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Resoconto d'Aula della Seduta n. 106 di mercoledì 29 luglio 2009
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   Presidenza del Presidente Cascio

   Presidenza del Vicepresidente Formica


   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, avverto che  del  verbale  della
  seduta numero 105 sarà data lettura nella seduta successiva.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, dà
  il  preavviso  di trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero avere  luogo  nel
  corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

   Presidenza del Presidente Cascio

   Presidenza del Vicepresidente Formica


     Attribuzione del seggio resosi vacante a seguito dell'opzione
                        dell'onorevole Antinoro
            per la carica di deputato al Parlamento europeo

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  I  punto  dell'ordine  del   giorno:
   Attribuzione  del  seggio resosi vacante a  seguito  dell'opzione
  dell'onorevole  Antinoro per la carica di deputato  al  Parlamento
  europeo'.

   Onorevoli  colleghi, comunico che, ai fini dell'attribuzione  del
  seggio   resosi  vacante  a  seguito  dell'opzione  dell'onorevole
  Antonio  Antinoro, detto Antonello, per la carica di  deputato  al
  Parlamento  europeo  - opzione di cui l'Assemblea  ha  preso  atto
  nella  seduta  n.  104  del 28 luglio 2009  -  deputato  regionale
  proclamato eletto nel collegio circoscrizionale di Palermo (per la
  lista avente la denominazione  Unione dei democratici cristiani  e
  dei  democratici di centro ), la Commissione per la  verifica  dei
  poteri,  ai  sensi  del  combinato  disposto  dell'art.  4,  parte
  seconda, dello Statuto della Regione e della sezione  IV del  capo
  V  del  titolo  II  del Regolamento interno dell'Assemblea,  nella
  riunione  tenutasi  il  29 luglio 2009,  dopo  aver  proceduto  ai
  necessari  accertamenti  ha deliberato,  all'unanimità,  ai  sensi
  dell'articolo  60 della legge regionale 20 marzo  1951,  n.  29  e
  successive     modifiche   ed   integrazioni   (legge   elettorale
  siciliana),   di   attribuire    il   seggio   lasciato    vacante
  dall'onorevole  Antinoro   al candidato Cintola  Salvatore,  detto
  Totò,  che,  primo dei non eletti nella medesima lista provinciale
  in cui era stato eletto l'onorevole Antinoro, segue immediatamente
  con  voti 10.745 l'ultimo dei proclamati eletti, onorevole  Savona
  Riccardo.
   Non   sorgendo  osservazioni,  l'Assemblea  prende   atto   delle
  conclusioni della Commissione per la verifica dei poteri.
   Proclamo,   quindi,  eletto  deputato  dell'Assemblea   regionale
  siciliana  il  candidato Cintola Salvatore, detto Totò,  salva  la
  sussistenza  di  motivi  di ineleggibilità  o  di  incompatibilità
  preesistenti e non conosciuti fino a questo momento.
   Avverto  che  da  oggi decorre il termine di  20  giorni  per  la
  presentazione   di   eventuali  proteste  o  reclami,   ai   sensi
  dell'articolo 61, comma 3, della legge regionale 20 marzo 1951, n.
  29.

                  (l'onorevole Cintola entra in Aula)

   PRESIDENTE.  Poiché l'onorevole Cintola è presente  in  Aula,  lo
  invito a prestare il giuramento di rito.
   Do lettura della formula del giuramento stabilita dall'articolo 6
  delle  Norme di attuazione'  dello Statuto  siciliano:
   «Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana ed al suo  Capo,
  di  osservare lealmente le leggi dello Stato e della Regione e  di
  esercitare  con coscienza le funzioni inerenti al mio  ufficio  al
  solo  scopo  del  bene inseparabile dello Stato  e  della  Regione
  siciliana».

      (L'onorevole  Cintola  pronunzia a voce alta le parole "Lo
                                giuro")


   Presidenza del Presidente Cascio

   Presidenza del Vicepresidente Formica


   Onorevoli  colleghi, dichiaro immesso l'onorevole  Cintola  nelle
  funzioni di deputato all'Assemblea regionale siciliana.


   Presidenza del Presidente Cascio

   Presidenza del Vicepresidente Formica


          Determinazione della data di discussione di mozione

   PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Lettura,
  ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d) e 153 del
  Regolamento  interno, della mozione numero   142   Interventi  per
  sopperire ai tagli degli insegnanti di sostegno in Sicilia  e  per
  non  compromettere  la qualità del servizio scolastico  pubblico ,
  degli onorevoli Barbagallo, Galvagno, Lupo e Ammatuna.

   Avverto  che  la  determinazione della data di discussione  della
  mozione  sopra  citata,  integralmente riportata  nell'ordine  del
  giorno  della  presente seduta, è demandata, secondo  consuetudine
  parlamentare,   alla   Conferenza  dei   Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari.

   Presidenza del Presidente Cascio

   Presidenza del Vicepresidente Formica


        Rinvio in Commissione del disegno di legge numero 488/A

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  relativamente  al  III   punto
  dell'ordine  del giorno:  Discussione del disegno di legge  numero
  448/A  «Disposizioni  urgenti per consentire  il  passaggio  dalla
  Tassa  rifiuti  solidi  urbani  (TARSU)  alla  Tariffa  di  igiene
  ambientale (TIA)» , comunico che con nota n. 503/CP del 29  luglio
  2009,  pervenuta in data odierna, il  presidente della Commissione
  Bilancio,  onorevole  Savona, ai sensi dell'articolo  121  quater,
  comma 1, del Regolamento interno, ha chiesto il rinvio del disegno
  di  legge  in  Commissione  per un ulteriore  approfondimento,  in
  considerazione  della complessità della materia  all'esame,  della
  rilevanza   sociale  ed  economica  della  stessa,  nonché   degli
  orientamenti giurisprudenziali sopravvenuti.
   Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
   Pertanto, il III punto dell'ordine del giorno è rinviato.

   Presidenza del Presidente Cascio

   Presidenza del Vicepresidente Formica


       Parere, ai sensi dell'art. 41 ter, comma 3, dello Statuto
    siciliano, sui disegni di legge costituzionali nn. A.S. 41 (n.
   1/I), A.S. 965 (n. 2/I), A.S. 1410 (n. 3/I) e A.S. 1597 (n. 4/I),
    di iniziativa parlamentare, concernenti modifiche dello Statuto
                             della Regione

   PRESIDENTE. Si passa al IV punto dell'ordine del giorno:  Parere,
  ai  sensi dell'art. 41 ter, comma 3, dello statuto siciliano,  sui
  disegni di legge costituzionale nn. A.S. 41 (n. 1/I), A.S. 965 (n.
  2/I),  A.S.  1410  (n.  3/I) e A.S. 1597 (n. 4/I),  di  iniziativa
  parlamentare, concernenti modifiche dello Statuto della Regione.
   Invito i componenti la prima Commissione a prendere posto al banco
  delle Commissioni.
   Avverto  che  sui  quattro  disegni  di  legge  si  svolgerà   una
  discussione  unica, dopodiché il Parlamento, se lo riterrà,  voterà
  distintamente i pareri sui disegni di legge costituzionali.
   Ha  facoltà  di  parlare  il  relatore di  maggioranza,  onorevole
  Musotto.

   MUSOTTO,  relatore  di  maggioranza. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  il parere che oggi siamo chiamati a dare, come Assemblea
  regionale  siciliana,  è determinato da una norma  regolamentare  e
  costituzionale  del  Senato,  dove  sono  stati  presentati  questi
  quattro disegni di legge.
   Sono  quattro  disegni di legge che riguardano,  fondamentalmente,
  una profonda riforma del nostro Statuto regionale.
   In  prima Commissione si è svolto un ampio dibattito, vi  è  stata
  un'ampia disamina dei disegni di legge, soprattutto sui primi  tre,
  e  sul  quarto,  presentato dal senatore Gasparri e  da  altri  che
  riguarda la cosiddetta  sfiducia costruttiva .
   Ebbene,  è  emerso, in maniera assolutamente unanime,  per  quanto
  riguarda tre disegni di legge - sull'ultimo, del senatore Gasparri,
  c'è  stato  un minimo di diversificazione - che queste prospettive,
  questi  disegni di legge da dover poi diventare norme  dello  Stato
  italiano,  vanno  ad incidere profondamente sulla  legge  fondante,
  fondamentale della Regione siciliana,  sul nostro Statuto.
   Quindi,  si  è  convenuto  in  maniera  unanime  che  sarebbe  uno
  spogliarsi, un arrendersi rispetto a delle esigenze che sono  state
  tenute  - e sono - in profondo conto del dibattito politico,  anche
  delle  sensibilità all'interno dell'Assemblea regionale  siciliana,
  tant'é  che  abbiamo ritenuto di dovere costituire una  Commissione
  che  studi  i cambiamenti della società e, quindi, in sintonia  con
  ciò  che si svolge attorno a noi,  anche dei cambiamenti del nostro
  Statuto.
   Deve essere una iniziativa dell'Assemblea regionale siciliana, una
  iniziativa  dei  rappresentanti del  popolo  siciliano  che  devono
  determinarsi e devono indicare quelli che sono i cambiamenti, anche
  di  ordine  statutario e, quindi, i cambiamenti che vanno  fino  in
  fondo  e  possono  incidere profondamente  anche  in  un  dibattito
  democratico in quella che è la nostra storia, la nostra cultura, il
  nostro passato, il presente ed anche il futuro da costruire.
   Pertanto si è ritenuto di esprimere un parere negativo, un  parere
  contrario rispetto a queste iniziative legislative del Senato della
  Repubblica.  E  non  è  soltanto un parere contrario  senza  alcuna
  ragione,   senza  alcun  motivo,  ma  soprattutto  motivato   dalla
  necessità  che  il  dibattito  di eventuali  modifiche  del  nostro
  Statuto  avvenga  all'interno dell'Assemblea  regionale  siciliana,
  avvenga  all'interno  dello strumento, del modello  democratico  di
  rappresentanti dei cittadini siciliani.
   In questo senso si è ritenuto di dare parere contrario rispetto ad
  un  parere che è stato condiviso anche dagli altri Gruppi  politici
  su  questi  disegni di legge che ci sono stati inviati  dal  Senato
  della Repubblica.

