Presidenza del Presidente Cascio
Presidenza del Vicepresidente Formica
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avverto che del verbale della
seduta numero 105 sarà data lettura nella seduta successiva.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, dà
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Presidenza del Presidente Cascio
Presidenza del Vicepresidente Formica
Attribuzione del seggio resosi vacante a seguito dell'opzione
dell'onorevole Antinoro
per la carica di deputato al Parlamento europeo
PRESIDENTE. Si passa al I punto dell'ordine del giorno:
Attribuzione del seggio resosi vacante a seguito dell'opzione
dell'onorevole Antinoro per la carica di deputato al Parlamento
europeo'.
Onorevoli colleghi, comunico che, ai fini dell'attribuzione del
seggio resosi vacante a seguito dell'opzione dell'onorevole
Antonio Antinoro, detto Antonello, per la carica di deputato al
Parlamento europeo - opzione di cui l'Assemblea ha preso atto
nella seduta n. 104 del 28 luglio 2009 - deputato regionale
proclamato eletto nel collegio circoscrizionale di Palermo (per la
lista avente la denominazione Unione dei democratici cristiani e
dei democratici di centro ), la Commissione per la verifica dei
poteri, ai sensi del combinato disposto dell'art. 4, parte
seconda, dello Statuto della Regione e della sezione IV del capo
V del titolo II del Regolamento interno dell'Assemblea, nella
riunione tenutasi il 29 luglio 2009, dopo aver proceduto ai
necessari accertamenti ha deliberato, all'unanimità, ai sensi
dell'articolo 60 della legge regionale 20 marzo 1951, n. 29 e
successive modifiche ed integrazioni (legge elettorale
siciliana), di attribuire il seggio lasciato vacante
dall'onorevole Antinoro al candidato Cintola Salvatore, detto
Totò, che, primo dei non eletti nella medesima lista provinciale
in cui era stato eletto l'onorevole Antinoro, segue immediatamente
con voti 10.745 l'ultimo dei proclamati eletti, onorevole Savona
Riccardo.
Non sorgendo osservazioni, l'Assemblea prende atto delle
conclusioni della Commissione per la verifica dei poteri.
Proclamo, quindi, eletto deputato dell'Assemblea regionale
siciliana il candidato Cintola Salvatore, detto Totò, salva la
sussistenza di motivi di ineleggibilità o di incompatibilità
preesistenti e non conosciuti fino a questo momento.
Avverto che da oggi decorre il termine di 20 giorni per la
presentazione di eventuali proteste o reclami, ai sensi
dell'articolo 61, comma 3, della legge regionale 20 marzo 1951, n.
29.
(l'onorevole Cintola entra in Aula)
PRESIDENTE. Poiché l'onorevole Cintola è presente in Aula, lo
invito a prestare il giuramento di rito.
Do lettura della formula del giuramento stabilita dall'articolo 6
delle Norme di attuazione' dello Statuto siciliano:
«Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana ed al suo Capo,
di osservare lealmente le leggi dello Stato e della Regione e di
esercitare con coscienza le funzioni inerenti al mio ufficio al
solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione
siciliana».
(L'onorevole Cintola pronunzia a voce alta le parole "Lo
giuro")
Presidenza del Presidente Cascio
Presidenza del Vicepresidente Formica
Onorevoli colleghi, dichiaro immesso l'onorevole Cintola nelle
funzioni di deputato all'Assemblea regionale siciliana.
Presidenza del Presidente Cascio
Presidenza del Vicepresidente Formica
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Lettura,
ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d) e 153 del
Regolamento interno, della mozione numero 142 Interventi per
sopperire ai tagli degli insegnanti di sostegno in Sicilia e per
non compromettere la qualità del servizio scolastico pubblico ,
degli onorevoli Barbagallo, Galvagno, Lupo e Ammatuna.
Avverto che la determinazione della data di discussione della
mozione sopra citata, integralmente riportata nell'ordine del
giorno della presente seduta, è demandata, secondo consuetudine
parlamentare, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
Presidenza del Presidente Cascio
Presidenza del Vicepresidente Formica
Rinvio in Commissione del disegno di legge numero 488/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, relativamente al III punto
dell'ordine del giorno: Discussione del disegno di legge numero
448/A «Disposizioni urgenti per consentire il passaggio dalla
Tassa rifiuti solidi urbani (TARSU) alla Tariffa di igiene
ambientale (TIA)» , comunico che con nota n. 503/CP del 29 luglio
2009, pervenuta in data odierna, il presidente della Commissione
Bilancio, onorevole Savona, ai sensi dell'articolo 121 quater,
comma 1, del Regolamento interno, ha chiesto il rinvio del disegno
di legge in Commissione per un ulteriore approfondimento, in
considerazione della complessità della materia all'esame, della
rilevanza sociale ed economica della stessa, nonché degli
orientamenti giurisprudenziali sopravvenuti.
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Pertanto, il III punto dell'ordine del giorno è rinviato.
Presidenza del Presidente Cascio
Presidenza del Vicepresidente Formica
Parere, ai sensi dell'art. 41 ter, comma 3, dello Statuto
siciliano, sui disegni di legge costituzionali nn. A.S. 41 (n.
1/I), A.S. 965 (n. 2/I), A.S. 1410 (n. 3/I) e A.S. 1597 (n. 4/I),
di iniziativa parlamentare, concernenti modifiche dello Statuto
della Regione
PRESIDENTE. Si passa al IV punto dell'ordine del giorno: Parere,
ai sensi dell'art. 41 ter, comma 3, dello statuto siciliano, sui
disegni di legge costituzionale nn. A.S. 41 (n. 1/I), A.S. 965 (n.
2/I), A.S. 1410 (n. 3/I) e A.S. 1597 (n. 4/I), di iniziativa
parlamentare, concernenti modifiche dello Statuto della Regione.
Invito i componenti la prima Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Avverto che sui quattro disegni di legge si svolgerà una
discussione unica, dopodiché il Parlamento, se lo riterrà, voterà
distintamente i pareri sui disegni di legge costituzionali.
Ha facoltà di parlare il relatore di maggioranza, onorevole
Musotto.
MUSOTTO, relatore di maggioranza. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, il parere che oggi siamo chiamati a dare, come Assemblea
regionale siciliana, è determinato da una norma regolamentare e
costituzionale del Senato, dove sono stati presentati questi
quattro disegni di legge.
Sono quattro disegni di legge che riguardano, fondamentalmente,
una profonda riforma del nostro Statuto regionale.
In prima Commissione si è svolto un ampio dibattito, vi è stata
un'ampia disamina dei disegni di legge, soprattutto sui primi tre,
e sul quarto, presentato dal senatore Gasparri e da altri che
riguarda la cosiddetta sfiducia costruttiva .
Ebbene, è emerso, in maniera assolutamente unanime, per quanto
riguarda tre disegni di legge - sull'ultimo, del senatore Gasparri,
c'è stato un minimo di diversificazione - che queste prospettive,
questi disegni di legge da dover poi diventare norme dello Stato
italiano, vanno ad incidere profondamente sulla legge fondante,
fondamentale della Regione siciliana, sul nostro Statuto.
Quindi, si è convenuto in maniera unanime che sarebbe uno
spogliarsi, un arrendersi rispetto a delle esigenze che sono state
tenute - e sono - in profondo conto del dibattito politico, anche
delle sensibilità all'interno dell'Assemblea regionale siciliana,
tant'é che abbiamo ritenuto di dovere costituire una Commissione
che studi i cambiamenti della società e, quindi, in sintonia con
ciò che si svolge attorno a noi, anche dei cambiamenti del nostro
Statuto.
Deve essere una iniziativa dell'Assemblea regionale siciliana, una
iniziativa dei rappresentanti del popolo siciliano che devono
determinarsi e devono indicare quelli che sono i cambiamenti, anche
di ordine statutario e, quindi, i cambiamenti che vanno fino in
fondo e possono incidere profondamente anche in un dibattito
democratico in quella che è la nostra storia, la nostra cultura, il
nostro passato, il presente ed anche il futuro da costruire.
Pertanto si è ritenuto di esprimere un parere negativo, un parere
contrario rispetto a queste iniziative legislative del Senato della
Repubblica. E non è soltanto un parere contrario senza alcuna
ragione, senza alcun motivo, ma soprattutto motivato dalla
necessità che il dibattito di eventuali modifiche del nostro
Statuto avvenga all'interno dell'Assemblea regionale siciliana,
avvenga all'interno dello strumento, del modello democratico di
rappresentanti dei cittadini siciliani.
