Presidenza del vicepresidente Oddo
VITRANO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ai sensi dell'articolo 127, comma
9, del Regolamento interno, do il preavviso di trenta minuti al
fine delle eventuali votazioni mediante procedimento elettronico
che dovessero avere luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta di
oggi gli onorevoli:
Adamo, Ammatuna, Bonomo, Digiacomo, Donegani, Faraone, Greco,
Mattarella, Panepinto, Raia, Ruggirello, Speziale e Termine.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico, altresì, che sono in missione, per ragioni del loro
ufficio, gli onorevoli: Formica, Savona e Buzzanca dal 22 al 23
settembre 2009.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per il Lavoro
n. 547 - Interventi per la stabilizzazione e la salvaguardia del
diritto al lavoro per i lavoratori SERICO di Palermo in servizio
presso la 'Caserma Luigi Bichelli'.
Firmatario: Caputo Salvino
da parte dell'Assessore per la Sanità
n. 34 - Interventi volti ad impedire la chiusura delle guardie
mediche di Erice-Vetta e di Trapani-Porto.
Firmatario: Oddo Camillo
n. 124 - Composizione della commissione regionale per la verifica
del nuovo sistema di formazione: educazione continua in medicina
(ECM).
Firmatario: Falcone Marco
n. 132 - Revisione del sistema di somministrazione dei farmaci per
i malati affetti da sclerosi multipla.
Firmatario: Falcone Marco
n. 164 - Provvedimenti per la riattivazione della postazione 118
a Cianciana (AG).
Firmatario: Panepinto Giovanni
n. 182 - Attuazione dell'art. 8 della l.r. 22 dicembre 2005, n.
19, in materia di interventi in favore dei soggetti colpiti da
autismo.
Firmatario: Marrocco Livio
n. 198 - Notizie sul mancato pagamento degli emolumenti agli
infermieri professionali del 118 delle province di Catania,
Siracusa e Ragusa.
Firmatario: Falcone Marco
n. 284 - Motivi della mancata autorizzazione per l'avvio delle
procedure di stabilizzazione del personale precario in servizio
presso l'azienda ospedaliera S. Antonio Abate di Trapani.
Firmatario: Marrocco Livio
n. 291 - Iniziative in merito alla distribuzione dei farmaci ad
alto contenuto tecnologico e ad alto costo.
Firmatario: Raia Concetta
n. 322 - Grave situazione in cui versa il personale autista
soccorritore in servizio presso la Siciliana servizi emergenze
s.p.a. (SISE).
Firmatario: De Benedictis Roberto
n. 389 - Delucidazioni in ordine al decreto legislativo n.
194/2008, relativo alla disciplina delle modalità di finanziamento
dei controlli sanitari ufficiali (regolamento CE n. 882/2004) .
Firmatario: Caputo Salvino
n. 443 - Reperimento di fondi regionali per sostenere la
formazione medico-specialistica.
Firmatario: Caputo Salvino
n. 462 - Reperimento di fondi a sostegno della formazione medico-
specialistica.
Firmatario: Cordaro Salvatore
n. 494 - Rigorosa applicazione della legge sul diritto d'accesso
agli atti degli enti del servizio sanitario regionale.
Firmatario: Bonomo Mario
n. 523 - Iniziative per la piena attuazione del regolamento
comunitario in materia di sicurezza alimentare.
Firmatari: Lo Giudice Giuseppe; Maira Raimondo; Cascio Salvatore;
Dina Antonino; Fagone Fausto; Ardizzone Giovanni; Cordaro
Salvatore; Ragusa Orazio; Savona Riccardo; Forzese Marco
n. 532 - Corsi di laurea delle professioni sanitarie presso
l'ospedale Gravina di Caltagirone (CT).
Firmatario: Falcone Marco
n. 538 - Iniziative per la piena attuazione del regolamento
comunitario in materia di sicurezza alimentare.
Firmatari: Lo Giudice Giuseppe; Maira Raimondo; Cordaro Salvatore;
Dina Antonino; Cascio Salvatore; Fagone Fausto; Ardizzone Giovanni;
Ragusa Orazio; Savona Riccardo; Forzese Marco
n. 587 - Interventi urgenti per evitare la soppressione del
laboratorio pubblico di analisi di S. Alessio Siculo (ME) a tutela
dei livelli essenziali di assistenza.
Firmatario: Currenti Carmelo
Avverto che le risposte scritte testé annunziate saranno
pubblicate in allegato al resoconto stenografico della seduta
odierna.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Scoma ha chiesto congedo per
la presente seduta.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di presentazione e contestuale invio di disegni di
legge
alle competenti Commissioni
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
presentati ed inviati alle competenti Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
«Norme per la valorizzazione ed il sostegno alla funzione sociale
ed educativa degli oratori» (n. 463)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Gianni,
Maira e Cordaro
in data 17 settembre 2009
inviato in data 18 settembre 2009
«Disposizioni per il riconoscimento della funzione sociale svolta
dagli oratori parrocchiali e per la valorizzazione del loro ruolo»
(n. 464)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Barbagallo
in data 18 settembre 2009
inviato in data 18 settembre 2009
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
«Interventi per contrastare la fuga di cervelli' dalla Sicilia»
(n. 462)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Ragusa
in data 16 settembre 2009
inviato in data 18 settembre 2009.
Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
Commissione
PRESIDENTE. Comunico che il seguente disegno di legge è stato
inviato alla competente Commissione legislativa Ambiente e
Territorio' (IV):
«Princìpi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle
acque e disposizioni per la ripubblicazione del servizio idrico in
Sicilia» (n. 461)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 22 settembre 2009.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Gianni, in data 23 settembre
2009, ha chiesto di apporre la propria firma al disegno di legge n.
151 Istituzione delle Unità operative delle professioni
sanitarie'.
Comunicazione di richiesta di parere
PRESIDENTE. Comunico che la seguente richiesta di parere è
pervenuta dal Governo ed assegnata alla Commissione competente
Servizi sociali e sanitari' (VI):
Schema decreto assessoriale concernente le modalità di
individuazione di costituzione e le modalità di funzionamento del
Comitato Bacino Sicilia occidentale' e del Comitato Bacino
Sicilia orientale' di cui all'articolo 5 della l.r. 14 aprile 2009,
n. 5 (n. 33/VI)
- pervenuta in data 16 settembre 2009
- inviata in data 17 settembre 2009.
Comunicazione di parere reso
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione Affari istituzionali' (I)
ha reso il seguente parere:
- IACP di Catania. Designazione componente effettivo in seno al
collegio sindacale (n. 32/I)
- reso in data 9 settembre 2009
- inviato in data 16 settembre 2009.
Comunicazione di questione di legittimità costituzionale
PRESIDENTE. Comunico che, con ordinanza n. 404/09, notificata alla
Presidenza dell'Assemblea il 7 settembre 2009, il Consiglio di
Giustizia amministrativa per la Regione siciliana, ha ritenuto
rilevante e non manifestamente infondata la questione di
legittimità costituzionale dell'articolo 7, comma 1, della legge
regionale 16 aprile 2003, n. 4 per contrasto o incompatibilità con
lo Statuto regionale nonché con le competenze e funzioni che detto
Statuto e la Costituzione della Repubblica italiana attribuiscono
alla Regione siciliana in materia di mare territoriale, disponendo
la sospensione del presente giudizio e la trasmissione degli atti
alla Corte costituzionale.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
VITRANO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura e
le foreste, premesso che:
a seguito delle gravi gelate che hanno colpito, nel febbraio 2008,
gli agrumeti della zona nord della provincia di Siracusa e che
hanno determinato un notevole calo produttivo, azzerando il reddito
degli agricoltori, è stato loro riconosciuto lo stato di calamità
naturale;
a seguito del riconoscimento di tale stato, è stato previsto,
dall'Assessorato regionale per l'agricoltura e le foreste, un
contributo alle aziende agricole danneggiate dalla calamità;
rilevato che:
nel mese di agosto 2009, l'Ispettorato provinciale
dell'agricoltura di Siracusa ha notificato a quasi tutti gli
agricoltori richiedenti una comunicazione di archiviazione delle
pratiche di contributo, adducendo motivazioni che, a detta
dell'associazioni di categoria, sono ingiustificate;
di fatti, il motivo dell'archiviazione delle pratiche, secondo
quanto dichiarato dai funzionari dell'IPA di Siracusa, è da addurre
alla mancanza di alcuni documenti;
tali documenti, di contro, sono stati autodichiarati dagli stessi
richiedenti con dichiarazioni sostitutive dell'atto di notorietà.
Tali dati sono visibili attraverso il sistema SIAN, insieme a tutti
i titoli in possesso dei dichiaranti, nonché le mappe catastali e
quant'altro occorre per dare seguito alle richieste degli
agricoltori;
considerato che:
alla luce di quanto sopra, appare assolutamente ingiustificata
l'archiviazione delle pratiche di contributo, dovuta ad una
esasperata burocrazia che, invece di snellire le procure, le rende
articolate ed inestricabili;
tale scelta, oltre che causare un grave danno agli agricoltori
che, con tante difficoltà, tentano di resistere ad una scoraggiante
crisi di comparto, porterà ad una probabile e giustificata valanga
di ricorsi;
la mancata erogazione dei contributi porta ad un diverso
trattamento degli stessi agricoltori siracusani a livello
regionale, perché le risorse, che con questo provvedimento quasi
persecutorio non vengono assegnate, una volta restituite
all'Assessorato regionale Agricoltura, finiscono ridistribuite agli
agricoltori delle altre province;
per sapere:
provvedimenti urgenti intendano adottare, al fine di ripristinare
le procedure per la concessione dei contributi agli agricoltori
siracusani;
iniziative intendano portare avanti perché venga recuperato il
rapporto di fiducia e di assistenza costruttiva tra gli
imprenditori agricoli siracusani e tutti gli uffici periferici
dell'Assessorato regionale Agricoltura». (741)
VINCIULLO
«All'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che:
l'area archeologica di Kamarina (RG) versa in una condizione di
degrado che, perdurando, rischia di pregiudicare irreparabilmente i
tesori e i manufatti che insistono all'interno dell'area medesima;
il mare, con la sua azione erosiva, ha fatto emergere e sta
lentamente trascinando con sé interi blocchi di pietra appartenenti
alle antiche mura dell'area archeologica;
le numerose rotture presenti nelle recinzioni hanno ulteriormente
favorito l'azione dei tombaroli che, indisturbati, continuano a
deturpare l'area, compresa la parte marina, con gravissime
ripercussioni su possibili ed eventuali nuove campagne di scavi che
dovrebbero, invece, portare alla luce e tutelare i tesori
esistenti;
considerato che in questi mesi, nonostante le numerose denunce
anche a mezzo stampa e la vasta eco che la vicenda ha avuto anche a
livello nazionale, si continua a registrare l'assenza da parte
delle istituzioni preposte;
per sapere:
quali azioni intenda rapidamente porre in essere per garantire la
salvaguardia del sito archeologico di Kamarina;
se non ritenga opportuno, allo scopo di rendere più efficaci le
azioni di tutela, avviare un tavolo tecnico con i soggetti
istituzionali presenti sul territorio interessato dal sito». (743)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
DIGIACOMO
«All'Assessore per la sanità, premesso che:
la paventata sospensione del servizio di assistenza domiciliare
integrata per disabili rischia di causare gravi danni a circa 2
mila pazienti, tra cui malati terminali e portatori di handicap;
alle gravi ripercussioni sanitarie si aggiungerebbero quelle sul
fronte occupazionale, con circa 80 dipendenti della cooperativa che
ha svolto finora il servizio, i quali rischiano il posto di lavoro;
per sapere se non ritenga opportuno e urgente intervenire presso
l'ASP 7 affinché si proceda all'affidamento della gara per
l'espletamento del servizio di assistenza domiciliare integrata per
disabili, nelle more che si provveda all'avvio delle prestazioni
'in-house' così come previsto dalla legge regionale n. 5 del 2009
in materia di riordino del servizio sanitario regionale». (744)
DIGIACOMO
«Al Presidente della Regione, premesso che il CIAPI, ente di
formazione della Regione siciliana, insieme ad un cartello di altri
enti, si è aggiudicato una gara d'appalto di 75 milioni di euro per
la formazione;
osservato che soltanto il CIAPI ha partecipato alla gara e che la
Regione così finisce con l'essere 'appaltatrice di se stessa';
per sapere come sia stato costruito il bando e, soprattutto, quali
condizioni siano state poste per far sì che si verificasse questa
condizione». (745)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
APPRENDI-FARAONE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura e
le foreste, premesso che:
la crisi che ha investito l'agricoltura siciliana, e in particolar
modo quella del comparto della viticoltura, trae origine anche
dalle azioni speculative in atto sui prezzi delle uve da mosto e
del concomitante fenomeno del 'cracking' che sta colpendo le uve da
tavola specialmente nelle zone della provincia di Agrigento e
Caltanissetta;
gli effetti di questa crisi stanno causando la chiusura di
migliaia di aziende vitivinicole siciliane che in questi anni hanno
contribuito al rilancio dell'immagine e dell'economia siciliana, e
non solo del comparto;
decine di imprenditori agricoli per protestare contro il basso
prezzo dell'uva da mosto hanno occupato la cantina La Torre di
Racalmuto e altre numerose iniziative di lotta sono in atto in
Sicilia per chiedere azioni concrete da parte dei Governi regionale
e nazionale;
rilevato che:
dalle vendemmie avviate in alcune aree della Sicilia non si riesce
a ricavare risorse sufficienti a coprire neanche i costi della
raccolta;
le organizzazioni degli agricoltori hanno avanzato alcune proposte
per fronteggiare la crisi del comparto vitivinicolo, tra cui la
possibilità di trasformare gli attuali aiuti comunitari in aiuti
diretti ai produttori in base alla superficie coltivata a vigneto;
altre iniziative, proposte sempre dalle organizzazioni dei
coltivatori, consistono nell'attuazione di misure straordinarie e
temporanee di aiuto allo stoccaggio dei mosti e dei vini;
considerato che occorre rapidamente adottare una strategia di
contrasto mediante ingenti ed adeguate misure per fronteggiare le
azioni di speculazione in atto nonché lo stato di emergenza;
per sapere:
se e quali azioni siano state avviate per il rilancio del comparto
in oggetto, azioni tese prioritariamente ad impedire le operazioni
speculative in corso circa il prezzo delle uve da mosto;
quali risorse, in relazione ad eventuali iniziative assunte, siano
state attivate e se non ritengano opportuno, per il valore
economico che il comparto rappresenta, destinare all'emergenza
adeguati ed efficaci strumenti economici che ne consentano il
superamento». (746)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
DI BENEDETTO
«All'Assessore per la sanità, premesso che per l'attuazione della
legge regionale n. 5 del 2009 è stato avviato un processo di
riorganizzazione delle aziende sanitarie siciliane e delle
strutture ospedaliere;
l'Assessore regionale per la sanità, per evitare il perpetuarsi di
sprechi e di fenomeni d'inadeguata utilizzazione del personale, ha
deciso di consentire l'affidamento o il rinnovo di incarichi di
struttura complessa solo dopo aver verificato l'assenza di esuberi
di dirigenti eventualmente creatisi come effetto della nuova
organizzazione sanitaria;
sarebbe stato, se non doveroso, quantomeno opportuno che i
direttori delle vecchie aziende, nelle more della loro sostituzione
si fossero limitati a svolgere esclusivamente attività di ordinaria
amministrazione;
tenuto conto che il direttore generale della azienda ospedaliera
di Sciacca, venerdì 28 agosto 2009 (alla vigilia della sua
sostituzione, avvenuta l'1 settembre), ha adottato atti
deliberativi che non possono essere certamente ricondotti
all'ordinaria amministrazione, come la riconferma di incarichi di
direzione di strutture complesse, con conseguenti oneri in carico
alla struttura sanitaria; ciò senza che si sia valutata l'eventuale
presenza di esuberi di dirigenti;
ritenuto che:
nell'attuale delicata fase della sanità siciliana, occorre
vigilare attentamente affinché ci sia un'azione sinergica
finalizzata all'attuazione della legge di riforma;
ogni atto posto in difformità agli indirizzi assessoriali e che
deviano dall'obiettivo della riorganizzazione rischia oltre che di
inceppare il processo, di far insorgere diritti e pretese nei
confronti dell'amministrazione pubblica e di perpetrare, in alcuni
casi, disfunzioni e clientele;
per sapere:
se gli atti di nomina fatti in data 28 agosto c.a. dall'azienda
ospedaliera di Sciacca siano stati autorizzati dall'Assessorato
alla Sanità;
ed, in caso contrario, se non ritenga di avviare un'indagine
conoscitiva per accertare quali atti siano stati posti in essere
dal Direttore generale della azienda ospedaliera di Sciacca;
se non ritenga di disporre la revoca di tali atti qualora fossero
contrari alle disposizioni ed ai vincoli posti dal suo Assessorato;
se non ritenga nel caso si fossero, attraverso atti illegittimi,
perpetrati danni nei confronti della pubblica amministrazione di
dover avviare una azione risarcitoria». (749)
DI BENEDETTO
«Al Presidente della Regione, premesso che:
il dott. Tornesi ha rivestito l'incarico, presso l'Assessorato
agricoltura e foreste, di responsabile del dipartimento per i
rapporti con la stampa, nonché, quello direttore del giornale
online Pinus;
il giornale Pinus si occupa da anni della diffusione di notizie
relative al corpo forestale della Regione e del patrimonio boschivo
siciliano;
considerato che a carico del dirigente regionale dott. Tornesi è
scattato un provvedimento disciplinare che prevede tre mesi di
sospensione dall'amministrazione regionale e che tale atto
risulterebbe riconducibile alla diffusione, nel portale Pinus, di
notizie contro il Governo regionale e l'attività del corpo
forestale;
per sapere se, accertati i fatti sopra indicati, non ritenga
infondato il provvedimento a carico del dott. Tornesi e se non
ritenga opportuno provvedere alla rimozione dell'atto disciplinare
e consentire rapidamente il reintegro del dott. Giovanni Tornesi
nelle sue funzioni». (750)
PANARELLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
a servizio delle isole di Lampedusa e Linosa (AG) esistono due
strutture di laboratorio: una a gestione diretta da parte dell'ASP
di Palermo e l'altra denominata 'Centro clinico Lampedusa' privata
in regime di accreditamento;
il budget, erogato dalla Regione al laboratorio 'Centro clinico
Lampedusa', è passato da euro 112 mila del 2007 a euro 106 mila nel
2008 sino ad arrivare ad euro 96 mila nel 2009;
il laboratorio accreditato, in seguito alla progressiva e
significativa decurtazione del budget, ha avviato le procedure di
chiusura per impossibilità di far fronte agli impegni economici
necessari a garantire le prestazioni sanitarie sull'isola, con il
conseguente licenziamento del personale dipendente;
il bacino di utenza delle isole pelagie si aggira intorno ai 5.000
- 6.000 abitanti e il fabbisogno di prestazioni sanitarie può
essere soddisfatto a condizione che il servizio sanitario sia
svolto in modo continuativo con personale stanziale e in grado di
fornire esami di laboratorio per fronteggiare le urgenze e la
emergenze con una vasta gamma di prestazioni;
considerato che:
il laboratorio a gestione diretta dell'ASP di Palermo svolge la
sua attività con personale viaggiante, spesso impossibilitato a
raggiungere l'isola per i continui disservizi nei trasporti e con
il conseguente blocco delle prestazioni sanitarie;
nel 2007 il suddetto laboratorio ha erogato soltanto 10.760
prestazioni a fronte di una valorizzazione economica complessiva
pari ad euro 47.635,23 e per un costo complessivo di circa 250 mila
euro;
la struttura dell'ASP ad oggi non ha adeguate strutture per
eseguire in loco alcune indagini diagnostiche e non può fornire
immediate risposte relative ai rispettivi quesiti, e ciò comporta
un allungamento dei tempi sulle prestazioni fornite;
rilevato che:
la struttura accreditata opera con personale stanziale e fornisce
una vasta gamma di prestazioni sanitarie ed è in grado di dare
risposte certe e immediate ai quesiti diagnostici;
la suddetta struttura di laboratorio ha eseguito nel 2007 35.000
prestazioni con un costo di euro 112 mila;
la scelta di chiusura del laboratorio accreditato determina una
preoccupante carenza di prestazioni sanitarie su di un territorio
caratterizzato da oggettive difficoltà prima di tutto nei
trasporti;
l'ASP è tenuta ad assicurare le prestazioni sanitarie
specialistiche e di laboratorio, in modo continuativo a tutti i
cittadini, ivi compresi quelli delle sedi disagiate, quali
Lampedusa e Linosa;
gli incontri tenutisi tra il 'Centro clinico Lampedusa',
l'Assessorato Sanità e l'ex AUSL n. 6 di Palermo non hanno sortito
alcun utile risultato, considerato che, a fronte delle richieste
dell'AUSL 6 di aumentare il budget del laboratorio, l'Assessorato
ha opposto la mancanza di risorse economiche sufficienti;
per sapere:
se e quali misure siano state intraprese per far fronte al venir
meno delle prestazioni sanitarie derivanti dalla chiusura del
laboratorio accreditato;
se non ritengano opportuno, al fine di garantire il bacino di
utenza interessato, porre in essere misure idonee per assicurare il
soddisfacimento della domanda sanitaria, ivi comprese forme di
integrazione pubblico-privato;
se e quali iniziative, a fronte di una precisa valutazione costi -
benefici, siano state attivate per recuperare la presenza del
laboratorio privato nelle isole pelagie, in modo tale da sopperire
alle necessità dell'utenza». (751)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
DI BENEDETTO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
VITRANO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura e
le foreste, premesso che:
i Sindaci di Grotte, Racalmuto, Milena, Montedoro, Bonpensiere,
Castrofilippo, Naro, Canicattì, Camastra, Campobello di Licata,
Ravanusa, Palma di Montechiaro, Licata e Favara (AG), avendo
partecipato agli incontri viticultori del territorio della Sicilia
centro meridionale del nero d'Avola di alta collina', si sentono
seriamente preoccupati per le conseguenze derivanti dalla crisi del
settore;
considerato che:
per l'annata agricola appena trascorsa le strutture di ammasso non
hanno potuto assicurare prezzi in grado di coprire minimamente i
costi di gestione, determinando gravi sofferenze finanziarie per le
aziende;
dall'incontro con gli agricoltori si è potuto constatare un
allarme sociale che preoccupa per le conseguenze di ordine pubblico
che potrebbe generare; infatti si sono ipotizzate azioni di lotta
estreme che ognuno di noi deve contribuire ad evitare;
atteso che:
consapevoli delle potenzialità del territorio, delle peculiarità
del prodotto nascente dalle colture, si ritiene che quest'area
abbia le adeguate capacità per uscire da questa crisi dopo una
giusta politica organizzativa-formativa e di marketing;
bisogna evitare il depauperamento del patrimonio vitivinicolo
esistente nella zona e un ulteriore spopolamento del territorio
rurale, con la perdita di migliaia di posti di lavoro in
agricoltura, con conseguenze devastanti di natura sociale
facilmente intuibili, quali l'aumento della disoccupazione che
andrebbe ad appesantire un bilancio già fortemente compromesso;
per sapere:
quali iniziative a favore delle aziende vitivinicole intendano
adottare per il ripianamento delle passività pregresse ed in
scadenza;
se intendano adoperarsi per un intervento assolutamente urgente
finalizzato all'integrazione del reddito delle aziende vitivinicole
attraverso un aiuto di almeno 2 mila euro per ettaro per tutte le
aziende catalogate nelle schede AGEA del territorio ricadente nel
comprensorio della Sicilia centro meridionale del nero d'Avola di
Alta Collina', per un periodo temporale di quattro anni necessari
per attivare le azioni di valorizzazione e commercializzazione di
un prodotto di eccellenza già insignito da riconoscimenti
internazionali, azioni predisposte nel piano industriale in fase di
elaborazione». (740)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
CAPUTO - POGLIESE - VINCIULLO - FALCONE - MARROCCO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il lavoro, la
previdenza sociale, la formazione professionale e l'emigrazione,
premesso che:
la legge finanziaria 'Disposizioni programmatiche e correttive per
l'anno 2009', approvata dall'Assemblea regionale nello scorso mese
di maggio, ha stabilito, all'articolo 36, il finanziamento di
progetti per la realizzazione di opere pubbliche mediante l'impiego
dei cantieri di lavoro;
la gestione dei cantieri di lavoro è affidata direttamente ai
comuni, i quali, sulla base del numero di abitanti, possono
inoltrare apposita istanza presso l'Assessorato regionale Lavoro
per l'autorizzazione delle opere;
considerato che:
ad oggi i comuni attendono le direttive assessoriali che
stabiliscano i tempi e le modalità per la presentazione delle
istanze di finanziamento;
per l'anno finanziario 2009 è stata autorizzata la spesa di 55.400
migliaia di euro, somma più che raddoppiata per il 2010;
sottolineato che il senso di responsabilità dell'Assemblea
regionale siciliana permise, nel maggio 2009, l'approvazione del
predetto articolo 36, voluto sia per dare avvio concreto ad
interventi immediati, seppur di piccola entità, sia per dare
risposte ai problemi urgenti dell'occupazione;
per sapere:
quali siano i motivi ostativi all'emanazione della direttiva
assessoriale prevista al comma 11 dell'articolo 36 della legge
regionale 14 maggio 2009, n. 6;
quali provvedimenti urgenti intendano assumere affinché vengano
attivate tutte le procedure utili a non vanificare l'impegno
sostenuto dall'Assemblea regionale siciliana in favore anche della
ripresa occupazionale;
quando i comuni potranno attingere alla risorse messe in bilancio
per il 2009, considerato che siamo proprio nell'ultimo trimestre
del 2009 e che occorrerà tempo per l'espletamento di tutte le
procedure di finanziamento dei cantieri di lavoro, così come
previsto dalla legge». (742)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
D'ASERO
«All'Assessore per la sanità, premesso che:
il decreto assessoriale n. 01129/09 del 12 giugno 2009, relativo
alla pianificazione della spesa sanitaria regionale per l'anno
2009, prevede specificatamente all'allegato 3 le 'indicazioni per
l'erogazione di prestazioni di riabilitazione in regime di ricovero
presso gli istituti e le case di cura della Regione';
l'Assessore, nel medesimo decreto, intende specificare, nel
penultimo capoverso del citato allegato, le modalità di ricovero
presso le strutture accreditate per la riabilitazione limitandone i
casi esclusivamente a due evenienze specifiche;
tali evenienze: 1) pazienti provenienti da struttura pubblica o
privata; 2) pazienti provenienti da un reparto per acuti della
medesima struttura accreditata, escluderebbero la possibilità di
ricovero per tutti quei pazienti che necessitano di terapia
riabilitativa non proveniente da reparti ospedalieri per acuti,
come per esempio per i malati curati per varie patologie a
domicilio ed, in un secondo momento, necessariamente da inserire in
specifici piani di riabilitazione;
l'interpretazione letterale della norma creerebbe gravissime
difficoltà logistiche ed operative, a) dapprima ai malati medesimi,
che vedrebbero gravemente limitata la possibilità di avvalersi, per
più cicli e sino al raggiungimento di un corretto ed idoneo
risultato terapeutico, di strutture specialistiche a tal uopo
create; b) ed anche ai medici di base, i quali si troverebbero
nella impossibilità di proporre, ai pazienti medesimi, un ricovero
per un ciclo di riabilitazione in seguito a trattamenti terapeutici
domiciliari e/o non in continuità con un ricovero ospedaliero per
acuti;
per sapere come ritenga di volere intervenire per meglio integrare
e specificare il predetto decreto nella parti citate e ritenute,
dall'interrogante, carenti, precisando, anche con eventuali
limitazioni temporali o per patologia, le ulteriori modalità di
fruizione per il ricovero riabilitativo per tutti quei pazienti i
quali, pur non provenendo da reparti ospedalieri o necessitando di
ulteriori cicli terapeutici, anche in tempi successivi, ovviamente
sempre direttamente collegati con la patologia sofferta, vedrebbero
attualmente gravemente limitato il proprio diritto ad un idoneo e
completo trattamento riabilitativo». (747)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
PICCIOLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i lavori
pubblici, premesso che, l'art. 7 della legge regionale 14 maggio
2009, n. 6 (legge finanziaria regionale per l'anno 2009),
riguardante Norme per la riduzione dei costi degli apparati
pubblici regionali , impone, nel termine di 90 giorni, alle società
costituite o partecipate dall'Amministrazione regionale a capitale
interamente o in maggioranza pubblico non quotate in borsa, di
avviare la liquidazione delle eventuali partecipazioni in società o
organismi esterni;
considerato che l'attuazione della citata disciplina, certamente
improntata a princìpi di contenimento dei costi amministrativi e
volta ad armonizzare l'ordinamento regionale con quanto disposto
dalla normativa nazionale in materia di tutela della concorrenza,
determina, tuttavia, nel caso specifico della società AST SISTEMI
s.r.l., controllata dall'Azienda siciliana trasporti, la perdita di
un utile patrimonio di conoscenze specifiche acquisite in materia
di trasporti, valutazioni ambientali, ingegneria civile e
protezione civile che hanno costituito un efficace supporto
strategico alle amministrazioni ed agli enti regionali;
rilevata l'opportunità di evitare la definitiva dispersione del
suddetto 'know-how', senza tuttavia contravvenire allo spirito
della norma contenuta nell'art. 7 della legge regionale n. 6 del
2009;
per sapere se, rispetto alla necessaria liquidazione delle
partecipazioni dell'Azienda siciliana trasporti nella società AST
SISTEMI s.r.l., non ritengano opportuno procedere ad una fusione
per incorporazione, come del resto suggerito per situazioni
analoghe dalla circolare dell'Assessore per il bilancio e le
finanze n. 13 del 18 agosto 2009 ovvero ogni altra azione volta ad
acquisire le quote della suddetta società, e con esse il patrimonio
di conoscenze specifiche, al patrimonio della Regione». (748)
(L'interrogante richiede risposta scritta con urgenza)
RUGGIRELLO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
«Al Presidente della Regione, premesso che:
nelle scorse settimane la Giunta regionale ha proceduto alla
nomina dei direttori generali delle 17 aziende sanitarie e
ospedaliere dell'Isola risultanti dalla legge di riforma votata
dall'ARS è e che già in quella occasione è apparso evidente come la
Giunta abbia attribuito gli incarichi sulla base di un rigido
protocollo di spartizione tra partiti e potentati politici;
i direttori generali che si sono insediati l'1 settembre devono
a loro volta procedere alla nomina dei direttori sanitari e dei
direttori amministrativi delle aziende, figure apicali che
costituiscono l'ossatura principale per la gestione della sanità;
la legge assegna esclusivamente ai direttori generali il compito
di individuare le persone da nominare, che devono essere in
possesso di comprovate doti di competenza, professionalità e
moralità;
da quanto riportato con grande evidenza dalla stampa, da quanto
viene ripetutamente detto negli ambienti politici e da quanto
risulta dalle stesse dichiarazioni dell'Assessore per la sanità,
l'individuazione dei direttori sanitari e amministrativi da
nominare, azienda per azienda, è stata fatta dalla Giunta di
Governo o comunque in ambito politico, anche qui con l'applicazione
certosina di criteri di spartizione;
per conoscere:
se risulti conforme al vero che l'Assessore per la sanità abbia
convocato i direttori generali delle aziende per fargli visionare
un elenco di candidati a direttore sanitario e amministrativo e per
indicare loro le persone da nominare;
se non ritenga che quanto esposto in premessa, oltre a
configurarsi come la prosecuzione del grave malcostume politico
che ha determinato l'affossamento della sanità siciliana, non
configuri anche - nel caso dei direttori amministrativi e sanitari
- una chiara violazione della legge che regola il settore;
come valuti l'operato dell'Assessore per la sanità e se non
ritenga, nel caso in cui venisse confermato quanto sopra
richiamato, che ricorrano le condizioni per il ritiro della revoca
di questi dal ramo di amministrazione affidatogli». (70)
(L'interpellante chiede lo svolgimento con urgenza)
MATTARELLA
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si
intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere
svolta al proprio turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
numero 145 «Interventi contro i tagli prodotti al personale nella
scuola pubblica dalla legge Gelmini», degli onorevoli Cracolici,
Ammatuna, Apprendi, Barbagallo, Bonomo, De Benedictis, Di
Benedetto, Di Guardo, Digiacomo, Donegani, Faraone, Ferrara,
Fiorenza, Galvagno, Gucciardi, Laccoto, Lupo, Marinello, Marziano,
Mattarella, Oddo, Panarello, Panepinto, Picciolo, Raia, Rinaldi,
Speziale, Termine e Vitrano, presentata il 15 settembre 2009;
numero 146 «Dichiarazione dello stato di calamità naturale per i
violenti nubifragi abbattutisi nella provincia di Trapani. Misure
urgenti di ristoro dei gravi danni subiti dalle colture saline»,
degli onorevoli Ruggirello, Musotto, Federico e D'Antoni,
presentata il 17 settembre 2009;
numero 147 «Riconoscimento dello stato di calamità naturale
causato dai repentini cambiamenti climatici verificatisi nel
territorio del comune di Mazzarrone (CT) e dei comuni limitrofi
ricadenti nella zona a indicazione geografica protetta (I.G.P.)
'Uva da tavola di Mazzarrone'», degli onorevoli D'Antoni, Musotto,
Arena e D'Agostino, presentata il 18 settembre 2009.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il Governo nazionale ha posto in essere diversi provvedimenti che
hanno determinato un notevole ridimensionamento agli organici della
scuola pubblica;
il taglio degli organici previsti dalle legge n. 133 del 2008 ha
prodotto una gravissima diminuzione degli incarichi annuali
attribuiti al personale docente, ed amministrativo, tecnico,
ausiliario (ATA);
la situazione è resa ancor più grave dal blocco del turn over che
ha interessato oltre 30.000 dipendenti che, a partire dall'1
settembre 2009, sono andati in pensione;
i tagli complessivi ammontano ad oltre 40.000 posti di lavoro;
il numero degli incarichi annuali attribuiti nel corrente anno
scolastico è minore del previsto, stante che non è stato
predisposto alcun limite alle assegnazioni provvisorie, tanto è
vero che per molte classi di concorso più del 90% delle cattedre
sono state attribuite come assegnazione provvisoria;
la riduzione degli incarichi a favore dei soggetti inseriti nelle
graduatorie dei docenti e nei diversi profili del personale ATA
rappresenta un licenziamento di massa che non ha precedenti nel
pubblico impiego;
la Sicilia è la Regione più colpita dai tagli voluti dal Governo
nazionale, visto che nell'anno scolastico 2009-2010 ci saranno ben
6.779 precari che non troveranno occupazione;
specificamente rimarranno senza lavoro 5.198 insegnanti e 1.581
amministrativi;
detti tagli pregiudicano la qualità sia funzionale che didattica
della scuola pubblica siciliana e, di fatto, impediscono agli
alunni ed alle famiglie di giovarsi di un modello d'istruzione in
linea con i tempi, che richiede sempre maggiori conoscenze e
capacità per concorrere nel sistema globale;
la riduzione degli organici, inoltre, compromette il diritto
all'istruzione ed all'integrazione degli alunni diversamente abili,
i quali verranno, nella stragrande maggioranza, privati
dell'insegnante di sostegno;
a seguito della predetta riduzione dei posti, contravvenendo a
qualsivoglia norma sulla sicurezza nelle scuole, le classi potranno
essere composte da ben 35 alunni, con la presenza anche di quattro
discenti diversamente abili;
nel decreto cosiddetto 'salva precari', di fatto, si introduce una
formula di cassa integrazione che assieme ad altre misure tampone,
peraltro previste per i soli docenti, rappresenta un palliativo
destinato a non risolvere i problemi della scuola pubblica
siciliana, mortificante per i docenti ed il personale ATA escluso
dalle nomine;
compito primario del Governo regionale è quello di salvaguardare i
legittimi interessi dei cittadini siciliani, i quali hanno diritto
ad una scuola pubblica adeguata e funzionale e ad un lavoro
dignitoso per sè e per le proprie famiglie;
tale obiettivo può essere conseguito solo ponendo in essere una
strategia volta ad ottenere il ripristino dei posti dei docenti e
del personale ATA tagliati, sbloccando il 'turn over',
contingentando l'uso delle assegnazioni provvisorie, assicurando la
nomina dei docenti di sostegno in numero sufficiente a garantire
l'assistenza a tutti gli alunni diversamente abili, nonché
adottando il tempo prolungato,
impegna il Governo della Regione
e per esso l'Assessore per i beni culturali e ambientali e per la
pubblica istruzione
ad attivarsi nei confronti del Governo nazionale al fine di
ottenere lo stanziamento dei fondi necessari alla nomina del
personale docente ed ATA che, nel corrente anno scolastico, è stato
escluso dalle nomine annuali o sino al termine delle attività
didattiche;
ad agire per determinare lo sblocco del turn over, onde evitare
che la collocazione in quiescenza del personale, con la successiva
riduzione dell'organico, non si trasformi in un esorbitante
licenziamento dei precari che da anni svolgono il proprio lavoro
con passione e professionalità;
ad assicurare la nomina dei docenti di sostegno in numero
sufficiente a garantire l'assistenza a tutti gli alunni
diversamente abili;
a porre in essere misure idonee a garantire l'adozione del tempo
prolungato in seno al sistema scolastico regionale;
a considerare come prioritaria la 'vertenza scuola siciliana'
utilizzando i fondi europei previsti dall'accordo Stato - Regione
al fine di ampliare gli ammortizzatori sociali a tutti i lavoratori
che negli anni hanno svolto la propria attività nella scuola
pubblica;
ad intraprendere una decisa iniziativa affinché venga abbandonato
il progetto del Governo nazionale, volto a porre in essere un
processo di graduale privatizzazione del sistema pubblico
scolastico». (145)
CRACOLICI-AMMATUNA-APPRENDI-BARBAGALLO-BONOMO- DE BENEDICTIS-
DI BENEDETTO-DI GUARDO- DIGIACOMO-DONEGANI-FARAONE-FERRARA-
FIORENZA-
GALVAGNO-GUCCIARDI-LACCOTO-LUPO-MARINELLO-MARZIANO-MATTARELLA-ODDO-
PANARELLO-PANEPINTO-PICCIOLO-RAIA-RINALDI-SPEZIALE-TERMINE-VITRANO
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
i violenti nubifragi, che nelle ultime ore hanno flagellato la
provincia di Trapani, hanno causato ingenti danni alle colture
saline, compromettendo la produzione annuale di una risorsa
economica di vitale importanza per l'intero comprensorio trapanese,
quantificabile, secondo l'opinione degli operatori colpiti, in una
perdita pari ad almeno 1.500.000 euro;
ritenuto che, da quanto emerge da un primo monitoraggio, l'entità
dei danni prodotti nel territorio della provincia di Trapani
giustificherebbe di gran lunga la dichiarazione dello stato di
calamità naturale da parte della Regione siciliana, offrendo, in
tal modo, uno spiraglio ai produttori che operano nel territorio
delle saline di Trapani circa la possibilità di fare ricorso ad
indennizzi parzialmente ristoratori dei danni subiti,
impegna il Governo della Regione
ad intervenire prontamente perchè venga dichiarato, con urgenza,
lo stato di calamità naturale nei territori della provincia
trapanese gravemente colpiti dai nubifragi dei giorni 15 e 16
settembre 2009;
ad approntare ogni possibile misura volta ad indennizzare gli
operatori delle saline di Trapani per i gravi danni sofferti a
causa dei suddetti nubifragi». (146)
RUGGIRELLO-MUSOTTO-FEDERICO-D'ANTONI
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
le avverse condizioni meteorologiche, che nell'ultimo periodo si
sono registrate in Sicilia ed in particolar modo nella provincia di
Catania, esattamente nei comuni ricadenti nel territorio
riconosciuto a indicazione geografica protetta (I.G.P) 'Uva da
tavola di Mazzarrone', hanno provocato il fenomeno denominato
'cracking', ovvero il repentino abbassamento della temperatura e le
conseguenti piogge, che hanno provocato la spaccatura degli acini
dell'uva da tavola, con conseguente scadimento della qualità;
a seguito delle segnalazioni provenienti dai primi sopralluoghi è
emerso che l'entità dei danni è estremamente consistente;
considerato che:
per i territori sopra indicati l'agricoltura rappresenta
l'attività lavorativa prevalente, oltre che la primaria fonte di
reddito;
tali fenomeni meteorologici hanno compromesso irrimediabilmente il
raccolto di interi impianti viticoli, con conseguenti ricadute
economiche negative per le aziende agricole, le quali si trovano
già in sofferenza a causa della crisi del settore agricolo, e che
inoltre i mancati introiti dovuti alla perdita del raccolto, in
molti casi potrebbero persino causare la chiusura delle stesse
aziende;
l'entità dei danni provocati dal maltempo è tale da giustificare
il riconoscimento dello stato di calamità naturale da parte della
Regione siciliana, in modo da offrire un considerevole aiuto alle
aziende agricole già in difficoltà a causa della crisi del
comparto, oltre che della flessione dei prezzi di mercato,
impegna il Governo della Regione
ad intervenire prontamente ed energicamente perché venga
riconosciuto lo stato di calamità naturale per tutti quei comuni
che ricadono nel territorio contraddistinto dall'I.G.P 'Uva da
tavola di Mazzarrone'». (147)
D'ANTONI-MUSOTTO-ARENA-D'AGOSTINO
Onorevoli colleghi, con riferimento alle mozioni testé annunziate,
preciso che la numero 145 è stata inserita al IV punto dell'ordine
del giorno dell'odierna seduta, in sintonia con il calendario dei
lavori deliberato dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per la corrente sessione e comunicato nella precedente
seduta; mentre le restanti saranno iscritte all'ordine del giorno
della seduta successiva perché se ne determini la data di
discussione.
Non sorgendo osservazioni, così rimane stabilito.
Comunicazione relativa alla interrogazione numero 664
PRESIDENTE. Comunico che relativamente alla interrogazione numero
664 Notizie in merito alle procedure adottate per la sostituzione
dei commissari straordinari presso le due aziende ospedaliere di
Enna e Messina , a firma degli onorevoli Dina, Maira, Cordaro, e
Gianni, nella seduta n. 54 del 6 agosto 2009 della VI Commissione
legislativa permanente Servizi sociali e sanitari' l'onorevole
Dina si è dichiarato insoddisfatto della risposta fornita
dell'Assessore per la sanità all'interrogazione sopra citata.
Comunicazione relativa a cariche interne di Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Informo che, con nota del 17 settembre 2009,
l'onorevole Francesco Musotto, Presidente del Gruppo parlamentare
Movimento per le Autonomie , ha comunicato che le cariche interne
del Gruppo medesimo sono così integrate:
- Vicepresidente: on. Cateno De Luca;
- Vicepresidente: on. Nicola D'Agostino.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di nomina di componente di Commissione legislativa
PRESIDENTE. Comunico che con decreto n. 336 del 23 settembre 2009
l'onorevole Carmelo Incardona è nominato componente della III
Commissione legislativa permanente Attività produttive', in
sostituzione dell'onorevole Falcone, dimissionario.
L'Assemblea ne prende atto.
Determinazione della data di discussione di mozioni
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno: Lettura,
ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
Regolamento interno, delle seguenti mozioni:
- numero 143 «Interventi urgenti a favore dello stabilimento FIAT
di Termini Imerese (PA)», degli onorevoli Caputo, Pogliese,
Falcone, Vinciullo e Aricò;
- numero 144 «Interventi contro i tagli prodotti nella scuola
pubblica dalla legge Gelmini», degli onorevoli Oddo, Cracolici,
Panarello, Marziano, Rinaldi, Picciolo, Mattarella, Ammatuna,
Apprendi, Barbagallo, Bonomo, De Benedictis, Di Benedetto,
Digiacomo, Di Guardo, Donegani, Faraone, Ferrara, Fiorenza,
Galvagno, Gucciardi, Laccoto, Lupo, Marinello, Panepinto, Raia,
Speziale, Termine e Vitrano.
Avverto che la determinazione della data di discussione della
mozione numero 143, integralmente riportata nell'ordine del giorno
della presente seduta, è demandata, secondo consuetudine
parlamentare, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
Comunicazione di ritiro di mozione
PRESIDENTE. Con riferimento poi alla mozione numero 144, comunico
che, con nota del 16 settembre 2009, l'onorevole Oddo ha
dichiarato, anche a nome degli altri firmatari, di ritirarla.
Conseguentemente, è da intendersi superato il deferimento di
quest'ultima mozione alla Conferenza dei Presidenti dei gruppi
parlamentari per la determinazione della data di discussione.
L'Assemblea ne prende atto.
Rinvio dello di interrogazioni e di interpellanze della rubrica
Agricoltura e foreste
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della rubrica
Agricoltura e foreste .
Onorevoli colleghi, do lettura del fax trasmesso dall'assessore
per l'agricoltura e le foreste, onorevole Cimino, in data 22
settembre 2009, con cui comunica che a causa di un contestuale
impegno istituzionale con il ministro Zaia, gli sarà impossibile
partecipare alla seduta ARS fissata per mercoledì 23 settembre
p.v., alle ore 17,00:
«Onorevole Presidente,
comunico che a causa di un contestuale impegno istituzionale con
il Ministro Zaia, mi sarà impossibile partecipare alla seduta ARS
fissata per mercoledì 23 settembre p.v., alle ore 17,00.
Mi scuso pertanto con Lei e gli Onorevoli colleghi per non potere
dare seguito allo svolgimento delle interrogazioni ed interpellanze
della rubrica Agricoltura' previsto dall'ordine del giorno della
seduta.
Con l'occasione, la prego volere disporre il rinvio della seduta.
L'Assessore
(On.le Avv. Michele Cimino)»
L'Assemblea ne prende atto.
Pertanto, il III punto dell'ordine del giorno: Svolgimento di
interrogazioni e di interpellanze della rubrica Agricoltura e
foreste è rinviato ad altra seduta.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Discussione unificata di mozioni e interrogazioni concernenti il
tema dei tagli
al personale della scuola pubblica
PRESIDENTE. Si passa al IV punto dell'ordine del giorno:
Discussione unificata di mozioni e interrogazioni concernenti il
tema dei tagli al personale della scuola pubblica:
- mozioni:
n. 112 «Potenziamento delle unità di personale di sostegno per
l'assistenza ai disabili nella scuola siciliana», degli onorevoli
Barbagallo, Lupo, Galvagno e Ammatuna;
n. 136 «Interventi a livello centrale per l'immediato recupero
delle somme sottratte alla scuola pubblica e per l'avvio di un
valido progetto di riforma del settore», degli onorevoli Rinaldi,
Ardizzone, Panarello e Romano;
n. 142 «Interventi per sopperire ai tagli degli insegnanti di
sostegno in Sicilia e per non compromettere la qualità del servizio
scolastico pubblico», degli onorevoli Barbagallo, Galvagno, Lupo e
Ammatuna;
n. 145 «Interventi contro i tagli prodotti al personale nella
scuola pubblica dalla legge Gelmini», degli onorevoli Cracolici,
Ammatuna, Apprendi, Barbagallo, Bonomo, De Benedictis, Di
Benedetto, Di Guardo, Digiacomo, Donegani, Faraone, Ferrara,
Fiorenza, Galvagno, Gucciardi, Laccoto, Lupo, Marinello, Marziano,
Mattarella, Oddo, Panarello, Panepinto, Picciolo, Raia, Rinaldi,
Speziale, Termine, Vitrano;
interrogazioni:
n. 258 «Interventi presso il Governo nazionale al fine di
garantire agli studenti disabili le necessarie ore di sostegno»,
dell'onorevole Oddo;
n. 586 «Iniziative a tutela dei posti di lavoro nelle scuole
siciliane», dell'onorevole Vinciullo;
n. 726 «Iniziative per il recupero dei posti tagliati agli
organici delle scuole siciliane», dell'onorevole Oddo.
Onorevoli colleghi, ricordo che, ai sensi della disposizione
generale di cui all'articolo 156 bis del Regolamento interno
dell'ARS, le mozioni iscritte al IV punto dell'ordine del giorno
della presente seduta dovrebbero essere poste in votazione secondo
l'ordine di presentazione, con la conseguenza che la non
approvazione di alcune di esse non precluderebbe la votazione delle
successive, mentre invece l'approvazione di una di esse
precluderebbe la votazione delle altre.
Tuttavia, con riferimento alle mozioni di cui sopra, la numero
112, in considerazione del relativo contenuto che investe aspetti
diversi e compatibili rispetto all'argomento oggetto delle
rimanenti mozioni, verrà posta in votazione autonomamente, in
analogia a quanto previsto dal successivo articolo 156 ter per gli
ordini del giorno riferiti a mozioni.
Viceversa, alle mozioni numeri 136, 142 e 145, si applicherà,
stante la sostanziale identità di argomento, la preclusione di cui
all'articolo 156 bis del Regolamento citato.
Così rimane stabilito.
Le mozioni numero 136 e numero 142 sono da intendersi ritirate.
Non sorgendo osservazioni, così rimane stabilito.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Federico è in congedo per la
seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Riprende la discussione unificata di mozioni e interrogazioni
concernenti il tema dei tagli al personale della scuola pubblica
PRESIDENTE. Riprende la discussione unificata di mozioni e
interrogazioni concernenti il tema dei tagli al personale della
scuola pubblica.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrare la mozione numero 145.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo un po' di
attenzione, primo fra tutti dal Governo, che è l'interlocutore
immediato di questa discussione, visto che vorremmo evitare che,
sulla scuola, si facesse un esercizio retorico di solidarietà.
Siamo un Parlamento e abbiamo l'obbligo di assumere scelte, siamo
chiamati a fare scelte che impegnano anche la Regione siciliana e,
quindi, ad assumere iniziative che possano dare non solo risposta
ai precari che, in questi giorni, stanno vivendo il dramma della
perdita di un incarico, di un reddito e della possibilità di avere
un lavoro ma anche - e, forse, soprattutto - il tema che ci
riguarda è quello della scuola che si sta realizzando a seguito dei
provvedimenti varati dal Governo nazionale.
Ecco perché dico subito che non vogliamo e non accettiamo un
unanimismo che spesso la politica rischia di vivere come condizione
di stucchevole recita, per cui, magari, si fanno gli autonomisti in
Sicilia e gli ascari a Roma. Per una volta, vorremmo provare a
rovesciare questo rapporto e fare gli ascari dei siciliani in
Sicilia e gli autonomisti a Roma.
Lo dico anche perché sento troppo spesso dichiarazioni di guerra
in Sicilia contro il Governo nazionale e poi le stesse forze
politiche che, nell'Isola, dichiarano guerra e opposizione al
Governo nazionale, quando sono a Roma approvano i provvedimenti del
Governo nazionale. Per ultimo, mi riferisco al partito dell'MPA
che, proprio questa mattina, ha sostenuto e votato la mozione del
Governo prima e la mozione dell'onorevole Lo Monte che, pur con
affermazioni di mero principio, sostanzialmente approva l'impianto
e i tagli che sono stati operati dal Governo nazionale.
Siamo, quindi, al paradosso: in Sicilia, si grida allo scandalo e
si è sempre al fianco di tutti ma, quando si varca lo Stretto, ci
si scorda di essere siciliani e si finisce con l'essere ascari a
Roma.
Con questa mozione, poniamo un tema di fondo: credo che noi
siciliani, e non solo i lavoratori della scuola, non solo i
docenti, non solo i genitori che hanno i figli a scuola, siamo in
presenza del più grande licenziamento di massa nella storia della
Repubblica italiana.
Oltre 130 mila persone perderanno il lavoro nella scuola nei
prossimi tre anni
Soltanto in questo inizio di anno scolastico, in Sicilia - solo
per quest'anno - 7 mila persone non avranno rinnovato il loro
incarico e perderanno, quindi, la possibilità di lavorare.
Si prevede che, per il triennio 2009-2011, complessivamente, il
numero di operatori scolastici docenti e non docenti si ridurrà di
oltre 25 mila unità. Per la Sicilia è una tragedia.
A questo, signor Presidente, si aggiunge che i tagli complessivi
dei 130 mila posti che non vengono rinnovati nel sistema
scolastico, non riguardano soltanto la Sicilia, che è la regione
più penalizzata dai tagli del sistema scolastico, ma riguardano
anche i tanti siciliani che, per avere un incarico nella scuola
pubblica italiana, pur di ricevere un incarico, emigrano all'inizio
di ogni anno scolastico nelle tante scuole italiane per essere poi
magari beffeggiati da autorevoli esponenti politici del nord che
insultano i nostri insegnanti perché meridionali. L'onorevole
Gianni mi corregge, più che autorevoli esponenti politici del
nord , autorevoli esponenti del Governo Berlusconi .
Quindi, noi siamo in presenza di questo dato, un dato drammatico
che è stato evidenziato in questi giorni dalla inquietudine che
attraversa il mondo della scuola, ed il mondo del precariato in
particolare, in tutte le città siciliane, dove sono stati occupati
i locali dei Provveditorati con manifestazioni di protesta che
hanno visto l'assoluto sostanziale disinteresse del Governo
nazionale.
E allora, rispetto a questo dato il Parlamento siciliano, ripeto,
non è chiamato soltanto a dare solidarietà ma è chiamato anche a
svolgere una funzione che provi a rovesciare la politica del
Governo nazionale sulla scuola e gli effetti che questa politica
produce sia sui lavoratori della scuola che sui ragazzi che la
frequentano.
Perché una cosa è chiara, l'attacco che la legge 133 del 2008
porta alla scuola è un attacco alla scuola pubblica: è in
discussione il modello di scuola pubblica in Italia
Allora, come affrontiamo questi nodi? Come affrontiamo questi
temi?
La nostra mozione si propone, innanzitutto, di fare svolgere al
Governo regionale un ruolo di protagonista nella rappresentanza non
di un parere diverso, ma di una opposizione netta a un modello di
cosiddetta riforma che penalizza ancor di più il Mezzogiorno e
penalizza ancor di più la Sicilia: infatti, noi veniamo penalizzati
in generale sui tagli, ma veniamo penalizzati anche dal fatto che
la scuola - in Sicilia e nel Mezzogiorno, appunto - è una scuola
più precaria e più debole; paradossalmente, là dove c'è un sistema
scolastico forte, mi riferisco al tempo prolungato o al tempo
pieno, mi riferisco cioè ad un sistema che è in grado anche di
garantire, da parte degli Enti locali, quel sistema di politica a
favore della scuola, in alcuni casi gli stessi tagli sono mitigati
dall'esistenza di una scuola a tempo pieno.
In Sicilia, dove è meno diffusa la presenza del tempo pieno, dove
è meno diffusa la presenza del tempo prolungato, dove abbiamo anche
condizioni di maggiore disagio, ad esempio per la disabilità, per
cui la scuola diventa in alcuni casi l'unico luogo di aggregazione
e di socializzazione dei nostri ragazzi diversamente abili, si
scarica sulla scuola una contraddizione ancor più forte rispetto al
resto del Paese.
Ed è per questo che la Sicilia è penalizzata due volte: è
penalizzata dalle scelte dei tagli generali ed è penalizzata dalle
scelte del sistema scolastico debole della nostra Regione.
Quindi manifestiamo il nostro giudizio di non sufficienza
sull'azione del Governo. Non è sufficiente perché, come è noto,
alle Regioni spetta non solo il compito di mettere in campo ogni
iniziativa utile a rovesciare, a tentare di rovesciare le scelte
fatte dal Governo nazionale; ci saremmo aspettati, onorevole
Assessore, che il Presidente di questa Regione e perché no, anche
il Presidente dell'Assemblea regionale siciliana, convocassero ad
esempio tutti i deputati eletti in Sicilia chiedendo, a prescindere
dalle appartenenze politiche di ognuno di essi, di rappresentare
innanzitutto la Sicilia, tenuto conto che questa riforma cancella e
penalizza fortemente la Sicilia.
Ma questo non è stato fatto
Sono stati fatti tanti comunicati stampa, ma non si rovescia la
politica del Governo con i comunicati stampa
Ecco perché chiediamo al Governo regionale di assumere ogni
iniziativa politica ed istituzionale volta a mettere in discussione
le scelte fin qui fatte dal Governo nazionale, mettendo in campo un
piano straordinario per la scuola che cancelli i tagli varati con
la legge 133.
Chiediamo, inoltre, al Governo regionale di fare la sua parte,
innanzitutto rafforzando il sistema del personale per l'attività di
sostegno nelle scuole siciliane al fine di garantire non solo
lavoro a chi oggi lo perde, ma anche un'assistenza vera a tutti
quei ragazzi e quelle ragazze che, pur se diversamente abili,
frequentano le nostre scuole.
Chiediamo al Governo regionale di utilizzare tutte le risorse,
anche quelle del Fondo Sociale Europeo e perché no, onorevole
assessore, anche le mitiche risorse FAS - per le quali da mesi
questa Regione è stata al centro della cronaca per una vertenza con
il Governo nazionale sulla possibilità di assegnare alla Sicilia la
quota che le spettava e che è stata ulteriormente ridotta dal
Governo nazionale - per finanziare un piano che preveda, nel corso
di tre anni, una generalizzata costruzione di un sistema del tempo
prolungato nella scuola pubblica siciliana. E, quindi,
investimento
Chiediamo pure che la Regione faccia la sua parte ad integrazione
degli ammortizzatori sociali per chi, comunque, non sarà
riassorbito dall'avvio dell'anno scolastico. Ripeto, noi stiamo
affrontando oggi questa emergenza e la stiamo affrontando in
maniera acuta nel momento in cui diverse migliaia di professori e
di personale non docente ha protestato per le strade siciliane. Ma
dobbiamo sapere che anche molti di quelli che hanno ricevuto
l'incarico a inizio d'anno, il prossimo anno rischiano di non
trovarselo più perché questo è solo il primo assaggio della riforma
Gelmini.
Questa riforma, infatti, ha un triennio di applicazione, e in ogni
anno del triennio si perderanno oltre quarantamila posti di lavoro
nella scuola italiana. Ecco perché bisogna mettere in campo anche
una iniziativa volta a garantire un reddito a chi lo perde,
utilizzando pure gli ammortizzatori in deroga.
Onorevole Assessore, c'è un paradosso: come lei sa, l'istituto
degli ammortizzatori in deroga prevedeva che le regioni, al di
fuori delle categorie generali che in qualche modo sono
attenzionate dallo Stato, individuassero alcune tipologie di
lavoratori che in quelle specifiche Regioni potevano perdere il
posto di lavoro.
Ebbene, questo Governo è così strabico che non aveva previsto o,
se lo aveva previsto, era solo per alcune categorie, che la scuola
sarebbe diventata una emergenza di questa Regione. E il paradosso
sa qual è? Che noi abbiamo chiesto allo Stato di ampliare gli
ammortizzatori in deroga a due categorie: i lavoratori della sanità
privata, prevedendo che il piano di rientro avrebbe fatto perdere
qualche migliaio di posti di lavoro nel sistema della sanità
privata, e i lavoratori della pesca. Attenzione, categorie
importanti per le quali è giusto intervenire se ci sono fattori di
crisi specifici.
Ma non avere previsto in queste categorie il personale della
scuola e, in particolare, il personale della scuola non docente,
che ad oggi non ha nessuna forma di protezione con gli
ammortizzatori sociali, lo esclude da qualunque possibilità di
accesso a sostegno di reddito, che è in grado di sostituire il
reddito che si perde dall'incarico non ricevuto.
Quindi, la nostra proposta affronta non una generica solidarietà,
non un vogliamoci bene' in maniera unanime, perché c'è una
minaccia alla scuola e, quindi, tutti diciamo che la scuola è
minacciata.
Ognuno di noi deve fare la sua parte. Il Governo ha il dovere di
fare la sua parte, non solo attraverso comunicati stampa di
solidarietà, ma mettendo in campo iniziative concrete affinché in
Sicilia si possa recuperare almeno una parte dei posti di lavoro
che si perdono, e ciò anche con iniziative promosse direttamente
dalla Regione.
Se faremo questo, la politica non sarà un'arte inutile di
accademica discussione, ma diventa un modo concreto per dare
risposta alle tante persone che, in queste ore, aspettano risposte
dalle istituzioni, e non solo gesti di solidarietà.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi ha molto
sorpreso l'intervento del capogruppo del Partito Democratico,
specialmente nella parte introduttiva che riguardava, appunto,
l'azione di un movimento politico a livello nazionale e regionale.
Ma non siamo qui per affrontare questo tema.
Non condivido l'ordine del giorno presentato dai colleghi del
Partito Democratico, perché lo ritengo troppo debole per difendere
una categoria che in questo momento è in ginocchio.
Debole nei confronti di chi, in questo momento, ha l'esigenza di
tirare a campare giornalmente, parliamo di intere famiglie che si
sostenevano sull'occupazione scolastica; debole perché l'azione dei
firmatari nei confronti, non solo di questo Governo regionale, ma
anche di quello nazionale, ha sortito solo l'effetto della
retorica.
Ritengo che questo Parlamento - richiamandomi anche a quanto detto
dall'onorevole Cracolici - debba fare insieme un'azione che
certamente può dare risposte concrete a migliaia di persone che già
non hanno il loro posto di lavoro, e ad altre migliaia a cui nei
prossimi mesi succederà la stessa cosa.
E vengo, al di là di quelle che possono essere le parole di
circostanza, a delle proposte concrete da affidare, naturalmente,
al Governo di questa Regione.
Ritengo giusto utilizzare il Fondo Sociale Europeo, ma soprattutto
utilizzare, perché se ne è parlato veramente poco - spero di
parlarne nei prossimi giorni, dopo l'audizione in quinta
Commissione - i settantacinque milioni di euro messi a bando da
questa Regione con la partecipazione di un solo Ente, o meglio di
un'associazione temporanea di imprese, per fare formazione con i
150 miliardi.
Ritirare quel bando e utilizzare quei fondi per migliaia di
famiglie che si aspettano una risposta concreta e immediata, credo
sia non solo un atto dovuto ma certamente un atto che questo
Parlamento deve indicare aggiungendo a questa mozione la volontà
del ritiro di quel bando di gara e di utilizzo di quelle risorse.
Qualora il Governo non volesse fare questo, qualora ritenesse che
quella azione amministrativa possa dare i suoi frutti, non credo
che la speranza passi attraverso altri fondi del Fondo Sociale
Europeo, dei fondi FAS, come è stato richiamato.
Significherebbe illudere migliaia di persone e, alla fine di
questa giornata, trarremo le conseguenze che anche oggi è passata,
perché mi sembra che questo è l'andamento dell'azione
amministrativa generale in Sicilia, perché l'occupazione non è
quella scolastica che oggi ha le problematiche odierne.
Ieri si è letto dell'allarme nel campo turistico per altre
migliaia di persone ed oggi il Presidente nazionale della FIAVET ha
lanciato l'allarme di ventimila addetti che verranno messi sulla
strada.
Quindi, ritengo che l'azione concreta non può essere la votazione
di una mozione, peraltro molto debole, quasi accondiscendente, ma
un'azione volta al raggiungimento di quello che è il fine, ossia
impegnare il massimo delle risorse a disposizione di questa Regione
per dare non solo speranza ma per dare determinatezza a tutti
quelli che hanno già lavorato in quel comparto, a tutti quelli che
hanno costruito una vita sul comparto scolastico, a tutti quelli
che non si aspettavano quello che poi è successo.
La Sicilia, rispetto ad altre Regioni, ha questa possibilità in
più; ha certamente l'aiuto che i Piani Operativi Regionali possono
dare con l'aggiungere risorse ed io ritengo che questo è il minimo
che il Governo regionale possa fare ed il minimo che questo
Parlamento regionale possa sostenere affinché lo stillicidio di
migliaia di persone finisca con l'aiuto concreto dell'intervento
amministrativo.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vi ringrazio per
avere avuto la possibilità di intervenire in questo importante
dibattito per la nostra Regione.
Vorrei rivolgermi all'onorevole Cracolici quando sostiene che la
mozione a sua firma non può passare con unanimismo di facciata, nel
senso che lui dice che su questa mozione ci dobbiamo contare. Io
sarei d'accordo se la mozione presentata dal Partito Democratico
non fosse esattamente la copia di una mia interrogazione presentata
in data 29 aprile, nella quale tutte le cose che il PD sta dicendo
oggi, io le avevo già dette sei mesi prima, denunciando tutti i
problemi e i tagli che vi sarebbero stati in seguito
all'approvazione della legge Gelmini, che, vorrei ricordare
all'onorevole Cracolici senza spirito di polemica, riprende anche
la famigerata legge 244, la cosiddetta Prodi - Padoa Schioppa, che
tagliava 30 mila posti tra i docenti precari, e l'atteggiamento del
Governo Berlusconi è stato consequenziale con quello del Governo
Prodi.
Onorevole Rinaldi, mentre io sono disposto a riconoscere qual è la
verità, e come l'atteggiamento dei vari Governi che si sono
susseguiti non è cambiato, dalla vostra parte non solo non vi è
questa presa di coscienza, ma non vi è nemmeno la volontà di dare
vita ad un documento unitario, in maniera tale che su un argomento
così importante che riguarda la qualità della scuola, e quindi il
destino dei nostri figli, non ci si vuole confrontare in maniera
leale, e non si vuole arrivare ad una posizione unitaria.
Io invece penso che su questa vicenda, in cui la figura del
docente precario è una delle componenti importanti della qualità
della scuola, ma non è tutto, noi dobbiamo tutti insieme trovare
dei punti di incontro, trovare una soluzione unitaria e prospettare
al Governo nazionale la volontà di questa Assemblea regionale. E
credo che un'Assemblea regionale di una Regione a Statuto speciale,
su questa vicenda, possa dire la sua e possa proporre e formulare
delle proposte che il Governo nazionale deve prendere in
considerazione.
Io ho presentato allora questa interrogazione e poi, quando
l'onorevole Leanza è diventato assessore alla pubblica istruzione
l'ho subito contattato, e devo dargli atto ancora una volta,
nonostante faccia parte di questo Governo, che si è mosso con
grande celerità e con grande attenzione, e che ha preceduto tutte
le altre Regioni d'Italia, tanto è vero che lo stesso ministro per
la pubblica istruzione Gelmini, in una intervista rilasciata al
quotidiano la Repubblica , ha dovuto riconoscere che il modello
siciliano, cioè il modello voluto dall'assessore Leanza, poteva
essere ripetuto in tutte le altre regioni d'Italia.
In pratica, cosa è successo? Che il modello Sicilia, il modello
Leanza, per essere chiari, può oggi rappresentare una soluzione per
le altre Regioni.
Noi però oggi ce l'abbiamo un modello buono, ma vorremmo che fosse
ancora migliore; vorremmo che un numero maggiore, possibilmente di
docenti precari, venisse coinvolto cercando di aumentare la
dotazione organica che abbiamo individuato in 40 milioni di euro.
Poco fa l'onorevole Mancuso aveva indicato una strada, non
mancherà al Governo cercarne altre che sono compatibili con gli
interventi previsti dalla Comunità europea, in maniera tale che,
anziché andare a coprire 1800 posti di quelli che mancano, se ne
possano coprire un numero maggiore, per dare la possibilità alla
scuola siciliana di dare risposte concrete ai nostri alunni.
Onorevole assessore, ho presentato, insieme a tutti i deputati del
PDL e dell'UDC, anche un ordine del giorno in cui le chiedo di
inviare presso i Provveditorati agli studi siciliani degli
ispettori per verificare quello che si dice, e cioè che in alcune
classi vi sono più di 30 alunni, addirittura mi si parla di una
classe all'Istituto Tecnico Commerciale Rizza di Siracusa con 44
alunni, cioè se è possibile pensare che vi siano classi così
numerose, o se invece non è necessario e importante vedere se
quanto previsto dalla legge, soprattutto la legge 78 del 18
dicembre del 1975, sia stato rispettato o meno, cioè se il rapporto
metri quadrati - alunni viene rispettato. Perché, se questo non
avviene, come tutti noi crediamo, allora il Direttore regionale
della pubblica istruzione in Sicilia dovrebbe essere costretto a
sdoppiare le classi che hanno un numero di alunni superiore ai 30,
sia per questioni di sicurezza sia, soprattutto, per la qualità
della scuola.
Allora, attraverso questa espressione, onorevole assessore, noi
potremmo arrivare alla conclusione di sdoppiare le classi e di
mandare nelle aule gli insegnanti che oggi vengono utilizzati come
tappa-buco .
I docenti precari non vogliono ammortizzatori sociali, non
vogliono essere pagati per rimanere a casa, vogliono essere pagati
per come è giusto, perché negli ultimi 20 anni sono stati
utilizzati per svolgere la loro attività. Ricordo, a proposito, che
l'età media dei docenti precari non è poi così alta per cui si
possa pensare a creare dei pensionati.
Quindi, noi vogliamo dare qualità alla scuola siciliana, vogliamo
dare la certezza a questi docenti precari che non si tratta di
ammortizzatori sociali, ma di uno stipendio relativo al lavoro
svolto.
Sono disponibile a concordare tutti insieme una mozione in maniera
tale che prevalgano i diritti dei ragazzi e, insieme a quelli dei
ragazzi, anche quelli dei docenti precari.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il tema della
scuola che oggi stiamo trattando ha refluenze di varia natura. Ma
qui mi preme affrontare quelle occupazionali e sociali.
Non è una novità per noi in Sicilia dover affrontare problematiche
di natura occupazionale, ci sono ben noti tutti i problemi
occupazionali della Sicilia, con il suo 27,6 per cento della
popolazione che vive al di sotto della soglia di povertà. Oggi,
però, stiamo assistendo a processi di riforme scolastiche
imperniate su scelte politiche di risparmio che rischiano di
vanificare le legittime speranze di chi ha investito gran parte
della propria vita nell'insegnamento saltuario e precario, ma
svolto con passione e grande senso di abnegazione.
Quante famiglie sacrificate per inseguire un sogno coltivato con
decenni di precariato nella scuola ed oggi bruciato sull'altare del
risparmio della spesa pubblica statale, per non parlare del
consequenziale disagio che le famiglie dovranno subire e della
qualità dell'insegnamento che rischia di peggiorare. Le
problematiche del rapporto tra scuola e crescita della democrazia
hanno percorso e segnato il dibattito sull'educazione per decenni
secondo modalità indubbiamente ancora attuali.
Il mandato che la scuola ha ricevuto dall'articolo 3 della
Costituzione italiana è quello di essere veicolo per rimuovere gli
ostacoli che si oppongono alla costruzione della cittadinanza per
tutti. Faccio riferimento alla scuola pubblica come scuola della
Costituzione, cioè scuola pubblica come un bene costituzionale.
La scuola è lo strumento che la Repubblica dispone per far
crescere la democrazia e l'espressione stessa dell'irrinunciabile
vocazione alla democrazia.
Ma, oggi, assistiamo, invece, ad un rivoluzionamento della scuola
e delle sue peculiarità senza precedenti che rischiano di mettere
in discussione il mandato ricevuto dall'articolo 3 della
Costituzione, il taglio degli organici previsti dalla legge 133 del
2008 ha prodotto una gravissima diminuzione degli incarichi annuali
attribuiti al personale docente ed amministrativo tecnico ed
ausiliario.
La Sicilia è la regione più colpita da tagli voluti dal Governo
nazionale, visto che nell'anno scolastico 2009/2010 ci saranno ben
6.779 precari che non troveranno occupazione.
Questa riforma rischia di mettere anche in discussione le
professionalità: infatti, ripristinare di colpo lo schema un
insegnante per classe - provvedimento discutibile di per sé -,
costringe insegnanti che hanno passato anni ad affinare le proprie
tecniche didattiche su una materia ad insegnarle di colpo tutte,
con un possibile abbassamento della qualità della didattica.
Inoltre, è da non sottovalutare il fatto che i tagli del personale
si traducono sicuramente in un numero maggiore di studenti per
classe, per come è stato accennato attraverso l'accorpamento di
quelle esistenti; classi più affollate in cui è più difficile sia
mantenere la disciplina, che prestare la dovuta attenzione ad ogni
singolo studente.
Occorre una reazione forte di tutte le istituzioni, dei sindacati
e della società civile, per mitigare gli effetti della riforma
Gelmini sul tessuto socio-economico della Sicilia.
Il Presidente della Regione, Raffaele Lombardo, ha già incontrato
a Palazzo Chigi il ministro della pubblica istruzione, Mariastella
Gelmini, con la quale ha discusso le misure in favore dei precari
decise dal Consiglio dei Ministri. Su quella base saranno poi
sviluppati gli ulteriori interventi di sostegno che la Regione
siciliana ha definito - è stata la prima regione in Italia - e che
fanno parte dell'accordo siglato il 7 agosto dall'assessorato
regionale alla pubblica istruzione e con il Ministero.
Il Presidente della Regione ha strappato al ministro Gelmini la
decisione di istituire un tavolo tecnico permanente, un gruppo di
lavoro per studiare con i sindacati soluzioni e misure per chiudere
definitivamente la fase del precariato nella scuola.
In queste ultime settimane, caratterizzate da una massiccia azione
di protesta da parte dei precari, il Governo nazionale ha
annunciato una norma di legge sui supplenti annuali.
Attraverso una convenzione che coinvolge welfare, istruzione e
INPS, a questi lavoratori verrà garantita un'indennità di
disoccupazione ed una via preferenziale per l'accesso alle
supplenze brevi.
Ma i precari non vogliono, come è stato già sostenuto, una forma
di sussistenza, bensì vogliono conservare il diritto al lavoro e
salvaguardare la loro dignità di persone e di lavoratori che hanno
investito anni al servizio della formazione scolastica.
I tagli effettuati da quest'anno rappresentano solo l'inizio, come
è stato anche evidenziato, di un processo che continuerà per altri
due anni, secondo le disposizioni della riforma varata dal Governo
che deve essere necessariamente rivista e mitigata.
La riforma Gelmini, così com'è, rischia di determinare un problema
non solo di tipo occupazionale per i docenti ed i precari, ma anche
e soprattutto di tipo culturale e sociale. Ciò è stato evidenziato
anche nella mozione proposta dal MPA ed approvata stamattina dalla
Camera dei deputati ed anche nell'ordine del giorno numero 16,
approvato il 18 settembre 2008, proposto sempre dal MPA, in questo
Parlamento.
L'unica speranza sono ancora i docenti che credono nel loro
lavoro, nonostante tutto, loro e la loro motivazione, quella
intrinseca, quella che non ti dà nessuno ma che si ha dentro; è su
di loro che la scuola deve attualmente continuare a puntare.
Il Governo siciliano ha già concretamente dimostrato la propria
vicinanza: l'attenuazione della manovra tagliaposti parte dalla
Sicilia; grazie ad un protocollo di intesa biennale firmato tra la
Regione e il MIUR saranno, infatti, garantiti circa 1.500 docenti
di sostegno e 300 unità di personale ATA che inizialmente
rischiavano di rimanere esclusi.
Alla base dell'intesa presentata il 7 agosto dal Presidente della
Regione siciliana, Raffaele Lombardo, e dall'assessore per la
pubblica istruzione, Nicola Leanza, la necessità di non ridurre
risorse umane utili al diritto allo studio dei ragazzi disabili,
degli stranieri, delle categorie svantaggiate a maggior rischio di
marginalità sociale.
L'intesa raggiunta in Sicilia prevede un investimento di 50
milioni per corsi di sostegno e formazione, 40 li metterà la
Regione siciliana, 10 il MIUR; per quanto riguarda la parte
regionale, il finanziamento verrà prelevato proprio dal POR FSE
2007/2013, mentre quelli del ministero proverranno direttamente dai
fondi PON.
Questo accordo segna un'inversione di tendenza rispetto alla
politica fin qui condotta dei tagli indiscriminati.
La conferma che il confronto costante e costruttivo tra Governo e
sindacati si traduce sempre in risultati positivi per l'intera
collettività, lo si è avuto proprio ieri; infatti, proprio ieri
l'Assessore regionale per la pubblica istruzione, insieme ai
sindacati della scuola ed al dirigente dell'ufficio scolastico
regionale, ha definito il programma per attuare l'accordo Stato-
Regione.
Sulla scorta di quanto deciso ieri, presto saranno pubblicati i
bandi che consentiranno entro qualche mese di avviare al lavoro
circa 1.700 precari della scuola.
Occorre tenere presente che tutti gli sforzi compiuti fino ad oggi
vanno nella direzione di salvaguardare i livelli occupazionali del
personale statale, mentre nulla si prevede in favore dei docenti
delle scuole regionali che si trovano nelle stesse condizioni
giuridiche e verso i quali si profila una disparità di trattamento
che richiede un intervento mirato a garantire, quanto meno, la
precedenza assoluta nel conferimento degli incarichi da parte dei
dirigenti scolastici.
Siamo fiduciosi che gli sforzi del Governo regionale e delle forze
politiche e sindacali in campo porteranno ulteriori risultati
concreti.
E' in quest'ottica che il nostro Parlamento deve interrogarsi su
alcune questioni che riguardano la pubblica istruzione in Sicilia.
Nonostante la Regione siciliana abbia competenza esclusiva in
materia di istruzione elementare, come previsto dalla lettera r)
dell'articolo 14, e competenza concorrente in materia di istruzione
secondaria, come previsto dalla lettera d) dell'articolo 17 del
nostro Statuto, ancora oggi, a distanza di oltre mezzo secolo,
queste norme statutarie non hanno trovato applicazione in Sicilia e
le competenze sono rimaste allo Stato.
Dobbiamo interrogarci per capire come rendere più incisiva la
partecipazione della Regione nel settore dell'istruzione, a
cominciare dall'impianto didattico che va sicuramente adattato al
territorio, in una sorta di federalismo scolastico, in grado di
cogliere la peculiarità sociale del Sud e della Sicilia.
Sono fermamente convinto che il Parlamento siciliano sia
consapevole che questa è una lotta che va combattuta insieme,
mettendo da parte i colori politici di ciascuno di noi, perché
lottiamo tutti per un unico obiettivo: difendere la scuola pubblica
che rappresenta e deve continuare a rappresentare un bene comune.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fiorenza. Ne ha
facoltà.
FIORENZA. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, la
Sicilia vive una condizione di grande disagio e ciò lo dimostra la
condizione economica che essa vive.
Però, oltre alla condizione economica in senso lato, in quanto
collegata ad una crisi che coinvolge l'intero sistema, non possiamo
non fare i conti con quella che poi è una realtà che, da noi, viene
vista con una lente di ingrandimento diversa.
La Sicilia ha una struttura ed una conformazione sociale diversa
rispetto al resto del contesto nazionale.
Qui, i problemi hanno una condizione diversa, una condizione di
sofferenza che storicamente rappresenta per l'animo del siciliano
la condizione che poi gli impone di non vivere quasi la sua realtà
appieno.
Il fenomeno dell'emigrazione, onorevole Assessore, è un fenomeno
tragico che coinvolge in modo devastante la psicologia, la mente e
il cuore dei siciliani che vivono questo dramma.
Non è vero che sono i migliori ad andarsene dalla Sicilia. Non è
così
Ad andarsene dalla Sicilia sono coloro che, probabilmente, in un
contesto sociale, hanno oggi una condizione economica che permette
loro di andare a studiare fuori, di andare a svolgere la propria
attività professionale.
L'emigrato siciliano non è più il contadino, non è solo ed
esclusivamente l'operaio, ma incomincia a diventare lo studente,
l'imprenditore, il professionista, colui che ha colto le
opportunità che la nostra Terra gli offre in termini di qualità
dell'istruzione, per poi andare ad esercitare altrove ciò che madre
terra gli ha offerto, in termini di bagaglio culturale, di
ricchezza umana e culturale.
Onorevole Assessore, lei ha un dovere ben preciso nei riguardi
della cultura siciliana e della scuola siciliana. Questo, caro
Assessore, è il tempo delle svolte. Non si può più accettare
eticamente, moralmente, politicamente, che un gruppo politico dica
e sostenga a Roma una tesi, e faccia esattamente l'opposto a
Palermo.
E' ciò che è accaduto stamattina, assessore Leanza. Mentre lei,
riunito in Sala Rossa con le organizzazioni sindacali e con i
parlamentari di questo Parlamento, sosteneva una linea, a Roma i
suoi colleghi di partito sostenevano esattamente l'opposto.
Allora, le dico questo: il tempo delle svolte va manifestato in
modo serio e con atti che devono servire a mantenere integra la
posizione, non solo politica, ma quella etica e morale che lei ha
l'obbligo di mantenere.
Migliaia i precari della scuola, ma badate, onorevoli colleghi,
loro non amano essere chiamati così, non amano essere chiamati
precari perché ditemi con quale coraggio si può chiamare precario
chi, da quindici anni, in modo ininterrotto svolge la propria
funzione, non tanto di insegnante, quanto di educatore, quanto di
coloro che riescono a sostenere un rapporto quasi privato,
umanamente privato, con uno studente svantaggiato.
Quando parlo di studenti svantaggiati, parlo di studenti che non
sono in grado di svolgere le loro funzioni più elementari, che
hanno la necessità, pur di integrarsi con il mondo esterno, di
raccordarsi con una persona esterna alla propria famiglia che sia
in condizione di dare il minimo sostegno culturale, in modo da
insegnare loro a scrivere, a parlare, a muoversi all'interno di un
contesto.
Quindi, con quale coraggio riusciamo a smantellare uno dei sistemi
che maggiormente hanno accreditato il sistema scolastico italiano
nel contesto europeo e mondiale? Mi chiedo: può essere solo ed
esclusivamente pura alchimia ragionieristica privare i più deboli,
privare gli ultimi di una condizione elementare di sussistenza?
Onorevole Assessore, le chiedo questo, di affrontare una
condizione che sicuramente è una condizione svantaggiosa per il
personale insegnante e per il personale ATA.
A tal proposito, consegnerò alla Presidenza un emendamento
aggiuntivo alla mozione che ora le leggo: Chiediamo che il Governo
regionale si impegni ad attivarsi con il Governo nazionale per la
revoca dei tagli previsti dalla legge 133/08 e successive
disposizioni per attivare un piano di stabilizzazione del personale
della scuola mediante l'immediata immissione in ruolo di tutti i
posti vacanti e disponibili. Per l'abolizione del tetto massimo di
un insegnante di sostegno ogni due alunni diversamente abili su
base provinciale ed il ripristino delle deroghe per l'assegnazione
di ore aggiuntive nel caso di disabilità grave. Per il ritiro del
progetto di legge APREA che propone un processo di graduale
privatizzazione del sistema scolastico pubblico. Per il ritiro
dell'articolo 4 della legge 169/08 che propone la figura
dell'insegnante unico e dell'orario di 24 ore settimanali nella
scuola .
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dichiaro chiuse le iscrizioni a
parlare. Hanno diritto a parlare i firmatari di mozioni e di
interrogazioni; poiché mi hanno chiesto di parlare l'onorevole
Maira e l'onorevole Lupo, vi anticipo che posso semplicemente farvi
parlare per dichiarazione di voto sull'ordine del giorno che segue.
Dico ciò anche per avere, da parte mia, una piena disponibilità a
sentire le parti.
E' iscritto a parlare l'onorevole Rinaldi. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la scuola, da
qualche anno a questa parte, è oggetto di discussione per una serie
di problemi che si sono aggravati nel mondo degli insegnanti.
Infatti, al di là dei problemi dei precari che stiamo affrontando,
c'è anche quello degli insegnanti di religione.
Ciò che in questo momento mi preme sottolineare e mettere in
evidenza è il grave problema del precariato che si è formato in
questi ultimi anni e vorrei fare, intanto, una precisazione per
differenziare l'intervento fatto dal Governo Prodi rispetto a
quello fatto dal Governo Berlusconi.
E' vero che l'intervento fatto dall'allora Presidente del
Consiglio Prodi aveva comportato una riduzione di 30 mila unità,
ma queste 30 mila unità sarebbero rientrate con la compensazione
del turn over per tutti i pensionamenti previsti nell'arco degli
anni dell'intervento.
La riforma Gelmini - se così vogliamo chiamarla, infatti secondo
me non è una riforma ma solo un taglio ragionieristico, tra l'altro
fatto con un provvedimento finanziario del ministro per l'economia
Giulio Tremonti - prevede soltanto un taglio senza nessuna
compensazione e nessun rientro del personale docente ma anche del
personale ATA.
Allora, non torno a ripetere le cose che egregiamente sono state
dette da chi mi ha preceduto, dai miei colleghi ed anche dal
collega della maggioranza. Ma non vorrei che, come tanti incontri
che abbiamo fatto in Commissione, alla fine questo dibattito si
concluda senza una posizione concreta.
L'accordo, stipulato in agosto dall'assessore Leanza con il
Ministro Gelmini, prevede una copertura di 40 milioni attraverso
progetti mirati che consentiranno ad alcuni insegnanti di alcune
materie di poter rientrare in classe non perdendo i punti, che
serviranno loro a restare dentro l'organico della scuola, ma che
comporteranno una riduzione di stipendio.
Tra l'altro, questo progetto prevede soltanto l'inserimento di
alcuni insegnanti.
Siccome in Sicilia, come insegnanti, abbiamo avuto una riduzione
di 3.121 unità, come personale docente, e 1.650 come personale ATA,
questo progetto prevede il reinserimento nelle classi di alcuni
insegnanti, soltanto di 1.700-1.750, che insegnano alcune materie
specifiche.
E' ovvio che ne resteranno fuori 1.200 - 2.900 fra personale
insegnante e personale ATA.
Allora, vorrei che questo Governo, nella persona dell'assessore
Leanza, prendesse l'impegno concreto di una copertura finanziaria;
l'ho chiesto ad agosto in Commissione, l'ho ripetuto stamattina in
Sala Rossa, lo ripeto qui in Aula. Vorrei che il Governo,
presieduto dal Presidente Lombardo, facesse dell'autonomia e dello
Statuto speciale di cui godiamo una vera e concreta prova coprendo
la differenza di questi 1.200 insegnanti più 1.600 di personale ATA
per garantire chi rimane fuori; credo che con 8 milioni, forse,
potremmo farcela.
Assessore, occorrerebbe fare uno sforzo dando un segnale a chi
resta fuori. Questo programma che avete fatto durerebbe due anni;
ebbene, se in questi due anni si riuscisse a garantire anche agli
altri un percorso e, nel frattempo, attraverso i pensionamenti,
dopo due anni, finendo il piano di rientro, riuscissimo a
reinserire nell'organico coloro che restano fuori, forse faremmo
una cosa eccezionale per chi, in questo momento, si aspetta da noi,
come Parlamento siciliano, una risposta concreta, nei confronti di
chi - come hanno detto i colleghi che mi hanno preceduto - ha dato
il proprio impegno e la propria passione da quindici anni e non
solo, di chi di questi quindici anni, aveva fatto anche una ragione
economica per la propria famiglia, per i propri figli ed adesso si
ritrova senza una risposta.
Pertanto, onorevole Assessore, le chiedo di fare uno sforzo e di
tentare, come abbiamo fatto per altri settori, di trovare una
copertura finanziaria per tutti coloro che sono rimasti fuori da
questo accordo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Marziano. Ne ha
facoltà.
MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarebbe stato
strano se, per giustificare gli effetti disastrosi e devastanti
della riforma Tremonti-Gelmini, non si fosse fatto ricorso
all'esercizio ripetitivo, stantio e sterile di scaricarne le
responsabilità sul Governo Prodi e sull'avvio di un processo di
razionalizzazione nel mondo della scuola che non avrebbe provocato
un solo disoccupato. Ciò in quanto i 30 mila posti di lavoro in
meno che prevedeva quel progetto di razionalizzazione sarebbero
stati diluiti negli anni fino al 2010-2011 e, soprattutto,
sarebbero stati assorbiti totalmente con il meccanismo del turn
over. Quindi era una riforma socialmente compatibile, non la
macelleria sociale', non le lacrime e sangue' che, invece,
determinerà la riforma Berlusconi-Tremonti-Gelmini.
Allora, tentare di cambiare la verità storica è un'operazione che
non possiamo accettare.
In questo caso si tratta di riforma eterodiretta, cioè diretta dal
Ministero dell'Economia, ed assolutamente ragionieristica che fa
pagare - non ripeto tutte le argomentazioni - al Mezzogiorno e alla
Sicilia più di quanto non paghino altre regioni del Paese.
Detto ciò, sono tra coloro che non possono non riconoscere che
almeno in Sicilia si stia facendo uno sforzo per ammorbidire, per
rendere più accettabile il devastante impatto sociale della
riforma.
Non a caso il ministro Gelmini ha citato il caso Sicilia come
esempio virtuoso. Chi ci ha misu a Gelmini? potremmo dire. Qual è
lo sforzo che ha fatto il ministero per rendere meno impattante gli
effetti della sua riforma? Ma certo: l'accordo di programma
realizzato con lo Stato che prevede l'impegno di risorse della
Regione - è la Regione che sta facendo fronte, in questo caso,
agli effetti devastanti di una riforma del Governo nazionale -, in
ogni caso, è un segnale importante.
Su questo accordo di programma rivendichiamo, onorevole Assessore,
procedure trasparenti, nessun doppio canale, l'utilizzo delle
graduatorie regionali delle persone che restano fuori dal posto di
lavoro, attività che mantengano queste persone, insegnanti e
personale ATA, nel circuito della scuola, cioè pienamente integrati
e non un corpo separato. E tutto questo è detto senza infingimenti.
Devo dire però - e in questo sono in piena sintonia con le
posizioni espresse dal presidente del Gruppo - che ciò non basta.
Siamo in presenza di uno sforzo insufficiente dal punto di vista
delle iniziative pratiche e soprattutto politicamente debole,
assolutamente non accettabile politicamente. E perché? Bisogna
intanto puntare su tutti gli altri strumenti tendenti a ridurre al
minimo l'impatto sociale della riforma, chiedere al Governo di
accettare tutte le richieste di tempo pieno - come lei, assessore,
oggi diceva in Commissione -, che sono state avanzate e,
soprattutto, stimolare i comuni perché attraverso l'uso, cioè la
disponibilità delle mense, si possano realizzare ulteriori classi
con il tempo pieno e quindi salvare ulteriori posti di lavoro.
Bisogna fare in modo che attraverso un uso corretto della legge
che stabilisce il rapporto fra metri quadrati e studenti si possano
sdoppiare, per legge, obbligatoriamente, tutta un'altra serie di
classi imponendo, quindi, la chiamata di altri insegnanti. Ma
soprattutto, onorevole Assessore e Governo regionale, penso che
ancora ciò non basti perché potremo al massimo ridurre in parte gli
effetti devastanti della riforma per l'anno scolastico 2009/2010.
Se non c'è un forte impegno politico, se la Sicilia non dichiara
di andare all'opposizione, se non si fermano gli effetti devastanti
della riforma Gelmini, l'anno prossimo e nel 2011 non ci potranno
essere strumenti in grado di bloccare gli effetti socialmente
inaccettabili della riforma.
E' per questo che mi unisco alla richiesta avanzata già con la
mozione del Partito Democratico, cioè di fare in modo che i
parlamentari nazionali eletti in Sicilia vengano chiamati ad
assumere con chiarezza una posizione di difesa degli interessi
della Sicilia, e che il Governo regionale dichiari di contrastare
con forza qualunque politica del Governo nazionale se non verranno
bloccate le procedure previste dalla legge Gelmini.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Maira per
dichiarazione di voto sull'ordine del giorno numero 180.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, d'altro canto
eravamo rimasti così anche con gli uffici, perché altrimenti il
dibattito sarebbe ancora più scontato di quello che sta per essere.
Cosa intendo dire? Ci sono momenti, fortunatamente, in questa
Aula, nei quali, se pur con sfumature, tutti abbiamo il piacere di
dire le stesse cose.
Credo che a partire dal protocollo, dallo schema di protocollo,
predisposto dall'Assessorato della pubblica istruzione, ai vari
ordini del giorno e alla mozione che stiamo discutendo in primis
stasera in Aula, bene o male diciamo le stesse cose.
E' inutile allora fare demagogia o passerella. Un minimo di
intervento è comprensibile, la demagogia non serve perché non ci
sono orecchie attente ad ascoltarla.
Per quanto riguarda l'ordine del giorno dell'UDC, mi auguro che,
per come si sta svolgendo il dibattito, alla fine voteremo
all'unanimità la mozione così come voteremo tutti gli ordini del
giorno che poi diventano raccomandazioni per l'iter che sta
seguendo il Governo.
In riferimento, invece, al problema del precariato della scuola
vorrei fare una breve considerazione di natura storica, se mi è
consentita.
Forse bisogna prendere atto, non so se con contentezza oppure con
rammarico, che forse ha funzionato meglio la riforma Gentile dei
primi sessanta anni della vita scolastica di questa nostra Nazione,
che non tutte le riforme che si sono succedute dal 1990 in poi,
perché certamente la riforma Gentile, con tutti i limiti che poteva
avere una impostazione culturale e politica nata negli anni '20,
dava una certezza, che era quella che ogni tre-quattro anni si
facevano i concorsi per cui, alla fine, il percorso formativo ed
impiegatizio degli addetti al mondo della scuola aveva uno sbocco.
Dal 1990 in poi tutto questo non è più successo. Per un verso, ci
sono stati vari ministri che si sono succeduti che volevano
lasciare una traccia con la loro riforma, un po' per una certa
cattiva abitudine, della politica e del sindacato, di creare le
condizioni del consenso sindacale, politico ed elettorale,
attraverso il moltiplicarsi delle condizioni di precariato. Fatto
sta che non si sono più fatti i concorsi; fatto sta che si è
moltiplicato lo stato dei precari; fatto sta che siamo arrivati,
non ad oggi ma a ieri, alla riforma del Governo Prodi e adesso alla
riforma del ministro Gelmini.
All'onorevole Rinaldi vorrei dire che non ha importanza che ci sia
differenza tra la riforma attuata dal Governo Prodi e quella
attuata dal Governo Berlusconi. Ci sarà pure la differenza, ma
quello che importa è il segnale sociale che viene dato nei
confronti di migliaia e migliaia di precari che, nell'uno o
nell'altro caso, corrono il rischio di perdere il posto di lavoro.
Vero è che dobbiamo mettere la parola fine' al precariato, ma
questo lo dico anche per quello che riguarda i progetti di
annullamento del precariato che l'Amministrazione regionale e
questa Aula hanno sul tappeto, perché il precariato non si può
eliminare dicendo amici miei, lo stop lo facciamo oggi: chi è
precario resta precario e non se ne parli più .
Occorre una progettualità per riassorbire il precariato. Negli
anni bisogna mettere lo stop nella scuola, come per
l'Amministrazione regionale oggi, nel senso di stabilizzare e di
assorbire tutto il precariato sapendo che da domani non ci sarà più
il precariato e che chi vuole impegnarsi nel mondo dello studio,
nel mondo del lavoro, non segua delle strade che hanno già per
certezza l'impossibilità per cinque-dieci anni di non assorbire
attività lavorativa. Questa dovrebbe essere una politica seria.
Andando alle vicende di oggi con il precariato della scuola: cosa
chiedono i precari? Una forma di indennità provvisoria per sbarcare
il lunario a 700-800 euro al mese? No
I precari vogliono un percorso virtuoso che, attraverso
l'utilizzazione delle disponibilità finanziarie anche della
Regione, attraverso il Fondo Sociale Europeo (FSE), possa
consentire loro di vedersi attribuiti punteggi come se
svolgessero attività nel mondo della scuola pubblica alla stessa
maniera, di modo che continuino a partecipare all'assegnazione dei
posti in ruolo che, altrimenti, sarebbe definitivamente preclusa.
Vogliono essere considerati come lavoratori della scuola a tempo
pieno, e quindi con il riconoscimento anche morale di questa loro
funzione. Vogliono uscire dal sistema del precariato con le risorse
che la Regione siciliana può mettere a disposizione anche con gli
aspetti negativi che l'Amministrazione regionale, il Governo
regionale, quest'Aula - visto che stiamo discutendo in Aula -
potranno ottenere da un tavolo di confronto con il Ministero. Ed
allora il segnale che deve uscire stasera da quest'Aula deve essere
fortissimo per dare forza al Governo, per potere consentire al
Governo ed all'Assemblea regionale siciliana di avere le carte in
regola per potere trattare alla pari con il Ministero, per far sì
che le istanze dei nostri precari della scuola possano trovare uno
sbocco.
Se queste cose sono vere, come ritengo che lo siano, stasera non
servono le differenziazioni, servono dei voti unanimi che diano
forza all'azione di quest'Aula e all'azione del Governo.
Signor Presidente, null'altro devo dire a quest'Aula ed al
Governo.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, signor Assessore, onorevoli colleghi,
molti dei colleghi del PD che mi hanno preceduto hanno già
anticipato alcuni contenuti della nostra mozione e quindi sarò
essenziale.
Volevo solo ribadire con forza che i provvedimenti del Governo
Berlusconi stanno producendo drammatiche conseguenze non solo per
la scuola, per i docenti, per la qualità del servizio, ma per lo
stesso diritto allo studio dei giovani siciliani.
Non è solo una questione che riguarda il personale della scuola ma
l'intera Regione, l'intera società civile siciliana, il diritto
allo studio dei giovani siciliani.
Questa riforma Gelmini sta scaricando dei costi pesantissimi sulla
nostra realtà sociale.
La Sicilia non è in grado di sopportare tagli agli organici di
tale entità, 7.000 lavoratori della scuola espulsi dal sistema
scolastico provocano un danno incredibile non solo per i
lavoratori, per le loro famiglie, ma per lo stesso diritto al
futuro della nostra Regione siciliana che, invece, ha bisogno di
vedere investimenti crescenti proprio sull'innovazione, sulla
ricerca, sulla scuola, sulla scuola, sulla scuola . Non
esattamente il contrario, che è quello che ha fatto il Governo
Berlusconi con la riforma Gelmini e che è quello che, purtroppo,
sta avallando, in qualche modo, anche il Governo Lombardo perché su
questo dobbiamo essere molto chiari.
Ho sentito molte volte l'assessore Lenza dire, già da Capogruppo
dell'MPA e adesso nella qualità di Assessore, che non condivide la
riforma Gelmini, e a me questo fa piacere.
Ma vorremmo che la stessa cosa il Movimento per le Autonomie
dicesse alla Camera e al Senato.
Avremmo voluto che l'MPA dicesse la stessa cosa quando, invece,
l'onorevole Iannaccone dell'MPA è intervenuto osannando la riforma
Gelmini commettendo, in quella occasione, un errore politico grave
di incoerenza rispetto alle posizioni che, poi, l'MPA esprimeva in
quest'Aula già quando si discusse la prima mozione.
Per cui delle due l'una Già lo diceva bene il nostro Capogruppo:
non è possibile parlare la lingua dell'autonomismo in Sicilia e poi
la lingua del signorsì' al Presidente Berlusconi a Roma.
Non voglio essere offensivo né polemico, ma credo che l'MPA del
Presidente Lombardo su questo debba assumere una coerenza maggiore
nel sostenere a Roma, alla Camera ed al Senato, esattamente quello
che sostiene sul tema della scuola in Sicilia.
Stamattina mentre l'Assessore incontrava le organizzazioni
sindacali facendo delle affermazioni forti, che condivido, che
questa riforma Gelmini attacca il diritto allo studio dei disabili,
che effettua dei tagli insopportabili proprio agli insegnanti di
sostegno, quindi cose perfettamente condivisibili, in contemporanea
il Movimento per le autonomie alla Camera votava contro la mozione
del Partito Democratico che sosteneva queste identiche cose
presentando una mozione alternativa che, sostanzialmente, è
filogelminiana , filogovernativa, per nulla in contrasto con
l'impostazione del Governo nazionale e del ministro Mariastella
Gelmini.
Io credo che se c'è una battaglia su cui tutti assieme, tutti i
partiti, tutte le forze politiche presenti in questa Aula dovremmo
trovare il massimo della condivisione e della coesione politica è
proprio la battaglia per difendere la scuola siciliana contro
questa riforma Gelmini che attacca innanzitutto il Sud.
Questa è la vera nuova questione meridionale, una riforma che
colpisce il diritto allo studio, alla crescita e allo sviluppo del
Mezzogiorno, che paga il prezzo più alto dei tagli agli organici
con tutte le conseguenze che ne derivano.
Ormai il dramma è esploso; le proteste, le manifestazioni di
protesta in tutte le province siciliane sono in aumento, vanno
intensificandosi con prospettive preoccupanti, servono risposte
vere.
Temo anche rischi di degenerazione di queste proteste dei
lavoratori e delle lavoratrici veramente preoccupati, esasperati,
per la loro oggettiva condizione di difficoltà, gente che perde il
lavoro da un giorno all'altro e che dopo molti anni di onorato
servizio allo Stato come insegnante, come bidello, come tecnico,
lavorando seriamente nelle scuole si ritrova per strada.
Questi sono provvedimenti che neanche le aziende private adottano.
Ed è gravissimo che in un momento di crisi economica come quella
che stiamo vivendo, lo Stato, non solo non fa nulla, il Governo
nazionale, non solo non fa nulla per risolvere la crisi economica e
dare una boccata d'ossigeno all'economia, allo sviluppo,
all'occupazione del Paese ma, addirittura, direttamente licenzia
migliaia e migliaia di persone nella scuola. Questo è ancora più
grave in una realtà già in crisi, già depressa come il Mezzogiorno
ed, in particolare, la Sicilia.
Consegnare classi sempre più affollate in evidente violazione sia
dei parametri previsti dalle stesse norme ministeriali che dalle
norme di sicurezza è qualcosa davvero grave per la scuola siciliana
e non mi pare che ci siano assolutamente risposte adeguate da parte
del Governo nazionale né tanto meno da parte del Governo regionale.
In questa Regione il tasso di dispersione scolastica, come è noto,
è tra i più alti d'Italia.
Io sono stato qualche giorno fa a visitare la scuola Giovanni
Falcone' del quartiere Zen di Palermo, è una scuola con un tasso di
dispersione scolastica che raggiunge il 20%. E' una scuola di
frontiera, giornalmente aggredita dalla criminalità organizzata,
che la vandalizza, che dà fuoco alla palestra, che ha dato fuoco
quest'estate persino alla scuola materna, e in quella scuola non è
possibile combattere, oltre che una lotta alla criminalità
organizzata, perfino una lotta e una resistenza contro lo Stato che
pratica tagli agli organici, mettendo davvero in ginocchio la
stessa sopravvivenza di quella struttura scolastica in un quartiere
già in grande difficoltà.
Le prime proposte, l'accordo Ministero-Regione siciliana,
l'annunciata ipotesi di contratti di disponibilità sono proposte
parziali e largamente insufficienti.
Noi riteniamo necessaria la modifica dei provvedimenti del Governo
sui tagli previsti dalla legge numero 133 del 2008, così come è
necessario un piano di interventi per garantire tutela economica e
giuridica al personale, un piano pluriennale di stabilizzazione del
personale docente ed ATA. E perché tutto questo accada è necessario
che il Governo Lombardo, il Governo della Regione assuma la
centralità della vertenza scuola in Sicilia, intervenendo presso la
Presidenza del Consiglio e il Parlamento nazionale affinché il
Governo modifichi le norme di legge sui tagli alla scuola e
istituendo un tavolo di crisi regionale sulla scuola siciliana al
fine di garantire continuità di attenzione e impegno di soluzione
ai problemi del sistema scolastico e formativo in Sicilia.
Concludo dicendo che bisogna ricordare al ministro della pubblica
istruzione Gelmini che l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro
e non sui tagli.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dagli onorevoli
Fiorenza, Barbagallo, Lupo, Galvagno, Rinaldi e Ferrara
l'emendamento aggiuntivo 145.1:
«Nella parte dispositiva aggiungere i seguenti incisi:
- per la revoca dei tagli prevista dalla legge 133/08 e
successive disposizioni per attivare un piano di stabilizzazione
del personale della scuola mediante l'immediata immissione in ruolo
su tutti i posti vacanti e disponibili;
- per l'abolizione del tetto massimo di un insegnante di sostegno
ogni due alunni diversamente abili su base provinciale e il
ripristino delle deroghe per l'assegnazione di ore aggiuntive nel
caso di disabilità grave (legge 224/04);
- per il ritiro del Progetto di legge Aprea che propone un
processo di graduale privatizzazione del sistema scolastico
pubblico;
- per il ritiro della Legge 169/08 art. 4 che propone la figura
dell'insegnante unico e dell'orario di 24 ore settimanali nella
scuola primaria».
Presidenza del vicepresidente Oddo
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Gennuso è in missione, per
ragioni del suo ufficio, dal 23 al 24 settembre 2009.
L'Assemblea ne prende atto.
tema scuola
Presidenza del vicepresidente Oddo
Riprende la discussione unificata di mozioni e interrogazioni
concernenti il tema
dei tagli al personale della scuola pubblica
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini
del giorno:
numero 180 «Interventi ispettivi e provvedimenti consequenziali in
ordine al sovraffollamento delle aule scolastiche negli istituti
siciliani per inosservanza della normativa vigente in materia»,
degli onorevoli Vinciullo, Falcone, Limoli, Caronia, Torregrossa,
Cordaro, Leanza Edoardo, D'Asero, Mancuso, Pogliese, Aricò, Cascio
Salvatore, Lo Giudice, Cordaro, Buzzanca, Gianni, Caputo, Marrocco,
Bosco, Fagone, Scilla, Campagna e Currenti;
numero 181 «Interventi per scongiurare la crisi del comparto
scolastico siciliano», degli onorevoli Maira, Cascio Salvatore,
Gianni, Dina, Lo Giudice, Cordaro e Ragusa.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
preso atto che:
nella normativa scolastica un problema dibattuto è rappresentato
dalla fissazione del numero minimo e massimo di alunni richiesti
per la formazione delle classi;
a tal proposito, un primo criterio normativo, ai fini della
formazione delle classi, è dato senz'altro dal rispetto del
parametro risultante dal rapporto tra alunni e superficie;
la normativa di riferimento è costituita dal decreto ministeriale
18 dicembre 1975 'Norme tecniche aggiornate relative
all'edilizia scolastica, ivi compresi gli indici minimi di
funzionalità didattica, edilizia ed urbanistica da osservarsi nella
esecuzione di opere di edilizia scolastica'; dal decreto
ministeriale 26 agosto 1992 'Norme di prevenzione incendi per
l'edilizia scolastica'; dalla legge n. 23 del 1996 'Norme per
l'edilizia scolastica';
tale normativa prevede che:
1) ai fini della sicurezza anti-incendi, in una aula '...il
massimo affollamento ipotizzabile è fissato in 26 persone/aula'
(art. 5.0 del d.m. 26 agosto 1992: 'Norme di prevenzione incendi
per l'edilizia scolastica'). La stessa normativa prevede però che
tale limite possa essere superato, purchè ricorrano i seguenti
requisiti:
a) 'le porte devono avere larghezza almeno di 1,20 metri ed
aprirsi in senso dell'esodo quando il numero massimo di persone sia
superiore a 25' (art. 5.6 del succitato decreto e prot.h.P480/4122
sott.32 del 6 maggio 2008 del Ministero dell'interno - Dip. dei
vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile-Dir.
Centrale per la prevenzione e la sicurezza tecnica area prevenzione
incendi);
b) ci sia una 'apposita dichiarazione rilasciata sotto la
responsabilità del titolare dell'attività' (nella fattispecie il
D.S. e/o l'ente, Comune o Provincia, proprietario dei locali) che
indichi il numero di persone effettivamente presenti nell'aula
(sempre art. 5.0 del succitato decreto);
c) ci sia un '...modesto incremento numerico' (non meglio
quantificato) rispetto al limite di 26 (parere Prot.h.P480/4122
sott.32 del 6 maggio 2008 del Ministero dell'interno - Dip. dei
vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile Dir.
centrale per la prevenzione e la sicurezza tecnica area prevenzione
incendi);
2) ai fini della funzionalità didattica e dell'agibilità delle
aule 'per ogni persona (docente, alunno) presente in una aula, deve
essere garantita un'area netta di 1,80 metri quadri nella scuola
dell'infanzia, primaria e secondaria di I grado e 1.96 metri quadri
nella secondaria di II grado oltre ad una altezza minima di 3
metri' (d.m. 18 dicembre 1975 recante 'Norme tecniche aggiornate
relative all'edilizia scolastica, ivi compresi gli indici minimi di
funzionalità didattica, edilizia ed urbanistica da osservarsi nella
esecuzione di opere di edilizia scolastica'). Per 'area netta' si
intende una superficie al netto dell'arredo presente nell'aula
(banchi, sedie, armadi, ecc.);
3) alla luce della normativa vigente, è stata riferita al primo
firmatario del presente ordine del giorno, da parte degli addetti
ai lavori, una situazione di diffusa illegalità per quanto riguarda
il numero massimo di alunni presenti nelle aule. Infatti:
a) il limite di 26 persone, 'massimo affollamento ipotizzabile',
viene già superato adesso in tantissimi casi senza che vengano
soddisfatti i requisiti che la normativa prevede per il suo
superamento (e cioè: porte di larghezza 1.20 metri e opportuno
verso di apertura, assunzione di responsabilità con apposita
dichiarazione, da parte del D.S., del Comune o della Provincia;
'modesto incremento numerico');
b) in tantissimi casi, già adesso, non viene rispettata
assolutamente la 'densità di affollamento' prevista dalla
normativa ai fini della funzionalità didattica e dell'agibilità
delle aule, non garantendo quella che è la superficie
minima/persona che la normativa prevede (basti pensare, infatti,
che, ad esempio, per avere 30 alunni in una aula, quindi 31
persone, questa deve avere una superficie di 56 metri quadri nella
scuola dell'infanzia-elementare-media e di 61 metri quadri alle
superiori);
considerato che:
lo 'schema di regolamento' recante 'Norme per la riorganizzazione
della rete scolastica e il razionale ed efficace utilizzo delle
risorse umane della scuola, ai sensi dell'articolo 64, comma 4, del
decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133', approvato dal
Consiglio dei Ministri del 18 dicembre 2008, prevede, nella
formazione delle classi dall'anno scolastico 2009/2010, un
incremento dell'attuale numero di studenti per aula;
alla luce della vigente normativa, la situazione è chiaramente
destinata a precipitare, rendendo pressoché tutte le aule delle
scuole delle province siciliane 'fuori norma' in relazione al
numero massimo di persone ivi presenti, in quanto, per effetto di
tale disposizione, ci sarà un aumento, complessivamente in tutti
gli ordini di scuole, di 2 alunni, il cui numero quindi passerà
dalle attuali 25 unità (che con la prassi delle deroghe arriva
attualmente fino alle 30-31) a 26-27-30 (che, sempre con le
deroghe, significheranno 31-32-35) a seconda degli ordini di
scuole;
per la scuola dell'infanzia, la nuova norma prevede sezioni 'con
un numero di bambini non inferiore a 18 e non superiore a 26'
(dallo schema di regolamento sulla riorganizzazione della rete
scolastica del 22 dicembre 2008, art. 11). Eventuali eccedenze sono
redistribuite tra le scuole viciniori. Quando non sia possibile,
sono ripartite tra le diverse sezioni della stessa scuola, senza
superare, comunque, i 29 bambini per sezione, escludendo dalla
redistribuzione le sezioni che accolgono alunni con disabilità. Per
l'anno scolastico 2009-2010 sono confermati i limiti massimi della
vigente normativa (d.m. n. 331/98, art. 14): cioè un massimo di 25
bambini per sezione, e 28 in presenza di eventuali eccedenze da
ripartire tra le diverse sezioni della stessa scuola;
per la scuola primaria, la nuova norma prevede classi 'con un
numero di alunni non inferiore a 15 e non superiore a 26, elevabile
fino a 27 qualora residuino resti'. Per il solo l'anno scolastico
2009-2010, per le istituzioni scolastiche individuate in un
apposito piano generale di riqualificazione dell'edilizia
scolastica adottato dal Ministero dell'istruzione, dell'università
e della ricerca, d'intesa con il Ministero dell'economia e delle
finanze, è confermato il limite massimo di 25 bambini per classe,
secondo la vigente normativa (d.m. n. 331/98, art. 15);
per la scuola secondaria di primo grado, la nuova norma prevede
(si veda lo schema di regolamento sulla riorganizzazione della rete
scolastica del 22 dicembre 2008, art. 13) classi 'con non meno di
18 e non più di 27, elevabile fino a 28 qualora residuino eventuali
resti'. Si forma un'unica prima classe quando il numero degli
alunni non supera le 30 unità. Per il solo anno scolastico
2009/2010 - per le istituzioni scolastiche individuate in un
apposito piano generale di riqualificazione dell'edilizia
scolastica adottato dal Ministero dell'istruzione, dell'università
e della ricerca d'intesa con il Ministero dell'economia e delle
finanze - è confermato il limite massimo di 25 alunni che, per
ripartire eventuali eccedenze, può raggiungere i 26,
eccezionalmente i 27 alunni, secondo la previgente normativa (d.m.
n. 331/98, art. 15);
per la scuola secondaria di secondo grado, la nuova norma (dallo
schema di regolamento sulla riorganizzazione della rete scolastica
del 22 dicembre 2008 - art. 18) prevede classi con non meno di 27
allievi. Eventuali resti sono redistribuiti, ed eventuali eccedenze
sono redistribuite tra le scuole viciniori. Se ciò non sia
possibile, sono ripartite tra le diverse classi della stessa
scuola, senza superare, comunque, i 30 studenti per classe. Si fa
un'unica classe prima quando il numero degli alunni non supera le
30 unità. Per il solo anno scolastico 2009/2010 - per le
istituzioni scolastiche individuate in un apposito piano generale
di riqualificazione dell'edilizia scolastica adottato dal Ministero
dell'istruzione, dell'università e della ricerca d'intesa con il
Ministero dell'economia e delle finanze - è confermato il limite
massimo di 25 allievi che, per ripartire eventuali resti, può
aumentare senza superare, comunque, il numero di 28 alunni per
classe, secondo la previgente normativa (d.m. n. 331/98 - art. 15);
ritenuto che:
il decreto del Ministero dell'istruzione, dell'università e della
ricerca n. 331 del 24 luglio 1998, integrato dal d.m. n. 141 del 3
giugno 1999 per gli alunni disabili, relativo alla formazione delle
classi e determinazione degli organici (di diritto e di fatto),
stabilisce che le classi devono essere formate da un massimo di 25
alunni (giuste le modifiche riportate sopra). Nel d.m., per la
definizione del numero di alunni, però, non si fa riferimento ad
alcuna norma tecnica. Il d.m. in questione è un atto amministrativo
il quale, per sua natura, è sicuramente di rango inferiore alle
leggi approvate dal Parlamento in materia di igiene e sicurezza. Un
provvedimento amministrativo non può assolutamente modificare nella
sostanza una legge del Parlamento (legge n. 23 del 1996, che rende
ancora validi gli indici del d.m. 18 dicembre 1975);
anche se riferito alle sole scuole superiori, il Ministero
dell'istruzione, dell'università e della ricerca, non essendo
presente in ogni realtà locale (scuole), ai sensi all'art. 18.5 del
d.m. n. 331/98, ha demandato al dirigente scolastico (che forma le
classi) la verifica della presenza di elementi obiettivi che
rendono necessario costituire classi con un numero inferiore di
alunni qualora le aule ed i laboratori siano di limitate dimensioni
ed altro. Per analogia, la reale grandezza delle aule e la relativa
diminuzione del numero di alunni è applicabile e si deve applicare
anche alle scuole materne, elementari e medie;
il dirigente scolastico, per effetto del d.m. istruzione 21 giugno
1996, n. 292, è stato identificato quale datore di lavoro ai sensi
del d.lgs. n. 626 del 1994, come modificato dal d.lgs. n. 81 del
2008 e, quindi, responsabile dell'attività e destinatario di tutti
gli obblighi ivi previsti, compreso quello di applicare i principi
dell'igiene e sicurezza di cui al predetto d.lgs. n. 626 del 1994 e
successive modifiche, anche agli utenti/alunni, giusta previsione
dell'art. 1 del d.m. istruzione 29 settembre 1998, n. 382, recante
norme per l'individuazione delle particolari esigenze delle scuole
ai fini di igiene e sicurezza. Altresì, il dirigente scolastico (e
non gli enti locali che sono solo i proprietari degli edifici), in
base alla parte terza della carta dei servizi scolastici, deve
garantire in ogni modo all'utenza/alunni un ambiente confortevole,
igienico e sicuro secondo i principi di qualità stabiliti per i
servizi pubblici qual è l'istruzione;
nel caso di aule piccole, in attesa dell'esecuzione dei lavori di
adeguamento da parte degli enti locali (allargare le aule in modo
tale che i 25 alunni abbiano a disposizione i predetti 1,80 e 1,96
metri quadrati netti a testa), l'unica misura alternativa che
garantisce un equivalente livello di sicurezza è sicuramente quella
di ridurre proporzionalmente il numero degli alunni della classe in
base all'effettiva grandezza dell'aula nella quale sono destinati a
stare per ben 10 mesi l'anno e per un minimo di 6 ore al giorno,
richiedendo, perlomeno in sede di determinazione dell'organico di
fatto, lo sdoppiamento delle classi fuori norma;
la legge 24 settembre 1971, n. 820 (ordinamento della scuola
elementare e materna), vieta l'affidamento di più di 25 alunni ad
insegnante. Le stesse disposizioni della legge finanziaria per il
2007 stabiliscono che il numero degli alunni per classe dovrà
aumentare mediamente dello 0,4% ma 'nel rispetto della normativa
vigente';
il mancato rispetto degli indici minimi previsti fa
automaticamente decadere la validità del certificato di agibilità e
del certificato di prevenzione incendi (l'obbligo di richiesta e di
aggiornamento in caso di variazione di destinazione d'uso di ogni
singolo locale attualmente è in capo al dirigente scolastico). I
certificati, nel caso in cui esistessero, sono stati rilasciati
sulla base dell'effettiva planimetria e delle relative dimensioni
delle aule e della scuola tutta, e la responsabilità del non
rispetto degli indici minimi previsti dalle norme ricade solo sul
responsabile dell'attività, quale formatore delle classi, e sugli
organi collegiali della scuola interessata, tranne che nel caso in
cui si sia stati esplicitamente autorizzati dal superiore
gerarchico, ferme restando le competenze legate all'autonomia
scolastica;
considerato, altresì, che:
dai tabulati del sistema informativo del Ministero
dell'istruzione, dell'università e della ricerca, relativi al
rapporto alunni/classi, risulta che le citate normative sono già
state in parte disattese anche nei precedenti anni scolastici;
infatti, sono state formate in molti casi classi anche con 27/28
alunni, con punte anche di 30-34 persone/aula;
le aule sovraffollate, oltre ad essere poco igieniche ed insicure,
provocano negli alunni/utenti anche uno scarso rendimento
scolastico, andando ad inficiare la qualità dell'offerta formativa
di ogni scuola;
inoltre, le inadeguatezze e l'erroneo rapporto fra il numero di
alunni e gli indici minimi previsti verrebbero ad evidenziarsi
anche durante l'effettuazione delle prove di evacuazione, che
sarebbero impraticabili per la mancanza delle vie di fuga in aule
sovraffollate;
è auspicabile che le istituzioni scolastiche, nella formazione
delle classi, si attengano ora, alla luce di un'evoluzione del
quadro normativo di riferimento, non solo ai criteri contenuti nel
d.m. n. 331 del 24 luglio 1998, integrato dal d.m. n. 141 del 3
giugno 1999 (atti amministrativi gerarchicamente subordinati alla
legge ordinaria in materia di igiene e sicurezza) ma anche tutte le
altre disposizioni legislative che garantiscono la sicurezza e
l'igiene sia agli alunni che ai lavoratori della scuola,
impegna il Governo della Regione
ad attivare tutte le iniziative in ordine all'attuale composizione
delle aule scolastiche negli istituti di ogni ordine e grado della
Regione siciliana, perchè vengano nominati degli ispettori con il
compito di verificare, entro la prima settimana dall'inizio
dell'anno scolastico, se i limiti e le condizioni previste dalle
suindicate normative vigenti in materia siano state rispettate o
meno;
qualora le normative de quibus non risultassero osservate, ad
adottare provvedimenti per tutelare il diritto allo studio e, in
particolare, per godere di una scuola sicura e di un processo
educativo conforme alle esigenze personali e didattiche di tutti
gli studenti della Regione siciliana, senza distinzione tra alunni
di serie 'A' ed alunni di serie 'B';
qualora risultassero veritiere le notizie riportate dalla stampa e
dai docenti precari, ad impiegare, nelle nuove classi che si
verranno a formare, i tanti insegnanti precari siciliani rimasti
senza occupazione e che, allo stato, potrebbero beneficiare sia
dell'accordo stipulato tra lo Stato e la Regione, sia dei nuovi
posti che, in deroga a quanto previsto dalla legge finanziaria per
l'anno 2009, il Governo avrebbe autorizzato;
da ultimo, a valutare l'opportunità di intraprendere un
contenzioso con il Governo centrale al fine di far valere le
prerogative della nostra Regione, la quale, essendo a Statuto
speciale, ha potestà legislativa, ora esclusiva ora concorrente, in
materia di pubblica istruzione e, di conseguenza, nel campo
dell'educazione dei giovani siciliani». (180)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la riforma scolastica ed universitaria di Giovanni Gentile (1922-
1924) ha retto perfettamente per oltre 60 anni, formando, con luci
ed ombre, le classi dirigenti del nostro Paese con risultati che
certamente non possono essere considerati fallimentari;
il principio base su cui si reggeva tutta l'impalcatura era che
nella scuola di ogni ordine e grado si entrava di ruolo solo
tramite concorso pubblico che veniva bandito mediamente ogni tre
anni; tramite il concorso si poteva conseguire o l'abilitazione
senza vincere la cattedra ovvero abilitazione e cattedra, e che le
supplenze, in nessun modo, davano diritto a poter entrare in ruolo;
in Italia, dopo Gentile, non si è mai definita una chiara politica
della formazione, della scuola e della ricerca e si è proceduto
sempre a tratti, a pezzi, per momenti di emergenza, senza un quadro
chiaro ed organico: in particolare, dalla seconda metà degli anni
'70 e fino ad oggi si è proceduto rendendo sempre più rari e
diluiti nel tempo i concorsi pubblici, prediligendo la politica del
precariato;
il meccanismo si è retto su supplenze, più o meno lunghe,
incarichi annuali, incarichi di insegnamento dei provveditori ma
anche dei presidi, carriere costruite su scuole private più o meno
qualificate per poi godere dei 'punti' accumulati all'interno della
scuola pubblica, corsi abilitanti riservati e senza concorsi
pubblici, sanatorie di vario genere e tipo, passaggi in ruolo
basati sull'accumulo di mesi di supplenze e/o di precariato etc.,
abrogando di fatto una selezione chiara e trasparente;
considerato che:
i concorsi sono stati espletati con una media di 8/10 anni di
intervallo (l'ultimo è del 1999-2000 fatto su base regionale (primo
caso nella storia della scuola italiana) e non nazionale e che i
vincitori sono entrati in servizio a partire dal 2002;
il concorso prevedeva espressamente una quota di riserva per il
precariato, che moltissimi non hanno superato nonostante la
riserva, e in atto sono precari e che i posti disponibili messi a
concorso sono rimasti vacanti;
potremmo costruire una mappa di precise responsabilità che toccano
tutti i governi di destra e di sinistra dagli anni novanta in poi,
con un andamento contraddittorio ed ondivago senza mai porre mano
ad un organico disegno come avvenne con la riforma Gentile;
da quest'anno scolastico, attuando politiche di governo e
legislative già predisposte dal Governo Prodi, si è proceduto ad un
riordino gestionale sul principio base che era già di Gentile,
ovvero che nella scuola di ogni ordine e grado si diventa di ruolo
per concorso pubblico;
si prevede un quinquennio per l'assorbimento dell'attuale
precariato sulla base delle vigenti ed estemporanee normative
basate sostanzialmente sul progressivo accumulo di punti guadagnati
con supplenze o incarichi più o meno lunghi (il sogno più grande è
sostituire una docente in gravidanza);
l'attuale normativa applicata impedisce di fatto e di diritto la
creazione di nuovo precariato e che il Ministro ha già annunciato
il prossimo concorso a cattedra per il 2010 sia per il personale
amministrativo che per i docenti ed i dirigenti scolastici
(presidi/direttori didattici), ma nuovamente su base nazionale ed
eliminando il livello regionale che pur garantiva l'immissione in
ruolo valevole su tutto il territorio nazionale;
l'impatto è sicuramente violento ma si tratta di un meccanismo che
era già noto a tutti dal primo anno del Governo Prodi;
i precari che perdono il lavoro saranno totalmente riassorbiti,
diventando di ruolo in modo progressivo, garantendo un'altissima
percentuale del 'turn over', e che una parte dei posti disponibili
andrà a concorso pubblico cui, in ogni caso, gli stessi precari
hanno diritto a partecipare;
questo è il quadro generale e nazionale - la Sicilia lascia fuori
circa 7000 precari - tra docenti ed amministrativi, per i quali si
tratta di immaginare e costruire delle alternative immediate in
aggiunta a quanto il Governo ha annunciato a cominciare dagli
ammortizzatori sociali per tutti gli incaricati annuali,
quantificabili in circa il 60% dello stipendio medio, e che si
tratta di una misura straordinaria per ora solo annunciata ma che
in ogni caso non prevede le nuove graduatorie dell'anno prossimo;
ritenuto che la Regione siciliana deve farsi carico di investire
fondi extraregionali in favore del più alto numero di precari
possibile a cominciare da chi aveva incarico annuale ed era
prossimo all'immissione in ruolo ed a fronte di qualificate
iniziative ed attività formative per le scuole di ogni ordine e
grado,
impegna il Governo della Regione
a finalizzare una significativa quota delle disponibilità del
fondo sociale europeo (FSE) in favore di progetti formativi
'riservati' alla docenza proveniente dal precariato, in
considerazione del fatto che i fondi ex FSE hanno per loro
specifica natura la finalità della formazione e dell'educazione
permanente, formalizzando un accordo con il competente Ministero a
livello nazionale, in modo che tali progetti formativi rispettino
in tutto e per tutto i criteri degli impegni lavorativi e dei monte
ore previsti dall'insegnamento curriculare ed in modo che ai
docenti impegnati sia riconosciuto il formale punteggio previsto da
un pari impegno all'interno della scuola (di tipologia ordinaria);
a fissare e formalizzare con il competente Ministero un preciso
accordo di programma che, pur senza oneri per i fondi statali,
riconosca l'impegno formativo dei docenti del precariato che
saranno a tutti gli effetti impiegati come impegno didattico
ordinario, prevedendo uno stanziamento che possa coprire un
fabbisogno di risorse umane il più ampio possibile e che non sia
inferiore ad almeno 2500 unità;
a prevedere anche, accanto a questa iniziativa che obbliga a
'tallonare' senza sosta il Ministero, il finanziamento, per le
scuole, di progetti formativi e laboratori quanto più estesi
possibile in termini numerici, concordando con il Ministero una
precisa direttiva che vincoli i dirigenti scolastici ed i collegi
gestionali ad utilizzare anche in questo caso personale del
precariato che non abbia diritto a godere di ammortizzatori
sociali». (181)
Avverto che gli stessi saranno posti in votazione dopo la
votazione della mozione numero 145.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per i beni culturali ed
ambientali e per la pubblica istruzione.
LEANZA, assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi
aspettavo da questo dibattito qualcosa di più di tante cose dette,
magari, molto spesso, senza cognizione, tanto per far piacere a
qualcuno.
Mi dispiace che abbiamo sprecato un'occasione, magari sulla pelle
di tanta gente, dove molti dei colleghi che hanno parlato, hanno
sfilato , e poi ripetendo le solite cose che nella stragrande
maggioranza non si faranno mai, in qualche modo, volendo passare al
Governo una responsabilità che questo Governo non ha. Mentre alcuni
colleghi hanno completato, hanno scritto un bel compitino che
qualcuno magari gli avrà preparato, dicendo anche delle cose non
vere, questo Governo il 6 agosto, unica regione d'Italia - rammento
che le regioni d'Italia sono molto di più e che i tagli
interessano molte regioni soprattutto del Meridione - ha firmato un
protocollo d'intesa che va al di là di quanto discusso nella quinta
Commissione presieduta egregiamente dall'onorevole Fagone, presente
il vicepresidente, onorevole Panarello, e tanti deputati, tra cui
l'onorevole Lupo ed altri che oggi sono intervenuti.
In quella occasione si chiese al Governo di mettere 8 milioni di
euro. In quella occasione si chiese al Governo di fare in modo che
300 insegnanti di sostegno - quindi, la metà dei tagli - potessero
sopravvivere ai tagli che c'erano stati e che, in qualche modo,
anzi certamente, mettevano a rischio non soltanto il diritto allo
studio dei ragazzi ma mettevano in grande difficoltà le famiglie e
in mezzo alla strada tantissimi docenti che, con passione e amore,
svolgono questo lavoro.
Io vorrei ribadire che dietro a questi numeri ci sono delle
persone e noi abbiamo agito perché c'erano delle persone, sapendo
di non avere queste competenze, sapendo perfettamente che, se noi
apriamo questo taglio, rischiamo veramente di essere colonizzati,
di essere l'unica regione che finanzia iniziative dello Stato e
magari, da oggi in poi, non ci daranno neanche il dovuto. Però
abbiamo capito perfettamente che era un momento difficile. Io lo
noto da un anno, non da oggi, sono stato anche a manifestare, ho
avuto rapporti anche di scontro con l'onorevole Iannaccone del mio
partito.
Però ritengo che questo Governo regionale, onorevole Cracolici ed
altri colleghi - grazie all'onorevole Marziano che ha ribadito le
cose che abbiamo fatto in Commissione, perché abbiamo lavorato in
Commissione - questo Governo stanzia 40 milioni di euro del POR,
del Fondo Sociale Europeo - quindi, onorevole Maira, abbiamo già
fatto -, riesce a farsi dare dal ministro Gelmini 10 milioni di
euro sulle infrastrutture e sui laboratori, fa riconoscere il
punteggio, non mette fuori dal mondo della scuola 1.710 persone.
L'onorevole Fiorenza, sbagliando, qualcuno aveva scritto cose
diverse, poi ha cambiato
FIORENZA. Lo hanno scritto i precari che lei è andato a trovare
LEANZA, assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. Aveva sbagliato, cioè restano nel mondo della
scuola. Praticamente tutto il sostegno viene salvato, addirittura
si supera abbondantemente il 2 più 1, vengono inserite matematica,
italiano, personale ATA, per un totale di 1.710 persone; molto al
di là dei 300 richiesti, molto al di là della più rosea
aspettativa. In nessuna parte d'Italia è stato fatto questo. E
abbiamo utilizzato proprio il Fondo Sociale Europeo, cui accennava
l'onorevole Maira, proprio nella parte risorse, capitale umano,
Obiettivo specifico 1 e 2, eccetera, sapendo perfettamente che è
una sperimentazione, un percorso difficilissimo e che, però, dopo
l'incontro che ci sarà martedì con i componenti del Ministero,
quindi con i tre componenti del Ministero, il direttore generale,
il capo della segreteria tecnica e il dirigente generale Di
Stefano, insieme ai tre componenti della Regione siciliana, sarà
attivata la manifestazione di interesse ed entro un mese, se tutto
va bene, il personale di cui parliamo entrerà nel mondo della
scuola per un biennio.
Ma il dato è che non basta, il taglio è molto più ampio, non basta
assolutamente. Però voglio dire che non è che scaricando sul
Governo la responsabilità di alcune cose si risolvono i problemi.
Alcune cose le abbiamo dette: col Ministro bisogna aprire una
vertenza e aprirla a più alto livello possibile come abbiamo fatto,
io mi sono impegnato col sindacato e con la quinta Commissione a
farlo su almeno tre linee, le scuole serali e il tempo pieno,
perché il signor Ministro che dice che avrebbe dato a tutti il
tempo pieno in Sicilia, guarda caso, non ha autorizzato 200 classi
per mancanza di fondi. Non è giusto Perché, nel momento in cui il
tempo pieno viene autorizzato, sono altri 200 posti di lavoro che
si salvano e, quindi, in cinque anni sono altri 1.000 posti di
lavoro
E' un'operazione possibile, di quelle iniziative che noi possiamo
fare senza illudere nessuno e senza certamente pensare di fare in
quest'Aula e fuori disinformazione e dare notizie sbagliate perché
è la cosa peggiore che noi possiamo fare, perché al di là c'è
un'emergenza educativa - e io sono assolutamente d'accordo con
quanto diceva la mozione dell'onorevole Cracolici - e c'è
un'emergenza sociale. Queste due cose vanno di pari passo.
Ecco perché c'è lo sforzo del Governo ad impegnare 40 milioni di
euro, già impegnati, onorevole Maira, con la manifestazione di
interesse che uscirà il 2 ottobre e, quindi, in quel momento, il
Governo entra in campo pesantemente e lo fa nella maniera più
trasparente possibile, onorevole Marziano, nel senso che verranno
utilizzate le graduatorie provinciali. Quindi la Regione
controllerà soltanto che avvenga questo, le graduatorie
provinciali, sarà assicurato lo stipendio, sarà garantito l'orario
a scelta del CTRH, contemporaneamente all'anno scolastico, quindi
alle ore di lezione.
Ecco, è stato tutto pensato in maniera tale che si continui nel
solco della scuola proprio per evitare assolutamente che la gente
possa essere messa fuori dal mondo della scuola
Nonostante tutto questo, a fronte dei tagli di circa 7.200
persone, 5.512 personale docente e 1.740 personale ATA, sono state
conferite 3.121 supplenze in meno per il personale docente e 1.650
in meno per il personale ATA. Di fatto, restano fuori 4.800 persone
e, con i 1.700 posti che riusciamo a salvare come Governo
regionale, restano fuori 3.000 persone che sono tantissime.
Dobbiamo quindi tenere accesi i riflettori sulle cose che può fare
il Governo. Ho un'interlocuzione fortissima con il ministro
Gelmini.
Personalmente tallono e inseguo il ministro Gelmini per cercare di
trovare insieme le soluzioni per risolvere questo problema.
Possiamo fare tutte le scelte che vogliamo, ma la competenza non
è nostra.
Abbiamo l'esigenza di fare tutti insieme uno sforzo comune per
cercare di limitare i danni che non saranno solo quest'anno,
onorevoli colleghi.
Il vero dramma sarà l'anno prossimo quando, purtroppo, i tagli
saranno ancora maggiori perché raggiungerà quota 8.000.
I prepensionamenti, proprio perché c'è un calo demografico ed
abbiamo meno iscritti ed abbiamo meno tempo pieno, non riescono
ovviamente a mitigare questi tagli, se non in minima parte come è
avvenuto in questo momento.
Ma non è con l'intervento del Governo regionale, anche se noi già
l'abbiamo chiesto e lo faremo ancora, che si cambierà la legge. Chi
pensa questo, già sa che non potrà mai succedere.
Non c'è riuscito il movimento dell'Onda, non ci sono riuscite
140.000 persone licenziate, non c'è riuscita una forte opposizione
del sindacato.
Noi abbiamo il dovere di difendere i nostri precari, di
considerare questo un problema sociale non irrilevante, ma
rilevantissimo.
Stiamo parlando di un'operazione come quella della FIAT di Termini
Imerese o la ST di Catania.
Parliamo sempre di una guerra tra poveri . Dobbiamo metterci la
stessa intensità, la stessa passione, la stessa voglia affinché
queste persone restino nel mondo della scuola.
RINALDI. Perché alla Fiat sì ed ai precari della scuola no?
LEANZA, assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. Onorevole Rinaldi, non c'è la copertura.
Il Fondo Sociale Europeo alle categorie ha messo delle risorse
RINALDI. Parlo delle nostre risorse finanziarie.
LEANZA, assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. Se dovessimo trovare le risorse, le metteremo.
Nel bilancio che approveremo, ognuno potrà trovare le soluzioni
che riterrà opportuno.
Penso, però, che non avremo i mezzi per farlo. Facciamo pagare lo
Stato, che mi sembra più corretto e più giusto, considerato che è
sua competenza garantire il diritto allo studio ai nostri ragazzi e
garantire in questo senso l'attività lavorativa a tante persone che
da 20-25 anni sono precari. C'è chi, a 57 anni, nel momento in cui
stava per entrare di ruolo è ancora precario.
Noi non abbiamo ancora pensato a tutti quei ragazzi che si sono
laureati quest'anno o che si stanno iscrivendo quest'anno
all'università e che, per i prossimi dieci anni, non avranno
nessuna possibilità di essere utilizzati nel mondo della scuola, se
non cambieranno le regole.
E' un problema serio per la Sicilia che dobbiamo affrontare, ma
nel modo più concreto possibile. Cerchiamo di trovare delle
soluzioni.
Noi abbiamo attivato un tavolo di lavoro permanente che consentirà
di trovare quelle soluzioni giuste che possano consentire di
avviare al lavoro più persone possibili. In questo tavolo c'è anche
il Parlamento regionale attraverso il suo Presidente, l'onorevole
Fagone ed i componenti della V Commissione legislativa.
Al dilà di tutto, si tratta di persone che amano il loro lavoro.
Alcuni di loro sono andati a fare gli insegnati a Varese piuttosto
che a Torino per quel maledetto' punteggio. Si tratta di famiglie
divise per anni per arrivare a quell'obiettivo e non è pensabile
che, a 57 anni, chi sta per entrare di ruolo non riesca a farlo.
Di quello che succede dobbiamo averne contezza tutti quanti, prima
di tutti il Governo, che non fugge, non scappa di fronte non alle
responsabilità ma alla responsabilità rispetto a questa emergenza
sociale ed educativa.
Questo Governo è presente, lo è stato in questo mese e mezzo. Non
c'è stato un solo momento in cui non si è fatto sentire. E non ha
dato solidarietà spicciola, ha cercato di fare i fatti, ha
incontrato il disagio, lo ha incontrato e ha parlato con la verità,
con la serietà che gli compete, ha parlato sapendo di parlare a
delle persone che in questo momento stanno soffrendo.
A queste condizioni il Governo è al fianco di questo Parlamento,
per portare avanti tutti i passaggi necessari per limitare al
massimo questi licenziamenti di massa.
Con il protocollo che abbiamo fatto e con la manifestazione di
interesse, certamente una buona parte l'abbiamo fatta.
Millesettecento persone sono più di un terzo rispetto alle
quattromila e ottocento che sono rimaste senza lavoro.
Onorevole Cracolici, l'altra parte non è stata inserita negli
ammortizzatori sociali per il semplice fatto che il personale della
scuola a livello nazionale nelle categorie che hanno dato non era
previsto. Quindi, la Regione siciliana non poteva inserirlo. Il mio
assessorato non poteva inserirlo. C'erano delle categorie di
persone che potevano essere inserite in deroga, purtroppo il
personale della scuola non era previsto in quelle categorie, che
andavano in deroga alla cassa integrazione.
CRACOLICI. Onorevole assessore, è stato informato male. E' una
richiesta che si poteva fare.
LEANZA NICOLA, assessore per i beni culturali ed ambientali e per
la pubblica istruzione. Onorevole Cracolici, penso che non sia
così. Ma se dovesse essere al contrario, ci muoveremo di
conseguenza. Ma viene superato in qualche modo dal decreto che
doveva essere pubblicato stamattina, che diceva che chi, allo stato
attuale, non avrà maturato la supplenza e ha maturato due anni di
incarico avrà assicurato, come indennità di disoccupazione, il 60
per cento di quanto percepito nel decorso anno e, in base a quanto
prevede il decreto legge che dovrebbe essere pubblicato oggi, la
precedenza assoluta nelle supplenze e il riconoscimento del
punteggio di servizio.
Questo è la stessa cosa. Quindi significa che se avviene questo,
lo capiremo appena verrà presentato il decreto legge, più che
contratti di disponibilità mi sembra che la gente non debba uscire
dal mondo della scuola.
Lo vedremo meglio, lo studieremo meglio, l'impegno del Governo è
di attivare ogni iniziativa con il Governo nazionale.
Chiederei volentieri al ministro Gelmini di cambiare la legge. So
perfettamente che mi dirà che non se ne parla. Penso che un tavolo
di confronto, che già martedì attiveremo con i componenti del
Ministero della pubblica istruzione, presenti i sindacati e parte
di quest'Assemblea, ci consentirà di vedere quali sono, punto per
punto, le altre categorie che possiamo salvare quest'anno.
Dopodiché, l'impegno del Governo è chiedere al Parlamento un
ulteriore incontro come quello di stasera, per rapportarvi rispetto
alle cose che abbiamo fatto entro un mese, perché servirà
sicuramente un ulteriore dibattito sulle cose fatte e sulle cose
che si possono fare.
Se dobbiamo assumerci degli impegni per trovare le giuste
soluzioni, questo Governo non si tirerà indietro.
In ultimo, e non per fare polemica, vorrei sottolineare che il
Movimento per le Autonomie, con otto deputati, fermo restando che
ha approvato le mozioni, ha fatto ciò che il Partito Democratico
adesso e l'Ulivo prima, non hanno mai fatto. Perché non mi risulta
affatto che, quando il Governo Prodi pose la mozione di fiducia,
saccheggiando trentamila posti di lavoro, che hanno già prodotto
effetti da tre anni a questa parte, ci sia stato un solo deputato
regionale o nazionale di quel Partito che sia abbia convocato gli
stati generali di tutti i siciliani per votare contro quel decreto.
Quindi è facile presentare una mozione di quel tipo sapendo
perfettamente che è la solita mozione per farsi belli, per poi non
raggiungere gli obiettivi. Fare l'opposizione, in certi momenti, è
molto semplice; fare la maggioranza, invece, è più complicato.
Ciò nonostante, per quanto mi riguarda, sottolineo ancora una
volta che questa legge danneggia fortemente il Sud, ma lo danneggia
anche per colpe del Sud di cui nessuno di noi, per quanto mi
riguarda, può non sentirsi responsabile. Se non abbiamo il tempo
pieno, molto spesso è colpa dei nostri enti locali, quindi nostra,
perchè in altre regioni, per esempio, in Emilia Romagna o in
Lombardia, non ci sono problemi. Spesso, il problema non sono i
finanziamenti, ma come questi vengono impiegati, e di questo mi
assumo la parte di responsabilità che ci compete.
Onorevole Cracolici, questo Parlamento ha fatto, per quanto
riguarda la sicurezza nelle scuole, molto più di quanto abbiano
fatto gli ultimi due Governi nazionali. Abbiamo stanziato, con il
nostro bilancio, 200 milioni di euro per la sicurezza nelle scuole;
e questi sono fatti concreti di questo Parlamento, dal centrodestra
al centrosinistra, ed è molto di più di quanto abbiano fatto i due
Governi che ci hanno preceduto. 200 milioni di euro per la
sicurezza nelle scuole è qualcosa di straordinario, vuol dire che
la scuola è stata messa come priorità nell'attività di Governo.
Noi tutti dobbiamo lavorare per il successo formativo, dobbiamo
garantire i processi di Lisbona, dobbiamo fare il possibile perché
questa Terra, come diceva poco fa l'onorevole Lupo, possa dare
finalmente tanta scuola ai nostri ragazzi, perché in Sicilia c'è
una bella scuola, ma in condizione di grandissima difficoltà, ci
sono bravi docenti, bravo personale che, comunque, in condizioni
difficili, riesce a dare costantemente ai nostri ragazzi una buona
formazione.
Dobbiamo impegnarci tutti per aumentare e alimentare questa che
non è solo speranza, ma che è il nostro futuro. Scuola, scuola,
scuola e sempre più scuola
Più lavoriamo in questa direzione e più la Sicilia potrà uscire
dal momento di crisi.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è evidente che
non posso che dichiarare il mio voto favorevole alla mozione che ho
presentato, e mi auguro che possa essere votata senza falsi
unanimismi da parte dell'Aula. E lo dico anche in virtù delle
dichiarazioni del Governo.
Come ha ricordato giustamente l'assessore Leanza, e questo sono
pronto a riconoscerlo, il tema della scuola non può essere un tema
che viene scaricato sulle Regioni, e non può esserci un ruolo delle
Regioni sostitutivo al disastro che si sta commettendo in questo
Paese, dove il problema non sono solo i tagli, ma il modello
formativo in Italia.
Detto questo, ribadisco che sono pronto a riconoscere gli atti
prodotti a partire dall'accordo dall'intesa dell'8 agosto, l'ho
detto nel mio intervento, che costituisce una semplice modalità di
attuazione del F.S.E., del piano operativo del Fondo sociale
europeo, che viene considerato giustamente un elemento innovativo
nel modo con cui si sta per impegnare una parte di quelle risorse,
visto che per il passato il Fondo Sociale Europeo è stato
utilizzato sostanzialmente con modalità che hanno come titolo la
formazione, ma che in realtà rappresentano un modo di
distribuzione.
Onorevole assessore, lei ha fatto riferimento all'italiano e alla
matematica, e sa che siamo in qualche modo obbligati anche a
utilizzare quelle risorse verso quel tipo di attività, siamo
obbligati dal fatto che ci sono degli obiettivi di servizio nel
famoso Piano Operativo 2007-2013 che individua tra gli 11 obiettivi
di servizio per i quali c'è una premialità - che, per la Regione
siciliana, sarà di 800 milioni di euro se sarà in grado di
raggiungere standard legati agli obiettivi di servizio -, quelli
dell'accrescimento della conoscenza sia nel campo delle lingue che
nel campo delle materie scientifiche e matematiche.
E' una modalità che, purtroppo, noi stiamo utilizzando per cercare
di alleviare un effetto disastroso della riforma Gelmini in
Sicilia; perché quando è stato pensato il Piano operativo, in
teoria questo doveva essere un sistema aggiuntivo all'attività
ordinaria formativa nel nostro sistema.
Onorevole Assessore, lei giustamente rivendica il ruolo del suo
Governo per quanto riguarda alcuni tentativi di mettere una pezza
agli effetti drammatici della riforma Gelmini. Però, qui stiamo
parlando della necessità di fare anche altro, e non è un modo per
cui l'opposizione rilancia.
Come sa, onorevole Assessore, il Piano operativo 2007-2013 prevede
una serie di risorse che non sono solo in capo all'Assessorato
Pubblica istruzione; ve ne sono altre che riguardano, ad esempio,
l'Assessorato della Famiglia e delle Autonomie locali, attraverso
le quali è possibile raggiungere l'obiettivo che io proponevo: dare
un piano alla Regione affinché non una sola scuola della Sicilia
non abbia il tempo prolungato.
Allora, siccome non dobbiamo fare chiacchiere ma dobbiamo fare
cose concrete, mettiamo a servizio l'Asse 3 del Piano operativo,
che è in capo all'Assessorato alla Famiglia, per avviare un piano,
di concerto con gli Enti locali, per realizzare la scuola a tempo
pieno nel nostro sistema formativo in Sicilia.
Quindi, ci sono alcune proposte che riguardano il modo concreto
con cui il Governo si fa carico di una politica per la scuola e per
il diritto alla studio.
Oltretutto, vorrei ricordare che questa Regione potrebbe anche
dotarsi di una legge sul diritto allo studio che garantisca
studenti e famiglie al fine di migliorare complessivamente
l'accesso al sistema formativo.
La mozione ha questo spirito, uno spirito però anche connesso ad
un giudizio. Vede, onorevole Assessore, lei ha rivendicato la
funzione del Governo, ha sottolineato il suo essere autonomista,
come se non conoscessimo le azioni che poi il suo partito, che
sostiene il Governo nazionale, produce, gli atti che vengono
prodotti e le conseguenze che paga la Sicilia per gli atti del
Governo nazionale di cui il suo partito fa parte. E qui è la
contraddizione
Io ho ascoltato, anche consapevole di uno sforzo e di un
tentativo, in una fase di difficoltà, di rispondere, ai
disoccupati, a chi perde il lavoro.
La classe di mia figlia, che quest'anno va in prima media, è
composta da 29 bambini e so che, inevitabilmente, in questa
condizione - forse persino migliore di altre - si avrà una capacità
di offerta formativa ridotta rispetto a scuole dove il
dimensionamento doveva servire non soltanto a dare maggiore
occupazione ma anche maggiore qualità formativa.
Allora, qui dobbiamo uscire dal trasformare tutto in farsa. Lei ha
citato l'Ulivo, gli Ulivi, gli albicocchi , ma vorrei ricordarle,
assessore Leanza, che la riforma del Governo, datata 2007,
prevedeva l'utilizzo per intero del turn-over e l'assorbimento
delle graduatorie del precariato nella scuola italiana. Certo,
prevedeva il blocco dell'accesso alle graduatorie, ma proprio per
assorbire il precariato; invece, questo Governo ha bloccato il turn-
over e cancella anche le classi
Risultato: 130.000 posti di lavoro che si perderanno in Sicilia.
Noi possiamo fare tutte le parti in commedia, tutte, ma una cosa è
intollerabile: oggi lei ha parlato, alla fine, come esponente
dell'MPA, ha rivendicato quasi il ruolo dell'MPA di modifica delle
azioni del Governo, le chiedo un minuto soltanto per leggere qual è
il risultato della mozione approvata oggi dal Governo nazionale a
firma dell'MPA: Impegna il Governo a farsi carico della situazione
di evidente disuguaglianza che esiste tra la scuola del Sud e
quella del resto del Paese; a dare attuazione ai provvedimenti
adottati dal Consiglio dei Ministri per sostenere economicamente i
precari che per l'anno scolastico 2009-2010 non hanno beneficiato
del rinnovo contrattuale; ad adottare ogni necessario provvedimento
utile a garantire la tutela dei diritti acquisiti negli anni dal
personale ATA e dai docenti che vivono il dramma del precariato; a
definire un piano di immissione in ruolo che, alla luce della
situazione ereditata dai passati Governi e dei diritti acquisiti,
consenta il graduale esaurimento delle graduatorie attualmente
attive .
Insomma, é stata approvata dal Parlamento nazionale una mozione a
firma dell'MPA che si chiama acqua fresca . Abbiamo il dovere di
chiamare le cose con il proprio nome: abbiamo razionalmente fatto
un dibattito sull'acqua fresca. Io credo che questa sera la mozione
che proviamo ad approvare impegna il Governo a fare cose concrete,
e se non le fa non può dire volevo farlo, ma non posso perché c'è
il Governo nazionale .
Noi sappiamo qual è il ruolo del Governo nazionale e chiederemo al
suo partito di uscire da quel Governo, visti i danni che sta
facendo alla Sicilia.
Intanto, però, chiediamo al suo Governo di fare le cose che
servono ai siciliani, per quelle che sono le competenze e le
responsabilità del Governo della Regione.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo non posso darle la parola.
L'articolo 158 del Regolamento mi permette di dare la parola al
primo firmatario di una mozione. Può intervenire per due minuti, ma
è assolutamente uno strappo alla regola.
VINCIULLO. Signor Presidente, grazie per avermi dato questa
possibilità, grazie a nome mio e del Gruppo del PDL.
Nonostante questa sera il PD stia cercando in tutti i modi di non
raggiungere un risultato unitario, noi invece siamo determinati a
portarci a casa un risultato unitario, e considerato che la mozione
presentata dal PD non fa altro che ripetere, passo passo, quella
che era stata la mia interrogazione numero 586 del 29 aprile,
annuncio il voto favorevole da parte del PDL. Voto favorevole che
si unisce ancora una volta al plauso per l'attività svolta
dall'assessore Leanza, proprio perché ricordavo poco fa come il
ministro Gelmini abbia parlato di un modello Sicilia, quando ha
parlato del modo di affrontare questa vicenda.
L'unica cosa che vorrei ricordare, dal momento che l'onorevole
Cracolici ha avuto la bontà di leggere alcuni passaggi della
mozione presentata dall'MPA, sono alcuni passaggi della legge 244
del 2007, la legge finanziaria varata dal Governo Prodi, laddove si
dice che assicurando lo sviluppo dei processi di integrazione
degli alunni diversamente abili, anche attraverso opportune
compensazioni tra province diverse, in modo da non superare un
rapporto medio nazionale di un insegnante ogni due alunni
diversamente abili , quindi questo limite per la prima volta lo
mette il centrosinistra e successivamente continua, la dotazione
organica di diritto relativo ai docenti di sostegno è
progressivamente rideterminata nel triennio 2008-2010 , cioè quello
che stiamo adesso noi vivendo, di una consistenza pari al 70 per
cento del numero dei posti di sostegno complessivamente attivati
nell'anno scolastico 2006-2007 . Per cui chi taglia del 30 per
cento i posti dei docenti di sostegno, cioè per i bambini che hanno
più bisogno, per quelli che sono diversamente abili, non è
sicuramente questo Governo ma il Governo del centrosinistra. Questo
Governo ha dovuto soltanto applicare quanto era stato stabilito dal
Governo Prodi.
Questa è la verità. Se poi, fino alla fine, volevate rompere il
risultato unitario, non ci siete riusciti, noi voteremo la mozione
perché la vostra mozione è anche la nostra.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione la mozione
numero 112 «Potenziamento delle unità di personale di sostegno per
l'assistenza ai disabili nella scuola siciliana».
Il parere del Governo?
LEANZA, assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. Signor Presidente, il parere del Governo è
chiaramente positivo, nel senso che tutto ciò che è scritto in
questa mozione è stato già fatto.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione numero 112. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla mozione numero 145 e al relativo emendamento 145.1.
Pongo in votazione l'emendamento aggiuntivo 145.1. Il parere del
Governo?
LEANZA NICOLA, assessore per i beni culturali ed ambientali e per
la pubblica istruzione. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo quindi in votazione la mozione numero 145 «Interventi contro
i tagli prodotti al personale della scuola pubblica dalla legge
Gelmini», così come emendata. Il parere del Governo?
LEANZA, assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. Signor Presidente, il parere del Governo è
favorevole e, sapendo perfettamente quali sono i limiti, metterà
tutto il suo impegno nel fare le proprie azioni: su tutto quello
che può fare, su tutto quello che ha fatto e con tutte le
responsabilità che gli competono e anche quelle che non gli
competono.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione numero 145, come
emendata, con ampia delega agli uffici per il coordinamento finale
della mozione stessa.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
tema scuola
Presidenza del vicepresidente Oddo
Si passa all'ordine del giorno numero 180. Il parere del Governo?
LEANZA, assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. Signor Presidente, il parere del Governo è
sicuramente favorevole, anche se la competenza è principalmente
dell'Ufficio scolastico regionale.
Tutto ciò che è di competenza dell'Assessorato sarà assolutamente
fatto.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 180. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 181 «Interventi per
scongiurare la crisi del comparto scolastico siciliano». Il parere
del Governo?
LEANZA, assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. Signor Presidente, anche questo è stato già
fatto con la manifestazione di interessi.
Il protocollo d'intesa sarà operativo il 2 ottobre; quindi, di
fatto, con le risorse che abbiamo messo non possiamo raggiungere
2.500 unità, ma 1.710 persone verranno salvate da questa
iniziativa.
Il parere del Governo è, quindi, favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 181. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 29 settembre
2009, alle ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:
tema scuola
Presidenza del vicepresidente Oddo
I -Comunicazioni.
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d) e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
N. 146 - Dichiarazione dello stato di calamità naturale per i
violenti nubifragi abbattutisi nella provincia di
Trapani. Misure urgenti di ristoro dei gravi danni
subiti dalle colture saline.
RUGGIRELLO - MUSOTTO - FEDERICO - D'ANTONI
N. 147 - Riconoscimento dello stato di calamità naturale
causato dai repentini cambiamenti climatici verificatisi
nel territorio del comune di Mazzarrone (CT) e dei
comuni limitrofi ricadenti nella zona a indicazione
geografica protetta (I.G.P.) 'Uva da tavola di
Mazzarrone'.
D'ANTONI - MUSOTTO - ARENA - D'AGOSTINO
III -Parere, ai sensi dell'art. 41 ter, comma 3, dello Statuto
siciliano, sui progetti di legge costituzionali nn. A.S. 1643(n.
5/Statuto), A.S. 1655 (n. 6/Statuto) e A.S. 1656 (n. 7/Statuto), di
iniziativa parlamentare, concernenti modifiche dello Statuto della
Regione.
La seduta è tolta alle ore 19.55
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
CAPUTO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
lavoro, la previdenza sociale, la formazione professionale e
l'emigrazione, premesso che i lavoratori SERICO di Palermo hanno
svolto e continuano a svolgere le loro mansioni in situazione di
precarietà contrattuale all'interno dell'Amministrazione della
Difesa da circa trent'anni;
considerato che in questi ultimi anni l'Amministrazione della
Difesa ha beneficiato del lavoro svolto dai predetti lavoratori,
che si sono dimostrati affidabili e che hanno svolto mansioni di
manovalanza e facchinaggio, che non potevano essere svolte dal
personale interno all'Amministrazione stessa, in quanto carente;
ritenuto che:
le Amministrazioni interessate non dispongono di personale interno
che possa svolgere le mansioni fino ad oggi svolte dai lavoratori
precari della SERICO;
appare auspicabile e necessaria l'assunzione a tempo indeterminato
di tali lavoratori per lo svolgimento delle mansioni che, in
concreto, non possono essere svolte dal personale interno
all'Amministrazione per carenza di personale;
la stabilizzazione consentirebbe non solo un miglioramento delle
loro condizioni di vita, ma di potere godere, da parte
dell'Amministrazione, di personale addetto alle mansioni per le
quali ad oggi non esiste personale interno;
si reputa indispensabile e necessario salvaguardare la posizione
lavorativa delle otto unità in servizio presso la 'Caserma Luigi
Bichelli' di Palermo e garantire loro una retribuzione dignitosa a
fronte di una retribuzione pari ad euro 400,00 mensili;
per sapere quali opportuni provvedimenti il Governo della Regione
intenda adottare per la stabilizzazione dei predetti lavoratori e
garantire loro un miglioramento delle condizioni di vita». (547)
Risposta. «Con l'interrogazione numero 547 venivano richieste
notizie circa gli interventi per la stabilizzazione di lavoratori
SERICO di Palermo in servizio presso la caserma Luigi Bichelli.
Al riguardo il Dirigente responsabile dell'Ufficio Provinciale del
Lavoro di Palermo ha comunicato, con nota prot. 3522 del 22/07/2009
rimessa a questo ufficio con nota prot. 29434 del 24/08/2009 del
Dirigente Generale del Dipartimento Lavoro che da un controllo è
emerso che la SERICO è una sezione delle Forze Armate che gestisce
alcuni servizi fra cui i rifornimenti e la movimentazione di
materiale dei vari reparti. Il personale che si occupa di questa
attività è dipendente a tempo indeterminato del Ministero della
Difesa. Pertanto non risulta in atto che esistano lavoratori
precari SERICO sulla base degli elementi di cui dispone l'ufficio.
Tanto in evasione all'atto parlamentare in parole».
L'Assessore
(on. dott. Luigi Gentile)
ODDO - «All'Assessore per la sanità, premesso che:
la spesa sanitaria regionale è mal governata da anni e da ciò è
derivato un gravissimo di dissesto, con un deficit pari a circa 1
miliardo e 200 milioni di euro e che pertanto, alla luce della
cattiva gestione realizzata negli anni, si rendono certamente
necessari dei tagli anche dolenti per i cittadini;
l'Assessore Regionale per la Sanità ritiene essenziale ripartire
dal territorio per rispettarne le esigenze e garantire il diritto
alla salute dei cittadini;
nell'ambito del piano di rientro il provvedimento varato giorni fa
dall'Assessore per la Sanità, si prevede la chiusura di 43 guardie
mediche per ridurre i costi, ma che l'individuazione dei presidi da
chiudere o da ridurre come ore di operatività ancora una volta non
tiene conto delle effettive esigenze del territorio;
altresì il provvedimento prevede la soppressione o la riduzione
oraria del 50 % delle guardie mediche turistiche, che in alcune
realtà a grande vocazione turistica hanno l'indispensabile funzione
di assicurare un'adeguata assistenza medica, a fronte di soggetti
che evidentemente, non possono ricorrere ai medici di famiglia né
ai lontani pronto soccorsi;
in particolare nella provincia di Trapani sono stati individuati
due seguenti presidi: uno da chiudere (Trapani - via Ammiraglio
Staiti) e l'altro (guardia medica turistica di Erice-Vetta) con
riduzione a Guardia notturna;
che dette guardie mediche svolgono una funzione estremamente
importante ed indispensabile sotto il profilo logistico-
territoriale;
la guardia medica turistica di Erice-Vetta costituisce un
indispensabile presidio per una località sita a 12 km dall'ospedale
più vicino, raggiungibile da un percorso stradale con le
caratteristiche di percorso di montagna che rende ancor più lento e
difficile il collegamento, con l'aggravante della sospensione del
servizio del 118;
nell'area di Erice-Vetta dimorano molte migliaia di villeggianti
durante il periodo estivo ed altre migliaia di visitatori
occasionali, i quali rappresentano un considerevole bacino di
utenza per la guardia medica turistica in evidente danno per gli
utenti e con costi questi si veramente incalcolabili per la salute
dei cittadini;
il sindaco di Erice ha annunciato un'intensa attività di protesta
da parte della cittadinanza, degli amministratori e dei consiglieri
comunali;
anche la guardia medica di Trapani, sita in via Ammiraglio Staiti,
ha un'importanza strategica per gli utenti in quanto essendo posta
proprio innanzi al porto, assicura la presenza medica a favore di
tutti i fruitori del servizio di trasporto in arrivo ed in
partenza, anche considerando la circostanza che l'ospedale più
vicino si trova ad alcuni chilometri di distanza e soprattutto con
l'intera città da attraversare;
per sapere:
come intenda assicurare al territorio quella centralità che per
sua espressa dichiarazione si pone come obiettivo, sopprimendo
presidi assolutamente necessari per assicurare il diritto alla
salute dei cittadini;
se non ritenga indispensabile la revisione del provvedimento onde
evitare la chiusura della guardia medica di via Ammiraglio Staiti -
Trapani e, la trasformazione in guardia medica notturna per quella
di Erice-Vetta, alla luce della loro importanza per le realtà in
cui operano». (34)
Risposta. «In ordine alla interrogazione numero 34 con la quale
l'On.le Oddo chiede notizie circa gli Interventi volti ad impedire
la chiusura delle guardie mediche di Erice Vetta e di Trapani
Porto, si rappresenta quanto segue.
In applicazione dei criteri individuati nel Piano di rientro
relativamente all'obiettivo operativo riguardante la
riorganizzazione dei servizi destinati all'urgenza ed all'emergenza
ed ai rapporti con l'assistenza sanitaria di base, il Direttore
generale dell'Azienda U.S.L. n. 9 di Trapani, con delibera n. 1573
del 24 giugno 2008, ha previsto la dismissione dei presidi di
continuità assistenziale di Trapani, Mazara del Vallo,
Castelvetrano e Salemi; questo Assessorato ne ha preso atto con il
D.A. n. 1507/08.
In pari data, con atto deliberativo n. 1575/08, l'Azienda in
parola, in ottemperanza alle disposizioni assessoriali che
prevedono il mantenimento dei presidi di continuità assistenziali
permanenti solo ed esclusivamente nelle isole minori, aveva altresì
provveduto a riconvertire il presidio di Erice Vetta da permanente
(h 24) ad ordinario (festivo, prefestivo e notturno); infatti, ai
sensi di quanto previsto dall'art. 62 dell' A.C.N. di Medicina
generale del 23 marzo 2005, il servizio di continuità assistenziale
è assicurato "dalle ore 10,00 del giorno prefestivo alle ore 8,00
del giorno successivo al festivo e dalle ore 20,00 alle ore 8,00 di
tutti i giorni feriali", mentre i presidi permanenti attivi 24 h su
24 sono stati istituti a livello regionale con legge regionale n.
26/1996 (art. 21 c.1) che ne ha previsto l'attivazione
limitatamente alle isole minori.
Inoltre, per far fronte forte flusso turistico, su richiesta dello
stesso Comune, questo Assessorato con D.A. n. 1632 dell' 8 luglio
2008 è stata attivata, limitatamente al periodo estivo, la guardia
medica turistica. Si precisa che, a seguito di un ricorso
giurisdizionale promosso dal Comune di Erice per la riapertura h 24
del presidio di continuità assistenziale sito in Erice Vetta, in
ottemperanza all'ordinanza di accoglimento della richiesta di
sospensiva pronunciata dal T.A.R. di Palermo, era stata riattivate
la Guardia medica permanente.
Successivamente, a conferma della legittimità del provvedimento
adottato dalla Azienda di Trapani, di riconversione del presidio di
continuità assistenziale di Erice da permanente ad ordinario, il
C.G.A., intervenendo in sede di appello avverso l'ordinanza con cui
il T.A.R. di Palermo aveva sospeso il provvedimento aziendale
impugnato, ha annullato il provvedimento del T.A.R..
In ottemperanza a tale pronuncia l'Azienda di Trapani ha dato
esecuzione alla stessa confermando il presidio di Erice Vetta quale
presidio ordinario (festivo, prefestivo e notturno) di continuità
assistenziale».
L'Assessore
(dr. Massimo RUSSO)
FALCONE. -«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che con decreto legislativo del 30 dicembre 1992,
n. 502, è stato istituito all'interno del servizio sanitario
nazionale, il sistema di educazione continua in medicina (ECM);
tenuto conto che a seguito dell'accordo tra il Governo nazionale e
le regioni, ex art. 4 del d.lgs 281 del 1997, è stato previsto che
il sistema ECM si articolasse sia a livello nazionale che a livello
regionale, per cui a ciascuna regione è stata data la possibilità
di effettuare tale sistema di formazione;
considerato che:
in ragione del superiore accordo Governo - regioni, anche la
Sicilia ha recepito il sistema di educazione continua in medicina,
formando una commissione per la verifica del detto sistema
formativo;
alla luce della suddette normative, in data 01.08.2007, è stato
siglato l'accordo Stato - regioni per cui il Ministro della salute,
costituendo la commissione nazionale per la verifica del nuovo
sistema di formazione, ne ha modificato la composizione;
preso atto che all'interno di detta commissione è prevista, tra le
altre figure tecniche, la presenza di un esperto odontoiatra;
visto che la commissione regionale, contrariamente a quanto
attuato da quella nazionale, nonché in difformità a tutte quelle
regioni (Friuli Venezia Giulia, ecc.) che hanno dato vita alla
costituzione delle commissioni regionali, non ha previsto al suo
interno, in maniera specifica, la figura dell'esperto odontoiatra
prevedendo, invece, una (molto meno pregnante e assolutamente
generica) presenza del presidente regionale della federazione
nazionale dell'ordine dei chirurghi e odontoiatri disattendendo,
conseguentemente, lo spirito di controllo e di rappresentatività
insito nel d.lgs. n. 502/1992, per quel che concerne la categoria
degli odontoiatri;
per sapere se non ritengano opportuno intervenire al fine di
consentire la presenza specifica, all'interno della suddetta
commissione regionale per l'educazione continua in medicina, della
figura dell'esperto odontoiatra». (124)
Risposta. «In ordine alla interrogazione numero 124 con la quale
l'On.le Falcone chiede notizie circa la composizione della
commissione regionale per la verifica del nuovo sistema di
formazione educazione continua in medicina (E.C.M.), si rappresenta
quanto segue.
Il sistema E.C.M. è stato gestito centralmente dal Ministero della
Salute che, attraverso la Commissione nazionale per la formazione
continua ed i propri Uffici, autorizza e accredita i singoli eventi
formativi a fronte di un corrispettivo economico che viene
introitato dallo Stato.
Nell'agosto 2007 sono stati individuati in sede di conferenza
Stato-Regioni i criteri per la creazione del livello regionale, e
successivamente con D.A. n. 2826 del 13 dicembre 2007 è stato
istituito il sistema E.C.M. regionale e nominata la relativa
commissione regionale.
Per la composizione della commissione sono state scelte figure
istituzionali rappresentative delle Università e degli Ordini e
Collegi professionali, come d'altra parte convenuto anche in sede
di conferenza Stato-Regioni.
Nello specifico, l'articolo 4 del citato decreto prevede la
presenza del Presidente regionale della Federazione nazionale degli
Ordini dei Medici chirurghi ed Odontoiatri (o suo delegato),
rappresentativa pertanto di entrambe le categorie professionali».
L'Assessore
(dr. Massimo
RUSSO)
FALCONE. -«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che la sclerosi multipla è una malattia grave del
sistema nervoso centrale, cronica e progressivamente invalidante;
tenuto conto che i farmaci che possono essere utilizzati nel
contrasto di questa grave patologia sono pochi e assai variabili,
anche a causa delle scarse conoscenze dei meccanismi coinvolti
nell'origine e nell'evoluzione della summenzionata malattia;
considerato che uno dei farmaci maggiormente incisivi ed efficaci
nella lotta a detta patologia neurologica è sicuramente
l'interferone che rappresenta un rimedio molto più sicuro rispetto
ad altri immunosoppressori estremamente tossici, perché agisce a
livello immunitario senza sopprimere eccessivamente le difese del
paziente;
considerato che:
il citato farmaco (interferone), allo stato attuale, va ritirato
mensilmente e personalmente dal paziente presso la farmacia
dell'ospedale in cui il paziente è in cura;
preso atto che il ritiro dell'interferone, direttamente presso la
farmacia dell'ospedale competente, costringe il paziente a dover
effettuare, dal proprio domicilio, estenuanti spostamenti, sino a
duecento chilometri di distanza, con tutti i disagi che ciò
comporta per i malati, il cui fisico, già abbastanza provato, viene
ulteriormente messo a dura prova;
visto che la distribuzione diretta nei centri di sclerosi multipla
implica un impegno quotidiano di tutti gli operatori sanitari
(medici ed infermieri), i quali vengono così di fatto distratti da
altri importanti compiti e mansioni cui potrebbero essere utilmente
adibiti;
preso atto che si può organizzare, in collaborazione con le
aziende ospedaliere di appartenenza, con i centri di sclerosi
multipla, nonché con le farmacie ospedaliere, la consegna a
domicilio del farmaco salva-vita o, comunque, presso il locale
ambulatorio del distretto sanitario dell'azienda di competenza,
inserendo i pazienti in una banca dati che, con l'attuale procedura
dei controlli trimestrali e la necessaria visita neurologica
semestrale, possa, comunque, garantire i centri di sclerosi
multipla da sprechi o da somministrazioni non dovute;
per sapere se non ritengano opportuno intervenire, al fine di
evitare che i pazienti affetti dalla sclerosi multipla siano
costretti a gravi disagi, consentendo, invece, che la
somministrazione del farmaco salva-vita interferone sia attuata a
domicilio o presso i locali ambulatori dei distretti sanitari delle
aziende di competenza, facendo naturalmente salve le necessarie
verifiche in simmetria alle prescrizioni terapeutiche». (132)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione numero 132 con la quale
l'On.le Falcone chiede notizie circa la revisione del sistema di
somministrazione dei farmaci per i malati affetti da sclerosi
multipla, si rappresenta quanto segue.
I farmaci autorizzati in Italia per il trattamento di detta
patologia (Interferone Beta1a ricombinante, Beta-1b ricombinante e
glatiramer acetato) sono soggetti a Nota AIFA 65 che prevede che la
prescrizione e la dispensazione avvenga da parte di Centri
specializzati Universitari e delle Aziende Sanitarie individuati
dalle Regioni.
In Sicilia con diversi provvedimenti assessoriali sono stati
individuati ben 17 centri specializzati abilitati alla prescrizione
e dispensazione di detti farmaci che coprono uniformemente il
territorio regionale (vedere allegato).
Fra l'altro, in base ad un censimento effettuato da questa
Amministrazione presso i Centri autorizzati, finalizzato a
conoscere il numero dei pazienti affetti da sclerosi multipla in
trattamento farmacologico, è emerso che gli stessi centri sembrano
essere in sovrannumero rispetto al fabbisogno del singolo bacino
provinciale (vedere allegato).
Si aggiunge infine che l'ipotesi di attivare una consegna
domiciliare dei farmaci in parola dovrebbe scaturire da accordi e/o
convenzioni con singole ASL o Comuni».
L'Assessore
(dr. Massimo RUSSO)
PANEPINTO. - «All'Assessore per la sanità, premesso che il diritto
alla salute è un principio tutelato dalla Costituzione;
ricordato che a Cianciana, in provincia di Agrigento, la SISE -
Siciliana servizi emergenza (società in house della Croce Rossa
Italiana) ha fin qui gestito la postazione del 118;
considerato che il servizio erogato a Cianciana ha coperto le
urgenze anche nei comuni di Alessandria, Bivona, S. Stefano e S.
Biagio, privi non solo di un ospedale capace di garantire
l'immediato pronto soccorso, ma anche di un adeguato sistema
viario, fermo invece alle regie trazzere borboniche;
rilevato che la SISE ha inaspettatamente interrotto l'erogazione
del servizio;
per sapere quali provvedimenti intenda adottare per assicurare
l'immediata riattivazione della postazione del 118, rassicurando le
popolazioni delle zone di montagna dell'agrigentino circa il
rispetto del loro diritto alla salute». (164)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione numero 164 con la quale
l'On.le Panepinto chiede notizie circa i provvedimenti per la
riattivazione della postazione 118 a Cianciana (AG), si rappresenta
che la temporanea criticità evidenziata, scaturita dalla
indisponibilità di alcuni autisti/soccorritori ad espletare il
servizio oltre le 120 ore contrattuali, è stata superata a seguito
della diffida assessoriale alla C.R.I. e dei successivi specifici
incontri tenutisi in Assessorato con i direttori delle centrali
operative del 118.
Pertanto è stata tempestivamente ripresa la normale attività della
postazione».
L'Assessore
(dr. Massimo RUSSO)
MARROCCO. -«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che l'autismo viene considerato dalla comunità
scientifica internazionale un disturbo pervasivo dello sviluppo che
si manifesta entro il terzo anno di età con gravi deficit nelle
aree della comunicazione (turbe qualitative e quantitative del
linguaggio), dell'interazione sociale (turbe qualitative e
quantitative delle capacità relazionali, con tendenza evidente
all'isolamento), dell'immaginazione (uso inappropriato e
stereotipato di oggetti) e con problemi di comportamento (auto ed
etero aggressività, iperattività fisica accentuata, ipersensibilità
alle variazioni dell'ambiente circostante o delle figure di
riferimento affettivo); e pur accompagnandosi ad un aspetto fisico
normale, perdura per tutta la vita;
considerato che l'autismo oggi è ritenuto un disturbo sociale a
largo raggio, tenuto conto che, in media, ogni 10.000 persone nate,
ben 4 su 5 sono affette da autismo primario, mentre 20 sono affette
da sindrome artistica. La situazione in Sicilia vede circa 10.000
casi attesi di sindrome artistica e circa 2.000 casi attesi di
autismo primario;
tenuto conto che l'art. 8 della l.r. 22 dicembre 2005, n. 19, ha
previsto un intervento corposo della Regione siciliana mirante a
creare un programma specifico di interventi per l'autismo.
L'Assessore regionale per la sanità - cita l'articolo in oggetto -,
con proprio decreto dispone che ogni ASL locale attivi un centro
per l'autismo ed i disturbi generalizzati dello sviluppo. Inoltre,
il decreto stabilisce che ogni ASL siciliana destini almeno lo 0,1
per cento delle somme poste in entrata nel proprio bilancio annuale
alla rete integrata di servizi per l'autismo;
visto che alla data odierna gli Assessori regionali per la sanità
che si sono succeduti non hanno mai attuato quanto disposto dalla
normativa de qua negando, di fatto, l'attivazione del programma di
interventi per l'autismo;
per sapere se il Presidente della Regione e l'Assessore regionale
per la sanità non ritengano improcrastinabile emanare il decreto
previsto dall'art. 8 della l.r. del 22 dicembre 2005, n. 19, al
fine di garantire un'assistenza mirata e più consistente a tutti i
giovani siciliani affetti da autismo». (182)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione numero 182 con la quale
l'On.le Marrocco chiede notizie circa l'attuazione dell'articolo 8
della legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19, in materia di
interventi in favore dei soggetti colpiti da autismo, si
rappresenta quanto segue.
L'articolo 25, comma 8, della citata legge regionale n. 19/2005
prevedeva l'emanazione con apposito decreto assessoriale di un
programma regionale unitario per l'autismo.
Con decreto assessoriale dell'1 febbraio 2007, pubblicato sulla
G.U.R.S. n. 9 del 23 febbraio 2007, sono state emanate le linee
guida per l'organizzazione della rete assistenziale per le persone
affette da disturbo autistico.
L'individuazione delle risorse necessarie verrà effettuata, tenuto
conto dei vincoli posti dal Piano di rientro , in sede di
riorganizzazione dell'offerta sanitaria territoriale».
L'Assessore
(dr. Massimo RUSSO)
FALCONE. -«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che:
gli infermieri professionali siciliani, tramite una disposizione
dell'Assessore per la sanità del 1999, possono prestare servizio
sulle ambulanze del servizio medico urgente del 118;
nel bacino territoriale delle province di Catania, Siracusa e
Ragusa sono circa 700 gli infermieri professionali che svolgono
questa attività indubbiamente insostituibile, vista la loro alta
professionalità;
considerato che:
da circa 9 mesi i suddetti infermieri professionali delle province
di Catania, Ragusa e Siracusa non percepiscono le spettanze loro
dovute, a causa di una sovrapposizione di competenze scaturita da
una circolare dell'Assessorato Sanità del marzo 2008;
con tale circolare si stabilisce che le nuove linee guida per gli
operatori del 118 passano dall'ospedale Cannizzaro di Catania alla
AUSL 3 della stessa provincia. Alla luce del suddetto
provvedimento, nessuno dei due enti in questione ha ancora
provveduto ad erogare le spettanze agli infermieri professionali
del 118, ciò a causa del sopravvenuto conflitto di competenze
determinato dalla superiore circolare;
per sapere se non ritengano opportuno fare chiarezza sulla
contestata circolare, al fine di procedere al pagamento delle
spettanze dovute agli infermieri professionali, ancora in attesa
degli emolumenti loro dovuti da nove mesi, evitando, così, un
conflitto di competenze che potrebbe causare il blocco delle
prestazioni erogate dagli stessi operatori sanitari col conseguente
rischio di mettere a repentaglio il servizio di un pronto soccorso
valido ed efficace nelle province di Catania, Siracusa e Ragusa».
(198)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione numero 198 con la quale
l'On.le Falcone chiede notizie sul mancato pagamento degli
emolumenti agli infermieri professionali del 118 delle province di
Catania, Siracusa e Ragusa, si rappresenta preliminarmente quanto
segue.
Gli Infermieri professionali del Servizio sanitario regionale, che
partecipano in regime di incentivazione al S.U.E.S. 118 per un
tetto massimo mensile di 48 ore, sono pagati con oneri a carico del
bilancio dell'Azienda U.S.L. se effettuano servizio sulle ambulanze
di tipo "A", ovvero pagati con oneri a carico dell'Azienda
ospedaliera sede della Centrale operativa 118 se effettuano turni
di incentivazione a bordo delle ambulanze di rianimazione.
La Centrale operativa 118 predispone preventivamente i turni degli
Infermieri professionali, sia per le ambulanze di tipo "A" che per
le altre, e rendiconta a consuntivo alle rispettive amministrazioni
da cui gli stessi dipendono; il pagamento degli emolumenti viene
pertanto effettuato dalle singole Aziende.
In particolare, riguardo alla problematica evidenziata
dall'interrogante circa il grave ritardo nei pagamenti lamentato
dagli infermieri professionali, si fa presente che allo stato
attuale la criticità è stata superata e che i pagamenti al
personale utilizzato per il servizio del 118 vengono ormai
effettuati con regolarità».
L'Assessore
(dr. Massimo RUSSO)
MARROCCO. -«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che i precari assunti con contratto a tempo
determinato con scadenza triennale presso l'azienda ospedaliera S.
Antonio Abate di Trapani rischiano oltre che di non ottenere un
contratto a tempo indeterminato, anche di essere definitivamente
licenziati in virtù di una legge che prevede l'impossibilità di
prestare servizio per oltre 36 mesi;
visto che:
dalla Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 16 del 31
ottobre 2008 si è appreso che l'azienda ospedaliera universitaria
V. Emanuele, Ferrarotto e S. Bambino di Catania ha avviato un
processo di stabilizzazione riguardante n. 5 caposala infermieri e
21 ausiliari specializzati, in virtù di un'autorizzazione concessa
da dall'Assessorato Sanità con d.a. n. 2416 del 10 settembre 2008;
con nota prot. n. 19441 dell'11 novembre 2008 l'azienda
ospedaliera S.Antonio Abate ha richiesto formale autorizzazione
alla stabilizzazione ai sensi dell'art. 3, comma 90, della legge 24
dicembre 2007, n. 244, e dell'art. 1, commi 565 e 519, della legge
27 dicembre 2006, n. 296;
considerato che:
ad oggi non è ancora pervenuta alla sopra citata azienda alcuna
autorizzazione ad avviare analoga procedura di stabilizzazione;
il personale precario è tuttora in servizio presso l'azienda ed in
possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente;
le citate stabilizzazioni non necessitano di ulteriore
disponibilità finanziaria poiché si tratta di personale tuttora in
servizio a tempo determinato;
per sapere se sussistano motivi ostativi alla concessione della
predetta autorizzazione e, in caso contrario, se intenda provvedere
agli adempimenti previsti dalla legge». (284)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione numero 284 con la quale
l'On.le Marrocco chiede notizie circa i motivi della mancata
autorizzazione per l'avvio delle procedure di stabilizzazione del
personale precario in servizio presso l'azienda ospedaliera S.
Antonio Abate di Trapani, si rappresenta che con D.A. n. 330 del 25
febbraio 2009 la citata Azienda è stata autorizzata ad avviare le
procedure di stabilizzazione del personale precario non
dirigenziale per le seguenti figure professionali:
- n. 27 posti di collaboratore professionale infermiere;
- n. 1 posto di collaboratore professionale sanitario
fisioterapista;
- n. 3 posti di collaboratore professionale sanitario di
laboratorio biomedico».
L'Assessore
(dr. Massimo RUSSO)
RAIA. -«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
i file 'f', farmaci ad alto contenuto tecnologico ed alto costo,
prescritti per il trattamento di malattie croniche che non
presuppongano ospedalizzazione, rientrano nella tipologia di
farmaci a distribuzione diretta ospedaliera;
in tale categoria vengono ricompresi i farmaci salvavita che
curano, ad esempio, epatite, aids, tumori, malattie cardiache,
epilessia, diabete e vengono dispensati da centri autorizzati;
sovente, i farmaci file 'f' vengono dispensati ai pazienti al di
fuori della regione di appartenenza o al di fuori della competente
azienda ospedaliera. La mobilità interregionale e intraregionale
provoca numerosi disagi ai pazienti a causa delle farraginose
operazioni di rimborso da parte delle aziende ospedaliere
competenti, anche a causa dei diversi indirizzi stabiliti dalle
aziende e dalle regioni su tutto il territorio nazionale;
considerato che:
le inefficienze ed i ritardi nei rimborsi, oltre che colpire
direttamente i centri che assolvono a questo importante servizio,
si riversano, inevitabilmente, sui pazienti. In particolare molte
strutture non trattano i casi resistenti con farmaci di nuova
generazione a causa degli elevati costi che sarebbero costretti ad
affrontare;
l'esaurimento dei budget, che si verifica sovente in concomitanza
con la chiusura dei bilanci, costringe pazienti affetti da malattie
croniche e gravi a notevoli disagi;
per sapere quali misure intendano intraprendere, volte alla
semplificazione dei rimborsi dei farmaci file 'f' da parte delle
aziende ospedalieri competenti e all'accesso alle prestazione di
distribuzione diretta ospedaliera dei farmaci da parte di tutti i
cittadini». (291)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione numero 291 con la quale
l'On.le Raia chiede notizie circa la distribuzione dei farmaci ad
alto contenuto tecnologico e ad alto costo si rappresenta quanto
segue.
Il costo dei farmaci di cui trattasi è addebitato alle Aziende
U.S.L. di residenza dei pazienti che ne usufruiscono.
La procedura di compensazione economica tra l'Azienda sanitaria
erogante e l'Azienda U.S.L. di residenza è resa possibile
attraverso l'invio, da parte della stessa struttura erogante, di
uno specifico flusso informativo denominato file F .
La tempistica e le modalità di trasmissione di tale flusso sono
disciplinate, in ultimo, dalla direttiva approvata dal D.D.G.
Interdipartimentale n. 1174 del 30 maggio 2008 che prevede l'invio
del flusso suddetto entro il mese successivo a quello in cui viene
erogata la prestazione farmaceutica.
Pertanto le lamentate inefficienze ed i ritardi nei rimborsi non
possono essere considerate causa di eventuali limitazioni
nell'accesso alle terapie con tali farmaci che, peraltro,
richiedono un attento screening per l'individuazione dei pazienti
eleggibili al trattamento, nonché controlli ricorrenti per la
verifica della sussistenza delle condizioni per la prosecuzione
della terapia.
Appare utile ricordare, inoltre, che questo Assessorato ha più
volte emanato specifiche direttive finalizzate ad assicurare
l'erogazione delle terapie prescritte da parte della stessa
struttura prescrittrice, sussistendo i necessari presupposti di
appropriatezza (a titolo esemplificativo vedere circolare n. 1140
del 14 giugno 2004, pubblicata sulla G.U.R.S. 9 luglio 2004, n.
29).
Inoltre, nei casi in cui sono state segnalate specifiche
criticità, non si è tralasciato di intervenire direttamente al fine
di garantire a tutti i pazienti la prosecuzione di tutte le terapie
senza interruzioni».
L'Assessore
(dr. Massimo RUSSO)
DE BENEDICTIS. -«All'Assessore per la sanità, premesso che:
da diversi mesi il personale con qualifica di autista soccorritore
in servizio presso la SISE per il servizio di 118 è oggetto di
trasferimenti arbitrari da una postazione ad un'altra, operati
senza criterio né preavviso, provocando un repentino innalzamento
del numero di infortuni e malattie ed una non indifferente
destabilizzazione degli equilibri venutisi a creare nelle varie
postazioni;
continue sono le chiusure di postazione per mancanza di personale,
con gravi ripercussioni sulla cittadinanza (nella sola città di
Siracusa, ad esempio, la maggior parte del mese di dicembre ha
visto attive solamente 2 postazioni su 4 ed a fasi alterne,
perdurando la stessa situazione anche nel corrente mese di
gennaio);
i turni mensili a cui sono soggetti i lavoratori pervengono ad un
monte orario di 144/152 ore (secondo contratto vengono pagate solo
120 ore) e tali turni vengono sovente notificati solo con qualche
ora di anticipo rispetto all'inizio del servizio, con conseguenti
ed evidenti disagi per gli stessi lavoratori;
gli stipendi, vengono non di rado corrisposti in ritardo e da 2
anni circa gli straordinari non vengono pagati;
da quasi 2 anni le relazioni sindacali risultano gravemente
compromesse o pressoché inesistenti o limitate a comunicazioni sul
servizio e non improntate alla risoluzione di problemi pur semplici
(es. orari di lavoro);
per sapere quali iniziative abbia intrapreso o intenda
intraprendere per porre fine alla responsabili della SISE». (322)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione numero 322 con la quale
l'On.le De Benedictis chiede notizie circa la grave situazione in
cui versa il personale autista soccorritore in servizio presso la
Sicilia Servizi Emergenze s.p.a. (SISE), si rappresenta quanto
segue.
Da informazioni assunte presso la SI.SE. s.p.a. si è appurato che
i trasferimenti di personale (autisti soccorritori) da una
postazione all'altra sono stati operati per colmare le assenze
dovute a ferie e malattie che incidono per il 7-8 % circa al
giorno.
Ciò, comportando un aumento del numero di ore lavorative rispetto
a quello previsto contrattualmente (120 ore), ha indotto la SI.SE.
ad autorizzare lo svolgimento di ore di lavoro straordinario, i cui
compensi sono in corso di quantificazione.
Inoltre la SI.SE. ha motivato i predetti trasferimenti anche con
la necessità di una rotazione nelle varie postazioni di soccorso
finalizzata ad una distribuzione più uniforme dei carichi di
lavoro.
La problematica sopra evidenziata verrà comunque notevolmente
ridimensionata con l'emanazione dei provvedimenti di riordino del
S.U.E.S. 118 che prevederanno, fra gli altri, una più razionale
distribuzione sul territorio delle postazioni ed una rimodulazione
del numero di mezzi che effettueranno il servizio in h 24.
Questo Assessorato ha comunque effettuato con puntualità
l'emanazione dei titoli di spesa per l'accreditamento alla SI.SE.
delle somme dovute per la gestione del servizio, ivi comprese
quelle per il pagamento degli emolumenti al personale. Si è altresì
provveduto a sollecitare la SI.SE. ad una maggiore tempestività
nella corresponsione degli emolumenti.
Per quanto attiene ai rapporti con le Organizzazioni sindacali si
precisa che questo Assessorato ha svolto una continua attività di
mediazione fra le parti facendosi frequentemente promotore di
incontri e riunioni sulle varie tematiche oggetto di controversia.
In ogni caso la completa attuazione delle previsioni di cui
all'articolo 24 della legge regionale 25 marzo 2009, n. 5,
comporterà una completa revisione del sistema di emergenza
sanitaria in Sicilia migliorando ed ottimizzando i relativi
servizi».
L'Assessore
(dr.
Massimo RUSSO)
CAPUTO. -«All'Assessore per la sanità, premesso che:
in data 11 dicembre 2008 nella Gazzetta ufficiale della Repubblica
italiana è stato pubblicato il decreto legislativo n. 194/2008 che
prevede l'obbligo, per le attività indicate nella sezione 6, di
versare una tassa annuale forfettaria per i controlli sanitari
ufficiali;
in caso di mancato pagamento, l'AUSL di competenza, può procedere
all'esecuzione coattiva del prelievo fiscale con l'applicazione di
una maggiorazione dell'importo dovuto pari al 30%;
considerato che:
dalla lettura del testo e dalla documentazione di riferimento non
è dato comprendere se la tassa sia dovuta indiscriminatamente da
parte di tutte le attività alimentari o solo relativamente a quelle
aventi carattere industriale, con esclusione, quindi, di quelle che
rientrano nella categoria piccoli artigiani';
in particolare, le note informative delle aziende unità sanitarie
locali non hanno espresso un'adeguata delucidazione in merito;
ritenuto che:
la maggiorazione del 30% dell'importo dovuto risulta eccessivo e
che le comunicazioni delle aziende unità sanitarie locali non sono
state tempestive, in quanto, trasmesse in data prossima alla
scadenza del 31 gennaio 2009;
per sapere quali provvedimenti il Governo della Regione intenda
adottare, in particolare, in relazione all'individuazione del
soggetto obbligato al pagamento della tassazione». (389)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione numero 389 con la quale
l'On.le Caputo chiede notizie in ordine al decreto legislativo n.
194/2008, relativo alla disciplina delle modalità di finanziamento
dei controlli sanitari ufficiali (regolamento CE n. 882/2004), si
rappresenta quanto segue.
Si premette che il D.L.vo n. 194 del 19 novembre 2008, pubblicato
nella Gazzetta ufficiale della Repubblica Italiana n. 289 dell' 11
dicembre 2008, in attuazione al regolamento C.E. n. 882/2004,
stabilisce le modalità di finanziamento dei controlli ufficiali
sanitari, eseguiti dalle autorità competenti, e pone a carico degli
operatori dei settori alimentari interessati dai controlli
l'obbligo del versamento di una tariffa annua forfettaria da
corrispondere all'Azienda U.S.L. territorialmente competente; tale
somma è vincolata e destinata, in base a differenti quote previste
dall'articolo 7, all'Azienda U.S.L., alla Regione, ai Laboratori
del controllo ufficiale, ai Laboratori nazionali di referenza del
controllo ufficiale ed al Bilancio dello Stato.
Si rappresenta, altresì, che per quanto attiene il riferimento
alle attività alimentari interessate al versamento tariffario
discendente dall'applicazione del D.L.vo suddetto, la lettura dell'
allegato A, sezione 6, riporta la tipologia dello stabilimento
soggetto al versamento, secondo l'attività prevalente all'ingrosso,
suddivisa per fasce produttive annue, in fascia A fino a 200
tonnellate, in fascia B oltre 200 fino a 1000 tonnellate, in fascia
C oltre 1000 tonnellate.
Per quanto sopra premesso, si ritiene che il D.L.vo predetto operi
già l'individuazione circa la tipologia degli stabilimenti
alimentari sottoposti al versamento con la differenziazione tra gli
stessi in base alla quantità annua del prodotto finito e/o
commercializzato e non con riferimento all'artigianalità o meno
dell'impresa.
Questo Assessorato, comunque, al fine di una applicazione
uniforme, nell'ambito del territorio regionale, delle disposizioni
discendenti dal suddetto D.L.vo, di concerto con le strutture
sanitarie periferiche interessate, ha emanato una prima direttiva,
in conformità agli indirizzi sopra richiamati, per la riscossione
di dette tariffe, riservandosi , comunque, di emanare ulteriori
indicazioni qualora pervenute dagli organi ministeriali competenti
o in ordine a problematiche emergenti in materia.
Ad ogni buon fine si allega copia della direttiva emanata».
L'Assessore
(dr. Massimo RUSSO)
Direttiva allegata alla risposta alla interrogazione n. 389
Assessorato per la Sanità
Dipartimento ispettorato regionale Sanitario
Via M. Vaccaro 5 - Palermo
SERVIZIO n. 1
Oggetto: Linee di indirizzo di prima applicazione su modalità
procedurali, attuative del D.L.vo 194 del 19.11.2008 concernente
Disciplina delle modalità di rifinanziamento dei controlli
sanitari ufficiali in attuazione del regolamento (CE) n. 882/2004'.
Ai Responsabili SIAN delle AA.UU.SS.LL. della Sicilia
LORO SEDI
Ai Direttori dei Dipartimenti di Prevenzione delle AA.UU.SS.LL.
della Sicilia
Ai Direttori Sanitari ed Amministrativi delle AA.UU.SS.LL. della
Sicilia
Ai Direttori Generali delle AA.UU.SS.LL. della Sicilia
LORO SEDI
e p.c. Assessorato regionale Sanità
Ufficio di Gabinetto
SEDE
Assessorato Regionale Bilancio
Servizio Bilancio Fondo Sanitario
PALERMO
«Il D.L.vo del 19.11.08, n. 194 pubblicato in GURI n. 289
dell'11.12.08 ed entrato in vigore il 12.12.08, stabilisce le
modalità di finanziamento dei controlli ufficiali sanitari,
eseguiti dalle autorità competenti e pone a carico degli operatori
dei settori alimentari interessati dai controlli, l'obbligo del
versamento di una tariffa annua forfettaria da corrispondere
all'A.U.S.L. territorialmente competente, vincolata e destinata, in
base a differenti quote previste dall'art. 7, all'AUSL, alla
Regione, ai Laboratori del controllo ufficiale, ai Laboratori
nazionali di referenza del controllo ufficiale e al Bilancio dello
Stato.
Lo stesso decreto all'art. 10, stabilisce le modalità tecniche di
versamento delle tariffe, ponendo a carico delle AA.UU.SS.LL.:
-la determinazione degli introiti dovuti, nelle more
dell'emanazione di provvedimenti attuativi da parte del Ministero
del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, nonché della
Regione (comma2);
-l'obbligo del versamento delle tariffe da parte degli operatori
del settore alimentari prima dell'effettuazione della prestazione
(comma 3);
-l'obbligo del versamento degli importi delle tariffe individuate
per le attività alimentari di competenza dei SIAN o di attività
miste con attività alimentari di origine animale nella sezione 6
dell'allegato A, entro il 31 gennaio dell'anno di riferimento.
Per quanto sopra premesso, tenuto conto delle indicazioni emerse
in sede di riunione del 26.01.09, giusta convocazione prot. n.
DIRS/1/0280 del 22.01.09, con rappresentanti dei Dipartimenti di
Prevenzione, dei SIAN e dell'Assessorato Regionale Bilancio, si è
ritenuto opportuno dare luogo alle seguenti direttive, in attesa di
chiarimenti da parte dei Ministeri interessati e dei provvedimenti
attuativi:
-con riferimento all'art. 10, comma 2 e comma 4, si invitano
codesti SIAN a volere provvedere, ove non ancora provveduto, ad
interessare gli operatori del settore al versamento delle tariffe
correlati alle attività identificate nella sezione 6 dell'allegato
A al decreto in questione, comprensive delle rispettive
maggiorazioni previste dal decreto, entro il 31 gennaio, data
fissata nel predetto decreto, ove non intervenga apposita proroga
da parte del Ministero interessato circa detta scadenza.
-Codesti SIAN sono altresì invitati a volere comunicare, qualora
già provveduto o in corso di attuazione, al Servizio 1 di questo
Dipartimento, le modalità seguite per il versamento delle tariffe
in questione, fornendo il numero di c/c attivato per la
riscossione, la causale del versamento riportante la dicitura
riferentesi a tariffa annua controlli ufficiali - D. L.vo per
l'anno... , altre modalità di versamento utilizzate e l'eventuale
istituzione di apposito capitolo, cui afferiscono detti versamenti,
in relazione ed ai fini di una migliore gestione della ripartizione
dei fondi introitati.
Si confida nella puntuale attuazione di quanto sopra rappresentato
sia per la dovuta informazione agli operatori del settore
interessato, che per la riscossione delle somme dovute.
Sarà cura di questo Dipartimento fornire ulteriori indicazioni,
qualora siano intervenuti chiarimenti da parte del Ministero ed in
previsione dei provvedimenti attuativi ministeriali e regionali,
concernenti l'applicazione del decreto de quo».
IL CAPO SERVIZIO IL DIRIGENTE GENERALE
Ispettore Sanitario Superiore Dipartimento
I.R.S.
Dr. Giovanni Salamone Dr. Saverio Ciriminna
D.L.VO 194 DEL 19.11.08
ISTRUTTORE DIRETTIVO
DR.SSA Giuseppa Gesone
CAPUTO. -«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che:
nei giorni scorsi i giovani medici in formazione specialistica ed
aspiranti specializzandi hanno attivato una manifestazione di
protesta per far sentire la loro voce in merito alla mancanza di
fondi necessari per sostenere la formazione medico - specialistica;
non sono state reperite le risorse finanziare per i contratti di
formazione specialistica dell'anno accademico 2007/2008;
non risultano corrisposti gli stipendi maturati ai medici titolari
di contratti di formazione specialistica;
nell'ambito sanitario assume particolare importanza e rilevanza
per garantire la giusta professionalità ai cittadini;
ritenuto che:
la formazione medico - specialistica è necessaria per garantire e
tutelare il diritto alla salute dei cittadini;
per garantire l'efficienza e la professionalità è necessario
valutare le reali e concrete esigenze del territorio;
ritenuto infine che la razionalizzazione della spesa pubblica non
può incidere negativamente sul diritto alla salute dei cittadini;
per sapere per sapere quali provvedimenti il Governo intende
adottare al fine di garantire il mantenimento della formazione
medico specialistica, nonché di verificare le esigenze del
territorio e di fare chiarezza sugli oneri finanziari per la
copertura della formazione sia per l'anno 2007/2008 che per quelli
successivi». (443)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione numero 443 con la quale
l'On.le Caputo chiede notizie circa il reperimento di fondi
regionali per sostenere la formazione medico-specialistica, si
rappresenta quanto segue.
La legge regionale n. 33/1994 consente alla Regione Siciliana di
integrare il numero delle borse di studio ministeriali per la
frequenza delle scuole di specializzazione post-laurea delle
facoltà di medicina e chirurgia, determinate e finanziate dallo
Stato ai sensi dell'articolo 35 del decreto legislativo n.
368/1999, a valere su quote vincolate del Fondo sanitario
nazionale.
Il numero delle borse di studio regionali aggiuntive è stato
annualmente determinato con delibera della Giunta regionale, su
proposta dell'Assessore regionale per la sanità, sentite le
Università interessate.
Nel corso degli anni precedenti, i contratti aggiuntivi sono stati
autorizzati da un lato senza tenere conto dell'effetto economico di
quelli avviati nelle annualità precedenti e quindi in assenza della
integrale copertura finanziaria nel triennio di riferimento del
bilancio della Regione, dall'altro la rideterminazione del
trattamento economico prevista dal decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri del 07/03/2007, in attuazione dell'articolo
39 del decreto legislativo n.368/1999, ha comportato il raddoppio
della spesa pro capite annua determinando maggiori oneri non
preventivabili.
Ciò ha determinato che le obbligazioni a carico della Regione per
le borse aggiuntive autorizzate ed avviate per gli anni accademici
2007/2008 e 2008/2009 non hanno potuto essere integralmente
soddisfatte, anche se le Università hanno anticipato le somme per
conto della Regione per gli anni 2007 e 2008.
In sede di esame del disegno di legge relativo al bilancio 2009 lo
scrivente ha proposto in Commissione sanità appositi emendamenti al
bilancio ed alla finanziaria per provvedere al rimborso in favore
delle Università di quanto dovuto, utilizzando risorse pari ad .
17.030.000 annui per il triennio 2009/2011, che si sono rese
disponibili grazie al fatto che le obbligazioni cui erano destinate
sono state estinte mediante le risorse del mutuo concesso dallo
Stato per il pagamento dei debiti pregressi delle aziende sanitarie
a seguito della positiva conclusione dell'operazione di
ricognizione dei debiti della sanità.
I due emendamenti avrebbero consentito l'estinzione del debito nei
confronti delle Università nell'arco di un triennio, previo accordo
in tal senso con le tre Università siciliane interessate.
L'emendamento al bilancio, incrementativo dello stanziamento, è
stato approvato dalla Commissione sanità e successivamente
dall'A.R.S..
L'emendamento alla finanziaria, che consentiva l'utilizzo del
maggiore stanziamento per il pagamento delle obbligazioni
pregresse, in deroga al principio contabile della competenza, è
stato ritirato nell'ultima seduta d'aula, unitamente a tutti gli
altri emendamenti del Governo, per consentire l'approvazione entro
il mese di aprile della legge finanziaria e del bilancio 2009.
Al momento, pertanto, le somme disponibili possono essere
utilizzate soltanto per il pagamento della quota di competenza 2009
dei contratti già avviati.
Successivamente, con deliberazione della Giunta regionale n. 187
del 19 maggio 2009, è stato autorizzato il finanziamento di nuovi
contratti aggiuntivi regionali nella misura concordata in sede di
Commissione parlamentare nella seduta del 15 aprile 2009 (n. 190).
Tenendo conto della spesa da sostenere per i predetti contratti,
lo stanziamento autorizzato per il triennio 2009-2011 dalla legge
di bilancio, non consente più il pagamento integrale delle
obbligazioni pregresse maturate negli anni 2007 e 2008 nei
confronti delle tre Università, pari a circa 30 milioni di euro.
L'esigenza finanziaria residua è infatti di ulteriori 5 milioni e
700 mila euro.
Pertanto, con il disegno di legge Norme in materia di prevenzione
del randagismo ed altre norme finanziarie urgenti in materia di
sanità che lo scrivente, previo parere favorevole alla copertura
finanziaria del competente Assessorato al bilancio, ha proposto
alla fine di giugno 2009 alla Giunta di Governo, è stato previsto
sia l'incremento dello stanziamento per un importo pari a 5.700
migliaia di euro, sia l'autorizzazione a destinare parte delle
somme autorizzate per il triennio 2009-2011 al pagamento delle
obbligazioni pregresse nei confronti delle tre Università siciliane
che hanno stipulato contratti di formazione specialistica post-
laurea in medicina e chirurgia.
Infatti, come già detto, le vigenti norme di contabilità non
consentono di utilizzare lo stanziamento di competenza per
pagamenti afferenti agli anni precedenti. In assenza della proposta
disposizione l'Amministrazione regionale non può dunque procedere a
regolare le posizioni debitorie pregresse».
L'Assessore
(dr. Massimo RUSSO)
CORDARO. -«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che:
nei giorni scorsi i giovani medici in formazione specialistica ed
aspiranti specializzandi hanno dato luogo ad una manifestazione di
protesta, promossa dal SIGM-SIMS e dal comitato regionale aspiranti
specializzandi al fine di sensibilizzare le istituzioni regionali
al reperimento dei fondi necessari a sostenere la formazione medico
- specialistica;
non sono state reperite le risorse finanziarie per la copertura
dei contratti di formazione specialistica per l'anno accademico
2007/2008, e per parte dell'anno accademico 2006/2007;
gli atenei siciliani, per far fronte alla corresponsione degli
stipendi dovuti ai titolari di contratto di formazione
specialistica, hanno dovuto contrarre debiti per diversi milioni di
euro;
l'università di Messina, per tale motivo, ha sospeso dal mese di
gennaio 2009 il pagamento degli stipendi maturati a circa 175
medici titolari di contratti di formazione specialistica; tali
medici sono vincolati dal contratto in questione ad un rapporto di
lavoro pressochè esclusivo e vengono quindi privati della
possibilità di reperire, attraverso la loro professione, i guadagni
necessari al loro sostentamento;
considerato che:
la formazione degli operatori nell'ambito sanitario assume
particolare importanza e rilevanza poichè da essa deriva la
professionalità delle figure deputate a garantire la salute dei
cittadini;
la Regione risulta esposta, al pari delle università, a ricorsi di
natura legale che renderebbero più difficile il risanamento finora
perseguito;
ritenuto che:
per garantire l'efficienza e l'organizzazione del servizio
sanitario è necessario valutare le reali e concrete esigenze del
territorio;
la copertura finanziaria delle borse di formazione specialistica,
già in atto, ed il reperimento di risorse per bandirne di nuove non
è quindi solo una spesa, ma uno strumento strategico per garantire
la presenza sul territorio delle professionalità necessarie al
corretto funzionamento attuale e futuro del SSN;
la razionalizzazione della spesa pubblica non può incidere
negativamente sul diritto all'accesso alla formazione dei giovani
medici e sul diritto alla salute dei cittadini;
per sapere:
quali provvedimenti il Governo intenda adottare al fine di
garantire il mantenimento della formazione medico specialistica,
nonché per verificare le esigenze del territorio e fare chiarezza
sugli oneri finanziari per la copertura della formazione sia per
l'anno 2007/2008 che per quelli successivi, in particolare
rilevando che la Regione deve formalizzare in tempi brevi al MIUR
la disponibilità a finanziare posti aggiuntivi regionali da mettere
a bando per l'anno accademico 2008/2009;
quali iniziative si stiano predisponendo per intraprendere un
dialogo costruttivo con gli atenei siciliani ed individuare un
percorso che ponga fine nell'immediato alla situazione di disagio
che attualmente diversi giovani medici stanno vivendo». (462)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione numero 462 con la quale
l'On.le Cordaro chiede notizie circa il reperimento di fondi a
sostegno della formazione medico-specialistica, si rappresenta
quanto segue.
La legge regionale n. 33/1994 consente alla Regione Siciliana di
integrare il numero delle borse di studio ministeriali per la
frequenza delle scuole di specializzazione post-laurea delle
facoltà di medicina e chirurgia, determinate e finanziate dallo
Stato ai sensi dell'articolo 35 del decreto legislativo n.
368/1999, a valere su quote vincolate del Fondo sanitario
nazionale.
Il numero delle borse di studio regionali aggiuntive è stato
annualmente determinato con delibera della Giunta regionale, su
proposta dell'Assessore regionale per la sanità, sentite le
Università interessate.
Nel corso degli anni precedenti, i contratti aggiuntivi sono stati
autorizzati da un lato senza tenere conto dell'effetto economico di
quelli avviati nelle annualità precedenti e quindi in assenza della
integrale copertura finanziaria nel triennio di riferimento del
bilancio della Regione, dall'altro la rideterminazione del
trattamento economico prevista dal decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri del 07/03/2007, in attuazione dell'articolo
39 del decreto legislativo n.368/1999, ha comportato il raddoppio
della spesa pro capite annua determinando maggiori oneri non
preventivabili.
Ciò ha determinato che le obbligazioni a carico della Regione per
le borse aggiuntive autorizzate ed avviate per gli anni accademici
2007/2008 e 2008/2009 non hanno potuto essere integralmente
soddisfatte, anche se le Università hanno anticipato le somme per
conto della Regione per gli anni 2007 e 2008.
In sede di esame del disegno di legge relativo al bilancio 2009 lo
scrivente ha proposto in Commissione sanità appositi emendamenti al
bilancio ed alla finanziaria per provvedere al rimborso in favore
delle Università di quanto dovuto, utilizzando risorse pari ad .
17.030.000 annui per il triennio 2009/2011, che si sono rese
disponibili grazie al fatto che le obbligazioni cui erano destinate
sono state estinte mediante le risorse del mutuo concesso dallo
Stato per il pagamento dei debiti pregressi delle aziende sanitarie
a seguito della positiva conclusione dell'operazione di
ricognizione dei debiti della sanità.
I due emendamenti avrebbero consentito l'estinzione del debito nei
confronti delle Università nell'arco di un triennio, previo accordo
in tal senso con le tre Università siciliane interessate.
L'emendamento al bilancio, incrementativo dello stanziamento, è
stato approvato dalla Commissione sanità e successivamente
dall'A.R.S..
L'emendamento alla finanziaria, che consentiva l'utilizzo del
maggiore stanziamento per il pagamento delle obbligazioni
pregresse, in deroga al principio contabile della competenza, è
stato ritirato nell'ultima seduta d'aula, unitamente a tutti gli
altri emendamenti del Governo, per consentire l'approvazione entro
il mese di aprile della legge finanziaria e del bilancio 2009.
Al momento, pertanto, le somme disponibili possono essere
utilizzate soltanto per il pagamento della quota di competenza 2009
dei contratti già avviati.
Successivamente, con deliberazione della Giunta regionale n. 187
del 19 maggio 2009, è stato autorizzato il finanziamento di nuovi
contratti aggiuntivi regionali nella misura concordata in sede di
Commissione parlamentare nella seduta del 15 aprile 2009 (n. 190).
Tenendo conto della spesa da sostenere per i predetti contratti,
lo stanziamento autorizzato per il triennio 2009-2011 dalla legge
di bilancio, non consente più il pagamento integrale delle
obbligazioni pregresse maturate negli anni 2007 e 2008 nei
confronti delle tre Università, pari a circa 30 milioni di euro.
L'esigenza finanziaria residua è infatti di ulteriori 5 milioni e
700 mila euro.
Pertanto, con il disegno di legge Norme in materia di prevenzione
del randagismo ed altre norme finanziarie urgenti in materia di
sanità che lo scrivente, previo parere favorevole alla copertura
finanziaria del competente Assessorato al bilancio, ha proposto
alla fine di giugno 2009 alla Giunta di Governo, è stato previsto
sia l'incremento dello stanziamento per un importo pari a 5.700
migliaia di euro, sia l'autorizzazione a destinare parte delle
somme autorizzate per il triennio 2009-2011 al pagamento delle
obbligazioni pregresse nei confronti delle tre Università siciliane
che hanno stipulato contratti di formazione specialistica post-
laurea in medicina e chirurgia.
Infatti, come già detto, le vigenti norme di contabilità non
consentono di utilizzare lo stanziamento di competenza per
pagamenti afferenti agli anni precedenti. In assenza della proposta
disposizione l'Amministrazione regionale non può dunque procedere a
regolare le posizioni debitorie pregresse».
L'Assessore
(dr. Massimo RUSSO)
BONOMO. -«All'Assessore per la sanità, premesso che:
con nota del 13 febbraio 2009, il sottoscritto interrogante ha
richiesto copia dei conti consuntivi dell'azienda ospedaliera
Umberto I di Siracusa per gli esercizi finanziari 2007 e 2008;
con nota prot. n. 42611/PG del 20 febbraio 2009, il direttore
generale dell'azienda dott. Alfredo Guerrieri, precisava che, in
riferimento al consuntivo di bilancio per l'anno 2008, esso
risultava ancora in fase di elaborazione e pertanto non poteva
fornirsene copia;
in relazione al bilancio consuntivo per l'anno 2007, il direttore
generale, pur dando ampia disponibilità alla consultazione
dell'atto presso la sede dell'azienda Umberto I, dichiarava di non
poterne rilasciare copia;
la ragione addotta dal direttore generale è relativa al fatto che
il bilancio consuntivo per l'anno 2007, pur adottato dall'azienda e
sottoposto al controllo del collegio sindacale, è tuttora al vaglio
dell'Assessorato Sanità per l'approvazione e, pertanto, i dati
contenuti nell'atto non sono ancora definitivi in quanto
suscettibili di eventuali variazioni su prescrizione
dell'Assessorato;
ritenuto che:
tale rilievo non può essere condiviso né accettato. Il bilancio di
un'azienda ospedaliera, ente dotato di personalità giuridica
pubblica e di autonomia organizzativa, gestionale, tecnica,
amministrativa, patrimoniale e contabile, è un atto che si
perfeziona con l'adozione da parte del direttore generale;
l'approvazione da parte dell'Assessorato è, viceversa, l'atto
finale di un procedimento successivo ed ulteriore imputabile ad un
soggetto giuridicamente distinto ed interviene a posteriori a
perfezionare l'atto con il controllo di legge;
il diniego alla copia del bilancio consuntivo 2007, pertanto, si
fonda su motivazioni infondate e si manifesta come atto inutilmente
dilatorio e velatamente ostruzionistico rispetto al diritto di
accesso agli atti amministrativi garantito ai deputati
dell'Assemblea regionale siciliana dall'art. 28 bis, ai sensi della
legge regionale n. 10/1991, introdotto dall'articolo 45, comma 1,
della l.r. n. 4/2003;
si rammenta che tali norme sanciscono, altresì, che lo svolgimento
della funzione di deputato regionale costituisce motivazione
sufficiente per la richiesta di accesso agli atti di un ente, per
le evidenti esigenze conoscitive connesse al mandato parlamentare;
il parlamentare regionale, pertanto, non deve dimostrare in alcun
modo di essere portatore di un interesse per la tutela di
situazioni giuridicamente rilevanti, poiché ciò è insito nella
natura stessa della funzione di deputato dell'Assemblea regionale
siciliana;
è appena il caso di ricordare, inoltre, che l'articolo 25, comma
2, della 1.r. n. 10/91 specifica che è considerato documento
amministrativo ai fini dell'esercizio del diritto di accesso, ogni
rappresentazione (...) del contenuto di atti formati dalla pubblica
amministrazione, anche se trattasi di atti interni, o di atti
comunque utilizzati ai fini dell'attività amministrativa;
tale ultimo inciso chiarisce definitivamente, qualora ce ne fosse
stato bisogno, che il sottoscritto interrogante, così come
qualsiasi altro deputato regionale, aveva e ha il pieno diritto,
non solo di esaminare, ma di acquisire copia del bilancio
consuntivo in questione, e ciò a prescindere dall'approvazione
dell'atto da parte dell'Assessorato Sanità;
per sapere come valuti quanto descritto in premessa e quali
provvedimenti intenda adottare al fine di garantire l'applicazione
rigorosa della legge sul diritto di accesso agli atti degli enti
del servizio sanitario regionale». (494)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione numero 494 con la quale
l'On.le Bonomo chiede notizie circa la rigorosa applicazione della
legge sul diritto di accesso agli atti degli enti del servizio
sanitario regionale, si rappresenta che l'Azienda ospedaliera
Umberto I di Siracusa ha comunicato che in data 26 marzo 2009 ha
trasmesso all'interrogante copia del bilancio dell'esercizio 2007.
In ordine al bilancio dell'esercizio 2008, adottato con delibera n.
316 del 18 maggio 2009, la stessa Azienda ha altresì comunicato che
provvederà in tempi brevi ad inviarne copia oltre che a questo
Assessorato per gli adempimenti consequenziali, anche al
richiedente.
L'Assessore
(dr. Massimo RUSSO)
LO GIUDICE ED ALTRI. - «Al Presidente della Regione e
all'Assessore per la sanità, premesso che:
la nuova regolamentazione comunitaria in materia di sicurezza
alimentare, in vigore dal mese di aprile del 2004 e in applicazione
piena dall'1 gennaio 2006, ha sostituito tutte le preesistenti
disposizioni nazionali e regionali in materia di produzione,
trasformazione, commercio e somministrazione degli alimenti e delle
bevande;
l'Unione europea e il Ministero della salute hanno in più
occasioni chiarito che, in virtù dell'entrata in vigore dei
regolamenti comunitari, le preesistenti disposizioni normative e
regolamentari nazionali e regionali devono intendersi
automaticamente ed immediatamente caducate;
il decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 193, ha espressamente
abrogato talune residuali previsioni contenute nella legge 30
aprile 1962 e nel decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 155;
nell'ambito della Regione siciliana si è registrato un progressivo
e ormai completo allineamento con la regolamentazione comunitaria
solo per le matrici alimentari di origine animale e, quindi, per le
attività dei servizi veterinari, mentre per le rimanenti matrici di
origine vegetale e, soprattutto, per l'ambito della ristorazione
collettiva ed assistenziale, si continua ad applicare un ormai
desueto decreto assessoriale del 20 maggio 1996, che già all'epoca
dell'adozione appariva assai discutibile ed orientato verso logiche
diverse da quelle della tutela dei consumatori;
agli operatori del settore della ristorazione collettiva ed
assistenziale viene preclusa la possibilità di operare in regime di
DIA (dichiarazione di inizio attività), precludendo agli stessi la
facoltà di stabilire, sulla base delle analisi del rischio, come
espressamente previsto dalla regolamentazione comunitaria, il
numero e la tipologia dei pasti confezionabili;
ancora oggi ai fini della determinazione del numero dei pasti
confezionabili viene utilizzato, inspiegabilmente, il criterio
della superficie utile dello stabilimento, piuttosto che quello
dell'analisi del rischio e dell'organizzazione ergonomica degli
impianti, precludendo ad operatori che hanno realizzato strutture
moderne, funzionali, ed ergonomiche, ogni possibilità di espansione
e consentendo, invece, ad impianti vasti ma obsoleti di produrre a
dismisura;
la mancata piena applicazione della regolamentazione comunitaria
in materia di sicurezza alimentare impedisce a numerose aziende
siciliane di ampliare la propria attività, e quindi di assumere
nuovo personale. Questo status quo è dunque causa di ingenti danni
di natura economica ed occupazionale;
per sapere:
se non ritengano di dovere intervenire sull'operato degli uffici
del soppresso ispettorato regionale sanitario che, a tutt'oggi,
dimostrando peraltro un atteggiamento distante se non
ostruzionistico rispetto alle esigenze di chi fa impresa nel
rispetto delle leggi vigenti, mantengono l'igiene degli alimenti
ancorata a principi meccanicamente burocratici e per nulla
rispondenti alle esigenze dei produttori e dei consumatori, non
dando piena attuazione a quanto previsto dal regolamento n. 852 del
29 aprile 2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, ed impedendo
di fatto agli operatori in possesso di impianti moderni e
funzionali di potersi espandere;
se non ritengano di dovere sensibilizzare il nuovo dirigente
generale dell'appena costituito dipartimento per le attività
sanitarie ed epidemiologiche rispetto all'importantissimo tema
della sicurezza alimentare;
se non ritengano, infine, di dover creare una struttura
dipartimentale concretamente ispirata alle nuove logiche e ai nuovi
adempimenti della sicurezza alimentare». (523)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione numero 523 con la quale
l'On.le Lo Giudice chiede notizie circa le iniziative per la piena
attuazione del regolamento comunitario in materia di sicurezza
alimentare, si rappresenta quanto segue.
A partire dal 2000, con l'adozione del Regolamento n. 178,
l'Unione europea ha introdotto nuove disposizioni in materia di
sicurezza alimentare stabilendo taluni principi che avrebbero
trovato successivamente corpo nei Regolamenti del cosiddetto
Pacchetto Igiene tutti del 29 aprile 2004 (Regolamenti n. 852, n.
853, n. 854 e n. 882).
La suddetta regolamentazione ha introdotto nuove modalità di
trattazione della tutela della salute e degli interessi dei
consumatori con un approccio univoco, cosiddetto di filiera, in
grado di prescindere dalla natura animale, vegetale o minerale
delle matrici alimentari. Ciò nella evidente considerazione che le
moderne tecniche della produzione e, soprattutto, della
trasformazione e della somministrazione degli alimenti, si basano
sul sempre crescente impiego promiscuo e composito di matrici di
natura diversa.
Inoltre, e come giustamente evidenziato nell'atto ispettivo
parlamentare, la regolamentazione comunitaria ha automaticamente
abrogato tutte le preesistenti disposizioni di carattere nazionale
o locale che disciplinavano la produzione alimentare.
In relazione a ciò quasi tutte le Regioni del Paese hanno adottato
modelli di funzionamento degli uffici imperniati su strutture
uniche all'interno delle quali la trattazione delle problematiche
della sicurezza alimentare avviene sulla base di una integrazione
multidisciplinare.
Nella organizzazione della nostra sanità pubblica regionale si è
assistito, sino a tutto il 2008, alla presenza di una trattazione
dicotomica (medico-veterinaria) dei temi della sicurezza alimentare
in relazione alla esistenza all'interno dell'Assessorato sanità di
due autonome strutture dipartimentali. Ciò ha comportato in maniera
innegabile numerosi e vistosi ritardi verso l'allineamento alle
nuove disposizioni comunitarie.
Tali ritardi e tali disallineamenti effettivamente si sono
verificati anche, e forse soprattutto, in settori assai peculiari
della sicurezza alimentare quali quelli, per l'appunto, della
ristorazione collettiva ed assistenziale. Il richiamo e
l'applicazione di un decreto assessoriale del 1996, oggi
automaticamente soppresso, appare effettivamente superato e gli
uffici dell'Assessorato hanno già avviato una attività ricognitiva
volta a completare il pieno ed effettivo recepimento delle
disposizioni comunitarie.
Sul punto pare opportuno evidenziare che in relazione alle
previsioni introdotte dalla legge regionale n. 19 del 2008 e sulla
scorta della conseguente deliberazione della Giunta Regionale di
Governo è stata già operata una riorganizzazione delle strutture
dipartimentali dell'Assessorato con la creazione all'interno del
Dipartimento per le attività sanitarie e osservatorio
epidemiologico di un apposito servizio per la trattazione su basi
unitarie e univoche della materia della sicurezza alimentare.
Sebbene il Dipartimento non abbia ancora raggiunto la piena
operatività e il definitivo assetto organizzativo e funzionale si
segnala l'avvenuto recepimento delle disposizioni concernenti
l'attivazione del sistema rapido di allerta per alimenti e mangimi
e la avanzata fase in cui versa la organizzazione del sistema di
governo dei piani di emergenza. Lo stesso Dipartimento ha già
avvistato - inoltre - talune priorità, e tra queste anche quella
del pieno e completo allineamento nei riguardi dei nuovi principi
normativi, tecnici e metodologici della sicurezza alimentare.
Per tali ragioni si ritiene di potere assicurare che entro un
ragionevole lasso di tempo saranno superate anche le problematiche
evidenziate dall'interrogante».
L'Assessore
(dr. Massimo RUSSO)
FALCONE. -«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che la nuova legge sulla riforma sanitaria appena
varata dall'Assemblea regionale siciliana ingloba, tra l'altro,
l'ospedale (ex azienda) Gravina di Caltagirone nella ASL 3 di
Catania;
considerato che:
l'ospedale Gravina di Caltagirone ha acquisito, da anni,
un'esperienza notevole nell'ambito della formazione delle
professioni ospedaliere. Negli ultimi anni, tra l'altro, ha
stipulato una convenzione con l'università di Messina per la
creazione di corsi di laurea con indirizzo sanitario
(infermieristica e fisioterapisti);
a tali corsi di laurea partecipano studenti provenienti
dall'intero territorio calatino. Nell'ottica della nuova riforma
sanitaria, si prefigurerebbe un possibile spostamento dei suddetti
corsi presso una sede ospedaliera di Catania, ipotesi che
causerebbe un danno irreversibile per la continuazione e/o
sopravvivenza degli stessi corsi di laurea. Difatti, le
problematiche delle famiglie degli studenti sono prettamente
economico-sociali, legate cioè sia al territorio sia al caro vita
quotidiano che impedirebbe alla quasi totalità dei corsisti di
frequentare corsi di studi presso strutture fuori sede;
alcuni studenti sono lavoratori che, ovviamente, saranno
impossibilitati a frequentare il corso di studi presso altra sede,
sia per motivi di distanza sia per motivi economici legati al
carico familiare;
per sapere:
se non ritengano opportuno chiarire se il nuovo piano sanitario
causerebbe lo spostamento del corso di laurea delle professioni
sanitarie dalla sede di Caltagirone a quella di Catania;
se non ritengano opportuno autorizzare l'immediata attivazione
della convenzione dei corsi di laurea delle professioni
sanitarie (infermieristica e fisioterapisti) tra l'ospedale Gravina
di Caltagirone e l'università di Messina». (532)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione numero 532 con la quale
l'On.le Falcone chiede notizie circa i corsi di laurea delle
professioni sanitarie presso l'ospedale Gravina di Caltagirone
(CT), si rappresenta quanto segue.
Ogni anno le Regioni rilevano i fabbisogni delle professioni
sanitarie secondo modelli appositamente predisposti dal Ministero
della salute che li aggrega a livello nazionale e li trasmette alla
Segreteria della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,
le Regioni e le Province autonome.
Contestualmente il Ministero dell'istruzione, dell'università e
della ricerca, acquisita l'offerta potenziale formativa dagli
Atenei e la richiesta di fabbisogno da parte del Ministero della
salute, procede all'emanazione dei decreti, ai sensi della Legge n.
264/1999, per la determinazione dei posti disponibili per le
immatricolazioni ai vari corsi di laurea sanitaria.
Ogni sede universitaria ha poi la possibilità di stipulare
convenzioni con le Aziende ospedaliere per lo svolgimento in altre
sedi di corsi di laurea, senza che sia necessaria l'autorizzazione
da parte della Regione, ai sensi di quanto previsto dal decreto
legislativo n. 502/1992 e dei protocolli d'intesa vigenti fra la
Regione e le Università.
La legge regionale n. 5 del 14 aprile 2009 di riordino del
Servizio sanitario regionale prevede dall'1 settembre 2009
l'istituzione del Distretto ospedaliero CT3 della A.S.P. di Catania
che aggregherà l'Azienda Gravina di Caltagirone con il P.O. Basso
Ragusano Marino.
Pertanto il Direttore generale dell'A.S.P. di Catania valuterà
l'opportunità, nell'ambito della propria autonomia tecnico
gestionale ed economico finanziaria, di stipulare o meno la
convenzione con l'Università degli Studi di Messina».
L'Assessore
(dr. Massimo RUSSO)
LO GIUDICE ED ALTRI. -«Al Presidente della Regione e all'Assessore
per la sanità, premesso che:
la nuova regolamentazione comunitaria in materia di sicurezza
alimentare, in vigore dal mese di aprile del 2004 e in applicazione
piena dall'1 gennaio 2006, ha sostituito tutte le preesistenti
disposizioni nazionali e regionali in materia di produzione,
trasformazione, commercio e somministrazione degli alimenti e delle
bevande;
l'Unione europea e il Ministero della salute hanno in più
occasioni chiarito che, in virtù della entrata in vigore dei
regolamenti comunitari, le preesistenti disposizioni normative e
regolamentari nazionali e regionali devono intendersi
automaticamente ed immediatamente caducate;
il decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 193, ha espressamente
abrogato talune residuali previsioni contenute nella legge 30
aprile 1962, n. 23 e nel decreto legislativo 26 maggio 1997, n.
155;
nell'ambito della Regione siciliana si è registrato un progressivo
e ormai completo allineamento con la regolamentazione comunitaria
solo per le matrici alimentari di origine animale e, quindi, per le
attività dei servizi veterinari, mentre per le rimanenti matrici di
origine vegetale e, soprattutto, per l'ambito della ristorazione
collettiva ed assistenziale, si continua ad applicare un ormai
desueto decreto assessoriale del 20 maggio 1996 che già all'epoca
dell'adozione appariva assai discutibile ed orientato verso logiche
diverse da quelle della tutela dei consumatori;
agli operatori del settore della ristorazione collettiva ed
assistenziale viene preclusa la possibilità di operare in regime di
DIA (dichiarazione di inizio attività) precludendo agli stessi la
facoltà di stabilire, sulla base delle analisi del rischio come
espressamente previsto dalla regolamentazione comunitaria, il
numero e la tipologia dei pasti confezionabili;
ancora oggi, ai fini della determinazione del numero dei pasti
confezionabili, viene utilizzato, inspiegabilmente, il criterio
della superficie utile dello stabilimento, piuttosto che quello
della analisi del rischio e dell'organizzazione ergonomica degli
impianti, precludendo ad operatori che hanno realizzato strutture
moderne, funzionali, ed ergonomiche ogni possibilità di espansione
e consentendo, invece, ad impianti vasti ma obsoleti di produrre a
dismisura;
la mancata piena applicazione della regolamentazione comunitaria
in materia di sicurezza alimentare impedisce a numerose aziende
siciliane di ampliare la propria attività, e quindi di assumere
nuovo personale. Questo status quo è dunque causa di ingenti danni
di natura economica ed occupazionale;
per sapere:
se non ritengano di dovere intervenire sull'operato degli uffici
del soppresso Ispettorato regionale sanitario che a tutt'oggi,
dimostrando peraltro un atteggiamento distante se non
ostruzionistico rispetto alle esigenze chi fa impresa nel rispetto
delle leggi vigenti, mantengono l'igiene degli alimenti ancorata a
principi meccanicamente burocratici e per nulla rispondenti alle
esigenze dei produttori e dei consumatori, non dando piena
attuazione a quanto previsto dal regolamento n 852 del 29 aprile
2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, ed impedendo di fatto
agli operatori in possesso di impianti moderni e funzionali di
potersi espandere;
se non ritengano di dovere sensibilizzare il nuovo dirigente
generale dell'appena costituito dipartimento per le attività
sanitarie ed epidemiologiche rispetto all'importantissimo tema
della sicurezza alimentare;
se non ritengano, infine, di dovere creare una struttura
dipartimentale concretamente ispirata alle nuove logiche e ai nuovi
adempimenti della sicurezza alimentare». (538)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione numero 538 con la quale
l'On.le Lo Giudice chiede notizie circa le iniziative per la piena
attuazione del regolamento comunitario in materia di sicurezza
alimentare, si rappresenta quanto segue.
A partire dal 2000, con l'adozione del Regolamento n. 178,
l'Unione europea ha introdotto nuove disposizioni in materia di
sicurezza alimentare stabilendo taluni principi che avrebbero
trovato successivamente corpo nei Regolamenti del cosiddetto
Pacchetto Igiene tutti del 29 aprile 2004 (Regolamenti n. 852, n.
853, n. 854 e n. 882).
La suddetta regolamentazione ha introdotto nuove modalità di
trattazione della tutela della salute e degli interessi dei
consumatori con un approccio univoco, cosiddetto di filiera, in
grado di prescindere dalla natura animale, vegetale o minerale
delle matrici alimentari. Ciò nella evidente considerazione che le
moderne tecniche della produzione e, soprattutto, della
trasformazione e della somministrazione degli alimenti, si basano
sul sempre crescente impiego promiscuo e composito di matrici di
natura diversa.
Inoltre, e come giustamente evidenziato nell'atto ispettivo
parlamentare, la regolamentazione comunitaria ha automaticamente
abrogato tutte le preesistenti disposizioni di carattere nazionale
o locale che disciplinavano la produzione alimentare.
In relazione a ciò quasi tutte le Regioni del Paese hanno adottato
modelli di funzionamento degli uffici imperniati su strutture
uniche all'interno delle quali la trattazione delle problematiche
della sicurezza alimentare avviene sulla base di una integrazione
multidisciplinare.
Nella organizzazione della nostra sanità pubblica regionale si è
assistito, sino a tutto il 2008, alla presenza di una trattazione
dicotomica (medico-veterinaria) dei temi della sicurezza alimentare
in relazione alla esistenza all'interno dell'Assessorato sanità di
due autonome strutture dipartimentali. Ciò ha comportato in maniera
innegabile numerosi e vistosi ritardi verso l'allineamento alle
nuove disposizioni comunitarie.
Tali ritardi e tali disallineamenti effettivamente si sono
verificati anche, e forse soprattutto, in settori assai peculiari
della sicurezza alimentare quali quelli, per l'appunto, della
ristorazione collettiva ed assistenziale. Il richiamo e
l'applicazione di un decreto assessoriale del 1996, oggi
automaticamente soppresso, appare effettivamente superato e gli
uffici dell'Assessorato hanno già avviato una attività ricognitiva
volta a completare il pieno ed effettivo recepimento delle
disposizioni comunitarie.
Sul punto pare opportuno evidenziare che in relazione alle
previsioni introdotte dalla legge regionale n. 19 del 2008 e sulla
scorta della conseguente deliberazione della Giunta Regionale di
Governo è stata già operata una riorganizzazione delle strutture
dipartimentali dell'Assessorato con la creazione all'interno del
Dipartimento per le attività sanitarie e osservatorio
epidemiologico di un apposito servizio per la trattazione su basi
unitarie e univoche della materia della sicurezza alimentare.
Sebbene il Dipartimento non abbia ancora raggiunto la piena
operatività e il definitivo assetto organizzativo e funzionale si
segnala l'avvenuto recepimento delle disposizioni concernenti
l'attivazione del sistema rapido di allerta per alimenti e mangimi
e la avanzata fase in cui versa la organizzazione del sistema di
governo dei piani di emergenza. Lo stesso Dipartimento ha già
avvistato - inoltre - talune priorità, e tra queste anche quella
del pieno e completo allineamento nei riguardi dei nuovi principi
normativi, tecnici e metodologici della sicurezza alimentare.
Per tali ragioni si ritiene di potere assicurare che entro un
ragionevole lasso di tempo saranno superate anche le problematiche
evidenziate dall'interrogante».
L'Assessore
(dr. Massimo RUSSO)
CURRENTI. -«All'Assessore per la sanità, premesso che:
si sta assistendo a un progressivo smantellamento di strutture e
servizi sanitari nella zona jonica della Provincia di Messina;
dopo la chiusura dei presìdi di guardia medica di Santa Teresa di
Riva, di Savoca e di Taormina, è stata stabilita la soppressione
del laboratorio di analisi del poliambulatorio di Sant'Alessio
Siculo (Messina), in ottemperanza al decreto dell'Assessorato
Sanità della Regione siciliana, pubblicato nella GURS, parte I, n.
8 del 20 febbraio 2009;
in nome di un non ben definito risparmio economico, si va a
colpire un bacino di utenza che si estende a tutto il comprensorio
della Valle d'Agrò, che comprende diverse decine di migliaia di
persone, con l'eliminazione di una struttura che, in oltre 12 anni
di lavoro continuativo, ha erogato milioni di prestazioni, di cui
circa settantamila solo nell'anno 2008 nei confronti dei quasi
diecimila pazienti esterni che l'hanno scelta come laboratorio di
riferimento, e ciò sia nei periodi di normalità, sia nei periodi
'difficili', prodotti dalla chiusura dei laboratori privati,
rappresentando in quel momento l'unico laboratorio convenzionato a
cui l'utenza poteva fare riferimento tra Messina e Taormina per
tutti i pazienti del comprensorio, che hanno continuato anche in
seguito ad afferirvi;
considerato che:
nel momento in cui si dovesse ripresentare un'emergenza di questo
tipo, i citati utenti, evidentemente classificati 'di serie B', non
avranno più la possibilità di effettuare i controlli ematochimici,
dovendosi accontentare di un punto prelievi privo di medici
specialisti e di personale tecnico qualificato a cui rivolgersi per
ogni tipo di chiarimento né più né meno di un semplice centro di
smistamento, oppure di pagare per intero le prestazioni sanitarie
alle strutture private come già in questo momento si sta
verificando nel comprensorio; tutti quei pazienti in terapia
cronica il cui esito deve giungere in poche decine di minuti per
permettere la corretta somministrazione della terapia, quali i
cardiopatici, i diabetici, i pazienti ematologici con anemie gravi,
i pazienti neoplastici in terapia antiblastica, dovranno rinunciare
a questo importante servizio in quanto, con il declassamento a
punto di prelievo, non sarà più possibile l'esecuzione degli esami
direttamente nella struttura, ma si dovrà disporre l'invio del
sangue presso ospedali distanti decine di chilometri, con
conseguente allungamento dei tempi di consegna, rendendo
impossibile il controllo del dato di laboratorio che non dovesse
risultare congruo;
atteso che:
è inoltre da osservare che la chiusura del laboratorio non porterà
alcun risparmio sui costi, in quanto dovrà essere allestito un
servizio di trasporto dei campioni che genererà costi altissimi,
verosimilmente molto più alti di quelli derivati dall'esecuzione
dei prelievi nella struttura;
per quel che riguarda quella parte di utenza proveniente
direttamente dagli ambulatori specialistici specialistici ospitati
nello stesso presidio, quali la cardiologia, l'urologia, la
reumatologia, l'endocrinologia, la diabetologia, la medicina
sportiva e la guardia medica turistica nei mesi estivi, deve essere
altresì valutato che, nei confronti di questi pazienti, il
laboratorio ha erogato prestazioni di alta qualità in tempi
brevissimi, dando preziose indicazioni circa la prescrizione di una
pronta ed efficace terapia a tutto vantaggio degli utenti con
notevole contenimento della spesa grazie all'alternativa a inutili
ospedalizzazioni;
considerato altresì che:
è evidente, quindi, che la chiusura del laboratorio di S. Alessio
Siculo ai fini del rientro della spesa sanitaria si rivelerà
l'ennesimo buco nell'acqua che porterà solo disagi alla popolazione
e nessun beneficio economico concreto;
da parte di sindaci, amministratori locali, forze sociali e
cittadini sono state attivate forme di mobilitazione e protesta,
compresa una spontanea petizione popolare mediante la raccolta di
firme che ha ottenuto sino a questo momento un consenso
plebiscitario;
infine va valutato il fatto che, secondo quanto citato dallo
stesso decreto che dispone la chiusura di 20-25 laboratori pubblici
e la riconversione degli stessi in punto prelievi, è necessario
considerare che il laboratorio di S. Alessio Siculo, con le sue
settantamila prestazioni, vanta posizioni di ottimizzazione
superiori a circa quaranta laboratori tra quelli citati nel
predetto per cui, considerata anche la posizione orografica del
laboratorio nel territorio che lo rende di fatto unico laboratorio
pubblico nel comprensorio tra Messina e Taormina (circa 60
chilometri di territorio), in confronto a molte altre strutture con
numero inferiore di prestazioni ed attorniate da numerose
alternative pubbliche e private, si rende più evidente come la sua
chiusura sia ancor più grave e di grande impatto negativo sulla
salute pubblica e sui costi che si abbattono sulla collettività,
con particolare incidenza negativa sui diritti e sulla qualità
della vita delle comunità locali e delle categorie a rischio
(anziani, malati cronici, portatori di handicap, eccetera) e
famiglie meno abbienti;
la soppressione della struttura pregiudica in modo grave il
diritto a livelli essenziali di assistenza costituzionalmente
garantiti;
per sapere se non intenda intervenire con la massima urgenza al
fine di evitare la soppressione del laboratorio pubblico di analisi
di S. Alessio Siculo a tutela dei livelli essenziali di
assistenza». (587)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione numero 587 con la quale
l'On.le Currenti chiede notizie circa gli interventi urgenti per
evitare la soppressione del laboratorio pubblico di analisi di
Sant'Alessio Siculo (ME) a tutela dei livelli essenziali di
assistenza, si rappresenta quanto segue.
Con D.A. n. 62 del 16 gennaio 2009 è stato adottato il "Piano
regionale di riorganizzazione della rete delle strutture pubbliche
di diagnostica di laboratorio" già valutato positivamente dal
Tavolo ministeriale di verifica degli adempimenti del Piano di
rientro con parere n. 358 dell'11 novembre 2008.
Con successivo D.D.G. n. 1133 del 12 giugno 2009 è stata data
attuazione al suddetto piano sulla base delle delibere prodotte
dalle Aziende U.S.L. con le quali le stesse hanno definito la
riorganizzazione delle proprie reti laboratoristiche in coerenza ai
criteri ed alle linee guida di cui al predetto D.A. n. 62/2009.
Nella fattispecie il sopracitato D.D.G. n. 1133/2009 non ha
previsto la soppressione del laboratorio pubblico insistente nel
Poliambulatorio di Sant'Alessio Siculo (ME) bensì la sua
riconversione in punto prelievo aggregato al laboratorio
centralizzato dell'ospedale di Taormina secondo le indicazioni
espressamente previste dai criteri del citato piano relativamente
alle Aziende U.S.L..
Occorre precisare che tale riconversione era, tra l'altro, già
stata prevista e deliberata dalla Direzione strategica dell'
Azienda U.S.L. 5 con atto n. 1042 del 16 marzo 2009.
Sotto il profilo dell'assistenza agli utenti non può non
evidenziarsi che la trasformazione di detto laboratorio in punto
prelievo non cambierà sostanzialmente il servizio all'utenza che,
come prima, continuerà ad usufruire della struttura per i prelievi
e riceverà dalla stessa i relativi esiti».
L'Assessore
(dr. Massimo RUSSO)