Presidenza del vicepresidente Formica
RINALDI, segretario f.f. dà lettura dei processi verbali delle
sedute numeri 105 e 106 del 29 luglio 2009 che, non sorgendo
osservazioni, si intendono approvati.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ai sensi dell'articolo 127, comma
9, del Regolamento interno, do il preavviso di trenta minuti al
fine delle eventuali votazioni mediante procedimento elettronico
che dovessero avere luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Missione e congedi
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Savona è in missione, per
ragioni del suo ufficio, dal 3 al 4 agosto 2009.
Comunico, altresì, che essendo l'onorevole Savona presente in
Aula, la missione è parzialmente modificata.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli: Adamo,
D'Agostino, Faraone, Gianni, Lupo, Panepinto, Scoma, Nicotra e
Vinciullo per l'odierna seduta; Falcone e Marinese dal 4 al 7
agosto 2009.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di trasmissione di proposta di legge costituzionale
PRESIDENTE. Comunico che il Ministro per i rapporti con le
Regioni, onorevole Raffaele Fitto, con lettera trasmessa con nota
prot. n. 1227/2A1 del 30 luglio 2009 del Commissario dello Stato
della Regione, pervenuta in data 3 agosto 2009, ha trasmesso le
proposte di legge costituzionale numeri 1643, 1655 e 1656 di
iniziativa parlamentare, concernenti modifiche dello Statuto della
Regione.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
«Norme in materia di ineleggibilità ed incompatibilità dei sindaci
ed assessori comunali» (n. 450)
presentato dall'onorevole Panepinto in data 30 luglio 2009
«Protezione catodica degli acquedotti» (n. 451)
presentato dagli onorevoli Corona, Leontini, D'Asero, Scammacca,
Torregrossa e Bosco in data 30 luglio 2009
«Norme per l'istituzione dell'Albo regionale delle bande musicali
siciliane» (n. 452)
presentato dagli onorevoli Aricò, Pogliese, Vinciullo, Falcone e
Currenti in data 3 agosto 2009
«Norme per l'istituzione dell'Albo regionale dei direttori
musicali» (n. 453)
presentato dagli onorevoli Aricò, Pogliese, Vinciullo, Falcone,
Currenti in data 3 agosto 2009.
Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
Commissione legislativa
PRESIDENTE. Comunico che, in data 29 luglio 2009, il seguente
disegno di legge è stato inviato alla competente Commissione
legislativa V Cultura, formazione e lavoro':
«Norme in materia di professioni turistiche» (n. 449)
di iniziativa parlamentare.
Comunicazione di richiesta di parere
PRESIDENTE. Comunico che la seguente richiesta di parere è stata
trasmessa dal Governo ed assegnata alla competente Commissione
legislativa IV Ambiente e Territorio':
Ampliamento perimetro Parco dei Nebrodi. D.A. 4 agosto 1993.
Richiesta di parere art. 4, comma 4, l.r. 14/88 (n. 29/IV)
pervenuta in data 31 luglio 2009
inviata in data 3 agosto 2009.
Comunicazione di parere reso
PRESIDENTE. Comunico che, in data 28 luglio 2009, è stato reso il
parere dalla competente Commissione legislativa VI Servizi
sociali e sanitari':
Sistema 118 e rete di trasporto territoriale l.r. 14 aprile 2009,
n. 5, art. 24, commi 10 e 11 (n. 28/VI)
inviato in data 30 luglio 2009.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
RINALDI, segretario f.f.:
«All'Assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione, considerato che, nel giugno 2007, l'Assessore
per i beni culturali e ambientali e per la pubblica istruzione pro
tempore consegnò alla città di Catania l'edificio dell'ex
Manifattura tabacchi, di oltre 16 mila metri quadri, per destinarlo
a museo cittadino mediante alcuni adeguamenti funzionali e
tecnologici;
visto che, a distanza di ben due anni, niente di quanto promesso
risulta realizzato e la struttura non appare per nulla 'restituita'
alla città;
per sapere quali iniziative intenda mettere in campo per portare a
termine l'impegno assunto nel 2007 nei confronti della città di
Catania». (695)
RAIA
«All'Assessore per i lavori pubblici e all'Assessore per il
turismo, le comunicazioni e i trasporti, premesso che, per ridurre
la pericolosità della strada statale n. 417 Catania-Gela, l'ANAS ha
proceduto alla definizione di una decina di rotatorie;
constatato che in prossimità di tali rotatorie mancano gli
accorgimenti e la segnaletica necessaria per avvertire gli
automobilisti dei pericoli e per indurli ad imboccare le stesse a
non più di 40 chilometri orari;
constatato altresì che, nonostante siano presenti, gli impianti
d'illuminazione previsti non sono stati attivati e che molte di
tali rotatorie, in condizioni di scarsa visibilità o al buio,
appaiono all'improvviso senza dare margini per manovre correttive;
visto il gran numero di incidenti serali e notturni a ridosso
delle rotatorie, come confermato dalla stessa Polstrada;
per sapere quali misure intendano intraprendere per sollecitare
l'ANAS all'immediata attivazione degli impianti di illuminazione e
alla predisposizione di una più adeguata segnaletica». (696)
RAIA
«All'Assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione, premesso che l'Istituto statale d'arte di
Catania è stato sfrattato dal plesso di via Crociferi;
valutato che la destinazione più prevedibile è il suo
decentramento in periferia;
considerato che tale marginalizzazione colpisce il prestigio di
una scuola che, operando nel centro della città e in un plesso
monumentale, ha finora offerto ai suoi allievi un ambiente
stimolante per imparare il mestiere dell'artista;
considerato altresì che l'ubicazione periferica aumenterebbe il
disagio dei tanti studenti pendolari che sarebbero costretti a
disagi ulteriori pur di garantire un'adeguata formazione alla
propria passione artistica;
per sapere:
quali iniziative ritenga di dover mettere in campo per garantire
la sopravvivenza della magnifica istituzione dell'Istituto statale
d'arte di Catania;
se non ritenga di farsi parte attiva per un raccordo con le
istituzioni locali per l'individuazione di una struttura nel centro
storico di Catania, adeguata alle necessità formative di una scuola
tanto particolare». (697)
RAIA
«All'Assessore per la sanità, visto che la Procura della
Repubblica di Agrigento ha disposto lo sgombero entro trenta giorni
dell'ospedale S. Giovanni di Dio di Agrigento;
considerata la gravità del provvedimento e soprattutto gli effetti
immediati e futuri sugli ammalati e sulle loro famiglie;
per sapere quali iniziative abbia intrapreso per fronteggiare la
crisi e come intenda garantire i 300 posti letto che entro trenta
giorni verranno chiusi». (698)
PANEPINTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:
il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana,
con propria sentenza, ha reso definitivo lo sfratto dell'Istituto
statale d'arte di Catania (ISA) dal Collegio dei gesuiti. Questa
sentenza ha messo la parola fine ad un lungo contenzioso che ha
visto contrapposte la Provincia regionale di Catania, che è
locataria dell'immobile in uso all'ISA, e la Regione siciliana, che
dell'immobile è proprietaria;
per espellere l'Istituto dall'ex Collegio dei gesuiti, che ne è la
sede storica da oltre 40 anni, si adducono motivi di sicurezza e
condizioni di rischio, non provate da alcun giudizio espresso
all'uopo dagli organi preposti;
lo spauracchio di danni provocati dal sisma del 1990, che è la
tesi prediletta da chi vuole lo sfratto, è smentito da quanto
dichiarato dall'allora preside, arch. Rosario Leone,
nell'intervista pubblicata dal quotidiano 'La Sicilia', il 28
luglio 2009;
lo stato attuale dell'edificio denota, invece, che si sono
trascurati gli interventi necessari per contrastare l'inevitabile
decadimento della secolare struttura;
i locali dell'ex Collegio dei gesuiti, dopo l'esproprio dei beni
dell'ordine, furono adibiti nel 1778 a casa di educazione,
trasformata nel 1830 in regio ospizio di beneficenza. Da sempre,
quindi, l'ex Collegio dei gesuiti è stata una fucina di formazione
e uno storico luogo di produzione, dove i giovani più poveri e gli
orfani imparavano i mestieri nei laboratori artigianali;
per funzionalità, estensione della superficie, cubatura degli
spazi, decoro estetico dell'edificio, la sede attuale è la più
idonea a ospitare un istituto a vocazione artistica, dotato di
laboratori con macchinari e apparecchiature;
considerato che:
la Provincia regionale di Catania da più di un mese discute, senza
esito alcuno, con il Comune di Catania per individuare la
disponibilità di sedi alternative. Le sedi proposte sono, in
realtà, del tutto inadeguate, perché non a norma e ubicate in
luoghi non raggiungibili dagli alunni, che per il 60% sono
pendolari. A partire dal settembre 2009, quindi, circa 700 studenti
non potranno disporre di una sede o dovranno usufruire di una sede
provvisoria alternativa non raggiungibile per i pendolari;
lo sfratto dell'Istituto statale d'arte di Catania dall'ex
Collegio dei gesuiti colpisce non solo gli studenti e i loro
genitori, ma causerà anche un drastico ridimensionamento della
scuola e un inevitabile taglio dell'occupazione, oltre che la fine
di una prestigiosa tradizione culturale. Difatti, la situazione in
atto sta determinando il crollo delle iscrizioni, con la
consequenziale condanna a morte l'istituto e preclusione a numerosi
giovani della frequenza della scuola;
tenuto conto che:
a sostegno della scuola si è costituita l'associazione di
volontariato e di impegno civile, denominata 'comitato emergenza
sfratto pro Istituto statale d'arte di Catania', formata dagli
alunni (ex compresi), dai genitori e dal personale;
il comitato civico si è costituito con lo scopo di mantenere la
locazione dell'istituto nel Collegio dei gesuiti, che ne è la sede
storica da ben 40 anni, per definire soluzioni fondate sulla
compatibilità tra le opere di ripristino dell'edificio e l'attuale
locazione della scuola;
una soluzione che consenta il proseguimento dell'attività
dell'istituto permetterebbe:
a) di porre fine a un lungo contenzioso, che ha visto e vede
contrapposte le pubbliche istituzioni;
b) di salvaguardare due importanti risorse della cultura
cittadina: lo storico edificio e la scuola d'arte, la cui storia si
identifica con l'edificio stesso;
c) all'erario pubblico di risparmiare un enorme quantità di
risorse. Considerata la complessità organizzativa della scuola,
articolata per settori di indirizzo, nonché la presenza di
laboratori dotati di macchinari e strumentazioni non facilmente
traslocabili, il trasferimento dell'istituto dall'attuale sede
imporrebbe all'amministrazione costi elevatissimi, che più
utilmente potrebbero essere stornati per l'esecuzione delle opere
di ristrutturazione e messa in sicurezza dell'edificio;
per sapere:
se non ritengano auspicabile un intervento urgente al fine di
ottenere la revoca dello sfratto dell'Istituto statale d'arte di
Catania dall'ex Collegio dei gesuiti;
se non ritengano improcrastinabile l'assegnazione dell'ex Collegio
dei gesuiti in comodato d'uso alla Provincia regionale di Catania,
al fine di permettere alla stessa di ristrutturare l'intero plesso
e consentire, così, la prosecuzione dell'attività didattica
dell'Istituto statale d'arte di Catania nell'ex Collegio dei
gesuiti». (700)
POGLIESE - VINCIULLO
«All'Assessore per la sanità, premesso che:
nel novembre 2006 il sig. Giuseppe Di Vincenzo, amministratore
della Biomed s.a.s. di Palermo, ha denunciato gravi irregolarità
nell'acquisizione di attrezzature per le attività di ambulatorio e
chirurgia verificatesi in alcune aziende Unità sanitarie locali in
Sicilia;
fra di esse, veniva in particolare denunciato che nel 2003 il
dirigente delle unità operative di oculistica dell'ospedale di
Paternò e dell'ospedale di Acireale, appartenenti all'azienda USL 3
di Catania, aveva richiesto attrezzature necessarie per le attività
nei relativi reparti, specificandone con nota scritta le marche, le
ditte da contattare e le procedure da adottare per la loro
acquisizione; successivamente, il responsabile dei servizi
ambulatoriali di oculistica dell'AUSL 3 faceva proprie alcune delle
suddette richieste per il potenziamento degli ambulatori
periferici;
per l'acquisizione delle attrezzature, si riferisce che venivano
predisposte tre tranche di approvvigionamento con le seguenti
modalità:
a) trattativa privata ristretta con l'indicazione delle marche e
delle ditte da invitare per l'acquisizione di alcuni lotti di
attrezzature, per una spesa di oltre un milione di euro
(strumentazione diagnostica per gli ambulatori, biometri e
autoclavi, ferri chirurgici per le sale operatorie);
b) acquisto di due faco e due vitrectomi (strumenti per la
chirurgia della cataratta e della vitreoretina) e di un laser per
eccimeri; anche per tali attrezzature, dell'importo di circa un
milione di euro, vennero specificate marche e fornitori e fu
suggerito di ricorrere al comodato d'uso in conto al materiale di
consumo;
c) acquisizione di un lungo elenco di attrezzature chirurgiche e
diagnostiche per le quali vennero indicati sia la marca che il
fornitore, e si procedette all'acquisto diretto per privativa
industriale , per un importo di oltre 3,5 milioni di euro;
per i suddetti punti a) e c), i fornitori vennero invitati,
mediante una trattativa privata, a presentare un preventivo di
spesa ed a proporre una società finanziaria per l'acquisto mediante
leasing operativo comprensivo di manutenzione full risk;
tutti i fornitori indicarono per i leasing operativi la stessa
OperLeasing, società operante in ambito europeo, con sede legale a
Brescia ma con unica filiale italiana a Pedara (CT);
gli acquisti vennero deliberati a seguito di parere di congruità
dell'ingegnere del servizio di ingegneria clinica dell'AUSL 3,
verosimilmente senza effettuare analisi di mercato che, ove svolte,
avrebbero potuto dimostrare il grande scarto fra i prezzi offerti
dai fornitori invitati dall'AUSL 3 e quelli mediamente pagati in
Sicilia per analoghe o identiche forniture presso altre aziende
ospedaliere e sanitarie della Regione;
per tutti gli atti di indizione delle procedure d'acquisto e di
aggiudicazione delle forniture vennero adottati provvedimenti che
prevedevano il ricorso a procedure di urgenza immediatamente
esecutive, con la conseguente pubblicazione degli atti per un solo
giorno festivo, ivi compreso il giorno di Natale del 2003;
a seguito della denuncia in oggetto, la Procura della Repubblica
di Catania ha avviato un'inchiesta nell'ambito della quale il sig.
Di Vincenzo è stato ascoltato dalla DIA di Catania quale persona
informata dei fatti;
considerato che tutti i contratti di leasing operativo in oggetto
sono prossimi alla scadenza o da poco scaduti, ed in essi è
prevista la possibilità di rinnovo e che, ove tale circostanza si
verificasse, si potrebbe configurare il perpetuarsi di un danno al
bilancio della Regione ed al Servizio sanitario regionale, in
violazione alle disposizioni di legge in materia;
per sapere:
quali iniziative abbia intrapreso per accertare eventuali
responsabilità, anche di natura patrimoniale, nei fatti illustrati;
quali iniziative abbia intrapreso o intenda intraprendere per
scongiurare il perpetuarsi di un danno a carico
dell'amministrazione con il rinnovo, per un ulteriore quinquennio,
dei contratti di leasing operativi in oggetto». (701)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
DE BENEDICTIS
«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali e all'Assessore per la sanità, premesso che:
nel mese di gennaio 2009 la Provincia regionale di Catania ha
donato alla sezione provinciale di Catania dell'Unione italiana
ciechi un tomografo a coerenza ottica (OCT) della Zeiss, mod.
Cirrus OCT HD 3.0, per una spesa di 96 mila euro;
dalla documentazione allegata alla delibera di acquisto del
suddetto tomografo si evidenzia che essa è avvenuta tramite ricorso
ad una procedura negoziata diretta, sulla scorta di una
dichiarazione a firma del responsabile dell'ambulatorio oculistico
dell'UIC che attesta 'l'impossibilità operativa tecnico-scientifica
di utilizzare altro genere di prodotti';
conseguentemente, furono acquisiti preventivi di spesa unicamente
della ditta Zeiss e dei suoi rivenditori esclusivi per la Sicilia e
per il Lazio, né pare essersi proceduto ad una utile indagine di
mercato e ad un effettivo accertamento della congruità del prezzo
base d'acquisto;
la tecnologia su cui si basano i nuovi OCT è aperta e non coperta
da alcun brevetto e, al momento dell'acquisto, sei tomografi a
coerenza ottica di ultima generazione erano presenti sul mercato
con caratteristiche almeno equivalenti, se non superiori, al CIRRUS
della Zeiss ed a costi inferiori;
a conferma di ciò, vi sono attualmente in svolgimento, o da poco
concluse, le seguenti gare per l'acquisto di un OCT di ultima
generazione:
presso l'azienda ospedaliera S. Giovanni Di Dio di Agrigento, con
prezzo a base d'asta di 60 mila euro;
presso l'azienda ospedaliera Umberto I di Siracusa, con prezzo
indicato a base d'asta di 57 mila euro;
considerato che, con propria circolare n. 1219 del 2007,
l'Assessorato Sanità ha fornito precise indicazioni e chiarimenti
circa l'applicazione del decreto legislativo 12 aprile 2006, n.
163, recante il 'Codice dei contratti pubblici relativi a lavori,
servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e
2004/18/CE', in particolare in relazione agli aspetti tecnici che
rendono il dispositivo insostituibile ed autorizzano il ricorso
all'acquisto diretto, mentre la procedura seguita nella vicenda
illustrata non pare abbia rispettato la normativa vigente né gli
indirizzi della succitata circolare;
per sapere:
se gli uffici competenti della Regione siano a conoscenza di
quanto qui esposto ed, in caso contrario, se gli Assessori in
indirizzo non ritengano di dover avviare tutte le verifiche
necessarie all'accertamento dei fatti e delle relative
responsabilità;
quali iniziative si intendano attuare nel caso in specie e, più in
generale, per evitare comportamenti, come quello segnalato, in
contrasto con la corretta effettuazione della spesa pubblica negli
enti locali e nelle aziende finanziate dalla Regione, con specifico
riferimento all'improprio ricorso a procedure di acquisto che
ledono la libera concorrenza ed arrecano pregiudizio economico alla
Pubblica Amministrazione». (702)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
DE BENEDICTIS
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il lavoro, la
previdenza sociale, la formazione professionale e l'emigrazione e
all'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che:
all'interrogazione parlamentare n. 333, presentata in data 20
gennaio 2009, avente ad oggetto 'Ricadute occupazionali della
realizzazione del sistema informativo territoriale regionale
(SITR)', ad oggi ancora non è stata fornita alcuna risposta;
la misura 5.05 del POR Sicilia 2000-06 ha istituito la
realizzazione del sistema informativo territoriale regionale
strutturato a nodi interconnessi e costituito dal nodo regionale,
dei nodi provinciali e dai nodi comunali (per comuni sopra i 30
mila abitanti);
con D.P.Reg. n.57/S5 del 28 maggio 2002 è stato ratificato
l'accordo di programma per l'attuazione della misura 5.05,
sottoscritto dal Presidente della Regione e dai rappresentanti
degli enti locali aderenti;
con decreto dirigenziale n. 1315 del 12 novembre 2003, il
dirigente generale del Dipartimento regionale di urbanistica ha
costituito l'unità tecnica di programma (UTP), per i compiti
definiti dall'accordo di programma per l'attuazione della misura
5.05, ratificato con il D.P.Reg. n. 57/S5 del 28 maggio 2002,
individuando le seguenti figure: project manager, responsabile di
segreteria, project leader per l'area sistemistica e sicurezza
informatica, project leader per l'area GIS cartografica, segreteria
UTP, collaboratori ed assistenti tecnici ai sistemi informativi.
Detta UTP opererà in stretta sinergia con le aree ed i servizi del
dipartimento urbanistica e con gli altri rami dell'amministrazione;
con decreto n. 198/serv. prog. del 9 agosto 2002, è stato
approvato l'avviso pubblico per la manifestazione di interesse alla
realizzazione dell'intervento formativo di personale da assegnare
al sistema informativo territoriale regionale del Dipartimento
regionale urbanistica, del sistema informativo regionale ambientale
del Dipartimento regionale territorio e ambiente, del sistema
informativo forestale del Dipartimento regionale foreste, emanato
dai Dipartimenti regionali della formazione professionale,
dell'urbanistica, del territorio e ambiente, delle foreste;
l'intervento formativo in oggetto, di cui alla richiesta di
manifestazione di interesse dei Dipartimenti regionali, era rivolto
a 380 unità, di cui 247 interne alla pubblica amministrazione e 133
esterne (di cui 54 LSU);
l'Assessorato Lavoro, con DDC n. 3149/FP del 22 dicembre 2003, ha
finanziato la formazione del personale da destinare ai nodi del
sistema informativo territoriale regionale con il seguente titolo:
'intervento formativo di personale da assegnare al sistema
informativo territoriale regionale del dipartimento urbanistica,
del sistema informativo regionale ambientale del dipartimento
territorio e ambiente, del sistema informativo forestale del
Dipartimento foreste', per un importo complessivo a valere sulle
risorse comunitarie pari a 4 milioni 715 mila euro;
i fondi disponibili della misura 5.05 del POR Sicilia 2000-06 sono
stati utilizzati per altri progetti, senza tenere in considerazione
la priorità costituita dal già costituito 'Servizio SITR' presso la
Direzione regionale di urbanistica - Assessorato Territorio e
ambiente;
alcuni soggetti sono attualmente impiegati presso il 'Servizio
SITR' con contratti a tempo determinato senza che siano state
rispettate le procedure di selezione, formazione di cui all'accordo
di programma sottoscritto dal Presidente della Regione,
dall'Assessore Territorio e ambiente e dal Direttore regionale di
urbanistica; per tali soggetti l'Ufficio legislativo e legale della
Presidenza della Regione si è già espresso negativamente circa
l'utilizzo dei soggetti attualmente in servizio per eventuali
assunzioni a tempo indeterminato;
terminate le procedure di selezione svolte dall'ATS con capofila
Telespazio, a cui hanno partecipato migliaia di aspiranti, si è
proceduto all'avvio dei corsi di formazione per responsabile,
esperti e tecnici in SITR iniziati nel giugno del 2007 e conclusi
nell'ottobre 2008;
nel mese di marzo 2009, è stata completata la fase formativa
prevista dal progetto di cui alla misura 3.03 e che gli esami
finali dei discenti interni ed esterni si sono conclusi agli inizi
del mese di aprile c.a.;
rilevato che:
ad oggi i discenti aspettano la contrattualizzazione, così come
previsto dall'accordo di programma sottoscritto e ratificato dagli
enti aderenti, con il D.P.Reg. n. 57/S5 del 28 maggio 2002;
i corsi (per tecnici, esperti e coordinatori esterni ed interni
del SITR-SIRA-SIF) finanziati dall'Assessorato Lavoro e formati
dall'associazione tecnica di scopo (ATS), capofila Telespazio
s.p.a., erano finalizzati alla funzionalità continuativa del
servizio SITR;
per sapere:
se non ritengano opportuno fornire il contenuto della
rendicontazione analitica dei fondi utilizzati per la misura 5.05
del POR Sicilia 2000-06 dal 2000 ad oggi, nonché del rendiconto
analitico dei fondi impegnati e spesi per la formazione dei tecnici
SITR-SIRA-SIF ed i fondi impegnati e spesi per la costituzione, la
formazione e il collaudo dei nodi comunali, provinciali e
regionali, seguiti dall'unità tecnica di programma (UTP),
costituita con decreto dirigenziale n. 1315 del 12 novembre 2003;
se non ritengano necessario fornire i costi relativi alla
formazione del personale esterno ed interno, attuata dall'ATS, con
capofila Telespazio, insieme ad altri soggetti pubblici e privati:
ESRI Italia, Italia Lavoro Sicilia, CSCT Cutgana, Formambiente
(ente partecipato da Formez e Ministero dell'ambiente), e TES
(società del gruppo Space Engineering);
se e con quali iniziative si intenda dare attuazione agli impegni
assunti nell'accordo di programma dalla Regione, dalle province e
dai comuni (superiori ai 30 mila abitanti) sottoscritto nel maggio
2002». (703)
DI BENEDETTO
«Al Presidente della Regione, premesso che, in base all'art. 4
della legge regionale 20 dicembre 2008, n. 20, recante 'Norme in
materia di gestione del Servizio Idrico Integrato e di personale',
è previsto che le Autorità d'ambito per il servizio idrico
integrato assumono il personale dipendente a tempo indeterminato
che, alla data di entrata in vigore della legge regionale 3
dicembre 2003, n. 20, era in servizio nei consorzi idrici tra
comuni senza alcun onere a carico del bilancio della Regione;
visto che l'Autorità d'ambito per il servizio idrico integrato di
Agrigento aveva avviato l'iter per la determinazione dell'organico
necessario per l'espletamento delle competenze dell'ATO di
Agrigento, richiedendo ai consorzi idrici tra comuni esistenti
nella provincia di Agrigento l'elenco del personale in servizio,
con l'indicazione della qualifica e delle mansioni svolte dai
dipendenti;
considerato che i dipendenti dei suddetti consorzi con contratto
di lavoro a tempo indeterminato hanno presentato al Presidente
dell'Autorità d'ambito per il servizio idrico integrato di
Agrigento un'istanza per ottenere, sulla base della normativa
esistente, l'assunzione presso la predetta autorità;
visto che le istanze incomprensibilmente non sono state accolte e
che tale condotta dell'ATO appare illegittima soprattutto alla luce
della legge regionale 14 maggio 2009, n. 6, recante 'Disposizioni
programmatiche e correttive per l'anno 2009', laddove l'art. 62
offre un'interpretazione autentica del citato art. 4 della legge
regionale n. 20 del 2008, intendendo la parola 'assumono' nel senso
di 'transitano';
ritenuto che l'ATO idrico di Agrigento sta agendo in palese
dispregio della succitata norma regionale, stante il riconoscimento
per legge del diritto in capo ai lavoratori e mancando ogni
discrezionalità in capo all'Autorità d'ambito in questione;
considerato che, a seguito di tale illegittimo comportamento,
alcuni lavoratori hanno avviato procedimenti innanzi all'autorità
giudiziaria per ottenere il riconoscimento del diritto e che ciò
espone l'amministrazione pubblica, oltre che ad una sicura
soccombenza, anche al rischio di danno erariale;
per sapere:
quali ragioni abbiano indotto l'Autorità d'ambito di Agrigento ad
assumere la decisione di non accogliere le istanze;
se il Governo non ritenga di dover esercitare un'azione di
controllo e verifica della corretta applicazione della legislazione
vigente in enti sottoposti al controllo della Regione;
se e in quale modo intenda intervenire per il pronto ripristino
della corretta procedura amministrativa, evitando ulteriori spese e
danni a carico del pubblico erario». (704)
DI BENEDETTO
«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali, premesso che:
a seguito delle elezioni amministrative del 6 e 7 giugno 2009, nel
Comune di Salaparuta (TP), è stato riconfermato il Sindaco uscente
che ha amministrato la città nell'ultimo quinquennio;
nel corso degli ultimi anni, si è costantemente assistito, nella
gestione del Comune di Salaparuta, all'emanazione di atti
amministrativi che hanno sollevato forti dubbi di legittimità, come
più volte evidenziato dalle forze politiche presenti nel Consiglio
comunale;
gli atti illegittimi sono stati reiterati dalla nuova
Amministrazione: infatti, contrariamente a quanto previsto dallo
statuto comunale, il Sindaco ha nominato, oltre il termine previsto
dall'art. 47 del predetto statuto, la Giunta comunale comprendendo
due assessori esterni, reiterando, così, la violazione statutaria;
ad oggi manca la nomina del Vicesindaco che, come previsto dallo
statuto, deve avvenire contestualmente alla nomina degli
Assessori;
la prima seduta del Consiglio comunale, operativo nell'attuale
quinquennio amministrativo, è stato convocata, con carattere
d'urgenza, in data 4 luglio 2009, in violazione del comma 6
dell'art. 37 del regolamento del Consiglio stesso, in quanto non
esistevano 'motivi rilevanti e indilazionabili';
per sapere se non ritenga necessario attivare un'azione ispettiva
per verificare il rispetto della normativa vigente, e, in
particolare dello statuto comunale, nell'azione amministrativa da
parte del Sindaco e della Giunta del Comune di Salaparuta». (705)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
ODDO
«All'Assessore per la sanità, premesso che il decreto
dell'Assessorato regionale Sanità, pubblicato nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana del 20 febbraio 2009, inerente il
piano regionale di riorganizzazione della rete delle strutture
pubbliche di diagnostica di laboratorio, riporta errori di calcolo
in merito alle prestazioni (addirittura non indicate) e agli
importi;
visto il successivo decreto del 12 giugno 2009, pubblicato nella
Gazzetta ufficiale della Regione siciliana n. 30 del 3 luglio
successivo, in cui si dispone la chiusura entro sessanta giorni del
laboratorio di analisi di Menfi(AG);
ritenuto che già la chiusura disposta nel 2007, e poi revocata, si
è dimostrata ingiustificata e incomprensibile , tanto da mobilitare
la città e indurre 5000 cittadini a firmare una petizione che ha
indotto le autorità prefettizie ad intervenire nei confronti
dell'AUSL e dell'Assessorato per la revoca del provvedimento;
rilevato che i dati usati per l'analisi dei flussi
dall'Assessorato (44.000 prestazioni) sono riferiti proprio
all'anno 2007, periodo in cui i provvedimenti di chiusura portarono
per alcuni mesi a non fornire prestazioni che, precedentemente,
avevano raggiunto la cifra di 60.216 nel 2006, 54.894 nel 2008 e
già 29.000 fino al mese di giugno dell'anno in corso;
rilevato, inoltre, che nel decreto pubblicato nella GURS del 20
febbraio 2009 non è riportato il numero delle prestazioni
complessive e che le colonne importo netto e importo ticket
mostrano macroscopici errori (2006 appare evidente che 219.956,66
di ticket riferito a 60.218 prestazioni complessive fornisce un
valore indicativo di euro 3,60 a prestazione; nel 2007 da una
semplice proporzione si ricava un ticket presunto di euro 158.400);
considerato che il ticket rappresenta circa il 20% della
prestazione complessiva, per cui si evince che le prestazioni
complessive possono essere pari a euro 792.000 (158.400 x 100/20 =
792.000) mostrando come i dati indicati nella GURS del 20 febbraio
2009 contengono sicuramente qualche errore;
visto, inoltre, che il numero delle prestazioni non è un dato
irrilevante; infatti, superate le 50.000 prestazioni, la struttura
non rientra più nei limiti di criticità;
tenuto conto dell'atto di indirizzo per la politica sanitaria del
triennio 2007/2009, appare dunque evidente che il laboratorio di
Menfi garantisce i livelli essenziali di assistenza (LEA) e
dovrebbe essere anzi potenziato;
considerato, infine, che nel 2007 la chiusura e la successiva
riapertura del laboratorio di analisi di Menfi ha comportato
notevoli spese per la riattivazione delle attrezzature, ferme per
diverso tempo, e notevoli disagi per la collettività;
per sapere se non ritenga di dover procedere ad una più attenta
verifica dei dati in base ai quali è stata nuovamente decisa la
chiusura del laboratorio di analisi di Menfi e, al fine di evitare
ulteriori disguidi e spese, se non valuti la possibilità di
sospendere almeno al momento, ogni provvedimento di chiusura, in
attesa di una più adeguata e trasparente valutazione». (706)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
DI BENEDETTO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti e all'Assessore per i lavori pubblici,
premesso che:
il 28 luglio 2009 è stato inaugurato il primo tratto
dell'autostrada Catania-Siracusa;
nel corso della predetta inaugurazione, decine e decine di operai,
in modo assolutamente composto e pacifico, hanno protestato in
quanto, a loro dire, non sarebbero state pagate le loro spettanze;
appare alquanto ingiustificabile, qualora fosse vero, il
comportamento della società che si è aggiudicata i lavori. Difatti,
nessuno può mettere in discussione i diritti sacrosanti degli
operai che, in questi mesi, hanno lavorato giorno e notte per il
raggiungimento di un obiettivo storico, non solo per la Regione
siciliana, ma per tutto il Paese;
per sapere quali provvedimenti intenda adottare il Governo
regionale a tutela dei diritti dei lavoratori che hanno prestato la
loro opera per il completamento del primo tratto dell'autostrada
Catania-Siracusa». (709)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e le autonomie locali, premesso che:
il difensore civico di Palermo, Antonio Tito, è stato nominato da
un commissario ad acta, con deliberazione n. 33, il 22 febbraio
2006;
ai sensi dell'articolo 28 dello statuto comunale, il predetto
difensore civico è cessato dalla carica il 21 maggio 2009;
per effetto della specifica normativa (legge 15 luglio 1994, n.
444) il medesimo difensore civico ha operato in regime di
prorogatio soltanto per il compimento di atti di ordinaria
amministrazione fino alla data del 5 luglio 2009;
in data 20 aprile 2009, con nota prot. 292144/sez. USG, il
segretario generale del Comune di Palermo, dott. Damiano Li Vecchi,
nel ribadire la prevalenza della fonte statutaria ai fini del
calcolo per la scadenza del mandato, ha precisato che, pur non
risultando questo ancora maturato (alla data del 20 luglio 2009),
'non impedisce di porre in essere le iniziative propedeutiche
finalizzate all'avvio del procedimento di elezione del nuovo
difensore civico';
il coordinatore regionale dell'ANDCI, con nota del 18 giugno 2009,
ha diffidato il Sindaco, il presidente del Consiglio comunale, il
segretario generale, il capo di gabinetto del Sindaco, il
ragioniere generale, il dirigente dell'ufficio autonomo del
Consiglio comunale, i capigruppo consiliari, il presidente del
collegio dei revisori dei conti del Comune di Palermo 'a porre in
essere, entro quindici giorni tutti gli atti ed i provvedimenti
amministrativi necessari per l'avvio della procedura di nomina del
nuovo difensore civico palermitano' ed informando (il ragioniere
generale, il presidente del collegio dei revisori dei conti e la
Procura regionale della Corte dei conti) che 'dal 6 luglio 2009
sono da ritenersi illegittime e quindi non dovute eventuali
erogazioni, a favore del cessato difensore civico Antonio Tito, di
indennità mensili e di rimborsi spese previste per l'assolvimento
dell'incarico';
con nota prot. 5468 del 25 giugno 2009, il capo di gabinetto del
Sindaco, dott. Sergio Pollicita, ha comunicato ai capi gruppi
consiliari ed al Presidente del Consiglio comunale 'che questo
ufficio ha già invitato, con la nota che ad ogni buon fine si
allega in copia, sia il Presidente del Consiglio comunale e sia il
Segretario generale, ad impartire agli uffici di propria
pertinenza, le disposizioni necessarie al fine di porre in essere
tutti gli adempimenti per le procedure correlate alla nomina del
nuovo difensore civico';
risulta al sottoscritto che, alla data della presente
interrogazione, non solo non è stato formalmente intimato all'avv.
Tito di non esercitare più le funzioni di difensore civico della
città, ma il medesimo continua a frequentare l'ufficio con tutto il
suo staff. Ed inoltre non risulta, malgrado siano scaduti i 45
giorni di prorogatio previsti dalla legge n. 444 del 1994, che sia
stato pubblicato il bando pubblico per la selezione del nuovo
difensore civico. Anzi, sembra che sia stato consentito, in maniera
illegittima, all'avv. Tito uno 'slittamento' della fine del suo
mandato al 31 dicembre 2009;
per sapere:
1 - se risulti al vero che i competenti uffici
dell'Amministrazione comunale di Palermo non abbiano ancora
predisposto per la pubblicazione l'avviso pubblico per la selezione
del nuovo difensore civico di Palermo;
2 - se risulti al vero che nessuna formale comunicazione sia stata
notificata all'avv. Antonio Tito relativamente alla definitiva
cessazione del suo mandato alla data del 5 luglio 2009;
3 - se risulti al vero, con evidente forzatura del disposto di cui
al terzo comma dell'articolo 28 dello Statuto del Comune di
Palermo, che sia stata consentita, non si capisce con quale atto
formale, un'illegittima prorogatio al mandato dell'ex difensore
civico fino alla data del 31 dicembre 2009;
4 - se siano stati adottati i necessari atti e/o provvedimenti
amministrativi per evitare l'illegittima erogazione di risorse
finanziarie relative al funzionamento dell'ufficio del difensore
civico (ad oggi privo del titolare) ed al pagamento di indennità
mensili e di rimborsi spese da 5 luglio 2009 non più dovuti;
5 - se ritengano di dovere evidenziare, mediante circolare ed in
base alla vigente normativa, che tutti gli enti locali dell'Isola,
nell'eleggere il difensore civico, si adoperino scrupolosamente per
far ricadere la scelta su personalità davvero indipendenti,
estranee agli apparati dei partiti ed alla vita politica e
amministrativa dell'ente, dotati di riconosciuta professionalità e
competenza soprattutto nel campo dei diritti di cittadinanza e
dell'organizzazione amministrativa e dei servizi pubblici. (713)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
APPRENDI
«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali, premesso che la situazione economica del Comune
di Palermo segnala gravissime difficoltà di bilancio, cui
l'Amministrazione comunale ha pensato di porre rimedio attraverso
l'aumento della TARSU e, in ultimo, il raddoppio dell'IRPEF;
visto che i suddetti aumenti non sono stati approvati per la ferma
opposizione della minoranza e per le divisioni interne della
maggioranza e che permangono le cause strutturali che hanno
determinato il grave deficit del Comune di Palermo;
osservato che la nuova erogazione a favore del Comune da parte del
CIPE (150 milioni per il triennio 2009-2011) sarà destinata, in
gran parte, secondo le dichiarazioni del Sindaco, al ripianamento
del deficit dell'AMIA (Azienda municipale d'igiene ambientale);
considerato che problemi di gruppi dirigenti e di bilancio simili
a quelli registrati per l'AMIA sono ipotizzabili nelle altre
aziende dipendenti o controllate dal Municipio di Palermo;
vista la necessità di riportare ordine nella finanza pubblica
nella nostra Regione, al fine di evitare sprechi, malgoverno e
dissipazione di risorse altrimenti utilizzabili per restituire
prospettive all'economia e migliori servizi ai cittadini;
per sapere se non ritenga urgente e necessario inviare commissari
in tutte le aziende dipendenti o vigilate dal Municipio di Palermo
al fine di verificarne i bilanci e individuare le ragioni dei
deficit di bilancio previsti o prevedibili, indicando le procedure
virtuose per riportare i bilanci in parità». (715)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
APPRENDI
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che é stata presentata la seguente interrogazione con
richiesta di risposta in Commissione:
«All'Assessore per la sanità, premesso che in data odierna si
apprende che anche per l'ospedale di Agrigento sarebbe stato
utilizzato calcestruzzo depotenziato, determinando il fatto che
travi e pilastri conterrebbero più sabbia che cemento, tanto da far
temere per la sua stabilità, soprattutto in caso di terremoto;
questa è la conclusione a cui sono giunti i periti nominati dalla
Procura, che da mesi indaga sull'ospedale inaugurato in contrada
'Consolida' appena cinque anni fa, e che, sulla base dell'ultima
perizia tecnica, si è giunti alla conclusione estremamente drastica
di dichiarare inagibile la struttura, e dunque non idonea ad
ospitare malati e personale sanitario;
la struttura ospedaliera San Giovanni Di Dio rappresenta l'unico
presidio in grado di offrire servizi globali per l'intero
comprensorio della provincia di Agrigento e che lo stesso
nosocomio, dall'1 settembre di quest'anno, assumerà la
denominazione ed il compito di Azienda sanitaria provinciale,
coordinando di fatto tutte le strutture territoriali;
per sapere quali interventi intenda assumere per far fronte
all'inevitabile disagio determinato dalla chiusura del plesso
ospedaliero San Giovanni Di Dio, quali misure intenda adottare per
garantire l'obbligatoria assistenza sanitaria, tenuto conto che non
si può prescindere dalla dotazione globale dei posti letto
assegnati alla provincia di Agrigento, che rappresenta il
fabbisogno minimo per garantire il diritto alla salute». (699)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento in Commissione con
urgenza)
CASCIO S. - LO GIUDICE - MAIRA - DINA - CORDARO
Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà inviata al
Governo e alla competente Commissione.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
RINALDI, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:
molti alunni disabili rimarranno in Sicilia senza insegnanti di
sostegno in quanto sono stati tagliati 693 posti, di cui 112 in
provincia di Catania;
i tagli previsti compromettono seriamente e irreparabilmente la
qualità del servizio scolastico pubblico in quanto, oltre agli
insegnanti di sostegno, sono stati tagliati altri 5.690 docenti e
1.600 di personale ATA;
considerato che:
con la prevista riduzione degli organici di sostegno viene messo
in discussione il diritto all'integrazione scolastica, sancito da
numerose leggi dello Stato;
la politica del Governo nazionale sull'istruzione in Sicilia,
fondata sul preminente obiettivo di conseguire risparmi ed economie
di bilancio, è devastante per la nostra Regione;
ritenuto che:
la riduzione del numero delle classi determinerà un elevato
aumento di studenti in ogni classe, con
conseguente abbassamento della qualità dell'istruzione;
la scuola in Sicilia, rispetto alle altre Regioni più ricche, è,
spesso, l'unico punto di riferimento per le famiglie e le giovani
generazioni, al cospetto del vuoto sociale che li circonda;
la scuola è sicuramente un fattore di crescita civile e sociale
nonché uno straordinario luogo di accoglienza e di integrazione
culturale e sociale, che non può essere subordinata alle esigenze
di cassa;
per sapere:
se il Governo della Regione non ritenga di dover intervenire con
proprie risorse finanziarie per pagare gli insegnanti di sostegno,
attraverso un'apposita convenzione e utilizzando le attuali
graduatorie;
quali iniziative siano state sinora assunte a difesa delle
prerogative costituzionali e statutarie attribuite alla Regione
siciliana in materia di scuola e diritto allo studio;
se non ritenga di dover assumere tutte le necessarie iniziative al
fine di impedire la distruzione di un sistema scolastico che, in
condizioni talvolta difficilissime, ha consentito il progresso
sociale e culturale della nostra Regione;
se non ritenga, altresì, di dover intervenire presso la
deputazione nazionale siciliana affinché si impegni a difendere la
scuola siciliana, consegnata a logiche di mercato che cancellano,
di fatto, il diritto alla scuola e allo studio per tutti,
scaricando sugli enti locali l'onere maggiore di fornire risposte
alle domande di istruzione che provengono dal territorio». (707)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
BARBAGALLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:
i tagli previsti dalla riforma Gelmini compromettono gravemente la
qualità della scuola siciliana;
in particolar modo, gli alunni con disabilità pagheranno il prezzo
più alto a causa dei tagli al numero degli insegnanti di sostegno,
indispensabili alla loro integrazione sociale;
ritenuto che:
con puro calcolo ragionieristico e senza tener conto del numero
dei disabili esistenti nella nostra realtà regionale, la riforma
Gelmini taglia, di fatto, l'unico sostegno che è rappresentato
dalla scuola alle numerose famiglie con figli disabili;
l'applicazione del piano di riequilibrio degli organici di
sostegno crea seri problemi, aggravati dal fatto che le
amministrazioni locali riducono nel contempo i servizi resi ai
soggetti disabili, anche a causa del taglio dell'ICI voluto dal
Governo nazionale che ha provocato una gravissima riduzione dei
loro budget finanziari;
considerato che:
i tagli al sostegno destano molta preoccupazione perché colpiscono
proprio la scuola, luogo da dove parte la vera integrazione dei
ragazzi diversamente abili;
togliere alle famiglie dei diversamente abili insegnanti che,
quotidianamente all'interno della Scuola, si occupano dei loro
ragazzi, aiutandoli sia a livello scolastico, sia a livello di
integrazione, equivale a negar loro la speranza che un domani ci
possa essere un posto nella società anche per i loro figli;
atteso che:
già dal prossimo anno scolastico alle famiglie dei diversamente
abili verrà meno l'assistenza gratuita goduta fino allo scorso
anno;
gli alunni disabili nella nostra Regione sono in netto aumento
rispetto allo scorso anno scolastico;
in Sicilia, più che nel resto del Paese, la scuola è per molti
disabili l'unica occasione per integrarsi nella società;
rilevato che anche la giurisprudenza ormai consolidata considera
le ore di sostegno un diritto individuale degli alunni con
disabilità e ritiene tali ore l'unica risorsa a tutela del diritto
allo studio di tali alunni;
per sapere se, anche alla luce delle considerazioni sopra esposte,
il Governo della Regione non ritenga di doversi far carico delle
sorti dei propri disabili, delle loro famiglie e dei docenti,
finanziando direttamente, in sede di variazioni di bilancio la
somma di 8 milioni e 500 mila euro necessaria per ridurre di 300
unità la prevista soppressione di n. 693 insegnanti 'perdenti
cattedra', così come stabilito dalla riforma Gelmini, garantendo,
in tal modo, il sostegno ai disabili e alle loro famiglie per il
periodo scolastico di settembre-giugno». (708)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
RINALDI
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e le autonomie locali, premesso che:
il Comune di Partinico (PA), con avviso pubblico affisso all'albo
pretorio dal 10 marzo al 29 maggio 2009, manifestava la volontà di
concedere, in favore di privati, l'edificio di civile abitazione
con sede in Partinico via E. Fermi 33/35, confiscato alla mafia;
l'osservatorio 'Sviluppo e Legalità Giuseppe La Franca' con sede
in Partinico, unitamente all'associazione ONLUS, 'Non solo
Portella', presentava istanza;
con verbale del 9 giugno 2009, la commissione ha escluso la
predetta istanza, scegliendo, invece, di concedere il bene
all'associazione 'Gatto Silvestro' sempre di Partinico;
considerato che:
le motivazioni addotte dall'Amministrazione a sostegno
dell'esclusione dell'osservatorio 'Sviluppo e Legalità Giuseppe La
Franca', unitamente all'associazione ONLUS, 'Non solo Portella',
non sono fondate su elementi di fatto e di diritto previsti
dall'avviso pubblico;
la procedura amministrativa di concessione presenta delle
gravissime irregolarità, in quanto risulta che alcune associazioni
(nella specie associazione 'Libera Mente'), pur avendo presentato
il plico successivamente alla data, tassativamente indicata
dall'avviso pubblico, non sono state escluse, come invece avrebbero
dovuto essere, ma hanno partecipato alla selezione;
quanto è accaduto rappresenta una gravissima violazione di legge,
ed in particolare la procedura seguita dall'Amministrazione
comunale viola le norme indicate nell'avviso pubblico, che prevede
l'esclusione in caso di domanda tardiva o comunque oltre il termine
fissato;
ritenuto che la procedura di assegnazione del bene confiscato
appare inficiata da irregolarità procedurali ed amministrative;
per sapere quali provvedimenti necessari ed opportuni intendano
adottare al fine di far luce e chiarezza su quanto è accaduto
presso il Comune di Partinico in relazione alla procedura di
assegnazione del bene confiscato alla mafia, sito in via E. Fermi
n. 33/35». (710)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:
in data 30 settembre 2005 il Comune di Monreale (PA) e la
Soprintendenza ai beni culturali ed ambientali sottoscrivevano una
convenzione per le finalità di cui all'articolo 7 della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive modifiche ed
integrazioni, relativa alla gestione dei siti tra cui il 'Chiostro
di Santa Maria la Nuova';
la gestione del servizio di biglietteria è stata curata dalla ATI
Federico II, con sede in Palermo, via Campolo 7, (presso il New
Paradice s.n.c.);
la predetta ATI ha l'obbligo di versare al Comune di Monreale il
30% degli introiti derivanti dai biglietti di ingresso al Chiostro;
considerato che dalla documentazione degli uffici di competenza è
emerso che dal 2004 al 2006 l'ATI Federico II non ha effettuato
alcun versamento al Comune di Monreale e che risulta debitrice di
circa 600 mila euro;
ritenuto che non risulta essere stato effettuato alcun pagamento
da parte dell'ATI Federico II, in quanto non risultano versamenti
effettuati né in favore della Regione siciliana né in favore del
Comune di Monreale;
per sapere:
quali provvedimenti intendano adottare al fine di verificare se vi
siano stati anomalie o irregolarità nella gestione, da parte
dell'ATI Federico II, della biglietteria del Chiostro di Monreale;
se non valutino, pertanto, opportuno l'avvio un'indagine sull'ATI
Federico II». (711)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
le farmacie rurali dei Comuni di Favignana, Lampedusa, Leni,
Lipari, Malfa, Pantelleria e Ustica, per il tramite dell'Unione
regionale dei titolari di farmacie, con più sollecitazioni, hanno
richiesto il pagamento delle spettanze di loro competenza, ai sensi
della legge regionale n. 4 del 1999, per il periodo compreso tra il
2004 ed il 2009;
la mancata erogazione delle legittime spettanze provoca un
gravissimo danno alle fasce più deboli che saranno costrette ad
affrontare un costo più elevato dei farmaci;
considerato che:
non sussistono elementi idonei a sostegno del mancato pagamento di
quanto dovuto ai titolari delle farmacie, ai sensi della legge
regionale n. 4 del 1999;
tale situazione pregiudica fortemente il diritto alla salute dei
cittadini che risiedono nelle isole minori indicate in oggetto;
ritenuto che:
il perdurare di tale situazione è pregiudizievole sia per i
titolari delle farmacie sia per l'utenza che, in questo modo, ha un
trattamento immotivatamente diverso dagli altri cittadini del
territorio nazionale;
l'Unione regionale, per protestare contro il mancato pagamento
delle competenze, ha dichiarato che, dal 17 luglio al 9 agosto e
dal 21 al 31 agosto, le farmacie rurali sussidiate private faranno
ricorso all'assistenza farmaceutica in forma indiretta;
conseguentemente, si avrà un disagio per l'utenza con pregiudizio
per il diritto alla salute, in quanto l'erogazione dei medicinali
avverrà in forma limitata;
per sapere quali provvedimenti, necessari ed urgenti, il Governo
intenda adottare per la soluzione della problematica onde evitare
ulteriori disagi ai cittadini delle isole minori, con pregiudizio
alla salute, e procedere all'immediata erogazione di quanto
previsto dalla legge regionale n. 4 del 1999». (714)
CAPUTO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interpellanze presentate.
RINALDI, segretario f.f.:
«All'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che :
la Snam Rete Gas s.p.a., con nota del 26 giugno 2008, ai fini
dell'ottenimento della pronuncia di compatibilità ambientale del
progetto denominato 'Iniziativa Sealine Tirrenica', ha trasmesso al
Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare,
ai sensi dell'art. 23 del d.lgs. n. 152 del 2006, come modificato
dal d.lgs. n. 4 del 2008, l'istanza e l'afferente documentazione.
Copia della suddetta richiesta, correlata da documentazione e
studio di impatto ambientale, è stata altresì depositata presso
diversi enti, interessati a vario titolo dal procedimento, e in
particolare presso il Comune di Monforte San Giorgio (ME) e presso
l'Assessorato Territorio e ambiente;
considerato che, con deliberazione consiliare n. 24 del 21 agosto
2008, sono state condivise dal Consiglio comunale di Monforte San
Giorgio le eccezioni ed i rilievi dallo studio d'impatto ambientale
prospettati nella relazione del responsabile del settore tecnico-
manutentivo dello stesso Comune e che, con la stessa delibera, è
stato stabilito di dare mandato al Sindaco di formalizzare in tal
senso la presentazione di opportune osservazioni presso le
competenti autorità;
rilevato che, con nota a firma del Sindaco di Monforte San
Giorgio, in relazione al procedimento di valutazione dell'impatto
ambientale del progetto denominato 'Iniziativa Sealine Tirrenica'
proposto dalla Snam Rete Gas s.p.a., sono state formulate presso le
autorità competenti eccezioni in ordine alle verifiche tecnico-
amministrative per la procedibilità dell'istanza, nonché
osservazioni in relazione all'avviso pubblico ed all'istanza per
l'ottenimento della pronuncia di compatibilità ambientale del
progetto in argomento;
considerato ancora che gli studi meteoclimatici non sono stati
eseguiti sul sito d'interesse; infatti, essi riguardano sia un'area
posta a circa 3 chilometri più a monte rispetto a quella
dell'ipotizzata centrale ed abbracciano temporalmente un
periodo storico relativo agli anni 2004-2005-2006, sia un'area
posta addirittura ad una distanza di circa 15,5 chilometri da
Monforte San Giorgio ed un periodo storico che va da gennaio 1951 a
dicembre 1991;
evidenziato che quanto rappresentato comporta inevitabilmente
l'alterazione dei risultati conseguiti negli studi; infatti, il
predetto periodo e le aree di studio non possono far testo, in
quanto da circa tre anni le condizioni meteoclimatiche del
territorio sono caratterizzate da una profondissima instabilità che
introduce un concetto fondamentale di repentina variabilità
climatica, che è stato fonte di grande preoccupazione per il Comune
e per le strutture di Protezione civile;
verificato che questa zona ha subito in detto arco temporale,
com'è dato rilevare dall'archivio storico della Protezione civile,
devastanti fenomeni climatici del tutto inconsueti rispetto alle
tradizionali caratteristiche stagionali locali e che si sono
abbattute sul territorio piogge alluvionali che hanno comportato
notevoli dissesti idrogeologici, danneggiamento delle reti viarie,
ingrossamento e minaccia di tracimazione del torrente Niceto
rispetto agli argini di contenimento, con rischio d'interessamento
del sito ipotizzato per la realizzazione della centrale di
compressione SNAM e pregiudizio per la pubblica e privata
incolumità;
verificato, inoltre, che hanno spirato in quest'ultimo periodo
venti disastrosi, soprattutto da nord-ovest (tramontana, maestrale
e vento di ponente) che hanno generato mareggiate ed accentuato
l'erosione della costa, provocando danneggiamenti alle strutture
urbano-industriali, agli impianti di trasporto dell'energia
elettrica, alle linee telefoniche ed al patrimonio agrosilvo-
pastorale, e che a comprovare quanto sopra, presso l'area in
studio, un'empirica lettura del territorio fa constatare
l'esistenza di massi frangiflutti posti per proteggere la piazza
esistente dalle mareggiate e di barriere frangivento, costituite da
schiere di cipressi piramidali, poste a protezione delle colture
dai superiori venti;
considerato, inoltre, che gli studi afferenti alla qualità
dell'aria, effettuati dalla SNAM, riguardanti le immissioni in
atmosfera, sono stati condotti in un arco temporale che va dall'8
al 22 agosto 2007. E' facilmente intuibile l'inattendibilità
degli stessi, atteso che monitorizzano un periodo in cui tutte le
industrie poste in prossimità dell'area d'interesse risultano
chiuse per le ferie estive;
ritenuto che lo studio prodotto, pertanto, è inficiato da vizi
metodologici i quali, basandosi poi su i dati statistici superati,
hanno prodotto dei risultati totalmente destituiti di fondamento e
che la diversa disposizione dei venti predominanti rispetto al
quadro base dello studio prodotto dalla SNAM comporta l'alterazione
dei risultati sulla capacità dell'atmosfera di disperdere le
immissioni inquinanti, generando un grave pericolo per la frazione
Marina, in quanto i venti, spirando prevalentemente in direzione
nord-ovest, spingeranno sull'abitato della stessa regione le
immissioni inquinanti, facendole ivi stazionare;
per conoscere, a sostegno delle legittime iniziative intraprese
dal Sindaco e dal Consiglio comunale del Comune di Monforte San
Giorgio e nella considerazione, che suscita ancora più allarme, dal
fatto che, nonostante quanto premesso, lo studio ha prodotto dei
risultati prossimi ai limiti minimi di sicurezza previsti dalla
vigente normativa, quali provvedimenti urgenti intenda adottare al
fine di salvaguardare la salute e il grave pericolo per
l'incolumità dei cittadini del comune di Monforte San Giorgio e dei
comuni limitrofi, fortemente minacciati dalla richiesta della
società Snam Rete Gas s.p.a. che ulteriormente appesantisce un
comprensorio ad alto rischio ambientale». (66)
CORONA
«All'Assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione, premesso che:
l'istituzione del Museo archeologico regionale di Centuripe (EN)
risale al 2004 (art. 127, comma 18, della legge regionale n. 17 del
2004, modificativa della legge regionale n. 17 del 1991,
concernente l'istituzione e l'ordinamento dei musei regionali);
a tutt'oggi, non risulta esservi un direttore responsabile al
suddetto Museo;
per conoscere:
se sia prevista la nomina di un direttore al Museo archeologico
regionale di Centuripe da parte del Governo regionale;
nel caso affermativo, quali siano i motivi che ne hanno finora
ostacolato la nomina». (67)
GALVAGNO
PRESIDENTE. Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno
annunzio senza che il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le
interpellanze si intendono accettate e saranno iscritte all'ordine
del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunicazione di decadenza di firma da interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito della sua opzione per il
Parlamento Europeo, di cui l'Assemblea ha preso atto nella seduta
n. 104 del 28 luglio 2009, è decaduta la firma dell'onorevole
Antonio Antinoro dalla interrogazione a risposta in Commissione
numero 664 «Notizie in merito alle procedure adottate per la
sostituzione dei commissari straordinari presso le due aziende
ospedaliere di Enna e Messina».
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 31 luglio 2009, pervenuta
in pari data, l'onorevole Cintola ha dichiarato, a norma dell'art.
23 del Regolamento interno, di aderire al Gruppo parlamentare
UDC'.
L'Assemblea ne prende atto.
Territorio e Ambiente
Presidenza del vicepresidente Formica
Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della Rubrica
Territorio e Ambiente'
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno:
Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della Rubrica
Territorio e Ambiente'.
Si inizia con l'interrogazione numero 23 «Richiesta di un
intervento per la salvaguardia della salute dei residenti nelle
contrade Pezzingoli - Fiumelato (PA), in condizioni di pericolo a
causa di una discarica a cielo aperto», a firma dell'onorevole
Caputo. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all' Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
nelle contrade Pezzingoli - Fiumelato, territorio di Monreale, le
acque nere provenienti dalla frazione di Pioppo confluiscono nel
fiume Oreto di Palermo attraversando numerose zone del centro
abitato delle superiori frazioni;
lo scarico di liquami attraverso l'alveo del fiume crea condizioni
di grave pericolo per la salute pubblica;
atteso che nelle predette zone vi sono insediamenti di centinaia
di nuclei familiari,
per sapere, quali provvedimenti intenda adottare il Governo della
Regione, al fine di attivare tutte le iniziative per la
salvaguardia della salute pubblica dei residenti». (23)
Ha facoltà di parlare l'assessore per il territorio e l'ambiente,
professore Milone, per fornire la risposta.
MILONE, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli deputati, con espresso riferimento
all'interrogazione presentata dall'onorevole Salvino Caputo, mi
piace rappresentare che il convogliamento delle acque reflue urbane
con la scelta delle opere da realizzare, al fine di effettuare un
corretto smaltimento di liquami, è intestata al Sindaco
dell'Amministrazione comunale competente, il quale ha l'onere e il
dovere di porre in essere tutti gli atti di somma urgenza nei casi
in cui si presentino gravi emergenze sanitarie o ambientali, e
tutti gli atti di programmazione di settore negli altri casi che si
presentino.
Ad ogni buon fine, si rappresenta che le risorse economiche per la
realizzazione delle opere fognarie e depurative di competenza
comunale sono gestite oggi dall'Agenzia regionale dei rifiuti e
delle acque e dall'ATO competente, a cui i Comuni devono fare
riferimento anche per le priorità che si presentano nel proprio
territorio.
L'Assessorato Territorio può solo, e lo farà, trasferire
l'interrogazione di che trattasi ai suddetti organi per gli aspetti
di competenza e, nel contempo, si pone l'obbligo di richiedere al
Sindaco del Comune quali interventi abbia già proposto o quali
interventi, in alternativa, intenda proporre per risolvere la
problematica che è stata posta all'attenzione.
Si ribadisce, comunque, che ove dovessero sussistere, persistere
priorità di emergenza sanitaria, il Sindaco è tenuto a porre in
essere tutte quelle attività o interventi necessari per la tutela
della salute dei cittadini residenti.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Caputo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
CAPUTO. Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 93 «Notizie
riguardo al progetto per la realizzazione di una passerella
pedonale sul fiume Calcinara nel territorio del comune di Sortino
(SR)», a firma degli onorevoli Vinciullo, Aricò e Pogliese. Ne do
lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che, con il decreto del 29 giugno 2007
protocollo numero 454/54, la Corte dei Conti ha decretato
l'ammissione al finanziamento del progetto esecutivo dei lavori
riguardanti la riattivazione dell'antico attraversamento sul fiume
Calcinara e la costruzione di una passerella di collegamento
pedonale sul torrente Calcinara, in località Serramenzana, nel
territorio del comune di Sortino (SR);
rilevato che:
quest'opera, fra l'altro, è importante per la fruizione di un'area
tra le più belle della nostra terra, che ospita la necropoli di
Pantalica (la più grande d'Europa) che ha ricevuto recentemente il
riconoscimento UNESCO quale patrimonio dell'umanità;
i rappresentanti UNESCO hanno definito l'opera in questione
'eccezionale e necessaria per il territorio';
il progetto di massima e la scelta dell'ubicazione è stata
approvata dalla soprintendenza ai beni culturali ed ambientali di
Siracusa;
l'Azienda foreste demaniali ha ritenuto l'opera 'funzionale alla
riserva naturale orientata Pantalica - Valle dell'Anapo e
necessaria ai fini di protezione civile';
l'opera è stata concertata, sul nascere, prima dalla consulta dei
comuni montani aretusei e, recentemente, dai comuni del
comprensorio del Pit Hyblon Tukles;
il comune di Sortino ha contratto un mutuo oneroso per saldare la
progettazione dell'opera;
l'opera è ricompresa, fra l'altro, nel piano di riqualificazione
urbana e di sviluppo sostenibile della provincia di Siracusa;
la progettazione esecutiva è stata approvata a seguito di apposita
conferenza dei servizi sulla cui legittimità si è espresso
reiteratamente il Tribunale amministrativo regionale di Catania;
lo stesso TAR, fra l'altro, ha dimostrato 'l'irrilevante
ambientale' della passerella de qua, cioè la mancanza assoluta di
impatto ambientale ordinando all'Assessorato del territorio e
dell'ambiente di rilasciare apposito nulla osta alla realizzazione
dell'opera per la parte relativa al servizio del medesimo
Assessorato che non ha preso parte alla conferenza di servizi di
approvazione dell'opera. Preme ricordare che altri servizi dello
stesso Assessorato del territorio e dell'ambiente hanno partecipato
ai lavori della conferenza dei servizi esprimendo parere ampiamente
positivo;
considerato, infine, che ad oggi l'ente gestore dei fondi, il PIT
numero 28, non ha emesso il bando per appaltare i lavori di cui
trattasi;
per sapere:
quali azioni voglia porre in essere l'Amministrazione regionale
per assicurare il buon esito del decreto di finanziamento e
l'inizio dei lavori di realizzazione della passerella pedonale sul
fiume Calcinara, a giusto ristoro delle popolazioni che abitano in
un territorio già abbastanza onerato per oltre il 50 per cento da
servitù demaniali;
se non ritenga utile, nelle more, nominare un Commissario ad acta
al fine di sbloccare il tortuoso iter amministrativo, dando giusta
attuazione alle varie sentenze emanate dagli organi di giustizia
amministrativa». (93)
Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.
MILONE, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli deputati, in merito all'atto ispettivo
proposto dall'onorevole Vinciullo rassegno una brevissima premessa
che serve per la comprensione esaustiva dell'atto medesimo.
Con nota del 2002, il Comune di Sortino richiedeva al Servizio 7
l'approvazione della valutazione di impatto ambientale, oggi
chiamata V.I.A.-V.A.S., cercando di ottenere la verifica di
compatibilità ambientale.
Con nota successiva il Servizio 7 V.I.A comunicava al Comune che
le opere di cui trattasi non erano assoggettabili e comunque non
necessitavano dell'approvazione della valutazione di impatto
ambientale perché l'opera ricadeva all'interno della riserva
naturale orientata Pantalica - Valle dell'Anapo e Torrente Cava
Grande.
Tutto ciò veniva ribadito dagli uffici competenti. Successivamente
ancora, il 3 giugno, il C.R.P.P.N. esprimeva parere motivato
contrario all'esecuzione dell'opera in argomento e, a seguito del
parere contrario, il Comune presentava una variante al progetto
tendente alla ridefinizione o comunque alla riconsiderazione o
formulazione del parere negativo.
Sulla scorta del progetto presentato, comunque, il C.R.P.P.N.
continuava nella sua posizione di rigetto dell'opera.
Ripeto ancora, ma lo ripeto per opportuna conoscenza mia e
dell'Aula, che l'opera in argomento ricade nella Riserva naturale
orientata che ho testé enunciato e, riportando quanto riferito nel
regolamento della Riserva stessa, ricordo che l'articolo 2, punto
2.1 a), vieta espressamente, in maniera molto precisa e puntuale,
di realizzare nuove costruzioni e di esercitare qualsiasi attività
che comporti trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio.
Pertanto, l'apertura di nuove strade o - che dir si voglia -
passerelle è assolutamente in contrasto con il regolamento della
Riserva.
Aggiungo, altresì, per completezza di informazioni, che secondo
quanto stabilito con la legge regionale 14 del 1988, dalla data di
istituzione delle riserve le previsioni degli strumenti urbanistici
approvati o adottati nelle aree delimitate come riserve sono
inefficaci e nelle predette aree, quindi, vigono le disposizioni
contenute nel regolamento di cui all'articolo 6, terzo comma, della
suddetta legge.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Pogliese per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'Assessore.
POGLIESE. Mi dichiaro soddisfatto.
Presidenza del vicepresidente Formica
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Caronia ha chiesto congedo
per le sedute che si terranno dal 4 al 7 agosto 2009.
L'Assemblea ne prende atto.
Territorio e Ambiente
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende lo svolgimento di interrogazioni e interpellanze
della rubrica Territorio e ambiente'
PRESIDENTE. Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione
numero 110 «Notizie sul numero dei progetti eolici e fotovoltaici
presentati dalle aziende del settore», a firma dell'onorevole
Faraone, é trasformata in interrogazione con richiesta di risposta
scritta.
Si passa all'interrogazione numero 129 «Notizie sulla gestione dei
rifiuti in alcuni comuni dell'Agrigentino», a firma dell'onorevole
Di Benedetto. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per la sanità e
all'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che, già
l'anno scorso, i rifiuti provenienti dalla Campania scaricati nella
discarica di contrada Matarana, catastalmente nel territorio di
Siciliana (AG), avevano indotto la popolazione locale a esprimere
vive preoccupazioni sui pericoli per la salute che ne sarebbero
derivati;
ricordato che tali preoccupazioni avevano riguardato gli abitanti
dei comuni viciniori e in particolare del comune di Montallegro,
essendo quello più vicino alla discarica e attraversato
incessantemente da autocompattatori e container che riversano
liquidi per strada;
visto che la discarica in contrada Matarana è nata nei primi anni
novanta come discarica sub comprensoriale a servizio dei tre comuni
di Cattolica Eraclea, Montallegro e Siculiana ed è stata progettata
per durare trent'anni, mentre adesso è divenuta, di fatto, una
pattumiera di rilievo nazionale al servizio di numerosi altri comuni
della provincia di Agrigento e di altre province della Regione;
rilevato che nella discarica sono stati effettuati negli anni
numerosi ampliamenti, con grave pregiudizio della zona in cui
insiste e, anche, dei territori circostanti ad alta vocazione
turistica;
rilevato, altresì, che da qualche anno a Montallegro e nei comuni
viciniori di Cattolica Eraclea, Siculiana e Realmonte si registra
una preoccupante escalation di patologie tumorali;
appreso che da verbali redatti da vigili urbani di Montallegro e
di Cattolica Eraclea in due sopralluoghi svolti nel mese di agosto
sono state rilevate, fotografate e verbalizzate dispersioni di
liquame (in violazione dell'art. 15, comma 1, lett. f e comma 3, del
codice della strada) da parte di ben 27 tra gli autocompattatori
diretti alla discarica di contrada Matarana, rendendo pericolosa la
sede stradale e creando situazioni di notevole disagio per la
produzione di vapori maleodoranti durante le ore più calde della
giornata;
rilevato ancora che sul percorso sono presenti diversi esercizi
commerciali, un ambulatorio medico e l'area attrezzata Costa Domini,
frequentata da moltissime famiglie, anche di paesi limitrofi, e che
la carreggiata non è adeguata ad accogliere l'incontro di due
autocarri, creando problemi di traffico e di sicurezza non
secondari;
per sapere:
se sia vero che sono in corso di autorizzazione ulteriori
ampliamenti della discarica, con la realizzazione di una nuova vasca
nel confinante territorio di Montallegro;
se sia vero che nella discarica di Siculiana vengono smaltiti gli
scarti di lavorazione dell'ANIC di Gela;
se sia vero che nel sito è in corso di realizzazione una discarica
per l'amianto, già autorizzata dall'Assessorato per il territorio e
l'ambiente;
se non ritengano di dover realizzare un percorso alternativo fuori
dal centro abitato per consentire il raggiungimento della discarica
da parte dei mezzi;
quali attività hanno posto in essere ARPA, polizia provinciale di
Agrigento, l'AUSL 1 di Agrigento a seguito della segnalazione delle
presenze di percolato inquinante lungo il tragitto della s.s. 115;
quali attività il Governo regionale ritenga di mettere in atto per
verificare la salubrità delle campagne circostanti e per il
risanamento ambientale dei comuni prossimi alla discarica». (129)
Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.
MILONE, assessore per il territorio e l'ambiente. In merito
all'interrogazione presentata dall'onorevole Di Benedetto
rappresento, in particolare, che l'argomento su cui si accentra e
si concentra l'attenzione dell'interrogazione si riferisce
soprattutto alla discarica di contrada Matarano del comune di
Siculiana.
Su questo argomento confermo che, con provvedimento dell'8 aprile
2008, del Servizio 2 V.I.A.-V.A.S., è stata rilasciata l'A.I.A.,
l'autorizzazione integrata ambientale riguardante l'aumento della
capacità produttiva della discarica di rifiuti non pericolosi del
comune di Siciliana.
Mi pare sia questo l'oggetto principale della richiesta di
interrogazione.
In ogni caso, non risultano atti o documenti relativi ad
un'attività istruttoria per autorizzazione allo smaltimento di
amianto nel sito in esame.
Dal canto suo, il settore 4 dell'Assessorato del territorio,
Osservatorio sui rifiuti, ci segnala ulteriormente che non
risultano essere autorizzati in detta discarica rifiuti pericolosi,
quindi, fra quelli pericolosi, anche l'amianto.
Pertanto non è in corso né, d'altra parte, può essere in corso, la
realizzazione di alcuna discarica per l'amianto.
Nella discarica di che trattasi risulta autorizzato solo,
unicamente, lo smaltimento di rifiuti non pericolosi.
Per quanto concerne, poi, la ricerca di percorso alternativo si
segnala che di detta evidenza è già stato tenuto conto nella sede
opportuna, cioè nella sede deputata alla procedura autorizzatoria
e, comunque, saranno successivamente valutate tutte le eventuali
possibili alternative.
In merito allo smaltimento di scarti di lavorazione dell'ANIC di
Gela', il gestore, a seguito di richiesta della Provincia regionale
di Agrigento, ha comunicato alla stessa Provincia che non procede
allo smaltimento di detti scarti.
Riguardo, infine, alle preoccupazioni che sono state rappresentate
sui pericoli per la salute che ne deriverebbero in ordine alla
preoccupante rappresentata escalation del sorgere di eventuali
patologie tumorali, riferisco che la predetta discarica è stata già
oggetto di controlli approfonditi da parte dell'Azienda sanitaria
locale, della Provincia, nonché di una specifica collaborazione
scientifica condotta in sinergia tra il Politecnico di Milano,
l'Università di Studi di Catania e la Fondazione Mario Negri.
L'esito di questa sinergia scientifica è stata l'assenza di rischi
per malattie respiratorie o altre patologie ancora più gravi.
Ciò nonostante, e concludo, l'Assessorato del Territorio, nella
qualità e nello svolgimento della funzione di organo di controllo,
secondo quanto stabilito dall'articolo 197 del D.L.vo 152/06,
vigilerà per il tramite della Provincia regionale competente sulle
attività di gestione e sugli eventuali accertamenti di violazione
di cui alla parte quarta del decreto che ho appena citato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Benedetto per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'assessore.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi, mi
dichiaro parzialmente soddisfatto della risposta fornita
dall'assessore, nel senso che c'è una questione riguardante
l'accesso alla discarica che non mi pare sia stata sufficientemente
affrontata nella risposta.
I mezzi per accedere alla discarica attraversano il centro
abitato, sono state fatte ripetute segnalazioni da parte dei vigili
urbani e della polizia provinciale che, con dovizia di particolari,
con verbali redatti e con fotografie dei siti, rilevano la costante
presenza di percolato e continuo, soprattutto nei mesi estivi,
quando il percolato è maggiore, anche per le alte temperature nel
centro urbano.
Io credo che la Regione debba farsi carico rapidamente del
problema con la progettazione e la realizzazione di un percorso
alternativo, che bypassi il centro urbano, per il raggiungimento
della discarica.
Sulle altre cose mi dichiaro parzialmente soddisfatto perché mi
pare che ci sia una puntuale risposta. Però ritengo che debbano
essere resi pubblici gli studi in sinergia effettuati sul sito, in
maniera da tranquillizzare anche la popolazione, perché su queste
questioni, non solo nel comune di Montallegro, ma anche a Siculiana
e nei comuni viciniori, c'è un allarme sociale per questa
problematica; ma, dando le sufficienti informazioni, si può
tranquillizzare l'intera popolazione.
Vorrei sapere, altresì, se lo studio riguarda soltanto l'uso della
discarica o se sia stato effettuato anche uno studio sulle aree
circostanti.
PRESIDENTE. Sicuramente il Governo prenderà nota delle
osservazioni e ci sarà tempo per approfondire.
Si passa all'interrogazione numero 142 «Notizie sullo stato della
discarica di Motta S. Anastasia (CT)», a firma degli onorevoli Di
Guardo, Barbagallo, Fiorenza e Raia. Ne do lettura:
«All'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che il
Governo regionale intende procedere all'individuazione di circa 20
discariche per rifiuti solidi urbani per far fronte, nei prossimi
tre anni, ai ritardi sopraggiunti nella costruzione dei previsti
termovalorizzatori;
appreso che tra gli impianti che l'Assessorato in indirizzo intende
attivare è previsto anche l'ampliamento della discarica di Motta S.
Anastasia (contrada Tiritì - CT);
considerato che la sopra menzionata discarica ha superato ogni
limite di saturazione, avendo, nella sua più che trentennale
attività, abbancato nelle sue viscere milioni di tonnellate di
rifiuti di ogni genere e continuando tuttora ad accogliere oltre
1.000 tonnellate di rifiuti solidi urbani al giorno;
considerato, altresì, che detta discarica, ubicata vicino al centro
abitato di Motta S. Anastasia e a poche centinaia di metri da
quello di Misterbianco, produce esalazioni di insopportabili miasmi
fetidi che, specie nel periodo estivo, ammorbano l'aria dei vicini
centri urbani costituendo un'autentica minaccia alla salute degli
abitanti di entrambi i comuni (oltre 155 mila);
considerato, infine, che in più occasioni i cittadini di
Misterbianco, maggiormente colpiti dalle esalazioni di biogas
provenienti dalla discarica, hanno invocato la chiusura definitiva
e la messa in sicurezza di detto impianto;
per sapere se risulti vera la volontà di ampliare la discarica di
Motta S. Anastasia o se, invece, come è oltremodo auspicabile,
intenda provvedere alla chiusura definitiva di detto impianto
liberando così i cittadini di Motta S. Anastasia e di Misterbianco
dall'inaccettabile condanna a vivere in un ambiente malsano e
pericoloso per la salute». (142)
Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.
MILONE, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli deputati, il contenuto dell'interrogazione si
concentra sulla richiesta di notizie in ordine allo stato della
discarica di Motta S. Anastasia.
In merito a questo, rappresento che la ditta Oikos s.p.a., nel
giugno 2007, ha fatto istanza all'Assessorato Territorio e ambiente
al fine di ottenere il rilascio dell'A.I.A., autorizzazione
integrata ambientale, per l'ampliamento della discarica di rifiuti
non pericolosi nel comune di Motta Sant'Anastasia contrada Valanghe
d'Inverno.
La citata discarica è stata inserita formalmente nel piano
provinciale dei rifiuti della Provincia di Catania; lo stesso ente
provinciale ha già richiesto all'ARRA l'inserimento anche nel
redigendo nuovo Piano Regionale Rifiuti.
In buona sostanza comunque, il competente Servizio 2 V.A.S.-V.I.A.
dell'Assessorato del Territorio, dopo avere acquisito i pareri di
rito, ha provveduto a rilasciare il decreto di Autorizzazione
Integrata Ambientale che risponde, quindi, a quelle che sono le
richieste dell'onorevole Di Guardo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Guardo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'assessore.
DI GUARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
intervengo per esprimere il mio disappunto oltre a dichiararmi
insoddisfatto della risposta perché ho appreso, proprio adesso,
dalle sue parole che l'autorizzazione ad ampliare la discarica di
Motta S. Anastasia è già avanti nella procedura e, quindi, credo
che sarà concessa.
Assessore, lei è fresco di nomina e non ha potuto seguire gli
sviluppi di questa discarica.
Basti pensare alle altre interrogazioni presentate nella scorsa
legislatura ed è da un anno che ho presentato questa interrogazione
e solo oggi mi si dà risposta.
Ho capito, adesso, il motivo di questo ritardo perché, nel
frattempo, si sono portate avanti tutte le procedure per concedere
un ampliamento.
Assessore, lei deve sapere che si tratta di una discarica nata
trent'anni fa che ha ricevuto milioni di tonnellate di rifiuti da
tutta la Sicilia.
Tra questa discarica esistono due comuni, Motta S. Anastasia e
Misterbianco. La discarica dista non più di trecento metri dal
centro abitato e in estate ammorba l'aria e quindi i cittadini.
Non soltanto chiedo che non si proceda al rilascio della
concessione per l'ampliamento, ma bisogna ordinare la chiusura di
questa discarica.
E' una iattura per quella realtà che conta più di 60 mila
abitanti.
Mi rendo conto che lei, Assessore, non può conoscere la storia di
questa vicenda. La prego di prendere nota che non si può, a cuor
leggero, concedere l'ampliamento. Credo che lei mi possa garantire
che, alla ripresa dei lavori a settembre, si proceda ad un
sopralluogo per trovare nuove soluzioni.
La discarica di Motta S. Anastasia va chiusa subito Si possono
trovare siti alternativi perché già le realtà di Misterbianco e
Motta hanno pagato un prezzo enorme. La discarica di Motta ha
rappresentato per tanti anni un luogo dove si sono concentrati
tutti i rifiuti di mezza Sicilia.
Mi auguro che a settembre si possano assumere iniziative positive
per dare speranza e respiro a quelle comunità.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 197 «Mancata nomina
del commissario ad acta presso il comune di Monreale (PA) per
l'esecuzione dell'ordinanza TAR Sicilia n. 1294/2005»,
dell'onorevole Caputo. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
il signor Remo Albano, unitamente ad alcuni familiari, presentava
ricorso contro il comune di Monreale per l'esecuzione
dell'ordinanza cautelare emessa dal TAR Sicilia, sezione di
Palermo, n. 1294 del 6 dicembre 2005, finalizzata ad ottenere
l'esecuzione di quanto contenuto nell'ordinanza medesima;
il TAR Sicilia di Palermo, sezione III, accogliendo l'istanza dei
ricorrenti, obbligava il comune di Monreale ad eseguire quanto
contenuto nell'ordinanza, assegnando il termine di 30 giorni per
provvedervi;
Il TAR disponeva altresì, in caso di inadempienza, di nominare il
dirigente del dipartimento urbanistica dell'Assessorato regionale
Territorio e ambiente quale commissario ad acta, col fine di
provvedere a quanto avrebbe dovuto fare il comune di Monreale;
considerato che l'ente non ha provveduto, nonostante l'ordinanza
del TAR sia stata depositata il 20 novembre 2006;
per sapere quali iniziative intendano assumere al fine di ottenere
la nomina del commissario ed il suo invio presso il comune di
Monreale per potere adempiere a quanto previsto nell'ordinanza
citata in premessa». (197)
Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.
MILONE, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli deputati, in merito alla interrogazione
presentata dall'onorevole Caputo rappresento che questa vicenda,
cioè la mancata nomina del Commissario ad acta presso il Comune di
Monreale, ha una data ben precisa, quella del 15 febbraio 2007, nel
momento in cui perveniva all'Assessorato Territorio e ambiente
l'ordinanza TAR Sicilia del 2006 per l'esecuzione dell'ordinanza in
oggetto.
Mi preme, comunque, ricordare che proprio il dirigente dell'Area
Pianificazione e Assetto del Territorio del Comune di Monreale
inviava una nota con cui comunicava la predisposizione della
variante allo strumento urbanistico.
La stessa nota conteneva una indicazione e cioè la trasmissione
all'Ufficio del Genio Civile di Palermo della proposta di delibera,
ai fini dell'acquisizione del parere di competenza ai sensi della
legge 64/74, articolo 13.
Nel contempo era stato indicato un professionista per la redazione
dello studio geologico di supporto alla richiesta dell'articolo 13
della suddetta legge.
Pertanto il responsabile dell'Ufficio tecnico del comune di
Monreale comunicava, in seguito, l'avvenuta acquisizione del
parere da parte del Genio civile in merito all'articolo 13 della
legge 64/74.
In data 25 gennaio 2008, perveniva, sempre dal comune di Monreale,
dal Settore pianificazione, la comunicazione che era stata
trasmessa al Servizio Assistenza Organi Istituzionali del Comune
stesso, la proposta di deliberazione del Consiglio comunale avente
per oggetto adozione di variante al PRG per la realizzazione di un
parcheggio nella frazione di Villaciambra'.
Vorrei concludere questo intervento comunicando che, proprio in
data 19 dicembre 2008, perveniva all'Assessorato Territorio e, nel
contempo, per conoscenza, alla Segreteria del TAR di Palermo, una
nota successiva del Comune, con allegato l'atto deliberativo, con
la quale si comunicava - e, quindi, si chiedeva di prendere
sostanzialmente atto - che il Consiglio comunale, con propria
delibera numero 82 del 6 novembre 2008, non aveva approvato la
proposta di delibera avente per oggetto la variante stessa.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Caputo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'assessore.
CAPUTO. Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 200 «Verifica
della regolarità e legittimità dei lavori eseguiti nel comune di
Sinagra (ME)», a firma dell'onorevole Rinaldi. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, considerato che:
il comune di Sinagra (ME) ha avuto finanziato dall'Assessorato
Territorio ed ambiente, nell'ambito del completamento di
programmazione POR Sicilia 2000- 2006 misura 1.07 'Protezione e
consolidamento versanti II Fase', i lavori per la messa in
sicurezza dell'area denominata 'Limari- Piano Monaci', per
l'importo di euro 4.290.999,38;
trattasi, al contrario di quanto farebbero pensare il titolo del
progetto ed il decreto di finanziamento, non di un intervento
mirato alla messa in sicurezza del versante individuato, ma della
sistemazione idraulica di un piccolissimo tratto di torrente
denominato 'Bottilleri', mediante una enorme colata di cemento e
ferro in spregio ad ogni criterio di ingegneria naturalistica e di
rispetto della natura;
si spendono 8 miliardi e 300 milioni delle vecchie lire per lavori
che interessano un tratto di circa seicento metri di questo
torrente, che non ha mai dato alcun problema e tanto meno ha mai
interessato la sicurezza di alcuno;
il progetto esecutivo è stato approvato dalla GM con deliberazione
n. 25 del 13.03.2007, il verbale di validazione del progetto
esecutivo è stato acquisito con prot. 2829 del 13.03.2007, il
pubblico incanto è stato esperito in data 13.09.2007, i lavori sono
stati consegnati in data 09.11.2007;
l'ufficio del genio civile rilascia il nullaosta idraulico e
sismico in data 11.01.2008, dopo circa un anno dalla data di
redazione del verbale di validazione, nel quale bisogna attestare
la preventiva acquisizione di tutte le approvazioni ed
autorizzazioni di legge necessarie ad assicurare l'immediata
cantierabilità del progetto, così come previsto dall'art. 17,
lettera 1, del regolamento sui lavori pubblici n. 554/99;
a seguito di tale provvedimento del Genio civile è stata redatta
dalla direzione lavori una perizia di variante e suppletiva,
approvata dalla GM con deliberazione n. 40 del 21.03.2008;
nel merito il Genio civile non ha prescritto affatto di
stravolgere il progetto e di realizzare pali e muraglioni alla
berlinese senza alcuna giustificazione tecnica per un totale di
spese pari a 900 mila euro;
per sapere le misure che l'amministrazione regionale intenda
adottare per verificare la regolarità e la legittimità dei lavori
eseguiti e da eseguire al fine di tutelare e garantire l'incolumità
degli abitanti della zona». (200)
Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.
MILONE, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli deputati, con riferimento all'interrogazione
dell'onorevole Rinaldi, riguardante il progetto dei lavori di messa
in sicurezza, denominato Limari - Piano Monaci', finanziato
dall'Assessorato Territorio e Ambiente con D.D.G. n. 302 del 4
aprile 2007, nell'ambito dei fondi POR Sicilia 2000/2007,
rappresento che i lavori hanno avuto inizio il 9 novembre 2007 e
sono stati conclusi il 20 marzo 2009.
Le operazioni di collaudo sono state pedissequamente effettuate in
data 25 giugno 2009.
Siamo soltanto in attesa di ricevere tutti gli atti di contabilità
finale per definire il percorso procedurale. Faccio notare,
comunque, che gli stessi allegati sono stati oggetto di verifica da
parte della Commissione Europea in sede di AUDIT sugli appalti
pubblici relativi agli interventi finanziati con fondo POR e la
stessa Commissione Europea non ha prodotto o rappresentato alcuna
osservazione.»
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Rinaldi per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'assessore.
RINALDI. Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE. Per assenza del firmatario, l'interpellanza numero 32
«Iniziative a favore dell'assegnazione al comune di Castellammare
del Golfo del castello arabo-normanno», dell'onorevole Marrocco,
decade.
Si passa all'interrogazione numero 226 «Interventi urgenti al fine
di nominare un commissario ad acta per l'adozione in via definitiva
del piano regolatore generale presso il comune di Lampedusa e
Linosa», a firma dell'onorevole Di Benedetto. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
il consiglio comunale di Lampedusa e Linosa ha approvato negli
anni scorsi lo schema di massima del piano regolatore generale
(PRG) che è stato successivamente vistato dall'ufficio del genio
civile di Agrigento;
l'amministrazione comunale di Lampedusa e Linosa, nonostante siano
trascorsi anni da tali adempimenti, non ha provveduto a rendere
esecutivo il PRG, consentendo in tal modo l'esame dei piani di
lottizzazione al di fuori della programmazione generale del PRG;
rilevato che:
alla luce dei fatti sopraesposti, già nella scorsa legislatura, è
stata presentata un'interrogazione parlamentare a firma del
sottoscritto interrogante per sollecitare l'attuazione dello
strumento urbanistico e pertanto impedire gravi pregiudizi sul
piano ambientale nel territorio di Lampedusa;
l'ex Assessore Interlandi ha risposto al succitato atto ispettivo
nominando un commissario ad acta per l'adozione del PRG, che ha
svolto, tuttavia, il suo compito limitatamente al periodo
precedente alle elezioni amministrative e non oltre, dal momento
che per legge, una volta rinnovati gli organi dell'amministrazione
comunale, i poteri del commissario vengono esautorati;
considerato che:
il consiglio comunale di Lampedusa e Linosa, con deliberazione n.
35 del 17 settembre 2008, ha approvato all'unanimità la richiesta
all'ARTA di nominare un commissario ad acta dopo mesi
dall'insediamento della nuova amministrazione comunale e senza che
nulla sia stato prodotto nella direzione dell'adozione dello
strumento urbanistico;
tale inadempienza continua ad accompagnarsi contestualmente a
numerose procedure in corso relative all'approvazione di progetti
regolati dal piano di fabbricazione (PDF) che risale al 1974;
per sapere:
se non ritengano grave che, in un territorio fortemente esposto ai
rischi di lottizzazione, non sia ancora attuato il PRG e quali
ragioni abbiano impedito il protrarsi dei tempi di nomina del
commissario ad acta nonostante la richiesta del consiglio comunale
sia stata avanzata già da due mesi;
se non valutino l'opportunità, l'urgenza e la necessità di
nominare un commissario ad acta per l'approvazione del PRG di
Lampedusa;
quali iniziative intendano assumere per impedire gravi pregiudizi
sul piano ambientale per il territorio di Lampedusa». (226)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la
risposta.
MILONE, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli deputati, la interrogazione presentata
dall'onorevole Di Benedetto attiene alla richiesta di nomina di un
Commissario ad acta per il PRG presso il comune di Lampedusa e
Linosa.
Chiarisco che è stato nominato, con D.A. n. 201/DRU del 27
novembre 2008, il geometra Salvatore Candiloro, quale commissario
ad acta in sostituzione, come per legge, del Consiglio comunale di
Lampedusa e Linosa per provvedere, in via sostitutiva, all'adozione
del PRG.
In data 27 luglio 2009, il commissario ad acta, geometra Salvatore
Candiloro, rappresentava che, in relazione all'intervento
sostitutivo disposto con il decreto assessoriale che poc'anzi ho
enunciato, la nomina di commissario ad acta è stata notificata il
14 gennaio 2009. In pari data, il responsabile dell'Ufficio tecnico
comunale, è stato invitato a redigere apposita relazione sullo
stato dell'iter formativo dello strumento urbanistico in questione.
Il riscontro a tale richiesta non è mai avvenuto.
Successivamente, in data 10 febbraio 2009, il dirigente generale
pro-tempore ha formulato apposita direttiva evidenziando che, a far
data dal 12 febbraio 2009, non sarebbe risultata più ammissibile
l'approvazione di atti di pianificazione generale, avvisando i
commissari ad acta, nominati per l'adozione dei medesimi piani,
della impossibilità di procedere all'adempimento di tali
provvedimenti.
Inoltre, il commissario ad acta, venuto a conoscenza che il piano
regolatore generale è privo dello studio sulla Valutazione
Ambientale Strategica, ha ritenuto di non poter andare avanti
nell'incarico commissariale e che, quindi, gli adempimenti relativi
all'adozione dello strumento urbanistico generale dovevano essere
trasferiti in capo all'Amministrazione comunale stessa.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Benedetto per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'assessore.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la questione
del Piano Regolatore Generale di Lampedusa si trascina da anni: è
già stato redatto un piano regolatore da parte del Comune,
sottoposto al visto del Genio civile e mai adottato dal consiglio
comunale.
Nella scorsa legislatura l'assessore Interlandi aveva nominato un
commissario ad acta, poi decaduto perché, di là a pochi mesi, si è
andati a nuove elezioni del consiglio comunale.
Il nuovo consiglio comunale, il 17 settembre 2008, ha adottato una
delibera con cui chiede alla Regione la nomina di un commissario
per l'adozione del PRG; nel frattempo, a Lampedusa si continua a
costruire, in deroga a qualsivoglia strumento urbanistico,
adottando varianti al vecchio piano di fabbricazione in un'isola
dove le sollecitazioni all'abuso sono elevate. E' uno dei posti più
belli del Mediterraneo che rischia di lo scempio, la distruzione.
Non è un problema di cosa o di come fare, ma di agire
immediatamente da parte della Regione. Capisco che ci sono dei
problemi: abbiamo votato per una deroga, nell'ultima finanziaria,
consentendo ai comuni di poter adottare i vecchi Piani Regolatori
Generali anche in assenza del V.A.S., e di questo dovremmo tenerne
conto.
Allo stato attuale, ci troviamo in una situazione delicatissima:
il sindaco di Lampedusa è in carcere per tangenti richieste ad
imprenditori - la Magistratura accerterà le responsabilità -,
all'Assessorato Autonomie locali è pronta la nomina di un
commissario e lo scioglimento del consiglio comunale. E' una
situazione complicata che rischia di trascinare, ancora per tanti
mesi, la materia urbanistica, le questioni urbanistiche.
Rappresento all'assessore l'urgenza di trovare forme e modi per
dare un assetto certo al territorio di Lampedusa. Ho presentato di
recente una interrogazione diretta all'assessore per i beni
culturali, nella quale evidenzio il problema riguardante una zona
archeologica di Lampedusa, che pare sia oggetto di sbancamenti e di
azioni edificatorie - questo in attesa della risposta
dell'Assessorato Beni culturali -, per sollecitare l'attenzione su
un'isola che ha problemi quotidiani di abusi, di interventi non
regolamentati, per cui mi permetto di rivolgere un accorato appello
all'assessore, al di là delle questioni, al fine di condividere un
percorso e di fare tutto il possibile per dare un assetto
urbanistico congruo all'isola.
PRESIDENTE. Onorevole Di Benedetto, vista l'importanza
dell'argomento che riguarda una delle perle della Sicilia,
Lampedusa, e, più in generale, la materia dell'assetto
territoriale, sono certo che il nuovo assessore approfondirà e si
adeguerà per prendere le giuste misure e precauzioni.
Si passa all'interrogazione numero 241 «Opportune iniziative allo
scopo di indire rapidamente la conferenza di servizi per il
completamento della discarica di Campobello di Licata (AG)», a
firma degli onorevoli Panepinto, Di Benedetto e Marinello. Ne do
lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
la società d'ambito 'Dedalo Ambiente' s.p.a. ha la titolarità
della gestione della discarica comprensoriale 'Bifara Favarotta' di
Campobello di Licata (AG), presso la quale sono state realizzate ed
utilizzate, per il conferimento dei rifiuti, le vasche numeri 2, 3,
4, mentre la numero 1 deve essere realizzata;
dal mese di giugno è stato sospeso il conferimento dei rifiuti,
avendo la provincia regionale dichiarato esaurita la disponibilità
nella vasca numero 2, ed i rifiuti raccolti nell'ambito vengono
conferiti presso la discarica di Siculiana;
presso il servizio VIA-VAS dell'ARTA è incardinato da tempo il
procedimento per ottenere l'autorizzazione integrata ambientale e
la verifica d'impatto ambientale dell'impianto secondo il progetto
presentato, nel quale sono previsti il completamento delle vasche
numeri 2, 3 e 4 e la realizzazione della nuova vasca contrassegnata
con il numero 1;
il completamento delle tre vasche già utilizzate è previsto come
adeguamento ai sensi dell'art. 17 del decreto legislativo 13
gennaio 2003, n. 36, utilizzando la norma della legge finanziaria
vigente (legge 24 dicembre 2007, n. 244), che ha prorogato al 31
dicembre 2008 il termine per l'adeguamento di cui all'articolo
sopra citato;
il 29 ottobre ha avuto luogo la conferenza di servizi istruttoria
presso il servizio VIA-VAS, al termine della quale sono state
avanzate alla società d'ambito ulteriori limitate richieste di atti
e chiarimenti tecnici, che sono stati puntualmente forniti;
a parere della società richiedente esistono le condizioni per
l'ottenimento delle autorizzazioni richieste al fine di riprendere
immediatamente i conferimenti nella discarica propria e porre fine
al pesantissimo aggravio dei costi sostenuti per il conferimento
temporaneo presso la discarica di Siciliana;
rilevato che:
tale aumento dei costi ammonta mediamente a 500 mila euro mensili,
senza contare i danni ambientali, l'impegno straordinario di
personale, i mezzi ed i rischi per il trasporto quotidiano ad una
discarica più lontana;
considerato che:
appare assolutamente necessario effettuare immediatamente la
conferenza di servizi conclusiva, in modo da consentire alla
società 'Dedalo Ambiente AG 3' s.p.a. di adeguare, come previsto in
progetto, le vasche numeri 2, 3 e 4 entro il termine ultimo del 31
dicembre 2008 e riprendere immediatamente i conferimenti nelle
predette vasche, nelle more della costruzione e messa in esercizio
della nuova vasca, contrassegnata dal numero 1;
per sapere:
se non ritengano necessario e urgente intervenire, presso il
responsabile del servizio VIA-VAS dell'ARTA allo scopo di indire la
conferenza di servizi conclusiva e consentire in tal modo il
rilascio dell'AIA e della VIA, richieste dalla società d'ambito
'Dedalo ambiente AG 3' s.p.a., per l'adeguamento degli impianti e
la costruzione della quarta vasca nella discarica comprensoriale
'Bifara - Favarotta' di Campobello di Licata». (241)
Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere
all'interrogazione.
MILONE, assessore per il territorio e l'ambiente, Signor
Presidente, onorevoli deputati, in buona sostanza, l'onorevole
Panepinto chiede di sapere se è stata indetta la Conferenza di
Servizi per il completamento della discarica di Campobello di
Licata.
Tengo a sottolineare, signor Presidente, che la maggior parte
delle interrogazioni che ho avuto modo di esaminare si riferiscono
ad un periodo antecedente alla mia assunzione di delega di
assessore per il Territorio e l'ambiente, quindi mi faccio carico
sin da ora, rispetto alle sollecitazioni fatte dagli onorevoli
deputati, di approfondire tutti i temi che sono stati rappresentati
in questa Aula, per far sì che si possa consolidare un rapporto,
una sinergia e un dialogo più forte finalizzato alla soluzione dei
problemi del nostro territorio. Quindi, rispetto alla
interrogazione dell'onorevole Panepinto, comunico che l'Assessorato
Territorio e Ambiente ha indetto la Conferenza di Servizi in data 5
febbraio 2009 e che già è stato rilasciato il relativo decreto di
Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), ai sensi del D.Lgs n.
152 del 2006.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Benedetto per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
DI BENEDETTO. Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE. Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione
numero 242 «Interventi di manutenzione presso le cave della Pumex
di Lipari (ME)», dell'onorevole Picciolo, è trasformata in
interrogazione con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 245 «Iniziative per contrastare
il degrado ambientale dei comuni siciliani», a firma dell'onorevole
Apprendi. Ne do lettura:
«All'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che la
tutela del paesaggio nella nostra Regione da diversi anni richiede
attenzione e vigilanza perché i danni apportati, assai diffusi sul
territorio, possono assumere carattere endemico e irreversibile;
osservato che, soprattutto in prossimità delle aree urbane, la
sciatteria nella difesa del decoro urbano assume caratteristiche
intollerabili;
rilevato che, soprattutto nei centri storici delle grandi città,
l'approssimazione dell'arredo urbano, la persistenza di servizi non
vigilati (linee elettriche o telefoniche volanti, cassonetti mal
disposti, oltre che spesso maleodoranti, ecc.) rendono poco
apprezzabili anche zone di un certo pregio abitativo e
architettonico;
rilevato inoltre che spesso la pubblicità si rivela
particolarmente invadente tanto da avere modificato l'arredo urbano
e il fronte delle piazze e dei giardini;
rilevato in particolare che:
a) su impalcature alzate per lavori di restauro di antichi
edifici, per anni vengono collocati tabelloni pubblicitari,
contravvenendo all'obbligo di riportare sulla copertura la
riproduzione dell'edificio sottoposto a restauro;
b) cartelloni pubblicitari intralciano la vista di palazzi di
pregio e di valore monumentale, di giardini privati e pubblici, di
piazze e di strade in zone di centro storico;
considerato che su tale patrimonio dovrebbero esercitare la
vigilanza quanto meno le soprintendenze ai beni culturali e
ambientali;
per sapere:
le ragioni per le quali sia consentito ai comuni una conduzione
così approssimativa del decoro urbano e della tutela monumentale e
del verde storico in cambio di un evidentemente rilevante ritorno
economico;
se consideri ulteriormente tollerabile che le nostre città siano
trasformate in contenitori di gadget pubblicitari;
quali iniziative intenda assumere per fornire un quadro
regolamentare e legislativo efficace nella difesa del patrimonio
monumentale e ambientale e, nello stesso tempo, per tutelare
l'efficacia del messaggio pubblicitario al posto della confusa
bolgia che è dato vedere nella nostra esperienza quotidiana;
se non ritenga di dover intervenire presso le soprintendenze per
coordinare un' azione di vigilanza più cogente e puntuale;
se non valuti opportuno chiamare amministratori e agenzie
pubblicitarie al fine di definire un codice di comportamento per
un' immediata correzione degli attuali costumi». (245)
Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.
MILONE, assessore per il territorio e l'ambiente. Rispondo
all'onorevole Apprendi e alla sua interrogazione per sostenere che
quanto chiesto non risponde a quelle che sono le competenze
dell'Assessorato Territorio e Ambiente, per cui ritengo che la
materia debba essere approfondita e debba essere rivolta ad altri
settori competenti, fermo restando che sono assolutamente
disponibile, nel prosieguo del mio lavoro, a confrontarmi con altri
colleghi per cercare una soluzione che sia comune e che risponda
alla sollecitazione che è stata rappresentata dall'onorevole
Apprendi.
APPRENDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
APPRENDI. Assessore, ho ascoltato le cose che ha detto. Lei dice
che non è di sua competenza. Mi sarebbe piaciuto, però, sapere
qual è l'assessorato di competenza perché ho individuato nel suo
Assessorato questa responsabilità anche perché, come lei sa, il
decreto legislativo 507 del 1993 prevedeva che i comuni si
attrezzassero con i Regolamenti per le affissioni e i successivi
piani pubblicitari comunali e lei sa bene che nel primo caso hanno
ottemperato, nel secondo caso sono quasi tutti inadempienti.
Ora, poiché il territorio viene assaltato, sventrato dalla
pubblicità abusiva, mi piacerebbe che il Governo mi dicesse qual è
l'Assessorato di competenza, così saprei a chi indirizzare la
prossima interrogazione.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 287
«Consolidamento del costone sovrastante la strada statale 113 nel
comune di Gioiosa Marea (ME)», a firma dell'onorevole Panarello. Ne
do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che l'ennesimo evento franoso sul costone che
sovrasta la SS 113 ha determinato la chiusura della strada ed ha
isolato, in direzione Messina, il comune di Gioiosa Marea;
considerato che:
nel 2007 quel tratto di strada rimase chiuso per sette mesi per
consentire i lavori di consolidamento e messa in sicurezza;
fu realizzato un collegamento alternativo, a traffico limitato,
che oggi appare interessato dal movimento franoso;
il mancato consolidamento del costone, oltre alla mobilità,
minaccia le abitazioni costruite nella collina;
il perdurare di una condizione di precarietà nei collegamenti
penalizza la qualità della vita e l'economia di Gioiosa;
gli impegni ripetutamente assunti dai Governi nazionale e
regionale non hanno prodotto alcun risultato;
appare intollerabile che un problema così importante non sia stato
affrontato e risolto in tempi ragionevoli;
per sapere se non valutino necessario promuovere immediatamente
un'azione coordinata tra la Regione e lo Stato (protezione civile,
ANAS, Assessorati competenti) per reperire le risorse ed attivare
il necessario intervento strutturale di consolidamento del costone
sovrastante la strada statale 113, assicurando il diritto alla
mobilità e la sicurezza delle abitazioni per i cittadini di Gioiosa
Marea». (287)
Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.
MILONE, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, chiedo che questa interrogazione venga trattata in una
seduta successiva perché non ho avuto la possibilità di attingere a
notizie precise che potessero mettermi in condizione di rispondere
in maniera esaustiva.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Si passa all'interrogazione numero 300 «Consolidamento del costone
sovrastante la strada statale 114 all'altezza di Capo Scaletta
(ME)», a firma dell'onorevole Panarello. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
la strada statale 114, all'altezza di Capo Scaletta, è chiusa dal
4 dicembre 2008 a seguito della caduta di un enorme masso
staccatosi dal costone soprastante;
considerato che:
a distanza di un mese dall'evento calamitoso non è stato messo in
atto alcun intervento per consentire la riapertura, in condizioni
di sicurezza, dell'importante arteria;
già l'alluvione del 27 ottobre 2007 aveva evidenziato la necessità
di interventi di consolidamento e di messa in sicurezza del costone
sovrastante la strada statale 114; anche allora si staccò un grosso
masso senza che gli organi competenti promuovessero alcun
intervento;
il blocco della strada statale 114 ha sostanzialmente isolato gli
abitati di Scaletta Zanclea, Scaletta superiore e Itala;
i cittadini dei predetti centri, per raggiungere il limitrofo
comune di Messina, devono recarsi a Roccalumera (circa 10 km) e
immettersi nell'autostrada Messina-Catania;
l'interruzione della strada, in coincidenza con le festività
natalizie, ha provocato disagi insopportabili ai cittadini e danni
incalcolabili alle attività economiche;
l'inerzia degli organi nazionali e regionali preposti, aggravata
dai soliti e sempre più incomprensibili conflitti di competenze, ha
determinato un giustificato stato di esasperazione tra i cittadini
che ha dato luogo a clamorose manifestazioni di protesta;
per sapere:
le ragioni che abbiano impedito, per oltre un anno, di effettuare
gli interventi necessari di consolidamento del costone sovrastante
la strada statale 114 all'altezza di Capo Scaletta;
se non ritengano necessario, stante l'inerzia dell'Anas,
intervenire direttamente ed immediatamente per rimuovere le
condizioni che impediscono la circolazione sulla strada statale 114
e consentire ai cittadini dei comuni interessati di ritornare alla
normalità;
se non valutino opportuno, al fine di superare l'inaccettabile
conflitto di competenze tra uffici ed enti nazionali e regionali,
definire un protocollo d'intesa tra Stato e Regione che consenta un
intervento immediato in caso di eventi calamitosi, evitando il
prolungarsi di disagi ingiustificati per le popolazioni». (300)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la
risposta.
MILONE, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli deputati, la richiesta dell'onorevole
Panarello è finalizzata ad assumere notizie sul consolidamento del
costone sovrastante la Strada statale 114, all'altezza di Capo
Scaletta.
Su questo tema, e quindi facendo riferimento espresso
all'interrogazione dell'onorevole Panarello, rappresento che
l'Assessorato Territorio e Ambiente interviene con programmi di
finanziamento di interventi strutturali volti alla messa in
sicurezza di aree così come individuate quali aree a rischio molto
elevato R4' e rischio elevato R3' nel piano di assetto
idrogeologico.
In riferimento ai P.A.I suddetti sono state individuate circa 500
aree a rischio molto alto, cioè a rischio R4, e su queste, in vari
programmi di finanziamento a valere su fondi europei o statali,
sono stati già finanziati circa 170 interventi finalizzati alla
mitigazione del rischio. Per cui certamente vi sono da mettere
ancora in sicurezza le restanti parti delle aree a rischio con
successivi programmi che si andranno a determinare ed elaborare
sulla base dello stanziamento di ulteriori fondi.
Le linee guida del Ministero dell'Ambiente per la redazione dei
P.A.I. determinano grado di priorità 3 per l'attribuzione di
finanziamenti per interventi volti alla mitigazione del rischio
idrogeologico.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Panarello per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
PANARELLO. Signor Presidente, mi dichiaro insoddisfatto della
risposta dell'Assessore e ne spiego rapidamente le ragioni.
Non dubito che ci sia un piano della Regione e dell'Assessorato
competente per intervenire nei punti critici del sistema
idrogeologico siciliano. Però mi permetto di richiamare
l'attenzione dell'Assessore su questa vicenda e anche su quella di
Gioiosa Marea.
Ho preso atto della comunicazione, e naturalmente non intendo
polemizzare con un Assessore che si è insediato da poco e che
certamente non può rispondere delle gestioni precedenti. Però mi
permetto di sottolineare, sia per Scaletta che per Gioiosa Marea,
che siamo in presenza di due costoni che sovrastano due arterie
molto importanti: la statale 113, da un lato, e la statale 114,
dall'altro lato. Sono situazioni a rischio che si ripetono da molti
anni e che avrebbero bisogno di un intervento radicale.
So che c'è una competenza anche dell'ANAS, perché le due arterie
sono di pertinenza dell'ANAS; però questo non esime il Governo
della Regione dall'intervenire o in termini di perentoria richiesta
all'ANAS di provvedere a queste situazioni, o di intervento
diretto, perché ne va, Assessore, della credibilità del Governo
della Regione nei confronti di quei cittadini che sono stati
costretti per mesi e sono costretti tuttora a Scaletta e a Gioiosa
Marea, a vedere limitato il proprio diritto alla mobilità.
Tenga conto, peraltro, che nell'uno e nell'altro caso parliamo di
realtà che hanno un discreto profilo turistico. Anzi Gioiosa Marea
è una realtà molto importante e gli operatori economici riceveranno
un danno enorme dal fatto che la statale 113 è interrotta.
Assessore, lei comprende bene che nel 2009 è abbastanza
improbabile da parte dei nostri concittadini accettare l'idea che
l'ANAS, da un lato, e la Regione, dall'altro lato, non riescono a
venire a capo di una situazione che si conosce da anni e che in un
paese normale dovrebbe essere affrontata in maniera tempestiva
evitando i disagi gravi che tuttora quelle popolazioni hanno.
PRESIDENTE. Per assenza dall'Aula dei rispettivi firmatari, le
interrogazioni:
numero 304 «Provvedimenti per assicurare le scorte idriche alla
provincia di Agrigento», dell'onorevole Panepinto; numero 346
«Numero delle consulenze esterne presso l'Assessorato Territorio e
ambiente», dell'onorevole Apprendi; numero 347 «Interventi al fine
di impedire la realizzazione di una discarica per rifiuti
pericolosi contenenti amianto nel territorio di Lentini (SR)»,
dell'onorevole Marziano; numero 349 «Iniziative a tutela della
salute dei cittadini di Lentini (SR)», dell'onorevole Vinciullo;
numero 356 «Realizzazione di un'area industriale di sviluppo nella
città di Marsala (TP)», dell'onorevole Oddo; numero 366 «Presunte
violazioni della normativa vigente in materia di inquinamento
atmosferico», dell'onorevole Marinese, e numero 394 «Accertamento
della regolare gestione amministrativa posta in essere dall'ATO
Messina 1», dell'onorevole Laccoto, sono trasformate in
interrogazioni con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interpellanza numero 49 «Notizie sul piano di
gestione dei siti 'Natura 2000 - Monte Etna'», dell'onorevole
D'Antoni. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che martedì, 27 gennaio 2009, presso la sede
dell'ente Parco, il monastero benedettino di San Nicolò La Rena a
Nicolosi, si è svolto l'incontro di presentazione pubblica del
piano di gestione dei siti Natura 2000 - Monte Etna ;
considerato che:
la redazione del piano di gestione dei siti Natura 2000 ,
previsto dal decreto del Presidente della Regione n. 357/1997, è
uno strumento essenziale non solo per la salvaguardia della
biodiversità, ma anche per la possibilità di accedere ai
finanziamenti comunitari;
l'ubicazione della sede dell'Ente Parco dell'Etna, non agevolmente
raggiungibile né servita dai mezzi di trasporto pubblici, ha
rappresentato una scelta infelice tenuto conto dell'interesse dei
rappresentanti dei Comuni dell'area del Parco, di fatto esclusi
dalla formazione degli strumenti attuativi territoriali;
per conoscere:
quali organizzazioni, gruppi che esercitano attività nel
territorio e amministrazioni pubbliche hanno partecipato alla
stesura del Piano;
se sia stata fatta pubblicità al processo di partecipazione;
se non ritenga opportuno istituire una più agevole sede dell'Ente
Parco dell'Etna a Catania;
le ragioni che abbiano condotto all'inappropriata scelta della
sede dell'Ente Parco dell'Etna per la presentazione del piano di
gestione;
se, in tale occasione, non siano state violate le essenziali
garanzie di accesso e partecipazione dei cittadini alla formazione
di importanti strumenti amministrativi». (49)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la
risposta.
MILONE, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, chiedo che questa interpellanza venga trattata in una
seduta successiva, non avendo acquisito le informazioni necessarie.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Onorevole D'Antoni lei è sfortunato perché è stato protagonista di
una vicenda simile qualche mese addietro. In questo caso, però, il
Governo è stato puntuale e, anche se appena nominato, è venuto
subito in Aula.
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interpellanza numero 52
«Revoca dell'autorizzazione dell'uso agricolo dei fanghi di
depurazione nel comune di Mazara del Vallo (TP)», dell'onorevole
Oddo, decade.
Si passa all'interrogazione numero 460 «Notizie sui lavori di
costruzione della stazione Muos ad opera della società LAGECO di
Catania per conto della Marina militare statunitense nel territorio
della provincia di Caltanissetta», a firma dell'onorevole Donegani.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'assessore per il territorio e
l'ambiente e all'Assessore per la sanità, premesso che:
Niscemi è un comune con circa 30 mila abitanti, situato in collina
ai bordi della vasta piana di Gela ove operano circa 5 mila addetti
che producono prevalentemente carciofi e prodotti ad ortaggi in
serra tra i più pregiati dell'Isola;
la città di Niscemi ha vissuto e subito negli ultimi vent'anni tra
le più oscure pagine d'involuzione socioculturale della sua storia
contemporanea, tanto che la città si è piegata su se stessa, senza
avere la forza di reagire;
considerato:
l'americanizzazione della città sta angosciando la popolazione
niscemese, alla ricerca di una serenità perduta, di una comunità
produttiva che stenta a ritrovare le ragioni della sua identità,
legata in modo placentare alla bontà della propria Terra;
nel 1991, subito dopo la chiusura della base missilistica di
Comiso (RG), fu insediato a Niscemi il centro trasmissioni radio
navale (NRTF) USA, con l'installazione di 41 antenne, dipendenti
dalla stazione navale americana, Navcomtelsta Sicily, presente da
anni a Sigonella (CT) e che tale stazione permette di comunicare
attraverso codici segreti con tutte le forze militari presenti in
tre continenti (Europa, Asia e Africa);
ritenuto che:
già per quest'insediamento, da tempo Niscemi costituisce la base
di smistamento delle reti di comando, di controllo e d'intelligence
delle forze armate USA, nonostante nessuno fin da allora sollevò
obiezioni circa l'impatto ambientale sulla popolazione;
oggi, il Pentagono (USA) sta insediando, in contrada Ulmo,
nell'area circostante la splendida sughereta (SIC) di Niscemi, una
delle stazioni terrestri del MUOS, in pratica un sistema di
telecomunicazioni a bande strette d'ultima generazione della US
NAVY che permetterà il collegamento ad altissima frequenza tra le
forze navali, aeree e terrestri in movimento, in qualsiasi parte
del mondo si trovassero;
constatato che:
nonostante la segretezza degli atti, le prime autorizzazioni
all'installazione in Sicilia della stazione del MUOS furono
concesse nel 2003, ed in seguito la US NAVY nel febbraio del 2007,
nella presentazione per il bilancio 2008/2009, dichiarò che
l'ubicazione era Niscemi;
risulta altrettanto vero che la base di Sigonella è stata scartata
per via di un reale pericolo d'innescamento di detonazione degli
ordigni esplosivi presenti nella base, a causa delle probabili e
potentissime interferenze delle onde elettromagnetiche, tali da
spaventare la stazione aeroportuale civile di Catania in quanto
avrebbe potuto creare seri pericoli anche ai radar degli spazi
aerei civili, ragione per la quale si è puntato su Niscemi;
tenuto conto che:
rispetto alla richiesta di approfondimento sull'impatto ambientale
emersa dalla conferenza di servizio, convocata l'8 ottobre 2008
presso l'Assessorato regionale al Territorio e ambiente e, in
relazione ai dati aggiornati dall'ARPA, si evince palesemente
l'incompatibilità ambientale sulla salute dei cittadini di Niscemi
e dei comuni limitrofi, non solo per la costruendo stazione del
MUOS, ma anche per radiazioni già prodotte da dieci anni, dalle
antenne, installate presso il centro trasmissioni radio navale
(NRTF) di Niscemi;
rilevato che:
i dati scientifici ed epidemiologici hanno accertato casi di
leucemia riscontrati sulla popolazione infantile in aree fino ad un
raggio di tre miglia su basi militari del tipo MUOS e che l'impatto
detonante sulle cellule umane, provocato dalle emissioni
elettromagnetiche, nel giro di un decennio, mieterebbe vittime
innocenti nella popolazione di Niscemi e nell'area circostante
senza che questi abbiano dichiarato guerra ad alcuno;
che, la presenza del vicino stabilimento petrolchimico (ENI) di
Gela, per via dei venti, trascina i fumi inquinanti e le scorie
prodotte dalle ciminiere sulla testa della città di Niscemi,
riducendo ancora di più il rapporto di qualità della vita degli
abitanti;
assunto che vengono consumati circa 2000 litri di gasolio (tipo
DF2) al giorno per alimentare il funzionamento delle antenne radar;
e risulta non rara la dispersione sul suolo, oltre che nell'aria,
degli oli combustibili usati come, tra l'altro, eloquentemente
indicato dalla presenza di cartelli ai bordi della recinzione, che
fanno divieto di raccolta di terra e piante; per sapere, se siano a
conoscenza:: alla luce di quanto esposto, stante la preoccupante e
insostenibile situazione in cui versano i comuni interessati
(Niscemi, Gela, Caltagirone, Butera, Riesi e Mazzarino), se sono a
conoscenza della reale e gravissima convivenza ambientale degli
stessi; di un intervento di bonifica ambientale effettuato su un
terreno contaminato da versamento di gasolio, in contrada Ulmo,
dalla stessa società LAGECO di Catania che opera per conto della
Marina militare statunitense;
che la LAGECO è in possesso dei requisiti autorizzativi per
adempiere a tali opere di bonifica;
dei dati relativi all'inquinamento prodotto e dei risultati
certificativi e conclusivi effettuati dalla bonifica, compreso la
certificazione di discarica;
per sapere, altresì, se non intendano adottare provvedimenti di
revoca degli atti autorizzativi, fin ad oggi concessi a tutti i
livelli;
se non intendano, infine, provvedere alla sospensione dei lavori
della costruendo stazione del MUOS;
e se, infine, per non mortificare ancora una volta la legittima
convivenza delle popolazioni interessate, non ritengano opportuno
intervenire urgentemente e autorevolmente anche nei confronti del
Governo nazionale e del Ministero della difesa al fine di poter
fare chiarezza e dare legittima serenità ai cittadini di Niscemi e
al suo hinterland». (460)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la
risposta.
MILONE, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli deputati, in risposta all'atto ispettivo
dell'onorevole Donegani con cui si chiedono notizie sui lavori di
costruzione della stazione MUOS ad opera della società LAGECO di
Catania per conto della Marina militare statunitense nel territorio
della provincia di Caltanissetta, rappresento che l'Assessorato
Territorio ha provveduto a richiedere ai competenti uffici ogni
utile notizia al riguardo.
Mi riservo di approfondire il tema e di riferire all'Aula in una
seduta successiva.
PRESIDENTE. Così resta stabilito. Ha facoltà di parlare
l'onorevole Donegani per dichiararsi soddisfatto o meno della
risposta dell'assessore.
DONEGANI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, naturalmente
l'assessore è fresco di nomina e, quindi, voglio soltanto
ricordargli che ho presentato questa interrogazione circa cinque
mesi fa. Prendo per buona la risposta e la sua volontà in qualità
di assessore di approfondire e riferire in Aula.
Soltanto due questioni di carattere generale: la stazione MUOS sta
creando, come lei ha potuto leggere nell'atto ispettivo, una
situazione di allarme a Niscemi, e non solo, ma anche nei paesi
limitrofi. A Gela, dove c'è un presidio industriale ad alto rischio
ambientale, scientificamente è stato già riscontrato che le
radiazioni elettromagnetiche procurano danni alla salute dell'uomo,
come il cancro al sangue e la leucemia.
Attraverso una conferenza di servizi che abbiamo fatto con il
direttore del dipartimento, dott.ssa Interlandi, sono stati presi
degli impegni che, ad oggi, non sono stati mantenuti da parte del
Governo. Uno di questi era, da parte dell'allora assessore
regionale, la revoca dell'autorizzazione a seguito di una relazione
che era stata prodotta dall'ARPA.
Rispetto a questo non c'è stato nessun seguito, non si è data
notizia di questo neanche al sindaco e alla Conferenza dei sindaci
che si era interessata in tal senso. Motivo per cui chiedo a lei,
oggi, considerata la sua disponibilità e l'impegno a riferire in
Aula, di accelerare quanto più possibile i tempi, visto e
considerato che proseguire nell'iter, attraverso l'installazione di
questa antenna MUOS, creerebbe grosse difficoltà e disagi ad
un'intera popolazione. Non le racconto le manifestazioni che ci
sono state, le presenze importanti di cittadini, di scolaresche, di
sindaci e di deputati del territorio, anche con lo Stato americano.
Attualmente, il Governo regionale sembra, rispetto ad un interesse
che c'è anche a livello nazionale, un po' assente. Pertanto, le
faccio carico di rappresentare un'istanza su un problema che sta
creando grosse difficoltà alla popolazione in provincia di
Caltanissetta.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 469 «Criteri
adottati circa l'individuazione di alcuni comuni quali beneficiari
di contributi previsti dalla l.r. n. 14/88 in materia di tutela di
valori ambientali», degli onorevoli Bonomo e Donegani. Ne do
lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che con decreto dell'11 dicembre 2008,
pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana del 2
gennaio 2009, l'Assessore per il territorio e l'ambiente ha
individuato i comuni di Priolo, Melilli, Augusta, Gela, Niscemi,
Milazzo, Pace del Mela, San Filippo del Mela, Santa Lucia del Mela,
Condrò, Gualtieri Sicaminò, San Pier Niceto, ricadenti nelle aree
ad elevato rischio di crisi ambientale della Sicilia, quali
beneficiari di contributi ai sensi dell'art. 44 della legge
regionale n. 14/88 per attività di divulgazione di valori
ambientali nelle scuole;
per sapere quali siano stati i criteri per l'individuazione di
detti comuni, in considerazione che in alcuni di questi non
esistono aree protette, e i motivi dell'esclusione di quelli di
Siracusa, Floridia, Solarino, Butera, anch'essi ricadenti in aree a
rischio e nel cui territorio rientrano aree protette sia regionali
(riserve naturali) che di rilevanza comunitaria (SIC e ZPS)». (469)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la
risposta.
MILONE, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, chiedo che anche questa interrogazione venga trattata
in una seduta successiva, ma per una ragione che vorrei chiarire.
Si chiede, con questa interrogazione, di conoscere i criteri
adottati circa l'individuazione di alcuni Comuni quali beneficiari
di contributi, ai sensi della legge regionale 14 del 1988, in
materia di valori ambientali.
Questi criteri sono stati già adottati dal mio predecessore,
l'assessore Sorbello. Non posso interpretare, in questo momento,
quali siano state le motivazioni che hanno indotto il mio
predecessore ad inserire alcuni Comuni piuttosto che altri. Nella
mia nuova veste, essendo succeduto da poco, mi faccio carico con i
firmatari di rivedere tutta la vicenda, anche per cercare di
rendermi conto di quali siano state le motivazioni che hanno
indotto alla determinazione di inserire alcuni Comuni piuttosto che
altri.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, dispongo nel senso
richiesto. Ha facoltà di parlare l'onorevole Bonomo per dichiararsi
soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
BONOMO. Signor Presidente, vorrei precisare all'assessore Milone
che sicuramente noi siamo in attesa di una sua ulteriore verifica
sui criteri. La pregherei, però, di considerare meglio di quanto
abbia fatto il suo predecessore, i criteri ad includendum' e non
ad escludendum', perché si tratta di un'area ad altissimo rischio
ambientale, per cui alcuni Comuni che sono all'interno del
comprensorio sicuramente non possono essere esclusi e mortificati.
PRESIDENTE. Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione
numero 541 «Iniziative urgenti allo scopo di tutelare il personale
(ex ASU) stabilizzato nel 2005 e in servizio presso 'Palermo
Ambiente' s.p.a.», dell'onorevole Cracolici, è trasformata in
interrogazione con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 544 «Rigorosa verifica
dell'impatto ambientale dei lavori di ripristino delle difese
spondali del torrente Fiumedinisi (ME)», dell'onorevole Panarello.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che il Comune di Fiumedinisi (ME) sta
realizzando, nell'alveo dell'omonimo torrente, lavori di ripristino
delle difese spondali che prevedono, tra l'altro, la costruzione di
un muro d'argine in cemento armato di m. 708,30 di lunghezza e di
altezza variabile da m. 4,40 a m. 10,80;
considerato che:
la minoranza consiliare e le associazioni ambientaliste WWF e Fare
Verde, con esposti alle autorità competenti, hanno contestato la
regolarità delle procedure autorizzative e la conformità del
progetto alla normativa vigente;
il progetto è volto al ripristino di difese spondali che sembrano
non esserci mai state nel torrente Fiumedinisi;
la tipologia di interventi attuati (muraglione in cemento armato)
appare obsoleta (non viene attuata in Sicilia da molti anni), di
dubbia utilità e invasiva dal punto di vista ambientale e
paesaggistico;
la costruzione dell'alveo comporta evidenti rischi di esondazione
del torrente con conseguente pericolo per il limitrofo centro
abitato;
altre opere edili sono state programmate e in parte realizzate
sulla sponda sinistra del torrente, con una possibile alterazione
del regime idrico superficiale, un'evidente modifica del piano di
campagna e conseguenti rischi di dissesto idrogeologico;
gli eventi alluvionali succedutisi negli ultimi anni nella zona
ionica della provincia di Messina hanno avuto effetti devastanti
anche per l'inerzia degli amministratori nella tutela del
territorio e soprattutto dei corsi d'acqua;
i predetti interventi nell'alveo del torrente Fiumedinisi hanno
creato comprensibile preoccupazione nell'opinione pubblica di un
territorio rivelatosi particolarmente vulnerabile;
in diverse occasioni, i responsabili della Protezione civile e le
massime autorità regionali hanno invocato maggiore rigore e
rispetto dell'ambiente e del paesaggio da parte degli
amministratori nella realizzazione di opere pubbliche e di edifici;
l'Assessorato Territorio e ambiente, investito della vicenda, pare
si sia limitato a rilevare irregolarità formali senza valutare
adeguatamente l'impatto ambientale delle opere programmate;
per sapere se non valutino necessario promuovere un accertamento
rigoroso del predetto intervento sotto il profilo dell'utilità
pubblica, dell'impatto ambientale, degli effetti sul paesaggio, al
fine di rassicurare la comunità di Fiumedinisi e della zona
circostante rispetto alla preoccupazione diffusa che le opere
previste o in corso di realizzazione possano compromettere
l'assetto idrogeologico del territorio e determinare, in caso di
eventi alluvionali, gravi rischi per la popolazione». (544)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la
risposta.
MILONE, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli deputati, ho avuto cura in questi giorni,
devo dire con una certa difficoltà, di andare alla ricerca di
interrogazioni che non si riferiscono sicuramente a questo mese, ma
a mesi passati. Senza produrre, tuttavia, alcuna giustificazione al
riguardo, ma in considerazione del fatto che molti dirigenti e
funzionari sono in ferie - ferie legittime - ho incaricato il mio
Ufficio di Gabinetto di provvedere a richiedere, con estrema
urgenza, notizie che mi confortassero e che mi mettessero in
condizione di rispondere alla interrogazione dell'onorevole
Panarello.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Panarello per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
PANARELLO. Signor Presidente, prendo atto della risposta
dell'assessore Milone.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 545 «Iniziative
urgenti da assumere circa le procedure per la realizzazione degli
inceneritori e intervento allo scopo di definire un nuovo piano
regionale dei rifiuti», degli onorevoli Cracolici, Ammatuna,
Bonomo, Faraone, Termine, Raia, Apprendi e De Benedictis. Ne do
lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che lo Stato italiano, a seguito della
sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea del 18 luglio
2007, è stato condannato per violazione delle norme previste dalla
direttiva 92/50 CEE e delle successive modifiche di cui alla
direttiva 2001/78 CE per la procedura adottata dal Commissario
delegato per l'emergenza rifiuti e la tutela delle acque in
Sicilia, in ragione della stipula delle quattro convenzioni per la
realizzazione di impianti di utilizzazione della frazione residua
dei rifiuti urbani al netto della raccolta differenziata, prodotta
nei comuni della Regione siciliana;
considerato che la condanna del lo Stato italiano contempla
l'obbligo dell'ente che ha proceduto all'illegittimo affidamento,
specificamente il Presidente della Regione pro tempore nella
qualità di Commissario delegato per l'emergenza rifiuti, alla
revoca in autotutela degli atti sottoscritti e che non risulta ad
oggi un formale provvedimento di revoca con la dichiarazione di
nullità degli atti;
ritenuto che:
costituisce un grave errore la decisione assunta dalla Giunta
regionale con la quale, con delibera del luglio 2008, veniva dato
mandato all'ARRA di procedere alla predisposizione di un bando di
gara conforme alle norme europee, prevedendo però, nel medesimo
bando, un corrispettivo in capo ai nuovi potenziali aggiudicatari,
da riconoscere ai soggetti illegittimamente affidatari della
realizzazione dei quattro inceneritori, sia relativamente ai costi
sostenuti per le opere sin qui realizzate (anche successivamente
alla sentenza del luglio 2007) sia al mancato profitto,
determinando in tal modo un aggravio dei costi di realizzazione per
i nuovi eventuali vincitori, con la conseguenza di scoraggiare
nuovi soggetti industriali e prevedendo una clausola che, in caso
di gara deserta, si sarebbe proceduto all'affidamento diretto agli
attuali pseudo affidatari;
tale procedura appare in palese violazione di pronunciamenti
giurisdizionali sia dei diversi Tribunali amministrativi regionali
che del Consiglio di Stato che, pur per fattispecie diverse, hanno
già adottato decisioni che dimostrerebbero la nullità di atti che
violano i principi di ragionevolezza e di imparzialità dell'azione
amministrativa oltre che di violazione dei principi di concorrenza
negli appalti pubblici;
detta delibera deve essere revocata in autotutela al fine di non
determinare una procedura illegittima e che va assolutamente
eliminato dal bando di gara ogni requisito speciale che possa
limitare di fatto la partecipazione di più soggetti, oltre che far
gravare sui cittadini un maggiore onere di circa 200 milioni di
euro;
risulta illogico, oltre che in violazione delle direttive
comunitarie (per ultima la direttiva 2008/98 CE, in particolare
l'art. 4 che disciplina la gerarchia dei rifiuti), stabilendo un
ordine di priorità della normativa e della politica in materia di
prevenzione e gestione dei rifiuti, continuare a prevedere un
sistema di realizzazione di quattro inceneritori con una
potenzialità di oltre 2.600.000 tonnellate/anno, a fronte di circa
2.500.000 tonnellate/anno di rifiuti indifferenziati
complessivamente prodotti in Sicilia, e che tale dimensionamento,
oltre che essere quasi quanto attualmente viene conferito ad
incenerimento nel resto del territorio nazionale, è palesemente in
contrasto con le norme ed in particolare con l'art. 205 del d.lgs
n. 152 del 2006 che impone che entro il 2012 si raggiunga il 65% di
raccolta differenziata;
valutato che non sussistono motivi di urgenza legati al
riconoscimento del Cip 6 da parte del Governo nazionale, in quanto
esso non è subordinato ad una scadenza, ma che per l'utilizzo di
questo tributo l'UE ha posto una serie di rilievi rispetto al
finanziamento di inceneritori che potrebbero portare a breve ad un
pronunciamento di contestazione delle modalità di utilizzo del
tributo provocando in tal modo un ulteriore danno erariale per
l'Amministrazione pubblica;
per sapere:
se, in base alle considerazioni sopra esposte, non ritengano
necessario definire, in via prioritaria, un piano regionale dei
rifiuti che reimposti l'intera filiera sulle modalità di
smaltimento, in coerenza con le direttive comunitarie e con i
parametri degli obiettivi di servizio fissati anche per la Sicilia
dal Quadro strategico nazionale;
se non si debba necessariamente procedere in ogni caso ad un forte
ridimensionamento della potenzialità di incenerimento e
conseguentemente del numero degli impianti;
se non debbano ravvisarsi, accertandone eventualmente i
responsabili, gravi negligenze ed omissioni da parte dei soggetti
preposti alla vigilanza i quali, malgrado fossero a conoscenza del
pronunciamento della Corte di giustizia dell'UE a partire da luglio
2007, hanno continuato ad autorizzare interventi agli affidatari e
comunque a non interrompere la realizzazione di opere di cui oggi
viene chiesto il risarcimento;
se non ritengano necessario procedere all'esclusione dei progetti
presentati allo stato di tecnologia utilizzata dai soggetti pseudo
affidatari in fase di elaborazione, considerato che nel frattempo
il livello di tecnologie di nuova generazione in grado di
migliorare le condizioni di sicurezza sia per gli aspetti
ambientali che sanitari, è ad uno stadio più evoluto e che pertanto
non può essere riconosciuto, come danno subito, oltre che il
mancato profitto, anche il costo di un livello di progettazione che
non potrà comunque essere utilizzato per realizzare i nuovi
impianti;
se non ritengano di assumere, comunque, provvedimenti urgenti che,
oltre a sviluppare la raccolta differenziata in Sicilia anche
mediante la realizzazione delle necessarie infrastrutture,
consentano lo smaltimento della frazione residua prevedendo, se
necessario, un piano straordinario di nuove discariche oppure
attraverso ampliamenti di quelle esistenti, in mancanza del quale
si andrà incontro all'insorgere dell'emergenza con le relative
conseguenze». (545)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la
risposta.
MILONE, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli deputati, in merito all'interrogazione
dell'onorevole Cracolici, rappresento che con l'ordinanza del
Presidente del Consiglio dei Ministri, delegato alla Protezione
Civile, n. 2983 del 31 maggio 1999 e successive modifiche ed
integrazioni, è stata assegnata all'Agenzia regionale per i rifiuti
e le acque la competenza alla predisposizione ed adozione di un
piano di gestione dei rifiuti, nonché la competenza al rilascio
delle autorizzazioni ai sensi dell'articolo 27 (approvazione del
progetto e autorizzazione alla realizzazione degli impianti di
smaltimento e di recupero dei rifiuti), e altresì dell'articolo 28
del D.L.vo 22/97 (autorizzazione all'esercizio delle operazioni di
smaltimento e di recupero).
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Cracolici per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
CRACOLICI. Signor Presidente, capisco che l'Assessore è nuovo ma
sarebbe cosa buona e giusta che a domanda rispondesse. Ho ascoltato
la sua risposta e ho capito che non è neanche alla domanda.
Io voglio sapere se il Governo intende fare un nuovo piano
regionale dei rifiuti, e il Governo non ha risposto alla mia
domanda.
Io credo che sulla vicenda degli impianti di smaltimento abbiamo
bisogno di sapere dal Governo qual è la posizione su cui intende
lavorare perché non possiamo lasciare l'esito della chiusura della
filiera, se un giorno mai ci sarà questa filiera per intero, cioè
raccolta, spazzamento e soprattutto gestione della differenziata e
poi naturalmente chiusura della filiera con una quota di
incenerimento. Vorremmo sapere se il Governo ha in mente di ridurre
l'attuale previsione, per cui è stato due volte costretto a bandire
una gara e, ad oggi, credo che ci sia una gara a trattativa privata
per tentare di realizzare i 4 termovalorizzatori. Se, come è stato
dichiarato dal Presidente della Regione in maniera un po'
estemporanea, sarebbe preferibile avere nove impianti di
termovalorizzazione - non so preferibile rispetto a che cosa -,
cioè se è stato fatto uno studio, se c'è un'idea a supporto di
queste affermazioni.
L'Assessore ha testé dato una bella risposta in cui ha detto bene
nulla: è un modo elegante per non dire nulla. La prego di dirmi
cosa il Governo, e non lei nella qualità di assessore, intende fare
rispetto alla questione della termovalorizzazione, degli impianti
di smaltimento e non lasciare all'esito di queste gare, che magari
andranno deserte, la gestione dei rifiuti in Sicilia.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, sono certo che il Governo appena
insediato farà tesoro della richiesta di precisazione che perviene
da lei, ma ritengo anche dall'intero Parlamento, e quindi alla
ripresa sarà in grado di dare risposte più esaurienti.
Si passa all'interrogazione numero 595 «Consolidamento e messa in
sicurezza degli edifici della frazione di Zappa (ME)», degli
onorevoli Panarello e Cracolici. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il territorio e
l'ambiente e all'Assessore alla Presidenza, premesso che nella
frazione Zappa del comune di Racchia, in provincia di Messina, è in
corso un evento franoso di vasta portata che ha provocato lesioni a
diversi edifici dell'abitato (circa 12 oltre la chiesa e un tratto
della strada comunale), tanto da indurre il Comune a emettere una
ordinanza che, dichiarandoli inagibili, ne vietava qualsiasi
utilizzo;
considerato che eventi franosi investono la frazione Zappa da
quasi un secolo e che si hanno notizie del verificarsi degli stessi
dal 1926, cui seguirono un evento grave nel 1931 e successive
riattivazioni sensibili nel 1978, nel 1985, nel 1994 e nel 2003;
visto che l'Amministrazione comunale nel 1999 ha predisposto un
progetto di consolidamento che prevedeva il placcaggio del muro di
sottoscarpa della strada provinciale che attraversa la frazione,
mediante tiranti attivi spinti a 30-34 metri;
osservato che dal 2005 il progetto è sottoposto al vaglio
dell'Assessorato Territorio e ambiente senza avere finora ottenuto
alcun finanziamento;
rilevato che l'evoluzione del dissesto non segnala sostanziali
modifiche dei meccanismi di attivazione né variazioni planimetriche
tra i tre sondaggi effettuati nel 1999 e i rilievi eseguiti dal
Dipartimento regionale della Protezione civile nel 2009;
presa nota della richiesta, proveniente dagli abitanti della
frazione Zappa, di tutela del diritto alla salvaguardia dei beni di
proprietà e della loro incolumità fisica di fronte al ventilato
rischio che le amministrazioni coinvolte valutino più opportuno il
trasferimento in massa in altro luogo e a fronte degli inspiegabili
ritardi nell'approntamento di misure definitive di contenimento
della frana;
per sapere:
quali ragioni abbiano impedito dal 2005 di esitare positivamente
la richiesta del Comune di Raccuja relativa al progetto di
consolidamento della frana della frazione Zappa;
se non ritengano necessario promuovere urgentemente tutte le
iniziative utili a finanziare e realizzare l'intervento di
consolidamento e messa in sicurezza di contrada Zappa e rassicurare
i cittadini direttamente interessati e l'intera comunità di
Raccuja». (595)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la
risposta.
MILONE, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli deputati, con riferimento all'interrogazione
presentata, rappresento che l'Assessorato del territorio e
dell'ambiente interviene con programmi di finanziamento di
interventi strutturali volti alla messa in sicurezza di aree così
come individuate quali aree a rischio molto elevato R4 ed elevato
R3 nel P.A.I. (Piano di assestamento idrogeologico).
In riferimento ai P.A.I. suddetti, sono state individuate circa
500 aree R4 (Rischio molto elevato) con G.P. 1 e su queste, in vari
programmi di finanziamento a valere su fondi europei o statali,
sono stati finanziati circa 170 interventi di mitigazione del
rischio. Per cui vi sono da mettere in sicurezza la restante parte
delle aree a rischio con successivi programmi che si andranno a
stilare sulla base di stanziamenti di nuovi fondi.
In particolare, il P.A.I. su cui ricade il centro abitato di
Raccuja, che è stato approvato con decreto del Presidente della
Regione siciliana n. 288 del 5 luglio 2007, prevede per l'area
della frazione Zappa, un'area R4 a grado di priorità 1, per cui
rientra tra quelle che dovranno prioritariamente essere finanziate
sui programmi che si andranno ad elaborare e stabilire.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Panarello per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
PANARELLO. Signor Presidente, mi ritengo parzialmente soddisfatto
della risposta dell'assessore che ha sottolineato che il tema
sollevato da me e dall'onorevole Cracolici è effettivamente
meritevole di attenzione ed è inserito nei piani di intervento
dell'Assessorato.
Vorrei rappresentare all'Assessore, anche in questa circostanza -
fermo restando il piano generale e le numerose aree a rischio
esistenti in Sicilia - di prestare particolare attenzione alla
contrada Zappa di Raccuja.
Siamo in presenza, anche in questo caso, di una frana storica
oramai, che mette a rischio l'abitato del comune di Raccuja e i
suoi cittadini. Quindi, pur in presenza di un intervento, come
quello preannunciato dall'assessore, gli chiederei un supplemento
di verifica, anche d'intesa con l'Assessorato alla Presidenza e il
Dipartimento della Protezione civile, per rassicurare la comunità
di Raccuja sull'impegno della Regione e di prevedere ulteriori
interventi in aggiunta alla realizzazione del progetto P.A.I.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avendo concluso il II punto
dell'ordine del giorno, la seduta è rinviata ad oggi, martedì 4
agosto 2009, alle ore 19.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Formica
I -Comunicazioni.
II - Discussione del disegno di legge:
-«Disposizioni per l'utilizzo delle agevolazioni creditizie in
favore delle cooperative edilizie» (n. 281/A)
Relatore: on. Colianni
La seduta è tolta alle ore 18.54
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli