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Resoconto d'Aula della Seduta n. 114 di mercoledì 07 ottobre 2009
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   Presidenza del vicepresidente Oddo


   VINCIULLO,  segretario f.f, dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento  elettronico che  dovessero avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Arena  e  Romano  sono  in
  congedo per la presente seduta.
   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di risposta scritta ad interrogazione

   PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta, da parte dell'Assessore  per
  i    lavori   pubblici,   la   risposta   scritta   alla   seguente
  interrogazione:

   numero  66  «Urgente  intervento sulla strada provinciale  51  che
  collega   Campobello  di  Mazara  con  Tre  Fontane   per   mancata
  illuminazione stradale»
   Firmatari:  Caputo  Salvino;  Marrocco  Livio;  Scilla   Antonino;
  Vinciullo Vincenzo.

   Avverto  che  la stessa sarà pubblicata in allegato al  resoconto
  stenografico della seduta odierna.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                        Commissioni legislative

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  inviati alle competenti Commissioni legislative:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   «Istituzione dell'Ufficio del Garante regionale per l'infanzia  e
  l'adolescenza» (n. 466)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 7 ottobre 2009

   «Disposizioni  in  materia  di  cremazione  delle  salme  e  della
  conservazione, affidamento e/o dispersione delle ceneri» (n. 468)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 7 ottobre 2009

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   «Misure per il reinserimento nel mondo del lavoro degli over  50»
  (n. 467)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 7 ottobre 2009

   «Norme  per  la prosecuzione del rapporto di lavoro di  personale
  precario» (n. 469)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 7 ottobre 2009.

                     Comunicazione di parere reso

   PRESIDENTE. Comunico che il seguente parere è stato reso, in  data
  30 settembre 2009, dalla competente Commissione VI  Servizi sociali
  e sanitari':

   -   Schema   decreto  assessoriale  concernente  le  modalità   di
  individuazione, di costituzione e le modalità di funzionamento  del
  Comitato  Bacino Sicilia occidentale e del Comitato Bacino  Sicilia
  orientale  di cui all'articolo 5 della l.r. 14 aprile  2009,  n.  5
  (n. 33/VI);
   inviato in data 7 ottobre 2009.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   VINCIULLO, segretario f.f.:

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   l'unità operativa semplice (UOS) di emodinamica ed interventistica
  cardiovascolare dell'ospedale Umberto I di Siracusa è l'unica unità
  di  emodinamica  riconosciuta (sia nella  sanità  pubblica  che  in
  quella  accreditata)  sull'intero  territorio  della  provincia  di
  Siracusa;

   l'UOS  di  emodinamica  ed  interventistica  opera  dal  2002   e,
  dall'aprile scorso, è organizzata come h24. E' specializzata  nella
  diagnosi   e   cura   invasiva  della   patologia   coronarica   ed
  extracoronarica   (carotidea,   renale,   periferica,   etc.):   la
  cosiddetta interventistica cardiovascolare;

   è  dotata di una sola sala angiografica digitale (non flat pannel)
  ma,  grazie alla dedizione e all'alta professionalità di  medici  e
  paramedici, ha raggiunto negli ultimi anni risultati eccellenti. La
  complessità  degli interventi eseguiti è molto alta, a dispetto  di
  una  mortalità perioperatoria bassa che è in linea con  i  migliori
  standard nazionali ed europei;

   negli  ultimi  5  anni  è cresciuta più del 700%  come  numero  di
  interventi  di  angioplastica coronaria, a dispetto  di  'procedure
  improprie'  estremamente basse, probabilmente le  più  basse  della
  Sicilia.  Ciò scaturisce da un'attenta quanto rigida selezione  dei
  pazienti;

   tenuto conto che:

   l'UOS    di   emodinamica   ed   interventistica   cardiovascolare
  dell'ospedale Umberto I non ha una propria disponibilità  di  posti
  letto  ed  è  costretta  a ricoverare i propri  degenti  presso  il
  reparto  di  cardiologia  che  già di  per  sé  è  insufficiente  a
  rispondere alle necessità della stessa città di Siracusa per quanto
  concerne le problematiche cardiologiche;

   nell'attività  extracoronarica la  stessa  Unità  è  costretta  ad
  effettuare ricoveri presso i posti letto di medicina che  è  sempre
  satura, e fra l'altro, non ha le competenze idonee;

   nell'ambito  della futura rete dell'infarto, se non si  interviene
  con  un  ampliamento programmato, la struttura non potrà  garantire
  l'angioplastica   primaria  a  tutti  i  pazienti   di   competenza
  territoriale.  Ancora oggi, spesso, non riesce a garantire  neanche
  il  ricovero a tutte le urgenze coronariche della città stessa  con
  le conseguenze di aggravare la situazione sanitaria;

   la sala di emodinamica è datata (9 anni di vita) e negli ultimi  3
  mesi è stata troppo spesso ferma per guasti; gli stessi locali dove
  è ubicata la sala di emodinamica sono insufficienti per spazi oltre
  che  per  posizione (al di fuori del reparto di cardiologia  e  non
  perfettamente isolata dal pubblico, ma ubicata in un corridoio  del
  nosocomio)  per  la mole di lavoro che già esegue  e  che,  per  la
  nascitura ASP 8, dovrà espletare;

   per sapere:

   se  non  ritengano improcrastinabile implementare  la  recettività
  dell'UOC di cardiologia dell'ospedale Umberto I di Siracusa, tenuto
  conto  che  il  numero  di  posti letto attualmente  disponibili  è
  assolutamente anacronistico in rapporto al bacino di  utenza  della
  città stessa, oltre che impensabile, essendo al centro di una  rete
  cardiologica   interospedaliera   dove   risiede   l'attività    di
  emodinamica ed interventistica cardiovascolare;

   se   non   ritengano  urgente  l'apertura  dell'unità  di  terapia
  intensiva  coronarica  di  Avola (tra l'altro  già  strutturalmente
  pronta e arredata e attrezzata) che dovrebbe servire tutta la parte
  sud  della  provincia di Siracusa (da Rosolini fino alle  porte  di
  Avola,  quindi comprendente un ampio bacino di utenza), attualmente
  servita da un servizio di cardiologia senza posti letto. Tutto  ciò
  è  conseguenza  di  fenomeni di migrazione di  pazienti  siracusani
  presso  strutture ragusane (circa 400 l'anno), tra l'altro non  più
  così  lontane, data la presenza ormai di una viabilità ottimale  in
  questa parte della provincia di Siracusa;

   se  non  ritengano opportuno finanziare l'apertura di una  seconda
  sala  operatoria angiografica di emodinamica moderna (flat  pannel)
  di  tutti quegli strumenti che oggi assicurano un salto di  qualità
  negli    interventi    cardiovascolari   (ad   esempio    ecografia
  intracoronarica)   e  permettano  una  maggiore  rispondenza   alle
  esigenze dell'intera comunità siracusana in tempi brevi». (776)

                                                           VINCIULLO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   con  l'articolo 2, comma 93, della legge n. 286/2006  (finanziaria
  2007),  sono  state  assegnate al Ministero dell'ambiente  e  della
  tutela  del  territorio risorse finanziarie pari ad  euro  151.500,
  destinate  ad  interventi di difesa e tutela  dell'ambiente  e  del
  suolo;

   in  particolare,  il  70% delle suddette  risorse,  pari  ad  euro
  106.050.000, è stato destinato alla Regione siciliana;

   le   modalità  di  utilizzo  della  predetta  somma,  secondo   la
  previsione  normativa, sarebbero state individuate e stabilite  con
  decreto  del  Ministero dell'ambiente, di concerto con il  Ministro
  dell'economia;

   la  Regione siciliana, nel contesto della programmazione a  tutela
  delle  aree  a  rischio,  avrebbe dovuto  stabilire  le  parti  del
  territorio  regionale da interessare, nonché le somme necessarie  a
  finanziare  i  relativi interventi a salvaguardia del territorio  e
  della pubblica incolumità;

   considerato che:

   il  Ministero  dell'ambiente e della tutela del territorio  e  del
  mare,  di  concerto con il Ministro dell'economia e delle  finanze,
  con  decreto  del  27 novembre 2008, ha attivato  il  programma  di
  interventi  a  tutela  dell'ambiente  e  della  difesa  del   suolo
  destinando alla Regione siciliana la somma di euro 106.050.000;

   in  particolare,  l'articolo 2 del predetto  decreto  ha  previsto
  l'attuazione  degli interventi mediante l'autorizzazione  di  spesa
  iscritta   al  capitolo  8565  (PG  01),  appositamente   istituito
  nell'ambito     del    programma    'Conservazione     dell'assetto
  idrogeologico',  missione  'Sviluppo  sostenibile  e   tutela   del
  territorio e dell'ambiente';

   ritenuto che:

   tra  i  comuni siciliani beneficiari del finanziamento non risulta
  il  Comune  di Giampilieri (ME), pur essendo questo stato  inserito
  tra i comuni ad alto ed elevato rischio ambientale;

   la  gravissima emergenza conseguente all'alluvione che ha  colpito
  drammaticamente l'intero territorio di Giampilieri  ha  evidenziato
  un rischio ambientale senza precedenti;

   ritenuto  altresì  che  quanto è accaduto necessita  di  opportuni
  chiarimenti,  soprattutto  alla luce  delle  somme  destinate  alla
  Sicilia  per  interventi a tutela del suolo  e  dell'ambiente,  che
  hanno  previsto l'esclusione del Comune di Giampilieri  dagli  enti
  beneficiari;

   ritenuto,  infine,  che  occorre chiarezza  sui  criteri  e  sulle
  modalità  in  base  alle  quali sono  stati  individuati  gli  enti
  beneficiari;

   per sapere:

   quali  provvedimenti intendano adottare al fine di fare  chiarezza
  sul  mancato  inserimento  del Comune  di  Giampilieri  quale  ente
  beneficiario degli interventi a tutela dell'ambiente e della difesa
  del suolo, giusta decreto del 27 novembre 2008;

   secondo  quali  criteri  l'Assessorato  regionale  Territorio   ed
  Ambiente  abbia  individuato i comuni beneficiari degli  interventi
  previsti dal decreto del 27 novembre 2008 e con quali criteri siano
  state individuate e quantificate le relative somme;

   se  esista  un  piano  dei  rischi del  territorio  della  Regione
  siciliana ed, in caso affermativo, da chi sia stato redatto e se il
  Comune  di  Giampilieri fosse già inserito quale comune ad  elevato
  rischio di frana;

   quali   provvedimenti  intendano  adottare  per  la  verifica   di
  eventuali  soggetti responsabili, anche alla luce dei  gravi  fatti
  che hanno colpito l'intero Comune di Giampilieri». (777)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                              CAPUTO

   «Al  Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per  i  lavori
  pubblici, premesso che:

   il  servizio idrico integrato della provincia di Siracusa è  stato
  affidato alla società SAI8, società mista partecipata dal Comune di
  Siracusa, e che negli ultimi due mesi una vasta area della città di
  Siracusa    è   stata   interessata   da   frequenti   interruzioni
  nell'erogazione  idrica  che hanno causato  disservizi  gravi  alle
  utenze domestiche e collettive;

   tali  disservizi sono determinati, a detta del gestore, da lesioni
  della  condotta adduttrice che si estende per circa 3 chilometri  e
  che  collega  il  campo pozzi S. Nicola con il  serbatoio  Bufalaro
  alto;

   la  causa  delle  lesioni sarebbe legata ai  frequenti  black  out
  elettrici e accentuata dallo stato di vetustà della linea, posta in
  opera  circa  35 anni fa, non protetta da fenomeni di corrosione  e
  sottoposta negli anni ad innumerevoli interventi manutentivi;

   il  gestore  del servizio idrico integrato SAI8 ha  comunicato  al
  Presidente del consorzio ATO idrico 8 di essere pronto a presentare
  il  progetto SR009 'sostituzioni adduttrici vetuste e/o in  cattivo
  stato di conservazione' previsto per la città di Siracusa nel primo
  piano  triennale operativo, per un importo pari ad oltre  1.500.000
  euro;

   l'ARRA,  Agenzia  regionale  per  i  rifiuti  e  acque,  ha   però
  condizionato  tutti gli interventi strutturali di questa  tipologia
  alla  preventiva  realizzazione  del  'progetto  conoscenza',   che
  richiede  tempi  lunghi  e  non  conciliabili  con  l'esigenza   di
  interventi  immediati sulle reti, e ciò determina la  necessità  di
  ricercare  nuovi  canali di finanziamento  da  parte  dello  stesso
  consorzio ATO idrico 8;

   considerato che:

   il  primo piano operativo triennale prevedeva la realizzazione  di
  ben 62 progetti per un importo totale di 60.887.100,34 euro, di cui
  32  milioni  sono  coperti  da  finanziamento  pubblico  mentre  il
  restante importo è cofinanziato dal gestore;

   i  progetti  del primo piano triennale dovranno essere  realizzati
  entro febbraio 2011;

   18  dei  suddetti progetti, per un importo di oltre 9  milioni  di
  euro,  sono stati sostituiti con altri 6 progetti di pari  importo,
  ritenuti però molto più urgenti, e che tale rimodulazione  è  stata
  già  approvata  dal consiglio d'amministrazione dell'ATO  idrico  e
  dall'assemblea dei sindaci e che quindi il nuovo piano triennale si
  articola su 50 progetti;

   visto che:

   l'unico   progetto   finora  finanziato   riguarda   l'adeguamento
  dell'impianto di depurazione del Comune di Palazzolo Acreide per un
  importo di circa 1 milione di euro, mentre altri 9 progetti, per un
  importo  di oltre 14,5 milioni di euro, che riguardano i Comuni  di
  Siracusa, Ferla, Francofonte, Augusta, Floridia e Lentini, sono  in
  attesa di finanziamento;

   alcuni di questi progetti, tra cui l'adeguamento dell'impianto  di
  depurazione della città di Siracusa, o la realizzazione della  rete
  fognaria  di  Francofonte, ad oltre un anno dalla  approvazione  in
  linea  tecnica,  sono  ancora in attesa di finanziamento  da  parte
  dell'ARRA;

   il  finanziamento  di  tutti i progetti di  sostituzione  di  reti
  idriche  vetuste  o in cattivo stato di conservazione,  riguardanti
  oggi i Comuni di Lentini, Floridia, Siracusa e Augusta, nonchè, nei
  prossimi  anni,  i Comuni di Priolo e Noto, sono stati  subordinati
  all'approvazione  del  'progetto conoscenza' e che  tale  decisione
  dell'ARRA  sicuramente determinerà un ritardo  nella  realizzazione
  delle opere;

   detto  ritardo  comporterà il rischio di perdita dei finanziamenti
  pubblici  disponibili e, nel caso della sostituzione della condotta
  tra  il  campo  pozzi S. Nicola e il serbatoio Bufalaro,  ulteriori
  conseguenze gravissime sull'erogazione idrica con ingenti  problemi
  per  l'utenza (famiglie, ospedali, scuole, commercianti, artigiani,
  etc);

   per sapere:

   quali iniziative intendano adottare per sollecitare l'ATO idrico 8
  ad  assumere  le  decisioni  di propria competenza,  tra  le  quali
  l'approvazione   dei  progetti  e  la  ricerca   delle   fonti   di
  finanziamento alternative;

   quali   misure  intendano  predisporre  nei  confronti  dell'ARRA,
  soggetto responsabile del ritardo nell'erogazione dei finanziamenti
  per i progetti già approvati;

   quali  azioni  intendano  porre  in  essere  per  evitare  che  la
  subordinazione  dei  finanziamenti per la sostituzione  delle  reti
  idriche   alla   realizzazione  del  'progetto  conoscenza'   possa
  determinare  ritardi gravissimi nella realizzazione delle  opere  e
  causare la perdita dei finanziamenti pubblici disponibili». (778)

                                                            MARZIANO

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   dopo  la  denuncia di un presunto caso di malasanità nell'ospedale
  unico  Avola-Noto, sito in provincia di Siracusa,  in  merito  alla
  diagnosi di un paziente entrato successivamente in coma, la società
  civile  ha,  nuovamente,  denunciato un  presunto  malfunzionamento
  della  TAC  in  servizio  al  reparto di  radiologia  dell'ospedale
  'Trigona' di Noto;

   detta  TAC, ormai obsoleta e non rispondente alle nuove tecnologie
  in  ambito  sanitario, risulta essere almeno di  seconda  mano,  in
  quanto proveniente da altra struttura ospedaliera;

   in  seguito alle denunce, lo stesso direttore generale dell'ASP n.
  8  ha disposto una scrupolosa indagine interna al fine di accertare
  la  veridicità  di  quanto sostenuto dal  comitato  civico  per  il
  diritto  alla salute, che aveva più volte, in precedenza, sollevato
  il  problema,  in forza anche delle dichiarazioni di alcuni  medici
  che   avevano  giudicato  il  risultato  degli  esami  spesso  poco
  attendibili, almeno per alcune patologie;

   per sapere:

   se  non  ritengano  necessaria  ed  improcrastinabile  un'indagine
  conoscitiva  al  fine  di  accertare la  veridicità  delle  denunce
  avanzate da parte dei comitati civici, dei cittadini e dai medici;

   se  non ritengano altresì necessario ed urgente stanziare le somme
  necessarie  per l'acquisto di una nuova TAC, in modo da  assicurare
  livelli di assistenza pari a quelli delle altre province italiane e
  scongiurare l'esodo verso altre province isolane o, peggio  ancora,
  presso strutture private convenzionate con la Regione;

   se,  infine, dopo aver con tanta enfasi, 'strombazzato ai  quattro
  venti' la volontà di difendere e garantire la sanità pubblica,  non
  ritengano indispensabile fornire rassicurazione ai cittadini  anche
  sui tempi dell'acquisto della nuova TAC». (780)

                                                           VINCIULLO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:

   nell'anno   scolastico  2008-2009  in  Sicilia,  numerose   scuole
  primarie paritarie non hanno inoltrato la regolare domanda al  fine
  di  stipulare la nuova convenzione con l'Assessorato regionale Beni
  culturali e ambientali e per la pubblica istruzione;

   tale impedimento è stato determinato, senza ombra di dubbio, dalle
  innovazioni introdotte, sicuramente indispensabili necessarie,  che
  non  hanno  avuto la dovuta pubblicità, al fine di far  partecipare
  tutti alla stipula della convenzione;

   preso atto che:

   nell'anno solare in corso sono stati riaperti i termini de  quibus
  e,  nonostante ciò, alcuni istituti, ignari di quanto emanato dalla
  pubblica amministrazione, non sono riusciti comunque ad attivare le
  procedure per poter accedere a tale convenzione;

   ancora una volta l'iter burocratico previsto dall'Assessorato Beni
  culturali è risultato di difficile comprensione ed applicazione;

   per  sapere se non ritengano utile e necessario riaprire i termini
  di  cui  sopra  e  comunicarlo per iscritto a  tutti  gli  istituti
  paritari  che  gestiscono scuole primarie, per consentire  loro  di
  poter  esercitare la possibilità di stipulare la convenzione,  così
  come  hanno  fatto  le  altre scuole primarie,  e  scongiurare,  di
  conseguenza, il licenziamento di centinaia di insegnanti». (781)

                                                           VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   col  piano poliennale di investimenti per l'edilizia sanitaria  ex
  art.  20  della  legge n. 67 del 1988-accordo di programma  con  il
  Ministero della salute del 30 aprile 2002 e stralcio dell'11  marzo
  2008,  sono  state finanziate la ristrutturazione  e  l'attivazione
  dell'UTIC  (Unità  di  terapia  intensiva  respiratoria)  e   della
  Divisione di cardiologia nel presidio ospedaliero 'G. Di Maria'  di
  Avola (SR);

   detti lavori, iniziati il 20 gennaio 2006, sono stati ultimati  il
  6 giugno 2007;

   il  commissario straordinario pro tempore ha disposto il  collaudo
  di  detti  lavori  e  la  redazione  del  certificato  di  regolare
  esecuzione dei lavori de quibus;

   detto certificato è stato regolarmente firmato senza riserve dalla
  ditta appaltatrice in data 29 gennaio 2009;

   la  struttura ospedaliera ha una superficie lorda totale di 33.500
  metri  quadrati,  mentre l'UTIC e la Divisione  di  cardiologia  si
  sviluppano su una superficie di circa 500 metri quadrati e  possono
  ospitare  4  posti  di UTIC, 1 per infetto e  4  posti  di  degenza
  ordinaria;

   nello  stesso  tempo,  si  è  proceduto anche  all'acquisto  delle
  attrezzature sanitarie (tra le quali, ad esempio, i 4  letti  della
  terapia  intensiva,  i  pensili dei gas  medicali,  il  sistema  di
  monitoraggio  per  l'osservazione, ecc.) e degli arredi  (letti  di
  degenza ordinaria, tavoli, scrivanie, banconi, poltrone, ecc.);

   a  tutt'oggi  il reparto non risulta essere operativo,  procurando
  ciò gravissimi danni economici all'azienda sanitaria provinciale  e
  soprattutto  mettendo  a  repentaglio la vita  di  oltre  100  mila
  cittadini  della  zona  sud  della provincia  di  Siracusa,  bacino
  servito   all'ospedale  'G.  Di  Maria'  per  tale  branca   medica
  specialistica;

   preso atto che da anni, e soprattutto con maggiore forza mediatica
  negli  ultimi  mesi,  è  stata assicurata  l'immediata  attivazione
  dell'UTIC  senza  che  però  vi siano  fatti  concreti,  in  merito
  soprattutto al personale da assumere in pianta organica, a supporto
  di quanto sostenuto;

   per  sapere  se  non ritengano indispensabile ed improcrastinabile
  procedere   all'immediata  attivazione  dell'UTIC  per   assicurare
  livelli  di assistenza sanitaria pari a quelli delle altre province
  italiane,  in  modo da garantire una sanità pubblica efficiente  ed
  efficace  che  sia  in  grado  di salvare  quante  più  vite  umane
  possibile,  di  bloccare  la  richiesta  di  assistenza   sanitaria
  qualificata che oggi viene indirizzata verso la vicina provincia di
  Ragusa,  oppure  verso  strutture  private  convenzionate  con   la
  Regione,   costringendo  l'utenza,  già  gravata  dal  peso   della
  sofferenza, ad estenuanti e continue 'migrazioni sanitarie'». (782)

                                                           VINCIULLO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:

   l'educandato  'Maria  Adelaide' di Palermo è  privo  dal  mese  di
  luglio  2009 del consiglio di amministrazione e che da  allora  non
  sono stati più nominati i componenti dello stesso;

   gli  educandati femminili di tutta Italia sono disciplinati ancora
  da  un  regio  decreto del 1931, che prevede che  l'amministrazione
  degli  stessi  sia  garantita da un organismo  esterno,  in  quanto
  all'epoca  dell'emanazione del decreto le donne potevano  dedicarsi
  solo alla didattica e all'assistenza;

   situazione diversa vivono i convitti nazionali maschili,  dove  il
  rettore è anche il presidente del c.d.a.;

   l'educandato   'Maria   Adelaide'  ospita   circa   700   studenti
  provenienti  non  solo  dal  Palermitano,  in  quanto  molte  delle
  frequentanti  arrivano dalle isole minori, dove  non  avrebbero  la
  possibilità di frequentare istituti superiori;

   da 3 mesi i fornitori non riescono a percepire le loro spettanze e
  che, di conseguenza, sono a rischio perfino le forniture dei pasti;

   la  preside dell'istituto ha più volte sollecitato, per  iscritto,
  la nomina dei 3 componenti del c.d.a.;

   a tutt'oggi la Regione non ha provveduto nemmeno alla nomina di un
  commissario  straordinario per svolgere almeno la normale  attività
  amministrativa;

   per sapere:

   se  non  ritengano necessaria ed improcrastinabile la  nomina  del
  consiglio  di amministrazione per garantire il corretto svolgimento
  dell'anno scolastico e scongiurare la chiusura dell'istituto;

   se  non  ritengano utile ed indispensabile sollecitare il  Governo
  nazionale  affinché venga abolita questa insopportabile, odiosa  ed
  anacronistica  sperequazione fra educandati  femminili  e  convitti
  nazionali   maschili,   in   modo  da   consentire   alla   preside
  dell'istituto  Maria  Adelaide di poter  svolgere  le  funzioni  di
  presidente  del consiglio di amministrazione, come  avviene  con  i
  pari grado maschili». (784)

                                                           VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   col  piano poliennale di investimenti per l'edilizia sanitaria  ex
  art.  20  della  legge n. 67 del 88 - accordo di programma  con  il
  Ministero della salute del 30 aprile 2002 e stralcio dell'11  marzo
  2008,  sono state finanziate la ristrutturazione e la realizzazione
  del reparto di terapia intensiva presso il presidio ospedaliero 'G.
  Di Maria' di Avola (SR);

   detti lavori, iniziati il 30 marzo 2006, sono stati ultimati il  4
  ottobre 2007;

   in  data  18  ottobre  2007,  è stato  emesso  il  certificato  di
  ultimazione  dei lavori e, in data 25 febbraio 2008,  il  direttore
  dei  lavori  ha  redatto lo stato finale dei  lavori,  firmato  con
  riserva dall'impresa esecutrice;

   nonostante la richiesta da parte dell'ex AUSL n. 8 e il  sollecito
  del  27  gennaio 2009, si è proceduto solo in questi ultimi  giorni
  alla nomina del collaudatore tecnico-amministrativo, ai sensi della
  normativa vigente;

   di conseguenza, l'opera risulta ultimata ma ancora da collaudare;

   la  struttura ospedaliera ha una superficie lorda totale di 33.500
  metri  quadrati, mentre terapia intensiva generale si  sviluppa  su
  una  superficie di circa 500 metri quadrati ed ospita 5 posti letto
  monitorati più 1 infetto;

   nello  stesso  tempo  si  è  proceduto  anche  all'acquisto  delle
  attrezzature sanitarie (quali, ad esempio, i letti bilancia  per  i
  posti monitorati, i pensili dei gas medicali, i sistemi informatici
  per  la  gestione della struttura, ecc.) e degli arredi, attingendo
  ai fondi di finanziamento della Regione;

   a  tutt'oggi  il reparto non risulta essere operativo,  procurando
  ciò  gravissimi danni economici all'azienda sanitaria  provinciale,
  ma,  soprattutto, mettendo a repentaglio la vita di oltre 100  mila
  cittadini  della  zona  sud  della provincia  di  Siracusa,  bacino
  servito   dall'ospedale  G.  Di  Maria  per  tale   branca   medica
  specialistica;

   preso atto che da anni, e soprattutto con maggiore forza mediatica
  negli  ultimi mesi, è stata assicurata l'immediata attivazione  del
  reparto di terapia intensiva generale senza che però vi siano fatti
  concreti  a  supporto  di quanto sostenuto ai 'quattro  venti',  in
  merito soprattutto al personale da assumere in pianta organica;

   per  sapere  se  non ritengano indispensabile ed improcrastinabile
  procedere   all'immediata  attivazione  del  reparto   di   terapia
  intensiva  generale per assicurare livelli di assistenza  sanitaria
  pari  a  quelli delle altre province italiane, in modo da garantire
  una  sanità  pubblica efficiente ed efficace che sia  in  grado  di
  salvare quante più vite umane possibile e bloccare la richiesta  di
  assistenza  sanitaria qualificata che oggi viene indirizzata  verso
  la  vicina  provincia  di  Ragusa, ovvero verso  strutture  private
  convenzionate  con la Regione, costringendo l'utenza,  già  gravata
  dal  peso  della  sofferenza, ad estenuanti e continue  'migrazioni
  sanitarie'». (785)

                                                           VINCIULLO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   VINCIULLO, segretario f.f.:

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   non  tutti  i  direttori  generali nominati  nelle  nuove  aziende
  sanitarie  provinciali ed ospedaliere risultano essere in  possesso
  dei requisiti previsti dalla legge;

   ad  esempio,  il  dott. Fabrizio De Nicola non risulta  essere  in
  possesso della qualifica di dirigente, così come previsto dall'art.
  3  bis del decreto legislativo n. 502/92, il quale stabilisce  che,
  per  essere nominato direttore generale, occorre avere 'svolto  per
  almeno  cinque  anni  qualificata attività  di  direzione  tecnico-
  sanitaria in enti o strutture pubbliche o private di media o grande
  dimensione con autonomia gestionale e diretta responsabilità  delle
  risorse umane, tecniche e finanziarie';

   il  Consiglio  di  Stato  ha precisato, a  tal  riguardo,  che  le
  funzioni dirigenziali debbono essere svolte possedendo la qualifica
  di dirigente, e non quella di funzionario amministrativo;

   lo  stesso certificato di servizio, firmato dall'avvocato  Antonio
  Carullo,  commissario dell'IRCAC (ente presso il quale il dott.  De
  Nicola ha prestato servizio come funzionario), non convalida né  la
  qualifica  né la posizione dirigenziale, ma fa riferimento  ad  una
  generica 'esperienza dirigenziale';

   premesso ancora che:

   ad  esempio,  il  dott.  Salvatore Di Rosa è incompatibile  poiché
  risulta  dipendente dell'azienda ospedaliera 'Villa  Sofia',  nella
  quale è stato nominato direttore generale;

   il  comma 9 (ultimo capoverso) dell'art. 3 del decreto legislativo
  n.  502/92  prevede,  in  proposito, che  la  carica  di  direttore
  generale  è  incompatibile con la sussistenza  di  un  rapporto  di
  lavoro  dipendente, ancorché in regime di aspettativa, con  l'unità
  sanitaria presso cui sono esercitate le funzioni;

   il  dott.  Salvatore  Di  Rosa risulta  inquadrato  nel  ruolo  di
  dirigente  di  secondo livello presso l'ex Azienda  AUSL  n.  6  di
  Palermo,  ma  lo  stesso  risulta  dipendente  dell'azienda  'Villa
  Sofia',  dove  ha  assunto le funzioni di  primario  a  seguito  di
  pubblico  concorso e dove ha prestato servizio fino  al  31  agosto
  2009;

   la  normativa  vigente in materia fa riferimento  al  rapporto  di
  lavoro  e  non  alla semplice appartenenza di ruolo ad  un'azienda,
  proprio  perché si vuole evitare che chi abbia svolto il  ruolo  di
  dipendente  possa  essere  condizionato  nello  svolgimento   delle
  funzioni di direttore generale;

   la   legge  regionale  n.  5  del  2009,  all'art.  19,  comma  2,
  stabilisce,   inoltre,   che   'ferme   restando   le   cause    di
  incompatibilità  previste dalla normativa  vigente,  la  carica  di
  direttore  generale  di  un'azienda è incompatibile  con  qualsiasi
  altro   ruolo  esercitato  in  strutture  pubbliche  del   servizio
  sanitario regionale, soggette alla competenza dell'azienda medesima
  o di altre aziende del servizio sanitario regionale';

   il  dott.  Giuseppe Calaciura è stato nominato direttore  generale
  nella  stessa  azienda dalla quale è stato trasferito per  mobilità
  dopo la proposta della sua nomina adottata dalla Giunta regionale;

   il  comma  2 dell'art. 19 della legge regionale n. 5 del  2009  va
  applicato anche in questo caso;

   premesso, inoltre, che:

   ulteriormente,  per  esempio,  il dott.  Nicola  Baldari,  non  ha
  maturato l'anzianità dei 5 anni di posizione dirigenziale ai  sensi
  dell'art. 3 bis, comma 3, del decreto legislativo n. 502/92  poiché
  l'aspettativa per il mandato parlamentare nella fattispecie non può
  essere computata;

   il  dott.  Nicola Baldari è stato direttore di struttura complessa
  dal  26  maggio  al  25  giugno 2001 e in aspettativa  per  mandato
  parlamentare dal 25 luglio 2001 al 29 giugno 2006;

   considerato che:

   alcuni direttori sanitari ed amministrativi nominati non risultano
  essere  in  possesso  della  qualifica di  dirigenti  di  struttura
  complessa;

   l'Assessore  per la sanità, dott. Massimo Russo, ha  disposto  con
  uno  specifico  avviso  la formazione di  un  elenco  di  possibili
  direttori  amministrativi  e sanitari prevedendo,  da  parte  degli
  stessi,   il  possesso  dell'incarico  di  dirigente  di  struttura
  complessa per almeno 5 anni;

   il  decreto  assessoriale  con  il quale  è  stata  comunicata  la
  formazione  dell'elenco  prevede  che  la  verifica  dei  requisiti
  previsti  dalla  legge  per  la  nomina  a  direttore  sanitario  o
  amministrativo venga effettuata dagli stessi direttori generali  ai
  quali compete la nomina;

   ciò  sembra  quantomeno  discutibile,  poiché  sarebbe  stato  più
  opportuno  verificare la sussistenza dei requisiti  previsti  dalla
  legge   preventivamente  con  un  esame  da  parte   degli   uffici
  dell'Assessorato;

   ritenuto che:

   la  scelta di premiare taluni direttori sanitari ed amministrativi
  è quantomeno discutibile;

   il  cambiamento atteso con il nuovo assetto del servizio sanitario
  regionale  sarebbe stato, infatti, più netto se non  fossero  stati
  nominati direttori generali, sanitari ed amministrativi legati alle
  precedenti gestioni;

   in  Sicilia è necessario un maggiore rigore e di intransigenza  in
  tutte le scelte istituzionali, politiche ed amministrative;

   in  nome dell'innovazione non si possono adottare provvedimenti di
  dubbia legittimità;

   per sapere:

   quali  iniziative siano state assunte per verificare  il  rispetto
  della normativa vigente in materia di nomine dei direttori generali
  e dei direttori amministrativi e sanitari;

   se  non  si  ritenga  di  dover nominare  un'apposita  commissione
  d'inchiesta». (779)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                          BARBAGALLO

   «Al  Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per  i  lavori
  pubblici, premesso che:

   con  deliberazione di Giunta regionale n. 233 del 7 ottobre  2008,
  l'ing. Antonino Messina, dipendente dell'Amministrazione regionale,
  veniva   nominato   commissario  straordinario   dell'I.A.C.P.   di
  Siracusa,  essendo lo stesso già commissario ad acta  dello  stesso
  Ente;

   con  deliberazione  n. 140 del 21/22 aprile del  2009,  la  Giunta
  regionale ha prorogato il suddetto incarico commissariale fino alla
  ricostituzione  degli  ordinari organi  di  gestione,  riconoscendo
  implicitamente  che  lo stesso commissario aveva  operato  in  modo
  coerente alla nomina ricevuta;

   con deliberazione n. 244 del 30 giugno 2009, sempre della medesima
  Giunta  regionale, veniva revocato l'incarico e proposta la  nomina
  dell'ing.  Nazareno Mannino, dipendente dell'Assessorato  regionale
  del    lavoro,   della   previdenza   sociale,   della   formazione
  professionale e dell'emigrazione;

   tenuto conto che:

   allo  stato  attuale, l'ing. Nazareno Mannino  non  figura  fra  i
  dipendenti  dell'Assessorato regionale Lavoro, previdenza  sociale,
  formazione professionale ed emigrazione;

   con nota n. 2388 del 28 luglio 2009, il revocato commissario, ing.
  Antonino  Messina, veniva invitato a fornire chiarimenti in  merito
  alla decisione di revocargli la nomina;

   considerato che:

   in data 7 agosto 2009, l'ing. Messina confutava garbatamente tutte
  le  contestazioni che gli erano state mosse, dimostrando che  aveva
  svolto  la  sua  attività  di commissario quasi  sempre  in  orario
  esterno  all'ufficio e senza note negative sulla  sua  attività  di
  dipendente della Regione;

   in  data  23  settembre,  il Presidente  della  Regione  procedeva
  comunque  alla sostituzione dell'ing. Messina, senza contestare  le
  memorie  scritte  dallo stesso funzionario, ritenute  genericamente
  'non conducenti';

   per sapere:

   se  la  sostituzione del funzionario in parola sia dovuta a  fatti
  oggettivi  o  a  mutamenti del 'clima generale'  che,  attualmente,
  investe tutti i rami dell'Amministrazione regionale;

   se   questo   nuovo   commissariamento  debba   durare   a   tempo
  indeterminato   oppure  se  sia  prevista,  in  tempi   brevi,   la
  ricostituzione  degli  organi  collegiali  previsti   dalla   legge
  istitutiva degli I.A.C.P.;

   se  non  ritengano  che  questi regimi di commissariamento,  ormai
  operanti  in  tutti  i rami dell'Amministrazione  regionale,  siano
  assolutamente nefasti per una regolare gestione e conduzione  degli
  enti  medesimi, oltre che non rispondenti allo spirito  democratico
  che ancora regola la vita nel nostro Paese». (783)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                           VINCIULLO

   PRESIDENTE.  Avverto  che  le  interrogazioni  testé   annunziate
  saranno inviate al Governo.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


          Determinazione della data di discussione di mozioni

   PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:  Lettura,
  ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
  Regolamento interno, delle seguenti mozioni:

   numero 149 «Mancata attuazione degli articoli 16, 17, 18, 19 e  20
  della  legge  finanziaria  regionale n.  6  del  2009,  riguardanti
  interventi in favore del comparto agricolo», degli onorevoli  Oddo,
  Cracolici,   Apprendi,  Donegani,  Marinello,  Vitrano,   Ammatuna,
  Barbagallo,  Bonomo,  De  Benedictis,  Di  Benedetto,  Di   Guardo,
  Digiacomo,   Faraone,   Ferrara,  Fiorenza,  Galvagno,   Gucciardi,
  Laccoto,   Lupo,   Marziano,  Mattarella,   Panarello,   Panepinto,
  Picciolo, Raia, Rinaldi, Speziale e  Termine;

   numero 150 «Interventi per la rimodulazione dei premi delle misure
  agro-ambientali  previsti dalla misura 214 del  piano  di  sviluppo
  rurale  (PSR)  2007-2013 della Regione siciliana», degli  onorevoli
  Oddo,  Cracolici, Apprendi, Donegani, Marinello, Vitrano, Ammatuna,
  Barbagallo,  Bonomo,  De  Benedictis,  Di  Benedetto,  Di   Guardo,
  Digiacomo,   Faraone,   Ferrara,  Fiorenza,  Galvagno,   Gucciardi,
  Laccoto,   Lupo,   Marziano,  Mattarella,   Panarello,   Panepinto,
  Picciolo, Raia, Rinaldi, Speziale e Termine.

