Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del presidente Cascio
GENNUSO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli:
Vinciullo, Greco, Di Benedetto, Marinello, Digiacomo, Ammatuna e
Fagone per oggi, 21 luglio 2009;
l'onorevole Caronia, per i giorni 21 e 22 luglio 2009.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno
di legge:
«Norme in materia di valorizzazione agricola» (445)
dall'onorevole Marrocco in data 20 luglio 2009.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Campagna e Gianni, in data
20 luglio 2009, hanno chiesto di apporre la propria firma al
disegno di legge numero 76 «Nuove disposizioni in materia di
riconoscimento e mantenimento della parità scolastica».
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di assegnazione di proposte di legge costituzionale
alla competente Commissione legislativa
PRESIDENTE. Comunico che le proposte di legge costituzionale
numero A.S. 41, A.S. 965, A.S. 1410 e A.S. 1597 di iniziativa
parlamentare, concernenti modifiche dello Statuto della Regione,
trasmesse dal Ministro per i rapporti con le Regioni, sono state
assegnate alla Commissione legislativa permanente Affari
istituzionali' (I).
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del presidente Cascio
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Lettura,
ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d) e 153 del
Regolamento interno, della mozione numero 141 «Immediata
riattivazione del servizio di emergenza 118 in alcuni comuni e
frazioni della provincia di Palermo», degli onorevoli Aricò
Alessandro, Pogliese Salvatore, Falcone Marco, Marrocco Livio,
Vinciullo Vincenzo.
Avverto che la determinazione della data di discussione della
mozione sopra citata, integralmente riportata nell'ordine del
giorno della presente seduta, è demandata, secondo consuetudine
parlamentare, alla Conferenza dei presidenti dei Gruppi
parlamentari.
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del presidente Cascio
Sull'ordine dei lavori
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, può essere utile
accertare quello che è stato stabilito dalla Conferenza dei
capigruppo nel corso della sospensione. Mi giunge notizia che la
Conferenza dei capigruppo, presente il Governo, in linea di
massima abbia approvato un calendario che prevede l'esame di due
disegni di legge, il primo sullo sviluppo, il secondo sugli ATO
rifiuti.
Per quanto riguarda quest'ultimo disegno di legge sugli ATO
rifiuti, naturalmente parlo nella qualità di presidente della
commissione legislativa competente, se si tratta del disegno di
legge che giace da mesi in commissione bilancio, sullo stesso non
c'è assolutamente nessun problema; se si tratta invece del nuovo
disegno di legge, di cui oggi leggiamo sui giornali e che il
Governo ha varato nella giornata di ieri nella riunione della
Giunta, ritengo che debba seguire l'iter legislativo con
l'assegnazione alla commissione di merito. Mi sembra invece che in
Conferenza dei capigruppo sia stata data un'altra indicazione, nel
senso cioè che l'assegnazione viene fatta direttamente alla
Commissione bilancio.
La qualcosa mi sembra quanto meno impropria in quanto un disegno
di legge assolutamente non può non seguire l'iter che è previsto
sia dal Regolamento sia dalla legge.
PRESIDENTE. Per quanto mi concerne, essendo stato presente alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, posso dirle che
il Presidente Cascio ha proposto - nell'eventualità di una nuova
impostazione del Governo, come si evince da notizie di stampa - una
pausa di riflessione sul disegno che riguarda gli ATO rifiuti,
rinviandone la trattazione a un momento successivo, seguendo
l'iter previsto dal Regolamento parlamentare.
Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.
Presidenza del Presidente Cascio
(La seduta, sospesa alle ore 11.48, è ripresa alle 12.23)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del presidente Cascio
Seguito della discussione del disegno di legge numero 119 - Norme
stralciate I/A
«Norme in materia di aiuti alle imprese»
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
numero 119 - Norme stralciate I/A «Norme in materia di aiuti alle
imprese».
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Ricordo che la discussione del disegno di legge era stata sospesa
nella seduta precedente dopo l'approvazione dell'articolo 61.
Informo che la Presidenza, supportata dagli Uffici, ha provveduto
ad un esame preliminare degli emendamenti ancora in itinere,
ritenendo di dichiarare inammissibili, secondo il criterio
generale, tutti gli emendamenti che necessitano di copertura
finanziaria o che sono estranei alla materia.
Si passa all'esame degli emendamenti aggiuntivi della rubrica
Presidenza.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dall'onorevole Faraone: A35;
dagli onorevoli Caputo, Pogliese, Mancuso, Leontini, Faraone, Dina
e Maira: A30;
dagli onorevoli Laccoto e Picciolo: A8;
dagli onorevoli Falcone, Vinciullo, Marrocco, Aricò, Currenti,
Scilla e Caputo: A54, A57;
dall'onorevole Caputo: A26; A29; A24 e A28 (identici);
dagli onorevoli Caputo, Limoli, D'Asero, Dina, Pogliese e Oddo:
A30.1;
dagli onorevoli Gianni, Forzese, Cordaro e Ardizzone: A87;
dagli onorevoli Gianni, Ardizzone e Antinoro: A88;
dagli onorevoli Gianni, Forzese, Cascio Salvatore e Antinoro: A93;
dall'onorevole Leontini: A94;
dall'onorevole Cracolici: A60.
L'emendamento A60 è superato.
Si passa all'emendamento A35. Ne do lettura:
«Dopo l'articolo 51 è aggiunto il seguente articolo:
Articolo 51 bis
1. Tutti gli interventi previsti dalla presente legge che abbiano
soggetti beneficiari enti locali ed enti pubblici sono sottoposti
all'Istituto dell'Accordo di programma e dei progetti integrati ai
fini della operatività degli obiettivi specifici 2.1,2.3,3.1, 3.2,
3.3, 4.2, 5.1, 6.1 e 6.2 ».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti A30, A8, A54, A26, A57, A29, A24, A28, A30.1, A87,
A88, A93 e A94 sono dichiarati inammissibili.
Si passa all'esame degli emendamenti aggiuntivi della rubrica
Agricoltura.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dagli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi e Marinello: A73;
dagli onorevoli Falcone, Vinciullo, Marrocco, Aricò, Currenti,
Scilla e Caputo: A58, A56, A55;
dall'onorevole Caputo: A23.
Gli emendamenti A73 e A58 sono dichiarati inammissibili.
Si passa all'emendamento A56. Ne do lettura:
«Aggiungere il seguente articolo:
Art .
1. Per il deposito di carburanti utilizzati a fini agricoli trova
applicazione l'art. 14, commi 13 bis e 13 ter del decreto
legislativo 29 marzo 2004, n. 99 e successive modifiche ed
integrazioni ».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento A55 è inammissibile perché manca la copertura
finanziaria.
L'emendamento A23 è inammissibile perché comporta spesa.
Si passa alla rubrica Beni culturali.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Minardo, D'Agostino, Gennuso, Leontini,
Vinciullo, D'Antoni e Arena: A40;
- dagli onorevoli Minardo, Leontini, Gennuso, D'Agostino e
D'Antoni: A39;
- dagli onorevoli Faraone, Raia, Di Giacomo, Marinello: A 44;
- dagli onorevoli Lentini ed altri: A83;
- dagli onorevoli D'Antoni, Arena e Federico: A84 e subemendamento
A84.1;
- dagli onorevoli Apprendi e Cracolici: A86.
Gli emendamenti A40, A39, A44, A83, A84 (e A84.1) e A86 sono
dichiarati inammissibili.
Si passa alla rubrica Cooperazione.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dal Governo: A14.1 (seconda parte); A68; A65;
- dagli onorevoli Oddo, Apprendi, Cracolici e Marinello: A72; A75;
A76; A74;
- dall'onorevole Beninati: A1;
- dall'onorevole Caputo: A22; A21; A70;
- dagli onorevoli Maira e Ragusa: A3;
- dall'onorevole D'Agostino: 4.1 (seconda parte);
- dall'onorevole Caputo: A20; A25;
- dagli onorevoli Caputo e D'Asero: A19;
- dagli onorevoli Caputo, Oddo, D'Asero e Apprendi: A31, A27;
- dagli onorevoli Corona e Caputo: A42;
- dagli onorevoli Maira, Gianni, Antinoro e Ardizzone: A91;
- dagli onorevoli Apprendi, Oddo, De Benedictis ed altri: A104.
Si passa all'emendamento 14.1(II parte), del Governo. Ne do
lettura:
«2. L'articolo 55 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 è
così modificato:
a) Al comma l, dopo le parole "de minimis" sono aggiunte le
parole: "alle condizioni e limiti previsti dalla disciplina
comunitaria";
b) al comma 2, lettera a) dopo le parole "formazione di scorte"
sono aggiunte le parole "e per le altre destinazioni che potranno
essere individuate in adeguamento alla legge 25 luglio 1952,
n. 949 ovvero dalla Regione con propri provvedimenti";
c) la lettera c) del comma 2 è sostituita dalla seguente:
"c) il riconoscimento di un contributo in conto capitale pari al
15% del valore dell'investimento alle imprese che effettuano le
operazioni ai sensi della legge 25 luglio 1952, n. 949";
d) dopo il comma 2 sono inseriti i commi 2 bis e 2 ter:
"2 bis. L'Assessore regionale della cooperazione, del commercio,
dell'artigianato e della pesca stabilisce, con proprio decreto, le
modalità per la concessione delle agevolazioni e delle spese
ammissibili.
2 ter. Le disposizioni relative, contenenti anche l'indicazione
degli organi preposti a deliberare, agli interventi agevolativi
previsti dalle leggi 949/1952 - credito agevolato, 240/1981 -
leasing agevolato -, 1068/1964 - fondo di garanzia -, sono emanate
con proprio decreto dall'Assessore regionale della cooperazione,
del commercio, dell'artigianato e della pesca, su proposta del
comitato tecnico regionale istituito presso Artigiancassa».
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento A68,del Governo è inammissibile perché estraneo alla
materia.
L'emendamento A65, del Governo, è inammissibile perché comporta
oneri.
Gli emendamenti A75 e A76 sono inammissibili.
L'emendamento A74 è inammissibile perché comporta spesa.
Si passa all'emendamento A72. Ne do lettura:
«Aggiungere il seguente articolo:
Art
All'articolo 56 della legge regionale n. 17 del 28 dicembre 2004,
al comma 9 è aggiunto il seguente periodo: I soggetti di cui al
presente comma possono aderire al distretto anche successivamente
all'approvazione del patto di cui al comma 3 ».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti A1 e A70 sono inammissibili perché comportano
oneri e perché in contrasto con la normativa comunitaria.
CORDARO. E' in contrasto con la normativa comunitaria?
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, ho già fatto una valutazione
comparata con gli uffici dell'Assemblea e del Governo.
L'emendamento A22 è superato perché non abbiamo trattato la
materia che riguarda il comparto della pesca.
L'emendamento A21 è inammissibile perché comporta spesa.
Gli emendamenti A3, A19 e A20 sono inammissibili perché estranei
alla materia.
Gli emendamenti A91, A104, A31, A27 e A25 sono inammissibili.
L'emendamento A42 è inammissibile perché estraneo alla materia e
perché privo di firma.
Comunico che sono stati presentati fuori sacco' gli emendamenti
A91 e A96.
Gli stessi sono inammissibili perché comportano spesa.
APPRENDI. Signor Presidente, desidero sapere perché ha dichiarato
inammissibile l'emendamento A86.
PRESIDENTE. Sì, è inammissibile per estraneità alla materia.
APPRENDI. Ma non costituisce spesa, signor Presidente
PRESIDENTE. Onorevole Apprendi, possiamo collegarlo alla legge
sullo sviluppo che sarà all'esame della Commissione Bilancio' già
oggi pomeriggio.
Si passa alla rubrica Famiglia.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Scoma e Savona: A47;
- dall'onorevole Cracolici: A61;
- dall'onorevole Gianni: A17.
L'emendamento A47 è inammissibile perché comporta oneri.
L'emendamento A61 è inammissibile perché estraneo al testo.
L'emendamento A17 è inammissibile perché estraneo al testo e
perché comporta spesa.
L'emendamento fuori sacco' A81 è inammissibile.
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del presidente Cascio
Sull'ordine dei lavori
PANEPINTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, mi perdoni se insisto, ma
l'emendamento A81 è pertinente alla materia, non comporta spese e
permette a questa Agenzia di sviluppo locale di collegarsi ai
diversi assi del POR , in modo particolare all'Asse 3 e all'Asse
6. Ritengo, infine, che ci siano tutte le condizioni per
l'ammissibilità e, pertanto, chiedo che il Segretario generale
riconsideri l'emendamento A81 perché - ripeto - non comporta spesa
e rientra perfettamente in quelle che sono le linee guida del POR.
Ci sono tutte le condizioni per l'ammissibilità.
PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, prima di fare questa
dichiarazione di inammissibilità è stato fatto uno studio da parte
degli uffici dell'Assemblea con il contributo ed il conforto degli
uffici del Governo; non è stata presa una decisione né politica,
né superficiale. Pur non di meno, se ci sono dubbi, chiedo agli
uffici di procedere, nel frattempo, ad un approfondimento di questo
emendamento. Tenga peraltro presente, onorevole Panepinto, così
come ho già detto ad altri colleghi, che esiste la possibilità di
inserire tale fattispecie in un disegno di legge che oggi è
all'ordine del giorno della riunione della Commissione Bilancio',
mi riferisco al testo di legge sullo sviluppo, il numero 431, cui
si possono collegare tutte quelle norme che non comportano spesa e
che creano condizioni di sviluppo.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome non
risulta che anche gli umani siano infallibili, consiglierei, quanto
meno, di proseguire con una minore accelerazione dei lavori, la
qualcosa infatti ci può consentire di accorgerci in tempo di
eventuali errori che si dovessero compiere nella dichiarazione di
inammissibilità.
Il caso che ha sollevato l'onorevole Panepinto è palmare; non vi
è dubbio infatti che quella norma agevoli la spesa esattamente
delle materie che stiamo trattando e, quindi, è perfettamente
coerente e funzionale all'obiettivo del testo di legge.
Penso che di errori ne facciamo normalmente; se possiamo evitarli
semplicemente non correndo, forse riusciamo a non accorgercene alla
fine.
PRESIDENTE. Onorevole De Benedictis, piuttosto che accogliere
l'invito a correre di meno, accolgo l'invito ad andare un po' più
piano. Va bene così? Rallentiamo i lavori leggermente.
Mentre lei parlava ho ripreso l'emendamento A 81 di cui abbiamo
parlato, onorevole Panepinto.
Lo leggo: Le agenzie di sviluppo locale operanti in Sicilia,
costituite ai sensi del decreto del Ministero del tesoro numero 320
del 31 luglio 2000, nonché della deliberazione CIPE del 21 marzo
1997, possono trasformarsi in consorzi di comuni quali soggetti
promotori di strategie di sviluppo locale .
Intanto, non credo che sia pertinente alla materia che stiamo
trattando, poi non mi pare che obbligare i comuni a consorziarsi
sia una cosa che vada fatta per legge.
Se lo ritiene, l'emendamento mi pare pertinente alla materia che
stiamo trattando in Commissione Bilancio', cioè la legge sullo
sviluppo.
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del presidente Cascio
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
119 - Norme stralciate I/A
PRESIDENTE. Si passa alla rubrica Industria.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Gianni: A13, A14, A15, A11, A10, A12, A16;
- dall'onorevole Cracolici: A59 e subemendamento A59.1;
- dall'onorevole Faraone: A33;
- dall'onorevole Leontini: A63;
- dall'onorevole Maira: A9, A2, A32, A6;
- dall'onorevole Fagone: A4 e A5;
- dall'onorevole D'Antoni: A46;
- dall'onorevole Ragusa: A41;
- dall'onorevole Beninati: A67;
- dagli onorevoli Apprendi, Panepinto, Marinello, Donegani e Raia:
A48.
- dal Governo: A98 e subemendamento A98.1.
L'emendamento A14 è inammissibile perché comporta spesa.
Si passa all'emendamento A15. Ne do lettura:
«Aggiungere il seguente articolo:
Articolo
All'art. 7 della legge regionale 16 dicembre 2008, n. 23, sono
aggiunti i seguenti commi:
1 bis. I benefici di cui all'art. 32 della legge regionale n. 34
dell'8 novembre 1988, già estesi ai soggetti indicati all'articolo
7 della legge regionale n. 33 dell'8 maggio 1996, sono altresì
applicabili ai settori previsti dall'articolo 69, comma 8 della
legge regionale n. 4 del 16 aprile 2003.
1 ter. Sono altresì finanziabili le esecuzioni di commesse di
forniture, lavorazioni, e costruzioni effettuate anche all'esterno
del proprio stabilimento ubicato in Sicilia, purché i relativi
costi siano sostenuti direttamente dall'impresa beneficiaria e le
lavorazioni non siano affidate in subappalto ».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, il primo comma dell'emendamento
riguarda l'opportunità di concedere finanziamenti sui fondi a
gestione separata IRFIS anche ai soggetti che risultano agevolabili
ai sensi della legge 488/1992. Ritengo pertanto che si tratti di un
emendamento da apprezzare positivamente.
Il secondo comma riguarda l'estensione dei contributi anche per
commesse di fornitura, lavorazione e costruzione effettuate
all'estero; cioè la possibilità per le imprese siciliane con
commesse all'estero di accedere alle forniture.
Anche questo comma è, a mio avviso, apprezzabile e pertanto il
Governo esprime parere positivo sull'emendamento in votazione.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Dichiaro inammissibili gli emendamenti A11, A10 e A12.
Si passa all'emendamento A59 dell'onorevole Cracolici e al
relativo subemendamento A59.1.
Ne do lettura:
- emendamento A59:
«Aggiungere il seguente articolo:
Articolo
1. Sono abrogati i commi della legge regionale 16 dicembre 2008,
numero 23, di seguito elencati:
a) il comma 4 dell'articolo 1;
b) il comma 5 dell'articolo 2;
c) il comma 4 dell'articolo 3;
d) il comma 3 dell'articolo 4;
6) il comma 7 dell'articolo 6 ».
- emendamento A59.1:
«L'emendamento A 59 è sostituito dal seguente:
Articolo
1. Al comma 4 dell'articolo 1, al comma 5 dell'articolo 2, al
comma 4 dell'articolo 3, al comma 3 dell'articolo 4 e al comma 7
dell'articolo 6 della l.r. 23/2008 sono soppresse le parole nonché
di esperti - ai sensi dell'art. 185, comma 6, della medesima legge
regionale n. 32/2000 e successive modifiche ed integrazioni ».
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
soltanto spiegare a me stesso ed illustrare all'Assessore che
l'emendamento tende semplicemente ad uniformare gli altri regimi di
aiuto - previsti per il settore industria e che, quindi, sono stati
oggetto della legge numero 23 del 2008 - a quello che abbiamo
scritto in tutti gli articoli e anche in questa norma.
Quindi, omogeneizza a tutte le misure lo stesso pronunciamento che
quest'Aula ha fatto nel corso di questa norma.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, gli emendamenti proposti
dall'onorevole Cracolici credo siano stati fatti propri
dall'onorevole De Benedictis. In buona sostanza immagino - e mi
pare cosa corretta - di omogeneizzare le norme che erano state
approvate in Aula per gli altri settori della pubblica
Amministrazione, nella fattispecie si tratta dell'affidamento dei
servizi.
Avevamo eliminato, nelle altre norme, la possibilità da parte
degli assessorati di affidare ad esperti e avevamo confermato la
dizione soggetti esterni'.
Quindi, vorrei pregare l'onorevole De Benedictis di presentare un
emendamento che consenta di uniformare le competenze di
quest'Assessorato agli altri Assessorati. E inoltre c'è anche la
questione degli esperti, in merito alla quale siamo d'accordo di
eliminarli, ma la questione dei soggetti, intendendo le imprese
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Bisogna
approfondirlo.
PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, è stato presentato il
subemendamento A59.1, che va nella direzione da lei richiesta.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Sul
subemendamento A59.1 esprimo il parere favorevole.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non è un
intervento nel merito, chiedo soltanto a chi ha presentato
l'emendamento oppure al Governo, visto che ha appena espresso il
proprio parere, di rendere intelligibile all'Aula il senso del
subemendamento A59.1, altrimenti resta il rebus che è.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare per illustrare il subemendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Onorevole Cordaro, nella legge numero 23 del 2008
abbiamo approvato un testo che prevede al suo interno, per la
gestione degli interventi di cui ai vari articoli, il ricorso ad
esperti ai sensi dell'articolo 185, comma 6 e via di seguito.
Questa stessa dizione era presente nel testo originario del
disegno di legge numero 119 ed è stata sistematicamente abrogata
dall'Aula in tutti gli articoli in cui essa ricorreva. Quindi, per
omogeneità, visto che abbiamo anticipato con l'articolo 23 le
misure di regime di aiuti alle imprese che riguardano il settore
industriale si sta, con questa norma, facendo la stessa operazione
in quel testo di legge, cioè si abrogano, nei commi in cui
ricorrono, le parole nonché di esperti ai sensi dell'articolo
185 .
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ritengo sia stato chiarito il
senso del subemendamento, il quale toglie la facoltà di ricorrere
ad esperti, ma mantiene la facoltà
FORMICA. In quale materia?
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per quanto riguarda i regimi di
aiuti all'industria, così come per tutti gli altri regimi di aiuti
degli altri dipartimenti, se approviamo questo emendamento,
stabiliamo che si può ricorrere a soggetti esterni, istituti
bancari o altri per l'istruttoria, ma non si può ricorrere ad
esperti.
Pongo in votazione il subemendamento A59.1, sostitutivo
dell'emendamento A59. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento A59 è pertanto superato.
Si passa agli emendamenti A33 e A13. Dichiaro inammissibile
l'emendamento A33 perché comporta spesa; per quanto riguarda
l'emendamento A13, resta sospeso.
Si passa all'emendamento A63. Ne do lettura:
«Aggiungere il seguente articolo:
Articolo
Dopo l'articolo 14 della legge regionale n. 32 del 2000 è inserito
il seguente:
Art. 14 bis
Contratti di programma settoriali
l. Gli aiuti di Stato di cui alla presente legge possono essere
concessi, secondo quanto previsto dall'articolo 188, anche mediante
contratti di programma settoriali per sostenere la realizzazione
degli investimenti di cui al regolamento (CE) n. 800/2008 della
Commissione del 6 agosto 2008.
2. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 118 della legge
regionale n. 6/2001 per gli investimenti legati allo sviluppo
integrato del territorio, gli assessori regionali sono autorizzati
a stipulare contratti di programma settoriali, finalizzati a
sostenere la realizzazione di investimenti diretti allo sviluppo
del territorio o aventi contenuto innovativo, in coerenza con le
linee di programmazione regionale, anche utilizzando le risorse di
propria competenza di derivazione statale o comunitaria.
3. La proposta di contratto di programma ha ad oggetto la
realizzazione di un progetto di investimento e può essere
presentata da un'impresa di qualsiasi dimensione. Per progetto di
investimento, ai fini del presente articolo, si intende
un'iniziativa imprenditoriale, eventualmente attuata da più
imprese, per la cui realizzazione sono necessari uno o più
programmi di spesa strettamente connessi e funzionali tra loro. Il
progetto può altresì prevedere la realizzazione di funzionali opere
infrastrutturali, materiali ed immateriali, finanziata con risorse
pubbliche.
4. I soggetti beneficiari delle agevolazioni previste dal
contratto di programma sono l'impresa che propone il contratto ed,
eventualmente, altre imprese, di qualsiasi dimensione, che
realizzano i programmi di spesa previsti dal progetto.
5. Il contratto di programma settoriale può essere proposto anche
ai sensi della lettera b) de1l'articolo 181 della legge regionale
n. 6/2001.
6. L'importo complessivo delle spese ammissibili previste dal
progetto non è inferiore a 15 milioni di euro, ad eccezione di
quello relativo alle opere infrastrutturali. Fatto salvo quanto
stabilito per il programma presentato dal proponente, l'importo
delle spese ammissibili di ciascuno degli altri programmi non può
essere inferiore a 1,5 milioni di euro.
7. Il proponente, al fine di garantire la semplificazione e
l'accelerazione delle procedure di accesso alle agevolazioni,
presenta, già in sede di domanda, un business plan nel quale sia
dimostrata la sostenibilità tecnica, economica e finanziaria
dell'iniziativa, siano indicate le fonti di copertura e sia fornita
la garanzia fidejussoria per un importo corrispondente al 5% della
quota a carico dell'impresa proponente.
8. Per la gestione degli interventi oggetto del presente articolo,
l'Assessorato regionale competente è autorizzato a servirsi delle
procedure previste dall'articolo 4, comma 1, della legge regionale
22 dicembre 2005, n. 20; ad avvalersi di un soggetto selezionato ai
sensi dell'articolo 185 e successive modifiche e integrazioni,
ovvero di società a totale partecipazione della Regione siciliana,
sulla base di un'apposita convenzione, predisposta dallo stesso
Assessorato, tesa ad evitare duplicazioni dell'attività istruttoria
ed assicurare snellezza e rapidità procedurale; ad avvalersi,
inoltre, di esperti, ai sensi dell'articolo 185, comma 6, e
successive modifiche e integrazioni, con oneri a carico degli
stanziamenti cui gli interventi si riferiscono.
9. Con decreto dell'Assessore regionale competente sono definiti i
criteri, le condizioni e le modalità di concessione delle
agevolazioni attraverso la sottoscrizione dei contratti di
programma regionali e sono individuate, tra gli stanziamenti
relativi agli aiuti previsti al comma l le risorse destinate al
finanziamento dei contratti di programma.
10. La Regione partecipa a contratti di programma statali con i
fondi stanziati per i regimi di aiuto aventi finalità analoghe.
11. I commi 5 e 7 del presente articolo si applicano anche nel
caso dei contratti di programma di cui all'articolo 6 della legge
regionale 6 dicembre 2008, n. 23 ».
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento A9 è inammissibile perché comporta oneri.
Sono, altresì, inammissibili gli emendamenti A4 e A5.
FORMICA. Dichiaro di apporre la firma all'emendamento A63.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
GIANNI. Signor Presidente, perché sarebbe inammissibile
l'emendamento A13?
PRESIDENTE. Onorevole Gianni, le suggerisco di presentarlo, nel
corso della riunione di oggi pomeriggio della Commissione
Bilancio', al disegno di legge sullo sviluppo.
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per una
delucidazione sull'emendamento.
Con questo emendamento consentiamo a tutte le aziende turistico
ricettive, ma anche ad altre che sono affogate dai debiti e dai
mutui, di poter resistere in un momento difficile come quello che
viviamo, traslando di un anno e mezzo il pagamento del rateo mutuo
e dando alle aziende la stessa possibilità che diamo quando
utilizziamo l'articolo 8 della legge numero 23, che è quello
riguardante il consolidamento dei debiti con le banche.
Con questo emendamento spostiamo di un anno e mezzo il pagamento
dei mutui; per consentire ciò noi diamo il sessanta per cento - o
il settanta per cento - utilizzando le somme già stanziate
nell'articolo 8. Non c'è alcuna nuova spesa. L'articolo 8 prevede
già di utilizzare il fondo dell'IRFIS, ma anziché utilizzarlo solo
per il consolidamento dei debiti, lo utilizziamo anche per la
traslazione del mutuo di un anno e mezzo anziché ora.
E' una cosa importante che evita il fallimento di migliaia di
imprese.
PRESIDENTE. Onorevole Gianni, nessuno ha dubbi sull'importanza
della cosa, tra l'altro
GIANNI. Non c'è nuova spesa, signor Presidente
PRESIDENTE. C'è stata una indicazione da parte del Governo il
quale ha comunicato che lo stesso avrebbe comportato oneri di spesa
e, pertanto, lo abbiamo dovuto dichiarare inammissibile.
GIANNI. Non c'è alcun onere, poi possiamo anche bocciarlo; ma è
falso dire che c'è una spesa in più.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, quando lei ha detto di collegarlo
alla legge sullo sviluppo, nulla quaestio, se la legge di
riferimento non fosse la legge 23 del 2008, già conosciuta come
legge sull'aiuto alle imprese.
La legge cui ci stiamo riferendo è, come ricorderemo tutti, una
legge che utilizza già i regimi di aiuto.
Pertanto, questo articolo diventa pertinente alla legge sui regimi
di aiuto perché, di fatto, consente di utilizzare quella possibile
attività.
Pertanto, mi permetto di dire, se la Presidenza lo ritiene
ammissibile, di valutarlo e approvarlo in questa occasione.
PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, è fuor di dubbio che questo
emendamento A13 sia attinente alla materia.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, è una norma questa che evidentemente comporta una spesa
perché si tratta di trasferire in coda, come è scritto; però non
sappiamo a quanto ammonta l'intero importo e non sappiamo se questo
importo trova copertura nel Fondo.
Io non sono contrario. Non c'è una certezza, mi scusi, onorevole
Gianni, non so a quanto ammonta l'importo del Fondo, non so quante
sono le pratiche di mutuo in questo momento e non c'è una copertura
su questo emendamento che possa dare la serenità al Governo di
sapere quanti sono gli importi.
E poi credo che avevamo già votato, Presidente
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Assessore,
mi scusi, intervengo giusto per chiarire.
Sulla norma già esiste un decreto e il relativo fondo dell'IRFIS;
quest'ultimo fondo verrà impegnato fino a quando si raggiunge quel
grado di utilizzo; diversamente, per somme superiori, si va fuori
dal fondo e pertanto non è impegnabile.
Pertanto, questa norma non ha refluenza sotto il piano
finanziario, nel senso di ulteriore impegno di risorse sul fondo
che - ripeto - già esiste presso l'IRFIS.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, diciamo che su questo emendamento
rimane in sospeso il giudizio nell'attesa di un approfondimento
che dovrebbe avvenire nei prossimi minuti.
PRESIDENTE. Gli emendamenti A2, A46, A32 e A6 sono inammissibili
per estraneità alla materia.
L'emendamento A41 è stato già bocciato; l'avevamo prelevato due
settimane fa ed è stato già bocciato.
L'emendamento A16 è inammissibile per mancanza di copertura
finanziaria.
L' emendamento A67, a firma dell'assessore Beninati, è superato.
L'emendamento A48 è inammissibile perché comporta spesa.
Comunico che sono stati presentati alcuni emendamenti fuori
sacco': A90, A92, A95, A99, A98 del Governo e il subemendamento,
sempre del Governo A98.1.
Gli emendamenti A 90, A 92, A 95 e A 99 sono dichiarati
inammissibili.
Comunico che sono, invece, ammissibili l'emendamento A98 e il
subemendamento A98.1, presentati dal Governo. Ne do lettura:
subemendamento A 98.1:
«Al punto 1, prima delle parole al fine di perequare...
aggiungere le parole a valere sulle risorse comunitarie
2007/2013 »;
emendamento A 98:
«Dopo l'articolo 31 della legge regionale n. 32 del 2000,
aggiungere il seguente articolo:
Articolo
Interventi a favore delle imprese editoriali che stampano
quotidiani in Sicilia
1. Al fine di perequare i costi di trasporto e deposito della
carta utilizzata dalle imprese editoriali che stampano quotidiani
in Sicilia da almeno cinque anni, l'Assessore regionale per i beni
culturali, ambientali e per la pubblica istruzione è autorizzato ad
erogare a favore di dette imprese, un contributo per spese di
funzionamento che nel triennio non può superare i limiti previsti
dalla normativa comunitaria per gli aiuti de minimis, commisurato
alla differenza tra i costi di trasposto e deposito sostenuti dalle
imprese operanti in Sicilia e quelli sostenuti da analoghe aziende
operanti nell'area settentrionale del paese.
2. Con proprio decreto, da emanarsi entro centoventi giorni dalla
pubblicazione della presente legge, l'Assessore regionale per i
beni culturali, ambientali e per la pubblica istruzione stabilisce
le modalità di applicazione del presente articolo. »
Pongo in votazione il subemendamento A98.1. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E'approvato)
Pongo in votazione l'emendamento A98, come emendato. Il parere
della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E'approvato)
Si ritorna all'emendamento A13.
CORDARO. Dichiaro di apporre la firma all'emendamento A13.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Assessore Di Mauro, ci sono novità sull'emendamento A13
dell'onorevole Gianni?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Stiamo ancora
facendo accertamenti.
PRESIDENTE. Si passa, pertanto, alla rubrica Lavori pubblici.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dagli onorevoli Gianni, Ardizzone e Antinoro: A90, A92;
dagli onorevoli D'Agostino, Nicotra, Arena e Romano: A95;
dall'onorevole Savona: A7;
dagli onorevoli Savona e D'Asero: A.101 e A.102;
dal Governo: A10.1;
dall'onorevole Cracolici: A33.1;
dagli onorevoli Gianni, D'Asero, Maira e Pogliese: A16.1.
Gli emendamenti A90, A92, A95, A99 e A7 sono dichiarati
inammissibili.
Si passa all'emendamento A.101, a firma del Governo. Ne do
lettura:
emendamento A101:
«All'articolo 7 bis della legge regionale 2 agosto 2002, n. 7 e
successive modificazioni i commi 15, 16 e 17 sono così modificati:
15. La Commissione regionale è composta dal dirigente generale
del Dipartimento regionale dei lavori pubblici, dal dirigente
generale dell'ispettorato regionale tecnico dei lavori pubblici,
dall'avvocato generale della Regione o da un suo delegato,
dall'ingegnere capo del Genio civile competente per territorio e da
sei consulenti tecnico-giuridici nominati dall'Assessore regionale
per i lavori pubblici.
16. L'Assessore regionale per i lavori pubblici designa il
presidente tra i componenti della Commissione, a cui è attribuito
il potere di convocazione della Commissione regionale dei lavori
pubblici con le modalità di cui al comma 7 dell'articolo 7.
17. Le funzioni di segretario della Commissione regionale sono
svolte da un dirigente tecnico dell'Assessorato regionale dei
lavori pubblici. ».
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E'approvato)
Si passa alla rubrica Lavoro.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dall'onorevole Incardona: A52, A53;
dall'onorevole Cracolici: A62;
dall'onorevole D'Asero: A64;
dall'onorevole Faraone: A34;
dall'onorevole D'Agostino: A45;
dagli onorevoli Apprendi, Panepinto, Marinello, Donegani e Raia:
A49;
dagli onorevoli Falcone, Pogliese, Arena, Currenti e Scilla: A51;
dall'onorevole Lentini: A71;
dall'onorevole D'Antoni: A66;
dagli onorevoli Lentini, Federico, Arena e D'Antoni: A82;
dagli onorevoli Gianni, Ardizzone e Antinoro: A89.
Gli emendamenti A52, A53, A62, A64 e A34 sono inammissibili perché
comportano oneri finanziari.
L'emendamento A45 è inammissibile perché estraneo alla materia.
L'emendamento A49 è inammissibile perché comporta spesa ed è
estraneo alla materia.
L'emendamento A51, A71 e A66 sono inammissibili perché comportano
spesa.
LENTINI. Signor Presidente, chiedo di parlare sull'emendamento
A82.
PRESIDENTE . Ne ha facoltà.
LENTINI. Ho ascoltato con attenzione le sue parole in attesa che
si arrivasse alla rubrica Lavoro .
Non ho capito perché è stato tolto l'emendamento A82 che si
collega all'articolo 43, approvato nell'articolato, che parla di
misure e decorrenze degli incentivi.
Parliamo di una cosa semplicissima, signor Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, stiamo per arrivare a questo
emendamento. In questo momento stiamo esaminando gli emendamenti
fuori sacco della Rubrica Lavoro e non abbiamo finito.
D'ANTONI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE . Ne ha facoltà.
D'ANTONI. Lei ha dichiarato inammissibile, perché non è prevista
la spesa, l'emendamento A66.
PRESIDENTE. Non perché non è prevista la spesa, ma perché comporta
oneri.
D'ANTONI. Ma c'è un capitolo del bilancio che prevede esattamente
quello che si sta dicendo nell'emendamento. L'ho letto
attentamente.
PRESIDENTE. Ma il Governo ha espresso parere contrario su questo
emendamento che comporta oneri.
D'ANTONI. Non comporta oneri perché già è stato approvato dalla
Finanziaria il relativo capitolo di spesa ed è un finanziamento
che, tra l'altro, arriva anche dallo Stato.
PRESIDENTE. Gli Uffici mi informano che c'è anche un altro
problema di inammissibilità: la mancanza di firme. E' stato firmato
soltanto da lei.
D'ANTONI. No, decida O dice che comporta un onere finanziario
oppure che mancano le firme. La mia firma è stata depositata in
tempo utile; non può esserci un problema di firma.
Non può giudicare la vita e la morte di un deputato. O lei dice
una cosa o ne dice un'altra. Lei si contraddice. Ha dichiarato il
falso. Ha detto che c'è onere di spesa. Adesso, gli Uffici dicono
un'altra cosa. Lei deve mettersi d'accordo con se stesso,
Presidente Cascio, altrimenti, truffa l'Assemblea. Lei non può
dichiarare il falso.
PRESIDENTE. Posso dichiarare inammissibile l'emendamento per uno,
due, tre, quattro, cinque, sei motivi. Nel suo caso, ce ne sono
almeno due: il primo è che comporta oneri e non ha una copertura
finanziaria; il secondo è che è stato presentato fuori termine con
la sua sola firma.
Se ce ne fosse un terzo, cioè l'estraneità alla materia, lo
dichiarerei pure. L'ammissibilità non è legata necessariamente ad
una sola causa; può anche essere inammissibile per tre motivi
diversi.
La invito, infine, a pesare le parole prima di utilizzarle. E'
chiaro? Se ha qualche difficoltà a comprendere il Regolamento,
glielo posso spiegare personalmente o posso farglielo spiegare dal
suo Capogruppo.
Onorevoli colleghi, comunico che alla rubrica Lavoro sono stati
presentati altri due emendamenti fuori sacco, uno dell'onorevole
Lentini (A82) e uno dell'onorevole Gianni (A89).
Li dichiaro inammissibili perché comportano spesa.
LENTINI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento A82.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei capire
perché era stato stralciato, considerato il fatto che gli
emendamenti A40, A41, A42 e A43 sono emendamenti che riguardano il
lavoro. Personalmente ho sempre messo al primo posto la famiglia
e, se parliamo di aiuti alle imprese, a mio avviso vi rientra anche
la famiglia che può essere un'impresa, signor Presidente. Non
possiamo fare crescere un'impresa.
La cosa importante in questo emendamento - al riguardo ho
presentato una nota - è sottoporre all'attenzione di quest'Aula che
fuori dal Palazzo c'è un problema molto grave che riguarda gli over
50 disoccupati, i quali o sono stati inoccupati - chiamiamoli come
vogliamo - o sono stati licenziati in età avanzata e non hanno né
la possibilità di rientrare nelle varie categorie di lavoro né la
possibilità di andare in pensione.
Questo è un problema che non attanaglia quest'Aula e che
certamente, all'esterno, è gravissimo. Nessuno di noi ha bisogno
dello stipendio, ma all'esterno, fuori dal Palazzo ci sono
soggetti che ne hanno bisogno. Da un anno si parla degli over 50 e
anche l'onorevole Rutelli, circa sei mesi fa, prima di lasciare la
segreteria personale, parlò degli over 50.
Quello degli over 50, quindi, signor Presidente, onorevoli
colleghi, è un problema molto serio.
In questo disegno di legge abbiamo preso in considerazione gli
aiuti alle imprese e abbiamo previsto - nella fattispecie
all'articolo 40 - degli aiuti per gli over 50 come categorie
disagiate. Se non facciamo nulla e non mettiamo in atto l'articolo
43, dove si parla di misure ed incentivi per aiutare questo tipo di
persone - e mi vado a collegare a quell'articolo - non capisco
perché sia stato stralciato, signor Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, glielo spiego subito. E' stato
stralciato per lo stesso criterio che ho adottato per tutti gli
emendamenti, soprattutto perché comporta oneri finanziari, ma
riconosciamo l'importanza di questo delicatissimo problema che
sentiamo come cittadini di questa Terra. E, considerato che questo
Parlamento ha dato dimostrazione, in questo anno di attività, di
saper legiferare e anche di saper produrre leggi di iniziativa
parlamentare, le consiglio di presentare un apposito disegno di
legge cui verrà data una corsia preferenziale. Sulla
inammissibilità non si torna indietro.
Si passa all'esame della rubrica Territorio.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dagli onorevoli Faraone, Raia, Digiacomo e Marinello: A43;
dall'onorevole Faraone: A36, A37;
dagli onorevoli Minardo, D'Agostino, Gennuso e Federico: A38;
dall'onorevole Savona: A100, A80, A85.1 (sostitutivo
dell'emendamento A85);
dal Governo: A85.
Dichiaro inammissibili gli emendamenti A43, A36, A37, A38, A80 e
A85.
Si passa all'emendamento A100. Ne do lettura:
«1. Al primo capoverso del comma 3 dell'articolo 1 della legge
regionale n. 15/2005 dopo la parola concessioni è soppressa la
parola quadriennali e la locuzione sono alla scadenza rinnovate
è sostituita dalla locuzione sono alla scadenza tacitamente
rinnovate .
2. All'articolo 4 della legge regionale n. 15/2005 è aggiunto il
seguente comma:
2 bis. Le previsioni di cui al presente articolo non trovano
applicazione con riferimento alle aree già detenute in concessione
al momento di entrata in vigore della presente legge e nella
attività di programmazione le amministrazioni competenti dovranno
tenere conto delle concessioni esistenti al momento di entrata in
vigore della presente legge .»
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
intervenire intanto proprio in riferimento all'emendamento A18, al
quale chiedo comunque di apporre la firma. Si tratta semplicemente
dell'estensione di una norma della legge 23 del 2008. E'
assolutamente coerente al testo. Così come siamo intervenuti per
modificare la legge 23 del 2008, adattandola al testo, questo
emendamento estende alcuni benefici previsti dall'articolo 8 della
legge 23 del 2008 alle imprese turistico-ricettive. E', quindi,
assolutamente materia pertinente al testo
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole De Benedictis, per agevolarci,
vuol dire la pagina?
DE BENEDICTIS. E' a pagina 181.
PRESIDENTE. Ma ci stiamo arrivando.
DE BENEDICTIS. Per dirle che, a mio giudizio, sarebbe sbagliato
dichiararlo inammissibile.
PRESIDENTE. Si passa all'esame degli emendamenti aggiuntivi della
rubrica Turismo.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dall'onorevole Gianni: A18;
dagli onorevoli Pugliese, D'Asero, Limoli, D'Antoni, Falzone,
Caputo, Mancuso e Cordaro: A50;
dal Governo: A103.
Si passa all'emendamento A18. Ne do lettura:
«Aggiungere il seguente articolo:
Articolo
1. Le agevolazioni alle imprese concesse ai sensi dell'articolo 8
della legge regionale
16 dicembre 2008, n. 23 sono estese alle imprese turistico-
alberghiere come definite dalla vigente legislazione regionale ».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento A50 è precluso.
Si passa all'emendamento tecnico A103, a firma del Governo,
distribuito durante la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari. Ne do lettura:
«Aggiungere:
Assegnazioni di fondi dalla U.E., dallo Stato e da altri enti e
relativi cofinanziamenti
Capo I
Fondi relativi ad assegnazioni dell'Unione Europea, dello Stato e
di altri enti
Articolo
Norme di attuazione della programmazione regionale unitaria
1. Il Governo della Regione provvede, per quanto di competenza,
sulla base degli indirizzi programmatici espressi dall'Assemblea
regionale siciliana, alla definizione delle politiche di sviluppo,
dei contenuti del Documento Unitario di Programmazione, dei
Programmi operativi regionali, degli strumenti di attuazione della
politica regionale e degli altri strumenti di attuazione della
programmazione regionale unitaria definita nel DPEF.
2. Costituiscono attuazione della programmazione regionale
unitaria i Programmi operativi per l'obiettivo convergenza di cui
al Regolamento (CE) 1083/2006, il Programma di Sviluppo Rurale per
l'obiettivo di cui al Regolamento (CE) 1698/2005, il Programma
Operativo Fondo Europeo per la Pesca per l'obiettivo di cui al
Regolamento (CE) 1198/2006, il Programma di utilizzo dei fondi del
Fondi per le Aree Sottosviluppate come previsto dal CIPE e
rientrante nella competenza regionale nonché gli interventi
settoriali previsti da particolari norme statali e regionali. Il
DUP (Documento unitario di Programmazione) della Regione è lo
strumento strategico di coordinamento di tale programmazione.
3. Gli atti e documenti che attuano la programmazione regionale
unitaria, ivi compresi gli atti inerenti la ripartizione
finanziaria di risorse per i diversi obiettivi e linee di
intervento, sono approvati dalla Giunta regionale, previo parere
della Commissione Bilancio dell'Assemblea regionale siciliana e
della Commissione per l'esame delle questioni concernenti
l'attività dell'Unione Europea, da rendersi nei termini previsti
dal Regolamento interno, circa la loro coerenza con il quadro
finanziario dei documenti di programmazione di cui al comma 1.
4. Le risorse relative alla programmazione integrata sono iscritte
nel bilancio di previsione della Regione, di norma in sede di
approvazione del bilancio stesso ovvero con le modalità di cui
all'articolo 8, della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e
s.m.i..
5. Fermo restando quanto stabilito dall'articolo 11 della legge
regionale 8 luglio 1977, n. 47 e s.m.i. le amministrazioni possono
assumere obbligazioni giuridicamente vincolanti nei limiti delle
risorse finanziarie previste nei documenti che approvano programmi
comunitari o nazionali sempre che le relative spese in conto
capitale siano riferite ad opere e interventi ripartiti in più
esercizi.
6. I provvedimenti amministrativi di cui al comma 4 sono
comunicati alla Commissione Bilancio dell'Assemblea regionale
siciliana per via telematica.
7. Con cadenza almeno semestrale il Governo della Regione
riferisce all'Assemblea regionale siciliana sullo stato di
attuazione dei Programmi operativi regionali e degli altri
strumenti di attuazione della programmazione regionale integrata.
8. Gli atti relativi agli adempimenti per l'attuazione dei
Programmi operativi costituiscono obiettivi prioritari dei
dirigenti.
Articolo
Programmi comuni fra più amministrazioni
1. Ove, per la realizzazione di programmi o di interventi di
comune interesse, siano stipulati accordi fra i rami
dell'amministrazione, tra la Regione ed altre amministrazioni, enti
ed organismi pubblici, anche operanti in regime privatistico,
possono essere disposte, per l'attuazione di quanto stabilito dagli
accordi, una o più aperture di credito, anche su diversi capitoli
di bilancio, a favore di un unico funzionario delegato, titolare di
pubbliche funzioni ancorché non dipendente regionale, responsabile
dell'attuazione del programma o degli interventi. Analogamente
provvedono, nei confronti del medesimo funzionario, le altre
amministrazioni, enti ed organismi pubblici partecipanti
all'accordo, secondo le procedure dei rispettivi ordinamenti.
2. Gli accordi di cui al comma 1 individuano il funzionario
responsabile, al quale debbono essere accreditate le somme e
determinano la durata tassativa dell'accordo.
3. I fondi accreditati al funzionario delegato danno luogo ad una
gestione unitaria, per la quale il funzionario delegato presenta il
rendiconto annuale alle amministrazioni, enti ed organismi
partecipanti all'accordo. Si applicano le procedure contrattuali e
di gestione, nonché, in quanto compatibili, le modalità di
presentazione dei rendiconti amministrativi dei funzionari
delegati.
4. Ove all'accordo partecipino più rami dell'amministrazione
regionale, la verifica amministrativa e contabile del rendiconto di
cui al comma 3 è effettuata dal ramo di amministrazione cui è
affidata la gestione diretta dell'intervento.
Capo II
Procedure per interventi comunitari
Articolo
Programmazione comunitaria 2007-2013 - Obiettivo Convergenza - PO
FESR - PO FSE
1. Al fine di realizzare l'obiettivo convergenza previsto nel
Regolamento (CE) 1083/2006, nello stato di previsione della spesa
del bilancio della Regione, Rubrica Dipartimento regionale bilancio
e tesoro, sono istituiti un fondo per la realizzazione degli
interventi previsti nel Programma Operativo FESR 2007 - 2013 ed un
fondo per la realizzazione degli interventi previsti nel Programma
Operativo FSE 2007 - 2013.
2. Ai predetti fondi confluiscono i finanziamenti della Unione
europea e i cofinanziamenti statali e regionali di rispettiva
competenza relativi alla programmazione comunitaria 2007-2013.
3. Per gli interventi relativi al Fondo Europeo di Sviluppo
Regionale (FESR) i Dipartimenti interessati, prima di assumere gli
impegni giuridicamente vincolanti chiedono al Dipartimento bilancio
e tesoro, per il tramite dell'Autorità di gestione, l'iscrizione in
bilancio delle somme occorrenti.
4. L'Autorità di gestione, verificata la compatibilità con il
piano finanziario del Programma e con il documento di attuazione,
invia la richiesta al Dipartimento bilancio e tesoro che provvederà
ad iscrivere le relative somme in bilancio.
5. Per gli interventi la cui attuazione è prevista tramite
organismi intermedi, l'Autorità di gestione del Programma, previa
richiesta del centro di responsabilità delegante, verificata la
compatibilità con il piano finanziario, chiede alla Ragioneria
generale della Regione l'iscrizione, mediante prelevamento dal
fondo di cui al comma 1 delle somme necessarie all'organismo
intermedio per l'avvio delle procedure e per la conseguente
assunzione delle obbligazioni giuridicamente vincolanti.
6. Le somme relative al Fondo Sociale Europeo (FSE) sono iscritte
nei pertinenti capitoli con decreti del Ragioniere generale della
Regione, su richiesta dell'Autorità di gestione al momento
dell'ammissione a finanziamento e nella misura dell'80 per cento
dell'importo complessivo di tutti i progetti ammessi, per far
fronte al pagamento dell'anticipazione e dell'acconto. L'iscrizione
del saldo è effettuata previa verifica dei rendiconti ad opera
dell'Autorità di gestione.
7. I capitoli vengono istituiti per Asse, obiettivo operativo e
dipartimento competente per il programma operativo FERS e per Asse,
obiettivo specifico e dipartimento per il programma operativo FSE.
8. Le somme non utilizzate o le economie comunque realizzate sugli
stanziamenti dei pertinenti capitoli per le quali non sussistono
obbligazioni vincolanti possono essere trasferite, con decreti del
Ragioniere generale della Regione, su richiesta dell'Autorità di
gestione, al fondo di cui al comma 1 per la successiva
riassegnazione.
9. Ai fini del monitoraggio viene utilizzato un apposito sistema
di codificazione denominato CARONTE , sistema di gestione e
monitoraggio utilizzato sia per il FESR che per il FSE, nonché per
il FAS (Fondo per le Aree Sottoutilizzate).
10. Alla Commissione Bilancio dell'Assemblea regionale siciliana
ed alla Commissione per l'esame delle questioni concernenti
l'attività della Unione europea è fornito semestralmente dalle
rispettive Autorità di gestione lo stato di avanzamento finanziario
procedurale e fisico dei Programmi operativi.
11. Al fine del coordinamento delle attività di cui al comma 10,
nonché della predisposizione e dell'aggiornamento dei documenti
economici e finanziari, l'Autorità di gestione fornisce
semestralmente, con evidenza informatica, alla Ragioneria generale
della Regione l'aggiornamento finanziario, procedurale e fisico dei
relativi Programmi. L'Autorità di certificazione trasmette alla
Ragioneria generale copia delle domande di pagamento inoltrate.
12. Per l'assistenza tecnica del Programma Operativo FESR Sicilia
2007 - 2013, al fine di migliorare e semplificare le procedure di
spesa, pur restando unitaria sotto il profilo organizzativo e
funzionale la programmazione delle relative attività nella
competenza del Dipartimento della Programmazione, le risorse
finanziarie assegnate alle linee di intervento dell'Asse VII in
ragione delle specifiche esigenze dei dipartimenti attuatori
dell'assistenza tecnica, vengono iscritte, su richiesta del
Dipartimento della Programmazione, in capitoli dello stato di
previsione della spesa nelle rubriche di pertinenza dei rami
dell'amministrazione regionale che richiedono l'assistenza tecnica
ed attuano gli interventi.
Articolo
Programmazione comunitaria 2007-2013
Obiettivo Convergenza - Programma di Sviluppo Rurale
1. Al fine di realizzare il Programma di Sviluppo Rurale Sicilia
2007-2013 di cui al Regolamento (CE) 1698/2005, nello stato di
previsione della spesa del bilancio della Regione, Rubrica
Dipartimento regionale Interventi Strutturali, è istituito un fondo
vincolato ove confluiscono i finanziamenti della Unione europea e i
cofinanziamenti statali e regionali di rispettiva competenza per
essere trasferiti all'organismo pagatore.
2. Per consentire la trasparenza e meglio dettagliare l'attuazione
del programma, l'autorità di gestione e l'organismo pagatore sono
tenuti a fornire semestralmente alle competenti commissioni
dell'Assemblea regionale siciliana e alla Ragioneria generale della
Regione l'aggiornamento finanziario, procedurale fisico nonché le
certificazioni di pagamento del programma.
Articolo
1. Al comma 1 dell'articolo 85 della legge regionale 26 marzo
2002, n. 2 e successive modifiche ed integrazioni le parole
relativi al periodo di programmazione 2000-2006 non compresi nel
Programma operativo regionale della Sicilia, sono sostituite con
le parole non compresi nei programmi operativi dei fondi
strutturali destinati alla programmazione 2007-2013 .
2. Il comma 2 dell'articolo 85 della legge regionale 26 marzo
2002, n. 2 e successive modifiche ed integrazioni è abrogato. »
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti A77, A78, A81 e A97 - riguardanti il tema
dell'agricoltura - sono dichiarati inammissibili.
Si passa all'articolo 62. Ne do lettura:
«Articolo 62
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'emendamento A13, a firma dell'onorevole
Gianni, che era stato sospeso.
C'è un parere favorevole del Governo sull'emendamento,
condizionato da un subemendamento che giustamente tende a limitarne
l'impatto economico.
Il subemendamento riguarda l'ambito della copertura di bilancio.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, non siamo stati ancora in
condizione di potere fare un accertamento. Propongo ai parlamentari
che hanno proposto il subemendamento all'emendamento A13 di
aggiungere un subemendamento finalizzato a limitare le
disponibilità di cui al Fondo, in maniera da non aggravare le spese
del bilancio.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Raccogliamo l'indicazione dell'Assessore e, quindi,
l'emendamento s'intende così subemendato.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dal Governo il
subemendamento A 13.1:
«Dopo le parole l'Assessorato regionale dell'industria
aggiungere le parole nell'ambito delle disponibilità di cui al
Fondo ».
Pongo in votazione il subemendamento del Governo. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento A13, come emendato. Il parere del
Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame degli emendamenti presentati ai sensi
dell'articolo 117 del Regolamento interno.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dall'onorevole Oddo: 117.1;
dall'onorevole Savona: 117.2, 117.3 e 117.4;
dall'onorevole D'Asero: 117.5.
Si passa all'esame dell'emendamento 117.2. Ne do lettura:
«Alla fine del comma 6 dell'articolo 1 aggiungere il seguente
periodo: gli oneri derivanti dalla convenzione sono a carico
dell'asse 7-Governance e assistenza tecnica del PO FESR
2007-2013 ».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.3. Ne do lettura:
«All'articolo 52 le parole di cui ai precedenti articoli sono
sostituite con le parole di cui alla presente legge ».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.1. Ne do lettura:
«All'articolo 13, alla fine del comma 1, dopo le parole propri
prodotti sono aggiunte le parole o uffici di rappresentanza con
deposito ;
dopo la parola extraregionali sono aggiunte le parole
comunitari ed extracomunitari ».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.4. Ne do lettura:
«All'articolo 47 della legge 32/2000, nel testo sostituito
dall'articolo 3, sono apportate le seguenti correzioni:
a) al comma 2 sono soppresse le parole o inedite ;
b) al comma 3 sono soppresse le parole di Palermo ».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.5. Ne do lettura:
«L'articolo 58 è soppresso».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunicazione relativa ad elezione di presidente di Commissione
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che nella seduta numero
51 del 16 luglio u.s., la VI Commissione legislativa ha eletto
Presidente l'onorevole Giuseppe Laccoto, in sostituzione
dell'onorevole Antonino Beninati, nominato Assessore.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione e votazione di ordini del giorno
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini
del giorno:
numero 163 «Iniziative a sostegno del trasporto pubblico locale»,
dell'onorevole Savona;
numero 165 «Iniziative a livello nazionale per il mantenimento
dello stabilimento Fiat di Termini Imerese (PA)», degli onorevoli
Gianni, Ardizzone, Maira, Pogliese, Buzzanca, Mancuso, Marinese,
Falcone, Bosco, Caronia, Corona, Torregrossa, Marrocco, Campagna,
Dina, Leanza Edoardo, Caputo, Forzese, Cascio Salvatore, Ragusa,
Fagone, Lo Giudice;
numero 166 «Iniziative a sostegno della Fiat SPA e per evitare il
ridimensionamento dello stabilimento di Termini Imprese (PA)»,
degli onorevoli Cracolici, Apprendi, Faraone, Lupo, Mattarella,
Vitrano e Panarello;
numero 168 «Sospensione dei commissariamenti disposti dall'ARRA
per la consegna delle reti e degli impianti idrici dei comuni»,
degli onorevoli Panepinto, Di Guardo, Termine, Donegani, Raia,
Maira, Faraone, De Benedictis e Leontini;
numero 169 «Esclusione degli enti locali dai soggetti destinatari
di work experience'», degli onorevoli Faraone, Panarello,
Panepinto, Marziano, Lupo, Gucciardi, Galvagno e Rinaldi;
numero 170 «Iniziative a livello nazionale affinché si svolga in
Sicilia il forum per lo sviluppo nell'area del Mediterraneo», degli
onorevoli De Benedictis, Apprendi, Di Guardo, Faraone e Raia;
n. 171 «Modalità attuative della concessione degli aiuti alle
imprese di cui alla legge approvata dall'Assemblea regionale nella
seduta n. 103 del 21 luglio 2009 (ddl. numero 119 - Norme
stralciate I/A). », dell'onorevole D'Asero.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che, con la legge finanziaria nazionale 2008, è stato
introdotto un sistema di finanziamento 'strutturale' del trasporto
pubblico locale basato su un meccanismo di compartecipazione delle
Regioni a statuto ordinario al gettito dell'accisa sul gasolio per
autotrazione;
considerato che:
con tale meccanismo, si è inteso non soltanto sostituire, con
entrate fiscali certe, le risorse annualmente trasferite dallo
Stato al comparto, ma anche garantire le necessarie risorse
aggiuntive per assicurare il risanamento e lo sviluppo del settore,
garantendo nel contempo la copertura finanziaria dei rinnovi
contrattuali degli addetti;
le imprese operanti nelle Regioni ordinarie, a differenza di
quelle siciliane, godono, inoltre, della compartecipazione dello
Stato per l'acquisto degli autobus, la cui vetustà media in Sicilia
risulta peraltro assai più alta rispetto alla media nazionale ed a
quella europea;
il trasporto pubblico locale, in Sicilia, costituisce l'asse
portante della mobilità regionale (80 per cento dei servizi per
studenti, lavoratori e pendolari) e rappresenta, dunque, uno
strumento essenziale per la programmazione economico-sociale e la
pianificazione territoriale della Regione, e quindi, per la
crescita dell'intero sistema produttivo isolano;
rilevato pertanto che l'intervento normativo statale e gli atti
conseguenti hanno causato una profonda disparità di trattamento tra
le aziende pubbliche e private operanti nelle Regioni a statuto
ordinario rispetto a quelle operanti in Sicilia, le quali si
trovano a concorrere in condizioni di svantaggio con gli altri
vettori, in un mercato che risulta fortemente squilibrato, in
quanto non garantisce a tutti gli operatori uguali condizioni di
partenza,
impegna il Governo della Regione
a porre in essere ogni utile ed opportuna iniziativa, anche di
carattere legislativo, al fine di assicurare, con misure
strutturali, un adeguato sostegno al settore del trasporto pubblico
locale su gomma, prevedendo, nel contempo, misure idonee a superare
gli squilibri esistenti tra le aziende e gli addetti del comparto
in Sicilia e gli operatori che agiscono nelle altre Regioni
italiane». (163)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che la programmazione industriale del gruppo FIAT investe
tutto il territorio nazionale, e che lo stesso gruppo non può non
tener conto, in un'eventuale revisione del proprio piano di
produzione industriale, dello stabilimento di Termini Imerese (PA),
piuttosto che stabilire in maniera unilaterale e priva di confronto
politico e sociale la dismissione del citato stabilimento;
considerato che il Presidente della Regione, conformemente a
quanto previsto dallo Statuto siciliano, dovrebbe partecipare
all'eventuale seduta del Consiglio dei Ministri, col rango di
Ministro, per rappresentare e sostenere le ragioni del mantenimento
dello stabilimento FIAT operante in Sicilia da ben 39 anni,
concertando l'intervento, anche finanziario, della Regione
siciliana,
impegna il Presidente della Regione
ad intervenire presso il Presidente del Consiglio dei Ministri
affinché venga posto tra gli argomenti della prossima seduta del
Consiglio medesimo la problematica afferente la dismissione dello
stabilimento FIAT di Termini Imerese». (165)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che le recenti gravi dichiarazioni dell'amministratore
delegato della FIAT, Marchionne, hanno manifestato l'intento di
porre fine alla produzione automobilistica a Termini Imerese (PA),
non accompagnato da alcuna proposta di riconversione;
ricordato che:
il concetto di polo produttivo allargato era al centro della
proposta di contratto di programma che la FIAT ha presentato nel
2007 al Governo nazionale e dove individuava un piano 'A' per
Termini Imerese, consistente nel trasferimento in Sicilia di nuove
attività produttive di base e l'ampliamento della occupazione fino
a 5.000 unità, con l'assegnazione allo stabilimento anche di quote
di produzione di altri modelli, come la '500';
alla realizzazione del contratto di programma avrebbero dovuto
concorrere tanto lo Stato che la Regione siciliana, ed i cui
ritardi hanno spinto la FIAT a denunciare l'ipotesi di contratto di
programma e a passare al cosiddetto piano 'B', che prevedeva un
impegno molto minore, un'occupazione aggiuntiva di sole 250 unità e
l'avvio della produzione della nuova 'Lancia Y' a luglio 2009;
considerato che:
alla data odierna, invece, ben altri sono gli scenari e, nel
quadro dell'internazionalizzazione della FIAT e delle ipotesi di
creazione di nuovi grandi gruppi mondiali, rischiano di uscire
penalizzati gli stabilimenti italiani, in particolare quelli
meridionali, che invece, se opportunamente potenziati, sarebbero in
grado di reggere la sfida della produttività e della concorrenza
internazionale;
Termini Imerese si inserisce in questo quadro di riorganizzazione
del gruppo ma, proprio per le dichiarazioni di Marchionne, sembra
essere quello più a rischio, mentre è inaccettabile che, proprio
mentre si afferma nel mondo il 'know how' della FIAT, i lavoratori
italiani, che hanno contribuito a creare quello stesso know how,
siano quelli destinati a pagare il prezzo della ristrutturazione
del settore auto in Europa e nel resto del mondo;
ancor più inaccettabile è l'ipotesi che, mentre tutte le case
automobilistiche usufruiscono degli incentivi per l'acquisto da
parte dei cittadini di auto ecologiche, la FIAT, che sul mercato
italiano è sicuramente la massima beneficiaria dei contributi
pubblici, ipotizzi un abbandono della sua presenza in Sicilia;
ricordato, inoltre, che:
la vicenda FIAT è una vicenda nazionale e non solo siciliana, che
riguarda il rilancio dell'industria automobilistica e non solo la
difesa degli attuali posti di lavoro;
non può essere condivisibile la scelta FIAT di riconvertire dal
2011 lo stabilimento di Termini Imerese da produzione
automobilistica ad altra produzione, come genericamente si è
espresso il dottore Sergio Marchionne nell'incontro tenutosi il 18
giugno 2009 tra il Governo nazionale, i rappresentanti dei Governi
regionali, le organizzazioni sindacali e i rappresentanti della
FIAT stessa;
a Termini Imerese esistono tutte le condizioni per un reale
rilancio dello stabilimento FIAT e del suo indotto anche per la
presenza di un porto oggi in crescita commerciale e già pronto,
attraverso le autostrade del mare, ad abbattere i costi di
trasporto e fare raggiungere rapidamente i mercati europei e del
Mediterraneo,
impegna il Governo della Regione
a sollecitare il Governo nazionale ad intervenire direttamente e
con propri investimenti a sostegno della FIAT s.p.a., sia per
incoraggiare l'espansione dell'azienda nei mercati mondiali sia per
mantenere e rilanciare la produzione di automobili in Italia, e in
particolare nel Meridione e nello stabilimento di Termini Imerese,
allo scopo di realizzarvi un polo tecnologico per la produzione dei
nuovi modelli a energia ibrida anche attraverso il coinvolgimento
delle Università degli studi siciliane e con l'obiettivo di
costituire un centro di ricerca per la produzione di automobili a
energia pulita;
ad attuare ogni strumento utile ad impedire il ridimensionamento
dello stabilimento di Termini Imerese e contestualmente ad aprire
rapidamente un tavolo tra il Governo regionale, le organizzazioni
sindacali siciliane, la Confindustria siciliana e i vertici della
FIAT s.p.a. allo scopo di individuare uno specifico contratto di
programma che rilanci lo stabilimento industriale di Termini
Imerese e il suo indotto all'interno del programma di investimento
dell'industria automobilistica». (166)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
con legge n. 36 del 1994, denominata 'legge Galli', il Parlamento
nazionale ha riscritto il sistema di gestione delle risorse
idriche, istituendo gli ambiti territoriali ottimali (ATO) e il
Servizio idrico integrato (SII), stabilendo l'affidamento di
quest'ultimo ad un unico soggetto gestore, con lo scopo di
razionalizzare e unificare la gestione di tutti i servizi connessi
con l'uso delle risorse idriche, dalla fonte di approvvigionamento
alla depurazione;
con l'art. 69 della legge n. 10 del 1999, l'Assemblea regionale
siciliana ha recepito la legge Galli e attribuito al Presidente
della Regione il compito di determinare gli ambiti territoriali
ottimali (ATO) e le modalità della loro costituzione in Sicilia;
gli ATO siciliani, coincidenti con i territori delle nove province
regionali, sono stati determinati con i decreti del Presidente
della Regione n. 114 del 16 maggio 2000 e n. 16 del 29 gennaio
2002, mentre il decreto presidenziale n. 209 del 7 agosto 2001 ne
ha stabilito le modalità organizzative;
ai sensi di quest'ultimo decreto, i Comuni e le Province
regionali, al fine di coordinarsi per il raggiungimento delle
finalità della legge, potevano optare per le forme organizzative
della convenzione o del consorzio, rispettivamente prevista dagli
articoli 30 e 31 del d.lgs. n. 267 del 2000;
rilevato che:
nella provincia di Ragusa l'assemblea dell'ATO, costituita dai
sindaci, ha stabilito, con la gara celebrata per individuare il
gestore del Servizio idrico integrato (SII), di non procedere
all'affidamento dello stesso;
le province di Trapani e Messina non hanno avviato alcuna
procedura per l'affidamento del SII;
nelle province di Palermo e Agrigento l'affidamento del SII è
sotto giudizio, in quanto si attende la pronuncia del giudice
amministrativo, prevista per i primi giorni del mese di giugno;
il gestore del SII di Agrigento ha dovuto ritirare migliaia di
bollette notificate agli utenti dei comuni, già in gestione
privata, non corrispondenti al consumo reale;
nelle province di Enna e Caltanissetta si sono registrate
manifestazioni e iniziative pubbliche che denunciano l'alto costo
del servizio idrico e la pessima qualità dell'acqua erogata e i
ritardi di più giorni nella distribuzione;
l'aggravarsi della crisi economica fa emergere, in una forma
ancora più netta, come l'applicazione in Sicilia delle norme di
settore non riesca a garantire la qualità e l'economicità dei
servizi e quindi a tutelare i cittadini, ma semmai contribuisce a
far lievitare il costo della spesa quotidiana delle famiglie
siciliane e a fare arricchire i titolari di società private;
ricordato che:
ventisette consigli comunali della provincia di Agrigento,
riunitisi tutti lo stesso giorno, il 20 febbraio 2009, hanno
deliberato alla stessa ora di presentare un disegno di legge di
iniziativa popolare per affermare che l'acqua deve restare pubblica
e che i comuni devono riappropriarsi del diritto alla gestione del
servizio idrico;
il Consiglio regionale della Lombardia, il 22 gennaio scorso, ha
approvato una legge che rende nuovamente pubblica la gestione degli
acquedotti;
constatato che:
l'ARRA, irritualmente, nomina commissari nei comuni che non hanno
ancora consegnato gli impianti idrici, violando norme
costituzionali che tutelano l'autonomia degli enti locali;
in alcuni comuni, manifestazioni popolari hanno fisicamente
impedito ai commissari inviati dall'ARRA d'insediarsi, determinando
in qualche caso seri problemi di ordine pubblico;
il Presidente della Regione, onorevole Lombardo, in un incontro
tenutosi il 3 marzo scorso con quaranta sindaci delle province di
Agrigento, Catania e Palermo, ha manifestato disponibilità a
riesaminare la vicenda del commissariamento, nonché a prendere in
considerazione il disegno di legge di iniziativa popolare sulla
revisione dell'attuale quadro normativo in materia di ATO idrici;
considerato che:
il 14 luglio 2009 si è svolto nella Sala Gialla dell'Assemblea
regionale siciliana un incontro fra 100 rappresentanti dei comuni
siciliani, il Presidente dell'Assemblea regionale siciliana,
onorevole Cascio, e i presidenti dei Gruppi parlamentari, onorevole
Cracolici, onorevole Maira, onorevole Leontini e onorevole Leanza;
il Presidente Cascio e i presidenti dei Gruppi hanno manifestato
la disponibilità a discutere in Assemblea il disegno di legge di
iniziativa dei rappresentanti dei movimenti e degli enti locali,
volto a rendere nuovamente pubblico il servizio idrico in Sicilia,
impegna il Governo della Regione
ad intervenire per la sospensione dei commissariamenti disposti
dall'ARRA per la consegna delle reti e impianti idrici dei comuni
sino al 30 dicembre 2009».(168)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il 26 maggio u.s. l'Assessorato regionale del lavoro, della
previdenza sociale, della formazione professionale e
dell'emigrazione ha pubblicato un avviso per realizzare nuovi corsi
di formazione professionale finanziati con il fondo sociale
europeo;
da tale avviso si evince che a beneficiarne non sono solo le
imprese private, ma anche gli enti locali, potendo ospitare,
ciascun ente, una quota massima di partecipanti alle 'work
esperience' fino al 10 per cento dei dipendenti esistenti;
si aprirebbe una vera e propria nuova stagione di precariato nella
Pubblica Amministrazione e nelle società da questa partecipate,
quando ancora si dibatte per trovare soluzione alla definitiva
lunga stagione di precariato creata nei decenni passati, perché,
come è del tutto comprensibile, in una Sicilia al limite del
collasso economico e della tenuta sociale, immettere nella Pubblica
Amministrazione nuovi precari, alla fine della cosiddetta work
esperience, farà scatenare, sicuramente e inevitabilmente, la
mobilitazione per ottenere l'ulteriore proroga per la continuazione
dell'esperienza formativa;
ritenuto, invece, che:
secondo tutt'altra finalità devono essere utilizzati detti fondi,
e cioè non per creare nuovo precariato assistito - come finirebbe
per diventare quello immesso nei percorsi formativi da attuare
presso le pubbliche amministrazioni - ma, al contrario, per
inaugurare, finalmente, la stagione della vera formazione
professionale in cui al centro ci sia l'impresa, ma anche il terzo
settore e il lavoro produttivo utile per il lavoratore, per il
datore di lavoro ed anche per l'intera società, dati gli esiti e
gli sbocchi certi che tale nuova sinergia innescherebbe, sinergia
scaturente dall'incontro del mondo del lavoro con il mondo delle
risorse umane e professionali sottoutilizzate e/o inutilizzate,
foriere di nuove opportunità di inserimento nel mondo del lavoro
per tanti soggetti;
in questo senso, l'interpretazione data al quesito sollevato dagli
enti di formazione circa la inclusione degli enti locali fra i
soggetti titolati ad ospitare work esperience va immediatamente
rimossa e azzerata, al fine di evitare lo snaturamento del vero
senso della novità che pure è stata introdotta con i nuovi avvisi,
relativamente cioè alla corresponsione di un compenso non del tutto
indifferente, 800 euro al mese, in grado di sostenere adeguatamente
il periodo formativo, valorizzare le professionalità e far emergere
risorse davvero importanti e utili per il successivo inserimento
nel mercato del lavoro;
tale prospettiva di inserimento nel mondo del lavoro a seguito di
una vera work esperience potrà essere raggiunta e garantita solo se
a beneficiare delle risorse pubbliche assegnate con il Fondo
sociale europeo saranno soltanto le imprese private variamente
declinate, ivi compreso il terzo settore, le cooperative sociali, i
consorzi, etc. e non anche, invece, la Pubblica Amministrazione e
le società partecipate dalla stessa, che già vivono di per sé una
saturazione delle proprie piante organiche, e che, in ogni
caso,l'attuale situazione non consentirebbe di acquisire una
professionalità utile per il successivo inserimento nel mercato del
lavoro per quanti potranno svolgervi work esperience, se non
appunto, la suggestione della prospettiva di un successivo
inserimento;
considerato che tale avviso è soltanto il primo in tale direzione
e che ben presto si procederà alla pubblicazione di nuovi bandi di
ben più consistente dotazione finanziaria, e considerata la grande
mobilitazione di attenzione che tale prospettiva ha innescato nei
tanti disoccupati o inoccupati siciliani in cerca di un'alternativa
all'emigrazione o allo stato di bisogno in cui versano per mancanza
di prospettiva lavorativa,
impegna il Governo della Regione
a formulare un univoco indirizzo amministrativo, chiaro e
inequivocabile circa l'esclusione degli enti locali e delle società
da essi partecipate, quali soggetti destinatari di work
esperience». (169)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che in una recente dichiarazione l'On. Berlusconi,
Presidente del Consiglio dei Ministri, ha indicato Milano quale
sede del forum per lo sviluppo dell'area del Mediterraneo;
valutato che, all'indomani della disastrosa fotografia che il
rapporto Svimez ha fatto del Meridione e della nostra Regione,
questa proposta, a dir poco paradossale, è la rappresentazione
plastica dell'inadeguata considerazione del Presidente del
Consiglio per la Sicilia ed è l'ennesima mortificazione che questo
Governo infligge alla Sicilia e ai siciliani;
considerate le dichiarazioni dell'onorevole Raffaele Lombardo,
Presidente della Regione, e degli onorevoli Gianfranco Miccichè e
Stefania Prestigiacomo, fedeli alleati e sostenitori dell'onorevole
Berlusconi, che ogni giorno ribadiscono la necessità di una forte e
coerente difesa del Sud;
valutate ancora le prevedibili ricadute socio-economiche della
realizzazione del forum e della sua ubicazione per i territori del
Sud e, in particolare, della Sicilia;
pur considerata infine la vicinanza dei mercati internazionali e i
collegamenti già esistenti con la città di Milano, nell'ottica di
far prevalere, invece, una visione unitaria ed equilibrata dello
sviluppo del Paese,
impegna il Governo della Regione
a chiedere con forza al Presidente del Consiglio dei Ministri e al
Governo nazionale che la sede permanente del forum per lo sviluppo
dell'area del Mediterraneo venga individuata in Sicilia, come è
logico, giusto e naturale che sia;
a predisporre un piano di iniziative utili ad allocare in Sicilia
la sede del forum per lo sviluppo dell'area del Mediterraneo».
(170)
«L'Assemblea regionale siciliana
impegna il Governo della Regione
a concedere i regimi di aiuto di cui alla legge appena approvata
(d.d.l. n. 119 NS I/A) anche sotto forma di credito d'impresa, ai
sensi dell'art. 12 della legge regionale n. 32 del 2000». (171)
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno numero 163.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 165.
CORDARO. Dichiaro di apporvi la firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 166.
FERRARA. Dichiaro di apporvi la firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 168.
APPRENDI. Dichiaro di apporvi la firma.
FERRARA. Dichiaro di apporvi la firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Mi rimetto
all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno numero 169.
GENTILE, assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GENTILE, assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, abbiamo emanato una circolare nella quale
abbiamo chiarito che nessun precario sarà assunto con questo tipo
di bando.
Abbiamo chiarito ampiamente e posso rassicurare tutta l'Assemblea
che non accadrà quanto rilevato.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assieme al
collega Faraone e ad altri colleghi - il collega Faraone, fra
l'altro, al riguardo aveva presentato un'interrogazione - abbiamo
voluto presentare questo ordine del giorno e chiederne al
Parlamento la votazione non perché abbiamo dubbi sulla volontà
dell'Assessore al Lavoro, ma perché nutriamo la forte
preoccupazione, stante numerosi e analoghi precedenti, che
attraverso questo strumento si possano creare sacche di precariato
che diventerebbero un problema per gli amministratori locali e
indirettamente per la Regione siciliana.
Credo che riguardo a Palermo si possano citare numerosi esempi - e
oltre che a Palermo anche nel resto della Sicilia - di misure
assunte con le migliori intenzioni di questo mondo e che
successivamente hanno determinato esiti che tutti quanti abbiamo
avvertito come inaccettabili e per gli oneri che scaricano sulla
pubblica amministrazione, ma anche per l'ingiustizia che
determinano tra i diversi soggetti privi di lavoro in Sicilia e che
non hanno la possibilità di accedere in maniera trasparente al
mercato del lavoro privato e soprattutto pubblico.
Per queste ragioni insisto, assessore e Presidente dell'Assemblea,
perché si voti questo ordine del giorno e mi auguro che, da parte
del Governo, ci sia, come aveva preannunciato l'assessore Di Mauro,
un parere favorevole.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei porre
l'attenzione - infatti, ho chiesto la parola su un fatto urgente e
non sulla questione specifica - al Presidente e all'Aula su un
problema urgente che si pone davanti a noi, prima della chiusura
della sessione estiva. Mi riferisco al problema che attiene alla
cessazione delle aziende sanitarie dall'1 settembre e alla nascita
delle nuove aziende sanitarie.
Da più parti, in Sicilia e da tutte le aziende, si registrano
preoccupazioni circa l'impossibilità di rispettare la data del 1
settembre per quanto riguarda il passaggio dalle vecchie alle nuove
aziende, con tutto ciò che comporta come chiusura dei bilanci e
PRESIDENTE. Onorevole Formica, siccome il tema che sta ponendo è
molto interessante, vorrei chiedere anche ai colleghi del Partito
Democratico di prestare un attimo di attenzione.
Onorevole Ferrara, onorevole Barbagallo, onorevole De Benedictis,
il tema che sta ponendo l'onorevole Formica è molto delicato e
molto importante.
FORMICA. Come risulterà ai colleghi ed anche al presidente della
Commissione sanità, da quasi tutte le aziende sanitarie siciliane i
termini previsti per la cessazione delle aziende - l'1 settembre
- e la nascita delle nuove aziende stanno comportando una serie di
difficoltà. E comporteranno una serie di difficoltà notevoli per
quanto riguarda soprattutto la cessazione dei vecchi bilanci e
l'apertura dei nuovi bilanci, tenuto conto che il bilancio annuale
si chiude il 31 dicembre e che, di solito, addirittura, la chiusura
definitiva avviene ad aprile, come in tutte le aziende.
La previsione della data del primo settembre è improbabile che
possa essere rispettata considerati tutti gli adempimenti che tale
operazione comporta: un primo bilancio al 30 giugno, un secondo
bilancio di due mesi fino al 31 agosto, un terzo bilancio per gli
ultimi quattro mesi fino al 31 dicembre, la impossibilità di
certificare bilanci, posto che fatture o altri impegni di spesa
arrivano con mesi e mesi di ritardo. Tutto ciò rischia di provocare
un corto circuito che impedirebbe l'avvio della nuova riforma.
Sarebbe auspicabile, nel rispetto del Codice civile, prevedere
questi termini, questo passaggio anziché l'1 settembre al 31
dicembre 2009, in coincidenza con la chiusura del bilancio annuale
normale, o all'1 gennaio 2010.
Siccome non ci restano tante altre occasione, signor Presidente,
onorevoli colleghi, per porre rimedio ad un guasto che potrebbe
rivelarsi enorme e dalle conseguenze incalcolabili rispetto alla
funzionalità della sanità in Sicilia, prego il Presidente della
Commissione sanità ed i colleghi di presentare, tutti assieme, un
breve emendamento che sposti il termine dall'1 settembre al 31
dicembre 2009. E ciò, ripeto, vista l'urgenza, l'importanza e la
ricaduta che ciò potrebbe avere sull'intera Regione e su un settore
fondamentale come quello della sanità.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 169.
Il Governo si rimette all'Aula. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, stiamo trattando un argomento talmente
delicato che credo che l'Aula debba prestarvi particolare
attenzione; stiamo parlando di spostare il termine di entrata in
vigore della legge di riforma della sanità da settembre a gennaio.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quest'Aula
si è determinata meno di tre mesi fa sul termine dell'entrata in
vigore della riforma sanitaria. Adesso nessuno vuole pretendere che
ci siano argomenti tabù, ma se l'obiezione è quella che
problematiche di natura amministrativa rendono o renderebbero
difficile il mantenimento del termine fissato, io mi aspetterei che
fosse l'Assessore per primo a rappresentare il problema affinché
l'Aula si determinasse di conseguenza.
Siccome non mi risulta che questo sia avvenuto da parte
dell'Assessore, né da parte dei dirigenti, né in quest'Aula, né
nelle varie sedute della Commissione sanità, né per altro mezzo, io
non escludo che si possa tornare ad esaminare ogni cosa. Non lo
escludo per principio. Ma ritengo che il minimo che si debba
pretendere è che noi affrontiamo questo tema - se questo problema è
reale - nella misura in cui viene posto da chi il problema ce l'ha,
cioè le strutture dell'assessorato e le strutture delle aziende che
parlerebbero per bocca dell'Assessore.
Se l'Assessore per la sanità, che è il titolare della rubrica,
quello che ha la competenza e l'onere della gestione, ci
rappresenta problemi di questo genere, quest'Aula ne discuterà
senza chiusure, ma in questo momento, semplicemente perché
informati o sulla base delle informazioni che ciascuno di noi può
avere, mi sembra improprio affrontare una discussione di questo
genere, tra l'altro, in un disegno di legge dal quale abbiamo
espunto una quantità di norme dichiarate inammissibili. E lo dico
con riferimento al fatto che molte di queste norme troveranno
allocazione o, comunque, verranno discusse - come lei ha detto -
nel prossimo disegno di legge.
Quindi, esiste ancora la possibilità legislativa perché l'Aula
entri nel merito qualora l'assessore per la sanità rappresenti il
problema.
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non sfuggirà
certamente all'onorevole De Benedictis l'importanza della proposta
dell'onorevole Formica.
Non c'è bisogno di aspettare niente e nessuno dal momento che si è
constatato che purtroppo l'appuntamento dell'1 settembre arriva
troppo in fretta e non c'è la possibilità di dare spazio
all'impostazione di una sanità già asfittica, una sanità che sta
soffrendo e che è in coma. Pertanto, dare il colpo di grazia così
mi pare una cosa abbastanza folle.
Personalmente, quindi, sono d'accordo con l'onorevole Formica
perché si presenti un emendamento nell'immediato per spostare di
quattro mesi il termine per l'avvio della riforma, atteso che,
peraltro, siamo in piena estate e tra qualche giorno la gente se ne
andrà in vacanza e ci ritroveremo con una serie di problemi pesanti
che aggraveranno ancora di più questo malato' chiamato sanità. Al
di là dei proclami dei giornali, delle esternazioni continue, delle
frasi fatte che vengono ogni giorno propinate, siamo di fronte ad
un tema sul quale la riflessione è d'obbligo.
Signor Presidente, la pregherei di verificare la possibilità di
portare all'attenzione dei colleghi questo emendamento, di farlo
approvare e di rinviare all'1 gennaio del prossimo anno quella che
è l'impostazione complessiva della sanità.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, essendoci ancora molti deputati
iscritti a parlare, continuando sulla scia di quanto fatto da
questa Assemblea negli ultimi giorni, dichiaro tale argomento
estraneo alla materia che stiamo trattando, pur rendendomi conto
che l'argomento sollevato dal collega Formica è serio, ma che
proprio per questa ragione non può essere discusso in coda ad una
legge che tratta un'altra materia e, soprattutto, senza la presenza
in Aula dell'assessore al ramo. Ciò ci servirebbe e ci
consentirebbe di valutare le eventuali ricadute della decisione che
l'Aula può, in maniera assolutamente sovrana, assumere, al di là di
quella che è la volontà dell'assessore, ma ci consentirebbe di
valutare le ricadute sul piano di rientro che è la cosa che più mi
sta a cuore in questo momento.
L'Assemblea continuerà a lavorare fino al 7 di agosto e,
certamente, avremo almeno un'altra occasione - e precisamente con
la legge numero 431 - nella quale potremo inserire questo eventuale
articolo. In quella sede, ovviamente, sviluppando il dibattito in
Commissione bilancio e poi in Aula, chiederemo la presenza del
Governo e, quindi, con la presenza del Governo avremo la
possibilità di avere l'autorevole parere dell'Assessore per la
sanità.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel caso in cui
non si dovesse arrivare ad inserire un tale emendamento, si
potrebbe fare un articolo unico da sottoporre alla volontà
dell'Aula dopo un passaggio dalla Commissione sanità.
PRESIDENTE. Assolutamente sì. Nel caso ci fosse l'unanimità dei
consensi e il parere favorevole del Governo potremmo utilizzare
questa strada.
Credo che possiamo chiudere l'argomento.
Si riprende l'esame degli ordini del giorno. Si procede all'esame
dell'ordine del giorno numero 170 «Iniziative a livello nazionale
affinché si svolga in Sicilia il forum per lo sviluppo nell'area
del Mediterraneo», a firma degli onorevoli De Benedictis, Apprendi,
Di Guardo, Faraone e Raia.
Gli onorevoli Cordaro, Greco e Mineo dichiarano di apporre la
firma all'ordine del giorno.
L'Assemblea ne prende atto.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 171 «Modalità attuative
della concessione degli aiuti alle imprese di cui alla legge
approvata dall'Assemblea nella seduta n. 103 del 21 luglio 2009
(ddl. numero 119 - Norme stralciate I/A)», dell'onorevole D'Asero.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Mi rimetto
all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno numero 167
«Proroga del termine assegnato alla Commissione speciale Statuto»,
degli onorevoli Leontini, Musotto, Pogliese e Maira.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
in attuazione della legge regionale 23 ottobre 2001, n. 13,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 51,
parte I, del 26 ottobre 2001, è stata istituita la 'Commissione
speciale per la revisione dello Statuto regionale' che con il
presente ordine del giorno si intende interamente richiamata;
in data 2 luglio 2008 è stata istituita la 'Commissione speciale
per la revisione e l'attuazione dello Statuto della Regione' nella
corrente XV legislatura;
nel corso della XIII legislatura, l'Assemblea regionale siciliana
approvava un progetto di legge costituzionale di revisione dello
Statuto che è stato trasmesso al Parlamento nazionale per la sua
approvazione con la procedura di cui all'art. 138 della
Costituzione;
la suddetta proposta di riforma dello Statuto non è stata
approvata in via definitiva per la naturale scadenza della
legislatura nazionale;
appare opportuno non disperdere il patrimonio di impegno profuso,
di partecipazione e di mobilitazione delle forze culturali e
sociali, per la definizione della proposta di revisione organica
dello Statuto;
considerato che:
esiste l'esigenza di verificare e di rivedere alcune disposizioni,
utilizzando gli spunti forniti dagli approfondimenti maturati a
livello dottrinario e politico;
il processo federalista in corso nel Paese richiede che le
modifiche allo Statuto regionale, in armonia con la volontà
espressa dall'Assemblea regionale siciliana, siano al più presto
esitate per il Parlamento nazionale al fine di evitare che
l'autonomia speciale venga penalizzata rispetto a quella delle
Regioni a statuto ordinario;
la Commissione speciale per la revisione e l'attuazione dello
Statuto della Regione ha seguito attentamente la presentazione al
Senato della Repubblica di alcuni disegni di legge di modifica
dello Statuto, attendendone la trasmissione all'Assemblea regionale
siciliana per i relativi adempimenti;
la Commissione speciale per la revisione e l'attuazione dello
Statuto della Regione non ha ancora ultimato, stante la complessità
delle tematiche da trattare, l'esame di tutti i disegni di legge ad
essa assegnati;
il Governo nazionale ha trasmesso quattro proposte di legge
inerenti la revisione dello Statuto e dell'ordinamento regionali,
che, già assegnati alla I Commissione legislativa permanente
'Affari istituzionali' dell'Assemblea regionale, necessiteranno di
un opportuno approfondimento da parte della Commissione per la
revisione e l'attuazione dello Statuto della Regione per essere
opportunamente ritrasmessi al Parlamento nazionale con il previsto
parere;
ritenuto opportuno ed urgente affidare alla Commissione per la
revisione e l'attuazione dello Statuto della Regione l'esame delle
proposte di legge costituzionale riguardanti la modifica e la
revisione dello Statuto della Regione, nonché altre iniziative
legislative in materia statutaria di volta in volta individuate
dalla Presidenza dell'A.R.S.;
ravvisata l'opportunità che la predetta Commissione speciale
sviluppi ulteriormente e compiutamente le summenzionate tematiche
istituzionali,
invita il Presidente dell'Assemblea regionale siciliana
a prorogare di dodici mesi il termine per la conclusione dei
lavori originariamente assegnato alla Commissione parlamentare
speciale per la revisione e l'attuazione dello Statuto della
Regione per l'elaborazione della riforma dello Statuto e la
definizione da parte della stessa di una proposta organica di
riforma statutaria, ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2, dello
Statuto medesimo, che possa essere trasmessa al Parlamento
nazionale, previa approvazione dell'Assemblea regionale siciliana.
La Commissione per la revisione e l'attuazione dello Statuto della
Regione dovrà altresì opportunamente seguire i lavori delle
Commissioni dei due rami del Parlamento nazionale onde assicurarsi
che l'iter per l'approvazione della riforma statutaria, ai sensi
dell'articolo 138 della Costituzione, possa essere concluso e la
riforma approvata entro la naturale scadenza della legislatura
nazionale. La Commissione per la revisione e l'attuazione dello
Statuto della Regione, inoltre, dedicherà particolare attenzione
alle procedure di attuazione di alcune norme dello Statuto
medesimo, ritenute di importanza fondamentale per lo sviluppo e la
crescita della Regione siciliana». (167)
Ricordo che il termine dei dodici mesi, originariamente assegnato
alla Commissione, è scaduto l'8 luglio scorso.
Non sorgendo osservazioni, pongo in votazione l'ordine del giorno.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che, a seguito all'approvazione dell'ordine del giorno,
il termine della conclusione dei lavori è, dunque, prorogato di
dodici mesi decorrenti dal 9 luglio u.s.
Così rimane stabilito.
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del presidente Cascio
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Norme in materia
di aiuti alle imprese» (119 - Norme stralciate I/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge numero 119 - Norme stralciate I/A «Norme in
materia di aiuti alle imprese».
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, credo che il lavoro svolto in
questi ultimi due giorni sia stato un lavoro non solo serio ma
improntato a un atteggiamento di tutti i parlamentari
dell'Assemblea assolutamente propositivo.
Abbiamo raggiunto un risultato straordinario che consente di
mettere in movimento una serie di risorse che rappresentano circa
il 22 per cento dei fondi comunitari e di dare un segnale concreto
e forte al mondo delle imprese che da tanto tempo attendevano
questo investimento.
Secondo i dati di Sviluppo Italia Sicilia noi potremmo essere in
condizione, ogni microimpresa, cioè le imprese fino a un massimo di
quattro, di avviare un lavoratore ogni 25 mila euro di
finanziamento; secondo, invece, le imprese medie che hanno un
finanziamento da parte della Regione siciliana, saremmo in grado di
avviare un dipendente ogni 50 mila euro di finanziamento.
Credo che sia un risultato straordinario, un risultato importante,
un passo avanti verso quello che deve essere il traguardo per tutti
noi di riscattare il Meridione.
Proprio perché abbiamo fatto questo passo avanti, ripeto,
ringrazio tutto il Parlamento, tutte le forze politiche e chiedo un
voto unanime a favore di questo disegno di legge che ritengo sia
merito dell'attività, dell'intelligenza, del comportamento che
tutti quanti abbiamo tenuto in questi giorni in riferimento proprio
a un provvedimento che ha come destinatario il mondo delle imprese.
MARROCCO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARROCCO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, membri del
Governo, ciò che l'Assemblea regionale ha portato a termine, forse
qualcuno potrebbe dire con qualche giorno, è un grande obiettivo
così come l'Assessore ha testé affermato; ciò che questa legge
metterà in moto in Sicilia risponde all'esigenza forte che il mondo
delle imprese - piccole, medie e grandi in Sicilia - aspettano da
tanto tempo. E l'appello che il Governo ha lanciato all'Assemblea
di votare in maniera unanime questo disegno di legge è legato
proprio al grande obiettivo che ha questa legge di ridare slancio
alla iniziativa imprenditoriale siciliana e cercare di rimettere in
moto l'insieme di attività imprenditoriali che, proprio attraverso
quei tanti attesi bandi che saranno da lì a poco emananti dai vari
assessorati, serviranno al mondo dell'imprenditoria siciliana come
motore propulsivo nel territorio.
Assessore, il suo è un invito che dobbiamo raccogliere, lo dico da
esponente del PDL, partito di maggioranza; è un risultato questo
che tutti dobbiamo registrare con grande entusiasmo. E mi auguro
che da domani - ed è quello che mi auguro anche nei confronti della
Conferenza dei capigruppo - questa Assemblea continui a lavorare
per questi ultimi giorni prima delle vacanze per portare a casa
anche altri risultati importanti. Ciò che la gente di Sicilia ci
chiede, infatti, e che dobbiamo fare, è proprio questo, soprattutto
riguardo a temi importanti come quelli legati alla gestione dei
rifiuti in Sicilia, problema che deve essere assolutamente trattato
da questa Assemblea, da questo Parlamento regionale.
Il voto non può che essere favorevole e mi auguro, a nome mio
personale, che questo sia anche un voto unanime.
Pertanto, Assessore, il suo invito diventa il mio personale nei
confronti di tutta l'Aula.
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del presidente Cascio
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che
l'Aula si possa ritenere soddisfatta del lavoro che ha svolto nel
suo insieme e a cui il gruppo del Partito Democratico ha concorso
con lealtà e con responsabilità.
Noi abbiamo detto di essere all'opposizione di questo Governo, ma
non certo all'opposizione dei siciliani. E, quindi, nella misura in
cui questo disegno di legge può servire a mettere a frutto le
risorse comunitarie e, quindi, a fare ripartire l'economia e
processi di sviluppo, noi abbiamo concorso a questo obiettivo.
Sono stati innumerevoli i contributi che abbiano dato in maniera
trasparente, che abbiamo potuto dare sia in sede di Commissione
che in sede di Aula a questo disegno di legge e non ci siamo
sottratti all'impegno che anche una forza di opposizione
responsabile e costruttiva deve avere - e l'ha avuto - di
concorrere al miglioramento di questo testo.
Tuttavia - è questo il punto dirimente - questa legge che abbiamo
contribuito, per quanto possibile, a migliorare nell'interesse dei
siciliani ricalca in tutto l'impianto della precedente normativa,
cioè la legge numero 32 del 2000, di cui è modifica, ed è lo stesso
impianto che, non soltanto da parte nostra in tutti questi anni, ma
anche da parte di quasi tutti gli analisti economici, ma voglio
dire anche dello stesso presidente Lombardo, è stato contestato e
per il quale ci si era prefissi una inversione di rotta che andasse
nella direzione della concentrazione delle risorse e della
programmazione strategica, e non più nella dispersione della spesa
a pioggia e in mille rivoli.
Purtroppo, invece, l'impianto che il Governo ha voluto dare a
questa legge, nonostante i miglioramenti che si sono potuti
apportare, rimane quello strumento che rischia di essere quella
possibilità, ancora una volta, di disperdere a pioggia e in maniera
spesso assistenziale risorse, senza cogliere l'obiettivo
dell'avanzamento dello sviluppo, senza cogliere l'obiettivo di
interventi strutturali capaci di modificare la struttura stessa del
sistema. Così com'è questa legge diventa la manutenzione
dell'esistente.
Abbiamo, tra l'altro, sperimentato come questo non abbia portato
in questi anni sviluppo, non abbia portato benefici, non abbia
portato la Regione siciliana fuori da quelle criticità che oggi la
relegano fra le ultime del Mezzogiorno e che il rapporto Svimez
fotografa in maniera impietosa.
Quindi, credo che da un lato ci sia stato uno sforzo possibile
all'interno di un'ottica, ripeto, di manutenzione dell'esistente,
ma sia mancata quella coerenza che il Governo avrebbe dato alle sue
stesse parole nel volere dare un impianto diverso, un impianto
strategico, nel voler dare obiettivi di spesa mirati e selezionati
e, quindi, da questo punto di vista non si può che essere, da un
lato, partecipi di questo strumento che i siciliani potranno usare,
dall'altro cogliere tutte le valenze di un'occasione perduta alla
quale non vogliamo associarci.
Queste le ragioni della nostra astensione.
MUSOTTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSOTTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che il
risultato del nostro lavoro in questi giorni sia di grande
positività. Questo è un disegno di legge che viene votato e mi
auguro che anche il gruppo del PD con un melius re perpensa, nel
momento in cui dovrà esprimere il proprio voto, ci ripensi, da
Parlamento siciliano, quindi, da rappresentanti degli elettori
siciliani, per l'interesse della Sicilia.
Non dobbiamo dimenticare che la programmazione, quindi la politica
economica della Sicilia, del Governo in prima linea, è una delle
priorità assolute perché occasioni di sviluppo, occasioni
soprattutto di trovare e creare posti di lavoro si possano creare
con le risorse comunitarie.
Diventando legge questo disegno di legge può finalmente essere uno
strumento decisivo. Mi rendo conto delle perplessità dell'onorevole
De Benedictis, ma non dobbiamo dimenticare che questa Assemblea
avrà un'altra occasione per migliorare i meccanismi, per agevolare
ed accelerare la spesa.
C'è un disegno di legge pendente che è il numero 379, che è stato
redatto dall'intera Commissione da me presieduta che, malgrado
notizie di stampa infondate e tendenti a sminuire un ruolo
fondamentale ed un lavoro di altissima qualità che tutta la
Commissione ha realizzato, è un disegno di legge che abbiamo
definito per le leggi comunitarie, un disegno di legge che può
essere un'altra occasione per il Parlamento per migliorare, per
qualificare ulteriormente le modalità della spesa sulle risorse che
vengono dalla Comunità europea. Noi non dobbiamo dimenticare che i
fondi ci sono, le risorse ci sono, quello che è necessario è fare
progetti di qualità che siano indirizzati ad obiettivi specifici.
Ieri si è detto che indicare in un emendamento quelli che sono i
princìpi del trattato di Barcellona sarebbe stato un emendamento
ultroneo; e, invece, non dobbiamo mai dimenticare che quei principi
sono le linee guida che devono essere poste alla base di tutti i
progetti comunitari.
Quindi, oggi, è stato fatto un grande passo avanti; ognuno ha dato
il proprio contributo ed io ritengo che anche il PD, nel momento in
cui dovrà esprimere il proprio voto, sarà vicino al popolo
siciliano, a coloro i quali vogliono realmente creare occasioni di
sviluppo e di lavoro nuovo. Per quanto riguarda l'MPA,
naturalmente, il mio gruppo esprime voto favorevole anche a seguito
delle dichiarazioni dell'assessore Di Mauro, il quale ha confermato
la positività e gli elementi costruttivi e decisivi di questa
legge.
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, a nome del Gruppo UDC, anticipo il voto
favorevole su questo disegno di legge e lo motivo. Noi abbiamo
sostenuto sin dal primo momento della nostra esclusione dal
Governo, assessore Leanza, che avremmo portato avanti una
opposizione costruttiva, dinamica e non preconcetta, basata sui
contenuti dei singoli provvedimenti normativi e non sulla posizione
acritica di votare contro per il piacere di votare contro.
Soprattutto, così come è avvenuto in questo caso, abbiamo
contribuito, se è possibile, a migliorare il disegno di legge.
Con queste premesse, intanto, senza con questo volere entrare nei
meccanismi di scelta degli altri gruppi parlamentari, non capisco
la posizione del PD.
Il PD si è speso molto anche sulle cronache dei giornali, negli
interventi televisivi per dare la dimostrazione di quanto fosse
interessato, a favore delle categorie economiche ed imprenditoriali
della Sicilia, a portare avanti questo disegno di legge.
Alcuni emendamenti sono stati proposti ed accettati, altri invece
sono stati rigettati dall'Aula - e ne parlerò tra poco - e comunque
tutti si è contribuito a rendere migliore questo disegno di legge;
pertanto, mi pare incomprensibile la posizione politica del PD che
si tira fuori con un voto di astensione.
I Siciliani, i cittadini di questa nostra regione, sono in grado
di valutare e pesare i comportamenti politici di tutti noi
deputati.
Abbiamo contribuito a migliore questo disegno di legge; potrei
farle tanti esempi, ma ne faccio soltanto due, uno in positivo ed
uno in negativo come comportamento.
Per quanto riguarda quello positivo, abbiamo contribuito, con un
emendamento a firma dell'onorevole Gianni e anche mia, a precisare
che anche le aziende, le imprese editoriali e televisive operanti
nel territorio siciliano possono partecipare alla incentivazione di
contributi con un contributo, oggi si dice de minimis, che
significa di duecento mila euro.
Siccome gli interventi d'Aula fanno parte degli atti parlamentari
e servono anche per la interpretazione della legge, intendo
sottolineare con questo mio intervento che l'emendamento di cui sto
discutendo va inteso nel senso che possono partecipare alla
contribuzione, al finanziamento, alla incentivazione tutte quelle
imprese editoriali e televisive che hanno sedi redazionali in
Sicilia, cioè anche quei giornali di tiratura nazionale che, però,
hanno una redazione operante in Sicilia, così come anche le reti
televisive che hanno sedi redazionali in Sicilia, e naturalmente le
redazioni e le televisioni cosiddette minori.
Questo era l'intendimento con cui abbiamo votato questo
emendamento.
Per quanto riguarda il secondo aspetto, incomprensibilmente, da
parte del Partito Democratico era stato presentato un emendamento
soppressivo dell'articolo che prevedeva una riserva del 20 per
cento dei finanziamenti per quelle imprese che lavoravano in aree
disagiate.
Personalmente a nome del gruppo UDC ho preso la parola dicendo che
questo emendamento era errato, sbagliato sotto l'aspetto politico
ed economico seppure avesse trovato anche il consenso del Governo
che si era dichiarato a favore, e l'Aula invece ha mantenuto la
letteralità della norma così come era stata prevista.
Dico a questo proposito, sottolineando che sarebbe stato un grave
errore che questa politica, questa Assemblea regionale, questo
Governo avessero criticato fortemente la mancata erogazione dei
fondi FAS - che sono fondi per quelle aree regionali depresse - dal
momento che non si è preso atto che nell'ambito delle regioni
depresse esistono altre zone più depresse e il senso
dell'emendamento era proprio quello di tutelare queste zone
depresse all'interno dell'area regionale depressa, per cui bene ha
fatto l'Aula a mantenere la normativa così come era stata proposta.
Un'ultima cosa: stamattina mi sono meravigliato per una
dichiarazione del collega ed amico Musotto che sulle cronache dei
giornali ha rivendicato questa legge come una legge del governo
Lombardo.
Mi è sembrata, quanto meno, una imprecisione ed una appropriazione
indebita di natura politica, perché?
Ringrazio il collega Musotto che oggi, nel suo intervento, ha
corretto il tiro.
Questa è una legge di cui bisogna dare la paternità, il merito e
l'onore soprattutto a questa Assemblea regionale che, nel momento
in cui ha trovato gli argomenti per incontrarsi su questo disegno
di legge, in poco più di ventiquattro ore, ha esaminato e
deliberato il disegno di legge.
E' una medaglietta' che deve prendersi questa Assemblea e il
riconoscimento che deve andare a tutti i Gruppi e a tutti i
deputati che hanno partecipato all'esame di questa legge, hanno
migliorato il testo e stanno per votarlo positivamente così come
l'UDC, attraverso il mio intervento, dichiara di fare.
GIANNI. Diamo atto di tutto ciò al nostro Presidente
dell'Assemblea.
MAIRA. Ma lui è il nostro Presidente, ci mancherebbe altro
BARBAGALLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, che la legge
sia stata approvata per un atteggiamento responsabile e costruttivo
di tutto il Parlamento non ci sono dubbi. Ma questa legge non è una
legge qualificante. Innanzitutto perché andava approvata qualche
anno fa. E poi perché ripercorre lo schema della legge numero 32
del 2000. Gli appelli del presidente Lombardo, gli appelli del
professore Leonardi, gli appelli dell'Associazione degli
industriali sono caduti nel vuoto. In Sicilia non c'è solo il
problema di quanto spendere, ma di come spendere. C'è un problema
di qualità della spesa e, in barba al principio della
concentrazione che ci viene suggerito dall'Unione europea, noi
abbiamo ripreso le vecchie abitudini di una spesa che si disperde
in mille rivoli.
Noi abbiamo dato il nostro contributo perché è necessario
rispondere alle attese degli artigiani, dei commercianti, degli
imprenditori siciliani, ma avremmo potuto fare di più. Si tratta di
un'occasione mancata e, pertanto, non c'è stata la svolta sul piano
della qualità della legislazione.
Il nostro voto di astensione non è un voto di distinzione
rispetto al Governo. Il capogruppo dell'UDC lo ha detto, noi ci
distinguiamo rispetto ad una legge che volevamo migliore. Il
professore Leonardi ha detto che le misure non dovevano essere più
di quaranta, noi supereremo di nuovo le duecento. Ma voi sapete
meglio di me che il programma comunitario 2000/2006 è fallito
proprio su questo punto. Se la nostra Regione non ha avuto ritorno
in termini di occupazione produttiva e di sviluppo è stato anche
perchè le misure in maggiore ritardo sono le misure che riguardano
le caratteristiche del territorio siciliano.
C'è un problema di spesa, ma c'è anche un problema di legiferare
in ordine a quelle leggi che possono incidere maggiormente.
In questo caso non ci sentiamo di esprimere un giudizio totalmente
negativo, ma ci asteniamo proprio perché si poteva fare di più.
LUPO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la parola per
sottolineare quanto già detto dall'onorevole De Benedictis e
dall'onorevole Barbagallo che mi hanno preceduto sul fatto che il
Partito Democratico si astiene perché ritiene che il disegno di
legge che stiamo per votare contiene gli stessi limiti, gli stessi
rischi della legge numero 32 del 2000 che purtroppo ha portato ad
una attuazione non sufficientemente adeguata della cosiddetta
Agenda 2000', con la polverizzazione, le dispersioni di cui pure
in quest'Aula si è dibattuto nelle sedute precedenti, anche nel
dicembre scorso, e come più volte ha fatto rilevare la Corte dei
Conti, quindi provvedimenti di spesa che alla fine non hanno
aiutato davvero, come avrebbero potuto, lo sviluppo della nostra
Regione nel periodo 2000-2006.
Desidero sottolineare anche la gravità del fatto che questa legge
viene approvata a luglio del 2009 con oltre due anni e mezzo di
ritardo. Questa è una legge che il Parlamento siciliano avrebbe
dovuto approvare nell'ottobre del 2006 per consentire una corretta
programmazione dei fondi comunitari 2007-2013 già a partire dal
2007. Questo ci ha indotto a non fare, evidentemente, un
ostruzionismo distruttivo. Ci ha indotto ad tenere in Aula un
comportamento serio, responsabile per quanto riguarda la
presentazione di emendamenti mirati a migliorare il merito della
legge proprio perché riteniamo estremamente urgente sbloccare i
fondi comunitari del ciclo comunitario 2007-2013, dato che siamo
molto preoccupati che la mancata utilizzazione dei fondi possa
comportare per la nostra Sicilia addirittura una perdita pari a
trecentosessantamilioni di euro - è quello che avverrà se non
saranno correttamente utilizzati nel corso dell'anno 2009 - e pari
ad ulteriori novecento milioni di euro di perdita di fondi
comunitari se non ci avviamo immediatamente ad una corretta
programmazione ed utilizzazione dei fondi del ciclo 2007-2013.
Per questo noi esprimiamo un voto di astensione. Voglio
sottolineare una cosa che ritengo estremamente importante: questa
legge non s'inserisce in un quadro chiaro di sviluppo della
Sicilia. In quest'Aula il Presidente della Regione è intervenuto
qualche settimana fa per informare sulla soluzione, almeno tale
pareva, vedremo se è vero, della crisi del Governo regionale ed ha
fatto una critica - che, ormai, siamo abituati a sentire - ad una
gestione precedente del Governo della Sicilia, enumerando i
cosiddetti mali o problemi della Sicilia, contestando
l'utilizzazione dei fondi comunitari di Agenda 2000-2006, così come
più volte ha fatto. Pur non di meno, in tutte le sue critiche non
ho colto minimamente qual è l'idea di sviluppo, qual è il progetto
di sviluppo, ed il piano di sviluppo che il Presidente della
Regione ha in mente per la Sicilia. Non si capisce Solo una
critica a quanto di fatto lui ha contribuito a realizzare negli
anni scorsi, essendo stato, comunque, parte importante della
maggioranza che ha governato la Sicilia già a partire dal 2001 e
anche prima.
Noi abbiamo bisogno anche di proposte. Questa legge, questo
intervento, questa utilizzazione di fondi comunitari avrebbe dovuto
iscriversi in una complessiva e seria strategia di sviluppo della
Sicilia, che avrebbe dovuto tenere conto, quindi, anche di una
corretta utilizzazione dei fondi unitari che non può fare a meno
dei fondi per le aree sottoutilizzate. Questo è ancora il grande
mistero.
Noi ci chiediamo come sarà possibile cofinanziare la spesa
comunitaria se la Regione siciliana non dispone di adeguate risorse
proprie, se ancora non sappiamo, dopo il famoso incontro di Palazzo
Grazioli, di cui abbiamo appreso dalla stampa, se e quando
arriveranno i fondi per le aree sottoutilizzate, i quattro miliardi
e novantatre milioni che per legge toccano alla Sicilia per lo
sviluppo infrastrutturale, per lo sviluppo vero, per lo sviluppo
strutturale, per la crescita economica programmata.
Noi non abbiamo più bisogno di tante piccole cattedrali nel
deserto anche se questa legge che ci accingiamo ad approvare forse
potrebbe realizzarle. Credo che la Sicilia abbia bisogno di un
piano complessivo, di una vera strategia di sviluppo economico e
sociale che ancora il Governo Lombardo non è stato in grado di
annunciare neanche timidamente.
Concludo con un richiamo, se è possibile, e un invito al Governo,
al Parlamento, a lei, signor Presidente, a porre la dovuta
attenzione al Documento di Programmazione Economico-Finanziaria.
Siamo al 21 luglio 2009, sappiamo che la Regione ha ancora qualche
giorno di tempo per potere approvare il Documento di Programmazione
Economico-Finanziaria. Credo che sia estremamente importante poter
conoscere, come Parlamento siciliano, il DPEF prima della chiusura
estiva, quindi prima del 7 agosto.
Non penso che, vista la condizione di crisi economica in cui si
trova la Sicilia, ci possiamo consentire di andare in vacanza senza
conoscere il DPEF che il Governo intende realizzare per i prossimi
anni.
ODDO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo dimenticato
come questo testo sia arrivato in Aula Abbiamo dimenticato come
realmente il Governo si sia preoccupato di strutturare bene un
disegno di legge che riguarda un argomento così importante.
Questa legge rappresenta una occasione irripetibile; infatti, non
so se nel prossimo quinquennio, fino al 2013, la Sicilia sarà
ancora nell'obiettivo 1. Tutto da vedere per quanto concerne anche
le novità rispetto all'Unione europea.
E' importante oggi ricordare non solo la sottovalutazione, ma il
caos che è regnato all'interno del centro destra siciliano.
E' inutile che ci giriamo attorno. Quel caos ha comportato anche
una sottovalutazione per quanto concerne l'inizio dell'iter
legislativo di questo testo.
Nel corso di una seduta da me presieduta, ricordo che c'è stato
uno sbarramento di fuoco al momento di incardinare il testo stesso.
Ciò indicava che all'interno della maggioranza del precedente
Governo e non dell'attuale si registrava una situazione difficile.
Questi passaggi hanno influito in maniera rilevante per quanto
concerne la qualità del testo e il modo come questo testo doveva
essere funzionale rispetto all'applicazione dei POR.
Speriamo che non accada quello che è accaduto in occasione della
legge numero 32 del 2000 per la quale fino ad un certo punto c'è
stato un lavoro fatto bene che poi, però, siamo stati costretti a
modificare molte volte.
Una forza responsabile fa quello che abbiamo fatto in tanti, ma
soprattutto il Partito democratico. Bisogna discutere e
approfondire quella che è la norma, una norma nata male. Un disegno
di legge nato male e con una disattenzione inconcepibile.
Ieri sera siamo stati decisivi, determinanti anche per il lavoro
d'Aula. Alcuni colleghi - lo dico anche rispettando le scelte ed il
pensiero di altri colleghi - avevano deciso di far saltare la
seduta di ieri sera. Noi, invece, siamo stati qui a votare quando
c'era da verificare il numero legale perché riteniamo che comunque,
anche se quel testo doveva essere più snello e più funzionale, è
comunque un testo che permette di fare quello che i cittadini
siciliani si aspettano: i bandi nel rispetto delle indicazioni
delle norme che abbiamo approvato. Una gestione attenta fa sempre
più sistema.
Gli onorevoli De Benedictis e Barbagallo hanno esortato a fare
tesoro di quello che è accaduto con Agenda 2000:
cinquantaquattromila azioni, pochissima ricaduta, bassissimo
moltiplicatore, come ha rilevato non solo la Corte dei Conti ma
anche la Banca d'Italia, cioè coloro che hanno guardato a quella
spesa con interesse.
La nostra non vuole essere una raccomandazione, pur tuttavia anche
il voto di oggi e la decisione di astenerci è comunque un segnale
nei confronti del Governo affinché si possano, perché no,
ottimizzare alcuni aspetti nella gestione, nell'attuazione di
questa legge. Noi speriamo che questo venga fatto, nell'interesse
di ciò che può rappresentare domani per la Sicilia, utilizzando
bene quelli che sono i 14,8 miliardi di euro che rappresentano
un'irripetibile occasione.
E' inutile richiamare che altri hanno innescato meccanismi
virtuosi di sviluppo complessivo, mentre noi siamo stati bocciati
per quanto concerne Agenda 2000, siamo ripetenti. Speriamo, da
questo punto di vista, di dimostrare da ripetenti di essere in
grado, invece, di eccellere.
SAVONA, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA, presidente della Commissione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, desidero prevalentemente ringraziare i funzionari che ci
hanno dato la possibilità di mettere in piedi un testo che non
c'era, un testo voluto dalla Commissione Bilancio, di concerto con
l'Assessore Cimino. Abbiamo di volta in volta, dopo la
finanziaria, estrapolato tutto quello che serviva affinché si
potesse creare questo disegno di legge.
Grazie all'aiuto dei funzionari, della dottoressa Giudice che ci
ha seguito costantemente, del Servizio Bilancio, degli Uffici della
Commissione Bilancio, abbiamo avuto la possibilità di redigere un
testo che è più asettico della politica, in senso lato, cercando di
mettere assieme i suggerimenti di tutti i direttori in un momento
in cui stavano per cambiare i direttori: ci siamo ritrovati ad
avere direttori vecchi e direttori nuovi, gente che ancora non
conosceva perfettamente la materia che dovevano trattare; assessori
nuovi ed assessori vecchi.
Quindi, pur in un momento di grande confusione siamo riusciti a
portare avanti questa iniziativa legislativa. E ringrazio tutti i
componenti della Commissione, sia di destra che di sinistra, che in
maniera consapevole e con estrema onestà hanno dato una mano
affinché si potesse concludere l'esame di questo disegno di legge.
Il mio ringraziamento è rivolto anche al Presidente dell'Assemblea
che ha dato la possibilità alla Commissione di continuare nella
scia che aveva intrapreso e ciò stralciando dalla finanziaria la
parte che ha finito per costituire il testo del disegno di legge
numero119 e di varare oggi lo stesso disegno di legge che
diversamente non avremmo potuto portare in Aula.
Dico grazie per essere riusciti a creare uno strumento che ci dà
la possibilità di spendere in maniera razionale i fondi comunitari
e, perché no, cercare di dare una mano alla Sicilia che si trova in
difficoltà.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, qualche breve considerazione.
Ho ascoltato con attenzione gli interventi e ho molto apprezzato
la linea conducente degli stessi; infatti, come avevo annunciato
nel mio primo breve intervento, tutte le attività dell'Aula sono
state improntate alla massima collaborazione.
E credo che in questo momento abbiamo fatto, tutto sommato,
nonostante qualche perplessità che ci può essere, come sempre per
un disegno di legge così importante, il massimo possibile.
Abbiamo fatto il massimo soprattutto rispetto alla disponibilità
dei fondi in favore delle imprese. Abbiamo ridotto al minimo gli
articoli, i sessantadue articoli che costituiscono questa legge
sono un numero di gran lunga inferiore a duecento che era il
numero degli articoli che componevano la legge 32 del 2000.
Prendo atto dell'annuncio del voto favorevole dell'UDC e rivolgo
nuovamente un invito pressante al Partito Democratico, il quale -
come più volte è stato detto nel corso degli interventi - ha
lavorato seriamente dando un contributo fattivo cogli interventi e
anche, come ha detto l'onorevole Oddo, con la presenza in Aula,
assicurando in alcuni momenti anche il numero legale. Ma
lasciatemi rivolgere un forte ringraziamento al presidente Cascio
che è stato sempre presente in Aula per seguire con attenzione i
lavori; in questi due giorni non si è staccato un attimo dalla
sedia, ha consapevolmente preso in considerazione tutti gli
emendamenti agli articoli, ha disposto l'inammissibilità di una
serie di provvedimenti, alcuni dei quali, lo dico con molta
franchezza, nonostante non avessero un impegno di spesa, pur non
attenendosi al testo del disegno di legge, considero meritevoli di
essere inseriti e vagliati nel disegno di legge che, di qui a
breve, esamineremo e che sarà relativo allo sviluppo' ed invito,
pertanto, tutta l'Assemblea a votarlo favorevolmente.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà, per pochi secondi.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, brevissimamente voglio dire che
sicuramente questa legge tanto attesa veniva vista e viene vista
come lo strumento reale per l'utilizzazione dei fondi comunitari.
Io dico che al 31 dicembre 2009 sarà passato già un primo
triennio e sicuramente il Parlamento ha dimostrato senso di
responsabilità consentendo di concludere l'iter di questo disegno
di legge con la sua approvazione.
Io mi permetto di fare ora, a nome di chi si riconosce in questo
mio intervento, un invito al Governo perché, ahimè, già questo
nuovo Governo, insediatosi nell'aprile 2008, ha avuto un lungo
periodo in cui la fase della programmazione e, quindi,
dell'utilizzo reale dei fondi comunitari, passa dai bandi dei
singoli rami dell'Amministrazione.
Questa è una grande necessità, un grande impegno ed il Governo
deve dimostrare un grande senso di responsabilità perché
diversamente, al 31 dicembre 2009, noi entreremo nel cosiddetto
disimpegno automatico delle risorse e, quindi, dell'utilizzo delle
risorse comunitarie 2007-2013 e rischieremmo di entrare nella
cosiddetta fase della penalità, mentre altre regioni dell'obiettivo
1 rientreranno nella cosiddetta area di premialità.
Quindi, un invito in questo senso perché non si perda tempo,
affinché i rami dell'Amministrazione procedano speditamente con i
bandi con le singole iniziative.
Questo è l'auspicio affinché si passi concretamente all'utilizzo
dei fondi comunitari.
PRESIDENTE. Si procede alla votazione finale per scrutinio palese
nominale del disegno di legge «Norme in materia di aiuti alle
imprese» (119 - Norme stralciate I/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Adamo, Arena, Aricò, Beninati, Bonomo, Bosco,
Bufardeci, Campagna, Caputo, Cascio Francesco, Cascio Salvatore,
Cimino, Colianni, Cordaro, Corona, Currenti, D'Agostino, D'Antoni,
D'Asero, Di Mauro, Federico, Formica, Gennuso, Gentile, Gianni,
Greco, Incardona, Leanza Nicola, Lentini, Leontini, Limoli, Lo
Giudice, Maira, Mancuso, Marinese, Marrocco, Minardo, Mineo,
Musotto, Nicotra, Pogliese, Ragusa, Romano, Ruggirello, Savona,
Scilla, Scoma, Torregrossa, Vinciullo, Vitrano.
Si astengono: Apprendi, Cristaudo, De Benedictis, Di Guardo,
Donegani, Faraone, Ferrara, Galvagno, Gucciardi, Laccoto, Lupo,
Marziano, Oddo, Panarello, Rinaldi, Termine.
Sono in congedo: Ammatuna, Buzzanca, Caronia, Cracolici, De Luca,
Di Benedetto, Digiacomo, Fagone, Falcone e Marinello.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 66
Maggioranza 34
Favorevoli 50
Astenuti 16
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 28 luglio
2009, alle ore 16.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del presidente Cascio
I - Comunicazioni.
II - Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della
rubrica Territorio e Ambiente'.
La seduta è tolta alle ore 14.25
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli