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Resoconto d'Aula della Seduta n. 102 di lunedì 20 luglio 2009
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   Presidenza del presidente Cascio


   GENNUSO, segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  il
  Presidente dà il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli:
   -  Di Benedetto, Digiacomo, Fagone, Marinello, Mineo, Torregrossa,
  Ammatuna,  Marziano, Raia, Bonomo, Donegani, Panepinto,  Panarello,
  Antinoro, Caronia e Vinciullo per oggi, 20 luglio 2009;
   -  De Luca per oggi, 20 luglio 2009 e per le eventuali sedute  che
  dovessero avere luogo nel corso della corrente settimana;
   - Buzzanca per il 20 ed il 21 luglio 2009;
   - Cracolici dal 20 al 23 luglio 2009;
   - Falcone dal 20 al 24 luglio 2009.

   L'Assemblea ne prende atto.

        Comunicazione di presentazione di disegni di legge e di
                           contestuale invio
                alla competente Commissione legislativa

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  presentati ed inviati alla competente Commissione legislativa:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   «Nuove norme in materia di circoscrizioni comunali» (n. 443)
   presentato dall'onorevole Arena in data 8 luglio 2009
   inviato in data 13  luglio 2009

   «Norme  per il contrasto alla diffusione del punteruolo  rosso  in
  Sicilia» (n. 444)
   presentato  dagli  onorevoli Campagna,  Scilla,  Mancuso,  Limoli,
  Ragusa e Scoma in data 9 luglio 2009
   inviato in data 13 luglio 2009.

                     Comunicazione di parere reso

   PRESIDENTE.  Comunico che il seguente parere é  stato  reso  dalla
  competente Commissione legislativa:

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   «Schema  di  decreto  presidenziale  contenente  le  modalità   di
  individuazione  dei  componenti e di funzionamento  della  Consulta
  regionale della sanità di cui all'articolo 17, comma 4, della legge
  regionale 14 aprile 2009, n. 5, recante  Norme per il riordino  del
  Servizio sanitario regionale'  (23/VI)»
   reso in data 8 luglio 2009
   inviato in data 13 luglio 2009.

     Comunicazione di trasmissione di atti da parte del Presidente
                             della Regione

   PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione ha trasmesso,
  in  data 14 luglio 2009, la decisione n. 2/2009/SS.RR/CONTR.  delle
  Sezioni  riunite della Corte dei conti per la Regione siciliana  in
  sede di controllo sul rendiconto generale della Regione siciliana e
  conto allegato dell'Azienda delle foreste demaniali per l'esercizio
  finanziario 2008.

   Comunico,  altresì, che copia della sopra citata documentazione  è
  stata trasmessa alla II Commissione legislativa permanente.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   GENNUSO, segretario:

   «Al  Presidente  della  Regione, all'Assessore  per  la  sanità  e
  all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le  autonomie
  locali, premesso che:

   il  29  settembre 2003 è stato sottoscritto un protocollo d'intesa
  tra  i  soggetti  in indirizzo e l'IRCCS, Ass. Oasi  Maria  SS.  di
  Troina, nonché l'AUSL 1 di Agrigento e il Comune di Raffadali (AG),
  per  la  realizzazione  in  loco  di  un  'Satellite  OASI',  quale
  residenza sanitaria;

   è  stata  individuata una struttura esistente,  di  proprietà  del
  Comune  di Raffadali, destinata a casa di riposo per anziani,  come
  luogo dove ospitare, pur con i necessari lavori di adeguamento,  la
  residenza   sanitaria   destinata   al   ricovero   alla   cura   e
  all'assistenza di soggetti disabili;

   il suddetto protocollo prevedeva la creazione di una struttura con
  78  posti  letto, da realizzarsi entro il 2005, con un  impiego  di
  circa  190 operatori da formarsi attraverso corsi organizzati dalla
  stessa Oasi;

   sempre  nel  protocollo,  il Comune di Raffadali  si  impegnava  a
  concedere  in comodato o con altro titolo l'immobile all'IRCCS  per
  una durata non inferiore a venti anni;

   l'Assessorato Sanità si impegnava a trasferire il finanziamento ex
  articolo 20 dall'AUSL di Agrigento all'IRCCS Ass. Oasi Maria SS. di
  Troina  e in tal senso l'AUSL 1 di Agrigento accettava ed esprimeva
  parere favorevole al trasferimento delle risorse finanziarie a  suo
  tempo assegnatele;

   l'Assessorato Sanità nel 2006, in base al decreto dirigenziale del
  Ministero  della sanità, aveva notificato all'Oasi di Troina  e  al
  Comune di Raffadali l'ammissione al finanziamento del progetto  del
  centro  per  un  importo  di  euro 2.065.827,60  e  le  conseguenti
  procedure da espletare;

   il Ministero della Salute, nel 2007, ha revocato la titolarità del
  finanziamento a favore dell'Oasi Maria SS. di Troina,  considerando
  questa  non  idonea,  in  ragione della  sua  natura  giuridica,  a
  ricevere il finanziamento;

   il  suddetto  finanziamento  è stato così  riassegnato  in  favore
  dell'AUSL 1 di Agrigento;

   tenuto  conto  che  la  realizzazione di una  struttura  sanitaria
  destinata  al  ricovero  alla  cura e  all'assistenza  di  soggetti
  disabili presso il Comune di Raffadali è, a parere dello scrivente,
  non  solo  utile ma anche necessaria per elevare la  qualità  delle
  prestazioni sanitarie nella provincia di Agrigento;

   rilevato che:

   gli  annunci,  susseguitisi dal 2001 nell'intera zona interessata,
  circa  la  realizzazione della struttura sanitaria  gestita  da  un
  soggetto  privato non vincolato a metodi oggettivi  nell'effettuare
  le  assunzioni,  hanno  suscitato numerose aspettative  sul  fronte
  occupazionale, a cominciare dal paese di Raffadali;

   dette  aspettative  sono state alimentate  in  questi  anni  dalla
  politica  con  modalità discutibili durante  le  numerose  campagne
  elettorali;

   ritenuto  che  su tale vicenda si debba fornire il  massimo  della
  chiarezza  così  da  porre  fine  a  manovre  elettoralistiche  che
  attecchiscono  facilmente  in una area pesantemente  colpita  dalla
  disoccupazione;

   per sapere:

   a  che  punto  siano  i  lavori  di  adeguamento  della  struttura
  sanitaria in oggetto;

   se   e  in  che  tempi  verrà  resa  operativa  la  struttura   di
  riabilitazione;

   se  ad  oggi,  dopo  sei  anni, sia ancora attuale  il  protocollo
  d'intesa  che  prevede la realizzazione della  residenza  sanitaria
  quale   struttura  satellite  dell'Oasi  di  Troina  ed,  in   caso
  affermativo, in che tempi si preveda la sua attuazione;

   se,  altrimenti,  si prevedano altre soluzioni, come  la  gestione
  pubblica;

   se  il  numero dei posti letto previsti risulti essere in coerenza
  con le linee dettate dal piano sanitario regionale;

   quali e quante figure professionali si preveda di utilizzare quale
  organico  per il funzionamento della residenza sanitaria e  se  non
  ritengano   necessario  esplicitare  quali  saranno  le   procedure
  adottate per il reclutamento di detto personale, anche nel caso  di
  affidamento a privati». (657)

                                                        DI BENEDETTO
   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente,  premesso  che  con  decreto  dell'Assessore   per   il
  territorio  e l'ambiente n. 173 del 29 marzo 2002 è stata  definita
  la  nuova  perimetrazione della riserva naturale 'Oasi del Simeto',
  prevedendo la zona 'A', dove è stata esclusa ogni singola attività;

   considerato che sulla scorta di tale decreto assessoriale, quindi,
  è  stata,  di  fatto, preclusa ogni possibilità  di  esercitare  il
  pascolo degli armenti a tutti quegli allevatori che su quella  zona
  portavano  le  proprie greggi a pascolare, nonché  di  svolgere  la
  consuetudinaria attività dello sfalcio delle erbacce, come avveniva
  in periodo ante decreto assessoriale;

   atteso che mai l'esercizio del pascolo ha danneggiato né tantomeno
  alterato lo stato dei luoghi, come dimostra la tradizionale pratica
  dell'attività agricolo - pastorizia;

   preso  atto che l'apposizione del citato vincolo su detti  terreni
  demaniali  non  dovrebbe  impedire  né  ostacolare  l'esercizio  di
  tradizionali  attività,  come  il  pascolo  e  lo  sfalcio  d'erba,
  attività che sono in perfetta simbiosi ed armonia con la natura  su
  cui  vengono praticate, anzi contribuiscono alla preservazione  dei
  detti luoghi;

   considerato che la nuova perimetrazione dell'Oasi del Simeto,  che
  include nella zona 'A' anche l'asta fluviale del fiume Simeto,  che
  va  dal ponte 'Primosole' sino al punto di confluenza con il  fiume
  Dittaino,  non  consente  più alle stesse  aziende  di  allevamento
  preesistenti  presenti  in  quel  contesto  di  potere   esercitare
  l'attività  di pascolo, nonché di pulizia delle erbacce  (sfalcio),
  comportando,  di  fatto,  in un momento  di  così  profonda  crisi,
  ricadute   sicuramente  negative  per  quell'economia  agricola   e
  zootecnica  che  oggi  rappresenta  comunque  ancora  un'importante
  risorsa per tanti allevatori che, diversamente, sarebbero costretti
  a cambiare, con notevoli rischi, la loro attività lavorativa;

   tenuto  conto  che contro il suddetto decreto sono stati  prodotti
  numerosi   ricorsi,   ancora  pendenti,  non  solo   dinanzi   alla
  magistratura   amministrativa,  ma  anche   dinanzi   allo   stesso
  Presidente  della  Regione, per gli incalcolabili  danni  che  tale
  aspetto del decreto sta comportando;

   per  sapere  se non ritengano opportuno rivedere il decreto  sulla
  perimetrazione della riserva 'Oasi del Simeto' e, specificatamente,
  sull'istituzione della zona 'A', nella parte in cui non si permette
  di esercitare il pascolo delle greggi e l'attività di sfalcio delle
  erbacce,  poiché  tali attività non solo non alterano  il  contesto
  naturale, ma anzi aiutano alla sua preservazione». (658)

                                                              FALCONE

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il  turismo,  le
  comunicazioni e i trasporti, premesso che:

   l'Assessorato  Turismo  ha  ridotto,  dall'1   luglio   2009,   il
  contributo  per  l'erogazione del servizio  gratuito  di  trasporto
  riservato agli anziani, passando dai 4 milioni di euro del 2008  ai
  2 milioni e 500 mila del 2009;

   la  conseguenza di siffatto drastico taglio di finanziamenti è  la
  cessazione  di questa tipologia di servizio, espletato dall'Azienda
  siciliana trasporti (AST) in numerose città della Sicilia,  tra  le
  quali spicca Siracusa;

   tenuto  conto che l'effetto della scelta dell'Assessorato  Turismo
  colpisce  quella fascia di siciliani, i pensionati,  che,  a  causa
  della  crisi attuale e del basso potere di acquisto delle pensioni,
  sono ai limiti della soglia di povertà;

   considerato che è inammissibile che i tagli al bilancio  regionale
  debbano  avere ripercussioni soprattutto sulle classi  più  deboli,
  quelle  classi  che  oggi  pagano  a  carissimo  prezzo  la   crisi
  congiunturale.  Lascia molto amaro in bocca il  sapere  che  questa
  ulteriore stangata arriva da chi, solo in teoria, dovrebbe tutelare
  la loro condizione disagiata;

   per  sapere  se  non  ritengano  utile  intervenire  urgentemente,
  presentando  un  atto,  in fase di assestamento  di  bilancio,  che
  ripristini  ad euro 4 milioni il finanziamento per il  servizio  di
  trasporto pubblico riservato agli anziani e pensionati». (660)

                                                            VINCIULLO

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   l'ente  gestore  dell'area marina protetta  delle  isole  Egadi  è
  attualmente il Comune di Favignana (TP);

   il  Ministero  dell'ambiente e della tutela del territorio  e  del
  mare  avrebbe avviato l'iter per la revoca della gestione da  parte
  del  Comune  per affidarla in regime commissariale alla Capitaneria
  di Porto di Trapani;

   considerato che:

   la  gestione della riserva negli anni precedenti ha subito alterne
  vicende;

   nel  2008,  il  Sindaco  di  Favignana,  a  seguito  di  ispezione
  regionale, è stato rimosso ai sensi dell'art. 142 del d.lgs. n. 267
  del 2000 per gravi e persistenti violazioni di legge;

   la  nuova Amministrazione comunale di Favignana, eletta nel giugno
  2008,   ha,   pertanto,   ereditato  una  pesantissima   situazione
  amministrativo-contabile  che richiede  tempi  ragionevoli  per  un
  effettivo riordino;

   rilevato che:

   l'attuale  Sindaco  di Favignana, nella qualità di  rappresentante
  dell'ente  gestore, ad un anno dal suo insediamento,  ha  posto  in
  opera  un'intensa  e proficua attività che ha consentito  di  porre
  sotto controllo la gestione finanziaria dell'A.M.P. ed iniziare una
  stagione di rilancio dell'ente;

   in  tale  contesto si inseriscono l'acquisto di  due  immobili  da
  destinare a sede dell'A.M.P. a Favignana e Marettimo, il ripristino
  del  battello  spazzamare, la ricognizione dei mezzi  nautici,  dei
  beni  mobili  e  degli impianti, la pulizia dei  litorali  e  delle
  coste, la bonifica dall'amianto ed inoltre l'inizio dei lavori  per
  la  posa  di  una  condotta sottomarina per  i  reflui  provenienti
  dall'isola capoluogo;

   ulteriori interventi necessari per l'adeguato rilancio dell'A.M.P.
  risultano  al  momento impossibili per l'assenza di fondi  statali:
  dal  2007, infatti, il Ministero dell'ambiente non ha erogato somme
  in favore dell'ente;

   considerato, inoltre che:

   l'area  marina protetta delle isole Egadi insiste in un arcipelago
  il cui territorio è ricompreso in un unico Comune; pertanto, la sua
  gestione non può prescindere dal collegamento con l'ente di governo
  territoriale  in  un'ottica  di  programmazione  integrata  con  la
  gestione  dei  beni paesaggistici, culturali, delle  risorse  della
  pesca e del turismo;

   l'eventuale   affidamento  della  gestione  della   riserva   alla
  Capitaneria  di Porto di Trapani appare, alla luce delle  superiori
  premesse e considerazioni, un atto che esula da motivazioni di tipo
  amministrativo,    connotandosi,    viceversa,     per     finalità
  esclusivamente  politiche assolutamente non condivisibili,  creando
  un  vulnus  grave  ed  inaccettabile alle  prerogative  intangibili
  dell'ente pubblico territoriale;

   per sapere:

   se  non  ritenga di dovere intervenire tempestivamente  presso  il
  Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare al
  fine  di  impedire che la gestione dell'area marina protetta  delle
  isole  Egadi  sia revocata al Comune di Favignana e  affidata  alla
  Capitaneria di Porto di Trapani;

   se   non   ritenga  di  dovere  intervenire  presso  il  Ministero
  dell'ambiente  e  della tutela del territorio e del  mare  affinché
  doti  l'ente  gestore dell'area marina protetta delle  isole  Egadi
  degli adeguati mezzi finanziari per una effettiva valorizzazione  e
  tutela della stessa». (662)

                                                            GUCCIARDI

   «All'Assessore per i lavori pubblici, premesso che:

   lungo  il  molo di levante del porto di Sciacca (AG)  incombe  una
  condizione  di  pericolo per i pedoni e i mezzi in  circolazione  a
  causa dell'assenza delle grate metalliche di protezione in numerose
  caditoie;

   in  alcuni  tratti  del molo le caditoie sono  addirittura  andate
  distrutte anche per le numerose precipitazioni dell'inverno scorso,
  provocando voragini lungo il tratto del molo transitabile;

   rilevato che:

   nell'intera  area  portuale  vi  è una  scarsa  illuminazione  che
  finisce  per acuire la già compromessa condizione in cui  versa  il
  molo sopra indicato;

   nella   stessa  area  occorre  predisporre  un  mirato  piano   di
  interventi di bonifica e manutenzione programmata per porre fine al
  crescente stato di degrado in cui versa;

   ritenuto che il perdurare di questa condizione precaria rischia di
  compromettere  gravemente  sul  piano  economico  gli  innumerevoli
  operatori  impegnati nel settore, ma anche l'intera cittadinanza  e
  l'immagine della cittadina sul fronte turistico;

   per  sapere  se  e  quali  iniziative si  intendano  adottare  per
  risolvere  rapidamente la condizione di pericolo sopra  esposta  in
  cui versa il molo di levante del porto di Sciacca (AG)». (665)

                                                            MARINELLO

   «All'Assessore  per il turismo, le comunicazioni  e  i  trasporti,
  premesso che:

   l'Azienda siciliana trasporti ha recentemente comunicato al Comune
  di Siracusa la prossima cessazione del servizio di trasporto urbano
  dalla  stessa espletato per l'impossibilità di coprirne i  costi  a
  causa    della    prevista    cessazione    del    contributo    di
  ricapitalizzazione finora assicurato dalla Regione;

   le  medesime  determinazioni sarebbero state manifestate  dall'AST
  nei  riguardi delle Amministrazioni comunali di Augusta,  Modica  e
  Ragusa, ove l'azienda presta analogo servizio;

   in  particolare, a fronte di un corrispettivo regionale  annuo  di
  circa  2,4  milioni di euro, il costo complessivo del  servizio  di
  trasporto urbano nella città di Siracusa ammonterebbe ad oltre  3,8
  milioni  di euro annui (con esclusione del trasporto con navette  a
  servizio  della  zona  a traffico limitato nel  centro  storico  di
  Ortigia,   oggetto  di  separata  convenzione  con  il  Comune   di
  Siracusa),  determinandosi, al netto di ricavi per  500  mila  euro
  circa,  una  quota di oltre 900 mila euro attualmente  coperta  dal
  contributo   di   capitalizzazione  che  la   Regione   corrisponde
  all'azienda,  ma  la cui annunciata interruzione determinerebbe  un
  disavanzo altrimenti non recuperabile;

   considerato che:

   la  cessazione  del  trasporto  urbano  nella  città  di  Siracusa
  arrecherà  gravosissimi  disagi  alla  cittadinanza  tutta  ed   in
  particolare a carico delle famiglie più bisognose, privandole di un
  servizio  essenziale ancorché insufficiente  rispetto all'effettivo
  fabbisogno;

   drammatiche  potrebbero essere le ricadute occupazionali  di  tale
  cessazione  in  tutto il territorio regionale, con il licenziamento
  dei  almeno 50 autisti impiegati nei servizi extraurbani ed  almeno
  120  in  quelli urbani nel caso di mancata assunzione dei  medesimi
  servizi da parte di altra azienda;

   le  medesime conseguenze si avranno negli altri centri  dell'Isola
  ove  è  stata  annunciata la cessazione del servizio,  determinando
  un'emergenza   sociale   ed   occupazionale   di   grande   rilievo
  nell'economia della Regione;

   osservato che:

   all'origine  di  quanto  sopra  esposto  vi  sarebbe  la  prevista
  eliminazione  del  contributo di capitalizzazione  che  la  Regione
  versa  all'AST  e che su scala regionale ammonterebbe  a  circa  26
  milioni di euro annui a fronte di un costo totale per l'attività di
  85 milioni di euro circa;

   tale  circostanza  assume  rilievo e determinerebbe  un  disavanzo
  strutturale   a   causa   anche  del  mancato   aggiornamento   del
  corrispettivo   a   chilometri  che,  sulla  base   del   contratto
  d'esercizio,  la Regione versa all'AST, corrispettivo sensibilmente
  inferiore  agli  analoghi corrispettivi vigenti in tutte  le  altre
  regioni italiane;

   tale  circostanza  risulterebbe ulteriormente e  considerevolmente
  aggravata  dall'incertezza  di  corresponsione  del  contributo  di
  capitalizzazione  che  la Regione versa  all'AST  e  che  su  scala
  regionale ammonterebbe a circa 26 milioni di euro annui,  a  fronte
  di un costo totale di attività pari a 85 milioni di euro circa;

   lo  stato  giuridico dell'AST è quello di una s.p.a. il cui  unico
  socio è costituito dalla Regione siciliana ed espleta i servizi  di
  cui  sopra  in  regime di contrattualizzazione  con  la  stessa,  e
  conseguentemente non può non individuarsi in capo al Governo  della
  Regione ogni responsabilità su quanto avviene;

   per sapere quali iniziative il Governo regionale abbia assunto e/o
  intenda  assumere per scongiurare l'evenienza sopra rappresentata».
  (666)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                        DE BENEDICTIS

   «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   nella  struttura  ospedaliera  'Dei  Bianchi'  di  Corleone   (PA)
  sussistono alcuni problemi già ampiamente segnalati alla  direzione
  generale  del  nosocomio  dagli operatori  che  quotidianamente  si
  trovano ad affrontarli ma senza soluzione;

   i  problemi  che  occorre risolvere riguardano più specificamente:
  una  TAC  G. E. multi-slice collaudata e mai messa in funzione  per
  guasto tecnico, la chiusura dall'1 giugno agli esterni del servizio
  di  ecografia per carenza di personale, l'eco-cardio inutilizzabile
  da   circa  5  mesi  per  il  guasto  della  sonda,  così  come  il
  gastroscopio e il coloscopio, fermi da circa un anno;

   ai  deficit strutturali sopra elencati si aggiunge il ripetersi di
  guasti  alle ambulanze, due su tre obsolete, nonché la  carenza  di
  autisti,  costretti ad eseguire una turnazione che non consente  un
  recupero psico-fisico adeguato, con gravi rischi per l'operatore  e
  il paziente trasportato;

   la  carenza  di  personale,  oltre  che  degli  autisti  dell'area
  dell'emergenza,  dei  medici  e degli infermieri,  otto  su  dodici
  previsti  in  dotazione  organica,  riguarda  anche  altri  servizi
  essenziali quali la patologia clinica, la geriatria con due  medici
  presenti  su  quattro, il servizio di anestesia e la  rianimazione,
  con  quattro medici presenti su otto, e la radiologia con soli  due
  medici su otto;

   considerato che occorre realizzare tutte le opere già cantierabili
  con   progetto  esecutivo  relative  alla  ristrutturazione  e   al
  completamento  dell'ospedale 'Dei Bianchi' di Corleone,  nonché  il
  completamento  della struttura attualmente rimasta incompiuta,  che
  prevede il pronto soccorso e la gestione dell'emergenza;

   rilevato che:

   risulta inadeguata l'applicazione contrattuale in riferimento alla
  corresponsione dell'indennità variabile di coordinamento, in quanto
  viene corrisposta una indennità di bassa assistenza anziché di alta
  assistenza;

   al  personale ostetrico non viene riconosciuta alcuna indennità ex
  articolo 44, così come accadde negli altri presìdi ospedalieri;

   l'elenco  delle problematiche sopra elencate è stato  analogamente
  denunciato  da  alcune organizzazioni sindacali con l'obiettivo  di
  spingere  la  direzione  generale dell'ospedale  ad  una  soluzione
  possibile;

   per sapere:

   se  sia  a conoscenza delle problematiche sopra esposte e  se,  in
  caso  affermativo,  quali interventi abbia già posto  in  essere  o
  intenda avviare;

   se  non  ritenga  necessario  e urgente  attivare  direttamente  e
  rapidamente ogni iniziativa utile e intervenire presso la direzione
  generale  della struttura ospedaliera allo scopo di  giungere  alla
  soluzione   dei  problemi  qui  delineati,  consentendo   così   il
  ripristino  delle  normali condizioni di  funzionamento  presso  il
  presidio ospedaliero 'Dei Bianchi' nel Comune di Corleone». (668)

                                                              FARAONE

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   il  Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana
  ha   accolto,  con  decisione  n.  488/2009,  l'appello  di   molti
  funzionari direttivi dell'Amministrazione regionale e statuito  che
  la  stessa  emani  gli  atti necessari alla  definizione  dell'area
  separata della vicedirigenza, di cui all'art. 17 bis del d.lgs.  n.
  165 del 2001;

   l'art.  17 bis del d.lgs. n. 165 del 2001 stabilisce l'istituzione
  della  vicedirigenza  e  ne individua direttamente  i  beneficiari;
  statuisce anche sulla possibilità, limiti e procedure della  delega
  di funzioni dirigenziali, rinviando per il resto, e soprattutto per
  il   trattamento  economico,  alla  contrattazione  collettiva   di
  comparto;

   il   legislatore   stabilisce  che  nella  separata   area   della
  vicedirigenza  vada  ricompreso il personale  in  possesso  di  tre
  requisiti:  la laurea, l'appartenenza alle posizioni C2  e  C3  del
  comparto   ministeri  (applicabile  nella  Regione   siciliana   al
  personale  appartenente  alle posizioni  D3,  D4,  D5),  ed  infine
  l'anzianità di cinque anni in dette posizioni;

   la   decisione  del  CGA  ha  sottolineato  l'obbligo,   in   capo
  all'Amministrazione regionale, di procedere all'adozione degli atti
  amministrativi    propedeutici   all'avvio   della   contrattazione
  collettiva  volta  all'introduzione  dell'area  contrattuale  della
  vicedirigenza;

   considerato che:

   l'istituzione   della  separata  area  della   vicedirigenza   può
  restituire  vitalità all'Amministrazione regionale,  impegnando  un
  certo numero di funzionari direttivi in direzione di una maggiore e
  riconosciuta responsabilità, creando al tempo stesso le  condizioni
  per una generale aspettativa di tutti i lavoratori verso una futura
  carriera   verticale.   Questa,  inoltre,   concorre   anche   alla
  definizione  dei compiti dirigenziali attuali, per l'individuazione
  di quelli da delegare ai vicedirigenti;

   spetta  al  Governo  regionale non solo  avviare  tutti  gli  atti
  propedeutici  per la contrattazione collettiva, ma  indicare  anche
  con  chiarezza quale sia l'impegno economico che la Regione intende
  sottoscrivere;

   per sapere:

   quale    sia,    alla   luce   delle   superiori   considerazioni,
  l'intendimento  del Governo regionale al fine di  ottemperare  alla
  decisione del Consiglio di giustizia amministrativa n. 488/2009;

   quale   trattamento   retributivo   intenda   prevedere   per    i
  vicedirigenti,   nel   rispetto  della  contrattazione   collettiva
  regionale». (669)

                                                                 LUPO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il bilancio e  le
  finanze,  premesso che in data 30 aprile 2009 veniva  approvata  la
  legge   finanziaria  per  l'anno  2009,  pubblicata  il  14  maggio
  successivo,  dove era stato previsto, tra l'altro, l'art.  77,  che
  modificava  la precedente e tanto contestata tabella  'H',  tesa  a
  sovvenzionare  enti, associazioni e tutta una serie  di  iniziative
  sparse nel territorio siciliano;

   considerato che:

   la  nuova norma di cui al citato art. 77 faceva lievitare la spesa
  pubblica  di  oltre 22 milioni di euro rispetto alle previsioni  di
  bilancio  e  rispetto a quanto dichiarato dallo stesso Governo,  in
  quanto  prevedeva al suo interno due allegati, 'A' e 'F',  ciascuno
  dei  quali  individuava centinaia di enti, associazioni e organismi
  vari,  comportando di fatto una inopportuna pioggia di  contributi,
  inaspettata  rispetto alle dichiarazioni originarie e al  programma
  politico-elettorale;

   atteso  che il Commissario dello Stato, con proprio provvedimento,
  impugnando  alcuni  articoli  della  legge  finanziaria  2009,   ha
  censurato  anche  l'art. 77, che modificava la  precedente  tabella
  'H';

   preso  atto  che, malgrado l'impugnativa dello stesso  Commissario
  dello  Stato,  piuttosto che escludere dal bilancio  di  previsione
  2009  tutte  quelle  voci  rientranti nel soppresso  art.  77,  con
  decreto  dell'Assessore per il bilancio e le finanze del 20  maggio
  2009,  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione  siciliana
  n.  27  del  12  giugno 2009, invece, si è di fatto 'cestinato'  il
  provvedimento  del  Commissario dello  Stato,  inserendo  nei  vari
  capitoli di bilancio tutte quelle voci che, diversamente, sarebbero
  dovute essere cancellate a causa della detta impugnativa;

   considerato ancora che inserire l'intero elenco di tutti gli enti,
  le  associazioni  e  gli  organismi che  le  due  tabelle  allegate
  all'art.   77   prevedevano   rischia  di   inficiare,   rendendolo
  illegittimo, l'intero bilancio regionale del 2009;

   tenuto  conto che si è comunque creato un 'vulnus', in  quanto  la
  soppressione  dell'art. 77 dovrebbe, da un lato, far  rinascere  la
  vecchia tabella 'H' con tutte le indicazioni di spesa previste  nel
  bilancio  2008,  dall'altro lato, però,  impone  di  fare  allocare
  l'economia  di  bilancio  (22  milioni  di  euro)  che   la   detta
  soppressione ha comportato;

   preso  atto, infine, che bisogna evitare di determinare ricorsi  e
  controversie   di   vario   tipo,   ma   anche   aspettative   che,
  difficilmente, potrebbero poi essere soddisfatte nei  confronti  di
  tutti  quegli enti e organismi rientranti nelle due tabelle  'A'  e
  'F', allegate al soppresso art. 77;

   per   sapere  se  non  ritengano  opportuno  rivedere  il  decreto
  dell'Assessore  per il bilancio e le finanze del  20  maggio  2009,
  pubblicato  nella Gazzetta Ufficiale della Regione  n.  27  del  12
  giugno 2009, al fine di riportare entro i crismi di legittimità  il
  più  importante provvedimento legislativo dell'Assemblea  regionale
  siciliana, che è poi lo strumento finanziario per l'anno in corso».
  (673)

                                                  FALCONE - VINCIULLO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura della interrogazione
  con richiesta di risposta in Commissione.

   GENNUSO, segretario:

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   la  legge  regionale 15 maggio 2000, n. 10, ha di fatto introdotto
  la    netta   separazione   tra   indirizzo   politico   e   quello
  amministrativo,   assegnando   esclusivamente   all'attività    dei
  dirigenti l'adozione degli atti e dei provvedimenti amministrativi,
  di organizzazione delle risorse umane e di controllo;

   l'art. 6 della legge n. 10, al comma 4, individua i criteri per la
  composizione  e  la nomina degli uffici di diretta  collaborazione,
  individuando  esclusivamente in essi  il  momento  di  ausilio  per
  l'attuazione dell'indirizzo politico-amministrativo;

   in data 7 luglio 2009, l'Assessore regionale per la sanità, per il
  tramite  di  un  atto amministrativo adottato  dal  suo  staff,  ha
  proceduto   alla  sostituzione  di  due  commissari   straordinari,
  rispettivamente  negli ospedali Umberto I di  Enna  e  Piemonte  di
  Messina,  rendendosi interprete di un atto sicuramente  spericolato
  sotto  il profilo della legittimità del procedimento amministrativo
  e,  non in ultimo, autore di evidente violenza sulla terzietà della
  burocrazia regionale;

   il  decreto  di sostituzione dei commissari straordinari  riporta,
  tra  le  ragioni  a  supporto  di  tale  indirizzo,  quella  che  i
  precedenti    commissari,   ancorché   dirigenti   dell'Assessorato
  regionale  della  sanità,  risulterebbero  indispensabili  in   via
  esclusiva presso i Dipartimenti di loro appartenenza;

   le  motivazioni adottate a sostegno del provvedimento si ritengono
  carenti  ed  in  palese  contraddizione  con  la  reale  situazione
  lavorativa dei dirigenti in questione, poiché uno di costoro ha  in
  atto affidato un incarico riguardante problematiche marginali,  pur
  avendo  nel corso degli ultimi vent'anni maturato enorme esperienza
  nel  settore dell'assistenza ospedaliera e dell'organizzazione  dei
  servizi  ospedalieri,  mentre l'altro  risulta  in  atto  privo  di
  incarico dirigenziale;

   la   procedura   appare  alquanto  impropria  ed  illegittima   se
  paragonata  a  quella seguita correttamente per la sostituzione,  a
  seguito  di dimissioni, del commissario del Policlinico di Catania,
  il  cui  atto  è  stato adottato, così come prevede la  legge,  dal
  Dipartimento regionale competente;

   i  nuovi commissari straordinari nominati dall'Assessore regionale
  per la sanità corrispondono alle persone del dott. Gaetano Sirna  e
  del  dott.  Francesco  Iudica, rispettivamente  Direttore  generale
  dell'azienda  ospedaliera Papardo di Messina e  Direttore  generale
  dell'AUSL 4 di Enna;

   l'attuale  normativa (decreto legislativo n.  502/1992  e  s.m.i.)
  sancisce  l'assoluta  incompatibilità  del  Direttore  generale  in
  carica  con  qualsiasi  altra funzione  e  che  pertanto  gli  atti
  eventualmente  adottati  dai  neo  commissari  potrebbero  assumere
  connotati di nullità;

   non  può  non  rilevarsi  che  la  vigente  normativa  prevede  la
  decadenza,  e non la possibilità di nominare un Direttore  generale
  che   non   abbia  osservato  i  vincoli  di  equilibrio  economico
  dell'azienda;

   per sapere:

   se non ritenga opportuno revocare in autotutela i provvedimenti di
  cui in premessa, al fine di assicurare la piena e corretta gestione
  amministrativa  in  una fase altamente delicata  quale  quella  che
  vedrà la piena attuazione delle previsioni contenute negli articoli
  8 e 33 della legge regionale 14 aprile 2009, n. 5;

   se ritenga tollerabile il mancato rispetto degli obblighi di legge
  circa  l'iter  dei procedimenti amministrativi e la  consequenziale
  mortificazione  della dirigenza regionale, con la perpetrazione  di
  abusi  d'ufficio  che  appaiono  mirati  nei  confronti  di  alcuni
  dirigenti regionali;

   se  non  appaia  quantomeno strana la motivazione che  porta  alla
  sostituzione  di due validi dirigenti regionali per procedere  alla
  nomina di soggetti in contrasto con la normativa vigente e che,  da
  quanto  si  apprende  dagli  organi di stampa,  sembrano  avere  in
  qualche  caso  rapporti  di parentela con  componenti  del  Governo
  regionale». (664)

     (Gli interroganti chiedono lo svolgimento in Commissione con
                               urgenza)

                           DINA - MAIRA - CORDARO - ANTINORO - GIANNI

   PRESIDENTE.  Avverto  che l'interrogazione testé  annunziata  sarà
  inviata alla competente Commissione.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   GENNUSO, segretario:

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per il bilancio e  le
  finanze, all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  le
  autonomie locali e all'Assessore per i beni culturali ed ambientali
  e per la pubblica istruzione, premesso che:

   l'Unione  italiana  ciechi siciliana dispone di  un'organizzazione
  funzionale  ed  efficiente  a  livello  regionale,  provinciale   e
  comunale,  dotata  di 40 dipendenti e collaboratori  qualificati  e
  specializzati  nella complessa problematica della categoria  e  nei
  vari compiti amministrativi ed organizzativi;

   la  stamperia regionale braille dell'Unione italiana ciechi, oggi,
  rappresenta una delle realtà più importanti a livello nazionale per
  i  non  vedenti e gli ipovedenti, e soprattutto per  gli  alunni  e
  studenti  siciliani  minorati  della  vista,  ai  quali  dà  sempre
  gratuitamente i testi scolastici in braille o in large print;

   il  centro  regionale  'Helen  Keller',  istituito  con  la  legge
  regionale 30 aprile 2001, n. 4, comprende la scuola cani guida  che
  costituisce il vertice di un sistema integrato di servizi (corsi di
  informatica,  corsi di orientamento e mobilità, corsi di  autonomia
  personale   e  di  sviluppo  delle  attività  manuali)  finalizzati
  all'autonomia  ed  alla  riabilitazione  socio-lavorativa  dei  non
  vedenti  ed  ipovedenti di ogni età. La legge prevede  la  gratuità
  dell'assegnazione dei cani guida ed il consiglio di amministrazione
  del  centro 'Helen Keller' ha deciso che i servizi verranno erogati
  senza oneri per l'utente;

   rilevato che:

   il contributo regionale è indispensabile per consentire all'Unione
  Italiana  ciechi,  presente in tutte le  province  siciliane,  alla
  stamperia regionale braille dell'Unione italiana ciechi e al centro
  regionale  'Helen Keller' l'erogazione dei servizi vitali  per  gli
  assistiti;

   la  Regione,  in  seguito all'abrogazione della  'tabella  H',  ha
  annunciato  di  aver  inserito le somme  nelle  regolari  voci  del
  bilancio  2009,  contrassegnate con la nota A e,  nello  specifico:
  all'Unione  italiana  ciechi ipovedenti Sicilia  euro  2.070.000,00
  (Assessorato  Famiglia  -  cap. 183701); alla  stamperia  regionale
  braille  dell'Unione italiana ciechi euro 2.250.000,00 (Assessorato
  regionale Beni culturali - cap. 373711); al centro regionale 'Helen
  Keller'   con   annessa   scuola  cani  guida   euro   1.073.000,00
  (Assessorato Famiglia - cap. 183715);

   considerato che:

   ad oggi, nessuna somma è pervenuta alle organizzazioni in oggetto,
  anche  a causa delle vicende politiche legate all'approvazione  del
  bilancio regionale;

   qualora,  entro  il mese di luglio, l'Unione italiana  ciechi,  la
  stamperia regionale braille dell'Unione italiana ciechi e il centro
  regionale  'Helen  Keller' non riceveranno  i  contributi,  saranno
  costretti  a  sospendere l'assistenza a non vedenti  e  ipovedenti,
  l'erogazione  di  fondamentali servizi  come  la  produzione  e  la
  consegna  dei  libri  per  il prossimo  anno  scolastico  nonché  a
  sospendere i corsi di autonomia personale, orientamento e  mobilità
  e la consegna dei preziosi cani guida;

   per sapere:

   se  risponda  al vero che le suddette somme non sono state  ancora
  erogate agli enti destinatari in oggetto;

   i   motivi  che  non  hanno  ancora  consentito  l'erogazione  dei
  contributi spettanti all'Unione italiana ciechi ipovedenti Sicilia,
  alla  stamperia  braille dell'U.I.C. ed al centro regionale  'Helen
  Keller';

   se  e quali iniziative siano state messe in atto per superare  gli
  eventuali  ostacoli all'erogazione degli stanziamenti in  bilancio,
  per  evitare  che, ancora una volta, a pagare per  le  inefficienze
  della  politica  siano  coloro che hanno maggiormente  bisogno  del
  sostegno delle istituzioni». (659)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                              RINALDI

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   con  un inusitato e deprecabile quanto intempestivo provvedimento,
  il  dott. Lorenzo Maniaci è stato sollevato dall'incarico  fin  qui
  svolto  (da  circa  tre  anni) di commissario straordinario  presso
  l'azienda ospedaliera Umberto I di Enna;

   le  motivazioni che sembrerebbero essere state addotte a  sostegno
  del  provvedimento  appaiono carenti ed in  contraddizione  con  la
  reale  situazione lavorativa del dirigente, laddove viene sostenuta
  una  presunta  priorità  nello svolgimento  delle  funzioni  legate
  all'attività del Dipartimento dell'Assessorato Sanità in  relazione
  al  piano di rientro e, quando, viceversa e nei fatti, il dirigente
  in  questione,  nell'ambito  della  riorganizzazione  degli  Uffici
  dell'Assessorato,   ha  avuto  affidato  un  incarico   riguardante
  problematiche  marginali  e  di scarsa rilevanza  esterna  -  quale
  quello concernente le isole minori - sebbene da circa vent'anni  si
  sia   sempre   occupato  di  problematiche  inerenti   l'assistenza
  ospedaliera e l'organizzazione dei servizi ospedalieri;

   constatato che:

   il  provvedimento  in  questione è  stato  emanato  da  un  organo
  politico  (ufficio  di  Gabinetto  dell'Assessorato)  e   non   dal
  competente    ufficio   del   Dipartimento   della   pianificazione
  strategica,   verificandosi,   pertanto,   un'impropria    attività
  dell'ufficio  di  Gabinetto,  che  si  esprime  quale   organo   di
  amministrazione attiva;

   la revoca dell'incarico è da considerarsi come un atto politico  e
  di  mero  potere; l'ufficio di Gabinetto, infatti, si è  sostituito
  agli  uffici  preposti,  adottando un  provvedimento  che  presenta
  evidenti  carenze di motivazione nella sostituzione del commissario
  straordinario;

   considerato che:

   l'attuale normativa e, nello specifico, il decreto legislativo  n.
  502  del  1992  e  successive  modifiche  e  integrazioni  sancisce
  l'assoluta  incompatibilità del Direttore generale  in  carica  con
  qualsiasi altra funzione;

   conseguentemente gli atti eventualmente adottati dal dott.  Iudica
  nella  sua  qualifica di commissario straordinario presso l'azienda
  ospedaliera di Enna assumerebbero connotati di nullità;

   atteso che:

   la vigente normativa prevede la decadenza e la non nominabilità di
  un   direttore   generale  che  non  abbia  osservato   i   vincoli
  dell'equilibrio economico dell'azienda;

   appare,  pertanto,  oltremodo strano  che  al  direttore  generale
  dell'azienda  USL  n. 4, il quale notoriamente  non  ha  rispettato
  detti  vincoli  anche  negli  anni precedenti,  venga  affidato  un
  ulteriore incarico ancorché temporaneo;

   siamo  di  fronte ad atti illegittimi, laddove la  motivazione  di
  fondo  è  una scelta politica e autoritaria che mette in  crisi  la
  correttezza del funzionamento della macchina burocratica nonché  il
  ruolo stesso della burocrazia;

   per sapere:

   se  non  ritenga, anche alla luce della prossima entrata in vigore
  della  riforma sanitaria e delle consequenziali nuove nomine  degli
  organi manageriali ordinari, di dover rivedere il provvedimento  di
  revoca   del  commissario  straordinario  dell'azienda  ospedaliera
  Umberto  I  di  Enna  e di contestuale nomina  del  suo  sostituto,
  illegittimamente adottato;

   se  e  quali  iniziative  urgenti  intenda  assumere  al  fine  di
  ripristinare la legalità e la trasparenza nella amministrazione  in
  un   settore  estremamente  delicato  come  quello  della  gestione
  pubblica della salute dei cittadini». (661)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

                                                   GALVAGNO - TERMINE

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   la  nascita  del  secondo Governo Lombardo  annovera  la  presenza
  dell'avv. Gaetano Armao quale Assessore destinato alla Presidenza e
  delegato  alla trattazione degli affari ricompresi nelle competenze
  del Dipartimento della Protezione civile;

   sembrerebbe  una  normale  attribuzione  di  competenze,  come  in
  effetti è, se non si trattasse di un caso del tutto speciale per la
  particolare   attività  professionale  che  il   tecnico   esterno,
  incaricato di così alte funzioni di governo, espleta;

   infatti, è noto a tutti, e non c'è bisogno che in questa  sede  se
  ne  argomenti approfonditamente, che l'avv. Gaetano Armao è uno dei
  consulenti  legali  più  gettonati dalle pubbliche  Amministrazioni
  siciliane,  dalla  stessa Regione siciliana e, in particolare,  dal
  Comune di Palermo, nonché di società interamente partecipate  dallo
  stesso ente quale l'AMIA s.p.a., solo per citarne una;

   in  tale veste, sembra sia stata conferita all'avv. Gaetano  Armao
  una  maxi-consulenza  giuridica da  oltre  300  mila  euro  per  il
  coordinamento  ed il supporto del personale societario,  consulenza
  connessa  alla stipula del contratto di servizio tra AMIA s.p.a.  e
  la società d'ambito Palermo Ambiente, società quest'ultima che, fra
  l'altro, è stata posta in liquidazione dallo stesso Comune;

   inoltre,  sembra  che l'AMIA o società ad essa  collegate  abbiano
  conferito  ulteriore incarico e consulenza in materia di rifiuti  e
  termovalorizzatori;

   a  tutti è nota la vicenda dell'AMIA s.p.a., se non altro  per  il
  degrado  in  cui  è  stata  ridotta  Palermo,  sede  dell'Assemblea
  regionale  siciliana e del Governo regionale, grazie  all'emergenza
  dei  rifiuti assurta alla cronaca nazionale e dichiarata ancora più
  grave  di quella campana dallo stesso Presidente del Consiglio  dei
  Ministri  (il  quale, fra l'altro, ha paragonato la  città  ad  una
  città  africana  per  la  pulizia e il  decoro  che  in  essa  sono
  assenti);

   l'AMIA  s.p.a.,  per  una dissennata, si potrebbe  pure  usare  il
  termine,  sicuramente  forte,  'criminale'  sua  gestione,  oggi  è
  caratterizzata da un deficit strutturale con un buco di bilancio di
  circa  150  milioni  di  euro,  con potenziali  falsi  in  bilancio
  conclamati  e che solo ora emergono, in tutta la loro profondità  e
  gravità  dalla  allegra  e  incontrollata  gestione  delle  proprie
  risorse in spese di viaggi alla ricerca di 'joint-venture' in  giro
  per  quel di Dubai, e, si apprende oggi, anche da consulenze legali
  super  pagate  che, sicuramente, non solo non hanno  risolto  alcun
  problema  ma,  questo è certo, hanno aggravato solo le  casse,  già
  magre di per sé, di una società sull'orlo del fallimento, con buona
  pace  di  quanti vi lavorano e rischiano il loro posto di lavoro  e
  per  la città, costretta a subire, quasi impotente, tanta arroganza
  e dissoluzione del proprio patrimonio;

   ed  oggi,  a  seguito  di  tale gestione fallimentare  sui  cui  è
  possibile  redigere un vero e proprio dossier, un libro bianco  dei
  rifiuti, la stessa società, e per essa il Comune di Palermo,  bussa
  a  tutte  le  porte  possibili, siano esse  nazionali,  siano  esse
  regionali,   come   peraltro  è  avvenuto  nel  corso   dell'ultima
  finanziaria   regionale,   porta  che  il   Parlamento   siciliano,
  saggiamente, ha tenuto ben chiusa;

   è  di  tutta evidenza, quindi, lo scenario emergenziale che occupa
  la  questione rifiuti in Sicilia, che, è bene dirlo, non si  limita
  al  solo  caso  Palermo,  anche se esso, per  le  dimensioni  e  la
  notorietà della città, è sicuramente il più emblematico;

   allo stesso modo, anche per quanto riguarda gli ATO idrici, si sta
  determinando sempre più - ed era facilmente prevedibile - una  vera
  e  propria  emergenza gestionale e sociale, che  ancora  una  volta
  vede,  per  il  caso  che qui rileva, un'altra consulenza  affidata
  sempre  allo stesso professionista da parte dell'AMAP, e poco  vale
  affermare,  quasi a giustificazione, che 'non ho presentato  alcuna
  parcella,  e  posso assicurare che non lo farò fino a  quando  sarò
  Assessore'  ('La Repubblica'), ed. di Palermo, del 9  luglio  2009,
  pag. III). E dopo?;

   di  tutto  questo,  naturalmente, il  Governo  regionale  non  può
  disinteressarsi.  Occorre destinare un Assessore all'apposito  ramo
  dell'Amministrazione che gestisca i fondi della  Protezione  civile
  per  l'emergenza  rifiuti, e chi si nomina? Si  nomina  proprio  il
  tecnico  professionista  noto, che ha dato  le  proprie  consulenze
  super pagate ad una società sull'orlo del fallimento;

   tale  scelta non solo non può essere condivisa e accettata, ma  va
  contrastata,  se  non altro per rispondere ad  una  rigorosa  etica
  pubblica da parte di chi è chiamato a svolgere incarichi di governo
  delicati  e  importanti e, soprattutto, per richiamare allo  stesso
  rigore etico il Governatore della Sicilia, che di tale rigore  dice
  di farne vessillo;

   non  si  tratta  di  facile  polemica o  di  colpi  bassi,  né  di
  strumentalizzazione di parte, utile a fini di  gioco  politico:  si
  tratta, al contrario - si ripete - di affermare una rigorosa  etica
  pubblica  e  di  attuare  un'altrettanta rigorosa  separazione  dei
  potenziali conflitti d'interesse in atto, nascenti o anche generati
  ex post, fra chi ha, in qualche modo, concorso a fornire la propria
  consulenza  nella gestione fallimentare di importanti e  strategici
  servizi  della pubblica Amministrazione e chi, poi,  è  chiamato  a
  dirigere  in  prima persona proprio quella politica di cambiamento,
  tanto conclamata sulla carta e 'gridata ai quattro venti';

   in  sostanza,  non  può  accettarsi che  a  dirigere  la  politica
  regionale  della  Protezione civile per  l'emergenza  rifiuti,  con
  tutto  quello  che ne deriva in una Regione come  la  Sicilia,  sia
  proprio colui il quale da tale fallimentare politica regionale, che
  ha condotto all'emergenza rifiuti, ne ha beneficiato lautamente, se
  non altro per le esose consulenze legali fornite;

   ciò,  del  resto,  e  sia detto per inciso, è quanto  emerso,  fra
  l'altro,  anche  nel  recente dibattito  parlamentare  (98ma seduta
  d'Assemblea  di  mercoledì  1   luglio  2009)  allorquando,   sulle
  comunicazioni   del  Presidente  della  Regione  sulla   situazione
  politica  determinatasi  a seguito della nuova  composizione  della
  Giunta  di  Governo,  un autorevole esponente  dell'opposizione  ha
  definito tale designazione 'non eticamente corretta e un'offesa per
  chi  fa  politica',  spiegando  i motivi  che  qui  si  condividono
  pienamente;

   ritenuto, dunque, che:

   con  l'urgenza che la questione riveste, l'avvocato Gaetano  Armao
  non  possa  svolgere, con l'autorevolezza e l'imparzialità  che  un
  così alto ufficio richiede, l'incarico di Assessore alla Presidenza
  con  delega  al Dipartimento della Protezione civile  e  che,  allo
  stesso tempo, debba dare contezza all'Assemblea regionale del fatto
  che,   quanto   meno,   abbia  abbandonato  tutti   gli   incarichi
  professionali  e  le  consulenze che  ha  in  corso  con  tutte  le
  pubbliche Amministrazioni siciliane, siano esse riferite al Governo
  regionale, ai singoli rami dell'Amministrazione regionale o a città
  e  comuni  siciliani, nonché a enti pubblici regionali  diversi,  a
  società  di  capitali o consorzi costituiti e/o  partecipati  dalle
  pubbliche Amministrazioni, e conferiti a lui medesimo ovvero al suo
  studio ovvero a studi associati con i quali egli collabora;  e  ciò
  per evidente conflitto d'interesse che l'ufficio, da lui ricoperto,
  di  Assessore regionale delegato, in specie, alla Presidenza  della
  Regione,  confligge  con  la sua specifica e  particolare  attività
  professionale  espletata  nel  nome  e  per  conto   di   pubbliche
  Amministrazioni che, direttamente o indirettamente, si  trovano  in
  relazione con il Governo regionale e la sua attività istituzionale;

   non  è  pensabile che chi gestisce i fondi della Protezione civile
  per  l'emergenza rifiuti sia al tempo stesso consulente,  o  meglio
  maxi-consulente, di una società che si occupa proprio di rifiuti;

   per sapere:

   se  intenda  revocare la destinazione dell'avv. Gaetano  Armao  ad
  Assessore   delegato  al  Dipartimento  della  Protezione   civile,
  destinazione  conferita con decreto presidenziale  3  giugno  2009,
  rep. n. 197;

   se   intenda   portare   a  conoscenza  dell'Assemblea   regionale
  siciliana,  affinché questa ne abbia piena e fondata  contezza,  il
  fatto  che  il professionista nominato abbia abbandonato tutti  gli
  incarichi  professionali e le consulenze che ha in corso con  tutte
  le  pubbliche  Amministrazioni siciliane, siano  essi  riferite  al
  Governo regionale, a singoli rami dell'Amministrazione regionale  o
  a  Città  e  Comuni  siciliani, nonché a  enti  pubblici  regionali
  diversi,   a   società  di  capitali  o  consorzi  costituiti   e/o
  partecipati  dalle stesse pubbliche Amministrazioni, e conferiti  a
  lui  medesimo ovvero al suo studio ovvero a studi associati  con  i
  quali egli collabora; e ciò per evidente conflitto d'interesse  che
  l'ufficio,  da lui ricoperto, di Assessore regionale  delegato,  in
  specie,  alla  Presidenza  della  Regione,  confligge  con  la  sua
  specifica e particolare attività professionale espletata nel nome e
  per   conto  di  pubbliche  Amministrazioni  che,  direttamente   o
  indirettamente, si trovano in relazione con il Governo regionale  e
  la sua attività istituzionale». (663)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                              FARAONE

   «All'Assessore  per  i  beni culturali  ed  ambientali  e  per  la
  pubblica  istruzione, premesso che nella provincia di Palermo  sono
  adibiti  a  sede  di  scuole elementari, medie  inferiori  o  medie
  superiori  anche  immobili che non erano stati edificati  con  tale
  destinazione;

   considerato che:

   l'acquisizione  del  certificato  di  agibilità  e  di  quello  di
  prevenzione   incendi   è   un   obbligo   di   legge    ai    fini
  dell'utilizzazione dell'immobile;

   il  certificato  di  agibilità assicura il rispetto  di  tutte  le
  normative  tecniche  a  cui  l'immobile  deve  ottemperare,  ed  in
  particolare  assicura, fra l'altro, la regolarità della costruzione
  dal  punto  di vista igienico-sanitario, della sicurezza sismica  e
  della conformità alla legge degli impianti tecnologici;

   il  mancato  possesso  di  tali  certificati  rappresenterebbe  un
  fattore  di  rischio  ed un pericolo per la  sicurezza  di  alunni,
  insegnanti e personale che operano nelle suddette scuole;

   per sapere:

   quale sia lo stato di rispetto delle normative in tema di edilizia
  scolastica  nei comuni della provincia di Palermo ed in  tutti  gli
  altri comuni della Regione;

   quante  siano le scuole che sono in possesso di tutti i  requisiti
  di  sicurezza  imposti dalla legge e quali provvedimenti  intendano
  adottare  per  tutti  i casi di inadempienza  ed  irregolarità  che
  venissero accertati». (667)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                           MATTARELLA

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il  turismo,  le
  comunicazioni  e  i  trasporti, premesso che  dall'1   luglio  2009
  l'Azienda  siciliana  trasporti ha  reso  noto,  attraverso  canali
  informali, che le tessere di libera circolazione ad uso di  anziani
  aventi  diritto, residenti nel Comune di Valverde, in provincia  di
  Catania, sono state sospese;

   ricordato  che, già nel mese di gennaio 2009, a tutti  gli  aventi
  diritto  cui  era scaduta la tessera di viaggio nel  2008  è  stata
  concessa  solo una proroga sino al mese di giugno 2009,  ma  per  i
  tanti  utenti non in possesso di tessera non è stato più  possibile
  utilizzare gratuitamente il servizio bus, come è loro diritto;

   ritenuto  che  la  suddetta sospensione delle  tessere  di  libera
  circolazione  è  motivo di grave disappunto presso  la  popolazione
  anziana del Comune di Valverde, nonché un'oggettiva negazione di un
  diritto  acquisito  da parte degli anziani titolari  dei  requisiti
  necessari alla fruizione gratuita del servizio di trasporti;

   per sapere:

   se  siano  a conoscenza della sospensione delle tessere di  libera
  circolazione  per  gli  anziani e dei  motivi  che  hanno  condotto
  l'Azienda siciliana trasporti (AST) ad operare in tal senso;

   quali   iniziative  urgenti  intendano  assumere  affinché   venga
  tutelato  il  diritto della popolazione anziana  di  usufruire  dei
  servizi bus erogati dall'Azienda siciliana trasporti (AST)». (670)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                              D'ASERO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   Santa  Venerina  (CT)  -  un  piccolo  centro  etneo  a  vocazione
  turistica per la sua equidistanza dal mare e dal vulcano Etna  -  è
  oggi al centro di numerose manifestazioni di protesta per via della
  presenza  di un impianto di recupero di rifiuti speciali pericolosi
  di proprietà di Ofelia Ambiente s.r.l.;

   anche gli abitanti limitrofi di Cosentini, Linera e Maria Vergine,
  frazioni  a  sud  di S.Venerina, sono esasperati  per  gli  effetti
  inquinanti dell'impianto che si estendono nel loro territorio;

   un   comitato   di   liberi  cittadini  ha  esposto   le   proprie
  preoccupazioni in un documento-denuncia inviato alla Procura  della
  Repubblica, ai Carabinieri del nucleo antisofisticazioni, a  quelli
  del nucleo operativo ecologico, al WWF e a Legambiente;

   considerato che:

   si tratta di un mega impianto industriale che, per la sua natura e
  per la sua destinazione, ammorba gravemente l'ambiente, a tal punto
  da  rendere impossibile, durante il giorno ed in particolar modo di
  notte,  godere  dell'aria,  che  diventa  irrespirabile  in  quanto
  pervasa   dal   puzzo   maleodorante  e  di  fogna   che   proviene
  dall'impianto,   costringendo,   pertanto,   la   gente   a   stare
  ermeticamente chiusa in casa;

   tempo  fa  una  famiglia è dovuta correre al pronto soccorso,  per
  difficoltà respiratorie e lacrimazioni provocate dalla discarica in
  argomento, troppo vicina alle abitazioni;

   il  problema non riguarda solo l'aria irrespirabile, ma  anche  il
  grave  scempio  territoriale ed ambientale avvenuto lentamente  nel
  tempo  per  via  di  rifiuti di ogni genere,  sia  industriali  sia
  civili,  e  a  volte  anche  di liquami  provenienti  da  probabili
  espurghi di pozzi neri, che confluiscono nella discarica;

   ulteriore  fattore  di  inquinamento  acustico  ed  ambientale   è
  rappresentato  dalle  colonne  di  camion,  di  tir,  autobotti   e
  cisterne,  che si recano nell'impianto e che, a detta di  testimoni
  oculari,  così come riportato nell'esposto, proverrebbero non  solo
  dalle   province  di  Caltanissetta,  Siracusa,  Palermo,  Cosenza,
  Catanzaro  ma  anche  dalle  regioni  del  Nord  Italia  e  persino
  dall'estero;

   rilevato che:

   già  in data 17 giugno 2008 contro la discarica di S. Venerina  un
  comitato di liberi cittadini aveva indirizzato all'Assessore per il
  territorio  e  l'ambiente  una  nota di  osservazioni  sul  rischio
  inquinamento suolo e sottosuolo ;

   le  osservazioni  formulate si basavano su un  documento  tecnico-
  scientifico  commissionato dal Comune di S. Venerina, a  firma  dei
  geologi Bella e Di Benedetti, in cui si evince che 'la combinazione
  della  notevole  permeabilità  del  sottosuolo  e  della  ricchezza
  quantitativa   e  qualitativa  della  falda  idrica  dell'area   di
  interesse,   oggettivamente  valutate  tramite  la   normativa   di
  riferimento  (D.P.R. n. 236/88; d.lgs n. 339/99; d.lgs.  n.  31/01;
  d.lgs.  n.  542/92),  ingenera un alto rischio  d'inquinamento  del
  suolo  e  del  sottosuolo,  inteso  come  combinazione  di  un'alta
  probabilità che l'evento possa accadere per il danno che  esso  può
  produrre';

   il   suddetto   documento   prosegue  affermando   che   nell'area
  interessata   dalla   discarica  'tutte  le   condizioni   naturali
  determinano esaltazione del rischio per:

   - grande permeabilità intrinseca delle rocce vulcaniche;

   -  presenza  di  numerose faglie, che determinano il  collegamento
  diretto  tra  la  superfice topografica e la falda  idrica,  agendo
  sostanzialmente da cortocircuiti idraulici';

   inoltre,  'l'elevatissimo rischio sismico dell'area non  può  fare
  escludere la possibilità che venga meno uno degli assunti su cui si
  fondano  le  autorizzazioni fin qui acquisite  dalla  ditta  OFELIA
  Ambiente  s.r.l.,  ovvero la tenuta assoluta  delle  vasche  e  dei
  contenitori nei confronti dei liquidi di percolazione inquinanti';

   ritenuto che:

   le  lesioni al suolo e sulle strutture durante i terremoti storici
  dell'area  (1914,  1952 epicentro Linera) e quelli  recenti  (1992)
  hanno  evidenziato chiaramente i grandi effetti  lesivi  del  suolo
  contro  cui  non c'è struttura di contenimento idraulico,  ancorché
  antisismica, che possa mantenere la sua integrità strutturale  tale
  da garantire comunque la sua tenuta;

   la  presenza di un tessuto urbano circostante e preesistente  alla
  discarica sottopone un rilevante numero di abitanti all'esposizione
  di  inquinanti  atmosferici legati all'attività  di  produzione  di
  conglomerati  cementizi nonché alle esalazioni degli  aromi  emessi
  durante il processo di produzione del compost ed il trattamento dei
  rifiuti speciali pericolosi;

   non  si  è,  peraltro, a conoscenza di alcun dato di  monitoraggio
  dell'inquinamento atmosferico;

   il  notevole  afflusso  di  mezzi  di  trasporto  dei  rifiuti  in
  discarica,   anche  nelle  ore  notturne,  ingenera  un   ulteriore
  inquinamento  acustico  che si va a sommare  alle  altre  forme  di
  inquinamento reale e/o potenziale;

   anche   il  sequestro  giudiziario  della  discarica  di  Ramacca,
  appartenente alla stessa ditta Ofelia, di tipologia simile a quella
  d'interesse, dà ulteriore ragion d'essere alle preoccupazioni della
  popolazione  sulla corretta conduzione di una discariche  cui  sono
  connaturali altissimi rischi ambientali;

   per sapere:

   se,  anche  alla  luce  delle considerazioni  sopra  esposte,  non
  ritengano  la discarica di S. Venerina incompatibile con l'ambiente
  in cui si colloca;

   se e quali controlli indispensabili siano stati effettuati al fine
  di  accertare  eventuali  anomalie nell'impianto  di  discarica  in
  oggetto  ovvero  per la tutela della salute dei cittadini  e  della
  salubrità dell'ambiente;

   quali  misure  infine  si  intendano adottare  per  riparare  agli
  eventuali danni alla salute pubblica e all'ambiente». (671)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                             FIORENZA

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   nelle  settimane scorse si sono registrati a Messina,  soprattutto
  in   alcuni   villaggi  collinari,  numerosi  disservizi   relativi
  all'erogazione dell'acqua;

   da un'indagine fatta risulta che la fornitura di acqua proveniente
  dall'Alcantara  è sospesa poiché l'AMAM (Azienda meridionale  acque
  Messina),  che  gestisce  il  servizio  a  Messina,  non  riesce  a
  sopportare i costi che Sicilia Acque impone ai gestori, ovvero  una
  tariffa di 60 centesimi di euro per metro cubo, il doppio di quella
  che l'AMAM applica all'utenza messinese;

   negli  scorsi anni l'approvvigionamento dal bacino dell'Alcantara,
  nonostante   una   graduale  ma  costante  riduzione,   consentiva,
  comunque,  il  mantenimento di una riserva  per  le  situazioni  di
  emergenza, mentre adesso anche quella quota è stata eliminata;

   rilevato che:

   risulta evidente l'eccessiva differenza tra la tariffa che Sicilia
  Acque impone ai gestori e quella applicata dall'AMAM;

   la Regione detiene il 25% di Sicilia Acque;

   ritenuto che:

   i  mesi  estivi sono quelli in cui, maggiormente, la città  soffre
  della penuria di acqua;

   l'AMAM  sostiene  di poter fare a meno dell'Alcantara,  sfruttando
  l'acquedotto  di  Fiumefreddo e alcune sorgive  locali,  ma  se  si
  verificasse   un   imprevisto,  come  un  guasto  all'impianto   di
  Fiumefreddo,  la  popolazione messinese  rischierebbe  di  rimanere
  senza acqua;

   per sapere:

   se  non  si  ritenga opportuno affrontare la questione  dei  costi
  dell'acqua  imposti  da Sicilia Acque, costi  che,  in  un  modo  o
  nell'altro,  è  facile prevedere saranno pagati a caro  prezzo  dai
  cittadini;

   se  risponda  a  verità che problemi simili si stanno  verificando
  anche in altri comuni della Regione». (672)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                              RINALDI

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.  Invito il deputato segretario a dare  lettura  della
  interpellanza presentata.

   GENNUSO, segretario:

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   nelle  scorse settimane le Ferrovie dello Stato hanno  predisposto
  un  taglio dei posti passeggeri e dei vagoni sui treni da e per  la
  Sicilia;

   in  particolare, la riduzione è stata prevista per i  treni  1924,
  1925,  1938 e 1939, diretti dalla Sicilia a Roma, con il taglio  di
  64  posti nelle vetture destinate alle cuccette notturne  e  di  60
  posti per i treni 1920 e 1921, diretti a Milano;

   queste  scelte,  oltre  a  provocare  disservizi  e  disagi,   con
  un'allarmante disaffezione dei cittadini nell'utilizzo  del  treno,
  stanno determinando ripercussioni anche di carattere occupazionale,
  per i tagli di posti di lavoro;

   per conoscere:

   se  non  ritenga queste scelte in contraddizione con l'accordo  di
  programma,  stipulato tra la Regione siciliana  e  Trenitalia,  che
  dovrebbe  prevedere  il  potenziamento delle strutture  ferroviarie
  dell'Isola, e se intenda acquisire elementi da Trenitalia su questo
  punto;

   quali  iniziative intenda adottare per evitare gravi  disagi  alla
  comunità siciliana, che utilizza il treno per le lunghe distanze, e
  per frenare le conseguenze sui posti di lavoro in un territorio già
  pesantemente colpito dalla piaga della disoccupazione». (64)

                                                          MATTARELLA

   PRESIDENTE.   Avverto  che,  trascorsi  tre  giorni   dall'odierno
  annunzio  senza  che  il  Governo abbia  dichiarato  di  respingere
  l'interpellanza o abbia fatto conoscere il giorno  in  cui  intende
  trattarla,  l'interpellanza  stessa sarà  iscritta  all'ordine  del
  giorno per essere svolta al proprio turno.

                          Annunzio di mozione

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  in  data  8  luglio  2009,  è   stata
  presentata la seguente mozione:

   numero 141 «Immediata riattivazione del servizio di emergenza  118
  in  alcuni  comuni  e frazioni della provincia di  Palermo»,  degli
  onorevoli  Aricò  Alessandro, Pogliese  Salvatore,  Falcone  Marco,
  Marrocco Livio, Vinciullo Vincenzo. Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   con  decreto assessoriale n. 01149/09 del 15 giugno 2009  è  stata
  disposta  la chiusura notturna di 33 postazioni del '118' in  tutto
  il  territorio siciliano, creando una disparità di trattamento  tra
  cittadini di serie A, i quali avranno l'ambulanza a disposizione 24
  ore  al giorno, e cittadini di serie B, i quali avranno l'ambulanza
  a disposizione solo 12 ore al giorno;

   nella  provincia  di  Palermo  sono  coinvolti  nell'immediata   e
  drastica  chiusura notturna del servizio 118 i comuni  di  Godrano,
  Mezzojuso e Marineo;

   la  necessità  di  una  riduzione degli sprechi,  di  fronte  alla
  scarsità delle risorse, non giustifica certo la soppressione di  un
  servizio essenziale, quale il servizio di emergenza 118, durante le
  ore notturne;

   considerato che:

   il  provvedimento assessoriale adottato, che comporta  l'immediata
  chiusura  del  servizio  di emergenza nelle ore  notturne,  produce
  devastanti  ripercussioni non solo sulla popolazione  dei  suddetti
  comuni della provincia palermitana;

   l'improvviso  depotenziamento  del  servizio  nelle  ore  notturne
  rischia  di  creare notevoli problemi nella gestione dell'emergenza
  sul  territorio,  soprattutto perché va a colpire  le  persone  più
  deboli,  come le persone anziane, sole e non autosufficienti,  come
  avviene nella maggior parte dei casi;

   la  necessità  di ricorrere ad un mezzo di soccorso presso   altra
  postazione,  allorché  non  contemporaneamente  operante,  può,  in
  condizioni  di  traffico e di percorribilità disagiate,  esporre  a
  rischio la vita dei cittadini bisognosi;

   questa  situazione  di  emergenza è  stata  affrontata  anche  dal
  sindacato FIALS, Comparto del 118, che ha inoltrato una diffida per
  condotta  antisindacale,  con  la  richiesta  di  immediato  blocco
  dell'esecutività del d.a. 01149/09 del 15 giugno 2009;

   ritenuto che:

   il   servizio  118,  nei  territori  dei  comuni  sopra  indicati,
  piuttosto  che essere ridimensionato, vada potenziato con ambulanze
  dotate di un medico;

   la    soppressione   del   servizio   di   emergenza   impoverisce
  ulteriormente  i comuni, già oltremodo mortificati e  decurtati  di
  importantissimi servizi;

   il  ridimensionamento del servizio sanitario, basato unicamente su
  motivazioni di carattere economico, non può decretare la  morte  di
  un territorio né pregiudicare il sacrosanto diritto alla salute dei
  residenti e della popolazione limitrofa;

   la  nostra Costituzione riconosce a tutti i cittadini pari dignità
  e pari diritto alla tutela della salute;

   considerato, infine, che:

   l'allarme diffusosi nella popolazione interessata pone problemi di
  ordine  pubblico  che potrebbero comportare il  verificarsi  di  un
  evento  tragico in assenza del servizio di emergenza 118 nei comuni
  interessati, in orario notturno;

   ciò  ha  spinto  i sindaci ad indirizzare una nota di  allarme  al
  Presidente della Regione, all'Assessore per la sanità, al Dirigente
  generale della programmazione di emergenza, al Presidente della  VI
  Commissione  legislativa permanente 'Servizi  sociali  e  sanitari'
  dell'Assemblea  regionale e al Direttore della  centrale  operativa
  del servizio 118,

                   impegna il Governo della Regione
                 e per esso l'Assessore per la sanità

   all'immediata riattivazione delle postazioni notturne del servizio
  di emergenza 118 nei comuni di Godrano, Mezzojuso e Marineo, nonché
  nella frazione di Ficuzza, al fine di assicurare pari diritto  alla
  salute  a  tutti  i  cittadini, così come  garantito  dalla  nostra
  Costituzione». (141)

                  ARICO' - POGLIESE - FALCONE - MARROCCO - VINCIULLO

   Avverto  che  la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno  della
  seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.

         Comunicazione di decadenza di firma da interrogazione

   PRESIDENTE. Comunico che, a seguito della sua nomina ad  Assessore
  regionale  con  D.P.Reg. dell'8 luglio 2009, è  decaduta  la  firma
  dell'onorevole Nicola Leanza dall'interrogazione a risposta scritta
  numero  172  «Notizie  circa  la  mancata  emanazione   dell'elenco
  degli    operatori    privi   dei    requisiti    necessari     per
  l'accreditamento con il SSN».
   L'Assemblea ne prende atto.

         Comunicazione di cessazione di appartenenza a Gruppo
    parlamentare. Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare.
                Comunicazione di elezione a presidente
                        di Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE. Comunico che:
   -  con nota del 13 luglio 2009, pervenuta il 14 luglio successivo,
  l'onorevole Francesco Musotto ha dichiarato di cessare di far parte
  del  Gruppo  parlamentare  Misto', per aderire  contestualmente  al
  Gruppo parlamentare  MPA';
     -  con ulteriore nota del 14 luglio 2009, pervenuta il 16 luglio
  successivo,  l'onorevole  Musotto ha  comunicato  di  essere  stato
  eletto,  in data 13 luglio 2009, Presidente del Gruppo parlamentare
   Movimento per le Autonomie'.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunicazione di nomina di componente di Commissione parlamentare

   PRESIDENTE.  Comunico che, con decreto n. 218 del 20 luglio  2009,
  l'onorevole  Francesco  Musotto  è  nominato  componente  della  II
  Commissione  legislativa  permanente   Bilancio',  in  sostituzione
  dell'onorevole Nicola Leanza, nominato Assessore regionale
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio


    Commemorazione per la scomparsa dell'onorevole Giuseppe Alessi

   PRESIDENTE.    Onorevoli   colleghi,    la    recente    scomparsa
  dell'onorevole  Giuseppe  Alessi lascia  un  vuoto  profondo  nella
  politica  e nella società civile, non solo per l'acume da statista,
  lo  spessore morale e la grande umanità che lo caratterizzavano, ma
  anche  perché  il  suo impegno politico fu sempre ispirato  da  una
  vocazione  esemplare: la politica come identità di  princìpi  e  di
  valori.
   Il  29  ottobre  avrebbe  compiuto 104 anni.  E'  stato  il  primo
  Presidente della Regione siciliana.
   Una  vita  dedicata alla politica e alla collettività  da  quando,
  giovanissimo,   aderì   al   Partito   popolare   italiano.   Padre
  dell'autonomia   e  fondatore,  in  Sicilia,  del   Partito   della
  Democrazia cristiana, nell'aprile 1947 fu eletto deputato,  per  la
  DC, all'Assemblea regionale.
   Alessi,  da  senatore,  nel  1963,  fu  membro  della  Commissione
  parlamentare  di  Giustizia e della Commissione Antimafia  ed  ebbe
  così  modo  di  dimostrare  anche le sue grandi  doti  di  giurista
  presiedendo il Gruppo per le indagini sugli Enti locali. Così pure,
  da  deputato  della Repubblica, nel 1968, quando fu  vicepresidente
  della  Commissione  Giustizia e guidò la  Commissione  parlamentare
  d'inchiesta  sugli  eventi  del  giugno-luglio  1964  (Sifar).   Da
  Presidente, poi, dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana, dal 1973
  al  1993,  diede prova del suo inestimabile spessore  culturale;  e
  ancora,  sul  finire  degli  anni Novanta,  con  spirito  vivace  e
  lucidità estrema, mai scalfiti dal trascorrere del tempo, fu tra  i
  fondatori   del   movimento  per  la  Rinascita  della   Democrazia
  Cristiana.
   Alessi  fu componente della Consulta regionale per la compilazione
  dello   Statuto   della  Regione  siciliana  e  della   Commissione
  paritetica per l'attuazione dello stesso.
   Nel 1956, eletto all'unanimità presidente dell'Assemblea Regionale
  Siciliana, ebbe a dire durante il suo discorso d'insediamento:
   «Il   voto  unanime  con  cui  oggi  avete  voluto  affidarmi   la
  rappresentanza   dell'Assemblea  certamente  ha  come   significato
  l'onore tributato non alla mia persona, ma alla mia fede inalterata
  e inalterabile nel bene supremo della libertà, come unico metodo di
  lotta politica che sia costruttivo della storia. Bene che solo  nei
  liberi  Parlamenti si attua; e tributato all'invincibile  e  sempre
  professata  mia  convinzione nella forza redentrice  dell'autonomia
  regionale  siciliana,  vero messaggio della speranza  della  rinata
  democrazia alle nuove generazioni isolane».
   Ho  voluto  citare questo passaggio testualmente, e quindi  queste
  parole   del   Presidente  Alessi,  perché  credo  che  racchiudano
  l'essenza  di  questo  grande uomo e perché mi  piacerebbe  che  le
  scolpissimo nei nostri cuori, affinché esse siano sempre un  monito
  d'indirizzo per me, che oggi siedo su questo scranno, ma anche  per
  tutti voi che siete chiamati a scrivere in quest'Aula la storia del
  futuro prossimo della Sicilia.
   Alessi  ha fatto dell'Autonomia e del nostro Statuto il fulcro  di
  un  percorso  riformista  per lo sviluppo  della  Sicilia  e  si  è
  battuto, affinché il patrimonio inestimabile che ne costituisce  il
  portato  storico  e civile non venisse mai disperso,  ma  piuttosto
  tramandato alle nuove generazioni.
   E' doveroso ricordarlo in questa Assemblea, che lui ha guidato con
  onestà,  con  orgoglio e a cui ha guardato con  profondo  rispetto,
  considerandola sempre al servizio di quella che egli amava definire
   Santa causa della nostra Isola .
   L'amore per questa terra è sempre stato il protagonista indiscusso
  dell'azione politica di Alessi in tutti i ruoli che ha ricoperto, e
  sono stati veramente tanti.
   Egli  ha  rappresentato l'Assemblea Regionale  Siciliana  lottando
  costantemente  per  affermare  nello  scacchiere  nazionale  l'alta
  dignità di questo Parlamento e ha saputo cogliere e testimoniare in
  modo esemplare alla Sicilia e al Paese quella che lui definiva «Una
  virtù  mai  smentita di questa Assemblea». Ovvero, la sua capacità,
  soprattutto  nei momenti più critici, di  «attingere forza  non  in
  ciò  che  ci  può  dividere, ma in tutto ciò che  ci  accomuna:  la
  responsabilità ed il prestigio del mandato popolare, l'amore per la
  nostra  terra,  la fede nell'autonomia, la volontà  di  servire  il
  popolo  siciliano,  nei  suoi bisogni  concreti,  nelle  sue  ansie
  pressanti ».  Ho voluto citare queste sue parole perché  credo  che
  siano molto attuali ancora oggi.
   E  il miglior modo per rendere omaggio alla sua memoria, onorevoli
  colleghi, è tenere vivo il suo insegnamento, soprattutto in  questo
  frangente  storico,  in cui l'attualità politica  troppo  spesso  è
  stata   contrassegnata   da  conflitti  esacerbati,   sfociati   in
  personalismi che hanno sopravanzato, talvolta, i nobili  scopi  del
  mandato popolare.
    Popolo  e  Parlamento  erano   per Alessi  «un'unica  contestuale
  sovranità, un unico servizio, un'autentica responsabilità».
   Ora  che  tutti  insieme  ci  stringiamo  attorno  al  dolore  dei
  familiari,  auspico che ciascuno di noi sappia serbare  gelosamente
  nel  proprio  cuore  e mettere in pratica nelle proprie  azioni  la
  pregnanza  di  questi  alti messaggi, che Alessi,  da  protagonista
  della  storia della Sicilia, ci ha lasciato in ogni passaggio della
  sua partecipazione alla vita istituzionale e civile di questa terra
  e  che  hanno  fatto del suo impegno politico una  vera  e  propria
  missione per il riscatto della Sicilia.
   Una  concezione lungimirante la sua, di cui dobbiamo  fare  tesoro
  oggi che, sebbene per motivazioni diverse, si ripropone in modo più
  che mai attuale il dibattito sull'autonomia.
   Dal  dolore  e  dai sentimenti di smarrimento che si  accompagnano
  alla perdita di un uomo che, come raramente accade, ha interpretato
  e  vissuto  il suo mandato politico trascendendo davvero se  stesso
  per  il bene della collettività, dobbiamo rinvenire un nuovo  humus
  per  tramandare  il  patrimonio morale  che  ci  ha  lasciato  alle
  generazioni future, a cui Alessi ha sempre guardato come fucina  di
  speranze per l'Isola e per il Paese.
   Padre ispiratore e principale interprete dell'autonomia siciliana,
  ha   coniugato   sempre,  con  impareggiabile  coerenza,   le   sue
  aspirazioni autonomiste con gli alti princìpi impressi nella nostra
  Costituzione, i suoi ideali con le sue azioni, tenendo perennemente
  viva quella dimensione etica che fa la differenza tra la buona e la
  cattiva politica.
   Da  questo scranno oggi voglio rinnovare la mia vicinanza commossa
  ai  familiari  che  oggi sono presenti in Aula  con  noi  e  invito
  l'Assemblea, voi tutti onorevoli colleghi, a manifestare il  nostro
  dolore per una perdita, che è incolmabile, rendendo a questo grande
  uomo il giusto tributo di un minuto di silenzio.

             (Il Parlamento osserva un minuto di silenzio)

   MUSOTTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSOTTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei associarmi
  alle  parole  del  Presidente Cascio,  parole  di  ricordo  vivo  e
  profondo nei confronti del Presidente Alessi.
   Credo  che  mai ci sia stato un luogo più vocato come questa  Sala
  d'Ercole   per  ricordare  un  uomo  straordinario,  un   siciliano
  straordinario  che era orgoglioso del grande patrimonio  storico  e
  morale che la nostra Isola ha avuto sempre nella storia dell'uomo.
   Giuseppe  Alessi ha rappresentato realmente la voglia, la  volontà
  dei  siciliani di tener conto di questo grande patrimonio per farne
  un  elemento  di  sviluppo, di cambiamento, di  ammodernamento,  di
  democrazia e di libertà.
   E  vorrei  ricordare un aspetto dell'onorevole Alessi. L'onorevole
  Alessi  è stato pure un grandissimo avvocato penalista della storia
  del Foro siciliano, ma anche della storia forense italiana. Io, per
  una  serie di circostanze estremamente fortunate, ho avuto modo  di
  incontrarlo nelle aule di giustizia e, tra l'altro, in  un  periodo
  in  cui il passaggio da procuratore legale ad avvocato avveniva  in
  una  seconda  fase, in Corte d'Appello, nel momento  in  cui  avevo
  maturato,  alla  fine  degli anni '70, anche la  possibilità  e  il
  diritto  di  essere  avvocato e quindi di difendere  nelle  diverse
  corti.
   E  appunto  nella  Corte d'Appello di Palermo ho avuto l'onore  di
  avere  posta  la  toga di avvocato sulle mie spalle  dall'onorevole
  Giuseppe Alessi. Ed è un ricordo assolutamente indimenticabile  che
  ha  segnato  la mia vita perché attraverso l'augurio  che  egli  ha
  espresso  in quell'occasione, ha manifestato anche la sua  profonda
  convinzione, la sua profonda fiducia nelle nuove generazioni.
   Egli  era  un avvocato straordinario; faceva in modo  che  la  sua
  profonda conoscenza, professionalità, sensibilità di giurista fosse
  accompagnata   da   una  ars  oratoria  che  credo   fosse   unica,
  affascinante, motivata, coinvolgente.
   Egli difendeva il cittadino imputato sempre in nome della libertà,
  mai  l'imputato in quanto connotato da un reato che  poteva  essere
  anche  un  reato che andava a cozzare con quelli che erano  i  suoi
  princìpi e i suoi valori fondamentali di democrazia.
   L'onorevole Alessi ha seguito la storia travagliata, anche  quella
  politica,  della  Sicilia  con grande interesse,  rimanendo  sempre
  coerente   a   quei  princìpi  di  democrazia,   di   libertà,   di
  convincimento che devono essere presenti nelle aule assembleari, le
  aule  dove ci sono gli eletti direttamente dal popolo, che  sono  i
  luoghi   vocati   della   democrazia  e   dove   l'Esecutivo   deve
  quotidianamente  verificare  il proprio  operato.  Quindi  un  uomo
  straordinario,  un uomo unico nella nostra storia  di  Sicilia,  un
  uomo che, fino agli ultimi giorni, ha dedicato la sua esistenza   a
  una coerenza su rapporti di democrazia e libertà.
   Per  concludere, signor Presidente, lei ha citato alcuni passi  di
  un  suo  intervento  quando  fu  eletto  Presidente  dell'Assemblea
  Regionale Siciliana. Ma io ho avuto modo di leggere - e penso tanti
  di  voi  - anche il suo primo discorso da Presidente della  Regione
  Siciliana  nel  1947, nel corso del quale i valori  dell'autonomia,
  che  sono valori sempre estremamente attuali, che costituiscono  un
  momento  di confronto e di dibattito per il mondo politico italiano
  e  siciliano in particolare, non venivano mai disgiunti  da  quella
  profonda convinzione che aveva l'onorevole Alessi di essere anche e
  soprattutto  un cittadino italiano, e quindi di dover  coniugare  i
  valori  dello Statuto e dell'Autonomia con i valori fondanti  della
  Costituzione democratica italiana.
   Quindi,  un  ricordo sentito, commosso, ma anche un cordoglio  che
  esprimiamo   ai   suoi  figli,  ai  suoi  nipoti  affinché   vivano
  nell'attenzione, nello studio, nel pensiero di  un  uomo  e  di  un
  figlio unico della nostra grande Sicilia.

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, a volte è un  luogo
  comune  dire che, commemorando un uomo delle istituzioni, un amico,
  seppure  per interposta parentela, si interviene con un pizzico  di
  emozione.  Nel mio caso, l'emozione è vera e sincera; è un'emozione
  portata anche da un pizzico di sentimento.
   Giuseppe  Alessi è stato grande amico della mia famiglia,  di  mio
  zio  che era il più grande di cinque fratelli, di mio padre che  ha
  anche   difeso,  come  avvocato,  in  una  complicatissima  vicenda
  amministrativa, con il successo del risultato.
   Giuseppe  Alessi è un nome ricorrente nella mia famiglia  e  nella
  mia provincia, in tutti gli eventi importanti della vita.
   Io  sono  nativo di San Cataldo, come lo era Giuseppe  Alessi;  la
  cosa  che mi ha sempre stranito è stata che un uomo, oramai avviato
  a  compiere  104 anni, potesse avere una platea di estimatori  così
  vasta, anche tra i giovani. Estimatori giovani e meno giovani,  per
  chi  si  occupa  di politica, tra chi si occupa di professione.  La
  nostra scuola forense di Caltanissetta, non a caso, è intitolata  a
  Giuseppe Alessi.
   Giuseppe  Alessi è ricordato, tutt'oggi, nelle aule  di  Giustizia
  del  distretto della Corte d'Appello di Caltanissetta - e parlo per
  ciò che è a mia conoscenza - come un più che fine oratore, come  un
  cultore dell'oratoria forense, come un avvocato capacissimo  ed  in
  grado di parlare per ore, citando da brani del Vangelo, a norme  di
  codice, a scenari di nuove aperture giudiziarie.
   Giuseppe Alessi era anche questo.
   Politica:  credo  che,  forse,  Giuseppe  Alessi  meriterebbe  una
  sessione ad hoc di questo Parlamento, non soltanto perché  è  stato
  il primo Presidente della Regione siciliana, non soltanto perché  è
  stato Presidente di questa Assemblea, ma perché è stato custode  di
  un  modo di intendere la politica, di pieno riscatto della Sicilia,
  anche nei confronti del Governo centrale.
   Passaggio  fondamentale per sostenere quanto ho appena  finito  di
  dire,  è  stato il suo atteggiamento durante il periodo del Governo
  Milazzo,  che in un primo tempo sostenne come momento  di  riscatto
  nei  confronti  dello strapotere del Governo nazionale,  anche  del
  governo  interno della Democrazia Cristiana, e che, poi,  abbandonò
  nel  momento  in cui capì che quella fase della politica  siciliana
  del  milazzismo' era portatrice di fatti negativi e deprecabili per
  la politica, l'economia e il sociale di questa Regione.
   Giuseppe  Alessi  è  stato un personaggio che  resterà  indelebile
  nella storia di questa nostra Sicilia, nella storia della politica,
  dell'avvocatura,  nella  storia di  questo  Parlamento.  Credo  che
  qualunque  cosa diremo questa sera, sarà sempre una  deminutio  per
  quello che Giuseppe Alessi ha rappresentato per la Sicilia.
   Credo che questa Assemblea dovrà farsi carico di una raccolta  dei
  suoi scritti e dei suoi interventi in Aula e fuori dall'Aula. Credo
  che  questa Assemblea dovrà avere l'onore, la gioia e il  prestigio
  di  dedicare  a Giuseppe Alessi una sessione, un'aula  ad  hoc  per
  ricordarne  la figura, la memoria, l'insegnamento e credo  che,  in
  ogni caso, qualunque cosa faremo per rammentare a noi stessi ed  ai
  nostri figli Giuseppe Alessi, sarà sempre poco per quello che Peppe
  Alessi ha fatto per la Sicilia.
   A  nome  dei deputati del Gruppo parlamentare dell'UDC, che  anche
  politicamente si sentono idealmente collegati all'uomo che creò  la
  Democrazia   Cristiana  a  Caltanissetta,  porgo  sentitamente   ai
  familiari   presenti  ed  a  quelli  che  oggi  non  hanno   potuto
  presenziare  non soltanto il cordoglio di tutti noi,  ma  il  segno
  della nostra profonda ed imperitura stima.

                              (Applausi)

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  nel
  convincimento che le parole da lei esternate, signor Presidente, in
  memoria   dell'onorevole   Giuseppe   Alessi,   siano   non    solo
  condivisibili, ma esaustive di un ricordo che deve essere un grande
  esempio su cui la politica deve riflettere.
   Il  mio  impegno in politica parte dalla passione per  quelli  che
  sono  i valori di cattolico impegnato in politica, ma anche di chi,
  ancora  oggi,  crede sia possibile, attraverso  il  senso  concreto
  dell'azione  politica,  che  vede  un  momento  di  servizio  e  di
  solidarietà,  che sicuramente trova, ancora oggi,  con  una  figura
  come Giuseppe Alessi, un riferimento di grande speranza e di grande
  proiezione  per  il senso anche di una politica che  riscopra,  che
  recuperi quelli che sono i valori purtroppo oggi in parte perduti.
   Da  giovane  democristiano  che ha  visto  il  senso  dell'impegno
  politico  molto  in  sintonia con quello che era l'insegnamento  di
  Giuseppe  Alessi,  in  un momento in cui oggi  c'è  sempre  più  la
  tendenza  a  voler apparire più che essere, a voler annunciare  più
  che  operare, l'esempio del  milazzismo' che ha visto in un momento
  di  rottura  una  tendenza o un tentativo di  svolta,  ha  poi,  in
  funzione  all'esperienza vissuta, voluto  testimoniare  -  come  ho
  potuto  anche  avere  modo di leggere - che era  un'esperienza  che
  sicuramente deve far nascere un convincimento in cui il momento  di
  grande   rottura  deve  essere  il  momento  di  serrato  confronto
  nell'ambito dei partiti.
   Il  senso  di una azione che vuole con grande tensione  dimostrare
  che  è  possibile creare una svolta per protestare contro il potere
  centrale  che, a volte, trascura la reale dimensione di  attenzione
  che deve esserci per noi siciliani in particolare, di fatto non può
  collocarsi  fuori  dalla dimensione del grande  ragionamento  della
  politica   nazionale,  quindi  dei  partiti  che  hanno  dimensione
  nazionale.
   Questa  per  me vuol essere anche una testimonianza di coerenza  a
  quella  che deve essere l'azione politica e amministrativa. Ciò  mi
  ha  portato a dire che, ancora oggi, attraverso un ragionamento che
  deve  vedere  in  ognuno  di noi un punto di  sicuro  orientamento,
  ancora oggi è possibile dimostrare che la politica deve essere  una
  grande  azione  in  funzione delle istituzioni,  in  quanto  l'uomo
  Alessi  ha  testimoniato  che prima c'è  l'uomo,  poi  ci  sono  le
  istituzioni, poi c'è la politica. E la politica non può  utilizzare
  gli uomini e le istituzioni solo per fare consenso.
   Questo  è il grande insegnamento che ho potuto avere ed in  questo
  senso  ritengo che un insegnamento del genere debba servire ad  una
  sicura  e forte guida verso l'azione politica di ognuno di  noi  in
  cui,  anziché  il grande momento degli annunci, ciò  che  più  deve
  contare deve essere la grande azione di coerenza e di esempio nella
  vita  quotidiana perché, oggi, la politica deve recuperare consenso
  attraverso l'esempio.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  per  esprimere, anche a nome del Gruppo del Partito Democratico  di
  questa  Assemblea,  il  nostro cordoglio ai familiari  di  Giuseppe
  Alessi  ed anche perché credo sia giusto vivificare, rendere  utile
  questa   occasione   che  non  può  prestarsi   soltanto   ad   una
  commemorazione   rituale,   così  come   è   altrettanto   preziosa
  l'occasione  che abbiamo per ricordare, per ricordare proprio  noi,
  molti  dei quali non lo hanno conosciuto direttamente; se  pensiamo
  soltanto  che  Giuseppe Alessi ha lasciato le scene della  politica
  nel  1968 e oggi siamo qui a parlarne, ma non stiamo qui a parlarne
  soltanto  perché ci ha lasciato, lo abbiamo fatto in  tutti  questi
  anni.
   Infatti, ricordo, signor Presidente, che anche lei era presente in
  occasione  della  sua visita e la sua presenza in Aula  durante  la
  XIII  legislatura e non è mancato momento, in questi anni,  in  cui
  non  abbiamo  avuto modo di ricordarne il valore,  l'impegno  e  la
  qualità di uomo e di politico come riferimento per la nostra azione
  e per la Regione siciliana.
   Quindi, un punto di riferimento vero che in tutti questi anni si è
  perpetuato e dunque se così è, nonostante il fatto che sia  mancato
  dalla  scena  politica attiva in questi ultimi 40 anni,  non  vi  è
  dubbio che la qualità del suo insegnamento, la pregnanza della  sua
  testimonianza,  il valore della sua azione politica,  hanno  potuto
  essere  vivi ben oltre la sua dimensione dell'attualità, anche  ben
  oltre quello che molti politici, in genere, si sforzano di compiere
  e cioè un presenzialismo continuo.
   Giuseppe Alessi è stato presente nonostante avesse riservatezza  e
  discrezione  anche  nei  confronti  dell'apparire  in  pubblico   e
  dell'essere.  Contano e contano oggi, hanno contato sempre  e  oggi
  noi  le  stiamo  ricordando, le sue azioni e sarebbe,  dicevo,  una
  ritualità  vuota  se oggi non rinnovassimo quell'impegno  e  quella
  riflessione che è stata al centro dell'attività di Giuseppe Alessi.
   Quindi,  importante è ricordare, perché se non lo  facessimo,  non
  soltanto  noi,  ma i nostri figli, chi non è stato coevo  alla  sua
  esperienza,  chi  non l'ha conosciuto, chi non ha vissuto  con  lui
  perderebbe il patrimonio di insegnamento e di testimonianza che  ha
  lasciato.  Ricordare  è fondamentale, ma ricordare  con  criticità,
  rendendo vivo questo ricordo; questo è il nostro compito.
   Ho  apprezzato,  signor  Presidente,  che  nella  sua  nota  abbia
  ricordato una frase che credo possa essere per noi di insegnamento,
  lei  ha  parlato  di ciò che è stato per Alessi il faro  della  sua
  attività  che  ha  condensato  in una  frase:   Libertà  in  libero
  Parlamento .
   Io  trovo quasi emozionante questa citazione. E' una citazione che
  ci  tocca  tutti quanti. Richiamare alla libertà e richiamarla  con
  riferimento ad un libero Parlamento, credo sia il più alto segno di
  responsabilità  che  l'insegnamento di Alessi ci  tramandi,  perché
  questo  continuo  affermare l'autonomia  della  Regione  siciliana,
  l'averla ricercata, voluta, esserne stato padre, l'averla mantenuta
  e  difesa, averne cercato di dargli corpo e sostanza durante la sua
  azione politica, avere cercato sempre di mettere al primo punto  la
  libertà  nel  libero Parlamento, credo si possa  condensare  in  un
  insegnamento   che,  in  una  parola,  si  può   dire   di   grande
  responsabilità,  che richiama la responsabilità che  lui  ha  messo
  sempre nei suoi atti e nella sua attività e, quella nostra, se  non
  vogliamo  fare,  appunto,  una  commemorazione  spenta  di   questa
  occasione, la nostra responsabilità nel dare corpo oggi, attualità,
  nel  coniugare nella versione contemporanea quello che è  stato  il
  suo impegno.
   Allora,  che cosa può voler dire oggi responsabilità,  Libertà  in
  libero  Parlamento ,  autonomismo,  impegno  per  la  Sicilia?   Se
  pensiamo  a quali erano le promesse dell'autonomismo quando  Alessi
  lo  concepì insieme ad altri, ma lui per primo, e quello che,  poi,
  negli anni è venuto a mancare.
   Credo  sia  venuto  a  mancare, almeno  rispetto  alle  forme  che
  preconizzava  e  che pretendeva, anche una qualità  complessiva  di
  raccordo,  di  coesione, di progettualità,  di  visione  strategica
  della classe politica e della classe dirigente siciliana. E' venuto
  a mancare il ruolo dei soggetti produttivi, della imprenditoria che
  in  quegli  anni, in cui l'autonomismo fu concepito, si  immaginava
  poter essere una leva forte a cui dare, appunto, il sostegno di una
  autonomia  politica e, quindi, è venuto a mancare il  motore  della
  Sicilia,  così  come era stato concepito. Ed era venuto  a  mancare
  anche  quello  che  in altre regioni si è sviluppato:  una  società
  civile forte e robusta.
   Bene,  oggi  noi  possiamo ben dire che da lì dobbiamo  ripartire,
  forti  di  quello  stesso insegnamento e nella costruzione  di  una
  forte,  consapevole,  responsabile classe dirigente  della  Regione
  siciliana,  nel sostegno alla nascita forte, all'irrobustimento  di
  una  imprenditoria che è il nervo su cui si fonda, poi, la  libertà
  di cui parlavamo prima, e di una società civile forte come non lo è
  stata in questi anni.
   Quale  migliore  esempio, poi, dello stesso Alessi:  politico  per
  venti  anni,  come  è  stato ricordato  prima,  è  tornato  a  fare
  l'avvocato,  quindi  ad essere parte di quella società  civile,  ad
  espletare  il  suo  impegno civile di cattolico,  ma  di  cittadino
  siciliano nelle vesti di professionista dentro la società civile in
  cui ha continuato a svolgere la sua attività.
   Bene, penso che tutto ciò sia una parabola esemplare, una parabola
  che  si  chiude  in  un  cerchio che oggi si presenta  alla  nostra
  riflessione.
   Proprio  per questo, signor Presidente, credo sia utile  -  se  di
  riflessione vogliamo parlare e della riflessione vogliamo nutrirci,
  non nostalgicamente, ma per andare avanti come nel far crescere una
  pianta che abbia foglie nuove, che abbia nuovi rami, ma consapevole
  di avere radici forti e costanti in quella esperienza di cui Alessi
  fu  padre  -, sia doveroso e ragionevole proporre, ad esempio,  che
  l'Assemblea   regionale   siciliana  si  faccia   parte   dirigente
  nell'istituire  -  è  questa la proposta che noi  facciamo  -,  nel
  promuovere  delle  borse  di  studio  che  consentano  alle   forze
  intellettuali   migliori,  più  fresche,  della   nostra   Regione,
  annualmente  di confrontarsi e di misurarsi sul tema nuovo,  sempre
  nuovo,  dell'Autonomia  siciliana,  affinché  si  abbia  una  nuova
  coniugazione,  una nuova riflessione - benché questo  tema  sfugga,
  molto  spesso,  dalla pura retorica politica  in  cui,  in  maniera
  strumentale,  spesso noi stessi la incagliamo - e sia  riversato  e
  tramandato  e  restituitoci  dalla  società  civile,  dalle   forze
  imprenditoriali,    senza   le   quali    non    c'è    riflessione
  sull'autonomismo  che tenga ma, direi, non c'è autonomia  siciliana
  che sia tale.
   Di  ciò  penso  che  dobbiamo  farci portatori  attraverso  questa
  occasione e per questa occasione ringrazio, a nome di tutti noi, la
  figura  di  Giuseppe Alessi. Torno ad esprimere il  cordoglio  alla
  famiglia e consegno a voi questa nostra riflessione.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  credo  che  la  pacatezza,   la
  maturità  e la responsabilità con cui questo Parlamento  ha  svolto
  questo  breve  momento  di commemorazione, testimonino  ancora  una
  volta,  se  ce  ne  fosse  bisogno, che  l'elezione  all'unanimità,
  cinquanta  anni  fa, dell'onorevole Alessi a Presidente  di  questo
  Parlamento non sia stata assolutamente casuale.
   Vi ringrazio. Un saluto ai parenti.


   Presidenza del presidente Cascio


          Determinazione della data di discussione di mozione

   PRESIDENTE.  Si passa al II punto all'ordine del giorno:  Lettura,
  ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
  Regolamento  interno, della mozione numero 140 «Iniziative  urgenti
  allo  scopo di tutelare i lavoratori siciliani di aziende in  crisi
  ammesse  a  beneficiare di ammortizzatori sociali in deroga»  degli
  onorevoli D'Antoni, Federico, Romano, D'Agostino, Lentini ed Arena.
   Avverto  che  la  determinazione della data di  discussione  della
  mozione  sopra  citata,  integralmente  riportata  nell'ordine  del
  giorno  della  presente seduta, è demandata,  secondo  consuetudine
  parlamentare,   alla   Conferenza   dei   Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari.


   Presidenza del presidente Cascio


  Seguito della discussione del disegno di legge  numero 119 - Norme
                            stralciate I/A
               «Norme in materia di aiuti alle imprese»

   PRESIDENTE. Si passa al III  punto dell'ordine del giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
  numero  119 - Norme stralciate I/A «Norme in materia di aiuti  alle
  imprese».
   Invito  i  componenti la II Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Comunico che l'onorevole Falcone ha chiesto di apporre la  propria
  firma  all'emendamento A40 della rubrica Beni culturali del disegno
  di legge in discussione.

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ho appositamente
  voluto  evidenziare,  durante il dibattito  per  la  commemorazione
  dell'onorevole  Giuseppe Alessi, l'assenza del  Governo;  non  l'ho
  fatto per non sminuire, soprattutto agli occhi dei parenti presenti
  in  Aula,  la  particolare partecipazione con cui  questa  Aula  ha
  ricordato Giuseppe Alessi.
   Adesso, però, chiusa la commemorazione e nell'assenza dei parenti,
  ritengo  di  dover  esprimere  il mio forte  risentimento  politico
  perché  nessun altro impegno del Governo doveva e poteva  impedirne
  la  presenza,  seppure  in  via  di rappresentanza,  quando  l'Aula
  commemora il primo Presidente della Regione ed un ex Presidente  di
  quest'Assemblea.
   E'  un  fatto  gravissimo  che lede anche  la  dignità  di  questo
  Parlamento, e vorrei ricordarle, senza per questo aprire polemiche,
  che  lei è il custode della dignità di questo Parlamento. Fatti del
  genere  non  possono  passare inosservati e,  a  prescindere  dalla
  estrema  inopportunità  ed errore dell'assenza  del  Governo  nella
  commemorazione  dell'onorevole  senatore  Alessi,  rappresento  che
  quest'Aula,  per  una legge così importante,  non  é  in  grado  di
  operare senza la presenza del Governo.
   Pertanto  chiedo  formalmente che la seduta sia  sospesa  e  venga
  rinviata a domani, perché così non si può procedere.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  abbiamo
  appena   finito   di  parlare,  almeno  nel  mio   intervento,   di
  responsabilità, di qualità dell'impegno politico, ma siamo  in  una
  situazione  paradossale: al 20 luglio, di  lunedì,  ci  si  chiede,
  giustamente,  di  venire in Aula per esitare  un  provvedimento  di
  legge che i siciliani reclamano nella  piena autonomia, vorrei dire
  parafrasando, in assenza del Governo.
   Anch'io non vorrei aggiungere parole a questo disdoro che  si  sta
  offrendo  ai  siciliani e che si è offerto,  purtroppo,  anche  nei
  momenti precedenti, durante la commemorazione. Però, credo,  signor
  Presidente,  che vada rimarcata l'inappropriatezza, l'inadeguatezza
  del Governo, in questo momento assente in Aula, che ci impedisce  -
  e  penso che lei non possa che prenderne atto -, di andare avanti e
  ci costringe a sospendere la seduta.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è inutile dare la parola ad  altri
  deputati   perché  ho  già  preso  una  decisione.  Mi   sento   di
  sottoscrivere  assolutamente quanto è  stato  detto  dall'onorevole
  Maira  e  dall'onorevole De Benedictis, per cui sospendo la  seduta
  per trenta minuti.

       (La seduta, sospesa alle 17.55, è ripresa alle ore 18.40)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Cascio


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Speziale ha chiesto  congedo
  per la presente seduta.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio


     Riprende il seguito della  discussione  del disegno di legge
   numero 119 - Norme stralciate I/A «Norme in materia di aiuti alle
                               imprese»

   PRESIDENTE. Riprende il seguito della discussione del  disegno  di
  legge  «Norme  in  materia  di aiuti alle  imprese»  (119  -  Norme
  stralciate I/A).
   Ricordo  che la discussione del disegno di legge era stata sospesa
  nella seduta precedente dopo l'approvazione dell'articolo 10.
   Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                             «Articolo 11
          Modifiche all'articolo 63 della legge regionale 23
                         dicembre 2000, n. 32

      1.  All'articolo 63, comma 1, della legge regionale n.  32  del
  2000 sono apportate le seguenti modifiche:

    a) le lettere a), b) e c) sono sostituite dalle seguenti:

     a) credito di avviamento e credito di esercizio, sotto forma  di
  apertura  di credito  concesso dalle banche operanti in  Sicilia  a
  fronte  delle  esigenze  della gestione  aziendale.  L'apertura  di
  credito deve essere utilizzata per acquisti di beni non duraturi  e
  necessari  all'esercizio  dell'attività, nonché  per  emolumenti  e
  compensi a terzi per servizi acquisiti. L'apertura di credito  deve
  avere un importo minimo di 10 mila euro e non può comunque superare
  l'importo di euro 200 mila';

     b)  operazioni di anticipazione effettuate da banche  o  società
  finanziarie a partecipazione bancaria operanti in Sicilia, a fronte
  della  cessione  di crediti commerciali, per un importo  minimo  di
  euro 10 mila e non superiore ad euro 200 mila';

     c)  contributi  in  conto interessi per  il  ripianamento  delle
  esposizioni debitorie per un minimo di euro 30 mila e un massimo di
  euro 500 mila, maturate alla data del 30 giugno 2008, tramite piani
  di risanamento concordati con istituti di credito. Il contributo in
  conto interessi è concesso per una sola volta alle imprese che  non
  abbiano già usufruito del medesimo beneficio;';

    b) la lettera d) è abrogata».

   Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 11.1:
   «Alla  lettera  c)  del comma 1 le parole  30  giugno  2008   sono
  sostituite dalle parole  30 giugno 2009 ».

   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.   Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'articolo   11,   nel   testo
  risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:

                             «Articolo 12
                           Aree artigianali

   1.  All'articolo 78  della legge regionale 6 maggio 1981,  n.  96,
  dopo il comma 7 è aggiunto il seguente comma:

    7  bis.  Il  finanziamento  può essere  accordato  anche  per  la
  costruzione di capannoni all'interno delle aree artigianali.'».

   Comunico   che   all'articolo  12  non   sono   stati   presentati
  emendamenti. Lo pongo, quindi, in votazione. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:

                             «Articolo 13
          Modifiche all'articolo 65 della legge regionale 23
                         dicembre 2000, n. 32

   1. L'articolo 65 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32,  è
  sostituito dal seguente:

    1.  Allo  scopo  di favorire la vendita diretta delle  produzioni
  regionali artigianali e agricole, nonché dei prodotti della pesca e
  dei   loro  relativi  trasformati,  l'Assessorato  regionale  della
  cooperazione,  del  commercio, dell'artigianato  e  della  pesca  è
  autorizzato ad attivare, in conformità agli obiettivi specifici 5.2
  e  7.1  del Programma operativo regionale del Fondo europeo per  lo
  sviluppo  regionale per il 2007-2013 (PO FESR 2007-2013), approvato
  con  Decisione  C  (2007) 4249 del 7 settembre  2007  e  successive
  modifiche e integrazioni, regimi di aiuti alle condizioni e  limiti
  previsti  per  gli aiuti  de minimis' dalla disciplina comunitaria.
  Gli  aiuti possono essere concessi per la costituzione di  consorzi
  di  produttori, appartenenti anche a settori merceologici  diversi,
  per la costituzione di appositi spacci consortili per la vendita al
  dettaglio dei propri prodotti, anche in mercati extraregionali.

   2.  L'Assessore  regionale  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato  e  la  pesca stabilisce,  con  proprio  decreto,  le
  modalità  per la concessione delle agevolazioni, inclusi i  criteri
  per  l'individuazione  dei soggetti, delle  attività,  delle  spese
  ammissibili,  la  percentuale  massima  d'intervento,  la    misura
  massima  del  finanziamento concedibile, le modalità di  erogazione
  dei  benefici  in una o più delle forme indicate dall'articolo  189
  della  legge  regionale  23  dicembre  2000,  n.  32  e  successive
  modifiche e integrazioni, i parametri per l'attribuzione, a ciascun
  progetto, del punteggio utile per la collocazione in graduatoria  e
  ogni    altra   disposizione   necessaria   all'attivazione   degli
  interventi,  in  coerenza con quanto previsto nei citati  obiettivi
  specifici   5.2  e  7.1  e  nelle  corrispondenti  linee  operative
  contenuti  nel  PO  FESR  2007-2013 e nel documento   Requisiti  di
  ammissibilità  e criteri di selezione', approvato dal  Comitato  di
  Sorveglianza  del  12  dicembre  2007  e  successive  modifiche   e
  integrazioni.

   3. Ai fini del controllo comunitario sugli aiuti per il periodo di
  programmazione  2007-2013  le  risorse  finanziarie   non   possono
  superare complessivamente l'importo di 30 milioni di euro'».

   Comunico che dagli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi, Donegani e
  Marinello sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   emendamento 13.1:
   «Al  comma 1, al secondo capoverso, sostituire le parole   per  la
  costituzione di  con la parola  ai »;

   emendamento 13.2:
   «Al  comma  2, sesto rigo, le parole  in coerenza  sono sostituite
  con le parole  in esecuzione di ».

                      Verifica del numero legale

   DINA. Signor Presidente, chiedo la verifica del numero legale.

     (Alla richiesta si associano gli onorevoli Cordaro, Formica,
                Forzese, Lo Giudice, Musotto e Ragusa)

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  invito gli onorevoli deputati a  registrare  la  loro
  presenza con la scheda di votazione.
   Chiarisco  le modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla verifica)

   Sono  presenti:  Apprendi, Arena, Beninati,  Bufardeci,  Campagna,
  Caputo, Cimino, Colianni, Corona, D'Agostino, D'Antoni, D'Asero, De
  Benedictis,   Di  Mauro,  Federico,  Ferrara,  Formica,   Galvagno,
  Gennuso,  Gentile,  Greco, Leanza Nicola,  Lentini,  Limoli,  Lupo,
  Marinese,  Marrocco,  Minardo, Musotto, Oddo,  Ruggirello,  Savona,
  Scilla, Scoma, Termine.

   Dichiaro chiusa la verifica.

                       Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti        41

   L'Assemblea è in numero legale.

   DINA. Desidero conoscere i nomi dei deputati in congedo.

   PRESIDENTE.  I relativi documenti sono disponibili al banco  della
  Presidenza. Ne può prendere visione.

   ODDO. Chiedo di parlare sull'emendamento 13.1.

   PRESIDENTE.  Onorevole Oddo, le anticipo il parere favorevole  del
  Governo.
   Ha facoltà di parlare.

   ODDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo chiarire  che
  non  possiamo scrivere  concessi per la costituzione', ma  concessi
  ai consorzi'. Se scriviamo  concessi per la costituzione' limitiamo
  l'intervento solo ed esclusivamente per la costituzione.
   Non  occorre  che  continui perché mi sembra che l'emendamento  si
  illustra da sé.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 13.1, con  il  parere
  favorevole del Governo. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 13.2. Lo pongo in votazione. Il  parere
  del Governo?

   DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 13, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
                             «Articolo 14
           Modifiche all'articolo 52 della legge 23 dicembre
                              2000, n. 32

   1.  La  lettera c), del comma 1, dell'articolo 52 della  legge  23
  dicembre 2000, n. 32, è abrogata.'

   Comunico   che  sono  stati  presentati  dal  Governo  i  seguenti
  emendamenti:

   emendamento 14.1 (prima parte, sostitutivo dell'art. 14):

   «Sostituire l'articolo 14 con il seguente:
                                Art. 14.
        Modifiche  agli  articoli 52 e 55 della  legge  regionale  23
  dicembre 2000, n. 32.

   l.  L'articolo 52 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32  è
  sostituito dal seguente:

   1.  L'Assessorato  regionale  della Cooperazione,  del  Commercio,
  dell'Artigianato  e della Pesca è autorizzato a concedere,  per  il
  tramite  della  CRIAS,  le  seguenti agevolazioni  a  favore  delle
  imprese artigiane:
   a)  finanziamenti per la formazione di scorte di materie prime e/o
  prodotti  finiti pari al 25% del volume di affari, da un minimo  di
  euro  5.164,57 fino ad un massimo di euro 103.291,37, e con  durata
  di 36 mesi;
   b) finanziamento per credito d'esercizio per una durata massima di
  36  mesi e per un importo minimo di euro 5.164,57 ed un massimo  di
  euro 51.645,69;
   c)  finanziamenti  a medio termine, assistiti da  idonea  garanzia
  reale   per   la  durata  massima  di  anni  venti,  per  acquisto,
  costruzione  e  ristrutturazione del laboratorio  e/o  acquisto  di
  macchinari,  attrezzature  ed  arredi funzionali  allo  svolgimento
  dell'attività, per un importo pari al 75% della spesa ammessa,  non
  inferiore ad euro 15.493,70 e non superiore ad euro 516.456,89.

   2. I tassi di interesse riguardanti i finanziamenti agevolati ed i
  prestiti  di  cui al comma l sono applicati nella misura  stabilita
  dalla presente legge per le operazioni di credito agevolato.

   3.  Gli  aiuti  previsti dal presente articolo sono concessi  alle
  condizioni  e  limiti  previsti per  gli  aiuti  de  minimis  dalla
  disciplina comunitaria'.»;

   subemendamento 14.1.1:
   «Al titolo dell'emendamento 14.1 - I parte - le parole  e 55  sono
  abrogate».

   DE  BENEDICTIS.  Chiedo  di parlare sull'emendamento  14.1  (prima
  parte).

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima ancora
  dell'emendamento,  vorrei che il Governo spiegasse  il  significato
  dell'articolo, il perché l'abrogazione della lettera c) del comma 1
  dell'articolo  52 della legge 32, relativo ai contributi  in  conto
  interessi  per il ripianamento delle esposizioni debitorie.  Perché
  si prevede l'abrogazione di questa norma?
   E,  successivamente,  cerchiamo  di  capire  il  senso  di  questo
  emendamento.

   DI  MAURO,  assessore  per il bilancio e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare sull'emendamento 14.1 (prima parte).

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,   onorevoli  colleghi,  la  spiegazione   è   semplice:
  l'emendamento che abbiamo presentato è finalizzato a  modificare  i
  provvedimenti che sono messi in atto dall'articolo 52,  cioè  dalla
  CRIAS.  L'articolo  55 riguarda l'Artigiancassa,  che  è  argomento
  successivo, a proposito degli emendamenti aggiuntivi.
   L'articolo 52 riguarda modifiche alla CRIAS, ed era stato commesso
  un   errore   a  proposito  della  presentazione  dell'emendamento,
  indicando impropriamente anche l'articolo 55.
   L'emendamento  sostitutivo,  onorevole  De  Benedictis,   indicava
  impropriamente  52' e  55', quindi, il  55' va cassato e  resta  in
  vita l'emendamento modificativo dell'articolo 52.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 14.1.1. Il parere
  della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione.. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 14.1, come emendato. Il  parere
  della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 14, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:

                             «Articolo 15
     Modifiche agli articoli 75 e 90 della legge regionale del 23
                         dicembre 2000, n. 32

   1.  L'articolo 75 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32  è
  sostituito dal seguente:

    Art.  75.  Contributi  a favore delle imprese  appartenenti  alla
  filiera  turistica - 1. L'Assessorato regionale del turismo,  delle
  comunicazioni e dei trasporti è autorizzato ad attivare, attraverso
  appositi bandi, a favore delle piccole e medie imprese operanti  in
  Sicilia  nel settore turistico, un regime di aiuti all'investimento
  iniziale conforme alle condizioni e limiti previsti dal regolamento
  (CE)  n.  800/2008  della  Commissione  (regolamento  generale   di
  esenzione  per  categoria),  del 6 agosto  2008,  pubblicato  nella
  g.u.u.e.  del  9  agosto  2008,  serie  L  214,  consistente  nella
  erogazione di contributi in conto impianti di intensità pari al  50
  per   cento  dell'importo  delle  spese  ammissibili  dei  progetti
  presentati  dalle piccole imprese, ed al 40 per cento  dell'importo
  delle   spese  ammissibili  dei  progetti  presentati  dalle  medie
  imprese.  Gli  aiuti  di  cui al presente articolo  possono  essere
  altresì concessi conformemente alle condizioni e ai limiti previsti
  dagli  Orientamenti  in  materia  di  aiuti  di  Stato  a  finalità
  regionale  2007-2013 pubblicati nella g.u.u.e. C  54  del  4  marzo
  2006.   Gli    aiuti   non  possono  riguardare  gli   investimenti
  finalizzati  semplicemente a sostituire macchinari, attrezzature  o
  fabbricati  esistenti,  o  parte  degli  stessi,  con   edifici   o
  macchinari  o  attrezzature nuovi o aggiornati, senza aumentare  la
  capacità  di produzione di oltre il 25 per cento o senza modificare
  sostanzialmente  la  natura  della  produzione  o   la   tecnologia
  utilizzata.

   2.  I  beneficiari dei contributi di cui al presente articolo sono
  le  piccole  e  medie imprese, così come definite dalla  disciplina
  comunitaria, che gestiscono o intendono intraprendere  la  gestione
  di  attività  economiche  appartenenti alla  filiera  turistica  da
  individuarsi con decreto dell'Assessore regionale per  il  turismo,
  le  comunicazioni  ed  i  trasporti,  sulla  base  degli  obiettivi
  contenuti  nei documenti di programmazione elaborati dalla  Regione
  per il periodo di programmazione comunitaria 2007-2013.

   3.  Con  decreto  dell'Assessore  regionale  per  il  turismo,  le
  comunicazioni  ed  i  trasporti  sono  definite  le   modalità   di
  presentazione   delle   domande  di  contributo,   i   criteri   di
  ammissibilità e di selezione delle stesse, la copertura  geografica
  dei  vari  bandi, i settori e le tipologie di attività  ammissibili
  per   ciascun   bando   in  conformità  a   quanto   previsto   nei
  corrispondenti obiettivi specifici, operativi a linee di interventi
  contenuti  nel  PO  FESR  2007-2013 e nel Documento   Requisiti  di
  ammissibilità  e criteri di selezione', approvato dal  Comitato  di
  sorveglianza  del  12  dicembre  2007  e  successive  modifiche   e
  integrazioni, con decreto dell'Assessore sono altresì stabilite  le
  modalità  di  istruttoria  e  di  redazione  delle  graduatorie  di
  ammissione  a  finanziamento, le modalità di rendicontazione  e  di
  erogazione delle rate di contributo nonché le circostanze che danno
  luogo   alla   revoca   o  all'annullamento   in   autotutela   dei
  provvedimenti  concessori ulteriori rispetto a quelle  indicate  ai
  commi 5 e 6.

   4.  Gli  aiuti  concessi ai sensi del presente articolo  non  sono
  cumulabili   con   altre  agevolazioni,  derivanti   da   normativa
  regionale, nazionale e comunitaria, relative alle stesse opere.

   5.  Gli  aiuti  di cui al presente articolo sono subordinati  alla
  condizione  che  l'impresa  beneficiaria  si  impegni   a   gestire
  direttamente l'attività relativa all'investimento agevolato  ed  un
  periodo  minimo  di cinque anni dopo la data di  entrata  a  regime
  dell'investimento. La violazione di tale impegno comporta l'obbligo
  in  capo  all'amministrazione di revocare i contributi  concessi  e
  recuperare le quote materialmente erogate. La cessione, nel periodo
  di   cinque  anni  successivo  alla  data  di  entrata   a   regime
  dell'investimento,  dei  beni  agevolati  ai  sensi  del   presente
  articolo,  comporta la revoca parziale dei contributi  concessi  in
  proporzione  alla  spesa  ammissibile  riconosciuta  in   relazione
  all'acquisto dei beni ceduti, a meno che, la cessione sia  motivata
  dalla   necessità  di  sostituzione  dei  beni  stessi  previamente
  autorizzata dall'amministrazione regionale.

   6.   Gli   aiuti  di  cui  al  presente  articolo  sono   concessi
  esclusivamente  a condizione che il beneficiario, prima  dell'avvio
  dell'investimento, abbia presentato istanza di contributo ed  abbia
  ottenuto, con successiva apposita comunicazione, conferma da  parte
  dell'amministrazione,  che  il  progetto  soddisfa,  in  linea   di
  principio le condizioni di ammissibilità stabilite dal regime,  pur
  con riserva di una verifica particolareggiata. Ai fini del presente
  articolo, per data di avvio dell'investimento si intende la data di
  stipula  del primo contratto relativo all'acquisizione  di  beni  o
  alla  realizzazione delle opere edilizie relative all'investimento.
  L'eventuale   accertamento   a   posteriori   dell'avvenuto   avvio
  dell'investimento    in    data    antecedente    alla     conferma
  dell'amministrazione  circa  la  sussistenza  delle  condizioni  di
  ammissibilità,  comporta  l'obbligo  della  revoca  dei  contributi
  concessi  ed  il  recupero delle quote di contributo  eventualmente
  erogate.

   7. Per la selezione e gestione degli interventi di cui al presente
  articolo,  l'Assessorato regionale del turismo, delle comunicazioni
  e   dei  trasporti  è  autorizzato  ad  avvalersi  di  un  soggetto
  selezionato  ai  sensi  dell'articolo 185,  comma  5,  della  legge
  regionale  23  dicembre  2000,  n. 32  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni,  con  oneri  a carico dell'asse  7  -  Governance  ed
  assistenza tecnica del PO FESR 2007-2013; in tal caso si  applicano
  le  procedure  previste  dall'articolo  4,  comma  1,  della  legge
  regionale 22 dicembre 2005, n. 20.

   8.  Anche successivamente all'entrata in vigore delle disposizioni
  contenute all'articolo 7 della legge regionale 16 dicembre 2008, n.
  19, resta ascritta alla competenza dell'Assessore regionale per  il
  turismo,  le  comunicazioni ed i trasporti  l'individuazione  delle
  aree  geografiche sedi degli investimenti agevolabili con  relativa
  priorità  e  la  indicazione  delle  tipologie  di  attività  e  di
  investimento prioritarie.

   9. Ai fini della comunicazione sull'ammontare degli aiuti prevista
  dal  regolamento  comunitario di esenzione, le risorse  finanziarie
  concedibili sotto forma di aiuti in forza del presente articolo per
  il   periodo  di  programmazione  2007-2013  non  possono  superare
  complessivamente l'importo di 490 milioni di euro.'.

   2.  L'articolo 90 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32  è
  sostituito dal seguente:

    Art. 90. Aiuti  de minimis' a sostegno delle imprese turistiche -
  1.  L'Assessorato regionale del turismo, delle comunicazioni e  dei
  trasporti   è autorizzato a concedere, alle condizioni ed  entro  i
  limiti  previsti  per  gli  aiuti   de  minimis'  dalla  disciplina
  comunitaria,  contributi alle piccole e medie imprese  appartenenti
  alla  filiera  turistica  per  la  realizzazione  di  iniziative  a
  sostegno    della   commercializzazione   dell'offerta    turistica
  regionale,   finalizzate  alla  destagionalizzazione   dei   flussi
  turistici.

   2.  Il  contributo è fissato nella misura massima del 50 per cento
  dei costi complessivi ammissibili e documentati.

   3.  Sono  ammesse al contributo le spese sostenute per le seguenti
  attività:

   a)   realizzazione   di  materiale  pubblicitario   esclusivamente
  riferito alla offerta siciliana commercializzata;

   b)  organizzazione  nella  Regione  di  eventi  congressuali,  nei
  periodi da individuarsi con il decreto dell'Assessore regionale per
  il  turismo, le comunicazioni ed i trasporti, di cui al comma 4, al
  fine della destagionalizzazione;

   c)  la  locazione, installazione e gestione di stand in  occasione
  della   partecipazione dell'impresa ad una fiera o mostra in Italia
  o all'estero;

   d)  la realizzazione nella Regione di educational tour rivolti  ad
  operatori e giornalisti .

   e)  la  realizzazione di progetti volti a favorire  l'integrazione
  tra  le  imprese  della filiera turistica, promossi  da  società  a
  partecipazione pubblica o mista pubblica/privata.

   4.  Con  decreto  dell'Assessore  regionale  per  il  turismo,  le
  comunicazioni  ed  i  trasporti sono  determinate  le  modalità  di
  presentazione   delle   domande  di  contributo,   i   criteri   di
  ammissibilità e selezione delle stesse, le spese ammissibili e ogni
  altra disposizione necessaria all'attuazione dell'intervento.'».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dall'onorevole Ragusa:

   emendamento 15.1:
   «Al  comma 1 dopo le parole  nel settore turistico  aggiungere  le
  seguenti:
    con  preferenza per quelle attività di imprese consorziate aventi
  la  caratteristica  di  Paese Albergo o Albergo  diffuso  collocati
  all'interno dei siti Unesco. »;

   dagli   onorevoli  Pogliese,  DAsero,  Limoli,  Falcone,  Cordaro,
   Caputo, Mancuso e D'Antoni:

   emendamento 15.2:
   «Dopo la lettera e) aggiungere i seguenti commi:
    4. L'Assessorato regionale del turismo, delle comunicazioni e dei
  trasporti  è autorizzato a concedere, alle condizioni  ed  entro  i
  limiti  previsti  per  gli  aiuti  "de  minimis"  dalla  disciplina
  comunitaria  e  dei  fondi stanziati, allo  scopo  di  favorire  la
  destagionalizzazione della offerta turistica, un  contributo  di
  800  mensili, alle piccole e medie imprese appartenenti  alla  fili
  era  turistica localizzate nel territorio della Regione per ciascun
  lavoratore  a  tempo indeterminato in forza nel periodo  1  gennaio
  2009  -  31dicembre 2009. Il contributo verrà erogato nel  rispetto
  del  Regolamento  CE n. 1998/2006 del 15 dicembre 2006,  in  misura
  proporzionale  tra l'importo delle richieste che  perverranno  all'
  Assessorato e le risorse disponibili, nonché a condizione che:
   a)  il livello di occupazione, relativamente ai rapporti di lavoro
  a  tempo  indeterminato, raggiunto alla data del 31 dicembre  2008,
  non subisca riduzione nel corso del 2009;
   b) siano osservati i contratti collettivi nazionali di lavoro;
   c) siano rispettate le prescrizioni sulla salute e sulla sicurezza
  dei  lavoratori previste dal decreto legislativo 9 aprile 2008,  n.
  81.
   5.  Con  decreto  dell' Assessore regionale  per  il  turismo,  le
  comunicazioni  ed  i  trasporti sono  determinate  le  modalità  di
  presentazione   delle  domande  di,  contributo,   i   criteri   di
  ammissibilità e selezione delle stesse, le spese ammissibili e ogni
  altra disposizione necessaria all'attuazione degli interventi .»

   dalla Commissione:

   emendamento 15.3:
   «All'articolo  15,  comma 9, all'inizio,  aggiungere  il  seguente
  periodo:
    Gli interventi di cui al presente articolo sono attivati a valere
  sulle  risorse  relative  al  PO FESR  2007-2013  e  sulle  risorse
  finanziarie del Fondo aree sottoutilizzate istituito con l'articolo
  61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289 .»

   subemendamento 15.3.1:
   «Dopo  le  parole  Gli interventi di cui  aggiungere  al  comma  1
  del »

   dal Governo:

   emendamento 15.4:
   «Al comma 2, punto 2, aggiungere la seguente lettera:
   f)  organizzazione  e offerta di pacchetti promozionali  integrati
  per   la   fruizione   delle   risorse  turistiche   dell'Isola   e
  l'accoglienza nelle strutture ricettive .»

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare sull'articolo 15.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  sull'articolo,  prima  ancora  che sull'emendamento,  quindi  nella
  discussione  generale sull'articolo e mi rivolgo,  in  particolare,
  all'assessore Strano.
   Al  comma 2, nella parte finale  di questo articolo, è previsto un
  regime  di aiuti in funzione della destagionalizzazione dei  flussi
  turistici.  Le  misure ammesse a contributo - ed è il punto  3  del
  comma  2  -  sono: la realizzazione di materiale pubblicitario,  la
  promozione  e  organizzazione di eventi congressuali, alla  lettera
  b);  la  gestione  di  stand alla lettera c);  education  tour  per
  operatori e giornalisti alla lettera d) e progetti volti a favorire
  l'integrazione tra le imprese della filiera turistica.
   Vorrei  sottoporre all'attenzione del Governo che, in  realtà,  ai
  fini  della  destagionalizzazione, oltre che promuovere  iniziative
  promo-pubblicitarie  o eventi congressuali,  si  potrebbe  -  e  si
  dovrebbe - promuovere l'offerta di pacchetti promozionali  che,  in
  stagioni  non  dense  di  flusso turistico  convenzionale,  possono
  attirare  la  domanda turistica e, quindi, in qualche modo  facendo
  tesoro    delle    disponibilità    ambientali,    delle    risorse
  naturalistiche,  a  prezzi più ridotti che non  i  flussi  di  alta
  stagione.  In  definitiva, incentivare fra le lettere  che  possono
  essere   oggetto  di  questo  contributo,   anche   dei   pacchetti
  promozionali  integrati  che  mettono insieme  l'accessibilità,  la
  fruizione dei monumenti e delle risorse turistiche e naturalistiche
  della  Regione,  con  le offerte delle attività  ricettive,  quindi
  degli stabilimenti alberghieri. Credo che valga la pena.
   Non  ho presentato un emendamento, ma possiamo valutarlo e, se c'è
  la  possibilità  di farlo, possiamo inserire anche questo  elemento
  perché,  effettivamente,  può  costituire  un'attrazione   per   la
  destagionalizzazione.
   L'unico  elemento, infatti, che può servire da richiamo  e  che  è
  citato  è il turismo congressuale. Dobbiamo, invece, puntare  anche
  alla  possibilità  che,  fuori dalle stagioni  più  affollate,  gli
  stessi   eventi,  le  stesse  risorse  naturalistiche   siano   più
  appetibili   -   cito   un   esempio   per   tutti   -   attraverso
  l'incentivazione del turismo scolastico che, invece, impropriamente
  si sovrappone nella nostra Regione esattamente con il periodo marzo-
  aprile,  quando  già  gli alberghi funzionano per  la  ripresa  dei
  flussi  turistici  stranieri.  Anticipare  il  turismo  scolastico,
  quindi, potrebbe servire a questo scopo.
   Mi  chiedo se il Governo non voglia cogliere l'opportunità,  anche
  con  una  sospensione  della votazione o con  un  po'  di  tempo  a
  disposizione,  per predisporre un emendamento al fine  di  inserire
  anche  i contributi a pacchetti promozionali integrati dell'offerta
  turistica regionale.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore  Strano,
  vorrei   attirare  la  sua  attenzione  sull'emendamento   che   ho
  presentato   e   che   riguarda,  così   come   quelli   presentati
  precedentemente  e  che  hanno  avuto  poca  fortuna,  alcuni  siti
  tutelati dall'Unesco: mi riferisco alla Val di Noto e a gran  parte
  della provincia di Catania.
   Vorrei   sottolineare,  in  particolare,  il  comma  1  di  questo
  emendamento che così recita: «dopo la parola  al settore turistico'
  aggiungere  le  seguenti:  con preferenza per  quelle  attività  di
  imprese  consorziate aventi la caratteristica  di  paese-albergo  o
  albergo  diffuso  collocate all'interno dei siti  Unesco'.   Perché
  questo?
   In   carenza   di  strutture  turistiche  ricettive,  con   questo
  emendamento   avremmo  la  possibilità  di  far  arrivare   turisti
  all'interno  delle  città  tutelate dall'Unesco  e,  quindi,  farle
  vivere  costantemente  a contatto con la collettività  residente  e
  aiutare e sostenere tutte quelle imprese che si consorziano  e  che
  danno  vita  ai  paesi-albergo.  Da  questa  vicinanza  e  costanza
  all'interno  delle città, quindi, potremmo avere la possibilità  di
  fare rivivere e vivere.
   Vi  sono  molte città sotto tutela dell'Unesco che sono vicine  al
  mare  e,  quindi,  vivere  in città in momenti  di  vacanza  e  poi
  trasferirsi  al  mare. Per questo motivo, chiedo l'approvazione  da
  parte del Governo.

   STRANO,  assessore per il turismo, le comunicazioni e i trasporti.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   STRANO,  assessore per il turismo, le comunicazioni e i trasporti.
  Grazie,  signor  Presidente, buonasera a tutti i colleghi.  Seppure
  mi  sono salutato già la volta scorsa con tutti voi, nel riprendere
  un'attività  sospesa da anni, pur non essendoci tanta emozione,  mi
  fa molto piacere rivolgervi un saluto doveroso.
   Ho  sentito  sia  l'intervento dell'onorevole  De  Benedictis  sia
  l'intervento  dell'onorevole Ragusa e, su ambedue le  osservazioni,
  ritengo assolutamente pertinente una considerazione. L'onorevole De
  Benedictis  propone  di allargare le forme  alle  quali  questo  de
  minimis va incontro.
   Voglio  confermare, a nome del Governo e mio personale, l'assoluto
  apprezzamento per le sue considerazioni che  ritengo opportune.  La
  destagionalizzazione, però, non si muove secondo  un  principio  da
  codificare,  quanto meno sarà questo lo spirito  con  il  quale  mi
  muoverò.  Ciò  è  in  linea  con  quanto  sostiene  l'onorevole  De
  Benedictis.
   Prego,   infine,   lo   stesso  onorevole  di   preparare   questo
  subemendamento in tempo, nella stessa serata. Noi considereremo  la
  stagione,  onorevole  De Benedictis, dall'1 gennaio al 31 dicembre,
  considerata anche la possibilità

   DE BENEDICTIS. La dovrebbero considerare i turisti.

   STRANO, assessore per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti.
  Oggi abbiamo delle note - ne do atto - e credo faccia piacere anche
  all'assessore  Bufardeci sentire e leggere delle note  dell'ufficio
  studi  del  Monte  dei  Paschi di Siena. Secondo  questi  studi  la
  Sicilia  non  è  assolutamente l'ultima ruota del carro,  ma  è  la
  seconda meta preferita dagli italiani; è vero che ci sono, a volte,
  meno  visitatori, ma crescono le entrate. Quindi, le fornisco anche
  queste due agenzie di pochi minuti fa.
   Per quanto riguarda la congressistica, onorevole De Benedictis, ci
  troviamo  davanti ad un momento particolare e, fermo  restando  che
  sono  d'accordo, vorrei anche portare a conoscenza dei colleghi   e
  del Governo le difficoltà nelle quali si muove questo settore.
   La  Federfarma,  addirittura,  ha  proibito  -  non  indicato,  ma
  proibito - alle aziende farmaceutiche di realizzare congressi negli
  alberghi  a  cinque  stelle  cercando di  limitare  le  spese  che,
  evidentemente,  anche in questo settore hanno subìto un'esondazione
  rispetto a quelle previste.
   Quindi,  sono  d'accordo  con  il suo  subemendamento  che  credo,
  onorevole De Benedictis, sia stato già depositato.
   Onorevole  Ragusa, nonostante l'Unesco già abbia  diverse  misure,
  cioè  i  siti  tutelati dall'Unesco siano già ampiamente  tutelati,
  ritengo   che  il  suo  emendamento  non  porti  intralcio  neanche
  nell'ipotesi  di  graduatorie. Quindi, il  Governo  esprime  parere
  favorevole all'emendamento dell'onorevole Ragusa.
   Mentre  il  terzo emendamento, a firma dell'onorevole  Savona,  ci
  richiama alla necessità di una consultazione con gli uffici, perché
  i  commi  b)  e c) hanno refluenze dirette su una concertazione,  a
  nostro  avviso necessaria, con l'assessorato del lavoro,  cosa  che
  credo   abbia  chiesto  l'onorevole  Savona  e  sulla  quale  siamo
  assolutamente   d'accordo.  Fermo  restando  che   sull'emendamento
  dell'onorevole  Ragusa  potremmo  anche,  onorevole  Formica,  dire
  qualche  cosa  in più e approfondire la tematica perché,  anche  se
  dovessero  entrare in graduatoria i paesi-albergo  o  gli  alberghi
  diffusi   collocati   all'interno  dei   siti   Unesco,   ciò   non
  presupporrebbe dei titoli di vantaggio sotto questi aspetti.
   Addirittura, se voi siete d'accordo, potremmo con il Governo,  con
  il  quale  io vorrei consultarmi, in specie con l'assessore  per  i
  beni  culturali, in quanto l'Unesco ha refluenze, se  non  dare  un
  voto  favorevole - vorrei sentirmi con l'assessore Lenza -,  perché
  sia  accolto magari come raccomandazione. Un attimo di decantazione
  di  tempi,  perché  di  fatto c'è. Se vorrà intervenire,  assessore
  Leanza, gliene sarò grato.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  ho  apprezzato
  l'ultima  parte dell'intervento dell'assessore Strano  a  proposito
  dell'emendamento  15.1, a firma dell'onorevole  Ragusa,  del  quale
  apprezzo  lo spirito di vitalizzare, o di rivitalizzare,  i  centri
  storici  dei  nostri paesi, dei nostri antichi  paesi,  ognuno  dei
  quali rappresenta veramente uno scrigno nella Sicilia.
   Ma proprio per questo, proprio perché in Sicilia abbiamo, al di là
  dell'appartenenza  o meno a siti Unesco, uno scrigno  rappresentato
  da ogni singolo paesino dei 380 comuni della nostra bella Isola,  a
  fronte   di   un  programma  di  incentivazione,  in   un   settore
  fondamentale  quale  quello del turismo, essendo  la  vocazionalità
  principe della nostra Regione appunto quella turistica, mi parrebbe
  veramente ultra petita introdurre dei distinguo a favore di  questo
  piuttosto  che  di  quell'altro  paese,  atti  solo  a  frenare  le
  potenzialità dei nostri comuni.
   Pertanto,  invito  in  tal  senso l'onorevole  Ragusa  a  ritirare
  l'emendamento,  posto  che  l'assessore  ha  testé  detto   che   è
  disponibile  ad  accettarlo  come  raccomandazione,  e  vedere   di
  studiare   magari  altre  forme  di  incentivazione  dell'argomento
  stesso.  E,  quindi, per evitare una bocciatura da parte dell'Aula,
  inviterei l'onorevole Ragusa a ritirarlo.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.   Onorevole  Formica,  dal  suo  intervento,  che  ritengo
  apprezzabile sotto il profilo del potenziare e del mettere in  luce
  tutte le bellezze architettoniche o quelle peculiarità che hanno le
  nostre piccole città e i nostri paesi della Sicilia, francamente mi
  aspettavo da parte sua la proposta di aggiungere, se si vuole,  nel
  mio   emendamento   là  dove  recita   albergo  diffuso   collocato
  all'interno  dei siti Unesco', le parole  siti Unesco  e  non'.  Ma
  questo per sostenere quelle città, quei piccoli paesi che non hanno
  avuto la fortuna di essere inseriti nell'elenco dell'Unesco.
   Io  non  voglio ritirare l'emendamento perché credo fortemente  in
  esso in quanto darà la possibilità a quelle piccole città, che  lei
  ha  chiamato   scrigno' e che io condivido perché sono  un  piccolo
  scrigno che, aperto, darà loro la possibilità di essere visitate  e
  darà  pure  la  possibilità  ai giovani imprenditori  che  vogliono
  investire  in  questo settore di potenziare il turismo  localizzato
  per  far  vivere la società siciliana ed esportare quel  sentimento
  importante  che  è la cultura siciliana, esportare quel  sentimento
  importante che è il senso dell'accoglienza.
   Onorevole   Formica,   spero   che  lei   voglia   presentare   un
  subemendamento per aggiungere le parole  siti Unesco e non', perché
  questo aprirebbe una concertazione regionale.
   Non penalizziamo il mio emendamento perché non lo merita in quanto
  va  verso  l'interesse delle piccole collettività montane  e  anche
  marinare.

   STRANO, assessore per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti.
  Chiedo di parlare.

   STRANO, assessore per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti.
  Signor Presidente, ho chiesto di intervenire soltanto per dire  che
  restiamo  fermi nell'accettare come raccomandazione il  guardare  a
  questi  siti  dell'Unesco e, tra l'altro,  con  l'assessore  Leanza
  abbiamo in animo di sostenere doverosamente alcune forme sui  fondi
  europei.  Ma,  così elaborato, sarebbe pericoloso creare  una   par
  condicio impari nei confronti di alcuni siti e di alcuni paesi.
   Pertanto, il parere su questo emendamento è malauguratamente  -  e
  me ne scuso - negativo, a meno che non venga ritirato.

   MANCUSO. C'è un subemendamento.

   STRANO, assessore per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti.
  Non sono al corrente di questo.

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stato  presentato  dagli  onorevoli
  Mancuso,  Limoli,  D'Asero  e  Formica  il  subemendamento   15.1.1
  all'emendamento 15.1:
   «Aggiungere le parole  e del parco dell'Etna .»

   Assessore Strano, il subemendamento aggiunge tra questi siti anche
  il territorio del parco dell'Etna. Il parere del Governo?

   STRANO, assessore per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione. Contrario.

   FORMICA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  io  invitavo  i
  proponenti e l'onorevole Ragusa a ritirarlo, proprio perché ritengo
  che,  pur apprezzata la lodevole iniziativa che l'onorevole  Ragusa
  intende  portare avanti in un contesto come quello  dello  sviluppo
  turistico,  introdurre  dei meccanismi selettivi  apparirebbe  come
  cercare  di innalzare delle palizzate, da un lato alla spendibilità
  dei  fondi  e, dall'altro lato, alla possibilità di sviluppo  della
  nostra terra.
   Onorevole Ragusa, tutto possiamo permetterci, tranne il  fatto  di
  introdurre  criteri selettivi  ad excludendum  verso territori  che
  hanno  un  deficit  di sviluppo e che si aspettano,  proprio  dalla
  possibilità  di  utilizzo  Onorevole Ragusa,  io  l'ho  pregata  di
  ritirare  l'emendamento  per non bocciare l'emendamento,  a  fronte
  anche  della disponibilità dimostrata dal Governo; quindi, la prego
  di volerlo ritirare.

   MANCUSO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, naturalmente  se
  l'onorevole  Ragusa ritira l'emendamento, anche  il  subemendamento
  viene  ritirato.  Nel  caso  in cui si procedesse  alla  votazione,
  chiederei   al  Governo,  all'assessore  Strano,  di  rivedere   la
  posizione perché è un periodo particolare di attenzione,  sotto  il
  profilo   economico   e  turistico,  del  Parco   dell'Etna,   dove
  effettivamente quasi tutte le strutture incontrano delle difficoltà
  a  portare  avanti il minimo per raggiungere una situazione,  anche
  familiare, di normalità.
   Lei  potrebbe  riflettere, come riferimento di un  territorio  che
  conosce bene, al di là del valore dell'Unesco e al di là del valore
  di  siti  importantissimi, ed eventualmente rivedere la  posizione,
  perché  il  Parco  dell'Etna deve avere un'attenzione  massima,  in
  questo periodo, proprio anche in un periodo in cui il piano sta per
  essere  presentato  dall'assessorato territorio  ed  ambiente,  per
  incentivi,  sotto il profilo della funzione che svolge la  Comunità
  europea,  che possano dare alla nostra terra e al nostro Parco  una
  maggiore possibilità di investimenti.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione il subemendamento 15.1.1,  con  il
  parere contrario della Commissione e del Governo.
   Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 15.1. Il parere della
  Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   STRANO, assessore per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 15.2.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  sull'emendamento 15.2 perché la  sua ratio non mi sembra congrua  e
  conducente rispetto alla finalità della legge.
   Intanto,  è  previsto che, ai fini della destagionalizzazione,  si
  dia un contributo di 800 euro mensili ai lavoratori assunti a tempo
  determinato presso le imprese turistiche.
   Faccio  osservare soltanto che la destagionalizzazione si affronta
  sostenendo la domanda, non sostenendo l'offerta. Il problema  della
  nostra  mancata destagionalizzazione è che non arrivano i  turisti.
  Se  arrivassero  i turisti, naturalmente le imprese potrebbero  ben
  pagare,  e  senza  motivo di crisi, il personale  assunto.  Quindi,
  partire dall'inverso è solo una misura di sostegno all'occupazione,
  se non di ammortizzazione sociale.
   Inoltre,  nel  merito, sarebbe ben strano che questa misura  fosse
  scollegata  da  tutte  le  misure  di  assistenza  e  di   sostegno
  all'occupazione  e  lì  trovasse allocazione e  giustificazione  e,
  invece,  fosse prevista solamente in questa occasione  e  solamente
  per le imprese turistiche e non anche per le altre.
   Così  non è, ma mi sembra che, appunto per ciò, sia opportuno  che
  in  questa sede l'emendamento venga ritirato, anche perch��, ed è la
  terza  argomentazione, non si capirebbe per quale motivo una misura
  a  sostegno  qui, non per la destagionalizzazione -  è  palesemente
  infondato  che  questo  sostegno  all'offerta  possa  procurare  un
  aumento della domanda, e quindi non è della destagionalizzazione  -
  possa essere circoscritta al periodo 2009 quando già siamo oltre la
  metà  del  2009 e, quindi, che tipo di finalità dovrebbe avere.  E'
  palesemente demagogico.
   Credo  che,  nel  contesto di una legge  che  prevede  misure  che
  tendono  a  dare  risposte complessive, organiche,  il  parere  del
  Governo a questo emendamento dovrebbe essere naturalmente negativo,
  come io credo che sia e come noi ci esprimiamo in questa direzione.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Benedictis. Mi pare che lei abbia
  espresso  chiaramente  la  sua posizione personale.  Credo  che  il
  parere del Governo spetta darlo al Governo.

   DI  MAURO,  assessore  per il bilancio e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,    onorevoli   colleghi,   vorrei   rappresentare    ai
  presentatori   di  questo  emendamento  che  è  stato  recentemente
  pubblicato  un  bando, che credo scadrà nel mese di  agosto,  il  5
  agosto,  attraverso  il quale le imprese private  possono  assumere
  personale  con un contributo di circa 800 euro mensili, finalizzato
  proprio  per  dare  un sostegno alle imprese e per  incentivare  le
  assunzioni.
   Credo  che  questo emendamento, che è intanto propositivo  ma  che
  risale  ad  una  data in cui  l'Assessorato del  lavoro  non  aveva
  ancora   pubblicato   questo  bando,  sia   superato   dagli   atti
  amministrativi che l'Assessorato Lavoro ha messo in atto.
   Su   questo  gli  onorevoli  proponenti  non  possono  che  essere
  d'accordo  perché  si  tratta  di  un  proposito  che  il  Governo,
  nell'espletamento  della sua azione, ha già posto  in  essere,  che
  scade  a  breve,  per  cui  tutte le  imprese  turistiche  potranno
  benissimo   presentare  le  istanze  -  credo,   addirittura,   per
  complessive   39  unità  -  e  accedere  all'opportunità   di   cui
  all'emendamento.

   D'ASERO,  vicepresidente della Commissione e relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO,  vicepresidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, lo spirito, la sostanza  di  questo
  emendamento,  atteso che trattasi del raccordo con  il  disegno  di
  legge  119,  cioè  a  dire  regime di aiuto  per  l'utilizzo  delle
  risorse comunitarie , vuol essere una specifica possibilità perché,
  proprio  nel  momento  in cui dobbiamo promuovere  l'offerta  delle
  nostre attività e dei nostri servizi, e particolarmente quelli  sul
  turismo,  possa  esserci  una  grande  opportunità  per  utilizzare
  risorse  che  consentono  di  abbassare  i  costi  dell'offerta  di
  servizio turistico.
   Quindi, il senso poco importa poi nella fase della gestione se  il
  rapporto  debba  essere  tenuto  o  se  l'iniziativa  debba  essere
  promossa  dall'Assessorato regionale del turismo o dall'Assessorato
  regionale del lavoro; questo è un fatto amministrativo su  cui  gli
  assessori, sicuramente, potranno trovare un percorso comune.
   Però,  la perplessità espressa dall'onorevole De Benedictis  a  me
  sembra,  con  tutto il rispetto, non conducente  a  quella  che  è,
  invece, la necessità su cui dobbiamo soffermarci.
   Teniamo conto che siamo in una fase in cui il settore del turismo,
  in  modo  particolare, passa da un momento in cui aveva una  grande
  attrazione,  con  costi  medi che erano competitivi  nell'area  del
  bacino  del  Mediterraneo, ad un momento  in  cui  i  nostri  costi
  lievitati  tagliano fuori l'offerta siciliana di servizio turistico
  perché  ci  sono  altre  realtà  più appetibili  e,  quindi,  nella
  sostanza  vi  é una crisi di mercato. Se a questo aggiungiamo  pure
  che,  al  di  là del momento di competizione, c'è anche il  fattore
  della  destagionalizzazione, ritengo  che  questa  opportunità  sia
  quanto  mai  importante perché, in sostanza, il primo elemento  per
  offrire  un  pacchetto  turistico è  rappresentato  dai  costi  che
  abbiamo  e, quindi, dall'analisi dei costi complessivi per  formare
  il   pacchetto  turistico  sicuramente  c'è  anche  il  costo   del
  personale. Personale che, attraverso questa misura, potrebbe essere
   ammortizzato' utilizzando risorse comunitarie all'uopo individuate
  dal fondo del POR 2007-2013.
   Questo  è  lo  spirito,  questo  è  il  senso,  lo  ritengo  molto
  importante  a mio avviso e al di là di quello che dice  l'assessore
  Di  Mauro a proposito di un altro intervento che potrebbe essere di
  carattere  più  generale  ma non specifico come,  invece,  potrebbe
  essere questo, che deve supportare, sostenere, promuovere l'offerta
  di  servizi al turismo. E, pertanto, il nostro possibile intervento
  concretamente diventa importante per questo motivo.

   POGLIESE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   POGLIESE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  sono
  perfettamente  d'accordo  con quanto  dichiarato  dal  mio  collega
  onorevole  D'Asero, firmatario anch'egli di questo emendamento  che
  va lungo la direzione della tutela e la salvaguardia di un settore,
  quale  quello  turistico, assolutamente strategico  per  la  nostra
  economia  ma  che, in questo momento, sta incontrando una  fase  di
  crisi  con proporzioni molto significative. Qualche giorno  fa,  le
  associazioni di categoria degli albergatori hanno divulgato  alcuni
  dati  molto preoccupanti, che testimoniano la riduzione  in  talune
  zone   della  nostra  regione  di  oltre  il  30%  delle   presenze
  turistiche.
   Ecco  perché  ritengo  che  questo emendamento,  che  si  inquadra
  all'interno della disciplina del de minimis, e, quindi, all'interno
  di  tetti  massimi di contribuzione comunitaria, vada lungo  questa
  direzione  permettendo  di salvaguardare  i  livelli  occupazionali
  mantenendo lo stesso livello occupazionale del 2008 e credo che sia
  assolutamente  coerente con quelle che sono state le  dichiarazioni
  di  tutela di un comparto strategico della nostra economia quale  è
  certamente quello turistico.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, chiedo scusa ai colleghi perché  avevo
  firmato  l'emendamento,  del quale primo firmatario  è  l'onorevole
  Pugliese.  Ma, ascoltando l'intervento dell'onorevole De Benedictis
  e  le  dichiarazioni  del  Governo,  mi  trovo  più  d'accordo  con
  l'onorevole   De   Benedictis   che   con   il   Governo    perché,
  effettivamente,  questo emendamento è una forma di assistenzialismo
  puro.
   Pertanto,  signor Presidente, chiedo intanto di  togliere  la  mia
  firma, se è possibile, e in ogni caso sono contrario a questo  modo
  di  operare in Sicilia che, effettivamente, non è nello spirito  né
  del  Governo  né, naturalmente, di chi vuole un rilancio  sotto  la
  prospettiva economico-sociale.
   E'  un  modo imbarazzante - e io me ne scuso con i colleghi  -  di
  rappresentare  le cose di una Sicilia antica, legata  a  tutta  una
  serie  di  condizioni  e che il Governo, invece,  sta  cercando  di
  rilanciare   nel   modo  migliore  pensando  ad  investimenti,   ad
  infrastrutture, ad un modo imprenditoriale di operare molto diverso
  da come viene rappresentato in questo emendamento.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  a  volte  non
  capisco  l'onorevole  Mancuso, non lo  capisco  perché  appare,  in
  determinati suoi interventi, come un soggetto moderno, un  soggetto
  che  capisce  profondamente  quali  sono  i  problemi  con  cui  ci
  confrontiamo  e,  in altri momenti, invece, abbandona  questi  suoi
  tratti di modernità, di comprensione della realtà che viviamo,  per
  aggrapparsi,  oserei  dire,  sulla lettura,  invece,  della  realtà
  sociale che ci circonda che è esattamente all'opposto di quella che
  solitamente lui espone.
   Intanto,  voglio dire che, se lui ritira la firma, io  appongo  la
  mia  firma  a questo emendamento e il motivo è il seguente,  signor
  Presidente, onorevoli colleghi: parto dal presupposto che devo fare
  un elogio all'assessore Gentile e al direttore, dottoressa Patrizia
  Monterosso,  che  per tempo, appena ha potuto, appena  ce  ne  sono
  state  le condizioni, oserei dire, ha emanato un bando che  avevamo
  preparato  più  di  un anno e mezzo fa, quello  che  consentiva  di
  utilizzare le cosiddette work experience, e cioè la possibilità dei
  nostri ammortizzatori sociali, nel senso di abbassare il costo  del
  lavoro  in  Sicilia,  che  è l'unico modo  per  creare  sviluppo  e
  occupazione.  Perché  se  qui il costo del  lavoro  non  è  come  a
  Bolzano,  come  a  Torino,  come a Milano,  nessuno  mai  verrà  ad
  investire  qui. Quindi, il problema vero è come fare per  abbassare
  il costo del lavoro per attrarre investimenti.
   L'emendamento in questione sostanzialmente va in quella direzione,
  cioè   utilizza  i  fondi  europei,  e  in  questo  senso  è  stato
  antesignano  quel  provvedimento fatto dalla dottoressa  Monterosso
  che,   appunto,  utilizzava  le  disponibilità  del  Fondo  sociale
  europeo,  proprio  per fare work experience e,  quindi,  consentire
  attraverso un contributo alle imprese

   MANCUSO. E' diverso, non lo ha saputo leggere

   FORMICA.  Onorevole  Mancuso, poi lei mi  risponderà.  Dicevo  che
  consente   di   dare   un  contributo  alle  imprese   e,   quindi,
  sostanzialmente di abbassare il costo del lavoro.
   Non  è  vero che dando questo contributo per mantenere nel settore
  turistico  gli  addetti  non  si richiamano  turisti.  E'  vero  il
  contrario. Solo chi non conosce il comparto può fare un'analisi  di
  questo  genere. Il problema dei viaggi, il problema  di  richiamare
  più  turisti  nella  nostra  Isola è  strettamente  collegato  alla
  disponibilità  di posti letto e, siccome la partita -   l'assessore
  Strano  questo  lo  sa bene - si gioca con i grandi  tour  operator
  internazionali,  se  non ci sono gli alberghi  aperti  nessuno  mai
  verrà  perché  un  operatore turistico  internazionale  che  ha  un
  pacchetto di 500, di 1.000, di 2.000 turisti da portare a  Taormina
  nel  periodo  destagionalizzato, o in altre località turistiche,  e
  gli alberghi chiudono durante la destagionalizzazione, non verranno
  qui ma andranno ad Ibiza, piuttosto che a Rimini, piuttosto che  in
  un altro posto.
   Dare  questo  contributo  per  mantenere  gli  addetti  servirà  a
  mantenere quella capacità, quella capienza di posti letto  tale  da
  potersi  presentare  alla BIT ed alle grandi mostre  internazionali
  del  turismo  e  dire  noi siamo qui, abbiamo questi  posti  letto,
  siamo   aperti   anche  nella  bassa  stagione  e,  quindi,   siamo
  competitivi, peraltro con questo contributo, abbassando  i  prezzi,
  per attrarre più turisti nella bassa stagione .
   Ecco  perché non solo sono favorevole all'emendamento, ma  ritengo
  che  va  nella  giusta direzione  per consentire di  migliorare  la
  nostra  offerta turistica, di incrementarla proprio nei momenti  in
  cui gli alberghi chiudono perché, magari, hanno meno possibilità di
  riempire tutti i posti letto che hanno, e chiudendo è come il  cane
  che si morde la coda: più ci sono alberghi chiusi, meno posti letto
  abbiamo  e meno turisti possono arrivare, meno ci si può presentare
  alle BIT, alle grandi fiere internazionali del turismo per chiedere
  pacchetti turistici importanti.
   Ritengo,  quindi, che siamo sulla strada giusta e chiedo  all'Aula
  di approvare l'emendamento.

   DI  MAURO,  assessore  per il bilancio e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze   Signor
  Presidente, ho sentito più volte nel corso degli interventi parlare
  solo  sul   tema degli alberghi. L'emendamento recita testualmente:
   alle  piccole e medie imprese appartenenti alle filiere turistiche
  localizzate nel territorio della Regione.  Siamo dinanzi a tutte le
  attività  che operano nel settore turistico, quindi la ristorazione
  e, comunque, tutti quei servizi che sono collegati al sistema delle
  imprese.
   Questo  emendamento non riesce a quantificare  qual  è  il  totale
  della   spesa  a  cui  si  andrà  incontro  e  ritengo  che   possa
  pregiudicare  una  seria  programmazione  in  ordine   al   settore
  turistico.
   Pur  condividendo, nella sostanza, l'impostazione di dare un aiuto
  al  sistema  delle  imprese  che  operano  nel  settore  turistico,
  considerato che lo stesso ha registrato negli ultimi tempi un  calo
  di  presenze di turisti, vorrei sottolineare il bando - l'ho  detto
  poc'anzi  e  lo  ripeto - che è stato pubblicato dal Governo  della
  Regione   siciliana.  Invito,  pertanto,  i  colleghi   che   hanno
  presentato  questo emendamento a soprassedere perché ci  troveremmo
  nell'ipotesi  in  cui,  non sapendo quanti  siano  gli  addetti  al
  sistema  delle  imprese  che  operano  nel  settore  turistico,  ci
  troveremmo nelle condizioni di non potere programmare adeguatamente
  un  intervento  per  il turismo in Sicilia, ma  soltanto  a  pagare
  sussidi alle imprese.

   CORONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORONA.  Signor  Presidente, intervengo brevemente  per  dire  che
  aggiungo  la mia firma a questo emendamento presentato dai colleghi
  perché  ne condivido realmente lo spirito e l'iniziativa mi  sembra
  opportuna  nel momento in cui si interviene per fare una  legge  di
  aiuto per le imprese.
   Vorrei  invitare  anche,  se è possibile,  l'onorevole  Mancuso  a
  rivedere  la sua posizione, perché credo che questo emendamento  va
  un po' al di là di una filosofia legata all'assistenzialismo, ma va
  nella  direzione di mantenere un livello qualitativo  della  forza-
  lavoro nel settore dell'accoglienza turistica che, certamente, è un
  patrimonio importante nel mondo delle imprese, perché è chiaro  che
  le imprese, sì è vero guardano al proprio patrimonio  clientela' e,
  quindi,  in  questo  momento subiscono la  crisi  del  settore  ma,
  soprattutto,  questo intervento serve a garantire  al  mondo  delle
  piccole  e  medie  imprese, che sono tantissime, di  mantenere  una
  forza-lavoro qualificata.
   Come Regione siciliana spendiamo molte risorse per la formazione e
  la  qualità dell'offerta lavorativa, per mantenere alto il  settore
  del  turismo,  che certamente rappresenta una risorsa  fondamentale
  per la nostra regione.
   Ebbene, si può dare un incentivo al mondo delle imprese,  che sono
  quantificabili - mi meraviglia l'intervento dell'assessore Di Mauro
  quando  afferma  che  non si sa  quanti siano i lavoratori  addetti
  all'accoglienza turistica della regione dato che,  fino  a  qualche
  giorno fa, egli era assessore alla cooperazione ed al commercio  e,
  sicuramente, questi dati sono patrimonio di quell'assessorato, e lì
  sono  censite tutte le imprese del settore turistico e di tutta  la
  filiera, anche con i lavoratori dipendenti messi in regola.
   Ecco,  ho  voluto fare  questo intervento perché ritengo che  dare
  questa   possibilità  al  mondo  delle  piccole  e  medie   imprese
  dell'accoglienza turistica mantenga una forza-lavoro ed una qualità
  della stessa che, in questo momento di crisi, può essere importante
  per fare superare le difficoltà esistenti.
   Le  imprese  guardano  con attenzione ad un intervento  di  questo
  tipo.

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, la cosa che stupisce
  è  il  debutto di questa nuova maggioranza in Aula. E' qualcosa  di
  indescrivibile.  Non si capisce, sostanzialmente,  cosa  sostengono
  sull'emendamento   in   discussione,   all'interno   della   stessa
  maggioranza,  autorevoli esponenti. Quel che  stupisce  è  che  gli
  stessi  componenti della maggioranza se ne inventano  una  più  del
  diavolo'.  L'onorevole Formica, per la sua esperienza pregressa  di
  assessore  per  il  lavoro, dovrebbe sapere,  e sicuramente  lo  sa
  perché è deputato attento e di più legislature, che in questo  caso
  l'onorevole Mancuso ha ragione.
   Spiego  il motivo per cui l'onorevole Mancuso ha ragione: non  c'è
  bisogno  di scrivere una norma, in questo momento gli atti  che  ha
  richiamato   l'onorevole   Formica   sostanzialmente   stanno   già
  producendo  effetti  a trecentosessanta gradi. Quindi,  specificare
  una  questione  relativa alla dimensione delle aziende,  piccole  e
  medie,  di piccole e medie imprese, dentro al sistema del  turismo,
  è una cosa che non serve.
   Non  c'entra  essere contrari o a favore, non serve.  Non  produce
  alcun  effetto.  Perché già col bando in essere e che  scade  il  4
  agosto,  si  agisce su tutti i livelli e su tutti i  settori,  come
  domani si può agire implementando eventualmente, se ci sono risorse
  che  si manifesteranno in corso d'opera, e il tutto si vedrà  anche
  in base ai progetti presentati e se ci saranno risorse disponibili.
    Non si riesce a capire di che cosa stiamo discutendo.
     Per  chi  ha  un  minimo di conoscenza, e i  colleghi  che  sono
  intervenuti  lo  sanno, non c'è bisogno di questo  articolo  perché
  già,  di  per sé, quello che bisogna fare anche per quanto concerne
  l'interessante esperienza - che spero non somigli per  niente  alla
  BIT,  ma  non  perché  sia stata un'esperienza tutta  negativa,  ma
  perché   evidentemente  c'erano  delle  carenze  che  noi  dovremmo
  cercare, con quest'altra esperienza, di non registrare più -.
   Quindi, l'onorevole De Benedictis, l'onorevole Mancuso, gli  altri
  deputati intervengono e si sforzano di dire che non siamo  qui  per
  affermare chi è contrario o favorevole al work experience -   siamo
  tutti a favore di un sistema gestito bene -, ma  non c'è bisogno di
  questa norma perché già si può operare.
   Poi  ci  sono  colleghi che si cimentano in  valutazioni  su  come
  dovrebbe  essere fatta qui dentro l'opposizione, dato che  ci  sono
  alcuni  colleghi hanno timore da un lato e, dall'altro lato,  hanno
  la  pretesa  di insegnarci come fare l'opposizione.  Qui  dentro  è
  ricorrente, ci sono persone che non sanno assolutamente cosa voglia
  dire essere opposizione, se non tranne per qualche breve periodo  e
  perché  cacciati all'opposizione. Non è assolutamente offensivo  da
  questo punto di vista.
   Ci   sono  colleghi  che  fanno  l'opposizione  dentro  la   nuova
  maggioranza  Lombardo-Berlusconi' - perché si è fatta -,  ma  fanno
  l'opposizione  dentro la stessa maggioranza e hanno la  pretesa  di
  dirci  come dobbiamo fare l'opposizione. Esagerate un po'.  Si  può
  fare  un  ragionamento  del  genere  ed  essere  credibili?  Dovete
  mettervi il cuore in pace
   Il  Partito Democratico in quest'Aula fa l'opposizione nel merito,
  nel  merito  si confronta, fa le sue proposte e se quelle  proposte
  hanno  un  senso  e  sono  condivise  dall'Aula  in  quel  momento,
  definiteci  come volete, ma noi vogliamo dialogare e dare  risposte
  alle   nostre   imprese,  ai  cittadini,  ai  tanti  inoccupati   e
  disoccupati. Questo può sembrarvi un tratto un po' comiziale,  fate
  come  volete   Ma, per favore, scendano dalla cattedra  coloro  che
  vogliono darci lezioni di opposizione; fate in questi mesi  un  po'
  di  umile  opposizione e, forse, domani mattina potrete  insegnarci
  come fare l'opposizione.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il disegno di legge
  in   esame  è  estremamente  atteso  dal  mondo  dell'impresa.   Le
  dichiarazioni e gli interventi da parte degli industriali  e  delle
  Camere di Commercio hanno sensibilizzato il Parlamento e il Governo
  alla massima attenzione su questa iniziativa parlamentare.
   Credo che ci sia tanta passione, ma anche tanta confusione attorno
  a questo emendamento.
   Vi  parlo,  non soltanto da parlamentare, ma da chi  è  stato  per
  dieci  anni  sindaco di una città turistica che ha vissuto  e  vive
  ancora oggi, come tutte le città turistiche siciliane, di punte  di
  altissima  presenza  turistica che coincidono  con  un  momento  di
  ritorno  economico  per  le aziende che  operano  nel  settore  del
  turismo, e mi riferisco non soltanto agli alberghi, ma che  poi  di
  converso e in parallelo vivono un momento di grandissima difficoltà
  nel momento in cui il turismo è  fuori stagione'.
   Assistiamo, come abbiamo assistito e probabilmente continueremo ad
  assistere, a lavoratori che nei momenti d'oro del turismo lavorano,
  nei  momenti di calo o di assenza delle presenze turistiche vengono
  licenziati, perché la dura logica di una azienda è che  quando  non
  produce, per evitare il fallimento, deve incidere sulla presenza  e
  sulla  quantità dei lavoratori.
   Questo  emendamento  non è, onorevole Mancuso  -  e  la  invito  a
  riportare  la  sua firma su questo emendamento - una iniziativa  di
  carattere  assistenziale,  ma  si  inserisce  perfettamente  in  un
  contesto  di  sostegno  a chi oggi lavora;   qui  non  distribuiamo
  risorse  per creare precariato, ma per mantenere posti di lavoro  a
  tempo indeterminato.
   Onorevole  assessore  Di Mauro, le faccio i  migliori  auguri  per
  questa  sua nuova delega, mi dispiace che la perderò come assessore
  di  riferimento della mia Commissione, questo mi dispiace perché ci
  eravamo  affezionati alla sua presenza. Devo dirle che non  è  vero
  che  le  risorse  sono  indeterminate, perché  la  fine  del  primo
  capoverso   recita:   che  è  proporzionale  tra  l'importo   delle
  richieste   che   perverranno   all'Assessorato   e   le    risorse
  disponibili ,  quindi  c'è  proprio la  determinazione  precisa  di
  quelle che possono essere le domande e di quelle che possono essere
  le risorse a servizio delle domande.
   Insisto nell'emendamento assieme agli altri firmatari e chiedo  al
  Governo  di esprimere il voto favorevole proprio per incentivare  e
  non assistere, salvaguardando posti di lavoro che esistono e invito
  il collega e amico onorevole Mancuso a rivedere la sua posizione  e
  ad onorare questo emendamento con la sua firma.

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono  preoccupato.
  Ieri  leggevo le dichiarazioni di un  personaggio pittoresco,  tale
  Calderoni,  che aveva qualcosa da ridire su personaggi  pulcinella'
  e   Obama', ma ancora di più richiamava l'attenzione su questo  Sud
  piagnone, su questo Sud che purtroppo non riesce a spendere bene le
  risorse, su questo Sud ascaro, su questo Sud che  chi più ne ha più
  ne metta'.
   Questa  cosa mi ha preoccupato e, ancora di più, mi ha preoccupato
  l'intervento del collega Mancuso perché mi ha fatto riflettere. Non
  vorrei  che  l'atteggiamento su questo emendamento  e  l'intervento
  dell'onorevole  Mancuso  possano  essere  oggetto  di   una   nuova
  esternazione di questo personaggio pittoresco, tale Calderoli.   Se
  dovesse essere così, io non lo voterei. Se lei mi assicura, invece,
  che  non  c'è da parte del Governo questo atteggiamento  ascaro  di
  chiedere  piagnucolando risorse o di sperperarle,  io  apporrei  la
  firma al posto di quella dell'onorevole Mancuso.

   DI   MAURO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, il Governo si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Può bastare questa dichiarazione da parte del Governo?

   D'ASERO, vicepresidente  e relatore, Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO,  vicepresidente  e  relatore.  Signor  Presidente,  torno
  sull'argomento perché ritengo che l'Aula è il luogo dove  ci  debba
  essere un dibattito sereno, costruttivo, convinto.
   Ho  seguito le considerazioni svolte dall'onorevole Mancuso  circa
  il    timore   che   l'intervento   potrebbe   avere   un    sapore
  assistenzialistico  e gli faccio presente che in  questo  specifico
  intervento - premesso che, come è stato detto, ci sono altre  forme
  di  interventi  che  possono essere utilizzati  sulla  materia  del
  lavoro  -  per un comparto che riteniamo strategico ai fini  di  un
  momento  in  cui  l'offerta  di servizi turistici  e  l'offerta  di
  pacchetti turistici torni, attraverso la riduzione dei costi, ad un
  momento di competizione che, di fatto, è in parte perduta,  c'è  la
  necessità di intervenire per destagionalizzare un settore  che,  al
  di là di ogni annuncio, trova il suo reale momento di vincolo nella
  proposta e, quindi, nei relativi costi. Per cui, onorevole Mancuso,
  mi auguro di poterla convincere in questo ragionamento in quanto il
  senso  dell'intervento  vuol essere non di  natura  antica,  ma  di
  natura attuale, perché possa, appunto attraverso questo intervento,
  realizzarsi un momento di competizione seria e reale.
   Su   quanto   dichiarato  dall'assessore   Di   Mauro   circa   la
  preoccupazione  della  indeterminatezza sul costo  dell'intervento,
  ritengo   che  su  questo  tipo  di  perplessità  o  preoccupazione
  l'assessore  possa sicuramente essere rassicurato perché  la  parte
  relativa  al  capoverso, che recita sostanzialmente  «la  misura  è
  determinata attraverso un momento proporzionale tra l'importo delle
  richieste  che perverranno all'Assessorato e le risorse disponibili
  nonché  a  condizione che i livelli  » significa che, di fatto,  il
  rapporto sul valore dell'intervento viene ad essere determinato.
   Ritengo,  pertanto, Assessore, che anche in questo senso  c'è  una
  razionalità dell'intervento.
   Quindi,  al  di  là  delle considerazioni che  giustamente  devono
  essere fatte e che l'Aula deve valutare per trovare condivisione in
  momenti importanti come questo, ritengo che l'emendamento nella sua
  articolazione sia da ritenersi valido e quindi da approvare.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà, per un minuto.

   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ho  chiesto  di
  parlare perché chiamato in causa dall'intervento del vicepresidente
  Oddo.  Capisco  le  posizioni  di  tutti,  certamente  non  capisco
  posizioni  ipocrite e, in questo senso, ritengo  che  la  posizione
  dell'onorevole Oddo denuncia molta,  ma molta ipocrisia e spiego il
  perché.
   Accusare gli altri di non sapere fare opposizione o di voler  fare
  opposizione  o  di  voler fare opposizione nel momento  in  cui  si
  propone  un  emendamento volto solo ad adiuvandum, solo propositivo
  all'azione  di Governo e solo per facilitare l'utilizzo dei  fondi,
  da  parte di quella forza politica, quella dell'onorevole Oddo, che
  proprio  sul  bando che l'assessorato del lavoro  ha  emanato  poco
  tempo  fa,  che la dottoressa Monterosso ha predisposto poco  tempo
  fa,  ha presentato addirittura un'interrogazione parlamentare,  non
  mi ricordo se è a firma dell'onorevole Faraone, denunciando che con
  quel  bando,  cioè  con quel metodo che l'onorevole  Oddo  oggi  ci
  suggerisce  di  utilizzare perché già c'è, invece, senza  ricordare
  che  hanno presentato un'interrogazione parlamentare sostenendo che
  si vuole creare nuovo precariato.
   Quindi,  delle  due  l'una onorevole vicepresidente  Oddo:  o,  in
  maniera chiara, si aderisce ad una proposta e lo si fa chiarendo le
  proprie  posizioni  sempre,  soprattutto  all'interno  del  proprio
  partito, oppure si taccia. Come lei ben sa, onorevole Oddo,  io  ho
  iniziato  l'intervento  avvertendo che quello  che  si  propone  in
  quest'emendamento, l'oggetto di ciò che si propone, in parte lo  si
  può già fare attraverso quel bando.
   Non  a  caso  nel  mio  intervento  avevo  rivolto  un  elogio   e
  all'assessore  Gentile e al direttore che ha  emanato  quel  bando.
  Lei,  onorevole Oddo, dovrebbe stare molto più attento,  perchè  un
  suo   compagno   di   partito   su   quell'avviso   ha   presentato
  un'interrogazione parlamentare e ne hanno parlato anche i  giornali
  perchè si sosteneva che si creerebbe nuovo precariato.
   Delle due l'una: o è un provvedimento utile a sostenere l'economia
  oppure  si tratta di un provvedimento che questo Governo  mette  in
  atto  per creare nuovo precariato, proprio quel precariato  che  il
  Governo  nazionale imputa alla Sicilia come la causa della  mancata
  assegnazione dei fondi FAS.
   Ripeto,  delle due l'una: o una posizione chiara in questo  senso,
  di  appoggio  a questo tipo di provvedimenti, oppure una  posizione
  contraria.


   Presidenza del presidente Cascio


   MANCUSO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  essendo  stato
  chiamato  in  causa  sul  voto  da  diversi  colleghi,  mi   sembra
  irriverente non fare una dichiarazione di voto.
   Partendo proprio dall'assunto dell'intervento dell'onorevole  Oddo
  che  non vuol essere assolutamente un dibattito né a due né a  tre,
  forse  l'onorevole Oddo ha confuso opposizione, chi la vuole  fare,
  chi  ne fa di più, ma qui lavoriamo per la Sicilia, onorevole Oddo,
  qui  siamo tutti per la Sicilia. Non c'è un Governo che guarda  una
  parte  politica,  c'è  un  Governo che assume  le  ragioni  di  uno
  sviluppo  che guarda tutta la Sicilia, quindi anche alla sua  parte
  politica. Pertanto la sua è una polemica sterile, il suo  aiuto  ci
  serve, e tanto
   Ci serve per la sua esperienza, ci serve per la sua conoscenza nel
  territorio, ci serve per la sua conoscenza negli atti,  nei  fatti;
  quindi  non ce ne voglia tutte le volte che le chiederemo un aiuto,
  un  appoggio, un voto per fare crescere la Sicilia, non si  ritenga
  un  uomo  del  Governo  quando lei vota come noi  del  Governo.  Si
  ritenga un uomo della Sicilia che vota per il governo della Sicilia
  e per far crescere quest'Isola.
   In  merito  alla  dichiarazione di voto e a  quello  che  è  stato
  richiesto  da  diversi colleghi, naturalmente ho sentito  prima  il
  Governo  sostenere  una  posizione molto  dura  rispetto  a  questo
  emendamento  in  quanto le dichiarazioni programmatiche  combattono
  questa  forma  di  assistenzialismo  che  fa  parte  della  vecchia
  politica, fa parte di una politica molto antica.
   Ho sentito l'assessore Di Mauro dichiarare, invece, che si rimette
  all'Aula.
   Io  la  penso esattamente come il Governo, non rappresento  né  il
  Governo né nulla, non posso fare dichiarazioni diverse e mi rimetto
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 15.2. Il  parere  del
  Governo?

   DI  MAURO,  assessore per il bilancio e le finanze. Il Governo  si
  rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   D'ASERO, vicepresidente  e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.


   Presidenza del presidente Cascio


                            (E'  approvato)

   Comunico  che  è  stato  presentato  l'emendamento  15.3  a  firma
  dell'onorevole  Savona, a cui è stato presentato il  subemendamento
  15.3.1, sempre a firma dell'onorevole Savona:

   emendamento 15.3:
   «All'articolo  15,  comma 9, all'inizio,  aggiungere  il  seguente
  periodo:
    Gli interventi di cui al presente articolo sono attivati a valere
  sulle  risorse  relative  al  PO FESR  2007-2013  e  sulle  risorse
  finanziarie del Fondo aree sottoutilizzate istituito con l'articolo
  61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289 .»

   Subemendamento 15.3.1:
   «All'emendamento  15.3,  dopo le parole  Gli  interventi  di  cui
  aggiungere le seguenti  al comma 1 del ».

   D'ASERO,  vicepresidente della Commissione  e relatore. Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO,   vicepresidente  della  Commissione   e   relatore.   Il
  presidente  della Commissione onorevole Savona ha voluto provvedere
  con  questo subemendamento a riparare ad un errore perché si faceva
  riferimento al comma 9 dell'articolo 15,  mentre il riferimento era
  al comma 3 dell'articolo 15.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 15.3.1. Il parere
  del Governo?

   STRANO, assessore per il turismo, sport e spettacolo. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (E'approvato)

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 15.3, come emendato.

   RAGUSA. Chiedo la verifica del numero legale.

                      Verifica del numero legale

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata,  a   termini   di
  Regolamento,  dagli onorevoli Cordaro, D'Antoni,  Fiorenza  Forzese,
  Gennuso, Gianni, Leanza Nicola, Lo Giudice e Ruggirello, invito  gli
  onorevoli  deputati a registrare la loro presenza con la  scheda  di
  votazione.
   Chiarisco  le  modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla verifica)

   Sono   presenti:  Adamo,  Apprendi,  Arena,  Beninati,  Bufardeci,
  Caputo,   Cimino,   Colianni,  Cristaudo,   Currenti,   D'Agostino,
  D'Antoni,  D'Asero,  De Benedictis, Di Guardo, Di  Mauro,  Faraone,
  Federico,  Fiorenza,  Gennuso, Gentile,  Greco,  Gucciardi,  Leanza
  Nicola, Lentini, Leontini, Maira, Marrocco, Minardo, Musotto, Oddo,
  Pogliese, Savona, Scammacca, Scilla.

   Dichiaro chiusa la verifica.
                       Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti            41

   L'Assemblea è in numero legale.

   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
                      119 - Norme stralciate I/A

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione dell'emendamento  15.3,  come
  emendato. Il parere del Governo?

   STRANO, assessore per il turismo, sport e spettacolo. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 15.4, a firma del  Governo.  Il  parere
  della Commissione?

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 15 nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:

                               «Art. 16
          Modifiche all'articolo 42 della legge regionale 23
                         dicembre 2000, n. 32

   1. L'articolo 42 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32,  è
  sostituito dal seguente:

    Art. 42. Aiuti agli investimenti - 1. L'Assessorato regionale del
  territorio e dell'ambiente è autorizzato ad attivare, in attuazione
  degli  obiettivi  specifici  3.2  e  7.1  del  Programma  operativo
  regionale  del  Fondo  europeo per lo  sviluppo  regionale  per  il
  2007-2013  (PO  FESR 2007-2013), approvato con Decisione  C  (2007)
  4249 del 7 settembre 2007 e successive modifiche e integrazioni, al
  fine  di rafforzare la rete ecologica siciliana, favorendo la messa
  a  sistema  e  la  promozione  delle  aree  ad  alta  naturalità  e
  conservando  la biodiversità in un'ottica di sviluppo  economico  e
  sociale  sostenibile  e  duraturo, regimi di  aiuti  conformi  alle
  condizioni e limiti previsti dal regolamento (CE) n. 800/2008 della
  Commissione,  del 6 agosto 2008 (regolamento generale di  esenzione
  per  categoria), pubblicato nella g.u.u.e. del 9 agosto 2008, serie
  L 214.

   2. L'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente stabilisce
  con  proprio decreto le tipologie di aiuti, le modalità e procedure
  per  la  concessione  delle agevolazioni,  inclusi  i  criteri  per
  l'individuazione   dei  soggetti,  delle  attività,   delle   spese
  ammissibili, la percentuale massima d'intervento, la misura massima
  del  finanziamento  concedibile,  le  modalità  di  erogazione  dei
  benefici in una o più delle forme indicate dall'articolo 189  della
  legge  regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e successive  modifiche  e
  integrazioni,  i parametri per l'attribuzione, a ciascun  progetto,
  del punteggio utile per la collocazione in graduatoria e ogni altra
  disposizione   necessaria  all'attivazione  degli  interventi,   in
  coerenza con quanto previsto nei citati obiettivi specifici  3.2  e
  7.1  e  nei corrispondenti obiettivi operativi e linee d'intervento
  contenuti  nel  PO  FESR  2007-2013 e nel documento   Requisiti  di
  ammissibilità  e criteri di selezione', approvato dal  Comitato  di
  Sorveglianza  del  12  dicembre  2007  e  successive  modifiche   e
  integrazioni.  Il decreto è emanato previo parere della  competente
  commissione  legislativa  dell'Assemblea  regionale  siciliana   da
  rendersi entro 15 giorni dall'assegnazione della relativa richiesta
  da   parte   del  Presidente  dell'Assemblea  regionale  siciliana.
  Trascorso  tale termine l'Assessore può procedere all'adozione  del
  decreto.

   3.  L'Assessorato  regionale del territorio e  dell'ambiente,  per
  assicurare  la migliore definizione delle procedure, attiva  con  i
  soggetti  beneficiari  interventi  di  comunicazione  e  animazione
  territoriale   al   fine  di  promuovere  processi   partecipativi,
  finanziati  con le risorse relative all'assistenza tecnica  del  PO
  FESR 2007-2013.

   4.  Gli  interventi di cui al presente articolo  sono  attivati  a
  valere  sulle risorse relative agli obiettivi specifici 3.2  e  7.1
  del  PO  FESR 2007-2013 e sulle risorse finanziarie del Fondo  aree
  sottoutilizzate istituito con l'articolo 61 della legge 27 dicembre
  2002, n. 289.'.»

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dagli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi, Donegani e Marinello:
   emendamento 16.1:
   «Al  comma  2, sesto rigo, le parole  in coerenza  sono sostituite
  con le parole  in esecuzione di ».

   dal Governo:
   emendamento 16.2:
   «Cassare il penultimo e l'ultimo capoverso del comma 2»

   emendamento 16.3:
   «Al  comma  2 abrogare le seguenti parole:  Il decreto  è  emanato
  previo parere della competente commissione legislativa dell'ARS  da
  rendersi entro 15 giorni dall'assegnazione della relativa richiesta
  da   parte   del   Presidente  dell'ARS.  Trascorso  tale   termine
  l'Assessore può procedere all'adozione del decreto .»

   Pongo in votazione l'emendamento 16.1. Il parere del Governo?

   STRANO, assessore per il turismo, sport e spettacolo. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.   Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo   in   votazione,  l'emendamento  16.3.  Il   parere   della
  Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo   in   votazione  l'emendamento  16.2.   Il   parere   della
  Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Contrario

   PRESIDENTE.  Chi  è contrario resti seduto; chi  è  favorevole  si
  alzi.

                          (Non  è approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 16, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:

                               «Art. 17.
            Promozione della nuova imprenditoria e sviluppo
                          dell'imprenditoria
            giovanile e femminile nei territori della Rete
                          Ecologica Siciliana

   1.  Dopo l'articolo 42 della legge regionale 23 dicembre 2000,  n.
  32, è aggiunto il seguente:

    Art.  42  bis.  Promozione della nuova imprenditoria  e  sviluppo
  dell'impren-ditoria giovanile e femminile nei territori della  Rete
  Ecologica  Siciliana  -  1.  Al  fine  di  incentivare   la   nuova
  imprenditorialità,  l'Assessorato  regionale   del   territorio   e
  dell'ambiente  è  autorizzato  a concedere  alle  piccole  e  medie
  imprese,  come  definite  dalla  normativa  comunitaria,  di  nuova
  costituzione  o a prevalente partecipazione giovanile o  femminile,
  nei  territori della Rete ecologica siciliana (RES), gli  aiuti  di
  cui   all'articolo  14  del  regolamento  (CE)  n.  800/2008  della
  Commissione,  del 6 agosto 2008 (regolamento generale di  esenzione
  per  categoria), pubblicato nella g.u.u.e. del 9 agosto 2008, serie
  L  214, nell'ambito delle finalità degli obiettivi specifici 3.2  e
  7.1  del  Programma operativo regionale del Fondo  europeo  per  lo
  sviluppo  regionale per il 2007-2013 (PO FESR 2007-2013), approvato
  con  Decisione  C  (2007) 4249 del 7 settembre  2007  e  successive
  modifiche e integrazioni.

   2.  Possono  essere concessi contributi, in una o più delle  forme
  indicate dall'articolo 189 della legge regionale 23 dicembre  2000,
  n.  32  e  successive modifiche e integrazioni, sui costi sostenuti
  nei  primi  cinque  anni  dalla costituzione,  nel  rispetto  delle
  condizioni  stabilite dal citato regolamento generale di  esenzione
  (CE)  n. 800/2008 ovvero alle condizioni e limiti previsti per  gli
  aiuti  de minimis' dalla disciplina comunitaria.

   3.   Per   il  ciclo  di  programmazione  2007-2013,  le   risorse
  finanziarie non possono superare complessivamente l'importo di  200
  milioni di euro.

   4.  Gli  interventi di cui al presente articolo  sono  attivati  a
  valere  sulle risorse relative agli obiettivi specifici 3.2  e  7.1
  del  PO  FESR 2007-2013 e sulle risorse finanziarie del Fondo  aree
  sottoutilizzate istituito con l'articolo 61 della legge 27 dicembre
  2002, n. 289.'».

   Comunico   che   è  stato  presentato  dall'onorevole   D'Agostino
  l'emendamento 17.1:

   «Al comma 1 dopo le parole  l'Assessorato regionale del territorio
  e  dell'ambiente  è autorizzato a concedere alle  piccole  e  medie
  imprese,  come  definite  dalla  normativa  comunitaria,  di  nuova
  costituzione  sono aggiunte  , sociali  .

   Onorevoli colleghi, lo dichiaro inammissibile.

   Pongo in votazione l'articolo 17. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 18. Ne do lettura:

                               «Art. 18.
                     Programma di sviluppo rurale

   1.  Dopo l'articolo 141 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.
  32, è inserito il seguente:

    Art.  141  bis. Programma di sviluppo rurale - 1. Per favorire  e
  sostenere i processi di sviluppo del settore agro-alimentare e  dei
  territori     rurali    in    Sicilia    l'Assessorato    regionale
  dell'agricoltura e delle foreste è autorizzato ad attivare, per  il
  periodo  di  programmazione 2007-2013, gli interventi previsti  dal
  regolamento (CE) n. 1698/2005 sul sostegno allo sviluppo rurale  da
  parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR),  e
  successive modifiche e integrazioni, in conformità alle misure  del
  Programma di Sviluppo Rurale (PSR) Sicilia 2007-2013 e al  predetto
  regolamento   (CE)   n.   1698/2005,  e  successive   modifiche   e
  integrazioni, per la competitività del sistema agricolo e forestale
  regionale,   per   la   tutela,   salvaguardia   e   valorizzazione
  dell'ambiente,  per  la diversificazione economica  e  la  crescita
  dell'occupazione nelle aree rurali, anche con il metodo LEADER.

   2.  La  proposta  di  PSR  è adottata con  delibera  della  Giunta
  regionale, su proposta dell'Assessore regionale per l'agricoltura e
  le  foreste.  Con  delibera della Giunta regionale  sono,  altresì,
  adottate le proposte di revisione e le relative modifiche  del  PSR
  approvate dalla Commissione europea ai sensi dell'articolo  19  del
  regolamento   (CE)   n.   1698/2005,  e  successive   modifiche   e
  integrazioni, e dell'articolo 7 del regolamento (CE) n.  1974/2006,
  e successive modifiche e integrazioni.

   3. L'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste determina,
  con  proprio decreto, nel rispetto delle procedure stabilite  dalla
  disciplina   comunitaria  del  settore,  gli   indirizzi   per   la
  concessione  delle agevolazioni previste dalle singole  misure  del
  PSR Sicilia 2007-2013.

   4.  L'Autorità di gestione del PSR 2007-2013 adotta,  con  proprio
  decreto,  le  disposizioni relative alle  riduzioni,  esclusioni  e
  sanzioni ai sensi del regolamento (CE) n. 1975/2006.

   5.  Gli  atti  di cui ai commi 2 e 3 sono trasmessi  all'Assemblea
  regionale siciliana entro 15 giorni dall'approvazione.'».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:

                               «Art. 19.
             Diversificazione verso attività non agricole

   1.  Dopo l'articolo 141 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.
  32, è inserito il seguente articolo:

    Art. 141 ter. Diversificazione verso attività non agricole  -  1.
  L'Assessorato regionale dell'agricoltura e delle foreste,  al  fine
  di  consolidare e accrescere l'occupazione nelle aree rurali, anche
  attraverso  forme di diversificazione delle attività delle  aziende
  agricole e di sostegno allo sviluppo delle attività non agricole ad
  integrazione  del reddito dell'impresa agricola, è  autorizzato  ad
  attivare gli aiuti di cui agli articoli 52, lettera a), punto i)  e
  53  del  regolamento  (CE) n. 1698/2005, e successive  modifiche  e
  integrazioni,  nonché  all'articolo  35  del  regolamento  (CE)  n.
  1974/2006,  e  successive  modifiche e integrazioni,  conformemente
  alla misura 311 del PSR Sicilia 2007-2013.

   2.  Il  regime  di aiuti di cui al comma 1 è attuato conformemente
  agli   Orientamenti  in  materia  di  aiuti  di  Stato  a  finalità
  regionale  2007-2013', pubblicati nella g.u.u.e. C 54 del  4  marzo
  2006,   ovvero  in  esenzione  dall'obbligo  di  notifica  di   cui
  all'articolo  88  paragrafo 3 del Trattato, nei limiti  di  cui  al
  regolamento  (CE) n. 800/2008 della Commissione del 6  agosto  2008
  che  dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il  mercato
  comune  in  applicazione  degli  articoli  87  e  88  del  Trattato
  (regolamento generale di esenzione per categoria) pubblicato  nella
  g.u.u.e. L 214 del 9 agosto 2008.

   3.  Il  sostegno  può,  inoltre,  essere  concesso  ai  sensi  del
  regolamento  (CE) n. 1998/2006 della Commissione  del  15  dicembre
  2006 relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato,
  sugli  aiuti di importanza minore  de minimis', secondo le modalità
  indicate nella misura.

   4.  Gli  interventi di cui al presente articolo  sono  attivati  a
  valere  sulle  risorse relative al PSR Sicilia  2007-2013  e  sulle
  risorse  finanziarie del Fondo aree sottoutilizzate  istituito  con
  l'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.

   5.  Ai  fini dell'autorizzazione comunitaria sugli aiuti  previsti
  dal  presente articolo, per il periodo di programmazione  2007-2013
  le risorse finanziarie non possono superare l'importo di 90 milioni
  di euro.'».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 20. Ne do lettura:

                               «Art. 20.
              Sostegno alla creazione e allo sviluppo di
                             microimprese

   1.  Dopo l'articolo 141 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.
  32, è inserito il seguente articolo:

    Art.  141  quater.  Sostegno alla creazione e  allo  sviluppo  di
  microimprese - 1. L'Assessorato regionale dell'agricoltura e  delle
  foreste al fine di sviluppare e sostenere le iniziative volte  alla
  creazione  e al rafforzamento di microimprese nelle aree rurali,  è
  autorizzato ad attivare gli aiuti di cui agli articoli 52,  lettera
  a),  punto  ii) e 54 del regolamento (CE) n. 1698/2005 e successive
  modifiche  ed integrazioni, conformemente alla misura 312  del  PSR
  Sicilia 2007-2013.

   2.  Il  sostegno  è  concesso ai sensi  del  regolamento  (CE)  n.
  1998/2006   della  Commissione  del  15  dicembre   2006   relativo
  all'applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato,  sugli  aiuti
  di  importanza  minore  de minimis', secondo le  modalità  indicate
  nella misura.

   3.  Gli  interventi di cui al presente articolo  sono  attivati  a
  valere  sulle  risorse relative al PSR Sicilia  2007-2013  e  sulle
  risorse  finanziarie del Fondo aree sottoutilizzate  istituito  con
  l'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.

   4.  Ai  fini dell'autorizzazione comunitaria sugli aiuti  previsti
  dal  presente articolo, per il periodo di programmazione  2007-2013
  le risorse finanziarie non possono superare l'importo di 33 milioni
  di euro.'».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 21. Ne do lettura:

                               «Art. 21.
                 Incentivazione di attività turistiche

   1.  Dopo l'articolo 141 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.
  32, è inserito il seguente articolo:

    Art.  141 quinquies. Incentivazione di attività turistiche  -  1.
  L'Assessorato  regionale dell'agricoltura  e  delle  foreste,  allo
  scopo  di  incentivare le attività turistiche nelle aree rurali,  è
  autorizzato ad attivare gli aiuti di cui agli articoli 52,  lettera
  a),  punto iii) e 55 del regolamento (CE) n. 1698/2005 e successive
  modifiche  ed integrazioni, conformemente alla misura 313  del  PSR
  Sicilia 2007-2013.

   2. Per i beneficiari privati il regime di aiuti di cui al comma  1
  è attuato:

   a)  nel caso di investimenti, conformemente agli  Orientamenti  in
  materia   di  aiuti  di  Stato  a  finalità  regionale  2007-2013',
  pubblicati  nella  g.u.u.e.  C  54 del  4  marzo  2006,  ovvero  in
  esenzione dall'obbligo di notifica di cui all'articolo 88 paragrafo
  3  del  Trattato, nei limiti di cui al regolamento (CE) n. 800/2008
  della  Commissione del 6 agosto 2008 che dichiara alcune  categorie
  di  aiuti  compatibili con il mercato comune in applicazione  degli
  articoli  87  e 88 del Trattato (regolamento generale di  esenzione
  per  categoria), pubblicato nella g.u.u.e. L 214 del 9 agosto 2008.
  Il  sostegno può, inoltre, essere concesso ai sensi del regolamento
  (CE) n. 1998/2006 della Commissione relativo all'applicazione degli
  articoli 87 e 88 del Trattato sugli aiuti di importanza minore   de
  minimis' secondo le modalità indicate nella misura;

   b) nel caso di servizi, ai sensi del regolamento (CE) n. 1998/2006
  della  Commissione  del 15 dicembre 2006 relativo  all'applicazione
  degli  articoli  87  e 88 del Trattato, sugli aiuti  di  importanza
  minore  de minimis', secondo le modalità indicate nella misura.

   3.  Per  i  beneficiari pubblici che svolgono attività a  finalità
  pubblica  senza scopo di lucro, il sostegno è concesso in forma  di
  contributo  in  conto  capitale fino al 100 per  cento.  Qualora  i
  beneficiari  pubblici  svolgano attività economica  il  sostegno  è
  concesso   ai  sensi  del  regolamento  (CE)  n.  1998/2006   della
  Commissione relativo all'applicazione degli articoli 87  e  88  del
  Trattato, sugli aiuti di importanza minore  de minimis', secondo le
  modalità indicate nella misura.

   4.  Gli  interventi di cui al presente articolo  sono  attivati  a
  valere  sulle  risorse relative al PSR Sicilia  2007-2013  e  sulle
  risorse  finanziarie del Fondo aree sottoutilizzate  istituito  con
  l'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.

   5.  Ai  fini dell'autorizzazione comunitaria sugli aiuti  previsti
  dal  presente articolo, per il periodo di programmazione  2007-2013
  le risorse finanziarie non possono superare l'importo di 25 milioni
  di euro.'».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 22. Ne do lettura:

                               «Art. 22.
          Servizi essenziali per l'economia e la popolazione
                                rurale

   1.  Dopo l'articolo 141 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.
  32, è inserito il seguente articolo:

    Art.  141  sexies.  Servizi  essenziali  per  l'economia   e   la
  popolazione rurale - 1. L'Assessorato regionale dell'agricoltura  e
  delle  foreste,  allo  scopo di favorire  lo  sviluppo  di  servizi
  essenziali funzionali al miglioramento della qualità della  vita  e
  dell'attrattività  delle  aree rurali  per  le  imprese  e  per  la
  popolazione,  è  autorizzato ad attivare  gli  aiuti  di  cui  agli
  articoli  52,  lettera b), punto i) e 56 del  regolamento  (CE)  n.
  1698/2005 e successive modifiche ed integrazioni conformemente alla
  misura 321 del PSR Sicilia 2007-2013.

   2. Per i beneficiari privati il regime di aiuti di cui al comma  1
  è  attuato conformemente agli  Orientamenti in materia di aiuti  di
  Stato a finalità regionale 2007-2013', pubblicati nella g.u.u.e. n.
  C 54 del 4 marzo 2006, ovvero in esenzione dall'obbligo di notifica
  di  cui all'articolo 88 paragrafo 3 del Trattato, nei limiti di cui
  al regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione del 6 agosto 2008
  che  dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il  mercato
  comune  in  applicazione  degli  articoli  87  e  88  del  Trattato
  (regolamento generale di esenzione per categoria) pubblicato  nella
  g.u.u.e. L 214 del 9 agosto 2008. Il sostegno può, inoltre,  essere
  concesso   ai  sensi  del  regolamento  (CE)  n.  1998/2006   della
  Commissione relativo all'applicazione degli articoli 87  e  88  del
  Trattato, sugli aiuti di importanza minore  de minimis', secondo le
  modalità indicate nella misura.

   3.  Per  i  beneficiari pubblici che svolgono attività a  finalità
  pubblica  senza scopo di lucro, il sostegno è concesso in forma  di
  contributo  in  conto  capitale fino al 100 per  cento.  Qualora  i
  beneficiari  pubblici  svolgano attività economica  il  sostegno  è
  concesso   ai  sensi  del  regolamento  (CE)  n.  1998/2006   della
  Commissione relativo all'applicazione degli articoli 87  e  88  del
  Trattato, sugli aiuti di importanza minore  de minimis', secondo le
  modalità indicate nella misura.

   4.  Gli  interventi di cui al presente articolo  sono  attivati  a
  valere  sulle  risorse relative al PSR Sicilia  2007-2013  e  sulle
  risorse  finanziarie del Fondo aree sottoutilizzate  istituito  con
  l'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.

   5.  Ai  fini dell'autorizzazione comunitaria sugli aiuti  previsti
  dal  presente articolo, per il periodo di programmazione  2007-2013
  le risorse finanziarie non possono superare l'importo di 28 milioni
  di euro.'».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 23. Ne do lettura:

                               «Art. 23.
            Tutela e riqualificazione del patrimonio rurale

   1.  Dopo l'articolo 141 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.
  32, è inserito il seguente articolo:

    Art. 141 septies. Tutela e riqualificazione del patrimonio rurale
  - 1. L'Assessorato regionale dell'agricoltura e delle foreste, allo
  scopo  di innalzare l'attrattività delle aree rurali per le imprese
  e  per  la  popolazione, intervenendo su una  maggiore  e  migliore
  fruibilità  dei vari elementi del patrimonio rurale, attraverso  la
  loro tutela e riqualificazione, è autorizzato ad attivare gli aiuti
  di  cui  agli  articoli  52,  lettera  b),  punto  iii)  e  57  del
  regolamento   (CE)   n.   1698/2005  e  successive   modifiche   ed
  integrazioni  conformemente alla misura 323 del PSR  Sicilia  2007-
  2013.

   2. Per i beneficiari privati il regime di aiuti di cui al comma  1
  è  attuato conformemente agli  Orientamenti in materia di aiuti  di
  Stato a finalità regionale 2007-2013', pubblicati nella g.u.u.e. n.
  C 54 del 4 marzo 2006, ovvero in esenzione dall'obbligo di notifica
  di  cui all'articolo 88 paragrafo 3 del Trattato, nei limiti di cui
  al regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione del 6 agosto 2008
  che  dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il  mercato
  comune  in  applicazione  degli  articoli  87  e  88  del  Trattato
  (regolamento generale di esenzione per categoria) pubblicato  nella
  g.u.u.e. L 214 del 9 agosto 2008. Il sostegno può, inoltre,  essere
  concesso   ai  sensi  del  regolamento  (CE)  n.  1998/2006   della
  Commissione relativo all'applicazione degli articoli 87  e  88  del
  Trattato, sugli aiuti di importanza minore  de minimis', secondo le
  modalità indicate nella misura.

   3.  Per  i  beneficiari pubblici che svolgono attività a  finalità
  pubblica  senza scopo di lucro, il sostegno è concesso in forma  di
  contributo  in  conto  capitale fino al 100 per  cento.  Qualora  i
  beneficiari  pubblici  svolgano attività economica  il  sostegno  è
  concesso   ai  sensi  del  regolamento  (CE)  n.  1998/2006   della
  Commissione relativo all'applicazione degli articoli 87  e  88  del
  Trattato  sugli aiuti di importanza minore  de minimis' secondo  le
  modalità indicate nella misura.

   4.  Gli  interventi di cui al presente articolo  sono  attivati  a
  valere  sulle  risorse relative al PSR Sicilia  2007-2013  e  sulle
  risorse  finanziarie del Fondo aree sottoutilizzate  istituito  con
  l'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.

   5.  Ai  fini dell'autorizzazione comunitaria sugli aiuti  previsti
  dal  presente articolo, per il periodo di programmazione  2007-2013
  le risorse finanziarie non possono superare l'importo di 20 milioni
  di euro.'».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 24. Ne do lettura:

                               «Art. 24.
                        Indennità compensativa

   1.  Dopo l'articolo 141 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.
  32, è inserito il seguente articolo:

    Art.  141  octies.  Indennità  compensativa  -  1.  L'Assessorato
  regionale  dell'agricoltura  e  delle  foreste  è  autorizzato   ad
  accordare  agli  agricoltori aiuti supplementari  per  la  parziale
  compensazione dei mancati redditi netti indicati nelle misure 211 e
  212  del PSR Sicilia 2007-2013, conformemente a quanto previsto dal
  regolamento (CE) n. 1698/2005.

   2.  Gli  aiuti  supplementari di cui al  comma  1  possono  essere
  erogati  in  conformità a quanto previsto dal regolamento  (CE)  n.
  1783/2003  fino  all'entrata in vigore  degli  articoli  37  e  88,
  paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1698/2005.
   A  seguito dell'entrata in vigore dei predetti articoli 37  e  88,
  paragrafo   3  del  regolamento  (CE)  n.  1698/2005,   gli   aiuti
  supplementari  sono  concessi conformemente a quanto  previsto  dai
  medesimi  articoli del regolamento (CE) n. 1698/2005  e  successive
  modifiche ed integrazioni.

   3.  Gli  aiuti  supplementari di cui  al  presente  articolo  sono
  attivati  a  valere  sulle risorse regionali nonché  sulle  risorse
  finanziarie del Fondo aree sottoutilizzate istituito con l'articolo
  61 della legge del 27 dicembre 2002, n. 289.

   4.   Per   il  periodo  di  programmazione  2007-2013  le  risorse
  finanziarie non possono superare l'importo di 53 milioni di euro.

   5.  L'attuazione  degli  aiuti  di  cui  al  presente  articolo  è
  subordinata  al  rispetto  della vigente normativa  comunitaria  in
  materia  di aiuti di Stato, nonché alla definizione delle procedure
  autorizzative degli stessi.'».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 25. Ne do lettura:

                               Art. 25.
          Formazione e informazione degli operatori economici

   1.  Dopo l'articolo 141 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.
  32, è inserito il seguente:

    Art.  141  nonies.  Formazione  e  informazione  degli  operatori
  economici  -  1. L'Assessorato regionale dell'agricoltura  e  delle
  foreste  allo  scopo  di migliorare il profilo professionale  degli
  operatori  economici  nelle aree rurali,  e  di  offrire  strumenti
  formativi e informativi a supporto di un'efficace attuazione  degli
  interventi  previsti  dalle misure del  PSR  Sicilia  2007-2013,  è
  autorizzato  ad  attivare gli interventi di cui agli  articoli  52,
  lettera  c)  e  58 del regolamento (CE) n. 1698/2005  e  successive
  modifiche  ed  integrazioni, conformemente alla misura  331del  PSR
  Sicilia 2007-2013.

   2.  Per  i  soggetti pubblici il sostegno è concesso in  forma  di
  contributo in conto capitale fino al 100 per cento. Per i  soggetti
  privati  il  sostegno è concesso ai sensi del regolamento  (CE)  n.
  1998/2006   della   Commissione  relativo  all'applicazione   degli
  articoli 87 e 88 del Trattato sugli aiuti di importanza minore   de
  minimis' secondo le modalità indicate nella misura.

   3.  Gli  interventi di cui al presente articolo  sono  attivati  a
  valere  sulle  risorse relative al PSR Sicilia  2007-2013  e  sulle
  risorse  finanziarie del Fondo aree sottoutilizzate  istituito  con
  l'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.

   4.  Ai  fini dell'autorizzazione comunitaria sugli aiuti  previsti
  dal  presente articolo, per il periodo di programmazione  2007-2013
  le risorse finanziarie non possono superare l'importo di 22 milioni
  di euro.'».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 26. Ne do lettura:

                               Art. 26.
            Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti
                               agricoli
             e forestali fuori Allegato I del Trattato CE

   1.  Dopo l'articolo 141 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.
  32, è inserito il seguente:

    Art.  141 decies. Accrescimento del valore aggiunto dei  prodotti
  agricoli  e  forestali  fuori Allegato  I  del  Trattato  CE  -  1.
  L'Assessorato regionale dell'agricoltura e delle foreste allo scopo
  di  sostenere la crescita e lo sviluppo delle imprese  nel  settore
  della  trasformazione  e  della commercializzazione,  favorendo  la
  ristrutturazione  e l'ammodernamento del sistema  produttivo  agro-
  industriale  ai  fini di un miglioramento del rendimento  economico
  delle attività e del riposizionamento delle imprese sui mercati,  è
  autorizzato  ad  attivare gli interventi di cui agli  articoli  20,
  lettera  b),  punto iii) e 28 del regolamento (CE) n.  1698/2005  e
  successive  modifiche ed integrazioni, nonché all'articolo  19  del
  regolamento   (CE)   n.  1974/2006,  e  successive   modifiche   ed
  integrazioni,   relativamente  alla  trasformazione   di   prodotti
  compresi nell'allegato I del Trattato in prodotti non compresi  nel
  medesimo allegato I del Trattato, conformemente alla misura 123 del
  PSR Sicilia 2007-2013.

   2.  Il  regime  di aiuti di cui al comma 1 è attuato conformemente
  agli   Orientamenti  in  materia  di  aiuti  di  Stato  a  finalità
  regionale  2007-2013', pubblicati nella g.u.u.e. C 54 del  4  marzo
  2006,   ovvero  in  esenzione  dall'obbligo  di  notifica  di   cui
  all'articolo  88  paragrafo 3 del Trattato, nei limiti  di  cui  al
  regolamento  (CE) n. 800/2008 della Commissione del 6  agosto  2008
  che  dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il  mercato
  comune  in  applicazione  degli  articoli  87  e  88  del  Trattato
  (regolamento generale di esenzione per categoria) pubblicato  nella
  g.u.u.e. L 214 del 9 agosto 2008.

   3.  Il  sostegno  può,  inoltre,  essere  concesso  ai  sensi  del
  regolamento  (CE) n. 1998/2006 della Commissione  del  15  dicembre
  2006  relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato
  sugli  aiuti di importanza minore  de minimis' secondo le  modalità
  indicate nella misura.

   4.  Nel  settore della silvicoltura, il sostegno è  limitato  alla
  microimprese  ed  è  concesso  ai sensi  del  regolamento  (CE)  n.
  1998/2006   della   Commissione  relativo  all'applicazione   degli
  articoli 87 e 88 del Trattato sugli aiuti di importanza minore   de
  minimis' secondo le modalità indicate nella misura.

   5.  Gli  interventi di cui al presente articolo  sono  attivati  a
  valere  sulle  risorse relative al PSR Sicilia  2007-2013  e  sulle
  risorse  finanziarie del Fondo aree sottoutilizzate  istituito  con
  l'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.

   6.  Ai  fini dell'autorizzazione comunitaria sugli aiuti  previsti
  dal  presente articolo, per il periodo di programmazione  2007-2013
  le risorse finanziarie non possono superare l'importo di 50 milioni
  di euro.'».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 27. Ne do lettura:

                               «Art. 27.
            Cooperazione per lo sviluppo di nuovi prodotti,
                              processi e
           tecnologie nei settori agricolo e alimentare e in
                           quello forestale

   1.  Dopo l'articolo 141 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.
  32, è inserito il seguente:

    Art.   141  undecies.  Cooperazione  per  lo  sviluppo  di  nuovi
  prodotti, processi e tecnologie nei settori agricolo e alimentare e
  in quello forestale - 1. L'Assessorato regionale dell'agricoltura e
  delle   foreste  allo  scopo  di  garantire  al  settore  agricolo,
  alimentare  e forestale maggiori vantaggi in termini di opportunità
  di  mercato attraverso approcci innovativi per lo sviluppo di nuovi
  prodotti,   processi   e   tecnologie,  anche   nell'ottica   della
  sostenibilità  ambientale, nonché per la promozione  e  lo  scambio
  della  conoscenza  tecnica,  economica, gestionale  e  scientifica,
  previsti  dalle misure del PSR Sicilia 2007-2013, è autorizzato  ad
  attivare gli interventi di cui agli articoli 20, lettera b),  punto
  iv)  e  29 del regolamento (CE) n. 1698/2005 e successive modifiche
  ed  integrazioni,  nonché all'articolo 20 del regolamento  (CE)  n.
  1974/2006 e successive modifiche e integrazioni, conformemente alla
  misura 124 del PSR Sicilia 2007-2013.

   2.  Per  gli  investimenti  riguardanti i  prodotti  non  compresi
  nell'allegato I del Trattato (CE), il sostegno è concesso ai  sensi
  del regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione del 15 dicembre
  2006  relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato
  sugli  aiuti di importanza minore  de minimis' secondo le  modalità
  indicate nella misura.

   3.  Gli  interventi di cui al presente articolo  sono  attivati  a
  valere  sulle  risorse relative al PSR Sicilia  2007-2013  e  sulle
  risorse  finanziarie del Fondo aree sottoutilizzate  istituito  con
  l'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.

   4.  Ai  fini dell'autorizzazione comunitaria sugli aiuti  previsti
  dal  presente articolo, per il periodo di programmazione  2007-2013
  le risorse finanziarie non possono superare l'importo di 46 milioni
  di euro.'».

   Comunico   che   è   stato   presentato   dall'onorevole    Ragusa
  l'emendamento 27.1:

   «Alla fine del comma 1 aggiungere  con particolare riguardo per il
  settore  vitivinicolo, per il settore olio d'oliva e  arboricoltura
  da legno .».

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 27, come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 28. Ne do lettura:

                               «Art. 28.
                 Sviluppo e rinnovamento dei villaggi

   1.  Dopo l'articolo 141 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.
  32, è inserito il seguente:

    Art.  141  duodecies. Sviluppo e rinnovamento dei villaggi  -  1.
  L'Assessorato regionale dell'agricoltura e delle foreste allo scopo
  di  promuovere  il  recupero, la tutela  e  la  valorizzazione  del
  patrimonio  immobiliare e storico-culturale del mondo  rurale,  con
  finalità   collettive,  turistico-culturali  e   di   servizio,   è
  autorizzato  ad  attivare gli interventi di  cui  all'articolo  52,
  lettera  b),  punto  ii)  del  regolamento  (CE)  n.  1698/2005   e
  successive modifiche ed integrazioni, conformemente alla misura 322
  del PSR Sicilia 2007-2013.

   2. Il sostegno è concesso in forma di contributo in conto capitale
  fino al 100 per cento della spesa ammissibile in quanto attività  a
  finalità pubblica senza scopo di lucro.

   3.  I beneficiari sono l'Assessorato regionale dell'agricoltura  e
  delle  foreste,  gli enti locali territoriali in  forma  singola  o
  associata,  i soggetti privati proprietari di edifici  inseriti  in
  contesti di pubblica fruizione.

   4.  Gli  interventi di cui al presente articolo  sono  attivati  a
  valere  sulle  risorse relative al PSR Sicilia  2007-2013  e  sulle
  risorse  finanziarie del Fondo aree sottoutilizzate  istituito  con
  l'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.

   5.  Ai fini comunitari le risorse per il periodo di programmazione
  2007-2013 non possono superare 34 milioni di euro.'».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 29. Ne do lettura:

                               «Art. 29.
           Acquisizione di competenze ed animazione in vista
          dell'elaborazione e dell'attuazione di strategie di
                            sviluppo locale

   1.  Dopo l'articolo 141 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.
  32, è inserito il seguente:

    Art.  141 terdecies. Acquisizione di competenze ed animazione  in
  vista  dell'elaborazione e dell'attuazione di strategie di sviluppo
  locale  -  1.  L'Assessorato  regionale  dell'agricoltura  e  delle
  foreste  allo scopo di consentire la definizione e l'attuazione  di
  strategie  di  sviluppo locale per la costituzione di  partenariati
  fra   soggetti   pubblici   e   privati,  attraverso   l'animazione
  territoriale  e  lo  sviluppo  delle  competenze  necessarie   alla
  valorizzazione  delle  opportunità degli assi  III  e  IV  del  PSR
  Sicilia 2007-2013 è autorizzato ad attivare gli interventi  di  cui
  agli articoli 52, lettera d) e 59 del regolamento (CE) n. 1698/2005
  e  successive modifiche ed integrazioni, nonché all'articolo 36 del
  regolamento   (CE)   n.   1974/2006  e   successive   modifiche   e
  integrazioni,  conformemente alla misura 341 del PSR Sicilia  2007-
  2013.

   2. Il sostegno è concesso in forma di contributo in conto capitale
  fino al 100 per cento della spesa ammissibile in quanto attività  a
  finalità pubblica senza scopo di lucro.

   3.  Gli  interventi di cui al presente articolo  sono  attivati  a
  valere  sulle  risorse relative al PSR Sicilia  2007-2013  e  sulle
  risorse  finanziarie del Fondo aree sottoutilizzate  istituito  con
  l'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.

   4.  Ai fini comunitari le risorse per il periodo di programmazione
  2007-2013 non possono superare 22 milioni di euro.'».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 30. Ne do lettura:

                               «Art. 30
          Modifiche all'articolo 158 della legge regionale 23
                         dicembre 2000, n. 32

   1. L'articolo 158 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, è
  sostituito dal seguente:

    Art. 158. Trasformazione e commercializzazione di prodotti ittici
  -  1.  Allo  scopo di favorire i processi di sviluppo  del  settore
  produttivo  della pesca in Sicilia, l'Assessorato  regionale  della
  cooperazione,  del  commercio, dell'artigianato  e  della  pesca  -
  Dipartimento  regionale della pesca, nell'ambito  degli  interventi
  previsti   dal   Programma  Operativo  per  il  settore   pesca   e
  acquicoltura  cofinanziato dal Fondo europeo per la  pesca  per  il
  2007-2013  (PO  FEP 2007-2013) approvato dalla Commissione  europea
  con  decisione  C  (2007) 6792 del 19 dicembre  2007  e  successive
  modifiche e integrazioni, è autorizzato a concedere contributi  per
  la    realizzazione   degli   interventi   di   trasformazione    e
  commercializzazione dei prodotti della pesca, di  cui  all'articolo
  35  del  regolamento (CE) n. 1198/2006 del Consiglio del 27  luglio
  2006, a favore dei soggetti ivi indicati, dando priorità alle micro
  e   piccole   imprese,  conformemente  a  quanto   previsto   nelle
  corrispondenti  misure  del  PO  FEP  2007-2013  e   nel   predetto
  regolamento (CE) n. 1198/2006.

   2.  L'Assessore  regionale  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato  e  la  pesca,  con proprio  decreto,  stabilisce  le
  modalità per la concessione delle agevolazioni, inclusi  i  criteri
  da seguire per l'individuazione dei soggetti, delle attività, delle
  spese  ammissibili, la percentuale massima di intervento, la misura
  massima  del  finanziamento concedibile, le modalità di  erogazione
  dei  benefici  in una o più delle forme indicate dall'articolo  189
  della  legge  regionale  23  dicembre  2000,  n.  32  e  successive
  modifiche e integrazioni, i parametri per l'attribuzione, a ciascun
  progetto, del punteggio utile per la collocazione in graduatoria  e
  ogni altra disposizione necessaria all'attivazione degli interventi
  in  conformità a quanto previsto nelle corrispondenti misure del PO
  FEP  2007-2013  e  del  documento   Criteri  di  selezione  per  la
  concessione  degli  aiuti',  di  attuazione  del  medesimo  PO  FEP
  2007-2013.

   3.  Per  la gestione degli interventi di cui al presente articolo,
  l'Assessorato   regionale   della  cooperazione,   del   commercio,
  dell'artigianato e della pesca - Dipartimento pesca - è autorizzato
  a  servirsi delle procedure previste dall'articolo 4, comma 1 della
  legge  regionale  22  dicembre 2005, n. 20, e ad  avvalersi  di  un
  soggetto  selezionato ai sensi dell'articolo 185,  comma  5,  della
  legge  regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e successive  modifiche  e
  integrazioni,  sulla  base di un'apposita convenzione,  predisposta
  dallo   stesso   Dipartimento,  al  fine  di  evitare  duplicazioni
  dell'attività  istruttoria  ed  assicurare  snellezza  e   rapidità
  procedurale, nonché di esperti ai sensi dell'articolo 185, comma 6,
  della medesima legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e successive
  modifiche   e   integrazioni,  con  oneri  a  carico  dell'Asse   5
  dell'assistenza tecnica del PO FEP 2007-2013 .

   4.  Gli  interventi possono essere attivati anche  nell'ambito  di
  contratti  di  programma regionali per lo sviluppo  delle  attività
  produttive.

   5.  Gli interventi sono finanziati a valere sulle risorse relative
  agli obiettivi del PO FEP 2007-2013,  sul fondo a gestione separata
  previsto  dall'articolo 61 della legge regionale 28 dicembre  2004,
  n.  17,  e sulle risorse finanziarie del Fondo aree sottoutilizzate
  istituito con l'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.

   6.  Ai  fini  del controllo comunitario sugli aiuti  previsti  dal
  presente  articolo, per il periodo di programmazione  2007-2013  le
  risorse finanziarie complessivamente non possono superare l'importo
  di tre milioni di euro.

   7. Possono essere concessi aiuti con dotazioni aggiuntive rispetto
  a   quanto  previsto  nel  PO  FEP  2007-2013,  conformemente  alle
  condizioni  e limiti previsti dagli Orientamenti per l'esame  degli
  aiuti  di Stato nel settore della pesca e dell'acquacoltura 2008/C-
  84/06.  A essi non può essere data esecuzione fino alla definizione
  del  procedimento di controllo comunitario ai sensi degli  articoli
  87 e 88 del Trattato (CE). Tali aiuti possono essere concessi anche
  nell'ambito  del   de  minimis', ai sensi del regolamento  (CE)  n.
  875/2007  della Commissione del 24 luglio 2007 ovvero conformemente
  alle condizioni e limiti previsti dal regolamento n. 736/2008 della
  Commissione  del 22 luglio 2008, pubblicato nella g.u.u.e.  del  31
  luglio  2008  (regolamento di esenzione per le imprese  attive  nel
  settore della produzione, trasformazione e commercializzazione  dei
  prodotti della pesca) serie L 201'.».

   Comunico  che  è stato presentato dal Governo l'emendamento  30.1,
  sostitutivo dell'articolo 30:

   «Sostituire l'articolo 30 con il seguente:
    Art.  30  -  Autorizzazione spesa programma FEP  2007-2013  -  1.
  L'assessore   regionale   della   cooperazione,   del    commercio,
  dell'artigianato, della cooperazione e della pesca è autorizzato ad
  assumere  i  provvedimenti di spesa relativi  all'attuazione  degli
  interventi  previsti dal Programma operativo per il  settore  della
  pesca  e  acquacoltura cofinanziato dal Fondo europeo per la  pesca
  per  il  2007-2013  (PO FEP 2007-2013) approvato dalla  Commissione
  europea  con  decisione  C  (2007) 6792  del  19  dicembre  2007  e
  successive modifiche ed integrazioni .».

   Comunico   altresì  che  è  stato  presentato   dal   Governo   il
  subemendamento 30.1.1, soppressivo dell'articolo 30:

   «L'articolo 30 è soppresso e l'emendamento 30.1 è soppresso».

   BUFARDECI,   assessore   per   la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato  e  la  pesca.  Chiedo  di  parlare  per   illustrare
  l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI,   assessore   per   la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato  e  la pesca. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,
  l'emendamento soppressivo 30.1.1 testé presentato dal  Governo  non
  si  riferisce  soltanto  all'articolo 30,  ma  anche  a  tutti  gli
  articoli  da  30  a  39, e tiene conto di una  nota  pervenuta  dal
  direttore  del  Ministero delle Politiche Agricole e Forestali  per
  quanto   riguarda  la  pesca,  nella  quale  si  dice,  in  maniera
  esplicita,   che   i   regolamenti  comunitari  sono   direttamente
  applicabili  dallo  Stato  membro, senza necessità  di  recepimento
  dell'ordinamento nazionale.
   In  particolare, considerato che il programma operativo del  Fondo
  europeo  per  la Pesca è unico per tutto il territorio nazionale  e
  contiene  le  competenze  ripartite fra  Stato  e  Regioni,  questa
  autorità di gestione ritiene che le Regioni non hanno necessità  di
  adottare  uno  specifico provvedimento legislativo per l'attuazione
  del  programma  operativo, ivi compresa l'emanazione  dei  bandi  e
  delle misura a gestione regionale.
   Per tale motivo decade il senso di tutti gli articoli da 30 a 39.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  con  questa  precisazione   del
  Governo, pongo in votazione l'emendamento soppressivo 30.1.1.
   Chi è favorevole all'emendamento resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   L'articolo 30 è, pertanto, soppresso.
   Si passa all'articolo 31. Ne do lettura:

                               «Art. 31.
          Modifiche all'articolo 159 della legge regionale 23
                         dicembre 2000, n. 32

   1. L'articolo 159 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, è
  sostituito dal seguente:

    Art.  159. Potenziamento attrezzature porti di pesca  -  1.  Allo
  scopo  di  favorire  i processi di sviluppo del settore  produttivo
  della    pesca    in   Sicilia,   l'Assessorato   regionale   della
  cooperazione,  del  commercio, dell'artigianato  e  della  pesca  -
  Dipartimento  regionale della pesca, nell'ambito  degli  interventi
  previsti   dal   Programma  Operativo  per  il  settore   pesca   e
  acquicoltura  cofinanziato dal Fondo europeo per la  pesca  per  il
  2007-2013  (PO  FEP 2007-2013) approvato dalla Commissione  europea
  con  decisione  C  (2007) 6792 del 19 dicembre  2007  e  successive
  modifiche e integrazioni, è autorizzato a concedere contributi  per
  gli interventi e le finalità di cui all'articolo 39 del regolamento
  (CE) n. 1198/2006 del Consiglio del 27 luglio 2006, conformemente a
  quanto previsto nelle corrispondenti misure del PO FEP 2007-2013  e
  nel predetto regolamento (CE) n. 1198/2006.

   2.  L'Assessore   regionale  per la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato  e  la  pesca  con  proprio  decreto,  stabilisce  le
  modalità per la concessione delle agevolazioni, inclusi  i  criteri
  da seguire per l'individuazione dei soggetti, delle attività, delle
  spese  ammissibili, la percentuale massima di intervento, la misura
  massima  del  finanziamento concedibile, le modalità di  erogazione
  dei  benefici  in una o più delle forme indicate dall'articolo  189
  della  legge  regionale  23  dicembre  2000,  n.  32  e  successive
  modifiche e integrazioni, i parametri per l'attribuzione, a ciascun
  progetto, del punteggio utile per la collocazione in graduatoria  e
  ogni altra disposizione necessaria all'attivazione degli interventi
  in  conformità a quanto previsto nelle corrispondenti misure del PO
  FEP  2007-2013  e  del  documento   Criteri  di  selezione  per  la
  concessione  degli  aiuti',  di  attuazione  del  medesimo  PO  FEP
  2007-2013.

   3. Per la gestione degli interventi, l'Assessorato regionale della
  cooperazione,  del  commercio, dell'artigianato  e  della  pesca  -
  Dipartimento regionale della pesca - è autorizzato a servirsi delle
  procedure  previste dall'articolo 4, comma 1 della legge  regionale
  22  dicembre 2005, n. 20, e ad avvalersi di un soggetto selezionato
  ai  sensi  dell'articolo  185, comma 5, della  legge  regionale  23
  dicembre  2000, n. 32 e successive modifiche e integrazioni,  sulla
  base   di   un'apposita  convenzione,  predisposta   dallo   stesso
  Dipartimento,   al  fine  di  evitare  duplicazioni   dell'attività
  istruttoria ed assicurare snellezza e rapidità procedurale,  nonché
  di  esperti  ai  sensi dell'articolo 185, comma 6,  della  medesima
  legge  regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e successive  modifiche  e
  integrazioni,  con  oneri  a  carico  dell'Asse  5  dell'assistenza
  tecnica del PO. FEP 2007-2013.

   4.  Gli  interventi possono essere attivati anche  nell'ambito  di
  contratti  di  programma regionali per lo sviluppo  delle  attività
  produttive.

   5.  Gli  interventi di cui al presente articolo sono finanziati  a
  valere  sulle risorse relative agli obiettivi del PO del FEP  2007-
  2013,  su fondo a gestione separata previsto dall'articolo 61 della
  legge   regionale  28  dicembre  2004,  n.  17,  e  sulle   risorse
  finanziarie del Fondo aree sottoutilizzate istituito con l'articolo
  61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.

   6.  Ai  fini  del controllo comunitario sugli aiuti  previsti  dal
  presente  articolo, per il periodo di programmazione  2007-2013  le
  risorse finanziarie complessivamente non possono superare l'importo
  di sei milioni di euro.

   7. Possono essere concessi aiuti con dotazioni aggiuntive rispetto
  a   quanto  previsto  nel  PO  FEP  2007-2013,  conformemente  alle
  condizioni  e limiti previsti dagli Orientamenti per l'esame  degli
  aiuti  di Stato nel settore della pesca e dell'acquacoltura 2008/C-
  84/06.  A essi non può essere data esecuzione fino alla definizione
  del  procedimento di controllo comunitario ai sensi degli  articoli
  87 e 88 del Trattato (CE). Tali aiuti possono essere concessi anche
  nell'ambito  del   de  minimis', ai sensi del regolamento  (CE)  n.
  875/2007  della Commissione del 24 luglio 2007 ovvero conformemente
  alle condizioni e limiti previsti dal regolamento n. 736/2008 della
  Commissione  del 22 luglio 2008, pubblicato nella g.u.u.e.  del  31
  luglio  2008  (regolamento di esenzione per le imprese  attive  nel
  settore della produzione, trasformazione e commercializzazione  dei
  prodotti della pesca) serie L 201.'».

   Comunico  che  è stato presentato dal Governo l'emendamento  31.1,
  soppressivo dell'articolo 31.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 32. Ne do lettura:

                               «Art. 32.
          Modifiche all'articolo 160 della legge regionale 23
                         dicembre 2000, n. 32

   1. L'articolo 160 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32  è
  sostituito dal seguente:

    Art. 160. Investimenti produttivi nel settore dell'acquacoltura -
  1.  Allo  scopo  di  favorire i processi di  sviluppo  del  settore
  produttivo  della pesca in Sicilia, l'Assessorato  regionale  della
  cooperazione,  del  commercio, dell'artigianato  e  della  pesca  -
  Dipartimento  regionale della pesca, nell'ambito  degli  interventi
  previsti   dal   Programma  Operativo  per  il  settore   pesca   e
  acquacoltura  cofinanziato dal Fondo europeo per la  pesca  per  il
  2007-2013  (PO  FEP 2007-2013) approvato dalla Commissione  europea
  con  decisione  C  (2007) 6792 del 19 dicembre  2007  e  successive
  modifiche e integrazioni, è autorizzato a concedere contributi  per
  la  realizzazione  degli  interventi di  cui  all'articolo  29  del
  regolamento (CE) n. 1198/2006 del Consiglio del 27 luglio 2006, per
  la   costruzione,  l'ampliamento,  armamento  e  ammodernamento  di
  impianti  di  produzione, al fine di migliorare  le  condizioni  di
  lavoro,  l'igiene, la salute dell'uomo o degli animali e la qualità
  dei  prodotti, ridurre l'impatto negativo o accentuare gli  effetti
  positivi  sull'ambiente,  conformemente  a  quanto  previsto  nelle
  corrispondenti  misure  del  PO  FEP  2007-2013  e   nel   predetto
  regolamento (CE) n. 1198/2006.

   2.  L'Assessore   regionale  per la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato  e  la  pesca  con  proprio  decreto,  stabilisce  le
  modalità per la concessione delle agevolazioni, inclusi  i  criteri
  da seguire per l'individuazione dei soggetti, delle attività, delle
  spese  ammissibili, la percentuale massima di intervento, la misura
  massima  del  finanziamento concedibile, le modalità di  erogazione
  dei  benefici  in una o più delle forme indicate dall'articolo  189
  della  legge  regionale  23  dicembre  2000,  n.  32  e  successive
  modifiche e integrazioni, i parametri per l'attribuzione, a ciascun
  progetto, del punteggio utile per la collocazione in graduatoria  e
  ogni altra disposizione necessaria all'attivazione degli interventi
  in  conformità a quanto previsto nelle corrispondenti misure del PO
  FEP  2007-2013  e  del  documento   Criteri  di  selezione  per  la
  concessione  degli  aiuti',  di  attuazione  del  medesimo  PO  FEP
  2007-2013.

   3.  Per la gestione degli interventi l'Assessorato regionale della
  cooperazione,  del  commercio, dell'artigianato  e  della  pesca  -
  Dipartimento regionale della pesca - è autorizzato a servirsi delle
  procedure  previste dall'articolo 4, comma 1 della legge  regionale
  22  dicembre 2005, n. 20, e ad avvalersi di un soggetto selezionato
  ai  sensi  dell'articolo  185, comma 5, della  legge  regionale  23
  dicembre  2000, n. 32 e successive modifiche e integrazioni,  sulla
  base   di   un'apposita  convenzione,  predisposta   dallo   stesso
  Dipartimento,   al  fine  di  evitare  duplicazioni   dell'attività
  istruttoria  e assicurare snellezza e rapidità procedurale,  nonché
  di  esperti  ai  sensi dell'articolo 185, comma 6,  della  medesima
  legge  regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e successive  modifiche  e
  integrazioni,  con  oneri  a  carico  dell'Asse  5  dell'assistenza
  tecnica del PO FEP 2007-2013 .

   4.  Gli  interventi possono essere attivati anche  nell'ambito  di
  contratti  di  programma regionali per lo sviluppo  delle  attività
  produttive.

   5.  Gli  interventi di cui al presente articolo sono finanziati  a
  valere  sulle risorse relative agli obiettivi del PO del FEP  2007-
  2013,  su fondo a gestione separata previsto dall'articolo 61 della
  legge   regionale  28  dicembre  2004,  n.  17,  e  sulle   risorse
  finanziarie del Fondo aree sottoutilizzate istituito con l'articolo
  61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.

   6.  Ai  fini  del controllo comunitario sugli aiuti  previsti  dal
  presente  articolo per il periodo di programmazione  2007-2013,  le
  risorse finanziarie complessivamente non possono superare l'importo
  di due milioni di euro.

   7. Possono essere concessi aiuti con dotazioni aggiuntive rispetto
  a   quanto  previsto  nel  PO  FEP  2007-2013,  conformemente  alle
  condizioni  e limiti previsti dagli Orientamenti per l'esame  degli
  aiuti  di Stato nel settore della pesca e dell'acquacoltura 2008/C-
  84/06.  A essi non può essere data esecuzione fino alla definizione
  del  procedimento di controllo comunitario ai sensi degli  articoli
  87 e 88 del Trattato (CE).
   Tali  aiuti  possono  essere concessi  anche  nell'ambito  del  de
  minimis,   ai   sensi  del  regolamento  (CE)  n.  875/2007   della
  Commissione del 24 luglio 2007 ovvero conformemente alle condizioni
  e limiti previsti dal regolamento n. 736/2008 della Commissione del
  22  luglio  2008,  pubblicato nella g.u.u.e.  del  31  luglio  2008
  (regolamento  di esenzione per le imprese attive nel settore  della
  produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti della
  pesca) serie L 201.'».

   Comunico  che  è stato presentato dal Governo l'emendamento  32.1,
  soppressivo dell'articolo 32.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 33. Ne do lettura:

                               Art. 33.
             Modifiche agli articoli 163 e 171 della legge
                   regionale 23 dicembre 2000, n. 32

   1.  Gli articoli 163 e 171 della legge regionale 23 dicembre 2000,
  n. 32, sono abrogati e sono sostituiti dal seguente:

    Art.  163.  Azioni collettive - 1. L'Assessorato regionale  della
  cooperazione,  del  commercio, dell'artigianato  e  della  pesca  -
  Dipartimento  regionale della pesca, nell'ambito  degli  interventi
  previsti   dal   Programma  Operativo  per  il  settore   pesca   e
  acquacoltura  cofinanziato dal Fondo Europeo per la  pesca  per  il
  2007-2013  (PO  FEP 2007-2013) approvato dalla Commissione  europea
  con  decisione  C  (2007) 6792 del 19 dicembre  2007  e  successive
  modifiche e integrazioni, è autorizzato a concedere contributi  per
  la  realizzazione  di misure di interesse comune,  conformemente  a
  quanto previsto nelle corrispondenti misure del PO FEP 2007-2013  e
  nel regolamento (CE) n. 1198/2006 del Consiglio del 27 luglio 2006.
  Le  azioni  finanziate  sono quelle previste dall'articolo  37  del
  regolamento  (CE) n. 1198/2006, lettera a), relativa alla  migliore
  gestione  o  conservazione delle risorse; lettera  b),  relativa  a
  metodi o attrezzature di pesca; lettera c), relativa alla rimozione
  dai fondali di attrezzi di pesca smarriti; lettera d), relativa  al
  miglioramento delle condizioni di lavoro e della sicurezza; lettera
  e),  relativa alla trasparenza dei mercati dei prodotti della pesca
  e  dell'acquacoltura,  anche tramite la tracciabilità;  lettera  f)
  relativa  al  miglioramento della qualità  e  della  sicurezza  dei
  prodotti  alimentari; lettera g), relativa allo sviluppo  dei  siti
  acquicoli;  lettera h), relativa agli investimenti in  attrezzature
  ed  infrastrutture  per  la  produzione,  la  trasformazione  o  la
  commercializzazione,  incluse  quelle  per  il  trattamento   degli
  scarti;  lettera  i), relativa all'accrescimento  delle  competenze
  professionali e nuovi metodi e strumenti di formazione; lettera j),
  relativa   alla  promozione  del  partenariato  tra  scienziati   e
  operatori   del  settore  della  pesca;  lettera  k),  relativa   a
  collegamenti in rete e scambi di esperienze e migliori pratiche tra
  le  organizzazioni che promuovono le pari opportunità tra uomini  e
  donne   e   altre  parti  interessate;  lettera  l),  relativa   al
  conseguimento degli obiettivi fissati per la piccola pesca; lettera
  m),  relativa al miglioramento della gestione ed il controllo delle
  condizioni di accesso alle zone di pesca; lettera n), relativa alle
  organizzazioni di produttori riconosciute; lettera o),  relativa  a
  studi di fattibilità per la promozione del partenariato con i Paesi
  terzi.

   2.  L'Assessore  regionale  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato  e  la  pesca,  con proprio  decreto,  stabilisce  le
  modalità  per la concessione delle agevolazioni, inclusi i  criteri
  da seguire per l'individuazione dei soggetti, delle attività, delle
  spese  ammissibili, la percentuale massima di intervento, la misura
  massima  del  finanziamento concedibile, le modalità di  erogazione
  dei  benefici  in una o più delle forme indicate dall'articolo  189
  della  legge  regionale  23  dicembre  2000,  n.  32  e  successive
  modifiche e integrazioni, i parametri per l'attribuzione, a ciascun
  progetto, del punteggio utile per la collocazione in graduatoria  e
  ogni altra disposizione necessaria all'attivazione degli interventi
  in  conformità a quanto previsto nelle corrispondenti misure del PO
  FEP  2007-2013  e  del  documento   Criteri  di  selezione  per  la
  concessione degli aiuti', di attuazione del medesimo PO  FEP  2007-
  2013.

   3.   Per  la  gestione  degli  interventi  di  cui  al  comma   1,
  l'Assessorato   regionale   della  cooperazione,   del   commercio,
  dell'artigianato e della pesca - Dipartimento pesca, è  autorizzato
  a  servirsi delle procedure previste dall'articolo 4, comma 1 della
  legge  regionale  22  dicembre 2005, n. 20, e ad  avvalersi  di  un
  soggetto  selezionato ai sensi dell'articolo 185,  comma  5,  della
  legge  regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e successive  modifiche  e
  integrazioni,  sulla  base di un'apposita convenzione,  predisposta
  dallo   stesso   Dipartimento,  al  fine  di  evitare  duplicazioni
  dell'attività  istruttoria  e  assicurare  snellezza   e   rapidità
  procedurale, nonché di esperti ai sensi dell'articolo 185, comma 6,
  della medesima legge regionale n. 32/2000 e successive modifiche ed
  integrazioni, con oneri a carico dell'Asse V dell'assistenza del PO
  FEP 2007-2013.

   4.  Gli  interventi possono essere attivati anche  nell'ambito  di
  contratti  di  programma regionali per lo sviluppo  delle  attività
  produttive.

   5.  Gli interventi sono finanziati a valere sulle risorse relative
  agli obiettivi del PO FEP 2007-2013,  sul fondo a gestione separata
  previsto  dall'articolo 61 della legge regionale 28 dicembre  2004,
  n.  17,  e sulle risorse finanziarie del Fondo aree sottoutilizzate
  istituito con l'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.

   6.  Ai  fini  del controllo comunitario sugli aiuti  previsti  dal
  presente  articolo, per il periodo di programmazione  2007-2013  le
  risorse finanziarie non possono superare complessivamente l'importo
  di cinque milioni di euro.

   7. Possono essere concessi aiuti con dotazioni aggiuntive rispetto
  a   quanto  previsto  nel  PO  FEP  2007-2013,  conformemente  alle
  condizioni  e limiti previsti dagli Orientamenti per l'esame  degli
  aiuti  di Stato nel settore della pesca e dell'acquacoltura 2008/C-
  84/06. Ad essi non può essere data esecuzione fino alla definizione
  del  procedimento di controllo comunitario ai sensi degli  articoli
  87 e 88 del Trattato (CE). Tali aiuti possono essere concessi anche
  nell'ambito  del   de  minimis', ai sensi del regolamento  (CE)  n.
  875/2007  della Commissione del 24 luglio 2007 ovvero conformemente
  alle condizioni e limiti previsti dal regolamento n. 736/2008 della
  Commissione  del 22 luglio 2008, pubblicato nella g.u.u.e.  del  31
  luglio  2008  (regolamento di esenzione per le imprese  attive  nel
  settore della produzione, trasformazione e commercializzazione  dei
  prodotti della pesca) serie L 201.'.

   2.  Gli  articoli  169   Contributi per la formazione  tecnica  ed
  economica  degli  addetti  alla pesca' e  174   Organizzazioni  dei
  produttori,  della legge regionale 23 dicembre 2000, n.  32',  sono
  abrogati».

   Comunico  che  è stato presentato dal Governo l'emendamento  33.1,
  soppressivo dell'articolo 33.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 34. Ne do lettura:

                               «Art. 34.
          Modifiche all'articolo 164 della legge regionale 23
                         dicembre 2000, n. 32

   1. L'articolo 164 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, è
  sostituito dal seguente:

    Art.  164. Interventi per la promozione dei prodotti  -  1.  Allo
  scopo  di  favorire  i processi di sviluppo del settore  produttivo
  della pesca in Sicilia, l'Assessorato regionale della cooperazione,
  del  commercio,  dell'artigianato  e  della  pesca  -  Dipartimento
  regionale  della pesca, nell'ambito degli interventi  previsti  dal
  Programma   Operativo   per  il  settore   pesca   e   acquicoltura
  cofinanziato  dal Fondo europeo per la pesca per il  2007-2013  (PO
  FEP 2007-2013) approvato dalla Commissione europea con decisione  C
  (2007)  6792  del  19  dicembre  2007  e  successive  modifiche   e
  integrazioni,  è autorizzato ad attivare interventi e  a  concedere
  contributi   nell'ambito  di  misure  di   interesse   comune   per
  l'attuazione di una politica di qualità, valorizzazione, promozione
  o   sviluppo  di  nuovi  mercati  per  i  prodotti  della  pesca  e
  dell'acquacoltura,  volte  a  realizzare  gli  interventi  di   cui
  all'articolo 40 del regolamento (CE) n. 1198/2006 del Consiglio del
  27   luglio   2006,   conformemente   a   quanto   previsto   nelle
  corrispondenti  misure  del  PO  FEP  2007-2013  e   nel   predetto
  regolamento (CE) n. 1198/2006.

   2.  L'Assessore  regionale  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato  e  la  pesca  con  proprio  decreto,  stabilisce  le
  modalità per l'attivazione degli interventi e la concessione  delle
  agevolazioni, inclusi i criteri da seguire per l'individuazione dei
  soggetti,  delle attività, delle spese ammissibili, la  percentuale
  massima   di   intervento,  la  misura  massima  del  finanziamento
  concedibile, le modalità di erogazione dei benefici in  una  o  più
  delle  forme  indicate dall'articolo 189 della legge  regionale  23
  dicembre  2000,  n.  32 e successive modifiche  e  integrazioni,  i
  parametri  per  l'attribuzione, a ciascun progetto,  del  punteggio
  utile  per la collocazione in graduatoria e ogni altra disposizione
  necessaria all'attivazione degli interventi in conformità a  quanto
  previsto  nelle  corrispondenti misure del PO FEP 2007-2013  e  del
  documento  Criteri di selezione per la concessione degli aiuti', di
  attuazione del medesimo PO FEP 2007-2013.

   3.  Per la gestione degli interventi l'Assessorato regionale della
  cooperazione,  del  commercio, dell'artigianato  e  della  pesca  -
  Dipartimento regionale della pesca, è autorizzato a servirsi  delle
  procedure  previste dall'articolo 4, comma 1 della legge  regionale
  22  dicembre 2005, n. 20, e ad avvalersi di un soggetto selezionato
  ai  sensi  dell'articolo  185, comma 5, della  legge  regionale  23
  dicembre  2000, n. 32 e successive modifiche e integrazioni,  sulla
  base   di   un'apposita  convenzione,  predisposta   dallo   stesso
  Dipartimento,   al  fine  di  evitare  duplicazioni   dell'attività
  istruttoria ed assicurare snellezza e rapidità procedurale,  nonché
  di  esperti  ai  sensi dell'articolo 185, comma 6,  della  medesima
  legge  regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e successive  modifiche  e
  integrazioni,  con  oneri  a  carico  dell'Asse  5  dell'assistenza
  tecnica del PO FEP 2007-2013.

   4.  Gli  interventi possono essere attivati anche  nell'ambito  di
  contratti  di  programma regionali per lo sviluppo  delle  attività
  produttive.

   5.  Gli interventi sono finanziati a valere sulle risorse relative
  agli obiettivi del PO FEP 2007-2013,  sul fondo a gestione separata
  previsto  dall'articolo 61 della legge regionale 28 dicembre  2004,
  n.  17,  e sulle risorse finanziarie del Fondo aree sottoutilizzate
  istituito con l'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.

   6.  Ai  fini  del controllo comunitario sugli aiuti  previsti  dal
  presente  articolo, per il periodo di programmazione  2007-2013  le
  risorse finanziarie complessivamente non possono superare l'importo
  di un milione di euro.

   7. Possono essere concessi aiuti con dotazioni aggiuntive rispetto
  a   quanto  previsto  nel  PO  FEP  2007-2013,  conformemente  alle
  condizioni  e limiti previsti dagli Orientamenti per l'esame  degli
  aiuti  di Stato nel settore della pesca e dell'acquacoltura 2008/C-
  84/06.  A essi non può essere data esecuzione fino alla definizione
  del  procedimento di controllo comunitario ai sensi degli  articoli
  87 e 88 del Trattato (CE). Tali aiuti possono essere concessi anche
  nell'ambito  del  de  minimis, ai sensi  del  regolamento  (CE)  n.
  875/2007  della Commissione del 24 luglio 2007 ovvero conformemente
  alle condizioni e limiti previsti dal regolamento n. 736/2008 della
  Commissione  del 22 luglio 2008, pubblicato nella g.u.u.e.  del  31
  luglio  2008  (regolamento di esenzione per le imprese  attive  nel
  settore della produzione, trasformazione e commercializzazione  dei
  prodotti della pesca) serie L 201.'».

   Comunico  che  è stato presentato dal Governo l'emendamento  34.1,
  soppressivo dell'articolo 34.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 35. Ne do lettura:

                               «Art. 35.
          Modifiche all'articolo 166 della legge regionale 23
                         dicembre 2000, n. 32

   1. L'articolo 166 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, è
  sostituito dal seguente:

    Art.  166.  Piccola pesca costiera - 1. Allo scopo di favorire  i
  processi di sviluppo del settore produttivo della pesca in Sicilia,
  l'Assessorato   regionale   della  cooperazione,   del   commercio,
  dell'artigianato  e  della  pesca -  Dipartimento  regionale  della
  pesca,   nell'ambito  degli  interventi  previsti   dal   Programma
  Operativo  per  il  settore pesca e acquacoltura  cofinanziato  dal
  Fondo  europeo  per  la pesca per il 2007-2013 (PO  FEP  2007-2013)
  approvato dalla Commissione europea con decisione C (2007) 6792 del
  19   dicembre  2007  e  successive  modifiche  e  integrazioni,   è
  autorizzato  a concedere contributi per il pagamento  di  premi  ai
  pescatori  e  proprietari di pescherecci che praticano  la  piccola
  pesca  costiera,  per  le  finalità  di  cui  all'articolo  26  del
  regolamento  (CE) n. 1198/2006 del Consiglio del  27  luglio  2006,
  conformemente a quanto previsto nelle corrispondenti misure del  PO
  FEP 2007-2013 e nel predetto regolamento (CE) n. 1198/2006.

   2.  L'Assessore  regionale  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato  e  la  pesca,  con proprio  decreto,  stabilisce  le
  modalità per la concessione delle agevolazioni, inclusi  i  criteri
  da seguire per l'individuazione dei soggetti, delle attività, delle
  spese  ammissibili, la percentuale massima di intervento, la misura
  massima  del  finanziamento concedibile, le modalità di  erogazione
  dei  benefici  in una o più delle forme indicate dall'articolo  189
  della  legge  regionale  23  dicembre  2000,  n.  32  e  successive
  modifiche e integrazioni, i parametri per l'attribuzione, a ciascun
  progetto, del punteggio utile per la collocazione in graduatoria  e
  ogni altra disposizione necessaria all'attivazione degli interventi
  in  conformità a quanto previsto nelle corrispondenti misure del PO
  FEP  2007-2013  e  del  documento   Criteri  di  selezione  per  la
  concessione  degli  aiuti',  di  attuazione  del  medesimo  PO  FEP
  2007-2013.

   3.  Per la gestione degli interventi l'Assessorato regionale della
  cooperazione,  del  commercio, dell'artigianato  e  della  pesca  -
  Dipartimento regionale della pesca, è autorizzato a servirsi  delle
  procedure  previste dall'articolo 4, comma 1 della legge  regionale
  22  dicembre  2005, n. 20 e ad avvalersi di un soggetto selezionato
  ai  sensi  dell'articolo  185, comma 5, della  legge  regionale  23
  dicembre  2000, n. 32 e successive modifiche e integrazioni,  sulla
  base   di   un'apposita  convenzione,  predisposta   dallo   stesso
  Dipartimento,   al  fine  di  evitare  duplicazioni   dell'attività
  istruttoria  e assicurare snellezza e rapidità procedurale,  nonché
  di  esperti  ai  sensi dell'articolo 185, comma 6,  della  medesima
  legge  regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e successive  modifiche  e
  integrazioni,  con  oneri  a  carico  dell'Asse  5  dell'assistenza
  tecnica del PO FEP 2007-2013.

   4.  Gli  interventi possono essere attivati anche  nell'ambito  di
  contratti  di  programma regionali per lo sviluppo  delle  attività
  produttive.

   5.  Gli interventi sono finanziati a valere sulle risorse relative
  agli obiettivi del PO FEP 2007-2013,  sul fondo a gestione separata
  previsto  dall'articolo 61 della legge regionale 28 dicembre  2004,
  n.  17,  e sulle risorse finanziarie del Fondo aree sottoutilizzate
  istituito con l'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.

   6.  Ai  fini  del controllo comunitario sugli aiuti  previsti  dal
  presente  articolo per il periodo di programmazione  2007-2013,  le
  risorse finanziarie complessivamente non possono superare l'importo
  di un milione di euro.

   7. Possono essere concessi aiuti con dotazioni aggiuntive rispetto
  a   quanto  previsto  nel  PO  FEP  2007-2013,  conformemente  alle
  condizioni  e limiti previsti dagli Orientamenti per l'esame  degli
  aiuti  di Stato nel settore della pesca e dell'acquacoltura 2008/C-
  84/06.  A essi non può essere data esecuzione fino alla definizione
  del  procedimento di controllo comunitario ai sensi degli  articoli
  87 e 88 del Trattato (CE). Tali aiuti possono essere concessi anche
  nell'ambito  del  de  minimis, ai sensi  del  regolamento  (CE)  n.
  875/2007  della Commissione del 24 luglio 2007 ovvero conformemente
  alle condizioni e limiti previsti dal regolamento n. 736/2008 della
  Commissione  del 22 luglio 2008, pubblicato nella g.u.u.e.  del  31
  luglio  2008  (regolamento di esenzione per le imprese  attive  nel
  settore della produzione, trasformazione e commercializzazione  dei
  prodotti della pesca) serie L 201.'».

   Comunico  che  è stato presentato dal Governo l'emendamento  35.1,
  soppressivo dell'articolo 35.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 36. Ne do lettura:

                               «Art. 36.
          Modifiche all'articolo 167 della legge regionale 23
                         dicembre 2000, n. 32

   1. L'articolo 167 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, è
  sostituito dal seguente:

    Art.  167.  Interventi per la riconversione  dei  pescherecci  ad
  altre  attività - 1. Allo scopo di favorire i processi di  sviluppo
  del  settore  produttivo  della  pesca  in  Sicilia,  l'Assessorato
  regionale  della  cooperazione, del commercio,  dell'artigianato  e
  della pesca - Dipartimento regionale della pesca, nell'ambito degli
  interventi previsti dal Programma Operativo per il settore pesca  e
  acquacoltura  cofinanziato dal Fondo europeo per la  pesca  per  il
  2007-2013  (PO  FEP 2007-2013) approvato dalla Commissione  europea
  con  decisione  C  (2007) 6792 del 19 dicembre  2007  e  successive
  modifiche e integrazioni, è autorizzato a concedere contributi  per
  l'attuazione di misure di interesse comune volte alla modifica  dei
  pescherecci  per destinarli ad attività di formazione o  ricerca  o
  altre  attività  diverse dalla pesca, di cui  all'articolo  42  del
  regolamento  (CE) n. 1198/2006 del Consiglio del  27  luglio  2006,
  conformemente a quanto previsto nelle corrispondenti misure del  PO
  FEP 2007 - 2013 e nel predetto regolamento (CE) n. 1198/2006.

   2.  L'Assessore  regionale  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato  e  la  pesca  con  proprio  decreto,  stabilisce  le
  modalità  per la concessione delle agevolazioni, inclusi i  criteri
  da seguire per l'individuazione dei soggetti, delle attività, delle
  spese  ammissibili, la percentuale massima di intervento, la misura
  massima  del  finanziamento concedibile, le modalità di  erogazione
  dei  benefici  in una o più delle forme indicate dall'articolo  189
  della  legge  regionale  23  dicembre  2000,  n.  32  e  successive
  modifiche e integrazioni, i parametri per l'attribuzione, a ciascun
  progetto, del punteggio utile per la collocazione in graduatoria  e
  ogni altra disposizione necessaria all'attivazione degli interventi
  in  conformità a quanto previsto nelle corrispondenti misure del PO
  FEP  2007-2013  e  del  documento   Criteri  di  selezione  per  la
  concessione  degli  aiuti',  di  attuazione  del  medesimo  PO  FEP
  2007-2013.

   3.  Gli  interventi possono essere attivati anche  nell'ambito  di
  contratti  di  programma regionali per lo sviluppo  delle  attività
  produttive.

   4.  Gli  interventi di cui al presente articolo sono finanziati  a
  valere  sulle risorse relative agli obiettivi del PO FEP 2007-2013,
  su  fondo a gestione separata previsto dall'articolo 61 della legge
  regionale 28 dicembre 2004, n. 17, e sulle risorse finanziarie  del
  Fondo  aree sottoutilizzate istituito con l'articolo 61 della legge
  27 dicembre 2002, n. 289.

   5.  Ai  fini  del controllo comunitario sugli aiuti  previsti  dal
  presente  articolo, per il periodo di programmazione 2007-2013,  le
  risorse finanziarie complessivamente non possono superare l'importo
  di due milioni di euro.

   6. Possono essere concessi aiuti con dotazioni aggiuntive rispetto
  a   quanto  previsto  nel  PO  FEP  2007-2013  conformemente   alle
  condizioni  e limiti previsti dagli Orientamenti per l'esame  degli
  aiuti  di Stato nel settore della pesca e dell'acquacoltura 2008/C-
  84/06.  A essi non può essere data esecuzione fino alla definizione
  del  procedimento di controllo comunitario ai sensi degli  articoli
  87 e 88 del Trattato (CE). Tali aiuti possono essere concessi anche
  nell'ambito  del   de  minimis', ai sensi del regolamento  (CE)  n.
  875/2007  della Commissione del 24 luglio 2007 ovvero conformemente
  alle condizioni e limiti previsti dal regolamento n. 736/2008 della
  Commissione  del 22 luglio 2008, pubblicato nella g.u.u.e.  del  31
  luglio  2008  (regolamento di esenzione per le imprese  attive  nel
  settore della produzione, trasformazione e commercializzazione  dei
  prodotti della pesca) serie L 201.'».

   Comunico  che  è stato presentato dal Governo l'emendamento  36.1,
  soppressivo dell'articolo 36.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 37. Ne do lettura:

                               «Art. 37.
          Modifiche all'articolo 170 della legge regionale 23
                         dicembre 2000, n. 32

   1. L'articolo 170 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, è
  sostituito dal seguente:

    Art.  170.  Misure di carattere socio-economico e interventi  per
  l'arresto   temporaneo   -   1.   L'Assessorato   regionale   della
  cooperazione,  del  commercio, dell'artigianato  e  della  pesca  -
  Dipartimento  regionale della pesca, nell'ambito  degli  interventi
  previsti   dal   Programma  Operativo  per  il  settore   pesca   e
  acquacoltura  cofinanziato dal Fondo europeo per la  pesca  per  il
  2007-2013  (PO  FEP 2007-2013) approvato dalla Commissione  europea
  con  decisione  C  (2007) 6792 del 19 dicembre  2007  e  successive
  modifiche  e integrazioni, è autorizzato a concedere contributi  ai
  pescatori per misure di carattere socio-economico, conformemente  a
  quanto previsto nelle corrispondenti misure del PO FEP 2007-2013  e
  nel regolamento (CE) n. 1198/2006 del Consiglio del 27 luglio 2006.
  Le  azioni  finanziate  sono quelle previste dall'articolo  27  del
  regolamento  (CE)  n. 1198/2006, paragrafo 1, lettera  a),  per  la
  diversificazione  delle attività; lettera b),  per  l'aggiornamento
  delle   competenze  professionali,  in  particolare   dei   giovani
  pescatori; lettera c), per la riconversione professionale in ambiti
  diversi   dalla   pesca  marittima;  lettera  d),   relativa   alla
  fuoriuscita   precoce  dal  settore  della   pesca,   compreso   il
  prepensionamento; lettera e), per la compensazione  una  tantum  ai
  pescatori imbarcati a bordo su pescherecci oggetto di una misura di
  arresto definitivo delle attività di pesca; paragrafo 2, per  premi
  individuali  ai  pescatori  di  età  inferiore  ai  40   anni   che
  acquisiscono  per  la  prima  volta  la  proprietà  o  parte  della
  proprietà di un peschereccio.

   2.  L'Assessorato  regionale  della cooperazione,  del  commercio,
  dell'artigianato e della pesca - Dipartimento regionale della pesca
  può  altresì  contribuire al finanziamento delle  misure  di  aiuto
  all'arresto  temporaneo  delle  attività  di  pesca  a  favore  dei
  pescatori  e  dei  proprietari dei pescherecci nei  limiti  e  alle
  condizioni di cui all'articolo 24 del regolamento (CE) n. 1198/2006
  del  Consiglio  del 27 luglio 2006 conformemente a quanto  previsto
  nelle  corrispondenti misure del PO FEP 2007-2013  e  nel  predetto
  regolamento (CE) n. 1198/2006.

   3.  L'Assessore  regionale  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato  e  la  pesca  con  proprio  decreto,  stabilisce  le
  modalità  per la concessione delle agevolazioni, inclusi i  criteri
  da seguire per l'individuazione dei soggetti, delle attività, delle
  spese  ammissibili, la percentuale massima di intervento, la misura
  massima  del  finanziamento concedibile, le modalità di  erogazione
  dei  benefici  in una o più delle forme indicate dall'articolo  189
  della  legge  regionale  23  dicembre  2000,  n.  32  e  successive
  modifiche e integrazioni, i parametri per l'attribuzione, a ciascun
  progetto, del punteggio utile per la collocazione in graduatoria  e
  ogni altra disposizione necessaria all'attivazione degli interventi
  in  conformità a quanto previsto nelle corrispondenti misure del PO
  FEP  2007-2013  e  del  documento   Criteri  di  selezione  per  la
  concessione  degli  aiuti',  di  attuazione  del  medesimo  PO  FEP
  2007-2013.

   4.  Gli  interventi possono essere attivati anche  nell'ambito  di
  contratti  di  programma regionali per lo sviluppo  delle  attività
  produttive.

   5.  Gli  interventi di cui al presente articolo sono finanziati  a
  valere  sulle risorse relative agli obiettivi del PO FEP 2007-2013,
  sul fondo a gestione separata previsto dall'articolo 61 della legge
  regionale  28 dicembre 2004, n. 17 e sulle risorse finanziarie  del
  Fondo  aree sottoutilizzate istituito con l'articolo 61 della legge
  27 dicembre 2002, n. 289.

   6.  Ai  fini  del controllo comunitario sugli aiuti  previsti  dal
  presente  articolo, per il periodo di programmazione  2007-2013  le
  risorse finanziarie complessivamente non possono superare l'importo
  di  dieci milioni di euro.

   7. Possono essere concessi aiuti con dotazioni aggiuntive rispetto
  a   quanto  previsto  nel  PO  FEP  2007-2013,  conformemente  alle
  condizioni  e limiti previsti dagli Orientamenti per l'esame  degli
  aiuti  di Stato nel settore della pesca e dell'acquacoltura 2008/C-
  84/06.  A essi non può essere data esecuzione fino alla definizione
  del  procedimento di controllo comunitario ai sensi degli  articoli
  87 e 88 del Trattato (CE). Tali aiuti possono essere concessi anche
  nell'ambito  del   de  minimis', ai sensi del regolamento  (CE)  n.
  875/2007  della Commissione del 24 luglio 2007 ovvero conformemente
  alle condizioni e limiti previsti dal regolamento n. 736/2008 della
  Commissione  del 22 luglio 2008, pubblicato nella g.u.u.e.  del  31
  luglio  2008  (regolamento di esenzione per le imprese  attive  nel
  settore della produzione, trasformazione e commercializzazione  dei
  prodotti della pesca) serie L 201.'.

   2. L'articolo 175 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, è
  abrogato».

   Comunico  che  è stato presentato dal Governo l'emendamento  37.1,
  soppressivo dell'articolo 37.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 38. Ne do lettura:

                               Art. 38.
          Modifiche all'articolo 157 della legge regionale 23
                         dicembre 2000, n. 32

   1.  L'articolo  157  della legge regionale  23/12/2000,  n  32,  è
  sostituito dal seguente:

    Art. 157. Investimenti a bordo dei pescherecci e selettività - 1.
  Allo   scopo  di  favorire  i  processi  di  sviluppo  del  settore
  produttivo  della pesca in Sicilia, l'Assessorato  regionale  della
  cooperazione,  del  commercio, dell'artigianato  e  della  pesca  -
  Dipartimento  regionale della pesca, nell'ambito  degli  interventi
  previsti   dal   Programma  Operativo  per  il  settore   pesca   e
  acquacoltura  cofinanziato dal Fondo europeo per la  pesca  per  il
  2007-2013  (PO  FEP 2007-2013) approvato dalla Commissione  europea
  con  decisione  C  (2007) 6792 del 19 dicembre  2007  e  successive
  modifiche e integrazioni, è autorizzato a concedere contributi  per
  finanziare  l'armamento  e  l'ammodernamento  dei  pescherecci  nei
  limiti  e  alle condizioni di cui all'articolo 25 del   regolamento
  (CE)  n.  1198/2006 del Consiglio del 27 luglio 2006, a favore  dei
  soggetti  ivi  indicati,  conformemente  a  quanto  previsto  nelle
  corrispondenti  misure  del  PO  FEP  2007-2013  ed   al   predetto
  regolamento (CE) n. 1198/2006.

   2.  L'Assessorato  regionale  della cooperazione,  del  commercio,
  dell'artigianato  e  della  pesca -  Dipartimento  regionale  della
  pesca, nell'ambito degli interventi previsti dal PO FEP 2007-2013 è
  autorizzato altresì, con dotazioni aggiuntive rispetto alle risorse
  statali,   a   finanziare  l'arresto  definitivo  dei  pescherecci,
  nell'ambito  di un piano nazionale di disarmo, secondo il  disposto
  dell'articolo 23 del regolamento (CE) n. 1198/2006.

   3.  L'Assessore  regionale  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato  e  la  pesca,  con proprio  decreto,  stabilisce  le
  modalità per la concessione delle agevolazioni previste al comma 1,
  inclusi  i  criteri da seguire per l'individuazione  dei  soggetti,
  delle attività, delle spese ammissibili, la percentuale massima  di
  intervento,  la  misura massima del finanziamento  concedibile,  le
  modalità  di  erogazione dei benefici in  una  o  più  delle  forme
  indicate dall'articolo 189 della legge regionale 23 dicembre  2000,
  n.  32  e  successive  modifiche e integrazioni,  i  parametri  per
  l'attribuzione,  a  ciascun progetto, del punteggio  utile  per  la
  collocazione  in graduatoria  e ogni altra disposizione  necessaria
  all'attivazione  degli interventi in conformità a  quanto  previsto
  nelle  corrispondenti misure del PO FEP 2007-2013 e  del  documento
   Criteri   di  selezione  per  la  concessione  degli  aiuti',   di
  attuazione del medesimo PO FEP 2007-2013.

   4.  Per la gestione degli interventi l'Assessorato regionale della
  cooperazione,  del  commercio, dell'artigianato  e  della  pesca  -
  Dipartimento regionale della pesca, è autorizzato a servirsi  delle
  procedure  previste dall'articolo 4, comma 1 della legge  regionale
  22  dicembre 2005, n. 20, e ad avvalersi di un soggetto selezionato
  ai  sensi  dell'articolo  185, comma 5, della  legge  regionale  23
  dicembre  2000, n. 32 e successive modifiche e integrazioni,  sulla
  base   di   un'apposita  convenzione,  predisposta   dallo   stesso
  Dipartimento,   al  fine  di  evitare  duplicazioni   dell'attività
  istruttoria ed assicurare snellezza e rapidità procedurale,  nonché
  di  esperti  ai  sensi dell'articolo 185, comma 6,  della  medesima
  legge  regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e successive  modifiche  e
  integrazioni,  con  oneri  a  carico  dell'Asse  5  dell'assistenza
  tecnica del PO FEP 2007-2013 .

   5.  Gli  interventi possono essere attivati anche  nell'ambito  di
  contratti  di  programma regionali per lo sviluppo  delle  attività
  produttive.

   6.  Gli  interventi di cui al presente articolo sono finanziati  a
  valere  sulle risorse relative agli obiettivi del PO FEP 2007-2013,
  sul fondo a gestione separata previsto dall'articolo 61 della legge
  regionale  28 dicembre 2004, n. 17 e sulle risorse finanziarie  del
  Fondo  aree sottoutilizzate istituito con l'articolo 61 della legge
  27 dicembre 2002, n. 289.

   7.  Ai  fini  del controllo comunitario sugli aiuti  previsti  dal
  presente  articolo, per il periodo di programmazione  2007-2013  le
  risorse finanziarie complessivamente non possono superare l'importo
  di  due milioni di euro.

   8.  Ai  fini  del  comma  1,  possono essere  concessi  aiuti  con
  dotazioni  aggiuntive rispetto a quanto previsto nel PO  FEP  2007-
  2013,   conformemente  alle  condizioni  e  limiti  previsti  dagli
  Orientamenti  per  l'esame degli aiuti di Stato nel  settore  della
  pesca e dell'acquacoltura 2008/C-84/06. A essi non può essere  data
  esecuzione  fino  alla  definizione del procedimento  di  controllo
  comunitario ai sensi degli articoli 87 e 88 del Trattato (CE). Tali
  aiuti  possono essere concessi anche nell'ambito del  de  minimis',
  ai  sensi del regolamento (CE) n. 875/2007 della Commissione del 24
  luglio  2007 ovvero conformemente alle condizioni e limiti previsti
  dal  regolamento n. 736/2008 della Commissione del 22 luglio  2008,
  pubblicato  nella  g.u.u.e.  del 31  luglio  2008  (regolamento  di
  esenzione  per  le  imprese  attive nel settore  della  produzione,
  trasformazione  e  commercializzazione dei  prodotti  della  pesca)
  serie L 201.'».

   Comunico  che  è stato presentato dal Governo l'emendamento  38.1,
  soppressivo dell'articolo 38.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 39. Ne do lettura:

                               «Art. 39.
         Modifiche al Titolo XII, Pesca, della legge regionale
                        23 dicembre 2000, n. 32
               e alla legge regionale 3 maggio 2001, n. 6

   1. L'articolo 150 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, è
  sostituto dal seguente:

    Art.  150. Pesca speciale - 1. Per attività di pesca speciale  si
  intende  quella  definita dalla normativa comunitaria  di  settore.
  Tale  attività è disciplinata con decreto dell'Assessore  regionale
  per  la  cooperazione, il commercio, l'artigianato e la  pesca,  da
  adottarsi  entro  sei  mesi dall'entrata in vigore  della  presente
  legge, previo parere del Consiglio.'.

   2. L'articolo 152 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, è
  sostituto dal seguente:

    Art.   152.   Ittiturismo  e  pescaturismo  -  1.  Per   attività
  ittituristiche si intendono, ai sensi dell'articolo 12 della  legge
  20  febbraio  2006, n. 96, le attività di ricezione  ed  ospitalità
  esercitate dagli imprenditori ittici, titolari di licenza di  pesca
  professionale, singoli od associati, dai loro familiari, nonché  da
  lavoratori dipendenti a tempo determinato, indeterminato e parziale
  attraverso  l'uso  della propria abitazione,  o  di  una  struttura
  appositamente acquisita da destinare e vincolare a questa attività,
  e l'offerta di servizi collegati; tali attività sono da considerare
  connesse alla pesca che deve rimanere principale.

   2. A favore degli operatori abilitati all'esercizio delle attività
  ittituristiche  l'Assessore  regionale  per  la  cooperazione,   il
  commercio,  l'artigianato  e la pesca,  con  proprio  decreto,  può
  concedere  contributi finanziari compatibilmente con  le  normative
  comunitarie in materia di aiuti di Stato.

   3.  Gli  aiuti per il settore dell'ittiturismo, in quanto attività
  connessa  con  la  produzione, trasformazione e commercializzazione
  dei  prodotti  della pesca di cui all'allegato I del Trattato  (CE)
  sono  concessi conformemente alle condizioni e limiti previsti  dal
  regolamento  (CE)  n.  1595/2004, relativo  all'applicazione  degli
  articoli  87  e 88 del Trattato (CE) agli aiuti di Stato  a  favore
  delle  piccole e medie imprese attive nel settore della produzione,
  trasformazione e commercializzazione dei prodotti della pesca.

   4.  L'ittiturismo  può  essere  svolto  in  diretto  rapporto  con
  l'attività  di  pesca  turismo ed in rapporto  di  complementarietà
  rispetto alle attività prevalenti di pesca.'.

   3.  Sono abrogati gli articoli 161, 162, 165 e 173 del Titolo XII,
  Pesca, della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32.

   4. E' abrogato l'articolo 114 della legge regionale 3 maggio 2001,
  n. 6».

   Comunico  che  è stato presentato dal Governo l'emendamento  39.1,
  soppressivo dell'articolo 39.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 40. Ne do lettura:

                               «Art. 40.
                 Soggetti destinatari degli interventi

   1.  Destinatari degli interventi di cui al presente Titolo sono  i
  soggetti  di  cui all'articolo 2, punti 18, 19 e 20 del regolamento
  (CE)  n.  800  del  2008 della Commissione del 6  agosto  2008  che
  dichiara  alcune  categorie  di aiuti compatibili  con  il  mercato
  comune  in  applicazione  degli  articoli  87  e  88  del  Trattato
  (regolamento generale di esenzione per categoria), pubblicato nella
  g.u.u.e. del 9 agosto 2008 serie L 214, e segnatamente:
   a.  i  lavoratori  svantaggiati, ossia  rientranti  in  una  delle
  seguenti categorie:
   a.1  chi  non ha un impiego regolarmente retribuito da almeno  sei
  mesi;
   a.2  chi  non  possiede  un diploma di scuola  media  superiore  o
  professionale;
   a.3 lavoratori che hanno superato i 50 anni di età;
   a.4 adulti che vivono soli con una o più persone a carico;
   a.5 lavoratori occupati in professioni o settori caratterizzati da
  un tasso di disparità uomo-donna che supera almeno del 25 per cento
  la  disparità  media uomo-donna in tutti i settori economici  dello
  Stato  membro interessato, se il lavoratore interessato  appartiene
  al genere sottorappresentato;
   a.6  membri  di  una  minoranza nazionale che hanno  necessità  di
  consolidare   le  proprie  esperienze  in  termini  di   conoscenze
  linguistiche,  di  formazione  professionale  o  di   lavoro,   per
  migliorare le prospettive di accesso ad un'occupazione stabile.
   b.  i  lavoratori molto svantaggiati, ossia senza lavoro da almeno
  24 mesi;
   c. i lavoratori disabili, ossia chiunque sia:
   c.1 riconosciuto disabile ai sensi dell'ordinamento nazionale;
   c.2  caratterizzato da impedimenti accertati che dipendono  da  un
  handicap fisico, mentale o psichico.

   2. Sono altresì destinatari degli aiuti di cui al presente Titolo,
  in  quanto categorie assimilabili ai lavoratori svantaggiati di cui
  al  comma  1,  lettera  a. punto a.1 del presente  articolo,  fermo
  restando  il  limite temporale di almeno sei mesi ivi  previsto,  i
  seguenti soggetti:

   a. apprendisti di cui al decreto legislativo 10 settembre 2003, n.
  276, nonché quelli avviati in forza della disciplina previgente  in
  materia;

   b.   lavoratori  fruitori  di  trattamenti  previdenziali   o   di
  ammortizzatori sociali, ovvero iscritti nelle liste di mobilità  di
  cui alla legge 23 luglio 1991, n. 223;

   c.   soggetti  assunti  con  contratto  di  inserimento   di   cui
  all'articolo 54 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276;

   d.  soggetti  di  cui  all'articolo  61  e  seguenti  del  decreto
  legislativo 10 settembre 2003, n. 276.

   3.  I  trattamenti previdenziali, i sussidi e gli assegni  erogati
  per  prestazioni di workfare, per attività socialmente  utili,  per
  tirocini  formativi o di orientamento non costituiscono trattamento
  economico assimilabile a retribuzione».

   Comunico   che   è  stato  presentato  dall'onorevole   D'Agostino
  l'emendamento 40.1:

   «Al comma 1,  dopo il punto c2 aggiungere  i seguenti:
    c3.  I  soggetti indultati, indultandi, dimittendi, in esecuzione
  penale  esterna, potenziali beneficiari di misure alternative  alla
  detenzione  in  carico alle strutture ed ai servizi  del  Ministero
  della Giustizia;
   c4.  I soggetti di cui all'articolo 4 della legge 8 novembre  1991
  n.  381  come  recepita  in Sicilia dall'articolo  74  della  legge
  regionale 23 dicembre 2000 n. 32 .»

   L'emendamento testé comunicato è inammissibile.
   Pongo  in votazione l'articolo 40. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 41. Ne do lettura:

                               «Art. 41.
                     Contributi per le assunzioni

   1.  L'intervento regionale di cui al presente Titolo ha  carattere
  aggiuntivo  rispetto  a  quelli di analoga natura,  ove  spettanti,
  disposti   dallo  Stato,  e  consiste  nello  sgravio  totale   dei
  contributi   previdenziali  ed  assistenziali  nonché   dei   premi
  assicurativi  obbligatori, a carico del  datore  di  lavoro  -  nei
  limiti  di  cui  all'articolo  43  -  per  le  assunzioni  a  tempo
  indeterminato dei soggetti di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 40».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 42. Ne do lettura:

                               Art. 42.
            Individuazione dei datori di lavoro e campo di
                             applicazione

   1. Ai fini dell'applicazione del presente Titolo sono individuati
  i seguenti datori di lavoro beneficiari dei contributi:

   a) imprese individuali, societarie e cooperative nonché consorzi
  di imprese individuali, societarie e  cooperative che abbiano una
  sede operativa nel territorio della Regione ed operanti in
  qualsiasi settore produttivo, commerciale o di servizi;

   b) lavoratori autonomi, compresi gli iscritti negli albi, ordini
  e collegi professionali;

   c) organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS);

   d) associazioni, con o senza personalità giuridica, di cui al
  Libro I del Codice civile, e fondazioni.

   2. Le imprese cooperative  possono  beneficiare dei  contributi
  anche per le assunzioni dei soci.

   3.   Gli   incentivi  di  cui  al  presente  Titolo  non   trovano
  applicazione  per  i  settori esclusi dagli  aiuti  in  favore  dei
  lavoratori svantaggiati e disabili ai sensi dell'articolo 1,  comma
  3, del regolamento (CE) n. 800/2008.

   4.  I  benefici  di cui al presente Titolo sono  concessi  per  le
  attività che trovano attuazione nel  territorio della  Regione».

   Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 43. Ne do lettura:

                               «Art. 43.
                  Misure e decorrenze degli incentivi

   1.  L'Assessorato regionale del lavoro, della previdenza  sociale,
  della formazione  professionale e dell'emigrazione è autorizzato  a
  concedere  ai  datori  di lavoro di cui all'articolo  42  che,  nel
  rispetto  delle  condizioni  di  cui  all'articolo  44,  comma   1,
  procedono alle assunzioni a tempo indeterminato dei soggetti di cui
  all'articolo 40, commi 1 e 2, gli incentivi di cui all'articolo 40,
  sotto  forma  di  sgravi contributivi, entro i  limiti  d'intensità
  d'aiuto  e  di  ammissibilità dei costi  salariali,  fissati  dagli
  articoli  40 e 41 del regolamento (CE) n. 800/2008, rispettivamente
  per i soggetti svantaggiati, molto svantaggiati e disabili.

   2.  Per costo salariale si intende l'importo totale effettivamente
  pagabile  dal  datore di lavoro in relazione  ai  posti  di  lavoro
  considerati,  che  comprende la retribuzione  lorda,  i  contributi
  obbligatori, e i contributi assistenziali per figli e familiari e i
  premi assicurativi.

   3.  I benefici di cui al presente Titolo sono cumulabili con altri
  aiuti  di Stato nel rispetto delle disposizioni sul cumulo  di  cui
  all'articolo 7 del regolamento (CE) n. 800/2008.

   4.  Gli  incentivi  di  cui  al presente  Titolo  decorrono  dalla
  scadenza  dei  benefici di analoga natura, ove spettanti,  disposti
  dallo Stato.

   5.  Gli incentivi di cui al presente Titolo, in caso di variazione
  della  decorrenza  o  dell'entità dei benefici statali  di  analoga
  natura, sono erogati per i periodi per i quali non è più prevista o
  è prevista in parte la copertura statale, sino alla concorrenza del
  totale  dello sgravio dei contributi previdenziali ed assistenziali
  e, comunque, nei limiti d'intensità di cui al comma 1.

   6. Nel caso in cui, dopo l'entrata in vigore della presente legge,
  vengano  introdotti regimi di aiuto statale di analoga natura,  gli
  incentivi di cui al presente Titolo hanno decorrenza dal primo mese
  successivo   alla  scadenza  del  periodo  coperto  dall'intervento
  statale.

   7.  Per  le  finalità di cui al presente Titolo è  autorizzata  la
  spesa fino a mille milioni di euro a valere sulle risorse del Fondo
  sociale europeo, nell'ambito della programmazione comunitaria 2007-
  2013 relativa alla Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 44. Ne do lettura:

                               «Art. 44.
                   Condizioni di accesso ai benefici

   1.  Ai fini dell'accesso ai benefici di cui all'articolo 43, comma
  1, le assunzioni a tempo indeterminato, riguardanti i lavoratori di
  cui  all'articolo 40, debbono essere effettuate nel rispetto  delle
  seguenti condizioni:

   a.  nei casi in cui l'assunzione non rappresenti un aumento  netto
  del  numero  di  dipendenti dell'impresa interessata rispetto  alla
  media  dei  dodici  mesi precedenti, il posto o  i  posti  occupati
  devono  essere  resi  vacanti in seguito a  dimissioni  volontarie,
  invalidità,  pensionamento per raggiunti  limiti  d'età,  riduzione
  volontaria dell'orario di lavoro o licenziamento per giusta causa e
  non in seguito a licenziamenti per riduzione del personale;

   b.  i  posti  di lavoro creati devono rappresentare un  incremento
  netto  del numero dei lavoratori svantaggiati o disabili dipendenti
  dall'impresa  beneficiaria, rispetto alla  media  dei  dodici  mesi
  precedenti l'assunzione;

   c.  fatto  salvo  il caso di licenziamento per  giusta  causa,  ai
  lavoratori assunti deve essere garantita la continuità dell'impiego
  per  il periodo minimo previsto dalla legislazione nazionale o  dai
  contratti  collettivi di lavoro. In assenza di  tale  previsione  i
  posti  di  lavoro  creati devono essere mantenuti  per  un  periodo
  minimo di cinque anni o di tre anni, nel caso delle piccole e medie
  imprese.

   2.  I  datori  di  lavoro, per fruire dei  contributi  di  cui  al
  presente  Titolo,  devono  applicare nei confronti  dei  lavoratori
  dipendenti  condizioni  non  inferiori  a  quelle  risultanti   dai
  contratti collettivi nazionali o regionali di lavoro del settore di
  appartenenza.

   3.  Sono  esclusi  dagli interventi i datori di lavoro  nelle  cui
  aziende,  negli  ultimi cinque anni, si siano verificati  incidenti
  sul lavoro che, a causa del mancato rispetto delle vigenti norme in
  materia  di sicurezza, accertato con sentenza passata in giudicato,
  abbiano causato il decesso di uno o più dipendenti».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 45. Ne do lettura:

                               «Art. 45.
                Concessione dello sgravio contributivo

   1.  Il datore di lavoro per beneficiare degli incentivi di cui  al
  presente   Titolo,  ove  spettanti,  deve  essere   preventivamente
  autorizzato a seguito di apposita istanza all'Assessorato regionale
  del  lavoro,  corredata  di dichiarazione sostitutiva  di  atto  di
  notorietà, attestante il possesso dei requisiti e il rispetto delle
  condizioni  di  accesso  ai  benefici.  Tale  istanza  deve  essere
  inoltrata in via telematica, sulla scorta delle istruzioni  emanate
  dal predetto Assessorato.

   2.  La predetta istanza non può riguardare benefici la cui data di
  decorrenza  sia  successiva di oltre 6 mesi rispetto  a  quella  di
  presentazione della stessa istanza.

   3.  Con  la  presentazione dell'istanza telematica  il  datore  di
  lavoro  è  informato sull'ordine cronologico della stessa  e  sulla
  disponibilità delle risorse per accedere allo sgravio.

   4. Le istanze sono istruite in ordine cronologico di presentazione
  telematica  e  sono  ammesse  a  finanziamento,  con  provvedimento
  concessorio, sino alla concorrenza delle effettive disponibilità di
  risorse finanziarie.

   5.  Il  datore di lavoro ammesso a godere degli sgravi  richiesti,
  deve procedere alle assunzioni, ove non già effettuate, entro e non
  oltre  quindici  giorni dalla data di  notifica  del  provvedimento
  concessorio, pena la decadenza dal beneficio.

   6.  Gli  incentivi previsti dal presente Titolo non sono  concessi
  con decorrenza anteriore alla data di presentazione dell'istanza di
  cui al comma 1, anche nel caso di assunzioni già effettuate.

   7.  Nel  caso di trasferimento d'azienda di cui all'articolo  2112
  del  codice civile, l'azienda cessionaria può continuare  a  fruire
  dell'importo residuo del beneficio già concesso all'azienda cedente
  per i lavoratori di cui all'articolo 39».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 46. Ne do lettura:

                               «Art. 46.
                Modalità  di erogazione del contributo

   1.  L'Assessorato  regionale del lavoro,  previa  intesa  con  gli
  istituti previdenziali cui sono iscritti i lavoratori, autorizza il
  conguaglio dei contributi previdenziali ed assistenziali dovuti dal
  datore  di  lavoro ai predetti istituti e provvede  ad  accreditare
  agli stessi istituti le somme corrispondenti al beneficio concesso.

   2.  I  benefici di cui al presente Titolo non sono computabili  ad
  alcun  fine  nelle partite contabili debitorie e creditorie  tra  i
  datori di lavoro e gli istituti previdenziali, cui sono iscritti  i
  lavoratori.

   3.  L'Assessorato  regionale  del lavoro  comunica  agli  istituti
  previdenziali  l'elenco   dei datori di lavoro  nei  confronti  dei
  quali procedere al conguaglio.

   4.   L'Assessorato  regionale  del  lavoro,  in  caso  di  mancato
  perfezionamento  dell'intesa di cui al comma  1  con  gli  istituti
  previdenziali,  può  provvedere  alla  concessione  del   beneficio
  attraverso  l'erogazione diretta semestrale al  datore  di  lavoro,
  previa   presentazione  da  parte  dello  stesso   della   denuncia
  semestrale delle retribuzioni ai predetti istituti previdenziali  e
  delle attestazioni di avvenuto versamento dei relativi oneri.

   5.  L'Assessorato regionale del lavoro è autorizzato  ad  erogare,
  agli  istituti  previdenziali di cui al comma 1, il rimborso  delle
  spese   sostenute  per  l'erogazione,  tramite  conguaglio,   degli
  incentivi previsti dal presente Titolo».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 47. Ne do lettura:

                               «Art. 47.
                       Controlli e accertamenti

   1.  L'Assessorato  regionale del lavoro  predispone  un  programma
  annuale  di controlli  diretto alla verifica dei requisiti e  delle
  condizioni  previsti dal presente Titolo per l'accesso e/o  per  il
  mantenimento degli incentivi».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 48. Ne do lettura:

                               «Art. 48.
                               Sanzioni

   1.  L'Assessorato regionale del lavoro procede alla  revoca  degli
  incentivi   concessi   ai   datori  di  lavoro,   qualora   dovesse
  riscontrarsi in sede di controlli, il mancato rispetto anche di uno
  solo  dei  requisiti e delle condizioni previsti per l'accesso  e/o
  per il mantenimento dei benefici di cui al presente Titolo.

   2. Nell'ipotesi del comma 1, qualora il datore di lavoro abbia già
  usufruito  in tutto o in parte degli incentivi di cui  al  presente
  Titolo,  deve  restituirli secondo modalità stabilite con  apposito
  decreto  dell'Assessorato  regionale del  lavoro  di  concerto  con
  l'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze, versandoli in
  un apposito capitolo in entrata nel bilancio della Regione.

   3.  In  caso di indebita fruizione dei benefici di cui al presente
  Titolo  da  parte  dei datori di lavoro, si applicano  le  sanzioni
  civili  e  amministrative  previste dalla  normativa  nazionale  in
  materia  di  sgravi contributivi a carico dello Stato.  I  proventi
  derivanti   dall'applicazione  delle  suddette  sanzioni   sono   a
  beneficio della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 49. Ne do lettura:

                               «Art. 49
                       Indicatore occupazionale

   1.  Per  i  progetti finanziati nell'ambito delle misure  del  POR
  Sicilia 2000-2006, la percentuale di scostamento in diminuzione del
  solo indicatore occupazionale non comporta la revoca del contributo
  qualora esso ricada entro la percentuale del 50 per cento».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 50. Ne do lettura:

                               «Art. 50.
           Discipline specifiche di applicazione e norma di
                       salvaguardia comunitaria

   1.  Con riferimento alle assunzioni a tempo indeterminato relative
  alle  categorie di soggetti di cui all'articolo 40,  comma  1,  gli
  aiuti  di  cui  al  presente  Titolo sono  concessi  in  regime  di
  esenzione  dall'obbligo di notifica, ai sensi del regolamento  (CE)
  n.  800/2008  del 6 agosto 2008, che dichiara alcune  categorie  di
  aiuti  compatibili  con  il mercato comune  in  applicazione  degli
  articoli  87  e 88 del Trattato (regolamento generale di  esenzione
  per categoria), pubblicato in g.u.u.e. L 214 del 9 agosto 2008.

   2.  Con riferimento alle assunzioni a tempo indeterminato relative
  alle  categorie  di soggetti di cui all'articolo 40,  comma  2,  la
  concessione  degli  aiuti di cui al presente Titolo  è  subordinata
  alla  positiva definizione della procedura di controllo comunitario
  di  cui  all'articolo  88,  paragrafo 3, del  Trattato  (CE)  della
  Comunità  europea,  nonché  al rispetto dei  vincoli  eventualmente
  imposti dalla Commissione europea.

   3.  Ai  fini dell'approvazione comunitaria, le risorse finanziarie
  complessivamente  destinate agli aiuti di cui al  comma  2  per  il
  periodo  2007-2013, non possono superare l'importo di mille milioni
  di euro.

   4.  L'Assessore  regionale  per  il  lavoro,  emana,  con  proprio
  decreto,  da adottarsi entro novanta giorni dall'entrata in  vigore
  della  presente legge, le necessarie disposizioni per  l'attuazione
  del regime di aiuti di cui al presente Titolo».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 51. Ne do lettura:

                               «Art. 51.
                          Atti programmatori

   1.  Al fine di verificare la coerenza con i documenti finanziario-
  contabili della Regione e nell'ambito del coordinamento in  materia
  economico-finanziaria di competenza dell'Assessorato regionale  del
  bilancio   e  delle  finanze,  tutti  gli  atti  aventi   contenuto
  programmatorio sono coordinati e valutati dall'Assessore  regionale
  per  il  bilancio  e  le finanze con il supporto  della  Ragioneria
  generale della Regione».

   Comunica che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dall'onorevole Maira:

   emendamento 51.2:
   «Sopprimere le parole  e valutati'»;

   dal Governo:

   emendamento 51.1:
   «Sopprimere le parole  e valutati'»;

   dagli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi, Donegani e Marinello:

   emendamento 51.3:
   «Sopprimere l'articolo 51».

   Si passa all'emendamento 51.3.

   ODDO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, capite bene  che  la
  voglia  di  ribattere a quanto ho ascoltato poco  fa  è  forte,  ma
  eviterò   perchè  comprendo  che  spesso  l'onorevole   Formica   e
  l'onorevole  Mancuso sono nervosi, sono così nervosi  che  riducono
  anche il dibattito d'Aula a definizioni evidentemente poco garbate.
   A me non difetta, onorevole Formica, la coerenza, la trasparenza e
  la  linearità,  quindi sentir parlare di ipocrisia proprio  da  Lei
  devo dire che mi è sembrata una caduta di stile, ma non voglio fare
  polemiche. Poi, vorrei tranquillizzare l'onorevole Mancuso che, per
  quanto  ci  concerne, svolgeremo la nostra funzione senza problemi,
  non  entreremo  nemmeno  nelle dinamiche  vostre  interne;  non  ci
  interessa quanti siete a non essere d'accordo con quanto  fatto  da
  Lombardo, parliamo di cose serie e penso che parlare di cose  serie
  significa snellire questo testo, renderlo più funzionale possibile,
  avere  la  possibilità che i bandi siano ancorati in esecuzione  al
  POR.
   Ci  ricordiamo tutti della discussione sollevata quando alcuni  si
  sono permessi di sostenere che anche il passaggio nelle Commissioni
  doveva  essere  operativo, fortemente ancorato a  quelle  che  sono
  ormai le dinamiche che regolano il POR rispetto a questa legge  che
  stiamo  facendo, rispetto alla legge 32 che già c'era,  rispetto  a
  quello  che  stiamo quindi aggiornando. Si è aperta una discussione
  interminabile  che, forse, serviva a qualche altra  cosa,  dobbiamo
  essere sinceri.
   Quindi,  se di ipocrisia dobbiamo parlare, per un attimo invito  i
  colleghi  a  riflettere perché  potremmo parlarne  a  lungo,  forse
  dovremmo  scrivere anche qualche enciclopedia. Ma  non  è  il  caso
  nostro  perchè noi diciamo quello che pensiamo, lo sosteniamo  fino
  in  fondo,  studiamo i testi per quello che riusciamo  a  fare,  se
  vanno  perfezionati riusciamo a perfezionarli, se c'è un  confronto
  serio,  leale  e molto - mi permetto di dire - attento  per  quanto
  concerne  il lessico che usiamo, bene. Non ci discostiamo da  tutto
  ciò   sol  perché  c'è  qualcuno  che  ci  vuole  dire  come   fare
  l'opposizione.
   Sull'emendamento  soppressivo io penso, e mi rivolgo  al  Governo,
  che l'inutilità del testo dell'articolo, in sé per sé, è ovvia. Dal
  punto  di vista finanziario, se così si può dire, è chiaro che  c'è
  sempre   e   comunque  una  funzione;  ma  dal   punto   di   vista
  dell'operatività, della funzionalità del testo, sinceramente non mi
  pare che sia il caso di addentrarci in una norma scritta così.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento soppressivo 51.3.  Il
  parere del Governo?

   DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  con  molto  garbo
  chiederei  all'Aula che i lavori vengano rinviati a  domani  perché
  abbiamo  visto sopprimere almeno 10 articoli del disegno  di  legge
  con emendamenti soppressivi proposti dal Governo.
   Credo  che  a questo punto occorrerebbe fare il punto, scusate  il
  bisticcio  di  parole, sul disegno di legge,  almeno  l'UDC  ne  ha
  necessità,  perché dopo questa soppressione a catena  di  articoli,
  che  agevola  sicuramente il lavoro, l'impianto  complessivo  della
  legge,  per  quel che ci riguarda, ha bisogno di un approfondimento
  che possiamo fare benissimo stasera.
   Anche  perché,  e  non  vorrei ritornare a profili  regolamentari,
  certamente  questo  disegno di legge  ha  saltato  a  piè  pari  le
  Commissioni  di  merito, è stato un disegno di  legge  esaminato  e
  approvato  soltanto in Commissione Bilancio con tutti i limiti  che
  un  esame  così  comporta.  Per  cui,  al  fine  di  consentire  un
  approfondimento del disegno di legge in esame, dopo la soppressione
  di tutti questi articoli, credo quindici, chiedo che venga proposto
  all'Aula il rinvio della prosecuzione dei lavori a domani.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non ritengo opportuno  mettere  in
  votazione  questa proposta perché la motivazione che il Governo  ha
  fornito  sull'esigenza  di sopprimere alcuni  articoli  è  talmente
  seria che non mi sembra stravolga il senso della legge.
   Il  Governo ha comunicato che esiste una nota formale da parte del
  Ministero  della  Pesca,  non credo che ci  sia  bisogno  di  altre
  spiegazioni. Tutto il resto della legge non è stato modificato, per
  cui non ritengo di dover accogliere questa richiesta.
   Pertanto,   procediamo  con  i  lavori  d'Aula  fino   alla   fine
  dell'articolato del disegno di legge, dopodiché rinviamo  a  domani
  mattina, previa Conferenza dei Capigruppo.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa all'articolo  52.  Ne  do
  lettura:

                               «Art. 52.
                          Decorrenza di norme

   1.  Le disposizioni di cui ai precedenti articoli sono applicabili
  agli interventi i cui bandi o avvisi sono emanati dagli Assessorati
  regionali dall'entrata in vigore della presente legge».

   Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Maira, Ardizzone e
  Antinoro, l'emendamento 52.1:

   «Nel rispetto di quanto previsto dai singoli Titoli della presente
  legge,  le  disposizioni  ivi contenute si applicano  alle  imprese
  sociali  così come definite ai sensi del D.lvo 13 giugno  2006,  n.
  155».

   DI  MAURO,  assessore  per il bilancio e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  ritengo che l'emendamento non sia ammissibile  perché,
  nelle  misure che noi abbiamo adottato, non ci sono misure che  nel
  POR sono previste per le imprese sociali.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 52.1. Il  parere  del
  Governo?

   DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE.   Chi  è  favorevole si alzi; chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 52. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 53. Ne do lettura:

                               «Art. 53.
                     Parere Commissioni di merito

   1.   I  decreti  assessoriali  che  stabiliscono  disposizioni  di
  carattere  generale di attuazione della presente legge, riguardanti
  le  misure  dei programmi operativi regionali, sono emanati  previo
  parere  della  competente  Commissione  legislativa  dell'Assemblea
  regionale    siciliana   da   rendersi   entro   quindici    giorni
  dall'assegnazione della relativa richiesta da parte del  Presidente
  dell'Assemblea   regionale  siciliana.   Trascorso   tale   termine
  l'Assessore può procedere all'adozione del decreto.

   2.  Le  delibere della Giunta regionale e i decreti  assessoriali,
  che  stabiliscono disposizioni di carattere generale di  attuazione
  della presente legge, riguardanti le misure dei programmi operativi
  regionali,  sono trasmessi all'Assemblea regionale siciliana  entro
  15 giorni dalla loro adozione».

   Comunico  che  all'articolo 53 sono stati  presentati  i  seguenti
  emendamenti:

   dagli onorevoli Beninati, Minardo, Mancuso, Savona e D'Asero:

   emendamento 53.1:
   «Sostituire l'articolo con il seguente:
    1.   Gli   atti   amministrativi  degli   assessorati   regionali
  concernenti interventi di carattere generale e di programmazione di
  spesa,  anche settoriale, nelle materie di competenza gravanti  sul
  bilancio  della Regione, non sono giuridicamente validi ed efficaci
  se  non  sono stati, preventivamente all'emanazione, sottoposti  al
  parere  obbligatorio ma non vincolante delle competenti commissioni
  legislative di merito dell'Assemblea regionale siciliana.

   2.  Qualora  l'Assessore competente per materia  o  il  Presidente
  della  regione  nell'emanare  il  provvedimento  amministrativo  si
  discosti o contrasti con il parere di cui al comma 1, devono essere
  motivate  espressamente le ragioni dissenzienti  nel  provvedimento
  stesso. L'assenza delle eventuali motivazioni contrarie del Governo
  rende giuridicamente nullo ed inefficace l'atto amministrativo.

   3.  A  decorrere dall'entrata in vigore della presente legge  sono
  abrogate  tutte  le norme della legislazione regionale  vigente  in
  contrasto, fatte salve quelle che prevedono pareri vincolanti delle
  Commissioni legislative».

   dagli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi, Donegani e Marinello:

   emendamento 53.2:
   «Al  comma  1, dopo le parole  da rendersi  aggiungere  la  parola
   improrogabilmente »;

   emendamento 53.3:
   «Al  comma  1,  sostituire  la parola   quindici   con  la  parola
   dieci »;

   dall'onorevole D'Asero:

   emendamento 53.4:
   «dopo  le parole  della presente legge' aggiungere le seguenti   e
  della legge regionale 16 dicembre 2008, n. 23'»;

   emendamento 53.5:
   «1.  I  decreti assessoriali previsti dalla presente legge e dalla
  l.r.  16 dicembre 2008, n. 23, riguardanti i regimi di aiuto,  sono
  emanati  previo  parere  della competente  Commissione  legislativa
  dell'Assemblea  regionale siciliana, da rendersi  entro  10  giorni
  dall'assegnazione della relativa richiesta da parte del  Presidente
  dell'Assemblea   regionale  siciliana.  Trascorso   tale   termine,
  l'Assessore procede all'adozione del decreto.
   2. Le delibere della Giunta regionale e i decreti assessoriali che
  stabiliscono disposizioni di carattere generale di attuazione della
  presente legge e della l.r. 16 dicembre 2008, n. 23, riguardanti le
  misure   dei   programmi   operativi   regionali   sono   trasmessi
  all'Assemblea  regionale  siciliana  entro  15  giorni  dalla  loro
  adozione».

   MANCUSO.  Signor  Presidente, anche a nome degli altri  firmatari,
  dichiaro di ritirare l'emendamento 53.1.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'esame dell'emendamento 53.5.

   DI  MAURO,  assessore  per il bilancio e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, credo che abbiamo tutti  quanti  il
  dovere   di   snellire  al  massimo  le  procedure  che  riguardano
  l'attuazione del POR. Condivido dell'emendamento 53.5,  sostitutivo
  dell'articolo  53,  il  comma 2, perché credo  che  l'informare  le
  Commissioni  delle  delibere della Giunta  regionale,  dei  decreti
  assessoriali,  sia  un atto dovuto che può mettere  l'Assemblea  in
  condizione di avere notizie sull'andamento dell'attuazione del POR.
   Per  quanto  riguarda, invece, il comma 1, chiederei di  ritirarlo
  perché  mi pare un emendamento che complica l'attuazione dei regimi
  di  aiuti  che,  già  di  per  sé, sono  abbastanza  normati  dalle
  procedure di approvazione del POR.
   Quindi, il parere è positivo per il comma 2, negativo per il comma
  1.

   D'ASERO,  vicepresidente della Commissione e relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO,  vicepresidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, intervengo appellandomi al ruolo di
  rispetto reciproco che deve esserci in quest'Aula.
   Come ricorderete, l'assessore Cimino, nella veste di assessore per
  il bilancio, ha concordato con me questo percorso, quindi non me ne
  voglia  l'assessore Di Mauro, perché su questa vexata quaestio  era
  stato presentato dal Governo, per ogni articolo, un emendamento che
  noi  abbiamo  approvato e che prevedeva, per la fase di  emanazione
  dei  decreti da parte degli assessori, l'impegno che passasse dalle
  Commissioni il relativo decreto.
   E'  stata concordata una mediazione e, quindi, una condivisione di
  questo emendamento, che mi sono impegnato a presentare e, pertanto,
  mi sembra giusto che ora si proceda alla sua approvazione.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, la  Presidenza  è
  testimone,  non  solo di quello che è stato detto dal  Governo,  ma
  anche  dalla  Commissione, della diatriba durata circa cinque  ore,
  nella  quale mi sembra che un accordo di massima sia stato trovato,
  come  dicono  i  latini  cum grano salis', con grande  rispetto  da
  parte di tutti i colleghi che erano presenti in Aula quella sera.
   Il   richiamo  è  al  rispetto  reciproco  da  parte  degli  amici
  parlamentari e da parte del Governo, se si vuole rispettare  quello
  che si è concordato.
   Se   così   non   fosse,  naturalmente,  riapriamo  il   dibattito
  sull'argomento in questione.

   DI  MAURO,  assessore  per il bilancio e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  il Governo ritira il parere espresso poc'anzi,  tenuto
  conto  che  l'emendamento dell'onorevole D'Asero è in sintonia  con
  l'articolo  53  che  avevamo  proposto  e,  pertanto,   dà   parere
  favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo quindi in votazione l'emendamento 53.5.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   ODDO.  Signor  Presidente,  anche a nome  degli  altri  firmatari,
  dichiaro di ritirare l'emendamento 53.2.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Tutti gli altri emendamenti all'articolo 53 sono preclusi.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 53 nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor  Presidente,  chiedo  di  apporre  la  mia   firma
  all'emendamento A.16.1.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'articolo 54. Ne do lettura:

                               «Art. 54.
           Modifiche agli articoli 185 e 200 ed abrogazione
          dell'articolo 48 della legge regionale 23 dicembre
                              2000, n. 32

   1.  Al comma 5 dell'articolo 185 della legge regionale 23 dicembre
  2000,  n. 32, le parole  dal decreto legislativo 17 marzo 1995,  n.
  157'  sono  sostituite dalle seguenti:  dal decreto legislativo  12
  aprile 2009, n. 163, ovvero mediante l'affidamento in house secondo
  i  requisiti  e  le modalità di cui all'articolo  113  del  decreto
  legislativo  18  agosto  2000,  n. 267  e  successive  modifiche  e
  integrazioni'.

   2. Al comma 1, dell'articolo 200 della legge regionale 23 dicembre
  2000,  n.  32, dopo le parole  POR Sicilia 2000-2006' sono aggiunte
  le  parole  e dei programmi operativi di attuazione dei regolamenti
  sui fondi strutturali per il 2007-2013'.

   3. L'articolo 48 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32,  è
  abrogato».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dagli onorevoli Cracolici e De Benedictis:

   emendamento 54.1:
   «Al  comma  1 cassare le parole  ovvero mediante l'affidamento  in
  house,  secondo  i requisiti e le modalità di cui all'articolo  113
  del  decreto  legislativo  18 agosto  2000,  n.  267  e  successive
  modifiche ed integrazioni .»;

   dalla Commissione:

   emendamento 54.2:
   «Al  comma  2  dell'articolo 54, dopo le parole  fondi strutturali
  per il 2007-2013' sono aggiunte le altre  ivi compresi i regimi  di
  aiuti de minimis'».

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, con molta franchezza
  l'emendamento   è   stato  scritto  dall'onorevole   Cracolici   e,
  ovviamente, essendo presente in Aula l'onorevole De Benedictis, non
  c'è nemmeno bisogno di richiamare la questione di farlo proprio. Mi
  pare assolutamente condivisibile nel modo come è impostato, come  è
  strutturato;  ma non si può scrivere  ovvero mediante l'affidamento
  in  house'. E' ovvio che se è opportuno cassare questa parte - e mi
  appello  anche al Governo, a chi sta seguendo -, perché è fuori  da
  ogni  logica  sia sotto il profilo giuridico sia sotto  il  profilo
  della funzionalità tecnica della norma stessa, lo si faccia.
   Non  è possibile scrivere  ovvero mediante l'affidamento in house'
  secondo  i  requisiti  e  le modalità, e poi  richiama  il  decreto
  legislativo 267 e le successive modifiche ed integrazioni. O c'è un
  errore o è meglio che il Governo lo spieghi,  perché, sinceramente,
  non  mi  pare che si possa scrivere una norma di questo tipo perché
  andiamo a violare qualsiasi logica di tecnica legislativa  e  anche
  di coerenza stessa della norma.
   Chiedo  al  Governo e all'assessore Di Mauro, che sta  curando  in
  maniera  particolare il testo, di esprimersi favorevolmente  perché
  mi  pare  che  facciamo una cosa buona, anche per  quanto  concerne
  l'articolo stesso.

   DI  MAURO,  assessore  per il bilancio e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  chiedo  di  accantonare   la  trattazione  di   questo
  articolo in attesa di un accertamento delle norme.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  su  richiesta   del   Governo
  l'articolo 54 é momentaneamente accantonato.
   Si passa all'articolo 55. Ne do lettura:

                               «Art. 55.
                           Norme transitorie

   1. Gli interventi relativi al programma operativo per il 2000-2006
   POR  Sicilia 2000-2006' continuano ad essere attuati in base  alla
  normativa previgente».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 56. Ne do lettura:

                               «Art. 56.
             Progetti di investimento in zone svantaggiate

   1.  Una  quota  pari al 20 per cento delle risorse previste  dalla
  presente   legge,   è   destinata  ai   contributi   per   progetti
  d'investimento alle imprese, comunque denominate, ubicate  in  zone
  svantaggiate».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dall'onorevole Faraone:

   emendamento 56.1:
   «Al comma 1, sostituire il numero  20' con il numero  30'»;

   dagli onorevoli Cracolici e De Benedictis:

   emendamento 56.2:
   «Abrogare l'articolo 56».

   Si procede con l'emendamento 56.2. Il parere del Governo?

   DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.

   MAIRA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  senza  ulteriore
  spiegazione  e  motivazione, esprimo a nome del Gruppo  UDC  parere
  contrario all'emendamento perché, contrariamente a quello che è  lo
  spirito della legge, penalizzerebbe ingiustamente le imprese.

   D'ASERO,  vicepresidente  e  relatore  della  Commissione.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  questo  articolo  nasce  da   un
  dibattito in Commissione, piuttosto articolato e approfondito,  sul
  fatto  di  dare  la possibilità alle zone svantaggiate,  visto  che
  parliamo  di grande momento di solidarietà, di ridurre il  gap  del
  federalismo.  Il  concetto era quello di far sì  che  vi  fosse  un
  decreto  in  cui sono individuate le zone; il senso era  quello  di
  individuare  le aree svantaggiate, così come previsto dalla  norma;
  il  problema  era come venire incontro a questo grande  momento  di
  spinta  per un recupero delle zone che, territorialmente, hanno  un
  gap  dal  punto di vista socio-economico, riservando una quota  del
  venti  per  cento delle risorse e, quindi, dare una priorità  nella
  ripartizione  di  risorse con questo spirito, con  questo  tipo  di
  impegno.
   Questo  si evince pure dagli emendamenti proposti dai parlamentari
  del  Gruppo parlamentare del Partito Democratico, fra i quali vi  é
  un  emendamento che propone la soppressione ed un altro emendamento
  che  propone  di incrementare dal 20 al 30 per cento  l'area  e  la
  percentuale da riservare.
   Pertanto,  signor  Presidente, propongo  all'Aula  che  l'articolo
  rimanga  così  come  è  stato esitato dalla  Commissione,  dopo  un
  momento di confronto e di dibattito.

   PRESIDENTE.  Se  la  Presidenza ha ben  capito,  il  relatore  del
  disegno di legge dà parere contrario ai due emendamenti, il 56.2  e
  il 56.1. Il parere del Governo?

   DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  56.2.   Chi   è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Pongo   in   votazione  l'emendamento  56.1.   Il   parere   della
  Commissione?

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 56. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 57. Ne do lettura:

                             «Articolo 57
        Modifica alla legge regionale  20 novembre 2008, n. 16

   1.  All'articolo 4 della legge regionale 20 novembre 2008, n.  16,
  dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:

    3.  Gli aiuti di cui al comma 1, sono concessi in regime di aiuti
   de  minimis'  nel rispetto dei limiti e delle condizioni  previsti
  dal  regolamento (CE) n. 875/2007 della Commissione del  24  luglio
  2007, pubblicato nella g.u.u.e. n. 193 del 25 luglio 2007.'».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 58. Ne do lettura:

                             «Articolo 58
                         Obiettivi di servizio

   1.  In  tutti i casi previsti dalla presente legge in cui i  fondi
  sono   assegnati   previa  emanazione  di  apposito   bando   nella
  graduatoria  è data priorità alle imprese o società  il  cui  scopo
  sociale  è  coerente con gli undici obiettivi di servizio stabiliti
  dal Quadro strategico nazionale.

   2.  Sono  altresì  privilegiate all'interno delle  graduatorie  di
  ciascun bando le imprese o le società i cui scopi e le cui attività
  prevalenti sono coerenti con gli obiettivi del programma di riforme
  economiche  approvato  nel  2000  nell'ambito  della  Strategia  di
  Lisbona e delle sue successive revisioni».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dagli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi, Donegani e Marinello:

   emendamento 58.3:
   «Abrogare l'articolo 58»;

   dagli onorevoli Cracolici e De Benedictis:

   emendamento 58.2:
   «Abrogare il comma 1»;

   dagli onorevoli Cracolici e Speziale:

   emendamento 58.1:
   «Alla fine del comma 1, aggiungere le parole:
    e   alle  imprese  che  abbiano  sporto  denuncia  per  richieste
  estorsive  e provenienti dalla criminalità organizzata, tendenti  a
  modificare il normale svolgimento dell' attività economica, cui sia
  seguita  una  richiesta di rinvio a giudizio  (legge  regionale  n.
  15/2008) ;

   Alla fine del comma 2, aggiungere le parole:
    e  le imprese che abbiano sporto denuncia per richieste estorsive
  o  provenienti dalla criminalità organizzata, tendenti a modificare
  il  normale  svolgimento dell' attività economica, cui sia  seguita
  una richiesta di rinvio a giudizio (legge regionale n. 15/2008) .

   Si passa all'emendamento soppressivo 58.3.

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, comprendo che stiamo
  concludendo  il  testo al nostro esame, il resto poi  si  vedrà,  è
  ovvio,  lo stabiliremo. Ma ritengo che sarebbe utile capire  perché
  dobbiamo  tenere  in vita un articolo che già  di  per  sé  non  si
  capisce  a  che  serve,  dato  che non possiamo  prescindere  dagli
  obiettivi  di  servizio stabiliti dal Quadro strategico  nazionale;
  per  quanto concerne la strategia di Lisbona, citata come programma
  di riforma economica approvata nel 2000, nell'ambito eccetera....
   Allora,  o  il  Governo ci fornisce elementi che ci  convincano  -
  lasciamo stare se, poi, l'Aula si determinerà in un modo  o  in  un
  altro  -,  o  quegli elementi che aiutino a capire,  perché  questa
  genericità non produrrà, secondo me, alcun effetto, a meno che  non
  ci  siano  punti  specifici riguardanti il POR  che  devono  essere
  inquadrati in una maniera così puntuale, come recita l'articolo 58,
  con gli obiettivi di servizio e, allora, si potrà apprezzare questo
  articolo.  Ma,  così com'è scritto, è inutile  in  quanto,  per  la
  verità,   fa  pensare  chissà  quali  siano  questi  obiettivi   di
  servizio.
   Vogliamo citarne uno, Assessore? Forse se ne citiamo uno riusciamo
  a capire: richiamare la questione che riguarda gli 11  obiettivi di
  servizio  stabiliti  dal  QSN, poi richiamare  la  questione  della
  strategia  di Lisbona come programma di riforma economica approvata
  nel  2000,  sinceramente non ha né testa né coda, non si capisce  a
  cosa  ci  debba  servire  una norma come  questa  nell'attività  di
  interfaccia del POR 2007-2013.
   Ecco  perché  è  meglio  aprire  la  discussione  e  proporre   la
  soppressione  dell'articolo dato che, eliminando  norme  di  questa
  natura,  eviteremmo di complicare le cose nel  momento  in  cui  si
  dovranno trattare gli specifici bandi.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   D'ASERO,  vicepresidente  della Commissione   e  relatore.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, anche per questo emendamento faccio
  presente  che il senso, lo spirito della norma era quello  di  dare
  una  priorità  - così come statuito anche dagli obiettivi  indicati
  nelle  specifiche  attività degli 11 indicatori, cioè  le  attività
  proposte  da società che hanno finalità sociale -, quando  i  bandi
  vengono emanati.
   Questo  è  il senso, mi pare che il concetto sia chiaro. Se,  poi,
  l'Aula intende fare diversamente

   PRESIDENTE.  Onorevole  D'Asero, il  parere  della  Commissione  è
  contrario?

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole a
  mantenere l'articolo che, fra l'altro, è stato anche sottoposto  al
  controllo tecnico dei funzionari che seguono questa vicenda.

   DE  BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  per  confermare  le ragioni dell'onorevole Oddo e, in  particolare,
  intervengo sul comma 1, che poi è oggetto dell'emendamento 58.2, di
  abrogazione.
   Differentemente da quanto sostiene l'onorevole D'Asero, l'articolo
  58  è  una  norma  assolutamente generica ed  improduttiva  e,  tra
  l'altro,   non  si  giustifica  il  motivo  per  il  quale,   leggo
  testualmente:   i  fondi  sarebbero  assegnati  con  priorità  alle
  imprese  o  società  il cui scopo sociale è  coerente  con  gli  11
  obiettivi'.
   Allora, intanto dico che la verifica della corrispondenza  tra  lo
  scopo sociale delle imprese potenzialmente beneficiarie dei fondi e
  gli obiettivi di servizio stabiliti dal Quadro strategico nazionale
  è  una materia assolutamente aleatoria; soprattutto, non si capisce
  per  quale  motivo premiamo una impresa per quello che  ha  scritto
  nello scopo sociale e non per le finalità che si prefigge e per  la
  finalità   della  spesa  che  mettiamo  in  campo.  E'  una   norma
  assolutamente  irrazionale. Credo che  pure  il  Commissario  dello
  Stato si troverà nella necessità di doverla impugnare perché stiamo
  privilegiando  non  la finalità e l'obiettivo della  spesa,  ma  la
  qualità  del  beneficiario della spesa stessa in  ragione  del  suo
  scopo  sociale, nemmeno in ragione del suo progetto o della  natura
  della proposta che fa.
   Insomma,  se  non è assistenzialismo questo, se non  è  deviazione
  della spesa, ma che altro è?
   Noi  stiamo  facendo questo dibattito, signor  Presidente,  in  un
  momento  in  cui  lo SVIMEZ ha messo il dito nella  piaga,  dicendo
  quanto  sono  state  improduttive le  spese  e  le  risorse  finora
  utilizzate  e  quanto molta parte di queste non hanno  influito  in
  cambiamenti  radicali,  strutturali, in  qualità  permanente  nello
  sviluppo  in  Sicilia. E noi stiamo continuando  a  fare  spese  di
  questo genere.
   Approfitto   per   dire  che,  poco  fa,  non   sono   intervenuto
  sull'emendamento  56.2, e sottolineo non sono  intervenuto,  perché
  pensavo  che il Governo fosse in Aula e non altrove, e quindi  che,
  esprimendo un parere, quel parere rimanesse. Invece, il  Governo  è
  capace  di esprimere, a distanza di 3 minuti, un parere  e l'esatto
  contrario di quel parere.
   Allora,  abbiamo introdotto una norma che grida vendetta  rispetto
  alla  recente polemica meridionalista e antimeridionalista  che  si
  sta  svolgendo,  perché abbiamo stabilito che, per  partito  preso,
  indipendentemente dalla qualità della spesa, dalla strategia  degli
  obiettivi  e  dalla finalizzazione, c'è un 20 per  cento  che  deve
  essere accantonato per assistenza sociale agli svantaggiati.
   L'assistenza  sociale per gli svantaggiati non si fa come  abbiamo
  fatto  finora e come pensiamo di farla ancora accantonando spesa  a
  beneficio  dell'assistenza, ma si fa promuovendo azione  strategica
  in  Sicilia, scegliendo dove vanno fatte e non dicendo che  siccome
  ci sono delle aree svantaggiate lì facciamo delle imprese.
   Vedo  l'Assessore  regionale per l'industria  tristemente  silente
  perché  scrive  delle cose, ma un assessore poi dovrebbe,  oltre  a
  fare comunicati stampa, sostenere quanto dice in Aula.
   O   noi   promuoviamo  il  mercato  a  prescindere  dalle  ragioni
  dell'assistenza o non riusciamo a fare neanche assistenza,  se  non
  assistenzialismo.  Credo  che si tratti di  una  caduta  di  questo
  Governo e, tra l'altro, che sia cronologicamente contrario  a  quel
  che  avviene  nel  dibattito  nazionale e  nella  colpevolizzazione
  dell'uso  che  si  è fatto finora dei fondi comunitari  e  che  con
  questa legge rischiamo di continuare a fare.

   PRESIDENTE. Il Governo mantiene la posizione?

   DI   MAURO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, la norma che era stata prevista è, in fondo, una  norma
  di  salvaguardia per l'Amministrazione, e quindi per il Governo, al
  fine di evitare che siano presentate domande da parte di ditte  che
  non  sono  all'altezza dello svolgimento del compito e, quindi,  di
  trovarsi dinanzi a soggetti non adeguati rispetto a quanto previsto
  dalle normative del POR.
   Il  Governo ha espresso un parere negativo, tuttavia non ne fa una
  questione di principio; aveva posto questo articolo proprio  perché
  si  vuole  un  livello  serio  di società,  di  ditte  che  possono
  partecipare ai bandi.

   D'ASERO,  vicepresidente della Commissione e relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO,  vicepresidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  fermo restando  che,  in  questi
  momenti,  il dibattito è motivo anche di confronto, è motivo  anche
  di  difesa  di principi più che di posizioni personali,  perché  le
  posizioni personali dopo il confronto si possono sempre modificare,
  affermo  che,  in  sintonia  con il Governo,  siamo  per  mantenere
  l'articolo così come è stato formulato.
   Entrando,  però,  nel  merito degli emendamenti  dico  che  ognuno
  sostiene  le  proprie  idee. Non condivido questa  impostazione,  a
  volte  di  eccessivo  novismo', secondo cui si deve demolire  tutto
  ciò che abbiamo fino ad oggi sostenuto.
   Il  principio  della  solidarietà, il principio  del  sostegno  al
  territorio perché si creino le condizioni, laddove esistono motivi,
  perché  una  cultura  di impresa possa nascere, possa  svilupparsi,
  possa  esserci una condizione di reale possibilità di investimento,
  è  chiaro  che  debba  tenere conto di questo  ragionamento  e  noi
  riteniamo  che  attraverso questi interventi si voglia  creare  una
  condizione di crescita del territorio.
   E'  chiaro che è uno degli strumenti,  ma non può essere  il  solo
  perché  saremmo  presuntuosi ed anche, a volte,  non  razionali  se
  pensassimo che solo un intervento del genere servirebbe o  potrebbe
  colmare il gap che esiste sul territorio; ma sicuramente con questo
  intervento   e  con  altre  iniziative   integrate  sul  territorio
  potranno  esserci le premesse perché si guardi ad  una  ipotesi  di
  crescita di quel territorio. D'altronde, la cultura d'impresa o  le
  attività  di  impresa  non possono nascere  solo  con  l'intervento
  finanziario  o  il contributo - questa sì che è  una  tesi  che  io
  contesto  -, l'attività di impresa nasce perché devono esistere  le
  condizioni;  poi  l'intervento finanziario o  il  contributo  è  un
  momento ulteriore di lancio per l'attività di impresa.
   Allora,  l'obiettivo è creare le condizioni, ove  ne  esistono  le
  premesse,  perché ci sia appunto la possibilità di  far  nascere  e
  crescere  le  attività di impresa. Quindi, l'articolo 58  o  questo
  tipo di impostazione serve a dare questo tipo di possibilità.

   PRESIDENTE.    Il   parere   della   Commissione    è    contrario
  all'emendamento 58.3, cioè è per mantenere l'articolo 58. Il parere
  del Governo?

   DI  MAURO,  assessore  per il bilancio e le  finanze.  Mi  rimetto
  all'Aula.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  58.3.   Chi   è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 58.2, che abroga il comma 1. Lo pongo in
  votazione. Il parere della Commissione?

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DI  MAURO,  assessore  per il bilancio e le  finanze.  Mi  rimetto
  all'Aula.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi,  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento  58.1, che viene  fatto  proprio  dagli
  onorevoli Apprendi, Oddo e De Benedictis.  Il comma 1 e il comma  2
  sono   sostanzialmente  identici, pertanto pongo  in  votazione  il
  comma 1 che vale anche per il comma 2. Il parere del Governo?

   DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (E'approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 58, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E'approvato)

   Si riprende l'esame dell'articolo 54, in precedenza accantonato.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   DI   MAURO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, l'articolo 54, sostanzialmente,  è
  una  variazione dell'articolo 185 della legge 32/2000 che, al comma
  5,   disponeva  la  possibilità  di  ricorrere  all'affidamento  di
  servizio a soggetti o ad enti, attraverso la vecchia norma, la  157
  del 1995 che recuperava la direttiva CEE/9250.
   Pertanto  ho  indicato in questo articolo il comma 5 dell'articolo
  185, in quanto mi pare corretto ricorrere al codice degli appalti e
  anche  ad  una  norma  che prevede l'affidamento  in-house,  perché
  spesso  la  Regione, come tutti voi sapete, ricorre al sistema  in-
  house perché ha società a cui affida i lavori.
   Pertanto , ritengo di dare parere negativo all'emendamento 54.1 ed
  invito l'Aula a votare contro.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.
   .
   RPESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Comunico  che  è stato presentato dalla Commissione  l'emendamento
  54.2:

   «Al  comma 2, dopo le parole  fondi strutturali per il 2007-2013,
  sono aggiunte le seguenti altre:  ivi compresi i regimi di aiuti de
  minimis. »

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 54, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 59. Ne do lettura:

                             «Articolo 59
       Modifiche agli articoli 11, 13 e 15 della legge regionale
                        23 dicembre 2000, n. 32

   1.  Il  comma 1 dell'articolo 11 della legge regionale 23 dicembre
  2000, n. 32, è così sostituito:

    1.  In attuazione dei regolamenti comunitari sulla programmazione
  dei  fondi comunitari e sullo sviluppo rurale e nel rispetto  degli
  orientamenti e dei regolamenti comunitari in materia  di  aiuti  di
  Stato  si applicano le disposizioni della presente legge agli aiuti
  concessi alle imprese operanti in Sicilia, sia su fondi propri  del
  bilancio  della  Regione,  sia in regime  di  cofinanziamento,  con
  particolare riguardo agli aiuti alle imprese previsti nel POR 2000-
  2006  e  nei programmi operativi di attuazione dei regolamenti  dei
  fondi strutturali per il periodo di programmazione 2007-2013.'.

   2.  I commi 2, 3, 4 e 5 dell'articolo 13 della legge regionale  23
  dicembre 2000, n. 32, sono così sostituiti:

    2. Per investimento iniziale si intende un investimento in attivi
  materiali e immateriali riguardante:
   - la creazione di un nuovo stabilimento;
   - l'ampliamento di uno stabilimento esistente;
   -  la  diversificazione della produzione di  uno  stabilimento  in
  nuovi prodotti aggiuntivi;
   -   un   cambiamento  fondamentale  del  processo  di   produzione
  complessivo di uno stabilimento esistente.
   Per  attivi materiali si intendono gli attivi relativi a  terreni,
  immobili  e impianti o macchinari. In caso di acquisizione  di  uno
  stabilimento, vanno presi in considerazione esclusivamente i  costi
  di  acquisto di attivi da terzi, purché la transazione sia avvenuta
  a condizioni di mercato.
   Per  attivi  immateriali  si intendono  gli  attivi  derivanti  da
  trasferimenti  di  tecnologia mediante  l'acquisto  di  diritti  di
  brevetto, licenze, know-how o conoscenze tecniche non brevettate.
   Un investimento di sostituzione che non soddisfa nessuna di queste
  condizioni non rientra in questa definizione.
   Anche  l'acquisizione degli attivi direttamente collegati  ad  uno
  stabilimento  può  essere  considerata un investimento  iniziale  a
  condizione  che  lo stabilimento sia stato chiuso o  sarebbe  stato
  chiuso  qualora non fosse stato acquisito e venga comperato  da  un
  investitore indipendente.

   3.  Gli  aiuti possono essere concessi qualora il beneficiario  ne
  abbia  fatto  domanda e l'autorità responsabile della gestione  del
  regime  abbia  successivamente  confermato  per  iscritto  che   il
  progetto,  con riserva di una verifica particolareggiata,  soddisfa
  in  linea di principio le condizioni di ammissibilità stabilite dal
  regime  prima dell'avvio dei lavori del progetto. In caso di  aiuti
  ad   hoc,   l'autorità   competente  deve   aver   rilasciato   una
  dichiarazione  di  intenti circa la concessione degli  aiuti  prima
  dell'avvio  dei  lavori  sul progetto, fatta  salva  l'approvazione
  della  misura da parte della Commissione. Qualora gli aiuti vengano
  calcolati  in base ai costi di investimento materiali o immateriali
  o  ai costi di acquisizione, onde garantire che l'investimento  sia
  economicamente redditizio e finanziariamente solido e rispettare il
  massimale  di aiuto applicabile, il beneficiario deve apportare  un
  contributo  finanziario  pari almeno al  25  per  cento  dei  costi
  ammissibili,  o attraverso proprie risorse o mediante finanziamento
  esterno, in una forma priva di qualsiasi sostegno pubblico.

   4.  Gli  aiuti sono subordinati alla condizione che l'investimento
  sia  mantenuto  per un periodo minimo di cinque anni  dopo  il  suo
  completamento. Inoltre, qualora gli aiuti vengano calcolati in base
  ai  costi salariali, i posti di lavoro devono essere occupati entro
  tre  anni  dal  completamento dei lavori. Ciascun posto  di  lavoro
  creato  attraverso  l'investimento deve  essere  mantenuto  per  un
  periodo  di cinque anni dalla data in cui è stato occupato  per  la
  prima  volta.  Nel  caso delle piccole e medie imprese,  i  periodi
  quinquennali  di mantenimento di un investimento  o  dei  posti  di
  lavoro creati  possono essere ridotti ad un minimo di tre anni.

   5.  L'intensità degli aiuti non può superare i massimali stabiliti
  dalla normativa comunitaria per gli aiuti a finalità regionale  per
  le  regioni  che  beneficiano della deroga di cui all'articolo  87,
  paragrafo 3, lettera a).'.

   3.  Al comma 1 dell'articolo 15, della legge regionale 23 dicembre
  2000,  n.  32,  le  parole da  pari al' fino  a   piccole  e  medie
  imprese' sono soppresse».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 60. Ne do lettura:

                             «Articolo 60
                Comunicazione Commissione 2009/C 16/01

   1.  Gli  aiuti di cui alla presente legge possono essere  concessi
  anche  alle condizioni e limiti previsti nella Comunicazione  della
  Commissione  sugli  aiuti  di  Stato  a  sostegno  dell'accesso  al
  finanziamento  nell'attuale  situazione  di  crisi  finanziaria  ed
  economica  2009/C  16/01. In tale ipotesi i regimi  di  aiuti  sono
  notificati alla Commissione europea e la concessione degli aiuti  è
  subordinata alla positiva definizione della procedura di  controllo
  comunitario ai sensi dell'articolo 88, paragrafi 2 e 3 del Trattato
  (CE)».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dagli onorevoli Galvagno, Ammatuna, Mattarella e Termine:

   emendamento 60.1:
   «Aggiungere il seguente capoverso:
    Gli   aiuti  saranno  concessi  secondo  quanto  previsto   dalla
  direttiva  del Presidente del Consiglio dei Ministri   Modalità  di
  applicazione della comunicazione della Commissione europea - quadro
  di  riferimento temporaneo comunitario per le misure  di  aiuto  di
  stato   a   sostegno  dell'accesso  al  finanziamento  nell'attuale
  situazione  di  crisi  finanziaria ed economica',  notificata  alla
  Commissione europea in data 24 e 30 aprile 2009. »;

   dalla Commissione:

   emendamento 60.2:
   «L'articolo 60 è sostituito dal seguente:
                                Art. 60
                Comunicazione Commissione 2009/C 16/01

   1.  Gli aiuti di cui alla presente legge e alla legge regionale n.
  23/2008  possono  essere concessi anche alle  condizioni  e  limiti
  previsti nella Comunicazione della Commissione sugli aiuti di Stato
  a sostegno dell'accesso al finanziamento nell'attuale situazione di
  crisi finanziaria ed economica 2009 /C 16/01 e successive modifiche
  ed  integrazioni.  Gli aiuti sono concessi conformemente  a  quanto
  previsto dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri  del
  3  giugno  2009  e  successive modifiche ed  integrazioni  e  dagli
  ulteriori   atti   di  attuazione  del  medesimo,  della   predetta
  Comunicazione e delle decisioni di autorizzazione della Commissione
  europea .»

   Si  passa  all'emendamento 60.2. Lo pongo in votazione. Il  parere
  del Governo?

   DI   MAURO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, è un emendamento importante, che il
  Governo fa proprio perché consente anche alle imprese siciliane  di
  ricorrere  alle opportunità che sono date dallo Stato, a  proposito
  di de minimis.
   Il  Governo,  quindi,  è  favorevole ed  invita  l'Aula  a  votare
  positivamente.

   PRESIDENTE.  Con  questa  dichiarazione abbastanza  esplicita  del
  Governo,  invito  il  Parlamento a votare. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Su  questa  stessa  materia  c'era l'emendamento  A  79,  a  firma
  dell'onorevole   Savona,  che  è  precluso.   E'   precluso   anche
  l'emendamento 60.1.
   Pongo  in  votazione l'articolo 60, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 61. Ne do lettura:

                             «Articolo 61
           Modifica all'articolo 14 della legge regionale 23
                          maggio 1991, n. 36

   1.  Al  comma 2 dell'articolo 14 della legge regionale  23  maggio
  1991,  n. 36, le parole  cinque anni' sono sostituite con le parole
   otto anni'.»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli   colleghi,  avendo  concluso  l'esame   dell'articolato
  sospendo la trattazione del disegno di legge e informo che  domani,
  martedì 21 luglio 2009, alle ore 10.00, è convocata presso  il  mio
  studio la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, a  cui
  farà seguito la seduta d'Aula alle ore 10.30.
   Pertanto non si terranno le riunioni delle Commissione legislative
  già convocate per le ore antimeridiane di domani.

   L'Assemblea ne prende atto.

   La  seduta è rinviata a domani, martedì 21 luglio 2009,  alle  ore
  10.30 con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio


   I  - Comunicazioni.

   II  -  Lettura,  ai  sensi e per gli effetti  degli  articoli  83,
  lettera d) e 153 del Regolamento interno, della mozione:

   numero 141 - Immediata riattivazione del servizio di emergenza 118
  in alcuni comuni e frazioni della provincia di Palermo.

                    ARICÒ - POGLIESE - FALCONE - MARROCCO - VINCIULLO

   III   - Discussione del disegno di legge:
   «Norme  in  materia  di  aiuti  alle  imprese»  (n.  119  -  Norme
  stralciate I/A) (Seguito).

                   La seduta è tolta alle ore 20.50