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Resoconto d'Aula della Seduta n. 103 di martedì 21 luglio 2009
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   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del presidente Cascio


   GENNUSO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
  il  preavviso  di trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero avere  luogo  nel
  corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli:
   Vinciullo, Greco, Di Benedetto, Marinello, Digiacomo, Ammatuna  e
  Fagone per oggi, 21 luglio 2009;
   l'onorevole Caronia, per i giorni 21 e 22 luglio 2009.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico che è stato presentato il seguente  disegno
  di legge:

   «Norme    in   materia   di   valorizzazione   agricola»    (445)
  dall'onorevole Marrocco in data 20 luglio 2009.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Campagna e Gianni, in data
  20  luglio  2009,  hanno chiesto di apporre la  propria  firma  al
  disegno  di  legge  numero 76 «Nuove disposizioni  in  materia  di
  riconoscimento e mantenimento della parità scolastica».

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunicazione di assegnazione di proposte di legge costituzionale
                alla competente Commissione legislativa

   PRESIDENTE.  Comunico  che le proposte  di  legge  costituzionale
  numero  A.S.  41,  A.S. 965, A.S. 1410 e A.S. 1597  di  iniziativa
  parlamentare,  concernenti modifiche dello Statuto della  Regione,
  trasmesse  dal Ministro per i rapporti con le Regioni, sono  state
  assegnate   alla   Commissione  legislativa   permanente    Affari
  istituzionali' (I).

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del presidente Cascio


          Determinazione della data di discussione di mozione

   PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Lettura,
  ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d) e 153 del
  Regolamento   interno,   della  mozione  numero   141   «Immediata
  riattivazione  del servizio di emergenza 118 in  alcuni  comuni  e
  frazioni  della  provincia  di  Palermo»,  degli  onorevoli  Aricò
  Alessandro,  Pogliese  Salvatore, Falcone Marco,  Marrocco  Livio,
  Vinciullo Vincenzo.

   Avverto  che  la  determinazione della data di discussione  della
  mozione  sopra  citata,  integralmente riportata  nell'ordine  del
  giorno  della  presente seduta, è demandata, secondo  consuetudine
  parlamentare,   alla   Conferenza  dei   presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari.


   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del presidente Cascio


                        Sull'ordine dei lavori

   MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, può essere  utile
  accertare  quello  che  è  stato  stabilito  dalla  Conferenza  dei
  capigruppo  nel corso della sospensione. Mi giunge notizia  che  la
  Conferenza  dei  capigruppo,  presente  il  Governo,  in  linea  di
  massima  abbia approvato un calendario che prevede l'esame  di  due
  disegni  di  legge, il primo sullo sviluppo, il secondo  sugli  ATO
  rifiuti.
   Per  quanto  riguarda  quest'ultimo disegno  di  legge  sugli  ATO
  rifiuti,  naturalmente  parlo  nella qualità  di  presidente  della
  commissione  legislativa competente, se si tratta  del  disegno  di
  legge  che giace da mesi in commissione bilancio, sullo stesso  non
  c'è  assolutamente nessun problema; se si tratta invece  del  nuovo
  disegno  di  legge,  di cui oggi leggiamo sui  giornali  e  che  il
  Governo  ha  varato  nella giornata di ieri  nella  riunione  della
  Giunta,   ritengo   che  debba  seguire  l'iter   legislativo   con
  l'assegnazione alla commissione di merito. Mi sembra invece che  in
  Conferenza dei capigruppo sia stata data un'altra indicazione,  nel
  senso  cioè  che  l'assegnazione  viene  fatta  direttamente   alla
  Commissione bilancio.
   La  qualcosa mi sembra quanto meno impropria in quanto un  disegno
  di  legge   assolutamente non può non seguire l'iter che è previsto
  sia dal Regolamento sia dalla legge.

   PRESIDENTE.  Per quanto mi concerne, essendo  stato presente  alla
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, posso dirle  che
  il  Presidente Cascio ha proposto -  nell'eventualità di una  nuova
  impostazione del Governo, come si evince da notizie di stampa - una
  pausa  di  riflessione sul disegno che riguarda  gli  ATO  rifiuti,
  rinviandone  la   trattazione  a  un momento  successivo,  seguendo
  l'iter previsto dal Regolamento parlamentare.
   Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.

                   Presidenza del Presidente Cascio

       (La seduta, sospesa alle ore 11.48, è ripresa alle 12.23)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del presidente Cascio


   Seguito della discussione del disegno di legge numero 119 - Norme
                            stralciate I/A
               «Norme in materia di aiuti alle imprese»

   PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
  numero  119 - Norme stralciate I/A «Norme in materia di aiuti  alle
  imprese».
   Invito  i  componenti la II Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Ricordo che la discussione del disegno di legge era stata sospesa
  nella seduta precedente dopo l'approvazione dell'articolo 61.
   Informo che la Presidenza, supportata dagli Uffici, ha provveduto
  ad  un  esame  preliminare degli emendamenti  ancora  in  itinere,
  ritenendo   di  dichiarare  inammissibili,  secondo  il   criterio
  generale,  tutti  gli  emendamenti che  necessitano  di  copertura
  finanziaria o che sono estranei alla materia.
   Si  passa  all'esame  degli emendamenti aggiuntivi  della  rubrica
  Presidenza.

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dall'onorevole Faraone: A35;
   dagli onorevoli Caputo, Pogliese, Mancuso, Leontini, Faraone, Dina
  e Maira: A30;
   dagli onorevoli Laccoto e Picciolo: A8;
   dagli  onorevoli  Falcone, Vinciullo, Marrocco,  Aricò,  Currenti,
  Scilla e Caputo: A54, A57;
   dall'onorevole Caputo: A26; A29; A24 e A28 (identici);
   dagli  onorevoli Caputo, Limoli, D'Asero, Dina, Pogliese  e  Oddo:
  A30.1;
   dagli onorevoli Gianni, Forzese, Cordaro e Ardizzone: A87;
   dagli onorevoli Gianni, Ardizzone e Antinoro: A88;
   dagli onorevoli Gianni, Forzese, Cascio Salvatore e Antinoro: A93;
   dall'onorevole Leontini: A94;
   dall'onorevole Cracolici: A60.

   L'emendamento A60 è superato.

   Si passa all'emendamento A35. Ne do lettura:

   «Dopo l'articolo 51 è aggiunto il seguente articolo:

                            Articolo 51 bis
    1. Tutti gli interventi previsti dalla presente legge che abbiano
  soggetti  beneficiari enti locali ed enti pubblici sono  sottoposti
  all'Istituto dell'Accordo di programma e dei progetti integrati  ai
  fini  della operatività degli obiettivi specifici 2.1,2.3,3.1, 3.2,
  3.3, 4.2, 5.1, 6.1 e 6.2 ».

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Gli emendamenti A30, A8, A54, A26, A57, A29, A24, A28, A30.1, A87,
  A88, A93 e A94 sono dichiarati inammissibili.

   Si  passa  all'esame  degli emendamenti aggiuntivi  della  rubrica
  Agricoltura.
   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dagli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi e Marinello: A73;
   dagli  onorevoli  Falcone, Vinciullo, Marrocco,  Aricò,  Currenti,
  Scilla e Caputo: A58, A56, A55;
   dall'onorevole Caputo: A23.

   Gli emendamenti A73 e A58 sono dichiarati inammissibili.
   Si passa all'emendamento A56. Ne do lettura:

   «Aggiungere il seguente articolo:

                                 Art .
   1.  Per il deposito di carburanti utilizzati a fini agricoli trova
  applicazione  l'art.  14,  commi  13  bis  e  13  ter  del  decreto
  legislativo  29  marzo  2004,  n.  99  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni ».

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento  A55  è  inammissibile  perché  manca  la  copertura
  finanziaria.
   L'emendamento A23 è inammissibile perché comporta spesa.
   Si passa alla rubrica Beni culturali.
   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -   dagli   onorevoli  Minardo,  D'Agostino,  Gennuso,   Leontini,
  Vinciullo, D'Antoni e Arena: A40;
   -   dagli  onorevoli  Minardo,  Leontini,  Gennuso,  D'Agostino  e
  D'Antoni: A39;
   - dagli onorevoli Faraone, Raia, Di Giacomo, Marinello: A 44;
   - dagli onorevoli Lentini ed altri: A83;
   - dagli onorevoli D'Antoni, Arena e Federico: A84 e subemendamento
  A84.1;
   - dagli onorevoli Apprendi e Cracolici: A86.

   Gli  emendamenti  A40, A39, A44, A83, A84 (e A84.1)   e  A86  sono
  dichiarati inammissibili.

   Si passa alla rubrica Cooperazione.
   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dal Governo: A14.1 (seconda parte); A68; A65;
   - dagli onorevoli Oddo, Apprendi, Cracolici e Marinello: A72; A75;
  A76; A74;
   - dall'onorevole Beninati: A1;
   - dall'onorevole Caputo:  A22; A21; A70;
   - dagli onorevoli Maira e Ragusa: A3;
   - dall'onorevole D'Agostino: 4.1 (seconda parte);
   - dall'onorevole Caputo: A20; A25;
   - dagli onorevoli Caputo e D'Asero: A19;
   - dagli onorevoli Caputo, Oddo, D'Asero e Apprendi: A31, A27;
   - dagli onorevoli Corona e Caputo: A42;
   - dagli onorevoli Maira, Gianni, Antinoro e Ardizzone:  A91;
   - dagli onorevoli Apprendi, Oddo, De Benedictis ed altri: A104.

   Si  passa  all'emendamento  14.1(II parte),  del  Governo.  Ne  do
  lettura:

   «2. L'articolo 55 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32  è
  così modificato:
   a)  Al  comma  l,  dopo le parole "de minimis"  sono  aggiunte  le
  parole:   "alle  condizioni  e  limiti  previsti  dalla  disciplina
  comunitaria";
   b)  al  comma 2, lettera a) dopo le parole "formazione di  scorte"
  sono  aggiunte le parole "e per le altre destinazioni che  potranno
  essere individuate in adeguamento alla legge 25 luglio 1952,
  n. 949 ovvero dalla Regione con propri provvedimenti";
   c) la lettera c) del comma 2 è sostituita dalla seguente:
   "c)  il riconoscimento di un contributo in conto capitale pari  al
  15%  del  valore dell'investimento alle imprese che  effettuano  le
  operazioni ai sensi della legge 25 luglio 1952, n. 949";
   d) dopo il comma 2 sono inseriti i commi 2 bis e 2 ter:
   "2  bis.  L'Assessore regionale della cooperazione, del commercio,
  dell'artigianato e della pesca stabilisce, con proprio decreto,  le
  modalità  per  la  concessione delle  agevolazioni  e  delle  spese
  ammissibili.
   2  ter.  Le  disposizioni relative, contenenti anche l'indicazione
  degli  organi  preposti  a deliberare, agli interventi  agevolativi
  previsti  dalle  leggi  949/1952 - credito  agevolato,  240/1981  -
  leasing  agevolato -, 1068/1964 - fondo di garanzia -, sono emanate
  con  proprio  decreto dall'Assessore regionale della  cooperazione,
  del  commercio,  dell'artigianato e della pesca,  su  proposta  del
  comitato tecnico regionale istituito presso Artigiancassa».

   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento A68,del Governo è inammissibile perché estraneo alla
  materia.
   L'emendamento  A65, del Governo, è inammissibile  perché  comporta
  oneri.
   Gli emendamenti A75 e A76  sono inammissibili.
   L'emendamento A74 è inammissibile perché comporta spesa.
   Si passa all'emendamento A72. Ne do lettura:

   «Aggiungere il seguente articolo:
                                  Art
   All'articolo 56 della legge regionale n. 17 del 28 dicembre  2004,
  al  comma 9 è aggiunto il seguente periodo:  I soggetti di  cui  al
  presente  comma  possono aderire al distretto anche successivamente
  all'approvazione del patto di cui al comma 3 ».

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Gli  emendamenti  A1  e A70 sono inammissibili  perché  comportano
  oneri e  perché in contrasto con la normativa comunitaria.

   CORDARO. E' in contrasto con la normativa comunitaria?

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cordaro,  ho  già  fatto  una  valutazione
  comparata con gli uffici dell'Assemblea e del Governo.
   L'emendamento  A22  è  superato perché  non  abbiamo  trattato  la
  materia che riguarda il comparto della pesca.
   L'emendamento A21 è inammissibile perché comporta spesa.
   Gli  emendamenti A3, A19 e A20 sono inammissibili perché  estranei
  alla materia.
   Gli emendamenti A91, A104,  A31, A27 e A25 sono inammissibili.
   L'emendamento A42 è inammissibile perché estraneo alla  materia  e
  perché privo di firma.
   Comunico  che sono stati presentati  fuori sacco' gli  emendamenti
  A91 e A96.
   Gli stessi sono inammissibili perché comportano spesa.

   APPRENDI.  Signor Presidente, desidero sapere perché ha dichiarato
  inammissibile l'emendamento A86.

   PRESIDENTE. Sì, è inammissibile per estraneità alla materia.

   APPRENDI. Ma non costituisce spesa, signor Presidente

   PRESIDENTE.  Onorevole  Apprendi, possiamo collegarlo  alla  legge
  sullo sviluppo che sarà all'esame della Commissione  Bilancio'  già
  oggi pomeriggio.
   Si passa alla rubrica Famiglia.
   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

    - dagli onorevoli Scoma e Savona: A47;
    - dall'onorevole Cracolici: A61;
    - dall'onorevole Gianni: A17.

   L'emendamento A47 è inammissibile  perché comporta oneri.
   L'emendamento A61 è inammissibile perché estraneo al testo.
   L'emendamento  A17  è  inammissibile perché estraneo  al  testo  e
  perché comporta spesa.
   L'emendamento  fuori sacco' A81 è inammissibile.


   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del presidente Cascio


                        Sull'ordine dei lavori

   PANEPINTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.   Signor  Presidente,  mi  perdoni   se   insisto,   ma
  l'emendamento A81 è pertinente alla materia, non comporta  spese  e
  permette  a  questa  Agenzia di sviluppo locale  di  collegarsi  ai
  diversi  assi del POR , in modo particolare all'Asse 3  e  all'Asse
  6.   Ritengo,  infine,   che  ci  siano  tutte  le  condizioni  per
  l'ammissibilità  e,  pertanto, chiedo che  il  Segretario  generale
  riconsideri l'emendamento A81  perché - ripeto - non comporta spesa
  e rientra  perfettamente in quelle che sono le linee guida del POR.
  Ci sono tutte le condizioni per l'ammissibilità.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Panepinto,   prima   di   fare    questa
  dichiarazione di inammissibilità è stato fatto uno studio da  parte
  degli  uffici dell'Assemblea con il contributo ed il conforto degli
  uffici  del Governo;  non è stata  presa una decisione né politica,
  né  superficiale.  Pur non di meno, se ci sono dubbi,  chiedo  agli
  uffici di procedere, nel frattempo, ad un approfondimento di questo
  emendamento.  Tenga  peraltro presente, onorevole  Panepinto,  così
  come  ho già detto ad altri colleghi, che esiste la possibilità  di
  inserire  tale  fattispecie in un disegno  di  legge   che  oggi  è
  all'ordine  del giorno della riunione della Commissione  Bilancio',
  mi  riferisco al testo di legge sullo sviluppo, il numero 431,  cui
  si possono collegare tutte quelle norme che non comportano spesa  e
  che creano condizioni di sviluppo.

   DE BENEDICTIS.  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome non
  risulta che anche gli umani siano infallibili, consiglierei, quanto
  meno,  di  proseguire con una minore accelerazione dei  lavori,  la
  qualcosa  infatti  ci  può consentire di  accorgerci  in  tempo  di
  eventuali  errori che si dovessero compiere nella dichiarazione  di
  inammissibilità.
   Il  caso che ha sollevato l'onorevole Panepinto è palmare;  non vi
  è  dubbio  infatti  che quella norma agevoli la  spesa  esattamente
  delle  materie  che  stiamo trattando e,  quindi,  è  perfettamente
  coerente e funzionale all'obiettivo del testo di legge.
   Penso  che di errori ne facciamo normalmente; se possiamo evitarli
  semplicemente non correndo, forse riusciamo a non accorgercene alla
  fine.

   PRESIDENTE.  Onorevole  De  Benedictis, piuttosto  che  accogliere
  l'invito a correre di meno, accolgo l'invito ad andare un  po'  più
  piano. Va bene così? Rallentiamo i lavori leggermente.
   Mentre  lei  parlava ho ripreso l'emendamento A 81 di cui  abbiamo
  parlato, onorevole Panepinto.
   Lo  leggo:   Le  agenzie di sviluppo locale operanti  in  Sicilia,
  costituite ai sensi del decreto del Ministero del tesoro numero 320
  del  31  luglio 2000, nonché della deliberazione CIPE del 21  marzo
  1997,  possono  trasformarsi in consorzi di comuni  quali  soggetti
  promotori di strategie di sviluppo locale .
   Intanto,  non  credo  che sia pertinente alla materia  che  stiamo
  trattando,  poi  non mi pare che obbligare i comuni a  consorziarsi
  sia una cosa che vada fatta per legge.
   Se  lo ritiene, l'emendamento mi pare pertinente alla materia  che
  stiamo  trattando in Commissione  Bilancio', cioè  la  legge  sullo
  sviluppo.


   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del presidente Cascio


   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
                      119 - Norme stralciate I/A

   PRESIDENTE. Si passa alla rubrica Industria.
   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dall'onorevole Gianni: A13, A14, A15, A11, A10, A12, A16;
   - dall'onorevole Cracolici: A59 e subemendamento A59.1;
   - dall'onorevole Faraone: A33;
   - dall'onorevole Leontini: A63;
   - dall'onorevole Maira: A9, A2, A32, A6;
   - dall'onorevole Fagone: A4 e A5;
   - dall'onorevole D'Antoni: A46;
   - dall'onorevole Ragusa: A41;
   - dall'onorevole Beninati: A67;
   - dagli onorevoli Apprendi, Panepinto, Marinello, Donegani e Raia:
  A48.
   - dal Governo:  A98 e subemendamento A98.1.

   L'emendamento A14 è inammissibile perché comporta spesa.
   Si passa all'emendamento A15. Ne do lettura:

   «Aggiungere il seguente articolo:
                               Articolo
   All'art.  7  della legge regionale 16 dicembre 2008, n.  23,  sono
  aggiunti i seguenti commi:
   1  bis. I benefici di cui all'art. 32 della legge regionale n.  34
  dell'8  novembre 1988, già estesi ai soggetti indicati all'articolo
  7  della  legge  regionale n. 33 dell'8 maggio 1996,  sono  altresì
  applicabili  ai settori previsti dall'articolo 69,  comma  8  della
  legge regionale n. 4 del 16 aprile 2003.
   1  ter.  Sono  altresì finanziabili le esecuzioni di  commesse  di
  forniture,  lavorazioni, e costruzioni effettuate anche all'esterno
  del  proprio  stabilimento ubicato in Sicilia,  purché  i  relativi
  costi siano sostenuti direttamente dall'impresa beneficiaria  e  le
  lavorazioni non siano affidate in subappalto ».

   Lo pongo in votazione.  Il parere del Governo?

   DI   MAURO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, il primo  comma  dell'emendamento
  riguarda  l'opportunità  di  concedere finanziamenti  sui  fondi  a
  gestione separata IRFIS anche ai soggetti che risultano agevolabili
  ai sensi della legge 488/1992. Ritengo pertanto che si tratti di un
  emendamento da apprezzare positivamente.
   Il  secondo comma riguarda l'estensione dei contributi  anche  per
  commesse   di  fornitura,  lavorazione  e  costruzione   effettuate
  all'estero;  cioè  la  possibilità per  le  imprese  siciliane  con
  commesse all'estero di accedere alle forniture.
   Anche  questo  comma è, a mio avviso, apprezzabile e  pertanto  il
  Governo esprime parere positivo sull'emendamento in votazione.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Dichiaro inammissibili gli emendamenti A11, A10 e A12.
   Si   passa  all'emendamento  A59  dell'onorevole  Cracolici  e  al
  relativo subemendamento A59.1.
    Ne do lettura:

   - emendamento A59:
   «Aggiungere il seguente articolo:
                                Articolo
   1.  Sono abrogati i commi della legge regionale 16 dicembre  2008,
  numero 23, di seguito elencati:
   a) il comma 4 dell'articolo 1;
   b) il comma 5 dell'articolo 2;
   c) il comma 4 dell'articolo 3;
   d) il comma 3 dell'articolo 4;
   6) il comma 7 dell'articolo 6 ».

   - emendamento A59.1:
   «L'emendamento A 59 è sostituito dal seguente:
                                Articolo

   1.  Al  comma  4 dell'articolo 1, al comma 5 dell'articolo  2,  al
  comma  4  dell'articolo 3, al comma 3 dell'articolo 4 e al comma  7
  dell'articolo 6 della l.r. 23/2008 sono soppresse le parole  nonché
  di  esperti - ai sensi dell'art. 185, comma 6, della medesima legge
  regionale n. 32/2000 e successive modifiche ed integrazioni ».

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  vorrei
  soltanto  spiegare  a  me  stesso ed illustrare  all'Assessore  che
  l'emendamento tende semplicemente ad uniformare gli altri regimi di
  aiuto - previsti per il settore industria e che, quindi, sono stati
  oggetto  della  legge  numero 23 del 2008 - a  quello  che  abbiamo
  scritto in tutti gli articoli e anche in questa norma.
   Quindi, omogeneizza a tutte le misure lo stesso pronunciamento che
  quest'Aula ha fatto nel corso di questa norma.

   DI  MAURO,  assessore  per il bilancio e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,   onorevoli   colleghi,   gli   emendamenti    proposti
  dall'onorevole   Cracolici   credo   siano   stati   fatti   propri
  dall'onorevole  De Benedictis. In buona sostanza immagino  -  e  mi
  pare  cosa  corretta - di omogeneizzare le norme  che  erano  state
  approvate   in   Aula   per  gli  altri  settori   della   pubblica
  Amministrazione,  nella fattispecie si tratta dell'affidamento  dei
  servizi.
   Avevamo  eliminato,  nelle altre norme, la  possibilità  da  parte
  degli  assessorati di affidare ad esperti e avevamo  confermato  la
  dizione  soggetti esterni'.
   Quindi, vorrei pregare l'onorevole De Benedictis di presentare  un
  emendamento   che   consenta  di  uniformare   le   competenze   di
  quest'Assessorato agli altri Assessorati. E inoltre  c'è  anche  la
  questione  degli esperti, in merito alla quale siamo  d'accordo  di
  eliminarli, ma la questione dei soggetti, intendendo le imprese

   D'ASERO,  vicepresidente  della Commissione  e  relatore.  Bisogna
  approfondirlo.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Di  Mauro,   è   stato   presentato   il
  subemendamento A59.1, che va nella direzione da lei richiesta.

   DI   MAURO,   assessore  per  il  bilancio  e  le   finanze.   Sul
  subemendamento A59.1 esprimo il parere favorevole.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non   è   un
  intervento   nel  merito,  chiedo  soltanto  a  chi  ha  presentato
  l'emendamento  oppure al Governo, visto che ha appena  espresso  il
  proprio  parere,  di rendere intelligibile all'Aula  il  senso  del
  subemendamento A59.1, altrimenti resta il rebus che è.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare per illustrare il subemendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Onorevole Cordaro, nella legge numero 23 del  2008
  abbiamo  approvato  un testo che prevede al  suo  interno,  per  la
  gestione  degli interventi di cui ai vari articoli, il  ricorso  ad
  esperti ai sensi dell'articolo 185, comma 6 e via di seguito.
   Questa  stessa  dizione  era presente  nel  testo  originario  del
  disegno  di  legge numero 119 ed è stata sistematicamente  abrogata
  dall'Aula in tutti gli articoli in cui essa ricorreva. Quindi,  per
  omogeneità,  visto  che abbiamo anticipato  con  l'articolo  23  le
  misure  di  regime di aiuti alle imprese che riguardano il  settore
  industriale si sta, con questa norma, facendo la stessa  operazione
  in  quel  testo  di  legge, cioè si  abrogano,  nei  commi  in  cui
  ricorrono,  le  parole   nonché di esperti ai  sensi  dell'articolo
  185 .

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, ritengo sia  stato  chiarito  il
  senso  del subemendamento, il quale  toglie la facoltà di ricorrere
  ad esperti, ma mantiene la facoltà

   FORMICA. In quale materia?

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, per quanto riguarda i  regimi  di
  aiuti  all'industria, così come per tutti gli altri regimi di aiuti
  degli   altri   dipartimenti,  se  approviamo  questo  emendamento,
  stabiliamo  che  si  può  ricorrere a  soggetti  esterni,  istituti
  bancari  o  altri  per l'istruttoria, ma non si  può  ricorrere  ad
  esperti.
   Pongo   in   votazione   il  subemendamento   A59.1,   sostitutivo
  dell'emendamento A59. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento A59 è pertanto superato.
   Si  passa  agli  emendamenti  A33 e  A13.  Dichiaro  inammissibile
  l'emendamento  A33  perché  comporta  spesa;  per  quanto  riguarda
  l'emendamento A13, resta sospeso.
   Si passa all'emendamento A63. Ne do lettura:

   «Aggiungere il seguente articolo:
                               Articolo
   Dopo l'articolo 14 della legge regionale n. 32 del 2000 è inserito
  il seguente:
                              Art. 14 bis
                   Contratti di programma settoriali
     l.  Gli aiuti di Stato di cui alla presente legge possono essere
  concessi, secondo quanto previsto dall'articolo 188, anche mediante
  contratti  di  programma settoriali per sostenere la  realizzazione
  degli  investimenti di cui al regolamento (CE)  n.  800/2008  della
  Commissione del 6 agosto 2008.
   2.  Fermo  restando quanto previsto dall'articolo 118 della  legge
  regionale  n.  6/2001  per gli investimenti  legati  allo  sviluppo
  integrato  del territorio, gli assessori regionali sono autorizzati
  a  stipulare  contratti  di  programma  settoriali,  finalizzati  a
  sostenere  la  realizzazione di investimenti diretti allo  sviluppo
  del  territorio o aventi contenuto innovativo, in coerenza  con  le
  linee di programmazione regionale, anche utilizzando le risorse  di
  propria competenza di derivazione statale o comunitaria.
   3.  La  proposta  di  contratto di  programma  ha  ad  oggetto  la
  realizzazione  di  un  progetto  di  investimento  e   può   essere
  presentata  da un'impresa di qualsiasi dimensione. Per progetto  di
  investimento,   ai   fini  del  presente   articolo,   si   intende
  un'iniziativa   imprenditoriale,  eventualmente  attuata   da   più
  imprese,  per  la  cui  realizzazione  sono  necessari  uno  o  più
  programmi di spesa strettamente connessi e funzionali tra loro.  Il
  progetto può altresì prevedere la realizzazione di funzionali opere
  infrastrutturali, materiali ed immateriali, finanziata con  risorse
  pubbliche.
   4.   I  soggetti  beneficiari  delle  agevolazioni  previste   dal
  contratto di programma sono l'impresa che propone il contratto  ed,
  eventualmente,   altre  imprese,  di  qualsiasi   dimensione,   che
  realizzano i programmi di spesa previsti dal progetto.
   5.  Il contratto di programma settoriale può essere proposto anche
  ai  sensi  della lettera b) de1l'articolo 181 della legge regionale
  n. 6/2001.
   6.  L'importo  complessivo  delle spese ammissibili  previste  dal
  progetto  non  è  inferiore a 15 milioni di euro, ad  eccezione  di
  quello  relativo  alle opere infrastrutturali. Fatto  salvo  quanto
  stabilito  per  il  programma presentato dal proponente,  l'importo
  delle  spese ammissibili di ciascuno degli altri programmi non  può
  essere inferiore a 1,5 milioni di euro.
   7.  Il  proponente,  al  fine di garantire  la  semplificazione  e
  l'accelerazione  delle  procedure  di  accesso  alle  agevolazioni,
  presenta,  già in sede di domanda, un business plan nel  quale  sia
  dimostrata   la  sostenibilità  tecnica,  economica  e  finanziaria
  dell'iniziativa, siano indicate le fonti di copertura e sia fornita
  la  garanzia fidejussoria per un importo corrispondente al 5% della
  quota a carico dell'impresa proponente.
   8. Per la gestione degli interventi oggetto del presente articolo,
  l'Assessorato  regionale competente è autorizzato a servirsi  delle
  procedure  previste dall'articolo 4, comma 1, della legge regionale
  22 dicembre 2005, n. 20; ad avvalersi di un soggetto selezionato ai
  sensi  dell'articolo  185  e successive modifiche  e  integrazioni,
  ovvero  di società a totale partecipazione della Regione siciliana,
  sulla  base  di un'apposita convenzione, predisposta  dallo  stesso
  Assessorato, tesa ad evitare duplicazioni dell'attività istruttoria
  ed  assicurare  snellezza  e  rapidità procedurale;  ad  avvalersi,
  inoltre,  di  esperti,  ai  sensi dell'articolo  185,  comma  6,  e
  successive  modifiche  e integrazioni, con  oneri  a  carico  degli
  stanziamenti cui gli interventi si riferiscono.
   9. Con decreto dell'Assessore regionale competente sono definiti i
  criteri,   le  condizioni  e  le  modalità  di  concessione   delle
  agevolazioni   attraverso  la  sottoscrizione  dei   contratti   di
  programma  regionali  e  sono  individuate,  tra  gli  stanziamenti
  relativi  agli  aiuti previsti al comma l le risorse  destinate  al
  finanziamento dei contratti di programma.
   10.  La Regione partecipa a contratti di programma statali  con  i
  fondi stanziati per i regimi di aiuto aventi finalità analoghe.
   11.  I  commi 5 e 7 del presente articolo si applicano  anche  nel
  caso  dei contratti di programma di cui all'articolo 6 della  legge
  regionale 6 dicembre 2008, n. 23 ».

   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento A9 è inammissibile perché comporta oneri.
   Sono, altresì, inammissibili gli emendamenti A4 e A5.

   FORMICA. Dichiaro di apporre la firma all'emendamento A63.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   GIANNI.   Signor   Presidente,    perché   sarebbe   inammissibile
  l'emendamento A13?

   PRESIDENTE.  Onorevole Gianni, le suggerisco di  presentarlo,  nel
  corso   della   riunione  di  oggi  pomeriggio  della   Commissione
   Bilancio', al disegno di legge sullo sviluppo.

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per  una
  delucidazione sull'emendamento.
   Con  questo  emendamento consentiamo a tutte le aziende  turistico
  ricettive,  ma anche ad altre che sono affogate dai  debiti  e  dai
  mutui,  di poter resistere in un momento difficile come quello  che
  viviamo, traslando di un anno e mezzo il pagamento del rateo  mutuo
  e  dando  alle  aziende  la  stessa possibilità  che  diamo  quando
  utilizziamo  l'articolo  8 della legge  numero  23,  che  è  quello
  riguardante il consolidamento dei debiti con le banche.
   Con  questo emendamento spostiamo di un anno e mezzo il  pagamento
  dei  mutui; per consentire ciò noi diamo il sessanta per cento -  o
  il  settanta  per  cento  - utilizzando  le  somme   già  stanziate
  nell'articolo 8. Non c'è alcuna nuova spesa. L'articolo  8  prevede
  già di utilizzare il fondo dell'IRFIS, ma  anziché utilizzarlo solo
  per  il  consolidamento dei debiti,  lo utilizziamo  anche  per  la
  traslazione del mutuo di un anno e mezzo anziché ora.
   E'  una  cosa  importante che evita il fallimento di  migliaia  di
  imprese.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Gianni, nessuno ha  dubbi  sull'importanza
  della cosa, tra l'altro

   GIANNI. Non c'è nuova spesa, signor Presidente

   PRESIDENTE.  C'è  stata una indicazione da parte  del  Governo  il
  quale ha comunicato che lo stesso avrebbe comportato oneri di spesa
  e, pertanto, lo abbiamo dovuto dichiarare inammissibile.

   GIANNI.  Non c'è alcun onere, poi possiamo anche bocciarlo;  ma  è
  falso dire che c'è una spesa in più.

   D'ASERO,  vicepresidente della Commissione e relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO,  vicepresidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, quando lei ha detto di  collegarlo
  alla  legge  sullo  sviluppo,  nulla  quaestio,  se  la  legge   di
  riferimento  non  fosse la legge 23 del 2008, già  conosciuta  come
  legge sull'aiuto alle imprese.
   La  legge  cui ci stiamo riferendo è, come ricorderemo tutti,  una
  legge che utilizza già i regimi di aiuto.
   Pertanto, questo articolo diventa pertinente alla legge sui regimi
  di  aiuto perché, di fatto, consente di utilizzare quella possibile
  attività.
   Pertanto,  mi  permetto  di  dire, se  la  Presidenza  lo  ritiene
  ammissibile, di valutarlo e approvarlo in questa occasione.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Di  Mauro, è fuor  di  dubbio  che  questo
  emendamento A13 sia attinente alla materia.

   DI   MAURO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, è una norma questa che evidentemente comporta una spesa
  perché  si tratta di trasferire in coda, come è scritto;  però  non
  sappiamo a quanto ammonta l'intero importo e non sappiamo se questo
  importo trova copertura nel Fondo.
   Io  non  sono contrario. Non c'è una certezza, mi scusi, onorevole
  Gianni, non so a quanto ammonta l'importo del Fondo, non so  quante
  sono le pratiche di mutuo in questo momento e non c'è una copertura
  su  questo  emendamento che possa dare  la serenità al  Governo  di
  sapere quanti sono gli importi.
   E poi credo che avevamo già votato, Presidente

   D'ASERO,  vicepresidente della Commissione e relatore.  Assessore,
  mi scusi, intervengo giusto per chiarire.
   Sulla  norma già esiste un decreto e il relativo fondo dell'IRFIS;
  quest'ultimo fondo verrà  impegnato fino a quando si raggiunge quel
  grado  di utilizzo; diversamente, per somme superiori, si va  fuori
  dal fondo e pertanto non è impegnabile.
   Pertanto,   questa  norma  non  ha  refluenza   sotto   il   piano
  finanziario,  nel senso di ulteriore impegno di risorse  sul  fondo
  che - ripeto - già esiste presso l'IRFIS.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, diciamo che su questo emendamento
  rimane  in  sospeso il giudizio  nell'attesa di un  approfondimento
  che dovrebbe avvenire nei prossimi minuti.

   PRESIDENTE.  Gli emendamenti A2, A46, A32 e A6 sono  inammissibili
  per estraneità alla materia.
   L'emendamento  A41 è stato già bocciato; l'avevamo  prelevato  due
  settimane fa ed è stato già bocciato.
   L'emendamento  A16  è  inammissibile  per  mancanza  di  copertura
  finanziaria.
   L' emendamento A67, a firma dell'assessore Beninati, è superato.
   L'emendamento A48 è inammissibile perché comporta spesa.
   Comunico  che  sono  stati  presentati alcuni  emendamenti   fuori
  sacco':  A90,  A92, A95, A99, A98 del Governo e il  subemendamento,
  sempre del Governo A98.1.
   Gli  emendamenti  A  90,  A  92, A  95  e  A  99  sono  dichiarati
  inammissibili.
   Comunico  che  sono, invece, ammissibili l'emendamento  A98  e  il
  subemendamento A98.1,  presentati dal Governo. Ne do lettura:

   subemendamento A 98.1:
   «Al  punto  1,  prima  delle  parole   al  fine  di  perequare...
  aggiungere   le   parole   a  valere  sulle   risorse   comunitarie
  2007/2013 »;

   emendamento A 98:
   «Dopo  l'articolo  31  della  legge  regionale  n.  32  del  2000,
  aggiungere il seguente articolo:

                                Articolo
       Interventi a favore delle imprese editoriali che stampano
                         quotidiani in Sicilia
   1.  Al  fine  di  perequare i costi di trasporto e deposito  della
  carta  utilizzata dalle imprese editoriali che stampano  quotidiani
  in  Sicilia da almeno cinque anni, l'Assessore regionale per i beni
  culturali, ambientali e per la pubblica istruzione è autorizzato ad
  erogare  a  favore  di dette imprese, un contributo  per  spese  di
  funzionamento  che nel triennio non può superare i limiti  previsti
  dalla  normativa comunitaria per gli aiuti de minimis,  commisurato
  alla differenza tra i costi di trasposto e deposito sostenuti dalle
  imprese  operanti in Sicilia e quelli sostenuti da analoghe aziende
  operanti nell'area settentrionale del paese.
   2.  Con proprio decreto, da emanarsi entro centoventi giorni dalla
  pubblicazione  della presente legge, l'Assessore  regionale  per  i
  beni  culturali, ambientali e per la pubblica istruzione stabilisce
  le modalità di applicazione del presente articolo. »

   Pongo  in  votazione   il subemendamento A98.1.  Il  parere  della
  Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (E'approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento A98, come emendato. Il  parere
   della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (E'approvato)

   Si ritorna all'emendamento A13.

   CORDARO. Dichiaro di apporre la  firma all'emendamento A13.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Assessore   Di   Mauro,   ci  sono  novità  sull'emendamento   A13
  dell'onorevole Gianni?

   DI  MAURO,  assessore per il bilancio e le finanze. Stiamo  ancora
  facendo accertamenti.

   PRESIDENTE. Si passa, pertanto, alla rubrica Lavori pubblici.
   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dagli onorevoli Gianni, Ardizzone e Antinoro: A90, A92;
   dagli onorevoli D'Agostino, Nicotra, Arena e Romano: A95;
   dall'onorevole Savona: A7;
   dagli onorevoli Savona e D'Asero: A.101 e A.102;
   dal Governo: A10.1;
   dall'onorevole Cracolici: A33.1;
   dagli onorevoli Gianni, D'Asero, Maira e Pogliese: A16.1.

   Gli  emendamenti  A90,  A92, A95,   A99  e   A7   sono  dichiarati
  inammissibili.
   Si  passa  all'emendamento  A.101,  a firma  del  Governo.  Ne  do
  lettura:

   emendamento A101:
   «All'articolo 7 bis della legge regionale 2 agosto 2002,  n.  7  e
  successive modificazioni i commi 15, 16 e 17 sono così modificati:
    15.  La  Commissione regionale è composta dal dirigente  generale
  del  Dipartimento  regionale  dei lavori  pubblici,  dal  dirigente
  generale  dell'ispettorato regionale tecnico dei  lavori  pubblici,
  dall'avvocato  generale  della  Regione  o  da  un  suo   delegato,
  dall'ingegnere capo del Genio civile competente per territorio e da
  sei  consulenti tecnico-giuridici nominati dall'Assessore regionale
  per i lavori pubblici.
   16.  L'Assessore  regionale  per  i  lavori  pubblici  designa  il
  presidente  tra i componenti della Commissione, a cui è  attribuito
  il  potere  di convocazione della Commissione regionale dei  lavori
  pubblici con le modalità di cui al comma 7 dell'articolo 7.
   17.  Le  funzioni di segretario della Commissione  regionale  sono
  svolte  da  un  dirigente  tecnico dell'Assessorato  regionale  dei
  lavori pubblici. ».

   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (E'approvato)

   Si passa alla rubrica Lavoro.
   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dall'onorevole Incardona: A52, A53;
   dall'onorevole Cracolici: A62;
   dall'onorevole D'Asero: A64;
   dall'onorevole Faraone: A34;
   dall'onorevole D'Agostino: A45;
   dagli  onorevoli Apprendi, Panepinto, Marinello, Donegani e  Raia:
  A49;
   dagli onorevoli Falcone, Pogliese, Arena, Currenti e Scilla: A51;
   dall'onorevole Lentini: A71;
   dall'onorevole D'Antoni: A66;
   dagli onorevoli Lentini, Federico, Arena e D'Antoni: A82;
   dagli onorevoli Gianni, Ardizzone e Antinoro: A89.

   Gli emendamenti A52, A53, A62, A64 e A34 sono inammissibili perché
  comportano oneri finanziari.
   L'emendamento A45 è inammissibile perché estraneo alla materia.
   L'emendamento  A49  è  inammissibile perché comporta  spesa  ed  è
  estraneo alla materia.
   L'emendamento A51, A71 e A66 sono inammissibili perché  comportano
  spesa.

   LENTINI.  Signor  Presidente, chiedo di  parlare  sull'emendamento
  A82.

   PRESIDENTE . Ne ha facoltà.

     LENTINI. Ho ascoltato con attenzione le sue parole in attesa che
  si arrivasse alla rubrica  Lavoro .
   Non  ho  capito  perché  è stato tolto l'emendamento  A82  che  si
  collega  all'articolo 43, approvato nell'articolato, che  parla  di
  misure e decorrenze degli incentivi.
   Parliamo di una cosa semplicissima, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Lentini,  stiamo  per  arrivare  a  questo
  emendamento.  In  questo momento stiamo esaminando gli  emendamenti
  fuori sacco della Rubrica  Lavoro  e non abbiamo finito.

   D'ANTONI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE . Ne ha facoltà.

   D'ANTONI.  Lei ha dichiarato inammissibile, perché non è  prevista
  la spesa, l'emendamento A66.

   PRESIDENTE. Non perché non è prevista la spesa, ma perché comporta
  oneri.

   D'ANTONI.  Ma c'è un capitolo del bilancio che prevede esattamente
  quello   che   si   sta   dicendo  nell'emendamento.   L'ho   letto
  attentamente.

   PRESIDENTE. Ma il Governo ha espresso parere contrario  su  questo
  emendamento che comporta oneri.

   D'ANTONI.   Non comporta oneri perché già è stato approvato  dalla
  Finanziaria  il  relativo capitolo di spesa ed è  un  finanziamento
  che, tra l'altro, arriva anche dallo Stato.

   PRESIDENTE.  Gli  Uffici  mi informano  che  c'è  anche  un  altro
  problema di inammissibilità: la mancanza di firme. E' stato firmato
  soltanto da lei.

   D'ANTONI.  No,  decida  O dice che comporta un  onere  finanziario
  oppure  che  mancano le firme. La mia firma è stata  depositata  in
  tempo utile; non può esserci un problema di firma.
   Non  può  giudicare la vita e la morte di un deputato. O lei  dice
  una  cosa o ne dice un'altra. Lei si contraddice. Ha dichiarato  il
  falso.  Ha detto che c'è onere di spesa. Adesso, gli Uffici  dicono
  un'altra   cosa.  Lei  deve  mettersi  d'accordo  con  se   stesso,
  Presidente  Cascio,  altrimenti, truffa l'Assemblea.  Lei  non  può
  dichiarare il falso.

   PRESIDENTE. Posso dichiarare inammissibile l'emendamento per  uno,
  due,  tre,  quattro, cinque, sei motivi. Nel suo caso, ce  ne  sono
  almeno  due:  il primo è che comporta oneri e non ha una  copertura
  finanziaria; il secondo è che è stato presentato fuori termine  con
  la sua sola firma.
   Se  ce  ne  fosse  un terzo, cioè l'estraneità  alla  materia,  lo
  dichiarerei  pure. L'ammissibilità non è legata necessariamente  ad
  una  sola  causa;  può anche essere inammissibile  per  tre  motivi
  diversi.
   La  invito,  infine, a pesare le parole prima di  utilizzarle.  E'
  chiaro?  Se  ha  qualche difficoltà a comprendere  il  Regolamento,
  glielo posso spiegare personalmente o posso farglielo spiegare  dal
  suo Capogruppo.

   Onorevoli  colleghi, comunico che alla rubrica Lavoro  sono  stati
  presentati  altri  due emendamenti fuori sacco, uno  dell'onorevole
  Lentini (A82) e uno dell'onorevole Gianni (A89).
   Li dichiaro inammissibili  perché comportano spesa.

   LENTINI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento A82.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  vorrei  capire
  perché   era  stato  stralciato,  considerato  il  fatto  che   gli
  emendamenti A40, A41, A42 e A43 sono emendamenti che riguardano  il
  lavoro.  Personalmente  ho sempre messo al primo posto la  famiglia
  e, se parliamo di aiuti alle imprese, a mio avviso vi rientra anche
  la  famiglia  che  può essere  un'impresa, signor  Presidente.  Non
  possiamo fare crescere un'impresa.
   La  cosa  importante  in  questo  emendamento  -  al  riguardo  ho
  presentato una nota - è sottoporre all'attenzione di quest'Aula che
  fuori dal Palazzo c'è un problema molto grave che riguarda gli over
  50  disoccupati, i quali o sono stati inoccupati - chiamiamoli come
  vogliamo - o  sono stati licenziati in età avanzata e non hanno  né
  la  possibilità di rientrare nelle varie categorie di lavoro né  la
  possibilità di andare in pensione.
   Questo  è  un  problema  che  non  attanaglia  quest'Aula  e   che
  certamente, all'esterno,  è gravissimo. Nessuno di noi  ha  bisogno
  dello  stipendio,   ma  all'esterno,  fuori  dal  Palazzo  ci  sono
  soggetti che ne hanno bisogno. Da un anno si parla degli over 50  e
  anche l'onorevole Rutelli, circa sei mesi fa, prima di lasciare  la
  segreteria personale, parlò degli over 50.
   Quello   degli  over  50,  quindi,  signor  Presidente,  onorevoli
  colleghi, è un problema molto serio.
   In  questo  disegno  di legge abbiamo preso in considerazione  gli
  aiuti   alle   imprese  e  abbiamo  previsto  -  nella  fattispecie
  all'articolo  40  -  degli aiuti per gli  over  50  come  categorie
  disagiate.  Se non facciamo nulla e non mettiamo in atto l'articolo
  43, dove si parla di misure ed incentivi per aiutare questo tipo di
  persone  -  e   mi vado a collegare a quell'articolo - non  capisco
  perché sia stato stralciato, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Lentini, glielo spiego  subito.  E'  stato
  stralciato  per lo stesso criterio che ho adottato  per  tutti  gli
  emendamenti,  soprattutto  perché  comporta  oneri  finanziari,  ma
  riconosciamo  l'importanza  di questo  delicatissimo  problema  che
  sentiamo come cittadini di questa Terra. E, considerato che  questo
  Parlamento  ha dato dimostrazione, in questo anno di  attività,  di
  saper  legiferare  e  anche di saper produrre leggi  di  iniziativa
  parlamentare,  le  consiglio di presentare un apposito  disegno  di
  legge    cui   verrà   data   una   corsia   preferenziale.   Sulla
  inammissibilità non si torna indietro.
   Si passa all'esame della rubrica Territorio.
    Comunico  che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

    dagli onorevoli Faraone, Raia, Digiacomo e Marinello: A43;
    dall'onorevole Faraone: A36, A37;
    dagli onorevoli Minardo, D'Agostino, Gennuso e Federico: A38;
    dall'onorevole Savona: A100, A80, A85.1 (sostitutivo
    dell'emendamento A85);
    dal Governo: A85.

   Dichiaro inammissibili gli emendamenti A43, A36, A37, A38,  A80  e
  A85.
   Si passa all'emendamento A100. Ne do lettura:

   «1.  Al  primo capoverso del comma 3 dell'articolo 1  della  legge
  regionale  n.  15/2005 dopo la parola  concessioni  è soppressa  la
  parola  quadriennali  e la locuzione  sono alla scadenza rinnovate
  è  sostituita  dalla  locuzione   sono  alla  scadenza  tacitamente
  rinnovate .

   2.  All'articolo 4 della legge regionale n. 15/2005 è aggiunto  il
  seguente comma:

    2  bis.  Le  previsioni di cui al presente articolo  non  trovano
  applicazione con riferimento alle aree già detenute in  concessione
  al  momento  di  entrata  in vigore della presente  legge  e  nella
  attività  di programmazione le amministrazioni competenti  dovranno
  tenere  conto delle concessioni esistenti al momento di entrata  in
  vigore della presente legge .»

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  volevo
  intervenire intanto proprio in riferimento all'emendamento A18,  al
  quale  chiedo comunque di apporre la firma. Si tratta semplicemente
  dell'estensione  di  una  norma  della  legge  23  del   2008.   E'
  assolutamente  coerente al testo. Così come siamo  intervenuti  per
  modificare  la  legge  23 del 2008, adattandola  al  testo,  questo
  emendamento estende alcuni benefici previsti dall'articolo 8  della
  legge  23  del 2008 alle imprese turistico-ricettive.  E',  quindi,
  assolutamente materia pertinente al testo

   PRESIDENTE.  Mi  scusi, onorevole De Benedictis,  per  agevolarci,
  vuol dire la pagina?

   DE BENEDICTIS. E' a pagina 181.

   PRESIDENTE. Ma ci stiamo arrivando.

   DE  BENEDICTIS.  Per dirle che, a mio giudizio, sarebbe  sbagliato
  dichiararlo inammissibile.

   PRESIDENTE. Si passa all'esame degli emendamenti aggiuntivi  della
  rubrica Turismo.
   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dall'onorevole Gianni: A18;
   dagli  onorevoli  Pugliese,  D'Asero, Limoli,  D'Antoni,  Falzone,
  Caputo, Mancuso e Cordaro: A50;
   dal Governo: A103.

   Si passa all'emendamento A18. Ne do lettura:

   «Aggiungere il seguente articolo:
                               Articolo
   1. Le agevolazioni alle imprese concesse ai sensi dell'articolo  8
  della legge regionale
  16  dicembre  2008,  n.  23  sono estese  alle  imprese  turistico-
  alberghiere come definite dalla vigente legislazione regionale ».

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento A50 è precluso.
   Si  passa  all'emendamento  tecnico A103,  a  firma  del  Governo,
  distribuito  durante  la  Conferenza  dei  Presidenti  dei   Gruppi
  parlamentari. Ne do lettura:

   «Aggiungere:

    Assegnazioni di fondi dalla U.E., dallo Stato e da altri enti  e
                       relativi cofinanziamenti

                                Capo I
   Fondi relativi ad assegnazioni dell'Unione Europea, dello Stato e
                             di altri enti

                               Articolo
      Norme di attuazione della programmazione regionale unitaria

   1.  Il  Governo della Regione provvede, per quanto di  competenza,
  sulla  base  degli indirizzi programmatici espressi  dall'Assemblea
  regionale  siciliana, alla definizione delle politiche di sviluppo,
  dei   contenuti  del  Documento  Unitario  di  Programmazione,  dei
  Programmi operativi regionali, degli strumenti di attuazione  della
  politica  regionale  e degli altri strumenti  di  attuazione  della
  programmazione regionale unitaria definita nel DPEF.
   2.   Costituiscono   attuazione  della  programmazione   regionale
  unitaria i Programmi operativi per l'obiettivo convergenza  di  cui
  al Regolamento (CE)  1083/2006, il Programma di Sviluppo Rurale per
  l'obiettivo  di  cui al Regolamento (CE) 1698/2005,   il  Programma
  Operativo  Fondo  Europeo per la Pesca per l'obiettivo  di  cui  al
  Regolamento (CE) 1198/2006, il Programma di utilizzo dei fondi  del
  Fondi  per  le  Aree  Sottosviluppate  come  previsto  dal  CIPE  e
  rientrante   nella  competenza  regionale  nonché  gli   interventi
  settoriali  previsti da particolari norme statali e  regionali.  Il
  DUP  (Documento  unitario di Programmazione)  della  Regione  è  lo
  strumento strategico di coordinamento di tale programmazione.
     3.  Gli atti e documenti che attuano la programmazione regionale
  unitaria,   ivi   compresi  gli  atti  inerenti   la   ripartizione
  finanziaria  di  risorse  per  i  diversi  obiettivi  e  linee   di
  intervento,  sono approvati dalla Giunta regionale,  previo  parere
  della  Commissione  Bilancio dell'Assemblea regionale  siciliana  e
  della   Commissione   per   l'esame  delle  questioni   concernenti
  l'attività  dell'Unione Europea, da rendersi nei  termini  previsti
  dal  Regolamento  interno, circa la loro  coerenza  con  il  quadro
  finanziario dei documenti di programmazione di cui al comma 1.
   4. Le risorse relative alla programmazione integrata sono iscritte
  nel  bilancio  di  previsione della Regione, di norma  in  sede  di
  approvazione  del  bilancio stesso ovvero con le  modalità  di  cui
  all'articolo  8,  della legge regionale 8  luglio  1977,  n.  47  e
  s.m.i..
   5.  Fermo  restando quanto stabilito dall'articolo 11 della  legge
  regionale 8 luglio 1977, n. 47 e s.m.i. le amministrazioni  possono
  assumere  obbligazioni giuridicamente vincolanti nei  limiti  delle
  risorse  finanziarie previste nei documenti che approvano programmi
  comunitari  o  nazionali  sempre che le  relative  spese  in  conto
  capitale  siano  riferite ad opere e interventi  ripartiti  in  più
  esercizi.
   6.   I  provvedimenti  amministrativi  di  cui  al  comma  4  sono
  comunicati  alla  Commissione  Bilancio  dell'Assemblea   regionale
  siciliana per via telematica.
   7.   Con  cadenza  almeno  semestrale  il  Governo  della  Regione
  riferisce   all'Assemblea  regionale  siciliana  sullo   stato   di
  attuazione   dei  Programmi  operativi  regionali  e  degli   altri
  strumenti di attuazione della programmazione regionale integrata.
   8.  Gli  atti  relativi  agli  adempimenti  per  l'attuazione  dei
  Programmi   operativi   costituiscono  obiettivi   prioritari   dei
  dirigenti.

                               Articolo

                Programmi comuni fra più amministrazioni

   1.  Ove,  per  la  realizzazione di programmi o di  interventi  di
  comune   interesse,   siano   stipulati   accordi   fra   i    rami
  dell'amministrazione, tra la Regione ed altre amministrazioni, enti
  ed  organismi  pubblici,  anche operanti  in  regime  privatistico,
  possono essere disposte, per l'attuazione di quanto stabilito dagli
  accordi,  una o più aperture di credito, anche su diversi  capitoli
  di bilancio, a favore di un unico funzionario delegato, titolare di
  pubbliche  funzioni ancorché non dipendente regionale, responsabile
  dell'attuazione  del  programma  o degli  interventi.  Analogamente
  provvedono,  nei  confronti  del  medesimo  funzionario,  le  altre
  amministrazioni,   enti   ed   organismi   pubblici    partecipanti
  all'accordo, secondo le procedure dei rispettivi ordinamenti.
   2.  Gli  accordi  di  cui  al comma 1 individuano  il  funzionario
  responsabile,  al  quale  debbono essere  accreditate  le  somme  e
  determinano la durata tassativa dell'accordo.
   3.  I fondi accreditati al funzionario delegato danno luogo ad una
  gestione unitaria, per la quale il funzionario delegato presenta il
  rendiconto   annuale  alle  amministrazioni,  enti   ed   organismi
  partecipanti all'accordo. Si applicano le procedure contrattuali  e
  di   gestione,  nonché,  in  quanto  compatibili,  le  modalità  di
  presentazione   dei   rendiconti  amministrativi   dei   funzionari
  delegati.
     4.  Ove  all'accordo  partecipino più rami  dell'amministrazione
  regionale, la verifica amministrativa e contabile del rendiconto di
  cui  al  comma  3  è effettuata dal ramo di amministrazione  cui  è
  affidata la gestione diretta dell'intervento.

                                Capo II
                  Procedure per interventi comunitari
                               Articolo
   Programmazione comunitaria 2007-2013 - Obiettivo Convergenza - PO
                             FESR - PO FSE
   1.  Al  fine  di realizzare l'obiettivo convergenza  previsto  nel
  Regolamento  (CE) 1083/2006, nello stato di previsione della  spesa
  del bilancio della Regione, Rubrica Dipartimento regionale bilancio
  e  tesoro,  sono  istituiti  un fondo per  la  realizzazione  degli
  interventi previsti nel Programma Operativo FESR 2007 - 2013 ed  un
  fondo  per la realizzazione degli interventi previsti nel Programma
  Operativo FSE 2007 - 2013.
   2.  Ai  predetti fondi confluiscono i finanziamenti  della  Unione
  europea  e  i  cofinanziamenti statali e  regionali  di  rispettiva
  competenza relativi alla programmazione comunitaria 2007-2013.
   3.  Per  gli  interventi  relativi al Fondo  Europeo  di  Sviluppo
  Regionale (FESR) i Dipartimenti interessati, prima di assumere  gli
  impegni giuridicamente vincolanti chiedono al Dipartimento bilancio
  e tesoro, per il tramite dell'Autorità di gestione, l'iscrizione in
  bilancio delle somme occorrenti.
   4.  L'Autorità  di  gestione, verificata la compatibilità  con  il
  piano  finanziario del Programma e con il documento di  attuazione,
  invia la richiesta al Dipartimento bilancio e tesoro che provvederà
  ad iscrivere le relative somme in bilancio.
   5.  Per  gli  interventi  la  cui attuazione  è  prevista  tramite
  organismi  intermedi, l'Autorità di gestione del Programma,  previa
  richiesta  del  centro di responsabilità delegante,  verificata  la
  compatibilità  con  il  piano finanziario, chiede  alla  Ragioneria
  generale  della  Regione  l'iscrizione, mediante  prelevamento  dal
  fondo  di  cui  al  comma  1  delle somme necessarie  all'organismo
  intermedio  per  l'avvio  delle  procedure  e  per  la  conseguente
  assunzione delle obbligazioni giuridicamente vincolanti.
   6.  Le somme relative al Fondo Sociale Europeo (FSE) sono iscritte
  nei  pertinenti capitoli con decreti del Ragioniere generale  della
  Regione,   su  richiesta  dell'Autorità  di  gestione  al   momento
  dell'ammissione  a finanziamento e nella misura dell'80  per  cento
  dell'importo  complessivo  di tutti i  progetti  ammessi,  per  far
  fronte al pagamento dell'anticipazione e dell'acconto. L'iscrizione
  del  saldo  è  effettuata previa verifica dei rendiconti  ad  opera
  dell'Autorità di gestione.
   7.  I  capitoli vengono istituiti per Asse, obiettivo operativo  e
  dipartimento competente per il programma operativo FERS e per Asse,
  obiettivo specifico e dipartimento per il programma operativo FSE.
   8. Le somme non utilizzate o le economie comunque realizzate sugli
  stanziamenti  dei pertinenti capitoli per le quali  non  sussistono
  obbligazioni vincolanti possono essere trasferite, con decreti  del
  Ragioniere  generale della Regione, su richiesta  dell'Autorità  di
  gestione,   al   fondo  di  cui  al  comma  1  per  la   successiva
  riassegnazione.
   9.  Ai  fini del monitoraggio viene utilizzato un apposito sistema
  di  codificazione  denominato   CARONTE ,  sistema  di  gestione  e
  monitoraggio utilizzato sia per il FESR che per il FSE, nonché  per
  il FAS (Fondo per le Aree Sottoutilizzate).
   10.  Alla  Commissione Bilancio dell'Assemblea regionale siciliana
  ed   alla  Commissione  per  l'esame  delle  questioni  concernenti
  l'attività  della  Unione  europea è fornito  semestralmente  dalle
  rispettive Autorità di gestione lo stato di avanzamento finanziario
  procedurale e fisico dei Programmi operativi.
   11.  Al fine del coordinamento delle attività di cui al comma  10,
  nonché  della  predisposizione e dell'aggiornamento  dei  documenti
  economici   e   finanziari,   l'Autorità   di   gestione   fornisce
  semestralmente, con evidenza informatica, alla Ragioneria  generale
  della Regione l'aggiornamento finanziario, procedurale e fisico dei
  relativi  Programmi.  L'Autorità di certificazione  trasmette  alla
  Ragioneria generale copia delle domande di pagamento inoltrate.
   12.  Per l'assistenza tecnica del Programma Operativo FESR Sicilia
  2007  - 2013, al fine di migliorare e semplificare le procedure  di
  spesa,  pur  restando  unitaria sotto il  profilo  organizzativo  e
  funzionale   la   programmazione  delle  relative  attività   nella
  competenza  del  Dipartimento  della  Programmazione,  le   risorse
  finanziarie  assegnate alle linee di intervento  dell'Asse  VII  in
  ragione   delle  specifiche  esigenze  dei  dipartimenti  attuatori
  dell'assistenza  tecnica,  vengono  iscritte,  su   richiesta   del
  Dipartimento  della  Programmazione, in  capitoli  dello  stato  di
  previsione  della  spesa  nelle rubriche  di  pertinenza  dei  rami
  dell'amministrazione regionale che richiedono l'assistenza  tecnica
  ed attuano gli interventi.

                               Articolo
                 Programmazione comunitaria 2007-2013
         Obiettivo Convergenza - Programma di Sviluppo Rurale

   1.  Al  fine di realizzare il Programma di Sviluppo Rurale Sicilia
  2007-2013  di  cui al Regolamento (CE) 1698/2005,  nello  stato  di
  previsione   della  spesa  del  bilancio  della  Regione,   Rubrica
  Dipartimento regionale Interventi Strutturali, è istituito un fondo
  vincolato ove confluiscono i finanziamenti della Unione europea e i
  cofinanziamenti  statali e regionali di rispettiva  competenza  per
  essere trasferiti all'organismo pagatore.
   2. Per consentire la trasparenza e meglio dettagliare l'attuazione
  del  programma, l'autorità di gestione e l'organismo pagatore  sono
  tenuti   a   fornire  semestralmente  alle  competenti  commissioni
  dell'Assemblea regionale siciliana e alla Ragioneria generale della
  Regione  l'aggiornamento finanziario, procedurale fisico nonché  le
  certificazioni di pagamento del programma.

                               Articolo

   1.  Al  comma  1 dell'articolo 85 della legge regionale  26  marzo
  2002,  n.  2  e  successive  modifiche ed  integrazioni  le  parole
   relativi  al periodo di programmazione 2000-2006 non compresi  nel
  Programma  operativo regionale della Sicilia,  sono sostituite  con
  le   parole   non  compresi  nei  programmi  operativi  dei   fondi
  strutturali destinati alla programmazione 2007-2013 .
   2.  Il  comma  2 dell'articolo 85 della legge regionale  26  marzo
  2002, n. 2 e successive modifiche ed integrazioni è abrogato. »

   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Gli  emendamenti  A77,  A78,  A81 e  A97  -  riguardanti  il  tema
  dell'agricoltura - sono dichiarati inammissibili.
   Si passa all'articolo 62. Ne do lettura:

                             «Articolo 62
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  riprende  l'esame dell'emendamento A13, a firma dell'onorevole
  Gianni, che era stato sospeso.
   C'è   un   parere   favorevole   del   Governo   sull'emendamento,
  condizionato da un subemendamento che giustamente tende a limitarne
  l'impatto economico.
   Il subemendamento riguarda l'ambito della copertura di bilancio.

   DI  MAURO,  assessore  per il bilancio e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,   onorevoli  colleghi,  non  siamo  stati   ancora   in
  condizione di potere fare un accertamento. Propongo ai parlamentari
  che  hanno  proposto  il  subemendamento  all'emendamento  A13   di
  aggiungere   un   subemendamento   finalizzato   a   limitare    le
  disponibilità di cui al Fondo, in maniera da non aggravare le spese
  del bilancio.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Raccogliamo  l'indicazione  dell'Assessore  e,   quindi,
  l'emendamento s'intende così subemendato.

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dal Governo il
   subemendamento A 13.1:

   «Dopo   le   parole    l'Assessorato   regionale   dell'industria
  aggiungere  le parole  nell'ambito delle disponibilità  di  cui  al
  Fondo ».

   Pongo  in votazione il subemendamento del Governo. Il parere della
  Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione.  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento A13, come emendato. Il parere del
  Governo?

   DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si   passa   all'esame  degli  emendamenti  presentati  ai   sensi
  dell'articolo 117 del Regolamento interno.

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   dall'onorevole Oddo: 117.1;
   dall'onorevole Savona: 117.2, 117.3 e 117.4;
   dall'onorevole D'Asero: 117.5.

   Si passa all'esame dell'emendamento 117.2. Ne do lettura:

   «Alla  fine  del  comma 6 dell'articolo 1 aggiungere  il  seguente
  periodo:   gli  oneri  derivanti dalla convenzione  sono  a  carico
  dell'asse 7-Governance e assistenza tecnica del PO FESR
  2007-2013 ».

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
   alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.3. Ne do lettura:

   «All'articolo  52 le parole  di cui ai precedenti  articoli   sono
  sostituite con le parole  di cui alla presente legge ».

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
   alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.1. Ne do lettura:

   «All'articolo 13, alla fine del comma 1, dopo le parole  propri
   prodotti  sono aggiunte le parole  o uffici di rappresentanza con
   deposito ;

   dopo la parola  extraregionali  sono aggiunte le parole
    comunitari ed extracomunitari ».

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
   alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.4. Ne do lettura:

   «All'articolo  47  della  legge  32/2000,  nel  testo   sostituito
  dall'articolo 3, sono apportate le seguenti correzioni:
   a) al comma 2 sono soppresse le parole  o inedite ;
   b) al comma 3 sono soppresse le parole  di Palermo ».

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.5. Ne do lettura:

   «L'articolo 58 è soppresso».

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

    Comunicazione relativa ad elezione di presidente di Commissione

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che nella seduta  numero
  51  del  16  luglio u.s., la VI Commissione legislativa  ha  eletto
  Presidente    l'onorevole   Giuseppe   Laccoto,   in   sostituzione
  dell'onorevole Antonino Beninati, nominato Assessore.

   L'Assemblea ne prende atto.

      Annunzio di presentazione e votazione di ordini del giorno

   PRESIDENTE.  Comunico che sono stati presentati i seguenti  ordini
  del giorno:

   numero  163 «Iniziative a sostegno del trasporto pubblico locale»,
  dell'onorevole Savona;

   numero  165  «Iniziative a livello nazionale per  il  mantenimento
  dello  stabilimento Fiat di Termini Imerese (PA)», degli  onorevoli
  Gianni,  Ardizzone,  Maira, Pogliese, Buzzanca, Mancuso,  Marinese,
  Falcone,  Bosco, Caronia, Corona, Torregrossa, Marrocco,  Campagna,
  Dina,  Leanza  Edoardo, Caputo, Forzese, Cascio Salvatore,  Ragusa,
  Fagone, Lo Giudice;

    numero 166 «Iniziative a sostegno della Fiat SPA e per evitare il
  ridimensionamento  dello  stabilimento di  Termini  Imprese  (PA)»,
  degli  onorevoli  Cracolici, Apprendi, Faraone,  Lupo,  Mattarella,
  Vitrano e Panarello;

   numero  168  «Sospensione dei commissariamenti disposti  dall'ARRA
  per  la  consegna delle reti e degli impianti idrici  dei  comuni»,
  degli  onorevoli  Panepinto, Di Guardo,  Termine,  Donegani,  Raia,
  Maira, Faraone, De Benedictis e Leontini;

   numero  169 «Esclusione degli enti locali dai soggetti destinatari
  di    work   experience'»,  degli  onorevoli  Faraone,   Panarello,
  Panepinto, Marziano, Lupo, Gucciardi, Galvagno e Rinaldi;

   numero  170 «Iniziative a livello nazionale affinché si svolga  in
  Sicilia il forum per lo sviluppo nell'area del Mediterraneo», degli
  onorevoli De Benedictis, Apprendi, Di Guardo, Faraone e Raia;

   n.  171  «Modalità  attuative della concessione degli  aiuti  alle
  imprese di cui alla legge approvata dall'Assemblea regionale  nella
  seduta  n.  103  del  21  luglio 2009  (ddl.  numero  119  -  Norme
  stralciate I/A). », dell'onorevole D'Asero.
   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che,  con la legge finanziaria nazionale 2008,  è  stato
  introdotto un sistema di finanziamento 'strutturale' del  trasporto
  pubblico locale basato su un meccanismo di compartecipazione  delle
  Regioni a statuto ordinario al gettito dell'accisa sul gasolio  per
  autotrazione;

   considerato che:

   con  tale  meccanismo,  si è inteso non soltanto  sostituire,  con
  entrate  fiscali  certe,  le risorse annualmente  trasferite  dallo
  Stato  al  comparto,  ma  anche  garantire  le  necessarie  risorse
  aggiuntive per assicurare il risanamento e lo sviluppo del settore,
  garantendo  nel  contempo  la  copertura  finanziaria  dei  rinnovi
  contrattuali degli addetti;

   le  imprese  operanti  nelle Regioni ordinarie,  a  differenza  di
  quelle  siciliane,  godono, inoltre, della compartecipazione  dello
  Stato per l'acquisto degli autobus, la cui vetustà media in Sicilia
  risulta peraltro assai più alta rispetto alla media nazionale ed  a
  quella europea;

   il  trasporto  pubblico  locale, in  Sicilia,  costituisce  l'asse
  portante  della  mobilità regionale (80 per cento dei  servizi  per
  studenti,  lavoratori  e  pendolari)  e  rappresenta,  dunque,  uno
  strumento essenziale per la programmazione economico-sociale  e  la
  pianificazione  territoriale  della  Regione,  e  quindi,  per   la
  crescita dell'intero sistema produttivo isolano;

   rilevato  pertanto che l'intervento normativo statale e  gli  atti
  conseguenti hanno causato una profonda disparità di trattamento tra
  le  aziende  pubbliche e private operanti nelle Regioni  a  statuto
  ordinario  rispetto  a  quelle operanti in  Sicilia,  le  quali  si
  trovano  a  concorrere in condizioni di svantaggio  con  gli  altri
  vettori,  in  un  mercato  che risulta fortemente  squilibrato,  in
  quanto  non  garantisce a tutti gli operatori uguali condizioni  di
  partenza,

                   impegna il Governo della Regione

   a  porre  in essere ogni utile ed opportuna iniziativa,  anche  di
  carattere   legislativo,   al  fine  di  assicurare,   con   misure
  strutturali, un adeguato sostegno al settore del trasporto pubblico
  locale su gomma, prevedendo, nel contempo, misure idonee a superare
  gli  squilibri esistenti tra le aziende e gli addetti del  comparto
  in  Sicilia  e  gli  operatori  che agiscono  nelle  altre  Regioni
  italiane». (163)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che la programmazione industriale del gruppo FIAT investe
  tutto  il territorio nazionale, e che lo stesso gruppo non può  non
  tener  conto,  in  un'eventuale  revisione  del  proprio  piano  di
  produzione industriale, dello stabilimento di Termini Imerese (PA),
  piuttosto che stabilire in maniera unilaterale e priva di confronto
  politico e sociale la dismissione del citato stabilimento;

   considerato  che  il  Presidente della  Regione,  conformemente  a
  quanto  previsto  dallo  Statuto  siciliano,  dovrebbe  partecipare
  all'eventuale  seduta  del Consiglio dei  Ministri,  col  rango  di
  Ministro, per rappresentare e sostenere le ragioni del mantenimento
  dello  stabilimento  FIAT  operante in  Sicilia  da  ben  39  anni,
  concertando   l'intervento,   anche  finanziario,   della   Regione
  siciliana,

                  impegna il Presidente della Regione

   ad  intervenire  presso il Presidente del Consiglio  dei  Ministri
  affinché  venga posto tra gli argomenti della prossima  seduta  del
  Consiglio  medesimo la problematica afferente la dismissione  dello
  stabilimento FIAT di Termini Imerese». (165)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che  le  recenti gravi dichiarazioni dell'amministratore
  delegato  della  FIAT, Marchionne, hanno manifestato  l'intento  di
  porre  fine alla produzione automobilistica a Termini Imerese (PA),
  non accompagnato da alcuna proposta di riconversione;

   ricordato che:

   il  concetto  di  polo produttivo allargato era  al  centro  della
  proposta  di  contratto di programma che la FIAT ha presentato  nel
  2007  al  Governo  nazionale e dove individuava un  piano  'A'  per
  Termini Imerese, consistente nel trasferimento in Sicilia di  nuove
  attività produttive di base e l'ampliamento della occupazione  fino
  a  5.000 unità, con l'assegnazione allo stabilimento anche di quote
  di produzione di altri modelli, come la '500';

   alla  realizzazione  del contratto di programma  avrebbero  dovuto
  concorrere  tanto  lo  Stato che la Regione  siciliana,  ed  i  cui
  ritardi hanno spinto la FIAT a denunciare l'ipotesi di contratto di
  programma  e  a passare al cosiddetto piano 'B', che  prevedeva  un
  impegno molto minore, un'occupazione aggiuntiva di sole 250 unità e
  l'avvio della produzione della nuova 'Lancia Y' a luglio 2009;

   considerato che:

   alla  data  odierna,  invece, ben altri sono gli  scenari  e,  nel
  quadro  dell'internazionalizzazione della FIAT e delle  ipotesi  di
  creazione  di  nuovi  grandi gruppi mondiali, rischiano  di  uscire
  penalizzati  gli  stabilimenti  italiani,  in  particolare   quelli
  meridionali, che invece, se opportunamente potenziati, sarebbero in
  grado  di  reggere la sfida della produttività e della  concorrenza
  internazionale;

   Termini  Imerese si inserisce in questo quadro di riorganizzazione
  del  gruppo ma, proprio per le dichiarazioni di Marchionne,  sembra
  essere  quello più a rischio, mentre è inaccettabile  che,  proprio
  mentre  si afferma nel mondo il 'know how' della FIAT, i lavoratori
  italiani,  che hanno contribuito a creare quello stesso  know  how,
  siano  quelli  destinati a pagare il prezzo della  ristrutturazione
  del settore auto in Europa e nel resto del mondo;

   ancor  più  inaccettabile è l'ipotesi che, mentre  tutte  le  case
  automobilistiche  usufruiscono degli incentivi  per  l'acquisto  da
  parte  dei  cittadini di auto ecologiche, la FIAT, che sul  mercato
  italiano  è  sicuramente  la  massima beneficiaria  dei  contributi
  pubblici, ipotizzi un abbandono della sua presenza in Sicilia;

   ricordato, inoltre, che:

   la  vicenda FIAT è una vicenda nazionale e non solo siciliana, che
  riguarda il rilancio dell'industria automobilistica e non  solo  la
  difesa degli attuali posti di lavoro;

   non  può  essere condivisibile la scelta FIAT di riconvertire  dal
  2011   lo   stabilimento   di   Termini   Imerese   da   produzione
  automobilistica  ad  altra  produzione,  come  genericamente  si  è
  espresso il dottore Sergio Marchionne nell'incontro tenutosi il  18
  giugno  2009 tra il Governo nazionale, i rappresentanti dei Governi
  regionali,  le  organizzazioni sindacali e i  rappresentanti  della
  FIAT stessa;

   a  Termini  Imerese  esistono tutte le  condizioni  per  un  reale
  rilancio  dello stabilimento FIAT e del suo indotto  anche  per  la
  presenza  di  un porto oggi in crescita commerciale e  già  pronto,
  attraverso  le  autostrade  del  mare,  ad  abbattere  i  costi  di
  trasporto  e fare raggiungere rapidamente i mercati europei  e  del
  Mediterraneo,

                   impegna il Governo della Regione

   a  sollecitare il Governo nazionale ad intervenire direttamente  e
  con  propri  investimenti a sostegno della  FIAT  s.p.a.,  sia  per
  incoraggiare l'espansione dell'azienda nei mercati mondiali sia per
  mantenere e rilanciare la produzione di automobili in Italia, e  in
  particolare nel Meridione e nello stabilimento di Termini  Imerese,
  allo scopo di realizzarvi un polo tecnologico per la produzione dei
  nuovi  modelli  a energia ibrida anche attraverso il coinvolgimento
  delle  Università  degli  studi  siciliane  e  con  l'obiettivo  di
  costituire  un centro di ricerca per la produzione di automobili  a
  energia pulita;

   ad  attuare  ogni strumento utile ad impedire il ridimensionamento
  dello  stabilimento di Termini Imerese e contestualmente ad  aprire
  rapidamente  un  tavolo tra il Governo regionale, le organizzazioni
  sindacali  siciliane, la Confindustria siciliana e i vertici  della
  FIAT  s.p.a.  allo scopo di individuare uno specifico contratto  di
  programma  che  rilanci  lo  stabilimento  industriale  di  Termini
  Imerese  e il suo indotto all'interno del programma di investimento
  dell'industria automobilistica». (166)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   con  legge n. 36 del 1994, denominata 'legge Galli', il Parlamento
  nazionale  ha  riscritto  il  sistema  di  gestione  delle  risorse
  idriche,  istituendo gli ambiti territoriali ottimali  (ATO)  e  il
  Servizio  idrico  integrato  (SII),  stabilendo  l'affidamento   di
  quest'ultimo  ad  un  unico  soggetto  gestore,  con  lo  scopo  di
  razionalizzare e unificare la gestione di tutti i servizi  connessi
  con  l'uso delle risorse idriche, dalla fonte di approvvigionamento
  alla depurazione;

   con  l'art.  69 della legge n. 10 del 1999, l'Assemblea  regionale
  siciliana  ha  recepito la legge Galli e attribuito  al  Presidente
  della  Regione  il  compito di determinare gli ambiti  territoriali
  ottimali (ATO) e le modalità della loro costituzione in Sicilia;

   gli ATO siciliani, coincidenti con i territori delle nove province
  regionali,  sono  stati  determinati con i decreti  del  Presidente
  della  Regione  n. 114 del 16 maggio 2000 e n. 16  del  29  gennaio
  2002,  mentre il decreto presidenziale n. 209 del 7 agosto 2001  ne
  ha stabilito le modalità organizzative;

   ai   sensi  di  quest'ultimo  decreto,  i  Comuni  e  le  Province
  regionali,  al  fine  di  coordinarsi per il  raggiungimento  delle
  finalità  della  legge, potevano optare per le forme  organizzative
  della  convenzione o del consorzio, rispettivamente prevista  dagli
  articoli 30 e 31 del d.lgs. n. 267 del 2000;

   rilevato che:

   nella  provincia  di Ragusa l'assemblea dell'ATO,  costituita  dai
  sindaci,  ha  stabilito, con la gara celebrata per  individuare  il
  gestore  del  Servizio  idrico integrato (SII),  di  non  procedere
  all'affidamento dello stesso;

   le  province  di  Trapani  e  Messina  non  hanno  avviato  alcuna
  procedura per l'affidamento del SII;

   nelle  province  di Palermo e Agrigento l'affidamento  del  SII  è
  sotto  giudizio,  in  quanto si attende la  pronuncia  del  giudice
  amministrativo, prevista per i primi giorni del mese di giugno;

   il  gestore  del SII di Agrigento ha dovuto ritirare  migliaia  di
  bollette  notificate  agli  utenti  dei  comuni,  già  in  gestione
  privata, non corrispondenti al consumo reale;

   nelle   province  di  Enna  e  Caltanissetta  si  sono  registrate
  manifestazioni e iniziative pubbliche che denunciano  l'alto  costo
  del  servizio idrico e la pessima qualità dell'acqua  erogata  e  i
  ritardi di più giorni nella distribuzione;

   l'aggravarsi  della  crisi economica fa  emergere,  in  una  forma
  ancora  più  netta, come l'applicazione in Sicilia delle  norme  di
  settore  non  riesca  a garantire la qualità  e  l'economicità  dei
  servizi  e quindi a tutelare i cittadini, ma semmai contribuisce  a
  far  lievitare  il  costo  della spesa  quotidiana  delle  famiglie
  siciliane e a fare arricchire i titolari di società private;

   ricordato che:

   ventisette   consigli  comunali  della  provincia  di   Agrigento,
  riunitisi  tutti  lo  stesso giorno, il  20  febbraio  2009,  hanno
  deliberato  alla stessa ora di presentare un disegno  di  legge  di
  iniziativa popolare per affermare che l'acqua deve restare pubblica
  e  che i comuni devono riappropriarsi del diritto alla gestione del
  servizio idrico;

   il  Consiglio regionale della Lombardia, il 22 gennaio scorso,  ha
  approvato una legge che rende nuovamente pubblica la gestione degli
  acquedotti;

   constatato che:

   l'ARRA, irritualmente, nomina commissari nei comuni che non  hanno
  ancora    consegnato   gli   impianti   idrici,   violando    norme
  costituzionali che tutelano l'autonomia degli enti locali;

   in   alcuni  comuni,  manifestazioni  popolari  hanno  fisicamente
  impedito ai commissari inviati dall'ARRA d'insediarsi, determinando
  in qualche caso seri problemi di ordine pubblico;

   il  Presidente della Regione, onorevole Lombardo, in  un  incontro
  tenutosi  il 3 marzo scorso con quaranta sindaci delle province  di
  Agrigento,  Catania  e  Palermo,  ha  manifestato  disponibilità  a
  riesaminare  la vicenda del commissariamento, nonché a prendere  in
  considerazione  il  disegno di legge di iniziativa  popolare  sulla
  revisione dell'attuale quadro normativo in materia di ATO idrici;

   considerato che:

   il  14  luglio  2009 si è svolto nella Sala Gialla  dell'Assemblea
  regionale  siciliana un incontro fra 100 rappresentanti dei  comuni
  siciliani,   il  Presidente  dell'Assemblea  regionale   siciliana,
  onorevole Cascio, e i presidenti dei Gruppi parlamentari, onorevole
  Cracolici, onorevole Maira, onorevole Leontini e onorevole Leanza;

   il  Presidente Cascio e i presidenti dei Gruppi hanno  manifestato
  la  disponibilità a discutere in Assemblea il disegno di  legge  di
  iniziativa  dei rappresentanti dei movimenti e degli  enti  locali,
  volto a rendere nuovamente pubblico il servizio idrico in Sicilia,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  intervenire  per la sospensione dei commissariamenti  disposti
  dall'ARRA  per la consegna delle reti e impianti idrici dei  comuni
  sino al 30 dicembre 2009».(168)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   il  26  maggio  u.s.  l'Assessorato regionale  del  lavoro,  della
  previdenza    sociale,    della    formazione    professionale    e
  dell'emigrazione ha pubblicato un avviso per realizzare nuovi corsi
  di   formazione  professionale  finanziati  con  il  fondo  sociale
  europeo;

   da  tale  avviso  si evince che a beneficiarne non  sono  solo  le
  imprese  private,  ma  anche  gli enti  locali,  potendo  ospitare,
  ciascun  ente,  una  quota  massima  di  partecipanti  alle   'work
  esperience' fino al 10 per cento dei dipendenti esistenti;

   si aprirebbe una vera e propria nuova stagione di precariato nella
  Pubblica  Amministrazione e nelle società  da  questa  partecipate,
  quando  ancora  si  dibatte per trovare soluzione  alla  definitiva
  lunga  stagione  di precariato creata nei decenni passati,  perché,
  come  è  del  tutto  comprensibile, in una Sicilia  al  limite  del
  collasso economico e della tenuta sociale, immettere nella Pubblica
  Amministrazione  nuovi  precari, alla fine  della  cosiddetta  work
  esperience,  farà  scatenare,  sicuramente  e  inevitabilmente,  la
  mobilitazione per ottenere l'ulteriore proroga per la continuazione
  dell'esperienza formativa;

   ritenuto, invece, che:

   secondo tutt'altra finalità devono essere utilizzati detti  fondi,
  e  cioè  non per creare nuovo precariato assistito - come finirebbe
  per  diventare  quello  immesso nei percorsi formativi  da  attuare
  presso  le  pubbliche  amministrazioni  -  ma,  al  contrario,  per
  inaugurare,   finalmente,  la  stagione   della   vera   formazione
  professionale in cui al centro ci sia l'impresa, ma anche il  terzo
  settore  e  il  lavoro produttivo utile per il lavoratore,  per  il
  datore  di lavoro ed anche per l'intera società, dati gli  esiti  e
  gli  sbocchi certi che tale nuova sinergia innescherebbe,  sinergia
  scaturente  dall'incontro del mondo del lavoro con il  mondo  delle
  risorse  umane  e  professionali sottoutilizzate e/o  inutilizzate,
  foriere  di  nuove opportunità di inserimento nel mondo del  lavoro
  per tanti soggetti;

   in questo senso, l'interpretazione data al quesito sollevato dagli
  enti  di  formazione circa la inclusione degli enti  locali  fra  i
  soggetti  titolati  ad ospitare work esperience  va  immediatamente
  rimossa  e  azzerata, al fine di evitare lo snaturamento  del  vero
  senso  della novità che pure è stata introdotta con i nuovi avvisi,
  relativamente cioè alla corresponsione di un compenso non del tutto
  indifferente, 800 euro al mese, in grado di sostenere adeguatamente
  il periodo formativo, valorizzare le professionalità e far emergere
  risorse  davvero  importanti e utili per il successivo  inserimento
  nel mercato del lavoro;

   tale prospettiva di inserimento nel mondo del lavoro a seguito  di
  una vera work esperience potrà essere raggiunta e garantita solo se
  a  beneficiare  delle  risorse pubbliche  assegnate  con  il  Fondo
  sociale  europeo  saranno  soltanto le imprese  private  variamente
  declinate, ivi compreso il terzo settore, le cooperative sociali, i
  consorzi,  etc. e non anche, invece, la Pubblica Amministrazione  e
  le  società partecipate dalla stessa, che già vivono di per sé  una
  saturazione  delle  proprie  piante  organiche,  e  che,  in   ogni
  caso,l'attuale  situazione  non  consentirebbe  di  acquisire   una
  professionalità utile per il successivo inserimento nel mercato del
  lavoro  per  quanti  potranno svolgervi  work  esperience,  se  non
  appunto,   la  suggestione  della  prospettiva  di  un   successivo
  inserimento;

   considerato che tale avviso è soltanto il primo in tale  direzione
  e  che ben presto si procederà alla pubblicazione di nuovi bandi di
  ben  più consistente dotazione finanziaria, e considerata la grande
  mobilitazione  di attenzione che tale prospettiva ha innescato  nei
  tanti disoccupati o inoccupati siciliani in cerca di un'alternativa
  all'emigrazione o allo stato di bisogno in cui versano per mancanza
  di prospettiva lavorativa,

                   impegna il Governo della Regione

   a   formulare  un  univoco  indirizzo  amministrativo,  chiaro   e
  inequivocabile circa l'esclusione degli enti locali e delle società
  da   essi   partecipate,  quali  soggetti   destinatari   di   work
  esperience». (169)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che  in  una  recente  dichiarazione  l'On.  Berlusconi,
  Presidente  del  Consiglio dei Ministri, ha indicato  Milano  quale
  sede del forum per lo sviluppo dell'area del Mediterraneo;

   valutato  che,  all'indomani della disastrosa  fotografia  che  il
  rapporto  Svimez  ha  fatto del Meridione e della  nostra  Regione,
  questa  proposta,  a  dir poco paradossale, è  la  rappresentazione
  plastica   dell'inadeguata  considerazione   del   Presidente   del
  Consiglio per la Sicilia ed è l'ennesima mortificazione che  questo
  Governo infligge alla Sicilia e ai siciliani;

   considerate  le  dichiarazioni dell'onorevole  Raffaele  Lombardo,
  Presidente  della Regione, e degli onorevoli Gianfranco Miccichè  e
  Stefania Prestigiacomo, fedeli alleati e sostenitori dell'onorevole
  Berlusconi, che ogni giorno ribadiscono la necessità di una forte e
  coerente difesa del Sud;

   valutate  ancora  le  prevedibili ricadute socio-economiche  della
  realizzazione del forum e della sua ubicazione per i territori  del
  Sud e, in particolare, della Sicilia;

   pur considerata infine la vicinanza dei mercati internazionali e i
  collegamenti  già esistenti con la città di Milano, nell'ottica  di
  far  prevalere,  invece, una visione unitaria ed equilibrata  dello
  sviluppo del Paese,

                   impegna il Governo della Regione

   a chiedere con forza al Presidente del Consiglio dei Ministri e al
  Governo  nazionale che la sede permanente del forum per lo sviluppo
  dell'area  del  Mediterraneo venga individuata in Sicilia,  come  è
  logico, giusto e naturale che sia;

   a  predisporre un piano di iniziative utili ad allocare in Sicilia
  la  sede  del  forum  per lo sviluppo dell'area del  Mediterraneo».
  (170)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

                   impegna il Governo della Regione

   a  concedere i regimi di aiuto di cui alla legge appena  approvata
  (d.d.l.  n. 119 NS I/A) anche sotto forma di credito d'impresa,  ai
  sensi dell'art. 12 della legge regionale n. 32 del 2000». (171)

   PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno numero 163.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno numero 165.

   CORDARO. Dichiaro di apporvi la firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno numero 166.

   FERRARA. Dichiaro di apporvi la firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno numero 168.

   APPRENDI. Dichiaro di apporvi la firma.

   FERRARA. Dichiaro  di apporvi la firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   DI  MAURO,  assessore  per il bilancio e le  finanze.  Mi  rimetto
  all'Aula.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno numero 169.

   GENTILE,  assessore  per  il  lavoro, la  previdenza  sociale,  la
  formazione professionale e l'emigrazione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GENTILE,  assessore  per  il  lavoro, la  previdenza  sociale,  la
  formazione   professionale  e  l'emigrazione.  Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi,  abbiamo emanato  una  circolare  nella  quale
  abbiamo  chiarito che nessun precario sarà assunto con questo  tipo
  di bando.
   Abbiamo  chiarito ampiamente e posso rassicurare tutta l'Assemblea
  che non accadrà quanto rilevato.

   PANARELLO.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assieme  al
  collega  Faraone  e  ad  altri colleghi - il collega  Faraone,  fra
  l'altro,  al riguardo aveva presentato un'interrogazione -  abbiamo
  voluto   presentare  questo  ordine  del  giorno  e  chiederne   al
  Parlamento  la  votazione non perché abbiamo  dubbi  sulla  volontà
  dell'Assessore   al   Lavoro,   ma   perché   nutriamo   la   forte
  preoccupazione,    stante  numerosi  e  analoghi  precedenti,   che
  attraverso  questo strumento si possano creare sacche di precariato
  che  diventerebbero  un  problema per gli amministratori  locali  e
  indirettamente per la Regione siciliana.
   Credo che riguardo a Palermo si possano citare numerosi esempi - e
  oltre  che  a  Palermo anche nel resto della Sicilia  -  di  misure
  assunte  con  le  migliori  intenzioni  di  questo  mondo   e   che
  successivamente hanno determinato  esiti che tutti  quanti  abbiamo
  avvertito  come  inaccettabili e per gli oneri che scaricano  sulla
  pubblica   amministrazione,   ma  anche   per   l'ingiustizia   che
  determinano tra i diversi soggetti privi di lavoro in Sicilia e che
  non  hanno  la  possibilità di accedere in maniera  trasparente  al
  mercato del lavoro privato e soprattutto pubblico.
   Per queste ragioni insisto, assessore e Presidente dell'Assemblea,
  perché  si voti questo ordine del giorno e mi auguro che, da  parte
  del Governo, ci sia, come aveva preannunciato l'assessore Di Mauro,
  un parere favorevole.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  vorrei  porre
  l'attenzione - infatti, ho chiesto la parola su un fatto urgente  e
  non  sulla  questione specifica - al Presidente e  all'Aula  su  un
  problema  urgente che si pone davanti a noi, prima  della  chiusura
  della  sessione estiva. Mi riferisco al problema che  attiene  alla
  cessazione delle aziende sanitarie dall'1 settembre e alla  nascita
  delle nuove aziende sanitarie.
   Da  più  parti,  in Sicilia e da tutte le aziende,  si  registrano
  preoccupazioni circa l'impossibilità di rispettare la data  del  1
  settembre per quanto riguarda il passaggio dalle vecchie alle nuove
  aziende, con tutto ciò che comporta come chiusura dei bilanci e

   PRESIDENTE. Onorevole Formica, siccome il tema che sta  ponendo  è
  molto  interessante, vorrei chiedere anche ai colleghi del  Partito
  Democratico di prestare un attimo di attenzione.
   Onorevole  Ferrara, onorevole Barbagallo, onorevole De Benedictis,
  il  tema  che  sta ponendo l'onorevole Formica è molto  delicato  e
  molto importante.

   FORMICA.  Come risulterà ai colleghi ed anche al presidente  della
  Commissione sanità, da quasi tutte le aziende sanitarie siciliane i
  termini  previsti per la cessazione delle aziende -  l'1  settembre
  -  e la nascita delle nuove aziende stanno comportando una serie di
  difficoltà.  E comporteranno una serie di difficoltà  notevoli  per
  quanto  riguarda  soprattutto la cessazione dei  vecchi  bilanci  e
  l'apertura dei nuovi bilanci, tenuto conto che il bilancio  annuale
  si chiude il 31 dicembre e che, di solito, addirittura, la chiusura
  definitiva avviene ad aprile, come in tutte le aziende.
   La  previsione  della data del primo settembre è  improbabile  che
  possa essere rispettata considerati  tutti gli adempimenti che tale
  operazione  comporta: un primo bilancio al 30  giugno,  un  secondo
  bilancio di due mesi fino al 31 agosto, un terzo bilancio  per  gli
  ultimi  quattro  mesi  fino  al 31 dicembre,  la  impossibilità  di
  certificare  bilanci, posto che fatture o altri  impegni  di  spesa
  arrivano con mesi e mesi di ritardo. Tutto ciò rischia di provocare
  un corto circuito che impedirebbe l'avvio della nuova riforma.
   Sarebbe  auspicabile,  nel rispetto del Codice  civile,  prevedere
  questi  termini,  questo passaggio anziché  l'1   settembre  al  31
  dicembre 2009, in coincidenza con la chiusura del bilancio  annuale
  normale, o all'1 gennaio 2010.
   Siccome  non  ci restano tante altre occasione, signor Presidente,
  onorevoli  colleghi,  per porre rimedio ad un guasto  che  potrebbe
  rivelarsi  enorme e dalle conseguenze incalcolabili  rispetto  alla
  funzionalità  della  sanità in Sicilia, prego il  Presidente  della
  Commissione  sanità ed i colleghi di presentare, tutti assieme,  un
  breve  emendamento  che sposti il termine dall'1  settembre  al  31
  dicembre 2009. E ciò, ripeto,  vista l'urgenza, l'importanza  e  la
  ricaduta che ciò potrebbe avere sull'intera Regione e su un settore
  fondamentale come quello della sanità.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 169.
   Il Governo si rimette all'Aula. Chi è favorevole resti seduto; chi
  è contrario si alzi.

   (E' approvato)

   Onorevoli   colleghi,  stiamo  trattando  un  argomento   talmente
  delicato   che   credo  che  l'Aula  debba  prestarvi   particolare
  attenzione;  stiamo parlando di spostare il termine di  entrata  in
  vigore della legge di riforma della sanità da settembre a gennaio.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  quest'Aula
  si  è  determinata meno di tre mesi fa sul termine dell'entrata  in
  vigore della riforma sanitaria. Adesso nessuno vuole pretendere che
  ci   siano   argomenti  tabù,  ma  se  l'obiezione  è  quella   che
  problematiche  di  natura  amministrativa  rendono  o  renderebbero
  difficile il mantenimento del termine fissato, io mi aspetterei che
  fosse  l'Assessore  per primo a rappresentare il problema  affinché
  l'Aula si determinasse di conseguenza.
   Siccome   non  mi  risulta  che  questo  sia  avvenuto  da   parte
  dell'Assessore,  né da parte dei dirigenti, né  in  quest'Aula,  né
  nelle varie sedute della Commissione sanità, né per altro mezzo, io
  non  escludo  che si possa tornare ad esaminare ogni cosa.  Non  lo
  escludo  per  principio.  Ma ritengo che il  minimo  che  si  debba
  pretendere è che noi affrontiamo questo tema - se questo problema è
  reale - nella misura in cui viene posto da chi il problema ce l'ha,
  cioè le strutture dell'assessorato e le strutture delle aziende che
  parlerebbero per bocca dell'Assessore.
   Se  l'Assessore  per la sanità, che è il titolare  della  rubrica,
  quello   che  ha  la  competenza  e  l'onere  della  gestione,   ci
  rappresenta  problemi  di  questo genere, quest'Aula  ne  discuterà
  senza   chiusure,  ma  in  questo  momento,  semplicemente   perché
  informati o sulla base delle informazioni che ciascuno di  noi  può
  avere,  mi  sembra improprio affrontare una discussione  di  questo
  genere,  tra  l'altro,  in un disegno di legge  dal  quale  abbiamo
  espunto  una quantità di norme dichiarate inammissibili. E lo  dico
  con  riferimento  al  fatto che molte di  queste  norme  troveranno
  allocazione o, comunque, verranno discusse - come lei  ha  detto  -
  nel prossimo disegno di legge.
   Quindi,  esiste  ancora la possibilità legislativa  perché  l'Aula
  entri  nel merito qualora l'assessore per la sanità rappresenti  il
  problema.

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non  sfuggirà
  certamente all'onorevole De Benedictis l'importanza della  proposta
  dell'onorevole Formica.
   Non c'è bisogno di aspettare niente e nessuno dal momento che si è
  constatato  che  purtroppo l'appuntamento dell'1  settembre  arriva
  troppo   in  fretta  e  non  c'è  la  possibilità  di  dare  spazio
  all'impostazione di una sanità già asfittica, una  sanità  che  sta
  soffrendo  e che è in coma. Pertanto, dare il colpo di grazia  così
  mi pare una cosa abbastanza folle.
   Personalmente,  quindi,  sono d'accordo  con  l'onorevole  Formica
  perché  si  presenti un emendamento nell'immediato per spostare  di
  quattro  mesi  il  termine per l'avvio della riforma,  atteso  che,
  peraltro, siamo in piena estate e tra qualche giorno la gente se ne
  andrà in vacanza e ci ritroveremo con una serie di problemi pesanti
  che aggraveranno ancora di più questo  malato' chiamato sanità.  Al
  di là dei proclami dei giornali, delle esternazioni continue, delle
  frasi  fatte che vengono ogni giorno propinate, siamo di fronte  ad
  un tema sul quale la riflessione è d'obbligo.
   Signor  Presidente, la pregherei di verificare la  possibilità  di
  portare  all'attenzione dei colleghi questo emendamento,  di  farlo
  approvare e di rinviare all'1 gennaio del prossimo anno quella  che
  è l'impostazione complessiva della sanità.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, essendoci ancora  molti  deputati
  iscritti  a  parlare, continuando sulla scia  di  quanto  fatto  da
  questa  Assemblea  negli  ultimi giorni,  dichiaro  tale  argomento
  estraneo  alla  materia che stiamo trattando, pur rendendomi  conto
  che  l'argomento  sollevato dal collega Formica è  serio,  ma   che
  proprio per questa ragione non può essere discusso in coda  ad  una
  legge che tratta un'altra materia e, soprattutto, senza la presenza
  in   Aula   dell'assessore  al  ramo.  Ciò  ci  servirebbe   e   ci
  consentirebbe di valutare le eventuali ricadute della decisione che
  l'Aula può, in maniera assolutamente sovrana, assumere, al di là di
  quella  che  è  la  volontà dell'assessore, ma ci consentirebbe  di
  valutare le ricadute sul piano di rientro che è la cosa che più  mi
  sta a cuore in questo momento.
   L'Assemblea  continuerà  a  lavorare  fino  al  7  di  agosto   e,
  certamente,  avremo almeno un'altra occasione - e precisamente  con
  la legge numero 431 - nella quale potremo inserire questo eventuale
  articolo.  In quella sede, ovviamente, sviluppando il dibattito  in
  Commissione  bilancio  e poi in Aula, chiederemo  la  presenza  del
  Governo   e,  quindi,  con  la  presenza  del  Governo  avremo   la
  possibilità  di  avere  l'autorevole parere dell'Assessore  per  la
  sanità.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel caso  in  cui
  non  si  dovesse  arrivare  ad inserire  un  tale  emendamento,  si
  potrebbe  fare  un  articolo  unico  da  sottoporre  alla   volontà
  dell'Aula dopo un passaggio dalla Commissione sanità.

   PRESIDENTE.  Assolutamente sì. Nel caso ci fosse  l'unanimità  dei
  consensi  e  il  parere favorevole del Governo potremmo  utilizzare
  questa strada.
   Credo che possiamo chiudere l'argomento.
   Si  riprende l'esame degli ordini del giorno. Si procede all'esame
  dell'ordine  del giorno numero 170 «Iniziative a livello  nazionale
  affinché  si  svolga in Sicilia il forum per lo sviluppo  nell'area
  del Mediterraneo», a firma degli onorevoli De Benedictis, Apprendi,
  Di Guardo, Faraone e Raia.
   Gli  onorevoli  Cordaro, Greco e Mineo dichiarano  di  apporre  la
  firma  all'ordine del giorno.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine  del giorno numero 171  «Modalità  attuative
  della  concessione  degli  aiuti alle imprese  di  cui  alla  legge
  approvata  dall'Assemblea nella seduta n. 103 del  21  luglio  2009
  (ddl. numero 119 - Norme stralciate I/A)», dell'onorevole D'Asero.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   DI  MAURO,  assessore  per il bilancio e le  finanze.  Mi  rimetto
  all'Aula.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico  che  è stato presentato l'ordine del giorno  numero  167
  «Proroga  del termine assegnato alla Commissione speciale Statuto»,
  degli onorevoli Leontini, Musotto, Pogliese e Maira.
   Ne do lettura:

                        «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   in  attuazione  della  legge regionale 23  ottobre  2001,  n.  13,
  pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n.  51,
  parte  I,  del  26 ottobre 2001, è stata istituita la  'Commissione
  speciale  per  la  revisione dello Statuto regionale'  che  con  il
  presente ordine del giorno si intende interamente richiamata;

   in  data  2 luglio 2008 è stata istituita la 'Commissione speciale
  per  la revisione e l'attuazione dello Statuto della Regione' nella
  corrente XV legislatura;

   nel  corso della XIII legislatura, l'Assemblea regionale siciliana
  approvava  un  progetto di legge costituzionale di revisione  dello
  Statuto  che è stato trasmesso al Parlamento nazionale per  la  sua
  approvazione   con   la  procedura  di  cui  all'art.   138   della
  Costituzione;

   la  suddetta  proposta  di  riforma  dello  Statuto  non  è  stata
  approvata  in  via  definitiva  per  la  naturale  scadenza   della
  legislatura nazionale;

   appare  opportuno non disperdere il patrimonio di impegno profuso,
  di  partecipazione  e  di  mobilitazione delle  forze  culturali  e
  sociali,  per  la definizione della proposta di revisione  organica
  dello Statuto;

   considerato che:

   esiste l'esigenza di verificare e di rivedere alcune disposizioni,
  utilizzando  gli  spunti forniti dagli approfondimenti  maturati  a
  livello dottrinario e politico;

   il  processo  federalista  in corso  nel  Paese  richiede  che  le
  modifiche  allo  Statuto  regionale,  in  armonia  con  la  volontà
  espressa  dall'Assemblea regionale siciliana, siano al  più  presto
  esitate  per  il  Parlamento  nazionale  al  fine  di  evitare  che
  l'autonomia  speciale  venga penalizzata rispetto  a  quella  delle
  Regioni a statuto ordinario;

   la  Commissione  speciale per la revisione  e  l'attuazione  dello
  Statuto  della Regione ha seguito attentamente la presentazione  al
  Senato  della  Repubblica di alcuni disegni di  legge  di  modifica
  dello Statuto, attendendone la trasmissione all'Assemblea regionale
  siciliana per i relativi adempimenti;

   la  Commissione  speciale per la revisione  e  l'attuazione  dello
  Statuto della Regione non ha ancora ultimato, stante la complessità
  delle tematiche da trattare, l'esame di tutti i disegni di legge ad
  essa assegnati;

   il  Governo  nazionale  ha  trasmesso quattro  proposte  di  legge
  inerenti  la revisione dello Statuto e dell'ordinamento  regionali,
  che,  già  assegnati  alla  I  Commissione  legislativa  permanente
  'Affari istituzionali' dell'Assemblea regionale, necessiteranno  di
  un  opportuno  approfondimento da parte della  Commissione  per  la
  revisione  e  l'attuazione dello Statuto della Regione  per  essere
  opportunamente ritrasmessi al Parlamento nazionale con il  previsto
  parere;

   ritenuto  opportuno  ed urgente affidare alla Commissione  per  la
  revisione e l'attuazione dello Statuto della Regione l'esame  delle
  proposte  di  legge costituzionale riguardanti  la  modifica  e  la
  revisione  dello  Statuto  della Regione, nonché  altre  iniziative
  legislative  in  materia statutaria di volta in  volta  individuate
  dalla Presidenza dell'A.R.S.;

   ravvisata  l'opportunità  che  la  predetta  Commissione  speciale
  sviluppi  ulteriormente e compiutamente le summenzionate  tematiche
  istituzionali,

        invita il Presidente dell'Assemblea regionale siciliana

   a  prorogare  di  dodici mesi il termine per  la  conclusione  dei
  lavori  originariamente  assegnato  alla  Commissione  parlamentare
  speciale  per  la  revisione  e l'attuazione  dello  Statuto  della
  Regione  per  l'elaborazione  della  riforma  dello  Statuto  e  la
  definizione  da  parte  della stessa di una  proposta  organica  di
  riforma  statutaria, ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2,  dello
  Statuto   medesimo,  che  possa  essere  trasmessa  al   Parlamento
  nazionale,  previa approvazione dell'Assemblea regionale siciliana.
  La  Commissione per la revisione e l'attuazione dello Statuto della
  Regione  dovrà  altresì  opportunamente  seguire  i  lavori   delle
  Commissioni  dei due rami del Parlamento nazionale onde assicurarsi
  che  l'iter per l'approvazione della riforma statutaria,  ai  sensi
  dell'articolo  138 della Costituzione, possa essere concluso  e  la
  riforma  approvata  entro  la naturale scadenza  della  legislatura
  nazionale.  La  Commissione per la revisione e  l'attuazione  dello
  Statuto  della  Regione, inoltre, dedicherà particolare  attenzione
  alle   procedure  di  attuazione  di  alcune  norme  dello  Statuto
  medesimo, ritenute di importanza fondamentale per lo sviluppo e  la
  crescita della Regione siciliana». (167)

   Ricordo  che il termine dei dodici mesi, originariamente assegnato
  alla Commissione, è scaduto l'8 luglio scorso.
   Non sorgendo osservazioni, pongo in votazione l'ordine del giorno.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico  che, a seguito all'approvazione dell'ordine del  giorno,
  il  termine  della conclusione dei lavori è, dunque,  prorogato  di
  dodici mesi decorrenti dal 9 luglio u.s.
   Così rimane stabilito.


   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del presidente Cascio


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
                           «Norme in materia
          di aiuti alle imprese» (119 - Norme stralciate I/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno di legge numero 119 - Norme stralciate I/A  «Norme  in
  materia di aiuti alle imprese».

   DI  MAURO,  assessore  per il bilancio e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, credo che  il  lavoro  svolto  in
  questi  ultimi  due giorni sia stato un lavoro non  solo  serio  ma
  improntato   a   un   atteggiamento   di   tutti   i   parlamentari
  dell'Assemblea assolutamente propositivo.
   Abbiamo  raggiunto  un  risultato straordinario  che  consente  di
  mettere  in movimento una serie di risorse che rappresentano  circa
  il  22 per cento dei fondi comunitari e di dare un segnale concreto
  e  forte  al  mondo  delle imprese  che da tanto tempo  attendevano
  questo investimento.
   Secondo  i dati di Sviluppo Italia Sicilia noi potremmo essere  in
  condizione, ogni microimpresa, cioè le imprese fino a un massimo di
  quattro,   di   avviare  un  lavoratore  ogni  25  mila   euro   di
  finanziamento;  secondo,  invece, le imprese  medie  che  hanno  un
  finanziamento da parte della Regione siciliana, saremmo in grado di
  avviare un dipendente ogni 50 mila euro di finanziamento.
   Credo che sia un risultato straordinario, un risultato importante,
  un passo avanti verso quello che deve essere il traguardo per tutti
  noi di riscattare il Meridione.
   Proprio   perché  abbiamo  fatto  questo  passo  avanti,   ripeto,
  ringrazio tutto il Parlamento, tutte le forze politiche e chiedo un
  voto  unanime a favore di questo disegno di legge che  ritengo  sia
  merito  dell'attività,  dell'intelligenza,  del  comportamento  che
  tutti quanti abbiamo tenuto in questi giorni in riferimento proprio
  a un provvedimento che ha come destinatario il mondo delle imprese.

   MARROCCO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARROCCO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  membri   del
  Governo, ciò che l'Assemblea regionale ha portato a termine,  forse
  qualcuno  potrebbe dire con qualche giorno, è un  grande  obiettivo
  così  come  l'Assessore ha testé affermato; ciò  che  questa  legge
  metterà in moto in Sicilia risponde all'esigenza forte che il mondo
  delle  imprese - piccole, medie e grandi in Sicilia - aspettano  da
  tanto  tempo.  E l'appello che il Governo ha lanciato all'Assemblea
  di  votare  in  maniera unanime questo disegno di  legge  è  legato
  proprio  al grande obiettivo che ha questa legge di ridare  slancio
  alla iniziativa imprenditoriale siciliana e cercare di rimettere in
  moto  l'insieme di attività imprenditoriali che, proprio attraverso
  quei  tanti attesi bandi che saranno da lì a poco emananti dai vari
  assessorati, serviranno al  mondo dell'imprenditoria siciliana come
  motore propulsivo nel territorio.
   Assessore, il suo è un invito che dobbiamo raccogliere, lo dico da
  esponente  del  PDL, partito di maggioranza; è un risultato  questo
  che  tutti  dobbiamo registrare con grande entusiasmo. E mi  auguro
  che da domani - ed è quello che mi auguro anche nei confronti della
  Conferenza  dei capigruppo - questa Assemblea continui  a  lavorare
  per  questi  ultimi giorni prima delle vacanze per portare  a  casa
  anche  altri risultati importanti. Ciò che la gente di  Sicilia  ci
  chiede, infatti, e che dobbiamo fare, è proprio questo, soprattutto
  riguardo  a  temi importanti come quelli legati alla  gestione  dei
  rifiuti in Sicilia, problema che deve essere assolutamente trattato
  da questa Assemblea, da questo Parlamento regionale.
   Il  voto  non può che essere favorevole e mi auguro, a   nome  mio
  personale, che questo sia anche un voto unanime.
   Pertanto,  Assessore,  il suo invito diventa il mio personale  nei
  confronti di tutta l'Aula.


   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del presidente Cascio


   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  penso  che
  l'Aula  si possa ritenere soddisfatta del lavoro che ha svolto  nel
  suo  insieme e a cui il gruppo del Partito Democratico ha  concorso
  con lealtà e con responsabilità.
   Noi abbiamo detto di essere all'opposizione di questo Governo,  ma
  non certo all'opposizione dei siciliani. E, quindi, nella misura in
  cui  questo  disegno  di legge può servire a mettere  a  frutto  le
  risorse  comunitarie  e,  quindi, a  fare  ripartire  l'economia  e
  processi di sviluppo, noi abbiamo concorso a questo obiettivo.
   Sono  stati innumerevoli i contributi che abbiano dato in  maniera
  trasparente,  che abbiamo  potuto dare sia in sede  di  Commissione
  che  in  sede  di  Aula a questo disegno di legge e  non  ci  siamo
  sottratti   all'impegno  che  anche  una   forza   di   opposizione
  responsabile  e  costruttiva  deve  avere  -  e  l'ha  avuto  -  di
  concorrere al miglioramento di questo testo.
   Tuttavia - è questo il punto dirimente - questa legge che  abbiamo
  contribuito, per quanto possibile, a migliorare nell'interesse  dei
  siciliani  ricalca in tutto l'impianto della precedente  normativa,
  cioè la legge numero 32 del 2000, di cui è modifica, ed è lo stesso
  impianto che, non soltanto da parte nostra in tutti questi anni, ma
  anche  da  parte di quasi tutti gli analisti economici,  ma  voglio
  dire  anche dello stesso presidente Lombardo, è stato contestato  e
  per il quale ci si era prefissi una inversione di rotta che andasse
  nella   direzione  della  concentrazione  delle  risorse  e   della
  programmazione strategica, e non più nella dispersione della  spesa
  a pioggia e in mille rivoli.
   Purtroppo,  invece, l'impianto che il Governo ha   voluto  dare  a
  questa  legge,  nonostante  i  miglioramenti  che  si  sono  potuti
  apportare,  rimane quello strumento che rischia  di  essere  quella
  possibilità, ancora una volta, di disperdere a pioggia e in maniera
  spesso    assistenziale   risorse,   senza   cogliere   l'obiettivo
  dell'avanzamento  dello  sviluppo, senza  cogliere  l'obiettivo  di
  interventi strutturali capaci di modificare la struttura stessa del
  sistema.   Così   com'è  questa  legge  diventa  la   manutenzione
  dell'esistente.
   Abbiamo,  tra l'altro, sperimentato come questo non abbia  portato
  in  questi  anni  sviluppo, non abbia portato benefici,  non  abbia
  portato la Regione siciliana  fuori da quelle criticità che oggi la
  relegano  fra  le  ultime del Mezzogiorno e che il rapporto  Svimez
  fotografa in maniera impietosa.
   Quindi,  credo  che da un lato ci sia stato uno  sforzo  possibile
  all'interno  di  un'ottica, ripeto, di manutenzione dell'esistente,
  ma sia mancata quella coerenza che il Governo avrebbe dato alle sue
  stesse  parole  nel  volere dare un impianto diverso,  un  impianto
  strategico,  nel voler dare obiettivi di spesa mirati e selezionati
  e,  quindi, da questo punto di vista non si può che essere,  da  un
  lato, partecipi di questo strumento che i siciliani potranno usare,
  dall'altro  cogliere tutte le valenze di un'occasione perduta  alla
  quale non vogliamo associarci.
   Queste le ragioni della nostra astensione.

   MUSOTTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSOTTO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  credo  che  il
  risultato  del  nostro  lavoro  in  questi  giorni  sia  di  grande
  positività.  Questo è un disegno di legge che  viene  votato  e  mi
  auguro  che  anche il gruppo del PD con un melius re perpensa,  nel
  momento  in  cui  dovrà esprimere il proprio voto, ci  ripensi,  da
  Parlamento  siciliano,  quindi,  da rappresentanti  degli  elettori
  siciliani, per l'interesse della Sicilia.
   Non dobbiamo dimenticare che la programmazione, quindi la politica
  economica  della Sicilia, del Governo in prima linea, è  una  delle
  priorità   assolute   perché  occasioni  di   sviluppo,   occasioni
  soprattutto  di trovare e creare posti di lavoro si possano  creare
  con le risorse comunitarie.
   Diventando legge questo disegno di legge può finalmente essere uno
  strumento decisivo. Mi rendo conto delle perplessità dell'onorevole
  De  Benedictis,  ma non dobbiamo dimenticare che  questa  Assemblea
  avrà  un'altra occasione per migliorare i meccanismi, per agevolare
  ed accelerare la spesa.
   C'è  un disegno di legge pendente che è il numero 379, che è stato
  redatto  dall'intera  Commissione da me  presieduta  che,  malgrado
  notizie  di  stampa  infondate  e  tendenti  a  sminuire  un  ruolo
  fondamentale  ed  un  lavoro  di altissima  qualità  che  tutta  la
  Commissione  ha  realizzato,  è un disegno  di  legge  che  abbiamo
  definito  per  le leggi comunitarie, un disegno di  legge  che  può
  essere  un'altra  occasione per il Parlamento per  migliorare,  per
  qualificare ulteriormente le modalità della spesa sulle risorse che
  vengono dalla Comunità europea. Noi non dobbiamo dimenticare che  i
  fondi  ci sono, le risorse ci sono, quello che è necessario è  fare
  progetti di qualità che siano indirizzati ad obiettivi specifici.
   Ieri  si è detto che indicare in un emendamento quelli che sono  i
  princìpi  del  trattato di Barcellona sarebbe stato un  emendamento
  ultroneo; e, invece, non dobbiamo mai dimenticare che quei principi
  sono  le  linee guida che devono essere poste alla base di tutti  i
  progetti comunitari.
   Quindi, oggi, è stato fatto un grande passo avanti; ognuno ha dato
  il proprio contributo ed io ritengo che anche il PD, nel momento in
  cui  dovrà  esprimere  il  proprio  voto,  sarà  vicino  al  popolo
  siciliano, a coloro i quali vogliono realmente creare occasioni  di
  sviluppo   e   di   lavoro  nuovo.  Per  quanto   riguarda   l'MPA,
  naturalmente, il mio gruppo esprime voto favorevole anche a seguito
  delle dichiarazioni dell'assessore Di Mauro, il quale ha confermato
  la  positività  e  gli elementi costruttivi e  decisivi  di  questa
  legge.

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA. Signor Presidente, a nome del Gruppo UDC, anticipo il  voto
  favorevole  su  questo disegno di legge e lo  motivo.  Noi  abbiamo
  sostenuto  sin  dal  primo  momento  della  nostra  esclusione  dal
  Governo,   assessore  Leanza,  che  avremmo  portato   avanti   una
  opposizione  costruttiva, dinamica e non  preconcetta,  basata  sui
  contenuti dei singoli provvedimenti normativi e non sulla posizione
  acritica  di  votare  contro  per  il  piacere  di  votare  contro.
  Soprattutto,   così  come  è  avvenuto  in  questo  caso,   abbiamo
  contribuito, se è possibile, a migliorare il disegno di legge.
   Con  queste premesse, intanto, senza con questo volere entrare nei
  meccanismi  di scelta degli altri gruppi parlamentari, non  capisco
  la posizione del PD.
   Il  PD  si è speso molto anche sulle cronache dei giornali,  negli
  interventi  televisivi per dare la dimostrazione  di  quanto  fosse
  interessato, a favore delle categorie economiche ed imprenditoriali
  della Sicilia, a portare avanti questo disegno di legge.
   Alcuni  emendamenti sono stati proposti ed accettati, altri invece
  sono stati rigettati dall'Aula - e ne parlerò tra poco - e comunque
  tutti  si è contribuito a rendere migliore questo disegno di legge;
  pertanto, mi pare incomprensibile la posizione politica del PD  che
  si tira fuori con un voto di astensione.
   I  Siciliani, i cittadini di questa nostra regione, sono in  grado
  di  valutare  e  pesare  i  comportamenti  politici  di  tutti  noi
  deputati.
   Abbiamo  contribuito a migliore questo disegno  di  legge;  potrei
  farle  tanti esempi, ma ne faccio soltanto due, uno in positivo  ed
  uno in negativo come comportamento.
   Per  quanto riguarda quello positivo, abbiamo contribuito, con  un
  emendamento a firma dell'onorevole Gianni e anche mia, a  precisare
  che  anche le aziende, le imprese editoriali e televisive  operanti
  nel territorio siciliano possono partecipare alla incentivazione di
  contributi  con  un  contributo,  oggi  si  dice  de  minimis,  che
  significa di duecento mila euro.
   Siccome  gli interventi d'Aula fanno parte degli atti parlamentari
  e  servono  anche  per  la  interpretazione  della  legge,  intendo
  sottolineare con questo mio intervento che l'emendamento di cui sto
  discutendo  va  inteso  nel  senso  che  possono  partecipare  alla
  contribuzione, al finanziamento, alla incentivazione  tutte  quelle
  imprese  editoriali  e televisive  che hanno  sedi  redazionali  in
  Sicilia, cioè anche quei giornali di tiratura nazionale che,  però,
  hanno  una redazione operante in Sicilia, così come anche  le  reti
  televisive che hanno sedi redazionali in Sicilia, e naturalmente le
  redazioni e le televisioni cosiddette minori.
   Questo   era   l'intendimento  con  cui  abbiamo   votato   questo
  emendamento.
   Per  quanto  riguarda il secondo aspetto, incomprensibilmente,  da
  parte  del  Partito Democratico era stato presentato un emendamento
  soppressivo  dell'articolo che prevedeva una  riserva  del  20  per
  cento  dei finanziamenti per quelle imprese che lavoravano in  aree
  disagiate.
   Personalmente a nome del gruppo UDC ho preso la parola dicendo che
  questo  emendamento era errato, sbagliato sotto l'aspetto  politico
  ed  economico seppure avesse trovato anche il consenso del  Governo
  che  si era dichiarato a favore, e l'Aula invece  ha  mantenuto  la
  letteralità della norma così come era stata prevista.
   Dico  a questo proposito, sottolineando che sarebbe stato un grave
  errore  che  questa  politica, questa Assemblea  regionale,  questo
  Governo  avessero  criticato fortemente la mancata  erogazione  dei
  fondi FAS - che sono fondi per quelle aree regionali depresse - dal
  momento  che   non  si è preso atto che nell'ambito  delle  regioni
  depresse   esistono   altre   zone  più   depresse   e   il   senso
  dell'emendamento  era  proprio  quello  di  tutelare  queste   zone
  depresse all'interno dell'area regionale depressa, per cui bene  ha
  fatto l'Aula a mantenere la normativa così come era stata proposta.
   Un'ultima   cosa:   stamattina  mi  sono  meravigliato   per   una
  dichiarazione del collega ed amico Musotto che sulle  cronache  dei
  giornali  ha  rivendicato questa legge come una legge  del  governo
  Lombardo.
   Mi è sembrata, quanto meno, una imprecisione ed una appropriazione
  indebita di natura politica, perché?
   Ringrazio  il  collega Musotto che oggi, nel  suo  intervento,  ha
  corretto il tiro.
   Questa  è una legge di cui bisogna dare la paternità, il merito  e
  l'onore  soprattutto a questa Assemblea regionale che, nel  momento
  in  cui  ha trovato gli argomenti per incontrarsi su questo disegno
  di  legge,  in  poco  più  di  ventiquattro  ore,  ha  esaminato  e
  deliberato il disegno di legge.
   E'  una   medaglietta' che deve prendersi questa  Assemblea  e  il
  riconoscimento  che  deve andare a tutti  i  Gruppi  e  a  tutti  i
  deputati  che  hanno partecipato all'esame di questa  legge,  hanno
  migliorato  il testo e stanno per votarlo positivamente  così  come
  l'UDC, attraverso il mio intervento, dichiara di fare.

   GIANNI.   Diamo   atto   di  tutto  ciò   al   nostro   Presidente
  dell'Assemblea.

   MAIRA. Ma lui è il nostro Presidente, ci mancherebbe altro

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, che  la  legge
  sia stata approvata per un atteggiamento responsabile e costruttivo
  di tutto il Parlamento non ci sono dubbi. Ma questa legge non è una
  legge  qualificante. Innanzitutto perché andava  approvata  qualche
  anno  fa.  E poi perché ripercorre lo schema della legge numero  32
  del  2000.  Gli  appelli del presidente Lombardo, gli  appelli  del
  professore   Leonardi,   gli   appelli   dell'Associazione    degli
  industriali  sono  caduti nel vuoto. In Sicilia  non  c'è  solo  il
  problema  di quanto spendere, ma di come spendere. C'è un  problema
  di   qualità   della   spesa  e,  in  barba  al   principio   della
  concentrazione  che  ci  viene suggerito dall'Unione  europea,  noi
  abbiamo  ripreso le vecchie abitudini di una spesa che si  disperde
  in mille rivoli.
   Noi   abbiamo  dato  il  nostro  contributo  perché  è  necessario
  rispondere  alle  attese degli artigiani, dei  commercianti,  degli
  imprenditori siciliani, ma avremmo potuto fare di più. Si tratta di
  un'occasione mancata e, pertanto, non c'è stata la svolta sul piano
  della qualità della legislazione.
     Il  nostro  voto  di  astensione non è un  voto  di  distinzione
  rispetto  al  Governo. Il capogruppo dell'UDC lo ha detto,  noi  ci
  distinguiamo  rispetto  ad  una legge  che  volevamo  migliore.  Il
  professore Leonardi  ha detto che le misure non dovevano essere più
  di  quaranta,  noi supereremo di nuovo le duecento. Ma  voi  sapete
  meglio  di  me  che  il programma comunitario 2000/2006  è  fallito
  proprio  su questo punto. Se la nostra Regione non ha avuto ritorno
  in  termini  di occupazione produttiva e di sviluppo è stato  anche
  perchè  le misure in maggiore ritardo sono le misure che riguardano
  le caratteristiche del territorio siciliano.
   C'è  un  problema di spesa, ma c'è anche un problema di legiferare
  in ordine a quelle leggi che possono incidere maggiormente.
   In questo caso non ci sentiamo di esprimere un giudizio totalmente
  negativo, ma ci asteniamo proprio perché si poteva fare di più.

   LUPO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la parola  per
  sottolineare  quanto  già  detto  dall'onorevole  De  Benedictis  e
  dall'onorevole Barbagallo che mi hanno preceduto sul fatto  che  il
  Partito  Democratico si astiene perché ritiene che  il  disegno  di
  legge che stiamo per  votare contiene gli stessi limiti, gli stessi
  rischi  della legge numero 32 del 2000 che purtroppo ha portato  ad
  una  attuazione  non  sufficientemente  adeguata  della  cosiddetta
   Agenda  2000', con la polverizzazione, le dispersioni di cui  pure
  in  quest'Aula  si è dibattuto nelle sedute precedenti,  anche  nel
  dicembre  scorso, e come più volte ha fatto rilevare la  Corte  dei
  Conti,  quindi  provvedimenti di spesa  che  alla  fine  non  hanno
  aiutato  davvero, come avrebbero potuto,  lo sviluppo della  nostra
  Regione nel periodo 2000-2006.
   Desidero sottolineare anche la gravità del fatto che questa  legge
  viene  approvata a luglio del 2009 con oltre due anni  e  mezzo  di
  ritardo.  Questa  è  una legge che il Parlamento siciliano  avrebbe
  dovuto  approvare nell'ottobre del 2006 per consentire una corretta
  programmazione  dei fondi comunitari 2007-2013 già  a  partire  dal
  2007.   Questo  ci  ha  indotto  a  non  fare,  evidentemente,   un
  ostruzionismo  distruttivo. Ci ha indotto  ad  tenere  in  Aula  un
  comportamento   serio,   responsabile  per   quanto   riguarda   la
  presentazione  di emendamenti mirati a migliorare il  merito  della
  legge  proprio  perché riteniamo estremamente urgente  sbloccare  i
  fondi  comunitari del ciclo comunitario 2007-2013, dato  che  siamo
  molto  preoccupati  che la mancata utilizzazione  dei  fondi  possa
  comportare  per  la nostra Sicilia addirittura una perdita  pari  a
  trecentosessantamilioni  di euro - è quello  che  avverrà   se  non
  saranno correttamente utilizzati nel corso dell'anno 2009 - e  pari
  ad   ulteriori  novecento   milioni di euro  di  perdita  di  fondi
  comunitari  se  non  ci  avviamo  immediatamente  ad  una  corretta
  programmazione ed utilizzazione dei fondi del ciclo 2007-2013.
      Per  questo  noi  esprimiamo  un  voto  di  astensione.  Voglio
  sottolineare  una cosa che ritengo estremamente importante:  questa
  legge  non  s'inserisce  in  un quadro  chiaro  di  sviluppo  della
  Sicilia.  In  quest'Aula il Presidente della Regione è  intervenuto
  qualche  settimana  fa per informare sulla soluzione,  almeno  tale
  pareva, vedremo se è vero, della crisi del Governo regionale ed  ha
  fatto  una critica - che, ormai, siamo abituati a sentire - ad  una
  gestione  precedente  del  Governo  della  Sicilia,  enumerando   i
  cosiddetti     mali   o   problemi   della   Sicilia,   contestando
  l'utilizzazione dei fondi comunitari di Agenda 2000-2006, così come
  più  volte ha fatto. Pur non di meno, in tutte le sue critiche  non
  ho  colto minimamente qual è l'idea di sviluppo, qual è il progetto
  di  sviluppo,  ed  il  piano di sviluppo che  il  Presidente  della
  Regione  ha  in  mente  per la Sicilia. Non si  capisce   Solo  una
  critica  a  quanto  di fatto lui ha contribuito a realizzare  negli
  anni  scorsi,  essendo  stato,  comunque,  parte  importante  della
  maggioranza che ha governato la Sicilia già a partire  dal  2001  e
  anche prima.
   Noi  abbiamo  bisogno  anche  di proposte.  Questa  legge,  questo
  intervento, questa utilizzazione di fondi comunitari avrebbe dovuto
  iscriversi  in una complessiva e seria strategia di sviluppo  della
  Sicilia,  che  avrebbe dovuto tenere conto, quindi,  anche  di  una
  corretta  utilizzazione dei fondi unitari che non può fare  a  meno
  dei  fondi  per le aree sottoutilizzate. Questo è ancora il  grande
  mistero.
   Noi  ci  chiediamo  come  sarà  possibile  cofinanziare  la  spesa
  comunitaria se la Regione siciliana non dispone di adeguate risorse
  proprie, se ancora non sappiamo, dopo il famoso incontro di Palazzo
  Grazioli,  di  cui  abbiamo  appreso dalla  stampa,   se  e  quando
  arriveranno i fondi per le aree sottoutilizzate, i quattro miliardi
  e  novantatre  milioni che per legge toccano alla  Sicilia  per  lo
  sviluppo  infrastrutturale, per lo sviluppo vero, per  lo  sviluppo
  strutturale, per la crescita economica programmata.
   Noi  non  abbiamo  più  bisogno di tante  piccole  cattedrali  nel
  deserto anche se questa legge che ci accingiamo ad approvare  forse
  potrebbe  realizzarle. Credo che la Sicilia  abbia  bisogno  di  un
  piano  complessivo, di una vera strategia di sviluppo  economico  e
  sociale  che  ancora il Governo Lombardo non è stato  in  grado  di
  annunciare neanche timidamente.
   Concludo  con un richiamo, se è possibile, e un invito al Governo,
  al  Parlamento,  a  lei,  signor  Presidente,  a  porre  la  dovuta
  attenzione  al  Documento di Programmazione  Economico-Finanziaria.
  Siamo  al 21 luglio 2009, sappiamo che la Regione ha ancora qualche
  giorno di tempo per potere approvare il Documento di Programmazione
  Economico-Finanziaria. Credo che sia estremamente importante  poter
  conoscere, come Parlamento siciliano, il DPEF prima della  chiusura
  estiva, quindi prima del 7 agosto.
   Non  penso che, vista la condizione di crisi economica in  cui  si
  trova la Sicilia, ci possiamo consentire di andare in vacanza senza
  conoscere il DPEF che il Governo intende realizzare per i  prossimi
  anni.

   ODDO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo  dimenticato
  come  questo  testo sia arrivato in Aula  Abbiamo dimenticato  come
  realmente  il  Governo si sia preoccupato di  strutturare  bene  un
  disegno di legge che riguarda un argomento così importante.
   Questa legge rappresenta una occasione irripetibile; infatti,  non
  so  se  nel  prossimo quinquennio, fino al 2013,  la  Sicilia  sarà
  ancora nell'obiettivo 1. Tutto da vedere per quanto concerne  anche
  le novità rispetto all'Unione europea.
   E'  importante oggi ricordare non solo la sottovalutazione, ma  il
  caos che è regnato all'interno del centro destra siciliano.
   E'  inutile che ci giriamo attorno. Quel caos ha comportato  anche
  una   sottovalutazione  per  quanto  concerne  l'inizio   dell'iter
  legislativo di questo testo.
   Nel  corso  di una seduta da me presieduta, ricordo che c'è  stato
  uno sbarramento di fuoco al momento di incardinare il testo stesso.
   Ciò   indicava  che all'interno della maggioranza  del  precedente
  Governo  e non dell'attuale si registrava una situazione difficile.
  Questi  passaggi  hanno influito in maniera  rilevante  per  quanto
  concerne  la  qualità del testo e il modo come questo testo  doveva
  essere   funzionale rispetto all'applicazione dei POR.
   Speriamo  che non accada quello che è accaduto in occasione  della
  legge  numero  32 del 2000 per la quale fino ad un certo punto  c'è
  stato  un lavoro fatto bene che poi, però, siamo stati costretti  a
  modificare molte volte.
   Una  forza  responsabile fa quello che abbiamo fatto in tanti,  ma
  soprattutto   il   Partito   democratico.   Bisogna   discutere   e
  approfondire quella che è la norma, una norma nata male. Un disegno
  di legge nato male e con una disattenzione inconcepibile.
   Ieri  sera siamo stati decisivi, determinanti anche per il  lavoro
  d'Aula. Alcuni colleghi - lo dico anche rispettando le scelte ed il
  pensiero  di  altri  colleghi - avevano deciso di  far  saltare  la
  seduta  di ieri sera. Noi, invece, siamo stati qui a votare  quando
  c'era da verificare il numero legale perché riteniamo che comunque,
  anche  se  quel testo doveva essere più snello e più funzionale,  è
  comunque  un  testo  che permette di fare quello  che  i  cittadini
  siciliani  si  aspettano: i  bandi nel rispetto  delle  indicazioni
  delle  norme che abbiamo approvato. Una gestione attenta fa  sempre
  più sistema.
   Gli  onorevoli  De Benedictis e Barbagallo hanno esortato  a  fare
  tesoro    di    quello   che   è   accaduto   con   Agenda    2000:
  cinquantaquattromila   azioni,  pochissima   ricaduta,   bassissimo
  moltiplicatore,  come ha rilevato non solo la Corte  dei  Conti  ma
  anche  la Banca d'Italia, cioè coloro  che hanno guardato a  quella
  spesa con interesse.
   La nostra non vuole essere una raccomandazione, pur tuttavia anche
  il  voto  di oggi e la decisione di astenerci è comunque un segnale
  nei   confronti  del  Governo  affinché  si  possano,  perché   no,
  ottimizzare  alcuni  aspetti  nella  gestione,  nell'attuazione  di
  questa  legge.  Noi speriamo che questo venga fatto, nell'interesse
  di  ciò  che  può rappresentare domani per la Sicilia,  utilizzando
  bene  quelli  che   sono i 14,8 miliardi di euro che  rappresentano
  un'irripetibile occasione.
   E'   inutile  richiamare  che  altri  hanno  innescato  meccanismi
  virtuosi  di sviluppo complessivo, mentre noi siamo stati  bocciati
  per  quanto  concerne Agenda 2000,  siamo ripetenti.  Speriamo,  da
  questo  punto  di vista, di dimostrare da ripetenti  di  essere  in
  grado, invece, di eccellere.

   SAVONA,  presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA, presidente della Commissione. Signor Presidente, onorevoli
  colleghi, desidero prevalentemente ringraziare i funzionari che  ci
  hanno  dato  la  possibilità di mettere in piedi un testo  che  non
  c'era, un testo voluto dalla Commissione Bilancio, di concerto  con
  l'Assessore   Cimino.   Abbiamo  di  volta  in   volta,   dopo   la
  finanziaria,  estrapolato  tutto quello  che  serviva  affinché  si
  potesse creare questo disegno di legge.
   Grazie  all'aiuto dei funzionari, della dottoressa Giudice che  ci
  ha seguito costantemente, del Servizio Bilancio, degli Uffici della
  Commissione  Bilancio, abbiamo avuto la possibilità di redigere  un
  testo che è più asettico della politica, in senso lato, cercando di
  mettere  assieme i suggerimenti di tutti i direttori in un  momento
  in  cui  stavano  per cambiare i direttori: ci siamo  ritrovati  ad
  avere  direttori  vecchi e direttori nuovi, gente  che  ancora  non
  conosceva perfettamente la materia che dovevano trattare; assessori
  nuovi ed assessori vecchi.
   Quindi,  pur in un momento di grande confusione  siamo riusciti  a
  portare  avanti questa iniziativa legislativa. E ringrazio tutti  i
  componenti della Commissione, sia di destra che di sinistra, che in
  maniera  consapevole  e  con estrema onestà  hanno  dato  una  mano
  affinché si potesse concludere l'esame di questo disegno di legge.
   Il mio ringraziamento è rivolto anche al Presidente dell'Assemblea
  che  ha  dato  la possibilità alla Commissione di continuare  nella
  scia  che  aveva intrapreso e ciò stralciando dalla finanziaria  la
  parte  che ha finito per  costituire il testo del disegno di  legge
  numero119  e  di  varare  oggi  lo  stesso  disegno  di  legge  che
  diversamente non avremmo potuto portare in Aula.
   Dico  grazie per essere riusciti a creare uno strumento che ci  dà
  la  possibilità di spendere in maniera razionale i fondi comunitari
  e, perché no, cercare di dare una mano alla Sicilia che si trova in
  difficoltà.

   DI  MAURO,  assessore  per il bilancio e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, qualche breve considerazione.
   Ho  ascoltato  con attenzione gli interventi e ho molto apprezzato
  la  linea  conducente degli stessi; infatti, come avevo  annunciato
  nel  mio  primo breve intervento, tutte le attività dell'Aula  sono
  state improntate alla massima collaborazione.
   E  credo  che  in  questo momento abbiamo fatto,   tutto  sommato,
  nonostante  qualche perplessità che ci può essere, come sempre  per
  un disegno di legge così importante,  il massimo possibile.
   Abbiamo  fatto  il massimo soprattutto rispetto alla disponibilità
  dei  fondi  in favore delle imprese. Abbiamo ridotto al minimo  gli
  articoli,  i  sessantadue articoli che costituiscono  questa  legge
  sono  un  numero  di gran lunga inferiore  a duecento  che  era  il
  numero degli articoli che componevano la legge 32 del 2000.
   Prendo  atto dell'annuncio del voto favorevole dell'UDC e  rivolgo
  nuovamente un invito pressante al Partito Democratico, il  quale  -
  come  più  volte  è  stato detto nel corso degli  interventi  -  ha
  lavorato seriamente dando un contributo fattivo cogli interventi  e
  anche,  come ha detto l'onorevole Oddo,  con la presenza  in  Aula,
  assicurando   in  alcuni  momenti  anche  il  numero   legale.   Ma
  lasciatemi  rivolgere  un forte ringraziamento al presidente Cascio
  che  è  stato sempre presente in Aula per seguire con attenzione  i
  lavori;  in  questi due giorni non si è staccato  un  attimo  dalla
  sedia,  ha  consapevolmente  preso  in  considerazione  tutti   gli
  emendamenti  agli  articoli, ha disposto l'inammissibilità  di  una
  serie  di  provvedimenti,  alcuni dei  quali,  lo  dico  con  molta
  franchezza,  nonostante non avessero un impegno di spesa,  pur  non
  attenendosi al testo del disegno di legge, considero meritevoli  di
  essere  inseriti  e vagliati nel disegno di legge  che,  di  qui  a
  breve,  esamineremo e che sarà relativo allo  sviluppo' ed  invito,
  pertanto, tutta l'Assemblea a votarlo favorevolmente.

   D'ASERO,   vicepresidente della Commissione e relatore. Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà, per pochi secondi.

   D'ASERO,   vicepresidente  della Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, brevissimamente  voglio  dire  che
  sicuramente  questa legge tanto attesa veniva vista e  viene  vista
  come lo strumento reale per l'utilizzazione dei fondi comunitari.
   Io  dico  che  al  31  dicembre 2009 sarà  passato  già  un  primo
  triennio  e   sicuramente  il Parlamento  ha  dimostrato  senso  di
  responsabilità consentendo di concludere l'iter di  questo  disegno
  di legge con la sua approvazione.
   Io  mi  permetto di fare ora, a nome di chi si riconosce in questo
  mio  intervento,  un invito al Governo perché,  ahimè,  già  questo
  nuovo  Governo,  insediatosi nell'aprile 2008, ha  avuto  un  lungo
  periodo   in   cui   la  fase  della  programmazione   e,   quindi,
  dell'utilizzo  reale  dei fondi comunitari,  passa  dai  bandi  dei
  singoli rami dell'Amministrazione.
   Questa  è  una grande necessità, un grande impegno ed  il  Governo
  deve   dimostrare   un  grande  senso  di  responsabilità    perché
  diversamente,  al  31 dicembre 2009, noi entreremo  nel  cosiddetto
  disimpegno automatico delle risorse e, quindi, dell'utilizzo  delle
  risorse  comunitarie 2007-2013 e   rischieremmo  di  entrare  nella
  cosiddetta fase della penalità, mentre altre regioni dell'obiettivo
  1 rientreranno nella cosiddetta area di premialità.
   Quindi,  un  invito  in questo senso perché non  si  perda  tempo,
  affinché i rami dell'Amministrazione procedano speditamente  con  i
  bandi con le singole iniziative.
   Questo  è  l'auspicio affinché si passi concretamente all'utilizzo
  dei fondi comunitari.

   PRESIDENTE. Si procede alla votazione finale per scrutinio  palese
  nominale  del  disegno  di legge «Norme in materia  di  aiuti  alle
  imprese» (119 - Norme stralciate I/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano   sì:   Adamo,  Arena,  Aricò,  Beninati,  Bonomo,   Bosco,
  Bufardeci,  Campagna, Caputo, Cascio Francesco,  Cascio  Salvatore,
  Cimino,  Colianni, Cordaro, Corona, Currenti, D'Agostino, D'Antoni,
  D'Asero,  Di  Mauro, Federico, Formica, Gennuso,  Gentile,  Gianni,
  Greco,  Incardona,  Leanza Nicola, Lentini,  Leontini,  Limoli,  Lo
  Giudice,  Maira,  Mancuso,  Marinese,  Marrocco,  Minardo,   Mineo,
  Musotto,  Nicotra,  Pogliese, Ragusa, Romano,  Ruggirello,  Savona,
  Scilla, Scoma, Torregrossa, Vinciullo, Vitrano.

   Si  astengono:  Apprendi,  Cristaudo, De  Benedictis,  Di  Guardo,
  Donegani,  Faraone,  Ferrara, Galvagno, Gucciardi,  Laccoto,  Lupo,
  Marziano, Oddo, Panarello, Rinaldi, Termine.

   Sono  in congedo: Ammatuna, Buzzanca, Caronia, Cracolici, De Luca,
  Di Benedetto, Digiacomo, Fagone, Falcone e Marinello.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  66
   Maggioranza         34
   Favorevoli          50
   Astenuti            16

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  martedì,  28  luglio
  2009, alle ore 16.30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del presidente Cascio


   I  - Comunicazioni.

       II  -  Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze  della
  rubrica  Territorio e Ambiente'.

                   La seduta è tolta alle ore 14.25

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      Dott.ssa Iolanda Caroselli