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Resoconto d'Aula della Seduta n. 110 di mercoledì 23 settembre 2009
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   Presidenza del vicepresidente Oddo


   VITRANO, segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ai sensi dell'articolo 127,  comma
  9,  del  Regolamento interno, do il preavviso di trenta  minuti  al
  fine  delle  eventuali votazioni mediante procedimento  elettronico
  che dovessero avere luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che hanno chiesto congedo per la  seduta  di
  oggi gli onorevoli:
   Adamo,  Ammatuna,  Bonomo,  Digiacomo, Donegani,  Faraone,  Greco,
  Mattarella, Panepinto, Raia, Ruggirello, Speziale e Termine.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico,  altresì,  che sono in missione, per  ragioni  del  loro
  ufficio,  gli onorevoli: Formica, Savona e Buzzanca dal  22  al  23
  settembre 2009.
   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per il Lavoro

   n.  547 -  Interventi per la stabilizzazione e la salvaguardia del
  diritto  al  lavoro per i lavoratori SERICO di Palermo in  servizio
  presso la 'Caserma Luigi Bichelli'.
   Firmatario: Caputo Salvino

   da parte dell'Assessore per la Sanità

   n.  34  -  Interventi volti ad impedire la chiusura delle  guardie
  mediche di Erice-Vetta e di Trapani-Porto.
   Firmatario: Oddo Camillo

   n.  124 - Composizione della commissione regionale per la verifica
  del  nuovo  sistema di formazione: educazione continua in  medicina
  (ECM).
   Firmatario: Falcone Marco

   n. 132 - Revisione del sistema di somministrazione dei farmaci per
  i malati affetti da sclerosi multipla.
   Firmatario: Falcone Marco

     n. 164 - Provvedimenti per la riattivazione della postazione 118
  a Cianciana (AG).
   Firmatario: Panepinto Giovanni

   n.  182  - Attuazione dell'art. 8 della l.r. 22 dicembre 2005,  n.
  19,  in  materia  di interventi in favore dei soggetti  colpiti  da
  autismo.
   Firmatario: Marrocco Livio

   n.  198  -  Notizie  sul mancato pagamento degli  emolumenti  agli
  infermieri  professionali  del  118  delle  province  di   Catania,
  Siracusa e Ragusa.
   Firmatario: Falcone Marco

   n.  284  -  Motivi della mancata autorizzazione per l'avvio  delle
  procedure  di  stabilizzazione del personale precario  in  servizio
  presso l'azienda ospedaliera S. Antonio Abate di Trapani.
   Firmatario: Marrocco Livio

   n.  291  - Iniziative in merito alla distribuzione dei farmaci  ad
  alto contenuto tecnologico e ad alto costo.
   Firmatario: Raia Concetta

   n.  322  -  Grave  situazione in cui versa  il  personale  autista
  soccorritore  in  servizio  presso la Siciliana  servizi  emergenze
  s.p.a. (SISE).
   Firmatario: De Benedictis Roberto

   n.  389  -  Delucidazioni  in ordine al   decreto  legislativo  n.
  194/2008,  relativo alla disciplina delle modalità di finanziamento
  dei controlli sanitari ufficiali (regolamento CE n. 882/2004) .
   Firmatario: Caputo Salvino

   n.   443  -  Reperimento  di  fondi  regionali  per  sostenere  la
  formazione medico-specialistica.
   Firmatario: Caputo Salvino

   n.  462 - Reperimento di fondi a sostegno della formazione medico-
  specialistica.
   Firmatario: Cordaro Salvatore

   n.  494  - Rigorosa applicazione della legge sul diritto d'accesso
  agli atti degli enti del servizio sanitario regionale.
   Firmatario: Bonomo Mario

   n.  523  -  Iniziative  per  la piena attuazione  del  regolamento
  comunitario in materia di sicurezza alimentare.
   Firmatari:  Lo Giudice Giuseppe; Maira Raimondo; Cascio Salvatore;
  Dina   Antonino;   Fagone  Fausto;  Ardizzone   Giovanni;   Cordaro
  Salvatore; Ragusa Orazio; Savona Riccardo; Forzese Marco

   n.  532  -  Corsi  di  laurea delle professioni  sanitarie  presso
  l'ospedale Gravina di Caltagirone (CT).
   Firmatario: Falcone Marco

   n.  538  -  Iniziative  per  la piena attuazione  del  regolamento
  comunitario in materia di sicurezza alimentare.
   Firmatari: Lo Giudice Giuseppe; Maira Raimondo; Cordaro Salvatore;
  Dina Antonino; Cascio Salvatore; Fagone Fausto; Ardizzone Giovanni;
  Ragusa Orazio; Savona Riccardo; Forzese Marco

   n.  587  -  Interventi  urgenti per evitare  la  soppressione  del
  laboratorio pubblico di analisi di S. Alessio Siculo (ME) a  tutela
  dei livelli essenziali di assistenza.
   Firmatario: Currenti Carmelo

   Avverto   che   le  risposte  scritte  testé  annunziate   saranno
  pubblicate  in  allegato  al  resoconto stenografico  della  seduta
  odierna.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Scoma ha chiesto congedo  per
  la presente seduta.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunicazione di presentazione e contestuale invio di disegni di
                                 legge
                      alle competenti Commissioni

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  presentati ed inviati alle competenti Commissioni legislative:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   «Norme  per la valorizzazione ed il sostegno alla funzione sociale
  ed educativa degli oratori» (n. 463)
   di  iniziativa  parlamentare presentato  dagli  onorevoli  Gianni,
  Maira e Cordaro
   in data 17 settembre 2009
   inviato in data 18 settembre 2009

   «Disposizioni per il riconoscimento della funzione sociale  svolta
  dagli  oratori parrocchiali e per la valorizzazione del loro ruolo»
  (n. 464)
   di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Barbagallo
   in data 18 settembre 2009
   inviato in data 18 settembre 2009

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   «Interventi  per contrastare la fuga di  cervelli' dalla  Sicilia»
  (n. 462)
   di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Ragusa
   in data 16 settembre 2009
   inviato in data 18 settembre 2009.

      Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
                              Commissione

   PRESIDENTE.  Comunico che il seguente disegno  di  legge  è  stato
  inviato   alla  competente  Commissione  legislativa   Ambiente   e
  Territorio' (IV):

   «Princìpi  per la tutela, il governo e la gestione pubblica  delle
  acque e disposizioni per la ripubblicazione del servizio idrico  in
  Sicilia» (n. 461)
    di iniziativa parlamentare
    inviato in data 22 settembre  2009.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Gianni, in data 23  settembre
  2009, ha chiesto di apporre la propria firma al disegno di legge n.
  151    Istituzione   delle   Unità  operative   delle   professioni
  sanitarie'.

                 Comunicazione di richiesta di parere

   PRESIDENTE.  Comunico  che  la  seguente  richiesta  di  parere  è
  pervenuta  dal  Governo  ed assegnata alla  Commissione  competente
   Servizi sociali e sanitari' (VI):

   Schema   decreto   assessoriale   concernente   le   modalità   di
  individuazione  di costituzione e le modalità di funzionamento  del
  Comitato   Bacino  Sicilia  occidentale'  e  del  Comitato   Bacino
  Sicilia orientale' di cui all'articolo 5 della l.r. 14 aprile 2009,
  n. 5 (n. 33/VI)
   - pervenuta in data 16 settembre  2009
   - inviata in data 17 settembre 2009.

                     Comunicazione di parere reso

   PRESIDENTE. Comunico che la Commissione  Affari istituzionali' (I)
  ha reso il seguente parere:

   -  IACP  di Catania. Designazione componente effettivo in seno  al
  collegio sindacale (n. 32/I)
   - reso in data 9 settembre 2009
   - inviato in data 16 settembre 2009.

       Comunicazione di questione di legittimità costituzionale

   PRESIDENTE. Comunico che, con ordinanza n. 404/09, notificata alla
  Presidenza  dell'Assemblea il 7 settembre  2009,  il  Consiglio  di
  Giustizia  amministrativa  per la Regione  siciliana,  ha  ritenuto
  rilevante   e   non  manifestamente  infondata  la   questione   di
  legittimità  costituzionale dell'articolo 7, comma 1,  della  legge
  regionale 16 aprile 2003, n. 4 per contrasto o incompatibilità  con
  lo  Statuto regionale nonché con le competenze e funzioni che detto
  Statuto  e  la Costituzione della Repubblica italiana attribuiscono
  alla  Regione siciliana in materia di mare territoriale, disponendo
  la  sospensione del presente giudizio e la trasmissione degli  atti
  alla Corte costituzionale.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   VITRANO, segretario:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura  e
  le foreste, premesso che:

   a seguito delle gravi gelate che hanno colpito, nel febbraio 2008,
  gli  agrumeti  della zona nord della provincia di  Siracusa  e  che
  hanno determinato un notevole calo produttivo, azzerando il reddito
  degli  agricoltori, è stato loro riconosciuto lo stato di  calamità
  naturale;

   a  seguito  del  riconoscimento di tale stato, è  stato  previsto,
  dall'Assessorato  regionale  per l'agricoltura  e  le  foreste,  un
  contributo alle aziende agricole danneggiate dalla calamità;

   rilevato che:

   nel    mese    di    agosto   2009,   l'Ispettorato    provinciale
  dell'agricoltura  di  Siracusa  ha notificato  a  quasi  tutti  gli
  agricoltori  richiedenti una comunicazione di  archiviazione  delle
  pratiche  di  contributo,  adducendo  motivazioni  che,   a   detta
  dell'associazioni di categoria, sono ingiustificate;

   di  fatti,  il  motivo dell'archiviazione delle pratiche,  secondo
  quanto dichiarato dai funzionari dell'IPA di Siracusa, è da addurre
  alla mancanza di alcuni documenti;

   tali  documenti, di contro, sono stati autodichiarati dagli stessi
  richiedenti  con dichiarazioni sostitutive dell'atto di  notorietà.
  Tali dati sono visibili attraverso il sistema SIAN, insieme a tutti
  i  titoli in possesso dei dichiaranti, nonché le mappe catastali  e
  quant'altro   occorre  per  dare  seguito  alle   richieste   degli
  agricoltori;

   considerato che:

   alla  luce  di  quanto sopra, appare assolutamente  ingiustificata
  l'archiviazione  delle  pratiche  di  contributo,  dovuta  ad   una
  esasperata burocrazia che, invece di snellire le procure, le  rende
  articolate ed inestricabili;

   tale  scelta,  oltre che causare un grave danno  agli  agricoltori
  che, con tante difficoltà, tentano di resistere ad una scoraggiante
  crisi  di comparto, porterà ad una probabile e giustificata valanga
  di ricorsi;

   la   mancata  erogazione  dei  contributi  porta  ad  un   diverso
  trattamento   degli   stessi  agricoltori  siracusani   a   livello
  regionale,  perché  le risorse, che con questo provvedimento  quasi
  persecutorio   non   vengono  assegnate,   una   volta   restituite
  all'Assessorato regionale Agricoltura, finiscono ridistribuite agli
  agricoltori delle altre province;

   per sapere:

   provvedimenti urgenti intendano adottare, al fine di  ripristinare
  le  procedure  per  la concessione dei contributi agli  agricoltori
  siracusani;

   iniziative  intendano portare avanti perché  venga  recuperato  il
  rapporto   di   fiducia  e  di  assistenza  costruttiva   tra   gli
  imprenditori  agricoli  siracusani e tutti  gli  uffici  periferici
  dell'Assessorato regionale Agricoltura». (741)

                                                            VINCIULLO

   «All'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che:

   l'area  archeologica di Kamarina (RG) versa in una  condizione  di
  degrado che, perdurando, rischia di pregiudicare irreparabilmente i
  tesori e i manufatti che insistono all'interno dell'area medesima;

   il  mare,  con  la  sua azione erosiva, ha fatto  emergere  e  sta
  lentamente trascinando con sé interi blocchi di pietra appartenenti
  alle antiche mura dell'area archeologica;

   le  numerose rotture presenti nelle recinzioni hanno ulteriormente
  favorito  l'azione  dei tombaroli che, indisturbati,  continuano  a
  deturpare   l'area,  compresa  la  parte  marina,  con   gravissime
  ripercussioni su possibili ed eventuali nuove campagne di scavi che
  dovrebbero,  invece,  portare  alla  luce  e  tutelare   i   tesori
  esistenti;

   considerato  che  in questi mesi, nonostante le  numerose  denunce
  anche a mezzo stampa e la vasta eco che la vicenda ha avuto anche a
  livello  nazionale,  si continua a registrare  l'assenza  da  parte
  delle istituzioni preposte;

   per sapere:

   quali azioni intenda rapidamente porre in essere per garantire  la
  salvaguardia del sito archeologico di Kamarina;

   se  non  ritenga opportuno, allo scopo di rendere più efficaci  le
  azioni  di  tutela,  avviare  un  tavolo  tecnico  con  i  soggetti
  istituzionali presenti sul territorio interessato dal sito». (743)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                            DIGIACOMO

   «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   la  paventata  sospensione del servizio di assistenza  domiciliare
  integrata  per disabili rischia di causare gravi danni  a  circa  2
  mila pazienti, tra cui malati terminali e portatori di handicap;

   alle  gravi ripercussioni sanitarie si aggiungerebbero quelle  sul
  fronte occupazionale, con circa 80 dipendenti della cooperativa che
  ha svolto finora il servizio, i quali rischiano il posto di lavoro;

   per  sapere se non ritenga opportuno e urgente intervenire  presso
  l'ASP  7  affinché  si  proceda  all'affidamento  della  gara   per
  l'espletamento del servizio di assistenza domiciliare integrata per
  disabili,  nelle  more che si provveda all'avvio delle  prestazioni
  'in-house' così come previsto dalla legge regionale n. 5  del  2009
  in materia di riordino del servizio sanitario regionale». (744)

                                                            DIGIACOMO

   «Al  Presidente  della Regione, premesso che  il  CIAPI,  ente  di
  formazione della Regione siciliana, insieme ad un cartello di altri
  enti, si è aggiudicato una gara d'appalto di 75 milioni di euro per
  la formazione;

   osservato che soltanto il CIAPI ha partecipato alla gara e che  la
  Regione così finisce con l'essere 'appaltatrice di se stessa';

   per sapere come sia stato costruito il bando e, soprattutto, quali
  condizioni  siano state poste per far sì che si verificasse  questa
  condizione». (745)

        (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

                                                     APPRENDI-FARAONE

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura  e
  le foreste, premesso che:

   la crisi che ha investito l'agricoltura siciliana, e in particolar
  modo  quella  del  comparto della viticoltura, trae  origine  anche
  dalle  azioni speculative in atto sui prezzi delle uve da  mosto  e
  del concomitante fenomeno del 'cracking' che sta colpendo le uve da
  tavola  specialmente  nelle zone della  provincia  di  Agrigento  e
  Caltanissetta;

   gli  effetti  di  questa  crisi stanno  causando  la  chiusura  di
  migliaia di aziende vitivinicole siciliane che in questi anni hanno
  contribuito al rilancio dell'immagine e dell'economia siciliana,  e
  non solo del comparto;

   decine  di  imprenditori agricoli per protestare contro  il  basso
  prezzo  dell'uva  da mosto hanno occupato la cantina  La  Torre  di
  Racalmuto  e  altre numerose iniziative di lotta sono  in  atto  in
  Sicilia per chiedere azioni concrete da parte dei Governi regionale
  e nazionale;

   rilevato che:

   dalle vendemmie avviate in alcune aree della Sicilia non si riesce
  a  ricavare  risorse sufficienti a coprire neanche  i  costi  della
  raccolta;

   le organizzazioni degli agricoltori hanno avanzato alcune proposte
  per  fronteggiare la crisi del comparto vitivinicolo,  tra  cui  la
  possibilità  di trasformare gli attuali aiuti comunitari  in  aiuti
  diretti ai produttori in base alla superficie coltivata a vigneto;

   altre   iniziative,  proposte  sempre  dalle  organizzazioni   dei
  coltivatori,  consistono nell'attuazione di misure straordinarie  e
  temporanee di aiuto allo stoccaggio dei mosti e dei vini;

   considerato  che  occorre rapidamente adottare  una  strategia  di
  contrasto  mediante ingenti ed adeguate misure per fronteggiare  le
  azioni di speculazione in atto nonché lo stato di emergenza;

   per sapere:

   se e quali azioni siano state avviate per il rilancio del comparto
  in  oggetto, azioni tese prioritariamente ad impedire le operazioni
  speculative in corso circa il prezzo delle uve da mosto;

   quali risorse, in relazione ad eventuali iniziative assunte, siano
  state  attivate  e  se  non  ritengano  opportuno,  per  il  valore
  economico  che  il  comparto rappresenta,  destinare  all'emergenza
  adeguati  ed  efficaci  strumenti economici che  ne  consentano  il
  superamento». (746)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                         DI BENEDETTO

   «All'Assessore per la sanità, premesso che per l'attuazione  della
  legge  regionale  n.  5  del 2009 è stato avviato  un  processo  di
  riorganizzazione   delle  aziende  sanitarie  siciliane   e   delle
  strutture ospedaliere;

   l'Assessore regionale per la sanità, per evitare il perpetuarsi di
  sprechi e di fenomeni d'inadeguata utilizzazione del personale,  ha
  deciso  di  consentire l'affidamento o il rinnovo di  incarichi  di
  struttura complessa solo dopo aver verificato l'assenza di  esuberi
  di  dirigenti  eventualmente  creatisi  come  effetto  della  nuova
  organizzazione sanitaria;

   sarebbe  stato,  se  non  doveroso,  quantomeno  opportuno  che  i
  direttori delle vecchie aziende, nelle more della loro sostituzione
  si fossero limitati a svolgere esclusivamente attività di ordinaria
  amministrazione;

   tenuto  conto che il direttore generale della azienda  ospedaliera
  di  Sciacca,  venerdì  28  agosto  2009  (alla  vigilia  della  sua
  sostituzione,   avvenuta   l'1    settembre),  ha   adottato   atti
  deliberativi   che   non   possono  essere  certamente   ricondotti
  all'ordinaria amministrazione, come la riconferma di  incarichi  di
  direzione  di strutture complesse, con conseguenti oneri in  carico
  alla struttura sanitaria; ciò senza che si sia valutata l'eventuale
  presenza di esuberi di dirigenti;

   ritenuto che:

   nell'attuale   delicata  fase  della  sanità  siciliana,   occorre
  vigilare   attentamente   affinché  ci  sia   un'azione   sinergica
  finalizzata all'attuazione della legge di riforma;

   ogni  atto posto in difformità agli indirizzi assessoriali  e  che
  deviano dall'obiettivo della riorganizzazione rischia oltre che  di
  inceppare  il  processo, di far insorgere  diritti  e  pretese  nei
  confronti dell'amministrazione pubblica e di perpetrare, in  alcuni
  casi, disfunzioni e clientele;

   per sapere:

   se  gli  atti  di nomina fatti in data 28 agosto c.a. dall'azienda
  ospedaliera  di  Sciacca  siano stati autorizzati  dall'Assessorato
  alla Sanità;

   ed,  in  caso  contrario,  se non ritenga di  avviare  un'indagine
  conoscitiva  per accertare quali atti siano stati posti  in  essere
  dal Direttore generale della azienda ospedaliera di Sciacca;

   se  non ritenga di disporre la revoca di tali atti qualora fossero
  contrari alle disposizioni ed ai vincoli posti dal suo Assessorato;

   se  non  ritenga nel caso si fossero, attraverso atti illegittimi,
  perpetrati  danni  nei confronti della pubblica amministrazione  di
  dover avviare una azione risarcitoria». (749)

                                                         DI BENEDETTO

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   il  dott.  Tornesi  ha rivestito l'incarico, presso  l'Assessorato
  agricoltura  e  foreste,  di responsabile del  dipartimento  per  i
  rapporti  con  la  stampa, nonché, quello  direttore  del  giornale
  online Pinus;

   il  giornale Pinus si occupa da anni della diffusione  di  notizie
  relative al corpo forestale della Regione e del patrimonio boschivo
  siciliano;

   considerato che a carico del dirigente regionale dott.  Tornesi  è
  scattato  un  provvedimento disciplinare che prevede  tre  mesi  di
  sospensione   dall'amministrazione  regionale  e  che   tale   atto
  risulterebbe riconducibile alla diffusione, nel portale  Pinus,  di
  notizie  contro  il  Governo  regionale  e  l'attività  del   corpo
  forestale;

   per  sapere  se,  accertati i fatti sopra  indicati,  non  ritenga
  infondato  il  provvedimento a carico del dott. Tornesi  e  se  non
  ritenga  opportuno provvedere alla rimozione dell'atto disciplinare
  e  consentire  rapidamente il reintegro del dott. Giovanni  Tornesi
  nelle sue funzioni». (750)

                                                            PANARELLO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   a  servizio  delle isole di Lampedusa e Linosa (AG)  esistono  due
  strutture di laboratorio: una a gestione diretta da parte  dell'ASP
  di  Palermo e l'altra denominata 'Centro clinico Lampedusa' privata
  in regime di accreditamento;

   il  budget,  erogato dalla Regione al laboratorio 'Centro  clinico
  Lampedusa', è passato da euro 112 mila del 2007 a euro 106 mila nel
  2008 sino ad arrivare ad euro 96 mila nel 2009;

   il   laboratorio  accreditato,  in  seguito  alla  progressiva   e
  significativa decurtazione del budget, ha avviato le  procedure  di
  chiusura  per  impossibilità di far fronte agli  impegni  economici
  necessari a garantire le prestazioni sanitarie sull'isola,  con  il
  conseguente licenziamento del personale dipendente;

   il bacino di utenza delle isole pelagie si aggira intorno ai 5.000
  -  6.000  abitanti  e  il fabbisogno di prestazioni  sanitarie  può
  essere  soddisfatto  a  condizione che il  servizio  sanitario  sia
  svolto  in modo continuativo con personale stanziale e in grado  di
  fornire  esami  di laboratorio per fronteggiare  le  urgenze  e  la
  emergenze con una vasta gamma di prestazioni;

   considerato che:

   il  laboratorio a gestione diretta dell'ASP di Palermo  svolge  la
  sua  attività  con  personale viaggiante, spesso impossibilitato  a
  raggiungere l'isola per i continui disservizi nei trasporti  e  con
  il conseguente blocco delle prestazioni sanitarie;

   nel  2007  il  suddetto  laboratorio ha  erogato  soltanto  10.760
  prestazioni  a  fronte di una valorizzazione economica  complessiva
  pari ad euro 47.635,23 e per un costo complessivo di circa 250 mila
  euro;

   la  struttura  dell'ASP  ad  oggi non ha  adeguate  strutture  per
  eseguire  in  loco alcune indagini diagnostiche e non  può  fornire
  immediate  risposte relative ai rispettivi quesiti, e ciò  comporta
  un allungamento dei tempi sulle prestazioni fornite;

   rilevato che:

   la  struttura accreditata opera con personale stanziale e fornisce
  una  vasta  gamma di prestazioni sanitarie ed è in  grado  di  dare
  risposte certe e immediate ai quesiti diagnostici;

   la  suddetta struttura di laboratorio ha eseguito nel 2007  35.000
  prestazioni con un costo di euro 112 mila;

   la  scelta  di chiusura del laboratorio accreditato determina  una
  preoccupante  carenza di prestazioni sanitarie su di un  territorio
  caratterizzato  da  oggettive  difficoltà  prima   di   tutto   nei
  trasporti;

   l'ASP   è   tenuta   ad   assicurare  le   prestazioni   sanitarie
  specialistiche  e di laboratorio, in modo continuativo  a  tutti  i
  cittadini,   ivi  compresi  quelli  delle  sedi  disagiate,   quali
  Lampedusa e Linosa;

   gli   incontri   tenutisi  tra  il  'Centro  clinico   Lampedusa',
  l'Assessorato Sanità e l'ex AUSL n. 6 di Palermo non hanno  sortito
  alcun  utile  risultato, considerato che, a fronte delle  richieste
  dell'AUSL  6  di aumentare il budget del laboratorio, l'Assessorato
  ha opposto la mancanza di risorse economiche sufficienti;

   per sapere:

   se  e  quali misure siano state intraprese per far fronte al venir
  meno  delle  prestazioni  sanitarie derivanti  dalla  chiusura  del
  laboratorio accreditato;

   se  non  ritengano opportuno, al fine di garantire  il  bacino  di
  utenza interessato, porre in essere misure idonee per assicurare il
  soddisfacimento  della  domanda sanitaria, ivi  comprese  forme  di
  integrazione pubblico-privato;

   se e quali iniziative, a fronte di una precisa valutazione costi -
  benefici,  siano  state  attivate per recuperare  la  presenza  del
  laboratorio privato nelle isole pelagie, in modo tale da  sopperire
  alle necessità dell'utenza». (751)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                         DI BENEDETTO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   VITRANO, segretario:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura  e
  le foreste, premesso che:

   i  Sindaci  di  Grotte, Racalmuto, Milena, Montedoro, Bonpensiere,
  Castrofilippo,  Naro,  Canicattì, Camastra, Campobello  di  Licata,
  Ravanusa,  Palma  di  Montechiaro, Licata  e  Favara  (AG),  avendo
  partecipato agli incontri viticultori del territorio della  Sicilia
   centro  meridionale del nero d'Avola di alta collina', si  sentono
  seriamente preoccupati per le conseguenze derivanti dalla crisi del
  settore;

   considerato che:

   per l'annata agricola appena trascorsa le strutture di ammasso non
  hanno  potuto  assicurare prezzi in grado di coprire minimamente  i
  costi di gestione, determinando gravi sofferenze finanziarie per le
  aziende;

   dall'incontro  con  gli  agricoltori si  è  potuto  constatare  un
  allarme sociale che preoccupa per le conseguenze di ordine pubblico
  che  potrebbe generare; infatti si sono ipotizzate azioni di  lotta
  estreme che ognuno di noi deve contribuire ad evitare;

   atteso che:

   consapevoli  delle potenzialità del territorio, delle  peculiarità
  del  prodotto  nascente  dalle colture, si ritiene  che  quest'area
  abbia  le  adeguate capacità per uscire da questa  crisi  dopo  una
  giusta politica organizzativa-formativa e di marketing;

   bisogna  evitare  il  depauperamento del  patrimonio  vitivinicolo
  esistente  nella  zona e un ulteriore spopolamento  del  territorio
  rurale,  con  la  perdita  di  migliaia  di  posti  di  lavoro   in
  agricoltura,   con   conseguenze  devastanti  di   natura   sociale
  facilmente  intuibili,  quali l'aumento  della  disoccupazione  che
  andrebbe ad appesantire un bilancio già fortemente compromesso;

   per sapere:

   quali  iniziative  a  favore delle aziende vitivinicole  intendano
  adottare  per  il  ripianamento delle  passività  pregresse  ed  in
  scadenza;

   se  intendano  adoperarsi per un intervento assolutamente  urgente
  finalizzato all'integrazione del reddito delle aziende vitivinicole
  attraverso un aiuto di almeno 2 mila euro per ettaro per  tutte  le
  aziende  catalogate nelle schede AGEA del territorio ricadente  nel
  comprensorio della Sicilia  centro meridionale del nero d'Avola  di
  Alta  Collina', per un periodo temporale di quattro anni  necessari
  per  attivare le azioni di valorizzazione e commercializzazione  di
  un   prodotto   di   eccellenza  già  insignito  da  riconoscimenti
  internazionali, azioni predisposte nel piano industriale in fase di
  elaborazione». (740)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

                   CAPUTO - POGLIESE - VINCIULLO - FALCONE - MARROCCO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  il  lavoro,  la
  previdenza  sociale, la formazione professionale  e  l'emigrazione,
  premesso che:

   la legge finanziaria 'Disposizioni programmatiche e correttive per
  l'anno 2009', approvata dall'Assemblea regionale nello scorso  mese
  di  maggio,  ha  stabilito, all'articolo 36,  il  finanziamento  di
  progetti per la realizzazione di opere pubbliche mediante l'impiego
  dei cantieri di lavoro;

   la  gestione  dei  cantieri di lavoro è affidata  direttamente  ai
  comuni,  i  quali,  sulla  base  del numero  di  abitanti,  possono
  inoltrare  apposita istanza presso l'Assessorato  regionale  Lavoro
  per l'autorizzazione delle opere;

   considerato che:

   ad   oggi  i  comuni  attendono  le  direttive  assessoriali   che
  stabiliscano  i  tempi  e  le modalità per la  presentazione  delle
  istanze di finanziamento;

   per l'anno finanziario 2009 è stata autorizzata la spesa di 55.400
  migliaia di euro, somma più che raddoppiata per il 2010;

   sottolineato   che  il  senso  di  responsabilità   dell'Assemblea
  regionale  siciliana permise, nel maggio 2009,  l'approvazione  del
  predetto  articolo  36,  voluto sia  per  dare  avvio  concreto  ad
  interventi  immediati,  seppur  di piccola  entità,  sia  per  dare
  risposte ai problemi urgenti dell'occupazione;

   per sapere:

   quali  siano  i  motivi  ostativi all'emanazione  della  direttiva
  assessoriale  prevista  al comma 11 dell'articolo  36  della  legge
  regionale 14 maggio 2009, n. 6;

   quali  provvedimenti urgenti intendano assumere  affinché  vengano
  attivate  tutte  le  procedure utili  a  non  vanificare  l'impegno
  sostenuto dall'Assemblea regionale siciliana in favore anche  della
  ripresa occupazionale;

   quando  i comuni potranno attingere alla risorse messe in bilancio
  per  il  2009, considerato che siamo proprio nell'ultimo  trimestre
  del  2009  e  che occorrerà tempo per l'espletamento  di  tutte  le
  procedure  di  finanziamento  dei cantieri  di  lavoro,  così  come
  previsto dalla legge». (742)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                              D'ASERO

   «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   il  decreto assessoriale n. 01129/09 del 12 giugno 2009,  relativo
  alla  pianificazione  della spesa sanitaria  regionale  per  l'anno
  2009,  prevede specificatamente all'allegato 3 le 'indicazioni  per
  l'erogazione di prestazioni di riabilitazione in regime di ricovero
  presso gli istituti e le case di cura della Regione';

   l'Assessore,  nel  medesimo  decreto,  intende  specificare,   nel
  penultimo  capoverso del citato allegato, le modalità  di  ricovero
  presso le strutture accreditate per la riabilitazione limitandone i
  casi esclusivamente a due evenienze specifiche;

   tali  evenienze: 1) pazienti provenienti da struttura  pubblica  o
  privata;  2)  pazienti provenienti da un reparto  per  acuti  della
  medesima  struttura accreditata, escluderebbero la  possibilità  di
  ricovero  per  tutti  quei  pazienti  che  necessitano  di  terapia
  riabilitativa  non  proveniente da reparti ospedalieri  per  acuti,
  come  per  esempio  per  i  malati curati  per  varie  patologie  a
  domicilio ed, in un secondo momento, necessariamente da inserire in
  specifici piani di riabilitazione;

   l'interpretazione  letterale  della  norma  creerebbe   gravissime
  difficoltà logistiche ed operative, a) dapprima ai malati medesimi,
  che vedrebbero gravemente limitata la possibilità di avvalersi, per
  più  cicli  e  sino  al  raggiungimento di un  corretto  ed  idoneo
  risultato  terapeutico,  di  strutture specialistiche  a  tal  uopo
  create;  b)  ed  anche ai medici di base, i quali  si  troverebbero
  nella  impossibilità di proporre, ai pazienti medesimi, un ricovero
  per un ciclo di riabilitazione in seguito a trattamenti terapeutici
  domiciliari  e/o non in continuità con un ricovero ospedaliero  per
  acuti;

   per sapere come ritenga di volere intervenire per meglio integrare
  e  specificare il predetto decreto nella parti citate  e  ritenute,
  dall'interrogante,   carenti,  precisando,  anche   con   eventuali
  limitazioni  temporali  o per patologia, le ulteriori  modalità  di
  fruizione  per il ricovero riabilitativo per tutti quei pazienti  i
  quali, pur non provenendo da reparti ospedalieri o necessitando  di
  ulteriori  cicli terapeutici, anche in tempi successivi, ovviamente
  sempre direttamente collegati con la patologia sofferta, vedrebbero
  attualmente gravemente limitato il proprio diritto ad un  idoneo  e
  completo trattamento riabilitativo». (747)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                             PICCIOLO

   «Al   Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per  i  lavori
  pubblici,  premesso che, l'art. 7 della legge regionale  14  maggio
  2009,   n.  6  (legge  finanziaria  regionale  per  l'anno   2009),
  riguardante  Norme  per  la  riduzione  dei  costi  degli  apparati
  pubblici regionali , impone, nel termine di 90 giorni, alle società
  costituite o partecipate dall'Amministrazione regionale a  capitale
  interamente  o  in maggioranza pubblico non quotate  in  borsa,  di
  avviare la liquidazione delle eventuali partecipazioni in società o
  organismi esterni;

   considerato  che l'attuazione della citata disciplina,  certamente
  improntata  a  princìpi di contenimento dei costi amministrativi  e
  volta  ad  armonizzare l'ordinamento regionale con quanto  disposto
  dalla  normativa nazionale in materia di tutela della  concorrenza,
  determina,  tuttavia, nel caso specifico della società AST  SISTEMI
  s.r.l., controllata dall'Azienda siciliana trasporti, la perdita di
  un  utile patrimonio di conoscenze specifiche acquisite in  materia
  di   trasporti,   valutazioni  ambientali,  ingegneria   civile   e
  protezione  civile  che  hanno  costituito  un  efficace   supporto
  strategico alle amministrazioni ed agli enti regionali;

   rilevata  l'opportunità di evitare la definitiva  dispersione  del
  suddetto  'know-how',  senza  tuttavia contravvenire  allo  spirito
  della  norma contenuta nell'art. 7 della legge regionale n.  6  del
  2009;

   per   sapere  se,  rispetto  alla  necessaria  liquidazione  delle
  partecipazioni dell'Azienda siciliana trasporti nella  società  AST
  SISTEMI  s.r.l., non ritengano opportuno procedere ad  una  fusione
  per   incorporazione,  come  del  resto  suggerito  per  situazioni
  analoghe  dalla  circolare dell'Assessore  per  il  bilancio  e  le
  finanze n. 13 del 18 agosto 2009 ovvero ogni altra azione volta  ad
  acquisire le quote della suddetta società, e con esse il patrimonio
  di conoscenze specifiche, al patrimonio della Regione». (748)

        (L'interrogante richiede risposta scritta con urgenza)

                                                           RUGGIRELLO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stata  presentata   la   seguente
  interpellanza:

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   nelle  scorse  settimane  la Giunta regionale  ha  proceduto  alla
  nomina  dei  direttori  generali  delle  17  aziende  sanitarie   e
  ospedaliere  dell'Isola risultanti dalla legge  di  riforma  votata
  dall'ARS è e che già in quella occasione è apparso evidente come la
  Giunta  abbia  attribuito gli incarichi sulla  base  di  un  rigido
  protocollo di spartizione tra partiti e potentati politici;

   i  direttori generali che si sono insediati l'1   settembre devono
  a  loro  volta procedere alla nomina dei direttori sanitari  e  dei
  direttori   amministrativi  delle  aziende,  figure   apicali   che
  costituiscono l'ossatura principale per la gestione della sanità;

   la  legge assegna esclusivamente ai direttori generali il  compito
  di  individuare  le  persone  da nominare,  che  devono  essere  in
  possesso  di  comprovate  doti  di  competenza,  professionalità  e
  moralità;

   da  quanto  riportato con grande evidenza dalla stampa, da  quanto
  viene  ripetutamente  detto negli ambienti  politici  e  da  quanto
  risulta  dalle stesse dichiarazioni dell'Assessore per  la  sanità,
  l'individuazione   dei  direttori  sanitari  e  amministrativi   da
  nominare,  azienda  per  azienda, è stata  fatta  dalla  Giunta  di
  Governo o comunque in ambito politico, anche qui con l'applicazione
  certosina di criteri di spartizione;

   per conoscere:

   se  risulti  conforme al vero che l'Assessore per la sanità  abbia
  convocato  i direttori generali delle aziende per fargli  visionare
  un elenco di candidati a direttore sanitario e amministrativo e per
  indicare loro le persone da nominare;

   se   non   ritenga  che  quanto  esposto  in  premessa,  oltre   a
  configurarsi  come  la prosecuzione del grave malcostume   politico
  che  ha  determinato  l'affossamento della  sanità  siciliana,  non
  configuri anche - nel caso dei  direttori amministrativi e sanitari
  - una chiara violazione della legge che regola il settore;

   come  valuti  l'operato dell'Assessore per  la  sanità  e  se  non
  ritenga,   nel   caso  in  cui  venisse  confermato  quanto   sopra
  richiamato, che ricorrano le condizioni per il ritiro della  revoca
  di questi dal ramo di amministrazione affidatogli». (70)

          (L'interpellante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                           MATTARELLA

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia  fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza  si
  intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per  essere
  svolta al proprio turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   numero 145 «Interventi contro i tagli prodotti al personale  nella
  scuola  pubblica  dalla legge Gelmini», degli onorevoli  Cracolici,
  Ammatuna,   Apprendi,  Barbagallo,  Bonomo,   De   Benedictis,   Di
  Benedetto,  Di  Guardo,  Digiacomo,  Donegani,  Faraone,   Ferrara,
  Fiorenza,  Galvagno, Gucciardi, Laccoto, Lupo, Marinello, Marziano,
  Mattarella,  Oddo, Panarello, Panepinto, Picciolo,  Raia,  Rinaldi,
  Speziale, Termine e Vitrano, presentata il 15 settembre 2009;

   numero 146 «Dichiarazione dello stato di calamità naturale  per  i
  violenti  nubifragi abbattutisi nella provincia di Trapani.  Misure
  urgenti  di  ristoro dei gravi danni subiti dalle colture  saline»,
  degli   onorevoli  Ruggirello,   Musotto,   Federico  e   D'Antoni,
  presentata il 17 settembre 2009;

   numero  147  «Riconoscimento  dello  stato  di  calamità  naturale
  causato  dai  repentini  cambiamenti  climatici  verificatisi   nel
  territorio  del  comune di Mazzarrone (CT) e dei  comuni  limitrofi
  ricadenti  nella  zona a indicazione geografica  protetta  (I.G.P.)
  'Uva  da tavola di Mazzarrone'», degli onorevoli D'Antoni, Musotto,
  Arena e D'Agostino, presentata il 18 settembre 2009.
   Ne do lettura:

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   il  Governo nazionale ha posto in essere diversi provvedimenti che
  hanno determinato un notevole ridimensionamento agli organici della
  scuola pubblica;

   il  taglio degli organici previsti dalle legge n. 133 del 2008  ha
  prodotto   una  gravissima  diminuzione  degli  incarichi   annuali
  attribuiti  al  personale  docente,  ed  amministrativo,   tecnico,
  ausiliario (ATA);

   la  situazione è resa ancor più grave dal blocco del turn over che
  ha  interessato  oltre  30.000 dipendenti che,  a  partire   dall'1
  settembre 2009, sono andati in pensione;

   i tagli complessivi ammontano ad oltre 40.000 posti di lavoro;

   il  numero  degli incarichi annuali attribuiti nel  corrente  anno
  scolastico  è  minore  del  previsto,  stante  che  non   è   stato
  predisposto  alcun  limite alle assegnazioni provvisorie,  tanto  è
  vero  che  per molte classi di concorso più del 90% delle  cattedre
  sono state attribuite come assegnazione provvisoria;

   la  riduzione degli incarichi a favore dei soggetti inseriti nelle
  graduatorie  dei  docenti e nei diversi profili del  personale  ATA
  rappresenta  un  licenziamento di massa che non ha  precedenti  nel
  pubblico impiego;

   la  Sicilia è la Regione più colpita dai tagli voluti dal  Governo
  nazionale, visto che nell'anno scolastico 2009-2010 ci saranno  ben
  6.779 precari che non troveranno occupazione;

   specificamente  rimarranno senza lavoro 5.198 insegnanti  e  1.581
  amministrativi;

   detti  tagli pregiudicano la qualità sia funzionale che  didattica
  della  scuola  pubblica  siciliana e, di  fatto,  impediscono  agli
  alunni  ed alle famiglie di giovarsi di un modello d'istruzione  in
  linea  con  i  tempi,  che richiede sempre  maggiori  conoscenze  e
  capacità per concorrere nel sistema globale;

   la  riduzione  degli  organici, inoltre,  compromette  il  diritto
  all'istruzione ed all'integrazione degli alunni diversamente abili,
  i   quali   verranno,   nella   stragrande   maggioranza,   privati
  dell'insegnante di sostegno;

   a  seguito  della  predetta riduzione dei posti, contravvenendo  a
  qualsivoglia norma sulla sicurezza nelle scuole, le classi potranno
  essere  composte da ben 35 alunni, con la presenza anche di quattro
  discenti diversamente abili;

   nel decreto cosiddetto 'salva precari', di fatto, si introduce una
  formula  di cassa integrazione che assieme ad altre misure tampone,
  peraltro  previste  per i soli docenti, rappresenta  un  palliativo
  destinato  a  non  risolvere  i  problemi  della  scuola   pubblica
  siciliana,  mortificante per i docenti ed il personale ATA  escluso
  dalle nomine;

   compito primario del Governo regionale è quello di salvaguardare i
  legittimi interessi dei cittadini siciliani, i quali hanno  diritto
  ad  una  scuola  pubblica  adeguata e funzionale  e  ad  un  lavoro
  dignitoso per sè e per le proprie famiglie;

   tale  obiettivo può essere conseguito solo ponendo in  essere  una
  strategia  volta ad ottenere il ripristino dei posti dei docenti  e
  del   personale   ATA   tagliati,  sbloccando   il   'turn   over',
  contingentando l'uso delle assegnazioni provvisorie, assicurando la
  nomina  dei  docenti di sostegno in numero sufficiente a  garantire
  l'assistenza   a  tutti  gli  alunni  diversamente  abili,   nonché
  adottando il tempo prolungato,

                   impegna il Governo della Regione
   e per esso l'Assessore per i beni culturali e ambientali e per la
                          pubblica istruzione

   ad  attivarsi  nei  confronti del Governo  nazionale  al  fine  di
  ottenere  lo  stanziamento  dei fondi  necessari  alla  nomina  del
  personale docente ed ATA che, nel corrente anno scolastico, è stato
  escluso  dalle  nomine  annuali o sino al  termine  delle  attività
  didattiche;

   ad  agire  per determinare lo sblocco del turn over, onde  evitare
  che  la collocazione in quiescenza del personale, con la successiva
  riduzione   dell'organico,  non  si  trasformi  in  un  esorbitante
  licenziamento  dei precari che da anni svolgono il  proprio  lavoro
  con passione e professionalità;

   ad  assicurare  la  nomina  dei  docenti  di  sostegno  in  numero
  sufficiente   a   garantire  l'assistenza  a   tutti   gli   alunni
  diversamente abili;

   a  porre in essere misure idonee a garantire l'adozione del  tempo
  prolungato in seno al sistema scolastico regionale;

   a  considerare  come  prioritaria la 'vertenza  scuola  siciliana'
  utilizzando i fondi europei previsti dall'accordo Stato  -  Regione
  al fine di ampliare gli ammortizzatori sociali a tutti i lavoratori
  che  negli  anni  hanno  svolto la propria  attività  nella  scuola
  pubblica;

   ad  intraprendere una decisa iniziativa affinché venga abbandonato
  il  progetto  del  Governo nazionale, volto a porre  in  essere  un
  processo   di   graduale  privatizzazione  del   sistema   pubblico
  scolastico». (145)

        CRACOLICI-AMMATUNA-APPRENDI-BARBAGALLO-BONOMO- DE BENEDICTIS-
          DI BENEDETTO-DI GUARDO- DIGIACOMO-DONEGANI-FARAONE-FERRARA-
                                                            FIORENZA-
  GALVAGNO-GUCCIARDI-LACCOTO-LUPO-MARINELLO-MARZIANO-MATTARELLA-ODDO-
   PANARELLO-PANEPINTO-PICCIOLO-RAIA-RINALDI-SPEZIALE-TERMINE-VITRANO

                            «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   i  violenti  nubifragi, che nelle ultime ore hanno  flagellato  la
  provincia  di  Trapani, hanno causato ingenti  danni  alle  colture
  saline,   compromettendo  la  produzione  annuale  di  una  risorsa
  economica di vitale importanza per l'intero comprensorio trapanese,
  quantificabile, secondo l'opinione degli operatori colpiti, in  una
  perdita pari ad almeno 1.500.000 euro;

   ritenuto  che, da quanto emerge da un primo monitoraggio, l'entità
  dei  danni  prodotti nel territorio    della provincia  di  Trapani
  giustificherebbe  di  gran lunga la dichiarazione  dello  stato  di
  calamità  naturale da parte della Regione siciliana,  offrendo,  in
  tal  modo,  uno spiraglio ai produttori che operano nel  territorio
  delle  saline  di Trapani circa la possibilità di fare  ricorso  ad
  indennizzi parzialmente ristoratori dei danni subiti,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  intervenire prontamente perchè venga dichiarato, con  urgenza,
  lo  stato  di  calamità  naturale  nei  territori  della  provincia
  trapanese  gravemente colpiti dai nubifragi  dei  giorni  15  e  16
  settembre 2009;

   ad  approntare  ogni  possibile misura volta ad  indennizzare  gli
  operatori  delle  saline di Trapani per i gravi  danni  sofferti  a
  causa dei suddetti nubifragi». (146)

                                 RUGGIRELLO-MUSOTTO-FEDERICO-D'ANTONI

                        «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   le  avverse condizioni meteorologiche, che nell'ultimo periodo  si
  sono registrate in Sicilia ed in particolar modo nella provincia di
  Catania,   esattamente   nei   comuni  ricadenti   nel   territorio
  riconosciuto  a  indicazione geografica protetta  (I.G.P)  'Uva  da
  tavola  di  Mazzarrone',  hanno provocato  il  fenomeno  denominato
  'cracking', ovvero il repentino abbassamento della temperatura e le
  conseguenti  piogge, che hanno provocato la spaccatura degli  acini
  dell'uva da tavola, con conseguente scadimento della qualità;

   a  seguito delle segnalazioni provenienti dai primi sopralluoghi è
  emerso che l'entità dei danni è estremamente consistente;

   considerato che:

   per   i   territori   sopra  indicati  l'agricoltura   rappresenta
  l'attività  lavorativa prevalente, oltre che la primaria  fonte  di
  reddito;

   tali fenomeni meteorologici hanno compromesso irrimediabilmente il
  raccolto  di  interi  impianti viticoli, con  conseguenti  ricadute
  economiche  negative per le aziende agricole, le quali  si  trovano
  già  in sofferenza a causa della crisi del settore agricolo, e  che
  inoltre  i  mancati introiti dovuti alla perdita del  raccolto,  in
  molti  casi  potrebbero  persino causare la chiusura  delle  stesse
  aziende;

   l'entità  dei  danni provocati dal maltempo è tale da giustificare
  il  riconoscimento dello stato di calamità naturale da parte  della
  Regione  siciliana, in modo da offrire un considerevole aiuto  alle
  aziende  agricole  già  in  difficoltà  a  causa  della  crisi  del
  comparto, oltre che della flessione dei prezzi di mercato,

                   impegna il Governo della Regione

   ad   intervenire   prontamente  ed  energicamente   perché   venga
  riconosciuto  lo stato di calamità naturale per tutti  quei  comuni
  che  ricadono  nel  territorio contraddistinto dall'I.G.P  'Uva  da
  tavola di Mazzarrone'». (147)

                                    D'ANTONI-MUSOTTO-ARENA-D'AGOSTINO

   Onorevoli colleghi, con riferimento alle mozioni testé annunziate,
  preciso  che la numero 145 è stata inserita al IV punto dell'ordine
  del  giorno dell'odierna seduta, in sintonia con il calendario  dei
  lavori  deliberato  dalla  Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari per la corrente sessione e comunicato nella precedente
  seduta; mentre le restanti  saranno iscritte all'ordine del  giorno
  della  seduta  successiva  perché  se  ne  determini  la  data   di
  discussione.

   Non sorgendo osservazioni, così rimane stabilito.

         Comunicazione relativa alla interrogazione numero 664

   PRESIDENTE. Comunico che relativamente alla interrogazione  numero
  664   Notizie in merito alle procedure adottate per la sostituzione
  dei  commissari  straordinari presso le due aziende ospedaliere  di
  Enna  e  Messina , a firma degli onorevoli Dina, Maira, Cordaro,  e
  Gianni,  nella seduta n. 54 del 6 agosto 2009 della VI  Commissione
  legislativa  permanente   Servizi sociali e  sanitari'  l'onorevole
  Dina   si   è  dichiarato  insoddisfatto  della  risposta   fornita
  dell'Assessore per la sanità all'interrogazione sopra citata.

    Comunicazione relativa a cariche interne di Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.   Informo  che,  con  nota  del  17  settembre   2009,
  l'onorevole  Francesco Musotto, Presidente del Gruppo  parlamentare
   Movimento per le Autonomie , ha comunicato che le cariche  interne
  del Gruppo medesimo sono così integrate:
   - Vicepresidente:  on. Cateno De Luca;
   - Vicepresidente:  on. Nicola D'Agostino.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunicazione di nomina di componente di Commissione legislativa

   PRESIDENTE. Comunico che con decreto n. 336 del 23 settembre  2009
  l'onorevole  Carmelo  Incardona  è nominato  componente  della  III
  Commissione   legislativa  permanente   Attività  produttive',   in
  sostituzione dell'onorevole Falcone, dimissionario.

   L'Assemblea ne prende atto.

          Determinazione della data di discussione di mozioni

   PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:  Lettura,
  ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
  Regolamento interno, delle seguenti mozioni:

   -  numero 143 «Interventi urgenti a favore dello stabilimento FIAT
  di   Termini  Imerese  (PA)»,  degli  onorevoli  Caputo,  Pogliese,
  Falcone, Vinciullo e  Aricò;
   -  numero  144  «Interventi contro i tagli prodotti  nella  scuola
  pubblica  dalla  legge Gelmini», degli onorevoli  Oddo,  Cracolici,
  Panarello,  Marziano,  Rinaldi,  Picciolo,  Mattarella,   Ammatuna,
  Apprendi,   Barbagallo,  Bonomo,  De  Benedictis,   Di   Benedetto,
  Digiacomo,   Di  Guardo,  Donegani,  Faraone,  Ferrara,   Fiorenza,
  Galvagno,  Gucciardi,  Laccoto, Lupo, Marinello,  Panepinto,  Raia,
  Speziale, Termine e Vitrano.

   Avverto  che  la  determinazione della data di  discussione  della
  mozione numero 143,  integralmente riportata nell'ordine del giorno
  della   presente   seduta,   è  demandata,   secondo   consuetudine
  parlamentare,   alla   Conferenza   dei   Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari.

                  Comunicazione di ritiro di mozione

   PRESIDENTE. Con riferimento poi alla mozione numero 144,  comunico
  che,   con  nota  del  16  settembre  2009,  l'onorevole  Oddo   ha
  dichiarato, anche a nome degli altri firmatari, di ritirarla.
   Conseguentemente,  è  da  intendersi superato  il  deferimento  di
  quest'ultima  mozione  alla Conferenza dei  Presidenti  dei  gruppi
  parlamentari per la determinazione della data di discussione.

   L'Assemblea ne prende atto.

    Rinvio dello di interrogazioni e di interpellanze della rubrica
                         Agricoltura e foreste

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Svolgimento  di  interrogazioni e di  interpellanze  della  rubrica
   Agricoltura e foreste .

   Onorevoli  colleghi,  do lettura del fax trasmesso  dall'assessore
  per  l'agricoltura  e  le foreste, onorevole  Cimino,  in  data  22
  settembre  2009,  con cui comunica che a causa  di  un  contestuale
  impegno  istituzionale con il ministro Zaia, gli  sarà  impossibile
  partecipare  alla  seduta ARS fissata per  mercoledì  23  settembre
  p.v., alle ore 17,00:

   «Onorevole Presidente,
   comunico  che a causa di un contestuale impegno istituzionale  con
  il  Ministro Zaia, mi sarà impossibile partecipare alla seduta  ARS
  fissata per mercoledì 23 settembre p.v., alle ore 17,00.
   Mi  scuso pertanto con Lei e gli Onorevoli colleghi per non potere
  dare seguito allo svolgimento delle interrogazioni ed interpellanze
  della  rubrica  Agricoltura' previsto dall'ordine del giorno  della
  seduta.
   Con l'occasione, la prego volere disporre il rinvio della seduta.

                                                         L'Assessore
                                         (On.le Avv. Michele Cimino)»

   L'Assemblea ne prende atto.
   Pertanto,  il  III  punto dell'ordine del giorno:  Svolgimento  di
  interrogazioni  e  di  interpellanze della rubrica   Agricoltura  e
  foreste  è rinviato ad altra seduta.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   Discussione unificata di mozioni e interrogazioni concernenti il
                            tema dei tagli
                  al personale della scuola pubblica

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  IV  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione  unificata di mozioni e interrogazioni  concernenti  il
  tema dei tagli al personale della scuola pubblica:

   - mozioni:

   n.  112  «Potenziamento delle unità di personale di  sostegno  per
  l'assistenza  ai disabili nella scuola siciliana», degli  onorevoli
  Barbagallo, Lupo, Galvagno e Ammatuna;
   n.  136  «Interventi  a livello centrale per l'immediato  recupero
  delle  somme  sottratte alla scuola pubblica e per  l'avvio  di  un
  valido  progetto di riforma del settore», degli onorevoli  Rinaldi,
  Ardizzone, Panarello e Romano;
   n.  142  «Interventi  per sopperire ai tagli degli  insegnanti  di
  sostegno in Sicilia e per non compromettere la qualità del servizio
  scolastico pubblico», degli onorevoli Barbagallo, Galvagno, Lupo  e
  Ammatuna;
   n.  145  «Interventi  contro i tagli prodotti al  personale  nella
  scuola  pubblica  dalla legge Gelmini», degli onorevoli  Cracolici,
  Ammatuna,   Apprendi,  Barbagallo,  Bonomo,   De   Benedictis,   Di
  Benedetto,  Di  Guardo,  Digiacomo,  Donegani,  Faraone,   Ferrara,
  Fiorenza,  Galvagno, Gucciardi, Laccoto, Lupo, Marinello, Marziano,
  Mattarella,  Oddo, Panarello, Panepinto, Picciolo,  Raia,  Rinaldi,
  Speziale, Termine, Vitrano;

   interrogazioni:

   n.  258  «Interventi  presso  il  Governo  nazionale  al  fine  di
  garantire  agli studenti disabili le necessarie ore  di  sostegno»,
  dell'onorevole Oddo;
   n.  586  «Iniziative  a tutela dei posti di  lavoro  nelle  scuole
  siciliane», dell'onorevole Vinciullo;
   n.  726  «Iniziative  per  il recupero  dei  posti  tagliati  agli
  organici delle scuole siciliane», dell'onorevole Oddo.

   Onorevoli  colleghi,  ricordo  che, ai  sensi  della  disposizione
  generale  di  cui  all'articolo 156  bis  del  Regolamento  interno
  dell'ARS,  le mozioni iscritte al IV punto dell'ordine  del  giorno
  della  presente seduta dovrebbero essere poste in votazione secondo
  l'ordine   di  presentazione,  con  la  conseguenza  che   la   non
  approvazione di alcune di esse non precluderebbe la votazione delle
  successive,   mentre  invece  l'approvazione   di   una   di   esse
  precluderebbe la votazione delle altre.
   Tuttavia,  con  riferimento alle mozioni di cui sopra,  la  numero
  112,  in  considerazione del relativo contenuto che investe aspetti
  diversi   e   compatibili  rispetto  all'argomento  oggetto   delle
  rimanenti  mozioni,  verrà  posta in  votazione  autonomamente,  in
  analogia a quanto previsto dal successivo articolo 156 ter per  gli
  ordini del giorno riferiti a mozioni.
   Viceversa,  alle  mozioni numeri 136, 142 e  145,  si  applicherà,
  stante la sostanziale identità di argomento, la preclusione di  cui
  all'articolo 156 bis del Regolamento citato.

   Così rimane stabilito.

   Le  mozioni numero 136 e numero 142 sono da intendersi  ritirate.

   Non sorgendo osservazioni, così rimane stabilito.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che  l'onorevole Federico è in congedo per la
  seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


     Riprende la discussione unificata di mozioni e interrogazioni
   concernenti il tema dei tagli al personale della scuola pubblica

   PRESIDENTE.  Riprende  la  discussione  unificata  di  mozioni   e
  interrogazioni  concernenti il tema dei tagli  al  personale  della
  scuola pubblica.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrare la mozione numero 145.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo un po' di
  attenzione,  primo  fra  tutti dal Governo, che  è  l'interlocutore
  immediato  di  questa discussione, visto che vorremmo evitare  che,
  sulla scuola, si facesse un esercizio retorico di solidarietà.
   Siamo  un Parlamento e abbiamo l'obbligo di assumere scelte, siamo
  chiamati a fare scelte che impegnano anche la Regione siciliana  e,
  quindi,  ad assumere iniziative che possano dare non solo  risposta
  ai  precari  che, in questi giorni, stanno vivendo il dramma  della
  perdita di un incarico, di un reddito e della possibilità di  avere
  un  lavoro  ma  anche - e, forse, soprattutto  -  il  tema  che  ci
  riguarda è quello della scuola che si sta realizzando a seguito dei
  provvedimenti varati dal Governo nazionale.
   Ecco  perché  dico  subito che non vogliamo e  non  accettiamo  un
  unanimismo che spesso la politica rischia di vivere come condizione
  di stucchevole recita, per cui, magari, si fanno gli autonomisti in
  Sicilia  e  gli  ascari a Roma. Per una volta, vorremmo  provare  a
  rovesciare  questo  rapporto e fare gli  ascari  dei  siciliani  in
  Sicilia e gli autonomisti a Roma.
   Lo  dico anche perché sento troppo spesso dichiarazioni di  guerra
  in  Sicilia  contro  il Governo nazionale e  poi  le  stesse  forze
  politiche  che,  nell'Isola, dichiarano  guerra  e  opposizione  al
  Governo nazionale, quando sono a Roma approvano i provvedimenti del
  Governo  nazionale.  Per ultimo, mi riferisco al  partito  dell'MPA
  che,  proprio questa mattina, ha sostenuto e votato la mozione  del
  Governo  prima e la mozione dell'onorevole Lo Monte  che,  pur  con
  affermazioni di mero principio, sostanzialmente approva  l'impianto
  e i tagli che sono stati operati dal Governo nazionale.
   Siamo, quindi, al paradosso: in Sicilia, si grida allo scandalo  e
  si  è sempre al fianco di tutti ma, quando si varca lo Stretto,  ci
  si  scorda di essere siciliani e si finisce con l'essere  ascari  a
  Roma.
   Con  questa  mozione,  poniamo un tema di  fondo:  credo  che  noi
  siciliani,  e  non  solo  i lavoratori della  scuola,  non  solo  i
  docenti,  non solo i genitori che hanno i figli a scuola, siamo  in
  presenza  del più grande licenziamento di massa nella storia  della
  Repubblica italiana.
   Oltre  130  mila  persone perderanno il lavoro  nella  scuola  nei
  prossimi tre anni
   Soltanto  in questo inizio di anno scolastico, in Sicilia  -  solo
  per  quest'anno  -  7 mila persone non avranno  rinnovato  il  loro
  incarico e perderanno, quindi, la possibilità di lavorare.
   Si  prevede  che, per il triennio 2009-2011, complessivamente,  il
  numero di operatori scolastici docenti e non docenti si ridurrà  di
  oltre 25 mila unità. Per la Sicilia è una tragedia.
   A  questo,  signor Presidente, si aggiunge che i tagli complessivi
  dei   130   mila  posti  che  non  vengono  rinnovati  nel  sistema
  scolastico,  non riguardano soltanto la Sicilia, che è  la  regione
  più  penalizzata  dai tagli del sistema scolastico,  ma  riguardano
  anche  i  tanti siciliani che, per avere un incarico  nella  scuola
  pubblica italiana, pur di ricevere un incarico, emigrano all'inizio
  di  ogni anno scolastico nelle tante scuole italiane per essere poi
  magari  beffeggiati da autorevoli esponenti politici del  nord  che
  insultano  i  nostri  insegnanti  perché  meridionali.  L'onorevole
  Gianni  mi  corregge,  più che  autorevoli esponenti  politici  del
  nord ,  autorevoli esponenti del Governo Berlusconi .
   Quindi,  noi siamo in presenza di questo dato, un dato  drammatico
  che  è  stato  evidenziato in questi giorni dalla inquietudine  che
  attraversa  il  mondo della scuola, ed il mondo del  precariato  in
  particolare, in tutte le città siciliane, dove sono stati  occupati
  i  locali  dei  Provveditorati con manifestazioni di  protesta  che
  hanno   visto  l'assoluto  sostanziale  disinteresse  del   Governo
  nazionale.
   E  allora, rispetto a questo dato il Parlamento siciliano, ripeto,
  non  è  chiamato soltanto a dare solidarietà ma è chiamato anche  a
  svolgere  una  funzione  che  provi a rovesciare  la  politica  del
  Governo  nazionale sulla scuola e gli effetti che  questa  politica
  produce  sia  sui lavoratori della scuola che sui  ragazzi  che  la
  frequentano.
   Perché  una  cosa è chiara, l'attacco che la legge  133  del  2008
  porta  alla  scuola  è  un  attacco  alla  scuola  pubblica:  è  in
  discussione il modello di scuola pubblica in Italia
   Allora,  come  affrontiamo questi nodi?  Come  affrontiamo  questi
  temi?
   La  nostra  mozione si propone, innanzitutto, di fare svolgere  al
  Governo regionale un ruolo di protagonista nella rappresentanza non
  di  un parere diverso, ma di una opposizione netta a un modello  di
  cosiddetta   riforma  che penalizza ancor di più il  Mezzogiorno  e
  penalizza ancor di più la Sicilia: infatti, noi veniamo penalizzati
  in  generale sui tagli, ma veniamo penalizzati anche dal fatto  che
  la  scuola  - in Sicilia e nel Mezzogiorno, appunto - è una  scuola
  più  precaria e più debole; paradossalmente, là dove c'è un sistema
  scolastico  forte,  mi  riferisco al tempo prolungato  o  al  tempo
  pieno,  mi  riferisco cioè ad un sistema che è in  grado  anche  di
  garantire,  da parte degli Enti locali, quel sistema di politica  a
  favore  della scuola, in alcuni casi gli stessi tagli sono mitigati
  dall'esistenza di una scuola a tempo pieno.
   In  Sicilia, dove è meno diffusa la presenza del tempo pieno, dove
  è meno diffusa la presenza del tempo prolungato, dove abbiamo anche
  condizioni  di maggiore disagio, ad esempio per la disabilità,  per
  cui  la scuola diventa in alcuni casi l'unico luogo di aggregazione
  e  di  socializzazione  dei nostri ragazzi diversamente  abili,  si
  scarica sulla scuola una contraddizione ancor più forte rispetto al
  resto del Paese.
   Ed  è  per  questo  che  la  Sicilia è penalizzata  due  volte:  è
  penalizzata dalle scelte dei tagli generali ed è penalizzata  dalle
  scelte del sistema scolastico debole della nostra Regione.
   Quindi   manifestiamo  il  nostro  giudizio  di  non   sufficienza
  sull'azione  del Governo. Non è sufficiente perché,  come  è  noto,
  alle  Regioni spetta non solo il compito di mettere in  campo  ogni
  iniziativa  utile a rovesciare, a tentare di rovesciare  le  scelte
  fatte  dal  Governo  nazionale;  ci  saremmo  aspettati,  onorevole
  Assessore, che il Presidente di questa Regione e perché  no,  anche
  il  Presidente dell'Assemblea regionale siciliana, convocassero  ad
  esempio tutti i deputati eletti in Sicilia chiedendo, a prescindere
  dalle  appartenenze politiche di ognuno di essi,  di  rappresentare
  innanzitutto la Sicilia, tenuto conto che questa riforma cancella e
  penalizza fortemente la Sicilia.
   Ma questo non è stato fatto
   Sono  stati  fatti tanti comunicati stampa, ma non si rovescia  la
  politica del Governo con i comunicati stampa
   Ecco  perché  chiediamo  al  Governo regionale  di  assumere  ogni
  iniziativa politica ed istituzionale volta a mettere in discussione
  le scelte fin qui fatte dal Governo nazionale, mettendo in campo un
  piano  straordinario per la scuola che cancelli i tagli varati  con
  la legge 133.
   Chiediamo,  inoltre, al Governo regionale di fare  la  sua  parte,
  innanzitutto rafforzando il sistema del personale per l'attività di
  sostegno  nelle  scuole  siciliane al fine di  garantire  non  solo
  lavoro  a  chi oggi lo perde, ma anche un'assistenza vera  a  tutti
  quei  ragazzi  e  quelle  ragazze che, pur se  diversamente  abili,
  frequentano le nostre scuole.
   Chiediamo  al  Governo regionale di utilizzare tutte  le  risorse,
  anche  quelle  del  Fondo Sociale Europeo e  perché  no,  onorevole
  assessore,  anche  le mitiche risorse FAS - per le  quali  da  mesi
  questa Regione è stata al centro della cronaca per una vertenza con
  il Governo nazionale sulla possibilità di assegnare alla Sicilia la
  quota  che  le  spettava  e che è stata ulteriormente  ridotta  dal
  Governo nazionale - per finanziare un piano che preveda, nel  corso
  di  tre anni, una generalizzata costruzione di un sistema del tempo
  prolungato   nella   scuola   pubblica   siciliana.   E,    quindi,
  investimento
   Chiediamo  pure che la Regione faccia la sua parte ad integrazione
  degli   ammortizzatori  sociali  per  chi,   comunque,   non   sarà
  riassorbito  dall'avvio dell'anno scolastico.  Ripeto,  noi  stiamo
  affrontando  oggi  questa  emergenza e  la  stiamo  affrontando  in
  maniera  acuta nel momento in cui diverse migliaia di professori  e
  di  personale non docente ha protestato per le strade siciliane. Ma
  dobbiamo  sapere  che  anche  molti di quelli  che  hanno  ricevuto
  l'incarico  a  inizio  d'anno, il prossimo anno  rischiano  di  non
  trovarselo più perché questo è solo il primo assaggio della riforma
  Gelmini.
   Questa riforma, infatti, ha un triennio di applicazione, e in ogni
  anno  del triennio si perderanno oltre quarantamila posti di lavoro
  nella  scuola italiana. Ecco perché bisogna mettere in campo  anche
  una  iniziativa  volta  a  garantire un reddito  a  chi  lo  perde,
  utilizzando pure gli ammortizzatori in deroga.
   Onorevole  Assessore, c'è un paradosso: come  lei  sa,  l'istituto
  degli  ammortizzatori in deroga prevedeva che  le  regioni,  al  di
  fuori   delle   categorie  generali  che  in  qualche   modo   sono
  attenzionate  dallo  Stato,  individuassero  alcune  tipologie   di
  lavoratori  che  in quelle specifiche Regioni potevano  perdere  il
  posto di lavoro.
   Ebbene,  questo Governo è così strabico che non aveva previsto  o,
  se  lo aveva previsto, era solo per alcune categorie, che la scuola
  sarebbe  diventata una emergenza di questa Regione. E il  paradosso
  sa  qual  è?  Che  noi abbiamo chiesto allo Stato di  ampliare  gli
  ammortizzatori in deroga a due categorie: i lavoratori della sanità
  privata,  prevedendo che il piano di rientro avrebbe fatto  perdere
  qualche  migliaio  di  posti di lavoro  nel  sistema  della  sanità
  privata,   e  i  lavoratori  della  pesca.  Attenzione,   categorie
  importanti per le quali è giusto intervenire se ci sono fattori  di
  crisi specifici.
   Ma  non  avere  previsto in queste categorie  il  personale  della
  scuola  e,  in particolare, il personale della scuola non  docente,
  che   ad   oggi  non  ha  nessuna  forma  di  protezione  con   gli
  ammortizzatori  sociali,  lo esclude da  qualunque  possibilità  di
  accesso  a  sostegno di reddito, che è in grado  di  sostituire  il
  reddito che si perde dall'incarico non ricevuto.
   Quindi,  la nostra proposta affronta non una generica solidarietà,
  non  un   vogliamoci  bene'  in maniera  unanime,  perché  c'è  una
  minaccia  alla  scuola e, quindi, tutti diciamo  che  la  scuola  è
  minacciata.
   Ognuno  di noi deve fare la sua parte. Il Governo ha il dovere  di
  fare  la  sua  parte,  non  solo attraverso  comunicati  stampa  di
  solidarietà, ma mettendo in campo iniziative concrete  affinché  in
  Sicilia  si possa recuperare almeno una parte dei posti  di  lavoro
  che  si  perdono, e ciò anche con iniziative promosse  direttamente
  dalla Regione.
   Se  faremo  questo,  la  politica  non  sarà  un'arte  inutile  di
  accademica  discussione,  ma diventa  un  modo  concreto  per  dare
  risposta  alle tante persone che, in queste ore, aspettano risposte
  dalle istituzioni, e non solo gesti di solidarietà.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi  ha  molto
  sorpreso  l'intervento  del  capogruppo  del  Partito  Democratico,
  specialmente  nella  parte  introduttiva che  riguardava,  appunto,
  l'azione di un movimento politico a livello nazionale e regionale.
   Ma non siamo qui per affrontare questo tema.
   Non  condivido  l'ordine del giorno presentato  dai  colleghi  del
  Partito  Democratico, perché lo ritengo troppo debole per difendere
  una categoria che in questo momento è in ginocchio.
   Debole  nei confronti di chi, in questo momento, ha l'esigenza  di
  tirare  a campare giornalmente, parliamo di intere famiglie che  si
  sostenevano sull'occupazione scolastica; debole perché l'azione dei
  firmatari  nei confronti, non solo di questo Governo regionale,  ma
  anche   di  quello  nazionale,  ha  sortito  solo  l'effetto  della
  retorica.
   Ritengo che questo Parlamento - richiamandomi anche a quanto detto
  dall'onorevole  Cracolici  -  debba  fare  insieme  un'azione   che
  certamente può dare risposte concrete a migliaia di persone che già
  non  hanno il loro posto di lavoro, e ad altre migliaia a  cui  nei
  prossimi mesi succederà la stessa cosa.
   E  vengo,  al  di  là di quelle che possono essere  le  parole  di
  circostanza,  a delle proposte concrete da affidare,  naturalmente,
  al Governo di questa Regione.
   Ritengo giusto utilizzare il Fondo Sociale Europeo, ma soprattutto
  utilizzare,  perché  se  ne è parlato veramente  poco  -  spero  di
  parlarne   nei   prossimi  giorni,  dopo  l'audizione   in   quinta
  Commissione  - i settantacinque milioni di euro messi  a  bando  da
  questa  Regione con la partecipazione di un solo Ente, o meglio  di
  un'associazione  temporanea di imprese, per fare formazione  con  i
  150 miliardi.
   Ritirare  quel  bando  e  utilizzare quei fondi  per  migliaia  di
  famiglie che si aspettano una risposta concreta e immediata,  credo
  sia  non  solo  un  atto dovuto ma certamente un  atto  che  questo
  Parlamento  deve indicare aggiungendo a questa mozione  la  volontà
  del ritiro di quel bando di gara e di utilizzo di quelle risorse.
   Qualora il Governo non volesse fare questo, qualora ritenesse  che
  quella  azione amministrativa possa dare i suoi frutti,  non  credo
  che  la  speranza  passi attraverso altri fondi del  Fondo  Sociale
  Europeo, dei fondi FAS, come è stato richiamato.
   Significherebbe  illudere migliaia di  persone  e,  alla  fine  di
  questa  giornata, trarremo le conseguenze che anche oggi è passata,
  perché   mi   sembra   che   questo   è   l'andamento   dell'azione
  amministrativa  generale  in Sicilia, perché  l'occupazione  non  è
  quella scolastica che oggi ha le problematiche odierne.
   Ieri  si  è  letto  dell'allarme nel  campo  turistico  per  altre
  migliaia di persone ed oggi il Presidente nazionale della FIAVET ha
  lanciato  l'allarme di ventimila addetti che verranno  messi  sulla
  strada.
   Quindi,  ritengo che l'azione concreta non può essere la votazione
  di  una mozione, peraltro molto debole, quasi accondiscendente,  ma
  un'azione  volta al raggiungimento di quello che è il  fine,  ossia
  impegnare il massimo delle risorse a disposizione di questa Regione
  per  dare  non  solo  speranza ma per dare determinatezza  a  tutti
  quelli che hanno già lavorato in quel comparto, a tutti quelli  che
  hanno  costruito una vita sul comparto scolastico, a  tutti  quelli
  che non si aspettavano quello che poi è successo.
   La  Sicilia,  rispetto ad altre Regioni, ha questa possibilità  in
  più;  ha certamente l'aiuto che i Piani Operativi Regionali possono
  dare  con l'aggiungere risorse ed io ritengo che questo è il minimo
  che  il  Governo  regionale possa fare  ed  il  minimo  che  questo
  Parlamento  regionale possa sostenere affinché  lo  stillicidio  di
  migliaia  di  persone finisca con l'aiuto concreto  dell'intervento
  amministrativo.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vi ringrazio per
  avere  avuto  la  possibilità di intervenire in  questo  importante
  dibattito per la nostra Regione.
   Vorrei  rivolgermi all'onorevole Cracolici quando sostiene che  la
  mozione a sua firma non può passare con unanimismo di facciata, nel
  senso  che  lui dice che su questa mozione ci dobbiamo contare.  Io
  sarei  d'accordo  se la mozione presentata dal Partito  Democratico
  non fosse esattamente la copia di una mia interrogazione presentata
  in  data 29 aprile, nella quale tutte le cose che il PD sta dicendo
  oggi,  io  le avevo già dette sei mesi prima, denunciando  tutti  i
  problemi   e   i   tagli  che  vi  sarebbero   stati   in   seguito
  all'approvazione   della  legge  Gelmini,  che,  vorrei   ricordare
  all'onorevole  Cracolici senza spirito di polemica, riprende  anche
  la  famigerata legge 244, la cosiddetta Prodi - Padoa Schioppa, che
  tagliava 30 mila posti tra i docenti precari, e l'atteggiamento del
  Governo  Berlusconi è stato consequenziale con quello  del  Governo
  Prodi.
   Onorevole Rinaldi, mentre io sono disposto a riconoscere qual è la
  verità,  e  come  l'atteggiamento dei  vari  Governi  che  si  sono
  susseguiti  non è cambiato, dalla vostra parte non solo  non  vi  è
  questa  presa di coscienza, ma non vi è nemmeno la volontà di  dare
  vita  ad un documento unitario, in maniera tale che su un argomento
  così  importante che riguarda la qualità della scuola, e quindi  il
  destino  dei nostri figli, non ci si vuole confrontare  in  maniera
  leale, e non si vuole arrivare ad una posizione unitaria.
   Io  invece  penso  che su questa vicenda, in  cui  la  figura  del
  docente  precario è una delle componenti importanti  della  qualità
  della  scuola,  ma non è tutto, noi dobbiamo tutti insieme  trovare
  dei punti di incontro, trovare una soluzione unitaria e prospettare
  al  Governo  nazionale la volontà di questa Assemblea regionale.  E
  credo che un'Assemblea regionale di una Regione a Statuto speciale,
  su  questa  vicenda, possa dire la sua e possa proporre e formulare
  delle   proposte  che  il  Governo  nazionale  deve   prendere   in
  considerazione.
   Io  ho  presentato  allora  questa interrogazione  e  poi,  quando
  l'onorevole  Leanza è diventato assessore alla pubblica  istruzione
  l'ho  subito  contattato,  e devo dargli  atto  ancora  una  volta,
  nonostante  faccia  parte di questo Governo, che  si  è  mosso  con
  grande  celerità e con grande attenzione, e che ha preceduto  tutte
  le  altre Regioni d'Italia, tanto è vero che lo stesso ministro per
  la  pubblica  istruzione Gelmini, in una intervista  rilasciata  al
  quotidiano   la Repubblica , ha dovuto riconoscere che  il  modello
  siciliano,  cioè  il modello voluto dall'assessore  Leanza,  poteva
  essere ripetuto in tutte le altre regioni d'Italia.
   In  pratica, cosa è successo? Che il modello Sicilia,  il  modello
  Leanza, per essere chiari, può oggi rappresentare una soluzione per
  le altre Regioni.
   Noi però oggi ce l'abbiamo un modello buono, ma vorremmo che fosse
  ancora migliore; vorremmo che un numero maggiore, possibilmente  di
  docenti  precari,  venisse  coinvolto  cercando  di  aumentare   la
  dotazione organica che abbiamo individuato in 40 milioni di euro.
   Poco  fa  l'onorevole  Mancuso  aveva  indicato  una  strada,  non
  mancherà  al  Governo cercarne altre che sono compatibili  con  gli
  interventi  previsti dalla Comunità europea, in maniera  tale  che,
  anziché  andare a coprire 1800 posti di quelli che mancano,  se  ne
  possano  coprire  un numero maggiore, per dare la possibilità  alla
  scuola siciliana di dare risposte concrete ai nostri alunni.
   Onorevole assessore, ho presentato, insieme a tutti i deputati del
  PDL  e  dell'UDC, anche un ordine del giorno in cui  le  chiedo  di
  inviare   presso  i  Provveditorati  agli  studi  siciliani   degli
  ispettori  per verificare quello che si dice, e cioè che in  alcune
  classi  vi  sono più di 30 alunni, addirittura mi si parla  di  una
  classe  all'Istituto Tecnico Commerciale Rizza di Siracusa  con  44
  alunni,  cioè  se  è  possibile pensare che vi  siano  classi  così
  numerose,  o  se  invece non è necessario e  importante  vedere  se
  quanto  previsto  dalla  legge, soprattutto  la  legge  78  del  18
  dicembre del 1975, sia stato rispettato o meno, cioè se il rapporto
  metri  quadrati - alunni viene rispettato. Perché,  se  questo  non
  avviene,  come  tutti  noi crediamo, allora il Direttore  regionale
  della  pubblica istruzione in Sicilia dovrebbe essere  costretto  a
  sdoppiare le classi che hanno un numero di alunni superiore ai  30,
  sia  per  questioni di sicurezza sia, soprattutto, per  la  qualità
  della scuola.
   Allora,  attraverso questa espressione, onorevole  assessore,  noi
  potremmo  arrivare alla conclusione di sdoppiare  le  classi  e  di
  mandare nelle aule gli insegnanti che oggi vengono utilizzati  come
   tappa-buco .
   I   docenti  precari  non  vogliono  ammortizzatori  sociali,  non
  vogliono essere pagati per rimanere a casa, vogliono essere  pagati
  per  come  è  giusto,  perché  negli  ultimi  20  anni  sono  stati
  utilizzati per svolgere la loro attività. Ricordo, a proposito, che
  l'età  media  dei docenti precari non è poi così alta  per  cui  si
  possa pensare a creare dei pensionati.
   Quindi,  noi vogliamo dare qualità alla scuola siciliana, vogliamo
  dare  la  certezza a questi docenti precari che non  si  tratta  di
  ammortizzatori  sociali,  ma di uno stipendio  relativo  al  lavoro
  svolto.
   Sono disponibile a concordare tutti insieme una mozione in maniera
  tale  che prevalgano i diritti dei ragazzi e, insieme a quelli  dei
  ragazzi, anche quelli dei docenti precari.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  il  tema  della
  scuola  che oggi stiamo trattando ha refluenze di varia natura.  Ma
  qui mi preme affrontare quelle occupazionali e sociali.
   Non è una novità per noi in Sicilia dover affrontare problematiche
  di  natura  occupazionale,  ci  sono  ben  noti  tutti  i  problemi
  occupazionali  della  Sicilia, con il  suo  27,6  per  cento  della
  popolazione  che  vive al di sotto della soglia di  povertà.  Oggi,
  però,   stiamo   assistendo  a  processi  di  riforme   scolastiche
  imperniate  su  scelte  politiche di  risparmio  che  rischiano  di
  vanificare  le  legittime speranze di chi ha investito  gran  parte
  della  propria  vita  nell'insegnamento saltuario  e  precario,  ma
  svolto con passione e grande senso di abnegazione.
   Quante  famiglie sacrificate per inseguire un sogno coltivato  con
  decenni di precariato nella scuola ed oggi bruciato sull'altare del
  risparmio  della  spesa  pubblica  statale,  per  non  parlare  del
  consequenziale  disagio  che le famiglie dovranno  subire  e  della
  qualità   dell'insegnamento   che   rischia   di   peggiorare.   Le
  problematiche  del rapporto tra scuola e crescita della  democrazia
  hanno  percorso e segnato il dibattito sull'educazione per  decenni
  secondo modalità indubbiamente ancora attuali.
   Il  mandato  che  la  scuola  ha ricevuto  dall'articolo  3  della
  Costituzione italiana è quello di essere veicolo per rimuovere  gli
  ostacoli  che si oppongono alla costruzione della cittadinanza  per
  tutti.  Faccio riferimento alla scuola pubblica come  scuola  della
  Costituzione, cioè scuola pubblica come un bene costituzionale.
   La  scuola  è  lo  strumento  che la Repubblica  dispone  per  far
  crescere  la democrazia e l'espressione stessa  dell'irrinunciabile
  vocazione alla democrazia.
   Ma,  oggi, assistiamo, invece, ad un rivoluzionamento della scuola
  e  delle  sue peculiarità senza precedenti che rischiano di mettere
  in   discussione   il  mandato  ricevuto  dall'articolo   3   della
  Costituzione, il taglio degli organici previsti dalla legge 133 del
  2008 ha prodotto una gravissima diminuzione degli incarichi annuali
  attribuiti  al  personale  docente  ed  amministrativo  tecnico  ed
  ausiliario.
   La  Sicilia  è la regione più colpita da tagli voluti dal  Governo
  nazionale, visto che nell'anno scolastico 2009/2010 ci saranno  ben
  6.779 precari che non troveranno occupazione.
   Questa  riforma  rischia  di  mettere  anche  in  discussione   le
  professionalità:  infatti, ripristinare  di  colpo  lo  schema   un
  insegnante  per classe  - provvedimento discutibile di  per  sé  -,
  costringe insegnanti che hanno passato anni ad affinare le  proprie
  tecniche  didattiche su una materia ad insegnarle di  colpo  tutte,
  con un possibile abbassamento della qualità della didattica.
   Inoltre, è da non sottovalutare il fatto che i tagli del personale
  si  traducono  sicuramente in un numero maggiore  di  studenti  per
  classe,  per  come  è stato accennato attraverso l'accorpamento  di
  quelle  esistenti; classi più affollate in cui è più difficile  sia
  mantenere la disciplina, che prestare la dovuta attenzione ad  ogni
  singolo studente.
   Occorre  una reazione forte di tutte le istituzioni, dei sindacati
  e  della  società  civile, per mitigare gli effetti  della  riforma
  Gelmini sul tessuto socio-economico della Sicilia.
   Il  Presidente della Regione, Raffaele Lombardo, ha già incontrato
  a  Palazzo Chigi il ministro della pubblica istruzione, Mariastella
  Gelmini,  con la quale ha discusso le misure in favore dei  precari
  decise  dal  Consiglio  dei Ministri. Su quella  base  saranno  poi
  sviluppati  gli  ulteriori interventi di sostegno  che  la  Regione
  siciliana ha definito - è stata la prima regione in Italia - e  che
  fanno  parte  dell'accordo  siglato il  7  agosto  dall'assessorato
  regionale alla pubblica istruzione e con il Ministero.
   Il  Presidente della Regione ha strappato al ministro  Gelmini  la
  decisione  di istituire un tavolo tecnico permanente, un gruppo  di
  lavoro per studiare con i sindacati soluzioni e misure per chiudere
  definitivamente la fase del precariato nella scuola.
   In queste ultime settimane, caratterizzate da una massiccia azione
  di   protesta  da  parte  dei  precari,  il  Governo  nazionale  ha
  annunciato una norma di legge sui supplenti annuali.
   Attraverso  una  convenzione che coinvolge welfare,  istruzione  e
  INPS,   a   questi  lavoratori  verrà  garantita  un'indennità   di
  disoccupazione   ed  una  via  preferenziale  per  l'accesso   alle
  supplenze brevi.
   Ma  i  precari non vogliono, come è stato già sostenuto, una forma
  di  sussistenza, bensì vogliono conservare il diritto al  lavoro  e
  salvaguardare la loro dignità di persone e di lavoratori che  hanno
  investito anni al servizio della formazione scolastica.
   I tagli effettuati da quest'anno rappresentano solo l'inizio, come
  è  stato anche evidenziato, di un processo che continuerà per altri
  due  anni, secondo le disposizioni della riforma varata dal Governo
  che deve essere necessariamente rivista e mitigata.
   La riforma Gelmini, così com'è, rischia di determinare un problema
  non solo di tipo occupazionale per i docenti ed i precari, ma anche
  e  soprattutto di tipo culturale e sociale. Ciò è stato evidenziato
  anche  nella mozione proposta dal MPA ed approvata stamattina dalla
  Camera  dei  deputati ed anche nell'ordine del  giorno  numero  16,
  approvato il 18 settembre 2008, proposto sempre dal MPA, in  questo
  Parlamento.
   L'unica  speranza  sono  ancora i docenti  che  credono  nel  loro
  lavoro,  nonostante  tutto,  loro e  la  loro  motivazione,  quella
  intrinseca, quella che non ti dà nessuno ma che si ha dentro; è  su
  di loro che la scuola deve attualmente continuare a puntare.
   Il  Governo  siciliano ha già concretamente dimostrato la  propria
  vicinanza:  l'attenuazione della manovra  tagliaposti  parte  dalla
  Sicilia; grazie ad un protocollo di intesa biennale firmato tra  la
  Regione  e il MIUR saranno, infatti, garantiti circa 1.500  docenti
  di   sostegno  e  300  unità  di  personale  ATA  che  inizialmente
  rischiavano di rimanere esclusi.
   Alla  base dell'intesa presentata il 7 agosto dal Presidente della
  Regione  siciliana,  Raffaele Lombardo,  e  dall'assessore  per  la
  pubblica  istruzione, Nicola Leanza, la necessità  di  non  ridurre
  risorse  umane  utili al diritto allo studio dei ragazzi  disabili,
  degli stranieri, delle categorie svantaggiate a maggior rischio  di
  marginalità  sociale.
   L'intesa  raggiunta  in  Sicilia prevede  un  investimento  di  50
  milioni  per  corsi  di sostegno e formazione,  40  li  metterà  la
  Regione  siciliana,  10  il  MIUR; per  quanto  riguarda  la  parte
  regionale,  il finanziamento verrà prelevato proprio  dal  POR  FSE
  2007/2013, mentre quelli del ministero proverranno direttamente dai
  fondi PON.
   Questo  accordo  segna  un'inversione di  tendenza  rispetto  alla
  politica fin qui condotta dei tagli indiscriminati.
   La conferma che il confronto costante e costruttivo tra Governo  e
  sindacati  si  traduce  sempre in risultati positivi  per  l'intera
  collettività,  lo  si è avuto proprio ieri; infatti,  proprio  ieri
  l'Assessore  regionale  per  la  pubblica  istruzione,  insieme  ai
  sindacati  della  scuola  ed al dirigente  dell'ufficio  scolastico
  regionale,  ha  definito il programma per attuare l'accordo  Stato-
  Regione.
   Sulla  scorta  di quanto deciso ieri, presto saranno pubblicati  i
  bandi  che  consentiranno entro qualche mese di avviare  al  lavoro
  circa 1.700 precari della scuola.
   Occorre tenere presente che tutti gli sforzi compiuti fino ad oggi
  vanno nella direzione di salvaguardare i livelli occupazionali  del
  personale  statale, mentre nulla si prevede in favore  dei  docenti
  delle  scuole  regionali  che si trovano  nelle  stesse  condizioni
  giuridiche  e verso i quali si profila una disparità di trattamento
  che  richiede  un  intervento mirato a garantire, quanto  meno,  la
  precedenza assoluta nel conferimento degli incarichi da  parte  dei
  dirigenti scolastici.
   Siamo fiduciosi che gli sforzi del Governo regionale e delle forze
  politiche  e  sindacali  in  campo porteranno  ulteriori  risultati
  concreti.
   E'  in quest'ottica che il nostro Parlamento deve interrogarsi  su
  alcune questioni che riguardano la pubblica istruzione in Sicilia.
   Nonostante  la  Regione  siciliana abbia competenza  esclusiva  in
  materia  di  istruzione elementare, come previsto dalla lettera  r)
  dell'articolo 14, e competenza concorrente in materia di istruzione
  secondaria,  come  previsto dalla lettera d) dell'articolo  17  del
  nostro  Statuto,  ancora oggi, a distanza di  oltre  mezzo  secolo,
  queste norme statutarie non hanno trovato applicazione in Sicilia e
  le competenze sono rimaste allo Stato.
   Dobbiamo  interrogarci  per capire come rendere  più  incisiva  la
  partecipazione   della  Regione  nel  settore  dell'istruzione,   a
  cominciare  dall'impianto didattico che va sicuramente adattato  al
  territorio,  in una sorta di federalismo scolastico,  in  grado  di
  cogliere la peculiarità sociale del Sud e della Sicilia.
   Sono   fermamente  convinto  che  il  Parlamento   siciliano   sia
  consapevole  che  questa  è una lotta che  va  combattuta  insieme,
  mettendo  da  parte i colori politici di ciascuno  di  noi,  perché
  lottiamo tutti per un unico obiettivo: difendere la scuola pubblica
  che rappresenta e deve continuare a rappresentare un bene comune.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Fiorenza.  Ne  ha
  facoltà.

   FIORENZA.  Signor  Presidente, Assessore, onorevoli  colleghi,  la
  Sicilia vive una condizione di grande disagio e ciò lo dimostra  la
  condizione economica che essa vive.
   Però,  oltre  alla condizione economica in senso lato,  in  quanto
  collegata ad una crisi che coinvolge l'intero sistema, non possiamo
  non fare i conti con quella che poi è una realtà che, da noi, viene
  vista con una lente di ingrandimento diversa.
   La  Sicilia ha una struttura ed una conformazione sociale  diversa
  rispetto al resto del contesto nazionale.
   Qui,  i  problemi hanno una condizione diversa, una condizione  di
  sofferenza  che storicamente rappresenta per l'animo del  siciliano
  la  condizione che poi gli impone di non vivere quasi la sua realtà
  appieno.
   Il  fenomeno dell'emigrazione, onorevole Assessore, è un  fenomeno
  tragico che coinvolge in modo devastante la psicologia, la mente  e
  il cuore dei siciliani che vivono questo dramma.
   Non  è vero che sono i migliori ad andarsene dalla Sicilia. Non  è
  così
   Ad  andarsene dalla Sicilia sono coloro che, probabilmente, in  un
  contesto  sociale, hanno oggi una condizione economica che permette
  loro  di  andare a studiare fuori, di andare a svolgere la  propria
  attività professionale.
   L'emigrato  siciliano  non  è più il  contadino,  non  è  solo  ed
  esclusivamente  l'operaio, ma incomincia a diventare  lo  studente,
  l'imprenditore,   il  professionista,  colui  che   ha   colto   le
  opportunità  che  la nostra Terra gli offre in termini  di  qualità
  dell'istruzione, per poi andare ad esercitare altrove ciò che madre
  terra  gli  ha  offerto,  in  termini  di  bagaglio  culturale,  di
  ricchezza umana e culturale.
   Onorevole  Assessore,  lei ha un dovere ben preciso  nei  riguardi
  della  cultura  siciliana  e della scuola siciliana.  Questo,  caro
  Assessore,  è  il  tempo delle svolte. Non  si  può  più  accettare
  eticamente, moralmente, politicamente, che un gruppo politico  dica
  e  sostenga  a  Roma  una  tesi, e faccia esattamente  l'opposto  a
  Palermo.
   E'  ciò  che è accaduto stamattina, assessore Leanza. Mentre  lei,
  riunito  in  Sala  Rossa con le organizzazioni sindacali  e  con  i
  parlamentari di questo Parlamento, sosteneva una linea,  a  Roma  i
  suoi colleghi di partito sostenevano esattamente l'opposto.
   Allora,  le  dico questo: il tempo delle svolte va manifestato  in
  modo  serio  e con atti che devono servire a mantenere  integra  la
  posizione, non solo politica, ma quella etica e morale che  lei  ha
  l'obbligo di mantenere.
   Migliaia  i  precari della scuola, ma badate, onorevoli  colleghi,
  loro  non  amano  essere chiamati così, non amano  essere  chiamati
  precari  perché ditemi con quale coraggio si può chiamare  precario
  chi,  da  quindici  anni, in modo ininterrotto  svolge  la  propria
  funzione,  non tanto di insegnante, quanto di educatore, quanto  di
  coloro   che  riescono  a  sostenere  un  rapporto  quasi  privato,
  umanamente privato, con uno studente svantaggiato.
   Quando  parlo di studenti svantaggiati, parlo di studenti che  non
  sono  in  grado  di svolgere le loro funzioni più  elementari,  che
  hanno  la  necessità, pur di integrarsi con il  mondo  esterno,  di
  raccordarsi con una persona esterna alla propria famiglia  che  sia
  in  condizione  di dare il minimo sostegno culturale,  in  modo  da
  insegnare loro a scrivere, a parlare, a muoversi all'interno di  un
  contesto.
   Quindi, con quale coraggio riusciamo a smantellare uno dei sistemi
  che  maggiormente hanno accreditato il sistema scolastico  italiano
  nel  contesto  europeo e mondiale? Mi chiedo: può  essere  solo  ed
  esclusivamente pura alchimia ragionieristica privare i più  deboli,
  privare gli ultimi di una condizione elementare di sussistenza?
   Onorevole   Assessore,  le  chiedo  questo,  di   affrontare   una
  condizione  che  sicuramente è una condizione svantaggiosa  per  il
  personale insegnante e per il personale ATA.
   A   tal  proposito,  consegnerò  alla  Presidenza  un  emendamento
  aggiuntivo alla mozione che ora le leggo:  Chiediamo che il Governo
  regionale si impegni ad attivarsi con il Governo nazionale  per  la
  revoca   dei   tagli  previsti  dalla  legge  133/08  e  successive
  disposizioni per attivare un piano di stabilizzazione del personale
  della  scuola mediante l'immediata immissione in ruolo di  tutti  i
  posti vacanti e disponibili. Per l'abolizione del tetto massimo  di
  un  insegnante  di sostegno ogni due alunni diversamente  abili  su
  base  provinciale ed il ripristino delle deroghe per l'assegnazione
  di  ore aggiuntive nel caso di disabilità grave. Per il ritiro  del
  progetto  di  legge  APREA  che propone  un  processo  di  graduale
  privatizzazione  del  sistema scolastico pubblico.  Per  il  ritiro
  dell'articolo   4  della  legge  169/08  che  propone   la   figura
  dell'insegnante  unico  e dell'orario di 24 ore  settimanali  nella
  scuola .

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, dichiaro chiuse le  iscrizioni  a
  parlare.  Hanno  diritto  a parlare i firmatari  di  mozioni  e  di
  interrogazioni;  poiché  mi hanno chiesto  di  parlare  l'onorevole
  Maira e l'onorevole Lupo, vi anticipo che posso semplicemente farvi
  parlare per dichiarazione di voto sull'ordine del giorno che segue.
  Dico  ciò anche per avere, da parte mia, una piena disponibilità  a
  sentire le parti.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Rinaldi. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  la  scuola,  da
  qualche anno a questa parte, è oggetto di discussione per una serie
  di  problemi  che  si  sono aggravati nel mondo  degli  insegnanti.
  Infatti,  al di là dei problemi dei precari che stiamo affrontando,
  c'è anche quello degli insegnanti di religione.
   Ciò  che  in  questo momento mi preme sottolineare  e  mettere  in
  evidenza  è  il grave problema del precariato che si è  formato  in
  questi  ultimi  anni e vorrei fare, intanto, una  precisazione  per
  differenziare  l'intervento  fatto dal  Governo  Prodi  rispetto  a
  quello fatto dal Governo Berlusconi.
   E'   vero  che  l'intervento  fatto  dall'allora  Presidente   del
  Consiglio  Prodi  aveva comportato una riduzione di 30 mila  unità,
  ma  queste  30  mila unità sarebbero rientrate con la compensazione
  del  turn  over per tutti i pensionamenti previsti nell'arco  degli
  anni dell'intervento.
   La  riforma Gelmini - se così vogliamo chiamarla, infatti  secondo
  me non è una riforma ma solo un taglio ragionieristico, tra l'altro
  fatto  con un provvedimento finanziario del ministro per l'economia
  Giulio   Tremonti  -  prevede  soltanto  un  taglio  senza  nessuna
  compensazione e nessun rientro del personale docente ma  anche  del
  personale ATA.
   Allora,  non torno a ripetere le cose che egregiamente sono  state
  dette  da  chi  mi  ha preceduto, dai miei colleghi  ed  anche  dal
  collega  della maggioranza. Ma non vorrei che, come tanti  incontri
  che  abbiamo  fatto in Commissione, alla fine questo  dibattito  si
  concluda senza una posizione concreta.
   L'accordo,  stipulato  in  agosto  dall'assessore  Leanza  con  il
  Ministro  Gelmini,  prevede una copertura di 40 milioni  attraverso
  progetti  mirati che consentiranno ad alcuni insegnanti  di  alcune
  materie  di  poter rientrare in classe non perdendo  i  punti,  che
  serviranno  loro a restare dentro l'organico della scuola,  ma  che
  comporteranno una riduzione di stipendio.
   Tra  l'altro,  questo progetto prevede soltanto  l'inserimento  di
  alcuni insegnanti.
   Siccome  in Sicilia, come insegnanti, abbiamo avuto una  riduzione
  di 3.121 unità, come personale docente, e 1.650 come personale ATA,
  questo  progetto  prevede il reinserimento nelle classi  di  alcuni
  insegnanti,  soltanto di 1.700-1.750, che insegnano alcune  materie
  specifiche.
   E'  ovvio  che  ne  resteranno fuori 1.200 - 2.900  fra  personale
  insegnante e personale ATA.
   Allora,  vorrei  che questo Governo, nella persona  dell'assessore
  Leanza,  prendesse l'impegno concreto di una copertura finanziaria;
  l'ho chiesto ad agosto in Commissione, l'ho ripetuto stamattina  in
  Sala  Rossa,  lo  ripeto  qui  in  Aula.  Vorrei  che  il  Governo,
  presieduto dal Presidente Lombardo, facesse dell'autonomia e  dello
  Statuto  speciale di cui godiamo una vera e concreta prova coprendo
  la differenza di questi 1.200 insegnanti più 1.600 di personale ATA
  per  garantire  chi rimane fuori; credo che con 8  milioni,  forse,
  potremmo farcela.
   Assessore,  occorrerebbe fare uno sforzo dando un  segnale  a  chi
  resta  fuori. Questo programma che avete fatto durerebbe due  anni;
  ebbene,  se in questi due anni si riuscisse a garantire anche  agli
  altri  un  percorso e, nel frattempo, attraverso  i  pensionamenti,
  dopo  due  anni,  finendo  il  piano  di  rientro,  riuscissimo   a
  reinserire  nell'organico coloro che restano fuori,  forse  faremmo
  una cosa eccezionale per chi, in questo momento, si aspetta da noi,
  come Parlamento siciliano, una risposta concreta, nei confronti  di
  chi  - come hanno detto i colleghi che mi hanno preceduto - ha dato
  il  proprio  impegno e la propria passione da quindici anni  e  non
  solo, di chi di questi quindici anni, aveva fatto anche una ragione
  economica per la propria famiglia, per i propri figli ed adesso  si
  ritrova senza una risposta.
   Pertanto, onorevole Assessore, le chiedo di fare uno sforzo  e  di
  tentare,  come  abbiamo  fatto per altri settori,  di  trovare  una
  copertura  finanziaria per tutti coloro che sono rimasti  fuori  da
  questo accordo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Marziano.  Ne  ha
  facoltà.

   MARZIANO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  sarebbe  stato
  strano  se,  per giustificare gli effetti disastrosi  e  devastanti
  della   riforma  Tremonti-Gelmini,  non  si  fosse  fatto   ricorso
  all'esercizio  ripetitivo,  stantio  e  sterile  di  scaricarne  le
  responsabilità  sul Governo Prodi e sull'avvio di  un  processo  di
  razionalizzazione nel mondo della scuola che non avrebbe  provocato
  un  solo  disoccupato. Ciò in quanto i 30 mila posti di  lavoro  in
  meno  che  prevedeva  quel progetto di razionalizzazione  sarebbero
  stati   diluiti  negli  anni  fino  al  2010-2011  e,  soprattutto,
  sarebbero  stati  assorbiti totalmente con il meccanismo  del  turn
  over.  Quindi  era  una  riforma socialmente  compatibile,  non  la
   macelleria  sociale',  non   le lacrime  e  sangue'  che,  invece,
  determinerà la riforma Berlusconi-Tremonti-Gelmini.
   Allora, tentare di cambiare la verità storica è un'operazione  che
  non possiamo accettare.
   In questo caso si tratta di riforma eterodiretta, cioè diretta dal
  Ministero  dell'Economia, ed assolutamente ragionieristica  che  fa
  pagare - non ripeto tutte le argomentazioni - al Mezzogiorno e alla
  Sicilia più di quanto non paghino altre regioni del Paese.
   Detto  ciò,  sono  tra coloro che non possono non riconoscere  che
  almeno  in Sicilia si stia facendo uno sforzo per ammorbidire,  per
  rendere  più  accettabile  il  devastante  impatto  sociale   della
  riforma.
   Non  a  caso  il ministro Gelmini ha citato il caso  Sicilia  come
  esempio virtuoso. Chi ci ha misu a Gelmini?  potremmo dire. Qual  è
  lo sforzo che ha fatto il ministero per rendere meno impattante gli
  effetti  della  sua  riforma?  Ma  certo:  l'accordo  di  programma
  realizzato  con  lo Stato che prevede l'impegno  di  risorse  della
  Regione  -   è  la Regione che sta facendo fronte, in questo  caso,
  agli effetti devastanti di una riforma del Governo nazionale -,  in
  ogni caso, è un segnale importante.
   Su questo accordo di programma rivendichiamo, onorevole Assessore,
  procedure  trasparenti,  nessun  doppio  canale,  l'utilizzo  delle
  graduatorie regionali delle persone che restano fuori dal posto  di
  lavoro,  attività  che  mantengano  queste  persone,  insegnanti  e
  personale ATA, nel circuito della scuola, cioè pienamente integrati
  e non un corpo separato. E tutto questo è detto senza infingimenti.
   Devo  dire  però  -  e  in questo sono in piena  sintonia  con  le
  posizioni espresse dal  presidente del Gruppo - che ciò non  basta.
  Siamo  in  presenza di uno sforzo insufficiente dal punto di  vista
  delle  iniziative  pratiche  e  soprattutto  politicamente  debole,
  assolutamente  non  accettabile politicamente.  E  perché?  Bisogna
  intanto puntare su tutti gli altri strumenti tendenti a ridurre  al
  minimo  l'impatto  sociale della riforma, chiedere  al  Governo  di
  accettare  tutte le richieste di tempo pieno - come lei, assessore,
  oggi   diceva  in  Commissione  -,  che  sono  state  avanzate   e,
  soprattutto,  stimolare i comuni perché attraverso l'uso,  cioè  la
  disponibilità  delle mense, si possano realizzare ulteriori  classi
  con il tempo pieno e quindi salvare ulteriori posti di lavoro.
   Bisogna  fare in modo che attraverso un uso corretto  della  legge
  che stabilisce il rapporto fra metri quadrati e studenti si possano
  sdoppiare,  per legge, obbligatoriamente, tutta un'altra  serie  di
  classi  imponendo,  quindi, la chiamata  di  altri  insegnanti.  Ma
  soprattutto,  onorevole Assessore e Governo  regionale,  penso  che
  ancora ciò non basti perché potremo al massimo ridurre in parte gli
  effetti devastanti della riforma per l'anno scolastico 2009/2010.
   Se  non  c'è un forte impegno politico, se la Sicilia non dichiara
  di andare all'opposizione, se non si fermano gli effetti devastanti
  della  riforma Gelmini, l'anno prossimo e nel 2011 non ci  potranno
  essere  strumenti  in  grado di bloccare  gli  effetti  socialmente
  inaccettabili della riforma.
   E'  per  questo che mi unisco alla richiesta avanzata già  con  la
  mozione  del  Partito  Democratico, cioè di  fare  in  modo  che  i
  parlamentari  nazionali  eletti  in  Sicilia  vengano  chiamati  ad
  assumere  con  chiarezza  una posizione di difesa  degli  interessi
  della  Sicilia, e che il Governo regionale dichiari di  contrastare
  con  forza qualunque politica del Governo nazionale se non verranno
  bloccate le procedure previste dalla legge Gelmini.

   PRESIDENTE.    E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole   Maira   per
  dichiarazione di voto sull'ordine del giorno numero 180.

   MAIRA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  d'altro   canto
  eravamo  rimasti  così anche con gli uffici, perché  altrimenti  il
  dibattito sarebbe ancora più scontato di quello che sta per essere.
   Cosa  intendo  dire?  Ci sono momenti, fortunatamente,  in  questa
  Aula, nei quali, se pur con sfumature, tutti abbiamo il piacere  di
  dire le stesse cose.
   Credo  che  a  partire dal protocollo, dallo schema di protocollo,
  predisposto  dall'Assessorato della pubblica  istruzione,  ai  vari
  ordini  del giorno e alla mozione che stiamo discutendo  in  primis
  stasera in Aula, bene o male diciamo le stesse cose.
   E'  inutile  allora  fare  demagogia o passerella.  Un  minimo  di
  intervento  è comprensibile, la demagogia non serve perché  non  ci
  sono orecchie attente ad ascoltarla.
   Per  quanto riguarda l'ordine del giorno dell'UDC, mi auguro  che,
  per  come  si  sta  svolgendo  il  dibattito,  alla  fine  voteremo
  all'unanimità  la mozione così come voteremo tutti gli  ordini  del
  giorno  che  poi  diventano  raccomandazioni  per  l'iter  che  sta
  seguendo il Governo.
   In  riferimento, invece, al problema del precariato  della  scuola
  vorrei  fare una breve considerazione di natura storica,  se  mi  è
  consentita.
   Forse bisogna prendere atto, non so se con contentezza oppure  con
  rammarico,  che forse ha funzionato meglio la riforma  Gentile  dei
  primi sessanta anni della vita scolastica di questa nostra Nazione,
  che  non  tutte le riforme che si sono succedute dal 1990  in  poi,
  perché certamente la riforma Gentile, con tutti i limiti che poteva
  avere  una  impostazione culturale e politica nata negli anni  '20,
  dava  una  certezza,  che era quella che ogni tre-quattro  anni  si
  facevano  i  concorsi per cui, alla fine, il percorso formativo  ed
  impiegatizio degli addetti al mondo della scuola aveva uno sbocco.
   Dal 1990 in poi tutto questo non è più successo. Per un verso,  ci
  sono  stati  vari  ministri  che si  sono  succeduti  che  volevano
  lasciare  una  traccia con la loro riforma, un po'  per  una  certa
  cattiva  abitudine, della politica e del sindacato,  di  creare  le
  condizioni   del   consenso  sindacale,  politico  ed   elettorale,
  attraverso  il moltiplicarsi delle condizioni di precariato.  Fatto
  sta  che  non  si sono più fatti i concorsi; fatto  sta  che  si  è
  moltiplicato  lo  stato dei precari; fatto sta che siamo  arrivati,
  non ad oggi ma a ieri, alla riforma del Governo Prodi e adesso alla
  riforma del ministro Gelmini.
   All'onorevole Rinaldi vorrei dire che non ha importanza che ci sia
  differenza  tra  la  riforma attuata dal  Governo  Prodi  e  quella
  attuata  dal  Governo Berlusconi. Ci sarà pure  la  differenza,  ma
  quello  che  importa  è  il  segnale sociale  che  viene  dato  nei
  confronti  di  migliaia  e  migliaia di  precari  che,  nell'uno  o
  nell'altro caso, corrono il rischio di perdere il posto di lavoro.
   Vero  è  che  dobbiamo mettere la parola  fine' al precariato,  ma
  questo  lo  dico  anche  per  quello che  riguarda  i  progetti  di
  annullamento  del  precariato  che  l'Amministrazione  regionale  e
  questa  Aula  hanno sul tappeto, perché il precariato  non  si  può
  eliminare  dicendo   amici miei, lo stop lo facciamo  oggi:  chi  è
  precario resta precario e non se ne parli più .
   Occorre  una  progettualità per riassorbire il  precariato.  Negli
  anni   bisogna   mettere   lo   stop   nella   scuola,   come   per
  l'Amministrazione  regionale oggi, nel senso di stabilizzare  e  di
  assorbire tutto il precariato sapendo che da domani non ci sarà più
  il  precariato  e che chi vuole impegnarsi nel mondo dello  studio,
  nel  mondo  del  lavoro, non segua delle strade che hanno  già  per
  certezza  l'impossibilità per cinque-dieci anni  di  non  assorbire
  attività lavorativa. Questa dovrebbe essere una politica seria.
   Andando alle vicende di oggi con il precariato della scuola:  cosa
  chiedono i precari? Una forma di indennità provvisoria per sbarcare
  il lunario a 700-800 euro al mese? No
   I   precari   vogliono  un  percorso  virtuoso   che,   attraverso
  l'utilizzazione   delle  disponibilità  finanziarie   anche   della
  Regione,   attraverso  il  Fondo  Sociale  Europeo   (FSE),   possa
  consentire   loro  di     vedersi  attribuiti  punteggi   come   se
  svolgessero  attività nel mondo della scuola pubblica  alla  stessa
  maniera, di modo che continuino a partecipare all'assegnazione  dei
  posti in ruolo che, altrimenti, sarebbe definitivamente preclusa.
   Vogliono essere considerati come lavoratori della scuola  a  tempo
  pieno,  e quindi con il riconoscimento anche morale di questa  loro
  funzione. Vogliono uscire dal sistema del precariato con le risorse
  che  la Regione siciliana può mettere a disposizione anche con  gli
  aspetti   negativi  che  l'Amministrazione  regionale,  il  Governo
  regionale,  quest'Aula  - visto che stiamo  discutendo  in  Aula  -
  potranno  ottenere da un tavolo di confronto con il  Ministero.  Ed
  allora il segnale che deve uscire stasera da quest'Aula deve essere
  fortissimo  per  dare  forza al Governo, per potere  consentire  al
  Governo  ed all'Assemblea regionale siciliana di avere le carte  in
  regola  per potere trattare alla pari con il Ministero, per far  sì
  che  le istanze dei nostri precari della scuola possano trovare uno
  sbocco.
   Se  queste cose sono vere, come ritengo che lo siano, stasera  non
  servono  le  differenziazioni, servono dei voti unanimi  che  diano
  forza all'azione di quest'Aula e all'azione del Governo.
   Signor  Presidente,  null'altro  devo  dire  a  quest'Aula  ed  al
  Governo.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente, signor Assessore,  onorevoli  colleghi,
  molti  dei  colleghi  del  PD  che mi  hanno  preceduto  hanno  già
  anticipato  alcuni  contenuti della nostra mozione  e  quindi  sarò
  essenziale.
   Volevo  solo  ribadire con forza che i provvedimenti  del  Governo
  Berlusconi stanno producendo drammatiche conseguenze non  solo  per
  la  scuola, per i docenti, per la qualità del servizio, ma  per  lo
  stesso diritto allo studio dei giovani siciliani.
   Non è solo una questione che riguarda il personale della scuola ma
  l'intera  Regione,  l'intera società civile siciliana,  il  diritto
  allo studio dei giovani siciliani.
   Questa riforma Gelmini sta scaricando dei costi pesantissimi sulla
  nostra realtà sociale.
   La  Sicilia  non è in grado di sopportare tagli agli  organici  di
  tale  entità,  7.000  lavoratori della scuola espulsi  dal  sistema
  scolastico   provocano  un  danno  incredibile  non  solo   per   i
  lavoratori,  per  le  loro famiglie, ma per lo  stesso  diritto  al
  futuro  della nostra Regione siciliana che, invece, ha  bisogno  di
  vedere  investimenti  crescenti  proprio  sull'innovazione,   sulla
  ricerca,    sulla   scuola,  sulla  scuola,  sulla   scuola .   Non
  esattamente  il  contrario, che è quello che ha  fatto  il  Governo
  Berlusconi  con  la riforma Gelmini e che è quello che,  purtroppo,
  sta avallando, in qualche modo, anche il Governo Lombardo perché su
  questo dobbiamo essere molto chiari.
   Ho  sentito  molte volte l'assessore Lenza dire, già da Capogruppo
  dell'MPA e adesso nella qualità di Assessore, che non condivide  la
  riforma Gelmini, e a me questo fa piacere.
   Ma  vorremmo  che  la stessa cosa il Movimento  per  le  Autonomie
  dicesse alla Camera e al Senato.
   Avremmo  voluto  che l'MPA dicesse la stessa cosa quando,  invece,
  l'onorevole Iannaccone dell'MPA è intervenuto osannando la  riforma
  Gelmini commettendo, in quella occasione, un errore politico  grave
  di  incoerenza rispetto alle posizioni che, poi, l'MPA esprimeva in
  quest'Aula già quando si discusse la prima mozione.
   Per  cui delle due l'una  Già lo diceva bene il nostro Capogruppo:
  non è possibile parlare la lingua dell'autonomismo in Sicilia e poi
  la lingua del  signorsì' al Presidente Berlusconi a Roma.
   Non  voglio essere offensivo né polemico, ma credo che  l'MPA  del
  Presidente Lombardo su questo debba assumere una coerenza  maggiore
  nel  sostenere a Roma, alla Camera ed al Senato, esattamente quello
  che sostiene sul tema della scuola in Sicilia.
   Stamattina   mentre   l'Assessore  incontrava  le   organizzazioni
  sindacali  facendo  delle affermazioni forti,  che  condivido,  che
  questa riforma Gelmini attacca il diritto allo studio dei disabili,
  che  effettua  dei tagli insopportabili proprio agli insegnanti  di
  sostegno, quindi cose perfettamente condivisibili, in contemporanea
  il  Movimento per le autonomie alla Camera votava contro la mozione
  del   Partito  Democratico  che  sosteneva  queste  identiche  cose
  presentando   una  mozione  alternativa  che,  sostanzialmente,   è
   filogelminiana ,  filogovernativa,  per  nulla  in  contrasto  con
  l'impostazione  del  Governo nazionale e del  ministro  Mariastella
  Gelmini.
   Io  credo che se c'è una battaglia su cui tutti assieme,  tutti  i
  partiti,  tutte le forze politiche presenti in questa Aula dovremmo
  trovare  il massimo della condivisione e della coesione politica  è
  proprio  la  battaglia  per difendere la  scuola  siciliana  contro
  questa riforma Gelmini che attacca innanzitutto il Sud.
   Questa  è  la  vera nuova questione meridionale, una  riforma  che
  colpisce il diritto allo studio, alla crescita e allo sviluppo  del
  Mezzogiorno,  che paga il prezzo più alto dei tagli  agli  organici
  con tutte le conseguenze che ne derivano.
   Ormai  il  dramma  è  esploso; le proteste, le  manifestazioni  di
  protesta  in  tutte  le province siciliane sono in  aumento,  vanno
  intensificandosi  con  prospettive preoccupanti,  servono  risposte
  vere.
   Temo  anche  rischi  di  degenerazione  di  queste  proteste   dei
  lavoratori  e delle lavoratrici veramente preoccupati,  esasperati,
  per la loro oggettiva condizione di difficoltà, gente che perde  il
  lavoro  da  un  giorno all'altro e che dopo molti anni  di  onorato
  servizio  allo  Stato come insegnante, come bidello, come  tecnico,
  lavorando seriamente nelle scuole si ritrova per strada.
   Questi sono provvedimenti che neanche le aziende private adottano.
  Ed  è  gravissimo che in un momento di crisi economica come  quella
  che  stiamo  vivendo, lo Stato, non solo non fa nulla,  il  Governo
  nazionale, non solo non fa nulla per risolvere la crisi economica e
  dare   una   boccata   d'ossigeno  all'economia,   allo   sviluppo,
  all'occupazione  del  Paese ma, addirittura, direttamente  licenzia
  migliaia  e  migliaia di persone nella scuola. Questo è ancora  più
  grave  in una realtà già in crisi, già depressa come il Mezzogiorno
  ed, in particolare, la Sicilia.
   Consegnare classi sempre più affollate in evidente violazione  sia
  dei  parametri previsti dalle stesse norme ministeriali  che  dalle
  norme di sicurezza è qualcosa davvero grave per la scuola siciliana
  e non mi pare che ci siano assolutamente risposte adeguate da parte
  del Governo nazionale né tanto meno da parte del Governo regionale.
   In questa Regione il tasso di dispersione scolastica, come è noto,
  è tra i più alti d'Italia.
   Io  sono  stato  qualche giorno fa a visitare la scuola   Giovanni
  Falcone' del quartiere Zen di Palermo, è una scuola con un tasso di
  dispersione  scolastica che raggiunge il  20%.  E'  una  scuola  di
  frontiera,  giornalmente  aggredita dalla criminalità  organizzata,
  che  la  vandalizza, che dà fuoco alla palestra, che ha dato  fuoco
  quest'estate persino alla scuola materna, e in quella scuola non  è
  possibile   combattere,  oltre  che  una  lotta  alla   criminalità
  organizzata, perfino una lotta e una resistenza contro lo Stato che
  pratica  tagli  agli  organici, mettendo davvero  in  ginocchio  la
  stessa sopravvivenza di quella struttura scolastica in un quartiere
  già in grande difficoltà.
   Le   prime   proposte,   l'accordo  Ministero-Regione   siciliana,
  l'annunciata  ipotesi di contratti di disponibilità  sono  proposte
  parziali e largamente insufficienti.
   Noi riteniamo necessaria la modifica dei provvedimenti del Governo
  sui  tagli  previsti dalla legge numero 133 del 2008, così  come  è
  necessario un piano di interventi per garantire tutela economica  e
  giuridica al personale, un piano pluriennale di stabilizzazione del
  personale docente ed ATA. E perché tutto questo accada è necessario
  che  il  Governo  Lombardo,  il Governo  della  Regione  assuma  la
  centralità della vertenza scuola in Sicilia, intervenendo presso la
  Presidenza  del  Consiglio e il Parlamento  nazionale  affinché  il
  Governo  modifichi  le  norme di legge  sui  tagli  alla  scuola  e
  istituendo  un tavolo di crisi regionale sulla scuola siciliana  al
  fine  di  garantire continuità di attenzione e impegno di soluzione
  ai problemi del sistema scolastico e formativo in Sicilia.
   Concludo  dicendo che bisogna ricordare al ministro della pubblica
  istruzione Gelmini che l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro
  e non sui tagli.

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stato  presentato  dagli  onorevoli
  Fiorenza,   Barbagallo,   Lupo,   Galvagno,   Rinaldi   e   Ferrara
  l'emendamento aggiuntivo 145.1:

   «Nella parte dispositiva aggiungere i seguenti incisi:
   -   per  la  revoca  dei  tagli  prevista  dalla  legge  133/08  e
  successive  disposizioni per attivare un piano  di  stabilizzazione
  del personale della scuola mediante l'immediata immissione in ruolo
  su tutti i posti vacanti e disponibili;
   -  per l'abolizione del tetto massimo di un insegnante di sostegno
  ogni  due  alunni  diversamente abili  su  base  provinciale  e  il
  ripristino  delle deroghe per l'assegnazione di ore aggiuntive  nel
  caso di disabilità grave (legge 224/04);
   -  per  il  ritiro  del  Progetto di legge Aprea  che  propone  un
  processo   di  graduale  privatizzazione  del  sistema   scolastico
  pubblico;
   -  per  il ritiro della Legge 169/08 art. 4 che propone la  figura
  dell'insegnante  unico  e dell'orario di 24 ore  settimanali  nella
  scuola primaria».


   Presidenza del vicepresidente Oddo


                               Missione

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Gennuso è in  missione,  per
  ragioni del suo ufficio,  dal 23 al 24 settembre 2009.
   L'Assemblea ne prende atto.

   tema scuola

   Presidenza del vicepresidente Oddo


     Riprende la discussione unificata di mozioni e interrogazioni
                          concernenti il tema
             dei tagli al personale della scuola pubblica

   PRESIDENTE.  Comunico che sono stati presentati i seguenti  ordini
  del giorno:

   numero 180 «Interventi ispettivi e provvedimenti consequenziali in
  ordine  al  sovraffollamento delle aule scolastiche negli  istituti
  siciliani  per  inosservanza della normativa vigente  in  materia»,
  degli  onorevoli Vinciullo, Falcone, Limoli, Caronia,  Torregrossa,
  Cordaro, Leanza Edoardo, D'Asero, Mancuso, Pogliese, Aricò,  Cascio
  Salvatore, Lo Giudice, Cordaro, Buzzanca, Gianni, Caputo, Marrocco,
  Bosco, Fagone, Scilla, Campagna e Currenti;

   numero  181  «Interventi per scongiurare  la  crisi  del  comparto
  scolastico  siciliano»,  degli onorevoli Maira,  Cascio  Salvatore,
  Gianni, Dina, Lo Giudice, Cordaro e Ragusa.
   Ne do lettura:

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   preso atto che:

   nella  normativa scolastica un problema dibattuto è  rappresentato
  dalla  fissazione  del numero minimo e massimo di alunni  richiesti
  per la formazione delle classi;

   a  tal  proposito,  un  primo criterio normativo,  ai  fini  della
  formazione  delle  classi,  è  dato  senz'altro  dal  rispetto  del
  parametro risultante dal rapporto tra alunni e superficie;

   la  normativa di riferimento è costituita dal decreto ministeriale
  18   dicembre   1975   'Norme   tecniche      aggiornate   relative
  all'edilizia  scolastica,  ivi  compresi  gli  indici   minimi   di
  funzionalità didattica, edilizia ed urbanistica da osservarsi nella
  esecuzione   di   opere  di  edilizia  scolastica';   dal   decreto
  ministeriale  26  agosto  1992 'Norme di  prevenzione  incendi  per
  l'edilizia  scolastica'; dalla legge n.  23  del  1996  'Norme  per
  l'edilizia scolastica';

   tale normativa prevede che:

   1)  ai  fini  della  sicurezza anti-incendi, in  una  aula  '...il
  massimo  affollamento ipotizzabile è fissato  in  26  persone/aula'
  (art.  5.0  del d.m. 26 agosto 1992: 'Norme di prevenzione  incendi
  per  l'edilizia scolastica'). La stessa normativa prevede però  che
  tale  limite  possa  essere superato, purchè ricorrano  i  seguenti
  requisiti:

   a)  'le  porte  devono avere larghezza almeno  di  1,20  metri  ed
  aprirsi in senso dell'esodo quando il numero massimo di persone sia
  superiore  a 25' (art. 5.6 del succitato decreto e prot.h.P480/4122
  sott.32  del 6 maggio 2008 del Ministero dell'interno  -  Dip.  dei
  vigili  del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile-Dir.
  Centrale per la prevenzione e la sicurezza tecnica area prevenzione
  incendi);

   b)   ci  sia  una  'apposita  dichiarazione  rilasciata  sotto  la
  responsabilità  del titolare dell'attività' (nella  fattispecie  il
  D.S.  e/o l'ente, Comune o Provincia, proprietario dei locali)  che
  indichi  il  numero  di persone effettivamente  presenti  nell'aula
  (sempre art. 5.0 del succitato decreto);

   c)   ci  sia  un  '...modesto  incremento  numerico'  (non  meglio
  quantificato)  rispetto  al limite di 26  (parere  Prot.h.P480/4122
  sott.32  del 6 maggio 2008 del Ministero dell'interno  -  Dip.  dei
  vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile  Dir.
  centrale per la prevenzione e la sicurezza tecnica area prevenzione
  incendi);

   2)  ai  fini  della funzionalità didattica e dell'agibilità  delle
  aule 'per ogni persona (docente, alunno) presente in una aula, deve
  essere  garantita un'area netta di 1,80 metri quadri  nella  scuola
  dell'infanzia, primaria e secondaria di I grado e 1.96 metri quadri
  nella  secondaria  di  II grado oltre ad una altezza  minima  di  3
  metri'  (d.m.  18 dicembre 1975 recante 'Norme tecniche  aggiornate
  relative all'edilizia scolastica, ivi compresi gli indici minimi di
  funzionalità didattica, edilizia ed urbanistica da osservarsi nella
  esecuzione di opere di edilizia scolastica'). Per 'area  netta'  si
  intende  una  superficie  al netto dell'arredo  presente  nell'aula
  (banchi, sedie, armadi, ecc.);

   3)  alla  luce della normativa vigente, è stata riferita al  primo
  firmatario  del presente ordine del giorno, da parte degli  addetti
  ai lavori, una situazione di diffusa illegalità per quanto riguarda
  il numero massimo di alunni presenti nelle aule. Infatti:

   a)  il  limite di 26 persone, 'massimo affollamento ipotizzabile',
  viene  già  superato adesso in tantissimi casi  senza  che  vengano
  soddisfatti  i  requisiti  che  la normativa  prevede  per  il  suo
  superamento  (e  cioè: porte di larghezza 1.20  metri  e  opportuno
  verso  di  apertura,  assunzione  di  responsabilità  con  apposita
  dichiarazione,  da  parte del D.S., del Comune o  della  Provincia;
  'modesto incremento numerico');

   b)   in   tantissimi  casi,  già  adesso,  non  viene   rispettata
  assolutamente    la  'densità  di  affollamento'   prevista   dalla
  normativa  ai  fini della funzionalità didattica  e  dell'agibilità
  delle   aule,   non   garantendo  quella  che   è   la   superficie
  minima/persona  che la normativa prevede (basti  pensare,  infatti,
  che,  ad  esempio,  per  avere 30 alunni in  una  aula,  quindi  31
  persone, questa deve avere una superficie di 56 metri quadri  nella
  scuola  dell'infanzia-elementare-media e di 61  metri  quadri  alle
  superiori);

   considerato che:

   lo  'schema di regolamento' recante 'Norme per la riorganizzazione
  della  rete  scolastica e il razionale ed efficace  utilizzo  delle
  risorse umane della scuola, ai sensi dell'articolo 64, comma 4, del
  decreto   legge   25   giugno  2008,  n.   112,   convertito,   con
  modificazioni,  dalla legge 6 agosto 2008, n. 133',  approvato  dal
  Consiglio  dei  Ministri  del  18  dicembre  2008,  prevede,  nella
  formazione   delle  classi  dall'anno  scolastico   2009/2010,   un
  incremento dell'attuale numero di studenti per aula;

   alla  luce  della vigente normativa, la situazione  è  chiaramente
  destinata  a  precipitare, rendendo pressoché tutte le  aule  delle
  scuole  delle  province  siciliane 'fuori norma'  in  relazione  al
  numero  massimo di persone ivi presenti, in quanto, per effetto  di
  tale  disposizione, ci sarà un aumento, complessivamente  in  tutti
  gli  ordini  di  scuole, di 2 alunni, il cui numero quindi  passerà
  dalle  attuali  25  unità (che con la prassi delle  deroghe  arriva
  attualmente  fino  alle  30-31)  a 26-27-30  (che,  sempre  con  le
  deroghe,  significheranno  31-32-35)  a  seconda  degli  ordini  di
  scuole;

   per  la scuola dell'infanzia, la nuova norma prevede sezioni  'con
  un  numero  di  bambini non inferiore a 18 e non  superiore  a  26'
  (dallo  schema  di  regolamento sulla riorganizzazione  della  rete
  scolastica del 22 dicembre 2008, art. 11). Eventuali eccedenze sono
  redistribuite  tra le scuole viciniori. Quando non  sia  possibile,
  sono  ripartite tra le diverse sezioni della stessa  scuola,  senza
  superare,  comunque,  i  29 bambini per sezione,  escludendo  dalla
  redistribuzione le sezioni che accolgono alunni con disabilità. Per
  l'anno scolastico 2009-2010 sono confermati i limiti massimi  della
  vigente normativa (d.m. n. 331/98, art. 14): cioè un massimo di  25
  bambini  per  sezione, e 28 in presenza di eventuali  eccedenze  da
  ripartire tra le diverse sezioni della stessa scuola;

   per  la  scuola  primaria, la nuova norma prevede classi  'con  un
  numero di alunni non inferiore a 15 e non superiore a 26, elevabile
  fino  a  27 qualora residuino resti'. Per il solo l'anno scolastico
  2009-2010,  per  le  istituzioni  scolastiche  individuate  in   un
  apposito   piano   generale   di   riqualificazione   dell'edilizia
  scolastica  adottato dal Ministero dell'istruzione, dell'università
  e  della  ricerca, d'intesa con il Ministero dell'economia e  delle
  finanze,  è confermato il limite massimo di 25 bambini per  classe,
  secondo la vigente normativa (d.m. n. 331/98, art. 15);

   per  la  scuola secondaria di primo grado, la nuova norma  prevede
  (si veda lo schema di regolamento sulla riorganizzazione della rete
  scolastica del 22 dicembre 2008, art. 13) classi 'con non  meno  di
  18 e non più di 27, elevabile fino a 28 qualora residuino eventuali
  resti'.  Si  forma  un'unica prima classe quando  il  numero  degli
  alunni  non  supera  le  30  unità. Per  il  solo  anno  scolastico
  2009/2010  -  per  le  istituzioni scolastiche  individuate  in  un
  apposito   piano   generale   di   riqualificazione   dell'edilizia
  scolastica  adottato dal Ministero dell'istruzione, dell'università
  e  della  ricerca d'intesa con il Ministero dell'economia  e  delle
  finanze  -  è  confermato il limite massimo di 25 alunni  che,  per
  ripartire    eventuali   eccedenze,   può   raggiungere    i    26,
  eccezionalmente i 27 alunni, secondo la previgente normativa  (d.m.
  n. 331/98, art. 15);

   per  la  scuola secondaria di secondo grado, la nuova norma (dallo
  schema  di regolamento sulla riorganizzazione della rete scolastica
  del  22 dicembre 2008 - art. 18) prevede classi con non meno di  27
  allievi. Eventuali resti sono redistribuiti, ed eventuali eccedenze
  sono  redistribuite  tra  le  scuole  viciniori.  Se  ciò  non  sia
  possibile,  sono  ripartite  tra le  diverse  classi  della  stessa
  scuola, senza superare, comunque, i 30 studenti per classe.  Si  fa
  un'unica  classe prima quando il numero degli alunni non supera  le
  30   unità.  Per  il  solo  anno  scolastico  2009/2010  -  per  le
  istituzioni  scolastiche individuate in un apposito piano  generale
  di riqualificazione dell'edilizia scolastica adottato dal Ministero
  dell'istruzione, dell'università e della ricerca  d'intesa  con  il
  Ministero  dell'economia e delle finanze - è confermato  il  limite
  massimo  di  25  allievi che, per ripartire  eventuali  resti,  può
  aumentare  senza  superare, comunque, il numero di  28  alunni  per
  classe, secondo la previgente normativa (d.m. n. 331/98 - art. 15);

   ritenuto che:

   il  decreto del Ministero dell'istruzione, dell'università e della
  ricerca n. 331 del 24 luglio 1998, integrato dal d.m. n. 141 del  3
  giugno 1999 per gli alunni disabili, relativo alla formazione delle
  classi  e  determinazione degli organici (di diritto e  di  fatto),
  stabilisce che le classi devono essere formate da un massimo di  25
  alunni  (giuste  le modifiche riportate sopra). Nel  d.m.,  per  la
  definizione  del numero di alunni, però, non si fa  riferimento  ad
  alcuna norma tecnica. Il d.m. in questione è un atto amministrativo
  il  quale,  per  sua natura, è sicuramente di rango inferiore  alle
  leggi approvate dal Parlamento in materia di igiene e sicurezza. Un
  provvedimento amministrativo non può assolutamente modificare nella
  sostanza una legge del Parlamento (legge n. 23 del 1996, che  rende
  ancora validi gli indici del d.m. 18 dicembre 1975);

   anche  se  riferito  alle  sole  scuole  superiori,  il  Ministero
  dell'istruzione,  dell'università  e  della  ricerca,  non  essendo
  presente in ogni realtà locale (scuole), ai sensi all'art. 18.5 del
  d.m. n. 331/98, ha demandato al dirigente scolastico (che forma  le
  classi)  la  verifica  della  presenza di  elementi  obiettivi  che
  rendono  necessario  costituire classi con un numero  inferiore  di
  alunni qualora le aule ed i laboratori siano di limitate dimensioni
  ed altro. Per analogia, la reale grandezza delle aule e la relativa
  diminuzione del numero di alunni è applicabile e si deve  applicare
  anche alle scuole materne, elementari e medie;

   il dirigente scolastico, per effetto del d.m. istruzione 21 giugno
  1996,  n. 292, è stato identificato quale datore di lavoro ai sensi
  del  d.lgs. n. 626 del 1994, come modificato dal d.lgs. n.  81  del
  2008  e, quindi, responsabile dell'attività e destinatario di tutti
  gli  obblighi ivi previsti, compreso quello di applicare i principi
  dell'igiene e sicurezza di cui al predetto d.lgs. n. 626 del 1994 e
  successive  modifiche, anche agli utenti/alunni, giusta  previsione
  dell'art. 1 del d.m. istruzione 29 settembre 1998, n. 382,  recante
  norme  per l'individuazione delle particolari esigenze delle scuole
  ai  fini di igiene e sicurezza. Altresì, il dirigente scolastico (e
  non gli enti locali che sono solo i proprietari degli edifici),  in
  base  alla  parte  terza della carta dei servizi  scolastici,  deve
  garantire  in ogni modo all'utenza/alunni un ambiente confortevole,
  igienico  e  sicuro secondo i principi di qualità stabiliti  per  i
  servizi pubblici qual è l'istruzione;

   nel caso di aule piccole, in attesa dell'esecuzione dei lavori  di
  adeguamento da parte degli enti locali (allargare le aule  in  modo
  tale  che i 25 alunni abbiano a disposizione i predetti 1,80 e 1,96
  metri  quadrati  netti  a  testa), l'unica misura  alternativa  che
  garantisce un equivalente livello di sicurezza è sicuramente quella
  di ridurre proporzionalmente il numero degli alunni della classe in
  base all'effettiva grandezza dell'aula nella quale sono destinati a
  stare  per  ben 10 mesi l'anno e per un minimo di 6 ore al  giorno,
  richiedendo,  perlomeno in sede di determinazione dell'organico  di
  fatto, lo sdoppiamento delle classi fuori norma;

   la  legge  24  settembre  1971, n. 820 (ordinamento  della  scuola
  elementare e materna), vieta l'affidamento di più di 25  alunni  ad
  insegnante. Le stesse disposizioni della legge finanziaria  per  il
  2007  stabiliscono  che  il numero degli alunni  per  classe  dovrà
  aumentare  mediamente dello 0,4% ma 'nel rispetto  della  normativa
  vigente';

   il    mancato   rispetto   degli   indici   minimi   previsti   fa
  automaticamente decadere la validità del certificato di agibilità e
  del certificato di prevenzione incendi (l'obbligo di richiesta e di
  aggiornamento in caso di variazione di destinazione d'uso  di  ogni
  singolo  locale  attualmente è in capo al dirigente scolastico).  I
  certificati,  nel  caso in cui esistessero, sono  stati  rilasciati
  sulla  base  dell'effettiva planimetria e delle relative dimensioni
  delle  aule  e  della  scuola tutta, e la  responsabilità  del  non
  rispetto  degli indici minimi previsti dalle norme ricade solo  sul
  responsabile dell'attività, quale formatore delle classi,  e  sugli
  organi collegiali della scuola interessata, tranne che nel caso  in
  cui   si   sia  stati  esplicitamente  autorizzati  dal   superiore
  gerarchico,  ferme  restando  le  competenze  legate  all'autonomia
  scolastica;

   considerato, altresì, che:

   dai    tabulati    del   sistema   informativo    del    Ministero
  dell'istruzione,  dell'università  e  della  ricerca,  relativi  al
  rapporto  alunni/classi, risulta che le citate normative  sono  già
  state  in  parte  disattese anche nei precedenti  anni  scolastici;
  infatti,  sono state formate in molti casi classi anche  con  27/28
  alunni, con punte anche di 30-34 persone/aula;

   le aule sovraffollate, oltre ad essere poco igieniche ed insicure,
  provocano   negli   alunni/utenti  anche  uno   scarso   rendimento
  scolastico, andando ad inficiare la qualità dell'offerta  formativa
  di ogni scuola;

   inoltre,  le inadeguatezze e l'erroneo rapporto fra il  numero  di
  alunni  e  gli  indici minimi previsti verrebbero  ad  evidenziarsi
  anche  durante  l'effettuazione delle  prove  di  evacuazione,  che
  sarebbero impraticabili per la mancanza delle vie di fuga  in  aule
  sovraffollate;

   è  auspicabile  che le istituzioni scolastiche,  nella  formazione
  delle  classi,  si  attengano ora, alla luce di  un'evoluzione  del
  quadro normativo di riferimento, non solo ai criteri contenuti  nel
  d.m.  n.  331 del 24 luglio 1998, integrato dal d.m. n. 141  del  3
  giugno  1999 (atti amministrativi gerarchicamente subordinati  alla
  legge ordinaria in materia di igiene e sicurezza) ma anche tutte le
  altre  disposizioni  legislative che garantiscono  la  sicurezza  e
  l'igiene sia agli alunni che ai lavoratori della scuola,

                   impegna il Governo della Regione

   ad attivare tutte le iniziative in ordine all'attuale composizione
  delle  aule scolastiche negli istituti di ogni ordine e grado della
  Regione siciliana, perchè vengano nominati degli ispettori  con  il
  compito   di  verificare,  entro  la  prima  settimana  dall'inizio
  dell'anno  scolastico, se i limiti e le condizioni  previste  dalle
  suindicate  normative vigenti in materia siano state  rispettate  o
  meno;

   qualora  le  normative  de quibus non risultassero  osservate,  ad
  adottare  provvedimenti per tutelare il diritto allo studio  e,  in
  particolare,  per  godere di una scuola sicura  e  di  un  processo
  educativo  conforme alle esigenze personali e didattiche  di  tutti
  gli  studenti della Regione siciliana, senza distinzione tra alunni
  di serie 'A' ed alunni di serie 'B';

   qualora risultassero veritiere le notizie riportate dalla stampa e
  dai  docenti  precari,  ad impiegare, nelle  nuove  classi  che  si
  verranno  a  formare, i tanti insegnanti precari siciliani  rimasti
  senza  occupazione  e che, allo stato, potrebbero  beneficiare  sia
  dell'accordo  stipulato tra lo Stato e la Regione,  sia  dei  nuovi
  posti che, in deroga a quanto previsto dalla legge finanziaria  per
  l'anno 2009, il Governo avrebbe autorizzato;

   da   ultimo,   a   valutare  l'opportunità  di  intraprendere   un
  contenzioso  con  il  Governo centrale al fine  di  far  valere  le
  prerogative  della  nostra  Regione, la quale,  essendo  a  Statuto
  speciale, ha potestà legislativa, ora esclusiva ora concorrente, in
  materia  di  pubblica  istruzione  e,  di  conseguenza,  nel  campo
  dell'educazione dei giovani siciliani». (180)

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la  riforma scolastica ed universitaria di Giovanni Gentile (1922-
  1924) ha retto perfettamente per oltre 60 anni, formando, con  luci
  ed  ombre,  le classi dirigenti del nostro Paese con risultati  che
  certamente non possono essere considerati fallimentari;

   il  principio base su cui si reggeva tutta l'impalcatura  era  che
  nella  scuola  di  ogni  ordine e grado si entrava  di  ruolo  solo
  tramite  concorso pubblico che veniva bandito mediamente  ogni  tre
  anni;  tramite  il  concorso si poteva conseguire o  l'abilitazione
  senza vincere la cattedra ovvero abilitazione e cattedra, e che  le
  supplenze, in nessun modo, davano diritto a poter entrare in ruolo;

   in Italia, dopo Gentile, non si è mai definita una chiara politica
  della  formazione, della scuola e della ricerca e  si  è  proceduto
  sempre a tratti, a pezzi, per momenti di emergenza, senza un quadro
  chiaro  ed organico: in particolare, dalla seconda metà degli  anni
  '70  e  fino  ad  oggi si è proceduto rendendo sempre  più  rari  e
  diluiti nel tempo i concorsi pubblici, prediligendo la politica del
  precariato;

   il  meccanismo  si  è  retto  su supplenze,  più  o  meno  lunghe,
  incarichi  annuali, incarichi di insegnamento dei  provveditori  ma
  anche dei presidi, carriere costruite su scuole private più o  meno
  qualificate per poi godere dei 'punti' accumulati all'interno della
  scuola  pubblica,  corsi  abilitanti  riservati  e  senza  concorsi
  pubblici,  sanatorie  di  vario genere e tipo,  passaggi  in  ruolo
  basati  sull'accumulo di mesi di supplenze e/o di precariato  etc.,
  abrogando di fatto una selezione chiara e trasparente;

   considerato che:

   i  concorsi  sono stati espletati con una media di  8/10  anni  di
  intervallo (l'ultimo è del 1999-2000 fatto su base regionale (primo
  caso  nella storia della scuola italiana) e non nazionale e  che  i
  vincitori sono entrati in servizio a partire dal 2002;

   il  concorso prevedeva espressamente una quota di riserva  per  il
  precariato,  che  moltissimi  non  hanno  superato  nonostante   la
  riserva, e in atto sono precari e che i posti disponibili  messi  a
  concorso sono rimasti vacanti;

   potremmo costruire una mappa di precise responsabilità che toccano
  tutti i governi di destra e di sinistra dagli anni novanta in  poi,
  con  un andamento contraddittorio ed ondivago senza mai porre  mano
  ad un organico disegno come avvenne con la riforma Gentile;

   da   quest'anno  scolastico,  attuando  politiche  di  governo   e
  legislative già predisposte dal Governo Prodi, si è proceduto ad un
  riordino  gestionale  sul principio base che era  già  di  Gentile,
  ovvero che nella scuola di ogni ordine e grado si diventa di  ruolo
  per concorso pubblico;

   si   prevede   un  quinquennio  per  l'assorbimento   dell'attuale
  precariato  sulla  base  delle vigenti  ed  estemporanee  normative
  basate sostanzialmente sul progressivo accumulo di punti guadagnati
  con supplenze o incarichi più o meno lunghi (il sogno più grande  è
  sostituire una docente in gravidanza);

   l'attuale  normativa applicata impedisce di fatto e di diritto  la
  creazione  di nuovo precariato e che il Ministro ha già  annunciato
  il  prossimo  concorso a cattedra per il 2010 sia per il  personale
  amministrativo  che  per  i  docenti  ed  i  dirigenti   scolastici
  (presidi/direttori didattici), ma nuovamente su base  nazionale  ed
  eliminando  il livello regionale che pur garantiva l'immissione  in
  ruolo valevole su tutto il territorio nazionale;

   l'impatto è sicuramente violento ma si tratta di un meccanismo che
  era già noto a tutti dal primo anno del Governo Prodi;

   i  precari  che perdono il lavoro saranno totalmente  riassorbiti,
  diventando  di  ruolo in modo progressivo, garantendo  un'altissima
  percentuale  del 'turn over', e che una parte dei posti disponibili
  andrà  a  concorso pubblico cui, in ogni caso, gli  stessi  precari
  hanno diritto a partecipare;

   questo è il quadro generale e nazionale - la Sicilia lascia  fuori
  circa 7000 precari - tra docenti ed amministrativi, per i quali  si
  tratta  di  immaginare e costruire delle alternative  immediate  in
  aggiunta  a  quanto  il Governo ha annunciato  a  cominciare  dagli
  ammortizzatori   sociali   per  tutti   gli   incaricati   annuali,
  quantificabili  in circa il 60% dello stipendio  medio,  e  che  si
  tratta  di una misura straordinaria per ora solo annunciata ma  che
  in ogni caso non prevede le nuove graduatorie dell'anno prossimo;

   ritenuto  che la Regione siciliana deve farsi carico di  investire
  fondi  extraregionali  in favore del più  alto  numero  di  precari
  possibile  a  cominciare  da  chi aveva  incarico  annuale  ed  era
  prossimo  all'immissione  in  ruolo  ed  a  fronte  di  qualificate
  iniziative  ed  attività formative per le scuole di ogni  ordine  e
  grado,

                   impegna il Governo della Regione

   a  finalizzare  una  significativa quota delle  disponibilità  del
  fondo  sociale  europeo  (FSE)  in  favore  di  progetti  formativi
  'riservati'   alla   docenza   proveniente   dal   precariato,   in
  considerazione  del  fatto  che i  fondi  ex  FSE  hanno  per  loro
  specifica  natura  la finalità della formazione  e  dell'educazione
  permanente, formalizzando un accordo con il competente Ministero  a
  livello  nazionale, in modo che tali progetti formativi  rispettino
  in tutto e per tutto i criteri degli impegni lavorativi e dei monte
  ore  previsti  dall'insegnamento curriculare  ed  in  modo  che  ai
  docenti impegnati sia riconosciuto il formale punteggio previsto da
  un pari impegno all'interno della scuola (di tipologia ordinaria);

   a  fissare  e formalizzare con il competente Ministero un  preciso
  accordo  di  programma che, pur senza oneri per  i  fondi  statali,
  riconosca  l'impegno  formativo  dei  docenti  del  precariato  che
  saranno  a  tutti  gli  effetti impiegati  come  impegno  didattico
  ordinario,  prevedendo  uno  stanziamento  che  possa  coprire   un
  fabbisogno  di risorse umane il più ampio possibile e che  non  sia
  inferiore ad almeno 2500 unità;

   a  prevedere  anche,  accanto a questa iniziativa  che  obbliga  a
  'tallonare'  senza  sosta il Ministero, il  finanziamento,  per  le
  scuole,  di  progetti  formativi e  laboratori  quanto  più  estesi
  possibile  in  termini numerici, concordando con il  Ministero  una
  precisa  direttiva che vincoli i dirigenti scolastici ed i  collegi
  gestionali  ad  utilizzare  anche  in  questo  caso  personale  del
  precariato  che  non  abbia  diritto  a  godere  di  ammortizzatori
  sociali». (181)

   Avverto  che  gli  stessi  saranno  posti  in  votazione  dopo  la
  votazione della mozione numero 145.
   Ha  facoltà  di  parlare  l'Assessore  per  i  beni  culturali  ed
  ambientali e per la pubblica istruzione.

   LEANZA,  assessore  per i beni culturali ed ambientali  e  per  la
  pubblica  istruzione.  Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi
  aspettavo da questo dibattito qualcosa di più di tante cose  dette,
  magari,  molto  spesso, senza cognizione, tanto per far  piacere  a
  qualcuno.
   Mi  dispiace che abbiamo sprecato un'occasione, magari sulla pelle
  di  tanta  gente, dove molti dei colleghi che hanno parlato,  hanno
   sfilato ,  e  poi  ripetendo le solite cose che  nella  stragrande
  maggioranza non si faranno mai, in qualche modo, volendo passare al
  Governo una responsabilità che questo Governo non ha. Mentre alcuni
  colleghi  hanno  completato, hanno scritto  un  bel  compitino  che
  qualcuno  magari gli avrà preparato, dicendo anche delle  cose  non
  vere, questo Governo il 6 agosto, unica regione d'Italia - rammento
  che  le  regioni  d'Italia  sono  molto  di  più   e  che  i  tagli
  interessano molte regioni soprattutto del Meridione - ha firmato un
  protocollo d'intesa che va al di là di quanto discusso nella quinta
  Commissione presieduta egregiamente dall'onorevole Fagone, presente
  il  vicepresidente, onorevole Panarello, e tanti deputati, tra  cui
  l'onorevole Lupo ed altri che oggi sono intervenuti.
   In  quella occasione si chiese al Governo di mettere 8 milioni  di
  euro. In quella occasione si chiese al Governo di fare in modo  che
  300  insegnanti di sostegno - quindi, la metà dei tagli - potessero
  sopravvivere  ai  tagli che c'erano stati e che, in  qualche  modo,
  anzi  certamente, mettevano a rischio non soltanto il diritto  allo
  studio dei ragazzi ma mettevano in grande difficoltà le famiglie  e
  in  mezzo alla strada tantissimi docenti che, con passione e amore,
  svolgono questo lavoro.
   Io  vorrei  ribadire  che dietro a questi  numeri  ci  sono  delle
  persone  e noi abbiamo agito perché c'erano delle persone,  sapendo
  di  non avere queste competenze, sapendo perfettamente che, se  noi
  apriamo  questo taglio, rischiamo veramente di essere  colonizzati,
  di  essere  l'unica regione che finanzia iniziative dello  Stato  e
  magari,  da  oggi  in poi, non ci daranno neanche il  dovuto.  Però
  abbiamo  capito perfettamente che era un momento difficile.  Io  lo
  noto  da  un anno, non da oggi, sono stato anche a manifestare,  ho
  avuto rapporti anche di scontro con l'onorevole Iannaccone del  mio
  partito.
   Però ritengo che questo Governo regionale, onorevole Cracolici  ed
  altri  colleghi - grazie all'onorevole Marziano che ha ribadito  le
  cose  che abbiamo fatto in Commissione, perché abbiamo lavorato  in
  Commissione  - questo Governo stanzia 40 milioni di euro  del  POR,
  del  Fondo  Sociale Europeo - quindi, onorevole Maira, abbiamo  già
  fatto  -,  riesce a farsi dare dal ministro Gelmini 10  milioni  di
  euro  sulle  infrastrutture  e sui laboratori,  fa  riconoscere  il
  punteggio,  non  mette fuori dal mondo della scuola 1.710  persone.
  L'onorevole  Fiorenza,  sbagliando,  qualcuno  aveva  scritto  cose
  diverse,  poi ha cambiato

   FIORENZA. Lo hanno scritto i precari che lei è andato a trovare

   LEANZA,  assessore  per i beni culturali ed ambientali  e  per  la
  pubblica istruzione. Aveva sbagliato, cioè restano nel mondo  della
  scuola.  Praticamente tutto il sostegno viene salvato,  addirittura
  si  supera abbondantemente il 2 più 1, vengono inserite matematica,
  italiano, personale ATA, per un totale di 1.710 persone;  molto  al
  di   là  dei  300  richiesti,  molto  al  di  là  della  più  rosea
  aspettativa.  In  nessuna parte d'Italia è stato  fatto  questo.  E
  abbiamo  utilizzato proprio il Fondo Sociale Europeo, cui accennava
  l'onorevole  Maira,  proprio nella parte risorse,  capitale  umano,
  Obiettivo  specifico 1 e 2, eccetera, sapendo perfettamente  che  è
  una  sperimentazione, un percorso difficilissimo e che, però,  dopo
  l'incontro  che  ci  sarà martedì con i componenti  del  Ministero,
  quindi  con i tre componenti del Ministero, il direttore  generale,
  il  capo  della  segreteria  tecnica e  il  dirigente  generale  Di
  Stefano,  insieme ai tre componenti della Regione  siciliana,  sarà
  attivata la manifestazione di interesse ed entro un mese, se  tutto
  va  bene,  il  personale di cui parliamo entrerà  nel  mondo  della
  scuola per un biennio.
   Ma il dato è che non basta, il taglio è molto più ampio, non basta
  assolutamente.  Però  voglio dire che  non  è  che  scaricando  sul
  Governo  la responsabilità di alcune cose si risolvono i  problemi.
  Alcune  cose  le  abbiamo dette: col Ministro  bisogna  aprire  una
  vertenza e aprirla a più alto livello possibile come abbiamo fatto,
  io  mi  sono impegnato col sindacato e con la quinta Commissione  a
  farlo  su  almeno  tre linee, le scuole serali e  il  tempo  pieno,
  perché  il  signor Ministro che dice che avrebbe dato  a  tutti  il
  tempo  pieno in Sicilia, guarda caso, non ha autorizzato 200 classi
  per mancanza di fondi. Non è giusto  Perché, nel momento in cui  il
  tempo  pieno viene autorizzato, sono altri 200 posti di lavoro  che
  si  salvano  e,  quindi, in cinque anni sono altri 1.000  posti  di
  lavoro
   E'  un'operazione possibile, di quelle iniziative che noi possiamo
  fare  senza illudere nessuno e senza certamente pensare di fare  in
  quest'Aula e fuori disinformazione e dare notizie sbagliate  perché
  è  la  cosa  peggiore che noi possiamo fare, perché al  di  là  c'è
  un'emergenza  educativa  -  e io sono assolutamente  d'accordo  con
  quanto  diceva  la  mozione  dell'onorevole  Cracolici  -   e   c'è
  un'emergenza sociale. Queste due cose vanno di pari passo.
   Ecco  perché c'è lo sforzo del Governo ad impegnare 40 milioni  di
  euro,  già  impegnati,  onorevole Maira, con la  manifestazione  di
  interesse  che uscirà il 2 ottobre e, quindi, in quel  momento,  il
  Governo  entra  in  campo pesantemente e lo fa  nella  maniera  più
  trasparente  possibile, onorevole Marziano, nel senso che  verranno
  utilizzate   le   graduatorie  provinciali.   Quindi   la   Regione
  controllerà   soltanto   che   avvenga   questo,   le   graduatorie
  provinciali, sarà assicurato lo stipendio, sarà garantito  l'orario
  a  scelta del CTRH, contemporaneamente all'anno scolastico,  quindi
  alle ore di lezione.
   Ecco,  è  stato tutto pensato in maniera tale che si continui  nel
  solco  della scuola proprio per evitare assolutamente che la  gente
  possa essere messa fuori dal mondo della scuola
   Nonostante  tutto  questo,  a fronte  dei  tagli  di  circa  7.200
  persone, 5.512 personale docente e 1.740 personale ATA, sono  state
  conferite 3.121 supplenze in meno per il personale docente e  1.650
  in meno per il personale ATA. Di fatto, restano fuori 4.800 persone
  e,  con  i  1.700  posti  che  riusciamo  a  salvare  come  Governo
  regionale, restano fuori 3.000 persone che sono tantissime.
   Dobbiamo quindi tenere accesi i riflettori sulle cose che può fare
  il   Governo.  Ho  un'interlocuzione  fortissima  con  il  ministro
  Gelmini.
   Personalmente tallono e inseguo il ministro Gelmini per cercare di
  trovare insieme le soluzioni per risolvere questo problema.
   Possiamo fare tutte le scelte che vogliamo,  ma la competenza  non
  è nostra.
   Abbiamo  l'esigenza di fare tutti insieme uno  sforzo  comune  per
  cercare  di  limitare  i  danni che non  saranno  solo  quest'anno,
  onorevoli colleghi.
   Il  vero  dramma sarà l'anno prossimo quando, purtroppo,  i  tagli
  saranno ancora maggiori perché raggiungerà quota 8.000.
   I  prepensionamenti,  proprio perché c'è un  calo  demografico  ed
  abbiamo  meno  iscritti ed abbiamo meno tempo pieno,  non  riescono
  ovviamente a mitigare questi tagli, se non in minima parte  come  è
  avvenuto in questo momento.
   Ma  non è con l'intervento del Governo regionale, anche se noi già
  l'abbiamo chiesto e lo faremo ancora, che si cambierà la legge. Chi
  pensa questo, già sa che non potrà mai succedere.
   Non  c'è  riuscito  il movimento dell'Onda, non ci  sono  riuscite
  140.000  persone licenziate, non c'è riuscita una forte opposizione
  del sindacato.
   Noi   abbiamo  il  dovere  di  difendere  i  nostri  precari,   di
  considerare   questo  un  problema  sociale  non  irrilevante,   ma
  rilevantissimo.
   Stiamo parlando di un'operazione come quella della FIAT di Termini
  Imerese o la ST di Catania.
   Parliamo  sempre di una  guerra tra poveri . Dobbiamo metterci  la
  stessa  intensità,  la stessa passione, la stessa  voglia  affinché
  queste persone restino nel mondo della scuola.

   RINALDI. Perché alla Fiat sì ed ai precari della scuola no?

   LEANZA,  assessore  per i beni culturali ed ambientali  e  per  la
  pubblica istruzione. Onorevole Rinaldi, non c'è la copertura.
   Il Fondo Sociale Europeo alle categorie ha messo delle risorse

   RINALDI. Parlo delle nostre risorse finanziarie.

   LEANZA,  assessore  per i beni culturali ed ambientali  e  per  la
  pubblica istruzione. Se dovessimo trovare le risorse, le metteremo.
   Nel  bilancio  che approveremo, ognuno potrà trovare le  soluzioni
  che riterrà opportuno.
   Penso, però, che non avremo i mezzi per farlo. Facciamo pagare  lo
  Stato, che mi sembra più corretto e più giusto, considerato  che  è
  sua competenza garantire il diritto allo studio ai nostri ragazzi e
  garantire in questo senso l'attività lavorativa a tante persone che
  da  20-25 anni sono precari. C'è chi, a 57 anni, nel momento in cui
  stava per entrare di ruolo è ancora precario.
   Noi  non  abbiamo ancora pensato a tutti quei ragazzi che si  sono
  laureati   quest'anno   o  che  si  stanno  iscrivendo   quest'anno
  all'università  e  che,  per i prossimi  dieci  anni,  non  avranno
  nessuna possibilità di essere utilizzati nel mondo della scuola, se
  non cambieranno le regole.
   E'  un  problema serio per la Sicilia che dobbiamo affrontare,  ma
  nel  modo  più  concreto  possibile.  Cerchiamo  di  trovare  delle
  soluzioni.
   Noi abbiamo attivato un tavolo di lavoro permanente che consentirà
  di  trovare  quelle  soluzioni giuste  che  possano  consentire  di
  avviare al lavoro più persone possibili. In questo tavolo c'è anche
  il  Parlamento regionale attraverso il suo Presidente,  l'onorevole
  Fagone ed i componenti della V Commissione legislativa.
   Al  dilà  di tutto, si tratta di persone che amano il loro lavoro.
  Alcuni  di loro sono andati a fare gli insegnati a Varese piuttosto
  che  a Torino per quel  maledetto' punteggio. Si tratta di famiglie
  divise  per  anni per arrivare a quell'obiettivo e non è  pensabile
  che, a 57 anni, chi sta per entrare di ruolo non riesca a farlo.
   Di quello che succede dobbiamo averne contezza tutti quanti, prima
  di  tutti il Governo, che non fugge, non scappa di fronte non  alle
  responsabilità  ma alla responsabilità rispetto a questa  emergenza
  sociale ed educativa.
   Questo Governo è presente, lo è stato in questo mese e mezzo.  Non
  c'è  stato un solo momento in cui non si è fatto sentire. E non  ha
  dato  solidarietà  spicciola,  ha  cercato  di  fare  i  fatti,  ha
  incontrato il disagio, lo ha incontrato e ha parlato con la verità,
  con  la  serietà che gli compete, ha parlato sapendo di  parlare  a
  delle persone che in questo momento stanno soffrendo.
   A  queste  condizioni il Governo è al fianco di questo Parlamento,
  per  portare  avanti  tutti i passaggi necessari  per  limitare  al
  massimo questi licenziamenti di massa.
   Con  il  protocollo  che abbiamo fatto e con la manifestazione  di
  interesse,   certamente   una   buona   parte   l'abbiamo    fatta.
  Millesettecento  persone  sono  più  di  un  terzo  rispetto   alle
  quattromila e ottocento che sono rimaste senza lavoro.
   Onorevole  Cracolici,  l'altra parte non è  stata  inserita  negli
  ammortizzatori sociali per il semplice fatto che il personale della
  scuola  a livello nazionale nelle categorie che hanno dato non  era
  previsto. Quindi, la Regione siciliana non poteva inserirlo. Il mio
  assessorato  non  poteva  inserirlo.  C'erano  delle  categorie  di
  persone  che  potevano  essere inserite  in  deroga,  purtroppo  il
  personale  della scuola non era previsto in quelle  categorie,  che
  andavano in deroga alla cassa integrazione.

   CRACOLICI.  Onorevole assessore, è stato informato  male.  E'  una
  richiesta che si poteva fare.

   LEANZA NICOLA, assessore per i beni culturali ed ambientali e  per
  la  pubblica  istruzione. Onorevole Cracolici, penso  che  non  sia
  così.   Ma  se  dovesse  essere  al  contrario,  ci  muoveremo   di
  conseguenza.  Ma  viene superato in qualche modo  dal  decreto  che
  doveva essere pubblicato stamattina, che diceva che chi, allo stato
  attuale, non avrà maturato la supplenza e ha maturato due  anni  di
  incarico avrà assicurato, come indennità di disoccupazione,  il  60
  per  cento di quanto percepito nel decorso anno e, in base a quanto
  prevede  il decreto legge che dovrebbe essere pubblicato  oggi,  la
  precedenza  assoluta  nelle  supplenze  e  il  riconoscimento   del
  punteggio di servizio.
   Questo  è la stessa cosa. Quindi significa che se avviene  questo,
  lo  capiremo  appena  verrà presentato il decreto  legge,  più  che
  contratti di disponibilità mi sembra che la gente non debba  uscire
  dal mondo della scuola.
   Lo  vedremo meglio, lo studieremo meglio, l'impegno del Governo  è
  di attivare ogni iniziativa con il Governo nazionale.
   Chiederei volentieri al ministro Gelmini di cambiare la legge.  So
  perfettamente che mi dirà che non se ne parla. Penso che un  tavolo
  di  confronto,  che  già martedì attiveremo con  i  componenti  del
  Ministero della pubblica istruzione, presenti i sindacati  e  parte
  di  quest'Assemblea, ci consentirà di vedere quali sono, punto  per
  punto,   le   altre  categorie  che  possiamo  salvare  quest'anno.
  Dopodiché,  l'impegno  del  Governo è  chiedere  al  Parlamento  un
  ulteriore incontro come quello di stasera, per rapportarvi rispetto
  alle   cose  che  abbiamo  fatto  entro  un  mese,  perché  servirà
  sicuramente  un ulteriore dibattito sulle cose fatte e  sulle  cose
  che si possono fare.
   Se   dobbiamo  assumerci  degli  impegni  per  trovare  le  giuste
  soluzioni, questo Governo non si tirerà indietro.
   In  ultimo,  e non per fare polemica, vorrei sottolineare  che  il
  Movimento  per le Autonomie, con otto deputati, fermo restando  che
  ha  approvato  le mozioni, ha fatto ciò che il Partito  Democratico
  adesso  e l'Ulivo prima, non hanno mai fatto. Perché non mi risulta
  affatto  che, quando il Governo Prodi pose la mozione  di  fiducia,
  saccheggiando  trentamila posti di lavoro, che hanno  già  prodotto
  effetti  da tre anni a questa parte, ci sia stato un solo  deputato
  regionale  o nazionale di quel Partito che sia abbia convocato  gli
  stati generali di tutti i siciliani per votare contro quel decreto.
   Quindi  è  facile  presentare una mozione  di  quel  tipo  sapendo
  perfettamente che è la solita mozione per farsi belli, per poi  non
  raggiungere gli obiettivi. Fare l'opposizione, in certi momenti,  è
  molto semplice; fare la maggioranza, invece, è più complicato.
   Ciò  nonostante,  per  quanto mi riguarda, sottolineo  ancora  una
  volta che questa legge danneggia fortemente il Sud, ma lo danneggia
  anche  per  colpe  del Sud di cui nessuno di  noi,  per  quanto  mi
  riguarda,  può non sentirsi responsabile. Se non abbiamo  il  tempo
  pieno,  molto spesso è colpa dei nostri enti locali, quindi nostra,
  perchè  in  altre  regioni, per esempio, in  Emilia  Romagna  o  in
  Lombardia,  non ci sono problemi. Spesso, il problema  non  sono  i
  finanziamenti,  ma come questi vengono impiegati, e  di  questo  mi
  assumo la parte di responsabilità che ci compete.
   Onorevole  Cracolici,  questo  Parlamento  ha  fatto,  per  quanto
  riguarda  la  sicurezza nelle scuole, molto più di  quanto  abbiano
  fatto  gli ultimi due Governi nazionali. Abbiamo stanziato, con  il
  nostro bilancio, 200 milioni di euro per la sicurezza nelle scuole;
  e questi sono fatti concreti di questo Parlamento, dal centrodestra
  al  centrosinistra, ed è molto di più di quanto abbiano fatto i due
  Governi  che  ci  hanno  preceduto. 200  milioni  di  euro  per  la
  sicurezza nelle scuole è qualcosa di straordinario, vuol  dire  che
  la scuola è stata messa come priorità nell'attività di Governo.
   Noi  tutti  dobbiamo lavorare per il successo formativo,  dobbiamo
  garantire i processi di Lisbona, dobbiamo fare il possibile  perché
  questa  Terra,  come diceva poco fa l'onorevole  Lupo,  possa  dare
  finalmente  tanta scuola ai nostri ragazzi, perché in  Sicilia  c'è
  una  bella  scuola, ma in condizione di grandissima difficoltà,  ci
  sono  bravi  docenti, bravo personale che, comunque, in  condizioni
  difficili, riesce a dare costantemente ai nostri ragazzi una  buona
  formazione.
   Dobbiamo  impegnarci tutti per aumentare e alimentare  questa  che
  non  è  solo  speranza, ma che è il nostro futuro. Scuola,  scuola,
  scuola e sempre più scuola
   Più  lavoriamo in questa direzione e più la Sicilia  potrà  uscire
  dal momento di crisi.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, è evidente  che
  non posso che dichiarare il mio voto favorevole alla mozione che ho
  presentato,  e  mi  auguro  che possa  essere  votata  senza  falsi
  unanimismi  da  parte  dell'Aula. E lo dico anche  in  virtù  delle
  dichiarazioni del Governo.
   Come  ha  ricordato giustamente l'assessore Leanza, e questo  sono
  pronto a riconoscerlo, il tema della scuola non può essere un  tema
  che viene scaricato sulle Regioni, e non può esserci un ruolo delle
  Regioni  sostitutivo al disastro che si sta commettendo  in  questo
  Paese,  dove  il  problema non sono solo i  tagli,  ma  il  modello
  formativo in Italia.
   Detto  questo,  ribadisco che sono pronto a riconoscere  gli  atti
  prodotti  a  partire dall'accordo dall'intesa dell'8  agosto,  l'ho
  detto nel mio intervento, che costituisce una semplice modalità  di
  attuazione  del  F.S.E.,  del  piano operativo  del  Fondo  sociale
  europeo,  che viene considerato giustamente un elemento  innovativo
  nel  modo con cui si sta per impegnare una parte di quelle risorse,
  visto  che  per  il  passato  il  Fondo  Sociale  Europeo  è  stato
  utilizzato  sostanzialmente con modalità che hanno come  titolo  la
  formazione,   ma   che   in  realtà  rappresentano   un   modo   di
  distribuzione.
   Onorevole assessore, lei ha fatto riferimento all'italiano e  alla
  matematica,  e  sa  che  siamo in qualche modo  obbligati  anche  a
  utilizzare  quelle  risorse  verso quel  tipo  di  attività,  siamo
  obbligati  dal  fatto che ci sono degli obiettivi di  servizio  nel
  famoso Piano Operativo 2007-2013 che individua tra gli 11 obiettivi
  di  servizio per i quali c'è una premialità - che, per  la  Regione
  siciliana,  sarà  di  800  milioni di euro  se  sarà  in  grado  di
  raggiungere  standard legati agli obiettivi di servizio  -,  quelli
  dell'accrescimento della conoscenza sia nel campo delle lingue  che
  nel campo delle materie scientifiche e matematiche.
   E' una modalità che, purtroppo, noi stiamo utilizzando per cercare
  di  alleviare  un  effetto  disastroso  della  riforma  Gelmini  in
  Sicilia;  perché  quando  è stato pensato il  Piano  operativo,  in
  teoria  questo  doveva  essere un sistema  aggiuntivo  all'attività
  ordinaria formativa nel nostro sistema.
   Onorevole  Assessore, lei giustamente rivendica il ruolo  del  suo
  Governo  per quanto riguarda alcuni tentativi di mettere una  pezza
  agli  effetti  drammatici della riforma Gelmini. Però,  qui  stiamo
  parlando  della necessità di fare anche altro, e non è un modo  per
  cui l'opposizione rilancia.
   Come sa, onorevole Assessore, il Piano operativo 2007-2013 prevede
  una  serie  di  risorse  che non sono solo in capo  all'Assessorato
  Pubblica  istruzione; ve ne sono altre che riguardano, ad  esempio,
  l'Assessorato  della Famiglia e delle Autonomie locali,  attraverso
  le quali è possibile raggiungere l'obiettivo che io proponevo: dare
  un  piano  alla Regione affinché non una sola scuola della  Sicilia
  non abbia il tempo prolungato.
   Allora,  siccome  non dobbiamo fare chiacchiere ma  dobbiamo  fare
  cose  concrete,  mettiamo a servizio l'Asse 3 del Piano  operativo,
  che  è in capo all'Assessorato alla Famiglia, per avviare un piano,
  di  concerto con gli Enti locali, per realizzare la scuola a  tempo
  pieno nel nostro sistema formativo in Sicilia.
   Quindi,  ci  sono alcune proposte che riguardano il modo  concreto
  con cui il Governo si fa carico di una politica per la scuola e per
  il diritto alla studio.
   Oltretutto,  vorrei  ricordare che questa Regione  potrebbe  anche
  dotarsi  di  una  legge  sul  diritto allo  studio  che  garantisca
  studenti   e   famiglie  al  fine  di  migliorare  complessivamente
  l'accesso al sistema formativo.
   La  mozione ha questo spirito, uno spirito però anche connesso  ad
  un  giudizio.  Vede,  onorevole Assessore, lei  ha  rivendicato  la
  funzione  del  Governo, ha sottolineato il suo essere  autonomista,
  come  se  non  conoscessimo le azioni che poi il suo  partito,  che
  sostiene  il  Governo  nazionale, produce,  gli  atti  che  vengono
  prodotti  e  le conseguenze che paga la Sicilia per  gli  atti  del
  Governo  nazionale  di cui il suo partito fa  parte.  E  qui  è  la
  contraddizione
   Io  ho  ascoltato,  anche  consapevole  di  uno  sforzo  e  di  un
  tentativo,   in   una  fase  di  difficoltà,  di   rispondere,   ai
  disoccupati, a chi perde il lavoro.
   La  classe  di  mia figlia, che quest'anno va in  prima  media,  è
  composta  da  29  bambini  e  so che,  inevitabilmente,  in  questa
  condizione - forse persino migliore di altre - si avrà una capacità
  di   offerta   formativa  ridotta  rispetto  a   scuole   dove   il
  dimensionamento  doveva  servire  non  soltanto  a  dare   maggiore
  occupazione ma anche maggiore qualità formativa.
   Allora, qui dobbiamo uscire dal trasformare tutto in farsa. Lei ha
  citato  l'Ulivo, gli Ulivi, gli  albicocchi , ma vorrei ricordarle,
  assessore  Leanza,  che  la  riforma  del  Governo,  datata   2007,
  prevedeva  l'utilizzo  per  intero del turn-over  e  l'assorbimento
  delle  graduatorie  del  precariato nella scuola  italiana.  Certo,
  prevedeva  il blocco dell'accesso alle graduatorie, ma proprio  per
  assorbire il precariato; invece, questo Governo ha bloccato il turn-
  over e cancella anche le classi
   Risultato: 130.000 posti di lavoro che si perderanno in Sicilia.
   Noi possiamo fare tutte le parti in commedia, tutte, ma una cosa è
  intollerabile:  oggi  lei  ha parlato, alla  fine,  come  esponente
  dell'MPA, ha rivendicato quasi il ruolo dell'MPA di modifica  delle
  azioni del Governo, le chiedo un minuto soltanto per leggere qual è
  il  risultato della mozione approvata oggi dal Governo nazionale  a
  firma dell'MPA:  Impegna il Governo a farsi carico della situazione
  di  evidente  disuguaglianza che esiste tra la  scuola  del  Sud  e
  quella  del  resto  del Paese; a dare attuazione  ai  provvedimenti
  adottati dal Consiglio dei Ministri per sostenere economicamente  i
  precari  che  per l'anno scolastico 2009-2010 non hanno beneficiato
  del rinnovo contrattuale; ad adottare ogni necessario provvedimento
  utile  a  garantire la tutela dei diritti acquisiti negli anni  dal
  personale ATA e dai docenti che vivono il dramma del precariato;  a
  definire  un  piano  di immissione in ruolo che,  alla  luce  della
  situazione  ereditata dai passati Governi e dei diritti  acquisiti,
  consenta  il  graduale  esaurimento delle  graduatorie  attualmente
  attive .
   Insomma, é stata approvata dal Parlamento nazionale una mozione  a
  firma  dell'MPA che si chiama  acqua fresca . Abbiamo il dovere  di
  chiamare  le cose con il proprio nome: abbiamo razionalmente  fatto
  un dibattito sull'acqua fresca. Io credo che questa sera la mozione
  che  proviamo ad approvare impegna il Governo a fare cose concrete,
  e  se non le fa non può dire  volevo farlo, ma non posso perché c'è
  il Governo nazionale .
   Noi sappiamo qual è il ruolo del Governo nazionale e chiederemo al
  suo  partito  di  uscire da quel Governo, visti  i  danni  che  sta
  facendo alla Sicilia.
   Intanto,  però,  chiediamo al suo Governo  di  fare  le  cose  che
  servono  ai  siciliani,  per quelle che sono  le  competenze  e  le
  responsabilità del Governo della Regione.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Vinciullo  non  posso  darle  la   parola.
  L'articolo  158 del Regolamento mi permette di dare  la  parola  al
  primo firmatario di una mozione. Può intervenire per due minuti, ma
  è assolutamente uno strappo alla regola.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente,  grazie  per  avermi  dato  questa
  possibilità, grazie a nome mio e del Gruppo del PDL.
   Nonostante questa sera il PD stia cercando in tutti i modi di  non
  raggiungere  un risultato unitario, noi invece siamo determinati  a
  portarci a casa un risultato unitario, e considerato che la mozione
  presentata  dal PD non fa altro che ripetere, passo  passo,  quella
  che  era  stata  la mia interrogazione numero 586  del  29  aprile,
  annuncio  il voto favorevole da parte del PDL. Voto favorevole  che
  si  unisce  ancora  una  volta  al  plauso  per  l'attività  svolta
  dall'assessore  Leanza, proprio perché ricordavo poco  fa  come  il
  ministro  Gelmini  abbia parlato di un modello Sicilia,  quando  ha
  parlato del modo di affrontare questa vicenda.
   L'unica  cosa  che vorrei ricordare, dal momento  che  l'onorevole
  Cracolici  ha  avuto  la  bontà di leggere  alcuni  passaggi  della
  mozione  presentata dall'MPA, sono alcuni passaggi della legge  244
  del 2007, la legge finanziaria varata dal Governo Prodi, laddove si
  dice  che   assicurando  lo sviluppo dei processi  di  integrazione
  degli   alunni  diversamente  abili,  anche  attraverso   opportune
  compensazioni  tra  province diverse, in modo da  non  superare  un
  rapporto   medio  nazionale  di  un  insegnante  ogni  due   alunni
  diversamente  abili , quindi questo limite per la  prima  volta  lo
  mette  il  centrosinistra e successivamente continua,  la dotazione
  organica   di   diritto   relativo  ai  docenti   di   sostegno   è
  progressivamente rideterminata nel triennio 2008-2010 , cioè quello
  che  stiamo adesso noi vivendo,  di una consistenza pari al 70  per
  cento  del  numero dei posti di sostegno complessivamente  attivati
  nell'anno  scolastico 2006-2007 . Per cui chi  taglia  del  30  per
  cento i posti dei docenti di sostegno, cioè per i bambini che hanno
  più  bisogno,  per  quelli  che  sono  diversamente  abili,  non  è
  sicuramente questo Governo ma il Governo del centrosinistra. Questo
  Governo ha dovuto soltanto applicare quanto era stato stabilito dal
  Governo Prodi.
   Questa  è  la verità. Se poi, fino alla fine, volevate rompere  il
  risultato unitario, non ci siete riusciti, noi voteremo la  mozione
  perché la vostra mozione è anche la nostra.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, pongo in  votazione  la  mozione
  numero 112 «Potenziamento delle unità di personale di sostegno  per
  l'assistenza ai disabili nella scuola siciliana».
   Il parere del Governo?

   LEANZA,  assessore  per i beni culturali ed ambientali  e  per  la
  pubblica  istruzione. Signor Presidente, il parere  del  Governo  è
  chiaramente  positivo, nel senso che tutto ciò  che  è  scritto  in
  questa mozione è stato già fatto.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione la mozione  numero  112.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si passa alla mozione numero 145 e al relativo emendamento 145.1.
   Pongo  in votazione l'emendamento aggiuntivo 145.1. Il parere  del
  Governo?

   LEANZA NICOLA, assessore per i beni culturali ed ambientali e  per
  la pubblica istruzione. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo quindi in votazione la mozione numero 145 «Interventi contro
  i  tagli  prodotti al personale della scuola pubblica  dalla  legge
  Gelmini», così come emendata. Il parere del Governo?

   LEANZA,  assessore  per i beni culturali ed ambientali  e  per  la
  pubblica  istruzione. Signor Presidente, il parere  del  Governo  è
  favorevole  e,  sapendo perfettamente quali sono i limiti,  metterà
  tutto  il  suo impegno nel fare le proprie azioni: su tutto  quello
  che  può  fare,  su  tutto  quello che ha  fatto  e  con  tutte  le
  responsabilità  che  gli  competono e  anche  quelle  che  non  gli
  competono.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  la  mozione  numero  145,  come
  emendata, con ampia delega agli uffici per il coordinamento  finale
  della mozione stessa.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   tema scuola

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   Si passa all'ordine del giorno numero 180. Il parere del Governo?

   LEANZA,  assessore  per i beni culturali ed ambientali  e  per  la
  pubblica  istruzione. Signor Presidente, il parere  del  Governo  è
  sicuramente  favorevole,  anche se la competenza  è  principalmente
  dell'Ufficio scolastico regionale.
   Tutto  ciò che è di competenza dell'Assessorato sarà assolutamente
  fatto.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 180. Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si   passa  all'ordine  del  giorno  numero  181  «Interventi  per
  scongiurare la crisi del comparto scolastico siciliano». Il  parere
  del Governo?

   LEANZA,  assessore  per i beni culturali ed ambientali  e  per  la
  pubblica  istruzione. Signor Presidente, anche questo è  stato  già
  fatto con la manifestazione di interessi.
   Il  protocollo  d'intesa sarà operativo il 2 ottobre;  quindi,  di
  fatto,  con  le risorse che abbiamo messo non possiamo  raggiungere
  2.500   unità,  ma  1.710  persone  verranno  salvate   da   questa
  iniziativa.
   Il parere del Governo è, quindi, favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 181. Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 29  settembre
  2009, alle ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:

   tema scuola

   Presidenza del vicepresidente Oddo


  I  -Comunicazioni.
  II  - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
  lettera d) e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
   N. 146 -   Dichiarazione dello stato di calamità naturale per  i
          violenti   nubifragi  abbattutisi  nella   provincia   di
          Trapani.  Misure  urgenti  di  ristoro  dei  gravi  danni
          subiti dalle colture saline.
                         RUGGIRELLO - MUSOTTO - FEDERICO - D'ANTONI

   N. 147 -     Riconoscimento  dello stato  di  calamità  naturale
          causato  dai repentini cambiamenti climatici verificatisi
          nel  territorio  del  comune di  Mazzarrone  (CT)  e  dei
          comuni  limitrofi  ricadenti  nella  zona  a  indicazione
          geografica   protetta  (I.G.P.)   'Uva   da   tavola   di
          Mazzarrone'.
                            D'ANTONI - MUSOTTO - ARENA - D'AGOSTINO

  III   -Parere,  ai sensi dell'art. 41 ter, comma 3, dello  Statuto
   siciliano, sui progetti di legge costituzionali nn. A.S.  1643(n.
   5/Statuto), A.S. 1655 (n. 6/Statuto) e A.S. 1656 (n. 7/Statuto), di
   iniziativa parlamentare, concernenti modifiche dello Statuto della
   Regione.

                   La seduta è tolta alle ore 19.55

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      Dott.ssa Iolanda Caroselli

   ALLEGATO

   Risposte scritte ad interrogazioni

   CAPUTO.  -  «Al  Presidente della Regione e all'Assessore  per  il
  lavoro,   la  previdenza  sociale, la  formazione  professionale  e
  l'emigrazione,  premesso che i lavoratori SERICO di  Palermo  hanno
  svolto  e  continuano a svolgere le loro mansioni in situazione  di
  precarietà   contrattuale  all'interno  dell'Amministrazione  della
  Difesa da circa trent'anni;

   considerato  che  in  questi ultimi anni  l'Amministrazione  della
  Difesa  ha  beneficiato del lavoro svolto dai predetti  lavoratori,
  che  si  sono dimostrati affidabili e che hanno svolto mansioni  di
  manovalanza  e  facchinaggio, che non potevano  essere  svolte  dal
  personale interno all'Amministrazione stessa, in quanto carente;

   ritenuto che:

   le Amministrazioni interessate non dispongono di personale interno
  che  possa  svolgere le mansioni fino ad oggi svolte dai lavoratori
  precari della SERICO;

   appare auspicabile e necessaria l'assunzione a tempo indeterminato
  di  tali  lavoratori  per  lo svolgimento delle  mansioni  che,  in
  concreto,   non   possono  essere  svolte  dal  personale   interno
  all'Amministrazione per carenza di personale;

   la  stabilizzazione consentirebbe non solo un miglioramento  delle
  loro   condizioni   di  vita,  ma  di  potere  godere,   da   parte
  dell'Amministrazione, di personale addetto  alle  mansioni  per  le
  quali ad oggi non esiste personale interno;

   si  reputa  indispensabile e necessario salvaguardare la posizione
  lavorativa  delle otto unità in servizio presso la  'Caserma  Luigi
  Bichelli' di Palermo e garantire loro una retribuzione dignitosa  a
  fronte di una retribuzione pari ad euro 400,00 mensili;

   per  sapere quali opportuni provvedimenti il Governo della Regione
  intenda  adottare per la stabilizzazione dei predetti lavoratori  e
  garantire loro un miglioramento delle condizioni di vita». (547)

   Risposta.  «Con  l'interrogazione numero  547  venivano  richieste
  notizie  circa gli interventi per la stabilizzazione di  lavoratori
  SERICO di Palermo in servizio presso la caserma Luigi Bichelli.
   Al riguardo il Dirigente responsabile dell'Ufficio Provinciale del
  Lavoro di Palermo ha comunicato, con nota prot. 3522 del 22/07/2009
  rimessa  a  questo ufficio con nota prot. 29434 del 24/08/2009  del
  Dirigente  Generale del Dipartimento Lavoro che da un  controllo  è
  emerso  che la SERICO è una sezione delle Forze Armate che gestisce
  alcuni  servizi  fra  cui  i rifornimenti e  la  movimentazione  di
  materiale  dei vari reparti. Il personale che si occupa  di  questa
  attività  è  dipendente a tempo indeterminato del  Ministero  della
  Difesa.  Pertanto  non  risulta  in atto  che  esistano  lavoratori
  precari SERICO sulla base degli elementi di cui dispone l'ufficio.
   Tanto in evasione all'atto parlamentare in parole».

                                                         L'Assessore
                                            (on. dott. Luigi Gentile)

   ODDO - «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   la  spesa sanitaria regionale è mal governata da anni e da  ciò  è
  derivato un gravissimo di dissesto, con un deficit pari a  circa  1
  miliardo  e  200  milioni di euro e che pertanto, alla  luce  della
  cattiva  gestione  realizzata  negli anni,  si  rendono  certamente
  necessari dei tagli anche dolenti per i cittadini;

   l'Assessore  Regionale per la Sanità ritiene essenziale  ripartire
  dal  territorio per rispettarne le esigenze e garantire il  diritto
  alla salute dei cittadini;

   nell'ambito del piano di rientro il provvedimento varato giorni fa
  dall'Assessore per la Sanità, si prevede la chiusura di 43  guardie
  mediche per ridurre i costi, ma che l'individuazione dei presidi da
  chiudere o da ridurre come ore di operatività ancora una volta  non
  tiene conto delle effettive esigenze del territorio;

   altresì  il  provvedimento prevede la soppressione o la  riduzione
  oraria  del  50 % delle guardie mediche turistiche, che  in  alcune
  realtà a grande vocazione turistica hanno l'indispensabile funzione
  di  assicurare un'adeguata assistenza medica, a fronte di  soggetti
  che  evidentemente, non possono ricorrere ai medici di famiglia  né
  ai lontani pronto soccorsi;

   in  particolare nella provincia di Trapani sono stati  individuati
  due  seguenti  presidi: uno da chiudere (Trapani -  via  Ammiraglio
  Staiti)  e  l'altro (guardia medica turistica di  Erice-Vetta)  con
  riduzione a Guardia notturna;

   che  dette  guardie  mediche  svolgono una  funzione  estremamente
  importante   ed   indispensabile  sotto   il   profilo   logistico-
  territoriale;

   la   guardia  medica  turistica  di  Erice-Vetta  costituisce   un
  indispensabile presidio per una località sita a 12 km dall'ospedale
  più   vicino,  raggiungibile  da  un  percorso  stradale   con   le
  caratteristiche di percorso di montagna che rende ancor più lento e
  difficile  il collegamento, con l'aggravante della sospensione  del
  servizio del 118;

   nell'area  di  Erice-Vetta dimorano molte migliaia di villeggianti
  durante   il   periodo  estivo  ed  altre  migliaia  di  visitatori
  occasionali,  i  quali  rappresentano un  considerevole  bacino  di
  utenza  per la guardia medica turistica in evidente danno  per  gli
  utenti  e con costi questi si veramente incalcolabili per la salute
  dei cittadini;

   il  sindaco di Erice ha annunciato un'intensa attività di protesta
  da parte della cittadinanza, degli amministratori e dei consiglieri
  comunali;

   anche la guardia medica di Trapani, sita in via Ammiraglio Staiti,
  ha  un'importanza strategica per gli utenti in quanto essendo posta
  proprio  innanzi al porto, assicura la presenza medica a favore  di
  tutti  i  fruitori  del  servizio di  trasporto  in  arrivo  ed  in
  partenza,  anche  considerando la circostanza  che  l'ospedale  più
  vicino si trova ad alcuni chilometri di distanza e soprattutto  con
  l'intera città da attraversare;

   per sapere:

   come  intenda assicurare al territorio quella centralità  che  per
  sua  espressa  dichiarazione  si pone come  obiettivo,  sopprimendo
  presidi  assolutamente  necessari per assicurare  il  diritto  alla
  salute dei cittadini;

   se  non ritenga indispensabile la revisione del provvedimento onde
  evitare la chiusura della guardia medica di via Ammiraglio Staiti -
  Trapani e, la trasformazione in guardia medica notturna per  quella
  di  Erice-Vetta, alla luce della loro importanza per le  realtà  in
  cui operano». (34)

   Risposta.  «In ordine alla interrogazione numero 34 con  la  quale
  l'On.le  Oddo chiede notizie circa gli Interventi volti ad impedire
  la  chiusura  delle  guardie mediche di Erice Vetta  e  di  Trapani
  Porto, si rappresenta quanto segue.
   In  applicazione  dei criteri individuati nel  Piano  di  rientro
  relativamente     all'obiettivo    operativo     riguardante     la
  riorganizzazione dei servizi destinati all'urgenza ed all'emergenza
  ed  ai  rapporti con l'assistenza sanitaria di base,  il  Direttore
  generale dell'Azienda U.S.L. n. 9 di Trapani, con delibera n.  1573
  del  24  giugno  2008, ha previsto la dismissione  dei  presidi  di
  continuità   assistenziale   di   Trapani,   Mazara   del    Vallo,
  Castelvetrano e Salemi; questo Assessorato ne ha preso atto con  il
  D.A. n. 1507/08.
   In  pari  data,  con  atto deliberativo n. 1575/08,  l'Azienda  in
  parola,   in   ottemperanza  alle  disposizioni  assessoriali   che
  prevedono  il  mantenimento dei presidi di continuità assistenziali
  permanenti solo ed esclusivamente nelle isole minori, aveva altresì
  provveduto  a riconvertire il presidio di Erice Vetta da permanente
  (h  24) ad ordinario (festivo, prefestivo e notturno); infatti,  ai
  sensi  di  quanto  previsto dall'art. 62 dell' A.C.N.  di  Medicina
  generale del 23 marzo 2005, il servizio di continuità assistenziale
  è  assicurato "dalle ore 10,00 del giorno prefestivo alle ore  8,00
  del giorno successivo al festivo e dalle ore 20,00 alle ore 8,00 di
  tutti i giorni feriali", mentre i presidi permanenti attivi 24 h su
  24  sono stati istituti a livello regionale con legge regionale  n.
  26/1996   (art.   21   c.1)   che  ne  ha  previsto   l'attivazione
  limitatamente alle isole minori.
   Inoltre, per far fronte forte flusso turistico, su richiesta dello
  stesso  Comune, questo Assessorato con D.A. n. 1632 dell' 8  luglio
  2008  è stata attivata, limitatamente al periodo estivo, la guardia
  medica   turistica.  Si  precisa  che,  a  seguito  di  un  ricorso
  giurisdizionale promosso dal Comune di Erice per la riapertura h 24
  del  presidio di continuità assistenziale sito in Erice  Vetta,  in
  ottemperanza  all'ordinanza  di  accoglimento  della  richiesta  di
  sospensiva  pronunciata dal T.A.R. di Palermo, era stata riattivate
  la Guardia medica permanente.
   Successivamente,  a conferma della legittimità  del  provvedimento
  adottato dalla Azienda di Trapani, di riconversione del presidio di
  continuità  assistenziale di Erice da permanente ad  ordinario,  il
  C.G.A., intervenendo in sede di appello avverso l'ordinanza con cui
  il  T.A.R.  di  Palermo  aveva sospeso il  provvedimento  aziendale
  impugnato, ha annullato il provvedimento del T.A.R..
   In  ottemperanza  a tale pronuncia l'Azienda di  Trapani  ha  dato
  esecuzione alla stessa confermando il presidio di Erice Vetta quale
  presidio  ordinario (festivo, prefestivo e notturno) di  continuità
  assistenziale».

                                                         L'Assessore
                                                  (dr. Massimo RUSSO)

   FALCONE.  -«Al  Presidente della Regione e  all'Assessore  per  la
  sanità, premesso che con decreto legislativo del 30 dicembre  1992,
  n.  502,  è  stato  istituito all'interno  del  servizio  sanitario
  nazionale, il sistema di educazione continua in medicina (ECM);

   tenuto conto che a seguito dell'accordo tra il Governo nazionale e
  le  regioni, ex art. 4 del d.lgs 281 del 1997, è stato previsto che
  il sistema ECM si articolasse sia a livello nazionale che a livello
  regionale,  per cui a ciascuna regione è stata data la  possibilità
  di effettuare tale sistema di formazione;

   considerato che:

   in  ragione  del  superiore accordo Governo -  regioni,  anche  la
  Sicilia  ha recepito il sistema di educazione continua in medicina,
  formando  una  commissione  per  la  verifica  del  detto   sistema
  formativo;

   alla  luce della suddette normative, in data 01.08.2007,  è  stato
  siglato l'accordo Stato - regioni per cui il Ministro della salute,
  costituendo  la  commissione nazionale per la  verifica  del  nuovo
  sistema di formazione, ne ha modificato la composizione;

   preso atto che all'interno di detta commissione è prevista, tra le
  altre figure tecniche, la presenza di un esperto odontoiatra;

   visto  che  la   commissione regionale,  contrariamente  a  quanto
  attuato  da  quella nazionale, nonché in difformità a tutte  quelle
  regioni  (Friuli  Venezia Giulia, ecc.) che hanno  dato  vita  alla
  costituzione  delle commissioni regionali, non ha previsto  al  suo
  interno,  in  maniera specifica, la figura dell'esperto odontoiatra
  prevedendo,  invece,  una  (molto meno  pregnante  e  assolutamente
  generica)  presenza  del  presidente  regionale  della  federazione
  nazionale  dell'ordine  dei chirurghi e odontoiatri  disattendendo,
  conseguentemente,  lo  spirito di controllo e di  rappresentatività
  insito  nel d.lgs. n. 502/1992, per quel che concerne la  categoria
  degli odontoiatri;

   per  sapere  se  non ritengano opportuno intervenire  al  fine  di
  consentire  la  presenza  specifica,  all'interno  della   suddetta
  commissione regionale per l'educazione continua in medicina,  della
  figura dell'esperto odontoiatra». (124)

   Risposta. «In ordine alla interrogazione numero 124 con  la  quale
  l'On.le   Falcone  chiede  notizie  circa  la  composizione   della
  commissione  regionale  per  la  verifica  del  nuovo  sistema   di
  formazione educazione continua in medicina (E.C.M.), si rappresenta
  quanto segue.
   Il sistema E.C.M. è stato gestito centralmente dal Ministero della
  Salute  che, attraverso la Commissione nazionale per la  formazione
  continua ed i propri Uffici, autorizza e accredita i singoli eventi
  formativi  a  fronte  di  un  corrispettivo  economico  che   viene
  introitato dallo Stato.
   Nell'agosto  2007  sono stati individuati in  sede  di  conferenza
  Stato-Regioni i criteri per la creazione del livello  regionale,  e
  successivamente  con  D.A. n. 2826 del 13  dicembre  2007  è  stato
  istituito  il  sistema  E.C.M. regionale  e  nominata  la  relativa
  commissione regionale.
   Per  la  composizione della commissione sono state  scelte  figure
  istituzionali  rappresentative delle Università e  degli  Ordini  e
  Collegi  professionali, come d'altra parte convenuto anche in  sede
  di conferenza Stato-Regioni.
   Nello  specifico,  l'articolo  4 del  citato  decreto  prevede  la
  presenza del Presidente regionale della Federazione nazionale degli
  Ordini  dei  Medici  chirurghi  ed Odontoiatri  (o  suo  delegato),
  rappresentativa pertanto di entrambe le categorie professionali».

                                                         L'Assessore
                                                        (dr.  Massimo
  RUSSO)

   FALCONE.  -«Al  Presidente della Regione e  all'Assessore  per  la
  sanità, premesso che la sclerosi multipla è una malattia grave  del
  sistema nervoso centrale, cronica e progressivamente invalidante;

   tenuto  conto  che  i  farmaci che possono essere  utilizzati  nel
  contrasto  di questa grave patologia sono pochi e assai  variabili,
  anche  a  causa  delle  scarse conoscenze dei meccanismi  coinvolti
  nell'origine e nell'evoluzione della summenzionata malattia;

   considerato che uno dei farmaci maggiormente incisivi ed  efficaci
  nella   lotta   a   detta  patologia  neurologica   è   sicuramente
  l'interferone che rappresenta un rimedio molto più sicuro  rispetto
  ad  altri  immunosoppressori estremamente tossici, perché agisce  a
  livello  immunitario senza sopprimere eccessivamente le difese  del
  paziente;

   considerato che:

   il  citato farmaco (interferone), allo stato attuale, va  ritirato
  mensilmente  e  personalmente  dal  paziente  presso  la   farmacia
  dell'ospedale in cui il paziente è in cura;

   preso atto che il ritiro dell'interferone, direttamente presso  la
  farmacia  dell'ospedale competente, costringe il paziente  a  dover
  effettuare, dal proprio domicilio, estenuanti spostamenti,  sino  a
  duecento  chilometri  di  distanza, con  tutti  i  disagi  che  ciò
  comporta per i malati, il cui fisico, già abbastanza provato, viene
  ulteriormente messo a dura prova;

   visto che la distribuzione diretta nei centri di sclerosi multipla
  implica  un  impegno  quotidiano di tutti  gli  operatori  sanitari
  (medici ed infermieri), i quali vengono così di fatto distratti  da
  altri importanti compiti e mansioni cui potrebbero essere utilmente
  adibiti;

   preso  atto  che  si  può  organizzare, in collaborazione  con  le
  aziende  ospedaliere  di appartenenza, con  i  centri  di  sclerosi
  multipla,  nonché  con  le  farmacie  ospedaliere,  la  consegna  a
  domicilio  del  farmaco salva-vita o, comunque,  presso  il  locale
  ambulatorio  del  distretto sanitario dell'azienda  di  competenza,
  inserendo i pazienti in una banca dati che, con l'attuale procedura
  dei  controlli  trimestrali  e  la  necessaria  visita  neurologica
  semestrale,  possa,  comunque,  garantire  i  centri  di   sclerosi
  multipla da sprechi o da somministrazioni non dovute;

   per  sapere  se non ritengano opportuno intervenire,  al  fine  di
  evitare  che  i  pazienti  affetti dalla  sclerosi  multipla  siano
  costretti   a   gravi   disagi,   consentendo,   invece,   che   la
  somministrazione del farmaco salva-vita interferone sia  attuata  a
  domicilio o presso i locali ambulatori dei distretti sanitari delle
  aziende  di  competenza, facendo naturalmente salve  le  necessarie
  verifiche in simmetria alle prescrizioni terapeutiche». (132)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione numero 132 con la quale
  l'On.le  Falcone chiede notizie circa la revisione del  sistema  di
  somministrazione  dei  farmaci per i  malati  affetti  da  sclerosi
  multipla, si rappresenta quanto segue.
   I  farmaci  autorizzati  in Italia per  il  trattamento  di  detta
  patologia (Interferone Beta1a ricombinante, Beta-1b ricombinante  e
  glatiramer acetato) sono soggetti a Nota AIFA 65 che prevede che la
  prescrizione  e  la  dispensazione  avvenga  da  parte  di   Centri
  specializzati  Universitari e delle Aziende  Sanitarie  individuati
  dalle Regioni.
   In  Sicilia  con  diversi  provvedimenti assessoriali  sono  stati
  individuati ben 17 centri specializzati abilitati alla prescrizione
  e  dispensazione  di  detti  farmaci che coprono  uniformemente  il
  territorio regionale (vedere allegato).
   Fra  l'altro,  in  base  ad  un censimento  effettuato  da  questa
  Amministrazione   presso  i  Centri  autorizzati,   finalizzato   a
  conoscere  il numero dei pazienti affetti da sclerosi  multipla  in
  trattamento farmacologico, è emerso che gli stessi centri  sembrano
  essere  in  sovrannumero rispetto al fabbisogno del singolo  bacino
  provinciale (vedere allegato).
   Si   aggiunge  infine  che  l'ipotesi  di  attivare  una  consegna
  domiciliare dei farmaci in parola dovrebbe scaturire da accordi e/o
  convenzioni con singole ASL o Comuni».

                                                         L'Assessore
                                                  (dr. Massimo RUSSO)

   PANEPINTO. - «All'Assessore per la sanità, premesso che il diritto
  alla salute è un principio tutelato dalla Costituzione;

   ricordato  che a Cianciana, in provincia di Agrigento, la  SISE  -
  Siciliana  servizi  emergenza (società in house della  Croce  Rossa
  Italiana) ha fin qui gestito la postazione del 118;

   considerato  che  il servizio erogato a Cianciana  ha  coperto  le
  urgenze  anche nei comuni di Alessandria, Bivona, S. Stefano  e  S.
  Biagio,   privi  non  solo  di  un  ospedale  capace  di  garantire
  l'immediato  pronto  soccorso,  ma anche  di  un  adeguato  sistema
  viario, fermo invece alle regie trazzere borboniche;

   rilevato  che  la SISE ha inaspettatamente interrotto l'erogazione
  del servizio;

   per  sapere  quali provvedimenti intenda adottare  per  assicurare
  l'immediata riattivazione della postazione del 118, rassicurando le
  popolazioni  delle  zone  di  montagna  dell'agrigentino  circa  il
  rispetto del loro diritto alla salute». (164)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione numero 164 con la quale
  l'On.le  Panepinto  chiede notizie circa  i  provvedimenti  per  la
  riattivazione della postazione 118 a Cianciana (AG), si rappresenta
  che   la   temporanea   criticità  evidenziata,   scaturita   dalla
  indisponibilità  di  alcuni autisti/soccorritori  ad  espletare  il
  servizio oltre le 120 ore contrattuali, è stata superata a  seguito
  della  diffida assessoriale alla C.R.I. e dei successivi  specifici
  incontri  tenutisi  in Assessorato con i direttori  delle  centrali
  operative del 118.
   Pertanto è stata tempestivamente ripresa la normale attività della
  postazione».

                                                         L'Assessore
                                                  (dr. Massimo RUSSO)

   MARROCCO.  -«Al  Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  sanità,  premesso  che l'autismo viene considerato  dalla  comunità
  scientifica internazionale un disturbo pervasivo dello sviluppo che
  si  manifesta  entro il terzo anno di età con gravi  deficit  nelle
  aree  della  comunicazione (turbe qualitative  e  quantitative  del
  linguaggio),   dell'interazione  sociale   (turbe   qualitative   e
  quantitative  delle  capacità relazionali,  con  tendenza  evidente
  all'isolamento),    dell'immaginazione   (uso    inappropriato    e
  stereotipato di oggetti) e con problemi di comportamento  (auto  ed
  etero aggressività, iperattività fisica accentuata, ipersensibilità
  alle  variazioni  dell'ambiente  circostante  o  delle  figure   di
  riferimento affettivo); e pur accompagnandosi ad un aspetto  fisico
  normale, perdura per tutta la vita;

   considerato  che l'autismo oggi è ritenuto un disturbo  sociale  a
  largo raggio, tenuto conto che, in media, ogni 10.000 persone nate,
  ben 4 su 5 sono affette da autismo primario, mentre 20 sono affette
  da  sindrome artistica. La situazione in Sicilia vede circa  10.000
  casi  attesi  di  sindrome artistica e circa 2.000 casi  attesi  di
  autismo primario;

   tenuto  conto che l'art. 8 della l.r. 22 dicembre 2005, n. 19,  ha
  previsto  un intervento corposo della Regione siciliana  mirante  a
  creare   un   programma  specifico  di  interventi  per  l'autismo.
  L'Assessore regionale per la sanità - cita l'articolo in oggetto -,
  con  proprio decreto dispone che ogni ASL locale attivi  un  centro
  per  l'autismo ed i disturbi generalizzati dello sviluppo. Inoltre,
  il  decreto stabilisce che ogni ASL siciliana destini almeno lo 0,1
  per cento delle somme poste in entrata nel proprio bilancio annuale
  alla rete integrata di servizi per l'autismo;

   visto  che alla data odierna gli Assessori regionali per la sanità
  che  si sono succeduti non hanno mai attuato quanto disposto  dalla
  normativa de qua negando, di fatto, l'attivazione del programma  di
  interventi per l'autismo;

   per  sapere se il Presidente della Regione e l'Assessore regionale
  per  la  sanità non ritengano improcrastinabile emanare il  decreto
  previsto  dall'art. 8 della l.r. del 22 dicembre 2005,  n.  19,  al
  fine di garantire un'assistenza mirata e più consistente a tutti  i
  giovani siciliani affetti da autismo». (182)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione numero 182 con la quale
  l'On.le Marrocco chiede notizie circa l'attuazione dell'articolo  8
  della  legge  regionale 22 dicembre 2005,  n.  19,  in  materia  di
  interventi   in  favore  dei  soggetti  colpiti  da   autismo,   si
  rappresenta quanto segue.
   L'articolo  25, comma 8, della citata legge regionale  n.  19/2005
  prevedeva  l'emanazione  con apposito decreto  assessoriale  di  un
  programma regionale unitario per l'autismo.
   Con  decreto  assessoriale dell'1 febbraio 2007, pubblicato  sulla
  G.U.R.S.  n.  9 del 23 febbraio 2007, sono state emanate  le  linee
  guida  per l'organizzazione della rete assistenziale per le persone
  affette da disturbo autistico.
   L'individuazione delle risorse necessarie verrà effettuata, tenuto
  conto  dei  vincoli  posti  dal  Piano  di  rientro ,  in  sede  di
  riorganizzazione dell'offerta sanitaria territoriale».

                                                         L'Assessore
                                                  (dr. Massimo RUSSO)

   FALCONE.  -«Al  Presidente della Regione e  all'Assessore  per  la
  sanità, premesso che:

   gli  infermieri professionali siciliani, tramite una  disposizione
  dell'Assessore  per la sanità del 1999, possono  prestare  servizio
  sulle ambulanze del servizio medico urgente del 118;

   nel  bacino  territoriale delle province di  Catania,  Siracusa  e
  Ragusa  sono  circa 700 gli infermieri professionali  che  svolgono
  questa  attività indubbiamente insostituibile, vista la  loro  alta
  professionalità;

   considerato che:

   da circa 9 mesi i suddetti infermieri professionali delle province
  di  Catania,  Ragusa e Siracusa non percepiscono le spettanze  loro
  dovute,  a causa di una sovrapposizione di competenze scaturita  da
  una circolare dell'Assessorato Sanità del marzo 2008;

   con  tale circolare si stabilisce che le nuove linee guida per gli
  operatori del 118 passano dall'ospedale Cannizzaro di Catania  alla
  AUSL   3   della   stessa  provincia.  Alla   luce   del   suddetto
  provvedimento,  nessuno  dei  due  enti  in  questione  ha   ancora
  provveduto  ad  erogare le spettanze agli infermieri  professionali
  del  118,  ciò  a  causa del sopravvenuto conflitto  di  competenze
  determinato dalla superiore circolare;

   per  sapere  se  non  ritengano  opportuno  fare  chiarezza  sulla
  contestata  circolare,  al  fine di procedere  al  pagamento  delle
  spettanze  dovute agli infermieri professionali, ancora  in  attesa
  degli  emolumenti  loro  dovuti da nove mesi,  evitando,  così,  un
  conflitto  di  competenze  che potrebbe  causare  il  blocco  delle
  prestazioni erogate dagli stessi operatori sanitari col conseguente
  rischio  di mettere a repentaglio il servizio di un pronto soccorso
  valido  ed efficace nelle province di Catania, Siracusa e  Ragusa».
  (198)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione numero 198 con la quale
  l'On.le   Falcone  chiede  notizie  sul  mancato  pagamento   degli
  emolumenti agli infermieri professionali del 118 delle province  di
  Catania,  Siracusa e Ragusa, si rappresenta preliminarmente  quanto
  segue.
   Gli Infermieri professionali del Servizio sanitario regionale, che
  partecipano  in  regime di incentivazione al S.U.E.S.  118  per  un
  tetto massimo mensile di 48 ore, sono pagati con oneri a carico del
  bilancio dell'Azienda U.S.L. se effettuano servizio sulle ambulanze
  di  tipo  "A",  ovvero  pagati  con  oneri  a  carico  dell'Azienda
  ospedaliera  sede della Centrale operativa 118 se effettuano  turni
  di incentivazione a bordo delle ambulanze di rianimazione.
   La Centrale operativa 118 predispone preventivamente i turni degli
  Infermieri professionali, sia per le ambulanze di tipo "A" che  per
  le altre, e rendiconta a consuntivo alle rispettive amministrazioni
  da  cui  gli stessi dipendono; il pagamento degli emolumenti  viene
  pertanto effettuato dalle singole Aziende.
   In    particolare,   riguardo   alla   problematica    evidenziata
  dall'interrogante  circa il grave ritardo nei  pagamenti  lamentato
  dagli  infermieri  professionali, si fa  presente  che  allo  stato
  attuale  la  criticità  è  stata superata  e  che  i  pagamenti  al
  personale  utilizzato  per  il  servizio  del  118  vengono   ormai
  effettuati con regolarità».
                                                         L'Assessore
                                                  (dr. Massimo RUSSO)

   MARROCCO.  -«Al  Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  sanità,  premesso  che  i precari assunti  con  contratto  a  tempo
  determinato con scadenza triennale presso l'azienda ospedaliera  S.
  Antonio  Abate  di Trapani rischiano oltre che di non  ottenere  un
  contratto  a  tempo indeterminato, anche di essere  definitivamente
  licenziati  in  virtù di una legge che prevede  l'impossibilità  di
  prestare servizio per oltre 36 mesi;

   visto che:

   dalla  Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana  n.  16  del  31
  ottobre  2008  si è appreso che l'azienda ospedaliera universitaria
  V.  Emanuele,  Ferrarotto e S. Bambino di  Catania  ha  avviato  un
  processo di stabilizzazione riguardante n. 5 caposala infermieri  e
  21  ausiliari specializzati, in virtù di un'autorizzazione concessa
  da dall'Assessorato Sanità con d.a. n. 2416 del 10 settembre 2008;

   con   nota   prot.  n.  19441  dell'11  novembre  2008   l'azienda
  ospedaliera  S.Antonio  Abate ha richiesto  formale  autorizzazione
  alla stabilizzazione ai sensi dell'art. 3, comma 90, della legge 24
  dicembre 2007, n. 244, e dell'art. 1, commi 565 e 519, della  legge
  27 dicembre 2006, n. 296;

   considerato che:

   ad  oggi  non è ancora pervenuta alla sopra citata azienda  alcuna
  autorizzazione ad avviare analoga procedura di stabilizzazione;

   il personale precario è tuttora in servizio presso l'azienda ed in
  possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente;

   le   citate   stabilizzazioni   non   necessitano   di   ulteriore
  disponibilità finanziaria poiché si tratta di personale tuttora  in
  servizio a tempo determinato;

   per  sapere  se sussistano motivi ostativi alla concessione  della
  predetta autorizzazione e, in caso contrario, se intenda provvedere
  agli adempimenti previsti dalla legge». (284)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione numero 284 con la quale
  l'On.le  Marrocco  chiede  notizie circa  i  motivi  della  mancata
  autorizzazione  per l'avvio delle procedure di stabilizzazione  del
  personale  precario  in  servizio presso l'azienda  ospedaliera  S.
  Antonio Abate di Trapani, si rappresenta che con D.A. n. 330 del 25
  febbraio  2009 la citata Azienda è stata autorizzata ad avviare  le
  procedure   di   stabilizzazione   del   personale   precario   non
  dirigenziale per le seguenti figure professionali:
   - n. 27 posti di collaboratore professionale infermiere;
   -   n.   1   posto   di   collaboratore  professionale   sanitario
  fisioterapista;
   -   n.  3  posti  di  collaboratore  professionale  sanitario   di
  laboratorio biomedico».

                                                         L'Assessore
                                                  (dr. Massimo RUSSO)

   RAIA. -«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
  premesso che:

   i  file  'f', farmaci ad alto contenuto tecnologico ed alto costo,
  prescritti  per  il  trattamento  di  malattie  croniche  che   non
  presuppongano  ospedalizzazione,  rientrano  nella   tipologia   di
  farmaci a distribuzione diretta ospedaliera;

   in  tale  categoria  vengono ricompresi i  farmaci  salvavita  che
  curano,  ad  esempio,  epatite, aids, tumori,  malattie  cardiache,
  epilessia, diabete e vengono dispensati da centri autorizzati;

   sovente, i farmaci file 'f' vengono dispensati ai pazienti  al  di
  fuori  della regione di appartenenza o al di fuori della competente
  azienda  ospedaliera. La mobilità interregionale  e  intraregionale
  provoca  numerosi  disagi  ai pazienti a  causa  delle  farraginose
  operazioni   di   rimborso  da  parte  delle  aziende   ospedaliere
  competenti,  anche  a causa dei diversi indirizzi  stabiliti  dalle
  aziende e dalle regioni su tutto il territorio nazionale;

   considerato che:

   le  inefficienze  ed  i ritardi nei rimborsi,  oltre  che  colpire
  direttamente  i centri che assolvono a questo importante  servizio,
  si  riversano, inevitabilmente, sui pazienti. In particolare  molte
  strutture  non  trattano i casi resistenti  con  farmaci  di  nuova
  generazione a causa degli elevati costi che sarebbero costretti  ad
  affrontare;

   l'esaurimento dei budget, che si verifica sovente in  concomitanza
  con la chiusura dei bilanci, costringe pazienti affetti da malattie
  croniche e gravi a notevoli disagi;

   per  sapere  quali  misure  intendano  intraprendere,  volte  alla
  semplificazione dei rimborsi dei farmaci file 'f'  da  parte  delle
  aziende  ospedalieri competenti e all'accesso alle  prestazione  di
  distribuzione diretta ospedaliera dei farmaci da parte di  tutti  i
  cittadini». (291)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione numero 291 con la quale
  l'On.le  Raia chiede notizie circa la distribuzione dei farmaci  ad
  alto  contenuto  tecnologico e ad alto costo si rappresenta  quanto
  segue.
   Il  costo  dei  farmaci di cui trattasi è addebitato alle  Aziende
  U.S.L. di residenza dei pazienti che ne usufruiscono.
   La  procedura  di compensazione economica tra l'Azienda  sanitaria
  erogante   e  l'Azienda  U.S.L.  di  residenza  è  resa   possibile
  attraverso  l'invio, da parte della stessa struttura erogante,   di
  uno specifico flusso informativo denominato  file F .
   La  tempistica e le modalità di trasmissione di tale  flusso  sono
  disciplinate,  in  ultimo,  dalla direttiva  approvata  dal  D.D.G.
  Interdipartimentale n. 1174 del 30 maggio 2008 che prevede  l'invio
  del  flusso suddetto entro il mese successivo a quello in cui viene
  erogata la prestazione farmaceutica.
   Pertanto le lamentate  inefficienze ed i ritardi nei rimborsi  non
  possono   essere   considerate  causa  di   eventuali   limitazioni
  nell'accesso   alle  terapie  con  tali  farmaci   che,   peraltro,
  richiedono  un attento screening per l'individuazione dei  pazienti
  eleggibili  al  trattamento,  nonché controlli  ricorrenti  per  la
  verifica  della  sussistenza delle condizioni per  la  prosecuzione
  della terapia.
   Appare  utile  ricordare, inoltre, che questo Assessorato  ha  più
  volte   emanato  specifiche  direttive  finalizzate  ad  assicurare
  l'erogazione  delle  terapie  prescritte  da  parte  della   stessa
  struttura  prescrittrice,  sussistendo i necessari  presupposti  di
  appropriatezza (a titolo esemplificativo vedere circolare  n.  1140
  del  14  giugno 2004, pubblicata sulla G.U.R.S. 9 luglio  2004,  n.
  29).
   Inoltre,   nei  casi  in  cui  sono  state  segnalate   specifiche
  criticità, non si è tralasciato di intervenire direttamente al fine
  di garantire a tutti i pazienti la prosecuzione di tutte le terapie
  senza interruzioni».

                                                         L'Assessore
                                                  (dr. Massimo RUSSO)

   DE BENEDICTIS. -«All'Assessore per la sanità, premesso che:

   da diversi mesi il personale con qualifica di autista soccorritore
  in  servizio  presso la SISE per il servizio di 118  è  oggetto  di
  trasferimenti  arbitrari  da una postazione  ad  un'altra,  operati
  senza  criterio né preavviso, provocando un repentino  innalzamento
  del  numero  di  infortuni  e  malattie  ed  una  non  indifferente
  destabilizzazione  degli equilibri venutisi a  creare  nelle  varie
  postazioni;

   continue sono le chiusure di postazione per mancanza di personale,
  con  gravi  ripercussioni sulla cittadinanza (nella sola  città  di
  Siracusa,  ad  esempio, la maggior parte del mese  di  dicembre  ha
  visto  attive  solamente  2 postazioni su  4  ed  a  fasi  alterne,
  perdurando  la  stessa  situazione  anche  nel  corrente  mese   di
  gennaio);

   i  turni mensili a cui sono soggetti i lavoratori pervengono ad un
  monte orario di 144/152 ore (secondo contratto vengono pagate  solo
  120  ore) e tali turni vengono sovente notificati solo con  qualche
  ora  di  anticipo rispetto all'inizio del servizio, con conseguenti
  ed evidenti disagi per gli stessi lavoratori;

   gli  stipendi, vengono non di rado corrisposti in ritardo e  da  2
  anni circa gli straordinari non vengono pagati;

   da  quasi  2  anni  le  relazioni sindacali  risultano  gravemente
  compromesse o pressoché inesistenti o limitate a comunicazioni  sul
  servizio e non improntate alla risoluzione di problemi pur semplici
  (es. orari di lavoro);

   per   sapere   quali   iniziative  abbia  intrapreso   o   intenda
  intraprendere per porre fine alla responsabili della SISE». (322)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione numero 322 con la quale
  l'On.le  De Benedictis chiede notizie circa la grave situazione  in
  cui  versa il personale autista soccorritore in servizio presso  la
  Sicilia  Servizi  Emergenze s.p.a. (SISE),  si  rappresenta  quanto
  segue.
   Da  informazioni assunte presso la SI.SE. s.p.a. si è appurato che
  i   trasferimenti  di  personale  (autisti  soccorritori)  da   una
  postazione  all'altra  sono stati operati per  colmare  le  assenze
  dovute  a  ferie  e malattie che incidono per il  7-8  %  circa  al
  giorno.
   Ciò,  comportando un aumento del numero di ore lavorative rispetto
  a  quello previsto contrattualmente (120 ore), ha indotto la SI.SE.
  ad autorizzare lo svolgimento di ore di lavoro straordinario, i cui
  compensi sono in corso di quantificazione.
   Inoltre  la SI.SE. ha motivato i predetti trasferimenti anche  con
  la  necessità di una rotazione nelle varie postazioni  di  soccorso
  finalizzata  ad  una  distribuzione più  uniforme  dei  carichi  di
  lavoro.
   La  problematica  sopra  evidenziata verrà  comunque  notevolmente
  ridimensionata con l'emanazione dei provvedimenti di  riordino  del
  S.U.E.S.  118  che prevederanno, fra gli altri, una  più  razionale
  distribuzione  sul territorio delle postazioni ed una rimodulazione
  del numero di mezzi che effettueranno il servizio in h 24.
   Questo   Assessorato   ha  comunque  effettuato   con   puntualità
  l'emanazione dei titoli di spesa per l'accreditamento  alla  SI.SE.
  delle  somme  dovute  per  la gestione del servizio,  ivi  comprese
  quelle per il pagamento degli emolumenti al personale. Si è altresì
  provveduto  a  sollecitare la SI.SE. ad una  maggiore  tempestività
  nella corresponsione degli emolumenti.
   Per quanto attiene ai rapporti con le Organizzazioni sindacali  si
  precisa  che questo Assessorato ha svolto una continua attività  di
  mediazione  fra  le  parti  facendosi frequentemente  promotore  di
  incontri e riunioni sulle varie tematiche oggetto di controversia.
   In  ogni  caso  la  completa attuazione delle  previsioni  di  cui
  all'articolo  24  della  legge  regionale  25  marzo  2009,  n.  5,
  comporterà   una  completa  revisione  del  sistema  di   emergenza
  sanitaria  in  Sicilia  migliorando  ed  ottimizzando  i   relativi
  servizi».

                                                         L'Assessore
                                                                 (dr.
  Massimo RUSSO)

   CAPUTO. -«All'Assessore per la sanità, premesso che:

   in data 11 dicembre 2008 nella Gazzetta ufficiale della Repubblica
  italiana è stato pubblicato il decreto legislativo n. 194/2008  che
  prevede  l'obbligo, per le attività indicate nella  sezione  6,  di
  versare  una  tassa  annuale forfettaria per i  controlli  sanitari
  ufficiali;

   in  caso di mancato pagamento, l'AUSL di competenza, può procedere
  all'esecuzione coattiva del prelievo fiscale con l'applicazione  di
  una maggiorazione dell'importo dovuto pari al 30%;

   considerato che:

   dalla lettura del testo e dalla documentazione di riferimento  non
  è  dato  comprendere se la tassa sia dovuta indiscriminatamente  da
  parte di tutte le attività alimentari o solo relativamente a quelle
  aventi carattere industriale, con esclusione, quindi, di quelle che
  rientrano nella categoria  piccoli artigiani';

   in  particolare, le note informative delle aziende unità sanitarie
  locali non hanno espresso un'adeguata delucidazione in merito;

   ritenuto che:

   la  maggiorazione del 30% dell'importo dovuto risulta eccessivo  e
  che  le comunicazioni delle aziende unità sanitarie locali non sono
  state  tempestive,  in  quanto, trasmesse  in  data  prossima  alla
  scadenza del 31 gennaio 2009;

   per  sapere  quali provvedimenti il Governo della Regione  intenda
  adottare,  in  particolare,  in  relazione  all'individuazione  del
  soggetto obbligato al pagamento della tassazione». (389)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione numero 389 con la quale
  l'On.le  Caputo chiede notizie in ordine al decreto legislativo  n.
  194/2008,  relativo alla disciplina delle modalità di finanziamento
  dei  controlli sanitari ufficiali (regolamento CE n. 882/2004),  si
  rappresenta quanto segue.
   Si  premette che il D.L.vo n. 194 del 19 novembre 2008, pubblicato
  nella Gazzetta ufficiale della Repubblica Italiana n. 289 dell'  11
  dicembre  2008,  in  attuazione al regolamento  C.E.  n.  882/2004,
  stabilisce  le  modalità di finanziamento dei  controlli  ufficiali
  sanitari, eseguiti dalle autorità competenti, e pone a carico degli
  operatori   dei   settori  alimentari  interessati  dai   controlli
  l'obbligo  del  versamento  di  una tariffa  annua  forfettaria  da
  corrispondere all'Azienda U.S.L. territorialmente competente;  tale
  somma  è vincolata e destinata, in base a differenti quote previste
  dall'articolo  7, all'Azienda U.S.L., alla Regione,  ai  Laboratori
  del  controllo ufficiale, ai Laboratori nazionali di referenza  del
  controllo ufficiale ed al Bilancio dello Stato.
   Si  rappresenta,  altresì, che per quanto attiene  il  riferimento
  alle  attività  alimentari  interessate  al  versamento  tariffario
  discendente dall'applicazione del D.L.vo suddetto, la lettura dell'
  allegato  A,  sezione  6, riporta la tipologia  dello  stabilimento
  soggetto al versamento, secondo l'attività prevalente all'ingrosso,
  suddivisa  per  fasce  produttive annue, in fascia  A  fino  a  200
  tonnellate, in fascia B oltre 200 fino a 1000 tonnellate, in fascia
  C oltre 1000 tonnellate.
   Per quanto sopra premesso, si ritiene che il D.L.vo predetto operi
  già   l'individuazione  circa  la  tipologia   degli   stabilimenti
  alimentari sottoposti al versamento con la differenziazione tra gli
  stessi  in  base  alla  quantità  annua  del  prodotto  finito  e/o
  commercializzato  e  non con riferimento all'artigianalità  o  meno
  dell'impresa.
   Questo   Assessorato,  comunque,  al  fine  di  una   applicazione
  uniforme,  nell'ambito del territorio regionale, delle disposizioni
  discendenti  dal  suddetto  D.L.vo, di concerto  con  le  strutture
  sanitarie  periferiche interessate, ha emanato una prima direttiva,
  in  conformità agli indirizzi sopra richiamati, per la  riscossione
  di  dette  tariffe,  riservandosi , comunque, di emanare  ulteriori
  indicazioni qualora pervenute dagli organi ministeriali  competenti
  o in ordine a problematiche emergenti in materia.
   Ad ogni buon fine si allega copia della direttiva emanata».
                                                         L'Assessore
                                                  (dr. Massimo RUSSO)

   Direttiva allegata alla risposta alla interrogazione n. 389

   Assessorato per la Sanità
   Dipartimento ispettorato regionale Sanitario
   Via M. Vaccaro 5 - Palermo
   SERVIZIO n. 1

   Oggetto:  Linee  di  indirizzo di prima applicazione  su  modalità
  procedurali,  attuative  del D.L.vo 194 del 19.11.2008  concernente
   Disciplina   delle  modalità  di  rifinanziamento  dei   controlli
  sanitari ufficiali in attuazione del regolamento (CE) n. 882/2004'.

   Ai Responsabili SIAN delle AA.UU.SS.LL. della Sicilia
   LORO SEDI
   Ai  Direttori  dei Dipartimenti di Prevenzione delle  AA.UU.SS.LL.
  della Sicilia

   Ai  Direttori Sanitari ed Amministrativi delle AA.UU.SS.LL.  della
  Sicilia

   Ai Direttori Generali delle AA.UU.SS.LL. della Sicilia

   LORO SEDI

   e p.c. Assessorato regionale Sanità
   Ufficio di Gabinetto
   SEDE

   Assessorato Regionale Bilancio
   Servizio Bilancio Fondo Sanitario
   PALERMO

   «Il  D.L.vo  del  19.11.08,  n. 194  pubblicato  in  GURI  n.  289
  dell'11.12.08  ed  entrato  in vigore il  12.12.08,  stabilisce  le
  modalità   di  finanziamento  dei  controlli  ufficiali   sanitari,
  eseguiti  dalle autorità competenti e pone a carico degli operatori
  dei  settori  alimentari interessati dai controlli,  l'obbligo  del
  versamento  di  una  tariffa  annua  forfettaria  da  corrispondere
  all'A.U.S.L. territorialmente competente, vincolata e destinata, in
  base  a  differenti  quote  previste dall'art.  7,  all'AUSL,  alla
  Regione,  ai  Laboratori  del controllo  ufficiale,  ai  Laboratori
  nazionali di referenza del controllo ufficiale e al Bilancio  dello
  Stato.
   Lo  stesso decreto all'art. 10, stabilisce le modalità tecniche di
  versamento delle tariffe, ponendo a carico delle AA.UU.SS.LL.:
   -la    determinazione   degli   introiti   dovuti,   nelle    more
      dell'emanazione di provvedimenti attuativi da parte del Ministero
      del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, nonché della
      Regione (comma2);
  -l'obbligo del versamento delle tariffe da parte degli operatori
  del settore alimentari prima dell'effettuazione della prestazione
  (comma 3);
  -l'obbligo del versamento degli importi delle tariffe individuate
  per le attività alimentari di competenza dei SIAN o di attività
  miste con attività alimentari di origine animale nella sezione 6
  dell'allegato A, entro il 31 gennaio dell'anno di riferimento.
   Per  quanto sopra premesso, tenuto conto delle indicazioni  emerse
  in  sede  di  riunione del 26.01.09, giusta convocazione  prot.  n.
  DIRS/1/0280  del  22.01.09, con rappresentanti dei Dipartimenti  di
  Prevenzione, dei SIAN e dell'Assessorato Regionale Bilancio,  si  è
  ritenuto opportuno dare luogo alle seguenti direttive, in attesa di
  chiarimenti  da parte dei Ministeri interessati e dei provvedimenti
  attuativi:
   -con  riferimento  all'art. 10, comma 2 e  comma  4,  si  invitano
      codesti SIAN a volere provvedere, ove non ancora provveduto, ad
      interessare gli operatori del settore al versamento delle tariffe
      correlati alle attività identificate nella sezione 6 dell'allegato
      A   al  decreto  in  questione,  comprensive  delle  rispettive
      maggiorazioni  previste dal decreto, entro il 31 gennaio,  data
      fissata nel predetto decreto, ove non intervenga apposita proroga
      da parte del Ministero interessato circa detta scadenza.
  -Codesti SIAN sono altresì invitati a volere comunicare, qualora
  già provveduto o in corso di attuazione, al Servizio 1 di questo
  Dipartimento, le modalità seguite per il versamento delle tariffe
  in questione, fornendo il numero di c/c attivato per la
  riscossione, la causale del versamento riportante la dicitura
  riferentesi a  tariffa annua controlli ufficiali - D. L.vo per
  l'anno... , altre modalità di versamento utilizzate e l'eventuale
  istituzione di apposito capitolo, cui afferiscono detti versamenti,
  in relazione ed ai fini di una migliore gestione della ripartizione
  dei fondi introitati.
   Si confida nella puntuale attuazione di quanto sopra rappresentato
  sia   per   la  dovuta  informazione  agli  operatori  del  settore
  interessato, che per la riscossione delle somme dovute.
   Sarà  cura  di  questo Dipartimento fornire ulteriori indicazioni,
  qualora siano intervenuti chiarimenti da parte del Ministero ed  in
  previsione  dei provvedimenti attuativi ministeriali  e  regionali,
  concernenti l'applicazione del decreto de quo».

   IL CAPO SERVIZIO    IL DIRIGENTE GENERALE
   Ispettore  Sanitario  Superiore                       Dipartimento
  I.R.S.
   Dr. Giovanni Salamone    Dr. Saverio Ciriminna

   D.L.VO 194 DEL 19.11.08
   ISTRUTTORE DIRETTIVO
   DR.SSA Giuseppa Gesone

   CAPUTO.  -«Al  Presidente della Regione  e  all'Assessore  per  la
  sanità, premesso che:

   nei giorni scorsi i giovani medici in formazione specialistica  ed
  aspiranti  specializzandi  hanno  attivato  una  manifestazione  di
  protesta  per far sentire la loro voce in merito alla  mancanza  di
  fondi necessari per sostenere la formazione medico - specialistica;

   non  sono state reperite le risorse finanziare per i contratti  di
  formazione specialistica dell'anno accademico 2007/2008;

   non risultano corrisposti gli stipendi maturati ai medici titolari
  di contratti di formazione specialistica;

   nell'ambito  sanitario assume particolare importanza  e  rilevanza
  per garantire la giusta professionalità ai cittadini;

   ritenuto che:

   la formazione medico - specialistica è necessaria per garantire  e
  tutelare il diritto alla salute dei cittadini;

   per  garantire  l'efficienza  e  la professionalità  è  necessario
  valutare le reali e concrete esigenze del territorio;

   ritenuto infine che la razionalizzazione della spesa pubblica  non
  può incidere negativamente sul diritto alla salute dei cittadini;

   per  sapere  per  sapere quali provvedimenti  il  Governo  intende
  adottare  al  fine  di garantire il mantenimento  della  formazione
  medico   specialistica,  nonché  di  verificare  le  esigenze   del
  territorio  e  di  fare  chiarezza sugli oneri  finanziari  per  la
  copertura della formazione sia per l'anno 2007/2008 che per  quelli
  successivi». (443)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione numero 443 con la quale
  l'On.le  Caputo  chiede  notizie  circa  il  reperimento  di  fondi
  regionali  per  sostenere  la formazione  medico-specialistica,  si
  rappresenta quanto segue.
   La  legge regionale n. 33/1994 consente alla Regione Siciliana  di
  integrare  il  numero  delle borse di studio  ministeriali  per  la
  frequenza  delle  scuole  di  specializzazione  post-laurea   delle
  facoltà  di  medicina e chirurgia, determinate e  finanziate  dallo
  Stato  ai  sensi  dell'articolo  35  del  decreto  legislativo   n.
  368/1999,   a  valere  su  quote  vincolate  del  Fondo   sanitario
  nazionale.
   Il  numero  delle  borse di studio regionali  aggiuntive  è  stato
  annualmente  determinato con delibera della  Giunta  regionale,  su
  proposta  dell'Assessore  regionale  per  la  sanità,  sentite   le
  Università interessate.
   Nel corso degli anni precedenti, i contratti aggiuntivi sono stati
  autorizzati da un lato senza tenere conto dell'effetto economico di
  quelli avviati nelle annualità precedenti e quindi in assenza della
  integrale  copertura finanziaria nel triennio  di  riferimento  del
  bilancio   della   Regione,  dall'altro  la  rideterminazione   del
  trattamento  economico  prevista dal  decreto  del  Presidente  del
  Consiglio  dei Ministri del 07/03/2007, in attuazione dell'articolo
  39  del  decreto legislativo n.368/1999, ha comportato il raddoppio
  della  spesa  pro  capite  annua determinando  maggiori  oneri  non
  preventivabili.
   Ciò  ha determinato che le obbligazioni a carico della Regione per
  le  borse aggiuntive autorizzate ed avviate per gli anni accademici
  2007/2008   e  2008/2009  non  hanno  potuto  essere  integralmente
  soddisfatte, anche se le Università  hanno anticipato le somme  per
  conto della Regione per gli anni 2007 e 2008.
   In sede di esame del disegno di legge relativo al bilancio 2009 lo
  scrivente ha proposto in Commissione sanità appositi emendamenti al
  bilancio  ed alla finanziaria per provvedere al rimborso in  favore
  delle  Università di quanto dovuto, utilizzando risorse pari ad   .
  17.030.000  annui  per  il triennio 2009/2011,  che  si  sono  rese
  disponibili grazie al fatto che le obbligazioni cui erano destinate
  sono  state  estinte mediante le risorse del mutuo  concesso  dallo
  Stato per il pagamento dei debiti pregressi delle aziende sanitarie
  a   seguito   della   positiva   conclusione   dell'operazione   di
  ricognizione dei debiti della sanità.
   I due emendamenti avrebbero consentito l'estinzione del debito nei
  confronti delle Università nell'arco di un triennio, previo accordo
  in tal senso con le tre Università siciliane interessate.
   L'emendamento  al bilancio, incrementativo dello  stanziamento,  è
  stato   approvato   dalla  Commissione  sanità  e   successivamente
  dall'A.R.S..
   L'emendamento  alla  finanziaria, che  consentiva  l'utilizzo  del
  maggiore   stanziamento   per  il  pagamento   delle   obbligazioni
  pregresse,  in  deroga al principio contabile della  competenza,  è
  stato  ritirato nell'ultima seduta d'aula, unitamente a  tutti  gli
  altri  emendamenti del Governo, per consentire l'approvazione entro
  il mese di aprile della legge finanziaria e del bilancio 2009.
   Al   momento,  pertanto,  le  somme  disponibili  possono   essere
  utilizzate soltanto per il pagamento della quota di competenza 2009
  dei contratti già avviati.
   Successivamente, con deliberazione della Giunta regionale  n.  187
  del  19 maggio 2009, è stato autorizzato il finanziamento di  nuovi
  contratti aggiuntivi regionali nella misura concordata in  sede  di
  Commissione parlamentare nella seduta del 15 aprile 2009 (n. 190).
   Tenendo  conto della spesa da sostenere per i predetti  contratti,
  lo  stanziamento autorizzato per il triennio 2009-2011 dalla  legge
  di   bilancio,  non  consente  più  il  pagamento  integrale  delle
  obbligazioni  pregresse  maturate  negli  anni  2007  e  2008   nei
  confronti delle tre Università, pari a  circa 30 milioni  di  euro.
  L'esigenza finanziaria residua è infatti di ulteriori 5  milioni  e
  700 mila euro.
   Pertanto, con il disegno di legge  Norme in materia di prevenzione
  del  randagismo ed altre norme finanziarie urgenti  in  materia  di
  sanità   che lo scrivente, previo parere favorevole alla  copertura
  finanziaria  del  competente Assessorato al bilancio,  ha  proposto
  alla  fine di giugno 2009 alla Giunta di Governo, è stato  previsto
  sia  l'incremento dello stanziamento per un importo  pari  a  5.700
  migliaia  di  euro,  sia l'autorizzazione a destinare  parte  delle
  somme  autorizzate  per il triennio 2009-2011  al  pagamento  delle
  obbligazioni pregresse nei confronti delle tre Università siciliane
  che  hanno  stipulato  contratti di formazione specialistica  post-
  laurea in medicina e chirurgia.
   Infatti,  come  già  detto, le vigenti norme  di  contabilità  non
  consentono   di  utilizzare  lo  stanziamento  di  competenza   per
  pagamenti afferenti agli anni precedenti. In assenza della proposta
  disposizione l'Amministrazione regionale non può dunque procedere a
  regolare le posizioni debitorie pregresse».

                                                         L'Assessore
                                                  (dr. Massimo RUSSO)

   CORDARO.  -«Al  Presidente della Regione e  all'Assessore  per  la
  sanità, premesso che:

   nei giorni scorsi i giovani medici in formazione specialistica  ed
  aspiranti specializzandi hanno dato luogo ad una manifestazione  di
  protesta, promossa dal SIGM-SIMS e dal comitato regionale aspiranti
  specializzandi  al fine di sensibilizzare le istituzioni  regionali
  al reperimento dei fondi necessari a sostenere la formazione medico
  - specialistica;

   non  sono  state reperite le risorse finanziarie per la  copertura
  dei  contratti  di  formazione specialistica per l'anno  accademico
  2007/2008, e per parte dell'anno accademico 2006/2007;

   gli  atenei  siciliani, per far fronte alla  corresponsione  degli
  stipendi   dovuti   ai   titolari  di   contratto   di   formazione
  specialistica, hanno dovuto contrarre debiti per diversi milioni di
  euro;

   l'università di Messina, per tale motivo, ha sospeso dal  mese  di
  gennaio  2009  il  pagamento degli stipendi maturati  a  circa  175
  medici  titolari  di  contratti di formazione  specialistica;  tali
  medici sono vincolati dal contratto in questione ad un rapporto  di
  lavoro   pressochè  esclusivo  e  vengono  quindi   privati   della
  possibilità di reperire, attraverso la loro professione, i guadagni
  necessari al loro sostentamento;

   considerato che:

   la   formazione  degli  operatori  nell'ambito  sanitario   assume
  particolare  importanza  e  rilevanza  poichè  da  essa  deriva  la
  professionalità  delle figure deputate a garantire  la  salute  dei
  cittadini;

   la Regione risulta esposta, al pari delle università, a ricorsi di
  natura  legale che renderebbero più difficile il risanamento finora
  perseguito;

   ritenuto che:

   per   garantire  l'efficienza  e  l'organizzazione  del   servizio
  sanitario  è  necessario valutare le reali e concrete esigenze  del
  territorio;

   la  copertura finanziaria delle borse di formazione specialistica,
  già in atto, ed il reperimento di risorse per bandirne di nuove non
  è  quindi solo una spesa, ma uno strumento strategico per garantire
  la  presenza  sul  territorio delle professionalità  necessarie  al
  corretto funzionamento attuale e futuro del SSN;

   la   razionalizzazione  della  spesa  pubblica  non  può  incidere
  negativamente sul diritto all'accesso alla formazione  dei  giovani
  medici e sul diritto alla salute dei cittadini;

   per sapere:

   quali  provvedimenti  il  Governo  intenda  adottare  al  fine  di
  garantire  il  mantenimento della formazione medico  specialistica,
  nonché  per verificare le esigenze del territorio e fare  chiarezza
  sugli  oneri finanziari per la copertura della formazione  sia  per
  l'anno   2007/2008  che  per  quelli  successivi,  in   particolare
  rilevando che la Regione deve formalizzare in tempi brevi  al  MIUR
  la disponibilità a finanziare posti aggiuntivi regionali da mettere
  a bando per l'anno accademico 2008/2009;

   quali  iniziative  si  stiano predisponendo per  intraprendere  un
  dialogo  costruttivo  con gli atenei siciliani  ed  individuare  un
  percorso  che ponga fine nell'immediato alla situazione di  disagio
  che attualmente diversi giovani medici stanno vivendo». (462)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione numero 462 con la quale
  l'On.le  Cordaro  chiede notizie circa il reperimento  di  fondi  a
  sostegno  della  formazione  medico-specialistica,  si  rappresenta
  quanto segue.
   La  legge regionale n. 33/1994 consente alla Regione Siciliana  di
  integrare  il  numero  delle borse di studio  ministeriali  per  la
  frequenza  delle  scuole  di  specializzazione  post-laurea   delle
  facoltà  di  medicina e chirurgia, determinate e  finanziate  dallo
  Stato  ai  sensi  dell'articolo  35  del  decreto  legislativo   n.
  368/1999,   a  valere  su  quote  vincolate  del  Fondo   sanitario
  nazionale.
   Il  numero  delle  borse di studio regionali  aggiuntive  è  stato
  annualmente  determinato con delibera della  Giunta  regionale,  su
  proposta  dell'Assessore  regionale  per  la  sanità,  sentite   le
  Università interessate.
   Nel corso degli anni precedenti, i contratti aggiuntivi sono stati
  autorizzati da un lato senza tenere conto dell'effetto economico di
  quelli avviati nelle annualità precedenti e quindi in assenza della
  integrale  copertura finanziaria nel triennio  di  riferimento  del
  bilancio   della   Regione,  dall'altro  la  rideterminazione   del
  trattamento  economico  prevista dal  decreto  del  Presidente  del
  Consiglio  dei Ministri del 07/03/2007, in attuazione dell'articolo
  39  del  decreto legislativo n.368/1999, ha comportato il raddoppio
  della  spesa  pro  capite  annua determinando  maggiori  oneri  non
  preventivabili.
   Ciò  ha determinato che le obbligazioni a carico della Regione per
  le  borse aggiuntive autorizzate ed avviate per gli anni accademici
  2007/2008   e  2008/2009  non  hanno  potuto  essere  integralmente
  soddisfatte, anche se le Università  hanno anticipato le somme  per
  conto della Regione per gli anni 2007 e 2008.
   In sede di esame del disegno di legge relativo al bilancio 2009 lo
  scrivente ha proposto in Commissione sanità appositi emendamenti al
  bilancio  ed alla finanziaria per provvedere al rimborso in  favore
  delle  Università di quanto dovuto, utilizzando risorse pari ad   .
  17.030.000  annui  per  il triennio 2009/2011,  che  si  sono  rese
  disponibili grazie al fatto che le obbligazioni cui erano destinate
  sono  state  estinte mediante le risorse del mutuo  concesso  dallo
  Stato per il pagamento dei debiti pregressi delle aziende sanitarie
  a   seguito   della   positiva   conclusione   dell'operazione   di
  ricognizione dei debiti della sanità.
   I due emendamenti avrebbero consentito l'estinzione del debito nei
  confronti delle Università nell'arco di un triennio, previo accordo
  in tal senso con le tre Università siciliane interessate.
   L'emendamento  al bilancio, incrementativo dello  stanziamento,  è
  stato   approvato   dalla  Commissione  sanità  e   successivamente
  dall'A.R.S..
   L'emendamento  alla  finanziaria, che  consentiva  l'utilizzo  del
  maggiore   stanziamento   per  il  pagamento   delle   obbligazioni
  pregresse,  in  deroga al principio contabile della  competenza,  è
  stato  ritirato nell'ultima seduta d'aula, unitamente a  tutti  gli
  altri  emendamenti del Governo, per consentire l'approvazione entro
  il mese di aprile della legge finanziaria e del bilancio 2009.
   Al   momento,  pertanto,  le  somme  disponibili  possono   essere
  utilizzate soltanto per il pagamento della quota di competenza 2009
  dei contratti già avviati.
   Successivamente, con deliberazione della Giunta regionale  n.  187
  del  19 maggio 2009, è stato autorizzato il finanziamento di  nuovi
  contratti aggiuntivi regionali nella misura concordata in  sede  di
  Commissione parlamentare nella seduta del 15 aprile 2009 (n. 190).
   Tenendo  conto della spesa da sostenere per i predetti  contratti,
  lo  stanziamento autorizzato per il triennio 2009-2011 dalla  legge
  di   bilancio,  non  consente  più  il  pagamento  integrale  delle
  obbligazioni  pregresse  maturate  negli  anni  2007  e  2008   nei
  confronti delle tre Università, pari a  circa 30 milioni  di  euro.
  L'esigenza finanziaria residua è infatti di ulteriori 5  milioni  e
  700 mila euro.
   Pertanto, con il disegno di legge  Norme in materia di prevenzione
  del  randagismo ed altre norme finanziarie urgenti  in  materia  di
  sanità   che lo scrivente, previo parere favorevole alla  copertura
  finanziaria  del  competente Assessorato al bilancio,  ha  proposto
  alla  fine di giugno 2009 alla Giunta di Governo, è stato  previsto
  sia  l'incremento dello stanziamento per un importo  pari  a  5.700
  migliaia  di  euro,  sia l'autorizzazione a destinare  parte  delle
  somme  autorizzate  per il triennio 2009-2011  al  pagamento  delle
  obbligazioni pregresse nei confronti delle tre Università siciliane
  che  hanno  stipulato  contratti di formazione specialistica  post-
  laurea in medicina e chirurgia.
   Infatti,  come  già  detto, le vigenti norme  di  contabilità  non
  consentono   di  utilizzare  lo  stanziamento  di  competenza   per
  pagamenti afferenti agli anni precedenti. In assenza della proposta
  disposizione l'Amministrazione regionale non può dunque procedere a
  regolare le posizioni debitorie pregresse».

                                                         L'Assessore
                                                  (dr. Massimo RUSSO)

   BONOMO. -«All'Assessore per la sanità, premesso che:

   con  nota  del  13 febbraio 2009, il sottoscritto interrogante  ha
  richiesto  copia  dei  conti  consuntivi  dell'azienda  ospedaliera
  Umberto I di Siracusa per gli esercizi finanziari 2007 e 2008;

   con  nota  prot.  n. 42611/PG del 20 febbraio 2009,  il  direttore
  generale  dell'azienda dott. Alfredo Guerrieri, precisava  che,  in
  riferimento  al  consuntivo  di  bilancio  per  l'anno  2008,  esso
  risultava  ancora  in  fase di elaborazione e pertanto  non  poteva
  fornirsene copia;

   in  relazione al bilancio consuntivo per l'anno 2007, il direttore
  generale,   pur   dando  ampia  disponibilità  alla   consultazione
  dell'atto presso la sede dell'azienda Umberto I, dichiarava di  non
  poterne rilasciare copia;

   la  ragione addotta dal direttore generale è relativa al fatto che
  il bilancio consuntivo per l'anno 2007, pur adottato dall'azienda e
  sottoposto al controllo del collegio sindacale, è tuttora al vaglio
  dell'Assessorato  Sanità per l'approvazione  e,  pertanto,  i  dati
  contenuti   nell'atto   non  sono  ancora  definitivi   in   quanto
  suscettibili    di    eventuali   variazioni    su     prescrizione
  dell'Assessorato;

   ritenuto che:

   tale rilievo non può essere condiviso né accettato. Il bilancio di
  un'azienda  ospedaliera,  ente  dotato  di  personalità   giuridica
  pubblica   e  di  autonomia  organizzativa,  gestionale,   tecnica,
  amministrativa,  patrimoniale  e  contabile,  è  un  atto  che   si
  perfeziona con l'adozione da parte del direttore generale;

   l'approvazione  da  parte dell'Assessorato  è,  viceversa,  l'atto
  finale di un procedimento successivo ed ulteriore imputabile ad  un
  soggetto  giuridicamente  distinto ed  interviene  a  posteriori  a
  perfezionare l'atto con il controllo di legge;

   il  diniego alla copia del bilancio consuntivo 2007, pertanto,  si
  fonda su motivazioni infondate e si manifesta come atto inutilmente
  dilatorio  e  velatamente ostruzionistico rispetto  al  diritto  di
  accesso    agli   atti   amministrativi   garantito   ai   deputati
  dell'Assemblea regionale siciliana dall'art. 28 bis, ai sensi della
  legge  regionale n. 10/1991, introdotto dall'articolo 45, comma  1,
  della l.r. n. 4/2003;

   si rammenta che tali norme sanciscono, altresì, che lo svolgimento
  della   funzione  di  deputato  regionale  costituisce  motivazione
  sufficiente per la richiesta di accesso agli atti di un  ente,  per
  le evidenti esigenze conoscitive connesse al mandato parlamentare;

   il  parlamentare regionale, pertanto, non deve dimostrare in alcun
  modo  di  essere  portatore  di  un  interesse  per  la  tutela  di
  situazioni  giuridicamente rilevanti, poiché  ciò  è  insito  nella
  natura  stessa della funzione di deputato dell'Assemblea  regionale
  siciliana;

   è  appena il caso di ricordare, inoltre, che l'articolo 25,  comma
  2,  della  1.r.  n.  10/91  specifica che è  considerato  documento
  amministrativo ai fini dell'esercizio del diritto di accesso,  ogni
  rappresentazione (...) del contenuto di atti formati dalla pubblica
  amministrazione,  anche  se trattasi di atti  interni,  o  di  atti
  comunque utilizzati ai fini dell'attività amministrativa;

   tale  ultimo inciso chiarisce definitivamente, qualora ce ne fosse
  stato   bisogno,  che  il  sottoscritto  interrogante,  così   come
  qualsiasi  altro deputato regionale, aveva e ha il  pieno  diritto,
  non   solo  di  esaminare,  ma  di  acquisire  copia  del  bilancio
  consuntivo  in  questione,  e  ciò a prescindere  dall'approvazione
  dell'atto da parte dell'Assessorato Sanità;

   per  sapere  come  valuti quanto descritto  in  premessa  e  quali
  provvedimenti  intenda adottare al fine di garantire l'applicazione
  rigorosa  della legge sul diritto di accesso agli atti  degli  enti
  del servizio sanitario regionale». (494)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione numero 494 con la quale
  l'On.le Bonomo chiede notizie circa la rigorosa applicazione  della
  legge  sul  diritto  di accesso agli atti degli enti  del  servizio
  sanitario  regionale,  si  rappresenta  che  l'Azienda  ospedaliera
   Umberto I  di Siracusa ha comunicato che in data 26 marzo 2009  ha
  trasmesso all'interrogante copia del bilancio dell'esercizio  2007.
  In ordine al bilancio dell'esercizio 2008, adottato con delibera n.
  316 del 18 maggio 2009, la stessa Azienda ha altresì comunicato che
  provvederà  in  tempi brevi ad inviarne copia oltre  che  a  questo
  Assessorato   per   gli   adempimenti  consequenziali,   anche   al
  richiedente.

                                                         L'Assessore
                                                  (dr. Massimo RUSSO)

   LO   GIUDICE   ED  ALTRI.  -  «Al  Presidente  della   Regione   e
  all'Assessore per la sanità, premesso che:

   la  nuova  regolamentazione comunitaria in  materia  di  sicurezza
  alimentare, in vigore dal mese di aprile del 2004 e in applicazione
  piena  dall'1   gennaio 2006, ha sostituito tutte  le  preesistenti
  disposizioni  nazionali  e  regionali  in  materia  di  produzione,
  trasformazione, commercio e somministrazione degli alimenti e delle
  bevande;

   l'Unione  europea  e  il  Ministero  della  salute  hanno  in  più
  occasioni  chiarito  che,  in  virtù  dell'entrata  in  vigore  dei
  regolamenti  comunitari, le preesistenti disposizioni  normative  e
  regolamentari    nazionali    e   regionali    devono    intendersi
  automaticamente ed immediatamente caducate;

   il  decreto  legislativo 6 novembre 2007, n. 193, ha espressamente
  abrogato  talune  residuali previsioni  contenute  nella  legge  30
  aprile 1962 e nel decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 155;

   nell'ambito della Regione siciliana si è registrato un progressivo
  e  ormai  completo allineamento con la regolamentazione comunitaria
  solo per le matrici alimentari di origine animale e, quindi, per le
  attività dei servizi veterinari, mentre per le rimanenti matrici di
  origine  vegetale  e, soprattutto, per l'ambito della  ristorazione
  collettiva  ed  assistenziale, si continua ad  applicare  un  ormai
  desueto  decreto assessoriale del 20 maggio 1996, che già all'epoca
  dell'adozione appariva assai discutibile ed orientato verso logiche
  diverse da quelle della tutela dei consumatori;

   agli  operatori  del  settore  della  ristorazione  collettiva  ed
  assistenziale viene preclusa la possibilità di operare in regime di
  DIA (dichiarazione di inizio attività), precludendo agli stessi  la
  facoltà  di  stabilire, sulla base delle analisi del rischio,  come
  espressamente  previsto  dalla  regolamentazione  comunitaria,   il
  numero e la tipologia dei pasti confezionabili;

   ancora  oggi  ai  fini della determinazione del numero  dei  pasti
  confezionabili  viene  utilizzato,  inspiegabilmente,  il  criterio
  della  superficie  utile dello stabilimento, piuttosto  che  quello
  dell'analisi  del  rischio e dell'organizzazione  ergonomica  degli
  impianti,  precludendo ad operatori che hanno realizzato  strutture
  moderne, funzionali, ed ergonomiche, ogni possibilità di espansione
  e  consentendo, invece, ad impianti vasti ma obsoleti di produrre a
  dismisura;

   la  mancata  piena applicazione della regolamentazione comunitaria
  in  materia  di  sicurezza alimentare impedisce a numerose  aziende
  siciliane  di  ampliare la propria attività, e quindi  di  assumere
  nuovo  personale. Questo status quo è dunque causa di ingenti danni
  di natura economica ed occupazionale;

   per sapere:

   se  non  ritengano di dovere intervenire sull'operato degli uffici
  del  soppresso  ispettorato regionale sanitario che,  a  tutt'oggi,
  dimostrando   peraltro   un   atteggiamento   distante    se    non
  ostruzionistico  rispetto  alle esigenze  di  chi  fa  impresa  nel
  rispetto  delle  leggi vigenti, mantengono l'igiene degli  alimenti
  ancorata   a  principi  meccanicamente  burocratici  e  per   nulla
  rispondenti  alle  esigenze dei produttori e dei  consumatori,  non
  dando piena attuazione a quanto previsto dal regolamento n. 852 del
  29 aprile 2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, ed impedendo
  di  fatto  agli  operatori  in  possesso  di  impianti  moderni   e
  funzionali di potersi espandere;

   se  non  ritengano  di dovere sensibilizzare  il  nuovo  dirigente
  generale   dell'appena  costituito  dipartimento  per  le  attività
  sanitarie  ed  epidemiologiche  rispetto  all'importantissimo  tema
  della sicurezza alimentare;

   se   non   ritengano,  infine,  di  dover  creare  una   struttura
  dipartimentale concretamente ispirata alle nuove logiche e ai nuovi
  adempimenti della sicurezza alimentare». (523)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione numero 523 con la quale
  l'On.le Lo Giudice chiede notizie circa le iniziative per la  piena
  attuazione  del  regolamento comunitario in  materia  di  sicurezza
  alimentare, si rappresenta quanto segue.
   A  partire  dal  2000,  con  l'adozione del  Regolamento  n.  178,
  l'Unione  europea ha introdotto nuove disposizioni  in  materia  di
  sicurezza  alimentare  stabilendo  taluni  principi  che  avrebbero
  trovato   successivamente  corpo  nei  Regolamenti  del  cosiddetto
   Pacchetto Igiene  tutti del 29 aprile 2004 (Regolamenti n. 852, n.
  853, n. 854 e n. 882).
   La  suddetta  regolamentazione  ha introdotto  nuove  modalità  di
  trattazione  della  tutela  della  salute  e  degli  interessi  dei
  consumatori  con un approccio univoco, cosiddetto  di  filiera,  in
  grado  di  prescindere dalla natura animale,  vegetale  o  minerale
  delle matrici alimentari. Ciò nella evidente considerazione che  le
  moderne   tecniche   della   produzione   e,   soprattutto,   della
  trasformazione e della somministrazione degli alimenti,  si  basano
  sul  sempre  crescente impiego promiscuo e composito di matrici  di
  natura diversa.
   Inoltre,   e  come  giustamente  evidenziato  nell'atto  ispettivo
  parlamentare,  la  regolamentazione comunitaria ha  automaticamente
  abrogato  tutte le preesistenti disposizioni di carattere nazionale
  o locale che disciplinavano la produzione alimentare.
   In relazione a ciò quasi tutte le Regioni del Paese hanno adottato
  modelli  di  funzionamento  degli uffici  imperniati  su  strutture
  uniche  all'interno delle quali la trattazione delle  problematiche
  della  sicurezza alimentare avviene sulla base di una  integrazione
  multidisciplinare.
   Nella organizzazione della nostra sanità pubblica regionale  si  è
  assistito,  sino a tutto il 2008, alla presenza di una  trattazione
  dicotomica (medico-veterinaria) dei temi della sicurezza alimentare
  in  relazione alla esistenza all'interno dell'Assessorato sanità di
  due autonome strutture dipartimentali. Ciò ha comportato in maniera
  innegabile  numerosi  e vistosi ritardi verso  l'allineamento  alle
  nuove disposizioni comunitarie.
   Tali   ritardi  e  tali  disallineamenti  effettivamente  si  sono
  verificati  anche, e forse soprattutto, in settori assai  peculiari
  della  sicurezza  alimentare  quali quelli,  per  l'appunto,  della
  ristorazione   collettiva   ed   assistenziale.   Il   richiamo   e
  l'applicazione   di  un  decreto  assessoriale   del   1996,   oggi
  automaticamente  soppresso, appare effettivamente  superato  e  gli
  uffici  dell'Assessorato hanno già avviato una attività ricognitiva
  volta   a  completare  il  pieno  ed  effettivo  recepimento  delle
  disposizioni comunitarie.
   Sul  punto  pare  opportuno  evidenziare  che  in  relazione  alle
  previsioni introdotte dalla legge regionale n. 19 del 2008 e  sulla
  scorta  della  conseguente deliberazione della Giunta Regionale  di
  Governo  è  stata già operata una riorganizzazione delle  strutture
  dipartimentali  dell'Assessorato con la creazione  all'interno  del
  Dipartimento    per   le   attività   sanitarie   e    osservatorio
  epidemiologico di un apposito servizio per la trattazione  su  basi
  unitarie e univoche della materia della sicurezza alimentare.
   Sebbene  il  Dipartimento  non abbia  ancora  raggiunto  la  piena
  operatività  e il definitivo assetto organizzativo e funzionale  si
  segnala   l'avvenuto  recepimento  delle  disposizioni  concernenti
  l'attivazione del sistema rapido di allerta per alimenti e  mangimi
  e  la  avanzata fase in cui versa la organizzazione del sistema  di
  governo  dei  piani  di emergenza. Lo stesso  Dipartimento  ha  già
  avvistato  -  inoltre - talune priorità, e tra queste anche  quella
  del  pieno e completo allineamento nei riguardi dei nuovi  principi
  normativi, tecnici e metodologici della sicurezza alimentare.
   Per  tali  ragioni si ritiene di potere assicurare  che  entro  un
  ragionevole  lasso di tempo saranno superate anche le problematiche
  evidenziate dall'interrogante».

                                                         L'Assessore
                                                  (dr. Massimo RUSSO)

   FALCONE.  -«Al  Presidente della Regione e  all'Assessore  per  la
  sanità, premesso che la nuova legge sulla riforma sanitaria  appena
  varata  dall'Assemblea  regionale siciliana ingloba,  tra  l'altro,
  l'ospedale  (ex  azienda) Gravina di Caltagirone  nella  ASL  3  di
  Catania;

   considerato che:

   l'ospedale   Gravina  di  Caltagirone  ha  acquisito,   da   anni,
  un'esperienza   notevole   nell'ambito   della   formazione   delle
  professioni  ospedaliere.  Negli  ultimi  anni,  tra  l'altro,   ha
  stipulato  una  convenzione  con l'università  di  Messina  per  la
  creazione    di   corsi   di   laurea   con   indirizzo   sanitario
  (infermieristica e fisioterapisti);

   a   tali   corsi   di  laurea  partecipano  studenti   provenienti
  dall'intero  territorio calatino. Nell'ottica della  nuova  riforma
  sanitaria, si prefigurerebbe un possibile spostamento dei  suddetti
  corsi   presso  una  sede  ospedaliera  di  Catania,  ipotesi   che
  causerebbe   un  danno  irreversibile  per  la  continuazione   e/o
  sopravvivenza   degli   stessi  corsi  di   laurea.   Difatti,   le
  problematiche  delle  famiglie  degli  studenti  sono   prettamente
  economico-sociali, legate cioè sia al territorio sia al  caro  vita
  quotidiano  che  impedirebbe alla quasi totalità  dei  corsisti  di
  frequentare corsi di studi presso strutture fuori sede;

   alcuni   studenti   sono  lavoratori  che,   ovviamente,   saranno
  impossibilitati a frequentare il corso di studi presso altra  sede,
  sia  per  motivi  di  distanza sia per motivi economici  legati  al
  carico familiare;

   per sapere:

   se  non  ritengano opportuno chiarire se il nuovo piano  sanitario
  causerebbe  lo  spostamento del corso di laurea  delle  professioni
  sanitarie dalla sede di Caltagirone a quella di Catania;

   se  non  ritengano  opportuno autorizzare l'immediata  attivazione
  della   convenzione  dei  corsi  di     laurea  delle   professioni
  sanitarie (infermieristica e fisioterapisti) tra l'ospedale Gravina
  di Caltagirone e l'università di Messina». (532)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione numero 532 con la quale
  l'On.le  Falcone  chiede  notizie circa i  corsi  di  laurea  delle
  professioni  sanitarie  presso l'ospedale  Gravina  di  Caltagirone
  (CT), si rappresenta quanto segue.
   Ogni  anno  le  Regioni  rilevano i fabbisogni  delle  professioni
  sanitarie  secondo modelli appositamente predisposti dal  Ministero
  della salute che li aggrega a livello nazionale e li trasmette alla
  Segreteria della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,
  le Regioni e le Province autonome.
   Contestualmente  il Ministero dell'istruzione,  dell'università  e
  della  ricerca,  acquisita  l'offerta  potenziale  formativa  dagli
  Atenei  e  la richiesta di fabbisogno da parte del Ministero  della
  salute, procede all'emanazione dei decreti, ai sensi della Legge n.
  264/1999,  per  la  determinazione dei  posti  disponibili  per  le
  immatricolazioni ai vari corsi di laurea sanitaria.
   Ogni  sede  universitaria  ha  poi  la  possibilità  di  stipulare
  convenzioni con le Aziende ospedaliere per lo svolgimento in  altre
  sedi  di corsi di laurea, senza che sia necessaria l'autorizzazione
  da  parte  della Regione, ai sensi di quanto previsto  dal  decreto
  legislativo  n. 502/1992 e dei protocolli d'intesa vigenti  fra  la
  Regione e le Università.
   La  legge  regionale  n.  5 del 14 aprile  2009  di  riordino  del
  Servizio   sanitario  regionale  prevede  dall'1   settembre   2009
  l'istituzione del Distretto ospedaliero CT3 della A.S.P. di Catania
  che  aggregherà l'Azienda Gravina di Caltagirone con il P.O.  Basso
  Ragusano Marino.
   Pertanto  il  Direttore generale dell'A.S.P. di  Catania  valuterà
  l'opportunità,   nell'ambito  della   propria   autonomia   tecnico
  gestionale  ed  economico  finanziaria,  di  stipulare  o  meno  la
  convenzione con l'Università degli Studi di Messina».

                                                         L'Assessore
                                                  (dr. Massimo RUSSO)

   LO GIUDICE ED ALTRI. -«Al Presidente della Regione e all'Assessore
  per la sanità, premesso che:

   la  nuova  regolamentazione comunitaria in  materia  di  sicurezza
  alimentare, in vigore dal mese di aprile del 2004 e in applicazione
  piena  dall'1   gennaio 2006, ha sostituito tutte  le  preesistenti
  disposizioni  nazionali  e  regionali  in  materia  di  produzione,
  trasformazione, commercio e somministrazione degli alimenti e delle
  bevande;

   l'Unione  europea  e  il  Ministero  della  salute  hanno  in  più
  occasioni  chiarito  che,  in virtù della  entrata  in  vigore  dei
  regolamenti  comunitari, le preesistenti disposizioni  normative  e
  regolamentari    nazionali    e   regionali    devono    intendersi
  automaticamente ed immediatamente caducate;

   il  decreto  legislativo 6 novembre 2007, n. 193, ha espressamente
  abrogato  talune  residuali previsioni  contenute  nella  legge  30
  aprile  1962,  n. 23 e nel decreto legislativo 26 maggio  1997,  n.
  155;

   nell'ambito della Regione siciliana si è registrato un progressivo
  e  ormai  completo allineamento con la regolamentazione comunitaria
  solo per le matrici alimentari di origine animale e, quindi, per le
  attività dei servizi veterinari, mentre per le rimanenti matrici di
  origine  vegetale  e, soprattutto, per l'ambito della  ristorazione
  collettiva  ed  assistenziale, si continua ad  applicare  un  ormai
  desueto  decreto assessoriale del 20 maggio 1996 che già  all'epoca
  dell'adozione appariva assai discutibile ed orientato verso logiche
  diverse da quelle della tutela dei consumatori;

   agli  operatori  del  settore  della  ristorazione  collettiva  ed
  assistenziale viene preclusa la possibilità di operare in regime di
  DIA  (dichiarazione di inizio attività) precludendo agli stessi  la
  facoltà  di  stabilire, sulla base delle analisi del  rischio  come
  espressamente  previsto  dalla  regolamentazione  comunitaria,   il
  numero e la tipologia dei pasti confezionabili;

   ancora  oggi,  ai fini della determinazione del numero  dei  pasti
  confezionabili,  viene  utilizzato, inspiegabilmente,  il  criterio
  della  superficie  utile dello stabilimento, piuttosto  che  quello
  della  analisi  del rischio e dell'organizzazione ergonomica  degli
  impianti,  precludendo ad operatori che hanno realizzato  strutture
  moderne,  funzionali, ed ergonomiche ogni possibilità di espansione
  e  consentendo, invece, ad impianti vasti ma obsoleti di produrre a
  dismisura;

   la  mancata  piena applicazione della regolamentazione comunitaria
  in  materia  di  sicurezza alimentare impedisce a numerose  aziende
  siciliane  di  ampliare la propria attività, e quindi  di  assumere
  nuovo  personale. Questo status quo è dunque causa di ingenti danni
  di natura economica ed occupazionale;

   per sapere:

   se  non  ritengano di dovere intervenire sull'operato degli uffici
  del  soppresso  Ispettorato regionale sanitario  che  a  tutt'oggi,
  dimostrando   peraltro   un   atteggiamento   distante    se    non
  ostruzionistico rispetto alle esigenze chi fa impresa nel  rispetto
  delle leggi vigenti, mantengono l'igiene degli alimenti ancorata  a
  principi  meccanicamente burocratici e per nulla  rispondenti  alle
  esigenze  dei  produttori  e  dei  consumatori,  non  dando   piena
  attuazione a quanto previsto dal regolamento n  852 del  29  aprile
  2004  del Parlamento europeo e del Consiglio, ed impedendo di fatto
  agli  operatori  in possesso di impianti moderni  e  funzionali  di
  potersi espandere;

   se  non  ritengano  di dovere sensibilizzare  il  nuovo  dirigente
  generale   dell'appena  costituito  dipartimento  per  le  attività
  sanitarie  ed  epidemiologiche  rispetto  all'importantissimo  tema
  della sicurezza alimentare;

   se   non   ritengano,  infine,  di  dovere  creare  una  struttura
  dipartimentale concretamente ispirata alle nuove logiche e ai nuovi
  adempimenti della sicurezza alimentare». (538)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione numero 538 con la quale
  l'On.le Lo Giudice chiede notizie circa le iniziative per la  piena
  attuazione  del  regolamento comunitario in  materia  di  sicurezza
  alimentare, si rappresenta quanto segue.
   A  partire  dal  2000,  con  l'adozione del  Regolamento  n.  178,
  l'Unione  europea ha introdotto nuove disposizioni  in  materia  di
  sicurezza  alimentare  stabilendo  taluni  principi  che  avrebbero
  trovato   successivamente  corpo  nei  Regolamenti  del  cosiddetto
   Pacchetto Igiene  tutti del 29 aprile 2004 (Regolamenti n. 852, n.
  853, n. 854 e n. 882).
   La  suddetta  regolamentazione  ha introdotto  nuove  modalità  di
  trattazione  della  tutela  della  salute  e  degli  interessi  dei
  consumatori  con un approccio univoco, cosiddetto  di  filiera,  in
  grado  di  prescindere dalla natura animale,  vegetale  o  minerale
  delle matrici alimentari. Ciò nella evidente considerazione che  le
  moderne   tecniche   della   produzione   e,   soprattutto,   della
  trasformazione e della somministrazione degli alimenti,  si  basano
  sul  sempre  crescente impiego promiscuo e composito di matrici  di
  natura diversa.
   Inoltre,   e  come  giustamente  evidenziato  nell'atto  ispettivo
  parlamentare,  la  regolamentazione comunitaria ha  automaticamente
  abrogato  tutte le preesistenti disposizioni di carattere nazionale
  o locale che disciplinavano la produzione alimentare.
   In relazione a ciò quasi tutte le Regioni del Paese hanno adottato
  modelli  di  funzionamento  degli uffici  imperniati  su  strutture
  uniche  all'interno delle quali la trattazione delle  problematiche
  della  sicurezza alimentare avviene sulla base di una  integrazione
  multidisciplinare.
   Nella organizzazione della nostra sanità pubblica regionale  si  è
  assistito,  sino a tutto il 2008, alla presenza di una  trattazione
  dicotomica (medico-veterinaria) dei temi della sicurezza alimentare
  in  relazione alla esistenza all'interno dell'Assessorato sanità di
  due autonome strutture dipartimentali. Ciò ha comportato in maniera
  innegabile  numerosi  e vistosi ritardi verso  l'allineamento  alle
  nuove disposizioni comunitarie.
   Tali   ritardi  e  tali  disallineamenti  effettivamente  si  sono
  verificati  anche, e forse soprattutto, in settori assai  peculiari
  della  sicurezza  alimentare  quali quelli,  per  l'appunto,  della
  ristorazione   collettiva   ed   assistenziale.   Il   richiamo   e
  l'applicazione   di  un  decreto  assessoriale   del   1996,   oggi
  automaticamente  soppresso, appare effettivamente  superato  e  gli
  uffici  dell'Assessorato hanno già avviato una attività ricognitiva
  volta   a  completare  il  pieno  ed  effettivo  recepimento  delle
  disposizioni comunitarie.
   Sul  punto  pare  opportuno  evidenziare  che  in  relazione  alle
  previsioni introdotte dalla legge regionale n. 19 del 2008 e  sulla
  scorta  della  conseguente deliberazione della Giunta Regionale  di
  Governo  è  stata già operata una riorganizzazione delle  strutture
  dipartimentali  dell'Assessorato con la creazione  all'interno  del
  Dipartimento    per   le   attività   sanitarie   e    osservatorio
  epidemiologico di un apposito servizio per la trattazione  su  basi
  unitarie e univoche della materia della sicurezza alimentare.
   Sebbene  il  Dipartimento  non abbia  ancora  raggiunto  la  piena
  operatività  e il definitivo assetto organizzativo e funzionale  si
  segnala   l'avvenuto  recepimento  delle  disposizioni  concernenti
  l'attivazione del sistema rapido di allerta per alimenti e  mangimi
  e  la  avanzata fase in cui versa la organizzazione del sistema  di
  governo  dei  piani  di emergenza. Lo stesso  Dipartimento  ha  già
  avvistato  -  inoltre - talune priorità, e tra queste anche  quella
  del  pieno e completo allineamento nei riguardi dei nuovi  principi
  normativi, tecnici e metodologici della sicurezza alimentare.
   Per  tali  ragioni si ritiene di potere assicurare  che  entro  un
  ragionevole  lasso di tempo saranno superate anche le problematiche
  evidenziate dall'interrogante».

                                                         L'Assessore
                                                  (dr. Massimo RUSSO)

   CURRENTI. -«All'Assessore per la sanità, premesso che:

   si  sta assistendo a un progressivo smantellamento di strutture  e
  servizi sanitari nella zona jonica della Provincia di Messina;

   dopo la chiusura dei presìdi di guardia medica di Santa Teresa  di
  Riva,  di  Savoca e di Taormina, è stata stabilita la  soppressione
  del  laboratorio  di  analisi del poliambulatorio  di  Sant'Alessio
  Siculo  (Messina),  in  ottemperanza  al  decreto  dell'Assessorato
  Sanità della Regione siciliana, pubblicato nella GURS, parte I,  n.
  8 del 20 febbraio 2009;

   in  nome  di  un  non ben definito risparmio economico,  si  va  a
  colpire  un bacino di utenza che si estende a tutto il comprensorio
  della  Valle  d'Agrò, che comprende diverse decine di  migliaia  di
  persone, con l'eliminazione di una struttura che, in oltre 12  anni
  di  lavoro continuativo, ha erogato milioni di prestazioni, di  cui
  circa  settantamila  solo nell'anno 2008 nei  confronti  dei  quasi
  diecimila  pazienti esterni che l'hanno scelta come laboratorio  di
  riferimento,  e ciò sia nei periodi di normalità, sia  nei  periodi
  'difficili',  prodotti  dalla  chiusura  dei  laboratori   privati,
  rappresentando in quel momento l'unico laboratorio convenzionato  a
  cui  l'utenza  poteva fare riferimento tra Messina e  Taormina  per
  tutti  i  pazienti del comprensorio, che hanno continuato anche  in
  seguito ad afferirvi;

   considerato che:

   nel  momento in cui si dovesse ripresentare un'emergenza di questo
  tipo, i citati utenti, evidentemente classificati 'di serie B', non
  avranno  più la possibilità di effettuare i controlli ematochimici,
  dovendosi  accontentare  di  un  punto  prelievi  privo  di  medici
  specialisti e di personale tecnico qualificato a cui rivolgersi per
  ogni  tipo  di chiarimento né più né meno di un semplice centro  di
  smistamento,  oppure di pagare per intero le prestazioni  sanitarie
  alle   strutture  private  come  già  in  questo  momento  si   sta
  verificando  nel  comprensorio;  tutti  quei  pazienti  in  terapia
  cronica  il  cui esito deve giungere in poche decine di minuti  per
  permettere  la  corretta somministrazione della  terapia,  quali  i
  cardiopatici, i diabetici, i pazienti ematologici con anemie gravi,
  i pazienti neoplastici in terapia antiblastica, dovranno rinunciare
  a  questo  importante servizio in quanto, con  il  declassamento  a
  punto  di prelievo, non sarà più possibile l'esecuzione degli esami
  direttamente  nella  struttura, ma si dovrà  disporre  l'invio  del
  sangue   presso   ospedali  distanti  decine  di  chilometri,   con
  conseguente   allungamento   dei  tempi   di   consegna,   rendendo
  impossibile  il controllo del dato di laboratorio che  non  dovesse
  risultare congruo;

   atteso che:

   è inoltre da osservare che la chiusura del laboratorio non porterà
  alcun  risparmio  sui  costi, in quanto dovrà essere  allestito  un
  servizio  di  trasporto dei campioni che genererà costi  altissimi,
  verosimilmente  molto  più alti di quelli derivati  dall'esecuzione
  dei prelievi nella struttura;

   per   quel   che  riguarda  quella  parte  di  utenza  proveniente
  direttamente dagli ambulatori specialistici specialistici  ospitati
  nello  stesso  presidio,  quali  la  cardiologia,  l'urologia,   la
  reumatologia,  l'endocrinologia,  la  diabetologia,   la   medicina
  sportiva e la guardia medica turistica nei mesi estivi, deve essere
  altresì  valutato  che,  nei  confronti  di  questi  pazienti,   il
  laboratorio  ha  erogato  prestazioni  di  alta  qualità  in  tempi
  brevissimi, dando preziose indicazioni circa la prescrizione di una
  pronta  ed  efficace  terapia a tutto vantaggio  degli  utenti  con
  notevole contenimento della spesa grazie all'alternativa a  inutili
  ospedalizzazioni;

   considerato altresì che:

   è  evidente, quindi, che la chiusura del laboratorio di S. Alessio
  Siculo  ai  fini  del  rientro della spesa  sanitaria  si  rivelerà
  l'ennesimo buco nell'acqua che porterà solo disagi alla popolazione
  e nessun beneficio economico concreto;

   da  parte  di  sindaci,  amministratori locali,  forze  sociali  e
  cittadini  sono state attivate forme di mobilitazione  e  protesta,
  compresa  una spontanea petizione popolare mediante la raccolta  di
  firme   che   ha  ottenuto  sino  a  questo  momento  un   consenso
  plebiscitario;

   infine  va  valutato  il fatto che, secondo  quanto  citato  dallo
  stesso decreto che dispone la chiusura di 20-25 laboratori pubblici
  e  la  riconversione degli stessi in punto prelievi,  è  necessario
  considerare  che il laboratorio di S. Alessio Siculo,  con  le  sue
  settantamila   prestazioni,  vanta  posizioni   di   ottimizzazione
  superiori  a  circa  quaranta  laboratori  tra  quelli  citati  nel
  predetto  per  cui, considerata anche la posizione  orografica  del
  laboratorio  nel territorio che lo rende di fatto unico laboratorio
  pubblico  nel  comprensorio  tra  Messina  e  Taormina  (circa   60
  chilometri di territorio), in confronto a molte altre strutture con
  numero   inferiore  di  prestazioni  ed  attorniate   da   numerose
  alternative pubbliche e private, si rende più evidente come la  sua
  chiusura  sia  ancor più grave e di grande impatto  negativo  sulla
  salute  pubblica  e sui costi che si abbattono sulla  collettività,
  con  particolare  incidenza negativa sui diritti  e  sulla  qualità
  della  vita  delle  comunità  locali e delle  categorie  a  rischio
  (anziani,  malati  cronici,  portatori  di  handicap,  eccetera)  e
  famiglie meno abbienti;

   la  soppressione  della  struttura pregiudica  in  modo  grave  il
  diritto  a  livelli  essenziali  di  assistenza  costituzionalmente
  garantiti;

   per  sapere  se non intenda intervenire con la massima urgenza  al
  fine di evitare la soppressione del laboratorio pubblico di analisi
  di   S.   Alessio  Siculo  a  tutela  dei  livelli  essenziali   di
  assistenza». (587)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione numero 587 con la quale
  l'On.le  Currenti chiede notizie circa gli interventi  urgenti  per
  evitare  la  soppressione del laboratorio pubblico  di  analisi  di
  Sant'Alessio  Siculo  (ME)  a  tutela  dei  livelli  essenziali  di
  assistenza, si rappresenta quanto segue.
   Con  D.A.  n.  62 del 16 gennaio 2009 è stato adottato  il  "Piano
  regionale  di riorganizzazione della rete delle strutture pubbliche
  di  diagnostica  di  laboratorio" già  valutato  positivamente  dal
  Tavolo  ministeriale  di verifica degli adempimenti  del  Piano  di
  rientro con parere n. 358 dell'11 novembre 2008.
   Con  successivo  D.D.G. n. 1133 del 12 giugno 2009  è  stata  data
  attuazione  al  suddetto piano sulla base delle  delibere  prodotte
  dalle  Aziende  U.S.L.  con le quali le stesse  hanno  definito  la
  riorganizzazione delle proprie reti laboratoristiche in coerenza ai
  criteri ed alle linee guida di cui al predetto D.A. n. 62/2009.
   Nella  fattispecie  il  sopracitato D.D.G.  n.  1133/2009  non  ha
  previsto  la  soppressione del laboratorio pubblico insistente  nel
  Poliambulatorio   di  Sant'Alessio  Siculo  (ME)   bensì   la   sua
  riconversione   in   punto   prelievo  aggregato   al   laboratorio
  centralizzato  dell'ospedale  di Taormina  secondo  le  indicazioni
  espressamente  previste dai criteri del citato piano  relativamente
  alle Aziende U.S.L..
   Occorre  precisare che tale riconversione era,  tra  l'altro,  già
  stata  prevista  e  deliberata  dalla  Direzione  strategica  dell'
  Azienda U.S.L. 5 con atto n. 1042 del 16 marzo 2009.
   Sotto   il  profilo  dell'assistenza  agli  utenti  non  può   non
  evidenziarsi  che la trasformazione di detto laboratorio  in  punto
  prelievo  non cambierà sostanzialmente il servizio all'utenza  che,
  come  prima, continuerà ad usufruire della struttura per i prelievi
  e riceverà dalla stessa i relativi esiti».

                                                         L'Assessore
                                                  (dr. Massimo RUSSO)