Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 104 di martedì 28 luglio 2009
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del vicepresidente Formica


   LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   Comunicazione di opzione per il seggio di deputato al Parlamento
                                europeo

   PRESIDENTE.  Comunico  che  l'onorevole  Antonio  Antinoro,  detto
  Antonello, deputato regionale e deputato al Parlamento europeo, con
  nota  del  22  luglio  2009, pervenuta il  24 luglio  successivo  e
  protocollata  al  n. 6357/Aula PG del 28 luglio 2009,  ha  allegato
  copia  del  fax del 22 luglio 2009 trasmesso all'Ufficio elettorale
  nazionale  presso  la Suprema Corte  di Cassazione.
   Ne do lettura:

                                             «Palermo, 22 luglio 2009

                                     All'Ufficio elettorale nazionale
                              c/o Eccellentissima Corte di Cassazione
                                                                 Sede

     Il sottoscritto Onorevole Antonio Antinoro,  nato a Palermo il 3
  agosto 1960, comunica con la presente, ai sensi della legge 18/79 e
   s.m.i., di esercitare l'opzione per il seggio di deputato europeo.
                                                        Cordialmente,
                                                    Antonio Antinoro»

   Onorevoli  colleghi, trattandosi di dimissioni che  rimuovono  una
  situazione  di  incompatibilità, ai sensi  dell'articolo  63  della
  legge  regionale   20 marzo 1951, n. 29 e successive  modifiche  ed
  integrazioni   (legge elettorale siciliana) l'Assemblea  ne  prende
  atto.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  il
  Presidente dà il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo  altresì  che  anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                          Congedi e missione

   PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli:
   - Greco, Lentini, Lupo, Vinciullo, Federico, Speziale, Adamo, Raia
  e  Caronia per oggi, 28 luglio 2009;  (vedi, al riguardo, la seduta
  successiva numero 105 del 29 luglio 2009)
   - Termine per il 28 ed il 29 luglio 2009;
   - Marinese, dal 28 al 31 luglio 2009.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Essendo l'onorevole Raia presente in Aula, la richiesta di congedo
  è superata.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico,  altresì, che l'onorevole Ruggirello è in missione,  per
  ragioni del suo ufficio, dal 28 al 30 luglio 2009.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegni
                               di legge
                alla competente Commissione legislativa

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  presentati ed inviati alla competente Commissione legislativa:

                             BILANCIO (II)

   «Assestamento  del bilancio della Regione per  l'anno  2009»   (n.
  446)
   presentato  dal  Presidente della Regione (Lombardo)  su  proposta
  dell'Assessore  regionale per il bilancio e le finanze  (Di  Mauro)
  in data 22 luglio 2009.
   inviato in data  22 luglio 2009.

   «Rendiconto generale della Regione siciliana e dell'Azienda  delle
  foreste demaniali per l'esercizio finanziario 2008» (n. 447)
   presentato  dal  Presidente della Regione (Lombardo)  su  proposta
  dell'Assessore  regionale per il bilancio e le finanze  (Di  Mauro)
  in data 22 luglio 2009
   inviato in data  22 luglio 2009

   «Disposizioni per consentire il passaggio da TARSU a TIA» (n. 448)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Leontini,
  D'Asero, Oddo in data 23 luglio 2009
   inviato in data 23 luglio 2009.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che:

   -  l'onorevole  Correnti, in data 21 luglio 2009,  ha  chiesto  di
  apporre  la firma al disegno di legge n. 76  Nuove disposizioni  in
  materia di riconoscimento e mantenimento della parità scolastica'.

   -  l'onorevole  Campagna  in data 21 luglio  2009  ha  chiesto  di
  apporre la firma al disegno di legge n. 444  Norme per il contrasto
  alla diffusione del punteruolo rosso in Sicilia'.

       Comunicazione di pareri resi dalla competente Commissione
                              legislativa

   PRESIDENTE.  Comunico  che, in data 21  luglio  2009,  i  seguenti
  pareri sono stati resi dalla competente Commissione legislativa  VI
   Servizi Sociali e Sanitari':

   Riorganizzazione della rete delle strutture private di diagnostica
  di laboratorio  (n. 26/VI)
   inviato in data 24 luglio 2009

   Decreto  presidenziale per la definizione dei  distretti  sanitari
  (n. 27/VI)
   inviato in data 24 luglio 2009.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   i  produttori  trapanesi di sale hanno costituito, nel  corso  dei
  secoli,   il   più  solido  baluardo  contro  il   degrado   e   la
  trasformazione  dell'ambiente delle saline, con  una  caparbietà  e
  passione  non  corrispondenti alla remunerazione  economica  che  è
  propria di chi svolge il proprio lavoro per passione, prima che per
  ogni altro motivo;

   costoro hanno mantenuto attiva una gran parte del territorio delle
  saline  senza  mai  vedere  riconosciuta l'azione  di  salvaguardia
  ambientale  da  essi  posta in essere con  alcun  provvedimento  di
  incentivo;

   essi  hanno  salvaguardato  nei fatti quelle  caratteristiche  che
  rendono  la  salina  unica  e  diversa  dai  pantani  costieri  non
  presidiati dall'uomo;

   essi   hanno  accolto  con  favore  i  provvedimenti  di   vincolo
  ambientale quale ulteriore elemento formale di salvaguardia,  anche
  quando  ciò  li  ha  penalizzati dal punto  di  vista  economico  e
  patrimoniale  (vedi  il  'paventato' inserimento  di  molte  saline
  all'interno  dei perimetri di espansione urbana con il  prevedibile
  aumento   di   valore  dei  terreni  legato  alla  loro  potenziale
  edificabilità);

   gli stessi produttori hanno scontato la totale assenza di benefici
  derivanti  da  tali  provvedimenti di  vincolo,  che  hanno  invece
  interessato  l'ente  gestore, che ha copiosamente  beneficiato  dei
  trasferimenti pubblici senza peraltro determinarne alcuna  ricaduta
  in  favore della salicultura e dell'attività svolta quotidianamente
  dai   salinari,   precondizione  essenziale  per  il   mantenimento
  dell'integrità ambientale;

   essi   hanno   provato   anche   a  sviluppare   le   potenzialità
  ecoturistiche  del sistema-saline in una logica  di  mercato  e  di
  autentico   'sviluppo  sostenibile',  spesso  in  concorrenza   con
  analoghi servizi offerti dall'ente gestore in regime di sovvenzione
  pubblica;

   considerato che:

   oggi,  nell'apprendere  con soddisfazione  che  la  Regione  si  è
  determinata  a  riconoscere al territorio costiero connotato  dalle
  saline  un'attenzione che da decenni era auspicata,  attesa  e,  in
  ultima analisi, logicamente conseguente alla valenza ambientale che
  ad  esso  le saline conferiscono, appaiono comunque incomprensibili
  alcune scelte dell'operazione posta in essere;

   tale operazione è parte, a quanto è dato sapere, di un accordo  di
  programma  tra enti pubblici ed associazioni ambientaliste  che  ha
  individuato, senza alcuna evidenza pubblica, una salina tra  tante,
  non la più grande, non quella conservata in modo migliore (dismessa
  da  alcuni  anni), non la più efficiente, premiando, in  regime  di
  'trattativa privata' un proprietario che ha scelto (saggiamente,  a
  quanto  pare  a  posteriori), di abbandonare  la  produzione  e  la
  salina;

   essa  è realizzata, a quanto è dato sapere, dando alla salina  una
  valorizzazione  estremamente cospicua. Questo fatto  è  sicuramente
  positivo  nella  misura in cui rende merito a tutte le  immateriali
  valenze  ambientali  e alle potenzialità eco-turistiche  che  fanno
  delle  saline del litorale trapanese un'area umida costiera  unica,
  da  proteggere  e  valorizzare,  e  costituisce  un  riconoscimento
  patrimoniale implicito per i proprietari, ma ciò solleva più di  un
  interrogativo sulle modalità della scelta effettuata, che appare in
  aperta  disparità di trattamento con le proposte di  espropriazione
  per  pubblica  utilità,  anche  di recente  fatte,  nell'ambito  di
  programmi  di  valorizzazione e riqualificazione  ambientale  nella
  stessa  area  di  riserva, nei confronti  di  produttori  in  piena
  attività in aree adiacenti (vedi salina Vecchiarella), ed ingenera,
  in   numerosi  produttori,  la  netta  sensazione  che  l'abbandono
  dell'attività sia premiante e premiata, con prevedibili, disastrosi
  effetti a catena sul comparto produttivo;

   tenuto  conto  che  l'intervento posto in  essere  appare  vieppiù
  discriminatorio  se  confrontato con  la  poca  sensibilità  finora
  mostrata  dagli  enti  pubblici nei confronti  del  comparto  della
  salicultura, tanto nei suoi aspetti produttivi che nei confronti di
  quei  proprietari/produttori che hanno cercato  di  valorizzare  in
  chiave  eco-turistica  e  di  autentico  sviluppo  sostenibile   il
  territorio  e  le sue pertinenze (vedi saline Ettore  e  Infersa  e
  Museo  del sale di Nubia, restaurati senza significativo intervento
  pubblico,  ambedue  sedi di iniziative oggi,  aperte  al  pubblico,
  gestite  in  logica di mercato non assistita, fortemente simboliche
  del  territorio  eppure misconosciute nel contesto pubblico),  vedi
  l'intera  isola  Grande  dello Stagnone e le  saline  Carco  e  Fra
  Giovanni in particolare, restaurate e riportate in produzione pochi
  anni  or sono con intento didascalico dai proprietari, e in cui  il
  successivo  recupero  delle  pertinenze  immobiliari  con  finalità
  specificatamente  eco  turistiche  è  stato  ed   è   violentemente
  osteggiato in primis da quelle associazioni che sono tra  le  prime
  beneficiarie del provvedimento di acquisizione regionale;

   visto che:

   sarebbe  ancor più mortificante venire a sapere che la gestione  e
  la  valorizzazione  del bene acquisito fosse affidato,  ancora  una
  volta,  a trattativa privata e senza evidenza pubblica. Appare  del
  tutto  evidente che, nella logica virtuosa dell'attivazione  di  un
  programma   di   fruizione   scientifica   ed   eco-turistica,   di
  riqualificazione produttiva nel rispetto ambientale,  i  differenti
  attori  del  territorio sono posti su un piano di pari opportunità,
  senza  disparità tra figli e figliastri , discriminati  sulla  base
  dei  bollini  che  ci si appiccica sul petto '  e  se,  come  viene
  ventilato,   dall'ente  pubblico  fosse  garantito  un  (ulteriore)
  sostegno  per  il recupero dell'area in chiave produttiva  ed  eco-
  turistica,  esso  non può che ricadere sull'intero comparto,  senza
  creare  un  evidente  squilibrio in favore di uno  degli  attori  a
  discapito degli altri, grazie al sostegno di fondi pubblici. Decine
  di  aziende,  che  danno occupazione a centinaia di  famiglie  che,
  soprattutto  nella  dimensione artigianale dei piccoli  produttori,
  non  hanno alcuna prospettiva di sopravvivenza se non in  un  vero,
  autentico  sviluppo  sostenibile di tutte le attività  collegate  e
  collegabili   al  territorio,  per  le  quali  esse  non   chiedono
  assistenzialismo ma incentivi alla valorizzazione, in una logica di
  concorrenza, rischierebbero di trovarsi buttate fuori dal mercato;

   e  quand'anche  la gestione di una salina, in una logica  di  pari
  opportunità  ,  fosse affidata a un'associazione ambientalista  che
  (ripetiamo,  senza  privilegi  di  casta)  avesse  la  missione  di
  privilegiare  gli  aspetti  naturalistici  e  florofaunistici   del
  territorio  in  una  corretta  logica  simbiotica  di  collegamento
  virtuoso  con  le  altre sfaccettature poste in  risalto  da  altri
  soggetti,  essa  non  potrebbe  di  sicuro  coincidere  con  l'ente
  gestore,  che  nella sua funzione di controllo sarebbe  chiamato  a
  controllare se stesso, garantendosi un ulteriore privilegio in  una
  logica di vero, sfrontato 'conflitto di interessi';

   per sapere quali provvedimenti intendano adottare perché:

   -   venga  fatta  chiarezza  su  tutti  gli  aspetti  legati  alla
  valutazione, alla scelta ed alla mancanza di evidenza pubblica  del
  processo di acquisizione di una salina nel comprensorio trapanese;
   -  il  processo  di assegnazione in affidamento della  salina  sia
  effettuato con criteri di evidenza pubblica;
   -   gli   eventuali  fondi  pubblici  destinati  al  recupero   ed
  all'attivazione della salina e delle sue potenzialità ecoturistiche
  siano assegnati su una base competitiva e di pari opportunità tra i
  diversi  produttori e soggetti interessati, senza che essi  possano
  determinare distorsioni di mercato che penalizzino i produttori e/o
  i proprietari delle saline del comprensorio;
   -  venga  esplicitamente escluso che l'ente gestore della  riserva
  naturale  orientata,  nella sua veste di garante  dell'osservazione
  del  regolamento dell'area protetta, costituita da terreni in  gran
  parte   privati  e  produttivi,  possa  contemporaneamente   essere
  assegnatario dell'affidamento di una salina;
   -  vengano  adottati, con evidenza pubblica, tutti i provvedimenti
  atti a sostenere l'attività della salicoltura, riconoscendo ad essa
  la valenza di primo garante dell'integrità ambientale del sistema
   - saline». (675)

                                                             MARROCCO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   con delibera del Consiglio comunale n. 9 del 7 febbraio 2009 si  è
  provveduto  ad approvare lo schema di massima del piano  regolatore
  generale  del Comune di Comiso (RG) e che tale delibera si  è  resa
  esecutiva  solo  a  settembre 2008 e mai  trasmessa  al  competente
  Assessorato regionale Territorio e ambiente;

   con delibera di Giunta comunale n. 229 del 10 giugno 2009, è stata
  proposta al Consiglio comunale la modifica dello schema di  massima
  per  la rielaborazione del PRG alla cui riunione ha partecipato  ed
  espresso  con  voto  favorevole l'attuale Sindaco,  dott.  Giuseppe
  Alfano;

   con  delibera  del Consiglio comunale n. 31 del  30  giugno  2009,
  pubblicata  il 10 luglio successivo, è stata approvata la  suddetta
  proposta  della  Giunta  concernente  la  modifica/revisione  dello
  schema  di  massima  per  la  rielaborazione  del  PRG,  alla   cui
  definizione ha lavorato lo stesso progettista che aveva  coordinato
  lo  schema  di  massima approvato, modificando dunque lo  strumento
  urbanistico dallo stesso precedentemente coordinato;

   le  ragioni  addotte a sostegno dell'aggiornamento riguarderebbero
  la  necessità  di  reperire  aree  da  assegnare  alle  cooperative
  edilizie   relativamente  alla  crescente   domanda   di   edilizia
  residenziale pubblica, nonché l'individuazione di apposita area  da
  destinare  a  impianto  sportivo di valenza  sovracomunale,  meglio
  definito come cittadella dello sport';

   l'area  soggetta  ad  esproprio per strutture  sportive,  cioè  il
  previsto stadio a nord-est del centro abitato in contrada Canicarao
  di  circa  70.000  metri quadri vincola un'area agricola  di  circa
  300.000 metri quadri per un kartodromo e la cittadella dello sport;

   detto vincolo comporta un ingente impegno economico per il Comune,
  che   deve   vincolare  le  risorse  necessarie  all'esproprio   da
  effettuare entro cinque anni;

   considerato che:

   la  legge regionale n. 57 del 1995, all'art. 1, stabilisce che  in
  materia  di  pianificazione urbanistica i componenti  degli  organi
  deliberanti  devono astenersi nel caso in cui abbiano  un  concreto
  interesse  economico, proprio, di parenti o affini entro il  quarto
  grado;

   dalle  visure  catastali  relative alle particelle  interessate  è
  emerso  che  la  proprietà di questi terreni è  riconducibile  alla
  famiglia  Corallo, parenti diretti dell'attuale Sindaco del  Comune
  di Comiso, dott. Giuseppe Alfano;

   rilevato che:

   le  ragioni urbanistiche a sostegno della modifica dello schema di
  massima  già  approvato, relativamente alla necessità  di  reperire
  altre  aree a fabbisogno delle cooperative, non trovano fondamento,
  dal  momento che vi sarebbero già sufficienti superfici disponibili
  per  la  realizzazione  di circa 250 alloggi in  cooperativa,  come
  contenuto  nello schema approvato di piano regolatore generale  per
  l'ambito 1 e l'ambito 4;

   l'adozione  di questa procedura illegittima configura  palesemente
  un  conflitto di interessi che rischia di determinare, nel caso  in
  cui   privati  cittadini  muovano  ricorsi  al  provvedimento,  una
  condizione    nella   quale   il   primo   cittadino,    difendendo
  l'Amministrazione, tutela contemporaneamente i suoi  interessi  con
  risorse pubbliche;

   lo   schema   approvato  punta  alla  ricerca  di   altro   volume
  residenziale  da utilizzare, riduce del 50% le E3 - aree  perequate
  di  edilizia stagionale - per un totale di 160 ettari con un indice
  di edificabilità maggiore rispetto alle tradizionali zone agricole,
  quali zone di consolidata edilizia a carattere stagionale;

   il  suddetto, indirizzo nei fatti, cancella aree antropizzate come
  contrada  Giardinello,  contrada Corallo,  contrada  Cifali,  ecc.,
  tagliando  la  possibilità per migliaia di piccoli  proprietari  di
  insediare  un  volume  per realizzare la casa  di  campagna,  quale
  tradizionale manufatto del territorio ragusano;

   sempre  secondo  questo indirizzo vengono  eliminati  i  piani  di
  riordino  e  recupero di nuclei urbani consolidati con edificazione
  spontanea (PdR), già approvati nello schema di massima in essere in
  contrada  Manco,  contrada Quaglio e in  via  Biscari.  Tali  piani
  avrebbero  consentito di integrare meglio nel tessuto  urbano  aree
  con  edificazione abusiva prive di servizi, che necessitano di  una
  razionalizzazione e di un recupero urbanistico;

   tutto  il  volume insediabile, recuperato dai tagli che colpiscono
  ampiamente  la  piccola  proprietà  fondiaria  diffusa,  e   quindi
  migliaia  di cittadini, viene quasi totalmente destinato  nell'area
  da sempre soggetta a vincolo preordinato all'esproprio per impianti
  sportivi SP - Struttura sportiva di progetto che vede modificata la
  propria  destinazione d'uso, su direttiva dell'amministrazione,  da
  attrezzatura collettiva vincolata e soggetta ad esproprio,  a  zona
  AR4, e cioè edilizia residenziale privata;

   ulteriore nuovo volume edificabile investe una vasta area  ubicata
  tra  la  strada  provinciale Comiso-Chiaramonte e la  via  Gesualdo
  Bufalino,  definita  CTR5  (Area  risorsa  per  la  residenza,   la
  ricettività, le attività produttive e direzionali), motivando detta
  edificabilità  con lo sviluppo turistico dell'aeroporto  nonostante
  nessun  asse  viario  vi conduca e che nessuna  attività  turistica
  possa insediarsi positivamente in mezzo a padiglioni artigianali;

   ritenuto che il piano rischia di essere bloccato per anni a  causa
  dei possibili ricorsi derivati dai diritti già acquisiti nelle pre-
  vigenze del PRG non riproposte e, nella prima stesura dello  schema
  di  massima, dalle migliaia di cittadini che hanno visto modificare
  le destinazioni dei propri suoli;

   per sapere:

   se siano a conoscenza dei fatti sin qui descritti e se e con quali
  strumenti intendano accertare quanto sin qui esposto;

   se  non ritengano opportuno porre in essere ogni utile iniziativa,
  anche  mediante l'individuazione di un commissario ad acta, tesa  a
  far  luce  sull'iter adottato, nonché sul merito dell'aggiornamento
  dello schema di massima per la rielaborazione del PRG del Comune di
  Comiso;

   se non ritengano opportuno, accertati i fatti, bloccare l'adozione
  degli atti sin qui approvati, ripristinando in tal modo il corretto
  iter   relativo   alle  procedure  sull'adozione  degli   strumenti
  urbanistici  allo scopo di salvaguardare il territorio  interessato
  dalle vicende sin qui esposte». (678)

                                                            DIGIACOMO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  il  lavoro,  la
  previdenza  sociale, la formazione professionale  e  l'emigrazione,
  premesso che:

   lo  scorso  8  aprile  la  Conferenza Stato-regioni  ha  raggiunto
  l'intesa  attraverso la quale si dà attuazione all'accordo  del  12
  febbraio  scorso tra Governo e regioni relativo agli ammortizzatori
  sociali in deroga;

   sono  stati  stanziati  per  l'intero  Paese  complessivamente   8
  miliardi  di euro per il biennio 2009-2010. Per quanto riguarda  le
  risorse  nazionali (in gran parte risorse stornate dal  fondo  aree
  sottoutilizzate), la cifra erogata è di 5.353 milioni di euro,  per
  quanto  riguarda il contributo regionale la quota di intervento  di
  ogni   Regione   è  stata  quantificata  in  base   ai   potenziali
  beneficiari, raggiungendo un importo complessivo di 2.65 milioni di
  euro;

   il 70% del sostegno al reddito verrà finanziato a valere sui fondi
  nazionali, il restante 30%, connesso a percorsi di politica  attiva
  del lavoro, viene posto a carico del FSE (fondo sociale europeo);

   sono  state  fino ad oggi ripartite alle regioni e  alle  province
  autonome,  come  prima  assegnazione delle  risorse  finanziarie  a
  valere sui fondi per il 2009 con delibera CIPE, risorse finanziarie
  complessivamente  pari a 825,4 milioni di euro, delle  quali  151,4
  come  anticipo  deliberato in febbraio, cui  ha  fatto  seguito  un
  ulteriore  stanziamento in maggio di 674 milioni (di cui  euro  418
  milioni nel Centro-Nord e euro 256 milioni nel Mezzogiorno);

   considerato che:

   le  risorse  assegnate  alla Sicilia con l'anticipo  del  mese  di
  febbraio sono state 10 milioni di euro;

   il  16  aprile  u.s.,  presso il Ministero  del  lavoro,  è  stata
  raggiunta l'intesa 'Stato - Regione siciliana' con la quale vengono
  destinati (punto 1 dell'accordo) alla Sicilia 39 milioni di euro  a
  valere  su  fondi nazionali per la concessione o per la proroga  in
  deroga  alla vigente normativa di trattamenti di cassa integrazione
  guadagni,   ordinaria   e/o   straordinaria,   di   mobilità,    di
  disoccupazione   speciale  ai  lavoratori   subordinati   a   tempo
  determinato  ed indeterminato, con inclusione degli  apprendisti  e
  dei lavoratori somministrati; l'intesa sottoscritta segue lo schema
  deliberato dalla Conferenza Stato - regioni l'8 aprile 2009;

   tale accordo, al punto 6), prevede: 'I lavoratori destinatari  dei
  trattamenti,  l'utilizzo temporale dei trattamenti medesimi  ed  il
  riparto  delle  risorse tra le situazioni di  crisi  occupazionale,
  sono  definiti e modulati in un accordo quadro stipulato sulla base
  delle  esigenze  verificate dalla Regione  d'intesa  con  le  parti
  sociali e delle relative risorse finanziarie';

   ad  oggi  'l'accordo quadro' tra la Regione siciliana e  le  parti
  sociali che deve regolare tutta la materia, in Sicilia, non è stato
  stipulato,  impedendo  l'erogazione dei  trattamenti  spettanti  ai
  lavoratori   della  nostra  Regione,  colpiti  dalla  grave   crisi
  economica ed occupazionale, con conseguenze negative anche  per  le
  imprese e per l'economia dell'Isola;

   la commissione regionale per l'impiego, nella seduta del 15 giugno
  u.s.,  ha  deciso di non esaminare ulteriori istanze di concessione
  di ammortizzatori in deroga prima della sottoscrizione dell'accordo
  generale  regionale  ,  creando  un'ulteriore  penalizzazione   dei
  lavoratori  aventi  diritto  al  trattamento  degli  ammortizzatori
  sociali;

   evidentemente  le parti sociali rappresentate nella CRI  ritengono
  necessario  dotarsi di una normativa nuova e diversa da quella  già
  utilizzata  nel  2008, in quanto definita in uno scenario  diverso,
  prima  che la crisi economica internazionale si manifestasse con  i
  suoi pesanti effetti sociali;

   gli  Assessori regionali che si sono succeduti in questi mesi  non
  hanno  mai  convocato  le  parti sociali nemmeno  per  avviare  una
  discussione propedeutica alla stipula dell'accordo quadro;

   CGIL,  CISL  e UIL regionali, il 29 aprile 2009, hanno chiesto  al
  Presidente  della Regione di promuovere un apposito incontro  sulla
  materia  degli  ammortizzatori  in deroga,  senza  ricevere  alcuna
  risposta;

   l'accordo  quadro regionale è necessario anche per  consentire  la
  stipula  della convenzione tra INPS e Regione siciliana  a  seguito
  della  quale l'INPS provvede ad erogare le provvidenze agli  aventi
  diritto;

   la  Sicilia è l'unica regione d'Italia che non ha ancora stipulato
  l'accordo quadro con le parti sociali;

   per sapere:

   quali  siano  i  motivi  che  non hanno  consentito,  soltanto  in
  Sicilia,  di  stipulare,  con le parti  sociali,  l'accordo  quadro
  regionale  necessario  a regolare la materia  degli  ammortizzatori
  sociali, come e quando il Governo regionale (o l'Assessore  per  il
  lavoro) pensi di porre rimedio;

   se  la  cifra  di  39 milioni di euro di cui all'accordo  Stato  -
  Regione  siciliana  del  16  aprile  u.s.  sia  aggiuntiva  o   sia
  comprensiva dei 10 milioni di euro messi a disposizione dallo Stato
  nel mese di febbraio c.a.;

   se l'Unione europea abbia, nel frattempo, dato il consenso all'uso
  di  157,6  milioni  di euro per la Regione siciliana  e  con  quali
  vincoli e/o prescrizioni;

   se siano stati effettuati incontri - e in caso positivo, con quali
  esiti  -  con  gli enti bilaterali e con i fondi interprofessionali
  per  la  formazione continua per verificare l'esistenza  di  propri
  specifici interventi nel loro ambito d'attività e per quali  entità
  finanziarie rese disponibili dagli stessi;

   quante  siano  le aziende e i lavoratori coinvolti  dagli  accordi
  sottoscritti presso gli uffici provinciali del lavoro della Sicilia
  e quali previsioni di costo tali accordi abbiano;

   se sia stata fatta un'analisi relativa alle previsioni, almeno per
  gli  ultimi  mesi  del  2009, delle esigenze  di  utilizzazione  di
  ammortizzatori  in deroga e, se tale analisi sia stata  approntata,
  con quali criteri è stata condotta e con quali risultanze;

   quali  interventi  formativi si stiano  predisponendo  per  queste
  tipologie  di  lavoratori, con quali modalità e con  quali  criteri
  selettivi   si   intendano  scegliere  gli   enti   di   formazione
  professionale  e  con  quali  modalità  si  intenda  far   avvenire
  l'incontro  tra il lavoratore beneficiario degli ammortizzatori  in
  deroga   e   l'attività  formativa  obbligatoria  e   quale   ruolo
  svolgeranno gli sportelli multifunzionali;

   se  il  Governo  pensi  di intervenire con una  propria  specifica
  normativa regionale a tutela dei lavoratori assunti ciclicamente in
  attività   tipicamente  stagionali  e  adesso  non  più  richiamati
  dall'azienda  come  conseguenza  della  crisi  economica  o   della
  specifica  crisi settoriale (per esempio lavoratori stagionali  del
  settore  turismo,  dell'agroindustria)  ovvero  nei  confronti   di
  lavoratori ex a tempo determinato non più richiamati nella Pubblica
  Amministrazione in Sicilia per effetto di provvedimenti  nazionali,
  come i cosiddetti precari della scuola». (679)

                                LUPO - RINALDI - FIORENZA - GUCCIARDI

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   l'Organizzazione  mondiale della sanità (OMS)  ha  dichiarato,  in
  questi   giorni,  che  l'epidemia  di  influenza  A(H1N1),   meglio
  conosciuta  come  'influenza suina', non è  più  controllabile.  La
  stessa OMS ha dichiarato l'influenza A(H1N1) 'pandemia', quindi con
  una previsione di diffusione planetaria;

   fortunatamente il decorso di questo particolare tipo di  influenza
  è  quasi sempre positivo, trattandosi, in effetti, di un ceppo  più
  aggressivo  della  normale  influenza.  Solo  particolari   fattori
  climatici ed ambientali possono causare forme aggressive e/o letali
  di detto ceppo influenzale;

   considerato  che le stime diffuse dal Ministero del lavoro,  della
  salute  e  delle politiche sociali parlano di un contagio su  larga
  scala  (circa  4/5 milioni di individui) che colpirà  l'Italia  nel
  prossimo  periodo autunnale, cioè nel momento più proficuo  per  la
  diffusione  di tutte le forme influenzali. Lo stesso Ministero  sta
  allestendo   tutta  una  serie  di  provvedimenti   cautelativi   e
  precauzionali  in vista del previsto contagio su  larga  scala  che
  colpirà il nostro Paese;

   visto  che  non esistono stime sulla futura diffusione in  Sicilia
  dell'influenza A(H1N1), sarebbe auspicabile, da parte delle  nostre
  autorità  sanitarie, adottare una serie di interventi che preparino
  le  strutture sanitarie isolane ad intervenire prontamente in  caso
  di  diffusione  massiccia di questo particolare ceppo  influenzale.
  Occorrerebbe  verificare la disponibilità,  nelle  farmacie  e  nei
  pronto soccorso, sia degli antivirali che dei vaccini, informare la
  popolazione,  istituendo  anche un  numero  verde  telefonico,  sui
  sistemi di cura domiciliare dell'influenza A(H1N1), rivolgendosi al
  proprio  medico curante ed evitando inutili e spesso dannose  corse
  negli  ospedali, istituire dei reparti attrezzati negli ospedali  e
  nei centri di primo soccorso con ingressi separati;

   per  sapere  se non ritengano opportuno attivare una  task  force,
  all'interno  dell'Assessorato regionale Sanità, che  predisponga  e
  renda  operativa  tutta una serie di interventi  propedeutici  alla
  diffusione dell'influenza A(H1N1) in Sicilia». (681)

                                                              FALCONE

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il  turismo,  le
  comunicazioni ed i trasporti, premesso che:

   le  Ferrovie  dello  Stato  hanno presentato  il  nuovo  piano  di
  riorganizzazione delle tratte ferroviarie in Sicilia;

   la  lettura  del  suddetto piano mette in  evidenza  una  notevole
  discrepanza  sulle modalità degli interventi che le Ferrovie  dello
  Stato prevedono di attuare nella nostra Regione. Se, da un lato, si
  accentuano i provvedimenti per apportare migliorie, sia in  termini
  strutturali  che  di collegamento, sulle linee  che  transitano  da
  Palermo,  Messina  e  Catania, nulla è  previsto  per  la  zona  di
  Siracusa;

   tenuto  conto che numerosi sarebbero gli interventi necessari  nel
  Siracusano.  La  chiusura della stazione di Megara, che  consentiva
  gli  incroci fra i treni in direzioni opposte, causa lunghe  attese
  provocate dal binario unico, la tratta Siracusa-Ragusa-Gela non  ha
  mai subito nessuna miglioria rispetto alla sua struttura originale,
  risalente  ad  oltre  100  anni fa, e  non  si  hanno  notizie  sul
  collegamento tra Augusta e Siracusa, mentre le nuovissime strutture
  dello  scalo  merci  di Pantanella resteranno inutilizzate  per  la
  decisione   dei   vertici   di  TRENITALIA   di   chiudere   questo
  importantissimo snodo merci;

   per  sapere se non ritengano utile intervenire, nell'ambito  delle
  proprie  competenze e prima dell'entrata in vigore del nuovo  piano
  di  riorganizzazione delle tratte ferroviarie in Sicilia,  affinché
  la   provincia  di  Siracusa  non  subisca  un  ulteriore  atto  di
  discriminazione nei confronti del resto della Sicilia». (682)

                                                            VINCIULLO

   «All'Assessore  per  la sanità, premesso che i  dati  più  recenti
  forniti dalle autorità sanitarie indicano una diffusione del  virus
  dell'influenza 'messicana';

   considerata l'opportunità di non diffondere sconforto e panico tra
  la popolazione, ma ravvisata l'urgenza di adottare le minime misure
  di prevenzione;

   ricordato che la saliva è tra i principali vettori di contagio;

   verificato che in diversi esercizi pubblici di ristoro  è  invalsa
  la consuetudine di riutilizzare i bicchieri di plastica;

   per  sapere  se  non  ritenga  di  dovere  attivare  le  strutture
  sanitarie perché:

   -  sia  intensificato il controllo della conduzione  igienica  dei
  pubblici esercizi;
   -  sia  stroncato senza reticenze il riutilizzo di contenitori  di
  plastica;
   -  sia introdotto l'obbligo di usare bicchieri di carta e di altri
  accessori   per  la  ristorazione  realizzati  con  materiali   non
  riutilizzabili». (683)

                                                             APPRENDI

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   «All'Assessore per i lavori pubblici, premesso che:

   la  struttura  portuale di Bonagia, sita nel comune  di  Valderice
  (TP), è costituita da un piccolo molo frangiflutti, non banchinato,
  che  si  protende verso ponente per 60 metri, e da una banchina  di
  riva,  di  circa 60 metri, a sud della quale esiste  uno  scalo  di
  alaggio per barche;

   la   stessa,  nella  sua  essenzialità,  è  un  importante   punto
  nevralgico per l'economia turistica del Comune di Valderice;

   proprio alla luce di ciò, è stato redatto un progetto, non  ancora
  attuato, per la realizzazione di un vero porticciolo turistico  che
  ne accrescerebbe, ovviamente, la funzionalità e la capienza;

   le  guide  navali  considerano, comunque,  l'approdo  come  riparo
  sicuro  in  caso di cattive condizioni atmosferiche e  in  generale
  come luogo adatto all'attracco;

   la  struttura  portuale di Bonagia è interessata  da  fenomeni  di
  accumulo  notevole  di  alghe in putrefazione,  tanto  da  renderne
  difficile l'accesso e l'attracco dei natanti;

   ultimamente la situazione è andata peggiorando sempre  più,  tanto
  che  la  Capitaneria  di  porto non ha escluso  la  possibilità  di
  arrivare a limitare l'accesso dell'approdo invaso dalle alghe;

   la gravità della situazione della struttura portuale, dove trovano
  ormeggio e riparo centinaia di barche e gommoni, costretti a fare i
  conti con forti disagi, è, ormai, ragione evidente per cui si rende
  necessario  un  immediato intervento di dragaggio del  fondale,  al
  fine  di  assicurare  l'accesso  ai  natanti  ed  evitare  che   le
  problematiche  dello  scalo gravino anche  sull'economia  turistica
  della zona;

   per  sapere se non ritenga urgente intervenire col giusto  ausilio
  tecnico del Genio civile opere marittime al fine di assicurare,  in
  tempi  brevi,  il  dragaggio dello specchio d'acqua  relativo  alla
  piccola struttura portuale di Bonaria». (685)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                                 ODDO

   «All'Assessore  per  la  famiglia,  le  politiche  sociali  e   le
  autonomie locali, premesso che:

   l'Amministrazione  comunale, nel corso  dei  mesi,  ha  provveduto
  all'acquisto  di numerose attrezzature e arredi da  destinare  agli
  uffici comunali;

   la  ditta  incaricata di alcune forniture è stata individuata  con
  determina  n.  23  del 5 febbraio 2009, assunta dal  settore  staff
  politico,  e  con  la  quale è stata affidata, alla  ditta  Sistemi
  tecnici s.r.l., la fornitura di n. 13 poltroncine per il tavolo  di
  presidenza,   da   allocare  nell'aula   consiliare   del   palazzo
  municipale, liquidata con determinazione n. 32 del 4 marzo 2009 per
  euro 3450,00, IVA compresa, e la n. 30 del 27 febbraio 2009, a cura
  dello  staff  politico, con la quale è stata affidata,  alla  ditta
  Sistemi  tecnici  s.r.l.,  la fornitura di  n.  3  poltroncine  per
  l'ufficio di gabinetto del Sindaco, liquidata con determinazione n.
  57 del 26 marzo 2009 per euro 720,00, IVA compresa;

   tali forniture sono state affidate direttamente senza fare ricorso
  ad alcuna procedura ad evidenza pubblica;

   rilevato che:

   la  ditta  sopra indicata risulta essere riconducibile all'attuale
  Vice  Sindaco,  sig.  Salvatore  Girlando,  carica  che  lo  stesso
  ricopriva anche al momento dell'affidamento delle forniture;

   l'ordinamento regionale degli enti locali (d.lgs n. 267 del 2000),
  all'art. 63, in materia di incompatibilità, stabilisce che non  può
  ricoprire la carica di Sindaco e di Consigliere comunale colui  che
  come   titolare,   amministratore,   dipendente   con   poteri   di
  rappresentanza   o  di  coordinamento  ha  parte,  direttamente   o
  indirettamente, in servizi, esazioni di diritti, somministrazioni o
  appalti,  nell'interesse del Comune, ovvero in società  ed  imprese
  volte  al profitto di privati, sovvenzionate da detti enti in  modo
  continuativo, quando le sovvenzioni non siano dovute  in  forza  di
  una legge dello Stato o della Regione;

   specificamente è stabilito che la mera partecipazione ad una  gara
  da  parte  di una società in cui il direttore tecnico o  il  legale
  rappresentante o i soci accomandanti siano Consiglieri comunali non
  comporta una causa di incompatibilità; detta causa sorge al momento
  dell'aggiudicazione dell'appalto;

   per sapere:

   se  sia a conoscenza dei fatti sin qui esposti e se, alla luce  di
  essi,  siano  state  intraprese  iniziative  o  vi  siano  in  atto
  iniziative in tal senso e con quale indirizzo;

   se  non  ritenga  necessario, accertati i fatti, porre  in  essere
  tutte  le  misure necessarie affinché vi sia il pieno  rispetto  di
  quanto  disposto  dal testo unico citato e le relative  conseguenze
  derivanti dalla sua applicazione». (686)

                                                            DIGIACOMO

   «All'Assessore  per  la  famiglia,  le  politiche  sociali  e   le
  autonomie locali, premesso che:

   il  Comune di Comiso (RG) ha pubblicato nel gennaio 2009 un  bando
  europeo   ad  evidenza  pubblica  per  la  gestione  del   servizio
  assistenza domiciliare agli anziani;

   successivamente detto bando, senza alcuna motivazione di merito, è
  stato  revocato  in  autotutela prima  della  scadenza  (det.  dir.
  20/2009);

   in  un  altro bando, conseguentemente pubblicato, fra i  requisiti
  previsti come qualità tecniche e organizzative dell'impresa è stato
  rimosso  quello relativo all'utilizzo del personale  già  operante,
  mentre  è  stato  inserito  quello del  possesso  della  carta  dei
  servizi;

   nel verbale del 24 aprile 2009, stilato dalla commissione di gara,
  si legge: 'esaminata la prima migliore offerta prodotta dalla coop.
  sociale  Artemide, la stessa risulta anomala in quanto sia i  punti
  relativi  al  prezzo  sia la somma dei punti  relativi  agli  altri
  elementi  di  valutazione sono superiori ai 4/5 dei  corrispondenti
  punti massimi previsti dal bando di gara';

   considerato che:

   la   commissione  di  gara  ha  accolto,  mediante  una   semplice
  dichiarazione  resa dal rappresentante della cooperativa  Artemide,
  la  tesi,  alquanto peregrina, che non sono dovuti  gli  scatti  di
  anzianità  al  personale  e  pertanto,  riducendosi  i  costi,   ha
  conseguentemente proceduto all'affidamento del servizio;

   la  commissione  di  gara,  presieduta  dal  dirigente  di  nomina
  sindacale,  non  ha tenuto conto che la cooperativa  affidataria  è
  vincolata  al  rispetto  degli obblighi  retributivi  previsti  dai
  contratti collettivi di lavoro, compresi gli scatti di anzianità, e
  all'applicazione  dell' art. 37 dello stesso  contratto  collettivo
  nazionale,  che  prevede l'assunzione del personale operante  nella
  precedente cooperativa appaltatrice;

   la  gara,  nonostante  le  suddette  procedure  anomale,  è  stata
  aggiudicata alla cooperativa Artemide, la cui rappresentante legale
  è la sig.ra Rita La Terra, moglie del sig. Gino Calvo, quest'ultimo
  delegato  a rappresentare la cooperativa nelle trattative sindacali
  concernenti il personale impegnato nel servizio in oggetto;

   il  sig.  Gino Calvo è stato anche nominato consulente dal Sindaco
  di Comiso, avv. Giuseppe Alfano;

   rilevato che:

   la  cooperativa  Artemide gestirà il servizio senza  avvalersi  di
  trenta  operatrici già professionalmente formate e  con  un  numero
  drasticamente ridotto di anziani assistiti mediante un processo  di
  graduale  innalzamento dei costi delle prestazioni  che  indurranno
  gli anziani pur bisognosi a rinunciare ai servizi;

   specificamente  il  costo  per gli  anziani  non  è  per  l'intero
  servizio, ma per singole prestazioni: un nucleo di due anziani  con
  un  reddito di 21 mila euro ISEE solo per il servizio di assistenza
  domiciliare  dovrebbe pagare 16,77 euro l'ora,  9,34  euro  per  il
  servizio infermieristico e 7,41 per il disbrigo pratiche;

   si tratta di cifre improponibili per gli anziani a basso reddito e
  che  con  tale indirizzo il numero degli assistiti da 365 dell'anno
  scorso scende ad un massimo di 150 unità;

   il  servizio  di  assistenza  domiciliare  che  ogni  comune  deve
  assicurare agli anziani non può essere annoverato tra quei  servizi
  sui  quali  fare esercizio di bilancio ma, per la sua  connotazione
  sociale di interesse collettivo, deve altresì essere garantito alle
  migliori condizioni possibili per gli utenti;

   per sapere:

   se  sia  a  conoscenza dei fatti sin qui esposti e se non  ritenga
  comunque  di  accertarne il merito allo scopo  di  chiarire  quanto
  accaduto  e se la cooperativa in oggetto possegga tutti i requisiti
  necessari  per  svolgere  efficacemente il servizio  di  assistenza
  domiciliare agli anziani;

   se non ritenga opportuno, acquisito ogni elemento della vicenda  e
  nel  rispetto  delle proprie competenze, porre in essere  tutte  le
  iniziative  utili  a  salvaguardare  le  professionalità  in   atto
  esistenti che hanno svolto sino ad oggi il ruolo di assistenza agli
  anziani  presso  il  Comune di Comiso e se non  ritenga  necessario
  determinare  le  migliori condizioni affinché  venga  garantito  un
  servizio  in  grado di garantire la massima assistenza  possibile».
  (687)

                                                            DIGIACOMO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Comunico  che  è  stata presentata la seguente interrogazione  con
  richiesta di risposta in risposta in Commissione:

   «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   con  un inusitato e deprecabile quanto intempestivo provvedimento,
  il  dott. Lorenzo Maniaci è stato sollevato dall'incarico  fin  qui
  svolto  (da  circa  tre  anni) di commissario straordinario  presso
  l'azienda ospedaliera Umberto I di Enna;

   le  motivazioni che sembrerebbero essere state addotte a  sostegno
  del  provvedimento  appaiono carenti ed in  contraddizione  con  la
  reale  situazione lavorativa del dirigente, laddove viene sostenuta
  una  presunta  priorità  nello svolgimento  delle  funzioni  legate
  all'attività del Dipartimento dell'Assessorato Sanità in  relazione
  al  piano di rientro e, quando, viceversa e nei fatti, il dirigente
  in  questione,  nell'ambito  della  riorganizzazione  degli  uffici
  dell'Assessorato,   ha  avuto  affidato  un  incarico   riguardante
  problematiche  marginali  e  di scarsa rilevanza  esterna  -  quale
  quello riguardante le isole minori - sebbene da circa vent'anni  si
  sia   sempre   occupato  di  problematiche  inerenti   l'assistenza
  ospedaliera e l'organizzazione dei servizi ospedalieri;

   constatato che:

   il  provvedimento  in  questione è  stato  emanato  da  un  organo
  politico  (ufficio  di  Gabinetto  dell'Assessorato)  e   non   dal
  competente    ufficio   del   Dipartimento   della   pianificazione
  strategica,   verificandosi,   pertanto,   un'impropria    attività
  dell'ufficio  di  Gabinetto,  che  si  esprime  quale   organo   di
  amministrazione attiva;

   la revoca dell'incarico è da considerarsi come un atto politico  e
  di  mero  potere; l'ufficio di Gabinetto, infatti, si è  sostituito
  agli  uffici  preposti,  adottando un  provvedimento  che  presenta
  evidenti  carenze di motivazione nella sostituzione del commissario
  straordinario;

   considerato che:

   l'attuale normativa e, nello specifico, il decreto legislativo  n.
  502  del  1992  e  successive  modifiche  e  integrazioni  sancisce
  l'assoluta  incompatibilità del Direttore generale  in  carica  con
  qualsiasi altra funzione;

   conseguentemente gli atti eventualmente adottati dal dott.  Iudica
  nella  sua  qualifica di commissario straordinario presso l'azienda
  ospedaliera di Enna assumerebbero connotati di nullità;

   atteso che:

   la vigente normativa prevede la decadenza e la non nominabilità di
  un   direttore   generale  che  non  abbia  osservato   i   vincoli
  dell'equilibrio economico dell'azienda;

   appare,  pertanto,  oltremodo strano  che  al  direttore  generale
  dell'azienda  USL  n. 4, il quale notoriamente  non  ha  rispettato
  detti  vincoli  anche  negli  anni precedenti,  venga  affidato  un
  ulteriore incarico ancorché temporaneo;

   siamo  di  fronte ad atti illegittimi, laddove la  motivazione  di
  fondo  è  frutto di una scelta politica e autoritaria che mette  in
  crisi  la  correttezza del funzionamento della macchina burocratica
  nonché il ruolo stesso della burocrazia;

   per sapere:

   se  non  ritenga, anche alla luce della prossima entrata in vigore
  della  riforma sanitaria e delle consequenziali nuove nomine  degli
  organi manageriali ordinari, di dover rivedere il provvedimento  di
  revoca   del  commissario  straordinario  dell'azienda  ospedaliera
  Umberto  I  di  Enna  e di contestuale nomina  del  suo  sostituto,
  illegittimamente adottato;

   se  e  quali  iniziative  urgenti  intenda  assumere  al  fine  di
  ripristinare  la legalità e la trasparenza nell'Amministrazione  in
  un   settore  estremamente  delicato  come  quello  della  gestione
  pubblica della salute dei cittadini». (680)

   (L'interrogante chiede lo svolgimento in Commissione con urgenza)

                                                             GALVAGNO

   Avverto  che  l'interrogazione testé annunziata  sarà  inviata  al
  Governo e alla competente Commissione.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il  turismo,  le
  comunicazioni  e  i trasporti, premesso che da un articolo  apparso
  sul  Giornale  di Sicilia' del 17 luglio 2009, si  apprende  che  i
  ritardi  nella  convocazione della conferenza di servizi  da  parte
  della  Commissione  regionale del Dipartimento  dei  trasporti  per
  l'approvazione del progetto definitivo dell'autoporto  di  Vittoria
  (RG)  preoccupano l'Amministrazione comunale e le  associazioni  di
  categoria.  Sempre dalle stesse fonti giornalistiche  pare  che  il
  Comune avesse già chiesto invano la conferenza lo scorso maggio. Il
  Sindaco afferma che le modifiche e le integrazioni prescritte  sono
  state  approntate e il progetto presentato in tempo utile e paventa
  il rischio che, se entro luglio non venisse convocata la conferenza
  di   servizi,  il  finanziamento  per  l'opera  andrà   perso.   La
  riattivazione  della  conferenza di servizi  richiede  la  prima  e
  seconda  convocazione in un tempo complessivo  di  45  giorni.  Una
  volta  approvato, il progetto deve passare all'esame del  Consiglio
  comunale.  Bisognerà  poi  attendere  il  decreto  che  prevede  la
  copertura finanziaria del bando di gara. Infine, la pubblicazione e
  l'espletamento del bando di gara ad evidenza pubblica sopra  soglia
  comunitaria nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea;

   considerata  l'ampiezza  e  la  complessità  dell'iter,  anche  il
  segretario  della  locale  sezione della  Confederazione  nazionale
  dell'artigianato  esprime preoccupazioni per i ritardi,  a  maggior
  ragione dopo che Vittoria ha recentemente perso i finanziamenti per
  l'area artigianale;

   per  sapere se le preoccupazioni espresse dal sindaco di  Vittoria
  siano   fondate,  se  le  prescrizioni  al  progetto  siano   state
  approntate  e  quale  sia  l'iter  d'avanzamento  del  progetto  di
  finanziamento dell'autoporto». (674)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                            INCARDONA

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   con  l'art. 7 della legge regionale 14 maggio, n. 6, 'Disposizioni
  programmatiche  e correttive per l'anno 2009', sono  state  dettate
  'Norme   per  la  riduzione  dei  costi  degli  apparati   pubblici
  regionali'.  Tale  norma pone il divieto alle società,  a  capitale
  interamente  o  a  maggioranza  pubblico  non  quotate  in   borsa,
  costituite o partecipate dall'Amministrazione regionale nonché alle
  aziende  regionali, agli istituti, alle agenzie, ai consorzi,  agli
  organismi ed enti regionali comunque denominati, di procedere  alla
  costituzione  o  detenere  partecipazioni  in  altre   società   od
  organismi  vari, e ciò al fine di evitare alterazioni o distorsioni
  della  concorrenza e del mercato e di assicurare  la  parità  degli
  operatori;

   inoltre, con il comma 2 si obbligano gli enti di cui al comma 1  a
  procedere, entro 90 giorni dall'entrata in vigore della legge, alla
  liquidazione  delle  società od organismi partecipati,  comunicando
  l'avvio  delle  procedure  ed i tempi di liquidazione  agli  organi
  tutori e alla Ragioneria generale della Regione;

   il  mancato avvio delle procedure previste dall'articolo di  legge
  comporta    l'immediata   decadenza    di    tutti    gli    organi
  d'amministrazione  degli enti di cui al comma 1  o  la  revoca  dei
  rappresentanti della Regione nelle società;

   la  riconsiderazione  della partecipazione  degli  enti  regionali
  comunque  denominati in codeste società, sembra di poter affermare,
  é  stata  dettata dalla necessità di operare una sana  politica  di
  bilanci in un tempo in cui é evidente la crisi finanziaria  in  cui
  versa  la  stessa  Regione,  non essendo più  possibile  sostenerne
  l'esorbitante  e  crescente  costo  derivato  aggiuntivo.  Insomma,
  scarseggiano  le  risorse  ed é bene rimodulare,  riconsiderare  la
  politica  di  partecipazione economica in diversi enti  e  società,
  sorti  come una serie di matrioske, che spesso hanno assolto  o  si
  sono ridotte solamente a drenare risorse, e non a creare servizi  e
  sviluppo;

   se  ciò vale per le società a capitale interamente o a maggioranza
  pubblico non quotate in borsa, nonché per le aziende regionali, gli
  istituti,  le  agenzie,  i  consorzi,  gli  organismi  e  gli  enti
  regionali comunque denominati, tanto più deve valere per la  stessa
  Regione,  che dovrebbe smettere di continuare a vestire i panni  di
  una Regione imprenditrice;

   a  tale  riguardo, forse animata da queste intenzioni,  la  stessa
  Giunta  di  Governo ha assunto la delibera n. 222 del 30  settembre
  2008,  avente  ad  oggetto:  'Riordino delle  partecipazioni  della
  Regione  siciliana in società di capitali', con la quale,  appunto,
  attraverso lo specifico piano deliberato, si sarebbe dovuto avviare
  il  processo  di riordino delle società partecipate dalla  Regione,
  dimezzando le stesse società e sottoponendo la Regione ad una  cura
  dimagrante, con un notevole risparmio di risorse finanziare;

   in  effetti,  è  proprio  tale  motivazione  di  fondo  ad  essere
  evidenziata  nella  lettera inviata dal Ragioniere  generale  della
  Regione,  dott.  Vincenzo  Emanuele, il  quale  scrive  proprio  al
  Presidente  della  Regione  che: 'Negli ultimi  anni  il  frequente
  ricorso  all'utilizzo,  anche  tramite  strumenti  legislativi,  di
  organismi  societari di diritto privato con capitale  pubblico,  in
  mancanza    di    un   coordinamento   centrale,   ha   determinato
  un'incontrollata   creazione  di  compagini  societarie   a   volte
  duplicate negli oggetti sociali e nelle finalità da perseguire, che
  finiscono per appesantire la macchina amministrativa ed,  a  volte,
  sovrapponendosi  tra  di  loro, causano un eccessivo  dispendio  di
  risorse';  e, se lo dice il Ragioniere generale della Regione,  c'è
  da crederci;

   da  allora è stato annunciato urbi et orbi che sarebbe stata  data
  una  sforbiciata  alle società partecipate della Regione  siciliana
  grazie alla quale, delle 26 che di seguito si indicano:

   SVILUPPO
   Sviluppo  Italia  Sicilia spa, Sicilia e-Innovazione  spa,  Italia
  Lavoro  Sicilia spa, Sicilia e-ricerca, Ciem Scpa Psts  Scpa  Risem
  spa,  InfoRac  Map  spa,  Consorzio di Ricerca  per  l'Innovazione,
  Trasporti navali, Sicilia e-Servizi

   SERVIZI AUSILIARI
   Beni Culturali spa, Biosphera spa, Multiservizi spa

   CREDITO
   Unicredit spa, Irfis spa, Cape spa

   VALORIZZAZIONE PATRIMONIO E DEMANIO
   Spi spa

   RISCOSSIONE
   Riscossione Sicilia spa

   SERVIZI ACQUEDOTTISTICI
   Siciliacque spa

   PROMOZIONE SICILIA
   Quarit scpa, Maas scpa, Cinesicilia srl

   INFRASTRUTTURE E TRASPORTI
   Stretto di Messina spa, AST

   ALTRI SETTORI
   Terme di Sciacca spa, Terme di Acireale
   ne  sarebbero  rimaste in piedi solo 12, e cioè, come  annunciato:
  Sviluppo Italia e Sicilia e-Servizi per il settore dello Sviluppo e
  ricerca;  Beni  Culturali spa per l'area delle prestazioni  servizi
  ausiliari strumentali; le partecipazioni in Unicredit, Irfis e Cape
  Sicilia  per  il  credito;  la Spi per la valorizzazione  dei  beni
  demaniali,  patrimoniali,  ambientali e culturali;  la  Riscossione
  Sicilia  spa per l'area delle riscossioni; Siciliacque  spa  per  i
  servizi    acquedottistici;   Cinesicilia   per    la    promozione
  dell'immagine dell'Isola; ed infine la società Stretto  di  Messina
  spa.  Tutto  il  resto  era  da  chiudere  e  da  liquidare  o  con
  partecipazioni da cedere. Si parlava convintamente  di  fine  delle
  stagioni  di  duplicazioni  a  iosa,  in  Sicilia,  di  sprechi  ed
  inefficienze;

   il  tutto,  purtroppo, sembra essere rimasto - come in  effetti  è
  rimasto  -  solo  nel  libro dei sogni e  degli  annunci,  e  oggi,
  infatti,  si  continua  ad  assistere senza  sosta  a  nomine  e  a
  polemiche per i posti di 'sottogoverno', ambiti da molti - come  ha
  dichiarato  lo  stesso Presidente della Regione,  durante  l'ultima
  crisi  di  Governo  -  anche  per gli  alti  appannaggi,  rimanendo
  invariati  sia  gli assetti di tutte le società regionali  sia  gli
  antichi vizi, come sembra accada in alcune di esse, addirittura, di
  continuare ad assumere allegramente;

   per sapere:

   se  sia  stata data esecutività alla delibera di Giunta di Governo
  n.  222  del  30 settembre 2008 avente ad oggetto: 'Riordino  delle
  partecipazioni  della  Regione siciliana in società  di  capitali',
  approntando  i  relativi  piani  di  dismissione,  accorpamento   e
  scioglimento  delle relative società, e quale sia lo stato  attuale
  del suo iter;

   se  ancora non fosse stato approntato alcun piano operativo, quali
  siano  i  motivi  che  ne  hanno impedito,  fino  ad  ora,  la  sua
  operatività e se non ritenga opportuno di coinvolgere le competenti
  Commissioni legislative permanenti dell'ARS per una più compiuta  e
  completa analisi;

   inoltre,   nell'ottica  di  avere  contezza  di   cosa   realmente
  rappresentano dette società regionali, quale sia la loro situazione
  patrimoniale, la loro dotazione organica e, in particolare,  quante
  assunzioni siano state fatte in ognuna di esse, in ultimo, dal 2001
  ad  oggi, per quelle società a questa data già costituite e, in tal
  caso,  secondo quali procedure e necessità derivanti dalle relative
  dotazioni organiche e piani industriali siano stati assunti». (676)

                                                              FARAONE

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per il bilancio e  le
  finanze   e   all'Assessore  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca, premesso che:

   nel  lontano 1999, la Commissione regionale 'Antimafia', ha  avuto
  modo,  dopo una lunga e minuziosa indagine e l'audizione di diversi
  soggetti, di relazionare sulle anomalie nella gestione dell'IRCAC;

   tale  relazione finale è stata approvata dalla stessa  Commissione
  in  data  14  giugno 1999 e, in pari data, trasmessa al  Presidente
  dell'Assemblea regionale siciliana perché ne curasse la trattazione
  da parte dell'Aula parlamentare;

   da allora, la relazione non è stata mai discussa e, quindi, non  è
  stata espressa alcuna valutazione dall'ARS, con la conseguenza  che
  nessuna  decisione  è  stata  mai  assunta  coerentemente  con   le
  risultanze conclusive cui è pervenuta la predetta Commissione;

   tuttavia,   tali  risultanze  consegnano  all'Assemblea  regionale
  siciliana  -  per  come è dato leggere nelle stesse  considerazioni
  finali   della  relazione  rassegnata  dalla  Commissione  -   'una
  conoscenza di un coacervo di fatti e comportamenti amministrativi e
  gestionali,  i quali, ancorché censurabili non soltanto  sul  piano
  politico,  dovrebbero costituire elemento di seria riflessione  con
  lo scopo di apprestare idonee misure, legislative e amministrative,
  atte  ad  eliminare le distorsioni riscontrate riconsiderando  alla
  radice  le  ragioni  per  la permanenza in attività  dell'IRCAC  ed
  altresì  per  individuare nuovi e più confacenti  percorsi  per  la
  politica del medio credito della Regione';

   in sintesi, la Commissione perviene a queste considerazioni:
   1)   la   vigente  legislazione  in  materia  di  cooperazione   è
  inadeguata;
   2) occorrono scelte dolorose e radicali per evitare il perpetuarsi
  di  metodologie che arrecano grave danno alle finanze della Regione
  per conseguire spesso inutili ed insignificanti risultati a livello
  di sviluppo economico e del reddito;

   quindi,  la  Commissione perveniva alle considerazioni  rassegnate
  alla libera valutazione dell'Aula parlamentare affinché 'il Governo
  della  Regione e la stessa ARS (...) si interrogassero per chiudere
  questa  pagina  della  politica dell'intervento  finanziario  della
  Regione in favore del variegato settore della cooperazione';

   di  qui  la  proposta  di  'scioglimento  dell'IRCAC  come  strada
  praticabile   coerente  con  la  politica  allora   avviata   dello
  scioglimento degli enti economici';

   dall'esaurimento della funzione dell'IRCAC e dalla  ridimensionata
  attività  di  istituti similari (IRFIS e CRIAS)  ne  scaturiva  'un
  giudizio  sul  ruolo che il medio credito può e  deve  svolgere  in
  Sicilia,  con una conseguente razionalizzazione delle politiche  di
  sostegno  alle  attività produttive, mediante la  creazione  di  un
  soggetto  pubblico  capace  di  erogare  credito  a  medio  termine
  all'insegna dell'efficienza e della selettività';

   ma, dato che tale relazione non è mai stata discussa dall'ARS,  il
  tempo  lasciato  passare  -  ben 10  anni  -  ha  prodotto  l'amara
  conseguenza  che non sono state apportate le dovute,  necessarie  e
  giuste riforme che dalla stessa Commissione furono auspicate;

   a  distanza  di  10  anni, il quadro sostanziale dell'IRCAC  resta
  immutato  con l'aggravante che in questo lungo lasso  di  tempo  si
  sono  consolidati le prassi e i sistemi, all'epoca evidenziati,  di
  una gestione poco oculata verso l'interesse generale e pubblico;

   il provvedimento adottato per l'IRCAC, inserito nell'art. 55 della
  legge  regionale  n.  10 del 1999, con la previsione  di  un  piano
  industriale oltre ad un ridimensionamento della pianta  organica  e
  del  personale attraverso un esodo, è stato di fatto  vanificato  a
  causa  di  una  gestione  dell'ente priva di  una  reale  direzione
  generale, 'abbandonata' ad una alternanza di dirigenti interni  con
  funzioni   apicali,  che  non  ha  permesso  un  vero  rinnovamento
  dell'ente né funzionale nè organizzativo;

   di fatto il consiglio d'amministrazione e i commissari che si sono
  succeduti non hanno aggredito i nodi di fondo delle vicende  IRCAC,
  che,  anzi, in alcuni vistosi casi, hanno deviato dal perseguimento
  dell'interesse pubblico;

   resta   emblematica,  in  tal  senso,  la  nomina  a   commissario
  dell'istituto  dell'ex vice direttore generale già  in  quiescenza,
  nonostante  il  contenzioso personale intrattenuto  con  lo  stesso
  istituto per l'incarico di direttore generale a lui attribuito;

   si   è  continuato  così,  imperterriti,  nell'attribuzione  delle
  mansioni   di   direttore  generale,  in  alcuni  casi  addirittura
  nonostante   il  parere  contrario  dell'Assessorato  Cooperazione,
  amministrazione  vigilante, caso già rilevato come  anomalia  dalla
  stessa  Commissione 'Antimafia', e ciò ha determinato un  crescendo
  di  contenziosi per il riconoscimento in sede giudiziaria di  oltre
  1.100.000,00 euro di differenze retributive, con l'aggravante  che,
  a  seguire, potrebbero essere attivate altre azioni giudiziarie  da
  parte  di  altri dirigenti nel frattempo preposti, potendo  vantare
  gli stessi analoghe pretese;

   tutto  ciò  è  avvenuto, sembra, nella inerzia se non acquiescenza
  degli organi tutori ;

   e   dunque:   l'assenza   di  un'adeguata   riorganizzazione,   il
  mantenimento   di  un  obsoleto  regolamento  del   personale   non
  aggiornato in conformità dell'art. 31 della l.r. n. 6 del 1997 e di
  quanto  previsto dai contratti collettivi nazionali di  lavoro  del
  credito,  assieme ad una mirata attribuzione di mansioni ad  alcuni
  'prescelti' dipendenti, consentendo loro il passaggio a  qualifiche
  superiori di funzionari e dirigenti, talvolta anche con transizioni
  dirette  e senza neppure intraprendere un percorso giudiziario;  lo
  stesso  concorso a direttore generale che, sembra,  non  sia  stato
  esente  da anomalie e complicazioni, contestato da alcuni candidati
  per  le  modalità poste in essere dalla commissione esaminatrice  e
  approdato  presso  le sedi giudiziarie per motivazioni  inerenti  a
  'false' dichiarazioni circa i requisiti posseduti dal candidato poi
  nominato  vincitore  nonostante circolari della Regione  siciliana,
  atti  giudiziari  (sentenze che negano tale attestazione)  oltre  a
  pareri  dell'Ufficio legislativo e legale, attesta che a  tutt'oggi
  resta  ancora valida non solo l'indagine svolta a suo  tempo  dalla
  Commissione  regionale 'Antimafia' e le considerazioni  alle  quali
  pervenne, ma anche la stessa domanda d'obbligo circa il ruolo e  il
  compito dell'IRCAC, se cioè esso svolga adeguatamente o meno il suo
  compito  e  assolva ancora alla funzione storica che gli era  stata
  assegnata con la sua istituzione di istituto di credito del sistema
  cooperativistico;

   dalla lettura dei bilanci presentati dall'IRCAC, si ricava infatti
  che,  nonostante i comunicati fatti dal presidente  del  precedente
  c.d.a., oggi commissario, sul c.d. risanamento dell'IRCAC, di fatto
  questo  rimane relegato a un mero messaggio pubblicitario,  per  la
  diffusione   del  quale  vengono  sostenuti  costi  aggiuntivi,   e
  mantenendo  la  rivista  interna 'Cooperazione  2000',  remunerando
  svariati organi di stampa, perpetrando una delle anomalie indicate,
  ancora una volta, dalla Commissione 'Antimafia';

   a  fronte dunque, di accresciuti costi di gestione per pubblicità,
  consulenze,   uffici  e  sedi  decentrate,  mansioni  superiori   e
  pagamento  di  immotivati  straordinari ai  dipendenti  (visto  che
  l'ente  stesso  dichiara di avere deliberato solo 117  pratiche  di
  finanziamento nel 2008) i risultati in termini di aiuto al  settore
  cooperativistico  (erogazioni) appaiono assolutamente  paragonabili
  ai costi per il mantenimento della stessa struttura;

   l'IRCAC poi, dopo 10 anni, appare come un ente votato a tentare di
  recuperare  i  suoi  crediti  (più di  1000  linee  di  credito  in
  contenzioso, su cui l'Istituto ricava le commissioni per  i  propri
  costi   di  gestione)  piuttosto  che  sviluppare  credito   (dando
  complessivamente affidamento a circa 200 cooperative);

   occorre  riaggiornare  l'analisi e  l'indagine  svolta  nella  XII
  legislatura  dalla Commissione regionale 'Antimafia',  al  fine  di
  acquisire  - se del caso - nuovi elementi di riflessione  utili  ad
  apportare  quelle  riforme necessarie da molti  auspicate,  ma  mai
  varate,  oltre  a verificare quanto hanno funzionato gli  strumenti
  adottati  per  il  mantenimento  dei  costi  degli  enti  economici
  regionali sottoposti a vigilanza (l.r. n. 6 del 1997, art. 31);

   per sapere quale sia oggi lo stato dell'IRCAC relativamente a:

   - personale dipendente e remunerazioni relative;
   - utilizzazione dei fondi e contenzioso con la Regione;
   - crediti e sofferenze;
   -   convenzioni  con  istituti  di  crediti  per  il  servizio  di
  tesoreria;
   - stato dell'ufficio di Messina;
   - stato della rivista 'Cooperazione 2000';
   - partecipazione azionarie dell'Istituto;
   - stato delle consulenze esterne». (677)

                                                              FARAONE

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  l'industria,
  premesso che:

   da  oltre  dieci anni lo stabilimento industriale dell'ex cartiera
  SACE, sita nel territorio di Fiumefreddo (CT), è stato venduto alla
  Provincia  regionale di Catania con l'obiettivo di far  sorgere  il
  parco divertimenti più esteso del Mezzogiorno d'Italia;

   alla data odierna non è stato realizzato il parco divertimenti  e,
  cosa  ancor  più grave, non è stata neppure bonificata la  cartiera
  dalla presenza di rifiuti pericolosi e dall'amianto;

   considerato che:

   le  varie amministrazioni provinciali che si sono succedute  hanno
  affidato  incarichi  per  studi che  non  hanno  prodotto  concreti
  risultati;

   la costituzione di una società pubblico-privata (la Sicilyand) non
  è servita sostanzialmente a nulla;

   ritenuto che:

   i  cittadini hanno subito la cessazione produttiva della SACE e la
  chiusura di altre aziende (Keyes, Climega Sud, Guttadauro);

   ciò ha avuto delle gravissime ripercussioni negative sull'economia
  locale;

   sono  stati persi posti di lavoro e non è stato definito un  serio
  progetto per lo sviluppo turistico dell'intera zona costiera e  dei
  comuni interessati;

   per sapere:

   se  siano  stati  attivati  interventi  ispettivi  finalizzati   a
  verificare  il  rispetto degli impegni contrattuali  assunti  dalla
  Provincia regionale di Catania;

   se  in  questi  anni  sia stato arrecato un danno  patrimoniale  a
  seguito di comportamenti omissivi e di inadempienze;

   se  sia  stata violata la normativa in tema di tutela ambientale».
  (684)

                                                           BARBAGALLO

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per il bilancio e  le
  finanze e all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e  le
  autonomie locali, premesso che:

   moltissime cooperative sociali si trovano ormai in piena  crisi  a
  causa  della contrazione delle risorse per i servizi e dei  ritardi
  nei pagamenti da parte degli enti locali siciliani;

   l'allarme  è  condiviso  e sostenuto da  tutti  gli  organismi  di
  rappresentanza   del   movimento   cooperativo   siciliano   (AGCI,
  CONFCOOPERATIVE,  LEGACOOP, UNCI, UNICOOP),  così  come  più  volte
  denunciato attraverso i mass media;

   considerato  che il mondo della cooperazione ha sempre  dimostrato
  di   avere  una  grande  capacità  di  contenimento  dell'emergenza
  occupazionale e sociale, soprattutto in momenti di crisi economica;

   rilevato  che  le  importanti risorse del fondo nazionale  per  le
  politiche  sociali restano in gran parte non spese,  con  la  grave
  conseguenza  che  molti  servizi  essenziali  vengono   sospesi   o
  interrotti;

   rilevato,  altresì,  che  le  cooperative  sociali  di  tipo   b',
  impegnate  nell'assistenza,  nel  recupero  e  nell'inserimento  di
  soggetti  affetti da patologie psichiatriche, non  sono  più  nelle
  condizioni   di   operare  a  causa  della  mancanza   di   risorse
  finanziarie;

   sottolineato che il segnale positivo costituito dall'art. 14 della
  legge  finanziaria  per  l'anno 2009 della Regione  siciliana,  che
  consentirebbe alle cooperative sociali di cedere i crediti  vantati
  con  la  Pubblica  Amministrazione e compensare gli  stessi  con  i
  debiti  erariali,  segna  il passo per la  mancata  emanazione  dei
  decreti attuativi;

   per sapere quali provvedimenti urgenti intendano assumere affinché
  vengano emanati i decreti attuativi citati in premessa, nelle  more
  che  venga  predisposto  uno  strumento legislativo  che  consolidi
  finanziariamente  e  rilanci operativamente il lavoro  di  supporto
  alla  collettività  che  viene svolto dalle  cooperative  sociali».
  (688)

                                                              D'ASERO

   «All'Assessore  per  i  beni culturali  ed  ambientali  e  per  la
  pubblica  istruzione, premesso che l'articolo  2,  comma  2,  della
  legge  regionale  15 maggio 1991, n. 17 e successive  modifiche  ed
  integrazioni,  ha  istituito, tra gli altri, il Museo  archeologico
  regionale di Centuripe (EN);

   constatato  che sul sito internet dell'Assessorato  regionale  dei
  Beni  culturali  ed  ambientali e della  pubblica  istruzione,  ove
  vengono  elencati tutti i musei archeologici regionali ed  inserite
  le  informazioni relative finalizzate alla loro fruizione da  parte
  della    collettività,   non   risulta   esservi   traccia   alcuna
  dell'esistenza  anche' del Museo archeologico di Centuripe;

   per  sapere quali siano i motivi del mancato inserimento del Museo
  archeologico  regionale di Centuripe sul sito  istituzionale  della
  Regione». (689)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                             GALVAGNO

   «Al  Presidente  della Regione, all'Assessore per il  turismo,  le
  comunicazioni ed i trasporti e all'Assessore per i lavori pubblici,
  premesso che:

   da  un  articolo apparso sul  Giornale di Sicilia' del  17  luglio
  2009  si  apprende che il Sindaco e l'Amministrazione  comunale  di
  Vittoria (RG) ritengono in pericolo la definitiva approvazione  del
  progetto dell'autoporto ed il relativo finanziamento;

   l'Amministrazione  comunale  di Vittoria  avrebbe  chiesto  già  a
  maggio  la  convocazione  della  conferenza  dei  servizi  per   la
  definitiva  approvazione  del progetto dopo  avere  apportato  allo
  stesso le prescrizioni a suo tempo decise in sede di conferenza  di
  servizi;

   il  Sindaco  afferma che le modifiche e le integrazioni prescritte
  sono  state  approntate, ma paventa il rischio  della  perdita  del
  finanziamento  a causa della mancata convocazione della  conferenza
  di servizi entro luglio c.a.;

   un'attivazione  della conferenza di servizi ed il suo  svolgimento
  possono richiedere tempi lunghi o comunque oltre il mese;

   per  sapere se le preoccupazioni espresse dal Sindaco di  Vittoria
  siano   fondate,  se  le  prescrizioni  al  progetto  siano   state
  approntate  e  quale  sia  l'iter di avanzamento  del  progetto  di
  finanziamento dell'autoporto». (690)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                            INCARDONA

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  della
  interpellanza presentata.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

   «All'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la formazione
  professionale e l'emigrazione, premesso che:

   con  nota  prot.  0012942  del 14 luglio 2009,  il  Ministero  del
  lavoro,  della salute e delle politiche sociali, Direzione generale
  degli   ammortizzatori  sociali  ed  incentivi  all'occupazione   -
  divisione III, ha dato riscontro alla nota n. 731 del 19 marzo 2009
  dell'Assessorato  Lavoro  -  Agenzia  regionale  per  l'impiego   e
  formazione professionale - Servizio IV LSU e Workfare;

   con  la  sopra citata nota n. 731 del 14 marzo 2009, l'Assessorato
  Lavoro  chiedeva  se fosse possibile impiegare risorse  finanziarie
  non  utilizzate  relative  al  progetto  IN.L.A.  per  fronteggiare
  emergenze occupazionali riguardanti soggetti - in servizio presso i
  Comuni  di  Alcamo, Valderice, Marsala, Castellammare del  Golfo  e
  Sciacca  -  già  appartenenti al bacino dei lavoratori  socialmente
  utili  finanziati  con  oneri  a carico  del  fondo  nazionale  per
  l'occupazione, trasferiti alla Regione siciliana sulla  base  della
  convenzione n. 14/0010499, sottoscritta il 19 ottobre 2005  con  il
  Ministero del lavoro;

   da un'attenta lettura della nota del Ministero del lavoro, a firma
  del  Direttore  generale,  si  evince chiaramente  che  l'eventuale
  utilizzo  delle  disponibilità  residue  è  legato  agli  eventuali
  residui  da  accertare, tenendo presente che, sempre a  parere  del
  Ministero,  le attività (progetto IN.L.A.) si sono concluse  il  30
  giugno 2009;

   il  Ministero,  pur  essendo a conoscenza della  mancata  notifica
  all'Unione  europea,  ritiene che le contribuzioni,  relative  agli
  interventi  previsti dal progetto IN.L.A., possono  essere  erogate
  sulla base del regolamento comunitario di esenzione n. 800/2008;

   tali  asserzioni, di fatto, a parere dell'interpellante,  appaiono
  fortemente limitative per le reali possibilità del configurarsi  di
  eventuali   residui   da   utilizzare   per   l'auspicato   rinnovo
  contrattuale a favore dei lavoratori precari in servizio  presso  i
  comuni sopra citati;

   il   sottosegretario  al  lavoro,  on.  Viespoli,  ha  più   volte
  verbalmente  garantito a deputati e senatori della Repubblica  e  a
  deputati regionali dell'Assemblea regionale siciliana che,  con  la
  nota  de  qua, il grave problema posto all'attenzione del Ministero
  del lavoro era stato sostanzialmente risolto;

   il  contenuto della nota ministeriale più volte citata non  depone
  affatto  in tal senso, sia nella sostanza che nei tempi, in  quanto
  recita  testualmente: 'eventuali residui e modalità  da  concordare
  con  successivo  atto tra Ministero e codesta  Regione,  nel  quale
  verranno inseriti i comuni da Voi già individuati';

   per conoscere se non ritenga doveroso, utile ed urgente chiarire:

   a)  come  intenda affrontare la delicata situazione dei lavoratori
  di cui trattasi alla luce del contenuto della nota ministeriale;
   b)   se   intenda  procedere  all'erogazione  delle  contribuzioni
  relative  al  progetto  IN.L.A. in assenza di  notifica  all'Unione
  europea;
   c)  se  non  ritenga indispensabile un immediato incontro  con  il
  Ministro del lavoro per rassegnare che le tesi contenute nella nota
  ministeriale  non  depongono a favore di una  rapida  ed  effettiva
  soluzione del problema e, cosa ancora più grave, non è escluso  che
  limitano  seriamente  la  reale  possibilità  del  configurarsi  di
  eventuali residui;
   d)  se  non ritenga che sia Suo preciso dovere individuare le  vie
  più   brevi   per   addivenire  ad  una  possibile  soluzione   per
  tranquillizzare i circa 200 lavoratori che corrono  il  rischio  di
  perdere  il  lavoro che, se pur precario, svolgono  da  più  di  un
  decennio,  assicurando  fra  l'altro il  funzionamento  di  servizi
  essenziali erogati dagli enti locali elencati in premessa». (65)

          (L'interpellante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                                 ODDO

   PRESIDENTE.   Avverto  che,  trascorsi  tre  giorni   dall'odierno
  annunzio  senza  che  il Governo abbia fatto alcuna  dichiarazione,
  l'interpellanza si intende accettata e sarà iscritta all'ordine del
  giorno per essere svolta al proprio turno.

       Comunicazione relativa all' interrogazione numero 360 con
                        risposta in Commissione

   PRESIDENTE.  Comunico che, giusta nota 479/Cp del 23  luglio  2009
  della  competente  Commissione legislativa  permanente   Bilancio',
  l'interrogazione numero 360, a richiesta di risposta in Commissione
  e a firma dell'onorevole Lupo, «Rapporti tra la Regione siciliana e
  la  Royal  Bank of Scotland», nel corso della seduta di Commissione
  n.  77  del  15  aprile  2009 è stata considerata   presentata  con
  richiesta di risposta scritta.

   L'Assemblea ne prende atto.

               Comunicazione di ritiro di interrogazioni

   PRESIDENTE. Comunico che:

   - con nota del 21 luglio 2009 (pervenuta al Servizio Lavori d'Aula
  il  22  luglio  successivo), l'onorevole  Michele  Galvagno,  primo
  firmatario, ha dichiarato di ritirare l'interrogazione  a  risposta
  scritta n. 661 «Presunte illegittimità nel provvedimento di  revoca
  del  commissario straordinario presso l'azienda ospedaliera Umberto
  I  di  Enna  ed  iniziative conseguenti», in  quanto  dallo  stesso
  deputato  ripresentata, in pari data, con richiesta di  svolgimento
  urgente in Commissione;

   -  con  nota del 24 luglio 2009, l'onorevole Carmelo Incardona  ha
  dichiarato di ritirare l'interrogazione a risposta scritta  n.  674
  «Notizie   in   merito   allo  stato  d'avanzamento  dell'iter   di
  realizzazione  dell'autoporto  di  Vittoria  (RG)»  in  quanto   di
  identico contenuto all'interrogazione a risposta scritta n. 690,  a
  sua firma.

   L'Assemblea ne prende atto.

       Comunicazione di nomina e di preposizione degli Assessori
                               regionali
                ai rami dell'Amministrazione regionale

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario  a  dare  lettura  dei
  decreti del Presidente della Regione dell'8 luglio 2009, pubblicati
  nella   GURS   n.   35,   parte  I,  del  24   luglio   successivo,
  rispettivamente,  di  nomina ad Assessore regionale  dell'onorevole
  Nicola Lenza con contestuale cessazione delle funzioni di Assessore
  regionale,  con  preposizione  all'Assessorato  del  territorio   e
  dell'ambiente, del dott. Giuseppe Sorbello, e di preposizione degli
  Assessori regionali agli Assessorati regionali.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

                          «Regione Siciliana

                             IL PRESIDENTE

   VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;

   VISTO  in  particolare l'articolo 9, come sostituito dall'articolo
  1,  comma 1, lettera f) della legge costituzionale 31 gennaio 2001,
  n. 2 che, nel prevedere l'elezione a suffragio universale e diretto
  del Presidente della Regione, gli attribuisce il potere di nominare
  e   revocare   gli   Assessori   da  preporre   ai   singoli   rami
  dell'Amministrazione  regionale, tra cui un Vicepresidente  che  lo
  sostituisce in caso di assenza o di impedimento;

   VISTA  la legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e sue successive
  modifiche ed integrazioni;

   VISTA  la  legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, e sue successive
  modifiche ed integrazioni, nonché l'allegata tabella A;

   VISTO  il  decreto presidenziale 10 maggio 2001, n. 8, concernente
  la disciplina degli uffici di diretta collaborazione del Presidente
  della  Regione  e  degli  Assessori regionali,  ed  in  particolare
  l'articolo 2, comma 12;

   VISTA la propria nota n. 2672 del 24 aprile 2008, con la quale,  a
  seguito della proclamazione alla carica di Presidente della Regione
  siciliana,  resa  nota dalla Corte di appello di Palermo  con  nota
  prot.  P/08/67/El. Reg. del 24 aprile 2008, sono state  assunte  le
  relative funzioni;

   VISTO  il decreto presidenziale n. 278/Area I /S.G. del 27  maggio
  2008  di  costituzione del Governo regionale  -  XV  Legislatura  -
  nomina degli Assessori regionali;

   VISTO  il  decreto presidenziale n. 317/Area I /S.G. del 5  giugno
  2008,  con il quale gli Assessori regionali, nominati con il  sopra
  citato  D.P.  n. 278/08, sono stati preposti ai singoli Assessorati
  regionali di cui all'art. 6 della legge regionale 29 dicembre 1962,
  n. 28 e successive modifiche ed integrazioni;

   VISTA la legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19;

   VISTO  il decreto presidenziale n. 153/Area I /S.G. del 25  maggio
  2009,  con  il  quale,  a seguito delle dimissioni  rassegnate  con
  lettera del 25 maggio 2009 dal dott. Giuseppe Sorbello di Assessore
  regionale con preposizione all'Assessorato regionale del territorio
  e dell'ambiente, il Presidente della Regione assume temporaneamente
  le   funzioni  ad  interim  di  Assessore  del  predetto  ramo   di
  amministrazione   per  il  compimento  degli  atti   di   ordinaria
  amministrazione;

   VISTO  il decreto presidenziale n. 191/Area I /S.G. del 29  maggio
  2009  Nomina degli Assessori regionali ;

   VISTO  il decreto presidenziale n. 236/Area I /S.G. del 17  giugno
  2009  di  preposizione degli Assessori regionali nominati ai  sensi
  del  citato D.P. n. 191/09, nel quale il dott. Giuseppe Sorbello  è
  stato   preposto   all'Assessorato  regionale  del   territorio   e
  dell'ambiente;

   VISTO  il decreto presidenziale n. 257/Area I /S.G. del 26  giugno
  2009,  con  il  quale,  unitamente alla  nomina  di  ulteriori  tre
  Assessori regionali e ciò a completamento di quanto determinato con
  il  sopra menzionato D.P. n. 191/09 è rimasta ferma, tra le  altre,
  la   preposizione   del  dott.  Giuseppe  Sorbello  all'Assessorato
  regionale del territorio e dell'ambiente;

   RITENUTO  di  dover  nominare Assessore regionale  l'on.le  Nicola
  Leanza,  a  seguito delle dimissioni rassegnate dal dott.  Giuseppe
  Sorbello  ed  acquisite  in  data 8 luglio  2009,  riordinando  con
  separato   provvedimento   le   preposizioni   ai   singoli    rami
  dell'Amministrazione regionale degli Assessori regionali nominati;

                             D E C R E T A

                                Art. 1

   Per le motivazioni di cui in premessa, a completamento dei decreti
  presidenziali  n.  191/09  e n. 257/09 di  nomina  degli  Assessori
  regionali, è nominato Assessore regionale l'on. Nicola Leanza,  con
  contestuale  cessazione dalle funzioni di Assessore regionale,  con
  preposizione    all'Assessorato   regionale   del   territorio    e
  dell'ambiente, del dott. Giuseppe Sorbello.

                                Art. 2

   Con  successivo  distinto  provvedimento  di  pari  data,  saranno
  riordinate  le preposizioni ai rami dell'Amministrazione  regionale
  degli  Assessori regionali nominati, ivi compresa quella di cui  al
  presente decreto.

                                Art. 3

   Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
  Regione Siciliana.

   Palermo, 8 luglio 2009

                                                            LOMBARDO»

                          «Regione Siciliana

                             IL PRESIDENTE

   VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;

   VISTO  in  particolare l'articolo 9, come sostituito dall'articolo
  1,  comma 1, lettera f) della legge costituzionale 31 gennaio 2001,
  n. 2 che, nel prevedere l'elezione a suffragio universale e diretto
  del Presidente della Regione, gli attribuisce il potere di nominare
  e   revocare   gli   Assessori   da  preporre   ai   singoli   rami
  dell'Amministrazione  regionale, tra cui un Vicepresidente  che  lo
  sostituisce in caso di assenza o di impedimento;

   VISTA  la legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e sue successive
  modifiche ed integrazioni;

   VISTA  la  legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, e sue successive
  modifiche ed integrazioni, nonché l'allegata tabella A;

   VISTO  il  decreto presidenziale 10 maggio 2001, n. 8, concernente
  la disciplina degli uffici di diretta collaborazione del Presidente
  della  Regione  e  degli  Assessori regionali,  ed  in  particolare
  l'articolo 2, comma 12;

   VISTA la propria nota n. 2672 del 24 aprile 2008, con la quale,  a
  seguito della proclamazione alla carica di Presidente della Regione
  siciliana,  resa  nota dalla Corte di appello di Palermo  con  nota
  prot.  P/08/67/El. Reg. del 24 aprile 2008, sono state  assunte  le
  relative funzioni;

   VISTA la legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19;

   VISTO  il decreto presidenziale n. 191/Area I /S.G. del 29  maggio
  2009  Nomina degli Assessori regionali ;

   VISTO  il  decreto presidenziale n. 197/Area I /S.G. del 3  giugno
  2009   Delega  all'Assessore regionale avv.to Gaetano  Armao  della
  trattazione   degli   affari  ricompresi   nelle   competenze   del
  dipartimento regionale della protezione civile;

   VISTO  il decreto presidenziale n. 236/Area I /S.G. del 17  giugno
  2009  di  preposizione degli Assessori regionali nominati ai  sensi
  del  citato D.P. n. 191/09, nel quale il dott. Giuseppe Sorbello  è
  stato   preposto   all'Assessorato  regionale  del   territorio   e
  dell'ambiente;

   VISTO  il decreto presidenziale n. 257/Area I /S.G. del 26  giugno
  2009,  con  il  quale,  unitamente alla  nomina  di  ulteriori  tre
  Assessori regionali e ciò a completamento di quanto determinato con
  il  sopra menzionato D.P. n. 191/09 è rimasta ferma, tra le  altre,
  la   preposizione   del  dott.  Giuseppe  Sorbello  all'Assessorato
  regionale del territorio e dell'ambiente;

   VISTO  il decreto presidenziale n. 276 dell'8 luglio 2009, con  il
  quale  si è proceduto alla nomina di Assessore regionale dell'on.le
  Nicola Leanza;

   RITENUTO  di  dover  procedere ad una  rimodulazione  dell'assetto
  riguardante  le preposizioni degli Assessori regionali nominati  ai
  singoli  rami  dell'Amministrazione  regionale  e  ciò  a  parziale
  modifica   e   ad   integrazione  dei  decreti   presidenziali   di
  preposizione  sopra citati e di dover attribuire,  successivamente,
  ad uno degli Assessori regionali le funzioni di Vice presidente;

                             D E C R E T A

                                Art. 1

   A  parziale modifica ed integrazione dei decreti presidenziali  n.
  197/09 e n. 236/09, gli Assessori regionali nominati con DD.PP.  n.
  191/09, n. 257/09 e n. 276 dell'8 luglio 2009, sono come di seguito
  preposti ai singoli Assessorati regionali di cui all'art.  6  della
  legge  regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e successive modifiche  ed
  integrazioni:

   -  on.le  Antonino  Beninati - Assessorato  regionale  dei  lavori
  pubblici;
   -  on.le  Giambattista  Bufardeci -  Assessorato  regionale  della
  cooperazione, del commercio, dell'artigianato e della pesca;
   -   dott.ssa  Caterina  Chinnici  -  Assessorato  regionale  della
  famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali;
   -  on.le Michele Cimino - Assessorato regionale dell'agricoltura e
  delle foreste;
   -  on.le  Roberto Di Mauro - Assessorato regionale del bilancio  e
  delle finanze;
   - on.le Luigi Gentile - Assessorato regionale del lavoro;
   -  on.le  Nicola Leanza - Assessorato regionale dei beni culturali
  ed ambientali e della pubblica istruzione;
   -  avv.to  Mario Milone - Assessorato regionale del  territorio  e
  dell'ambiente;
   - dott. Massimo Russo - Assessorato regionale della sanità;
   - on.le Antonino Strano - Assessorato regionale del turismo, delle
  comunicazioni e dei trasporti;
   - dott. Marco Venturi - Assessorato regionale dell'industria.

                                Art. 2

   E'  destinato alla Presidenza della Regione l'Assessore  regionale
  avv.to  Gaetano  Armao, al quale è delegata  la  trattazione  degli
  affari  ricompresi nelle competenze del dipartimento regionale  del
  personale,  dei  servizi  generali, di  quiescenza,  previdenza  ed
  assistenza   del   personale,  del  dipartimento  regionale   della
  protezione civile e del dipartimento della programmazione.

                                Art. 3

   Successivamente si provvederà ad attribuire ad uno degli Assessori
  regionali  le  funzioni  di  Vice  presidente  che  sostituisce  il
  Presidente   della  Regione  siciliana,  in  caso  di   assenza   o
  impedimento.

                                Art. 4

   Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
  Regione Siciliana.

   Palermo, 8 luglio 2009

                                                            LOMBARDO»

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

    Comunicazione di decreto di nomina di componente di Commissione
                              legislativa

   PRESIDENTE.  Comunico che, con decreto numero 231  del  28  luglio
  2009,  l'onorevole Giuseppe Gianni è nominato componente della  III
  Commissione   legislativa  permanente   Attività  produttive',   in
  sostituzione dell'onorevole Ardizzone, dimissionario.

   L'Assemblea ne prende atto.

    Rinvio dello svolgimento delle interrogazioni ed interpellanze
                             della rubrica
                         Territorio e ambiente'

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, do lettura del fax  trasmesso  in
  data  odierna dall'Ufficio di Gabinetto dell'Assessorato Territorio
  e ambiente:

   «In  riferimento ai lavori d'Aula del 28 luglio 2009,  ore  16.30,
  che   prevedono   all'ordine   del   giorno   lo   svolgimento   di
  interrogazioni  ed  interpellanze  della  rubrica    Territorio   e
  ambiente   si  prega  la  S.V.  di rinviare  la  trattazione  della
  suddetta  rubrica  in  una  prossima  seduta  d'Aula  in  modo   di
  consentire all'ufficio di diretta collaborazione dell'Assessore  di
  aggiornare   ed   elaborare  le  relative  risposte,   atteso   che
  l'Assessore  prof.  Mario  Milone si  è  insediato  giusto  decreto
  presidenziale il 17 luglio c.a.

                                                Il Capo di Gabinetto
                                            Dott. Saverio Ciriminna»

   L'Assemblea ne prende atto.

   Lo svolgimento delle interrogazioni ed interpellanze della rubrica
   Territorio e ambiente  è, pertanto, rinviato ad altra seduta.


   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   MANCUSO.  Signor  Presidente, chiedo di  parlare  sull'ordine  dei
  lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  evitare la discussione domani, in ordine al disegno di legge numero
  448/A,  che  già  è  stato esitato dalla Commissione  Bilancio:  si
  tratta della norma che consente il passaggio dalla TARSU alla TIA.
   Vorrei  rilevare  due cose, una sotto il profilo  regolamentare  e
  l'altra sotto il profilo del merito.
   Sotto  il  profilo  regolamentare, non  comprendo  come  mai,  per
  l'ennesima  volta, è stato assegnato l'esame del disegno  di  legge
  alla  Commissione  Bilancio.  Mi dicono  alcuni  colleghi  che  ciò
  avviene in quanto comporta spesa o, addirittura, in quanto vi  sono
  riflessi di natura economico-finanziaria.
   Io  ho cercato di comprendere, soprattutto il primo comma, ma  non
  mi   sembra  che  ci  siano  rilievi  di  natura  finanziaria   che
  interessino la Regione, su quello che è scritto e, non  so  quanto,
  commentato.
   Nel  merito, invece, vorrei comprendere cosa c'entra questa  norma
  con  l'emergenza rifiuti, così come viene presentata  dalla  stampa
  odierna.
   E'  una  situazione  di  disastro in tutta  la  Sicilia   C'è  una
  emergenza  almeno in sei, sette province. Questo disegno  di  legge
  non   interviene  assolutamente  in  nessun  ambito  per   arginare
  minimamente l'emergenza rifiuti.
   Pertanto,  signor Presidente, prima di continuare  la  discussione
  domani  e inserire all'ordine del giorno il disegno di legge numero
  448/A, voglio ribadire - ancora una volta, se serve - la centralità
  del   ruolo   del  Parlamento  e  il  rispetto  del  lavoro   delle
  Commissioni.
   Mi  viene  detto che la Commissione Bilancio sta per  trattare,  o
  abbia già trattato nel pomeriggio, un disegno di legge che riguarda
  le cooperative edilizie.
   Al  Segretario Generale vorrei fare anche questa segnalazione:  il
  disegno  di  legge  non  è  transitato  per  l'esame  dalla  quarta
  Commissione, titolare di quella materia.
   Quindi, o le regole valgono o, se non valgono, facciamo a sorte su
  dove devono andare i disegni di legge, e così almeno stabiliamo  un
  criterio. Infatti, se il criterio non si capisce qual è, e  chi  fa
  queste scelte, è chiaro che poi nell'iter parlamentare ognuno,  con
  le  proprie  dichiarazioni, può dire quello che ritiene  opportuno.
  Oggi, appunto, siamo proprio in queste condizioni.
   Ho segnalato solo questi due disegni di legge.
   Mi  riservo, signor Presidente, di segnalarle tutti i decreti  che
  superano  anche le norme, e tutte le azioni che, in questi  giorni,
  determinati  Assessorati stanno portando avanti  in  violazione  di
  norme e di regolamenti di questa Assemblea regionale.

   PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, la Presidenza vigilerà  affinché  i
  regolamenti  non  siano  calpestati  e,  anzi,  vengano  rispettati
  pedissequamente.
   Pur  tuttavia,  l'argomento  che  lei  ha  sollevato  non  è  oggi
  all'ordine  del giorno, come ben sa, lo sarà domani. E  domani  lei
  avrà,  come  tutti  i deputati, ampia facoltà di intervenire  sulla
  legittimità delle norme stesse.

   APPRENDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   APPRENDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  anch'io  vorrei
  aggiungere  qualcosa  sull'incomprensibile leggerezza  con  cui  il
  Governo  sta  affrontando questa estate la problematica  legata  ai
  rifiuti.  Ci  sono  state diverse emergenze in  tutta  la  Sicilia,
  emergenze  che  sono rientrate pian piano con interventi  in  parte
  dell'esercito, in parte della protezione civile.
   Ma la problematica non è stata affrontata alla radice.
   Il  Partito  Democratico, da mesi ormai, chiede in  quest'Aula  un
  impegno  forte al Governo, quello di portare in Aula un disegno  di
  legge che affronti radicalmente il problema.
   Abbiamo  proposto  la  riduzione degli ATO,  abbiamo  proposto  lo
  scioglimento   di  questi  ATO,  carrozzoni  politici   che   hanno
  dilapidato   somme   ingenti   per   fare   assunzioni,   con    la
  corresponsabilità  di  molti  sindaci  che  oggi   invocano   aiuto
  all'Assemblea regionale.
   Noi  abbiamo  il  dovere di affrontare questo problema,  prima  di
  tutto  per  i  siciliani, che sono vessati dalle  tasse  e  che  si
  ritrovano  l'indomani  i  rifiuti non  rimossi  dinanzi  alle  loro
  abitazioni.
   Quindi, la mia preoccupazione rispetto alla leggerezza del Governo
  che  non  affronta il problema, è che questa sarà un'estate  calda,
  non  soltanto per le alte temperature, non soltanto per l'emergenza
  incendi che scoppierà fra qualche giorno, ma anche per i rifiuti in
  mezzo alle strade e sulle spiagge. Ripeto, siamo molto preoccupati.
   Inoltre,  ho presentato un ordine del giorno su ciò che accade  in
  questi  giorni  in Iran, dove vengono calpestati i  diritti  umani,
  vengono  arrestati  i ragazzi e le donne che protestano  civilmente
  rispetto a ciò che è accaduto - e che si presume ci sia di illegale
  - nelle ultime elezioni politiche.
   Pertanto,   signor  Presidente,  se  questo  non  va   contro   il
  Regolamento,  chiedo  che l'ordine del giorno possa  essere  votato
  prima di chiudere i lavori dell'Aula.

   PRESIDENTE. Onorevole Apprendi, come lei sa, gli ordini del giorno
  vengono votati prima di passare alla votazione finale di un disegno
  di  legge.  Pertanto, ritengo che nella giornata di  domani  avremo
  occasione di poterlo fare.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a domani,  mercoledì  29
  luglio 2009, alle ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Formica


  I  -Comunicazioni.

  II  - Discussione del disegno di legge:
   «Disposizioni  urgenti  per consentire il  passaggio  dalla  Tassa
  rifiuti  solidi  urbani (TARSU) alla Tariffa di  igiene  ambientale
  (TIA)» (n. 448/A).

  III   -Parere,  ai sensi dell'art. 41 ter, comma 3,  dello  Statuto
   siciliano,  sui disegni di legge costituzionali nn.  A.S.  41  (n.
   1/I),  A.S. 965 (n. 2/I), A.S. 1410 (n. 3/I) e A.S. 1597 (n. 4/I),
   di  iniziativa  parlamentare, concernenti modifiche dello  Statuto
   della Regione.

                   La seduta è tolta alle ore 18.01

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      Dott.ssa Iolanda Caroselli