Presidenza del vicepresidente Oddo
LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura dei processi verbali delle
sedute numeri 107 e 108 che, non sorgendo osservazioni, si
intendono approvati.
Comunicazione di modifiche al dispositivo di votazione
elettronica in Aula
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, rendo noto che il Consiglio di
Presidenza, nella seduta del 14 luglio 2009, ha dato mandato a
questa Presidenza ed agli Uffici di porre in essere le necessarie
modifiche al dispositivo di votazione elettronica in Aula affinché,
dalla ripresa autunnale dei lavori, siano realizzate le nuove
modalità di espressione del voto e precisamente:
- votazione esclusiva da postazione preassegnata;
- necessità di tenere premuto il tasto di votazione fino a quando
la medesima sia dichiarata chiusa dalla Presidenza.
Pertanto, nei prossimi giorni verrà fornito ai Capigruppo un
prospetto riepilogativo delle singole postazioni assegnate ai
componenti del rispettivo Gruppo parlamentare, onde rendere
operative le descritte innovazioni approvate all'unanimità dal
Consiglio di Presidenza.
L'Assemblea ne prende atto.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi e missioni
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli:
- Greco, Apprendi, Raia, Lupo, Digiacomo e Fagone, per le sedute
di oggi 15 settembre 2009;
- Laccoto e Mattarella, dal 15 al 18 settembre 2009.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico, altresì, che sono in missione, per ragioni del loro
ufficio, gli onorevoli: Buzzanca, dal 15 al 16 settembre 2009;
Falcone, il 17 settembre 2009; Ruggirello, dal 20 al 28 settembre
2009.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per il territorio e l'ambiente:
n. 110 - Notizie sul numero dei progetti eolici e fotovoltaici
presentati dalle aziende del settore.
Firmatario: Faraone Davide
n. 242 - Interventi di manutenzione presso le cave della Pumex di
Lipari (ME).
Firmatario: Picciolo Giuseppe
n. 304 - Provvedimenti per assicurare le scorte idriche alla
provincia di Agrigento.
Firmatario: Panepinto Giovanni
n. 346 - Numero delle consulenze esterne presso
l'Assessorato Territorio e ambiente.
Firmatario: Apprendi Giuseppe
n. 347 - Interventi al fine di impedire la realizzazione di una
discarica per rifiuti pericolosi contenenti amianto nel territorio
di Lentini (SR).
Firmatario: Marziano Bruno
n. 349 - Iniziative a tutela della salute dei cittadini di
Lentini (SR).
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
n. 356 - Realizzazione di un'area industriale di sviluppo nella
città di Marsala (TP).
Firmatario: Oddo Camillo
n. 366 - Presunte violazioni della normativa vigente in materia di
inquinamento atmosferico.
Firmatario: Marinese Ignazio
n. 541 - Iniziative urgenti allo scopo di tutelare il personale
(ex ASU) stabilizzato nel 2005 e in servizio presso 'Palermo
Ambiente' s.p.a.
Firmatario: Cracolici Antonino
- da parte del Presidente della Regione:
n. 120 - Iniziative per fronteggiare la crisi idrica della
Regione.
Firmatario: Barbagallo Giovanni
n. 459 - Inserimento degli appartenenti alla Polizia di Stato tra
i beneficiari della convenzione tra la Regione siciliana, la
Regione dei Carabinieri Sicilia e Trenitalia.
Firmatario: Caputo Salvino.
Avverto che le risposte scritte testé annunziate saranno
pubblicate in allegato al resoconto stenografico della seduta
odierna.
Per quanto concerne gli allegati relativi all'interrogazione n.
459 gli stessi sono consultabili nell'apposita banca dati
informatizzata, accessibile anche dal sito internet dell'Assemblea.
Gli stessi allegati sono altresì disponibili presso l'Archivio del
Servizio Lavori d'Aula.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno di
legge:
«Princìpi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle
acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico
in Sicilia» (n. 461)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Panepinto in
data 11 settembre 2009.
Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegni
di legge
alle competenti Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
presentati ed inviati alle competenti Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
«Promozione della mutualità volontaria e sostegno alle società di
mutuo soccorso» (n. 454)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Gucciardi,
Lupo, Ferrara, Vitrano, Bonomo, Rinaldi, Laccoto, Picciolo,
Fiorenza, Barbagallo, Galvagno, Ammatuna in data 6 agosto 2009
inviato in data 3 settembre 2009
BILANCIO (II)
«Disposizioni in materia di erogazione di contributi» (n. 457)
presentato dal Presidente della Regione (Lombardo), su proposta
dell'Assessore regionale per il bilancio e le finanze (Di Mauro),
in data 18 agosto 2009
inviato in data 3 settembre 2009
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
«Norme in materia di agricoltura. Interventi in favore
dell'E.S.A.» (n. 458)
presentato dal Presidente della Regione (Lombardo) su proposta
dell'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste (Cimino)
in data 20 agosto 2009
inviato in data 15 settembre 2009
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
«Norme urgenti per il riassetto economico-finanziario della
gestione integrata dei rifiuti» (n. 456)
presentato dal Presidente della Regione (Lombardo), su proposta
dell'Assessore regionale per il bilancio e le finanze (Di Mauro),
in data 10 agosto 2009
inviato in data 3 settembre 2009
«Norme per il sostegno dell'attività edilizia e la
riqualificazione del patrimonio edilizio esistente» (n. 459)
presentato dal Presidente della Regione (Lombardo), su proposta
dell'Assessore regionale per i lavori pubblici (Beninati), in data
20 agosto 2009
inviato in data 3 settembre 2009
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
«Norme ed interventi per l'attuazione del diritto allo studio e la
libera scelta educativa» (n. 455)
presentato dal Presidente della Regione (Lombardo), su proposta
dell'Assessore regionale per i beni culturali (Leanza Nicola), in
data 10 agosto 2009
inviato in data 3 settembre 2009
COMMISSIONE SPECIALE PER LA REVISIONE E L'ATTUAZIONE
DELLO STATUTO DELLA REGIONE
«Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2,
dello Statuto della Regione recante: Modifiche degli articoli 10 e
41 ter dello Statuto della Regione» (n. 460)
presentato dall'onorevole Aricò in data 9 settembre 2009
inviato in data 11 settembre 2009.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle competenti Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
«Norme in materia di ineleggibilità ed incompatibilità dei sindaci
ed assessori comunali» (n. 450)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 5 agosto 2009
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
«Protezione catodica degli acquedotti» (n. 451)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 5 agosto 2009
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
«Norme per l'istituzione dell'Albo regionale delle bande musicali
siciliane» (n. 452)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 4 agosto 2009
PARERE I
«Norme per l'istituzione dell'Albo regionale dei direttori
musicali» (n. 453)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 4 agosto 2009
PARERE I
Comunicazione di invio da parte del Presidente della Regione del
Documento di programmazione economico-finanziaria per gli anni
2010/2013'
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione ha inviato,
in data 15 settembre 2009, il Documento di programmazione
economico-finanziaria per gli anni 2010/2013'.
Comunico, altresì, che copia del predetto Documento è stata
inviata, ai sensi dell'articolo 73 bis 1, alle Commissioni in data
odierna.
Comunicazione di ritiro di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che con nota prot. n. 8238 del 14 settembre
2009 la Presidenza della Regione - Ufficio di Gabinetto, in
aderenza a quanto determinato dalla Giunta di Governo nella seduta
n. 20 dell'11 settembre 2009, ha comunicato il ritiro del disegno
di legge n. 456 del 10 agosto 2009 «Norme urgenti per il riassetto
economico-finanziario della gestione integrata dei rifiuti».
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa al disegno di legge nn. 240-85-213-256-278-
296-299 - Stralcio I/A
PRESIDENTE. Comunico che con nota prot. n. 553/Cp del 14 settembre
2009 la I Commissione, a seguito dell'approvazione del disegno di
legge nn. 342-339-86-231-262/A, divenuto legge regionale 7 luglio
2009, n. 8 Norme sulle ineleggibilità e incompatibilità dei
deputati regionali' ha dichiarato superato il disegno di legge già
esitato per l'Aula nn. 240-85-213-256-278-296-299-Stralcio I/A
Incompatibilità tra le cariche di componente della Giunta
regionale e di componente delle Giunte di enti locali .
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE. Comunico le seguenti richieste di parere pervenute e
rese dalla Commissione competente:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Consorzio per le Autostrade siciliane (C.A.S.) - Designazione
commissario straordinario (n. 30/I)
pervenuta in data 6 agosto 2009
inviata in data 7 agosto 2009
reso in data 11 agosto 2009
trasmesso al Presidente della Regione l'11 agosto 2009
Legge regionale 14 aprile 2009, n. 5. Aziende sanitarie
provinciali e aziende ospedaliere Nomina dei direttori generali (n.
31/I)
pervenuta in data 21 agosto 2009
inviata in data 21 agosto 2009
reso in data 21 agosto 2009
trasmesso al Presidente della Regione il 25 agosto 2009
IACP di Catania - Designazione componente effettivo in seno al
collegio sindacale (n. 32/I)
pervenuta in data 13 agosto 2009
inviata in data 7 settembre 2009
reso in data 9 settembre 2009.
Comunicazione di assegnazione di proposte di legge costituzionale
PRESIDENTE. Comunico che le proposte di legge costituzionale n.
A.S. 1643, A.S. 1655 e n. A.S. 1656 di iniziativa parlamentare,
concernenti modifiche dello Statuto della Regione trasmesse dal
Ministro per i rapporti con le Regioni, sono state assegnate, per
il relativo parere ai sensi dell'articolo 41 ter dello Statuto,
alla Commissione speciale per la revisione e l'attuazione dello
Statuto della Regione.
Comunicazione di assenze alla riunione della IV Commissione
legislativa
PRESIDENTE. Comunico che nella seduta n. 56 del 4 agosto 2009
della IV Commissione legislativa permanente Ambiente e territorio'
sono risultati assenti gli onorevoli Currenti, Ammatuna, Bonomo,
Caronia, Cascio Salvatore, Faraone, Lo Giudice, Nicotra.
Comunicazione di trasmissione di documentazione da parte del
Presidente della Regione
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione ha
trasmesso:
- in data 20 agosto 2009, la relazione sulla situazione economica
della Regione siciliana - Anno 2008 (articolo 3 della legge
regionale 8 luglio 1977, n. 47 e successive modifiche ed
integrazioni);
- in data 2 settembre 2009 la previsione e situazione trimestrale
di cassa e di tesoreria della Regione in attuazione dell'art. 52,
comma 5 della legge regionale 3 maggio 2001 al 31.03.2009 e al
30.06.2009
Comunico, altresì, che copie della sopra citata documentazione
sono state trasmesse alla II Commissione parlamentare.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Federico ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di trasmissione di delibere della Giunta regionale
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le delibere della Giunta
regionale - Terzo bimestre 2009.
Copie delle medesime e il relativo elenco recante l'oggetto di
ciascuna è disponibile all'archivio del Servizio Commissioni.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«All'Assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione, premesso che:
il Melqart, statuetta bronzea di 38 centimetri, di epoca fenicia
(IX-XI secolo A.C), di valore inestimabile anche perché supera in
dimensioni ed importanza altre statue del genere, raffigurante il
dio del mare, è stata rinvenuta nel mare di Sciacca (AG) nel 1955
dal motopesca saccense 'Angelica Madre';
il Melqart è conservato presso il museo 'Salinas', a Palermo,
città che si affaccia in un altro mare rispetto a quello nel quale
è stato rinvenuto. Questo decontestualizza l'opera, la quale è
inoltre conservata in un angolo della sala dei bronzi del museo,
tra tanti altri manufatti di tutte le età che sminuiscono
l'importanza del reperto in oggetto;
la lunga storia che ha riguardato il Melqart è a tratti oscura e
contorta e la sentenza definitiva emessa nel 1963, alla fine di un
lungo e complicato iter burocratico, appare in netto contrasto con
quelle disposizioni che hanno portato, anche di recente, a
restituire alle città di appartenenza - solo per citare qualche
esempio - il Satiro Danzante a Mazara del Vallo (TP), l'Efebo di
Selinunte a Castelvetrano (TP) e la Nave Punica a Marsala (TP);
considerato che:
esistono le condizioni per ospitare il Melqart a Sciacca, dove
verrebbe esposto all'interno della nuova, bella e funzionale
struttura del 'Museo del Mare', ritenuta degna, idonea e sicura
per accogliere la statuetta, cui verrà riservata un'intera sala
proprio come merita, ossia una casa di fronte a quel mare che lo
ha custodito per secoli;
si ritiene da più parti che il Melqart debba tornare a Sciacca
non solo per rendere il giusto merito a coloro che l'hanno
ritrovato, ma a testimonianza storica di tutti quei popoli che
sono transitati per i mari antistanti la città termale;
per sapere quali iniziative si intendano assumere, anche con il
coinvolgimento della Sovrintendenza ai Beni Culturali della
Provincia regionale di Agrigento, per risolvere la controversia in
merito alla restituzione del Melqart alla città di Sciacca che
richiede di riappropriarsi, attraverso il prezioso reperto, di una
importante parte della propria storia». (716)
MARINELLO
«All'Assessore per l'agricoltura e le foreste, premesso che:
la drammatica crisi economica, che ha investito interi settori
produttivi, ha in particolar modo colpito il comparto olivicolo ed
ortofrutticolo;
i produttori ne hanno inevitabilmente subito gli effetti in
conseguenza di un precipitoso abbassamento dei prezzi dei prodotti
nella vendita al dettaglio, quali l'uva, le mele e le pere;
specificamente, per l'olio, in alcuni casi, si è arrivati ad una
soglia di prezzo che ha raggiunto i 2 euro al chilo;
in tale condizione, il mercato non è più in grado di fissare
regole, dal momento che si è letteralmente alterato ogni possibile
equilibrio nella concorrenza;
considerato che dinanzi al verificarsi di questa crisi, l'effetto
più drammatico è la dequalificazione dei prodotti siciliani,
alcuni dei quali hanno da tempo conquistato le scena
internazionale per la loro qualità;
per sapere se e quali misure siano state adottate e se non
ritenga opportuno provvedere rapidamente mediante l'attivazione di
precise direttive, relativamente all'adozione dei prezzi, tese ad
impedire la dequalificazione dell'olio siciliano e dei prodotti
ortofrutticoli». (717)
PANEPINTO
«All'Assessore per il territorio e l'ambiente e all'Assessore per
i beni culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione,
premesso che:
il territorio delle Egadi, costituito dalle isole di Favignana,
Levanzo, Marittimo, Formica Maraone nonché dai diversi isolotti
affioranti, fa parte, insieme con la costa della Sicilia
occidentale, di un sistema complesso che costituisce un'unità di
paesaggio di eccezionale valore culturale ed ambientale;
la varietà dei tratti di costa, alta e a strapiombo sul mare in
alcuni punti, e, viceversa, bassa e frastagliata con calette ed
insenature in altri, è tale da costituire un'unità geografica e
culturale per l'arcipelago nel suo insieme e, contemporaneamente,
rende ogni isola un'unità sé stante;
alla varietà e ricchezza ambientale e paesaggistica data dalla
natura, si è aggiunta l'opera umana: il lavoro dei cavatori di
tufo, unitamente all' azione marina, hanno reso ancora più
spettacolare alcuni tratti di costa, con il caratteristico
susseguirsi di cave, grotte e sprofondamenti che si affacciano sul
mare;
considerato che:
lo strumento di pianificazione cui è demandata la tutela e
valorizzazione del demanio marittimo è il 'piano di utilizzo del
demanio marittimo', disciplinato dall'art. 4 della legge regionale
29 novembre 2005, n. 15;
la norma suddetta prevede che le opere e le attività consentite
sul demanio marittimo possono essere realizzate ed esercitate solo
in conformità alle previsioni del piano di utilizzo delle aree
demaniali marittime, approvato dall'Assessorato Territorio e
ambiente su proposta dei comuni costieri;
il comma 2 dell'art. 4 della l.r. n. 15 del 2005 prevede che la
proposta del comune costiero deve essere presentata entro 180
giorni dall'emanazione del decreto dell'Assessore per il
territorio e l'ambiente contenente le linee guida per la redazione
dei piani; in caso di inadempimento da parte dei comuni, provvede
in via sostitutiva un commissario ad acta nominato dall'Assessore
per il territorio e l'ambiente;
l'Assessore per il per il territorio e l'ambiente, con decreto 25
maggio 2006, pubblicato nella Gazzetta ufficiala della Regione
siciliana del 30 giugno 2006, n. 32, ha provveduto ad emanare le
'Linee guida per la redazione dei piani di utilizzo del demanio
marittimo della Regione siciliana';
per le isole Egadi non è stata ancora presentata alcuna proposta
e, pertanto, le coste e i litorali sono concretamente esposti al
rischio di un improprio utilizzo;
il piano dovrebbe puntare alla riqualificazione paesistica delle
aree marine degradate;
l'adozione del piano di utilizzo del demanio marittimo
consentirebbe, peraltro, anche la fruibilità delle aree costiere
per finalità di turismo sociale e di aggregazione a favore di
fasce deboli o svantaggiate; il piano consentirebbe l'adeguata
valorizzazione delle tradizionali attività marinare legate alla
pesca e garantirebbe l'apporto degli enti ed organismi non a scopo
di lucro che svolgono attività di protezione civile e
volontariato;
su tale argomento si è pronunciata la stragrande maggioranza dei
Consiglieri comunali di Favignana, i quali chiedono, nelle more
dell'adozione del piano di cui trattasi, che l'Assessorato
regionale dei beni culturali e ambientali e della pubblica
istruzione dichiari l'immodificabilità temporanea delle coste;
per sapere:
se siano state avviate procedure per l'invio del commissario ad
acta nei comuni inadempienti all'obbligo di presentazione della
proposta di piano di utilizzo del demanio marittimo;
se non ritengano necessario, nelle more dell'adozione del
suddetto piano, procedere alla dichiarazione di immodificabilità
temporanea, ai sensi e per gli effetti dell'art. 5 della l.r. n.
15 del 1991, dell'assetto del territorio e delle coste
dell'arcipelago delle isole Egadi». (718)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
GUCCIARDI
«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali, premesso che:
in data 21 luglio 2009 è stato tratto in arresto il Sindaco di
Lampedusa (AG) con l'accusa di concussione;
con nota prot. n. 2009 - 789/Area 1A Ordine e sicurezza pubblica
del 21 luglio 2009, il Prefetto di Agrigento ha dichiarato
l'intervenuta sospensione ope legis di De Rubeis Bernardino dalla
carica di Sindaco del Comune di Lampedusa e Linosa (AG);
il Comune di Lampedusa non aveva un Vicesindaco per sostituire il
Sindaco nell'espletamento delle funzioni anche di ordinaria
amministrazione e tali funzioni sono attualmente svolte
dall'Assessore anziano;
considerato che:
le indagini della magistratura relative al suddetto arresto sono
ancora in corso e, come riportato dal quotidiano La Repubblica'
del 22 luglio, la Procura di Agrigento ha anche indagato altre
sei persone, tra cui il presidente del consiglio comunale Vincenzo
D'Ancona';
a prescindere dall'indagine in corso, nel recente passato diversi
servizi giornalistici hanno fatto emergere un quadro di singolare
gestione del Comune di Lampedusa ed, in particolare, in data 26
maggio 2008, La Repubblica' e, il giorno dopo, il TGR davano
notizia della realizzazione di una cosiddetta Ambasciata' a
Palermo da parte del suddetto Comune, e sull''Espresso' del 6
novembre 2008 si dava, tra l'altro, notizia dell'assunzione presso
l'ufficio di gabinetto dello stesso Sindaco di ben 17 unità di
personale;
già in sede di approvazione del rendiconto 2007, avvenuta nella
seduta consiliare del 29 settembre 2008, il collegio dei revisori
aveva evidenziato gravissime deficienze amministrative riguardanti
la mancata ricognizione dei debiti fuori bilancio e dei residui
attivi nel Comune di Lampedusa e la mancata ricognizione dello
stato patrimoniale del Comune;
numerosi atti ispettivi presentati dal gruppo consiliare di
opposizione circa la gestione della cosa pubblica sono sempre
rimasti senza risposta, quali la trasformazione abusiva ed il
cambio di destinazione d'uso di strutture pubbliche finanziate con
fondi del POR Sicilia ed appena completate, la distruzione di
alcune tombe del cimitero vecchio di Lampedusa, con rimozione dei
morti ivi sepolti, in violazione delle norme di polizia
cimiteriale, la realizzazione di lavori con abuso dei poteri di
ordinanza sindacale, la proliferazione di incarichi e consulenze
ecc. tutti fatti che richiamano la responsabilità politica e
amministrativa dell'intera Amministrazione comunale di Lampedusa;
per sapere:
quali provvedimenti abbia assunto o intenda assumere a seguito
dei gravissimi fatti che hanno condotto all'arresto del Sindaco e
sconvolto la vita amministrativa del Comune di Lampedusa e se non
ritenga opportuno avviare un' indagine amministrativa;
se non si ritenga necessario e urgente procedere rapidamente alla
nomina di un commissario straordinario per garantire il corretto
funzionamento della macchina amministrativa del Comune di
Lampedusa». (722)
PANEPINTO - MARINELLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che la
società privata Federico II Musei' ha finora goduto di una
convenzione con l'Amministrazione regionale per svolgere servizi
aggiuntivi nelle sedi monumentali e museali;
considerato che diverse professionalità si sono formate per
compiti specifici, all'interno dei musei, nell'accoglienza dei
visitatori: dalla gestione della biglietteria agli uffici
d'informazione, sono stati garantiti con diligenza e conoscenza
delle lingue servizi di assistenza di alta qualità;
visto che, ciò nonostante, 64 lavoratori hanno ricevuto formale
licenziamento da parte della stessa società, senza alcuna
motivazione o preavviso, pur godendo fino a qualche settimana fa
di contratti a tempo indeterminato, ancorché a regime di part-time
(contratto a 15 ore);
precisato che la ragione di tali licenziamenti non è attribuibile
all'operato dei 64 lavoratori, ma a difficili situazioni di
bilancio aziendale e che, tuttavia, questo stato di cose ha creato
un dramma lavorativo in chi aveva, seppure in modo limitato,
raggiunto un minimo di aspettative di dignità e di vita;
per sapere quali iniziative s'intendano assumere per restituire
prospettive alle unità lavorative licenziate, recuperando quelle
professionalità necessarie alla tutela e valorizzazione del
patrimonio artistico, monumentale e museale siciliano». (723)
FARAONE - RAIA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:
il Governo nazionale ha tagliato gli organici della scuola,
determinando - per la sola Sicilia - la mancata nomina di quasi
5.500 precari (insegnanti di scuole elementari, docenti di scuole
medie e superiori, insegnanti di sostegno e personale ATA), i
quali, negli anni scolastici precedenti, avevano consentito il
puntuale avvio dell'attività scolastica;
la mancata attribuzione dei suddetti incarichi arreca un grave
danno alle famiglie dei precari impiegati nella scuola e tende a
depotenziare la scuola pubblica, che si vede ulteriormente privata
di uomini e mezzi;
con l'accordo del 4 agosto 2009 tra il Ministero dell'istruzione,
dell'università e della ricerca e l'Assessorato regionale dei beni
culturali e ambientali e della pubblica istruzione è stata
prevista l'attivazione di contratti annuali per alcuni
precari(insegnanti, docenti e personale ATA) rimasti esclusi;
nel suddetto protocollo tra Governo regionale e Governo nazionale
non sono indicati i criteri con cui verranno attribuiti gli
incarichi né come verranno distribuiti sul territorio e non si
indica quale contratto collettivo nazionale di lavoro sarà
applicato;
il citato protocollo, all'art. 13, prevede la nomina di una
commissione dalla quale, inspiegabilmente, sono esclusi i
sindacati;
ad oggi, il protocollo sembra essere utile solo a superare la
situazione di crisi, e - non comportando l'allargamento degli
organici - rappresenta un segno di acquiescenza nei confronti
della volontà del Governo nazionale di depotenziare l'importante
funzione della scuola pubblica;
per sapere:
quali iniziative intendano intraprendere al fine di consentire il
recupero dei posti tagliati agli organici delle scuole siciliane e
con quali criteri, per il corrente anno scolastico, saranno
stipulati i contratti sul territorio;
quale contratto collettivo sarà applicato e per quante ore, e con
quali modalità i docenti verranno impiegati». (726)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
ODDO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:
nella normativa scolastica un problema dibattuto è rappresentato
dalla fissazione del numero minimo e massimo di alunni
indispensabili per la formazione delle classi;
a tal proposito, un primo criterio normativo, ai fini della
formazione delle classi, è dato senz'altro dal rispetto del
parametro risultante dal rapporto alunni e superficie;
la normativa di riferimento è costituita dal decreto ministeriale
18 dicembre 1975 Norme tecniche aggiornate relative all'edilizia
scolastica, ivi compresi gli indici minimi di funzionalità
didattica, edilizia ed urbanistica da osservarsi nella esecuzione
di opere di edilizia scolastica ; dal decreto ministeriale 26
agosto 1992 Norme di prevenzione incendi per l'edilizia
scolastica ; dalla legge n. 23 del 1996 Norme per l'edilizia
scolastica ;
tale normativa prevede che:
1) ai fini della sicurezza anti-incendi, in una aula ...il
massimo affollamento ipotizzabile è fissato in 26 persone/aula'
(art. 5.0 del d.m. 26 agosto 1992: Norme di prevenzione incendi
per l'edilizia scolastica ). La stessa normativa prevede però che
tale limite possa essere superato, a condizione che:
a) le porte devono avere larghezza almeno di 1,20 metri ed
aprirsi in senso dell'esodo quando il numero massimo di persone
sia superiore a 25' (art. 5.6 del succitato decreto e
prot.h.P480/4122 sott.32 del 6 maggio 2008 del Ministero
dell'Interno-Dip. dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e
della difesa civile-Dir. Centrale per la prevenzione e la
sicurezza tecnica area prevenzione incendi);
b) ci sia una apposita dichiarazione rilasciata sotto la
responsabilità del titolare dell'attività' (nella fattispecie il
D.S. e/o l'ente, Comune o Provincia, proprietario dei locali) che
indichi il numero di persone effettivamente presenti nell'aula
(sempre art. 5.0 del succitato decreto);
c) ci sia un ...modesto incremento numerico' (non meglio
quantificato) rispetto al limite di 26 (parere Prot.h.P480/4122
sott.32 del 6 maggio 2008 del Ministero dell'Interno-Dip. dei
vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civileDir.
Centrale per la prevenzione e la sicurezza tecnica area
prevenzione incendi); 2) ai fini della funzionalità didattica e
dell'agibilità delle aule per ogni persona (docente, alunno)
presente in una aula, deve essere garantita un'area netta di 1,80
metri quadri nella scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di
I grado e 1.96 metri quadri nella secondaria di II grado oltre ad
una altezza minima di 3 metri' (d.m. 18 dicembre 1975: Norme
tecniche aggiornate relative all'edilizia scolastica, ivi compresi
gli indici minimi di funzionalità didattica, edilizia ed
urbanistica da osservarsi nella esecuzione di opere di edilizia
scolastica ). Per area netta' si intende una superficie al netto
dell'arredo presente nell'aula (banchi, sedie, armadi, ecc.);
alla luce della normativa vigente, è stata riferita al
sottoscritto interrogante, da parte degli addetti ai lavori, una
situazione di diffusa illegalità per quanto riguarda il numero
massimo di alunni presenti nelle aule. Infatti:
1) il limite di 26 persone, massimo affollamento ipotizzabile',
viene già superato adesso in tantissimi casi senza che vengano
soddisfatti i requisiti che la normativa prevede per il suo
superamento (e cioè: porte di larghezza 1.20 metri e opportuno
verso di apertura, assunzione di responsabilità con apposita
dichiarazione, da parte del D.S., del Comune o della Provincia;
modesto incremento numerico');
2) in tantissimi casi, già adesso, non viene rispettata
assolutamente la densità di affollamento' prevista dalla
normativa ai fini della funzionalità didattica e dell'agibilità
delle aule, non garantendo quella che è la superficie
minima/persona che la normativa prevede (basti pensare infatti
che, ad esempio, per avere 30 alunni in una aula, quindi 31
persone, questa deve avere una superficie di 56 metri quadri nella
scuola dell'infanzia-elementare-media e di 61 metri quadri alle
superiori);
considerato che:
lo schema di regolamento recante Norme per la riorganizzazione
della rete scolastica e il razionale ed efficace utilizzo delle
risorse umane della scuola, ai sensi dell'articolo 64, comma 4,
del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 , approvato dal
Consiglio dei Ministri il 18 dicembre scorso, prevede, nella
formazione delle classi dall'anno scolastico 2009/2010, un
incremento dell'attuale numero di studenti per aula;
alla luce della vigente normativa, la situazione è chiaramente
destinata a precipitare, rendendo pressoché tutte le aule delle
scuole della provincia di Siracusa fuori norma' in relazione al
numero massimo di persone presenti in esse, in quanto, per effetto
di tale disposizione, ci sarà un aumento, complessivamente in
tutti gli ordini di scuole, di 2 alunni, il cui numero quindi
passerà dall'attuale 25 (che con la prassi delle deroghe arriva
attualmente fino a 30-31) a 26-27-30 (che sempre con le deroghe
potrà arrivare a 31-32-35) a seconda degli ordini di scuole;
per la scuola dell'infanzia, la nuova norma prevede sezioni con
un numero di bambini non inferiore a 18 e non superiore a 26'
(dallo schema di regolamento sulla riorganizzazione della rete
scolastica del 22 dicembre 2008 - art. 11). Eventuali eccedenze
sono ridistribuite tra le scuole viciniori. Se ciò non fosse
possibile, sono ripartite tra le diverse sezioni della stessa
scuola, senza superare, comunque, i 29 bambini per sezione,
escludendo dalla redistribuzione le sezioni che accolgono alunni
con disabilità. Per l'anno scolastico 2009-2010 sono confermati i
limiti massimi della vigente normativa (d.m. n. 331/98 - art. 14):
cioè massimo 25 bambini per sezione, e 28 in presenza di eventuali
eccedenze da ripartire tra le diverse sezioni della stessa scuola;
per la scuola primaria, la nuova norma prevede classi con un
numero di alunni non inferiore a 15 e non superiore a 26,
elevabile fino a 27 qualora residuino resti'. Per il solo l'anno
scolastico 2009-2010 - per le istituzioni scolastiche individuate
in un apposito piano generale di riqualificazione dell'edilizia
scolastica adottato dal Ministero dell'istruzione dell'università
e della ricerca d'intesa con il Ministero dell'economia - è
confermato il limite massimo di 25 bambini per classe, secondo la
vigente normativa (d.m. 331/98 - art. 15);
per la scuola secondaria di primo grado, la nuova norma prevede
(si veda lo schema di regolamento sulla riorganizzazione della
rete scolastica del 22 dicembre 2008 - art. 13) classi con non
meno di 18 e non più di 27, elevabile fino a 28 qualora residuino
eventuali resti'. Si fa un'unica classe prima quando il numero
degli alunni non supera le 30 unità. Per il solo anno scolastico
2009/2010 - per le istituzioni scolastiche individuate in un
apposito piano generale di riqualificazione dell'edilizia
scolastica adottato dal Ministero dell'istruzione, dell'università
e della ricerca d'intesa con il Ministero dell'economia - è
confermato il limite massimo di 25 alunni che, per ripartire
eventuali eccedenze, può raggiungere i 26, eccezionalmente i 27
alunni, secondo la previgente normativa (d.m. n. 331/98 - art.
15);
per la scuola secondaria di secondo grado, la nuova norma (dallo
schema di regolamento sulla riorganizzazione della rete scolastica
del 22 dicembre 2008 - art. 18) prevede classi con non meno di 27
allievi . Eventuali resti sono ridistribuiti, ed eventuali
eccedenze sono ridistribuite tra le scuole viciniori. Se ciò non è
possibile, sono ripartite tra le diverse classi della stessa
scuola, senza superare, comunque, i 30 studenti per classe. Si fa
un'unica classe prima quando il numero degli alunni non supera le
30 unità. Per il solo anno scolastico 2009/2010 - per le
istituzioni scolastiche individuate in un apposito piano generale
di riqualificazione dell'edilizia scolastica adottato dal
Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca
d'intesa con il Ministero dell'economia - è confermato il limite
massimo di 25 allievi che, per ripartire eventuali resti, può
aumentare senza superare, comunque, il numero di 28 alunni per
classe, secondo la previgente normativa (d.m. n. 331/98 - art.
15);
ritenuto che:
il decreto del Ministero dell'istruzione, dell'università e della
ricerca n. 331 del 24 luglio 1998, integrato dal d.m. n. 141 del 3
giugno 1999 per gli alunni disabili, relativo alla formazione
delle classi e determinazione degli organici (di diritto e di
fatto), stabilisce che le classi devono essere formate da un
massimo di 25 alunni [giuste le modifiche riportate sopra]. Nel
d.m., per la definizione del numero di alunni, però, non si fa
riferimento ad alcuna norma tecnica. Il d.m. in questione è un
atto amministrativo il quale, per sua natura, è sicuramente di
rango inferiore alle leggi emesse dal Parlamento in materia di
igiene e sicurezza. Un provvedimento amministrativo non può
assolutamente modificare nella sostanza una legge del Parlamento
(legge n. 23 del 1996, che rende ancora validi gli indici del d.m.
18 dicembre 1975);
anche se riferito alle sole scuole superiori, il Ministero
dell'istruzione, dell'università e della ricerca, non essendo
presente in ogni realtà locale (scuole), ai sensi all'art. 18.5
del d.m. n. 331/98, ha demandato al dirigente scolastico (che
forma le classi) la verifica della presenza di elementi obbiettivi
che rendono necessario costituire classi con un numero inferiori
di alunni qualora le aule ed i laboratori siano di limitate
dimensioni ed altro. Per analogia, la reale grandezza delle aule e
la relativa diminuzione del numero di alunni, è applicabile e si
deve applicare anche alle scuole materne, elementari e medie;
il dirigente scolastico, ad opera del d.m. istruzione 21 giugno
1996, n. 292, è stato identificato datore di lavoro ai sensi del
d.lgs. n. 626 del 1994, come modificato dal d.lgs. n. 81 del 2008
e, quindi, responsabile dell'attività e destinatario di tutti gli
obblighi ivi previsti, compreso quello di applicare i principi
dell'igiene e sicurezza di cui al predetto d.lgs. n. 626 del 1994
e successive modifiche, anche agli utenti/alunni, giusta
previsione dell'art. 1 del d.m. istruzione 29 settembre 1998, n.
382, recante norme per l'individuazione delle particolari esigenze
delle scuole ai fini dell'igiene e sicurezza. Inoltre, il
dirigente scolastico (e non gli enti locali che sono solo i
proprietari degli edifici), in base alla parte terza della carta
dei servizi scolastici, deve garantire in ogni modo
all'utenza/alunni un ambiente confortevole, igienico e sicuro
secondo i principi di qualità stabiliti per i servizi pubblici
quale l'istruzione;
nel caso di aule piccole, in attesa dell'esecuzione dei lavori di
adeguamento da parte degli enti locali (allargare le aule in modo
tale che i 25 alunni abbiano a disposizione i predetti 1,80 e 1,96
metri quadrati netti a testa), l'unica misura alternativa che
garantisce un equivalente livello di sicurezza è sicuramente
quella di ridurre proporzionalmente il numero degli alunni della
classe in base all'effettiva grandezza dell'aula nella quale sono
destinati a stare per ben 10 mesi l'anno e per un minimo di 6 ore
al giorno, richiedendo, perlomeno in sede di determinazione
dell'organico di fatto, lo sdoppiamento delle classi fuori norma;
la legge 24 settembre 1971, n. 820 (ordinamento scuola elementare
e materna), vieta l'affidamento di più di 25 alunni ad insegnante.
Le stesse disposizioni della legge finanziaria per il 2007
stabiliscono che il numero degli alunni per classe dovrà aumentare
mediamente dello 0,4% ma nel rispetto della normativa vigente';
il mancato rispetto degli indici minimi previsti fa
automaticamente decadere la validità del certificato di agibilità
e del certificato di prevenzione incendi (l'obbligo di richiesta e
di aggiornamento in caso di variazione di destinazione d'uso di
ogni singolo locale attualmente è in capo al dirigente
scolastico). I certificati, qualora esistessero, sono stati
rilasciati sulla base dell'effettiva planimetria e delle relative
dimensioni delle aule e della scuola tutta, e la responsabilità
del non rispetto degli indici minimi previsti dalle norme ricade
solo sul responsabile dell'attività, quale formatore delle classi,
e sugli organi collegiali della scuola interessata, tranne che nel
caso in cui si sia stati esplicitamente autorizzati dal superiore
gerarchico, ferme restando le competenze legate all'autonomia
scolastica;
considerato, altresì, che:
dai tabulati del sistema informativo del Ministero
dell'istruzione, dell'università e della ricerca relativo al
rapporto alunni/classi, risulta che le citate normative sono già
state in parte disattese anche nei precedenti anni scolastici;
infatti, sono state formate in molti casi classi anche con 27/28
alunni, con punte anche di 30-34 persone/aula;
le aule sovraffollate, oltre ad essere poco igieniche ed
insicure, causano negli alunni/utenti anche uno scarso rendimento
scolastico, andando ad inficiare la qualità dell'offerta formativa
di ogni scuola;
inoltre, le inadeguatezze e l'erroneo rapporto fra il numero di
alunni e gli indici minimi previsti verrebbero ad evidenziarsi
anche durante l'effettuazione delle prove di evacuazione, che
sarebbero impraticabili per la mancanza delle vie di fuga in aule
sovraffollate;
è auspicabile che le istituzioni scolastiche, nella formazione
delle classi, si attengano ora, alla luce di un'evoluzione del
quadro normativo di riferimento, non solo ai criteri contenuti nel
d.m. n. 331 del 24 luglio 1998, integrato dal d.m. n. 141 del 3
giugno 1999, atti amministrativi gerarchicamente subordinati alla
legge ordinaria in materia di igiene e sicurezza, ma anche tutte
le altre disposizioni legislative che garantiscono la sicurezza e
l'igiene sia agli alunni che ai lavoratori della scuola;
per sapere:
in ordine all'attuale composizione delle aule scolastiche negli
istituti di ogni ordine e grado della Regione siciliana, se
verranno nominati degli ispettori con il compito di verificare,
entro la prima settimana dall'inizio dell'anno scolastico, se i
limiti e le condizioni previste dalle suindicate normative vigenti
in materia siano state rispettate o meno;
nel caso in cui le normative de quibus non risultassero
osservate, quali provvedimenti intendano adottare per tutelare il
diritto allo studio e, in particolare, per godere di una scuola
sicura e di un processo educativo conforme alle esigenze personali
e didattiche di tutti gli studenti della Regione siciliana, senza
distinzione tra alunni di serie A' ed alunni di serie B';
qualora risultassero veritiere le notizie riportate dalla stampa
e dai docenti precari, se non ritengano utile ed indispensabile
impiegare, nelle nuove classi che si verranno a formare, i tanti
insegnanti precari siciliani rimasti senza occupazione e che, allo
stato, potrebbero beneficiare sia dell'accordo stipulato tra lo
Stato e la Regione, sia dei nuovi posti che, in deroga a quanto
previsto dalla legge finanziaria per l'anno 2009, il Governo
avrebbe autorizzato;
da ultimo, se intendano valutare l'opportunità di intraprendere
un contenzioso con il Governo centrale, al fine di far valere le
prerogative della nostra Regione, la quale, essendo a Statuto
speciale, ha potestà legislativa concorrente con lo Stato in
materia di pubblica istruzione e, di conseguenza, nel campo
dell'educazione dei giovani siciliani». (734)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura e
le foreste, premesso che l'Unione europea, con provvedimento
notificato all'Italia in data 14 luglio 2009, ha giudicato
illegittimi gli sgravi fiscali che lo Stato applica ai
serricoltori per l'acquisto del carburante per il riscaldamento
delle serre. La stessa Comunità europea ha richiesto la
restituzione, entro 4 mesi dalla data di notifica del
provvedimento, delle agevolazioni percepite dagli agricoltori, nel
periodo 2000/2004, sotto forma di sconti fiscali, comprensivi di
interessi;
rilevato che il provvedimento della Comunità europea è un
ulteriore salasso per la già asfittica economia agricola
siciliana. È impensabile che gli operatori del settore serricolo
possano restituire quanto imposto dall'Europa. Difatti, tale
agevolazione fiscale esiste da almeno 50 anni ed è sempre stata un
insostituibile sostegno agli operatori di questo particolare
comparto agricolo, tenuto conto che il costo del riscaldamento
delle serre incide per circa il 20% sul totale dei costi aziendali
di produzione;
considerato che il mantenimento e l'attuazione del provvedimento
comunitario porterebbe alla certa chiusura della quasi totalità
delle aziende serricole siciliane, con ripercussioni occupazionali
ed economiche inimmaginabili, soprattutto per le province di
Siracusa e Ragusa, la cui produzione in serra è alla base
dell'intero comparto agricolo;
per sapere che provvedimenti intendano adottare, di concerto con
il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, per
tutelare i serricoltori siciliani che temono l'ineluttabile
chiusura delle loro attività se questo provvedimento adottato
dalla Comunità europea dovesse essere applicato». (736)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
nel nuovo piano sanitario regionale è prevista, per ragioni di
sicurezza, l'eliminazione di tutti i punti nascita ospedalieri con
un numero di parti inferiori ai 400 annui;
tra i punti ospedalieri interessati dalla suddetta disposizione
rientrano le unità in ostetricia e ginecologia degli ospedali di
Augusta e Lentini (SR) che, di media, hanno circa 375 parti
l'anno;
considerato che nel distretto sanitario in cui rientrano gli
ospedali di Lentini ed Augusta di media nascono circa 1.200
bambini l'anno. Alla luce di questi dati, appare evidente che vi è
una migrazione di circa 500 partorienti verso gli ospedali di
Catania;
tenuto conto che l'obiettivo del nuovo piano è rappresentato, tra
l'altro, dal riequilibrio dell'assistenza sanitaria spalmandola in
maniera equa su tutte le province: ciò porterà un risparmio in
termini economici ed una maggiore sicurezza nel momento del parto;
l'accorpamento delle unità di ostetricia e ginecologia degli
ospedali di Augusta e Lentini va sicuramente nella direzione
opposta rispetto agli obiettivi del piano sanitario. Difatti, si
prevede un aumento delle migrazioni di partorienti da Lentini
verso Catania, mentre solo una minima parte si recherà
all'ospedale di Augusta;
la riqualificazione delle unità di ostetricia e ginecologia degli
ospedali di Augusta e Lentini, aumentando i posti letto e il
personale specialistico, permetterebbe, alle due unità, di colmare
il gap minimo che li relega al di sotto dei 400 parti l'anno;
per sapere:
se non ritengano utile mantenere operative le unità di ostetricia
e ginecologia degli ospedali di Augusta e Lentini;
se non ritengano opportuno ristrutturare le due unità aumentando
i posti letto disponibili ed il personale specialistico, al fine
di permettere il raggiungimento del tetto minimo di nascite
previsto dal piano sanitario regionale, fornendo così un servizio
sanitario ottimale agli utenti del distretto sanitario
competente». (737)
VINCIULLO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate
saranno poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro
turno.
Comunico che é stata presentata la seguente interrogazione con
richiesta di risposta in Commissione:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti, premesso che:
la periferia della città di Palermo, zona Cardillo, è interessata
dalla realizzazione dei lavori per il raddoppio del passante
ferroviario Cardillo - Crocetta;
per l'attuazione dell'opera, nella tratta che va dall'ex ente
minerario fino al passaggio livello 'Crocetta', è previsto un
percorso in superficie. In considerazione della circostanza che in
zona vi sono numerose abitazioni, i cittadini ed i residenti di
Cardillo hanno, in più occasioni ed in diverse forme, manifestato
la necessità di una modifica al progetto in modo tale da
consentire la realizzazione dell'opera non in superficie ma sotto
terra, così come è previsto per le altre tratte;
considerato che la realizzazione dell'opera in superficie
determina un grave danno ambientale per i residenti, dovuto
all'aumento dell'inquinamento acustico, e, al contempo, determina
anche conseguenze negative per la viabilità;
ritenuto che:
l'esecuzione dei lavori in superficie determina la violazione del
diritto alla salute previsto, tutelato e garantito dalla nostra
Costituzione e, altresì, dalle direttive comunitarie;
i cittadini residenti, per protestare e manifestare la necessità
di una modifica al progetto, hanno dato vita a comitati spontanei
e hanno chiesto, con apposita diffida al Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti, alla società RFI s.p.a. e a tutti
gli altri enti ed organi coinvolti di astenersi dalla
realizzazione dei predetti lavori in superficie;
per sapere quali provvedimenti intenderanno adottare in merito
alla realizzazione dei lavori per il raddoppio del passante
ferroviario di Cardillo, al fine di evitare un peggioramento della
qualità della vita per i residenti della zona ed anche della
viabilità, con forte e grave rischio di emarginazione del
quartiere». (727)
(L'interrogante chiede lo svolgimento in Commissione)
CAPUTO
Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà inviata al
Governo e alla competente Commissione.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
relativamente ai lavori di deviazione del fiume Belice Destro e
affluenti alla diga Garcia, il CIPE, con propria delibera n.
133/2002, aveva previsto uno stanziamento di euro 30.000.000,00
(trenta milioni), successivamente andati in perenzione;
il CIPE, con successiva delibera del 27 maggio 2005, con
riferimento al progetto 'Allacciante Belice Destro - diga Garcia'
aveva previsto uno stanziamento di euro 9.732.000,00
(novemilionisettecentotrentaduemila) finanziati con legge n. 350
del 2003;
considerato che:
gli interventi citati avrebbero la finalità di garantire
l'ottimale riempimento dell'invaso Garcia, incrementandone le
potenzialità di fruizione civile ed agricola, offrendo una
migliore erogazione dell'acqua potabile ed un adeguato sostegno,
in campo agricolo, al sistema delle colture intensive;
in data 20 giugno 2009 si è costituito un coordinamento dei
sindaci dell'entroterra del Belice per la tutela e lo sviluppo di
tale territorio e, nello specifico, per affrontare le
problematiche connesse al potenziamento dell'invaso Garcia;
rilevato che il consorzio di bonifica di Palermo avrebbe
presentato al Ministero delle politiche agricole il progetto
esecutivo relativo al completamento del sistema irriguo a valle
della diga Garcia per complessivi euro 50.000.000,00
(cinquantamilioni) di spesa;
per sapere:
quali urgenti interventi intenda porre in essere affinché
l'essenziale ampliamento del sistema irriguo a valle della diga
Garcia venga inserito come opera prioritaria nel piano nazionale;
se, ricorrendone i presupposti, siano recuperabili gli
stanziamenti predisposti dalle citate delibere CIPE oppure,
viceversa, ritengano opportuno ricorrere ai fondi aree
sottoutilizzate per il finanziamento di tale intervento
infrastrutturale». (719)
(L'interrogante richiede risposta scritta con urgenza)
RUGGIRELLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che, che il consorzio di bonifica n. 9 di
Catania include i territori della provincia di Catania non
ricadente nei consorzi di bonifica 5 Gela, 6 Enna, 7 Caltagirone
e, per effetto della nota assessoriale del 18 maggio 2009, anche
dei territori prima ricadenti nella competenza del consorzio 10 di
Siracusa;
considerato che, a seguito di tale subentro, il consorzio 9 di
Catania ha, sin da subito, mostrato gravi carenze finanziarie ed
organizzative, determinando concretamente l'interruzione
dell'erogazione dei flussi di acqua ad uso domestico nella zona
del villaggio a mare Vaccarizzo (CT). Tale situazione, che offre
indubbiamente serie preoccupazioni in ordine alle precarie
condizioni igieniche in cui sono costrette a vivere le famiglie
del comprensorio, sembrerebbe determinata dal rifiuto dell'ENEL di
fornire la normale erogazione elettrica in assenza di effettive
garanzie finanziarie circa la solvibilità del consorzio 9,
compromettendo l'utilizzo di tutti e quattro i pozzi disponibili
(ne risulterebbero attivi soltanto tre e, per altro, solo per
erogazione di acqua ad uso irriguo);
ritenuto che sia, inoltre, ravvisabile una grave responsabilità
del consorzio 9 che rifiuta di assumere gli obblighi contrattuali
di fornitura di acqua per uso domestico con i circa 1300 utenti
della zona Vaccarizzo, precedentemente assunti dal Consorzio 10;
per sapere quali urgenti provvedimenti intendano assumere, in
considerazione dell'elevato rischio igienico cui sono sottoposte
le famiglie della zona interessata dal grave disservizio, per
garantire un effettivo ripristino della ordinaria erogazione della
fornitura d'acqua ad uso domestico a tutto il comprensorio del
villaggio Vaccarizzo». (720)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
D'ANTONI
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:
l'istituto Walden di Belpasso ha rilasciato, per i corsi svoltisi
a Patti (ME), dei titoli di specializzazione per le attività di
sostegno;
i corsi si sono svolti in forza e in virtù di un giudicato
amministrativo;
a seguito del titolo rilasciato, diversi studenti hanno preso
servizio e, in qualche caso, sono stati immessi in ruolo;
considerato che:
il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca
(con nota prot. 9059 del maggio 2007) e l'Ufficio scolastico
regionale della pubblica istruzione (con nota prot. 10913 di pari
data) hanno comunicato che, essendo cambiata la legislazione in
materia di formazione degli insegnanti di sostegno, non avrebbero
riconosciuto alcuna validità ai titoli rilasciati al termine dei
corsi gestiti da enti diversi dalle università;
il Tribunale amministrativo regionale, con due distinte sentenze,
ha nominato un commissario ad acta col compito di consentire lo
svolgimento dei predetti corsi, dichiarando nulle le note
ministeriali sopra richiamate in quanto la sentenza era giunta
prima che intervenisse il mutamento normativo;
la magistratura (TAR) si è espressa, riguardo al mutamento della
normativa, a favore dell'istituzione dei corsi, in quanto la
sentenza era stata emessa prima del cambiamento normativo (anno
2000); tanto che l'ordinanza interministeriale n. 460 del 4
novembre 1998, all'art. 6, esplicita che detto cambiamento
(entrata in regime dei decreti del Presidente della Repubblica nn.
470-471 del 1996) sarebbe dovuto avvenire entro l'anno accademico
2001-2002;
considerato ancora che:
il 14 gennaio 2009 è stata depositata la sentenza del Consiglio
di giustizia amministrativa per la Regione siciliana (n. 6/09) che
annulla le precedenti pronunce del TAR (pur non dichiarando
esplicitamente l'invalidità dei titoli);
il direttore dell'ufficio scolastico regionale ha invitato a non
considerare validi i titoli conseguiti dai corsisti poiché
l'attivazione di detti corsi spettava in via esclusiva alle
istituzioni universitarie;
ritenuto che:
negare la validità giuridica di un titolo di specializzazione,
conseguito dagli interessati in assoluta buona fede e sulla base
del giusto affidamento in essi generato dalla presenza di ripetuti
atti autorizzativi, significa perpetrare un danno a dei lavoratori
che hanno ottenuto dei titoli di specializzazione al termine di
corsi organizzati secondo specifici criteri approvati in sede
ministeriale;
gli interessati hanno pagato le previste 'tasse di iscrizione e
frequenza' pari a complessivi seimila euro e affrontato
l'impegnativa attività di specializzazione biennale;
il mancato riconoscimento dei titoli di specializzazione
conseguiti ha comportato una conseguente contrazione nel numero
degli insegnanti specializzati da immettere nella scuola, per cui,
in atto, in ambito regionale, si riscontra la necessità del
trasferimento di incarichi di sostegno (circa 400) a docenti privi
di titolo di specializzazione;
per sapere:
quali iniziative siano state assunte per tutelare coloro che
hanno conseguito il titolo di specializzazione per le attività di
sostegno limitatamente ai titoli rilasciati dall'istituto Walden
di Belpasso per i corsi svoltisi a Patti (ME);
se siano state rispettate le norme sul giusto procedimento
amministrativo, se sia stata violata l'ordinanza dell'Assessorato
regionale Beni culturali n. 1502 del 25 settembre 1995, se sia
stato violato il principio del diritto al lavoro e al diritto
acquisito e se sia stato rispettato il principio di imparzialità
della Pubblica Amministrazione». (721)
BARBAGALLO
«All'Assessore per la sanità, premesso che:
nel campo della neuroimmunologia sempre più si riscontrano
patologie dal forte impatto sociale e sanitario relative a tutte
le patologie del sistema nervoso centrale (SNC) e periferico (SNP)
quali, per esempio, fra i più dirompenti, la sclerosi multipla e
la miastenia gravis, per non dire delle malattie quali il morbo di
Parkinson, il morbo di Alzheimer e lo Stroke, ritenute
classicamente su base degenerativa, tanto da richiedersi
trattamenti sanitari e farmacologici sempre più particolari e
costanti;
in tale contesto, ha assunto un ruolo di primaria importanza per
il trattamento degli innumerevoli casi, sempre più in crescita, il
centro di riferimento regionale di neurimmunolgia dell'azienda
ospedaliera Villa Sofia-CTO, che espleta la sua attività
attraverso la plurima e articolata casistica medica connessa ai
diversi trattamenti sanitari previsti;
in particolare, tale centro effettua, sulla base anche del D.I.G.
n. 36 del 18 gennaio 2002 dell'Assessorato regionale Sanità,
valutazioni diagnostiche e/o terapeutiche (dati riferiti al 2008)
per pazienti affetti da sclerosi multipla (oltre 500), da
miastenia gravis (170);
tra i pazienti affetti da sclerosi multipla, più di 100 sono
stati arruolati in trials clinici sperimentali, nazionali e
internazionali, su nuovi farmaci e/o nuovi protocolli terapeutici;
questi dati, insieme a tutti gli altri riferiti ai 1586 accessi
al day hospital, ai trattamenti terapeutici in regime di ricovero
per 257 pazienti, ai circa 400 controlli clinici ambulatoriali,
alla dispensazione di terapie immunomodulanti per circa 300
pazienti affetti da sclerosi multipla, attribuiscono prestigio
all'immagine dell'azienda, anche per l'alta attività di ricerca
clinica che si effettua presso il centro, costituendo esso il
primo polo sanitario di 'eccellenza' per queste patologie di tutta
la Sicilia occidentale;
a fronte di tale oggettiva situazione, e da un riscontro della
situazione di fatto in cui opera il personale medico e paramedico,
anche in relazione alla stessa struttura ove opera (presso il
CTO), si registra un'assoluta precarietà dell'azione sanitaria che
invece dev'essere garantita con assoluta tempestività, costanza,
certezza e adeguatezza di personale e strutture;
è da dire però che, se anche ci si trovi di fronte ad una carenza
di risorse umane e strutturali - più volte rappresentata dal
responsabile del centro ai diretti superiori - che non consentono
di assicurare quei minimi standard di qualità assistenziale
richiesti dalle normative vigenti, tuttavia lo stesso personale
medico e paramedico ha fronteggiato la situazione con una
personale sovraresponsabilità e con abnegazione, garantendo, pur
tra le tante difficoltà, l'assistenza e i servizi necessari;
in realtà, occorre assicurare al centro le risorse professionali
minime e le strutture di supporto adeguate per poter svolgere al
meglio i compiti cui é chiamato, al fine di dare risposte ai
pazienti che sempre più si riferiscono a tale polo d'eccellenza;
per sapere se intenda dare disposizioni al direttore sanitario
dell'azienda ospedaliera Villa Sofia-CTO, al direttore sanitario
del presidio ospedaliero Villa Sofia e CTO, al direttore del
dipartimento di neuroscienze e al direttore dell'unità operativa
di neurologia affinché:
- si adegui il numero dei posti letto per ricoveri in regime di
day-hospital, almeno 4 contro gli attuali 2, del tutto
insufficienti e inadeguati a fronte delle continue richieste di
trattamenti terapeutici specifici;
- si assegni al centro un'altra unità medica in supporto alle
attività assistenziali, a fronte dell'unica unità attualmente in
servizio;
- si potenzi il numero degli infermieri professionali (almeno 3
di cui 1 con funzioni di coordinamento) a fronte delle attuali due
unità che svolgono tutte le attività, senza la possibilità di
essere sostituite in caso di assenza;
- si assegni almeno un'unità amministrativa con funzione di
segreteria;
si provveda alla sistemazione strutturale dei locali del centro
per adeguarli almeno ai minimi standard di sicurezza, igiene,
dotazione strutturale e strumentale e rispetto della privacy,
tenuto conto che la maggior parte dei trattamenti effettuati sono
con chemioterapici o emoderivati;
- si potenzi l'accessibilità ai servizi dell'azienda ospedaliera
(radiologia e farmacia in primo luogo)». (724)
FARAONE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti, premesso che in queste settimane è
stata ampiamente riportata dalla stampa regionale la vicenda che
ha visto protagonista l'ex Assessore per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti, onorevole G.B. Bufardeci, il quale
nel suo ultimo giorno in carica al predetto Assessorato, ha
deliberato la concessione di contributi a favore di soggetti
terzi, azzerando di fatto, in un solo giorno, l'intera posta di
bilancio prevista per l'anno 2009;
rilevato che:
da un'attenta lettura dell'elenco delle associazioni beneficiate
dalla concessione dei patrocini onerosi pubblicato dagli organi di
stampa, emerge, oltre che una significativa eterogeneità nel
merito delle manifestazioni, anche scarsa o nessuna attinenza con
la promozione turistica, come intesa dal bando e dalla circolare
che ne determina le linee guida, deducendo ciò, allo stato di
conoscenza degli atti;
infatti, sono presenti molte 'prime edizioni', e molte
manifestazioni di tipo localistico e paesano senza un'attinenza
propria con le finalità prefissate;
al contrario, da una prima analisi superficiale sembrerebbero
escluse, per le informazioni di cui si dispone, manifestazioni di
sicura aderenza alle finalità del bando oltre che di rilevante
valenza turistica e promozionale, quali quelle presentate da
organi e reti di solidarietà internazionale di comprovata serietà,
per le quali il contributo si configurava come compartecipazione
finanziaria insieme ad altri enti quali province, comuni e
Ministeri;
considerato, altresì, che:
bisogna evitare per il futuro che ogni 'titolare in pectore', in
questo come in qualsiasi altro ramo dell'Amministrazione
regionale, faccia un uso 'esclusivo' dei poteri conferitigli in
merito ai fondi destinati a tale tipo di manifestazioni, così come
è stato fatto recentemente e in modo poco ortodosso, esplicitato
in premessa e venuto alla luce a mezzo stampa;
la stessa legge regionale 30 aprile 1991, n. 10, all'art. 13,
obbliga la Pubblica Amministrazione a non concedere alcuna forma
di contributo in assenza di regolamento, come chiaramente recita
il testo che qui, per chiara intelligenza, si riporta
integralmente:
'ARTICOLO 13 - La concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi
ed ausili finanziari e l'attribuzione di vantaggi economici di
qualunque genere a persone e ad enti pubblici e privati non
specificatamente individuati sono subordinate alla
predeterminazione ed alla pubblicazione da parte delle
amministrazioni procedenti, nelle forme previste dai rispettivi
ordinamenti, dei criteri e delle modalità cui le amministrazioni
stesse devono attenersi. L' effettiva osservanza dei criteri e
delle modalità di cui al comma I deve risultare dai singoli
provvedimenti relativi agli interventi di cui al medesimo comma
1';
in tal senso, non si comprende perché tutte le Pubbliche
Amministrazioni, cui si applica la legge regionale n. 10 del 1991,
siano soggette alla predisposizione di un apposito regolamento
prima di poter concedere un qualsivoglia contributo, mentre la
stessa Amministrazione regionale, che per prima dovrebbe dare
l'esempio, si sottrae a questa basilare e fondamentale regola di
trasparenza;
per sapere:
quale sia stato il criterio che ha ispirato l'Assessore nella
concessione dei patrocini onerosi;
se esista, in seno all'Assessorato, un nucleo di valutazione e
controllo che si occupa della verifica dell'effettiva
realizzazione delle manifestazioni, di cui si chiede, in ogni
caso, di poter acquisire gli atti afferenti la comprovata
realizzazioni delle stesse, corredati di relazione conclusive,
fotografie, articoli di stampa e relative fatture;
ne merito, si chiede se sia possibile avere cognizione dei
seguenti atti:
- i curricula delle associazioni;
- atti costitutivi ed eventuali variazioni;
- statuti;
quali iniziative intendano intraprendere al fine di evitare che
si possa ripetere l'incresciosa situazione che, fra l'altro
ciclicamente si presenta, indipendentemente dall'Assessore pro
tempore;
se non intendano revocare gli atti del predecessore e procedere
all'indizione di nuovi bandi, previa stesura di apposito
regolamento;
se, inoltre, ritengano di acquisire l'elenco completo - anche
relativo alle associazioni non ammesse a finanziamento - delle
istanze delle manifestazioni di grande richiamo turistico». (725)
FARAONE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti, premesso che:
il Comune di Mezzojuso (PA) da diversi anni, e più precisamente
dal 2005 ad oggi, ha sollecitato la società Telecom Italia'
all'attivazione della linea ADSL per il territorio di Mezzojuso;
nonostante i ripetuti solleciti, ad oggi, non si è provveduto
all'attivazione della linea;
considerato che:
la tecnologia ADSL recentemente è divenuta indispensabile per
l'espletamento di molte attività lavorative sia pubbliche sia
private;
la mancata attivazione della linea ADSL ha determinato per
l'Amministrazione comunale un'impossibilità a svolgere le proprie
funzioni, con conseguenze negative che ricadono in capo ai
cittadini. Molti adempimenti di natura burocratica richiedono
infatti l'avvio dei dati in via telematica. La normativa vigente
impone all'Amministrazione comunale l'attivazione della carta di
identità elettronica per il cui rilascio è richiesta la
notificazione in tempo reale presso la banca dati del Ministero
dell'interno;
la mancata attivazione della linea ADSL presenta risvolti
negativi sotto l'aspetto economico finanziario in danno delle
casse comunali, in quanto il Comune di Mezzojuso si vede costretto
a sostenere e sopportare gli elevati costi di accesso alla rete
che, ove presente la linea ADSL, sarebbero certamente meno
onerosi;
ritenuto che:
la linea ADSL risulta pertanto una tecnologia ormai necessaria
alla comunità e che la mancata attivazione a Mezzojuso penalizza i
cittadini di quell'area territoriale che subiscono un trattamento
discriminatorio;
si reputa necessaria la realizzazione delle opere di
infrastrutture tecnologiche finalizzate a rendere fruibile per il
territorio di Mezzojuso il servizio di accesso ad internet ADSL;
per sapere quali provvedimenti il Governo intenda adottare per
consentire ai cittadini di Mezzojuso di poter usufruire del
servizio ADSL». (728)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione, premesso che:
con l'interrogazione n. 601 del 22 maggio 2009, sottoscritta
dagli onorevoli Leontini, Caputo, Mancuso e Corona, venivano
richieste notizie sul procedimento di decadenza del Consiglio
comunale di Acquedolci avviato con provvedimento del 7 maggio 2009
dall'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali e
le autonomie locali, il quale aveva inoltrato al Presidente della
Regione la relativa proposta;
con la sopraccitata interrogazione n. 601, rimasta ancora priva
di risposta, gli interroganti chiedevano:
- quali eventuali carenze o incompletezze presentasse la proposta
di decreto di presa d'atto dell'avvenuta decadenza del Consiglio
comunale di Acquedolci, predisposto e sottoscritto dall'Assessore
regionale per la famiglia;
- quali fossero le ragioni oggettive che hanno portato, fino ad
oggi, alla mancata sottoscrizione del decreto, atteso che i fatti
e gli atti in esso riportati provengono da pubblici ufficiali e
che l'eventuale confutazione degli stessi è di competenza
dell'autorità giudiziaria penale;
la suddetta interrogazione è rimasta priva di risposta nonostante
la completa istruttoria della proposta sottoscritta dall'Assessore
in data 7 maggio 2009;
la suddetta proposta era stata istruita sulla scorta di quanto
attestato dalla segretaria comunale dapprima il 27 aprile 2009,
data in cui erano state protocollate, in stretta sequenza
numerica, otto dimissioni da parte di altrettanti consiglieri
comunali di Acquedolci, e dopo, in data 5 maggio 2009, in sede di
relazione integrativa puntualmente richiesta dal competente
Assessore;
considerato che:
in data 24 luglio 2009 è stato pubblicato nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana il decreto, a firma Lombardo, di
presa d'atto della decadenza del Consiglio comunale di Trabia (PA)
per l'acclarata dimissione contestuale di otto consiglieri su
quindici assegnati;
dalla lettura del predetto decreto emerge che presso il Comune di
Trabia le dimissioni degli otto consiglieri comunali, protocollate
il 13 maggio 2009, sono state ritenute contestuali benché non
recassero numeri di protocollo consecutivi;
l'istruttoria condotta in quel caso è stata limitata
all'acquisizione della relazione integrativa del segretario
comunale, che ha confermato che in data 13 maggio 2009 otto
consiglieri comunali si sono dimessi, presentando otto diversi
atti presso l'ufficio di segreteria, e che la mancanza dì sequenza
nelle protocollazioni era data dalla sussistenza di 4 diverse
postazioni di protocollo;
l'interrogante è venuto a conoscenza che, dopo la scadenza del
termine di 60 giorni previsto dalla legge, con provvedimento
presidenziale del 20 luglio 2009, comunicato al Comune di
Acquedolci con nota del 6 agosto 2009 dell'Assessore per la
famiglia, è stata ripristinata la funzione del Consiglio comunale
(interrottasi il 27 aprile 2009 a seguito dell'avvio del
procedimento di presa d'atto della intervenuta decadenza);
il provvedimento viene motivato dalla presunta non assoluta
certezza della contestualità delle dimissioni presentate dagli
otto consiglieri comunali di Acquedolci in data 27 aprile 2009 e
dalla necessità di conservazione dell'organo elettivo;
il motivo di incertezza viene individuato nella discordanza tra
la dichiarazione della segretaria comunale, strumentalmente
aggredita da querela di falso da parte dei consiglieri comunali
non dimissionari e la dichiarazione di una delle due addette al
protocollo rilasciata privatamente otto giorni dopo i fatti ed
anch'essa sottoposta a querela di falso per denuncia penale
presentata dalla segretaria comunale;
vi è una palese disparità di trattamento nell'operato del
Presidente della Regione che, nel caso di Acquedolci, ha ritenuto
di utilizzare i poteri d'interim e di disporre un'ispezione
nonostante vi fosse la consecutività dei protocolli delle otto
dimissioni e la dichiarazione della segretaria comunale suffragata
dalla relazione integrativa, mentre nel caso di Trabia, ha
disposto la decadenza del Consiglio sulla mera scorta della
dichiarazione del segretario e della relazione integrativa,
nonostante vi fossero numeri di protocollo non consecutivi;
per sapere:
quali siano le ragioni che hanno indotto il Presidente della
Regione a richiedere ulteriore istruttoria rispetto alla proposta
del 7 maggio 2009 dell'Assessore per la famiglia con la quale
veniva inviato il decreto di presa d'atto dell'intervenuta
decadenza del Consiglio comunale di Acquedolci;
quali siano le ragioni per le quali tale supplemento istruttorio
non è stato disposto per il Comune di Trabia;
quali siano le ragioni per le quali il provvedimento relativo al
Comune di Acquedolci non è stato adottato nel termine di 60 giorni
previsto dalla legge, posto che a tale data tutti i supplementi di
istruttoria erano stati comunque acquisiti;
quali siano le ragioni per le quali è stata data prevalenza alla
dichiarazione, resa in forma privata dalla dipendente di categoria
'B' in servizio presso il protocollo del Comune di Acquedolci, e
non alla dichiarazione, resa in sede istituzionale, dalla
segretaria comunale che confermava quanto risultante dal registro
ufficiale del protocollo». (729)
CORONA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:
il Governo regionale e quello nazionale hanno firmato un
protocollo d'intesa della durata di due anni scolastici, al fine
di evitare il licenziamento di quei docenti precari che negli
ultimi anni avevano, con risultati apprezzati da tutti, lavorato
alle dipendenze dello Stato e che ora, a causa del decreto Prodi'
del 2006, non modificato dall'attuale Governo nazionale, rischiano
di non vedere confermato l'incarico annuale;
le somme necessarie venivano quantificate in 500 milioni di euro,
di cui 100 milioni a carico dello Stato e 400 milioni a carico
della Regione;
il personale scolastico coinvolto nell'accordo era pari a 1.800
unità scolastiche, così divise: 900 insegnanti di sostegno, 600
docenti curriculari e 300 operatori scolastici;
l'accordo, in questi giorni fra l'altro riportato sulla stampa
nazionale con grande enfasi anche grazie ad un'intervista del
Ministro Gelmini che invitava le altre Regioni italiane ad imitare
quella siciliana, era stato sollecitato dai rappresentanti
sindacali dei lavoratori precari, oltre che da alcuni deputati
regionali, tra cui l'interrogante;
sono in fase di ultimazione le procedure per incarichi e
supplenze e che, così come ampliante preannunciato, migliaia di
docenti precari sono rimasti privi di occupazione, dando vita in
alcune realtà provinciali a giuste e condivisibili forme di lotta,
a tutela del proprio posto di lavoro e delle dignità delle proprie
famiglie;
centinaia di alunne ed alunni diversamente abili rischiano di
rimanere, anche quest'anno, senza insegnante di sostegno,
compromettendo per sempre la loro crescita umana culturale e
psicofisica, con conseguenze drammatiche sul loro futuro;
anche sui loro compagni di classe, i cosiddetti normodotati, si
avranno ripercussioni e ricadute negative sia sull'andamento
scolastico che in quello della crescita psicofisica;
preso atto che:
il Governo regionale è intervenuto in modo tempestivo e
opportuno;
i vari CSA (Centri servizi amministrativi), per i carichi di
lavoro che debbono sopportare, non sono stati ancora in grado di
procedere all'attuazione dell'accordo raggiunto;
non si possono ulteriormente lasciare nell'incertezza
occupazionale quei docenti precari che da anni, alcuni da più di
20, lavorano con notevoli risultati nel campo scolastico;
per sapere:
quali provvedimenti intendano intraprendere per affrontare e
risolvere questa tristissima vicenda;
se non ritengano utile costituire in ogni provincia un comitato
di crisi che si occupi dell'applicazione dell'accordo per
scongiurare ulteriori perdite di tempo ed assicurare, sia ai
docenti precari sia ai bambini diversamente abili, certezza del
diritto allo studio costituzionalmente garantito e già acquisito
per gli anni scolastici 2009/10 e 2010/11 con l'accordo fra Stato
e Regione». (730)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione, premesso che:
da numerosi articoli di stampa e agenzie, sia di livello
regionale che nazionale, si è appreso che il presidente dell'AST,
azienda interamente partecipata dalla Regione siciliana, ha
sollevato dall'incarico la giornalista Valeria Giarrusso,
dipendente della stessa azienda, perché, a suo dire, ha dovuto
tutelare la società medesima, stante che, nella rassegna stampa
predisposta dalla giornalista, 'con enorme stupore ed amarezza
delle sole due notizie cui veniva dato risalto, una riguardava
fatti di politica e l'altra riportava avvenimenti di cronaca
giudiziaria ( ), ben lungi entrambe da ogni e qualsivoglia
interesse specifico di AST s.p.a.';
da ciò se ne deduce, quindi, che inserire nella rassegna stampa
dell'Azienda siciliana trasporti notizie di cronaca giudiziaria
che riguardano politici sotto processo per mafia e quelle sulla
politica regionale rovina 'i sani interessi aziendali' dell'AST;
come è dato leggere dalla stampa, la vicenda si è aperta lo
stesso 16 luglio con una contestazione, scritta dal presidente Lo
Bosco, nella quale si chiedeva di ''approfondire l'incresciosa
situazione, da parte del direttore generale supplente, nella sua
qualità di 'datore di lavoro', ad ogni effetto di legge, secondo
le modalità previste dalla vigente normativa''; si è sviluppata,
poi, il 27 luglio successivo con una nota nella quale si disponeva
''che, con effetto immediato nel superiore interessa aziendale,
Valeria Giarrusso cessi di produrre la rassegna stampa'; si è
chiusa, quindi - sembra - sempre a mezzo stampa, il 5 agosto sera,
dopo che la notizia era stata data dall'ANSA e dopo le reazioni
dell'ordine regionale dei giornalisti, con la riassegnazione
dell'incarico alla 'cara' collaboratrice. Con tante scuse, sempre
a mezzo stampa, se ''la cosa avesse turbato il sensibile animo di
Valeria'';
tale gesto compiuto dal presidente dell'AST - non vi è chi non lo
veda - è grave sia sotto il profilo dell'abuso dell'esercizio
delle sue funzioni, sia sotto il profilo morale, esercitando
questi una severa censura nell'esercizio del proprio lavoro da
parte di una giornalista, addirittura sindacando, egli, come debba
essere composta la rassegna stampa e cosa essa debba riportare,
escludendo, in ogni caso, che le notizie di cronaca e di politica
vi abbiano spazio, quasi a voler predisporre un cordone ombelicale
attorno all'azienda per non far sapere cosa accade all'esterno e
come se la stessa azienda operasse fuori dal contesto regionale in
cui quelle notizie sono, invece e purtroppo, realtà quotidiane
della Sicilia;
nello specifico, per il presidente dell'AST, non meritano
attenzione per l'azienda la notizia di cronaca riguardante la
richiesta di condanna per mafia all'ex deputato regionale Giovanni
Mercadante (poi condannato) e il commento di Salvatore Borsellino
all'inchiesta sulla morte del fratello Paolo;
considerato che:
quanto messo in atto da parte del Presidente dell'AST costituisce
un grave episodio di censura nei confronti della giornalista
dipendente, punita solo per aver adempiuto, con scrupolo e senso
della propria deontologia professionale, al proprio dovere di
giornalista, restando in capo alla sua personale responsabilità,
infatti, la selezione e la scelta della rassegna stampa
quotidiana;
chi ha esercitato questa grave censura, non avendo, forse,
valutato l'eco che l'azione avrebbe suscitato sui mass media, con
altrettanta disinvoltura sembra aver fatto retromarcia non appena
la notizia è diventata di dominio pubblico;
per sapere:
come realmente si siano svolti i fatti e se abbia assunto
iniziativa specifica nei confronti del presidente che ha
sollecitato l'adozione del provvedimento disciplinare e del
direttore che lo ha eseguito;
inoltre, i termini e gli eventuali limiti dati alla giornalista
nell'esercizio della sua funzione». (731)
FARAONE
«All'Assessore per la sanità, premesso che:
il presidio ospedaliero 'Madonna dell'Alto' di Petralia Sottana
(PA) svolge un'imprescindibile funzione di assistenza sanitaria
per l'intero comprensorio delle Alte Madonie, il cui territorio è
per intero montano e molto distante, sia in termini chilometrici
che di tempi di percorrenza, da altri presidi ospedalieri (Cefalù,
Termini Imerese);
da tempo, tuttavia, da parte delle popolazioni locali, delle loro
rappresentanze istituzionali, da organismi sindacali e del mondo
associativo, da forze politiche, è stata segnalata la non del
tutto adeguata funzionalità dell'ospedale, che a volte ha messo in
discussione l'adeguatezza delle prestazioni da assicurare alla
popolazione;
con il recente decreto dell'Assessore per la sanità, pubblicato
nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana del 17 luglio
2009, nell'ambito del riordino della rete ospedaliera, è stato
previsto l'accorpamento dei presidi di Termini Imerese e Petralia
Sottana, con conseguente revisione organica delle posizioni
apicali, ad eccezione della medicina, che resterebbe come UOC,
nonché la riduzione dei posti letto attivabili, con particolare
riferimento ai posti di day hospital;
nel decreto viene previsto, altresì, che presso l'ospedale di
Petralia Sottana saranno attivati processi di
rifunzionalizzazione, avendo riguardo dei dati epidemiologici e
delle esigenze sanitarie del territorio, perseguendo
l'integrazione con la medicina ambulatoriale e territoriale;
la situazione che si è in questo modo determinata suscita le più
vive preoccupazioni nelle comunità locali interessate,
preoccupazioni di cui si sono fatti interpreti i sindaci dei
comuni, dal momento che fino ad ora non risulta chiaro quale sarà
la dimensione operativa dell'ospedale, anche in funzione della
grande distanza che lo separa dal presidio di Termini Imerese, né
quali nuove funzioni potrà esercitare concretamente;
per sapere:
se non ritenga di dover indicare alle comunità madonite come
verranno assicurati i livelli essenziali delle prestazioni, come
il presidio ospedaliero di Petralia Sottana potrà svolgere al
meglio le funzioni di area di emergenza e come verranno assicurate
le prestazioni relative ad ostetricia, chirurgia, ortopedia, oltre
che di medicina;
se sia in grado di chiarire quali risparmi si ricaveranno
nell'immediato dall'accorpamento dei presìdi;
se sia in grado di indicare quali processi di
rifunzionalizzazione ed entro quanto tempo verranno realizzati,
con particolare riferimento all'ipotesi di istituire a Petralia un
polo della riabilitazione, di cui da anni si parla, ma che, fino a
questo momento, non ha avuto alcun riscontro operativo concreto».
(732)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
MATTARELLA
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'agricoltura e
le foreste, all'Assessore per la sanità e all'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, premesso
che:
con le ordinanze contingibili ed urgenti n. 9 e n. 10 del 27
febbraio 2006 del Sindaco di Monterosso Almo (RG), veniva imposto
ai proprietari di bovini il compito di custodirli all'interno
delle loro proprietà o su terreni legittimamente in loro possesso,
avvertendo, nel contempo, che gli animali vaganti allo stato brado
sarebbero stati catturati e custoditi in appositi ricoveri, in
attesa di risalire ai proprietari;
con le successive ordinanze n. 57, n. 58 e n. 59 dell'8 agosto
2008 del Sindaco di Monterosso Almo, anch'esse contingibili ed
urgenti, veniva reiterata l'imposizione di custodia ai proprietari
di bovini all'interno delle loro aziende;
nonostante le diverse ordinanze sindacali, emanate dai primi
cittadini che si sono succeduti negli anni, il problema del
pascolo abusivo e delle mucche vaganti allo stato brado sul
territorio del Comune di Monterosso Almo rimane a tutt'oggi
irrisolto;
gli animali vaganti, sprovvisti dei marchi auricolari di
riconoscimento, continuano a devastare le coltivazioni nei fondi
privati e occupano le strade del Comune di Monterosso Almo,
arrecando serio pericolo alla circolazione;
la presenza sul territorio di animali che non vengono
regolarmente sottoposti ai previsti controlli veterinari, può dar
luogo a problemi sanitari per la collettività e la zootecnia;
ritenuto che:
le lamentele dei cittadini si sono manifestate senza soluzione di
continuità, fino ad arrivare all'azione eclatante messa in atto da
un abitante di Monterosso Almo che, per protestare contro la
situazione in atto, si è incatenato a fianco del palazzo comunale;
in data 19 agosto 2009 si è svolto, in seduta straordinaria e
urgente, una seduta di Consiglio comunale aperta al pubblico,
avente come ordine del giorno 'Pascolo abusivo e mucche vaganti
nel territorio di Monterosso Almo', che ha fatto registrare una
presenza numerosissima di cittadini;
l'annoso problema del pascolo abusivo e delle mucche vaganti allo
stato brado sul territorio del Comune di Monterosso Almo è rimasto
irrisolto per troppo tempo, nonostante gli interventi degli
amministratori locali per quanto rientra nelle loro competenze e
possibilità;
si evidenzia per i possessori di fondi privati nel Comune di
Monterosso Almo una palese violazione del loro diritto di
proprietà, tutelato dalla Costituzione;
per sapere quali iniziative intendano mettere in atto per
ripristinare la totale legalità a Monterosso Almo e garantire ai
suoi cittadini il pieno esercizio del diritto di proprietà
tutelato dalla Costituzione». (733)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
AMMATUNA - INCARDONA - RAGUSA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore alla Presidenza,
premesso che:
con i fondi della legge n. 433 è stato finanziato il progetto per
la realizzazione della nuova sede del Comando provinciale dei
Vigili del fuoco a Siracusa;
l'importo dei lavori è pari a euro 6.713.939, 69;
i lavori sono stati aggiudicati in data 3 ottobre 2007 e si
dovevano concludere entro il 30 gennaio 2010;
l'attuale Comando provinciale, oramai vetusto, non è in grado di
assolvere, nel rispetto delle norme sulla sicurezza sul posto di
lavoro, ai compiti istituzionali per cui venne realizzato nei
lontani anni '60;
recentemente, a causa di un infortunio sul lavoro, un vigile del
fuoco è morto in caserma mentre si eseguivano spostamenti di mezzi
all'interno del piccolissimo cortile;
considerato che:
i lavori, anziché essere nella fase della loro naturale
conclusione, sono invece ancora agli inizi, essendo stati
realizzati solo una parte dei solai e dei pilastri;
continuando con questo ritmo, si rischia di ritardare di parecchi
anni la consegna dei lavori, mettendo così a repentaglio la vita
di coloro che sono impegnati nello svolgimento delle loro mansioni
all'interno della caserma, senza considerare altresì la situazione
di oggettivo discredito in cui si vengono a trovare coloro i quali
devono vigilare sul rispetto delle norme sulla sicurezza presso
enti pubblici e privati;
per sapere:
quali iniziative intendano intraprendere per assicurare la celere
conclusione dei lavori e per recuperare, nei limiti delle
possibilità umane, questo insopportabile e, per certi versi,
inspiegabile ritardo;
se non ritengano utile nominare un commissario ad acta per
stabilire un cronoprogramma per la conclusione dei lavori e per
vigilare affinché lo stesso venga rispettato nei minimi dettagli».
(735)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i lavori
pubblici, premesso che:
nel mese di novembre del 2008, si è concluso il mandato affidato
al consiglio d'amministrazione dell'IACP di Messina, presieduto da
Giuseppe Santalco;
nel mese di dicembre del 2008 l'Assessore regionale dei lavori
pubblici, nelle more dell'insediamento del nuovo consiglio
d'amministrazione, ha nominato un commissario ad acta, insediatosi
nel mese di gennaio del 2009;
nel mese di gennaio del 2009, il Presidente della Provincia
regionale di Messina ha provveduto a comunicare alla Regione
siciliana le designazioni di sua competenza dei componenti il
consiglio d'amministrazione;
nel mese di marzo del 2009, la Regione siciliana, sempre nelle
more della conclusione del procedimento di nomina del consiglio
d'amministrazione dell'IACP di Messina, ha ampliato i poteri
dell'avv. Laface, attribuendogli quelli previsti dalla legge ai
commissari straordinari;
infine, a distanza di oltre 10 mesi dalla decadenza del consiglio
d'amministrazione, l'Assessore regionale per i lavori pubblici,
senza esplicitare le ragioni che hanno determinato l'omessa nomina
del consiglio d'amministrazione, inopinatamente ha ritenuto di
poter ulteriormente reinsediare un altro commissario (ad acta o
straordinario?);
la legge vigente disciplina specificatamente l'uso dei poteri
sostitutivi della Regione siciliana prevedendo, in difetto di
adeguate motivazioni, il divieto di reiterazione di atti di
sostituzione dei legittimi organi mediante la nomina di commissari
ad acta;
siffatto modus procedendi, oltre a costituire un gravissimo
vulnus delle prerogative degli enti cui spetta il diritto di
indicare i componenti il consiglio d'amministrazione e a
determinare gravissimi ritardi nella programmazione delle scelte
amministrative che certamente non possono essere delegate ad un
organo straordinario, rappresenta un meccanismo' illegittimo che
si sta risolvendo nella violazione dell'autonomia delle
amministrazioni locali costituzionalmente garantita e dei principi
generali dell'ordinamento;
il principio di legalità esige che il titolare del potere sia
quello, e quello soltanto, individuato dalla norma;
anche altre istituzioni cittadine, senza alcuna ragione,
risultano affidate alla gestione di commissari regionali;
per sapere:
se non ritengano, con la massima urgenza, atteso il reiterato e
distorto (ab)uso, in difetto del necessario inadempimento, dei
poteri sostitutivi attribuiti alla Regione siciliana, di
provvedere all'immediata ricostituzione del consiglio
d'amministrazione dell'IACP di Messina, mediante la nomina dei
componenti già designati dagli enti competenti;
se non ritengano, comunque, di dover esplicitare, immediatamente,
le ragioni che hanno determinato il gravissimo ritardo, indicando,
in tal caso, gli eventuali atti e/o provvedimenti posti in essere
dalla Regione siciliana tendenti a ripristinare la piena
legittimità dell'organo». (738)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
BUZZANCA
«Al Presidente della Regione, premesso che:
con decreto del Presidente del Consiglio del 29 ottobre 2002 è
stato dichiarato lo stato di emergenza, in relazione
all'attività sismica-vulcanica che ha colpito il territorio della
Provincia di Catania, ed in particolare per i Comuni di Santa
Venerina, Acireale, Giarre, Linguaglossa, Castiglione di Sicilia,
Milo, Sant'Alfio, Piedimonte Etneo, Zafferana Etnea, Acicatena,
Nicolosi, Belpasso, Ragalna;
con le ordinanze di protezione civile n. 3254 del 29 novembre
2002, n. 3278 del 10 aprile 2003 e con il decreto-legge 4 novembre
2002, n. 245, convertito in legge n. 286 del 2002, il Presidente
della Regione è stato nominato commissario delegato e sono state
avviate le fasi della ricostruzione;
rilevato che:
in ottemperanza ai dispositivi normativi, il commissario delegato
ha provveduto ad emanare le direttive dell'11 giugno 2003 e del 20
dicembre 2005 per la ricostruzione degli edifici privati
danneggiati o distrutti dagli eventi sismici e, tramite il
Dipartimento regionale della Protezione civile, sentiti i Sindaci
dei Comuni interessati, ha provveduto a redigere il 'Piano di
rientro nell'Ordinario per la ricostruzione, riparazione,
adeguamento delle strutture danneggiate';
il piano di ricostruzione prevede interventi suddivisi per
priorità a seconda dell'urgenza e del livello di danneggiamento;
rilevato altresì che:
per la sola priorità 1, sono stati finanziati interventi per
l'edilizia privata per un importo di euro di circa 65 milioni,
mentre rimane da finanziare ancora il 30% per un fabbisogno di
circa 27 milioni di euro;
per l'edilizia e le infrastrutture pubbliche sono stati fino ad
ora finanziati circa 70 milioni di euro, mentre restano ancora da
finanziare circa euro 55 milioni;
considerato che:
gli importi necessari, riferiti alla sola priorità 1, ammontano
complessivamente a circa euro 82 milioni;
tali necessità sono scaturite dagli incontri tenutesi fra i
Sindaci dei Comuni interessati, anche alla presenza di componenti
della deputazione regionale;
sottolineato che i Sindaci, nonostante gli impegni profusi dagli
Uffici di Protezione civile, a cui va un ampio riconoscimento per
l'attività prestata, ritengono che l'assegnazione di dette somme
sia assolutamente necessaria per superare le prime fasi
dell'emergenza;
ritenute del tutto legittime le istanze degli amministratori
locali e condividendo l'urgenza di dare risposte alla cittadinanza
soprattutto relativamente alla ripresa delle attività produttive
nel territorio;
per sapere quali strumenti intenda adoperare affinché si attivino
utilmente ed opportunamente tutte le iniziative necessarie a
reperire le risorse che consentano di superare le fasi di
emergenza e permettano alle amministrazioni di attivare i percorsi
virtuosi che assicurino il rientro nell'ordinarietà». (739)
D'ASERO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate
saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interpellanze presentate.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti, premesso che:
recenti articoli di stampa hanno richiamato l'attenzione
dell'opinione pubblica sulla dismissione delle società partecipate,
direttamente dalla Regione o indirettamente in quanto di proprietà
di società pubbliche regionali, e tra queste quelle costituite
nell'ultimo decennio dall'AST s.p.a.(Azienda siciliana trasporti);
nonostante la più volte dichiarata intenzione del Governo
regionale di procedere alla riduzione del numero delle società
direttamente partecipate e/o alla dismissione, mediante cessione
delle quote detenute nelle altre società, poco o nulla ancora è
stato fatto, come nel caso segnalato dalla stampa, delle quote
detenute nella società che gestisce l'hotel Raphael di Palermo, di
proprietà anche della famiglia dell'ex Presidente della Regione
Cuffaro, quote pervenute alla Regione mediante l'acquisizione di
'Sviluppo Italia', e che da tempo avrebbero dovuto essere cedute in
virtù dell'intesa stipulata con il Ministero dell'Economia e delle
finanze;
molte di queste società sono in perdita e spesso non sviluppano
che una minima attività, ed il loro mantenimento appare più che
altro collegato ad esigenze di tipo politico-clientelare. Vi sono,
tuttavia, società in attivo, che svolgono un'attività
significativa, per le quali, in controtendenza rispetto
all'andamento generale, si è proceduto con molta rapidità alla
vendita, totale o di quote;
particolare risalto ha avuto, tra gli altri, il caso della società
'Ionica trasporti e turismo s.p.a.', anche perché è noto che lo
scorso anno, in occasione della cessione della quota del 49% del
capitale della società costituita dall'AST nel 2000 ad una società
del gruppo Montante -fornitrice da decenni di ammortizzatori per
autobus alla stessa AST s.p.a. - si è verificato un aspro scontro
tra il direttore generale del tempo, schierato per la cessione ad
ogni costo, e la Presidenza del consiglio di gestione di allora,
contraria, o comunque perplessa sull'opportunità dell'operazione di
cessione delle quote, peraltro ad un valore irrilevante;
la gara per la cessione della quota suddetta, infatti, è stata
aggiudicata all'unica offerta, inviata dalla società del gruppo
Montante, per euro 75 mila: molto al di sotto dello stesso valore
di mercato dei 14 autobus, posseduti al tempo della cessione dalla
società Jonica, destinataria, inoltre, annualmente di circa euro
700 mila, quale corrispettivo per il contratto di servizio
intercorrente con la Regione, mentre la valutazione della società
Jonica non è stata effettuata da primari advisor specializzati, ma
da due commercialisti, operanti nelle province di Trapani e
Caltanissetta; le modalità con cui si è proceduto alle operazioni
di privatizzazione sono state, e sono, contestate dalle
associazioni sindacali dei lavoratori, poichè assai spesso si è
verificato che l'avvento di privati non ha portato investimenti e
seri progetti industriali di sviluppo delle società pubbliche
dismesse, ma si è rivelato, piuttosto, uno shopping a buon mercato
di aziende valide e patrimonializzate, ancorchè sfiancate e ridotte
al collasso finanziario da gestioni clientelari e politicizzate;
per conoscere:
se il Governo della Regione abbia intenzione di procedere allo
smantellamento o alla liquidazione del polo pubblico rappresentato
dal gruppo che fa capo all' AST ed alla vendita totale o parziale
della stessa AST ed in caso positivo se intenda chiedere agli
amministratori della società capofila AST s.p.a. e delle società
del gruppo i piani industriali per l'anno in corso e per il 2010 e
il 2011, nonché le relazioni tecniche e finanziarie sul semestre
trascorso del corrente anno;
se non ritenga di dover nominare ispettori per esaminare la
gestione industriale ed economica degli ultimi due anni e per
accertare le eventuali responsabilità nel caso in cui emergessero
profili di cattiva gestione;
se non ritenga che la valutazione delle imprese debba essere
affidata mediante gara ad evidenza pubblica ad advisor altamente
specializzati anche nelle valutazioni immobiliari, in quanto gli
impianti industriali posseduti da AST s.p.a. e le aree su cui
insistono a Trapani, Messina, Palermo, Siracusa e Ragusa hanno un
valore commerciale notevolmente superiore a quello riportato nello
stato patrimoniale della società, in quanto ubicati in zone
destinate ad edilizia residenziale;
se, nel caso in cui la decisione del Governo fosse di dismettere
parzialmente o totalmente l'AST s.p.a. e le altre società del
gruppo, non ritenga necessario adottare esclusivamente procedure di
gara ad evidenza pubblica, escludendo la frammentazione in lotti e
vietando l'aggiudicazione in caso di unica offerta valida;
con particolare riferimento alla 'Jonica trasporti e turismo
s.r.l.', se e come il Governo intenda procedere, considerato che
tra le ipotesi che sono state avanzate c'è anche la fusione per
incorporazione nella società AST, attraverso cui si attuerebbe - in
modo surrettizio ed illegittimo, in quanto senza gara pubblica -
l'ingresso di una società privata, attualmente proprietaria del 49%
delle quote della società partecipata Jonica, nel capitale
azionario di minoranza di AST s.p.a., in una posizione giuridica
privilegiata, poiché assistita dal diritto di prelazione, rispetto
ad altri possibili imprenditori, che pure potrebbero essere
interessati all'acquisizione dell'AST s.p.a. e con essa di un
ingente e sottostimato patrimonio immobiliare». (68)
(L'interpellante chiede lo svolgimento con urgenza)
MATTARELLA
«Al Presidente della Regione, premesso che, a seguito di ricorso
presentato da diversi funzionari direttivi, il Consiglio di
giustizia amministrativa per la Regione siciliana ha emesso la
decisione n. 488/2009 con la quale ha statuito che
l'Amministrazione regionale è obbligata ad assumere, entro trenta
giorni, decorrenti dalla notificazione della decisione stessa, le
determinazioni espresse, in risposta alla richiesta formulata dagli
interessati di istituire l'area autonoma della vicedirigenza
prevista dall'art. 17 bis del decreto legislativo n. 165/2001;
la decisione del CGA, come è noto, verte sul principio,
incontrovertibile e non eludibile, che la norma statale, in
mancanza di previsioni regionali in materia, trova applicazione
nella Regione Siciliana in virtù del generale rinvio dinamico di
cui all'art. 1, comma 2, della l.r. 15 maggio 2000, n. 10 e,
pertanto, non può non applicarsi anche in Sicilia tale principio
statuito dalla legge e riaffermato dal Tribunale Amministrativo,
dovendo attivare, l'Amministrazione regionale, le procedure
previste dalla stessa legge nazionale e cioè l'avvio della
contrattazione collettiva per determinare, nel rispetto delle
previsioni della norma nazionale ribadite dalla stessa decisione
del CGA, l'istituzione dell'area della vicedirigenza;
nessuna altra valutazione ex post può essere sollevata al riguardo
sulla questione da parte dell'Amministrazione regionale che, per
inciso, è risultata soccombente nel giudizio de qua, dovendo al
contrario rispettare pedissequamente la decisione del Consiglio di
giustizia amministrativa, applicando la previsione normativa
nazionale nel proprio ordinamento e con ciò tutelando il diritto
riconosciuto ai ricorrenti funzionari direttivi che ne hanno
chiesto l'applicazione, nonché a tutti i dipendenti
dell'Amministrazione regionale e degli enti di cui all'art. 1 della
legge regionale n. 10 del 2000 a cui si applica la stessa l.r.
10/2000 e lo stesso CCRL, che compongono la potenziale platea dei
soggetti aventi diritto ad essere inquadrati nell'area della
vicedirigenza;
senonché, la Giunta di Governo, come è pur noto alla S.V. On.le
interpellata, pur nei termini dei trenta giorni fissati dalla
decisione del CGA, ha tuttavia adottato un atto di indirizzo di
attuazione della stessa decisione del CGA, da valere quale
direttiva per l'ARAN Sicilia, che, di fatto, interdice e impedisce
la piena applicazione della stessa decisione del CGA di cui pur
dice di prendere atto, e, quindi, di fatto elude la normativa
nazionale, viola il principio del rinvio dinamico di cui all'art.
1, comma 2, della l.r. 15 maggio 2000, n. 10 e calpesta il diritto
dei dipendenti ricorrenti nonché di tutti i soggetti aventi titolo
che, proprio dalla decisione del CGA più volte richiamata, sono
stati tutelati;
infatti, la Giunta di Governo, con la delibera n. 212 del 27
giugno 2009, scrive che, pur nel prendere atto della decisione
emessa dal Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione
Siciliana n. 488/2009 e fornire all'ARAN Sicilia l'atto di
indirizzo necessario all'applicazione della normativa statale,
tuttavia, con un fare sofistico e bizantino, dà mandato
all'Assessore regionale con delega alla Presidenza di assumere le
necessarie iniziative, anche a carattere legislativo, per la
riorganizzazione del settore del pubblico impiego regionale ed in
tale ambito prevedere forme opportune per addivenire
all'istituzione della vicedirigenza contestualmente all'esaurimento
della terza fascia dirigenziale e compatibilmente con le
disponibilità finanziarie di bilancio , con ciò accogliendo in toto
la relazione che il Dipartimento regionale del personale, dei
servizi generali, di quiescenza, previdenza ed assistenza del
personale della Regione ha predisposto e trasmesso al riguardo il
26 giugno 2009, con prot. n. 113765 e che, sotto la lettera A', è
allegata alla stessa delibera di Giunta 212/2009;
come dire: ciò che stabilisce la legge (rinvio dinamico di cui
all'art. 1, comma 2, della l.r. 15 maggio 2000, n. 10) e statuisce
il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione siciliana
(decisione n. 488/2009), una relazione d'ufficio può interdire ed
eludere ancorandone l'applicabilità, addirittura alla ricorrenza
contestuale e contemporanea di altre condizioni che la stessa legge
e sentenza non dettano, né prevedono. Così si disapplica, di fatto
e si rinvia sine die, l'applicazione della normativa statale anche
nella Regione siciliana. Non vi è chi non veda, infatti, che tale
modo di relazionare e amministrare è grave perché lesivo di diritti
riconosciuti nonché limitativo della potestà esclusiva della legge
e dei tribunali chiamati a dirimerne l'interpretazione e la
corretta applicazione, così come rispettosamente è avvenuto;
ed infatti, a leggere la decisione adottata dal CGA (del resto
attentamente letta dagli stessi uffici preposti, non poteva essere
altrimenti ) nonché la stessa normativa nazionale di cui si è
ottenuto l'applicazione in Sicilia, a nessuna, dicasi nessuna
contestualità e connessione di altre condizioni che prima debbono
tutte verificarsi, è agganciata l'istituzione dell'area della
vicedirigenza. Essa si applica, tout court e fin da subito nel
rispetto della legge nazionale e così come essa prevede e
prescrive;
cioè a dire, per mera chiarezza e intelligenza espositiva, la
norma nazionale - che qui si omette di citare - di cui la decisione
del CGA sancisce l'applicazione in Sicilia, non subordina tale
applicazione. Si cita testualmente dalla delibera di Giunta n.
212/2009:
- alle necessarie iniziative, anche a carattere legislativo, per
la riorganizzazione del settore del pubblico impiego regionale ed
in tale ambito prevedere forme opportune per addivenire
all'istituzione della vicedirigenza;
- al contestuale esaurimento della terza fascia dirigenziale;
- alla compatibilità con le disponibilità finanziarie di
bilancio. ;
condizioni tutte, queste, che seppure possono avere una loro
ratio, tuttavia, esulano dalla fattispecie che qui si argomenta,
perché tale fattispecie riguarda - è bene ribadirlo -
l'applicazione della legge e il suo rispetto, cioè il
riconoscimento di un diritto riconosciuto come tale che, quindi,
non può essere né eluso né mortificato;
solo nell'ambito del pieno riconoscimento di tale diritto e a
partire anzi da tale riconoscimento sia saggia l'Amministrazione ad
approntare tutte quelle iniziative utili ed anche necessarie ad
armonizzare e riorganizzare il settore del pubblico impiego
regionale, a rendere compatibili le diverse articolazioni di aree
nonché ad operare anche le necessarie compatibilità di bilancio;
ma, tutto ciò, non può essere utilizzato per interdire
l'applicazione di una norma che, ope legis, a causa del suo rinvio
dinamico, deve essere applicata a prescindere, non potendosi far
gravare sui potenziali vicedirigenti aventi diritto i guasti e i
costi di una macchina amministrativa regionale appositamente così
concepita e che oggi merita veramente una profonda riforma. Ma a
partire da non prima di
per conoscere il reale intendimento del Governo circa
l'applicazione o meno, della decisione Consiglio di Giustizia
Amministrativa per la Regione siciliana n. 488/2009 e, quindi, di
istituire o meno l'area autonoma della vicedirigenza, prevista
dall'art. 17 bis del decreto legislativo n. 165/2001 di cui al
rinvio dinamico all'art. 1, comma 2, della l.r. 15 maggio 2000, n.
10». (69)
FARAONE
PRESIDENTE. Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno
annunzio senza che il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le
interpellanze si intendono accettate e saranno iscritte all'ordine
del giorno per essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
numero 143 «Interventi urgenti a favore dello stabilimento FIAT di
Termini Imerese (PA)», degli onorevoli Caputo, Pogliese, Falcone,
Vinciullo e Aricò, presentata l'8 settembre 2009;
numero 144 «Interventi contro i tagli prodotti nella scuola
pubblica dalla legge Gelmini», degli onorevoli Oddo, Cracolici,
Panarello, Marziano, Rinaldi, Picciolo, Mattarella, Ammatuna,
Apprendi, Barbagallo, Bonomo, De Benedictis, Di Benedetto,
Digiacomo, Di Guardo, Donegani, Faraone, Ferrara, Fiorenza,
Galvagno, Gucciardi, Laccoto, Lupo, Marinello, Panepinto, Raia,
Speziale, Termine, Vitrano, presentata il 14 settembre 2009. Ne do
lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la FIAT è indubbiamente la più significativa realtà industriale
del nostro Paese e che lo stabilimento di Termini Imerese (PA) ed
il suo indotto rappresentano un polo importante per la Sicilia,
anche in ragione dei profili occupazionali garantiti;
il rilevante processo di internazionalizzazione in cui è impegnato
il management di FIAT non può compromettere la sorte degli
stabilimenti italiani ed in particolare di quello di Termini
Imerese;
non si condivide l'annunzio dell'amministratore delegato FIAT,
Sergio Marchionne - espresso nell'incontro del 18 giugno 2009 - di
pensare ad una riconversione dello stabilimento di Termini Imerese
dal 2011, ipotizzando altre ed imprecisate produzioni;
il dibattito politico-sociale-economico, negli ultimi anni, ha
riconfermato - senza confini di parte politica - che sussistono
tutte le condizioni per continuare a garantire, per il futuro, il
mantenimento produttivo del polo di Termini Imerese in ragione
anche del varo, a far data dal 2010, dell'area di libero scambio
nell'intero bacino del Mediterraneo, che aprirebbe nuovi e
significativi mercati;
Termini Imerese, per la sua collocazione strategica e per la rete
infrastrutturale, già esistente e funzionante e/o programmata ed in
corso di definizione, può offrire condizioni importanti per
lavorare ad un reale rilancio dello stabilimento FIAT e del suo
indotto,
impegna il Governo della Regione
ad attivarsi presso il Governo nazionale a promuovere, nell'ambito
del confronto già aperto con il management di FIAT, ogni utile
iniziativa sia per garantire la produzione di 1.600.000 auto in
Italia, sia per rilanciare lo stabilimento FIAT di Termini ed il
suo indotto, ricercando ogni possibile misura di sostegno a tale
percorso, così da poter indirizzare il confronto con FIAT per
garantire, a far data dal 2011, il subentro di nuovi modelli
all'attuale produzione del modello 'Y';
a ricercare le opportune convenienze e le consequenziali risorse
finanziarie da offrire al confronto con FIAT per continuare una
missione produttiva nello stabilimento di Termini Imerese,
accelerando i processi di infrastrutturazione del nostro
territorio, a partire dal porto e dall'interporto, che possono
contribuire ad abbattere i costi di trasporto da sempre indicati
quale elemento critico della produzione a Termini Imerese;
a promuovere, comunque, un progetto di rilancio che trasformi lo
stabilimento di Termini Imerese da realtà di assemblaggio a
struttura veramente produttiva, così come indicato nel 'Piano A'
proposto da FIAT nel 2008, che prevedeva, proprio per centrare tale
obiettivo, la realizzazione di nuovi capannoni industriali da
dedicare all'allocazione della produzione di nuovi modelli ed una
significativa implementazione dell'indotto, anche attraverso la
realizzazione dei cicli produttivi degli stampati e delle presse.
Per l'attuazione di tale progettualità, che comunque serve al
territorio imerese, si può far ricorso all'utilizzo delle risorse
finanziarie derivanti dal FAS ed attivarsi, nell'ambito delle
proprie competenze, affinché la Regione siciliana valuti la
possibilità di utilizzare i fondi comunitari residui del Programma
operativo regionale 2000-2007 e i nuovi fondi della programmazione
2007-2013». (143)
CAPUTO-POGLIESE-FALCONE-VINCIULLO-ARICO'
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che
il Governo nazionale ha posto in essere diversi provvedimenti che
hanno prodotto notevoli tagli agli organici della scuola pubblica;
il taglio degli organici previsti dalla legge n. 133 del 2008 ha
prodotto una gravissima diminuzione degli incarichi annuali
attribuiti al personale docente ed ATA;
la situazione è resa ancor più grave dal blocco del turn over che
ha interessato oltre 30.000 dipendenti che, a partire dall'1 di
settembre 2009, sono andati in pensione;
i tagli complessivi ammontano ad oltre 40.000 posti di lavoro;
il numero degli incarichi annuali attribuiti nel corrente anno
scolastico è minore del previsto, stante che non è stato
predisposto alcun limite alle assegnazioni provvisorie, tanto è
vero che per molte classi di concorso, più del 90% delle cattedre
sono state attribuite come assegnazione provvisoria;
la riduzione degli incarichi a favore dei soggetti inseriti nelle
graduatorie dei docenti e nei diversi profili del personale ATA
rappresenta un licenziamento di massa che non ha precedenti nel
pubblico impiego;
la Sicilia è la Regione più colpita dai tagli voluti dal Governo
nazionale, visto che nell'anno scolastico 2009-2010 ci saranno ben
5.500 posti in meno rispetto al precedente;
detti tagli pregiudicano la qualità sia funzionale che didattica
della scuola pubblica siciliana e, di fatto, impediscono agli
alunni ed alle famiglie di giovarsi di un modello d'istruzione in
linea con i tempi, che richiede sempre maggiori conoscenze e
capacità per concorrere nel sistema globale;
la riduzione degli organici, inoltre, compromette il diritto
all'istruzione ed all'integrazione degli alunni diversamente abili,
i quali verranno nella stragrande maggioranza privati
dell'insegnante di sostegno;
a seguito della predetta riduzione dei posti, contravvenendo a
qualsivoglia norma sulla sicurezza nelle scuole, le classi potranno
essere composte da ben 35 alunni con la presenza, anche, di quattro
discenti diversamente abili;
nel decreto c.d. 'salva precari', di fatto, si introduce una
formula di cassa integrazione, che assieme ad altre misure tampone
- peraltro previste per i soli docenti - rappresenta un palliativo
destinato a non risolvere i problemi della scuola pubblica
siciliana, mortificante per i docenti ed il personale ATA escluso
dalle nomine;
compito primario del Governo regionale è quello di salvaguardare i
legittimi interessi dei cittadini siciliani, i quali hanno diritto
ad una scuola pubblica adeguata e funzionale e ad un lavoro
dignitoso per sè e per le proprie famiglie;
tale obiettivo può essere conseguito solo ponendo in essere una
battaglia volta ad ottenere il ripristino dei posti dei docenti e
del personale ATA tagliati, sbloccando il turn over, contingentando
l'uso delle assegnazioni provvisorie ed assicurando la nomina dei
docenti di sostegno in numero sufficiente a garantire l'assistenza
a tutti gli alunni diversamente abili,
impegna il Governo della Regione
e per esso l'Assessore per i beni culturali e ambientali
e per la pubblica istruzione
ad attivarsi nei confronti del Governo nazionale al fine di
ottenere lo stanziamento dei fondi necessari alla nomina del
personale docente ed ATA che, nel corrente anno scolastico, è stato
escluso dalle nomine annuali o sino al termine delle attività
didattiche;
ad agire per determinare lo sblocco del turn over, onde consentire
che la collocazione in quiescenza del personale, con la successiva
riduzione dell'organico, non si trasformi in un esorbitante
licenziamento dei precari che da anni svolgono il proprio lavoro
con passione e professionalità;
ad considerare prioritaria la vertenza scuola siciliana,
utilizzando i fondi europei previsti dall'accordo Stato - Regione
al fine di ampliare gli ammortizzatori sociali a tutti i lavoratori
che negli anni hanno lavorato nella scuola pubblica;
ad intraprendere una decisa iniziativa, affinché, venga
abbandonato il progetto del Governo nazionale volto a porre in
essere un processo di graduale privatizzazione del sistema pubblico
scolastico». (144)
ODDO-CRACOLICI-PANARELLO-MARZIANO-RINALDI-PICCIOLO-MATTARELLA-
AMMATUNA-APPRENDI-BARBAGALLO- BONOMO-DE BENEDICTIS-DI BENEDETTO-DI
GIACOMO-DI GUARDO-DONEGANI-FARAONE-FERRARA-FIORENZA-GALVAGNO-
GUCCIARDI-LACCOTO-LUPO-MARINELLO-PANEPINTO-RAIA-SPEZIALE-TERMINE-
VITRANO
Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno della
seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.
Comunicazione relativa alla mozione numero 105 e all'ordine del
giorno numero 140
PRESIDENTE. Comunico che:
- in riferimento alla mozione n. 105 Interventi per contrastare
la crisi economica internazionale attraverso una gestione
efficiente delle risorse della Regione', presentata dall'onorevole
Cracolici ed altri e approvata dall'Assemblea nella seduta n. 81
del 2 aprile 2009, la Presidenza della Regione ha espresso, con
nota del 30 luglio 2009 (pervenuta il 5 agosto successivo e
protocollata al n. 6635 Aula-PG del 6 agosto 2009), valutazioni
relative alla tematica oggetto della mozione stessa;
- in riferimento all'ordine del giorno n. 140 Dichiarazione dello
stato di calamità naturale nel settore viticolo ed interventi di
trattamento per via aerea contro la peronospora', presentato
dall'onorevole Caputo ed altri è accettato come raccomandazione
nella seduta n. 88 del 29-30 aprile 2009, l'Assessore per
l'agricoltura e le foreste, con nota dell'8 settembre 2009, ha
fornito informazioni al riguardo.
Avverto, che le suddette note sono consultabili nelle apposite
rispettive banche dati informatizzate, accessibili anche dal sito
internet dell'Assemblea. Gli atti citati sono altresì disponibili
presso l'Archivio del Servizio Lavori d'Aula.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Comunicazione delle determinazioni della Conferenza dei
Presidenti
dei Gruppi parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi oggi 15 settembre
2009, sotto la presidenza del Presidente dell'ARS, onorevole
Cascio, presente il Vicepresidente, onorevole Oddo, con la
partecipazione dell'Assessore per il Bilancio, onorevole Di Mauro,
ha definito all'unanimità la seguente agenda dei lavori
parlamentari per la corrente sessione:
Le Commissioni si riuniranno nella presente settimana e nella
successiva compatibilmente con i lavori d'Aula secondo il seguente
prospetto:
la Commissione Bilancio per l'esame del rendiconto, del disegno
di legge di assestamento del bilancio e del DPEF;
la Commissione speciale per la revisione e l'attuazione dello
Statuto della Regione, per l'espressione del parere, ai sensi
dell'articolo 41 ter dello Statuto, sulle proposte di legge
costituzionale frattanto pervenute, tenuto conto della scadenza
del termine (30 settembre);
le Commissioni III e IV per l'esame congiunto del disegno di
legge n. 281/A Disposizioni per l'utilizzo delle agevolazioni
creditizie in favore delle cooperative edilizie , rinviato alle
stesse come da comunicazione della Presidenza resa nell'ultima
seduta d'Aula prima della pausa estiva;
la Commissione I per l'esame del disegno di legge n. 379, recante
SDisposizioni sulla partecipazione della Regione al processo
normativo dell'Unione europea, sulle procedure di esecuzione degli
obblighi comunitari e di attuazione delle politiche comunitarie ;
la Commissione VI per l'esame del disegno di legge sulle
professioni sanitarie (n. 151 Istituzione delle Unità operative
delle professioni sanitarie );
la competente Commissione per l'esame del disegno di legge in
materia di lavoro (n. 349 Disposizioni per agevolare l'incontro
tra domanda e offerta di lavoro ).
L'Aula terrà seduta:
- dal 23 al 24 settembre per lo svolgimento di attività ispettiva
e per la discussione unificata delle mozioni riguardanti il tema
dei tagli alla scuola pubblica;
- dal 29 settembre p.v. per la discussione dei disegni di legge
frattanto esitati e per un dibattito sul tema dei rifiuti in
Sicilia.
Non sorgendo osservazioni, è approvata.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
Turismo, comunicazioni e trasporti'
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della rubrica
Turismo, comunicazioni e trasporti'.
Si procede con l'interpellanza numero 1 «Riordino dei collegamenti
tra la Sicilia e le isole minori. Potenziamento delle tratte
esistenti e programmazione delle tratte Trapani-Isole Eolie, Mazara
del Vallo-Pantelleria e Mazara del Vallo-Isole Pelagie»,
dell'onorevole Gucciardi.
Per assenza dall'Aula del firmatario, decade.
Si passa all'interrogazione numero 20 «Notizie sulla
privatizzazione sostanziale delle aziende termali di Sciacca (AG) e
Acireale (CT)», degli onorevoli Di Benedetto e Marinello.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore alla Presidenza e
all'Assessore per il turismo, le comunicazioni e i trasporti,
premesso che:
la Regione (con la legge numero 10 del 1999) ha deciso che le
aziende autonome delle terme di Sciacca e Acireale - che
sopravvivevano grazie ai contributi a pareggio della Regione -
dovevano essere privatizzate ma che a quasi 10 anni da quella data
quell'obiettivo non si è ancora realizzato;
l'ordine di problemi connessi al processo di privatizzazione, che
dall'inizio di questa vicenda abbiamo davanti, sono sempre di due
tipi: uno riguarda il personale impegnato e l'altra il futuro
dell'azienda;
ritenendo:
grave e paradossale che malgrado sia stato istituito un ruolo
speciale (legge regionale numero 119 del 2004 poi modificata con la
legge regionale numero 11 del 19.4.2007) e dopo che siano stati
avvistati e risolti tutti i problemi di copertura, non si sia
proceduto all'avvio concreto di questo strumento;
altrettanto grave che l'ufficio legislativo e legale della Regione
debba ancora valutare l'eventuale violazione delle norme
comunitarie da parte della legge approvata nell'aprile scorso
dall'ARS;
constatato il rimpallo di responsabilità tra assessorati e
consiglio d'amministrazione delle terme di Sciacca S.p.A.,
responsabile di non aver comunicato nelle forme dovute quantità e
qualità del personale ex azienda autonoma delle terme di cui
intenderebbe avvalersi, nonostante il legislatore abbia fatto la
previsione economica per l'intero organico ed avendo i lavoratori
manifestato la loro indisponibilità alla utilizzazione presso la
S.p.A.;
per sapere se e quali ulteriori atti normativi o autorizzativi
occorrano per dare il via alla concreta istituzione del ruolo
unico;
se non ritengano opportuno, a 3 anni dalla costituzione delle
S.p.A. e constatato che nessun passo concreto è stato fin qui
operato in direzione della effettiva privatizzazione delle terme,
procedere allo scioglimento delle stesse ed alla nomina di un
commissario straordinario per le aziende autonome di Sciacca ed
Acireale con il mandato di procedere, attraverso normali procedure
di evidenza pubblica, alla selezione di un partner privato di
comprovata solidità e professionalità cui affidare il rilancio del
settore termale». (20)
Ha facoltà di parlare l'assessore per il turismo, le comunicazioni
ed i trasporti, onorevole Strano, per fornire la risposta.
STRANO, assessore per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti.
Signor Presidente, vorrei preliminarmente comunicare all'Aula che
sono tutte interrogazioni, tranne una, riguardanti il periodo in
cui fu assessore il collega onorevole Bufardeci, ma è stato mio
dovere rispondere a tutte. Gli uffici mi hanno predisposto delle
risposte e spero di essere esaustivo e che mi vengano perdonate
delle incertezze od inesattezze.
Relativamente all'interrogazione numero 20 dell'onorevole Giacomo
di Benedetto, circa l'istituzione di un ruolo speciale per il
personale delle aziende autonome delle Terme di Sciacca e di
Acireale, si comunica che, così come già riscontrato per
l'interrogazione a firma dell'onorevole Raia con nota prot. n.
606/S.2 Tur del 20 novembre 2008, lo stesso è stato istituito
presso il competente Dipartimento al Personale della Presidenza
della Regione Siciliana a far data 1 ottobre 2008.
Per quanto concerne, invece, la richiesta dell'interrogante di
procedere allo scioglimento delle società Terme di Sciacca e Terme
di Acireale S.p.A., anche se la richiesta può essere in linea di
massima condivisa, si rappresenta che la legge regionale numero 11
del 19 aprile 2007 impone a questo ufficio un diverso percorso
amministrativo.
Questo è quanto elaborato dal Dirigente del Servizio, dr. Giuseppe
Costantino, che, tra l'altro, condivido conoscendo le vicende,
ormai annose, sia di Sciacca che di Acireale.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Benedetto per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'Assessore.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi,
credo ci sia stata un po' di confusione nella risposta perché la
mia interrogazione non chiede la costituzione del ruolo speciale,
come richiesto invece dall'interrogazione numero 83, a firma
dell'onorevole Raia.
E' chiaro che stiamo parlando e si sta rispondendo ad
interrogazioni presentate più di un anno fa; da quel momento ad
oggi sono intervenute diverse evoluzioni tant'é che, al momento in
cui è stata presentata l'interrogazione, c'era ancora un Consiglio
di Amministrazione in piedi alle Terme di Sciacca, che adesso non
c'è più, essendo stato nominato recentemente un Commissario presso
le stesse Terme.
Oggi, il problema che si presenta è quello di sapere con quale
mandato è stato nominato questo Commissario, qual è la sua funzione
e se è stato nominato per ottemperare alla norma.
Vorremmo sapere se il Commissario procederà allo scioglimento
della Azienda Terme, che non è la Terme S.p.A, ma è l'Azienda che
si dovrebbe chiudere e, secondo il mandato che è nella norma,
immettere sul mercato le quote azionarie delle Terme S.p.A.
Il problema concreto è che la norma nasce dalla constatazione che
se non c'è una gestione manageriale, se non c'è l'intervento di
competenze, di conoscenze del settore chiedendo l'ausilio di
soggetti anche fuori dalla nostra nazione per il rilancio delle
terme di Sciacca, si continuerà a vivacchiare, ad avere azioni
clientelari per l'assunzione di questo o di quell'altro, si
continuerà alla ricerca di soldi nei fondi regionali per poter
pagare gli operatori, si continuerà una vita stentata delle terme e
non ci sarà un vero rilancio.
Il punto vero è, quindi, capire se il Commissario si sta muovendo
per immettere sul mercato le quote azionarie delle Terme, per
venderle a privati che abbiano un piano industriale di rilancio.
Questa è la questione che dobbiamo affrontare.
Capisco che l'Assessore si trova a rispondere ad un'interrogazione
di un anno e mezzo fa, ma il problema oggi è questo. Ci troviamo
anche di fronte al tentativo di assumere nuovo personale, mentre il
personale che aveva le competenze è stato trasferito e disperso
negli uffici regionali, dove probabilmente fa il facchino, il
dattilografo, o il massaggiatore magari fa l'usciere.
Qui bisogna fare il punto; capire che, se bisogna vendere le
Terme, occorre farlo. Bisogna poi che i privati vedano quale
personale serve, lo reperiscano sul mercato, creino occupazione
stabile e, soprattutto, assicurino un futuro alle Terme.
Assessore, e concludo, il rischio è che così continuando andremo
allo spreco di ulteriori risorse da parte della Regione e,
soprattutto, non daremo futuro né ai lavoratori delle terme, né ai
potenziali lavoratori delle terme, né alla realtà di Sciacca, che è
un polo turistico importante della Regione siciliana, dove ci sono
stati e sono previsti finanziamenti. Ricordo una serie di ulteriori
interventi che si stanno verificando nel territorio, ricordo che il
patrimonio termale che, in atto, possiede la Regione è un
patrimonio importante che può essere sicuramente rilanciato.
Cosa diversa ad Acireale, dove si sta valorizzando il bene. Ma
nella valorizzazione bisogna stare attenti anche a quale tipo di
futuro produttivo si può assicurare in quelle aree.
PRESIDENTE. Onorevole Di Benedetto, si dichiara, dunque,
soddisfatto o insoddisfatto?
DI BENEDETTO. Signor Presidente, mi dichiaro parzialmente
soddisfatto.
STRANO, assessore per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STRANO, assessore per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti.
Signor Presidente, comprendo benissimo e ringrazio l'onorevole Di
Benedetto per la comprensione avuta nei miei confronti.
In effetti, leggendo con attenzione l'interrogazione e non
soltanto la risposta che mi è stata fornita dagli uffici, condivido
quanto detto da lei e mi reputo io insoddisfatto della mia risposta
in quanto era parziale. Ad esempio, lei ha accennato ad un dato -
io fui già assessore preposto a questo settore nel 1996, 1997 e
1998, quindi conosco la materia che poi fu regolamentata nuovamente
nel 1999.
Ad oggi, in effetti, nessun passaggio, anche per Acireale, è stato
fatto in ordine a quella effettiva esigenza della privatizzazione.
Non soltanto, ma a mio avviso - è un mio parere personale, pur non
essendo un leguleio - potremmo trovarci di fronte a norme
comunitarie da attenzionare nei nostri confronti.
Pertanto, onorevole Di Benedetto, sarà mia cura relazionare l'Aula
in maniera più globale sia su Acireale che su Sciacca, alla luce
delle sue e delle mie considerazioni.
DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Di Benedetto, lei può soltanto reiterare
l'interrogazione.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, dichiaro di reiterare
l'interrogazione a mia firma.
PRESIDENTE. Le interrogazioni numero 20 e numero 83 si intendono,
pertanto, parzialmente svolte. Si passa all'interrogazione numero
30, a firma dell'onorevole Panepinto «Notizie sullo stato del
personale della società terme di Sciacca (AG)». Ne do lettura:
«All'Assessore per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti,
premesso che alcuni mesi fa un gruppo turistico della Lombardia ha
acquistato un pacchetto per due settimane di cura e soggiorno
presso le terme di Sciacca (AG) a inizio della stagione estiva ma
che, arrivato in Sicilia, ha trovato le terme ancora chiuse;
appreso che tale imperdonabile disguido sarebbe dovuto al mancato
rilascio di una autorizzazione sanitaria a seguito del ritardo nei
lavori di manutenzione;
visto che il gruppo arrivato dalla Lombardia è formato da anziani
che utilizzano un contributo del servizio sanitario nazionale e che
potrebbero fare ritorno a casa se in pochi giorni gli impianti non
apriranno i battenti;
considerato che è tuttora in corso una vertenza sindacale che vede
i lavoratori delle terme impegnati a definire le procedure di
applicazione del ruolo speciale nel quale dovrebbero confluire;
preso atto del rischio che si arrivi a una fuga di tutti i
lavoratori e al conseguente fallimento della società, costretta a
ricorrere a contratti a tempo determinato e rischiando di perdere
le professionalità necessarie;
viste ancora le dichiarazioni che secondo agenzie di stampa
sarebbero state rilasciate dall'amministratore delle terme S.p.A.,
Giovanni Lupo, secondo cui 'non vi sarebbe stata ancora alcuna
comunicazione ufficiale da parte della Regione, col rischio che se
venisse tolto, entro pochi giorni, gran parte del personale, non si
potrebbero che chiudere gli stabilimenti';
per sapere:
se e quali ulteriori atti normativi o autorizzativi occorrono per
dare il via alla concreta istituzione del ruolo unico;
quali misure urgenti possano essere adottate per assicurare
l'apertura immediata delle terme ed evitare il grave danno, non
solo d'immagine, ai flussi turistici verso la Sicilia;
se siano individuabili responsabilità per l'attuale situazione nei
massimi vertici della società delle terme di Sciacca e con quali
misure l'amministrazione regionale intenda tutelare il patrimonio
termale, i lavoratori e il turismo siciliano». (30)
Ha facoltà di parlare l'assessore per il turismo, le comunicazioni
ed i trasporti per fornire la risposta.
STRANO, assessore per il turismo, le comunicazione ed i trasporti.
Signor Presidente, onorevoli deputati, relativamente
all'interrogazione dell'onorevole Panepinto, anch'essa
sull'istituzione di un ruolo per il personale, ci si rifà a quanto
detto per l'interrogazione numero 20 dell'onorevole Di Benedetto
circa la notizia che il ruolo è stato istituito presso il
competente Dipartimento al personale della Presidenza della Regione
siciliana sin dall'1 ottobre 2008.
Per quanto riguarda il secondo punto dell'interrogazione, della
richiesta in essa contenuta, trattandosi del mancato rilascio di
un'autorizzazione sanitaria, si rappresenta che questo Ufficio non
è competente in merito e, a tal uopo, all'Assessorato della sanità
è stata rivolta una istanza affinché possa esserci una risposta
completa al riguardo.
Per quanto concerne il terzo punto, è doveroso rappresentare che
l'eventuale censura dell'operato degli organi di amministrazione
sfugge alle competenze di questo Ufficio in quanto attribuita per
legge ai soci delle società per azioni mediante l'applicazione
prevista dal Codice Civile, con le procedure a tal uopo previste.
Signor Presidente, se l'Aula è d'accordo, su questa materia
prendiamo l'impegno - trattandosi di una materia molto ponderosa ed
importante nella quale, negli anni, si sono verificati sprechi
inammissibili e non è mai stata data una svolta importante sotto
l'aspetto della privatizzazione, nonostante la volontà degli
assessori succedutisi -, con la Presidenza, oltre che con l'Aula,
reiterando quanto già detto all'onorevole Di Benedetto, di una
relazione sulle Terme entro il mese di ottobre. Una relazione
esaustiva che possa mettere l'Aula in condizioni sicuramente
migliori di quanto possano essere alcune dichiarazioni a fronte di
interrogazioni oramai vecchie di un anno, alcune delle quali sono
caducate nel loro interesse.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Panepinto per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'Assessore.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la dichiarazione
finale dell'Assessore di portare entro ottobre in Aula o nella
Commissione competente una relazione sulle Terme di Sciacca e di
Acireale, rende già al di là del merito stesso dell'interrogazione.
Spero che si apra un momento di verifica sulle uniche due stazioni
termali del mondo che sono in perdita. Sono le uniche due stazioni
termali per cui sicuramente saremo chiamati, già nella sessione di
bilancio, a trovare almeno un milione di euro per poter pagare
legittimi stipendi al personale che lì è impegnato.
Assessore, lei si è fatto carico, assieme ad una associazione
siciliana che promuove il turismo nell'Isola (se non ho letto male
sui giornali), di accogliere con una scritta particolare i turisti
in Sicilia. Penso che quel segmento del comparto turistico-termale
possa dire molto; ma, oggi, è semplicemente a carico del bilancio
della Regione. Sarebbe importante se lei volesse concretamente
mettere mano alla materia e chiudere una vicenda che si presenta
come emergenza solo per pagare gli stipendi.
Io sono convinto che lei, Assessore, con molta più solerzia del
suo predecessore - perché queste interrogazioni risalgono a circa
un anno e mezzo fa - possa mantenere l'impegno di portare in Aula
una relazione sulle Terme siciliane. Pertanto, mi ritengo
soddisfatto della risposta.
PRESIDENTE Si passa all'interrogazione numero 83 «Notizie circa
l'istituzione di un ruolo speciale per il personale delle aziende
autonome delle Terme di Sciacca ed Acireale, di cui alle leggi
regionali numero 17/2004 e numero 11 del 2007», degli onorevoli
Raia, Di Guardo e Di Benedetto. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, considerato che , con la legge
regionale 28 dicembre 2004, numero 17, all'articolo 119, comma 1, è
stato previsto che il personale eccedente di ruolo delle aziende
autonome delle Terme di Sciacca e Acireale (...) confluisce in un
ruolo speciale ad esaurimento della Regione siciliana(...);
ricordato che, con la successiva legge regionale 19 aprile 2007,
numero 11, l'articolo 1, comma 3, modificava l'articolo di cui
sopra, cassando la parola eccedente e creando, quindi, le
condizioni per il passaggio di tutto il personale nel ruolo
speciale con la possibilità, tuttavia, di comandare parte di questo
personale per assicurare il minimo di attività necessaria al
mantenimento delle strutture delle Terme;
appreso da articoli di giornale ('La Sicilia' di domenica 29
giugno 2008) che, su sollecitazione del sindaco di Acireale,
sarebbero stati manifestati dubbi da parte del Presidente della
Regione sull'intera procedura di trasformazione delle terme e
sarebbe stato annunciato un provvedimento amministrativo che
intanto servirà a rinviare la fuga dei lavoratori dall'azienda
termale ;
ricordato che la legge può essere modificata solo da altra legge e
che i provvedimenti amministrativi non possono svuotare, vanificare
o distorcere la volontà del legislatore;
per sapere:
quali ulteriori atti normativi o autorizzativi occorrano per dare
il via alla concreta istituzione del ruolo speciale;
quali ragioni renderebbero necessaria una modifica della
legislazione vigente;
come intenda assicurare certezza di prospettive sia alle società
che gestiscono le Terme di Acireale e di Sciacca sia ai lavoratori
in attesa di essere immessi nel ruolo speciale». (83)
Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.
STRANO, assessore per il turismo, le comunicazione ed i trasporti.
Signor Presidente, mi rifaccio alle dichiarazioni rese per
l'interrogazione numero 20.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, possiamo trattarla in un'altra
seduta.
PRESIDENTE. Come già detto, le interrogazioni numeri 20 e 83 si
intendono parzialmente svolte, e pertanto sono rinviate ad altra
seduta.
Si passa all'interrogazione numero 98 «Iniziative a favore del
potenziamento del servizio di collegamento tra la città di Messina
e l'aeroporto di Fontanarossa (CT) », a firma dell'onorevole
Picciolo. Ne do lettura:
«All'Assessore per il turismo, le comunicazioni e i trasporti,
premesso che il 70-80 per cento del traffico aereo messinese fa
capo all'aeroporto di Fontanarossa in quanto dotato di un
sufficiente numero di collegamenti con i principali aeroporti
nazionali e internazionali. Ciò rende il collegamento tra la città
di Messina e l'aeroporto di notevole interesse, sia per la quantità
di persone da movimentare sia per l'interessante dimensione
commerciale;
osservato che, ciò nonostante, la SAIS, concessionaria della
tratta Messina-Catania Fontanarossa, per i limiti imposti dalla
'legge ponte' sulle autolinee regionali, non assicura le corse
serali e notturne, costringendo i passeggeri messinesi e i turisti
a ricorrere a mezzo proprio;
visto che neanche le Ferrovie dello Stato assicurano, nelle
medesime fasce orarie, alcun servizio utile al collegamento tra
Messina e Fontanarossa;
ricordato che nella zona opera anche la Ionica Trasporti
(controllata AST);
ritenuto indispensabile assicurare comunque al bacino messinese,
che assorbe il 50 per cento del flusso turistico siciliano e che ha
punti di eccellenza come Taormina e le Isole Eolie, adeguati
collegamenti di livello internazionale;
per sapere:
se, al fine di eliminare gli attuali disagi, non ritenga di dover
intervenire presso la SAIS per un potenziamento del servizio
attraverso una redistribuzione logistica delle tratte all'interno
del programma di esercizio (stabilito dal contratto di servizio)
assicurando il collegamento nelle fasce orarie serali e notturne;
se, nel caso di impossibilità di organizzare diversamente le corse
all'interno del programma di esercizio della SAIS, quantomeno per
le fasce orarie più critiche, non ritenga di dover affiancare alla
stessa l'AST (o una sua controllata) affidandole, eventualmente, il
servizio 'in house';
se non valuti l'opportunità di prevedere, in ogni caso, un
contributo specifico di start up per tale prestazione ai cittadini
utenti che, invogliati da un efficiente ed efficace servizio,
sicuramente assicurerebbero l'autosufficienza economica del
trasporto». (98)
STRANO, assessore per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti.
Chiedo di parlare per fornire dei chiarimenti.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STRANO, assessore per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti.
Signor Presidente, mi perdoni se non l'ho fatto prima. Circa le
interrogazioni numeri 98, 211, 278, 425 e 437, le risposte saranno
fornite al più presto, in quanto gli uffici competenti non hanno
rimesso in tempo l'apposita nota esplicativa. A tal proposito ho
già inviato agli uffici competenti una nota di rammarico da parte
mia.
Il documento mi è stato fornito dalla dottoressa Nunzia La Corte,
capo della segreteria tecnica, nella giornata di ieri. Quindi, mi
scuso con gli interroganti e con lei, signor Presidente, per non
poter fornire una risposta a queste cinque interrogazioni.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la trattazione delle
interrogazioni numeri 98, 211, 278, 425 e 437 è, pertanto,
rinviata.
Per assenza dall'Aula del firmatario, decade l'interpellanza
numero 17 «Iniziative per porre rimedio alla marginalizzazione
degli aeroporti di Palermo e di Trapani prevista dal Piano
Alitalia», dell'onorevole Gucciardi.
Si passa all'interrogazione numero 102 «Notizie sullo stato e
sull'attività di programmazione del settore turistico siciliano»,
dell'onorevole Apprendi.
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione si intende
presentata con richiesta di risposta scritta.
L'interrogazione numero 109 «Iniziative a seguito della
sospensione dei voli nell'aereoporto di Birgi (TP)», dell'onorevole
Oddo, per accordo fra le parti, si intende trasformata in
interrogazione con risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 150 «Interventi per tutelare
la società 'Orlandina Basket'», dell'onorevole Picciolo.
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione si intende
presentata con richiesta di risposta scritta.
D'accordo fra le parti, l'interpellanza numero 41 «Interventi per
disciplinare i collegamenti aerei e marittimi con le Isole minori»,
dell'onorevole Oddo, verrà trattata in una seduta successiva.
Si passa all'interrogazione numero 303 «Iniziative urgenti del
Governo regionale finalizzate a scongiurare i tagli ai collegamenti
marittimi con le Isole minori da parte della compagnia di
navigazione Siremar», dell'onorevole Gucciardi.
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione si intende
presentata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 335 «Numero delle consulenze
esterne presso l'Assessorato Turismo, comunicazioni e i trasporti»,
dell'onorevole Apprendi.
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione si intende
presentata con richiesta di risposta scritta.
Si passa alla interrogazione numero 421 «Sostegno del trasporto
ferroviario in Sicilia», dell'onorevole Panarello. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti, premesso che il 25 febbraio 2009 la
divisione navigazione di Messina sopprimerà le corse finora
effettuate da una nave a quattro binari nella tratta tra Messina e
Villa San Giovanni;
considerato che:
la predetta decisione comporta la soppressione di oltre trecento
posti di lavoro tra dipendenti delle Ferrovie dello Stato e addetti
delle ditte private che gestiscono i servizi di pulizia e
ristorazione;
i dipendenti delle ditte esterne rischiano l'immediato
licenziamento, aggravando una situazione sociale già molto
difficile nella città di Messina;
la soppressione del servizio sarebbe conseguenza della decisione
di Rete ferroviaria italiana (RFI) di eliminare l'attività della
CARGO nel Sud Italia;
tale inaccettabile orientamento equivale all'abolizione del
trasporto merci su ferrovia da e per la Sicilia, con conseguenze
gravi per l'economia siciliana;
RFI giustifica la sua discutibile scelta con la carenza di fondi e
la mancata convenzione con la Regione siciliana;
la predetta soppressione costituisce l'ultimo atto di un
preoccupante disimpegno delle Ferrovie dello Stato dalla Sicilia
che ha già determinato pesanti contraccolpi per l'utenza e per
l'occupazione, soprattutto nel nodo ferroviario di Messina;
per sapere:
se non ritengano necessario intervenire urgentemente sul Governo
nazionale e sulle Ferrovie dello Stato per bloccare la soppressione
del servizio-merci da e per la Sicilia;
se non valutino opportuno promuovere un confronto con le Ferrovie
dello Stato per garantire un impegno delle stesse adeguato alle
esigenze di sviluppo economico e sociale della Sicilia per il quale
risulta essenziale un moderno sistema dei trasporti su ferrovia».
(421)
Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.
STRANO, assessore per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti.
Signor Presidente, mi scusi, ma non riesco a trovare la risposta
all'interrogazione numero 421.
PRESIDENTE. Assessore Strano, in questo caso possiamo rinviarne la
trattazione.
Per assenza dei rispettivi firmatari, le interrogazioni numero 424
«Collegamenti via mare per le isole minori da parte delle società
gruppo Tirrenia», dell'onorevole Caputo e numero 433 «Mantenimento
dei collegamenti via mare della linea Ustica-Napoli»,
dell'onorevole Caputo, si intendono presentate con richiesta di
risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 447 «Interventi presso
Trenitalia per il rafforzamento del servizio ferroviario in Sicilia
e particolarmente per assicurare adeguati collegamenti nelle
province di Ragusa e Agrigento», degli onorevoli Di Benedetto e
Digiacomo. Ne do lettura:
«All'Assessore per il turismo, le comunicazioni e i trasporti,
premesso che:
la direzione trasporto Sicilia di Trenitalia, nell'ambito di una
diversa organizzazione del servizio, ha soppresso diciassette
treni, molti dei quali riguardano la provincia di Ragusa ed
Agrigento;
non è stato ancora firmato il contratto di servizio con la Regione
siciliana che fisserà la quantità e le caratteristiche del servizio
ferroviario che Trenitalia offrirà in Sicilia e i relativi
corrispettivi;
la rete ferroviaria riveste un'importanza strategica per tutto il
territorio della provincia di Ragusa e la parte orientale della
provincia di Agrigento, un servizio insostituibile per la mobilità
provinciale e interprovinciale per il trasporto dei pendolari;
un depotenziamento della rete ferroviaria causerebbe un aumento
del traffico su gomma a carico di infrastrutture stradali
deficitarie e insicure;
la prossima apertura dell'aeroporto Pio La Torre di Comiso (RG)
suggerirebbe un potenziamento dei treni, che Trenitalia ha invece
deciso di sopprimere, che renderebbero lo scalo facilmente
raggiungibile da Licata e Gela, da Caltanissetta e da Siracusa;
per sapere:
quali iniziative intenda promuovere presso Trenitalia per
scongiurare l'ulteriore soppressione di treni delle linee
ferroviarie della provincia di Ragusa ed Agrigento e ripristinare
le corse soppresse;
se, in particolare, non ritenga di intervenire presso Trenitalia,
in sede di definizione del contratto di servizio con la Regione
siciliana, perché si adoperi per un rafforzamento del servizio
ferroviario in Sicilia, con particolare riguardo per zone, come
quelle della provincia di Ragusa ed Agrigento, non dotate di
adeguati collegamenti». (447)
Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.
STRANO, assessore per il turismo le comunicazione e i
trasporti. Signor Presidente, onorevoli colleghi, preciso che con
la stessa risposta si intende rispondere anche alle interrogazioni
numero 421 «Sostegno del trasporto ferroviario in Sicilia»,
dell'onorevole Panarello, numero 490 «Iniziative presso Trenitalia
per scongiurare l'ulteriore soppressione di treni delle linee
ferroviarie nella provincia di Messina», dell'onorevole Panarello,
numero 511 «Smantellamento degli scali merce ferroviari in
Sicilia», degli onorevoli Pogliese, Marrocco, Vinciullo, Aricò e
Caputo, numero 577 «Iniziative per evitare il ridimensionamento
degli scali merce ferroviari in Sicilia», dell'onorevole Vinciullo,
numero 579 «Iniziative per scongiurare la cancellazione dello scalo
merci di Siracusa», dell'onorevole Vinciullo e numero 616
«Iniziative per garantire standard adeguati alle linee ferroviarie
in provincia di Siracusa», degli onorevoli Vinciullo, De
Benedictis, Gianni, Marziano e Gennuso di contenuto pressocché
identico.
Pertanto, vorrei leggere la relazione preparatami dal dirigente
del Servizio Trasporti ferroviari, dott. Ignazio Coniglio.
Ne approfitto, signor Presidente, per portare a conoscenza
dell'Aula che in questi giorni si sta svolgendo - e, credo, sia
molto più attuale di quanto a volte é contenuto in alcune
interrogazioni - un serrato confronto fra la Regione siciliana e
lo Stato e Trenitalia, con il ministro Matteoli, perché, obbedendo
ad una sorta di federalismo dei trasporti, Trenitalia e lo Stato
stanno cedendo alle Regioni le competenze relative ai trasporti
sotto l'aspetto della funzionalità e dell'organizzazione e anche
lasciando alle Regioni - le ultime a dover firmare i contratti di
servizio sono Sicilia, Sardegna e Valle d'Aosta, tre regioni a
statuto speciale - la competenza di potere riorganizzare il parco
vetture.
Proprio in questi giorni, in una riunione che abbiamo avuto a Roma
con i rappresentanti di tutte le altre regioni, abbiamo appreso che
il nostro parco vetture - ma non c'era la necessità di questa
riunione per saperlo - é fra i più vetusti e i peggiori: abbiamo
solo i locomotori di ultima generazione, i 464', e i Minuetto'
che furono acquisiti nel 2005, dal precedente governo regionale,
con fondi CIPE.
Quindi, è un momento delicato perché, a giorni, si firmerà questo
contratto di servizi. E' un momento, oserei dire, storico per la
Regione siciliana, la quale non avrà più alibi, negli anni futuri,
circa l'efficienza, o l'inefficienza, qualora vi sia, del nostro
trasporto ferroviario.
In quella occasione - mi permetto di parlarne informalmente, ma
credo sia utile che lo si sappia - abbiamo lamentato la
discriminazione con cui la Sicilia è stata trattata sino ad oggi.
Basti pensare al treno Venezia - Milano: al di là della
percorrenza, la pulizia, le toilette che si aprono con porte
elettroniche; da noi, invece, vi sono ancora le porte che si
spingono, anche con effetti brutti dal punto di vista igienico; non
esiste un vagone, onorevole Vinciullo, destinato alla bouvette, ai
servizi e ad altro. Insomma, treni di vecchissima generazione che
saranno rimodulati con 200 milioni di euro, di cui 100 milioni
provenienti dallo Stato e 98 milioni di euro che fanno parte di
diverse tranche che l'Assessorato è riuscito a recuperare.
Ma la nota sulla quale ancora stiamo dibattendo - proprio in
queste ore ho sentito il Ministro - è quella relativa al
trasferimento dei fondi alla Regione siciliana. Scusatemi se questo
non è coincidente, magari poi leggerò anche la nota, ma credo che
sia più importante sentire questo oggi piuttosto che quello che è
stato realizzato nei mesi scorsi sotto l'aspetto delle
inefficienze: lo Stato ha garantito ad oggi un monte rimborso' -
l'hanno chiamato così per le tre regioni, Sicilia, Sardegna e
Valle d'Aosta, - di 200 milioni di euro, che sarà versato per
dodici anni a compensazione delle spese alle quali la Regione
siciliana e le altre due regioni sono chiamate a far fronte.
Da calcoli fatti dalla nostra Direzione, noi abbiamo necessità non
di 100 milioni (tanto sarebbe l'ammontare della somma a noi
destinata), ma di centotrenta milioni. La trattativa pare si stia
orientando a chiudersi anche attraverso l'opera che il
sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti, Pippo Reina,
sta svolgendo all'interno del Ministero, ma soprattutto grazie
all'opera del ministro Matteoli. Pare, quindi, che si debba
chiudere a giorni con la nostra firma su una cifra di centoventi
milioni di euro, dieci milioni di euro saranno a carico del
bilancio regionale, ma gli Uffici mi hanno assicurato che nelle
pieghe del bilancio questa somma è assolutamente recuperabile.
Sono 120 milioni di euro l'anno, che saranno destinati alla
Sicilia per organizzare il comparto, ad esempio l'istituzione di
nuove fermate o l'abolizione di altre fermate.
C'è l'ipotesi degli Uffici, d'accordo con Trenitalia, sulla
tratta Catania - Palermo, che è l'annosa tratta della quale fu
protagonista il presidente della Provincia di Catania, Castiglione,
con una giusta protesta il treno rotto e non rosso . Si disse che
cinque ore di percorrenza erano allucinanti, come del resto lo
sono. Ma, cercando di non entrare in contrasto con un settore
consolidato dell'imprenditoria siciliana che è quello del gommato,
che ha dipendenti, operai ed altro, si cercherà di fare coincidere
la permanenza del gommato con i suoi utili, i suoi bilanci, e la
efficienza del pubblico, magari riducendo le fermate e organizzando
meglio il servizio.
Ecco a cosa servirà questa somma: alla riorganizzazione dei
servizi in questi primi sei anni e, poi, i successivi sei anni.
Quindi, è un momento nel quale io mi permetto di richiamare
l'attenzione di tutti i parlamentari per cogliere suggerimenti.
Sono disponibile, qualora vi siano ulteriori incontri con il
Presidente della Commissione Trasporti, a vederci o ad andare
addirittura nelle prossime riunioni romane, anche a Roma con il
ministro Matteoli, per esaminare de visu qual è la situazione.
Da parte mia, ma soprattutto dell'Assessorato che in questo
momento dirigo, vi è la disponibilità assoluta a collaborare con i
parlamentari e con il presidente della Commissione Trasporti perché
questo progetto vada a buon fine, con piena soddisfazione,
soprattutto, dell'utenza.
Vi è quindi la necessità, da parte del Ministero, di venire
incontro alle nostre esigenze e, da parte nostra, di prendere atto
che, d'ora in poi, avremo noi la responsabilità dei nostri servizi.
Abbiamo anche chiesto dei treni bipiano'. Però questi sono
validamente utilizzabili soltanto dove vi è una grossa utenza,
altrimenti rischiano di restare vuoti e non sarebbero né
competitivi né efficienti; quindi, un dispendio di energie.
La trattativa con il ministro Matteoli è assolutamente ben
avviata. Domani ci sarà un'ulteriore riunione con il dottor Ettore
Incalza - consulente del Ministero, sia con i vecchi governi di
centrodestra che di centrosinistra - e baderemo bene che tutto si
concluda in maniera equa e soprattutto soddisfacente per la
Sicilia, in modo che all'interno del trasporto italiano non vi
siano figli di un treno minore o di un treno maggiore', mutuando
una espressione che invece dice, per noi cattolici, figli di un
Dio minore o di un Dio maggiore'.
Signor Presidente, andrò anche a leggere queste due pagine di
risposta alle interrogazioni. Ma, se questo può essere esaustivo ad
oggi, è importante sapere cosa sta succedendo nei treni.
Mi permetto di dire, poi, che si sta svolgendo una pagina
importante a proposito della Siremar. Sapete cosa succede, i
trasporti marittimi sono trasporti importanti, efficienti,
essenziali.
Lo Stato vorrebbe affidarci una scatola rotta, la Siremar, la
quale ha funzioni sociali - scusatemi se non è in tema, ma ne
approfitto informalmente per poterne parlare -, la Siremar è una
scatola vuota, piena di debiti, così come lo è la Tirrenia, tanto
che un armatore dell'importanza di Onorato ha detto che lui mai
concorrerebbe per acquisire la Siremar o la Tirrenia perché i libri
di queste società sono da portare in Tribunale e non certo da
affidare ad una Regione come quella siciliana.
Cosa abbiamo chiesto sulla Siremar? Che la Siremar ci possa essere
assegnata, ma in cambio di 75 milioni di euro l'anno, che
servirebbero a tamponare le attuali perdite di gestione e i
servizi, soprattutto le tratte sociali del trasporto navale.
Anche se l'idea che mi sono permesso di avanzare - vi prego di
accettarla per quella che è, da discuterne -, è di andare a un
settore, garantendo le tratte sociali, di privatizzazione, così
come vogliono fare la Campania, la Toscana, il Lazio, la Calabria e
la Sardegna. E' sul tavolo. E' più lunga la soluzione Siremar di
quanto lo sia quella delle ferrovie che è dietro l'angolo.
Vi assicuro che stiamo seguendo con attenzione, insieme con il
dirigente dottor Lo Bosco, la vicenda che, per noi siciliani, è
assolutamente importante in quanto in questo settore sono contenute
non soltanto le tratte dei vacanzieri che vanno a Panarea, ma anche
le tratte per i malati in dialisi che vengono nel territorio a
curarsi, per gli studenti che vanno all'università, per i
commercianti a proposito del trasporto merci.
Mi sono permesso, signor Presidente, forse andando ultra petita,
di chiedere di farmi ascoltare dall'Aula e spero di essere stato
bene accolto.
VINCIULLO. Assessore, faccia distribuire le copie delle risposte
alle interrogazioni.
STRANO, assessore per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti.
Signor Presidente, possiamo accogliere la proposta dell'onorevole
Vinciullo.
PRESIDENTE. Specifico che per quanto concerne l'interrogazione
numero 421, a firma dell'onorevole Panarello, l'assessore non
trovava la risposta perché compresa in questa.
Pertanto, avendo trattato congiuntamente le interrogazioni numeri
421, 579, 577, 490, 511 e 616, i cui firmatari sono gli onorevoli
Panarello, Vinciullo, Pogliese e Di Benedetto, essi hanno diritto
ai cinque minuti regolamentari per dichiararsi soddisfatti o meno
della risposta fornita dall'assessore.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Panarello.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi riservo di
valutare successivamente la risposta scritta, ancorché
interlocutoria, che ci fornirà l'assessore rispetto ai quesiti che
io avevo posto.
Ho apprezzato l'atteggiamento dell'assessore che chiama,
giustamente, il Parlamento a discutere di questioni che sono di
grande importanza per il futuro della Sicilia.
Suggerirei - e lo farò formalmente alla Commissione Trasporti'
dell'Assemblea, stante la disponibilità dell'assessore - di
dedicare due sedute: una al tema dei trasporti marittimi e dei
collegamenti con le isole minori, che costituisce un problema
delicatissimo che riguarda una parte della popolazione della
Sicilia, ma soprattutto incide sulle potenzialità turistiche delle
isole minori, che concorrono in maniera significativa all'aumento
del PIL siciliano.
Un'altra seduta va dedicata al tema del trasporto ferroviario in
Sicilia. L'Assessore ci ha annunciato che si sta discutendo di una
intesa con lo Stato per i trasporti ferroviari regionali.
Chiedo, quindi, all'assessore di prestare particolare attenzione
ai trasporti da e per il Continente e al collegamento della Sicilia
con il resto del Paese, in particolare alle intenzioni che
Trenitalia ha per quanto riguarda il nodo ferroviario di Messina,
importante per i siciliani che vogliono utilizzare il treno per
andare a Roma, a Milano, in tutto il Continente.
E anche per quanto riguarda l'aspetto commerciale, Assessore,
perché una delle mie interrogazioni riguardava la decisione del DFS
di sopprimere la divisione cargo in Sicilia in quanto, dicono loro,
da parte della Regione non c'è stato quel cofinanziamento che si
sarebbero aspettati per mantenere la divisione cargo, cioè la
possibilità di continuare a trasportare merci su ferrovia dalla
Sicilia verso il Continente.
E' una cosa di grande rilievo per la nostra economia, che - credo
- la Sicilia deve assolutamente mantenere.
Come, per altro verso, non si può immaginare - come intende fare
Trenitalia - che si possa determinare una rottura della continuità
di collegamento tra il Continente e la Sicilia attraverso treni che
si fermano a Villa S. Giovanni, e i passeggeri con i loro bagagli
si spostano sulla nave-traghetto per poi salire a Messina su
altri treni. Sarebbe la morte del traffico ferroviario passeggeri,
perché è del tutto evidente che si esporrebbero i siciliani ad un
onere assolutamente inaccettabile.
Ecco perché chiedo all'assessore che la Sicilia avvii un confronto
serio con le varie divisioni dell'Azienda FS, perché non si può
pensare che la Sicilia possa sostituirsi alle Ferrovie dello Stato
in questi segmenti di cui ho parlato e non si può immaginare che un
disimpegno di FS, dovuto a ragioni generali di bilancio, penalizzi
fortemente il trasporto ferroviario in Sicilia e, soprattutto, il
trasporto extraregionale.
Chiedo all'Assessore, e concludo, di fissare un incontro su questi
temi anche chiamando i responsabili delle varie divisioni di FS ad
un confronto con il Parlamento, perché questo tema, che a Messina
pesa molto, anche in termini occupazionali - come lei capisce bene,
assessore - non è un tema solo messinese, ma riguarda il futuro
ferroviario in Sicilia. Quindi, mi dichiaro parzialmente
soddisfatto.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita.
VINCIULLO. La ringrazio, signor Presidente, per avermi dato la
possibilità di replicare all'intervento dell'assessore Strano.
Innanzitutto, volevo ringraziare l'assessore Strano per la
puntualità e per la correttezza che ha avuto modo di esercitare
immediatamente nei confronti di questa Assemblea regionale.
Qualche suo collega, Assessore, ritiene che rispondere alle
interrogazioni del Parlamento sia una perdita di tempo.
Noi abbiamo, invece, sempre pensato che rispondere alle
interrogazioni del Parlamento è non solo un dovere politico ma,
soprattutto, un dovere morale.
Il fatto che lei, come primo atto del suo insediamento, nella
prima riunione utile dell'Aula, abbia voluto rispondere a decine di
interrogazioni che, fino ad ora, non avevano trovato alcuna
risposta, dimostra l'attaccamento che lei ha alle istituzioni, il
suo rigore morale, la capacità che ha manifestato questa sera di
avere profondo rispetto per quest'Assembla, eletta dal popolo
siciliano e, di conseguenza, per tutto il popolo siciliano.
Di questo, il suo partito, che questa sera è quasi interamente
presente, gliene dà atto ed è anche orgoglioso di avere lei come
assessore in questo Governo.
L'altra cosa di cui siamo orgogliosi e contenti è l'avere
ricordato, fin dal primo giorno in cui è stato nominato assessore,
che oltre ad essere assessore al turismo è anche assessore ai
trasporti.
Ho avuto modo di constatare come lei, fin dal primo giorno, si sia
attivato con il ministro Matteoli e con l'amministratore delegato
delle Ferrovie dello Stato affinché questo problema, che fino ad
ora non era stato discusso né, tanto meno, affrontato in maniera
determinante, venisse affrontato e discusso. Per cui, con piacere,
ho avuto modo di constatare come lei, più volte, si sia incontrato
con il ministro Matteoli, come più volte si sia incontrato con
l'amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato e come più
volte, da parte degli organi del Governo nazionale, sia venuto
fuori un cambiamento radicale di quello che era l'orientamento
verso le Ferrovie dello Stato nella nostra Regione.
Fino a qualche mese fa, con l'attuale Governo, nessun interesse
veniva prestato alle Ferrovie dello Stato in Sicilia. Oggi,
invece, questa situazione è cambiata
La prova è che da quando sono stato eletto deputato regionale sono
stato costretto a presentare una serie di interrogazioni per
chiedere per quale ragione le Ferrovie dello Stato - che continuano
a spendere nel resto del Paese, che continuano a migliorare le loro
infrastrutture nel resto del Paese - non mostrassero alcun
interesse per la Sicilia, anzi
In provincia di Siracusa le situazione è drammatica. La stazione
di lavaggio, che era stata realizzata per dare accoglienza la sera
a tutti i vagoni che si fermavano nella nostra città, a due anni
dal suo completamento non è stata ancora inaugurata. Le chiedo,
Assessore - e, conoscendo la sua capacità ed il suo attivismo,
credo che riuscirà nell'impresa - di volere velocemente, e ad ogni
costo, giungere alla inaugurazione della stazione di lavaggio.
Lo stesso discorso riguarda un altro argomento importante, quello
del traffico merci. Improvvisamente si è deciso che a Siracusa i
treni merci non devono più arrivare. Ci fermiamo nella piattaforma
logistica regionale di Catania Bicocca
Io ho grande rispetto per la provincia di Catania e per la città
di Catania, ma vorrei anche capire come dovrebbero fare i nostri
agricoltori a trasportare i prodotti dalla provincia di Siracusa
alla provincia di Catania.
La stessa difficoltà esiste per le province di Enna, di
Caltanissetta e di Agrigento. Una situazione insopportabile e per
la quale avevo mosso una serie di censure alle Ferrovie dello
Stato, al Ministero e all'assessore regionale per i Trasporti,
proprio perché non era possibile che province, come quelle di
Siracusa e di Ragusa, con una economia basata quasi esclusivamente
sull'agricoltura, non fossero più oggetto di attenzione da parte
delle Ferrovie dello Stato.
Oggi, con piacere, ho avuto modo di sentire di nuovi investimenti
che le Ferrovie dello Stato hanno deciso di fare in Sicilia. So per
certo che attraverso il suo attivismo, il suo interesse, la
provincia di Siracusa come la provincia di Ragusa, come tutte le
province siciliane, troveranno il giusto riconoscimento da parte
delle Ferrovie dello Stato e le giuste risposte che il territorio
si aspetta. Di questo non posso non congratularmi con lei e dirle
che sono veramente soddisfatto della risposta che ho ottenuto. Le
auguro buon lavoro
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Benedetto per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,
condivido l'esplicita critica formulata dall'onorevole Vinciullo al
comportamento che gli assessori hanno nei confronti dell'Aula,
delle interrogazioni presentate dai colleghi parlamentari e della
disattenzione che a queste viene data. Dico esplicita perché
nell'apprezzamento manifestato nei confronti dell'assessore Strano
si coglieva la differenza, invece, con il comportamento che altra
parte del Governo sta tenendo nei confronti dell'Aula.
Invito quindi, ancora una volta, il Presidente dell'Assemblea a
fare un richiamo formale per la salvaguardia dei diritti dei
parlamentari nei confronti dei componenti del Governo che tardano a
rispondere agli atti ispettivi. Testimonianza ne è, in questo caso,
il fatto che l'assessore Strano, a cui va il nostro apprezzamento,
sta rispondendo ad interrogazioni, a cui da un anno e mezzo non
veniva data risposta.
Non capisco l'onorevole Vinciullo quando dice che il Gruppo
parlamentare è presente; io non vedo alcuni, siamo ritornati al
Gruppo di AN ed al Gruppo di Forza Italia? Se così è, è una novità
per l'Aula e per l'Assemblea regionale.
Intanto, in riferimento alla questione, intendo informare
l'assessore che, nelle more di questo anno e mezzo, Licata è stata
soppressa come tratta ferroviaria e per Canicattì non parte più il
treno da Licata. Era il problema che riguardava il collegamento di
Licata con la zona del Ragusano, anche in previsione dell'apertura
dell'aeroporto di Comiso. Intanto Licata non funziona. Ci sono
problemi di collegamento merci con Canicattì e la questione è
vedere come elaborare un piano che riguardi le aree produttive
della Sicilia e la possibilità di movimentare non solo le persone,
ma anche le merci, ricchezza di questa nostra Sicilia, verso le
aree ed i mercati dove venderle.
Il problema è che parte del traffico merci su binari è stato
spostato su gommato. Questo riguarda le industrie minerarie, le
industrie di trasformazione della Sicilia che, negli ultimi mesi,
sono state costrette a ricorrere al gommato per movimentare le
proprie merci. Ciò anche con una ricaduta grave di carattere
ambientale e di spreco energetico. E' notorio a tutti come il costo
del trasporto su gommato abbia costi energetici maggiori del
trasporto su ferrovia, oltre a comportare problemi di intasamento
delle nostre strade, di mancata insicurezza della viabilità
siciliana, che già è precaria.
Inviterei, quindi, l'assessore ad intervenire, visto e considerato
che adesso parte la pianificazione che riguarderà direttamente la
Regione.
Non mi pare ci siano nuovi investimenti da parte del Governo
nazionale. I soldi che vengono trasferiti alla Regione sono parte
di quelli che già il Governo nazionale spende, e ha speso in
passato, per fare funzionare il sistema ferroviario in Sicilia; li
trasferisce alla Regione, e non come nuove risorse, solo perché
sarà competenza della Regione occuparsi del trasporto locale.
Anzi, la Regione avrà un onere in più che sarà, come diceva
l'assessore, di dieci milioni di euro l'anno in questi primi dodici
anni, e poi vedremo, perché forse, dopo i dodici anni, il carico
sarà interamente della Regione. Ma è un problema spostato in
avanti.
Si tratta di vedere, dato che ne abbiamo le competenze, pur
lamentando una sofferenza nei confronti dello Stato, come al meglio
riuscire a realizzare un piano di trasporti ferroviari in Sicilia
che soddisfi le esigenze economiche e di sviluppo di questa nostra
Terra.
Mi dichiaro, pertanto, parzialmente soddisfatto.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Pogliese per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita.
POGLIESE. Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE. Alla interrogazione numero 485 «Interventi per
assicurare collegamenti aerei con le isole di Pantelleria e
Lampedusa», a firma dell'onorevole Oddo, per accordo fra le parti
verrà data risposta scritta.
Si passa alla interrogazione numero 584 «Notizie su disservizi
causati dall'Azienda Siciliana Trasporti in provincia di Siracusa»,
a firma dell'onorevole Vinciullo.
Non essendo presente in Aula l'interrogante, la stessa si
intende presentata con richiesta di risposta scritta.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Scoma ha chiesto congedo per
la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Riprende lo svolgimento delle interrogazioni e di interpellanze
della rubrica Turismo, comunicazioni e trasporti'
PRESIDENTE. Riprende lo svolgimento di interrogazioni ed
interpellanze della rubrica Turismo, comunicazioni e trasporti'.
Si passa all'interrogazione numero 594 «Iniziative per la tutela
occupazionale e la salvaguardia dei collegamenti con le Isole
minori», a firma dell'onorevole Gucciardi.
Non essendo presente in Aula l'interrogante, la stessa si intende
presentata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 608 «Iniziative urgenti a seguito
del crollo verificatosi lungo la Strada Statale 626 Caltanissetta -
Gela, all'altezza del viadotto Geremia II», a firma dell'onorevole
Donegani.
Non essendo presente in Aula l'interrogante, la stessa si intende
presentata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 618 «Iniziative per il
miglioramento del servizio prestato dalle autolinee Gallo srl», a
firma dell'onorevole Marinello. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti, visti i problemi e i disagi vissuti
dai viaggiatori quali lavoratori, studenti e turisti a causa delle
modalità con cui la società Autolinee Gallo s.r.l. svolge il
proprio servizio, che si traduce e si concretizza nei seguenti
punti:
1) i passeggeri, spesso costretti a subire la soppressione
improvvisa e ingiustificata di una o più corse durante l'arco della
giornata, sono obbligati ad attendere la corsa successiva o a
ricorrere al proprio mezzo di trasporto, pur avendo pagato il
biglietto, al fine di raggiungere il loro posto di lavoro,
l'Università, la loro abitazione, ecc.;
2) i passeggeri, con o senza abbonamento, sono lasciati a terra ad
aspettare la corsa successiva ad oltranza qualora non vi sia
disponibilità di posti a sedere, e ciò avviene con frequenza quasi
settimanale per un congruo numero di persone, per più corse,
soprattutto nei giorni d'inizio e fine settimana;
3) nessuna tabella degli orari viene fornita agli utenti, i quali
possono solo consultarla presso le biglietterie, dove non sempre
questa è di facile lettura;
4) nella predetta tabella sono specificati gli orari di arrivo,
che però sono spesso disattesi; ad esempio, l'orario in tabella per
percorrere i 90 chilometri della strada statale n. 624 (Fondovalle)
è di un'ora e quaranta minuti, ma di solito il tempo impiegato è di
due ore, per cui la velocità media effettiva dei pullman è di 45
chilometri orari;
5) nessun numero telefonico, né verde né rosso, è messo a
disposizione per eventuali informazioni o reclami, né presso le
biglietterie né sui pullman; sul biglietto o sul talloncino
dell'abbonamento, settimanale o mensile, figurano la residenza
fiscale, la partita IVA e le condizioni di abbonamento che si
traducono in una serie di obblighi per l'abbonato e di precisazioni
finalizzate a deresponsabilizzare la ditta di trasporti (ad
esempio: 'L'Azienda non risponde, pur mettendo il massimo zelo
nell'espletamento dei servizi, di interruzioni qualunque ne sia la
causa e la ragione'; viene da chiedersi se ciò significhi che
l'Azienda abbia il diritto di calpestare i diritti degli utenti in
ogni caso). Quando si prova a richiedere informazioni o a fare
qualche reclamo presso le biglietterie, gli operatori rispondono
che loro sono lì solamente per vendere il biglietto, non sanno
null'altro né forniscono risposta alcuna (e forse hanno pure
ragione, ma qualcuno deve dare delle risposte agli utenti: chi?);
6) se l'autobus ha un guasto, anche se quasi pieno, non è
rimpiazzato da un altro, ma si aspetta quello della corsa
successiva, con la conseguenza che spesso, su quest'ultimo, non
tutti trovano il posto a sedere;
7) non sempre gli autobus, anche quelli più nuovi, hanno
l'impianto di aria condizionata funzionante e, poiché non sono
muniti di finestrini, d'estate diventano delle grosse 'pentole a
pressione';
8) manca a tutt'oggi un servizio valido ed efficiente di
prenotazione dei posti, offerto invece già da qualche tempo da
altre ditte di trasporto, che aiuterebbe a prevedere il numero di
pullman da mettere a disposizione degli utenti così da evitare di
farli 'competere in modo darwiniano' per salire sul mezzo ed
evitare di restare a terra;
9) la validità del biglietto andata e ritorno è limitata al solo
giorno di emissione, mentre per altre ditte di trasporti è estesa
ad una settimana;
10) il sito internet dell'azienda in oggetto,
www.autolineegallo.it, presenta uno stralcio della carta dei
servizi e gli orari di partenza e arrivo degli autobus, mentre è
privo di efficace pubblicizzazione ed in esso non viene data alcuna
risposta agli utenti che provano a rivolgere delle domande
attraverso la sezione 'contatti';
11) le corse da e per l'aeroporto Falcone-Borsellino di Palermo
sono carenti (una sola corsa al giorno collega l'aeroporto a
Sciacca) ed addirittura assenti nei giorni festivi, in cui comunque
vi sono voli aerei e molti viaggiatori che, non avendo a
disposizione il trasporto ferroviario, sono costretti ad utilizzare
mezzi ben più onerosi. Oltre agli utenti giornalieri del servizio,
anche i turisti trovano quindi parecchie difficoltà a raggiungere
le loro mete di destinazione, il che non costituisce di certo una
pubblicità positiva per la nostra Regione;
12) esiste una figura istituzionale preposta alla vigilanza sulle
autolinee in concessione e a svolgere la ricerca di sistemi di
controllo della qualità del servizio offerto: questa figura
risponde al nome del capo servizio dell'autotrasporto di persone
del Dipartimento trasporti e comunicazioni della Regione siciliana;
13) i nuovi contratti di affidamento delle autolinee in
concessione regionale prevedono una carta dei servizi per aziende
di autotrasporto, da mettere a disposizione immediata dei
passeggeri, e il possesso di una certificazione di qualità in capo
alle aziende di autotrasporto, senza la quale non si può ottenere
in concessione il servizio di trasporto pubblico, nonché
l'inesistenza di sanzioni e penali preesistenti; ad oggi le
Autolinee Gallo s.r.l. non hanno messo a disposizione dei
viaggiatori l'intera carta dei servizi, ma soltanto un breve
stralcio di questa, ed hanno esibito il possesso di una
certificazione di qualità solo da qualche mese;
14) i prezzi delle corse sono aumentati nuovamente per effetto del
decreto assessoriale n. 31 del 6 giugno 2008, che prevede il
riconoscimento di una percentuale del 3,3% a parziale ristoro
dell'aumento dei costi di trazione sommata alle variazioni ISTAT
dell'1,7% per un totale del 5%, quando l'anno precedente si era già
registrato un esoso aumento a fronte di un servizio rimasto
qualitativamente insufficiente;
per sapere:
quale sia stato l'intervento del capo servizio dell'autotrasporto
di persone del Dipartimento trasporti e comunicazioni della Regione
siciliana;
quali iniziative intendano assumere per la piena tutela dei
diritti dei viaggiatori ed il raggiungimento di adeguati standard
di qualità;
se non ritengano di dover chiedere alle Autolinee Gallo s.r.l.:
a) l'istituzione immediata di un numero verde a disposizione degli
utenti per eventuali informazioni e/o reclami;
b) la pubblicizzazione, presso le biglietterie, dei recapiti
dell'Ufficio relazioni con il pubblico del Dipartimento regionale
dei trasporti e del capo servizio dell'autotrasporto di persone;
c) la celere introduzione di un sistema di prenotazione dei
biglietti più efficiente ed espletato a regola d'arte, così come
viene svolto da altre aziende di trasporti in Sicilia, con posti
numerati;
d) l'immediata disponibilità per gli utenti dell'intera carta dei
servizi della Autolinee Gallo s.r.l. presso le biglietterie e sugli
autobus, di modo che tutti i viaggiatori siano adeguatamente
informati sui loro diritti e doveri;
e) l'estensione della validità del biglietto di andata e ritorno
da 1 a 7 giorni dalla data di emissione, ragion per cui si richiede
l'intervento del competente Assessorato regionale;
f) l'introduzione di nuove corse da e per l'aeroporto Falcone-
Borsellino;
g) la riduzione del già esoso costo del biglietto, che nell'ultimo
anno ha subito un incremento spropositato.» (618)
Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta
all'interrogazione.
STRANO, assessore per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti.
Signor Presidente, onorevoli deputati, in relazione
all'interrogazione numero 618 si rassegna che lo scrivente Ufficio,
a seguito delle ripetute segnalazioni pervenute sui servizi
disimpegnati dall'impresa Autolinee Gallo s.r.l.' ha già posto in
essere tutte le procedure previste dal contratto di affidamento
provvisorio delle autolinee, stipulato con la medesima impresa; i
disservizi riscontrati sono stati più volte oggetto di sanzioni.
Le criticità in ordine alle corse disimpegnate sono state oggetto
di una diversa distribuzione dei servizi, autorizzate dallo
scrivente Ufficio, con modifiche del contratto di affidamento e
autorizzate nel mese di novembre dell'anno 2008; l'aumento delle
percorrenze chilometriche trova, invece, un limite nelle risorse
finanziarie a disposizione; per quanto attiene la richiesta di
incremento delle corse da e per l'aeroporto di Palermo con partenza
da Sciacca, è da segnalare che è stata più volte evidenziata una
scarsa frequentazione delle corse già disimpegnate.
A far data dai primi mesi del 2009, e siamo in settembre, a
seguito di numerose sollecitazioni dello scrivente ufficio e di
concerto con l'impresa Gallo, è stato implementato un sistema
sperimentale di prenotazione dei biglietti che entrerà in piena
operatività nei prossimi mesi ed è stato attivato il sito internet
aziendale di consultazione dei servizi offerti.
Sono in programma, per il corrente anno, ulteriori attività di
vigilanza allo scopo di mettere in evidenza altre criticità e di
porre in essere tutte le iniziative per la risoluzione delle
stesse.
Signor Presidente, per quanto riguarda lo spirito costruttivo,
prima accennato dall'onorevole Panarello, dall'onorevole Vinciullo
e dall'onorevole Di Benedetto, confermo la mia, più che
disponibilità, volontà, e doverosa volontà di convocare, assieme al
presidente della Commissione, due riunioni, una relativa al
traffico marittimo e l'altra al traffico ferroviario, per la
situazione da me accennata nel mio precedente intervento.
Vorrei pregare, poi, gli interroganti per il futuro, anche se
siamo in pochi in Aula - l'onorevole Adamo ha già con me discusso
di questo -, di evitare la dizione isole minori', che non fa
assolutamente onore a delle isole che sono importanti per il
turismo e per la loro storia.
Nelle note interne dell'Assessorato abbiamo cominciato a chiamarli
arcipelaghi siciliani'. Credo che sia una dignità che diamo al
nostro territorio perché la parola minore' può essere, a volte,
equivocata sottintendendo anche una minore valenza od importanza
delle stesse isole che, invece, hanno anche grande storia oltre che
peculiarità sotto l'aspetto sociale e turistico.
Mi permetto di organizzare col Presidente della Commissione
trasporti, di concerto naturalmente con l'Assessorato, due
riunioni, una per il problema del trasporto su ferro, una per il
problema del trasporto marittimo e, se lo ritenete, anche per un
segmento importantissimo nel quale i privati hanno veramente
lavorato bene, per quanto mi riguarda, che è quello del gommato
che, molto spesso, è stato indispensabile per sopperire alle
deficienze delle Ferrovie dello Stato e di Trenitalia.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Marinello per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
MARINELLO. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, io ho
posto la questione relativamente al trasporto ed al miglioramento
della qualità dei servizi perché si registrano continue lamentele
da parte dell'utenza, in particolare dei giovani che si recano a
Palermo per andare all'Università. Ho cercato di elencare i
disservizi in maniera molto dettagliata.
Ho saputo di un'iniziativa posta in essere dagli uffici, in
particolare per quanto riguarda la convenzione, il contratto di
servizi che già c'è. Però devo dire che altri miglioramenti devono
ancora essere apportati. Infatti, da un lato, si sono intensificate
le corse ma, dall'altro lato, c'è il problema della tipologia delle
vetture messe a disposizione, spesso vetuste, che spesso riportano
guasti al motore.
Si ritiene, quindi, indispensabile un miglioramento della qualità
dei servizi, soprattutto per gli studenti e i pendolari che si
trovano costretti ogni mattina a raggiungere Palermo; nel caso
degli studenti, prevalentemente, bisognerebbe intensificare le
corse di inizio settimana - in particolar modo la domenica sera e
il lunedì mattina - e di fine settimana, quando l'utenza aumenta
enormemente rispetto al quotidiano, mi riferisco in particolare a
martedì, mercoledì e giovedì. Ripeto, occorrerebbe potenziare e
migliorare il servizio, ma anche la qualità delle vetture da
mettere a disposizione.
Pertanto, mi reputo parzialmente soddisfatto della risposta e
gradirei che il Governo, nella persona dell'assessore competente,
intervenisse puntualmente, anche con una nota scritta, nei
confronti della Autolinee Gallo' per cercare di migliorare la
qualità del servizio.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avendo concluso il II punto
dell'ordine del giorno, la seduta è rinviata a mercoledì, 23
settembre 2009, alle ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Oddo
I -Comunicazioni.
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d) e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
n. 143 - Interventi urgenti a favore dello stabilimento FIAT di
Termini Imerese (PA).
CAPUTO - POGLIESE - FALCONE - VINCIULLO -
ARICò
n. 144 - Interventi contro i tagli prodotti nella scuola
pubblica dalla legge Gelmini.
ODDO - CRACOLICI - PANARELLO - MARZIANO
RINALDI - PICCIOLO - MATTARELLA - AMMATUNA
APPRENDI - BARBAGALLO - BONOMO - DE BENEDICTIS
DI BENEDETTO - DIGIACOMO - DI GUARDO -
DONEGANI FARAONE - FERRARA - FIORENZA -
GALVAGNO - GUCCIARDI LACCOTO - LUPO -
MARINELLO - PANEPINTO
RAIA - SPEZIALE - TERMINE - VITRANO
III -Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della
rubrica Agricoltura e foreste .
IV - Discussione unificata di mozioni, interpellanze e
interrogazioni concernenti il tema dei tagli al personale della
scuola pubblica.
La seduta è tolta alle ore 19.08
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
FARAONE. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
territorio e l'ambiente, premesso che l'energia eolica e
fotovoltaica rappresenta sempre più un formidabile strumento di
sviluppo sostenibile per l'intero territorio nazionale e per la
nostra Regione;
visto che risultano essere numerose le aziende interessate a tali
forme di energia alternativa;
considerato che non si conosce il numero delle aziende
presentatrici di progetti eolici e fotovoltaici;
per sapere quante siano le aziende presentatrici di progetti
eolici e fotovoltaici e quante quelle che hanno realizzato tali
progetti». (110)
Risposta. - «Si riferisce in merito alla interrogazione
parlamentare numero 110 dell'onorevole Faraone Davide, giusta
delega alla risposta prot. n. 1782/15 del 6 ottobre 2008 della
Presidenza della regione siciliana, allegando copia della nota
prot. n. 1697 datata 15 ottobre 2008 del Servizio 2 - V.A.S. -
V.I.A. del Dipartimento Territorio ed Ambiente di questo
Assessorato, qui pervenuta per il tramite l'Area 3 dello stesso
Dipartimento con nota prot. N. 926 del 28 ottobre 2008, che
fornisce utili chiarimenti al fine di dare risposta compiuta.
In particolare dalla nota si evince che i progetti di impianti
eolici e fotovoltaici, presentati alal data del 30 settembre 2008,
in istruttoria o da istituire, sono in numero di 201; quelli di
impianti eolici per i quali è stato rilasciato giudizio di
compatibilità ambientale ex art. 5 D.P.R. 12 aprile 1996 sono in
numero di 75, ed infine i progetti di impianti fotovoltaici in
istruttoria o da istituire presentati alla data del 30 settembre
2008 sono in numero di 1258».
L'Assessore
Prof. Avv. Mario Milone
PICCIOLO. - «All'Assessore per il territorio e l'ambiente,
premesso che a Lipari vi è un serio problema di viabilità stradale
interna;
ricordato che recentemente una frana ha colpito la strada che
conduce da Lipari ad Acquacalda, determinando enormi disagi alla
popolazione;
osservato che le cave della Pumex in località Porticello, dismesse
e attualmente sotto sequestro giudiziario, non sono curate e
idoneamente custodite e, pertanto, in occasione di condizioni
meteorologiche avverse producono spargimento di detriti lungo gli
assi viari limitrofi, impedendo di fatto la circolazione;
ricordato ancora che l'attuale legislazione fa obbligo alla
Regione di vigilare e tutelare le suddette cave dismesse e che, per
sua dichiarazione, lo stesso proprietario si è dichiarato
disponibile a un pronto intervento di messa in sicurezza;
per sapere:
quali ragioni abbiano finora impedito di procedere alla corretta
manutenzione delle cave di pomice;
se non ritenga, in vista della stagione invernale, di dover
predisporre un intervento urgente, anche in accordo con l'autorità
giudiziaria e con la proprietà;
se condivida la consapevolezza che, se abbandonata a sé stessa, la
cava nel tempo può produrre danni anche maggiori all'intera
orografia della zona di Porticello». (242)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. - «In riferimento alla interrogazione parlamentare
numero 242 dell'onorevole Picciolo, si rappresenta che dalla
consultazione degli atti in possesso di Assessorato alla data
odierna nessun progetto di interventi di manutenzione presso le
cave è stato posto all'esame.
Agli atti di questo Assessorato risulta inoltre:
- un'attività giudiziaria in corso che riguarda un sequestro
preventivo dello stabilimento industriale della cava e dei pontili
di imbarco della Società PUMEX in esecuzione al decreto emesso
all'ufficio del G.I.P. del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto;
- che l'attività di cava non risulta autorizzata sotto il profilo
ambientale con divieto anche in quanto ricadente in ZPS ai sensi
del D.M. novembre 2007;
- che ai sensi di quanto sopra non è possibile predisporre alcun
intervento senza la preventiva autorizzazione dell'autorità
giudiziaria, riservandosi, inoltre, l'Assessorato di costituirsi
parte civile per l'eventuale danno ambientale.
Tanto in risposta all'atto parlamentare di cui all'oggetto».
L'Assessore
Prof. Avv. Mario Milone
PANEPINTO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
territorio e l'ambiente, premesso che la situazione idropotabile
nella Sicilia occidentale desta allarme per la non sufficiente
accumulazione di acqua piovana negli invasi durante l'ultimo
semestre del 2008;
considerato che:
il comparto agricolo verrebbe messo definitivamente in ginocchio
se dal mese di aprile non disponesse di acqua sufficiente per le
prime irrigazioni di agrumeti e frutteti;
le acque del lago Castello sono destinate sia ad uso potabile che
ad uso irriguo e che ogni giorno vengono destinati ad Agrigento,
proprio dal Castello, 150 litri al secondo;
visto che esistono i necessari impianti di sollevamento per potere
alimentare gli invasi di Castello, Gammavuta e Prizzi con le acque
del fiume Verdura;
tenuto conto delle imminenti necessità per le campagne di
produzione agricola;
per sapere quali iniziative intenda assumere per assicurare le
scorte idriche indispensabili alle attività agricole della
provincia di Agrigento oltre che alle popolazioni urbane». (304)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. - «In riferimento all'atto di sindacato ispettivo numero
304 dell'onorevole Panepinto Giovanni, con il quale chiede
Provvedimenti per assicurare le scorte idriche alla Provincia di
Agrigento, rassegnasi che lo scrivente, Assessore al Territorio ed
Ambiente, quale delegato a curane la trattazione, ha chiamato in
causa per le specifiche competenze nel settore l'Agenzia regionale
per i rifiuti e le acque, la quale, con nota prot. N. 15464 del 16
aprile 2009, che si allega in copia, ha fornito gli elementi utili
per la disamina dell'argomento de quo.
I volumi invasati nelle dighe siciliane, aventi destinazione delle
acque ad usi potabili e/o plurimi, della provincia di Agrigento,
sono rispettivamente all'1 gennaio e 15 marzo 2009, quelli forniti
dall'ARRA, che di seguito vengono riportati:
Diga ARANCIO, volume autorizzato 28,00, volume nel serbatoio al
1/01/2009 (Mmc) 12,97, volume nel serbatoio al 15/03/2009 (Mmc)
26,69, utilizzazione IRRIGUO;
Diga CASTELLO, volume autorizzato 21,00, volume nel serbatoio al
1/01/2009 (Mmc) 4,28, volume nel serbatoio al 15/03/2009 (Mmc)
20,99, utilizzazione POTABILE - IRRIGUO;
Diga FANACO, volume autorizzato 20,70, volume nel serbatoio al
1/01/2009 (Mmc) 1,70, volume nel serbatoio al 15/03/2009 (Mmc)
18,99, utilizzazione POTABILE;
Diga FURORE, volume autorizzato 1,87, volume nel serbatoio al
1/01/2009 (Mmc) 1,09, volume nel serbatoio al 15/03/2009 (Mmc)
2,00, utilizzazione IRRIGUO;
Diga GAMMAUTA, volume autorizzato 0,84, volume nel serbatoio al
1/01/2009 (Mmc) 0,22, volume nel serbatoio al 15/03/2009 (Mmc)
0,73, utilizzazione IDROELETTRICO;
Diga GARCIA, volume autorizzato 60,00, volume nel serbatoio al
1/01/2009 (Mmc) 30,06, volume nel serbatoio al 15/03/2009 (Mmc)
63,12, utilizzazione POTABILE - IRRIGUO;
Diga GORGO, volume autorizzato 1,90, volume nel serbatoio al
1/01/2009 (Mmc) 0,26, volume nel serbatoio al 15/03/2009 (Mmc)
1,17, utilizzazione IRRIGUO;
Diga LEONE, volume autorizzato 4,15, volume nel serbatoio al
1/01/2009 (Mmc) 0,90, volume nel serbatoio al 15/03/2009 (Mmc)
3,90, utilizzazione POTABILE;
Diga PRIZZI, volume autorizzato 9,25, volume nel serbatoio al
1/01/2009 (Mmc) 2,31, volume nel serbatoio al 15/03/2009 (Mmc)
8,45, utilizzazione POT. IRR. IDR.;
Diga S.Giovanni, volume autorizzato 15,90, volume nel serbatoio al
1/01/2009 (Mmc) 10,36, volume nel serbatoio al 15/03/2009 (Mmc)
16,00, utilizzazione IRRIGUO;
Totale Volume autorizzato: 163,61; Totale Volume nel serbatoio
(Mmc) al 01/01/2009: 64,15; Totale Volume nel serbatoio al
15/03/2009: 161,77.
Come si evince dai dati riportati in tabella, dall'inizio del 2009
ad oggi, le disponibilità idriche dell'Ambito Comprensoriale
Agrigentino si sono quasi triplicate', questo grazie alle
significative precipitazioni dei mesi di gennaio e febbraio.
Le odierne disponibilità idriche sono pressoché pari ai volumi
massimi per i quali oggi è consentito l'accumulo da parte
dell'Organo Nazionale di Vigilanza delle Dighe ed ulteriori
eventuali afflussi oggi darebbero luogo, per molti dei serbatoi di
cui alla citata tabella, ad operazioni di alleggerimento delle
dighe dall'acqua in eccesso.
Ciò detto appare utile puntualizzare che i prelievi potabili
effettuati dal serbatoio castello (circa 140I/s) vengono impiegati
per l'alimentazione di tutta la linea dell'acquedotto Voltano (a
sua volta interconnesso con i sistemi Fanaco e Tre Sorgenti) e non
già ad esclusivo servizio del comune di Agrigento'.
Infine si precisa che il sistema di trasferimento delle fluente
del fiume Verdura, derivante dalla galleria Enel a valle della
sezione Favara a cura della Voltano s.p.a., anche nel corso della
presente stagione invernale 2008/2009, è stato attivato con il
conseguente immagazzinamento delle relative risorse idriche nel
serbatoio Castello, mediante la bretella di collegamento'.
Pertanto, sulla scorta degli elementi fornitici dall'Agenzia per i
Rifiuti e le acque si può asserire che in base alle odierne
disponibilità non sono prefigurabili particolari scenari di crisi
per l'approvvigionamento idropotabile ed irriguo con riguardo alla
prossima stagione estiva/autunnale'.
Tanto in risposta all'atto ispettivo di cui all'oggetto».
L'Assessore
Prof. Avv. Mario Milone
APPRENDI. - «All'Assessore per il territorio e l'ambiente,
premesso che le difficoltà finanziarie della Regione, nel contesto
più generale di una grave crisi economica mondiale, richiedono
grande oculatezza nella spesa;
considerato il malessere sociale e il deterioramento del rapporto
tra cittadini e politica, tra popolazione e istituzioni;
ritenuto necessario incrementare il rapporto costi-benefici,
risorse umane e capacità operativa dell'amministrazione pubblica, e
di quella regionale in particolare;
per sapere:
di quante consulenze esterne si avvalga codesto Assessorato e
quali siano le retribuzioni di ciascun consulente;
se una diversa organizzazione del personale in rapporto ai fini
istituzionali e di programma consenta il recupero di
professionalità presenti nei ruoli della pubblica amministrazione
regionale impiegati presso codesto Assessorato». (346)
Risposta. - «In risposta all'atto di sindacato ispettivo numero
346 dell'onorevole Apprendi Giuseppe, con il quale si chiede
Numero delle consulenze esterne presso l'Assessorato Territorio e
Ambiente', si rappresenta:
- che in atto questo Assessorato non ha ritenuto opportuno e
necessario fare ricorso allo strumento delle consulenze esterne.
Tanto in risposta all'atto parlamentare di cui all'oggetto.»
L'Assessore
Prof. Avv. Mario Milone
MARZIANO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
territorio e l'ambiente, premesso che:
la ditta di Catania 'Sicula Trasporti' ha avviato l'iter
istruttorio finalizzato al rilascio di una autorizzazione
all'apertura di una nuova discarica di rifiuti speciali contenenti
amianto nel territorio di Lentini (SR) adiacente la discarica di
Grotte San Giorgio utilizzata dal comune di Catania;
rilevato che:
il comune di Lentini, nel corso di due conferenze di servizi, si è
dichiarato contrario alla realizzazione dell'impianto, raccogliendo
in tal modo anche la profonda inquietudine vissuta dall'intera
comunità nell'apprendere quotidianamente di morti legate a leucemie
e tumori in un territorio già fortemente compromesso a causa
dell'area industriale di Priolo e Melilli;
il consiglio comunale di Lentini, in data 19 gennaio, ha approvato
una mozione che chiede all'ARTA di non concedere alcuna
autorizzazione per la realizzazione della suddetta discarica;
associazioni e cittadini da anni denunciano oltre all'aggravarsi
dello stato epidemiologico dell'intera provincia, anche la
necessità di tutelare le coltivazioni agrumicole nonché il valore
paesaggistico che l'area riveste;
considerato che:
nel piano regionale dei rifiuti non vi è alcuna previsione di un
piano per lo smaltimento e il trattamento in discarica
dell'amianto, come prescrive il decreto legislativo n. 22/1997
(c.d. decreto Ronchi);
la Sicula Trasporti non ha alcuna esperienza nel trattamento di
rifiuti speciali dal momento che nel suo oggetto sociale indica la
gestione di discariche di smaltimento rifiuti solidi urbani,
speciali assimilabili e rifiuti speciali non pericolosi, oltre la
gestione di impianti di recupero, selezione, trattamento di rifiuti
riutilizzabili, nonché la costruzione di discariche;
per sapere se l'Assessore per il territorio e l'ambiente non
ritenga necessario e urgente impedire l'autorizzazione per la
realizzazione di una discarica per rifiuti pericolosi nel comune di
Lentini». (347)
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
territorio e l'ambiente, premesso che:
nel territorio del comune di Lentini (SR), negli ultimi anni, si
sono riscontrati numerosi casi di morti per malattie tumorali e/o
respiratorie decisamente al di sopra della media nazionale;
la magistratura siracusana ha in atto aperto un'indagine per
appurare se queste morti sospette non siano legate a fattori
ambientali, vista la vicinanza del polo industriale di
Priolo/Melilli ma, soprattutto, alla presenza di discariche
pericolose come quella di Grotte San Giorgio, utilizzata dal comune
di Catania;
tenuto conto che:
l'Agenzia regionale rifiuti e acque (ARRA) ha un procedimento in
corso finalizzato al rilascio di un'autorizzazione all'apertura di
una nuova discarica di rifiuti speciali nel territorio di Lentini,
adiacente alla discarica di Grotte San Giorgio;
gli organi tecnici del comune di Lentini e la stessa
amministrazione comunale, per ben due volte, hanno espresso, per
competenza, il proprio parere negativo riguardo alla valutazione di
impatto ambientale (VIA), adducendo legittime e condivisibili le
ragioni legate al pregio delle coltivazioni agrumicole, alla
valenza paesaggistica del territorio e, soprattutto, alle diffuse
preoccupazioni circa la particolare incidenza di patologie tumorali
sulla popolazione.
per sapere:
quali iniziative intendano adottare affinché venga tutelata in
maniera assoluta e prioritaria la salute dei cittadini lentinesi;
se non ritengano opportuno intervenire per bloccare il rilascio di
questa nuova discarica prevista nel comune di Lentini;
se non ritengano improcrastinabile adottare iniziative per il
risanamento dell'intero territorio, già fortemente segnato dalla
presenza del polo industriale di Priolo/Melilli e della discarica
di Grotte San Giorgio». (349)
Risposta. - «In riferimento alle interrogazioni parlamentari
numeri 347 e 349, riguardanti le preoccupazioni relative alla
salute degli abitanti del Comune di Lentini in seguito alla
realizzazione della discarica per rifiuti pericolosi contenenti
amianto (RCA), si fa presente che questo Assessorato ha rilasciato
con D.R.S. n. 1121 del 20 ottobre 2008 giudizio di compatibilità
ambientale positivo con prescrizioni ai sensi e per gli effetti del
D.P.R. 12/04/96 e ss.mm.ii.
Così come recepito dall'art. 91 della l.r. 6/2001, e da notizie
acquisite presso l'Ufficio A.I.A. risulta che la procedura per il
rilascio dell'A.I.A. è in corso di istruttoria.
Si rimane in attesa di ulteriori riscontri dagli uffici
competenti.
Tanto in risposta all'atto parlamentare di cui all'oggetto.»
L'Assessore
Prof. Avv. Mario Milone
ODDO. - «All'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso
che:
la città di Marsala (TP) dal 1999 è interessata all'attivazione di
un'area industriale al servizio delle attività produttive;
l'agglomerato di Marsala rientra nell'ambito di competenza del
consorzio per l'area industriale di Trapani e che in quell'area,
già nel novembre del 1998, era stata individuata la zona di
Matarocco, indicata in un apposito verbale d'intesa (23 novembre
1998);
alla fine del 2006, cioè 11 anni dopo l'inizio della vicenda,
l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente ha convocato,
su sollecitazione del consorzio ASI, un incontro in Assessorato,
alla presenza del sindaco di Marsala e di altri funzionari, nel
quale si è impegnato a seguire attentamente l'iter della pratica
affinché si raggiungesse l'obiettivo individuato;
il comune di Marsala, in data 14 febbraio 2007, ha trasmesso al
consorzio ASI la documentazione (prot. 1246) richiesta in
riferimento ad una nota dell'Assessorato Territorio ed ambiente -
Dip. Urbanistica-Servizio III, prot. 81856 del 24 novembre 2006;
in questo lungo arco temporale non si contano le volte in cui è
stata trasmessa documentazione relativa a visti, autorizzazioni,
pareri e quant'altro, senza riuscire a scalfire la pretestuosa
osservazione secondo la quale la procedura applicata dal consorzio
ASI non è conforme a quella prevista dalla legge regionale n. 1/84
che regolamenta l'individuazione piano regolatore esistente e non
istituisca alcun nuovo agglomerato e che l'iter seguito sia stato
già adottato per altri consorzi, senza alcuna osservazione da parte
dell'Assessorato, il quale, tra l'altro, si è espresso sul progetto
con voto del CRU dell'8 ottobre 2003 n. 238, di fatto avallando la
tesi che non occorre la procedura di cui all'art. 1 della 1.r. n.
1/84, non richiesta ad alcun altro consorzio;
a fronte di tale rilievo, viene avanzata altra singolare
osservazione secondo cui l'area individuata risulterebbe sottoposta
a vincolo idrogeologico; successivamente altre osservazioni
procedurali e continue richieste di documentazione suppletive,
tutte dimostranti, peraltro, che la zona individuata non ha alcun
vincolo, fa parte del piano regolatore generale di Marsala come
area per insediamenti industriali e che è l'area di Matarocco
l'unica zona possibile di insediamento, come successivamente
dimostrato nel tavolo tecnico convocato il 21 maggio 2005
dall'allora Assessore Noè alla presenza dei dirigenti degli
Assessorati Industria territorio e ambiente, della provincia
regionale di Trapani, di tutti gli ordini professionali, delle
associazioni di categoria e dei sindacati;
il progetto è stato rielaborato e l'area riposizionata, dando
risposta a tutte le obiezioni sollevate dall'ARTA: eliminazione
degli sbancamenti, rispetto di emergenze storiche, salvaguardia
delle colture di pregio, riduzione dell'impatto paesaggistico,
rivalutazione del dimensionamento dell'area, etc;
ricordato, inoltre, che il piano rielaborato sulla base delle
indicazioni del tavolo tecnico è stato pubblicato nella GURS, ha
ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie, ma non riesce a
superare il vaglio dell'Assessorato Territorio e ambiente;
ad oggi tutto è fermo ed il comune di Marsala continua non avere a
disposizione un'area industriale di sviluppo nonostante siano
trascorsi 12 anni dall'avvio del procedimento;
per sapere:
per quali ragioni la variante al piano regolatore consortile - ASI
- Trapani, agglomerato industriale di Marsala, non viene ancora
esitata dall'ARTA;
se ritenga che oltre 12 anni possano essere un lasso di tempo
compatibile con le ragioni dell'economia e se i pareri espressi da
organi eletti e rinnovati e da uffici tecnici e giuridici
appositamente preposti possano essere ripetutamente considerati non
esaustivi;
se non ritenga doveroso intervenire per far luce sui motivi che
bloccano la realizzazione di un'area industriale indispensabile per
lo sviluppo del territorio di Marsala e dell'intera provincia di
Trapani;
se non ritenga che oramai i termini della questione siano
abbondantemente chiariti e sia possibile esprimere il parere
favorevole». (356)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. - «Si riferisce in merito all'atto ispettivo numero 356
dell'onorevole Oddo Camillo, rassegnando quanto acquisito dal
Servizio 3 di questo Assessorato, chiamato in causa per le
specifiche competenze nel settore.
Si rappresenta che con nota n. 81856 del 24 novembre 2008 sono
stati richiesti all'ente proponente integrazioni di atti ed
elaborati necessari ai fini istruttori.
Prima dell'emissione di parere del servizio 3DRU, dovrà essere
acquisito il provvedimento di valutazione d'incidenza e/o il
giudizio di compatibilità ambientale VIA, e tutto ciò necessario di
competenza del Servizio II, VIA - VAS, ARTA.
L'eventuale valutazione di merito con esito favorevole come per
gli aspetti urbanistici è subordinata al perfezionamento
amministrativo della pratica così che il Dipartimento regionale
dell'Urbanistica potrà valutare la proposta progettuale.
Gli aspetti dell'interrogazione quindi non sono valutabili
singolarmente sia perché esulano da precise questioni che attengano
la materia urbanistica, sia perché trattasi di aspetti temporali
subordinati al perfezionamento dell'iter amministrativo della
pratica in questione.
Tanto in risposta all'atto parlamentare di cui all'oggetto».
L'Assessore
Prof. Avv. Mario Milone
MARINESE. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore alla
Presidenza, premesso che:
la normativa vigente in materia di tutela dall'inquinamento
atmosferico, ed in particolare il decreto legislativo 4 agosto
1999, n. 351, prevede per le regioni l'obbligo di:
individuare le zone del proprio territorio nelle quali il livello
dell'inquinamento presente in atmosfera comporta dei rischi per la
popolazione, e individuare l'autorità competente alla gestione del
rischio;
definire piani d'azione con le misure necessarie nel breve periodo
per ridurre il rischio di superamento dei valori limite e delle
soglie d'allarme, misure di controllo e, se necessario, di
sospensione delle attività che contribuiscono all'inquinamento
atmosferico;
definire zone ed agglomerati nei quali i livelli di agenti
inquinanti superano il valore limite;
adottare specifici piani o programmi per ritornare sotto il valore
limite entro un termine stabilito, mettendoli a disposizione del
pubblico e degli enti locali;
garantire che informazioni aggiornate sulla qualità dell'aria
ambiente, relativamente agli inquinanti normati dal d. lgs. n.
351/99, siano messe a disposizione del pubblico e degli enti
interessati, facendo in modo che tali informazioni siano chiare,
comprensibili ed accessibili;
accertato che:
la Regione siciliana avrebbe dovuto dare seguito agli adempimenti
attuativi del d.lgs. n. 351/99 a partire dal 2003 ma, fino al 2007,
avrebbe omesso di dare seguito agli adempimenti previsti dalla
normativa vigente;
il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del
mare ha ripetutamente contestato negli anni passati alla Regione
siciliana le violazioni della normativa in questione;
dalla consultazione dell'annuario dei dati ambientali pubblicato
da ARPA Sicilia si evince che nel triennio 2004 - 2006 si sono
verificati ripetuti fenomeni di inquinamento atmosferico, con il
superamento delle soglie d'allarme previste per più parametri di
controllo;
l'Unione europea ha avviato nei confronti dell'Italia la procedura
di infrazione n. 2182/2007 del 27 giugno 2007 e la procedura di
infrazione n. 2008/4808 del 26 giugno 2008, per la violazione, da
parte della Regione siciliana, delle direttive 96/62/CE e 99/30/CE
in materia di tutela della qualità dell'aria;
il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del
mare ha informato la Regione dell'avvio di un'altra procedura di
infrazione, per la violazione dell'art. 8 del d. lgs. n. 351/99 e
della direttiva 96/62/CE, con riferimento agli anni 2005 - 2006;
considerato che:
secondo la normativa dell'Unione europea la soglia di allarme
costituisce il livello oltre il quale vi è un rischio per la salute
umana anche in caso di esposizione di breve durata e raggiunto il
quale si deve immediatamente intervenire;
la violazione delle norme di legge a tutela della salute dei
cittadini comporta oltre alla perdita di finanziamenti, anche
responsabilità di vario tipo (penale, civile, amministrativo,
contabile);
il mancato adempimento rispetto agli obblighi in questione
costituisce una violazione delle norme comunitarie a seguito della
quale l'Italia, secondo quanto riportato dalla stampa, sarà
deferita alla Corte di giustizia delle Comunità europee;
preso atto che, in base a quanto riportato dagli organi di stampa,
la Regione siciliana, a partire dal 2007, ha avviato una corsa
contro il tempo adottando le iniziative necessarie per recuperare
le omissioni degli anni passati, con l'approvazione del piano
regionale di coordinamento per la tutela la qualità dell'aria
ambiente';
ritenuto che sia necessario verificare quale sia la situazione
attuale per quanto riguarda la tutela della popolazione ed
accertare le eventuali responsabilità dei funzionari inadempienti;
per sapere:
quali iniziative siano state prese dagli organi competenti per
porre rimedio alle violazioni contestate alla Sicilia dal Ministero
dell'ambiente e dall'Unione europea;
quali iniziative siano state prese per garantire i cittadini
minacciati dai fenomeni di inquinamento atmosferico ripetutamente
rilevati dagli organi di controllo, ai fini della tutela della
salute pubblica e dell'ambiente;
quali iniziative siano state assunte per informare correttamente
la popolazione in merito allo stato dell'aria e all'eventuale
superamento dei valori limite e delle soglie d'allarme, così come
previsto dalla normativa vigente;
quali uffici avessero il compito di dare seguito agli adempimenti
in oggetto, quali accertamenti siano stati fatti in merito ai fatti
riportati dalla stampa e quali provvedimenti siano stati presi nei
confronti di funzionari e dirigenti dei servizi responsabili delle
violazioni contestate dal Ministero dell'ambiente e dall'Unione
europea;
se sia stata trasmessa la necessaria informativa all'autorità
giudiziaria ed alla procura regionale della Corte dei conti per
l'accertamento delle responsabilità correlate». (366)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. - «Con riferimento alla interrogazione di cui
all'oggetto, si rappresenta che è stata già trasmessa la risposta
con assessoriale prot. N. 2063 del 21 maggio 2009 che si ritiene
ancora esaustiva e pertinente, qui di seguito riportata.
L'Assessore
Prof. Avv. Mario Milone
Risposta ad interrogazioni parlamentari n. 366 dell'on. MARINESE
e n. 403 dell'on. VITRANO
«Si riferisce in merito all'atto di sindacato ispettivo ut supra
citato rassegnando preliminarmente che il quadro normativo in
materia di tutela della qualità dell'aria è attualmente regolato
dal decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 351, e dalle altre norme
correlate e/o collegate (D.M. 2 aprile 2002, n. 60; D.M. 1 ottobre
2002, n. 261; D. Lgs. 21 maggio 2004, n. 183; D. Lgs. 19 agosto
2005, n. 195; D. Lgs. 3 agosto 2007, n. 152) .
A fronte di un quadro di adempimenti così articolato e complesso
la Regione siciliana procedeva ad eseguire la valutazione
preliminare' della qualità dell'aria ambiente (adottata con il D.A.
305/GAB del 19 dicembre 2005) dando seguito, successivamente, allo
studio, analisi ed elaborazione dei dati informativi utili alla
stesura del Piano regionale di coordinamento per la tutela della
qualità dell' aria ambiente' adottato dalla Regione con Decreto
assessoriale n. 176/GAB del 9 agosto 2007.
Il predetto provvedimento è stato successivamente integrato dal
Decreto assessoriale n. 43/GAB del 12 marzo 2008, con il quale sono
state approvate alcune modifiche non sostanziali al piano regionale
per correggere alcuni errori e/o refusi presenti nel testo
iniziale.
Si tenga presente che il piano è uno strumento organico di
programmazione, coordinamento e controllo in materia di
inquinamento atmosferico, finalizzato al miglioramento progressivo
delle condizioni ambientali e alla salvaguardia della salute
dell'uomo e dell'ambiente nel territorio della regione, e prevede
tutte le iniziative necessarie per dare rapidamente seguito agli
adempimenti previsti dalle norme UE e nazionali, soprattutto per
quanto riguarda i piani d'azione ed i programmi di cui agli
articoli 7, 8 e 9 del D. Lgs. 351/99. L'elaborazione di tali
strumenti di intervento e risanamento, infatti, è molto complessa
in ogni sua fase (programmazione, valutazione, applicazione,
verifica), riguarda diverse discipline scientifiche, e coinvolge
diversi soggetti, pubblici e privati, interessati alle proposte di
risanamento e alla messa in opera dei relativi interventi.
Va precisato inoltre che il Piano Regionale di coordinamento per
la tutela della qualità dell'aria ambiente' prevede una complessa
ed articolata attività che, con una serie di aggiornamenti, e
tramite i necessari provvedimenti attuativi, si dispiega
progressivamente al fine di:
- conseguire sull'intero territorio regionale il rispetto dei
limiti stabiliti dalle normative europee entro i termini temporali
previsti;
- preservare e migliorare la qualità dell'aria mediante la
diminuzione della concentrazione degli inquinanti dove si
registrano valori prossimi ai limiti;
- perseguire un miglioramento generalizzato dell'ambiente e della
qualità della vita, evitando il trasferimento dell'inquinamento tra
le varie matrici ambientali;
- concorrere al raggiungimento degli impegni di riduzione delle
emissioni di gas-serra sottoscritti dall'Italia negli accordi
internazionali;
- favorire l'informazione, la partecipazione e il coinvolgimento
delle parti sociali e del pubblico.
Pertanto, in linea con quanto stabilito nel piano regionale, e in
conformità con quanto previsto dalla normativa vigente (art. 6 del
D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 351; art. 4 del D.A. n. 176/GAB del 9
agosto 2007; art. 281, comma 7, del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152),
con il Decreto assessoriale n. 94/GAB del 24 luglio 2008 sono stati
adottati:
- l'Inventario regionale delle emissioni in aria ambiente
(Allegato 1 al D.A. 94/GAB del 24 luglio 2008);
- la Valutazione della qualità dell'aria sul territorio regionale
(Allegato 2 al D.A. 94/GAB del 24 luglio 2008);
- la Zonizzazione del territorio regionale (Allegato 2 al D.A.
94/GAB del 24 luglio 2008).
Inoltre sono stati avviati a livello regionale, in attuazione di
quanto previsto dall'art. 3, comma 5, del D.A. 176/GAB del 9 agosto
2007, specifici tavoli tecnici di settore con il compito di
definire:
- misure necessarie al potenziamento ed alla razionalizzazione
della rete di monitoraggio regionale, al fine di armonizzare il
sistema di rilevamento della qualità dell'aria con le direttive e
gli standard normativi previsti dall'Unione Europea;
- azioni di contrasto all'inquinamento atmosferico in aree ad
elevato impatto antropico (ad es. grandi aree urbane, importanti
zone portuali, aeroporti).
Al momento, a seguito dell'azione svolta, la Regione risulta in
linea con la normativa vigente per quanto riguarda i seguenti
adempimenti:
- adozione della Valutazione preliminare della qualità dell'aria
ambiente per il territorio regionale, ex art. 5 del D. Lgs. 4
agosto 1999, n. 351;
- adozione dell'Inventario regionale delle emissioni, ex Allegato
2 al D.M. 1 ottobre 2002, n. 261;
- adozione della Valutazione della qualità dell'aria ambiente per
il territorio regionale, ex art. 6 del D. Lgs. 4 agosto 1999, n.
351;
- individuazione delle zone nelle quali i livelli di uno o più
inquinanti comportano il rischio di superamento dei valori limite e
delle soglie d'allarme', ex art. 7, comma 1, del D. Lgs. 4 agosto
1999, n. 351.
E' stato inoltre portato avanti - sia in sede periferica (Tavoli
Provinciali, istituiti con D.A. n. 42/GAB del 12 marzo 2008) che a
livello centrale (Tavolo Regionale, istituito con il D.A. 176/GAB
del 9 agosto 2007) - un lavoro propedeutico, allo stesso tempo
mirato e capillare, finalizzato a gettare le basi necessarie per
raggiungere rapidamente gli altri obiettivi del piano regionale.
Ad oggi l'azione amministrativa in precedenza avviata risulta
quasi del tutto completata e dovrebbe concludersi entro l'autunno
p.v. con la completa attuazione di quanto previsto dal Piano
regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell'aria
ambiente', e sono in dirittura d'arrivo i seguenti provvedimenti
amministrativi:
- adozione dei Piani d'azione contenenti le misure da adottare nel
breve periodo affinché sia ridotto il rischio di superamento dei
valori limite e delle soglie di allarme, ex art. 7, comma 2, del D.
Lgs. 4 agosto 1999, n. 351;
- individuazione dell'Autorità Competente a gestire le situazioni
di rischio, ex art. 7, comma 1, del D. Lgs. 4 agosto 1999, n. 351;
- adozione delle misure da applicare nelle zone in cui i livelli
sono più alti dei valori limite, ex art. 8 del D. Lgs. 4 agosto
1999, n. 351;
- individuazione dei requisiti applicabili alle zone con i livelli
inferiori ai valori limite, ex art. 9 del D. Lgs. 4 agosto 1999, n.
351);
- definizione delle misure applicabili in caso di superamento
delle soglie d'allarme, ex art. 10 del D. Lgs. 4 agosto 1999, n.
351;
- definizione delle misure per garantire l'informazione al
pubblico, ex art. 11 del D. Lgs. 4 agosto 1999, n. 351;
- definizione delle misure per garantire la trasmissione delle
informazioni, ex ad. 12 del D. Lgs. 4 agosto 1999, n. 351.
Per quanto concerne i provvedimenti sanzionatori adottati nei
confronti dei dirigenti pro-tempore responsabili del Servizio e
dell'Unità Operativa si rappresenta che, su proposta dello
scrivente, prot. n. 1405 del 2 aprile 2009, la Giunta regionale di
Governo, con deliberazioni n. 116 e n. 117 del 3 aprile 2009, ha
deliberato di convalidare i D.D.G. n. 510 e n. 511 dell'8 giugno
2007 con i quali è stata disposta la revoca dell'incarico
dirigenziale rispettivamente al dott. Gioacchino Genchi ed al dott.
Alessandro Pellerito escludendoli, ai sensi dell'art. 10, comm. 4,
lett. a), della l.r. 15 maggio 2000 n. 10, dal conferimento d'
incarichi di livello dirigenziale corrispondente a quello revocato
per anni 4 e anni 2 con decorrenza 8 giugno 2007.
Con Dirigenziale, del 28 aprile 2009 prot. n. 24/ris., veniva data
comunicazione allo scrivente che con nota prot. n. 22/ris. del 20
aprile 2009 si era provveduto alla notifica del provvedimento anzi
citato al dott. Gioacchino Genchi .
Si fa presente altresì che con nota prot. n. 91387 del 4 dicembre
2008, a firma del Dirigente Generale, venivano informati "come atto
dovuto - per gli aspetti di competenza e con riferimento alle
indagini in corso " sia la Procura della Repubblica che la Procura
della Corte dei Conti.
Tanto in risposta all'atto parlamentare di cui all'oggetto».
L'Assessore
Dott. Giuseppe Sorbello
CRACOLICI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
territorio e l'ambiente, premesso che:
con delibera di Giunta comunale n. 253 del 2 luglio 2004, sono
state definite le misure di stabilizzazione dei soggetti ricadenti
nel bacino ASU, quale atto d'indirizzo ai sensi dell'art. 12 della
l.r. n. 30 del 2000;
gli azionisti della 'Palermo Ambiente' s.p.a., nella seduta
assembleare dell'11 ottobre 2005, hanno deliberato di ricondurre in
capo alla 'Palermo Ambiente' il processo di stabilizzazione
denominato 'Progetto Mercati';
con deliberazione di Giunta comunale n. 456 del 14 ottobre 2005,
sono state impartite le direttive concernenti il processo di
stabilizzazione dei 70 soggetti ASU ed in particolare, al punto 10
del dispositivo, è stato espressamente previsto che 'il contributo
per lo start up (...) assorbirà le spese generali e per il
personale fino a tutto l'esercizio 2007 (dicembre 2007); per il
periodo successivo al 31 dicembre 2007, nelle more dell'entrata in
vigore del regime tariffario, agli eventuali relativi costi si farà
fronte secondo il meccanismo di cui all'art. 7 dello statuto
sociale';
l'art. 7 dello stralcio dello statuto sociale della 'Palermo
Ambiente' s.p.a. stabilisce che 'L'Ente che aderisce alla Società è
comunque obbligato a partecipare alle spese generali di
amministrazione proporzionalmente alla propria percentuale
azionaria, indipendentemente dall'attivazione specifica di servizi
da parte della Società';
le assunzioni dei 70 lavoratori ASU sono state effettuate nel
rispetto degli atti di indirizzo espressi dal socio Comune di
Palermo con deliberazioni di Giunta comunale n. 253/2004 e n.
456/2005, a far data dall'1 dicembre 2005, con contratto a tempo
indeterminato FISE Ambiente per 32 ore settimanali (part-time), con
uno stipendio netto medio mensile di euro 1000,00;
considerato che:
il contributo di start up per la copertura dei costi del personale
dipendente è scaduto in data 31 dicembre 2007;
a far data dall'1 gennaio 2008 non risulta appostata nel bilancio
previsionale del Comune di Palermo la somma necessaria alla
copertura dei costi del personale dipendente;
la Corte dei conti, nell'ambito di una specifica indagine sugli
ATO e sulla scorta dei rilievi mossi dalla Ragioneria generale
dello Stato in tema di copertura dei costi del personale
dipendente, ha rilevato che il personale ex ASU non può gravare sul
bilancio del Comune di Palermo o su quello degli enti soci ma,
piuttosto, deve trovare copertura finanziaria sulla TIA (tariffa
igiene ambientale);
la Ragioneria generale del Comune di Palermo conseguentemente non
ha più riconosciuto le somme destinate al personale tra quelle
dovute quali spese generali di amministrazione ai sensi dell'art. 7
dello statuto sociale sopra citato;
rilevato che:
l'Autorità d'ambito, costituita ai sensi dell'art. 201 del d.lgs.
n. 152 del 2006, prevede che tutte le competenze ai fini
dell'organizzazione del servizio di gestione integrata dei rifiuti
siano trasferite dai comuni alle società d'ambito alle quali gli
enti locali partecipano obbligatoriamente;
l'art. 61 del d. lgs. n. 507 del 1993, ai commi 1 e 2, stabilisce
che il costo di esercizio del servizio smaltimento rifiuti solidi
urbani comprende le spese inerenti e comunque gli oneri diretti
(AMIA s.p.a.) ed indiretti (Palermo Ambiente s.p.a.);
la 'Palermo Ambiente', unica società tra le 27 presenti in
Sicilia, è stata posta anticipatamente in liquidazione con atto di
assemblea straordinaria del 29 ottobre 2008, in ossequio alla
delibera del Presidente della Regione siciliana n. 127 del 2008
(riforma degli ATO);
la DPRS n. 127 del 2008 è stata ritirata con successiva DPRS n.
260 del 29 ottobre 2008, che pertanto determina il venir meno del
presupposto giuridico della messa in liquidazione anticipata;
lo status di liquidazione inibisce al personale dipendente
qualsiasi possibilità di accesso al credito bancario, unica
soluzione praticabile vista l'incertezza degli emolumenti e/o
ritardi nell'erogazione degli stessi a causa della precaria
situazione finanziaria della società;
per sapere:
se non ritengano grave, anche in considerazione dell'iter
legislativo in atto relativo alla riforma degli ATO, la scelta di
porre in liquidazione la società 'Palermo Ambiente', unica in
Sicilia ad assumere una decisione in tal senso, determinando
pesanti ricadute sul piano occupazionale;
se non ritengano urgente porre in essere tutte le azioni possibili
affinché sia impedito qualunque percorso finalizzato alla
liquidazione della società 'Palermo Ambiente' e vengano tutelati i
livelli occupazionali, escludendo ogni altra ipotesi di
collocazione, in altri rami dell'Amministrazione, delle
professionalità attualmente in capo a 'Palermo Ambiente'». (541)
Risposta. - «Con riferimento alla interrogazione di cui
all'oggetto, si rappresenta che questo Assessorato ha provveduto a
richiedere ai competenti uffici (Agenzia Regionale Rifiuti e Acque)
ogni utile notizia al riguardo.
Tanto in risposta all'atto parlamentare di cui all'oggetto.»
L'Assessore
Prof. Avv. Mario Milone
BARBAGALLO. - «Al Presidente della Regione, premesso che:
centinaia di imprenditori agricoli ed interi quartieri di città
come Agrigento e Caltanissetta vivono il dramma dovuto alla
mancanza d'acqua;
recentemente, a seguito di controlli dell'esercito, sono emersi
inauditi casi di furti lungo la rete idrica;
l'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori,
servizi e forniture, nell'ultima relazione al Parlamento nazionale,
ha dichiarato che in Sicilia vi sono otto dighe in costruzione da
più di 20 anni per problematiche legate all'adeguamento dei
progetti e ai contenziosi con le imprese;
considerato che:
dietro ai contenziosi e agli errori nell'esecuzione dei lavori, i
rapporti e le inchieste di varie procure della Repubblica hanno
accertato l'esistenza di un intreccio perverso con la criminalità
organizzata;
dove c'è l'acqua, o dove dovrebbe esserci, esiste la mafia o il
pericolo di infiltrazioni mafiose;
atteso che:
in Sicilia piove con il contagocce (meno 10% negli ultimi dieci
anni) e la capacità delle dighe in esercizio è limitata dalle
infinite lungaggini sui collaudi e sulle norme di sicurezza;
agli inizi di agosto esse contenevano 330 milioni di metri cubi
mentre oggi ne contengono 250 milioni;
rilevato che:
per fare qualche esempio, i lavori della diga di Blufi di Palermo,
appartenente ancora all'EAS, i quali ammontano a 300 miliardi
iniziali, più altri 120 stanziati per completarla, sono stati
interrotti per via dell'assenza della verifica di impatto
ambientale prevista dalla normativa vigente;
la realizzazione della diga Pietrarossa di Caltagirone (CT),
iniziata nel lontano 1989 in assenza delle dovute autorizzazioni
della soprintendenza, è stata interrotta a causa del rinvenimento,
durante gli scavi, di una villa di epoca romana;
in merito alla stessa diga, successivamente, la procura di
Caltagirone ha scoperto una truffa fra tecnici, funzionari e
l'impresa costruttrice, architettata per ottenere un altro
finanziamento non dovuto;
nella diga Cannamasca, ubicata sul torrente Tumarrano, a circa 30
chilometri da Agrigento, i lavori sono stati bloccati dopo la
scoperta dell'instabilità del terreno, mentre risulta che il
progetto è stato modificato proprio per migliorare il sistema di
drenaggio;
anche la diga di Piano del Campo dell'Alto Belice, progettata più
di 30 anni fa, vanta interessi di cosa nostra;
rilevato ancora che:
l'Ente acquedotti siciliano, posto in liquidazione dal lontano
2004 ad opera della Regione, mentre attende di essere liquidato, ha
aumentato i propri debiti che raggiungono quota 450 milioni di
deficit;
secondo quanto riferito dal commissario liquidatore dell'ente,
paradossalmente il buco di bilancio è cominciato proprio quattro
anni fa, passando dai 380 milioni di euro agli attuali 450;
per sapere:
se e quali provvedimenti urgenti si intendano adottare per
fronteggiare la crisi idrica della nostra Regione, tenuto conto,
altresì, che l'osservatorio delle acque dell'ARRA (Agenzia
regionale rifiuti e acque) ha comunicato un taglio del 10%
dell'erogazione dell'acqua dalle dighe per problemi legati alla
siccità;
quali ragioni abbiano impedito di dare applicazione alla legge
sulla liquidazione dell'EAS;
se e quali iniziative, infine, siano state assunte dal Governo
della Regione al fine di vigilare sul rispetto delle leggi in
materia di affidamento e di gestione dei lavori di costruzione e
manutenzione delle dighe ovvero per ovviare ad ogni possibile
infiltrazione di natura illegale e malavitosa». (120)
Risposta. «Con riferimento all'interrogazione n. 120
dell'onorevole Barbagallo Giovanni del 17 settembre 2008, è stata
interessata la competente Agenzia regionale per i Rifiuti e le
Acque affinchè fossero fornite le pertinenti informazioni utili ai
fini della risposta all'interrogante.
La citata Agenzia con nota prot. n. 7175 del 20/2/09 ha
dettagliatamente illustrato in merito e, ritenendo esaustivo il
contenuto, e visti gli elementi tecnici riportati, per una compiuta
visione si ritiene di allegare la stessa nella sua interezza».
Il Presidente
On. Dr. Raffaele Lombardo
«Agenzia regionale per i
Rifiuti e le Acque
Alla Presidenza della
Regione siciliana
Segreteria generale Area 2
- U.O.
Rapporti con l'Assemblea
regionale
siciliana'
Palermo
Interrogazione parlamentare n. 120 del 17.09.2008 Iniziative per
fronteggiare la crisi idrica della Regione'
In riferimento al quesito di cui all'oggetto e per quanto di
competenza dello scrivente settore dell'A.R.R.A. si rappresenta
quanto di seguito.
La fornitura idrica in favore dei comuni della Sicilia Centro-
Meridionale ha scontato la recente crisi del sistema degli
acquedotti interconnessi asserviti agli A.T.O. di Agrigento,
Caltanissetta ed Enna in particolare causata dall'esiguità della
risorsa invasata nel lago Fanaco (fino a tutto il mese di dicembre
u.s.) che rappresenta la principale fonte di approvvigionamento del
sistema.
A suffragio di quanto asserito in merito al notevole calo di
risorse che si è registrato negli invasi siciliani ad uso
esclusivamente potabile o misto potabile ed irriguo, si riportano i
volumi di invaso registrati rispettivamente al 1 dicembre
segnatamente 2006, 2007 e 2008.. Dall'esame dei dati si riscontra
un calo delle disponibilità dell'ordine del 60% rispetto a quelle
del 2006 e del 50% rispetto a quelle del 2007.
Va segnalato, anche in risposta all'osservazione avanzata
nell'interrogazione di che trattasi circa i provvedimenti che
questa Agenzia ha adottato per affrontare e risolvere la
problematica relativa all'oggetto, che l'attuazione della
pianificazione delle risorse è preventivamente concertata con le
Autorità d'Ambito e con gli enti gestori del servizio di
distribuzione. In proposito, nell'ultimo periodo, stante la
necessità di regimare le disponibilità degli invasi almeno fino al
prevedibile apporto degli afflussi meteorici (circostanza che poi
di fatto si è verificata), la citata concertazione con tutti i
soggetti sopra segnalati è avvenuta ad intervalli temporali di
circa 15-20 giorni allo scopo di monitorare lo stato delle fonti di
approvvigionamento e tarare lo sfruttamento delle stesse.
Volumi presenti nelle dighe siciliane per uso potabile e misto 1
Dicembre 2006 - 2007 - 2008
INVASI USO
VOLUME AUTORIZZATO 2006 2007 2008
ANCIPA POTABILE - 12,921 0,7 5,05 1,01
IRRIGUO - 7
ELETTRICO
CASTELLO POTABILE - 21,00 10, 7,60 3,57
IRRIGUO 73
CIMIA POTABILE - 5,2 4,40 2,50
IRRIGUO 9,00 0
FANACO POTABILE 6,1 1,99 1,01
20,70 6
DISUERI POTABILE - 4,50 1,0 0,40 2,00
IRRIGUO 0
GARCIA POTABILE - 45, 42,94 30,35
IRRIGUO 62,00 70
LEONE POTABILE 4,15 0,8 1,14 0,65
3
PIANA DEGLI POTABILE - 28,50 21, 18,90 10,10
ALBANESI ELETTRICO 58
POMAI POTABILE - 68,00 34, 38,03 18,49
IRRIGUO 90
PRIZZI POTABILE - 6,2 4,09
IRRIGUO - 9,25 9 2,57
ELETTRICO
ROSAMARINA POTABILE - 100,00 66, 34,47 10,46
IRRIGUO 13
SCANZANO POTABILE - 11,00 4,7 4,42 2,34
IRRIGUO 0
TOTALI (M Mc) 349,01 203, 163,9 86,11
99 3
Surplus/Deficit (%) disponibilità rispetto al 2006 = - 58
-118,88 M mc
Surplus/Deficit (%) disponibilità rispetto al 2007 = - 48
- 78,82 M mc
I dati sui volumi sono forniti dai gestori degli invasi
Per quanto attiene alle ragioni che, a tutt'oggi, hanno impedito
di dare piena applicazione alla legge sulla liquidazione
dell'E.A.S. è necessario confrontarsi con gli aspetti inerenti la
gestione del servizio idrico integrato negli ambiti territoriali
ottimali (coincidenti di fatto, com'è noto, con le province) in cui
è stata suddivisa la Sicilia. Infatti solo sei A.T.O. su nove hanno
provveduto ad affidare il S.I.I. ad un soggetto privato individuato
con procedura ad evidenza pubblica. Nelle province di Ragusa,
Messina e Trapani tale affidamento non si é ancora concretizzato e
ciò ha imposto, allo scopo di evitare l'interruzione di un pubblico
servizio (almeno per ciò che concerne l'ambito trapanese e l'ambito
messinese, in cui l'E.A.S. era presente come gestore dei servizi a
rete in taluni comuni), il mantenimento dell'attività gestionale
sia a cura di E.A.S., procrastinando di fatto la chiusura
dell'Ente, che delle amministrazioni locali.
Circa le motivazioni che hanno impedito l'affidamento del S.I.I.
ad un nuovo soggetto gestore cosi come previsto dalla L. n. 36/94,
almeno per quanto riferibile agli A.T.O. di Trapani e Messina, ove
è presente l'E.A.S., si comunica che:
A.T.O. TP - la conferenza dei comuni non ha ritenuto di
accogliere, dal punto di vista tecnico ed economico, la proposta
presentata dall'unico partecipante alla gara ad evidenza pubblica;
A.T.O. ME - la gara ad evidenza pubblica è andata deserta più
volte ed è altresì risultato infruttuoso il commissariamento
dell'A.T.O, disposto da questa Agenzia, per effetto
dell'accoglimento da parte del T.A.R. di Catania della richiesta di
sospensiva avanzata da alcuni Comuni nell'ambito del ricorso
opposto avverso il provvedimento di nomina del Commissario ad acta,
finalizzato per l'appunto all'attuazione delle procedure
amministrative per l'affidamento del S.I.I.. Va per altro ricordato
che, in base di quanto disposto dall'articolo 26 ter della legge
29/11/07 n. 222, fino a tutto il mese di novembre 2008 non è stato
possibile disporre nuovi affidamenti ai sensi dell'articolo 150 del
D. l.vo n. 152/06.
Può pertanto in generale affermarsi che gli impedimenti che hanno
intralciato la piena attuazione del processo di riforma del
servizio idrico dettato dalla legge Galli hanno costituito ostacolo
alla gestione unitaria delle risorse su parte del comprensorio
regionale con le inevitabili ripercussioni negative, soprattutto
per quegli ambiti che non godono di sufficienti risorse proprie e
che necessitano di approvvigionamenti provenienti da sistemi idrici
a scala non solo pluricomunale ma anche pluriprovinciale. Va da sé
che solo un approccio al problema della gestione indirizzato ad una
visione unitaria e condivisa di tutte le risorse disponibili per il
territorio, unito ad una più spinta interconnessione tra i vari
sistemi acquedottistici potrà risolvere in modo radicale il
problema dell'approvvigionamento idrico di queste comunità oggi
svantaggiate. In merito, questa Agenzia è da sempre vigile sulla
corretta e tempestiva applicazione delle normative vigenti di
settore che spingono verso la direzione sopra auspicata.
In ultimo, in relazione alle iniziative intraprese in materia di
affidamento e gestione dei lavori di costruzione delle dighe, con
specifico riferimento a taluni casi segnalati nel quesito de quo,
si rappresenta quanto di seguito:
- Diga Blufi: l'E.A.S. ha in corso la procedura per la rescissione
del contratto d'appalto con l'Impresa, avendo il 03/10/07
sottoscritto con la stessa lo stato finale dei lavori e restando in
attesa che la commissione di collaudo emetta il relativo
certificato finale. In merito l'EAS, giusto invito della scrivente
Agenzia, ha recentemente sollecitato la definizione e l'emissione
di detto atto. In sostanza il rapporto contrattuale in essere è
indirizzato univocamente verso la chiusura definitiva e di
conseguenza il completamento dei lavori potrà avvenire solamente
procedendo ad un nuovo appalto. Il fabbisogno finanziario per il
completamento dell'opera, secondo una stima prodotta nel luglio
2007 dalla D.L., ammonta a 168 M , di cui circa 23 M , residuo del
finanziamento iniziale, giacenti nel Bilancio dell'Amministrazione
Regionale. Per la copertura finanziaria della parte residuale, pari
a 145 M , l'A.R.R.A. ha avanzato richiesta sia al Ministero delle
Economie e delle Finanze, con note n. 13273 del 22/11/06 e n. 15484
del 14/12/06, che al Dipartimento Regionale della Programmazione,
con nota n. 30808 del 29/07/08.
- Diga Pietrarossa: con nota n. 6953 del 17/10/2009 il 3 Settore
dell'A.R.R.A. ha rappresentato all'On.le Presidente della Regione
lo stato delle iniziative inerenti l'opera. Di seguito si riportano
i contenuti della nota citata.
I lavori di costruzione dell'opera denominata 'Invaso Pietrarossa'
- Progetto ex CASMEZ n 30/3219 furono affidati dal Consorzio di
Bonifica di Caltagirone al R.T.I. costituito da Impregilo S.p.A.
(già Lodigiani S.p.A.) e CO.GE.I. S.p.A. (oggi fallita) con
contratto stipulato in data 12.12.1988 per un ammontare, al netto
del ribasso, di £. 75.958.194.230, portata a £. 84.888.356.411 a
seguito dell'approvazione di n. 2 perizie di variante e suppletiva.
I lavori furono consegnati in data 16.2.1989 e sono stati sospesi:
- in data 20.11.1993 per presunti fenomeni franosi in corso
d'opera;
- in data 20.10.1997 su ordine della Soprintendenza BB.CC.AA. di
Enna;
- in data 14.02.1998 per provvedimento della Procura della
Repubblica di Enna;
- in data 6.03.2000 su ordine del G.I.P. dei Tribunale di
Caltagirone.
Di fatto i lavori risultano interrotti dal 1997.
Lo stato finale dei lavori alla data di sospensione del 20.10.1997
determina un importo di lavori al netto pari a £. 80.694.871.604.
Il 3 Settore dell'Agenzia, al fine di esaminare la posizione
tecnica e amministrativa dei lavori di costruzione della diga
Pietrarossa, ha indetto lo scorso 14.2.2008 una riunione, alla
quale hanno partecipato la Soprintendenza al BB.CC.AA. di Enna, il
Ministero per le Infrastrutture - Direzione Dighe Roma ed il suo
Ufficio periferico di Palermo ed il Consorzio di Bonifica 7
Caltagirone, ancora titolare dell'opera.
Da tale riunione è emerso che:
- sono stati superati gli aspetti amministrativi;
- gli aspetti penali sono passati in giudicato;
- relativamente all'aspetto archeologico, la Soprintendenza di
Enna ritiene imprescindibile il completamento dell'indagine
archeologica e la conservazione fisica dei manufatti, ritenendo
possibile la progettazione della fruizione sotto l'aspetto
virtuale per quanto attiene al sito. A tal fine ha redatto e
presentato al competente Assessorato la perizia relativa il cui
importo è di circa 1,50 milioni di euro;
- è venuto meno il conflitto tra interessi pubblici contrapposti,
realizzazione del serbatoio e salvaguardia e fruizione del sito
archeologico, attraverso l'ipotesi di fruizione virtuale del sito
presentata dalla Soprintendenza;
- rimangono ancora pendenti i contenziosi civili che vedono
impegnati il Consorzio di Bonifica 7 di Caltagirone ed il
Provveditorato Generale delle 00.PP. per la Regione Siciliana.
Alla luce di quanto rappresentato si ritiene necessario:
1. completare le indagini conoscitive nell'area archeologica;
2. accelerare la chiusura dei contenziosi anche attraverso
specifiche transazioni;
3. verificare lo stato di affidabilità delle opere realizzate
nell'attuale stato di deterioramento, considerato il lungo periodo
di fermo lavori;
4. aggiornare ed adeguare il progetto di sistemazione della spalla-
sponda destra;
5. redigere un progetto di completamento dell'opera che tenga
conto dei problemi relativi alle cave».
IL DIRETTORE
(Ing. Marcello Loria)
CAPUTO. - «Al Presidente della Regione, premesso che:
in data 19 febbraio 2009, la Presidenza della Regione siciliana,
ha sottoscritto la convenzione con il comando Regione Carabinieri
Sicilia e la società Trenitalia s.p.a. per il finanziamento del
protocollo d'intesa del 21 novembre 2008;
il protocollo, in particolare, consente la libera circolazione, su
tutti i treni regionali, dei militari dell'Arma della Sicilia,
muniti di appositi moduli di viaggio in base alle richieste dei
comandi provinciali;
finalità del protocollo è l'incremento del fattore sicurezza
personale, a bordo dei treni regionali in territorio siciliano, dei
viaggiatori;
considerato che:
l'iniziativa è importante e merita la sua piena applicazione;
uguali prerogative e finalità possono essere riconosciute e svolte
anche dagli appartenenti alla Polizia di Stato;
ritenuto che:
l'esclusione dalla convenzione e dal relativo protocollo d'intesa
può rappresentare una disparità di trattamento; anche gli
appartenenti alla Polizia di Stato, unitamente ai militari
dell'Arma, possono garantire, allo stesso modo, le finalità del
protocollo e della relativa convenzione;
anche la Polizia di Stato, quindi, deve essere messa nelle
medesime condizioni (come i militari dell'ARMA dei Carabinieri) di
poter godere ed usufruire delle agevolazioni previste dalla libera
circolazione sui treni regionali di Trenitalia;
per sapere quali provvedimenti intenda adottare per procedere ad
una nuova sottoscrizione della convenzione con gli appartenenti
alla Polizia di Stato o per consentirne il loro inserimento in
quella del 19 febbraio 2009 onde far sì che anche i poliziotti
possano godere e beneficiare delle agevolazioni ivi previste».
(459)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione numero 459
dell'onorevole Salvino Caputo, si trasmette la nota prot. N. 1461
del 3 aprile 2009 unitamente ai relativi allegati, con il quale il
Servizio V della Segreteria Generale di questa Presidenza della
Regione ha dettagliatamente riferito in merito e, ritenendone
esaustivo il contenuto, per una compiuta visione si ritiene di
allegare la stessa nella sua interezza.
Il Presidente
On. Dr. Raffaele Lombardo
PRESIDENZA
Segreteria Generale
Prot. n. 1461 del 3 aprile 2009
All'AREA 2 S.G.
U.O.'Rapporti con l'ARS'
e p.c. Ufficio di Gabinetto On. Presidente
LORO SEDE
Con riferimento all'interrogazione in oggetto - trasmessa con nota
n. 1064 del 25.03.2009 -, si rappresenta quanto segue.
A seguito della pubblicazione della circolare presidenziale n.
3430 del 14.10.2008 - GURS Parte I n. 49 del 24.10.2008 - che
disciplina l'utilizzo del fondo per le partecipazioni e le
convenzioni di cui all'art. 88, comma 3, della l.r. 2/2002, con
istanza del 21.11.2008 il Comando Regione Carabinieri Sicilia ha
richiesto il finanziamento di un protocollo d'intesa sottoscritto
in pari data con la società Trenitalia S.p.A., finalizzato ad
incrementare i livelli di sicurezza nel trasporto ferroviario in
Sicilia (allegati 1 e 2).
Espletata l'istruttoria ed acquisita la valutazione dell'apposita
Commissione e la determinazione positiva dell'On. Presidente, il
19.02.2009 è stata stipulata presso la scrivente Presidenza la
relativa convenzione, la quale rimanda, per le condizioni e
modalità di fruizione del servizio, al succitato protocollo di
intesa (allegato 3).
Non è pervenuta, invece, analoga proposta da parte di strutture
della Polizia di Stato.
A titolo puramente informativo, si rappresenta che, per il
corrente esercizio 2009, è stato pubblicato - nella GURS Parte I n.
13 del 27.03.2009 - un comunicato concernente la presentazione
delle istanze relative al fondo in questione per il corrente
esercizio 2009.
Allegati come sopra descritti.
Il Dirigente del Servizio
(Dott. Francesco Schillaci)