In questo senso si è ritenuto di dare parere contrario rispetto ad
un parere che è stato condiviso anche dagli altri Gruppi politici
su questi disegni di legge che ci sono stati inviati dal Senato
della Repubblica.
CORDARO, relatore di minoranza del disegno di legge n. A.S. 1597
(n. 4/I). Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, relatore di minoranza del disegno di legge n. A.S. 1597
(n. 4/I). Signor Presidente, onorevoli colleghi, come
correttamente ha affermato l'onorevole Musotto, questi quattro
disegni di legge che sono pervenuti alla prima Commissione, per il
tramite della Presidenza, dal Senato della Repubblica, hanno avuto
in prima Commissione una valutazione esauriente, sono stati
approfonditi.
Però, anche per le ragioni esposte dall'onorevole Musotto, ma
soprattutto in relazione a dei dati oggettivi che hanno
determinato, nella passata legislatura, un momento di vulnus
legislativo all'indomani di una inattesa dimissione del Presidente
della Regione, che ha consacrato l'assenza nella nostra carta
statutaria di norme che possano determinare condizioni di oggettiva
certezza, in casi come quello purtroppo accaduto nella passata
legislatura, noi avevamo chiesto - e quando dico noi, mi riferisco
al Presidente del mio Gruppo, onorevole Maira, ed io, che siamo
componenti della I Commissione - un momento ulteriore di
riflessione prima di esprimere il parere.
Tuttavia, la Presidenza della prima Commissione ha ritenuto di
dover dare parere contrario ai quattro disegni di legge. Noi ci
siamo opposti, con il nostro voto contrario, al quarto disegno di
legge, al disegno di legge Gasparri, Quagliariello, Vizzini', ma
non perché volessimo, in quella sede, entrare nel merito di quel
disegno di legge, ma perché volevamo, con forza, avere la
possibilità, da relatore di minoranza, in questa occasione di dire
all'Aula che se modifica, se riforma dello Statuto vi deve essere,
questa non può che partire da quest'Aula, non può che trovare
l'avvio da un momento di sintesi, di confronto - anche duro, se del
caso - fra i novanta deputati che siedono a Sala d'Ercole.
Allora, signor Presidente, l'invito che io rivolgo all'Aula, a
questa Commissione e al suo Presidente, ma soprattutto al
Presidente dell'Assemblea, in virtù del fatto che il termine che ci
ha determinato il Senato della Repubblica non è un termine
perentorio ma ordinatorio, e in virtù, altresì, del fatto che
certamente a settembre nell'agenda del Senato non c'è la
discussione di questi disegni di legge e in virtù del fatto che è
necessario, per quello che abbiamo detto, per dare la paternità a
questo Parlamento che vengano valutate prioritariamente da noi
quelle modifiche eventuali e, credo, oggi necessarie al nostro
Statuto, è di permettere all'Aula un ulteriore momento di
riflessione, prima di entrare nel merito, senza con questo voler
esprimere alcuna valutazione definitiva, ma solo ed esclusivamente
per un fatto di metodo, e di determinare l'invio di quattro disegni
di legge alla Commissione Statuto perché li valuti, nell'ambito
dell'iniziativa che dovrà prendere in considerazione l'eventuale
modifica complessiva dello Statuto siciliano.
ARICO', presidente della Commissione Statuto. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO', presidente della Commissione Statuto. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, mi trovo costretto ad intervenire in merito
alla possibilità di esitare questi disegni di legge proposti dai
senatori Peterlini, Pistorio, Oliva, Fleres, Vizzini e Gasparri
perché, come sappiamo tutti, in questo regime di vacatio brevissima
della Commissione Statuto che lei, signor Presidente, insieme con
tutta l'Aula, ha deciso di rinnovare prorogando di dodici mesi
l'attività della Commissione stessa, abbiamo dovuto convocare
subito la seduta della Commissione Statuto, sia per la giornata di
ieri, martedì, che per oggi, per parlare della questione inerente i
quattro disegni di legge.
Al di là dell'impossibilità di rendere il parere perché i disegni
di legge erano già iscritti all'ordine del giorno della seduta
odierna dell'Aula, ci siamo sentiti in dovere di fare una
discussione su questa proposta che ci deriva dal Senato.
Devo dire, signor Presidente, che ho pure messo per iscritto la
volontà della Commissione, proprio venerdì, quando fu approvato
l'ordine del giorno, di esercitare la possibilità di esprimere il
parere. Ritengo importante che la questione della modifica dello
Statuto debba essere anche condivisa dalla Commissione Statuto.
Ebbi modo di scrivere anche al Presidente della prima Commissione,
onorevole Minardo, per cercare, comunque, di fare una riunione
congiunta delle due Commissioni Prima e Statuto; purtroppo, quando
è arrivata la mia missiva erano già stati esitati i pareri e,
quindi, non è stato possibile fare una riunione congiunta, di
approfondimento.
Allora, io ritengo che all'interno di questi quattro disegni di
legge ci siano delle possibilità per la Sicilia, e mi riferisco in
particolare a quella fatta dal senatore Peterlini: la possibilità
che ci darebbe questa proposta di modifica dello Statuto di
incardinare le modifiche dello Statuto soltanto se volute
dall'Assemblea. Noi ricordiamo perfettamente che l'ultima modifica
apportata allo Statuto risale al 2001, non fu condivisa con
l'Assemblea, e il Parlamento nazionale allora fece una modifica
senza sentire o senza che la proposta venisse fatta dall'Assemblea.
La Commissione Statuto, riunitasi anche oggi, ha voluto prendere
atto di quello che succedeva, ma vuole partecipare alla
discussione, vuole partecipare e vuole capire il ruolo che dovrà
avere da oggi fino alla fine della legislatura.
Quindi, signor Presidente, io ritengo che, al di là delle
motivazioni che hanno spinto la prima Commissione - e che possiamo
condividere perché sono sicuro che il presidente Musotto ed il
presidente Minardo vogliano garantire l'autonomia e la specificità
dell'Aula - sia opportuno sottolineare che riteniamo interessanti
alcune di queste modifiche.
Signor Presidente, naturalmente mi rifarò alla decisione
dell'Aula, qualora l'Assemblea volesse approfondire le
argomentazioni utilizzando anche l'ausilio della Commissione
Statuto.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
riferire all'Aula perché l'onorevole Presidente è stato informato
della mia posizione con una nota ufficiale, alla quale lui ha avuto
la gentilezza di rispondere in maniera molto tempestiva.
L'occasione di questo dibattito ci deve fare riflettere sulla
necessità di coinvolgere l'Assemblea in ordine alle problematiche
del federalismo. Come voi sapete, la legge andrà a regime fra sette
anni, ma entro ventiquattro mesi verranno emanati i decreti
delegati.
Il Presidente della Regione Lombardo fa parte della Commissione
delle Regioni Speciali, istituita nell'ambito del rapporto fra
Stato e Regioni, e sarebbe opportuno che l'Assemblea indicasse
quali sono le linee sulle quali imperniare l'azione e la posizione
della Regione Siciliana.
Non può essere demandato tutto al Governo. L'Assemblea deve
essere protagonista anche su un argomento che è di straordinaria
attualità e, da questo punto di vista, si pone anche l'esigenza di
mettere mano immediatamente alla riforma dello Statuto perché quei
temi non sono in contrasto, anzi sono strettamente collegati.
Dopo la riforma del 2001, dell'articolo V della Costituzione, noi
dovevamo affrontare e adeguare il nostro Statuto alle mutate
esigenze istituzionali nazionali. Non l'abbiamo fatto. Lo dobbiamo
fare con grande urgenza anche perché la legge nazionale sul
federalismo, come voi sapete, è una legge di princìpi che non ha
dati specifici, non ci sono valutazioni sull'impatto che potrebbe
avere, soprattutto nei confronti delle regioni più deboli.
Abbiamo la necessità di ribadire alcuni princìpi, soprattutto sul
piano finanziario.
Secondo me, gli articoli 36, 37 e 38 sono tre articoli di
straordinaria attualità che non vanno messi in un cantuccio, almeno
sul piano di quello che volevano significare, ad esempio l'articolo
38 in termini di solidarietà. L'articolo 37, come voi sapete,
stabilisce che le aziende devono pagare dove producono e non dove
hanno le sedi legali.
Su questo l'Assemblea deve fare una battaglia.
Una Assemblea che approva una mozione all'unanimità, che non tiene
conto del fatto che il ministro dell'Economia da tre anni deve
emanare il decreto ma non lo fa, e non inizia una vertenza nei
confronti del Governo nazionale è una Assemblea inadempiente. Non
si può soltanto impegnare il Governo, occorre una mobilitazione
istituzionale da parte delle Commissioni e dell'Assemblea.
Questi disegni di legge hanno avuto il mio voto contrario in
Commissione, perché alcuni sono fortemente strumentali in ordine al
dibattito che stiamo vivendo, e quindi noi non ci prestiamo a
strumentalizzazioni che provengono da iniziative nazionali, semmai
dobbiamo presentare noi un disegno di legge sulle incompatibilità
del Presidente e sulle eventuali conseguenze di dimissioni del
Presidente. Ma deve essere l'Assemblea a legiferare con il sistema
della legge-voto, e non il Parlamento nazionale che ci vuole
imporre scelte più di carattere politico che di rilievo
istituzionale.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il collega
Barbagallo ha già posto la questione su come questo Parlamento
debba riappropriarsi di una capacità di elaborazione, di
innovazione e di modernizzazione del nostro impianto
costituzionale, che è lo Statuto della nostra Regione. Io mi limito
a commentare e a valutare i disegni di legge oggi all'esame del
Parlamento.
Esprimo un parere negativo - lo ha già detto l'onorevole
Barbagallo, e lo confermo - all'insieme dei tre disegni di legge, e
lo esprimo sapendo che all'insieme dei disegni di legge il nostro
no è un no differenziato.
Il famoso disegno di legge che tanto ha conquistato gli onori
della cronaca, il disegno di legge Gasparri, Quagliariello e
Vizzini, obbliga questo Parlamento, non solo ad esprimersi con un
no, ma a reagire rispetto alla provocazione, che non ha precedenti
in dottrina, sui meccanismi che regolano le istituzioni
democratiche.
Qui non è in discussione, signor Presidente, la possibilità che,
per la verità, già questo Parlamento nella tredicesima legislatura
aveva fatto, con una modifica che fu il frutto di una lunga e
complessa discussione sul rapporto tra l'elezione diretta del
Presidente e le conseguenze delle dimissioni o di altra causa del
Presidente in rapporto al Parlamento e, quindi, una disciplina
diversa che possa in qualche modo differenziare i due organi - su
quello siamo d'accordo che è necessario approfondire e trovare una
soluzione. Ma qui è in discussione un principio che ha veramente
dell'incredibile: si stabilisce con legge, che ha una procedura
costituzionale, che gli organi assembleari, nel caso specifico
l'Assemblea regionale siciliana, elegge l'eventuale suo nuovo
Presidente, in caso di sfiducia al vecchio Presidente, con una
minoranza del Parlamento.
E' la prima volta che si assiste nella dottrina, parlo agli
esperti di diritto, che le democrazie funzionano secondo il
principio di minoranza, e non di maggioranza. Dire che la
maggioranza della maggioranza può sfiduciare il presidente, e solo
questa, e contemporaneamente la stessa deve indicare il nuovo
presidente scelto tra i deputati, significa che se c'è una
maggioranza nella maggioranza si presuppone che ci sia una
minoranza anche della maggioranza che, sommata alla minoranza
formale del Parlamento, teoricamente può essere maggioranza.
Quindi, significa eleggere un presidente di minoranza in un
Parlamento dove la maggioranza non lo eleggerebbe.
Inoltre, saremmo in presenza di una prerogativa inedita
nell'istituto del diritto parlamentare, ovvero ci sono deputati che
hanno maggiori diritti e l'esercizio di diritti attivi e passivi
differenziati a secondo se si é stati eletti nella famosa
maggioranza o nella minoranza, facendo saltare il principio che il
parlamentare regionale rappresenta il popolo siciliano e non
rappresenta né una maggioranza né una minoranza, qui dentro siamo
deputati del popolo siciliano.
L'onorevole Cintola, che è tornato in questo Parlamento, ci terrà
lezioni nelle prossime settimane ogni volta che parlerà della
Sicilia, perché mi ricordo che lui citava sempre la Sicilia e i
siciliani, differenziando le due cose: lo uso a pretesto per dire
che siamo in presenza di un fatto che non ha precedenti.
Allora, qui non basta dire un no. Io chiedo che i colleghi
parlamentari esponenti dello stesso partito del PDL, da questo
podio, reagiscano all'offesa che è stata compiuta da deputati che
non meritano di sedere nei banchi del Parlamento quando presentano
disegni di legge di questo tipo, a partire dalla vergognosa figura
del Presidente della Commissione Affari costituzionali del Senato
della Repubblica. Solo l'ignoranza istituzionale può portare a un
livello di offesa e di provocazione che non ha precedenti
Quindi a questo no gridato, dò un no anche motivato sul piano del
principio
Nel 2001 fu fatta una modifica, secondo me in un Parlamento che,
in nome della legge-voto che introdusse l'elezione diretta,
comportò l'assunzione di una prerogativa, tutta del Parlamento
nazionale, che ha violato il princìpio pattizio del rapporto
statutario tra la Sicilia e lo Stato, introducendo quella norma
vergognosa che tutto pensavamo tranne che potesse essere utilizzata
da un deputato, che consente alla Sicilia - questo è il paradosso -
, la Regione più a statuto speciale, più autonoma rispetto a tutte
le regioni, sicuramente a quelle ordinarie, ma anche rispetto agli
ordinamenti delle regioni a statuto speciale e delle province
autonome del nostro Paese, di essere l'unica regione dove il potere
di modifica del Parlamento non è del Parlamento stesso, ma è del
Parlamento nazionale.
Signor Presidente, noi viviamo un paradosso: le Regioni a statuto
ordinario già oggi, con legge, seppure con una procedura
rafforzata, possono modificare i propri statuti, sono le Regioni
che disciplinano e autodisciplinano il proprio ordinamento
nell'ambito delle istituzioni in cui operano.
Invece la Sicilia, per modificare il proprio Statuto, deve seguire
non solo una procedura di natura costituzionale - su questo ritengo
che dobbiamo difendere il principio costituzionale del nostro
Statuto, e quindi la complessità anche della procedura di modifica
-, ma il paradosso è che il principio di modifica, cioè la
proposizione della modifica, non attiene al Parlamento siciliano ma
al Parlamento nazionale, che nell'eventuale recepimento o meno apre
un negoziato con la Regione.
Ecco perché mi dichiaro contrario a tutti e tre i disegni di
legge, perché anche gli altri due si muovono in una logica, seppur
mitigata, ma in cui, di fatto, il potere di proposizione è solo
virtuale da parte della Sicilia come regione a statuto speciale.
Noi abbiamo bisogno di modificare quella norma che è prevista dal
nostro Statuto, e che è norma costituzionale, e dobbiamo farlo con
una legge nostra.
La Commissione Statuto, come diceva l'onorevole Barbagallo, si
adoperi perché il primo provvedimento - ancor prima di affrontare
il tema della riforma generale - che si possa depositare in
quest'Aula a partire dalla ripresa autunnale dopo le vacanze
estive, sia proprio questa questione, e non tanto cosa fare in caso
di dimissioni o se sfiduciare il Presidente, ma a chi deve
competere la capacità di proposta di modifica dello Statuto della
nostra Regione ed aprire su questo una sfida istituzionale, anche
con quegli ignoranti che hanno cercato, con questo disegno di
legge, di cancellare sessanta anni di Autonomia regionale con un
colpo di penna.
La cosa più grave è che tra i firmatari vi sia anche un siciliano
che, certamente, non fa onore al suo prestigio ed alla funzione
parlamentare che svolge presso il Senato della Repubblica.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dal Presidente della Commissione
Statuto e anche dal relatore di minoranza vi è una richiesta di
invio in Commissione Statuto delle quattro proposte legislative.
C'è, quindi, una proposta del relatore di maggioranza che è di
parere negativo, una proposta del relatore di minoranza di invio in
Commissione Statuto ed una proposta formale da parte del Presidente
della Commissione Statuto di invio dei disegni di legge
costituzionale alla Commissione medesima per poter esprimere, nei
tempi consentiti dal Regolamento, un parere che sia frutto di un
ragionamento più approfondito.
MUSOTTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSOTTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
l'appassionato, preparato intervento dell'onorevole Cracolici abbia
sottolineato anche il merito di questi disegni di legge
evidenziando l'assoluta impossibilità, da parte di questo
Parlamento, di potersi esprimere positivamente su ciò che il Senato
della Repubblica ci ha inviato e di fronte al quale noi abbiamo un
obbligo preciso, normato, di esprimere un parere entro sessanta
giorni.
La proposta di rinvio alla Commissione Statuto, secondo me, non ha
alcun valore e non trova riscontri in alcuna norma del nostro
Statuto, del nostro Regolamento e neanche della nostra
consuetudine.
La Commissione Statuto è una Commissione straordinaria che ha un
suo percorso limitato e una sua precipua ragione di essere, che è
quella di dare input a delle norme che vanno a riformare il nostro
Statuto, la nostra base costituzionale rispetto alle esigenze della
società.
Quindi, non ha alcun rilievo, alcun risalto, la necessità non
trova alcun riscontro per poter consentire il rinvio alla
Commissione Statuto.
La Commissione Statuto deve dare l'input di inizio a dei
procedimenti legislativi che riguardano la riforma dello Statuto,
non altro. Non deve esprimere parere perché il parere lo deve
esprime solo ed esclusivamente la prima Commissione, così come
previsto e come richiesto dalla legge e, quindi, qualsiasi altra
richiesta a me sembra assolutamente ultronea e inutile.
Noi siamo contrari. Ma anche il differire il termine di sessanta
giorni potrebbe essere inteso dal Senato come un silenzio-assenso
o, nella migliore delle ipotesi, come una nostra negligenza e
incapacità di esprimere un parere.
Signor Presidente, credo che noi abbiamo soltanto la necessità di
votare rispetto a questi disegni di legge e di votare perché, così
come previsto dalla norma costituzionale e, come ritengo, anche da
ragioni politiche che ci impongono di determinare un parere.
Il rinvio alla Commissione Statuto non trova alcun fondamento,
alcuna motivazione e, soprattutto, alcuna necessità. Quindi,
insisto affinché la Presidenza voglia procedere a far esprimere
l'Aula attraverso un voto.
PRESIDENTE. Onorevole Musotto, prendiamo atto del suo parere
contrario alla proposta dell'onorevole Aricò di rinvio in
Commissione Statuto.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche se
l'argomento può sembrare, in un momento di calura estiva, non
raggiungere gli apici degli interessi dell'Aula, voglio richiamare
un po' tutti a riflettere sul fatto che stiamo discutendo del
nostro Statuto, della nostra specialità e, cioè, di una norma di
rango costituzionale che ci differenzia in maniera forte rispetto
alle altre regioni, e quindi si tratta di una materia sulla quale
la discussione o l'approfondimento non sono mai eccessivi.
Voglio ricordare a quest'Aula che, nella tredicesima legislatura,
con la Presidenza del defunto onorevole Vincenzo Leanza ed anche
dell'onorevole Capodicasa, questo Parlamento ha lavorato per oltre
due anni ad un testo di riforma dello Statuto approfondendo molto
le questioni ed esitando, alla fine, un testo molto equilibrato che
trattava argomenti che hanno una grandissima rilevanza, una
grandissima refluenza e ricaduta sulla vita normativa ed
istituzionale della Regione stessa e, che per ciò stesso,
necessitano di avere un approfondimento.
Ora, sarebbe veramente paradossale che, dopo avere rinnovato
qualche giorno fa, da parte di questo Parlamento e di questa
Presidenza, su richiesta dei capigruppo dei partiti di maggioranza
e di opposizione, la Commissione Statuto, Commissione che esiste
solo ed esclusivamente in funzione della riforma dello Statuto, poi
- prima di me ha parlato il relatore di maggioranza - si proponga
di non permettere alla Commissione Statuto di esaminare i disegni
di legge per cui la Commissione stessa è stata creata. Una follia
Ma, siccome ritengo che questo Parlamento di tutto può essere
accusato tranne che di follia, considerato che è certo che i
termini non sono perentori e posto che il Parlamento nazionale ha
chiuso i suoi lavori, come farà a breve il Parlamento regionale,
soltanto in autunno il Parlamento nazionale potrà esaminare ed
eventualmente deliberare la proposta motivata che verrà dalla
Regione Sicilia.
Signor Presidente, per non contraddire la sua decisione, per non
contraddire la richiesta del Parlamento solo di qualche giorno fa,
per le ragioni che ho detto, cioè che si tratta di un provvedimento
da non prendere a cuor leggero, forse la richiesta di rinviare in
Commissione Statuto questi disegni di legge, come avviene per altri
casi, è stata motivata male.
Qui non si chiede di rinviare in Commissione per prendere tempo.
Qui si chiede che la Commissione Statuto, anche la Commissione
Statuto che è nata per questo, abbia la possibilità di esprimere il
parere. Un parere che non è detto che sia in contrasto con quello
espresso dalla prima Commissione, perché non è interesse di
nessuno, qui scindiamo gli interessi di parte, siamo tutti
parlamentari della Regione siciliana e abbiamo tutti a cuore che
non ci siano prevaricazioni da parte del Parlamento nazionale o di
chicchessia su quella che è la prerogativa costituzionale di questo
Parlamento. Quindi, siamo d'accordo e favorevoli a stoppare'
tentativi che possano espropriare in qualche modo la specificità
della prerogativa siciliana.
Ma non facciamo papocchi istituzionali. Consentiamo alla
Commissione Statuto di esaminare i disegni di legge, anche perché è
nata per questo; dopo di che il Parlamento darà un parere motivato
consequenziale.
Signor Presidente, ricordo che in recenti legislature, quella
Commissione Statuto, con gli onorevoli Vincenzo Leanza e
Capodicasa, ha lavorato per oltre due anni.
Qui si chiede solo un approfondimento di otto, dieci giorni. E,
comunque, alla ripresa si dovrà dare il parere sia qui che a Roma.
CORDARO, relatore di minoranza del disegno di legge n. A.S. 1597
(n. 4/I). Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, relatore di minoranza del disegno di legge n. A.S. 1597
(n. 4/I). Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo brevemente
la vostra attenzione perché la richiesta di rinvio dei quattro
disegni di legge alla Commissione Statuto per il parere è, oltre
che corretta, anche una richiesta di buon senso.
In prima Commissione è successo qualcosa che ha dell'incredibile,
ed ha dell'incredibile perché qualcuno ha avuto la fregola' di
voler dare i pareri per forza, a tutti i costi ed immediatamente.
Ora, io posso anche capire che gli amici del PDL in prima
Commissione abbiano votato contro il disegno di legge
Quagliariello, Gasparri, Vizzini. Non lo condivido, signor
Presidente, ma lo posso capire: tempi che sono' direbbe qualche
uomo antico.
Posso anche capire che la prima Commissione dia parere contrario
al disegno di legge Peterlini, che, di fatto, vuole togliere una
prerogativa al Parlamento siciliano.
Ma non comprendo perché il presidente della prima Commissione,
onorevole Minardo, si sia battuto per dare parere contrario al
disegno di legge costituzionale Oliva-Pistorio, che sono del suo
partito e che, con quel disegno di legge, mirano a dare una
prerogativa in più alla Regione siciliana.
Signor Presidente, il disegno di legge Oliva-Pistorio, che è un
buon disegno di legge nell'interesse della Regione siciliana,
prevede che, decorso il termine per dare il parere senza che sia
stato deliberato l'assenso, pur tuttavia le Camere non possono
approvare le leggi costituzionali.
Questo disegno di legge ci dà una prerogativa che oggi non
abbiamo.
Ebbene, la prima Commissione ha votato contro
Onorevoli colleghi, ripeto, non possiamo fare un papocchio per
premura. Non accade nulla se approfondiamo questi disegni di legge
in Commissione Statuto perché ritengo che, nell'interesse
dell'Assemblea regionale, vi sia almeno uno dei pareri espressi che
possa essere correttamente modificato nell'esclusivo interesse
della Regione.
MARROCCO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARROCCO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi corre
l'obbligo di intervenire, anche e soprattutto a seguito
dell'intervento dell'onorevole Cordaro, per chiarire ciò che è
accaduto in prima Commissione, della quale sono componente e nella
quale - dovrebbe ricordare bene l'onorevole Cordaro, al di là delle
ironie che servono anche all'interno di un dibattito - prima di
ogni disegno di legge, ricordo il n. A.S. 41, il n. A.S. 965, il n.
A.S. 1597, la dichiarazione di voto, non solo del sottoscritto, ma
di molti altri colleghi in Commissione, è stata orientata ad un
principio fondamentale che era legato alla nostra appartenenza,
prima ancora territoriale e come deputati di questa Regione a
Statuto speciale, prima ancora che appartenenza partitica, la
necessità di recuperare ciò che si è perso in tutti questi anni,
ossia la possibilità di avviare finalmente una revisione del nostro
Statuto che parta proprio, anzi direi in maniera principale, da
quest'Aula parlamentare.
Allora, le dichiarazioni di voto in Commissione sono state
orientate proprio a questo principio, ossia di non voler entrare
nel merito dei disegni di legge, molti dei quali - così come
ricordava lo stesso onorevole Cordaro - introducono, possono
introdurre elementi importanti di riflessione e di confronto sulla
revisione dello Statuto.
Pertanto, in questo senso sento l'obbligo di rivolgere l'invito al
presidente della Commissione Statuto a ritirare la richiesta
formulata poco fa, pur comprendendo la bontà della richiesta
stessa, affinché la Commissione Statuto, invece di avviare un
confronto su questi disegni di legge e quindi di esprimere un
parere su di essi, cominci da subito un'ampia riflessione
attraverso l'esame degli altri disegni di legge, già depositati in
Commissione, affinché anche gli aspetti proposti in quei disegni di
legge possano trovare accoglimento e perché finalmente questa Aula
parlamentare recuperi la propria dignità, legata alla necessità e
all'autorevolezza di volere, una volta e per tutte, legiferare e
proporre autonomamente ciò che va modificato nell'attuale Statuto.
Questo era il principio al quale ci siamo orientati, questo è
l'obiettivo di bontà al quale dobbiamo orientare la nostra attività
parlamentare per recuperare proprio quella dignità di regione a
Statuto speciale che, forse, certa classe dirigente, nel corso
degli ultimi decenni, non ha voluto portare avanti cercando di
mantenere, e in qualche modo rispettare, anche gli articoli dello
Statuto stesso. Molte parti dello Statuto la maggior parte delle
volte non sono state neanche applicate.
Allora, su questo dobbiamo riflettere, su questo dobbiamo
confrontarci. E io penso che questa legislatura, signor Presidente,
abbia le carte in regola per poter rimanere nella storia della
Sicilia. Lo ha già dimostrato in questo primo anno di lavoro e
penso che lo possa fare attraverso un confronto serrato, anche
fatto di dialettica forte e di confronto aspro, ma che porti a
termine una revisione importante dello Statuto siciliano.
ARICO', presidente della Commissione Statuto. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO', presidente della Commissione Statuto. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, se fossi stato componente della prima
Commissione possibilmente avrei dato parere contrario su tutti e
quattro i disegni di legge costituzionali per preservare
l'autonomia dell'Assemblea nella proposizione dei disegni di legge
per la modifica dello Statuto. Purtroppo, non faccio parte della
prima Commissione, sono componente della Commissione Statuto.
Bisogna decidere se deve passare il principio secondo il quale
tutti i disegni di leggi predisposti dal Parlamento nazionale
devono essere bocciati da questa Assemblea regionale.
Al riguardo, posso essere anche favorevole, ma si verrebbe a
creare un precedente. E condivido la proposta dell'onorevole
Musotto e del presidente Minardo che, non entrando nel merito delle
quattro proposte, hanno deciso di dare parere contrario soltanto
perché proposte da un organo non assembleare, dal Parlamento
nazionale.
Signor Presidente, in qualità di presidente della Commissione
Statuto devo capire cosa quest'Aula si aspetta da me. Se ci si
aspetta che io sia soggetto promotore di iniziative per la modifica
dello Statuto o che dia anche pareri in funzione a modifiche
presentate dal Senato, come in questo caso, o dalla Camera dei
deputati, comunque non dal Parlamento regionale.
Allora, signor Presidente, se c'è la volontà di dare oggi parere
contrario, ma passa il principio che si dà sempre parere contrario
a tutti i disegni di modifica di Statuto che non passano dalla
decisione o dalla proposizione dell'Assemblea regionale, questo mi
troverebbe favorevole.
Però, dobbiamo capire cosa ne pensa l'Aula. In quel caso, potrei
anche decidere di ritirare la proposta di rinvio alla Commissione
Statuto e vorrei capire anche cosa pensa il Governo al riguardo.
PRESIDENTE. Onorevole Aricò, in questa fase dobbiamo semplicemente
decidere se inviare questi disegni di legge alla Commissione
Statuto. Un dibattito futuro potremo affrontarlo, ma in altri
tempi, e certo non in questo momento.
Onorevole Aricò, mantiene la proposta di invio in Commissione?
ARICO', presidente della Commissione Statuto. Sì, per me va bene.
Votazione della proposta di invio in Commissione Statuto dei
disegni di legge costituzionali concernenti modifiche dello Statuto
della Regione
PRESIDENTE. Si procede alla votazione della proposta
dell'onorevole Aricò di invio in Commissione Statuto dei disegni di
legge costituzionali concernenti modifiche dello Statuto della
Regione.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario rimanga seduto.
(E' approvata)
(Brusìo in Aula)
CRACOLICI. Chiedo la riprova della votazione, ai sensi
dell'articolo 128 del Regolamento interno.
Presidenza del Presidente Cascio
Presidenza del Vicepresidente Formica
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Federico ha chiesto congedo
per oggi, 29 luglio 2009.
L'Assemblea ne prende atto.
AS 1597;
Presidenza del Presidente Cascio
Presidenza del Vicepresidente Formica
Riprova della votazione della proposta di invio in Commissione
Statuto dei disegni di legge costituzionali concernenti modifiche
dello Statuto della Regione
PRESIDENTE. Si procede alla riprova della votazione sulla proposta
dell'onorevole Aricò di invio in Commissione Statuto dei disegni di
legge costituzionali concernenti modifiche dello Statuto della
Regione.
Si vota con votazione palese semplice. Chiarisco il significato
del voto: chi è favorevole all'invio in Commissione Statuto voti
verde; chi è contrario voti rosso; chi si astiene voti bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
(Non è approvata)
Onorevoli colleghi, a questo punto, non essendo stata approvata la
proposta di invio in Commissione Statuto, si procede
all'espressione dei pareri sui quattro disegni di legge
costituzionali. Il Parlamento deve esprimere quattro voti.
ARDIZZONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in questo
momento si è registrato un grave vulnus all'autonomia
dell'Assemblea regionale siciliana. A me dispiace non essere
intervenuto prima, rispettoso delle indicazioni della Presidenza.
Ma vorrei ricordare ai parlamentari presenti in Aula che facevano
parte della tredicesima legislatura che, a differenza di quello che
si è detto, già una volta quest'Assemblea si è trovata ad esaminare
un disegno di legge di modica dello Statuto.
Allora presidente della prima Commissione era il sottoscritto,
presidente della Commissione Statuto era il compianto onorevole
Vincenzo Leanza. Si sono svolte due relazioni, una del presidente
della Commissione Statuto ed una del sottoscritto.
A mio avviso, la proposta dell'onorevole Aricò non si sarebbe
dovuta neanche porre in votazione perché, tutto sommato, era
naturale che si pronunciasse la Commissione Statuto. Peraltro,
ritengo che l'Assemblea dimostri un fare contraddittorio dal
momento che, solo qualche giorno fa, ha proposto, giustamente, il
mantenimento della Commissione Statuto e oggi, invece, spoglia la
stessa Commissione Statuto di prerogative che le competono.
Nonostante io appartenga al Gruppo parlamentare UDC, ho profonde
riserve sui quattro disegni di legge costituzionali, in particolare
per le modalità di presentazione.
La Commissione Statuto avrebbe avuto il dovere di pronunciarsi,
così come ha fatto nel passato. Se è stato detto in quest'Aula, io
spero di no - ero assente e ne faccio ammenda - che non c'erano
precedenti, non è assolutamente così. Si rileggano gli atti di
questo Parlamento, ne è testimone il dottore Di Bella Alla luce di
ciò, chiedo, se possibile, che si riveda questa posizione Era
relatore l'onorevole Vincenzo Leanza, era relatore il sottoscritto
Così facendo, noi abbiamo spogliato la Commissione Statuto delle
sue competenze Pertanto ritengo opportuno fermarsi e riflettere
sulla sopravvivenza della Commissione Statuto e, poi, rinviare il
discorso al parere da dare sui singoli atti. Mi rimetto alla sua
volontà, signor Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Ardizzone, al di là dei precedenti storici
che, ovviamente, non possiamo far finta di non conoscere, l'Aula si
è espressa sulla proposta del presidente della Commissione Statuto,
per cui lei sa meglio di me che su un voto palese del Parlamento
non c'è una determinazione alternativa.
Detto questo, come correttamente ha fatto presente il presidente
della Commissione Statuto nel suo intervento, la Commissione stessa
può attivarsi, per le materie di sua competenza, in due modi: dando
parere su proposte che pervengano da organismi superiori o
elaborando essa stessa delle proposte di modifica.
Il parere che oggi, qualunque esso sia, positivo o negativo,
l'Aula legittimamente vorrà esprimere sui quattro disegni di legge
costituzionali che provengono dal Senato non impedirà che la
Commissione Statuto, fin da domani mattina - anzi, questa è
l'esortazione che la Presidenza rivolge alla Commissione Statuto -,
metta mano a modifiche che prevedano una riforma complessiva dello
Statuto, al di là di quelle riportate in questi quattro disegni di
legge.
Non ne farei un caso diplomatico, in quanto mi pare che non sia
successo nulla di trascendentale. Detto questo, pongo in votazione
la proposta di parere sul disegno di legge costituzionale del
Senato n. A.S. 41 (n.1/I).
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho l'obbligo di
motivare il non voto del Gruppo parlamentare UDC e, quindi, sono
costretto a far perdere all'Aula qualche momento per giustificare
la posizione di non voto, che non significa astensione, ma non
partecipazione ai lavori d'Aula. Questa posizione nasce dalla
considerazione che al Gruppo dell'UDC non sono piaciuti per niente
tutti i comportamenti che su questa materia specifica sono stati
tenuti in Commissione e, mi dispiace dirlo, anche in Aula.
Mi spiego: c'è un livello politico e un livello istituzionale
sulla materia che stiamo trattando.
Il livello politico. Non capisco, e continuo a non capire, perché
alcuni disegni di legge provenienti dal Senato - e che nei mesi
scorsi sono stati per un verso invocati da una parte di questo
Parlamento e poi lodati perché facevano parte di un momento
politico di contrattazione politica con il presidente della Regione
Lombardo -, nel momento in cui sono stati presentati in Senato e
hanno cominciato il loro iter in Commissione al Senato, sono stati
esaltati e accolti con grande giubilo da una parte consistente di
questo Parlamento; oggi, quella stessa parte politica, chiariti i
rapporti politici, senza una valida motivazione politica
istituzionale vota contro quegli stessi disegni di legge del Senato
sia in Commissione che in Aula.
Io credo che questo non sia un comportamento coerente e sia,
invece, un comportamento da stigmatizzare sul piano della posizione
politica di questi gruppi politici e della coerenza politica.
L'UDC - e vado all'aspetto istituzionale della vicenda - condivide
la decisione di abbandonare l'Aula e di non partecipare al voto di
questi quattro pareri.
Avrei capito la motivazione di un voto contrario alla
rivendicazione, questa sì giusta, dell'autonomia e del prestigio di
questo Parlamento, ma con la conseguenza di investire della vicenda
la Commissione Statuto, che, a questo punto, io chiedo venga
nuovamente sciolta perché il Parlamento, con il voto di questa
sera, l'ha completamente svuotata di contenuto, con spese enormi.
Mi dispiace che i membri della Commissione Statuto non siano stati
coerenti nel difendere le loro prerogative.
Se la motivazione fosse stata quella di votare contro per
riaffidare ai lavori di questo Parlamento il parere che andava
comparato con il lavoro che è stato già fatto dalla Commissione
Statuto nella precedente legislatura, e in questa legislatura, lo
avrei capito.
Ma un voto acritico di bocciatura dei pareri è soltanto un
risvolto politico di bassa politica, di decadenza politica, dopo
che si sono trovati gli equilibri per il nuovo governo Lombardo;
cosa che l'UDC non intende accettare, cosa che l'UDC denunzia.
Motivo per cui i deputati dell'UDC abbandonano l'Aula non
intendendo partecipare a questa farsa di voto.
Presidenza del Vicepresidente Formica
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo
per dichiarare, per oggi e per l'avvenire, che una cosa non farò
mai: disertare l'Aula e chiedere la verifica del numero legale. Ho
condannato nei dodici anni e mezzo che sono stato in quest'Aula,
sia quando difendevo i governi di centro-sinistra sia quando ho
difeso quelli di centro-destra, coloro i quali si assentavano.
Pertanto oggi dichiaro, anche per l'avvenire, che non mi assenterò
mai in occasione di richieste di numero legale e, se sarò in Aula,
resterò in Aula.
Aggiungo che mi sovviene di un emendamento presentato, molto tempo
fa, dall'allora deputato regionale onorevole Turano, nel quale si
prevedeva che, se il Presidente della Regione si fosse dimesso o
fosse stato impedito, sarebbe succeduto il vicepresidente della
Regione. Ricordo quello che successe allora in Aula, e io fui tra
coloro i quali, più di tutti, gridarono ad uno scandalo vergognoso.
Oggi, anche se il mio partito e il mio gruppo parlamentare, al
quale da qui a qualche giorno aderirò, dovessero portare avanti
battaglie di questo genere, io mi sento legato più a quello che ho
fatto in passato, cosciente e presente Cuffaro in quest'Aula,
piuttosto che a fatti che contraddicono quanto in Aula avemmo a
dire con la maggioranza di allora.
ADAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la legge
sull'elezione diretta del sindaco, del presidente di provincia e
del presidente della regione è una delle poche leggi che, in questi
anni, hanno dato dignità alla politica e ci hanno portato il
rispetto e l'approvazione dei cittadini.
Metterla in discussione per una questione di contrasti interni,
che tutti noi viviamo e subiamo, è veramente assurdo. Noi dobbiamo
bocciare questa proposta, che è una provocazione e nasce
semplicemente da una battaglia interna a correnti politiche.
Rivolgo un invito all'onorevole Maira, che stimo moltissimo, e
all'UDC a restare in Aula e a bocciare questo disegno di legge, che
è semplicemente una provocazione.
Non possiamo rimettere in discussione l'elezione diretta di
sindaci, di presidenti di provincia e del presidente della Regione,
che ha dato dignità al popolo siciliano permettendogli di scegliere
un programma politico e una persona a cui affidarlo.
Veramente è un appello accorato perché siamo tutti stanchi, ma
soprattutto il popolo siciliano è stanco di cose e decisioni che
non comprende. Su questo, penso che dobbiamo essere uniti e
compatti. Non può arrivare dal Parlamento siciliano un messaggio
così deprimente.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Non si può negare la parola
all'onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Signor Presidente, lei non può negare la parola ai
deputati perché il numero legale si chiede al momento del voto e
quando andremo al voto ci sarà la verifica del numero legale.
Io devo dire che capisco le logiche della politica, non mi
scandalizzano, è giusto usare gli strumenti che in politica si
ritengono più opportuni.
Ma qui non stiamo discutendo di un disegno di legge dove c'è una
maggioranza e una minoranza. Di questi disegni di legge
costituzionali, alcuni - come ho detto poc'anzi - sono molto gravi,
perché li considero una provocazione per l'ordinamento
autonomistico che, pur con tutte le modifiche intervenute, vige da
sessant'anni; altri disegni di legge, pur cercando di modificare,
in senso migliorativo in alcuni casi, il famoso articolo 41 ter
dello Statuto, a mio avviso fanno venire meno un princìpio che - lo
dico al presidente della Commissione Statuto e anche al presidente
della prima Commissione - è la capacità di modifica da parte del
Parlamento siciliano di proposizione di modifica da sottoporre al
Parlamento nazionale, innanzitutto del 41 ter. E rinnovo l'appello
alla Commissione Statuto di elaborare al più presto un testo per
consentire, alla ripresa autunnale, una proposta unanime del
Parlamento - almeno me lo auguro - di rivendicare il principio che
le modifiche statutarie sono una prerogativa che deve spettare
all'iniziativa del Parlamento siciliano - e non del Parlamento
nazionale o del Governo nazionale -, al quale spetta la capacità di
proposizione e poi sottopone al parere, al di là se poi diventa
vincolante o meno, della Regione siciliana.
Ma qui non dimentichiamo la ragione per la quale, principalmente,
oggi siamo chiamati ad esprimere un parere: si chiede con un
disegno di legge, ripeto, che non ha precedenti nella dottrina, di
modificare i princìpi sacri della democrazia.
La democrazia si fonda su un principio sacro: c'è una maggioranza
e c'è una minoranza. Non ci può essere una democrazia che
stabilisce che una minoranza è maggioranza. Questo è il punto
Io credo che la prima cosa che questo Parlamento deve fare è
difendere l'istituzione, non importa da che parte viene. Credo che
noi dobbiamo provare a dire un no' unanime.
Attenzione, oggi si gioca per una vicenda politica, domani può
avvenire per un'altra vicenda. Se si creano precedenti,
ricordiamoci che i precedenti fanno la giurisprudenza.
Ecco perché rivolgo un appello ai colleghi dell'UDC, ai colleghi
del PDL, ai colleghi del MPA, ai miei colleghi del PD di rigettare
la proposta all'unanimità, e non perché non ci sia un problema.
Il problema c'è e, innanzitutto, lo dico alla Commissione Statuto:
noi avevamo già non solo proposto una modifica di insieme dello
Statuto regionale nella tredicesima legislatura, proposta che può
essere migliorata, rivista; ma, sul punto specifico delle
dimissioni del Presidente - voglio essere molto franco e fuori dai
denti - io ricordo che, quando si provò ad affrontare questo tema
in quest'Aula, sono saltati i nervi perché allora si pensava che
affrontare il tema di distinguere la vita politica del Presidente
da quella del Parlamento fosse considerato quasi una sfiducia
preventiva nei confronti di un Presidente che era dentro una
vicenda giudiziaria. E si disse che non bisognava affrontare questo
argomento perché il Parlamento, attraverso quella vicenda, voleva
anticipare una sentenza. Allora non dobbiamo fare gli ipocriti, il
tema c'è e va gestito, va affrontato.
Una cosa, quindi, è che il Parlamento affronti autonomamente la
propria organizzazione della vita democratica, amministrativa e
istituzionale, altra cosa è che l'iniziativa delle modifiche
statutarie attenga all'onorevole Bossi. Infatti, questo può
succedere.
L'articolo 41 ter consente all'onorevole Bossi di cambiare le
regole dello Statuto siciliano
Ecco perché abbiamo il dovere di dire un no forte e chiaro a
difesa del Parlamento e della Sicilia.
Richiesta di verifica del numero legale
DINA. Signor Presidente, chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Cascio Salvatore,
Fagone, Lo Giudice e Ragusa)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, invito gli onorevoli deputati a registrare la loro
presenza con la scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla votazione)
Sono presenti: Adamo, Ammatuna, Apprendi, Arena, Aricò,
Barbagallo, Bonomo, Bosco, Bufardeci, Campagna, Cintola, Corona,
Cracolici, Cristaudo, D'Agostino, D'Antoni, D'Asero, De Benedictis,
Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro, Greco, Incardona,
Laccoto, Leanza Nicola, Leontini, Marinello, Marrocco, Marziano,
Mattarella, Minardo, Mineo, Musotto, Nicotra, Panarello, Panepinto,
Picciolo, Pogliese, Scammacca, Scilla e Termine.
Sono in congedo: Buzzanca, Caronia, Colianni, Donegani, Federico,
Ferrara, Gennuso, Gucciardi, Lentini, Marinese, Raia, Ruggirello,
Scoma, Speziale, Torregrossa.
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 48
(L'Assemblea è in numero legale)
Votazione della proposta di parere sul disegno di legge
costituzionale n. A.S. 41 (1/I)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione della proposta di parere sul
disegno di legge costituzionale n. A.S. 41 (1/I), di cui
all'allegato 1 del presente resoconto stenografico.
MINARDO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MINARDO, presidente della Commissione. Signor Presidente, solo una
precisazione. Occorre sostituire il periodo, nel parere articolato,
lo dico una volta e vale per tutte, che inizia con la parola
ritenuto' con il seguente considerato, tuttavia, che la modifica
statutaria proposta non risponde pienamente alla esigenza, ritenuta
prioritaria, di garantire all'Assemblea regionale la titolarità
dell'iniziativa in materia di modifica dell'atto fondante
dell'autonomia siciliana, funzione che l'Assemblea intende
pienamente esercitare .
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuto dal presidente della prima
Commissione, onorevole Minardo, il seguente emendamento alla
proposta di parere sul disegno di legge costituzionale n. A.S. 41
(n. 1/I):
«Sostituire il periodo RITENUTO con il seguente:
CONSIDERATO, tuttavia, che la modifica statutaria proposta non
risponde pienamente all'esigenza, ritenuta prioritaria, di
garantire all'Assemblea regionale la titolarità dell'iniziativa in
materia di modifica dell'atto fondante dell'autonomia siciliana,
funzione che l'Assemblea intende pienamente esercitare; ».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo ai voti, come modificata, la proposta di parere sul disegno
di legge costituzionale n. A.S. 41 (1/I). Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Votazione della proposta di parere sul disegno di legge
costituzionale n. A.S. 965 (n. 2/I)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione del parere sul disegno di
legge costituzionale n. A.S. 965 (n. 2/I), di cui all'allegato 1
del presente resoconto stenografico.
Comunico che è pervenuto dal presidente della I Commissione,
onorevole Minardo, il seguente emendamento alla proposta di parere
sul disegno di legge costituzionale n. A.S. 965 (n. 2/I):
«Sostituire il periodo RITENUTO con il seguente:
CONSIDERATO, tuttavia, che la modifica statutaria proposta non
risponde pienamente all'esigenza, ritenuta prioritaria, di
garantire all'Assemblea regionale la titolarità dell'iniziativa in
materia di modifica dell'atto fondante dell'autonomia siciliana,
funzione che l'Assemblea intende pienamente esercitare; ».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione, come modificata, la proposta di parere sul
disegno di legge costituzionale n. A.S. 965 (n. 2/I).
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Votazione della proposta di parere sul disegno di legge
costituzionale n. A.S. 1410 (n. 3/I)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione della proposta di parere sul
disegno di legge costituzionale n. A.S. 1410 (n. 3/I), di cui
all'allegato 1 del presente resoconto stenografico.
Comunico che è pervenuto dal presidente della I Commissione,
onorevole Minardo, il seguente emendamento alla proposta di parere
sul disegno di legge costituzionale n. A.S. 1410 (n. 3/I):
«Sostituire il periodo RITENUTO con il seguente:
CONSIDERATO, tuttavia, che la modifica statutaria proposta non
risponde pienamente all'esigenza, ritenuta prioritaria, di
garantire all'Assemblea regionale la titolarità dell'iniziativa in
materia di modifica dell'atto fondante dell'autonomia siciliana,
funzione che l'Assemblea intende pienamente esercitare; ».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione, come modificata, la proposta di parere sul
disegno di legge costituzionale n. A.S. 1410 (n. 3/I).
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Votazione della proposta di parere sul disegno di legge
costituzionale n. A.S. 1597 (n. 4/I)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione della proposta di parere sul
disegno di legge costituzionale n. A.S. 1597 (n. 4/I), di cui
all'allegato 1 del presente resoconto stenografico.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Onorevoli colleghi, autorizzo la terza Commissione legislativa
Attività produttive' a riunirsi per esitare il disegno di legge
numero 281 «Disposizioni per l'utilizzo di agevolazioni creditizie
in favore delle cooperative edilizie».
La seduta è rinviata a martedì 4 agosto 2009, alle ore 17.00, con
il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Cascio
Presidenza del Vicepresidente Formica
I - Comunicazioni.
II - Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della
rubrica Territorio e ambiente.
La seduta è tolta alle ore 19.03.
Allegato 1: proposta di pareri su disegni di legge costituzionali
Proposta di parere A.S. n. 41 (1/I)
«L'Assemblea regionale siciliana
VISTO il progetto di legge costituzionale A.S. n. 41 Disposizioni
concernenti la procedura per la modifica degli statuti delle
regioni a statuto speciale', d'iniziativa del senatore Peterlini;
PRESO ATTO che il progetto di legge in esame intende introdurre
una procedura di revisione dello Statuto di maggiore garanzia per
le prerogative dell'Assemblea regionale, rispetto alle attuali
previsioni;
RITENUTO, tuttavia, che la modifica statutaria proposta non
risponde pienamente all'esigenza, ritenuta prioritaria, di
garantire esclusivamente all'Assemblea regionale la titolarità del
potere di modifica dell'atto fondante dell'autonomia siciliana,
funzione che l'Assemblea intende pienamente esercitare;
PRESO ATTO dell'esame preliminare svolto dalla I Commissione
Affari Istituzionali sul suddetto progetto di legge e del
conseguente parere contrario, espresso dalla stessa Commissione
nella seduta n. 54 del 21 luglio 2009;
ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 3, dello Statuto,
esprime parere contrario
sul progetto di modificazione dello Statuto di cui al progetto di
legge costituzionale A.S. n. 41».
On. Riccardo Minardo
Proposta di parere A.S. n. 965 (2/I)
«L'Assemblea regionale siciliana
VISTO il progetto di legge costituzionale A.S. n. 965
Disposizioni concernenti la procedura per la modifica dello
statuto della Regione siciliana', d'iniziativa dei senatori Oliva e
Pistorio;
PRESO ATTO che la modifica proposta conferisce all'Assemblea
regionale un forte potere di interdizione delle modifiche
statutarie provenienti dal Parlamento della Repubblica;
RITENUTO, tuttavia, che il progetto di legge in esame non risponde
pienamente all'esigenza, ritenuta prioritaria, di garantire
esclusivamente all'Assemblea regionale la titolarità del potere di
modifica dell'atto fondante dell'autonomia siciliana, funzione che
l'Assemblea intende pienamente esercitare;
PRESO ATTO dell'esame preliminare svolto dalla I Commissione
Affari Istituzionali sul suddetto progetto di legge e del parere
contrario espresso dalla stessa Commissione nella seduta n. 54 del
21 luglio 2009;
ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 3, dello Statuto,
esprime parere contrario
sul progetto di modificazione dello Statuto di cui al progetto di
legge costituzionale A.S. n. 965».
On. Riccardo Minardo
Proposta di parere A.S. n. 1410 (3/I)
«L'Assemblea regionale siciliana
VISTO il progetto di legge costituzionale A.S. n. 1410 Modifiche
allo statuto della Regione siciliana di cui al regio decreto
legislativo 15 maggio 1946, n. 455', d'iniziativa dei senatori
Fleres, Alicata e Dell'Utri;
PRESO ATTO che il progetto di legge propone una riforma organica
dello Statuto, riprendendo il testo scaturito dalla Commissione
speciale istituita dall'Assemblea regionale siciliana nella XIII
legislatura;
CONSIDERATO che il vigente testo dello Statuto appare ancora
attuale ed in grado di mantenere pienamente l'autonomia della
Regione, anche sotto il profilo finanziario, tenuto conto della
recente evoluzione in senso federalista dell'ordinamento nazionale;
RITENUTO, in particolare, che la proposta di modifica statutaria
contenuta nel progetto di legge costituzionale in esame non
risponde all'esigenza, ritenuta prioritaria, di garantire
esclusivamente all'Assemblea regionale la titolarità del potere di
modifica dell'atto fondante dell'autonomia siciliana, funzione che
l'Assemblea intende pienamente esercitare;
PRESO ATTO dell'esame preliminare svolto dalla I Commissione
Affari Istituzionali sul suddetto progetto di legge e del
conseguente parere contrario, espresso dalla stessa Commissione
nella seduta n. 54 del 21 luglio 2009;
ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 3, dello Statuto,
esprime parere contrario
sul progetto di modificazione dello Statuto di cui al progetto di
legge costituzionale A.S. n. 1410».
On. Riccardo Minardo
Proposta di parere A.S. n. 1597 (4/I)
«L'Assemblea regionale siciliana
VISTO il progetto di legge costituzionale A.S. n. 1597 Modifica
all'articolo 10 dello statuto della Regione siciliana',
d'iniziativa dei senatori Gasparri, Quagliariello e Vizzini;
RITENUTO che il progetto di legge, nella sua attuale formulazione,
presenta aspetti di dubbia compatibilità con i principi
costituzionali;
VISTO che le norme statutarie sulla forma di governo rappresentano
un sistema compiuto e strettamente interconnesso;
RITENUTO che le modifiche proposte con il progetto di legge in
esame producono problemi di coordinamento ed integrazione con il
suddetto corpus normativo statutario;
RITENUTO infine che le eventuali attenuazioni del principio aut
simul stabunt aut simul cadent, posto a base dell'attuale
ordinamento regionale, non possono intervenire a legislatura
iniziata ma, per un compiuto rispetto della volontà popolare,
devono operare a decorrere dalla successiva;
PRESO ATTO dell'esame preliminare svolto dalla I Commissione
Affari Istituzionali sul suddetto progetto di legge e del parere
contrario espresso dalla medesima Commissione nella seduta n. 54
del 21 luglio 2009;
ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 3, dello Statuto,
esprime parere contrario
sul progetto di modificazione dello Statuto di cui al progetto di
legge costituzionale A.S. n. 1597».
On. Riccardo Minardo
Allegato 2: relazione dell'on.le Musotto sul disegno di legge A.S.
n. 1597 (4/I)
Con il disegno di legge A.S. n. 1597, ad iniziativa dei senatori
Gasparri ed altri, si intende introdurre una modifica all'art. 10
della Statuto da parte del Parlamento nazionale utilizzando le
prerogative ai sensi dell'art. 41 ter del medesimo testo statuario.
Le vicende politiche legate alla legislatura in corso hanno
riproposto all'attenzione di noi tutti il senso della specialità
regionale. L'iniziativa promossa con il citato disegno di legge
attiene alla sostanziale modifica della forma di governo regionale
attraverso una modifica dello Statuto speciale.
Su questo disegno di legge oggi l'Assemblea regionale siciliana è
chiamata ad esprimere il proprio parere.
Si tratta di una riforma dello Statuto, come precisato, incentrata
sull'art. 41 ter dello Statuto speciale, alla stregua del quale le
modificazioni dello Statuto possono avvenire con un procedimento
analogo a quello previsto per le leggi costituzionali con
l'avvertenza che, se l'iniziativa appartiene al parlamento o al
governo nazionale, deve essere richiesto un parere all'Assemblea da
esprimere entro due mesi e, in questo caso, non ha luogo il
referendum nazionale.
E' evidente che l'opzione parlamentare a favore del procedimento
appena descritto non è priva di conseguenze pratiche visto che è
sempre possibile effettuare una valutazione in termini di
legittimità costituzionale della modifica in discussione.
Ebbene, questo disegno di legge intende alterare la sola forma di
governo regionale siciliana nel contesto, ormai consolidato, della
forma di governo delle Regioni sia a statuto speciale che
ordinario, degli enti locali, chiaramente incentrata sul modello
presidenziale.
Come avvertito da più parti e vero il problema di riequilibrare i
rapporti fra Governatori e assemblee legislative regionali ma,
certamente, non è un problema solo siciliano.
In tal senso non è dubbio che detta legge costituzionale sia
sottoponibile al controllo di costituzionalità, infatti le leggi
costituzionali sono atti normativi che ai sensi dell'articolo 134
della Costituzione sono assoggettabili al controllo della Corte
costituzionale.
Ma torniamo al testo di questo singolare disegno di legge. La
sfiducia costruttiva consentirebbe di sfiduciare il Presidente
della Regione senza con ciò determinare lo scioglimento
dell'Assemblea regionale siciliana; infatti, al voto parlamentare
seguirebbe la sostituzione del presidente sfiduciato con un altro
eletto dal Parlamento siciliano.
Sembra utile ricordare che, come si legge nella relazione c'è il
rischio che si passi da una democrazia governante ad un regime
autoritario in cui, in nome di una volontà popolare che non c'è
più, e che anzi è stata tradita possono essere perseguiti interessi
personali e di gruppo a scapito dell'interesse generale .
Non intendiamo sostenere in termini trancianti che la sfiducia
costruttiva possa essere un istituto che consenta di migliorare il
funzionamento della forma di governo delle regioni, ma il principio
democratico come principio supremo non è suscettibile di essere
applicato immaginando che alcune regioni siamo più democratiche di
altre. O che lo sia la Regione e non i suoi enti locali.
E' evidente che questo disegno di legge intende alterare le regole
costituzionali mentre la partita è in gioco: i cittadini elettori
hanno espresso un voto consapevoli che le regole di funzionamento
della forma di governo prevedono alcuni istituti che ora, nel corso
della legislatura, si pretende di modificare. L'eventuale modifica
statutaria non potrebbe che essere applicata a partire dalla
prossima legislatura.
Il principio democratico come principio supremo risulta violato
dalle modalità di approvazione della sfiducia costruttiva:
approvata a maggioranza assoluta dai deputati eletti nelle liste
collegate al candidato eletto Presidente della Regione .
Praticamente la mozione verrebbe approvata non dalla maggioranza
assoluta dell'Assemblea, ma sarebbe riservata solo al voto di una
sola parte dell'Assemblea violando uno dei princìpi cardine degli
ordinamenti democratici che impongono che le decisioni parlamentari
debbano essere sostenute da una maggioranza.
Si tratta di un'alterazione grave della forma di governo
presidenziale annacquare con inserzioni assembleari che sviliscono
l'autonomia di questo parlamento e, più in generale, l'autonomia
regionale.
Il rischio di ribaltoni non si combatte facendo diventare
maggioranza una minoranza, ma attraverso altri meccanismi che il
disegno di legge non esplicita.
Questa è solo un'iniziativa ad personam, volta a precostituire un
grimaldello per scalfire prima di tutto l'autonomia siciliana. Una
sorta di ascarismo giuridico-costituzionale che non possiamo
accettare, e che dobbiamo respingere recisamente senza
tentennamenti e tatticismi.
In questa legislatura deve prendere corpo un'iniziativa di
revisione dello Statuto che origini dall'Assemblea, di ampio
respiro, nella convinzione che le riforme in Sicilia le fanno i
siciliani.