   CORDARO,  relatore di minoranza del disegno di legge n. A.S.  1597
  (n. 4/I). Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,  relatore di minoranza del disegno di legge n. A.S.  1597
  (n.    4/I).    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   come
  correttamente  ha  affermato l'onorevole  Musotto,  questi  quattro
  disegni di legge che sono pervenuti alla prima Commissione, per  il
  tramite della Presidenza, dal Senato della Repubblica, hanno  avuto
  in   prima  Commissione  una  valutazione  esauriente,  sono  stati
  approfonditi.
   Però,  anche  per  le ragioni esposte dall'onorevole  Musotto,  ma
  soprattutto   in   relazione  a  dei  dati  oggettivi   che   hanno
  determinato,  nella  passata  legislatura,  un  momento  di  vulnus
  legislativo all'indomani di una inattesa dimissione del  Presidente
  della  Regione,  che  ha consacrato l'assenza  nella  nostra  carta
  statutaria di norme che possano determinare condizioni di oggettiva
  certezza,  in  casi  come quello purtroppo accaduto  nella  passata
  legislatura, noi avevamo chiesto - e quando dico noi, mi  riferisco
  al  Presidente del mio Gruppo, onorevole Maira, ed  io,  che  siamo
  componenti   della  I  Commissione  -  un  momento   ulteriore   di
  riflessione prima di esprimere il parere.
   Tuttavia,   la Presidenza della prima Commissione ha  ritenuto  di
  dover  dare  parere contrario ai quattro disegni di legge.  Noi  ci
  siamo  opposti, con il nostro voto contrario, al quarto disegno  di
  legge,  al disegno di legge  Gasparri, Quagliariello, Vizzini',  ma
  non  perché volessimo, in quella sede, entrare nel merito  di  quel
  disegno  di  legge,  ma  perché  volevamo,  con  forza,  avere   la
  possibilità, da relatore di minoranza, in questa occasione di  dire
  all'Aula che se modifica, se riforma dello Statuto vi deve  essere,
  questa  non  può  che partire da quest'Aula, non  può  che  trovare
  l'avvio da un momento di sintesi, di confronto - anche duro, se del
  caso - fra i novanta deputati che siedono a Sala d'Ercole.
   Allora,  signor  Presidente, l'invito che io rivolgo  all'Aula,  a
  questa   Commissione  e  al  suo  Presidente,  ma  soprattutto   al
  Presidente dell'Assemblea, in virtù del fatto che il termine che ci
  ha  determinato  il  Senato  della  Repubblica  non  è  un  termine
  perentorio  ma  ordinatorio, e in virtù,  altresì,  del  fatto  che
  certamente   a  settembre  nell'agenda  del  Senato  non   c'è   la
  discussione di questi disegni di legge e in virtù del fatto  che  è
  necessario,  per quello che abbiamo detto, per dare la paternità  a
  questo  Parlamento  che  vengano valutate prioritariamente  da  noi
  quelle  modifiche  eventuali e, credo, oggi  necessarie  al  nostro
  Statuto,   è  di  permettere  all'Aula  un  ulteriore  momento   di
  riflessione,  prima di entrare nel merito, senza con  questo  voler
  esprimere  alcuna valutazione definitiva, ma solo ed esclusivamente
  per un fatto di metodo, e di determinare l'invio di quattro disegni
  di  legge  alla  Commissione Statuto perché li valuti,  nell'ambito
  dell'iniziativa  che  dovrà prendere in considerazione  l'eventuale
  modifica complessiva dello Statuto siciliano.

   ARICO', presidente della Commissione Statuto. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICO',  presidente della Commissione Statuto. Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi,  mi trovo costretto ad intervenire  in  merito
  alla  possibilità di esitare questi disegni di legge  proposti  dai
  senatori  Peterlini, Pistorio, Oliva, Fleres,  Vizzini  e  Gasparri
  perché, come sappiamo tutti, in questo regime di vacatio brevissima
  della  Commissione Statuto che lei, signor Presidente, insieme  con
  tutta  l'Aula,  ha deciso di rinnovare prorogando  di  dodici  mesi
  l'attività  della  Commissione stessa,   abbiamo  dovuto  convocare
  subito la seduta della Commissione Statuto, sia per la giornata  di
  ieri, martedì, che per oggi, per parlare della questione inerente i
  quattro disegni di legge.
   Al  di là dell'impossibilità di rendere il parere perché i disegni
  di  legge  erano  già iscritti all'ordine del giorno  della  seduta
  odierna  dell'Aula,  ci  siamo  sentiti  in  dovere  di  fare   una
  discussione su questa proposta che ci deriva dal Senato.
   Devo  dire,  signor Presidente, che ho pure messo per iscritto  la
  volontà  della  Commissione, proprio venerdì, quando  fu  approvato
  l'ordine  del giorno, di esercitare la possibilità di esprimere  il
  parere.  Ritengo importante che la questione della  modifica  dello
  Statuto  debba  essere  anche condivisa dalla Commissione  Statuto.
  Ebbi  modo di scrivere anche al Presidente della prima Commissione,
  onorevole  Minardo,  per cercare, comunque, di  fare  una  riunione
  congiunta delle due Commissioni Prima e Statuto; purtroppo,  quando
  è  arrivata  la  mia missiva erano già stati esitati  i  pareri  e,
  quindi,  non  è  stato  possibile fare una riunione  congiunta,  di
  approfondimento.
   Allora,  io  ritengo che all'interno di questi quattro disegni  di
  legge ci siano delle possibilità per la Sicilia, e mi riferisco  in
  particolare  a quella fatta dal senatore Peterlini: la  possibilità
  che  ci  darebbe  questa  proposta di  modifica  dello  Statuto  di
  incardinare   le  modifiche  dello  Statuto  soltanto   se   volute
  dall'Assemblea. Noi ricordiamo perfettamente che l'ultima  modifica
  apportata  allo  Statuto  risale al  2001,  non  fu  condivisa  con
  l'Assemblea,  e  il Parlamento nazionale allora fece  una  modifica
  senza sentire o senza che la proposta venisse fatta dall'Assemblea.
   La  Commissione Statuto, riunitasi anche oggi, ha voluto  prendere
  atto   di   quello   che  succedeva,  ma  vuole  partecipare   alla
  discussione,  vuole partecipare e vuole capire il ruolo  che  dovrà
  avere da oggi fino alla fine della legislatura.
   Quindi,  signor   Presidente,  io ritengo  che,  al  di  là  delle
  motivazioni che hanno spinto la prima Commissione - e che  possiamo
  condividere  perché  sono sicuro che il presidente  Musotto  ed  il
  presidente  Minardo vogliano garantire l'autonomia e la specificità
  dell'Aula  -  sia opportuno sottolineare che riteniamo interessanti
  alcune di queste modifiche.
   Signor   Presidente,   naturalmente  mi  rifarò   alla   decisione
  dell'Aula,    qualora   l'Assemblea   volesse    approfondire    le
  argomentazioni   utilizzando  anche  l'ausilio  della   Commissione
  Statuto.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per
  riferire  all'Aula perché l'onorevole Presidente è stato  informato
  della mia posizione con una nota ufficiale, alla quale lui ha avuto
  la gentilezza di rispondere in maniera molto tempestiva.
   L'occasione  di  questo  dibattito ci deve fare  riflettere  sulla
  necessità  di  coinvolgere l'Assemblea in ordine alle problematiche
  del federalismo. Come voi sapete, la legge andrà a regime fra sette
  anni,  ma  entro  ventiquattro  mesi  verranno  emanati  i  decreti
  delegati.
   Il  Presidente  della Regione Lombardo fa parte della  Commissione
  delle  Regioni  Speciali, istituita nell'ambito  del  rapporto  fra
  Stato  e  Regioni,  e  sarebbe opportuno che l'Assemblea  indicasse
  quali  sono le linee sulle quali imperniare l'azione e la posizione
  della Regione Siciliana.
     Non  può  essere  demandato tutto al Governo.  L'Assemblea  deve
  essere  protagonista anche su un argomento che è  di  straordinaria
  attualità e, da questo punto di vista, si pone anche l'esigenza  di
  mettere mano immediatamente alla riforma dello Statuto perché  quei
  temi non sono in contrasto, anzi sono strettamente collegati.
   Dopo la riforma del 2001, dell'articolo V della Costituzione,  noi
  dovevamo  affrontare  e  adeguare il  nostro  Statuto  alle  mutate
  esigenze  istituzionali nazionali. Non l'abbiamo fatto. Lo dobbiamo
  fare  con  grande  urgenza  anche perché  la  legge  nazionale  sul
  federalismo, come voi sapete, è una legge di princìpi  che  non  ha
  dati  specifici, non ci sono valutazioni sull'impatto che  potrebbe
  avere, soprattutto nei confronti delle regioni più deboli.
   Abbiamo la necessità di ribadire alcuni princìpi, soprattutto  sul
  piano finanziario.
   Secondo  me,  gli  articoli  36, 37 e  38  sono  tre  articoli  di
  straordinaria attualità che non vanno messi in un cantuccio, almeno
  sul piano di quello che volevano significare, ad esempio l'articolo
  38  in  termini  di  solidarietà. L'articolo 37, come  voi  sapete,
  stabilisce che le aziende devono pagare dove producono e  non  dove
  hanno le sedi legali.
   Su questo l'Assemblea deve fare una battaglia.
   Una Assemblea che approva una mozione all'unanimità, che non tiene
  conto  del  fatto che il ministro dell'Economia da  tre  anni  deve
  emanare  il  decreto ma non lo fa, e non inizia  una  vertenza  nei
  confronti  del Governo nazionale è una Assemblea inadempiente.  Non
  si  può  soltanto  impegnare il Governo, occorre una  mobilitazione
  istituzionale da parte delle Commissioni e dell'Assemblea.
   Questi  disegni  di  legge hanno avuto il mio  voto  contrario  in
  Commissione, perché alcuni sono fortemente strumentali in ordine al
  dibattito  che  stiamo vivendo, e quindi noi  non  ci  prestiamo  a
  strumentalizzazioni che provengono da iniziative nazionali,  semmai
  dobbiamo  presentare noi un disegno di legge sulle  incompatibilità
  del  Presidente  e  sulle eventuali conseguenze di  dimissioni  del
  Presidente. Ma deve essere l'Assemblea a legiferare con il  sistema
  della  legge-voto,  e  non il Parlamento  nazionale  che  ci  vuole
  imporre   scelte   più  di  carattere  politico  che   di   rilievo
  istituzionale.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  il  collega
  Barbagallo  ha  già  posto la questione su come  questo  Parlamento
  debba   riappropriarsi  di  una  capacità   di   elaborazione,   di
  innovazione    e    di   modernizzazione   del   nostro    impianto
  costituzionale, che è lo Statuto della nostra Regione. Io mi limito
  a  commentare  e a valutare i disegni di legge oggi  all'esame  del
  Parlamento.
   Esprimo   un  parere  negativo  -  lo  ha  già  detto  l'onorevole
  Barbagallo, e lo confermo - all'insieme dei tre disegni di legge, e
  lo  esprimo sapendo che all'insieme dei disegni di legge il  nostro
  no è un no differenziato.
   Il  famoso  disegno  di legge che tanto ha conquistato  gli  onori
  della  cronaca,  il  disegno  di legge  Gasparri,  Quagliariello  e
  Vizzini, obbliga questo Parlamento, non solo ad esprimersi  con  un
  no,  ma a reagire rispetto alla provocazione, che non ha precedenti
  in   dottrina,   sui   meccanismi  che  regolano   le   istituzioni
  democratiche.
   Qui  non è in discussione, signor Presidente, la possibilità  che,
  per  la verità, già questo Parlamento nella tredicesima legislatura
  aveva  fatto,  con una modifica che fu il frutto  di  una  lunga  e
  complessa  discussione  sul  rapporto tra  l'elezione  diretta  del
  Presidente e le conseguenze delle dimissioni o di altra  causa  del
  Presidente  in  rapporto  al Parlamento e, quindi,  una  disciplina
  diversa che possa in qualche modo differenziare i due organi  -  su
  quello siamo d'accordo che è necessario approfondire e trovare  una
  soluzione.  Ma qui è in discussione un principio che  ha  veramente
  dell'incredibile:  si stabilisce con legge, che  ha  una  procedura
  costituzionale,  che  gli organi assembleari,  nel  caso  specifico
  l'Assemblea  regionale  siciliana,  elegge  l'eventuale  suo  nuovo
  Presidente,  in  caso  di sfiducia al vecchio Presidente,  con  una
  minoranza del Parlamento.
   E'  la  prima  volta  che si assiste nella  dottrina,  parlo  agli
  esperti  di  diritto,  che  le  democrazie  funzionano  secondo  il
  principio  di  minoranza,  e  non  di  maggioranza.  Dire  che   la
  maggioranza della maggioranza può sfiduciare il presidente, e  solo
  questa,  e  contemporaneamente la stessa  deve  indicare  il  nuovo
  presidente  scelto  tra  i  deputati,  significa  che  se  c'è  una
  maggioranza  nella  maggioranza  si  presuppone  che  ci  sia   una
  minoranza  anche  della  maggioranza che,  sommata  alla  minoranza
  formale   del  Parlamento,  teoricamente  può  essere  maggioranza.
  Quindi,  significa  eleggere  un  presidente  di  minoranza  in  un
  Parlamento dove la maggioranza non lo eleggerebbe.
   Inoltre,   saremmo   in   presenza  di  una  prerogativa   inedita
  nell'istituto del diritto parlamentare, ovvero ci sono deputati che
  hanno  maggiori diritti e l'esercizio di diritti attivi  e  passivi
  differenziati  a  secondo  se  si  é  stati  eletti  nella   famosa
  maggioranza o nella minoranza, facendo saltare il principio che  il
  parlamentare  regionale  rappresenta  il  popolo  siciliano  e  non
  rappresenta  né una maggioranza né una minoranza, qui dentro  siamo
  deputati del popolo siciliano.
   L'onorevole Cintola, che è tornato in questo Parlamento, ci  terrà
  lezioni  nelle  prossime settimane  ogni volta  che  parlerà  della
  Sicilia,  perché mi ricordo che lui citava sempre la  Sicilia  e  i
  siciliani, differenziando le due cose: lo uso a pretesto  per  dire
  che siamo in presenza di un fatto che non ha precedenti.
   Allora,  qui  non  basta  dire un no. Io  chiedo  che  i  colleghi
  parlamentari  esponenti dello stesso partito  del  PDL,  da  questo
  podio,  reagiscano all'offesa che è stata compiuta da deputati  che
  non  meritano di sedere nei banchi del Parlamento quando presentano
  disegni di legge di questo tipo, a partire dalla vergognosa  figura
  del  Presidente della Commissione Affari costituzionali del  Senato
  della Repubblica. Solo l'ignoranza istituzionale può portare  a  un
  livello di offesa e di provocazione che non ha precedenti
   Quindi a questo no gridato, dò un no anche motivato sul piano  del
  principio
   Nel  2001 fu fatta una modifica, secondo me in un Parlamento  che,
  in   nome  della  legge-voto  che  introdusse  l'elezione  diretta,
  comportò  l'assunzione  di una prerogativa,  tutta  del  Parlamento
  nazionale,  che  ha  violato  il princìpio  pattizio  del  rapporto
  statutario  tra  la Sicilia e lo Stato, introducendo  quella  norma
  vergognosa che tutto pensavamo tranne che potesse essere utilizzata
  da un deputato, che consente alla Sicilia - questo è il paradosso -
  ,  la Regione più a statuto speciale, più autonoma rispetto a tutte
  le  regioni, sicuramente a quelle ordinarie, ma anche rispetto agli
  ordinamenti  delle  regioni  a statuto speciale  e  delle  province
  autonome del nostro Paese, di essere l'unica regione dove il potere
  di  modifica del Parlamento non è del Parlamento stesso, ma  è  del
  Parlamento nazionale.
   Signor  Presidente, noi viviamo un paradosso: le Regioni a statuto
  ordinario   già   oggi,  con  legge,  seppure  con  una   procedura
  rafforzata,  possono modificare i propri statuti, sono  le  Regioni
  che   disciplinano   e  autodisciplinano  il  proprio   ordinamento
  nell'ambito delle istituzioni in cui operano.
   Invece la Sicilia, per modificare il proprio Statuto, deve seguire
  non solo una procedura di natura costituzionale - su questo ritengo
  che  dobbiamo  difendere  il  principio costituzionale  del  nostro
  Statuto,  e quindi la complessità anche della procedura di modifica
  -,  ma  il  paradosso  è  che il principio  di  modifica,  cioè  la
  proposizione della modifica, non attiene al Parlamento siciliano ma
  al Parlamento nazionale, che nell'eventuale recepimento o meno apre
  un negoziato con la Regione.
   Ecco  perché  mi  dichiaro contrario a tutti e tre  i  disegni  di
  legge,  perché anche gli altri due si muovono in una logica, seppur
  mitigata,  ma  in cui, di fatto, il potere di proposizione  è  solo
  virtuale da parte della Sicilia come regione a statuto speciale.
   Noi  abbiamo bisogno di modificare quella norma che è prevista dal
  nostro Statuto, e che è norma costituzionale, e dobbiamo farlo  con
  una legge nostra.
   La  Commissione  Statuto, come diceva l'onorevole  Barbagallo,  si
  adoperi  perché il primo provvedimento - ancor prima di  affrontare
  il  tema  della  riforma  generale - che  si  possa  depositare  in
  quest'Aula  a  partire  dalla ripresa  autunnale  dopo  le  vacanze
  estive, sia proprio questa questione, e non tanto cosa fare in caso
  di  dimissioni  o  se  sfiduciare il  Presidente,  ma  a  chi  deve
  competere  la capacità di proposta di modifica dello Statuto  della
  nostra  Regione ed aprire su questo una sfida istituzionale,  anche
  con  quegli  ignoranti  che hanno cercato, con  questo  disegno  di
  legge,  di cancellare sessanta anni di Autonomia regionale  con  un
  colpo di penna.
   La  cosa più grave è che tra i firmatari vi sia anche un siciliano
  che,  certamente,  non fa onore al suo prestigio ed  alla  funzione
  parlamentare che svolge presso il Senato della Repubblica.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, dal Presidente della  Commissione
  Statuto  e  anche dal relatore di minoranza vi è una  richiesta  di
  invio  in  Commissione Statuto delle quattro proposte  legislative.
  C'è,  quindi,  una proposta del relatore di maggioranza  che  è  di
  parere negativo, una proposta del relatore di minoranza di invio in
  Commissione Statuto ed una proposta formale da parte del Presidente
  della   Commissione  Statuto  di  invio  dei   disegni   di   legge
  costituzionale  alla Commissione medesima per poter esprimere,  nei
  tempi  consentiti dal Regolamento, un parere che sia frutto  di  un
  ragionamento più approfondito.

   MUSOTTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSOTTO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   credo   che
  l'appassionato, preparato intervento dell'onorevole Cracolici abbia
  sottolineato   anche  il  merito  di  questi   disegni   di   legge
  evidenziando   l'assoluta  impossibilità,  da   parte   di   questo
  Parlamento, di potersi esprimere positivamente su ciò che il Senato
  della Repubblica ci ha inviato e di fronte al quale noi abbiamo  un
  obbligo  preciso,  normato, di esprimere un parere  entro  sessanta
  giorni.
   La proposta di rinvio alla Commissione Statuto, secondo me, non ha
  alcun  valore  e  non trova riscontri in alcuna  norma  del  nostro
  Statuto,   del   nostro   Regolamento  e   neanche   della   nostra
  consuetudine.
   La  Commissione Statuto è una Commissione straordinaria che ha  un
  suo  percorso limitato e una sua precipua ragione di essere, che  è
  quella  di dare input a delle norme che vanno a riformare il nostro
  Statuto, la nostra base costituzionale rispetto alle esigenze della
  società.
   Quindi,  non  ha  alcun rilievo, alcun risalto, la  necessità  non
  trova   alcun  riscontro  per  poter  consentire  il  rinvio   alla
  Commissione Statuto.
   La   Commissione  Statuto  deve  dare  l'input  di  inizio  a  dei
  procedimenti  legislativi che riguardano la riforma dello  Statuto,
  non  altro.  Non  deve esprimere parere perché il  parere  lo  deve
  esprime  solo  ed  esclusivamente la prima Commissione,  così  come
  previsto  e  come richiesto dalla legge e, quindi, qualsiasi  altra
  richiesta a me sembra assolutamente ultronea e inutile.
   Noi  siamo contrari. Ma anche il differire il termine di  sessanta
  giorni  potrebbe  essere inteso dal Senato come un silenzio-assenso
  o,  nella  migliore  delle ipotesi, come una  nostra  negligenza  e
  incapacità di esprimere un parere.
   Signor Presidente, credo che noi abbiamo soltanto la necessità  di
  votare rispetto a questi disegni di legge e di votare perché,  così
  come previsto dalla norma costituzionale e, come ritengo, anche  da
  ragioni politiche che ci impongono di determinare un parere.
   Il  rinvio  alla  Commissione Statuto non trova alcun  fondamento,
  alcuna   motivazione  e,  soprattutto,  alcuna  necessità.  Quindi,
  insisto  affinché la Presidenza voglia procedere  a  far  esprimere
  l'Aula attraverso un voto.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Musotto, prendiamo  atto  del  suo  parere
  contrario   alla  proposta  dell'onorevole  Aricò  di   rinvio   in
  Commissione Statuto.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   anche   se
  l'argomento  può  sembrare, in un momento  di  calura  estiva,  non
  raggiungere gli apici degli interessi dell'Aula, voglio  richiamare
  un  po'  tutti  a  riflettere sul fatto che stiamo  discutendo  del
  nostro  Statuto, della nostra specialità e, cioè, di una  norma  di
  rango  costituzionale che ci differenzia in maniera forte  rispetto
  alle  altre regioni, e quindi si tratta di una materia sulla  quale
  la discussione o l'approfondimento non sono mai eccessivi.
   Voglio  ricordare a quest'Aula che, nella tredicesima legislatura,
  con  la  Presidenza del defunto onorevole Vincenzo Leanza ed  anche
  dell'onorevole Capodicasa, questo Parlamento ha lavorato per  oltre
  due  anni ad un testo di riforma dello Statuto approfondendo  molto
  le questioni ed esitando, alla fine, un testo molto equilibrato che
  trattava  argomenti  che  hanno  una  grandissima  rilevanza,   una
  grandissima   refluenza  e  ricaduta  sulla   vita   normativa   ed
  istituzionale  della  Regione  stessa  e,  che  per   ciò   stesso,
  necessitano di avere un approfondimento.
   Ora,  sarebbe  veramente  paradossale che,  dopo  avere  rinnovato
  qualche  giorno  fa,  da  parte di questo Parlamento  e  di  questa
  Presidenza,  su richiesta dei capigruppo dei partiti di maggioranza
  e  di  opposizione, la Commissione Statuto, Commissione che  esiste
  solo ed esclusivamente in funzione della riforma dello Statuto, poi
  -  prima  di me ha parlato il relatore di maggioranza - si proponga
  di  non  permettere alla Commissione Statuto di esaminare i disegni
  di legge per cui la Commissione stessa è stata creata. Una follia
   Ma,  siccome  ritengo che questo Parlamento di  tutto  può  essere
  accusato  tranne  che di follia, considerato  che  è  certo  che  i
  termini  non sono perentori e posto che il Parlamento nazionale  ha
  chiuso  i  suoi lavori, come farà a breve il Parlamento  regionale,
  soltanto  in  autunno il Parlamento nazionale  potrà  esaminare  ed
  eventualmente  deliberare  la proposta  motivata  che  verrà  dalla
  Regione Sicilia.
   Signor  Presidente, per non contraddire la sua decisione, per  non
  contraddire la richiesta del Parlamento solo di qualche giorno  fa,
  per le ragioni che ho detto, cioè che si tratta di un provvedimento
  da  non prendere a cuor leggero, forse la richiesta di rinviare  in
  Commissione Statuto questi disegni di legge, come avviene per altri
  casi, è stata motivata male.
   Qui  non si chiede di rinviare in Commissione per prendere  tempo.
  Qui  si  chiede  che la Commissione Statuto, anche  la  Commissione
  Statuto che è nata per questo, abbia la possibilità di esprimere il
  parere.  Un parere che non è detto che sia in contrasto con  quello
  espresso  dalla  prima  Commissione,  perché  non  è  interesse  di
  nessuno,  qui  scindiamo  gli  interessi  di  parte,  siamo   tutti
  parlamentari della Regione siciliana e abbiamo tutti  a  cuore  che
  non ci siano prevaricazioni da parte del Parlamento nazionale o  di
  chicchessia su quella che è la prerogativa costituzionale di questo
  Parlamento.  Quindi,  siamo  d'accordo e  favorevoli  a   stoppare'
  tentativi  che  possano espropriare in qualche modo la  specificità
  della prerogativa siciliana.
   Ma   non   facciamo   papocchi  istituzionali.  Consentiamo   alla
  Commissione Statuto di esaminare i disegni di legge, anche perché è
  nata  per questo; dopo di che il Parlamento darà un parere motivato
  consequenziale.
   Signor  Presidente,  ricordo  che in recenti  legislature,  quella
  Commissione   Statuto,  con  gli  onorevoli   Vincenzo   Leanza   e
  Capodicasa, ha lavorato per oltre due anni.
   Qui  si  chiede solo un approfondimento di otto, dieci giorni.  E,
  comunque, alla ripresa si dovrà dare il parere sia qui che a Roma.

   CORDARO,  relatore di minoranza del disegno di legge n. A.S.  1597
  (n. 4/I). Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,  relatore di minoranza del disegno di legge n. A.S.  1597
  (n. 4/I).  Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo brevemente
  la  vostra  attenzione perché la richiesta di  rinvio  dei  quattro
  disegni  di legge alla Commissione Statuto per il parere  è,  oltre
  che corretta, anche una richiesta di buon senso.
   In  prima Commissione è successo qualcosa che ha dell'incredibile,
  ed  ha  dell'incredibile perché qualcuno ha avuto la   fregola'  di
  voler dare i pareri per forza, a tutti i costi ed immediatamente.
   Ora,  io  posso  anche  capire che gli  amici  del  PDL  in  prima
  Commissione   abbiano   votato   contro   il   disegno   di   legge
  Quagliariello,   Gasparri,  Vizzini.  Non  lo   condivido,   signor
  Presidente,  ma  lo posso capire:  tempi che sono' direbbe  qualche
  uomo antico.
   Posso  anche capire che la prima Commissione dia parere  contrario
  al  disegno  di legge Peterlini, che, di fatto, vuole togliere  una
  prerogativa al Parlamento siciliano.
   Ma  non  comprendo  perché il presidente della prima  Commissione,
  onorevole  Minardo,  si sia battuto per dare  parere  contrario  al
  disegno  di legge costituzionale Oliva-Pistorio, che sono  del  suo
  partito  e  che,  con  quel disegno di legge,  mirano  a  dare  una
  prerogativa in più alla Regione siciliana.
   Signor  Presidente, il disegno di legge Oliva-Pistorio, che  è  un
  buon  disegno  di  legge  nell'interesse della  Regione  siciliana,
  prevede  che, decorso il termine per dare il parere senza  che  sia
  stato  deliberato  l'assenso, pur tuttavia le  Camere  non  possono
  approvare le leggi costituzionali.
   Questo  disegno  di  legge  ci dà una  prerogativa  che  oggi  non
  abbiamo.
   Ebbene, la  prima Commissione ha votato contro
   Onorevoli  colleghi, ripeto, non possiamo fare  un  papocchio  per
  premura. Non accade nulla se approfondiamo questi disegni di  legge
  in   Commissione   Statuto  perché  ritengo   che,   nell'interesse
  dell'Assemblea regionale, vi sia almeno uno dei pareri espressi che
  possa  essere  correttamente  modificato  nell'esclusivo  interesse
  della Regione.

   MARROCCO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARROCCO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   mi   corre
  l'obbligo   di   intervenire,  anche  e   soprattutto   a   seguito
  dell'intervento  dell'onorevole Cordaro, per  chiarire  ciò  che  è
  accaduto in prima Commissione, della quale sono componente e  nella
  quale - dovrebbe ricordare bene l'onorevole Cordaro, al di là delle
  ironie  che  servono anche all'interno di un dibattito -  prima  di
  ogni disegno di legge, ricordo il n. A.S. 41, il n. A.S. 965, il n.
  A.S. 1597, la dichiarazione di voto, non solo del sottoscritto,  ma
  di  molti  altri colleghi in Commissione, è stata orientata  ad  un
  principio  fondamentale  che era legato alla  nostra  appartenenza,
  prima  ancora  territoriale e come deputati  di  questa  Regione  a
  Statuto  speciale,  prima  ancora che  appartenenza  partitica,  la
  necessità  di  recuperare ciò che si è perso in tutti questi  anni,
  ossia la possibilità di avviare finalmente una revisione del nostro
  Statuto  che  parta proprio, anzi direi in maniera  principale,  da
  quest'Aula parlamentare.
   Allora,  le  dichiarazioni  di  voto  in  Commissione  sono  state
  orientate  proprio a questo principio, ossia di non  voler  entrare
  nel  merito  dei  disegni di legge, molti dei  quali  -  così  come
  ricordava  lo  stesso  onorevole  Cordaro  -  introducono,  possono
  introdurre elementi importanti di riflessione e di confronto  sulla
  revisione dello Statuto.
   Pertanto, in questo senso sento l'obbligo di rivolgere l'invito al
  presidente  della  Commissione  Statuto  a  ritirare  la  richiesta
  formulata  poco  fa,  pur  comprendendo la  bontà  della  richiesta
  stessa,  affinché  la  Commissione Statuto, invece  di  avviare  un
  confronto  su  questi  disegni di legge e quindi  di  esprimere  un
  parere   su   di  essi,  cominci  da  subito  un'ampia  riflessione
  attraverso l'esame degli altri disegni di legge, già depositati  in
  Commissione, affinché anche gli aspetti proposti in quei disegni di
  legge possano trovare accoglimento e perché finalmente questa  Aula
  parlamentare recuperi la propria dignità, legata alla  necessità  e
  all'autorevolezza  di volere, una volta e per tutte,  legiferare  e
  proporre autonomamente ciò che va modificato nell'attuale Statuto.
   Questo  era  il  principio al quale ci siamo orientati,  questo  è
  l'obiettivo di bontà al quale dobbiamo orientare la nostra attività
  parlamentare  per recuperare proprio quella dignità  di  regione  a
  Statuto  speciale  che, forse, certa classe  dirigente,  nel  corso
  degli  ultimi  decenni, non ha voluto portare  avanti  cercando  di
  mantenere,  e in qualche modo rispettare, anche gli articoli  dello
  Statuto  stesso. Molte parti dello Statuto la maggior  parte  delle
  volte non sono state neanche applicate.
   Allora,   su  questo  dobbiamo  riflettere,  su  questo   dobbiamo
  confrontarci. E io penso che questa legislatura, signor Presidente,
  abbia  le  carte  in regola per poter rimanere nella  storia  della
  Sicilia.  Lo  ha già dimostrato in questo primo anno  di  lavoro  e
  penso  che  lo  possa fare attraverso un confronto  serrato,  anche
  fatto  di  dialettica forte e di confronto aspro, ma  che  porti  a
  termine una revisione importante dello Statuto siciliano.

   ARICO', presidente della Commissione Statuto. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICO',  presidente della Commissione Statuto. Signor  Presidente,
  onorevoli   colleghi,  se  fossi  stato  componente   della   prima
  Commissione possibilmente avrei dato parere contrario  su  tutti  e
  quattro   i   disegni  di  legge  costituzionali   per   preservare
  l'autonomia dell'Assemblea nella proposizione dei disegni di  legge
  per  la  modifica dello Statuto. Purtroppo, non faccio parte  della
  prima Commissione, sono componente della Commissione Statuto.
   Bisogna  decidere  se deve passare il principio secondo  il  quale
  tutti  i  disegni  di  leggi predisposti dal  Parlamento  nazionale
  devono essere bocciati da questa Assemblea regionale.
   Al  riguardo,  posso essere anche favorevole,  ma  si  verrebbe  a
  creare  un  precedente.  E  condivido  la  proposta  dell'onorevole
  Musotto e del presidente Minardo che, non entrando nel merito delle
  quattro  proposte,  hanno deciso di dare parere contrario  soltanto
  perché  proposte  da  un  organo non  assembleare,  dal  Parlamento
  nazionale.
   Signor  Presidente,  in  qualità di presidente  della  Commissione
  Statuto  devo  capire cosa quest'Aula si aspetta da me.  Se  ci  si
  aspetta che io sia soggetto promotore di iniziative per la modifica
  dello  Statuto  o  che  dia anche  pareri in funzione  a  modifiche
  presentate  dal  Senato, come in questo caso, o  dalla  Camera  dei
  deputati, comunque non dal Parlamento regionale.
   Allora,  signor Presidente, se c'è la volontà di dare oggi  parere
  contrario, ma passa il principio che si dà sempre parere  contrario
  a  tutti  i  disegni di modifica di Statuto che non  passano  dalla
  decisione o dalla proposizione dell'Assemblea regionale, questo  mi
  troverebbe favorevole.
   Però,  dobbiamo capire cosa ne pensa l'Aula. In quel caso,  potrei
  anche  decidere di ritirare la proposta di rinvio alla  Commissione
  Statuto e vorrei capire anche cosa pensa il Governo al riguardo.

   PRESIDENTE. Onorevole Aricò, in questa fase dobbiamo semplicemente
  decidere  se  inviare  questi disegni  di  legge  alla  Commissione
  Statuto.  Un  dibattito  futuro potremo affrontarlo,  ma  in  altri
  tempi, e certo non in questo momento.
   Onorevole Aricò, mantiene la proposta di invio in Commissione?

   ARICO', presidente della Commissione Statuto. Sì, per me va bene.

     Votazione della proposta di invio in Commissione Statuto dei
  disegni di legge costituzionali concernenti modifiche dello Statuto
                             della Regione

   PRESIDENTE.    Si   procede   alla   votazione   della    proposta
  dell'onorevole Aricò di invio in Commissione Statuto dei disegni di
  legge  costituzionali  concernenti modifiche  dello  Statuto  della
  Regione.
    Chi è favorevole si alzi; chi è contrario rimanga seduto.

                            (E' approvata)

                           (Brusìo in Aula)

   CRACOLICI.   Chiedo   la  riprova  della   votazione,   ai   sensi
  dell'articolo 128 del Regolamento interno.

   Presidenza del Presidente Cascio

   Presidenza del Vicepresidente Formica


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Federico ha chiesto  congedo
  per oggi, 29 luglio 2009.

   L'Assemblea ne prende atto.

   AS 1597;

   Presidenza del Presidente Cascio

   Presidenza del Vicepresidente Formica


    Riprova della votazione della proposta di invio in Commissione
   Statuto dei disegni di legge costituzionali concernenti modifiche
                      dello Statuto della Regione

   PRESIDENTE. Si procede alla riprova della votazione sulla proposta
  dell'onorevole Aricò di invio in Commissione Statuto dei disegni di
  legge  costituzionali  concernenti modifiche  dello  Statuto  della
  Regione.
   Si  vota  con  votazione palese semplice. Chiarisco il significato
  del  voto:  chi è favorevole all'invio in Commissione Statuto  voti
  verde; chi è contrario voti  rosso; chi si astiene voti bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.
                           (Non è approvata)

   Onorevoli colleghi, a questo punto, non essendo stata approvata la
  proposta   di   invio   in   Commissione   Statuto,   si    procede
  all'espressione   dei   pareri  sui  quattro   disegni   di   legge
  costituzionali.  Il Parlamento deve esprimere quattro voti.

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARDIZZONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  in   questo
  momento   si   è   registrato   un   grave   vulnus   all'autonomia
  dell'Assemblea  regionale  siciliana.  A  me  dispiace  non  essere
  intervenuto  prima, rispettoso delle indicazioni della  Presidenza.
  Ma  vorrei ricordare ai parlamentari presenti in Aula che  facevano
  parte della tredicesima legislatura che, a differenza di quello che
  si è detto, già una volta quest'Assemblea si è trovata ad esaminare
  un disegno di legge di modica dello Statuto.
   Allora  presidente  della prima Commissione era  il  sottoscritto,
  presidente  della  Commissione Statuto era il  compianto  onorevole
  Vincenzo  Leanza. Si sono svolte due relazioni, una del  presidente
  della Commissione Statuto ed una del sottoscritto.
   A  mio  avviso,  la proposta dell'onorevole Aricò non  si  sarebbe
  dovuta  neanche  porre  in  votazione perché,  tutto  sommato,  era
  naturale  che  si  pronunciasse la Commissione  Statuto.  Peraltro,
  ritengo  che  l'Assemblea  dimostri  un  fare  contraddittorio  dal
  momento  che, solo qualche giorno fa, ha proposto, giustamente,  il
  mantenimento della Commissione Statuto e oggi, invece,  spoglia  la
  stessa Commissione Statuto di prerogative che le competono.
   Nonostante  io appartenga al Gruppo parlamentare UDC, ho  profonde
  riserve sui quattro disegni di legge costituzionali, in particolare
  per le modalità di presentazione.
   La  Commissione  Statuto avrebbe avuto il dovere di  pronunciarsi,
  così come ha fatto nel passato. Se è stato detto in quest'Aula,  io
  spero  di  no  - ero assente e ne faccio ammenda - che non  c'erano
  precedenti,  non  è assolutamente così. Si rileggano  gli  atti  di
  questo Parlamento, ne è testimone il dottore Di Bella  Alla luce di
  ciò,   chiedo,  se possibile, che si riveda questa  posizione   Era
  relatore l'onorevole Vincenzo Leanza, era relatore il sottoscritto
   Così  facendo, noi abbiamo spogliato la Commissione Statuto  delle
  sue  competenze  Pertanto ritengo opportuno fermarsi  e  riflettere
  sulla  sopravvivenza della Commissione Statuto e, poi, rinviare  il
  discorso  al parere da dare sui singoli atti. Mi rimetto  alla  sua
  volontà, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  Onorevole Ardizzone, al di là dei precedenti  storici
  che, ovviamente, non possiamo far finta di non conoscere, l'Aula si
  è espressa sulla proposta del presidente della Commissione Statuto,
  per  cui  lei sa meglio di me che su un voto palese del  Parlamento
  non c'è una determinazione alternativa.
   Detto  questo, come correttamente ha fatto presente il  presidente
  della Commissione Statuto nel suo intervento, la Commissione stessa
  può attivarsi, per le materie di sua competenza, in due modi: dando
  parere  su  proposte  che  pervengano  da  organismi  superiori   o
  elaborando essa stessa delle proposte di modifica.
   Il  parere  che  oggi,  qualunque esso sia, positivo  o  negativo,
  l'Aula legittimamente vorrà esprimere sui quattro disegni di  legge
  costituzionali  che  provengono dal  Senato  non  impedirà  che  la
  Commissione  Statuto,  fin  da domani  mattina  -  anzi,  questa  è
  l'esortazione che la Presidenza rivolge alla Commissione Statuto -,
  metta  mano a modifiche che prevedano una riforma complessiva dello
  Statuto, al di là di quelle riportate in questi quattro disegni  di
  legge.
   Non  ne  farei un caso diplomatico, in quanto mi pare che non  sia
  successo  nulla di trascendentale. Detto questo, pongo in votazione
  la  proposta  di  parere  sul disegno di legge  costituzionale  del
  Senato n. A.S. 41 (n.1/I).

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ho  l'obbligo  di
  motivare  il  non voto del Gruppo parlamentare UDC e, quindi,  sono
  costretto  a  far perdere all'Aula qualche momento per giustificare
  la  posizione  di  non voto, che non significa astensione,  ma  non
  partecipazione  ai  lavori  d'Aula. Questa  posizione  nasce  dalla
  considerazione che al Gruppo dell'UDC non sono piaciuti per  niente
  tutti  i  comportamenti che su questa materia specifica sono  stati
  tenuti in Commissione e, mi dispiace dirlo, anche in Aula.
   Mi  spiego:  c'è  un  livello politico e un livello  istituzionale
  sulla materia che stiamo trattando.
   Il  livello politico. Non capisco, e continuo a non capire, perché
  alcuni  disegni di legge provenienti dal Senato - e  che  nei  mesi
  scorsi  sono  stati per un verso invocati da una  parte  di  questo
  Parlamento  e  poi  lodati  perché facevano  parte  di  un  momento
  politico di contrattazione politica con il presidente della Regione
  Lombardo  -, nel momento in cui sono stati presentati in  Senato  e
  hanno  cominciato il loro iter in Commissione al Senato, sono stati
  esaltati  e accolti con grande giubilo da una parte consistente  di
  questo  Parlamento; oggi, quella stessa parte politica, chiariti  i
  rapporti   politici,   senza   una  valida   motivazione   politica
  istituzionale vota contro quegli stessi disegni di legge del Senato
  sia in Commissione che in Aula.
   Io  credo  che  questo non sia un comportamento  coerente  e  sia,
  invece, un comportamento da stigmatizzare sul piano della posizione
  politica di questi gruppi politici e della coerenza politica.
   L'UDC - e vado all'aspetto istituzionale della vicenda - condivide
  la  decisione di abbandonare l'Aula e di non partecipare al voto di
  questi quattro pareri.
   Avrei   capito   la   motivazione  di  un  voto   contrario   alla
  rivendicazione, questa sì giusta, dell'autonomia e del prestigio di
  questo Parlamento, ma con la conseguenza di investire della vicenda
  la  Commissione  Statuto,  che, a questo  punto,  io  chiedo  venga
  nuovamente  sciolta perché il Parlamento, con  il  voto  di  questa
  sera,  l'ha completamente svuotata di contenuto, con spese  enormi.
  Mi  dispiace che i membri della Commissione Statuto non siano stati
  coerenti nel difendere le loro prerogative.
   Se  la  motivazione  fosse  stata  quella  di  votare  contro  per
  riaffidare  ai  lavori di questo Parlamento il  parere  che  andava
  comparato  con  il  lavoro che è stato già fatto dalla  Commissione
  Statuto  nella precedente legislatura, e in questa legislatura,  lo
  avrei capito.
   Ma  un  voto  acritico  di bocciatura dei  pareri  è  soltanto  un
  risvolto  politico di bassa politica, di decadenza  politica,  dopo
  che  si  sono trovati gli equilibri per il nuovo governo  Lombardo;
  cosa  che  l'UDC  non intende accettare, cosa che  l'UDC  denunzia.
  Motivo   per  cui  i  deputati  dell'UDC  abbandonano  l'Aula   non
  intendendo partecipare a questa farsa di voto.

                 Presidenza del Vicepresidente Formica

   CINTOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CINTOLA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  solo
  per  dichiarare, per oggi e per l'avvenire, che una cosa  non  farò
  mai: disertare l'Aula e chiedere la verifica del numero legale.  Ho
  condannato  nei  dodici anni e mezzo che sono stato in  quest'Aula,
  sia  quando  difendevo i governi di centro-sinistra sia  quando  ho
  difeso quelli di centro-destra, coloro i quali si assentavano.
   Pertanto oggi dichiaro, anche per l'avvenire, che non mi assenterò
  mai  in occasione di richieste di numero legale e, se sarò in Aula,
  resterò in Aula.
   Aggiungo che mi sovviene di un emendamento presentato, molto tempo
  fa,  dall'allora deputato regionale onorevole Turano, nel quale  si
  prevedeva  che, se il Presidente della Regione si fosse  dimesso  o
  fosse  stato  impedito, sarebbe succeduto il  vicepresidente  della
  Regione. Ricordo quello che successe allora in Aula, e io  fui  tra
  coloro i quali, più di tutti, gridarono ad uno scandalo vergognoso.
   Oggi,  anche  se  il mio partito e il mio gruppo parlamentare,  al
  quale  da  qui  a qualche giorno aderirò, dovessero portare  avanti
  battaglie di questo genere, io mi sento legato più a quello che  ho
  fatto  in  passato,  cosciente e presente  Cuffaro  in  quest'Aula,
  piuttosto  che  a fatti che contraddicono quanto in Aula  avemmo  a
  dire con la maggioranza di allora.

   ADAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   la   legge
  sull'elezione  diretta del sindaco, del presidente di  provincia  e
  del presidente della regione è una delle poche leggi che, in questi
  anni,  hanno  dato  dignità alla politica e  ci  hanno  portato  il
  rispetto e l'approvazione dei cittadini.
   Metterla  in  discussione per una questione di contrasti  interni,
  che  tutti noi viviamo e subiamo, è veramente assurdo. Noi dobbiamo
  bocciare   questa  proposta,  che  è  una  provocazione   e   nasce
  semplicemente da una battaglia interna a correnti politiche.
   Rivolgo  un  invito all'onorevole Maira, che stimo  moltissimo,  e
  all'UDC a restare in Aula e a bocciare questo disegno di legge, che
  è semplicemente una provocazione.
   Non  possiamo  rimettere  in  discussione  l'elezione  diretta  di
  sindaci, di presidenti di provincia e del presidente della Regione,
  che ha dato dignità al popolo siciliano permettendogli di scegliere
  un programma politico e una persona a cui affidarlo.
   Veramente  è  un appello accorato perché siamo tutti  stanchi,  ma
  soprattutto  il popolo siciliano è stanco di cose e  decisioni  che
  non  comprende.  Su  questo,  penso che  dobbiamo  essere  uniti  e
  compatti.  Non può arrivare dal Parlamento siciliano  un  messaggio
  così deprimente.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.   Ne  ha  facoltà.  Non  si  può  negare   la   parola
  all'onorevole Cracolici.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, lei non può negare  la  parola  ai
  deputati  perché il numero legale si chiede al momento del  voto  e
  quando andremo al voto ci sarà la verifica del numero legale.
   Io  devo  dire  che  capisco le logiche  della  politica,  non  mi
  scandalizzano,  è  giusto usare gli strumenti che  in  politica  si
  ritengono più opportuni.
   Ma   qui non stiamo discutendo di un disegno di legge dove c'è una
  maggioranza   e   una  minoranza.  Di  questi  disegni   di   legge
  costituzionali, alcuni - come ho detto poc'anzi - sono molto gravi,
  perché    li   considero   una   provocazione   per   l'ordinamento
  autonomistico che, pur con tutte le modifiche intervenute, vige  da
  sessant'anni;  altri disegni di legge, pur cercando di  modificare,
  in  senso  migliorativo in alcuni casi, il famoso articolo  41  ter
  dello Statuto, a mio avviso fanno venire meno un princìpio che - lo
  dico  al presidente della Commissione Statuto e anche al presidente
  della  prima Commissione - è la capacità di modifica da  parte  del
  Parlamento  siciliano di proposizione di modifica da sottoporre  al
  Parlamento nazionale, innanzitutto del 41 ter. E rinnovo  l'appello
  alla  Commissione Statuto di elaborare al più presto un  testo  per
  consentire,  alla  ripresa  autunnale,  una  proposta  unanime  del
  Parlamento - almeno me lo auguro - di rivendicare il principio  che
  le  modifiche  statutarie sono una prerogativa  che  deve  spettare
  all'iniziativa  del  Parlamento siciliano - e  non  del  Parlamento
  nazionale o del Governo nazionale -, al quale spetta la capacità di
  proposizione  e  poi sottopone al parere, al di là se  poi  diventa
  vincolante o meno, della Regione siciliana.
    Ma qui non dimentichiamo la ragione per la quale, principalmente,
  oggi  siamo  chiamati  ad esprimere un parere:  si  chiede  con  un
  disegno di legge, ripeto, che non ha precedenti nella dottrina,  di
  modificare i princìpi sacri della democrazia.
   La  democrazia si fonda su un principio sacro: c'è una maggioranza
  e  c'è  una  minoranza.  Non  ci  può  essere  una  democrazia  che
  stabilisce che una minoranza è maggioranza. Questo è il punto
   Io  credo  che  la prima cosa che questo Parlamento  deve  fare  è
  difendere l'istituzione, non importa da che parte viene. Credo  che
  noi dobbiamo provare a dire un  no' unanime.
   Attenzione,  oggi  si gioca per una vicenda politica,  domani  può
  avvenire   per   un'altra   vicenda.  Se  si   creano   precedenti,
  ricordiamoci che i precedenti fanno la giurisprudenza.
   Ecco  perché rivolgo un appello ai colleghi dell'UDC, ai  colleghi
  del  PDL, ai colleghi del MPA, ai miei colleghi del PD di rigettare
  la proposta all'unanimità, e non perché non ci sia un problema.
   Il problema c'è e, innanzitutto, lo dico alla Commissione Statuto:
  noi  avevamo  già non solo proposto una modifica di  insieme  dello
  Statuto  regionale nella tredicesima legislatura, proposta che  può
  essere   migliorata,  rivista;  ma,  sul  punto   specifico   delle
  dimissioni del Presidente - voglio essere molto franco e fuori  dai
  denti  - io ricordo che, quando si provò ad affrontare questo  tema
  in  quest'Aula, sono saltati i nervi perché allora si  pensava  che
  affrontare  il tema di distinguere la vita politica del  Presidente
  da  quella  del  Parlamento fosse considerato  quasi  una  sfiducia
  preventiva  nei  confronti  di un Presidente  che  era  dentro  una
  vicenda giudiziaria. E si disse che non bisognava affrontare questo
  argomento  perché il Parlamento, attraverso quella vicenda,  voleva
  anticipare una sentenza. Allora non dobbiamo fare gli ipocriti,  il
  tema c'è e va gestito, va affrontato.
   Una  cosa,  quindi, è che il Parlamento affronti autonomamente  la
  propria  organizzazione  della vita democratica,  amministrativa  e
  istituzionale,  altra  cosa  è  che  l'iniziativa  delle  modifiche
  statutarie   attenga  all'onorevole  Bossi.  Infatti,  questo   può
  succedere.
   L'articolo  41  ter consente all'onorevole Bossi  di  cambiare  le
  regole dello Statuto siciliano
   Ecco  perché  abbiamo il dovere di dire un no forte  e   chiaro  a
  difesa del Parlamento e della Sicilia.

                Richiesta di verifica del numero legale

   DINA. Signor Presidente, chiedo la verifica del numero legale.

     (Alla richiesta si associano gli onorevoli Cascio Salvatore,
                     Fagone, Lo Giudice e Ragusa)

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,  invito  gli onorevoli deputati a  registrare  la  loro
  presenza con la scheda di votazione.
   Chiarisco  le  modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla votazione)

   Sono   presenti:   Adamo,   Ammatuna,  Apprendi,   Arena,   Aricò,
  Barbagallo,  Bonomo, Bosco, Bufardeci, Campagna,  Cintola,  Corona,
  Cracolici, Cristaudo, D'Agostino, D'Antoni, D'Asero, De Benedictis,
  Di  Benedetto,  Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro,  Greco,  Incardona,
  Laccoto,  Leanza  Nicola, Leontini, Marinello, Marrocco,  Marziano,
  Mattarella, Minardo, Mineo, Musotto, Nicotra, Panarello, Panepinto,
  Picciolo, Pogliese, Scammacca, Scilla e Termine.

   Sono  in congedo: Buzzanca, Caronia, Colianni, Donegani, Federico,
  Ferrara,  Gennuso, Gucciardi, Lentini, Marinese, Raia,  Ruggirello,
  Scoma, Speziale, Torregrossa.

   Dichiaro chiusa la verifica.
                       Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti            48

                   (L'Assemblea è in numero legale)

        Votazione della proposta di parere sul disegno di legge
                    costituzionale n. A.S. 41 (1/I)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione della proposta di  parere  sul
  disegno  di  legge  costituzionale  n.  A.S.  41  (1/I),   di   cui
  all'allegato 1 del presente resoconto stenografico.

   MINARDO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MINARDO, presidente della Commissione. Signor Presidente, solo una
  precisazione. Occorre sostituire il periodo, nel parere articolato,
  lo  dico  una  volta  e vale per tutte, che inizia  con  la  parola
   ritenuto' con il seguente  considerato, tuttavia, che la  modifica
  statutaria proposta non risponde pienamente alla esigenza, ritenuta
  prioritaria,  di  garantire all'Assemblea regionale  la  titolarità
  dell'iniziativa   in   materia  di  modifica   dell'atto   fondante
  dell'autonomia   siciliana,  funzione   che   l'Assemblea   intende
  pienamente esercitare .

   PRESIDENTE.  Comunico che è pervenuto dal  presidente della  prima
  Commissione,   onorevole  Minardo,  il  seguente  emendamento  alla
  proposta di  parere sul disegno di legge costituzionale n. A.S.  41
  (n. 1/I):

   «Sostituire il periodo  RITENUTO  con il seguente:

    CONSIDERATO,  tuttavia, che la modifica statutaria  proposta  non
  risponde   pienamente   all'esigenza,  ritenuta   prioritaria,   di
  garantire all'Assemblea regionale la titolarità dell'iniziativa  in
  materia  di  modifica dell'atto fondante dell'autonomia  siciliana,
  funzione che l'Assemblea intende pienamente esercitare;  ».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  ai voti, come modificata, la proposta di parere sul disegno
  di  legge  costituzionale n. A.S. 41 (1/I). Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

        Votazione della proposta di parere sul disegno di legge
                  costituzionale n. A.S. 965 (n. 2/I)

   PRESIDENTE.  Si  passa alla  votazione del parere sul  disegno  di
  legge  costituzionale n. A.S. 965 (n. 2/I), di cui  all'allegato  1
  del presente resoconto stenografico.
   Comunico  che  è  pervenuto dal  presidente della  I  Commissione,
  onorevole Minardo, il seguente emendamento alla proposta di  parere
  sul disegno di legge costituzionale n. A.S. 965 (n. 2/I):

   «Sostituire il periodo  RITENUTO  con il seguente:

    CONSIDERATO,  tuttavia, che la modifica statutaria  proposta  non
  risponde   pienamente   all'esigenza,  ritenuta   prioritaria,   di
  garantire all'Assemblea regionale la titolarità dell'iniziativa  in
  materia  di  modifica dell'atto fondante dell'autonomia  siciliana,
  funzione che l'Assemblea intende pienamente esercitare;  ».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione, come modificata, la proposta di  parere  sul
  disegno di legge costituzionale n. A.S. 965 (n. 2/I).
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

        Votazione della proposta di parere sul disegno di legge
                 costituzionale n. A.S. 1410 (n. 3/I)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione della proposta di  parere  sul
  disegno  di  legge  costituzionale n. A.S. 1410 (n.  3/I),  di  cui
  all'allegato 1 del presente resoconto stenografico.
   Comunico  che  è  pervenuto dal  presidente della  I  Commissione,
  onorevole Minardo, il seguente emendamento alla proposta di  parere
  sul disegno di legge costituzionale n. A.S. 1410 (n. 3/I):

   «Sostituire il periodo  RITENUTO  con il seguente:

    CONSIDERATO,  tuttavia, che la modifica statutaria  proposta  non
  risponde   pienamente   all'esigenza,  ritenuta   prioritaria,   di
  garantire all'Assemblea regionale la titolarità dell'iniziativa  in
  materia  di  modifica dell'atto fondante dell'autonomia  siciliana,
  funzione che l'Assemblea intende pienamente esercitare;  ».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione, come modificata, la proposta di  parere  sul
  disegno di legge costituzionale n. A.S. 1410 (n. 3/I).
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

        Votazione della proposta di parere sul disegno di legge
                 costituzionale n. A.S. 1597 (n. 4/I)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione della proposta di  parere  sul
  disegno  di  legge  costituzionale n. A.S. 1597 (n.  4/I),  di  cui
  all'allegato 1 del presente resoconto stenografico.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Onorevoli  colleghi,  autorizzo la terza  Commissione  legislativa
   Attività  produttive' a riunirsi per esitare il disegno  di  legge
  numero  281 «Disposizioni per l'utilizzo di agevolazioni creditizie
  in favore delle cooperative edilizie».

   La  seduta è rinviata a martedì 4 agosto 2009, alle ore 17.00, con
  il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Cascio

   Presidenza del Vicepresidente Formica


   I  -  Comunicazioni.

   II  -  Svolgimento  di  interrogazioni e  di  interpellanze  della
  rubrica  Territorio e ambiente.

                   La seduta è tolta alle ore 19.03.


   Allegato 1: proposta di pareri su disegni di legge costituzionali

                  Proposta di parere A.S. n. 41 (1/I)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   VISTO il progetto di legge costituzionale A.S. n. 41  Disposizioni
  concernenti  la  procedura  per  la modifica  degli  statuti  delle
  regioni a statuto speciale', d'iniziativa del senatore Peterlini;

   PRESO  ATTO  che il progetto di legge in esame intende  introdurre
  una  procedura di revisione dello Statuto di maggiore garanzia  per
  le  prerogative  dell'Assemblea regionale,  rispetto  alle  attuali
  previsioni;

   RITENUTO,  tuttavia,  che  la  modifica  statutaria  proposta  non
  risponde   pienamente   all'esigenza,  ritenuta   prioritaria,   di
  garantire esclusivamente all'Assemblea regionale la titolarità  del
  potere  di  modifica  dell'atto fondante dell'autonomia  siciliana,
  funzione che l'Assemblea intende pienamente esercitare;

   PRESO  ATTO  dell'esame  preliminare svolto  dalla  I  Commissione
   Affari  Istituzionali   sul  suddetto  progetto  di  legge  e  del
  conseguente  parere  contrario, espresso dalla  stessa  Commissione
  nella seduta n. 54 del 21 luglio 2009;

   ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 3, dello Statuto,

                       esprime parere contrario

   sul progetto di modificazione dello Statuto di cui al progetto  di
  legge costituzionale A.S. n. 41».

                                                 On. Riccardo Minardo

                 Proposta di parere A.S. n. 965 (2/I)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   VISTO   il   progetto  di  legge  costituzionale   A.S.   n.   965
   Disposizioni  concernenti  la  procedura  per  la  modifica  dello
  statuto della Regione siciliana', d'iniziativa dei senatori Oliva e
  Pistorio;

   PRESO  ATTO  che  la  modifica proposta  conferisce  all'Assemblea
  regionale   un   forte  potere  di  interdizione  delle   modifiche
  statutarie provenienti dal Parlamento della Repubblica;

   RITENUTO, tuttavia, che il progetto di legge in esame non risponde
  pienamente   all'esigenza,  ritenuta  prioritaria,   di   garantire
  esclusivamente all'Assemblea regionale la titolarità del potere  di
  modifica dell'atto fondante dell'autonomia siciliana, funzione  che
  l'Assemblea intende pienamente esercitare;

   PRESO  ATTO  dell'esame  preliminare svolto  dalla  I  Commissione
   Affari Istituzionali  sul suddetto progetto di legge e del  parere
  contrario espresso dalla stessa Commissione nella seduta n. 54  del
  21 luglio 2009;

   ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 3, dello Statuto,

                       esprime parere contrario

   sul progetto di modificazione dello Statuto di cui al progetto  di
  legge costituzionale A.S. n. 965».

                                                 On. Riccardo Minardo

                 Proposta di parere A.S. n. 1410 (3/I)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   VISTO  il progetto di legge costituzionale A.S. n. 1410  Modifiche
  allo  statuto  della  Regione siciliana di  cui  al  regio  decreto
  legislativo  15  maggio  1946, n. 455', d'iniziativa  dei  senatori
  Fleres, Alicata e Dell'Utri;

   PRESO  ATTO che il progetto di legge propone una riforma  organica
  dello  Statuto,  riprendendo il testo scaturito  dalla  Commissione
  speciale  istituita dall'Assemblea regionale siciliana  nella  XIII
  legislatura;

   CONSIDERATO  che  il  vigente testo dello  Statuto  appare  ancora
  attuale  ed  in  grado  di mantenere pienamente  l'autonomia  della
  Regione,  anche  sotto il profilo finanziario, tenuto  conto  della
  recente evoluzione in senso federalista dell'ordinamento nazionale;

   RITENUTO,  in particolare, che la proposta di modifica  statutaria
  contenuta  nel  progetto  di  legge  costituzionale  in  esame  non
  risponde   all'esigenza,   ritenuta   prioritaria,   di   garantire
  esclusivamente all'Assemblea regionale la titolarità del potere  di
  modifica dell'atto fondante dell'autonomia siciliana, funzione  che
  l'Assemblea intende pienamente esercitare;

   PRESO  ATTO  dell'esame  preliminare svolto  dalla  I  Commissione
   Affari  Istituzionali   sul  suddetto  progetto  di  legge  e  del
  conseguente  parere  contrario, espresso dalla  stessa  Commissione
  nella seduta n. 54 del 21 luglio 2009;

   ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 3, dello Statuto,

                       esprime parere contrario

   sul progetto di modificazione dello Statuto di cui al progetto  di
  legge costituzionale A.S. n. 1410».

                                                 On. Riccardo Minardo

                 Proposta di parere A.S. n. 1597 (4/I)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   VISTO  il  progetto di legge costituzionale A.S. n. 1597  Modifica
  all'articolo   10   dello   statuto   della   Regione   siciliana',
  d'iniziativa dei senatori Gasparri, Quagliariello e Vizzini;

   RITENUTO che il progetto di legge, nella sua attuale formulazione,
  presenta   aspetti   di  dubbia  compatibilità   con   i   principi
  costituzionali;

   VISTO che le norme statutarie sulla forma di governo rappresentano
  un sistema compiuto e strettamente interconnesso;

   RITENUTO  che le modifiche proposte con il progetto  di  legge  in
  esame  producono problemi di coordinamento ed integrazione  con  il
  suddetto corpus normativo statutario;

   RITENUTO  infine che le eventuali attenuazioni del  principio  aut
  simul   stabunt  aut  simul  cadent,  posto  a  base   dell'attuale
  ordinamento   regionale,  non  possono  intervenire  a  legislatura
  iniziata  ma,  per  un  compiuto rispetto della  volontà  popolare,
  devono operare a decorrere dalla successiva;

   PRESO  ATTO  dell'esame  preliminare svolto  dalla  I  Commissione
   Affari Istituzionali  sul suddetto progetto di legge e del  parere
  contrario  espresso dalla medesima Commissione nella seduta  n.  54
  del 21 luglio 2009;

   ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 3, dello Statuto,

                       esprime parere contrario

   sul progetto di modificazione dello Statuto di cui al progetto  di
  legge costituzionale A.S. n. 1597».

                                                 On. Riccardo Minardo

  Allegato 2: relazione dell'on.le Musotto sul disegno di legge A.S.
                             n. 1597 (4/I)

   Con  il  disegno di legge A.S. n. 1597, ad iniziativa dei senatori
  Gasparri  ed altri, si intende introdurre una modifica all'art.  10
  della  Statuto  da  parte del Parlamento nazionale  utilizzando  le
  prerogative ai sensi dell'art. 41 ter del medesimo testo statuario.

   Le  vicende  politiche  legate alla  legislatura  in  corso  hanno
  riproposto  all'attenzione di noi tutti il senso  della  specialità
  regionale.  L'iniziativa promossa con il citato  disegno  di  legge
  attiene  alla sostanziale modifica della forma di governo regionale
  attraverso una modifica dello Statuto speciale.

   Su questo disegno di legge oggi l'Assemblea regionale siciliana  è
  chiamata ad esprimere il proprio parere.

   Si tratta di una riforma dello Statuto, come precisato, incentrata
  sull'art. 41 ter dello Statuto speciale, alla stregua del quale  le
  modificazioni  dello Statuto possono avvenire con  un  procedimento
  analogo   a  quello  previsto  per  le  leggi  costituzionali   con
  l'avvertenza  che, se l'iniziativa appartiene al  parlamento  o  al
  governo nazionale, deve essere richiesto un parere all'Assemblea da
  esprimere  entro  due  mesi e, in questo  caso,  non  ha  luogo  il
  referendum nazionale.

   E'  evidente  che l'opzione parlamentare a favore del procedimento
  appena  descritto non è priva di conseguenze pratiche visto  che  è
  sempre   possibile  effettuare  una  valutazione  in   termini   di
  legittimità costituzionale della modifica in discussione.

   Ebbene, questo disegno di legge intende alterare la sola forma  di
  governo regionale siciliana nel contesto, ormai consolidato,  della
  forma  di  governo  delle  Regioni  sia  a  statuto  speciale   che
  ordinario,  degli enti locali, chiaramente incentrata  sul  modello
  presidenziale.

   Come avvertito da più parti e vero il problema di riequilibrare  i
  rapporti  fra  Governatori e  assemblee legislative  regionali  ma,
  certamente, non è un problema solo siciliano.

   In  tal  senso  non  è  dubbio che detta legge costituzionale  sia
  sottoponibile  al controllo di costituzionalità, infatti  le  leggi
  costituzionali  sono atti normativi che ai sensi dell'articolo  134
  della  Costituzione  sono assoggettabili al controllo  della  Corte
  costituzionale.

   Ma  torniamo  al testo di questo singolare disegno  di  legge.  La
  sfiducia  costruttiva  consentirebbe di  sfiduciare  il  Presidente
  della   Regione   senza   con  ciò  determinare   lo   scioglimento
  dell'Assemblea  regionale siciliana; infatti, al voto  parlamentare
  seguirebbe la sostituzione del presidente sfiduciato con  un  altro
  eletto dal Parlamento siciliano.

   Sembra utile ricordare che, come si legge nella relazione   c'è il
  rischio  che  si passi da una democrazia governante  ad  un  regime
  autoritario  in cui, in nome di una volontà popolare  che  non  c'è
  più, e che anzi è stata tradita possono essere perseguiti interessi
  personali e di gruppo a scapito dell'interesse generale .

   Non  intendiamo sostenere in termini trancianti  che  la  sfiducia
  costruttiva possa essere un istituto che consenta di migliorare  il
  funzionamento della forma di governo delle regioni, ma il principio
  democratico  come  principio supremo non è suscettibile  di  essere
  applicato immaginando che alcune regioni siamo più democratiche  di
  altre. O che lo sia la Regione e non i suoi enti locali.

   E' evidente che questo disegno di legge intende alterare le regole
  costituzionali  mentre la partita è in gioco: i cittadini  elettori
  hanno  espresso un voto consapevoli che le regole di  funzionamento
  della forma di governo prevedono alcuni istituti che ora, nel corso
  della  legislatura, si pretende di modificare. L'eventuale modifica
  statutaria  non  potrebbe  che essere  applicata  a  partire  dalla
  prossima legislatura.

   Il  principio  democratico come principio supremo risulta  violato
  dalle   modalità   di  approvazione  della  sfiducia   costruttiva:
   approvata  a maggioranza assoluta dai deputati eletti nelle  liste
  collegate al candidato eletto Presidente della Regione .

   Praticamente  la mozione verrebbe approvata non dalla  maggioranza
  assoluta dell'Assemblea, ma sarebbe riservata solo al voto  di  una
  sola  parte dell'Assemblea violando uno dei princìpi cardine  degli
  ordinamenti democratici che impongono che le decisioni parlamentari
  debbano essere sostenute da una maggioranza.

   Si   tratta  di  un'alterazione  grave  della  forma  di   governo
  presidenziale annacquare con inserzioni assembleari che  sviliscono
  l'autonomia  di  questo parlamento e, più in generale,  l'autonomia
  regionale.

   Il   rischio  di  ribaltoni  non  si  combatte  facendo  diventare
  maggioranza  una minoranza, ma attraverso altri meccanismi  che  il
  disegno di legge non esplicita.

   Questa è solo un'iniziativa ad personam, volta a precostituire  un
  grimaldello per scalfire prima di tutto l'autonomia siciliana.  Una
  sorta   di  ascarismo  giuridico-costituzionale  che  non  possiamo
  accettare,   e   che   dobbiamo   respingere   recisamente    senza
  tentennamenti e tatticismi.

   In   questa  legislatura  deve  prendere  corpo  un'iniziativa  di
  revisione  dello  Statuto  che  origini  dall'Assemblea,  di  ampio
  respiro,  nella convinzione che le riforme in Sicilia  le  fanno  i
  siciliani.