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Resoconto d'Aula della Seduta n. 111 di martedì 29 settembre 2009
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   Presidenza del vicepresidente Formica


   GENNUSO, segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

            Comunicazione di opzione di carica parlamentare

   PRESIDENTE.  Comunica  che,  con  nota  del  28  settembre   2009,
  pervenuta  in pari data a questa Presidenza, l'onorevole  Salvatore
  Cintola,   eletto   senatore  della  Repubblica  e  successivamente
  proclamato   deputato  regionale,  ha  dichiarato  di  optare   per
  quest'ultima carica.

   Comunico,  altresì,  che di tale opzione  lo  stesso  deputato  ha
  provveduto, come leggesi nella sopra citata lettera, ad  informarne
  il Senato della Repubblica mediante separata nota ivi allegata.

    L'Assemblea ne prende atto.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in congedo gli onorevoli:  Rinaldi,
  per  motivi  di  salute,  a decorrere dall'odierna  seduta;  Adamo,
  Apprendi,  Cintola,  Currenti, Federico, Forzese,  Lupo,  Scilla  e
  Speziale  per  la  presente seduta; Fagone per  oggi  e  domani  30
  settembre 2009.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegno di legge

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno di
  legge:

   «Norme  di  adeguamento  delle imprese al  decreto  legislativo  8
  giugno 2001, n. 231» (n. 465)
   -   di   iniziativa   parlamentare,  presentato  dagli   onorevoli
  Ardizzone,  Maira,  Dina,  Cordaro,  Gianni,  Ragusa,  Fagone,   Lo
  Giudice, Cascio Salvatore
   - in data 24 settembre 2009.

      Comunicazione di trasmissione di copia della documentazione
                   relativa al POR Sicilia 2000/2006

   PRESIDENTE. Comunico che, in data 24 settembre 2009, il Presidente
  della  Regione ha trasmesso copia della documentazione relativa  al
  POR   Sicilia   2000/2006.   Complemento   di   programmazione    -
  Deliberazione  n.  214  del 27 giugno 2009 - Errata  corrige  Piani
  finanziari.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   GENNUSO, segretario:

   «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   il  Governo regionale ha varato misure per il rientro della  spesa
  sanitaria,  obiettivo condiviso dagli amministratori  comunali  dei
  comuni madoniti;

   in   tale   ottica  devono  essere  salvaguardate  le  prestazioni
  essenziali in tutto il territorio regionale, ivi comprese  le  aree
  disagiate;

   gli  ultimi  provvedimenti varati dal direttore  generale  dell'ex
  AUSL  n.  6,  riguardanti l'ospedale di Petralia  (PA),  si  basano
  esclusivamente su criteri statistici;

   l'accorpamento  funzionale  dei  nosocomi  di  Termini  Imerese  e
  Petralia  Sottana  sembra prospettare per il  presidio  ospedaliero
  madonita  un  ruolo marginale rispetto all'assoluta  centralità  di
  quello di Termini Imerese;

   considerato che:

   il presidio di Petralia Sottana si trova a notevole distanza dagli
  altri  plessi ospedalieri (80 chilometri circa da Termini e 110  da
  Palermo),  con  viabilità  precaria  e  conseguente  difficoltà  di
  transito e tempi di percorrenza molto lunghi;

   i  comuni  del comprensorio madonita sono ubicati in un territorio
  montano,  anche  oltre  i  mille  metri  d'altitudine,  e  che   di
  conseguenza  l'intero territorio è da considerare  zona  disagiata,
  soprattutto  nel  periodo invernale a causa di nevicate,  ghiaccio,
  frane e dissesti;

   visto  che  i  sindaci e i consigli comunali dei  comuni  madoniti
  hanno  pubblicamente  chiesto  una revisione  delle  misure  e  dei
  provvedimenti varati dalla direzione dell'ex AUSL n. 6;

   per sapere se non ritenga di dover intervenire per:

   il   mantenimento  delle  unità  operative  complesse  (UOC)   per
  chirurgia   generale,   ostetricia  e  ginecologia,   ortopedia   e
  traumatologia, medicina, dei servizi di radiologia, anestesia e dei
  laboratori di analisi;

   il  potenziamento  del  presidio  ospedaliero  con  una  specifica
  missione  sul  versante della riabilitazione, intesa nell'accezione
  più ampia, e della lungodegenza, nell'ambito dell'offerta sanitaria
  regionale;

   il   potenziamento   anche   dell'area   di   emergenza   per   la
  stabilizzazione   dei   pazienti   da   indirizzare   verso   unità
  specialistiche  di  altri  nosocomi,  attraverso  un   sistema   di
  trasporto con auto o eliambulanze». (752)

        (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

                      APPRENDI - CRACOLICI - FARAONE - LUPO - VITRANO

   «All'Assessore per la sanità, premesso che il Governo regionale ha
  adottato misure di contenimento della spesa sanitaria inevitabili e
  parzialmente condivisibili;

   visto  che  tali  misure hanno indotto le amministrazioni  dell'ex
  AUSL  6  a  predisporre  un  piano di riorganizzazione  della  rete
  territoriale  attraverso la revisione della rete ospedaliera  e  la
  riduzione   dell'attività  correlata   che   riguarda   i   presìdi
  ospedalieri di Partinico-Corleone-Palazzo Adriano (PA);

   osservato  che,  nonostante  nel 2008 nell'ospedale  di  Partinico
  fossero  disponibili 12 posti letto per le malattie endocrine,  che
  risultano  essere  stati occupati per il 131%, il  piano  del  2009
  prevede una rimodulazione con riduzione a 7 posti letto;

   per  sapere  in base a quali principi di efficienza e produttività
  si  sia  proceduto ad un simile taglio che, oltretutto,  riduce  un
  servizio  utile al comprensorio del Partinicese e in  buona  misura
  rispondente a una sostenuta domanda da parte di medici e pazienti».
  (753)

                      APPRENDI - CRACOLICI - FARAONE - LUPO - VITRANO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura  e
  le   foreste,  premesso  che  è  stato  emanato  il  recente  bando
  dell'Azienda  delle  foreste  demaniali  della  Regione   siciliana
  relativo  alla  selezione di 240 unità (laureati  e  diplomati)  da
  formare  e  successivamente assumere presso le riserve naturali  in
  gestione alla stessa azienda;

   visto che tale bando contrasta con la ribadita volontà del Governo
  regionale  di  non ampliare la platea dei dipendenti regionali  né,
  tanto meno, quella del precariato;

   rilevato  che  il  bando in questione riconosce  diritto  anche  a
  soggetti  privi  di titolo non residenti nei comuni limitrofi  alle
  riserve naturali gestite dall'Azienda foreste demaniali;

   ritenuto  che  tale scelta contrasta con le leggi regionali  sulle
  aree  protette (leggi regionali nn. 98 del 1981 e 14 del 1988) che,
  per   le  attività  previste  dal  bando,  obbligano  a  utilizzare
  esclusivamente soggetti e cooperative locali;

   per sapere:

   se  non  ritengano  opportuno intervenire per  l'annullamento  del
  bando  e  l'attivazione  di una procedura ispettiva  per  accertare
  eventuali  responsabilità dei funzionari che  lo  hanno  elaborato,
  ignorando   le  citate  leggi  regionali,  e  per  verificarne   le
  motivazioni;

   quali  ragioni  abbiano indotto l'Azienda foreste demaniali  della
  Regione   siciliana  ad  escludere  altre  procedure  interne   per
  selezionare personale già in carico all'azienda stessa  e  che  già
  svolgono  e  sono idonei a svolgere tutte le funzioni previste  dal
  bando». (757)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                             APPRENDI

   «All'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la formazione
  professionale e l'emigrazione, premesso che:

   in   materia   di   parità   scolastica  sono   state   introdotte
  significative  innovazioni normative che  ogni  scuola  interessata
  avrebbe  dovuto  acquisire  per tempo e  applicare  nelle  modalità
  corrette;

   in  Sicilia alcune scuole primarie paritarie, unicamente  a  causa
  della scarsa informazione, hanno proceduto con ritardo ad inoltrare
  le  domande  dirette  alla stipula delle convenzioni  relativamente
  all'anno scolastico 2008/2009;

   considerato che il suddetto ritardo, seppur con difficoltà, non si
  è invece determinato per l'anno scolastico in corso e pertanto si è
  riusciti ad attivare le convenzioni in oggetto;

   ritenuto che:

   gli  operatori  della  scuola  non hanno  ancora  sufficientemente
  acquisito   l'iter  burocratico  da  adottare  e  ciò  continua   a
  determinare difficoltà;

   in  alcune  realtà gli enti locali interessati hanno sollevato  le
  questioni  sopra indicate allo scopo di sollecitare  un  intervento
  risolutivo per le scuole rimaste prive di convenzione;

   per  sapere  se, alla luce dei fatti sopra descritti, non  ritenga
  opportuno  adottare le dovute iniziative al fine di  consentire  il
  recupero   delle  convenzioni  andate  perdute  relative   all'anno
  scolastico 2008/2009». (759)

                                                             MARZIANO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   GENNUSO, segretario:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la cooperazione,
  il  commercio, l'artigianato e la pesca, premesso che l'art. 89 del
  regolamento  CE  n.  43  del 2009 stabilisce  che,  ai  fini  della
  protezione  del pesce spada, in particolare dei pesci  piccoli,  la
  pesca del pesce spada nel Mar Mediterraneo è vietata dall'1 ottobre
  al 30 novembre 2009;

   considerato che:

   in tutta Italia, e specialmente in Sicilia, si ritiene ingiusto il
  provvedimento adottato a Bruxelles perché non tiene conto del fatto
  che,  nei mesi autunnali, la pesca del pesce spada col palangaro  è
  altamente selettiva, poiché l'armamento tipico dell'attrezzo è tale
  da garantire la cattura di esemplari di taglia regolare;

   nel periodo che va dall'1 ottobre al 30 novembre 2009, le unità da
  pesca con licenze polivalenti potranno esercitare attività di pesca
  diverse da quelle del palangaro ai pelagici, molte unità da  pesca,
  armate anche a strascico e oggetto dell'attuale calendario di fermo
  (d.a.  24/pesca  del  31  luglio 2009), sono  autorizzate  anche  a
  ricorrere  al palangaro e, una volta ripresa l'attività (successiva
  al  fermo  di  cui  sopra), di solito si armano  al  palangaro  per
  pelagici  nei mesi autunnali-invernali. Queste imprese del  settore
  pesca,  in  osservanza  del regolamento CE  n.  43/09,  sicuramente
  andranno  incontro  ad  un  altro periodo di  interruzione  forzata
  dell'attività di pesca;

   per sapere:

   quali  provvedimenti intendano adottare al fine di  chiarire  alle
  imprese interessate come dovranno comportarsi;

   su  quali incentivi o provvidenze potranno contare nel momento  in
  cui  dovessero obbligatoriamente fermarsi per rispettare l'art.  89
  del regolamento CE n. 43/2009». (754)

                           POGLIESE-MARROCCO-CAPUTO-VINCIULLO-FALCONE

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per i lavori pubblici
  e  all'Assessore  per il territorio e l'ambiente, premesso  che  la
  viabilità ordinaria della strada statale n. 113 dell'area del  Mela
  e  del  Milazzese (ME) costituisce, nell'ambito del sistema  viario
  nazionale,  un  nodo  nevralgico che  da  troppi  anni  attende  le
  necessarie soluzioni, sottoponendo le popolazioni, locali e non, ad
  oneri  troppo  elevati, non più sopportabili in  termini  di  costi
  sociali ed economici, a causa della carenza di infrastrutture e per
  il   mancato   ammodernamento  e  potenziamento  delle   poche   ed
  insufficienti  opere  infrastrutturali  di  trasporto  e   stradali
  esistenti;

   verificato che, in tale ambito, il tratto della strada statale  n.
  113, compreso tra gli svincoli di Rometta e Barcellona del raccordo
  autostradale A20, è sottoposto ad un traffico enormemente aumentato
  rispetto a quello previsto all'epoca della sua costruzione, a causa
  della  funzione sia di bretella interna che attraversa i 16  paesi,
  per  un totale di 120.000 abitanti circa, che di collegamento sulla
  direttrice Messina-Palermo e Palermo-Messina;

   verificato, inoltre, che:

   il  tratto  della strada statale n. 113 in questione è utile  agli
  utenti  per motivi diversi di spostamento, che vanno da  quelli  di
  lavoro o di studio, lungo la direttrice est-ovest, oltre che dovuto
  a  fenomeni  di  pendolarismo quotidiano  infracomunale  da  e  per
  l'Università  degli  studi,  per  gli  ospedali  e  i   vari   enti
  territoriali  insistenti  nel capoluogo di  Messina,  registrandosi
  alti  valori  di congestione del traffico, anche al di fuori  delle
  ore  di  punta  tradizionale, fino alla  paralisi  totale  che,  in
  presenza  di incidenti, determina effetti di crisi in larghe  parti
  dei territori comunali limitrofi;

   si ricordino, in proposito, due eventi: l'incidente ferroviario  a
  Rometta e l'incendio del 2007 che determinò anche morti; in ambedue
  i  casi l'intero sistema viario rimase bloccato, compresa l'A20,  e
  ciò non ha consentito il rapido arrivo dei soccorsi, sia dei vigili
  del fuoco che della assistenza medica e della protezione civile;

   considerato  che  l'imponente domanda  di  mobilità,  in  costante
  evoluzione, comporta volumi di traffico inaccettabili rispetto alle
  caratteristiche  geometriche  e  funzionali  del  tratto,  con   la
  conseguente  determinazione di spostamenti insicuri,  lenti  ed  in
  costante  equilibrio  precario  in  totale  carenza  di  misure  di
  prevenzione e di sicurezza;

   considerato, in particolare, che tra Rometta e Barcellona  insiste
  lo  svincolo dell'A20 Milazzo, che si innesta sulla strada  statale
  n.  113  nel  territorio di San Filippo del Mela e che  proprio  in
  questa  area,  al  servizio della quale  è  posto  lo  svincolo  di
  Milazzo,  insistono  ben  tre  centri  commerciali  che  registrano
  annualmente  circa  4  milioni  di  presenze,  che  dallo  svincolo
  autostradale con l'innesto sulla strada statale n. 113 si dipartono
  in  più  direttrici  (strada per Milazzo, per Barcellona  Pozzo  di
  Gotto,  strada  per l'area ASI, che non è ancora  provvista  di  un
  completo e funzionale asse stradale indipendente che eviterebbe  di
  appesantire la strada statale n. 113), e che nell'area  ASI,  poste
  entro  un  raggio  di tre chilometri dallo svincolo,  insistono  le
  principali  industrie del Messinese (la raffineria mediterranea  di
  Milazzo,  la  centrale termoelettrica di San Filippo del  Mela,  la
  Duferdofin di Pace del Mela) con una importante occupazione sia  di
  diretti  che  di indiretti, oltre ad una miriade di altre  aziende,
  fra  cui  l'intensa  attività per la nautica che  è  prosperosa  in
  quest'area;

   ritenuto che, in particolare, lo svincolo di Milazzo della A20 con
  l'innesto  sulla  strada  statale n. 113  si  presenta  inidoneo  a
  svolgere le proprie funzioni di regolatore del traffico ed è  causa
  di incidenti frequenti, anche con perdita di vite umane, e che tale
  situazione è gravemente pregiudizievole per l'utenza stradale e per
  lo sviluppo del territorio;

   per  sapere se non ritengano di assumere provvedimenti  urgenti  e
  significativi (in assenza di percorsi alternativi), capaci di  dare
  soluzioni ai problemi della sicurezza e della congestione ed idonei
  a   garantire   all'utenza   stradale   i   normali   standard   di
  percorribilità, attraverso il potenziamento dell'importante  tratta
  della  strada statale n. 113 Rometta-Barcellona, ed in  particolare
  l'improcrastinabile  intervento dell'innesto dello  svincolo  sulla
  strada  statale  n.  113  con  le  diramazioni  per  Milazzo,   per
  Barcellona, per Rometta e per l'area ASI, sollecitando anche l'ANAS
  a   realizzare  interventi  immediati  con  sistemi  di  rotatorie,
  sopraelevate ed impianti semaforici per snellire l'intenso traffico
  a salvaguardia della sicurezza dei cittadini». (755)

                                                               CORONA

   «Al Presidente della Regione, premesso che con legge della Regione
  siciliana  fu  istituita nel 1951 l'Orchestra  Sinfonica  Siciliana
  che,  nel  1958,  completata  l'assunzione  dei  musicisti,  iniziò
  un'intensa    attività   concertistica   destinata   ad    incidere
  notevolmente nella realtà musicale siciliana e nazionale;

   premesso,  inoltre,  che dal marzo 2003 l'ente autonomo  Orchestra
  Sinfonica Siciliana è stato trasformato in fondazione, in base alle
  specifiche   disposizioni  contenute  nell'art.  35   della   legge
  regionale  26  marzo  2002,  n. 2, e  in  ottemperanza  al  decreto
  legislativo 29 giugno 1996, n. 367;

   considerato  che  1'8  maggio  2009  è  scaduto  il  consiglio  di
  amministrazione e che da quella data la stessa fondazione opera  in
  assenza dello stesso;

   verificato  che il c.d.a. scaduto non ha avuto alcuna proroga  per
  continuare l'ordinaria amministrazione;

   verificato, inoltre, che la stessa fondazione continua ad  operare
  assumendo decisioni certamente di competenza del c.d.a.;

   per  sapere quando sarà formalizzata la nomina del nuovo consiglio
  di amministrazione della fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana e
  se  non  ritenga  di avviare un'indagine tendente a  verificare  la
  legittimità  degli  atti  della stessa fondazione  che  sono  stati
  varati dalla scadenza del c.d.a. ad oggi». (756)

                                                             CAMPAGNA

   «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   con decreti assessoriali del 27 giugno 2000, portanti i numeri  da
  32213  a  32121, pubblicati nella G.U.R.S., serie speciale concorsi
  n.  8  del  28 luglio 2000, l'Assessore regionale per la sanità  ha
  bandito  concorsi pubblici per titoli ed esami per il  conferimento
  dei  posti  nelle  sedi farmaceutiche vacanti nelle  nove  province
  della  Regione, come precedentemente istituite in sede di revisione
  delle   relative  piante  organiche  delle  farmacie   dei   comuni
  interessati;

   detti  concorsi  a  tutt'oggi  non  sono  stati  espletati,  fatta
  eccezione per quello relativo al Comune di Messina;

   i   presupposti  oggettivi  per  cui  furono  istituite  le   sedi
  farmaceutiche  de  quo,  nell'enorme  lasso  di  tempo  inutilmente
  intercorso,  sono  mutati,  spesso radicalmente,  nelle  moltissime
  realtà urbanistiche dei comuni interessati, per molti dei quali non
  è  stata  operata  l'obbligatoria revisione biennale  della  pianta
  organica delle farmacie;

   l'espletamento dei datati concorsi provinciali, banditi nel luglio
  2000,  oltre  ad  escludere illegittimamente, per evidenti  ragioni
  soltanto  anagrafiche,  la partecipazione di  migliaia  di  giovani
  farmacisti  aventi  diritto, attuerebbe  di  fatto  l'apertura  nel
  territorio di farmacie non più esattamente rispondenti alle attuali
  esigenze dei cittadini, se non addirittura in soprannumero, a causa
  degli  intervenuti spostamenti nell'ambito del territorio  comunale
  dei  residenti e/o del loco, decremento notoriamente registrato  in
  moltissimi dei comuni interessati;

   nelle  more  è altresì intervenuta la legge 24 novembre  2003,  n.
  326,  la  quale  detta una nuova disciplina in materia,  prevedendo
  l'espletamento di concorsi su scale regionale, anche  per  evidenti
  ragioni  di opportunità ed economicità, finalizzati alla formazione
  di   una   graduatoria  unica  regionale  di  idonei  con  validità
  quadriennale, cui far ricorso direttamente per l'intero periodo;

   per sapere:

   se  sia  stata avviata, nel rispetto della normativa vigente,  una
  puntuale  revisione  quantomeno delle piante organiche  dei  comuni
  interessati  all'apertura delle nuove sedi di cui  ai  concorsi  de
  quibus;  se  non ritenga opportuno annullare i concorsi provinciali
  e,  previa  rideterminazione  delle  nuove  sedi  farmaceutiche  da
  assegnare,  procedere a bandire, nel rispetto  della  citata  legge
  dello   Stato,   un   concorso  regionale,  consentendo   così   la
  partecipazione  a  tutti i farmacisti che  alla  fissanda  data  ne
  avranno diritto, spendendo tutti i propri relativi titoli acquisti;

   che  tempi ritenga necessari per ricondurre l'incresciosa  vicenda
  in  parola  nel  giusto  alveo  della logicità  e  legalità,  nella
  sensibile  rappresentazione dell'oggettiva urgenza  di  rendere  ai
  cittadini  il  miglior servizio farmaceutico possibile,  quantomeno
  sul  piano  logistico, adempimento che, se pur  a  costo  zero  per
  l'amministrazione, contribuirebbe visibilmente ed in modo rilevante
  a migliorare il servizio sanitario». (758)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                        DE BENEDICTIS

   «All'Assessore  per  i  beni culturali  ed  ambientali  e  per  la
  pubblica istruzione, premesso che:

   la  maggior parte delle terze annualità dei percorsi triennali  di
  formazione  professionale per i soggetti in obbligo  di  istruzione
  relativi all'attività 2008/2009 si è conclusa entro luglio 2009;

   risultano protocollate in data 6 luglio 2009, presso l'Assessorato
  regionale  Beni  culturali  e  ambientali  e  pubblica  istruzione,
  richieste  di  autorizzazione ad effettuare  gli  esami  finali  di
  qualifica;

   ad   oggi   non   risultano  essere  state  firmate  le   relative
  autorizzazioni;

   considerato che:

   il  ritardo  degli  esami  finali si sovrappone  adesso  all'avvio
  dell'attività  formativa  2009/2010,  creando  notevoli  disagi  in
  termini didattici e organizzativi;

   il  ritardo degli esami finali danneggia gravemente gli allievi in
  uscita,  sia  per l'inserimento lavorativo che per il proseguimento
  scolastico;

   per sapere:

   le  cause e le eventuali responsabilità, relative al dovuto  e  ad
  oggi  mancato  riscontro  autorizzativo alla  richiesta  di  esami,
  protocollata  in  data  6  luglio 2009  presso  l'Assessorato  Beni
  culturali e ambientali e pubblica istruzione;

   le iniziative che intenda attivare per ripristinare le corrette  e
  tempestive procedure burocratiche relative ai percorsi triennali di
  formazione  professionale per i soggetti in obbligo di istruzione».
  (760)

        (L'interrogante richiede risposta scritta con urgenza)

                                                             D'ANTONI

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  regionale  per  la
  famiglia,  le politiche sociali e le autonomie locali,  per  sapere
  se:

   intendano intervenire con la massima urgenza per far fronte, anche
  per  il  tramite  della Protezione civile, ai  gravissimi  danni  a
  strutture pubbliche e private arrecati dagli eventi alluvionali che
  hanno colpito la provincia di Messina, e segnatamente il Comune  di
  Letojanni (ME), l'hinterland di Taormina e il territorio della zona
  jonica  messinese (Gallodoro, Mongiuffi Melia, S.  Alessio  Siculo,
  Forza d'Agrò, S. Teresa di Riva, ecc.);

   se    intendano   stanziare   fondi   straordinari   per    venire
  immediatamente incontro ai comuni interessati». (761)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                             CURRENTI

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stata  presentata   la   seguente
  interpellanza:

   «All'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la formazione
  professionale  e  l'emigrazione, premesso  che  gli  operatori  del
  Centro nazionale opere salesiane (CNOS) di Catania - Barriera,  dal
  mese  di  giugno  di  quest'anno, non ricevono il  pagamento  delle
  mensilità  relative all'attività formativa 2008/2009  dei  percorsi
  triennali    sperimentali   di   formazione    professionale    per
  l'assolvimento dell'obbligo di istruzione;

   considerato  che  le figure professionali che  operano  nel  mondo
  della  formazione  garantiscono  l'erogazione  di  un  servizio  di
  interesse  pubblico connesso al diritto - dovere per  i  minori  in
  obbligo di istruzione;

   rilevato  che,  nella nostra Regione, occorrono regole  certe  che
  tutelino  i  tanti  operatori della formazione che  quotidianamente
  prestano  il  proprio servizio contribuendo ad elevare  il  livello
  qualitativo dell'offerta formativa;

   per  conoscere  quali misure urgenti intenda predisporre  affinché
  siano  individuate  le responsabilità di tali gravi  ritardi  nella
  corresponsione delle mensilità dovute, perché, oggi, si  ripari  al
  grave  disagio  tollerato e, in futuro, si eviti il  reiterarsi  di
  tale deprecabile situazione». (71)

                                                             D'ANTONI

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia  fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza  si
  intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per  essere
  svolta al proprio turno.

         Comunicazione relativa all'interrogazione numero 734

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  a  seguito  dell'approvazione,  nella
  seduta  n. 110 del 23 settembre 2009, dell'ordine del giorno numero
  180  «Interventi ispettivi e provvedimenti consequenziali in ordine
  al sovraffollamento delle aule scolastiche negli istituti siciliani
  per    inosservanza   della   normativa   vigente   in    materia»,
  l'interrogazione n. 734 a risposta orale dell'onorevole  Vinciullo,
  di  identico  contenuto,  è da intendersi superata  e  pertanto  il
  relativo iter parlamentare concluso.

   L'Assemblea ne prende atto.

         Comunicazione di nomina di componente di Commissione

   PRESIDENTE.  Comunico  che, con decreto n. 344  del  25  settembre
  2009,  l'onorevole  Cateno  De  Luca è  nominato  componente  della
  seconda   Commissione   legislativa   permanente    Bilancio',   in
  sostituzione dell'onorevole Musotto, dimissionario.
   L'Assemblea ne prende atto.

          Determinazione della data di discussione di mozioni

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si passa al II punto  dell'ordine
  del  giorno: Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
  lettera d), e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:

     numero 146 «Dichiarazione dello stato di calamità naturale per i
  violenti  nubifragi abbattutisi nella provincia di Trapani.  Misure
  urgenti  di  ristoro dei gravi danni subìti dalle colture  saline»,
  degli onorevoli Ruggirello, Musotto, Federico e D'Antoni;

      numero  147  «Riconoscimento dello stato di  calamità  naturale
  causato  dai  repentini  cambiamenti  climatici  verificatisi   nel
  territorio  del  comune di Mazzarrone (CT) e dei  comuni  limitrofi
  ricadenti  nella  zona a indicazione geografica  protetta  (I.G.P.)
  'Uva  da tavola di Mazzarrone'», degli onorevoli D'Antoni, Musotto,
  Arena e D'Agostino.

   Avverto  che  la  determinazione della data di  discussione  delle
  mozioni  sopra  citate,  integralmente  riportate  nell'ordine  del
  giorno  della  presente seduta, è demandata,  secondo  consuetudine
  parlamentare,   alla   Conferenza   dei   Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari.

                        Sull'ordine dei lavori


   Presidenza del vicepresidente Formica


   CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, la Conferenza dei  Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari aveva assunto una decisione sul calendario  dei
  lavori,  che  prevedeva  per questa settimana  che  l'Aula  potesse
  ospitare  le  comunicazioni del Governo in ordine alla problematica
  dei rifiuti.
   Su  questo  tema  si  è aperto un confronto e un  dibattito  sulla
  stampa,  ma  il Parlamento è l'unico organo chiamato a valutare  le
  decisioni da assumere sia in riferimento alla vicenda degli  ATO  -
  per  i  quali sono stati annunciati provvedimenti, però solo  sulla
  stampa  e  non  ci è dato conoscere i provvedimenti  amministrativi
  conseguenti -, sia sulla vicenda della gara andata deserta,  e  poi
  non  più  aperta, e sulla fase di negoziazione con i  soggetti  che
  precedentemente avevano avuto affidata la realizzazione dei quattro
  termovalorizzatori.
   Su  questo punto ci sono state dichiarazioni da parte del  Governo
  di  voler mutare l'orientamento fin qui assunto relativamente  alla
  realizzazione dei quattro termovalorizzatori.
   Poiché tutto questo grande dibattito è interessante per i lettori,
  ma  vorremmo renderlo interessante anche per i parlamentari, chiedo
  di  sapere  quando il Governo intende rendere le sue comunicazioni,
  come era stato stabilito in Conferenza dei Capigruppo.
   Signor  Presidente, tutto possiamo fare ma non possiamo  aspettare
  di fare il dibattito quando, forse, il Governo si deciderà.
   Sia  oggi che domani è prevista seduta d'Aula, e una seduta doveva
  tenersi su questo punto.
   La  Presidenza  garantisca, quindi, l'attuazione  della  decisione
  assunta  dalla Conferenza dei Capigruppo. Entro questa sera avremmo
  tutti il diritto di sapere, considerata questa vicenda una priorità
  del  confronto politico e amministrativo della Regione,  quando  il
  Parlamento  terrà seduta sul tema dei rifiuti perché  non  possiamo
  dipendere  soltanto dalla disponibilità, nei ritagli di tempo,  del
  Governo di rendere le comunicazioni all'Aula.
   Le  chiedo di dare certezza all'Aula, entro oggi pomeriggio, circa
  la  data   nella  quale saranno rese le comunicazioni  del  Governo
  sulla vicenda dei rifiuti in Sicilia, ed avviati il confronto e  la
  discussione.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici, la Presidenza  è  perfettamente
  d'accordo con la sua richiesta anche perché è una richiesta di buon
  senso,  trattandosi di un tema cruciale che interessa da vicino  il
  regolare svolgimento delle attività dell'intera Sicilia.
   La  Presidenza  si  era già attivata per ottenere  velocemente  da
  parte del Governo una data entro cui trattare questo tema. Entro la
  serata,  entro  il termine dei lavori parlamentari, ritorneremo  ad
  interessarci  ed a pressare urgentemente il Governo per  comunicare
  al  Parlamento la data certa per la discussione su questo argomento
  cruciale.  In Aula, peraltro, sono presenti gli assessori Bufardeci
  e Nicola Leanza. Se loro sono già in grado di indicare una data, lo
  facciano;  e   si  facciano promotori anch'essi  di  assicurare  al
  Parlamento  una data certa per la trattazione di un argomento  così
  importante.  Comunque, entro la fine dei lavori  d'Aula  daremo  la
  risposta.
   Assessore Leanza, se lei è in grado di assicurare già una risposta
  su  questo  argomento, il Parlamento ne prende atto e la Presidenza
  ne sarà ben lieta.

   LEANZA,  assessore  per i beni culturali ed ambientali  e  per  la
  pubblica istruzione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA,  assessore  per i beni culturali ed ambientali  e  per  la
  pubblica istruzione. Signor Presidente, domani la Giunta di Governo
  esaminerà  ulteriormente  la  questione  dei  rifiuti  e,   quindi,
  impegnerò il Presidente della Regione a fissare tempestivamente una
  data in modo che il Parlamento possa affrontare questa tematica  al
  più presto.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari si era già espressa in questo senso e, quindi,
  non c'è bisogno di una ulteriore riunione della Conferenza.
   Appena  il Governo comunicherà la data, la questione sarà  oggetto
  di discussione già all'inizio dei lavori della prossima settimana.

       Parere, ai sensi dell'art. 41 ter, comma 3, dello Statuto
   siciliano, sui progetti di legge costituzionali nn. A.S. 1643 (n.
  5/Statuto), A.S. 1655 (n. 6/Statuto) e A.S. 1656 (n. 7/Statuto), di
  iniziativa parlamentare, concernenti modifiche dello Statuto della
                                Regione


   Presidenza del vicepresidente Formica


   PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:  Parere,
  ai  sensi  dell'art. 41 ter, comma 3 dello Statuto  siciliano,  sui
  progetti di legge costituzionali nn. A.S. 1643 (n. 5/Statuto), A.S.
  1655  (N.  6/Statuto)  e  A.S. 1656 (N. 7/Statuto),  di  iniziativa
  parlamentare, concernenti modifiche dello Statuto della Regione.
   Invito  i  componenti la Commissione Statuto a prendere posto  nel
  relativo banco.
   Do lettura dei pareri resi della Commissione Statuto:

   «Parere ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 3, dello Statuto  sul
  progetto di legge costituzionale A.S. n. 1643:

                    L'Assemblea regionale siciliana

   VISTO  il progetto di legge costituzionale A.S. n. 1643  Modifiche
  agli  articoli  9  e  10 dello Statuto della Regione  siciliana  in
  materia  di  elezione del Presidente della Regione  e  introduzione
  dell'istituto della cosiddetta sfiducia costruttiva ,  d'iniziativa
  del senatore D'Alia;

   PRESO  ATTO  che  la  modifica  proposta  prevede  l'elezione  del
  Presidente  della  Regione  da  parte  dell'Assemblea  regionale  e
  l'introduzione   del   meccanismo   della   cosiddetta     sfiducia
  costruttiva ;

   CONSIDERATO  che il principio di elezione popolare e  diretta  del
  Presidente della Regione è un dato oramai acquisito nell'esperienza
  politica ed elettorale dei diversi livelli di governo, regionale  e
  locale,  rispetto  al  quale  l'elezione  da  parte  dell'Assemblea
  costituirebbe  un  ritorno  a  un  modello  istituzionale  non  più
  corrispondente alla mutata sensibilità politica ed all'esigenza  di
  una piena partecipazione democratica dei cittadini;

   CONSIDERATO inoltre che la prevista introduzione della mozione  di
  sfiducia  costruttiva  pone problemi di  compatibilità,  di  ordine
  logico  e  giuridico,  con altre disposizioni statutarie  attinenti
  alla forma di governo regionale;

   PRESO   ATTO   dell'esame  preliminare  svolto  dalla  Commissione
  speciale per la revisione e l'attuazione dello Statuto sul suddetto
  progetto  di  legge  e del parere contrario espresso  dalla  stessa
  Commissione nella seduta n. 25 del 22 settembre 2009;

   ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 3, dello Statuto,

                       esprime parere contrario

   sul progetto di modificazione dello Statuto di cui al progetto  di
  legge costituzionale A.S. n. 1643».

   «Parere ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 3, dello Statuto  sul
  progetto di legge costituzionale A.S. n. 1655:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   VISTO  il  progetto di legge costituzionale A.S. n. 1655  Modifica
  dell'articolo 116 della Costituzione e disposizioni concernenti  la
  procedura  di  modifica degli statuti delle  regioni  ad  autonomia
  speciale , d'iniziativa dei senatori Finocchiaro, Bianco, Ceccanti,
  Vitali, De Sena, Adamo e Papania;

   PRESO  ATTO  che  la  modifica  proposta  riconosce  all'Assemblea
  regionale   un  più  ampio  ruolo  nel  procedimento  di  revisione
  costituzionale   di   modifica  dello   Statuto.   Essa,   infatti,
  attribuisce   alla   stessa  Assemblea  un  potere   di   controllo
  sull'intero  procedimento, sia in fase di iniziativa, riservata  in
  via  esclusiva  all'Assemblea; sia in fase di successive  eventuali
  modifiche, sottoposte dopo l'approvazione in prima deliberazione da
  parte   del   Parlamento  della  Repubblica  a  parere   vincolante
  dell'Assemblea;

   CONSIDERATO, dunque, che la modifica statutaria proposta  risponde
  all'esigenza,  ritenuta  prioritaria,  di  garantire  all'Assemblea
  regionale  la  titolarità esclusiva dell'iniziativa in  materia  di
  modifica dell'atto fondante dell'autonomia siciliana;

   PRESO   ATTO   dell'esame  preliminare  svolto  dalla  Commissione
  speciale per la revisione e l'attuazione dello Statuto sul suddetto
  progetto  di  legge e del parere favorevole espresso  dalla  stessa
  Commissione nella seduta n. 25 del 22 settembre 2009;

   ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 3, dello Statuto,

                       esprime parere favorevole

   sul progetto di modificazione dello Statuto di cui al progetto  di
  legge costituzionale A.S. n. 1655».

   «Parere ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 3, dello Statuto  sul
  progetto di legge costituzionale A.S. n. 1656:

                    L'Assemblea regionale siciliana

   VISTO  il progetto di legge costituzionale A.S. n. 1656  Modifiche
  agli  statuti  delle regioni ad autonomia speciale, concernenti  la
  procedura   per   la   modificazione   degli   statuti   medesimi ,
  d'iniziativa dei senatori Ceccanti e Finocchiaro;

   PRESO  ATTO  che  la  modifica proposta  conferisce  all'Assemblea
  regionale un maggiore ruolo, rispetto alla vigente disciplina,  nel
  procedimento  di modifica dello Statuto, attraverso  la  previsione
  dell'intesa   sulle   modifiche  statutarie  approvate   in   prima
  deliberazione dal Parlamento della Repubblica, e della  possibilità
  di  diniego  all'intesa sulle suddette modifiche con  deliberazione
  adottata a maggioranza di due terzi dei componenti;

   CONSIDERATO  tuttavia,  che la modifica  statutaria  proposta  non
  risponde   pienamente   all'esigenza,  ritenuta   prioritaria,   di
  garantire all'Assemblea regionale la titolarità dell'iniziativa  in
  materia  di  modifica dell'atto fondante dell'autonomia  siciliana,
  funzione che l'Assemblea intende esercitare;

   CONSIDERATO inoltre che l'Assemblea, nella seduta n.  106  del  29
  luglio  2009,  ha espresso parere contrario sul progetto  di  legge
  costituzionale A.S. n. 41 di analogo contenuto;

   PRESO   ATTO   dell'esame  preliminare  svolto  dalla  Commissione
  speciale per la revisione e l'attuazione dello Statuto sul suddetto
  progetto  di  legge  e del parere contrario espresso  dalla  stessa
  Commissione nella seduta n. 25 del 22 settembre 2009;

   ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 3, dello Statuto,

                       esprime parere contrario

   sul progetto di modificazione dello Statuto di cui al progetto  di
  legge costituzionale A.S. n. 1656».

   In assenza del relatore, ha facoltà di parlare il Presidente della
  Commissione, onorevole Aricò, per svolgere la relazione sui  pareri
  resi.

   ARICO',  presidente della Commissione Statuto. Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi, abbiamo espresso il parere  in  merito  a  tre
  disegni  di  legge  presentati in Senato:  il  primo  a  firma  del
  senatore  D'Alia,  il  secondo a firma  dei  senatori  Finocchiaro,
  Bianco  ed  altri,  e  il  terzo a firma dei  senatori  Ceccanti  e
  Finocchiaro.
   Su due dei tre abbiamo espresso parere contrario all'unanimità.
   Il  primo, a firma del senatore D'Alia, il numero 1643, prevede il
  ritorno   all'elezione  del  Presidente  della  Regione  da   parte
  dell'Assemblea, e non direttamente dal popolo siciliano.
   Questo  è  in netta contrapposizione rispetto alla modifica  della
  Costituzione,  della  legge n. 2 del 2001 che  prevede,  dal  1999,
  l'elezione  diretta  del  Presidente della  Regione  per  tutte  le
  regioni  a  statuto ordinario e, successivamente, per la Sicilia  e
  per le regioni a statuto speciale l'elezione diretta attraverso  la
  modifica costituzionale numero 2 del 2001.
   Questo,  signor  Presidente, lo abbiamo  ritenuto  un  ritorno  al
  passato  -  a  parte  la  modifica  dell'articolo  9,  che  prevede
  l'elezione  del  Presidente  della Regione  in  seno  all'Assemblea
  regionale  e, quindi, alla deputazione regionale -, un  ritorno  al
  passato  ma un mix, perché fino al 2001 il Presidente della Regione
  era  eletto  all'interno dell'Assemblea regionale e i  suoi  stessi
  assessori  venivano  eletti ad uno ad uno avendo  una  maggioranza,
  ciascuno dei dodici assessori che componevano la Giunta di Governo.
   La proposta del senatore D'Alia vedrebbe l'elezione del Presidente
  della  Regione  in  seno all'Assemblea, ma poi  la  possibilità  di
  scegliere   gli   assessori   anche   esternamente   al    consesso
  dell'Assemblea regionale. Questo per quanto riguarda l'articolo 9.
   Per  quanto  riguarda  la modifica dell'articolo  10,  l'onorevole
  D'Alia  ha proposto la sfiducia costruttiva per la nostra  regione.
  Devo  dire,  anche qui, in controtendenza rispetto  al  parere  che
  avevamo   dato  qualche  settimana  fa,  nell'ultima  riunione   di
  Commissione,  la  Commissione  stessa  aveva  espresso  il   parere
  contrario  di tutti i presenti, tranne dell'onorevole Cordaro,  che
  farà  da  relatore per la parte riguardante soprattutto  l'articolo
  10.
   In  merito  all'articolo 10, la Commissione ha ritenuto  opportuno
  esprimere  il parere contrario. La sfiducia prevista dall'onorevole
  D'Alia  si  potrebbe  applicare solo una volta,  all'interno  della
  legislatura, e dovrebbe poi essere applicata già con l'indicazione,
  entro tre giorni, del nuovo presidente.
   Devo dire che cozza anche con l'articolo 41 bis del nostro Statuto
  che  stabilisce  che,  nel  caso in  cui  l'elezione  sia  prevista
  all'interno  dell'Assemblea, l'Assemblea stessa si deve determinare
  entro sessanta giorni col rischio di scioglimento della stessa.
   In  conclusione, in merito al progetto di legge costituzionale del
  Senato  numero 1643, a firma dell'onorevole D'Alia, la  Commissione
  ha ritenuto necessario esprimere parere contrario.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo
  brevemente  per  dire  che,  sugli  altri  due  disegni  di   legge
  costituzionali, il Gruppo che ho l'onore di rappresentare - l'UDC -
  si  è uniformato a quello che era il parere dell'intera Commissione
  Statuto, ritenendo il primo, quello a firma Finocchiaro, meritevole
  del  consenso  della Commissione, essendo un disegno di  legge  che
  rafforza,   di  fatto,  le  prerogative  dell'Assemblea   regionale
  siciliana e votando contro, insieme al resto della Commissione,  il
  disegno di legge che ha come primo firmatario l'onorevole Ceccanti,
  ritenendo  invece  che  non  si  potesse  depotenziare  il   parere
  dell'Assemblea   regionale  siciliana  in  una  mera   intesa   che
  depotenziava,    di    fatto,    le   prerogative    costituzionali
  dell'Assemblea regionale medesima.
   Detto  questo,  ci  siamo differenziati, come Gruppo  parlamentare
  UDC,  dal resto della Commissione sul disegno di legge del senatore
  D'Alia  e lo abbiamo fatto, signor Presidente - lo spiegherò  assai
  brevemente  -  perché siamo convinti che, ancora oggi,  l'Assemblea
  regionale  siciliana abbia, all'interno delle sue leggi, un  vulnus
  che è necessario colmare.
   Allora,  il nostro voto, che era in assoluta concordia con  l'idea
  del disegno di legge numero 1643 a firma D'Alia, vuole testimoniare
  la  necessità  di evitare che un consesso così importante  come  il
  Parlamento  siciliano  possa,  non  soltanto  in  caso   di   fatti
  estremamente gravi,  quoad vitam , ma anche in casi diversi, essere
  privata   della   sua  conduzione  determinando,   di   fatto,   lo
  scioglimento del Parlamento siciliano.
   Siamo  convinti - e vorremmo che lo foste anche voi, colleghi,  in
  primis   quelli   della  Commissione  Statuto  che,   sono   certo,
  interpreteranno nella maniera più corretta il voto mio personale  e
  del gruppo dell'UDC - che sia necessario mettere mano al più presto
  a  questo  tema per determinare una nuova stagione in cui vi  siano
  più certezze e meno dubbi.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   è   mio
  intendimento  esprimere  un parere generale  sull'insieme  dei  tre
  disegni di legge per evitare di affrontare i testi uno alla volta.
   Parto  dal  progetto di legge costituzionale a firma  Finocchiaro,
  rispetto  al quale la Commissione ha espresso all'unanimità  parere
  favorevole.  Vorrei,  però,  che vi fosse  una  precisazione  nella
  relazione  che è stata fatta  alla Commissione, relativamente  alle
  ragioni che ci hanno portato ad un voto favorevole.
   La  relazione  ha fatto bene ad evidenziare un paradosso:  con  la
  modifica  del  Titolo  V della Costituzione  si  è  determinata  la
  seguente  condizione: le regioni a statuto ordinario  modificano  i
  propri  statuti  con  legge  regionale;  nelle  regioni  a  statuto
  speciale  e nella nostra Regione a statuto speciale, per modificare
  lo  statuto,  l'iniziativa  spetta anche  all'Assemblea  regionale;
  quindi,  è  sottinteso che l'iniziativa spetta pure  al  Parlamento
  nazionale.
   Una condizione, pertanto, nella quale il principio di autonomia  è
  rovesciato, per cui c'è maggiore autonomia nelle regioni a  statuto
  ordinario rispetto a quelle a statuto speciale.
   La  riforma  proposta  dalla  senatrice  Finocchiaro  e  da  altri
  parlamentari  intende, in qualche modo, superare il principio  che,
  poi,  diciamoci  la  verità, è stato la ragione  per  la  quale  al
  Parlamento  nazionale - ad iniziativa di uno dei  capigruppo  e  di
  altri,  anche del presidente della Commissione Affari istituzionali
  -,  con  un  disegno  di legge era stata avanzata  la  proposta  di
  prevedere   la   sfiducia,   con   una   modifica   costituzionale,
  sostanzialmente all'interno di una vicenda di lotta politica  nella
  maggioranza.
   Ora,  è  evidente  che  il disegno di legge  a  firma  Finocchiaro
  corregge una stortura sostenendo una cosa semplice: l'iniziativa di
  modifica degli statuti delle regioni a statuto speciale spetta alle
  regioni  stesse  e,  quindi, spetta alla regione  valutare  se  sia
  necessaria o meno la proposta di modifica prevedendo un iter che  è
  anche  legato  al  fatto che, tra la prima e  la  seconda  lettura,
  qualora  il  Parlamento nazionale si differenziasse dalla  proposta
  fatta  dalle regioni - e, nel nostro caso, dalla nostra  regione  -
  può  bocciare  la  proposta di modifica con i due  terzi  del  voto
  parlamentare.
   C'é  un  sistema  di procedure doppiamente rafforzate:  la  stessa
  proposta di modifica dello statuto deve essere corroborata dal voto
  dei  due  terzi  del Parlamento stesso, secondo il principio  della
  maggioranza qualificata.
   Detto questo, qual è il limite del disegno di legge? Che rimane il
  principio  di  uniformare  il  sistema  delle  regioni  a   statuto
  ordinario come potere di proposta.
   Ma  la  proposta  Finocchiaro mantiene una caratteristica  propria
  dello  Statuto  siciliano,  il quale ha valenza  costituzionale  e,
  pertanto,  le  modifiche che si intendono apportare hanno  comunque
  bisogno  di  una  procedura rafforzata, della  doppia  lettura  nel
  Parlamento nazionale.
   E  questo  per  mantenere la specificità ed  il  valore  di  carta
  costituzionale  del  nostro Statuto e  anche  -  se  volete  -  per
  ribadire,  in un tempo in cui si parla di federalismo e di  sistema
  uniforme  per tutte le regioni, il principio pattizio del  rapporto
  tra la nostra Regione e lo Stato italiano.
   Anch'io,   quindi,  mi  associo  al  voto  favorevole  sul   testo
  Finocchiaro,  mentre  diamo  un  parere  non  favorevole  al  testo
  Ceccanti  perché,  se  pure  il  senatore  Ceccanti  è  il  secondo
  firmatario  del  disegno  di  legge  Finocchiaro,  il   suo   testo
  contraddice   lo  stesso  testo  Finocchiaro  perché   riporta   al
  Parlamento  nazionale  il  potere di  proposta  relativamente  alle
  modifiche statutarie della nostra regione.
   Voglio, invece, soffermarmi un minuto in più sul testo D'Alia  che
  contiene un tema, a mio avviso, assai delicato.
   Dobbiamo  stare attenti perché c'è il rischio grande - la  voglio,
  come  si  suol  dire,  buttare  in  politica  -  che  il  conflitto
  istituzionale in corso, che è un conflitto politico consumatosi nei
  mesi  e  nelle  settimane scorse in Sicilia portando,  ad  esempio,
  l'UDC ad uscire dalla maggioranza, a fare un nuovo Governo con  una
  parte  della coalizione, una parte addirittura del PDL con un'altra
  parte che ancora veramente non ho capito se é in maggioranza o  non
  lo é - questi però sono aspetti politici -

   CORDARO. Potrebbe spiegarlo lei?

   CRACOLICI.  No,  ma lei parla a nome del PDL?   ha una  conoscenza
  trasversale della materia.
   Dicevo,  di  fronte ad una vicenda tutta politica mi ha inquietato
  molto il testo D'Alia.
   Se  é  quello  che ha proposto il noto costituzionalista  Gasparri
  qualche   mese  fa  e  che  quest'Aula  ha  rigettato,  di   fatto,
  all'unanimità,  e  cioè  quel testo di dottrina  che  conteneva  un
  principio   assolutamente  inedito  nella  storia  della   dottrina
  giuridica mondiale, secondo il quale la minoranza della maggioranza
  diventava  maggioranza obbligatoria: qui siamo in  presenza  di  un
  dato  di ritorno al passato. C'è una crisi politica che, invece  di
  essere affrontata in quanto tale, si affronta rimuovendo l'elezione
  diretta del Presidente della Regione.
   Io  sono  tra  coloro che considerano i modelli istituzionali  non
  come feticci, ma da valutare per quello che sono, per la situazione
  in  cui  operano.  Ma,  se c'è un valore che va  riconosciuto  alla
  elezione  diretta  in  tutte  le sue  sedi,  nazionali,  regionali,
  comunali,  è il fatto che si é introdotto un principio di stabilità
  degli esecutivi.
   Provate a pensare per un attimo: se, nell'attuale vicenda politica
  siciliana,  avessimo  ancora  il sistema  dell'elezione  indiretta,
  parlamentare,  del  presidente della Regione,  da  quanti  mesi  la
  Sicilia  non avrebbe un Governo? Da quanti mesi avremmo un  Governo
  assolutamente delegittimato?
   Già  lo  è delegittimato; un Governo che, come è noto, non ha  una
  maggioranza in grado di provare ad affermare un profilo di  governo
  e di azione amministrativa; un Governo che galleggia, fino a quando
  lo vedremo.
   Ma,  se  avessimo ancora quel modello, quello che c'era una volta,
  noi saremmo, ad appena un anno di legislatura, con una crisi che si
  sarebbe  sviluppata nel corso di almeno nove mesi.  Infatti  questo
  Governo,  diciamoci  la  verità, a tre mesi  dalla  sua  nascita  è
  entrato in crisi.
   Bene,  cosa  fa il senatore d'Alia? Invece di affrontare  il  nodo
  politico,  pensa  di  risolvere il problema  rimuovendo  l'elezione
  diretta del presidente della regione.
   Ecco perché c'è un passo indietro. Un passo indietro culturale, un
  passo  indietro politico, un passo indietro rispetto ad  una  delle
  conquiste,  che  io  considero  e  che  vanno  difese,  quelle  del
  principio  della elezione diretta e della stabilità dell'esecutivo,
  perché  le  risse della politica non possono causare  l'instabilità
  delle istituzioni.
   C'é  un  punto - mi rivolgo a lei, signor Presidente e, attraverso
  lei,  mi  rivolgo  alla Commissione Statuto alla  quale  era  stato
  affidato  un incarico, dopo l'avvenuta proroga, -, c'è un nodo  che
  dobbiamo  affrontare, e dobbiamo affrontarlo laicamente  senza  che
  nessuno lo viva come un attacco, una sorta di minaccia alle singole
  persone:  il  sistema  attuale  che  prevede,  in  caso  di  morte,
  dimissioni  o  impedimento,  lo  scioglimento  dell'Assemblea,   lo
  considero una aberrazione del principio parlamentare.
   Su  questo punto - ecco perché ho voluto usare questa questione  e
  ho voluto usare il testo D'Alia - voglio dire che c'è una questione
  che  dobbiamo affrontare: come superare una violenza  che  è  stata
  perpetrata dal Parlamento nazionale nell'anno 2000, quando è  stato
  modificato  lo  Statuto siciliano con l'introduzione  dell'elezione
  diretta  del presidente della Regione, e si é stabilito, con  norma
  costituzionale, visto che è nello statuto, il principio secondo  il
  quale,  in  caso  di  morte, impedimento o dimissioni,  l'Assemblea
  decade.
   Vedremo, poi, nel merito. Non voglio aprire qui un dibattito sulle
  diverse soluzioni.
   Ma,  certamente, una cosa sono le dimissioni che rappresentano  un
  gesto politico chiaro, che determinano una conseguenza, altra  cosa
  sono i fattori di impedimento o morte che non possono ostacolare il
  principio della continuità parlamentare di un Parlamento.
   Ripeto, il dettaglio lo affronteremo se e quando affronteremo tale
  questione.
   Però  dobbiamo decidere, signor Presidente, se affrontarlo o  meno
  perché,  ripeto,  non  può accadere di nuovo ciò  che  abbiamo  già
  vissuto nel corso della legislatura 2001-2006, quando il Parlamento
  siciliano, in occasione della modifica del nostro statuto, cercò di
  affrontare  questo tema in sede di proposta di modifica statutaria,
  e  in  quest'Aula esponenti politico-parlamentari della maggioranza
  di  allora  hanno  vissuto  quel dibattito  come  una  minaccia  o,
  addirittura, come un'anticipazione di scenario rispetto  all'allora
  presidente della regione.
   Io  sono  abituato a parlare chiaro e per essere chiaro a  chi  mi
  ascolta  ma non è in quest'Aula e  magari non è addentro  ai  fatti
  della  politica, già allora quando vi fu il dibattito sul  tema  di
  cosa fare in caso di dimissioni, morte o impedimento del presidente
  della  Regione,  il  Parlamento fu bloccato in  questa  discussione
  perché c'era la vicenda Cuffaro che pendeva sulla vita pubblica  di
  questa  Regione.  Per cui, se il Parlamento avesse affrontato  quel
  tema,  sarebbe  quasi sembrato che, in qualche modo, si  anticipava
  uno scenario possibile e provato.
   Oggi, lo dico rispetto al presidente Lombardo, non può esserci una
  discussione  su  questo  tema:  su cosa  fare  in  caso  di  morte,
  impedimento  o  dimissioni e vivere questo dibattito,  addirittura,
  come  una intimidazione alla persona. E' intollerabile questo  modo
  di discutere.
   Ecco  perché io credo che se la Commissione Statuto vuole svolgere
  un  compito,  diciamo, utile  per questo Parlamento,  è  necessario
  affrontare con una certa urgenza il tema.
   Questo  non vuol dire che l'ipotesi che facciamo varrà per  questa
  legislatura, potrà valere per le prossime legislature; ma  il  tema
  va  affrontato  perché,  se c'è qualcosa che personalmente  intendo
  difendere  in questo Parlamento sono: la stabilità degli esecutivi,
  quindi l'elezione diretta, e il valore del principio parlamentare.
   Ecco perché un Parlamento non può essere subordinato ai destini di
  una  persona.  Il Parlamento ha la sovranità di rappresentanza  del
  popolo, non di una persona.
   Si  tratta di questioni che credo il Parlamento abbia il dovere di
  affrontare con una certa rapidità.
   Oggi  esprimiamo un parere - capisco anche le ragioni e  il  garbo
  con  cui  l'onorevole  Cordaro ha posto la  questione  relativa  al
  disegno  di  legge D'Alia -, però, sinceramente, mi auguro  che  il
  Parlamento rigetti per davvero all'unanimità quel disegno di legge,
  perché  non  è  in discussione D'Alia o altri, è in discussione  la
  rimessa  in discussione di una riforma introdotta nel 2001  e  che,
  tutto   sommato,   ha  prodotto  qualche  elemento   di   modernità
  istituzionale e che io vorrei difendere.
   Lo  dice  uno  che,  da quando c'è l'elezione  diretta  in  questa
  Regione, è stato chiamato a fare l'opposizione. Il fatto di  essere
  all'opposizione  non  mi  condiziona  nell'esprimere  un   giudizio
  comunque positivo al principio dell'elezione diretta, principio che
  vorrei  continuare  a difendere e che tutto il  Parlamento,  a  mio
  avviso, dovrebbe continuare a difendere.

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che  un
  dibattito  di questa portata sui tanti disegni di legge in  materia
  di  riforma  dello  Statuto e, quindi, della riforma  della  nostra
  Costituzione,  se vogliamo, dovrebbe essere sganciato  dai  momenti
  politici  -  su  questo, ha ragione l'onorevole  Cracolici  -   che
  viviamo  perché,  spesso,  nei  nostri  giudizi,  possiamo   essere
  condizionati o affrettati nella scelta e nel voto.
   Sarei  quasi tentato - ma non lo faccio perché mi rendo conto  che
  il  Parlamento ha i suoi tempi - di chiedere un rinvio a quando gli
  animi saranno più sereni perché si ritorni in Commissione Statuto a
  riflettere  unitariamente su tutti i disegni di legge, sul  modello
  che  vogliamo dare al nostro Statuto e, soprattutto, al sistema  di
  elezione del Presidente e di eventuale sfiducia del Presidente.
   Mi   corre,   però,  l'obbligo  di  sottolineare  una   questione,
  garbatamente  posta  dall'onorevole Cracolici,  che  è  quella  del
  disegno di legge D'Alia.
   Penso  che se il disegno di legge D'Alia fosse stato posto  in  un
  momento diverso rispetto a quello attuale, che vede interessato  il
  Parlamento  ma  soprattutto la politica siciliana su  un  dibattito
  che,  fino  ad  un certo punto, appartiene alle istituzioni,  forse
  avrebbe avuto un esito diverso da parte della stessa Commissione.
   E  dico il perché: gli articoli 9 e 10 sono omogenei tra di loro e
  perfettamente agganciati. Sono articoli che garantiscono proprio la
  stabilità  del  Governo,  ma si conciliano  con  il  principio  del
  parlamentarismo invocato dall'onorevole Cracolici.
   Guardate   l'esperienza  di  questi  anni.  Ma  non  mi  riferisco
  assolutamente al Governo Lombardo perché sarebbe facile dire se sia
  stata  garantita o meno la stabilità, anch'io mi farei  coinvolgere
  in  un  gioco politico. Poi va dato atto al senatore D'Alia, e  non
  solo   perché   presidente   del  Gruppo   parlamentare   dell'UDC,
  dell'onestà  intellettuale nell'avere introdotto -  cosa  da  tutti
  invocata - il principio della sfiducia al Presidente su un  sistema
  futuro  ad  elezione nuova, non ad elezione in  corso.  Di  questo,
  obiettivamente,  gli  va dato atto. Quindi,  è  stato  il  primo  a
  sganciarsi dalla situazione politica momentanea,  perché non dirlo.
  Noi  tutti, in questo momento, come parlamentari, ci chiediamo  del
  nostro ruolo; noi tutti come parlamentari ma ritengo ancora di più,
  signor Presidente, ci chiediamo del ruolo degli assessori.
   Spesso  dimentichiamo che l'articolo 9 prevede che  gli  assessori
  sono  preposti ai singoli rami di amministrazione. Noi vediamo  che
  gli  assessori  non riescono ad esercitare fino in  fondo  il  loro
  ruolo,  indipendentemente dal presidente che si  chiami  Cuffaro  o
  Lombardo,  perché è entrata nella mente dei siciliani quasi  l'idea
  che il presidente della Regione sia il sindaco dei siciliani.
   Se  questa  è la sensazione che vogliamo dare, allora diciamo  che
  questo  disegno di legge nella sua dimensione sarebbe assolutamente
  infondato.
   Onorevole Aricò, lei faceva alcuni riferimenti poco fa dicendo che
  l'articolo 41 era in contrasto con lo Statuto. Ma noi non siamo  in
  contrasto con lo Statuto; in questa fase, stiamo procedendo proprio
  alla modifica dello Statuto.
   Riterrei  necessaria più cautela. Non è un atto  politico  diretto
  contro questo o quel Governo. E' un atto di una certa importanza, è
  un  valore istituzionale di grandissimo interesse, se pensiamo alle
  vicende che hanno interessato non tanto questo Parlamento -  perché
  sarebbe  secondario - ma che hanno interessato i  siciliani,  dalle
  dimissioni  del presidente Cuffaro per un fatto che non apparteneva
  alla  volontà  del presidente Cuffaro né, tanto meno, alla  volontà
  del Parlamento stesso e, per quello che riguarda anche - perché non
  dirlo -  le eventuali composizioni, o scomposizioni, di maggioranze
  che   dovrebbero   riflettere   quello   che   è   stato   espresso
  dall'elettorato.
   Se  una cosa garantisce questo disegno di legge che porta il  nome
  del  senatore D'Alia, è proprio la stabilità perché prevede termini
  rigidi,   prevede  che,  entro  dieci  giorni  dalle  elezioni,   a
  maggioranza  assoluta dei suoi componenti, l'Assemblea  sceglie  il
  Presidente  e lo si può sfiduciare per non più di una volta.  Penso
  che,  se  votassimo favorevolmente questo disegno di legge, avremmo
  quella  sinergia  fra Parlamento e Governo che, probabilmente,  nel
  corso  di questi anni - non mi riferisco solo agli ultimi -  non  è
  stata garantita.
   Preannuncio  che  il  mio  Gruppo parlamentare  chiederà  il  voto
  segreto su questo disegno di legge.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  questo  è   un
  dibattito  importante e qualificante per questo Parlamento.  E'  un
  dibattito  di  altissimo  livello politico e  istituzionale  perché
  richiama l'attenzione del Parlamento nazionale e, quindi, di Camera
  e  Senato,  sulle vicende che riguardano lo Statuto  della  Regione
  siciliana  e,  in  particolare, sulle vicende e  sulle  prerogative
  esclusive di questo Parlamento.
   Io credo che su questo dibattito non debba pesare assolutamente  -
  perché  sarebbe  viziato  e condizionante  -  ogni  riferimento  al
  Governo in carica.
   L'avvocato Armao, apprezzatissimo conoscitore del diritto, sa  che
  le  norme valgono sempre per l'avvenire e, quindi, la prima cosa da
  fare  è  che questo Parlamento si deve spogliare dell'imbarazzo  di
  parlare  di  un  disegno  di  legge di  modifica  del  suo  assetto
  istituzionale guardando al Governo in carica.
   Credo  il  contrario  di quello che diceva il capogruppo  del  PD,
  onorevole  Cracolici:  il   principio  di  democrazia  che  lei  ha
  invocato,   e  che  tutti  condividiamo,  prevede  esattamente   il
  contrario  e, cioè, che il Parlamento abbia la possibilità,  in  un
  certo momento storico, di prevedere anche la sfiducia ad un Governo
  che non garantisca gli interessi della Sicilia.
   Pensare  di  escludere e al Parlamento o anche al corpo elettorale
  la   possibilità  di  ricorrere  ad  un  momento  interruttivo   di
  un'esperienza di Governo, quando non garantisce gli interessi della
  Sicilia, non è un principio di condizionamento ma è un principio di
  altissima  democrazia  e  di  rispetto  e  conferma  della  volontà
  popolare.  E' chiaro che un eventuale voto favorevole sul  progetto
  di  legge  costituzionale  presentato dall'onorevole  D'Alia,  oggi
  verrebbe  sicuramente  interpretato  come  un  attacco  all'attuale
  presidente della Regione.
   Signor  Presidente, onorevoli colleghi, io sono fra coloro che  ha
  dato  il  suo  voto al presidente della Regione;  sono  colui  che,
  avendo  ottenuto 17.000 consensi, ha trasferito questi 17.000  voti
  al  presidente  della  Regione; sono fra coloro  che  difendono  il
  Governo.  Sono un parlamentare di maggioranza che, al di  là  delle
  fibrillazioni all'interno della maggioranza e all'interno del PDL -
  che non condivido perchè ci fanno perdere consensi nei riguardi dei
  cittadini, ci vanno a delegittimare -, se oggi il presidente  della
  Regione  dovesse ricandidarsi, allo stato attuale io lo voterei  di
  nuovo.
   Sono  un  parlamentare  fedele  al rapporto  con  gli  elettori  e
  garantisco  questo Governo, conservando il diritto di  critica  nei
  confronti del Governo stesso quando non va. Però noi dobbiamo,  per
  un  momento, ragionare da parlamentari, da legislatori, e  dobbiamo
  capire se oggi dobbiamo garantire ad un Governo che nasce di durare
  cinque anni, senza prevedere un momento democratico di interruzione
  di un'esperienza negativa
   Immaginate   un   presidente  che  sbaglia,  un   presidente   che
  impazzisce, un presidente che perde la maggioranza, che governa con
  una  coalizione  diversa da quella voluta dal corpo elettorale   Un
  presidente   insensibile  alle  aspettative   dei   cittadini,   un
  presidente che non abbia più il prestigio delle istituzioni  ed  il
  consenso dei cittadini
   Cosa  dovremmo  fare? Mummificare una persona che i cittadini  non
  vorrebbero  più? Assolutamente  Noi dobbiamo prevedere un   momento
  di interruzione, come si fa con i sindaci.
   La  sfiducia  che  è  stata prevista per i sindaci  negli  anni  è
  diminuita,  perché  è  chiaro che i sindaci,  proprio  perché  sono
  soggetti ad una mozione di sfiducia, hanno lavorato con un maggiore
  collegamento col corpo elettorale, con i consiglieri comunali,  con
  i  partiti e con la politica tutta; ma nessun comune che prevede la
  sfiducia fa un attacco preventivo al sindaco eletto.
   Sarebbe    una   follia,   signor   Presidente,   non    prevedere
  democraticamente  e nel rispetto di alcune garanzie  un'alternativa
  ad  un  Governo  che  non  garantisce  più  la  città,  o  che  non
  garantisca,  nella fattispecie, il presidente della  Regione  e  la
  Sicilia.
   Pertanto, anticipo il mio voto favorevole al disegno di legge  del
  senatore  D'Alia perché ritengo che la previsione di un momento  di
  interruzione  fondato, giustificato, motivato e garantito,  di  una
  esperienza di Governo sia esclusivamente una forma di rispetto  per
  la democrazia parlamentare.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a nome del Gruppo
  parlamentare  Movimento  per  le  Autonomie  esprimo  il   dissenso
  rispetto  al  progetto di legge costituzionale  A.S.  n.  1643  che
  ritengo  anche in parte una provocazione. E solo in questi  termini
  la  possiamo interpretare perché è impensabile che oggi si  ritorni
  indietro di un decennio e, soprattutto, che una forza politica  che
  si  definisce moderna e che aspira nuovamente a governare il nostro
  Paese  possa proporre un'iniziativa del genere che, oltre  a  farci
  ritornare  indietro  di  dieci anni, rende nuovamente  ostaggio  il
  Governo  e  il  Presidente della Regione rispetto ad una  serie  di
  frustrazioni parlamentari che, spesso, non sono sicuramente  frutto
  di nobili valutazioni politiche.
   Questo  è importante sottolineare perché poc'anzi si è parlato  di
   impazzimento  del presidente della Regione. Ebbene, io  mi  chiedo
  anche  se si possa parlare parallelamente di  impazzimento   di  un
  Parlamento  nel senso che, come è stato sottolineato, un presidente
  può  anche, mantenendo fede all'impegno elettorale, mantenendo fede
  al  programma  cha ha presentato agli elettori e che  gli  elettori
  hanno votato, portare avanti un'iniziativa esattamente coerente con
  il programma che lo ha supportato. Magari quel programma non trova,
  però,   in   una  serie  di  meandri  parlamentari  la   giusta   e
  consequenziale  sensibilità. In questo caso non so  quale  dovrebbe
  essere  la  valutazione. Un presidente che  va  avanti  ugualmente,
  tenendo   fede   al  proprio  impegno  elettorale   e   soprattutto
  rispettando, sì in questo caso, la sovranità di un popolo che lo ha
  eletto, oppure bisogna fare altri tipi di valutazione?
   E,  rispetto anche agli altri elementi che riguardano  la  persona
  del   presidente,  voglio  evidenziare  a  questo  Parlamento   che
  l'elezione  diretta del presidente della Regione ha introdotto  una
  personalizzazione  pure  rispetto  al  programma  e  all'azione  di
  governo  che,  comunque, il popolo valuta e,  da  questo  punto  di
  vista, poi, premia o boccia.
   E'  naturale  che,  sotto questo profilo, il principio  del  simul
  stabunt  simul  cadent è proprio connaturato a tale  aspetto  ed  è
  normale  oggi  -  potremmo disquisire tanto - che alla  figura  del
  presidente  e, quindi, al programma che il presidente  con  la  sua
  squadra  ha sottoposto alla valutazione degli elettori, sia  legato
  l'intero destino del Parlamento.
   Alla fin fine, noi abbiamo un altro ruolo, non abbiamo un ruolo di
  governo,  abbiamo  altri  ruoli che dobbiamo  saper  esercitare  ed
  ognuno di noi li deve saper esercitare, e non rispetto a quelle che
  possono   essere   le  quotidiane  e  legittime,  tra   virgolette,
  frustrazioni  o  magari  le  non condivisioni  di  situazioni,  che
  francamente  potrebbero  anche essere in  piena  contraddizione  ad
  un'azione  di  governo  votata  in modo  democratico.  Ecco  perché
  definisco  una provocazione questo progetto di legge costituzionale
  che  la  Commissione  Statuto ha fatto bene a  bocciare,  dando  un
  parere negativo.
   Invito  il  Parlamento ad essere consequenziale  rispetto  ad  una
  provocazione  e,  quindi,  a  rispettare  quello  che  è  ormai  un
  principio  sacrosanto, che sta funzionando  e  che  soprattutto  dà
  forza  a  chi  oggi, in modo particolare, porta  avanti  una  forte
  azione  di  rinnovamento,  che  è  frutto  comunque  di  un  vaglio
  democratico  e  che,  rispetto a questo, non può  essere  messo  in
  discussione da altri tipi di logiche.
   Rispetto  agli  altri  due progetti di legge  costituzionale,  noi
  condividiamo  il  disegno  di  legge numero  1655  (presentato  dai
  senatori  Finocchiaro  ed  altri), perché  questo  riporta  ad  una
  diatriba  storica  - che tutti noi conosciamo - tra  De  Gasperi  e
  Sturzo,  perché  su questo aspetto ci fu uno scontro  che  riguarda
  esattamente  quella  parolina   magica :   l'iniziativa  appartiene
  anche all'Assemblea .
   Ricordiamoci   che   quel   termine  fu  introdotto   abusivamente
  sessant'anni  fa  e  ci fu una grande querelle  su  questo  aspetto
  perché  rappresentava un'offesa a quel principio di  autonomia  che
  era  stato  allora condiviso e che era stato fortemente voluto  dai
  siciliani; fu un colpo di mano.
   Restituire  oggi  dignità al lavoro svolto oltre sessant'anni  fa,
  significa  restituire al popolo siciliano quel  principio  che  era
  stato  allora  condiviso  e, poi, all'improvviso   annacquato'  con
  questo termine. Ecco perché condividiamo questo principio, perché è
  vero  quello  che già è stato sostenuto: la specialità diffusa  che
  deriva  dalla riforma del Titolo V della Costituzione ha funzionato
  in  modo  rovesciato. I giuristi, a ragione, parlano di   autonomia
  rovesciata'  per quanto riguarda le regioni a statuto speciale.  E'
  vero.
   Noi     dobbiamo    ripristinare    questo    principio    perché,
  paradossalmente, oggi ci troviamo in un livello diverso, degradato,
  rispetto  alla possibilità che hanno le regioni a statuto ordinario
  di modificare il proprio statuto.
   Esprimiamo   anche   parere  contrario  al   progetto   di   legge
  costituzionale numero 1656 perché, già da questo punto di vista,  è
  un  solido principio collegato alla valutazione di espressioni  che
  noi,   con  motivazioni  forti,  abbiamo  già  utilizzato  per   il
  precedente progetto di legge costituzionale.
   L'invito  del  Gruppo parlamentare MPA è quello di  respingere  le
  provocazioni.  Ma  per quanto riguarda, invece,  la  valorizzazione
  della  nostra autonomia e, quindi, la correzione anche  di  qualche
  errore  storico che è stato fatto, collegarci a questo principio  e
  valutare  positivamente  questo disegno di  legge  che  restituisce
  dignità alla nostra Terra.


   Presidenza del vicepresidente Formica


   Votazione finale dei pareri sui progetti di legge costituzionale
                  nn A.S. 1643, A.S, 1655 e A.S. 1656

   PRESIDENTE.  Non essendoci altri deputati iscritti a  parlare,  si
  passa  alla  votazione  finale dei pareri  sui  progetti  di  legge
  costituzionale nn. A.S. 1643, A.S, 1655 e A.S. 1656.
   Il parere del Governo?

   ARMAO,  assessore  alla Presidenza. Signor Presidente,  prendo  la
  parola  per  la prima volta in questa prestigiosa Aula e  porgo  il
  saluto all'intero Parlamento.
   Sulle  posizioni che sono state espresse dai diversi Gruppi vorrei
  esprimere  quella del Governo, avuto riguardo al primo  disegno  di
  legge  e,  segnatamente,  al progetto di legge  costituzionale  del
  senatore D'Alia.
   Mi  associo  alla  posizione della Commissione Statuto  esprimendo
  parere  contrario  in  virtù  di  una  considerazione:  l'Assemblea
  regionale  ha una responsabilità, che è quella di darsi  le  regole
  dell'autonomia. In questo senso il fatto che il Parlamento  ritenga
  di   intervenire   unilateralmente,  determinando   una   eteronoma
  determinazione delle regole dello Statuto, lo troviamo irrituale  e
  in  contrasto con la valorizzazione dell'autonomia che, invece,  la
  Costituzione intende sviluppare.
   Sostanzialmente, si arriva ad una vulnerazione dell'autonomia che,
  opportunamente,  il  Parlamento ha respinto qualche  settimana  fa,
  votando  con  parere  contrario  i  disegni  di  legge  di  riforma
  costituzionale che sono stati esaminati.
   Si  tratta,  quindi, di una posizione che riteniamo  debba  essere
  coerente  proprio perché incide sui margini dell'autonomia,  al  di
  là,  poi,  dei  contenuti del disegno di legge  costituzionale  che
  incide  sul  principio del simul stabunt simul  cadent  e,  quindi,
  introduce  una  vulnerazione del modello  presidenziale  introdotto
  dalla riforma costituzionale.
   Per  quanto  concerne  il progetto di legge costituzionale  numero
  1655,  il  Governo  esprime parere favorevole proprio  per  l'ampia
  autonomia  e  il rafforzamento dell'autonomia stessa,  che  intende
  introdurre nello Statuto.
   Per  quanto  riguarda, invece, il progetto di legge costituzionale
  numero  1656,  il Governo esprime parere contrario proprio  per  le
  considerazioni in ordine alla vulnerazione dell'autonomia che  esso
  sviluppa.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione il parere contrario espresso  dalla
  Commissione Statuto sul progetto disegno costituzionale A.S. numero
  1643.

   ARDIZZONE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

     Votazione per scrutinio segreto del parere contrario espresso
    dalla Commissione Statuto sul progetto di legge costituzionale
                             A.S. n. 1643

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento  dagli  onorevoli  Buzzanca,  Campagna,  Caputo,  Cascio
  Salvatore, Cordaro, Falcone, Fiorenza, Greco, Lo Giudice, Marinello,
  Picciolo  e Pogliese, indìco la votazione per scrutinio segreto  del
  parere sul progetto di legge costituzionale A.S. numero 1643.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano:   Ammatuna,  Ardizzone,  Arena,  Aricò,   Bonomo,   Bosco,
  Bufardeci,  Buzzanca, Campagna, Caputo, Caronia, Cascio  Salvatore,
  Colianni, Cordaro, Corona, Cracolici, D'Agostino, De Benedictis, De
  Luca,  Di  Benedetto,  Digiacomo, Di Guardo,  Di  Mauro,  Donegani,
  Falcone,  Faraone,  Ferrara,  Fiorenza,  Gennuso,  Gianni,   Greco,
  Laccoto,  Leanza  Nicola, Lentini, Limoli, Lo  Giudice,  Marinello,
  Marrocco,  Marziano, Mattarella, Minardo, Mineo, Musotto,  Nicotra,
  Panarello,  Picciolo,  Ragusa, Raia, Romano,  Ruggirello,  Termine,
  Torregrossa, Vinciullo, Vitrano.

   Sono  in  congedo: Adamo, Apprendi, Barbagallo, Cintola, Currenti,
  Fagone, Federico, Forzese, Lupo, Rinaldi, Scilla e Speziale.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            56
   Votanti         .  54
   Maggioranza         28
   Favorevoli          30
   Contrari            24

                            (E' approvato)

  Votazione del parere favorevole espresso dalla Commissione Statuto
           sul progetto di legge costituzionale A.S. n. 1655

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione del parere favorevole espresso
  dalla Commissione Statuto sul progetto di legge costituzionale A.S.
  n. 1655.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Votazione del parere contrario espresso dalla Commissione Statuto
           sul progetto di legge costituzionale A.S. n. 1656

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione del parere contrario  espresso
  dalla Commissione Statuto sul progetto di legge costituzionale A.S.
  n. 1656.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a domani,  mercoledì  30
  settembre 2009, alle ore 12.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Formica


   I -  Comunicazioni.

   II - Discussione del disegno di legge:
         «Disposizioni per agevolare l'incontro tra domanda e offerta
  di lavoro» (n. 349/A)
         Relatore: on. Panarello.

                   La seduta è tolta alle ore 18.48

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      Dott.ssa Iolanda Caroselli