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Resoconto d'Aula della Seduta n. 107 di martedì 04 agosto 2009
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   Presidenza del vicepresidente Formica


   RINALDI,  segretario  f.f. dà lettura dei processi  verbali  delle
  sedute  numeri  105  e  106 del 29 luglio 2009  che,  non  sorgendo
  osservazioni, si intendono approvati.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ai sensi dell'articolo 127,  comma
  9,  del  Regolamento interno, do il preavviso di trenta  minuti  al
  fine  delle  eventuali votazioni mediante procedimento  elettronico
  che dovessero avere luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                          Missione e congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Savona è  in  missione,  per
  ragioni del suo ufficio, dal 3 al 4 agosto  2009.
   Comunico,  altresì,  che essendo l'onorevole  Savona  presente  in
  Aula, la missione è parzialmente modificata.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico   che   hanno  chiesto  congedo  gli  onorevoli:   Adamo,
  D'Agostino,  Faraone,  Gianni, Lupo, Panepinto,  Scoma,  Nicotra  e
  Vinciullo  per  l'odierna seduta; Falcone e Marinese  dal  4  al  7
  agosto 2009.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunicazione di trasmissione di proposta di legge costituzionale

   PRESIDENTE.  Comunico  che  il Ministro  per  i  rapporti  con  le
  Regioni,  onorevole Raffaele Fitto, con lettera trasmessa con  nota
  prot.  n.  1227/2A1 del 30 luglio 2009 del Commissario dello  Stato
  della  Regione,  pervenuta in data 3 agosto 2009, ha  trasmesso  le
  proposte  di  legge  costituzionale numeri 1643,  1655  e  1656  di
  iniziativa parlamentare, concernenti modifiche dello Statuto  della
  Regione.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   «Norme in materia di ineleggibilità ed incompatibilità dei sindaci
  ed assessori comunali» (n. 450)
   presentato dall'onorevole Panepinto in data 30 luglio  2009

   «Protezione catodica degli acquedotti» (n. 451)
   presentato  dagli onorevoli Corona, Leontini, D'Asero,  Scammacca,
  Torregrossa e Bosco in data 30 luglio 2009

   «Norme  per l'istituzione dell'Albo regionale delle bande musicali
  siciliane» (n. 452)
   presentato dagli onorevoli Aricò, Pogliese, Vinciullo,  Falcone  e
  Currenti in data 3 agosto 2009

   «Norme   per  l'istituzione  dell'Albo  regionale  dei   direttori
  musicali»  (n. 453)
   presentato  dagli  onorevoli Aricò, Pogliese, Vinciullo,  Falcone,
  Currenti in data 3 agosto 2009.

      Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
                        Commissione legislativa

   PRESIDENTE.  Comunico  che, in data 29 luglio  2009,  il  seguente
  disegno  di  legge  è  stato  inviato alla  competente  Commissione
  legislativa V  Cultura, formazione e lavoro':

   «Norme in materia di professioni turistiche»  (n. 449)
   di iniziativa parlamentare.

                 Comunicazione di richiesta di parere

   PRESIDENTE. Comunico che la seguente richiesta di parere  è  stata
  trasmessa  dal  Governo  ed assegnata alla  competente  Commissione
  legislativa IV   Ambiente e Territorio':

   Ampliamento  perimetro  Parco dei Nebrodi.  D.A.  4  agosto  1993.
  Richiesta di parere art. 4, comma 4,  l.r. 14/88   (n. 29/IV)
   pervenuta in data 31 luglio  2009
   inviata in data 3 agosto 2009.

                     Comunicazione di parere reso

   PRESIDENTE. Comunico che, in data 28 luglio 2009, è stato reso  il
  parere   dalla  competente  Commissione  legislativa  VI    Servizi
  sociali e sanitari':

   Sistema 118 e rete di trasporto territoriale  l.r. 14 aprile 2009,
  n. 5, art. 24, commi 10 e 11  (n. 28/VI)
   inviato in data 30 luglio 2009.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   RINALDI, segretario f.f.:

   «All'Assessore  per  i  beni culturali  ed  ambientali  e  per  la
  pubblica  istruzione, considerato che, nel giugno 2007, l'Assessore
  per  i beni culturali e ambientali e per la pubblica istruzione pro
  tempore   consegnò   alla  città  di  Catania  l'edificio   dell'ex
  Manifattura tabacchi, di oltre 16 mila metri quadri, per destinarlo
  a   museo  cittadino  mediante  alcuni  adeguamenti  funzionali   e
  tecnologici;

   visto  che, a distanza di ben due anni, niente di quanto  promesso
  risulta realizzato e la struttura non appare per nulla 'restituita'
  alla città;

   per sapere quali iniziative intenda mettere in campo per portare a
  termine  l'impegno assunto nel 2007 nei confronti  della  città  di
  Catania». (695)

                                                                 RAIA

   «All'Assessore  per  i  lavori pubblici  e  all'Assessore  per  il
  turismo, le comunicazioni e i trasporti, premesso che, per  ridurre
  la pericolosità della strada statale n. 417 Catania-Gela, l'ANAS ha
  proceduto alla definizione di una decina di rotatorie;

   constatato  che  in  prossimità  di  tali  rotatorie  mancano  gli
  accorgimenti   e  la  segnaletica  necessaria  per  avvertire   gli
  automobilisti dei pericoli e per indurli ad imboccare le  stesse  a
  non più di 40 chilometri orari;

   constatato  altresì che, nonostante siano presenti,  gli  impianti
  d'illuminazione previsti non sono stati attivati  e  che  molte  di
  tali  rotatorie,  in  condizioni di scarsa visibilità  o  al  buio,
  appaiono all'improvviso senza dare margini per manovre correttive;

   visto  il  gran  numero di incidenti serali e notturni  a  ridosso
  delle rotatorie, come confermato dalla stessa Polstrada;

   per  sapere  quali misure intendano intraprendere per  sollecitare
  l'ANAS all'immediata attivazione degli impianti di illuminazione  e
  alla predisposizione di una più adeguata segnaletica». (696)

                                                                 RAIA

   «All'Assessore  per  i  beni culturali  ed  ambientali  e  per  la
  pubblica  istruzione,  premesso che l'Istituto  statale  d'arte  di
  Catania è stato sfrattato dal plesso di via Crociferi;

   valutato   che   la  destinazione  più  prevedibile   è   il   suo
  decentramento in periferia;

   considerato  che tale marginalizzazione colpisce il  prestigio  di
  una  scuola  che, operando nel centro della città e  in  un  plesso
  monumentale,  ha  finora  offerto  ai  suoi  allievi  un   ambiente
  stimolante per imparare il mestiere dell'artista;

   considerato  altresì che l'ubicazione periferica  aumenterebbe  il
  disagio  dei  tanti  studenti pendolari che sarebbero  costretti  a
  disagi  ulteriori  pur  di  garantire un'adeguata  formazione  alla
  propria passione artistica;

   per sapere:

   quali  iniziative ritenga di dover mettere in campo per  garantire
  la  sopravvivenza della magnifica istituzione dell'Istituto statale
  d'arte di Catania;

   se  non  ritenga  di  farsi parte attiva per un  raccordo  con  le
  istituzioni locali per l'individuazione di una struttura nel centro
  storico di Catania, adeguata alle necessità formative di una scuola
  tanto particolare». (697)

                                                                 RAIA

   «All'Assessore  per  la  sanità,  visto  che  la   Procura   della
  Repubblica di Agrigento ha disposto lo sgombero entro trenta giorni
  dell'ospedale S. Giovanni di Dio di Agrigento;

   considerata la gravità del provvedimento e soprattutto gli effetti
  immediati e futuri sugli ammalati e sulle loro famiglie;

   per  sapere quali iniziative abbia intrapreso per fronteggiare  la
  crisi  e come intenda garantire i 300 posti letto che entro  trenta
  giorni verranno chiusi». (698)

                                                            PANEPINTO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:

   il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana,
  con  propria  sentenza, ha reso definitivo lo sfratto dell'Istituto
  statale  d'arte  di Catania (ISA) dal Collegio dei gesuiti.  Questa
  sentenza  ha  messo la parola fine ad un lungo contenzioso  che  ha
  visto  contrapposte  la  Provincia  regionale  di  Catania,  che  è
  locataria dell'immobile in uso all'ISA, e la Regione siciliana, che
  dell'immobile è proprietaria;

   per espellere l'Istituto dall'ex Collegio dei gesuiti, che ne è la
  sede  storica da oltre 40 anni, si adducono motivi di  sicurezza  e
  condizioni  di  rischio,  non provate da  alcun  giudizio  espresso
  all'uopo dagli organi preposti;

   lo  spauracchio di danni provocati dal sisma del 1990,  che  è  la
  tesi  prediletta  da  chi vuole lo sfratto, è  smentito  da  quanto
  dichiarato    dall'allora    preside,    arch.    Rosario    Leone,
  nell'intervista  pubblicata  dal quotidiano  'La  Sicilia',  il  28
  luglio 2009;

   lo  stato  attuale  dell'edificio  denota,  invece,  che  si  sono
  trascurati  gli interventi necessari per contrastare  l'inevitabile
  decadimento della secolare struttura;

   i  locali dell'ex Collegio dei gesuiti, dopo l'esproprio dei  beni
  dell'ordine,  furono  adibiti  nel  1778  a  casa  di   educazione,
  trasformata  nel 1830 in regio ospizio di beneficenza.  Da  sempre,
  quindi,  l'ex Collegio dei gesuiti è stata una fucina di formazione
  e  uno storico luogo di produzione, dove i giovani più poveri e gli
  orfani imparavano i mestieri nei laboratori artigianali;

   per  funzionalità,  estensione della  superficie,  cubatura  degli
  spazi,  decoro  estetico dell'edificio, la sede attuale  è  la  più
  idonea  a  ospitare  un istituto a vocazione artistica,  dotato  di
  laboratori con macchinari e apparecchiature;

   considerato che:

   la Provincia regionale di Catania da più di un mese discute, senza
  esito  alcuno,  con  il  Comune  di  Catania  per  individuare   la
  disponibilità  di  sedi  alternative. Le  sedi  proposte  sono,  in
  realtà,  del  tutto  inadeguate, perché non a norma  e  ubicate  in
  luoghi  non  raggiungibili  dagli  alunni,  che  per  il  60%  sono
  pendolari. A partire dal settembre 2009, quindi, circa 700 studenti
  non  potranno disporre di una sede o dovranno usufruire di una sede
  provvisoria alternativa non raggiungibile per i pendolari;

   lo   sfratto  dell'Istituto  statale  d'arte  di  Catania  dall'ex
  Collegio  dei  gesuiti  colpisce non solo gli  studenti  e  i  loro
  genitori,  ma  causerà  anche un drastico  ridimensionamento  della
  scuola e un inevitabile taglio dell'occupazione, oltre che la  fine
  di  una prestigiosa tradizione culturale. Difatti, la situazione in
  atto   sta  determinando  il  crollo  delle  iscrizioni,   con   la
  consequenziale condanna a morte l'istituto e preclusione a numerosi
  giovani della frequenza della scuola;

   tenuto conto che:

   a   sostegno  della  scuola  si  è  costituita  l'associazione  di
  volontariato  e  di impegno civile, denominata 'comitato  emergenza
  sfratto  pro  Istituto  statale d'arte di Catania',  formata  dagli
  alunni (ex compresi), dai genitori e dal personale;

   il  comitato  civico si è costituito con lo scopo di mantenere  la
  locazione dell'istituto nel Collegio dei gesuiti, che ne è la  sede
  storica  da  ben  40  anni,  per definire soluzioni  fondate  sulla
  compatibilità tra le opere di ripristino dell'edificio e  l'attuale
  locazione della scuola;

   una   soluzione   che  consenta  il  proseguimento   dell'attività
  dell'istituto permetterebbe:

   a)  di  porre  fine a un lungo contenzioso, che ha  visto  e  vede
  contrapposte le pubbliche istituzioni;

   b)   di   salvaguardare  due  importanti  risorse  della   cultura
  cittadina: lo storico edificio e la scuola d'arte, la cui storia si
  identifica con l'edificio stesso;

   c)  all'erario  pubblico  di risparmiare  un  enorme  quantità  di
  risorse.  Considerata  la complessità organizzativa  della  scuola,
  articolata  per  settori  di  indirizzo,  nonché  la  presenza   di
  laboratori  dotati  di macchinari e strumentazioni  non  facilmente
  traslocabili,  il  trasferimento  dell'istituto  dall'attuale  sede
  imporrebbe   all'amministrazione  costi   elevatissimi,   che   più
  utilmente  potrebbero essere stornati per l'esecuzione delle  opere
  di ristrutturazione e messa in sicurezza dell'edificio;

   per sapere:

   se  non  ritengano auspicabile un intervento urgente  al  fine  di
  ottenere  la revoca dello sfratto dell'Istituto statale  d'arte  di
  Catania dall'ex Collegio dei gesuiti;

   se non ritengano improcrastinabile l'assegnazione dell'ex Collegio
  dei  gesuiti in comodato d'uso alla Provincia regionale di Catania,
  al  fine di permettere alla stessa di ristrutturare l'intero plesso
  e   consentire,  così,  la  prosecuzione  dell'attività   didattica
  dell'Istituto  statale  d'arte  di  Catania  nell'ex  Collegio  dei
  gesuiti». (700)

                                                 POGLIESE - VINCIULLO

   «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   nel  novembre  2006  il sig. Giuseppe Di Vincenzo,  amministratore
  della  Biomed  s.a.s. di Palermo, ha denunciato gravi  irregolarità
  nell'acquisizione di attrezzature per le attività di ambulatorio  e
  chirurgia verificatesi in alcune aziende Unità sanitarie locali  in
  Sicilia;

   fra  di  esse, veniva in particolare denunciato che  nel  2003  il
  dirigente  delle  unità  operative di oculistica  dell'ospedale  di
  Paternò e dell'ospedale di Acireale, appartenenti all'azienda USL 3
  di Catania, aveva richiesto attrezzature necessarie per le attività
  nei relativi reparti, specificandone con nota scritta le marche, le
  ditte  da  contattare  e  le procedure  da  adottare  per  la  loro
  acquisizione;   successivamente,  il   responsabile   dei   servizi
  ambulatoriali di oculistica dell'AUSL 3 faceva proprie alcune delle
  suddette   richieste   per   il  potenziamento   degli   ambulatori
  periferici;

   per  l'acquisizione delle attrezzature, si riferisce che  venivano
  predisposte  tre  tranche  di approvvigionamento  con  le  seguenti
  modalità:

   a)  trattativa privata ristretta con l'indicazione delle marche  e
  delle  ditte  da  invitare per l'acquisizione di  alcuni  lotti  di
  attrezzature,   per  una  spesa  di  oltre  un  milione   di   euro
  (strumentazione   diagnostica  per  gli  ambulatori,   biometri   e
  autoclavi, ferri chirurgici per le sale operatorie);

   b)  acquisto  di  due  faco  e due vitrectomi  (strumenti  per  la
  chirurgia  della cataratta e della vitreoretina) e di un laser  per
  eccimeri;  anche per tali attrezzature, dell'importo  di  circa  un
  milione  di  euro,  vennero specificate marche  e  fornitori  e  fu
  suggerito  di ricorrere al comodato d'uso in conto al materiale  di
  consumo;

   c)  acquisizione di un lungo elenco di attrezzature chirurgiche  e
  diagnostiche  per le quali vennero indicati sia  la  marca  che  il
  fornitore,  e  si  procedette all'acquisto  diretto  per  privativa
  industriale , per un importo di oltre 3,5 milioni di euro;

   per  i  suddetti  punti  a)  e c), i fornitori  vennero  invitati,
  mediante  una  trattativa privata, a presentare  un  preventivo  di
  spesa ed a proporre una società finanziaria per l'acquisto mediante
  leasing operativo comprensivo di manutenzione full risk;

   tutti  i  fornitori indicarono per i leasing operativi  la  stessa
  OperLeasing, società operante in ambito europeo, con sede legale  a
  Brescia ma con unica filiale italiana a Pedara (CT);

   gli  acquisti vennero deliberati a seguito di parere di  congruità
  dell'ingegnere  del  servizio di ingegneria  clinica  dell'AUSL  3,
  verosimilmente senza effettuare analisi di mercato che, ove svolte,
  avrebbero  potuto dimostrare il grande scarto fra i prezzi  offerti
  dai  fornitori invitati dall'AUSL 3 e quelli mediamente  pagati  in
  Sicilia  per  analoghe o identiche forniture presso  altre  aziende
  ospedaliere e sanitarie della Regione;

   per  tutti gli atti di indizione delle procedure d'acquisto  e  di
  aggiudicazione  delle forniture vennero adottati provvedimenti  che
  prevedevano  il  ricorso  a  procedure  di  urgenza  immediatamente
  esecutive, con la conseguente pubblicazione degli atti per un  solo
  giorno festivo, ivi compreso il giorno di Natale del 2003;

   a  seguito  della denuncia in oggetto, la Procura della Repubblica
  di  Catania ha avviato un'inchiesta nell'ambito della quale il sig.
  Di  Vincenzo  è stato ascoltato dalla DIA di Catania quale  persona
  informata dei fatti;

   considerato che tutti i contratti di leasing operativo in  oggetto
  sono  prossimi  alla  scadenza o da poco  scaduti,  ed  in  essi  è
  prevista  la possibilità di rinnovo e che, ove tale circostanza  si
  verificasse, si potrebbe configurare il perpetuarsi di un danno  al
  bilancio  della  Regione  ed al Servizio  sanitario  regionale,  in
  violazione alle disposizioni di legge in materia;

   per sapere:

   quali   iniziative   abbia  intrapreso  per  accertare   eventuali
  responsabilità, anche di natura patrimoniale, nei fatti illustrati;

   quali  iniziative  abbia  intrapreso o intenda  intraprendere  per
  scongiurare    il    perpetuarsi   di    un    danno    a    carico
  dell'amministrazione con il rinnovo, per un ulteriore  quinquennio,
  dei contratti di leasing operativi in oggetto». (701)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                        DE BENEDICTIS

   «All'Assessore  per  la  famiglia,  le  politiche  sociali  e   le
  autonomie locali e all'Assessore per la sanità, premesso che:

   nel  mese  di  gennaio 2009 la Provincia regionale di  Catania  ha
  donato  alla  sezione  provinciale di Catania dell'Unione  italiana
  ciechi  un  tomografo  a coerenza ottica (OCT)  della  Zeiss,  mod.
  Cirrus OCT HD 3.0, per una spesa di 96 mila euro;

   dalla  documentazione  allegata  alla  delibera  di  acquisto  del
  suddetto tomografo si evidenzia che essa è avvenuta tramite ricorso
  ad   una   procedura  negoziata  diretta,  sulla  scorta   di   una
  dichiarazione a firma del responsabile dell'ambulatorio  oculistico
  dell'UIC che attesta 'l'impossibilità operativa tecnico-scientifica
  di utilizzare altro genere di prodotti';

   conseguentemente, furono acquisiti preventivi di spesa  unicamente
  della ditta Zeiss e dei suoi rivenditori esclusivi per la Sicilia e
  per  il  Lazio, né pare essersi proceduto ad una utile indagine  di
  mercato  e ad un effettivo accertamento della congruità del  prezzo
  base d'acquisto;

   la  tecnologia su cui si basano i nuovi OCT è aperta e non coperta
  da  alcun  brevetto e, al momento dell'acquisto,  sei  tomografi  a
  coerenza  ottica di ultima generazione erano presenti  sul  mercato
  con caratteristiche almeno equivalenti, se non superiori, al CIRRUS
  della Zeiss ed a costi inferiori;

   a  conferma di ciò, vi sono attualmente in svolgimento, o da  poco
  concluse,  le  seguenti gare per l'acquisto di  un  OCT  di  ultima
  generazione:

   presso l'azienda ospedaliera S. Giovanni Di Dio di Agrigento,  con
  prezzo a base d'asta di 60 mila euro;

   presso  l'azienda  ospedaliera Umberto I di Siracusa,  con  prezzo
  indicato a base d'asta di 57 mila euro;

   considerato  che,  con  propria  circolare  n.  1219   del   2007,
  l'Assessorato  Sanità ha fornito precise indicazioni e  chiarimenti
  circa  l'applicazione del decreto legislativo 12  aprile  2006,  n.
  163,  recante il 'Codice dei contratti pubblici relativi a  lavori,
  servizi  e  forniture  in attuazione delle direttive  2004/17/CE  e
  2004/18/CE', in particolare in relazione agli aspetti  tecnici  che
  rendono  il  dispositivo insostituibile ed autorizzano  il  ricorso
  all'acquisto  diretto,  mentre la procedura seguita  nella  vicenda
  illustrata  non pare abbia rispettato la normativa vigente  né  gli
  indirizzi della succitata circolare;

   per sapere:

   se  gli  uffici  competenti della Regione siano  a  conoscenza  di
  quanto  qui  esposto  ed, in caso contrario, se  gli  Assessori  in
  indirizzo  non  ritengano  di  dover  avviare  tutte  le  verifiche
  necessarie   all'accertamento   dei   fatti   e   delle    relative
  responsabilità;

   quali iniziative si intendano attuare nel caso in specie e, più in
  generale,  per  evitare comportamenti, come  quello  segnalato,  in
  contrasto con la corretta effettuazione della spesa pubblica  negli
  enti locali e nelle aziende finanziate dalla Regione, con specifico
  riferimento  all'improprio  ricorso a  procedure  di  acquisto  che
  ledono la libera concorrenza ed arrecano pregiudizio economico alla
  Pubblica Amministrazione». (702)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                        DE BENEDICTIS

   «Al  Presidente  della Regione, all'Assessore per  il  lavoro,  la
  previdenza  sociale, la formazione professionale e l'emigrazione  e
  all'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che:

   all'interrogazione  parlamentare n. 333,  presentata  in  data  20
  gennaio  2009,  avente  ad  oggetto 'Ricadute  occupazionali  della
  realizzazione   del  sistema  informativo  territoriale   regionale
  (SITR)', ad oggi ancora non è stata fornita alcuna risposta;

   la   misura   5.05  del  POR  Sicilia  2000-06  ha  istituito   la
  realizzazione   del  sistema  informativo  territoriale   regionale
  strutturato  a nodi interconnessi e costituito dal nodo  regionale,
  dei  nodi  provinciali e dai nodi comunali (per comuni sopra  i  30
  mila abitanti);

   con  D.P.Reg.  n.57/S5  del  28 maggio  2002  è  stato  ratificato
  l'accordo   di  programma  per  l'attuazione  della  misura   5.05,
  sottoscritto  dal  Presidente della Regione  e  dai  rappresentanti
  degli enti locali aderenti;

   con  decreto  dirigenziale  n.  1315  del  12  novembre  2003,  il
  dirigente  generale del Dipartimento regionale  di  urbanistica  ha
  costituito  l'unità  tecnica  di programma  (UTP),  per  i  compiti
  definiti  dall'accordo di programma per l'attuazione  della  misura
  5.05,  ratificato  con il D.P.Reg. n. 57/S5  del  28  maggio  2002,
  individuando  le seguenti figure: project manager, responsabile  di
  segreteria,  project  leader per l'area  sistemistica  e  sicurezza
  informatica, project leader per l'area GIS cartografica, segreteria
  UTP,  collaboratori  ed assistenti tecnici ai sistemi  informativi.
  Detta UTP opererà in stretta sinergia con le aree ed i servizi  del
  dipartimento urbanistica e con gli altri rami dell'amministrazione;

   con  decreto  n.  198/serv.  prog. del  9  agosto  2002,  è  stato
  approvato l'avviso pubblico per la manifestazione di interesse alla
  realizzazione dell'intervento formativo di personale  da  assegnare
  al  sistema  informativo  territoriale regionale  del  Dipartimento
  regionale urbanistica, del sistema informativo regionale ambientale
  del  Dipartimento  regionale territorio  e  ambiente,  del  sistema
  informativo  forestale del Dipartimento regionale foreste,  emanato
  dai   Dipartimenti   regionali  della   formazione   professionale,
  dell'urbanistica, del territorio e ambiente, delle foreste;

   l'intervento  formativo  in oggetto,  di  cui  alla  richiesta  di
  manifestazione di interesse dei Dipartimenti regionali, era rivolto
  a 380 unità, di cui 247 interne alla pubblica amministrazione e 133
  esterne (di cui 54 LSU);

   l'Assessorato Lavoro, con DDC n. 3149/FP del 22 dicembre 2003,  ha
  finanziato  la formazione del personale da destinare  ai  nodi  del
  sistema  informativo territoriale regionale con il seguente titolo:
  'intervento  formativo  di  personale  da  assegnare   al   sistema
  informativo  territoriale  regionale del dipartimento  urbanistica,
  del  sistema  informativo  regionale  ambientale  del  dipartimento
  territorio  e  ambiente,  del  sistema  informativo  forestale  del
  Dipartimento  foreste', per un importo complessivo a  valere  sulle
  risorse comunitarie pari a 4 milioni 715 mila euro;

   i fondi disponibili della misura 5.05 del POR Sicilia 2000-06 sono
  stati utilizzati per altri progetti, senza tenere in considerazione
  la priorità costituita dal già costituito 'Servizio SITR' presso la
  Direzione  regionale  di  urbanistica -  Assessorato  Territorio  e
  ambiente;

   alcuni  soggetti  sono attualmente impiegati presso  il  'Servizio
  SITR'  con  contratti  a tempo determinato senza  che  siano  state
  rispettate le procedure di selezione, formazione di cui all'accordo
  di   programma   sottoscritto   dal   Presidente   della   Regione,
  dall'Assessore Territorio e ambiente e dal Direttore  regionale  di
  urbanistica; per tali soggetti l'Ufficio legislativo e legale della
  Presidenza  della  Regione  si è già espresso  negativamente  circa
  l'utilizzo  dei  soggetti  attualmente in  servizio  per  eventuali
  assunzioni a tempo indeterminato;

   terminate  le procedure di selezione svolte dall'ATS con  capofila
  Telespazio,  a  cui hanno partecipato migliaia di aspiranti,  si  è
  proceduto  all'avvio  dei  corsi di  formazione  per  responsabile,
  esperti  e tecnici in SITR iniziati nel giugno del 2007 e  conclusi
  nell'ottobre 2008;

   nel  mese  di  marzo  2009, è stata completata la  fase  formativa
  prevista  dal  progetto di cui alla misura 3.03  e  che  gli  esami
  finali dei discenti interni ed esterni si sono conclusi agli  inizi
  del mese di aprile c.a.;

   rilevato che:

   ad  oggi i discenti aspettano  la contrattualizzazione, così  come
  previsto dall'accordo di programma sottoscritto e ratificato  dagli
  enti aderenti, con il D.P.Reg. n. 57/S5 del 28 maggio 2002;

   i  corsi  (per tecnici, esperti e coordinatori esterni ed  interni
  del  SITR-SIRA-SIF) finanziati dall'Assessorato  Lavoro  e  formati
  dall'associazione  tecnica  di  scopo  (ATS),  capofila  Telespazio
  s.p.a.,  erano  finalizzati  alla  funzionalità  continuativa   del
  servizio SITR;

   per sapere:

   se   non   ritengano   opportuno  fornire   il   contenuto   della
  rendicontazione analitica dei fondi utilizzati per la  misura  5.05
  del  POR  Sicilia 2000-06 dal 2000 ad oggi, nonché  del  rendiconto
  analitico dei fondi impegnati e spesi per la formazione dei tecnici
  SITR-SIRA-SIF ed i fondi impegnati e spesi per la costituzione,  la
  formazione   e  il  collaudo  dei  nodi  comunali,  provinciali   e
  regionali,   seguiti   dall'unità  tecnica  di   programma   (UTP),
  costituita con decreto dirigenziale n. 1315 del 12 novembre 2003;

   se   non  ritengano  necessario  fornire  i  costi  relativi  alla
  formazione del personale esterno ed interno, attuata dall'ATS,  con
  capofila  Telespazio, insieme ad altri soggetti pubblici e privati:
  ESRI  Italia,  Italia  Lavoro Sicilia, CSCT  Cutgana,  Formambiente
  (ente  partecipato  da  Formez e Ministero  dell'ambiente),  e  TES
  (società del gruppo Space Engineering);

   se  e con quali iniziative si intenda dare attuazione agli impegni
  assunti  nell'accordo di programma dalla Regione, dalle province  e
  dai  comuni (superiori ai 30 mila abitanti) sottoscritto nel maggio
  2002». (703)

                                                         DI BENEDETTO

   «Al  Presidente  della Regione, premesso che, in base  all'art.  4
  della  legge regionale 20 dicembre 2008, n. 20, recante  'Norme  in
  materia  di gestione del Servizio Idrico Integrato e di personale',
  è  previsto  che  le  Autorità  d'ambito  per  il  servizio  idrico
  integrato  assumono  il personale dipendente a tempo  indeterminato
  che,  alla  data  di  entrata in vigore  della  legge  regionale  3
  dicembre  2003,  n.  20, era in servizio nei  consorzi  idrici  tra
  comuni senza alcun onere a carico del bilancio della Regione;

   visto che l'Autorità d'ambito per il servizio idrico integrato  di
  Agrigento  aveva avviato l'iter per la determinazione dell'organico
  necessario   per  l'espletamento  delle  competenze   dell'ATO   di
  Agrigento,  richiedendo  ai consorzi idrici  tra  comuni  esistenti
  nella  provincia di Agrigento l'elenco del personale  in  servizio,
  con  l'indicazione  della  qualifica e delle  mansioni  svolte  dai
  dipendenti;

   considerato  che i dipendenti dei suddetti consorzi con  contratto
  di  lavoro  a  tempo indeterminato hanno presentato  al  Presidente
  dell'Autorità  d'ambito  per  il  servizio  idrico   integrato   di
  Agrigento  un'istanza  per  ottenere, sulla  base  della  normativa
  esistente, l'assunzione presso la predetta autorità;

   visto che le istanze incomprensibilmente non sono state accolte  e
  che tale condotta dell'ATO appare illegittima soprattutto alla luce
  della  legge  regionale 14 maggio 2009, n. 6, recante 'Disposizioni
  programmatiche  e  correttive per l'anno 2009', laddove  l'art.  62
  offre  un'interpretazione autentica del citato art. 4  della  legge
  regionale n. 20 del 2008, intendendo la parola 'assumono' nel senso
  di 'transitano';

   ritenuto  che  l'ATO  idrico di Agrigento  sta  agendo  in  palese
  dispregio della succitata norma regionale, stante il riconoscimento
  per  legge  del  diritto  in  capo ai lavoratori  e  mancando  ogni
  discrezionalità in capo all'Autorità d'ambito in questione;

   considerato  che,  a  seguito  di tale illegittimo  comportamento,
  alcuni  lavoratori hanno avviato procedimenti innanzi  all'autorità
  giudiziaria per ottenere il riconoscimento del diritto  e  che  ciò
  espone   l'amministrazione  pubblica,  oltre  che  ad  una   sicura
  soccombenza, anche al rischio di danno erariale;

   per sapere:

   quali ragioni abbiano indotto l'Autorità d'ambito di Agrigento  ad
  assumere la decisione di non accogliere le istanze;

   se  il  Governo  non  ritenga  di dover  esercitare  un'azione  di
  controllo e verifica della corretta applicazione della legislazione
  vigente in enti sottoposti al controllo della Regione;

   se  e  in  quale modo intenda intervenire per il pronto ripristino
  della corretta procedura amministrativa, evitando ulteriori spese e
  danni a carico del pubblico erario». (704)

                                                         DI BENEDETTO

   «All'Assessore  per  la  famiglia,  le  politiche  sociali  e   le
  autonomie locali, premesso che:

   a seguito delle elezioni amministrative del 6 e 7 giugno 2009, nel
  Comune  di Salaparuta (TP), è stato riconfermato il Sindaco uscente
  che ha amministrato la città nell'ultimo quinquennio;

   nel  corso degli ultimi anni, si è costantemente assistito,  nella
  gestione   del  Comune  di  Salaparuta,  all'emanazione   di   atti
  amministrativi che hanno sollevato forti dubbi di legittimità, come
  più  volte evidenziato dalle forze politiche presenti nel Consiglio
  comunale;

   gli   atti   illegittimi   sono  stati   reiterati   dalla   nuova
  Amministrazione:  infatti, contrariamente a quanto  previsto  dallo
  statuto comunale, il Sindaco ha nominato, oltre il termine previsto
  dall'art.  47 del predetto statuto, la Giunta comunale comprendendo
  due assessori esterni, reiterando, così, la violazione statutaria;

   ad  oggi manca la nomina del Vicesindaco che, come previsto  dallo
  statuto,   deve    avvenire  contestualmente  alla   nomina   degli
  Assessori;

   la  prima  seduta  del Consiglio comunale, operativo  nell'attuale
  quinquennio  amministrativo,  è  stato  convocata,  con   carattere
  d'urgenza,  in  data  4  luglio 2009, in  violazione  del  comma  6
  dell'art.  37 del regolamento del Consiglio stesso, in  quanto  non
  esistevano 'motivi rilevanti e indilazionabili';

   per  sapere se non ritenga necessario attivare un'azione ispettiva
  per   verificare  il  rispetto  della  normativa  vigente,  e,   in
  particolare  dello statuto comunale, nell'azione amministrativa  da
  parte del Sindaco e della Giunta del Comune di Salaparuta». (705)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                                 ODDO

   «All'Assessore   per   la   sanità,  premesso   che   il   decreto
  dell'Assessorato  regionale  Sanità,  pubblicato   nella   Gazzetta
  ufficiale della Regione siciliana del 20 febbraio 2009, inerente il
  piano  regionale  di  riorganizzazione della rete  delle  strutture
  pubbliche di diagnostica di laboratorio, riporta errori di  calcolo
  in  merito  alle  prestazioni (addirittura  non  indicate)  e  agli
  importi;

   visto  il successivo decreto del 12 giugno 2009, pubblicato  nella
  Gazzetta  ufficiale  della Regione siciliana n.  30  del  3  luglio
  successivo, in cui si dispone la chiusura entro sessanta giorni del
  laboratorio di analisi di Menfi(AG);

   ritenuto che già la chiusura disposta nel 2007, e poi revocata, si
  è dimostrata ingiustificata e incomprensibile , tanto da mobilitare
  la  città e indurre 5000 cittadini a firmare una petizione  che  ha
  indotto  le  autorità  prefettizie  ad  intervenire  nei  confronti
  dell'AUSL e dell'Assessorato per la revoca del provvedimento;

   rilevato   che   i   dati   usati   per   l'analisi   dei   flussi
  dall'Assessorato   (44.000  prestazioni)  sono   riferiti   proprio
  all'anno 2007, periodo in cui i provvedimenti di chiusura portarono
  per  alcuni  mesi  a non fornire prestazioni che,  precedentemente,
  avevano  raggiunto la cifra di 60.216 nel 2006, 54.894 nel  2008  e
  già 29.000 fino al mese di giugno dell'anno in corso;

   rilevato,  inoltre, che nel decreto pubblicato nella GURS  del  20
  febbraio   2009  non  è  riportato  il  numero  delle   prestazioni
  complessive  e  che  le  colonne importo  netto  e  importo  ticket
  mostrano  macroscopici errori (2006 appare evidente che  219.956,66
  di  ticket  riferito a 60.218 prestazioni complessive  fornisce  un
  valore  indicativo  di euro 3,60 a prestazione;  nel  2007  da  una
  semplice proporzione si ricava un ticket presunto di euro 158.400);

   considerato  che  il  ticket  rappresenta  circa  il   20%   della
  prestazione  complessiva,  per cui si  evince  che  le  prestazioni
  complessive possono essere pari a euro 792.000 (158.400 x 100/20  =
  792.000)  mostrando come i dati indicati nella GURS del 20 febbraio
  2009 contengono sicuramente qualche errore;

   visto,  inoltre, che il numero delle prestazioni  non  è  un  dato
  irrilevante; infatti, superate le 50.000 prestazioni, la  struttura
  non rientra più nei limiti di criticità;

   tenuto conto dell'atto di indirizzo per la politica sanitaria  del
  triennio  2007/2009, appare dunque evidente che il  laboratorio  di
  Menfi  garantisce  i  livelli  essenziali  di  assistenza  (LEA)  e
  dovrebbe essere anzi potenziato;

   considerato,  infine,  che nel 2007 la chiusura  e  la  successiva
  riapertura  del  laboratorio  di analisi  di  Menfi  ha  comportato
  notevoli  spese per la riattivazione delle attrezzature, ferme  per
  diverso tempo, e notevoli disagi per la collettività;

   per  sapere  se non ritenga di dover procedere ad una più  attenta
  verifica  dei  dati in base ai quali è stata nuovamente  decisa  la
  chiusura del laboratorio di analisi di Menfi e, al fine di  evitare
  ulteriori  disguidi  e  spese,  se non  valuti  la  possibilità  di
  sospendere  almeno al momento, ogni provvedimento di  chiusura,  in
  attesa di una più adeguata e trasparente valutazione». (706)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                         DI BENEDETTO

   «Al  Presidente  della Regione, all'Assessore per il  turismo,  le
  comunicazioni e i trasporti e all'Assessore per i lavori  pubblici,
  premesso che:

   il   28   luglio   2009  è  stato  inaugurato  il   primo   tratto
  dell'autostrada Catania-Siracusa;

   nel corso della predetta inaugurazione, decine e decine di operai,
  in  modo  assolutamente composto e pacifico,  hanno  protestato  in
  quanto, a loro dire, non sarebbero state pagate le loro spettanze;

   appare   alquanto  ingiustificabile,  qualora   fosse   vero,   il
  comportamento della società che si è aggiudicata i lavori. Difatti,
  nessuno  può  mettere  in  discussione i diritti  sacrosanti  degli
  operai  che, in questi mesi, hanno lavorato giorno e notte  per  il
  raggiungimento  di un obiettivo storico, non solo  per  la  Regione
  siciliana, ma per tutto il Paese;

   per   sapere  quali  provvedimenti  intenda  adottare  il  Governo
  regionale a tutela dei diritti dei lavoratori che hanno prestato la
  loro  opera  per  il completamento del primo tratto dell'autostrada
  Catania-Siracusa». (709)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e le autonomie locali, premesso che:

   il  difensore civico di Palermo, Antonio Tito, è stato nominato da
  un  commissario  ad acta, con deliberazione n. 33, il  22  febbraio
  2006;

   ai  sensi  dell'articolo 28 dello statuto  comunale,  il  predetto
  difensore civico è cessato dalla carica il 21 maggio 2009;

   per  effetto della specifica normativa (legge 15 luglio  1994,  n.
  444)  il  medesimo  difensore  civico  ha  operato  in  regime   di
  prorogatio  soltanto  per  il  compimento  di  atti  di   ordinaria
  amministrazione fino alla data del 5 luglio 2009;

   in  data  20  aprile  2009,  con nota prot.  292144/sez.  USG,  il
  segretario generale del Comune di Palermo, dott. Damiano Li Vecchi,
  nel  ribadire  la  prevalenza della fonte statutaria  ai  fini  del
  calcolo  per  la scadenza del mandato, ha precisato  che,  pur  non
  risultando  questo ancora maturato (alla data del 20 luglio  2009),
  'non  impedisce  di  porre  in essere le  iniziative  propedeutiche
  finalizzate  all'avvio  del  procedimento  di  elezione  del  nuovo
  difensore civico';

   il coordinatore regionale dell'ANDCI, con nota del 18 giugno 2009,
  ha  diffidato il Sindaco, il presidente del Consiglio comunale,  il
  segretario   generale,  il  capo  di  gabinetto  del  Sindaco,   il
  ragioniere   generale,  il  dirigente  dell'ufficio  autonomo   del
  Consiglio  comunale,  i capigruppo consiliari,  il  presidente  del
  collegio  dei revisori dei conti del Comune di Palermo 'a porre  in
  essere,  entro  quindici giorni tutti gli atti ed  i  provvedimenti
  amministrativi necessari per l'avvio della procedura di nomina  del
  nuovo  difensore civico palermitano' ed informando  (il  ragioniere
  generale,  il presidente del collegio dei revisori dei conti  e  la
  Procura  regionale della Corte dei conti) che 'dal  6  luglio  2009
  sono  da  ritenersi  illegittime  e  quindi  non  dovute  eventuali
  erogazioni, a favore del cessato difensore civico Antonio Tito,  di
  indennità  mensili e di rimborsi spese previste per  l'assolvimento
  dell'incarico';

   con  nota prot. 5468 del 25 giugno 2009, il capo di gabinetto  del
  Sindaco,  dott.  Sergio  Pollicita, ha comunicato  ai  capi  gruppi
  consiliari  ed  al  Presidente del Consiglio comunale  'che  questo
  ufficio  ha  già  invitato, con la nota che ad ogni  buon  fine  si
  allega in copia, sia il Presidente del Consiglio comunale e sia  il
  Segretario   generale,  ad  impartire  agli   uffici   di   propria
  pertinenza, le disposizioni necessarie al fine di porre  in  essere
  tutti  gli  adempimenti per le procedure correlate alla nomina  del
  nuovo difensore civico';

   risulta   al   sottoscritto   che,  alla   data   della   presente
  interrogazione, non solo non è stato formalmente intimato  all'avv.
  Tito  di  non esercitare più le funzioni di difensore civico  della
  città, ma il medesimo continua a frequentare l'ufficio con tutto il
  suo  staff.  Ed inoltre non risulta, malgrado siano  scaduti  i  45
  giorni di prorogatio previsti dalla legge n. 444 del 1994, che  sia
  stato  pubblicato  il  bando pubblico per la  selezione  del  nuovo
  difensore civico. Anzi, sembra che sia stato consentito, in maniera
  illegittima,  all'avv. Tito uno 'slittamento' della  fine  del  suo
  mandato al 31 dicembre 2009;

   per sapere:

   1    -    se   risulti   al   vero   che   i   competenti   uffici
  dell'Amministrazione  comunale  di  Palermo  non   abbiano   ancora
  predisposto per la pubblicazione l'avviso pubblico per la selezione
  del nuovo difensore civico di Palermo;

   2 - se risulti al vero che nessuna formale comunicazione sia stata
  notificata  all'avv.  Antonio  Tito relativamente  alla  definitiva
  cessazione del suo mandato alla data del 5 luglio 2009;

   3 - se risulti al vero, con evidente forzatura del disposto di cui
  al  terzo  comma  dell'articolo 28  dello  Statuto  del  Comune  di
  Palermo,  che sia stata consentita, non si capisce con  quale  atto
  formale,  un'illegittima  prorogatio al mandato  dell'ex  difensore
  civico fino alla data del 31 dicembre 2009;

   4  -  se  siano  stati adottati i necessari atti e/o provvedimenti
  amministrativi  per  evitare l'illegittima  erogazione  di  risorse
  finanziarie  relative al funzionamento dell'ufficio  del  difensore
  civico  (ad  oggi privo del titolare) ed al pagamento di  indennità
  mensili e di rimborsi spese da 5 luglio 2009 non più dovuti;

   5  - se ritengano di dovere evidenziare, mediante circolare ed  in
  base  alla vigente normativa, che tutti gli enti locali dell'Isola,
  nell'eleggere il difensore civico, si adoperino scrupolosamente per
  far   ricadere  la  scelta  su  personalità  davvero  indipendenti,
  estranee  agli  apparati  dei  partiti  ed  alla  vita  politica  e
  amministrativa dell'ente, dotati di riconosciuta professionalità  e
  competenza  soprattutto  nel campo dei diritti  di  cittadinanza  e
  dell'organizzazione amministrativa e dei servizi pubblici. (713)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                             APPRENDI

   «All'Assessore  per  la  famiglia,  le  politiche  sociali  e   le
  autonomie  locali, premesso che la situazione economica del  Comune
  di   Palermo   segnala  gravissime  difficoltà  di  bilancio,   cui
  l'Amministrazione  comunale ha pensato di porre rimedio  attraverso
  l'aumento della TARSU e, in ultimo, il raddoppio dell'IRPEF;

   visto che i suddetti aumenti non sono stati approvati per la ferma
  opposizione  della  minoranza  e per  le  divisioni  interne  della
  maggioranza  e  che  permangono  le  cause  strutturali  che  hanno
  determinato il grave deficit del Comune di Palermo;

   osservato che la nuova erogazione a favore del Comune da parte del
  CIPE  (150  milioni per il triennio 2009-2011) sarà  destinata,  in
  gran  parte,  secondo le dichiarazioni del Sindaco, al ripianamento
  del deficit dell'AMIA (Azienda municipale d'igiene ambientale);

   considerato che problemi di gruppi dirigenti e di bilancio  simili
  a  quelli  registrati  per  l'AMIA sono  ipotizzabili  nelle  altre
  aziende dipendenti o controllate dal Municipio di Palermo;

   vista  la  necessità  di riportare ordine nella  finanza  pubblica
  nella  nostra  Regione,  al fine di evitare sprechi,  malgoverno  e
  dissipazione  di  risorse  altrimenti utilizzabili  per  restituire
  prospettive all'economia e migliori servizi ai cittadini;

   per  sapere se non ritenga urgente e necessario inviare commissari
  in  tutte le aziende dipendenti o vigilate dal Municipio di Palermo
  al  fine  di  verificarne i bilanci e individuare  le  ragioni  dei
  deficit  di bilancio previsti o prevedibili, indicando le procedure
  virtuose per riportare i bilanci in parità». (715)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                             APPRENDI

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Comunico  che  é  stata presentata la seguente interrogazione  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   «All'Assessore  per  la sanità, premesso che in  data  odierna  si
  apprende  che  anche  per  l'ospedale di  Agrigento  sarebbe  stato
  utilizzato  calcestruzzo depotenziato, determinando  il  fatto  che
  travi e pilastri conterrebbero più sabbia che cemento, tanto da far
  temere per la sua stabilità, soprattutto in caso di terremoto;

   questa è la conclusione a cui sono giunti i periti nominati  dalla
  Procura,  che da mesi indaga sull'ospedale inaugurato  in  contrada
  'Consolida'  appena cinque anni fa, e che, sulla  base  dell'ultima
  perizia tecnica, si è giunti alla conclusione estremamente drastica
  di  dichiarare  inagibile la struttura,  e  dunque  non  idonea  ad
  ospitare malati e personale sanitario;

   la  struttura ospedaliera San Giovanni Di Dio rappresenta  l'unico
  presidio   in  grado  di  offrire  servizi  globali  per   l'intero
  comprensorio  della  provincia  di  Agrigento  e  che   lo   stesso
  nosocomio,   dall'1     settembre  di   quest'anno,   assumerà   la
  denominazione  ed  il  compito  di Azienda  sanitaria  provinciale,
  coordinando di fatto tutte le strutture territoriali;

   per  sapere  quali  interventi intenda  assumere  per  far  fronte
  all'inevitabile  disagio  determinato  dalla  chiusura  del  plesso
  ospedaliero San Giovanni Di Dio, quali misure intenda adottare  per
  garantire l'obbligatoria assistenza sanitaria, tenuto conto che non
  si   può  prescindere  dalla  dotazione  globale  dei  posti  letto
  assegnati   alla   provincia  di  Agrigento,  che  rappresenta   il
  fabbisogno minimo per garantire il diritto alla salute». (699)

     (Gli interroganti chiedono lo svolgimento in Commissione con
                               urgenza)

                      CASCIO S. - LO GIUDICE - MAIRA - DINA - CORDARO

   Avverto  che  l'interrogazione testé annunziata  sarà  inviata  al
  Governo e alla competente Commissione.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   RINALDI, segretario f.f.:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:

   molti  alunni  disabili rimarranno in Sicilia senza insegnanti  di
  sostegno  in quanto sono stati tagliati 693 posti, di  cui  112  in
  provincia di Catania;

   i  tagli  previsti compromettono seriamente e irreparabilmente  la
  qualità  del  servizio scolastico pubblico in  quanto,  oltre  agli
  insegnanti di sostegno, sono stati tagliati altri 5.690  docenti  e
  1.600 di personale ATA;

   considerato che:

   con  la prevista riduzione degli organici di sostegno viene  messo
  in  discussione il diritto all'integrazione scolastica, sancito  da
  numerose leggi dello Stato;

   la  politica  del  Governo nazionale sull'istruzione  in  Sicilia,
  fondata sul preminente obiettivo di conseguire risparmi ed economie
  di bilancio, è devastante per la nostra Regione;

   ritenuto che:

   la  riduzione  del  numero  delle classi  determinerà  un  elevato
  aumento di studenti in ogni classe, con
   conseguente abbassamento  della  qualità dell'istruzione;

   la  scuola in Sicilia, rispetto alle altre Regioni più ricche,  è,
  spesso,  l'unico punto di riferimento per le famiglie e le  giovani
  generazioni, al cospetto del vuoto sociale che li circonda;

   la  scuola  è sicuramente un fattore di crescita civile e  sociale
  nonché  uno  straordinario luogo di accoglienza e  di  integrazione
  culturale  e sociale, che non può essere subordinata alle  esigenze
  di cassa;

   per sapere:

   se  il Governo della Regione non ritenga di dover intervenire  con
  proprie  risorse finanziarie per pagare gli insegnanti di sostegno,
  attraverso   un'apposita  convenzione  e  utilizzando  le   attuali
  graduatorie;

   quali  iniziative  siano  state  sinora  assunte  a  difesa  delle
  prerogative  costituzionali e statutarie  attribuite  alla  Regione
  siciliana in materia di scuola e diritto allo studio;

   se non ritenga di dover assumere tutte le necessarie iniziative al
  fine  di  impedire la distruzione di un sistema scolastico che,  in
  condizioni  talvolta  difficilissime, ha  consentito  il  progresso
  sociale e culturale della nostra Regione;

   se   non   ritenga,  altresì,  di  dover  intervenire  presso   la
  deputazione nazionale siciliana affinché si impegni a difendere  la
  scuola  siciliana, consegnata a logiche di mercato che  cancellano,
  di  fatto,  il  diritto  alla  scuola  e  allo  studio  per  tutti,
  scaricando  sugli enti locali l'onere maggiore di fornire  risposte
  alle domande di istruzione che provengono dal territorio». (707)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                           BARBAGALLO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:

   i tagli previsti dalla riforma Gelmini compromettono gravemente la
  qualità della scuola siciliana;

   in particolar modo, gli alunni con disabilità pagheranno il prezzo
  più  alto a causa dei tagli al numero degli insegnanti di sostegno,
  indispensabili alla loro integrazione sociale;

   ritenuto che:

   con  puro  calcolo ragionieristico e senza tener conto del  numero
  dei  disabili esistenti nella nostra realtà regionale,  la  riforma
  Gelmini  taglia,  di  fatto, l'unico sostegno che  è  rappresentato
  dalla scuola alle numerose famiglie con figli disabili;

   l'applicazione  del  piano  di  riequilibrio  degli  organici   di
  sostegno   crea  seri  problemi,  aggravati  dal   fatto   che   le
  amministrazioni  locali riducono nel contempo  i  servizi  resi  ai
  soggetti  disabili,  anche a causa del taglio dell'ICI  voluto  dal
  Governo  nazionale  che ha provocato una gravissima  riduzione  dei
  loro budget finanziari;

   considerato che:

   i tagli al sostegno destano molta preoccupazione perché colpiscono
  proprio  la  scuola, luogo da dove parte la vera  integrazione  dei
  ragazzi diversamente abili;

   togliere  alle  famiglie dei diversamente  abili  insegnanti  che,
  quotidianamente  all'interno della Scuola,  si  occupano  dei  loro
  ragazzi,  aiutandoli sia a livello scolastico,  sia  a  livello  di
  integrazione, equivale a negar loro la speranza che  un  domani  ci
  possa essere un posto nella società anche per i loro figli;

   atteso che:

   già  dal  prossimo anno scolastico alle famiglie dei  diversamente
  abili  verrà  meno  l'assistenza gratuita goduta fino  allo  scorso
  anno;

   gli  alunni  disabili nella nostra Regione sono in  netto  aumento
  rispetto allo scorso anno scolastico;

   in  Sicilia,  più che nel resto del Paese, la scuola è  per  molti
  disabili l'unica occasione per integrarsi nella società;

   rilevato  che anche la giurisprudenza ormai consolidata  considera
  le  ore  di  sostegno  un  diritto  individuale  degli  alunni  con
  disabilità e ritiene tali ore l'unica risorsa a tutela del  diritto
  allo studio di tali alunni;

   per sapere se, anche alla luce delle considerazioni sopra esposte,
  il  Governo  della Regione non ritenga di doversi far carico  delle
  sorti  dei  propri  disabili, delle loro famiglie  e  dei  docenti,
  finanziando  direttamente,  in sede di variazioni  di  bilancio  la
  somma  di 8 milioni e 500 mila euro necessaria per ridurre  di  300
  unità  la  prevista  soppressione di n.  693  insegnanti  'perdenti
  cattedra',  così come stabilito dalla riforma Gelmini,  garantendo,
  in  tal  modo, il sostegno ai disabili e alle loro famiglie per  il
  periodo scolastico di settembre-giugno». (708)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                              RINALDI

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e le autonomie locali, premesso che:

   il  Comune di Partinico (PA), con avviso pubblico affisso all'albo
  pretorio dal 10 marzo al 29 maggio 2009, manifestava la volontà  di
  concedere,  in  favore di privati, l'edificio di civile  abitazione
  con sede in Partinico via E. Fermi 33/35, confiscato alla mafia;

   l'osservatorio 'Sviluppo e Legalità Giuseppe La Franca'  con  sede
  in   Partinico,  unitamente  all'associazione  ONLUS,   'Non   solo
  Portella', presentava istanza;

   con  verbale  del  9  giugno 2009, la commissione  ha  escluso  la
  predetta  istanza,  scegliendo,  invece,  di  concedere   il   bene
  all'associazione 'Gatto Silvestro' sempre di Partinico;

   considerato che:

   le    motivazioni   addotte   dall'Amministrazione   a    sostegno
  dell'esclusione dell'osservatorio 'Sviluppo e Legalità Giuseppe  La
  Franca',  unitamente all'associazione ONLUS, 'Non  solo  Portella',
  non  sono  fondate  su  elementi di fatto  e  di  diritto  previsti
  dall'avviso pubblico;

   la   procedura   amministrativa  di  concessione  presenta   delle
  gravissime  irregolarità, in quanto risulta che alcune associazioni
  (nella  specie associazione 'Libera Mente'), pur avendo  presentato
  il   plico   successivamente  alla  data,  tassativamente  indicata
  dall'avviso pubblico, non sono state escluse, come invece avrebbero
  dovuto essere, ma hanno partecipato alla selezione;

   quanto  è accaduto rappresenta una gravissima violazione di legge,
  ed   in   particolare  la  procedura  seguita  dall'Amministrazione
  comunale viola le norme indicate nell'avviso pubblico, che  prevede
  l'esclusione in caso di domanda tardiva o comunque oltre il termine
  fissato;

   ritenuto  che  la  procedura di assegnazione del  bene  confiscato
  appare inficiata da irregolarità procedurali ed amministrative;

   per  sapere  quali provvedimenti necessari ed opportuni  intendano
  adottare  al  fine  di far luce e chiarezza su  quanto  è  accaduto
  presso  il  Comune  di  Partinico in relazione  alla  procedura  di
  assegnazione del bene confiscato alla mafia, sito in via  E.  Fermi
  n. 33/35». (710)

                                                               CAPUTO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:

   in  data  30  settembre  2005 il Comune  di  Monreale  (PA)  e  la
  Soprintendenza ai beni culturali ed ambientali sottoscrivevano  una
  convenzione  per  le  finalità di cui all'articolo  7  della  legge
  regionale  27  aprile  1999,  n.  10  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni, relativa alla gestione dei siti tra cui il  'Chiostro
  di Santa Maria la Nuova';

   la  gestione del servizio di biglietteria è stata curata dalla ATI
  Federico  II,  con sede in Palermo, via Campolo 7, (presso  il  New
  Paradice s.n.c.);

   la  predetta ATI ha l'obbligo di versare al Comune di Monreale  il
  30% degli introiti derivanti dai biglietti di ingresso al Chiostro;

   considerato che dalla documentazione degli uffici di competenza  è
  emerso  che  dal 2004 al 2006 l'ATI Federico II non  ha  effettuato
  alcun  versamento al Comune di Monreale e che risulta debitrice  di
  circa 600 mila euro;

   ritenuto  che non risulta essere stato effettuato alcun  pagamento
  da  parte  dell'ATI Federico II, in quanto non risultano versamenti
  effettuati  né in favore della Regione siciliana né in  favore  del
  Comune di Monreale;

   per sapere:

   quali provvedimenti intendano adottare al fine di verificare se vi
  siano  stati  anomalie  o  irregolarità nella  gestione,  da  parte
  dell'ATI Federico II, della biglietteria del Chiostro di Monreale;

   se  non valutino, pertanto, opportuno l'avvio un'indagine sull'ATI
  Federico II». (711)

                                                               CAPUTO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   le  farmacie  rurali  dei  Comuni di Favignana,  Lampedusa,  Leni,
  Lipari,  Malfa,  Pantelleria e Ustica, per il  tramite  dell'Unione
  regionale  dei titolari di farmacie, con più sollecitazioni,  hanno
  richiesto il pagamento delle spettanze di loro competenza, ai sensi
  della legge regionale n. 4 del 1999, per il periodo compreso tra il
  2004 ed il 2009;

   la   mancata  erogazione  delle  legittime  spettanze  provoca  un
  gravissimo  danno  alle fasce più deboli che saranno  costrette  ad
  affrontare un costo più elevato dei farmaci;

   considerato che:

   non sussistono elementi idonei a sostegno del mancato pagamento di
  quanto  dovuto  ai  titolari delle farmacie, ai sensi  della  legge
  regionale n. 4 del 1999;

   tale  situazione pregiudica fortemente il diritto alla salute  dei
  cittadini che risiedono nelle isole minori indicate in oggetto;

   ritenuto che:

   il  perdurare  di  tale  situazione è pregiudizievole  sia  per  i
  titolari delle farmacie sia per l'utenza che, in questo modo, ha un
  trattamento  immotivatamente  diverso  dagli  altri  cittadini  del
  territorio nazionale;

   l'Unione  regionale,  per protestare contro il  mancato  pagamento
  delle  competenze, ha dichiarato che, dal 17 luglio al 9  agosto  e
  dal  21 al 31 agosto, le farmacie rurali sussidiate private faranno
  ricorso all'assistenza farmaceutica in forma indiretta;

   conseguentemente, si avrà un disagio per l'utenza con  pregiudizio
  per  il  diritto alla salute, in quanto l'erogazione dei medicinali
  avverrà in forma limitata;

   per  sapere quali provvedimenti, necessari ed urgenti, il  Governo
  intenda  adottare per la soluzione della problematica onde  evitare
  ulteriori  disagi ai cittadini delle isole minori, con  pregiudizio
  alla   salute,  e  procedere  all'immediata  erogazione  di  quanto
  previsto dalla legge regionale n. 4 del 1999». (714)

                                                               CAPUTO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interpellanze presentate.

   RINALDI, segretario f.f.:

   «All'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che :

   la  Snam  Rete  Gas s.p.a., con nota del 26 giugno 2008,  ai  fini
  dell'ottenimento  della pronuncia di compatibilità  ambientale  del
  progetto denominato 'Iniziativa Sealine Tirrenica', ha trasmesso al
  Ministero  dell'ambiente e della tutela del territorio e del  mare,
  ai  sensi  dell'art. 23 del d.lgs. n. 152 del 2006, come modificato
  dal  d.lgs.  n. 4 del 2008, l'istanza e l'afferente documentazione.
  Copia  della  suddetta  richiesta, correlata  da  documentazione  e
  studio  di  impatto  ambientale, è stata altresì depositata  presso
  diversi  enti,  interessati a vario titolo dal procedimento,  e  in
  particolare presso il Comune di Monforte San Giorgio (ME) e  presso
  l'Assessorato Territorio e ambiente;

   considerato che, con deliberazione consiliare n. 24 del 21  agosto
  2008,  sono state condivise dal Consiglio comunale di Monforte  San
  Giorgio le eccezioni ed i rilievi dallo studio d'impatto ambientale
  prospettati  nella relazione del responsabile del settore  tecnico-
  manutentivo  dello stesso Comune e che, con la stessa  delibera,  è
  stato  stabilito di dare mandato al Sindaco di formalizzare in  tal
  senso   la  presentazione  di  opportune  osservazioni  presso   le
  competenti autorità;

   rilevato  che,  con  nota  a firma del  Sindaco  di  Monforte  San
  Giorgio,  in  relazione al procedimento di valutazione dell'impatto
  ambientale  del progetto denominato 'Iniziativa Sealine  Tirrenica'
  proposto dalla Snam Rete Gas s.p.a., sono state formulate presso le
  autorità  competenti  eccezioni in ordine alle  verifiche  tecnico-
  amministrative   per   la   procedibilità   dell'istanza,    nonché
  osservazioni  in  relazione all'avviso pubblico ed all'istanza  per
  l'ottenimento  della  pronuncia  di  compatibilità  ambientale  del
  progetto in argomento;

   considerato  ancora che gli studi meteoclimatici  non  sono  stati
  eseguiti sul sito d'interesse; infatti, essi riguardano sia un'area
  posta   a  circa  3  chilometri  più  a  monte  rispetto  a  quella
  dell'ipotizzata       centrale  ed  abbracciano  temporalmente   un
  periodo  storico  relativo  agli anni 2004-2005-2006,  sia  un'area
  posta  addirittura  ad  una distanza di circa  15,5  chilometri  da
  Monforte San Giorgio ed un periodo storico che va da gennaio 1951 a
  dicembre 1991;

   evidenziato  che  quanto  rappresentato  comporta  inevitabilmente
  l'alterazione  dei  risultati conseguiti negli studi;  infatti,  il
  predetto  periodo  e le aree di studio non possono  far  testo,  in
  quanto  da  circa  tre  anni  le  condizioni  meteoclimatiche   del
  territorio sono caratterizzate da una profondissima instabilità che
  introduce   un  concetto  fondamentale  di  repentina   variabilità
  climatica, che è stato fonte di grande preoccupazione per il Comune
  e per le strutture di Protezione civile;

   verificato  che  questa  zona ha subito in detto  arco  temporale,
  com'è  dato rilevare dall'archivio storico della Protezione civile,
  devastanti  fenomeni climatici del tutto inconsueti  rispetto  alle
  tradizionali  caratteristiche  stagionali  locali  e  che  si  sono
  abbattute  sul  territorio piogge alluvionali che hanno  comportato
  notevoli dissesti idrogeologici, danneggiamento delle reti  viarie,
  ingrossamento  e  minaccia  di  tracimazione  del  torrente  Niceto
  rispetto  agli argini di contenimento, con rischio d'interessamento
  del  sito  ipotizzato  per  la  realizzazione  della  centrale   di
  compressione  SNAM  e  pregiudizio  per  la  pubblica   e   privata
  incolumità;

   verificato,  inoltre,  che hanno spirato in  quest'ultimo  periodo
  venti  disastrosi, soprattutto da nord-ovest (tramontana, maestrale
  e  vento  di  ponente) che hanno generato mareggiate ed  accentuato
  l'erosione  della costa, provocando danneggiamenti  alle  strutture
  urbano-industriali,   agli  impianti  di   trasporto   dell'energia
  elettrica,  alle  linee  telefoniche ed  al  patrimonio  agrosilvo-
  pastorale,  e  che  a  comprovare quanto sopra,  presso  l'area  in
  studio,   un'empirica   lettura  del   territorio   fa   constatare
  l'esistenza  di massi frangiflutti posti per proteggere  la  piazza
  esistente dalle mareggiate e di barriere frangivento, costituite da
  schiere  di  cipressi piramidali, poste a protezione delle  colture
  dai superiori venti;

   considerato,  inoltre,  che  gli  studi  afferenti  alla   qualità
  dell'aria,  effettuati  dalla SNAM, riguardanti  le  immissioni  in
  atmosfera, sono stati condotti in un arco temporale che  va  dall'8
  al 22 agosto     2007.  E'  facilmente  intuibile l'inattendibilità
  degli  stessi, atteso che monitorizzano un periodo in cui tutte  le
  industrie  poste  in  prossimità  dell'area  d'interesse  risultano
  chiuse per le ferie estive;

   ritenuto  che  lo studio prodotto, pertanto, è inficiato  da  vizi
  metodologici i quali, basandosi poi su i dati statistici  superati,
  hanno prodotto dei risultati totalmente destituiti di fondamento  e
  che  la  diversa  disposizione dei venti predominanti  rispetto  al
  quadro base dello studio prodotto dalla SNAM comporta l'alterazione
  dei  risultati  sulla  capacità  dell'atmosfera  di  disperdere  le
  immissioni inquinanti, generando un grave pericolo per la  frazione
  Marina,  in  quanto i venti, spirando prevalentemente in  direzione
  nord-ovest,  spingeranno  sull'abitato  della  stessa  regione   le
  immissioni inquinanti, facendole ivi stazionare;

   per  conoscere,  a sostegno delle legittime iniziative  intraprese
  dal  Sindaco  e dal Consiglio comunale del Comune di  Monforte  San
  Giorgio e nella considerazione, che suscita ancora più allarme, dal
  fatto  che,  nonostante quanto premesso, lo studio ha prodotto  dei
  risultati  prossimi  ai limiti minimi di sicurezza  previsti  dalla
  vigente normativa, quali provvedimenti urgenti intenda adottare  al
  fine   di   salvaguardare  la  salute  e  il  grave  pericolo   per
  l'incolumità dei cittadini del comune di Monforte San Giorgio e dei
  comuni  limitrofi,  fortemente  minacciati  dalla  richiesta  della
  società  Snam  Rete  Gas s.p.a. che ulteriormente  appesantisce  un
  comprensorio ad alto rischio ambientale». (66)

                                                               CORONA

   «All'Assessore  per  i  beni culturali  ed  ambientali  e  per  la
  pubblica istruzione, premesso che:

   l'istituzione  del Museo archeologico regionale di Centuripe  (EN)
  risale al 2004 (art. 127, comma 18, della legge regionale n. 17 del
  2004,   modificativa  della  legge  regionale  n.  17   del   1991,
  concernente l'istituzione e l'ordinamento dei musei regionali);

   a  tutt'oggi,  non  risulta esservi un direttore  responsabile  al
  suddetto Museo;

   per conoscere:

   se  sia  prevista la nomina di un direttore al Museo  archeologico
  regionale di Centuripe da parte del Governo regionale;

   nel  caso  affermativo, quali siano i motivi che ne  hanno  finora
  ostacolato la nomina». (67)

                                                             GALVAGNO

   PRESIDENTE.   Avverto  che,  trascorsi  tre  giorni   dall'odierno
  annunzio senza che il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione,  le
  interpellanze si intendono accettate e saranno iscritte  all'ordine
  del giorno per essere svolte al loro turno.

         Comunicazione di decadenza di firma da interrogazione

   PRESIDENTE.  Comunico  che, a seguito della  sua  opzione  per  il
  Parlamento  Europeo, di cui l'Assemblea ha preso atto nella  seduta
  n.  104   del  28  luglio 2009, è decaduta la firma  dell'onorevole
  Antonio  Antinoro  dalla interrogazione a risposta  in  Commissione
  numero  664  «Notizie  in  merito alle procedure  adottate  per  la
  sostituzione  dei  commissari straordinari presso  le  due  aziende
  ospedaliere di Enna e Messina».

   L'Assemblea ne prende atto.

            Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Comunico che, con nota del 31 luglio 2009,  pervenuta
  in  pari data, l'onorevole Cintola ha dichiarato, a norma dell'art.
  23  del   Regolamento  interno, di aderire al  Gruppo  parlamentare
   UDC'.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Territorio e Ambiente
   Presidenza del vicepresidente Formica


    Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della Rubrica
                         Territorio e Ambiente'

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  all'ordine   del   giorno:
  Svolgimento  di  interrogazioni e di  interpellanze  della  Rubrica
   Territorio e Ambiente'.
   Si   inizia  con  l'interrogazione  numero  23  «Richiesta  di  un
  intervento  per  la salvaguardia della salute dei  residenti  nelle
  contrade  Pezzingoli - Fiumelato (PA), in condizioni di pericolo  a
  causa  di  una  discarica a cielo aperto», a  firma  dell'onorevole
  Caputo. Ne do lettura:

   «Al Presidente della Regione e all' Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   nelle contrade Pezzingoli - Fiumelato, territorio di Monreale,  le
  acque  nere  provenienti dalla frazione di Pioppo confluiscono  nel
  fiume  Oreto  di  Palermo attraversando numerose  zone  del  centro
  abitato delle superiori frazioni;

   lo scarico di liquami attraverso l'alveo del fiume crea condizioni
  di grave pericolo per la salute pubblica;

   atteso  che nelle predette zone vi sono insediamenti di  centinaia
  di nuclei familiari,

   per  sapere, quali provvedimenti intenda adottare il Governo della
  Regione,   al  fine  di  attivare  tutte  le  iniziative   per   la
  salvaguardia della salute pubblica dei residenti». (23)

   Ha  facoltà di parlare l'assessore per il territorio e l'ambiente,
  professore Milone, per fornire la risposta.

   MILONE,   assessore   per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,    onorevoli   deputati,   con   espresso   riferimento
  all'interrogazione  presentata dall'onorevole  Salvino  Caputo,  mi
  piace rappresentare che il convogliamento delle acque reflue urbane
  con  la scelta delle opere da realizzare, al fine di effettuare  un
  corretto   smaltimento   di  liquami,  è   intestata   al   Sindaco
  dell'Amministrazione comunale competente, il quale ha l'onere e  il
  dovere di porre in essere tutti gli atti di somma urgenza nei  casi
  in  cui  si  presentino gravi emergenze sanitarie o  ambientali,  e
  tutti gli atti di programmazione di settore negli altri casi che si
  presentino.
   Ad ogni buon fine, si rappresenta che le risorse economiche per la
  realizzazione  delle  opere  fognarie e  depurative  di  competenza
  comunale  sono  gestite oggi dall'Agenzia regionale dei  rifiuti  e
  delle  acque  e  dall'ATO competente, a cui i  Comuni  devono  fare
  riferimento  anche  per le priorità che si presentano  nel  proprio
  territorio.
   L'Assessorato   Territorio  può  solo,  e  lo   farà,   trasferire
  l'interrogazione di che trattasi ai suddetti organi per gli aspetti
  di  competenza e, nel contempo, si pone l'obbligo di richiedere  al
  Sindaco  del  Comune quali interventi abbia già  proposto  o  quali
  interventi,  in  alternativa, intenda  proporre  per  risolvere  la
  problematica che è stata posta all'attenzione.
   Si  ribadisce, comunque, che ove dovessero sussistere,  persistere
  priorità  di emergenza sanitaria, il Sindaco è tenuto  a  porre  in
  essere  tutte quelle attività o interventi necessari per la  tutela
  della salute dei cittadini residenti.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole   Caputo   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   CAPUTO. Mi dichiaro soddisfatto.

   PRESIDENTE.   Si  passa  all'interrogazione  numero  93   «Notizie
  riguardo  al  progetto  per  la  realizzazione  di  una  passerella
  pedonale  sul fiume Calcinara nel territorio del comune di  Sortino
  (SR)», a firma degli onorevoli Vinciullo, Aricò e Pogliese.  Ne  do
  lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente,  premesso  che,  con il  decreto  del  29  giugno  2007
  protocollo   numero  454/54,  la  Corte  dei  Conti  ha   decretato
  l'ammissione  al  finanziamento del progetto esecutivo  dei  lavori
  riguardanti la riattivazione dell'antico attraversamento sul  fiume
  Calcinara  e  la  costruzione  di una  passerella  di  collegamento
  pedonale  sul  torrente  Calcinara, in località  Serramenzana,  nel
  territorio del comune di Sortino (SR);

   rilevato che:

   quest'opera, fra l'altro, è importante per la fruizione di un'area
  tra  le  più  belle della nostra terra, che ospita la necropoli  di
  Pantalica (la più grande d'Europa) che ha ricevuto recentemente  il
  riconoscimento UNESCO quale patrimonio dell'umanità;

   i  rappresentanti  UNESCO  hanno  definito  l'opera  in  questione
  'eccezionale e necessaria per il territorio';

   il  progetto  di  massima  e  la scelta  dell'ubicazione  è  stata
  approvata  dalla soprintendenza ai beni culturali ed ambientali  di
  Siracusa;

   l'Azienda  foreste demaniali ha ritenuto l'opera 'funzionale  alla
  riserva   naturale  orientata  Pantalica  -  Valle   dell'Anapo   e
  necessaria ai fini di protezione civile';

   l'opera è stata concertata, sul nascere, prima dalla consulta  dei
  comuni   montani   aretusei  e,  recentemente,   dai   comuni   del
  comprensorio del Pit Hyblon Tukles;

   il  comune di Sortino ha contratto un mutuo oneroso per saldare la
  progettazione dell'opera;

   l'opera  è  ricompresa, fra l'altro, nel piano di riqualificazione
  urbana e di sviluppo sostenibile della provincia di Siracusa;

   la progettazione esecutiva è stata approvata a seguito di apposita
  conferenza  dei  servizi  sulla  cui  legittimità  si  è   espresso
  reiteratamente il Tribunale amministrativo regionale di Catania;

   lo   stesso   TAR,   fra  l'altro,  ha  dimostrato  'l'irrilevante
  ambientale'  della passerella de qua, cioè la mancanza assoluta  di
  impatto  ambientale  ordinando  all'Assessorato  del  territorio  e
  dell'ambiente  di rilasciare apposito nulla osta alla realizzazione
  dell'opera   per  la  parte  relativa  al  servizio  del   medesimo
  Assessorato  che non ha preso parte alla conferenza di  servizi  di
  approvazione  dell'opera. Preme ricordare che altri  servizi  dello
  stesso Assessorato del territorio e dell'ambiente hanno partecipato
  ai lavori della conferenza dei servizi esprimendo parere ampiamente
  positivo;

   considerato, infine, che ad oggi l'ente gestore dei fondi, il  PIT
  numero  28,  non ha emesso il bando per appaltare i lavori  di  cui
  trattasi;

   per sapere:

   quali  azioni  voglia porre in essere l'Amministrazione  regionale
  per  assicurare  il  buon  esito del  decreto  di  finanziamento  e
  l'inizio dei lavori di realizzazione della passerella pedonale  sul
  fiume Calcinara, a giusto ristoro delle popolazioni che abitano  in
  un  territorio già abbastanza onerato per oltre il 50 per cento  da
  servitù demaniali;

   se  non ritenga utile, nelle more, nominare un Commissario ad acta
  al  fine di sbloccare il tortuoso iter amministrativo, dando giusta
  attuazione  alle varie sentenze emanate dagli organi  di  giustizia
  amministrativa». (93)

   Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.

   MILONE,   assessore   per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  onorevoli  deputati,  in  merito  all'atto   ispettivo
  proposto  dall'onorevole Vinciullo rassegno una brevissima premessa
  che serve per la comprensione esaustiva dell'atto medesimo.
   Con  nota del 2002, il Comune di Sortino richiedeva al Servizio  7
  l'approvazione  della  valutazione  di  impatto  ambientale,   oggi
  chiamata  V.I.A.-V.A.S.,   cercando  di  ottenere  la  verifica  di
  compatibilità ambientale.
   Con  nota successiva il Servizio 7 V.I.A comunicava al Comune  che
  le  opere  di cui trattasi non erano assoggettabili e comunque  non
  necessitavano  dell'approvazione  della  valutazione   di   impatto
  ambientale  perché  l'opera  ricadeva  all'interno  della   riserva
  naturale  orientata Pantalica - Valle dell'Anapo  e  Torrente  Cava
  Grande.
   Tutto ciò veniva ribadito dagli uffici competenti. Successivamente
  ancora,  il  3  giugno,  il  C.R.P.P.N. esprimeva  parere  motivato
  contrario all'esecuzione dell'opera in argomento  e, a seguito  del
  parere  contrario,  il Comune presentava una variante  al  progetto
  tendente  alla  ridefinizione o comunque  alla  riconsiderazione  o
  formulazione del parere negativo.
   Sulla  scorta  del  progetto presentato, comunque,  il  C.R.P.P.N.
  continuava nella sua posizione di rigetto dell'opera.
   Ripeto  ancora,  ma  lo  ripeto per  opportuna  conoscenza  mia  e
  dell'Aula,  che l'opera in argomento ricade nella Riserva  naturale
  orientata che ho testé enunciato e, riportando quanto riferito  nel
  regolamento della Riserva stessa, ricordo che l'articolo  2,  punto
  2.1  a),  vieta espressamente, in maniera molto precisa e puntuale,
  di  realizzare nuove costruzioni e di esercitare qualsiasi attività
  che comporti trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio.
  Pertanto,  l'apertura  di nuove strade o -  che  dir  si  voglia  -
  passerelle  è  assolutamente in contrasto con il regolamento  della
  Riserva.
   Aggiungo,  altresì, per completezza di informazioni,  che  secondo
  quanto stabilito con la legge regionale 14 del 1988, dalla data  di
  istituzione delle riserve le previsioni degli strumenti urbanistici
  approvati  o  adottati  nelle  aree delimitate  come  riserve  sono
  inefficaci  e  nelle predette aree, quindi, vigono le  disposizioni
  contenute nel regolamento di cui all'articolo 6, terzo comma, della
  suddetta legge.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Pogliese   per
  dichiararsi    soddisfatto   o   meno   della   risposta    fornita
  dall'Assessore.

   POGLIESE. Mi dichiaro soddisfatto.


   Presidenza del vicepresidente Formica


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Caronia ha  chiesto  congedo
  per le  sedute che si terranno dal 4 al 7 agosto 2009.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Territorio e Ambiente

   Presidenza del vicepresidente Formica


       Riprende lo svolgimento di interrogazioni e interpellanze
                della rubrica   Territorio e ambiente'

   PRESIDENTE.  Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione
  numero  110  «Notizie sul numero dei progetti eolici e  fotovoltaici
  presentati  dalle  aziende  del  settore»,  a  firma  dell'onorevole
  Faraone,  é trasformata in interrogazione con richiesta di  risposta
  scritta.
   Si  passa all'interrogazione numero 129 «Notizie sulla gestione dei
  rifiuti  in  alcuni comuni dell'Agrigentino», a firma dell'onorevole
  Di Benedetto. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per  la  sanità  e
  all'Assessore  per  il territorio e l'ambiente,  premesso  che,  già
  l'anno scorso, i rifiuti provenienti dalla Campania scaricati  nella
  discarica  di  contrada Matarana, catastalmente  nel  territorio  di
  Siciliana  (AG), avevano indotto la popolazione locale  a  esprimere
  vive  preoccupazioni  sui pericoli per la salute  che  ne  sarebbero
  derivati;

   ricordato  che tali preoccupazioni avevano riguardato gli  abitanti
  dei  comuni  viciniori e in particolare del comune  di  Montallegro,
  essendo   quello   più   vicino  alla   discarica   e   attraversato
  incessantemente  da  autocompattatori  e  container  che   riversano
  liquidi per strada;

   visto  che la discarica in contrada Matarana è nata nei primi  anni
  novanta come discarica sub comprensoriale a servizio dei tre  comuni
  di  Cattolica Eraclea, Montallegro e Siculiana ed è stata progettata
  per  durare  trent'anni,  mentre adesso è divenuta,  di  fatto,  una
  pattumiera di rilievo nazionale al servizio di numerosi altri comuni
  della provincia di Agrigento e di altre province della Regione;

   rilevato  che  nella  discarica sono stati  effettuati  negli  anni
  numerosi  ampliamenti,  con  grave pregiudizio  della  zona  in  cui
  insiste  e,  anche,  dei  territori circostanti  ad  alta  vocazione
  turistica;

   rilevato,  altresì, che da qualche anno a Montallegro e nei  comuni
  viciniori  di Cattolica Eraclea, Siculiana e Realmonte  si  registra
  una preoccupante escalation di patologie tumorali;

   appreso  che  da verbali redatti da vigili urbani di Montallegro  e
  di  Cattolica Eraclea in due sopralluoghi svolti nel mese di  agosto
  sono  state  rilevate,  fotografate e  verbalizzate  dispersioni  di
  liquame (in violazione dell'art. 15, comma 1, lett. f e comma 3, del
  codice  della  strada)  da parte di ben 27 tra gli  autocompattatori
  diretti alla discarica di contrada Matarana, rendendo pericolosa  la
  sede  stradale  e  creando  situazioni di notevole  disagio  per  la
  produzione  di  vapori maleodoranti durante le ore più  calde  della
  giornata;

   rilevato  ancora  che sul percorso sono presenti  diversi  esercizi
  commerciali, un ambulatorio medico e l'area attrezzata Costa Domini,
  frequentata da moltissime famiglie, anche di paesi limitrofi, e  che
  la  carreggiata  non  è  adeguata ad accogliere  l'incontro  di  due
  autocarri,   creando  problemi  di  traffico  e  di  sicurezza   non
  secondari;

   per sapere:

   se   sia  vero  che  sono  in  corso  di  autorizzazione  ulteriori
  ampliamenti della discarica, con la realizzazione di una nuova vasca
  nel confinante territorio di Montallegro;

   se  sia vero che nella discarica di Siculiana vengono smaltiti  gli
  scarti di lavorazione dell'ANIC di Gela;

   se  sia vero che nel sito è in corso di realizzazione una discarica
  per l'amianto, già autorizzata dall'Assessorato per il territorio  e
  l'ambiente;

   se  non ritengano di dover realizzare un percorso alternativo fuori
  dal  centro abitato per consentire il raggiungimento della discarica
  da parte dei mezzi;

   quali  attività hanno posto in essere ARPA, polizia provinciale  di
  Agrigento, l'AUSL 1 di Agrigento a seguito della segnalazione  delle
  presenze di percolato inquinante lungo il tragitto della s.s. 115;

   quali attività il Governo regionale ritenga di mettere in atto  per
  verificare  la  salubrità  delle  campagne  circostanti  e  per   il
  risanamento ambientale dei comuni prossimi alla discarica». (129)

   Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.

   MILONE,  assessore  per  il territorio  e  l'ambiente.  In  merito
  all'interrogazione   presentata   dall'onorevole    Di    Benedetto
  rappresento, in particolare, che l'argomento su cui si  accentra  e
  si   concentra   l'attenzione  dell'interrogazione   si   riferisce
  soprattutto  alla  discarica di contrada  Matarano  del  comune  di
  Siculiana.
   Su  questo argomento confermo che, con provvedimento dell'8 aprile
  2008,  del  Servizio 2 V.I.A.-V.A.S.,  è stata rilasciata l'A.I.A.,
  l'autorizzazione integrata ambientale riguardante  l'aumento  della
  capacità  produttiva della discarica di rifiuti non pericolosi  del
  comune di Siciliana.
   Mi  pare  sia  questo  l'oggetto  principale  della  richiesta  di
  interrogazione.
   In   ogni  caso,  non  risultano  atti  o  documenti  relativi  ad
  un'attività  istruttoria  per autorizzazione  allo  smaltimento  di
  amianto nel sito in esame.
   Dal  canto  suo,  il settore 4  dell'Assessorato  del  territorio,
  Osservatorio  sui  rifiuti,  ci  segnala  ulteriormente  che    non
  risultano essere autorizzati in detta discarica rifiuti pericolosi,
  quindi, fra quelli pericolosi, anche l'amianto.
   Pertanto non è in corso né, d'altra parte, può essere in corso, la
  realizzazione di alcuna discarica per l'amianto.
   Nella   discarica  di  che  trattasi  risulta  autorizzato   solo,
  unicamente, lo smaltimento di rifiuti non pericolosi.
   Per  quanto  concerne, poi, la ricerca di percorso alternativo  si
  segnala  che di detta evidenza è già stato tenuto conto nella  sede
  opportuna,  cioè nella sede deputata alla procedura  autorizzatoria
  e,  comunque,  saranno successivamente valutate tutte le  eventuali
  possibili alternative.
   In  merito allo smaltimento di  scarti di lavorazione dell'ANIC di
  Gela', il gestore, a seguito di richiesta della Provincia regionale
  di  Agrigento, ha comunicato alla stessa Provincia che non  procede
  allo smaltimento di detti scarti.
   Riguardo, infine, alle preoccupazioni che sono state rappresentate
  sui  pericoli  per la salute che ne deriverebbero  in  ordine  alla
  preoccupante  rappresentata escalation  del  sorgere  di  eventuali
  patologie tumorali, riferisco che la predetta discarica è stata già
  oggetto  di controlli approfonditi da parte dell'Azienda  sanitaria
  locale,  della  Provincia,  nonché di una specifica  collaborazione
  scientifica  condotta  in sinergia tra il  Politecnico  di  Milano,
  l'Università  di  Studi  di Catania e la Fondazione  Mario   Negri.
  L'esito di questa sinergia scientifica è stata l'assenza di  rischi
  per malattie respiratorie o altre patologie ancora più gravi.
   Ciò  nonostante,  e concludo, l'Assessorato del Territorio,  nella
  qualità  e nello svolgimento della funzione di organo di controllo,
  secondo  quanto  stabilito dall'articolo  197  del  D.L.vo  152/06,
  vigilerà per il tramite della Provincia regionale competente  sulle
  attività  di gestione e sugli eventuali accertamenti di  violazione
  di cui alla parte quarta del decreto che ho appena citato.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di parlare l'onorevole Di  Benedetto  per
  dichiararsi   soddisfatto   o   meno   della   risposta     fornita
  dall'assessore.

   DI BENEDETTO. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi, mi
  dichiaro   parzialmente   soddisfatto   della   risposta    fornita
  dall'assessore,  nel  senso  che  c'è  una  questione   riguardante
  l'accesso alla discarica che non mi pare sia stata sufficientemente
  affrontata nella risposta.
   I  mezzi  per  accedere  alla  discarica  attraversano  il  centro
  abitato, sono state fatte ripetute segnalazioni da parte dei vigili
  urbani e della polizia provinciale che, con dovizia di particolari,
  con verbali redatti e con fotografie dei siti, rilevano la costante
  presenza  di  percolato e continuo, soprattutto  nei  mesi  estivi,
  quando  il percolato è maggiore, anche per le alte temperature  nel
  centro urbano.
   Io  credo  che  la  Regione  debba farsi  carico  rapidamente  del
  problema  con la  progettazione  e la realizzazione di un  percorso
  alternativo,  che  bypassi il centro urbano, per il  raggiungimento
  della discarica.
   Sulle  altre cose mi dichiaro parzialmente soddisfatto  perché  mi
  pare  che  ci  sia una puntuale risposta. Però ritengo che  debbano
  essere resi pubblici gli studi in sinergia effettuati sul sito,  in
  maniera  da tranquillizzare anche la popolazione, perché su  queste
  questioni, non solo nel comune di Montallegro, ma anche a Siculiana
  e   nei  comuni  viciniori,  c'è  un  allarme  sociale  per  questa
  problematica;  ma,  dando  le  sufficienti  informazioni,  si   può
  tranquillizzare l'intera popolazione.
   Vorrei sapere, altresì, se lo studio riguarda soltanto l'uso della
  discarica  o  se sia stato effettuato anche uno studio  sulle  aree
  circostanti.

   PRESIDENTE.   Sicuramente   il   Governo   prenderà   nota   delle
  osservazioni e ci sarà tempo per approfondire.
   Si  passa all'interrogazione numero 142 «Notizie sullo stato della
  discarica  di Motta S. Anastasia (CT)», a firma degli onorevoli  Di
  Guardo, Barbagallo, Fiorenza e Raia. Ne do lettura:

  «All'Assessore  per  il territorio e l'ambiente,  premesso  che  il
  Governo regionale intende procedere all'individuazione di circa  20
  discariche  per rifiuti solidi urbani per far fronte, nei  prossimi
  tre  anni,  ai ritardi sopraggiunti nella costruzione dei  previsti
  termovalorizzatori;

  appreso che tra gli impianti che l'Assessorato in indirizzo intende
  attivare è previsto anche l'ampliamento della discarica di Motta S.
  Anastasia (contrada Tiritì - CT);

  considerato  che  la sopra menzionata discarica  ha  superato  ogni
  limite  di  saturazione,  avendo, nella  sua  più  che  trentennale
  attività,  abbancato  nelle sue viscere milioni  di  tonnellate  di
  rifiuti  di  ogni genere e continuando tuttora ad accogliere  oltre
  1.000 tonnellate di rifiuti solidi urbani al giorno;

  considerato, altresì, che detta discarica, ubicata vicino al centro
  abitato  di  Motta  S. Anastasia e a poche centinaia  di  metri  da
  quello di Misterbianco, produce esalazioni di insopportabili miasmi
  fetidi  che, specie nel periodo estivo, ammorbano l'aria dei vicini
  centri  urbani costituendo un'autentica minaccia alla salute  degli
  abitanti di entrambi i comuni (oltre 155 mila);

  considerato,   infine,  che  in  più  occasioni  i   cittadini   di
  Misterbianco,  maggiormente  colpiti  dalle  esalazioni  di  biogas
  provenienti dalla discarica, hanno invocato la chiusura  definitiva
  e la messa in sicurezza di detto impianto;

  per  sapere se risulti vera la volontà di ampliare la discarica  di
  Motta  S.  Anastasia  o  se, invece, come è oltremodo  auspicabile,
  intenda  provvedere  alla  chiusura definitiva  di  detto  impianto
  liberando  così i cittadini di Motta S. Anastasia e di Misterbianco
  dall'inaccettabile  condanna a vivere  in  un  ambiente  malsano  e
  pericoloso per la salute». (142)

       Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.

   MILONE,   assessore   per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente, onorevoli deputati, il contenuto dell'interrogazione si
  concentra  sulla  richiesta di notizie in ordine allo  stato  della
  discarica di Motta S. Anastasia.
   In  merito  a  questo, rappresento che la ditta Oikos s.p.a.,  nel
  giugno 2007, ha fatto istanza all'Assessorato Territorio e ambiente
  al   fine  di  ottenere  il  rilascio  dell'A.I.A.,  autorizzazione
  integrata ambientale,  per l'ampliamento della discarica di rifiuti
  non pericolosi nel comune di Motta Sant'Anastasia contrada Valanghe
  d'Inverno.
   La  citata  discarica  è  stata  inserita  formalmente  nel  piano
  provinciale dei rifiuti della Provincia di Catania; lo stesso  ente
  provinciale  ha  già  richiesto all'ARRA  l'inserimento  anche  nel
  redigendo nuovo Piano Regionale Rifiuti.
   In buona sostanza comunque, il competente Servizio 2 V.A.S.-V.I.A.
  dell'Assessorato del Territorio, dopo avere acquisito i  pareri  di
  rito,  ha  provveduto  a  rilasciare il decreto  di  Autorizzazione
  Integrata  Ambientale che risponde, quindi, a quelle  che  sono  le
  richieste dell'onorevole Di Guardo.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole  Di  Guardo  per
  dichiararsi    soddisfatto   o   meno   della   risposta    fornita
  dall'assessore.

   DI  GUARDO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessore,
  intervengo  per  esprimere il mio disappunto  oltre  a  dichiararmi
  insoddisfatto  della  risposta perché ho appreso,  proprio  adesso,
  dalle sue parole che l'autorizzazione ad ampliare la  discarica  di
  Motta  S.  Anastasia è già avanti nella procedura e, quindi,  credo
  che sarà concessa.
   Assessore,  lei  è  fresco di nomina e non ha potuto  seguire  gli
  sviluppi di questa discarica.
   Basti  pensare alle altre interrogazioni presentate  nella  scorsa
  legislatura ed è da un anno che ho presentato questa interrogazione
  e solo oggi mi si dà risposta.
   Ho  capito,  adesso,   il  motivo di questo  ritardo  perché,  nel
  frattempo, si sono portate avanti tutte le procedure per  concedere
  un ampliamento.
   Assessore,  lei  deve sapere che si tratta di una  discarica  nata
  trent'anni  fa che ha ricevuto milioni di tonnellate di rifiuti  da
  tutta la Sicilia.
   Tra  questa  discarica esistono due comuni, Motta S.  Anastasia  e
  Misterbianco.  La  discarica  dista non più di trecento  metri  dal
  centro abitato e in estate ammorba l'aria e quindi i cittadini.
   Non   soltanto  chiedo  che  non  si  proceda  al  rilascio  della
  concessione  per l'ampliamento, ma bisogna ordinare la chiusura  di
  questa discarica.
   E'  una  iattura  per  quella realtà che  conta  più  di  60  mila
  abitanti.
   Mi  rendo conto che lei, Assessore, non può conoscere la storia di
  questa  vicenda. La prego di prendere nota che non si può,  a  cuor
  leggero,  concedere l'ampliamento. Credo che lei mi possa garantire
  che,  alla  ripresa  dei  lavori a  settembre,  si  proceda  ad  un
  sopralluogo per trovare nuove soluzioni.
   La  discarica di Motta S. Anastasia va chiusa subito   Si  possono
  trovare  siti  alternativi perché già le realtà di  Misterbianco  e
  Motta  hanno  pagato  un prezzo enorme. La discarica  di  Motta  ha
  rappresentato  per  tanti anni un luogo dove  si  sono  concentrati
  tutti i rifiuti di mezza Sicilia.
   Mi  auguro che a settembre si possano assumere iniziative positive
  per dare speranza e respiro a quelle comunità.

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 197 «Mancata nomina
  del  commissario  ad  acta presso il comune di  Monreale  (PA)  per
  l'esecuzione    dell'ordinanza   TAR   Sicilia    n.    1294/2005»,
  dell'onorevole Caputo. Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   il  signor Remo Albano, unitamente ad alcuni familiari, presentava
  ricorso   contro   il   comune   di   Monreale   per   l'esecuzione
  dell'ordinanza  cautelare  emessa  dal  TAR  Sicilia,  sezione   di
  Palermo,  n.  1294  del  6 dicembre 2005, finalizzata  ad  ottenere
  l'esecuzione di quanto contenuto nell'ordinanza medesima;

   il  TAR Sicilia di Palermo, sezione III, accogliendo l'istanza dei
  ricorrenti,  obbligava  il comune di Monreale  ad  eseguire  quanto
  contenuto  nell'ordinanza, assegnando il termine di 30  giorni  per
  provvedervi;

   Il  TAR disponeva altresì, in caso di inadempienza, di nominare il
  dirigente  del dipartimento urbanistica dell'Assessorato  regionale
  Territorio  e  ambiente quale commissario  ad  acta,  col  fine  di
  provvedere a quanto avrebbe dovuto fare il comune di Monreale;

   considerato  che l'ente non ha provveduto, nonostante  l'ordinanza
  del TAR sia stata depositata il 20 novembre 2006;

   per sapere quali iniziative intendano assumere al fine di ottenere
  la  nomina  del  commissario ed il suo invio presso  il  comune  di
  Monreale  per  potere  adempiere a quanto  previsto  nell'ordinanza
  citata in premessa». (197)

   Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.

   MILONE,   assessore   per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  onorevoli  deputati,  in  merito  alla  interrogazione
  presentata  dall'onorevole Caputo rappresento che  questa  vicenda,
  cioè la mancata nomina del Commissario ad acta presso il Comune  di
  Monreale, ha una data ben precisa, quella del 15 febbraio 2007, nel
  momento  in  cui  perveniva all'Assessorato Territorio  e  ambiente
  l'ordinanza TAR Sicilia del 2006 per l'esecuzione dell'ordinanza in
  oggetto.
   Mi  preme,  comunque, ricordare che proprio il dirigente dell'Area
  Pianificazione  e  Assetto del Territorio del  Comune  di  Monreale
  inviava  una  nota  con  cui  comunicava la  predisposizione  della
  variante allo strumento urbanistico.
   La  stessa  nota conteneva una indicazione e cioè la  trasmissione
  all'Ufficio del Genio Civile di Palermo della proposta di delibera,
  ai  fini dell'acquisizione del parere di competenza ai sensi  della
  legge 64/74, articolo 13.
   Nel contempo era stato indicato un professionista per la redazione
  dello studio geologico di supporto alla richiesta dell'articolo  13
  della suddetta legge.
   Pertanto  il  responsabile  dell'Ufficio  tecnico  del  comune  di
  Monreale  comunicava,  in  seguito,   l'avvenuta  acquisizione  del
  parere  da parte del Genio civile in merito all'articolo  13  della
  legge 64/74.
   In data 25 gennaio 2008, perveniva, sempre dal comune di Monreale,
  dal   Settore  pianificazione,  la  comunicazione  che  era   stata
  trasmessa  al Servizio Assistenza Organi Istituzionali  del  Comune
  stesso, la proposta di deliberazione del Consiglio comunale  avente
  per oggetto  adozione di variante al PRG per la realizzazione di un
  parcheggio nella frazione di Villaciambra'.
   Vorrei  concludere questo intervento comunicando che,  proprio  in
  data 19 dicembre 2008, perveniva all'Assessorato Territorio e,  nel
  contempo,  per conoscenza, alla Segreteria del TAR di Palermo,  una
  nota  successiva del Comune, con allegato l'atto deliberativo,  con
  la  quale  si  comunicava  - e, quindi,  si  chiedeva  di  prendere
  sostanzialmente  atto  -  che il Consiglio  comunale,  con  propria
  delibera  numero  82  del 6 novembre 2008, non aveva  approvato  la
  proposta di delibera avente per oggetto la variante stessa.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole   Caputo   per
  dichiararsi    soddisfatto   o   meno   della   risposta    fornita
  dall'assessore.

   CAPUTO. Mi dichiaro soddisfatto.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'interrogazione numero   200  «Verifica
  della  regolarità e legittimità dei lavori eseguiti nel  comune  di
  Sinagra (ME)», a firma dell'onorevole Rinaldi. Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, considerato che:

   il  comune  di  Sinagra (ME) ha avuto finanziato  dall'Assessorato
  Territorio   ed   ambiente,  nell'ambito   del   completamento   di
  programmazione  POR  Sicilia 2000- 2006 misura 1.07  'Protezione  e
  consolidamento  versanti  II  Fase',  i  lavori  per  la  messa  in
  sicurezza   dell'area  denominata  'Limari-  Piano   Monaci',   per
  l'importo di euro 4.290.999,38;

   trattasi,  al contrario di quanto farebbero pensare il titolo  del
  progetto  ed  il  decreto di finanziamento, non  di  un  intervento
  mirato  alla messa in sicurezza del versante individuato, ma  della
  sistemazione  idraulica  di  un  piccolissimo  tratto  di  torrente
  denominato  'Bottilleri', mediante una enorme colata di  cemento  e
  ferro in spregio ad ogni criterio di ingegneria naturalistica e  di
  rispetto della natura;

   si spendono 8 miliardi e 300 milioni delle vecchie lire per lavori
  che  interessano  un  tratto  di circa  seicento  metri  di  questo
  torrente,  che non ha mai dato alcun problema e tanto meno  ha  mai
  interessato la sicurezza di alcuno;

   il progetto esecutivo è stato approvato dalla GM con deliberazione
  n.  25  del  13.03.2007,  il  verbale di validazione  del  progetto
  esecutivo  è  stato  acquisito con prot. 2829  del  13.03.2007,  il
  pubblico incanto è stato esperito in data 13.09.2007, i lavori sono
  stati consegnati in data 09.11.2007;

   l'ufficio  del  genio  civile rilascia il  nullaosta  idraulico  e
  sismico  in  data  11.01.2008, dopo circa un  anno  dalla  data  di
  redazione  del verbale di validazione, nel quale bisogna  attestare
  la   preventiva   acquisizione  di   tutte   le   approvazioni   ed
  autorizzazioni  di  legge  necessarie  ad  assicurare   l'immediata
  cantierabilità  del  progetto, così  come  previsto  dall'art.  17,
  lettera 1, del regolamento sui lavori pubblici n. 554/99;

   a  seguito di tale provvedimento del Genio civile è stata  redatta
  dalla  direzione  lavori  una perizia  di  variante  e  suppletiva,
  approvata dalla GM con deliberazione n. 40 del 21.03.2008;

   nel   merito  il  Genio  civile  non  ha  prescritto  affatto   di
  stravolgere  il  progetto e di realizzare pali  e  muraglioni  alla
  berlinese  senza alcuna giustificazione tecnica per  un  totale  di
  spese pari a 900 mila euro;

   per  sapere  le  misure  che l'amministrazione  regionale  intenda
  adottare  per verificare la regolarità e la legittimità dei  lavori
  eseguiti e da eseguire al fine di tutelare e garantire l'incolumità
  degli abitanti della zona». (200)

   Ha facoltà di parlare l'assessore per  fornire la risposta.

   MILONE,   assessore   per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  onorevoli deputati, con riferimento all'interrogazione
  dell'onorevole Rinaldi, riguardante il progetto dei lavori di messa
  in  sicurezza,  denominato   Limari  -  Piano  Monaci',  finanziato
  dall'Assessorato  Territorio e Ambiente con D.D.G.  n.  302  del  4
  aprile   2007,   nell'ambito  dei  fondi  POR  Sicilia   2000/2007,
  rappresento  che i lavori hanno avuto inizio il 9 novembre  2007  e
  sono stati conclusi il 20 marzo 2009.
   Le operazioni di collaudo sono state pedissequamente effettuate in
  data 25 giugno 2009.
   Siamo soltanto in attesa di ricevere tutti gli atti di contabilità
  finale   per  definire  il  percorso  procedurale.  Faccio  notare,
  comunque, che gli stessi allegati sono stati oggetto di verifica da
  parte  della  Commissione Europea in sede di  AUDIT  sugli  appalti
  pubblici  relativi agli interventi finanziati con fondo  POR  e  la
  stessa  Commissione Europea non ha prodotto o rappresentato  alcuna
  osservazione.»

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Rinaldi   per
  dichiararsi    soddisfatto   o   meno   della   risposta    fornita
  dall'assessore.

   RINALDI. Mi dichiaro soddisfatto.

   PRESIDENTE. Per assenza del firmatario, l'interpellanza numero  32
  «Iniziative  a  favore dell'assegnazione al comune di Castellammare
  del  Golfo  del castello arabo-normanno», dell'onorevole  Marrocco,
  decade.
   Si passa all'interrogazione numero 226 «Interventi urgenti al fine
  di nominare un commissario ad acta per l'adozione in via definitiva
  del  piano  regolatore  generale presso il comune  di  Lampedusa  e
  Linosa», a firma dell'onorevole Di Benedetto. Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   il  consiglio  comunale di Lampedusa e Linosa ha  approvato  negli
  anni  scorsi  lo  schema di massima del piano  regolatore  generale
  (PRG)  che  è stato successivamente vistato dall'ufficio del  genio
  civile di Agrigento;

   l'amministrazione comunale di Lampedusa e Linosa, nonostante siano
  trascorsi  anni  da tali adempimenti, non ha provveduto  a  rendere
  esecutivo  il  PRG, consentendo in tal modo l'esame  dei  piani  di
  lottizzazione al di fuori della programmazione generale del PRG;

   rilevato che:

   alla luce dei fatti sopraesposti, già nella scorsa legislatura,  è
  stata   presentata  un'interrogazione  parlamentare  a  firma   del
  sottoscritto   interrogante  per  sollecitare  l'attuazione   dello
  strumento  urbanistico  e pertanto impedire  gravi  pregiudizi  sul
  piano ambientale nel territorio di Lampedusa;

   l'ex  Assessore Interlandi ha risposto al succitato atto ispettivo
  nominando  un commissario ad acta per l'adozione del  PRG,  che  ha
  svolto,   tuttavia,  il  suo  compito  limitatamente   al   periodo
  precedente  alle elezioni amministrative e non oltre,  dal  momento
  che  per legge, una volta rinnovati gli organi dell'amministrazione
  comunale, i poteri del commissario vengono esautorati;

   considerato che:

   il  consiglio comunale di Lampedusa e Linosa, con deliberazione n.
  35  del  17 settembre 2008, ha approvato all'unanimità la richiesta
  all'ARTA   di   nominare  un  commissario   ad   acta   dopo   mesi
  dall'insediamento della nuova amministrazione comunale e senza  che
  nulla  sia  stato  prodotto  nella  direzione  dell'adozione  dello
  strumento urbanistico;

   tale  inadempienza  continua  ad accompagnarsi  contestualmente  a
  numerose  procedure in corso relative all'approvazione di  progetti
  regolati dal piano di fabbricazione (PDF) che risale al 1974;

   per sapere:

   se non ritengano grave che, in un territorio fortemente esposto ai
  rischi  di  lottizzazione, non sia ancora attuato il  PRG  e  quali
  ragioni  abbiano  impedito il protrarsi dei  tempi  di  nomina  del
  commissario ad acta nonostante la richiesta del consiglio  comunale
  sia stata avanzata già da due mesi;

   se  non  valutino  l'opportunità,  l'urgenza  e  la  necessità  di
  nominare  un  commissario  ad acta per l'approvazione  del  PRG  di
  Lampedusa;

   quali  iniziative intendano assumere per impedire gravi pregiudizi
  sul piano ambientale per il territorio di Lampedusa». (226)

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di parlare l'assessore  per  fornire  la
  risposta.

   MILONE,   assessore   per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,   onorevoli  deputati,  la  interrogazione   presentata
  dall'onorevole Di Benedetto attiene alla richiesta di nomina di  un
  Commissario  ad  acta per il PRG presso il comune  di  Lampedusa  e
  Linosa.
   Chiarisco  che  è  stato  nominato, con D.A.  n.  201/DRU  del  27
  novembre  2008, il geometra Salvatore Candiloro, quale  commissario
  ad  acta in sostituzione, come per legge, del Consiglio comunale di
  Lampedusa e Linosa per provvedere, in via sostitutiva, all'adozione
  del PRG.
   In data 27 luglio 2009, il commissario ad acta, geometra Salvatore
  Candiloro,   rappresentava   che,   in   relazione   all'intervento
  sostitutivo  disposto con il decreto assessoriale che  poc'anzi  ho
  enunciato,  la nomina di commissario ad acta è stata notificata  il
  14 gennaio 2009. In pari data, il responsabile dell'Ufficio tecnico
  comunale,  è  stato  invitato a redigere apposita  relazione  sullo
  stato dell'iter formativo dello strumento urbanistico in questione.
   Il riscontro a tale richiesta non è  mai avvenuto.
   Successivamente,  in data 10 febbraio 2009, il dirigente  generale
  pro-tempore ha formulato apposita direttiva evidenziando che, a far
  data  dal  12  febbraio 2009, non sarebbe risultata più ammissibile
  l'approvazione  di  atti di pianificazione  generale,  avvisando  i
  commissari  ad  acta, nominati per l'adozione dei  medesimi  piani,
  della   impossibilità   di   procedere  all'adempimento   di   tali
  provvedimenti.
   Inoltre, il commissario ad acta, venuto a conoscenza che il  piano
  regolatore   generale  è  privo  dello  studio  sulla   Valutazione
  Ambientale  Strategica,  ha ritenuto di  non  poter  andare  avanti
  nell'incarico commissariale e che, quindi, gli adempimenti relativi
  all'adozione  dello strumento urbanistico generale dovevano  essere
  trasferiti in capo all'Amministrazione comunale stessa.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di parlare l'onorevole Di  Benedetto  per
  dichiararsi    soddisfatto   o   meno   della   risposta    fornita
  dall'assessore.

   DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  la questione
  del  Piano Regolatore Generale di Lampedusa si trascina da anni:  è
  già  stato  redatto  un  piano  regolatore  da  parte  del  Comune,
  sottoposto  al visto del Genio civile e mai adottato dal  consiglio
  comunale.
   Nella scorsa legislatura l'assessore Interlandi aveva nominato  un
  commissario ad acta, poi decaduto perché, di là a pochi mesi, si  è
  andati a nuove elezioni del consiglio comunale.
   Il nuovo consiglio comunale, il 17 settembre 2008, ha adottato una
  delibera  con  cui chiede alla Regione la nomina di un  commissario
  per  l'adozione del PRG; nel frattempo, a Lampedusa si  continua  a
  costruire,   in   deroga  a  qualsivoglia  strumento   urbanistico,
  adottando  varianti al vecchio piano di fabbricazione  in  un'isola
  dove le sollecitazioni all'abuso sono elevate. E' uno dei posti più
  belli del Mediterraneo che rischia di lo scempio, la distruzione.
   Non   è  un  problema  di  cosa  o  di  come  fare,  ma  di  agire
  immediatamente  da parte della Regione. Capisco  che  ci  sono  dei
  problemi:  abbiamo votato per una deroga, nell'ultima  finanziaria,
  consentendo  ai comuni di poter adottare i vecchi Piani  Regolatori
  Generali anche in assenza del V.A.S., e di questo dovremmo  tenerne
  conto.
   Allo  stato  attuale, ci troviamo in una situazione delicatissima:
  il  sindaco  di  Lampedusa è in carcere per tangenti  richieste  ad
  imprenditori  -  la  Magistratura accerterà  le  responsabilità  -,
  all'Assessorato  Autonomie  locali  è  pronta  la  nomina   di   un
  commissario  e  lo  scioglimento del  consiglio  comunale.  E'  una
  situazione complicata che rischia di trascinare, ancora  per  tanti
  mesi, la materia urbanistica, le questioni urbanistiche.
   Rappresento all'assessore l'urgenza di trovare forme  e  modi  per
  dare un assetto certo al territorio di Lampedusa. Ho presentato  di
  recente  una  interrogazione  diretta  all'assessore  per  i   beni
  culturali, nella quale evidenzio il problema riguardante  una  zona
  archeologica di Lampedusa, che pare sia oggetto di sbancamenti e di
  azioni   edificatorie   -   questo   in   attesa   della   risposta
  dell'Assessorato Beni culturali -, per sollecitare l'attenzione  su
  un'isola  che  ha problemi quotidiani di abusi, di  interventi  non
  regolamentati, per cui mi permetto di rivolgere un accorato appello
  all'assessore, al di là delle questioni, al fine di condividere  un
  percorso  e  di  fare  tutto  il  possibile  per  dare  un  assetto
  urbanistico congruo all'isola.

   PRESIDENTE.    Onorevole   Di   Benedetto,   vista    l'importanza
  dell'argomento   che  riguarda  una  delle  perle  della   Sicilia,
  Lampedusa,   e,   più   in   generale,  la   materia   dell'assetto
  territoriale, sono certo che il nuovo assessore approfondirà  e  si
  adeguerà per prendere le giuste misure e precauzioni.

   Si  passa all'interrogazione numero 241 «Opportune iniziative allo
  scopo  di  indire  rapidamente  la conferenza  di  servizi  per  il
  completamento  della discarica di Campobello  di  Licata  (AG)»,  a
  firma  degli onorevoli Panepinto, Di Benedetto e Marinello.  Ne  do
  lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   la  società  d'ambito 'Dedalo Ambiente' s.p.a.  ha  la  titolarità
  della gestione della discarica comprensoriale 'Bifara Favarotta' di
  Campobello di Licata (AG), presso la quale sono state realizzate ed
  utilizzate, per il conferimento dei rifiuti, le vasche numeri 2, 3,
  4, mentre la numero 1 deve essere realizzata;

   dal  mese  di giugno è stato sospeso il conferimento dei  rifiuti,
  avendo  la provincia regionale dichiarato esaurita la disponibilità
  nella  vasca  numero  2, ed i rifiuti raccolti nell'ambito  vengono
  conferiti presso la discarica di Siculiana;

   presso  il  servizio VIA-VAS dell'ARTA è incardinato da  tempo  il
  procedimento  per ottenere l'autorizzazione integrata ambientale  e
  la  verifica d'impatto ambientale dell'impianto secondo il progetto
  presentato,  nel quale sono previsti il completamento delle  vasche
  numeri 2, 3 e 4 e la realizzazione della nuova vasca contrassegnata
  con il numero 1;

   il  completamento delle tre vasche già utilizzate è previsto  come
  adeguamento  ai  sensi  dell'art. 17  del  decreto  legislativo  13
  gennaio  2003, n. 36, utilizzando la norma della legge  finanziaria
  vigente  (legge 24 dicembre 2007, n. 244), che ha prorogato  al  31
  dicembre  2008  il  termine per l'adeguamento di  cui  all'articolo
  sopra citato;

   il  29 ottobre ha avuto luogo la conferenza di servizi istruttoria
  presso  il  servizio  VIA-VAS, al termine della  quale  sono  state
  avanzate alla società d'ambito ulteriori limitate richieste di atti
  e chiarimenti tecnici, che sono stati puntualmente forniti;

   a  parere  della  società richiedente esistono le  condizioni  per
  l'ottenimento delle autorizzazioni richieste al fine di  riprendere
  immediatamente i conferimenti nella discarica propria e porre  fine
  al  pesantissimo  aggravio dei costi sostenuti per il  conferimento
  temporaneo presso la discarica di Siciliana;

   rilevato che:

   tale aumento dei costi ammonta mediamente a 500 mila euro mensili,
  senza  contare  i  danni  ambientali,  l'impegno  straordinario  di
  personale, i mezzi ed i rischi per il trasporto quotidiano  ad  una
  discarica più lontana;

   considerato che:

   appare  assolutamente  necessario  effettuare  immediatamente   la
  conferenza  di  servizi  conclusiva, in  modo  da  consentire  alla
  società 'Dedalo Ambiente AG 3' s.p.a. di adeguare, come previsto in
  progetto, le vasche numeri 2, 3 e 4 entro il termine ultimo del  31
  dicembre  2008  e  riprendere immediatamente i  conferimenti  nelle
  predette  vasche, nelle more della costruzione e messa in esercizio
  della nuova vasca, contrassegnata dal numero 1;

   per sapere:

   se  non  ritengano  necessario e urgente  intervenire,  presso  il
  responsabile del servizio VIA-VAS dell'ARTA allo scopo di indire la
  conferenza  di  servizi  conclusiva e consentire  in  tal  modo  il
  rilascio  dell'AIA  e della VIA, richieste dalla  società  d'ambito
  'Dedalo  ambiente AG 3' s.p.a., per l'adeguamento degli impianti  e
  la  costruzione  della quarta vasca nella discarica  comprensoriale
  'Bifara - Favarotta' di Campobello di Licata». (241)

   Ha    facoltà    di    parlare    l'assessore    per    rispondere
  all'interrogazione.

   MILONE,   assessore   per  il  territorio  e  l'ambiente,   Signor
  Presidente,  onorevoli  deputati, in  buona  sostanza,  l'onorevole
  Panepinto  chiede  di sapere se è stata indetta  la  Conferenza  di
  Servizi  per  il  completamento della discarica  di  Campobello  di
  Licata.
   Tengo  a  sottolineare, signor Presidente, che  la  maggior  parte
  delle  interrogazioni che ho avuto modo di esaminare si riferiscono
  ad  un  periodo  antecedente  alla  mia  assunzione  di  delega  di
  assessore  per il Territorio e l'ambiente, quindi mi faccio  carico
  sin  da  ora,  rispetto alle sollecitazioni fatte  dagli  onorevoli
  deputati, di approfondire tutti i temi che sono stati rappresentati
  in  questa  Aula, per far sì che si possa consolidare un  rapporto,
  una  sinergia e un dialogo più forte finalizzato alla soluzione dei
  problemi    del   nostro   territorio.   Quindi,   rispetto    alla
  interrogazione dell'onorevole Panepinto, comunico che l'Assessorato
  Territorio e Ambiente ha indetto la Conferenza di Servizi in data 5
  febbraio  2009 e che già è stato rilasciato il relativo decreto  di
  Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), ai sensi  del  D.Lgs  n.
  152 del 2006.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di parlare l'onorevole Di  Benedetto  per
  dichiararsi  soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   DI BENEDETTO. Mi dichiaro soddisfatto.

   PRESIDENTE. Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione
  numero  242 «Interventi di manutenzione presso le cave della  Pumex
  di   Lipari  (ME)»,  dell'onorevole  Picciolo,  è  trasformata   in
  interrogazione con richiesta di risposta scritta.
   Si passa all'interrogazione numero 245 «Iniziative per contrastare
  il degrado ambientale dei comuni siciliani», a firma dell'onorevole
  Apprendi. Ne do lettura:

   «All'Assessore  per il territorio e l'ambiente,  premesso  che  la
  tutela  del paesaggio nella nostra Regione da diversi anni richiede
  attenzione e vigilanza perché i danni apportati, assai diffusi  sul
  territorio, possono assumere carattere endemico e irreversibile;

   osservato  che,  soprattutto in prossimità delle aree  urbane,  la
  sciatteria  nella  difesa del decoro urbano assume  caratteristiche
  intollerabili;

   rilevato  che, soprattutto nei centri storici delle grandi  città,
  l'approssimazione dell'arredo urbano, la persistenza di servizi non
  vigilati  (linee elettriche o telefoniche volanti,  cassonetti  mal
  disposti,  oltre  che  spesso  maleodoranti,  ecc.)  rendono   poco
  apprezzabili   anche   zone  di  un  certo   pregio   abitativo   e
  architettonico;

   rilevato   inoltre   che   spesso   la   pubblicità   si    rivela
  particolarmente invadente tanto da avere modificato l'arredo urbano
  e il fronte delle piazze e dei giardini;

   rilevato in particolare che:

   a)  su  impalcature  alzate  per lavori  di  restauro  di  antichi
  edifici,   per   anni  vengono  collocati  tabelloni  pubblicitari,
  contravvenendo   all'obbligo  di  riportare  sulla   copertura   la
  riproduzione dell'edificio sottoposto a restauro;
   b)  cartelloni  pubblicitari intralciano la vista  di  palazzi  di
  pregio e di valore monumentale, di giardini privati e pubblici,  di
  piazze e di strade in zone di centro storico;

   considerato  che  su  tale  patrimonio  dovrebbero  esercitare  la
  vigilanza  quanto  meno  le  soprintendenze  ai  beni  culturali  e
  ambientali;

   per sapere:

   le  ragioni  per le quali sia consentito ai comuni una  conduzione
  così approssimativa del decoro urbano e della tutela monumentale  e
  del  verde storico in cambio di un evidentemente rilevante  ritorno
  economico;

   se  consideri ulteriormente tollerabile che le nostre città  siano
  trasformate in contenitori di gadget pubblicitari;

   quali   iniziative   intenda  assumere  per  fornire   un   quadro
  regolamentare  e legislativo efficace nella difesa  del  patrimonio
  monumentale  e  ambientale  e, nello  stesso  tempo,  per  tutelare
  l'efficacia  del  messaggio pubblicitario al  posto  della  confusa
  bolgia che è dato vedere nella nostra esperienza quotidiana;

   se  non ritenga di dover intervenire presso le soprintendenze  per
  coordinare un' azione di vigilanza più cogente e puntuale;

   se   non   valuti  opportuno  chiamare  amministratori  e  agenzie
  pubblicitarie  al  fine di definire un codice di comportamento  per
  un' immediata correzione degli attuali costumi». (245)

   Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.

   MILONE,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Rispondo
  all'onorevole Apprendi e alla sua interrogazione per sostenere  che
  quanto  chiesto  non  risponde  a quelle  che  sono  le  competenze
  dell'Assessorato  Territorio e Ambiente, per  cui  ritengo  che  la
  materia  debba essere approfondita e debba essere rivolta ad  altri
  settori   competenti,   fermo  restando  che   sono   assolutamente
  disponibile, nel prosieguo del mio lavoro, a confrontarmi con altri
  colleghi  per  cercare una soluzione che sia comune e che  risponda
  alla   sollecitazione  che  è  stata  rappresentata  dall'onorevole
  Apprendi.

   APPRENDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   APPRENDI. Assessore, ho ascoltato le cose che ha detto.  Lei  dice
  che  non  è  di sua competenza. Mi sarebbe piaciuto, però,   sapere
  qual  è  l'assessorato di competenza perché ho individuato nel  suo
  Assessorato  questa responsabilità anche perché, come  lei  sa,  il
  decreto  legislativo  507  del  1993  prevedeva  che  i  comuni  si
  attrezzassero  con i Regolamenti per le affissioni e  i  successivi
  piani  pubblicitari comunali e lei sa bene che nel primo caso hanno
  ottemperato, nel secondo caso sono quasi tutti inadempienti.
   Ora,   poiché  il  territorio  viene  assaltato,  sventrato  dalla
  pubblicità abusiva, mi piacerebbe che il  Governo mi dicesse qual è
  l'Assessorato  di  competenza, così saprei  a  chi  indirizzare  la
  prossima interrogazione.

   PRESIDENTE.    Si    passa    all'interrogazione    numero     287
  «Consolidamento del costone sovrastante la strada statale  113  nel
  comune di Gioiosa Marea (ME)», a firma dell'onorevole Panarello. Ne
  do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che l'ennesimo evento franoso sul costone  che
  sovrasta  la SS 113 ha determinato la chiusura della strada  ed  ha
  isolato, in direzione Messina, il comune di Gioiosa Marea;

   considerato che:

   nel  2007  quel tratto di strada rimase chiuso per sette mesi  per
  consentire i lavori di consolidamento e messa in sicurezza;

   fu  realizzato  un collegamento alternativo, a traffico  limitato,
  che oggi appare interessato dal movimento franoso;

   il  mancato  consolidamento  del  costone,  oltre  alla  mobilità,
  minaccia le abitazioni costruite nella collina;

   il  perdurare  di  una condizione di precarietà  nei  collegamenti
  penalizza la qualità della vita e l'economia di Gioiosa;

   gli   impegni  ripetutamente  assunti  dai  Governi  nazionale   e
  regionale non hanno prodotto alcun risultato;

   appare intollerabile che un problema così importante non sia stato
  affrontato e risolto in tempi ragionevoli;

   per  sapere  se  non valutino necessario promuovere immediatamente
  un'azione coordinata tra la Regione e lo Stato (protezione  civile,
  ANAS,  Assessorati competenti) per reperire le risorse ed  attivare
  il  necessario intervento strutturale di consolidamento del costone
  sovrastante  la  strada statale 113, assicurando  il  diritto  alla
  mobilità e la sicurezza delle abitazioni per i cittadini di Gioiosa
  Marea». (287)

    Ha facoltà di parlare l'assessore per  fornire la risposta.

   MILONE,   assessore   per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente, chiedo che questa interrogazione venga trattata in  una
  seduta successiva perché non ho avuto la possibilità di attingere a
  notizie  precise che potessero mettermi in condizione di rispondere
  in maniera esaustiva.

   PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
   Si passa all'interrogazione numero 300 «Consolidamento del costone
  sovrastante  la  strada statale 114 all'altezza  di  Capo  Scaletta
  (ME)», a firma dell'onorevole Panarello. Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   la  strada statale 114, all'altezza di Capo Scaletta, è chiusa dal
  4  dicembre  2008  a  seguito  della  caduta  di  un  enorme  masso
  staccatosi dal costone soprastante;

   considerato che:

   a  distanza di un mese dall'evento calamitoso non è stato messo in
  atto  alcun  intervento per consentire la riapertura, in condizioni
  di sicurezza, dell'importante arteria;

   già l'alluvione del 27 ottobre 2007 aveva evidenziato la necessità
  di interventi di consolidamento e di messa in sicurezza del costone
  sovrastante la strada statale 114; anche allora si staccò un grosso
  masso   senza   che  gli  organi  competenti  promuovessero   alcun
  intervento;

   il  blocco della strada statale 114 ha sostanzialmente isolato gli
  abitati di Scaletta Zanclea, Scaletta superiore e Itala;

   i  cittadini  dei  predetti centri, per raggiungere  il  limitrofo
  comune  di Messina, devono recarsi a Roccalumera (circa  10  km)  e
  immettersi nell'autostrada Messina-Catania;

   l'interruzione  della  strada,  in coincidenza  con  le  festività
  natalizie, ha provocato disagi insopportabili ai cittadini e  danni
  incalcolabili alle attività economiche;

   l'inerzia  degli organi nazionali e regionali preposti,  aggravata
  dai soliti e sempre più incomprensibili conflitti di competenze, ha
  determinato un giustificato stato di esasperazione tra i  cittadini
  che ha dato luogo a clamorose manifestazioni di protesta;

   per sapere:

   le  ragioni che abbiano impedito, per oltre un anno, di effettuare
  gli  interventi necessari di consolidamento del costone sovrastante
  la strada statale 114 all'altezza di Capo Scaletta;

   se   non   ritengano   necessario,  stante  l'inerzia   dell'Anas,
  intervenire   direttamente  ed  immediatamente  per  rimuovere   le
  condizioni che impediscono la circolazione sulla strada statale 114
  e  consentire ai cittadini dei comuni interessati di ritornare alla
  normalità;

   se  non  valutino  opportuno, al fine di superare  l'inaccettabile
  conflitto  di competenze tra uffici ed enti nazionali e  regionali,
  definire un protocollo d'intesa tra Stato e Regione che consenta un
  intervento  immediato  in  caso di eventi calamitosi,  evitando  il
  prolungarsi di disagi ingiustificati per le popolazioni». (300)

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di parlare l'assessore  per   fornire  la
  risposta.

   MILONE,   assessore   per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,   onorevoli   deputati,  la  richiesta   dell'onorevole
  Panarello è finalizzata ad assumere notizie sul consolidamento  del
  costone  sovrastante  la Strada statale 114,  all'altezza  di  Capo
  Scaletta.
   Su   questo   tema,   e   quindi  facendo   riferimento   espresso
  all'interrogazione   dell'onorevole  Panarello,   rappresento   che
  l'Assessorato  Territorio e Ambiente interviene  con  programmi  di
  finanziamento  di  interventi  strutturali  volti  alla  messa   in
  sicurezza di aree così come individuate quali aree a rischio  molto
  elevato    R4'  e  rischio  elevato   R3'  nel  piano  di   assetto
  idrogeologico.
   In  riferimento ai P.A.I suddetti sono state individuate circa 500
  aree  a rischio molto alto, cioè a rischio R4, e su queste, in vari
  programmi  di  finanziamento a valere su fondi europei  o  statali,
  sono  stati  già  finanziati circa 170 interventi finalizzati  alla
  mitigazione  del  rischio. Per cui certamente vi  sono  da  mettere
  ancora  in  sicurezza le restanti parti delle aree  a  rischio  con
  successivi  programmi  che si andranno a determinare  ed  elaborare
  sulla base dello stanziamento di ulteriori fondi.
   Le  linee  guida del Ministero dell'Ambiente per la redazione  dei
  P.A.I.  determinano  grado  di priorità  3  per  l'attribuzione  di
  finanziamenti  per  interventi volti alla mitigazione  del  rischio
  idrogeologico.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Panarello  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   PANARELLO.  Signor  Presidente, mi  dichiaro  insoddisfatto  della
  risposta dell'Assessore e ne spiego rapidamente le ragioni.
   Non  dubito  che  ci sia un piano della Regione e dell'Assessorato
  competente   per   intervenire  nei  punti  critici   del   sistema
  idrogeologico   siciliano.   Però   mi   permetto   di   richiamare
  l'attenzione dell'Assessore su questa vicenda e anche su quella  di
  Gioiosa Marea.
   Ho  preso  atto  della comunicazione, e naturalmente  non  intendo
  polemizzare  con  un Assessore che si è insediato  da  poco  e  che
  certamente  non può rispondere delle gestioni precedenti.  Però  mi
  permetto  di sottolineare, sia per Scaletta che per Gioiosa  Marea,
  che  siamo  in presenza di due costoni che sovrastano  due  arterie
  molto  importanti: la statale 113, da un lato, e  la  statale  114,
  dall'altro lato. Sono situazioni a rischio che si ripetono da molti
  anni e che avrebbero bisogno di un intervento radicale.
   So  che  c'è una competenza anche dell'ANAS, perché le due arterie
  sono  di  pertinenza dell'ANAS; però questo non  esime  il  Governo
  della Regione dall'intervenire o in termini di perentoria richiesta
  all'ANAS  di  provvedere  a  queste  situazioni,  o  di  intervento
  diretto,  perché  ne va, Assessore, della credibilità  del  Governo
  della  Regione  nei  confronti di quei  cittadini  che  sono  stati
  costretti per mesi e sono costretti tuttora a Scaletta e a  Gioiosa
  Marea, a vedere limitato il proprio diritto alla mobilità.
   Tenga conto, peraltro, che nell'uno e nell'altro caso parliamo  di
  realtà che hanno un discreto profilo turistico. Anzi Gioiosa  Marea
  è una realtà molto importante e gli operatori economici riceveranno
  un danno enorme dal fatto che la statale 113 è interrotta.
   Assessore,   lei  comprende  bene  che  nel  2009   è   abbastanza
  improbabile da parte dei nostri concittadini accettare  l'idea  che
  l'ANAS,  da un lato, e la Regione, dall'altro lato, non riescono  a
  venire a capo di una situazione che si conosce da anni e che in  un
  paese  normale  dovrebbe essere affrontata  in  maniera  tempestiva
  evitando i disagi gravi che tuttora quelle popolazioni hanno.

   PRESIDENTE.  Per  assenza dall'Aula dei rispettivi  firmatari,  le
  interrogazioni:
   numero  304  «Provvedimenti per assicurare le scorte idriche  alla
  provincia  di  Agrigento»,  dell'onorevole  Panepinto;  numero  346
  «Numero delle consulenze esterne presso l'Assessorato Territorio  e
  ambiente», dell'onorevole Apprendi; numero 347 «Interventi al  fine
  di   impedire  la  realizzazione  di  una  discarica  per   rifiuti
  pericolosi  contenenti  amianto nel territorio  di  Lentini  (SR)»,
  dell'onorevole  Marziano;  numero 349 «Iniziative  a  tutela  della
  salute  dei  cittadini di Lentini (SR)», dell'onorevole  Vinciullo;
  numero 356 «Realizzazione di un'area industriale di sviluppo  nella
  città  di Marsala (TP)», dell'onorevole Oddo;  numero 366 «Presunte
  violazioni  della  normativa  vigente in  materia  di  inquinamento
  atmosferico»,  dell'onorevole Marinese, e numero 394  «Accertamento
  della  regolare  gestione amministrativa posta in  essere  dall'ATO
  Messina   1»,   dell'onorevole   Laccoto,   sono   trasformate   in
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta.

   Si  passa  all'interpellanza  numero  49  «Notizie  sul  piano  di
  gestione  dei  siti  'Natura  2000 - Monte  Etna'»,  dell'onorevole
  D'Antoni. Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che martedì, 27 gennaio 2009, presso  la  sede
  dell'ente Parco, il monastero benedettino di San Nicolò La  Rena  a
  Nicolosi,  si  è  svolto l'incontro di presentazione  pubblica  del
  piano di gestione dei siti  Natura 2000 - Monte Etna ;

   considerato che:

   la  redazione  del  piano  di gestione  dei  siti   Natura  2000 ,
  previsto  dal decreto del Presidente della Regione n.  357/1997,  è
  uno  strumento  essenziale  non  solo  per  la  salvaguardia  della
  biodiversità,   ma  anche  per  la  possibilità  di   accedere   ai
  finanziamenti comunitari;

   l'ubicazione della sede dell'Ente Parco dell'Etna, non agevolmente
  raggiungibile  né  servita  dai mezzi  di  trasporto  pubblici,  ha
  rappresentato  una scelta infelice tenuto conto dell'interesse  dei
  rappresentanti  dei Comuni dell'area del Parco,  di  fatto  esclusi
  dalla formazione degli strumenti attuativi territoriali;

   per conoscere:

   quali   organizzazioni,   gruppi  che  esercitano   attività   nel
  territorio  e  amministrazioni  pubbliche  hanno  partecipato  alla
  stesura del Piano;

   se sia stata fatta pubblicità al processo di partecipazione;

   se  non ritenga opportuno istituire una più agevole sede dell'Ente
  Parco dell'Etna a Catania;

   le  ragioni  che abbiano condotto all'inappropriata  scelta  della
  sede  dell'Ente Parco dell'Etna per la presentazione del  piano  di
  gestione;

   se,  in  tale  occasione, non siano state  violate  le  essenziali
  garanzie  di accesso e partecipazione dei cittadini alla formazione
  di importanti strumenti amministrativi». (49)

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di parlare l'assessore  per  fornire  la
  risposta.

   MILONE,   assessore   per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente, chiedo che questa interpellanza venga trattata  in  una
  seduta successiva, non avendo acquisito le informazioni necessarie.

   PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
   Onorevole D'Antoni lei è sfortunato perché è stato protagonista di
  una vicenda simile qualche mese addietro. In questo caso, però,  il
  Governo  è  stato  puntuale e, anche se appena nominato,  è  venuto
  subito in Aula.
   Per  assenza dall'Aula del firmatario, l'interpellanza  numero  52
  «Revoca   dell'autorizzazione  dell'uso  agricolo  dei  fanghi   di
  depurazione  nel  comune di Mazara del Vallo (TP)»,  dell'onorevole
  Oddo, decade.
   Si  passa  all'interrogazione numero 460 «Notizie  sui  lavori  di
  costruzione  della stazione Muos ad opera della società  LAGECO  di
  Catania per conto della Marina militare statunitense nel territorio
  della provincia di Caltanissetta», a firma dell'onorevole Donegani.
  Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'assessore per il territorio  e
  l'ambiente e all'Assessore per la sanità, premesso che:

   Niscemi è un comune con circa 30 mila abitanti, situato in collina
  ai bordi della vasta piana di Gela ove operano circa 5 mila addetti
  che  producono  prevalentemente carciofi e prodotti ad  ortaggi  in
  serra tra i più pregiati dell'Isola;

   la città di Niscemi ha vissuto e subito negli ultimi vent'anni tra
  le  più oscure pagine d'involuzione socioculturale della sua storia
  contemporanea, tanto che la città si è piegata su se stessa,  senza
  avere la forza di reagire;

   considerato:

   l'americanizzazione  della  città sta angosciando  la  popolazione
  niscemese,  alla ricerca di una serenità perduta, di  una  comunità
  produttiva  che stenta a ritrovare le ragioni della  sua  identità,
  legata in modo placentare alla bontà della propria Terra;

   nel  1991,  subito  dopo la chiusura della  base  missilistica  di
  Comiso  (RG),  fu insediato a Niscemi il centro trasmissioni  radio
  navale  (NRTF)  USA, con l'installazione di 41 antenne,  dipendenti
  dalla  stazione navale americana, Navcomtelsta Sicily, presente  da
  anni  a  Sigonella (CT) e che tale stazione permette di  comunicare
  attraverso  codici segreti con tutte le forze militari presenti  in
  tre continenti (Europa, Asia e Africa);

   ritenuto che:

   già  per quest'insediamento, da tempo Niscemi costituisce la  base
  di smistamento delle reti di comando, di controllo e d'intelligence
  delle  forze  armate USA, nonostante nessuno fin da allora  sollevò
  obiezioni circa l'impatto ambientale sulla popolazione;

   oggi,  il  Pentagono  (USA)  sta  insediando,  in  contrada  Ulmo,
  nell'area circostante la splendida sughereta (SIC) di Niscemi,  una
  delle  stazioni  terrestri  del MUOS,  in  pratica  un  sistema  di
  telecomunicazioni  a  bande strette d'ultima generazione  della  US
  NAVY  che permetterà il collegamento ad altissima frequenza tra  le
  forze  navali,  aeree e terrestri in movimento, in qualsiasi  parte
  del mondo si trovassero;

   constatato che:

   nonostante  la  segretezza  degli atti,  le  prime  autorizzazioni
  all'installazione  in  Sicilia  della  stazione  del  MUOS   furono
  concesse nel 2003, ed in seguito la US NAVY nel febbraio del  2007,
  nella  presentazione  per  il  bilancio  2008/2009,  dichiarò   che
  l'ubicazione era Niscemi;

   risulta altrettanto vero che la base di Sigonella è stata scartata
  per  via  di un reale pericolo d'innescamento di detonazione  degli
  ordigni  esplosivi presenti nella base, a causa delle  probabili  e
  potentissime  interferenze  delle onde elettromagnetiche,  tali  da
  spaventare  la  stazione aeroportuale civile di Catania  in  quanto
  avrebbe  potuto  creare seri pericoli anche ai  radar  degli  spazi
  aerei civili, ragione per la quale si è puntato su Niscemi;

   tenuto conto che:

   rispetto alla richiesta di approfondimento sull'impatto ambientale
  emersa  dalla  conferenza di servizio, convocata l'8  ottobre  2008
  presso  l'Assessorato  regionale al Territorio  e  ambiente  e,  in
  relazione  ai  dati  aggiornati dall'ARPA,  si  evince  palesemente
  l'incompatibilità ambientale sulla salute dei cittadini di  Niscemi
  e  dei  comuni  limitrofi, non solo per la costruendo stazione  del
  MUOS,  ma  anche per radiazioni già prodotte da dieci  anni,  dalle
  antenne,  installate  presso il centro  trasmissioni  radio  navale
  (NRTF) di Niscemi;

   rilevato che:

   i  dati  scientifici  ed epidemiologici hanno  accertato  casi  di
  leucemia riscontrati sulla popolazione infantile in aree fino ad un
  raggio di tre miglia su basi militari del tipo MUOS e che l'impatto
  detonante   sulle   cellule   umane,  provocato   dalle   emissioni
  elettromagnetiche,  nel  giro  di un decennio,  mieterebbe  vittime
  innocenti  nella  popolazione di Niscemi  e  nell'area  circostante
  senza che questi abbiano dichiarato guerra ad alcuno;

   che,  la  presenza del vicino stabilimento petrolchimico (ENI)  di
  Gela,  per  via dei venti, trascina i fumi inquinanti e  le  scorie
  prodotte  dalle  ciminiere  sulla testa  della  città  di  Niscemi,
  riducendo  ancora  di più il rapporto di qualità della  vita  degli
  abitanti;

   assunto  che  vengono consumati circa 2000 litri di gasolio  (tipo
  DF2) al giorno per alimentare il funzionamento delle antenne radar;

   e  risulta non rara la dispersione sul suolo, oltre che nell'aria,
  degli  oli  combustibili  usati come, tra  l'altro,  eloquentemente
  indicato dalla presenza di cartelli ai bordi della recinzione,  che
  fanno divieto di raccolta di terra e piante; per sapere, se siano a
  conoscenza:: alla luce di quanto esposto, stante la preoccupante  e
  insostenibile  situazione  in  cui  versano  i  comuni  interessati
  (Niscemi, Gela, Caltagirone, Butera, Riesi e Mazzarino), se sono  a
  conoscenza  della  reale e gravissima convivenza  ambientale  degli
  stessi;  di un intervento di bonifica ambientale effettuato  su  un
  terreno  contaminato da versamento di gasolio,  in  contrada  Ulmo,
  dalla  stessa società LAGECO di Catania che opera per  conto  della
  Marina militare statunitense;

   che  la  LAGECO  è  in  possesso dei requisiti  autorizzativi  per
  adempiere a tali opere di bonifica;

   dei  dati  relativi  all'inquinamento  prodotto  e  dei  risultati
  certificativi e conclusivi effettuati dalla bonifica,  compreso  la
  certificazione di discarica;

   per  sapere,  altresì, se non intendano adottare provvedimenti  di
  revoca  degli atti autorizzativi, fin ad oggi concessi  a  tutti  i
  livelli;

   se  non  intendano, infine, provvedere alla sospensione dei lavori
  della costruendo stazione del MUOS;

   e  se,  infine, per non mortificare ancora una volta la  legittima
  convivenza  delle popolazioni interessate, non ritengano  opportuno
  intervenire  urgentemente e autorevolmente anche nei confronti  del
  Governo  nazionale e del Ministero della difesa al  fine  di  poter
  fare chiarezza e dare legittima serenità ai cittadini di Niscemi  e
  al suo hinterland». (460)

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di parlare l'assessore  per  fornire  la
  risposta.

   MILONE,   assessore   per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  onorevoli  deputati, in  risposta  all'atto  ispettivo
  dell'onorevole Donegani con cui si chiedono notizie sui  lavori  di
  costruzione  della stazione MUOS ad opera della società  LAGECO  di
  Catania per conto della Marina militare statunitense nel territorio
  della  provincia  di Caltanissetta, rappresento  che  l'Assessorato
  Territorio  ha  provveduto a richiedere ai competenti  uffici  ogni
  utile notizia al riguardo.
   Mi  riservo di approfondire il tema e di riferire all'Aula in  una
  seduta successiva.

   PRESIDENTE.   Così   resta  stabilito.  Ha  facoltà   di   parlare
  l'onorevole  Donegani  per  dichiararsi soddisfatto  o  meno  della
  risposta dell'assessore.

   DONEGANI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  naturalmente
  l'assessore   è  fresco  di  nomina  e,  quindi,  voglio   soltanto
  ricordargli  che ho presentato questa interrogazione  circa  cinque
  mesi  fa. Prendo per buona la risposta e la sua volontà in  qualità
  di assessore di approfondire e riferire in Aula.
   Soltanto due questioni di carattere generale: la stazione MUOS sta
  creando,  come  lei  ha  potuto leggere  nell'atto  ispettivo,  una
  situazione  di  allarme a Niscemi, e non solo, ma anche  nei  paesi
  limitrofi. A Gela, dove c'è un presidio industriale ad alto rischio
  ambientale,  scientificamente  è  stato  già  riscontrato  che   le
  radiazioni elettromagnetiche procurano danni alla salute dell'uomo,
  come il cancro al sangue e la leucemia.
   Attraverso  una  conferenza di servizi che abbiamo  fatto  con  il
  direttore  del dipartimento, dott.ssa Interlandi, sono stati  presi
  degli  impegni che, ad oggi, non sono stati mantenuti da parte  del
  Governo.   Uno  di  questi  era,  da  parte  dell'allora  assessore
  regionale, la revoca dell'autorizzazione a seguito di una relazione
  che era stata prodotta dall'ARPA.
   Rispetto  a  questo non c'è stato nessun seguito, non  si  è  data
  notizia  di questo neanche al sindaco e alla Conferenza dei sindaci
  che  si era interessata in tal senso. Motivo per cui chiedo a  lei,
  oggi,  considerata la sua disponibilità e l'impegno a  riferire  in
  Aula,  di  accelerare  quanto  più  possibile  i  tempi,  visto   e
  considerato che proseguire nell'iter, attraverso l'installazione di
  questa  antenna  MUOS,  creerebbe grosse  difficoltà  e  disagi  ad
  un'intera  popolazione. Non le racconto le  manifestazioni  che  ci
  sono state, le presenze importanti di cittadini, di scolaresche, di
  sindaci e di deputati del territorio, anche con lo Stato americano.
   Attualmente, il Governo regionale sembra, rispetto ad un interesse
  che  c'è  anche a livello nazionale, un po' assente.  Pertanto,  le
  faccio  carico di rappresentare un'istanza su un problema  che  sta
  creando   grosse  difficoltà  alla  popolazione  in  provincia   di
  Caltanissetta.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'interrogazione  numero  469   «Criteri
  adottati  circa l'individuazione di alcuni comuni quali beneficiari
  di  contributi previsti dalla l.r. n. 14/88 in materia di tutela di
  valori  ambientali»,  degli onorevoli  Bonomo  e  Donegani.  Ne  do
  lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente,  premesso  che  con  decreto  dell'11  dicembre   2008,
  pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana  del  2
  gennaio  2009,  l'Assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente  ha
  individuato  i  comuni di Priolo, Melilli, Augusta, Gela,  Niscemi,
  Milazzo, Pace del Mela, San Filippo del Mela, Santa Lucia del Mela,
  Condrò,  Gualtieri Sicaminò, San Pier Niceto, ricadenti nelle  aree
  ad  elevato  rischio  di  crisi  ambientale  della  Sicilia,  quali
  beneficiari  di  contributi  ai  sensi  dell'art.  44  della  legge
  regionale   n.  14/88  per  attività  di  divulgazione  di   valori
  ambientali nelle scuole;

   per  sapere  quali  siano stati i criteri per l'individuazione  di
  detti  comuni,  in  considerazione che  in  alcuni  di  questi  non
  esistono  aree protette, e i motivi dell'esclusione  di  quelli  di
  Siracusa, Floridia, Solarino, Butera, anch'essi ricadenti in aree a
  rischio  e nel cui territorio rientrano aree protette sia regionali
  (riserve naturali) che di rilevanza comunitaria (SIC e ZPS)». (469)

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di parlare l'assessore  per  fornire  la
  risposta.

   MILONE,   assessore   per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  chiedo che anche questa interrogazione venga  trattata
  in una seduta successiva, ma per una ragione che vorrei chiarire.
   Si  chiede,  con  questa interrogazione, di  conoscere  i  criteri
  adottati  circa l'individuazione di alcuni Comuni quali beneficiari
  di  contributi,  ai sensi della legge regionale  14  del  1988,  in
  materia di valori ambientali.
   Questi  criteri  sono  stati già adottati  dal  mio  predecessore,
  l'assessore  Sorbello. Non posso interpretare, in  questo  momento,
  quali  siano  state  le  motivazioni  che  hanno  indotto  il   mio
  predecessore  ad inserire alcuni Comuni piuttosto che altri.  Nella
  mia nuova veste, essendo succeduto da poco, mi faccio carico con  i
  firmatari  di  rivedere  tutta la vicenda,  anche  per  cercare  di
  rendermi  conto  di  quali  siano state le  motivazioni  che  hanno
  indotto alla determinazione di inserire alcuni Comuni piuttosto che
  altri.

   PRESIDENTE.   Non  sorgendo  osservazioni,  dispongo   nel   senso
  richiesto. Ha facoltà di parlare l'onorevole Bonomo per dichiararsi
  soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   BONOMO.  Signor Presidente, vorrei precisare all'assessore  Milone
  che  sicuramente noi siamo in attesa di una sua ulteriore  verifica
  sui  criteri. La pregherei, però, di considerare meglio  di  quanto
  abbia  fatto il suo predecessore, i criteri  ad includendum' e  non
  ad   escludendum', perché si tratta di un'area ad altissimo rischio
  ambientale,  per  cui  alcuni  Comuni  che  sono  all'interno   del
  comprensorio sicuramente non possono essere esclusi e mortificati.

   PRESIDENTE. Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione
  numero  541 «Iniziative urgenti allo scopo di tutelare il personale
  (ex  ASU)  stabilizzato  nel  2005 e in  servizio  presso  'Palermo
  Ambiente'  s.p.a.»,  dell'onorevole  Cracolici,  è  trasformata  in
  interrogazione con richiesta di risposta scritta.
   Si   passa   all'interrogazione  numero  544  «Rigorosa   verifica
  dell'impatto  ambientale  dei lavori  di  ripristino  delle  difese
  spondali del torrente Fiumedinisi (ME)», dell'onorevole Panarello.
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente,  premesso  che  il  Comune  di  Fiumedinisi  (ME)   sta
  realizzando, nell'alveo dell'omonimo torrente, lavori di ripristino
  delle difese spondali che prevedono, tra l'altro, la costruzione di
  un  muro d'argine in cemento armato di m. 708,30 di lunghezza e  di
  altezza variabile da m. 4,40 a m. 10,80;

   considerato che:

   la minoranza consiliare e le associazioni ambientaliste WWF e Fare
  Verde,  con  esposti alle autorità competenti, hanno contestato  la
  regolarità  delle  procedure  autorizzative  e  la  conformità  del
  progetto alla normativa vigente;

   il  progetto è volto al ripristino di difese spondali che sembrano
  non esserci mai state nel torrente Fiumedinisi;

   la  tipologia di interventi attuati (muraglione in cemento armato)
  appare  obsoleta (non viene attuata in Sicilia da molti  anni),  di
  dubbia  utilità  e  invasiva  dal  punto  di  vista  ambientale   e
  paesaggistico;

   la  costruzione dell'alveo comporta evidenti rischi di esondazione
  del  torrente  con  conseguente pericolo per  il  limitrofo  centro
  abitato;

   altre  opere  edili sono state programmate e in  parte  realizzate
  sulla  sponda sinistra del torrente, con una possibile  alterazione
  del  regime idrico superficiale, un'evidente modifica del piano  di
  campagna e conseguenti rischi di dissesto idrogeologico;

   gli  eventi  alluvionali succedutisi negli ultimi anni nella  zona
  ionica  della  provincia di Messina hanno avuto effetti  devastanti
  anche   per   l'inerzia  degli  amministratori  nella  tutela   del
  territorio e soprattutto dei corsi d'acqua;

   i  predetti  interventi nell'alveo del torrente Fiumedinisi  hanno
  creato  comprensibile preoccupazione nell'opinione pubblica  di  un
  territorio rivelatosi particolarmente vulnerabile;

   in  diverse occasioni, i responsabili della Protezione civile e le
  massime  autorità  regionali  hanno  invocato  maggiore  rigore   e
  rispetto   dell'ambiente   e   del   paesaggio   da   parte   degli
  amministratori nella realizzazione di opere pubbliche e di edifici;

   l'Assessorato Territorio e ambiente, investito della vicenda, pare
  si  sia  limitato  a rilevare irregolarità formali  senza  valutare
  adeguatamente l'impatto ambientale delle opere programmate;

   per  sapere  se non valutino necessario promuovere un accertamento
  rigoroso  del  predetto  intervento sotto il  profilo  dell'utilità
  pubblica, dell'impatto ambientale, degli effetti sul paesaggio,  al
  fine  di  rassicurare  la  comunità di  Fiumedinisi  e  della  zona
  circostante  rispetto  alla preoccupazione  diffusa  che  le  opere
  previste   o   in  corso  di  realizzazione  possano  compromettere
  l'assetto  idrogeologico del territorio e determinare, in  caso  di
  eventi alluvionali, gravi rischi per la popolazione». (544)

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di parlare l'assessore  per  fornire  la
  risposta.

   MILONE,   assessore   per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  onorevoli deputati, ho avuto cura  in  questi  giorni,
  devo  dire  con  una certa difficoltà, di andare  alla  ricerca  di
  interrogazioni che non si riferiscono sicuramente a questo mese, ma
  a mesi passati. Senza produrre, tuttavia, alcuna giustificazione al
  riguardo,  ma  in  considerazione del fatto che molti  dirigenti  e
  funzionari sono in ferie - ferie legittime - ho incaricato  il  mio
  Ufficio  di  Gabinetto  di  provvedere a  richiedere,  con  estrema
  urgenza,  notizie  che  mi confortassero e  che  mi  mettessero  in
  condizione   di   rispondere  alla  interrogazione   dell'onorevole
  Panarello.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Panarello  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   PANARELLO.   Signor   Presidente,  prendo  atto   della   risposta
  dell'assessore Milone.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione numero  545  «Iniziative
  urgenti  da assumere circa le procedure per la realizzazione  degli
  inceneritori  e  intervento allo scopo di definire un  nuovo  piano
  regionale   dei  rifiuti»,  degli  onorevoli  Cracolici,  Ammatuna,
  Bonomo,  Faraone, Termine, Raia, Apprendi e De Benedictis.   Ne  do
  lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente,  premesso  che  lo  Stato  italiano,  a  seguito  della
  sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea del 18 luglio
  2007,  è stato condannato per violazione delle norme previste dalla
  direttiva  92/50  CEE  e  delle successive modifiche  di  cui  alla
  direttiva  2001/78  CE  per la procedura adottata  dal  Commissario
  delegato  per  l'emergenza  rifiuti e  la  tutela  delle  acque  in
  Sicilia, in ragione della stipula delle quattro convenzioni per  la
  realizzazione  di impianti di utilizzazione della frazione  residua
  dei  rifiuti urbani al netto della raccolta differenziata, prodotta
  nei comuni della Regione siciliana;

   considerato  che  la  condanna  del lo  Stato  italiano  contempla
  l'obbligo  dell'ente che ha proceduto all'illegittimo  affidamento,
  specificamente  il  Presidente  della  Regione  pro  tempore  nella
  qualità  di  Commissario  delegato per  l'emergenza  rifiuti,  alla
  revoca  in autotutela degli atti sottoscritti e che non risulta  ad
  oggi  un  formale  provvedimento di revoca con la dichiarazione  di
  nullità degli atti;

   ritenuto che:

   costituisce  un  grave  errore la decisione assunta  dalla  Giunta
  regionale  con la quale, con delibera del luglio 2008, veniva  dato
  mandato  all'ARRA di procedere alla predisposizione di un bando  di
  gara  conforme  alle norme europee, prevedendo però,  nel  medesimo
  bando,  un corrispettivo in capo ai nuovi potenziali aggiudicatari,
  da   riconoscere  ai  soggetti  illegittimamente  affidatari  della
  realizzazione dei quattro inceneritori, sia relativamente ai  costi
  sostenuti  per  le opere sin qui realizzate (anche  successivamente
  alla   sentenza   del   luglio  2007)  sia  al  mancato   profitto,
  determinando in tal modo un aggravio dei costi di realizzazione per
  i  nuovi  eventuali  vincitori, con la conseguenza  di  scoraggiare
  nuovi  soggetti industriali e prevedendo una clausola che, in  caso
  di  gara deserta, si sarebbe proceduto all'affidamento diretto agli
  attuali pseudo affidatari;

   tale  procedura  appare  in  palese violazione  di  pronunciamenti
  giurisdizionali sia dei diversi Tribunali amministrativi  regionali
  che  del Consiglio di Stato che, pur per fattispecie diverse, hanno
  già  adottato decisioni che dimostrerebbero la nullità di atti  che
  violano  i principi di ragionevolezza e di imparzialità dell'azione
  amministrativa oltre che di violazione dei principi di  concorrenza
  negli appalti pubblici;

   detta  delibera deve essere revocata in autotutela al fine di  non
  determinare  una  procedura  illegittima  e  che  va  assolutamente
  eliminato  dal  bando  di gara ogni requisito  speciale  che  possa
  limitare di fatto la partecipazione di più soggetti, oltre che  far
  gravare  sui  cittadini un maggiore onere di circa 200  milioni  di
  euro;

   risulta   illogico,  oltre  che  in  violazione  delle   direttive
  comunitarie  (per  ultima la direttiva 2008/98 CE,  in  particolare
  l'art.  4  che disciplina la gerarchia dei rifiuti), stabilendo  un
  ordine  di priorità della normativa e della politica in materia  di
  prevenzione  e  gestione  dei rifiuti, continuare  a  prevedere  un
  sistema   di   realizzazione  di  quattro  inceneritori   con   una
  potenzialità di oltre 2.600.000 tonnellate/anno, a fronte di  circa
  2.500.000     tonnellate/anno    di     rifiuti     indifferenziati
  complessivamente  prodotti in Sicilia, e che tale  dimensionamento,
  oltre  che  essere  quasi  quanto attualmente  viene  conferito  ad
  incenerimento nel resto del territorio nazionale, è palesemente  in
  contrasto  con le norme ed in particolare con l'art. 205 del  d.lgs
  n. 152 del 2006 che impone che entro il 2012 si raggiunga il 65% di
  raccolta differenziata;

   valutato   che  non  sussistono  motivi  di  urgenza   legati   al
  riconoscimento del Cip 6 da parte del Governo nazionale, in  quanto
  esso  non  è subordinato ad una scadenza, ma che per l'utilizzo  di
  questo  tributo  l'UE  ha posto una serie di  rilievi  rispetto  al
  finanziamento di inceneritori che potrebbero portare a breve ad  un
  pronunciamento  di  contestazione delle modalità  di  utilizzo  del
  tributo  provocando  in tal modo un ulteriore  danno  erariale  per
  l'Amministrazione pubblica;

   per sapere:

   se,  in  base  alle  considerazioni sopra esposte,  non  ritengano
  necessario  definire, in via prioritaria, un  piano  regionale  dei
  rifiuti   che   reimposti  l'intera  filiera  sulle   modalità   di
  smaltimento,  in  coerenza con le direttive  comunitarie  e  con  i
  parametri degli obiettivi di servizio fissati anche per la  Sicilia
  dal Quadro strategico nazionale;

   se non si debba necessariamente procedere in ogni caso ad un forte
  ridimensionamento   della   potenzialità   di    incenerimento    e
  conseguentemente del numero degli impianti;

   se   non   debbano   ravvisarsi,  accertandone   eventualmente   i
  responsabili, gravi negligenze ed omissioni da parte  dei  soggetti
  preposti alla vigilanza i quali, malgrado fossero a conoscenza  del
  pronunciamento della Corte di giustizia dell'UE a partire da luglio
  2007, hanno continuato ad autorizzare interventi agli affidatari  e
  comunque  a non interrompere la realizzazione di opere di cui  oggi
  viene chiesto il risarcimento;

   se  non ritengano necessario procedere all'esclusione dei progetti
  presentati allo stato di tecnologia utilizzata dai soggetti  pseudo
  affidatari  in fase di elaborazione, considerato che nel  frattempo
  il   livello  di  tecnologie  di  nuova  generazione  in  grado  di
  migliorare   le  condizioni  di  sicurezza  sia  per  gli   aspetti
  ambientali che sanitari, è ad uno stadio più evoluto e che pertanto
  non  può  essere  riconosciuto, come danno  subito,  oltre  che  il
  mancato profitto, anche il costo di un livello di progettazione che
  non  potrà  comunque  essere  utilizzato  per  realizzare  i  nuovi
  impianti;

   se non ritengano di assumere, comunque, provvedimenti urgenti che,
  oltre  a  sviluppare  la raccolta differenziata  in  Sicilia  anche
  mediante   la   realizzazione   delle  necessarie   infrastrutture,
  consentano  lo  smaltimento della frazione residua  prevedendo,  se
  necessario,  un  piano  straordinario di  nuove  discariche  oppure
  attraverso ampliamenti di quelle esistenti, in mancanza  del  quale
  si  andrà  incontro all'insorgere dell'emergenza  con  le  relative
  conseguenze». (545)

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di parlare l'assessore  per  fornire  la
  risposta.

   MILONE,   assessore   per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,   onorevoli  deputati,  in  merito   all'interrogazione
  dell'onorevole  Cracolici,  rappresento  che  con  l'ordinanza  del
  Presidente  del  Consiglio dei Ministri, delegato  alla  Protezione
  Civile,  n.  2983  del  31  maggio 1999 e successive  modifiche  ed
  integrazioni, è stata assegnata all'Agenzia regionale per i rifiuti
  e  le  acque la competenza alla predisposizione ed adozione  di  un
  piano  di  gestione dei rifiuti, nonché la competenza  al  rilascio
  delle  autorizzazioni ai sensi dell'articolo 27  (approvazione  del
  progetto  e  autorizzazione alla realizzazione  degli  impianti  di
  smaltimento e di recupero dei rifiuti), e altresì dell'articolo  28
  del D.L.vo 22/97 (autorizzazione all'esercizio delle operazioni  di
  smaltimento e di recupero).

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Cracolici  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   CRACOLICI. Signor Presidente, capisco che l'Assessore è  nuovo  ma
  sarebbe cosa buona e giusta che a domanda rispondesse. Ho ascoltato
  la sua risposta e ho capito che non è neanche alla domanda.
   Io  voglio  sapere  se  il Governo intende  fare  un  nuovo  piano
  regionale  dei  rifiuti,  e il Governo non  ha  risposto  alla  mia
  domanda.
   Io  credo che sulla vicenda degli impianti di smaltimento  abbiamo
  bisogno  di  sapere dal Governo qual è la posizione su cui  intende
  lavorare perché non possiamo lasciare l'esito della chiusura  della
  filiera,  se un giorno mai ci sarà questa filiera per intero,  cioè
  raccolta, spazzamento e soprattutto gestione della differenziata  e
  poi   naturalmente  chiusura  della  filiera  con  una   quota   di
  incenerimento. Vorremmo sapere se il Governo ha in mente di ridurre
  l'attuale previsione, per cui è stato due volte costretto a bandire
  una gara e, ad oggi, credo che ci sia una gara a trattativa privata
  per tentare di realizzare i  4 termovalorizzatori. Se, come è stato
  dichiarato  dal  Presidente  della  Regione  in  maniera   un   po'
  estemporanea,   sarebbe   preferibile  avere   nove   impianti   di
  termovalorizzazione - non so preferibile rispetto  a  che  cosa  -,
  cioè  se  è  stato fatto uno studio, se c'è un'idea a  supporto  di
  queste affermazioni.
   L'Assessore ha testé dato una bella risposta in cui ha detto  bene
  nulla:  è  un modo elegante per non dire nulla. La prego  di  dirmi
  cosa il Governo, e non lei nella qualità di assessore, intende fare
  rispetto  alla questione della termovalorizzazione, degli  impianti
  di  smaltimento e non lasciare all'esito di queste gare, che magari
  andranno deserte, la gestione dei rifiuti in Sicilia.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, sono certo che il Governo  appena
  insediato farà tesoro della richiesta di precisazione che  perviene
  da  lei,  ma  ritengo anche dall'intero Parlamento, e  quindi  alla
  ripresa sarà in grado di dare risposte più esaurienti.
   Si  passa all'interrogazione numero 595 «Consolidamento e messa in
  sicurezza  degli  edifici  della frazione  di  Zappa  (ME)»,  degli
  onorevoli Panarello e Cracolici. Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per il  territorio  e
  l'ambiente  e  all'Assessore alla Presidenza,  premesso  che  nella
  frazione Zappa del comune di Racchia, in provincia di Messina, è in
  corso un evento franoso di vasta portata che ha provocato lesioni a
  diversi edifici dell'abitato (circa 12 oltre la chiesa e un  tratto
  della  strada comunale), tanto da indurre il Comune a emettere  una
  ordinanza   che,  dichiarandoli  inagibili,  ne  vietava  qualsiasi
  utilizzo;

   considerato  che  eventi franosi investono la  frazione  Zappa  da
  quasi un secolo e che si hanno notizie del verificarsi degli stessi
  dal  1926,  cui  seguirono un evento grave nel  1931  e  successive
  riattivazioni sensibili nel 1978, nel 1985, nel 1994 e nel 2003;

   visto  che  l'Amministrazione comunale nel 1999 ha predisposto  un
  progetto di consolidamento che prevedeva il placcaggio del muro  di
  sottoscarpa  della strada provinciale che attraversa  la  frazione,
  mediante tiranti attivi spinti a 30-34 metri;

   osservato  che  dal  2005  il  progetto  è  sottoposto  al  vaglio
  dell'Assessorato Territorio e ambiente senza avere finora  ottenuto
  alcun finanziamento;

   rilevato  che  l'evoluzione del dissesto non  segnala  sostanziali
  modifiche dei meccanismi di attivazione né variazioni planimetriche
  tra  i  tre  sondaggi effettuati nel 1999 e i rilievi eseguiti  dal
  Dipartimento regionale della Protezione civile nel 2009;

   presa  nota  della  richiesta, proveniente  dagli  abitanti  della
  frazione Zappa, di tutela del diritto alla salvaguardia dei beni di
  proprietà  e  della loro incolumità fisica di fronte  al  ventilato
  rischio che le amministrazioni coinvolte valutino più opportuno  il
  trasferimento in massa in altro luogo e a fronte degli inspiegabili
  ritardi  nell'approntamento  di misure definitive  di  contenimento
  della frana;

   per sapere:

   quali  ragioni  abbiano impedito dal 2005 di esitare positivamente
  la  richiesta  del  Comune  di  Raccuja  relativa  al  progetto  di
  consolidamento della frana della frazione Zappa;

   se  non  ritengano  necessario promuovere  urgentemente  tutte  le
  iniziative   utili  a  finanziare  e  realizzare  l'intervento   di
  consolidamento e messa in sicurezza di contrada Zappa e rassicurare
  i   cittadini  direttamente  interessati  e  l'intera  comunità  di
  Raccuja». (595)

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di parlare l'assessore  per  fornire  la
  risposta.

   MILONE,   assessore   per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  onorevoli deputati, con riferimento all'interrogazione
  presentata,   rappresento  che  l'Assessorato  del   territorio   e
  dell'ambiente   interviene  con  programmi  di   finanziamento   di
  interventi strutturali volti alla messa in sicurezza di  aree  così
  come  individuate quali aree a rischio molto elevato R4 ed  elevato
  R3 nel P.A.I. (Piano di assestamento idrogeologico).
   In  riferimento  ai P.A.I. suddetti, sono state individuate  circa
  500 aree R4 (Rischio molto elevato) con G.P. 1 e su queste, in vari
  programmi  di  finanziamento a valere su fondi europei  o  statali,
  sono  stati  finanziati  circa 170 interventi  di  mitigazione  del
  rischio. Per cui vi sono da mettere in sicurezza  la restante parte
  delle  aree  a rischio con successivi programmi che si  andranno  a
  stilare sulla base di stanziamenti di  nuovi fondi.
   In  particolare,  il  P.A.I. su cui ricade il  centro  abitato  di
  Raccuja,  che  è  stato approvato con decreto del Presidente  della
  Regione  siciliana  n. 288 del 5 luglio 2007,  prevede  per  l'area
  della  frazione Zappa, un'area R4 a grado di priorità  1,  per  cui
  rientra  tra quelle che dovranno prioritariamente essere finanziate
  sui programmi che si andranno ad elaborare e stabilire.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Panarello  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   PANARELLO.  Signor Presidente, mi ritengo parzialmente soddisfatto
  della  risposta  dell'assessore che ha  sottolineato  che  il  tema
  sollevato   da  me  e  dall'onorevole  Cracolici  è  effettivamente
  meritevole  di  attenzione ed è inserito nei  piani  di  intervento
  dell'Assessorato.
   Vorrei rappresentare all'Assessore, anche in questa circostanza  -
  fermo  restando  il  piano generale e le numerose  aree  a  rischio
  esistenti  in  Sicilia -  di prestare particolare  attenzione  alla
  contrada Zappa di Raccuja.
   Siamo  in  presenza, anche in questo caso, di  una  frana  storica
  oramai,  che  mette a rischio l'abitato del comune di Raccuja  e  i
  suoi  cittadini.  Quindi, pur in presenza di  un  intervento,  come
  quello  preannunciato dall'assessore, gli chiederei un  supplemento
  di  verifica, anche d'intesa con l'Assessorato alla Presidenza e il
  Dipartimento della Protezione civile, per rassicurare  la  comunità
  di  Raccuja  sull'impegno della Regione e  di  prevedere  ulteriori
  interventi in aggiunta alla realizzazione del progetto P.A.I.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  avendo  concluso  il  II  punto
  dell'ordine  del  giorno, la seduta è rinviata ad oggi,  martedì  4
  agosto 2009, alle ore 19.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Formica


      I  -Comunicazioni.

      II  - Discussione del disegno di legge:
    -«Disposizioni per l'utilizzo delle agevolazioni creditizie  in
       favore delle cooperative edilizie» (n. 281/A)
          Relatore: on. Colianni

                   La seduta è tolta alle ore 18.54

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      Dott.ssa Iolanda Caroselli