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Resoconto d'Aula della Seduta n. 109 di martedì 15 settembre 2009
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   Presidenza del vicepresidente Oddo


   LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura dei processi verbali  delle
  sedute  numeri  107  e  108   che, non  sorgendo  osservazioni,  si
  intendono approvati.

        Comunicazione di modifiche al dispositivo di votazione
                          elettronica in Aula

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, rendo noto che  il  Consiglio  di
  Presidenza,  nella  seduta del 14 luglio 2009, ha  dato  mandato  a
  questa  Presidenza ed agli Uffici di porre in essere le  necessarie
  modifiche al dispositivo di votazione elettronica in Aula affinché,
  dalla  ripresa  autunnale  dei lavori, siano  realizzate  le  nuove
  modalità di espressione del voto e precisamente:
   - votazione esclusiva da postazione preassegnata;
   -  necessità di tenere premuto il tasto di votazione fino a quando
  la medesima sia dichiarata chiusa dalla Presidenza.
   Pertanto,  nei  prossimi  giorni verrà fornito  ai  Capigruppo  un
  prospetto  riepilogativo  delle  singole  postazioni  assegnate  ai
  componenti   del  rispettivo  Gruppo  parlamentare,  onde   rendere
  operative  le  descritte  innovazioni approvate  all'unanimità  dal
  Consiglio di Presidenza.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                          Congedi e missioni

   PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli:

   -  Greco, Apprendi, Raia, Lupo, Digiacomo e Fagone,  per le sedute
  di oggi 15 settembre 2009;
   - Laccoto e Mattarella, dal 15 al 18 settembre 2009.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico,  altresì,  che sono in missione, per  ragioni  del  loro
  ufficio,  gli  onorevoli: Buzzanca,  dal 15 al 16  settembre  2009;
  Falcone,  il 17 settembre 2009; Ruggirello, dal 20 al 28  settembre
  2009.
   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per il territorio e l'ambiente:

   n.  110  -  Notizie sul numero dei progetti eolici e  fotovoltaici
  presentati dalle aziende del settore.
   Firmatario: Faraone Davide

   n.  242 - Interventi di manutenzione presso le cave della Pumex di
  Lipari (ME).
   Firmatario: Picciolo Giuseppe

   n.  304  -  Provvedimenti per assicurare le  scorte  idriche  alla
  provincia di Agrigento.
   Firmatario: Panepinto Giovanni

   n.    346    -    Numero   delle   consulenze    esterne    presso
  l'Assessorato Territorio e ambiente.
   Firmatario: Apprendi Giuseppe

   n.  347  - Interventi al fine di impedire la realizzazione di  una
  discarica  per rifiuti pericolosi contenenti amianto nel territorio
  di Lentini (SR).
   Firmatario: Marziano Bruno

   n.  349  -  Iniziative a tutela della salute  dei   cittadini   di
  Lentini  (SR).
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   n.  356  - Realizzazione di un'area industriale di sviluppo  nella
  città di Marsala (TP).
   Firmatario: Oddo Camillo

   n. 366 - Presunte violazioni della normativa vigente in materia di
  inquinamento atmosferico.
   Firmatario: Marinese Ignazio

   n.  541  -  Iniziative urgenti allo scopo di tutelare il personale
  (ex  ASU)  stabilizzato  nel  2005 e in  servizio  presso  'Palermo
  Ambiente' s.p.a.
   Firmatario: Cracolici Antonino

   - da parte del Presidente della Regione:

   n.  120  -  Iniziative  per fronteggiare  la  crisi  idrica  della
  Regione.
   Firmatario: Barbagallo Giovanni

   n.  459 - Inserimento degli appartenenti alla Polizia di Stato tra
  i  beneficiari  della  convenzione tra  la  Regione  siciliana,  la
  Regione dei Carabinieri Sicilia e Trenitalia.
   Firmatario: Caputo Salvino.

   Avverto   che   le  risposte  scritte  testé  annunziate   saranno
  pubblicate  in  allegato  al  resoconto stenografico  della  seduta
  odierna.
   Per  quanto  concerne gli allegati relativi all'interrogazione  n.
  459   gli   stessi  sono  consultabili  nell'apposita  banca   dati
  informatizzata, accessibile anche dal sito internet dell'Assemblea.
   Gli stessi allegati sono altresì disponibili presso l'Archivio del
  Servizio Lavori d'Aula.
   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegno di legge

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno di
  legge:

   «Princìpi  per la tutela, il governo e la gestione pubblica  delle
  acque  e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico
  in Sicilia» (n. 461)
   di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Panepinto in
  data 11 settembre 2009.

   Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegni
                               di legge
                alle competenti Commissioni legislative

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  presentati ed inviati alle competenti Commissioni legislative:

                       AFFARI  ISTITUZIONALI (I)

   «Promozione della mutualità volontaria e sostegno alle società  di
  mutuo soccorso» (n. 454)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Gucciardi,
  Lupo,   Ferrara,  Vitrano,  Bonomo,  Rinaldi,  Laccoto,   Picciolo,
  Fiorenza, Barbagallo, Galvagno, Ammatuna in data 6 agosto 2009
   inviato in data 3 settembre 2009

                             BILANCIO (II)

   «Disposizioni in materia di erogazione di contributi»  (n. 457)
   presentato  dal Presidente della Regione (Lombardo),  su  proposta
  dell'Assessore  regionale per il bilancio e le finanze (Di  Mauro),
  in data 18 agosto 2009
   inviato in data  3 settembre 2009

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   «Norme   in   materia   di  agricoltura.  Interventi   in   favore
  dell'E.S.A.»  (n. 458)
   presentato  dal  Presidente della Regione (Lombardo)  su  proposta
  dell'Assessore  regionale per l'agricoltura  e le foreste  (Cimino)
  in data 20 agosto 2009
   inviato in data 15 settembre 2009

                     AMBIENTE  E  TERRITORIO (IV)

   «Norme  urgenti  per  il  riassetto  economico-finanziario   della
  gestione integrata dei rifiuti» (n. 456)
   presentato  dal Presidente della Regione (Lombardo),  su  proposta
  dell'Assessore regionale per il bilancio e le finanze  (Di  Mauro),
  in data 10 agosto 2009
   inviato in data  3 settembre 2009

   «Norme   per   il   sostegno   dell'attività   edilizia    e    la
  riqualificazione del patrimonio edilizio esistente»  (n. 459)
   presentato  dal Presidente della Regione (Lombardo),  su  proposta
  dell'Assessore  regionale per i lavori pubblici (Beninati), in data
  20 agosto 2009
   inviato in data  3 settembre 2009

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   «Norme ed interventi per l'attuazione del diritto allo studio e la
  libera scelta educativa» (n. 455)
   presentato  dal Presidente della Regione (Lombardo),  su  proposta
  dell'Assessore regionale per i beni culturali (Leanza  Nicola),  in
  data 10 agosto 2009
   inviato in data  3 settembre 2009

         COMMISSIONE SPECIALE PER LA REVISIONE E L'ATTUAZIONE
                      DELLO STATUTO DELLA REGIONE

   «Schema  di  progetto  di  legge  costituzionale  da  proporre  al
  Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2,
  dello Statuto della Regione recante:  Modifiche degli articoli 10 e
  41 ter dello Statuto della Regione» (n. 460)
   presentato dall'onorevole Aricò in data 9 settembre 2009
   inviato in data 11 settembre 2009.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                        Commissioni legislative

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  inviati alle competenti Commissioni legislative:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   «Norme in materia di ineleggibilità ed incompatibilità dei sindaci
  ed assessori comunali»  (n. 450)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 5 agosto  2009

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   «Protezione catodica degli acquedotti»  (n. 451)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 5 agosto  2009

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   «Norme  per l'istituzione dell'Albo regionale delle bande musicali
  siciliane»  (n. 452)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 4 agosto  2009
   PARERE I

   «Norme   per  l'istituzione  dell'Albo  regionale  dei   direttori
  musicali»  (n. 453)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 4 agosto  2009
   PARERE I

   Comunicazione di invio da parte del Presidente della Regione del
     Documento di programmazione economico-finanziaria per gli anni
                              2010/2013'

   PRESIDENTE.  Comunico che il Presidente della Regione ha  inviato,
  in   data  15  settembre  2009,  il   Documento  di  programmazione
  economico-finanziaria per gli anni 2010/2013'.
   Comunico,  altresì,  che  copia del  predetto  Documento  è  stata
  inviata, ai sensi dell'articolo 73 bis 1, alle Commissioni in  data
  odierna.

              Comunicazione di ritiro di disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico che con nota prot. n. 8238 del 14  settembre
  2009  la  Presidenza  della  Regione -  Ufficio  di  Gabinetto,  in
  aderenza a quanto determinato dalla Giunta di Governo nella  seduta
  n.  20  dell'11 settembre 2009, ha comunicato il ritiro del disegno
  di  legge n. 456 del 10 agosto 2009 «Norme urgenti per il riassetto
  economico-finanziario della gestione integrata dei rifiuti».
   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunicazione relativa al disegno di legge nn. 240-85-213-256-278-
  296-299 - Stralcio I/A

   PRESIDENTE. Comunico che con nota prot. n. 553/Cp del 14 settembre
  2009  la I Commissione, a seguito dell'approvazione del disegno  di
  legge  nn. 342-339-86-231-262/A, divenuto legge regionale 7  luglio
  2009,  n.  8   Norme  sulle ineleggibilità  e  incompatibilità  dei
  deputati regionali' ha dichiarato superato il disegno di legge  già
  esitato  per  l'Aula  nn.  240-85-213-256-278-296-299-Stralcio  I/A
   Incompatibilità  tra  le  cariche  di  componente   della   Giunta
  regionale e di componente delle Giunte di enti locali .
   L'Assemblea ne prende atto.

                 Comunicazione di richieste di parere

   PRESIDENTE.  Comunico le seguenti richieste di parere pervenute  e
  rese dalla Commissione competente:

                       AFFARI  ISTITUZIONALI (I)

   Consorzio  per  le  Autostrade siciliane (C.A.S.)  -  Designazione
  commissario straordinario  (n. 30/I)
   pervenuta in data 6 agosto 2009
   inviata in data 7  agosto 2009
   reso  in data 11 agosto 2009
   trasmesso al Presidente della Regione l'11 agosto 2009

   Legge   regionale   14  aprile  2009,  n.  5.  Aziende   sanitarie
  provinciali e aziende ospedaliere Nomina dei direttori generali (n.
  31/I)
   pervenuta in data 21 agosto 2009
   inviata in data 21 agosto 2009
   reso  in data 21 agosto 2009
   trasmesso al Presidente della Regione il 25 agosto 2009

   IACP  di  Catania - Designazione componente effettivo in  seno  al
  collegio sindacale (n. 32/I)
   pervenuta in data 13 agosto 2009
   inviata in data 7 settembre 2009
   reso in data 9 settembre 2009.

   Comunicazione di assegnazione di proposte di legge costituzionale

   PRESIDENTE.  Comunico che le proposte di legge  costituzionale  n.
  A.S.  1643,  A.S.  1655 e n. A.S. 1656 di iniziativa  parlamentare,
  concernenti  modifiche  dello Statuto della Regione  trasmesse  dal
  Ministro  per i rapporti con le Regioni, sono state assegnate,  per
  il  relativo  parere ai sensi dell'articolo 41 ter  dello  Statuto,
  alla  Commissione  speciale per la revisione e  l'attuazione  dello
  Statuto della Regione.

      Comunicazione di assenze alla riunione della IV Commissione
                              legislativa

   PRESIDENTE.  Comunico che nella seduta n. 56  del  4  agosto  2009
  della IV Commissione legislativa permanente  Ambiente e territorio'
  sono  risultati  assenti gli onorevoli Currenti, Ammatuna,  Bonomo,
  Caronia, Cascio Salvatore, Faraone, Lo Giudice, Nicotra.

     Comunicazione di trasmissione di documentazione da parte del
                       Presidente della Regione

   PRESIDENTE.   Comunico  che  il  Presidente  della   Regione    ha
  trasmesso:

   -  in data 20 agosto 2009, la relazione sulla situazione economica
  della  Regione  siciliana  -  Anno 2008  (articolo  3  della  legge
  regionale   8  luglio  1977,  n.  47  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni);

   -  in data 2 settembre 2009 la previsione e situazione trimestrale
  di  cassa e di tesoreria della Regione in attuazione dell'art.  52,
  comma  5  della  legge regionale 3 maggio 2001 al 31.03.2009  e  al
  30.06.2009

   Comunico,  altresì,  che copie della sopra  citata  documentazione
  sono state trasmesse alla II Commissione parlamentare.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Federico ha chiesto  congedo
  per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunicazione di trasmissione di delibere della Giunta regionale

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le delibere della  Giunta
  regionale - Terzo bimestre 2009.
   Copie  delle  medesime e il relativo elenco recante  l'oggetto  di
  ciascuna è disponibile all'archivio del Servizio Commissioni.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

   «All'Assessore  per  i  beni culturali ed  ambientali  e  per  la
  pubblica istruzione, premesso che:

   il  Melqart, statuetta bronzea di 38 centimetri, di epoca fenicia
  (IX-XI secolo A.C), di valore inestimabile anche perché supera  in
  dimensioni ed importanza altre statue del genere, raffigurante  il
  dio  del mare, è stata rinvenuta nel mare di Sciacca (AG) nel 1955
  dal motopesca saccense 'Angelica Madre';

   il  Melqart  è conservato presso il museo 'Salinas',  a  Palermo,
  città che si affaccia in un altro mare rispetto a quello nel quale
  è  stato  rinvenuto. Questo decontestualizza l'opera, la  quale  è
  inoltre  conservata in un angolo della sala dei bronzi del  museo,
  tra  tanti  altri  manufatti  di  tutte  le  età  che  sminuiscono
  l'importanza del reperto in oggetto;

   la lunga storia che ha riguardato il Melqart è a tratti oscura  e
  contorta e la sentenza definitiva emessa nel 1963, alla fine di un
  lungo e complicato iter burocratico, appare in netto contrasto con
  quelle  disposizioni  che  hanno  portato,  anche  di  recente,  a
  restituire  alle città di appartenenza - solo per  citare  qualche
  esempio  - il Satiro Danzante a Mazara del Vallo (TP), l'Efebo  di
  Selinunte a Castelvetrano (TP) e la Nave Punica a Marsala (TP);

   considerato che:

   esistono  le  condizioni per ospitare il Melqart a Sciacca,  dove
  verrebbe  esposto  all'interno della  nuova,  bella  e  funzionale
  struttura  del 'Museo del Mare', ritenuta degna, idonea  e  sicura
  per  accogliere  la statuetta, cui verrà riservata un'intera  sala
  proprio come merita, ossia una casa di fronte a quel mare  che  lo
  ha custodito per secoli;

   si  ritiene da più parti che il Melqart debba tornare  a  Sciacca
  non  solo  per  rendere  il giusto merito  a  coloro  che  l'hanno
  ritrovato,  ma  a testimonianza storica di tutti quei  popoli  che
  sono transitati per i mari antistanti la città termale;

   per  sapere quali iniziative si intendano assumere, anche con  il
  coinvolgimento  della  Sovrintendenza  ai  Beni  Culturali   della
  Provincia regionale di Agrigento, per risolvere la controversia in
  merito  alla  restituzione del Melqart alla città di  Sciacca  che
  richiede di riappropriarsi, attraverso il prezioso reperto, di una
  importante parte della propria storia». (716)

                                                           MARINELLO

   «All'Assessore per l'agricoltura e le foreste, premesso che:

   la  drammatica  crisi economica, che ha investito interi  settori
  produttivi, ha in particolar modo colpito il comparto olivicolo ed
  ortofrutticolo;

   i  produttori  ne  hanno inevitabilmente subito  gli  effetti  in
  conseguenza di un precipitoso abbassamento dei prezzi dei prodotti
  nella vendita al dettaglio, quali l'uva, le mele e le pere;

   specificamente, per l'olio, in alcuni casi, si è arrivati ad  una
  soglia di prezzo che ha raggiunto i 2 euro al chilo;

   in  tale  condizione, il mercato non è più in  grado  di  fissare
  regole, dal momento che si è letteralmente alterato ogni possibile
  equilibrio nella concorrenza;

   considerato che dinanzi al verificarsi di questa crisi, l'effetto
  più  drammatico  è  la  dequalificazione dei  prodotti  siciliani,
  alcuni   dei   quali   hanno  da  tempo   conquistato   le   scena
  internazionale per la loro qualità;

   per  sapere  se  e  quali misure siano state adottate  e  se  non
  ritenga opportuno provvedere rapidamente mediante l'attivazione di
  precise direttive, relativamente all'adozione dei prezzi, tese  ad
  impedire  la  dequalificazione dell'olio siciliano e dei  prodotti
  ortofrutticoli». (717)

                                                           PANEPINTO

   «All'Assessore per il territorio e l'ambiente e all'Assessore per
  i  beni  culturali  ed  ambientali e per la  pubblica  istruzione,
  premesso che:

   il  territorio delle Egadi, costituito dalle isole di  Favignana,
  Levanzo,  Marittimo, Formica Maraone nonché dai  diversi  isolotti
  affioranti,   fa  parte,  insieme  con  la  costa  della   Sicilia
  occidentale, di un sistema complesso che costituisce  un'unità  di
  paesaggio di eccezionale valore culturale ed ambientale;

   la  varietà dei tratti di costa, alta e a strapiombo sul mare  in
  alcuni  punti, e, viceversa, bassa e frastagliata con  calette  ed
  insenature  in altri, è tale da costituire un'unità  geografica  e
  culturale  per l'arcipelago nel suo insieme e, contemporaneamente,
  rende ogni isola un'unità sé stante;

   alla  varietà e ricchezza ambientale e paesaggistica  data  dalla
  natura,  si  è aggiunta l'opera umana: il lavoro dei  cavatori  di
  tufo,  unitamente  all'  azione  marina,  hanno  reso  ancora  più
  spettacolare   alcuni  tratti  di  costa,  con  il  caratteristico
  susseguirsi di cave, grotte e sprofondamenti che si affacciano sul
  mare;

   considerato che:

   lo  strumento  di  pianificazione cui è  demandata  la  tutela  e
  valorizzazione del demanio marittimo è il 'piano di  utilizzo  del
  demanio marittimo', disciplinato dall'art. 4 della legge regionale
  29 novembre 2005, n. 15;

   la  norma  suddetta prevede che le opere e le attività consentite
  sul demanio marittimo possono essere realizzate ed esercitate solo
  in  conformità  alle previsioni del piano di utilizzo  delle  aree
  demaniali  marittime,  approvato  dall'Assessorato  Territorio   e
  ambiente su proposta dei comuni costieri;

   il  comma 2 dell'art. 4 della l.r. n. 15 del 2005 prevede che  la
  proposta  del  comune  costiero deve essere presentata  entro  180
  giorni   dall'emanazione  del  decreto   dell'Assessore   per   il
  territorio e l'ambiente contenente le linee guida per la redazione
  dei  piani; in caso di inadempimento da parte dei comuni, provvede
  in  via sostitutiva un commissario ad acta nominato dall'Assessore
  per il territorio e l'ambiente;

   l'Assessore per il per il territorio e l'ambiente, con decreto 25
  maggio  2006,  pubblicato nella Gazzetta ufficiala  della  Regione
  siciliana  del 30 giugno 2006, n. 32, ha provveduto ad emanare  le
  'Linee  guida per la redazione dei piani di utilizzo  del  demanio
  marittimo della Regione siciliana';

   per  le isole Egadi non è stata ancora presentata alcuna proposta
  e,  pertanto, le coste e i litorali sono concretamente esposti  al
  rischio di un improprio utilizzo;

   il  piano dovrebbe puntare alla riqualificazione paesistica delle
  aree marine degradate;

   l'adozione   del   piano  di  utilizzo  del   demanio   marittimo
  consentirebbe, peraltro, anche la fruibilità delle  aree  costiere
  per  finalità  di turismo sociale e di aggregazione  a  favore  di
  fasce  deboli  o  svantaggiate; il piano consentirebbe  l'adeguata
  valorizzazione  delle tradizionali attività marinare  legate  alla
  pesca e garantirebbe l'apporto degli enti ed organismi non a scopo
  di   lucro   che   svolgono  attività  di  protezione   civile   e
  volontariato;

   su  tale argomento si è pronunciata la stragrande maggioranza dei
  Consiglieri  comunali di Favignana, i quali chiedono,  nelle  more
  dell'adozione   del  piano  di  cui  trattasi,  che  l'Assessorato
  regionale  dei  beni  culturali  e  ambientali  e  della  pubblica
  istruzione dichiari l'immodificabilità temporanea delle coste;

   per sapere:

   se  siano state avviate procedure per l'invio del commissario  ad
  acta  nei  comuni inadempienti all'obbligo di presentazione  della
  proposta di piano di utilizzo del demanio marittimo;

   se   non  ritengano  necessario,  nelle  more  dell'adozione  del
  suddetto  piano,  procedere alla dichiarazione di immodificabilità
  temporanea, ai sensi e per gli effetti dell'art. 5 della  l.r.  n.
  15   del   1991,  dell'assetto  del  territorio  e   delle   coste
  dell'arcipelago delle isole Egadi». (718)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                           GUCCIARDI

   «All'Assessore  per  la  famiglia,  le  politiche  sociali  e  le
  autonomie locali, premesso che:

   in  data  21 luglio 2009 è stato tratto in arresto il Sindaco  di
  Lampedusa (AG) con l'accusa di concussione;

   con  nota prot. n. 2009 - 789/Area 1A Ordine e sicurezza pubblica
  del  21  luglio  2009,  il  Prefetto di  Agrigento  ha  dichiarato
  l'intervenuta sospensione ope legis di De Rubeis Bernardino  dalla
  carica di Sindaco del Comune di Lampedusa e Linosa (AG);

   il Comune di Lampedusa non aveva un Vicesindaco per sostituire il
  Sindaco   nell'espletamento  delle  funzioni  anche  di  ordinaria
  amministrazione   e   tali   funzioni  sono   attualmente   svolte
  dall'Assessore anziano;

   considerato che:

   le  indagini della magistratura relative al suddetto arresto sono
  ancora  in  corso e, come riportato dal quotidiano  La Repubblica'
  del  22  luglio,  la Procura di Agrigento ha anche indagato  altre
  sei persone, tra cui il presidente del consiglio comunale Vincenzo
  D'Ancona';

   a prescindere dall'indagine in corso, nel recente passato diversi
  servizi  giornalistici hanno fatto emergere un quadro di singolare
  gestione  del Comune di Lampedusa ed, in particolare, in  data  26
  maggio  2008,   La Repubblica' e, il giorno dopo,  il  TGR  davano
  notizia  della  realizzazione  di una  cosiddetta   Ambasciata'  a
  Palermo  da  parte  del suddetto Comune, e sull''Espresso'  del  6
  novembre 2008 si dava, tra l'altro, notizia dell'assunzione presso
  l'ufficio  di gabinetto dello stesso Sindaco di ben  17  unità  di
  personale;

   già  in sede di approvazione del rendiconto 2007, avvenuta  nella
  seduta  consiliare del 29 settembre 2008, il collegio dei revisori
  aveva evidenziato gravissime deficienze amministrative riguardanti
  la  mancata  ricognizione dei debiti fuori bilancio e dei  residui
  attivi  nel  Comune  di Lampedusa e la mancata ricognizione  dello
  stato patrimoniale del Comune;

   numerosi  atti  ispettivi  presentati dal  gruppo  consiliare  di
  opposizione  circa  la  gestione della cosa pubblica  sono  sempre
  rimasti  senza  risposta, quali la trasformazione  abusiva  ed  il
  cambio di destinazione d'uso di strutture pubbliche finanziate con
  fondi  del  POR  Sicilia ed appena completate, la  distruzione  di
  alcune tombe del cimitero vecchio di Lampedusa, con rimozione  dei
  morti   ivi   sepolti,  in  violazione  delle  norme  di   polizia
  cimiteriale,  la realizzazione di lavori con abuso dei  poteri  di
  ordinanza  sindacale, la proliferazione di incarichi e  consulenze
  ecc.  tutti  fatti  che  richiamano la responsabilità  politica  e
  amministrativa dell'intera Amministrazione comunale di Lampedusa;

   per sapere:

   quali  provvedimenti abbia assunto o intenda assumere  a  seguito
  dei gravissimi fatti che hanno condotto all'arresto del Sindaco  e
  sconvolto la vita amministrativa del Comune di Lampedusa e se  non
  ritenga opportuno avviare un' indagine amministrativa;

   se non si ritenga necessario e urgente procedere rapidamente alla
  nomina  di un commissario straordinario per garantire il  corretto
  funzionamento   della  macchina  amministrativa  del   Comune   di
  Lampedusa». (722)

                                               PANEPINTO - MARINELLO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  ed  ambientali  e  per  la pubblica istruzione,  premesso  che  la
  società  privata  Federico  II Musei'  ha  finora  goduto  di  una
  convenzione  con l'Amministrazione regionale per svolgere  servizi
  aggiuntivi nelle sedi monumentali e museali;

   considerato  che  diverse professionalità  si  sono  formate  per
  compiti  specifici,  all'interno dei musei,  nell'accoglienza  dei
  visitatori:   dalla  gestione   della  biglietteria  agli   uffici
  d'informazione,  sono stati garantiti con diligenza  e  conoscenza
  delle lingue servizi di assistenza di alta qualità;

   visto  che, ciò nonostante, 64 lavoratori hanno ricevuto  formale
  licenziamento  da  parte  della  stessa  società,   senza   alcuna
  motivazione  o preavviso, pur godendo fino a qualche settimana  fa
  di contratti a tempo indeterminato, ancorché a regime di part-time
  (contratto a 15 ore);

   precisato che la ragione di tali licenziamenti non è attribuibile
  all'operato  dei  64  lavoratori, ma  a  difficili  situazioni  di
  bilancio aziendale e che, tuttavia, questo stato di cose ha creato
  un  dramma  lavorativo  in chi aveva, seppure  in  modo  limitato,
  raggiunto un minimo di aspettative di dignità e di vita;

   per  sapere  quali iniziative s'intendano assumere per restituire
  prospettive  alle unità lavorative licenziate, recuperando  quelle
  professionalità  necessarie  alla  tutela  e  valorizzazione   del
  patrimonio artistico, monumentale e museale siciliano». (723)

                                                      FARAONE - RAIA

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:

   il  Governo  nazionale  ha tagliato gli  organici  della  scuola,
  determinando  - per la sola Sicilia - la mancata nomina  di  quasi
  5.500  precari (insegnanti di scuole elementari, docenti di scuole
  medie  e  superiori, insegnanti di sostegno e  personale  ATA),  i
  quali,  negli  anni scolastici precedenti, avevano  consentito  il
  puntuale avvio dell'attività scolastica;

   la  mancata attribuzione dei suddetti incarichi arreca  un  grave
  danno  alle famiglie dei precari impiegati nella scuola e tende  a
  depotenziare la scuola pubblica, che si vede ulteriormente privata
  di uomini e mezzi;

   con l'accordo del 4 agosto 2009 tra il Ministero dell'istruzione,
  dell'università e della ricerca e l'Assessorato regionale dei beni
  culturali  e  ambientali  e  della  pubblica  istruzione  è  stata
  prevista   l'attivazione   di   contratti   annuali   per   alcuni
  precari(insegnanti, docenti e personale ATA) rimasti esclusi;

   nel suddetto protocollo tra Governo regionale e Governo nazionale
  non  sono  indicati  i  criteri con cui  verranno  attribuiti  gli
  incarichi  né come verranno distribuiti sul territorio  e  non  si
  indica  quale  contratto  collettivo  nazionale  di  lavoro   sarà
  applicato;

   il  citato  protocollo, all'art. 13, prevede  la  nomina  di  una
  commissione   dalla  quale,  inspiegabilmente,  sono   esclusi   i
  sindacati;

   ad  oggi,  il  protocollo sembra essere utile solo a superare  la
  situazione  di  crisi,  e - non comportando  l'allargamento  degli
  organici  -  rappresenta  un segno di acquiescenza  nei  confronti
  della  volontà del Governo nazionale di depotenziare  l'importante
  funzione della scuola pubblica;

   per sapere:

   quali iniziative intendano intraprendere al fine di consentire il
  recupero dei posti tagliati agli organici delle scuole siciliane e
  con  quali  criteri,  per  il corrente  anno  scolastico,  saranno
  stipulati i contratti sul territorio;

   quale contratto collettivo sarà applicato e per quante ore, e con
  quali modalità i docenti verranno impiegati». (726)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                                ODDO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:

   nella  normativa scolastica un problema dibattuto è rappresentato
  dalla   fissazione   del  numero  minimo  e  massimo   di   alunni
  indispensabili per la formazione delle classi;

   a  tal  proposito,  un primo criterio normativo,  ai  fini  della
  formazione  delle  classi,  è  dato senz'altro  dal  rispetto  del
  parametro risultante dal rapporto alunni e superficie;

   la normativa di riferimento è costituita dal decreto ministeriale
  18  dicembre 1975  Norme tecniche aggiornate relative all'edilizia
  scolastica,   ivi  compresi  gli  indici  minimi  di  funzionalità
  didattica,  edilizia ed urbanistica da osservarsi nella esecuzione
  di  opere  di  edilizia scolastica ; dal decreto  ministeriale  26
  agosto   1992    Norme  di  prevenzione  incendi  per   l'edilizia
  scolastica ;  dalla  legge n. 23 del 1996   Norme  per  l'edilizia
  scolastica ;

   tale normativa prevede che:

   1)  ai  fini  della sicurezza anti-incendi, in  una  aula   ...il
  massimo  affollamento ipotizzabile è fissato in  26  persone/aula'
  (art.  5.0 del d.m. 26 agosto 1992:  Norme di prevenzione  incendi
  per  l'edilizia scolastica ). La stessa normativa prevede però che
  tale limite possa essere superato, a condizione che:

   a)   le  porte  devono avere larghezza almeno di  1,20  metri  ed
  aprirsi  in  senso dell'esodo quando il numero massimo di  persone
  sia   superiore   a  25'  (art.  5.6  del  succitato   decreto   e
  prot.h.P480/4122   sott.32  del  6  maggio  2008   del   Ministero
  dell'Interno-Dip.  dei vigili del fuoco, del soccorso  pubblico  e
  della  difesa  civile-Dir.  Centrale  per  la  prevenzione  e   la
  sicurezza tecnica area prevenzione incendi);

   b)  ci  sia  una   apposita  dichiarazione  rilasciata  sotto  la
  responsabilità  del titolare dell'attività' (nella fattispecie  il
  D.S. e/o l'ente, Comune o Provincia, proprietario dei locali)  che
  indichi  il  numero  di persone effettivamente presenti  nell'aula
  (sempre art. 5.0 del succitato decreto);

   c)  ci  sia  un   ...modesto  incremento  numerico'  (non  meglio
  quantificato)  rispetto  al limite di 26 (parere  Prot.h.P480/4122
  sott.32  del  6  maggio  2008 del Ministero dell'Interno-Dip.  dei
  vigili  del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civileDir.
  Centrale   per   la  prevenzione  e  la  sicurezza  tecnica   area
  prevenzione  incendi); 2) ai fini della funzionalità  didattica  e
  dell'agibilità  delle  aule   per ogni persona  (docente,  alunno)
  presente in una aula, deve essere garantita un'area netta di  1,80
  metri quadri nella scuola dell'infanzia, primaria e secondaria  di
  I  grado e 1.96 metri quadri nella secondaria di II grado oltre ad
  una  altezza  minima  di 3 metri' (d.m. 18 dicembre  1975:   Norme
  tecniche aggiornate relative all'edilizia scolastica, ivi compresi
  gli   indici   minimi  di  funzionalità  didattica,  edilizia   ed
  urbanistica  da osservarsi nella esecuzione di opere  di  edilizia
  scolastica ). Per  area netta' si intende una superficie al  netto
  dell'arredo presente nell'aula (banchi, sedie, armadi, ecc.);

   alla   luce   della  normativa  vigente,  è  stata  riferita   al
  sottoscritto interrogante, da parte degli addetti ai  lavori,  una
  situazione  di  diffusa illegalità per quanto riguarda  il  numero
  massimo di alunni presenti nelle aule. Infatti:

   1)  il limite di 26 persone,  massimo affollamento ipotizzabile',
  viene  già  superato adesso in tantissimi casi senza  che  vengano
  soddisfatti  i  requisiti  che la normativa  prevede  per  il  suo
  superamento  (e  cioè: porte di larghezza 1.20 metri  e  opportuno
  verso  di  apertura,  assunzione di  responsabilità  con  apposita
  dichiarazione,  da parte del D.S., del Comune o  della  Provincia;
   modesto incremento numerico');

   2)   in   tantissimi  casi,  già  adesso,  non  viene  rispettata
  assolutamente   la   densità  di  affollamento'   prevista   dalla
  normativa  ai  fini della funzionalità didattica e  dell'agibilità
  delle   aule,   non   garantendo  quella  che  è   la   superficie
  minima/persona  che  la normativa prevede (basti  pensare  infatti
  che,  ad  esempio,  per avere 30 alunni in  una  aula,  quindi  31
  persone, questa deve avere una superficie di 56 metri quadri nella
  scuola  dell'infanzia-elementare-media e di 61 metri  quadri  alle
  superiori);

   considerato che:

   lo  schema  di regolamento recante  Norme per la riorganizzazione
  della  rete  scolastica e il razionale ed efficace utilizzo  delle
  risorse  umane della scuola, ai sensi dell'articolo 64,  comma  4,
  del  decreto  legge  25  giugno  2008,  n.  112,  convertito,  con
  modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 ,  approvato  dal
  Consiglio  dei  Ministri  il 18 dicembre  scorso,  prevede,  nella
  formazione   delle  classi  dall'anno  scolastico  2009/2010,   un
  incremento dell'attuale numero di studenti per aula;

   alla  luce  della vigente normativa, la situazione è  chiaramente
  destinata  a precipitare, rendendo pressoché tutte le  aule  delle
  scuole  della provincia di Siracusa  fuori norma' in relazione  al
  numero massimo di persone presenti in esse, in quanto, per effetto
  di  tale  disposizione,  ci sarà un aumento,  complessivamente  in
  tutti  gli  ordini  di scuole, di 2 alunni, il cui  numero  quindi
  passerà  dall'attuale 25 (che con la prassi delle  deroghe  arriva
  attualmente  fino a 30-31) a 26-27-30 (che sempre con  le  deroghe
  potrà arrivare a 31-32-35) a seconda degli ordini di scuole;

   per  la scuola dell'infanzia, la nuova norma prevede sezioni  con
  un  numero  di  bambini non inferiore a 18 e non superiore  a  26'
  (dallo  schema  di regolamento sulla riorganizzazione  della  rete
  scolastica  del  22 dicembre 2008 - art. 11). Eventuali  eccedenze
  sono  ridistribuite  tra le scuole viciniori.  Se  ciò  non  fosse
  possibile,  sono  ripartite tra le diverse  sezioni  della  stessa
  scuola,  senza  superare,  comunque, i  29  bambini  per  sezione,
  escludendo  dalla redistribuzione le sezioni che accolgono  alunni
  con disabilità. Per l'anno scolastico 2009-2010 sono confermati  i
  limiti massimi della vigente normativa (d.m. n. 331/98 - art. 14):
  cioè massimo 25 bambini per sezione, e 28 in presenza di eventuali
  eccedenze da ripartire tra le diverse sezioni della stessa scuola;

   per  la  scuola primaria, la nuova norma prevede classi   con  un
  numero  di  alunni  non  inferiore a 15  e  non  superiore  a  26,
  elevabile  fino a 27 qualora residuino resti'. Per il solo  l'anno
  scolastico  2009-2010 - per le istituzioni scolastiche individuate
  in  un  apposito piano generale di riqualificazione  dell'edilizia
  scolastica  adottato dal Ministero dell'istruzione dell'università
  e  della  ricerca  d'intesa  con il Ministero  dell'economia  -  è
  confermato il limite massimo di 25 bambini per classe, secondo  la
  vigente normativa (d.m. 331/98 - art. 15);

   per  la  scuola secondaria di primo grado, la nuova norma prevede
  (si  veda  lo  schema di regolamento sulla riorganizzazione  della
  rete  scolastica del 22 dicembre 2008 - art. 13) classi   con  non
  meno  di 18 e non più di 27, elevabile fino a 28 qualora residuino
  eventuali  resti'. Si fa un'unica classe prima  quando  il  numero
  degli  alunni non supera le 30 unità. Per il solo anno  scolastico
  2009/2010  -  per  le istituzioni scolastiche  individuate  in  un
  apposito   piano   generale   di  riqualificazione   dell'edilizia
  scolastica adottato dal Ministero dell'istruzione, dell'università
  e  della  ricerca  d'intesa  con il Ministero  dell'economia  -  è
  confermato  il  limite  massimo di 25 alunni  che,  per  ripartire
  eventuali  eccedenze, può raggiungere i 26, eccezionalmente  i  27
  alunni,  secondo la previgente normativa (d.m. n.  331/98  -  art.
  15);

   per  la scuola secondaria di secondo grado, la nuova norma (dallo
  schema di regolamento sulla riorganizzazione della rete scolastica
  del 22 dicembre 2008 - art. 18) prevede classi con non meno di  27
  allievi   .  Eventuali  resti  sono  ridistribuiti,  ed  eventuali
  eccedenze sono ridistribuite tra le scuole viciniori. Se ciò non è
  possibile,  sono  ripartite  tra le diverse  classi  della  stessa
  scuola, senza superare, comunque, i 30 studenti per classe. Si  fa
  un'unica classe prima quando il numero degli alunni non supera  le
  30  unità.  Per  il  solo  anno  scolastico  2009/2010  -  per  le
  istituzioni scolastiche individuate in un apposito piano  generale
  di   riqualificazione   dell'edilizia  scolastica   adottato   dal
  Ministero   dell'istruzione,  dell'università  e   della   ricerca
  d'intesa  con il Ministero dell'economia - è confermato il  limite
  massimo  di  25  allievi che, per ripartire eventuali  resti,  può
  aumentare  senza superare, comunque, il numero di  28  alunni  per
  classe,  secondo la previgente normativa (d.m. n.  331/98  -  art.
  15);

   ritenuto che:

   il decreto del Ministero dell'istruzione, dell'università e della
  ricerca n. 331 del 24 luglio 1998, integrato dal d.m. n. 141 del 3
  giugno  1999  per  gli alunni disabili, relativo  alla  formazione
  delle  classi  e determinazione degli organici (di  diritto  e  di
  fatto),  stabilisce  che le classi devono  essere  formate  da  un
  massimo  di  25 alunni [giuste le modifiche riportate sopra].  Nel
  d.m.,  per  la definizione del numero di alunni, però, non  si  fa
  riferimento  ad  alcuna norma tecnica. Il d.m. in questione  è  un
  atto  amministrativo il quale, per sua natura,  è  sicuramente  di
  rango  inferiore alle leggi emesse dal Parlamento  in  materia  di
  igiene  e  sicurezza.  Un  provvedimento  amministrativo  non  può
  assolutamente  modificare nella sostanza una legge del  Parlamento
  (legge n. 23 del 1996, che rende ancora validi gli indici del d.m.
  18 dicembre 1975);

   anche  se  riferito  alle  sole scuole  superiori,  il  Ministero
  dell'istruzione,  dell'università e  della  ricerca,  non  essendo
  presente  in  ogni realtà locale (scuole), ai sensi all'art.  18.5
  del  d.m.  n.  331/98, ha demandato al dirigente  scolastico  (che
  forma le classi) la verifica della presenza di elementi obbiettivi
  che  rendono necessario costituire classi con un numero  inferiori
  di  alunni  qualora  le  aule ed i laboratori  siano  di  limitate
  dimensioni ed altro. Per analogia, la reale grandezza delle aule e
  la  relativa diminuzione del numero di alunni, è applicabile e  si
  deve applicare anche alle scuole materne, elementari e medie;

   il  dirigente scolastico, ad opera del d.m. istruzione 21  giugno
  1996,  n. 292, è stato identificato datore di lavoro ai sensi  del
  d.lgs. n. 626 del 1994, come modificato dal d.lgs. n. 81 del  2008
  e,  quindi, responsabile dell'attività e destinatario di tutti gli
  obblighi  ivi  previsti, compreso quello di applicare  i  principi
  dell'igiene e sicurezza di cui al predetto d.lgs. n. 626 del  1994
  e   successive   modifiche,  anche  agli   utenti/alunni,   giusta
  previsione dell'art. 1 del d.m. istruzione 29 settembre  1998,  n.
  382, recante norme per l'individuazione delle particolari esigenze
  delle  scuole  ai  fini  dell'igiene  e  sicurezza.  Inoltre,   il
  dirigente  scolastico  (e non gli enti  locali  che  sono  solo  i
  proprietari  degli edifici), in base alla parte terza della  carta
  dei    servizi   scolastici,   deve   garantire   in   ogni   modo
  all'utenza/alunni  un  ambiente confortevole,  igienico  e  sicuro
  secondo  i  principi di qualità stabiliti per i  servizi  pubblici
  quale l'istruzione;

   nel caso di aule piccole, in attesa dell'esecuzione dei lavori di
  adeguamento da parte degli enti locali (allargare le aule in  modo
  tale che i 25 alunni abbiano a disposizione i predetti 1,80 e 1,96
  metri  quadrati  netti  a testa), l'unica misura  alternativa  che
  garantisce  un  equivalente  livello di  sicurezza  è  sicuramente
  quella  di ridurre proporzionalmente il numero degli alunni  della
  classe in base all'effettiva grandezza dell'aula nella quale  sono
  destinati a stare per ben 10 mesi l'anno e per un minimo di 6  ore
  al  giorno,  richiedendo,  perlomeno  in  sede  di  determinazione
  dell'organico di fatto, lo sdoppiamento delle classi fuori norma;

   la legge 24 settembre 1971, n. 820 (ordinamento scuola elementare
  e materna), vieta l'affidamento di più di 25 alunni ad insegnante.
  Le  stesse  disposizioni  della  legge  finanziaria  per  il  2007
  stabiliscono che il numero degli alunni per classe dovrà aumentare
  mediamente dello 0,4% ma  nel rispetto della normativa vigente';

   il   mancato   rispetto   degli   indici   minimi   previsti   fa
  automaticamente decadere la validità del certificato di  agibilità
  e del certificato di prevenzione incendi (l'obbligo di richiesta e
  di  aggiornamento in caso di variazione di destinazione  d'uso  di
  ogni   singolo   locale  attualmente  è  in  capo   al   dirigente
  scolastico).  I  certificati,  qualora  esistessero,  sono   stati
  rilasciati sulla base dell'effettiva planimetria e delle  relative
  dimensioni  delle  aule e della scuola tutta, e la  responsabilità
  del  non rispetto degli indici minimi previsti dalle norme  ricade
  solo sul responsabile dell'attività, quale formatore delle classi,
  e sugli organi collegiali della scuola interessata, tranne che nel
  caso  in cui si sia stati esplicitamente autorizzati dal superiore
  gerarchico,  ferme  restando  le competenze  legate  all'autonomia
  scolastica;

   considerato, altresì, che:

   dai    tabulati    del   sistema   informativo   del    Ministero
  dell'istruzione,  dell'università  e  della  ricerca  relativo  al
  rapporto  alunni/classi, risulta che le citate normative sono  già
  state  in  parte  disattese anche nei precedenti anni  scolastici;
  infatti,  sono state formate in molti casi classi anche con  27/28
  alunni, con punte anche di 30-34 persone/aula;

   le   aule  sovraffollate,  oltre  ad  essere  poco  igieniche  ed
  insicure,  causano negli alunni/utenti anche uno scarso rendimento
  scolastico, andando ad inficiare la qualità dell'offerta formativa
  di ogni scuola;

   inoltre,  le inadeguatezze e l'erroneo rapporto fra il numero  di
  alunni  e  gli  indici minimi previsti verrebbero ad  evidenziarsi
  anche  durante  l'effettuazione delle prove  di  evacuazione,  che
  sarebbero impraticabili per la mancanza delle vie di fuga in  aule
  sovraffollate;

   è  auspicabile  che le istituzioni scolastiche, nella  formazione
  delle  classi,  si  attengano ora, alla luce di un'evoluzione  del
  quadro normativo di riferimento, non solo ai criteri contenuti nel
  d.m.  n. 331 del 24 luglio 1998, integrato dal d.m. n. 141  del  3
  giugno 1999, atti amministrativi gerarchicamente subordinati  alla
  legge  ordinaria in materia di igiene e sicurezza, ma anche  tutte
  le altre disposizioni legislative che garantiscono la sicurezza  e
  l'igiene sia agli alunni che ai lavoratori della scuola;

   per sapere:

   in  ordine all'attuale composizione delle aule scolastiche  negli
  istituti  di  ogni  ordine  e grado della  Regione  siciliana,  se
  verranno  nominati degli ispettori con il compito  di  verificare,
  entro  la prima settimana dall'inizio dell'anno scolastico,  se  i
  limiti e le condizioni previste dalle suindicate normative vigenti
  in materia siano state rispettate o meno;

   nel   caso  in  cui  le  normative  de  quibus  non  risultassero
  osservate, quali provvedimenti intendano adottare per tutelare  il
  diritto  allo studio e, in particolare, per godere di  una  scuola
  sicura e di un processo educativo conforme alle esigenze personali
  e  didattiche di tutti gli studenti della Regione siciliana, senza
  distinzione tra alunni di  serie A' ed alunni di  serie B';

   qualora risultassero veritiere le notizie riportate dalla  stampa
  e  dai  docenti  precari, se non ritengano utile ed indispensabile
  impiegare, nelle nuove classi che si verranno a formare,  i  tanti
  insegnanti precari siciliani rimasti senza occupazione e che, allo
  stato,  potrebbero beneficiare sia dell'accordo stipulato  tra  lo
  Stato  e  la Regione, sia dei nuovi posti che, in deroga a  quanto
  previsto  dalla  legge  finanziaria per l'anno  2009,  il  Governo
  avrebbe autorizzato;

   da  ultimo,  se intendano valutare l'opportunità di intraprendere
  un  contenzioso con il Governo centrale, al fine di far valere  le
  prerogative  della  nostra Regione, la quale,  essendo  a  Statuto
  speciale,  ha  potestà legislativa concorrente  con  lo  Stato  in
  materia  di  pubblica  istruzione e,  di  conseguenza,  nel  campo
  dell'educazione dei giovani siciliani». (734)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                           VINCIULLO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura  e
  le  foreste,  premesso  che  l'Unione europea,  con  provvedimento
  notificato  all'Italia  in  data  14  luglio  2009,  ha  giudicato
  illegittimi   gli   sgravi  fiscali  che  lo  Stato   applica   ai
  serricoltori  per  l'acquisto del carburante per il  riscaldamento
  delle   serre.   La  stessa  Comunità  europea  ha  richiesto   la
  restituzione,   entro   4  mesi  dalla  data   di   notifica   del
  provvedimento, delle agevolazioni percepite dagli agricoltori, nel
  periodo  2000/2004, sotto forma di sconti fiscali, comprensivi  di
  interessi;

   rilevato  che  il  provvedimento  della  Comunità  europea  è  un
  ulteriore   salasso   per  la  già  asfittica  economia   agricola
  siciliana.  È impensabile che gli operatori del settore  serricolo
  possano  restituire  quanto  imposto  dall'Europa.  Difatti,  tale
  agevolazione fiscale esiste da almeno 50 anni ed è sempre stata un
  insostituibile  sostegno  agli  operatori  di  questo  particolare
  comparto  agricolo,  tenuto conto che il costo  del  riscaldamento
  delle serre incide per circa il 20% sul totale dei costi aziendali
  di produzione;

   considerato  che il mantenimento e l'attuazione del provvedimento
  comunitario  porterebbe alla certa chiusura della  quasi  totalità
  delle aziende serricole siciliane, con ripercussioni occupazionali
  ed  economiche  inimmaginabili, soprattutto  per  le  province  di
  Siracusa  e  Ragusa,  la  cui produzione  in  serra  è  alla  base
  dell'intero comparto agricolo;

   per  sapere che provvedimenti intendano adottare, di concerto con
  il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, per
  tutelare   i  serricoltori  siciliani  che  temono  l'ineluttabile
  chiusura  delle  loro  attività se questo  provvedimento  adottato
  dalla Comunità europea dovesse essere applicato». (736)

                                                           VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   nel  nuovo  piano sanitario regionale è prevista, per ragioni  di
  sicurezza, l'eliminazione di tutti i punti nascita ospedalieri con
  un numero di parti inferiori ai 400 annui;

   tra  i  punti ospedalieri interessati dalla suddetta disposizione
  rientrano  le unità in ostetricia e ginecologia degli ospedali  di
  Augusta  e  Lentini  (SR) che, di media,  hanno  circa  375  parti
  l'anno;

   considerato  che  nel distretto sanitario in  cui  rientrano  gli
  ospedali  di  Lentini  ed  Augusta di media  nascono  circa  1.200
  bambini l'anno. Alla luce di questi dati, appare evidente che vi è
  una  migrazione  di circa 500 partorienti verso  gli  ospedali  di
  Catania;

   tenuto conto che l'obiettivo del nuovo piano è rappresentato, tra
  l'altro, dal riequilibrio dell'assistenza sanitaria spalmandola in
  maniera  equa  su tutte le province: ciò porterà un  risparmio  in
  termini economici ed una maggiore sicurezza nel momento del parto;

   l'accorpamento  delle  unità di ostetricia  e  ginecologia  degli
  ospedali  di  Augusta  e  Lentini va sicuramente  nella  direzione
  opposta  rispetto agli obiettivi del piano sanitario. Difatti,  si
  prevede  un  aumento  delle migrazioni di partorienti  da  Lentini
  verso   Catania,   mentre  solo  una  minima  parte   si   recherà
  all'ospedale di Augusta;

   la riqualificazione delle unità di ostetricia e ginecologia degli
  ospedali  di  Augusta e Lentini, aumentando i  posti  letto  e  il
  personale specialistico, permetterebbe, alle due unità, di colmare
  il gap minimo che li relega al di sotto dei 400 parti l'anno;

   per sapere:

   se non ritengano utile mantenere operative le unità di ostetricia
  e ginecologia degli ospedali di Augusta e Lentini;

   se  non ritengano opportuno ristrutturare le due unità aumentando
  i  posti letto disponibili ed il personale specialistico, al  fine
  di  permettere  il  raggiungimento del  tetto  minimo  di  nascite
  previsto  dal piano sanitario regionale, fornendo così un servizio
  sanitario   ottimale   agli   utenti   del   distretto   sanitario
  competente». (737)

                                                           VINCIULLO

   PRESIDENTE.  Avverto  che  le  interrogazioni  testé   annunziate
  saranno  poste  all'ordine del giorno per essere  svolte  al  loro
  turno.
   Comunico  che  é stata presentata la seguente interrogazione  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo,  le
  comunicazioni e i trasporti, premesso che:

   la periferia della città di Palermo, zona Cardillo, è interessata
  dalla  realizzazione  dei  lavori per il  raddoppio  del  passante
  ferroviario Cardillo - Crocetta;

   per  l'attuazione dell'opera, nella tratta che  va  dall'ex  ente
  minerario  fino  al passaggio livello 'Crocetta',  è  previsto  un
  percorso in superficie. In considerazione della circostanza che in
  zona  vi  sono numerose abitazioni, i cittadini ed i residenti  di
  Cardillo  hanno, in più occasioni ed in diverse forme, manifestato
  la  necessità  di  una  modifica  al  progetto  in  modo  tale  da
  consentire la realizzazione dell'opera non in superficie ma  sotto
  terra, così come è previsto per le altre tratte;

   considerato   che  la  realizzazione  dell'opera  in   superficie
  determina  un  grave  danno ambientale  per  i  residenti,  dovuto
  all'aumento dell'inquinamento acustico, e, al contempo,  determina
  anche conseguenze negative per la viabilità;

   ritenuto che:

   l'esecuzione dei lavori in superficie determina la violazione del
  diritto  alla  salute previsto, tutelato e garantito dalla  nostra
  Costituzione e, altresì, dalle direttive comunitarie;

   i  cittadini residenti, per protestare e manifestare la necessità
  di  una modifica al progetto, hanno dato vita a comitati spontanei
  e   hanno  chiesto,  con  apposita  diffida  al  Ministero   delle
  infrastrutture e dei trasporti, alla società RFI s.p.a. e a  tutti
  gli   altri   enti   ed  organi  coinvolti  di   astenersi   dalla
  realizzazione dei predetti lavori in superficie;

   per  sapere quali provvedimenti intenderanno adottare  in  merito
  alla  realizzazione  dei  lavori per  il  raddoppio  del  passante
  ferroviario di Cardillo, al fine di evitare un peggioramento della
  qualità  della  vita  per i residenti della zona  ed  anche  della
  viabilità,  con  forte  e  grave  rischio  di  emarginazione   del
  quartiere». (727)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento in Commissione)

                                                              CAPUTO

   Avverto  che  l'interrogazione testé annunziata sarà  inviata  al
  Governo e alla competente Commissione.
   Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   relativamente ai lavori di deviazione del fiume Belice  Destro  e
  affluenti  alla  diga  Garcia, il CIPE, con  propria  delibera  n.
  133/2002,  aveva  previsto uno stanziamento di euro  30.000.000,00
  (trenta milioni), successivamente andati in perenzione;

   il  CIPE,  con  successiva  delibera  del  27  maggio  2005,  con
  riferimento al progetto 'Allacciante Belice Destro - diga  Garcia'
  aveva    previsto   uno   stanziamento   di   euro    9.732.000,00
  (novemilionisettecentotrentaduemila) finanziati con legge  n.  350
  del 2003;

   considerato che:

   gli   interventi  citati  avrebbero  la  finalità  di   garantire
  l'ottimale  riempimento  dell'invaso  Garcia,  incrementandone  le
  potenzialità  di  fruizione  civile  ed  agricola,  offrendo   una
  migliore  erogazione dell'acqua potabile ed un adeguato  sostegno,
  in campo agricolo, al sistema delle colture intensive;

   in  data  20  giugno  2009 si è costituito un  coordinamento  dei
  sindaci dell'entroterra del Belice per la tutela e lo sviluppo  di
  tale   territorio   e,   nello  specifico,   per   affrontare   le
  problematiche connesse al potenziamento dell'invaso Garcia;

   rilevato  che  il  consorzio  di  bonifica  di  Palermo   avrebbe
  presentato  al  Ministero  delle politiche  agricole  il  progetto
  esecutivo  relativo al completamento del sistema irriguo  a  valle
  della    diga    Garcia   per   complessivi   euro   50.000.000,00
  (cinquantamilioni) di spesa;

   per sapere:

   quali   urgenti  interventi  intenda  porre  in  essere  affinché
  l'essenziale  ampliamento del sistema irriguo a valle  della  diga
  Garcia venga inserito come opera prioritaria nel piano nazionale;

   se,   ricorrendone   i   presupposti,  siano   recuperabili   gli
  stanziamenti  predisposti  dalle  citate  delibere  CIPE   oppure,
  viceversa,   ritengano   opportuno   ricorrere   ai   fondi   aree
  sottoutilizzate   per   il  finanziamento   di   tale   intervento
  infrastrutturale». (719)

        (L'interrogante richiede risposta scritta con urgenza)

                                                          RUGGIRELLO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente,  premesso che, che il consorzio di bonifica  n.  9  di
  Catania  include  i  territori  della  provincia  di  Catania  non
  ricadente  nei consorzi di bonifica 5 Gela, 6 Enna, 7  Caltagirone
  e,  per effetto della nota assessoriale del 18 maggio 2009,  anche
  dei territori prima ricadenti nella competenza del consorzio 10 di
  Siracusa;

   considerato  che, a seguito di tale subentro, il consorzio  9  di
  Catania  ha, sin da subito, mostrato gravi carenze finanziarie  ed
  organizzative,     determinando    concretamente    l'interruzione
  dell'erogazione  dei flussi di acqua ad uso domestico  nella  zona
  del  villaggio a mare Vaccarizzo (CT). Tale situazione, che  offre
  indubbiamente   serie  preoccupazioni  in  ordine  alle   precarie
  condizioni  igieniche in cui sono costrette a vivere  le  famiglie
  del comprensorio, sembrerebbe determinata dal rifiuto dell'ENEL di
  fornire  la  normale erogazione elettrica in assenza di  effettive
  garanzie  finanziarie  circa  la  solvibilità  del  consorzio   9,
  compromettendo  l'utilizzo di tutti e quattro i pozzi  disponibili
  (ne  risulterebbero  attivi soltanto tre e, per  altro,  solo  per
  erogazione di acqua ad uso irriguo);

   ritenuto  che  sia, inoltre, ravvisabile una grave responsabilità
  del  consorzio 9 che rifiuta di assumere gli obblighi contrattuali
  di  fornitura di acqua per uso domestico con i circa  1300  utenti
  della zona Vaccarizzo, precedentemente assunti dal Consorzio 10;

   per  sapere  quali urgenti provvedimenti intendano  assumere,  in
  considerazione  dell'elevato rischio igienico cui sono  sottoposte
  le  famiglie  della  zona interessata dal grave  disservizio,  per
  garantire un effettivo ripristino della ordinaria erogazione della
  fornitura  d'acqua  ad uso domestico a tutto il  comprensorio  del
  villaggio Vaccarizzo». (720)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                            D'ANTONI

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:

   l'istituto Walden di Belpasso ha rilasciato, per i corsi svoltisi
  a  Patti  (ME), dei titoli di specializzazione per le attività  di
  sostegno;

   i  corsi  si  sono  svolti in forza e in virtù  di  un  giudicato
  amministrativo;

   a  seguito  del titolo rilasciato, diversi studenti  hanno  preso
  servizio e, in qualche caso, sono stati immessi in ruolo;

   considerato che:

   il  Ministero  dell'istruzione, dell'università e  della  ricerca
  (con  nota  prot.  9059  del maggio 2007) e  l'Ufficio  scolastico
  regionale della pubblica istruzione (con nota prot. 10913 di  pari
  data)  hanno  comunicato che, essendo cambiata la legislazione  in
  materia  di formazione degli insegnanti di sostegno, non avrebbero
  riconosciuto alcuna validità ai titoli rilasciati al  termine  dei
  corsi gestiti da enti diversi dalle università;

   il Tribunale amministrativo regionale, con due distinte sentenze,
  ha  nominato  un commissario ad acta col compito di consentire  lo
  svolgimento  dei  predetti  corsi,  dichiarando  nulle   le   note
  ministeriali  sopra  richiamate in quanto la sentenza  era  giunta
  prima che intervenisse il mutamento normativo;

   la  magistratura (TAR) si è espressa, riguardo al mutamento della
  normativa,  a  favore  dell'istituzione dei corsi,  in  quanto  la
  sentenza  era  stata emessa prima del cambiamento normativo  (anno
  2000);  tanto  che  l'ordinanza interministeriale  n.  460  del  4
  novembre   1998,  all'art.  6,  esplicita  che  detto  cambiamento
  (entrata in regime dei decreti del Presidente della Repubblica nn.
  470-471  del 1996) sarebbe dovuto avvenire entro l'anno accademico
  2001-2002;

   considerato ancora che:

   il  14  gennaio 2009 è stata depositata la sentenza del Consiglio
  di giustizia amministrativa per la Regione siciliana (n. 6/09) che
  annulla  le  precedenti  pronunce del  TAR  (pur  non  dichiarando
  esplicitamente l'invalidità dei titoli);

   il  direttore dell'ufficio scolastico regionale ha invitato a non
  considerare  validi  i  titoli  conseguiti  dai  corsisti   poiché
  l'attivazione  di  detti  corsi spettava  in  via  esclusiva  alle
  istituzioni universitarie;

   ritenuto che:

   negare  la  validità giuridica di un titolo di  specializzazione,
  conseguito  dagli interessati in assoluta buona fede e sulla  base
  del giusto affidamento in essi generato dalla presenza di ripetuti
  atti autorizzativi, significa perpetrare un danno a dei lavoratori
  che  hanno  ottenuto dei titoli di specializzazione al termine  di
  corsi  organizzati  secondo specifici criteri  approvati  in  sede
  ministeriale;

   gli  interessati hanno pagato le previste 'tasse di iscrizione  e
  frequenza'   pari   a  complessivi  seimila  euro   e   affrontato
  l'impegnativa attività di specializzazione biennale;

   il   mancato   riconoscimento  dei  titoli  di   specializzazione
  conseguiti  ha comportato una conseguente contrazione  nel  numero
  degli insegnanti specializzati da immettere nella scuola, per cui,
  in  atto,  in  ambito  regionale, si riscontra  la  necessità  del
  trasferimento di incarichi di sostegno (circa 400) a docenti privi
  di titolo di specializzazione;

   per sapere:

   quali  iniziative  siano state assunte per  tutelare  coloro  che
  hanno conseguito il titolo di specializzazione per le attività  di
  sostegno  limitatamente ai titoli rilasciati dall'istituto  Walden
  di Belpasso per i corsi svoltisi a Patti (ME);

   se  siano  state  rispettate  le norme  sul  giusto  procedimento
  amministrativo,  se sia stata violata l'ordinanza dell'Assessorato
  regionale  Beni culturali n. 1502 del 25 settembre  1995,  se  sia
  stato  violato  il principio del diritto al lavoro  e  al  diritto
  acquisito  e  se sia stato rispettato il principio di imparzialità
  della Pubblica Amministrazione». (721)

                                                          BARBAGALLO

   «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   nel  campo  della  neuroimmunologia  sempre  più  si  riscontrano
  patologie dal forte impatto sociale e sanitario relative  a  tutte
  le patologie del sistema nervoso centrale (SNC) e periferico (SNP)
  quali,  per esempio, fra i più dirompenti, la sclerosi multipla  e
  la miastenia gravis, per non dire delle malattie quali il morbo di
  Parkinson,   il   morbo  di  Alzheimer  e  lo   Stroke,   ritenute
  classicamente   su   base  degenerativa,  tanto   da   richiedersi
  trattamenti  sanitari  e farmacologici sempre  più  particolari  e
  costanti;

   in  tale contesto, ha assunto un ruolo di primaria importanza per
  il trattamento degli innumerevoli casi, sempre più in crescita, il
  centro  di  riferimento  regionale di neurimmunolgia  dell'azienda
  ospedaliera   Villa  Sofia-CTO,  che  espleta  la   sua   attività
  attraverso  la plurima e articolata casistica medica  connessa  ai
  diversi trattamenti sanitari previsti;

   in particolare, tale centro effettua, sulla base anche del D.I.G.
  n.  36  del  18  gennaio 2002 dell'Assessorato  regionale  Sanità,
  valutazioni diagnostiche e/o terapeutiche (dati riferiti al  2008)
  per  pazienti  affetti  da  sclerosi  multipla  (oltre  500),   da
  miastenia gravis (170);

   tra  i  pazienti affetti da sclerosi multipla, più  di  100  sono
  stati  arruolati  in  trials  clinici  sperimentali,  nazionali  e
  internazionali, su nuovi farmaci e/o nuovi protocolli terapeutici;

   questi  dati, insieme a tutti gli altri riferiti ai 1586  accessi
  al  day hospital, ai trattamenti terapeutici in regime di ricovero
  per  257  pazienti, ai circa 400 controlli clinici  ambulatoriali,
  alla  dispensazione  di  terapie  immunomodulanti  per  circa  300
  pazienti  affetti  da  sclerosi multipla, attribuiscono  prestigio
  all'immagine  dell'azienda, anche per l'alta attività  di  ricerca
  clinica  che  si  effettua presso il centro, costituendo  esso  il
  primo polo sanitario di 'eccellenza' per queste patologie di tutta
  la Sicilia occidentale;

   a  fronte  di tale oggettiva situazione, e da un riscontro  della
  situazione di fatto in cui opera il personale medico e paramedico,
  anche  in  relazione alla stessa struttura ove  opera  (presso  il
  CTO), si registra un'assoluta precarietà dell'azione sanitaria che
  invece dev'essere garantita con assoluta  tempestività,  costanza,
  certezza e adeguatezza di personale e strutture;

   è da dire però che, se anche ci si trovi di fronte ad una carenza
  di  risorse  umane  e  strutturali - più volte  rappresentata  dal
  responsabile del centro ai diretti superiori - che non  consentono
  di  assicurare  quei  minimi  standard  di  qualità  assistenziale
  richiesti  dalle  normative vigenti, tuttavia lo stesso  personale
  medico  e  paramedico  ha  fronteggiato  la  situazione  con   una
  personale  sovraresponsabilità e con abnegazione, garantendo,  pur
  tra le tante difficoltà, l'assistenza e i servizi necessari;

   in  realtà, occorre assicurare al centro le risorse professionali
  minime  e le strutture di supporto adeguate per poter svolgere  al
  meglio  i  compiti  cui é chiamato, al fine di  dare  risposte  ai
  pazienti che sempre più si riferiscono a tale polo d'eccellenza;

   per  sapere  se intenda dare disposizioni al direttore  sanitario
  dell'azienda  ospedaliera Villa Sofia-CTO, al direttore  sanitario
  del  presidio  ospedaliero Villa Sofia e  CTO,  al  direttore  del
  dipartimento  di neuroscienze e al direttore dell'unità  operativa
  di neurologia affinché:

   -  si adegui il numero dei posti letto per ricoveri in regime  di
  day-hospital,   almeno  4  contro  gli  attuali   2,   del   tutto
  insufficienti  e inadeguati a fronte delle continue  richieste  di
  trattamenti terapeutici specifici;

   -  si  assegni  al centro un'altra unità medica in supporto  alle
  attività  assistenziali, a fronte dell'unica unità attualmente  in
  servizio;

   -  si potenzi il numero degli infermieri professionali (almeno  3
  di cui 1 con funzioni di coordinamento) a fronte delle attuali due
  unità  che  svolgono tutte le attività, senza  la  possibilità  di
  essere sostituite in caso di assenza;

   -  si  assegni  almeno un'unità amministrativa  con  funzione  di
  segreteria;

   si  provveda alla sistemazione strutturale dei locali del  centro
  per  adeguarli  almeno  ai minimi standard di  sicurezza,  igiene,
  dotazione  strutturale  e  strumentale e rispetto  della  privacy,
  tenuto conto che la maggior parte dei trattamenti effettuati  sono
  con chemioterapici o emoderivati;

   -  si potenzi l'accessibilità ai servizi dell'azienda ospedaliera
  (radiologia e farmacia in primo luogo)». (724)

                                                             FARAONE

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo,  le
  comunicazioni  e i trasporti, premesso che in queste  settimane  è
  stata  ampiamente riportata dalla stampa regionale la vicenda  che
  ha   visto   protagonista  l'ex  Assessore  per  il  turismo,   le
  comunicazioni  e i trasporti, onorevole G.B. Bufardeci,  il  quale
  nel  suo  ultimo  giorno  in  carica al predetto  Assessorato,  ha
  deliberato  la  concessione di contributi  a  favore  di  soggetti
  terzi,  azzerando di fatto, in un solo giorno, l'intera  posta  di
  bilancio prevista per l'anno 2009;

   rilevato che:

   da  un'attenta lettura dell'elenco delle associazioni beneficiate
  dalla concessione dei patrocini onerosi pubblicato dagli organi di
  stampa,  emerge,  oltre  che  una significativa  eterogeneità  nel
  merito delle manifestazioni, anche scarsa o nessuna attinenza  con
  la  promozione turistica, come intesa dal bando e dalla  circolare
  che  ne  determina le linee guida, deducendo ciò,  allo  stato  di
  conoscenza degli atti;

   infatti,   sono   presenti  molte  'prime  edizioni',   e   molte
  manifestazioni  di  tipo localistico e paesano senza  un'attinenza
  propria con le finalità prefissate;

   al  contrario,  da  una prima analisi superficiale  sembrerebbero
  escluse, per le informazioni di cui si dispone, manifestazioni  di
  sicura  aderenza  alle finalità del bando oltre che  di  rilevante
  valenza  turistica  e  promozionale, quali  quelle  presentate  da
  organi e reti di solidarietà internazionale di comprovata serietà,
  per  le  quali il contributo si configurava come compartecipazione
  finanziaria  insieme  ad  altri  enti  quali  province,  comuni  e
  Ministeri;

   considerato, altresì, che:

   bisogna evitare per il futuro che ogni 'titolare in pectore',  in
  questo   come   in   qualsiasi  altro  ramo   dell'Amministrazione
  regionale,  faccia un uso 'esclusivo' dei poteri  conferitigli  in
  merito ai fondi destinati a tale tipo di manifestazioni, così come
  è  stato  fatto recentemente e in modo poco ortodosso, esplicitato
  in premessa e venuto alla luce a mezzo stampa;

   la  stessa  legge regionale 30 aprile 1991, n. 10,  all'art.  13,
  obbliga  la Pubblica Amministrazione a non concedere alcuna  forma
  di  contributo in assenza di regolamento, come chiaramente  recita
  il   testo   che   qui,  per  chiara  intelligenza,   si   riporta
  integralmente:

   'ARTICOLO 13 - La concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi
  ed  ausili  finanziari e l'attribuzione di vantaggi  economici  di
  qualunque  genere  a  persone e ad enti  pubblici  e  privati  non
  specificatamente     individuati     sono     subordinate     alla
  predeterminazione   ed   alla   pubblicazione   da   parte   delle
  amministrazioni  procedenti, nelle forme previste  dai  rispettivi
  ordinamenti,  dei criteri e delle modalità cui le  amministrazioni
  stesse  devono  attenersi. L' effettiva osservanza dei  criteri  e
  delle  modalità  di  cui  al comma I deve  risultare  dai  singoli
  provvedimenti  relativi agli interventi di cui al  medesimo  comma
  1';

   in  tal  senso,  non  si  comprende  perché  tutte  le  Pubbliche
  Amministrazioni, cui si applica la legge regionale n. 10 del 1991,
  siano  soggette  alla  predisposizione di un apposito  regolamento
  prima  di  poter concedere un qualsivoglia contributo,  mentre  la
  stessa  Amministrazione  regionale, che per  prima  dovrebbe  dare
  l'esempio, si sottrae a questa basilare e fondamentale  regola  di
  trasparenza;

   per sapere:

   quale  sia  stato  il criterio che ha ispirato l'Assessore  nella
  concessione dei patrocini onerosi;

   se  esista,  in seno all'Assessorato, un nucleo di valutazione  e
  controllo    che   si   occupa   della   verifica   dell'effettiva
  realizzazione  delle manifestazioni, di cui  si  chiede,  in  ogni
  caso,   di  poter  acquisire  gli  atti  afferenti  la  comprovata
  realizzazioni  delle  stesse, corredati di  relazione  conclusive,
  fotografie, articoli di stampa e relative fatture;

   ne  merito,  si  chiede  se sia possibile  avere  cognizione  dei
  seguenti atti:
   - i curricula delle associazioni;
   - atti costitutivi ed eventuali variazioni;
   - statuti;

   quali  iniziative intendano intraprendere al fine di evitare  che
  si  possa  ripetere  l'incresciosa  situazione  che,  fra  l'altro
  ciclicamente  si  presenta, indipendentemente  dall'Assessore  pro
  tempore;

   se  non  intendano revocare gli atti del predecessore e procedere
  all'indizione   di  nuovi  bandi,  previa  stesura   di   apposito
  regolamento;

   se,  inoltre,  ritengano di acquisire l'elenco completo  -  anche
  relativo  alle  associazioni non ammesse a finanziamento  -  delle
  istanze delle manifestazioni di grande richiamo turistico». (725)

                                                             FARAONE

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo,  le
  comunicazioni e i trasporti, premesso che:

   il  Comune  di Mezzojuso (PA) da diversi anni, e più precisamente
  dal  2005  ad  oggi,  ha sollecitato la società   Telecom  Italia'
  all'attivazione della linea ADSL per il territorio di Mezzojuso;

   nonostante  i  ripetuti solleciti, ad oggi, non si  è  provveduto
  all'attivazione della linea;

   considerato che:

   la  tecnologia  ADSL  recentemente è divenuta indispensabile  per
  l'espletamento  di  molte attività lavorative  sia  pubbliche  sia
  private;

   la  mancata  attivazione  della linea  ADSL  ha  determinato  per
  l'Amministrazione comunale un'impossibilità a svolgere le  proprie
  funzioni,  con  conseguenze  negative  che  ricadono  in  capo  ai
  cittadini.  Molti  adempimenti  di natura  burocratica  richiedono
  infatti  l'avvio dei dati in via telematica. La  normativa vigente
  impone  all'Amministrazione comunale l'attivazione della carta  di
  identità   elettronica  per  il  cui  rilascio  è   richiesta   la
  notificazione  in tempo reale presso la banca dati  del  Ministero
  dell'interno;

   la   mancata  attivazione  della  linea  ADSL  presenta  risvolti
  negativi  sotto  l'aspetto economico finanziario  in  danno  delle
  casse comunali, in quanto il Comune di Mezzojuso si vede costretto
  a  sostenere e sopportare gli elevati costi di accesso  alla  rete
  che,  ove  presente  la  linea  ADSL,  sarebbero  certamente  meno
  onerosi;

   ritenuto che:

   la  linea  ADSL risulta pertanto una tecnologia ormai  necessaria
  alla comunità e che la mancata attivazione a Mezzojuso penalizza i
  cittadini  di quell'area territoriale che subiscono un trattamento
  discriminatorio;

   si   reputa   necessaria   la  realizzazione   delle   opere   di
  infrastrutture tecnologiche finalizzate a rendere fruibile per  il
  territorio di Mezzojuso il servizio di accesso ad internet ADSL;

   per  sapere  quali provvedimenti il Governo intenda adottare  per
  consentire  ai  cittadini  di Mezzojuso  di  poter  usufruire  del
  servizio ADSL». (728)

                                                              CAPUTO

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   con  l'interrogazione  n.  601 del 22 maggio  2009,  sottoscritta
  dagli  onorevoli  Leontini,  Caputo, Mancuso  e  Corona,  venivano
  richieste  notizie  sul  procedimento di decadenza  del  Consiglio
  comunale di Acquedolci avviato con provvedimento del 7 maggio 2009
  dall'Assessore regionale per la famiglia, le politiche  sociali  e
  le  autonomie locali, il quale aveva inoltrato al Presidente della
  Regione la relativa proposta;

   con  la sopraccitata interrogazione n. 601, rimasta ancora  priva
  di risposta, gli interroganti chiedevano:

   - quali eventuali carenze o incompletezze presentasse la proposta
  di  decreto di presa d'atto dell'avvenuta decadenza del  Consiglio
  comunale  di Acquedolci, predisposto e sottoscritto dall'Assessore
  regionale per la famiglia;

   -  quali fossero le ragioni oggettive che hanno portato, fino  ad
  oggi,  alla mancata sottoscrizione del decreto, atteso che i fatti
  e  gli  atti in esso riportati provengono da pubblici ufficiali  e
  che   l'eventuale  confutazione  degli  stessi  è  di   competenza
  dell'autorità giudiziaria penale;

   la suddetta interrogazione è rimasta priva di risposta nonostante
  la completa istruttoria della proposta sottoscritta dall'Assessore
  in data 7 maggio 2009;

   la  suddetta proposta era stata istruita sulla scorta  di  quanto
  attestato  dalla segretaria comunale dapprima il 27  aprile  2009,
  data   in  cui  erano  state  protocollate,  in  stretta  sequenza
  numerica,  otto  dimissioni  da parte di  altrettanti  consiglieri
  comunali di Acquedolci, e dopo, in data 5 maggio 2009, in sede  di
  relazione   integrativa  puntualmente  richiesta  dal   competente
  Assessore;

   considerato che:

   in  data  24  luglio  2009  è  stato  pubblicato  nella  Gazzetta
  ufficiale della Regione siciliana il decreto, a firma Lombardo, di
  presa d'atto della decadenza del Consiglio comunale di Trabia (PA)
  per  l'acclarata  dimissione contestuale di  otto  consiglieri  su
  quindici assegnati;

   dalla lettura del predetto decreto emerge che presso il Comune di
  Trabia le dimissioni degli otto consiglieri comunali, protocollate
  il  13  maggio  2009, sono state ritenute contestuali  benché  non
  recassero numeri di protocollo consecutivi;

   l'istruttoria   condotta   in  quel   caso   è   stata   limitata
  all'acquisizione  della  relazione  integrativa   del   segretario
  comunale,  che  ha  confermato che in data  13  maggio  2009  otto
  consiglieri  comunali  si sono dimessi, presentando  otto  diversi
  atti presso l'ufficio di segreteria, e che la mancanza dì sequenza
  nelle  protocollazioni  era data dalla sussistenza  di  4  diverse
  postazioni di protocollo;

   l'interrogante  è venuto a conoscenza che, dopo la  scadenza  del
  termine  di  60  giorni  previsto dalla legge,  con  provvedimento
  presidenziale  del  20  luglio  2009,  comunicato  al  Comune   di
  Acquedolci  con  nota  del  6 agosto 2009  dell'Assessore  per  la
  famiglia, è stata ripristinata la funzione del Consiglio  comunale
  (interrottasi   il  27  aprile  2009  a  seguito  dell'avvio   del
  procedimento di presa d'atto della intervenuta decadenza);

   il  provvedimento  viene  motivato dalla  presunta  non  assoluta
  certezza  della  contestualità delle dimissioni  presentate  dagli
  otto  consiglieri comunali di Acquedolci in data 27 aprile 2009  e
  dalla necessità di conservazione dell'organo elettivo;

   il  motivo di incertezza viene individuato nella discordanza  tra
  la   dichiarazione  della  segretaria  comunale,   strumentalmente
  aggredita  da  querela di falso da parte dei consiglieri  comunali
  non  dimissionari e la dichiarazione di una delle due  addette  al
  protocollo  rilasciata privatamente otto giorni dopo  i  fatti  ed
  anch'essa  sottoposta  a  querela di  falso  per  denuncia  penale
  presentata dalla segretaria comunale;

   vi  è  una  palese  disparità  di  trattamento  nell'operato  del
  Presidente della Regione che, nel caso di Acquedolci, ha  ritenuto
  di  utilizzare  i  poteri  d'interim e  di  disporre  un'ispezione
  nonostante  vi  fosse la consecutività dei protocolli  delle  otto
  dimissioni e la dichiarazione della segretaria comunale suffragata
  dalla  relazione  integrativa,  mentre  nel  caso  di  Trabia,  ha
  disposto  la  decadenza  del Consiglio  sulla  mera  scorta  della
  dichiarazione  del  segretario  e  della  relazione   integrativa,
  nonostante vi fossero numeri di protocollo non consecutivi;

   per sapere:

   quali  siano  le  ragioni che hanno indotto il  Presidente  della
  Regione  a richiedere ulteriore istruttoria rispetto alla proposta
  del  7  maggio  2009 dell'Assessore per la famiglia con  la  quale
  veniva   inviato  il  decreto  di  presa  d'atto  dell'intervenuta
  decadenza del Consiglio comunale di Acquedolci;

   quali  siano le ragioni per le quali tale supplemento istruttorio
  non è stato disposto per il Comune di Trabia;

   quali siano le ragioni per le quali il provvedimento relativo  al
  Comune di Acquedolci non è stato adottato nel termine di 60 giorni
  previsto dalla legge, posto che a tale data tutti i supplementi di
  istruttoria erano stati comunque acquisiti;

   quali siano le ragioni per le quali è stata data prevalenza  alla
  dichiarazione, resa in forma privata dalla dipendente di categoria
  'B'  in servizio presso il protocollo del Comune di Acquedolci,  e
  non   alla  dichiarazione,  resa  in  sede  istituzionale,   dalla
  segretaria comunale che confermava quanto risultante dal  registro
  ufficiale del protocollo». (729)

                                                              CORONA

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:

   il   Governo  regionale  e  quello  nazionale  hanno  firmato  un
  protocollo d'intesa della durata di due anni scolastici,  al  fine
  di  evitare  il  licenziamento di quei docenti precari  che  negli
  ultimi  anni avevano, con risultati apprezzati da tutti,  lavorato
  alle  dipendenze dello Stato e che ora, a causa del decreto Prodi'
  del 2006, non modificato dall'attuale Governo nazionale, rischiano
  di non vedere confermato l'incarico annuale;

   le somme necessarie venivano quantificate in 500 milioni di euro,
  di  cui  100 milioni a carico dello Stato e 400 milioni  a  carico
  della Regione;

   il  personale scolastico coinvolto nell'accordo era pari a  1.800
  unità  scolastiche, così divise: 900 insegnanti di  sostegno,  600
  docenti curriculari e 300 operatori scolastici;

   l'accordo,  in questi giorni fra l'altro riportato  sulla  stampa
  nazionale  con  grande  enfasi anche grazie ad  un'intervista  del
  Ministro Gelmini che invitava le altre Regioni italiane ad imitare
  quella   siciliana,  era  stato  sollecitato  dai   rappresentanti
  sindacali  dei  lavoratori precari, oltre che da  alcuni  deputati
  regionali, tra cui l'interrogante;

   sono  in  fase  di  ultimazione  le  procedure  per  incarichi  e
  supplenze  e  che, così come ampliante preannunciato, migliaia  di
  docenti  precari sono rimasti privi di occupazione, dando vita  in
  alcune realtà provinciali a giuste e condivisibili forme di lotta,
  a tutela del proprio posto di lavoro e delle dignità delle proprie
  famiglie;

   centinaia  di  alunne ed alunni diversamente abili  rischiano  di
  rimanere,   anche  quest'anno,  senza  insegnante   di   sostegno,
  compromettendo  per  sempre  la loro crescita  umana  culturale  e
  psicofisica, con conseguenze drammatiche sul loro futuro;

   anche  sui loro compagni di classe, i cosiddetti normodotati,  si
  avranno  ripercussioni  e  ricadute  negative  sia  sull'andamento
  scolastico che in quello della crescita psicofisica;

   preso atto che:

   il   Governo  regionale  è  intervenuto  in  modo  tempestivo   e
  opportuno;

   i  vari  CSA  (Centri servizi amministrativi), per i  carichi  di
  lavoro  che debbono sopportare, non sono stati ancora in grado  di
  procedere all'attuazione dell'accordo raggiunto;

   non    si    possono   ulteriormente   lasciare   nell'incertezza
  occupazionale quei docenti precari che da anni, alcuni da  più  di
  20, lavorano con notevoli risultati nel campo scolastico;

   per sapere:

   quali  provvedimenti  intendano intraprendere  per  affrontare  e
  risolvere questa tristissima vicenda;

   se  non  ritengano utile costituire in ogni provincia un comitato
  di   crisi  che  si  occupi  dell'applicazione  dell'accordo   per
  scongiurare  ulteriori  perdite di tempo  ed  assicurare,  sia  ai
  docenti  precari sia ai bambini diversamente abili,  certezza  del
  diritto  allo studio costituzionalmente garantito e già  acquisito
  per  gli anni scolastici 2009/10 e 2010/11 con l'accordo fra Stato
  e Regione». (730)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                           VINCIULLO

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   da  numerosi  articoli  di  stampa  e  agenzie,  sia  di  livello
  regionale  che nazionale, si è appreso che il presidente dell'AST,
  azienda  interamente  partecipata  dalla  Regione  siciliana,   ha
  sollevato   dall'incarico   la  giornalista   Valeria   Giarrusso,
  dipendente  della stessa azienda, perché, a suo  dire,  ha  dovuto
  tutelare  la  società medesima, stante che, nella rassegna  stampa
  predisposta  dalla  giornalista, 'con enorme stupore  ed  amarezza
  delle  sole  due  notizie cui veniva dato risalto, una  riguardava
  fatti  di  politica  e  l'altra riportava avvenimenti  di  cronaca
  giudiziaria  ( ),  ben  lungi  entrambe  da  ogni  e  qualsivoglia
  interesse specifico di AST s.p.a.';

   da  ciò  se ne deduce, quindi, che inserire nella rassegna stampa
  dell'Azienda  siciliana trasporti notizie di  cronaca  giudiziaria
  che  riguardano politici sotto processo per mafia e  quelle  sulla
  politica regionale rovina 'i sani interessi aziendali' dell'AST;

   come  è  dato  leggere dalla stampa, la vicenda si  è  aperta  lo
  stesso 16 luglio con una contestazione, scritta dal presidente  Lo
  Bosco,  nella  quale  si chiedeva di ''approfondire  l'incresciosa
  situazione, da parte del direttore generale supplente,  nella  sua
  qualità  di 'datore di lavoro', ad ogni effetto di legge,  secondo
  le  modalità  previste dalla vigente normativa''; si è sviluppata,
  poi, il 27 luglio successivo con una nota nella quale si disponeva
  ''che,  con  effetto immediato nel superiore interessa  aziendale,
  Valeria  Giarrusso  cessi di produrre la rassegna  stampa';  si  è
  chiusa, quindi - sembra - sempre a mezzo stampa, il 5 agosto sera,
  dopo  che  la notizia era stata data dall'ANSA e dopo le  reazioni
  dell'ordine  regionale  dei  giornalisti,  con  la  riassegnazione
  dell'incarico alla 'cara' collaboratrice. Con tante scuse,  sempre
  a  mezzo stampa, se ''la cosa avesse turbato il sensibile animo di
  Valeria'';

   tale gesto compiuto dal presidente dell'AST - non vi è chi non lo
  veda  -  è  grave  sia sotto il profilo dell'abuso  dell'esercizio
  delle  sue  funzioni,  sia  sotto il profilo  morale,  esercitando
  questi  una  severa censura nell'esercizio del proprio  lavoro  da
  parte di una giornalista, addirittura sindacando, egli, come debba
  essere  composta  la rassegna stampa e cosa essa debba  riportare,
  escludendo, in ogni caso, che le notizie di cronaca e di  politica
  vi abbiano spazio, quasi a voler predisporre un cordone ombelicale
  attorno  all'azienda per non far sapere cosa accade all'esterno  e
  come se la stessa azienda operasse fuori dal contesto regionale in
  cui  quelle  notizie sono, invece e purtroppo,  realtà  quotidiane
  della Sicilia;

   nello   specifico,  per  il  presidente  dell'AST,  non  meritano
  attenzione  per  l'azienda la notizia di  cronaca  riguardante  la
  richiesta di condanna per mafia all'ex deputato regionale Giovanni
  Mercadante  (poi condannato) e il commento di Salvatore Borsellino
  all'inchiesta sulla morte del fratello Paolo;

   considerato che:

   quanto messo in atto da parte del Presidente dell'AST costituisce
  un  grave  episodio  di  censura nei confronti  della  giornalista
  dipendente, punita solo per aver adempiuto, con scrupolo  e  senso
  della  propria  deontologia professionale, al  proprio  dovere  di
  giornalista,  restando in capo alla sua personale  responsabilità,
  infatti,   la   selezione  e  la  scelta  della  rassegna   stampa
  quotidiana;

   chi  ha  esercitato  questa  grave censura,  non  avendo,  forse,
  valutato l'eco che l'azione avrebbe suscitato sui mass media,  con
  altrettanta disinvoltura sembra aver fatto retromarcia non  appena
  la notizia è diventata di dominio pubblico;

   per sapere:

   come  realmente  si  siano  svolti i fatti  e  se  abbia  assunto
  iniziativa   specifica  nei  confronti  del  presidente   che   ha
  sollecitato  l'adozione  del  provvedimento  disciplinare  e   del
  direttore che lo ha eseguito;

   inoltre,  i  termini e gli eventuali limiti dati alla giornalista
  nell'esercizio della sua funzione». (731)

                                                             FARAONE

   «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   il  presidio ospedaliero 'Madonna dell'Alto' di Petralia  Sottana
  (PA)  svolge  un'imprescindibile funzione di assistenza  sanitaria
  per l'intero comprensorio delle Alte Madonie, il cui territorio  è
  per  intero  montano e molto distante, sia in termini chilometrici
  che di tempi di percorrenza, da altri presidi ospedalieri (Cefalù,
  Termini Imerese);

   da tempo, tuttavia, da parte delle popolazioni locali, delle loro
  rappresentanze istituzionali, da organismi sindacali e  del  mondo
  associativo,  da  forze politiche, è stata segnalata  la  non  del
  tutto adeguata funzionalità dell'ospedale, che a volte ha messo in
  discussione  l'adeguatezza delle prestazioni  da  assicurare  alla
  popolazione;

   con  il  recente decreto dell'Assessore per la sanità, pubblicato
  nella  Gazzetta ufficiale della Regione siciliana  del  17  luglio
  2009,  nell'ambito  del riordino della rete ospedaliera,  è  stato
  previsto  l'accorpamento dei presidi di Termini Imerese e Petralia
  Sottana,   con  conseguente  revisione  organica  delle  posizioni
  apicali,  ad  eccezione della medicina, che resterebbe  come  UOC,
  nonché  la  riduzione dei posti letto attivabili, con  particolare
  riferimento ai posti di day hospital;

   nel  decreto  viene previsto, altresì, che presso  l'ospedale  di
  Petralia     Sottana     saranno     attivati     processi      di
  rifunzionalizzazione,  avendo riguardo dei dati  epidemiologici  e
  delle    esigenze    sanitarie   del    territorio,    perseguendo
  l'integrazione con la medicina ambulatoriale e territoriale;

   la  situazione che si è in questo modo determinata suscita le più
  vive    preoccupazioni   nelle   comunità   locali    interessate,
  preoccupazioni  di  cui  si sono fatti interpreti  i  sindaci  dei
  comuni, dal momento che fino ad ora non risulta chiaro quale  sarà
  la  dimensione  operativa dell'ospedale, anche in  funzione  della
  grande distanza che lo separa dal presidio di Termini Imerese,  né
  quali nuove funzioni potrà esercitare concretamente;

   per sapere:

   se  non  ritenga  di dover indicare alle comunità  madonite  come
  verranno  assicurati i livelli essenziali delle prestazioni,  come
  il  presidio  ospedaliero di Petralia Sottana  potrà  svolgere  al
  meglio le funzioni di area di emergenza e come verranno assicurate
  le prestazioni relative ad ostetricia, chirurgia, ortopedia, oltre
  che di medicina;

   se  sia  in  grado  di  chiarire quali  risparmi  si  ricaveranno
  nell'immediato dall'accorpamento dei presìdi;

   se    sia    in    grado   di   indicare   quali   processi    di
  rifunzionalizzazione  ed entro quanto tempo  verranno  realizzati,
  con particolare riferimento all'ipotesi di istituire a Petralia un
  polo della riabilitazione, di cui da anni si parla, ma che, fino a
  questo  momento, non ha avuto alcun riscontro operativo concreto».
  (732)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                          MATTARELLA

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per l'agricoltura  e
  le  foreste,  all'Assessore per la sanità e all'Assessore  per  la
  famiglia,  le  politiche sociali e le autonomie  locali,  premesso
  che:

   con  le  ordinanze contingibili ed urgenti n. 9 e n.  10  del  27
  febbraio 2006 del Sindaco di Monterosso Almo (RG), veniva  imposto
  ai  proprietari  di  bovini il compito di  custodirli  all'interno
  delle loro proprietà o su terreni legittimamente in loro possesso,
  avvertendo, nel contempo, che gli animali vaganti allo stato brado
  sarebbero  stati  catturati e custoditi in appositi  ricoveri,  in
  attesa di risalire ai proprietari;

   con  le  successive ordinanze n. 57, n. 58 e n. 59 dell'8  agosto
  2008  del  Sindaco di Monterosso Almo, anch'esse  contingibili  ed
  urgenti, veniva reiterata l'imposizione di custodia ai proprietari
  di bovini all'interno delle loro aziende;

   nonostante  le  diverse ordinanze sindacali,  emanate  dai  primi
  cittadini  che  si  sono  succeduti negli anni,  il  problema  del
  pascolo  abusivo  e  delle mucche vaganti  allo  stato  brado  sul
  territorio  del  Comune  di Monterosso  Almo  rimane  a  tutt'oggi
  irrisolto;

   gli   animali  vaganti,  sprovvisti  dei  marchi  auricolari   di
  riconoscimento, continuano a devastare le coltivazioni  nei  fondi
  privati  e  occupano  le  strade del Comune  di  Monterosso  Almo,
  arrecando serio pericolo alla circolazione;

   la   presenza   sul  territorio  di  animali  che   non   vengono
  regolarmente sottoposti ai previsti controlli veterinari, può  dar
  luogo a problemi sanitari per la collettività e la zootecnia;

   ritenuto che:

   le lamentele dei cittadini si sono manifestate senza soluzione di
  continuità, fino ad arrivare all'azione eclatante messa in atto da
  un  abitante  di  Monterosso Almo che, per  protestare  contro  la
  situazione in atto, si è incatenato a fianco del palazzo comunale;

   in  data  19  agosto 2009 si è svolto, in seduta straordinaria  e
  urgente,  una  seduta  di Consiglio comunale aperta  al  pubblico,
  avente  come  ordine del giorno 'Pascolo abusivo e mucche  vaganti
  nel  territorio  di Monterosso Almo', che ha fatto registrare  una
  presenza numerosissima di cittadini;

   l'annoso problema del pascolo abusivo e delle mucche vaganti allo
  stato brado sul territorio del Comune di Monterosso Almo è rimasto
  irrisolto  per  troppo  tempo,  nonostante  gli  interventi  degli
  amministratori locali per quanto rientra nelle loro  competenze  e
  possibilità;

   si  evidenzia  per i possessori di fondi privati  nel  Comune  di
  Monterosso  Almo  una  palese  violazione  del  loro  diritto   di
  proprietà, tutelato dalla Costituzione;

   per  sapere  quali  iniziative  intendano  mettere  in  atto  per
  ripristinare  la totale legalità a Monterosso Almo e garantire  ai
  suoi  cittadini  il  pieno  esercizio  del  diritto  di  proprietà
  tutelato dalla Costituzione». (733)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

                                       AMMATUNA - INCARDONA - RAGUSA

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  alla  Presidenza,
  premesso che:

   con i fondi della legge n. 433 è stato finanziato il progetto per
  la  realizzazione  della  nuova sede del Comando  provinciale  dei
  Vigili del fuoco a Siracusa;

   l'importo dei lavori è pari a euro 6.713.939, 69;

   i  lavori  sono  stati aggiudicati in data 3 ottobre  2007  e  si
  dovevano concludere entro il 30 gennaio 2010;

   l'attuale Comando provinciale, oramai vetusto, non è in grado  di
  assolvere, nel rispetto delle norme sulla sicurezza sul  posto  di
  lavoro,  ai  compiti  istituzionali per cui venne  realizzato  nei
  lontani anni '60;

   recentemente, a causa di un infortunio sul lavoro, un vigile  del
  fuoco è morto in caserma mentre si eseguivano spostamenti di mezzi
  all'interno del piccolissimo cortile;

   considerato che:

   i   lavori,  anziché  essere  nella  fase  della  loro   naturale
  conclusione,   sono  invece  ancora  agli  inizi,  essendo   stati
  realizzati solo una parte dei solai e dei pilastri;

   continuando con questo ritmo, si rischia di ritardare di parecchi
  anni  la consegna dei lavori, mettendo così a repentaglio la  vita
  di coloro che sono impegnati nello svolgimento delle loro mansioni
  all'interno della caserma, senza considerare altresì la situazione
  di oggettivo discredito in cui si vengono a trovare coloro i quali
  devono  vigilare  sul rispetto delle norme sulla sicurezza  presso
  enti pubblici e privati;

   per sapere:

   quali iniziative intendano intraprendere per assicurare la celere
  conclusione  dei  lavori  e  per  recuperare,  nei  limiti   delle
  possibilità  umane,  questo insopportabile  e,  per  certi  versi,
  inspiegabile ritardo;

   se  non  ritengano  utile  nominare un commissario  ad  acta  per
  stabilire  un cronoprogramma per la conclusione dei lavori  e  per
  vigilare affinché lo stesso venga rispettato nei minimi dettagli».
  (735)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                           VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per  i  lavori
  pubblici, premesso che:

   nel  mese di novembre del 2008, si è concluso il mandato affidato
  al consiglio d'amministrazione dell'IACP di Messina, presieduto da
  Giuseppe Santalco;

   nel  mese  di dicembre del 2008 l'Assessore regionale dei  lavori
  pubblici,   nelle  more  dell'insediamento  del  nuovo   consiglio
  d'amministrazione, ha nominato un commissario ad acta, insediatosi
  nel mese di gennaio del 2009;

   nel  mese  di  gennaio  del 2009, il Presidente  della  Provincia
  regionale  di  Messina  ha  provveduto a comunicare  alla  Regione
  siciliana  le  designazioni di sua competenza  dei  componenti  il
  consiglio d'amministrazione;

   nel  mese  di marzo del 2009, la Regione siciliana, sempre  nelle
  more  della  conclusione del procedimento di nomina del  consiglio
  d'amministrazione  dell'IACP  di Messina,  ha  ampliato  i  poteri
  dell'avv.  Laface, attribuendogli quelli previsti dalla  legge  ai
  commissari straordinari;

   infine, a distanza di oltre 10 mesi dalla decadenza del consiglio
  d'amministrazione,  l'Assessore regionale per i  lavori  pubblici,
  senza esplicitare le ragioni che hanno determinato l'omessa nomina
  del  consiglio  d'amministrazione, inopinatamente ha  ritenuto  di
  poter  ulteriormente reinsediare un altro commissario (ad  acta  o
  straordinario?);

   la  legge  vigente disciplina specificatamente l'uso  dei  poteri
  sostitutivi  della  Regione siciliana prevedendo,  in  difetto  di
  adeguate  motivazioni,  il  divieto di  reiterazione  di  atti  di
  sostituzione dei legittimi organi mediante la nomina di commissari
  ad acta;

   siffatto  modus  procedendi,  oltre a  costituire  un  gravissimo
  vulnus  delle  prerogative degli enti cui  spetta  il  diritto  di
  indicare   i  componenti  il  consiglio  d'amministrazione   e   a
  determinare  gravissimi ritardi nella programmazione delle  scelte
  amministrative  che certamente non possono essere delegate  ad  un
  organo straordinario, rappresenta un  meccanismo' illegittimo  che
  si   sta   risolvendo   nella  violazione   dell'autonomia   delle
  amministrazioni locali costituzionalmente garantita e dei principi
  generali dell'ordinamento;

   il  principio  di legalità esige che il titolare del  potere  sia
  quello, e quello soltanto, individuato dalla norma;

   anche   altre   istituzioni  cittadine,  senza  alcuna   ragione,
  risultano affidate alla gestione di commissari regionali;

   per sapere:

   se  non ritengano, con la massima urgenza, atteso il reiterato  e
  distorto  (ab)uso,  in difetto del necessario  inadempimento,  dei
  poteri   sostitutivi   attribuiti  alla  Regione   siciliana,   di
  provvedere    all'immediata    ricostituzione    del     consiglio
  d'amministrazione  dell'IACP di Messina, mediante  la  nomina  dei
  componenti già designati dagli enti competenti;

   se non ritengano, comunque, di dover esplicitare, immediatamente,
  le ragioni che hanno determinato il gravissimo ritardo, indicando,
  in  tal caso, gli eventuali atti e/o provvedimenti posti in essere
  dalla   Regione  siciliana  tendenti  a  ripristinare   la   piena
  legittimità dell'organo». (738)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                            BUZZANCA

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   con  decreto del Presidente del Consiglio del 29 ottobre  2002  è
  stato   dichiarato   lo   stato  di   emergenza,    in   relazione
  all'attività sismica-vulcanica che ha colpito il territorio  della
  Provincia  di  Catania, ed in particolare per i  Comuni  di  Santa
  Venerina, Acireale, Giarre, Linguaglossa, Castiglione di  Sicilia,
  Milo,  Sant'Alfio,  Piedimonte Etneo, Zafferana Etnea,  Acicatena,
  Nicolosi, Belpasso, Ragalna;

   con  le  ordinanze di protezione civile n. 3254 del  29  novembre
  2002, n. 3278 del 10 aprile 2003 e con il decreto-legge 4 novembre
  2002,  n.  245, convertito in legge n. 286 del 2002, il Presidente
  della  Regione è stato nominato commissario delegato e sono  state
  avviate le fasi della ricostruzione;

   rilevato che:

   in ottemperanza ai dispositivi normativi, il commissario delegato
  ha provveduto ad emanare le direttive dell'11 giugno 2003 e del 20
  dicembre   2005   per  la  ricostruzione  degli  edifici   privati
  danneggiati  o  distrutti  dagli  eventi  sismici  e,  tramite  il
  Dipartimento regionale della Protezione civile, sentiti i  Sindaci
  dei  Comuni  interessati, ha provveduto a redigere  il  'Piano  di
  rientro   nell'Ordinario   per   la  ricostruzione,   riparazione,
  adeguamento delle strutture danneggiate';

   il  piano  di  ricostruzione  prevede  interventi  suddivisi  per
  priorità a seconda dell'urgenza e del livello di danneggiamento;

   rilevato altresì che:

   per  la  sola  priorità 1, sono stati finanziati  interventi  per
  l'edilizia  privata per un importo di euro di  circa  65  milioni,
  mentre  rimane  da finanziare ancora il 30% per un  fabbisogno  di
  circa 27 milioni di euro;

   per  l'edilizia e le infrastrutture pubbliche sono stati fino  ad
  ora finanziati circa 70 milioni di euro, mentre restano ancora  da
  finanziare circa euro 55 milioni;

   considerato che:

   gli  importi necessari, riferiti alla sola priorità 1,  ammontano
  complessivamente a circa euro 82 milioni;

   tali  necessità  sono  scaturite dagli incontri  tenutesi  fra  i
  Sindaci  dei Comuni interessati, anche alla presenza di componenti
  della deputazione regionale;

   sottolineato che i Sindaci, nonostante gli impegni profusi  dagli
  Uffici di Protezione civile, a cui va un ampio riconoscimento  per
  l'attività  prestata, ritengono che l'assegnazione di dette  somme
  sia   assolutamente  necessaria  per  superare   le   prime   fasi
  dell'emergenza;

   ritenute  del  tutto  legittime le istanze  degli  amministratori
  locali e condividendo l'urgenza di dare risposte alla cittadinanza
  soprattutto  relativamente alla ripresa delle attività  produttive
  nel territorio;

   per sapere quali strumenti intenda adoperare affinché si attivino
  utilmente  ed  opportunamente tutte  le  iniziative  necessarie  a
  reperire  le  risorse  che  consentano  di  superare  le  fasi  di
  emergenza e permettano alle amministrazioni di attivare i percorsi
  virtuosi che assicurino il rientro nell'ordinarietà». (739)

                                                             D'ASERO

   PRESIDENTE.  Avverto  che  le  interrogazioni  testé   annunziate
  saranno inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interpellanze presentate.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il  turismo,  le
  comunicazioni e i trasporti, premesso che:

   recenti   articoli   di   stampa  hanno  richiamato   l'attenzione
  dell'opinione pubblica sulla dismissione delle società partecipate,
  direttamente dalla Regione o indirettamente in quanto di  proprietà
  di  società  pubbliche  regionali, e tra queste  quelle  costituite
  nell'ultimo decennio dall'AST s.p.a.(Azienda siciliana trasporti);

   nonostante   la  più  volte  dichiarata  intenzione  del   Governo
  regionale  di  procedere alla riduzione del  numero  delle  società
  direttamente  partecipate e/o alla dismissione,  mediante  cessione
  delle  quote  detenute nelle altre società, poco o nulla  ancora  è
  stato  fatto,  come  nel caso segnalato dalla stampa,  delle  quote
  detenute nella società che gestisce l'hotel Raphael di Palermo,  di
  proprietà  anche  della famiglia dell'ex Presidente  della  Regione
  Cuffaro,  quote  pervenute alla Regione mediante l'acquisizione  di
  'Sviluppo Italia', e che da tempo avrebbero dovuto essere cedute in
  virtù  dell'intesa stipulata con il Ministero dell'Economia e delle
  finanze;

   molte  di  queste società sono in perdita e spesso non  sviluppano
  che  una  minima attività, ed il loro mantenimento appare  più  che
  altro  collegato ad esigenze di tipo politico-clientelare. Vi sono,
  tuttavia,    società   in   attivo,   che   svolgono    un'attività
  significativa,   per   le   quali,   in   controtendenza   rispetto
  all'andamento  generale,  si è proceduto con  molta  rapidità  alla
  vendita, totale o di quote;

   particolare risalto ha avuto, tra gli altri, il caso della società
  'Ionica  trasporti e turismo s.p.a.', anche perché è  noto  che  lo
  scorso  anno, in occasione della cessione della quota del  49%  del
  capitale della società costituita dall'AST nel 2000 ad una  società
  del  gruppo  Montante -fornitrice da decenni di ammortizzatori  per
  autobus  alla stessa AST s.p.a. - si è verificato un aspro  scontro
  tra  il direttore generale del tempo, schierato per la cessione  ad
  ogni  costo, e la Presidenza del consiglio di gestione  di  allora,
  contraria, o comunque perplessa sull'opportunità dell'operazione di
  cessione delle quote, peraltro ad un valore irrilevante;

   la  gara  per la cessione della quota suddetta, infatti,  è  stata
  aggiudicata  all'unica offerta, inviata dalla  società  del  gruppo
  Montante,  per euro 75 mila: molto al di sotto dello stesso  valore
  di  mercato dei 14 autobus, posseduti al tempo della cessione dalla
  società  Jonica, destinataria, inoltre, annualmente di  circa  euro
  700   mila,  quale  corrispettivo  per  il  contratto  di  servizio
  intercorrente  con la Regione, mentre la valutazione della  società
  Jonica non è stata effettuata da primari advisor specializzati,  ma
  da  due  commercialisti,  operanti  nelle  province  di  Trapani  e
  Caltanissetta;  le modalità con cui si è proceduto alle  operazioni
  di   privatizzazione   sono  state,  e   sono,   contestate   dalle
  associazioni  sindacali dei lavoratori, poichè assai  spesso  si  è
  verificato  che l'avvento di privati non ha portato investimenti  e
  seri  progetti  industriali  di sviluppo  delle  società  pubbliche
  dismesse, ma si è rivelato, piuttosto, uno shopping a buon  mercato
  di aziende valide e patrimonializzate, ancorchè sfiancate e ridotte
  al collasso finanziario da gestioni clientelari e politicizzate;

   per conoscere:

   se  il  Governo  della Regione abbia intenzione di procedere  allo
  smantellamento o alla liquidazione del polo pubblico  rappresentato
  dal  gruppo che fa capo all' AST ed alla vendita totale o  parziale
  della  stessa  AST  ed  in caso positivo se intenda  chiedere  agli
  amministratori  della società capofila AST s.p.a. e  delle  società
  del gruppo i piani industriali per l'anno in corso e per il 2010  e
  il  2011,  nonché le relazioni tecniche e finanziarie sul  semestre
  trascorso del corrente anno;

   se  non  ritenga  di  dover nominare ispettori  per  esaminare  la
  gestione  industriale  ed economica degli ultimi  due  anni  e  per
  accertare  le eventuali responsabilità nel caso in cui  emergessero
  profili di cattiva gestione;

   se  non  ritenga  che  la valutazione delle imprese  debba  essere
  affidata  mediante  gara ad evidenza pubblica ad advisor  altamente
  specializzati  anche nelle valutazioni immobiliari, in  quanto  gli
  impianti  industriali posseduti da AST s.p.a.  e  le  aree  su  cui
  insistono a Trapani, Messina, Palermo, Siracusa e Ragusa  hanno  un
  valore commerciale notevolmente superiore a quello riportato  nello
  stato  patrimoniale  della  società,  in  quanto  ubicati  in  zone
  destinate ad edilizia residenziale;

   se,  nel  caso in cui la decisione del Governo fosse di dismettere
  parzialmente  o  totalmente l'AST s.p.a. e  le  altre  società  del
  gruppo, non ritenga necessario adottare esclusivamente procedure di
  gara ad evidenza pubblica, escludendo la frammentazione in lotti  e
  vietando l'aggiudicazione in caso di unica offerta valida;

   con  particolare  riferimento  alla 'Jonica  trasporti  e  turismo
  s.r.l.',  se  e come il Governo intenda procedere, considerato  che
  tra  le  ipotesi che sono state avanzate c'è anche la  fusione  per
  incorporazione nella società AST, attraverso cui si attuerebbe - in
  modo  surrettizio ed illegittimo, in quanto senza gara  pubblica  -
  l'ingresso di una società privata, attualmente proprietaria del 49%
  delle   quote  della  società  partecipata  Jonica,  nel   capitale
  azionario  di  minoranza di AST s.p.a., in una posizione  giuridica
  privilegiata, poiché assistita dal diritto di prelazione,  rispetto
  ad   altri  possibili  imprenditori,  che  pure  potrebbero  essere
  interessati  all'acquisizione dell'AST s.p.a.  e  con  essa  di  un
  ingente e sottostimato patrimonio immobiliare». (68)

          (L'interpellante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                          MATTARELLA

   «Al  Presidente della Regione, premesso che, a seguito di  ricorso
  presentato  da  diversi  funzionari  direttivi,  il  Consiglio   di
  giustizia  amministrativa per la Regione  siciliana  ha  emesso  la
  decisione   n.   488/2009   con   la   quale   ha   statuito    che
  l'Amministrazione regionale è obbligata ad assumere,  entro  trenta
  giorni,  decorrenti dalla notificazione della decisione stessa,  le
  determinazioni espresse, in risposta alla richiesta formulata dagli
  interessati   di  istituire  l'area  autonoma  della  vicedirigenza
  prevista dall'art. 17 bis del decreto legislativo n. 165/2001;

   la   decisione  del  CGA,  come  è  noto,  verte  sul   principio,
  incontrovertibile  e  non  eludibile,  che  la  norma  statale,  in
  mancanza  di  previsioni regionali in materia,  trova  applicazione
  nella  Regione Siciliana in virtù del generale rinvio  dinamico  di
  cui  all'art.  1,  comma 2, della l.r. 15 maggio  2000,  n.  10  e,
  pertanto,  non  può non applicarsi anche in Sicilia tale  principio
  statuito  dalla  legge e riaffermato dal Tribunale  Amministrativo,
  dovendo   attivare,  l'Amministrazione  regionale,   le   procedure
  previste  dalla  stessa  legge  nazionale  e  cioè  l'avvio   della
  contrattazione  collettiva  per  determinare,  nel  rispetto  delle
  previsioni  della  norma nazionale ribadite dalla stessa  decisione
  del CGA, l'istituzione dell'area della vicedirigenza;

   nessuna altra valutazione ex post può essere sollevata al riguardo
  sulla  questione da parte dell'Amministrazione regionale  che,  per
  inciso,  è  risultata soccombente nel giudizio de qua,  dovendo  al
  contrario rispettare pedissequamente la decisione del Consiglio  di
  giustizia   amministrativa,  applicando  la  previsione   normativa
  nazionale  nel proprio ordinamento e con ciò tutelando  il  diritto
  riconosciuto  ai  ricorrenti  funzionari  direttivi  che  ne  hanno
  chiesto    l'applicazione,   nonché   a    tutti    i    dipendenti
  dell'Amministrazione regionale e degli enti di cui all'art. 1 della
  legge  regionale  n. 10 del 2000 a cui si applica  la  stessa  l.r.
  10/2000  e lo stesso CCRL, che compongono la potenziale platea  dei
  soggetti  aventi  diritto  ad  essere  inquadrati  nell'area  della
  vicedirigenza;

   senonché,  la Giunta di Governo, come è pur noto alla  S.V.  On.le
  interpellata,  pur  nei  termini dei trenta  giorni  fissati  dalla
  decisione  del  CGA, ha tuttavia adottato un atto di  indirizzo  di
  attuazione  della  stessa  decisione  del  CGA,  da  valere   quale
  direttiva  per l'ARAN Sicilia, che, di fatto, interdice e impedisce
  la  piena  applicazione della stessa decisione del CGA di  cui  pur
  dice  di  prendere  atto, e, quindi, di fatto  elude  la  normativa
  nazionale,  viola il principio del rinvio dinamico di cui  all'art.
  1,  comma 2, della l.r. 15 maggio 2000, n. 10 e calpesta il diritto
  dei  dipendenti ricorrenti nonché di tutti i soggetti aventi titolo
  che,  proprio  dalla decisione del CGA più volte  richiamata,  sono
  stati tutelati;

   infatti,  la  Giunta di Governo, con la delibera  n.  212  del  27
  giugno  2009,  scrive che, pur nel  prendere atto  della  decisione
  emessa  dal  Consiglio di Giustizia Amministrativa per  la  Regione
  Siciliana  n.  488/2009   e  fornire  all'ARAN  Sicilia  l'atto  di
  indirizzo   necessario  all'applicazione della  normativa  statale,
  tuttavia,   con  un  fare  sofistico  e  bizantino,   dà    mandato
  all'Assessore regionale con delega alla Presidenza di  assumere  le
  necessarie  iniziative,  anche  a  carattere  legislativo,  per  la
  riorganizzazione del settore del pubblico impiego regionale  ed  in
  tale    ambito    prevedere   forme   opportune   per    addivenire
  all'istituzione della vicedirigenza contestualmente all'esaurimento
  della   terza   fascia  dirigenziale  e  compatibilmente   con   le
  disponibilità finanziarie di bilancio , con ciò accogliendo in toto
  la  relazione  che  il Dipartimento regionale  del  personale,  dei
  servizi  generali,  di  quiescenza, previdenza  ed  assistenza  del
  personale  della Regione ha predisposto e trasmesso al riguardo  il
  26 giugno 2009, con prot. n. 113765 e che, sotto la lettera  A',  è
  allegata alla stessa delibera di Giunta 212/2009;

   come  dire:  ciò che stabilisce la legge (rinvio dinamico  di  cui
  all'art.  1, comma 2, della l.r. 15 maggio 2000, n. 10) e statuisce
  il  Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione  siciliana
  (decisione  n. 488/2009), una relazione d'ufficio può interdire  ed
  eludere  ancorandone l'applicabilità, addirittura  alla  ricorrenza
  contestuale e contemporanea di altre condizioni che la stessa legge
  e  sentenza non dettano, né prevedono. Così si disapplica, di fatto
  e  si rinvia sine die, l'applicazione della normativa statale anche
  nella  Regione siciliana. Non vi è chi non veda, infatti, che  tale
  modo di relazionare e amministrare è grave perché lesivo di diritti
  riconosciuti nonché limitativo della potestà esclusiva della  legge
  e  dei  tribunali  chiamati  a  dirimerne  l'interpretazione  e  la
  corretta applicazione, così come rispettosamente è avvenuto;

   ed  infatti,  a leggere la decisione adottata dal CGA  (del  resto
  attentamente letta dagli stessi uffici preposti, non poteva  essere
  altrimenti )  nonché  la stessa normativa nazionale  di  cui  si  è
  ottenuto  l'applicazione  in Sicilia,  a  nessuna,  dicasi  nessuna
  contestualità  e connessione di altre condizioni che prima  debbono
  tutte  verificarsi,  è  agganciata  l'istituzione  dell'area  della
  vicedirigenza.  Essa si applica, tout court e  fin  da  subito  nel
  rispetto  della  legge  nazionale  e  così  come  essa  prevede   e
  prescrive;

   cioè  a  dire,  per mera chiarezza e intelligenza  espositiva,  la
  norma nazionale - che qui si omette di citare - di cui la decisione
  del  CGA  sancisce  l'applicazione in Sicilia, non  subordina  tale
  applicazione.  Si  cita testualmente dalla delibera  di  Giunta  n.
  212/2009:

     - alle necessarie iniziative, anche a carattere legislativo, per
  la  riorganizzazione del settore del pubblico impiego regionale  ed
  in   tale   ambito   prevedere  forme  opportune   per   addivenire
  all'istituzione della vicedirigenza;
   - al contestuale esaurimento della terza fascia dirigenziale;
   -   alla   compatibilità  con  le  disponibilità  finanziarie   di
  bilancio. ;

   condizioni  tutte,  queste, che seppure  possono  avere  una  loro
  ratio,  tuttavia, esulano dalla fattispecie che qui  si  argomenta,
  perché   tale   fattispecie  riguarda  -   è   bene   ribadirlo   -
  l'applicazione   della   legge  e  il   suo   rispetto,   cioè   il
  riconoscimento  di un diritto riconosciuto come tale  che,  quindi,
  non può essere né eluso né mortificato;

   solo  nell'ambito  del pieno riconoscimento di tale  diritto  e  a
  partire anzi da tale riconoscimento sia saggia l'Amministrazione ad
  approntare  tutte  quelle iniziative utili ed anche  necessarie  ad
  armonizzare  e  riorganizzare  il  settore  del  pubblico   impiego
  regionale, a rendere compatibili le diverse articolazioni  di  aree
  nonché ad operare anche le necessarie compatibilità di bilancio;

   ma,   tutto   ciò,  non  può  essere  utilizzato   per   interdire
  l'applicazione di una norma che, ope legis, a causa del suo  rinvio
  dinamico,  deve essere applicata a prescindere, non  potendosi  far
  gravare  sui potenziali vicedirigenti aventi diritto i guasti  e  i
  costi  di una macchina amministrativa regionale appositamente  così
  concepita  e che oggi merita veramente una profonda riforma.  Ma  a
  partire da non prima di

   per   conoscere   il   reale  intendimento   del   Governo   circa
  l'applicazione  o  meno,  della decisione  Consiglio  di  Giustizia
  Amministrativa per la Regione siciliana n. 488/2009 e,  quindi,  di
  istituire  o  meno  l'area  autonoma della vicedirigenza,  prevista
  dall'art.  17  bis del decreto legislativo n. 165/2001  di  cui  al
  rinvio dinamico all'art. 1, comma 2, della l.r. 15 maggio 2000,  n.
  10». (69)

                                                             FARAONE

   PRESIDENTE.   Avverto  che,  trascorsi  tre  giorni   dall'odierno
  annunzio senza che il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione,  le
  interpellanze si intendono accettate e saranno iscritte  all'ordine
  del giorno per essere svolte al loro turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   numero 143 «Interventi urgenti a favore dello stabilimento FIAT di
  Termini Imerese (PA)», degli onorevoli Caputo,  Pogliese,  Falcone,
  Vinciullo e Aricò, presentata l'8 settembre 2009;

   numero  144  «Interventi  contro i  tagli  prodotti  nella  scuola
  pubblica  dalla  legge Gelmini», degli onorevoli  Oddo,  Cracolici,
  Panarello,  Marziano,  Rinaldi,  Picciolo,  Mattarella,   Ammatuna,
  Apprendi,   Barbagallo,  Bonomo,  De  Benedictis,   Di   Benedetto,
  Digiacomo,   Di  Guardo,  Donegani,  Faraone,  Ferrara,   Fiorenza,
  Galvagno,  Gucciardi,  Laccoto, Lupo, Marinello,  Panepinto,  Raia,
  Speziale, Termine, Vitrano, presentata il 14 settembre 2009. Ne  do
  lettura:

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la  FIAT  è  indubbiamente la più significativa realtà industriale
  del  nostro Paese e che lo stabilimento di Termini Imerese (PA)  ed
  il  suo  indotto rappresentano un polo importante per  la  Sicilia,
  anche in ragione dei profili occupazionali garantiti;

   il rilevante processo di internazionalizzazione in cui è impegnato
  il  management  di  FIAT  non  può  compromettere  la  sorte  degli
  stabilimenti  italiani  ed  in particolare  di  quello  di  Termini
  Imerese;

   non  si  condivide l'annunzio dell'amministratore  delegato  FIAT,
  Sergio Marchionne - espresso nell'incontro del 18 giugno 2009 -  di
  pensare  ad una riconversione dello stabilimento di Termini Imerese
  dal 2011, ipotizzando altre ed imprecisate produzioni;

   il  dibattito  politico-sociale-economico, negli ultimi  anni,  ha
  riconfermato  -  senza confini di parte politica -  che  sussistono
  tutte  le condizioni per continuare a garantire, per il futuro,  il
  mantenimento  produttivo  del polo di Termini  Imerese  in  ragione
  anche  del  varo, a far data dal 2010, dell'area di libero  scambio
  nell'intero  bacino  del  Mediterraneo,  che  aprirebbe   nuovi   e
  significativi mercati;

   Termini Imerese, per la sua collocazione strategica e per la  rete
  infrastrutturale, già esistente e funzionante e/o programmata ed in
  corso  di  definizione,  può  offrire  condizioni  importanti   per
  lavorare  ad un reale rilancio dello stabilimento FIAT  e  del  suo
  indotto,

                   impegna il Governo della Regione

   ad attivarsi presso il Governo nazionale a promuovere, nell'ambito
  del  confronto  già aperto con il management di  FIAT,  ogni  utile
  iniziativa  sia  per garantire la produzione di 1.600.000  auto  in
  Italia,  sia per rilanciare lo stabilimento FIAT di Termini  ed  il
  suo  indotto, ricercando ogni possibile misura di sostegno  a  tale
  percorso,  così  da  poter indirizzare il confronto  con  FIAT  per
  garantire,  a  far  data  dal 2011, il subentro  di  nuovi  modelli
  all'attuale produzione del modello 'Y';

   a  ricercare le opportune convenienze e le consequenziali  risorse
  finanziarie  da  offrire al confronto con FIAT per  continuare  una
  missione   produttiva  nello  stabilimento  di   Termini   Imerese,
  accelerando   i   processi   di  infrastrutturazione   del   nostro
  territorio,  a  partire  dal porto e dall'interporto,  che  possono
  contribuire  ad  abbattere i costi di trasporto da sempre  indicati
  quale elemento critico della produzione a Termini Imerese;

   a  promuovere, comunque, un progetto di rilancio che trasformi  lo
  stabilimento  di  Termini  Imerese  da  realtà  di  assemblaggio  a
  struttura  veramente produttiva, così come indicato nel  'Piano  A'
  proposto da FIAT nel 2008, che prevedeva, proprio per centrare tale
  obiettivo,  la  realizzazione di nuovi    capannoni industriali  da
  dedicare all'allocazione della produzione di nuovi modelli  ed  una
  significativa  implementazione dell'indotto,  anche  attraverso  la
  realizzazione  dei cicli produttivi degli stampati e delle  presse.
  Per  l'attuazione  di  tale progettualità, che  comunque  serve  al
  territorio  imerese, si può far ricorso all'utilizzo delle  risorse
  finanziarie  derivanti  dal  FAS ed  attivarsi,  nell'ambito  delle
  proprie  competenze,  affinché  la  Regione  siciliana  valuti   la
  possibilità di utilizzare i fondi comunitari residui del  Programma
  operativo  regionale 2000-2007 e i nuovi fondi della programmazione
  2007-2013». (143)

                            CAPUTO-POGLIESE-FALCONE-VINCIULLO-ARICO'

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che

   il  Governo nazionale ha posto in essere diversi provvedimenti che
  hanno prodotto notevoli tagli agli organici della scuola pubblica;

   il  taglio degli organici previsti dalla legge n. 133 del 2008  ha
  prodotto   una  gravissima  diminuzione  degli  incarichi   annuali
  attribuiti al personale docente ed ATA;

   la  situazione è resa ancor più grave dal blocco del turn over che
  ha  interessato oltre 30.000 dipendenti che, a partire  dall'1   di
  settembre 2009, sono andati in pensione;

   i tagli complessivi ammontano ad oltre 40.000 posti di lavoro;

   il  numero  degli incarichi annuali attribuiti nel  corrente  anno
  scolastico  è  minore  del  previsto,  stante  che  non   è   stato
  predisposto  alcun  limite alle assegnazioni provvisorie,  tanto  è
  vero  che  per molte classi di concorso, più del 90% delle cattedre
  sono state attribuite come assegnazione provvisoria;

   la  riduzione degli incarichi a favore dei soggetti inseriti nelle
  graduatorie  dei  docenti e nei diversi profili del  personale  ATA
  rappresenta  un  licenziamento di massa che non ha  precedenti  nel
  pubblico impiego;

   la  Sicilia è la Regione più colpita dai tagli voluti dal  Governo
  nazionale, visto che nell'anno scolastico 2009-2010 ci saranno  ben
  5.500 posti in meno rispetto al precedente;

   detti  tagli pregiudicano la qualità sia funzionale che  didattica
  della  scuola  pubblica  siciliana e, di  fatto,  impediscono  agli
  alunni  ed alle famiglie di giovarsi di un modello d'istruzione  in
  linea  con  i  tempi,  che richiede sempre  maggiori  conoscenze  e
  capacità per concorrere nel sistema globale;

   la  riduzione  degli  organici, inoltre,  compromette  il  diritto
  all'istruzione ed all'integrazione degli alunni diversamente abili,
  i    quali    verranno   nella   stragrande   maggioranza   privati
  dell'insegnante di sostegno;

   a  seguito  della  predetta riduzione dei posti, contravvenendo  a
  qualsivoglia norma sulla sicurezza nelle scuole, le classi potranno
  essere composte da ben 35 alunni con la presenza, anche, di quattro
  discenti diversamente abili;

   nel  decreto  c.d.  'salva precari', di fatto,  si  introduce  una
  formula  di cassa integrazione, che assieme ad altre misure tampone
  -  peraltro previste per i soli docenti - rappresenta un palliativo
  destinato  a  non  risolvere  i  problemi  della  scuola   pubblica
  siciliana,  mortificante per i docenti ed il personale ATA  escluso
  dalle nomine;

   compito primario del Governo regionale è quello di salvaguardare i
  legittimi interessi dei cittadini siciliani, i quali hanno  diritto
  ad  una  scuola  pubblica  adeguata e funzionale  e  ad  un  lavoro
  dignitoso per sè e per le proprie famiglie;

   tale  obiettivo può essere conseguito solo ponendo in  essere  una
  battaglia  volta ad ottenere il ripristino dei posti dei docenti  e
  del personale ATA tagliati, sbloccando il turn over, contingentando
  l'uso  delle assegnazioni provvisorie ed assicurando la nomina  dei
  docenti  di sostegno in numero sufficiente a garantire l'assistenza
  a tutti gli alunni diversamente abili,

                   impegna il Governo della Regione
       e per esso l'Assessore per i beni culturali e ambientali
                     e per la pubblica istruzione

   ad  attivarsi  nei  confronti del Governo  nazionale  al  fine  di
  ottenere  lo  stanziamento  dei fondi  necessari  alla  nomina  del
  personale docente ed ATA che, nel corrente anno scolastico, è stato
  escluso  dalle  nomine  annuali o sino al  termine  delle  attività
  didattiche;

   ad agire per determinare lo sblocco del turn over, onde consentire
  che  la collocazione in quiescenza del personale, con la successiva
  riduzione   dell'organico,  non  si  trasformi  in  un  esorbitante
  licenziamento  dei precari che da anni svolgono il  proprio  lavoro
  con passione e professionalità;

   ad   considerare   prioritaria  la  vertenza   scuola   siciliana,
  utilizzando i fondi europei previsti dall'accordo Stato  -  Regione
  al fine di ampliare gli ammortizzatori sociali a tutti i lavoratori
  che negli anni hanno lavorato nella scuola pubblica;

   ad   intraprendere   una   decisa  iniziativa,   affinché,   venga
  abbandonato  il  progetto del Governo nazionale volto  a  porre  in
  essere un processo di graduale privatizzazione del sistema pubblico
  scolastico». (144)

      ODDO-CRACOLICI-PANARELLO-MARZIANO-RINALDI-PICCIOLO-MATTARELLA-
  AMMATUNA-APPRENDI-BARBAGALLO- BONOMO-DE BENEDICTIS-DI BENEDETTO-DI
       GIACOMO-DI GUARDO-DONEGANI-FARAONE-FERRARA-FIORENZA-GALVAGNO-
   GUCCIARDI-LACCOTO-LUPO-MARINELLO-PANEPINTO-RAIA-SPEZIALE-TERMINE-
                                                             VITRANO

   Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno della
  seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.

    Comunicazione relativa alla mozione numero 105 e all'ordine del
                           giorno numero 140

   PRESIDENTE. Comunico che:

   -  in  riferimento alla mozione n. 105  Interventi per contrastare
  la   crisi   economica  internazionale  attraverso   una   gestione
  efficiente delle risorse della Regione',  presentata dall'onorevole
  Cracolici  ed altri e approvata dall'Assemblea nella seduta  n.  81
  del  2  aprile  2009, la Presidenza della Regione ha espresso,  con
  nota  del   30  luglio  2009 (pervenuta il 5  agosto  successivo  e
  protocollata  al   n. 6635 Aula-PG del 6 agosto 2009),  valutazioni
  relative alla tematica oggetto della mozione stessa;
   - in riferimento all'ordine del giorno n. 140  Dichiarazione dello
  stato  di  calamità naturale nel settore viticolo ed interventi  di
  trattamento  per  via  aerea  contro  la  peronospora',  presentato
  dall'onorevole  Caputo  ed altri è accettato  come  raccomandazione
  nella  seduta  n.  88  del  29-30  aprile  2009,  l'Assessore   per
  l'agricoltura  e  le  foreste, con nota dell'8 settembre  2009,  ha
  fornito informazioni al riguardo.

   Avverto,  che  le suddette note sono consultabili  nelle  apposite
  rispettive banche dati informatizzate, accessibili anche  dal  sito
  internet  dell'Assemblea. Gli atti citati sono altresì  disponibili
  presso l'Archivio del Servizio Lavori d'Aula.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


        Comunicazione delle determinazioni della Conferenza dei
                              Presidenti
                        dei Gruppi parlamentari

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che  la  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari, riunitasi oggi  15  settembre
  2009,  sotto  la  presidenza  del  Presidente  dell'ARS,  onorevole
  Cascio,  presente  il  Vicepresidente,  onorevole  Oddo,   con   la
  partecipazione dell'Assessore per il Bilancio, onorevole Di  Mauro,
  ha   definito   all'unanimità  la  seguente   agenda   dei   lavori
  parlamentari per la corrente sessione:

   Le  Commissioni  si  riuniranno nella presente settimana  e  nella
  successiva compatibilmente con i lavori d'Aula secondo il  seguente
  prospetto:
   la  Commissione Bilancio  per l'esame del rendiconto, del  disegno
  di legge di assestamento del bilancio e del DPEF;
   la  Commissione  speciale per la  revisione e  l'attuazione  dello
  Statuto  della  Regione, per l'espressione  del  parere,  ai  sensi
  dell'articolo  41  ter  dello  Statuto,  sulle  proposte  di  legge
  costituzionale   frattanto pervenute, tenuto conto  della  scadenza
  del termine (30 settembre);
   le  Commissioni  III e IV  per l'esame congiunto  del  disegno  di
  legge  n.  281/A   Disposizioni per l'utilizzo  delle  agevolazioni
  creditizie  in  favore delle cooperative edilizie ,  rinviato  alle
  stesse  come  da  comunicazione  della Presidenza resa  nell'ultima
  seduta d'Aula prima della pausa estiva;
   la  Commissione I per l'esame del disegno di legge n. 379, recante
  SDisposizioni  sulla  partecipazione  della  Regione  al   processo
  normativo dell'Unione europea, sulle procedure di esecuzione  degli
  obblighi comunitari e di attuazione delle politiche comunitarie ;
   la   Commissione  VI  per  l'esame  del  disegno  di  legge  sulle
  professioni  sanitarie (n. 151  Istituzione delle  Unità  operative
  delle professioni sanitarie );
   la   competente Commissione  per l'esame  del disegno di legge  in
  materia  di  lavoro (n. 349  Disposizioni per agevolare  l'incontro
  tra domanda e offerta di lavoro ).

   L'Aula terrà seduta:
   -  dal 23 al 24 settembre per lo svolgimento di attività ispettiva
  e  per la discussione unificata delle mozioni  riguardanti  il tema
  dei tagli alla scuola pubblica;
   -  dal  29 settembre p.v.  per la discussione dei disegni di legge
  frattanto  esitati   e  per un dibattito sul tema  dei  rifiuti  in
  Sicilia.

   Non sorgendo osservazioni, è approvata.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


     Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
                  Turismo, comunicazioni e trasporti'

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Svolgimento  di  interrogazioni e di  interpellanze  della  rubrica
   Turismo, comunicazioni e trasporti'.
   Si procede con l'interpellanza numero 1 «Riordino dei collegamenti
  tra  la  Sicilia  e  le  isole minori. Potenziamento  delle  tratte
  esistenti e programmazione delle tratte Trapani-Isole Eolie, Mazara
  del   Vallo-Pantelleria   e   Mazara  del   Vallo-Isole   Pelagie»,
  dell'onorevole Gucciardi.
   Per assenza dall'Aula del firmatario, decade.
   Si    passa   all'interrogazione   numero   20   «Notizie    sulla
  privatizzazione sostanziale delle aziende termali di Sciacca (AG) e
  Acireale (CT)», degli onorevoli Di Benedetto e Marinello.
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della Regione, all'Assessore  alla  Presidenza  e
  all'Assessore  per  il  turismo, le comunicazioni  e  i  trasporti,
  premesso che:

   la  Regione  (con la legge numero 10 del 1999) ha  deciso  che  le
  aziende  autonome  delle  terme  di  Sciacca  e  Acireale   -   che
  sopravvivevano  grazie  ai contributi a pareggio  della  Regione  -
  dovevano essere privatizzate ma che a quasi 10 anni da quella  data
  quell'obiettivo non si è ancora realizzato;

   l'ordine di problemi connessi al processo di privatizzazione,  che
  dall'inizio di questa vicenda abbiamo davanti, sono sempre  di  due
  tipi:  uno  riguarda  il personale impegnato e  l'altra  il  futuro
  dell'azienda;

   ritenendo:

   grave  e  paradossale che malgrado sia stato  istituito  un  ruolo
  speciale (legge regionale numero 119 del 2004 poi modificata con la
  legge  regionale  numero 11 del 19.4.2007) e dopo che  siano  stati
  avvistati  e  risolti  tutti i problemi di copertura,  non  si  sia
  proceduto all'avvio concreto di questo strumento;

   altrettanto grave che l'ufficio legislativo e legale della Regione
  debba   ancora   valutare   l'eventuale  violazione   delle   norme
  comunitarie  da  parte  della  legge approvata  nell'aprile  scorso
  dall'ARS;

   constatato  il  rimpallo  di  responsabilità  tra  assessorati   e
  consiglio   d'amministrazione  delle  terme  di   Sciacca   S.p.A.,
  responsabile di non aver comunicato nelle forme dovute  quantità  e
  qualità  del  personale  ex azienda autonoma  delle  terme  di  cui
  intenderebbe  avvalersi, nonostante il legislatore abbia  fatto  la
  previsione  economica per l'intero organico ed avendo i  lavoratori
  manifestato  la loro indisponibilità alla utilizzazione  presso  la
  S.p.A.;

   per  sapere  se  e quali ulteriori atti normativi o  autorizzativi
  occorrano  per  dare  il  via alla concreta istituzione  del  ruolo
  unico;

   se  non  ritengano  opportuno, a 3 anni dalla  costituzione  delle
  S.p.A.  e  constatato che nessun passo concreto  è  stato  fin  qui
  operato  in direzione della effettiva privatizzazione delle  terme,
  procedere  allo  scioglimento delle stesse ed  alla  nomina  di  un
  commissario  straordinario per le aziende autonome  di  Sciacca  ed
  Acireale  con il mandato di procedere, attraverso normali procedure
  di  evidenza  pubblica,  alla selezione di un  partner  privato  di
  comprovata solidità e professionalità cui affidare il rilancio  del
  settore termale». (20)

   Ha facoltà di parlare l'assessore per il turismo, le comunicazioni
  ed i trasporti, onorevole Strano, per fornire la risposta.

   STRANO, assessore per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti.
  Signor  Presidente, vorrei preliminarmente comunicare all'Aula  che
  sono  tutte  interrogazioni, tranne una, riguardanti il periodo  in
  cui  fu  assessore il collega onorevole Bufardeci, ma è  stato  mio
  dovere  rispondere  a tutte. Gli uffici mi hanno predisposto  delle
  risposte  e  spero  di essere esaustivo e che mi vengano  perdonate
  delle incertezze od inesattezze.
   Relativamente all'interrogazione numero 20 dell'onorevole  Giacomo
  di  Benedetto,  circa  l'istituzione di un ruolo  speciale  per  il
  personale  delle  aziende autonome delle  Terme  di  Sciacca  e  di
  Acireale,   si   comunica  che,  così  come  già  riscontrato   per
  l'interrogazione  a firma dell'onorevole Raia  con  nota  prot.  n.
  606/S.2  Tur  del  20 novembre 2008, lo stesso  è  stato  istituito
  presso  il  competente Dipartimento al Personale  della  Presidenza
  della Regione Siciliana a far data 1  ottobre 2008.
   Per  quanto  concerne,  invece, la richiesta dell'interrogante  di
  procedere allo scioglimento delle società Terme di Sciacca e  Terme
  di  Acireale S.p.A., anche se la richiesta può essere in  linea  di
  massima condivisa, si rappresenta che la legge regionale numero  11
  del  19  aprile  2007 impone a questo ufficio un  diverso  percorso
  amministrativo.
   Questo è quanto elaborato dal Dirigente del Servizio, dr. Giuseppe
  Costantino,  che,  tra  l'altro, condivido conoscendo  le  vicende,
  ormai annose, sia di Sciacca che di Acireale.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di parlare l'onorevole Di  Benedetto  per
  dichiararsi    soddisfatto   o   meno   della   risposta    fornita
  dall'Assessore.

   DI  BENEDETTO.  Signor Presidente, Assessore, onorevoli  colleghi,
  credo  ci  sia stata un po' di confusione nella risposta perché  la
  mia  interrogazione non chiede la costituzione del ruolo  speciale,
  come  richiesto  invece  dall'interrogazione  numero  83,  a  firma
  dell'onorevole Raia.
   E'   chiaro   che   stiamo  parlando  e  si  sta  rispondendo   ad
  interrogazioni  presentate più di un anno fa; da  quel  momento  ad
  oggi sono intervenute diverse evoluzioni tant'é che, al momento  in
  cui  è stata presentata l'interrogazione, c'era ancora un Consiglio
  di  Amministrazione in piedi alle Terme di Sciacca, che adesso  non
  c'è  più, essendo stato nominato recentemente un Commissario presso
  le stesse Terme.
   Oggi,  il  problema che si presenta è quello di sapere  con  quale
  mandato è stato nominato questo Commissario, qual è la sua funzione
  e se è stato nominato per ottemperare alla norma.
   Vorremmo  sapere  se  il Commissario procederà  allo  scioglimento
  della  Azienda Terme, che non è la Terme S.p.A, ma è l'Azienda  che
  si  dovrebbe  chiudere e, secondo il mandato  che  è  nella  norma,
  immettere sul mercato le quote azionarie delle Terme S.p.A.
   Il  problema concreto è che la norma nasce dalla constatazione che
  se  non  c'è  una gestione manageriale, se non c'è l'intervento  di
  competenze,  di  conoscenze  del  settore  chiedendo  l'ausilio  di
  soggetti  anche  fuori dalla nostra nazione per il  rilancio  delle
  terme  di  Sciacca, si continuerà a vivacchiare,  ad  avere  azioni
  clientelari  per  l'assunzione  di  questo  o  di  quell'altro,  si
  continuerà  alla  ricerca di soldi nei fondi  regionali  per  poter
  pagare gli operatori, si continuerà una vita stentata delle terme e
  non ci sarà un vero rilancio.
   Il  punto vero è, quindi, capire se il Commissario si sta muovendo
  per  immettere  sul  mercato le quote azionarie  delle  Terme,  per
  venderle a privati che abbiano un piano industriale di rilancio.
   Questa è la questione che dobbiamo affrontare.
   Capisco che l'Assessore si trova a rispondere ad un'interrogazione
  di  un  anno e mezzo fa, ma il problema oggi è questo. Ci  troviamo
  anche di fronte al tentativo di assumere nuovo personale, mentre il
  personale  che  aveva le competenze è stato trasferito  e  disperso
  negli  uffici  regionali, dove probabilmente  fa  il  facchino,  il
  dattilografo, o il massaggiatore magari fa l'usciere.
   Qui  bisogna  fare  il punto; capire che, se  bisogna  vendere  le
  Terme,  occorre  farlo.  Bisogna poi che  i  privati  vedano  quale
  personale  serve,  lo reperiscano sul mercato,  creino  occupazione
  stabile e, soprattutto, assicurino un futuro alle Terme.
   Assessore,  e concludo, il rischio è che così continuando  andremo
  allo  spreco  di  ulteriori  risorse  da  parte  della  Regione  e,
  soprattutto, non daremo futuro né ai lavoratori delle terme, né  ai
  potenziali lavoratori delle terme, né alla realtà di Sciacca, che è
  un  polo turistico importante della Regione siciliana, dove ci sono
  stati e sono previsti finanziamenti. Ricordo una serie di ulteriori
  interventi che si stanno verificando nel territorio, ricordo che il
  patrimonio  termale  che,  in  atto,  possiede  la  Regione  è   un
  patrimonio importante che può essere sicuramente rilanciato.
   Cosa  diversa ad Acireale, dove si sta valorizzando  il  bene.  Ma
  nella  valorizzazione bisogna stare attenti anche a quale  tipo  di
  futuro produttivo si può assicurare in quelle aree.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Di  Benedetto,   si   dichiara,   dunque,
  soddisfatto o insoddisfatto?

   DI   BENEDETTO.   Signor  Presidente,  mi  dichiaro   parzialmente
  soddisfatto.

   STRANO, assessore per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   STRANO, assessore per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti.
  Signor Presidente,  comprendo benissimo e ringrazio l'onorevole  Di
  Benedetto per la comprensione avuta nei miei confronti.
   In   effetti,  leggendo  con  attenzione  l'interrogazione  e  non
  soltanto la risposta che mi è stata fornita dagli uffici, condivido
  quanto detto da lei e mi reputo io insoddisfatto della mia risposta
  in  quanto era parziale. Ad esempio, lei ha accennato ad un dato  -
  io  fui  già assessore preposto a questo settore nel 1996,  1997  e
  1998, quindi conosco la materia che poi fu regolamentata nuovamente
  nel 1999.
   Ad oggi, in effetti, nessun passaggio, anche per Acireale, è stato
  fatto  in ordine a quella effettiva esigenza della privatizzazione.
  Non  soltanto, ma a mio avviso - è un mio parere personale, pur non
  essendo  un  leguleio  -  potremmo  trovarci  di  fronte  a   norme
  comunitarie da attenzionare nei nostri confronti.
   Pertanto, onorevole Di Benedetto, sarà mia cura relazionare l'Aula
  in  maniera più globale sia su Acireale che su Sciacca,  alla  luce
  delle sue e delle mie considerazioni.

   DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Di Benedetto, lei può  soltanto  reiterare
  l'interrogazione.

   DI   BENEDETTO.   Signor   Presidente,   dichiaro   di   reiterare
  l'interrogazione a mia firma.

   PRESIDENTE. Le interrogazioni numero 20 e numero 83 si  intendono,
  pertanto,  parzialmente svolte. Si passa all'interrogazione  numero
  30,  a  firma  dell'onorevole Panepinto «Notizie  sullo  stato  del
  personale della società terme di Sciacca (AG)». Ne do lettura:

   «All'Assessore  per il turismo, le comunicazioni ed  i  trasporti,
  premesso che alcuni mesi fa un gruppo turistico della Lombardia  ha
  acquistato  un  pacchetto per due settimane  di  cura  e  soggiorno
  presso  le terme di Sciacca (AG) a inizio della stagione estiva  ma
  che, arrivato in Sicilia, ha trovato le terme ancora chiuse;

   appreso  che tale imperdonabile disguido sarebbe dovuto al mancato
  rilascio di una autorizzazione sanitaria a seguito del ritardo  nei
  lavori di manutenzione;

   visto  che il gruppo arrivato dalla Lombardia è formato da anziani
  che utilizzano un contributo del servizio sanitario nazionale e che
  potrebbero fare ritorno a casa se in pochi giorni gli impianti  non
  apriranno i battenti;

   considerato che è tuttora in corso una vertenza sindacale che vede
  i  lavoratori  delle  terme impegnati a definire  le  procedure  di
  applicazione del ruolo speciale nel quale dovrebbero confluire;

   preso  atto  del  rischio che si arrivi a  una  fuga  di  tutti  i
  lavoratori  e al conseguente fallimento della società, costretta  a
  ricorrere  a contratti a tempo determinato e rischiando di  perdere
  le professionalità necessarie;

   viste  ancora  le  dichiarazioni che  secondo  agenzie  di  stampa
  sarebbero state rilasciate dall'amministratore delle terme  S.p.A.,
  Giovanni  Lupo,  secondo cui 'non vi sarebbe  stata  ancora  alcuna
  comunicazione ufficiale da parte della Regione, col rischio che  se
  venisse tolto, entro pochi giorni, gran parte del personale, non si
  potrebbero che chiudere gli stabilimenti';

   per sapere:

   se  e quali ulteriori atti normativi o autorizzativi occorrono per
  dare il via alla concreta istituzione del ruolo unico;

   quali  misure  urgenti  possano  essere  adottate  per  assicurare
  l'apertura  immediata delle terme ed evitare il  grave  danno,  non
  solo d'immagine, ai flussi turistici verso la Sicilia;

   se siano individuabili responsabilità per l'attuale situazione nei
  massimi  vertici della società delle terme di Sciacca e  con  quali
  misure  l'amministrazione regionale intenda tutelare il  patrimonio
  termale, i lavoratori e il turismo siciliano». (30)

   Ha facoltà di parlare l'assessore per il turismo, le comunicazioni
  ed i trasporti per fornire la risposta.

   STRANO, assessore per il turismo, le comunicazione ed i trasporti.
  Signor     Presidente,     onorevoli    deputati,     relativamente
  all'interrogazione     dell'onorevole     Panepinto,      anch'essa
  sull'istituzione di un ruolo per il personale, ci si rifà a  quanto
  detto  per  l'interrogazione numero 20 dell'onorevole Di  Benedetto
  circa  la  notizia  che  il  ruolo  è  stato  istituito  presso  il
  competente Dipartimento al personale della Presidenza della Regione
  siciliana sin dall'1 ottobre 2008.
   Per  quanto  riguarda il secondo punto dell'interrogazione,  della
  richiesta  in essa contenuta, trattandosi del mancato  rilascio  di
  un'autorizzazione sanitaria, si rappresenta che questo Ufficio  non
  è  competente in merito e, a tal uopo, all'Assessorato della sanità
  è  stata   rivolta una istanza affinché possa esserci una  risposta
  completa al riguardo.
   Per  quanto concerne il terzo punto, è doveroso rappresentare  che
  l'eventuale  censura dell'operato degli organi  di  amministrazione
  sfugge  alle competenze di questo Ufficio in quanto attribuita  per
  legge  ai  soci  delle  società per azioni mediante  l'applicazione
  prevista dal Codice Civile, con le procedure a tal uopo previste.
   Signor  Presidente,  se  l'Aula  è d'accordo,  su  questa  materia
  prendiamo l'impegno - trattandosi di una materia molto ponderosa ed
  importante  nella  quale,  negli anni, si sono  verificati  sprechi
  inammissibili  e  non è mai stata data una svolta importante  sotto
  l'aspetto  della  privatizzazione,  nonostante  la  volontà   degli
  assessori  succedutisi -, con la Presidenza, oltre che con  l'Aula,
  reiterando  quanto  già detto all'onorevole Di  Benedetto,  di  una
  relazione  sulle  Terme  entro il mese di  ottobre.  Una  relazione
  esaustiva  che  possa  mettere  l'Aula  in  condizioni  sicuramente
  migliori di quanto possano essere alcune dichiarazioni a fronte  di
  interrogazioni oramai vecchie di un anno, alcune delle  quali  sono
  caducate  nel loro interesse.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Panepinto  per
  dichiararsi    soddisfatto   o   meno   della   risposta    fornita
  dall'Assessore.

   PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la dichiarazione
  finale  dell'Assessore di portare entro ottobre in  Aula   o  nella
  Commissione  competente una relazione sulle Terme di Sciacca  e  di
  Acireale, rende già al di là del merito stesso dell'interrogazione.
   Spero che si apra un momento di verifica sulle uniche due stazioni
  termali  del mondo che sono in perdita. Sono le uniche due stazioni
  termali per cui sicuramente saremo chiamati, già nella sessione  di
  bilancio,  a  trovare almeno un milione di euro  per  poter  pagare
  legittimi stipendi al personale che lì è impegnato.
   Assessore,  lei  si  è fatto carico, assieme ad  una  associazione
  siciliana che promuove il turismo nell'Isola (se non ho letto  male
  sui  giornali), di accogliere con una scritta particolare i turisti
  in  Sicilia. Penso che quel segmento del comparto turistico-termale
  possa  dire molto; ma, oggi, è semplicemente a carico del  bilancio
  della  Regione.  Sarebbe  importante se lei  volesse  concretamente
  mettere  mano alla materia e chiudere una vicenda che  si  presenta
  come emergenza solo per pagare gli stipendi.
   Io  sono  convinto che lei, Assessore, con molta più solerzia  del
  suo  predecessore - perché queste interrogazioni risalgono a  circa
  un  anno e mezzo fa - possa mantenere l'impegno di portare in  Aula
  una   relazione  sulle  Terme  siciliane.  Pertanto,   mi   ritengo
  soddisfatto della risposta.

   PRESIDENTE  Si  passa all'interrogazione numero 83 «Notizie  circa
  l'istituzione  di un ruolo speciale per il personale delle  aziende
  autonome  delle  Terme di Sciacca ed Acireale, di  cui  alle  leggi
  regionali  numero  17/2004 e numero 11 del 2007»,  degli  onorevoli
  Raia, Di Guardo e Di Benedetto. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della Regione, considerato che  ,  con  la  legge
  regionale 28 dicembre 2004, numero 17, all'articolo 119, comma 1, è
  stato  previsto che il personale eccedente di ruolo  delle  aziende
  autonome delle Terme di Sciacca e Acireale (...) confluisce  in  un
  ruolo speciale ad esaurimento della Regione siciliana(...);

   ricordato  che, con la successiva legge regionale 19 aprile  2007,
  numero  11,  l'articolo 1, comma 3, modificava  l'articolo  di  cui
  sopra,   cassando  la  parola  eccedente  e  creando,  quindi,   le
  condizioni  per  il  passaggio  di tutto  il  personale  nel  ruolo
  speciale con la possibilità, tuttavia, di comandare parte di questo
  personale  per  assicurare  il minimo  di  attività  necessaria  al
  mantenimento delle strutture delle Terme;

   appreso  da  articoli  di giornale ('La Sicilia'  di  domenica  29
  giugno  2008)  che,  su  sollecitazione del  sindaco  di  Acireale,
  sarebbero  stati  manifestati dubbi da parte del  Presidente  della
  Regione  sull'intera  procedura di  trasformazione  delle  terme  e
  sarebbe  stato  annunciato  un  provvedimento  amministrativo   che
  intanto  servirà  a  rinviare la fuga dei  lavoratori  dall'azienda
  termale ;

   ricordato che la legge può essere modificata solo da altra legge e
  che i provvedimenti amministrativi non possono svuotare, vanificare
  o distorcere la volontà del legislatore;

   per sapere:

   quali ulteriori atti normativi o autorizzativi occorrano per  dare
  il via alla concreta istituzione del ruolo speciale;

   quali   ragioni   renderebbero  necessaria  una   modifica   della
  legislazione vigente;

   come  intenda assicurare certezza di prospettive sia alle  società
  che  gestiscono le Terme di Acireale e di Sciacca sia ai lavoratori
  in attesa di essere immessi nel ruolo speciale». (83)

   Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.

   STRANO, assessore per il turismo, le comunicazione ed i trasporti.
  Signor   Presidente,  mi  rifaccio  alle  dichiarazioni  rese   per
  l'interrogazione numero 20.

   DI  BENEDETTO. Signor Presidente, possiamo trattarla  in  un'altra
  seduta.

   PRESIDENTE. Come già detto, le interrogazioni numeri 20  e  83  si
  intendono  parzialmente svolte, e pertanto sono rinviate  ad  altra
  seduta.
   Si  passa  all'interrogazione numero 98 «Iniziative a  favore  del
  potenziamento del servizio di collegamento tra la città di  Messina
  e  l'aeroporto  di  Fontanarossa (CT)  »,  a  firma  dell'onorevole
  Picciolo. Ne do lettura:

   «All'Assessore  per il turismo, le comunicazioni  e  i  trasporti,
  premesso  che  il 70-80 per cento del traffico aereo  messinese  fa
  capo   all'aeroporto  di  Fontanarossa  in  quanto  dotato  di   un
  sufficiente  numero  di  collegamenti con  i  principali  aeroporti
  nazionali e internazionali. Ciò rende il collegamento tra la  città
  di Messina e l'aeroporto di notevole interesse, sia per la quantità
  di   persone  da  movimentare  sia  per  l'interessante  dimensione
  commerciale;

   osservato  che,  ciò  nonostante, la  SAIS,  concessionaria  della
  tratta  Messina-Catania Fontanarossa, per i  limiti  imposti  dalla
  'legge  ponte'  sulle autolinee regionali, non  assicura  le  corse
  serali  e notturne, costringendo i passeggeri messinesi e i turisti
  a ricorrere a mezzo proprio;

   visto  che  neanche  le  Ferrovie dello  Stato  assicurano,  nelle
  medesime  fasce  orarie, alcun servizio utile al  collegamento  tra
  Messina e Fontanarossa;

   ricordato   che  nella  zona  opera  anche  la  Ionica   Trasporti
  (controllata AST);

   ritenuto  indispensabile assicurare comunque al bacino  messinese,
  che assorbe il 50 per cento del flusso turistico siciliano e che ha
  punti  di  eccellenza  come  Taormina e le  Isole  Eolie,  adeguati
  collegamenti di livello internazionale;

   per sapere:

   se,  al fine di eliminare gli attuali disagi, non ritenga di dover
  intervenire  presso  la  SAIS  per un  potenziamento  del  servizio
  attraverso  una redistribuzione logistica delle tratte  all'interno
  del  programma di esercizio (stabilito dal contratto  di  servizio)
  assicurando il collegamento nelle fasce orarie serali e notturne;

   se, nel caso di impossibilità di organizzare diversamente le corse
  all'interno  del programma di esercizio della SAIS, quantomeno  per
  le  fasce orarie più critiche, non ritenga di dover affiancare alla
  stessa l'AST (o una sua controllata) affidandole, eventualmente, il
  servizio 'in house';

   se  non  valuti  l'opportunità  di prevedere,  in  ogni  caso,  un
  contributo specifico di start up per tale prestazione ai  cittadini
  utenti  che,  invogliati  da un efficiente  ed  efficace  servizio,
  sicuramente   assicurerebbero   l'autosufficienza   economica   del
  trasporto». (98)

   STRANO, assessore per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti.
  Chiedo di parlare per fornire dei chiarimenti.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   STRANO, assessore per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti.
  Signor  Presidente, mi perdoni se non l'ho  fatto prima.  Circa  le
  interrogazioni numeri 98, 211, 278, 425 e 437, le risposte  saranno
  fornite  al più presto, in quanto gli uffici competenti  non  hanno
  rimesso  in  tempo l'apposita nota esplicativa. A tal proposito  ho
  già  inviato agli uffici competenti una nota di rammarico da  parte
  mia.
   Il  documento mi è stato fornito dalla dottoressa Nunzia La Corte,
  capo  della segreteria tecnica, nella giornata di ieri. Quindi,  mi
  scuso  con gli interroganti e con lei, signor Presidente,  per  non
  poter fornire una risposta a queste cinque interrogazioni.

   PRESIDENTE.    Onorevoli   colleghi,    la    trattazione    delle
  interrogazioni  numeri  98,  211,  278,  425  e  437  è,  pertanto,
  rinviata.
   Per  assenza  dall'Aula  del  firmatario,  decade  l'interpellanza
  numero  17  «Iniziative  per porre rimedio  alla  marginalizzazione
  degli  aeroporti  di  Palermo  e  di  Trapani  prevista  dal  Piano
  Alitalia», dell'onorevole Gucciardi.
   Si  passa  all'interrogazione numero 102 «Notizie  sullo  stato  e
  sull'attività  di programmazione del settore turistico  siciliano»,
  dell'onorevole Apprendi.
   Per  assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione si intende
  presentata con richiesta di  risposta scritta.
   L'interrogazione   numero   109  «Iniziative   a   seguito   della
  sospensione dei voli nell'aereoporto di Birgi (TP)», dell'onorevole
  Oddo,  per  accordo  fra  le  parti,  si  intende  trasformata   in
  interrogazione con risposta scritta.
   Si  passa all'interrogazione  numero 150  «Interventi per tutelare
  la società 'Orlandina  Basket'», dell'onorevole Picciolo.
   Per  assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione si intende
  presentata con richiesta di risposta scritta.
   D'accordo fra le parti, l'interpellanza numero 41 «Interventi  per
  disciplinare i collegamenti aerei e marittimi con le Isole minori»,
  dell'onorevole Oddo, verrà trattata in una seduta successiva.
   Si  passa  all'interrogazione numero 303 «Iniziative  urgenti  del
  Governo regionale finalizzate a scongiurare i tagli ai collegamenti
  marittimi  con  le  Isole  minori  da  parte  della  compagnia   di
  navigazione Siremar», dell'onorevole Gucciardi.
   Per  assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione si intende
  presentata con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione numero 335 «Numero delle  consulenze
  esterne presso l'Assessorato Turismo, comunicazioni e i trasporti»,
  dell'onorevole Apprendi.
   Per  assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione si intende
  presentata con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  alla interrogazione numero 421 «Sostegno del  trasporto
  ferroviario in Sicilia», dell'onorevole Panarello. Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il  turismo,  le
  comunicazioni  e i trasporti, premesso che il 25 febbraio  2009  la
  divisione  navigazione  di  Messina  sopprimerà  le  corse   finora
  effettuate da una nave a quattro binari nella tratta tra Messina  e
  Villa San Giovanni;

   considerato che:

   la  predetta decisione comporta la soppressione di oltre  trecento
  posti di lavoro tra dipendenti delle Ferrovie dello Stato e addetti
  delle  ditte  private  che  gestiscono  i  servizi  di  pulizia   e
  ristorazione;

   i   dipendenti   delle   ditte   esterne   rischiano   l'immediato
  licenziamento,   aggravando  una  situazione  sociale   già   molto
  difficile nella città di Messina;

   la  soppressione del servizio sarebbe conseguenza della  decisione
  di  Rete  ferroviaria italiana (RFI) di eliminare l'attività  della
  CARGO nel Sud Italia;

   tale   inaccettabile  orientamento  equivale  all'abolizione   del
  trasporto  merci  su ferrovia da e per la Sicilia, con  conseguenze
  gravi per l'economia siciliana;

   RFI giustifica la sua discutibile scelta con la carenza di fondi e
  la mancata convenzione con la Regione siciliana;

   la   predetta  soppressione  costituisce  l'ultimo  atto   di   un
  preoccupante  disimpegno delle Ferrovie dello Stato  dalla  Sicilia
  che  ha  già  determinato pesanti contraccolpi per l'utenza  e  per
  l'occupazione, soprattutto nel nodo ferroviario di Messina;

   per sapere:

   se  non  ritengano necessario intervenire urgentemente sul Governo
  nazionale e sulle Ferrovie dello Stato per bloccare la soppressione
  del servizio-merci da e per la Sicilia;

   se  non valutino opportuno promuovere un confronto con le Ferrovie
  dello  Stato  per garantire un impegno delle stesse  adeguato  alle
  esigenze di sviluppo economico e sociale della Sicilia per il quale
  risulta  essenziale un moderno sistema dei trasporti su  ferrovia».
  (421)

   Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.

   STRANO, assessore per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti.
  Signor  Presidente, mi scusi, ma non riesco a trovare  la  risposta
  all'interrogazione numero 421.

   PRESIDENTE. Assessore Strano, in questo caso possiamo rinviarne la
  trattazione.
   Per assenza dei rispettivi firmatari, le interrogazioni numero 424
  «Collegamenti  via mare per le isole minori da parte delle  società
  gruppo  Tirrenia», dell'onorevole Caputo e numero 433 «Mantenimento
  dei    collegamenti   via   mare   della   linea    Ustica-Napoli»,
  dell'onorevole  Caputo, si intendono presentate  con  richiesta  di
  risposta scritta.
   Si   passa   all'interrogazione  numero  447  «Interventi   presso
  Trenitalia per il rafforzamento del servizio ferroviario in Sicilia
  e   particolarmente  per  assicurare  adeguati  collegamenti  nelle
  province  di  Ragusa e Agrigento», degli onorevoli Di  Benedetto  e
  Digiacomo. Ne do lettura:

   «All'Assessore  per il turismo, le comunicazioni  e  i  trasporti,
  premesso che:

   la  direzione trasporto Sicilia di Trenitalia, nell'ambito di  una
  diversa  organizzazione  del  servizio,  ha  soppresso  diciassette
  treni,  molti  dei  quali  riguardano la  provincia  di  Ragusa  ed
  Agrigento;

   non è stato ancora firmato il contratto di servizio con la Regione
  siciliana che fisserà la quantità e le caratteristiche del servizio
  ferroviario  che  Trenitalia  offrirà  in  Sicilia  e  i   relativi
  corrispettivi;

   la  rete ferroviaria riveste un'importanza strategica per tutto il
  territorio  della  provincia di Ragusa e la parte  orientale  della
  provincia di Agrigento, un servizio insostituibile per la  mobilità
  provinciale e interprovinciale per il trasporto dei pendolari;

   un  depotenziamento della rete ferroviaria causerebbe  un  aumento
  del   traffico  su  gomma  a  carico  di  infrastrutture   stradali
  deficitarie e insicure;

   la  prossima  apertura dell'aeroporto Pio La Torre di Comiso  (RG)
  suggerirebbe un potenziamento dei treni, che Trenitalia  ha  invece
  deciso   di   sopprimere,  che  renderebbero  lo  scalo  facilmente
  raggiungibile da Licata e Gela, da Caltanissetta e da Siracusa;

   per sapere:

   quali   iniziative  intenda  promuovere  presso   Trenitalia   per
  scongiurare   l'ulteriore  soppressione  di   treni   delle   linee
  ferroviarie  della provincia di Ragusa ed Agrigento e  ripristinare
  le corse soppresse;

   se,  in particolare, non ritenga di intervenire presso Trenitalia,
  in  sede  di  definizione del contratto di servizio con la  Regione
  siciliana,  perché  si  adoperi per un rafforzamento  del  servizio
  ferroviario  in  Sicilia, con particolare riguardo per  zone,  come
  quelle  della  provincia  di Ragusa ed  Agrigento,  non  dotate  di
  adeguati collegamenti». (447)

   Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.

   STRANO,   assessore  per  il   turismo  le   comunicazione   e   i
  trasporti. Signor Presidente, onorevoli colleghi, preciso  che  con
  la  stessa risposta si intende rispondere anche alle interrogazioni
  numero   421  «Sostegno  del  trasporto  ferroviario  in  Sicilia»,
  dell'onorevole Panarello, numero 490 «Iniziative presso  Trenitalia
  per  scongiurare  l'ulteriore soppressione  di  treni  delle  linee
  ferroviarie nella provincia di Messina», dell'onorevole  Panarello,
  numero   511  «Smantellamento  degli  scali  merce  ferroviari   in
  Sicilia»,  degli onorevoli Pogliese, Marrocco, Vinciullo,  Aricò  e
  Caputo,  numero  577  «Iniziative per evitare il  ridimensionamento
  degli scali merce ferroviari in Sicilia», dell'onorevole Vinciullo,
  numero 579 «Iniziative per scongiurare la cancellazione dello scalo
  merci   di   Siracusa»,  dell'onorevole  Vinciullo  e  numero   616
  «Iniziative  per garantire standard adeguati alle linee ferroviarie
  in   provincia   di  Siracusa»,  degli  onorevoli   Vinciullo,   De
  Benedictis,  Gianni,  Marziano e Gennuso  di  contenuto  pressocché
  identico.
   Pertanto,   vorrei leggere la relazione preparatami dal  dirigente
  del Servizio Trasporti ferroviari, dott. Ignazio Coniglio.
   Ne   approfitto,  signor  Presidente,  per  portare  a  conoscenza
  dell'Aula  che in questi giorni si sta svolgendo -  e,  credo,  sia
  molto  più  attuale  di  quanto  a  volte  é  contenuto  in  alcune
  interrogazioni -  un serrato confronto fra la Regione  siciliana  e
  lo  Stato e Trenitalia, con il ministro Matteoli, perché, obbedendo
  ad  una  sorta di federalismo dei trasporti, Trenitalia e lo  Stato
  stanno  cedendo  alle Regioni le competenze relative  ai  trasporti
  sotto  l'aspetto della funzionalità e dell'organizzazione  e  anche
  lasciando alle Regioni -  le ultime a dover firmare i contratti  di
  servizio  sono  Sicilia, Sardegna e Valle d'Aosta,  tre  regioni  a
  statuto  speciale - la competenza di potere riorganizzare il  parco
  vetture.
   Proprio in questi giorni, in una riunione che abbiamo avuto a Roma
  con i rappresentanti di tutte le altre regioni, abbiamo appreso che
  il  nostro  parco  vetture - ma non c'era la  necessità  di  questa
  riunione  per  saperlo - é fra i più vetusti e i peggiori:  abbiamo
  solo  i  locomotori di ultima generazione, i  464', e i   Minuetto'
  che  furono  acquisiti nel 2005, dal precedente governo  regionale,
  con fondi CIPE.
   Quindi, è un momento delicato perché, a giorni, si firmerà  questo
  contratto  di servizi. E' un momento, oserei dire, storico  per  la
  Regione  siciliana, la quale non avrà più alibi, negli anni futuri,
  circa  l'efficienza, o l'inefficienza, qualora vi sia,  del  nostro
  trasporto ferroviario.
   In  quella  occasione - mi permetto di parlarne informalmente,  ma
  credo  sia  utile  che  lo  si  sappia  -   abbiamo  lamentato   la
  discriminazione con cui la Sicilia è stata trattata sino  ad  oggi.
  Basti   pensare  al  treno  Venezia  -  Milano:  al  di  là   della
  percorrenza,  la  pulizia, le toilette  che  si  aprono  con  porte
  elettroniche;  da  noi,  invece, vi sono ancora  le  porte  che  si
  spingono, anche con effetti brutti dal punto di vista igienico; non
  esiste un vagone, onorevole Vinciullo, destinato alla bouvette,  ai
  servizi  e ad altro. Insomma, treni di vecchissima generazione  che
  saranno  rimodulati  con 200 milioni di euro, di  cui  100  milioni
  provenienti  dallo Stato e 98 milioni di euro che  fanno  parte  di
  diverse tranche che l'Assessorato è riuscito a recuperare.
   Ma  la  nota  sulla quale ancora stiamo dibattendo  -  proprio  in
  queste  ore  ho  sentito  il  Ministro  -  è  quella  relativa   al
  trasferimento dei fondi alla Regione siciliana. Scusatemi se questo
  non  è coincidente, magari poi leggerò anche la nota, ma credo  che
  sia  più importante sentire questo oggi piuttosto che quello che  è
  stato   realizzato   nei   mesi  scorsi   sotto   l'aspetto   delle
  inefficienze: lo Stato ha garantito ad oggi un  monte  rimborso'  -
  l'hanno  chiamato  così per le tre regioni, Sicilia,    Sardegna  e
  Valle  d'Aosta,  -  di 200 milioni di euro, che  sarà  versato  per
  dodici  anni  a  compensazione delle spese alle  quali  la  Regione
  siciliana e le altre due regioni sono chiamate a far fronte.
   Da calcoli fatti dalla nostra Direzione, noi abbiamo necessità non
  di  100  milioni  (tanto  sarebbe l'ammontare  della  somma  a  noi
  destinata), ma di centotrenta milioni. La trattativa pare  si  stia
  orientando   a   chiudersi   anche  attraverso   l'opera   che   il
  sottosegretario  alle Infrastrutture e ai Trasporti,  Pippo  Reina,
  sta  svolgendo  all'interno del Ministero,  ma  soprattutto  grazie
  all'opera  del  ministro  Matteoli.  Pare,  quindi,  che  si  debba
  chiudere  a  giorni con la nostra firma su una cifra di  centoventi
  milioni  di  euro,  dieci  milioni di euro  saranno  a  carico  del
  bilancio  regionale,  ma gli Uffici mi hanno assicurato  che  nelle
  pieghe del bilancio questa somma è assolutamente recuperabile.
   Sono  120  milioni  di  euro l'anno, che  saranno  destinati  alla
  Sicilia  per  organizzare il comparto, ad esempio l'istituzione  di
  nuove fermate o l'abolizione di altre fermate.
   C'è  l'ipotesi  degli  Uffici, d'accordo  con  Trenitalia,   sulla
  tratta  Catania  - Palermo, che è l'annosa tratta  della  quale  fu
  protagonista il presidente della Provincia di Catania, Castiglione,
  con  una giusta protesta  il treno rotto e non rosso . Si disse che
  cinque  ore  di percorrenza erano allucinanti, come  del  resto  lo
  sono.  Ma,  cercando  di non entrare in contrasto  con  un  settore
  consolidato dell'imprenditoria siciliana che è quello del  gommato,
  che  ha dipendenti, operai ed altro, si cercherà di fare coincidere
  la  permanenza del gommato con i suoi utili, i suoi bilanci,  e  la
  efficienza del pubblico, magari riducendo le fermate e organizzando
  meglio il servizio.
   Ecco  a  cosa  servirà  questa somma:  alla  riorganizzazione  dei
  servizi in questi primi sei anni e, poi, i successivi sei anni.
   Quindi,  è  un  momento  nel quale io mi  permetto  di  richiamare
  l'attenzione  di  tutti  i parlamentari per cogliere  suggerimenti.
  Sono  disponibile,  qualora  vi siano  ulteriori  incontri  con  il
  Presidente  della  Commissione Trasporti, a  vederci  o  ad  andare
  addirittura  nelle prossime riunioni romane, anche a  Roma  con  il
  ministro Matteoli, per esaminare de visu qual è la situazione.
   Da  parte  mia,  ma  soprattutto dell'Assessorato  che  in  questo
  momento dirigo, vi è la disponibilità assoluta a collaborare con  i
  parlamentari e con il presidente della Commissione Trasporti perché
  questo   progetto  vada  a  buon  fine,  con  piena  soddisfazione,
  soprattutto, dell'utenza.
   Vi  è  quindi  la  necessità,  da parte del Ministero,  di  venire
  incontro alle nostre esigenze e, da parte nostra, di prendere  atto
  che, d'ora in poi, avremo noi la responsabilità dei nostri servizi.
   Abbiamo  anche  chiesto  dei  treni  bipiano'.  Però  questi  sono
  validamente  utilizzabili soltanto dove vi  è  una  grossa  utenza,
  altrimenti   rischiano  di  restare  vuoti  e  non   sarebbero   né
  competitivi né efficienti; quindi, un dispendio di energie.
   La  trattativa  con  il  ministro  Matteoli  è  assolutamente  ben
  avviata. Domani ci sarà un'ulteriore riunione con il dottor  Ettore
  Incalza  -  consulente del Ministero, sia con i vecchi  governi  di
  centrodestra che di centrosinistra - e baderemo bene che  tutto  si
  concluda  in  maniera  equa  e  soprattutto  soddisfacente  per  la
  Sicilia,  in  modo che all'interno del trasporto  italiano  non  vi
  siano   figli di un treno minore o di un treno maggiore',  mutuando
  una  espressione che invece dice, per noi cattolici,   figli di  un
  Dio minore o di un Dio maggiore'.
   Signor  Presidente,  andrò anche a leggere queste  due  pagine  di
  risposta alle interrogazioni. Ma, se questo può essere esaustivo ad
  oggi, è importante sapere cosa sta succedendo nei treni.
   Mi  permetto  di  dire,  poi,  che si  sta  svolgendo  una  pagina
  importante  a  proposito  della Siremar.  Sapete  cosa  succede,  i
  trasporti   marittimi   sono  trasporti   importanti,   efficienti,
  essenziali.
   Lo  Stato  vorrebbe affidarci una scatola rotta,  la  Siremar,  la
  quale  ha  funzioni sociali -  scusatemi se non è in  tema,  ma  ne
  approfitto  informalmente per poterne parlare -, la Siremar  è  una
  scatola  vuota, piena di debiti, così come lo è la Tirrenia,  tanto
  che  un  armatore dell'importanza di Onorato ha detto che  lui  mai
  concorrerebbe per acquisire la Siremar o la Tirrenia perché i libri
  di  queste  società sono da portare in Tribunale  e  non  certo  da
  affidare ad una Regione come quella siciliana.
   Cosa abbiamo chiesto sulla Siremar? Che la Siremar ci possa essere
  assegnata,  ma  in  cambio  di  75  milioni  di  euro  l'anno,  che
  servirebbero  a  tamponare  le attuali  perdite  di  gestione  e  i
  servizi, soprattutto le tratte sociali del trasporto navale.
   Anche  se l'idea  che  mi sono permesso di avanzare - vi prego  di
  accettarla  per  quella che è, da discuterne -, è di  andare  a  un
  settore,  garantendo  le tratte sociali, di  privatizzazione,  così
  come vogliono fare la Campania, la Toscana, il Lazio, la Calabria e
  la  Sardegna. E' sul tavolo. E' più lunga la soluzione  Siremar  di
  quanto lo sia quella delle ferrovie che è dietro l'angolo.
   Vi  assicuro  che stiamo seguendo con attenzione, insieme  con  il
  dirigente  dottor  Lo Bosco, la vicenda che, per noi  siciliani,  è
  assolutamente importante in quanto in questo settore sono contenute
  non soltanto le tratte dei vacanzieri che vanno a Panarea, ma anche
  le  tratte  per  i malati in dialisi che vengono nel  territorio  a
  curarsi,  per  gli  studenti  che  vanno  all'università,   per   i
  commercianti a proposito del trasporto merci.
   Mi  sono  permesso, signor Presidente, forse andando ultra petita,
  di  chiedere  di farmi ascoltare dall'Aula e spero di essere  stato
  bene accolto.

   VINCIULLO.  Assessore, faccia distribuire le copie delle  risposte
  alle interrogazioni.

   STRANO, assessore per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti.
  Signor  Presidente, possiamo accogliere la proposta  dell'onorevole
  Vinciullo.

   PRESIDENTE.  Specifico  che  per quanto concerne  l'interrogazione
  numero  421,  a  firma dell'onorevole Panarello,   l'assessore  non
  trovava la risposta perché compresa in questa.
   Pertanto, avendo trattato congiuntamente le interrogazioni  numeri
  421,  579,  577, 490, 511 e 616, i cui firmatari sono gli onorevoli
  Panarello,  Vinciullo, Pogliese e Di Benedetto, essi hanno  diritto
  ai  cinque minuti regolamentari per dichiararsi soddisfatti o  meno
  della risposta fornita dall'assessore.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Panarello.

   PANARELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi  riservo  di
  valutare    successivamente   la   risposta    scritta,    ancorché
  interlocutoria, che ci fornirà  l'assessore rispetto ai quesiti che
  io avevo posto.
   Ho   apprezzato   l'atteggiamento   dell'assessore   che   chiama,
  giustamente,  il Parlamento a discutere di questioni  che  sono  di
  grande importanza per il futuro della Sicilia.
   Suggerirei  -  e lo farò formalmente alla Commissione   Trasporti'
  dell'Assemblea,  stante  la  disponibilità  dell'assessore   -   di
  dedicare  due  sedute: una al tema dei trasporti  marittimi  e  dei
  collegamenti  con  le  isole minori, che  costituisce  un  problema
  delicatissimo  che  riguarda  una  parte  della  popolazione  della
  Sicilia, ma soprattutto incide sulle potenzialità turistiche  delle
  isole  minori, che concorrono in maniera significativa  all'aumento
  del PIL siciliano.
   Un'altra  seduta va dedicata al tema del trasporto ferroviario  in
  Sicilia. L'Assessore ci ha annunciato che si sta discutendo di  una
  intesa con lo Stato per i trasporti ferroviari regionali.
   Chiedo,  quindi, all'assessore di prestare particolare  attenzione
  ai trasporti da e per il Continente e al collegamento della Sicilia
  con   il  resto  del  Paese,  in particolare  alle  intenzioni  che
  Trenitalia  ha per quanto riguarda il nodo ferroviario di  Messina,
  importante  per i siciliani che vogliono utilizzare  il  treno  per
  andare a Roma, a Milano, in tutto il Continente.
   E  anche  per  quanto  riguarda l'aspetto commerciale,  Assessore,
  perché una delle mie interrogazioni riguardava la decisione del DFS
  di sopprimere la divisione cargo in Sicilia in quanto, dicono loro,
  da  parte della Regione non c'è stato quel cofinanziamento  che  si
  sarebbero  aspettati  per  mantenere la divisione  cargo,  cioè  la
  possibilità  di  continuare a trasportare merci su  ferrovia  dalla
  Sicilia verso il Continente.
   E'  una cosa di grande rilievo per la nostra economia, che - credo
  - la Sicilia deve assolutamente mantenere.
   Come,  per altro verso, non si può immaginare - come intende  fare
  Trenitalia  - che si possa determinare una rottura della continuità
  di collegamento tra il Continente e la Sicilia attraverso treni che
  si  fermano a Villa S. Giovanni, e i passeggeri con i  loro bagagli
  si  spostano   sulla nave-traghetto per  poi  salire a  Messina  su
  altri  treni. Sarebbe la morte del traffico ferroviario passeggeri,
  perché è del tutto evidente che si esporrebbero i siciliani  ad  un
  onere assolutamente inaccettabile.
   Ecco perché chiedo all'assessore che la Sicilia avvii un confronto
  serio  con  le varie divisioni dell'Azienda FS, perché non  si  può
  pensare che la Sicilia possa sostituirsi alle Ferrovie dello  Stato
  in questi segmenti di cui ho parlato e non si può immaginare che un
  disimpegno di FS, dovuto a ragioni generali di bilancio,  penalizzi
  fortemente  il trasporto ferroviario in Sicilia e, soprattutto,  il
  trasporto extraregionale.
   Chiedo all'Assessore, e concludo, di fissare un incontro su questi
  temi anche chiamando i responsabili delle varie divisioni di FS  ad
  un  confronto con il Parlamento, perché questo tema, che a  Messina
  pesa molto, anche in termini occupazionali - come lei capisce bene,
  assessore  - non è un tema solo messinese,  ma riguarda  il  futuro
  ferroviario   in   Sicilia.   Quindi,  mi   dichiaro   parzialmente
  soddisfatto.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Vinciullo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita.

   VINCIULLO.  La  ringrazio, signor Presidente, per avermi  dato  la
  possibilità di replicare all'intervento dell'assessore Strano.
   Innanzitutto,  volevo  ringraziare  l'assessore  Strano   per   la
  puntualità  e  per la correttezza che ha avuto modo  di  esercitare
  immediatamente nei confronti di questa Assemblea regionale.
   Qualche  suo  collega,  Assessore,  ritiene  che  rispondere  alle
  interrogazioni del Parlamento sia una perdita di tempo.
   Noi   abbiamo,   invece,  sempre  pensato  che   rispondere   alle
  interrogazioni  del  Parlamento è non solo un dovere  politico  ma,
  soprattutto, un dovere morale.
     Il  fatto  che lei, come primo atto del suo insediamento,  nella
  prima riunione utile dell'Aula, abbia voluto rispondere a decine di
  interrogazioni  che,  fino  ad  ora,  non  avevano  trovato  alcuna
  risposta,  dimostra l'attaccamento che lei ha alle istituzioni,  il
  suo  rigore morale, la capacità che ha manifestato questa  sera  di
  avere  profondo  rispetto  per quest'Assembla,  eletta  dal  popolo
  siciliano e, di conseguenza, per tutto il popolo siciliano.
   Di  questo,  il  suo partito, che questa sera è quasi  interamente
  presente,  gliene dà atto ed è anche orgoglioso di avere  lei  come
  assessore in questo Governo.
   L'altra  cosa  di  cui  siamo  orgogliosi  e  contenti  è  l'avere
  ricordato,  fin dal primo giorno in cui è stato nominato assessore,
  che  oltre  ad  essere assessore al turismo è  anche  assessore  ai
  trasporti.
   Ho avuto modo di constatare come lei, fin dal primo giorno, si sia
  attivato  con il ministro Matteoli e con l'amministratore  delegato
  delle  Ferrovie dello Stato affinché questo problema, che  fino  ad
  ora  non  era stato discusso né, tanto meno, affrontato in  maniera
  determinante, venisse affrontato e discusso. Per cui, con  piacere,
  ho  avuto modo di constatare come lei, più volte, si sia incontrato
  con   il  ministro Matteoli, come più volte si sia  incontrato  con
  l'amministratore  delegato delle Ferrovie dello Stato  e  come  più
  volte,  da  parte  degli organi del Governo nazionale,  sia  venuto
  fuori  un   cambiamento radicale di quello che  era  l'orientamento
  verso le Ferrovie dello Stato nella nostra Regione.
   Fino  a  qualche mese fa, con l'attuale Governo, nessun  interesse
  veniva  prestato  alle  Ferrovie dello  Stato  in  Sicilia.   Oggi,
  invece, questa situazione è cambiata
   La prova è che da quando sono stato eletto deputato regionale sono
  stato  costretto  a  presentare una  serie  di  interrogazioni  per
  chiedere per quale ragione le Ferrovie dello Stato - che continuano
  a spendere nel resto del Paese, che continuano a migliorare le loro
  infrastrutture  nel  resto  del  Paese  -   non  mostrassero  alcun
  interesse per la Sicilia, anzi
     In provincia di Siracusa le situazione è drammatica. La stazione
  di  lavaggio, che era stata realizzata per dare accoglienza la sera
  a  tutti  i vagoni che si fermavano nella nostra città, a due  anni
  dal  suo  completamento non è stata ancora inaugurata.  Le  chiedo,
  Assessore  -  e,  conoscendo la sua capacità ed il  suo  attivismo,
  credo che riuscirà nell'impresa - di volere velocemente, e ad  ogni
  costo, giungere alla inaugurazione della stazione di lavaggio.
   Lo  stesso discorso riguarda un altro argomento importante, quello
  del  traffico merci. Improvvisamente si è deciso che a  Siracusa  i
  treni  merci non devono più arrivare. Ci fermiamo nella piattaforma
  logistica regionale di Catania Bicocca
    Io ho grande rispetto per la provincia di Catania e  per la città
  di  Catania, ma vorrei anche capire come dovrebbero fare  i  nostri
  agricoltori  a trasportare i prodotti dalla provincia  di  Siracusa
  alla provincia di Catania.
   La    stessa  difficoltà  esiste  per  le  province  di  Enna,  di
  Caltanissetta e di Agrigento. Una situazione  insopportabile e  per
  la  quale  avevo  mosso una serie di censure  alle  Ferrovie  dello
  Stato,  al  Ministero e all'assessore regionale  per  i  Trasporti,
  proprio  perché  non  era possibile che province,  come  quelle  di
  Siracusa  e di Ragusa, con una economia basata quasi esclusivamente
  sull'agricoltura,  non fossero più oggetto di attenzione  da  parte
  delle Ferrovie dello Stato.
   Oggi,  con piacere, ho avuto modo di sentire di nuovi investimenti
  che le Ferrovie dello Stato hanno deciso di fare in Sicilia. So per
  certo  che  attraverso  il  suo attivismo,  il  suo  interesse,  la
  provincia  di Siracusa come la provincia di Ragusa, come  tutte  le
  province  siciliane, troveranno il giusto riconoscimento  da  parte
  delle  Ferrovie dello Stato e le giuste risposte che il  territorio
  si  aspetta.  Di questo non posso non congratularmi con lei e dirle
  che  sono veramente soddisfatto della risposta che ho ottenuto.  Le
  auguro buon lavoro

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di parlare l'onorevole Di  Benedetto  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   DI  BENEDETTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Assessore,
  condivido l'esplicita critica formulata dall'onorevole Vinciullo al
  comportamento  che  gli  assessori hanno nei  confronti  dell'Aula,
  delle  interrogazioni presentate dai colleghi parlamentari e  della
  disattenzione  che  a  queste  viene data.  Dico  esplicita  perché
  nell'apprezzamento manifestato nei confronti dell'assessore  Strano
  si  coglieva la differenza, invece, con il comportamento che  altra
  parte del Governo sta tenendo nei confronti dell'Aula.
   Invito  quindi,  ancora una volta, il Presidente dell'Assemblea  a
  fare  un  richiamo  formale per la  salvaguardia  dei  diritti  dei
  parlamentari nei confronti dei componenti del Governo che tardano a
  rispondere agli atti ispettivi. Testimonianza ne è, in questo caso,
  il  fatto che l'assessore Strano, a cui va il nostro apprezzamento,
  sta  rispondendo ad interrogazioni, a cui  da un anno e  mezzo  non
  veniva data risposta.
   Non  capisco  l'onorevole  Vinciullo quando  dice  che  il  Gruppo
  parlamentare  è  presente; io non vedo alcuni, siamo  ritornati  al
  Gruppo di AN ed al Gruppo di Forza Italia?  Se così è, è una novità
  per l'Aula e per l'Assemblea regionale.
   Intanto,   in   riferimento  alla  questione,  intendo   informare
  l'assessore che, nelle more di questo anno e mezzo, Licata è  stata
  soppressa come tratta ferroviaria e per Canicattì non parte più  il
  treno da Licata. Era il problema che riguardava il collegamento  di
  Licata  con la zona del Ragusano, anche in previsione dell'apertura
  dell'aeroporto  di  Comiso. Intanto Licata non  funziona.  Ci  sono
  problemi  di  collegamento merci con Canicattì  e  la  questione  è
  vedere  come  elaborare un piano che riguardi  le  aree  produttive
  della  Sicilia e la possibilità di movimentare non solo le persone,
  ma  anche  le merci, ricchezza di questa nostra Sicilia,  verso  le
  aree ed i mercati dove venderle.
   Il  problema  è  che parte del traffico merci su  binari  è  stato
  spostato  su  gommato. Questo riguarda le industrie  minerarie,  le
  industrie  di trasformazione della Sicilia che, negli ultimi  mesi,
  sono  state  costrette a ricorrere al gommato  per  movimentare  le
  proprie  merci.  Ciò  anche  con una ricaduta  grave  di  carattere
  ambientale e di spreco energetico. E' notorio a tutti come il costo
  del  trasporto  su  gommato  abbia costi  energetici  maggiori  del
  trasporto  su ferrovia, oltre a comportare problemi di  intasamento
  delle   nostre  strade,  di  mancata  insicurezza  della  viabilità
  siciliana, che già è precaria.
   Inviterei, quindi, l'assessore ad intervenire, visto e considerato
  che  adesso parte la pianificazione che riguarderà direttamente  la
  Regione.
   Non  mi  pare  ci  siano nuovi investimenti da parte  del  Governo
  nazionale.  I soldi che vengono trasferiti alla Regione sono  parte
  di  quelli  che  già il Governo nazionale spende,  e  ha  speso  in
  passato, per fare funzionare il sistema ferroviario in Sicilia;  li
  trasferisce  alla  Regione, e non come nuove risorse,  solo  perché
  sarà  competenza della Regione occuparsi del trasporto locale.
   Anzi,  la  Regione  avrà  un onere in più che  sarà,  come  diceva
  l'assessore, di dieci milioni di euro l'anno in questi primi dodici
  anni,  e  poi vedremo, perché forse, dopo i dodici anni, il  carico
  sarà  interamente  della  Regione. Ma è  un  problema  spostato  in
  avanti.
   Si  tratta  di  vedere,  dato che ne abbiamo  le  competenze,  pur
  lamentando una sofferenza nei confronti dello Stato, come al meglio
  riuscire  a realizzare un piano di trasporti ferroviari in  Sicilia
  che  soddisfi le esigenze economiche e di sviluppo di questa nostra
  Terra.
   Mi dichiaro, pertanto, parzialmente soddisfatto.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Pogliese   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita.

   POGLIESE. Mi dichiaro soddisfatto.

   PRESIDENTE.   Alla  interrogazione  numero  485  «Interventi   per
  assicurare  collegamenti  aerei  con  le  isole  di  Pantelleria  e
  Lampedusa», a firma dell'onorevole Oddo, per accordo fra  le  parti
  verrà data risposta scritta.
   Si  passa  alla  interrogazione numero 584 «Notizie su  disservizi
  causati dall'Azienda Siciliana Trasporti in provincia di Siracusa»,
  a firma dell'onorevole Vinciullo.
       Non  essendo  presente in Aula l'interrogante,  la  stessa  si
  intende presentata con richiesta di risposta scritta.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che  l'onorevole Scoma ha chiesto congedo per
  la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


    Riprende lo svolgimento delle interrogazioni e di interpellanze
          della rubrica  Turismo, comunicazioni e trasporti'

   PRESIDENTE.   Riprende   lo  svolgimento  di   interrogazioni   ed
  interpellanze della rubrica  Turismo, comunicazioni e trasporti'.
   Si  passa all'interrogazione numero 594 «Iniziative per la  tutela
  occupazionale  e  la  salvaguardia dei collegamenti  con  le  Isole
  minori», a firma dell'onorevole Gucciardi.
   Non  essendo presente in Aula l'interrogante, la stessa si intende
  presentata con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa all'interrogazione n. 608 «Iniziative urgenti a  seguito
  del crollo verificatosi lungo la Strada Statale 626 Caltanissetta -
  Gela,  all'altezza del viadotto Geremia II», a firma dell'onorevole
  Donegani.
   Non  essendo presente in Aula l'interrogante, la stessa si intende
  presentata con richiesta di risposta scritta.
      Si   passa  all'interrogazione  n.  618  «Iniziative   per   il
  miglioramento del servizio prestato dalle autolinee Gallo srl»,   a
  firma dell'onorevole Marinello. Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il  turismo,  le
  comunicazioni  e i trasporti, visti i problemi e i  disagi  vissuti
  dai  viaggiatori quali lavoratori, studenti e turisti a causa delle
  modalità  con  cui  la  società Autolinee Gallo  s.r.l.  svolge  il
  proprio  servizio,  che  si traduce e si concretizza  nei  seguenti
  punti:

   1)  i  passeggeri,  spesso  costretti  a  subire  la  soppressione
  improvvisa e ingiustificata di una o più corse durante l'arco della
  giornata,  sono  obbligati ad attendere la  corsa  successiva  o  a
  ricorrere  al  proprio  mezzo di trasporto, pur  avendo  pagato  il
  biglietto,  al  fine  di  raggiungere  il  loro  posto  di  lavoro,
  l'Università, la loro abitazione, ecc.;

   2) i passeggeri, con o senza abbonamento, sono lasciati a terra ad
  aspettare  la  corsa  successiva ad oltranza  qualora  non  vi  sia
  disponibilità di posti a sedere, e ciò avviene con frequenza  quasi
  settimanale  per  un  congruo numero di  persone,  per  più  corse,
  soprattutto nei giorni d'inizio e fine settimana;

   3)  nessuna tabella degli orari viene fornita agli utenti, i quali
  possono  solo consultarla presso le biglietterie, dove  non  sempre
  questa è di facile lettura;

   4)  nella  predetta tabella sono specificati gli orari di  arrivo,
  che però sono spesso disattesi; ad esempio, l'orario in tabella per
  percorrere i 90 chilometri della strada statale n. 624 (Fondovalle)
  è di un'ora e quaranta minuti, ma di solito il tempo impiegato è di
  due  ore, per cui la velocità media effettiva dei pullman è  di  45
  chilometri orari;

   5)  nessun  numero  telefonico, né  verde  né  rosso,  è  messo  a
  disposizione  per eventuali informazioni o reclami,  né  presso  le
  biglietterie  né  sui  pullman;  sul  biglietto  o  sul  talloncino
  dell'abbonamento,  settimanale  o mensile,  figurano  la  residenza
  fiscale,  la  partita  IVA e le condizioni di  abbonamento  che  si
  traducono in una serie di obblighi per l'abbonato e di precisazioni
  finalizzate  a  deresponsabilizzare  la  ditta  di  trasporti   (ad
  esempio:  'L'Azienda  non risponde, pur mettendo  il  massimo  zelo
  nell'espletamento dei servizi, di interruzioni qualunque ne sia  la
  causa  e  la  ragione'; viene da chiedersi se  ciò  significhi  che
  l'Azienda abbia il diritto di calpestare i diritti degli utenti  in
  ogni  caso).  Quando si prova a richiedere informazioni  o  a  fare
  qualche  reclamo  presso le biglietterie, gli operatori  rispondono
  che  loro  sono  lì solamente per vendere il biglietto,  non  sanno
  null'altro  né  forniscono  risposta alcuna  (e  forse  hanno  pure
  ragione, ma qualcuno deve dare delle risposte agli utenti: chi?);

   6)  se  l'autobus  ha  un  guasto, anche se  quasi  pieno,  non  è
  rimpiazzato  da  un  altro,  ma  si  aspetta  quello  della   corsa
  successiva,  con  la conseguenza che spesso, su  quest'ultimo,  non
  tutti trovano il posto a sedere;

   7)   non  sempre  gli  autobus,  anche  quelli  più  nuovi,  hanno
  l'impianto  di  aria condizionata funzionante e,  poiché  non  sono
  muniti  di  finestrini, d'estate diventano delle grosse 'pentole  a
  pressione';

   8)   manca  a  tutt'oggi  un  servizio  valido  ed  efficiente  di
  prenotazione  dei  posti, offerto invece già da  qualche  tempo  da
  altre  ditte di trasporto, che aiuterebbe a prevedere il numero  di
  pullman  da mettere a disposizione degli utenti così da evitare  di
  farli  'competere  in  modo darwiniano' per  salire  sul  mezzo  ed
  evitare di restare a terra;

   9)  la validità del biglietto andata e ritorno è limitata al  solo
  giorno  di emissione, mentre per altre ditte di trasporti è  estesa
  ad una settimana;

   10)     il     sito    internet    dell'azienda    in     oggetto,
  www.autolineegallo.it,  presenta  uno  stralcio  della  carta   dei
  servizi  e gli orari di partenza e arrivo degli autobus,  mentre  è
  privo di efficace pubblicizzazione ed in esso non viene data alcuna
  risposta  agli  utenti  che  provano  a  rivolgere  delle   domande
  attraverso la sezione 'contatti';

   11)  le  corse da e per l'aeroporto Falcone-Borsellino di  Palermo
  sono  carenti  (una  sola  corsa al giorno  collega  l'aeroporto  a
  Sciacca) ed addirittura assenti nei giorni festivi, in cui comunque
  vi  sono  voli  aerei  e  molti  viaggiatori  che,  non  avendo   a
  disposizione il trasporto ferroviario, sono costretti ad utilizzare
  mezzi  ben più onerosi. Oltre agli utenti giornalieri del servizio,
  anche  i  turisti trovano quindi parecchie difficoltà a raggiungere
  le  loro mete di destinazione, il che non costituisce di certo  una
  pubblicità positiva per la nostra Regione;

   12)  esiste una figura istituzionale preposta alla vigilanza sulle
  autolinee  in  concessione e a svolgere la ricerca  di  sistemi  di
  controllo  della  qualità  del  servizio  offerto:  questa   figura
  risponde  al nome del capo servizio dell'autotrasporto  di  persone
  del Dipartimento trasporti e comunicazioni della Regione siciliana;

   13)   i   nuovi  contratti  di  affidamento  delle  autolinee   in
  concessione  regionale prevedono una carta dei servizi per  aziende
  di   autotrasporto,  da  mettere  a  disposizione   immediata   dei
  passeggeri, e il possesso di una certificazione di qualità in  capo
  alle  aziende di autotrasporto, senza la quale non si può  ottenere
  in   concessione   il  servizio  di  trasporto   pubblico,   nonché
  l'inesistenza  di  sanzioni  e  penali  preesistenti;  ad  oggi  le
  Autolinee   Gallo  s.r.l.  non  hanno  messo  a  disposizione   dei
  viaggiatori  l'intera  carta  dei servizi,  ma  soltanto  un  breve
  stralcio   di  questa,  ed  hanno  esibito  il  possesso   di   una
  certificazione di qualità solo da qualche mese;

   14) i prezzi delle corse sono aumentati nuovamente per effetto del
  decreto  assessoriale  n.  31 del 6 giugno  2008,  che  prevede  il
  riconoscimento  di  una  percentuale del 3,3%  a  parziale  ristoro
  dell'aumento  dei  costi di trazione sommata alle variazioni  ISTAT
  dell'1,7% per un totale del 5%, quando l'anno precedente si era già
  registrato  un  esoso  aumento  a fronte  di  un  servizio  rimasto
  qualitativamente insufficiente;

   per sapere:

   quale  sia stato l'intervento del capo servizio dell'autotrasporto
  di persone del Dipartimento trasporti e comunicazioni della Regione
  siciliana;

   quali  iniziative  intendano assumere  per  la  piena  tutela  dei
  diritti  dei viaggiatori ed il raggiungimento di adeguati  standard
  di qualità;

   se non ritengano di dover chiedere alle Autolinee Gallo s.r.l.:

   a) l'istituzione immediata di un numero verde a disposizione degli
  utenti per eventuali informazioni e/o reclami;

   b)  la  pubblicizzazione,  presso le  biglietterie,  dei  recapiti
  dell'Ufficio  relazioni con il pubblico del Dipartimento  regionale
  dei trasporti e del capo servizio dell'autotrasporto di persone;

   c)  la  celere  introduzione  di un sistema  di  prenotazione  dei
  biglietti  più efficiente ed espletato a regola d'arte,  così  come
  viene  svolto da altre aziende di trasporti in Sicilia,  con  posti
  numerati;

   d)  l'immediata disponibilità per gli utenti dell'intera carta dei
  servizi della Autolinee Gallo s.r.l. presso le biglietterie e sugli
  autobus,  di  modo  che  tutti  i viaggiatori  siano  adeguatamente
  informati sui loro diritti e doveri;

   e)  l'estensione della validità del biglietto di andata e  ritorno
  da 1 a 7 giorni dalla data di emissione, ragion per cui si richiede
  l'intervento del competente Assessorato regionale;

   f)  l'introduzione  di  nuove corse da e per l'aeroporto  Falcone-
  Borsellino;

   g) la riduzione del già esoso costo del biglietto, che nell'ultimo
  anno ha subito un incremento spropositato.» (618)

     Ha  facoltà  di  parlare l'assessore per  fornire  la   risposta
  all'interrogazione.

   STRANO, assessore per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti.
  Signor     Presidente,    onorevoli    deputati,    in    relazione
  all'interrogazione numero 618 si rassegna che lo scrivente Ufficio,
  a   seguito  delle  ripetute  segnalazioni  pervenute  sui  servizi
  disimpegnati dall'impresa  Autolinee Gallo s.r.l.' ha già posto  in
  essere  tutte  le procedure previste dal contratto  di  affidamento
  provvisorio delle autolinee, stipulato con la medesima  impresa;  i
  disservizi riscontrati sono stati più volte oggetto di sanzioni.
   Le  criticità in ordine alle corse disimpegnate sono state oggetto
  di   una  diversa  distribuzione  dei  servizi,  autorizzate  dallo
  scrivente  Ufficio, con modifiche del contratto  di  affidamento  e
  autorizzate  nel  mese di novembre dell'anno 2008; l'aumento  delle
  percorrenze  chilometriche trova, invece, un limite  nelle  risorse
  finanziarie  a  disposizione; per quanto attiene  la  richiesta  di
  incremento delle corse da e per l'aeroporto di Palermo con partenza
  da  Sciacca,  è da segnalare che è stata più volte evidenziata  una
  scarsa frequentazione delle corse già disimpegnate.
   A  far  data  dai  primi mesi del 2009, e siamo  in  settembre,  a
  seguito  di  numerose sollecitazioni dello scrivente ufficio  e  di
  concerto  con  l'impresa  Gallo, è stato  implementato  un  sistema
  sperimentale  di  prenotazione dei biglietti che entrerà  in  piena
  operatività nei prossimi mesi ed è stato attivato il sito  internet
  aziendale di consultazione dei servizi offerti.
   Sono  in  programma, per il corrente anno, ulteriori  attività  di
  vigilanza  allo scopo di mettere in evidenza altre criticità  e  di
  porre  in  essere  tutte  le iniziative per  la  risoluzione  delle
  stesse.
   Signor  Presidente,  per quanto riguarda lo  spirito  costruttivo,
  prima  accennato dall'onorevole Panarello, dall'onorevole Vinciullo
  e   dall'onorevole  Di  Benedetto,  confermo  la   mia,   più   che
  disponibilità, volontà, e doverosa volontà di convocare, assieme al
  presidente  della  Commissione,  due  riunioni,  una  relativa   al
  traffico  marittimo  e  l'altra  al traffico  ferroviario,  per  la
  situazione da me accennata nel mio precedente intervento.
   Vorrei  pregare,  poi, gli interroganti per il  futuro,  anche  se
  siamo  in  pochi in Aula - l'onorevole Adamo ha già con me discusso
  di  questo  -,  di evitare la dizione  isole minori',  che  non  fa
  assolutamente  onore  a  delle isole che  sono  importanti  per  il
  turismo e per la loro storia.
   Nelle note interne dell'Assessorato abbiamo cominciato a chiamarli
   arcipelaghi  siciliani'. Credo che sia una dignità  che  diamo  al
  nostro  territorio perché la parola  minore' può essere,  a  volte,
  equivocata  sottintendendo anche una minore valenza  od  importanza
  delle stesse isole che, invece, hanno anche grande storia oltre che
  peculiarità sotto l'aspetto sociale e turistico.
   Mi  permetto  di  organizzare  col  Presidente  della  Commissione
  trasporti,   di   concerto  naturalmente  con  l'Assessorato,   due
  riunioni,  una per il problema del trasporto su ferro, una  per  il
  problema  del trasporto marittimo e, se lo ritenete, anche  per  un
  segmento  importantissimo  nel  quale  i  privati  hanno  veramente
  lavorato  bene,  per quanto mi riguarda, che è quello  del  gommato
  che,  molto  spesso,  è  stato indispensabile  per  sopperire  alle
  deficienze delle Ferrovie dello Stato e di Trenitalia.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Marinello  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   MARINELLO. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, io ho
  posto  la  questione relativamente al trasporto ed al miglioramento
  della  qualità dei servizi perché si registrano continue  lamentele
  da  parte  dell'utenza, in particolare dei giovani che si recano  a
  Palermo  per  andare  all'Università.  Ho  cercato  di  elencare  i
  disservizi in maniera molto dettagliata.
   Ho  saputo  di  un'iniziativa posta in  essere  dagli  uffici,  in
  particolare  per  quanto riguarda la convenzione, il  contratto  di
  servizi che già c'è. Però devo dire che altri miglioramenti  devono
  ancora essere apportati. Infatti, da un lato, si sono intensificate
  le corse ma, dall'altro lato, c'è il problema della tipologia delle
  vetture  messe a disposizione, spesso vetuste, che spesso riportano
  guasti al motore.
   Si  ritiene, quindi, indispensabile un miglioramento della qualità
  dei  servizi,  soprattutto per gli studenti e i  pendolari  che  si
  trovano  costretti  ogni mattina a raggiungere  Palermo;  nel  caso
  degli  studenti,  prevalentemente,  bisognerebbe  intensificare  le
  corse  di inizio settimana - in particolar modo la domenica sera  e
  il  lunedì  mattina - e di fine settimana, quando l'utenza  aumenta
  enormemente  rispetto al quotidiano, mi riferisco in particolare  a
  martedì,  mercoledì  e giovedì. Ripeto, occorrerebbe  potenziare  e
  migliorare  il  servizio,  ma anche la  qualità  delle  vetture  da
  mettere a disposizione.
   Pertanto,  mi  reputo parzialmente soddisfatto  della  risposta  e
  gradirei  che il Governo, nella persona dell'assessore  competente,
  intervenisse   puntualmente,  anche  con  una  nota  scritta,   nei
  confronti  della   Autolinee Gallo' per cercare  di  migliorare  la
  qualità del servizio.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  avendo  concluso  il  II  punto
  dell'ordine  del  giorno,  la seduta è  rinviata  a  mercoledì,  23
  settembre 2009, alle ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Oddo


  I  -Comunicazioni.

  II   -  Lettura,  ai  sensi e per gli effetti  degli  articoli  83,
   lettera d) e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
   n. 143 -  Interventi urgenti a favore dello stabilimento FIAT di
         Termini Imerese (PA).

                          CAPUTO - POGLIESE - FALCONE - VINCIULLO -
                                                              ARICò

   n. 144  -   Interventi  contro  i tagli  prodotti  nella  scuola
         pubblica dalla legge Gelmini.

                            ODDO - CRACOLICI - PANARELLO - MARZIANO
                         RINALDI - PICCIOLO - MATTARELLA - AMMATUNA
                     APPRENDI - BARBAGALLO - BONOMO - DE BENEDICTIS
                             DI BENEDETTO - DIGIACOMO - DI GUARDO -
                            DONEGANI FARAONE - FERRARA - FIORENZA -
                              GALVAGNO - GUCCIARDI LACCOTO - LUPO -
                                              MARINELLO - PANEPINTO
                                RAIA - SPEZIALE - TERMINE - VITRANO

  III   -Svolgimento  di  interrogazioni  e  di  interpellanze  della
   rubrica  Agricoltura e foreste .

  IV  - Discussione unificata di mozioni, interpellanze e
  interrogazioni concernenti il tema dei tagli al personale della
  scuola pubblica.

                   La seduta è tolta alle ore 19.08

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      Dott.ssa Iolanda Caroselli

   ALLEGATO

   Risposte scritte ad interrogazioni

   FARAONE.  -  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  il
  territorio   e   l'ambiente,  premesso  che  l'energia   eolica   e
  fotovoltaica  rappresenta  sempre più un formidabile  strumento  di
  sviluppo  sostenibile per l'intero territorio nazionale  e  per  la
  nostra Regione;

   visto che risultano essere numerose le aziende interessate a  tali
  forme di energia alternativa;

   considerato   che   non  si  conosce  il  numero   delle   aziende
  presentatrici di progetti eolici e fotovoltaici;

   per  sapere  quante  siano  le aziende presentatrici  di  progetti
  eolici  e  fotovoltaici e quante quelle che hanno  realizzato  tali
  progetti». (110)

   Risposta.   -   «Si   riferisce  in  merito  alla   interrogazione
  parlamentare  numero  110  dell'onorevole  Faraone  Davide,  giusta
  delega  alla  risposta prot. n. 1782/15 del 6  ottobre  2008  della
  Presidenza  della  regione siciliana, allegando  copia  della  nota
  prot.  n.  1697 datata 15 ottobre 2008 del Servizio 2  -  V.A.S.  -
  V.I.A.   del   Dipartimento  Territorio  ed  Ambiente   di   questo
  Assessorato,  qui pervenuta per il tramite l'Area  3  dello  stesso
  Dipartimento  con  nota  prot. N. 926  del  28  ottobre  2008,  che
  fornisce utili chiarimenti al fine di dare risposta compiuta.
   In  particolare  dalla nota si evince che i progetti  di  impianti
  eolici e fotovoltaici, presentati alal data del 30 settembre  2008,
  in  istruttoria  o da istituire, sono in numero di 201;  quelli  di
  impianti  eolici  per  i  quali  è  stato  rilasciato  giudizio  di
  compatibilità ambientale ex art. 5 D.P.R. 12 aprile  1996  sono  in
  numero  di  75,  ed infine i progetti di impianti  fotovoltaici  in
  istruttoria  o da istituire presentati alla data del  30  settembre
  2008 sono in numero di 1258».

                                                        L'Assessore
                                              Prof. Avv. Mario Milone

   PICCIOLO.   -  «All'Assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente,
  premesso  che a Lipari vi è un serio problema di viabilità stradale
  interna;

   ricordato  che  recentemente una frana ha colpito  la  strada  che
  conduce  da  Lipari ad Acquacalda, determinando enormi disagi  alla
  popolazione;

   osservato che le cave della Pumex in località Porticello, dismesse
  e  attualmente  sotto  sequestro giudiziario,  non  sono  curate  e
  idoneamente  custodite  e,  pertanto, in  occasione  di  condizioni
  meteorologiche avverse producono spargimento di detriti  lungo  gli
  assi viari limitrofi, impedendo di fatto la circolazione;

   ricordato  ancora  che  l'attuale  legislazione  fa  obbligo  alla
  Regione di vigilare e tutelare le suddette cave dismesse e che, per
  sua   dichiarazione,  lo  stesso  proprietario  si   è   dichiarato
  disponibile a un pronto intervento di messa in sicurezza;

   per sapere:

   quali  ragioni abbiano finora impedito di procedere alla  corretta
  manutenzione delle cave di pomice;

   se  non  ritenga,  in  vista della stagione  invernale,  di  dover
  predisporre un intervento urgente, anche in accordo con  l'autorità
  giudiziaria e con la proprietà;

   se condivida la consapevolezza che, se abbandonata a sé stessa, la
  cava  nel  tempo  può  produrre  danni  anche  maggiori  all'intera
  orografia della zona di Porticello». (242)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  -  «In  riferimento  alla  interrogazione  parlamentare
  numero  242  dell'onorevole  Picciolo,  si  rappresenta  che  dalla
  consultazione  degli  atti  in possesso di  Assessorato  alla  data
  odierna  nessun  progetto di interventi di manutenzione  presso  le
  cave è stato posto all'esame.
   Agli atti di questo Assessorato risulta inoltre:
   -  un'attività  giudiziaria  in corso che  riguarda  un  sequestro
  preventivo dello stabilimento industriale della cava e dei  pontili
  di  imbarco  della  Società PUMEX in esecuzione al  decreto  emesso
  all'ufficio del G.I.P. del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto;
   -  che l'attività di cava non risulta autorizzata sotto il profilo
  ambientale  con divieto anche in quanto ricadente in ZPS  ai  sensi
  del D.M. novembre 2007;
   -  che  ai sensi di quanto sopra non è possibile predisporre alcun
  intervento   senza   la  preventiva  autorizzazione   dell'autorità
  giudiziaria,  riservandosi, inoltre, l'Assessorato  di  costituirsi
  parte civile per l'eventuale danno ambientale.
   Tanto in risposta all'atto parlamentare di cui all'oggetto».

                                                         L'Assessore
                                              Prof. Avv. Mario Milone

   PANEPINTO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  il
  territorio  e  l'ambiente, premesso che la situazione  idropotabile
  nella  Sicilia  occidentale desta allarme per  la  non  sufficiente
  accumulazione  di  acqua  piovana  negli  invasi  durante  l'ultimo
  semestre del 2008;

   considerato che:

   il  comparto agricolo verrebbe messo definitivamente in  ginocchio
  se  dal  mese di aprile non disponesse di acqua sufficiente per  le
  prime irrigazioni di agrumeti e frutteti;

   le  acque del lago Castello sono destinate sia ad uso potabile che
  ad  uso  irriguo e che ogni giorno vengono destinati ad  Agrigento,
  proprio dal Castello, 150 litri al secondo;

   visto che esistono i necessari impianti di sollevamento per potere
  alimentare gli invasi di Castello, Gammavuta e Prizzi con le  acque
  del fiume Verdura;

   tenuto  conto  delle  imminenti  necessità  per  le  campagne   di
  produzione agricola;

   per  sapere  quali iniziative intenda assumere per  assicurare  le
  scorte   idriche   indispensabili  alle  attività  agricole   della
  provincia di Agrigento oltre che alle popolazioni urbane». (304)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta. - «In riferimento all'atto di sindacato ispettivo numero
  304   dell'onorevole  Panepinto  Giovanni,  con  il  quale   chiede
   Provvedimenti per assicurare le scorte idriche alla  Provincia  di
  Agrigento, rassegnasi che lo scrivente, Assessore al Territorio  ed
  Ambiente,  quale delegato a curane la trattazione, ha  chiamato  in
  causa  per le specifiche competenze nel settore l'Agenzia regionale
  per i rifiuti e le acque, la quale, con nota prot. N. 15464 del  16
  aprile 2009, che si allega in copia, ha fornito gli elementi  utili
  per la disamina dell'argomento de quo.
   I volumi invasati nelle dighe siciliane, aventi destinazione delle
  acque  ad  usi potabili e/o plurimi, della provincia di  Agrigento,
  sono  rispettivamente all'1 gennaio e 15 marzo 2009, quelli forniti
  dall'ARRA, che di seguito vengono riportati:

   Diga  ARANCIO, volume autorizzato 28,00, volume nel  serbatoio  al
  1/01/2009  (Mmc)  12,97, volume nel serbatoio al  15/03/2009  (Mmc)
  26,69, utilizzazione IRRIGUO;

   Diga  CASTELLO, volume autorizzato 21,00, volume nel serbatoio  al
  1/01/2009  (Mmc)  4,28, volume nel serbatoio  al  15/03/2009  (Mmc)
  20,99, utilizzazione POTABILE - IRRIGUO;

   Diga  FANACO,  volume autorizzato 20,70, volume nel  serbatoio  al
  1/01/2009  (Mmc)  1,70, volume nel serbatoio  al  15/03/2009  (Mmc)
  18,99, utilizzazione POTABILE;

   Diga  FURORE,  volume autorizzato 1,87, volume  nel  serbatoio  al
  1/01/2009  (Mmc)  1,09, volume nel serbatoio  al  15/03/2009  (Mmc)
  2,00, utilizzazione IRRIGUO;

   Diga  GAMMAUTA, volume autorizzato 0,84, volume nel  serbatoio  al
  1/01/2009  (Mmc)  0,22, volume nel serbatoio  al  15/03/2009  (Mmc)
  0,73, utilizzazione IDROELETTRICO;

   Diga  GARCIA,  volume autorizzato 60,00, volume nel  serbatoio  al
  1/01/2009  (Mmc)  30,06, volume nel serbatoio al  15/03/2009  (Mmc)
  63,12, utilizzazione POTABILE - IRRIGUO;

   Diga  GORGO,  volume  autorizzato 1,90, volume  nel  serbatoio  al
  1/01/2009  (Mmc)  0,26, volume nel serbatoio  al  15/03/2009  (Mmc)
  1,17, utilizzazione IRRIGUO;

   Diga  LEONE,  volume  autorizzato 4,15, volume  nel  serbatoio  al
  1/01/2009  (Mmc)  0,90, volume nel serbatoio  al  15/03/2009  (Mmc)
  3,90, utilizzazione POTABILE;

   Diga  PRIZZI,  volume autorizzato 9,25, volume  nel  serbatoio  al
  1/01/2009  (Mmc)  2,31, volume nel serbatoio  al  15/03/2009  (Mmc)
  8,45, utilizzazione POT. IRR. IDR.;

   Diga S.Giovanni, volume autorizzato 15,90, volume nel serbatoio al
  1/01/2009  (Mmc)  10,36, volume nel serbatoio al  15/03/2009  (Mmc)
  16,00, utilizzazione IRRIGUO;

   Totale  Volume  autorizzato: 163,61; Totale Volume  nel  serbatoio
  (Mmc)  al  01/01/2009:  64,15;  Totale  Volume  nel  serbatoio   al
  15/03/2009: 161,77.

   Come si evince dai dati riportati in tabella, dall'inizio del 2009
  ad  oggi,   le  disponibilità  idriche  dell'Ambito  Comprensoriale
  Agrigentino   si  sono  quasi  triplicate',  questo   grazie   alle
  significative precipitazioni dei mesi di gennaio e febbraio.
   Le  odierne  disponibilità idriche sono pressoché pari  ai  volumi
  massimi  per  i  quali  oggi  è  consentito  l'accumulo  da   parte
  dell'Organo  Nazionale  di  Vigilanza  delle  Dighe  ed   ulteriori
  eventuali afflussi oggi darebbero luogo, per molti dei serbatoi  di
  cui  alla  citata  tabella,  ad operazioni di alleggerimento  delle
  dighe dall'acqua in eccesso.
   Ciò  detto  appare  utile puntualizzare  che i  prelievi  potabili
  effettuati dal serbatoio castello (circa 140I/s) vengono  impiegati
  per  l'alimentazione di tutta la linea dell'acquedotto  Voltano  (a
  sua  volta interconnesso con i sistemi Fanaco e Tre Sorgenti) e non
  già ad esclusivo servizio del comune di Agrigento'.
   Infine  si precisa che  il sistema di trasferimento delle  fluente
  del  fiume  Verdura, derivante dalla galleria Enel  a  valle  della
  sezione  Favara a cura della Voltano s.p.a., anche nel corso  della
  presente  stagione  invernale 2008/2009, è stato  attivato  con  il
  conseguente  immagazzinamento delle relative  risorse  idriche  nel
  serbatoio Castello, mediante la bretella di collegamento'.
   Pertanto, sulla scorta degli elementi fornitici dall'Agenzia per i
  Rifiuti  e  le  acque  si può asserire che in   base  alle  odierne
  disponibilità non sono prefigurabili particolari scenari  di  crisi
  per  l'approvvigionamento idropotabile ed irriguo con riguardo alla
  prossima stagione estiva/autunnale'.
   Tanto in risposta all'atto ispettivo di cui all'oggetto».

                                                      L'Assessore
                                              Prof. Avv. Mario Milone

   APPRENDI.   -  «All'Assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente,
  premesso  che le difficoltà finanziarie della Regione, nel contesto
  più  generale  di  una  grave crisi economica mondiale,  richiedono
  grande oculatezza nella spesa;

   considerato il malessere sociale e il deterioramento del  rapporto
  tra cittadini e politica, tra popolazione e istituzioni;

   ritenuto   necessario  incrementare  il  rapporto  costi-benefici,
  risorse umane e capacità operativa dell'amministrazione pubblica, e
  di quella regionale in particolare;

   per sapere:

   di  quante  consulenze  esterne si avvalga codesto  Assessorato  e
  quali siano le retribuzioni di ciascun consulente;

   se  una  diversa organizzazione del personale in rapporto ai  fini
  istituzionali   e   di   programma   consenta   il   recupero    di
  professionalità  presenti nei ruoli della pubblica  amministrazione
  regionale impiegati presso codesto Assessorato». (346)

   Risposta.  -  «In risposta all'atto di sindacato ispettivo  numero
  346  dell'onorevole  Apprendi Giuseppe,  con  il  quale  si  chiede
   Numero delle consulenze esterne presso l'Assessorato Territorio  e
  Ambiente', si rappresenta:
   -  che  in  atto  questo Assessorato non ha ritenuto  opportuno  e
  necessario fare ricorso allo strumento delle consulenze esterne.
   Tanto in risposta all'atto parlamentare di cui all'oggetto.»

                                                        L'Assessore
                                              Prof. Avv. Mario Milone

   MARZIANO.  - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  il
  territorio e l'ambiente, premesso che:

   la   ditta  di  Catania  'Sicula  Trasporti'  ha  avviato   l'iter
  istruttorio   finalizzato  al  rilascio   di   una   autorizzazione
  all'apertura di una nuova discarica di rifiuti speciali  contenenti
  amianto  nel  territorio di Lentini (SR) adiacente la discarica  di
  Grotte San Giorgio utilizzata dal comune di Catania;

   rilevato che:

   il comune di Lentini, nel corso di due conferenze di servizi, si è
  dichiarato contrario alla realizzazione dell'impianto, raccogliendo
  in  tal  modo  anche  la profonda inquietudine vissuta  dall'intera
  comunità nell'apprendere quotidianamente di morti legate a leucemie
  e  tumori  in  un  territorio già fortemente  compromesso  a  causa
  dell'area industriale di Priolo e Melilli;

   il consiglio comunale di Lentini, in data 19 gennaio, ha approvato
  una   mozione   che   chiede  all'ARTA  di  non  concedere   alcuna
  autorizzazione per la realizzazione della suddetta discarica;

   associazioni  e  cittadini da anni denunciano oltre all'aggravarsi
  dello   stato  epidemiologico  dell'intera  provincia,   anche   la
  necessità  di tutelare le coltivazioni agrumicole nonché il  valore
  paesaggistico che l'area riveste;

   considerato che:

   nel  piano regionale dei rifiuti non vi è alcuna previsione di  un
  piano   per   lo   smaltimento  e  il  trattamento   in   discarica
  dell'amianto,  come  prescrive il decreto  legislativo  n.  22/1997
  (c.d. decreto Ronchi);

   la  Sicula  Trasporti non ha alcuna esperienza nel trattamento  di
  rifiuti speciali dal momento che nel suo oggetto sociale indica  la
  gestione  di  discariche  di  smaltimento  rifiuti  solidi  urbani,
  speciali  assimilabili e rifiuti speciali non pericolosi, oltre  la
  gestione di impianti di recupero, selezione, trattamento di rifiuti
  riutilizzabili, nonché la costruzione di discariche;

   per  sapere  se  l'Assessore per il territorio  e  l'ambiente  non
  ritenga  necessario  e  urgente impedire  l'autorizzazione  per  la
  realizzazione di una discarica per rifiuti pericolosi nel comune di
  Lentini». (347)

   VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  il
  territorio e l'ambiente, premesso che:

   nel  territorio del comune di Lentini (SR), negli ultimi anni,  si
  sono  riscontrati numerosi casi di morti per malattie tumorali  e/o
  respiratorie decisamente al di sopra della media nazionale;

   la  magistratura  siracusana  ha in atto  aperto  un'indagine  per
  appurare  se  queste  morti sospette non  siano  legate  a  fattori
  ambientali,   vista   la   vicinanza  del   polo   industriale   di
  Priolo/Melilli  ma,  soprattutto,  alla  presenza   di   discariche
  pericolose come quella di Grotte San Giorgio, utilizzata dal comune
  di Catania;

   tenuto conto che:

   l'Agenzia  regionale rifiuti e acque (ARRA) ha un procedimento  in
  corso finalizzato al rilascio di un'autorizzazione all'apertura  di
  una  nuova discarica di rifiuti speciali nel territorio di Lentini,
  adiacente alla discarica di Grotte San Giorgio;

   gli   organi   tecnici  del  comune  di  Lentini   e   la   stessa
  amministrazione  comunale, per ben due volte, hanno  espresso,  per
  competenza, il proprio parere negativo riguardo alla valutazione di
  impatto  ambientale (VIA),  adducendo legittime e condivisibili  le
  ragioni  legate  al  pregio  delle  coltivazioni  agrumicole,  alla
  valenza  paesaggistica del territorio e, soprattutto, alle  diffuse
  preoccupazioni circa la particolare incidenza di patologie tumorali
  sulla popolazione.

   per sapere:

   quali  iniziative  intendano adottare affinché venga  tutelata  in
  maniera assoluta e prioritaria la salute dei cittadini lentinesi;

   se non ritengano opportuno intervenire per bloccare il rilascio di
  questa nuova discarica prevista nel comune di Lentini;

   se  non  ritengano  improcrastinabile adottare iniziative  per  il
  risanamento  dell'intero territorio, già fortemente  segnato  dalla
  presenza  del polo industriale di Priolo/Melilli e della  discarica
  di Grotte San Giorgio». (349)

   Risposta.  -  «In  riferimento  alle  interrogazioni  parlamentari
  numeri  347  e  349,  riguardanti le preoccupazioni  relative  alla
  salute  degli  abitanti  del  Comune di  Lentini  in  seguito  alla
  realizzazione  della  discarica per rifiuti  pericolosi  contenenti
  amianto  (RCA), si fa presente che questo Assessorato ha rilasciato
  con  D.R.S.  n.  1121 del 20 ottobre 2008 giudizio di compatibilità
  ambientale positivo con prescrizioni ai sensi e per gli effetti del
  D.P.R. 12/04/96 e ss.mm.ii.
   Così  come  recepito dall'art. 91 della l.r. 6/2001, e da  notizie
  acquisite presso l'Ufficio A.I.A. risulta che la procedura  per  il
  rilascio dell'A.I.A. è in corso di istruttoria.
   Si   rimane   in  attesa  di  ulteriori  riscontri  dagli   uffici
  competenti.
   Tanto in risposta all'atto parlamentare di cui all'oggetto.»

                                                      L'Assessore
                                              Prof. Avv. Mario Milone

   ODDO.  -  «All'Assessore per il territorio e l'ambiente,  premesso
  che:

   la città di Marsala (TP) dal 1999 è interessata all'attivazione di
  un'area industriale al servizio delle attività produttive;

   l'agglomerato  di  Marsala rientra nell'ambito di  competenza  del
  consorzio  per  l'area industriale di Trapani e che in  quell'area,
  già  nel  novembre  del  1998, era stata  individuata  la  zona  di
  Matarocco,  indicata in un apposito verbale d'intesa  (23  novembre
  1998);

   alla  fine  del  2006, cioè 11 anni dopo l'inizio  della  vicenda,
  l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente ha  convocato,
  su  sollecitazione del consorzio ASI, un incontro  in  Assessorato,
  alla  presenza  del sindaco di Marsala e di altri  funzionari,  nel
  quale  si  è impegnato a seguire attentamente l'iter della  pratica
  affinché si raggiungesse l'obiettivo individuato;

   il  comune  di Marsala, in data 14 febbraio 2007, ha trasmesso  al
  consorzio   ASI  la  documentazione  (prot.  1246)   richiesta   in
  riferimento ad una nota dell'Assessorato Territorio ed  ambiente  -
  Dip. Urbanistica-Servizio III, prot. 81856 del 24 novembre 2006;

   in  questo lungo arco temporale non si contano le volte in  cui  è
  stata  trasmessa  documentazione relativa a visti,  autorizzazioni,
  pareri  e  quant'altro,  senza riuscire a scalfire  la  pretestuosa
  osservazione secondo la quale la procedura applicata dal  consorzio
  ASI  non è conforme a quella prevista dalla legge regionale n. 1/84
  che  regolamenta l'individuazione piano regolatore esistente e  non
  istituisca alcun nuovo agglomerato e che l'iter seguito  sia  stato
  già adottato per altri consorzi, senza alcuna osservazione da parte
  dell'Assessorato, il quale, tra l'altro, si è espresso sul progetto
  con voto del CRU dell'8 ottobre 2003 n. 238, di fatto avallando  la
  tesi  che non occorre la procedura di cui all'art. 1 della 1.r.  n.
  1/84, non richiesta ad alcun altro consorzio;

   a   fronte   di  tale  rilievo,  viene  avanzata  altra  singolare
  osservazione secondo cui l'area individuata risulterebbe sottoposta
  a   vincolo   idrogeologico;  successivamente  altre   osservazioni
  procedurali  e  continue  richieste di  documentazione  suppletive,
  tutte  dimostranti, peraltro, che la zona individuata non ha  alcun
  vincolo,  fa  parte del piano regolatore generale di  Marsala  come
  area  per  insediamenti  industriali e che è  l'area  di  Matarocco
  l'unica   zona  possibile  di  insediamento,  come  successivamente
  dimostrato   nel  tavolo  tecnico  convocato  il  21  maggio   2005
  dall'allora  Assessore  Noè  alla  presenza  dei  dirigenti   degli
  Assessorati  Industria  territorio  e  ambiente,  della   provincia
  regionale  di  Trapani,  di tutti gli ordini  professionali,  delle
  associazioni di categoria e dei sindacati;

   il  progetto  è  stato  rielaborato e l'area riposizionata,  dando
  risposta  a  tutte  le obiezioni sollevate dall'ARTA:  eliminazione
  degli  sbancamenti,  rispetto di emergenze  storiche,  salvaguardia
  delle  colture  di  pregio,  riduzione dell'impatto  paesaggistico,
  rivalutazione del dimensionamento dell'area, etc;

   ricordato,  inoltre,  che il piano rielaborato  sulla  base  delle
  indicazioni  del tavolo tecnico è stato pubblicato nella  GURS,  ha
  ottenuto  tutte  le  autorizzazioni necessarie,  ma  non  riesce  a
  superare il vaglio dell'Assessorato Territorio e ambiente;

   ad oggi tutto è fermo ed il comune di Marsala continua non avere a
  disposizione  un'area  industriale  di  sviluppo  nonostante  siano
  trascorsi 12 anni dall'avvio del procedimento;

   per sapere:

   per quali ragioni la variante al piano regolatore consortile - ASI
  -  Trapani,  agglomerato industriale di Marsala, non  viene  ancora
  esitata dall'ARTA;

   se  ritenga  che  oltre 12 anni possano essere un lasso  di  tempo
  compatibile con le ragioni dell'economia e se i pareri espressi  da
  organi   eletti  e  rinnovati  e  da  uffici  tecnici  e  giuridici
  appositamente preposti possano essere ripetutamente considerati non
  esaustivi;

   se  non  ritenga doveroso intervenire per far luce sui motivi  che
  bloccano la realizzazione di un'area industriale indispensabile per
  lo  sviluppo  del territorio di Marsala e dell'intera provincia  di
  Trapani;

   se  non  ritenga  che  oramai  i  termini  della  questione  siano
  abbondantemente  chiariti  e  sia  possibile  esprimere  il  parere
  favorevole». (356)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta. - «Si riferisce in merito all'atto ispettivo numero  356
  dell'onorevole  Oddo  Camillo,  rassegnando  quanto  acquisito  dal
  Servizio  3  di  questo  Assessorato,  chiamato  in  causa  per  le
  specifiche competenze nel settore.
   Si  rappresenta  che con nota n. 81856 del 24 novembre  2008  sono
  stati  richiesti  all'ente  proponente  integrazioni  di  atti   ed
  elaborati necessari ai fini istruttori.
   Prima  dell'emissione di parere del servizio  3DRU,  dovrà  essere
  acquisito  il  provvedimento  di  valutazione  d'incidenza  e/o  il
  giudizio di compatibilità ambientale VIA, e tutto ciò necessario di
  competenza del Servizio II, VIA - VAS, ARTA.
   L'eventuale  valutazione di merito con esito favorevole  come  per
  gli   aspetti   urbanistici   è  subordinata   al   perfezionamento
  amministrativo  della  pratica così che il  Dipartimento  regionale
  dell'Urbanistica potrà valutare la proposta progettuale.
   Gli   aspetti  dell'interrogazione  quindi  non  sono   valutabili
  singolarmente sia perché esulano da precise questioni che attengano
  la  materia  urbanistica, sia perché trattasi di aspetti  temporali
  subordinati  al  perfezionamento  dell'iter  amministrativo   della
  pratica in questione.
   Tanto in risposta all'atto parlamentare di cui all'oggetto».

   L'Assessore
                                              Prof. Avv. Mario Milone

   MARINESE.  -  «Al  Presidente della Regione e  all'Assessore  alla
  Presidenza, premesso che:

   la  normativa  vigente  in  materia  di  tutela  dall'inquinamento
  atmosferico,  ed  in  particolare il decreto legislativo  4  agosto
  1999, n. 351, prevede per le regioni l'obbligo di:

   individuare le zone del proprio territorio nelle quali il  livello
  dell'inquinamento presente in atmosfera comporta dei rischi per  la
  popolazione, e individuare l'autorità competente alla gestione  del
  rischio;

   definire piani d'azione con le misure necessarie nel breve periodo
  per  ridurre  il rischio di superamento dei valori limite  e  delle
  soglie  d'allarme,  misure  di  controllo  e,  se  necessario,   di
  sospensione  delle  attività  che  contribuiscono  all'inquinamento
  atmosferico;

   definire  zone  ed  agglomerati nei  quali  i  livelli  di  agenti
  inquinanti superano il valore limite;

   adottare specifici piani o programmi per ritornare sotto il valore
  limite  entro  un termine stabilito, mettendoli a disposizione  del
  pubblico e degli enti locali;

   garantire  che  informazioni aggiornate  sulla  qualità  dell'aria
  ambiente,  relativamente agli inquinanti normati  dal  d.  lgs.  n.
  351/99,  siano  messe  a  disposizione del pubblico  e  degli  enti
  interessati,  facendo in modo che tali informazioni  siano  chiare,
  comprensibili ed accessibili;

   accertato che:

   la  Regione siciliana avrebbe dovuto dare seguito agli adempimenti
  attuativi del d.lgs. n. 351/99 a partire dal 2003 ma, fino al 2007,
  avrebbe  omesso  di  dare seguito agli adempimenti  previsti  dalla
  normativa vigente;

   il  Ministero  dell'ambiente e della tutela del territorio  e  del
  mare  ha  ripetutamente contestato negli anni passati alla  Regione
  siciliana le violazioni della normativa in questione;

   dalla  consultazione dell'annuario dei dati ambientali  pubblicato
  da  ARPA  Sicilia si evince che nel triennio 2004 -  2006  si  sono
  verificati  ripetuti fenomeni di inquinamento atmosferico,  con  il
  superamento  delle soglie d'allarme previste per più  parametri  di
  controllo;

   l'Unione europea ha avviato nei confronti dell'Italia la procedura
  di  infrazione  n. 2182/2007 del 27 giugno 2007 e la  procedura  di
  infrazione  n. 2008/4808 del 26 giugno 2008, per la violazione,  da
  parte  della Regione siciliana, delle direttive 96/62/CE e 99/30/CE
  in materia di tutela della qualità dell'aria;

   il  Ministero  dell'ambiente e della tutela del territorio  e  del
  mare  ha  informato la Regione dell'avvio di un'altra procedura  di
  infrazione, per la violazione dell'art. 8 del d. lgs. n.  351/99  e
  della direttiva 96/62/CE, con riferimento agli anni 2005 - 2006;

   considerato che:

   secondo  la  normativa dell'Unione europea la  soglia  di  allarme
  costituisce il livello oltre il quale vi è un rischio per la salute
  umana  anche in caso di esposizione di breve durata e raggiunto  il
  quale si deve immediatamente intervenire;

   la  violazione  delle  norme di legge a tutela  della  salute  dei
  cittadini  comporta  oltre  alla perdita  di  finanziamenti,  anche
  responsabilità  di  vario  tipo  (penale,  civile,  amministrativo,
  contabile);

   il   mancato  adempimento  rispetto  agli  obblighi  in  questione
  costituisce una violazione delle norme comunitarie a seguito  della
  quale  l'Italia,  secondo  quanto  riportato  dalla  stampa,   sarà
  deferita alla Corte di giustizia delle Comunità europee;

   preso atto che, in base a quanto riportato dagli organi di stampa,
  la  Regione  siciliana, a partire dal 2007, ha  avviato  una  corsa
  contro  il  tempo adottando le iniziative necessarie per recuperare
  le  omissioni  degli  anni passati, con l'approvazione  del   piano
  regionale  di  coordinamento  per la tutela  la  qualità  dell'aria
  ambiente';

   ritenuto  che  sia necessario verificare quale sia  la  situazione
  attuale  per  quanto  riguarda  la  tutela  della  popolazione   ed
  accertare le eventuali responsabilità dei funzionari inadempienti;

   per sapere:

   quali  iniziative  siano state prese dagli organi  competenti  per
  porre rimedio alle violazioni contestate alla Sicilia dal Ministero
  dell'ambiente e dall'Unione europea;

   quali  iniziative  siano  state prese per  garantire  i  cittadini
  minacciati  dai fenomeni di inquinamento atmosferico  ripetutamente
  rilevati  dagli  organi di controllo, ai fini  della  tutela  della
  salute pubblica e dell'ambiente;

   quali  iniziative siano state assunte per informare  correttamente
  la  popolazione  in  merito  allo stato dell'aria  e  all'eventuale
  superamento dei valori limite e delle soglie d'allarme,  così  come
  previsto dalla normativa vigente;

   quali  uffici avessero il compito di dare seguito agli adempimenti
  in oggetto, quali accertamenti siano stati fatti in merito ai fatti
  riportati dalla stampa e quali provvedimenti siano stati presi  nei
  confronti di funzionari e dirigenti dei servizi responsabili  delle
  violazioni  contestate  dal Ministero dell'ambiente  e  dall'Unione
  europea;

   se  sia  stata  trasmessa  la necessaria informativa  all'autorità
  giudiziaria  ed alla procura regionale della Corte  dei  conti  per
  l'accertamento delle responsabilità correlate». (366)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.   -   «Con  riferimento  alla  interrogazione   di   cui
  all'oggetto, si rappresenta che è stata già trasmessa  la  risposta
  con  assessoriale prot. N. 2063 del 21 maggio 2009 che  si  ritiene
  ancora esaustiva e pertinente, qui di seguito riportata.

