Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi e missione
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo gli onorevoli:
- Adamo, Ammatuna, Apprendi, Buzzanca, Caronia, Faraone, Falcone,
Fiorenza, Laccoto, Mattarella, Mineo, Panepinto, Picciolo, Scoma,
Speziale e Termine per oggi, 7 ottobre 2009;
- Fagone, per le sedute del 7 e dell'8 ottobre 2009.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico, altresì, che l'onorevole Gianni è in missione dal 7
all'8 ottobre 2009.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per il lavoro:
n. 431 - Inclusione degli istruttori direttivi tra i soggetti
abilitati a frequentare i corsi di formazione di ispettori del
lavoro.
Firmatario: Ruggirello Paolo
- da parte dell'Assessore per la sanità:
n. 13 - Provvedimenti al fine di consentire il pagamento alle
farmacie delle forniture erogate in regime di convenzione con il
Servizio Sanitario Nazionale da parte dell'A.U.S.L. n. 4 di Enna.
Firmatario: Galvagno Michele
n. 69 - Notizie circa la ventilata chiusura dell'ospedale di
Ribera (AG).
Firmatario: Panepinto Giovanni
n. 104 - Notizie sulla mancata utilizzazione delle residenze
sanitarie assistenziali della provincia di Messina.
Firmatario: Panarello Filippo
n. 177 - Interventi per il ripristino della legalità nell'azienda
ospedaliera Umberto I di Enna.
Firmatario: Galvagno Michele
n. 191 - Presunte irregolarità presso l'azienda ospedaliera
Umberto I di Enna.
Firmatario: Galvagno Michele
n. 314 - Richiesta di indagine ispettiva sulla chiusura del
reparto di cardiologia dell'ospedale Umberto I di Enna.
Firmatario: Galvagno Michele
n. 345 - Numero delle consulenze esterne presso l'Assessorato
Sanità.
Firmatario: Apprendi Giuseppe
n. 484 - Richiesta di esclusione dal piano di accorpamento del
presidio ospedaliero G.F. Ingrassia.
Firmatario: Caputo Salvino
n. 495 - Urgenti provvedimenti per dotare l'ospedale di Lentini
(SR) di servizi sanitari essenziali.
Firmatario: Bonomo Mario
n. 515 - Mantenimento e potenziamento del presidio ospedaliero di
Pantelleria.
Firmatario: Caputo Salvino
Avverto che le risposte scritte testé annunziate saranno
pubblicate in allegato al resoconto stenografico della seduta
odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
«Intervento in favore del reinserimento nel mondo del lavoro degli
over 50 che hanno perso il lavoro a pochi anni dal raggiungimento
del diritto al trattamento pensionistico» (n. 467)
- di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Lentini in
data 30 settembre 2009;
«Disposizioni in materia di cremazione delle salme e della
conservazione, affidamento e/o dispersione delle ceneri» (n. 468)
- di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Di
Guardo, Fiorenza, Cracolici, Ammatuna, Apprendi, Barbagallo,
Bonomo, De Benedictis, Di Benedetto, Digiacomo, Donegani, Faraone,
Ferrara, Galvagno, Gucciardi, Laccoto, Lupo, Marinello, Marziano,
Mattarella, Oddo, Panarello, Panepinto, Picciolo, Raia, Rinaldi,
Speziale, Termine e Vitrano in data 1 ottobre 2009;
«Norme per la prosecuzione del rapporto di lavoro di personale
precario» (n. 469)
- di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Gucciardi
in data 1 ottobre 2009;
«Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010» (n.
471)
- di iniziativa governativa, presentato dal Presidente della
Regione (Lombardo) su proposta dell'assessore per il bilancio (Di
Mauro), in data 2 ottobre 2009;
«Norme in materia sanitaria» (n. 472)
- di iniziativa governativa, presentato dal Presidente della
Regione (Lombardo) su proposta dell'Assessore per la sanità
(Russo), in data 2 ottobre 2009.
Comunicazione sullo stato di attuazione della spesa regionale
PRESIDENTE. Comunico che l'Assessorato del bilancio e delle
finanze, in data 1 ottobre 2009, ha trasmesso il prospetto
concernente la situazione finanziaria sullo stato di attuazione
della spesa regionale al 30 giugno 2009.
Comunicazione di nomina di vicepresidente di Commissione
legislativa
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione legislativa permanente
Servizi sociali e sanitari' (VI) nella seduta n. 58 del 30
settembre 2009 ha proceduto alla nomina del vicepresidente
onorevole Marco Falcone.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura e
le foreste, premesso che le attività forestali costituiscono una
risorsa significativa per il miglioramento dello stato ambientale
del territorio della Sicilia, contribuendo inoltre al miglioramento
delle condizioni economico-sociali della comunità regionale;
rilevato che è necessaria una concreta rivalutazione delle
attività del lavoro forestale, avendo sempre presente i molteplici
vantaggi conseguenti la valorizzazione degli ambienti naturali e
boschivi nell'ambito delle politiche di rilancio economico e
produttivo;
considerato che:
la necessità di modificare significativamente le attuali modalità
d'intervento e di impiego delle risorse umane e finanziarie nel
campo della forestazione è alla base di un protocollo d'intesa,
stilato in data 14 maggio 2009 e sottoscritto dal Presidente della
Regione, i dirigenti generali dell'Assessorato Agricoltura e
foreste, dott. Fulvio Bellomo e dott. Pietro Tolomeo, e i
rappresentanti sindacali;
il suddetto protocollo d'intesa prevedeva un fattivo intervento
della Regione mirante ad una razionalizzazione delle '(...)
modalità di intervento e di impiego delle risorse finanziarie,
evitando la frammentazione delle fonti finanziarie e giungendo ad
un sistema di sinergia economica che alieni la programmazione
regionale con le politiche nazionali e comunitarie';
lo stesso protocollo d'intesa annunciava '(...) l'adozione di
misure lavorative orientate alla stabilizzazione ed alla
valorizzazione dei lavoratori di comparto'. A tale proposito,
l'art. 3 individuava un programma di aumento dei livelli
occupazionali che prevedeva, entro il 2010, il passaggio dei
lavoratori che svolgono 78 giorni lavorativi annuali a 101 giorni,
quelli che ne svolgono 101 a 151 giorni e quelli che ne svolgono
151 a 180 giorni sempre annuali;
visto che:
alla data odierna, nulla di quanto previsto dal suddetto
protocollo d'intesa è stato fatto;
la mancata attuazione del protocollo d'intesa mette a rischio la
concertazione con le organizzazioni sindacali;
per sapere quali iniziative intendano adottare al fine di dare un
fattivo seguito a quanto previsto dal protocollo d'intesa, stilato
in data 14 maggio 2009 e sottoscritto dal Presidente della Regione,
i dirigenti generali dell'Assessorato Agricoltura e foreste dott.
Fulvio Bellomo e dott. Pietro Tolomeo e i rappresentanti
sindacali». (762)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il bilancio e le
finanze, premesso che il dissalatore di Trapani, sito in località
Nubia, fornisce acqua potabile ai Comuni di Trapani, Buseto,
Custonaci, Erice, Favignana, Valderice e Paceco, oltre che ad
alcuni comuni della provincia di Agrigento;
considerato che:
con nota del 25 settembre 2009 la società ENI GAS E POWER s.p.a.
ha comunicato, all'Agenzia regionale per i rifiuti e le acque di
Trapani (SICILACQUE), di non avere provveduto alla prenotazione del
gas presso la SNAM GAS a causa del mancato pagamento delle
forniture di gas per gli anni 2008 e 2009, ammontanti ad euro
32.812.664,13;
la SICILACQUE, senza il gas che permette il funzionamento del
dissalatore, sarà costretta, dal primo di ottobre 2009, ad
interrompere la produzione e fornitura di acqua potabile;
tenuto conto che:
l'eventuale interruzione del servizio di fornitura di acqua
potabile causerebbe, nei territori serviti dall'impianto, una crisi
idrica di incalcolabili proporzioni sia per la popolazione civile
che per l'agricoltura;
la paventata cessazione del servizio ha causato l'intervento del
Prefetto di Trapani che, con nota del 29 settembre c.a., invita a
'(...) valutare la possibilità di adottare urgenti provvedimenti di
natura amministrativo-contabile finalizzati al pagamento dei
crediti vantati dalla ENI DIVISIONE GAS E POWER, anche attraverso
la predisposizione di un piano di rientro progressivo dall'attuale
esposizione debitoria'. Nel contempo, chiede, alla predetta
Società, di '(...) accordare una proroga della fornitura di gas,
nelle more delle determinazioni assunte dai competenti Organi
regionali';
per sapere se non ritengano opportuno predisporre, con immediata
esecuzione, un provvedimento contabile per il pagamento di quanto
dovuto alla società ENI GAS E POWER s.p.a., al fine di scongiurare
l'interruzione della fornitura di acqua potabile nei territori
serviti dal dissalatore di Trapani». (763)
MARROCCO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
con l'accordo del 31 luglio 2007, attuativo del piano di rientro,
si stabilivano le misure e le azioni di riorganizzazione, di
riqualificazione e di individuazione degli interventi per il
perseguimento del riequilibrio economico del servizio sanitario
regionale, previsto dall'art. 1, comma 180, della legge 30 dicembre
2004, n. 311, prevedendo, tra l'altro, per le case di cura private,
un doppio intervento: uno di tipo strutturale e uno di tipo
finanziario. Il primo prevedeva, al 31 dicembre 2009, la
disattivazione di 435 posti letto per acuti e la riconversione di
ulteriori 135 posti letto per acuti in posti letto di lungodegenza
e riabilitazione. La seconda manovra, quella di tipo finanziario,
prevedeva la riduzione del budget di 55 milione di euro;
con la delibera n. 212 del 23 settembre 2008, l'ospedalità privata
aveva ottenuto un beneficio non indifferente, in quanto il
riassetto della rete ospedaliera approvato e successivamente
validato dal Ministero del lavoro della salute e delle politiche
sociali con provvedimento DG Prog 27 ottobre 2008 0000349-P dell'11
novembre 2008, invece della disattivazione di 435 posti letto per
acuti da parte delle case di cura private, prevedeva la
riconversione degli stessi in posti letto di lungo degenza;
con il D.A. n. 3473 del 24 dicembre 2008 'Indirizzi e criteri per
l'applicazione del Piano di rientro di cui all'art. 1, comma 180,
della legge 30 dicembre , n. 311, stipulato dalla Regione siciliana
in data 31 luglio 2007 ed approvato dalla Giunta regionale l'1
agosto 2007' sono stati forniti, tra l'altro, gli indirizzi e i
criteri, con riferimento alla tabella di rimodulazione, di n. 588
posti letto per acuti in altrettanti posti letto di
riabilitazione/lungodegenza;
la disattivazione dei 588 posti letto per acuti distribuiti per
provincia doveva avvenire sulla base di criteri tecnico-sanitari,
da convenirsi con l'associazione di categoria al fine della
successiva fase operativa a decorrere da settembre 2009, così come
previsto e attuato per le strutture pubbliche;
nel verbale degli incontri definitisi nel gennaio 2009 tra il
Governo regionale e l'Associazione italiana ospedalità privata
(AIOP), emergono i criteri concordati per la riconversione dei 588
posti letto da acuti a riabilitazione/lungodegenza, nella misura
percentuale, rispettivamente, del 60/40 per cento dei posti letto;
la metodologia della fissazione di tetti di spesa risulta uno
strumento indispensabile per garantire l'equilibrio finanziario del
sistema sanitario regionale per la realizzazione del contenimento e
la razionalizzazione della spesa pubblica;
con successivo decreto del 2009 è stato fissato il tetto di spesa
regionale per l'anno 2009 pari ad euro 442.873.876,00, limite
invalicabile che sarà ripartito tra le case di cura di media
specialità e case di cura di alta specialità per i ricoveri per
acuti ed euro 17.545.656,00 per i ricoveri di lungodegenza e
riabilitazione del II semestre 2009;
considerato che:
rispetto al piano di rientro sottoscritto il 31 luglio 2007,
l'ospedalità privata, con la delibera 212 del 23 settembre 2008,
aveva già ottenuto un vantaggio finanziario non indifferente, in
quanto i posti letto per acuti che dovevano essere disattivati da
parte delle case di cura private sono stati riconvertiti in lungo
degenza e riabilitazione;
con decreto 2384 del 24 settembre 2008, invece, l'Assessore per la
sanità prevedeva la trasformazione di 588 posti letto, senza tenere
alcun conto del valore equivalente di 1 posto letto per acuti e 1
posto letto di lungodegenza o riabilitazione che, come stabilito
nel piano di rientro, fissa il valore del singolo posto letto per
acuti nell'ospedalità privata in circa 105.000 euro, mentre quello
di un posto letto di lungodegenza e riabilitazione in circa 35.000
euro;
tale rapporto di fatto è circa 1 a 3, cioè 1 posto letto per acuti
equivale a 3 posti letto di riabilitazione e lungodegenza, con la
conseguenza che le case di cura, non avendo disattivato i 435 posti
letto per acuti, li dovevano trasformare circa 1500 posti letto in
lungodegenza e riabilitazione per rientrare nel tetto di spesa
fissato;
per effetto dei decreti sopra citati, in data 26 gennaio c.a. era
stato sottoscritto tra i rappresentanti dell'AIOP e i vertici
tecnici e politici dell'Assessorato Sanità i criteri con cui
venivano fissati i parametri per la trasformazione dei posti letto
per acuti delle strutture private in posti letto per la
lungodegenza e riabilitazione;
l'AIOP e i suoi associati, a far data da gennaio 2009, non solo
erano pienamente consapevoli dell'eccezionale vantaggio ricevuto in
merito alla mancata disattivazione dei posti letto, ma erano
perfettamente a conoscenza dei criteri con cui si doveva operare la
successiva trasformazione;
nonostante ciò, l'AIOP faceva pervenire una proposta che non era
coerente con quanto pattuito, come si evidenzia chiaramente dal
d.a. 01129/09 del 12 giugno 2009. Nello stesso decreto veniva
stabilito, nella tabella 1 per singola provincia, il tetto di spesa
per l'anno 2009 per i posti letto per acuti a media ed alta
specialità per un totale di 442.873.376.00 euro a cui dovevano
aggiungersi, relativamente al secondo semestre 2009, 17.545.656.00
euro per l'attivazione dei posti di lunga degenza e riabilitazione;
inoltre, l'AIOP, il 9 luglio c.a., otteneva un incontro con
l'Assessore, dott. Russo, nel corso del quale veniva concordata la
modalità della richiesta che l'AIOP avrebbe dovuto formalizzare
successivamente. Tanto è vero che, nella nota dell'Assessore prot.
n. 8326 del 28 luglio 2009, si prende atto che 'l'effettiva
attivazione dei posti letto di riabilitazione e lungo degenza potrà
avvenire solo negli ultimi mesi dell'anno in corso', e stabilisce
'che venga presa in considerazione l'opportunità almeno per l'anno
in corso di non procedere alla differenziazione dei budget (...)
attribuendo alle strutture un budget indistinto';
per sapere:
quali siano state le motivazioni che hanno indotto l'Assessore per
la sanità ad accogliere la richiesta dell'AIOP ed a rivedere quanto
stabilito dal piano di rientro effettuando, di fatto, una deroga
nei confronti della ospedalità privata per la rimodulazione dei
posti letto, con la prevedibile conseguenza dello sforamento dei
budget previsti, nonostante la situazione finanziaria critica delle
nostra Regione;
se ed in che modo siano state verificate le condizioni ostative
per le quali l'AIOP ha chiesto ed ottenuto il rinvio della
conversione dei posti letto per acuti in posti letto di
riabilitazione e lungodegenza, nonostante la VI Commissione
legislativa all'ARS ritenesse tale conversione indispensabile e
necessaria;
se, prima di ufficializzare tale scelta, siano stati effettuati
per tempo i monitoraggi utili relativi al fabbisogno assistenziale,
nonché gli studi di fattibilità per l'impegno di ulteriori risorse
finanziarie in bilancio;
se e quando sia stata autorizzata dal Ministero la modifica del
decreto 1129/09 del 12 giugno 2009, in mancanza della quale si
dovrà ritirare o modificare i decreti assessoriali che prevedono
sia la proroga dei termini, sia la riconversione dei posti letto
delle case di cura private invece della disattivazione degli
stessi, visto che gli stessi criteri non sono stati attuati,
nonostante le richieste, per l'ospedalità pubblica, nei confronti
della quale l'Amministrazione regionale è stata inflessibile nella
rigida applicazione del termine di disattivazione e nella
trasformazione dei posti letto». (769)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
CARONIA-BUZZANCA-CAMPAGNA-CAPUTO-LIMOLI-SCOMA-VINCIULLO
«All'Assessore per la cooperazione, il commercio, l'artigianato e
la pesca e all'Assessore per la sanità, premesso che:
anche se da sempre si sono verificate illegalità e soprattutto
vendite illegali nell'ambito del mercato ittico di Porticello (PA),
fino al 2006 lo stesso aveva comunque assicurato una certa garanzia
per quanto riguarda la sicurezza e l'igiene alimentare, ed - alla
fine di ogni anno - anche per ciò che riguarda le entrate erariali
nelle casse comunali e statali. Esso, infatti, chiudeva il bilancio
in attivo o comunque in pareggio e le suddette illegalità
rimanevano circoscritte, frequentemente individuate e sanzionate
dalle forze dell'ordine. Non ultimo, il blitz del febbraio 2008
della Guardia di finanza ha fatto emergere illegalità ed
inadempienze per 9 ditte commerciali che esercitano all'interno del
mercato ittico. Ma, in questi ultimi 18 mesi, il suddetto mercato
ha perso definitivamente anche quel poco che gli era rimasto di
garanzie sia igieniche sia fiscali, l'ex AUSL ha abbandonato
infatti del tutto la sua postazione all'interno del mercato,
interpretando in modo quantomeno strano le recenti norme
sull'igiene la sicurezza alimentare del pescato ed il mercato ha
continuato a svolgersi all'esterno dello stesso, producendo così
lavoro e guadagni sommersi al di fuori di ogni controllo fiscale
per svariati milioni di euro;
i lavoratori della pesca di Porticello, e con ciò intendiamo i
pescatori stessi riuniti in cooperative, sono vittime di un sistema
perverso che si è venuto a creare che li ha resi involontariamente
complici, a causa sia di intimidazioni subite direttamente o
indirettamente, sia di diffusa ingenua 'superficialità' dei loro
'carnefici'. Essi hanno comunque preso coscienza che questo stato
di cose non fa altro che danneggiare loro stessi, ma anche e
soprattutto la loro immagine di fronte all'opinione pubblica,
assieme al bene della collettività tutta del loro territorio, ed
hanno cominciato un percorso di autocritica sui propri errori
nell'intento di iniziare una nuova stagione di legalità finalizzata
allo sviluppo dell'economia dei tradizionali mestieri di pesca
ormai al collasso;
considerato che ci sono state reiterate denunzie e segnalazioni
alle autorità competenti anche da parte del comandante della
Polizia municipale, del Sindaco di Santa Flavia (PA) e da parte
della categoria delle imprese dei lavoratori della pesca;
per sapere:
1. se risponda a verità che le compravendite di pesce si svolgono
ogni notte fuori dall'area mercatale, e cioè nello spiazzo
antistante il suddetto mercato, in violazione di tutte le norme
igienico-sanitarie a danno soprattutto dei consumatori ignari; ciò
comporta, altresì, un danno erariale a danno dello Stato e
dell'ente per mancate entrate fiscali per milioni di euro;
2. perché le forze dell'ordine, a cominciare dalla Polizia
municipale e dai Vigili sanitari, siano intervenute solo di recente
per ripristinare la legalità, pur in presenza di denunce fatte
pervenire da singoli cittadini (con tanto di generalità rilasciate
a chi di dovere), testimoni dei fatti;
3. se siano mai state elevate multe e sanzioni nei confronti delle
ditte commerciali inadempienti e, in caso negativo, per quali
motivi, ed in tal caso che tipo di provvedimenti siano stati
adottati;
4. nel caso siano state elevate tali multe, quante di queste siano
state riscosse negli ultimi due anni;
5. quali siano i motivi che hanno indotto l'ex AUSL a non rendere
un servizio essenziale e strategico che, nella fattispecie, è di
estrema importanza e delicatezza;
6. se risponda a verità che le somme derivanti dall'ultimo attivo
di bilancio (2006) non siano state utilizzate prima come risorse
utili alla manutenzione, agli adeguamenti strutturali, per
migliorie funzionali e per un più confortevole e professionale uso
di locali, visto che, a quanto pare, gli stessi versano in una
grave situazione di degrado ed abbandono, non agevolando così certo
il regolare svolgimento delle attività quotidiane;
se ritengano opportuno avviare una tempestiva indagine sulla
situazione del mercato ittico, al fine di ripristinare la legalità
in un territorio così pesantemente martoriato dalla criminalità
organizzata e colpito della crisi economica». (771)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
MARINELLO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
iscritte all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'agricoltura e le
foreste e all'Assessore per il bilancio e le finanze, premesso che:
i sindaci dei Comuni della Valle del Belice (Poggioreale, Contessa
Entellina, Santa Margherita Belice, Montevago, Salaparuta,
Camporeale, Sambuca di Sicilia, Partanna, Roccamena e Gibellina),
lo scorso mese di giugno, hanno costituito un coordinamento
denominato appunto 'Coordinamento dei Sindaci dell'Entroterra del
Belice' finalizzato alla tutela ed allo sviluppo del territorio e
dell'agricoltura;
la somma di 30 milioni di euro, stanziata per le opere di
derivazione del fiume Belice affluenti alla diga Garcia, finanziata
con delibera CIPE n. 133/2002, è andata in perenzione (cfr.
finanziaria per l'anno 2007);
considerato che:
l'invaso Garcia fornisce acqua per uso potabile ed irriguo alle
province di Palermo, Trapani ed Agrigento;
tali acque, se regimentate, rilancerebbero l'agricoltura
dell'intero e vasto comprensorio, che da sempre lamenta problemi di
erogazione per irrigazione;
ritenuto che la riattivazione del finanziamento consentirebbe la
soluzione dei gravi problemi e rilancerebbe l'agricoltura e
l'intero comparto produttivo;
per sapere:
se intendano intervenire presso il Governo nazionale per
consentire la reiscrizione in bilancio della somma di 30 milioni di
euro, finanziata attraverso l'Agenzia per lo sviluppo del Sud
(AGENSUD), necessaria per il completamento della diga Garcia;
quali provvedimenti intendano adottare per consentire il
completamento della predetta opera». (764)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e le autonomie locali, premesso che:
in data 29 settembre 2009, le agenzie di stampa hanno diramato la
notizia del decesso, a Palermo, di Morena, minore disabile che da
circa 2 anni, insieme alla famiglia, era costretta a vivere
all'interno di un 'container' di via Messina Marine;
è emerso che i container di via Messina Marine risultano essere
realizzati con materiale altamente nocivo per la salute e le
condizioni ambientali ove sono ubicati sono altamente rischiose per
la presenza di fogne a cielo aperto;
considerato che:
attualmente i cittadini palermitani che vivono all'interno dei
container sono circa 600;
le condizioni igieniche, ambientali e strutturali non solo non
rispettano la dignità dell'uomo, ma sono altamente lesive della
salute di chi vi abita;
ritenuto che quanto accaduto alla piccola Morena è un fatto
gravissimo che evidenzia come a tutt'oggi esistono cittadini privi
di un'adeguata struttura abitativa e che vengono abbandonati in
condizioni che offendono la dignità dell'uomo;
per sapere:
se intendano verificare, anche attraverso un monitoraggio, le
reali condizioni di vita ed abitative dei nuclei familiari privi di
reddito;
quali provvedimenti intendano adottare per garantire forme di
aiuto e sostegno alle famiglie prive di reddito e garantire loro il
rispetto della dignità umana e l'incolumità fisica». (765)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il bilancio e le
finanze e all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali, premesso che:
con legge regionale n. 9 del 1986 (articolo 13), la Regione ha
previsto il trasferimento alle province di molte delle proprie
funzioni. Per tale motivo è stata inserita la previsione
dell'erogazione di un finanziamento dalla Regione alle province
regionali;
l'Unione delle province siciliane ha recentemente lamentato
l'inadeguatezza dell'attuale finanziamento: a causa delle continue
riduzioni avvenute negli anni, le somme erogate non risultano più
essere adeguate e congrue;
in particolare, la lamentela ha ad oggetto la retribuzione del
personale APIT che, pur essendo stato trasferito
all'Amministrazione regionale, di fatto, è ancora a carico del
bilancio delle province regionali;
considerato che la riduzione dei fondi regionali può compromettere
lo svolgimento delle funzioni attribuite dalla Regione alla
provincia;
ritenuto che le conseguenze derivanti dal mancato svolgimento
delle funzioni ricadono, inevitabilmente, sui cittadini e
sull'intera collettività per il venir meno dei servizi erogati;
per sapere:
quali provvedimenti verranno adottati al fine di fare chiarezza
sulle finalità dei finanziamenti erogati dalla Regione alla
provincia regionale;
in particolare, la reale situazione dell'onere retributivo del
personale delle APIT». (766)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e le autonomie locali, premesso che da alcuni
giorni è balzata agli onori della cronaca la notizia della
scomparsa di 30 milioni di euro, forse 50, dalle casse della
Provincia regionale di Palermo per la quale si adduce, come
giustificazione, la più semplice e sbrigativa di 'un investimento
sbagliato';
considerata l'enorme rilevanza che la questione riveste,
trattandosi di un ente pubblico che investe una considerevole
quantità di pubblico denaro in attività di brokeraggio che - si
scopre solo oggi (?) - non solo non ha garantito la solidità
dell'investimento, ma addirittura ha disperso la totalità del
capitale finanziario impegnato, e considerato che, per contro, non
può accettarsi la motivazione addotta secondo cui trattasi di 'un
investimento sbagliato';
premesso inoltre che, nella fattispecie, trattandosi di un ente
pubblico, soggetto a regole di controllo interno ed esterno, nonché
all'osservanza delle regole di selezione di qualsiasi partner
privato attraverso procedure di evidenza pubblica, non ci si
spiega, a meno di una sostanziale e documentata giustificazione, la
circostanza di come si sia potuta verificare una tale 'leggerezza'
nell'amministrare soldi pubblici, che l'organo politico-
amministrativo ha affidato, in primis, alla competenza esclusiva e
discrezionale di una sola persona che, a sua volta, li ha affidati
ad un soggetto privato, scelto non si capisce su quali basi;
dalle ulteriori scarne notizie di stampa, si apprende altresì che
gli organi politici ed amministrativi della Provincia regionale di
Palermo all'epoca in carica, ma anche quelli attuali, nulla
sapessero al riguardo, né in corso d'opera, né a cose fatte;
ritenuta grave la vicenda della scomparsa di tale ingente quantità
di patrimonio finanziario, poiché crea seri problemi di solvibilità
dell'ente Provincia, oltre che un giudizio di sgomento e di
immoralità nell'amministrazione della cosa pubblica;
per sapere:
se intendano o meno attivare immediatamente i poteri ispettivi
tramite l'invio di un apposito ispettore, ovvero di una commissione
ispettiva, al fine di acquisire tutti gli elementi utili per
formulare un giudizio di merito sulla vicenda, trasmettendo
all'Assemblea regionale siciliana le risultanze emerse in corso
d'ispezione;
in particolare, se con le suddette ispezioni, intendano acquisire
i seguenti elementi di chiarezza e relazionare espressamente su di
essi:
1. chi siano i manager che, per conto della società IBS Forex di
Como, hanno intrattenuto relazioni con la Provincia regionale di
Palermo, (con quali soggetti dell'amministrazione, come si sia
svolta e quanto sia durata la trattativa), al fine di beneficiare
dell'assegnazione dell'investimento finanziario;
2. quali fossero - e siano - le loro accertate referenze e
competenze specifiche tali da giustificare la scelta, a loro
favore, dell'investimento in valuta e quali fossero - e siano - le
garanzie offerte per conto della società IBS Forex di Como;
3. come e perché si sia proceduto a tale operazione di alto
investimento finanziario, cioè attraverso la scelta di una
procedura diretta, e perché, al contrario, come pure sarebbe dovuto
essere, non si sia proceduto attraverso una gara ad evidenza
pubblica, con la quale sarebbe stato possibile comparare le diverse
offerte e valutare le diverse garanzie di affidabilità e
solvibilità, per rendere sicuro e blindato l'investimento pubblico
oggetto dell'operazione finanziaria deliberata;
4. dove siano i diversi documenti inerenti le fasi delle
operazioni finanziari effettuate;
5. chi e come abbia controllato, verificato e relazionato, in
corso d'opera e in vigenza di obbligo contrattuale, l'andamento
dell'operazione finanziaria;
6. l'ambito dei poteri della delega conferita al dirigente
preposto all'operazione finanziaria (se cioè essa sia stata
conferita per una singola operazione ovvero per più operazioni), il
livello di queste modalità operative, l'importo fissato da
investire, i limiti della delega e le condizioni di espletamento
della stessa in relazione all'autorità delegante, oppure se essa
prevedesse la discrezionalità delle valutazioni da compiere al
riguardo e l'ampia autonomia operativa in capo al delegato
medesimo;
7. cosa abbia giustificato, e perché, le operazioni attivate dal
dirigente delegato a favore della società IBS Forex di Como,
operazioni caratterizzate da un alto rischio finanziario e se tale
mandato rientrasse tra i poteri di delega conferiti;
8. se l'organo politico-amministrativo sia stato avvertito, in
corso d'opera e a cose fatte, dal dirigente delegato e, in caso
affermativo, secondo quali modalità sia stata garantita e attuata
questa comunicazione-informazione del delegato al delegante;
9. quando e come, infine, l'organo politico-amministrativo sia
venuto a conoscenza della totale perdita del capitale investito,
oggi non più nella disponibilità della Provincia regionale di
Palermo». (767)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
FARAONE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
le nuove nomine dei direttori sanitari delle aziende sanitarie e
delle ASP siciliane hanno suscitato l'interesse e le polemiche di
molti soggetti, istituzionali e non, principalmente per i dubbi di
regolarità per le modalità ed i criteri di scelta adottati;
da più parti, infatti, sono state sollevate polemiche in merito
alla scelta di soggetti chiamati a ricoprire tali funzioni pur in
assenza dei requisiti di legge;
considerato che in particolare, relativamente ai requisiti che
devono possedere i direttori amministrativi, secondo quanto
indicato dalla circolare n. 2868 del 9 dicembre 2008 emessa
dall'Assessore regionale per la sanità, è precisato che le funzioni
dirigenziali, oltre ad essere state effettivamente svolte,
presuppongono in chi l'abbia espletata la qualifica di dirigente e
non di altra qualifica come ad esempio funzionario
amministrativo';
ritenuto che:
la circolare di cui sopra e i precedenti giurisprudenziali in
materia concordano nel precisare in maniera non equivoca che le
funzioni dirigenziali devono essere svolte da chi ha la qualifica
di 'dirigente';
si apprende che, tra i tanti, uno dei direttori nominati (ASP di
Trapani) non risulti essere in possesso della funzione di
'dirigente', in quanto trattasi di funzionario amministrativo;
per sapere quali provvedimenti riterranno opportuno adottare:
al fine di verificare la presenza dei requisiti richiesti dai
provvedimenti amministrativi e legislativi in merito alla nomina
dei nuovi direttori generali delle nuove aziende sanitarie e ASP;
per la verifica circa la sussistenza, in capo al nuovo direttore
dell'ASP di Trapani, del possesso dei requisiti previsti». (768)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'industria,
premesso che:
il gruppo Socotherm, con sede legale a Vicenza, è uno dei più
importanti operatori mondiali nel settore dei rivestimenti
anticorrosivi di tubi per il trasporto di gas e petrolio, tanto da
detenere una quota di mercato del 25% su scala mondiale;
nel 2002, la Socotherm s.p.a. ha avanzato richiesta di
finanziamento alla Comunità europea, per il tramite del Ministero
delle attività produttive, per l'insediamento nella zona
industriale Modica/Pozzallo (RG) di una base marina che avrebbe
assorbito una manodopera di 130/150 unità, alla quale doveva
aggiungersi l'occupazione nell'indotto, oltre all'avvio in loco di
un centro di ricerca e sviluppo;
il piano economico dell'iniziativa, il cui costo totale ammonta ad
oltre 15 milioni di euro, comprende tra l'altro un finanziamento a
fondo perduto della Comunità europea per un importo di oltre 7
milioni di euro;
nel 2006 hanno avuto inizio le opere di sbancamento e la
costruzione di un capannone industriale di circa 12 mila metri
quadrati, di una palazzina per uffici, di un laboratorio
tecnologicamente avanzato e di un impianto fotovoltaico che
garantisce l'autosufficienza energetica;
nel giugno del 2008 ha avuto inizio l'attività di produzione, che
ha impiegato mediamente 80/90 unità lavorative non a regime, per
far fronte alle commesse con destinazione Tunisia, Angola e Mare
del Nord;
con nota del 16 settembre 2009, indirizzata all'Amministrazione
provinciale di Ragusa, alla Direzione provinciale del lavoro di
Ragusa, alle organizzazioni sindacali e ad Unindustria Ragusa, la
Socotherm s.p.a. comunica l'attivazione della procedura di mobilità
per n. 16 dipendenti dello stabilimento di Pozzallo;
le motivazioni addotte dalla Socotherm s.p.a, a supporto della
scelta maturata di riduzione del personale, sono legate al calo di
fatturato conseguente alla crisi economica in atto ed al pesante
indebitamento al quale la società ha dovuto fare ricorso per
affrontare la contingenza economica negativa;
con riferimento al suddetto indebitamento, la Socotherm s.p.a. ha
ricevuto, in data 15 luglio 2009, un decreto ingiuntivo,
provvisoriamente esecutivo, da parte dell'istituto di credito
franco-belga Fortis Bank per un importo di circa 9,4 milioni di
euro;
Fortis Bank, a tutela dei propri interessi, ha associato a tale
azione l'iscrizione di un'ipoteca giudiziaria sui terreni e sui
fabbricati di Pozzallo per una somma equivalente, con la
possibilità che la stessa venga utilizzata per l'avvio di un
processo di asta giudiziaria che renderebbe impossibile il
proseguimento di qualunque attività;
ritenuto che:
il finanziamento europeo, richiesto ed ottenuto dalla Socotherm
s.p.a., rientra nella misura 2.1.a del 'Pacchetto Integrato di
Agevolazioni - PIA Innovazione', previsto dal programma operativo
nazionale 'Sviluppo imprenditoriale locale';
la circolare attuativa del Ministero delle attività produttive n.
1167509 del 28 novembre 2001 prevede, al punto 10, la possibilità
di revoca parziale o totale delle agevolazioni e l'eventuale
recupero delle somme erogate;
la suddetta circolare attuativa prevede, al punto 10, parte II,
lettera j, il ricorso alla revoca 'qualora vengano distolte, in
qualsiasi forma, anche mediante cessione di attività ad altro
imprenditore, dall'uso previsto le immobilizzazioni materiali o
immateriali, la cui realizzazione od acquisizione è stata oggetto
dell'agevolazione prima di cinque anni dalla data di entrata in
funzione dell'impianto';
l'entrata in funzione dell'impianto di Pozzallo è avvenuta nel
giugno 2008 e, quindi, non sono ancora trascorsi i cinque anni
necessari per poter distogliere dall'uso previsto gli immobili
oggetto dell'agevolazione;
dei 7 milioni di euro a fondo perduto, concessi dalla Comunità
europea, la Socotherm ne ha già incassati 5, mentre per i rimanenti
2 milioni di euro è in corso un'indagine della Guardia di finanza
che contesta alla società presunte irregolarità amministrative;
nel biennio 2010/2011 prenderanno il via i massimi progetti per lo
sviluppo delle maggiori pipelines per il trasporto di gas nel
bacino del Mediterraneo (e di cui l'ENI è il maggior contractor),
utili al fabbisogno energetico della CE;
per sapere quali iniziative intendano mettere in atto per:
verificare il raggiungimento, da parte della Socotherm s.p.a,
degli obiettivi contenuti nel 'Pacchetto Integrato di Agevolazioni
- PIA Innovazione', previsto dal programma operativo nazionale
'Sviluppo imprenditoriale locale', secondo i quali la società ha
ottenuto i finanziamenti europei;
rilanciare strategicamente il sito di Pozzallo, sia dal punto di
vista logistico che produttivo, tenendo conto che nel biennio
2010/2011 prenderanno il via i massimi progetti per lo sviluppo
delle maggiori pipelines per il trasporto di gas nel bacino del
Mediterraneo (e di cui l'ENI è il maggior contractor), utili al
fabbisogno energetico della CE;
tutelare i 16 dipendenti della Socotherm s.p.a, in forza allo
stabilimento di Pozzallo, per i quali la società ha avviato la
procedura di mobilità». (770)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
AMMATUNA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i lavori
pubblici, premesso che:
lo Statuto della Regione siciliana, all'art. 14, lettere f) e g),
attribuisce alla stessa Regione competenza esclusiva nella materia
dell'urbanistica e dei lavori pubblici;
la legge regionale n. 71 del 1978, recante 'Norme integrative e
modificative della legislazione vigente nel territorio della
Regione siciliana in materia urbanistica', all'art. 1, indica le
finalità della predetta legge;
il DPR 6 giugno 2001, n. 380, denominato T.U. per l'edilizia, ha
posto un ordine alla materia dell'edilizia; la circolare 5 agosto
2009 del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti riguardante
'Nuove norme tecniche per le costruzioni approvate con decreto del
Ministro delle infrastrutture 14 gennaio 2008', pubblicata nella
Gazzetta ufficiale n. 187 del 13 agosto 2009, prevede che dall'1
luglio 2009 è obbligatoria l'applicazione delle nuove norme
tecniche per le costruzioni di cui al decreto sopracitato;
tenuto conto che tale circolare dispone che i termini di
applicazione della previgente normativa tecnica (decreti
ministeriali del 1996; e decreto ministeriale 14 settembre 2005) o
della nuova disciplina (decreto ministeriale 14 gennaio 2008), in
relazione all'ambito oggettivo, sono stati chiaramente indicati dal
legislatore al comma 3 dell'art. 20 del decreto-legge n. 248 del
2007, convertito in legge il 28 febbraio 2008, n. 31, e successive
modifiche;
considerato che:
al punto 1 della circolare si rende oggettivo il criterio che il
legislatore ha ritenuto di adottare per differenziare i lavori
pubblici da lavori di natura privatistica e che quindi tale
distinzione opera per stabilire in quali casi, dopo il termine del
30 giugno 2009, possano ancora trovare applicazione le norme
tecniche previgenti al decreto ministeriale 14 gennaio 2008;
al punto 2 della circolare si specifica che, per le costruzioni di
natura privatistica, è esplicita la volontà del legislatore di
prevedere l'applicazione obbligatoria della nuova normativa tecnica
per le costruzioni iniziate dopo il 30 giugno 2009 e che, anche per
i lavori iniziati prima di tale data, ove in corso d'opera il
privato avesse la necessità di presentare una variante, dovranno
essere integralmente applicate le predette nuove norme tecniche
(decreto ministeriale 14 gennaio 2008), allorquando la variante
stessa modifichi in maniera sostanziale l'organismo architettonico;
per sapere:
come interpretare di fatto la circolare in riferimento alle parole
'variante sostanziale';
se, in riferimento a tutti i lavori pubblici e privati non ancora
iniziati ma, per i quali, ad esempio, è stata già rilasciata la
concessione edilizia o fornita l'autorizzazione del Genio civile o
ancora si tratta di progetti in fase di rilascio della concessione
o della autorizzazione edilizia, sia realmente necessario
riproporre l'iter approvativo presso il Genio civile, causando di
fatto il totale blocco delle attività economiche private». (772)
MARROCCO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i lavori
pubblici, premesso che:
il Comune di Paceco (TP) ha inoltrato istanza di ammissione al
finanziamento di cui al decreto dell'Assessorato Lavori pubblici 14
febbraio 2005, recante 'Bando pubblico di selezione per
l'esecuzione di opere di recupero e ristrutturazione di edifici
scolastici esistenti di ogni ordine e grado' per il II stralcio del
progetto di ristrutturazione ed adeguamento sismico della scuola
elementare 'Giovanni XXIII' di Paceco;
tale progettualità, come evincesi dal decreto n. 811/12 del 21
giugno 2006, si è classificata al secondo posto della graduatoria
stilata dall'Assessorato Lavori pubblici, ottenendo quindi
un'assegnazione di euro 1 milione e 385 mila;
dovendo il Comune coprire, secondo quanto previsto dal predetto
decreto, la differenza tra la somma risultante e la somma
residuata, in data 29 novembre 2006, il Consiglio comunale di
Paceco ha provveduto all'adempimento suddetto, approvando le
variazioni di bilancio necessarie per stanziare la rimante somma di
euro 115 mila;
tenuto conto che:
l'esecutività del decreto n. 811/2006 è stata sospesa con
determina del dirigente generale, pubblicata nella GURS n. 16 del
13 aprile 2007;
tale sospensione è stata revocata con avviso pubblico, pubblicato
nella GURS n. 7 dell'8 febbraio 2008;
con il decreto n. 2612/S. del 19 novembre 2008, del dirigente
generale del Dipartimento regionale lavori pubblici, pubblicato
nella GURS n. 57 del 12 febbraio 2008, sono stati resi noti gli
elenchi delle istanze ammissibili da escludere e quelle ammissibili
a finanziamento, e da tale decreto è emerso che il Comune di Paceco
mantiene il secondo posto in graduatoria;
considerato che:
il Comune di Paceco ha provveduto alla presentazione della
documentazione necessaria, atteso che è stato pubblicato il bando
di gara per l'appalto dei lavori predetti;
detta gara si è regolarmente tenuta in data 21 aprile 2009, ma
l'aggiudicazione definitiva e la consequenziale consegna dei lavori
sono subordinati all'emanazione del decreto di finanziamento
regionale di cui al decreto del dirigente generale del Dipartimento
dei lavori pubblici del 19 novembre 2008;
per sapere se risultino motivazioni ostative per l'ottenimento
delle somme stanziate per i lavori di recupero e ristrutturazione
finanziati con il decreto 14 febbraio 2005, riguardanti il progetto
di ristrutturazione ed adeguamento sismico della scuola elementare
'Giovanni XXIII' di Paceco». (773)
MARROCCO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore alla Presidenza, per
sapere se il Governo della Regione, in relazione alle gravissime
conseguenze dell'alluvione della notte dell'1 ottobre 2009, che ha
già causato morti e dispersi in provincia di Messina e la cui
entità non è ancora possibile quantificare, intenda assumere
interventi d'emergenza, d'intesa col Governo nazionale, per
un'eventuale dichiarazione di stato di calamità naturale, con
impiego straordinario di uomini e mezzi, anche per il tramite della
Protezione civile e dell'Esercito, per portare soccorso alle
popolazioni della città di Messina, con particolare riferimento
alla zona di Giampilieri Superiore, ancora non raggiunta dai
soccorritori a causa dell'inaccessibilità dei luoghi, nonché alle
popolazioni della zona jonica messinese (Scaletta Zanclea, Alì
Terme, ecc.)». (775)
CURRENTI
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Comunico che è stata presentata la seguente interrogazione con
richiesta di risposta in Commissione:
«All'Assessore per la cooperazione, il commercio, l'artigianato e
la pesca, premesso che:
con l'interrogazione n. 249 del 25 novembre 2008, venivano chieste
notizie circa le prospettive di rilancio dell'ente Fiera del
Mediterraneo, la prospettiva futura dei dipendenti nonché
l'esigenza di relazionare alla competente Commissione legislativa
permanente dell'ARS sullo stato debitorio dell'ente e con quali
provvedimenti il Governo intendesse fronteggiarvi;
a tutt'oggi, nessuna risposta è pervenuta da parte del Governo;
tuttavia, si apprende che di recente sembra siano stati messi a
disposizione i locali fieristici per l'organizzazione di 'Tutto
Sposa', evento organizzato da una ditta privata esterna all'ente
Fiera;
ciò che salta all'evidenza non è tanto l'organizzazione
dell'evento da parte di un soggetto privato, quanto l'assoluta
dismissione dell'ente, che di fatto ha cancellato gli appuntamenti
annuali suoi fissi propri quali, per esempio, fra tutti, la
'Campionaria';
è di tutta evidenza che mentre la Fiera non programma, organizza e
realizza alcun evento fieristico, anche per le considerazioni che
lo stesso commissario dell'ente ha rassegnato alla competente
Commissione legislativa permanente dell'ARS circa presunte
inagibilità e inadeguatezze delle strutture fieristiche in grado di
ospitare le manifestazioni in tutta sicurezza, mentre i 34
dipendenti continuano a non essere utilizzati, ma lo stesso vengono
pagati (anche se con ritardo, come è avvenuto lo scorso anno);
tuttavia, ai privati è concesso l'utilizzo delle strutture e degli
spazi preclusi allo stesso ente;
non è chi non veda quale enorme contraddizione e pessima gestione
h in atto, con conseguente sperpero di denaro pubblico e
dissipazione e impoverimento delle stesse strutture fieristiche per
la loro non utilizzazione;
a fronte di tutto ciò, i creditori 'bussano alla porta' e i
decreti ingiuntivi esecutivi con pignoramenti in atto dimostrano
solo lo stato di fallimento in cui è stato portato un ente
fieristico di estrema importanza per Palermo, quinta città
d'Italia;
in sintesi, a tal riguardo, valgano qui le stesse e sempre attuali
considerazioni svolte nella interrogazione n. 249 del 25 novembre
2008;
per sapere:
quale sia l'intenzione del Governo circa il rilancio dell'ente
Fiera del Mediterraneo, se cioè intenda provvedervi attraverso un
serio piano industriale, attraverso un apposito disegno di legge
che riconsideri le finalità, il ruolo e la mission degli enti fiera
in Sicilia oppure se, al contrario, intenda dismettere e liquidare
tutto, privandosi di un settore strategico utile per l'economia di
Palermo e della stessa Regione siciliana;
se sia vera la notizia che è stata concessa a privati
l'utilizzazione dei capannoni fieristici, a quale prezzo e
condizioni, e se le entrate derivanti dal contratto siano già state
pignorate da qualche decreto ingiuntivo di creditori dell'ente
Fiera;
quali provvedimenti intenda adottare per una più consona
utilizzazione dei dipendenti dell'ente Fiera del Mediterraneo, al
momento affatto utilizzati». (774)
(L'interrogante chiede lo svolgimento in Commissione)
FARAONE
L'interrogazione testé annunziata sarà inviata al Governo e alla
competente Commissione.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Lupo ha chiesto congedo per
oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
«All'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la formazione
professionale e l'emigrazione, premesso che la maggior parte delle
seconde annualità dei percorsi triennali di formazione
professionale per i soggetti in obbligo di istruzione, relativi
all'attività 2008/2009, si è conclusa entro luglio 2009;
considerato che risultano protocollate, presso l'Assessorato
regionale Lavoro, previdenza sociale, formazione professionale ed
emigrazione, le richieste di autorizzazione ad avviare le terze
annualità per l'anno 2009/2010;
rilevato che ad oggi non risultano essere state firmate le
relative autorizzazioni ed il ritardo nell'avvio delle terze
annualità danneggia gravemente gli allievi, sia per il
proseguimento formativo, sia per il rischio di dispersione
scolastica;
per conoscere quali misure urgenti intenda predisporre affinché
sia concessa l'autorizzazione dovuta per la prosecuzione delle
terze annualità, perché, oggi, si ripari al grave disagio e, in
futuro, si eviti il reiterarsi di tale deprecabile situazione».
(72)
D'ANTONI
«Al Presidente della Regione, premesso che l'Assemblea regionale
siciliana, nella seduta n. 50 del 4 dicembre 2008, ha approvato
l'ordine del giorno n. 53 avente ad oggetto: 'Iniziative a sostegno
dei lavoratori licenziati dalla Metalmeccanica' meridionale
s.p.a.', con il quale si impegnava il Governo della Regione:
1. ad istituire, con la successiva finanziaria regionale, un
apposito fondo di solidarietà per sostenere i lavoratori della
'Metalmeccanica meridionale s.p.a.', così come per gli altri
lavoratori in analoga situazione, con l'assegnazione una tantum di
un contributo straordinario, a titolo di anticipazione, da
disciplinare attraverso un apposito regolamento, in attesa
dell'erogazione della cassa integrazione guadagni straordinaria o
della mobilità;
2. ad istituire un'apposita unità di crisi per monitorare
l'eccezionale momento di difficoltà dell'economia, relazionando
alle competenti Commissioni legislative dell'ARS, al fine di
acquisire un quadro certo degli interventi straordinari cui sono
chiamati a rispondere sia il Governo che l'Assemblea regionale con
interventi concreti e mirati;
3. a potenziare gli uffici dell'URLMO competenti per l'istruttoria
della mobilità e degli ammortizzatori sociali in deroga al fine di
accelerarne la relativa corresponsione;
considerato che:
a tutt'oggi non risulta sia stata data esecuzione all'ordine del
giorno approvato dall'Assemblea;
risulta, anzi, che esso sia stato disatteso, per come è stato
possibile constatare, almeno nella parte immediatamente operativa e
concreta della concessione di un contributo straordinario una
tantum a favore dei lavoratori colpiti dal licenziamento,
frustrando così le loro attese circa gli impegni assunti
dall'intera Assemblea regionale;
la questione attiene anche ad una disputa di principio, se cioè un
ordine del giorno approvato dall'ARS possa essere disatteso dal
Governo o, addirittura, non reso esecutivo da parte degli stessi
uffici cui il Governo dovrebbe trasmetterlo per l'adozione degli
atti conseguenti;
ciò, in verità, è accaduto in tale circostanza nonostante i
ripetuti contatti delle parti con il competente ufficio
dell'Assessorato regionale Famiglia, politiche sociali e autonomie
locali, vanificando di fatto la volontà espressa dall'Aula e
ingenerando nei soggetti lavoratori-beneficiari dell'ordine del
giorno oltre ad un'accentuata frustrazione, anche un'accresciuta
sfiducia verso le istituzioni che non mantengono quanto
solennemente promesso;
per conoscere:
se, in linea di principio, intenda o meno dare esecuzione ad un
ordine del giorno approvato dall'Assemblea regionale e, di
conseguenza, se gli uffici siano obbligati a darvi esecuzione con
l'adozione degli atti conseguenti;
in caso affermativo, cosa intenda fare per dare esecuzione
immediata del dispositivo approvato dall'Assemblea regionale
siciliana, in particolare per quanto riguarda il punto 1, dando
disposizione all'Assessorato regionale Famiglia di adottare gli
opportuni provvedimenti al riguardo». (73)
(L'interpellante chiede lo svolgimento con urgenza)
FARAONE
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
intendono accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
numero 149 «Mancata attuazione degli articoli 16, 17, 18, 19 e 20
della legge finanziaria regionale n. 6 del 2009, riguardanti
interventi in favore del comparto agricolo», degli onorevoli Oddo,
Cracolici, Apprendi, Donegani, Marinello, Vitrano, Ammatuna,
Barbagallo, Bonomo, De Benedictis, Di Benedetto, Di Guardo,
Digiacomo, Faraone, Ferrara, Fiorenza, Galvagno, Gucciardi,
Laccoto, Lupo, Marziano, Mattarella, Panarello, Panepinto,
Picciolo, Raia, Rinaldi, Speziale e Termine, presentata il 30
settembre 2009;
numero 150 «Interventi per la rimodulazione dei premi delle misure
agro-ambientali previsti dalla misura 214 del piano di sviluppo
rurale (PSR) 2007-2013 della Regione siciliana», degli onorevoli
Oddo, Cracolici, Apprendi, Donegani, Marinello, Vitrano, Ammatuna,
Barbagallo, Bonomo, De Benedictis, Di Benedetto, Di Guardo,
Digiacomo, Faraone, Ferrara, Fiorenza, Galvagno, Gucciardi,
Laccoto, Lupo, Marziano, Mattarella, Panarello, Panepinto,
Picciolo, Raia, Rinaldi, Speziale e Termine, presentata il 5
ottobre 2009. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la legge finanziaria regionale n. 6 del 2009 ha previsto diversi
interventi in favore del comparto agricolo. In particolare:
a) gli articoli 16 e 17 affrontano il problema della concessione
di prestiti agevolati alle aziende agricole e dispongono di una
cospicua dotazione finanziaria, pari a 35 milioni di euro, per
interventi di abbattimento degli interessi;
b) l'art. 18 si occupa della ristrutturazione delle passività
delle aziende agricole, mentre l'art. 19 proroga di un anno la
scadenza delle cambiali agrarie;
c) l'art. 20 chiude l'annosa questione delle calamità pregresse e
crea le condizioni per indennizzare le aziende danneggiate dalla
peronospora nel 2007, dopo lo 'scippo' perpetrato dal Governo
nazionale dei 50 milioni di euro destinati a tale scopo;
il sistema delle cantine sociali siciliane è al collasso e con
esso quasi tutte le aziende viticole conferitrici;
una delle principali cause della crisi è il costante calo del
prezzo delle uve registratosi negli ultimi anni;
le cantine, da sempre, hanno utilizzato il sistema di pagamento
delle uve ai soci attraverso un anticipo sul conferimento, e il
conguaglio all'approvazione del bilancio;
negli ultimi anni, purtroppo, si è assistito alla diminuzione
drastica del prezzo di anticipazione che, per le uve comuni, è
passato mediamente dai 20 euro/qle del 2007, ai 15 euro/qle del
2008 e ai circa 10 euro/qle del 2009;
a tale drastica riduzione di prezzo delle anticipazioni si è
sommato il fatto che molte cantine non sono riuscite ad aggiungere
altre somme al conguaglio, per cui il prezzo di anticipazione, di
fatto, è diventato il prezzo finale dell'uva;
il ricorso al credito per fornire le anticipazioni ai soci, oltre
ad aggravare i costi di gestione per il peso degli oneri
finanziari, comporta un'altra gravissima conseguenza che è
determinata dalla fragilità economica della maggior parte delle
cantine sociali siciliane che, in prossimità della scadenza del
prestito ottenuto per le anticipazioni, si vedono costrette a
svendere parte della produzione per chiudere la cambiale dell'anno
precedente e chiedere i soldi al sistema bancario per le nuovi
anticipazioni;
tale meccanismo perverso, ormai, non è più sostenibile;
considerato che:
per porre fine a tale meccanismo e, comunque, garantire alle
aziende viticole la liquidità minima per continuare l'attività, è
indispensabile ricorrere a quanto previsto dagli articoli 16, 17,
18, 19 e 20 della legge finanziaria n. 6 del 2009 per il comparto
agricolo;
in particolare, per l'articolo 17 della l.r. n. 6 del 2009, è
prevista una dotazione finanziaria pari a 8 milioni di euro per la
concessione alle aziende agricole di prestiti agevolati di
conduzione per la durata massima di un anno, e di 12 milioni di
euro per la concessione di prestiti per la ristrutturazione dei
debiti o per l'acquisto di beni ammortizzabili in più anni;
l'ipotesi avanzata consente il raggiungimento di diversi
obiettivi, quali:
a) fine del sistema delle anticipazioni, che condiziona
pesantemente il prezzo finale delle uve;
b) concessione di prestiti ai soci conferitori sulla base della
superficie condotta e non dei quintali conferiti, in modo da non
condizionare il prezzo di riferimento delle uve;
c) possibilità di avere i prestiti assistiti dalla garanzia
sussidiaria del Fondo interbancario di garanzia (FIG);
d) minore condizionamento delle vendite di vino da parte delle
cantine che, svincolate dal meccanismo perverso
dell'anticipazione/chiusura cambiale agraria/nuova anticipazione,
potranno avere maggiore potere contrattuale nel libero mercato;
e) diminuzione enorme del carico di lavoro degli uffici che si
troverebbero ad istruire poche decine di pratiche invece che alcune
migliaia;
pur se la crisi che investe il settore è anche di ordine
strutturale, è comunque possibile ricorrere alla normativa sopra
indicata, mirando ad eliminare il sistema delle anticipazioni, che
è una delle principali cause di condizionamento del prezzo
dell'uva;
tale intervento, accompagnato da altre due azioni immediatamente
attivabili, anche queste a normativa vigente e a risorse certe,
quali l'aiuto diretto ai produttori nella misura di 400-500
euro/ha, utilizzando le risorse dell'Organizzazione comune dei
mercati (OCM) vino e l'aumento dei premi per le misure agro-
ambientali a 900 euro/ha, come indicato dall'Unione Europea,
consentirebbe alle aziende agricole di affrontare con maggiore
serenità i prossimi anni e a tutti gli attori del comparto
vitivinicolo di progettare il possibile rilancio di uno dei settori
strategici dell'economia siciliana,
impegna il Governo della Regione
e per esso l'Assessore per l'agricoltura e le foreste
ad attivarsi immediatamente per:
a) pubblicare in tempi brevi la circolare applicativa dell'art. 17
della l.r. n. 6 del 2009;
b) riconoscere tra i soggetti beneficiari, di cui al comma 1,
lettera a), le imprese agricole associate, quali le cantine
sociali, costituite da soci conferitori;
c) prevedere la possibilità per i soggetti di cui alla lettera
precedente, cosi come previsto nei bandi di ristrutturazione dei
vigneti, di presentare progetti collettivi in nome e per conto dei
propri soci;
d) definire una soglia di intervento minima di circa 1500 euro/ha;
e) assistere le operazioni di prestito collettive con la garanzia
sussidiaria del Fondo interbancario di garanzia e, in alternativa,
con la garanzia fideiussoria diretta, rilasciata dalla Società di
gestione dei fondi per l'agroalimentare (SGFA), nell'ambito della
Convenzione stipulata il 29 novembre 2005 tra la Regione e l'ISMEA;
f) definire un iter istruttorio che preveda una corsia
preferenziale per i progetti collettivi, in modo da consentire, in
tempi celeri, l'erogazione dei prestiti alle cantine sociali e, in
seguito, l'accredito delle spettanze ad ogni singolo socio, in
linea con i tempi registrati negli anni precedenti per le
anticipazioni». (149)
ODDO-CRACOLICI-APPRENDI-DONEGANI-MARINELLO-VITRANO-AMMATUNA-
BARBAGALLLO-BONOMO-DE BENEDICTIS- DI BENEDETTO-DI GUARDO-DIGIACOMO-
FARAONE-FERRARA-FIORENZA-GALVAGNO-GUCCIARDI-LACCOTO-LUPO-MARZIANO-
MATTARELLA-PANARELLO-PANEPINTO-PICCIOLO-RAIA-RINALDI-SPEZIALE-
TERMINE
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il Regolamento CE 1698/2005 sul sostegno allo sviluppo rurale da
parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) ha
come obiettivo l'accrescimento della competitività del settore
agricolo e forestale, sostenendo la ristrutturazione, lo sviluppo e
l'innovazione, la valorizzazione dell'ambiente e dello spazio
naturale, la gestione del territorio e il miglioramento della
qualità della vita nelle zone rurali, e promuovendo la
diversificazione delle attività economiche;
l'art. 17 del Reg. CE 1698/2005 citato stabilisce che il
contributo finanziario della Comunità a favore di ognuno dei tre
obiettivi di cui all'art. 4 copre almeno il 10% del contributo
totale del FEASR destinato al programma per gli assi 1 e 3 di cui
al titolo IV, capo l, sezioni 1 e 3, mentre almeno il 25% del
contributo totale del Fondo va all'asse 2 di cui al titolo IV, capo
1, sezione 2;
l'indicazione espressa dall'Unione europea con il dettato
dell'art. 17, che stabilisce l'equilibrio finanziario tra gli
obiettivi, è quella di considerare l'asse 2 prioritario nella
distribuzione delle risorse finanziarie, ritenendo il
miglioramento dell'ambiente e dello spazio rurale strategico per il
rilancio dell'agricoltura;
l'allegato al Reg. CE 1698/2005, all'art. 39(4), relativo ai premi
per le misure agro-ambientali, stabilisce 600 euro/ha per le
colture annuali e 900 euro/ha per le colture perenni specializzate,
dando la possibilità ai singoli Stati membri di maggiorare tali
importi in casi eccezionali in relazione a particolari circostanze
debitamente giustificate nei programmi di sviluppo rurale;
considerato che:
i premi per le misure agro-ambientali stabiliti dalla Regione
siciliana sono nettamente inferiori a quanto indicato nell'allegato
al Reg. CE 1698/2005, art. 39(4);
come si evince dall'allegato 1 al PSR, la metodologia adottata
dall'Assessorato Agricoltura e foreste per il calcolo dei premi per
ettaro delle misure agro-ambientali, si basa in parte su dati
ufficiali della contabilità della rete di informazione contabile
agricola (RICA) e in parte su valutazioni soggettive;
i dati concernenti la contabilità RICA sono stati utilizzati per
determinare costi, ricavi e margini lordi per le coltivazioni con
metodo convenzionale, mentre per i calcoli concernenti l'azione 'A'
si è proceduto a valutazioni soggettive, molto spesso discordanti
da coltura a coltura, in quanto 'non si dispone di documentazione
ufficiale, poiché di tale metodo produttivo la RICA non è in
possesso di campioni aziendali isolabili e rappresentativi' (pag.
10, lett. c) dell'allegato 1);
per il metodo di gestione biologico, azione 'B', si è proceduto
allo stesso modo dell'azione A 'stante il fatto che la consistenza
dei campioni aziendali per molti indirizzi produttivi in esame si è
rilevata spesso insufficiente, per cui i risultati non presentano
adeguata rappresentatività, infatti, i valori della RICA sono stati
oggetto di alcuni adattamenti ponderati e discendenti da
documentazioni disponibili di altra provenienza' (pag. 10, lett. b)
dell'allegato 1);
dall'analisi delle tabelle relative alle colture arboree si sono
riscontrate parecchie discordanze assolutamente non giustificate da
valutazioni di carattere economico e/o agronomico;
non avendo seguito, gli estensori delle tabelle, un criterio
oggettivo per il calcolo dei premi, si sono ottenuti risultati in
netto contrasto che rischiano di penalizzare vite e olivo rispetto
a fruttiferi ed agrumi;
le tabelle per il calcolo dei premi possono essere rimodulate
partendo dai costi codificati della contabilità RICA e seguendo
linee di valutazione assolutamente oggettive,
impegna il Governo della Regione
e per esso l'Assessore per l'agricoltura e le foreste
ad attivarsi immediatamente per:
a) riformulare le tabelle per il calcolo dei premi delle misure
agro-ambientali alla luce delle considerazioni in premessa
evidenziate;
b) definire con le autorità di Bruxelles il percorso per
modificare il PSR 2007/2013 nella parte relativa al calcolo per la
definizione dei premi per l'applicazione delle misure agro-
ambientali;
c) predisporre tutti gli atti necessari per trasferire una cifra
di circa 100/150 milioni di euro dall'asse 1 all'asse 2». (150)
ODDO-CRACOLICI-APPRENDI-DONEGANI-MARINELLO-VITRANO-AMMATUNA-
BARBAGALLO-BONOMO-DE BENEDICTIS-DI BENEDETTO-DI GUARDO-DIGIACOMO-
FARAONE-FERRARA-FIORENZA-GALVAGNO-GUCCIARDI-LACCOTO-LUPO-MARZIANO-
MATTARELLA-PANARELLO-PANEPINTO-PICCIOLO-RAIA-RINALDI-SPEZIALE-
TERMINE
Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno della
seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.
Comunicazione di nomina di componente della Commissione speciale
per la revisione e l'attuazione dello Statuto della Regione
PRESIDENTE. Comunico che, con decreto n. 348 del 6 ottobre 2009,
l'onorevole Giovanni Ardizzone è nominato componente della
Commissione speciale per la revisione e l'attuazione dello Statuto
della Regione, in sostituzione dell'onorevole Maira, dimissionario.
L'Assemblea ne prende atto.
Sulle modalità tecniche di rilevazione delle presenze in Aula
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, com'è noto la modalità tecnica di
rilevazione delle presenze ai fini amministrativi avviene mediante
registrazione elettronica in corso di seduta tramite il semplice
inserimento della tessera personale di votazione nell'apposita
fessura del terminale di voto installato negli scranni.
Invito, pertanto, i colleghi che non avessero ancora provveduto a
procedere sollecitamente alla registrazione della propria
presenza, secondo le consuete modalità, entro e non oltre il
momento di formale chiusura della seduta da parte della
Presidenza.
Ricordo, infatti, che, immediatamente dopo che la seduta sia
stata tolta, il sistema elettronico di voto viene contestualmente
disattivato, e quindi con esso la possibilità di registrazione
della propria presenza.
In tale ultima evenienza, gli unici rimedi alla mancata
registrazione sono unicamente quelli già comunicati da questa
stessa Presidenza nella seduta n. 64 del 17 febbraio 2009.
Commemorazione delle vittime degli eventi alluvionali verificatisi
nella provincia di Messina
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vorrei richiamare la vostra
attenzione per ricordare un evento che ha colpito la Sicilia
qualche giorno fa.
Sono trascorsi soltanto pochi giorni dalla terribile tragedia che
ha colpito Messina ed il dolore e lo sgomento sono ancora vivi in
ognuno di noi. Oggi voglio esprimere, a nome mio e dell'intera
Assemblea regionale siciliana, il più sentito cordoglio ai parenti
delle vittime. Alle famiglie colpite dal dramma non mancheremo di
far sentire la vicinanza delle istituzioni.
Il nostro compito adesso è impedire che cali il silenzio, dobbiamo
impegnarci perché resti vivo il ricordo del disastro affinché
diventi materia sociale e politica, e si trasformi in saggezza
amministrativa.
Non si possono governare i capricci del clima, di questo siamo
tutti convinti, ma si può provare ad attivarsi per proteggere la
popolazione dagli straordinari eventi calamitosi che, purtroppo,
sono aggravati dall'incuria e dalla irresponsabilità umana.
Rispetto dell'ambiente, lotta all'abusivismo e alla
cementificazione selvaggia, insieme ad una maggiore responsabilità
nella distribuzione dei fondi per la programmazione urbanistica,
sono soltanto alcune delle questioni su cui riflettere. E'
necessario investire nella sicurezza del territorio, adottare
provvedimenti per rimediare agli errori commessi in passato.
E poi dobbiamo puntare sull'educazione dei giovani, e non meno
degli adulti. Devono tutti comprendere che il rispetto per
l'ambiente è fondamentale. Non possiamo lasciare che le
sollecitazioni che ci arrivano quasi quotidianamente dalle
associazioni internazionali di protezione ambientale rimangano
inascoltate, altrimenti ci troveremo ancora a dover fare i conti
con il volto ostile della natura che, spesso, si vendica per le
nostre colpe.
Concludo, onorevoli colleghi, invitando l'Assemblea a osservare un
minuto di silenzio per i morti di Messina.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
(I deputati e il personale, presenti in Aula, in piedi osservano
un minuto di silenzio)
nella provincia di Messina
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Comunicazione del Presidente dell'Assemblea in ordine all'invito
rivolto al Presidente della Regione ad un dibattito d'Aula sugli
eventi alluvionali nella provincia di Messina
PRESIDENTE. Comunico di avere inviato al Presidente della Regione
la seguente nota:
«Gentile Presidente, i disastrosi eventi verificatisi in provincia
di Messina e la loro drammaticità hanno indotto due Presidenti di
Gruppi parlamentari, gli onorevoli Cracolici e Maira, a chiedere a
questa Presidenza che già il 7 ottobre p.v. l'Assemblea tenesse
apposita seduta in ordine agli interventi adottati o adottandi per
fronteggiare la ben nota emergenza.
Le rivolgo pertanto invito, compatibilmente con gli impegni
istituzionali della S.V. On.le, a riferire nella seduta già
convocata per domani, mercoledì 7 ottobre 2009 o, in alternativa, a
far conoscere nei tempi che la situazione richiede, altra data
utile in cui tenere il suddetto dibattito, ponendo comunque la
Presidenza nelle condizioni di darne tempestiva e formale
comunicazione in Aula.
Con l'occasione, Le sarei grato se volesse altresì far conoscere
la Sua disponibilità per la discussione sul tema dei rifiuti. Al
riguardo, Le rammento che l'ultimo calendario dei lavori
comunicato, e dunque reso impegnativo, nella seduta d'Aula numero
109 del 15 settembre 2009, prevede che la discussione si sarebbe
dovuta tenere a decorrere dal 29 settembre 2009 e che, per tale
ragione, l'onorevole Cracolici ne ha sollecitato lo svolgimento
nella seduta del 29 settembre 2009, ricevendo assicurazioni
dall'Assessore Leanza nel corso della seduta medesima.
Certo della Sua sensibilità, attendo fiducioso Sue comunicazioni
al riguardo».
In virtù di questa nota ho avuto assicurazioni dal Governo che, se
riteniamo, nella seduta che potremmo convocare per oggi pomeriggio
alle ore 16.00, l'assessore per il territorio e l'ambiente,
avvocato Milone, potrebbe rendere una prima informativa al
Parlamento; dopodiché il Presidente della Regione si è impegnato a
partecipare alla seduta d'Aula di martedì prossimo, alle ore 16.30,
per riferire al Parlamento sulla situazione nella provincia di
Messina.
Per cui, la disponibilità dell'assessore per il territorio e
l'ambiente è qualcosa che cogliamo, ma decidiamo noi se accettare
la presenza dell'Assessore o aspettare il Presidente della Regione
martedì prossimo. Lo decideremo nel corso della seduta.
Invito i Presidenti dei Gruppi parlamentari che volessero farmi
conoscere le loro sensibilità di dirlo informalmente alla
Presidenza o di chiedere la parola.
Sulle comunicazioni della Presidenza
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
CRACOLICI Chiedo di parlare sulle comunicazioni.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, la ringrazio per avere dato
comunicazione della lettera inviata al Presidente della Regione, in
cui ha fatto pure riferimento alla mia sollecitazione sia in ordine
alla decisione assunta dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari nella quale è stato deciso che nella seduta del 29
settembre si doveva dare comunicazione all'Aula sulla vicenda e
sulle iniziative del Governo sulla questione dei rifiuti, sia per
quanto attiene la richiesta formulatale lunedì scorso a che la
seduta di oggi potesse essere dedicata ad una informazione del
Presidente della Regione, nella qualità sia di Presidente della
Regione sia di istituendo Commissario per l'emergenza Messina, che
dovrebbe, da qui a qualche ora, definirsi.
Prendo atto della dichiarazione, dell'orientamento di rinviare a
martedì prossimo la discussione con il Presidente della Regione,
anche se non ho ben capito quale delle due, nel senso che il
Presidente della Regione ci dovrebbe far conoscere anche
l'argomento.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, il Presidente della Regione
interverrà sulla vicenda di Messina.
CRACOLICI. Quindi, signor Presidente, ciò vuol dire che la
questione rifiuti è rinviata sine die.
Lo dico anche per una questione di funzionalità dell'Aula perché
se in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari viene, di
volta in volta, un esponente del Governo, vorrei capire a nome di
chi parla
Se il Governo è presente in Commissione, è presente in quanto
Governo e non in quanto singolo assessore del Governo Lombardo.
Quindi, se si assume un impegno e la Conferenza dei capigruppo
calendarizza i lavori d'Aula prevedendo che il Presidente della
Regione, sui rifiuti, così come oggi su Messina, renda
comunicazioni all'Aula, non è una facoltà rinviare di volta in
volta a seconda della disponibilità del Presidente della Regione.
Altrimenti, chiudiamo l'Aula, ci facciamo comunicare la
disponibilità del Presidente e, di volta in volta, nei ritagli di
tempo, decidiamo di riunirci.
Lo dico per rispetto di tutti, perché così noi stiamo
semplicemente accumulando temi su temi.
Oggi c'è Messina, e prendo atto che verrà l'Assessore per il
territorio e l'ambiente.
PRESIDENTE Se lo riteniamo, possiamo anche decidere di aspettare
il Presidente della Regione.
CRACOLICI Signor Presidente, personalmente sono convinto che
parlare è sempre meglio di non parlare. Quindi, se oggi pomeriggio
sarà presente in Aula l'assessore per il territorio, lo considero
un fatto positivo perché, comunque, le istituzioni ed i siciliani,
attraverso le istituzioni, sapranno che il Parlamento si sta, non
so se occupando, interessando al tema. Poi vedremo con quali
soluzioni.
C'è, però, un problema che prescinde dall'argomento di oggi
pomeriggio, dalla disponibilità dell'assessore per il territorio:
il problema della funzionalità del Parlamento. Il Governo deve
garantire il rapporto col Parlamento.
Se si chiede la presenza del Presidente della Regione, si può
spostare di uno o due giorni, ma non si può spostare all'infinito.
Vorrei ricordare che la riunione della Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari in cui è stata decisa la presenza in Aula
del Governo tra il 29 o il 30 settembre scorso, si è tenuta - se
non ricordo male - il 16 o il 17 settembre 2009; cioè la Conferenza
dei capigruppo, che avrebbe deciso che il 29 settembre si sarebbe
discusso in Aula il tema dei rifiuti con il Presidente della
Regione, si è riunita 15 giorni prima della data calendarizzata per
il dibattito sui rifiuti. Siamo al 7 ottobre 2009 e vi é ancora
incertezza sulla data. Questo è inaccettabile
Convengo sull'opportunità di dare una prima informativa oggi
pomeriggio, anche per sapere, ad esempio, come sono state
utilizzate le risorse sulla vicenda Messina'. Ma ritengo che ci
sia un problema di fondo: la Presidenza dell'Assemblea deve
garantire la funzionalità del Parlamento e la presenza in Aula del
Governo, senza che questo sia considerato un problema di ritagli di
tempo dell'azione del Governo nel rapporto con l'Aula. E'
inaccettabile
Vedremo quali iniziative assumere, altrimenti non inviteremo più
il Governo in Conferenza dei capigruppo, possiamo prescindere dal
farlo, tanto nessuno rappresenta nulla dato che ognuno parla a
titolo personale. E questo è inaccettabile per la funzionalità
delle istituzioni.
MANCUSO. Chiedo di parlare sulle comunicazioni.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, intervengo in merito alla lettera che
le ho scritto circa dieci giorni fa sulla vicenda del decreto che
il Governo avrebbe deliberato, dico avrebbe perché questo
fantomatico decreto sui rifiuti non è a conoscenza di alcuno. La
norma prevede che qualora questo decreto sia stato deliberato, per
legge dovrebbe essere apprezzato dalla Commissione di merito, che è
la Commissione da me presieduta.
Diversi sono stati i tentativi di avere il testo affinché la
Commissione possa lavorare e comprendere la portata di questo
decreto - considerato che da qui a qualche giorno scoppierà il caso
rifiuti non solo a Palermo, ma anche in varie parti della Sicilia -
, ciò non ci permette di svolgere il nostro lavoro di commissari e
per quel che mi riguarda, in questo caso, quale garante della
presidenza di commissione che dovrebbe avere, non solo nel merito,
la disponibilità del decreto, come peraltro previsto dalla legge.
Ieri, abbiamo incontrato diversi commissari e il Segretario
generale dell'Anci; quest'ultimo ci ha confermato, anche come
rappresentante della Conferenza Regione - Enti locali, che non sono
in possesso di quel decreto.
Signor Presidente, la invito ancora una volta a trasferire la
nostra preoccupazione alla Presidenza della Regione affinché questo
fantomatico decreto venga trasmesso alla IV Commissione e la
Sicilia comprenda ciò che si deve fare, da qui a qualche settimana,
perché mentre noi parliamo il debito aumenta in maniera
vertiginosa. Giorno per giorno, i debiti per i rifiuti in Sicilia
aumentano in maniera vertiginosa.
MAIRA. Chiedo di parlare sulle comunicazioni.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, io mi rendo conto di alcune difficoltà
del momento e mi rendo conto che, anche dopo avere sentito il
collega Cracolici, lei e questo Parlamento corriamo il rischio di
sembrare inadempienti per alcuni rapporti con il Governo e con il
Presidente della Regione.
Mi rendo anche conto che oggi quest'Aula deve rispondere ad un
quesito semplice ma, nello stesso tempo, molto grave. I fatti di
Messina, i morti e i feriti di Messina e la devastazione del
territorio di Messina, sono un argomento prevalente che tocca non
solo le coscienze dei siciliani, non solo le coscienze di
quest'Aula, ma tocca gli interessi della Sicilia più di ogni altro
argomento che questa Aula possa discutere, oppure no?
Se dobbiamo dare una risposta positiva alla prima parte del
quesito, credo che questa Aula non possa trattare nulla se prima
non avrà un confronto, più che una relazione del Governo, se prima
non avrà un confronto con il Governo sulle vicende che riguardano
Messina. Ciò che è successo a Messina è certamente più importante
di qualche mozione o di qualche disegno di legge che, tra l'altro,
arriva in Aula con un anno di ritardo.
Dobbiamo dare delle risposte. Dobbiamo dare delle risposte a noi
stessi e alla popolazione. Dobbiamo sentire il Presidente della
Regione non solo in quanto tale, ma anche perché Commissario, così
individuato dal Governo nazionale, per gestire l'emergenza del dopo
alluvione a Messina.
Se queste cose sono vere, mi sembra quasi irriguardoso che questa
Aula tratti altri argomenti.
Il Presidente della Regione si organizzi, venga a rassicurare la
Sicilia sulle iniziative che il Governo intende intraprendere, si
raccordi con gli organi di questa Aula - mi riferisco in primis
alla IV Commissione -, dopodiché possiamo affrontare qualunque
altro argomento.
Credo che nessun impegno istituzionale di alcun genere possa avere
la precedenza su fatti di questo genere. L'assessore Milone è una
persona competente ed è uno degli assessori al ramo per affrontare
questa emergenza; ma non è il Presidente della Regione, non è il
Commissario governativo per l'emergenza Messina.
La sensibilità ed il rispetto non solo per questa Aula, ma per la
Sicilia, credo che si misuri in questi momenti.
Non voglio attizzare polemiche perché poi, quando parleremo nello
specifico di quello che è successo a Messina, cercherò di
dimostrare equilibrio e prudenza a nome dell'UDC.
Non mi permetto nemmeno di chiedere formalmente che l'Aula
sospenda i lavori fino a quando il Presidente della Regione non
verrà a riferire, ma mi appello alla sensibilità dell'Aula e a
quella sua, signor Presidente, a che quest'Aula non tratti alcun
altro argomento se prima non si hanno le idee chiare su ciò che
succede a Messina, su ciò che è successo a Messina e su ciò che
intendiamo fare per Messina. E soltanto il Presidente della Regione
può renderci le idee chiare su questo argomento.
PANARELLO. Chiedo di parlare sulle comunicazioni.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, io vorrei farle rilevare - ed
estendere questa considerazione a tutto il Parlamento - che siamo
di fronte ad una vicenda molto grave che lei giustamente ha
richiamato nel suo intervento e che chiama in causa anche le
istituzioni regionali.
La inviterei e inviterei il Governo a tenere conto di questo
aspetto e a non dare, anche in questa circostanza, l'idea di un
Parlamento e di un Governo che non riescono ad affrontare in
maniera sinergica la necessaria discussione su questa drammatica
priorità.
Signor Presidente, la inviterei a dare priorità, sulla base della
disponibilità del Governo, del Presidente della Regione - se è a
Palermo - o dell'Assessore da lui designato - non voglio entrare in
questa discussione e neanche in questa polemica -, perché si
affronti prioritariamente questa discussione. Credo che lo dobbiamo
non solo a quelle vittime che non ci sono più, ai loro parenti, ma
anche ai tanti che in questo momento sono sfollati e vedono il loro
futuro con grande preoccupazione e credo che il Governo e il
Parlamento siciliano abbiano il dovere di affrontare immediatamente
una prima discussione su questo argomento.
Concordo con l'onorevole Maira sulla opportunità che non si
affrontino altre materie prima di una discussione su questo punto
e, a partire da questo, darci un modello di discussione e di
verifica su questa vicenda che renda protagonista anche il
Parlamento.
Lo dico perché, purtroppo come ben sa, signor Presidente, a
Messina due anni fa, ed a Giampilieri in particolare, c'è stata una
frana, un'alluvione, dei movimenti franosi imponenti che
successivamente, in qualche modo, sono rientrati nell'ordinaria
amministrazione.
Noi dovremmo fare in modo, lo dirò meglio nel momento in cui si
aprirà la discussione, che il Parlamento sia reso protagonista
nella fase di intervento nelle zone alluvionate perché non succeda
quanto è accaduto tante altre volte, e in particolare, ricordo
l'alluvione del 25 ottobre 2007: finito il momento dell'emozione,
attenuatasi l'attenzione della stampa nazionale, non si parli più
di quell'evento e degli interventi che si devono fare per lenire le
pene delle persone colpite dalla tragedia, oppure si affrontino
questi temi come una delle tante questioni che esistono in Sicilia,
a Messina e in Italia.
DE LUCA. Chiedo di parlare sulle comunicazioni.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, credo
che questo non sia il momento delle polemiche. E' stata evidenziata
già dall'onorevole Maira la necessità di affrontare un tema che
riguarda non solo la tragedia che si è, purtroppo, registrata a
Messina, ma riguarda una situazione complessiva a cui sono connesse
delle priorità che l'attuale Governo deve sicuramente rivedere.
Invito il Parlamento e lei, signor Presidente, ad inserire
all'ordine del giorno dei prossimi lavori questo tema, che non è un
tema riferito soltanto alla tragedia verificatasi.
Ritengo, infatti, che si debba avviare un dibattito serio sulle
risorse finanziarie attualmente in dotazione a questo Governo,
sulle risorse finanziarie programmate negli ultimi dieci anni e non
spese e, soprattutto, rivedere i criteri che individuano le
priorità nei singoli piani per l'assetto idrogeologico.
Gli eventi registratisi a Messina sono eccezionali, ma non erano
censiti dagli attuali piani per l'assetto idrogeologico. Inoltre,
c'è un problema che riguarda la modifica morfologica del nostro
territorio, soprattutto per quanto riguarda il censimento e i
criteri che vengono utilizzati nella redazione dei PAI. Da dove è
partita la frana, ad esempio a Scaletta Zanclea, una zona molto
distante dal centro abitato - pensate che solo la fase terminale di
quella zona era censita tecnicamente come zona R4 -, dista circa
300-400 metri, pure 500 a monte, era una zona non classificata ad
alto rischio idrogeologico.
Quindi, c'è un problema di fondo su quello che è l'attuale metodo
che porta a redigere i piani di assetto idrogeologico e, a sua
volta, ad individuare le priorità e, poi, ad avviare quella guerra
tra poveri, tra enti locali, per l'insufficienza dei fondi.
Questo è l'altro tema su cui ci dobbiamo confrontare, su cui
abbiamo il dovere di confrontarci.
Se guardiamo la programmazione degli ultimi anni, purtroppo, c'è
un dato sconfortante: le risorse messe a disposizione per mitigare
il rischio idrogeologico sono insufficienti rispetto già ai dati
che emergono dai PAI, figuriamoci da un aggiornamento effettivo che
diventa urgente oggi, perché stiamo attraversando anche un altro
evento fondamentale. Ormai in Sicilia - gli eventi lo dimostrano -
ci si deve preparare a subìre i cambiamenti climatici di un sistema
ormai quasi tropicale, tanto è vero che gli eventi che si sono
verificati in provincia di Messina, negli ultimi tre anni,
evidenziano anche questo elemento di cui tenere conto. Ed é
fondamentale che il Parlamento siciliano stia anche vicino a chi
amministra il territorio, perché in questi giorni abbiamo subìto
attacchi mediatici, alcuni dei quali sono atti di mero
sciacallaggio e, quindi, non si può, da questo punto di vista, non
approfondire tale tema con priorità assoluta.
Oggi non è il caso di guardare altri profili, perché vorrei
ricordare a quest'Aula e a me stesso che la Commissione Bilancio,
ad esempio, da tre, quattro giorni e per tre, quattro sedute, non
riesce a riunirsi per mancanza del numero legale, nonostante la
presenza puntuale del Governo. E in Commissione Bilancio ci sono
atti propedeutici, fondamentali, che ci metteranno in condizione di
discutere, poi, gli elementi di programmazione economico-
finanziaria, che sono il bilancio e la finanziaria.
Invito, allora, questo Parlamento, nella persona del Presidente, a
mettere da parte adesso le polemiche e a calendarizzare i lavori in
modo tale che l'argomento che è stato discusso in questo mio breve
intervento venga inserito nelle priorità assolute dell'Aula, ma non
per avviare semplicemente una riflessione non polemica , bensì per
ragionare effettivamente sulle modifiche delle strategie che
diventano indispensabili perché non accadano più tragedie, come
quelle che si sono registrate a Messina.
ARDIZZONE. Chiedo di parlare sulle comunicazioni.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non volevo che si aprisse un
dibattito in merito. Alcuni deputati hanno ritenuto di dover dare
delle comunicazioni veloci. Pertanto, onorevole Ardizzone, se
ritiene lo faccia anche lei, ma poi concluderei con gli interventi
su questo tema.
Onorevole Ardizzone, ha facoltà di parlare, visto che è di
Messina.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, proprio perché
sono di Messina non vorrei parlare di ciò che è successo, perché
ognuno di noi può essere condizionato dagli eventi che si sono
susseguiti.
Penso che la gente sia stanca di noi e delle istituzioni,
Parlamento regionale compreso, perché non riesce a dare delle
risposte.
Dico solo una cosa, signor Presidente, non voglio né posso
esprimere giudizi; certamente si accerteranno, per fortuna dico io,
le responsabilità, perché responsabilità penali ritengo ve ne
siano, al fine di evitare strumentalizzazioni e generalizzazioni.
Quello che le chiedo, e lo chiedo non da messinese ma da
siciliano, è: forse doveva succedere una tragedia per scoprire -
oggi è sul giornale La Sicilia - la cartina sul rischio
idrogeologico in Sicilia?
Le chiedo - e so che, probabilmente, con questo mio intervento sto
forzando la procedura, ma trasferirò questa esigenza al mio
capogruppo - di approvare con urgenza in questa Aula, in questo
Parlamento, prima di ogni dibattito, una norma semplicissima che
autorizzi i comuni della Sicilia a sospendere ogni attività
edilizia fino a quando non verrà approvato il piano di assesto
idrogeologico.
Da messinese, infatti, non posso scoprire sul Corriere della Sera,
come è accaduto ieri, che vengono ristretti gli alvei dei torrenti;
questo lo sa il mio amico Panarello, lo sanno tutti coloro che
amministrano e che vivono i problemi delle amministrazioni.
Questo le chiedo se vogliamo dare risposte alle persone,
altrimenti ci sarà un balletto di responsabilità e non si verrà mai
a capo della situazione.
Sto scrivendo questo disegno di legge in maniera molto sintetica,
sul quale dobbiamo avere il coraggio di andare fino in fondo.
E' partita una forte contestazione che non riguarda solo Messina
ma tutta la Sicilia.
Si scopre che la provincia più a rischio di dissesto idrogeologico
è proprio la provincia di Caltanissetta. Devo dire, ad esempio, che
non è stato approvato il piano paesaggistico che riguarda la zona
di Taormina-Messina perché, se fosse stato approvato il piano
paesaggistico, probabilmente non si sarebbe costruito sulle
colline. E' questo il dramma e i comuni non possono essere il muro
basso delle inerzie di tutte le istituzioni, da quelle nazionali
alle ultime.
Pertanto, indipendentemente dai dibattiti e da quello che si possa
riferire in Aula, chiedo che il nostro Parlamento immediatamente
approvi questa norma. Poi, verrà lasciata alla responsabilità dei
comuni provvedere o meno alla sospensione.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, ho apprezzato il suo richiamo rivolto
al capo del Governo ad essere presente alla riunione di oggi. Però,
mi devo convincere che il suo appello non è stato accettato ed io
non intendo che, per una situazione come quella che stiamo
discutendo oggi, possa essere presente - lo ringraziamo -
l'assessore per l'agricoltura e sia assente il Governo nella sua
interezza.
Ritengo che su fatti di questo genere, che non sono di ordinaria
amministrazione, ecco perché non vi deve essere solo un richiamo al
Regolamento ma una sottolineatura al suo impegno, Presidente, nel
momento in cui ha chiesto al presidente della Regione Lombardo di
essere presente, e aggiungo che oggi questa discussione, se deve
avere il suo addentellato nel deputato che parla, che ha il diritto
e il dovere di parlare, e in un governo che lo ascolti, allora il
Governo non può non ascoltarlo, dall'assessore Armao dall'assessore
Russo, indipendentemente dalla funzione o dalla delega che essi
hanno.
Infatti, nel coordinamento generale dell'intero Governo c'è il
rispetto per i morti, che sono morti, e per l'Assemblea che sta
tentando di fare il proprio dovere dicendo cose giuste, sbagliate,
esacerbate, quello che vogliamo, ma in una intesa che deve essere
tra il Governo (l'Esecutivo) e il Presidente dell'Assemblea, che è
al suo posto e sta predisponendo i lavori e presenziando ai lavori
da presidente dell'Assemblea. Perché è un fatto eccezionale che
stiamo tentando di comprendere, di capire, e non fare finta che
basta il minuto di raccoglimento nei campi di calcio per potere
risolvere problemi atavici ed errori che provengono dal Governo
nazionale, da quello regionale e dai singoli comuni che non sempre
fanno il proprio dovere fino in fondo e ci fanno gridare al morto
dopo che il morto è già stato accompagnato.
Ecco perché chiedo al Presidente non di sospendere l'Aula, ma di
invitare il Governo ad essere presente e a valutare
responsabilmente che l'Aula non è qui a blaterare o a discutere per
fare un atto di omaggio a se stessa o un'azione per così dire
parolaia , per esprimersi domani e avere un rigo sui giornali di
domani. Ci sono parecchi colleghi che amano avere un rigo sui
giornali, aspettiamo pure quelli.
Ma io aspetto in Aula il Governo nella sua interezza per poter
dire il mio parere e chiedo il parere dell'Assemblea nella sua
interezza.
PRESIDENTE. Intanto, proprio per rispetto alla presenza in Aula di
un componente del Governo, l'assessore per l'agricoltura e le
foreste, fra un po' andrei avanti passando al terzo punto
dell'ordine del giorno, a trattare la rubrica Agricoltura e
foreste'.
Adesso vorrei brevemente rispondere alle sollecitazioni che sono
emerse dagli interventi dei colleghi di oggi. Onorevole Cracolici,
mi riferisco anche al suo intervento.
Ho cercato in questi mesi spesso, direi sempre, a volte anche
forzando probabilmente il mio ruolo e facendo immaginare spunti
polemici nelle mie iniziative che, invece, non vi erano, di portare
avanti iniziative volte a tutelare il prestigio, l'autonomia ma
anche l'autorevolezza del Parlamento e della Sicilia con delle
puntualizzazioni, con delle sollecitazioni al Governo, rispetto
alla presenza in Aula e nelle commissioni, alla puntualità delle
risposte rispetto ai quesiti che venivano dal Parlamento. A volte
queste risposte sono arrivate, a volte il Governo è stato un poco
meno attento.
Questo per dire che non è mai mancata da parte della Presidenza la
volontà, la possibilità di trasferire le istanze che venivano dal
Parlamento rivolte al Governo.
Anche per quanto riguarda questa seduta e quella che si terrà nel
pomeriggio e martedì prossimo questa Presidenza è stata molto
attenta a trasferire la volontà del Parlamento al Governo. Però,
purtroppo, molto spesso il Governo probabilmente ritiene che altri
impegni siano più importanti della sua presenza in Parlamento.
Pertanto oggi stesso mi farò carico di ribadire ancora una volta al
Governo che, rispetto alla presenza in Parlamento, non ci sono
altre priorità.
Rispetto all'intervento dell'onorevole Mancuso, che faceva
riferimento ad una notizia di giornale apparsa alcune settimane fa,
vorrei leggere la nota che ho inviato al Presidente della Regione
il 24 settembre u.s., esattamente quindici giorni fa:
«Egregio Presidente, recenti notizie di stampa riferiscono che lo
scorso 11 settembre la Giunta di Governo ha affrontato la delicata
questione del riordino degli ATO.
Considerata la rilevanza della materia, nell'ultima Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, è stata programmata per il
prossimo 29 settembre una seduta d'Aula da dedicare al dibattito
sui rifiuti.
Nel sottolineare la particolare valenza che la tematica riveste
per l'Assemblea, La invito a volere dare opportune disposizioni ai
competenti uffici affinché venga data piena esecuzione a quanto
previsto dall'articolo 45 della legge regionale 8 febbraio 2007,
n. 2 qualora il Governo intendesse procedere all'adozione di atti
formali riguardanti il settore.
Cordiali saluti.
Francesco Cascio».
Questo per dire che le sollecitazioni che provengono dal
Parlamento, quindi dal presidente della Commissione di merito, sono
state trasferite in tempo, assolutamente in tempo, al Presidente
della Regione.
Quanto poi all'atteggiamento che il Governo manifesta nei
confronti del Parlamento, c'è un'altra cosa - visto che parliamo di
rapporti tra due istituzioni che devono necessariamente comunicare
- che sinceramente mi sento di far emergere anche in questa
discussione, che avviene sulle comunicazioni ma che è una
discussione che, prima o poi, doveva avvenire.
Oggi abbiamo in Aula, al quarto punto all'ordine del giorno, la
discussione su un disegno di legge in materia di lavoro, disegno di
legge che mi è stato fortemente richiesto dal Governo. Ebbene, oggi
questo disegno di legge non si tratterà perché il Governo ha fatto
sapere che non sarà in Aula.
Vorrei capire, e vorrò capire dal Governo, ringraziando
l'assessore Cimino per la sua presenza, quale atteggiamento il
Governo vorrà tenere nei prossimi mesi nei confronti delle
iniziative del Parlamento perché se è vero, come è vero, che le
commissioni parlamentari devono funzionare - e, in questo caso,
prendo spunto dalla dichiarazione dell'onorevole De Luca per
trasferire al presidente della Commissione Bilancio l'esigenza di
richiamare alla presenza i deputati di tutti i gruppi politici
perché partecipino alle sedute di commissione e, quindi, si possano
adottare gli atti propedeutici alle variazioni di bilancio e alla
legge finanziaria - così, allo stesso modo, devo stigmatizzare
l'atteggiamento del Governo che, ovviamente, non pensiate possa
sempre e prontamente essere disponibile la presenza in Aula.
Oggi, il Presidente della Regione era a Roma per essere nominato
Commissario straordinario per l'emergenza alluvione. Ma a volte è
accaduto, pur non avendo queste urgenze e queste priorità che,
rispetto alla presenza in Parlamento, è stato preferito altro.
Allora, da questo punto di vista, non intendendo fare polemica ma
intendendo, ancora una volta, tutelare le prerogative e
l'autorevolezza del Parlamento, chiudo la discussione su questo
punto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Lettura
ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
Regolamento interno, della mozione numero 148 «Interventi urgenti
per fronteggiare le emergenze causate dagli eventi calamitosi
verificatisi nel Messinese», degli onorevoli Laccoto, Rinaldi,
Picciolo, Galvagno, Gucciardi e Ammatuna.
Avverto che la determinazione della data di discussione della
mozione sopra citata, integralmente riportata nell'ordine del
giorno della presente seduta, è demandata, secondo consuetudine
parlamentare, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
Agricoltura e foreste
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della rubrica
Agricoltura e foreste'
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della rubrica
Agricoltura e foreste'. Ha facoltà di parlare l'onorevole
Assessore.
CIMINO, assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, prima di trattare le tematiche
sottoposte nelle diverse interrogazioni, volevo sottolineare come
il momento così difficile che la nostra Regione ha subìto e gli
interventi che il Governo nazionale e regionale hanno
immediatamente attivato per le cause verificatesi nel messinese,
hanno posto l'attenzione di tutto il Governo ad una piena
risoluzione delle problematiche.
Ho apprezzato gli interventi dei colleghi parlamentari, ma mai è
mancata in quest'Aula la disponibilità, la presenza del Governo
nella trattazione degli argomenti che la Conferenza dei Capigruppo
ha attenzionato. Tant'è che quest'oggi, il sottoscritto risponde
alle interrogazioni così come al punto all'ordine del giorno e, nel
pomeriggio, l'assessore per il territorio e l'ambiente Milone sarà
presente proprio per poter discutere e relazionare sulle emergenze
verificatesi nel messinese ma, soprattutto, sulle emergenze
riguardanti il dissesto idrogeologico. Cosa, signor Presidente, che
è stata concordata con gli uffici della Presidenza dell'Assemblea,
perché così mi dice l'onorevole Milone e, quindi, non c'è nessun
atto di superficialità da parte del Governo, anzi, si è rispettosi
dei tempi che l'Assemblea ha attenzionato tant'è che, nel
pomeriggio, saranno affrontate dagli assessori al ramo le tematiche
che sono state poste.
Signor Presidente, sono disponibile a rispondere ai circa 30 atti
ispettivi che sono stati sottoposti al Governo regionale, ribadendo
che molti risalgono al 2008 e che abbiamo avuto anche qualche
difficoltà, come struttura di Gabinetto, a reperirli perché facenti
capo all'Assessore precedente.
PRESIDENTE. Si procede con l'interrogazione numero 118 «Interventi
a sostegno dei coltivatori mandorlicoli», degli onorevoli
Vinciullo, Aricò e Pogliese. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura e
le foreste, premesso che l'attuale campagna mandorlicola è
caratterizzata da un perdurante stallo della domanda della
produzione siciliana, dovuto alla massiccia presenza sul mercato
europeo di mandorla californiana, di qualità inferiore e a prezzi
che rischiano di trascinare il nostro prodotto di qualità al di
sotto dei livelli sostenibili dalle aziende siciliane produttrici;
rilevato che, per arginare il fenomeno, in due anni il prezzo
della produzione siciliana si è dimezzato nonostante l'aumento
esponenziale del consumo del prodotto a livello mondiale, spingendo
molti produttori a considerare l'ipotesi di estirpare gli impianti,
con danni incalcolabili non solo all'economia ma anche e
soprattutto all'ambiente ed al paesaggio di vaste aree della
Sicilia;
considerato che, nonostante tutte le iniziative intraprese dagli
organismi di tutela del comparto e dalle associazioni di categoria,
la situazione continua a peggiorare e richiede in assoluto un
intervento urgente da parte delle autorità regionali;
per sapere se non intendano adottare tutte le iniziative atte a
sostenere il settore della coltivazione mandorlicola con interventi
mirati, come una campagna mediatica a difesa e tutela del prodotto,
incentivi a medio e lungo termine atti ad una migliore
razionalizzazione delle colture mandorlicole, maggiori controlli
sul prodotto americano circolante sul nostro territorio e spacciato
per produzione locale» (118).
Ha facoltà di parlare l'onorevole assessore per rispondere alla
interrogazione.
CIMINO, assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, con riferimento alla interrogazione
numero 118, viene richiesta la realizzazione di una campagna
mediatica a difesa e tutela del prodotto regionale.
Al riguardo si fa presente, innanzitutto, che la tutela di un
prodotto ottenuto soltanto attraverso un riconoscimento
comunitario, ai sensi del Regolamento della Comunità europea n. 510
del 2006, sia questo il cosiddetto DOP o l'IGP.
In merito, negli anni scorsi sono state avanzate due richieste di
tutela relative alla mandorla da due diversi comitati promotori che
hanno attivato questo percorso, uno per la DOP Mandorla di
Agrigento e l'altra per l'IGP Mandorla di Avola.
Per quanto riguarda la prima istanza il Ministero delle attività
produttive, con nota del 17 ottobre 2003, ha archiviato la pratica
per mancanza di riscontro documentale da parte dei produttori.
Analoga conclusione, purtroppo, ha avuto l'iter di riconoscimento
della IGP Mandorla di Avola, per la quale, nel 2007, il Ministero
ha comunicato l'intenzione di archiviare la pratica. Nonostante le
ripetute sollecitazioni da parte del Dipartimento competente, il
comitato promotore, ad oggi, non ha fornito alcun riscontro sulla
volontà di procedere su questo riconoscimento e su questa
iniziativa.
La normativa comunitaria vigente vieta di finanziare campagne
promo-pubblicitarie per i prodotti agricoli che non rientrano nei
sistemi di qualità riconosciuti dall'Unione europea e, quindi,
ormai la via per potere, di fatto, intervenire a sostegno dei
nostri prodotti, è quella del riconoscimento (DOP e IGP).
Pertanto, considerato che per le mandorle non vi è alcun
riconoscimento come prodotto siciliano di qualità, si ritiene che,
a tuttora, non sussistano le motivazioni giuridiche e tecniche per
procedere a questo tipo di promozione, cosa che il Governo vorrà
poter attivare perché ritiene di grande importanza la tutela, la
valorizzazione e la conservazione del prodotto che viene realizzato
nei territori, sia di Avola che di Agrigento.
Per quanto riguarda gli interventi a sostegno dei produttori della
mandorla, voglio ricordare che questo Parlamento, con il
sottoscritto assessore per la cooperazione e l'artigianato, nella
legge recante misure urgenti in materia di artigianato e di
promozione obbligava le strutture commerciali a vendere
soprattutto i prodotti siciliani, legge che è stata varata dal
Parlamento e poi impugnata dalla Commissione europea ritenendo che
violasse la libera concorrenza.
Ad oggi, vi è un nuovo indirizzo comunitario ed il Governo, nella
specie l'Assessorato dell'Agricoltura da me guidato, sta lavorando
ad un testo per poter creare le condizioni di un maggiore utilizzo
nelle mense scolastiche, così come nella grande distribuzione
siciliana, dei prodotti della nostra terra.
La ringrazio, onorevole Vinciullo, per avere sollecitato il
Governo su questo argomento.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
VINCIULLO. Signor Assessore, intanto la ringrazio per la
sensibilità istituzionale che mostra nei confronti di quest'Aula,
venendo a rispondere alle interrogazioni.
Signor Presidente, l'assessore Cimino è uno dei pochi che ha
rispetto nei confronti dell'Aula, perché è uno dei pochi assessori
di questo Governo che, già nella sua precedente esperienza in
qualità di assessore per il bilancio, e adesso quale assessore per
l'agricoltura, viene a rispondere.
Gli altri, in genere, non solo non sono presenti nelle
commissioni, vanificando il lavoro delle commissioni stesse, ma non
vengono nemmeno in Aula a rispondere.
Le ricordo che un collega dell'assessore Cimino, che, l'altra
volta, - bontà sua - aveva deciso di venire in Aula per rispondere
finalmente a migliaia di interrogazioni, poi ha preferito far
sospendere la seduta perché ha un tale rispetto per le istituzioni
democratiche e per l'Assemblea che ha pensato che era troppo stanco
per continuare.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, credo che l'assessore Cimino sia
il decano di questo Parlamento, é uno dei deputati più anziani
nella carica per cui con l'età ha acquisito anche questo rispetto.
CRACOLICI. Lei ha bisogno di quattro o cinque legislature
PRESIDENTE. Lei ancora è giovane, tra qualche anno l'acquisirà
anche lei
VINCIULLO. Speriamo che alcuni di questi assessori, finita questa
esperienza di Governo, non ne abbiano più altre e ritornino a
svolgere l'attività che facevano prima, perché penso non basteranno
loro nemmeno cinque legislature per imparare ad avere rispetto nei
confronti di questo Parlamento, anche perché non si sono mai
cimentati in campagna elettorale, non si sono mai cimentati con il
popolo, ritengono di essere investiti dalla divinità.
L'assessore Cimino, invece, che ha sempre guadagnato sul campo il
suo ruolo politico, ha dimostrato ancora una volta di avere
rispetto nei confronti di quest'Aula e di questo Parlamento.
Di questo gli diamo atto e lo ringraziamo.
Poi dobbiamo dire che le risposte che ha fornito sono sicuramente
convincenti. Dobbiamo ritornare a parlare con i due comitati
promotori, quello di Agrigento e quello di Avola, in maniera tale
che, anziché fare domande separate e tentare due strade che poi,
alla fine, non sono sboccate né per l'una né per l'altra, si faccia
un grande progetto che veda la mandorla non più di Agrigento o di
Avola, ma la mandorla di Sicilia al centro dell'attività di questi
consorzi.
Signor Presidente, capisco che nella realtà di Palermo il
problema delle mandorle non si pone, ma nella realtà delle province
di Siracusa ed Agrigento è un problema vissuto in maniera
importante: l'economia della zona sud della provincia di Siracusa
per secoli è stata fondata sulla coltivazione della mandorla.
Adesso il prezzo è crollato, si pensi che la mandorla oggi costa un
decimo di quanto costava venti anni fa nonostante i prezzi siano
aumentati e nonostante la manodopera abbia visto, giustamente,
quintuplicato il proprio dovuto.
La risposta del Governo mi soddisfa, mi soddisfa ancora una volta
l'atteggiamento dell'assessore Cimino che ringrazio.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vinciullo. Le racconto un episodio
verificatosi in questa Aula qualche anno fa, nella tredicesima
legislatura, primo Governo Cuffaro.
Ad agosto 2004 ci fu un rimpasto di Governo: io ero assessore per
il Turismo e diventai assessore per il Territorio e l'ambiente,
l'onorevole Cimino era assessore per la Cooperazione e passò alla
Presidenza. Io diventai anche vicepresidente della Regione e mi
trovai ad ereditare tre anni di interrogazioni e di interpellanze a
cui i miei predecessori non avevano dato risposta.
Dopo tre mesi di permanenza in Assessorato, feci predisporre dagli
uffici tutte le risposte agli atti ispettivi dei tre anni
precedenti e mi presentati in Aula con un carrello contenente le
centinaia di risposte. Appena sono entrato con il carrello, con gli
assistenti parlamentari che mi aiutavano, i deputati,
traumatizzati, non hanno voluto che rispondessi a quegli atti
ispettivi e così, in un quarto d'ora, si risolsero tre anni di atti
ispettivi.
L'assessore Cimino ha fatto qualcosa che si avvicina a questo
rispondendo, comunque, agli atti ispettivi degli ultimi dodici
mesi.
Non essendo presente in Aula il firmatario, l'interrogazione
numero 125 «Iniziative a favore dei lavoratori dei consorzi agrari
in applicazione della legge n. 410/1999», dell'onorevole Caputo, si
intende presentata con richiesta di risposta scritta.
Non essendo presente in Aula il firmatario, decade l'interpellanza
numero 20 «Iniziative urgenti per il definitivo completamento della
diga Pietrarossa' in territorio del comune di Ramacca (CT)»,
dell'onorevole Limoli.
Si passa all'interrogazione numero 179 «Misure urgenti per
scongiurare le gravi conseguenze derivanti dall'applicazione dei
nuovi parametri per il diritto ai premi comunitari agli
agricoltori», degli onorevoli Raia, Di Guardo e Marziano. Ne do
lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura e
le foreste, premesso che:
la Commissione europea è orientata a fissare un tetto minimo di
250,00 euro al primo ettaro di superficie affinché i piccoli
agricoltori possano accedere al regime di pagamento unico (RPU);
in base agli studi revisionali, circa gli effetti prodotti
dall'applicazione di questi parametri, si giunge ad una stima assai
preoccupante dal momento che risulterebbero espulse circa 300 mila
aziende agricole applicando il criterio di 250,00 euro e 600 mila
aziende secondo il parametro ad 1 ettaro;
la previsione sopraindicata andrebbe a sommarsi alle 150 mila
aziende già tagliate fuori dal sostegno comunitario con il
parametro minimo stabilito a 100 euro;
rilevato che:
in questi anni grazie alle piccole aziende agricole che oggi
rischiano di scomparire si è lavorato nella direzione del
mantenimento di produzioni di qualità e della tipicità, nonché alla
conservazione delle biodiversità;
i piccoli produttori attraverso i premi comunitari riescono a
proseguire nella loro attività anche in considerazione della
difficoltà dell'accesso alle fonti di finanziamento sempre più
piegate sulle medie e grandi aziende;
per sapere quali iniziative urgenti si intendano assumere anche in
sede comunitaria allo scopo di impedire il taglio dei premi
comunitari alle piccole aziende agricole e se intendano porre in
essere idonee misure a salvaguardia del piccolo comparto agricolo»
(179).
Ha facoltà di parlare l'onorevole assessore per rispondere alla
interrogazione.
CIMINO, assessore per l'agricoltura e le foreste. Con riferimento
all'interrogazione numero 179, si comunica che già con il decreto
ministeriale del 22 marzo 2007, all'articolo 1, era stato disposto
dal ministro pro-tempore De Castro, di non corrispondere pagamenti
diretti nell'ambito del primo
Pilastro della politica agricola comune,
la cosiddetta PAC, per importi inferiori a 50 euro a partire dal
2007 e 100 euro dal 2008, ciò ai sensi del vigente regolamento
comunitario n. 1782/2003 e in applicazione dell'articolo 70 del
regolamento n. 796/2004.
Secondo una elaborazione effettuata dalla Rete Rurale Nazionale e
dall'ISMEA per conto del MiPAAF, con riferimento ai pagamenti
effettuati da AGEA nell'anno 2006, in Sicilia hanno beneficiato del
regime di pagamento unico (RPU) diverse iniziative: 186.424
aziende pari al 13,1 per cento delle aziende italiane, per un
importo di 259.800.231,87 euro pari circa al 7 per cento del totale
dei pagamenti unici erogati a livello nazionale (3.839.184.014
euro).
A seguito della decisione di cui al decreto ministeriale
precedentemente citato, si evince che in Sicilia, per effetto della
non corresponsione di pagamenti unici inferiori alla soglia dei 100
euro, si stima che siano state escluse dal regime di pagamento
unico (RPU), a partire dal 2008, circa 30 mila aziende.
La Commissione Europea nel promuovere la recente proposta di
revisione dello stato di salute della politica agricola comune
(PAC), ha inizialmente proposto di elevare la non corresponsione
degli aiuti del RPU ad una soglia minima di 250 euro o di un ettaro
di superficie per beneficiario.
In relazione all'andamento del negoziato politico tra la
Commissione e la Presidenza del Consiglio Europeo per la
formulazione della bozza consolidata di regolamento dell'Health
check, il limite minimo di non corresponsione del regime di
pagamento unico è stato, di fatto, riportato al livello di cento
euro, o di un ettaro di superficie, per beneficiario.
Presidenza del Vicepresidente ODDO
In considerazione del fatto che difficilmente verrà adottata la
soglia di un ettaro, in quanto potrebbero essere esclusi
massicciamente dal regime di pagamento unico (RPU) i pagamenti
concernenti i cosiddetti titoli speciali, cioè quelli senza terra e
relativi alla zootecnia, l'ipotesi più probabile, a livello
nazionale, è quella di un consolidamento dell'esclusione dei
pagamenti di RPU inferiori ai 100 euro.
Pertanto, non si prevede, stante l'attuale fase di dibattito a
livello comunitario, che con il nuovo regolamento si prospettino
novità, sebbene il Governo regionale abbia di fatto immediatamente,
dal giorno del proprio insediamento, attivato delle azioni
diplomatiche per poter attenzionare le politiche comunitarie alla
peculiarità della nostra Regione, politiche comunitarie che, più
volte, sono state criticate dagli agricoltori siciliani perché non
rispondenti alle reali esigenze del nostro territorio.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Guardo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
DI GUARDO. Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE. Non essendo presente in Aula il firmatario, le
interrogazioni numero 202 «Iniziative a sostegno del settore
agricolo di Pantelleria e di Lipari» e numero 205 «Iniziative per
debellare il fenomeno del punteruolo rosso nel comune di Monreale
(PA)», entrambe dell'onorevole Caputo, si intendono presentate con
richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 236 «Interventi di contrasto
alla crisi della cerealicoltura siciliana», degli onorevoli
Falcone, Currenti e Scilla. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'agricoltura e le
foreste, all'Assessore per l'industria e all'Assessore per il
bilancio e le finanze, premesso che nel settore dell'agricoltura il
prezzo del grano duro, cioè la tipologia di grano che copre
all'incirca il 90 per cento dell'intera produzione cerealicola
siciliana, nell'arco di sei mesi, è crollato di quasi il 70 per
cento, passando da un costo per chilo pari a 48 centesimi ad una
valutazione che, in questi giorni, si aggira intorno ai 16
centesimi;
tenuto conto che di contro, il costo dei fattori produttivi
(concimi, oneri previdenziali, mano d'opera, carburante e altro) ha
subìto un aumento di quasi il 60%, mettendo, di fatto, i
cerealicoltori siciliani davanti ad una situazione di assoluta
ingovernabilità del sistema: il costo della produzione del grano è
inferiore al ricavo;
considerato che:
nel 2008 il comparto della granicoltura in Sicilia investe una
superficie pari a 340 mila ettari di terreno con una produzione di
oltre 9 milioni di quintali, e che la detta filiera cerealicola
rappresenta un segmento fondamentale per l'intero comparto agricolo
siciliano con migliaia di addetti ed occupati nel settore;
non esiste un sistema di tutela (dazi) che permetta di
privilegiare il consumo del grano nostrano nei confronti di quello
proveniente da stati esteri;
il prezzo al pubblico del prodotto finito (pasta, pane, eccetera)
continua ad aumentare, nonostante il crollo del costo del prodotto
iniziale, con enormi guadagni, quindi, per le fasce di
intermediazione esistenti nella filiera produttiva;
alla luce di quanto sopra affermato, è evidente che diverse
migliaia di agricoltori siciliani rischiano la chiusura delle loro
aziende o la riconversione delle semine: in entrambi i casi, la
Sicilia andrebbe incontro ad una crisi economica di proporzioni
catastrofiche;
per sapere:
quali siano gli interventi immediati che il Governo regionale
intende adottare per scongiurare la crisi nel settore cerealicolo
e, specificatamente, della granicoltura in Sicilia;
se non si ritenga improcrastinabile assumere azioni mirate per
tutelare la produzione siciliana di grano duro e salvaguardare
migliaia di posti di lavoro;
se non si ritenga, altresì, indifferibile adottare misure di
incentivazione e tutela nel campo economico e produttivo, sia a
livello regionale (con sgravi fiscali, incentivi alla produzione,
controllo dei prezzi finali rispetto ai costi di produzione) sia a
livello nazionale (interventi a tutela del prodotto nazionale,
riproposizione nel documento economico nazionale dei benefici
previsti dalla legge n. 81/2006» (236).
Ha facoltà di parlare l'onorevole assessore per rispondere alla
interrogazione.
CIMINO, assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, in riferimento all'interrogazione
numero 236 «Iniziative di contrasto alla crisi della cerealicoltura
siciliana», preciso che in Sicilia il settore in argomento
rappresenta un'importante risorsa agricola regionale, ma è un
settore che attualmente versa in una grave crisi economica.
Le cause di tale crisi si possono così sintetizzare:
- debolezza strutturale della produzione;
- carenza di infrastrutture e di strutture aziendali ed
industriali per la trasformazione;
- scarsa presenza di imprese, di servizi e di associazioni di
produttori;
- effetto speculativo dell'euro che ha penalizzato i produttori ed
i consumatori;
- appesantimento dei costi di produzione delle imprese agricole.
La cerealicoltura siciliana deve puntare all'eccellenza
qualitativa e, soprattutto, ad organizzarsi a fare filiera, ad
aggregare l'offerta in funzione delle esigenze del mercato.
Inoltre, è necessario puntare su importanti centri di stoccaggio,
che siano in grado di regolare e stipulare contratti di produzione
vantaggiosi per i cerealicoltori e sullo sviluppo di una valida
industria di trasformazione in grado di realizzare una importante
filiera agro-alimentare dei prodotti cerealicoli.
Affinché il prodotto agricolo possa trasformarsi in valore reale,
occorre stabilire una profonda interazione tra il mondo della
produzione primaria, l'industria agro-alimentare e la distribuzione
alimentare, realizzando così la tanto auspicata e necessaria
integrazione di filiera.
A completamento di quanto sopra esposto, si riportano
sinteticamente i principali fabbisogni di intervento e le esigenze
di ristrutturazione e ammodernamento del comparto dei seminativi,
dalla produzione alla trasformazione e commercializzazione del
prodotto.
Per quanto di competenza del Governo della Regione siciliana, gli
interventi sono stati attuati anche con le Misure del Piano di
Sviluppo Rurale, le Misure 121 e 123.
I beneficiari di tali misure sono imprenditori agricoli ed
associati, anche in forma consortile mista e le micro, piccole e
medie imprese.
Le misure e le risorse finanziarie nel PSR 2007/2013 rappresentano
una grande opportunità, sia per lo sviluppo ed il consolidamento
del settore agro-alimentare siciliano, basato sulla qualità delle
produzioni locali e sull'amore per la terra e la sapienza delle
imprese dell'Isola, sia per il riequilibrio dei territori rurali
offrendo nuove opportunità di crescita e di occupazione, oltre,
sicuramente, alla salvaguardia e valorizzazione del nostro
ambiente. Un'opportunità che l'Assessorato Agricoltura intende
utilizzare e sfruttare fino in fondo per promuovere uno sviluppo
equilibrato della nostra Isola.
Oltre il potenziamento della struttura produttiva e dell'attività
di promozione delle produzioni, bisogna attivare processi di
collaborazione con tutte le autorità competenti, europee, nazionali
e regionali, e le organizzazioni di categoria, per la definizione
di regole chiare in termini di commercializzazione e di controllo
dei prodotti agricoli provenienti dai Paesi esteri, in modo da
verificare il rispetto della qualità, dei parametri relativi ai
residui fitosanitari e delle norme di trasparenza commerciale, a
garanzia del rispetto della salute dei cittadini siciliani.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Scilla per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'assessore.
SCILLA. Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE. Per assenza dall'Aula dei firmatari, decade
l'interpellanza numero 42 «Attuazione integrale dell'accordo
sindacale del 30 novembre 2005 per la tutela occupazionale e la
stabilizzazione dei lavoratori del settore forestale», degli
onorevoli Lupo, Gucciardi, Barbagallo, Fiorenza, Panarello, Raia,
Faraone, e Donegani.
Per assenza dall'Aula dei rispettivi firmatari, l'interrogazione
numero 320 «Disparità di trattamento nei confronti dei dirigenti
dell'Istituto regionale della vite e del vino», dell'onorevole
Caputo, e l'interrogazione numero 323 «Misure per far fronte
all'ondata di maltempo che ha colpito la provincia di Agrigento»,
dell'onorevole Panepinto, si intendono presentate con richiesta di
risposta scritta.
Per assenza dall'Aula dei firmatari, decade l'interpellanza numero
45 «Dichiarazione di calamità naturale di tutto il territorio
Calatino», degli onorevoli Limoli e Leontini.
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione numero 336
«Numero delle consulenze esterne presso l'Assessorato Agricoltura e
foreste», dell'onorevole Apprendi, si intende presentata con
richiesta di risposta scritta.
Per accordo fra le parti, sarà data risposta scritta
all'interrogazione numero 361 «Disparità di trattamento tra le
istanze presentate per un bando in materia di agricoltura
biologica», dell'onorevole Oddo.
Si passa all'interrogazione numero 370 «Rettifica dell'accordo
concluso con la CONAD per la distribuzione delle arance rosse di
Sicilia», degli onorevoli Di Guardo e Raia. Ne do lettura:
«All'Assessore per l'agricoltura e le foreste, premesso che in una
recente conferenza stampa l'Assessore per l'agricoltura e le
foreste ha preannunciato un'intesa con la rete distributiva della
CONAD per la vendita al pubblico di «arance rosse di Sicilia
I.G.P.» al prezzo di euro 0.60 al chilogrammo;
considerato che le spese vive per potere predisporre un
chilogrammo di prodotto per i supermercati prevede:
a) raccolta in campagna con lavoratori regolari, 10 centesimi;
b) lavorazione magazzino, 10 centesimi
c) imballaggi (anche riutilizzabili), pedane, rigetta o rete per
legare, sigilli ed etichette, 12 centesimi;
d) trasporto con camion, 8 centesimi;
e) spese amministrative, 5 centesimi;
f) sconto su fattura (nella migliore delle ipotesi 4%, quindi 60
centesimi), 24 centesimi e che, sommando tutto, le sole spese per
portare un chilogrammo di arance nei depositi delle catene di
distribuzione ammontano a 474 centesimi;
rilevato che il proposto prezzo al pubblico di euro 0,60 al
chilogrammo, sottratte le spese che tutti devono sostenere per fare
arrivare le arance nei depositi dei supermercati, offre un margine
di soli 126 centesimi;
osservato che, a questo punto, il prezzo da pagare ai produttori
in campagna sarebbe uguale al prezzo che paga l'industria per le
arance da spremitura;
per sapere:
se l'Assessore abbia presente che il marchio di provenienza IGP è
un valore aggiunto (che i produttori cercano in ogni modo di
sostenere) e che le misure preannunciate, invece, propongono un
declassamento del prodotto con marchio IGP;
quali misure intenda adottare per promuovere la qualità
dell'arancia rossa con marchio IGP;
se non ritenga di dovere immediatamente rettificare l'accordo con
la CONAD e definire un prezzo al pubblico adeguato a sostenere i
produttori di arance rosse IGP.».
Ha facoltà di parlare l'onorevole assessore per rispondere alla
interrogazione.
CIMINO, assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, in riferimento all'interrogazione
numero 370 preciso che in data 31 dicembre 2008 è stata stipulata
una convenzione tra il Dipartimento Interventi Infrastrutturali e
la Conad, società cooperativa con sede legale in via Michelino n.
5, Bologna.
La convenzione prevedeva la realizzazione di una iniziativa
promozionale a carattere nazionale per la distruzione delle arance
rosse di Sicilia e più specificatamente aveva ad oggetto:
a) la distribuzione del prodotto Arance Tarocco di Sicilia' con
il marchio Conad Percorso Qualità' nei 30mila punti vendita Conad,
su tutto il territorio nazionale;
b) la pianificazione televisiva e radiofonica di una serie di spot
su emittenti televisive e radiofoniche nazionali, per la promozione
del logo Prodotti di Sicilia', fornito dall'Assessorato regionale
dell'agricoltura e delle foreste;
c) la pianificazione editoriale House organ Conad , consistente
nella pubblicazione di 5 pagine a colori sulla rivista Conad Bene
Insieme';
d) la comunicazione punto vendita (indoor) che prevedeva la
distribuzione nei punti vendita di circa 20mila locandine;
e) rapporto con i media, che consisteva nella organizzazione di
due conferenze stampa.
L'iniziativa in argomento si è svolta dal 26 gennaio all'1
febbraio 2009.
L'importo negoziato nella convenzione firmata dal Dipartimento è
di euro 200.000,00 Iva inclusa. L'iniziativa è stata approvata con
decreto del Dirigente generale 2.083 del 2008. La società ha svolto
regolarmente tutto quanto previsto in convenzione. Le relative
spettanze sono state liquidate con decreto del Dirigente generale
498 del 2009 e con successivo mandato di pagamento.
Tanto premesso, nell'evidenziare come le argomentazioni fin qui
esposte non facciano alcun riferimento alla rettifica della
convenzione in argomento nei termini richiesti dall'onorevole Di
Guardo, a tutela di un prodotto coperto da marchio IGP, colgo
l'occasione per esprimere piena condivisione ai suggerimenti
espressi per eventuali future analoghe iniziative, che il Governo
regionale ha volontà di poter attivare.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Guardo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
DI GUARDO. Signor Presidente, mi dichiaro insoddisfatto.
PRESIDENTE. Per accordo fra le parti, sarà data risposta scritta
all'interrogazione numero 374 «Risorse aggiuntive per la
realizzazione di un parco aggiuntivo di interventi in Sicilia»,
dell'onorevole Oddo.
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione numero 396
«Revisione del criterio di ripartizione per l'assegnazione delle
nuove quote latte alla Sicilia in base alle quote preesistenti»,
dell'onorevole Minardo, si intende presentata con richiesta di
risposta scritta.
Per assenza dall'Aula dei firmatari, l'interrogazione numero 409
«Notizie sulla situazione finanziaria e gestionale dei consorzi di
bonifica al fine di verificarne la reale utilità all'interno
dell'Amministrazione regionale», degli onorevoli Barbagallo,
Ammatuna, Galvagno e Lupo, si intende presentata con richiesta di
risposta scritta.
Per accordo fra le parti, sarà data risposta scritta
all'interrogazione numero 463 «Rilancio del settore vitivinicolo
attraverso il finanziamento di uno specifico bando per la DOC
Sicilia», dell'onorevole Oddo.
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione numero 492
«Interventi di sostegno per il comparto agricolo della provincia
nissena colpita da un violentissimo nubifragio», dell'onorevole
Donegani, si intende presentata con richiesta di risposta scritta.
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione numero 517
+Modifica del decreto presidenziale 4 giugno 2008 recante
Direttive per la redazione dei regolamenti comunali in materia di
fuochi controllati in agricoltura'», dell'onorevole Lupo, si
intende presentata con richiesta di risposta scritta.
Per accordo fra le parti, sarà data risposta scritta
all'interrogazione numero 522 «Mantenimento in istruttoria delle
istanze per risarcimento danni presentate dai produttori olivicoli
e agrumicoli delle province di Trapani, Palermo, Siracusa e
Messina», dell'onorevole Oddo.
Per assenza dall'Aula dei firmatari, l'interrogazione numero 565
«Notizie sui contenuti dei bandi di attuazione del Piano di
sviluppo rurale», degli onorevoli Panepinto e Apprendi, si intende
presentata con richiesta di risposta scritta.
Su richiesta dei rispettivi firmatari, e per accordo fra le parti,
sarà data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
- numero 568 «Iniziative per la proroga dei termini per la
presentazione delle istanze di cui al decreto 18 febbraio 2009 del
Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali per far
fronte alle gelate febbraio 2008», dell'onorevole Vinciullo;
- numero 580 «Iniziative a livello nazionale per scongiurare il
recepimento della direttiva europea in materia di bevande
analcoliche», dell'onorevole Vinciullo;
- numero 582 «Interventi per favorire il credito agrario
agevolato, a sostegno della grave crisi economica che investe il
settore», dell'onorevole Di Guardo;
- numero 590 «Contributi a favore delle aziende agricole con
indirizzo zootecnico», dell'onorevole Vinciullo.
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione numero 593
«Notizie circa l'istituzione del centro operativo provinciale
presso l'Ispettorato dipartimentale del Corpo forestale di
Siracusa», dell'onorevole Bonomo, si intende presentata con
richiesta di risposta scritta.
Per assenza dall'Aula del firmatario, decade l'interpellanza
numero 61 «Iniziative a livello nazionale per la tutela degli
agricoltori e degli allevatori siciliani», dell'onorevole
Mattarella.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata ad oggi, mercoledì 7
ottobre 2009, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
I - Comunicazioni.
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
n. 149 - Mancata attuazione degli articoli 16, 17, 18, 19 e 20
della legge finanziaria regionale n. 6 del 2009, riguardanti
interventi in favore del comparto agricolo .
ODDO - CRACOLICI - APPRENDI - DONEGANI - MARINELLO - VITRANO-
AMMATUNA - BARBAGALLO - BONOMO - DE BENEDICTIS-DI BENEDETTO - DI
GUARDO - DIGIACOMO - FARAONE - FERRARA - FIORENZA - GALVAGNO -
GUCCIARDI - LACCOTO - LUPO - MARZIANO MATTARELLA - PANARELLO -
PANEPINTO - PICCIOLO - RAIA -RINALDI - SPEZIALE - TERMINE
n. 150 - Interventi per la rimodulazione dei premi delle misure
agro-ambientali previsti dalla Misura 214 del piano di sviluppo
rurale (PSR) 2007-2013 della Regione siciliana .
ODDO - CRACOLICI - APPRENDI - DONEGANI - MARINELLO - VITRANO-
AMMATUNA - BARBAGALLO - BONOMO - DE BENEDICTIS-DI BENEDETTO - DI
GUARDO - DIGIACOMO - FARAONE - FERRARA - FIORENZA - GALVAGNO -
GUCCIARDI - LACCOTO - LUPO - MARZIANO MATTARELLA - PANARELLO -
PANEPINTO - PICCIOLO - RAIA -RINALDI - SPEZIALE - TERMINE
III - Comunicazioni del Governo sugli eventi alluvionali nella
provincia di Messina.
IV - Discussione del disegno di legge:
«Disposizioni per agevolare l'incontro tra domanda e offerta di
lavoro» (n. 349/A) (Seguito).
Relatore: on. Panarello
La seduta è tolta alle ore 12.15
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO:
Risposte scritte ad interrogazioni
RUBRICA LAVORO:
RUGGIRELLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
lavoro, la previdenza sociale, la formazione professionale e
l'emigrazione, premesso che l'attuale stato di assoluta emergenza
rappresentato dall'elevato numero di morti sul lavoro andrebbe
fronteggiato attraverso la promozione ed il potenziamento della
cultura della legalità in ogni contesto lavorativo, poiché la
conoscenza unitamente al rispetto delle regole in materia di
prevenzione, l'emersione del lavoro nero, la regolarizzazione delle
aziende e la chiusura di quei cantieri operanti in regime di
conclamata illegalità ridurrebbe il rischio di infortuni;
ritenuto essenziale un incremento delle ispezioni e dei controlli
nelle aziende per verificare l'applicazione delle norme di
sicurezza, nonché un potenziamento degli organi di vigilanza ed una
migliore distribuzione sul territorio dei controlli ispettivi
attraverso l'utilizzo di tutte le risorse umane disponibili utili
per migliorare le condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di
lavoro;
per sapere se non ritenga utile includere gli istruttori
direttivi, che abbiano presentato regolare istanza di
partecipazione al bando CIAPI, tra i soggetti abilitati a
frequentare il corso di formazione per ispettori del lavoro». (431)
Risposta. - «Con l'interrogazione n. 431 dell'onorevole Ruggirello
venivano richieste notizie circa l'inclusione degli istruttori
direttivi tra i soggetti abilitati a frequentare i corsi di
formazione di ispettori del lavoro.
Con nota prot. 450/gab. del 21/09/2009 si chiedeva al Dipartimento
regionale Lavoro di fornire ogni elemento utile per la risposta.
Con nota prot. 32893 del 23/09/2009 il Dirigente dell'Area VII
Affari Generali del Dipartimento Lavoro ha rimesso nota prot.
114/Area del 05/06/09 del Dirigente Area Dipartimentale III nella
quale si rappresentava che:
- il Bando CIAPI, pubblicato in data 25 Febbraio 2007 a seguito
del Protocollo d'Intesa stipulato tra il Ministero del Lavoro e la
Regione Sicilia in data 22/12/2004, riservava la partecipazione ai
corsi ai soli funzionari direttivi degli uffici centrali e
periferici dell'Assessorato Regionale Lavoro;
- la commissione di valutazione delle istanze di partecipazione,
in virtù di quanto sopra, ha escluso gli istruttori direttivi per
mancanza dei requisiti previsti;
- i corsi si sono svolti nel corso degli anni 2006, 2007 e 2008 ed
i relativi esami finali sono stati definiti nel mese di dicembre
2008.
Tanto in evasione all'atto parlamentare in parola».
L'Assessore
on. Luigi Gentile
RUBRICA SANITÀ:
GALVAGNO. - «Al Presidente della Regione, premesso che:
le farmacie della provincia di Enna da oltre sette mesi non
ricevono il pagamento delle forniture erogate in regime di
convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale da parte
dell'A.U.S.L.
n. 4 di Enna;
i ritardi nel rimborso dei farmaci hanno costretto i farmacisti
ad indebitarsi con i grossisti e con le banche e messo a rischio
la prosecuzione dell'attività da parte di diverse farmacie;
la pubblica amministrazione, oltre al rischio del proliferare di
contenziosi per il puntuale rispetto dei termini di pagamento come
da convenzione, si trova esposta ad azioni giudiziarie per
interessi moratori, rivalutazione monetaria e risarcimento danni
che andrebbero ad incidere pesantemente sulla spesa sanitaria e
darebbe luogo ad un esorbitante danno erariale;
per sapere:
se sia a conoscenza dello stato di agitazione della categoria;
se sia a conoscenza del fatto che i titolari di farmacia della
provincia di Enna non sono passati al regime di assistenza
indiretta, con il conseguente pagamento dei farmaci da parte degli
utenti, per non turbare il momento elettorale che vede l'elezione
del Presidente della Provincia regionale e del Consiglio
provinciale oltre che il rinnovo di nove amministrazioni locali;
se risponda a verità che i ritardi accumulati nel pagamento delle
spettanze alle farmacie della provincia di Enna, da parte
dell'A.U.S.L. n. 4, risultano superiori a quelli delle altre
AA.UU.SS.LL. della Sicilia e, quindi, potrebbero non essere
esclusivamente collegati con i ritardi dei trasferimenti da parte
della Regione;
se non ritenga di dovere nominare un commissario ad acta per
procedere all'immediato pagamento delle spettanze dovute ai
titolari delle farmacie della provincia di Enna;
quali ulteriori iniziative intenda assumere al fine di
scongiurare il passaggio all'assistenza indiretta nei confronti
dei cittadini della provincia di Enna, all'indomani del voto del
15 e 16 giugno del corrente anno ed evitare ripercussioni sulla
qualità del servizio di assistenza sanitaria». (13)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione n. 13 con la quale
l'onorevole Galvagno chiede notizie circa i provvedimenti al fine
di consentire il pagamento alle farmacie delle forniture erogate
in regime di convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale da
parte dell'A.U.S.L. n. 4 di Enna, si rappresenta che la questione
segnalata nell'atto ispettivo, di natura transitoria e
contingente, risulta oggi rientrata nei termini di ordinaria
gestione».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
PANEPINTO. - «All'Assessore per la sanità, premesso che nella
seduta del 10 luglio
il consiglio comunale di Ribera ha approvato all'unanimità un
ordine del giorno di vivo allarme per la paventata chiusura del
locale ospedale;
considerati gli ambigui atteggiamenti dell'ASL 1 di Agrigento,
che fanno presagire che ci sia l'effettiva volontà di smantellare
il suddetto presidio;
visto che la seppur provvisoria chiusura di servizi quali
ostetricia, ortopedia e cardiologia, avvenuta negli ultimi tempi,
sembra ormai fare parte di un copione già noto;
per sapere:
se non ritenga di dover render note le intenzioni del Governo
regionale circa il futuro dell'ospedale che, invece, dispone di
tali risorse tali da suggerire un repentino mutamento di rotta
rispetto al progressivo abbandono attuale». (69)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione n. 69 con la quale
l'onorevole Panepinto chiede notizie circa la ventilata chiusura
dell'ospedale di Ribera, si rappresenta che con la legge regionale
14 aprile 2009, n. 5 recante Norme per il riordino del Servizio
sanitario regionale è stata prevista l'istituzione delle Aziende
sanitarie provinciali (A.S.P.) ed in particolare, per l'ambito
provinciale di Agrigento, la costituzione di due Distretti
ospedalieri.
Nello specifico per lo stabilimento di Ribera, compreso nel
Distretto ospedaliero AG 2 insieme con quello di Sciacca, saranno
attivati processi di rifunzionalizzazione, avuto riguardo ai dati
epidemiologici ed alle esigenze sanitarie del territorio,
perseguendo l'integrazione con la medicina ambulatoriale e
territoriale».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
PANARELLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che il decreto di programmazione della rete
regionale delle residenze sanitarie assistenziali (RSA) prevede,
per la provincia di Messina, su una popolazione di 122.835 anziani
ultra sessantacinquenni, 369 posti letto in strutture residenziali
che, però, risultano parzialmente inutilizzate, pur in presenza di
un aumento delle richieste di ricovero;
considerato che:
i posti letto effettivamente disponibili sono meno di quelli
programmati, in quanto le RSA
di Sant'Angelo di Brolo e di Novara di Sicilia non sono mai
entrate in funzione;
a fronte di un'inadeguata utilizzazione delle predette strutture,
non vengono accolte le richieste di ricovero da parte di soggetti
in possesso dei requisiti previsti dalla vigente normativa;
da diverse segnalazioni emergerebbe un indirizzo restrittivo da
parte dei distretti sanitari giustificati dalla carenza di risorse
dell'ASL n. 5;
tale situazione ha determinato un intasamento dei reparti di
geriatria ed un presumibile aumento dei ricoveri ospedalieri
impropri;
al probabile danno economico si aggiunge un disagio certo per le
famiglie che hanno bisogno di assistere adeguatamente i loro
congiunti ricoverandoli in strutture assistenziali;
a conferma del predetto indirizzo restrittivo, in alcuni
distretti le richieste di ricovero vengono valutate dalle unità di
valutazione geriatrie dopo 8/10 giorni,con la motivazione della
carenza di geriatri nelle commissioni;
la possibilità di un uso delle RSA rigoroso e funzionale alle
esigenze dei cittadini ed agli obblighi del servizio sanitario è
complicata dai contenziosi derivati dai numerosi e contraddittori
decreti assessoriali intervenuti e dai pronunciamenti della
giustizia amministrativa;
la situazione descritta determina ingiustificati disagi tra i
soggetti interessati e le loro famiglie che, a norma di legge,
sono titolari di particolari tutele e può prefigurare un aumento
dei costi per il sistema sanitario;
per sapere:
se non ritengano opportuno predisporre rigorosi accertamenti
presso l'ASL n. 5 al fine
di rimuovere gli eventuali ostacoli frapposti alla fruizione del
diritto al ricovero nelle RSA dei soggetti in possesso dei
requisiti di legge e di contrastare eventuali ricoveri ospedalieri
impropri;
se non considerino utile emanare un nuovo decreto che,tenendo
conto dei pronunciamenti della giustizia amministrativa, eviti
ulteriori contenziosi;
se non valutino necessario accertare le ragioni della mancata
apertura delle RSA di Sant'Angelo di Brolo e di Novara di Sicilia;
se non considerino necessario intervenire nelle presunte carenze
di risorse al fine di assicurare ai disabili, agli anziani non
autosufficienti ed alle loro famiglie l'assistenza prevista dalla
legge nelle strutture residenziali accreditate per queste finalità
in provincia di Messina». (104)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione n. 104 con la quale
l'onorevole Panarello chiede notizie circa la mancata
utilizzazione delle residenze sanitarie assistenziali della
provincia di Messina, si rappresenta quanto segue.
Preliminarmente si precisa che è stato presentato ai competenti
Ministeri per la relativa validazione il documento programmatorio
sul potenziamento della rete regionale delle residenze sanitarie
assistenziali (R.S.A.) nel quale vengono determinati il fabbisogno
assistenziale per provincia e rivisti i criteri di accesso dei
soggetti provenienti anche da reparti ospedalieri per acuti al
fine di assicurare procedure più celeri ed uniformi con
contestuale miglioramento dell'assistenza alla predetta categoria
di utenti e delle loro famiglie.
Le costituende A.S.P. faranno fronte agli oneri derivanti dalla
implementazione dell'assistenza residenziale con le economie
scaturenti dalla disattivazione della funzione di acuzie dei
presidi ospedalieri pubblici e dalla loro riconversione nella rete
dei servizi territoriali nonché dalla conseguente riduzione del
numero dei ricoveri ospedalieri e dei ricoveri inappropriati.
Nello specifico per quanto attiene alle R.S.A. di Sant'Angelo di
Brolo e di Novara di Sicilia si precisa quanto segue:
- la R.S.A. di Sant'Angelo di Brolo è stata temporaneamente
destinata, a seguito di richiesta della Prefettura di Messina, a
centro di accoglienza per immigrati;
- la R.S.A. di Novara di Sicilia risulta attualmente in fase di
ristrutturazione.
Si rappresenta infine che entrambe le strutture sono comprese nel
programma di potenziamento della rete regionale che, come già
precisato, è in attesa di validazione ministeriale».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
GALVAGNO. - «All'Assessore per la sanità, premesso che:
al Governo dell'azienda ospedaliera Umberto I di Enna concorre il
'collegio di direzione'
(art. 13 Atto aziendale) che è composto dalla direzione aziendale
e dai direttori dei dipartimenti;
il direttore di dipartimento, per quanto concerne le risorse
umane assegnate al dipartimento stesso, svolge funzioni di
gestione e valutazione del personale assegnato, coordinamento,
integrazione e controllo delle assenze, ferie e straordinario
(art. 36 dell'atto aziendale);
con deliberazione n. 611 del 17 maggio 2007 avente oggetto
'provvedimento in ordine alla rimodulazione del Regolamento del
Servizio Infermieristico (SIA)' il commissario straordinario
dell'azienda ospedaliera Umberto I di Enna, non rispettando l'atto
aziendale, ha assegnato la programmazione, gestione e valutazione
delle risorse umane dell'area infermieristica, ostetrica, tecnica
e di supporto delle strutture operative in azienda al responsabile
del SIA, il cui posto è previsto in pianta organica con profilo di
'Operatore Professionale Dirigente (VIII livello');
con la stessa deliberazione si dispone che la nomina del
dirigente del SIA avverrà con inquadramento nell'area della
dirigenza, ruolo sanitario, professionale, tecnico ed
amministrativo del SSN (XI livello) e ciò pur non essendo previsto
il posto di 'dirigente' in pianta organica;
i direttori di dipartimento hanno fatto notare, per iscritto, al
commissario straordinario dell'azienda ospedaliera Umberto I di
Enna, l'illegittimità del provvedimento adottato;
il commissario straordinario non ha dato seguito all'atto
deliberativo avendo preso atto, verosimilmente, della
illegittimità del provvedimento stesso;
con successivo atto deliberativo n. 221 del 21 febbraio 2008 il
commissario straordinario ha sostanzialmente reiterato l'atto n.
611 del 17 maggio 2007 modificando, però, i requisiti richiesti
per il responsabile del SIA, confermando il dipendente che in atto
svolge tale ruolo e affidando, di fatto, la dirigenza a dipendente
non avente i titoli;
considerato che:
i direttori dei dipartimenti sanitari strutturali vengono privati
delle funzioni di governo di gestione delle risorse umane, con
grave nocumento per il buon funzionamento dei dipartimenti stessi;
di fatto, la disposizione in oggetto ha stravolto e bloccato il
processo di dipartimentalizzazione dell'Azienda, non rispettando
il dettato dell'art. 36 dell'atto aziendale vigente;
per sapere:
a) se sia a conoscenza di quanto sopra esposto;
b) se non ritenga di disporre accesso ispettivo;
c) come intenda ripristinare la legalità all'interno
dell'azienda ospedaliera Umberto I
di Enna». (177)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione n. 177 con la quale
l'onorevole Galvagno chiede notizie in ordine agli interventi per
il ripristino della legalità nell'Azienda ospedaliera Umberto I di
Enna, si rappresenta quanto segue.
In data 24 novembre 2008 è stato effettuato un accesso ispettivo
presso la predetta Azienda ospedaliera a seguito del quale il
dirigente incaricato ha relazionato che il Commissario
straordinario ed il Direttore sanitario hanno rappresentato le
difficoltà gestionali prodotte da una
delibera, adottata dal precedente Direttore generale, che
prevedeva di affidare ai vari Dipartimenti le competenze relative
alla gestione del personale che prima facevano capo alla Direzione
sanitaria di Presidio ed all'Ufficio infermieristico.
In considerazione di quanto sopra, il Commissario straordinario
ha ritenuto necessario modificare in parte detta delibera. Tale
rimodulazione ha prodotto alcuni rilievi da parte dei Direttori
dei Dipartimenti ed un ricorso al T.A.R. da parte del CO.DI.
(Coordinatori infermieristici di Dipartimento) con contestuale
richiesta di sospensione del provvedimento.
Il T.A.R. con ordinanza del giugno 2008 ha rigettato la domanda
cautelare proposta con il suddetto ricorso che, alla data odierna,
non si è ancora pronunciato nel merito.
Successivamente l'Azienda, al fine di venire incontro ad alcune
richieste delle parti interessate, ha provveduto ad apportare
ulteriori modifiche alla delibera di nuova organizzazione ma ciò
ha nuovamente causato il disappunto da parte del CO.DI.
Da quanto risulta dal verbale di ispezione, i rilievi del CO.DI.,
oggetto di indagine specifica, non hanno avuto seguito da parte
della DIGOS della Questura di Enna.
Per quanto accertato durante l'ispezione effettuata e dall'esame
della documentazione dallo stesso acquisita, il dirigente
incaricato ha dichiarato di non avere riscontrato le segnalate
irregolarità.
Infine anche il Commissario straordinario ed il Direttore
sanitario dell'Azienda ospedaliera hanno ribadito che
l'organizzazione e la gestione del Personale sono sempre state
conformi alle previsioni dei deliberati aziendali».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
GALVAGNO. «All'Assessore per la sanità, premesso che:
il direttore di dipartimento, nominato dal direttore generale tra
i partecipanti ad un avviso pubblico, stipula un contratto
triennale rinnovabile con il responsabile dell'azienda;
il rinnovo o il mancato rinnovo di un contratto viene disposto
con provvedimento motivato del direttore generale;
tre contratti di direttore di dipartimento presso l'azienda
ospedaliera Umberto I di Enna sono scaduti dal 23/11/2007, un
altro dal 30/9/2008 e il quinto andrà a scadere il 31/3/2009;
con propria lettera notificata ai cinque direttori di
dipartimento, il commissario straordinario presso l'ospedale ha
comunicato agli interessati la 'sospensione temporanea delle
funzioni', per
i primi quattro dall'1/1/2009 e per il quinto dall'1/4/2009, senza
per nulla motivare il provvedimento;
considerato che:
la disposizione di cui sopra viola palesemente l'atto aziendale a
suo tempo regolarmente approvato ed in vigore;
l'istituto della sospensione temporanea delle funzioni, se non
per gravi e documentate motivazioni, non trova riscontro nella
normativa vigente;
tale atto, palesemente illegittimo, annulla l'organizzazione
dipartimentale dell'azienda ospedaliera Umberto I di Enna,
prevista ed attuata da tutte le aziende sanitarie secondo le leggi
dello Stato e della Regione, una per tutte d.lgs. n. 229/99 - art.
17 bis, comma 1 (modello ordinario di gestione operativa di tutte
le attività delle aziende sanitarie);
per sapere:
se sia conoscenza di quanto sopra esposto;
se non ritenga di dover avviare un'immediata indagine ispettiva
volta a verificare il rispetto dei principi di legalità e
trasparenza nella gestione dell'azienda ospedaliera Umberto I di
Enna;
quali iniziative intenda assumere per ripristinare la legalità
all'interno dell'azienda in
oggetto». (191)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione n. 191 con la quale
l'onorevole Galvagno chiede notizie in merito a presunte
irregolarità presso l'Azienda ospedaliera Umberto I di Enna, si
rappresenta quanto segue.
In data 24 novembre 2008 è stato effettuato un accesso ispettivo
presso la predetta Azienda ospedaliera a seguito del quale il
dirigente incaricato ha relazionato che al momento
dell'insediamento del Commissario straordinario la situazione
degli incarichi dei Direttori dei Dipartimenti strutturali
risultava la seguente:
-Dr. Armando Mingrino - Dipartimento di chirurgia - contratto
scaduto il 24 novembre 2007;
-Dr. Giuseppe Concimano - Dipartimento dei servizi - contratto
scaduto il 24 novembre 2007;
-Dr. Giovanni Nicotra - Dipartimento di emergenza DEA -
contratto scaduto il 24 novembre 2007;
-Ing. Fausto Severino - Dipartimento amministrativo-tecnico e
professionale - contratto scaduto il 30 settembre 2008;
-Dr. Calogero Vasco - Dipartimento di medicina - contratto
scaduto il 30 settembre 2008.
A tal proposito, il Commissario straordinario ha riferito che,
in previsione della nomina del nuovo Direttore generale - che
sarebbe dovuta avvenire in tempi brevi - non ha ritenuto di
adottare i provvedimenti di rinnovo per i succitati responsabili
di Dipartimento precisando, nel contempo, che gli stessi hanno
comunque continuato a svolgere le loro funzioni senza che ne
venisse intaccato il loro trattamento economico.
Visto poi il protrarsi dei tempi relativi al conferimento dei
nuovi incarichi ed il consequenziale prolungamento dell'incarico
di Commissario straordinario, quest'ultimo ha dapprima comunicato
agli interessati di continuare a svolgere le funzioni connesse
agli incarichi e, successivamente, la imminente conclusione (entro
il 31/12/2008), delle valutazioni degli incarichi ai fini
dell'adozione dei provvedimenti di rinnovo degli stessi ovvero di
nomina dei nuovi Direttori dei Dipartimenti.
Per quanto sopra rappresentato il dirigente ispettore incaricato
ha dichiarato che le questioni evidenziate dall'interrogante sono
state adeguatamente affrontate dai vertici aziendali ed, in
particolare, che i ritardi determinatisi nei rinnovi degli
anzidetti contratti non hanno, di fatto, prodotto effetti negativi
agli interessati sia in termini di funzioni svolte sia sotto il
profilo economico».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
GALVAGNO. - «All'Assessore per la sanità, premesso che:
il reparto di cardiologia dell'ospedale Umberto I di Enna da
alcuni giorni risulta chiuso per mancanza di personale medico;
sull'andamento della gestione del suddetto ospedale il
sottoscritto interrogante ha presentato più atti ispettivi
(l'interrogazione 191 del 24 ottobre 2008, la 177 del 20 ottobre
2008, la 49 del 9 luglio 2008 e la 36 del 2 luglio 2008) che non
hanno ricevuto a tutt'oggi alcuna risposta;
per sapere:
se sia a conoscenza dell'avvenuta chiusura del reparto di
cardiologia dell'ospedale Umberto I di Enna e dei motivi che
l'hanno determinata;
se sia a conoscenza che il predetto reparto di cardiologia
gestisce anche l'UTIC;
se corrisponda a verità che la carenza di organico del personale
medico è stata determinata dal trasferimento, per mobilità, di
alcuni medici;
se, prima di concedere la mobilità al personale medico che ne
aveva fatto richiesta, il commissario dell'ospedale Umberto I di
Enna abbia messo in atto tutte le procedure necessarie per coprire
i posti che si sarebbero resi vacanti, secondo i principi del buon
andamento dell'amministrazione pubblica e al fine di tutelare il
diritto fondamentale alla salute dei cittadini;
se e quali provvedimenti urgenti intenda adottare al fine di
garantire l'immediata riapertura del reparto di cardiologia
dell'ospedale Umberto I di Enna;
se non ritenga di dover avviare una indagine ispettiva sulla
gestione del commissario dell'ospedale in oggetto, volta ad
accertare eventuali responsabilità in ordine al disservizio creato
a danno della salute degli utenti;
se ritenga ancora utile mantenere lo stato di commissariamento
della struttura ospedaliera;
se il commissario dell'ospedale Umberto I di Enna percepisca
indennità per il raggiungimento degli obiettivi assegnati e, in
caso affermativo, l'entità delle somme liquidate negli anni 2005,
2006, 2007 e 2008;
se non ritenga opportuno procedere all'immediata nomina del
direttore generale dell'azienda ospedaliera;
quanto tempo occorra ancora attendere per ottenere risposta a
tutte le interrogazioni parlamentari dal sottoscritto presentate
in merito alla cattiva gestione dell'ospedale Umberto I di Enna».
(314)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione n. 314 con la quale
l'onorevole Galvagno chiede notizie circa la chiusura del reparto
di cardiologia dell'ospedale Umberto I di Enna, si rappresenta
quanto segue.
Il reparto di cardiologia è stato chiuso dal responsabile dott.
Vasco per carenza di personale medico senza, peraltro, la
preventiva autorizzazione della Direzione.
Si precisa che l'organico medico della cardiologia è composto da
undici unità, compreso il responsabile, e che attualmente sono
presenti complessivamente otto unità.
La predetta carenza di personale medico è stata determinata da un
turn-over la cui origine è data dalle continue richieste di
mobilità volontarie da parte dello stesso personale.
La Direzione a dette mobilità volontarie, alle quali non può dare
risposta negativa, ha sempre cercato di ovviare attraverso
procedure di sostituzione, così come previsto dalla vigente
normativa (incarichi, concorsi, supplenze) e sempre nel rispetto
dei vincoli finanziari imposti dal Piano
di rientro.
Nel caso specifico la chiusura del reparto di cardiologia,
verificatasi solo dall'1 al 16 gennaio 2009, è stata determinata
dalla mobilità volontaria di due dirigenti medici avvenuta una in
data 16 dicembre 2008, l'altra in data 1 gennaio 2009,
rispettivamente sostituiti con incarichi temporanei in data 14 e
23 gennaio 2009.
In entrambi i casi sono state comunque avviate le procedure per
la copertura dei posti.
Come sopra specificato, il reparto è tutt'oggi carente di tre
dirigenti medici per la cui copertura, nel rispetto delle
percentuali del turn-over e dei limiti delle disponibilità
finanziarie, è stata autorizzata da questo Assessorato, con nota
prot. n. 824 del 21 maggio 2009, l'assunzione di personale medico
di cardiologia con il conferimento di incarichi a tempo
determinato per la durata di quattro mesi.
Considerato che la Direzione dell'Azienda ospedaliera di Enna non
ha acquisito alcuna disponibilità da parte dei medici contattati
per la copertura a tempo determinato dei posti, la stessa Azienda,
con deliberazione n. 694 del 5 giugno 2009, ha emesso ulteriore
avviso pubblico per formulare una graduatoria per il conferimento
dei suddetti incarichi attualmente vacanti.
Si precisa che il reparto di cardiologia gestisce anche
l'U.T.I.C..
Per quanto concerne il commissariamento della struttura
ospedaliera si comunica che, nelle more della nomina ai sensi
della legge regionale n. 5/2009 del Direttore generale della
A.S.P. di Enna, si è provveduto a sostituire il precedente
commissario straordinario con il dott. Francesco Iudica, attuale
Direttore generale dell'A.U.S.L. n. 4 di Enna, nella
considerazione delle funzioni attualmente rivestite dallo stesso
nel medesimo ambito territoriale ed in vista dell'accorpamento
così come previsto dagli articoli 8 e 33 della citata normativa.
Infine, il decreto assessoriale n. 32634 del 26 luglio 2000
attribuisce al commissario straordinario, nominato ai sensi
dell'articolo 11 della legge regionale n. 30/1993, un compenso
lordo mensile aggiuntivo al trattamento economico posseduto, pari
al 30% di quello spettante al Direttore generale dell'Azienda
U.S.L. od ospedaliera nella quale lo stesso viene nominato con
esclusione del trattamento economico integrativo previsto
dall'articolo 1 del D.P.C.M. 19 luglio 1995, n. 502, oltre al
rimborso delle spese e delle indennità di missione eventualmente
sostenute ».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
APPRENDI. - «All'Assessore per la sanità, premesso che le
difficoltà finanziarie della Regione nel contesto più generale di
una grave crisi economica mondiale richiedono grande oculatezza
nella spesa;
considerato il malessere sociale e il deterioramento del rapporto
tra cittadini e politica, tra popolazione e istituzioni;
ritenuto necessario incrementare il rapporto costi-benefici,
risorse umane e capacità operativa dell'amministrazione pubblica,
e di quella regionale in particolare;
per sapere:
di quante consulenze esterne si avvalga codesto Assessorato e
quali siano le retribuzioni di ciascun consulente;
se una diversa organizzazione del personale in rapporto ai fini
istituzionali e di programma consenta il recupero di
professionalità presenti nei ruoli della pubblica amministrazione
regionale impiegati presso codesto Assessorato». (345)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione n. 345 con la quale
l'onorevole Apprendi chiede notizie circa il numero delle
consulenze esterne presso l'Assessorato sanità, si rappresenta
quanto segue.
Ai sensi dell'articolo 51 della legge regionale 29 ottobre 1985,
n. 41, gli Assessori regionali sono autorizzati ad avvalersi per
periodi determinati, in relazione a comprovate esigenze della
amministrazione, di un numero di consulenti non superiore a tre,
esperti in materie giuridiche, economiche, sociali od attinenti
all'attività dei singoli rami di amministrazione .
Allo stato attuale, e per come si può evincere anche da quanto
pubblicato, ai sensi dell'articolo
1, comma 127, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, sul sito
della Regione alla
pagina
http://www.regione.sicilia.it/areaconsulenze/resultModuloR.asp?fas
sto=42, lo scrivente, nell'ambito delle prerogative previste dalla
citata l.r. n. 41, ha conferito incarico ad un consulente (dott.
Angelo Argento) esperto in materia giuridico-amministrativa -
finalizzato alla programmazione per l'accesso ai fondi europei e
alla progettazione di piani di investimento in campo sanitario -
ed a un consulente (dott.ssa Amalia Panebianco) esperto in materia
di pianificazione e controllo strategico.
In ordine al secondo punto dell'interrogazione si precisa che, a
seguito della riorganizzazione dei Dipartimenti di questa
Amministrazione in attuazione di quanto disposto dalla legge
regionale
n. 19/2008, le professionalità ivi incardinate sono in atto
pienamente impegnate nelle attività di avvio della recente riforma
della sanità regionale, pertanto lo scrivente ha ritenuto
opportuno non distoglierle dai compiti istituzionali».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
CAPUTO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che:
l'ospedale G.F. Ingrassia è ubicato sul versante sud-est di
Palermo e rappresenta l'unico presidio alla periferia della città
ed è dotato di unità operativa quali anestesia e rianimazione,
cardiologia
e UTIC, UTIN, chirurgia generale, emodinamica, ginecologia, e
ostetricia medicina, MCAU
e ortopedia. In totale all'interno della struttura sono attivi ben
192 posti letto;
attesa la collocazione geografica del territorio in cui è sito
l'ospedale, i residenti dei comuni di Monreale, San Giuseppe Jato
e San Cipirello, oltre che parte di Piana degli Albanesi e Santa
Cristina Gela, utilizzano il presidio ospedaliero, che in
particolare nel periodo estivo, attesa la vocazione turistica e
residenziale di questi centri si trova ad ospitare migliaia di
utenti;
la nuova programmazione sanitaria prevede l'accorpamento
dell'ospedale G.F. Ingrassia all'interno di altri presidii
ospedalieri cittadini, che utilizzerebbero le risorse umane,
professionali e strumentali del presidio ospedaliero per colmare i
loro vuoti di organico e l'insufficienza dei posti letto, facendo
venir meno, in tal senso, i requisiti per garantire l'emergenza
sanitaria, l'assistenza,
la continuità ospedaliera degli utenti della periferia e della
provincia di Palermo;
tale previsione di accorpamento contrasta con la strategia
portata avanti dall'Assessorato Sanità e dall'azienda unità
sanitaria locale n. 6 finalizzata a potenziare il presidio
ospedaliero;
negli ultimi anni, infatti, sono stati realizzati importanti
investimenti economici, ristrutturazioni di unità operative (nuovi
reparti di rianimazione, cardiologia, ginecologia ed in ultimo le
nuovissime sale operatorie), acquisti di attrezzature, assunzione
di personale, provvedimenti tutti che hanno reso autonomo ed
efficiente il presidio ospedaliero G.F. Ingrassia che è diventato
attualmente il punto di riferimento dei piccoli ospedali della
provincia di Palermo;
considerata pertanto l'inopportunità di procedere
all'accorpamento del presidio ospedaliero
G.F. Ingrassia con contestuale richiesta di estrapolare la
struttura ospedaliera dal piano di riordino della rete sanitaria
in Sicilia;
per sapere quali provvedimenti il Governo della Regione intenda
adottare per evitare l'accorpamento dell'ospedale Ingrassia ai
centri ospedalieri della città di Palermo». (484)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione n. 484 con la quale
l'onorevole Caputo chiede l'esclusione dal piano di accorpamento
del presidio ospedaliero G.F. Ingrassia , si rappresenta quanto
segue.
La legge regionale 14 aprile 2009, n. 5 recante Norme per il
riordino del Servizio sanitario regionale ha previsto
l'istituzione delle Aziende sanitarie provinciali (A.S.P.) ed in
particolare, per l'ambito provinciale di Palermo, la costituzione
di tre Distretti ospedalieri dei quali il Distretto PA 3 include
anche il Presidio ospedaliero G.F. Ingrassia .
Alla luce della predetta normativa si ritiene pertanto superata
la questione posta dall'interrogante».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
BONOMO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che:
il presidio ospedaliero di Lentini, in provincia di Siracusa,
soffre da tempo di numerose carenze che rendono il servizio
sanitario prestato all'utenza del tutto inefficiente e
insufficiente;
l'ospedale serve un bacino di utenza pari a circa 60 mila
persone;
le carenze più macroscopiche riguardano il servizio di anestesia,
che funziona per 12 ore nonostante nello stesso nosocomio siano
presenti reparti, quali ad esempio quello di ginecologia, che ne
richiederebbero la funzionalità a tempo pieno, e il laboratorio di
analisi, che opera a tempo determinato, compromettendo seriamente
l'efficacia dell'intera attività ospedaliera;
l'ospedale di Lentini risulta totalmente sprovvisto da circa due
anni di un mammografo funzionante, il che rende particolarmente
difficoltoso il lavoro di valenti medici senologi che stoicamente
portano avanti il servizio di chirurgia con le difficoltà di
diagnosi conseguenti;
per sapere:
quali provvedimenti intendano attuare al fine di dotare
l'ospedale di Lentini di servizi sanitari essenziali;
se non ritengano urgente inviare un'ispezione che accerti quanto
sopra denunciato e soprattutto le cause che hanno prodotto una
disfunzione dei servizi ospedalieri così grave e continuata nel
tempo;
se non ritengano imprescindibile l'accertamento di eventuali
responsabilità nell'amministrazione della ASL, assumendo i
provvedimenti consequenziali per garantire ai cittadini un
servizio sanitario adeguato». (495)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione n. 495 con la quale
l'onorevole Bonomo chiede urgenti provvedimenti per dotare
l'ospedale di Lentini (SR) di servizi sanitari essenziali, si
rappresenta quanto segue.
Il Presidio Ospedaliero di Lentini, attualmente appartenente
all'A.U.S.L. 8 di Siracusa, è strutturato come ospedale di
"Comunità" e risulta avere nell'ambito dell'Azienda il più elevato
indice di attrattività, indice di operatività e peso medio per
prestazioni rese in regime di ricovero nonché il più elevato
numero di accessi in pronto soccorso.
Secondo le previsioni di cui alla legge regionale 14 aprile 2009,
n. 5, il predetto presidio farà parte del Distretto ospedaliero SR
2 dell'Azienda sanitaria provinciale (A.S.P.) di Siracusa.
Ad oggi la guardia attiva di anestesia e rianimazione in H 24 è
stata attivata ed è operativa nel solo ospedale di Augusta poiché
la dotazione organica è numericamente superiore rispetto a quella
degli ospedali di Avola, Noto e Lentini. Con la riorganizzazione
della rete ospedaliera, di prossima attuazione, sarà sicuramente
possibile attivare negli ospedali della costituenda A.S.P. la
guardia attiva in H 24.
Allo stato attuale risulta che il personale medico della U.O.C.
di anestesia e rianimazione del presidio di Lentini riesce ad
assicurare correttamente le attività di elezione e le prestazioni
in emergenza urgenza.
La guardia attiva in H 24 del laboratorio di analisi non è
attivata in nessuno dei presidi ospedalieri dell'A.U.S.L. 8 di
Siracusa poiché ciò non è previsto per gli ospedali di "Comunità".
Nella fascia oraria non coperta dal servizio attivo si fa ricorso
al personale in pronta disponibilità che non ha fatto registrare
disservizi.
La Direzione sanitaria dell'A.U.S.L. ha comunicato che,
nell'ambito dell'integrazione ospedale-territorio, il mammografo,
con annesso ecografo, è stato trasferito al Distretto di Lentini
dove viene utilizzato al meglio ed a pieno regime. La mancanza di
idonei parcheggi e di idonee sale di aspetto nell'ospedale di
Lentini, già rilevate dai Carabinieri del N.A.S. di Ragusa a
seguito di specifica ispezione, ha suggerito tale soluzione che è
stata condivisa dalla Direzione aziendale e dal Tribunale dei
diritti del malato».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
CAPUTO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che:
l'isola di Pantelleria necessità della fruizione di servizi
indispensabili per far fronte alle reali
e concrete esigenze primarie del territorio;
tra queste esigenze vi è quella di salvaguardare il mantenimento
della struttura ospedaliera
di Pantelleria e di intraprendere un'azione di potenziamento della
medesima struttura;
considerato che:
la popolazione soffre già il disagio dell'insularità e che tale
situazione non può e non deve compromettere il diritto alla salute
né creare grave nocumento alle esigenze sanitarie dei cittadini;
risulta necessario il mantenimento della struttura ed il suo
miglioramento mediante la creazione, sia strutturale sia di
personale specializzato, di un reparto di ostetricia e
ginecologia, di un laboratorio di analisi cliniche per tutti gli
esami ed un reparto di chirurgia di base e di
pronto soccorso;
ritenuto, inoltre, che:
l'isola di Pantelleria durante il periodo estivo assiste ad un
grande e notevole incremento della popolazione a seguito delle
numerosissime presenze turistiche;
è quindi necessario provvedere al mantenimento del presidio
ospedaliero ed anche al suo potenziamento per far fronte alle
reali e concrete esigenze del territorio;
per sapere:
quali siano le modalità ed i provvedimenti che il Governo della
Regione intende adottare per garantire il mantenimento del
presidio ospedaliero nell'isola di Pantelleria;
quali provvedimenti intenda adottare per il potenziamento della
struttura sanitaria». (515)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione n. 515 con la quale
l'onorevole Caputo chiede il mantenimento e potenziamento del
presidio ospedaliero di Pantelleria, si rappresenta che con la
legge regionale 14 aprile 2009, n. 5 recante Norme per il
riordino del Servizio sanitario regionale è stato previsto il
mantenimento del Presidio ospedaliero Nagar di Pantelleria
afferente al Distretto ospedaliero TP 1 della Azienda sanitaria
provinciale (A.S.P.) di Trapani.
In particolare, con D.A. n. 1150 del 15 giugno 2009 (in corso di
validazione da parte dei competenti Ministeri) recante Indirizzi
e criteri per il riordino, la rifunzionalizzazione e la
riconversione della rete ospedaliera e territoriale regionale.
Procedure e modalità di
controllo gestionale è prevista per lo stabilimento di
Pantelleria l'attivazione di processi di rifunzionalizzazione,
avuto riguardo ai dati epidemiologici ed alle esigenze sanitarie
del territorio, perseguendo l'integrazione con la medicina
ambulatoriale e territoriale».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
CAPUTO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che:
il presidio ospedaliero 'G.F. Ingrassia' è ubicato in Palermo
all'interno di una parte del territorio cittadino che si può ben
definire strategica. La posizione geografica, infatti, permette la
fruizione dei servizi sanitari non solo da parte dei cittadini
della periferia del capoluogo siciliano, ma anche di quelli
provenienti dai grandi centri urbani del vasto comprensorio
territoriale;
l'area, infatti, comprende i cittadini residenti nei comuni di
Monreale, San Giuseppe Jato, San Cipirello;
inoltre, si rappresenta che il numero dell'utenza subisce un
notevole incremento durante il periodo estivo atteso che quella
parte del territorio è anche un centro residenziale di
villeggiatura;
il presidio si evidenzia, altresì, a seguito di notevoli
investimenti economici; possiede nuovi reparti di rianimazione,
cardiologia, ginecologia e nuovissime sale operatorie. Tale
ristrutturazione ha consentito alla struttura di essere autonoma
ed efficiente tanto da diventare anche un punto
di riferimento per i piccoli ospedali della provincia di Palermo,
quali ad esempio quelli di Termini Imerese, Petralia, Partinico,
Corleone e Palazzo Adriano;
considerato che:
l'ospedale G.F. Ingrassia ha i requisiti per essere inserito tra
i presidi ospedalieri del territorio gestiti dall'Azienda AUSL n.
6; in caso contrario, a seguito del relativo accorpamento ai
grandi presidi urbani, verrebbe meno la continuità assistenziale
ai cittadini della periferia e del vasto territorio della
provincia di Palermo (indicati in premessa), con notevoli
conseguenza in danno della salute dei cittadini stessi;
ritenuto, quindi, che il presidio in questione non deve essere
accorpato a grossi presidi ospedalieri cittadini, ma deve rimanere
all'interno dell'AUSL 6; in caso contrario numerosi cittadini
subirebbero effetti negativi in danno del diritto alla salute;
per sapere quali provvedimenti il Governo intenda adottare al
fine di inserire il presidio ospedaliero G.F. Ingrassia' nel
territorio gestito dall'Azienda USL n. 6 di Palermo ed evitare
l'accorpamento con altri grossi presidi cittadini». (516)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione n. 516 con la quale
l'onorevole Caputo chiede l'inclusione all'interno dell'A.U.S.L. 6
del presidio ospedaliero "G.F. Ingrassia" di Palermo, si
rappresenta quanto segue.
La legge regionale 14 aprile 2009, n. 5 recante Norme per il
riordino del Servizio sanitario regionale ha previsto
l'istituzione delle Aziende sanitarie provinciali (A.S.P.) ed in
particolare, per l'ambito provinciale di Palermo, la costituzione
di tre Distretti ospedalieri dei quali il Distretto PA 3 include
anche il Presidio ospedaliero G.F. Ingrassia .
Alla luce della predetta normativa si ritiene pertanto superata
la questione posta dall'interrogante».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
BONOMO. - «All'Assessore per la sanità, premesso che:
la talassemia (o anemia mediterranea) è una grave malattia, su
base ereditaria, dovuta ad un'errata sintesi dell'emoglobina;
a seconda del tipo di difetto genico, sono riscontrabili diversi
livelli di gravità, dalle forme asintomatiche a quelle più severe
che rendono indispensabili le emotrasfusioni dopo pochi mesi dalla
nascita;
le trasfusioni di sangue non costituiscono una cura per i
talassemici, ma un trattamento salvavita con il quale tenere sotto
controllo i sintomi e consentire una vita accettabile al paziente;
la conseguenza delle continue trasfusioni determina un
sovraccarico di ferro a carico di tutti
i tessuti, in quanto l'organismo umano non ha meccanismi di
eliminazione attiva dell'eccesso
di ferro;
l'accumulo del metallo, se non adeguatamente rimosso, è
responsabile di gravi danni,
in particolare al cuore e al fegato;
si rende indispensabile, pertanto, un'adeguata terapia
ferrochelante, a base di farmaci in grado di legare il ferro,
consentendo all'organismo di eliminarne gli eccessi;
attualmente, le terapie chelanti autorizzate si basano su tre
diverse molecole: la desferoxamina,
il deferiprone e il deferasirox;
la desferoxamina è un farmaco molto efficace, ma va somministrato
lentamente per infusione con una cannula posizionata sotto cute;
tale regime terapeutico comporta, pertanto, notevoli disagi,
specialmente per i bambini,
in quanto il trattamento è fastidioso, lungo e doloroso;
inoltre, una delle controindicazioni più significative al
trattamento con desferoxamina
è costituita dall'effetto negativo sulla crescita con importanti
alterazioni ossee;
il costo settimanale medio di tale terapia, per paziente, è di
145,00 euro;
il deferiprone e il deferasirox sono invece farmaci che vanno
assunti per via orale e, pertanto, non comportano i notevoli
disagi collegati al trattamento per via parenterale;
in particolare il deferasirox, introdotto nel protocollo
terapeutico soltanto dal 2007, presenta come ulteriore e, forse
decisivo, vantaggio, ovvero l'assenza di effetti negativi
sull'accrescimento osseo dei bambini;
il costo medio settimanale per il deferasirox è di 813,00 euro;
considerato che:
con nota DIRS/5/4744, sono state stabilite le modalità di
prescrizione ed erogazione delle specialità medicinali contenenti
il principio attivo deferasirox;
tali specialità possono essere prescritte, con specifico
riferimento ai pazienti affetti da talassemia, soltanto dai
dirigenti responsabili dei centri di talassemia facenti parte
della rete regionale;
inoltre, tali farmaci devono essere consegnati ai pazienti
esclusivamente dalle aziende sanitarie ed ospedaliere e dai
policlinici presso cui ricadono i centri prescrittori;
l'appropriatezza prescrittiva è garantita tramite la formulazione
di linee guida specifiche delle quali si disponeva la
pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana
entro i successivi 90 giorni;
premesso, inoltre, che:
presso l'Azienda ospedaliera Umberto I di Siracusa, il
deferasirox è stato somministrato con successo ed è stato
possibile constatare una minore incidenza di alterazioni ossee nei
pazienti curati con tale principio farmacologico;
tuttavia, da oltre un anno, la direzione generale dell'Azienda
ospedaliera Umberto I di Siracusa ha bloccato l'erogazione di tale
terapia ai nuovi casi e ciò a prescindere da valutazioni cliniche
e, anzi, in contrasto con le stesse;
contemporaneamente, le scorte del farmaco detenute in Azienda per
l'erogazione sono sempre più esigue, tanto da costringere i
pazienti ad attese anche di 10 giorni;
ritenuto che:
appare evidente la volontà della direzione generale dell'Azienda
ospedaliera Umberto I di Siracusa di impedire l'accesso alla
terapia con deferasirox, limitandolo a pochissimi casi per ragioni
del tutto avulse dall'efficacia terapeutica e riferibili,
probabilmente, alla volontà
di risparmiare sui costi dell'assistenza a danno dei pazienti;
tale danno è particolarmente evidente se si considera la diversa
qualità della vita garantita
a coloro che possono accedere alla terapia con deferasirox
rispetto a coloro ai quali ciò è impedito;
ciò comporta un'inaccettabile discriminazione nel garantire il
diritto alla salute, particolarmente grave quando a subirne gli
effetti sono bambini ai quali si nega, scientemente, un farmaco
capace di evitare gravi e deformanti alterazioni ossee;
l'eventuale aggravio di costi discendenti dall'impiego del
deferasirox potrebbe essere compensato, a lungo termine, da una
migliore adesione al piano terapeutico da parte del paziente,
evitando in tal modo l'insorgere di complicanze;
per sapere:
se fosse a conoscenza dei fatti esposti in premessa;
quali urgenti provvedimenti intenda adottare affinché i malati di
talassemia della provincia di Siracusa ricevano le cure più
adeguate e all'avanguardia, al pari di tutti gli altri pazienti;
se non intenda sollecitare il direttore generale dell'Azienda
ospedaliera Umberto I di Siracusa a trovare modalità alternative
di contenimento dei costi che non intacchino il diritto alla
salute e la qualità dell'assistenza ai malati». (553)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione n. 553 con la quale
l'onorevole Bonomo chiede notizie circa i provvedimenti per il
ripristino di adeguate cure per i pazienti affetti da talassemia
presso l'Azienda ospedaliera Umberto I di Siracusa, si rappresenta
che la stessa, con nota prot. n. 16080 dell' 8 luglio 2009, ha
comunicato quanto segue.
Premesso che le molecole utilizzabili nella terapia ferrochelante
per il trattamento dei pazienti talassemici sono:
- la desferoxamina (desferal), somministrabile per infusione;
- il deferiprone (ferriprox), somministrabile per via orale;
- il deferasirox (exjade), somministrabile per via orale.
Presso l'Unità operativa di Thalassemia dell'Azienda,
l'introduzione del Ferriprox in terapia con la sigla "LI", risale
al 1994, in corso di sperimentazione clinica debitamente
autorizzata del Comitato
di Bioetica dell'Azienda. Nel 1999 il farmaco è entrato in
commercio e, ad oggi, i pazienti
in trattamento sono circa 33. Nel corso degli anni parecchi
pazienti hanno dovuto sospendere
il trattamento per l'insorgenza di eventi avversi.
L'Exjade è stato introdotto in terapia nel 2003, in corso di
sperimentazione clinica, con il nome di ICL670 .
Nel 2007 è stato immesso in commercio e, ad oggi, i pazienti in
trattamento sono circa 22. Anche in questo caso alcuni pazienti
hanno dovuto sospendere la somministrazione del farmaco a causa di
eventi avversi.
Dal gennaio 2008 sia il Ferriprox che l'Exjade, in osservanza
alle Direttive Regionali, sono regolarmente prescritti presso la
predetta Unità operativa e dispensati dalla Farmacia dell'Azienda.
Ad oggi i pazienti in cura presso l'Unità operativa di
Thalassemia dell'Azienda sono trattati con i farmaci sotto
indicati:
- n. 37 pazienti con il Ferriprox;
- n. 24 pazienti con 1'Exjade.
I costi sostenuti per i predetti farmaci (per compressa) sono i
seguenti:
- Exjade 500 mg. cpr. . 25,81;
- Exjade 250 mg. cpr. . 12,90;
- Exjade 125 mg. cpr. . 6,45;
- Ferriprox 500 mg. cpr. . 1,75.
In conseguenza di quanto sopra si rappresenta che dagli studi
scientifici sui farmaci in questione si evince chiaramente che la
forma in compresse, pur rappresentando un'evoluzione, non si
configura come unico rimedio tanto meno come unica scelta
terapeutica possibile; infatti ognuna delle molecole presenta
effetti collaterali che possono essere causa di cambiamento del
tipo
di farmaco.
L'affermazione contenuta nell'interrogazione che il deferasirox
non ha effetti negativi sull'accrescimento osseo è vera, ma è
anche vero che alcuni pazienti hanno dovuto sospendere il
trattamento con tale farmaco per la comparsa di gravi alterazioni
dell'apparato digerente.
Si conferma che è stato preteso dal medico specialista che la
prescrizione del farmaco fosse fatta nel pieno rispetto dei
protocolli scientifici, con particolare attenzione alle normative
in materia e puntuale valutazione del rapporto costo/beneficio,
tenuto conto sia degli effetti collaterali della terapia, ad alto
rischio anche mortale, sia all'alto costo dei farmaci a fornitura
esclusiva.
In ordine ai prezzi d'acquisto l'Azienda ha comunicato che le
forniture sono sempre state oggetto di sconti abituali sui prezzi
di mercato.
L'Azienda ha inoltre fatto sapere che non si è verificata alcuna
sospensione della prescrizione dell'Exjade, ma solo sporadicamente
delle dilazioni nell'erogazione che non sono state determinate da
disfunzioni organizzative ma da ritardi di consegna da parte dei
fornitori.
Le predette disfunzioni, che erano state anche in parte causate
dal mutato sistema di approvvigionamento introdotto dalla misura
di contenimento adottata dall'Assessorato in attuazione delle
previsioni di cui al Piano di rientro, ad oggi risultano
totalmente superate a seguito della piena entrata a regime del
sistema di acquisti che, come noto, ha prodotto consistenti
risparmi».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
BONOMO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che:
nell'area di proprietà dell'Azienda ospedaliera Umberto I di
Siracusa, prospiciente ad un crocevia ad altissima intensità di
traffico veicolare e pedonale, da parecchi anni sono stati
installati degli impianti pubblicitari di notevoli dimensioni e
specificamente: n. 4 cartelloni di m. 6x3,
e 1 cartellone di m. 12x3, quest'ultimo illuminato e a rotazione;
il Comune di Siracusa ha disposto la copertura dei suddetti
impianti pubblicitari in quanto realizzati in modo abusivo e senza
le prescritte autorizzazioni secondo norma;
per sapere:
se fossero a conoscenza di tale fatto;
se ad autorizzare la posa dei cartelloni in questione sia stata
la stessa Azienda ospedaliera; in quale data abbia avuto inizio
l'eventuale rapporto contrattuale tra l'Azienda ospedaliera e
l'agenzia pubblicitaria;
quale eventuale provento per i bilanci dell'Azienda sia derivato
dall'installazione degli stessi impianti;
quale destinazione nei bilanci dell'Azienda abbiano avuto tali
proventi;
se sia in atto un contenzioso fra l'Azienda ospedaliera Umberto I
e il Comune di Siracusa avente ad oggetto l'abuso;
se sia in atto un contenzioso tra l'Azienda ospedaliera Umberto I
e l'agenzia pubblicitaria per eventuali azioni di risarcimento
danni e per la rimozione coatta degli impianti;
se la permanenza di tali impianti costituisca fonte di pericolo
per la pubblica incolumità». (559)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione n. 559 con la quale
l'onorevole Bonomo chiede notizie circa l'installazione di alcuni
impianti pubblicitari in un'area di proprietà dell'Azienda
ospedaliera Umberto I di Siracusa, si rappresenta che la stessa,
con nota prot. n. 296 del 3 giugno 2009, ha comunicato quanto
segue.
Con delibera n. 773 del 24 giugno 2004 recante Accettazione
offerta ditta MF Pubbliservice
di segnaletica da apporre nel P.O. Umberto I e nella sede
Amministrativa ha autorizzato, per la durata di quattro anni
dalla data della effettiva installazione, la predetta ditta MF.
Pubbliservice
di Quartararo Milena (con sede in Via Columba, 107, Siracusa) ad
impiantare tre cartelloni pubblicitari all'interno del perimetro
del presidio ospedaliero delle seguenti dimensioni: uno da mt. 18
x 6 in area prospiciente Corso Gelone, uno da mt. 6 x 3 in area
prospiciente la via del Santuario (angolo) ed un altro da mt. 6 x
3 in area prospiciente la via Testaferrata (angolo).
Riguardo agli altri due cartelloni pubblicitari il Direttore
generale della soppressa A.O. Umberto I di Siracusa ha evidenziato
che il loro posizionamento non è mai stato autorizzato, né si
conosce chi abusivamente li ha impiantati.
In cambio dell'autorizzazione della posa dei suddetti tre
cartelloni pubblicitari autorizzati l'Azienda ospedaliera ha
ricevuto, a titolo gratuito, cento pannelli indicatori delle
diverse Unità operative aziendali e dieci pannelli totem.
In atto non esiste alcun contenzioso né fra l'Azienda ospedaliera
e il Comune di Siracusa, che a suo tempo aveva autorizzato con
nota n. 155 del 12 novembre 2004 la stessa ditta MF di Quartararo
Milena ad installare la cartellonistica in questione, né fra
l'Azienda ospedaliera e l'agenzia pubblicitaria, con la quale non
esiste più alcun rapporto.
Attualmente all'interno del perimetro aziendale non ci sono più
impianti pubblicitari, perché tutti quanti sono stati rimossi di
concerto con il Comune».
L'Assessore
dott. Massimo Russo