corrispondenti misure del PO FEP 2007-2013 e
nel predetto regolamento (CE) n. 1198/2006.
2. L'Assessore regionale per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca con proprio decreto, stabilisce le
modalità per la concessione delle agevolazioni, inclusi i criteri
da seguire per l'individuazione dei soggetti, delle attività, delle
spese ammissibili, la percentuale massima di intervento, la misura
massima del finanziamento concedibile, le modalità di erogazione
dei benefici in una o più delle forme indicate dall'articolo 189
della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e successive
modifiche e integrazioni, i parametri per l'attribuzione, a ciascun
progetto, del punteggio utile per la collocazione in graduatoria e
ogni altra disposizione necessaria all'attivazione degli interventi
in conformità a quanto previsto nelle corrispondenti misure del PO
FEP 2007-2013 e del documento Criteri di selezione per la
concessione degli aiuti', di attuazione del medesimo PO FEP
2007-2013.
3. Per la gestione degli interventi, l'Assessorato regionale della
cooperazione, del commercio, dell'artigianato e della pesca -
Dipartimento regionale della pesca - è autorizzato a servirsi delle
procedure previste dall'articolo 4, comma 1 della legge regionale
22 dicembre 2005, n. 20, e ad avvalersi di un soggetto selezionato
ai sensi dell'articolo 185, comma 5, della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32 e successive modifiche e integrazioni, sulla
base di un'apposita convenzione, predisposta dallo stesso
Dipartimento, al fine di evitare duplicazioni dell'attività
istruttoria ed assicurare snellezza e rapidità procedurale, nonché
di esperti ai sensi dell'articolo 185, comma 6, della medesima
legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e successive modifiche e
integrazioni, con oneri a carico dell'Asse 5 dell'assistenza
tecnica del PO. FEP 2007-2013.
4. Gli interventi possono essere attivati anche nell'ambito di
contratti di programma regionali per lo sviluppo delle attività
produttive.
5. Gli interventi di cui al presente articolo sono finanziati a
valere sulle risorse relative agli obiettivi del PO del FEP 2007-
2013, su fondo a gestione separata previsto dall'articolo 61 della
legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17, e sulle risorse
finanziarie del Fondo aree sottoutilizzate istituito con l'articolo
61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.
6. Ai fini del controllo comunitario sugli aiuti previsti dal
presente articolo, per il periodo di programmazione 2007-2013 le
risorse finanziarie complessivamente non possono superare l'importo
di sei milioni di euro.
7. Possono essere concessi aiuti con dotazioni aggiuntive rispetto
a quanto previsto nel PO FEP 2007-2013, conformemente alle
condizioni e limiti previsti dagli Orientamenti per l'esame degli
aiuti di Stato nel settore della pesca e dell'acquacoltura 2008/C-
84/06. A essi non può essere data esecuzione fino alla definizione
del procedimento di controllo comunitario ai sensi degli articoli
87 e 88 del Trattato (CE). Tali aiuti possono essere concessi anche
nell'ambito del de minimis', ai sensi del regolamento (CE) n.
875/2007 della Commissione del 24 luglio 2007 ovvero conformemente
alle condizioni e limiti previsti dal regolamento n. 736/2008 della
Commissione del 22 luglio 2008, pubblicato nella g.u.u.e. del 31
luglio 2008 (regolamento di esenzione per le imprese attive nel
settore della produzione, trasformazione e commercializzazione dei
prodotti della pesca) serie L 201.'».
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 31.1,
soppressivo dell'articolo 31.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 32. Ne do lettura:
«Art. 32.
Modifiche all'articolo 160 della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32
1. L'articolo 160 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 è
sostituito dal seguente:
Art. 160. Investimenti produttivi nel settore dell'acquacoltura -
1. Allo scopo di favorire i processi di sviluppo del settore
produttivo della pesca in Sicilia, l'Assessorato regionale della
cooperazione, del commercio, dell'artigianato e della pesca -
Dipartimento regionale della pesca, nell'ambito degli interventi
previsti dal Programma Operativo per il settore pesca e
acquacoltura cofinanziato dal Fondo europeo per la pesca per il
2007-2013 (PO FEP 2007-2013) approvato dalla Commissione europea
con decisione C (2007) 6792 del 19 dicembre 2007 e successive
modifiche e integrazioni, è autorizzato a concedere contributi per
la realizzazione degli interventi di cui all'articolo 29 del
regolamento (CE) n. 1198/2006 del Consiglio del 27 luglio 2006, per
la costruzione, l'ampliamento, armamento e ammodernamento di
impianti di produzione, al fine di migliorare le condizioni di
lavoro, l'igiene, la salute dell'uomo o degli animali e la qualità
dei prodotti, ridurre l'impatto negativo o accentuare gli effetti
positivi sull'ambiente, conformemente a quanto previsto nelle
corrispondenti misure del PO FEP 2007-2013 e nel predetto
regolamento (CE) n. 1198/2006.
2. L'Assessore regionale per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca con proprio decreto, stabilisce le
modalità per la concessione delle agevolazioni, inclusi i criteri
da seguire per l'individuazione dei soggetti, delle attività, delle
spese ammissibili, la percentuale massima di intervento, la misura
massima del finanziamento concedibile, le modalità di erogazione
dei benefici in una o più delle forme indicate dall'articolo 189
della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e successive
modifiche e integrazioni, i parametri per l'attribuzione, a ciascun
progetto, del punteggio utile per la collocazione in graduatoria e
ogni altra disposizione necessaria all'attivazione degli interventi
in conformità a quanto previsto nelle corrispondenti misure del PO
FEP 2007-2013 e del documento Criteri di selezione per la
concessione degli aiuti', di attuazione del medesimo PO FEP
2007-2013.
3. Per la gestione degli interventi l'Assessorato regionale della
cooperazione, del commercio, dell'artigianato e della pesca -
Dipartimento regionale della pesca - è autorizzato a servirsi delle
procedure previste dall'articolo 4, comma 1 della legge regionale
22 dicembre 2005, n. 20, e ad avvalersi di un soggetto selezionato
ai sensi dell'articolo 185, comma 5, della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32 e successive modifiche e integrazioni, sulla
base di un'apposita convenzione, predisposta dallo stesso
Dipartimento, al fine di evitare duplicazioni dell'attività
istruttoria e assicurare snellezza e rapidità procedurale, nonché
di esperti ai sensi dell'articolo 185, comma 6, della medesima
legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e successive modifiche e
integrazioni, con oneri a carico dell'Asse 5 dell'assistenza
tecnica del PO FEP 2007-2013 .
4. Gli interventi possono essere attivati anche nell'ambito di
contratti di programma regionali per lo sviluppo delle attività
produttive.
5. Gli interventi di cui al presente articolo sono finanziati a
valere sulle risorse relative agli obiettivi del PO del FEP 2007-
2013, su fondo a gestione separata previsto dall'articolo 61 della
legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17, e sulle risorse
finanziarie del Fondo aree sottoutilizzate istituito con l'articolo
61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.
6. Ai fini del controllo comunitario sugli aiuti previsti dal
presente articolo per il periodo di programmazione 2007-2013, le
risorse finanziarie complessivamente non possono superare l'importo
di due milioni di euro.
7. Possono essere concessi aiuti con dotazioni aggiuntive rispetto
a quanto previsto nel PO FEP 2007-2013, conformemente alle
condizioni e limiti previsti dagli Orientamenti per l'esame degli
aiuti di Stato nel settore della pesca e dell'acquacoltura 2008/C-
84/06. A essi non può essere data esecuzione fino alla definizione
del procedimento di controllo comunitario ai sensi degli articoli
87 e 88 del Trattato (CE).
Tali aiuti possono essere concessi anche nell'ambito del de
minimis, ai sensi del regolamento (CE) n. 875/2007 della
Commissione del 24 luglio 2007 ovvero conformemente alle condizioni
e limiti previsti dal regolamento n. 736/2008 della Commissione del
22 luglio 2008, pubblicato nella g.u.u.e. del 31 luglio 2008
(regolamento di esenzione per le imprese attive nel settore della
produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti della
pesca) serie L 201.'».
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 32.1,
soppressivo dell'articolo 32.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 33. Ne do lettura:
Art. 33.
Modifiche agli articoli 163 e 171 della legge
regionale 23 dicembre 2000, n. 32
1. Gli articoli 163 e 171 della legge regionale 23 dicembre 2000,
n. 32, sono abrogati e sono sostituiti dal seguente:
Art. 163. Azioni collettive - 1. L'Assessorato regionale della
cooperazione, del commercio, dell'artigianato e della pesca -
Dipartimento regionale della pesca, nell'ambito degli interventi
previsti dal Programma Operativo per il settore pesca e
acquacoltura cofinanziato dal Fondo Europeo per la pesca per il
2007-2013 (PO FEP 2007-2013) approvato dalla Commissione europea
con decisione C (2007) 6792 del 19 dicembre 2007 e successive
modifiche e integrazioni, è autorizzato a concedere contributi per
la realizzazione di misure di interesse comune, conformemente a
quanto previsto nelle corrispondenti misure del PO FEP 2007-2013 e
nel regolamento (CE) n. 1198/2006 del Consiglio del 27 luglio 2006.
Le azioni finanziate sono quelle previste dall'articolo 37 del
regolamento (CE) n. 1198/2006, lettera a), relativa alla migliore
gestione o conservazione delle risorse; lettera b), relativa a
metodi o attrezzature di pesca; lettera c), relativa alla rimozione
dai fondali di attrezzi di pesca smarriti; lettera d), relativa al
miglioramento delle condizioni di lavoro e della sicurezza; lettera
e), relativa alla trasparenza dei mercati dei prodotti della pesca
e dell'acquacoltura, anche tramite la tracciabilità; lettera f)
relativa al miglioramento della qualità e della sicurezza dei
prodotti alimentari; lettera g), relativa allo sviluppo dei siti
acquicoli; lettera h), relativa agli investimenti in attrezzature
ed infrastrutture per la produzione, la trasformazione o la
commercializzazione, incluse quelle per il trattamento degli
scarti; lettera i), relativa all'accrescimento delle competenze
professionali e nuovi metodi e strumenti di formazione; lettera j),
relativa alla promozione del partenariato tra scienziati e
operatori del settore della pesca; lettera k), relativa a
collegamenti in rete e scambi di esperienze e migliori pratiche tra
le organizzazioni che promuovono le pari opportunità tra uomini e
donne e altre parti interessate; lettera l), relativa al
conseguimento degli obiettivi fissati per la piccola pesca; lettera
m), relativa al miglioramento della gestione ed il controllo delle
condizioni di accesso alle zone di pesca; lettera n), relativa alle
organizzazioni di produttori riconosciute; lettera o), relativa a
studi di fattibilità per la promozione del partenariato con i Paesi
terzi.
2. L'Assessore regionale per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca, con proprio decreto, stabilisce le
modalità per la concessione delle agevolazioni, inclusi i criteri
da seguire per l'individuazione dei soggetti, delle attività, delle
spese ammissibili, la percentuale massima di intervento, la misura
massima del finanziamento concedibile, le modalità di erogazione
dei benefici in una o più delle forme indicate dall'articolo 189
della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e successive
modifiche e integrazioni, i parametri per l'attribuzione, a ciascun
progetto, del punteggio utile per la collocazione in graduatoria e
ogni altra disposizione necessaria all'attivazione degli interventi
in conformità a quanto previsto nelle corrispondenti misure del PO
FEP 2007-2013 e del documento Criteri di selezione per la
concessione degli aiuti', di attuazione del medesimo PO FEP 2007-
2013.
3. Per la gestione degli interventi di cui al comma 1,
l'Assessorato regionale della cooperazione, del commercio,
dell'artigianato e della pesca - Dipartimento pesca, è autorizzato
a servirsi delle procedure previste dall'articolo 4, comma 1 della
legge regionale 22 dicembre 2005, n. 20, e ad avvalersi di un
soggetto selezionato ai sensi dell'articolo 185, comma 5, della
legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e successive modifiche e
integrazioni, sulla base di un'apposita convenzione, predisposta
dallo stesso Dipartimento, al fine di evitare duplicazioni
dell'attività istruttoria e assicurare snellezza e rapidità
procedurale, nonché di esperti ai sensi dell'articolo 185, comma 6,
della medesima legge regionale n. 32/2000 e successive modifiche ed
integrazioni, con oneri a carico dell'Asse V dell'assistenza del PO
FEP 2007-2013.
4. Gli interventi possono essere attivati anche nell'ambito di
contratti di programma regionali per lo sviluppo delle attività
produttive.
5. Gli interventi sono finanziati a valere sulle risorse relative
agli obiettivi del PO FEP 2007-2013, sul fondo a gestione separata
previsto dall'articolo 61 della legge regionale 28 dicembre 2004,
n. 17, e sulle risorse finanziarie del Fondo aree sottoutilizzate
istituito con l'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.
6. Ai fini del controllo comunitario sugli aiuti previsti dal
presente articolo, per il periodo di programmazione 2007-2013 le
risorse finanziarie non possono superare complessivamente l'importo
di cinque milioni di euro.
7. Possono essere concessi aiuti con dotazioni aggiuntive rispetto
a quanto previsto nel PO FEP 2007-2013, conformemente alle
condizioni e limiti previsti dagli Orientamenti per l'esame degli
aiuti di Stato nel settore della pesca e dell'acquacoltura 2008/C-
84/06. Ad essi non può essere data esecuzione fino alla definizione
del procedimento di controllo comunitario ai sensi degli articoli
87 e 88 del Trattato (CE). Tali aiuti possono essere concessi anche
nell'ambito del de minimis', ai sensi del regolamento (CE) n.
875/2007 della Commissione del 24 luglio 2007 ovvero conformemente
alle condizioni e limiti previsti dal regolamento n. 736/2008 della
Commissione del 22 luglio 2008, pubblicato nella g.u.u.e. del 31
luglio 2008 (regolamento di esenzione per le imprese attive nel
settore della produzione, trasformazione e commercializzazione dei
prodotti della pesca) serie L 201.'.
2. Gli articoli 169 Contributi per la formazione tecnica ed
economica degli addetti alla pesca' e 174 Organizzazioni dei
produttori, della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32', sono
abrogati».
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 33.1,
soppressivo dell'articolo 33.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 34. Ne do lettura:
«Art. 34.
Modifiche all'articolo 164 della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32
1. L'articolo 164 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, è
sostituito dal seguente:
Art. 164. Interventi per la promozione dei prodotti - 1. Allo
scopo di favorire i processi di sviluppo del settore produttivo
della pesca in Sicilia, l'Assessorato regionale della cooperazione,
del commercio, dell'artigianato e della pesca - Dipartimento
regionale della pesca, nell'ambito degli interventi previsti dal
Programma Operativo per il settore pesca e acquicoltura
cofinanziato dal Fondo europeo per la pesca per il 2007-2013 (PO
FEP 2007-2013) approvato dalla Commissione europea con decisione C
(2007) 6792 del 19 dicembre 2007 e successive modifiche e
integrazioni, è autorizzato ad attivare interventi e a concedere
contributi nell'ambito di misure di interesse comune per
l'attuazione di una politica di qualità, valorizzazione, promozione
o sviluppo di nuovi mercati per i prodotti della pesca e
dell'acquacoltura, volte a realizzare gli interventi di cui
all'articolo 40 del regolamento (CE) n. 1198/2006 del Consiglio del
27 luglio 2006, conformemente a quanto previsto nelle
corrispondenti misure del PO FEP 2007-2013 e nel predetto
regolamento (CE) n. 1198/2006.
2. L'Assessore regionale per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca con proprio decreto, stabilisce le
modalità per l'attivazione degli interventi e la concessione delle
agevolazioni, inclusi i criteri da seguire per l'individuazione dei
soggetti, delle attività, delle spese ammissibili, la percentuale
massima di intervento, la misura massima del finanziamento
concedibile, le modalità di erogazione dei benefici in una o più
delle forme indicate dall'articolo 189 della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32 e successive modifiche e integrazioni, i
parametri per l'attribuzione, a ciascun progetto, del punteggio
utile per la collocazione in graduatoria e ogni altra disposizione
necessaria all'attivazione degli interventi in conformità a quanto
previsto nelle corrispondenti misure del PO FEP 2007-2013 e del
documento Criteri di selezione per la concessione degli aiuti', di
attuazione del medesimo PO FEP 2007-2013.
3. Per la gestione degli interventi l'Assessorato regionale della
cooperazione, del commercio, dell'artigianato e della pesca -
Dipartimento regionale della pesca, è autorizzato a servirsi delle
procedure previste dall'articolo 4, comma 1 della legge regionale
22 dicembre 2005, n. 20, e ad avvalersi di un soggetto selezionato
ai sensi dell'articolo 185, comma 5, della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32 e successive modifiche e integrazioni, sulla
base di un'apposita convenzione, predisposta dallo stesso
Dipartimento, al fine di evitare duplicazioni dell'attività
istruttoria ed assicurare snellezza e rapidità procedurale, nonché
di esperti ai sensi dell'articolo 185, comma 6, della medesima
legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e successive modifiche e
integrazioni, con oneri a carico dell'Asse 5 dell'assistenza
tecnica del PO FEP 2007-2013.
4. Gli interventi possono essere attivati anche nell'ambito di
contratti di programma regionali per lo sviluppo delle attività
produttive.
5. Gli interventi sono finanziati a valere sulle risorse relative
agli obiettivi del PO FEP 2007-2013, sul fondo a gestione separata
previsto dall'articolo 61 della legge regionale 28 dicembre 2004,
n. 17, e sulle risorse finanziarie del Fondo aree sottoutilizzate
istituito con l'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.
6. Ai fini del controllo comunitario sugli aiuti previsti dal
presente articolo, per il periodo di programmazione 2007-2013 le
risorse finanziarie complessivamente non possono superare l'importo
di un milione di euro.
7. Possono essere concessi aiuti con dotazioni aggiuntive rispetto
a quanto previsto nel PO FEP 2007-2013, conformemente alle
condizioni e limiti previsti dagli Orientamenti per l'esame degli
aiuti di Stato nel settore della pesca e dell'acquacoltura 2008/C-
84/06. A essi non può essere data esecuzione fino alla definizione
del procedimento di controllo comunitario ai sensi degli articoli
87 e 88 del Trattato (CE). Tali aiuti possono essere concessi anche
nell'ambito del de minimis, ai sensi del regolamento (CE) n.
875/2007 della Commissione del 24 luglio 2007 ovvero conformemente
alle condizioni e limiti previsti dal regolamento n. 736/2008 della
Commissione del 22 luglio 2008, pubblicato nella g.u.u.e. del 31
luglio 2008 (regolamento di esenzione per le imprese attive nel
settore della produzione, trasformazione e commercializzazione dei
prodotti della pesca) serie L 201.'».
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 34.1,
soppressivo dell'articolo 34.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 35. Ne do lettura:
«Art. 35.
Modifiche all'articolo 166 della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32
1. L'articolo 166 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, è
sostituito dal seguente:
Art. 166. Piccola pesca costiera - 1. Allo scopo di favorire i
processi di sviluppo del settore produttivo della pesca in Sicilia,
l'Assessorato regionale della cooperazione, del commercio,
dell'artigianato e della pesca - Dipartimento regionale della
pesca, nell'ambito degli interventi previsti dal Programma
Operativo per il settore pesca e acquacoltura cofinanziato dal
Fondo europeo per la pesca per il 2007-2013 (PO FEP 2007-2013)
approvato dalla Commissione europea con decisione C (2007) 6792 del
19 dicembre 2007 e successive modifiche e integrazioni, è
autorizzato a concedere contributi per il pagamento di premi ai
pescatori e proprietari di pescherecci che praticano la piccola
pesca costiera, per le finalità di cui all'articolo 26 del
regolamento (CE) n. 1198/2006 del Consiglio del 27 luglio 2006,
conformemente a quanto previsto nelle corrispondenti misure del PO
FEP 2007-2013 e nel predetto regolamento (CE) n. 1198/2006.
2. L'Assessore regionale per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca, con proprio decreto, stabilisce le
modalità per la concessione delle agevolazioni, inclusi i criteri
da seguire per l'individuazione dei soggetti, delle attività, delle
spese ammissibili, la percentuale massima di intervento, la misura
massima del finanziamento concedibile, le modalità di erogazione
dei benefici in una o più delle forme indicate dall'articolo 189
della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e successive
modifiche e integrazioni, i parametri per l'attribuzione, a ciascun
progetto, del punteggio utile per la collocazione in graduatoria e
ogni altra disposizione necessaria all'attivazione degli interventi
in conformità a quanto previsto nelle corrispondenti misure del PO
FEP 2007-2013 e del documento Criteri di selezione per la
concessione degli aiuti', di attuazione del medesimo PO FEP
2007-2013.
3. Per la gestione degli interventi l'Assessorato regionale della
cooperazione, del commercio, dell'artigianato e della pesca -
Dipartimento regionale della pesca, è autorizzato a servirsi delle
procedure previste dall'articolo 4, comma 1 della legge regionale
22 dicembre 2005, n. 20 e ad avvalersi di un soggetto selezionato
ai sensi dell'articolo 185, comma 5, della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32 e successive modifiche e integrazioni, sulla
base di un'apposita convenzione, predisposta dallo stesso
Dipartimento, al fine di evitare duplicazioni dell'attività
istruttoria e assicurare snellezza e rapidità procedurale, nonché
di esperti ai sensi dell'articolo 185, comma 6, della medesima
legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e successive modifiche e
integrazioni, con oneri a carico dell'Asse 5 dell'assistenza
tecnica del PO FEP 2007-2013.
4. Gli interventi possono essere attivati anche nell'ambito di
contratti di programma regionali per lo sviluppo delle attività
produttive.
5. Gli interventi sono finanziati a valere sulle risorse relative
agli obiettivi del PO FEP 2007-2013, sul fondo a gestione separata
previsto dall'articolo 61 della legge regionale 28 dicembre 2004,
n. 17, e sulle risorse finanziarie del Fondo aree sottoutilizzate
istituito con l'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.
6. Ai fini del controllo comunitario sugli aiuti previsti dal
presente articolo per il periodo di programmazione 2007-2013, le
risorse finanziarie complessivamente non possono superare l'importo
di un milione di euro.
7. Possono essere concessi aiuti con dotazioni aggiuntive rispetto
a quanto previsto nel PO FEP 2007-2013, conformemente alle
condizioni e limiti previsti dagli Orientamenti per l'esame degli
aiuti di Stato nel settore della pesca e dell'acquacoltura 2008/C-
84/06. A essi non può essere data esecuzione fino alla definizione
del procedimento di controllo comunitario ai sensi degli articoli
87 e 88 del Trattato (CE). Tali aiuti possono essere concessi anche
nell'ambito del de minimis, ai sensi del regolamento (CE) n.
875/2007 della Commissione del 24 luglio 2007 ovvero conformemente
alle condizioni e limiti previsti dal regolamento n. 736/2008 della
Commissione del 22 luglio 2008, pubblicato nella g.u.u.e. del 31
luglio 2008 (regolamento di esenzione per le imprese attive nel
settore della produzione, trasformazione e commercializzazione dei
prodotti della pesca) serie L 201.'».
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 35.1,
soppressivo dell'articolo 35.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 36. Ne do lettura:
«Art. 36.
Modifiche all'articolo 167 della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32
1. L'articolo 167 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, è
sostituito dal seguente:
Art. 167. Interventi per la riconversione dei pescherecci ad
altre attività - 1. Allo scopo di favorire i processi di sviluppo
del settore produttivo della pesca in Sicilia, l'Assessorato
regionale della cooperazione, del commercio, dell'artigianato e
della pesca - Dipartimento regionale della pesca, nell'ambito degli
interventi previsti dal Programma Operativo per il settore pesca e
acquacoltura cofinanziato dal Fondo europeo per la pesca per il
2007-2013 (PO FEP 2007-2013) approvato dalla Commissione europea
con decisione C (2007) 6792 del 19 dicembre 2007 e successive
modifiche e integrazioni, è autorizzato a concedere contributi per
l'attuazione di misure di interesse comune volte alla modifica dei
pescherecci per destinarli ad attività di formazione o ricerca o
altre attività diverse dalla pesca, di cui all'articolo 42 del
regolamento (CE) n. 1198/2006 del Consiglio del 27 luglio 2006,
conformemente a quanto previsto nelle corrispondenti misure del PO
FEP 2007 - 2013 e nel predetto regolamento (CE) n. 1198/2006.
2. L'Assessore regionale per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca con proprio decreto, stabilisce le
modalità per la concessione delle agevolazioni, inclusi i criteri
da seguire per l'individuazione dei soggetti, delle attività, delle
spese ammissibili, la percentuale massima di intervento, la misura
massima del finanziamento concedibile, le modalità di erogazione
dei benefici in una o più delle forme indicate dall'articolo 189
della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e successive
modifiche e integrazioni, i parametri per l'attribuzione, a ciascun
progetto, del punteggio utile per la collocazione in graduatoria e
ogni altra disposizione necessaria all'attivazione degli interventi
in conformità a quanto previsto nelle corrispondenti misure del PO
FEP 2007-2013 e del documento Criteri di selezione per la
concessione degli aiuti', di attuazione del medesimo PO FEP
2007-2013.
3. Gli interventi possono essere attivati anche nell'ambito di
contratti di programma regionali per lo sviluppo delle attività
produttive.
4. Gli interventi di cui al presente articolo sono finanziati a
valere sulle risorse relative agli obiettivi del PO FEP 2007-2013,
su fondo a gestione separata previsto dall'articolo 61 della legge
regionale 28 dicembre 2004, n. 17, e sulle risorse finanziarie del
Fondo aree sottoutilizzate istituito con l'articolo 61 della legge
27 dicembre 2002, n. 289.
5. Ai fini del controllo comunitario sugli aiuti previsti dal
presente articolo, per il periodo di programmazione 2007-2013, le
risorse finanziarie complessivamente non possono superare l'importo
di due milioni di euro.
6. Possono essere concessi aiuti con dotazioni aggiuntive rispetto
a quanto previsto nel PO FEP 2007-2013 conformemente alle
condizioni e limiti previsti dagli Orientamenti per l'esame degli
aiuti di Stato nel settore della pesca e dell'acquacoltura 2008/C-
84/06. A essi non può essere data esecuzione fino alla definizione
del procedimento di controllo comunitario ai sensi degli articoli
87 e 88 del Trattato (CE). Tali aiuti possono essere concessi anche
nell'ambito del de minimis', ai sensi del regolamento (CE) n.
875/2007 della Commissione del 24 luglio 2007 ovvero conformemente
alle condizioni e limiti previsti dal regolamento n. 736/2008 della
Commissione del 22 luglio 2008, pubblicato nella g.u.u.e. del 31
luglio 2008 (regolamento di esenzione per le imprese attive nel
settore della produzione, trasformazione e commercializzazione dei
prodotti della pesca) serie L 201.'».
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 36.1,
soppressivo dell'articolo 36.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 37. Ne do lettura:
«Art. 37.
Modifiche all'articolo 170 della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32
1. L'articolo 170 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, è
sostituito dal seguente:
Art. 170. Misure di carattere socio-economico e interventi per
l'arresto temporaneo - 1. L'Assessorato regionale della
cooperazione, del commercio, dell'artigianato e della pesca -
Dipartimento regionale della pesca, nell'ambito degli interventi
previsti dal Programma Operativo per il settore pesca e
acquacoltura cofinanziato dal Fondo europeo per la pesca per il
2007-2013 (PO FEP 2007-2013) approvato dalla Commissione europea
con decisione C (2007) 6792 del 19 dicembre 2007 e successive
modifiche e integrazioni, è autorizzato a concedere contributi ai
pescatori per misure di carattere socio-economico, conformemente a
quanto previsto nelle corrispondenti misure del PO FEP 2007-2013 e
nel regolamento (CE) n. 1198/2006 del Consiglio del 27 luglio 2006.
Le azioni finanziate sono quelle previste dall'articolo 27 del
regolamento (CE) n. 1198/2006, paragrafo 1, lettera a), per la
diversificazione delle attività; lettera b), per l'aggiornamento
delle competenze professionali, in particolare dei giovani
pescatori; lettera c), per la riconversione professionale in ambiti
diversi dalla pesca marittima; lettera d), relativa alla
fuoriuscita precoce dal settore della pesca, compreso il
prepensionamento; lettera e), per la compensazione una tantum ai
pescatori imbarcati a bordo su pescherecci oggetto di una misura di
arresto definitivo delle attività di pesca; paragrafo 2, per premi
individuali ai pescatori di età inferiore ai 40 anni che
acquisiscono per la prima volta la proprietà o parte della
proprietà di un peschereccio.
2. L'Assessorato regionale della cooperazione, del commercio,
dell'artigianato e della pesca - Dipartimento regionale della pesca
può altresì contribuire al finanziamento delle misure di aiuto
all'arresto temporaneo delle attività di pesca a favore dei
pescatori e dei proprietari dei pescherecci nei limiti e alle
condizioni di cui all'articolo 24 del regolamento (CE) n. 1198/2006
del Consiglio del 27 luglio 2006 conformemente a quanto previsto
nelle corrispondenti misure del PO FEP 2007-2013 e nel predetto
regolamento (CE) n. 1198/2006.
3. L'Assessore regionale per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca con proprio decreto, stabilisce le
modalità per la concessione delle agevolazioni, inclusi i criteri
da seguire per l'individuazione dei soggetti, delle attività, delle
spese ammissibili, la percentuale massima di intervento, la misura
massima del finanziamento concedibile, le modalità di erogazione
dei benefici in una o più delle forme indicate dall'articolo 189
della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e successive
modifiche e integrazioni, i parametri per l'attribuzione, a ciascun
progetto, del punteggio utile per la collocazione in graduatoria e
ogni altra disposizione necessaria all'attivazione degli interventi
in conformità a quanto previsto nelle corrispondenti misure del PO
FEP 2007-2013 e del documento Criteri di selezione per la
concessione degli aiuti', di attuazione del medesimo PO FEP
2007-2013.
4. Gli interventi possono essere attivati anche nell'ambito di
contratti di programma regionali per lo sviluppo delle attività
produttive.
5. Gli interventi di cui al presente articolo sono finanziati a
valere sulle risorse relative agli obiettivi del PO FEP 2007-2013,
sul fondo a gestione separata previsto dall'articolo 61 della legge
regionale 28 dicembre 2004, n. 17 e sulle risorse finanziarie del
Fondo aree sottoutilizzate istituito con l'articolo 61 della legge
27 dicembre 2002, n. 289.
6. Ai fini del controllo comunitario sugli aiuti previsti dal
presente articolo, per il periodo di programmazione 2007-2013 le
risorse finanziarie complessivamente non possono superare l'importo
di dieci milioni di euro.
7. Possono essere concessi aiuti con dotazioni aggiuntive rispetto
a quanto previsto nel PO FEP 2007-2013, conformemente alle
condizioni e limiti previsti dagli Orientamenti per l'esame degli
aiuti di Stato nel settore della pesca e dell'acquacoltura 2008/C-
84/06. A essi non può essere data esecuzione fino alla definizione
del procedimento di controllo comunitario ai sensi degli articoli
87 e 88 del Trattato (CE). Tali aiuti possono essere concessi anche
nell'ambito del de minimis', ai sensi del regolamento (CE) n.
875/2007 della Commissione del 24 luglio 2007 ovvero conformemente
alle condizioni e limiti previsti dal regolamento n. 736/2008 della
Commissione del 22 luglio 2008, pubblicato nella g.u.u.e. del 31
luglio 2008 (regolamento di esenzione per le imprese attive nel
settore della produzione, trasformazione e commercializzazione dei
prodotti della pesca) serie L 201.'.
2. L'articolo 175 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, è
abrogato».
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 37.1,
soppressivo dell'articolo 37.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 38. Ne do lettura:
Art. 38.
Modifiche all'articolo 157 della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32
1. L'articolo 157 della legge regionale 23/12/2000, n 32, è
sostituito dal seguente:
Art. 157. Investimenti a bordo dei pescherecci e selettività - 1.
Allo scopo di favorire i processi di sviluppo del settore
produttivo della pesca in Sicilia, l'Assessorato regionale della
cooperazione, del commercio, dell'artigianato e della pesca -
Dipartimento regionale della pesca, nell'ambito degli interventi
previsti dal Programma Operativo per il settore pesca e
acquacoltura cofinanziato dal Fondo europeo per la pesca per il
2007-2013 (PO FEP 2007-2013) approvato dalla Commissione europea
con decisione C (2007) 6792 del 19 dicembre 2007 e successive
modifiche e integrazioni, è autorizzato a concedere contributi per
finanziare l'armamento e l'ammodernamento dei pescherecci nei
limiti e alle condizioni di cui all'articolo 25 del regolamento
(CE) n. 1198/2006 del Consiglio del 27 luglio 2006, a favore dei
soggetti ivi indicati, conformemente a quanto previsto nelle
corrispondenti misure del PO FEP 2007-2013 ed al predetto
regolamento (CE) n. 1198/2006.
2. L'Assessorato regionale della cooperazione, del commercio,
dell'artigianato e della pesca - Dipartimento regionale della
pesca, nell'ambito degli interventi previsti dal PO FEP 2007-2013 è
autorizzato altresì, con dotazioni aggiuntive rispetto alle risorse
statali, a finanziare l'arresto definitivo dei pescherecci,
nell'ambito di un piano nazionale di disarmo, secondo il disposto
dell'articolo 23 del regolamento (CE) n. 1198/2006.
3. L'Assessore regionale per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca, con proprio decreto, stabilisce le
modalità per la concessione delle agevolazioni previste al comma 1,
inclusi i criteri da seguire per l'individuazione dei soggetti,
delle attività, delle spese ammissibili, la percentuale massima di
intervento, la misura massima del finanziamento concedibile, le
modalità di erogazione dei benefici in una o più delle forme
indicate dall'articolo 189 della legge regionale 23 dicembre 2000,
n. 32 e successive modifiche e integrazioni, i parametri per
l'attribuzione, a ciascun progetto, del punteggio utile per la
collocazione in graduatoria e ogni altra disposizione necessaria
all'attivazione degli interventi in conformità a quanto previsto
nelle corrispondenti misure del PO FEP 2007-2013 e del documento
Criteri di selezione per la concessione degli aiuti', di
attuazione del medesimo PO FEP 2007-2013.
4. Per la gestione degli interventi l'Assessorato regionale della
cooperazione, del commercio, dell'artigianato e della pesca -
Dipartimento regionale della pesca, è autorizzato a servirsi delle
procedure previste dall'articolo 4, comma 1 della legge regionale
22 dicembre 2005, n. 20, e ad avvalersi di un soggetto selezionato
ai sensi dell'articolo 185, comma 5, della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32 e successive modifiche e integrazioni, sulla
base di un'apposita convenzione, predisposta dallo stesso
Dipartimento, al fine di evitare duplicazioni dell'attività
istruttoria ed assicurare snellezza e rapidità procedurale, nonché
di esperti ai sensi dell'articolo 185, comma 6, della medesima
legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e successive modifiche e
integrazioni, con oneri a carico dell'Asse 5 dell'assistenza
tecnica del PO FEP 2007-2013 .
5. Gli interventi possono essere attivati anche nell'ambito di
contratti di programma regionali per lo sviluppo delle attività
produttive.
6. Gli interventi di cui al presente articolo sono finanziati a
valere sulle risorse relative agli obiettivi del PO FEP 2007-2013,
sul fondo a gestione separata previsto dall'articolo 61 della legge
regionale 28 dicembre 2004, n. 17 e sulle risorse finanziarie del
Fondo aree sottoutilizzate istituito con l'articolo 61 della legge
27 dicembre 2002, n. 289.
7. Ai fini del controllo comunitario sugli aiuti previsti dal
presente articolo, per il periodo di programmazione 2007-2013 le
risorse finanziarie complessivamente non possono superare l'importo
di due milioni di euro.
8. Ai fini del comma 1, possono essere concessi aiuti con
dotazioni aggiuntive rispetto a quanto previsto nel PO FEP 2007-
2013, conformemente alle condizioni e limiti previsti dagli
Orientamenti per l'esame degli aiuti di Stato nel settore della
pesca e dell'acquacoltura 2008/C-84/06. A essi non può essere data
esecuzione fino alla definizione del procedimento di controllo
comunitario ai sensi degli articoli 87 e 88 del Trattato (CE). Tali
aiuti possono essere concessi anche nell'ambito del de minimis',
ai sensi del regolamento (CE) n. 875/2007 della Commissione del 24
luglio 2007 ovvero conformemente alle condizioni e limiti previsti
dal regolamento n. 736/2008 della Commissione del 22 luglio 2008,
pubblicato nella g.u.u.e. del 31 luglio 2008 (regolamento di
esenzione per le imprese attive nel settore della produzione,
trasformazione e commercializzazione dei prodotti della pesca)
serie L 201.'».
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 38.1,
soppressivo dell'articolo 38.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 39. Ne do lettura:
«Art. 39.
Modifiche al Titolo XII, Pesca, della legge regionale
23 dicembre 2000, n. 32
e alla legge regionale 3 maggio 2001, n. 6
1. L'articolo 150 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, è
sostituto dal seguente:
Art. 150. Pesca speciale - 1. Per attività di pesca speciale si
intende quella definita dalla normativa comunitaria di settore.
Tale attività è disciplinata con decreto dell'Assessore regionale
per la cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca, da
adottarsi entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente
legge, previo parere del Consiglio.'.
2. L'articolo 152 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, è
sostituto dal seguente:
Art. 152. Ittiturismo e pescaturismo - 1. Per attività
ittituristiche si intendono, ai sensi dell'articolo 12 della legge
20 febbraio 2006, n. 96, le attività di ricezione ed ospitalità
esercitate dagli imprenditori ittici, titolari di licenza di pesca
professionale, singoli od associati, dai loro familiari, nonché da
lavoratori dipendenti a tempo determinato, indeterminato e parziale
attraverso l'uso della propria abitazione, o di una struttura
appositamente acquisita da destinare e vincolare a questa attività,
e l'offerta di servizi collegati; tali attività sono da considerare
connesse alla pesca che deve rimanere principale.
2. A favore degli operatori abilitati all'esercizio delle attività
ittituristiche l'Assessore regionale per la cooperazione, il
commercio, l'artigianato e la pesca, con proprio decreto, può
concedere contributi finanziari compatibilmente con le normative
comunitarie in materia di aiuti di Stato.
3. Gli aiuti per il settore dell'ittiturismo, in quanto attività
connessa con la produzione, trasformazione e commercializzazione
dei prodotti della pesca di cui all'allegato I del Trattato (CE)
sono concessi conformemente alle condizioni e limiti previsti dal
regolamento (CE) n. 1595/2004, relativo all'applicazione degli
articoli 87 e 88 del Trattato (CE) agli aiuti di Stato a favore
delle piccole e medie imprese attive nel settore della produzione,
trasformazione e commercializzazione dei prodotti della pesca.
4. L'ittiturismo può essere svolto in diretto rapporto con
l'attività di pesca turismo ed in rapporto di complementarietà
rispetto alle attività prevalenti di pesca.'.
3. Sono abrogati gli articoli 161, 162, 165 e 173 del Titolo XII,
Pesca, della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32.
4. E' abrogato l'articolo 114 della legge regionale 3 maggio 2001,
n. 6».
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 39.1,
soppressivo dell'articolo 39.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 40. Ne do lettura:
«Art. 40.
Soggetti destinatari degli interventi
1. Destinatari degli interventi di cui al presente Titolo sono i
soggetti di cui all'articolo 2, punti 18, 19 e 20 del regolamento
(CE) n. 800 del 2008 della Commissione del 6 agosto 2008 che
dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato
comune in applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato
(regolamento generale di esenzione per categoria), pubblicato nella
g.u.u.e. del 9 agosto 2008 serie L 214, e segnatamente:
a. i lavoratori svantaggiati, ossia rientranti in una delle
seguenti categorie:
a.1 chi non ha un impiego regolarmente retribuito da almeno sei
mesi;
a.2 chi non possiede un diploma di scuola media superiore o
professionale;
a.3 lavoratori che hanno superato i 50 anni di età;
a.4 adulti che vivono soli con una o più persone a carico;
a.5 lavoratori occupati in professioni o settori caratterizzati da
un tasso di disparità uomo-donna che supera almeno del 25 per cento
la disparità media uomo-donna in tutti i settori economici dello
Stato membro interessato, se il lavoratore interessato appartiene
al genere sottorappresentato;
a.6 membri di una minoranza nazionale che hanno necessità di
consolidare le proprie esperienze in termini di conoscenze
linguistiche, di formazione professionale o di lavoro, per
migliorare le prospettive di accesso ad un'occupazione stabile.
b. i lavoratori molto svantaggiati, ossia senza lavoro da almeno
24 mesi;
c. i lavoratori disabili, ossia chiunque sia:
c.1 riconosciuto disabile ai sensi dell'ordinamento nazionale;
c.2 caratterizzato da impedimenti accertati che dipendono da un
handicap fisico, mentale o psichico.
2. Sono altresì destinatari degli aiuti di cui al presente Titolo,
in quanto categorie assimilabili ai lavoratori svantaggiati di cui
al comma 1, lettera a. punto a.1 del presente articolo, fermo
restando il limite temporale di almeno sei mesi ivi previsto, i
seguenti soggetti:
a. apprendisti di cui al decreto legislativo 10 settembre 2003, n.
276, nonché quelli avviati in forza della disciplina previgente in
materia;
b. lavoratori fruitori di trattamenti previdenziali o di
ammortizzatori sociali, ovvero iscritti nelle liste di mobilità di
cui alla legge 23 luglio 1991, n. 223;
c. soggetti assunti con contratto di inserimento di cui
all'articolo 54 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276;
d. soggetti di cui all'articolo 61 e seguenti del decreto
legislativo 10 settembre 2003, n. 276.
3. I trattamenti previdenziali, i sussidi e gli assegni erogati
per prestazioni di workfare, per attività socialmente utili, per
tirocini formativi o di orientamento non costituiscono trattamento
economico assimilabile a retribuzione».
Comunico che è stato presentato dall'onorevole D'Agostino
l'emendamento 40.1:
«Al comma 1, dopo il punto c2 aggiungere i seguenti:
c3. I soggetti indultati, indultandi, dimittendi, in esecuzione
penale esterna, potenziali beneficiari di misure alternative alla
detenzione in carico alle strutture ed ai servizi del Ministero
della Giustizia;
c4. I soggetti di cui all'articolo 4 della legge 8 novembre 1991
n. 381 come recepita in Sicilia dall'articolo 74 della legge
regionale 23 dicembre 2000 n. 32 .»
L'emendamento testé comunicato è inammissibile.
Pongo in votazione l'articolo 40. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 41. Ne do lettura:
«Art. 41.
Contributi per le assunzioni
1. L'intervento regionale di cui al presente Titolo ha carattere
aggiuntivo rispetto a quelli di analoga natura, ove spettanti,
disposti dallo Stato, e consiste nello sgravio totale dei
contributi previdenziali ed assistenziali nonché dei premi
assicurativi obbligatori, a carico del datore di lavoro - nei
limiti di cui all'articolo 43 - per le assunzioni a tempo
indeterminato dei soggetti di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 40».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 42. Ne do lettura:
Art. 42.
Individuazione dei datori di lavoro e campo di
applicazione
1. Ai fini dell'applicazione del presente Titolo sono individuati
i seguenti datori di lavoro beneficiari dei contributi:
a) imprese individuali, societarie e cooperative nonché consorzi
di imprese individuali, societarie e cooperative che abbiano una
sede operativa nel territorio della Regione ed operanti in
qualsiasi settore produttivo, commerciale o di servizi;
b) lavoratori autonomi, compresi gli iscritti negli albi, ordini
e collegi professionali;
c) organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS);
d) associazioni, con o senza personalità giuridica, di cui al
Libro I del Codice civile, e fondazioni.
2. Le imprese cooperative possono beneficiare dei contributi
anche per le assunzioni dei soci.
3. Gli incentivi di cui al presente Titolo non trovano
applicazione per i settori esclusi dagli aiuti in favore dei
lavoratori svantaggiati e disabili ai sensi dell'articolo 1, comma
3, del regolamento (CE) n. 800/2008.
4. I benefici di cui al presente Titolo sono concessi per le
attività che trovano attuazione nel territorio della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 43. Ne do lettura:
«Art. 43.
Misure e decorrenze degli incentivi
1. L'Assessorato regionale del lavoro, della previdenza sociale,
della formazione professionale e dell'emigrazione è autorizzato a
concedere ai datori di lavoro di cui all'articolo 42 che, nel
rispetto delle condizioni di cui all'articolo 44, comma 1,
procedono alle assunzioni a tempo indeterminato dei soggetti di cui
all'articolo 40, commi 1 e 2, gli incentivi di cui all'articolo 40,
sotto forma di sgravi contributivi, entro i limiti d'intensità
d'aiuto e di ammissibilità dei costi salariali, fissati dagli
articoli 40 e 41 del regolamento (CE) n. 800/2008, rispettivamente
per i soggetti svantaggiati, molto svantaggiati e disabili.
2. Per costo salariale si intende l'importo totale effettivamente
pagabile dal datore di lavoro in relazione ai posti di lavoro
considerati, che comprende la retribuzione lorda, i contributi
obbligatori, e i contributi assistenziali per figli e familiari e i
premi assicurativi.
3. I benefici di cui al presente Titolo sono cumulabili con altri
aiuti di Stato nel rispetto delle disposizioni sul cumulo di cui
all'articolo 7 del regolamento (CE) n. 800/2008.
4. Gli incentivi di cui al presente Titolo decorrono dalla
scadenza dei benefici di analoga natura, ove spettanti, disposti
dallo Stato.
5. Gli incentivi di cui al presente Titolo, in caso di variazione
della decorrenza o dell'entità dei benefici statali di analoga
natura, sono erogati per i periodi per i quali non è più prevista o
è prevista in parte la copertura statale, sino alla concorrenza del
totale dello sgravio dei contributi previdenziali ed assistenziali
e, comunque, nei limiti d'intensità di cui al comma 1.
6. Nel caso in cui, dopo l'entrata in vigore della presente legge,
vengano introdotti regimi di aiuto statale di analoga natura, gli
incentivi di cui al presente Titolo hanno decorrenza dal primo mese
successivo alla scadenza del periodo coperto dall'intervento
statale.
7. Per le finalità di cui al presente Titolo è autorizzata la
spesa fino a mille milioni di euro a valere sulle risorse del Fondo
sociale europeo, nell'ambito della programmazione comunitaria 2007-
2013 relativa alla Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 44. Ne do lettura:
«Art. 44.
Condizioni di accesso ai benefici
1. Ai fini dell'accesso ai benefici di cui all'articolo 43, comma
1, le assunzioni a tempo indeterminato, riguardanti i lavoratori di
cui all'articolo 40, debbono essere effettuate nel rispetto delle
seguenti condizioni:
a. nei casi in cui l'assunzione non rappresenti un aumento netto
del numero di dipendenti dell'impresa interessata rispetto alla
media dei dodici mesi precedenti, il posto o i posti occupati
devono essere resi vacanti in seguito a dimissioni volontarie,
invalidità, pensionamento per raggiunti limiti d'età, riduzione
volontaria dell'orario di lavoro o licenziamento per giusta causa e
non in seguito a licenziamenti per riduzione del personale;
b. i posti di lavoro creati devono rappresentare un incremento
netto del numero dei lavoratori svantaggiati o disabili dipendenti
dall'impresa beneficiaria, rispetto alla media dei dodici mesi
precedenti l'assunzione;
c. fatto salvo il caso di licenziamento per giusta causa, ai
lavoratori assunti deve essere garantita la continuità dell'impiego
per il periodo minimo previsto dalla legislazione nazionale o dai
contratti collettivi di lavoro. In assenza di tale previsione i
posti di lavoro creati devono essere mantenuti per un periodo
minimo di cinque anni o di tre anni, nel caso delle piccole e medie
imprese.
2. I datori di lavoro, per fruire dei contributi di cui al
presente Titolo, devono applicare nei confronti dei lavoratori
dipendenti condizioni non inferiori a quelle risultanti dai
contratti collettivi nazionali o regionali di lavoro del settore di
appartenenza.
3. Sono esclusi dagli interventi i datori di lavoro nelle cui
aziende, negli ultimi cinque anni, si siano verificati incidenti
sul lavoro che, a causa del mancato rispetto delle vigenti norme in
materia di sicurezza, accertato con sentenza passata in giudicato,
abbiano causato il decesso di uno o più dipendenti».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 45. Ne do lettura:
«Art. 45.
Concessione dello sgravio contributivo
1. Il datore di lavoro per beneficiare degli incentivi di cui al
presente Titolo, ove spettanti, deve essere preventivamente
autorizzato a seguito di apposita istanza all'Assessorato regionale
del lavoro, corredata di dichiarazione sostitutiva di atto di
notorietà, attestante il possesso dei requisiti e il rispetto delle
condizioni di accesso ai benefici. Tale istanza deve essere
inoltrata in via telematica, sulla scorta delle istruzioni emanate
dal predetto Assessorato.
2. La predetta istanza non può riguardare benefici la cui data di
decorrenza sia successiva di oltre 6 mesi rispetto a quella di
presentazione della stessa istanza.
3. Con la presentazione dell'istanza telematica il datore di
lavoro è informato sull'ordine cronologico della stessa e sulla
disponibilità delle risorse per accedere allo sgravio.
4. Le istanze sono istruite in ordine cronologico di presentazione
telematica e sono ammesse a finanziamento, con provvedimento
concessorio, sino alla concorrenza delle effettive disponibilità di
risorse finanziarie.
5. Il datore di lavoro ammesso a godere degli sgravi richiesti,
deve procedere alle assunzioni, ove non già effettuate, entro e non
oltre quindici giorni dalla data di notifica del provvedimento
concessorio, pena la decadenza dal beneficio.
6. Gli incentivi previsti dal presente Titolo non sono concessi
con decorrenza anteriore alla data di presentazione dell'istanza di
cui al comma 1, anche nel caso di assunzioni già effettuate.
7. Nel caso di trasferimento d'azienda di cui all'articolo 2112
del codice civile, l'azienda cessionaria può continuare a fruire
dell'importo residuo del beneficio già concesso all'azienda cedente
per i lavoratori di cui all'articolo 39».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 46. Ne do lettura:
«Art. 46.
Modalità di erogazione del contributo
1. L'Assessorato regionale del lavoro, previa intesa con gli
istituti previdenziali cui sono iscritti i lavoratori, autorizza il
conguaglio dei contributi previdenziali ed assistenziali dovuti dal
datore di lavoro ai predetti istituti e provvede ad accreditare
agli stessi istituti le somme corrispondenti al beneficio concesso.
2. I benefici di cui al presente Titolo non sono computabili ad
alcun fine nelle partite contabili debitorie e creditorie tra i
datori di lavoro e gli istituti previdenziali, cui sono iscritti i
lavoratori.
3. L'Assessorato regionale del lavoro comunica agli istituti
previdenziali l'elenco dei datori di lavoro nei confronti dei
quali procedere al conguaglio.
4. L'Assessorato regionale del lavoro, in caso di mancato
perfezionamento dell'intesa di cui al comma 1 con gli istituti
previdenziali, può provvedere alla concessione del beneficio
attraverso l'erogazione diretta semestrale al datore di lavoro,
previa presentazione da parte dello stesso della denuncia
semestrale delle retribuzioni ai predetti istituti previdenziali e
delle attestazioni di avvenuto versamento dei relativi oneri.
5. L'Assessorato regionale del lavoro è autorizzato ad erogare,
agli istituti previdenziali di cui al comma 1, il rimborso delle
spese sostenute per l'erogazione, tramite conguaglio, degli
incentivi previsti dal presente Titolo».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 47. Ne do lettura:
«Art. 47.
Controlli e accertamenti
1. L'Assessorato regionale del lavoro predispone un programma
annuale di controlli diretto alla verifica dei requisiti e delle
condizioni previsti dal presente Titolo per l'accesso e/o per il
mantenimento degli incentivi».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 48. Ne do lettura:
«Art. 48.
Sanzioni
1. L'Assessorato regionale del lavoro procede alla revoca degli
incentivi concessi ai datori di lavoro, qualora dovesse
riscontrarsi in sede di controlli, il mancato rispetto anche di uno
solo dei requisiti e delle condizioni previsti per l'accesso e/o
per il mantenimento dei benefici di cui al presente Titolo.
2. Nell'ipotesi del comma 1, qualora il datore di lavoro abbia già
usufruito in tutto o in parte degli incentivi di cui al presente
Titolo, deve restituirli secondo modalità stabilite con apposito
decreto dell'Assessorato regionale del lavoro di concerto con
l'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze, versandoli in
un apposito capitolo in entrata nel bilancio della Regione.
3. In caso di indebita fruizione dei benefici di cui al presente
Titolo da parte dei datori di lavoro, si applicano le sanzioni
civili e amministrative previste dalla normativa nazionale in
materia di sgravi contributivi a carico dello Stato. I proventi
derivanti dall'applicazione delle suddette sanzioni sono a
beneficio della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 49. Ne do lettura:
«Art. 49
Indicatore occupazionale
1. Per i progetti finanziati nell'ambito delle misure del POR
Sicilia 2000-2006, la percentuale di scostamento in diminuzione del
solo indicatore occupazionale non comporta la revoca del contributo
qualora esso ricada entro la percentuale del 50 per cento».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 50. Ne do lettura:
«Art. 50.
Discipline specifiche di applicazione e norma di
salvaguardia comunitaria
1. Con riferimento alle assunzioni a tempo indeterminato relative
alle categorie di soggetti di cui all'articolo 40, comma 1, gli
aiuti di cui al presente Titolo sono concessi in regime di
esenzione dall'obbligo di notifica, ai sensi del regolamento (CE)
n. 800/2008 del 6 agosto 2008, che dichiara alcune categorie di
aiuti compatibili con il mercato comune in applicazione degli
articoli 87 e 88 del Trattato (regolamento generale di esenzione
per categoria), pubblicato in g.u.u.e. L 214 del 9 agosto 2008.
2. Con riferimento alle assunzioni a tempo indeterminato relative
alle categorie di soggetti di cui all'articolo 40, comma 2, la
concessione degli aiuti di cui al presente Titolo è subordinata
alla positiva definizione della procedura di controllo comunitario
di cui all'articolo 88, paragrafo 3, del Trattato (CE) della
Comunità europea, nonché al rispetto dei vincoli eventualmente
imposti dalla Commissione europea.
3. Ai fini dell'approvazione comunitaria, le risorse finanziarie
complessivamente destinate agli aiuti di cui al comma 2 per il
periodo 2007-2013, non possono superare l'importo di mille milioni
di euro.
4. L'Assessore regionale per il lavoro, emana, con proprio
decreto, da adottarsi entro novanta giorni dall'entrata in vigore
della presente legge, le necessarie disposizioni per l'attuazione
del regime di aiuti di cui al presente Titolo».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 51. Ne do lettura:
«Art. 51.
Atti programmatori
1. Al fine di verificare la coerenza con i documenti finanziario-
contabili della Regione e nell'ambito del coordinamento in materia
economico-finanziaria di competenza dell'Assessorato regionale del
bilancio e delle finanze, tutti gli atti aventi contenuto
programmatorio sono coordinati e valutati dall'Assessore regionale
per il bilancio e le finanze con il supporto della Ragioneria
generale della Regione».
Comunica che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dall'onorevole Maira:
emendamento 51.2:
«Sopprimere le parole e valutati'»;
dal Governo:
emendamento 51.1:
«Sopprimere le parole e valutati'»;
dagli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi, Donegani e Marinello:
emendamento 51.3:
«Sopprimere l'articolo 51».
Si passa all'emendamento 51.3.
ODDO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, capite bene che la
voglia di ribattere a quanto ho ascoltato poco fa è forte, ma
eviterò perchè comprendo che spesso l'onorevole Formica e
l'onorevole Mancuso sono nervosi, sono così nervosi che riducono
anche il dibattito d'Aula a definizioni evidentemente poco garbate.
A me non difetta, onorevole Formica, la coerenza, la trasparenza e
la linearità, quindi sentir parlare di ipocrisia proprio da Lei
devo dire che mi è sembrata una caduta di stile, ma non voglio fare
polemiche. Poi, vorrei tranquillizzare l'onorevole Mancuso che, per
quanto ci concerne, svolgeremo la nostra funzione senza problemi,
non entreremo nemmeno nelle dinamiche vostre interne; non ci
interessa quanti siete a non essere d'accordo con quanto fatto da
Lombardo, parliamo di cose serie e penso che parlare di cose serie
significa snellire questo testo, renderlo più funzionale possibile,
avere la possibilità che i bandi siano ancorati in esecuzione al
POR.
Ci ricordiamo tutti della discussione sollevata quando alcuni si
sono permessi di sostenere che anche il passaggio nelle Commissioni
doveva essere operativo, fortemente ancorato a quelle che sono
ormai le dinamiche che regolano il POR rispetto a questa legge che
stiamo facendo, rispetto alla legge 32 che già c'era, rispetto a
quello che stiamo quindi aggiornando. Si è aperta una discussione
interminabile che, forse, serviva a qualche altra cosa, dobbiamo
essere sinceri.
Quindi, se di ipocrisia dobbiamo parlare, per un attimo invito i
colleghi a riflettere perché potremmo parlarne a lungo, forse
dovremmo scrivere anche qualche enciclopedia. Ma non è il caso
nostro perchè noi diciamo quello che pensiamo, lo sosteniamo fino
in fondo, studiamo i testi per quello che riusciamo a fare, se
vanno perfezionati riusciamo a perfezionarli, se c'è un confronto
serio, leale e molto - mi permetto di dire - attento per quanto
concerne il lessico che usiamo, bene. Non ci discostiamo da tutto
ciò sol perché c'è qualcuno che ci vuole dire come fare
l'opposizione.
Sull'emendamento soppressivo io penso, e mi rivolgo al Governo,
che l'inutilità del testo dell'articolo, in sé per sé, è ovvia. Dal
punto di vista finanziario, se così si può dire, è chiaro che c'è
sempre e comunque una funzione; ma dal punto di vista
dell'operatività, della funzionalità del testo, sinceramente non mi
pare che sia il caso di addentrarci in una norma scritta così.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento soppressivo 51.3. Il
parere del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con molto garbo
chiederei all'Aula che i lavori vengano rinviati a domani perché
abbiamo visto sopprimere almeno 10 articoli del disegno di legge
con emendamenti soppressivi proposti dal Governo.
Credo che a questo punto occorrerebbe fare il punto, scusate il
bisticcio di parole, sul disegno di legge, almeno l'UDC ne ha
necessità, perché dopo questa soppressione a catena di articoli,
che agevola sicuramente il lavoro, l'impianto complessivo della
legge, per quel che ci riguarda, ha bisogno di un approfondimento
che possiamo fare benissimo stasera.
Anche perché, e non vorrei ritornare a profili regolamentari,
certamente questo disegno di legge ha saltato a piè pari le
Commissioni di merito, è stato un disegno di legge esaminato e
approvato soltanto in Commissione Bilancio con tutti i limiti che
un esame così comporta. Per cui, al fine di consentire un
approfondimento del disegno di legge in esame, dopo la soppressione
di tutti questi articoli, credo quindici, chiedo che venga proposto
all'Aula il rinvio della prosecuzione dei lavori a domani.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non ritengo opportuno mettere in
votazione questa proposta perché la motivazione che il Governo ha
fornito sull'esigenza di sopprimere alcuni articoli è talmente
seria che non mi sembra stravolga il senso della legge.
Il Governo ha comunicato che esiste una nota formale da parte del
Ministero della Pesca, non credo che ci sia bisogno di altre
spiegazioni. Tutto il resto della legge non è stato modificato, per
cui non ritengo di dover accogliere questa richiesta.
Pertanto, procediamo con i lavori d'Aula fino alla fine
dell'articolato del disegno di legge, dopodiché rinviamo a domani
mattina, previa Conferenza dei Capigruppo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa all'articolo 52. Ne do
lettura:
«Art. 52.
Decorrenza di norme
1. Le disposizioni di cui ai precedenti articoli sono applicabili
agli interventi i cui bandi o avvisi sono emanati dagli Assessorati
regionali dall'entrata in vigore della presente legge».
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Maira, Ardizzone e
Antinoro, l'emendamento 52.1:
«Nel rispetto di quanto previsto dai singoli Titoli della presente
legge, le disposizioni ivi contenute si applicano alle imprese
sociali così come definite ai sensi del D.lvo 13 giugno 2006, n.
155».
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, ritengo che l'emendamento non sia ammissibile perché,
nelle misure che noi abbiamo adottato, non ci sono misure che nel
POR sono previste per le imprese sociali.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 52.1. Il parere del
Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 52. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 53. Ne do lettura:
«Art. 53.
Parere Commissioni di merito
1. I decreti assessoriali che stabiliscono disposizioni di
carattere generale di attuazione della presente legge, riguardanti
le misure dei programmi operativi regionali, sono emanati previo
parere della competente Commissione legislativa dell'Assemblea
regionale siciliana da rendersi entro quindici giorni
dall'assegnazione della relativa richiesta da parte del Presidente
dell'Assemblea regionale siciliana. Trascorso tale termine
l'Assessore può procedere all'adozione del decreto.
2. Le delibere della Giunta regionale e i decreti assessoriali,
che stabiliscono disposizioni di carattere generale di attuazione
della presente legge, riguardanti le misure dei programmi operativi
regionali, sono trasmessi all'Assemblea regionale siciliana entro
15 giorni dalla loro adozione».
Comunico che all'articolo 53 sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
dagli onorevoli Beninati, Minardo, Mancuso, Savona e D'Asero:
emendamento 53.1:
«Sostituire l'articolo con il seguente:
1. Gli atti amministrativi degli assessorati regionali
concernenti interventi di carattere generale e di programmazione di
spesa, anche settoriale, nelle materie di competenza gravanti sul
bilancio della Regione, non sono giuridicamente validi ed efficaci
se non sono stati, preventivamente all'emanazione, sottoposti al
parere obbligatorio ma non vincolante delle competenti commissioni
legislative di merito dell'Assemblea regionale siciliana.
2. Qualora l'Assessore competente per materia o il Presidente
della regione nell'emanare il provvedimento amministrativo si
discosti o contrasti con il parere di cui al comma 1, devono essere
motivate espressamente le ragioni dissenzienti nel provvedimento
stesso. L'assenza delle eventuali motivazioni contrarie del Governo
rende giuridicamente nullo ed inefficace l'atto amministrativo.
3. A decorrere dall'entrata in vigore della presente legge sono
abrogate tutte le norme della legislazione regionale vigente in
contrasto, fatte salve quelle che prevedono pareri vincolanti delle
Commissioni legislative».
dagli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi, Donegani e Marinello:
emendamento 53.2:
«Al comma 1, dopo le parole da rendersi aggiungere la parola
improrogabilmente »;
emendamento 53.3:
«Al comma 1, sostituire la parola quindici con la parola
dieci »;
dall'onorevole D'Asero:
emendamento 53.4:
«dopo le parole della presente legge' aggiungere le seguenti e
della legge regionale 16 dicembre 2008, n. 23'»;
emendamento 53.5:
«1. I decreti assessoriali previsti dalla presente legge e dalla
l.r. 16 dicembre 2008, n. 23, riguardanti i regimi di aiuto, sono
emanati previo parere della competente Commissione legislativa
dell'Assemblea regionale siciliana, da rendersi entro 10 giorni
dall'assegnazione della relativa richiesta da parte del Presidente
dell'Assemblea regionale siciliana. Trascorso tale termine,
l'Assessore procede all'adozione del decreto.
2. Le delibere della Giunta regionale e i decreti assessoriali che
stabiliscono disposizioni di carattere generale di attuazione della
presente legge e della l.r. 16 dicembre 2008, n. 23, riguardanti le
misure dei programmi operativi regionali sono trasmessi
all'Assemblea regionale siciliana entro 15 giorni dalla loro
adozione».
MANCUSO. Signor Presidente, anche a nome degli altri firmatari,
dichiaro di ritirare l'emendamento 53.1.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'esame dell'emendamento 53.5.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, credo che abbiamo tutti quanti il
dovere di snellire al massimo le procedure che riguardano
l'attuazione del POR. Condivido dell'emendamento 53.5, sostitutivo
dell'articolo 53, il comma 2, perché credo che l'informare le
Commissioni delle delibere della Giunta regionale, dei decreti
assessoriali, sia un atto dovuto che può mettere l'Assemblea in
condizione di avere notizie sull'andamento dell'attuazione del POR.
Per quanto riguarda, invece, il comma 1, chiederei di ritirarlo
perché mi pare un emendamento che complica l'attuazione dei regimi
di aiuti che, già di per sé, sono abbastanza normati dalle
procedure di approvazione del POR.
Quindi, il parere è positivo per il comma 2, negativo per il comma
1.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, intervengo appellandomi al ruolo di
rispetto reciproco che deve esserci in quest'Aula.
Come ricorderete, l'assessore Cimino, nella veste di assessore per
il bilancio, ha concordato con me questo percorso, quindi non me ne
voglia l'assessore Di Mauro, perché su questa vexata quaestio era
stato presentato dal Governo, per ogni articolo, un emendamento che
noi abbiamo approvato e che prevedeva, per la fase di emanazione
dei decreti da parte degli assessori, l'impegno che passasse dalle
Commissioni il relativo decreto.
E' stata concordata una mediazione e, quindi, una condivisione di
questo emendamento, che mi sono impegnato a presentare e, pertanto,
mi sembra giusto che ora si proceda alla sua approvazione.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la Presidenza è
testimone, non solo di quello che è stato detto dal Governo, ma
anche dalla Commissione, della diatriba durata circa cinque ore,
nella quale mi sembra che un accordo di massima sia stato trovato,
come dicono i latini cum grano salis', con grande rispetto da
parte di tutti i colleghi che erano presenti in Aula quella sera.
Il richiamo è al rispetto reciproco da parte degli amici
parlamentari e da parte del Governo, se si vuole rispettare quello
che si è concordato.
Se così non fosse, naturalmente, riapriamo il dibattito
sull'argomento in questione.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, il Governo ritira il parere espresso poc'anzi, tenuto
conto che l'emendamento dell'onorevole D'Asero è in sintonia con
l'articolo 53 che avevamo proposto e, pertanto, dà parere
favorevole.
PRESIDENTE. Pongo quindi in votazione l'emendamento 53.5. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
ODDO. Signor Presidente, anche a nome degli altri firmatari,
dichiaro di ritirare l'emendamento 53.2.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Tutti gli altri emendamenti all'articolo 53 sono preclusi.
Pongo in votazione l'articolo 53 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, chiedo di apporre la mia firma
all'emendamento A.16.1.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'articolo 54. Ne do lettura:
«Art. 54.
Modifiche agli articoli 185 e 200 ed abrogazione
dell'articolo 48 della legge regionale 23 dicembre
2000, n. 32
1. Al comma 5 dell'articolo 185 della legge regionale 23 dicembre
2000, n. 32, le parole dal decreto legislativo 17 marzo 1995, n.
157' sono sostituite dalle seguenti: dal decreto legislativo 12
aprile 2009, n. 163, ovvero mediante l'affidamento in house secondo
i requisiti e le modalità di cui all'articolo 113 del decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive modifiche e
integrazioni'.
2. Al comma 1, dell'articolo 200 della legge regionale 23 dicembre
2000, n. 32, dopo le parole POR Sicilia 2000-2006' sono aggiunte
le parole e dei programmi operativi di attuazione dei regolamenti
sui fondi strutturali per il 2007-2013'.
3. L'articolo 48 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, è
abrogato».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dagli onorevoli Cracolici e De Benedictis:
emendamento 54.1:
«Al comma 1 cassare le parole ovvero mediante l'affidamento in
house, secondo i requisiti e le modalità di cui all'articolo 113
del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive
modifiche ed integrazioni .»;
dalla Commissione:
emendamento 54.2:
«Al comma 2 dell'articolo 54, dopo le parole fondi strutturali
per il 2007-2013' sono aggiunte le altre ivi compresi i regimi di
aiuti de minimis'».
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con molta franchezza
l'emendamento è stato scritto dall'onorevole Cracolici e,
ovviamente, essendo presente in Aula l'onorevole De Benedictis, non
c'è nemmeno bisogno di richiamare la questione di farlo proprio. Mi
pare assolutamente condivisibile nel modo come è impostato, come è
strutturato; ma non si può scrivere ovvero mediante l'affidamento
in house'. E' ovvio che se è opportuno cassare questa parte - e mi
appello anche al Governo, a chi sta seguendo -, perché è fuori da
ogni logica sia sotto il profilo giuridico sia sotto il profilo
della funzionalità tecnica della norma stessa, lo si faccia.
Non è possibile scrivere ovvero mediante l'affidamento in house'
secondo i requisiti e le modalità, e poi richiama il decreto
legislativo 267 e le successive modifiche ed integrazioni. O c'è un
errore o è meglio che il Governo lo spieghi, perché, sinceramente,
non mi pare che si possa scrivere una norma di questo tipo perché
andiamo a violare qualsiasi logica di tecnica legislativa e anche
di coerenza stessa della norma.
Chiedo al Governo e all'assessore Di Mauro, che sta curando in
maniera particolare il testo, di esprimersi favorevolmente perché
mi pare che facciamo una cosa buona, anche per quanto concerne
l'articolo stesso.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, chiedo di accantonare la trattazione di questo
articolo in attesa di un accertamento delle norme.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, su richiesta del Governo
l'articolo 54 é momentaneamente accantonato.
Si passa all'articolo 55. Ne do lettura:
«Art. 55.
Norme transitorie
1. Gli interventi relativi al programma operativo per il 2000-2006
POR Sicilia 2000-2006' continuano ad essere attuati in base alla
normativa previgente».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 56. Ne do lettura:
«Art. 56.
Progetti di investimento in zone svantaggiate
1. Una quota pari al 20 per cento delle risorse previste dalla
presente legge, è destinata ai contributi per progetti
d'investimento alle imprese, comunque denominate, ubicate in zone
svantaggiate».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dall'onorevole Faraone:
emendamento 56.1:
«Al comma 1, sostituire il numero 20' con il numero 30'»;
dagli onorevoli Cracolici e De Benedictis:
emendamento 56.2:
«Abrogare l'articolo 56».
Si procede con l'emendamento 56.2. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.
MAIRA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, senza ulteriore
spiegazione e motivazione, esprimo a nome del Gruppo UDC parere
contrario all'emendamento perché, contrariamente a quello che è lo
spirito della legge, penalizzerebbe ingiustamente le imprese.
D'ASERO, vicepresidente e relatore della Commissione. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, questo articolo nasce da un
dibattito in Commissione, piuttosto articolato e approfondito, sul
fatto di dare la possibilità alle zone svantaggiate, visto che
parliamo di grande momento di solidarietà, di ridurre il gap del
federalismo. Il concetto era quello di far sì che vi fosse un
decreto in cui sono individuate le zone; il senso era quello di
individuare le aree svantaggiate, così come previsto dalla norma;
il problema era come venire incontro a questo grande momento di
spinta per un recupero delle zone che, territorialmente, hanno un
gap dal punto di vista socio-economico, riservando una quota del
venti per cento delle risorse e, quindi, dare una priorità nella
ripartizione di risorse con questo spirito, con questo tipo di
impegno.
Questo si evince pure dagli emendamenti proposti dai parlamentari
del Gruppo parlamentare del Partito Democratico, fra i quali vi é
un emendamento che propone la soppressione ed un altro emendamento
che propone di incrementare dal 20 al 30 per cento l'area e la
percentuale da riservare.
Pertanto, signor Presidente, propongo all'Aula che l'articolo
rimanga così come è stato esitato dalla Commissione, dopo un
momento di confronto e di dibattito.
PRESIDENTE. Se la Presidenza ha ben capito, il relatore del
disegno di legge dà parere contrario ai due emendamenti, il 56.2 e
il 56.1. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 56.2. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 56.1. Il parere della
Commissione?
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 56. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 57. Ne do lettura:
«Articolo 57
Modifica alla legge regionale 20 novembre 2008, n. 16
1. All'articolo 4 della legge regionale 20 novembre 2008, n. 16,
dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:
3. Gli aiuti di cui al comma 1, sono concessi in regime di aiuti
de minimis' nel rispetto dei limiti e delle condizioni previsti
dal regolamento (CE) n. 875/2007 della Commissione del 24 luglio
2007, pubblicato nella g.u.u.e. n. 193 del 25 luglio 2007.'».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 58. Ne do lettura:
«Articolo 58
Obiettivi di servizio
1. In tutti i casi previsti dalla presente legge in cui i fondi
sono assegnati previa emanazione di apposito bando nella
graduatoria è data priorità alle imprese o società il cui scopo
sociale è coerente con gli undici obiettivi di servizio stabiliti
dal Quadro strategico nazionale.
2. Sono altresì privilegiate all'interno delle graduatorie di
ciascun bando le imprese o le società i cui scopi e le cui attività
prevalenti sono coerenti con gli obiettivi del programma di riforme
economiche approvato nel 2000 nell'ambito della Strategia di
Lisbona e delle sue successive revisioni».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dagli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi, Donegani e Marinello:
emendamento 58.3:
«Abrogare l'articolo 58»;
dagli onorevoli Cracolici e De Benedictis:
emendamento 58.2:
«Abrogare il comma 1»;
dagli onorevoli Cracolici e Speziale:
emendamento 58.1:
«Alla fine del comma 1, aggiungere le parole:
e alle imprese che abbiano sporto denuncia per richieste
estorsive e provenienti dalla criminalità organizzata, tendenti a
modificare il normale svolgimento dell' attività economica, cui sia
seguita una richiesta di rinvio a giudizio (legge regionale n.
15/2008) ;
Alla fine del comma 2, aggiungere le parole:
e le imprese che abbiano sporto denuncia per richieste estorsive
o provenienti dalla criminalità organizzata, tendenti a modificare
il normale svolgimento dell' attività economica, cui sia seguita
una richiesta di rinvio a giudizio (legge regionale n. 15/2008) .
Si passa all'emendamento soppressivo 58.3.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, comprendo che stiamo
concludendo il testo al nostro esame, il resto poi si vedrà, è
ovvio, lo stabiliremo. Ma ritengo che sarebbe utile capire perché
dobbiamo tenere in vita un articolo che già di per sé non si
capisce a che serve, dato che non possiamo prescindere dagli
obiettivi di servizio stabiliti dal Quadro strategico nazionale;
per quanto concerne la strategia di Lisbona, citata come programma
di riforma economica approvata nel 2000, nell'ambito eccetera....
Allora, o il Governo ci fornisce elementi che ci convincano -
lasciamo stare se, poi, l'Aula si determinerà in un modo o in un
altro -, o quegli elementi che aiutino a capire, perché questa
genericità non produrrà, secondo me, alcun effetto, a meno che non
ci siano punti specifici riguardanti il POR che devono essere
inquadrati in una maniera così puntuale, come recita l'articolo 58,
con gli obiettivi di servizio e, allora, si potrà apprezzare questo
articolo. Ma, così com'è scritto, è inutile in quanto, per la
verità, fa pensare chissà quali siano questi obiettivi di
servizio.
Vogliamo citarne uno, Assessore? Forse se ne citiamo uno riusciamo
a capire: richiamare la questione che riguarda gli 11 obiettivi di
servizio stabiliti dal QSN, poi richiamare la questione della
strategia di Lisbona come programma di riforma economica approvata
nel 2000, sinceramente non ha né testa né coda, non si capisce a
cosa ci debba servire una norma come questa nell'attività di
interfaccia del POR 2007-2013.
Ecco perché è meglio aprire la discussione e proporre la
soppressione dell'articolo dato che, eliminando norme di questa
natura, eviteremmo di complicare le cose nel momento in cui si
dovranno trattare gli specifici bandi.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, anche per questo emendamento faccio
presente che il senso, lo spirito della norma era quello di dare
una priorità - così come statuito anche dagli obiettivi indicati
nelle specifiche attività degli 11 indicatori, cioè le attività
proposte da società che hanno finalità sociale -, quando i bandi
vengono emanati.
Questo è il senso, mi pare che il concetto sia chiaro. Se, poi,
l'Aula intende fare diversamente
PRESIDENTE. Onorevole D'Asero, il parere della Commissione è
contrario?
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole a
mantenere l'articolo che, fra l'altro, è stato anche sottoposto al
controllo tecnico dei funzionari che seguono questa vicenda.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per confermare le ragioni dell'onorevole Oddo e, in particolare,
intervengo sul comma 1, che poi è oggetto dell'emendamento 58.2, di
abrogazione.
Differentemente da quanto sostiene l'onorevole D'Asero, l'articolo
58 è una norma assolutamente generica ed improduttiva e, tra
l'altro, non si giustifica il motivo per il quale, leggo
testualmente: i fondi sarebbero assegnati con priorità alle
imprese o società il cui scopo sociale è coerente con gli 11
obiettivi'.
Allora, intanto dico che la verifica della corrispondenza tra lo
scopo sociale delle imprese potenzialmente beneficiarie dei fondi e
gli obiettivi di servizio stabiliti dal Quadro strategico nazionale
è una materia assolutamente aleatoria; soprattutto, non si capisce
per quale motivo premiamo una impresa per quello che ha scritto
nello scopo sociale e non per le finalità che si prefigge e per la
finalità della spesa che mettiamo in campo. E' una norma
assolutamente irrazionale. Credo che pure il Commissario dello
Stato si troverà nella necessità di doverla impugnare perché stiamo
privilegiando non la finalità e l'obiettivo della spesa, ma la
qualità del beneficiario della spesa stessa in ragione del suo
scopo sociale, nemmeno in ragione del suo progetto o della natura
della proposta che fa.
Insomma, se non è assistenzialismo questo, se non è deviazione
della spesa, ma che altro è?
Noi stiamo facendo questo dibattito, signor Presidente, in un
momento in cui lo SVIMEZ ha messo il dito nella piaga, dicendo
quanto sono state improduttive le spese e le risorse finora
utilizzate e quanto molta parte di queste non hanno influito in
cambiamenti radicali, strutturali, in qualità permanente nello
sviluppo in Sicilia. E noi stiamo continuando a fare spese di
questo genere.
Approfitto per dire che, poco fa, non sono intervenuto
sull'emendamento 56.2, e sottolineo non sono intervenuto, perché
pensavo che il Governo fosse in Aula e non altrove, e quindi che,
esprimendo un parere, quel parere rimanesse. Invece, il Governo è
capace di esprimere, a distanza di 3 minuti, un parere e l'esatto
contrario di quel parere.
Allora, abbiamo introdotto una norma che grida vendetta rispetto
alla recente polemica meridionalista e antimeridionalista che si
sta svolgendo, perché abbiamo stabilito che, per partito preso,
indipendentemente dalla qualità della spesa, dalla strategia degli
obiettivi e dalla finalizzazione, c'è un 20 per cento che deve
essere accantonato per assistenza sociale agli svantaggiati.
L'assistenza sociale per gli svantaggiati non si fa come abbiamo
fatto finora e come pensiamo di farla ancora accantonando spesa a
beneficio dell'assistenza, ma si fa promuovendo azione strategica
in Sicilia, scegliendo dove vanno fatte e non dicendo che siccome
ci sono delle aree svantaggiate lì facciamo delle imprese.
Vedo l'Assessore regionale per l'industria tristemente silente
perché scrive delle cose, ma un assessore poi dovrebbe, oltre a
fare comunicati stampa, sostenere quanto dice in Aula.
O noi promuoviamo il mercato a prescindere dalle ragioni
dell'assistenza o non riusciamo a fare neanche assistenza, se non
assistenzialismo. Credo che si tratti di una caduta di questo
Governo e, tra l'altro, che sia cronologicamente contrario a quel
che avviene nel dibattito nazionale e nella colpevolizzazione
dell'uso che si è fatto finora dei fondi comunitari e che con
questa legge rischiamo di continuare a fare.
PRESIDENTE. Il Governo mantiene la posizione?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, la norma che era stata prevista è, in fondo, una norma
di salvaguardia per l'Amministrazione, e quindi per il Governo, al
fine di evitare che siano presentate domande da parte di ditte che
non sono all'altezza dello svolgimento del compito e, quindi, di
trovarsi dinanzi a soggetti non adeguati rispetto a quanto previsto
dalle normative del POR.
Il Governo ha espresso un parere negativo, tuttavia non ne fa una
questione di principio; aveva posto questo articolo proprio perché
si vuole un livello serio di società, di ditte che possono
partecipare ai bandi.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, fermo restando che, in questi
momenti, il dibattito è motivo anche di confronto, è motivo anche
di difesa di principi più che di posizioni personali, perché le
posizioni personali dopo il confronto si possono sempre modificare,
affermo che, in sintonia con il Governo, siamo per mantenere
l'articolo così come è stato formulato.
Entrando, però, nel merito degli emendamenti dico che ognuno
sostiene le proprie idee. Non condivido questa impostazione, a
volte di eccessivo novismo', secondo cui si deve demolire tutto
ciò che abbiamo fino ad oggi sostenuto.
Il principio della solidarietà, il principio del sostegno al
territorio perché si creino le condizioni, laddove esistono motivi,
perché una cultura di impresa possa nascere, possa svilupparsi,
possa esserci una condizione di reale possibilità di investimento,
è chiaro che debba tenere conto di questo ragionamento e noi
riteniamo che attraverso questi interventi si voglia creare una
condizione di crescita del territorio.
E' chiaro che è uno degli strumenti, ma non può essere il solo
perché saremmo presuntuosi ed anche, a volte, non razionali se
pensassimo che solo un intervento del genere servirebbe o potrebbe
colmare il gap che esiste sul territorio; ma sicuramente con questo
intervento e con altre iniziative integrate sul territorio
potranno esserci le premesse perché si guardi ad una ipotesi di
crescita di quel territorio. D'altronde, la cultura d'impresa o le
attività di impresa non possono nascere solo con l'intervento
finanziario o il contributo - questa sì che è una tesi che io
contesto -, l'attività di impresa nasce perché devono esistere le
condizioni; poi l'intervento finanziario o il contributo è un
momento ulteriore di lancio per l'attività di impresa.
Allora, l'obiettivo è creare le condizioni, ove ne esistono le
premesse, perché ci sia appunto la possibilità di far nascere e
crescere le attività di impresa. Quindi, l'articolo 58 o questo
tipo di impostazione serve a dare questo tipo di possibilità.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione è contrario
all'emendamento 58.3, cioè è per mantenere l'articolo 58. Il parere
del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Mi rimetto
all'Aula.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 58.3. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 58.2, che abroga il comma 1. Lo pongo in
votazione. Il parere della Commissione?
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Mi rimetto
all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 58.1, che viene fatto proprio dagli
onorevoli Apprendi, Oddo e De Benedictis. Il comma 1 e il comma 2
sono sostanzialmente identici, pertanto pongo in votazione il
comma 1 che vale anche per il comma 2. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E'approvato)
Pongo in votazione l'articolo 58, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 54, in precedenza accantonato.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 54, sostanzialmente, è
una variazione dell'articolo 185 della legge 32/2000 che, al comma
5, disponeva la possibilità di ricorrere all'affidamento di
servizio a soggetti o ad enti, attraverso la vecchia norma, la 157
del 1995 che recuperava la direttiva CEE/9250.
Pertanto ho indicato in questo articolo il comma 5 dell'articolo
185, in quanto mi pare corretto ricorrere al codice degli appalti e
anche ad una norma che prevede l'affidamento in-house, perché
spesso la Regione, come tutti voi sapete, ricorre al sistema in-
house perché ha società a cui affida i lavori.
Pertanto , ritengo di dare parere negativo all'emendamento 54.1 ed
invito l'Aula a votare contro.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.
.
RPESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato dalla Commissione l'emendamento
54.2:
«Al comma 2, dopo le parole fondi strutturali per il 2007-2013,
sono aggiunte le seguenti altre: ivi compresi i regimi di aiuti de
minimis. »
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 54, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 59. Ne do lettura:
«Articolo 59
Modifiche agli articoli 11, 13 e 15 della legge regionale
23 dicembre 2000, n. 32
1. Il comma 1 dell'articolo 11 della legge regionale 23 dicembre
2000, n. 32, è così sostituito:
1. In attuazione dei regolamenti comunitari sulla programmazione
dei fondi comunitari e sullo sviluppo rurale e nel rispetto degli
orientamenti e dei regolamenti comunitari in materia di aiuti di
Stato si applicano le disposizioni della presente legge agli aiuti
concessi alle imprese operanti in Sicilia, sia su fondi propri del
bilancio della Regione, sia in regime di cofinanziamento, con
particolare riguardo agli aiuti alle imprese previsti nel POR 2000-
2006 e nei programmi operativi di attuazione dei regolamenti dei
fondi strutturali per il periodo di programmazione 2007-2013.'.
2. I commi 2, 3, 4 e 5 dell'articolo 13 della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32, sono così sostituiti:
2. Per investimento iniziale si intende un investimento in attivi
materiali e immateriali riguardante:
- la creazione di un nuovo stabilimento;
- l'ampliamento di uno stabilimento esistente;
- la diversificazione della produzione di uno stabilimento in
nuovi prodotti aggiuntivi;
- un cambiamento fondamentale del processo di produzione
complessivo di uno stabilimento esistente.
Per attivi materiali si intendono gli attivi relativi a terreni,
immobili e impianti o macchinari. In caso di acquisizione di uno
stabilimento, vanno presi in considerazione esclusivamente i costi
di acquisto di attivi da terzi, purché la transazione sia avvenuta
a condizioni di mercato.
Per attivi immateriali si intendono gli attivi derivanti da
trasferimenti di tecnologia mediante l'acquisto di diritti di
brevetto, licenze, know-how o conoscenze tecniche non brevettate.
Un investimento di sostituzione che non soddisfa nessuna di queste
condizioni non rientra in questa definizione.
Anche l'acquisizione degli attivi direttamente collegati ad uno
stabilimento può essere considerata un investimento iniziale a
condizione che lo stabilimento sia stato chiuso o sarebbe stato
chiuso qualora non fosse stato acquisito e venga comperato da un
investitore indipendente.
3. Gli aiuti possono essere concessi qualora il beneficiario ne
abbia fatto domanda e l'autorità responsabile della gestione del
regime abbia successivamente confermato per iscritto che il
progetto, con riserva di una verifica particolareggiata, soddisfa
in linea di principio le condizioni di ammissibilità stabilite dal
regime prima dell'avvio dei lavori del progetto. In caso di aiuti
ad hoc, l'autorità competente deve aver rilasciato una
dichiarazione di intenti circa la concessione degli aiuti prima
dell'avvio dei lavori sul progetto, fatta salva l'approvazione
della misura da parte della Commissione. Qualora gli aiuti vengano
calcolati in base ai costi di investimento materiali o immateriali
o ai costi di acquisizione, onde garantire che l'investimento sia
economicamente redditizio e finanziariamente solido e rispettare il
massimale di aiuto applicabile, il beneficiario deve apportare un
contributo finanziario pari almeno al 25 per cento dei costi
ammissibili, o attraverso proprie risorse o mediante finanziamento
esterno, in una forma priva di qualsiasi sostegno pubblico.
4. Gli aiuti sono subordinati alla condizione che l'investimento
sia mantenuto per un periodo minimo di cinque anni dopo il suo
completamento. Inoltre, qualora gli aiuti vengano calcolati in base
ai costi salariali, i posti di lavoro devono essere occupati entro
tre anni dal completamento dei lavori. Ciascun posto di lavoro
creato attraverso l'investimento deve essere mantenuto per un
periodo di cinque anni dalla data in cui è stato occupato per la
prima volta. Nel caso delle piccole e medie imprese, i periodi
quinquennali di mantenimento di un investimento o dei posti di
lavoro creati possono essere ridotti ad un minimo di tre anni.
5. L'intensità degli aiuti non può superare i massimali stabiliti
dalla normativa comunitaria per gli aiuti a finalità regionale per
le regioni che beneficiano della deroga di cui all'articolo 87,
paragrafo 3, lettera a).'.
3. Al comma 1 dell'articolo 15, della legge regionale 23 dicembre
2000, n. 32, le parole da pari al' fino a piccole e medie
imprese' sono soppresse».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 60. Ne do lettura:
«Articolo 60
Comunicazione Commissione 2009/C 16/01
1. Gli aiuti di cui alla presente legge possono essere concessi
anche alle condizioni e limiti previsti nella Comunicazione della
Commissione sugli aiuti di Stato a sostegno dell'accesso al
finanziamento nell'attuale situazione di crisi finanziaria ed
economica 2009/C 16/01. In tale ipotesi i regimi di aiuti sono
notificati alla Commissione europea e la concessione degli aiuti è
subordinata alla positiva definizione della procedura di controllo
comunitario ai sensi dell'articolo 88, paragrafi 2 e 3 del Trattato
(CE)».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dagli onorevoli Galvagno, Ammatuna, Mattarella e Termine:
emendamento 60.1:
«Aggiungere il seguente capoverso:
Gli aiuti saranno concessi secondo quanto previsto dalla
direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri Modalità di
applicazione della comunicazione della Commissione europea - quadro
di riferimento temporaneo comunitario per le misure di aiuto di
stato a sostegno dell'accesso al finanziamento nell'attuale
situazione di crisi finanziaria ed economica', notificata alla
Commissione europea in data 24 e 30 aprile 2009. »;
dalla Commissione:
emendamento 60.2:
«L'articolo 60 è sostituito dal seguente:
Art. 60
Comunicazione Commissione 2009/C 16/01
1. Gli aiuti di cui alla presente legge e alla legge regionale n.
23/2008 possono essere concessi anche alle condizioni e limiti
previsti nella Comunicazione della Commissione sugli aiuti di Stato
a sostegno dell'accesso al finanziamento nell'attuale situazione di
crisi finanziaria ed economica 2009 /C 16/01 e successive modifiche
ed integrazioni. Gli aiuti sono concessi conformemente a quanto
previsto dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del
3 giugno 2009 e successive modifiche ed integrazioni e dagli
ulteriori atti di attuazione del medesimo, della predetta
Comunicazione e delle decisioni di autorizzazione della Commissione
europea .»
Si passa all'emendamento 60.2. Lo pongo in votazione. Il parere
del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, è un emendamento importante, che il
Governo fa proprio perché consente anche alle imprese siciliane di
ricorrere alle opportunità che sono date dallo Stato, a proposito
di de minimis.
Il Governo, quindi, è favorevole ed invita l'Aula a votare
positivamente.
PRESIDENTE. Con questa dichiarazione abbastanza esplicita del
Governo, invito il Parlamento a votare. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Su questa stessa materia c'era l'emendamento A 79, a firma
dell'onorevole Savona, che è precluso. E' precluso anche
l'emendamento 60.1.
Pongo in votazione l'articolo 60, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 61. Ne do lettura:
«Articolo 61
Modifica all'articolo 14 della legge regionale 23
maggio 1991, n. 36
1. Al comma 2 dell'articolo 14 della legge regionale 23 maggio
1991, n. 36, le parole cinque anni' sono sostituite con le parole
otto anni'.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, avendo concluso l'esame dell'articolato
sospendo la trattazione del disegno di legge e informo che domani,
martedì 21 luglio 2009, alle ore 10.00, è convocata presso il mio
studio la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, a cui
farà seguito la seduta d'Aula alle ore 10.30.
Pertanto non si terranno le riunioni delle Commissione legislative
già convocate per le ore antimeridiane di domani.
L'Assemblea ne prende atto.
La seduta è rinviata a domani, martedì 21 luglio 2009, alle ore
10.30 con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
I - Comunicazioni.
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d) e 153 del Regolamento interno, della mozione:
numero 141 - Immediata riattivazione del servizio di emergenza 118
in alcuni comuni e frazioni della provincia di Palermo.
ARICÒ - POGLIESE - FALCONE - MARROCCO - VINCIULLO
III - Discussione del disegno di legge:
«Norme in materia di aiuti alle imprese» (n. 119 - Norme
stralciate I/A) (Seguito).
La seduta è tolta alle ore 20.50