                                                         L'Assessore
                                              Prof. Avv. Mario Milone

   Risposta ad interrogazioni parlamentari n. 366 dell'on. MARINESE
                       e n. 403 dell'on. VITRANO
   «Si  riferisce in merito all'atto di sindacato ispettivo ut  supra
  citato  rassegnando  preliminarmente che  il  quadro  normativo  in
  materia  di  tutela della qualità dell'aria è attualmente  regolato
  dal  decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 351, e dalle altre norme
  correlate e/o collegate (D.M. 2 aprile 2002, n. 60; D.M. 1  ottobre
  2002,  n.  261; D. Lgs. 21 maggio 2004, n. 183; D. Lgs.  19  agosto
  2005, n. 195; D. Lgs. 3 agosto 2007, n. 152) .
   A  fronte  di un quadro di adempimenti così articolato e complesso
  la   Regione   siciliana  procedeva  ad  eseguire  la   valutazione
  preliminare' della qualità dell'aria ambiente (adottata con il D.A.
  305/GAB del 19 dicembre 2005) dando seguito, successivamente,  allo
  studio,  analisi  ed elaborazione dei dati informativi  utili  alla
  stesura  del  Piano regionale di coordinamento per la tutela  della
  qualità  dell'  aria ambiente' adottato dalla Regione  con  Decreto
  assessoriale n. 176/GAB del 9 agosto 2007.
   Il  predetto  provvedimento è stato successivamente integrato  dal
  Decreto assessoriale n. 43/GAB del 12 marzo 2008, con il quale sono
  state approvate alcune modifiche non sostanziali al piano regionale
  per   correggere  alcuni  errori  e/o  refusi  presenti  nel  testo
  iniziale.
   Si  tenga  presente  che  il  piano è uno  strumento  organico  di
  programmazione,   coordinamento   e   controllo   in   materia   di
  inquinamento atmosferico, finalizzato al miglioramento  progressivo
  delle  condizioni  ambientali  e  alla  salvaguardia  della  salute
  dell'uomo  e dell'ambiente nel territorio della regione, e  prevede
  tutte  le  iniziative necessarie per dare rapidamente seguito  agli
  adempimenti  previsti dalle norme UE e nazionali,  soprattutto  per
  quanto  riguarda  i  piani  d'azione ed i  programmi  di  cui  agli
  articoli  7,  8  e  9  del D. Lgs. 351/99. L'elaborazione  di  tali
  strumenti  di intervento e risanamento, infatti, è molto  complessa
  in   ogni  sua  fase  (programmazione,  valutazione,  applicazione,
  verifica),  riguarda diverse discipline scientifiche,  e  coinvolge
  diversi soggetti, pubblici e privati, interessati alle proposte  di
  risanamento e alla messa in opera dei relativi interventi.
   Va  precisato inoltre che il  Piano Regionale di coordinamento per
  la  tutela  della qualità dell'aria ambiente' prevede una complessa
  ed  articolata  attività  che, con una serie  di  aggiornamenti,  e
  tramite   i   necessari   provvedimenti  attuativi,   si   dispiega
  progressivamente al fine di:
   -  conseguire  sull'intero territorio regionale  il  rispetto  dei
  limiti  stabiliti dalle normative europee entro i termini temporali
  previsti;
   -  preservare  e  migliorare  la  qualità  dell'aria  mediante  la
  diminuzione   della   concentrazione  degli  inquinanti   dove   si
  registrano valori prossimi ai limiti;
   -  perseguire un miglioramento generalizzato dell'ambiente e della
  qualità della vita, evitando il trasferimento dell'inquinamento tra
  le varie matrici ambientali;
   -  concorrere  al raggiungimento degli impegni di riduzione  delle
  emissioni  di  gas-serra  sottoscritti  dall'Italia  negli  accordi
  internazionali;
   -  favorire  l'informazione, la partecipazione e il coinvolgimento
  delle parti sociali e del pubblico.
   Pertanto, in linea con quanto stabilito nel piano regionale, e  in
  conformità con quanto previsto dalla normativa vigente (art. 6  del
  D.Lgs.  4  agosto 1999, n. 351; art. 4 del D.A. n.  176/GAB  del  9
  agosto 2007; art. 281, comma 7, del D.Lgs. 3 aprile 2006, n.  152),
  con il Decreto assessoriale n. 94/GAB del 24 luglio 2008 sono stati
  adottati:
   -   l'Inventario  regionale  delle  emissioni  in  aria   ambiente
  (Allegato 1 al D.A. 94/GAB del 24 luglio 2008);
   -  la Valutazione della qualità dell'aria sul territorio regionale
  (Allegato 2 al D.A. 94/GAB del 24 luglio 2008);
   -  la  Zonizzazione del territorio regionale (Allegato 2  al  D.A.
  94/GAB del 24 luglio 2008).
   Inoltre  sono stati avviati a livello regionale, in attuazione  di
  quanto previsto dall'art. 3, comma 5, del D.A. 176/GAB del 9 agosto
  2007,  specifici  tavoli  tecnici di  settore  con  il  compito  di
  definire:
   -  misure  necessarie  al potenziamento ed alla  razionalizzazione
  della  rete  di  monitoraggio regionale, al fine di armonizzare  il
  sistema  di rilevamento della qualità dell'aria con le direttive  e
  gli standard normativi previsti dall'Unione Europea;
   -  azioni  di contrasto all'inquinamento atmosferico  in  aree  ad
  elevato  impatto  antropico (ad es. grandi aree urbane,  importanti
  zone portuali, aeroporti).
   Al  momento, a seguito dell'azione svolta, la Regione  risulta  in
  linea  con  la  normativa vigente per quanto  riguarda  i  seguenti
  adempimenti:
   -  adozione della Valutazione preliminare della qualità  dell'aria
  ambiente  per  il territorio regionale, ex art. 5  del  D.  Lgs.  4
  agosto 1999, n. 351;
   -  adozione dell'Inventario regionale delle emissioni, ex Allegato
  2 al D.M. 1 ottobre 2002, n. 261;
   -  adozione della Valutazione della qualità dell'aria ambiente per
  il  territorio regionale, ex art. 6 del D. Lgs. 4 agosto  1999,  n.
  351;
   -  individuazione delle  zone nelle quali i livelli di uno  o  più
  inquinanti comportano il rischio di superamento dei valori limite e
  delle  soglie d'allarme', ex art. 7, comma 1, del D. Lgs. 4  agosto
  1999, n. 351.
   E'  stato inoltre portato avanti - sia in sede periferica  (Tavoli
  Provinciali, istituiti con D.A. n. 42/GAB del 12 marzo 2008) che  a
  livello  centrale (Tavolo Regionale, istituito con il D.A.  176/GAB
  del  9  agosto  2007) - un lavoro propedeutico, allo  stesso  tempo
  mirato  e  capillare, finalizzato a gettare le basi necessarie  per
  raggiungere rapidamente gli altri obiettivi del piano regionale.
   Ad  oggi  l'azione  amministrativa in precedenza  avviata  risulta
  quasi  del  tutto completata e dovrebbe concludersi entro l'autunno
  p.v.  con  la  completa attuazione di quanto  previsto  dal   Piano
  regionale  di  coordinamento per la tutela della qualità  dell'aria
  ambiente',  e  sono in dirittura d'arrivo i seguenti  provvedimenti
  amministrativi:
   - adozione dei Piani d'azione contenenti le misure da adottare nel
  breve  periodo  affinché sia ridotto il rischio di superamento  dei
  valori limite e delle soglie di allarme, ex art. 7, comma 2, del D.
  Lgs. 4 agosto 1999, n. 351;
   -  individuazione dell'Autorità Competente a gestire le situazioni
  di rischio, ex art. 7, comma 1, del D. Lgs. 4 agosto 1999, n. 351;
   -  adozione delle misure da applicare nelle zone in cui i  livelli
  sono  più  alti dei valori limite, ex art. 8 del D. Lgs.  4  agosto
  1999, n. 351;
   - individuazione dei requisiti applicabili alle zone con i livelli
  inferiori ai valori limite, ex art. 9 del D. Lgs. 4 agosto 1999, n.
  351);
   -  definizione  delle  misure applicabili in caso  di  superamento
  delle  soglie d'allarme, ex art. 10 del D. Lgs. 4 agosto  1999,  n.
  351;
   -   definizione  delle  misure  per  garantire  l'informazione  al
  pubblico, ex art. 11 del D. Lgs. 4 agosto 1999, n. 351;
   -  definizione  delle misure per garantire la  trasmissione  delle
  informazioni, ex ad. 12 del D. Lgs. 4 agosto 1999, n. 351.
   Per  quanto  concerne  i provvedimenti sanzionatori  adottati  nei
  confronti  dei  dirigenti pro-tempore responsabili del  Servizio  e
  dell'Unità   Operativa  si  rappresenta  che,  su  proposta   dello
  scrivente, prot. n. 1405 del 2 aprile 2009, la Giunta regionale  di
  Governo,  con deliberazioni n. 116 e n. 117 del 3 aprile  2009,  ha
  deliberato  di  convalidare i D.D.G. n. 510 e n. 511 dell'8  giugno
  2007   con  i  quali  è  stata  disposta  la  revoca  dell'incarico
  dirigenziale rispettivamente al dott. Gioacchino Genchi ed al dott.
  Alessandro Pellerito escludendoli, ai sensi dell'art. 10, comm.  4,
  lett.  a),  della  l.r. 15 maggio 2000 n. 10, dal  conferimento  d'
  incarichi di livello dirigenziale corrispondente a quello  revocato
  per anni 4 e anni 2 con decorrenza 8 giugno 2007.
   Con Dirigenziale, del 28 aprile 2009 prot. n. 24/ris., veniva data
  comunicazione allo scrivente che con nota prot. n. 22/ris.  del  20
  aprile 2009 si era provveduto alla notifica del provvedimento  anzi
  citato al dott. Gioacchino Genchi .
   Si  fa presente altresì che con nota prot. n. 91387 del 4 dicembre
  2008, a firma del Dirigente Generale, venivano informati "come atto
  dovuto  -  per  gli  aspetti di competenza e con  riferimento  alle
  indagini in corso " sia la Procura della Repubblica che la  Procura
  della Corte dei Conti.
   Tanto in risposta all'atto parlamentare di cui all'oggetto».

                                                        L'Assessore
                                              Dott. Giuseppe Sorbello

   CRACOLICI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  il
  territorio e l'ambiente, premesso che:

   con  delibera  di Giunta comunale n. 253 del 2 luglio  2004,  sono
  state  definite le misure di stabilizzazione dei soggetti ricadenti
  nel  bacino ASU, quale atto d'indirizzo ai sensi dell'art. 12 della
  l.r. n. 30 del 2000;

   gli  azionisti  della  'Palermo  Ambiente'  s.p.a.,  nella  seduta
  assembleare dell'11 ottobre 2005, hanno deliberato di ricondurre in
  capo   alla  'Palermo  Ambiente'  il  processo  di  stabilizzazione
  denominato 'Progetto Mercati';

   con  deliberazione di Giunta comunale n. 456 del 14 ottobre  2005,
  sono  state  impartite  le  direttive concernenti  il  processo  di
  stabilizzazione dei 70 soggetti ASU ed in particolare, al punto  10
  del  dispositivo, è stato espressamente previsto che 'il contributo
  per  lo  start  up  (...)  assorbirà le spese  generali  e  per  il
  personale  fino a tutto l'esercizio 2007 (dicembre  2007);  per  il
  periodo successivo al 31 dicembre 2007, nelle more dell'entrata  in
  vigore del regime tariffario, agli eventuali relativi costi si farà
  fronte  secondo  il  meccanismo di cui  all'art.  7  dello  statuto
  sociale';

   l'art.  7  dello  stralcio dello statuto  sociale  della  'Palermo
  Ambiente' s.p.a. stabilisce che 'L'Ente che aderisce alla Società è
  comunque   obbligato   a  partecipare  alle   spese   generali   di
  amministrazione   proporzionalmente   alla   propria    percentuale
  azionaria, indipendentemente dall'attivazione specifica di  servizi
  da parte della Società';

   le  assunzioni  dei  70 lavoratori ASU sono state  effettuate  nel
  rispetto  degli  atti  di indirizzo espressi dal  socio  Comune  di
  Palermo  con  deliberazioni di Giunta comunale  n.  253/2004  e  n.
  456/2005,  a far data dall'1 dicembre 2005, con contratto  a  tempo
  indeterminato FISE Ambiente per 32 ore settimanali (part-time), con
  uno stipendio netto medio mensile di euro 1000,00;

   considerato che:

   il contributo di start up per la copertura dei costi del personale
  dipendente è scaduto in data 31 dicembre 2007;

   a  far data dall'1 gennaio 2008 non risulta appostata nel bilancio
  previsionale  del  Comune  di  Palermo  la  somma  necessaria  alla
  copertura dei costi del personale dipendente;

   la  Corte  dei conti, nell'ambito di una specifica indagine  sugli
  ATO  e  sulla  scorta  dei rilievi mossi dalla Ragioneria  generale
  dello   Stato  in  tema  di  copertura  dei  costi  del   personale
  dipendente, ha rilevato che il personale ex ASU non può gravare sul
  bilancio  del  Comune di Palermo o su quello degli  enti  soci  ma,
  piuttosto,  deve trovare copertura finanziaria sulla  TIA  (tariffa
  igiene ambientale);

   la  Ragioneria generale del Comune di Palermo conseguentemente non
  ha  più  riconosciuto  le somme destinate al personale  tra  quelle
  dovute quali spese generali di amministrazione ai sensi dell'art. 7
  dello statuto sociale sopra citato;

   rilevato che:

   l'Autorità d'ambito, costituita ai sensi dell'art. 201 del  d.lgs.
  n.   152  del  2006,  prevede  che  tutte  le  competenze  ai  fini
  dell'organizzazione del servizio di gestione integrata dei  rifiuti
  siano  trasferite dai comuni alle società d'ambito alle  quali  gli
  enti locali partecipano obbligatoriamente;

   l'art.  61 del d. lgs. n. 507 del 1993, ai commi 1 e 2, stabilisce
  che  il  costo di esercizio del servizio smaltimento rifiuti solidi
  urbani  comprende  le spese inerenti e comunque gli  oneri  diretti
  (AMIA s.p.a.) ed indiretti (Palermo Ambiente s.p.a.);

   la  'Palermo  Ambiente',  unica società  tra  le  27  presenti  in
  Sicilia, è stata posta anticipatamente in liquidazione con atto  di
  assemblea  straordinaria  del 29 ottobre  2008,  in  ossequio  alla
  delibera  del  Presidente della Regione siciliana n. 127  del  2008
  (riforma degli ATO);

   la  DPRS  n. 127 del 2008 è stata ritirata con successiva DPRS  n.
  260  del 29 ottobre 2008, che pertanto determina il venir meno  del
  presupposto giuridico della messa in liquidazione anticipata;

   lo   status  di  liquidazione  inibisce  al  personale  dipendente
  qualsiasi  possibilità  di  accesso  al  credito  bancario,   unica
  soluzione  praticabile  vista  l'incertezza  degli  emolumenti  e/o
  ritardi   nell'erogazione  degli  stessi  a  causa  della  precaria
  situazione finanziaria della società;

   per sapere:

   se   non   ritengano  grave,  anche  in  considerazione  dell'iter
  legislativo in atto relativo alla riforma degli ATO, la  scelta  di
  porre  in  liquidazione  la società 'Palermo  Ambiente',  unica  in
  Sicilia  ad  assumere  una  decisione in  tal  senso,  determinando
  pesanti ricadute sul piano occupazionale;

   se non ritengano urgente porre in essere tutte le azioni possibili
  affinché   sia   impedito  qualunque  percorso   finalizzato   alla
  liquidazione della società 'Palermo Ambiente' e vengano tutelati  i
  livelli   occupazionali,   escludendo   ogni   altra   ipotesi   di
  collocazione,    in   altri   rami   dell'Amministrazione,    delle
  professionalità attualmente in capo a 'Palermo Ambiente'». (541)

   Risposta.   -   «Con  riferimento  alla  interrogazione   di   cui
  all'oggetto, si rappresenta che questo Assessorato ha provveduto  a
  richiedere ai competenti uffici (Agenzia Regionale Rifiuti e Acque)
  ogni utile notizia al riguardo.
    Tanto in risposta all'atto parlamentare di cui all'oggetto.»

                                                      L'Assessore
                                              Prof. Avv. Mario Milone

   BARBAGALLO. - «Al Presidente della Regione, premesso che:

   centinaia  di imprenditori agricoli ed interi quartieri  di  città
  come  Agrigento  e  Caltanissetta  vivono  il  dramma  dovuto  alla
  mancanza d'acqua;

   recentemente,  a seguito di controlli dell'esercito,  sono  emersi
  inauditi casi di furti lungo la rete idrica;

   l'Autorità  per  la  vigilanza sui contratti pubblici  di  lavori,
  servizi e forniture, nell'ultima relazione al Parlamento nazionale,
  ha  dichiarato che in Sicilia vi sono otto dighe in costruzione  da
  più  di  20  anni  per  problematiche  legate  all'adeguamento  dei
  progetti e ai contenziosi con le imprese;

   considerato che:

   dietro ai contenziosi e agli errori nell'esecuzione dei lavori,  i
  rapporti  e  le  inchieste di varie procure della Repubblica  hanno
  accertato  l'esistenza di un intreccio perverso con la  criminalità
  organizzata;

   dove  c'è l'acqua, o dove dovrebbe esserci, esiste la mafia  o  il
  pericolo di infiltrazioni mafiose;

   atteso che:

   in  Sicilia  piove con il contagocce (meno 10% negli ultimi  dieci
  anni)  e  la  capacità delle dighe in esercizio  è  limitata  dalle
  infinite lungaggini sui collaudi e sulle norme di sicurezza;

   agli  inizi  di agosto esse contenevano 330 milioni di metri  cubi
  mentre oggi ne contengono 250 milioni;

   rilevato che:

   per fare qualche esempio, i lavori della diga di Blufi di Palermo,
  appartenente  ancora  all'EAS, i quali  ammontano  a  300  miliardi
  iniziali,  più  altri  120  stanziati per completarla,  sono  stati
  interrotti   per  via  dell'assenza  della  verifica   di   impatto
  ambientale prevista dalla normativa vigente;

   la  realizzazione  della  diga Pietrarossa  di  Caltagirone  (CT),
  iniziata  nel  lontano 1989 in assenza delle dovute  autorizzazioni
  della  soprintendenza, è stata interrotta a causa del rinvenimento,
  durante gli scavi, di una villa di epoca romana;

   in  merito  alla  stessa  diga,  successivamente,  la  procura  di
  Caltagirone  ha  scoperto  una truffa  fra  tecnici,  funzionari  e
  l'impresa   costruttrice,  architettata  per  ottenere   un   altro
  finanziamento non dovuto;

   nella diga Cannamasca, ubicata sul torrente Tumarrano, a circa  30
  chilometri  da  Agrigento, i lavori sono  stati  bloccati  dopo  la
  scoperta  dell'instabilità  del  terreno,  mentre  risulta  che  il
  progetto  è  stato modificato proprio per migliorare il sistema  di
  drenaggio;

   anche la diga di Piano del Campo dell'Alto Belice, progettata  più
  di 30 anni fa, vanta interessi di cosa nostra;

   rilevato ancora che:

   l'Ente  acquedotti  siciliano, posto in liquidazione  dal  lontano
  2004 ad opera della Regione, mentre attende di essere liquidato, ha
  aumentato  i  propri debiti che raggiungono quota  450  milioni  di
  deficit;

   secondo  quanto  riferito dal commissario  liquidatore  dell'ente,
  paradossalmente  il buco di bilancio è cominciato  proprio  quattro
  anni fa, passando dai 380 milioni di euro agli attuali 450;

   per sapere:

   se  e  quali  provvedimenti  urgenti  si  intendano  adottare  per
  fronteggiare  la crisi idrica della nostra Regione,  tenuto  conto,
  altresì,   che   l'osservatorio  delle  acque  dell'ARRA   (Agenzia
  regionale  rifiuti  e  acque)  ha  comunicato  un  taglio  del  10%
  dell'erogazione  dell'acqua dalle dighe per  problemi  legati  alla
  siccità;

   quali  ragioni  abbiano impedito di dare applicazione  alla  legge
  sulla liquidazione dell'EAS;

   se  e  quali  iniziative, infine, siano state assunte dal  Governo
  della  Regione  al  fine di vigilare sul rispetto  delle  leggi  in
  materia  di  affidamento e di gestione dei lavori di costruzione  e
  manutenzione  delle  dighe  ovvero per ovviare  ad  ogni  possibile
  infiltrazione di natura illegale e malavitosa». (120)

   Risposta.    «Con    riferimento   all'interrogazione    n.    120
  dell'onorevole Barbagallo Giovanni del 17 settembre 2008,  è  stata
  interessata  la  competente Agenzia regionale per i  Rifiuti  e  le
  Acque affinchè fossero fornite le pertinenti informazioni utili  ai
  fini della risposta all'interrogante.
   La   citata  Agenzia  con  nota  prot.  n.  7175  del  20/2/09  ha
  dettagliatamente  illustrato in merito e,  ritenendo  esaustivo  il
  contenuto, e visti gli elementi tecnici riportati, per una compiuta
  visione si ritiene di allegare la stessa nella sua interezza».

            Il Presidente

   On. Dr. Raffaele Lombardo

                                         «Agenzia  regionale  per   i
  Rifiuti e le Acque

                                          Alla    Presidenza    della
  Regione siciliana
                                          Segreteria generale Area 2
  - U.O.
                                           Rapporti  con  l'Assemblea
  regionale
                                          siciliana'

                                          Palermo

   Interrogazione parlamentare n. 120 del 17.09.2008  Iniziative  per
  fronteggiare la crisi idrica della Regione'

   In  riferimento  al quesito di cui all'oggetto  e  per  quanto  di
  competenza  dello  scrivente settore dell'A.R.R.A.  si  rappresenta
  quanto di seguito.
   La  fornitura  idrica in favore dei comuni della  Sicilia  Centro-
  Meridionale  ha  scontato  la  recente  crisi  del  sistema   degli
  acquedotti   interconnessi  asserviti  agli  A.T.O.  di  Agrigento,
  Caltanissetta  ed  Enna in particolare causata dall'esiguità  della
  risorsa  invasata nel lago Fanaco (fino a tutto il mese di dicembre
  u.s.) che rappresenta la principale fonte di approvvigionamento del
  sistema.
   A  suffragio  di  quanto asserito in merito al  notevole  calo  di
  risorse  che  si  è  registrato  negli  invasi  siciliani  ad   uso
  esclusivamente potabile o misto potabile ed irriguo, si riportano i
  volumi   di   invaso  registrati  rispettivamente  al  1   dicembre
  segnatamente  2006, 2007 e 2008.. Dall'esame dei dati si  riscontra
  un  calo delle disponibilità dell'ordine del 60% rispetto a  quelle
  del 2006 e del 50% rispetto a quelle del 2007.
   Va   segnalato,   anche  in  risposta  all'osservazione   avanzata
  nell'interrogazione  di  che trattasi  circa  i  provvedimenti  che
  questa   Agenzia  ha  adottato  per  affrontare  e   risolvere   la
  problematica   relativa   all'oggetto,   che   l'attuazione   della
  pianificazione  delle risorse è preventivamente concertata  con  le
  Autorità   d'Ambito  e  con  gli  enti  gestori  del  servizio   di
  distribuzione.  In  proposito,  nell'ultimo  periodo,   stante   la
  necessità di regimare le disponibilità degli invasi almeno fino  al
  prevedibile apporto degli afflussi meteorici (circostanza  che  poi
  di  fatto  si  è verificata), la citata concertazione con  tutti  i
  soggetti  sopra  segnalati è avvenuta ad  intervalli  temporali  di
  circa 15-20 giorni allo scopo di monitorare lo stato delle fonti di
  approvvigionamento e tarare lo sfruttamento delle stesse.

    Volumi presenti nelle dighe siciliane per uso potabile e misto  1
  Dicembre 2006 - 2007 - 2008

                         INVASI                                   USO
  VOLUME AUTORIZZATO      2006             2007              2008

   ANCIPA              POTABILE    -   12,921      0,7  5,05  1,01
                        IRRIGUO    -               7
                           ELETTRICO
   CASTELLO             POTABILE    -   21,00      10,  7,60  3,57
                              IRRIGUO              73
   CIMIA             POTABILE    -                  5,2  4,40  2,50
                           IRRIGUO    9,00          0
   FANACO                 POTABILE                 6,1  1,99  1,01
                                        20,70      6

   DISUERI              POTABILE -       4,50      1,0  0,40  2,00
                           IRRIGUO                 0
   GARCIA               POTABILE -                 45,  42,94  30,35
                           IRRIGUO      62,00      70
   LEONE               POTABILE          4,15      0,8  1,14  0,65
                                                   3
   PIANA DEGLI       POTABILE -         28,50      21,  18,90  10,10
   ALBANESI           ELETTRICO                    58
   POMAI             POTABILE -         68,00      34,  38,03  18,49
                        IRRIGUO                    90
   PRIZZI          POTABILE    -                     6,2  4,09
                    IRRIGUO   -       9,25          9          2,57
                      ELETTRICO
   ROSAMARINA        POTABILE -        100,00      66,  34,47  10,46
                        IRRIGUO                    13
   SCANZANO             POTABILE -      11,00      4,7  4,42   2,34
                           IRRIGUO                 0
                      TOTALI (M Mc)     349,01    203,   163,9  86,11
                                                   99      3

       Surplus/Deficit  (%) disponibilità rispetto al 2006  =   -  58
  -118,88 M mc
       Surplus/Deficit  (%) disponibilità rispetto al 2007  =   -  48
  -  78,82 M mc

      I dati sui volumi sono forniti dai gestori degli invasi

   Per  quanto attiene alle ragioni che, a tutt'oggi, hanno  impedito
  di   dare   piena   applicazione  alla  legge  sulla   liquidazione
  dell'E.A.S.  è necessario confrontarsi con gli aspetti inerenti  la
  gestione  del  servizio idrico integrato negli ambiti  territoriali
  ottimali (coincidenti di fatto, com'è noto, con le province) in cui
  è stata suddivisa la Sicilia. Infatti solo sei A.T.O. su nove hanno
  provveduto ad affidare il S.I.I. ad un soggetto privato individuato
  con  procedura  ad  evidenza pubblica. Nelle  province  di  Ragusa,
  Messina e Trapani tale affidamento non si é ancora concretizzato  e
  ciò ha imposto, allo scopo di evitare l'interruzione di un pubblico
  servizio (almeno per ciò che concerne l'ambito trapanese e l'ambito
  messinese, in cui l'E.A.S. era presente come gestore dei servizi  a
  rete  in  taluni comuni), il mantenimento dell'attività  gestionale
  sia   a  cura  di  E.A.S.,  procrastinando  di  fatto  la  chiusura
  dell'Ente, che delle amministrazioni locali.
   Circa  le motivazioni che hanno impedito l'affidamento del  S.I.I.
  ad  un nuovo soggetto gestore cosi come previsto dalla L. n. 36/94,
  almeno per quanto riferibile agli A.T.O. di Trapani e Messina,  ove
  è presente l'E.A.S., si comunica che:
   A.T.O.  TP  -   la  conferenza  dei  comuni  non  ha  ritenuto  di
  accogliere,  dal punto di vista tecnico ed economico,  la  proposta
  presentata dall'unico partecipante alla gara ad evidenza pubblica;
   A.T.O.  ME  -  la gara ad evidenza pubblica è andata  deserta  più
  volte  ed  è  altresì  risultato  infruttuoso  il  commissariamento
  dell'A.T.O,    disposto    da   questa   Agenzia,    per    effetto
  dell'accoglimento da parte del T.A.R. di Catania della richiesta di
  sospensiva  avanzata  da  alcuni  Comuni  nell'ambito  del  ricorso
  opposto avverso il provvedimento di nomina del Commissario ad acta,
  finalizzato   per   l'appunto   all'attuazione   delle    procedure
  amministrative per l'affidamento del S.I.I.. Va per altro ricordato
  che,  in  base di quanto disposto dall'articolo 26 ter della  legge
  29/11/07 n. 222, fino a tutto il mese di novembre 2008 non è  stato
  possibile disporre nuovi affidamenti ai sensi dell'articolo 150 del
  D. l.vo n. 152/06.
   Può  pertanto in generale affermarsi che gli impedimenti che hanno
  intralciato  la  piena  attuazione  del  processo  di  riforma  del
  servizio idrico dettato dalla legge Galli hanno costituito ostacolo
  alla  gestione  unitaria  delle risorse su parte  del  comprensorio
  regionale  con  le inevitabili ripercussioni negative,  soprattutto
  per  quegli ambiti che non godono di sufficienti risorse proprie  e
  che necessitano di approvvigionamenti provenienti da sistemi idrici
  a  scala non solo pluricomunale ma anche pluriprovinciale. Va da sé
  che solo un approccio al problema della gestione indirizzato ad una
  visione unitaria e condivisa di tutte le risorse disponibili per il
  territorio,  unito ad una più spinta interconnessione  tra  i  vari
  sistemi  acquedottistici  potrà  risolvere  in  modo  radicale   il
  problema  dell'approvvigionamento idrico di  queste  comunità  oggi
  svantaggiate.  In merito, questa Agenzia è da sempre  vigile  sulla
  corretta  e  tempestiva  applicazione delle  normative  vigenti  di
  settore che spingono verso la direzione sopra auspicata.
   In  ultimo, in relazione alle iniziative intraprese in materia  di
  affidamento e gestione dei lavori di costruzione delle  dighe,  con
  specifico riferimento a taluni casi segnalati nel quesito  de  quo,
  si rappresenta quanto di seguito:
   - Diga Blufi: l'E.A.S. ha in corso la procedura per la rescissione
  del   contratto  d'appalto  con  l'Impresa,  avendo   il   03/10/07
  sottoscritto con la stessa lo stato finale dei lavori e restando in
  attesa   che   la  commissione  di  collaudo  emetta  il   relativo
  certificato finale. In merito l'EAS, giusto invito della  scrivente
  Agenzia,  ha  recentemente sollecitato la definizione e l'emissione
  di  detto  atto. In sostanza il rapporto contrattuale in  essere  è
  indirizzato  univocamente  verso  la  chiusura  definitiva   e   di
  conseguenza  il  completamento dei lavori potrà avvenire  solamente
  procedendo  ad un nuovo appalto. Il fabbisogno finanziario  per  il
  completamento  dell'opera, secondo una stima  prodotta  nel  luglio
  2007 dalla D.L., ammonta a 168 M , di cui circa 23 M , residuo  del
  finanziamento  iniziale, giacenti nel Bilancio dell'Amministrazione
  Regionale. Per la copertura finanziaria della parte residuale, pari
  a  145  M , l'A.R.R.A. ha avanzato richiesta sia al Ministero delle
  Economie e delle Finanze, con note n. 13273 del 22/11/06 e n. 15484
  del  14/12/06,  che al Dipartimento Regionale della Programmazione,
  con nota n. 30808 del 29/07/08.
   -  Diga Pietrarossa: con nota n. 6953 del 17/10/2009 il 3  Settore
  dell'A.R.R.A.  ha rappresentato all'On.le Presidente della  Regione
  lo stato delle iniziative inerenti l'opera. Di seguito si riportano
  i contenuti della nota citata.
   I lavori di costruzione dell'opera denominata 'Invaso Pietrarossa'
  -  Progetto  ex CASMEZ n  30/3219 furono affidati dal Consorzio  di
  Bonifica  di  Caltagirone al R.T.I. costituito da Impregilo  S.p.A.
  (già  Lodigiani  S.p.A.)  e  CO.GE.I.  S.p.A.  (oggi  fallita)  con
  contratto stipulato in data 12.12.1988 per un ammontare,  al  netto
  del  ribasso,  di £. 75.958.194.230, portata a £. 84.888.356.411  a
  seguito dell'approvazione di n. 2 perizie di variante e suppletiva.
   I lavori furono consegnati in data 16.2.1989 e sono stati sospesi:
   -  in  data  20.11.1993  per presunti fenomeni  franosi  in  corso
  d'opera;
   -  in data 20.10.1997 su ordine della Soprintendenza BB.CC.AA.  di
  Enna;
   -  in  data  14.02.1998  per  provvedimento  della  Procura  della
  Repubblica di Enna;
   -  in  data  6.03.2000  su  ordine del  G.I.P.  dei  Tribunale  di
  Caltagirone.
   Di fatto i lavori risultano interrotti dal 1997.
   Lo stato finale dei lavori alla data di sospensione del 20.10.1997
  determina un importo di lavori al netto pari a £. 80.694.871.604.
   Il  3   Settore  dell'Agenzia, al fine di esaminare  la  posizione
  tecnica  e  amministrativa  dei lavori di  costruzione  della  diga
  Pietrarossa,  ha  indetto lo scorso 14.2.2008  una  riunione,  alla
  quale hanno partecipato la Soprintendenza al BB.CC.AA. di Enna,  il
  Ministero  per le Infrastrutture - Direzione Dighe Roma ed  il  suo
  Ufficio  periferico  di  Palermo ed  il  Consorzio  di  Bonifica  7
  Caltagirone, ancora titolare dell'opera.
   Da tale riunione è emerso che:
   - sono stati superati gli aspetti amministrativi;
   - gli aspetti penali sono passati in giudicato;
   -  relativamente  all'aspetto archeologico, la  Soprintendenza  di
  Enna   ritiene   imprescindibile  il  completamento   dell'indagine
  archeologica  e  la  conservazione fisica dei manufatti,  ritenendo
  possibile   la  progettazione  della  fruizione   sotto   l'aspetto
  virtuale  per  quanto  attiene al sito. A tal  fine  ha  redatto  e
  presentato  al  competente Assessorato la perizia relativa  il  cui
  importo è di circa 1,50 milioni di euro;
   -  è venuto meno il conflitto tra interessi pubblici contrapposti,
  realizzazione  del  serbatoio e salvaguardia e fruizione  del  sito
  archeologico, attraverso l'ipotesi di fruizione virtuale  del  sito
  presentata dalla Soprintendenza;
   -  rimangono  ancora  pendenti  i contenziosi  civili  che  vedono
  impegnati  il  Consorzio  di  Bonifica  7  di  Caltagirone  ed   il
  Provveditorato Generale delle 00.PP. per la Regione Siciliana.
   Alla luce di quanto rappresentato si ritiene necessario:
   1. completare le indagini conoscitive nell'area archeologica;
   2.   accelerare  la  chiusura  dei  contenziosi  anche  attraverso
  specifiche transazioni;
   3.  verificare  lo  stato di affidabilità delle  opere  realizzate
  nell'attuale stato di deterioramento, considerato il lungo  periodo
  di fermo lavori;
   4. aggiornare ed adeguare il progetto di sistemazione della spalla-
  sponda destra;
   5.  redigere  un  progetto di completamento dell'opera  che  tenga
  conto dei problemi relativi alle cave».

   IL DIRETTORE

   (Ing. Marcello Loria)

   CAPUTO. - «Al Presidente della Regione, premesso che:

   in  data  19 febbraio 2009, la Presidenza della Regione siciliana,
  ha  sottoscritto la convenzione con il comando Regione  Carabinieri
  Sicilia  e  la  società Trenitalia s.p.a. per il finanziamento  del
  protocollo d'intesa del 21 novembre 2008;

   il protocollo, in particolare, consente la libera circolazione, su
  tutti  i  treni  regionali, dei militari dell'Arma  della  Sicilia,
  muniti  di  appositi moduli di viaggio in base alle  richieste  dei
  comandi provinciali;

   finalità  del  protocollo  è l'incremento  del  fattore  sicurezza
  personale, a bordo dei treni regionali in territorio siciliano, dei
  viaggiatori;

   considerato che:

   l'iniziativa è importante e merita la sua piena applicazione;

   uguali prerogative e finalità possono essere riconosciute e svolte
  anche dagli appartenenti alla Polizia di Stato;

   ritenuto che:

   l'esclusione dalla convenzione e dal relativo protocollo  d'intesa
  può   rappresentare  una  disparità  di  trattamento;   anche   gli
  appartenenti  alla  Polizia  di  Stato,  unitamente   ai   militari
  dell'Arma,  possono garantire, allo stesso modo,  le  finalità  del
  protocollo e della relativa convenzione;

   anche  la  Polizia  di  Stato, quindi,  deve  essere  messa  nelle
  medesime condizioni (come i militari dell'ARMA dei Carabinieri)  di
  poter  godere ed usufruire delle agevolazioni previste dalla libera
  circolazione sui treni regionali di Trenitalia;

   per  sapere quali provvedimenti intenda adottare per procedere  ad
  una  nuova  sottoscrizione della convenzione con  gli  appartenenti
  alla  Polizia  di  Stato o per consentirne il loro  inserimento  in
  quella  del  19  febbraio 2009 onde far sì che anche  i  poliziotti
  possano  godere  e  beneficiare delle agevolazioni  ivi  previste».
  (459)

   Risposta.   -  «Con  riferimento  all'interrogazione  numero   459
  dell'onorevole Salvino Caputo, si trasmette la nota prot.  N.  1461
  del 3 aprile 2009 unitamente ai relativi allegati, con il quale  il
  Servizio  V  della  Segreteria Generale di questa Presidenza  della
  Regione  ha  dettagliatamente riferito  in  merito  e,  ritenendone
  esaustivo  il  contenuto, per una compiuta visione  si  ritiene  di
  allegare la stessa nella sua interezza.
                                                        Il Presidente
                                            On. Dr. Raffaele Lombardo

   PRESIDENZA
   Segreteria Generale
   Prot. n. 1461 del 3 aprile 2009

                                                     All'AREA 2  S.G.
                                             U.O.'Rapporti con l'ARS'

                           e p.c. Ufficio di Gabinetto On. Presidente
                                                            LORO SEDE

   Con riferimento all'interrogazione in oggetto - trasmessa con nota
  n. 1064 del 25.03.2009 -, si rappresenta quanto segue.
   A  seguito  della  pubblicazione della circolare presidenziale  n.
  3430  del  14.10.2008  - GURS Parte I n. 49 del  24.10.2008  -  che
  disciplina  l'utilizzo  del  fondo  per  le  partecipazioni  e   le
  convenzioni  di  cui all'art. 88, comma 3, della l.r.  2/2002,  con
  istanza  del 21.11.2008 il Comando Regione Carabinieri  Sicilia  ha
  richiesto  il  finanziamento di un protocollo d'intesa sottoscritto
  in  pari  data  con  la società Trenitalia S.p.A.,  finalizzato  ad
  incrementare  i  livelli di sicurezza nel trasporto ferroviario  in
  Sicilia (allegati 1 e 2).
   Espletata  l'istruttoria ed acquisita la valutazione dell'apposita
  Commissione  e  la determinazione positiva dell'On. Presidente,  il
  19.02.2009  è  stata  stipulata presso la scrivente  Presidenza  la
  relativa  convenzione,  la  quale  rimanda,  per  le  condizioni  e
  modalità  di  fruizione  del servizio, al succitato  protocollo  di
  intesa (allegato 3).
   Non  è  pervenuta, invece, analoga proposta da parte di  strutture
  della Polizia di Stato.
   A  titolo  puramente  informativo,  si  rappresenta  che,  per  il
  corrente esercizio 2009, è stato pubblicato - nella GURS Parte I n.
  13  del  27.03.2009  - un comunicato concernente  la  presentazione
  delle  istanze  relative  al  fondo in questione  per  il  corrente
  esercizio 2009.
   Allegati come sopra descritti.

                                            Il Dirigente del Servizio
                                          (Dott. Francesco Schillaci)