Presidenza del vicepresidente Oddo
VINCIULLO, segretario f.f, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Arena e Romano sono in
congedo per la presente seduta.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposta scritta ad interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta, da parte dell'Assessore per
i lavori pubblici, la risposta scritta alla seguente
interrogazione:
numero 66 «Urgente intervento sulla strada provinciale 51 che
collega Campobello di Mazara con Tre Fontane per mancata
illuminazione stradale»
Firmatari: Caputo Salvino; Marrocco Livio; Scilla Antonino;
Vinciullo Vincenzo.
Avverto che la stessa sarà pubblicata in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle competenti Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
«Istituzione dell'Ufficio del Garante regionale per l'infanzia e
l'adolescenza» (n. 466)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 7 ottobre 2009
«Disposizioni in materia di cremazione delle salme e della
conservazione, affidamento e/o dispersione delle ceneri» (n. 468)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 7 ottobre 2009
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
«Misure per il reinserimento nel mondo del lavoro degli over 50»
(n. 467)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 7 ottobre 2009
«Norme per la prosecuzione del rapporto di lavoro di personale
precario» (n. 469)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 7 ottobre 2009.
Comunicazione di parere reso
PRESIDENTE. Comunico che il seguente parere è stato reso, in data
30 settembre 2009, dalla competente Commissione VI Servizi sociali
e sanitari':
- Schema decreto assessoriale concernente le modalità di
individuazione, di costituzione e le modalità di funzionamento del
Comitato Bacino Sicilia occidentale e del Comitato Bacino Sicilia
orientale di cui all'articolo 5 della l.r. 14 aprile 2009, n. 5
(n. 33/VI);
inviato in data 7 ottobre 2009.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
VINCIULLO, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
l'unità operativa semplice (UOS) di emodinamica ed interventistica
cardiovascolare dell'ospedale Umberto I di Siracusa è l'unica unità
di emodinamica riconosciuta (sia nella sanità pubblica che in
quella accreditata) sull'intero territorio della provincia di
Siracusa;
l'UOS di emodinamica ed interventistica opera dal 2002 e,
dall'aprile scorso, è organizzata come h24. E' specializzata nella
diagnosi e cura invasiva della patologia coronarica ed
extracoronarica (carotidea, renale, periferica, etc.): la
cosiddetta interventistica cardiovascolare;
è dotata di una sola sala angiografica digitale (non flat pannel)
ma, grazie alla dedizione e all'alta professionalità di medici e
paramedici, ha raggiunto negli ultimi anni risultati eccellenti. La
complessità degli interventi eseguiti è molto alta, a dispetto di
una mortalità perioperatoria bassa che è in linea con i migliori
standard nazionali ed europei;
negli ultimi 5 anni è cresciuta più del 700% come numero di
interventi di angioplastica coronaria, a dispetto di 'procedure
improprie' estremamente basse, probabilmente le più basse della
Sicilia. Ciò scaturisce da un'attenta quanto rigida selezione dei
pazienti;
tenuto conto che:
l'UOS di emodinamica ed interventistica cardiovascolare
dell'ospedale Umberto I non ha una propria disponibilità di posti
letto ed è costretta a ricoverare i propri degenti presso il
reparto di cardiologia che già di per sé è insufficiente a
rispondere alle necessità della stessa città di Siracusa per quanto
concerne le problematiche cardiologiche;
nell'attività extracoronarica la stessa Unità è costretta ad
effettuare ricoveri presso i posti letto di medicina che è sempre
satura, e fra l'altro, non ha le competenze idonee;
nell'ambito della futura rete dell'infarto, se non si interviene
con un ampliamento programmato, la struttura non potrà garantire
l'angioplastica primaria a tutti i pazienti di competenza
territoriale. Ancora oggi, spesso, non riesce a garantire neanche
il ricovero a tutte le urgenze coronariche della città stessa con
le conseguenze di aggravare la situazione sanitaria;
la sala di emodinamica è datata (9 anni di vita) e negli ultimi 3
mesi è stata troppo spesso ferma per guasti; gli stessi locali dove
è ubicata la sala di emodinamica sono insufficienti per spazi oltre
che per posizione (al di fuori del reparto di cardiologia e non
perfettamente isolata dal pubblico, ma ubicata in un corridoio del
nosocomio) per la mole di lavoro che già esegue e che, per la
nascitura ASP 8, dovrà espletare;
per sapere:
se non ritengano improcrastinabile implementare la recettività
dell'UOC di cardiologia dell'ospedale Umberto I di Siracusa, tenuto
conto che il numero di posti letto attualmente disponibili è
assolutamente anacronistico in rapporto al bacino di utenza della
città stessa, oltre che impensabile, essendo al centro di una rete
cardiologica interospedaliera dove risiede l'attività di
emodinamica ed interventistica cardiovascolare;
se non ritengano urgente l'apertura dell'unità di terapia
intensiva coronarica di Avola (tra l'altro già strutturalmente
pronta e arredata e attrezzata) che dovrebbe servire tutta la parte
sud della provincia di Siracusa (da Rosolini fino alle porte di
Avola, quindi comprendente un ampio bacino di utenza), attualmente
servita da un servizio di cardiologia senza posti letto. Tutto ciò
è conseguenza di fenomeni di migrazione di pazienti siracusani
presso strutture ragusane (circa 400 l'anno), tra l'altro non più
così lontane, data la presenza ormai di una viabilità ottimale in
questa parte della provincia di Siracusa;
se non ritengano opportuno finanziare l'apertura di una seconda
sala operatoria angiografica di emodinamica moderna (flat pannel)
di tutti quegli strumenti che oggi assicurano un salto di qualità
negli interventi cardiovascolari (ad esempio ecografia
intracoronarica) e permettano una maggiore rispondenza alle
esigenze dell'intera comunità siracusana in tempi brevi». (776)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
con l'articolo 2, comma 93, della legge n. 286/2006 (finanziaria
2007), sono state assegnate al Ministero dell'ambiente e della
tutela del territorio risorse finanziarie pari ad euro 151.500,
destinate ad interventi di difesa e tutela dell'ambiente e del
suolo;
in particolare, il 70% delle suddette risorse, pari ad euro
106.050.000, è stato destinato alla Regione siciliana;
le modalità di utilizzo della predetta somma, secondo la
previsione normativa, sarebbero state individuate e stabilite con
decreto del Ministero dell'ambiente, di concerto con il Ministro
dell'economia;
la Regione siciliana, nel contesto della programmazione a tutela
delle aree a rischio, avrebbe dovuto stabilire le parti del
territorio regionale da interessare, nonché le somme necessarie a
finanziare i relativi interventi a salvaguardia del territorio e
della pubblica incolumità;
considerato che:
il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del
mare, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze,
con decreto del 27 novembre 2008, ha attivato il programma di
interventi a tutela dell'ambiente e della difesa del suolo
destinando alla Regione siciliana la somma di euro 106.050.000;
in particolare, l'articolo 2 del predetto decreto ha previsto
l'attuazione degli interventi mediante l'autorizzazione di spesa
iscritta al capitolo 8565 (PG 01), appositamente istituito
nell'ambito del programma 'Conservazione dell'assetto
idrogeologico', missione 'Sviluppo sostenibile e tutela del
territorio e dell'ambiente';
ritenuto che:
tra i comuni siciliani beneficiari del finanziamento non risulta
il Comune di Giampilieri (ME), pur essendo questo stato inserito
tra i comuni ad alto ed elevato rischio ambientale;
la gravissima emergenza conseguente all'alluvione che ha colpito
drammaticamente l'intero territorio di Giampilieri ha evidenziato
un rischio ambientale senza precedenti;
ritenuto altresì che quanto è accaduto necessita di opportuni
chiarimenti, soprattutto alla luce delle somme destinate alla
Sicilia per interventi a tutela del suolo e dell'ambiente, che
hanno previsto l'esclusione del Comune di Giampilieri dagli enti
beneficiari;
ritenuto, infine, che occorre chiarezza sui criteri e sulle
modalità in base alle quali sono stati individuati gli enti
beneficiari;
per sapere:
quali provvedimenti intendano adottare al fine di fare chiarezza
sul mancato inserimento del Comune di Giampilieri quale ente
beneficiario degli interventi a tutela dell'ambiente e della difesa
del suolo, giusta decreto del 27 novembre 2008;
secondo quali criteri l'Assessorato regionale Territorio ed
Ambiente abbia individuato i comuni beneficiari degli interventi
previsti dal decreto del 27 novembre 2008 e con quali criteri siano
state individuate e quantificate le relative somme;
se esista un piano dei rischi del territorio della Regione
siciliana ed, in caso affermativo, da chi sia stato redatto e se il
Comune di Giampilieri fosse già inserito quale comune ad elevato
rischio di frana;
quali provvedimenti intendano adottare per la verifica di
eventuali soggetti responsabili, anche alla luce dei gravi fatti
che hanno colpito l'intero Comune di Giampilieri». (777)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i lavori
pubblici, premesso che:
il servizio idrico integrato della provincia di Siracusa è stato
affidato alla società SAI8, società mista partecipata dal Comune di
Siracusa, e che negli ultimi due mesi una vasta area della città di
Siracusa è stata interessata da frequenti interruzioni
nell'erogazione idrica che hanno causato disservizi gravi alle
utenze domestiche e collettive;
tali disservizi sono determinati, a detta del gestore, da lesioni
della condotta adduttrice che si estende per circa 3 chilometri e
che collega il campo pozzi S. Nicola con il serbatoio Bufalaro
alto;
la causa delle lesioni sarebbe legata ai frequenti black out
elettrici e accentuata dallo stato di vetustà della linea, posta in
opera circa 35 anni fa, non protetta da fenomeni di corrosione e
sottoposta negli anni ad innumerevoli interventi manutentivi;
il gestore del servizio idrico integrato SAI8 ha comunicato al
Presidente del consorzio ATO idrico 8 di essere pronto a presentare
il progetto SR009 'sostituzioni adduttrici vetuste e/o in cattivo
stato di conservazione' previsto per la città di Siracusa nel primo
piano triennale operativo, per un importo pari ad oltre 1.500.000
euro;
l'ARRA, Agenzia regionale per i rifiuti e acque, ha però
condizionato tutti gli interventi strutturali di questa tipologia
alla preventiva realizzazione del 'progetto conoscenza', che
richiede tempi lunghi e non conciliabili con l'esigenza di
interventi immediati sulle reti, e ciò determina la necessità di
ricercare nuovi canali di finanziamento da parte dello stesso
consorzio ATO idrico 8;
considerato che:
il primo piano operativo triennale prevedeva la realizzazione di
ben 62 progetti per un importo totale di 60.887.100,34 euro, di cui
32 milioni sono coperti da finanziamento pubblico mentre il
restante importo è cofinanziato dal gestore;
i progetti del primo piano triennale dovranno essere realizzati
entro febbraio 2011;
18 dei suddetti progetti, per un importo di oltre 9 milioni di
euro, sono stati sostituiti con altri 6 progetti di pari importo,
ritenuti però molto più urgenti, e che tale rimodulazione è stata
già approvata dal consiglio d'amministrazione dell'ATO idrico e
dall'assemblea dei sindaci e che quindi il nuovo piano triennale si
articola su 50 progetti;
visto che:
l'unico progetto finora finanziato riguarda l'adeguamento
dell'impianto di depurazione del Comune di Palazzolo Acreide per un
importo di circa 1 milione di euro, mentre altri 9 progetti, per un
importo di oltre 14,5 milioni di euro, che riguardano i Comuni di
Siracusa, Ferla, Francofonte, Augusta, Floridia e Lentini, sono in
attesa di finanziamento;
alcuni di questi progetti, tra cui l'adeguamento dell'impianto di
depurazione della città di Siracusa, o la realizzazione della rete
fognaria di Francofonte, ad oltre un anno dalla approvazione in
linea tecnica, sono ancora in attesa di finanziamento da parte
dell'ARRA;
il finanziamento di tutti i progetti di sostituzione di reti
idriche vetuste o in cattivo stato di conservazione, riguardanti
oggi i Comuni di Lentini, Floridia, Siracusa e Augusta, nonchè, nei
prossimi anni, i Comuni di Priolo e Noto, sono stati subordinati
all'approvazione del 'progetto conoscenza' e che tale decisione
dell'ARRA sicuramente determinerà un ritardo nella realizzazione
delle opere;
detto ritardo comporterà il rischio di perdita dei finanziamenti
pubblici disponibili e, nel caso della sostituzione della condotta
tra il campo pozzi S. Nicola e il serbatoio Bufalaro, ulteriori
conseguenze gravissime sull'erogazione idrica con ingenti problemi
per l'utenza (famiglie, ospedali, scuole, commercianti, artigiani,
etc);
per sapere:
quali iniziative intendano adottare per sollecitare l'ATO idrico 8
ad assumere le decisioni di propria competenza, tra le quali
l'approvazione dei progetti e la ricerca delle fonti di
finanziamento alternative;
quali misure intendano predisporre nei confronti dell'ARRA,
soggetto responsabile del ritardo nell'erogazione dei finanziamenti
per i progetti già approvati;
quali azioni intendano porre in essere per evitare che la
subordinazione dei finanziamenti per la sostituzione delle reti
idriche alla realizzazione del 'progetto conoscenza' possa
determinare ritardi gravissimi nella realizzazione delle opere e
causare la perdita dei finanziamenti pubblici disponibili». (778)
MARZIANO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
dopo la denuncia di un presunto caso di malasanità nell'ospedale
unico Avola-Noto, sito in provincia di Siracusa, in merito alla
diagnosi di un paziente entrato successivamente in coma, la società
civile ha, nuovamente, denunciato un presunto malfunzionamento
della TAC in servizio al reparto di radiologia dell'ospedale
'Trigona' di Noto;
detta TAC, ormai obsoleta e non rispondente alle nuove tecnologie
in ambito sanitario, risulta essere almeno di seconda mano, in
quanto proveniente da altra struttura ospedaliera;
in seguito alle denunce, lo stesso direttore generale dell'ASP n.
8 ha disposto una scrupolosa indagine interna al fine di accertare
la veridicità di quanto sostenuto dal comitato civico per il
diritto alla salute, che aveva più volte, in precedenza, sollevato
il problema, in forza anche delle dichiarazioni di alcuni medici
che avevano giudicato il risultato degli esami spesso poco
attendibili, almeno per alcune patologie;
per sapere:
se non ritengano necessaria ed improcrastinabile un'indagine
conoscitiva al fine di accertare la veridicità delle denunce
avanzate da parte dei comitati civici, dei cittadini e dai medici;
se non ritengano altresì necessario ed urgente stanziare le somme
necessarie per l'acquisto di una nuova TAC, in modo da assicurare
livelli di assistenza pari a quelli delle altre province italiane e
scongiurare l'esodo verso altre province isolane o, peggio ancora,
presso strutture private convenzionate con la Regione;
se, infine, dopo aver con tanta enfasi, 'strombazzato ai quattro
venti' la volontà di difendere e garantire la sanità pubblica, non
ritengano indispensabile fornire rassicurazione ai cittadini anche
sui tempi dell'acquisto della nuova TAC». (780)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:
nell'anno scolastico 2008-2009 in Sicilia, numerose scuole
primarie paritarie non hanno inoltrato la regolare domanda al fine
di stipulare la nuova convenzione con l'Assessorato regionale Beni
culturali e ambientali e per la pubblica istruzione;
tale impedimento è stato determinato, senza ombra di dubbio, dalle
innovazioni introdotte, sicuramente indispensabili necessarie, che
non hanno avuto la dovuta pubblicità, al fine di far partecipare
tutti alla stipula della convenzione;
preso atto che:
nell'anno solare in corso sono stati riaperti i termini de quibus
e, nonostante ciò, alcuni istituti, ignari di quanto emanato dalla
pubblica amministrazione, non sono riusciti comunque ad attivare le
procedure per poter accedere a tale convenzione;
ancora una volta l'iter burocratico previsto dall'Assessorato Beni
culturali è risultato di difficile comprensione ed applicazione;
per sapere se non ritengano utile e necessario riaprire i termini
di cui sopra e comunicarlo per iscritto a tutti gli istituti
paritari che gestiscono scuole primarie, per consentire loro di
poter esercitare la possibilità di stipulare la convenzione, così
come hanno fatto le altre scuole primarie, e scongiurare, di
conseguenza, il licenziamento di centinaia di insegnanti». (781)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
col piano poliennale di investimenti per l'edilizia sanitaria ex
art. 20 della legge n. 67 del 1988-accordo di programma con il
Ministero della salute del 30 aprile 2002 e stralcio dell'11 marzo
2008, sono state finanziate la ristrutturazione e l'attivazione
dell'UTIC (Unità di terapia intensiva respiratoria) e della
Divisione di cardiologia nel presidio ospedaliero 'G. Di Maria' di
Avola (SR);
detti lavori, iniziati il 20 gennaio 2006, sono stati ultimati il
6 giugno 2007;
il commissario straordinario pro tempore ha disposto il collaudo
di detti lavori e la redazione del certificato di regolare
esecuzione dei lavori de quibus;
detto certificato è stato regolarmente firmato senza riserve dalla
ditta appaltatrice in data 29 gennaio 2009;
la struttura ospedaliera ha una superficie lorda totale di 33.500
metri quadrati, mentre l'UTIC e la Divisione di cardiologia si
sviluppano su una superficie di circa 500 metri quadrati e possono
ospitare 4 posti di UTIC, 1 per infetto e 4 posti di degenza
ordinaria;
nello stesso tempo, si è proceduto anche all'acquisto delle
attrezzature sanitarie (tra le quali, ad esempio, i 4 letti della
terapia intensiva, i pensili dei gas medicali, il sistema di
monitoraggio per l'osservazione, ecc.) e degli arredi (letti di
degenza ordinaria, tavoli, scrivanie, banconi, poltrone, ecc.);
a tutt'oggi il reparto non risulta essere operativo, procurando
ciò gravissimi danni economici all'azienda sanitaria provinciale e
soprattutto mettendo a repentaglio la vita di oltre 100 mila
cittadini della zona sud della provincia di Siracusa, bacino
servito all'ospedale 'G. Di Maria' per tale branca medica
specialistica;
preso atto che da anni, e soprattutto con maggiore forza mediatica
negli ultimi mesi, è stata assicurata l'immediata attivazione
dell'UTIC senza che però vi siano fatti concreti, in merito
soprattutto al personale da assumere in pianta organica, a supporto
di quanto sostenuto;
per sapere se non ritengano indispensabile ed improcrastinabile
procedere all'immediata attivazione dell'UTIC per assicurare
livelli di assistenza sanitaria pari a quelli delle altre province
italiane, in modo da garantire una sanità pubblica efficiente ed
efficace che sia in grado di salvare quante più vite umane
possibile, di bloccare la richiesta di assistenza sanitaria
qualificata che oggi viene indirizzata verso la vicina provincia di
Ragusa, oppure verso strutture private convenzionate con la
Regione, costringendo l'utenza, già gravata dal peso della
sofferenza, ad estenuanti e continue 'migrazioni sanitarie'». (782)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:
l'educandato 'Maria Adelaide' di Palermo è privo dal mese di
luglio 2009 del consiglio di amministrazione e che da allora non
sono stati più nominati i componenti dello stesso;
gli educandati femminili di tutta Italia sono disciplinati ancora
da un regio decreto del 1931, che prevede che l'amministrazione
degli stessi sia garantita da un organismo esterno, in quanto
all'epoca dell'emanazione del decreto le donne potevano dedicarsi
solo alla didattica e all'assistenza;
situazione diversa vivono i convitti nazionali maschili, dove il
rettore è anche il presidente del c.d.a.;
l'educandato 'Maria Adelaide' ospita circa 700 studenti
provenienti non solo dal Palermitano, in quanto molte delle
frequentanti arrivano dalle isole minori, dove non avrebbero la
possibilità di frequentare istituti superiori;
da 3 mesi i fornitori non riescono a percepire le loro spettanze e
che, di conseguenza, sono a rischio perfino le forniture dei pasti;
la preside dell'istituto ha più volte sollecitato, per iscritto,
la nomina dei 3 componenti del c.d.a.;
a tutt'oggi la Regione non ha provveduto nemmeno alla nomina di un
commissario straordinario per svolgere almeno la normale attività
amministrativa;
per sapere:
se non ritengano necessaria ed improcrastinabile la nomina del
consiglio di amministrazione per garantire il corretto svolgimento
dell'anno scolastico e scongiurare la chiusura dell'istituto;
se non ritengano utile ed indispensabile sollecitare il Governo
nazionale affinché venga abolita questa insopportabile, odiosa ed
anacronistica sperequazione fra educandati femminili e convitti
nazionali maschili, in modo da consentire alla preside
dell'istituto Maria Adelaide di poter svolgere le funzioni di
presidente del consiglio di amministrazione, come avviene con i
pari grado maschili». (784)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
col piano poliennale di investimenti per l'edilizia sanitaria ex
art. 20 della legge n. 67 del 88 - accordo di programma con il
Ministero della salute del 30 aprile 2002 e stralcio dell'11 marzo
2008, sono state finanziate la ristrutturazione e la realizzazione
del reparto di terapia intensiva presso il presidio ospedaliero 'G.
Di Maria' di Avola (SR);
detti lavori, iniziati il 30 marzo 2006, sono stati ultimati il 4
ottobre 2007;
in data 18 ottobre 2007, è stato emesso il certificato di
ultimazione dei lavori e, in data 25 febbraio 2008, il direttore
dei lavori ha redatto lo stato finale dei lavori, firmato con
riserva dall'impresa esecutrice;
nonostante la richiesta da parte dell'ex AUSL n. 8 e il sollecito
del 27 gennaio 2009, si è proceduto solo in questi ultimi giorni
alla nomina del collaudatore tecnico-amministrativo, ai sensi della
normativa vigente;
di conseguenza, l'opera risulta ultimata ma ancora da collaudare;
la struttura ospedaliera ha una superficie lorda totale di 33.500
metri quadrati, mentre terapia intensiva generale si sviluppa su
una superficie di circa 500 metri quadrati ed ospita 5 posti letto
monitorati più 1 infetto;
nello stesso tempo si è proceduto anche all'acquisto delle
attrezzature sanitarie (quali, ad esempio, i letti bilancia per i
posti monitorati, i pensili dei gas medicali, i sistemi informatici
per la gestione della struttura, ecc.) e degli arredi, attingendo
ai fondi di finanziamento della Regione;
a tutt'oggi il reparto non risulta essere operativo, procurando
ciò gravissimi danni economici all'azienda sanitaria provinciale,
ma, soprattutto, mettendo a repentaglio la vita di oltre 100 mila
cittadini della zona sud della provincia di Siracusa, bacino
servito dall'ospedale G. Di Maria per tale branca medica
specialistica;
preso atto che da anni, e soprattutto con maggiore forza mediatica
negli ultimi mesi, è stata assicurata l'immediata attivazione del
reparto di terapia intensiva generale senza che però vi siano fatti
concreti a supporto di quanto sostenuto ai 'quattro venti', in
merito soprattutto al personale da assumere in pianta organica;
per sapere se non ritengano indispensabile ed improcrastinabile
procedere all'immediata attivazione del reparto di terapia
intensiva generale per assicurare livelli di assistenza sanitaria
pari a quelli delle altre province italiane, in modo da garantire
una sanità pubblica efficiente ed efficace che sia in grado di
salvare quante più vite umane possibile e bloccare la richiesta di
assistenza sanitaria qualificata che oggi viene indirizzata verso
la vicina provincia di Ragusa, ovvero verso strutture private
convenzionate con la Regione, costringendo l'utenza, già gravata
dal peso della sofferenza, ad estenuanti e continue 'migrazioni
sanitarie'». (785)
VINCIULLO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
VINCIULLO, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
non tutti i direttori generali nominati nelle nuove aziende
sanitarie provinciali ed ospedaliere risultano essere in possesso
dei requisiti previsti dalla legge;
ad esempio, il dott. Fabrizio De Nicola non risulta essere in
possesso della qualifica di dirigente, così come previsto dall'art.
3 bis del decreto legislativo n. 502/92, il quale stabilisce che,
per essere nominato direttore generale, occorre avere 'svolto per
almeno cinque anni qualificata attività di direzione tecnico-
sanitaria in enti o strutture pubbliche o private di media o grande
dimensione con autonomia gestionale e diretta responsabilità delle
risorse umane, tecniche e finanziarie';
il Consiglio di Stato ha precisato, a tal riguardo, che le
funzioni dirigenziali debbono essere svolte possedendo la qualifica
di dirigente, e non quella di funzionario amministrativo;
lo stesso certificato di servizio, firmato dall'avvocato Antonio
Carullo, commissario dell'IRCAC (ente presso il quale il dott. De
Nicola ha prestato servizio come funzionario), non convalida né la
qualifica né la posizione dirigenziale, ma fa riferimento ad una
generica 'esperienza dirigenziale';
premesso ancora che:
ad esempio, il dott. Salvatore Di Rosa è incompatibile poiché
risulta dipendente dell'azienda ospedaliera 'Villa Sofia', nella
quale è stato nominato direttore generale;
il comma 9 (ultimo capoverso) dell'art. 3 del decreto legislativo
n. 502/92 prevede, in proposito, che la carica di direttore
generale è incompatibile con la sussistenza di un rapporto di
lavoro dipendente, ancorché in regime di aspettativa, con l'unità
sanitaria presso cui sono esercitate le funzioni;
il dott. Salvatore Di Rosa risulta inquadrato nel ruolo di
dirigente di secondo livello presso l'ex Azienda AUSL n. 6 di
Palermo, ma lo stesso risulta dipendente dell'azienda 'Villa
Sofia', dove ha assunto le funzioni di primario a seguito di
pubblico concorso e dove ha prestato servizio fino al 31 agosto
2009;
la normativa vigente in materia fa riferimento al rapporto di
lavoro e non alla semplice appartenenza di ruolo ad un'azienda,
proprio perché si vuole evitare che chi abbia svolto il ruolo di
dipendente possa essere condizionato nello svolgimento delle
funzioni di direttore generale;
la legge regionale n. 5 del 2009, all'art. 19, comma 2,
stabilisce, inoltre, che 'ferme restando le cause di
incompatibilità previste dalla normativa vigente, la carica di
direttore generale di un'azienda è incompatibile con qualsiasi
altro ruolo esercitato in strutture pubbliche del servizio
sanitario regionale, soggette alla competenza dell'azienda medesima
o di altre aziende del servizio sanitario regionale';
il dott. Giuseppe Calaciura è stato nominato direttore generale
nella stessa azienda dalla quale è stato trasferito per mobilità
dopo la proposta della sua nomina adottata dalla Giunta regionale;
il comma 2 dell'art. 19 della legge regionale n. 5 del 2009 va
applicato anche in questo caso;
premesso, inoltre, che:
ulteriormente, per esempio, il dott. Nicola Baldari, non ha
maturato l'anzianità dei 5 anni di posizione dirigenziale ai sensi
dell'art. 3 bis, comma 3, del decreto legislativo n. 502/92 poiché
l'aspettativa per il mandato parlamentare nella fattispecie non può
essere computata;
il dott. Nicola Baldari è stato direttore di struttura complessa
dal 26 maggio al 25 giugno 2001 e in aspettativa per mandato
parlamentare dal 25 luglio 2001 al 29 giugno 2006;
considerato che:
alcuni direttori sanitari ed amministrativi nominati non risultano
essere in possesso della qualifica di dirigenti di struttura
complessa;
l'Assessore per la sanità, dott. Massimo Russo, ha disposto con
uno specifico avviso la formazione di un elenco di possibili
direttori amministrativi e sanitari prevedendo, da parte degli
stessi, il possesso dell'incarico di dirigente di struttura
complessa per almeno 5 anni;
il decreto assessoriale con il quale è stata comunicata la
formazione dell'elenco prevede che la verifica dei requisiti
previsti dalla legge per la nomina a direttore sanitario o
amministrativo venga effettuata dagli stessi direttori generali ai
quali compete la nomina;
ciò sembra quantomeno discutibile, poiché sarebbe stato più
opportuno verificare la sussistenza dei requisiti previsti dalla
legge preventivamente con un esame da parte degli uffici
dell'Assessorato;
ritenuto che:
la scelta di premiare taluni direttori sanitari ed amministrativi
è quantomeno discutibile;
il cambiamento atteso con il nuovo assetto del servizio sanitario
regionale sarebbe stato, infatti, più netto se non fossero stati
nominati direttori generali, sanitari ed amministrativi legati alle
precedenti gestioni;
in Sicilia è necessario un maggiore rigore e di intransigenza in
tutte le scelte istituzionali, politiche ed amministrative;
in nome dell'innovazione non si possono adottare provvedimenti di
dubbia legittimità;
per sapere:
quali iniziative siano state assunte per verificare il rispetto
della normativa vigente in materia di nomine dei direttori generali
e dei direttori amministrativi e sanitari;
se non si ritenga di dover nominare un'apposita commissione
d'inchiesta». (779)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
BARBAGALLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i lavori
pubblici, premesso che:
con deliberazione di Giunta regionale n. 233 del 7 ottobre 2008,
l'ing. Antonino Messina, dipendente dell'Amministrazione regionale,
veniva nominato commissario straordinario dell'I.A.C.P. di
Siracusa, essendo lo stesso già commissario ad acta dello stesso
Ente;
con deliberazione n. 140 del 21/22 aprile del 2009, la Giunta
regionale ha prorogato il suddetto incarico commissariale fino alla
ricostituzione degli ordinari organi di gestione, riconoscendo
implicitamente che lo stesso commissario aveva operato in modo
coerente alla nomina ricevuta;
con deliberazione n. 244 del 30 giugno 2009, sempre della medesima
Giunta regionale, veniva revocato l'incarico e proposta la nomina
dell'ing. Nazareno Mannino, dipendente dell'Assessorato regionale
del lavoro, della previdenza sociale, della formazione
professionale e dell'emigrazione;
tenuto conto che:
allo stato attuale, l'ing. Nazareno Mannino non figura fra i
dipendenti dell'Assessorato regionale Lavoro, previdenza sociale,
formazione professionale ed emigrazione;
con nota n. 2388 del 28 luglio 2009, il revocato commissario, ing.
Antonino Messina, veniva invitato a fornire chiarimenti in merito
alla decisione di revocargli la nomina;
considerato che:
in data 7 agosto 2009, l'ing. Messina confutava garbatamente tutte
le contestazioni che gli erano state mosse, dimostrando che aveva
svolto la sua attività di commissario quasi sempre in orario
esterno all'ufficio e senza note negative sulla sua attività di
dipendente della Regione;
in data 23 settembre, il Presidente della Regione procedeva
comunque alla sostituzione dell'ing. Messina, senza contestare le
memorie scritte dallo stesso funzionario, ritenute genericamente
'non conducenti';
per sapere:
se la sostituzione del funzionario in parola sia dovuta a fatti
oggettivi o a mutamenti del 'clima generale' che, attualmente,
investe tutti i rami dell'Amministrazione regionale;
se questo nuovo commissariamento debba durare a tempo
indeterminato oppure se sia prevista, in tempi brevi, la
ricostituzione degli organi collegiali previsti dalla legge
istitutiva degli I.A.C.P.;
se non ritengano che questi regimi di commissariamento, ormai
operanti in tutti i rami dell'Amministrazione regionale, siano
assolutamente nefasti per una regolare gestione e conduzione degli
enti medesimi, oltre che non rispondenti allo spirito democratico
che ancora regola la vita nel nostro Paese». (783)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
VINCIULLO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate
saranno inviate al Governo.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Determinazione della data di discussione di mozioni
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno: Lettura,
ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
Regolamento interno, delle seguenti mozioni:
numero 149 «Mancata attuazione degli articoli 16, 17, 18, 19 e 20
della legge finanziaria regionale n. 6 del 2009, riguardanti
interventi in favore del comparto agricolo», degli onorevoli Oddo,
Cracolici, Apprendi, Donegani, Marinello, Vitrano, Ammatuna,
Barbagallo, Bonomo, De Benedictis, Di Benedetto, Di Guardo,
Digiacomo, Faraone, Ferrara, Fiorenza, Galvagno, Gucciardi,
Laccoto, Lupo, Marziano, Mattarella, Panarello, Panepinto,
Picciolo, Raia, Rinaldi, Speziale e Termine;
numero 150 «Interventi per la rimodulazione dei premi delle misure
agro-ambientali previsti dalla misura 214 del piano di sviluppo
rurale (PSR) 2007-2013 della Regione siciliana», degli onorevoli
Oddo, Cracolici, Apprendi, Donegani, Marinello, Vitrano, Ammatuna,
Barbagallo, Bonomo, De Benedictis, Di Benedetto, Di Guardo,
Digiacomo, Faraone, Ferrara, Fiorenza, Galvagno, Gucciardi,
Laccoto, Lupo, Marziano, Mattarella, Panarello, Panepinto,
Picciolo, Raia, Rinaldi, Speziale e Termine.
Avverto che la determinazione della data di discussione delle
mozioni sopra citate, integralmente riportate nell'ordine del
giorno della presente seduta, è demandata, secondo consuetudine
parlamentare, alla Conferenza dei presidenti dei Gruppi
parlamentari.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Comunicazioni del Governo sugli eventi alluvionali nella
provincia di Messina
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Comunicazioni del Governo sugli eventi alluvionali nella provincia
di Messina.
Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati i seguenti
ordini del giorno:
numero 179 «Dichiarazioni dello stato di calamità naturale per la
Provincia di Trapani», degli onorevoli Marrocco, Pogliese,
Vinciullo, Currenti, Lo Giudice, Torregrossa, Dina, Fiorenza,
Gianni, Picciolo, Bosco, Caputo, Aricò, Gucciardi, Currenti,
Campagna, Scilla e Lo Giudice;
numero 182 «Dichiarazione dello stato di calamità naturale per la
Provincia di Palermo», degli onorevoli Caputo, Pogliese, Vinciullo,
Falcone e Marrocco;
numero 183 «Potenziamento dell'Agenzia regionale per la protezione
dell'ambiente», dell'onorevole Savona. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che l'ondata di maltempo, che ha colpito la Sicilia in
questi ultime settimane, ha causato danni ingenti soprattutto in
provincia di Trapani;
considerato che:
l'incredibile quantità di acqua caduta in poche ore ha
letteralmente allagato comuni e città, distrutto intere aree
agricole, mettendo in ginocchio l'intera filiera produttiva;
la viabilità interna, in alcuni casi già assolutamente
deficitaria, ha subito danni rilevanti a causa di frane e
smottamenti che, in alcune zone, ha causato l'isolamento di centri
abitati;
il comparto produttivo del sale marino, che copre più del 70%
della richiesta nazionale, ha subito danni incalcolabili. Le saline
del trapanese, investite da piogge torrenziali, hanno avuto
distrutto più dell'80% delle proprie scorte. Come se ciò non fosse
già sufficientemente drammatico, la diluizione dell'acqua marina
presente nelle vasche di decantazione ha compromesso, in maniera
definitiva, l'intera produzione dei prossimi mesi,
impegna il Governo della Regione
a dichiarare lo stato di calamità naturale nella provincia di
Trapani al fine di permettere, tra l'altro, l'intervento della
Protezione civile nazionale per il ripristino della viabilità
interna duramente colpita dalle alluvioni;
ad adottare interventi a sostegno della filiera produttiva
agricola e salina della provincia di Trapani, colpita gravemente da
fattori ambientali e climatici che hanno interessato la nostra
Regione negli ultimi 20 giorni». (179)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che l'intero territorio della Sicilia, da circa due
settimane, è stato interessato da una grave ed importante ondata di
maltempo, che ha provocato ingenti danni all'agricoltura della
provincia di Palermo, con particolare riguardo ed attenzione
soprattutto all'area dei territori dei comuni di Monreale, San
Giuseppe Jato, San Cipirrello, Altofonte, Borgetto, Roccamena e
Belmonte Mezzagno;
considerato che:
la pioggia incessante ha scaricato un'enorme quantità di acqua,
tale da allagare intere città. In particolare, gli allagamenti che
hanno colpito i comuni di cui in premessa hanno distrutto intere
aree agricole, mettendo in ginocchio l'intera filiera produttiva;
oltre al danneggiamento alle colture, sono stati provocati danni
anche alla viabilità a causa di frane e smottamenti che, in alcune
zone, hanno causato l'isolamento di centri abitati;
il comparto produttivo agricolo, vitivinicolo e oleario del
territorio della provincia di Palermo ha subito danni
incalcolabili, mettendo a rischio la raccolta per i prossimi mesi e
danneggiando definitivamente la viticoltura e la raccolta delle
olive;
ritenuto che:
tale situazione aggrava il comporto agricolo già indebolito e
compromesso dall'attuale crisi economica;
vi è il concreto e serio pericolo di un risvolto negativo, in
quanto il mancato e tempestivo sostegno economico a questo
importante comparto produttivo potrà avere gravi conseguenze
occupazionali e sociali per la perdita di posti di lavoro,
impegna il Governo della Regione
a dichiarare lo stato di calamità naturale nella provincia di
Palermo, in particolare dei comuni di Monreale, San Giuseppe Jato,
San Cipirello, Altofonte, Borgetto, Roccamena e Belmonte Mezzagno,
al fine di permettere il ripristino della viabilità interna
duramente colpita dalle alluvioni;
ad adottare interventi di natura economica a sostegno della
filiera produttiva agricola della provincia di Palermo, colpita
gravemente da fattori ambientali e climatici che hanno interessato
la nostra Regione negli ultimi 20 giorni». (182)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che nella Regione siciliana non sono state ancora
strutturate, organicamente e funzionalmente, così come prescritto
dalla normativa di settore, le competenze e le attività tecnico-
scientifiche relative alla prevenzione ed alla protezione
dell'ambiente, alla difesa del suolo, alla tutela delle acque e
delle risorse idriche;
considerato che la riorganizzazione e la ristrutturazione delle
funzioni tecniche suddette è ormai improcrastinabile, non soltanto
per la prevista soppressione dell'Agenzia regionale per i rifiuti e
le acque, già competente in parte per le funzioni suddette, ma
soprattutto per assicurare efficacemente l'espletamento organico ed
unitario delle stesse, in ottemperanza con quanto disposto
dall'articolo 10 della legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19;
considerato pertanto che bisogna individuare un'unica struttura,
idonea a svolgere le funzioni tecnico-scientifiche e conoscitive
dell'intero ciclo dell'acqua, definendo un'unica responsabilità
amministrativa, in ottemperanza ai principi di efficienza,
economicità, responsabilità ed unicità dell'amministrazione di cui
alla citata legge regionale n. 19 del 2008;
rilevato che le competenze e le funzioni tecnico-scientifiche per
la difesa del suolo, la tutela delle acque e delle risorse idriche
possono essere strutturate nell'Agenzia regionale per la protezione
dell'ambiente (A.R.P.A.), così da espletare, organicamente ed
unitariamente, le funzioni e le attività tecnico-scientifiche e
conoscitive per la protezione dell'ambiente e per la difesa del
suolo e la tutela delle acque, che già da tempo, del resto, sono
svolte dalle analoghe agenzie A.R.P.A. esistenti nelle altre
Regioni, fra le quali il Veneto, il Piemonte, l'Emilia Romagna;
considerato, infine, che si rende necessario, alla luce di quanto
sopra descritto, il potenziamento funzionale ed organizzativo
dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, al fine di
assicurare appieno il rispetto dei citati principi di completezza,
efficienza, economicità, responsabilità ed unicità
dell'amministrazione in questo delicatissimo settore,
impegna il Governo della Regione
ad adottare le necessarie ed appropriate iniziative volte a
potenziare, sotto il profilo strutturale, organizzativo e
funzionale, l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, al
fine di assicurare, con la realizzazione di un unico sistema
informativo regionale, il delicato ed organico espletamento dei
compiti e delle funzioni tecniche inerenti l'azione conoscitiva, la
previsione e la prevenzione in materia di difesa del suolo e delle
acque e di tutela delle risorse idriche». (183)
Ha facoltà di parlare l'assessore per il territorio e l'ambiente,
professore avvocato Milone.
MILONE, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, mi preme sottolineare, in via del
tutto preliminare, la partecipazione ed il cordoglio del Governo
regionale e mio personale, nei confronti delle popolazioni che sono
state colpite la scorsa settimana da un evento disastroso ed
eccezionale.
A loro tutti va il nostro pensiero, va la nostra solidarietà ed il
nostro impegno.
Mi preme, altresì, sottolineare l'impegno, la partecipazione, la
speditezza e l'efficacia con cui il Governo regionale ha reagito al
luttuoso evento, mettendo in campo tutte le azioni, le attività che
abbiamo ritenuto necessarie, improrogabili, indispensabili per
fronteggiare le emergenze.
Devo dire che sin dalle prime ore, subito dopo l'evento che ha
colpito il pensiero di noi tutti, non soltanto di noi tutti
siciliani ma di tutto il Paese, il Governo regionale ha riunito
tutte le sue forze e i suoi mezzi affinché con le risorse umane
disponibili si accorresse sul luogo del tragico evento; ha inviato
sul posto tutti i mezzi e le attrezzature reputati necessari e
deputati a fronteggiare simili eventi.
E' stata istituita, già nella notte del primo ottobre, una unità
di crisi all'interno della Prefettura di Messina, unità coordinata
da sua Eccellenza il Prefetto di Messina e dal nostro dirigente
generale della Protezione civile, ingegnere Cocina.
Sono stati allertati uomini e mezzi del Dipartimento della
Protezione civile, dei Lavori pubblici, del Corpo forestale,
organizzazioni ed associazioni di volontariato a cui va il
ringraziamento del Governo e mio personale.
Circa quattrocento uomini sono stati messi a disposizione, di
costoro trecentocinquanta sono volontari e cinquanta sono uomini
del Dipartimento della Protezione civile.
Sono state tempestivamente approntate alcune strutture sanitarie e
alcune strutture essenziali sono state adibite e deputate a venire
incontro alle esigenze immediate rappresentate dai cittadini del
posto.
Sono state coinvolte numerose imprese del messinese e non, che
hanno messo a disposizione i loro mezzi (escavatori, pale gommate,
idrovore) tutto quanto ritenuto necessario per lenire i disagi e le
criticità che erano state rappresentate dal territorio gravemente
colpito.
Ma mi preme, signor Presidente, signori deputati, rivolgere un
caloroso ringraziamento a tutte le associazioni di volontariato che
da quando è accaduto l'evento fino ad oggi hanno messo in campo,
con grande spirito di servizio, di sacrificio e di solidarietà,
tutte le loro energie.
Certo, numerose sono le criticità che si sono rappresentate e che
vengono rappresentate tutti i giorni; preciso, nel contempo, che le
stesse sono soggette a controllo e monitoraggio costante.
Alla riunione dell'unità di crisi, istituita presso la Prefettura
e alla quale personalmente ho partecipato giusto lunedì sera, alla
presenza del sottosegretario capo alla Protezione civile, dottor
Bertolaso, abbiamo radiografato le attività che sono state poste in
essere e che saranno poste in essere ancora in questi giorni.
Ma, ancora di più, il mio ringraziamento va alle associazioni di
volontariato e soccorso alpino e speleologico siciliano e al Corpo
nazionale soccorso alpino e speleologico perché, attraverso il loro
lavoro, con il loro supporto, è stato possibile raggiungere zone
impervie che non sarebbe stato assolutamente possibile raggiungere.
Ripeto, le criticità ci sono, è inutile negarlo. Nel campo delle
telecomunicazioni, le stesse sono state interrotte per alcuni
giorni, sia quelle fisse che quelle mobili; seppure, anche in
questo campo, in questa funzione , così come si dice nel gergo
della Protezione civile, sono state adoperate ed operate tutte le
attività finalizzate al ripristino delle stesse telecomunicazioni.
Ad oggi, posso dire che la maggior parte della telefonia è stata
ripristinata, almeno quella mobile; rimane ancora qualche disagio o
criticità per alcune zone sul versante della telefonia fissa, ma mi
assicurano che nel giro di trentasei, quarantott'ore, anche questa
criticità sarà superata.
Così anche per quanto riguarda la viabilità e i trasporti si è
provveduto e ciò anche attraverso il supporto dei Vigili del fuoco,
dell'ANAS, della R.F.I. della provincia di Messina; in particolare
grazie naturalmente ai comuni di Messina, di Scaletta Zanclea ed
Itala che più degli altri si sono prodigati per lenire le
difficoltà della loro popolazione. Grazie alla sinergia, grazie al
coniùgio di associazioni, enti e istituzioni, che sono intervenuti
all'unisono per stabilire anche punti di contatto con la
popolazione, abbiamo messo a disposizione strutture mediche e una
rete di medici psicologi che hanno effettuato centinaia di
interventi o cosiddetti contatti con la popolazione per fare
sentire loro la vicinanza, l'affetto, la solidarietà nostra.
Attualmente, la viabilità stradale e ferroviaria è monitorata;
riteniamo, almeno questo leggo nella relazione che mi è stata
trasmessa dalla Protezione civile, che nel giro di quarantott'ore
anche questa viabilità sarà ripristinata.
In buona sostanza, abbiamo purtroppo registrato, ed è un elemento
di riflessione che sottopongo a me stesso, la perdita di numerose
vite umane; altre persone sono disperse, si parla di un numero di
venticinque, trenta dispersi, anche se a detta del dottor Bertolaso
questi dispersi potrebbero essere in numero assolutamente
inferiore: in realtà solo otto, nove famiglie hanno lamentato in
maniera continua e forte l'assenza dei loro familiari. Pertanto, ci
auguriamo e speriamo e contiamo che, nel giro di qualche giorno,
riusciremo ad avere un quadro preciso anche sulla perdita
dolorosissima delle vite umane.
Tutti gli sfollati sono stati alloggiati nelle strutture
alberghiere, ci sono state persone che hanno preferito trovare
alloggio presso le case dei familiari. E posso assicurare, con
fermezza ma con serenità, che tutti hanno avuto un'adeguata
assistenza.
Per quanto riguarda il comportamento del Governo, già sabato, un
giorno dopo l'evento, lo stesso si è riunito e ha stabilito una
serie di incontri che già in parte sono avviati, ha istituito
un'unità di crisi nelle persone dell'assessore Beninati,
dell'assessore Armao e nella mia persona, nelle rispettive
competenze, nelle rispettive funzioni.
Ci siamo già incontrati, signor Presidente, a Messina presso
l'ufficio del Genio civile per puntualizzare, ma soprattutto per
calendarizzare, non più studi e piani, ma azioni ed interventi che
speriamo di portare sul tavolo della Giunta nel giro di trenta,
quaranta giorni per una celere approvazione.
Questo mi premeva sottolineare per sgomberare il campo da ogni
equivoco, soprattutto dalle osservazioni e dalle considerazioni
che sono apparse sui mezzi di stampa.
In merito alla seduta di oggi, l'assessore Beninati, che
avrebbe dovuto essere presente qui con me, si scusa di non esserci,
ma è dovuto recarsi a Messina per presiedere una riunione
operativa di lavoro.
Quindi, un Governo attento, tempestivo, in grado di rispondere a
questa tragica emergenza.
Certo, mi rendo conto che la questione non si può risolvere in
un'elencazione fredda ed arida di dati, che pur sono necessari per
radiografare e fotografare la situazione esistente, ma mi sembrava
opportuno e necessario rappresentarvi questi dati, seppure freddi.
Il tema rimane quello dell'accertamento di eventuali
responsabilità. Nessuno e nemmeno io, naturalmente, vuole sfuggire
ad un confronto per approfondire, per chiarire alcuni lati chiari e
quelli oscuri delle vicende che hanno preceduto questo evento.
In questi giorni sui mezzi di stampa si è proceduto ad uno scarico
di responsabilità di un'istituzione nei confronti di un'altra: il
Ministero ha accusato la Regione, questa ha accusato i comuni. Devo
dire che questo balletto di responsabilità, a mio avviso, non giova
a nessuno; non mi sono prestato, nelle interviste televisive, a
questo gioco di rimpallo di responsabilità.
Credo che sia necessario in questo momento un approfondimento
serio che potrà venire fuori da un confronto dialettico in seno a
quest'Aula, che è deputata al confronto politico.
Sono pronto, signor Presidente, ma desidero sottolineare talune
cose rispetto ad alcune accuse che sono state pubblicate sui
giornali e riferite da organi televisivi, rispetto ad un tema a mio
avviso assolutamente prioritario, che è quello del piano di assetto
idrogeologico del nostro territorio.
Bene, come voi sapete sono alla guida dell'Assessorato del
territorio e dell'ambiente da tre mesi, ma non per questo non ho
avuto cura di registrare ed analizzare tutta la documentazione che
si è venuta accumulando negli anni, soprattutto a partire da una
data che ormai ricorre in tutti i giornali e in tutti i mezzi di
comunicazione, cioè la data che tutti voi conoscete: 25 ottobre
2007, giorno in cui si è verificato un primo ed importante evento
disastroso che, fortunatamente, non ha causato perdite umane, ma
sicuramente è stato e doveva essere considerato come un grave
campanello d'allarme.
Avrebbe dovuto stimolare le istituzioni ad adottare tutte le
iniziative necessarie per venire incontro alle criticità che
vengono rappresentate dal territorio.
E' inutile negarselo, il territorio della Regione siciliana, in
buona parte, è soggetto a rischio idrogeologico, ma non soltanto il
territorio della Regione siciliana, tutto il nostro Paese; leggo
che il Piemonte è la regione con il più alto grado di rischio di
pericolosità rispetto al sistema idrogeologico e all'assetto del
suolo.
Certo, ci vorrebbero risorse ingenti, infinite, per potere mettere
in sicurezza tutto il territorio. Ma anche in assenza di risorse
ingenti, credo sia arrivato il momento di fare una riflessione
seria, una riflessione comune, che ci metta nelle condizioni di
poter attivare tutte le procedure necessarie ad evitare che in
futuro si verifichino eventi tragici come quello che ha colpito il
nostro cuore, ma soprattutto la nostra Terra.
In questi ultimi tre mesi, da quando cioè sono alla guida
dell'Assessorato del territorio e dell'ambiente, ho dato input e
stimoli per l'aggiornamento del Piano di assetto idrogeologico. Voi
tutti sapete che il PAI è uno strumento di pianificazione
programmatico, è uno strumento dinamico soggetto a modifiche e a
verifiche che vengono attuate sul campo, verifiche e modifiche che
seguono i sistemi di trasformazione e di cambiamento del
territorio.
In questi tre mesi l'Ufficio, il Servizio che si occupa della
difesa del suolo, ha già elaborato e portato all'attenzione della
Giunta tre aggiornamenti; essi vengono riaggiornati e modificati
continuamente. Ricordo, soprattutto a me stesso, che solo in
Sicilia sono stati elaborati settanta piani per l'assetto
idrogeologico; quindi, c'è un notevole impegno e competenza
professionale.
Sicuramente dal 2007 ad oggi c'è stata una non felice o una non
serena interlocuzione tra le istituzioni, c'è un vulnus che
possiamo approfondire insieme, ci sono ritardi; sicuramente, non ci
sono altre interpretazioni, che voglio lasciare agli organi
inquirenti. Sulle responsabilità, eventuali responsabilità penali,
indagherà la Magistratura che ha già aperto un fascicolo d'ufficio.
A noi, ma soprattutto a voi, spetta invece un approfondimento per
verificare eventuali responsabilità sia di carattere politico che
di carattere amministrativo.
Signor Presidente, termino questo mio intervento mettendomi a
disposizione dell'Aula per i chiarimenti che mi vorrà chiedere.
ARDIZZONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho già deciso di
parlare poco.
Voglio rivolgere solo una domanda all'assessore Milone.
Probabilmente sarà accaduto per una svista, sua o mia, ma abbiamo
sentito dichiarare in questi giorni che sarebbero stati stanziati
20 milioni di euro per le tristi e note vicende dell'alluvione che
va sotto il nome di alluvione di Giampilieri .
Gradiremmo, quindi, sapere se effettivamente esiste un decreto che
stanzia queste somme come afferma un comunicato stampa; e, inoltre,
a quali comuni queste somme sono destinate.
Altra preghiera rivolgo al Presidente dell'Assemblea. Ho visto che
sono stati presentati degli ordini del giorno, sicuramente per una
svista, dato che gli ordini del giorno, generalmente, si
accompagnano a disegni di legge.
Non entro nel merito della regolarità procedurale, ma ho letto il
primo e in esso è riportato che a Trapani e provincia ci sono stati
danni enormi, addirittura é la provincia più colpita.
La inviterei a non trattare oggi ordini del giorno di questa
delicatezza - non ha senso, peraltro, dividerci per provincia - e
di riservare il dibattito ad altro momento e ciò non per sfiducia
nei confronti dell'Assessore, ma perché era questo il percorso che
si era stabilito, come mi ha riferito il mio capogruppo, onorevole
Maira, e cioè si era deciso di trattare tutti questi argomenti
unitariamente e in presenza del Presidente della Regione.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, concordo con la richiesta avanzata
dal collega Ardizzone.
Noi oggi siamo qui per discutere, per avere informazioni da parte
del Governo, per rappresentare le istanze.
PRESIDENTE. Onorevole Panarello, comunico che la Presidenza si è
già determinata. Poiché la discussione si svolge in due parti e
martedì sarà presente in Aula il Presidente della Regione, gli
ordini del giorno saranno trattati nella seduta di martedì
prossimo.
Pertanto, dispongo in tal senso.
PANARELLO. Signor Presidente, la ringrazio per il chiarimento. Ho
ascoltato l'informativa che ci ha fornito l'Assessore e posso
confermare, per quello che mi hanno riferito i miei concittadini
che sono stati colpiti da questo evento drammatico, che i soccorsi
e la macchina di supporto ha reagito tempestivamente, con grande
efficienza e anche con umanità.
Quindi, mi associo alle considerazioni di ringraziamento fatte
dall'Assessore per tutti coloro che hanno prestato soccorso e che
tuttora stanno aiutando le popolazioni ad uscire da una condizione
drammatica.
Questa vicenda, che poi affronteremo in termini più completi
martedì alla presenza del Presidente Lombardo, credo che chiami
tutti noi ad una riflessione impegnativa anche per il futuro
partendo dalle considerazioni che l'Assessore faceva in termini
autocritici rispetto ai ritardi che ci sono stati da parte delle
istituzioni pubbliche ed in particolare da parte della Regione.
Ho apprezzato la difficoltà che l'Assessore ha voluto qui
rappresentare nel richiamare gli elementi di ritardo, nel senso che
ho apprezzato che l'Assessore non abbia detto - come hanno fatto
tanti altri, in questi giorni - che lui non c'era e che, essendo
assessore da tre mesi, non poteva assumersi responsabilità per un
periodo antecedente ai tre mesi.
Pur non di meno, Assessore, non possiamo essere reticenti
Abbiamo il dovere di ammettere con franchezza i limiti, i ritardi,
le sottovalutazioni delle istituzioni, nel loro insieme, rispetto
all'allarme che era stato lanciato negli anni passati, in
particolare per quanto riguarda l'abitato di Giampilieri, il 25
ottobre 2007.
Dico ciò perché se non si parte da questo assunto, non si rende
giustizia alle persone che sono morte ed ai loro parenti; non si
rende giustizia a tutti quelli che hanno perso la casa o
l'attività; non si rende giustizia a tutti coloro che, in ragione
dell'evento determinatosi, hanno davanti una condizione di estrema
incertezza e precarietà.
Dico ciò perché in occasione di tanti altri eventi luttuosi o
drammatici è stato detto che si era in presenza di una tragedia
annunciata; ma vorrei precisare che - se parliamo di alluvioni, di
frane e altre calamità naturali - poiché il complesso del
territorio nazionale e siciliano presenta un quadro di estremo
degrado, si può dire che ogni evento che si verifica in qualche
maniera è annunciato dal contesto. E in questa occasione, peraltro,
l'affermazione è in qualche maniera letterale. Il 25 ottobre 2007
si era evidenziato che la collina soprastante l'abitato di
Giampilieri era in una condizione di estrema vulnerabilità.
Il 25 ottobre 2007 non c'erano state vittime per una serie di
concause favorevoli, a partire dal fatto che il temporale si era
sviluppato nelle prime ore del pomeriggio, cioè in pieno giorno.
Dopodiché, quando i miei concittadini dicono che da due anni a
questa parte non è stato sostanzialmente fatto nulla per
fronteggiare una situazione che si era evidenziata in tutta la sua
pericolosità, non è un lamento, bensì una constatazione ed è anche
una richiesta di giustizia, rispetto alla quale noi tutti abbiamo
il dovere di assumere un impegno conseguente.
Dico ciò perché sono stato testimone di un intervento di urgenza
che non è riuscito a concretizzarsi nell'arco di due anni, di una
condizione drammaticamente paradossale, per la quale il cantiere
che doveva intervenire per mettere in sicurezza una parte della
collina si doveva impiantare nella stessa settimana nella quale è
successo l'evento drammatico di cui stiamo parlando, cioè di un
sistema pubblico che non riesce, pur adottando procedure
eccezionali o urgenti, ad intervenire nell'arco di due anni per
tentare di prevenire ulteriori eventi calamitosi.
Sono stato testimone del fatto che, a fronte di una richiesta da
parte dell'Assessorato territorio ed ambiente di utilizzare, anche
qui per un intervento sempre sulla collina di Giampilieri, i fondi
ex ponte sullo Stretto, disponibili da parte del Ministero per
l'Ambiente, si sia risposto a tale richiesta da parte del Ministero
in termini negativi, ma in un contesto che, se non fosse
drammatico, potrebbe apparire grottesco.
Vorrei dire a lei, signor Assessore e a lei, signor Presidente e
all'intera Assemblea, che nel novembre del 2008, il Ministero per
l'Ambiente ha finanziato interventi per 106,5 milioni di euro in
Sicilia, cioè settantuno interventi per complessivi 106,5 milioni
di euro e tra questi settantuno interventi ha escluso un intervento
per un milione di euro sulla collina di Giampilieri, per finanziare
un intervento evidentemente urgente e neanche tanto oneroso.
Tutto ciò segnala il pericolo che i miei concittadini hanno
avvertito in maniera tragica in questi giorni una volta che era
passato il momento della commozione, dell'attenzione mediatica,
politica e istituzionale, che ovviamente non può avere la stessa
intensità per un lungo tempo, e cioè che ci si dimentichi di quello
che è successo e che poi, tutti coloro che hanno il dovere di
intervenire, affrontino i problemi che questa tragedia lascia come
se fossero ordinaria amministrazione.
Quindi, siccome gli episodi che ho richiamato dimostrano che
neanche gli interventi straordinari riescono a concretizzarsi in
tempi accettabili, figuriamoci se le conseguenze di questa vicenda
si dovrebbero affrontare in termini di ordinaria amministrazione.
Ho richiamato questi fatti non per aprire un fronte polemico, né
per fare in questa sede proposte demagogiche; vorrei semplicemente
sottolineare la necessità che quando martedì verrà in Aula il
Presidente della Regione, dovrà essere in grado di offrire alcune
ipotesi di lavoro concrete che segnalino ai cittadini di
Giampilieri, di Scaletta Zanclea e di tutti gli altri centri
colpiti da questa immane tragedia che c'è una Regione che si sta
impegnando in maniera straordinaria per ripristinare condizioni di
vita normali in quel territorio, per dare una prospettiva alle
centinaia di cittadini che sono stati sfollati, a tutti quelli che
hanno perso qualunque attività economica, per evitare che lì si
determini una condizione di permanente disagio sociale.
Dico ciò perché nel corso di questi giorni drammatici,
comprensibilmente si sono fatte varie ipotesi, si sono affrontati
in termini necessariamente superficiali i problemi connessi al
dissesto della collina soprastante Giampilieri, soprastante
Scaletta, di tutto quel territorio e sono fiorite le ipotesi più
disparate.
Assessore, vorrei che lei dicesse al Presidente della Regione,
soprattutto se il Presidente assumerà la responsabilità di
Commissario per l'emergenza, che bisogna fare in modo che quei
nostri concittadini abbiano, in tempi rapidissimi, certezze, che
quel territorio venga messo in sicurezza, in quanto voglio
segnalarle che già, in ragione dell'estensione del movimento
franoso e dei lutti che ha determinato, qualcuno pensa che non
valga più la pena vivere in quel centro abitato.
Vorrei segnalarle, peraltro, che se, da parte della Regione, delle
istituzioni locali, da parte del Governo nazionale, si immaginasse
una soluzione di questo genere ci sarebbe non solo una reazione più
che legittima da parte dei cittadini di quel centro, ma si porrebbe
un problema più generale che riguarderebbe almeno il comune e la
provincia di Messina; infatti, vorrei segnalarle che, nel solo
comune di Messina, ci sono almeno trenta frazioni collinari e
nell'intera provincia di Messina ci sono almeno cento agglomerati
collinari, perché oltre ai comuni collinari, ci sono le frazioni
dei comuni collinari e le frazioni collinari dei comuni marini.
Quindi, sarebbe inimmaginabile che, a fronte di un problema legato
alla solidità del nostro territorio collinare - mi riferisco alla
provincia di Messina ma, ovviamente, si potrebbe estendere ad una
parte significativa del resto della Sicilia - la scelta fosse
quella di abbandonare, di evacuare quei centri.
Noi abbiamo il dovere di mettere in atto tutti quegli interventi
che consolidino quel territorio e consentano ai cittadini che vi
abitano di poterlo fare in sicurezza, come è giusto.
Nel corso di queste settimane, si è parlato di abusivismo o, per
meglio dire, di un'eccessiva cementificazione del territorio,
ancorché su basi legali, e cioè piani regolatori che non tengono
conto di un uso appropriato del territorio e di una valorizzazione
del territorio. Ma il caso di Giampilieri ed in parte quello di
Scaletta rimandano ad un dissesto idrogeologico legato
sostanzialmente ad un processo che ha radici economiche e sociali -
che non sto qui a richiamare -, di abbandono dei terreni di
collina, rispetto al quale, da parte delle istituzioni pubbliche,
sono necessari una politica, una programmazione ed un intervento
adeguati in termini di risorse e di iniziative, perché ciò sta
all'origine della vicenda che abbiamo drammaticamente vissuto nel
corso di queste settimane.
A questa causa sono legati gran parte degli eventi calamitosi che
sono avvenuti negli ultimi anni in provincia di Messina.
Ecco perché - e concludo - vorrei, Assessore, che già nella seduta
di martedì, da parte del gruppo di lavoro che è stato istituito, si
possano prospettare interventi mirati a liberare quei territori
dalle condizioni drammatiche nelle quali sono oggi, ma anche
interventi che possano assicurare in prospettiva una soluzione
definitiva ed una rassicurazione ai cittadini di quei centri che
vogliono continuare a viverci in serenità e in tranquillità.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, brevemente anche
perché l'onorevole Panarello ha già relazionato sulle vicende di
questo tragico momento che vive la popolazione e mi duole osservare
che, in fondo, questa tragedia di Messina viene vista come una
tragedia in senso minore, come se noi fossimo figli di un Dio
minore .
Signor Presidente, l'attenzione che c'è stata inizialmente per
questa immane tragedia è stata un'attenzione per tentare sempre di
abbassare i toni, nel senso che la tragedia ora si imputa a
novecento casi di abusivismo. E ora si assiste a un contrasto con
quello che dichiara il comandante dei Vigili di Messina e sui mass-
media nazionale con quello che dichiara il Sindaco di Messina, e
così viene a mancare lo spirito di solidarietà che doveva animare
questa Sicilia, ma soprattutto l'Italia.
E' strano, ma dobbiamo dirlo. Mentre in altre occasioni in tutti i
campi di calcio si è osservato un minuto di silenzio, per questa
tragedia, tragedia vista quasi come voluta dalle popolazioni, solo
la Sicilia ha osservato il momento di silenzio.
Allora, di fronte a questo, di fronte a quello che è stato anche
un atteggiamento di superficialità, penso che questa Assemblea -
faccio appello al Presidente dell'Assemblea -, con la presenza del
Governo debba dare invece risultati concreti.
In queste occasioni non sono utili le discussioni di parte, le
divisioni di parte, le divisioni tra i diversi organismi, cosa
alla quale, invece, stiamo assistendo in questi giorni anche sui
mass-media nazionali. Infatti, da una parte vi è la Protezione
civile nazionale che dice una cosa, da un'altra vi è lo Stato che
dice un'altra cosa, da un'altra ancora vi è la Regione che ne dice
un'altra e il Comune ed il Genio civile ne dicono un'altra ancora.
Bene, credo che abbiamo l'obbligo, caro Assessore, di dare
risposte concrete a queste popolazioni, ma di darle soprattutto
anche prevenendo altri fatti come questo che possono accadere in
una provincia che di per sé, per il suo territorio, per il suo
dissesto idrogeologico è sempre a rischio di frane e di nuove
tragedie.
Non serve scaricarsi l'un con l'altro le responsabilità,
annunciare finanziamenti che non ci sono, annunciare che sono stati
erogati finanziamenti a pioggia, anche per quanto riguarda i
consolidamenti senza un piano vero, un piano di programmazione
regionale.
In questo momento, al di là delle parole, al di là del momento
attuale che può portare anche ad una commozione perché Messina è al
centro dei mass-media nazionali, bisogna dare risposte concrete.
Sarebbe veramente grave se in quest'Aula il Governo non si facesse
promotore di una iniziativa concreta anche con un provvedimento
legislativo ad hoc, da esitare in brevissimo tempo, per dare una
copertura finanziaria ad un territorio, ad una popolazione che
aspetta queste risposte.
Sarebbe altrettanto grave cercare di sminuire la portata di una
tragedia che è immane e che ogni giorno di più si sta mostrando in
tutta la sua gravità.
Oggi, non serve fare un dibattito così, senza entrare nel profondo
di quelle che devono essere le soluzioni.
Passato il momento del cordoglio, della commozione, la gente si
aspetta risposte, ma queste risposte, purtroppo si sa, devono
avvenire con fatti concreti, con finanziamenti concreti, ma
soprattutto con una rivisitazione dell'impostazione anche
burocratica di questa regione Sicilia che, molte volte, per pastoie
burocratiche non riesce assolutamente a portare a termine
finanziamenti di progetti mirati che possono salvare vite umane.
Le duplicazioni di competenze tra Protezione Civile, Genio Civile,
fra quelli che sono anche i veti della Soprintendenza, a volte di
altri enti, portano sicuramente a dover pagare questo prezzo.
Non serve una diarchia, non serve una difformità fra gli
interventi del Ministero per l'Ambiente e gli interventi
dell'Assessorato al territorio e all'ambiente. Occorre una
programmazione seria che sia fatta dalla Regione, ma cui facciano
assolutamente seguito anche i finanziamenti provenienti dal
Ministero per l'Ambiente e anche dalla Protezione Civile Nazionale.
In questa nostra Sicilia, non possiamo più permetterci di
continuare in questo stato.
Credo che questo Parlamento debba far comprendere che la
sottovalutazione di questa tragedia, di questo fenomeno non possa
essere accettata supinamente.
Alcuni cittadini del luogo, che ho sentito personalmente,
dicevano: Certo se questa tragedia fosse successa in Val d'Aosta o
in Liguria o in Piemonte o in Lombardia, ci sarebbe stato un
movimento diverso, un'attivazione diversa da parte degli organi
preposti .
Oggi, dobbiamo far sentire forte la nostra voce e speriamo che nel
dibattito d'Aula di martedì prossimo, con la presenza del
Presidente della Regione e spero anche con un Parlamento non a
ranghi ridotti, ma nella sua completezza e pienezza, si possano
dire a queste popolazioni parole concrete non solo di speranza, ma
anche di certezza.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo
per fare ammenda nei confronti del Presidente della Regione
relativamente al mio intervento di stamattina, laddove parlavo
della sua assenza che invece era più che giustificata e dei cui
motivi ho appreso solo successivamente. Intendo, pertanto,
sottolineare che non avrei potuto indirizzare alcuna invettiva al
Presidente della Regione per la sua assenza, in quanto era in
procinto di recarsi a Roma per l'incarico conferitogli, la cui
nomina, peraltro, gli servirà proprio per intervenire drasticamente
in Sicilia.
Debbo dire, però, che resta il mio rammarico per il fatto che oggi
in Aula, su dodici assessori, solo uno è presente. E' come se gli
altri undici non fossero interessati. E il rammarico è ulteriore in
quanto c'è un'Aula deserta.
Noi non stiamo facendo un qualcosa che possa essere utile a quanto
è avvenuto, non stiamo lavorando o tentando di comprendere che ci
sono morti che hanno il diritto di essere cautelati nella loro
morte perché non si muore così come è accaduto in Sicilia, senza
ulteriori indagini forti, a conclusione delle quali si
attribuiscono responsabilità che, se ci sono, è giusto che vengano
evidenziate, ma stiamo tentando di far diventare questo un momento
diverso per guardare alla Sicilia e ai mali della Sicilia in
termini differenti di come, ad oggi, ci siamo attrezzati a
guardare.
C'è una necessità diversa, e mi dispiace che un Governo che per
certi aspetti riesce a dare risposte diverse e concrete che vanno
apprezzate - non sempre ma spesso ci riesce -, faccia una figura
come quella cui stiamo assistendo stasera.
Personalmente, non faccio i complimenti all'Assessore per il fatto
che sta facendo il suo dovere, seppure lo fa con efficienza come si
è potuto constatare con la replica che ha reso all'Aula, con la
quale ha dato notizie a tutti noi ed anche il senso della sua
opera, del suo lavoro svolto nei tre mesi, anche nei momenti
drammatici che questa terra di Sicilia, a Messina, ha sofferto.
Chi mi conosce sa che anche quando presidente della Regione era
l'onorevole Cuffaro, se riuscivo a beccarlo quando non era in Aula
e quando i suoi assessori non erano in Aula, non esitavo a
sottolineare il fatto. Non è cambiato niente per me e, oggi,
continuo - allo stesso modo in cui ho lasciato - a parlare in senso
negativo anche degli amici di cordata' quando riscontro che non
c'è il rispetto né per l'Aula, né per la stessa Presidenza
dell'Assemblea.
Stamattina la Presidenza dell'Assemblea ha rivolto un appello al
Presidente della Regione ed al Governo affinché siano presenti in
Aula in situazioni come quella attuale.
Comprendo il vicepresidente, onorevole Oddo, quando dice che con
la conclusione del mio intervento vuole capire quanti sono gli
iscritti a parlare, in modo da chiudere questa che è una stanca
seduta che doveva essere importante, poteva esserlo per certi
aspetti, ma non è la seduta nella quale si può parlare di quanto è
avvenuto e farci carico di inversioni di tendenza che, forse, non
sono nel nostro DNA.
Cominciamo a comprendere che questa è la stagione dell'esserci per
potere imbucare la nostra scheda e dimostrare la nostra presenza o
la nostra assenza.
Ritengo che quanto è avvenuto in Sicilia sia talmente grave e
pesante che non si può sottacere né continuare come se nulla fosse
avvenuto.
Signor Presidente, Assessore, c'è la necessità di rinviare la
seduta.
C'è anche da augurarsi che martedì prossimo non ci sia in Aula
solo il Presidente della Regione, ma l'intera compagine perché
ognuno, per la propria parte, sappia e debba comprendere qual è il
ruolo che deve svolgere e l'aiuto che deve dare a questa martoriata
terra di Sicilia.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, sarò
breve anche per rispettare la decisione della Presidenza di entrare
nel merito del dibattito martedì prossimo.
Vorrei, però, evidenziare alcune anomalie, anzi un paradosso,
all'Assessore.
Mentre siamo qui a dibattere o a stabilire quando si farà il
dibattito, in questo istante, ci sono circa quaranta camion che non
riescono a scaricare il fango che viene prelevato a Scaletta
Zanclea perché, vergognosamente, ancora da ieri non si riesce a
stabilire di chi siano le competenze, quale organo debba vigilare,
non si rispetta neanche l'ordinanza della presidenza della
Provincia. Questo è il vero specchio della politica siciliana.
Ancora, in questo istante, a Scaletta Zanclea abbiamo i cadaveri
sotto il fango e si continua a discutere.
Sono presenti in questo momento l'Arpa, il Genio civile, la
Protezione civile, ma ancora non si riesce a stabilire dove
smaltire questo fango.
Onorevoli colleghi, di cosa vogliamo parlare rispetto a queste
tragedie. Ieri, più volte, ho sentito l'assessore Beninati, ho
sollevato la questione. Hanno deciso di smaltire questo materiale
nella foce del Nisi che attualmente è abbastanza controllato. Non
si sa se in questo materiale ci sono ancora cadaveri. Purtroppo, il
paradosso è che non c'è una zona dove smaltire, in modo lecito,
questo materiale, ma nonostante ciò, si prende la drastica
decisione di smaltirlo nel torrente.
Ieri è stata fatta un'ordinanza dal presidente della Provincia,
alla quale ancora non è stata data esecuzione. Hanno iniziato
parzialmente e poi è scattato qualche meccanismo che ha bloccato
nuovamente tutto il sistema.
Attualmente, stiamo pagando cinquanta camion, stiamo pagando un
sistema immenso di intervento su questa zona. Sono trascorse circa
ventiquattro ore e, nonostante ciò, ancora ci sono dispersi a
Scaletta Zanclea. Non si riesce a sistemare il meccanismo.
Assessore, concludo facendo un piccolo parallelismo.
Questa tragedia è frutto di questa logica e martedì
l'approfondiremo.
Il paradosso siciliano, per molti aspetti, è rappresentato da
questa breve vicenda che mi sono permesso di portare all'attenzione
di questa Aula perché poi la quotidianità, durante queste tragedie,
cari miei, è proprio questa. E non è vero che tutto ha funzionato.
Ciò mi consta personalmente perché, se tutto avesse funzionato non
ci sarebbe stato bisogno per il sottoscritto, domenica scorsa, di
organizzare un campo per dare assistenza diretta e, quindi,
predisporre attualmente la media di ottocento, mille pasti al
giorno, perché il sistema non ha funzionato. E, attualmente, stiamo
facendo anche questo perché è giusto fare questo: assistiamo
mediamente ottocento, mille persone, perché il sistema a Scaletta
Zanclea e a Itala non ha funzionato.
Allora, il nostro compito è dire chiaramente cosa succede in
questi casi, Assessore, perché la rappresentazione che spesso
dirigenti e funzionari le fanno o fanno a tutti voi non è corretta
e qui scatta il nostro compito, anche di chi vive realmente il
territorio e lo vive seriamente e con passione.
Concludo lasciandole queste mie riflessioni, ma con una preghiera:
quando concludiamo i lavori dell'Aula, mi auguro che lei, quanto
meno, prenda il telefono e provveda a risolvere questa vergognosa
vicenda.
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, resto basito di
fronte alle affermazioni giuste, corrette dell'onorevole De Luca;
anch'io non ho parole.
Ho qui in mano due interrogazioni, Assessore, non presentate a
lei, ma presentate nel gennaio del 2009; la prego, entro martedì,
quando si svolgerà il vero dibattito, di dare lettura di queste
interrogazioni, cui non è stata data ancora risposta, perché anche
noi abbiamo le nostre negligenze all'interno di questo Parlamento.
La lunghezza elefantiaca cui si riferiva l'onorevole De Luca
colpisce anche le strutture parlamentari, perché da gennaio del
2009 non c'è stata risposta.
Entrambe le interrogazioni esordiscono così: Il territorio della
città di Messina, per il particolare assetto idrogeologico dei
villaggi collinari di Giampilieri e Cumia, e costieri di Galati,
Mili e Scaletta, è devastato e sono entrambe interrogazioni che
segnalano situazioni di pericolo gravissime, proposte, progetti,
interventi rimasti inevasi. Sono del gennaio del 2009.
Dico che sicuramente non sarebbe cambiato nulla, sicuramente si
sarebbe fatto uno sterile dibattito senza ulteriori
approfondimenti; però Che rimorso, anche da parte mia, per non
aver probabilmente, sollecitato, non aver svolto il mio ruolo sino
in fondo
E, pertanto, sono qui a recitare anche io il mea culpa perché non
è possibile che, dopo un anno, un parlamento, un' istituzione, un
assessore non diano risposta a due interrogazioni parlamentari.
Noi abbiamo solo questi strumenti: interrogazioni, interpellanze,
mozioni. A questo, caro onorevole De Luca, è stato relegato il
ruolo del Parlamento Al ruolo di denunzia, e neanche quello
possiamo fare. Questo è grave, Presidente, è grave Assessore, è
molto grave e più grave di qualsiasi altra denunzia possa essere
fatta.
Il mio pensiero va, a questo punto, alle vittime della nostra
Sicilia che sono vittime di serie A e che gridano vendetta anche
di questo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non ci sono altri iscritti a
parlare.
ARDIZZONE. E la risposta sui venti milioni di euro?
PRESIDENTE. Onorevole Ardizzone, martedì ci sarà il Presidente
della Regione, l'assessore Milone e, speriamo, tutto il Governo. Il
Presidente della Regione ha comunicato, con una nota di poco fa,
che è disponibile e martedì sarà in Aula. Penso che se l'assessore
Milone non ha dato risposta, la darà il Presidente della Regione.
Se poi, lei, Assessore, è in grado di dare una risposta immediata,
è una buona cosa.
MILONE, assessore per il territorio e l'ambiente. Devo dire che
sono in grado di dare tutte le risposte, non soltanto la risposta
all'onorevole Ardizzone. Io sono abituato a dare risposte a tutte
le istanze, a tutte le richieste che vengono avanzate dai deputati.
Comincio con l'onorevole Ardizzone.
Abbiamo già stanziato la somma di 20 milioni, lo abbiamo fatto
sabato, non ricordo l'orario, 16.00, 16.30, 17.00, già c'è lo
stanziamento.
ARDIZZONE. Per quali comuni?
MILONE, assessore per il territorio e l'ambiente. Per i comuni che
sono stati colpiti da questa tragedia la sera dell'1 ottobre
(Messina, Scaletta Zanclea, Itala), tutti i comuni colpiti
dall'evento. Se mi consentite vorrei rispondere anche all'onorevole
Panarello se è in Aula.
Onorevole, da parte mia nessuna reticenza sui fatti che si sono
succeduti a partire dal 25 ottobre 2007 fino ad oggi. Non sono
stato abituato, per mia cultura personale e familiare, ad essere
reticente né a rispondere - come giustamente ha detto lei -
soltanto dei tre mesi a partire dai quali ho assunto la delega al
territorio e ambiente; ho preso nota, ho esaminato, ho verificato
attentamente tutta la documentazione che giace nei miei uffici a
partire da ottobre 2007.
La mia non era una difficoltà, onorevole Panarello, era la
constatazione, al contrario, della efficienza da parte
dell'assessorato del territorio e dell'ambiente, e ho qui con me
copia delle note, l'una del 4 settembre 2008, l'altra del 29
ottobre 2008, che sono partite dall'ufficio di Gabinetto
dell'assessorato del territorio e dell'ambiente dirette al Ministro
per l'Ambiente nelle quali e con le quali si richiedeva l'utilizzo
delle risorse finanziarie ex ponte di Messina, destinate alla
difesa del suolo.
PANARELLO. Non mi riferivo a quelle.
MILONE, assessore per il territorio e l'ambiente. Io dico a
partire da ottobre 2007. Aggiungo che l'assessorato, nell'ottobre
2008, aveva richiesto al Ministro per l'Ambiente l'utilizzo delle
risorse ex Ponte di Messina.
Devo dire, come ho detto all'inizio, forse per non felice
interlocuzione, che queste richieste non sono state accolte o
comunque benevolmente accolte, diciamo così.
A queste due richieste è seguito il decreto del Ministro per
l'Ambiente, del 27 novembre 2008, in cui non si faceva cenno della
richiesta di finanziamento di quel milione di euro di cui tanti
hanno parlato. Senza contare gli ulteriori due decreti del Ministro
per l'Ambiente, sempre dell'ottobre del 2008, con i quali si
assegnava un contributo di 10 milioni 650 mila euro anche a
determinati comuni che, a detta e a seguito delle indagini del
Ministero, avevano bisogno di un conforto finanziario per le opere
di assestamento del suolo.
Quindi, devo dire che da parte della Regione, seppure nell'ottobre
o nel settembre 2008, dopo un anno dall'evento del 2007, comunque
c'è stata questa richiesta che è stata disattesa dal Ministro per
l'Ambiente.
Mi permetto, onorevole Panarello, di aggiungere qualche mia
considerazione sull'abusivismo cui lei ha fatto cenno. Ritengo al
riguardo che ciascuno di noi risponde con il proprio senso di
responsabilità e, soprattutto, ciò è scevro da qualsiasi
considerazione di carattere politico o di appartenenza ideologica.
Penso che siamo tutti d'accordo nel ritenere che la tutela, la
salvaguardia, l'utilizzo razionale delle risorse del suolo e del
territorio deve poter appartenere al nostro DNA, deve potere far
parte del nostro patrimonio genetico.
Ho fatto una ricerca in questi ultimi giorni sul fenomeno
dell'abusivismo nelle zone che sono state colpite.
Dai rilievi cartografici che mi sono stati consegnati e che ho
avuto cura di leggere con modestissima competenza, devo dire che
dall'87, dall'ultimo volo aerofotogrammetrico, al volo del 2008,
rispetto alla visione complessiva delle abitazioni che insistono,
parlo di Giampilieri, poi parleremo anche di Scaletta, solo due,
tre abitazioni si possono ritenere abusive. Con questo certamente
non voglio dire che non esiste il fenomeno abusivismo; c'è Ma
proprio in queste zone lo stesso è necessariamente contenuto.
Questi edifici, infatti, risalgono ad oltre cento anni, è lo
stesso agglomerato che si è consolidato e che non permette un
fenomeno aggressivo dell'abusivismo.
Per quanto riguarda l'evacuazione dai centri urbani, onorevole
Panarello, più di cento professionisti - non sono parole - della
provincia di Messina, facenti parte dell'ordine degli ingegneri,
architetti e geologi, hanno dato e già offerto e stanno
prodigandosi in questo senso per verificare l'agibilità e
l'abitabilità degli edifici ad uso abitazione e ad uso commerciale.
E' chiaro, dobbiamo aspettare i dati che ci provengono da questi
sopralluoghi prima di ipotizzare qualsiasi processo di intervento,
fermo restando - e credo che sia nel cuore di tutti noi, sia la
speranza di tutti noi - che questi cittadini che già sono stati
colpiti abbondantemente possano ritornare nelle loro case e,
quindi, possano essere restituiti ai lori luoghi, alle loro case,
alle loro abitazioni.
Il ruolo di commissario che credo sia stato conferito o sia
conferito oggi al Presidente della Regione, onorevole Lombardo,
potrà essere utile per portare avanti le procedure in maniera più
rapida avendo a disposizione risorse nell'immediato, perché questi
20 milioni sono stati già stanziati. Ho letto un'agenzia, altri 20
milioni sono stati stanziati dal Governo e si aggiungono a questi
20 milioni. Vi dico subito il quadro dei finanziamenti che sono
assolutamente spendibili: 50 milioni sono previsti dalle linee di
intervento 2311 e servono anche a coprire gli interventi che
andremo a fare a seguito dell'avviso pubblico del 20 luglio del
2009 - che io ho stimolato per la pubblicazione - a seguito del
quale, con la chiusura dello stesso in data 3 settembre, andremo ad
esaminare, devo dire questa volta con maggiore attenzione, con
maggiore professionalità, impegno e serietà, gli interventi che
dovranno presentare caratteristiche più idonee per poter essere
accolti. Mi riferisco agli interventi che prevedono un rischio R4,
cioè il massimo, e un rischio di pericolosità P7.
C'è anche una disponibilità di 16 milioni per l'annualità 2009 sui
fondi del Ministero dell'Ambiente. Sono andato a Roma la settimana
scorsa, per sollecitare lo stanziamento di questi 16 milioni, ma
sono convinto che, dopo questo evento, questi 16 milioni saranno
sicuramente resi disponibili.
Insomma, le risorse ci sono, i mezzi sono stati approntati, credo
che ci siano tutte le condizioni, perché con serenità e ciascuno
con le proprie competenze e con il proprio senso di responsabilità,
si possa portare avanti il lavoro. Credo che martedì il Presidente
Lombardo sia in grado di delineare già un primo step di interventi
concreti.
Onorevole Laccoto, non credo che si possa imputare questa
accezione di disastro di serie B . Il Presidente Berlusconi è
venuto immediatamente a fare visita sui luoghi, così come è stato
in Abruzzo. Credo che il suo impegno sia stato dimostrato anche in
altre occasioni.
Onorevole Laccoto, non c'è discordanza fra le istituzioni, fra gli
enti. Devo dire che l'unità, il gruppo di lavoro che è stato
istituito lavora in assoluta serenità, con grande sinergia di
intenti e, soprattutto, avendo come finalità comune la risoluzione
o la mitigazione delle criticità che sono nate.
Onorevole Cintola, lei conosce la mia stima nei suoi confronti.
Abbiamo lavorato insieme per poco tempo, per 40 giorni, però, credo
che in quei pochi giorni abbiamo dimostrato entrambi una reciproca
stima.
Mi dispiace non essere considerato all'altezza di potere reggere
un confronto con l'Aula ma, le assicuro che, in questi giorni ho
smesso i panni del docente e ho assunto i panni dell'alunno, del
discente, ho studiato per potere essere pronto e preparato per
lavorare insieme a voi.
Onorevole De Luca, ho ascoltato il suo intervento passionale. Mi
dispiace per quello che è successo. Le posso assicurare, però,
egregio onorevole, che ieri, a seguito di una telefonata del
sindaco Buzzanca, alle ore 12.30, che mi rappresentava questa
esigenza, mi sono preoccupato in tempo reale di inviare da Palermo
due o tre funzionari del servizio per dare il massimo supporto
rispetto alla indicazione dello stesso sindaco Buzzanca, per la
individuazione di un sito dove andare a scaricare quella massa
fangosa.
Mi ha detto ieri il sindaco telefonicamente che l'unica stazione,
la più vicina, era lontana ventidue chilometri; quindi, aveva
proposto come alternativa di scaricare il fango sulla fascia
costiera.
Personalmente, avevo dato la mia massima disponibilità, perché se
avessimo dovuto seguire le procedure ordinarie, cioè quelle della
Via-Vas, sicuramente i tempi non sarebbero stati celeri e quello è
stato l'ultimo mio intervento. Ho sentito fino a ieri sera, alle
ore 23.00, l'onorevole Buzzanca. Se avessi già lasciato l'Aula,
avrei già preso il telefono e sarei intervenuto così come ho fatto
ieri. Quindi, mi farò cura di contattare il sindaco Buzzanca per
cercare una soluzione perché anche il posizionamento e lo
smaltimento sulla fascia costiera presenta problemi. Onorevole De
Luca, sicuramente non è così semplice prendere una decisione
invece che un'altra.
DE LUCA. Basta che si prenda
MILONE, assessore per il territorio e l'ambiente. Certo, avevo
pensato, ieri, anzi, sono già intervenuto, interverrò appena mi
commiaterò da questa Aula.
L'onorevole Picciolo mi dice di avere presentato due
interrogazioni. Le sarò grato se volesse fornirmele brevi manu e
sarà mia cura risponderle anche martedì.
Rinvio del seguito della discussione del disegno di legge
«Disposizioni per agevolare l'incontro tra domanda e offerta di
lavoro» (349/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il IV punto dell'ordine del
giorno: Seguito della discussione del disegno di legge numero 349/A
«Disposizioni per agevolare l'incontro tra domanda e offerta di
lavoro» è rinviato alla prossima seduta, stante la comunicazione
pervenuta dall'Assessore al ramo, onorevole Gentile, di non poter
presenziare agli odierni lavori.
La seduta è rinviata a martedì, 13 ottobre 2009, alle ore 17.00,
con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Oddo
I - Comunicazioni.
II - Comunicazioni del Presidente della Regione sugli eventi
alluvionali nella provincia di Messina.
III - Discussione del disegno di legge:
«Disposizioni per agevolare l'incontro tra domanda e
offerta di lavoro (349/A) (Seguito)
La seduta è tolta alle ore 17.51
ALLEGATO:
Risposta scritta ad interrogazione - Rubrica LAVORI PUBBLICI
CAPUTO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per i
lavori pubblici e all'Assessore
per il turismo, le comunicazioni e i trasporti, premesso che:
la strada provinciale 51 che collega Campobello di Mazara con Tre
Fontane da tempo è da considerarsi ad altissima pericolosità per
la mancata illuminazione e resa impraticabile a causa dei
molteplici incidenti mortali, l'ennesimo il 18 luglio 2008 dove
una donna di 29 anni ha perso la vita in una curva schiantandosi
contro un palo della luce non illuminato e non visibile per la
totale mancanza di luce e di segnalazioni fluorescenti;
questa situazione determina disagi ai residenti che sono
costretti a percorrere strade alternative
o ad attraversare la stessa provinciale con rischi personali per
l'alta densità di traffico essendo l'unico collegamento con le
zone balneari;
per sapere quali provvedimenti intenda adottare il Governo della
Regione - con carattere
di massima urgenza - attraverso la provincia regionale di Trapani
per garantire la giusta illuminazione per il ripristino delle
condizioni di sicurezza pubblica per l'incolumità di
chi transita nella S.P. 51». (66)
CAPUTO - MARROCCO - SCILLA -
VINCIULLO
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 66
dell'onorevole Caputo, si rappresenta che l'Assessorato Lavori
Pubblici, ha competenze esclusivamente riguardanti le materie
della viabilità primaria e secondaria, in particolare, tra i
compiti assegnati al Dirigente Generale del Dipartimento, vi sono
la gestione dei fondi POR 2000/2006 Misura 6.01, PO FSER 2007/2013
linea intervento 1.1.4.1 destinati alla manutenzione delle strade
extraurbane nazionali, primarie e secondarie.
Le strade provinciali, come è noto, sono di competenza delle
Province che intervengono direttamente con fondi propri o accedono
a programmi di finanziamento con fondi di cui la Regione ha la
disponibilità.
Le Province Regionali, cui è intestata la manutenzione delle
strade di propria competenza, hanno redatto i piani provinciali di
mobilità ai sensi dell'art. 1, comma 1152 della legge 296/2006.
La Redazione di questi piani consente alle Province Regionali di
accedere ai fondi di cui alla legge sopra citata nonché a quelli
del PO FSER 2007-2013 linea intervento 1.1.4.1.
Nel piano presentato dalla Provincia Regionale di Trapani non è
previsto alcun intervento sulla S.P. 51 oggetto
dell'interrogazione».
L'Assessore
on. Antonino Beninati