   Avverto  che  la  determinazione della data di  discussione  delle
  mozioni  sopra  citate,  integralmente  riportate  nell'ordine  del
  giorno  della  presente seduta, è demandata,  secondo  consuetudine
  parlamentare,   alla   Conferenza   dei   presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


       Comunicazioni del Governo sugli eventi alluvionali nella
                         provincia di Messina

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Comunicazioni del Governo sugli eventi alluvionali nella  provincia
  di Messina.
   Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati i  seguenti
  ordini del giorno:

   numero 179 «Dichiarazioni dello stato di calamità naturale per  la
  Provincia   di   Trapani»,  degli  onorevoli  Marrocco,   Pogliese,
  Vinciullo,  Currenti,  Lo  Giudice,  Torregrossa,  Dina,  Fiorenza,
  Gianni,   Picciolo,  Bosco,  Caputo,  Aricò,  Gucciardi,  Currenti,
  Campagna, Scilla e Lo Giudice;

   numero 182 «Dichiarazione dello stato di calamità naturale per  la
  Provincia di Palermo», degli onorevoli Caputo, Pogliese, Vinciullo,
  Falcone e Marrocco;

   numero 183 «Potenziamento dell'Agenzia regionale per la protezione
  dell'ambiente», dell'onorevole Savona. Ne do lettura:

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che l'ondata di maltempo, che ha colpito la  Sicilia  in
  questi  ultime  settimane, ha causato danni ingenti soprattutto  in
  provincia di Trapani;

   considerato che:

   l'incredibile   quantità  di  acqua  caduta  in   poche   ore   ha
  letteralmente  allagato  comuni  e  città,  distrutto  intere  aree
  agricole, mettendo in ginocchio l'intera filiera produttiva;

   la   viabilità   interna,   in  alcuni  casi   già   assolutamente
  deficitaria,  ha  subito  danni  rilevanti  a  causa  di  frane   e
  smottamenti che, in alcune zone, ha causato l'isolamento di  centri
  abitati;

   il  comparto  produttivo del sale marino, che copre  più  del  70%
  della richiesta nazionale, ha subito danni incalcolabili. Le saline
  del   trapanese,  investite  da  piogge  torrenziali,  hanno  avuto
  distrutto più dell'80% delle proprie scorte. Come se ciò non  fosse
  già  sufficientemente drammatico, la diluizione  dell'acqua  marina
  presente  nelle vasche di decantazione ha compromesso,  in  maniera
  definitiva, l'intera produzione dei prossimi mesi,

                   impegna il Governo della Regione

   a  dichiarare  lo  stato di calamità naturale nella  provincia  di
  Trapani  al  fine  di  permettere, tra l'altro, l'intervento  della
  Protezione  civile  nazionale  per il  ripristino  della  viabilità
  interna duramente colpita dalle alluvioni;

   ad   adottare  interventi  a  sostegno  della  filiera  produttiva
  agricola e salina della provincia di Trapani, colpita gravemente da
  fattori  ambientali  e  climatici che hanno interessato  la  nostra
  Regione negli ultimi 20 giorni». (179)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che  l'intero  territorio della Sicilia,  da  circa  due
  settimane, è stato interessato da una grave ed importante ondata di
  maltempo,  che  ha  provocato ingenti danni  all'agricoltura  della
  provincia  di  Palermo,  con  particolare  riguardo  ed  attenzione
  soprattutto  all'area  dei territori dei comuni  di  Monreale,  San
  Giuseppe  Jato,  San Cipirrello, Altofonte, Borgetto,  Roccamena  e
  Belmonte Mezzagno;

   considerato che:

   la  pioggia incessante ha scaricato un'enorme quantità  di  acqua,
  tale da allagare intere città. In particolare, gli allagamenti  che
  hanno  colpito  i comuni di cui in premessa hanno distrutto  intere
  aree agricole, mettendo in ginocchio l'intera filiera produttiva;

   oltre  al danneggiamento alle colture, sono stati provocati  danni
  anche  alla viabilità a causa di frane e smottamenti che, in alcune
  zone, hanno causato l'isolamento di centri abitati;

   il  comparto  produttivo  agricolo,  vitivinicolo  e  oleario  del
  territorio   della   provincia   di   Palermo   ha   subito   danni
  incalcolabili, mettendo a rischio la raccolta per i prossimi mesi e
  danneggiando  definitivamente la viticoltura e  la  raccolta  delle
  olive;

   ritenuto che:

   tale  situazione  aggrava il comporto agricolo  già  indebolito  e
  compromesso dall'attuale crisi economica;

   vi  è  il  concreto e serio pericolo di un risvolto  negativo,  in
  quanto   il  mancato  e  tempestivo  sostegno  economico  a  questo
  importante   comparto  produttivo  potrà  avere  gravi  conseguenze
  occupazionali e sociali per la perdita di posti di lavoro,

                   impegna il Governo della Regione

   a  dichiarare  lo  stato di calamità naturale nella  provincia  di
  Palermo, in particolare dei comuni di Monreale, San Giuseppe  Jato,
  San  Cipirello, Altofonte, Borgetto, Roccamena e Belmonte Mezzagno,
  al  fine  di  permettere  il  ripristino  della  viabilità  interna
  duramente colpita dalle alluvioni;

   ad  adottare  interventi  di  natura economica  a  sostegno  della
  filiera  produttiva  agricola della provincia di  Palermo,  colpita
  gravemente  da fattori ambientali e climatici che hanno interessato
  la nostra Regione negli ultimi 20 giorni». (182)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che  nella  Regione  siciliana  non  sono  state  ancora
  strutturate,  organicamente e funzionalmente, così come  prescritto
  dalla  normativa  di settore, le competenze e le attività  tecnico-
  scientifiche   relative  alla  prevenzione   ed   alla   protezione
  dell'ambiente,  alla difesa del suolo, alla tutela  delle  acque  e
  delle risorse idriche;

   considerato  che  la riorganizzazione e la ristrutturazione  delle
  funzioni  tecniche suddette è ormai improcrastinabile, non soltanto
  per la prevista soppressione dell'Agenzia regionale per i rifiuti e
  le  acque,  già  competente in parte per le funzioni  suddette,  ma
  soprattutto per assicurare efficacemente l'espletamento organico ed
  unitario   delle  stesse,  in  ottemperanza  con  quanto   disposto
  dall'articolo 10 della legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19;

   considerato  pertanto che bisogna individuare un'unica  struttura,
  idonea  a  svolgere le funzioni tecnico-scientifiche e  conoscitive
  dell'intero  ciclo  dell'acqua, definendo  un'unica  responsabilità
  amministrativa,   in  ottemperanza  ai  principi   di   efficienza,
  economicità, responsabilità ed unicità dell'amministrazione di  cui
  alla citata legge regionale n. 19 del 2008;

   rilevato che le competenze e le funzioni tecnico-scientifiche  per
  la  difesa del suolo, la tutela delle acque e delle risorse idriche
  possono essere strutturate nell'Agenzia regionale per la protezione
  dell'ambiente  (A.R.P.A.),  così  da  espletare,  organicamente  ed
  unitariamente,  le  funzioni e le attività  tecnico-scientifiche  e
  conoscitive  per la protezione dell'ambiente e per  la  difesa  del
  suolo  e  la tutela delle acque, che già da tempo, del resto,  sono
  svolte  dalle  analoghe  agenzie  A.R.P.A.  esistenti  nelle  altre
  Regioni, fra le quali il Veneto, il Piemonte, l'Emilia Romagna;

   considerato, infine, che si rende necessario, alla luce di  quanto
  sopra  descritto,  il  potenziamento  funzionale  ed  organizzativo
  dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, al fine  di
  assicurare  appieno il rispetto dei citati principi di completezza,
  efficienza,     economicità,     responsabilità     ed      unicità
  dell'amministrazione in questo delicatissimo settore,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  adottare  le  necessarie  ed appropriate  iniziative  volte  a
  potenziare,   sotto   il  profilo  strutturale,   organizzativo   e
  funzionale, l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, al
  fine  di  assicurare,  con la realizzazione  di  un  unico  sistema
  informativo  regionale,  il delicato ed organico  espletamento  dei
  compiti e delle funzioni tecniche inerenti l'azione conoscitiva, la
  previsione e la prevenzione in materia di difesa del suolo e  delle
  acque e di tutela delle risorse idriche». (183)

   Ha  facoltà di parlare l'assessore per il territorio e l'ambiente,
  professore avvocato Milone.

   MILONE,   assessore  per  il   territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, mi preme sottolineare, in  via  del
  tutto  preliminare, la partecipazione ed il cordoglio  del  Governo
  regionale e mio personale, nei confronti delle popolazioni che sono
  state  colpite  la  scorsa  settimana da un  evento  disastroso  ed
  eccezionale.
   A loro tutti va il nostro pensiero, va la nostra solidarietà ed il
  nostro impegno.
   Mi  preme, altresì, sottolineare l'impegno, la partecipazione,  la
  speditezza e l'efficacia con cui il Governo regionale ha reagito al
  luttuoso evento, mettendo in campo tutte le azioni, le attività che
  abbiamo  ritenuto  necessarie,  improrogabili,  indispensabili  per
  fronteggiare le emergenze.
   Devo  dire  che sin dalle prime ore, subito dopo l'evento  che  ha
  colpito  il  pensiero  di  noi tutti, non  soltanto  di  noi  tutti
  siciliani  ma  di tutto il Paese, il Governo regionale  ha  riunito
  tutte  le  sue  forze e i suoi mezzi affinché con le risorse  umane
  disponibili si accorresse sul luogo del tragico evento; ha  inviato
  sul  posto  tutti  i mezzi e le attrezzature reputati  necessari  e
  deputati a fronteggiare simili eventi.
   E'  stata istituita, già nella notte del primo  ottobre, una unità
  di  crisi all'interno della Prefettura di Messina, unità coordinata
  da  sua  Eccellenza il Prefetto di Messina e dal  nostro  dirigente
  generale della Protezione civile, ingegnere Cocina.
   Sono  stati  allertati  uomini  e  mezzi  del  Dipartimento  della
  Protezione  civile,  dei  Lavori  pubblici,  del  Corpo  forestale,
  organizzazioni  ed  associazioni  di  volontariato  a  cui  va   il
  ringraziamento del Governo e mio personale.
   Circa  quattrocento  uomini sono stati messi  a  disposizione,  di
  costoro  trecentocinquanta sono volontari e cinquanta  sono  uomini
  del Dipartimento della Protezione civile.
   Sono state tempestivamente approntate alcune strutture sanitarie e
  alcune  strutture essenziali sono state adibite e deputate a venire
  incontro  alle  esigenze immediate rappresentate dai cittadini  del
  posto.
   Sono  state  coinvolte numerose imprese del messinese e  non,  che
  hanno  messo a disposizione i loro mezzi (escavatori, pale gommate,
  idrovore) tutto quanto ritenuto necessario per lenire i disagi e le
  criticità  che erano state rappresentate dal territorio  gravemente
  colpito.
   Ma  mi  preme,  signor Presidente, signori deputati, rivolgere  un
  caloroso ringraziamento a tutte le associazioni di volontariato che
  da  quando  è accaduto l'evento fino ad oggi hanno messo in  campo,
  con  grande  spirito di servizio, di sacrificio e  di  solidarietà,
  tutte le loro energie.
   Certo, numerose sono le criticità che si sono rappresentate e  che
  vengono rappresentate tutti i giorni; preciso, nel contempo, che le
  stesse sono soggette a controllo e monitoraggio costante.
   Alla  riunione dell'unità di crisi, istituita presso la Prefettura
  e  alla quale personalmente ho partecipato giusto lunedì sera, alla
  presenza  del  sottosegretario capo alla Protezione civile,  dottor
  Bertolaso, abbiamo radiografato le attività che sono state poste in
  essere e che saranno poste in essere ancora in questi giorni.
   Ma,  ancora di più, il mio ringraziamento va alle associazioni  di
  volontariato e soccorso alpino e speleologico siciliano e al  Corpo
  nazionale soccorso alpino e speleologico perché, attraverso il loro
  lavoro,  con  il loro supporto, è stato possibile raggiungere  zone
  impervie che non sarebbe stato assolutamente possibile raggiungere.
     Ripeto, le criticità ci sono, è inutile negarlo. Nel campo delle
  telecomunicazioni,  le  stesse sono  state  interrotte  per  alcuni
  giorni,  sia  quelle  fisse che quelle mobili;  seppure,  anche  in
  questo  campo,  in questa  funzione , così come si dice  nel  gergo
  della  Protezione civile, sono state adoperate ed operate tutte  le
  attività  finalizzate al ripristino delle stesse telecomunicazioni.
  Ad  oggi, posso dire che la maggior parte della telefonia  è  stata
  ripristinata, almeno quella mobile; rimane ancora qualche disagio o
  criticità per alcune zone sul versante della telefonia fissa, ma mi
  assicurano che nel giro di trentasei, quarantott'ore, anche  questa
  criticità sarà superata.
     Così anche per quanto riguarda la viabilità e i trasporti  si  è
  provveduto e ciò anche attraverso il supporto dei Vigili del fuoco,
  dell'ANAS, della R.F.I.  della provincia di Messina; in particolare
  grazie  naturalmente ai comuni di Messina, di Scaletta  Zanclea  ed
  Itala  che  più  degli  altri  si  sono  prodigati  per  lenire  le
  difficoltà della loro popolazione. Grazie alla sinergia, grazie  al
  coniùgio  di associazioni, enti e istituzioni, che sono intervenuti
  all'unisono   per  stabilire  anche  punti  di  contatto   con   la
  popolazione, abbiamo messo a disposizione strutture mediche  e  una
  rete  di  medici  psicologi  che  hanno  effettuato  centinaia   di
  interventi  o  cosiddetti  contatti  con la  popolazione  per  fare
  sentire loro la vicinanza, l'affetto, la solidarietà nostra.
   Attualmente,  la  viabilità stradale e ferroviaria  è  monitorata;
  riteniamo,  almeno  questo leggo nella relazione  che  mi  è  stata
  trasmessa  dalla Protezione civile, che nel giro di  quarantott'ore
  anche questa viabilità sarà ripristinata.
   In  buona sostanza, abbiamo purtroppo registrato, ed è un elemento
  di  riflessione che sottopongo a me stesso, la perdita di  numerose
  vite  umane; altre persone sono disperse, si parla di un numero  di
  venticinque, trenta dispersi, anche se a detta del dottor Bertolaso
  questi   dispersi   potrebbero  essere  in   numero   assolutamente
  inferiore:  in realtà solo otto, nove famiglie hanno  lamentato  in
  maniera continua e forte l'assenza dei loro familiari. Pertanto, ci
  auguriamo  e  speriamo e contiamo che, nel giro di qualche  giorno,
  riusciremo   ad  avere  un  quadro  preciso  anche  sulla   perdita
  dolorosissima delle vite umane.
   Tutti   gli   sfollati  sono  stati  alloggiati  nelle   strutture
  alberghiere,  ci  sono  state persone che hanno  preferito  trovare
  alloggio  presso  le  case dei familiari. E posso  assicurare,  con
  fermezza  ma  con  serenità,  che  tutti  hanno  avuto  un'adeguata
  assistenza.
   Per  quanto riguarda il comportamento del Governo, già sabato,  un
  giorno  dopo  l'evento, lo stesso si è riunito e ha  stabilito  una
  serie  di  incontri  che  già in parte sono avviati,  ha  istituito
  un'unità   di   crisi   nelle   persone  dell'assessore   Beninati,
  dell'assessore   Armao  e  nella  mia  persona,  nelle   rispettive
  competenze, nelle rispettive funzioni.
   Ci  siamo  già  incontrati, signor Presidente,  a  Messina  presso
  l'ufficio  del  Genio civile per puntualizzare, ma soprattutto  per
  calendarizzare, non più studi e piani, ma azioni ed interventi  che
  speriamo  di  portare sul tavolo della Giunta nel giro  di  trenta,
  quaranta giorni per una celere approvazione.
   Questo  mi  premeva sottolineare per sgomberare il campo  da  ogni
  equivoco,  soprattutto dalle osservazioni e   dalle  considerazioni
  che sono apparse sui mezzi di stampa.
      In  merito  alla  seduta di  oggi, l'assessore  Beninati,   che
  avrebbe dovuto essere presente qui con me, si scusa di non esserci,
  ma  è  dovuto  recarsi   a  Messina  per  presiedere  una  riunione
  operativa di lavoro.
   Quindi,  un Governo attento, tempestivo, in grado di rispondere  a
  questa tragica emergenza.
   Certo,  mi  rendo conto che la questione non si può  risolvere  in
  un'elencazione fredda ed arida di dati, che pur sono necessari  per
  radiografare e fotografare la situazione esistente, ma mi  sembrava
  opportuno e necessario rappresentarvi questi dati, seppure freddi.
   Il    tema    rimane   quello   dell'accertamento   di   eventuali
  responsabilità. Nessuno e nemmeno io, naturalmente, vuole  sfuggire
  ad un confronto per approfondire, per chiarire alcuni lati chiari e
  quelli oscuri delle vicende che hanno preceduto questo evento.
   In questi giorni sui mezzi di stampa si è proceduto ad uno scarico
  di  responsabilità di un'istituzione nei confronti di un'altra:  il
  Ministero ha accusato la Regione, questa ha accusato i comuni. Devo
  dire che questo balletto di responsabilità, a mio avviso, non giova
  a  nessuno;  non mi sono prestato, nelle interviste  televisive,  a
  questo gioco di rimpallo di responsabilità.
   Credo  che  sia  necessario in questo momento un   approfondimento
  serio  che potrà venire fuori da un confronto dialettico in seno  a
  quest'Aula,  che è deputata al confronto politico.
   Sono  pronto,  signor Presidente, ma desidero sottolineare  talune
  cose  rispetto  ad  alcune  accuse che sono  state  pubblicate  sui
  giornali e riferite da organi televisivi, rispetto ad un tema a mio
  avviso assolutamente prioritario, che è quello del piano di assetto
  idrogeologico del nostro territorio.
   Bene,  come  voi  sapete  sono  alla  guida  dell'Assessorato  del
  territorio  e dell'ambiente da tre mesi, ma non per questo  non  ho
  avuto cura di registrare ed analizzare tutta la documentazione  che
  si  è  venuta accumulando negli anni, soprattutto a partire da  una
  data  che ormai ricorre in tutti i giornali e in tutti i mezzi   di
  comunicazione,  cioè la data che tutti voi conoscete:   25  ottobre
  2007,  giorno in cui si è verificato un primo ed importante  evento
  disastroso  che, fortunatamente, non ha causato perdite  umane,  ma
  sicuramente  è  stato  e doveva essere considerato  come  un  grave
  campanello d'allarme.
   Avrebbe  dovuto  stimolare le istituzioni  ad  adottare  tutte  le
  iniziative  necessarie  per  venire  incontro  alle  criticità  che
  vengono rappresentate dal territorio.
   E'  inutile  negarselo, il territorio della Regione siciliana,  in
  buona parte, è soggetto a rischio idrogeologico, ma non soltanto il
  territorio  della Regione siciliana, tutto il nostro  Paese;  leggo
  che  il  Piemonte è la regione con il più alto grado di rischio  di
  pericolosità  rispetto al sistema idrogeologico e  all'assetto  del
  suolo.
   Certo, ci vorrebbero risorse ingenti, infinite, per potere mettere
  in  sicurezza tutto il territorio. Ma anche in assenza  di  risorse
  ingenti,  credo   sia arrivato il momento di fare  una  riflessione
  seria,  una  riflessione comune, che ci metta nelle  condizioni  di
  poter  attivare  tutte le procedure necessarie ad  evitare  che  in
  futuro si verifichino eventi tragici come quello che ha colpito  il
  nostro cuore, ma soprattutto la nostra Terra.
   In  questi  ultimi  tre  mesi,  da quando  cioè  sono  alla  guida
  dell'Assessorato del  territorio e dell'ambiente, ho dato  input  e
  stimoli per l'aggiornamento del Piano di assetto idrogeologico. Voi
  tutti   sapete  che  il  PAI  è  uno  strumento  di  pianificazione
  programmatico, è uno strumento dinamico soggetto a  modifiche  e  a
  verifiche che vengono attuate sul campo, verifiche e modifiche  che
  seguono   i   sistemi  di  trasformazione  e  di  cambiamento   del
  territorio.
   In  questi  tre  mesi l'Ufficio, il Servizio che si  occupa  della
  difesa  del suolo, ha già elaborato e portato all'attenzione  della
  Giunta  tre  aggiornamenti; essi vengono riaggiornati e  modificati
  continuamente.  Ricordo,  soprattutto a  me  stesso,  che  solo  in
  Sicilia   sono   stati  elaborati  settanta  piani  per   l'assetto
  idrogeologico;  quindi,  c'è  un  notevole  impegno  e   competenza
  professionale.
   Sicuramente dal 2007 ad oggi c'è stata una non felice  o  una  non
  serena  interlocuzione  tra  le istituzioni,  c'è  un  vulnus   che
  possiamo approfondire insieme, ci sono ritardi; sicuramente, non ci
  sono   altre  interpretazioni,  che  voglio  lasciare  agli  organi
  inquirenti. Sulle responsabilità, eventuali responsabilità  penali,
  indagherà la Magistratura che ha già aperto un fascicolo d'ufficio.
   A  noi, ma soprattutto a voi, spetta invece un approfondimento per
  verificare  eventuali responsabilità sia di carattere politico  che
  di carattere amministrativo.
   Signor  Presidente,  termino questo mio  intervento  mettendomi  a
  disposizione dell'Aula per i chiarimenti che mi vorrà chiedere.

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho già deciso di
  parlare poco.
   Voglio   rivolgere   solo   una  domanda   all'assessore   Milone.
  Probabilmente sarà accaduto per una svista, sua o mia,  ma  abbiamo
  sentito  dichiarare in questi giorni che sarebbero stati  stanziati
  20  milioni di euro per le tristi e note vicende dell'alluvione che
  va sotto il nome di  alluvione di Giampilieri .
   Gradiremmo, quindi, sapere se effettivamente esiste un decreto che
  stanzia queste somme come afferma un comunicato stampa; e, inoltre,
  a quali comuni queste somme sono destinate.
   Altra preghiera rivolgo al Presidente dell'Assemblea. Ho visto che
  sono stati presentati degli ordini del giorno, sicuramente per  una
  svista,   dato   che  gli  ordini  del  giorno,  generalmente,   si
  accompagnano a disegni di legge.
   Non entro nel merito della regolarità procedurale, ma ho letto  il
  primo e in esso è riportato che a Trapani e provincia ci sono stati
  danni enormi, addirittura é la provincia più colpita.
   La  inviterei  a  non trattare oggi ordini del  giorno  di  questa
  delicatezza - non ha senso, peraltro, dividerci per provincia  -  e
  di  riservare il dibattito ad altro momento e ciò non per  sfiducia
  nei  confronti dell'Assessore, ma perché era questo il percorso che
  si  era stabilito, come mi ha riferito il mio capogruppo, onorevole
  Maira,  e  cioè  si  era deciso di trattare tutti questi  argomenti
  unitariamente e in presenza del Presidente della Regione.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO. Signor Presidente, concordo con la richiesta   avanzata
  dal collega Ardizzone.
   Noi  oggi siamo qui per discutere, per avere informazioni da parte
  del Governo, per rappresentare le istanze.

   PRESIDENTE. Onorevole Panarello, comunico che la Presidenza  si  è
  già  determinata. Poiché la discussione si svolge in  due  parti  e
  martedì  sarà  presente in Aula il Presidente  della  Regione,  gli
  ordini   del  giorno  saranno  trattati  nella  seduta  di  martedì
  prossimo.
   Pertanto, dispongo in tal senso.

   PANARELLO. Signor Presidente, la ringrazio per il chiarimento.  Ho
  ascoltato  l'informativa  che  ci ha fornito  l'Assessore  e  posso
  confermare,  per  quello che mi hanno riferito i miei  concittadini
  che  sono stati colpiti da questo evento drammatico, che i soccorsi
  e  la  macchina di supporto ha reagito tempestivamente, con  grande
  efficienza e anche con umanità.
     Quindi,  mi associo alle considerazioni di ringraziamento  fatte
  dall'Assessore per tutti coloro che hanno prestato soccorso  e  che
  tuttora  stanno aiutando le popolazioni ad uscire da una condizione
  drammatica.
   Questa  vicenda,  che  poi affronteremo in  termini  più  completi
  martedì  alla  presenza del Presidente Lombardo, credo  che  chiami
  tutti  noi  ad  una  riflessione impegnativa anche  per  il  futuro
  partendo  dalle  considerazioni che l'Assessore faceva  in  termini
  autocritici  rispetto ai ritardi che ci sono stati da  parte  delle
  istituzioni pubbliche ed in particolare da parte della Regione.
   Ho   apprezzato  la  difficoltà  che  l'Assessore  ha  voluto  qui
  rappresentare nel richiamare gli elementi di ritardo, nel senso che
  ho  apprezzato che l'Assessore non abbia detto  - come hanno  fatto
  tanti  altri, in questi giorni - che lui non c'era e  che,  essendo
  assessore da tre mesi, non poteva assumersi  responsabilità per  un
  periodo antecedente ai tre mesi.
   Pur non di meno, Assessore, non possiamo essere reticenti
   Abbiamo il dovere di ammettere con franchezza i limiti, i ritardi,
  le  sottovalutazioni delle istituzioni, nel loro insieme,  rispetto
  all'allarme   che  era  stato  lanciato  negli  anni  passati,   in
  particolare  per  quanto riguarda l'abitato di Giampilieri,  il  25
  ottobre 2007.
   Dico  ciò  perché se non si parte da questo assunto, non si  rende
  giustizia  alle persone che sono morte ed ai loro parenti;  non  si
  rende  giustizia  a  tutti  quelli  che  hanno  perso  la  casa   o
  l'attività; non si rende giustizia a tutti coloro che,  in  ragione
  dell'evento determinatosi, hanno davanti una condizione di  estrema
  incertezza e precarietà.
   Dico  ciò  perché  in occasione di tanti altri eventi  luttuosi  o
  drammatici  è  stato detto che si era in presenza di  una  tragedia
  annunciata; ma vorrei precisare che - se parliamo di alluvioni,  di
  frane  e  altre  calamità  naturali  -  poiché  il  complesso   del
  territorio  nazionale  e siciliano presenta un  quadro  di  estremo
  degrado,  si  può dire che ogni evento che si verifica  in  qualche
  maniera è annunciato dal contesto. E in questa occasione, peraltro,
  l'affermazione è in qualche maniera letterale. Il 25  ottobre  2007
  si   era  evidenziato  che  la  collina  soprastante  l'abitato  di
  Giampilieri era in una condizione di estrema vulnerabilità.
   Il  25  ottobre 2007 non c'erano state vittime per  una  serie  di
  concause  favorevoli, a partire dal fatto che il temporale  si  era
  sviluppato nelle prime ore del pomeriggio, cioè in pieno giorno.
   Dopodiché,  quando i miei concittadini dicono che da  due  anni  a
  questa   parte  non  è  stato  sostanzialmente  fatto   nulla   per
  fronteggiare una situazione che si era evidenziata in tutta la  sua
  pericolosità, non è un lamento, bensì una constatazione ed è  anche
  una  richiesta di giustizia, rispetto alla quale noi tutti  abbiamo
  il dovere  di assumere un impegno conseguente.
   Dico  ciò perché sono stato testimone di un intervento di  urgenza
  che  non è riuscito a concretizzarsi nell'arco di due anni, di  una
  condizione  drammaticamente paradossale, per la quale  il  cantiere
  che  doveva  intervenire per mettere in sicurezza una  parte  della
  collina  si doveva impiantare nella stessa settimana nella quale  è
  successo  l'evento drammatico di cui stiamo parlando,  cioè  di  un
  sistema   pubblico   che  non  riesce,  pur   adottando   procedure
  eccezionali  o urgenti, ad intervenire nell'arco di  due  anni  per
  tentare di prevenire ulteriori eventi calamitosi.
   Sono  stato testimone del fatto che, a fronte di una richiesta  da
  parte  dell'Assessorato territorio ed ambiente di utilizzare, anche
  qui  per un intervento sempre sulla collina di Giampilieri, i fondi
  ex  ponte  sullo  Stretto, disponibili da parte del  Ministero  per
  l'Ambiente, si sia risposto a tale richiesta da parte del Ministero
  in   termini  negativi,  ma  in  un  contesto  che,  se  non  fosse
  drammatico, potrebbe apparire grottesco.
   Vorrei  dire a lei, signor Assessore e a lei, signor Presidente  e
  all'intera  Assemblea, che nel novembre del 2008, il Ministero  per
  l'Ambiente  ha finanziato interventi per 106,5 milioni di  euro  in
  Sicilia,  cioè settantuno interventi per complessivi 106,5  milioni
  di euro e tra questi settantuno interventi ha escluso un intervento
  per un milione di euro sulla collina di Giampilieri, per finanziare
  un intervento evidentemente urgente e neanche tanto oneroso.
   Tutto  ciò  segnala  il  pericolo che i  miei  concittadini  hanno
  avvertito  in  maniera tragica in questi giorni una volta  che  era
  passato  il  momento  della commozione, dell'attenzione  mediatica,
  politica  e istituzionale, che ovviamente non può avere  la  stessa
  intensità per un lungo tempo, e cioè che ci si dimentichi di quello
  che  è  successo  e che poi, tutti coloro che hanno  il  dovere  di
  intervenire, affrontino i problemi che questa tragedia lascia  come
  se fossero ordinaria amministrazione.
   Quindi,  siccome  gli  episodi che ho  richiamato  dimostrano  che
  neanche  gli  interventi straordinari riescono a concretizzarsi  in
  tempi  accettabili, figuriamoci se le conseguenze di questa vicenda
  si dovrebbero affrontare in termini di ordinaria amministrazione.
   Ho  richiamato questi fatti non per aprire un fronte polemico,  né
  per  fare in questa sede proposte demagogiche; vorrei semplicemente
  sottolineare  la  necessità che quando martedì  verrà  in  Aula  il
  Presidente  della Regione, dovrà essere in grado di offrire  alcune
  ipotesi   di   lavoro  concrete  che  segnalino  ai  cittadini   di
  Giampilieri,  di  Scaletta  Zanclea e di  tutti  gli  altri  centri
  colpiti  da questa immane tragedia che c'è una Regione che  si  sta
  impegnando in maniera straordinaria per ripristinare condizioni  di
  vita  normali  in  quel territorio, per dare una  prospettiva  alle
  centinaia di cittadini che sono stati sfollati, a tutti quelli  che
  hanno  perso qualunque attività economica, per evitare  che  lì  si
  determini una condizione di permanente disagio sociale.
   Dico   ciò   perché   nel  corso  di  questi  giorni   drammatici,
  comprensibilmente si sono fatte varie ipotesi, si  sono  affrontati
  in  termini  necessariamente superficiali i  problemi  connessi  al
  dissesto   della   collina  soprastante  Giampilieri,   soprastante
  Scaletta,  di tutto quel territorio e sono fiorite le  ipotesi  più
  disparate.
   Assessore,  vorrei  che lei dicesse al Presidente  della  Regione,
  soprattutto   se  il  Presidente  assumerà  la  responsabilità   di
  Commissario  per  l'emergenza, che bisogna fare in  modo  che  quei
  nostri  concittadini abbiano, in tempi rapidissimi,  certezze,  che
  quel   territorio  venga  messo  in  sicurezza,  in  quanto  voglio
  segnalarle  che  già,  in  ragione  dell'estensione  del  movimento
  franoso  e  dei  lutti che ha determinato, qualcuno pensa  che  non
  valga più la pena vivere in quel centro abitato.
   Vorrei segnalarle, peraltro, che se, da parte della Regione, delle
  istituzioni  locali, da parte del Governo nazionale, si immaginasse
  una soluzione di questo genere ci sarebbe non solo una reazione più
  che legittima da parte dei cittadini di quel centro, ma si porrebbe
  un  problema più generale che riguarderebbe almeno il comune  e  la
  provincia  di  Messina; infatti, vorrei segnalarle  che,  nel  solo
  comune  di  Messina,  ci sono almeno trenta  frazioni  collinari  e
  nell'intera  provincia di Messina ci sono almeno cento  agglomerati
  collinari,  perché oltre ai comuni collinari, ci sono  le  frazioni
  dei comuni collinari e le frazioni collinari dei comuni marini.
   Quindi, sarebbe inimmaginabile che, a fronte di un problema legato
  alla  solidità del nostro territorio collinare - mi riferisco  alla
  provincia di Messina ma, ovviamente, si potrebbe estendere  ad  una
  parte  significativa  del resto della Sicilia  -  la  scelta  fosse
  quella di abbandonare, di evacuare quei centri.
   Noi  abbiamo il dovere di mettere in atto tutti quegli  interventi
  che  consolidino quel territorio e consentano ai cittadini  che  vi
  abitano di poterlo fare in sicurezza, come è giusto.
   Nel  corso di queste settimane, si è parlato di abusivismo o,  per
  meglio  dire,  di  un'eccessiva  cementificazione  del  territorio,
  ancorché  su  basi legali, e cioè piani regolatori che non  tengono
  conto  di un uso appropriato del territorio e di una valorizzazione
  del  territorio.  Ma il caso di Giampilieri ed in parte  quello  di
  Scaletta   rimandano   ad   un   dissesto   idrogeologico    legato
  sostanzialmente ad un processo che ha radici economiche e sociali -
  che  non  sto  qui  a  richiamare -, di abbandono  dei  terreni  di
  collina,  rispetto al quale, da parte delle istituzioni  pubbliche,
  sono  necessari una politica, una programmazione ed  un  intervento
  adeguati  in  termini di risorse e di iniziative,  perché  ciò  sta
  all'origine  della vicenda che abbiamo drammaticamente vissuto  nel
  corso di queste settimane.
   A  questa causa sono legati gran parte degli eventi calamitosi che
  sono avvenuti negli ultimi anni in provincia di Messina.
   Ecco perché - e concludo - vorrei, Assessore, che già nella seduta
  di martedì, da parte del gruppo di lavoro che è stato istituito, si
  possano  prospettare  interventi mirati a liberare  quei  territori
  dalle  condizioni  drammatiche nelle  quali  sono  oggi,  ma  anche
  interventi  che  possano  assicurare in prospettiva  una  soluzione
  definitiva  ed una rassicurazione ai cittadini di quei  centri  che
  vogliono continuare a viverci in serenità e in tranquillità.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, brevemente  anche
  perché  l'onorevole Panarello ha già relazionato sulle  vicende  di
  questo tragico momento che vive la popolazione e mi duole osservare
  che,  in  fondo,  questa tragedia di Messina viene vista  come  una
  tragedia  in  senso minore, come se noi fossimo  figli  di  un  Dio
  minore .
   Signor  Presidente,  l'attenzione che c'è stata  inizialmente  per
  questa immane tragedia è stata un'attenzione per tentare sempre  di
  abbassare  i  toni,  nel  senso che la tragedia  ora  si  imputa  a
  novecento  casi di abusivismo. E ora si assiste a un contrasto  con
  quello che dichiara il comandante dei Vigili di Messina e sui mass-
  media  nazionale con quello che dichiara il Sindaco di  Messina,  e
  così  viene a mancare lo spirito di solidarietà che doveva  animare
  questa Sicilia, ma soprattutto l'Italia.
   E' strano, ma dobbiamo dirlo. Mentre in altre occasioni in tutti i
  campi  di  calcio si è osservato un minuto di silenzio, per  questa
  tragedia, tragedia vista quasi come voluta dalle popolazioni,  solo
  la Sicilia ha osservato il momento di silenzio.
   Allora,  di fronte a questo, di fronte a quello che è stato  anche
  un  atteggiamento di superficialità, penso che questa  Assemblea  -
  faccio appello al Presidente dell'Assemblea -, con la presenza  del
  Governo debba dare invece risultati concreti.
   In  queste  occasioni non sono utili le discussioni di  parte,  le
  divisioni  di  parte, le divisioni tra i diversi  organismi,   cosa
  alla  quale, invece, stiamo assistendo in questi giorni  anche  sui
  mass-media  nazionali. Infatti, da una parte  vi  è  la  Protezione
  civile  nazionale che dice una cosa, da un'altra vi è lo Stato  che
  dice  un'altra cosa, da un'altra ancora vi è la Regione che ne dice
  un'altra e il Comune ed il Genio civile ne dicono un'altra ancora.
   Bene,  credo  che  abbiamo  l'obbligo,  caro  Assessore,  di  dare
  risposte  concrete  a queste popolazioni, ma di  darle  soprattutto
  anche  prevenendo altri fatti come questo che possono  accadere  in
  una  provincia  che di per sé, per il suo territorio,  per  il  suo
  dissesto  idrogeologico è sempre a rischio  di  frane  e  di  nuove
  tragedie.
   Non   serve   scaricarsi  l'un  con  l'altro  le   responsabilità,
  annunciare finanziamenti che non ci sono, annunciare che sono stati
  erogati  finanziamenti  a  pioggia, anche  per  quanto  riguarda  i
  consolidamenti  senza  un  piano vero, un piano  di  programmazione
  regionale.
   In  questo  momento, al di là delle parole, al di là  del  momento
  attuale che può portare anche ad una commozione perché Messina è al
  centro dei mass-media nazionali, bisogna dare risposte concrete.
   Sarebbe veramente grave se in quest'Aula il Governo non si facesse
  promotore  di  una  iniziativa concreta anche con un  provvedimento
  legislativo  ad hoc, da esitare in brevissimo tempo, per  dare  una
  copertura  finanziaria  ad un territorio, ad  una  popolazione  che
  aspetta queste risposte.
   Sarebbe  altrettanto grave cercare di sminuire la portata  di  una
  tragedia che è immane e che ogni giorno di più si sta mostrando  in
  tutta la sua gravità.
   Oggi, non serve fare un dibattito così, senza entrare nel profondo
  di quelle che devono essere le soluzioni.
   Passato  il momento del cordoglio, della commozione, la  gente  si
  aspetta  risposte,  ma  queste risposte, purtroppo  si  sa,  devono
  avvenire  con  fatti  concreti,  con  finanziamenti  concreti,   ma
  soprattutto   con   una   rivisitazione   dell'impostazione   anche
  burocratica di questa regione Sicilia che, molte volte, per pastoie
  burocratiche   non  riesce  assolutamente  a  portare   a   termine
  finanziamenti di progetti mirati che possono salvare vite umane.
   Le duplicazioni di competenze tra Protezione Civile, Genio Civile,
  fra  quelli che sono anche i veti della Soprintendenza, a volte  di
  altri enti, portano sicuramente a dover pagare questo prezzo.
   Non   serve  una  diarchia,  non  serve  una  difformità  fra  gli
  interventi   del   Ministero  per  l'Ambiente  e   gli   interventi
  dell'Assessorato   al  territorio  e  all'ambiente.   Occorre   una
  programmazione seria che sia fatta dalla Regione, ma  cui  facciano
  assolutamente   seguito  anche  i  finanziamenti  provenienti   dal
  Ministero per l'Ambiente e anche dalla Protezione Civile Nazionale.
   In   questa  nostra  Sicilia,  non  possiamo  più  permetterci  di
  continuare in questo stato.
   Credo   che  questo  Parlamento  debba  far  comprendere  che   la
  sottovalutazione di questa tragedia, di questo fenomeno  non  possa
  essere accettata supinamente.
   Alcuni   cittadini  del  luogo,  che  ho  sentito   personalmente,
  dicevano:  Certo se questa tragedia fosse successa in Val d'Aosta o
  in  Liguria  o  in  Piemonte o in Lombardia, ci  sarebbe  stato  un
  movimento  diverso,  un'attivazione diversa da parte  degli  organi
  preposti .
   Oggi, dobbiamo far sentire forte la nostra voce e speriamo che nel
  dibattito   d'Aula  di  martedì  prossimo,  con  la  presenza   del
  Presidente  della  Regione e spero anche con un  Parlamento  non  a
  ranghi  ridotti,  ma nella sua completezza e pienezza,  si  possano
  dire a queste popolazioni parole concrete non solo di speranza,  ma
  anche di certezza.

   CINTOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CINTOLA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  solo
  per  fare  ammenda  nei  confronti  del  Presidente  della  Regione
  relativamente  al   mio intervento di stamattina,  laddove  parlavo
  della  sua  assenza che invece era più che giustificata e  dei  cui
  motivi   ho   appreso  solo  successivamente.  Intendo,   pertanto,
  sottolineare  che non avrei potuto indirizzare alcuna invettiva  al
  Presidente  della  Regione per la sua assenza,  in  quanto  era  in
  procinto  di  recarsi  a Roma per l'incarico conferitogli,  la  cui
  nomina, peraltro, gli servirà proprio per intervenire drasticamente
  in Sicilia.
   Debbo dire, però, che resta il mio rammarico per il fatto che oggi
  in  Aula, su dodici assessori, solo uno è presente. E' come se  gli
  altri undici non fossero interessati. E il rammarico è ulteriore in
  quanto c'è un'Aula deserta.
   Noi non stiamo facendo un qualcosa che possa essere utile a quanto
  è  avvenuto, non stiamo lavorando o tentando di comprendere che  ci
  sono  morti  che  hanno il diritto di essere cautelati  nella  loro
  morte  perché  non si muore così come è accaduto in Sicilia,  senza
  ulteriori   indagini   forti,   a  conclusione   delle   quali   si
  attribuiscono responsabilità che, se ci sono, è giusto che  vengano
  evidenziate, ma stiamo tentando di far diventare questo un  momento
  diverso  per  guardare  alla Sicilia e ai  mali  della  Sicilia  in
  termini  differenti  di  come,  ad  oggi,  ci  siamo  attrezzati  a
  guardare.
   C'è  una  necessità diversa, e mi dispiace che un Governo che  per
  certi  aspetti riesce a dare risposte diverse e concrete che  vanno
  apprezzate  - non sempre ma spesso ci riesce -, faccia  una  figura
  come quella cui stiamo assistendo stasera.
   Personalmente, non faccio i complimenti all'Assessore per il fatto
  che sta facendo il suo dovere, seppure lo fa con efficienza come si
  è  potuto  constatare con la replica che ha reso all'Aula,  con  la
  quale  ha  dato  notizie a tutti noi ed anche il  senso  della  sua
  opera,  del  suo  lavoro  svolto nei tre mesi,  anche  nei  momenti
  drammatici che questa terra di Sicilia, a Messina, ha sofferto.
   Chi  mi  conosce sa che anche quando presidente della Regione  era
  l'onorevole Cuffaro, se riuscivo a beccarlo quando non era in  Aula
  e  quando  i  suoi  assessori non erano  in  Aula,  non  esitavo  a
  sottolineare  il  fatto.  Non è cambiato niente  per  me  e,  oggi,
  continuo - allo stesso modo in cui ho lasciato - a parlare in senso
  negativo  anche degli  amici di cordata' quando riscontro  che  non
  c'è  il  rispetto  né  per  l'Aula, né  per  la  stessa  Presidenza
  dell'Assemblea.
   Stamattina  la Presidenza dell'Assemblea ha rivolto un appello  al
  Presidente  della Regione ed al Governo affinché siano presenti  in
  Aula in situazioni come quella attuale.
   Comprendo il vicepresidente, onorevole Oddo, quando dice  che  con
  la  conclusione  del mio intervento vuole capire  quanti  sono  gli
  iscritti  a  parlare, in modo da chiudere questa che è  una  stanca
  seduta  che  doveva  essere importante, poteva  esserlo  per  certi
  aspetti, ma non è la seduta nella quale si può parlare di quanto  è
  avvenuto  e farci carico di inversioni di tendenza che, forse,  non
  sono nel nostro DNA.
   Cominciamo a comprendere che questa è la stagione dell'esserci per
  potere imbucare la nostra scheda e dimostrare la nostra presenza  o
  la nostra assenza.
   Ritengo  che  quanto è avvenuto in Sicilia sia  talmente  grave  e
  pesante che non si può sottacere né continuare come se nulla  fosse
  avvenuto.
   Signor  Presidente,  Assessore, c'è la necessità  di  rinviare  la
  seduta.
   C'è  anche  da augurarsi che martedì prossimo non ci sia  in  Aula
  solo  il  Presidente  della Regione, ma l'intera  compagine  perché
  ognuno, per la propria parte, sappia e debba comprendere qual è  il
  ruolo che deve svolgere e l'aiuto che deve dare a questa martoriata
  terra di Sicilia.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi,  sarò
  breve anche per rispettare la decisione della Presidenza di entrare
  nel merito del dibattito martedì prossimo.
   Vorrei,  però,  evidenziare alcune anomalie,  anzi  un  paradosso,
  all'Assessore.
   Mentre  siamo  qui  a dibattere o a stabilire quando  si  farà  il
  dibattito, in questo istante, ci sono circa quaranta camion che non
  riescono  a  scaricare  il  fango che viene  prelevato  a  Scaletta
  Zanclea  perché, vergognosamente, ancora da ieri non  si  riesce  a
  stabilire  di chi siano le competenze, quale organo debba vigilare,
  non   si  rispetta  neanche  l'ordinanza  della  presidenza   della
  Provincia. Questo è il vero specchio della politica siciliana.
   Ancora,  in questo istante, a Scaletta Zanclea abbiamo i  cadaveri
  sotto il fango e si continua a discutere.
   Sono  presenti  in  questo momento l'Arpa,  il  Genio  civile,  la
  Protezione  civile,  ma  ancora non  si  riesce  a  stabilire  dove
  smaltire questo fango.
   Onorevoli  colleghi, di cosa vogliamo parlare  rispetto  a  queste
  tragedie.  Ieri,  più  volte, ho sentito l'assessore  Beninati,  ho
  sollevato  la questione. Hanno deciso di smaltire questo  materiale
  nella  foce del Nisi che attualmente è abbastanza controllato.  Non
  si sa se in questo materiale ci sono ancora cadaveri. Purtroppo, il
  paradosso  è  che non c'è una zona dove smaltire, in  modo  lecito,
  questo   materiale,  ma  nonostante  ciò,  si  prende  la  drastica
  decisione di smaltirlo nel torrente.
   Ieri  è  stata fatta un'ordinanza dal presidente della  Provincia,
  alla  quale  ancora  non  è stata data esecuzione.  Hanno  iniziato
  parzialmente  e poi è scattato qualche meccanismo che  ha  bloccato
  nuovamente tutto il sistema.
   Attualmente,  stiamo pagando cinquanta camion, stiamo  pagando  un
  sistema immenso di intervento su questa zona. Sono trascorse  circa
  ventiquattro  ore  e, nonostante ciò, ancora  ci  sono  dispersi  a
  Scaletta Zanclea. Non si riesce a sistemare il meccanismo.
   Assessore, concludo facendo un piccolo parallelismo.
   Questa   tragedia   è   frutto  di   questa   logica   e   martedì
  l'approfondiremo.
   Il  paradosso  siciliano, per molti aspetti,  è  rappresentato  da
  questa breve vicenda che mi sono permesso di portare all'attenzione
  di questa Aula perché poi la quotidianità, durante queste tragedie,
  cari  miei, è proprio questa. E non è vero che tutto ha funzionato.
  Ciò  mi consta personalmente perché, se tutto avesse funzionato non
  ci  sarebbe stato bisogno per il sottoscritto, domenica scorsa,  di
  organizzare  un  campo  per  dare  assistenza  diretta  e,  quindi,
  predisporre  attualmente  la media di  ottocento,  mille  pasti  al
  giorno, perché il sistema non ha funzionato. E, attualmente, stiamo
  facendo  anche  questo  perché  è giusto  fare  questo:  assistiamo
  mediamente  ottocento, mille persone, perché il sistema a  Scaletta
  Zanclea e a Itala non ha funzionato.
   Allora,  il  nostro  compito è dire chiaramente  cosa  succede  in
  questi  casi,  Assessore,  perché la  rappresentazione  che  spesso
  dirigenti e funzionari le fanno o fanno a tutti voi non è  corretta
  e  qui  scatta  il nostro compito, anche di chi vive  realmente  il
  territorio e lo vive seriamente e con passione.
   Concludo lasciandole queste mie riflessioni, ma con una preghiera:
  quando  concludiamo i lavori dell'Aula, mi auguro che  lei,  quanto
  meno,  prenda il telefono e provveda a risolvere questa  vergognosa
  vicenda.

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, resto basito  di
  fronte  alle affermazioni giuste, corrette dell'onorevole De  Luca;
  anch'io non ho parole.
   Ho  qui  in  mano due interrogazioni, Assessore, non presentate  a
  lei,  ma  presentate nel gennaio del 2009; la prego, entro martedì,
  quando  si  svolgerà il vero dibattito, di dare lettura  di  queste
  interrogazioni, cui non è stata data ancora risposta, perché  anche
  noi  abbiamo le nostre negligenze all'interno di questo Parlamento.
  La  lunghezza  elefantiaca  cui  si riferiva  l'onorevole  De  Luca
  colpisce  anche  le strutture parlamentari, perché da  gennaio  del
  2009 non c'è stata risposta.
   Entrambe le interrogazioni esordiscono così:  Il territorio  della
  città  di  Messina,  per il particolare assetto  idrogeologico  dei
  villaggi  collinari di Giampilieri e Cumia, e costieri  di  Galati,
  Mili  e  Scaletta, è devastato  e sono entrambe interrogazioni  che
  segnalano  situazioni di pericolo gravissime,  proposte,  progetti,
  interventi rimasti inevasi. Sono del gennaio del 2009.
   Dico  che  sicuramente non sarebbe cambiato nulla, sicuramente  si
  sarebbe    fatto    uno   sterile   dibattito    senza    ulteriori
  approfondimenti;  però  Che rimorso, anche da parte  mia,  per  non
  aver  probabilmente, sollecitato, non aver svolto il mio ruolo sino
  in fondo
   E,  pertanto, sono qui a recitare anche io il mea culpa perché non
  è  possibile che, dopo un anno, un parlamento, un' istituzione,  un
  assessore non diano risposta a due interrogazioni parlamentari.
   Noi  abbiamo solo questi strumenti: interrogazioni, interpellanze,
  mozioni.  A  questo, caro onorevole De Luca, è  stato  relegato  il
  ruolo  del  Parlamento   Al  ruolo di denunzia,  e  neanche  quello
  possiamo  fare.  Questo è grave, Presidente, è grave  Assessore,  è
  molto  grave  e più grave di qualsiasi altra denunzia possa  essere
  fatta.
   Il  mio  pensiero  va, a questo punto, alle vittime  della  nostra
  Sicilia che sono vittime di serie  A  e che gridano vendetta  anche
  di questo.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, non ci  sono  altri  iscritti  a
  parlare.

   ARDIZZONE. E la risposta sui venti milioni di euro?

   PRESIDENTE.  Onorevole Ardizzone, martedì ci  sarà  il  Presidente
  della Regione, l'assessore Milone e, speriamo, tutto il Governo. Il
  Presidente  della Regione ha comunicato, con una nota di  poco  fa,
  che  è disponibile e martedì sarà in Aula. Penso che se l'assessore
  Milone non ha dato risposta, la darà il Presidente della Regione.
   Se poi, lei, Assessore, è in grado di dare una risposta immediata,
  è una buona cosa.

   MILONE,  assessore per il territorio e l'ambiente. Devo  dire  che
  sono  in  grado di dare tutte le risposte, non soltanto la risposta
  all'onorevole Ardizzone. Io sono abituato a dare risposte  a  tutte
  le istanze, a tutte le richieste che vengono avanzate dai deputati.
   Comincio con l'onorevole Ardizzone.
   Abbiamo  già  stanziato la somma di 20 milioni, lo  abbiamo  fatto
  sabato,  non  ricordo l'orario, 16.00, 16.30,  17.00,  già  c'è  lo
  stanziamento.

   ARDIZZONE. Per quali comuni?

   MILONE, assessore per il territorio e l'ambiente. Per i comuni che
  sono  stati  colpiti  da  questa tragedia la  sera  dell'1  ottobre
  (Messina,   Scaletta  Zanclea,  Itala),  tutti  i  comuni   colpiti
  dall'evento. Se mi consentite vorrei rispondere anche all'onorevole
  Panarello se è in Aula.
   Onorevole, da parte mia  nessuna reticenza sui fatti che  si  sono
  succeduti  a  partire dal 25 ottobre 2007 fino ad  oggi.  Non  sono
  stato  abituato, per mia cultura personale e familiare,  ad  essere
  reticente  né  a  rispondere  - come giustamente  ha  detto  lei  -
  soltanto dei tre mesi a partire dai quali  ho assunto la delega  al
  territorio  e ambiente; ho preso nota, ho esaminato, ho  verificato
  attentamente  tutta la documentazione che giace nei miei  uffici  a
  partire da ottobre 2007.
   La  mia  non  era  una  difficoltà, onorevole  Panarello,  era  la
  constatazione,   al   contrario,   della   efficienza   da    parte
  dell'assessorato del territorio e dell'ambiente, e ho  qui  con  me
  copia  delle  note,  l'una del 4 settembre  2008,  l'altra  del  29
  ottobre   2008,   che  sono  partite  dall'ufficio   di   Gabinetto
  dell'assessorato del territorio e dell'ambiente dirette al Ministro
  per  l'Ambiente nelle quali e con le quali si richiedeva l'utilizzo
  delle  risorse  finanziarie  ex ponte di  Messina,  destinate  alla
  difesa del suolo.

   PANARELLO. Non mi riferivo a quelle.

   MILONE,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Io  dico  a
  partire  da ottobre 2007. Aggiungo  che l'assessorato, nell'ottobre
  2008,  aveva richiesto al Ministro per l'Ambiente l'utilizzo  delle
  risorse ex Ponte di Messina.
   Devo  dire,  come  ho  detto  all'inizio,  forse  per  non  felice
  interlocuzione,  che  queste richieste non  sono  state  accolte  o
  comunque benevolmente accolte, diciamo così.
   A  queste  due  richieste è seguito il decreto  del  Ministro  per
  l'Ambiente, del 27 novembre 2008, in cui non si faceva cenno  della
  richiesta  di  finanziamento di quel milione di euro di  cui  tanti
  hanno parlato. Senza contare gli ulteriori due decreti del Ministro
  per  l'Ambiente,  sempre dell'ottobre del  2008,  con  i  quali  si
  assegnava  un  contributo  di 10 milioni  650  mila  euro  anche  a
  determinati  comuni  che, a detta e a seguito  delle  indagini  del
  Ministero, avevano bisogno di un conforto finanziario per le  opere
  di assestamento del suolo.
   Quindi, devo dire che da parte della Regione, seppure nell'ottobre
  o  nel  settembre 2008, dopo un anno dall'evento del 2007, comunque
  c'è  stata questa richiesta che è stata disattesa dal Ministro  per
  l'Ambiente.
   Mi  permetto,  onorevole  Panarello,  di  aggiungere  qualche  mia
  considerazione sull'abusivismo cui lei ha fatto cenno.  Ritengo  al
  riguardo  che  ciascuno di noi risponde con  il  proprio  senso  di
  responsabilità   e,   soprattutto,  ciò  è  scevro   da   qualsiasi
  considerazione di carattere politico o di appartenenza ideologica.
   Penso  che  siamo tutti d'accordo nel ritenere che la  tutela,  la
  salvaguardia, l'utilizzo razionale delle risorse del  suolo  e  del
  territorio  deve poter appartenere al nostro DNA, deve  potere  far
  parte del nostro patrimonio genetico.
   Ho  fatto  una  ricerca  in  questi  ultimi  giorni  sul  fenomeno
  dell'abusivismo nelle zone che sono state colpite.
   Dai  rilievi cartografici che mi sono stati consegnati  e  che  ho
  avuto  cura di leggere con modestissima competenza, devo  dire  che
  dall'87,  dall'ultimo volo aerofotogrammetrico, al volo  del  2008,
  rispetto  alla visione complessiva delle abitazioni che  insistono,
  parlo  di  Giampilieri, poi parleremo anche di Scaletta, solo  due,
  tre  abitazioni si possono ritenere abusive. Con questo  certamente
  non  voglio  dire  che non esiste il fenomeno abusivismo;  c'è   Ma
  proprio  in  queste  zone  lo  stesso è necessariamente  contenuto.
  Questi  edifici,  infatti, risalgono ad oltre  cento  anni,   è  lo
  stesso  agglomerato  che si è consolidato e  che  non  permette  un
  fenomeno aggressivo dell'abusivismo.
   Per  quanto  riguarda l'evacuazione dai centri  urbani,  onorevole
  Panarello,  più di cento professionisti - non sono parole  -  della
  provincia  di  Messina, facenti parte dell'ordine degli  ingegneri,
  architetti   e  geologi,  hanno  dato  e  già  offerto   e   stanno
  prodigandosi   in  questo  senso  per  verificare   l'agibilità   e
  l'abitabilità degli edifici ad uso abitazione e ad uso commerciale.
   E'  chiaro, dobbiamo aspettare i dati che ci provengono da  questi
  sopralluoghi prima di ipotizzare qualsiasi processo di  intervento,
  fermo  restando - e credo che sia nel cuore di tutti  noi,  sia  la
  speranza  di  tutti noi - che questi cittadini che già  sono  stati
  colpiti  abbondantemente  possano  ritornare  nelle  loro  case  e,
  quindi,  possano essere restituiti ai lori luoghi, alle loro  case,
  alle loro abitazioni.
   Il  ruolo  di  commissario che credo sia  stato  conferito  o  sia
  conferito  oggi  al  Presidente della Regione, onorevole  Lombardo,
  potrà  essere utile per portare avanti le procedure in maniera  più
  rapida  avendo a disposizione risorse nell'immediato, perché questi
  20  milioni sono stati già stanziati. Ho letto un'agenzia, altri 20
  milioni  sono stati stanziati dal Governo e si aggiungono a  questi
  20  milioni.  Vi dico subito il quadro dei finanziamenti  che  sono
  assolutamente spendibili: 50 milioni sono previsti dalle  linee  di
  intervento  2311  e  servono  anche a coprire  gli  interventi  che
  andremo  a  fare a seguito dell'avviso pubblico del 20  luglio  del
  2009  -  che  io ho stimolato per la pubblicazione - a seguito  del
  quale, con la chiusura dello stesso in data 3 settembre, andremo ad
  esaminare,  devo  dire  questa volta con maggiore  attenzione,  con
  maggiore  professionalità, impegno e serietà,  gli  interventi  che
  dovranno  presentare caratteristiche più idonee  per  poter  essere
  accolti. Mi riferisco agli interventi che prevedono un rischio  R4,
  cioè il massimo, e un rischio di pericolosità P7.
   C'è anche una disponibilità di 16 milioni per l'annualità 2009 sui
  fondi  del Ministero dell'Ambiente. Sono andato a Roma la settimana
  scorsa,  per  sollecitare lo stanziamento di questi 16 milioni,  ma
  sono  convinto  che, dopo questo evento, questi 16 milioni  saranno
  sicuramente resi  disponibili.
   Insomma, le risorse ci sono, i mezzi sono stati approntati,  credo
  che  ci  siano tutte le condizioni, perché con serenità e  ciascuno
  con le proprie competenze e con il proprio senso di responsabilità,
  si  possa portare avanti il lavoro. Credo che martedì il Presidente
  Lombardo  sia in grado di delineare già un primo step di interventi
  concreti.
   Onorevole  Laccoto,  non  credo  che  si  possa  imputare   questa
  accezione  di   disastro  di serie B . Il Presidente  Berlusconi  è
  venuto  immediatamente a fare visita sui luoghi, così come è  stato
  in  Abruzzo. Credo che il suo impegno sia stato dimostrato anche in
  altre occasioni.
   Onorevole Laccoto, non c'è discordanza fra le istituzioni, fra gli
  enti.  Devo  dire  che l'unità, il gruppo di  lavoro  che  è  stato
  istituito  lavora  in  assoluta serenità, con  grande  sinergia  di
  intenti  e, soprattutto, avendo come finalità comune la risoluzione
  o la mitigazione delle criticità che sono nate.
   Onorevole  Cintola, lei conosce la mia stima nei  suoi  confronti.
  Abbiamo lavorato insieme per poco tempo, per 40 giorni, però, credo
  che  in quei pochi giorni abbiamo dimostrato entrambi una reciproca
  stima.
   Mi  dispiace non essere considerato all'altezza di potere  reggere
  un  confronto con l'Aula ma, le assicuro che, in questi  giorni  ho
  smesso  i  panni del docente e ho assunto i panni dell'alunno,  del
  discente,  ho  studiato per potere essere pronto  e  preparato  per
  lavorare insieme a voi.
   Onorevole  De Luca, ho ascoltato il suo intervento passionale.  Mi
  dispiace  per  quello  che è successo. Le posso  assicurare,  però,
  egregio  onorevole,  che  ieri, a seguito  di  una  telefonata  del
  sindaco  Buzzanca,  alle  ore 12.30, che  mi  rappresentava  questa
  esigenza, mi sono preoccupato in tempo reale di inviare da  Palermo
  due  o  tre  funzionari del servizio per dare il  massimo  supporto
  rispetto  alla  indicazione dello stesso sindaco Buzzanca,  per  la
  individuazione  di  un  sito dove andare a scaricare  quella  massa
  fangosa.
   Mi  ha detto ieri il sindaco telefonicamente che l'unica stazione,
  la  più  vicina,  era  lontana ventidue chilometri;  quindi,  aveva
  proposto  come  alternativa  di scaricare  il  fango  sulla  fascia
  costiera.
   Personalmente, avevo dato la mia massima disponibilità, perché  se
  avessimo  dovuto seguire le procedure ordinarie, cioè quelle  della
  Via-Vas, sicuramente i tempi non sarebbero stati celeri e quello  è
  stato  l'ultimo mio intervento. Ho sentito fino a ieri  sera,  alle
  ore  23.00,  l'onorevole Buzzanca. Se avessi già  lasciato  l'Aula,
  avrei  già preso il telefono e sarei intervenuto così come ho fatto
  ieri.  Quindi, mi farò cura di contattare il sindaco  Buzzanca  per
  cercare  una  soluzione  perché  anche  il  posizionamento   e   lo
  smaltimento sulla fascia  costiera presenta problemi. Onorevole  De
  Luca,  sicuramente  non  è così  semplice  prendere  una  decisione
  invece che un'altra.

   DE LUCA. Basta che  si prenda

   MILONE,  assessore  per il territorio e l'ambiente.  Certo,  avevo
  pensato,  ieri,  anzi, sono già intervenuto, interverrò  appena  mi
  commiaterò da questa Aula.
   L'onorevole   Picciolo   mi   dice   di   avere   presentato   due
  interrogazioni. Le sarò grato se volesse fornirmele  brevi  manu  e
  sarà mia cura risponderle anche martedì.

       Rinvio del seguito della discussione del disegno di legge
    «Disposizioni per agevolare l'incontro tra domanda e offerta di
                            lavoro» (349/A)

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  il  IV  punto  dell'ordine  del
  giorno: Seguito della discussione del disegno di legge numero 349/A
  «Disposizioni  per agevolare l'incontro tra domanda  e  offerta  di
  lavoro»  è  rinviato alla prossima seduta, stante la  comunicazione
  pervenuta  dall'Assessore al ramo, onorevole Gentile, di non  poter
  presenziare agli odierni lavori.

   La  seduta è rinviata a martedì, 13 ottobre 2009, alle ore  17.00,
  con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Oddo


    I  -   Comunicazioni.

   II  -  Comunicazioni  del Presidente della  Regione  sugli  eventi
  alluvionali nella provincia di  Messina.

   III -  Discussione del disegno di legge:
            «Disposizioni  per  agevolare l'incontro  tra  domanda  e
  offerta di lavoro (349/A) (Seguito)

                   La seduta è tolta alle ore 17.51


   ALLEGATO:

   Risposta scritta ad interrogazione  -  Rubrica LAVORI PUBBLICI

   CAPUTO.  -  «Al  Presidente della Regione,  all'Assessore  per  i
  lavori pubblici e all'Assessore
  per il turismo, le comunicazioni e i trasporti, premesso che:

   la strada provinciale 51 che collega Campobello di Mazara con Tre
  Fontane  da tempo è da considerarsi ad altissima pericolosità  per
  la   mancata  illuminazione  e  resa  impraticabile  a  causa  dei
  molteplici  incidenti mortali, l'ennesimo il 18 luglio  2008  dove
  una  donna  di 29 anni ha perso la vita in una curva schiantandosi
  contro  un  palo della luce non illuminato e non visibile  per  la
  totale mancanza di luce e di segnalazioni fluorescenti;

   questa   situazione  determina  disagi  ai  residenti  che   sono
  costretti a percorrere strade alternative
  o  ad attraversare la stessa provinciale con rischi personali  per
  l'alta  densità  di traffico essendo l'unico collegamento  con  le
  zone balneari;

   per  sapere quali provvedimenti intenda adottare il Governo della
  Regione - con carattere
  di  massima urgenza - attraverso la provincia regionale di Trapani
  per  garantire  la  giusta illuminazione per il  ripristino  delle
  condizioni di sicurezza pubblica per l'incolumità di
  chi transita nella S.P. 51». (66)

                                        CAPUTO - MARROCCO - SCILLA -
                                                           VINCIULLO

   Risposta.   -   «Con   riferimento   all'interrogazione   n.   66
  dell'onorevole  Caputo,  si rappresenta che  l'Assessorato  Lavori
  Pubblici,  ha  competenze esclusivamente  riguardanti  le  materie
  della  viabilità  primaria e secondaria,  in  particolare,  tra  i
  compiti assegnati al Dirigente Generale del Dipartimento, vi  sono
  la gestione dei fondi POR 2000/2006 Misura 6.01, PO FSER 2007/2013
  linea  intervento 1.1.4.1 destinati alla manutenzione delle strade
  extraurbane nazionali, primarie e secondarie.
   Le  strade  provinciali, come è noto, sono  di  competenza  delle
  Province che intervengono direttamente con fondi propri o accedono
  a  programmi  di finanziamento con fondi di cui la Regione  ha  la
  disponibilità.
   Le  Province  Regionali, cui è intestata  la  manutenzione  delle
  strade di propria competenza, hanno redatto i piani provinciali di
  mobilità ai sensi dell'art. 1, comma 1152 della legge 296/2006.
   La  Redazione di questi piani consente alle Province Regionali di
  accedere  ai fondi di cui alla legge sopra citata nonché a  quelli
  del PO FSER 2007-2013 linea intervento 1.1.4.1.
   Nel  piano presentato dalla Provincia Regionale di Trapani non  è
  previsto    alcun    intervento    sulla    S.P.    51     oggetto
  dell'interrogazione».

                              L'Assessore
                         on. Antonino Beninati