Presidenza del vicepresidente Formica
LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Comunicazione di opzione per il seggio di deputato al Parlamento
europeo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Antonio Antinoro, detto
Antonello, deputato regionale e deputato al Parlamento europeo, con
nota del 22 luglio 2009, pervenuta il 24 luglio successivo e
protocollata al n. 6357/Aula PG del 28 luglio 2009, ha allegato
copia del fax del 22 luglio 2009 trasmesso all'Ufficio elettorale
nazionale presso la Suprema Corte di Cassazione.
Ne do lettura:
«Palermo, 22 luglio 2009
All'Ufficio elettorale nazionale
c/o Eccellentissima Corte di Cassazione
Sede
Il sottoscritto Onorevole Antonio Antinoro, nato a Palermo il 3
agosto 1960, comunica con la presente, ai sensi della legge 18/79 e
s.m.i., di esercitare l'opzione per il seggio di deputato europeo.
Cordialmente,
Antonio Antinoro»
Onorevoli colleghi, trattandosi di dimissioni che rimuovono una
situazione di incompatibilità, ai sensi dell'articolo 63 della
legge regionale 20 marzo 1951, n. 29 e successive modifiche ed
integrazioni (legge elettorale siciliana) l'Assemblea ne prende
atto.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, il
Presidente dà il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo altresì che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi e missione
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli:
- Greco, Lentini, Lupo, Vinciullo, Federico, Speziale, Adamo, Raia
e Caronia per oggi, 28 luglio 2009; (vedi, al riguardo, la seduta
successiva numero 105 del 29 luglio 2009)
- Termine per il 28 ed il 29 luglio 2009;
- Marinese, dal 28 al 31 luglio 2009.
L'Assemblea ne prende atto.
Essendo l'onorevole Raia presente in Aula, la richiesta di congedo
è superata.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico, altresì, che l'onorevole Ruggirello è in missione, per
ragioni del suo ufficio, dal 28 al 30 luglio 2009.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegni
di legge
alla competente Commissione legislativa
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
presentati ed inviati alla competente Commissione legislativa:
BILANCIO (II)
«Assestamento del bilancio della Regione per l'anno 2009» (n.
446)
presentato dal Presidente della Regione (Lombardo) su proposta
dell'Assessore regionale per il bilancio e le finanze (Di Mauro)
in data 22 luglio 2009.
inviato in data 22 luglio 2009.
«Rendiconto generale della Regione siciliana e dell'Azienda delle
foreste demaniali per l'esercizio finanziario 2008» (n. 447)
presentato dal Presidente della Regione (Lombardo) su proposta
dell'Assessore regionale per il bilancio e le finanze (Di Mauro)
in data 22 luglio 2009
inviato in data 22 luglio 2009
«Disposizioni per consentire il passaggio da TARSU a TIA» (n. 448)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Leontini,
D'Asero, Oddo in data 23 luglio 2009
inviato in data 23 luglio 2009.
Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che:
- l'onorevole Correnti, in data 21 luglio 2009, ha chiesto di
apporre la firma al disegno di legge n. 76 Nuove disposizioni in
materia di riconoscimento e mantenimento della parità scolastica'.
- l'onorevole Campagna in data 21 luglio 2009 ha chiesto di
apporre la firma al disegno di legge n. 444 Norme per il contrasto
alla diffusione del punteruolo rosso in Sicilia'.
Comunicazione di pareri resi dalla competente Commissione
legislativa
PRESIDENTE. Comunico che, in data 21 luglio 2009, i seguenti
pareri sono stati resi dalla competente Commissione legislativa VI
Servizi Sociali e Sanitari':
Riorganizzazione della rete delle strutture private di diagnostica
di laboratorio (n. 26/VI)
inviato in data 24 luglio 2009
Decreto presidenziale per la definizione dei distretti sanitari
(n. 27/VI)
inviato in data 24 luglio 2009.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
i produttori trapanesi di sale hanno costituito, nel corso dei
secoli, il più solido baluardo contro il degrado e la
trasformazione dell'ambiente delle saline, con una caparbietà e
passione non corrispondenti alla remunerazione economica che è
propria di chi svolge il proprio lavoro per passione, prima che per
ogni altro motivo;
costoro hanno mantenuto attiva una gran parte del territorio delle
saline senza mai vedere riconosciuta l'azione di salvaguardia
ambientale da essi posta in essere con alcun provvedimento di
incentivo;
essi hanno salvaguardato nei fatti quelle caratteristiche che
rendono la salina unica e diversa dai pantani costieri non
presidiati dall'uomo;
essi hanno accolto con favore i provvedimenti di vincolo
ambientale quale ulteriore elemento formale di salvaguardia, anche
quando ciò li ha penalizzati dal punto di vista economico e
patrimoniale (vedi il 'paventato' inserimento di molte saline
all'interno dei perimetri di espansione urbana con il prevedibile
aumento di valore dei terreni legato alla loro potenziale
edificabilità);
gli stessi produttori hanno scontato la totale assenza di benefici
derivanti da tali provvedimenti di vincolo, che hanno invece
interessato l'ente gestore, che ha copiosamente beneficiato dei
trasferimenti pubblici senza peraltro determinarne alcuna ricaduta
in favore della salicultura e dell'attività svolta quotidianamente
dai salinari, precondizione essenziale per il mantenimento
dell'integrità ambientale;
essi hanno provato anche a sviluppare le potenzialità
ecoturistiche del sistema-saline in una logica di mercato e di
autentico 'sviluppo sostenibile', spesso in concorrenza con
analoghi servizi offerti dall'ente gestore in regime di sovvenzione
pubblica;
considerato che:
oggi, nell'apprendere con soddisfazione che la Regione si è
determinata a riconoscere al territorio costiero connotato dalle
saline un'attenzione che da decenni era auspicata, attesa e, in
ultima analisi, logicamente conseguente alla valenza ambientale che
ad esso le saline conferiscono, appaiono comunque incomprensibili
alcune scelte dell'operazione posta in essere;
tale operazione è parte, a quanto è dato sapere, di un accordo di
programma tra enti pubblici ed associazioni ambientaliste che ha
individuato, senza alcuna evidenza pubblica, una salina tra tante,
non la più grande, non quella conservata in modo migliore (dismessa
da alcuni anni), non la più efficiente, premiando, in regime di
'trattativa privata' un proprietario che ha scelto (saggiamente, a
quanto pare a posteriori), di abbandonare la produzione e la
salina;
essa è realizzata, a quanto è dato sapere, dando alla salina una
valorizzazione estremamente cospicua. Questo fatto è sicuramente
positivo nella misura in cui rende merito a tutte le immateriali
valenze ambientali e alle potenzialità eco-turistiche che fanno
delle saline del litorale trapanese un'area umida costiera unica,
da proteggere e valorizzare, e costituisce un riconoscimento
patrimoniale implicito per i proprietari, ma ciò solleva più di un
interrogativo sulle modalità della scelta effettuata, che appare in
aperta disparità di trattamento con le proposte di espropriazione
per pubblica utilità, anche di recente fatte, nell'ambito di
programmi di valorizzazione e riqualificazione ambientale nella
stessa area di riserva, nei confronti di produttori in piena
attività in aree adiacenti (vedi salina Vecchiarella), ed ingenera,
in numerosi produttori, la netta sensazione che l'abbandono
dell'attività sia premiante e premiata, con prevedibili, disastrosi
effetti a catena sul comparto produttivo;
tenuto conto che l'intervento posto in essere appare vieppiù
discriminatorio se confrontato con la poca sensibilità finora
mostrata dagli enti pubblici nei confronti del comparto della
salicultura, tanto nei suoi aspetti produttivi che nei confronti di
quei proprietari/produttori che hanno cercato di valorizzare in
chiave eco-turistica e di autentico sviluppo sostenibile il
territorio e le sue pertinenze (vedi saline Ettore e Infersa e
Museo del sale di Nubia, restaurati senza significativo intervento
pubblico, ambedue sedi di iniziative oggi, aperte al pubblico,
gestite in logica di mercato non assistita, fortemente simboliche
del territorio eppure misconosciute nel contesto pubblico), vedi
l'intera isola Grande dello Stagnone e le saline Carco e Fra
Giovanni in particolare, restaurate e riportate in produzione pochi
anni or sono con intento didascalico dai proprietari, e in cui il
successivo recupero delle pertinenze immobiliari con finalità
specificatamente eco turistiche è stato ed è violentemente
osteggiato in primis da quelle associazioni che sono tra le prime
beneficiarie del provvedimento di acquisizione regionale;
visto che:
sarebbe ancor più mortificante venire a sapere che la gestione e
la valorizzazione del bene acquisito fosse affidato, ancora una
volta, a trattativa privata e senza evidenza pubblica. Appare del
tutto evidente che, nella logica virtuosa dell'attivazione di un
programma di fruizione scientifica ed eco-turistica, di
riqualificazione produttiva nel rispetto ambientale, i differenti
attori del territorio sono posti su un piano di pari opportunità,
senza disparità tra figli e figliastri , discriminati sulla base
dei bollini che ci si appiccica sul petto ' e se, come viene
ventilato, dall'ente pubblico fosse garantito un (ulteriore)
sostegno per il recupero dell'area in chiave produttiva ed eco-
turistica, esso non può che ricadere sull'intero comparto, senza
creare un evidente squilibrio in favore di uno degli attori a
discapito degli altri, grazie al sostegno di fondi pubblici. Decine
di aziende, che danno occupazione a centinaia di famiglie che,
soprattutto nella dimensione artigianale dei piccoli produttori,
non hanno alcuna prospettiva di sopravvivenza se non in un vero,
autentico sviluppo sostenibile di tutte le attività collegate e
collegabili al territorio, per le quali esse non chiedono
assistenzialismo ma incentivi alla valorizzazione, in una logica di
concorrenza, rischierebbero di trovarsi buttate fuori dal mercato;
e quand'anche la gestione di una salina, in una logica di pari
opportunità , fosse affidata a un'associazione ambientalista che
(ripetiamo, senza privilegi di casta) avesse la missione di
privilegiare gli aspetti naturalistici e florofaunistici del
territorio in una corretta logica simbiotica di collegamento
virtuoso con le altre sfaccettature poste in risalto da altri
soggetti, essa non potrebbe di sicuro coincidere con l'ente
gestore, che nella sua funzione di controllo sarebbe chiamato a
controllare se stesso, garantendosi un ulteriore privilegio in una
logica di vero, sfrontato 'conflitto di interessi';
per sapere quali provvedimenti intendano adottare perché:
- venga fatta chiarezza su tutti gli aspetti legati alla
valutazione, alla scelta ed alla mancanza di evidenza pubblica del
processo di acquisizione di una salina nel comprensorio trapanese;
- il processo di assegnazione in affidamento della salina sia
effettuato con criteri di evidenza pubblica;
- gli eventuali fondi pubblici destinati al recupero ed
all'attivazione della salina e delle sue potenzialità ecoturistiche
siano assegnati su una base competitiva e di pari opportunità tra i
diversi produttori e soggetti interessati, senza che essi possano
determinare distorsioni di mercato che penalizzino i produttori e/o
i proprietari delle saline del comprensorio;
- venga esplicitamente escluso che l'ente gestore della riserva
naturale orientata, nella sua veste di garante dell'osservazione
del regolamento dell'area protetta, costituita da terreni in gran
parte privati e produttivi, possa contemporaneamente essere
assegnatario dell'affidamento di una salina;
- vengano adottati, con evidenza pubblica, tutti i provvedimenti
atti a sostenere l'attività della salicoltura, riconoscendo ad essa
la valenza di primo garante dell'integrità ambientale del sistema
- saline». (675)
MARROCCO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
con delibera del Consiglio comunale n. 9 del 7 febbraio 2009 si è
provveduto ad approvare lo schema di massima del piano regolatore
generale del Comune di Comiso (RG) e che tale delibera si è resa
esecutiva solo a settembre 2008 e mai trasmessa al competente
Assessorato regionale Territorio e ambiente;
con delibera di Giunta comunale n. 229 del 10 giugno 2009, è stata
proposta al Consiglio comunale la modifica dello schema di massima
per la rielaborazione del PRG alla cui riunione ha partecipato ed
espresso con voto favorevole l'attuale Sindaco, dott. Giuseppe
Alfano;
con delibera del Consiglio comunale n. 31 del 30 giugno 2009,
pubblicata il 10 luglio successivo, è stata approvata la suddetta
proposta della Giunta concernente la modifica/revisione dello
schema di massima per la rielaborazione del PRG, alla cui
definizione ha lavorato lo stesso progettista che aveva coordinato
lo schema di massima approvato, modificando dunque lo strumento
urbanistico dallo stesso precedentemente coordinato;
le ragioni addotte a sostegno dell'aggiornamento riguarderebbero
la necessità di reperire aree da assegnare alle cooperative
edilizie relativamente alla crescente domanda di edilizia
residenziale pubblica, nonché l'individuazione di apposita area da
destinare a impianto sportivo di valenza sovracomunale, meglio
definito come cittadella dello sport';
l'area soggetta ad esproprio per strutture sportive, cioè il
previsto stadio a nord-est del centro abitato in contrada Canicarao
di circa 70.000 metri quadri vincola un'area agricola di circa
300.000 metri quadri per un kartodromo e la cittadella dello sport;
detto vincolo comporta un ingente impegno economico per il Comune,
che deve vincolare le risorse necessarie all'esproprio da
effettuare entro cinque anni;
considerato che:
la legge regionale n. 57 del 1995, all'art. 1, stabilisce che in
materia di pianificazione urbanistica i componenti degli organi
deliberanti devono astenersi nel caso in cui abbiano un concreto
interesse economico, proprio, di parenti o affini entro il quarto
grado;
dalle visure catastali relative alle particelle interessate è
emerso che la proprietà di questi terreni è riconducibile alla
famiglia Corallo, parenti diretti dell'attuale Sindaco del Comune
di Comiso, dott. Giuseppe Alfano;
rilevato che:
le ragioni urbanistiche a sostegno della modifica dello schema di
massima già approvato, relativamente alla necessità di reperire
altre aree a fabbisogno delle cooperative, non trovano fondamento,
dal momento che vi sarebbero già sufficienti superfici disponibili
per la realizzazione di circa 250 alloggi in cooperativa, come
contenuto nello schema approvato di piano regolatore generale per
l'ambito 1 e l'ambito 4;
l'adozione di questa procedura illegittima configura palesemente
un conflitto di interessi che rischia di determinare, nel caso in
cui privati cittadini muovano ricorsi al provvedimento, una
condizione nella quale il primo cittadino, difendendo
l'Amministrazione, tutela contemporaneamente i suoi interessi con
risorse pubbliche;
lo schema approvato punta alla ricerca di altro volume
residenziale da utilizzare, riduce del 50% le E3 - aree perequate
di edilizia stagionale - per un totale di 160 ettari con un indice
di edificabilità maggiore rispetto alle tradizionali zone agricole,
quali zone di consolidata edilizia a carattere stagionale;
il suddetto, indirizzo nei fatti, cancella aree antropizzate come
contrada Giardinello, contrada Corallo, contrada Cifali, ecc.,
tagliando la possibilità per migliaia di piccoli proprietari di
insediare un volume per realizzare la casa di campagna, quale
tradizionale manufatto del territorio ragusano;
sempre secondo questo indirizzo vengono eliminati i piani di
riordino e recupero di nuclei urbani consolidati con edificazione
spontanea (PdR), già approvati nello schema di massima in essere in
contrada Manco, contrada Quaglio e in via Biscari. Tali piani
avrebbero consentito di integrare meglio nel tessuto urbano aree
con edificazione abusiva prive di servizi, che necessitano di una
razionalizzazione e di un recupero urbanistico;
tutto il volume insediabile, recuperato dai tagli che colpiscono
ampiamente la piccola proprietà fondiaria diffusa, e quindi
migliaia di cittadini, viene quasi totalmente destinato nell'area
da sempre soggetta a vincolo preordinato all'esproprio per impianti
sportivi SP - Struttura sportiva di progetto che vede modificata la
propria destinazione d'uso, su direttiva dell'amministrazione, da
attrezzatura collettiva vincolata e soggetta ad esproprio, a zona
AR4, e cioè edilizia residenziale privata;
ulteriore nuovo volume edificabile investe una vasta area ubicata
tra la strada provinciale Comiso-Chiaramonte e la via Gesualdo
Bufalino, definita CTR5 (Area risorsa per la residenza, la
ricettività, le attività produttive e direzionali), motivando detta
edificabilità con lo sviluppo turistico dell'aeroporto nonostante
nessun asse viario vi conduca e che nessuna attività turistica
possa insediarsi positivamente in mezzo a padiglioni artigianali;
ritenuto che il piano rischia di essere bloccato per anni a causa
dei possibili ricorsi derivati dai diritti già acquisiti nelle pre-
vigenze del PRG non riproposte e, nella prima stesura dello schema
di massima, dalle migliaia di cittadini che hanno visto modificare
le destinazioni dei propri suoli;
per sapere:
se siano a conoscenza dei fatti sin qui descritti e se e con quali
strumenti intendano accertare quanto sin qui esposto;
se non ritengano opportuno porre in essere ogni utile iniziativa,
anche mediante l'individuazione di un commissario ad acta, tesa a
far luce sull'iter adottato, nonché sul merito dell'aggiornamento
dello schema di massima per la rielaborazione del PRG del Comune di
Comiso;
se non ritengano opportuno, accertati i fatti, bloccare l'adozione
degli atti sin qui approvati, ripristinando in tal modo il corretto
iter relativo alle procedure sull'adozione degli strumenti
urbanistici allo scopo di salvaguardare il territorio interessato
dalle vicende sin qui esposte». (678)
DIGIACOMO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il lavoro, la
previdenza sociale, la formazione professionale e l'emigrazione,
premesso che:
lo scorso 8 aprile la Conferenza Stato-regioni ha raggiunto
l'intesa attraverso la quale si dà attuazione all'accordo del 12
febbraio scorso tra Governo e regioni relativo agli ammortizzatori
sociali in deroga;
sono stati stanziati per l'intero Paese complessivamente 8
miliardi di euro per il biennio 2009-2010. Per quanto riguarda le
risorse nazionali (in gran parte risorse stornate dal fondo aree
sottoutilizzate), la cifra erogata è di 5.353 milioni di euro, per
quanto riguarda il contributo regionale la quota di intervento di
ogni Regione è stata quantificata in base ai potenziali
beneficiari, raggiungendo un importo complessivo di 2.65 milioni di
euro;
il 70% del sostegno al reddito verrà finanziato a valere sui fondi
nazionali, il restante 30%, connesso a percorsi di politica attiva
del lavoro, viene posto a carico del FSE (fondo sociale europeo);
sono state fino ad oggi ripartite alle regioni e alle province
autonome, come prima assegnazione delle risorse finanziarie a
valere sui fondi per il 2009 con delibera CIPE, risorse finanziarie
complessivamente pari a 825,4 milioni di euro, delle quali 151,4
come anticipo deliberato in febbraio, cui ha fatto seguito un
ulteriore stanziamento in maggio di 674 milioni (di cui euro 418
milioni nel Centro-Nord e euro 256 milioni nel Mezzogiorno);
considerato che:
le risorse assegnate alla Sicilia con l'anticipo del mese di
febbraio sono state 10 milioni di euro;
il 16 aprile u.s., presso il Ministero del lavoro, è stata
raggiunta l'intesa 'Stato - Regione siciliana' con la quale vengono
destinati (punto 1 dell'accordo) alla Sicilia 39 milioni di euro a
valere su fondi nazionali per la concessione o per la proroga in
deroga alla vigente normativa di trattamenti di cassa integrazione
guadagni, ordinaria e/o straordinaria, di mobilità, di
disoccupazione speciale ai lavoratori subordinati a tempo
determinato ed indeterminato, con inclusione degli apprendisti e
dei lavoratori somministrati; l'intesa sottoscritta segue lo schema
deliberato dalla Conferenza Stato - regioni l'8 aprile 2009;
tale accordo, al punto 6), prevede: 'I lavoratori destinatari dei
trattamenti, l'utilizzo temporale dei trattamenti medesimi ed il
riparto delle risorse tra le situazioni di crisi occupazionale,
sono definiti e modulati in un accordo quadro stipulato sulla base
delle esigenze verificate dalla Regione d'intesa con le parti
sociali e delle relative risorse finanziarie';
ad oggi 'l'accordo quadro' tra la Regione siciliana e le parti
sociali che deve regolare tutta la materia, in Sicilia, non è stato
stipulato, impedendo l'erogazione dei trattamenti spettanti ai
lavoratori della nostra Regione, colpiti dalla grave crisi
economica ed occupazionale, con conseguenze negative anche per le
imprese e per l'economia dell'Isola;
la commissione regionale per l'impiego, nella seduta del 15 giugno
u.s., ha deciso di non esaminare ulteriori istanze di concessione
di ammortizzatori in deroga prima della sottoscrizione dell'accordo
generale regionale , creando un'ulteriore penalizzazione dei
lavoratori aventi diritto al trattamento degli ammortizzatori
sociali;
evidentemente le parti sociali rappresentate nella CRI ritengono
necessario dotarsi di una normativa nuova e diversa da quella già
utilizzata nel 2008, in quanto definita in uno scenario diverso,
prima che la crisi economica internazionale si manifestasse con i
suoi pesanti effetti sociali;
gli Assessori regionali che si sono succeduti in questi mesi non
hanno mai convocato le parti sociali nemmeno per avviare una
discussione propedeutica alla stipula dell'accordo quadro;
CGIL, CISL e UIL regionali, il 29 aprile 2009, hanno chiesto al
Presidente della Regione di promuovere un apposito incontro sulla
materia degli ammortizzatori in deroga, senza ricevere alcuna
risposta;
l'accordo quadro regionale è necessario anche per consentire la
stipula della convenzione tra INPS e Regione siciliana a seguito
della quale l'INPS provvede ad erogare le provvidenze agli aventi
diritto;
la Sicilia è l'unica regione d'Italia che non ha ancora stipulato
l'accordo quadro con le parti sociali;
per sapere:
quali siano i motivi che non hanno consentito, soltanto in
Sicilia, di stipulare, con le parti sociali, l'accordo quadro
regionale necessario a regolare la materia degli ammortizzatori
sociali, come e quando il Governo regionale (o l'Assessore per il
lavoro) pensi di porre rimedio;
se la cifra di 39 milioni di euro di cui all'accordo Stato -
Regione siciliana del 16 aprile u.s. sia aggiuntiva o sia
comprensiva dei 10 milioni di euro messi a disposizione dallo Stato
nel mese di febbraio c.a.;
se l'Unione europea abbia, nel frattempo, dato il consenso all'uso
di 157,6 milioni di euro per la Regione siciliana e con quali
vincoli e/o prescrizioni;
se siano stati effettuati incontri - e in caso positivo, con quali
esiti - con gli enti bilaterali e con i fondi interprofessionali
per la formazione continua per verificare l'esistenza di propri
specifici interventi nel loro ambito d'attività e per quali entità
finanziarie rese disponibili dagli stessi;
quante siano le aziende e i lavoratori coinvolti dagli accordi
sottoscritti presso gli uffici provinciali del lavoro della Sicilia
e quali previsioni di costo tali accordi abbiano;
se sia stata fatta un'analisi relativa alle previsioni, almeno per
gli ultimi mesi del 2009, delle esigenze di utilizzazione di
ammortizzatori in deroga e, se tale analisi sia stata approntata,
con quali criteri è stata condotta e con quali risultanze;
quali interventi formativi si stiano predisponendo per queste
tipologie di lavoratori, con quali modalità e con quali criteri
selettivi si intendano scegliere gli enti di formazione
professionale e con quali modalità si intenda far avvenire
l'incontro tra il lavoratore beneficiario degli ammortizzatori in
deroga e l'attività formativa obbligatoria e quale ruolo
svolgeranno gli sportelli multifunzionali;
se il Governo pensi di intervenire con una propria specifica
normativa regionale a tutela dei lavoratori assunti ciclicamente in
attività tipicamente stagionali e adesso non più richiamati
dall'azienda come conseguenza della crisi economica o della
specifica crisi settoriale (per esempio lavoratori stagionali del
settore turismo, dell'agroindustria) ovvero nei confronti di
lavoratori ex a tempo determinato non più richiamati nella Pubblica
Amministrazione in Sicilia per effetto di provvedimenti nazionali,
come i cosiddetti precari della scuola». (679)
LUPO - RINALDI - FIORENZA - GUCCIARDI
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha dichiarato, in
questi giorni, che l'epidemia di influenza A(H1N1), meglio
conosciuta come 'influenza suina', non è più controllabile. La
stessa OMS ha dichiarato l'influenza A(H1N1) 'pandemia', quindi con
una previsione di diffusione planetaria;
fortunatamente il decorso di questo particolare tipo di influenza
è quasi sempre positivo, trattandosi, in effetti, di un ceppo più
aggressivo della normale influenza. Solo particolari fattori
climatici ed ambientali possono causare forme aggressive e/o letali
di detto ceppo influenzale;
considerato che le stime diffuse dal Ministero del lavoro, della
salute e delle politiche sociali parlano di un contagio su larga
scala (circa 4/5 milioni di individui) che colpirà l'Italia nel
prossimo periodo autunnale, cioè nel momento più proficuo per la
diffusione di tutte le forme influenzali. Lo stesso Ministero sta
allestendo tutta una serie di provvedimenti cautelativi e
precauzionali in vista del previsto contagio su larga scala che
colpirà il nostro Paese;
visto che non esistono stime sulla futura diffusione in Sicilia
dell'influenza A(H1N1), sarebbe auspicabile, da parte delle nostre
autorità sanitarie, adottare una serie di interventi che preparino
le strutture sanitarie isolane ad intervenire prontamente in caso
di diffusione massiccia di questo particolare ceppo influenzale.
Occorrerebbe verificare la disponibilità, nelle farmacie e nei
pronto soccorso, sia degli antivirali che dei vaccini, informare la
popolazione, istituendo anche un numero verde telefonico, sui
sistemi di cura domiciliare dell'influenza A(H1N1), rivolgendosi al
proprio medico curante ed evitando inutili e spesso dannose corse
negli ospedali, istituire dei reparti attrezzati negli ospedali e
nei centri di primo soccorso con ingressi separati;
per sapere se non ritengano opportuno attivare una task force,
all'interno dell'Assessorato regionale Sanità, che predisponga e
renda operativa tutta una serie di interventi propedeutici alla
diffusione dell'influenza A(H1N1) in Sicilia». (681)
FALCONE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo, le
comunicazioni ed i trasporti, premesso che:
le Ferrovie dello Stato hanno presentato il nuovo piano di
riorganizzazione delle tratte ferroviarie in Sicilia;
la lettura del suddetto piano mette in evidenza una notevole
discrepanza sulle modalità degli interventi che le Ferrovie dello
Stato prevedono di attuare nella nostra Regione. Se, da un lato, si
accentuano i provvedimenti per apportare migliorie, sia in termini
strutturali che di collegamento, sulle linee che transitano da
Palermo, Messina e Catania, nulla è previsto per la zona di
Siracusa;
tenuto conto che numerosi sarebbero gli interventi necessari nel
Siracusano. La chiusura della stazione di Megara, che consentiva
gli incroci fra i treni in direzioni opposte, causa lunghe attese
provocate dal binario unico, la tratta Siracusa-Ragusa-Gela non ha
mai subito nessuna miglioria rispetto alla sua struttura originale,
risalente ad oltre 100 anni fa, e non si hanno notizie sul
collegamento tra Augusta e Siracusa, mentre le nuovissime strutture
dello scalo merci di Pantanella resteranno inutilizzate per la
decisione dei vertici di TRENITALIA di chiudere questo
importantissimo snodo merci;
per sapere se non ritengano utile intervenire, nell'ambito delle
proprie competenze e prima dell'entrata in vigore del nuovo piano
di riorganizzazione delle tratte ferroviarie in Sicilia, affinché
la provincia di Siracusa non subisca un ulteriore atto di
discriminazione nei confronti del resto della Sicilia». (682)
VINCIULLO
«All'Assessore per la sanità, premesso che i dati più recenti
forniti dalle autorità sanitarie indicano una diffusione del virus
dell'influenza 'messicana';
considerata l'opportunità di non diffondere sconforto e panico tra
la popolazione, ma ravvisata l'urgenza di adottare le minime misure
di prevenzione;
ricordato che la saliva è tra i principali vettori di contagio;
verificato che in diversi esercizi pubblici di ristoro è invalsa
la consuetudine di riutilizzare i bicchieri di plastica;
per sapere se non ritenga di dovere attivare le strutture
sanitarie perché:
- sia intensificato il controllo della conduzione igienica dei
pubblici esercizi;
- sia stroncato senza reticenze il riutilizzo di contenitori di
plastica;
- sia introdotto l'obbligo di usare bicchieri di carta e di altri
accessori per la ristorazione realizzati con materiali non
riutilizzabili». (683)
APPRENDI
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
«All'Assessore per i lavori pubblici, premesso che:
la struttura portuale di Bonagia, sita nel comune di Valderice
(TP), è costituita da un piccolo molo frangiflutti, non banchinato,
che si protende verso ponente per 60 metri, e da una banchina di
riva, di circa 60 metri, a sud della quale esiste uno scalo di
alaggio per barche;
la stessa, nella sua essenzialità, è un importante punto
nevralgico per l'economia turistica del Comune di Valderice;
proprio alla luce di ciò, è stato redatto un progetto, non ancora
attuato, per la realizzazione di un vero porticciolo turistico che
ne accrescerebbe, ovviamente, la funzionalità e la capienza;
le guide navali considerano, comunque, l'approdo come riparo
sicuro in caso di cattive condizioni atmosferiche e in generale
come luogo adatto all'attracco;
la struttura portuale di Bonagia è interessata da fenomeni di
accumulo notevole di alghe in putrefazione, tanto da renderne
difficile l'accesso e l'attracco dei natanti;
ultimamente la situazione è andata peggiorando sempre più, tanto
che la Capitaneria di porto non ha escluso la possibilità di
arrivare a limitare l'accesso dell'approdo invaso dalle alghe;
la gravità della situazione della struttura portuale, dove trovano
ormeggio e riparo centinaia di barche e gommoni, costretti a fare i
conti con forti disagi, è, ormai, ragione evidente per cui si rende
necessario un immediato intervento di dragaggio del fondale, al
fine di assicurare l'accesso ai natanti ed evitare che le
problematiche dello scalo gravino anche sull'economia turistica
della zona;
per sapere se non ritenga urgente intervenire col giusto ausilio
tecnico del Genio civile opere marittime al fine di assicurare, in
tempi brevi, il dragaggio dello specchio d'acqua relativo alla
piccola struttura portuale di Bonaria». (685)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
ODDO
«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali, premesso che:
l'Amministrazione comunale, nel corso dei mesi, ha provveduto
all'acquisto di numerose attrezzature e arredi da destinare agli
uffici comunali;
la ditta incaricata di alcune forniture è stata individuata con
determina n. 23 del 5 febbraio 2009, assunta dal settore staff
politico, e con la quale è stata affidata, alla ditta Sistemi
tecnici s.r.l., la fornitura di n. 13 poltroncine per il tavolo di
presidenza, da allocare nell'aula consiliare del palazzo
municipale, liquidata con determinazione n. 32 del 4 marzo 2009 per
euro 3450,00, IVA compresa, e la n. 30 del 27 febbraio 2009, a cura
dello staff politico, con la quale è stata affidata, alla ditta
Sistemi tecnici s.r.l., la fornitura di n. 3 poltroncine per
l'ufficio di gabinetto del Sindaco, liquidata con determinazione n.
57 del 26 marzo 2009 per euro 720,00, IVA compresa;
tali forniture sono state affidate direttamente senza fare ricorso
ad alcuna procedura ad evidenza pubblica;
rilevato che:
la ditta sopra indicata risulta essere riconducibile all'attuale
Vice Sindaco, sig. Salvatore Girlando, carica che lo stesso
ricopriva anche al momento dell'affidamento delle forniture;
l'ordinamento regionale degli enti locali (d.lgs n. 267 del 2000),
all'art. 63, in materia di incompatibilità, stabilisce che non può
ricoprire la carica di Sindaco e di Consigliere comunale colui che
come titolare, amministratore, dipendente con poteri di
rappresentanza o di coordinamento ha parte, direttamente o
indirettamente, in servizi, esazioni di diritti, somministrazioni o
appalti, nell'interesse del Comune, ovvero in società ed imprese
volte al profitto di privati, sovvenzionate da detti enti in modo
continuativo, quando le sovvenzioni non siano dovute in forza di
una legge dello Stato o della Regione;
specificamente è stabilito che la mera partecipazione ad una gara
da parte di una società in cui il direttore tecnico o il legale
rappresentante o i soci accomandanti siano Consiglieri comunali non
comporta una causa di incompatibilità; detta causa sorge al momento
dell'aggiudicazione dell'appalto;
per sapere:
se sia a conoscenza dei fatti sin qui esposti e se, alla luce di
essi, siano state intraprese iniziative o vi siano in atto
iniziative in tal senso e con quale indirizzo;
se non ritenga necessario, accertati i fatti, porre in essere
tutte le misure necessarie affinché vi sia il pieno rispetto di
quanto disposto dal testo unico citato e le relative conseguenze
derivanti dalla sua applicazione». (686)
DIGIACOMO
«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali, premesso che:
il Comune di Comiso (RG) ha pubblicato nel gennaio 2009 un bando
europeo ad evidenza pubblica per la gestione del servizio
assistenza domiciliare agli anziani;
successivamente detto bando, senza alcuna motivazione di merito, è
stato revocato in autotutela prima della scadenza (det. dir.
20/2009);
in un altro bando, conseguentemente pubblicato, fra i requisiti
previsti come qualità tecniche e organizzative dell'impresa è stato
rimosso quello relativo all'utilizzo del personale già operante,
mentre è stato inserito quello del possesso della carta dei
servizi;
nel verbale del 24 aprile 2009, stilato dalla commissione di gara,
si legge: 'esaminata la prima migliore offerta prodotta dalla coop.
sociale Artemide, la stessa risulta anomala in quanto sia i punti
relativi al prezzo sia la somma dei punti relativi agli altri
elementi di valutazione sono superiori ai 4/5 dei corrispondenti
punti massimi previsti dal bando di gara';
considerato che:
la commissione di gara ha accolto, mediante una semplice
dichiarazione resa dal rappresentante della cooperativa Artemide,
la tesi, alquanto peregrina, che non sono dovuti gli scatti di
anzianità al personale e pertanto, riducendosi i costi, ha
conseguentemente proceduto all'affidamento del servizio;
la commissione di gara, presieduta dal dirigente di nomina
sindacale, non ha tenuto conto che la cooperativa affidataria è
vincolata al rispetto degli obblighi retributivi previsti dai
contratti collettivi di lavoro, compresi gli scatti di anzianità, e
all'applicazione dell' art. 37 dello stesso contratto collettivo
nazionale, che prevede l'assunzione del personale operante nella
precedente cooperativa appaltatrice;
la gara, nonostante le suddette procedure anomale, è stata
aggiudicata alla cooperativa Artemide, la cui rappresentante legale
è la sig.ra Rita La Terra, moglie del sig. Gino Calvo, quest'ultimo
delegato a rappresentare la cooperativa nelle trattative sindacali
concernenti il personale impegnato nel servizio in oggetto;
il sig. Gino Calvo è stato anche nominato consulente dal Sindaco
di Comiso, avv. Giuseppe Alfano;
rilevato che:
la cooperativa Artemide gestirà il servizio senza avvalersi di
trenta operatrici già professionalmente formate e con un numero
drasticamente ridotto di anziani assistiti mediante un processo di
graduale innalzamento dei costi delle prestazioni che indurranno
gli anziani pur bisognosi a rinunciare ai servizi;
specificamente il costo per gli anziani non è per l'intero
servizio, ma per singole prestazioni: un nucleo di due anziani con
un reddito di 21 mila euro ISEE solo per il servizio di assistenza
domiciliare dovrebbe pagare 16,77 euro l'ora, 9,34 euro per il
servizio infermieristico e 7,41 per il disbrigo pratiche;
si tratta di cifre improponibili per gli anziani a basso reddito e
che con tale indirizzo il numero degli assistiti da 365 dell'anno
scorso scende ad un massimo di 150 unità;
il servizio di assistenza domiciliare che ogni comune deve
assicurare agli anziani non può essere annoverato tra quei servizi
sui quali fare esercizio di bilancio ma, per la sua connotazione
sociale di interesse collettivo, deve altresì essere garantito alle
migliori condizioni possibili per gli utenti;
per sapere:
se sia a conoscenza dei fatti sin qui esposti e se non ritenga
comunque di accertarne il merito allo scopo di chiarire quanto
accaduto e se la cooperativa in oggetto possegga tutti i requisiti
necessari per svolgere efficacemente il servizio di assistenza
domiciliare agli anziani;
se non ritenga opportuno, acquisito ogni elemento della vicenda e
nel rispetto delle proprie competenze, porre in essere tutte le
iniziative utili a salvaguardare le professionalità in atto
esistenti che hanno svolto sino ad oggi il ruolo di assistenza agli
anziani presso il Comune di Comiso e se non ritenga necessario
determinare le migliori condizioni affinché venga garantito un
servizio in grado di garantire la massima assistenza possibile».
(687)
DIGIACOMO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che è stata presentata la seguente interrogazione con
richiesta di risposta in risposta in Commissione:
«All'Assessore per la sanità, premesso che:
con un inusitato e deprecabile quanto intempestivo provvedimento,
il dott. Lorenzo Maniaci è stato sollevato dall'incarico fin qui
svolto (da circa tre anni) di commissario straordinario presso
l'azienda ospedaliera Umberto I di Enna;
le motivazioni che sembrerebbero essere state addotte a sostegno
del provvedimento appaiono carenti ed in contraddizione con la
reale situazione lavorativa del dirigente, laddove viene sostenuta
una presunta priorità nello svolgimento delle funzioni legate
all'attività del Dipartimento dell'Assessorato Sanità in relazione
al piano di rientro e, quando, viceversa e nei fatti, il dirigente
in questione, nell'ambito della riorganizzazione degli uffici
dell'Assessorato, ha avuto affidato un incarico riguardante
problematiche marginali e di scarsa rilevanza esterna - quale
quello riguardante le isole minori - sebbene da circa vent'anni si
sia sempre occupato di problematiche inerenti l'assistenza
ospedaliera e l'organizzazione dei servizi ospedalieri;
constatato che:
il provvedimento in questione è stato emanato da un organo
politico (ufficio di Gabinetto dell'Assessorato) e non dal
competente ufficio del Dipartimento della pianificazione
strategica, verificandosi, pertanto, un'impropria attività
dell'ufficio di Gabinetto, che si esprime quale organo di
amministrazione attiva;
la revoca dell'incarico è da considerarsi come un atto politico e
di mero potere; l'ufficio di Gabinetto, infatti, si è sostituito
agli uffici preposti, adottando un provvedimento che presenta
evidenti carenze di motivazione nella sostituzione del commissario
straordinario;
considerato che:
l'attuale normativa e, nello specifico, il decreto legislativo n.
502 del 1992 e successive modifiche e integrazioni sancisce
l'assoluta incompatibilità del Direttore generale in carica con
qualsiasi altra funzione;
conseguentemente gli atti eventualmente adottati dal dott. Iudica
nella sua qualifica di commissario straordinario presso l'azienda
ospedaliera di Enna assumerebbero connotati di nullità;
atteso che:
la vigente normativa prevede la decadenza e la non nominabilità di
un direttore generale che non abbia osservato i vincoli
dell'equilibrio economico dell'azienda;
appare, pertanto, oltremodo strano che al direttore generale
dell'azienda USL n. 4, il quale notoriamente non ha rispettato
detti vincoli anche negli anni precedenti, venga affidato un
ulteriore incarico ancorché temporaneo;
siamo di fronte ad atti illegittimi, laddove la motivazione di
fondo è frutto di una scelta politica e autoritaria che mette in
crisi la correttezza del funzionamento della macchina burocratica
nonché il ruolo stesso della burocrazia;
per sapere:
se non ritenga, anche alla luce della prossima entrata in vigore
della riforma sanitaria e delle consequenziali nuove nomine degli
organi manageriali ordinari, di dover rivedere il provvedimento di
revoca del commissario straordinario dell'azienda ospedaliera
Umberto I di Enna e di contestuale nomina del suo sostituto,
illegittimamente adottato;
se e quali iniziative urgenti intenda assumere al fine di
ripristinare la legalità e la trasparenza nell'Amministrazione in
un settore estremamente delicato come quello della gestione
pubblica della salute dei cittadini». (680)
(L'interrogante chiede lo svolgimento in Commissione con urgenza)
GALVAGNO
Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà inviata al
Governo e alla competente Commissione.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti, premesso che da un articolo apparso
sul Giornale di Sicilia' del 17 luglio 2009, si apprende che i
ritardi nella convocazione della conferenza di servizi da parte
della Commissione regionale del Dipartimento dei trasporti per
l'approvazione del progetto definitivo dell'autoporto di Vittoria
(RG) preoccupano l'Amministrazione comunale e le associazioni di
categoria. Sempre dalle stesse fonti giornalistiche pare che il
Comune avesse già chiesto invano la conferenza lo scorso maggio. Il
Sindaco afferma che le modifiche e le integrazioni prescritte sono
state approntate e il progetto presentato in tempo utile e paventa
il rischio che, se entro luglio non venisse convocata la conferenza
di servizi, il finanziamento per l'opera andrà perso. La
riattivazione della conferenza di servizi richiede la prima e
seconda convocazione in un tempo complessivo di 45 giorni. Una
volta approvato, il progetto deve passare all'esame del Consiglio
comunale. Bisognerà poi attendere il decreto che prevede la
copertura finanziaria del bando di gara. Infine, la pubblicazione e
l'espletamento del bando di gara ad evidenza pubblica sopra soglia
comunitaria nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea;
considerata l'ampiezza e la complessità dell'iter, anche il
segretario della locale sezione della Confederazione nazionale
dell'artigianato esprime preoccupazioni per i ritardi, a maggior
ragione dopo che Vittoria ha recentemente perso i finanziamenti per
l'area artigianale;
per sapere se le preoccupazioni espresse dal sindaco di Vittoria
siano fondate, se le prescrizioni al progetto siano state
approntate e quale sia l'iter d'avanzamento del progetto di
finanziamento dell'autoporto». (674)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
INCARDONA
«Al Presidente della Regione, premesso che:
con l'art. 7 della legge regionale 14 maggio, n. 6, 'Disposizioni
programmatiche e correttive per l'anno 2009', sono state dettate
'Norme per la riduzione dei costi degli apparati pubblici
regionali'. Tale norma pone il divieto alle società, a capitale
interamente o a maggioranza pubblico non quotate in borsa,
costituite o partecipate dall'Amministrazione regionale nonché alle
aziende regionali, agli istituti, alle agenzie, ai consorzi, agli
organismi ed enti regionali comunque denominati, di procedere alla
costituzione o detenere partecipazioni in altre società od
organismi vari, e ciò al fine di evitare alterazioni o distorsioni
della concorrenza e del mercato e di assicurare la parità degli
operatori;
inoltre, con il comma 2 si obbligano gli enti di cui al comma 1 a
procedere, entro 90 giorni dall'entrata in vigore della legge, alla
liquidazione delle società od organismi partecipati, comunicando
l'avvio delle procedure ed i tempi di liquidazione agli organi
tutori e alla Ragioneria generale della Regione;
il mancato avvio delle procedure previste dall'articolo di legge
comporta l'immediata decadenza di tutti gli organi
d'amministrazione degli enti di cui al comma 1 o la revoca dei
rappresentanti della Regione nelle società;
la riconsiderazione della partecipazione degli enti regionali
comunque denominati in codeste società, sembra di poter affermare,
é stata dettata dalla necessità di operare una sana politica di
bilanci in un tempo in cui é evidente la crisi finanziaria in cui
versa la stessa Regione, non essendo più possibile sostenerne
l'esorbitante e crescente costo derivato aggiuntivo. Insomma,
scarseggiano le risorse ed é bene rimodulare, riconsiderare la
politica di partecipazione economica in diversi enti e società,
sorti come una serie di matrioske, che spesso hanno assolto o si
sono ridotte solamente a drenare risorse, e non a creare servizi e
sviluppo;
se ciò vale per le società a capitale interamente o a maggioranza
pubblico non quotate in borsa, nonché per le aziende regionali, gli
istituti, le agenzie, i consorzi, gli organismi e gli enti
regionali comunque denominati, tanto più deve valere per la stessa
Regione, che dovrebbe smettere di continuare a vestire i panni di
una Regione imprenditrice;
a tale riguardo, forse animata da queste intenzioni, la stessa
Giunta di Governo ha assunto la delibera n. 222 del 30 settembre
2008, avente ad oggetto: 'Riordino delle partecipazioni della
Regione siciliana in società di capitali', con la quale, appunto,
attraverso lo specifico piano deliberato, si sarebbe dovuto avviare
il processo di riordino delle società partecipate dalla Regione,
dimezzando le stesse società e sottoponendo la Regione ad una cura
dimagrante, con un notevole risparmio di risorse finanziare;
in effetti, è proprio tale motivazione di fondo ad essere
evidenziata nella lettera inviata dal Ragioniere generale della
Regione, dott. Vincenzo Emanuele, il quale scrive proprio al
Presidente della Regione che: 'Negli ultimi anni il frequente
ricorso all'utilizzo, anche tramite strumenti legislativi, di
organismi societari di diritto privato con capitale pubblico, in
mancanza di un coordinamento centrale, ha determinato
un'incontrollata creazione di compagini societarie a volte
duplicate negli oggetti sociali e nelle finalità da perseguire, che
finiscono per appesantire la macchina amministrativa ed, a volte,
sovrapponendosi tra di loro, causano un eccessivo dispendio di
risorse'; e, se lo dice il Ragioniere generale della Regione, c'è
da crederci;
da allora è stato annunciato urbi et orbi che sarebbe stata data
una sforbiciata alle società partecipate della Regione siciliana
grazie alla quale, delle 26 che di seguito si indicano:
SVILUPPO
Sviluppo Italia Sicilia spa, Sicilia e-Innovazione spa, Italia
Lavoro Sicilia spa, Sicilia e-ricerca, Ciem Scpa Psts Scpa Risem
spa, InfoRac Map spa, Consorzio di Ricerca per l'Innovazione,
Trasporti navali, Sicilia e-Servizi
SERVIZI AUSILIARI
Beni Culturali spa, Biosphera spa, Multiservizi spa
CREDITO
Unicredit spa, Irfis spa, Cape spa
VALORIZZAZIONE PATRIMONIO E DEMANIO
Spi spa
RISCOSSIONE
Riscossione Sicilia spa
SERVIZI ACQUEDOTTISTICI
Siciliacque spa
PROMOZIONE SICILIA
Quarit scpa, Maas scpa, Cinesicilia srl
INFRASTRUTTURE E TRASPORTI
Stretto di Messina spa, AST
ALTRI SETTORI
Terme di Sciacca spa, Terme di Acireale
ne sarebbero rimaste in piedi solo 12, e cioè, come annunciato:
Sviluppo Italia e Sicilia e-Servizi per il settore dello Sviluppo e
ricerca; Beni Culturali spa per l'area delle prestazioni servizi
ausiliari strumentali; le partecipazioni in Unicredit, Irfis e Cape
Sicilia per il credito; la Spi per la valorizzazione dei beni
demaniali, patrimoniali, ambientali e culturali; la Riscossione
Sicilia spa per l'area delle riscossioni; Siciliacque spa per i
servizi acquedottistici; Cinesicilia per la promozione
dell'immagine dell'Isola; ed infine la società Stretto di Messina
spa. Tutto il resto era da chiudere e da liquidare o con
partecipazioni da cedere. Si parlava convintamente di fine delle
stagioni di duplicazioni a iosa, in Sicilia, di sprechi ed
inefficienze;
il tutto, purtroppo, sembra essere rimasto - come in effetti è
rimasto - solo nel libro dei sogni e degli annunci, e oggi,
infatti, si continua ad assistere senza sosta a nomine e a
polemiche per i posti di 'sottogoverno', ambiti da molti - come ha
dichiarato lo stesso Presidente della Regione, durante l'ultima
crisi di Governo - anche per gli alti appannaggi, rimanendo
invariati sia gli assetti di tutte le società regionali sia gli
antichi vizi, come sembra accada in alcune di esse, addirittura, di
continuare ad assumere allegramente;
per sapere:
se sia stata data esecutività alla delibera di Giunta di Governo
n. 222 del 30 settembre 2008 avente ad oggetto: 'Riordino delle
partecipazioni della Regione siciliana in società di capitali',
approntando i relativi piani di dismissione, accorpamento e
scioglimento delle relative società, e quale sia lo stato attuale
del suo iter;
se ancora non fosse stato approntato alcun piano operativo, quali
siano i motivi che ne hanno impedito, fino ad ora, la sua
operatività e se non ritenga opportuno di coinvolgere le competenti
Commissioni legislative permanenti dell'ARS per una più compiuta e
completa analisi;
inoltre, nell'ottica di avere contezza di cosa realmente
rappresentano dette società regionali, quale sia la loro situazione
patrimoniale, la loro dotazione organica e, in particolare, quante
assunzioni siano state fatte in ognuna di esse, in ultimo, dal 2001
ad oggi, per quelle società a questa data già costituite e, in tal
caso, secondo quali procedure e necessità derivanti dalle relative
dotazioni organiche e piani industriali siano stati assunti». (676)
FARAONE
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il bilancio e le
finanze e all'Assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca, premesso che:
nel lontano 1999, la Commissione regionale 'Antimafia', ha avuto
modo, dopo una lunga e minuziosa indagine e l'audizione di diversi
soggetti, di relazionare sulle anomalie nella gestione dell'IRCAC;
tale relazione finale è stata approvata dalla stessa Commissione
in data 14 giugno 1999 e, in pari data, trasmessa al Presidente
dell'Assemblea regionale siciliana perché ne curasse la trattazione
da parte dell'Aula parlamentare;
da allora, la relazione non è stata mai discussa e, quindi, non è
stata espressa alcuna valutazione dall'ARS, con la conseguenza che
nessuna decisione è stata mai assunta coerentemente con le
risultanze conclusive cui è pervenuta la predetta Commissione;
tuttavia, tali risultanze consegnano all'Assemblea regionale
siciliana - per come è dato leggere nelle stesse considerazioni
finali della relazione rassegnata dalla Commissione - 'una
conoscenza di un coacervo di fatti e comportamenti amministrativi e
gestionali, i quali, ancorché censurabili non soltanto sul piano
politico, dovrebbero costituire elemento di seria riflessione con
lo scopo di apprestare idonee misure, legislative e amministrative,
atte ad eliminare le distorsioni riscontrate riconsiderando alla
radice le ragioni per la permanenza in attività dell'IRCAC ed
altresì per individuare nuovi e più confacenti percorsi per la
politica del medio credito della Regione';
in sintesi, la Commissione perviene a queste considerazioni:
1) la vigente legislazione in materia di cooperazione è
inadeguata;
2) occorrono scelte dolorose e radicali per evitare il perpetuarsi
di metodologie che arrecano grave danno alle finanze della Regione
per conseguire spesso inutili ed insignificanti risultati a livello
di sviluppo economico e del reddito;
quindi, la Commissione perveniva alle considerazioni rassegnate
alla libera valutazione dell'Aula parlamentare affinché 'il Governo
della Regione e la stessa ARS (...) si interrogassero per chiudere
questa pagina della politica dell'intervento finanziario della
Regione in favore del variegato settore della cooperazione';
di qui la proposta di 'scioglimento dell'IRCAC come strada
praticabile coerente con la politica allora avviata dello
scioglimento degli enti economici';
dall'esaurimento della funzione dell'IRCAC e dalla ridimensionata
attività di istituti similari (IRFIS e CRIAS) ne scaturiva 'un
giudizio sul ruolo che il medio credito può e deve svolgere in
Sicilia, con una conseguente razionalizzazione delle politiche di
sostegno alle attività produttive, mediante la creazione di un
soggetto pubblico capace di erogare credito a medio termine
all'insegna dell'efficienza e della selettività';
ma, dato che tale relazione non è mai stata discussa dall'ARS, il
tempo lasciato passare - ben 10 anni - ha prodotto l'amara
conseguenza che non sono state apportate le dovute, necessarie e
giuste riforme che dalla stessa Commissione furono auspicate;
a distanza di 10 anni, il quadro sostanziale dell'IRCAC resta
immutato con l'aggravante che in questo lungo lasso di tempo si
sono consolidati le prassi e i sistemi, all'epoca evidenziati, di
una gestione poco oculata verso l'interesse generale e pubblico;
il provvedimento adottato per l'IRCAC, inserito nell'art. 55 della
legge regionale n. 10 del 1999, con la previsione di un piano
industriale oltre ad un ridimensionamento della pianta organica e
del personale attraverso un esodo, è stato di fatto vanificato a
causa di una gestione dell'ente priva di una reale direzione
generale, 'abbandonata' ad una alternanza di dirigenti interni con
funzioni apicali, che non ha permesso un vero rinnovamento
dell'ente né funzionale nè organizzativo;
di fatto il consiglio d'amministrazione e i commissari che si sono
succeduti non hanno aggredito i nodi di fondo delle vicende IRCAC,
che, anzi, in alcuni vistosi casi, hanno deviato dal perseguimento
dell'interesse pubblico;
resta emblematica, in tal senso, la nomina a commissario
dell'istituto dell'ex vice direttore generale già in quiescenza,
nonostante il contenzioso personale intrattenuto con lo stesso
istituto per l'incarico di direttore generale a lui attribuito;
si è continuato così, imperterriti, nell'attribuzione delle
mansioni di direttore generale, in alcuni casi addirittura
nonostante il parere contrario dell'Assessorato Cooperazione,
amministrazione vigilante, caso già rilevato come anomalia dalla
stessa Commissione 'Antimafia', e ciò ha determinato un crescendo
di contenziosi per il riconoscimento in sede giudiziaria di oltre
1.100.000,00 euro di differenze retributive, con l'aggravante che,
a seguire, potrebbero essere attivate altre azioni giudiziarie da
parte di altri dirigenti nel frattempo preposti, potendo vantare
gli stessi analoghe pretese;
tutto ciò è avvenuto, sembra, nella inerzia se non acquiescenza
degli organi tutori ;
e dunque: l'assenza di un'adeguata riorganizzazione, il
mantenimento di un obsoleto regolamento del personale non
aggiornato in conformità dell'art. 31 della l.r. n. 6 del 1997 e di
quanto previsto dai contratti collettivi nazionali di lavoro del
credito, assieme ad una mirata attribuzione di mansioni ad alcuni
'prescelti' dipendenti, consentendo loro il passaggio a qualifiche
superiori di funzionari e dirigenti, talvolta anche con transizioni
dirette e senza neppure intraprendere un percorso giudiziario; lo
stesso concorso a direttore generale che, sembra, non sia stato
esente da anomalie e complicazioni, contestato da alcuni candidati
per le modalità poste in essere dalla commissione esaminatrice e
approdato presso le sedi giudiziarie per motivazioni inerenti a
'false' dichiarazioni circa i requisiti posseduti dal candidato poi
nominato vincitore nonostante circolari della Regione siciliana,
atti giudiziari (sentenze che negano tale attestazione) oltre a
pareri dell'Ufficio legislativo e legale, attesta che a tutt'oggi
resta ancora valida non solo l'indagine svolta a suo tempo dalla
Commissione regionale 'Antimafia' e le considerazioni alle quali
pervenne, ma anche la stessa domanda d'obbligo circa il ruolo e il
compito dell'IRCAC, se cioè esso svolga adeguatamente o meno il suo
compito e assolva ancora alla funzione storica che gli era stata
assegnata con la sua istituzione di istituto di credito del sistema
cooperativistico;
dalla lettura dei bilanci presentati dall'IRCAC, si ricava infatti
che, nonostante i comunicati fatti dal presidente del precedente
c.d.a., oggi commissario, sul c.d. risanamento dell'IRCAC, di fatto
questo rimane relegato a un mero messaggio pubblicitario, per la
diffusione del quale vengono sostenuti costi aggiuntivi, e
mantenendo la rivista interna 'Cooperazione 2000', remunerando
svariati organi di stampa, perpetrando una delle anomalie indicate,
ancora una volta, dalla Commissione 'Antimafia';
a fronte dunque, di accresciuti costi di gestione per pubblicità,
consulenze, uffici e sedi decentrate, mansioni superiori e
pagamento di immotivati straordinari ai dipendenti (visto che
l'ente stesso dichiara di avere deliberato solo 117 pratiche di
finanziamento nel 2008) i risultati in termini di aiuto al settore
cooperativistico (erogazioni) appaiono assolutamente paragonabili
ai costi per il mantenimento della stessa struttura;
l'IRCAC poi, dopo 10 anni, appare come un ente votato a tentare di
recuperare i suoi crediti (più di 1000 linee di credito in
contenzioso, su cui l'Istituto ricava le commissioni per i propri
costi di gestione) piuttosto che sviluppare credito (dando
complessivamente affidamento a circa 200 cooperative);
occorre riaggiornare l'analisi e l'indagine svolta nella XII
legislatura dalla Commissione regionale 'Antimafia', al fine di
acquisire - se del caso - nuovi elementi di riflessione utili ad
apportare quelle riforme necessarie da molti auspicate, ma mai
varate, oltre a verificare quanto hanno funzionato gli strumenti
adottati per il mantenimento dei costi degli enti economici
regionali sottoposti a vigilanza (l.r. n. 6 del 1997, art. 31);
per sapere quale sia oggi lo stato dell'IRCAC relativamente a:
- personale dipendente e remunerazioni relative;
- utilizzazione dei fondi e contenzioso con la Regione;
- crediti e sofferenze;
- convenzioni con istituti di crediti per il servizio di
tesoreria;
- stato dell'ufficio di Messina;
- stato della rivista 'Cooperazione 2000';
- partecipazione azionarie dell'Istituto;
- stato delle consulenze esterne». (677)
FARAONE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'industria,
premesso che:
da oltre dieci anni lo stabilimento industriale dell'ex cartiera
SACE, sita nel territorio di Fiumefreddo (CT), è stato venduto alla
Provincia regionale di Catania con l'obiettivo di far sorgere il
parco divertimenti più esteso del Mezzogiorno d'Italia;
alla data odierna non è stato realizzato il parco divertimenti e,
cosa ancor più grave, non è stata neppure bonificata la cartiera
dalla presenza di rifiuti pericolosi e dall'amianto;
considerato che:
le varie amministrazioni provinciali che si sono succedute hanno
affidato incarichi per studi che non hanno prodotto concreti
risultati;
la costituzione di una società pubblico-privata (la Sicilyand) non
è servita sostanzialmente a nulla;
ritenuto che:
i cittadini hanno subito la cessazione produttiva della SACE e la
chiusura di altre aziende (Keyes, Climega Sud, Guttadauro);
ciò ha avuto delle gravissime ripercussioni negative sull'economia
locale;
sono stati persi posti di lavoro e non è stato definito un serio
progetto per lo sviluppo turistico dell'intera zona costiera e dei
comuni interessati;
per sapere:
se siano stati attivati interventi ispettivi finalizzati a
verificare il rispetto degli impegni contrattuali assunti dalla
Provincia regionale di Catania;
se in questi anni sia stato arrecato un danno patrimoniale a
seguito di comportamenti omissivi e di inadempienze;
se sia stata violata la normativa in tema di tutela ambientale».
(684)
BARBAGALLO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il bilancio e le
finanze e all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali, premesso che:
moltissime cooperative sociali si trovano ormai in piena crisi a
causa della contrazione delle risorse per i servizi e dei ritardi
nei pagamenti da parte degli enti locali siciliani;
l'allarme è condiviso e sostenuto da tutti gli organismi di
rappresentanza del movimento cooperativo siciliano (AGCI,
CONFCOOPERATIVE, LEGACOOP, UNCI, UNICOOP), così come più volte
denunciato attraverso i mass media;
considerato che il mondo della cooperazione ha sempre dimostrato
di avere una grande capacità di contenimento dell'emergenza
occupazionale e sociale, soprattutto in momenti di crisi economica;
rilevato che le importanti risorse del fondo nazionale per le
politiche sociali restano in gran parte non spese, con la grave
conseguenza che molti servizi essenziali vengono sospesi o
interrotti;
rilevato, altresì, che le cooperative sociali di tipo b',
impegnate nell'assistenza, nel recupero e nell'inserimento di
soggetti affetti da patologie psichiatriche, non sono più nelle
condizioni di operare a causa della mancanza di risorse
finanziarie;
sottolineato che il segnale positivo costituito dall'art. 14 della
legge finanziaria per l'anno 2009 della Regione siciliana, che
consentirebbe alle cooperative sociali di cedere i crediti vantati
con la Pubblica Amministrazione e compensare gli stessi con i
debiti erariali, segna il passo per la mancata emanazione dei
decreti attuativi;
per sapere quali provvedimenti urgenti intendano assumere affinché
vengano emanati i decreti attuativi citati in premessa, nelle more
che venga predisposto uno strumento legislativo che consolidi
finanziariamente e rilanci operativamente il lavoro di supporto
alla collettività che viene svolto dalle cooperative sociali».
(688)
D'ASERO
«All'Assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione, premesso che l'articolo 2, comma 2, della
legge regionale 15 maggio 1991, n. 17 e successive modifiche ed
integrazioni, ha istituito, tra gli altri, il Museo archeologico
regionale di Centuripe (EN);
constatato che sul sito internet dell'Assessorato regionale dei
Beni culturali ed ambientali e della pubblica istruzione, ove
vengono elencati tutti i musei archeologici regionali ed inserite
le informazioni relative finalizzate alla loro fruizione da parte
della collettività, non risulta esservi traccia alcuna
dell'esistenza anche' del Museo archeologico di Centuripe;
per sapere quali siano i motivi del mancato inserimento del Museo
archeologico regionale di Centuripe sul sito istituzionale della
Regione». (689)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
GALVAGNO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il turismo, le
comunicazioni ed i trasporti e all'Assessore per i lavori pubblici,
premesso che:
da un articolo apparso sul Giornale di Sicilia' del 17 luglio
2009 si apprende che il Sindaco e l'Amministrazione comunale di
Vittoria (RG) ritengono in pericolo la definitiva approvazione del
progetto dell'autoporto ed il relativo finanziamento;
l'Amministrazione comunale di Vittoria avrebbe chiesto già a
maggio la convocazione della conferenza dei servizi per la
definitiva approvazione del progetto dopo avere apportato allo
stesso le prescrizioni a suo tempo decise in sede di conferenza di
servizi;
il Sindaco afferma che le modifiche e le integrazioni prescritte
sono state approntate, ma paventa il rischio della perdita del
finanziamento a causa della mancata convocazione della conferenza
di servizi entro luglio c.a.;
un'attivazione della conferenza di servizi ed il suo svolgimento
possono richiedere tempi lunghi o comunque oltre il mese;
per sapere se le preoccupazioni espresse dal Sindaco di Vittoria
siano fondate, se le prescrizioni al progetto siano state
approntate e quale sia l'iter di avanzamento del progetto di
finanziamento dell'autoporto». (690)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
INCARDONA
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura della
interpellanza presentata.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«All'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la formazione
professionale e l'emigrazione, premesso che:
con nota prot. 0012942 del 14 luglio 2009, il Ministero del
lavoro, della salute e delle politiche sociali, Direzione generale
degli ammortizzatori sociali ed incentivi all'occupazione -
divisione III, ha dato riscontro alla nota n. 731 del 19 marzo 2009
dell'Assessorato Lavoro - Agenzia regionale per l'impiego e
formazione professionale - Servizio IV LSU e Workfare;
con la sopra citata nota n. 731 del 14 marzo 2009, l'Assessorato
Lavoro chiedeva se fosse possibile impiegare risorse finanziarie
non utilizzate relative al progetto IN.L.A. per fronteggiare
emergenze occupazionali riguardanti soggetti - in servizio presso i
Comuni di Alcamo, Valderice, Marsala, Castellammare del Golfo e
Sciacca - già appartenenti al bacino dei lavoratori socialmente
utili finanziati con oneri a carico del fondo nazionale per
l'occupazione, trasferiti alla Regione siciliana sulla base della
convenzione n. 14/0010499, sottoscritta il 19 ottobre 2005 con il
Ministero del lavoro;
da un'attenta lettura della nota del Ministero del lavoro, a firma
del Direttore generale, si evince chiaramente che l'eventuale
utilizzo delle disponibilità residue è legato agli eventuali
residui da accertare, tenendo presente che, sempre a parere del
Ministero, le attività (progetto IN.L.A.) si sono concluse il 30
giugno 2009;
il Ministero, pur essendo a conoscenza della mancata notifica
all'Unione europea, ritiene che le contribuzioni, relative agli
interventi previsti dal progetto IN.L.A., possono essere erogate
sulla base del regolamento comunitario di esenzione n. 800/2008;
tali asserzioni, di fatto, a parere dell'interpellante, appaiono
fortemente limitative per le reali possibilità del configurarsi di
eventuali residui da utilizzare per l'auspicato rinnovo
contrattuale a favore dei lavoratori precari in servizio presso i
comuni sopra citati;
il sottosegretario al lavoro, on. Viespoli, ha più volte
verbalmente garantito a deputati e senatori della Repubblica e a
deputati regionali dell'Assemblea regionale siciliana che, con la
nota de qua, il grave problema posto all'attenzione del Ministero
del lavoro era stato sostanzialmente risolto;
il contenuto della nota ministeriale più volte citata non depone
affatto in tal senso, sia nella sostanza che nei tempi, in quanto
recita testualmente: 'eventuali residui e modalità da concordare
con successivo atto tra Ministero e codesta Regione, nel quale
verranno inseriti i comuni da Voi già individuati';
per conoscere se non ritenga doveroso, utile ed urgente chiarire:
a) come intenda affrontare la delicata situazione dei lavoratori
di cui trattasi alla luce del contenuto della nota ministeriale;
b) se intenda procedere all'erogazione delle contribuzioni
relative al progetto IN.L.A. in assenza di notifica all'Unione
europea;
c) se non ritenga indispensabile un immediato incontro con il
Ministro del lavoro per rassegnare che le tesi contenute nella nota
ministeriale non depongono a favore di una rapida ed effettiva
soluzione del problema e, cosa ancora più grave, non è escluso che
limitano seriamente la reale possibilità del configurarsi di
eventuali residui;
d) se non ritenga che sia Suo preciso dovere individuare le vie
più brevi per addivenire ad una possibile soluzione per
tranquillizzare i circa 200 lavoratori che corrono il rischio di
perdere il lavoro che, se pur precario, svolgono da più di un
decennio, assicurando fra l'altro il funzionamento di servizi
essenziali erogati dagli enti locali elencati in premessa». (65)
(L'interpellante chiede lo svolgimento con urgenza)
ODDO
PRESIDENTE. Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno
annunzio senza che il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione,
l'interpellanza si intende accettata e sarà iscritta all'ordine del
giorno per essere svolta al proprio turno.
Comunicazione relativa all' interrogazione numero 360 con
risposta in Commissione
PRESIDENTE. Comunico che, giusta nota 479/Cp del 23 luglio 2009
della competente Commissione legislativa permanente Bilancio',
l'interrogazione numero 360, a richiesta di risposta in Commissione
e a firma dell'onorevole Lupo, «Rapporti tra la Regione siciliana e
la Royal Bank of Scotland», nel corso della seduta di Commissione
n. 77 del 15 aprile 2009 è stata considerata presentata con
richiesta di risposta scritta.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di ritiro di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che:
- con nota del 21 luglio 2009 (pervenuta al Servizio Lavori d'Aula
il 22 luglio successivo), l'onorevole Michele Galvagno, primo
firmatario, ha dichiarato di ritirare l'interrogazione a risposta
scritta n. 661 «Presunte illegittimità nel provvedimento di revoca
del commissario straordinario presso l'azienda ospedaliera Umberto
I di Enna ed iniziative conseguenti», in quanto dallo stesso
deputato ripresentata, in pari data, con richiesta di svolgimento
urgente in Commissione;
- con nota del 24 luglio 2009, l'onorevole Carmelo Incardona ha
dichiarato di ritirare l'interrogazione a risposta scritta n. 674
«Notizie in merito allo stato d'avanzamento dell'iter di
realizzazione dell'autoporto di Vittoria (RG)» in quanto di
identico contenuto all'interrogazione a risposta scritta n. 690, a
sua firma.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di nomina e di preposizione degli Assessori
regionali
ai rami dell'Amministrazione regionale
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura dei
decreti del Presidente della Regione dell'8 luglio 2009, pubblicati
nella GURS n. 35, parte I, del 24 luglio successivo,
rispettivamente, di nomina ad Assessore regionale dell'onorevole
Nicola Lenza con contestuale cessazione delle funzioni di Assessore
regionale, con preposizione all'Assessorato del territorio e
dell'ambiente, del dott. Giuseppe Sorbello, e di preposizione degli
Assessori regionali agli Assessorati regionali.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«Regione Siciliana
IL PRESIDENTE
VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;
VISTO in particolare l'articolo 9, come sostituito dall'articolo
1, comma 1, lettera f) della legge costituzionale 31 gennaio 2001,
n. 2 che, nel prevedere l'elezione a suffragio universale e diretto
del Presidente della Regione, gli attribuisce il potere di nominare
e revocare gli Assessori da preporre ai singoli rami
dell'Amministrazione regionale, tra cui un Vicepresidente che lo
sostituisce in caso di assenza o di impedimento;
VISTA la legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e sue successive
modifiche ed integrazioni;
VISTA la legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, e sue successive
modifiche ed integrazioni, nonché l'allegata tabella A;
VISTO il decreto presidenziale 10 maggio 2001, n. 8, concernente
la disciplina degli uffici di diretta collaborazione del Presidente
della Regione e degli Assessori regionali, ed in particolare
l'articolo 2, comma 12;
VISTA la propria nota n. 2672 del 24 aprile 2008, con la quale, a
seguito della proclamazione alla carica di Presidente della Regione
siciliana, resa nota dalla Corte di appello di Palermo con nota
prot. P/08/67/El. Reg. del 24 aprile 2008, sono state assunte le
relative funzioni;
VISTO il decreto presidenziale n. 278/Area I /S.G. del 27 maggio
2008 di costituzione del Governo regionale - XV Legislatura -
nomina degli Assessori regionali;
VISTO il decreto presidenziale n. 317/Area I /S.G. del 5 giugno
2008, con il quale gli Assessori regionali, nominati con il sopra
citato D.P. n. 278/08, sono stati preposti ai singoli Assessorati
regionali di cui all'art. 6 della legge regionale 29 dicembre 1962,
n. 28 e successive modifiche ed integrazioni;
VISTA la legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19;
VISTO il decreto presidenziale n. 153/Area I /S.G. del 25 maggio
2009, con il quale, a seguito delle dimissioni rassegnate con
lettera del 25 maggio 2009 dal dott. Giuseppe Sorbello di Assessore
regionale con preposizione all'Assessorato regionale del territorio
e dell'ambiente, il Presidente della Regione assume temporaneamente
le funzioni ad interim di Assessore del predetto ramo di
amministrazione per il compimento degli atti di ordinaria
amministrazione;
VISTO il decreto presidenziale n. 191/Area I /S.G. del 29 maggio
2009 Nomina degli Assessori regionali ;
VISTO il decreto presidenziale n. 236/Area I /S.G. del 17 giugno
2009 di preposizione degli Assessori regionali nominati ai sensi
del citato D.P. n. 191/09, nel quale il dott. Giuseppe Sorbello è
stato preposto all'Assessorato regionale del territorio e
dell'ambiente;
VISTO il decreto presidenziale n. 257/Area I /S.G. del 26 giugno
2009, con il quale, unitamente alla nomina di ulteriori tre
Assessori regionali e ciò a completamento di quanto determinato con
il sopra menzionato D.P. n. 191/09 è rimasta ferma, tra le altre,
la preposizione del dott. Giuseppe Sorbello all'Assessorato
regionale del territorio e dell'ambiente;
RITENUTO di dover nominare Assessore regionale l'on.le Nicola
Leanza, a seguito delle dimissioni rassegnate dal dott. Giuseppe
Sorbello ed acquisite in data 8 luglio 2009, riordinando con
separato provvedimento le preposizioni ai singoli rami
dell'Amministrazione regionale degli Assessori regionali nominati;
D E C R E T A
Art. 1
Per le motivazioni di cui in premessa, a completamento dei decreti
presidenziali n. 191/09 e n. 257/09 di nomina degli Assessori
regionali, è nominato Assessore regionale l'on. Nicola Leanza, con
contestuale cessazione dalle funzioni di Assessore regionale, con
preposizione all'Assessorato regionale del territorio e
dell'ambiente, del dott. Giuseppe Sorbello.
Art. 2
Con successivo distinto provvedimento di pari data, saranno
riordinate le preposizioni ai rami dell'Amministrazione regionale
degli Assessori regionali nominati, ivi compresa quella di cui al
presente decreto.
Art. 3
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Regione Siciliana.
Palermo, 8 luglio 2009
LOMBARDO»
«Regione Siciliana
IL PRESIDENTE
VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;
VISTO in particolare l'articolo 9, come sostituito dall'articolo
1, comma 1, lettera f) della legge costituzionale 31 gennaio 2001,
n. 2 che, nel prevedere l'elezione a suffragio universale e diretto
del Presidente della Regione, gli attribuisce il potere di nominare
e revocare gli Assessori da preporre ai singoli rami
dell'Amministrazione regionale, tra cui un Vicepresidente che lo
sostituisce in caso di assenza o di impedimento;
VISTA la legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e sue successive
modifiche ed integrazioni;
VISTA la legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, e sue successive
modifiche ed integrazioni, nonché l'allegata tabella A;
VISTO il decreto presidenziale 10 maggio 2001, n. 8, concernente
la disciplina degli uffici di diretta collaborazione del Presidente
della Regione e degli Assessori regionali, ed in particolare
l'articolo 2, comma 12;
VISTA la propria nota n. 2672 del 24 aprile 2008, con la quale, a
seguito della proclamazione alla carica di Presidente della Regione
siciliana, resa nota dalla Corte di appello di Palermo con nota
prot. P/08/67/El. Reg. del 24 aprile 2008, sono state assunte le
relative funzioni;
VISTA la legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19;
VISTO il decreto presidenziale n. 191/Area I /S.G. del 29 maggio
2009 Nomina degli Assessori regionali ;
VISTO il decreto presidenziale n. 197/Area I /S.G. del 3 giugno
2009 Delega all'Assessore regionale avv.to Gaetano Armao della
trattazione degli affari ricompresi nelle competenze del
dipartimento regionale della protezione civile;
VISTO il decreto presidenziale n. 236/Area I /S.G. del 17 giugno
2009 di preposizione degli Assessori regionali nominati ai sensi
del citato D.P. n. 191/09, nel quale il dott. Giuseppe Sorbello è
stato preposto all'Assessorato regionale del territorio e
dell'ambiente;
VISTO il decreto presidenziale n. 257/Area I /S.G. del 26 giugno
2009, con il quale, unitamente alla nomina di ulteriori tre
Assessori regionali e ciò a completamento di quanto determinato con
il sopra menzionato D.P. n. 191/09 è rimasta ferma, tra le altre,
la preposizione del dott. Giuseppe Sorbello all'Assessorato
regionale del territorio e dell'ambiente;
VISTO il decreto presidenziale n. 276 dell'8 luglio 2009, con il
quale si è proceduto alla nomina di Assessore regionale dell'on.le
Nicola Leanza;
RITENUTO di dover procedere ad una rimodulazione dell'assetto
riguardante le preposizioni degli Assessori regionali nominati ai
singoli rami dell'Amministrazione regionale e ciò a parziale
modifica e ad integrazione dei decreti presidenziali di
preposizione sopra citati e di dover attribuire, successivamente,
ad uno degli Assessori regionali le funzioni di Vice presidente;
D E C R E T A
Art. 1
A parziale modifica ed integrazione dei decreti presidenziali n.
197/09 e n. 236/09, gli Assessori regionali nominati con DD.PP. n.
191/09, n. 257/09 e n. 276 dell'8 luglio 2009, sono come di seguito
preposti ai singoli Assessorati regionali di cui all'art. 6 della
legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e successive modifiche ed
integrazioni:
- on.le Antonino Beninati - Assessorato regionale dei lavori
pubblici;
- on.le Giambattista Bufardeci - Assessorato regionale della
cooperazione, del commercio, dell'artigianato e della pesca;
- dott.ssa Caterina Chinnici - Assessorato regionale della
famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali;
- on.le Michele Cimino - Assessorato regionale dell'agricoltura e
delle foreste;
- on.le Roberto Di Mauro - Assessorato regionale del bilancio e
delle finanze;
- on.le Luigi Gentile - Assessorato regionale del lavoro;
- on.le Nicola Leanza - Assessorato regionale dei beni culturali
ed ambientali e della pubblica istruzione;
- avv.to Mario Milone - Assessorato regionale del territorio e
dell'ambiente;
- dott. Massimo Russo - Assessorato regionale della sanità;
- on.le Antonino Strano - Assessorato regionale del turismo, delle
comunicazioni e dei trasporti;
- dott. Marco Venturi - Assessorato regionale dell'industria.
Art. 2
E' destinato alla Presidenza della Regione l'Assessore regionale
avv.to Gaetano Armao, al quale è delegata la trattazione degli
affari ricompresi nelle competenze del dipartimento regionale del
personale, dei servizi generali, di quiescenza, previdenza ed
assistenza del personale, del dipartimento regionale della
protezione civile e del dipartimento della programmazione.
Art. 3
Successivamente si provvederà ad attribuire ad uno degli Assessori
regionali le funzioni di Vice presidente che sostituisce il
Presidente della Regione siciliana, in caso di assenza o
impedimento.
Art. 4
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Regione Siciliana.
Palermo, 8 luglio 2009
LOMBARDO»
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di decreto di nomina di componente di Commissione
legislativa
PRESIDENTE. Comunico che, con decreto numero 231 del 28 luglio
2009, l'onorevole Giuseppe Gianni è nominato componente della III
Commissione legislativa permanente Attività produttive', in
sostituzione dell'onorevole Ardizzone, dimissionario.
L'Assemblea ne prende atto.
Rinvio dello svolgimento delle interrogazioni ed interpellanze
della rubrica
Territorio e ambiente'
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, do lettura del fax trasmesso in
data odierna dall'Ufficio di Gabinetto dell'Assessorato Territorio
e ambiente:
«In riferimento ai lavori d'Aula del 28 luglio 2009, ore 16.30,
che prevedono all'ordine del giorno lo svolgimento di
interrogazioni ed interpellanze della rubrica Territorio e
ambiente si prega la S.V. di rinviare la trattazione della
suddetta rubrica in una prossima seduta d'Aula in modo di
consentire all'ufficio di diretta collaborazione dell'Assessore di
aggiornare ed elaborare le relative risposte, atteso che
l'Assessore prof. Mario Milone si è insediato giusto decreto
presidenziale il 17 luglio c.a.
Il Capo di Gabinetto
Dott. Saverio Ciriminna»
L'Assemblea ne prende atto.
Lo svolgimento delle interrogazioni ed interpellanze della rubrica
Territorio e ambiente è, pertanto, rinviato ad altra seduta.
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
MANCUSO. Signor Presidente, chiedo di parlare sull'ordine dei
lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
evitare la discussione domani, in ordine al disegno di legge numero
448/A, che già è stato esitato dalla Commissione Bilancio: si
tratta della norma che consente il passaggio dalla TARSU alla TIA.
Vorrei rilevare due cose, una sotto il profilo regolamentare e
l'altra sotto il profilo del merito.
Sotto il profilo regolamentare, non comprendo come mai, per
l'ennesima volta, è stato assegnato l'esame del disegno di legge
alla Commissione Bilancio. Mi dicono alcuni colleghi che ciò
avviene in quanto comporta spesa o, addirittura, in quanto vi sono
riflessi di natura economico-finanziaria.
Io ho cercato di comprendere, soprattutto il primo comma, ma non
mi sembra che ci siano rilievi di natura finanziaria che
interessino la Regione, su quello che è scritto e, non so quanto,
commentato.
Nel merito, invece, vorrei comprendere cosa c'entra questa norma
con l'emergenza rifiuti, così come viene presentata dalla stampa
odierna.
E' una situazione di disastro in tutta la Sicilia C'è una
emergenza almeno in sei, sette province. Questo disegno di legge
non interviene assolutamente in nessun ambito per arginare
minimamente l'emergenza rifiuti.
Pertanto, signor Presidente, prima di continuare la discussione
domani e inserire all'ordine del giorno il disegno di legge numero
448/A, voglio ribadire - ancora una volta, se serve - la centralità
del ruolo del Parlamento e il rispetto del lavoro delle
Commissioni.
Mi viene detto che la Commissione Bilancio sta per trattare, o
abbia già trattato nel pomeriggio, un disegno di legge che riguarda
le cooperative edilizie.
Al Segretario Generale vorrei fare anche questa segnalazione: il
disegno di legge non è transitato per l'esame dalla quarta
Commissione, titolare di quella materia.
Quindi, o le regole valgono o, se non valgono, facciamo a sorte su
dove devono andare i disegni di legge, e così almeno stabiliamo un
criterio. Infatti, se il criterio non si capisce qual è, e chi fa
queste scelte, è chiaro che poi nell'iter parlamentare ognuno, con
le proprie dichiarazioni, può dire quello che ritiene opportuno.
Oggi, appunto, siamo proprio in queste condizioni.
Ho segnalato solo questi due disegni di legge.
Mi riservo, signor Presidente, di segnalarle tutti i decreti che
superano anche le norme, e tutte le azioni che, in questi giorni,
determinati Assessorati stanno portando avanti in violazione di
norme e di regolamenti di questa Assemblea regionale.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, la Presidenza vigilerà affinché i
regolamenti non siano calpestati e, anzi, vengano rispettati
pedissequamente.
Pur tuttavia, l'argomento che lei ha sollevato non è oggi
all'ordine del giorno, come ben sa, lo sarà domani. E domani lei
avrà, come tutti i deputati, ampia facoltà di intervenire sulla
legittimità delle norme stesse.
APPRENDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
APPRENDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io vorrei
aggiungere qualcosa sull'incomprensibile leggerezza con cui il
Governo sta affrontando questa estate la problematica legata ai
rifiuti. Ci sono state diverse emergenze in tutta la Sicilia,
emergenze che sono rientrate pian piano con interventi in parte
dell'esercito, in parte della protezione civile.
Ma la problematica non è stata affrontata alla radice.
Il Partito Democratico, da mesi ormai, chiede in quest'Aula un
impegno forte al Governo, quello di portare in Aula un disegno di
legge che affronti radicalmente il problema.
Abbiamo proposto la riduzione degli ATO, abbiamo proposto lo
scioglimento di questi ATO, carrozzoni politici che hanno
dilapidato somme ingenti per fare assunzioni, con la
corresponsabilità di molti sindaci che oggi invocano aiuto
all'Assemblea regionale.
Noi abbiamo il dovere di affrontare questo problema, prima di
tutto per i siciliani, che sono vessati dalle tasse e che si
ritrovano l'indomani i rifiuti non rimossi dinanzi alle loro
abitazioni.
Quindi, la mia preoccupazione rispetto alla leggerezza del Governo
che non affronta il problema, è che questa sarà un'estate calda,
non soltanto per le alte temperature, non soltanto per l'emergenza
incendi che scoppierà fra qualche giorno, ma anche per i rifiuti in
mezzo alle strade e sulle spiagge. Ripeto, siamo molto preoccupati.
Inoltre, ho presentato un ordine del giorno su ciò che accade in
questi giorni in Iran, dove vengono calpestati i diritti umani,
vengono arrestati i ragazzi e le donne che protestano civilmente
rispetto a ciò che è accaduto - e che si presume ci sia di illegale
- nelle ultime elezioni politiche.
Pertanto, signor Presidente, se questo non va contro il
Regolamento, chiedo che l'ordine del giorno possa essere votato
prima di chiudere i lavori dell'Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Apprendi, come lei sa, gli ordini del giorno
vengono votati prima di passare alla votazione finale di un disegno
di legge. Pertanto, ritengo che nella giornata di domani avremo
occasione di poterlo fare.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 29
luglio 2009, alle ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Formica
I -Comunicazioni.
II - Discussione del disegno di legge:
«Disposizioni urgenti per consentire il passaggio dalla Tassa
rifiuti solidi urbani (TARSU) alla Tariffa di igiene ambientale
(TIA)» (n. 448/A).
III -Parere, ai sensi dell'art. 41 ter, comma 3, dello Statuto
siciliano, sui disegni di legge costituzionali nn. A.S. 41 (n.
1/I), A.S. 965 (n. 2/I), A.S. 1410 (n. 3/I) e A.S. 1597 (n. 4/I),
di iniziativa parlamentare, concernenti modifiche dello Statuto
della Regione.
La seduta è tolta alle ore 18.01
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli