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Resoconto d'Aula della Seduta n. 113 di mercoledì 07 ottobre 2009
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                          Congedi e missione

   PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo gli onorevoli:

   -  Adamo, Ammatuna, Apprendi, Buzzanca, Caronia, Faraone, Falcone,
  Fiorenza,  Laccoto, Mattarella, Mineo, Panepinto, Picciolo,  Scoma,
  Speziale e Termine per oggi, 7 ottobre 2009;
   - Fagone, per le sedute del 7 e dell'8 ottobre 2009.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico,  altresì, che l'onorevole Gianni è  in  missione  dal  7
  all'8 ottobre 2009.

   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per il lavoro:

   n.  431  -  Inclusione degli istruttori direttivi tra i  soggetti
  abilitati  a  frequentare i corsi di formazione di  ispettori  del
  lavoro.
   Firmatario: Ruggirello Paolo

   - da parte dell'Assessore per la sanità:

   n.  13  -  Provvedimenti al fine di consentire il pagamento  alle
  farmacie delle forniture  erogate in regime di convenzione con  il
  Servizio Sanitario Nazionale da parte dell'A.U.S.L. n. 4 di Enna.
   Firmatario: Galvagno Michele

   n.  69  -  Notizie  circa la ventilata chiusura dell'ospedale  di
  Ribera (AG).
   Firmatario: Panepinto Giovanni

   n.  104  -  Notizie sulla mancata utilizzazione  delle  residenze
  sanitarie assistenziali della provincia  di Messina.
   Firmatario: Panarello Filippo

   n. 177 - Interventi per il ripristino della legalità nell'azienda
  ospedaliera Umberto I di Enna.
   Firmatario: Galvagno Michele

   n.  191  -  Presunte  irregolarità presso  l'azienda  ospedaliera
  Umberto I di Enna.
   Firmatario: Galvagno Michele

   n.  314  -  Richiesta  di indagine ispettiva sulla  chiusura  del
  reparto di cardiologia dell'ospedale Umberto I di Enna.
   Firmatario: Galvagno Michele

   n.  345  -  Numero delle consulenze esterne presso  l'Assessorato
  Sanità.
   Firmatario: Apprendi Giuseppe

   n.  484  - Richiesta di esclusione dal piano di accorpamento  del
  presidio ospedaliero G.F. Ingrassia.
   Firmatario: Caputo Salvino

   n.  495  - Urgenti provvedimenti per dotare l'ospedale di Lentini
  (SR) di servizi sanitari essenziali.
   Firmatario: Bonomo Mario

   n. 515 - Mantenimento e potenziamento del presidio ospedaliero di
  Pantelleria.
   Firmatario: Caputo Salvino

   Avverto   che   le  risposte  scritte  testé  annunziate   saranno
  pubblicate  in  allegato  al  resoconto stenografico  della  seduta
  odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   «Intervento in favore del reinserimento nel mondo del lavoro degli
  over  50  che hanno perso il lavoro a pochi anni dal raggiungimento
  del diritto al trattamento pensionistico» (n. 467)
   - di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Lentini in
  data 30 settembre 2009;

   «Disposizioni  in  materia  di  cremazione  delle  salme  e  della
  conservazione, affidamento e/o dispersione delle ceneri» (n. 468)
   -  di  iniziativa  parlamentare,  presentato  dagli  onorevoli  Di
  Guardo,   Fiorenza,  Cracolici,  Ammatuna,  Apprendi,   Barbagallo,
  Bonomo,  De Benedictis, Di Benedetto, Digiacomo, Donegani, Faraone,
  Ferrara,  Galvagno, Gucciardi, Laccoto, Lupo, Marinello,  Marziano,
  Mattarella,  Oddo, Panarello, Panepinto, Picciolo,  Raia,  Rinaldi,
  Speziale, Termine e Vitrano in data 1 ottobre 2009;

   «Norme  per  la prosecuzione del rapporto di lavoro  di  personale
  precario» (n. 469)
   - di iniziativa parlamentare,  presentato dall'onorevole Gucciardi
  in data 1 ottobre 2009;

   «Disposizioni  programmatiche e correttive per  l'anno  2010»  (n.
  471)
   -  di  iniziativa  governativa, presentato  dal  Presidente  della
  Regione (Lombardo) su proposta dell'assessore per il  bilancio  (Di
  Mauro), in data 2 ottobre 2009;

   «Norme in materia sanitaria» (n. 472)
   -  di  iniziativa  governativa, presentato  dal  Presidente  della
  Regione  (Lombardo)  su  proposta  dell'Assessore  per  la   sanità
  (Russo), in data 2 ottobre 2009.

     Comunicazione sullo stato di attuazione della spesa regionale

   PRESIDENTE.  Comunico  che  l'Assessorato  del  bilancio  e  delle
  finanze,  in  data  1  ottobre  2009,  ha  trasmesso  il  prospetto
  concernente  la  situazione finanziaria sullo stato  di  attuazione
  della spesa regionale al 30 giugno 2009.

       Comunicazione di nomina di vicepresidente di Commissione
                              legislativa

   PRESIDENTE.  Comunico  che la Commissione  legislativa  permanente
   Servizi  sociali  e  sanitari' (VI) nella  seduta  n.  58  del  30
  settembre   2009   ha  proceduto  alla  nomina  del  vicepresidente
  onorevole Marco Falcone.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura  e
  le  foreste,  premesso che le attività forestali costituiscono  una
  risorsa  significativa per il miglioramento dello stato  ambientale
  del territorio della Sicilia, contribuendo inoltre al miglioramento
  delle condizioni economico-sociali della comunità regionale;

   rilevato  che  è  necessaria  una  concreta  rivalutazione   delle
  attività  del lavoro forestale, avendo sempre presente i molteplici
  vantaggi  conseguenti la valorizzazione degli ambienti  naturali  e
  boschivi  nell'ambito  delle  politiche  di  rilancio  economico  e
  produttivo;

   considerato che:

   la  necessità di modificare significativamente le attuali modalità
  d'intervento  e  di impiego delle risorse umane e  finanziarie  nel
  campo  della  forestazione è alla base di un  protocollo  d'intesa,
  stilato in data 14 maggio 2009 e sottoscritto dal Presidente  della
  Regione,  i  dirigenti  generali  dell'Assessorato  Agricoltura   e
  foreste,  dott.  Fulvio  Bellomo  e  dott.  Pietro  Tolomeo,  e   i
  rappresentanti sindacali;

   il  suddetto  protocollo d'intesa prevedeva un fattivo  intervento
  della   Regione  mirante  ad  una  razionalizzazione  delle  '(...)
  modalità  di  intervento  e di impiego delle  risorse  finanziarie,
  evitando  la frammentazione delle fonti finanziarie e giungendo  ad
  un  sistema  di  sinergia  economica che alieni  la  programmazione
  regionale con le politiche nazionali e comunitarie';

   lo  stesso  protocollo  d'intesa annunciava '(...)  l'adozione  di
  misure   lavorative   orientate  alla   stabilizzazione   ed   alla
  valorizzazione  dei  lavoratori di  comparto'.  A  tale  proposito,
  l'art.   3   individuava  un  programma  di  aumento  dei   livelli
  occupazionali  che  prevedeva, entro  il  2010,  il  passaggio  dei
  lavoratori che svolgono 78 giorni lavorativi annuali a 101  giorni,
  quelli  che  ne svolgono 101 a 151 giorni e quelli che ne  svolgono
  151 a 180 giorni sempre annuali;

   visto che:

   alla   data  odierna,  nulla  di  quanto  previsto  dal   suddetto
  protocollo d'intesa è stato fatto;

   la  mancata attuazione del protocollo d'intesa mette a rischio  la
  concertazione con le organizzazioni sindacali;

   per sapere quali iniziative intendano adottare al fine di dare  un
  fattivo  seguito a quanto previsto dal protocollo d'intesa, stilato
  in data 14 maggio 2009 e sottoscritto dal Presidente della Regione,
  i  dirigenti generali dell'Assessorato Agricoltura e foreste  dott.
  Fulvio   Bellomo   e  dott.  Pietro  Tolomeo  e  i   rappresentanti
  sindacali». (762)

                                                            VINCIULLO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il bilancio e  le
  finanze,  premesso che il dissalatore di Trapani, sito in  località
  Nubia,  fornisce  acqua  potabile ai  Comuni  di  Trapani,  Buseto,
  Custonaci,  Erice,  Favignana, Valderice e  Paceco,  oltre  che  ad
  alcuni comuni della provincia di Agrigento;

   considerato che:

   con  nota del 25 settembre 2009 la società ENI GAS E POWER  s.p.a.
  ha  comunicato, all'Agenzia regionale per i rifiuti e le  acque  di
  Trapani (SICILACQUE), di non avere provveduto alla prenotazione del
  gas  presso  la  SNAM  GAS  a  causa del  mancato  pagamento  delle
  forniture  di  gas  per gli anni 2008 e 2009,  ammontanti  ad  euro
  32.812.664,13;

   la  SICILACQUE,  senza  il gas che permette il  funzionamento  del
  dissalatore,  sarà  costretta,  dal  primo  di  ottobre  2009,   ad
  interrompere la produzione e fornitura di acqua potabile;

   tenuto conto che:

   l'eventuale  interruzione  del  servizio  di  fornitura  di  acqua
  potabile causerebbe, nei territori serviti dall'impianto, una crisi
  idrica  di incalcolabili proporzioni sia per la popolazione  civile
  che per l'agricoltura;

   la  paventata cessazione del servizio ha causato l'intervento  del
  Prefetto  di Trapani che, con nota del 29 settembre c.a., invita  a
  '(...) valutare la possibilità di adottare urgenti provvedimenti di
  natura   amministrativo-contabile  finalizzati  al  pagamento   dei
  crediti  vantati dalla ENI DIVISIONE GAS E POWER, anche  attraverso
  la  predisposizione di un piano di rientro progressivo dall'attuale
  esposizione   debitoria'.  Nel  contempo,  chiede,  alla   predetta
  Società,  di '(...) accordare una proroga della fornitura  di  gas,
  nelle  more  delle  determinazioni assunte  dai  competenti  Organi
  regionali';

   per  sapere se non ritengano opportuno predisporre, con  immediata
  esecuzione, un provvedimento contabile per il pagamento  di  quanto
  dovuto  alla società ENI GAS E POWER s.p.a., al fine di scongiurare
  l'interruzione  della  fornitura di acqua  potabile  nei  territori
  serviti dal dissalatore di Trapani». (763)

                                                             MARROCCO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   con  l'accordo del 31 luglio 2007, attuativo del piano di rientro,
  si  stabilivano  le  misure  e le azioni  di  riorganizzazione,  di
  riqualificazione  e  di  individuazione  degli  interventi  per  il
  perseguimento  del  riequilibrio economico del  servizio  sanitario
  regionale, previsto dall'art. 1, comma 180, della legge 30 dicembre
  2004, n. 311, prevedendo, tra l'altro, per le case di cura private,
  un  doppio  intervento:  uno  di tipo strutturale  e  uno  di  tipo
  finanziario.   Il  primo  prevedeva,  al  31  dicembre   2009,   la
  disattivazione  di 435 posti letto per acuti e la riconversione  di
  ulteriori  135 posti letto per acuti in posti letto di lungodegenza
  e  riabilitazione. La seconda manovra, quella di tipo  finanziario,
  prevedeva la riduzione del budget di 55 milione di euro;

   con la delibera n. 212 del 23 settembre 2008, l'ospedalità privata
  aveva  ottenuto  un  beneficio  non  indifferente,  in  quanto   il
  riassetto   della  rete  ospedaliera  approvato  e  successivamente
  validato  dal  Ministero del lavoro della salute e delle  politiche
  sociali con provvedimento DG Prog 27 ottobre 2008 0000349-P dell'11
  novembre  2008, invece della disattivazione di 435 posti letto  per
  acuti   da   parte  delle  case  di  cura  private,  prevedeva   la
  riconversione degli stessi in posti letto di lungo degenza;

   con  il D.A. n. 3473 del 24 dicembre 2008 'Indirizzi e criteri per
  l'applicazione del Piano di rientro di cui all'art. 1,  comma  180,
  della legge 30 dicembre , n. 311, stipulato dalla Regione siciliana
  in  data  31  luglio 2007 ed approvato dalla Giunta  regionale  l'1
  agosto  2007'  sono stati forniti, tra l'altro, gli indirizzi  e  i
  criteri, con riferimento alla tabella di rimodulazione, di  n.  588
  posti   letto   per   acuti   in   altrettanti   posti   letto   di
  riabilitazione/lungodegenza;

   la  disattivazione dei 588 posti letto per acuti  distribuiti  per
  provincia  doveva  avvenire sulla base di criteri tecnico-sanitari,
  da  convenirsi  con  l'associazione  di  categoria  al  fine  della
  successiva fase operativa a decorrere da settembre 2009, così  come
  previsto e attuato per le strutture pubbliche;

   nel  verbale  degli incontri definitisi nel gennaio  2009  tra  il
  Governo  regionale  e  l'Associazione italiana  ospedalità  privata
  (AIOP), emergono i criteri concordati per la riconversione dei  588
  posti  letto  da acuti a riabilitazione/lungodegenza, nella  misura
  percentuale, rispettivamente, del 60/40 per cento dei posti letto;

   la  metodologia  della fissazione di tetti di  spesa  risulta  uno
  strumento indispensabile per garantire l'equilibrio finanziario del
  sistema sanitario regionale per la realizzazione del contenimento e
  la razionalizzazione della spesa pubblica;

   con  successivo decreto del 2009 è stato fissato il tetto di spesa
  regionale  per  l'anno  2009  pari ad euro  442.873.876,00,  limite
  invalicabile  che  sarà  ripartito tra le case  di  cura  di  media
  specialità  e  case di cura di alta specialità per i  ricoveri  per
  acuti  ed  euro  17.545.656,00 per i  ricoveri  di  lungodegenza  e
  riabilitazione del II semestre 2009;

   considerato che:

   rispetto  al  piano  di rientro sottoscritto il  31  luglio  2007,
  l'ospedalità  privata, con la delibera 212 del 23  settembre  2008,
  aveva  già  ottenuto un vantaggio finanziario non indifferente,  in
  quanto  i posti letto per acuti che dovevano essere disattivati  da
  parte  delle case di cura private sono stati riconvertiti in  lungo
  degenza e riabilitazione;

   con decreto 2384 del 24 settembre 2008, invece, l'Assessore per la
  sanità prevedeva la trasformazione di 588 posti letto, senza tenere
  alcun conto del valore equivalente di 1 posto letto per acuti  e  1
  posto  letto  di lungodegenza o riabilitazione che, come  stabilito
  nel  piano di rientro, fissa il valore del singolo posto letto  per
  acuti  nell'ospedalità privata in circa 105.000 euro, mentre quello
  di  un posto letto di lungodegenza e riabilitazione in circa 35.000
  euro;

   tale rapporto di fatto è circa 1 a 3, cioè 1 posto letto per acuti
  equivale a 3 posti letto di riabilitazione e lungodegenza,  con  la
  conseguenza che le case di cura, non avendo disattivato i 435 posti
  letto per acuti, li dovevano trasformare circa 1500 posti letto  in
  lungodegenza  e  riabilitazione per rientrare nel  tetto  di  spesa
  fissato;

   per  effetto dei decreti sopra citati, in data 26 gennaio c.a. era
  stato  sottoscritto  tra i rappresentanti  dell'AIOP  e  i  vertici
  tecnici  e  politici  dell'Assessorato Sanità  i  criteri  con  cui
  venivano fissati i parametri per la trasformazione dei posti  letto
  per   acuti  delle  strutture  private  in  posti  letto   per   la
  lungodegenza e riabilitazione;

   l'AIOP  e  i suoi associati, a far data da gennaio 2009, non  solo
  erano pienamente consapevoli dell'eccezionale vantaggio ricevuto in
  merito  alla  mancata  disattivazione dei  posti  letto,  ma  erano
  perfettamente a conoscenza dei criteri con cui si doveva operare la
  successiva trasformazione;

   nonostante ciò, l'AIOP faceva pervenire una proposta che  non  era
  coerente  con  quanto pattuito, come si evidenzia  chiaramente  dal
  d.a.  01129/09  del  12  giugno 2009. Nello stesso  decreto  veniva
  stabilito, nella tabella 1 per singola provincia, il tetto di spesa
  per  l'anno  2009  per  i posti letto per acuti  a  media  ed  alta
  specialità  per  un totale di 442.873.376.00 euro  a  cui  dovevano
  aggiungersi,  relativamente al secondo semestre 2009, 17.545.656.00
  euro per l'attivazione dei posti di lunga degenza e riabilitazione;

   inoltre,  l'AIOP,  il  9  luglio c.a., otteneva  un  incontro  con
  l'Assessore, dott. Russo, nel corso del quale veniva concordata  la
  modalità  della  richiesta che l'AIOP avrebbe  dovuto  formalizzare
  successivamente. Tanto è vero che, nella nota dell'Assessore  prot.
  n.  8326  del  28  luglio  2009, si prende  atto  che  'l'effettiva
  attivazione dei posti letto di riabilitazione e lungo degenza potrà
  avvenire  solo negli ultimi mesi dell'anno in corso', e  stabilisce
  'che  venga presa in considerazione l'opportunità almeno per l'anno
  in  corso  di non procedere alla differenziazione dei budget  (...)
  attribuendo alle strutture un budget indistinto';

   per sapere:

   quali siano state le motivazioni che hanno indotto l'Assessore per
  la sanità ad accogliere la richiesta dell'AIOP ed a rivedere quanto
  stabilito  dal piano di rientro effettuando, di fatto,  una  deroga
  nei  confronti  della ospedalità privata per la  rimodulazione  dei
  posti  letto,  con la prevedibile conseguenza dello sforamento  dei
  budget previsti, nonostante la situazione finanziaria critica delle
  nostra Regione;

   se  ed  in  che modo siano state verificate le condizioni ostative
  per  le  quali  l'AIOP  ha  chiesto ed  ottenuto  il  rinvio  della
  conversione   dei  posti  letto  per  acuti  in  posti   letto   di
  riabilitazione   e  lungodegenza,  nonostante  la  VI   Commissione
  legislativa  all'ARS  ritenesse tale conversione  indispensabile  e
  necessaria;

   se,  prima  di ufficializzare tale scelta, siano stati  effettuati
  per tempo i monitoraggi utili relativi al fabbisogno assistenziale,
  nonché  gli studi di fattibilità per l'impegno di ulteriori risorse
  finanziarie in bilancio;

   se  e  quando sia stata autorizzata dal Ministero la modifica  del
  decreto  1129/09  del 12 giugno 2009, in mancanza  della  quale  si
  dovrà  ritirare o modificare i decreti assessoriali  che  prevedono
  sia  la  proroga dei termini, sia la riconversione dei posti  letto
  delle  case  di  cura  private  invece della  disattivazione  degli
  stessi,  visto  che  gli  stessi criteri non  sono  stati  attuati,
  nonostante  le richieste, per l'ospedalità pubblica, nei  confronti
  della  quale l'Amministrazione regionale è stata inflessibile nella
  rigida   applicazione  del  termine  di  disattivazione   e   nella
  trasformazione dei posti letto». (769)

        (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

              CARONIA-BUZZANCA-CAMPAGNA-CAPUTO-LIMOLI-SCOMA-VINCIULLO

   «All'Assessore per la cooperazione, il commercio, l'artigianato  e
  la pesca e all'Assessore per la sanità, premesso che:

   anche  se  da  sempre si sono verificate illegalità e  soprattutto
  vendite illegali nell'ambito del mercato ittico di Porticello (PA),
  fino al 2006 lo stesso aveva comunque assicurato una certa garanzia
  per  quanto riguarda la sicurezza e l'igiene alimentare, ed -  alla
  fine  di ogni anno - anche per ciò che riguarda le entrate erariali
  nelle casse comunali e statali. Esso, infatti, chiudeva il bilancio
  in   attivo  o  comunque  in  pareggio  e  le  suddette  illegalità
  rimanevano  circoscritte, frequentemente individuate  e  sanzionate
  dalle  forze  dell'ordine. Non ultimo, il blitz del  febbraio  2008
  della   Guardia   di  finanza  ha  fatto  emergere  illegalità   ed
  inadempienze per 9 ditte commerciali che esercitano all'interno del
  mercato  ittico. Ma, in questi ultimi 18 mesi, il suddetto  mercato
  ha  perso  definitivamente anche quel poco che gli era  rimasto  di
  garanzie  sia  igieniche  sia fiscali,  l'ex  AUSL  ha  abbandonato
  infatti  del  tutto  la  sua  postazione all'interno  del  mercato,
  interpretando   in   modo  quantomeno  strano  le   recenti   norme
  sull'igiene  la sicurezza alimentare del pescato ed il  mercato  ha
  continuato  a  svolgersi all'esterno dello stesso, producendo  così
  lavoro  e  guadagni sommersi al di fuori di ogni controllo  fiscale
  per svariati milioni di euro;

   i  lavoratori  della pesca di Porticello, e con ciò  intendiamo  i
  pescatori stessi riuniti in cooperative, sono vittime di un sistema
  perverso  che si è venuto a creare che li ha resi involontariamente
  complici,  a  causa  sia  di intimidazioni  subite  direttamente  o
  indirettamente,  sia di diffusa ingenua 'superficialità'  dei  loro
  'carnefici'.  Essi hanno comunque preso coscienza che questo  stato
  di  cose  non  fa  altro che danneggiare loro stessi,  ma  anche  e
  soprattutto  la  loro  immagine  di fronte  all'opinione  pubblica,
  assieme  al  bene della collettività tutta del loro territorio,  ed
  hanno  cominciato  un  percorso di autocritica  sui  propri  errori
  nell'intento di iniziare una nuova stagione di legalità finalizzata
  allo  sviluppo  dell'economia dei tradizionali  mestieri  di  pesca
  ormai al collasso;

   considerato  che ci sono state reiterate denunzie  e  segnalazioni
  alle  autorità  competenti  anche da  parte  del  comandante  della
  Polizia  municipale, del Sindaco di Santa Flavia (PA)  e  da  parte
  della categoria delle imprese dei lavoratori della pesca;

   per sapere:

   1.  se risponda a verità che le compravendite di pesce si svolgono
  ogni   notte  fuori  dall'area  mercatale,  e  cioè  nello  spiazzo
  antistante  il  suddetto mercato, in violazione di tutte  le  norme
  igienico-sanitarie a danno soprattutto dei consumatori ignari;  ciò
  comporta,  altresì,  un  danno  erariale  a  danno  dello  Stato  e
  dell'ente per mancate entrate fiscali per milioni di euro;

   2.  perché  le  forze  dell'ordine,  a  cominciare  dalla  Polizia
  municipale e dai Vigili sanitari, siano intervenute solo di recente
  per  ripristinare  la legalità, pur in presenza  di  denunce  fatte
  pervenire  da singoli cittadini (con tanto di generalità rilasciate
  a chi di dovere), testimoni dei fatti;

   3. se siano mai state elevate multe e sanzioni nei confronti delle
  ditte  commerciali  inadempienti e, in  caso  negativo,  per  quali
  motivi,  ed  in  tal  caso  che tipo di provvedimenti  siano  stati
  adottati;

   4. nel caso siano state elevate tali multe, quante di queste siano
  state riscosse negli ultimi due anni;

   5.  quali siano i motivi che hanno indotto l'ex AUSL a non rendere
  un  servizio essenziale e strategico che, nella fattispecie,  è  di
  estrema importanza e delicatezza;

   6.  se risponda a verità che le somme derivanti dall'ultimo attivo
  di  bilancio  (2006) non siano state utilizzate prima come  risorse
  utili   alla   manutenzione,  agli  adeguamenti  strutturali,   per
  migliorie funzionali e per un più confortevole e professionale  uso
  di  locali,  visto che, a quanto pare, gli stessi  versano  in  una
  grave situazione di degrado ed abbandono, non agevolando così certo
  il regolare svolgimento delle attività quotidiane;

   se  ritengano  opportuno  avviare una  tempestiva  indagine  sulla
  situazione del mercato ittico, al fine di ripristinare la  legalità
  in  un  territorio  così pesantemente martoriato dalla  criminalità
  organizzata e colpito della crisi economica». (771)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                            MARINELLO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  iscritte all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

   «Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'agricoltura e le
  foreste e all'Assessore per il bilancio e le finanze, premesso che:

   i sindaci dei Comuni della Valle del Belice (Poggioreale, Contessa
  Entellina,   Santa   Margherita  Belice,   Montevago,   Salaparuta,
  Camporeale,  Sambuca di Sicilia, Partanna, Roccamena e  Gibellina),
  lo  scorso  mese  di  giugno,  hanno  costituito  un  coordinamento
  denominato  appunto 'Coordinamento dei Sindaci dell'Entroterra  del
  Belice'  finalizzato alla tutela ed allo sviluppo del territorio  e
  dell'agricoltura;

   la  somma  di  30  milioni  di euro, stanziata  per  le  opere  di
  derivazione del fiume Belice affluenti alla diga Garcia, finanziata
  con  delibera  CIPE  n.  133/2002, è  andata  in  perenzione  (cfr.
  finanziaria per l'anno 2007);

   considerato che:

   l'invaso  Garcia fornisce acqua per uso potabile ed  irriguo  alle
  province di Palermo, Trapani ed Agrigento;

   tali   acque,   se   regimentate,   rilancerebbero   l'agricoltura
  dell'intero e vasto comprensorio, che da sempre lamenta problemi di
  erogazione per irrigazione;

   ritenuto  che la riattivazione del finanziamento consentirebbe  la
  soluzione  dei  gravi  problemi  e  rilancerebbe  l'agricoltura   e
  l'intero comparto produttivo;

   per sapere:

   se   intendano   intervenire  presso  il  Governo  nazionale   per
  consentire la reiscrizione in bilancio della somma di 30 milioni di
  euro,  finanziata  attraverso l'Agenzia per  lo  sviluppo  del  Sud
  (AGENSUD), necessaria per il completamento della diga Garcia;

   quali   provvedimenti  intendano  adottare   per   consentire   il
  completamento della predetta opera». (764)

                                                               CAPUTO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e le autonomie locali, premesso che:

   in  data 29 settembre 2009, le agenzie di stampa hanno diramato la
  notizia del decesso, a Palermo, di Morena, minore disabile  che  da
  circa  2  anni,  insieme  alla famiglia,  era  costretta  a  vivere
  all'interno di un 'container' di via Messina Marine;

   è  emerso  che i container di via Messina Marine risultano  essere
  realizzati  con  materiale altamente nocivo  per  la  salute  e  le
  condizioni ambientali ove sono ubicati sono altamente rischiose per
  la presenza di fogne a cielo aperto;

   considerato che:

   attualmente  i  cittadini palermitani che vivono  all'interno  dei
  container sono circa 600;

   le  condizioni igieniche, ambientali e strutturali  non  solo  non
  rispettano  la  dignità dell'uomo, ma sono altamente  lesive  della
  salute di chi vi abita;

   ritenuto  che  quanto  accaduto alla piccola  Morena  è  un  fatto
  gravissimo che evidenzia come a tutt'oggi esistono cittadini  privi
  di  un'adeguata  struttura abitativa e che vengono  abbandonati  in
  condizioni che offendono la dignità dell'uomo;

   per sapere:

   se  intendano  verificare, anche attraverso  un  monitoraggio,  le
  reali condizioni di vita ed abitative dei nuclei familiari privi di
  reddito;

   quali  provvedimenti  intendano adottare per  garantire  forme  di
  aiuto e sostegno alle famiglie prive di reddito e garantire loro il
  rispetto della dignità umana e l'incolumità fisica». (765)

                                                               CAPUTO

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per il bilancio e  le
  finanze e all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e  le
  autonomie locali, premesso che:

   con  legge  regionale n. 9 del 1986 (articolo 13), la  Regione  ha
  previsto  il  trasferimento alle province di  molte  delle  proprie
  funzioni.   Per   tale  motivo  è  stata  inserita  la   previsione
  dell'erogazione  di  un finanziamento dalla Regione  alle  province
  regionali;

   l'Unione   delle  province  siciliane  ha  recentemente  lamentato
  l'inadeguatezza dell'attuale finanziamento: a causa delle  continue
  riduzioni  avvenute negli anni, le somme erogate non risultano  più
  essere adeguate e congrue;

   in  particolare,  la lamentela ha ad oggetto la  retribuzione  del
  personale     APIT    che,    pur    essendo    stato    trasferito
  all'Amministrazione  regionale, di fatto, è  ancora  a  carico  del
  bilancio delle province regionali;

   considerato che la riduzione dei fondi regionali può compromettere
  lo   svolgimento  delle  funzioni  attribuite  dalla  Regione  alla
  provincia;

   ritenuto  che  le  conseguenze derivanti dal  mancato  svolgimento
  delle   funzioni   ricadono,  inevitabilmente,  sui   cittadini   e
  sull'intera collettività per il venir meno dei servizi erogati;

   per sapere:

   quali  provvedimenti verranno adottati al fine di  fare  chiarezza
  sulle  finalità  dei  finanziamenti  erogati  dalla  Regione   alla
  provincia regionale;

   in  particolare,  la reale situazione dell'onere  retributivo  del
  personale delle APIT». (766)

                                                               CAPUTO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche  sociali e le autonomie locali, premesso  che  da  alcuni
  giorni  è  balzata  agli  onori  della  cronaca  la  notizia  della
  scomparsa  di  30  milioni di euro, forse  50,  dalle  casse  della
  Provincia  regionale  di  Palermo per  la  quale  si  adduce,  come
  giustificazione,  la più semplice e sbrigativa di 'un  investimento
  sbagliato';

   considerata   l'enorme   rilevanza  che  la   questione   riveste,
  trattandosi  di  un  ente  pubblico che investe  una  considerevole
  quantità  di pubblico denaro in attività di brokeraggio  che  -  si
  scopre  solo  oggi  (?)  - non solo non ha  garantito  la  solidità
  dell'investimento,  ma  addirittura ha  disperso  la  totalità  del
  capitale finanziario impegnato, e considerato che, per contro,  non
  può  accettarsi la motivazione addotta secondo cui trattasi di  'un
  investimento sbagliato';

   premesso  inoltre che, nella fattispecie, trattandosi di  un  ente
  pubblico, soggetto a regole di controllo interno ed esterno, nonché
  all'osservanza  delle  regole  di selezione  di  qualsiasi  partner
  privato  attraverso  procedure  di evidenza  pubblica,  non  ci  si
  spiega, a meno di una sostanziale e documentata giustificazione, la
  circostanza  di come si sia potuta verificare una tale 'leggerezza'
  nell'amministrare   soldi   pubblici,   che   l'organo    politico-
  amministrativo ha affidato, in primis, alla competenza esclusiva  e
  discrezionale di una sola persona che, a sua volta, li ha  affidati
  ad un soggetto privato, scelto non si capisce su quali basi;

   dalle ulteriori scarne notizie di stampa, si apprende altresì  che
  gli organi politici ed amministrativi della Provincia regionale  di
  Palermo  all'epoca  in  carica,  ma  anche  quelli  attuali,  nulla
  sapessero al riguardo, né in corso d'opera, né a cose fatte;

   ritenuta grave la vicenda della scomparsa di tale ingente quantità
  di patrimonio finanziario, poiché crea seri problemi di solvibilità
  dell'ente  Provincia,  oltre  che un  giudizio  di  sgomento  e  di
  immoralità nell'amministrazione della cosa pubblica;

   per sapere:

   se  intendano  o  meno attivare immediatamente i poteri  ispettivi
  tramite l'invio di un apposito ispettore, ovvero di una commissione
  ispettiva,  al  fine  di  acquisire tutti gli  elementi  utili  per
  formulare   un  giudizio  di  merito  sulla  vicenda,  trasmettendo
  all'Assemblea  regionale siciliana le risultanze  emerse  in  corso
  d'ispezione;

   in  particolare, se con le suddette ispezioni, intendano acquisire
  i  seguenti elementi di chiarezza e relazionare espressamente su di
  essi:

   1.  chi siano i manager che, per conto della società IBS Forex  di
  Como,  hanno  intrattenuto relazioni con la Provincia regionale  di
  Palermo,  (con  quali soggetti dell'amministrazione,  come  si  sia
  svolta  e  quanto sia durata la trattativa), al fine di beneficiare
  dell'assegnazione dell'investimento finanziario;
   2.  quali  fossero  -  e  siano - le loro  accertate  referenze  e
  competenze  specifiche  tali  da giustificare  la  scelta,  a  loro
  favore, dell'investimento in valuta e quali fossero - e siano -  le
  garanzie offerte per conto della società IBS Forex di Como;
   3.  come  e  perché  si sia proceduto a tale  operazione  di  alto
  investimento  finanziario,  cioè  attraverso  la  scelta   di   una
  procedura diretta, e perché, al contrario, come pure sarebbe dovuto
  essere,  non  si  sia  proceduto attraverso una  gara  ad  evidenza
  pubblica, con la quale sarebbe stato possibile comparare le diverse
  offerte   e   valutare  le  diverse  garanzie  di  affidabilità   e
  solvibilità, per rendere sicuro e blindato l'investimento  pubblico
  oggetto dell'operazione finanziaria deliberata;
   4.   dove  siano  i  diversi  documenti  inerenti  le  fasi  delle
  operazioni finanziari effettuate;
   5.  chi  e  come  abbia controllato, verificato e relazionato,  in
  corso  d'opera  e in vigenza di obbligo contrattuale,   l'andamento
  dell'operazione finanziaria;
   6.  l'ambito  dei  poteri  della  delega  conferita  al  dirigente
  preposto  all'operazione  finanziaria  (se  cioè  essa  sia   stata
  conferita per una singola operazione ovvero per più operazioni), il
  livello   di  queste  modalità  operative,  l'importo  fissato   da
  investire,  i  limiti della delega e le condizioni di  espletamento
  della  stessa in relazione all'autorità delegante, oppure  se  essa
  prevedesse  la  discrezionalità delle valutazioni  da  compiere  al
  riguardo   e  l'ampia  autonomia  operativa  in  capo  al  delegato
  medesimo;
   7.  cosa abbia giustificato, e perché, le operazioni attivate  dal
  dirigente  delegato  a  favore della società  IBS  Forex  di  Como,
  operazioni caratterizzate da un alto rischio finanziario e se  tale
  mandato rientrasse tra i poteri di delega conferiti;
   8.  se  l'organo politico-amministrativo sia stato  avvertito,  in
  corso  d'opera e a cose fatte, dal dirigente delegato  e,  in  caso
  affermativo, secondo quali modalità sia stata garantita  e  attuata
  questa comunicazione-informazione del delegato al delegante;
   9.  quando  e  come, infine, l'organo politico-amministrativo  sia
  venuto  a  conoscenza della totale perdita del capitale  investito,
  oggi  non  più  nella  disponibilità della Provincia  regionale  di
  Palermo». (767)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                              FARAONE

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   le  nuove nomine dei direttori sanitari delle aziende sanitarie  e
  delle  ASP siciliane hanno suscitato l'interesse e le polemiche  di
  molti soggetti, istituzionali e non, principalmente per i dubbi  di
  regolarità per le modalità ed i criteri di scelta adottati;

   da  più  parti, infatti, sono state sollevate polemiche in  merito
  alla  scelta di soggetti chiamati a ricoprire tali funzioni pur  in
  assenza dei requisiti di legge;

   considerato  che  in particolare, relativamente ai  requisiti  che
  devono   possedere  i  direttori  amministrativi,  secondo   quanto
  indicato  dalla  circolare  n. 2868  del  9  dicembre  2008  emessa
  dall'Assessore regionale per la sanità, è precisato che le funzioni
  dirigenziali,   oltre   ad  essere  state  effettivamente   svolte,
  presuppongono in chi l'abbia espletata la qualifica di dirigente  e
  non    di    altra   qualifica    come   ad   esempio   funzionario
  amministrativo';

   ritenuto che:

   la  circolare  di  cui  sopra e i precedenti giurisprudenziali  in
  materia  concordano nel precisare in maniera non  equivoca  che  le
  funzioni  dirigenziali devono essere svolte da chi ha la  qualifica
  di 'dirigente';

   si  apprende che, tra i tanti, uno dei direttori nominati (ASP  di
  Trapani)   non  risulti  essere  in  possesso  della  funzione   di
  'dirigente', in quanto trattasi di funzionario amministrativo;

   per sapere quali provvedimenti riterranno opportuno adottare:

   al  fine  di  verificare la presenza dei requisiti  richiesti  dai
  provvedimenti  amministrativi e legislativi in merito  alla  nomina
  dei nuovi direttori generali delle nuove aziende sanitarie e ASP;

   per  la  verifica circa la sussistenza, in capo al nuovo direttore
  dell'ASP di Trapani, del possesso dei requisiti previsti». (768)

                                                               CAPUTO

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  l'industria,
  premesso che:

   il  gruppo  Socotherm, con sede legale a Vicenza, è  uno  dei  più
  importanti   operatori  mondiali  nel  settore   dei   rivestimenti
  anticorrosivi di tubi per il trasporto di gas e petrolio, tanto  da
  detenere una quota di mercato del 25% su scala mondiale;

   nel   2002,   la   Socotherm  s.p.a.  ha  avanzato  richiesta   di
  finanziamento  alla Comunità europea, per il tramite del  Ministero
  delle   attività   produttive,  per   l'insediamento   nella   zona
  industriale  Modica/Pozzallo (RG) di una base  marina  che  avrebbe
  assorbito  una  manodopera  di 130/150  unità,  alla  quale  doveva
  aggiungersi l'occupazione nell'indotto, oltre all'avvio in loco  di
  un centro di ricerca e sviluppo;

   il piano economico dell'iniziativa, il cui costo totale ammonta ad
  oltre 15 milioni di euro, comprende tra l'altro un finanziamento  a
  fondo  perduto  della Comunità europea per un importo  di  oltre  7
  milioni di euro;

   nel  2006  hanno  avuto  inizio  le  opere  di  sbancamento  e  la
  costruzione  di  un capannone industriale di circa  12  mila  metri
  quadrati,   di   una  palazzina  per  uffici,  di  un   laboratorio
  tecnologicamente  avanzato  e  di  un  impianto  fotovoltaico   che
  garantisce l'autosufficienza energetica;

   nel  giugno del 2008 ha avuto inizio l'attività di produzione, che
  ha  impiegato mediamente 80/90 unità lavorative non a  regime,  per
  far  fronte alle commesse con destinazione Tunisia, Angola  e  Mare
  del Nord;

   con  nota  del  16 settembre 2009, indirizzata all'Amministrazione
  provinciale  di Ragusa, alla Direzione provinciale  del  lavoro  di
  Ragusa,  alle organizzazioni sindacali e ad Unindustria Ragusa,  la
  Socotherm s.p.a. comunica l'attivazione della procedura di mobilità
  per n. 16 dipendenti dello stabilimento di Pozzallo;

   le  motivazioni  addotte dalla Socotherm s.p.a, a  supporto  della
  scelta maturata di riduzione del personale, sono legate al calo  di
  fatturato  conseguente alla crisi economica in atto ed  al  pesante
  indebitamento  al  quale  la società ha  dovuto  fare  ricorso  per
  affrontare la contingenza economica negativa;

   con riferimento al suddetto indebitamento, la Socotherm s.p.a.  ha
  ricevuto,   in   data  15  luglio  2009,  un  decreto   ingiuntivo,
  provvisoriamente  esecutivo,  da  parte  dell'istituto  di  credito
  franco-belga  Fortis Bank per un importo di circa  9,4  milioni  di
  euro;

   Fortis  Bank, a tutela dei propri interessi, ha associato  a  tale
  azione  l'iscrizione di un'ipoteca giudiziaria sui  terreni  e  sui
  fabbricati   di  Pozzallo  per  una  somma  equivalente,   con   la
  possibilità  che  la  stessa venga utilizzata  per  l'avvio  di  un
  processo   di  asta  giudiziaria  che  renderebbe  impossibile   il
  proseguimento di qualunque attività;

   ritenuto che:

   il  finanziamento europeo, richiesto ed ottenuto  dalla  Socotherm
  s.p.a.,  rientra  nella  misura 2.1.a del 'Pacchetto  Integrato  di
  Agevolazioni  - PIA Innovazione', previsto dal programma  operativo
  nazionale 'Sviluppo imprenditoriale locale';

   la  circolare attuativa del Ministero delle attività produttive n.
  1167509  del  28 novembre 2001 prevede, al punto 10, la possibilità
  di  revoca  parziale  o  totale delle  agevolazioni  e  l'eventuale
  recupero delle somme erogate;

   la  suddetta circolare attuativa prevede, al punto 10,  parte  II,
  lettera  j,  il ricorso alla revoca 'qualora vengano  distolte,  in
  qualsiasi  forma,  anche mediante cessione  di  attività  ad  altro
  imprenditore,  dall'uso  previsto le immobilizzazioni  materiali  o
  immateriali,  la cui realizzazione od acquisizione è stata  oggetto
  dell'agevolazione  prima di cinque anni dalla data  di  entrata  in
  funzione dell'impianto';

   l'entrata  in  funzione dell'impianto di Pozzallo è  avvenuta  nel
  giugno  2008  e, quindi, non sono ancora trascorsi  i  cinque  anni
  necessari  per  poter  distogliere dall'uso previsto  gli  immobili
  oggetto dell'agevolazione;

   dei  7  milioni  di euro a fondo perduto, concessi dalla  Comunità
  europea, la Socotherm ne ha già incassati 5, mentre per i rimanenti
  2  milioni di euro è in corso un'indagine della Guardia di  finanza
  che contesta alla società presunte irregolarità amministrative;

   nel biennio 2010/2011 prenderanno il via i massimi progetti per lo
  sviluppo  delle  maggiori pipelines per il  trasporto  di  gas  nel
  bacino  del  Mediterraneo (e di cui l'ENI è il maggior contractor),
  utili al fabbisogno energetico della CE;

   per sapere quali iniziative intendano mettere in atto per:

   verificare  il  raggiungimento, da parte  della  Socotherm  s.p.a,
  degli  obiettivi contenuti nel 'Pacchetto Integrato di Agevolazioni
  -  PIA  Innovazione',  previsto dal programma  operativo  nazionale
  'Sviluppo  imprenditoriale locale', secondo i quali la  società  ha
  ottenuto i finanziamenti europei;

   rilanciare strategicamente il sito di Pozzallo, sia dal  punto  di
  vista  logistico  che  produttivo, tenendo conto  che  nel  biennio
  2010/2011  prenderanno il via i massimi progetti  per  lo  sviluppo
  delle  maggiori  pipelines per il trasporto di gas nel  bacino  del
  Mediterraneo  (e  di cui l'ENI è il maggior contractor),  utili  al
  fabbisogno energetico della CE;

   tutelare  i  16  dipendenti della Socotherm s.p.a, in  forza  allo
  stabilimento  di  Pozzallo, per i quali la società  ha  avviato  la
  procedura di mobilità». (770)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                             AMMATUNA

   «Al   Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per  i  lavori
  pubblici, premesso che:

   lo  Statuto della Regione siciliana, all'art. 14, lettere f) e g),
  attribuisce alla stessa Regione competenza esclusiva nella  materia
  dell'urbanistica e dei lavori pubblici;

   la  legge  regionale n. 71 del 1978, recante 'Norme integrative  e
  modificative  della  legislazione  vigente  nel  territorio   della
  Regione  siciliana in materia urbanistica', all'art. 1,  indica  le
  finalità della predetta legge;

   il  DPR 6 giugno 2001, n. 380, denominato T.U. per l'edilizia,  ha
  posto  un ordine alla materia dell'edilizia; la circolare 5  agosto
  2009 del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti riguardante
  'Nuove norme tecniche per le costruzioni approvate con decreto  del
  Ministro  delle  infrastrutture 14 gennaio 2008', pubblicata  nella
  Gazzetta  ufficiale n. 187 del 13 agosto 2009, prevede che  dall'1
  luglio  2009  è  obbligatoria  l'applicazione  delle  nuove   norme
  tecniche per le costruzioni di cui al decreto sopracitato;

   tenuto  conto  che  tale  circolare  dispone  che  i  termini   di
  applicazione   della   previgente   normativa   tecnica    (decreti
  ministeriali del 1996; e decreto ministeriale 14 settembre 2005)  o
  della  nuova disciplina (decreto ministeriale 14 gennaio 2008),  in
  relazione all'ambito oggettivo, sono stati chiaramente indicati dal
  legislatore al comma 3 dell'art. 20 del decreto-legge  n.  248  del
  2007,  convertito in legge il 28 febbraio 2008, n. 31, e successive
  modifiche;

   considerato che:

   al  punto 1 della circolare si rende oggettivo il criterio che  il
  legislatore  ha  ritenuto di adottare per  differenziare  i  lavori
  pubblici  da  lavori  di  natura privatistica  e  che  quindi  tale
  distinzione opera per stabilire in quali casi, dopo il termine  del
  30  giugno  2009,  possano  ancora trovare  applicazione  le  norme
  tecniche previgenti al decreto ministeriale 14 gennaio 2008;

   al punto 2 della circolare si specifica che, per le costruzioni di
  natura  privatistica,  è esplicita la volontà  del  legislatore  di
  prevedere l'applicazione obbligatoria della nuova normativa tecnica
  per le costruzioni iniziate dopo il 30 giugno 2009 e che, anche per
  i  lavori  iniziati  prima di tale data, ove in  corso  d'opera  il
  privato  avesse  la necessità di presentare una variante,  dovranno
  essere  integralmente  applicate le predette nuove  norme  tecniche
  (decreto  ministeriale  14 gennaio 2008), allorquando  la  variante
  stessa modifichi in maniera sostanziale l'organismo architettonico;

   per sapere:

   come interpretare di fatto la circolare in riferimento alle parole
  'variante sostanziale';

   se,  in riferimento a tutti i lavori pubblici e privati non ancora
  iniziati  ma,  per i quali, ad esempio, è stata già  rilasciata  la
  concessione edilizia o fornita l'autorizzazione del Genio civile  o
  ancora  si tratta di progetti in fase di rilascio della concessione
  o   della   autorizzazione  edilizia,  sia   realmente   necessario
  riproporre  l'iter approvativo presso il Genio civile, causando  di
  fatto il totale blocco delle attività economiche private». (772)

                                                             MARROCCO

   «Al   Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per  i  lavori
  pubblici, premesso che:

   il  Comune  di  Paceco (TP) ha inoltrato istanza di ammissione  al
  finanziamento di cui al decreto dell'Assessorato Lavori pubblici 14
  febbraio   2005,   recante  'Bando  pubblico   di   selezione   per
  l'esecuzione  di  opere di recupero e ristrutturazione  di  edifici
  scolastici esistenti di ogni ordine e grado' per il II stralcio del
  progetto  di  ristrutturazione ed adeguamento sismico della  scuola
  elementare 'Giovanni XXIII' di Paceco;

   tale  progettualità, come evincesi dal decreto n.  811/12  del  21
  giugno  2006, si è classificata al secondo posto della  graduatoria
  stilata   dall'Assessorato   Lavori  pubblici,   ottenendo   quindi
  un'assegnazione di euro 1 milione e 385 mila;

   dovendo  il  Comune coprire, secondo quanto previsto dal  predetto
  decreto,  la  differenza  tra  la  somma  risultante  e  la   somma
  residuata,  in  data  29  novembre 2006, il Consiglio  comunale  di
  Paceco  ha  provveduto  all'adempimento  suddetto,  approvando   le
  variazioni di bilancio necessarie per stanziare la rimante somma di
  euro 115 mila;

   tenuto conto che:

   l'esecutività  del  decreto  n.  811/2006  è  stata  sospesa   con
  determina del dirigente generale, pubblicata nella GURS n.  16  del
  13 aprile 2007;

   tale  sospensione è stata revocata con avviso pubblico, pubblicato
  nella GURS n. 7 dell'8 febbraio 2008;

   con  il  decreto  n. 2612/S. del 19 novembre 2008,  del  dirigente
  generale  del  Dipartimento regionale lavori  pubblici,  pubblicato
  nella  GURS  n. 57 del 12 febbraio 2008, sono stati resi  noti  gli
  elenchi delle istanze ammissibili da escludere e quelle ammissibili
  a finanziamento, e da tale decreto è emerso che il Comune di Paceco
  mantiene il secondo posto in graduatoria;

   considerato che:

   il  Comune  di  Paceco  ha  provveduto  alla  presentazione  della
  documentazione necessaria, atteso che è stato pubblicato  il  bando
  di gara per l'appalto dei lavori predetti;

   detta  gara  si è regolarmente tenuta in data 21 aprile  2009,  ma
  l'aggiudicazione definitiva e la consequenziale consegna dei lavori
  sono   subordinati  all'emanazione  del  decreto  di  finanziamento
  regionale di cui al decreto del dirigente generale del Dipartimento
  dei lavori pubblici del 19 novembre 2008;

   per  sapere  se  risultino motivazioni ostative per  l'ottenimento
  delle  somme  stanziate per i lavori di recupero e ristrutturazione
  finanziati con il decreto 14 febbraio 2005, riguardanti il progetto
  di  ristrutturazione ed adeguamento sismico della scuola elementare
  'Giovanni XXIII' di Paceco». (773)

                                                             MARROCCO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore alla Presidenza, per
  sapere  se  il Governo della Regione, in relazione alle  gravissime
  conseguenze dell'alluvione della notte dell'1 ottobre 2009, che  ha
  già  causato  morti e dispersi in provincia di  Messina  e  la  cui
  entità  non  è  ancora  possibile  quantificare,  intenda  assumere
  interventi   d'emergenza,  d'intesa  col  Governo  nazionale,   per
  un'eventuale  dichiarazione  di stato  di  calamità  naturale,  con
  impiego straordinario di uomini e mezzi, anche per il tramite della
  Protezione  civile  e  dell'Esercito,  per  portare  soccorso  alle
  popolazioni  della  città  di Messina, con particolare  riferimento
  alla  zona  di  Giampilieri  Superiore, ancora  non  raggiunta  dai
  soccorritori a causa dell'inaccessibilità dei luoghi,  nonché  alle
  popolazioni  della  zona  jonica messinese (Scaletta  Zanclea,  Alì
  Terme, ecc.)». (775)

                                                             CURRENTI

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.
   Comunico  che  è  stata presentata la seguente interrogazione  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   «All'Assessore per la cooperazione, il commercio, l'artigianato  e
  la pesca, premesso che:

   con l'interrogazione n. 249 del 25 novembre 2008, venivano chieste
  notizie  circa  le  prospettive  di rilancio  dell'ente  Fiera  del
  Mediterraneo,   la   prospettiva  futura  dei   dipendenti   nonché
  l'esigenza  di relazionare alla competente Commissione  legislativa
  permanente  dell'ARS sullo stato debitorio dell'ente  e  con  quali
  provvedimenti il Governo intendesse fronteggiarvi;

   a tutt'oggi, nessuna risposta è pervenuta da parte del Governo;

   tuttavia,  si apprende che di recente sembra siano stati  messi  a
  disposizione  i  locali fieristici per l'organizzazione  di  'Tutto
  Sposa',  evento  organizzato da una ditta privata esterna  all'ente
  Fiera;

   ciò   che   salta   all'evidenza  non  è  tanto   l'organizzazione
  dell'evento  da  parte  di un soggetto privato,  quanto  l'assoluta
  dismissione  dell'ente, che di fatto ha cancellato gli appuntamenti
  annuali  suoi  fissi  propri  quali, per  esempio,  fra  tutti,  la
  'Campionaria';

   è di tutta evidenza che mentre la Fiera non programma, organizza e
  realizza  alcun evento fieristico, anche per le considerazioni  che
  lo  stesso  commissario  dell'ente ha  rassegnato  alla  competente
  Commissione   legislativa   permanente  dell'ARS   circa   presunte
  inagibilità e inadeguatezze delle strutture fieristiche in grado di
  ospitare  le  manifestazioni  in  tutta  sicurezza,  mentre  i   34
  dipendenti continuano a non essere utilizzati, ma lo stesso vengono
  pagati  (anche  se  con ritardo, come è avvenuto lo  scorso  anno);
  tuttavia, ai privati è concesso l'utilizzo delle strutture e  degli
  spazi preclusi allo stesso ente;

   non  è chi non veda quale enorme contraddizione e pessima gestione
  h   in  atto,  con  conseguente  sperpero  di  denaro  pubblico   e
  dissipazione e impoverimento delle stesse strutture fieristiche per
  la loro non utilizzazione;

   a  fronte  di  tutto ciò, i creditori 'bussano  alla  porta'  e  i
  decreti  ingiuntivi esecutivi con pignoramenti in  atto  dimostrano
  solo  lo  stato  di  fallimento in cui  è  stato  portato  un  ente
  fieristico   di  estrema  importanza  per  Palermo,  quinta   città
  d'Italia;

   in sintesi, a tal riguardo, valgano qui le stesse e sempre attuali
  considerazioni svolte nella interrogazione n. 249 del  25  novembre
  2008;

   per sapere:

   quale  sia  l'intenzione del Governo circa il  rilancio  dell'ente
  Fiera  del Mediterraneo, se cioè intenda provvedervi attraverso  un
  serio  piano industriale, attraverso un apposito disegno  di  legge
  che riconsideri le finalità, il ruolo e la mission degli enti fiera
  in  Sicilia oppure se, al contrario, intenda dismettere e liquidare
  tutto, privandosi di un settore strategico utile per l'economia  di
  Palermo e della stessa Regione siciliana;

   se   sia   vera  la  notizia  che  è  stata  concessa  a   privati
  l'utilizzazione  dei  capannoni  fieristici,  a  quale   prezzo   e
  condizioni, e se le entrate derivanti dal contratto siano già state
  pignorate  da  qualche  decreto ingiuntivo di  creditori  dell'ente
  Fiera;

   quali   provvedimenti  intenda  adottare  per  una   più   consona
  utilizzazione  dei dipendenti dell'ente Fiera del Mediterraneo,  al
  momento affatto utilizzati». (774)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento in Commissione)

                                                              FARAONE

   L'interrogazione testé annunziata sarà inviata al Governo  e  alla
  competente Commissione.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Lupo ha chiesto congedo  per
  oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interpellanze:

   «All'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la formazione
  professionale e l'emigrazione, premesso che la maggior parte  delle
  seconde    annualità   dei   percorsi   triennali   di   formazione
  professionale  per  i  soggetti in obbligo di istruzione,  relativi
  all'attività 2008/2009, si è conclusa entro luglio 2009;

   considerato   che  risultano  protocollate,  presso  l'Assessorato
  regionale  Lavoro, previdenza sociale, formazione professionale  ed
  emigrazione,  le  richieste di autorizzazione ad avviare  le  terze
  annualità per l'anno 2009/2010;

   rilevato  che  ad  oggi  non risultano  essere  state  firmate  le
  relative  autorizzazioni  ed  il  ritardo  nell'avvio  delle  terze
  annualità   danneggia   gravemente  gli   allievi,   sia   per   il
  proseguimento   formativo,  sia  per  il  rischio  di   dispersione
  scolastica;

   per  conoscere  quali misure urgenti intenda predisporre  affinché
  sia  concessa  l'autorizzazione dovuta per  la  prosecuzione  delle
  terze  annualità, perché, oggi, si ripari al grave  disagio  e,  in
  futuro,  si  eviti  il reiterarsi di tale deprecabile  situazione».
  (72)

                                                            D'ANTONI

   «Al  Presidente della Regione, premesso che l'Assemblea  regionale
  siciliana,  nella  seduta n. 50 del 4 dicembre 2008,  ha  approvato
  l'ordine del giorno n. 53 avente ad oggetto: 'Iniziative a sostegno
  dei   lavoratori   licenziati  dalla  Metalmeccanica'   meridionale
  s.p.a.', con il quale si impegnava il Governo della Regione:

   1.  ad  istituire,  con  la successiva finanziaria  regionale,  un
  apposito  fondo  di  solidarietà per sostenere i  lavoratori  della
  'Metalmeccanica  meridionale  s.p.a.',  così  come  per  gli  altri
  lavoratori in analoga situazione, con l'assegnazione una tantum  di
  un   contributo  straordinario,  a  titolo  di  anticipazione,   da
  disciplinare   attraverso  un  apposito  regolamento,   in   attesa
  dell'erogazione  della cassa integrazione guadagni straordinaria  o
  della mobilità;

   2.   ad  istituire  un'apposita  unità  di  crisi  per  monitorare
  l'eccezionale  momento  di  difficoltà dell'economia,  relazionando
  alle  competenti  Commissioni  legislative  dell'ARS,  al  fine  di
  acquisire  un quadro certo degli interventi straordinari  cui  sono
  chiamati a rispondere sia il Governo che l'Assemblea regionale  con
  interventi concreti e mirati;

   3. a potenziare gli uffici dell'URLMO competenti per l'istruttoria
  della mobilità e degli ammortizzatori sociali in deroga al fine  di
  accelerarne la relativa corresponsione;

   considerato che:

   a  tutt'oggi non risulta sia stata data esecuzione all'ordine  del
  giorno approvato dall'Assemblea;

   risulta,  anzi,  che esso sia stato disatteso, per  come  è  stato
  possibile constatare, almeno nella parte immediatamente operativa e
  concreta  della  concessione  di un  contributo  straordinario  una
  tantum   a   favore  dei  lavoratori  colpiti  dal   licenziamento,
  frustrando   così   le  loro  attese  circa  gli  impegni   assunti
  dall'intera Assemblea regionale;

   la questione attiene anche ad una disputa di principio, se cioè un
  ordine  del  giorno approvato dall'ARS possa essere  disatteso  dal
  Governo  o,  addirittura, non reso esecutivo da parte degli  stessi
  uffici  cui  il Governo dovrebbe trasmetterlo per l'adozione  degli
  atti conseguenti;

   ciò,  in  verità,  è  accaduto in tale  circostanza  nonostante  i
  ripetuti   contatti   delle  parti  con   il   competente   ufficio
  dell'Assessorato regionale Famiglia, politiche sociali e  autonomie
  locali,  vanificando  di  fatto  la volontà  espressa  dall'Aula  e
  ingenerando  nei  soggetti lavoratori-beneficiari  dell'ordine  del
  giorno  oltre  ad un'accentuata frustrazione, anche  un'accresciuta
  sfiducia   verso   le   istituzioni  che  non   mantengono   quanto
  solennemente promesso;

   per conoscere:

   se,  in linea di principio, intenda o meno dare esecuzione  ad  un
  ordine  del  giorno  approvato  dall'Assemblea  regionale   e,   di
  conseguenza,  se gli uffici siano obbligati a darvi esecuzione  con
  l'adozione degli atti conseguenti;

   in  caso  affermativo,  cosa  intenda  fare  per  dare  esecuzione
  immediata   del  dispositivo  approvato  dall'Assemblea   regionale
  siciliana,  in particolare per quanto riguarda il punto  1,  dando
  disposizione  all'Assessorato regionale Famiglia  di  adottare  gli
  opportuni provvedimenti al riguardo». (73)

          (L'interpellante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                             FARAONE

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze  si
  intendono  accettate e saranno iscritte all'ordine del  giorno  per
  essere svolte al loro turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   numero 149 «Mancata attuazione degli articoli 16, 17, 18, 19 e  20
  della  legge  finanziaria  regionale n.  6  del  2009,  riguardanti
  interventi in favore del comparto agricolo», degli onorevoli  Oddo,
  Cracolici,   Apprendi,  Donegani,  Marinello,  Vitrano,   Ammatuna,
  Barbagallo,  Bonomo,  De  Benedictis,  Di  Benedetto,  Di   Guardo,
  Digiacomo,   Faraone,   Ferrara,  Fiorenza,  Galvagno,   Gucciardi,
  Laccoto,   Lupo,   Marziano,  Mattarella,   Panarello,   Panepinto,
  Picciolo,  Raia,  Rinaldi,  Speziale e Termine,  presentata  il  30
  settembre 2009;

   numero 150 «Interventi per la rimodulazione dei premi delle misure
  agro-ambientali  previsti dalla misura 214 del  piano  di  sviluppo
  rurale  (PSR)  2007-2013 della Regione siciliana», degli  onorevoli
  Oddo,  Cracolici, Apprendi, Donegani, Marinello, Vitrano, Ammatuna,
  Barbagallo,  Bonomo,  De  Benedictis,  Di  Benedetto,  Di   Guardo,
  Digiacomo,   Faraone,   Ferrara,  Fiorenza,  Galvagno,   Gucciardi,
  Laccoto,   Lupo,   Marziano,  Mattarella,   Panarello,   Panepinto,
  Picciolo,  Raia,  Rinaldi,  Speziale e Termine,   presentata  il  5
  ottobre 2009. Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la  legge finanziaria regionale n. 6 del 2009 ha previsto  diversi
  interventi in favore del comparto agricolo. In particolare:

   a)  gli  articoli 16 e 17 affrontano il problema della concessione
  di  prestiti  agevolati alle aziende agricole e dispongono  di  una
  cospicua  dotazione  finanziaria, pari a 35 milioni  di  euro,  per
  interventi di abbattimento degli interessi;

   b)  l'art.  18  si  occupa della ristrutturazione delle  passività
  delle  aziende  agricole, mentre l'art. 19 proroga di  un  anno  la
  scadenza delle cambiali agrarie;

   c) l'art. 20 chiude l'annosa questione delle calamità pregresse  e
  crea  le  condizioni per indennizzare le aziende danneggiate  dalla
  peronospora  nel  2007,  dopo lo 'scippo'  perpetrato  dal  Governo
  nazionale dei 50 milioni di euro destinati a tale scopo;

   il  sistema  delle cantine sociali siciliane è al collasso  e  con
  esso quasi tutte le aziende viticole conferitrici;

   una  delle  principali cause della crisi è il  costante  calo  del
  prezzo delle uve registratosi negli ultimi anni;

   le  cantine,  da sempre, hanno utilizzato il sistema di  pagamento
  delle  uve  ai soci attraverso un anticipo sul conferimento,  e  il
  conguaglio all'approvazione del bilancio;

   negli  ultimi  anni,  purtroppo, si è assistito  alla  diminuzione
  drastica  del  prezzo di anticipazione che, per le  uve  comuni,  è
  passato  mediamente dai 20 euro/qle del 2007, ai  15  euro/qle  del
  2008 e ai circa 10 euro/qle del 2009;

   a  tale  drastica  riduzione di prezzo delle  anticipazioni  si  è
  sommato  il fatto che molte cantine non sono riuscite ad aggiungere
  altre  somme al conguaglio, per cui il prezzo di anticipazione,  di
  fatto, è diventato il prezzo finale dell'uva;

   il  ricorso al credito per fornire le anticipazioni ai soci, oltre
  ad   aggravare  i  costi  di  gestione  per  il  peso  degli  oneri
  finanziari,   comporta  un'altra  gravissima  conseguenza   che   è
  determinata  dalla  fragilità economica della maggior  parte  delle
  cantine  sociali  siciliane che, in prossimità della  scadenza  del
  prestito  ottenuto  per  le anticipazioni, si  vedono  costrette  a
  svendere  parte della produzione per chiudere la cambiale dell'anno
  precedente  e  chiedere i soldi al sistema bancario  per  le  nuovi
  anticipazioni;

   tale meccanismo perverso, ormai, non è più sostenibile;

   considerato che:

   per  porre  fine  a  tale meccanismo e, comunque,  garantire  alle
  aziende  viticole la liquidità minima per continuare l'attività,  è
  indispensabile ricorrere a quanto previsto dagli articoli  16,  17,
  18,  19  e 20 della legge finanziaria n. 6 del 2009 per il comparto
  agricolo;

   in  particolare, per l'articolo 17 della l.r. n.  6  del  2009,  è
  prevista una dotazione finanziaria pari a 8 milioni di euro per  la
  concessione   alle  aziende  agricole  di  prestiti  agevolati   di
  conduzione  per la durata massima di un anno, e di  12  milioni  di
  euro  per  la  concessione di prestiti per la ristrutturazione  dei
  debiti o per l'acquisto di beni ammortizzabili in più anni;

   l'ipotesi   avanzata   consente  il  raggiungimento   di   diversi
  obiettivi, quali:

   a)   fine   del   sistema  delle  anticipazioni,  che   condiziona
  pesantemente il prezzo finale delle uve;
   b)  concessione di prestiti ai soci conferitori sulla  base  della
  superficie  condotta e non dei quintali conferiti, in modo  da  non
  condizionare il prezzo di riferimento delle uve;
   c)  possibilità  di  avere  i prestiti  assistiti  dalla  garanzia
  sussidiaria del Fondo interbancario di garanzia (FIG);
   d)  minore  condizionamento delle vendite di vino da  parte  delle
  cantine     che,     svincolate     dal     meccanismo     perverso
  dell'anticipazione/chiusura  cambiale agraria/nuova  anticipazione,
  potranno avere maggiore potere contrattuale nel libero mercato;
   e)  diminuzione enorme del carico di lavoro degli  uffici  che  si
  troverebbero ad istruire poche decine di pratiche invece che alcune
  migliaia;

   pur  se  la  crisi  che  investe il  settore  è  anche  di  ordine
  strutturale,  è  comunque possibile ricorrere alla normativa  sopra
  indicata, mirando ad eliminare il sistema delle anticipazioni,  che
  è   una  delle  principali  cause  di  condizionamento  del  prezzo
  dell'uva;

   tale  intervento, accompagnato da altre due azioni  immediatamente
  attivabili,  anche queste a normativa vigente e  a  risorse  certe,
  quali  l'aiuto  diretto  ai  produttori  nella  misura  di  400-500
  euro/ha,  utilizzando  le  risorse dell'Organizzazione  comune  dei
  mercati  (OCM)  vino  e l'aumento dei premi  per  le  misure  agro-
  ambientali  a  900  euro/ha,  come  indicato  dall'Unione  Europea,
  consentirebbe  alle  aziende agricole di  affrontare  con  maggiore
  serenità  i  prossimi  anni  e  a tutti  gli  attori  del  comparto
  vitivinicolo di progettare il possibile rilancio di uno dei settori
  strategici dell'economia siciliana,

                   impegna il Governo della Regione
         e per esso l'Assessore per l'agricoltura e le foreste

   ad attivarsi immediatamente per:

   a) pubblicare in tempi brevi la circolare applicativa dell'art. 17
  della l.r. n. 6 del 2009;
   b)  riconoscere  tra i soggetti beneficiari, di cui  al  comma  1,
  lettera  a),  le  imprese  agricole  associate,  quali  le  cantine
  sociali, costituite da soci conferitori;
   c)  prevedere  la possibilità per i soggetti di cui  alla  lettera
  precedente,  cosi  come previsto nei bandi di ristrutturazione  dei
  vigneti, di presentare progetti collettivi in nome e per conto  dei
  propri soci;
   d) definire una soglia di intervento minima di circa 1500 euro/ha;
   e)  assistere le operazioni di prestito collettive con la garanzia
  sussidiaria  del Fondo interbancario di garanzia e, in alternativa,
  con  la garanzia fideiussoria diretta, rilasciata dalla Società  di
  gestione  dei fondi per l'agroalimentare (SGFA), nell'ambito  della
  Convenzione stipulata il 29 novembre 2005 tra la Regione e l'ISMEA;
   f)   definire   un  iter  istruttorio  che  preveda   una   corsia
  preferenziale per i progetti collettivi, in modo da consentire,  in
  tempi celeri, l'erogazione dei prestiti alle cantine sociali e,  in
  seguito,  l'accredito  delle spettanze ad ogni  singolo  socio,  in
  linea  con  i  tempi  registrati  negli  anni  precedenti  per   le
  anticipazioni». (149)

         ODDO-CRACOLICI-APPRENDI-DONEGANI-MARINELLO-VITRANO-AMMATUNA-
  BARBAGALLLO-BONOMO-DE BENEDICTIS- DI BENEDETTO-DI GUARDO-DIGIACOMO-
   FARAONE-FERRARA-FIORENZA-GALVAGNO-GUCCIARDI-LACCOTO-LUPO-MARZIANO-
       MATTARELLA-PANARELLO-PANEPINTO-PICCIOLO-RAIA-RINALDI-SPEZIALE-
                                                              TERMINE

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   il  Regolamento CE 1698/2005 sul sostegno allo sviluppo rurale  da
  parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR)  ha
  come  obiettivo  l'accrescimento della  competitività  del  settore
  agricolo e forestale, sostenendo la ristrutturazione, lo sviluppo e
  l'innovazione,  la  valorizzazione  dell'ambiente  e  dello  spazio
  naturale,  la  gestione  del territorio e  il  miglioramento  della
  qualità   della   vita  nelle  zone  rurali,   e   promuovendo   la
  diversificazione delle attività economiche;

   l'art.  17  del  Reg.  CE  1698/2005  citato  stabilisce  che   il
  contributo  finanziario della Comunità a favore di ognuno  dei  tre
  obiettivi  di  cui  all'art. 4 copre almeno il 10%  del  contributo
  totale  del FEASR destinato al programma per gli assi 1 e 3 di  cui
  al  titolo  IV,  capo l, sezioni 1 e 3, mentre almeno  il  25%  del
  contributo totale del Fondo va all'asse 2 di cui al titolo IV, capo
  1, sezione 2;

   l'indicazione   espressa  dall'Unione  europea  con   il   dettato
  dell'art.  17,  che  stabilisce l'equilibrio  finanziario  tra  gli
  obiettivi,  è  quella  di considerare l'asse  2  prioritario  nella
  distribuzione   delle     risorse     finanziarie,   ritenendo   il
  miglioramento dell'ambiente e dello spazio rurale strategico per il
  rilancio dell'agricoltura;

   l'allegato al Reg. CE 1698/2005, all'art. 39(4), relativo ai premi
  per  le  misure  agro-ambientali, stabilisce  600  euro/ha  per  le
  colture annuali e 900 euro/ha per le colture perenni specializzate,
  dando  la  possibilità ai singoli Stati membri di  maggiorare  tali
  importi  in casi eccezionali in relazione a particolari circostanze
  debitamente giustificate nei programmi di sviluppo rurale;

   considerato che:

   i  premi  per  le misure agro-ambientali stabiliti  dalla  Regione
  siciliana sono nettamente inferiori a quanto indicato nell'allegato
  al Reg. CE 1698/2005, art. 39(4);

   come  si  evince  dall'allegato 1 al PSR, la metodologia  adottata
  dall'Assessorato Agricoltura e foreste per il calcolo dei premi per
  ettaro  delle  misure agro-ambientali, si basa  in  parte  su  dati
  ufficiali  della  contabilità della rete di informazione  contabile
  agricola (RICA) e in parte su valutazioni soggettive;

   i  dati concernenti la contabilità RICA sono stati utilizzati  per
  determinare  costi, ricavi e margini lordi per le coltivazioni  con
  metodo convenzionale, mentre per i calcoli concernenti l'azione 'A'
  si  è  proceduto a valutazioni soggettive, molto spesso discordanti
  da  coltura  a coltura, in quanto 'non si dispone di documentazione
  ufficiale,  poiché  di tale metodo produttivo  la  RICA  non  è  in
  possesso  di campioni aziendali isolabili e rappresentativi'  (pag.
  10, lett. c) dell'allegato 1);

   per  il  metodo di gestione biologico, azione 'B', si è  proceduto
  allo  stesso modo dell'azione A 'stante il fatto che la consistenza
  dei campioni aziendali per molti indirizzi produttivi in esame si è
  rilevata  spesso insufficiente, per cui i risultati non  presentano
  adeguata rappresentatività, infatti, i valori della RICA sono stati
  oggetto   di   alcuni  adattamenti  ponderati  e   discendenti   da
  documentazioni disponibili di altra provenienza' (pag. 10, lett. b)
  dell'allegato 1);

   dall'analisi delle tabelle relative alle colture arboree  si  sono
  riscontrate parecchie discordanze assolutamente non giustificate da
  valutazioni di carattere economico e/o agronomico;

   non  avendo  seguito,  gli estensori delle  tabelle,  un  criterio
  oggettivo  per il calcolo dei premi, si sono ottenuti risultati  in
  netto  contrasto che rischiano di penalizzare vite e olivo rispetto
  a fruttiferi ed agrumi;

   le  tabelle  per  il  calcolo dei premi possono essere  rimodulate
  partendo  dai  costi codificati della contabilità RICA  e  seguendo
  linee di valutazione assolutamente oggettive,

                   impegna il Governo della Regione
         e per esso l'Assessore per l'agricoltura e le foreste

   ad attivarsi immediatamente per:

   a)  riformulare le tabelle per il calcolo dei premi  delle  misure
  agro-ambientali   alla  luce  delle  considerazioni   in   premessa
  evidenziate;

   b)   definire  con  le  autorità  di  Bruxelles  il  percorso  per
  modificare il PSR 2007/2013 nella parte relativa al calcolo per  la
  definizione  dei  premi  per  l'applicazione  delle  misure   agro-
  ambientali;

   c)  predisporre tutti gli atti necessari per trasferire una  cifra
  di circa 100/150 milioni di euro dall'asse 1 all'asse 2». (150)

         ODDO-CRACOLICI-APPRENDI-DONEGANI-MARINELLO-VITRANO-AMMATUNA-
    BARBAGALLO-BONOMO-DE BENEDICTIS-DI BENEDETTO-DI GUARDO-DIGIACOMO-
   FARAONE-FERRARA-FIORENZA-GALVAGNO-GUCCIARDI-LACCOTO-LUPO-MARZIANO-
       MATTARELLA-PANARELLO-PANEPINTO-PICCIOLO-RAIA-RINALDI-SPEZIALE-
                                                              TERMINE

   Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno della
  seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.

   Comunicazione di nomina di componente della Commissione speciale
      per la revisione e l'attuazione dello Statuto della Regione

   PRESIDENTE.  Comunico che, con decreto n. 348 del 6 ottobre  2009,
  l'onorevole   Giovanni  Ardizzone  è  nominato   componente   della
  Commissione speciale per la revisione e l'attuazione dello  Statuto
  della Regione, in sostituzione dell'onorevole Maira, dimissionario.

   L'Assemblea ne prende atto.

     Sulle modalità tecniche di rilevazione delle presenze in Aula

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, com'è noto la modalità tecnica di
  rilevazione delle presenze ai fini amministrativi avviene mediante
  registrazione elettronica in corso di seduta tramite  il  semplice
  inserimento  della  tessera personale di  votazione  nell'apposita
  fessura del terminale di voto installato negli scranni.
   Invito, pertanto, i colleghi che non avessero ancora provveduto a
  procedere   sollecitamente   alla  registrazione   della   propria
  presenza,  secondo  le consuete modalità, entro  e  non  oltre  il
  momento   di   formale  chiusura  della  seduta  da  parte   della
  Presidenza.
   Ricordo,  infatti,  che, immediatamente dopo che  la  seduta  sia
  stata  tolta, il sistema elettronico di voto viene contestualmente
  disattivato,  e  quindi con esso la possibilità  di  registrazione
  della propria presenza.
   In   tale   ultima  evenienza,  gli  unici  rimedi  alla  mancata
  registrazione  sono  unicamente quelli già  comunicati  da  questa
  stessa Presidenza nella seduta n. 64 del 17 febbraio 2009.

   Commemorazione delle vittime degli eventi alluvionali verificatisi
  nella provincia di Messina

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  vorrei  richiamare  la   vostra
  attenzione  per  ricordare  un evento che  ha  colpito  la  Sicilia
  qualche giorno fa.
   Sono trascorsi soltanto pochi giorni dalla terribile tragedia  che
  ha  colpito Messina ed il dolore e lo sgomento sono ancora vivi  in
  ognuno  di  noi.  Oggi voglio esprimere, a nome mio  e  dell'intera
  Assemblea regionale siciliana, il più sentito cordoglio ai  parenti
  delle  vittime. Alle famiglie colpite dal dramma non mancheremo  di
  far sentire la vicinanza delle istituzioni.
   Il nostro compito adesso è impedire che cali il silenzio, dobbiamo
  impegnarci  perché  resti  vivo il ricordo  del  disastro  affinché
  diventi  materia  sociale e politica, e si  trasformi  in  saggezza
  amministrativa.
   Non  si  possono governare i capricci del clima, di  questo  siamo
  tutti  convinti, ma si può provare ad attivarsi per  proteggere  la
  popolazione  dagli straordinari eventi calamitosi  che,  purtroppo,
  sono aggravati dall'incuria e dalla irresponsabilità umana.
   Rispetto    dell'ambiente,    lotta    all'abusivismo    e    alla
  cementificazione selvaggia, insieme ad una maggiore  responsabilità
  nella  distribuzione  dei fondi per la programmazione  urbanistica,
  sono  soltanto  alcune  delle  questioni  su  cui  riflettere.   E'
  necessario  investire  nella  sicurezza  del  territorio,  adottare
  provvedimenti per rimediare agli errori commessi in passato.
   E  poi  dobbiamo puntare sull'educazione dei giovani, e  non  meno
  degli  adulti.  Devono  tutti  comprendere  che  il  rispetto   per
  l'ambiente   è   fondamentale.  Non  possiamo   lasciare   che   le
  sollecitazioni   che   ci  arrivano  quasi  quotidianamente   dalle
  associazioni  internazionali  di  protezione  ambientale  rimangano
  inascoltate,  altrimenti ci troveremo ancora a dover fare  i  conti
  con  il  volto ostile della natura che, spesso, si vendica  per  le
  nostre colpe.
   Concludo, onorevoli colleghi, invitando l'Assemblea a osservare un
  minuto di silenzio per i morti di Messina.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   (I deputati e il personale, presenti in Aula, in piedi  osservano
                        un minuto di silenzio)

   nella provincia di Messina

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   Comunicazione del Presidente dell'Assemblea in ordine all'invito
   rivolto al Presidente della Regione ad un dibattito d'Aula sugli
             eventi alluvionali nella provincia di Messina

   PRESIDENTE. Comunico di avere inviato al Presidente della  Regione
  la seguente nota:

   «Gentile Presidente, i disastrosi eventi verificatisi in provincia
  di  Messina e la loro drammaticità hanno indotto due Presidenti  di
  Gruppi parlamentari, gli onorevoli Cracolici e Maira, a chiedere  a
  questa  Presidenza  che già il 7 ottobre p.v.  l'Assemblea  tenesse
  apposita seduta in ordine agli interventi adottati o adottandi  per
  fronteggiare la ben nota emergenza.
   Le  rivolgo  pertanto  invito,  compatibilmente  con  gli  impegni
  istituzionali  della  S.V.  On.le,  a  riferire  nella  seduta  già
  convocata per domani, mercoledì 7 ottobre 2009 o, in alternativa, a
  far  conoscere  nei  tempi che la situazione richiede,  altra  data
  utile  in  cui  tenere il suddetto dibattito, ponendo  comunque  la
  Presidenza   nelle  condizioni  di  darne  tempestiva   e   formale
  comunicazione in Aula.
   Con  l'occasione, Le sarei grato se volesse altresì far  conoscere
  la  Sua  disponibilità per la discussione sul tema dei rifiuti.  Al
  riguardo,   Le   rammento  che  l'ultimo  calendario   dei   lavori
  comunicato,  e dunque reso impegnativo, nella seduta d'Aula  numero
  109  del  15 settembre 2009, prevede che la discussione si  sarebbe
  dovuta  tenere  a decorrere dal 29 settembre 2009 e che,  per  tale
  ragione,  l'onorevole  Cracolici ne ha sollecitato  lo  svolgimento
  nella   seduta  del  29  settembre  2009,  ricevendo  assicurazioni
  dall'Assessore Leanza nel corso della seduta medesima.
   Certo  della  Sua sensibilità, attendo fiducioso Sue comunicazioni
  al riguardo».

   In virtù di questa nota ho avuto assicurazioni dal Governo che, se
  riteniamo,  nella seduta che potremmo convocare per oggi pomeriggio
  alle  ore  16.00,  l'assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente,
  avvocato   Milone,  potrebbe  rendere  una  prima  informativa   al
  Parlamento; dopodiché il Presidente della Regione si è impegnato  a
  partecipare alla seduta d'Aula di martedì prossimo, alle ore 16.30,
  per  riferire  al  Parlamento sulla situazione nella  provincia  di
  Messina.
   Per  cui,  la  disponibilità dell'assessore per  il  territorio  e
  l'ambiente  è qualcosa che cogliamo, ma decidiamo noi se  accettare
  la  presenza dell'Assessore o aspettare il Presidente della Regione
  martedì prossimo. Lo decideremo nel corso della seduta.
   Invito  i  Presidenti dei Gruppi parlamentari che volessero  farmi
  conoscere   le   loro  sensibilità  di  dirlo  informalmente   alla
  Presidenza o di chiedere la parola.

                 Sulle comunicazioni della Presidenza


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   CRACOLICI Chiedo di parlare sulle comunicazioni.

   PRESIDENTE Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente,  la  ringrazio  per  avere   dato
  comunicazione della lettera inviata al Presidente della Regione, in
  cui ha fatto pure riferimento alla mia sollecitazione sia in ordine
  alla  decisione assunta dalla Conferenza dei Presidenti dei  Gruppi
  parlamentari  nella quale è stato deciso che nella  seduta  del  29
  settembre  si  doveva dare comunicazione all'Aula sulla  vicenda  e
  sulle  iniziative del Governo sulla questione dei rifiuti, sia  per
  quanto  attiene  la richiesta formulatale lunedì scorso  a  che  la
  seduta  di  oggi  potesse essere dedicata ad una  informazione  del
  Presidente  della  Regione, nella qualità sia di  Presidente  della
  Regione sia di istituendo Commissario per l'emergenza Messina,  che
  dovrebbe, da qui a qualche ora, definirsi.
   Prendo  atto della dichiarazione, dell'orientamento di rinviare  a
  martedì  prossimo la discussione con il Presidente  della  Regione,
  anche  se  non  ho  ben capito quale delle due, nel  senso  che  il
  Presidente   della   Regione  ci  dovrebbe  far   conoscere   anche
  l'argomento.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici,  il  Presidente  della  Regione
  interverrà sulla vicenda di Messina.

   CRACOLICI.  Quindi,  signor  Presidente,  ciò  vuol  dire  che  la
  questione rifiuti è rinviata sine die.
   Lo  dico anche per una questione di funzionalità dell'Aula  perché
  se  in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari viene,  di
  volta  in volta, un esponente del Governo, vorrei capire a nome  di
  chi parla
   Se  il  Governo  è presente in Commissione, è presente  in  quanto
  Governo  e  non  in quanto singolo assessore del Governo  Lombardo.
  Quindi,  se  si  assume un impegno e la Conferenza  dei  capigruppo
  calendarizza  i  lavori d'Aula prevedendo che il  Presidente  della
  Regione,   sui   rifiuti,  così  come  oggi   su   Messina,   renda
  comunicazioni  all'Aula, non è una facoltà  rinviare  di  volta  in
  volta  a  seconda della disponibilità del Presidente della Regione.
  Altrimenti,   chiudiamo   l'Aula,   ci   facciamo   comunicare   la
  disponibilità del Presidente e, di volta in volta, nei  ritagli  di
  tempo, decidiamo di riunirci.
   Lo   dico   per  rispetto  di  tutti,  perché  così   noi   stiamo
  semplicemente accumulando temi su temi.
   Oggi  c'è  Messina,  e prendo atto che verrà  l'Assessore  per  il
  territorio e l'ambiente.

   PRESIDENTE  Se lo riteniamo, possiamo anche decidere di  aspettare
  il Presidente della Regione.

   CRACOLICI  Signor  Presidente,  personalmente  sono  convinto  che
  parlare  è sempre meglio di non parlare. Quindi, se oggi pomeriggio
  sarà  presente in Aula l'assessore per il territorio, lo  considero
  un  fatto positivo perché, comunque, le istituzioni ed i siciliani,
  attraverso le istituzioni, sapranno che il Parlamento si  sta,  non
  so  se  occupando,  interessando al tema. Poi  vedremo   con  quali
  soluzioni.
   C'è,  però,  un  problema  che prescinde  dall'argomento  di  oggi
  pomeriggio,  dalla disponibilità dell'assessore per il  territorio:
  il  problema  della funzionalità del Parlamento.  Il  Governo  deve
  garantire il rapporto col Parlamento.
   Se  si  chiede  la presenza del Presidente della Regione,  si  può
  spostare  di uno o due giorni, ma non si può spostare all'infinito.
  Vorrei  ricordare che la riunione della Conferenza  dei  Presidenti
  dei  Gruppi parlamentari in cui è stata decisa la presenza in  Aula
  del  Governo tra il 29 o il 30 settembre scorso, si è tenuta  -  se
  non ricordo male - il 16 o il 17 settembre 2009; cioè la Conferenza
  dei  capigruppo, che avrebbe deciso che il 29 settembre si  sarebbe
  discusso  in  Aula  il  tema dei rifiuti con  il  Presidente  della
  Regione, si è riunita 15 giorni prima della data calendarizzata per
  il  dibattito sui rifiuti. Siamo al 7 ottobre 2009 e  vi  é  ancora
  incertezza sulla data. Questo è inaccettabile
   Convengo  sull'opportunità  di dare  una  prima  informativa  oggi
  pomeriggio,  anche  per  sapere,  ad  esempio,  come   sono   state
  utilizzate  le risorse sulla vicenda  Messina'. Ma ritengo  che  ci
  sia  un  problema  di  fondo:  la  Presidenza  dell'Assemblea  deve
  garantire la funzionalità del Parlamento e la presenza in Aula  del
  Governo, senza che questo sia considerato un problema di ritagli di
  tempo   dell'azione  del  Governo  nel  rapporto  con  l'Aula.   E'
  inaccettabile
   Vedremo  quali iniziative assumere, altrimenti non inviteremo  più
  il  Governo in Conferenza dei capigruppo, possiamo prescindere  dal
  farlo,  tanto  nessuno rappresenta nulla dato che  ognuno  parla  a
  titolo  personale.  E  questo è inaccettabile per  la  funzionalità
  delle istituzioni.

   MANCUSO. Chiedo di parlare sulle comunicazioni.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, intervengo in merito alla lettera  che
  le  ho scritto circa dieci giorni fa sulla vicenda del decreto  che
  il   Governo   avrebbe  deliberato,  dico  avrebbe  perché   questo
  fantomatico  decreto sui rifiuti non è a conoscenza di  alcuno.  La
  norma prevede che qualora questo decreto sia stato deliberato,  per
  legge dovrebbe essere apprezzato dalla Commissione di merito, che è
  la Commissione da me presieduta.
   Diversi  sono  stati  i tentativi di avere il  testo  affinché  la
  Commissione  possa  lavorare e comprendere  la  portata  di  questo
  decreto - considerato che da qui a qualche giorno scoppierà il caso
  rifiuti non solo a Palermo, ma anche in varie parti della Sicilia -
  ,  ciò non ci permette di svolgere il nostro lavoro di commissari e
  per  quel  che  mi  riguarda, in questo caso, quale  garante  della
  presidenza di commissione che dovrebbe avere, non solo nel  merito,
  la disponibilità del decreto, come peraltro previsto dalla legge.
   Ieri,  abbiamo  incontrato  diversi  commissari  e  il  Segretario
  generale  dell'Anci;  quest'ultimo ci  ha  confermato,  anche  come
  rappresentante della Conferenza Regione - Enti locali, che non sono
  in possesso di quel decreto.
   Signor  Presidente,  la invito ancora una volta  a  trasferire  la
  nostra preoccupazione alla Presidenza della Regione affinché questo
  fantomatico  decreto  venga trasmesso  alla  IV  Commissione  e  la
  Sicilia comprenda ciò che si deve fare, da qui a qualche settimana,
  perché   mentre   noi  parliamo  il  debito  aumenta   in   maniera
  vertiginosa. Giorno per giorno, i debiti per i rifiuti  in  Sicilia
  aumentano in maniera vertiginosa.

   MAIRA. Chiedo di parlare sulle comunicazioni.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA.  Signor Presidente, io mi rendo conto di alcune  difficoltà
  del  momento  e  mi  rendo conto che, anche dopo avere  sentito  il
  collega  Cracolici, lei e questo Parlamento corriamo il rischio  di
  sembrare inadempienti per alcuni rapporti con il Governo e  con  il
  Presidente della Regione.
   Mi  rendo  anche conto che oggi quest'Aula deve rispondere  ad  un
  quesito  semplice ma, nello stesso tempo, molto grave. I  fatti  di
  Messina,  i  morti  e  i feriti di Messina e  la  devastazione  del
  territorio di Messina, sono un argomento prevalente che  tocca  non
  solo  le  coscienze  dei  siciliani,  non  solo  le  coscienze   di
  quest'Aula, ma tocca gli interessi della Sicilia più di ogni  altro
  argomento che questa Aula possa discutere, oppure no?
   Se  dobbiamo  dare  una  risposta positiva alla  prima  parte  del
  quesito,  credo che questa Aula non possa trattare nulla  se  prima
  non  avrà un confronto, più che una relazione del Governo, se prima
  non  avrà  un confronto con il Governo sulle vicende che riguardano
  Messina.  Ciò che è successo a Messina è certamente più  importante
  di  qualche mozione o di qualche disegno di legge che, tra l'altro,
  arriva in Aula con un anno di ritardo.
   Dobbiamo dare delle risposte. Dobbiamo dare delle risposte  a  noi
  stessi  e  alla  popolazione. Dobbiamo sentire il Presidente  della
  Regione non solo in quanto tale, ma anche perché Commissario,  così
  individuato dal Governo nazionale, per gestire l'emergenza del dopo
  alluvione a Messina.
   Se  queste cose sono vere, mi sembra quasi irriguardoso che questa
  Aula tratti altri argomenti.
   Il  Presidente della Regione si organizzi, venga a rassicurare  la
  Sicilia  sulle iniziative che il Governo intende intraprendere,  si
  raccordi  con  gli organi di questa Aula - mi riferisco  in  primis
  alla  IV  Commissione  -, dopodiché possiamo  affrontare  qualunque
  altro argomento.
   Credo che nessun impegno istituzionale di alcun genere possa avere
  la  precedenza su fatti di questo genere. L'assessore Milone è  una
  persona  competente ed è uno degli assessori al ramo per affrontare
  questa  emergenza; ma non è il Presidente della Regione, non  è  il
  Commissario governativo per l'emergenza Messina.
   La  sensibilità ed il rispetto non solo per questa Aula, ma per la
  Sicilia, credo che si misuri in questi momenti.
   Non  voglio attizzare polemiche perché poi, quando parleremo nello
  specifico  di  quello  che  è  successo  a  Messina,  cercherò   di
  dimostrare equilibrio e prudenza a nome dell'UDC.
   Non  mi  permetto  nemmeno  di  chiedere  formalmente  che  l'Aula
  sospenda  i  lavori fino a quando il Presidente della  Regione  non
  verrà  a  riferire, ma mi appello alla sensibilità  dell'Aula  e  a
  quella  sua,  signor Presidente, a che quest'Aula non tratti  alcun
  altro  argomento se prima non si hanno le idee chiare  su  ciò  che
  succede  a  Messina, su ciò che è successo a Messina e su  ciò  che
  intendiamo fare per Messina. E soltanto il Presidente della Regione
  può renderci le idee chiare su questo argomento.

   PANARELLO. Chiedo di parlare sulle comunicazioni.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO.  Signor  Presidente, io  vorrei  farle  rilevare  -  ed
  estendere  questa considerazione a tutto il Parlamento - che  siamo
  di  fronte  ad  una  vicenda molto grave  che  lei  giustamente  ha
  richiamato  nel  suo  intervento e che chiama  in  causa  anche  le
  istituzioni regionali.
   La  inviterei  e  inviterei il Governo a tenere  conto  di  questo
  aspetto  e  a non dare, anche in questa circostanza, l'idea  di  un
  Parlamento  e  di  un  Governo che non riescono  ad  affrontare  in
  maniera  sinergica  la necessaria discussione su questa  drammatica
  priorità.
   Signor Presidente, la inviterei a dare priorità, sulla base  della
  disponibilità del Governo, del Presidente della Regione -  se  è  a
  Palermo - o dell'Assessore da lui designato - non voglio entrare in
  questa  discussione  e  neanche in questa  polemica  -,  perché  si
  affronti prioritariamente questa discussione. Credo che lo dobbiamo
  non solo a quelle vittime che non ci sono più, ai loro parenti,  ma
  anche ai tanti che in questo momento sono sfollati e vedono il loro
  futuro  con  grande  preoccupazione e credo che  il  Governo  e  il
  Parlamento siciliano abbiano il dovere di affrontare immediatamente
  una prima discussione su questo argomento.
   Concordo  con  l'onorevole  Maira sulla  opportunità  che  non  si
  affrontino  altre materie prima di una discussione su questo  punto
  e,  a  partire  da  questo, darci un modello di  discussione  e  di
  verifica  su  questa  vicenda  che  renda  protagonista  anche   il
  Parlamento.
   Lo  dico  perché,  purtroppo come ben  sa,  signor  Presidente,  a
  Messina due anni fa, ed a Giampilieri in particolare, c'è stata una
  frana,   un'alluvione,   dei  movimenti   franosi   imponenti   che
  successivamente,  in  qualche modo, sono  rientrati  nell'ordinaria
  amministrazione.
   Noi  dovremmo fare in modo, lo dirò meglio nel momento in  cui  si
  aprirà  la  discussione, che il Parlamento  sia  reso  protagonista
  nella  fase di intervento nelle zone alluvionate perché non succeda
  quanto  è  accaduto  tante altre volte, e in  particolare,  ricordo
  l'alluvione  del 25 ottobre 2007: finito il momento  dell'emozione,
  attenuatasi l'attenzione della stampa nazionale, non si  parli  più
  di quell'evento e degli interventi che si devono fare per lenire le
  pene  delle  persone colpite dalla tragedia, oppure  si  affrontino
  questi temi come una delle tante questioni che esistono in Sicilia,
  a Messina e in Italia.

   DE LUCA. Chiedo di parlare sulle comunicazioni.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi,  credo
  che questo non sia il momento delle polemiche. E' stata evidenziata
  già  dall'onorevole Maira la necessità di affrontare  un  tema  che
  riguarda  non  solo la tragedia che si è, purtroppo,  registrata  a
  Messina, ma riguarda una situazione complessiva a cui sono connesse
  delle priorità che l'attuale Governo deve sicuramente rivedere.
   Invito  il  Parlamento  e  lei,  signor  Presidente,  ad  inserire
  all'ordine del giorno dei prossimi lavori questo tema, che non è un
  tema riferito soltanto alla tragedia verificatasi.
   Ritengo,  infatti, che si debba avviare un dibattito  serio  sulle
  risorse  finanziarie  attualmente in dotazione  a  questo  Governo,
  sulle risorse finanziarie programmate negli ultimi dieci anni e non
  spese  e,  soprattutto,  rivedere  i  criteri  che  individuano  le
  priorità nei singoli piani per l'assetto idrogeologico.
   Gli  eventi registratisi a Messina sono eccezionali, ma non  erano
  censiti  dagli attuali piani per l'assetto idrogeologico.  Inoltre,
  c'è  un  problema che riguarda la modifica morfologica  del  nostro
  territorio,  soprattutto  per quanto riguarda  il  censimento  e  i
  criteri che vengono utilizzati nella redazione dei PAI. Da  dove  è
  partita  la  frana, ad esempio a Scaletta Zanclea, una  zona  molto
  distante dal centro abitato - pensate che solo la fase terminale di
  quella  zona  era censita tecnicamente come zona R4 -, dista  circa
  300-400  metri, pure 500 a monte, era una zona non classificata  ad
  alto rischio idrogeologico.
   Quindi, c'è un problema di fondo su quello che è l'attuale  metodo
  che  porta  a redigere i piani di assetto idrogeologico  e,  a  sua
  volta,  ad individuare le priorità e, poi, ad avviare quella guerra
  tra poveri, tra enti locali, per l'insufficienza dei fondi.
   Questo  è  l'altro  tema su cui ci dobbiamo  confrontare,  su  cui
  abbiamo il dovere di confrontarci.
   Se  guardiamo la programmazione degli ultimi anni, purtroppo,  c'è
  un  dato sconfortante: le risorse messe a disposizione per mitigare
  il  rischio idrogeologico sono insufficienti rispetto già  ai  dati
  che emergono dai PAI, figuriamoci da un aggiornamento effettivo che
  diventa  urgente oggi, perché stiamo attraversando anche  un  altro
  evento fondamentale. Ormai in Sicilia - gli eventi lo dimostrano  -
  ci si deve preparare a subìre i cambiamenti climatici di un sistema
  ormai  quasi  tropicale, tanto è vero che gli eventi  che  si  sono
  verificati  in  provincia  di  Messina,  negli  ultimi  tre   anni,
  evidenziano  anche  questo  elemento di  cui  tenere  conto.  Ed  é
  fondamentale  che il Parlamento siciliano stia anche vicino  a  chi
  amministra  il  territorio, perché in questi giorni abbiamo  subìto
  attacchi   mediatici,  alcuni  dei  quali   sono   atti   di   mero
  sciacallaggio e, quindi, non si può, da questo punto di vista,  non
  approfondire tale tema con priorità assoluta.
   Oggi  non  è  il  caso  di guardare altri profili,  perché  vorrei
  ricordare  a quest'Aula e a me stesso che la Commissione  Bilancio,
  ad  esempio, da tre, quattro giorni e per tre, quattro sedute,  non
  riesce  a  riunirsi per mancanza del numero legale,  nonostante  la
  presenza  puntuale del Governo. E in Commissione Bilancio  ci  sono
  atti propedeutici, fondamentali, che ci metteranno in condizione di
  discutere,   poi,   gli   elementi  di  programmazione   economico-
  finanziaria, che sono il bilancio e la finanziaria.
   Invito, allora, questo Parlamento, nella persona del Presidente, a
  mettere da parte adesso le polemiche e a calendarizzare i lavori in
  modo  tale che l'argomento che è stato discusso in questo mio breve
  intervento venga inserito nelle priorità assolute dell'Aula, ma non
  per avviare semplicemente  una riflessione non polemica , bensì per
  ragionare  effettivamente  sulle  modifiche  delle  strategie   che
  diventano  indispensabili perché non accadano  più  tragedie,  come
  quelle che si sono registrate a Messina.

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare sulle comunicazioni.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, non volevo  che  si  aprisse  un
  dibattito  in merito. Alcuni deputati hanno ritenuto di dover  dare
  delle  comunicazioni  veloci.  Pertanto,  onorevole  Ardizzone,  se
  ritiene  lo faccia anche lei, ma poi concluderei con gli interventi
  su questo tema.
   Onorevole  Ardizzone,  ha  facoltà di  parlare,  visto  che  è  di
  Messina.

   ARDIZZONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, proprio  perché
  sono  di  Messina non vorrei parlare di ciò che è successo,  perché
  ognuno  di  noi può essere condizionato dagli eventi  che  si  sono
  susseguiti.
   Penso  che  la  gente  sia  stanca di  noi  e  delle  istituzioni,
  Parlamento  regionale  compreso, perché non  riesce  a  dare  delle
  risposte.
   Dico  solo  una  cosa,  signor Presidente,  non  voglio  né  posso
  esprimere giudizi; certamente si accerteranno, per fortuna dico io,
  le  responsabilità,  perché responsabilità  penali  ritengo  ve  ne
  siano, al fine di evitare strumentalizzazioni e generalizzazioni.
   Quello  che  le  chiedo,  e  lo chiedo  non  da  messinese  ma  da
  siciliano,  è: forse doveva succedere una tragedia per  scoprire  -
  oggi   è   sul  giornale  La  Sicilia  -  la  cartina  sul  rischio
  idrogeologico in Sicilia?
   Le chiedo - e so che, probabilmente, con questo mio intervento sto
  forzando  la  procedura,  ma  trasferirò  questa  esigenza  al  mio
  capogruppo  -  di approvare con urgenza in questa Aula,  in  questo
  Parlamento,  prima  di ogni dibattito, una norma semplicissima  che
  autorizzi  i  comuni  della  Sicilia  a  sospendere  ogni  attività
  edilizia  fino  a  quando non verrà approvato il piano  di  assesto
  idrogeologico.
   Da messinese, infatti, non posso scoprire sul Corriere della Sera,
  come è accaduto ieri, che vengono ristretti gli alvei dei torrenti;
  questo  lo  sa  il mio amico Panarello, lo sanno tutti  coloro  che
  amministrano e che vivono i problemi delle amministrazioni.
   Questo   le  chiedo  se  vogliamo  dare  risposte  alle   persone,
  altrimenti ci sarà un balletto di responsabilità e non si verrà mai
  a capo della situazione.
   Sto  scrivendo questo disegno di legge in maniera molto sintetica,
  sul quale dobbiamo avere il coraggio di andare fino in fondo.
   E'  partita una forte contestazione che non riguarda solo  Messina
  ma tutta la Sicilia.
   Si scopre che la provincia più a rischio di dissesto idrogeologico
  è proprio la provincia di Caltanissetta. Devo dire, ad esempio, che
  non  è stato approvato il piano paesaggistico che riguarda la  zona
  di  Taormina-Messina  perché, se fosse  stato  approvato  il  piano
  paesaggistico,   probabilmente  non  si  sarebbe  costruito   sulle
  colline. E' questo il dramma e i comuni non possono essere il  muro
  basso   delle inerzie di tutte le istituzioni, da quelle  nazionali
  alle ultime.
   Pertanto, indipendentemente dai dibattiti e da quello che si possa
  riferire  in  Aula, chiedo che il nostro Parlamento  immediatamente
  approvi  questa norma. Poi, verrà lasciata alla responsabilità  dei
  comuni provvedere o meno alla sospensione.

   CINTOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CINTOLA. Signor Presidente, ho apprezzato il suo richiamo  rivolto
  al capo del Governo ad essere presente alla riunione di oggi. Però,
  mi  devo convincere che il suo appello non è stato accettato ed  io
  non  intendo  che,  per  una  situazione  come  quella  che  stiamo
  discutendo   oggi,  possa  essere  presente  -  lo  ringraziamo   -
  l'assessore  per l'agricoltura e sia assente il Governo  nella  sua
  interezza.
   Ritengo  che su fatti di questo genere, che non sono di  ordinaria
  amministrazione, ecco perché non vi deve essere solo un richiamo al
  Regolamento  ma una sottolineatura al suo impegno, Presidente,  nel
  momento  in cui ha chiesto al presidente della Regione Lombardo  di
  essere  presente, e aggiungo che oggi questa discussione,  se  deve
  avere il suo addentellato nel deputato che parla, che ha il diritto
  e  il dovere di parlare, e in un governo che lo ascolti, allora  il
  Governo non può non ascoltarlo, dall'assessore Armao dall'assessore
  Russo,  indipendentemente dalla funzione o dalla  delega  che  essi
  hanno.
   Infatti,  nel  coordinamento generale dell'intero Governo  c'è  il
  rispetto  per  i morti, che sono morti, e per l'Assemblea  che  sta
  tentando  di fare il proprio dovere dicendo cose giuste, sbagliate,
  esacerbate,  quello che vogliamo, ma in una intesa che deve  essere
  tra il Governo (l'Esecutivo) e il Presidente dell'Assemblea, che  è
  al  suo posto e sta predisponendo i lavori e presenziando ai lavori
  da  presidente  dell'Assemblea. Perché è un fatto  eccezionale  che
  stiamo  tentando di comprendere, di capire, e non  fare  finta  che
  basta  il  minuto di raccoglimento nei campi di calcio  per  potere
  risolvere  problemi  atavici ed errori che provengono  dal  Governo
  nazionale, da quello regionale e dai singoli comuni che non  sempre
  fanno  il proprio dovere fino in fondo e ci fanno gridare al  morto
  dopo che il morto è già stato accompagnato.
   Ecco  perché chiedo al Presidente non di sospendere l'Aula, ma  di
  invitare   il   Governo   ad   essere   presente   e   a   valutare
  responsabilmente che l'Aula non è qui a blaterare o a discutere per
  fare  un  atto  di omaggio a se stessa o un'azione  per  così  dire
   parolaia ,  per esprimersi domani e avere un rigo sui giornali  di
  domani.  Ci  sono  parecchi colleghi che amano avere  un  rigo  sui
  giornali, aspettiamo pure quelli.
   Ma  io  aspetto in Aula il Governo nella sua interezza  per  poter
  dire  il  mio  parere e chiedo il parere dell'Assemblea  nella  sua
  interezza.

   PRESIDENTE. Intanto, proprio per rispetto alla presenza in Aula di
  un  componente  del  Governo, l'assessore per  l'agricoltura  e  le
  foreste,  fra  un  po'  andrei  avanti  passando  al  terzo   punto
  dell'ordine  del  giorno,  a  trattare la  rubrica   Agricoltura  e
  foreste'.
   Adesso  vorrei brevemente rispondere alle sollecitazioni che  sono
  emerse  dagli interventi dei colleghi di oggi. Onorevole Cracolici,
  mi riferisco anche al suo intervento.
   Ho  cercato  in  questi mesi spesso, direi sempre, a  volte  anche
  forzando  probabilmente  il mio ruolo e facendo  immaginare  spunti
  polemici nelle mie iniziative che, invece, non vi erano, di portare
  avanti  iniziative  volte a tutelare il prestigio,  l'autonomia  ma
  anche  l'autorevolezza  del Parlamento e della  Sicilia  con  delle
  puntualizzazioni,  con delle sollecitazioni  al  Governo,  rispetto
  alla  presenza  in Aula e nelle commissioni, alla puntualità  delle
  risposte rispetto ai quesiti che venivano dal Parlamento.  A  volte
  queste  risposte sono arrivate, a volte il Governo è stato un  poco
  meno attento.
   Questo per dire che non è mai mancata da parte della Presidenza la
  volontà,  la possibilità di trasferire le istanze che venivano  dal
  Parlamento rivolte al Governo.
   Anche per quanto riguarda questa seduta e quella che si terrà  nel
  pomeriggio  e  martedì  prossimo questa Presidenza  è  stata  molto
  attenta  a  trasferire la volontà del Parlamento al Governo.  Però,
  purtroppo, molto spesso il Governo probabilmente ritiene che  altri
  impegni  siano  più  importanti della sua presenza  in  Parlamento.
  Pertanto oggi stesso mi farò carico di ribadire ancora una volta al
  Governo  che,  rispetto alla presenza in Parlamento,  non  ci  sono
  altre priorità.
   Rispetto   all'intervento  dell'onorevole  Mancuso,   che   faceva
  riferimento ad una notizia di giornale apparsa alcune settimane fa,
  vorrei  leggere la nota che ho inviato al Presidente della  Regione
  il 24 settembre u.s., esattamente quindici giorni fa:

   «Egregio Presidente, recenti notizie di stampa riferiscono che  lo
  scorso  11 settembre la Giunta di Governo ha affrontato la delicata
  questione del riordino degli ATO.
   Considerata la rilevanza della materia, nell'ultima Conferenza dei
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari, è stata  programmata  per  il
  prossimo  29  settembre una seduta d'Aula da dedicare al  dibattito
  sui rifiuti.
   Nel  sottolineare  la particolare valenza che la tematica  riveste
  per l'Assemblea, La invito a volere dare opportune disposizioni  ai
  competenti  uffici  affinché venga data piena esecuzione  a  quanto
  previsto  dall'articolo 45 della legge regionale 8  febbraio  2007,
  n.  2  qualora il Governo intendesse procedere all'adozione di atti
  formali riguardanti il settore.
   Cordiali saluti.
   Francesco Cascio».

   Questo   per  dire  che  le  sollecitazioni  che  provengono   dal
  Parlamento, quindi dal presidente della Commissione di merito, sono
  state  trasferite in tempo, assolutamente in tempo,  al  Presidente
  della Regione.
   Quanto   poi  all'atteggiamento  che  il  Governo  manifesta   nei
  confronti del Parlamento, c'è un'altra cosa - visto che parliamo di
  rapporti  tra due istituzioni che devono necessariamente comunicare
  -  che  sinceramente  mi  sento di far  emergere  anche  in  questa
  discussione,  che  avviene  sulle  comunicazioni  ma  che   è   una
  discussione che, prima o poi, doveva avvenire.
   Oggi  abbiamo in Aula, al quarto punto all'ordine del  giorno,  la
  discussione su un disegno di legge in materia di lavoro, disegno di
  legge che mi è stato fortemente richiesto dal Governo. Ebbene, oggi
  questo disegno di legge non si tratterà  perché il Governo ha fatto
  sapere che non sarà in Aula.
   Vorrei   capire,   e   vorrò  capire  dal  Governo,   ringraziando
  l'assessore  Cimino  per la sua presenza,  quale  atteggiamento  il
  Governo  vorrà  tenere  nei  prossimi  mesi  nei  confronti   delle
  iniziative  del Parlamento perché se è vero, come è  vero,  che  le
  commissioni  parlamentari devono funzionare - e,  in  questo  caso,
  prendo  spunto  dalla  dichiarazione  dell'onorevole  De  Luca  per
  trasferire  al presidente della Commissione Bilancio l'esigenza  di
  richiamare  alla  presenza i deputati di tutti  i  gruppi  politici
  perché partecipino alle sedute di commissione e, quindi, si possano
  adottare gli atti propedeutici alle variazioni di bilancio  e  alla
  legge  finanziaria  -  così, allo stesso modo,  devo  stigmatizzare
  l'atteggiamento  del Governo che, ovviamente,  non  pensiate  possa
  sempre e prontamente essere disponibile la presenza in Aula.
   Oggi,  il  Presidente della Regione era a Roma per essere nominato
  Commissario straordinario per l'emergenza alluvione. Ma a  volte  è
  accaduto,  pur  non  avendo queste urgenze e queste  priorità  che,
  rispetto alla presenza in Parlamento, è stato preferito altro.
   Allora, da questo punto di vista, non intendendo fare polemica  ma
  intendendo,   ancora   una  volta,  tutelare   le   prerogative   e
  l'autorevolezza  del  Parlamento, chiudo la discussione  su  questo
  punto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


         Determinazione della data  di discussione di mozione

   PRESIDENTE.  Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Lettura
  ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
  Regolamento  interno, della mozione numero 148 «Interventi  urgenti
  per  fronteggiare  le  emergenze causate  dagli  eventi  calamitosi
  verificatisi  nel  Messinese», degli  onorevoli  Laccoto,  Rinaldi,
  Picciolo, Galvagno, Gucciardi e Ammatuna.
   Avverto  che  la  determinazione della data di  discussione  della
  mozione  sopra  citata,  integralmente  riportata  nell'ordine  del
  giorno  della  presente seduta, è demandata,  secondo  consuetudine
  parlamentare,   alla   Conferenza   dei   Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari.

   Agricoltura e foreste

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


    Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della rubrica
                         Agricoltura e foreste'

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Svolgimento  di  interrogazioni e di  interpellanze  della  rubrica
   Agricoltura   e  foreste'.  Ha  facoltà  di  parlare   l'onorevole
  Assessore.

   CIMINO,   assessore  per  l'agricoltura  e  le   foreste.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, prima di  trattare  le  tematiche
  sottoposte  nelle diverse interrogazioni, volevo sottolineare  come
  il  momento  così difficile che la nostra Regione ha subìto  e  gli
  interventi   che   il   Governo  nazionale   e    regionale   hanno
  immediatamente  attivato per le cause verificatesi  nel  messinese,
  hanno   posto  l'attenzione  di  tutto  il  Governo  ad  una  piena
  risoluzione delle problematiche.
   Ho  apprezzato gli interventi dei colleghi parlamentari, ma mai  è
  mancata  in  quest'Aula la disponibilità, la presenza  del  Governo
  nella  trattazione degli argomenti che la Conferenza dei Capigruppo
  ha  attenzionato.  Tant'è che quest'oggi, il sottoscritto  risponde
  alle interrogazioni così come al punto all'ordine del giorno e, nel
  pomeriggio, l'assessore per il territorio e l'ambiente Milone  sarà
  presente  proprio per poter discutere e relazionare sulle emergenze
  verificatesi   nel  messinese  ma,  soprattutto,  sulle   emergenze
  riguardanti il dissesto idrogeologico. Cosa, signor Presidente, che
  è  stata concordata con gli uffici della Presidenza dell'Assemblea,
  perché  così mi dice l'onorevole Milone e, quindi, non  c'è  nessun
  atto  di superficialità da parte del Governo, anzi, si è rispettosi
  dei   tempi  che  l'Assemblea  ha  attenzionato  tant'è  che,   nel
  pomeriggio, saranno affrontate dagli assessori al ramo le tematiche
  che sono state poste.
   Signor Presidente, sono disponibile a rispondere ai circa 30  atti
  ispettivi che sono stati sottoposti al Governo regionale, ribadendo
  che  molti  risalgono  al 2008 e che abbiamo  avuto  anche  qualche
  difficoltà, come struttura di Gabinetto, a reperirli perché facenti
  capo all'Assessore precedente.

   PRESIDENTE. Si procede con l'interrogazione numero 118 «Interventi
  a   sostegno   dei   coltivatori  mandorlicoli»,  degli   onorevoli
  Vinciullo, Aricò e Pogliese. Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura  e
  le   foreste,  premesso  che  l'attuale  campagna  mandorlicola   è
  caratterizzata  da  un  perdurante  stallo  della   domanda   della
  produzione  siciliana, dovuto alla massiccia presenza  sul  mercato
  europeo  di mandorla californiana, di qualità inferiore e a  prezzi
  che  rischiano  di trascinare il nostro prodotto di qualità  al  di
  sotto dei livelli sostenibili dalle aziende siciliane produttrici;

   rilevato  che,  per arginare il fenomeno, in due  anni  il  prezzo
  della  produzione  siciliana  si è dimezzato  nonostante  l'aumento
  esponenziale del consumo del prodotto a livello mondiale, spingendo
  molti produttori a considerare l'ipotesi di estirpare gli impianti,
  con   danni  incalcolabili  non  solo  all'economia  ma   anche   e
  soprattutto  all'ambiente  ed  al paesaggio  di  vaste  aree  della
  Sicilia;

   considerato  che, nonostante tutte le iniziative intraprese  dagli
  organismi di tutela del comparto e dalle associazioni di categoria,
  la  situazione  continua  a peggiorare e richiede  in  assoluto  un
  intervento urgente da parte delle autorità regionali;

   per  sapere se non intendano adottare tutte le iniziative  atte  a
  sostenere il settore della coltivazione mandorlicola con interventi
  mirati, come una campagna mediatica a difesa e tutela del prodotto,
  incentivi   a   medio  e  lungo  termine  atti  ad   una   migliore
  razionalizzazione  delle colture mandorlicole,  maggiori  controlli
  sul prodotto americano circolante sul nostro territorio e spacciato
  per produzione locale» (118).

   Ha  facoltà  di parlare l'onorevole assessore per rispondere  alla
  interrogazione.

   CIMINO,   assessore  per  l'agricoltura  e  le   foreste.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, con riferimento alla interrogazione
  numero  118,  viene  richiesta  la realizzazione  di  una  campagna
  mediatica a difesa e tutela del prodotto regionale.
   Al  riguardo  si fa presente, innanzitutto, che la  tutela  di  un
  prodotto    ottenuto   soltanto   attraverso   un    riconoscimento
  comunitario, ai sensi del Regolamento della Comunità europea n. 510
  del 2006, sia questo il cosiddetto DOP o l'IGP.
   In  merito, negli anni scorsi sono state avanzate due richieste di
  tutela relative alla mandorla da due diversi comitati promotori che
  hanno  attivato  questo  percorso,  uno  per  la  DOP  Mandorla  di
  Agrigento e l'altra per l'IGP Mandorla di Avola.
   Per  quanto riguarda la prima istanza il Ministero delle  attività
  produttive, con nota del 17 ottobre 2003, ha archiviato la  pratica
  per mancanza di riscontro documentale da parte dei produttori.
   Analoga  conclusione, purtroppo, ha avuto l'iter di riconoscimento
  della  IGP  Mandorla di Avola, per la quale, nel 2007, il Ministero
  ha  comunicato l'intenzione di archiviare la pratica. Nonostante le
  ripetute  sollecitazioni da parte del Dipartimento  competente,  il
  comitato  promotore, ad oggi, non ha fornito alcun riscontro  sulla
  volontà   di  procedere  su  questo  riconoscimento  e  su   questa
  iniziativa.
   La  normativa  comunitaria vigente vieta  di  finanziare  campagne
  promo-pubblicitarie per i prodotti agricoli che non  rientrano  nei
  sistemi  di  qualità  riconosciuti dall'Unione europea  e,  quindi,
  ormai  la  via  per potere, di fatto, intervenire  a  sostegno  dei
  nostri prodotti, è quella del riconoscimento (DOP e IGP).
   Pertanto,  considerato  che  per  le  mandorle  non  vi  è   alcun
  riconoscimento come prodotto siciliano di qualità, si ritiene  che,
  a  tuttora, non sussistano le motivazioni giuridiche e tecniche per
  procedere  a  questo tipo di promozione, cosa che il Governo  vorrà
  poter  attivare perché ritiene di grande importanza la  tutela,  la
  valorizzazione e la conservazione del prodotto che viene realizzato
  nei territori, sia di Avola che di Agrigento.
   Per quanto riguarda gli interventi a sostegno dei produttori della
  mandorla,   voglio   ricordare  che  questo  Parlamento,   con   il
  sottoscritto  assessore per la cooperazione e l'artigianato,  nella
  legge  recante   misure  urgenti in materia  di  artigianato  e  di
  promozione    obbligava   le  strutture   commerciali   a   vendere
  soprattutto  i  prodotti siciliani, legge che è  stata  varata  dal
  Parlamento e poi impugnata dalla Commissione europea ritenendo  che
  violasse la libera concorrenza.
   Ad  oggi, vi è un nuovo indirizzo comunitario ed il Governo, nella
  specie  l'Assessorato dell'Agricoltura da me guidato, sta lavorando
  ad  un testo per poter creare le condizioni di un maggiore utilizzo
  nelle  mense  scolastiche,  così come  nella  grande  distribuzione
  siciliana, dei prodotti della nostra terra.
   La  ringrazio,  onorevole  Vinciullo,  per  avere  sollecitato  il
  Governo su questo argomento.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Vinciullo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   VINCIULLO.   Signor  Assessore,  intanto  la  ringrazio   per   la
  sensibilità  istituzionale che mostra nei confronti di  quest'Aula,
  venendo a rispondere alle interrogazioni.
   Signor  Presidente,  l'assessore Cimino è uno  dei  pochi  che  ha
  rispetto  nei confronti dell'Aula, perché è uno dei pochi assessori
  di  questo  Governo  che,  già nella sua precedente  esperienza  in
  qualità di assessore per il bilancio, e adesso quale assessore  per
  l'agricoltura, viene a rispondere.
   Gli   altri,   in  genere,  non  solo  non  sono  presenti   nelle
  commissioni, vanificando il lavoro delle commissioni stesse, ma non
  vengono nemmeno in Aula a rispondere.
   Le  ricordo  che  un collega dell'assessore Cimino,  che,  l'altra
  volta,  - bontà sua - aveva deciso di venire in Aula per rispondere
  finalmente  a  migliaia di interrogazioni,  poi  ha  preferito  far
  sospendere la  seduta perché ha un tale rispetto per le istituzioni
  democratiche e per l'Assemblea che ha pensato che era troppo stanco
  per continuare.

   PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, credo che l'assessore Cimino  sia
  il  decano  di  questo Parlamento, é uno dei deputati  più  anziani
  nella carica per cui con l'età ha acquisito anche questo rispetto.

   CRACOLICI. Lei ha bisogno di quattro o cinque legislature

   PRESIDENTE.  Lei  ancora è giovane, tra qualche  anno  l'acquisirà
  anche lei

   VINCIULLO. Speriamo che alcuni di questi assessori, finita  questa
  esperienza  di  Governo, non ne abbiano più  altre  e  ritornino  a
  svolgere l'attività che facevano prima, perché penso non basteranno
  loro nemmeno cinque legislature per imparare ad avere rispetto  nei
  confronti  di  questo  Parlamento, anche perché  non  si  sono  mai
  cimentati in campagna elettorale, non si sono mai cimentati con  il
  popolo, ritengono di essere investiti dalla divinità.
   L'assessore Cimino, invece, che ha sempre guadagnato sul campo  il
  suo  ruolo  politico,  ha  dimostrato ancora  una  volta  di  avere
  rispetto nei confronti di quest'Aula e di questo Parlamento.
   Di questo gli diamo atto e lo ringraziamo.
   Poi  dobbiamo dire che le risposte che ha fornito sono sicuramente
  convincenti.  Dobbiamo  ritornare a  parlare  con  i  due  comitati
  promotori,  quello di Agrigento e quello di Avola, in maniera  tale
  che,  anziché fare domande separate e tentare due strade  che  poi,
  alla fine, non sono sboccate né per l'una né per l'altra, si faccia
  un  grande progetto che veda la mandorla non più di Agrigento o  di
  Avola,  ma la mandorla di Sicilia al centro dell'attività di questi
  consorzi.
   Signor  Presidente,   capisco  che  nella  realtà  di  Palermo  il
  problema delle mandorle non si pone, ma nella realtà delle province
  di   Siracusa  ed  Agrigento  è  un  problema  vissuto  in  maniera
  importante:  l'economia della zona sud della provincia di  Siracusa
  per  secoli  è  stata  fondata sulla coltivazione  della  mandorla.
  Adesso il prezzo è crollato, si pensi che la mandorla oggi costa un
  decimo  di  quanto costava venti anni fa nonostante i prezzi  siano
  aumentati  e  nonostante  la manodopera abbia  visto,  giustamente,
  quintuplicato il proprio dovuto.
   La  risposta del Governo mi soddisfa, mi soddisfa ancora una volta
  l'atteggiamento dell'assessore Cimino che ringrazio.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Vinciullo. Le racconto un  episodio
  verificatosi  in  questa Aula  qualche anno fa,  nella  tredicesima
  legislatura, primo Governo Cuffaro.
   Ad  agosto 2004 ci fu un rimpasto di Governo: io ero assessore per
  il  Turismo  e  diventai assessore per il Territorio e  l'ambiente,
  l'onorevole Cimino era assessore per la Cooperazione e  passò  alla
  Presidenza.  Io diventai anche vicepresidente della  Regione  e  mi
  trovai ad ereditare tre anni di interrogazioni e di interpellanze a
  cui i miei predecessori non avevano dato risposta.
   Dopo tre mesi di permanenza in Assessorato, feci predisporre dagli
  uffici  tutte  le  risposte  agli  atti  ispettivi  dei  tre   anni
  precedenti  e  mi presentati in Aula con un carrello contenente  le
  centinaia di risposte. Appena sono entrato con il carrello, con gli
  assistenti    parlamentari   che   mi   aiutavano,   i    deputati,
  traumatizzati,  non  hanno  voluto che rispondessi  a  quegli  atti
  ispettivi e così, in un quarto d'ora, si risolsero tre anni di atti
  ispettivi.
   L'assessore  Cimino  ha fatto qualcosa che si  avvicina  a  questo
  rispondendo,  comunque,  agli atti ispettivi  degli  ultimi  dodici
  mesi.
   Non  essendo  presente  in  Aula  il firmatario,  l'interrogazione
  numero  125 «Iniziative a favore dei lavoratori dei consorzi agrari
  in applicazione della legge n. 410/1999», dell'onorevole Caputo, si
  intende presentata con richiesta di risposta scritta.
   Non essendo presente in Aula il firmatario, decade l'interpellanza
  numero 20 «Iniziative urgenti per il definitivo completamento della
  diga   Pietrarossa'  in  territorio del comune  di  Ramacca  (CT)»,
  dell'onorevole Limoli.
   Si   passa  all'interrogazione  numero  179  «Misure  urgenti  per
  scongiurare  le  gravi conseguenze derivanti dall'applicazione  dei
  nuovi   parametri   per  il  diritto  ai  premi   comunitari   agli
  agricoltori»,  degli onorevoli Raia, Di Guardo e  Marziano.  Ne  do
  lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura  e
  le foreste, premesso che:

   la  Commissione europea è orientata a fissare un tetto  minimo  di
  250,00 euro al primo ettaro  di  superficie  affinché  i  piccoli
  agricoltori possano accedere al regime di pagamento unico (RPU);

   in  base  agli  studi  revisionali,  circa  gli  effetti  prodotti
  dall'applicazione di questi parametri, si giunge ad una stima assai
  preoccupante dal momento che risulterebbero espulse circa 300  mila
  aziende  agricole applicando il criterio di 250,00 euro e 600  mila
  aziende secondo il parametro ad 1 ettaro;

   la  previsione  sopraindicata andrebbe a sommarsi  alle  150  mila
  aziende  già  tagliate  fuori  dal  sostegno  comunitario  con   il
  parametro minimo stabilito a 100 euro;

   rilevato che:

   in  questi  anni  grazie alle piccole aziende  agricole  che  oggi
  rischiano   di  scomparire  si  è  lavorato  nella  direzione   del
  mantenimento di produzioni di qualità e della tipicità, nonché alla
  conservazione delle biodiversità;

   i  piccoli  produttori  attraverso i premi comunitari  riescono  a
  proseguire  nella  loro  attività  anche  in  considerazione  della
  difficoltà  dell'accesso  alle fonti di  finanziamento  sempre  più
  piegate sulle medie e grandi aziende;

   per sapere quali iniziative urgenti si intendano assumere anche in
  sede  comunitaria  allo  scopo  di impedire  il  taglio  dei  premi
  comunitari  alle piccole aziende agricole e se intendano  porre  in
  essere  idonee misure a salvaguardia del piccolo comparto agricolo»
  (179).

   Ha  facoltà  di parlare l'onorevole assessore per rispondere  alla
  interrogazione.

   CIMINO,  assessore per l'agricoltura e le foreste. Con riferimento
  all'interrogazione numero 179, si comunica che già con  il  decreto
  ministeriale del 22 marzo 2007, all'articolo 1, era stato  disposto
  dal  ministro pro-tempore De Castro, di non corrispondere pagamenti
  diretti nell'ambito del primo
  Pilastro della politica agricola comune,
  la  cosiddetta PAC, per importi inferiori a 50 euro a  partire  dal
  2007  e  100  euro  dal 2008, ciò ai sensi del vigente  regolamento
  comunitario  n.  1782/2003 e in applicazione dell'articolo  70  del
  regolamento n. 796/2004.
   Secondo una elaborazione effettuata dalla Rete Rurale Nazionale  e
  dall'ISMEA  per  conto  del  MiPAAF, con riferimento  ai  pagamenti
  effettuati da AGEA nell'anno 2006, in Sicilia hanno beneficiato del
  regime  di  pagamento  unico   (RPU)  diverse  iniziative:  186.424
  aziende  pari  al  13,1 per cento delle aziende  italiane,  per  un
  importo di 259.800.231,87 euro pari circa al 7 per cento del totale
  dei  pagamenti  unici  erogati a livello  nazionale  (3.839.184.014
  euro).
   A   seguito   della  decisione  di  cui  al  decreto  ministeriale
  precedentemente citato, si evince che in Sicilia, per effetto della
  non corresponsione di pagamenti unici inferiori alla soglia dei 100
  euro,  si  stima  che siano state escluse dal regime  di  pagamento
  unico (RPU), a partire dal 2008, circa 30 mila aziende.
   La  Commissione  Europea  nel promuovere la  recente  proposta  di
  revisione  dello  stato  di salute della politica  agricola  comune
  (PAC),  ha  inizialmente proposto di elevare la non  corresponsione
  degli aiuti del RPU ad una soglia minima di 250 euro o di un ettaro
  di superficie per beneficiario.
   In   relazione  all'andamento  del  negoziato  politico   tra   la
  Commissione   e  la  Presidenza  del  Consiglio  Europeo   per   la
  formulazione  della  bozza consolidata di  regolamento  dell'Health
  check,  il  limite  minimo  di non corresponsione  del   regime  di
  pagamento  unico è stato, di fatto, riportato al livello  di  cento
  euro, o di un ettaro di superficie, per beneficiario.

                  Presidenza del Vicepresidente ODDO

   In  considerazione del fatto che difficilmente verrà  adottata  la
  soglia   di   un  ettaro,  in  quanto  potrebbero  essere   esclusi
  massicciamente  dal  regime di pagamento unico  (RPU)  i  pagamenti
  concernenti i cosiddetti titoli speciali, cioè quelli senza terra e
  relativi  alla  zootecnia,  l'ipotesi  più  probabile,  a   livello
  nazionale,  è  quella  di  un  consolidamento  dell'esclusione  dei
  pagamenti di RPU inferiori ai 100 euro.
   Pertanto,  non  si prevede, stante l'attuale fase di  dibattito  a
  livello  comunitario, che con il nuovo regolamento  si  prospettino
  novità, sebbene il Governo regionale abbia di fatto immediatamente,
  dal   giorno  del  proprio  insediamento,  attivato  delle   azioni
  diplomatiche  per poter attenzionare le politiche comunitarie  alla
  peculiarità  della nostra Regione, politiche comunitarie  che,  più
  volte, sono state criticate dagli agricoltori siciliani perché  non
  rispondenti alle reali esigenze del nostro territorio.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole  Di  Guardo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   DI GUARDO. Mi dichiaro soddisfatto.

   PRESIDENTE.  Non  essendo  presente  in  Aula  il  firmatario,  le
  interrogazioni  numero  202  «Iniziative  a  sostegno  del  settore
  agricolo  di Pantelleria e di Lipari» e numero 205 «Iniziative  per
  debellare  il fenomeno del punteruolo rosso nel comune di  Monreale
  (PA)», entrambe dell'onorevole Caputo, si intendono presentate  con
  richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione numero 236 «Interventi di  contrasto
  alla   crisi  della  cerealicoltura  siciliana»,  degli   onorevoli
  Falcone, Currenti e  Scilla. Ne do lettura:

   «Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'agricoltura e le
  foreste,  all'Assessore  per l'industria  e  all'Assessore  per  il
  bilancio e le finanze, premesso che nel settore dell'agricoltura il
  prezzo  del  grano  duro,  cioè la tipologia  di  grano  che  copre
  all'incirca  il  90  per  cento dell'intera produzione  cerealicola
  siciliana,  nell'arco di sei mesi, è crollato di quasi  il  70  per
  cento,  passando da un costo per chilo pari a 48 centesimi  ad  una
  valutazione  che,  in  questi  giorni,  si  aggira  intorno  ai  16
  centesimi;

   tenuto  conto  che  di  contro, il costo  dei  fattori  produttivi
  (concimi, oneri previdenziali, mano d'opera, carburante e altro) ha
  subìto  un  aumento  di  quasi  il  60%,  mettendo,  di  fatto,   i
  cerealicoltori  siciliani  davanti ad una  situazione  di  assoluta
  ingovernabilità del sistema: il costo della produzione del grano  è
  inferiore al ricavo;

   considerato che:

   nel  2008  il  comparto della granicoltura in Sicilia investe  una
  superficie pari a 340 mila ettari di terreno con una produzione  di
  oltre  9  milioni  di quintali, e che la detta filiera  cerealicola
  rappresenta un segmento fondamentale per l'intero comparto agricolo
  siciliano con migliaia di addetti ed occupati nel settore;

   non   esiste   un  sistema  di  tutela  (dazi)  che  permetta   di
  privilegiare il consumo del grano nostrano nei confronti di  quello
  proveniente da stati esteri;

   il  prezzo al pubblico del prodotto finito (pasta, pane, eccetera)
  continua  ad aumentare, nonostante il crollo del costo del prodotto
  iniziale,   con   enormi  guadagni,  quindi,  per   le   fasce   di
  intermediazione esistenti nella filiera produttiva;

   alla  luce  di  quanto  sopra affermato, è  evidente  che  diverse
  migliaia di agricoltori siciliani rischiano la chiusura delle  loro
  aziende  o  la riconversione delle semine: in entrambi i  casi,  la
  Sicilia  andrebbe  incontro ad una crisi economica  di  proporzioni
  catastrofiche;

   per sapere:

   quali  siano  gli  interventi immediati che il  Governo  regionale
  intende  adottare per scongiurare la crisi nel settore  cerealicolo
  e, specificatamente, della granicoltura in Sicilia;

   se  non  si  ritenga improcrastinabile assumere azioni mirate  per
  tutelare  la  produzione siciliana di grano  duro  e  salvaguardare
  migliaia di posti di lavoro;

   se  non  si  ritenga,  altresì, indifferibile adottare  misure  di
  incentivazione  e  tutela nel campo economico e produttivo,  sia  a
  livello  regionale (con sgravi fiscali, incentivi alla  produzione,
  controllo dei prezzi finali rispetto ai costi di produzione) sia  a
  livello  nazionale  (interventi a tutela  del  prodotto  nazionale,
  riproposizione  nel  documento  economico  nazionale  dei  benefici
  previsti dalla legge n. 81/2006» (236).

   Ha  facoltà  di parlare l'onorevole assessore per rispondere  alla
  interrogazione.

   CIMINO,   assessore  per  l'agricoltura  e  le   foreste.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, in riferimento  all'interrogazione
  numero 236 «Iniziative di contrasto alla crisi della cerealicoltura
  siciliana»,  preciso  che  in  Sicilia  il  settore  in   argomento
  rappresenta  un'importante  risorsa agricola  regionale,  ma  è  un
  settore che attualmente versa in una grave crisi economica.
   Le cause di tale crisi si possono così sintetizzare:
   - debolezza strutturale della produzione;
   -   carenza   di  infrastrutture  e  di  strutture  aziendali   ed
  industriali per la trasformazione;
   -  scarsa  presenza  di imprese, di servizi e di  associazioni  di
  produttori;
   - effetto speculativo dell'euro che ha penalizzato i produttori ed
  i consumatori;
   - appesantimento dei costi di produzione delle imprese agricole.
   La    cerealicoltura   siciliana   deve   puntare   all'eccellenza
  qualitativa  e,  soprattutto, ad organizzarsi a  fare  filiera,  ad
  aggregare l'offerta in funzione delle esigenze del mercato.
   Inoltre,  è necessario puntare su importanti centri di stoccaggio,
  che  siano in grado di regolare e stipulare contratti di produzione
  vantaggiosi  per i cerealicoltori e sullo sviluppo  di  una  valida
  industria  di trasformazione in grado di realizzare una  importante
  filiera agro-alimentare dei prodotti cerealicoli.
   Affinché il prodotto agricolo possa trasformarsi in valore  reale,
  occorre  stabilire  una profonda interazione  tra  il  mondo  della
  produzione primaria, l'industria agro-alimentare e la distribuzione
  alimentare,  realizzando  così  la  tanto  auspicata  e  necessaria
  integrazione di filiera.
   A   completamento   di   quanto  sopra   esposto,   si   riportano
  sinteticamente i principali fabbisogni di intervento e le  esigenze
  di  ristrutturazione e ammodernamento del comparto dei  seminativi,
  dalla  produzione  alla  trasformazione e  commercializzazione  del
  prodotto.
   Per  quanto di competenza del Governo della Regione siciliana, gli
  interventi  sono  stati attuati anche con le Misure  del  Piano  di
  Sviluppo Rurale, le Misure 121 e 123.
   I  beneficiari  di  tali  misure  sono  imprenditori  agricoli  ed
  associati,  anche in forma consortile mista e le micro,  piccole  e
  medie imprese.
   Le misure e le risorse finanziarie nel PSR 2007/2013 rappresentano
  una  grande  opportunità, sia per lo sviluppo ed il  consolidamento
  del  settore agro-alimentare siciliano, basato sulla qualità  delle
  produzioni  locali  e sull'amore per la terra e la  sapienza  delle
  imprese  dell'Isola, sia per il riequilibrio dei  territori  rurali
  offrendo  nuove  opportunità di crescita e di  occupazione,  oltre,
  sicuramente,   alla  salvaguardia  e  valorizzazione   del   nostro
  ambiente.  Un'opportunità  che  l'Assessorato  Agricoltura  intende
  utilizzare  e  sfruttare fino in fondo per promuovere uno  sviluppo
  equilibrato della nostra Isola.
   Oltre  il potenziamento della struttura produttiva e dell'attività
  di  promozione  delle  produzioni,  bisogna  attivare  processi  di
  collaborazione con tutte le autorità competenti, europee, nazionali
  e  regionali, e le organizzazioni di categoria, per la  definizione
  di  regole  chiare in termini di commercializzazione e di controllo
  dei  prodotti  agricoli provenienti dai Paesi esteri,  in  modo  da
  verificare  il  rispetto della qualità, dei parametri  relativi  ai
  residui  fitosanitari e delle norme di trasparenza  commerciale,  a
  garanzia del rispetto della salute dei cittadini siciliani.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole   Scilla   per
  dichiararsi    soddisfatto   o   meno   della   risposta    fornita
  dall'assessore.

   SCILLA. Mi dichiaro soddisfatto.

   PRESIDENTE.   Per   assenza  dall'Aula   dei   firmatari,   decade
  l'interpellanza   numero  42  «Attuazione  integrale   dell'accordo
  sindacale  del  30 novembre 2005 per la tutela occupazionale  e  la
  stabilizzazione  dei  lavoratori  del  settore  forestale»,   degli
  onorevoli  Lupo, Gucciardi, Barbagallo, Fiorenza, Panarello,  Raia,
  Faraone, e Donegani.
   Per  assenza  dall'Aula dei rispettivi firmatari, l'interrogazione
  numero  320  «Disparità di trattamento nei confronti dei  dirigenti
  dell'Istituto  regionale  della vite e  del  vino»,  dell'onorevole
  Caputo,  e  l'interrogazione  numero 323  «Misure  per  far  fronte
  all'ondata  di maltempo che ha colpito la provincia di  Agrigento»,
  dell'onorevole Panepinto, si intendono presentate con richiesta  di
  risposta scritta.
   Per assenza dall'Aula dei firmatari, decade l'interpellanza numero
  45  «Dichiarazione  di  calamità naturale di  tutto  il  territorio
  Calatino», degli onorevoli Limoli e Leontini.
   Per  assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione numero 336
  «Numero delle consulenze esterne presso l'Assessorato Agricoltura e
  foreste»,  dell'onorevole  Apprendi,  si  intende  presentata   con
  richiesta di risposta scritta.
   Per   accordo   fra   le   parti,  sarà  data   risposta   scritta
  all'interrogazione  numero 361 «Disparità  di  trattamento  tra  le
  istanze   presentate  per  un  bando  in  materia  di   agricoltura
  biologica», dell'onorevole Oddo.
   Si  passa  all'interrogazione numero 370  «Rettifica  dell'accordo
  concluso  con la CONAD per la distribuzione delle arance  rosse  di
  Sicilia», degli onorevoli Di Guardo e Raia. Ne do lettura:

   «All'Assessore per l'agricoltura e le foreste, premesso che in una
  recente  conferenza  stampa  l'Assessore  per  l'agricoltura  e  le
  foreste  ha preannunciato un'intesa con la rete distributiva  della
  CONAD  per  la  vendita  al pubblico di «arance  rosse  di  Sicilia
  I.G.P.» al prezzo di euro 0.60 al chilogrammo;

   considerato   che  le  spese  vive  per  potere   predisporre   un
  chilogrammo di prodotto per i supermercati prevede:
   a) raccolta in campagna con lavoratori regolari, 10 centesimi;
   b) lavorazione magazzino, 10 centesimi
   c)  imballaggi (anche riutilizzabili), pedane, rigetta o rete  per
  legare, sigilli ed etichette, 12 centesimi;
   d) trasporto con camion, 8 centesimi;
   e) spese amministrative, 5 centesimi;
   f)  sconto su fattura (nella migliore delle ipotesi 4%, quindi  60
  centesimi), 24 centesimi e che, sommando tutto, le sole  spese  per
  portare  un  chilogrammo  di arance nei depositi  delle  catene  di
  distribuzione ammontano a 474 centesimi;

   rilevato  che  il  proposto prezzo al pubblico  di  euro  0,60  al
  chilogrammo, sottratte le spese che tutti devono sostenere per fare
  arrivare le arance nei depositi dei supermercati, offre un  margine
  di soli 126 centesimi;

   osservato  che, a questo punto, il prezzo da pagare ai  produttori
  in  campagna sarebbe uguale al prezzo che paga l'industria  per  le
  arance da spremitura;

   per sapere:

   se l'Assessore abbia presente che il marchio di provenienza IGP  è
  un  valore  aggiunto  (che i produttori cercano  in  ogni  modo  di
  sostenere)  e  che le misure preannunciate, invece,  propongono  un
  declassamento del prodotto con marchio IGP;

   quali   misure   intenda  adottare  per  promuovere   la   qualità
  dell'arancia rossa con marchio IGP;

   se  non ritenga di dovere immediatamente rettificare l'accordo con
  la  CONAD  e definire un prezzo al pubblico adeguato a sostenere  i
  produttori di arance rosse IGP.».

   Ha  facoltà  di parlare l'onorevole assessore per rispondere  alla
  interrogazione.

   CIMINO,   assessore  per  l'agricoltura  e  le   foreste.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, in riferimento  all'interrogazione
  numero  370 preciso che in data 31 dicembre 2008 è stata  stipulata
  una  convenzione tra il Dipartimento Interventi Infrastrutturali  e
  la  Conad, società cooperativa con sede legale in via Michelino  n.
  5, Bologna.
   La  convenzione  prevedeva  la  realizzazione  di  una  iniziativa
  promozionale a carattere nazionale per la distruzione delle  arance
  rosse di Sicilia e più specificatamente aveva ad oggetto:

   a)  la distribuzione del prodotto  Arance Tarocco di Sicilia'  con
  il marchio  Conad Percorso Qualità' nei 30mila punti vendita Conad,
  su tutto il territorio nazionale;

   b) la pianificazione televisiva e radiofonica di una serie di spot
  su emittenti televisive e radiofoniche nazionali, per la promozione
  del  logo  Prodotti di Sicilia', fornito dall'Assessorato regionale
  dell'agricoltura e delle foreste;

   c)  la  pianificazione editoriale  House organ Conad , consistente
  nella  pubblicazione di 5 pagine a colori sulla rivista Conad  Bene
  Insieme';

   d)  la  comunicazione  punto  vendita (indoor)  che  prevedeva  la
  distribuzione nei punti vendita di circa 20mila locandine;

   e)  rapporto  con i media, che consisteva nella organizzazione  di
  due conferenze stampa.

   L'iniziativa  in  argomento  si è svolta  dal  26  gennaio  all'1
  febbraio 2009.
   L'importo  negoziato nella convenzione firmata dal Dipartimento  è
  di  euro 200.000,00 Iva inclusa. L'iniziativa è stata approvata con
  decreto del Dirigente generale 2.083 del 2008. La società ha svolto
  regolarmente  tutto  quanto previsto in  convenzione.  Le  relative
  spettanze  sono state liquidate con decreto del Dirigente  generale
  498 del 2009 e con successivo mandato di pagamento.
   Tanto  premesso, nell'evidenziare come le argomentazioni  fin  qui
  esposte  non  facciano  alcun  riferimento  alla  rettifica   della
  convenzione  in  argomento nei termini richiesti dall'onorevole  Di
  Guardo,  a  tutela  di un prodotto coperto da  marchio  IGP,  colgo
  l'occasione   per  esprimere  piena  condivisione  ai  suggerimenti
  espressi  per eventuali future analoghe iniziative, che il  Governo
  regionale ha volontà di poter attivare.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole  Di  Guardo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   DI GUARDO. Signor Presidente, mi dichiaro insoddisfatto.

   PRESIDENTE.  Per accordo fra le parti, sarà data risposta  scritta
  all'interrogazione   numero   374  «Risorse   aggiuntive   per   la
  realizzazione  di  un parco aggiuntivo di interventi  in  Sicilia»,
  dell'onorevole Oddo.
   Per  assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione numero 396
  «Revisione  del  criterio di ripartizione per l'assegnazione  delle
  nuove  quote  latte alla Sicilia in base alle quote  preesistenti»,
  dell'onorevole  Minardo,  si intende presentata  con  richiesta  di
  risposta scritta.
   Per  assenza dall'Aula dei firmatari, l'interrogazione numero  409
  «Notizie sulla situazione finanziaria e gestionale dei consorzi  di
  bonifica  al  fine  di  verificarne la  reale  utilità  all'interno
  dell'Amministrazione   regionale»,  degli   onorevoli   Barbagallo,
  Ammatuna,  Galvagno e Lupo, si intende presentata con richiesta  di
  risposta scritta.
   Per   accordo   fra   le   parti,  sarà  data   risposta   scritta
  all'interrogazione  numero 463 «Rilancio del  settore  vitivinicolo
  attraverso  il  finanziamento di uno specifico  bando  per  la  DOC
  Sicilia», dell'onorevole Oddo.
   Per  assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione numero 492
  «Interventi  di  sostegno per il comparto agricolo della  provincia
  nissena  colpita  da  un violentissimo nubifragio»,  dell'onorevole
  Donegani, si intende presentata con richiesta di risposta scritta.
   Per  assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione numero 517
  +Modifica   del  decreto  presidenziale  4  giugno   2008   recante
   Direttive per la redazione dei regolamenti comunali in materia  di
  fuochi  controllati  in  agricoltura'»,  dell'onorevole  Lupo,   si
  intende presentata con richiesta di risposta scritta.
   Per   accordo   fra   le   parti,  sarà  data   risposta   scritta
  all'interrogazione  numero 522 «Mantenimento in  istruttoria  delle
  istanze  per risarcimento danni presentate dai produttori olivicoli
  e  agrumicoli  delle  province  di  Trapani,  Palermo,  Siracusa  e
  Messina», dell'onorevole Oddo.
   Per  assenza dall'Aula dei firmatari, l'interrogazione numero  565
  «Notizie  sui  contenuti  dei  bandi di  attuazione  del  Piano  di
  sviluppo rurale», degli onorevoli Panepinto e Apprendi, si  intende
  presentata con richiesta di risposta scritta.
   Su richiesta dei rispettivi firmatari, e per accordo fra le parti,
  sarà data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
     -  numero  568  «Iniziative per la proroga dei  termini  per  la
  presentazione delle istanze di cui al decreto 18 febbraio 2009  del
  Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali per  far
  fronte alle gelate febbraio 2008», dell'onorevole Vinciullo;
   -  numero  580 «Iniziative a livello nazionale per scongiurare  il
  recepimento   della  direttiva  europea  in  materia   di   bevande
  analcoliche», dell'onorevole Vinciullo;
   -   numero  582  «Interventi  per  favorire  il  credito   agrario
  agevolato,  a sostegno della grave crisi economica che  investe  il
  settore»,  dell'onorevole Di Guardo;
   -  numero  590  «Contributi a favore delle  aziende  agricole  con
  indirizzo zootecnico», dell'onorevole Vinciullo.
   Per  assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione numero 593
  «Notizie  circa  l'istituzione  del  centro  operativo  provinciale
  presso   l'Ispettorato  dipartimentale  del  Corpo   forestale   di
  Siracusa»,   dell'onorevole  Bonomo,  si  intende  presentata   con
  richiesta di risposta scritta.
   Per  assenza  dall'Aula  del  firmatario,  decade  l'interpellanza
  numero  61  «Iniziative a livello nazionale  per  la  tutela  degli
  agricoltori   e   degli   allevatori   siciliani»,   dell'onorevole
  Mattarella.

   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata ad  oggi,  mercoledì  7
  ottobre 2009, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   I  - Comunicazioni.

   II  -  Lettura,  ai  sensi e per gli effetti  degli  articoli  83,
  lettera d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:

   n.  149 -  Mancata attuazione degli articoli 16, 17, 18, 19  e  20
  della  legge  finanziaria  regionale n.  6  del  2009,  riguardanti
  interventi in favore del comparto agricolo .

        ODDO - CRACOLICI - APPRENDI - DONEGANI - MARINELLO - VITRANO-
     AMMATUNA - BARBAGALLO - BONOMO - DE BENEDICTIS-DI BENEDETTO - DI
       GUARDO - DIGIACOMO - FARAONE - FERRARA - FIORENZA - GALVAGNO -
       GUCCIARDI - LACCOTO - LUPO - MARZIANO MATTARELLA - PANARELLO -
            PANEPINTO - PICCIOLO - RAIA -RINALDI - SPEZIALE - TERMINE

   n.  150  -  Interventi per la rimodulazione dei premi delle misure
  agro-ambientali  previsti dalla Misura 214 del  piano  di  sviluppo
  rurale (PSR) 2007-2013 della Regione siciliana .

        ODDO - CRACOLICI - APPRENDI - DONEGANI - MARINELLO - VITRANO-
     AMMATUNA - BARBAGALLO - BONOMO - DE BENEDICTIS-DI BENEDETTO - DI
       GUARDO - DIGIACOMO - FARAONE - FERRARA - FIORENZA - GALVAGNO -
       GUCCIARDI - LACCOTO - LUPO - MARZIANO MATTARELLA - PANARELLO -
            PANEPINTO - PICCIOLO - RAIA -RINALDI - SPEZIALE - TERMINE

   III  -   Comunicazioni del Governo sugli eventi alluvionali  nella
  provincia di Messina.

   IV -  Discussione del disegno di legge:
   «Disposizioni per agevolare l'incontro tra domanda  e  offerta  di
  lavoro» (n. 349/A) (Seguito).

    Relatore: on. Panarello

                   La seduta è tolta alle ore 12.15

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      Dott.ssa Iolanda Caroselli

   ALLEGATO:

   Risposte scritte ad interrogazioni

   RUBRICA LAVORO:

   RUGGIRELLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per  il
  lavoro,  la  previdenza  sociale,  la  formazione  professionale  e
  l'emigrazione,  premesso che l'attuale stato di assoluta  emergenza
  rappresentato  dall'elevato numero di  morti  sul  lavoro  andrebbe
  fronteggiato  attraverso la promozione ed  il  potenziamento  della
  cultura  della  legalità  in ogni contesto  lavorativo,  poiché  la
  conoscenza  unitamente  al  rispetto delle  regole  in  materia  di
  prevenzione, l'emersione del lavoro nero, la regolarizzazione delle
  aziende  e  la  chiusura  di quei cantieri operanti  in  regime  di
  conclamata illegalità ridurrebbe il rischio di infortuni;

   ritenuto  essenziale un incremento delle ispezioni e dei controlli
  nelle   aziende  per  verificare  l'applicazione  delle  norme   di
  sicurezza, nonché un potenziamento degli organi di vigilanza ed una
  migliore  distribuzione  sul  territorio  dei  controlli  ispettivi
  attraverso  l'utilizzo di tutte le risorse umane disponibili  utili
  per  migliorare le condizioni di salute e sicurezza nei  luoghi  di
  lavoro;

   per   sapere   se  non  ritenga  utile  includere  gli  istruttori
  direttivi,    che   abbiano   presentato   regolare   istanza    di
  partecipazione  al  bando  CIAPI,  tra  i  soggetti   abilitati   a
  frequentare il corso di formazione per ispettori del lavoro». (431)

   Risposta. - «Con l'interrogazione n. 431 dell'onorevole Ruggirello
  venivano  richieste  notizie  circa l'inclusione  degli  istruttori
  direttivi  tra  i  soggetti  abilitati a  frequentare  i  corsi  di
  formazione di ispettori del lavoro.
   Con nota prot. 450/gab. del 21/09/2009 si chiedeva al Dipartimento
  regionale Lavoro di fornire ogni elemento utile per la risposta.
   Con  nota  prot. 32893 del 23/09/2009 il Dirigente  dell'Area  VII
  Affari  Generali  del  Dipartimento Lavoro ha  rimesso  nota  prot.
  114/Area  del 05/06/09 del Dirigente Area Dipartimentale III  nella
  quale si rappresentava che:
   -  il  Bando CIAPI, pubblicato in data 25 Febbraio 2007 a  seguito
  del Protocollo d'Intesa stipulato tra il Ministero del Lavoro e  la
  Regione Sicilia in data 22/12/2004, riservava la partecipazione  ai
  corsi  ai  soli  funzionari  direttivi  degli  uffici  centrali   e
  periferici dell'Assessorato Regionale Lavoro;
   -  la  commissione di valutazione delle istanze di partecipazione,
  in  virtù di quanto sopra, ha escluso gli istruttori direttivi  per
  mancanza dei requisiti previsti;
   - i corsi si sono svolti nel corso degli anni 2006, 2007 e 2008 ed
  i  relativi  esami finali sono stati definiti nel mese di  dicembre
  2008.
   Tanto in evasione all'atto parlamentare in parola».

                              L'Assessore
                           on. Luigi Gentile

   RUBRICA SANITÀ:

   GALVAGNO. - «Al Presidente della Regione, premesso che:

   le  farmacie  della  provincia di Enna da oltre  sette  mesi  non
  ricevono  il  pagamento  delle  forniture  erogate  in  regime  di
  convenzione   con  il  Servizio  Sanitario  Nazionale   da   parte
  dell'A.U.S.L.
  n. 4 di Enna;

   i  ritardi  nel rimborso dei farmaci hanno costretto i farmacisti
  ad  indebitarsi con i grossisti e con le banche e messo a  rischio
  la prosecuzione dell'attività da parte di diverse farmacie;

   la  pubblica amministrazione, oltre al rischio del proliferare di
  contenziosi per il puntuale rispetto dei termini di pagamento come
  da  convenzione,  si  trova  esposta  ad  azioni  giudiziarie  per
  interessi  moratori, rivalutazione monetaria e risarcimento  danni
  che  andrebbero ad incidere pesantemente sulla spesa  sanitaria  e
  darebbe luogo ad un esorbitante danno erariale;

   per sapere:

   se sia a conoscenza dello stato di agitazione della categoria;

   se  sia  a conoscenza del fatto che i titolari di farmacia  della
  provincia  di  Enna  non  sono passati  al  regime  di  assistenza
  indiretta, con il conseguente pagamento dei farmaci da parte degli
  utenti,  per non turbare il momento elettorale che vede l'elezione
  del   Presidente  della  Provincia  regionale  e   del   Consiglio
  provinciale oltre che il rinnovo di nove amministrazioni locali;

   se risponda a verità che i ritardi accumulati nel pagamento delle
  spettanze  alle  farmacie  della  provincia  di  Enna,  da   parte
  dell'A.U.S.L.  n.  4,  risultano superiori a  quelli  delle  altre
  AA.UU.SS.LL.  della  Sicilia  e,  quindi,  potrebbero  non  essere
  esclusivamente collegati con i ritardi dei trasferimenti da  parte
  della Regione;

   se  non  ritenga di dovere nominare un commissario  ad  acta  per
  procedere  all'immediato  pagamento  delle  spettanze  dovute   ai
  titolari delle farmacie della provincia di Enna;

   quali   ulteriori  iniziative  intenda  assumere   al   fine   di
  scongiurare  il passaggio all'assistenza indiretta  nei  confronti
  dei  cittadini della provincia di Enna, all'indomani del voto  del
  15  e  16 giugno del corrente anno ed evitare ripercussioni  sulla
  qualità del servizio di assistenza sanitaria». (13)

   Risposta.  -  «In ordine alla interrogazione n. 13 con  la  quale
  l'onorevole Galvagno chiede notizie circa i provvedimenti al  fine
  di  consentire il pagamento alle farmacie delle forniture  erogate
  in  regime  di convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale  da
  parte  dell'A.U.S.L. n. 4 di Enna, si rappresenta che la questione
  segnalata   nell'atto   ispettivo,   di   natura   transitoria   e
  contingente,  risulta  oggi rientrata  nei  termini  di  ordinaria
  gestione».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   PANEPINTO.  -  «All'Assessore per la sanità, premesso  che  nella
  seduta del 10 luglio
  il  consiglio  comunale  di Ribera ha approvato  all'unanimità  un
  ordine  del  giorno di vivo allarme per la paventata chiusura  del
  locale ospedale;

   considerati  gli ambigui atteggiamenti dell'ASL 1  di  Agrigento,
  che  fanno presagire che ci sia l'effettiva volontà di smantellare
  il suddetto presidio;

   visto  che  la  seppur  provvisoria  chiusura  di  servizi  quali
  ostetricia, ortopedia e cardiologia, avvenuta negli ultimi  tempi,
  sembra ormai fare parte di un copione già noto;

   per sapere:

   se  non  ritenga di dover render note le intenzioni  del  Governo
  regionale  circa il futuro dell'ospedale che, invece,  dispone  di
  tali  risorse  tali da suggerire un repentino mutamento  di  rotta
  rispetto al progressivo abbandono attuale». (69)

   Risposta.  -  «In ordine alla interrogazione n. 69 con  la  quale
  l'onorevole  Panepinto chiede notizie circa la ventilata  chiusura
  dell'ospedale di Ribera, si rappresenta che con la legge regionale
  14  aprile 2009, n. 5 recante  Norme per il riordino del  Servizio
  sanitario regionale  è stata prevista l'istituzione delle  Aziende
  sanitarie  provinciali  (A.S.P.) ed in particolare,  per  l'ambito
  provinciale  di  Agrigento,  la  costituzione  di  due   Distretti
  ospedalieri.
   Nello  specifico  per  lo stabilimento di  Ribera,  compreso  nel
  Distretto ospedaliero AG 2 insieme con quello di Sciacca,  saranno
  attivati processi di rifunzionalizzazione, avuto riguardo ai  dati
  epidemiologici   ed  alle  esigenze  sanitarie   del   territorio,
  perseguendo   l'integrazione  con  la  medicina  ambulatoriale   e
  territoriale».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   PANARELLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per  la
  sanità,  premesso  che  il  decreto di programmazione  della  rete
  regionale  delle residenze sanitarie assistenziali (RSA)  prevede,
  per la provincia di Messina, su una popolazione di 122.835 anziani
  ultra sessantacinquenni, 369 posti letto in strutture residenziali
  che, però, risultano parzialmente inutilizzate, pur in presenza di
  un aumento delle richieste di ricovero;

   considerato che:

   i  posti  letto  effettivamente disponibili sono meno  di  quelli
  programmati, in quanto le RSA
  di  Sant'Angelo  di  Brolo e di Novara di  Sicilia  non  sono  mai
  entrate in funzione;

   a fronte di un'inadeguata utilizzazione delle predette strutture,
  non  vengono accolte le richieste di ricovero da parte di soggetti
  in possesso dei requisiti previsti dalla vigente normativa;

   da  diverse segnalazioni emergerebbe un indirizzo restrittivo  da
  parte dei distretti sanitari giustificati dalla carenza di risorse
  dell'ASL n. 5;

   tale  situazione  ha determinato un intasamento  dei  reparti  di
  geriatria  ed  un  presumibile aumento  dei  ricoveri  ospedalieri
  impropri;

   al  probabile danno economico si aggiunge un disagio certo per le
  famiglie  che  hanno  bisogno di assistere  adeguatamente  i  loro
  congiunti ricoverandoli in strutture assistenziali;

   a   conferma  del  predetto  indirizzo  restrittivo,  in   alcuni
  distretti le richieste di ricovero vengono valutate dalle unità di
  valutazione  geriatrie dopo 8/10 giorni,con la  motivazione  della
  carenza di geriatri nelle commissioni;

   la  possibilità  di un uso delle RSA rigoroso e  funzionale  alle
  esigenze  dei cittadini ed agli obblighi del servizio sanitario  è
  complicata  dai contenziosi derivati dai numerosi e contraddittori
  decreti  assessoriali  intervenuti  e  dai  pronunciamenti   della
  giustizia amministrativa;

   la  situazione descritta determina ingiustificati  disagi  tra  i
  soggetti  interessati e le loro famiglie che, a  norma  di  legge,
  sono  titolari di particolari tutele e può prefigurare un  aumento
  dei costi per il sistema sanitario;

   per sapere:

   se  non  ritengano  opportuno predisporre  rigorosi  accertamenti
  presso l'ASL n. 5 al fine
  di  rimuovere gli eventuali ostacoli frapposti alla fruizione  del
  diritto  al  ricovero  nelle  RSA dei  soggetti  in  possesso  dei
  requisiti di legge e di contrastare eventuali ricoveri ospedalieri
  impropri;

   se  non  considerino  utile emanare un nuovo decreto  che,tenendo
  conto  dei  pronunciamenti della giustizia  amministrativa,  eviti
  ulteriori contenziosi;

   se  non  valutino necessario accertare le ragioni  della  mancata
  apertura delle RSA di Sant'Angelo di Brolo e di Novara di Sicilia;

   se  non considerino necessario intervenire nelle presunte carenze
  di  risorse  al fine di assicurare ai disabili, agli  anziani  non
  autosufficienti ed alle loro famiglie l'assistenza prevista  dalla
  legge nelle strutture residenziali accreditate per queste finalità
  in provincia di Messina». (104)

   Risposta.  - «In ordine alla interrogazione n. 104 con  la  quale
  l'onorevole   Panarello   chiede   notizie   circa   la    mancata
  utilizzazione   delle  residenze  sanitarie  assistenziali   della
  provincia di Messina, si rappresenta quanto segue.
   Preliminarmente si precisa che è stato presentato  ai  competenti
  Ministeri  per la relativa validazione il documento programmatorio
  sul  potenziamento della rete regionale delle residenze  sanitarie
  assistenziali (R.S.A.) nel quale vengono determinati il fabbisogno
  assistenziale  per provincia e rivisti i criteri  di  accesso  dei
  soggetti  provenienti anche da reparti ospedalieri  per  acuti  al
  fine   di   assicurare  procedure  più  celeri  ed  uniformi   con
  contestuale miglioramento dell'assistenza alla predetta  categoria
  di utenti e delle loro famiglie.
   Le  costituende A.S.P. faranno fronte agli oneri derivanti  dalla
  implementazione  dell'assistenza  residenziale  con  le   economie
  scaturenti  dalla  disattivazione della  funzione  di  acuzie  dei
  presidi ospedalieri pubblici e dalla loro riconversione nella rete
  dei  servizi  territoriali nonché dalla conseguente riduzione  del
  numero dei ricoveri ospedalieri e dei ricoveri inappropriati.
   Nello specifico per quanto attiene alle R.S.A. di Sant'Angelo  di
  Brolo e di Novara di Sicilia si precisa quanto segue:
   -  la  R.S.A.  di  Sant'Angelo di Brolo è  stata  temporaneamente
  destinata,  a seguito di richiesta della Prefettura di Messina,  a
  centro di accoglienza per immigrati;
   -  la R.S.A. di Novara di Sicilia risulta attualmente in fase  di
  ristrutturazione.
   Si rappresenta infine che entrambe le strutture sono comprese nel
  programma  di  potenziamento della rete regionale  che,  come  già
  precisato, è in attesa di validazione ministeriale».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   GALVAGNO.  - «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   al Governo dell'azienda ospedaliera Umberto I di Enna concorre il
  'collegio di direzione'
  (art.  13 Atto aziendale) che è composto dalla direzione aziendale
  e dai direttori dei dipartimenti;

   il  direttore  di  dipartimento, per quanto concerne  le  risorse
  umane  assegnate  al  dipartimento  stesso,  svolge  funzioni   di
  gestione  e  valutazione  del personale assegnato,  coordinamento,
  integrazione  e  controllo delle assenze,  ferie  e  straordinario
  (art. 36 dell'atto aziendale);

   con  deliberazione  n.  611  del 17 maggio  2007  avente  oggetto
  'provvedimento  in ordine alla rimodulazione del  Regolamento  del
  Servizio   Infermieristico  (SIA)'  il  commissario  straordinario
  dell'azienda ospedaliera Umberto I di Enna, non rispettando l'atto
  aziendale,  ha assegnato la programmazione, gestione e valutazione
  delle  risorse umane dell'area infermieristica, ostetrica, tecnica
  e di supporto delle strutture operative in azienda al responsabile
  del SIA, il cui posto è previsto in pianta organica con profilo di
  'Operatore Professionale Dirigente (VIII livello');

   con  la  stessa  deliberazione  si  dispone  che  la  nomina  del
  dirigente  del  SIA  avverrà  con  inquadramento  nell'area  della
  dirigenza,    ruolo   sanitario,   professionale,    tecnico    ed
  amministrativo del SSN (XI livello) e ciò pur non essendo previsto
  il posto di 'dirigente' in pianta organica;

   i  direttori di dipartimento hanno fatto notare, per iscritto, al
  commissario  straordinario dell'azienda ospedaliera Umberto  I  di
  Enna, l'illegittimità del provvedimento adottato;

   il   commissario  straordinario  non  ha  dato  seguito  all'atto
  deliberativo    avendo    preso   atto,   verosimilmente,    della
  illegittimità      del provvedimento stesso;

   con  successivo atto deliberativo n. 221 del 21 febbraio 2008  il
  commissario straordinario ha sostanzialmente reiterato  l'atto  n.
  611  del  17 maggio 2007 modificando, però, i requisiti  richiesti
  per il responsabile del SIA, confermando il dipendente che in atto
  svolge tale ruolo e affidando, di fatto, la dirigenza a dipendente
  non avente i titoli;

   considerato che:

   i direttori dei dipartimenti sanitari strutturali vengono privati
  delle  funzioni  di governo di gestione delle risorse  umane,  con
  grave nocumento per il buon funzionamento dei dipartimenti stessi;

   di  fatto, la disposizione in oggetto ha stravolto e bloccato  il
  processo  di  dipartimentalizzazione dell'Azienda, non rispettando
  il dettato dell'art. 36 dell'atto aziendale vigente;

   per sapere:

   a) se sia a conoscenza di quanto sopra esposto;
   b) se non ritenga di disporre accesso ispettivo;
   c)    come   intenda   ripristinare   la   legalità   all'interno
  dell'azienda ospedaliera Umberto I
  di Enna». (177)

   Risposta.  - «In ordine alla interrogazione n. 177 con  la  quale
  l'onorevole Galvagno chiede notizie in ordine agli interventi  per
  il ripristino della legalità nell'Azienda ospedaliera Umberto I di
  Enna, si rappresenta quanto segue.
   In  data 24 novembre 2008 è stato effettuato un accesso ispettivo
  presso  la  predetta Azienda ospedaliera a seguito  del  quale  il
  dirigente   incaricato   ha   relazionato   che   il   Commissario
  straordinario  ed  il Direttore sanitario hanno  rappresentato  le
  difficoltà gestionali prodotte da una

  delibera,   adottata  dal  precedente  Direttore   generale,   che
  prevedeva di affidare ai vari Dipartimenti le competenze  relative
  alla gestione del personale che prima facevano capo alla Direzione
  sanitaria di Presidio ed all'Ufficio infermieristico.
   In  considerazione di quanto sopra, il Commissario  straordinario
  ha  ritenuto  necessario modificare in parte detta delibera.  Tale
  rimodulazione  ha prodotto alcuni rilievi da parte  dei  Direttori
  dei  Dipartimenti  ed  un ricorso al T.A.R. da  parte  del  CO.DI.
  (Coordinatori  infermieristici  di Dipartimento)  con  contestuale
  richiesta di sospensione del provvedimento.
   Il  T.A.R. con ordinanza del giugno 2008 ha rigettato la  domanda
  cautelare proposta con il suddetto ricorso che, alla data odierna,
  non si è ancora pronunciato nel merito.
   Successivamente l'Azienda, al fine di venire incontro  ad  alcune
  richieste  delle  parti  interessate, ha provveduto  ad  apportare
  ulteriori modifiche alla delibera di nuova organizzazione  ma  ciò
  ha nuovamente causato il disappunto da parte del CO.DI.
   Da quanto risulta dal verbale di ispezione, i rilievi del CO.DI.,
  oggetto  di indagine specifica, non hanno avuto seguito  da  parte
  della DIGOS della Questura di Enna.
   Per  quanto accertato durante l'ispezione effettuata e dall'esame
  della   documentazione  dallo  stesso  acquisita,   il   dirigente
  incaricato  ha  dichiarato di non avere riscontrato  le  segnalate
  irregolarità.
   Infine   anche  il  Commissario  straordinario  ed  il  Direttore
  sanitario    dell'Azienda   ospedaliera   hanno    ribadito    che
  l'organizzazione  e la gestione del Personale  sono  sempre  state
  conformi alle previsioni dei deliberati aziendali».
                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   GALVAGNO. «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   il direttore di dipartimento, nominato dal direttore generale tra
  i  partecipanti  ad  un  avviso  pubblico,  stipula  un  contratto
  triennale rinnovabile con il responsabile dell'azienda;

   il  rinnovo  o il mancato rinnovo di un contratto viene  disposto
  con provvedimento motivato del direttore generale;

   tre  contratti  di  direttore  di dipartimento  presso  l'azienda
  ospedaliera  Umberto  I di Enna sono scaduti  dal  23/11/2007,  un
  altro dal 30/9/2008 e il quinto andrà a scadere il 31/3/2009;

   con   propria   lettera   notificata  ai  cinque   direttori   di
  dipartimento,  il commissario straordinario presso  l'ospedale  ha
  comunicato  agli  interessati  la  'sospensione  temporanea  delle
  funzioni', per
  i primi quattro dall'1/1/2009 e per il quinto dall'1/4/2009, senza
  per nulla motivare il provvedimento;

   considerato che:

   la disposizione di cui sopra viola palesemente l'atto aziendale a
  suo tempo regolarmente approvato ed in vigore;

   l'istituto  della sospensione temporanea delle funzioni,  se  non
  per  gravi  e  documentate motivazioni, non trova riscontro  nella
  normativa vigente;

   tale  atto,  palesemente  illegittimo,  annulla  l'organizzazione
  dipartimentale  dell'azienda   ospedaliera  Umberto  I  di   Enna,
  prevista ed attuata da tutte le aziende sanitarie secondo le leggi
  dello Stato e della Regione, una per tutte d.lgs. n. 229/99 - art.
  17  bis, comma 1 (modello ordinario di gestione operativa di tutte
  le attività delle aziende sanitarie);

   per sapere:

   se sia conoscenza di quanto sopra esposto;

   se  non  ritenga di dover avviare un'immediata indagine ispettiva
  volta  a  verificare  il  rispetto  dei  principi  di  legalità  e
  trasparenza nella gestione dell'azienda ospedaliera Umberto  I  di
  Enna;

   quali  iniziative intenda assumere per ripristinare  la  legalità
  all'interno dell'azienda in
  oggetto». (191)

   Risposta.  - «In ordine alla interrogazione n. 191 con  la  quale
  l'onorevole   Galvagno  chiede  notizie  in  merito   a   presunte
  irregolarità presso l'Azienda ospedaliera Umberto I  di  Enna,  si
  rappresenta quanto segue.
   In  data 24 novembre 2008 è stato effettuato un accesso ispettivo
  presso  la  predetta Azienda ospedaliera a seguito  del  quale  il
  dirigente    incaricato   ha   relazionato    che    al    momento
  dell'insediamento  del  Commissario  straordinario  la  situazione
  degli   incarichi  dei  Direttori  dei  Dipartimenti   strutturali
  risultava la seguente:
   -Dr.  Armando  Mingrino - Dipartimento di chirurgia  -  contratto
  scaduto  il 24 novembre 2007;
   -Dr.  Giuseppe Concimano - Dipartimento dei servizi  -  contratto
  scaduto il 24 novembre 2007;
   -Dr.   Giovanni  Nicotra  -  Dipartimento  di  emergenza  DEA   -
  contratto scaduto il 24 novembre 2007;
   -Ing.  Fausto  Severino  - Dipartimento amministrativo-tecnico  e
  professionale - contratto scaduto il 30 settembre 2008;
   -Dr.  Calogero  Vasco  -  Dipartimento di  medicina  -  contratto
  scaduto il 30 settembre 2008.
     A  tal proposito, il Commissario straordinario ha riferito che,
  in  previsione  della nomina del nuovo Direttore  generale  -  che
  sarebbe  dovuta  avvenire in tempi brevi  -  non  ha  ritenuto  di
  adottare  i  provvedimenti di rinnovo per i succitati responsabili
  di  Dipartimento  precisando, nel contempo, che gli  stessi  hanno
  comunque  continuato  a  svolgere le loro funzioni  senza  che  ne
  venisse intaccato il loro trattamento economico.
   Visto  poi  il  protrarsi dei tempi relativi al conferimento  dei
  nuovi  incarichi ed il consequenziale prolungamento  dell'incarico
  di  Commissario straordinario, quest'ultimo ha dapprima comunicato
  agli  interessati  di continuare a svolgere le  funzioni  connesse
  agli incarichi e, successivamente, la imminente conclusione (entro
  il   31/12/2008),  delle  valutazioni  degli  incarichi  ai   fini
  dell'adozione dei provvedimenti di rinnovo degli stessi ovvero  di
  nomina dei nuovi Direttori dei Dipartimenti.
   Per  quanto sopra rappresentato il dirigente ispettore incaricato
  ha  dichiarato che le questioni evidenziate dall'interrogante sono
  state  adeguatamente  affrontate  dai  vertici  aziendali  ed,  in
  particolare,  che  i  ritardi  determinatisi  nei  rinnovi   degli
  anzidetti contratti non hanno, di fatto, prodotto effetti negativi
  agli  interessati sia in termini di funzioni svolte sia  sotto  il
  profilo economico».
                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   GALVAGNO. -  «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   il  reparto  di cardiologia dell'ospedale Umberto I  di  Enna  da
  alcuni giorni risulta chiuso per mancanza di personale medico;

   sull'andamento   della   gestione  del   suddetto   ospedale   il
  sottoscritto   interrogante  ha  presentato  più  atti   ispettivi
  (l'interrogazione 191 del 24 ottobre 2008, la 177 del  20  ottobre
  2008,  la 49 del 9 luglio 2008 e la 36 del 2 luglio 2008) che  non
  hanno ricevuto a tutt'oggi alcuna risposta;

   per sapere:

   se  sia  a  conoscenza  dell'avvenuta  chiusura  del  reparto  di
  cardiologia  dell'ospedale Umberto I di  Enna  e  dei  motivi  che
  l'hanno determinata;

   se  sia  a  conoscenza  che il predetto  reparto  di  cardiologia
  gestisce anche l'UTIC;

   se  corrisponda a verità che la carenza di organico del personale
  medico  è  stata determinata dal trasferimento, per  mobilità,  di
  alcuni medici;

   se,  prima  di concedere la mobilità al personale medico  che  ne
  aveva fatto richiesta, il commissario dell'ospedale Umberto  I  di
  Enna abbia messo in atto tutte le procedure necessarie per coprire
  i posti che si sarebbero resi vacanti, secondo i principi del buon
  andamento  dell'amministrazione pubblica e al fine di tutelare  il
  diritto fondamentale alla salute dei cittadini;

   se  e  quali  provvedimenti urgenti intenda adottare al  fine  di
  garantire   l'immediata  riapertura  del  reparto  di  cardiologia
  dell'ospedale Umberto I di Enna;

   se  non  ritenga  di dover avviare una indagine  ispettiva  sulla
  gestione  del  commissario  dell'ospedale  in  oggetto,  volta  ad
  accertare eventuali responsabilità in ordine al disservizio creato
  a danno della salute degli utenti;

   se  ritenga  ancora utile mantenere lo stato di  commissariamento
  della struttura ospedaliera;

   se  il  commissario  dell'ospedale Umberto I di  Enna  percepisca
  indennità  per il raggiungimento degli obiettivi assegnati  e,  in
  caso  affermativo, l'entità delle somme liquidate negli anni 2005,
  2006, 2007 e 2008;

   se  non  ritenga  opportuno  procedere all'immediata  nomina  del
  direttore generale dell'azienda ospedaliera;

   quanto  tempo  occorra ancora attendere per ottenere  risposta  a
  tutte  le  interrogazioni parlamentari dal sottoscritto presentate
  in  merito alla cattiva gestione dell'ospedale Umberto I di Enna».
  (314)

   Risposta.  - «In ordine alla interrogazione n. 314 con  la  quale
  l'onorevole Galvagno chiede notizie circa la chiusura del  reparto
  di cardiologia dell'ospedale Umberto I di Enna, si rappresenta
  quanto segue.
   Il  reparto di cardiologia è stato chiuso dal responsabile  dott.
  Vasco  per  carenza  di  personale  medico  senza,  peraltro,   la
  preventiva autorizzazione della Direzione.
   Si  precisa che l'organico medico della cardiologia è composto da
  undici  unità,  compreso il responsabile, e che  attualmente  sono
  presenti complessivamente otto unità.
   La predetta carenza di personale medico è stata determinata da un
  turn-over  la  cui  origine  è data dalle  continue  richieste  di
  mobilità volontarie da parte dello stesso personale.
   La Direzione a dette mobilità volontarie, alle quali non può dare
  risposta   negativa,  ha  sempre  cercato  di  ovviare  attraverso
  procedure  di  sostituzione,  così  come  previsto  dalla  vigente
  normativa  (incarichi, concorsi, supplenze) e sempre nel  rispetto
  dei vincoli finanziari imposti dal Piano
  di rientro.
   Nel  caso  specifico  la  chiusura del  reparto  di  cardiologia,
  verificatasi  solo dall'1 al 16 gennaio 2009, è stata  determinata
  dalla mobilità volontaria di due dirigenti medici avvenuta una  in
  data   16  dicembre  2008,  l'altra  in  data  1   gennaio   2009,
  rispettivamente sostituiti con incarichi temporanei in data  14  e
  23 gennaio 2009.
   In  entrambi i casi sono state comunque avviate le procedure  per
  la copertura dei posti.
   Come  sopra  specificato, il reparto è tutt'oggi carente  di  tre
  dirigenti  medici  per  la  cui  copertura,  nel  rispetto   delle
  percentuali   del  turn-over  e  dei  limiti  delle  disponibilità
  finanziarie, è stata autorizzata da questo Assessorato,  con  nota
  prot.  n. 824 del 21 maggio 2009, l'assunzione di personale medico
  di   cardiologia  con  il  conferimento  di  incarichi   a   tempo
  determinato per la durata di quattro mesi.
   Considerato che la Direzione dell'Azienda ospedaliera di Enna non
  ha  acquisito alcuna disponibilità da parte dei medici  contattati
  per la copertura a tempo determinato dei posti, la stessa Azienda,
  con  deliberazione n. 694 del 5 giugno 2009, ha  emesso  ulteriore
  avviso  pubblico per formulare una graduatoria per il conferimento
  dei suddetti incarichi attualmente vacanti.
   Si   precisa  che  il  reparto  di  cardiologia  gestisce   anche
  l'U.T.I.C..
   Per   quanto   concerne  il  commissariamento   della   struttura
  ospedaliera  si  comunica che, nelle more della  nomina  ai  sensi
  della  legge  regionale  n.  5/2009 del Direttore  generale  della
  A.S.P.  di  Enna,  si  è  provveduto a  sostituire  il  precedente
  commissario  straordinario con il dott. Francesco Iudica,  attuale
  Direttore   generale   dell'A.U.S.L.   n.   4   di   Enna,   nella
  considerazione delle funzioni attualmente rivestite  dallo  stesso
  nel  medesimo  ambito  territoriale ed in vista  dell'accorpamento
  così come previsto dagli articoli 8 e 33 della citata normativa.
   Infine,  il  decreto  assessoriale n. 32634 del  26  luglio  2000
  attribuisce  al   commissario  straordinario,  nominato  ai  sensi
  dell'articolo  11  della legge regionale n. 30/1993,  un  compenso
  lordo mensile aggiuntivo al trattamento economico posseduto,  pari
  al  30%  di  quello  spettante al Direttore generale  dell'Azienda
  U.S.L.  od  ospedaliera nella quale lo stesso viene  nominato  con
  esclusione   del   trattamento  economico   integrativo   previsto
  dall'articolo  1  del D.P.C.M. 19 luglio 1995, n.  502,  oltre  al
  rimborso  delle spese e delle indennità di missione  eventualmente
  sostenute ».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   APPRENDI.  -  «All'Assessore  per  la  sanità,  premesso  che  le
  difficoltà finanziarie della Regione nel contesto più generale  di
  una  grave  crisi economica mondiale richiedono grande  oculatezza
  nella spesa;

   considerato il malessere sociale e il deterioramento del rapporto
  tra cittadini e politica, tra popolazione e istituzioni;

   ritenuto  necessario  incrementare  il  rapporto  costi-benefici,
  risorse  umane e capacità operativa dell'amministrazione pubblica,
  e di quella regionale in particolare;

   per sapere:

   di  quante  consulenze esterne si avvalga codesto  Assessorato  e
  quali siano le retribuzioni di ciascun consulente;

   se  una diversa organizzazione del personale in rapporto ai  fini
  istituzionali   e   di   programma   consenta   il   recupero   di
  professionalità  presenti nei ruoli della pubblica amministrazione
  regionale impiegati presso codesto Assessorato». (345)

   Risposta.  - «In ordine alla interrogazione n. 345 con  la  quale
  l'onorevole   Apprendi  chiede  notizie  circa  il  numero   delle
  consulenze  esterne  presso l'Assessorato sanità,  si  rappresenta
  quanto segue.
   Ai  sensi dell'articolo 51 della legge regionale 29 ottobre 1985,
  n.  41, gli Assessori regionali  sono autorizzati ad avvalersi per
  periodi  determinati,  in  relazione a comprovate  esigenze  della
  amministrazione, di un numero di consulenti non superiore  a  tre,
  esperti  in  materie giuridiche, economiche, sociali od  attinenti
  all'attività dei singoli rami di amministrazione .
   Allo  stato attuale, e per come si può evincere anche  da  quanto
  pubblicato, ai sensi dell'articolo
    1,  comma  127, della legge 23 dicembre 1996, n. 662,  sul  sito
  della Regione alla
  pagina
  http://www.regione.sicilia.it/areaconsulenze/resultModuloR.asp?fas
  sto=42, lo scrivente, nell'ambito delle prerogative previste dalla
  citata  l.r. n. 41, ha conferito incarico ad un consulente  (dott.
  Angelo  Argento)  esperto  in  materia giuridico-amministrativa  -
  finalizzato alla programmazione per l'accesso ai fondi  europei  e
  alla  progettazione di piani di investimento in campo sanitario  -
  ed a un consulente (dott.ssa Amalia Panebianco) esperto in materia
  di pianificazione e controllo strategico.
   In ordine al secondo punto dell'interrogazione si precisa che,  a
  seguito   della  riorganizzazione  dei  Dipartimenti   di   questa
  Amministrazione  in  attuazione di  quanto  disposto  dalla  legge
  regionale
  n.  19/2008,  le  professionalità ivi  incardinate  sono  in  atto
  pienamente impegnate nelle attività di avvio della recente riforma
  della   sanità  regionale,  pertanto  lo  scrivente  ha   ritenuto
  opportuno non distoglierle dai compiti istituzionali».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   CAPUTO.  -  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  sanità, premesso che:

   l'ospedale  G.F.  Ingrassia è ubicato  sul  versante  sud-est  di
  Palermo e rappresenta l'unico presidio alla periferia della  città
  ed  è  dotato  di unità operativa quali anestesia e  rianimazione,
  cardiologia
  e  UTIC,  UTIN,  chirurgia generale, emodinamica,  ginecologia,  e
  ostetricia medicina, MCAU
  e ortopedia. In totale all'interno della struttura sono attivi ben
  192 posti letto;

   attesa  la collocazione geografica del territorio in cui  è  sito
  l'ospedale, i residenti dei comuni di Monreale, San Giuseppe  Jato
  e  San  Cipirello, oltre che parte di Piana degli Albanesi e Santa
  Cristina  Gela,  utilizzano  il  presidio  ospedaliero,   che   in
  particolare  nel periodo estivo, attesa la vocazione  turistica  e
  residenziale  di  questi centri si trova ad ospitare  migliaia  di
  utenti;

   la   nuova   programmazione  sanitaria   prevede   l'accorpamento
  dell'ospedale   G.F.  Ingrassia  all'interno  di  altri   presidii
  ospedalieri  cittadini,  che  utilizzerebbero  le  risorse  umane,
  professionali e strumentali del presidio ospedaliero per colmare i
  loro  vuoti di organico e l'insufficienza dei posti letto, facendo
  venir  meno,  in tal senso, i requisiti per garantire  l'emergenza
  sanitaria, l'assistenza,
  la  continuità  ospedaliera degli utenti della periferia  e  della
  provincia di Palermo;

   tale  previsione  di  accorpamento  contrasta  con  la  strategia
  portata  avanti  dall'Assessorato  Sanità  e  dall'azienda   unità
  sanitaria  locale  n.  6  finalizzata  a  potenziare  il  presidio
  ospedaliero;

   negli  ultimi  anni,  infatti, sono stati  realizzati  importanti
  investimenti economici, ristrutturazioni di unità operative (nuovi
  reparti di rianimazione, cardiologia, ginecologia ed in ultimo  le
  nuovissime  sale operatorie), acquisti di attrezzature, assunzione
  di  personale,  provvedimenti tutti che  hanno  reso  autonomo  ed
  efficiente il presidio ospedaliero G.F. Ingrassia che è  diventato
  attualmente  il  punto di riferimento dei piccoli  ospedali  della
  provincia di Palermo;

   considerata     pertanto     l'inopportunità     di     procedere
  all'accorpamento del presidio ospedaliero
  G.F.  Ingrassia  con  contestuale  richiesta  di  estrapolare   la
  struttura  ospedaliera dal piano di riordino della rete  sanitaria
  in Sicilia;

   per  sapere quali provvedimenti il Governo della Regione  intenda
  adottare  per  evitare l'accorpamento dell'ospedale  Ingrassia  ai
  centri ospedalieri della città di Palermo». (484)

   Risposta.  - «In ordine alla interrogazione n. 484 con  la  quale
  l'onorevole  Caputo chiede l'esclusione dal piano di  accorpamento
  del  presidio ospedaliero  G.F. Ingrassia , si rappresenta  quanto
  segue.
   La  legge  regionale 14 aprile 2009, n. 5 recante  Norme  per  il
  riordino   del   Servizio   sanitario   regionale    ha   previsto
  l'istituzione delle Aziende sanitarie provinciali (A.S.P.)  ed  in
  particolare,  per l'ambito provinciale di Palermo, la costituzione
  di  tre  Distretti ospedalieri dei quali il Distretto PA 3 include
  anche il Presidio ospedaliero  G.F. Ingrassia .
   Alla  luce della predetta normativa si ritiene pertanto  superata
  la questione posta dall'interrogante».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   BONOMO.  -  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  sanità, premesso che:

   il  presidio  ospedaliero di Lentini, in provincia  di  Siracusa,
  soffre  da  tempo  di  numerose carenze che  rendono  il  servizio
  sanitario   prestato   all'utenza   del   tutto   inefficiente   e
  insufficiente;

   l'ospedale  serve  un  bacino di utenza  pari  a  circa  60  mila
  persone;

   le carenze più macroscopiche riguardano il servizio di anestesia,
  che  funziona  per 12 ore nonostante nello stesso nosocomio  siano
  presenti reparti, quali ad esempio quello di ginecologia,  che  ne
  richiederebbero la funzionalità a tempo pieno, e il laboratorio di
  analisi,  che opera a tempo determinato, compromettendo seriamente
  l'efficacia dell'intera attività ospedaliera;

   l'ospedale di Lentini risulta totalmente sprovvisto da circa  due
  anni  di  un  mammografo funzionante, il che rende particolarmente
  difficoltoso il lavoro di valenti medici senologi che  stoicamente
  portano  avanti  il  servizio di chirurgia con  le  difficoltà  di
  diagnosi conseguenti;

   per sapere:

   quali   provvedimenti  intendano  attuare  al  fine   di   dotare
  l'ospedale di Lentini di servizi sanitari essenziali;

   se  non ritengano urgente inviare un'ispezione che accerti quanto
  sopra  denunciato  e soprattutto le cause che hanno  prodotto  una
  disfunzione  dei servizi ospedalieri così grave e  continuata  nel
  tempo;

   se  non  ritengano  imprescindibile l'accertamento  di  eventuali
  responsabilità   nell'amministrazione  della  ASL,   assumendo   i
  provvedimenti  consequenziali  per  garantire  ai   cittadini   un
  servizio sanitario adeguato». (495)

   Risposta.  - «In ordine alla interrogazione n. 495 con  la  quale
  l'onorevole  Bonomo  chiede  urgenti  provvedimenti   per   dotare
  l'ospedale  di  Lentini  (SR) di servizi sanitari  essenziali,  si
  rappresenta quanto segue.
   Il  Presidio  Ospedaliero  di Lentini,  attualmente  appartenente
  all'A.U.S.L.  8  di  Siracusa,  è  strutturato  come  ospedale  di
  "Comunità" e risulta avere nell'ambito dell'Azienda il più elevato
  indice  di  attrattività, indice di operatività e peso  medio  per
  prestazioni  rese  in  regime di ricovero nonché  il  più  elevato
  numero di accessi in pronto soccorso.
   Secondo le previsioni di cui alla legge regionale 14 aprile 2009,
  n. 5, il predetto presidio farà parte del Distretto ospedaliero SR
  2 dell'Azienda sanitaria provinciale (A.S.P.) di Siracusa.
   Ad  oggi la guardia attiva di anestesia e rianimazione in H 24  è
  stata  attivata ed è operativa nel solo ospedale di Augusta poiché
  la  dotazione organica è numericamente superiore rispetto a quella
  degli  ospedali  di Avola, Noto e Lentini. Con la riorganizzazione
  della  rete  ospedaliera, di prossima attuazione, sarà sicuramente
  possibile  attivare  negli ospedali della  costituenda  A.S.P.  la
  guardia attiva in H 24.
   Allo  stato attuale risulta che il personale medico della  U.O.C.
  di  anestesia  e  rianimazione del presidio di Lentini  riesce  ad
  assicurare  correttamente le attività di elezione e le prestazioni
  in emergenza urgenza.
   La  guardia  attiva  in H 24 del laboratorio  di  analisi  non  è
  attivata  in  nessuno dei presidi ospedalieri dell'A.U.S.L.  8  di
  Siracusa poiché ciò non è previsto per gli ospedali di "Comunità".
   Nella fascia oraria non coperta dal servizio attivo si fa ricorso
  al  personale in pronta disponibilità che non ha fatto  registrare
  disservizi.
   La   Direzione   sanitaria  dell'A.U.S.L.  ha   comunicato   che,
  nell'ambito  dell'integrazione ospedale-territorio, il mammografo,
  con  annesso ecografo, è stato trasferito al Distretto di  Lentini
  dove viene utilizzato al meglio ed a pieno regime. La mancanza  di
  idonei  parcheggi  e  di idonee sale di aspetto  nell'ospedale  di
  Lentini,  già  rilevate dai Carabinieri del  N.A.S.  di  Ragusa  a
  seguito di specifica ispezione, ha suggerito tale soluzione che  è
  stata  condivisa  dalla Direzione aziendale e  dal  Tribunale  dei
  diritti del malato».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   CAPUTO.  -  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  sanità, premesso che:

   l'isola  di  Pantelleria  necessità della  fruizione  di  servizi
  indispensabili per far fronte alle reali
  e concrete esigenze primarie del territorio;

   tra  queste esigenze vi è quella di salvaguardare il mantenimento
  della struttura ospedaliera
  di Pantelleria e di intraprendere un'azione di potenziamento della
  medesima struttura;

   considerato che:

   la  popolazione soffre già il disagio dell'insularità e che  tale
  situazione non può e non deve compromettere il diritto alla salute
  né creare grave nocumento alle esigenze sanitarie dei cittadini;

   risulta  necessario  il mantenimento della struttura  ed  il  suo
  miglioramento  mediante  la  creazione,  sia  strutturale  sia  di
  personale   specializzato,  di  un   reparto   di   ostetricia   e
  ginecologia, di un laboratorio di analisi cliniche per  tutti  gli
  esami ed un reparto di chirurgia di base e di
  pronto soccorso;

   ritenuto, inoltre, che:

   l'isola  di Pantelleria durante il periodo estivo assiste  ad  un
  grande  e  notevole incremento della popolazione a  seguito  delle
  numerosissime presenze turistiche;

   è  quindi  necessario  provvedere al  mantenimento  del  presidio
  ospedaliero  ed  anche al suo potenziamento per  far  fronte  alle
  reali e concrete esigenze del territorio;

   per sapere:

   quali  siano le modalità ed i provvedimenti che il Governo  della
  Regione  intende  adottare  per  garantire  il  mantenimento   del
  presidio ospedaliero nell'isola di Pantelleria;

   quali  provvedimenti intenda adottare per il potenziamento  della
  struttura sanitaria». (515)

   Risposta.  - «In ordine alla interrogazione n. 515 con  la  quale
  l'onorevole  Caputo  chiede il mantenimento  e  potenziamento  del
  presidio  ospedaliero di Pantelleria, si rappresenta  che  con  la
  legge  regionale  14  aprile 2009, n.  5  recante   Norme  per  il
  riordino  del  Servizio sanitario regionale  è stato  previsto  il
  mantenimento   del  Presidio  ospedaliero   Nagar di   Pantelleria
  afferente  al  Distretto ospedaliero TP 1 della Azienda  sanitaria
  provinciale (A.S.P.) di Trapani.
   In  particolare, con D.A. n. 1150 del 15 giugno 2009 (in corso di
  validazione da parte dei competenti Ministeri) recante   Indirizzi
  e   criteri  per  il  riordino,  la  rifunzionalizzazione   e   la
  riconversione  della  rete ospedaliera e  territoriale  regionale.
  Procedure e modalità di
  controllo   gestionale   è  prevista  per   lo   stabilimento   di
  Pantelleria  l'attivazione  di processi  di  rifunzionalizzazione,
  avuto  riguardo ai dati epidemiologici ed alle esigenze  sanitarie
  del   territorio,  perseguendo  l'integrazione  con  la   medicina
  ambulatoriale e territoriale».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   CAPUTO.  -  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  sanità, premesso che:

   il  presidio  ospedaliero 'G.F. Ingrassia' è ubicato  in  Palermo
  all'interno di una parte del territorio cittadino che si  può  ben
  definire strategica. La posizione geografica, infatti, permette la
  fruizione  dei  servizi sanitari non solo da parte  dei  cittadini
  della  periferia  del  capoluogo siciliano,  ma  anche  di  quelli
  provenienti  dai  grandi  centri  urbani  del  vasto  comprensorio
  territoriale;

   l'area,  infatti, comprende i cittadini residenti nei  comuni  di
  Monreale, San Giuseppe Jato, San Cipirello;

   inoltre,  si  rappresenta che il numero  dell'utenza  subisce  un
  notevole  incremento durante il periodo estivo atteso  che  quella
  parte   del   territorio  è  anche  un  centro   residenziale   di
  villeggiatura;

   il   presidio  si  evidenzia,  altresì,  a  seguito  di  notevoli
  investimenti  economici; possiede nuovi reparti  di  rianimazione,
  cardiologia,  ginecologia  e  nuovissime  sale  operatorie.   Tale
  ristrutturazione ha consentito alla struttura di  essere  autonoma
  ed efficiente tanto da diventare anche un punto
  di  riferimento per i piccoli ospedali della provincia di Palermo,
  quali  ad  esempio quelli di Termini Imerese, Petralia, Partinico,
  Corleone e Palazzo Adriano;

   considerato che:

   l'ospedale G.F. Ingrassia ha i requisiti per essere inserito  tra
  i  presidi ospedalieri del territorio gestiti dall'Azienda AUSL n.
  6;  in  caso  contrario,  a seguito del relativo  accorpamento  ai
  grandi  presidi urbani, verrebbe meno la continuità  assistenziale
  ai   cittadini  della  periferia  e  del  vasto  territorio  della
  provincia   di  Palermo  (indicati  in  premessa),  con   notevoli
  conseguenza in danno della salute dei cittadini stessi;

   ritenuto,  quindi, che il presidio in questione non  deve  essere
  accorpato a grossi presidi ospedalieri cittadini, ma deve rimanere
  all'interno  dell'AUSL  6;  in caso contrario  numerosi  cittadini
  subirebbero effetti negativi in danno del diritto alla salute;

   per  sapere  quali provvedimenti il Governo intenda  adottare  al
  fine  di  inserire  il  presidio ospedaliero G.F.  Ingrassia'  nel
  territorio  gestito  dall'Azienda USL n. 6 di Palermo  ed  evitare
  l'accorpamento con altri grossi presidi cittadini». (516)

   Risposta.  - «In ordine alla interrogazione n. 516 con  la  quale
  l'onorevole Caputo chiede l'inclusione all'interno dell'A.U.S.L. 6
  del   presidio  ospedaliero  "G.F.  Ingrassia"  di   Palermo,   si
  rappresenta quanto segue.
   La  legge  regionale 14 aprile 2009, n. 5 recante  Norme  per  il
  riordino   del   Servizio   sanitario   regionale    ha   previsto
  l'istituzione delle Aziende sanitarie provinciali (A.S.P.)  ed  in
  particolare,  per l'ambito provinciale di Palermo, la costituzione
  di  tre  Distretti ospedalieri dei quali il Distretto PA 3 include
  anche il Presidio ospedaliero  G.F. Ingrassia .
   Alla  luce della predetta normativa si ritiene pertanto  superata
  la questione posta dall'interrogante».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   BONOMO. - «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   la  talassemia (o anemia mediterranea) è una grave  malattia,  su
  base ereditaria, dovuta ad un'errata sintesi dell'emoglobina;

   a  seconda del tipo di difetto genico, sono riscontrabili diversi
  livelli di gravità, dalle forme asintomatiche a quelle più  severe
  che rendono indispensabili le emotrasfusioni dopo pochi mesi dalla
  nascita;

   le  trasfusioni  di  sangue  non costituiscono  una  cura  per  i
  talassemici, ma un trattamento salvavita con il quale tenere sotto
  controllo i sintomi e consentire una vita accettabile al paziente;

   la   conseguenza   delle   continue  trasfusioni   determina   un
  sovraccarico di ferro a carico di tutti
  i  tessuti,  in  quanto  l'organismo umano non  ha  meccanismi  di
  eliminazione attiva dell'eccesso
  di ferro;

   l'accumulo   del  metallo,  se  non  adeguatamente   rimosso,   è
  responsabile di gravi danni,
  in particolare al cuore e al fegato;

   si    rende   indispensabile,   pertanto,   un'adeguata   terapia
  ferrochelante,  a  base di farmaci in grado di  legare  il  ferro,
  consentendo all'organismo di eliminarne gli eccessi;

   attualmente,  le terapie chelanti autorizzate si  basano  su  tre
  diverse molecole: la desferoxamina,
  il deferiprone e il deferasirox;

   la desferoxamina è un farmaco molto efficace, ma va somministrato
  lentamente per infusione con una cannula posizionata sotto cute;

   tale  regime  terapeutico  comporta, pertanto,  notevoli  disagi,
  specialmente per i bambini,
  in quanto il trattamento è fastidioso, lungo e doloroso;

   inoltre,   una  delle  controindicazioni  più  significative   al
  trattamento con desferoxamina
  è  costituita dall'effetto negativo sulla crescita con  importanti
  alterazioni ossee;

   il  costo settimanale medio di tale terapia, per paziente,  è  di
  145,00 euro;

   il  deferiprone  e il deferasirox sono invece farmaci  che  vanno
  assunti  per  via  orale  e, pertanto, non comportano  i  notevoli
  disagi collegati al trattamento per via parenterale;

   in   particolare   il  deferasirox,  introdotto  nel   protocollo
  terapeutico  soltanto dal 2007, presenta come ulteriore  e,  forse
  decisivo,   vantaggio,  ovvero  l'assenza  di   effetti   negativi
  sull'accrescimento osseo dei bambini;

   il costo medio settimanale per il deferasirox è di 813,00 euro;

   considerato che:

   con  nota  DIRS/5/4744,  sono  state  stabilite  le  modalità  di
  prescrizione ed erogazione delle specialità medicinali  contenenti
  il principio attivo deferasirox;

   tali   specialità  possono  essere  prescritte,   con   specifico
  riferimento  ai  pazienti  affetti  da  talassemia,  soltanto  dai
  dirigenti  responsabili  dei centri di  talassemia  facenti  parte
  della rete regionale;

   inoltre,  tali  farmaci  devono  essere  consegnati  ai  pazienti
  esclusivamente  dalle  aziende  sanitarie  ed  ospedaliere  e  dai
  policlinici presso cui ricadono i centri prescrittori;

   l'appropriatezza prescrittiva è garantita tramite la formulazione
  di   linee   guida   specifiche  delle  quali  si   disponeva   la
  pubblicazione  sulla  Gazzetta ufficiale della  Regione  siciliana
  entro i successivi 90 giorni;

   premesso, inoltre, che:

   presso   l'Azienda  ospedaliera  Umberto  I   di   Siracusa,   il
  deferasirox  è  stato  somministrato  con  successo  ed  è   stato
  possibile constatare una minore incidenza di alterazioni ossee nei
  pazienti curati con tale principio farmacologico;

   tuttavia,  da  oltre un anno, la direzione generale  dell'Azienda
  ospedaliera Umberto I di Siracusa ha bloccato l'erogazione di tale
  terapia ai nuovi casi e ciò a prescindere da valutazioni cliniche
  e, anzi, in contrasto con le stesse;

   contemporaneamente, le scorte del farmaco detenute in Azienda per
  l'erogazione  sono  sempre  più esigue,  tanto  da  costringere  i
  pazienti ad attese anche di 10 giorni;

   ritenuto che:

   appare  evidente la volontà della direzione generale dell'Azienda
  ospedaliera  Umberto  I  di Siracusa di  impedire  l'accesso  alla
  terapia con deferasirox, limitandolo a pochissimi casi per ragioni
  del   tutto   avulse  dall'efficacia  terapeutica  e   riferibili,
  probabilmente, alla volontà
  di risparmiare sui costi dell'assistenza a danno dei pazienti;

   tale  danno è particolarmente evidente se si considera la diversa
  qualità della vita garantita
  a  coloro  che  possono  accedere  alla  terapia  con  deferasirox
  rispetto a coloro ai quali ciò è impedito;

   ciò  comporta  un'inaccettabile discriminazione nel garantire  il
  diritto  alla salute, particolarmente grave quando a  subirne  gli
  effetti  sono bambini ai quali si nega, scientemente,  un  farmaco
  capace di evitare gravi e deformanti alterazioni ossee;

   l'eventuale  aggravio  di  costi  discendenti  dall'impiego   del
  deferasirox  potrebbe essere compensato, a lungo termine,  da  una
  migliore  adesione  al piano terapeutico da  parte  del  paziente,
  evitando in tal modo l'insorgere di complicanze;

   per sapere:

   se fosse a conoscenza dei fatti esposti in premessa;

   quali urgenti provvedimenti intenda adottare affinché i malati di
  talassemia  della  provincia  di Siracusa  ricevano  le  cure  più
  adeguate e all'avanguardia, al pari di tutti gli altri pazienti;

   se  non  intenda  sollecitare il direttore generale  dell'Azienda
  ospedaliera  Umberto I di Siracusa a trovare modalità  alternative
  di  contenimento  dei  costi che non intacchino  il  diritto  alla
  salute e la qualità dell'assistenza ai malati». (553)

   Risposta.  - «In ordine alla interrogazione n. 553 con  la  quale
  l'onorevole  Bonomo  chiede notizie circa i provvedimenti  per  il
  ripristino  di adeguate cure per i pazienti affetti da  talassemia
  presso l'Azienda ospedaliera Umberto I di Siracusa, si rappresenta
  che  la  stessa, con nota prot. n. 16080 dell' 8 luglio  2009,  ha
  comunicato quanto segue.
   Premesso che le molecole utilizzabili nella terapia ferrochelante
  per il trattamento dei pazienti talassemici sono:
   - la desferoxamina (desferal), somministrabile per infusione;
   - il deferiprone (ferriprox), somministrabile per via orale;
   - il deferasirox (exjade), somministrabile per via orale.
   Presso    l'Unità   operativa   di   Thalassemia    dell'Azienda,
  l'introduzione del Ferriprox in terapia con la sigla "LI",  risale
  al   1994,   in   corso  di  sperimentazione  clinica  debitamente
  autorizzata del Comitato
  di  Bioetica  dell'Azienda.  Nel 1999  il  farmaco  è  entrato  in
  commercio e, ad oggi, i pazienti
  in  trattamento  sono  circa  33. Nel corso  degli  anni  parecchi
  pazienti hanno dovuto sospendere
  il trattamento per l'insorgenza di eventi avversi.
   L'Exjade  è  stato introdotto in terapia nel 2003,  in  corso  di
  sperimentazione clinica, con il nome di  ICL670 .
   Nel  2007 è stato immesso in commercio e, ad oggi, i pazienti  in
  trattamento  sono circa 22. Anche in questo caso  alcuni  pazienti
  hanno dovuto sospendere la somministrazione del farmaco a causa di
  eventi avversi.
   Dal  gennaio  2008 sia il Ferriprox che l'Exjade,  in  osservanza
  alle  Direttive Regionali, sono regolarmente prescritti presso  la
  predetta Unità operativa e dispensati dalla Farmacia dell'Azienda.
   Ad   oggi  i  pazienti  in  cura  presso  l'Unità  operativa   di
  Thalassemia  dell'Azienda  sono  trattati  con  i  farmaci   sotto
  indicati:
   - n. 37 pazienti con il Ferriprox;
   - n. 24 pazienti con 1'Exjade.
   I  costi sostenuti per i predetti farmaci (per compressa) sono  i
  seguenti:
   - Exjade 500 mg. cpr.  . 25,81;
   - Exjade 250 mg. cpr.  . 12,90;
   - Exjade 125 mg. cpr.  . 6,45;
   - Ferriprox 500 mg. cpr.  . 1,75.
   In  conseguenza  di quanto sopra si rappresenta che  dagli  studi
  scientifici sui farmaci in questione si evince chiaramente che  la
  forma  in  compresse,  pur rappresentando  un'evoluzione,  non  si
  configura  come  unico  rimedio  tanto  meno  come  unica   scelta
  terapeutica  possibile;  infatti ognuna  delle  molecole  presenta
  effetti  collaterali che possono essere causa di  cambiamento  del
  tipo
  di farmaco.
   L'affermazione  contenuta nell'interrogazione che il  deferasirox
  non  ha  effetti negativi sull'accrescimento osseo è  vera,  ma  è
  anche  vero  che  alcuni  pazienti  hanno  dovuto  sospendere   il
  trattamento  con tale farmaco per la comparsa di gravi alterazioni
  dell'apparato digerente.
   Si  conferma  che è stato preteso dal medico specialista  che  la
  prescrizione  del  farmaco  fosse fatta  nel  pieno  rispetto  dei
  protocolli scientifici, con particolare attenzione alle  normative
  in  materia  e  puntuale valutazione del rapporto costo/beneficio,
  tenuto conto sia degli effetti collaterali della terapia, ad  alto
  rischio  anche mortale, sia all'alto costo dei farmaci a fornitura
  esclusiva.
   In  ordine  ai prezzi d'acquisto l'Azienda ha comunicato  che  le
  forniture sono sempre state oggetto di sconti abituali sui  prezzi
  di mercato.
   L'Azienda ha inoltre fatto sapere che non si è verificata  alcuna
  sospensione della prescrizione dell'Exjade, ma solo sporadicamente
  delle dilazioni nell'erogazione che non sono state determinate  da
  disfunzioni organizzative ma da ritardi di consegna da  parte  dei
  fornitori.
   Le  predette disfunzioni, che erano state anche in parte  causate
  dal  mutato sistema di approvvigionamento introdotto dalla  misura
  di  contenimento  adottata dall'Assessorato  in  attuazione  delle
  previsioni  di  cui  al  Piano  di  rientro,  ad  oggi   risultano
  totalmente  superate a seguito della piena entrata  a  regime  del
  sistema  di  acquisti  che,  come noto,  ha  prodotto  consistenti
  risparmi».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   BONOMO.  -  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  sanità, premesso che:

   nell'area  di  proprietà dell'Azienda ospedaliera  Umberto  I  di
  Siracusa,  prospiciente ad un crocevia ad altissima  intensità  di
  traffico  veicolare  e  pedonale,  da  parecchi  anni  sono  stati
  installati  degli impianti pubblicitari di notevoli  dimensioni  e
  specificamente: n. 4 cartelloni di m. 6x3,
  e  1 cartellone di m. 12x3, quest'ultimo illuminato e a rotazione;

   il  Comune  di  Siracusa  ha disposto la copertura  dei  suddetti
  impianti pubblicitari in quanto realizzati in modo abusivo e senza
  le prescritte autorizzazioni secondo norma;

   per sapere:

   se fossero a conoscenza di tale fatto;

   se  ad  autorizzare la posa dei cartelloni in questione sia stata
  la  stessa  Azienda ospedaliera; in quale data abbia avuto  inizio
  l'eventuale  rapporto  contrattuale tra  l'Azienda  ospedaliera  e
  l'agenzia pubblicitaria;

   quale  eventuale provento per i bilanci dell'Azienda sia derivato
  dall'installazione degli stessi impianti;

   quale  destinazione nei bilanci dell'Azienda abbiano  avuto  tali
  proventi;

   se sia in atto un contenzioso fra l'Azienda ospedaliera Umberto I
  e il Comune di Siracusa avente ad oggetto l'abuso;

   se sia in atto un contenzioso tra l'Azienda ospedaliera Umberto I
  e  l'agenzia  pubblicitaria per eventuali azioni  di  risarcimento
  danni e per la rimozione coatta degli impianti;

   se  la  permanenza di tali impianti costituisca fonte di pericolo
  per la pubblica incolumità». (559)

   Risposta.  - «In ordine alla interrogazione n. 559 con  la  quale
  l'onorevole Bonomo chiede notizie circa l'installazione di  alcuni
  impianti   pubblicitari  in  un'area  di  proprietà   dell'Azienda
  ospedaliera Umberto I di Siracusa, si rappresenta che  la  stessa,
  con  nota  prot.  n.  296 del 3 giugno 2009, ha comunicato  quanto
  segue.
   Con  delibera  n.  773  del 24 giugno 2004 recante   Accettazione
  offerta ditta MF Pubbliservice
    di  segnaletica  da  apporre nel P.O. Umberto  I  e  nella  sede
  Amministrativa   ha  autorizzato, per la durata  di  quattro  anni
  dalla  data della effettiva installazione, la predetta  ditta  MF.
  Pubbliservice
  di  Quartararo Milena (con sede in Via Columba, 107, Siracusa)  ad
  impiantare  tre cartelloni pubblicitari all'interno del  perimetro
  del presidio ospedaliero delle seguenti dimensioni: uno da mt.  18
  x  6  in area prospiciente Corso Gelone, uno da mt. 6 x 3 in  area
  prospiciente la via del Santuario (angolo) ed un altro da mt. 6  x
  3 in area prospiciente la via Testaferrata (angolo).
   Riguardo  agli  altri  due cartelloni pubblicitari  il  Direttore
  generale della soppressa A.O. Umberto I di Siracusa ha evidenziato
  che  il  loro  posizionamento non è mai stato autorizzato,  né  si
  conosce chi abusivamente li ha impiantati.
   In   cambio  dell'autorizzazione  della  posa  dei  suddetti  tre
  cartelloni  pubblicitari  autorizzati  l'Azienda  ospedaliera   ha
  ricevuto,  a  titolo  gratuito, cento  pannelli  indicatori  delle
  diverse Unità operative aziendali e dieci pannelli totem.
   In atto non esiste alcun contenzioso né fra l'Azienda ospedaliera
  e  il  Comune  di Siracusa, che a suo tempo aveva autorizzato  con
  nota  n. 155 del 12 novembre 2004 la stessa ditta MF di Quartararo
  Milena  ad  installare  la cartellonistica in  questione,  né  fra
  l'Azienda ospedaliera e l'agenzia pubblicitaria, con la quale  non
  esiste più alcun rapporto.
   Attualmente all'interno del perimetro aziendale non ci  sono  più
  impianti  pubblicitari, perché tutti quanti sono stati rimossi  di
  concerto con il Comune».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo