Presidenza del vicepresidente Formica
GENNUSO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
Comunicazione di opzione di carica parlamentare
PRESIDENTE. Comunica che, con nota del 28 settembre 2009,
pervenuta in pari data a questa Presidenza, l'onorevole Salvatore
Cintola, eletto senatore della Repubblica e successivamente
proclamato deputato regionale, ha dichiarato di optare per
quest'ultima carica.
Comunico, altresì, che di tale opzione lo stesso deputato ha
provveduto, come leggesi nella sopra citata lettera, ad informarne
il Senato della Repubblica mediante separata nota ivi allegata.
L'Assemblea ne prende atto.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo gli onorevoli: Rinaldi,
per motivi di salute, a decorrere dall'odierna seduta; Adamo,
Apprendi, Cintola, Currenti, Federico, Forzese, Lupo, Scilla e
Speziale per la presente seduta; Fagone per oggi e domani 30
settembre 2009.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno di
legge:
«Norme di adeguamento delle imprese al decreto legislativo 8
giugno 2001, n. 231» (n. 465)
- di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli
Ardizzone, Maira, Dina, Cordaro, Gianni, Ragusa, Fagone, Lo
Giudice, Cascio Salvatore
- in data 24 settembre 2009.
Comunicazione di trasmissione di copia della documentazione
relativa al POR Sicilia 2000/2006
PRESIDENTE. Comunico che, in data 24 settembre 2009, il Presidente
della Regione ha trasmesso copia della documentazione relativa al
POR Sicilia 2000/2006. Complemento di programmazione -
Deliberazione n. 214 del 27 giugno 2009 - Errata corrige Piani
finanziari.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
GENNUSO, segretario:
«All'Assessore per la sanità, premesso che:
il Governo regionale ha varato misure per il rientro della spesa
sanitaria, obiettivo condiviso dagli amministratori comunali dei
comuni madoniti;
in tale ottica devono essere salvaguardate le prestazioni
essenziali in tutto il territorio regionale, ivi comprese le aree
disagiate;
gli ultimi provvedimenti varati dal direttore generale dell'ex
AUSL n. 6, riguardanti l'ospedale di Petralia (PA), si basano
esclusivamente su criteri statistici;
l'accorpamento funzionale dei nosocomi di Termini Imerese e
Petralia Sottana sembra prospettare per il presidio ospedaliero
madonita un ruolo marginale rispetto all'assoluta centralità di
quello di Termini Imerese;
considerato che:
il presidio di Petralia Sottana si trova a notevole distanza dagli
altri plessi ospedalieri (80 chilometri circa da Termini e 110 da
Palermo), con viabilità precaria e conseguente difficoltà di
transito e tempi di percorrenza molto lunghi;
i comuni del comprensorio madonita sono ubicati in un territorio
montano, anche oltre i mille metri d'altitudine, e che di
conseguenza l'intero territorio è da considerare zona disagiata,
soprattutto nel periodo invernale a causa di nevicate, ghiaccio,
frane e dissesti;
visto che i sindaci e i consigli comunali dei comuni madoniti
hanno pubblicamente chiesto una revisione delle misure e dei
provvedimenti varati dalla direzione dell'ex AUSL n. 6;
per sapere se non ritenga di dover intervenire per:
il mantenimento delle unità operative complesse (UOC) per
chirurgia generale, ostetricia e ginecologia, ortopedia e
traumatologia, medicina, dei servizi di radiologia, anestesia e dei
laboratori di analisi;
il potenziamento del presidio ospedaliero con una specifica
missione sul versante della riabilitazione, intesa nell'accezione
più ampia, e della lungodegenza, nell'ambito dell'offerta sanitaria
regionale;
il potenziamento anche dell'area di emergenza per la
stabilizzazione dei pazienti da indirizzare verso unità
specialistiche di altri nosocomi, attraverso un sistema di
trasporto con auto o eliambulanze». (752)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
APPRENDI - CRACOLICI - FARAONE - LUPO - VITRANO
«All'Assessore per la sanità, premesso che il Governo regionale ha
adottato misure di contenimento della spesa sanitaria inevitabili e
parzialmente condivisibili;
visto che tali misure hanno indotto le amministrazioni dell'ex
AUSL 6 a predisporre un piano di riorganizzazione della rete
territoriale attraverso la revisione della rete ospedaliera e la
riduzione dell'attività correlata che riguarda i presìdi
ospedalieri di Partinico-Corleone-Palazzo Adriano (PA);
osservato che, nonostante nel 2008 nell'ospedale di Partinico
fossero disponibili 12 posti letto per le malattie endocrine, che
risultano essere stati occupati per il 131%, il piano del 2009
prevede una rimodulazione con riduzione a 7 posti letto;
per sapere in base a quali principi di efficienza e produttività
si sia proceduto ad un simile taglio che, oltretutto, riduce un
servizio utile al comprensorio del Partinicese e in buona misura
rispondente a una sostenuta domanda da parte di medici e pazienti».
(753)
APPRENDI - CRACOLICI - FARAONE - LUPO - VITRANO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura e
le foreste, premesso che è stato emanato il recente bando
dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione siciliana
relativo alla selezione di 240 unità (laureati e diplomati) da
formare e successivamente assumere presso le riserve naturali in
gestione alla stessa azienda;
visto che tale bando contrasta con la ribadita volontà del Governo
regionale di non ampliare la platea dei dipendenti regionali né,
tanto meno, quella del precariato;
rilevato che il bando in questione riconosce diritto anche a
soggetti privi di titolo non residenti nei comuni limitrofi alle
riserve naturali gestite dall'Azienda foreste demaniali;
ritenuto che tale scelta contrasta con le leggi regionali sulle
aree protette (leggi regionali nn. 98 del 1981 e 14 del 1988) che,
per le attività previste dal bando, obbligano a utilizzare
esclusivamente soggetti e cooperative locali;
per sapere:
se non ritengano opportuno intervenire per l'annullamento del
bando e l'attivazione di una procedura ispettiva per accertare
eventuali responsabilità dei funzionari che lo hanno elaborato,
ignorando le citate leggi regionali, e per verificarne le
motivazioni;
quali ragioni abbiano indotto l'Azienda foreste demaniali della
Regione siciliana ad escludere altre procedure interne per
selezionare personale già in carico all'azienda stessa e che già
svolgono e sono idonei a svolgere tutte le funzioni previste dal
bando». (757)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
APPRENDI
«All'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la formazione
professionale e l'emigrazione, premesso che:
in materia di parità scolastica sono state introdotte
significative innovazioni normative che ogni scuola interessata
avrebbe dovuto acquisire per tempo e applicare nelle modalità
corrette;
in Sicilia alcune scuole primarie paritarie, unicamente a causa
della scarsa informazione, hanno proceduto con ritardo ad inoltrare
le domande dirette alla stipula delle convenzioni relativamente
all'anno scolastico 2008/2009;
considerato che il suddetto ritardo, seppur con difficoltà, non si
è invece determinato per l'anno scolastico in corso e pertanto si è
riusciti ad attivare le convenzioni in oggetto;
ritenuto che:
gli operatori della scuola non hanno ancora sufficientemente
acquisito l'iter burocratico da adottare e ciò continua a
determinare difficoltà;
in alcune realtà gli enti locali interessati hanno sollevato le
questioni sopra indicate allo scopo di sollecitare un intervento
risolutivo per le scuole rimaste prive di convenzione;
per sapere se, alla luce dei fatti sopra descritti, non ritenga
opportuno adottare le dovute iniziative al fine di consentire il
recupero delle convenzioni andate perdute relative all'anno
scolastico 2008/2009». (759)
MARZIANO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
GENNUSO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la cooperazione,
il commercio, l'artigianato e la pesca, premesso che l'art. 89 del
regolamento CE n. 43 del 2009 stabilisce che, ai fini della
protezione del pesce spada, in particolare dei pesci piccoli, la
pesca del pesce spada nel Mar Mediterraneo è vietata dall'1 ottobre
al 30 novembre 2009;
considerato che:
in tutta Italia, e specialmente in Sicilia, si ritiene ingiusto il
provvedimento adottato a Bruxelles perché non tiene conto del fatto
che, nei mesi autunnali, la pesca del pesce spada col palangaro è
altamente selettiva, poiché l'armamento tipico dell'attrezzo è tale
da garantire la cattura di esemplari di taglia regolare;
nel periodo che va dall'1 ottobre al 30 novembre 2009, le unità da
pesca con licenze polivalenti potranno esercitare attività di pesca
diverse da quelle del palangaro ai pelagici, molte unità da pesca,
armate anche a strascico e oggetto dell'attuale calendario di fermo
(d.a. 24/pesca del 31 luglio 2009), sono autorizzate anche a
ricorrere al palangaro e, una volta ripresa l'attività (successiva
al fermo di cui sopra), di solito si armano al palangaro per
pelagici nei mesi autunnali-invernali. Queste imprese del settore
pesca, in osservanza del regolamento CE n. 43/09, sicuramente
andranno incontro ad un altro periodo di interruzione forzata
dell'attività di pesca;
per sapere:
quali provvedimenti intendano adottare al fine di chiarire alle
imprese interessate come dovranno comportarsi;
su quali incentivi o provvidenze potranno contare nel momento in
cui dovessero obbligatoriamente fermarsi per rispettare l'art. 89
del regolamento CE n. 43/2009». (754)
POGLIESE-MARROCCO-CAPUTO-VINCIULLO-FALCONE
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per i lavori pubblici
e all'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che la
viabilità ordinaria della strada statale n. 113 dell'area del Mela
e del Milazzese (ME) costituisce, nell'ambito del sistema viario
nazionale, un nodo nevralgico che da troppi anni attende le
necessarie soluzioni, sottoponendo le popolazioni, locali e non, ad
oneri troppo elevati, non più sopportabili in termini di costi
sociali ed economici, a causa della carenza di infrastrutture e per
il mancato ammodernamento e potenziamento delle poche ed
insufficienti opere infrastrutturali di trasporto e stradali
esistenti;
verificato che, in tale ambito, il tratto della strada statale n.
113, compreso tra gli svincoli di Rometta e Barcellona del raccordo
autostradale A20, è sottoposto ad un traffico enormemente aumentato
rispetto a quello previsto all'epoca della sua costruzione, a causa
della funzione sia di bretella interna che attraversa i 16 paesi,
per un totale di 120.000 abitanti circa, che di collegamento sulla
direttrice Messina-Palermo e Palermo-Messina;
verificato, inoltre, che:
il tratto della strada statale n. 113 in questione è utile agli
utenti per motivi diversi di spostamento, che vanno da quelli di
lavoro o di studio, lungo la direttrice est-ovest, oltre che dovuto
a fenomeni di pendolarismo quotidiano infracomunale da e per
l'Università degli studi, per gli ospedali e i vari enti
territoriali insistenti nel capoluogo di Messina, registrandosi
alti valori di congestione del traffico, anche al di fuori delle
ore di punta tradizionale, fino alla paralisi totale che, in
presenza di incidenti, determina effetti di crisi in larghe parti
dei territori comunali limitrofi;
si ricordino, in proposito, due eventi: l'incidente ferroviario a
Rometta e l'incendio del 2007 che determinò anche morti; in ambedue
i casi l'intero sistema viario rimase bloccato, compresa l'A20, e
ciò non ha consentito il rapido arrivo dei soccorsi, sia dei vigili
del fuoco che della assistenza medica e della protezione civile;
considerato che l'imponente domanda di mobilità, in costante
evoluzione, comporta volumi di traffico inaccettabili rispetto alle
caratteristiche geometriche e funzionali del tratto, con la
conseguente determinazione di spostamenti insicuri, lenti ed in
costante equilibrio precario in totale carenza di misure di
prevenzione e di sicurezza;
considerato, in particolare, che tra Rometta e Barcellona insiste
lo svincolo dell'A20 Milazzo, che si innesta sulla strada statale
n. 113 nel territorio di San Filippo del Mela e che proprio in
questa area, al servizio della quale è posto lo svincolo di
Milazzo, insistono ben tre centri commerciali che registrano
annualmente circa 4 milioni di presenze, che dallo svincolo
autostradale con l'innesto sulla strada statale n. 113 si dipartono
in più direttrici (strada per Milazzo, per Barcellona Pozzo di
Gotto, strada per l'area ASI, che non è ancora provvista di un
completo e funzionale asse stradale indipendente che eviterebbe di
appesantire la strada statale n. 113), e che nell'area ASI, poste
entro un raggio di tre chilometri dallo svincolo, insistono le
principali industrie del Messinese (la raffineria mediterranea di
Milazzo, la centrale termoelettrica di San Filippo del Mela, la
Duferdofin di Pace del Mela) con una importante occupazione sia di
diretti che di indiretti, oltre ad una miriade di altre aziende,
fra cui l'intensa attività per la nautica che è prosperosa in
quest'area;
ritenuto che, in particolare, lo svincolo di Milazzo della A20 con
l'innesto sulla strada statale n. 113 si presenta inidoneo a
svolgere le proprie funzioni di regolatore del traffico ed è causa
di incidenti frequenti, anche con perdita di vite umane, e che tale
situazione è gravemente pregiudizievole per l'utenza stradale e per
lo sviluppo del territorio;
per sapere se non ritengano di assumere provvedimenti urgenti e
significativi (in assenza di percorsi alternativi), capaci di dare
soluzioni ai problemi della sicurezza e della congestione ed idonei
a garantire all'utenza stradale i normali standard di
percorribilità, attraverso il potenziamento dell'importante tratta
della strada statale n. 113 Rometta-Barcellona, ed in particolare
l'improcrastinabile intervento dell'innesto dello svincolo sulla
strada statale n. 113 con le diramazioni per Milazzo, per
Barcellona, per Rometta e per l'area ASI, sollecitando anche l'ANAS
a realizzare interventi immediati con sistemi di rotatorie,
sopraelevate ed impianti semaforici per snellire l'intenso traffico
a salvaguardia della sicurezza dei cittadini». (755)
CORONA
«Al Presidente della Regione, premesso che con legge della Regione
siciliana fu istituita nel 1951 l'Orchestra Sinfonica Siciliana
che, nel 1958, completata l'assunzione dei musicisti, iniziò
un'intensa attività concertistica destinata ad incidere
notevolmente nella realtà musicale siciliana e nazionale;
premesso, inoltre, che dal marzo 2003 l'ente autonomo Orchestra
Sinfonica Siciliana è stato trasformato in fondazione, in base alle
specifiche disposizioni contenute nell'art. 35 della legge
regionale 26 marzo 2002, n. 2, e in ottemperanza al decreto
legislativo 29 giugno 1996, n. 367;
considerato che 1'8 maggio 2009 è scaduto il consiglio di
amministrazione e che da quella data la stessa fondazione opera in
assenza dello stesso;
verificato che il c.d.a. scaduto non ha avuto alcuna proroga per
continuare l'ordinaria amministrazione;
verificato, inoltre, che la stessa fondazione continua ad operare
assumendo decisioni certamente di competenza del c.d.a.;
per sapere quando sarà formalizzata la nomina del nuovo consiglio
di amministrazione della fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana e
se non ritenga di avviare un'indagine tendente a verificare la
legittimità degli atti della stessa fondazione che sono stati
varati dalla scadenza del c.d.a. ad oggi». (756)
CAMPAGNA
«All'Assessore per la sanità, premesso che:
con decreti assessoriali del 27 giugno 2000, portanti i numeri da
32213 a 32121, pubblicati nella G.U.R.S., serie speciale concorsi
n. 8 del 28 luglio 2000, l'Assessore regionale per la sanità ha
bandito concorsi pubblici per titoli ed esami per il conferimento
dei posti nelle sedi farmaceutiche vacanti nelle nove province
della Regione, come precedentemente istituite in sede di revisione
delle relative piante organiche delle farmacie dei comuni
interessati;
detti concorsi a tutt'oggi non sono stati espletati, fatta
eccezione per quello relativo al Comune di Messina;
i presupposti oggettivi per cui furono istituite le sedi
farmaceutiche de quo, nell'enorme lasso di tempo inutilmente
intercorso, sono mutati, spesso radicalmente, nelle moltissime
realtà urbanistiche dei comuni interessati, per molti dei quali non
è stata operata l'obbligatoria revisione biennale della pianta
organica delle farmacie;
l'espletamento dei datati concorsi provinciali, banditi nel luglio
2000, oltre ad escludere illegittimamente, per evidenti ragioni
soltanto anagrafiche, la partecipazione di migliaia di giovani
farmacisti aventi diritto, attuerebbe di fatto l'apertura nel
territorio di farmacie non più esattamente rispondenti alle attuali
esigenze dei cittadini, se non addirittura in soprannumero, a causa
degli intervenuti spostamenti nell'ambito del territorio comunale
dei residenti e/o del loco, decremento notoriamente registrato in
moltissimi dei comuni interessati;
nelle more è altresì intervenuta la legge 24 novembre 2003, n.
326, la quale detta una nuova disciplina in materia, prevedendo
l'espletamento di concorsi su scale regionale, anche per evidenti
ragioni di opportunità ed economicità, finalizzati alla formazione
di una graduatoria unica regionale di idonei con validità
quadriennale, cui far ricorso direttamente per l'intero periodo;
per sapere:
se sia stata avviata, nel rispetto della normativa vigente, una
puntuale revisione quantomeno delle piante organiche dei comuni
interessati all'apertura delle nuove sedi di cui ai concorsi de
quibus; se non ritenga opportuno annullare i concorsi provinciali
e, previa rideterminazione delle nuove sedi farmaceutiche da
assegnare, procedere a bandire, nel rispetto della citata legge
dello Stato, un concorso regionale, consentendo così la
partecipazione a tutti i farmacisti che alla fissanda data ne
avranno diritto, spendendo tutti i propri relativi titoli acquisti;
che tempi ritenga necessari per ricondurre l'incresciosa vicenda
in parola nel giusto alveo della logicità e legalità, nella
sensibile rappresentazione dell'oggettiva urgenza di rendere ai
cittadini il miglior servizio farmaceutico possibile, quantomeno
sul piano logistico, adempimento che, se pur a costo zero per
l'amministrazione, contribuirebbe visibilmente ed in modo rilevante
a migliorare il servizio sanitario». (758)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
DE BENEDICTIS
«All'Assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione, premesso che:
la maggior parte delle terze annualità dei percorsi triennali di
formazione professionale per i soggetti in obbligo di istruzione
relativi all'attività 2008/2009 si è conclusa entro luglio 2009;
risultano protocollate in data 6 luglio 2009, presso l'Assessorato
regionale Beni culturali e ambientali e pubblica istruzione,
richieste di autorizzazione ad effettuare gli esami finali di
qualifica;
ad oggi non risultano essere state firmate le relative
autorizzazioni;
considerato che:
il ritardo degli esami finali si sovrappone adesso all'avvio
dell'attività formativa 2009/2010, creando notevoli disagi in
termini didattici e organizzativi;
il ritardo degli esami finali danneggia gravemente gli allievi in
uscita, sia per l'inserimento lavorativo che per il proseguimento
scolastico;
per sapere:
le cause e le eventuali responsabilità, relative al dovuto e ad
oggi mancato riscontro autorizzativo alla richiesta di esami,
protocollata in data 6 luglio 2009 presso l'Assessorato Beni
culturali e ambientali e pubblica istruzione;
le iniziative che intenda attivare per ripristinare le corrette e
tempestive procedure burocratiche relative ai percorsi triennali di
formazione professionale per i soggetti in obbligo di istruzione».
(760)
(L'interrogante richiede risposta scritta con urgenza)
D'ANTONI
«Al Presidente della Regione e all'Assessore regionale per la
famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, per sapere
se:
intendano intervenire con la massima urgenza per far fronte, anche
per il tramite della Protezione civile, ai gravissimi danni a
strutture pubbliche e private arrecati dagli eventi alluvionali che
hanno colpito la provincia di Messina, e segnatamente il Comune di
Letojanni (ME), l'hinterland di Taormina e il territorio della zona
jonica messinese (Gallodoro, Mongiuffi Melia, S. Alessio Siculo,
Forza d'Agrò, S. Teresa di Riva, ecc.);
se intendano stanziare fondi straordinari per venire
immediatamente incontro ai comuni interessati». (761)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
CURRENTI
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
«All'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la formazione
professionale e l'emigrazione, premesso che gli operatori del
Centro nazionale opere salesiane (CNOS) di Catania - Barriera, dal
mese di giugno di quest'anno, non ricevono il pagamento delle
mensilità relative all'attività formativa 2008/2009 dei percorsi
triennali sperimentali di formazione professionale per
l'assolvimento dell'obbligo di istruzione;
considerato che le figure professionali che operano nel mondo
della formazione garantiscono l'erogazione di un servizio di
interesse pubblico connesso al diritto - dovere per i minori in
obbligo di istruzione;
rilevato che, nella nostra Regione, occorrono regole certe che
tutelino i tanti operatori della formazione che quotidianamente
prestano il proprio servizio contribuendo ad elevare il livello
qualitativo dell'offerta formativa;
per conoscere quali misure urgenti intenda predisporre affinché
siano individuate le responsabilità di tali gravi ritardi nella
corresponsione delle mensilità dovute, perché, oggi, si ripari al
grave disagio tollerato e, in futuro, si eviti il reiterarsi di
tale deprecabile situazione». (71)
D'ANTONI
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si
intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere
svolta al proprio turno.
Comunicazione relativa all'interrogazione numero 734
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito dell'approvazione, nella
seduta n. 110 del 23 settembre 2009, dell'ordine del giorno numero
180 «Interventi ispettivi e provvedimenti consequenziali in ordine
al sovraffollamento delle aule scolastiche negli istituti siciliani
per inosservanza della normativa vigente in materia»,
l'interrogazione n. 734 a risposta orale dell'onorevole Vinciullo,
di identico contenuto, è da intendersi superata e pertanto il
relativo iter parlamentare concluso.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di nomina di componente di Commissione
PRESIDENTE. Comunico che, con decreto n. 344 del 25 settembre
2009, l'onorevole Cateno De Luca è nominato componente della
seconda Commissione legislativa permanente Bilancio', in
sostituzione dell'onorevole Musotto, dimissionario.
L'Assemblea ne prende atto.
Determinazione della data di discussione di mozioni
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al II punto dell'ordine
del giorno: Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d), e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:
numero 146 «Dichiarazione dello stato di calamità naturale per i
violenti nubifragi abbattutisi nella provincia di Trapani. Misure
urgenti di ristoro dei gravi danni subìti dalle colture saline»,
degli onorevoli Ruggirello, Musotto, Federico e D'Antoni;
numero 147 «Riconoscimento dello stato di calamità naturale
causato dai repentini cambiamenti climatici verificatisi nel
territorio del comune di Mazzarrone (CT) e dei comuni limitrofi
ricadenti nella zona a indicazione geografica protetta (I.G.P.)
'Uva da tavola di Mazzarrone'», degli onorevoli D'Antoni, Musotto,
Arena e D'Agostino.
Avverto che la determinazione della data di discussione delle
mozioni sopra citate, integralmente riportate nell'ordine del
giorno della presente seduta, è demandata, secondo consuetudine
parlamentare, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
Sull'ordine dei lavori
Presidenza del vicepresidente Formica
CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari aveva assunto una decisione sul calendario dei
lavori, che prevedeva per questa settimana che l'Aula potesse
ospitare le comunicazioni del Governo in ordine alla problematica
dei rifiuti.
Su questo tema si è aperto un confronto e un dibattito sulla
stampa, ma il Parlamento è l'unico organo chiamato a valutare le
decisioni da assumere sia in riferimento alla vicenda degli ATO -
per i quali sono stati annunciati provvedimenti, però solo sulla
stampa e non ci è dato conoscere i provvedimenti amministrativi
conseguenti -, sia sulla vicenda della gara andata deserta, e poi
non più aperta, e sulla fase di negoziazione con i soggetti che
precedentemente avevano avuto affidata la realizzazione dei quattro
termovalorizzatori.
Su questo punto ci sono state dichiarazioni da parte del Governo
di voler mutare l'orientamento fin qui assunto relativamente alla
realizzazione dei quattro termovalorizzatori.
Poiché tutto questo grande dibattito è interessante per i lettori,
ma vorremmo renderlo interessante anche per i parlamentari, chiedo
di sapere quando il Governo intende rendere le sue comunicazioni,
come era stato stabilito in Conferenza dei Capigruppo.
Signor Presidente, tutto possiamo fare ma non possiamo aspettare
di fare il dibattito quando, forse, il Governo si deciderà.
Sia oggi che domani è prevista seduta d'Aula, e una seduta doveva
tenersi su questo punto.
La Presidenza garantisca, quindi, l'attuazione della decisione
assunta dalla Conferenza dei Capigruppo. Entro questa sera avremmo
tutti il diritto di sapere, considerata questa vicenda una priorità
del confronto politico e amministrativo della Regione, quando il
Parlamento terrà seduta sul tema dei rifiuti perché non possiamo
dipendere soltanto dalla disponibilità, nei ritagli di tempo, del
Governo di rendere le comunicazioni all'Aula.
Le chiedo di dare certezza all'Aula, entro oggi pomeriggio, circa
la data nella quale saranno rese le comunicazioni del Governo
sulla vicenda dei rifiuti in Sicilia, ed avviati il confronto e la
discussione.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, la Presidenza è perfettamente
d'accordo con la sua richiesta anche perché è una richiesta di buon
senso, trattandosi di un tema cruciale che interessa da vicino il
regolare svolgimento delle attività dell'intera Sicilia.
La Presidenza si era già attivata per ottenere velocemente da
parte del Governo una data entro cui trattare questo tema. Entro la
serata, entro il termine dei lavori parlamentari, ritorneremo ad
interessarci ed a pressare urgentemente il Governo per comunicare
al Parlamento la data certa per la discussione su questo argomento
cruciale. In Aula, peraltro, sono presenti gli assessori Bufardeci
e Nicola Leanza. Se loro sono già in grado di indicare una data, lo
facciano; e si facciano promotori anch'essi di assicurare al
Parlamento una data certa per la trattazione di un argomento così
importante. Comunque, entro la fine dei lavori d'Aula daremo la
risposta.
Assessore Leanza, se lei è in grado di assicurare già una risposta
su questo argomento, il Parlamento ne prende atto e la Presidenza
ne sarà ben lieta.
LEANZA, assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA, assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. Signor Presidente, domani la Giunta di Governo
esaminerà ulteriormente la questione dei rifiuti e, quindi,
impegnerò il Presidente della Regione a fissare tempestivamente una
data in modo che il Parlamento possa affrontare questa tematica al
più presto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari si era già espressa in questo senso e, quindi,
non c'è bisogno di una ulteriore riunione della Conferenza.
Appena il Governo comunicherà la data, la questione sarà oggetto
di discussione già all'inizio dei lavori della prossima settimana.
Parere, ai sensi dell'art. 41 ter, comma 3, dello Statuto
siciliano, sui progetti di legge costituzionali nn. A.S. 1643 (n.
5/Statuto), A.S. 1655 (n. 6/Statuto) e A.S. 1656 (n. 7/Statuto), di
iniziativa parlamentare, concernenti modifiche dello Statuto della
Regione
Presidenza del vicepresidente Formica
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno: Parere,
ai sensi dell'art. 41 ter, comma 3 dello Statuto siciliano, sui
progetti di legge costituzionali nn. A.S. 1643 (n. 5/Statuto), A.S.
1655 (N. 6/Statuto) e A.S. 1656 (N. 7/Statuto), di iniziativa
parlamentare, concernenti modifiche dello Statuto della Regione.
Invito i componenti la Commissione Statuto a prendere posto nel
relativo banco.
Do lettura dei pareri resi della Commissione Statuto:
«Parere ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 3, dello Statuto sul
progetto di legge costituzionale A.S. n. 1643:
L'Assemblea regionale siciliana
VISTO il progetto di legge costituzionale A.S. n. 1643 Modifiche
agli articoli 9 e 10 dello Statuto della Regione siciliana in
materia di elezione del Presidente della Regione e introduzione
dell'istituto della cosiddetta sfiducia costruttiva , d'iniziativa
del senatore D'Alia;
PRESO ATTO che la modifica proposta prevede l'elezione del
Presidente della Regione da parte dell'Assemblea regionale e
l'introduzione del meccanismo della cosiddetta sfiducia
costruttiva ;
CONSIDERATO che il principio di elezione popolare e diretta del
Presidente della Regione è un dato oramai acquisito nell'esperienza
politica ed elettorale dei diversi livelli di governo, regionale e
locale, rispetto al quale l'elezione da parte dell'Assemblea
costituirebbe un ritorno a un modello istituzionale non più
corrispondente alla mutata sensibilità politica ed all'esigenza di
una piena partecipazione democratica dei cittadini;
CONSIDERATO inoltre che la prevista introduzione della mozione di
sfiducia costruttiva pone problemi di compatibilità, di ordine
logico e giuridico, con altre disposizioni statutarie attinenti
alla forma di governo regionale;
PRESO ATTO dell'esame preliminare svolto dalla Commissione
speciale per la revisione e l'attuazione dello Statuto sul suddetto
progetto di legge e del parere contrario espresso dalla stessa
Commissione nella seduta n. 25 del 22 settembre 2009;
ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 3, dello Statuto,
esprime parere contrario
sul progetto di modificazione dello Statuto di cui al progetto di
legge costituzionale A.S. n. 1643».
«Parere ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 3, dello Statuto sul
progetto di legge costituzionale A.S. n. 1655:
«L'Assemblea regionale siciliana
VISTO il progetto di legge costituzionale A.S. n. 1655 Modifica
dell'articolo 116 della Costituzione e disposizioni concernenti la
procedura di modifica degli statuti delle regioni ad autonomia
speciale , d'iniziativa dei senatori Finocchiaro, Bianco, Ceccanti,
Vitali, De Sena, Adamo e Papania;
PRESO ATTO che la modifica proposta riconosce all'Assemblea
regionale un più ampio ruolo nel procedimento di revisione
costituzionale di modifica dello Statuto. Essa, infatti,
attribuisce alla stessa Assemblea un potere di controllo
sull'intero procedimento, sia in fase di iniziativa, riservata in
via esclusiva all'Assemblea; sia in fase di successive eventuali
modifiche, sottoposte dopo l'approvazione in prima deliberazione da
parte del Parlamento della Repubblica a parere vincolante
dell'Assemblea;
CONSIDERATO, dunque, che la modifica statutaria proposta risponde
all'esigenza, ritenuta prioritaria, di garantire all'Assemblea
regionale la titolarità esclusiva dell'iniziativa in materia di
modifica dell'atto fondante dell'autonomia siciliana;
PRESO ATTO dell'esame preliminare svolto dalla Commissione
speciale per la revisione e l'attuazione dello Statuto sul suddetto
progetto di legge e del parere favorevole espresso dalla stessa
Commissione nella seduta n. 25 del 22 settembre 2009;
ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 3, dello Statuto,
esprime parere favorevole
sul progetto di modificazione dello Statuto di cui al progetto di
legge costituzionale A.S. n. 1655».
«Parere ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 3, dello Statuto sul
progetto di legge costituzionale A.S. n. 1656:
L'Assemblea regionale siciliana
VISTO il progetto di legge costituzionale A.S. n. 1656 Modifiche
agli statuti delle regioni ad autonomia speciale, concernenti la
procedura per la modificazione degli statuti medesimi ,
d'iniziativa dei senatori Ceccanti e Finocchiaro;
PRESO ATTO che la modifica proposta conferisce all'Assemblea
regionale un maggiore ruolo, rispetto alla vigente disciplina, nel
procedimento di modifica dello Statuto, attraverso la previsione
dell'intesa sulle modifiche statutarie approvate in prima
deliberazione dal Parlamento della Repubblica, e della possibilità
di diniego all'intesa sulle suddette modifiche con deliberazione
adottata a maggioranza di due terzi dei componenti;
CONSIDERATO tuttavia, che la modifica statutaria proposta non
risponde pienamente all'esigenza, ritenuta prioritaria, di
garantire all'Assemblea regionale la titolarità dell'iniziativa in
materia di modifica dell'atto fondante dell'autonomia siciliana,
funzione che l'Assemblea intende esercitare;
CONSIDERATO inoltre che l'Assemblea, nella seduta n. 106 del 29
luglio 2009, ha espresso parere contrario sul progetto di legge
costituzionale A.S. n. 41 di analogo contenuto;
PRESO ATTO dell'esame preliminare svolto dalla Commissione
speciale per la revisione e l'attuazione dello Statuto sul suddetto
progetto di legge e del parere contrario espresso dalla stessa
Commissione nella seduta n. 25 del 22 settembre 2009;
ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 3, dello Statuto,
esprime parere contrario
sul progetto di modificazione dello Statuto di cui al progetto di
legge costituzionale A.S. n. 1656».
In assenza del relatore, ha facoltà di parlare il Presidente della
Commissione, onorevole Aricò, per svolgere la relazione sui pareri
resi.
ARICO', presidente della Commissione Statuto. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, abbiamo espresso il parere in merito a tre
disegni di legge presentati in Senato: il primo a firma del
senatore D'Alia, il secondo a firma dei senatori Finocchiaro,
Bianco ed altri, e il terzo a firma dei senatori Ceccanti e
Finocchiaro.
Su due dei tre abbiamo espresso parere contrario all'unanimità.
Il primo, a firma del senatore D'Alia, il numero 1643, prevede il
ritorno all'elezione del Presidente della Regione da parte
dell'Assemblea, e non direttamente dal popolo siciliano.
Questo è in netta contrapposizione rispetto alla modifica della
Costituzione, della legge n. 2 del 2001 che prevede, dal 1999,
l'elezione diretta del Presidente della Regione per tutte le
regioni a statuto ordinario e, successivamente, per la Sicilia e
per le regioni a statuto speciale l'elezione diretta attraverso la
modifica costituzionale numero 2 del 2001.
Questo, signor Presidente, lo abbiamo ritenuto un ritorno al
passato - a parte la modifica dell'articolo 9, che prevede
l'elezione del Presidente della Regione in seno all'Assemblea
regionale e, quindi, alla deputazione regionale -, un ritorno al
passato ma un mix, perché fino al 2001 il Presidente della Regione
era eletto all'interno dell'Assemblea regionale e i suoi stessi
assessori venivano eletti ad uno ad uno avendo una maggioranza,
ciascuno dei dodici assessori che componevano la Giunta di Governo.
La proposta del senatore D'Alia vedrebbe l'elezione del Presidente
della Regione in seno all'Assemblea, ma poi la possibilità di
scegliere gli assessori anche esternamente al consesso
dell'Assemblea regionale. Questo per quanto riguarda l'articolo 9.
Per quanto riguarda la modifica dell'articolo 10, l'onorevole
D'Alia ha proposto la sfiducia costruttiva per la nostra regione.
Devo dire, anche qui, in controtendenza rispetto al parere che
avevamo dato qualche settimana fa, nell'ultima riunione di
Commissione, la Commissione stessa aveva espresso il parere
contrario di tutti i presenti, tranne dell'onorevole Cordaro, che
farà da relatore per la parte riguardante soprattutto l'articolo
10.
In merito all'articolo 10, la Commissione ha ritenuto opportuno
esprimere il parere contrario. La sfiducia prevista dall'onorevole
D'Alia si potrebbe applicare solo una volta, all'interno della
legislatura, e dovrebbe poi essere applicata già con l'indicazione,
entro tre giorni, del nuovo presidente.
Devo dire che cozza anche con l'articolo 41 bis del nostro Statuto
che stabilisce che, nel caso in cui l'elezione sia prevista
all'interno dell'Assemblea, l'Assemblea stessa si deve determinare
entro sessanta giorni col rischio di scioglimento della stessa.
In conclusione, in merito al progetto di legge costituzionale del
Senato numero 1643, a firma dell'onorevole D'Alia, la Commissione
ha ritenuto necessario esprimere parere contrario.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
brevemente per dire che, sugli altri due disegni di legge
costituzionali, il Gruppo che ho l'onore di rappresentare - l'UDC -
si è uniformato a quello che era il parere dell'intera Commissione
Statuto, ritenendo il primo, quello a firma Finocchiaro, meritevole
del consenso della Commissione, essendo un disegno di legge che
rafforza, di fatto, le prerogative dell'Assemblea regionale
siciliana e votando contro, insieme al resto della Commissione, il
disegno di legge che ha come primo firmatario l'onorevole Ceccanti,
ritenendo invece che non si potesse depotenziare il parere
dell'Assemblea regionale siciliana in una mera intesa che
depotenziava, di fatto, le prerogative costituzionali
dell'Assemblea regionale medesima.
Detto questo, ci siamo differenziati, come Gruppo parlamentare
UDC, dal resto della Commissione sul disegno di legge del senatore
D'Alia e lo abbiamo fatto, signor Presidente - lo spiegherò assai
brevemente - perché siamo convinti che, ancora oggi, l'Assemblea
regionale siciliana abbia, all'interno delle sue leggi, un vulnus
che è necessario colmare.
Allora, il nostro voto, che era in assoluta concordia con l'idea
del disegno di legge numero 1643 a firma D'Alia, vuole testimoniare
la necessità di evitare che un consesso così importante come il
Parlamento siciliano possa, non soltanto in caso di fatti
estremamente gravi, quoad vitam , ma anche in casi diversi, essere
privata della sua conduzione determinando, di fatto, lo
scioglimento del Parlamento siciliano.
Siamo convinti - e vorremmo che lo foste anche voi, colleghi, in
primis quelli della Commissione Statuto che, sono certo,
interpreteranno nella maniera più corretta il voto mio personale e
del gruppo dell'UDC - che sia necessario mettere mano al più presto
a questo tema per determinare una nuova stagione in cui vi siano
più certezze e meno dubbi.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è mio
intendimento esprimere un parere generale sull'insieme dei tre
disegni di legge per evitare di affrontare i testi uno alla volta.
Parto dal progetto di legge costituzionale a firma Finocchiaro,
rispetto al quale la Commissione ha espresso all'unanimità parere
favorevole. Vorrei, però, che vi fosse una precisazione nella
relazione che è stata fatta alla Commissione, relativamente alle
ragioni che ci hanno portato ad un voto favorevole.
La relazione ha fatto bene ad evidenziare un paradosso: con la
modifica del Titolo V della Costituzione si è determinata la
seguente condizione: le regioni a statuto ordinario modificano i
propri statuti con legge regionale; nelle regioni a statuto
speciale e nella nostra Regione a statuto speciale, per modificare
lo statuto, l'iniziativa spetta anche all'Assemblea regionale;
quindi, è sottinteso che l'iniziativa spetta pure al Parlamento
nazionale.
Una condizione, pertanto, nella quale il principio di autonomia è
rovesciato, per cui c'è maggiore autonomia nelle regioni a statuto
ordinario rispetto a quelle a statuto speciale.
La riforma proposta dalla senatrice Finocchiaro e da altri
parlamentari intende, in qualche modo, superare il principio che,
poi, diciamoci la verità, è stato la ragione per la quale al
Parlamento nazionale - ad iniziativa di uno dei capigruppo e di
altri, anche del presidente della Commissione Affari istituzionali
-, con un disegno di legge era stata avanzata la proposta di
prevedere la sfiducia, con una modifica costituzionale,
sostanzialmente all'interno di una vicenda di lotta politica nella
maggioranza.
Ora, è evidente che il disegno di legge a firma Finocchiaro
corregge una stortura sostenendo una cosa semplice: l'iniziativa di
modifica degli statuti delle regioni a statuto speciale spetta alle
regioni stesse e, quindi, spetta alla regione valutare se sia
necessaria o meno la proposta di modifica prevedendo un iter che è
anche legato al fatto che, tra la prima e la seconda lettura,
qualora il Parlamento nazionale si differenziasse dalla proposta
fatta dalle regioni - e, nel nostro caso, dalla nostra regione -
può bocciare la proposta di modifica con i due terzi del voto
parlamentare.
C'é un sistema di procedure doppiamente rafforzate: la stessa
proposta di modifica dello statuto deve essere corroborata dal voto
dei due terzi del Parlamento stesso, secondo il principio della
maggioranza qualificata.
Detto questo, qual è il limite del disegno di legge? Che rimane il
principio di uniformare il sistema delle regioni a statuto
ordinario come potere di proposta.
Ma la proposta Finocchiaro mantiene una caratteristica propria
dello Statuto siciliano, il quale ha valenza costituzionale e,
pertanto, le modifiche che si intendono apportare hanno comunque
bisogno di una procedura rafforzata, della doppia lettura nel
Parlamento nazionale.
E questo per mantenere la specificità ed il valore di carta
costituzionale del nostro Statuto e anche - se volete - per
ribadire, in un tempo in cui si parla di federalismo e di sistema
uniforme per tutte le regioni, il principio pattizio del rapporto
tra la nostra Regione e lo Stato italiano.
Anch'io, quindi, mi associo al voto favorevole sul testo
Finocchiaro, mentre diamo un parere non favorevole al testo
Ceccanti perché, se pure il senatore Ceccanti è il secondo
firmatario del disegno di legge Finocchiaro, il suo testo
contraddice lo stesso testo Finocchiaro perché riporta al
Parlamento nazionale il potere di proposta relativamente alle
modifiche statutarie della nostra regione.
Voglio, invece, soffermarmi un minuto in più sul testo D'Alia che
contiene un tema, a mio avviso, assai delicato.
Dobbiamo stare attenti perché c'è il rischio grande - la voglio,
come si suol dire, buttare in politica - che il conflitto
istituzionale in corso, che è un conflitto politico consumatosi nei
mesi e nelle settimane scorse in Sicilia portando, ad esempio,
l'UDC ad uscire dalla maggioranza, a fare un nuovo Governo con una
parte della coalizione, una parte addirittura del PDL con un'altra
parte che ancora veramente non ho capito se é in maggioranza o non
lo é - questi però sono aspetti politici -
CORDARO. Potrebbe spiegarlo lei?
CRACOLICI. No, ma lei parla a nome del PDL? ha una conoscenza
trasversale della materia.
Dicevo, di fronte ad una vicenda tutta politica mi ha inquietato
molto il testo D'Alia.
Se é quello che ha proposto il noto costituzionalista Gasparri
qualche mese fa e che quest'Aula ha rigettato, di fatto,
all'unanimità, e cioè quel testo di dottrina che conteneva un
principio assolutamente inedito nella storia della dottrina
giuridica mondiale, secondo il quale la minoranza della maggioranza
diventava maggioranza obbligatoria: qui siamo in presenza di un
dato di ritorno al passato. C'è una crisi politica che, invece di
essere affrontata in quanto tale, si affronta rimuovendo l'elezione
diretta del Presidente della Regione.
Io sono tra coloro che considerano i modelli istituzionali non
come feticci, ma da valutare per quello che sono, per la situazione
in cui operano. Ma, se c'è un valore che va riconosciuto alla
elezione diretta in tutte le sue sedi, nazionali, regionali,
comunali, è il fatto che si é introdotto un principio di stabilità
degli esecutivi.
Provate a pensare per un attimo: se, nell'attuale vicenda politica
siciliana, avessimo ancora il sistema dell'elezione indiretta,
parlamentare, del presidente della Regione, da quanti mesi la
Sicilia non avrebbe un Governo? Da quanti mesi avremmo un Governo
assolutamente delegittimato?
Già lo è delegittimato; un Governo che, come è noto, non ha una
maggioranza in grado di provare ad affermare un profilo di governo
e di azione amministrativa; un Governo che galleggia, fino a quando
lo vedremo.
Ma, se avessimo ancora quel modello, quello che c'era una volta,
noi saremmo, ad appena un anno di legislatura, con una crisi che si
sarebbe sviluppata nel corso di almeno nove mesi. Infatti questo
Governo, diciamoci la verità, a tre mesi dalla sua nascita è
entrato in crisi.
Bene, cosa fa il senatore d'Alia? Invece di affrontare il nodo
politico, pensa di risolvere il problema rimuovendo l'elezione
diretta del presidente della regione.
Ecco perché c'è un passo indietro. Un passo indietro culturale, un
passo indietro politico, un passo indietro rispetto ad una delle
conquiste, che io considero e che vanno difese, quelle del
principio della elezione diretta e della stabilità dell'esecutivo,
perché le risse della politica non possono causare l'instabilità
delle istituzioni.
C'é un punto - mi rivolgo a lei, signor Presidente e, attraverso
lei, mi rivolgo alla Commissione Statuto alla quale era stato
affidato un incarico, dopo l'avvenuta proroga, -, c'è un nodo che
dobbiamo affrontare, e dobbiamo affrontarlo laicamente senza che
nessuno lo viva come un attacco, una sorta di minaccia alle singole
persone: il sistema attuale che prevede, in caso di morte,
dimissioni o impedimento, lo scioglimento dell'Assemblea, lo
considero una aberrazione del principio parlamentare.
Su questo punto - ecco perché ho voluto usare questa questione e
ho voluto usare il testo D'Alia - voglio dire che c'è una questione
che dobbiamo affrontare: come superare una violenza che è stata
perpetrata dal Parlamento nazionale nell'anno 2000, quando è stato
modificato lo Statuto siciliano con l'introduzione dell'elezione
diretta del presidente della Regione, e si é stabilito, con norma
costituzionale, visto che è nello statuto, il principio secondo il
quale, in caso di morte, impedimento o dimissioni, l'Assemblea
decade.
Vedremo, poi, nel merito. Non voglio aprire qui un dibattito sulle
diverse soluzioni.
Ma, certamente, una cosa sono le dimissioni che rappresentano un
gesto politico chiaro, che determinano una conseguenza, altra cosa
sono i fattori di impedimento o morte che non possono ostacolare il
principio della continuità parlamentare di un Parlamento.
Ripeto, il dettaglio lo affronteremo se e quando affronteremo tale
questione.
Però dobbiamo decidere, signor Presidente, se affrontarlo o meno
perché, ripeto, non può accadere di nuovo ciò che abbiamo già
vissuto nel corso della legislatura 2001-2006, quando il Parlamento
siciliano, in occasione della modifica del nostro statuto, cercò di
affrontare questo tema in sede di proposta di modifica statutaria,
e in quest'Aula esponenti politico-parlamentari della maggioranza
di allora hanno vissuto quel dibattito come una minaccia o,
addirittura, come un'anticipazione di scenario rispetto all'allora
presidente della regione.
Io sono abituato a parlare chiaro e per essere chiaro a chi mi
ascolta ma non è in quest'Aula e magari non è addentro ai fatti
della politica, già allora quando vi fu il dibattito sul tema di
cosa fare in caso di dimissioni, morte o impedimento del presidente
della Regione, il Parlamento fu bloccato in questa discussione
perché c'era la vicenda Cuffaro che pendeva sulla vita pubblica di
questa Regione. Per cui, se il Parlamento avesse affrontato quel
tema, sarebbe quasi sembrato che, in qualche modo, si anticipava
uno scenario possibile e provato.
Oggi, lo dico rispetto al presidente Lombardo, non può esserci una
discussione su questo tema: su cosa fare in caso di morte,
impedimento o dimissioni e vivere questo dibattito, addirittura,
come una intimidazione alla persona. E' intollerabile questo modo
di discutere.
Ecco perché io credo che se la Commissione Statuto vuole svolgere
un compito, diciamo, utile per questo Parlamento, è necessario
affrontare con una certa urgenza il tema.
Questo non vuol dire che l'ipotesi che facciamo varrà per questa
legislatura, potrà valere per le prossime legislature; ma il tema
va affrontato perché, se c'è qualcosa che personalmente intendo
difendere in questo Parlamento sono: la stabilità degli esecutivi,
quindi l'elezione diretta, e il valore del principio parlamentare.
Ecco perché un Parlamento non può essere subordinato ai destini di
una persona. Il Parlamento ha la sovranità di rappresentanza del
popolo, non di una persona.
Si tratta di questioni che credo il Parlamento abbia il dovere di
affrontare con una certa rapidità.
Oggi esprimiamo un parere - capisco anche le ragioni e il garbo
con cui l'onorevole Cordaro ha posto la questione relativa al
disegno di legge D'Alia -, però, sinceramente, mi auguro che il
Parlamento rigetti per davvero all'unanimità quel disegno di legge,
perché non è in discussione D'Alia o altri, è in discussione la
rimessa in discussione di una riforma introdotta nel 2001 e che,
tutto sommato, ha prodotto qualche elemento di modernità
istituzionale e che io vorrei difendere.
Lo dice uno che, da quando c'è l'elezione diretta in questa
Regione, è stato chiamato a fare l'opposizione. Il fatto di essere
all'opposizione non mi condiziona nell'esprimere un giudizio
comunque positivo al principio dell'elezione diretta, principio che
vorrei continuare a difendere e che tutto il Parlamento, a mio
avviso, dovrebbe continuare a difendere.
ARDIZZONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che un
dibattito di questa portata sui tanti disegni di legge in materia
di riforma dello Statuto e, quindi, della riforma della nostra
Costituzione, se vogliamo, dovrebbe essere sganciato dai momenti
politici - su questo, ha ragione l'onorevole Cracolici - che
viviamo perché, spesso, nei nostri giudizi, possiamo essere
condizionati o affrettati nella scelta e nel voto.
Sarei quasi tentato - ma non lo faccio perché mi rendo conto che
il Parlamento ha i suoi tempi - di chiedere un rinvio a quando gli
animi saranno più sereni perché si ritorni in Commissione Statuto a
riflettere unitariamente su tutti i disegni di legge, sul modello
che vogliamo dare al nostro Statuto e, soprattutto, al sistema di
elezione del Presidente e di eventuale sfiducia del Presidente.
Mi corre, però, l'obbligo di sottolineare una questione,
garbatamente posta dall'onorevole Cracolici, che è quella del
disegno di legge D'Alia.
Penso che se il disegno di legge D'Alia fosse stato posto in un
momento diverso rispetto a quello attuale, che vede interessato il
Parlamento ma soprattutto la politica siciliana su un dibattito
che, fino ad un certo punto, appartiene alle istituzioni, forse
avrebbe avuto un esito diverso da parte della stessa Commissione.
E dico il perché: gli articoli 9 e 10 sono omogenei tra di loro e
perfettamente agganciati. Sono articoli che garantiscono proprio la
stabilità del Governo, ma si conciliano con il principio del
parlamentarismo invocato dall'onorevole Cracolici.
Guardate l'esperienza di questi anni. Ma non mi riferisco
assolutamente al Governo Lombardo perché sarebbe facile dire se sia
stata garantita o meno la stabilità, anch'io mi farei coinvolgere
in un gioco politico. Poi va dato atto al senatore D'Alia, e non
solo perché presidente del Gruppo parlamentare dell'UDC,
dell'onestà intellettuale nell'avere introdotto - cosa da tutti
invocata - il principio della sfiducia al Presidente su un sistema
futuro ad elezione nuova, non ad elezione in corso. Di questo,
obiettivamente, gli va dato atto. Quindi, è stato il primo a
sganciarsi dalla situazione politica momentanea, perché non dirlo.
Noi tutti, in questo momento, come parlamentari, ci chiediamo del
nostro ruolo; noi tutti come parlamentari ma ritengo ancora di più,
signor Presidente, ci chiediamo del ruolo degli assessori.
Spesso dimentichiamo che l'articolo 9 prevede che gli assessori
sono preposti ai singoli rami di amministrazione. Noi vediamo che
gli assessori non riescono ad esercitare fino in fondo il loro
ruolo, indipendentemente dal presidente che si chiami Cuffaro o
Lombardo, perché è entrata nella mente dei siciliani quasi l'idea
che il presidente della Regione sia il sindaco dei siciliani.
Se questa è la sensazione che vogliamo dare, allora diciamo che
questo disegno di legge nella sua dimensione sarebbe assolutamente
infondato.
Onorevole Aricò, lei faceva alcuni riferimenti poco fa dicendo che
l'articolo 41 era in contrasto con lo Statuto. Ma noi non siamo in
contrasto con lo Statuto; in questa fase, stiamo procedendo proprio
alla modifica dello Statuto.
Riterrei necessaria più cautela. Non è un atto politico diretto
contro questo o quel Governo. E' un atto di una certa importanza, è
un valore istituzionale di grandissimo interesse, se pensiamo alle
vicende che hanno interessato non tanto questo Parlamento - perché
sarebbe secondario - ma che hanno interessato i siciliani, dalle
dimissioni del presidente Cuffaro per un fatto che non apparteneva
alla volontà del presidente Cuffaro né, tanto meno, alla volontà
del Parlamento stesso e, per quello che riguarda anche - perché non
dirlo - le eventuali composizioni, o scomposizioni, di maggioranze
che dovrebbero riflettere quello che è stato espresso
dall'elettorato.
Se una cosa garantisce questo disegno di legge che porta il nome
del senatore D'Alia, è proprio la stabilità perché prevede termini
rigidi, prevede che, entro dieci giorni dalle elezioni, a
maggioranza assoluta dei suoi componenti, l'Assemblea sceglie il
Presidente e lo si può sfiduciare per non più di una volta. Penso
che, se votassimo favorevolmente questo disegno di legge, avremmo
quella sinergia fra Parlamento e Governo che, probabilmente, nel
corso di questi anni - non mi riferisco solo agli ultimi - non è
stata garantita.
Preannuncio che il mio Gruppo parlamentare chiederà il voto
segreto su questo disegno di legge.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo è un
dibattito importante e qualificante per questo Parlamento. E' un
dibattito di altissimo livello politico e istituzionale perché
richiama l'attenzione del Parlamento nazionale e, quindi, di Camera
e Senato, sulle vicende che riguardano lo Statuto della Regione
siciliana e, in particolare, sulle vicende e sulle prerogative
esclusive di questo Parlamento.
Io credo che su questo dibattito non debba pesare assolutamente -
perché sarebbe viziato e condizionante - ogni riferimento al
Governo in carica.
L'avvocato Armao, apprezzatissimo conoscitore del diritto, sa che
le norme valgono sempre per l'avvenire e, quindi, la prima cosa da
fare è che questo Parlamento si deve spogliare dell'imbarazzo di
parlare di un disegno di legge di modifica del suo assetto
istituzionale guardando al Governo in carica.
Credo il contrario di quello che diceva il capogruppo del PD,
onorevole Cracolici: il principio di democrazia che lei ha
invocato, e che tutti condividiamo, prevede esattamente il
contrario e, cioè, che il Parlamento abbia la possibilità, in un
certo momento storico, di prevedere anche la sfiducia ad un Governo
che non garantisca gli interessi della Sicilia.
Pensare di escludere e al Parlamento o anche al corpo elettorale
la possibilità di ricorrere ad un momento interruttivo di
un'esperienza di Governo, quando non garantisce gli interessi della
Sicilia, non è un principio di condizionamento ma è un principio di
altissima democrazia e di rispetto e conferma della volontà
popolare. E' chiaro che un eventuale voto favorevole sul progetto
di legge costituzionale presentato dall'onorevole D'Alia, oggi
verrebbe sicuramente interpretato come un attacco all'attuale
presidente della Regione.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono fra coloro che ha
dato il suo voto al presidente della Regione; sono colui che,
avendo ottenuto 17.000 consensi, ha trasferito questi 17.000 voti
al presidente della Regione; sono fra coloro che difendono il
Governo. Sono un parlamentare di maggioranza che, al di là delle
fibrillazioni all'interno della maggioranza e all'interno del PDL -
che non condivido perchè ci fanno perdere consensi nei riguardi dei
cittadini, ci vanno a delegittimare -, se oggi il presidente della
Regione dovesse ricandidarsi, allo stato attuale io lo voterei di
nuovo.
Sono un parlamentare fedele al rapporto con gli elettori e
garantisco questo Governo, conservando il diritto di critica nei
confronti del Governo stesso quando non va. Però noi dobbiamo, per
un momento, ragionare da parlamentari, da legislatori, e dobbiamo
capire se oggi dobbiamo garantire ad un Governo che nasce di durare
cinque anni, senza prevedere un momento democratico di interruzione
di un'esperienza negativa
Immaginate un presidente che sbaglia, un presidente che
impazzisce, un presidente che perde la maggioranza, che governa con
una coalizione diversa da quella voluta dal corpo elettorale Un
presidente insensibile alle aspettative dei cittadini, un
presidente che non abbia più il prestigio delle istituzioni ed il
consenso dei cittadini
Cosa dovremmo fare? Mummificare una persona che i cittadini non
vorrebbero più? Assolutamente Noi dobbiamo prevedere un momento
di interruzione, come si fa con i sindaci.
La sfiducia che è stata prevista per i sindaci negli anni è
diminuita, perché è chiaro che i sindaci, proprio perché sono
soggetti ad una mozione di sfiducia, hanno lavorato con un maggiore
collegamento col corpo elettorale, con i consiglieri comunali, con
i partiti e con la politica tutta; ma nessun comune che prevede la
sfiducia fa un attacco preventivo al sindaco eletto.
Sarebbe una follia, signor Presidente, non prevedere
democraticamente e nel rispetto di alcune garanzie un'alternativa
ad un Governo che non garantisce più la città, o che non
garantisca, nella fattispecie, il presidente della Regione e la
Sicilia.
Pertanto, anticipo il mio voto favorevole al disegno di legge del
senatore D'Alia perché ritengo che la previsione di un momento di
interruzione fondato, giustificato, motivato e garantito, di una
esperienza di Governo sia esclusivamente una forma di rispetto per
la democrazia parlamentare.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a nome del Gruppo
parlamentare Movimento per le Autonomie esprimo il dissenso
rispetto al progetto di legge costituzionale A.S. n. 1643 che
ritengo anche in parte una provocazione. E solo in questi termini
la possiamo interpretare perché è impensabile che oggi si ritorni
indietro di un decennio e, soprattutto, che una forza politica che
si definisce moderna e che aspira nuovamente a governare il nostro
Paese possa proporre un'iniziativa del genere che, oltre a farci
ritornare indietro di dieci anni, rende nuovamente ostaggio il
Governo e il Presidente della Regione rispetto ad una serie di
frustrazioni parlamentari che, spesso, non sono sicuramente frutto
di nobili valutazioni politiche.
Questo è importante sottolineare perché poc'anzi si è parlato di
impazzimento del presidente della Regione. Ebbene, io mi chiedo
anche se si possa parlare parallelamente di impazzimento di un
Parlamento nel senso che, come è stato sottolineato, un presidente
può anche, mantenendo fede all'impegno elettorale, mantenendo fede
al programma cha ha presentato agli elettori e che gli elettori
hanno votato, portare avanti un'iniziativa esattamente coerente con
il programma che lo ha supportato. Magari quel programma non trova,
però, in una serie di meandri parlamentari la giusta e
consequenziale sensibilità. In questo caso non so quale dovrebbe
essere la valutazione. Un presidente che va avanti ugualmente,
tenendo fede al proprio impegno elettorale e soprattutto
rispettando, sì in questo caso, la sovranità di un popolo che lo ha
eletto, oppure bisogna fare altri tipi di valutazione?
E, rispetto anche agli altri elementi che riguardano la persona
del presidente, voglio evidenziare a questo Parlamento che
l'elezione diretta del presidente della Regione ha introdotto una
personalizzazione pure rispetto al programma e all'azione di
governo che, comunque, il popolo valuta e, da questo punto di
vista, poi, premia o boccia.
E' naturale che, sotto questo profilo, il principio del simul
stabunt simul cadent è proprio connaturato a tale aspetto ed è
normale oggi - potremmo disquisire tanto - che alla figura del
presidente e, quindi, al programma che il presidente con la sua
squadra ha sottoposto alla valutazione degli elettori, sia legato
l'intero destino del Parlamento.
Alla fin fine, noi abbiamo un altro ruolo, non abbiamo un ruolo di
governo, abbiamo altri ruoli che dobbiamo saper esercitare ed
ognuno di noi li deve saper esercitare, e non rispetto a quelle che
possono essere le quotidiane e legittime, tra virgolette,
frustrazioni o magari le non condivisioni di situazioni, che
francamente potrebbero anche essere in piena contraddizione ad
un'azione di governo votata in modo democratico. Ecco perché
definisco una provocazione questo progetto di legge costituzionale
che la Commissione Statuto ha fatto bene a bocciare, dando un
parere negativo.
Invito il Parlamento ad essere consequenziale rispetto ad una
provocazione e, quindi, a rispettare quello che è ormai un
principio sacrosanto, che sta funzionando e che soprattutto dà
forza a chi oggi, in modo particolare, porta avanti una forte
azione di rinnovamento, che è frutto comunque di un vaglio
democratico e che, rispetto a questo, non può essere messo in
discussione da altri tipi di logiche.
Rispetto agli altri due progetti di legge costituzionale, noi
condividiamo il disegno di legge numero 1655 (presentato dai
senatori Finocchiaro ed altri), perché questo riporta ad una
diatriba storica - che tutti noi conosciamo - tra De Gasperi e
Sturzo, perché su questo aspetto ci fu uno scontro che riguarda
esattamente quella parolina magica : l'iniziativa appartiene
anche all'Assemblea .
Ricordiamoci che quel termine fu introdotto abusivamente
sessant'anni fa e ci fu una grande querelle su questo aspetto
perché rappresentava un'offesa a quel principio di autonomia che
era stato allora condiviso e che era stato fortemente voluto dai
siciliani; fu un colpo di mano.
Restituire oggi dignità al lavoro svolto oltre sessant'anni fa,
significa restituire al popolo siciliano quel principio che era
stato allora condiviso e, poi, all'improvviso annacquato' con
questo termine. Ecco perché condividiamo questo principio, perché è
vero quello che già è stato sostenuto: la specialità diffusa che
deriva dalla riforma del Titolo V della Costituzione ha funzionato
in modo rovesciato. I giuristi, a ragione, parlano di autonomia
rovesciata' per quanto riguarda le regioni a statuto speciale. E'
vero.
Noi dobbiamo ripristinare questo principio perché,
paradossalmente, oggi ci troviamo in un livello diverso, degradato,
rispetto alla possibilità che hanno le regioni a statuto ordinario
di modificare il proprio statuto.
Esprimiamo anche parere contrario al progetto di legge
costituzionale numero 1656 perché, già da questo punto di vista, è
un solido principio collegato alla valutazione di espressioni che
noi, con motivazioni forti, abbiamo già utilizzato per il
precedente progetto di legge costituzionale.
L'invito del Gruppo parlamentare MPA è quello di respingere le
provocazioni. Ma per quanto riguarda, invece, la valorizzazione
della nostra autonomia e, quindi, la correzione anche di qualche
errore storico che è stato fatto, collegarci a questo principio e
valutare positivamente questo disegno di legge che restituisce
dignità alla nostra Terra.
Presidenza del vicepresidente Formica
Votazione finale dei pareri sui progetti di legge costituzionale
nn A.S. 1643, A.S, 1655 e A.S. 1656
PRESIDENTE. Non essendoci altri deputati iscritti a parlare, si
passa alla votazione finale dei pareri sui progetti di legge
costituzionale nn. A.S. 1643, A.S, 1655 e A.S. 1656.
Il parere del Governo?
ARMAO, assessore alla Presidenza. Signor Presidente, prendo la
parola per la prima volta in questa prestigiosa Aula e porgo il
saluto all'intero Parlamento.
Sulle posizioni che sono state espresse dai diversi Gruppi vorrei
esprimere quella del Governo, avuto riguardo al primo disegno di
legge e, segnatamente, al progetto di legge costituzionale del
senatore D'Alia.
Mi associo alla posizione della Commissione Statuto esprimendo
parere contrario in virtù di una considerazione: l'Assemblea
regionale ha una responsabilità, che è quella di darsi le regole
dell'autonomia. In questo senso il fatto che il Parlamento ritenga
di intervenire unilateralmente, determinando una eteronoma
determinazione delle regole dello Statuto, lo troviamo irrituale e
in contrasto con la valorizzazione dell'autonomia che, invece, la
Costituzione intende sviluppare.
Sostanzialmente, si arriva ad una vulnerazione dell'autonomia che,
opportunamente, il Parlamento ha respinto qualche settimana fa,
votando con parere contrario i disegni di legge di riforma
costituzionale che sono stati esaminati.
Si tratta, quindi, di una posizione che riteniamo debba essere
coerente proprio perché incide sui margini dell'autonomia, al di
là, poi, dei contenuti del disegno di legge costituzionale che
incide sul principio del simul stabunt simul cadent e, quindi,
introduce una vulnerazione del modello presidenziale introdotto
dalla riforma costituzionale.
Per quanto concerne il progetto di legge costituzionale numero
1655, il Governo esprime parere favorevole proprio per l'ampia
autonomia e il rafforzamento dell'autonomia stessa, che intende
introdurre nello Statuto.
Per quanto riguarda, invece, il progetto di legge costituzionale
numero 1656, il Governo esprime parere contrario proprio per le
considerazioni in ordine alla vulnerazione dell'autonomia che esso
sviluppa.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il parere contrario espresso dalla
Commissione Statuto sul progetto disegno costituzionale A.S. numero
1643.
ARDIZZONE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto del parere contrario espresso
dalla Commissione Statuto sul progetto di legge costituzionale
A.S. n. 1643
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento dagli onorevoli Buzzanca, Campagna, Caputo, Cascio
Salvatore, Cordaro, Falcone, Fiorenza, Greco, Lo Giudice, Marinello,
Picciolo e Pogliese, indìco la votazione per scrutinio segreto del
parere sul progetto di legge costituzionale A.S. numero 1643.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano: Ammatuna, Ardizzone, Arena, Aricò, Bonomo, Bosco,
Bufardeci, Buzzanca, Campagna, Caputo, Caronia, Cascio Salvatore,
Colianni, Cordaro, Corona, Cracolici, D'Agostino, De Benedictis, De
Luca, Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro, Donegani,
Falcone, Faraone, Ferrara, Fiorenza, Gennuso, Gianni, Greco,
Laccoto, Leanza Nicola, Lentini, Limoli, Lo Giudice, Marinello,
Marrocco, Marziano, Mattarella, Minardo, Mineo, Musotto, Nicotra,
Panarello, Picciolo, Ragusa, Raia, Romano, Ruggirello, Termine,
Torregrossa, Vinciullo, Vitrano.
Sono in congedo: Adamo, Apprendi, Barbagallo, Cintola, Currenti,
Fagone, Federico, Forzese, Lupo, Rinaldi, Scilla e Speziale.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 56
Votanti . 54
Maggioranza 28
Favorevoli 30
Contrari 24
(E' approvato)
Votazione del parere favorevole espresso dalla Commissione Statuto
sul progetto di legge costituzionale A.S. n. 1655
PRESIDENTE. Si passa alla votazione del parere favorevole espresso
dalla Commissione Statuto sul progetto di legge costituzionale A.S.
n. 1655.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Votazione del parere contrario espresso dalla Commissione Statuto
sul progetto di legge costituzionale A.S. n. 1656
PRESIDENTE. Si passa alla votazione del parere contrario espresso
dalla Commissione Statuto sul progetto di legge costituzionale A.S.
n. 1656.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 30
settembre 2009, alle ore 12.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Formica
I - Comunicazioni.
II - Discussione del disegno di legge:
«Disposizioni per agevolare l'incontro tra domanda e offerta
di lavoro» (n. 349/A)
Relatore: on. Panarello.
La seduta è tolta alle ore 18.48
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli