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Resoconto d'Aula della Seduta n. 116 di martedì 20 ottobre 2009
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   Presidenza del presidente Cascio


   VITRANO, segretario, dà lettura del processo verbale delle  sedute
  numeri  114  e  115  che, non sorgendo osservazioni,  si  intendono
  approvati.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                          Congedi e missione

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in congedo per la  presente  seduta
  gli  onorevoli: Caronia, D'Agostino, Falcone, Federico,  Panarello,
  Scilla, Scoma, Speziale, Cascio Salvatore, Lupo, e Termine; D'Asero
  dal 20 al 23 ottobre 2009.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico,  altresì, che l'onorevole Ruggirello sarà  in  missione,
  per ragioni del suo ufficio dal 3 al 6 novembre.
   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per i Lavori Pubblici

   n.   138  -  Interventi  urgenti  allo  scopo  di  predisporre   i
  provvedimenti  previsti  dall'art.  25  della  legge  regionale   6
  febbraio 2008, n. 1, in materia di recupero dei centri storici.
   Firmatario: Di Benedetto Giacomo

   n. 212 - Iniziative per fronteggiare 'l'emergenza abitativa'.
   Firmatari: Lupo Giuseppe; Marinello Vincenzo; Ferrara Massimo;  Di
  Guardo Antonino; Rinaldi Francesco

   n. 255 - Notizie sul mancato finanziamento dei progetti presentati
  dallo IACP di Ragusa ai sensi del decreto n. 924 del 31 maggio 2005
  dell'Assessore regionale per i lavori pubblici.
   Firmatario: Ammatuna Roberto

   - da parte dell'Assessore per il Lavoro

   n. 540 - Risorse necessarie per la proroga dei contratti di lavoro
  ex co.co.co. in alcuni comuni del Trapanese.
   Firmatario: Oddo Camillo.

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.
             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   «Norme  per  la  sicurezza delle persone  e  cose  sul  territorio
  siciliano» (n. 476)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Ardizzone,
  Gianni,  Cintola,  Maira,  Savona,  Forzese,  Lo  Giudice,   Cascio
  Salvatore, Buzzanca, Romano, Panarello, Ferrara, Picciolo,  Laccoto
  e  Gucciardi in data 14 ottobre 2009;

   «Norme in materia di rifunzionalizzazione dei presìdi ospedalieri»
  (n. 477)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato  dagli  onorevoli  Maira,
  Fagone,  Torregrossa,  Cascio  S., Gianni,  Ragusa,  Ardizzone,  Lo
  Giudice,  Forzese,  Formica,  Donegani,  Dina,  Limoli,  Vinciullo,
  Leontini, Caronia, D'Asero, Savona, Mattarella e Caputo in data  16
  ottobre 2009;

   «Interventi  urgenti per i superstiti del nubifragio  di  Messina»
  (n. 478)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli  Buzzanca,
  Formica, Pogliese e Vinciullo in data 19 ottobre 2009.

    Richiesta di procedura d'urgenza per il disegno di legge numero
                                  476

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARDIZZONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per
  chiedere la procedura d'urgenza per il disegno di legge numero 476,
  ai sensi dell'articolo 135 del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione la richiesta di
  procedura d'urgenza.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Comunico  che  anche  gli onorevoli Dina e Mancuso  dichiarano  di
  apporre la firma al disegno di legge numero 476.

   L'Assemblea ne prende atto.

                 Comunicazione di richiesta di parere

   PRESIDENTE. Comunico la seguente richiesta di parere pervenuta dal
  Governo ed assegnata alla Commissione   Attività Produttive' III:

   PO FESR 2007-2013. Linee di intervento 5.1.1.1 - 5.1.1.2 - 5.1.1.3
  -  5.1.2.1  -  5.1.2.2 - 5.1.3.1 - 5.1.3.5 -  l.r.  n.  9/2009  (n.
  34/III)
   pervenuta in data 15 ottobre  2009
   inviata in data 16 ottobre 2009.

    Comunicazione di assenze alla seduta di Commissione legislativa

   PRESIDENTE.   Comunico   che   nella  seduta   della   Commissione
  legislativa  permanente   Bilancio' (II) del 6  ottobre  2009  sono
  risultati  assenti  gli  onorevoli: D'Asero,  Di  Benedetto,  Dina,
  Formica, Leanza Edoardo, Leontini e Lupo.

         Comunicazione della situazione di cassa della Regione

   PRESIDENTE.  Comunico  che  l'Assessorato  del  bilancio  e  delle
  finanze  ha  trasmesso,  in  data 19  ottobre  2009,  il  prospetto
  concernente la previsione e situazione trimestrale di  cassa  e  di
  tesoreria  della Regione in attuazione dell'articolo 52,  comma  5,
  della  legge  regionale  3 maggio 2001, n.  6.  Previsione  2009  e
  situazione definitiva al 31 dicembre 2008.
   Comunico,  altresì, che copia della sopra citata documentazione  è
  stata trasmessa alla II Commissione parlamentare.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   VITRANO, segretario:

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  alla  Presidenza,
  premesso che:

   da  diversi  anni, ed in particolare con l'avvio della  precedente
  programmazione, la Regione siciliana ha istituito un sito  internet
  (www.euroinfosicilia.it)  nel quale  venivano  veicolate  tutte  le
  informazioni riguardanti non solo l'attuazione del POR 2000 - 2006,
  ma   anche   altre  misure,  programmi,  ed  iniziative  finanziate
  dall'Unione europea, dallo Stato e dalla Regione stessa;

   negli ultimi mesi, per motivi del tutto incomprensibili, tale sito
  viene aggiornato in modo saltuario e comunque non esaustivo;

   tale  sito era utilizzato come un importante strumento di  ricerca
  circa le opportunità di finanziamento sia per gli enti pubblici sia
  per le aziende private, nonché per tutti i cittadini;

   il   sopra  menzionato  sito  web  nasce  grazie  al  concorso  di
  finanziamenti  dell'Unione europea, ed è quindi  un  paradosso  che
  proprio  l'Amministrazione  regionale  non  lo  utilizzi  in   modo
  adeguato a pochi mesi dalla sua istituzione;

   attualmente, a causa del sopra esposto disservizio, la ricerca  di
  informazioni riguardanti l'attività di programmazione della Regione
  siciliana  è  dispersa  in  una  miriade  di  siti,  più   o   meno
  istituzionali,  creando,  di fatto, perdita  di  opportunità  e  di
  sapere per tutta la nostra comunità;

   per sapere:

   per quali ragioni l'Amministrazione regionale non abbia continuato
  a pubblicare e ad aggiornare in modo costante e puntuale il sito in
  questione;

   se  non  ritengano,  così  facendo, di  incentivare  comportamenti
  diseducativi    nell'opinione   pubblica   circa    l'impiego    di
  finanziamenti     pubblici,     considerato     che     il     sito
  www.euroinfosicilia.it   nasce   grazie   all'impiego   di    fondi
  strutturali». (800)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                                ODDO

   «Al  Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per  i  lavori
  pubblici, premesso che:

   circa  un anno e mezzo fa, dopo anni di attesa, decine di riunioni
  operative   presso   la   Prefettura   di   Siracusa   e   numerose
  manifestazioni, iniziative di protesta ed interventi sulla  stampa,
  sono stati aperti al traffico nuovi tratti dell'autostrada Siracusa
  - Gela (lotti di Avola, Noto e Rosolini);

   tale  apertura  è  avvenuta in vigenza di lavori di  completamento
  dell'autostrada  stessa (la segnaletica è ancora quella  gialla  di
  cantiere,  molte  delle  opere  di  sicurezza  sono  in   fase   di
  completamento);

   considerato che:

   la  sopra citata apertura al traffico ha messo a nudo una serie di
  problemi più volte denunciati sulla stampa ed oggetto di intervento
  della  magistratura  (condizioni  pietose  del  manto  stradale   e
  numerosi   cedimenti  dello  stesso),  che  avevano  richiesto   la
  predisposizione  di interventi tesi al recupero di tali  situazioni
  di pericolosità per il traffico;

   allo scopo erano state avviate le procedure di gara per i seguenti
  interventi:

   1)  svincolo  di  collegamento tra la Siracusa -  Cassibile  e  la
  strada  provinciale  14  (mare  monti)  per  un  importo  di   euro
  12.309.157,06;

   2)  riqualificazione tratta Siracusa - Cassibile e strato di usura
  lotti 3, 4 e 5. Importo lavori euro 24.064.336,51;

   3)  mitigazione ambientale lotti 3, 4 e 5 Siracusa - Gela. Importo
  euro 4.244.566,34;

   oltre  a interventi riguardanti altre tratte autostradali  per  78
  milioni di euro circa;

   nel   frattempo,  il  Consorzio  autostrade  siciliane   è   stato
  commissariato ed i suoi organi azzerati e successivamente il TAR ha
  reinsediato  gli organi amministrativi (presidente e  consiglio  di
  amministrazione);   tali  vicende  (commissariamento,   ricorso   e
  decisione  del  TAR)  hanno però determinato la paralisi  operativa
  dell'ente  e  tutto risulta fermo, e frattanto aumenta  il  degrado
  delle  opere in fase di realizzazione, lasciate in abbandono, tanto
  da  sembrare veri e propri 'campi di battaglia', e l'incuria  e  il
  degrado  possono  danneggiarle irreversibilmente, con  grave  danno
  patrimoniale per il consorzio stesso;

   allo  stesso  modo  non si hanno più notizie delle  procedure  per
  l'appalto  di  3  nuovi  lotti della stessa  autostrada  (Ispica  -
  viadotto  Scardina  - Modica) interamente progettati,  approvati  e
  finanziati, e ciò con grave danno per l'economia e per  il  sistema
  delle imprese del settore edile;

   per  sapere  quali iniziative intendano assumere per ridare  piena
  funzionalità  al Consorzio autostrade, per completare le  procedure
  di  gara  delle  succitate  opere di  manutenzione  e  per  avviare
  finalmente  le  procedure di gara per i 3 nuovi lotti  autostradali
  già progettati, approvati e totalmente finanziati». (801)

                                                            MARZIANO

   «All'Assessore  per il territorio e l'ambiente,  premesso  che  la
  collina  di Vampolieri è notoriamente una delle zone più  instabili
  dal punto di vista geomorfologico della provincia di Catania per le
  accentuate  pendenze  e la natura argillosa della  stessa,  che  ha
  quindi un comportamento meccanico plastico che tende a scivolare se
  la  sua  alterazione e la condizione stratigrafica  favoriscono  la
  circolazione idrica al suo interno;

   tenuto  altresì conto che i terreni argillosi sono erodibili,  per
  cui  i  solchi di erosione torrentizia, come quelli presenti  sulla
  collina,   tendono  ad  essere  approfonditi  e   allargati   dallo
  scorrimento delle acque;

   visto che a tali cause naturali si sono aggiunti i problemi legati
  al  trentennale  processo  edificatorio della  collina,  che  hanno
  ridotto   o  eliminato  molte  forme  di  impluvio  naturale,   che
  costituivano  il  recapito finale delle  acque  superficiali  e  di
  sorgente,  essendosi  proceduto ad edificare  senza  la  preventiva
  realizzazione  di opere per il drenaggio controllato  delle  acque,
  ovvero canali di gronda e fognature;

   considerato   che  in  prossimità  esistono  rilevati  ferroviari,
  longitudinali  alla  collina e abbandonati  da  diversi  anni,  che
  creano   gravi   problemi  di  sicurezza,  perché  i   tombini   di
  attraversamento  tendono  a ostruirsi, trasformando  localmente  il
  rilevato in diga e riducendo la sua resistenza al taglio;

   osservato  che nel tempo molte parti della collina sono  diventate
  discariche  di  materiali  di  risulta  dell'edilizia  proprio   in
  prossimità di assi d'impluvio e concavità di versante;

   rilevata,  in  ultimo, l'assenza di fognature di  acque  nere,  la
  quale  determina  un ulteriore contributo alla circolazione  idrica
  oltre che prevedibili problemi di ordine igienico-sanitario;

   per sapere:

   quali   misure  intenda  adottare  per  richiamare   le   autorità
  competenti a rimuovere e/o stabilizzare i due principali fattori di
  rischio (rilevati e discariche);

   le  ragioni  per  cui  sia  stata consentita  l'edificazione,  ora
  abusiva ora provvista di regolare concessione edilizia, soprattutto
  in  presenza  di  comportamenti diversi delle  amministrazioni  che
  insistono  sulla  collina  di Aci Catena  (che  ha  autorizzato  le
  costruzioni) e di Aci Castello (che ha bloccato l'edificazione);

   le ragioni per cui il Genio civile di Catania abbia adottato per i
  due comuni 'due pesi e due misure'». (802)

                                  RAIA-FIORENZA-BARBAGALLO-DI GUARDO

   «Al  Presidente  della Regione, all'Assessore per  il  lavoro,  la
  previdenza  sociale, la formazione professionale e l'emigrazione  e
  all'Assessore per l'industria, premesso che:

   nel  territorio  di  Gela  (CL), nel  settore  dell'indotto  dello
  stabilimento petrolchimico, lavorano decine di aziende;

   ciclicamente i lavoratori dell'indotto sono costretti  a  cambiare
  azienda;

   all'interno  della  raffineria permangono situazioni  contrattuali
  diversificate, che determinano situazioni di disuguaglianza  tra  i
  lavoratori,  sia  in  termini  contrattuali  sia  in   termini   di
  esposizione a rischio;

   premesso, ancora, che:

   i  lavoratori  che per un certo numero di anni sono a disposizione
  di un'azienda, nel caso in cui la commessa - come spesso è avvenuto
  e  tuttora  avviene  - venga appaltata ad altre aziende,  non  solo
  rischiano  il  posto  di  lavoro ma  perdono  anche  l'anzianità  e
  iniziano un nuovo rapporto contrattuale come fosse il primo giorno;

   la  storia degli appalti nell'indotto fa rilevare un comportamento
  contraddittorio da parte della committente che, anziché favorire il
  potenziamento e il rafforzamento delle imprese locali, ha  permesso
  soprattutto, nella fase di 'vacche grasse', l'ingresso  di  aziende
  esterne  alla realtà economica della città le quali, nella fase  di
  'vacche   magre',   hanno   lasciato  lo  stabilimento,   caricando
  sull'azienda locale l'onere di mantenere l'occupazione;

   la   società  ENI  adotta  per  l'aggiudicazione  dell'appalto  il
  criterio del massimo ribasso, criterio non sempre oggettivo  e  non
  sempre applicato, come avvenuto per la società TUCAM di Matera e la
  società  SUD  ELETTRA, anch'essa di Matera, che  fanno  riferimento
  allo  stesso  amministratore, che sono subentrate in un  contratto-
  quadro  di  manutenzione  meccanica senza  partecipare  alla  gara,
  assorbendo i lavoratori della ex EMI posti in mobilità, per i quali
  scattano i benefici degli sgravi contributivi;

   considerato ancora che:

   lo stesso trattamento subisce la CONCORDIA, azienda locale di Gela
  operante  nell'indotto fin dal 1966 e fino al 31 agosto 2008,  data
  in  cui  ha  perduto la gara in favore dell'Ecologica di Taranto  e
  della Rentelin di Napoli;

   le  aziende detentrici di un contratto hanno caricato,  per  tanti
  anni,   sulla  loro  gestione  il  peso  della  formazione  e   dei
  lavoratori;

   le aziende che operano nell'indotto di Gela aderiscono all'accordo
  Morese e devono corrispondere, giustamente, ai lavoratori tutte  le
  indennità  aggiuntive, oltre al rigoroso rispetto del contratto  di
  lavoro e il relativo pagamento di tutti i contributi e perciò,  nel
  momento in cui hanno partecipato alla gara, debbono tenere conto di
  queste spese incomprimibili;

   considerato,   invece,   che   le  cosiddette   'nuove   aziende',
  possibilmente  esterne  alla  città,  offrono  prezzi  più   bassi,
  utilizzando  un  perverso  meccanismo che  scarica  i  costi  sulla
  fiscalità  generale;  infatti, possono  contare  su  personale  già
  formato professionalmente dalle società di provenienza e sul  fatto
  che,  una  volta vinta la gara, si procederà alla messa in mobilità
  dei  lavoratori  dell'azienda perdente e  al  riassorbimento  della
  nuova  società con uno sgravio quasi totale dei contributi  per  18
  mesi,  trascorsi  i quali sarà mantenuto il diritto  di  richiedere
  all'INPS il 50% dell'indennità di mobilità che sarebbe spettato  al
  lavoratore;

   per sapere:

   se   siano  a  conoscenza  della  situazione  dell'indotto   dello
  stabilimento petrolchimico di Gela;

   se  non  ritengano  opportuno intervenire presso  l'amministratore
  delegato   dell'ENI  per  impedire  queste  palesi   disparità   di
  trattamento nei confronti delle ditte locali e, nello stesso tempo,
  chiedere all'ENI di far partecipare le ditte di Gela alle gare  che
  vengono  indette per gli altri stabilimenti e per  evitare  che  la
  gestione dell'indotto, in una situazione drammatica come quella che
  vive  la  città  di  Gela, possa costituire elemento  ulteriore  di
  conflitto sociale di cui nessuno avverte la necessità». (803)

                                                            SPEZIALE

   «Al  Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per  i  lavori
  pubblici, premesso che:

   il  ponte Primosole si trova sulla strada statale 114, nel  tratto
  tra Catania e Siracusa;

   l'ANAS,  ente  gestore  della  SS  114,  dopo  un  verifica  sulla
  staticità  del ponte, nel mese di agosto ha ridotto la carreggiata,
  definendo lo stesso ponte in precarie condizioni di stabilità;

   con l'apertura dell'autostrada Catania-Siracusa, la stessa ANAS ha
  abbattuto  il  ponte Primosole, in attesa della sua  ricostruzione,
  prevista entro 3 anni;

   tenuto conto che:

   tale  decisione dell'ANAS ha, di fatto, tagliato a metà la SS 114,
  interrompendo  una via di comunicazione di basilare importanza  per
  l'intero comprensorio ivi esistente;

   l'ANAS,  di  contro,  ha dirottato tutto il  traffico  sul  tratto
  autostradale della Catania-Siracusa, non prevedendo altre soluzioni
  alternative;  fermo restando che la suddetta autostrada  finalmente
  copre  un vergognoso gap strutturale dell'intera rete viaria  della
  Sicilia,  la  soluzione paventata dall'ANAS non  è  la  panacea  al
  problema che sussiste sulla SS 114;

   difatti,  l'abbattimento  del ponte  Primosole  e  la  conseguente
  chiusura  al traffico della SS 114, per centinaia di operatori  che
  hanno le loro aziende e società lungo la stessa strada statale 114,
  significa licenziamenti di personale se non addirittura la chiusura
  delle proprie attività, per non parlare dei disagi incredibili  cui
  saranno sottoposti le migliaia di abitanti della zona turistica  di
  Vaccarizzo (CT);

   è  bene  ricordare  che  decine  di  distributori  di  carburante,
  ristoratori, meccanici, alberghi e concessionarie di auto basano la
  loro attività esclusivamente sui clienti di passaggio;

   gli  abitanti di Vaccarizzo dovranno effettuare una deviazione  di
  oltre  15  chilometri  per  andare nei propri  posti  di  lavoro  o
  raggiungere le scuole;

   considerato che:

   in casi come questi, ove la necessità di interventi strutturali  è
  fonte  di  disagi per la comunità locale, è norma non  scritta,  ma
  dovuta  alla  logicità degli eventi, trovare soluzioni  alternative
  che limitino al massimo i problemi per la popolazione;

   i  tempi  di ricostruzione sono lunghi, si può affidare  al  Genio
  civile   (ed   in  casi  estremi  anche  al  Genio   militare)   la
  realizzazione di un ponte BAILEY, cioè una struttura provvisoria di
  metallo  e legno che consenta il passaggio dei soli mezzi  leggeri,
  mentre  il  traffico pesante potrebbe essere dirottato sulla  nuova
  autostrada CT-SR;

   tale  scelta  consentirebbe, al traffico leggero, di continuare  a
  transitare  sulla  SS 114, allontanando, nel contempo,  lo  spettro
  della disoccupazione per centinaia e centinaia di operatori;

   per sapere:

   se  non  ritengano  urgentissimo  convocare  i  vertici  regionali
  dell'ANAS  per trovare una soluzione alternativa alla  chiusura  al
  traffico dell'intera strada statale 114;

   se  non ritengano necessario e improcrastinabile attivare tutti  i
  canali politici e tecnici per l'immediata realizzazione di un ponte
  BAILEY    per   consentire   il   ripristino   della   circolazione
  esclusivamente per i mezzi leggeri e furgonati». (804)

                           POGLIESE-VINCIULLO-CAPUTO-ARICO'-MARROCCO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  il  lavoro,  la
  previdenza  sociale, la formazione professionale  e  l'emigrazione,
  premesso che:

   con  D.A. n. 115 del 5 dicembre 2008, è stato finanziato  il  PROF
  2008  per un importo di euro 256.922.765,24 e che, a fronte di tale
  finanziamento, risulterebbe che resta da erogare, per il  saldo  di
  gestione, il 46 per cento dell'importo finanziato;

   con  D.D.G. n. 277 dell'8 aprile 2009, è stato finanziato il  PROF
  2009  per un importo di euro 194.618.000,00 che prevede un  importo
  in conto personale di 180.000.000,00 di euro, pari all'88 per cento
  rispetto  all'importo finanziato dal PROF 2008 e che, a  fronte  di
  tale    finanziamento,   risulterebbe   necessario    un    decreto
  d'integrazione di spesa per il rimanente 12 per cento;

   con  D.D.G. n. 277 dell'8 aprile 2009, è stato finanziato il  PROF
  2009  per un importo di euro 194.618.000,00 che prevede un  importo
  in  conto  gestione di euro 14.618.000,00, pari  al  29  per  cento
  rispetto all'importo finanziato dal PROF 2008 con D.D.G. n.  116  e
  che,  a  fronte  di tale finanziamento, risulterebbe necessario  un
  decreto di integrazione di spesa per il rimanente 71 per cento;

   relativamente al PROF 2010, a tutt'oggi non è stato  emesso  alcun
  avviso  di bando nonostante la necessità di emanare un decreto  che
  dovrebbe essere approvato entro il mese di dicembre 2009 al fine di
  evitare la messa in mobilità, dal giorno 1  gennaio 2010, di  tutti
  i  docenti e di parte del personale amministrativo con rapporto  di
  lavoro a tempo indeterminato presso gli enti di formazione;

   per sapere:

   se  non  ritengano e urgente e doveroso provvedere ad  erogare  la
  somma rimanente per il saldo della voce 'gestione' del PROF 2008;

   se  non  valutino urgente e serio provvedere, in tempi  brevi,  ad
  emanare  il decreto di integrazione delle somme necessarie  per  la
  copertura del finanziamento della voce 'personale' del PROF 2009;

   se  non  ritengano indispensabile provvedere ad emanare il decreto
  di  integrazione  delle  somme  necessarie  per  la  copertura  del
  finanziamento della voce 'gestione' del PROF 2009;

   quando   e   come  l'Amministrazione  regionale  intenda  emettere
  l'avviso  per il bando relativo al PROF 2010, per quale  importo  e
  con quali risorse intenda finanziarlo». (807)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                                 ODDO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta in Commissione presentate.

   VITRANO, segretario:

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   la  cronaca degli ultimi giorni ha portato alla ribalta situazioni
  assai  pregiudizievoli a danno della salute dei  cittadini  per  la
  carenza delle condizioni di sicurezza ed efficienza delle strutture
  ospedaliere siciliane;

   purtroppo,  la  sanità  siciliana,  dopo  il  caso  di   Mazzarino
  (episodio  ben  noto  sia per la grande attenzione  mediatica,  sia
  sotto l'aspetto politico e istituzionale, a seguito dell'intervento
  della  Commissione parlamentare d'inchiesta sugli errori  in  campo
  sanitario  e  sulle cause dei disservizi sanitari) è nuovamente  al
  centro di attenzione e critiche dell'episodio verificatosi in  data
  12 ottobre 2009 a causa Panarea (isole Eolie);

   l'episodio  ha  riguardato un cittadino di 70 anni  in  gravissime
  condizioni  di  salute  che,  a  causa  del  mancato  funzionamento
  dell'ambulanza  (fuori  uso), è stato  trasportato  all'elipista  a
  bordo  di una 'moto ape'. Il paziente, giunto presso l'ospedale  di
  Messina, è stato sottoposto ad intervento di urgenza in emergenza;

   considerato che:

   quest'ultimo  episodio  dimostra, purtroppo,  la  criticità  delle
  condizioni in cui versano le strutture ospedaliere siciliane;

   le  scelte  politiche  adottate con la recente  riforma  sanitaria
  regionale  hanno determinato condizioni di pericolo per  la  salute
  dei cittadini;

   ritenuto  che la mancanza dei requisiti di sicurezza ed efficienza
  degli  ospedali,  ed  in generale di tutte le strutture  sanitarie,
  pregiudica  il  diritto  alla  salute,  diritto  costituzionalmente
  garantito;

   per  sapere  quali  provvedimenti necessari ed  urgenti  intendano
  adottare  per  garantire le condizioni di sicurezza  ed  efficienza
  delle   strutture  sanitarie,  per  fare  chiarezza   sul   mancato
  funzionamento  dell'ambulanza  di  Panarea  e  per  verificare   se
  l'ospedale presenti i necessari ed obbligatori requisiti  di  legge
  al fine di garantire la tutela della salute dei cittadini». (796)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento in Commissione)

                                                              CAPUTO

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   l'Ufficio  legislativo  e legale della Regione  ha,  con  apposito
  parere,  individuato la Regione siciliana quale soggetto passivo  a
  carico  del  quale ricade l'obbligo al pagamento del debito  di  37
  milioni di euro per il personale in servizio del '118';

   il  debito riguarda il mancato pagamento degli arretrati  e  degli
  straordinari per i servizi di emergenza e assistenza ai  lavoratori
  del '118';

   il  debito è quindi esigibile e riguarda prestazioni lavorative in
  un settore altamente importante per il servizio sanitario pubblico;

   considerato che:

   la  sanità  siciliana,  attualmente,  presenta  gravi  carenze  in
  termini di efficienza e sicurezza delle strutture sanitarie;

   l'entità  di  questo debito, 37 milioni di euro, può ulteriormente
  aggravare l'intero settore sanitario con conseguenze gravi  per  la
  tutela e la salvaguardia del diritto alla salute dei cittadini;

   inoltre,   con   tale   indebitamento   vi   è   un   rischio   di
  commissariamento regionale;

   ritenuto che l'enorme ammontare di questo debito aggrava ancora di
  più  non  solo  la già difficile situazione nella  quale  versa  la
  sanità  siciliana  in  termini di immagine,  ma  rischia  anche  di
  rendere ancora più grave la situazione finanziaria della Regione;

   per sapere le iniziative che intendano adottare o abbiano adottato
  per  accertare  le  cause  che hanno creato questo  indebitamento».
  (806)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento in Commissione)

                                                              CAPUTO

   PRESIDENTE. Le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo e alla competente Commissione.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   VITRANO, segretario:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la cooperazione,
  il commercio, l'artigianato e la pesca, premesso che:

   la   recente  crisi  economica  ha  coinvolto  anche  il   settore
  produttivo  della  pesca che, ultimamente,  ha  subito  un  elevato
  aumento  dei costi di produzione a cui ha fatto seguito  una  grave
  diminuzione del numero del fatturato;

   molti  armatori,  ed in particolare il comitato  di  difesa  della
  pesca  di Mazara del Vallo (TP), hanno denunciato lo stato di grave
  crisi  del  settore  che  fino ad oggi non aveva  registrato  altri
  precedenti così acuti;

   in  particolare, viene palesato il pericolo di perdita di uno  dei
  principali polmoni dell'economia locale, fonte di reddito per molte
  famiglie siciliane;

   considerato che:

   il  settore  produttivo legato alla pesca, nella  nostra  Regione,
  proprio  per  le  caratteristiche  naturali  dell'Isola,  non   può
  rimanere  privo  di  un intervento politico di sostegno  né  subire
  decadimento alcuno;

   il  settore  della  pesca rappresenta uno dei comparti  produttivi
  dell'economia regionale che invece deve essere attenzionato  e  per
  il  quale occorre un'attenta politica di programmazione, anche alla
  luce degli interventi finanziari previsti dall'Unione europea;

   ritenuto che:

   l'attuale  difficoltà del comparto produttivo  legato  alla  pesca
  potrebbe  aggravare  ancora di più la già  delicata  situazione  di
  crisi  economica  con  perdita  di  posti  di  lavoro  e  fonti  di
  sostentamento delle famiglie;

   il   comparto  produttivo  della  pesca  costituisce  una  risorsa
  economica di grande importanza per l'economia regionale  e  per  lo
  sviluppo occupazionale e sociale;

   si  reputa necessario, invece, garantirne e tutelarne il  rilancio
  attraverso una giusta ed adeguata attività di programmazione;

   per sapere:

   quali  provvedimenti  intendano adottare  al  fine  consentire  il
  rilancio  del settore produttivo legato al comparto della  pesca  e
  l'utilizzo dei fondi comunitari previsti per il settore medesimo;

   quali   azioni  intendano  adottare  al  fine  di  realizzare   la
  programmazione   economica   e   finanziaria   per   il    rilancio
  dell'economia  locale  legata al settore  produttivo  in  oggetto».
  (797)

                                                              CAPUTO

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per la  famiglia,  le
  politiche  sociali  e  le autonomie locali e all'Assessore  per  il
  territorio e l'ambiente, premesso che:

   il  Comune  di  Terrasini (PA) ha rilasciato al bar  Cucinella  di
  Terrasini,  sito  in corso V. Emanuele III n. 123, l'autorizzazione
  per la realizzazione di una pedana per la posa di tavolini e arredi
  vari inerenti l'esercizio dell'attività commerciale;

   la   realizzazione  dell'opera  ha  interessato   il   marciapiede
  antistante il prospetto della proprietà del sig. Vito Motisi;

   in particolare, la pedana è stata realizzata nella parte adiacente
  l'ingresso e la camera da letto del signor Motisi;

   tale  costruzione  ha  compromesso, in modo serio,  la  fruibilità
  dell'abitazione,  impedendo  di fatto l'apertura  delle  imposte  e
  delle  persiane della camera da letto, ma ha, altresì,  violato  la
  privacy  del  nucleo  abitativo ed ha  gravemente  pregiudicato  la
  salute del sig. Motisi il quale, invalido al 75%, necessita di cure
  e di tranquillità;

   infatti,  è facilmente presumibile che, con un bar aperto  sino  a
  notte   e  con  una  costante  e  notevole  affluenza  di  clienti,
  soprattutto  nel  periodo estivo, la tranquillità del  sig.  Motisi
  (invalido)  sia stata compromessa dalla realizzazione della  pedana
  di cui sopra;

   considerato che:

   il  sig. Motisi ha provveduto ad inoltrare apposita richiesta alle
  competenti  autorità amministrative e giudiziarie per  ottenere  la
  rimozione  della pedana, con invito a posizionarla,  come  peraltro
  già  accaduto negli anni passati, nella limitrofa via Ruffino,  che
  non risulta essere abitata al piano terra;

   la realizzazione della pedana, secondo quanto indicato dal Motisi,
  è  stata, inoltre, effettuata anche in difformità a quanto indicato
  nel provvedimento autorizzativo;

   per  le  predette  irregolarità il sig. Motisi  ha  provveduto  ad
  informare le autorità competenti;

   ritenuto che:

   la  realizzazione della pedana ha leso il diritto alla salute e la
  privacy del cittadino Motisi;

   il  sig.  Motisi  aveva  chiesto  e  sollecitato  le  autorità  di
  competenza  a  far  sì che la pedana venisse realizzata  nella  via
  limitrofa, che non risulta essere abitata al piano terra e dove era
  stata collocata negli anni passati;

   comunque,  per la realizzazione dell'opera non si è  tenuto  conto
  degli effetti negativi e pregiudizievoli per la salute pubblica;

   infine,  la  realizzazione dell'opera, secondo  quanto  denunciato
  dall'interessato, è stata effettuata in violazione ed in difformità
  da quanto indicato nell'autorizzazione del Comune;

   per  sapere quali provvedimenti vorranno adottare al fine di  fare
  la  giusta e dovuta chiarezza sulla realizzazione dell'opera di cui
  sopra e per verificare se siano state commesse irregolarità». (798)

                                                              CAPUTO

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   il  Governo  regionale ha l'obbligo di controllare  e  gestire  al
  meglio un servizio salvavita come quello per pazienti dializzati;

   il decreto dell'Assessore per la sanità del 17 luglio 2009 è stato
  emanato senza il previo confronto con le associazioni di categoria,
  senza l'identificazione dei centri di riferimento regionale e senza
  la proposta di un nuovo modello di trattamento;

   considerato che:

   nelle  strutture pubbliche il paziente dializzato costa il  doppio
  (50  mila  euro  annui),  rispetto al costo  sostenuto  nei  centri
  privati (25 mila euro annui);

   l'importo  potrebbe essere ridotto significativamente mediante  il
  trattamento conservativo (dietetico e antibiotico) che consente  di
  ritardare il ricorso alla dialisi;

   ritenuto che:

   molte   strutture  pubbliche  di  dialisi  non  sono  a  tutt'oggi
  accreditate  e parecchie di loro presentano rilevanti  carenze  sia
  strutturali che funzionali;

   l'obiettivo  di  ridurre la spesa sanitaria di  tale  settore  può
  essere conseguito attraverso una reale integrazione tra pubblico  e
  privato;

   per sapere:

   quali  siano  le iniziative assunte per tutelare i 4.500  pazienti
  siciliani dializzati;

   quali provvedimenti siano stati adottati per recuperare efficienza
  ed  economicità senza creare disparità di trattamento tra strutture
  pubbliche e centri privati;

   quali  siano  i  dati  tecnici inoppugnabili che  giustificano  il
  predetto decreto assessoriale del 17 luglio 2009». (799)

                                                          BARBAGALLO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura  e
  le foreste, premesso che:

   nella  notte  tra  l'1   e il 2 ottobre 2009 si è verificata,  nel
  comprensorio  delle  città di Vittoria ed Acate  (RG),  una  tromba
  d'aria   caratterizzata  da  forti  raffiche  di  vento  e  copiose
  precipitazioni atmosferiche;

   tale  tromba  d'aria  ha causato gravi danni a impianti  serricoli
  coltivati  ad  ortaggi e a vigneto, assestando un  altro  durissimo
  colpo   all'agricoltura  di  questo  territorio,   già   fortemente
  penalizzata dalla crisi del comparto;

   numerosi   agricoltori   hanno   già   presentato   le   opportune
  segnalazioni   dei   danni  subìti  presso  le  condotte   agricole
  competenti per territorio;

   per sapere quali interventi intendano adottare immediatamente e se
  sia già stato avviato l'iter procedurale per la dichiarazione dello
  stato di calamità naturale per i territori dei comuni di Vittoria e
  di  Acate,  aprendo,  così, la strada agli indennizzi  dei  danni».
  (805)

                                                           INCARDONA

   PRESIDENTE.  Avverto  che  le  interrogazioni  testé   annunziate
  saranno inviate al Governo.

    Richiesta di procedura d'urgenza per il disegno di legge numero
                                  478

   BUZZANCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  chiedere la procedura d'urgenza per il disegno di legge numero 478,
  ai sensi dell'articolo 135 del Regolamento interno.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  la  richiesta   di   procedura
  d'urgenza.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Comunico che l'onorevole Ardizzone dichiara di apporre la firma al
  disegno di legge numero 478.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunicazione di nomina di componente di Commissione legislativa

   PRESIDENTE.  Comunico che, con decreto numero 371 del  16  ottobre
  2009, l'onorevole Salvatore Cintola è nominato componente della  IV
  Commissione  legislativa  permanente  Ambiente  e  territorio',  in
  sostituzione dell'onorevole Lo Giudice, dimissionario.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio


          Determinazione della data di discussione di mozioni

   PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:  Lettura,
  ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
  Regolamento interno, delle mozioni:

     numero 152 «Iniziative a seguito dell'evento alluvionale dell'1
  ottobre  2009  che  ha  interessato i comuni di  Messina,  Scaletta
  Zanclea  e  Itala»,  degli  onorevoli  De  Luca,  Musotto,  Romano,
  Minardo, D'Antoni, D'Agostino e Federico;

    numero 153 «Mancata attuazione degli articoli 35 e 36 della legge
  finanziaria regionale n. 6 del 2009 riguardanti interventi  per  la
  formazione  della  gente di mare e misure urgenti  per  l'emergenza
  sociale»,  degli  onorevoli Ammatuna, Rinaldi,  Gucciardi,  Bonomo,
  Fiorenza, Barbagallo, Ferrara, Galvagno, Laccoto, Lupo, Mattarella,
  Picciolo e Vitrano;

     numero  154  «Istituzione  di  una Commissione  parlamentare  di
  inchiesta   per   l'individuazione  di   eventuali   responsabilità
  strutturali  e organizzative su quanto accaduto negli  ospedali  S.
  Stefano di Mazzarino e Sant'Elia di Caltanissetta tra il 20 e il 21
  agosto  2009»,  degli onorevoli Caputo, Leontini, Mancuso,  Limoli,
  Corona e Bosco.

   Onorevoli  colleghi, avverto che la determinazione della  data  di
  discussione  delle  mozioni numero 153 e numero 154,  integralmente
  riportate   nell'ordine  del  giorno  della  presente   seduta,   è
  demandata,  secondo consuetudine parlamentare, alla Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari.
   Comunico, altresì, con riferimento alla mozione numero 152, che la
  stessa  è  da intendersi superata, ed il relativo iter parlamentare
  concluso, a seguito dell'approvazione, nella seduta n. 115  del  13
  ottobre  2009, dell'ordine del giorno numero 184 dell'onorevole  De
  Luca   ed  altri,  di  identico  contenuto   Iniziative  a  seguito
  dell'evento  alluvionale dell'1 ottobre 2009 che ha  interessato  i
  comuni di Messina, Scaletta Zanclea e Itala'.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio


    Comunicazioni del Presidente della Regione sulla situazione dei
                          rifiuti in Sicilia

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al III punto dell'ordine
  del  giorno:  Comunicazioni  del Presidente  della  Regione  sulla
  situazione dei rifiuti in Sicilia.
   Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole Lombardo,  presidente  della
  Regione, per rendere le comunicazioni all'Aula.

   LOMBARDO,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  vedrò  di rendere, per quanto possibile  sinteticamente,
  questa  relazione su quanto in questi anni - non sono  pochi,  sono
  una  decina - la Regione ha operato, le scelte fatte dal Governo  e
  anche  dall'Assemblea  perché molte delle  iniziative,  ovviamente,
  hanno  un fondamento legislativo nel settore della raccolta e dello
  smaltimento dei rifiuti.
   Dico  dieci anni perché risale al gennaio del 1999 - quindi, oltre
  dieci  anni  fa  -  la  dichiarazione, con propria  ordinanza,  una
  ordinanza del Consiglio dei Ministri, dello stato di emergenza  per
  quanto  riguarda il sistema dei rifiuti in Sicilia.  Una  ordinanza
  con  la  quale  si  prescriveva  che si  adottassero,  appunto  per
  affrontare  quella  emergenza, intanto un piano di  interventi,  un
  Piano  regionale  di  interventi per  rimuovere  le  condizioni  di
  emergenza  e,  poi, perché si provvedesse a redigere un  Piano  dei
  rifiuti per la Regione siciliana.
   Subito  dopo,  già  nel  2000,  si comincia  con  la  redazione  e
  l'attuazione di questo piano che avrebbe portato, come ha  portato,
  alla   rimozione delle condizioni che hanno portato e che portarono
  alla dichiarazione dello stato di emergenza.
   E,  devo  dire che si è cominciato, sin da allora, dal  1999-2000,
  consultando   le   istituzioni  del  territorio,   soprattutto   ad
  individuare,  a  cercare  di individuare  gli  ambiti  territoriali
  ottimali,  attraverso  i  quali  e  nei  quali  si  sarebbe  dovuto
  realizzare,  appunto, il sistema ideale per la raccolta  e  per  il
  successivo smaltimento dei rifiuti.
   Nel  2002  si arriva alla individuazione di 25 ambiti territoriali
  che  toccano  tutto  il  territorio della Regione,  a  cui  poi  si
  aggiungono  due ambiti per territori particolari individuati  nelle
  alte  Madonie  e  nelle isole Eolie; per cui si arrivò,  in  quella
  data,  nel  2002,  ad  individuare  questi  27  ambiti  in  cui  il
  territorio della Regione siciliana veniva suddiviso.
   Questo  piano,  il  Piano dei rifiuti, viene  poi  validato  dalla
  Commissione Europea che lo ritiene conforme - siamo sempre nel 2002
  - alle direttive e alle norme che sovrintendono a questo delicato e
  importante  settore, sul quale - come ben sappiamo -  l'attenzione,
  le  politiche  dell'Unione  Europea  sono  continue.  La  vigilanza
  dell'Unione Europea è continua.
   Si  tratta di uno strumento - il Piano - che, attraverso una serie
  di  consultazioni,  di studi, di analisi che  vengono  compiuti  in
  quegli  anni,  prende in considerazione, studia la  situazione  del
  territorio regionale e, chiaramente, si conclude con una  serie  di
  proposte che poi passano all'esecuzione.
   Come  vi dicevo, siamo nell'anno 2002 e il Piano viene aggiornato;
  prevede   e   fa  registrare  due  aggiornamenti  significativi   e
  importanti sia nel 2004 sia 2006, quindi, 2002, 2004 e 2006.
   Per quanto riguarda il 2004, in effetti, gli elementi salienti  di
  questo  aggiornamento, che interviene dopo due anni, consistono  in
  un  Piano  speciale redatto in sede provinciale per lo  smaltimento
  dei  rifiuti  speciali  e,  poi,  altro  elemento  fondamentale   e
  importante,     per    l'individuazione    e     la     definizione
  dell'impiantistica che deve fungere da supporto per il sistema  dei
  termovalorizzatori.
   Nel 2006 e nell'aggiornamento del 2006, oltre agli altri elementi,
  si  prende in considerazione, in questo aggiornamento del Piano del
  2002, il discorso dell'adeguamento delle discariche.
   Stare  a  sintetizzare  in poche parole un lavoro  che,  peraltro,
  fisicamente  e materialmente è raccolto in migliaia di  pagine,  in
  tanti  volumi, sia del primo Piano sia degli aggiornamenti,  non  è
  facile e ci fa omettere elementi anche importanti ed essenziali.
   Vale la pena di rilevare, così per sintetizzare, che gli obiettivi
  che  il  Piano  si  prefiggeva erano quelli delle quattro   R':  la
  riduzione del volume  dei rifiuti, il riuso e il recupero sia della
  materia  che  compone  i  rifiuti  stessi  sia  dell'energia   che,
  utilizzando e termovalorizzando i rifiuti stessi, ci si  prefiggeva
  di ricavare.
   Nel  Piano,  in  verità,  c'erano anche  obiettivi  importanti  ed
  ambiziosi da potere raggiungere che, per molti versi, purtroppo, si
  sono  mancati.  Quello sul quale più volte ci intratteniamo,  anche
  perché,  come si sa, l'Agenzia che è stata, per legge,  deputata  e
  delegata  dall'Assemblea a raggiungere gli obiettivi e ad  eseguire
  il  Piano, fa notare - ma ci torneremo fra non molto - che è strano
  ed  è  singolare  che  si sia mancato di gran  lunga,  ad  esempio,
  l'obiettivo  della percentuale che ci si prefiggeva di  raggiungere
  nella misura del 65 per cento, rispetto ad un minimo consentito del
  35   per   cento  di  raccolta  differenziata,  così  individuando,
  addirittura,  che  questo  obiettivo si  potesse  raggiungere  poi,
  nell'aggiornamento  del 2006, nella misura  del  35  per  cento  in
  quell'anno,  del 45 per cento nel 2008, per arrivare a superare  il
  65 per cento nel 2012.
   Sappiamo  bene che se non si raggiunge almeno il 40 per  cento  in
  quell'anno o, al massimo, nel 2013, tra gli altri effetti - oltre a
  quelli  che  possiamo  ben  cogliere -  ce  n'è  uno  penalizzante:
  perderemmo   una possibilità di premialità che ammonterebbe  a  200
  milioni di euro nel 2013.
   La differenziata è, quindi, un dato che ci deve fare riflettere  e
  può servire da spunto perché si possono inserire nel sistema quegli
  aggiustamenti che ci consentano di raggiungere l'obiettivo.
   Nel  2006, si raggiunge il 10 per cento di media che, francamente,
  per  essere quasi agli inizi di questo esperimento, non è una  cosa
  da poco, con punte che vanno, al meglio, al 25 per cento e, invece,
  al peggio, al due e mezzo per cento.
   Nel  2007,  purtroppo, quella percentuale complessiva  cala  e  si
  arriva,  nel  2008, al 6,71 per cento; una progressiva  perdita  di
  percentuale  di  raccolta differenziata, mentre -  i  dati  saranno
  completati  ovviamente a fine anno - la cosa strana è questa.  Ecco
  perché, riflettendoci, attuando e applicando un sistema che  faccia
  migliorare  complessivamente  la raccolta  differenziata,  cosa  si
  registra?  Che ci sono molti comuni che raggiungono o superano  già
  questo  65  per cento accanto a comuni, non a distanze abissali  ma
  contigui,  in cui la raccolta differenziata si ferma  allo  zero  o
  qualcosa del genere.
   Se  vogliamo brevemente sintetizzare quali sono le ragioni che  ci
  vengono  indicate,  che  ci vengono dedotte dalla  esperienza  come
  incentivanti  la  differenziata, non vi è dubbio  che  la  raccolta
  porta  a  porta  faccia la sua parte; il fatto che si  dimostri  la
  positività  della  differenziazione al cittadino,  e  naturalmente,
  cosa  che in qualche ambito si sta sperimentando, io vi dico, senza
  nulla  volere  togliere ad altri ambiti, che ho  toccato  con  mano
  perché  vi ho dedicato un paio di ore, in occasione di una  visita,
  che, ad esempio, dalle parti di Trapani - mi pare che sia Trapani 2
  -  con  tutti i colorini e, soprattutto, con i fattori incentivanti
  della differenziazione spinta, nel senso che si paga di meno se  si
  differenzia di più, questi obiettivi sono stati raggiunti.
   Da  questo  punto di vista, per quanto riguarda gli  impianti,  ad
  esempio, della differenziata, così come anche dal punto di vista di
  tantissimi altri fattori di valutazione dell'efficienza  di  questi
  ambiti  che  poi, vi dicevo, nel frattempo si sono istituiti,  sono
  stati  istituiti  con  l'adesione dei  comuni  all'ambito  e  molto
  spesso,  se non ricordo male, eravamo più o meno nel 2002,  se  non
  nel  2003,  con  interventi  sostitutivi  per  surrogare  i  comuni
  inadempienti,  allora  negli ambiti territoriali  complessivamente,
  sia  per  quanto riguarda gli impianti relativi alla  differenziata
  sia  gli  altri parametri, diciamo che su 27 ambiti solo  un  terzo
  supera un voto positivo o un voto di sufficienza, mentre due  terzi
  degli ATO non raggiungono assolutamente questi livelli.
   Sappiamo  bene  che il completamento del processo  e,  quindi,  lo
  smaltimento del rifiuto era previsto in quel Piano dei  rifiuti  di
  cui  abbiamo  parlato  più volte, compresi  gli  aggiornamenti,  si
  realizza  attraverso  il  sistema  della  termovalorizzazione.   Le
  procedure  perché  il processo si completi con la  realizzazione  e
  l'entrata in funzione di queste apparecchiature, il processo inizia
  nel  2002.  Si   avviano  procedure selettive  dei  contraenti  che
  avrebbero  dovuto realizzare gli impianti di termovalorizzazione  e
  si  localizza,  ovviamente  da parte degli  operatori  industriali,
  sulla  base  di linee guida contenute nell'avviso di gara  emanato,
  appunto, dalla Regione, i siti in cui si devono costruire e  devono
  operare i sistemi e gli impianti di termovalorizzazione.
   Vengono  prese in considerazione e accolte le proposte di  quattro
  raggruppamenti. Sapete bene che i quattro raggruppamenti hanno  dei
  partner locali e che fanno capo a due grandi gruppi imprenditoriali
  -  il  più  famoso è certamente Falck, l'altro è Waste Sicilia,  mi
  pare  si  chiami  così  - che si prefiggono  di  realizzare  questi
  impianti  di termovalorizzazione in quattro località che  stanno  a
  Palermo (Bellolampo), Termini Imerese, Augusta e...

   CRACOLICI. Casteltermini, non Termini Imerese.

   LOMBARDO,  presidente della Regione. Chiedo scusa. Ha ragione,  ha
  fatto   bene   a   correggermi;  mi  ero   distratto.   Ovviamente,
  Casteltermini; Termini Imerese e Palermo sono quasi la stessa  cosa
  e poi, nella provincia di Catania, Paternò.
   Chiaramente, a carico degli imprenditori che realizzano il sistema
  di   termovalorizzazione  si  devono  realizzare:  le  stazioni  di
  trasferenza  -  mi pare di capire che si tratta  di  una  sorta  di
  piccolo hub dove convergono i sistemi di trasporto - perché poi  il
  rifiuto  converga verso il grande termovalorizzatore; gli  impianti
  di pretrattamento; i termovalorizzatori veri e propri e poi, perché
  comunque  si sa bene che  anche dal sistema di  termovalorizzazione
  residua  una  parte  di rifiuto, le discariche devono  ospitare,  a
  valle, dell'impianto di termovalorizzazione il rifiuto stesso.
   Gli  impianti  si  realizzano col sistema del  project  financing,
  della finanza di progetto, nel senso che l'imprenditore realizza  a
  suo   carico,  col  concorso  -  è  facile  dirlo  -  del   sistema
  finanziario,  del  sistema bancario, il termovalorizzatore  e  poi,
  ovviamente,  facendosi pagare per ogni tonnellata  di  rifiuto  che
  incamera  e che poi si impegna a smaltire realizzando sia  a  monte
  sia  a  valle,  dall'impianto di pretrattamento  alla  stazione  di
  trasferenza,  fino  alla  discarica,  nell'arco  del  ventennio  si
  prefigge, come è giusto che sia, di rientrare dall'investimento  e,
  chiaramente, di ottenere l'utile d'impresa.
   Sapete  perfettamente - lo abbiamo letto anche  in  varie  lingue,
  perché ne avranno parlato, e lo avremo letto anche sui giornali  di
  altri Paesi - che il sistema si inceppa o, meglio, la procedura  si
  inceppa perché viene sollevata una procedura di infrazione  per  un
  inadempimento in ordine ad un articolo, il 226, del Trattato  della
  Comunità  europea per  un deficit di pubblicità, di promozione,  di
  pubblicazione, se vogliamo.
   E non è, per la verità, una dimenticanza, nel senso di dimenticare
  di  scrivere  o  di  trascrivere in Gazzetta, ma  é  relativo  alla
  concezione,  alla valutazione del tipo di gara,  se  si  tratta  di
  appalti di servizio ovvero  di concessione di servizio. Ma  così  é
  stato   ritenuto  erroneamente  e,  quindi,  chiaramente,  è  stata
  rilevata  questa  violazione, cui ha fatto seguito,  nel  2007,  la
  sentenza  della  Corte  di  Giustizia  europea  che  condannava  la
  procedura di gara.
   Nel  frattempo, prima o dopo, in ogni caso, il 31 maggio del  2006
  si chiudeva l'emergenza in Sicilia. Dopo la sentenza della Corte di
  Giustizia europea, l'istituzione  preposta che, come sapete,  è  la
  nostra Agenzia per le acque e i rifiuti, ha intavolato, a scanso di
  equivoci,  per  il  tramite  del Ministero  degli  Esteri  e  delle
  politiche  comunitarie ma anche direttamente, un dialogo fitto  con
  la  Commissione Europea perché si potesse riportare sui  binari  di
  una  regolarità che non trovasse contestazioni in sede  europea  la
  procedura  di  cui  abbiamo detto finora. E, devo  dire,  a  questo
  punto, l'Agenzia - come era ovvio che fosse - ha chiesto e ottenuto
  conforto  nella sede della Presidenza della Regione e nella  Giunta
  di  Governo  che  si è espressa e ha dato, non ha  omesso,  non  ha
  mancato  di dare il suo orientamento e il suo indirizzo, nel  senso
  che si bandissero, come ben sapete, delle nuove gare.
   Nel  frattempo,  la  trattativa  che  si  è  portata  avanti,  una
  trattativa che è stata rivolta naturalmente anche nei confronti dei
  concessionari, ha visto i concessionari quantificare una  serie  di
  spese,  che gli stessi attestano di avere sostenuto, che  ammontano
  ad oltre 300 milioni di euro.
   Lo  dico  perché,  naturalmente, nel  prosieguo  della  procedura,
  l'Agenzia  ha  posto  tra le condizioni per  l'eventuale  operatore
  subentrante   che,  oltre  agli  altri  impegni,  ad   esempio   la
  costruzione dei termovalorizzatori, se fosse stato soggetto diverso
  dai  concessionari  di  cui  parlavamo,  avrebbe  dovuto  assumersi
  l'onere di cui parlavamo.
   E  dinanzi  a questa ipotesi che l'Agenzia ha proposto, di  andare
  avanti  con una gara che prevedesse alcuni passaggi, cioè una  gara
  che fosse aperta a tutti quanti si assumessero entrambi gli oneri -
  continuare per costruire i termovalorizzatori e farsi carico di  un
  onere  che  il  privato, i quattro concessionari  avanzavano  -,  a
  proposito  di orientamento e di indirizzo, credo che tra  le  tante
  cose  che magari stanno scritte sulle carte sono su internet  tutti
  gli atti dell'Agenzia e, quindi, non è il caso che ve li richiami.
   Però  l'orientamento della Giunta nella seduta  del  21-22  aprile
  2009,   secondo  me,  va  richiamato  nel  senso  che   la   Giunta
  naturalmente ha rimesso al presidente dell'Agenzia, per quelle  che
  sono  le competenze affidategli dalla legge istitutiva dell'Agenzia
  stessa, la definizione del procedimento per come, chiaramente,  era
  nelle sue competenze. Ha però dato un orientamento preciso: che, in
  ordine,   ad  esempio,  alla  quantificazione  della  spesa   fatta
  unilateralmente  dal contraente privato, dal concessionario,  salvo
  la  presenza di un advisor finanziario, che certo non è entrato nel
  merito della spesa per come tecnicamente quantificabile, il Governo
  della   Regione  ha  previsto  che,  nel  caso  in  cui   venissero
  infruttuosamente esperite sia la procedura di gara sia la procedura
  negoziata  -  sapete  perfettamente che con la  procedura  di  gara
  subentra  il  contraente  tedesco, americano  o  italiano,  paga  e
  continua - ovvero, la procedura negoziata, la seconda fase, per cui
  gli   stessi   concessionari,  stavolta  con  tutte  le   procedure
  regolarmente esperite per come l'Unione Europea che ha  partecipato
  alla  costruzione del bando ci aveva consigliato, se la vedeva lui,
  continuava.
   E  naturalmente gli oneri affrontati facevano parte  del  progetto
  che   poi  si  sarebbe  completato  sia  con  la  costruzione   dei
  termovalorizzatori  sia con la gestione degli stessi,  che  avrebbe
  consentito il ritorno, il rientro del capitale investito.  Intanto,
  nel   caso   in   cui   le   due   fasi  fossero   state   esperite
  infruttuosamente,  che  l'eventuale  subentro  dell'Amministrazione
  regionale - nell'ipotesi in cui domani si orientasse a subentrare e
  a  costruire  i  termovalorizzatori - abbia luogo in  relazione  ai
  costi sostenuti, che devono essere oggetto di separato accertamento
  quanto  al  loro  effettivo ammontare, voglio  dirvi  che  noi  non
  abbiamo valicato, accettiamo la validità e diamo per buono  che  la
  spesa sia questa e ce ne facciamo carico. Assolutamente no
   Secondo  punto:  l'obbligo  per  l'aggiudicatario  di  adeguare  i
  progetti  e  gli impianti alle migliori tecnologie, alle tecnologie
  più  nuove,  eventualmente,  ove  disponibili,  anche  in  sede  di
  realizzazione degli impianti.
   Come  sapete, di questa gara si parlava nel 2002. Quindi, non  c'è
  dubbio  che  chi cominciava a progettare fin da allora ha  inserito
  nel  progetto di termovalorizzazione possibilmente, al  di  là  dei
  filtri che, come mi è stato spiegato, si possono mettere all'ultimo
  momento  -  un filtro più avanzato, a maglie più strette, piuttosto
  che  filtri  superati  -,  e  che quindi permettono  emissioni  più
  sicure, anche nuove tecnologie fino all'esecuzione delle opere.
   Infatti,  se  sono  passati sette anni, si  può  prevedere  che  i
  termovalorizzatori  non saranno costruiti  fra  tre  giorni  o  non
  saranno  funzionanti fra tre giorni; saranno funzionanti fra  tanti
  mesi  o  anni,  per cui, da qui ad allora, può darsi che  vi  siano
  tecnologie più avanzate - come peraltro ben sappiamo quanti fra voi
  o fra noi, ad esempio i miei uffici sono stati invasi da documenti,
  carte, studi, mail dei sistemi più vari che pretendono di essere  i
  più  moderni, i meno costosi, i più sicuri dal punto di vista della
  salute e della sicurezza dei cittadini -.
   Un  altro  punto  importante è il dimensionamento  degli  impianti
  perché, sfiduciati legittimamente per come potevamo essere circa la
  nostra    capacità   di   raggiungere   percentuali   decenti    di
  differenziata,   si   era   forse  traguardata   la   capacità   di
  termovalorizzazione  a un livello di differenziata  basso,  se  non
  bassissimo.  Ed essendoci, nel frattempo, indicazioni  e  direttive
  più  stringenti, sempre di provenienza comunitaria - se lo fanno  a
  Treviso, possibilmente lo fanno a Salemi piuttosto che a Salaparuta
  -,  anche noi, complessivamente, in Sicilia dobbiamo raggiungere un
  livello  di  differenziazione tale per cui il  rifiuto  che  va  ad
  essere  termoutilizzato si riduce in volume, per cui  non  facciamo
  termovalorizzatori per dieci, ma li facciamo per quattro, se è vero
  che 60-65 per cento deve essere l'obiettivo di differenziazione che
  dobbiamo raggiungere, come è giusto che sia.
   Il  30  giugno  si esperisce la prima fase di questa procedura  di
  gara  e,  purtroppo,  non perviene nessuna offerta.  Si  attiva  la
  seconda  fase:  qui i gruppi interessati, quelli della  fase  della
  negoziazione, dichiarano interesse a realizzare tutti e  quattro  i
  termovalorizzatori.  In verità, il 31 agosto non  perviene  nessuna
  offerta.  Non  è  un  mistero  che ci  sia  questo  stacco  tra  la
  dichiarazione di interesse e la mancanza di offerta da lì a qualche
  settimana.
   Nel  frattempo, il mercato finanziario, impoverito notevolmente  a
  causa di una recessione che ha fatto sentire i suoi effetti dopo la
  sentenza  della Corte di Giustizia, non è in condizioni di prestare
  il   denaro  agli  imprenditori  i  quali,  naturalmente,   dovendo
  affrontare  una anticipazione di centinaia di milioni di  euro  non
  possono, appunto, presentare l'offerta.
   Prendendo  atto  di  questo,  nei primi  di  settembre  la  Giunta
  regionale ha dato un'altra indicazione affinché si risolvessero gli
  accordi,   si   notificasse  la  risoluzione  degli   accordi   per
  inadempimento senza trascurare profili di nullità scaturenti  dalla
  dichiarata  illegittimità, per come la  Corte  di  Giustizia  aveva
  stabilito; ragionamenti o ipotesi che si farebbero valere  in  sede
  di dibattimento, in sede di confronto tra le parti.
   L'ARRA  ha  notificato  la risoluzione, perché  ad  horas  sarebbe
  intervenuta  una sanzione pesante da parte dell'Unione Europea  che
  ci  assegnava  un  termine entro cui avremmo dovuto,  come  abbiamo
  fatto,  risolvere  il  nostro contratto, così  come  abbiamo  anche
  richiesto  l'escussione  delle polizze fidejussorie  -  avevamo  il
  diritto  e  il dovere di farlo -, escussione che è stata contestata
  anch'essa  dai  concessionari o dagli ex concessionari  che  -  tra
  parentesi - non potevano anche loro che fare valere le loro ragioni
  in sede civile.
   E,  per  quanto  riguarda lo stato delle cose, vorrei  aprire  una
  breve  parentesi dato che ho letto diverse dichiarazioni  ed  anche
  interrogazioni parlamentari su questo argomento.
   Qualcuno,  anche a seguito di una dichiarazione fatta in  assoluta
  buona fede e raccogliendo gli elementi di cui personalmente sono  a
  conoscenza, si è lamentato che una società quotata in Borsa, quindi
  i  suoi  azionisti, ha perso 300 milioni di euro o ne ha guadagnato
  600,  le  azioni perdono di valore e si impoverisce, anche per  una
  parola,  il  patrimonio di azionisti, di cui fa parte non  solo  il
  grande gruppo che controlla ma anche tante altre persone che  hanno
  investito lì i loro risparmi.
   Ecco perché sabato scorso, molto serenamente, dopo avere fatto  un
  lungo  lavoro di approfondimento su quanto era avvenuto e su quanto
  é giusto fare per il prosieguo, abbiamo incontrato gli imprenditori
  del  gruppo Falck e del gruppo Waste, per dire loro che il  Governo
  regionale non ha nessun malanimo, nessuna ostilità nei confronti di
  alcuno, ma che ha soltanto fatto valere le proprie ragioni in  sede
  legale.
   Immaginate se non lo avessimo fatto
   Noi non abbiamo nulla in contrario ad intraprendere un discorso; è
  chiaro  che  in questo momento sto facendo delle ipotesi,  non  sto
  entrando   nel  merito  di  niente.  Se,  nel  prosieguo,  dobbiamo
  affrontare  degli oneri, non c'è niente di male se, alla  luce  del
  sole,  con assoluta trasparenza, dialoghiamo per non fare  danno  a
  nessuno.
   Certo,   parliamo  di  gruppi  societari  che  hanno   sicuramente
  anticipato  soldi  e  hanno  avuto  perdite  o  guadagni  nel  loro
  patrimonio  azionario.  Ci  si può confrontare  sul  quantum  della
  perdita, anziché scontrarsi. E noi siamo pronti a confrontarci  con
  chicchessia.
   Devo  dire che in quella mattinata ci siamo incontrati nella  sede
  dell'ARRA  per  fare il punto della situazione e per prendere  atto
  che  il nostro sistema di discariche ha un'autonomia che è previsto
  possa esaurirsi nel giugno del 2011.
   Sapete bene che la situazione finanziaria complessiva che riguarda
  gli  ATO  è  molto complicata, molto difficile. Una situazione  che
  riguarda   gli  ATO  e  non  la  Regione,  che  sicuramente   vuole
  fronteggiare  l'emergenza ma lo fa con un  soggetto  terzo,  che  è
  appunto l'ATO, il quale ha una sua autonomia gestionale: può essere
  commissariato,  più  o  meno fondatamente, se  vengono  riscontrati
  gravi  inadempimenti,  ma  chiaramente  ha  un  suo  Consiglio   di
  amministrazione, fa le sue scelte e così via.
   Non  sto  qui a leggervi le relazioni che l'Agenzia regionale  dei
  rifiuti  e  delle  acque  ci presenta sulla situazione  finanziaria
  degli  ATO. Sappiamo bene che il bilancio regionale, se non ricordo
  male, ha anticipato qualcosa come 230, 273 milioni euro ai vari ATO
  che  si trovavano in una condizione di sofferenza finanziaria. Dopo
  una   procedura   agilissima  di  gara  è  stato   selezionato   un
  verificatore,   la  famosa  società  per  azioni  americana   Price
  Waterhouse  &  Cooper,  che sta dettagliatamente  quantificando  il
  debito  dei  vari ATO e la recuperabilità di questo debito  che  il
  sistema  degli  ATO  oggi  presenta, in uno  con  una  proposta  di
  acquisizione  di  risorse che ci consenta  di  fronteggiare  questa
  massa  finanziaria, che chiaramente bisogna a tutti i costi mettere
  in campo.
   Non  c'è  dubbio che, al tempo stesso, ci si sta attrezzando,  pur
  senza  aprire  chissà  quali e quante discariche,  dinanzi  ad  una
  emergenza  per  la quale, anche se fosse andata in porto  la  gara,
  oggi  non avremmo certo i termovalorizzatori già pronti - forse  li
  avremmo  avuti  nel  2011, ma non certo oggi -, quindi,  per  avere
  certezza e serenità ci stiamo attrezzando per arrivare al 2014  con
  varie  emergenze  che  stanno esplodendo. Ad  esempio,  proprio  in
  queste  ore,  l'assessore  Armao  è  riunito  con  i  sindaci   del
  comprensorio   palermitano  per  discutere   sull'emergenza   della
  discarica  di Bellolampo, costretta a chiudere perché i comuni  non
  pagano. E' come il cane che si morde la coda. Non c'è dubbio che la
  discarica  di Bellolampo ha una autonomia finanziaria fragilissima,
  che  è  poi la situazione finanziaria dell'azienda AMIA  a  cui  fa
  capo.
   Così come non c'è dubbio che bisogna ridisegnare un sistema.
   Su   questo  punto  ci  sono  state  diverse  polemiche,  possiamo
  ribattere  sui  tempi  e  sui  ritardi  e  sulle  inadempienze  con
  strascichi  di tutti i tipi, non so, può darsi che il  Governo  non
  sia  stato  presente. Ma io ricordo bene che nell'estate  dell'anno
  scorso,  in  un  confronto che facemmo con l'ANCI e con  l'URPS  ed
  altri  vari  soggetti,  è stato delineato  un  sistema  di  riforma
  legislativa  degli  ATO,  che poi non è stato  portato  avanti.  Di
  questo non possiamo che prenderne atto.
   L'ANCI  è pronta a riprendere il dialogo - e credo che lo si  stia
  facendo  da  qualche  giorno a questa parte  -  per  formulare,  in
  pochissimi  articoli, un disegno di legge di riforma, sulla  scorta
  di  un  decreto  che era stato allora predisposto dalla  Giunta  di
  Governo  e  che  poi,  non  avendo raccolto  il  parere  favorevole
  dell'ANCI, io stesso non portai avanti perché mi fu chiesto di  far
  fare una legge.
   Tenuto  conto di questa apertura di dialogo costruttivo  da  parte
  dell'ANCI, che ha fatto sapere di volere collaborare alla  stesura,
  in  tempi  brevi, di un disegno di legge di riforma, con  tutte  le
  valutazioni  che poi dovranno essere fatte da parte dell'Assemblea,
  attraverso  le  sue  articolazioni,  nel  frattempo  la  Giunta  ha
  adottato,  in data 1 ottobre 2009, una delibera di indirizzo  e  di
  determinazione, comunicandola all'Agenzia per la gestione integrata
  e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani in Sicilia.
   Passiamo  quindi  ad una ulteriore revisione o  aggiornamento  del
  Piano  dei  rifiuti affidato ad una decina di esperti e di  tecnici
  affinché   si   collabori  nel  procedimento   di   semplificazione
  organizzativa degli ATO.
   Cito  alcuni punti: perché si acceleri la definizione del rilascio
  delle autorizzazioni relative all'ampliamento delle discariche; per
  incentivare i meccanismi da adottare da parte degli enti locali per
  favorire  l'incremento della percentuale di raccolta differenziata;
  perché  si  definisca  la  quantificazione  del  debito  nonché  si
  promuova  il coinvolgimento del sistema bancario con il compito  di
  prendersi  in  carico  i debiti dei comuni; per  l'istituzione  del
  Comitato per l'aggiornamento - ci siamo detti in 45 giorni di tempo
  -  del  Piano dei rifiuti, conseguentemente ai rilievi  mossi  agli
  amministratori che fu fatto - lo abbiamo letto sulla stampa - dalla
  Commissione  che  si  occupa  di  infiltrazioni  della  criminalità
  organizzata e di Cosa nostra nel sistema, sugli amministratori  che
  avessero  compiuto  atti  illegali e che  amministrassero  gli  ATO
  stessi,  e  perché comunque l'Agenzia, in base alle sue competenze,
  vada  avanti,  ad esempio nel finanziamento e nel  far  entrare  in
  funzione impianti e sistemi che, nel frattempo, ci fanno cogliere e
  toccare con mano che, oltre che essere virtuosi al 65 per cento  in
  questo  comune,  lo  si può essere anche in  un  altro,  e  si  può
  procedere  anche  sulla  strada, ad esempio,  della  riduzione  del
  volume e del peso dei rifiuti da portare alla termovalorizzazione.
   Ci  sono degli ATO in cui gli impianti di compostaggio funzionano,
  altri se ne stanno inaugurando, e ne avremo in funzione circa  5  o
  6.  Quindi credo che si possa lavorare fronteggiando le difficoltà,
  non   voglio  chiamarle  emergenze,  e  siamo  stati  vigili  anche
  quest'estate quando - ricorderete - era stata prevista chissà quale
  grave emergenza.
   Ma  anche se le situazioni critiche ci sono, e sono tante,  in  un
  mese  e mezzo o due si può arrivare a definire una strategia  o  un
  aggiornamento del Piano che ci porti ad un sistema più razionale  e
  sostenibile  di raccolta e di smaltimento dei rifiuti nella  nostra
  regione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  onorevoli   colleghi,   vorrei  partire  dalla   fine   del   lungo
  ragionamento  del  Presidente Lombardo, dalla fine  della  cronaca,
  cioè  da  quanto è avvenuto in questi giorni, anche  in  vista  del
  dibattito di questo pomeriggio.
   Non posso nascondere l'inquietudine che nasce dal fatto che alcuni
  atti del Governo, o di singoli esponenti della Giunta regionale che
  parlano e hanno parlato a nome del Governo, contraddicono gli  atti
  dichiarati e quelli formalmente approvati dalla Giunta di Governo.
   Presidente  Lombardo, lei ha dichiarato nel suo  lungo  intervento
  che  sabato mattina avete proceduto, quasi per un atto di bon  ton,
  ad   incontrare   i   cosiddetti   ex   concessionari,   quasi    a
  tranquillizzarli  per  gli effetti finanziari  che  queste  società
  hanno  avuto  ed  hanno, considerato il fatto che essendo  quotate,
  almeno  alcune  di  esse,  in Borsa, le  quotazioni  delle  società
  dipendono  anche  dagli aggettivi che vengono utilizzati  da  parte
  delle istituzioni pubbliche.
   Io   allora  mi  voglio  riferire  agli  aggettivi,  ma  anche  ai
  sostantivi,  perché non ci sono solo gli aggettivi e  i  sostantivi
  annunciati un giorno, un improvviso sabato mattina, e chi  come  me
  frequenta i palazzi delle istituzioni da molti anni, sa bene che il
  sabato  non  è  ordinariamente un giorno  per  atti  amministrativi
  programmati.
   Di  fronte a fatti straordinari, come ad esempio il caso  Messina,
  non  prevedibile né previsto, può succedere che la politica sta lì,
  presente 24 ore su 24.
   Ma  mi lascia perplesso il fatto che sabato mattina una improvvisa
  conferenza  stampa annuncia, di fatto, l'apertura di una trattativa
  e  il  riconoscimento di un potenziale indennizzo  a  concessionari
  rispetto  ai  quali,  invece, la Giunta  di  Governo,  in  data  11
  settembre, ha varato un atto con il quale ha dichiarato  nulli  gli
  atti conseguenti alla famosa gara del 2007, dichiarata nulla a  sua
  volta dalla Corte di Giustizia europea e che, malgrado la Corte  di
  Giustizia   europea   avesse  notificato  alla  Regione   siciliana
  l'illegittimità  della  procedura seguita, quella  illegittimità  è
  stata  considerata  sostanzialmente carta  straccia  dalla  Regione
  siciliana  attraverso i suoi organi istituzionali  che  avevano  il
  compito  di interfacciare la materia della gestione dei rifiuti,  e
  addirittura  sono  stati  compiuti atti  amministrativi  che  hanno
  determinato impegni finanziari successivamente alla sentenza  della
  Corte   di   Giustizia   europea  che  dichiarava   l'illegittimità
  dell'atto.
   Di  fronte a questo scenario, l'11 settembre e la dichiarazione di
  nullità,  arriva questa dichiarazione del 17 ottobre  che,  per  la
  verità,  onorevole Presidente Lombardo, visto che tutti leggiamo  i
  giornali,  era stata già anticipata sulle pagine del   Il  Sole  24
  Ore' in data 30 settembre da parte dell'assessore Gaetano Armao.
   Ma,  mi  permetto di chiedere, cosa c'entra l'assessore  Armao  in
  tutta  questa  vicenda, qual è il suo ruolo? Qualcuno ha  conferito
  all'assessore Armao una delega specifica per la gestione di  questa
  vicenda?  O  forse l'avvocato Armao, in qualità di ex legale  delle
  società, in particolare della Actelios, ha inteso utilizzare  anche
  la sua funzione istituzionale o la sua nuova funzione istituzionale
  per  interfacciare  le  parti ed evitare un eventuale  conflitto  e
  contenzioso  che potrebbe determinarsi a seguito dei  provvedimenti
  della Regione?
   Quello che è avvenuto è molto grave, non è l'atto di bon ton,  non
  è un atto di cortesia istituzionale; è un atto grave che in materia
  di  reati  finanziari  si chiama insider trading,  alterazione  del
  mercato   finanziario.  Non  è  un  caso  che,  a   seguito   delle
  dichiarazioni  fatte  in queste settimane,  le  oscillazioni  delle
  quotazioni in Borsa da parte di questa società hanno avuto la  fase
  alternante delle condizioni di garanzia, di interlocuzione  o  meno
  che questa vicenda determinava.
   Io  mi  assumo  chiaramente la responsabilità delle cose  che  sto
  dicendo in quest'Aula, anche perché il fatto che le dica in  questa
  Aula  rappresenta  l'attestazione formale e  istituzionale  di  una
  vicenda che - devo dirle - mi ha inquietato non poco.
   Quando, sabato, ho saputo per caso - non avendo visto alle ore  14
  il  telegiornale regionale - dell'iniziativa del Governo attraverso
  le  agenzie di stampa, che sono state pubblicate attorno  alle  ore
  17, 18 del pomeriggio, ho fatto una dichiarazione pur sapendo che -
  tutti noi sappiamo come funziona la stampa - le otto di sera è  già
  considerato  un  tempo morto dal punto di vista  giornalistico.  Ho
  ritenuto però necessario manifestare un dubbio e un punto di  vista
  del  mio  Partito,  essendo  io  capogruppo:  chiedere  cosa  stava
  succedendo  alla  Regione di così clamoroso che sabato  mattina  si
  organizza  una  riunione presso l'Agenzia regionale dei  rifiuti  e
  delle  acque prima sulla materia e poi, non so bene, con i soggetti
  imprenditoriali.
   E  una  cosa  anomala è avvenuta: in serata ho letto una  risposta
  dell'assessore Armao che mi rassicurava dicendo che non è  successo
  nulla,   ma  che  sono  state  semplicemente  notificate  agli   ex
  concessionari  le ragioni per cui è stata dichiarata illegittima  e
  nulla la procedura di gara.
   Devo  dire  che questa dichiarazione contrasta però con quanto  ho
  letto questa mattina sui giornali a seguito delle dichiarazioni  di
  ieri,  sempre dell'Actelios, che ha fatto sapere di avere  ricevuto
  assicurazioni, da parte del Governo regionale e del suo Presidente,
  sul  riconoscimento, anche se non quantificato né formalizzato, del
  danno   subìto  da  parte  dei  concessionari  e  di  un  eventuale
  indennizzo di cui da tempo si parla e che addirittura faceva  parte
  del  pacchetto  che ha costituito il modello di gara costruito  nel
  mese  di  aprile, come lei  Presidente ha ricordato,  quando  nella
  gara   aperta  si  prevedeva  che  chiunque  avesse  vinto   doveva
  riconoscere a chi aveva avuto la concessione i costi gestionali e i
  danni  subìti  dall'annullamento della gara stessa, per  oltre  300
  milioni di euro.
   Allora,   questa  è  una  vicenda  assolutamente   discutibile   e
  contraddittoria.
   Qui c'è qualcuno che bara, o bara il Governo o bara l'Actelios.
   Se   qualcuno  ritiene  di  avere  subìto  un  danno  esistono  le
  istituzioni che tutelano le società come qualunque cittadino,  cioè
  i  tribunali  e il codice civile che regola le procedure  eventuali
  nel  rapporto  tra  le  parti, siano essi privati  siano  pubblico-
  privato o pubblico-pubblico.
   Questa  vicenda, in realtà, mi inquieta perché è una  vicenda  che
  viene  da  lontano, onorevole Presidente. Viene  da  lontano  tutta
  questa storia, era scritta; dove siamo arrivati era scritto, perché
  solo  l'arroganza e la protervia di una classe dirigente di  questa
  nostra Regione ha potuto portarci dove siamo arrivati. Come lei  ha
  ricordato,  nella qualità di Presidente della Regione pro  tempore,
  quindi  in  continuità amministrativa con i suoi  predecessori,  la
  vicenda della gara e, ancor prima della gara, del Piano dei rifiuti
  che  ha in qualche modo determinato poi questa gara, mentre lei  ne
  parlava  i  miei  colleghi mi chiedevano: ma  il  Presidente  della
  Regione  l'ha  detto  o  non  l'ha detto quanti  termovalorizzatori
  bisogna fare in Sicilia?
   I  miei  colleghi mi chiedevano se, per caso, non avessero sentito
  che  non  era  stata esplicitata, nel suo discorso, la quantità  di
  eventuali  termovalorizzatori  da  costruire.  Io  ho  risposto   a
  qualcuno  di  loro:  giustamente non lo può dire,  perché  non  può
  essere   il   Presidente   della   Regione   a   stabilire   quanti
  termovalorizzatori servano alla Sicilia, ma dovrebbe stabilirlo  un
  Piano sulla base di uno studio che sappia bilanciare il sistema  di
  raccolta,  il  sistema  di riciclaggio dal sistema  di  smaltimento
  della  frazione residuale. Sulla base di tutto questo si  determina
  l'eventuale necessità di uno o, addirittura, di nessuno, di  uno  o
  più,  chiamiamoli termovalorizzatori perché fa chic. Ma, in realtà,
  si  chiamano  inceneritori, chiamiamoli come  è  giusto  chiamarli,
  perché   la   dizione   termovalorizzatore  ci   fa   sentire   più
  appassionati, come il  parco eolico .
   Quindi, giustamente, non  può essere detto quanti.
   Ma  il  paradosso, onorevole Presidente, è  che  non  lo  sapevamo
  neanche  prima  quanti  ne  servivano  e  il  fatto  che  si  siano
  ipotizzati quattro termovalorizzatori in Sicilia non l'ha stabilito
  la Regione, non lo ha stabilito nessun  piano, è stato stabilito da
  quella  gara  - alla quale ha fatto riferimento lei - in  cui  sono
  stati  i  soggetti  che  si  proponevano alla  realizzazione  degli
  inceneritori  a  stabilire  quanti e dove.  La  programmazione,  in
  questa  nostra Regione, l'abbiamo affidata a chi, in qualche  modo,
  si proponeva di realizzare gli inceneritori

   MANCUSO. Questo è scorretto.

   CRACOLICI.  Onorevole  Mancuso,  che  sia  scorretto  è  una   sua
  opinione.
   Il  problema  è  che  una pubblica Amministrazione  dovrebbe  essa
  stabilire cosa le serve e, sulla base di questo, chiedere a chi  lo
  vuole fare se è disponibile a farlo.
   Noi  non abbiamo neanche stabilito cosa ci serviva. Abbiamo detto:
   vorremmo realizzare i termovalorizzatori, diteci voi se li  volete
  fare,  dove  li  volete  fare e quanti ne  volete  fare ,  e  siamo
  arrivati  a quattro. Tant'è che anche dal punto di vista  logistico
  pure  i  bambini,  che  conoscono la  Sicilia  e  sanno  che  è  un
  triangolo,  capiscono  che, ripeto dal punto  di  vista  logistico,
  l'insediamento  di  questi termovalorizzatori è  illogico:  mettere
  assieme  Augusta  e  Paternò  rispetto  alla  grande  dimensione  e
  distanza  dei  due comuni e avere una parte della  Sicilia,  quella
  centrale,  assolutamente  scoperta  da  qualunque  possibilità   di
  conferimento  é  quanto  meno folle, proprio  perché  non  è  stata
  l'Amministrazione pubblica a stabilire le sue esigenze, ma è  stato
  il  soggetto privato che ha detto  siccome io ho un terreno lì,  un
  terreno   in   area  industriale,  l'ho  comprato,  ho   fatto   il
  compromesso,  lo  comprerò - tutto quello  che  ne  consegue  -  mi
  propongo di farlo io .
   Noi,  per  non  scontentare nessuno, abbiamo  accettato  tutte  le
  proposte che sono pervenute in Sicilia. Quattro erano, e quattro ne
  abbiamo fatte
   Noi  abbiamo  bisogno, e io ho apprezzato  -  lo  dico  senza  che
  qualcuno  qui  faccia  finta  di  non  capire,  lo  dico  da   capo
  dell'opposizione,  da capogruppo del partito di  opposizione  -  il
  rovesciamento di impostazione da parte del suo Governo rispetto  al
  Governo precedente, dichiarando che il piano Cuffaro, che ha  fatto
  solo danni a questa Regione, non esiste più. Non è un caso che lei,
  anche qui, ha annunciato la necessità di fare un nuovo piano

   LOMBARDO, presidente della Regione. Ho parlato di aggiornamento.

   CRACOLICI.  Capisco che lei viene da una scuola dove si  cerca  di
  usare le virgole e gli aggettivi per indorare le pillole. Lo chiami
  come vuole, aggiornamento.
   Io prendo atto che quel piano è fallito. Ma non sono io a dire che
  è  fallito, lo dice il fatto che per le strade della Sicilia  si  è
  inondati  di  immondizia.  E,  dato  che   viviamo  in  un   regime
  mediatico,  non si fa uscire la notizia che la Sicilia è  diventata
  una  pattumiera  a cielo aperto: Palermo e i comuni della  Sicilia,
  basta  andare a Villabate, non a Palermo, a Villabate e  nei  tanti
  comuni della Sicilia.
   Basta dire che oggi siamo costretti a ripensare ai ventisette  ATO
  che  sono  figli di quel Piano dei rifiuti. Basta dire  che  stiamo
  discutendo  l'azzeramento dei termovalorizzatori che,  seppure  non
  previsti da quel piano, sono coerenti con esso.
   Perché sono coerenti con quel piano? Perché quel piano partiva dal
  presupposto   che   la   raccolta  differenziata   era   un   vezzo
  intellettuale,  era  un  fatto da città  del  Nord,  era  una  idea
  estranea alla nostra cultura, al  nostro modo di essere. Perché noi
  cosa dobbiamo differenziare?
   Prima  portavamo tutto in discarica e, da domani -  questo  domani
  non  si sa quando si sarebbe concretizzato -, l'avremmo portato per
  intero addirittura - lei  lo ha detto tra le righe, a proposito del
  suo   linguaggio  dell'aggiornamento  -,  dimensionando  il  nostro
  sistema  di  incenerimento per una quantità di rifiuti superiore  a
  quella prodotta annualmente.
   Infatti  ogni anno noi mandiamo in discarica -  malgrado le  basse
  quote, il 6 per cento è stato detto, di differenziata -, circa  due
  milioni  e mezzo di tonnellate di rifiuti. Bene, il dimensionamento
  dei  quattro  termovalorizzatori o  inceneritori  che  erano  stati
  progettati è tale da prevedere il suo funzionamento a regime per  2
  milioni 700 mila tonnellate.
   Avevamo perfino previsto il futuro  Ovvero, che la Sicilia,  oltre
  a  portare  tutto quello che raccoglieva in incenerimento,  avrebbe
  anche attratto rifiuti dall'estero, pure dalla Calabria, perché  in
  questo  caso  il  concetto di  estero' è che  la  Sicilia,  essendo
  un'isola, a quel punto avrebbe acquisito rifiuti da tutto  ciò  che
  era   fuori  dal  proprio  territorio,  da  quello  che  ci  separa
  dall'Africa. Quindi, a quel punto poteva arrivare di tutto.
   Signor Presidente, chiedo scusa se prendo qualche minuto in più ma
  ritengo  che  la  discussione sia assolutamente  importante  perché
  credo  che  la  vicenda dei rifiuti, forse mi sbaglierò,  segna  il
  destino del sistema politico ed economico della nostra Regione  nei
  prossimi  anni  e  non  è  un  caso che attorno  a  questa  vicenda
  continuino   ad  esserci  incertezze  e,  lo  dico  in    svedese',
  annacamenti,  incertezze e annacamenti rispetto alle decisioni  che
  non  possono che essere coerenti e conseguenti: fare un nuovo Piano
  dei rifiuti.
   Noi  apprezziamo  che  il Governo abbia intenzione  di  farlo.  Le
  ricordo però, onorevole Presidente, che il Piano dei rifiuti non lo
  fa  più  il  Commissario per l'emergenza rifiuti, lo fa il  Governo
  della  Regione  a  cui  la  legge  non  attribuisce  il  potere  di
  realizzare  il  piano per tutti, perché il decreto legislativo  152
  del  3  aprile   2006  attribuisce  alla  Regione  il  compito   di
  pianificazione, non al suo Governo. E i compiti di pianificazione e
  programmazione,  secondo lo Statuto della nostra Regione,  sono  in
  capo al Parlamento.
   Lo  dico adesso per evitare equivoci dopo, perché qualunque  piano
  verrà  preparato  dal Governo della Regione, le  ricordo  che  deve
  essere adottato da questo Parlamento, bello o brutto che sia
   Questi  siamo e a questi si deve in qualche modo dare conto.
   Il  piano,  una  volta   rivisto o aggiornato,  si  fonda  su  tre
  capisaldi  che  nel  vecchio piano non  ci  sono:  il  primo  é  la
  differenziata.
   Lei ha parlato di obiettivi, ed una ragione dell'obiettivo è anche
  la  convenienza,  dato che nel 2013 rischiamo di  perdere  duecento
  milioni   di   euro  della  premialità  data  dall'Unione   Europea
  attraverso gli Obiettivi di Servizio, di cui ai fondi strutturali.
   Bene,  realizzare un piano che abbia come obiettivo almeno il  65%
  di  differenziata, onorevole Presidente, significa rivoluzionare il
  modello  di  piano,  lei  lo  chiami aggiornamento,  io  lo  chiamo
  rivoluzionare il sistema di Piano che era stato varato.
   Altro punto: realizzare  un piano in cui l'Autorità di ambito  non
  è la società di gestione.
   Anche qui il grande equivoco di questa Regione, che ha trasformato
  gli  ATO  in gestori del servizio. L'Autorità,  lo dice  la  parola
  stessa,  è autorità, è governance, non è il gestore del sistema  di
  raccolta o di smaltimento. Pertanto, occorre pensare ad una Regione
  dove  gli ATO non sono legati a  quanti appalti dobbiamo fare',  ma
  come  la  governance sia in grado di ottimizzare e  di  determinare
  costi  convenienti  per  i cittadini; dove,  onorevole  Presidente,
  anche  l'eventuale decisione  di mandare in incenerimento una parte
  residuale  del  rifiuto  non  dipende  dalla  Regione  ma   dipende
  dall'Ambito,  dipende dall'autorità che stabilisce, sulla  base  di
  convenienze  economiche, se realizzare un termovalorizzatore  o  un
  inceneritore  o  farlo  assieme  ad  altri  ATO  sulla  base  delle
  convenienze economiche.
   Anche  qui,  le gare non le bandisce la Regione ma l'ATO,  l'unica
  l'autorità prevista dalla legge. Altra cosa è la gestione,  che  si
  può fare in tanti modi.
     Nel  frattempo,  abbiamo un'altra questione  da  affrontare:  le
  discariche.
   Lei ha annunciato che il Governo della Regione varerà un piano per
  gli  ampliamenti  e  per le autorizzazioni agli  ampliamenti  delle
  attuali discariche siciliane.
   Onorevole   Presidente, noi avevamo avanzato delle   proposte  nel
  famoso  disegno  di  legge che ha tanto suscitato  contrasti  nella
  maggioranza  di  questo  Parlamento e le famose  tre  proposte  del
  Partito  Democratico - il tempo è galantuomo - che hanno  sconvolto
  la  sua  ex  maggioranza prevedevano un nuovo  piano  dei  rifiuti,
  subordinavano  la  ridisegnazione degli ATO al piano  dei  rifiuti,
  prevedevano  un  sistema  - lei lo ha detto  in  altra  maniera  -,
  sostanzialmente sul  modello del  piano di rientro della sanità' da
  utilizzare  nel sistema dei rifiuti in Sicilia, un modello  in  cui
  anche  le  eventuali anticipazioni - piuttosto che  considerare  la
  Regione  come  un  bancomat  - erano funzionali  ad  una  relazione
  bilaterale tra il singolo ATO e la Regione e sulla base di un piano
  concordato.
   In  terzo  luogo,  prevedevamo una soluzione per  evitare  che  la
  Sicilia si trovasse nel pieno di una emergenza: prevedere un  piano
  di ampliamento delle discariche ma facendo un'operazione, onorevole
  Presidente,  e  in  questo  io la sfido a  ragionarci  evitando  la
  barzelletta  siciliana,  per  cui  noi  abbiamo  a  secondo   della
  discarica un costo di conferimento differenziato, che per un comune
  non  è  accettabile:  non  è accettabile che  il  comune  che  deve
  obbligatoriamente conferire a Siculiana piuttosto che a Bellolampo,
  sia  obbligato a pagare una tariffa differenziata; ma un comune  la
  cui  distanza  da  Bellolampo  piuttosto  che  da  Siculiana  o  da
  Misterbianco  o  da altri siti dove sono insediate  le  discariche,
  possa avere un costo unitario di conferimento.
   Noi  avevamo  previsto  e proposto in quel disegno  di  legge  una
  tariffa  unica  di conferimento in tutta la Sicilia stabilendo  una
  media  di  costo,  perché queste sono cose  che,  poi,  chiaramente
  suscitano  difficoltà  nel rapporto con le  amministrazioni  locali
  quando  queste sono costrette, non potendo utilizzare la  discarica
  di Camporeale dove pagavano un importo - parlo di Palermo perché  è
  la  realtà che io conosco un po' meglio -, di un centesimo a  metro
  cubo  o  a chilo, e invece a Bellolampo la devono pagare tre  volte
  tanto. E' chiaro che esiste  un problema.
   Queste  proposte erano già contenute  in quel disegno di legge  di
  nostra  iniziativa, varato dalla Commissione e bloccato  in  questo
  Parlamento.
   Quello che noi oggi diciamo, onorevole Presidente, è che si devono
  affrontare le due emergenze che sono in campo. Dobbiamo dire che in
  Sicilia  le  gare che sono state celebrate negli anni  scorsi  sono
  nulle,  secondo  il codice civile. Se una gara è  stata  dichiarata
  illegittima, gli atti conseguenti sono nulli.
   Poi  vediamo,  anche perché tutta la storia dei termovalorizzatori
  si  è tenuta in piedi anche con un inganno, e abbiamo il dovere  di
  dirlo ai siciliani. Quale era l'inganno?
   Siccome  lo  Stato avrebbe riconosciuto alla Sicilia i  soldi  del
  CIP6 solo a fronte della realizzazione dei termovalorizzatori  -  e
  di  quei  termovalorizzatori - allora dovevamo realizzarli per  non
  perdere i 250 milioni o 280 milioni di euro del CIP6.
     Si  è  scoperto che, malgrado le dichiarazioni e  le  parole  al
  vento, persino il Governo nazionale - come lei sa, non nutro grande
  fiducia  nel  Governo  di  questo  Paese  -  è  stato  costretto  a
  dichiarare,  attraverso il ministro Scajola, che i fondi  del  CIP6
  non  dipendono  dalla finalizzazione a quelle procedure  ipotizzate
  per  la gara sui termovalorizzatori.
   E'  saltato  un  altro inganno, l'inganno su cui si costruiva  una
  sorta di ineluttabilità.
   Ripartiamo a bocce ferme, stabiliamo che gli atti sono  nulli,  si
  faccia  il  Piano dei rifiuti, si stabilisca seriamente un'attività
  fondata  sul  modello  di  raccolta  differenziata,  si  costruisca
  intorno  a  questo  il  modello  e  poi  valutiamo  se  servono   i
  termovalorizzatori, o inceneritori, e quanti ne servono in Sicilia.
   Noi  abbiamo un'emergenza. Presidente Lombardo, lei ricorderà  che
  io  ebbi  modo di informarla, a proposito del fatto di ridurre  gli
  ATO a nove, undici, quattordici, che esiste una legge. Infatti,  da
  un  disegno  di  legge presentato dal Gruppo DS - Margherita  nella
  scorsa  legislatura,  prima che nascesse  il  Partito  Democratico,
  l'estensore  credo  fu  l'onorevole  Panepinto  il  quale   scrisse
  tecnicamente  la norma, e con la legge finanziaria  fu  varata  una
  norma  che  stabiliva  che, entro 180 giorni dall'approvazione,  il
  Governo avrebbe varato un decreto per rimodulare gli ATO in Sicilia
  fino ad un massimo di quattordici.
   Pertanto,  se  si   vogliono ridurre gli  ATO  si  può  farlo  con
  decreto,  non occorre l'approvazione di alcuna legge.  Ormai,  ogni
  volta che si deve fare qualcosa, si deve approvare una legge.
   La  legge  c'è già. Il punto non è adesso stabilire se  si  devono
  ridurre  o  meno gli ATO, il problema è che il piano deve stabilire
  quanti  ATO  servono perché sono governance, non sono  autorità  di
  gestione.
   Poi  dobbiamo  affrontare un'emergenza, che non è solo  quella  di
  natura finanziaria.
   Onorevole  Lombardo, dobbiamo dire e riconoscere  che  il  modello
  degli  ATO  in Sicilia è fallito, ed è fallito perché a dichiararlo
  tale  sono  i cittadini, in quanto qualunque cittadino,  quando  si
  trova l'immondizia sotto casa, non pensa che la responsabilità -  o
  anche  se lo pensa non gliene frega nulla - sia dell'ATO, ma se  la
  prende  con  il  sindaco  che  è il suo interlocutore  immediato  e
  istituzionale.
   Allora  noi dobbiamo stabilire, anche in via di emergenza -  visto
  che  questo modello ogni giorno ci costa un'ira di Dio e  costa  ai
  contribuenti che, in alcuni casi, hanno avuto triplicata la tariffa
  dell'immondizia -, che nelle more che si approvi il  nuovo  sistema
  di  ATO funzionali al piano dei rifiuti in Sicilia, trasferiamo  la
  competenza della raccolta e dello smaltimento ai comuni,  così  che
  ogni  sindaco di fronte ai propri cittadini, visto che ci mette  la
  faccia, abbia almeno la possibilità di fare rimuovere l'immondizia.
   Tante  cose si possono fare. Il problema è se si vogliono fare  e,
  soprattutto, se si ha chiaro quali obiettivi raggiungere.
   Non  pensate  che  la  discussione di  oggi  diventi  un  semplice
   sfogatoio . Lo dico oggi. Io credo che la discussione che facciamo
  oggi  segnerà questa legislatura, perché il tema dei rifiuti  e  di
  tutto  ciò  che ruota attorno ai rifiuti, sia per gli  effetti  sui
  cittadini   sia  per  quelli  macroeconomici,  sarà  la   questione
  dirimente  di questa Regione. E il sistema politico che  uscirà  in
  Sicilia, è un paradosso quello che sto dicendo, dipenderà anche  da
  che cosa succederà nel sistema dei rifiuti.
   Troppe  chiacchiere, troppe chiacchiere ci sono  in  giro  per  la
  Sicilia sul fatto che attorno all'affare dei rifiuti si stava o  si
  vuole costruire il sistema politico dominante.
   Sappiate che su questo terreno troverete, per quanto ci riguarda e
  per  quanto  mi riguarda, una forza che cercherà di contrastare  in
  ogni  sede  gli obiettivi che in qualche modo tendono a drogare  il
  sistema Sicilia.

                 (Applausi dai banchi della sinistra)

   PRESIDENTE.   E'  iscritto a parlare l'onorevole  Mancuso.  Ne  ha
  facoltà.
   Come ha visto, onorevole Cracolici, non abbiamo rispettato i tempi
  regolamentari ma l'importanza del dibattito lo  meritava.

   MANCUSO.    Signor   Presidente,  Governo,  onorevoli    colleghi,
  piuttosto  che  per l'insider trading  - mancano copiose  eventuali
  prove   dell'insider  trading  -,  bisogna  ricercare  quale  trust
  eventualmente  ha  comprato o ha venduto le azioni  di  queste  due
  società,  ed io mi inquieto per le ultime parole che ha pronunciato
  il capogruppo del Partito Democratico, l'onorevole Cracolici, prima
  di lasciare questo scranno.
   Vorrei comprendere quali possono essere gli stravolgimenti,  sotto
  il  profilo politico regionale siciliano, dell'affaire dei rifiuti.
  Non  l'ha voluto specificare, spero che lo farà questa sera,  anche
  in tarda serata, con un comunicato.
   Ha  svolto  una  relazione  precisa, puntuale,  con  attacchi  non
  indifferenti sotto diversi profili.
   Ha  lasciato il Parlamento con un attimo di sospensione e io  sono
  veramente  preoccupato che il capogruppo del Partito Democratico  a
  questa  storia dei rifiuti associ le sorti politiche della politica
  regionale. Chiedo sommessamente, se è  possibile, di capire come  e
  perché.
   Rispetto  a  queste dichiarazioni non ci sono insider trading  che
  tengano.  Sono  dichiarazioni dure, che inquietano  chi  in  questa
  regione cerca di fare il proprio lavoro.
   Poi, sulla relazione del Governo, certamente impietosa, per quanto
  riguarda gli ultimi dieci anni sulla questione dei rifiuti,  questo
  è  davanti  agli  occhi di tutti, amministratori  locali,  deputati
  regionali, assessori regionali, presidenti di provincia.
   Una  cultura,  quella  della raccolta  differenziata,  che  non  è
  riuscita  ad entrare nelle case dei siciliani per vari motivi.  Una
  cultura  che  ha  messo  in  ginocchio quelli  che  oggi  chiamiamo
  governance, e che invece abbiamo trasferito come soggetti attuatori
  di  un  sistema  che doveva regolare il nuovo regime  dei  rifiuti,
  quindi gli ambiti territoriali.
   Questo sistema non ha funzionato, vi sono state mille falle  sotto
  diversi   profili.   E   una  mancanza  di   responsabilità   degli
  amministratori locali, lo dico da sindaco; quindi, una mancanza  di
  responsabilità  da  parte  mia quando  ho  fatto,  nei  dieci  anni
  precedenti, il sindaco.
   Il  trasferimento  del  personale agli ATO, il  trasferimento  dei
  mezzi di smaltimento e di spazzamento ad una autorità,  di cui  non
  si  capivano bene i confini, ha deresponsabilizzato le giunte  e  i
  sindaci,   soprattutto  sui  costi,  sulle  economie  che  venivano
  investite.
   Da   lì  hanno  continuato  quelli  che  sono  stati,  ahimé,  gli
  amministratori  voluti da quelle assemblee dei  sindaci  che  hanno
  costituito  gli  ATO,  cioè  i  consigli  di  amministrazione   che
  certamente bene non hanno fatto, soprattutto in alcune parti  della
  Sicilia.  In  altre  parti bene hanno fatto alcuni  ATO  cosiddetti
  virtuosi, e anche quando non lo erano all'inizio, lo sono diventati
  dopo  con  investimenti e con azioni amministrative  da  governance
  vera e da gestione della cosa pubblica svolta con puntigliosità.
   Rispetto ad un sistema che non funziona - non funziona non per  il
  sistema  perché, se esistono ATO virtuosi, non si comprende  perché
  quattro  lo  siano e ventitré no -, in un sistema che non  funziona
  c'è  qualcosa  o  c'è qualcuno che non lo fa funzionare,  ci  vuole
  forse  una  riforma,  ci  vuole forse  un'azione  più  incisiva  di
  responsabilità   diretta,  sotto  il  profilo   degli   interventi,
  un'azione diretta da parte dell'organo regionale, anche se prima la
  filosofia era diversa.
   Mi  dispiace  molto sotto il profilo politico, e devo  dire  anche
  personale, per gli attacchi che il Presidente della Regione  mi  ha
  rivolto direttamente.
   Non ne comprendo ancora oggi le ragioni o almeno, se le comprendo,
  non  so  se è antipatia o simpatia, non trovo aggettivi; ma  questo
  sta  nella  vita, odio o amore, sarà anche questo.  Ma  rispetto  a
  questo  ritengo che ci conosciamo, non dico bene, e né  io  né  lei
  teniamo  rancori su quelle che sono le azioni della politica  e  la
  responsabilità che io ho come deputato di questo Parlamento, e  lei
  ha come Presidente della Regione.
   E  rispetto a questo, alle polemiche inutili sul  disegno di legge
  se  sia  più  o  meno un atto criminale, voglio ricordarle,  signor
  Presidente  della Regione, che il 19 di novembre il Governo  ci  ha
  consegnato un disegno di legge, il numero 305, che poi ha avuto  un
  iter  parlamentare  le assicuro velocissimo, ed è  stato  trasmesso
  alla Commissione Bilancio il 29 gennaio.
   Ieri un collega mi dava del bugiardo davanti ad ottanta sindaci  e
  a  ventisette  presidenti  di ATO. Non  è  un  istituto  di  questo
  Parlamento,  ma  farei una interrogazione immediata  al  Presidente
  dell'Assemblea se è vero quello che dico, e cioè che il disegno  di
  legge  numero 305 si trova effettivamente in Commissione  Bilancio.
  Ritengo che sia così.
   Allora  quel  disegno  di  legge, che  ha  avuto  l'apporto  anche
  costruttivo  del Partito Democratico, potrebbe essere un  punto  di
  partenza.
   Ancora  oggi non comprendo per quale motivo non si sia ripresa  la
  discussione  dal quel 29 gennaio, non ne comprendo le  ragioni.  Si
  pensa  a  decreti, ad altri interventi, a tavoli con l'ANCI  e  con
  l'URPS, non so cos'altro ancora ci può essere da discutere.
   Si può partire da quel testo, dove l'unica cosa che manca rispetto
  a quello che noi avevamo concordato insieme all'ANCI e all'URPS e a
  numerosi  parlamentari di centrodestra, soprattutto  del  Movimento
  per  le  Autonomie  e  del  Popolo  delle  Libertà,  sono  le  zone
  territoriali  omogenee, quello che ha detto poc'anzi il  capogruppo
  del  Partito  Democratico: una struttura che affida  ai  Comuni  la
  responsabilità diretta, non della governance, ma della  riscossione
  e  dell'intervento sul territorio per il ritiro, lo spazzamento  ed
  eventualmente lo smaltimento.
   Manca solo quella norma che era stata bocciata in Commissione  per
  varie ragioni.
   Allora,  rispetto  a questo propongo di riesumare  il  disegno  di
  legge  numero 305 del Governo, dove c'è da aggiustare piccole cose,
  dove  già gli enti locali hanno dato il loro consenso, dove  l'iter
  ha  avuto  il suo corso. Non c'è assolutamente motivo di riprendere
  le  riunioni  di  commissioni  presso Palazzo  d'Orleans  o  presso
  Palazzo dei Normanni.
   Bisogna riportare la politica all'interno di questo Parlamento con
  gli  strumenti che ci siamo dati e che abbiamo, non c'è bisogno  di
  inventarsi nulla.
   Forse   ha   ragione,  onorevole  Presidente  della   Regione,   e
  nell'incontro di sabato le sue intenzioni sono quelle  testualmente
  espresse  in questa Aula. Ma le dico con grande affetto  che  forse
  qualcuno dovrebbe accompagnarla meno alle riunioni, proprio per  un
  conflitto  di interessi, ed è legittimo che gli altri pensino  cose
  che magari non sono.
   Io  ritengo  che  lei  può rappresentare  benissimo  non  solo  il
  Governo,  ma anche le soluzioni; altrimenti si scatenerebbe  quello
  che ha voluto dire alla fine, forse, l'onorevole Cracolici.
   Rispetto  all'emergenza,  da presidente di  Commissione  ho  avuto
  diversi  colloqui, anche se sono stato quasi deriso da un assessore
  in  occasione di un viaggio a Roma, quando ho avuto il  piacere  di
  incontrare  gli ispettori del Ministero dell'economia e  anche  uno
  dei  ragionieri  generali dello Stato. A questi ho  prospettato  la
  situazione  debitoria degli ATO in Sicilia, anche in considerazione
  delle molte ispezioni effettuate, soprattutto l'ultima al comune di
  Messina  - non so se il sindaco conosca il risultato dell'ispezione
  -, che accendeva la luce sulla situazione debitoria dell'ATO.
   Chiedevo  loro  quale potesse essere la soluzione. Mi  sembra  che
  abbiano  delle buone proposte che possono aiutare questo Governo  e
  il  Parlamento, senza addossare la spesa sotto il profilo economico
  alla cassa regionale. E' giusto far pagare chi deve pagare.
   Ancora ieri, in un incontro con i sindaci e con i presidenti degli
  ATO,  c'era chi affermava che i debiti che in questo momento  hanno
  gli  ATO,  quantificati in circa 800 milioni di euro, sono  con  il
  delta pari ai crediti.
   Questo non è vero per due ordini di ragioni: primo, perché per chi
  è sotto il regime della TARSU, una parte della TARSU è stata girata
  dai  sindaci  all'ATO,  ed  è vero; un'altra  parte,  purtroppo,  i
  sindaci  l'hanno spesa nel loro bilancio o per pagare gli stipendi,
  naturalmente quelli più accorti, e qualcuno per fare qualche  sagra
  in più.
   Questo  naturalmente va alla responsabilità di chi ha fatto queste
  azioni.
   Per   quanto   riguarda  la  TIA,  la  situazione  è   molto   più
  preoccupante.
   La   TIA   ha   avuto   la   spada  di  Damocle'  dell'ordinamento
  amministrativo, giudiziario, che ha annullato diverse bollette,  il
  Consiglio di giustizia amministrativa ha confermato l'annullamento,
  molte  di queste già sono in prescrizione. Quindi abbiamo due,  tre
  annualità che non possono essere recuperate, si parla di  quasi  un
  terzo del debito che non è più possibile recuperare.
   Non esiste una parità tra credito e debito, al di là degli advisor
  che il Governo ha nominato.
   Se  agli  advisor  servono elementi, la nostra  Commissione  ha  a
  disposizione  nel nostro archivio tutti gli elementi necessari  per
  fare  luce  sui  debiti  e  sui crediti,  perché  l'attività  delle
  commissioni con le audizioni ha portato a fotografare la situazione
  della  Sicilia.  Ritengo che lo studio fatto dagli  Uffici  e  quel
  dossier che vi è stato consegnato è anche frutto del lavoro  svolto
  in  modo  molto serio dai funzionari di questa Assemblea, e  a  tal
  proposito  ringrazio  il  Presidente per il  lavoro  che  ha  fatto
  svolgere,  nella  speranza che possa fare  effettivamente  luce  su
  quello che può essere il futuro.
   Concludo  guardando ad una prospettiva diversa, a  quello  che  ha
  detto  il capogruppo del Partito Democratico, che ancora in  questo
  momento mi lascia inquieto sul messaggio che ha voluto lanciare  al
  Parlamento.
   Io sono certo che questo Governo, come ha fatto per altre materie,
  saprà  alzare la testa sul tema dei rifiuti. Lo farà se  avrà  meno
  acredine e meno arroganza nei confronti di chi vuole collaborare  a
  raggiungere risultati.
   Signor Presidente, lei mi conosce bene, sia la determinazione  nel
  fare che la determinazione nel disfare, e rispetto a questo ritengo
  che  la volontà è quella di rassegnare ai siciliani la serenità  di
  poter fare cose positive. Rispetto a tutte le altre materie, questa
  è una priorità per il Governo.
   Le  strumentalizzazioni da un lato, da parte di  diversi  soggetti
  anche  in  queste  ore, e gli allarmi, dall'altro,  possono  essere
  impediti  con un intervento autorevole e con una legge  di  riforma
  che  può  essere  fatta in tempi brevissimi. Lo  ha  dimostrato  la
  Commissione, lo ha dimostrato la Presidenza di questa Assemblea.
   Se il Governo lo ritiene, possiamo riformare questo sistema quando
  desidera e nei tempi e nei modi che possono dare ancora speranza  a
  questa Sicilia. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Arena.  Ne  ha
  facoltà.
   Onorevoli  colleghi, informo che le iscrizioni a parlare  verranno
  chiuse entro la fine dell'intervento dell'onorevole Arena.

   ARENA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  il  dibattito  di
  stasera,  delicato e importante, ci offre anche la  possibilità  di
  potere    chiarire   dubbi,   perplessità,   incertezze,    difetti
  interpretativi che forse hanno giustamente inquinato ed  avvelenato
  non solo il dibattito all'interno delle Commissioni, ma anche tutto
  quello  che, molto spesso in maniera fuorviante, è riportato  sulla
  stampa  e  che  sicuramente  ha  aggravato  la  necessità  di   una
  interlocuzione che oggi riteniamo sicuramente importante.
   Certo,  il  capogruppo del Partito Democratico si diceva  inquieto
  all'inizio del suo intervento, e ci ha tracciato nel corso del  suo
  intervento  dei  profili sicuramente suggestivi che potremmo  anche
  paragonare ad alcuni legal thriller di cui però sinceramente,  come
  nella  tradizione dei legal thriller, manca la fine. Manca la  fine
  perché  non si riesce a capire per quale motivo si agiti la cultura
  del  sospetto,  ancora una volta, soprattutto in una  materia  così
  delicata,  senza che si specifichi poi, entrando nel  merito  della
  questione, quella che è la sostanza.
   Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, il mio  non  vuol  essere
  assolutamente un richiamo polemico. Si è parlato di indennizzi,  si
  è  parlato di personaggi che poi sono assolutamente identificati in
  assessori che hanno forse la grave colpa di avere svolto la propria
  professione  fino  a  qualche mese fa, quella  di  avvocato,  e  si
  insinua in un dibattito parlamentare che invece dovrebbe portarci -
  come  imporrebbe in questo momento il sentimento, e soprattutto  il
  malcontento del territorio - ad interessarci di quelle che sono  le
  problematiche dei siciliani.
   Nessuno,  ad  esempio,  si  è  soffermato  a  parlare  del   grave
  contenzioso che in questo momento mette in difficoltà la Regione, e
  quindi i contribuenti, relativamente al  balletto  TARSU e TIA, che
  poi  non  è  altro  che il frutto della mancata  emanazione  di  un
  decreto interministeriale per il riconoscimento della TIA.
   Noi  sappiamo  che  il 13 gennaio 2009 il Consiglio  di  giustizia
  amministrativa, ribaltando la pronunzia del TAR di Catania,  ha  in
  maniera  assolutamente perentoria fissato un principio che  non  fa
  altro  che  far cadere tutti nello sconforto, perché  è  chiaro  ed
  evidente che oggi le Commissioni tributarie provinciali di I  e  II
  grado vedono i cittadini, a ragione, vincere i ricorsi e, da questo
  punto  di vista, è chiaro ed evidente che il gettito e, quindi,  le
  entrate previste non potranno più essere riscosse. E in questo modo
  si è esclusa la potestà degli ATO di potere determinare la tariffa.
   Noi sappiamo, fra l'altro, che gli ambiti hanno un regime diverso:
  gli ambiti a TIA sono Messina 1 e 2, Catania 3, Enna 1 e Trapani 1;
  gli altri sono a TARSU.
   Quindi,  in  queste analisi dietrologiche - sicuramente importanti
  ma che potrebbero anche oggi servire a poco - ripercorrendo il film
  di  questo Piano dei rifiuti che non ha prodotto nulla di positivo,
  è  inutile ribadirlo, è chiaro che dobbiamo anche pensare a  quello
  che  è stato non solo il parto, ma pure i risultati e a quelli che,
  si   dovevano   prevedere  prima,  potevano  essere   gli   effetti
  devastanti, proprio come in questo caso.
   Ne  cito uno, forse il più insignificante: sappiamo che le  S.p.A.
  non  possono  essere  commissariate.  Questo  per  lungo  tempo  ha
  bloccato.
   Va  detto  però  che, per quanto riguarda l'iter parlamentare  del
  disegno  di  legge numero 305, ancora una volta andrebbe  fatto  un
  minimo di verità, un minimo di richiamo ad una verità che ha visto,
  ad  esempio,  un  iter sofferto e travagliato. Quando  poc'anzi  il
  presidente  della quarta Commissione Mancuso ha ricordato  le  zone
  territoriali  omogenee, fortemente volute dai deputati  del  Gruppo
  parlamentare  del  Movimento per le Autonomie e  del  PDL,  bisogna
  ricordare  che le zone territoriali omogenee erano una  iniziativa,
  introdotta  con un emendamento dai deputati del Gruppo MPA  e  che,
  probabilmente,  quel giorno la volontà di alcuni di  quei  deputati
  del  PDL  venne  a  mancare perché non erano presenti,  per  motivi
  sicuramente importanti, in Commissione al momento della votazione e
  che   il   disegno  di  legge  numero  305  uscì  stravolto   dalla
  Commissione,  perché  sostenuto  solo  dai  parlamentari  presenti,
  quelli  dell'MPA, con tra l'altro un parere negativo e l'astensione
  del presidente Mancuso. Erano presenti solo i parlamentari dell'MPA
  e del PD.
   Per  carità,  non  è  un reato di lesa maestà, non  è  sicuramente
  punibile  l'assentarsi dalla Commissione.  Però,  dico  da  qui  ad
  andare poi ad assistere - apro e chiudo una parentesi che non  deve
  assolutamente coinvolgere questo Parlamento, né le forze politiche,
  impegnate come sono in una fase così delicata, in nessuna  polemica
  -  in  questo  periodo ad una serie di attacchi al Governo  e  alla
  maggioranza  relativamente a presunti blocchi  o  ad  una  presunta
  lentezza  pachidermica di questo iter legislativo, che  addirittura
  sarebbe  stato  attribuito o addebitato al  Governo  regionale,  mi
  sembra esagerato.
   Ma  lasciamo  stare  il  passato e concentriamoci  su  quello  che
  potrebbe  essere il futuro, dopo le modifiche avvenute  negli  anni
  2004 e 2006.
   C'è qualcosa da salvare di quel piano, che sicuramente ha prodotto
  effetti  negativi  per  il  territorio,  le  famose  quattro    R :
  riduzione, riuso, recupero e riciclaggio.
   Noi  sappiamo  che ci sono state in passato delle  infruttuose  e,
  purtroppo, dispendiose campagne di comunicazione, di cui nessuno ha
  sentito  parlare. Potremmo rilanciare, e mi auguro e sono  convinto
  che la commissione scientifica che dovrà in tempi brevi rimodulare,
  perché  il rovesciamento di cui parlava Cracolici può anche  essere
  inteso   come  riequilibrio,  rivisitazione,  riammodernamento   di
  qualcosa  che, di fatto, non ha funzionato proprio sulla  riduzione
  dei  rifiuti  e  sull'approccio  che  una  azzeccata  campagna   di
  comunicazione potrebbe avere rispetto alle famiglie siciliane.
   Ecco su questo, a mio avviso, bisognerebbe insistere.
   Noi sappiamo che la media regionale della raccolta differenziata è
  al  di  sotto  del  7  per  cento.  Questo  sicuramente  deve  fare
  riflettere,  ma  non solo. Se noi consideriamo che nel  2008  c'era
  qualcuno che gridava addirittura al trionfo, perché solo tre comuni
  siciliani  avevano  superato il 65 per cento  e  solo  due  avevano
  superato il 50 per cento, abbiamo l'esatta misura di quello  che  è
  il  fallimento  e  una  situazione che,  invece,  deve  in  maniera
  propositiva,  lontano  dai  legal  thriller  di  Cracolici,   dalle
  polemiche,  da qualunque altra congettura, vederci uniti  a  remare
  tutti  dalla  stessa  parte e, soprattutto, a  pensare  di  salvare
  qualcosa della riduzione, così come il recupero, e cercare al tempo
  stesso  di  fare  in modo, nel riuso, che ci sia un  coinvolgimento
  vero,   reale,  con  le  campagne  di  educazione  civica  per   le
  scolaresche.
   Proprio  a tal proposito ci sono stati 15, quasi 16 mila  studenti
  di 370 istituti siciliani coinvolti in progetti che, probabilmente,
  non hanno colpito nel segno, o non bastava solo quello.
   E'   positivo   che   oggi  il  Governo  regionale,   in   maniera
  assolutamente   rassicurante,  alla  fine  di   una   stagione   e,
  soprattutto,  di  un  anno  solare, che ha  visto  una  Commissione
  impegnarsi  in  Parlamento ad attendere l'esito  o  l'uscita  dalle
  Commissioni  di  questo  disegno di legge, si  impegni  a  portarlo
  avanti. Siamo sicuramente rassicurati.
   Così  come, da un punto di vista squisitamente giuridico,  mi  sia
  consentito di sottolineare una cosa. Non vedo quale sia la  gravità
  del  comportamento  di chi, nel caso in cui  fosse  questa  la  sua
  intenzione,  tenta di dirimere controversie, di evitare  conflitti,
  di  far  sì  che  una richiesta, poi, nelle sedi competenti,  possa
  portare  la  Regione  a  risarcire,  al  famoso  ristoro   di   cui
  tecnicamente noi dovremmo parlare. Anche perché mi sorge il  dubbio
  che  qualcuno non abbia seguito in maniera pedissequa le  fasi  che
  hanno  portato la Commissione Europea a fare ricorso alla Corte  di
  Giustizia  europea e, soprattutto, la complessità di una  procedura
  che ha visto i famosi operatori industriali - é questo il termine -
  partecipare  e  impegnarsi  con  delle  convenzioni,  prima   della
  manifestazione  di  interesse  che  poi  precedeva   la   procedura
  negoziata, a determinati impegni nei confronti della Regione, e poi
  non   mantenere   gli   impegni,  non   partecipare,   non   essere
  consequenziali.
   Ciò  ha  portato, a mio avviso, in maniera assolutamente  lineare,
  trasparente   e   ovvia,  non  contrastante  con  enunciazioni   di
  principio,  magari  fatte di sabato o di  domenica  o  di  venerdì,
  questa   Regione  siciliana  ad  un  atto  dovuto,   quello   della
  risoluzione unilaterale con i quattro operatori industriali.
   Il  fatto  che, poi, si stia riannodando nell'esclusivo  interesse
  delle  casse regionali e del territorio, di un territorio  che  non
  può  più  aspettare assolutamente le lentezze di una politica  che,
  molto  spesso,  soffre anche di dibattiti inquinati ed  avvelenati,
  anche  per  motivi che poco o nulla hanno a che vedere  con  quella
  famosa   amministrazione della cosa pubblica   di  cui  ci  parlava
  Einaudi nel 1929 dalle pagine del  Corriere della Sera', e che  non
  è  solo  quella  degli  enti locali, ma è quella  che  deve  vedere
  impegnati  dal  Consiglio di quartiere al Consiglio  comunale,  dal
  Parlamento siciliano al Parlamento nazionale, tutti coloro i  quali
  devono  operare  per quello che deve poi essere un altro  richiamo,
  come  diceva  Einaudi:   Il  denaro dei  contribuenti  deve  essere
  sacro .
   In  questo caso dobbiamo cercare di stare più attenti a quelle che
  sono  le  prerogative  e le aspettative che il  territorio  ha  nei
  nostri  confronti,  stanco di conflitti, di  comunicati  stampa  al
  vetriolo e di polemiche spesso e sovente inutili.
   Quindi,  il dibattito di questa sera sicuramente offrirà -  ne  ha
  già  offerto - qualche spunto interessante per cercare di  arrivare
  nel  più  breve tempo possibile ad una soluzione, non  a  colpi  di
  decreti o con la classica accusa che abbiamo sentito ripetere molto
  spesso  ultimamente, e cioè che il Parlamento sia stato mortificato
  e,  quindi, che tutto il lavoro svolto anche nelle Commissioni  non
  sia servito a niente.
   Io  sono  sicuro che all'insegna di quella democrazia  partecipata
  che, sicuramente, dovrebbe essere presente nell'animo di ognuno  di
  noi  e che, sicuramente, guida e anima la mano e la mente di questo
  Governo  regionale, i contributi che sono stati offerti in  passato
  saranno  sicuramente utilizzati da un Governo che oggi ha  le  idee
  chiare  e che, soprattutto, si è pubblicamente impegnato a  tentare
  di  risolvere,  ripartendo da zero, una situazione compromessa  nel
  corso degli anni, soprattutto degli ultimi anni, signor Presidente,
  anche   per   alcune  colpe  -  mi  sia  consentito,  ad   esempio,
  stigmatizzare l'atteggiamento, prima della pronunzia del CGA,  come
  ha  ricordato qualcuno - di alcuni primi cittadini, di tanti  primi
  cittadini  che,  per  questioni chiaramente  pre-elettorali,  hanno
  invitato la cittadinanza a non pagare pensando che poi, al  solito,
  le  casse regionali avrebbero dovuto giungere in soccorso. Cosa che
  è avvenuta con un appesantimento consistente del nostro bilancio.
   Quindi,  una situazione complessa. Una situazione che, però,  deve
  assolutamente darci la misura della gravità del problema senza  che
  si  continui con il  terrorismo  che, molto spesso, non serve  alla
  nostra Regione.
   Noi abbiamo spesso avuto il piacere di avere sul nostro territorio
  la  Commissione  speciale,  la  Commissione  Pecorella  per  essere
  abbreviativi nella definizione, e anche da questo ci aspettiamo dei
  contributi  positivi di questi interventi, che  magari  possono  un
  attimo  confrontarsi di più con il territorio e  arrivare  a  delle
  conclusioni  meno  affrettate, sempre nell'interesse  dello  stesso
  territorio.


   Presidenza del presidente Cascio


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole De Benedictis è  in  congedo
  per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio


   Riprende la discussione sulle comunicazioni del Presidente della
                                Regione
                sulla situazione dei rifiuti in Sicilia

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Colianni.  Ne  ha
  facoltà.
   Onorevoli  colleghi, comunico che dopo l'intervento dell'onorevole
  Colianni  sono  iscritti  a  parlare gli onorevoli  Corona,  Maira,
  Ferrara,  De  Luca e Incardona. A conclusione degli  interventi  ci
  sarà la replica del Presidente della Regione.

   COLIANNI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  in   questo
  dibattito  resto stupito del fatto che questa classe  politica  non
  abbia ancora saputo fare una vera, autentica autocritica rispetto a
  quello   che  è  avvenuto  negli  ATO.  Autocritica  che   riguarda
  carrozzoni  paurosamente clientelari che hanno visto tanti,  troppi
  silenzi nel momento della gestione degli ATO, sia a sinistra che  a
  destra,  essendo carrozzoni clientelari in cui la politica ha  dato
  il peggio di sé.
   Più  volte  ho  avuto  modo di dire che c'è  stata  una  forma  di
  schizofrenia della politica: i sindaci che eleggevano, e che  hanno
  eletto, i componenti dei Consigli di amministrazione e i presidenti
  degli ATO, per poi essere i peggiori nemici degli stessi uomini che
  loro  stessi avevano eletto. La politica ha generato i Consigli  di
  amministrazione,   i   sindaci  hanno  generato   i   Consigli   di
  amministrazione  e poi sono stati da loro accusati  di  non  sapere
  governare.
   I  sindaci  hanno  costituito le assemblee e  poi  hanno  dato  le
  responsabilità ad altri.
   Onorevole  Mancuso, vorrei dirle che probabilmente questa  era  la
  sede  per  tentare  di  fare autocritica da  parte  della  politica
  rispetto  ad  un mondo, quello dei rifiuti, che non abbiamo  saputo
  governare, così come il mondo dei parchi eolici, i grandi  business
  di  questi ultimi anni, di questo ultimo decennio e che necessitano
  certamente di un modello che vada oltre quello attuale.
   La politica ha dato il peggio di sé. Basti ricordare che quando  i
  sindaci  hanno  trasferito uomini e mezzi all'ATO,  spesso  non  li
  hanno  trasferiti  lasciandoli in dotazione al comune,  magari  con
  qualche  certificato medico di troppo e consentendo  a  chi  doveva
  gestire  e  alle  società  di gestione  di  poter  acquisire  nuovo
  personale,  magari con lo sgravio degli oneri contributivi,  magari
  sommando  al  legittimo  utile d'impresa  l'utile  derivante  dagli
  sgravi degli oneri contributivi.
   E  quando  tutto  ciò  non  è stato più  interessante  per  queste
  società, esse si sono messe fuori.
   Amico  Cracolici, troppi silenzi sulla vicenda degli  ATO,  troppi
  silenzi  anche nel passato su questa vicenda, quando  ci  rendevamo
  conto che i costi di gestione, che poi sono la vera ragione per cui
  sono  lievitati  i  costi  dei  servizi,  erano  determinati  dalle
  incredibili  e  numerose assunzioni che venivano  fatte  dagli  ATO
  senza  alcun  controllo e che queste assunzioni a  dismisura  erano
  figlie della politica.
   In  alcuni  ATO circa l'80% dei costi derivano dall'assunzione  di
  personale,  talora  amministrativo, e non  dei  lavoratori  che  si
  sporcano  le  mani ogni giorno andando a lavorare  per  le  strade,
  magari per 800 euro al mese,  magari non essendo pagati per   dieci
  mesi da alcuni ATO.
   Amici miei, qual è il tentativo di soluzione che dobbiamo dare,  a
  mio giudizio, al problema?
   Ha  ragione  il Presidente della Regione quando dice  che  occorre
  rifare  un  piano  perché soltanto da un piano  economico-aziendale
  adeguato è possibile ricominciare per dare ordine a questo sistema.
   Secondo  elemento  di  giudizio.  Sono  d'accordo  che,  al   pari
  dell'acqua  e  dell'energia  elettrica,  anche  la  raccolta  della
  spazzatura  è  un  servizio primario che dovrebbe  avere  un  costo
  unitario  in  Sicilia e dovrebbero esservi anche dei parametri  nel
  momento della governance rispetto a quanto personale utilizzare.
   Occorrerebbe  anche,  a  mio  giudizio,  distinguere  gli   ambiti
  territoriali   dagli  ambiti  ottimali  perché  i   primi   possono
  coincidere   con  le  province  siciliane  e  possono   coincidere,
  certamente,  con  le  Isole minori. Gli ambiti ottimali  dovrebbero
  essere  i  comuni  i  quali, aggregandosi  liberamente,  dovrebbero
  aggregare per risparmiare, e non aggregare risorse, uomini e  mezzi
  e poi paradossalmente, anziché risparmiare, aumentare i costi della
  gestione.
   Onorevoli  colleghi, penso che il riordino debba  prevedere  anche
  tanti   termovalorizzatori  quanti  la  Sicilia  ne   ha   bisogno,
  altrimenti finirà esattamente come quegli alberi di ferro, le  pale
  eoliche,   che  costano  un  milione  di  euro  ciascuna   e   che,
  moltiplicate  per centinaia, centinaia e centinaia di pale  eoliche
  in  questa  Sicilia, non soltanto la offendono ma rappresentano  un
  grande  business  per  chi ne esercita il governo  e  la  gestione,
  magari in maniera ridondante rispetto ai bisogni di questa Terra.
   Non  vorrei  che  la gestione della spazzatura,  la  gestione  dei
  rifiuti,  che  è  stata  oggetto  di  attenzione  da  parte   della
  magistratura, possa diventare un succulento piatto in cui  tuffarsi
  da parte di ambienti malavitosi e mafiosi di questa Terra.
   Onorevole  Presidente, penso che questo Parlamento debba invertire
  quanto è successo nel passato, debba dare fiducia ad un Governo che
  sta ricominciando dallo studio, dalla competenza e dalla conoscenza
  dei  valori  in  campo; dopodiché sarà possibile procedere  ad  una
  razionalizzazione del sistema.
   Infine  dico  che  siano i sindaci i protagonisti del  cambiamento
  anziché essere, come spesso sono stati ultimamente, lamentosi, dopo
  essere stati anche loro i primi responsabili del fallimento di  una
  politica dei rifiuti nel territorio.
   Occorre  che l'ANCI dia il suo contributo, occorre che  i  sindaci
  diano il loro contributo e occorre che i sindaci siano, insieme  al
  Parlamento, i primi protagonisti del rinnovato sistema.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di  parlare  l'onorevole  Maira.  Ne  ha
  facoltà.

   MAIRA.  Signor  Presidente,  onorevole Presidente  della  Regione,
  onorevoli  colleghi,  se  dovessi dare  un  giudizio  a  caldo  sul
  dibattito che sino ad ora si è svolto, dovrei dire che non soltanto
  sono  deluso  e  amareggiato, ma sono preoccupato perché  ho  avuto
  l'impressione di recepire segnali, messaggi, intenzioni, quasi  che
  quest'Aula sia stata, e debba diventare ancora di più, una sorta di
  camera di compensazione tra politica e affari.
   Io  credo  che  bisogna  dire alcune  cose,  anche  se  pesanti  e
  antipatiche.  Ma  sulla vicenda dei rifiuti, che riguarda  anche  i
  termovalorizzatori  e gli ATO, credo che si sia  giocato  molto  e,
  soprattutto, si voglia giocare ancor di più in futuro.
   Si è parlato del disegno di legge numero 305...

   CORDARO.  Scusi,  signor Presidente, ma dov'è il Presidente  della
  Regione?

   PRESIDENTE. Il Presidente della Regione mi ha chiesto  di  potersi
  assentare  due  minuti  mentre  parlava  l'onorevole  Colianni,  ma
  dovrebbe  essere  rientrato. Comunque, adesso lo facciamo  chiamare
  dagli assistenti parlamentari.
   Onorevole   Maira,  continui  pure,  c'è  l'assessore  Armao   che
  rappresenta il Governo.

   CORDARO. Non è una deminutio capitis, ci mancherebbe

   MAIRA.  No,  non  si  tratta di deminutio capitis.  Si  tratta  di
  rispondere   ai   segnali  con  segnali,   perché   -   lo   ripeto
  rapidissimamente  in  quanto  poco fa  vi  è  stato  un  attimo  di
  distrazione - quest'Aula stasera è strana dato che, a ben leggere e
  ad  interpretare alcune cose che sono state dette, si sono lanciati
  messaggi che non sono soltanto politici, Presidente, ma che tendono
  a  far diventare quest'Aula una sorta di camera di compensazione di
  politica e di affari.
   Siccome, a nome dell'UDC, posso affermare con piena convinzione  e
  determinazione che siamo completamente estranei, oggi come  ieri  e
  come  saremo  domani,  a  fatti  non  squisitamente  nell'interesse
  generale  di  questa  Regione per quanto riguarda  la  vicenda  dei
  rifiuti  e  dei termovalorizzatori, respingo con estrema  forza  le
  allusioni - non tanto allusioni - che sono state fatte. E  comincio
  da una denuncia politica.
   Si  è  parlato del disegno di legge numero 305, che è  emblematico
  perché traccia l'inizio di un  inciucio' politico tra il Governo  e
  il  PD, tra una parte di quella maggioranza, parliamo di momenti  e
  di tempi nei quali la maggioranza era diversa da quella attuale. In
  quel  momento  i soli deputati dell'MPA e del PD, nell'assenza  del
  PDL e dell'UDC, assenza non disattenta ma proprio perché non si era
  d'accordo su quelle modifiche apportate ad un disegno di legge  del
  Governo e sul quale si era lavorato molto in commissione - si erano
  auditi presidenti di ATO, esperti, docenti universitari, eccetera -
  in  un  batter d'occhio, in quella seduta nefasta, quel disegno  di
  legge  cambiò di natura e di indirizzo. E lo cambiarono i  deputati
  dell'MPA  e  del  PD,  con l'astensione del  presidente,  onorevole
  Mancuso.
   Ora  mi  chiedo:  cosa  hanno da lamentare i colleghi  dell'MPA  e
  quelli  del  PD se siamo arrivati a questo punto? Siamo arrivati  a
  questo  punto  perché quel disegno di legge, il 305, andava  contro
  ogni   filosofia   sull'organizzazione  della  raccolta   e   della
  eliminazione dei rifiuti in Sicilia e aveva un sapore squisitamente
  politico. Era l'inizio di un  inciucio'.
   Chi  mi  ha preceduto, non ricordo chi, ha fatto riferimento  alla
  necessità  di separare gli interessi professionali e di governo  di
  un assessore di questa Giunta, e si riferiva all'assessore avvocato
  Armao.
   Io  credo  che abbia ragione, l'ho già detto in un mio  precedente
  intervento,  e  l'assessore Armao ebbe a  risentirsene.  Credo  che
  avrà da risentirsene anche stasera. Ma è la verità.
   Non  è  un  problema  dell'assessore  Armao,  è  un  problema  del
  Presidente della Regione che consente in Giunta questi equivoci. E'
  disdicevole  per  la politica, per il Governo e per  il  Presidente
  della  Regione,  che faccia da ponte politico un  assessore  che  è
  stato consulente di una di queste società che, assieme ad un'altra,
  aveva vinto l'appalto dei termovalorizzatori.
   Certamente  in  questa Aula c'è chi ha fatto e  fa  il  consulente
  occulto  del  Presidente  della  Regione  per  quanto  riguarda  la
  politica  dei termovalorizzatori. E il segnale, la prova, l'indice,
  la   traccia  si  hanno  proprio  in  quella  seduta  della  quarta
  Commissione,  in  cui venne varata quella ipotesi  del  disegno  di
  legge numero 305.
   Quella  è  la pietra miliare per capire tante di quelle  cose  che
  sono successe, che succedono e, mi auguro, non succederanno più  in
  Sicilia per quanto riguarda il problema dei rifiuti.
   Voi  ritenete che possiamo andare avanti con i gravissimi  ritardi
  accumulati.  Da un anno e mezzo il Governo è insediato, l'emergenza
  esisteva anche un anno e mezzo fa, l'emergenza non è nata oggi.
   Cosa  ha  impedito che uscisse quel decreto che riduce gli  ATO  a
  nove?  Perché non viene ripreso, portato in discussione il  disegno
  di legge numero 305, con le modifiche necessarie che potranno anche
  essere  individuate dall'Aula? Perché il Governo annunzia modifiche
  che non arrivano?
   Quante  versioni  abbiamo in itinere del problema  dei  rifiuti  e
  degli ATO? Due, tre, quattro?
   Vogliamo  fare il punto della situazione, anche in riferimento  ai
  termovalorizzatori?
   Sono d'accordo per un solo aspetto con l'intervento dell'onorevole
  Cracolici:  quando  dice che questa Aula è la sede  competente  per
  individuare i siti e le modalità tecniche dei termovalorizzatori. E
  aggiungo:  avete  fatto un bel parlare dicendo  che  bisogna  avere
  anche il coinvolgimento democratico delle popolazioni.
   E quando lo facciamo questo coinvolgimento, quando continueremo ad
  accumulare ritardi?
   Perché  non si mette subito in movimento il procedimento che  deve
  portare  alla individuazione dei siti, che deve passare  in  questa
  Aula, e al coinvolgimento democratico delle popolazioni?
   L'onorevole  Cracolici  dimentica che  i  termovalorizzatori  sono
  diventati  emergenza  in Sicilia perché li ha bloccati  il  Governo
  Prodi e l'onorevole Pecoraro Scanio. O ve lo siete dimenticati?
   Si   è   dimenticato  che  per  l'onorevole  Pecoraro   Scanio   i
  termovalorizzatori  potevano andare  bene  ovunque  tranne  che  in
  Sicilia?  E  mi chiedo: l'Amministrazione regionale è stata  difesa
  bene  presso  le  corti  europee per evitare  la  dichiarazione  di
  nullità della gara?
   Io ho qualche dubbio e lo dico da avvocato.

   MANCUSO. Chi era l'avvocato?

   MAIRA  L'Avvocatura  dello  Stato. Così  come  mi  chiedo:  ancora
  dobbiamo  stare a discutere su questo risarcimento  dei  danni  che
  spetterebbe alla società che aveva vinto l'appalto?
   Credete  veramente  che  si  possa   giocare  e  ritenere  che  il
  risarcimento del danno non sia dovuto?
   Parlo da avvocato e credo che vi sia qualche altro collega qui  in
  Aula.  Guardate che è giurisprudenza costante della Corte  Europea,
  del  Consiglio  di Stato e dei TAR, che quando viene annullata  una
  gara sono fatti salvi gli eventuali diritti a favore delle imprese,
  dal momento dell'aggiudicazione al momento dell'annullamento.
   E  stiamo  ancora a discutere se spettano o non spettano?  Tutt'al
  più  ci  sarebbe  da  discutere di qualche collega  deputato  o  di
  qualche assessore che si intrufola nei ragionamenti per trovare  il
  giusto  prezzo  del ristoro. Questo è disdicevole,  non  che  debba
  essere dato il risarcimento del danno.
   Volete  ancora  parlare di abolizione dell'ARRA quando  in  questo
  momento, se non ci fosse stata l'ARRA, avremmo già l'immondizia  al
  primo piano?
   Vorrei   capire   con  quali  criteri  l'assessore   Sorbello   ha
  individuato i nuovi siti per autorizzare nuove discariche.  C'è  un
  criterio  tecnico, morfologico, di opportunità?  O  questi  decreti
  sono   svolazzati  a  simpatia?  Su  queste  cose  l'Aula  dovrebbe
  riflettere e deve discutere, non soltanto riflettere, perché queste
  sono le cose gravi che riguardano tutto il sistema e le chiacchiere
  sui rifiuti.
   Voglio stare nei tempi perché, altrimenti, dovremmo raddoppiarli e
  non voglio esagerare come ha fatto l'onorevole Cracolici.
   Questo  dibattito  resta inutile se l'Aula  non  si  riapproprierà
  pienamente    di   tutta   la   materia   dei   rifiuti    e    dei
  termovalorizzatori.
   Onorevole Presidente, la invito a rimettere in movimento la quarta
  Commissione,  in  sintonia  con  il  suo  presidente  Mancuso,  per
  procedere  immediatamente al riesame del disegno  di  legge  numero
  305.
   Invito fermamente il Presidente della Regione - e  fermamente  sta
  quasi  a  trasformare  l'invito in  diffida - ad  investire  l'Aula
  della  scelta  dei siti per le nuove discariche, per conoscerne  la
  potenzialità  tecnica, per verificare se queste  nuove  discariche,
  con  quelle già esistenti e pronte ad essere chiuse, colmeranno  il
  fabbisogno di tempo e di rifiuti da qui al momento in cui  potranno
  partire i nuovi termovalorizzatori.
   Invito fermamente il Presidente della Regione ad investire l'Aula,
  come   è   diritto  di  questa  Aula,  di  scegliere  i  siti   dei
  termovalorizzatori, di scegliere e verificare anche le tecniche, di
  porre  in  atto finalmente quel percorso virtuoso che allontani  da
  questa  Aula ogni ipotesi, ogni sensazione, ogni sospetto di affari
  che,  secondo  alcuni - e posso essere anche d'accordo  -,  possono
  condizionare  gli  equilibri politici della  Sicilia  nei  prossimi
  anni.
   La  Sicilia  non  può  cadere  sui  rifiuti  e  sulle  immondizie,
  quest'Aula non può cadere sui rifiuti e sulle immondizie. Mi auguro
  che neanche il Governo cada sui rifiuti e sulle immondizie.
   Occorre un momento di grande trasparenza su questo argomento. E la
  trasparenza  la  chiediamo  noi  con  forza,  con  fermezza  e  con
  convinzione,  perché su questo argomento non ci possono  essere  né
  chiacchiere   né  dubbi  né  sospetti,  altrimenti   fa   bene   la
  magistratura, contabile e non, a interessarsi delle cose di  questo
  Parlamento e di questo Governo.
   Noi  non  lo vogliamo, non lo permetteremo con le nostre  forze  e
  impediremo  che  si  continuino a fare  allusioni  a  comportamenti
  illeciti  del  passato che possono coinvolgere amici  ed  esponenti
  dell'UDC. Non è avvenuto e noi difenderemo la nostra dignità con la
  massima forza.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Corona.  Ne  ha
  facoltà.

   CORONA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, colgo  l'occasione
  di  questo dibattito per reiterare una mia richiesta scritta che ho
  presentato  stamattina al Presidente della Regione, per  avere  gli
  atti  relativi alla vicenda dell'ipotesi di accordo con la  società
  Actelios,  vicenda  che  ho  avuto modo di  conoscere  leggendo  la
  rassegna stampa e gli articoli di stampa di questi giorni.
   Da  questi articoli mi è sorto qualche dubbio, che attraverso  gli
  atti sono sicuro che potrò fugare meglio, considerato il fatto che,
  ascoltando questa sera il Presidente Lombardo - il quale  ha  fatto
  un'ampia  relazione a questo autorevole Parlamento -  egli  non  ha
  chiarito pienamente i dubbi che mi sono venuti su questa vicenda.
   Presidente  Lombardo,  colgo l'occasione che  stasera  lei  é  qui
  presente,  perché  sono convinto che, forse, ci  sarà  il  prossimo
  mese,  considerato il fatto che  ha dichiarato che verrà una  volta
  al  mese  in  questo Parlamento per ascoltare i nostri  interventi.
  Colgo  questa occasione, perché la vedo sorridente e molto  sereno,
  per   dire  che  ho  apprezzato  molto  alcuni  passaggi  del   suo
  intervento: quello relativo al fatto che ha ribadito più  volte  di
  volere  portare  avanti questa iniziativa con molta trasparenza  e,
  poi,  per  avere  ribadito  più  volte  che  vuole  utilizzare   le
  cosiddette quattro  R .
   A questo proposito, vorrei suggerirle di utilizzare la quinta  R ,
  che è quella di tentare di risparmiare un po' di soldi - certamente
  questa  Regione ne ha pochi per fare fronte ai tanti  problemi  dei
  siciliani - sul tema dei rifiuti.
   Un risparmio è necessario sia per le nostre casse sia anche per  i
  nostri  cittadini  che hanno visto triplicarsi e quadruplicarsi  il
  costo della raccolta dei rifiuti sul  nostro territorio.
   Onorevole Presidente, discorrendo con qualche amico ogni tanto  io
  la  considero una specie di Ulisse della politica siciliana, perché
  la  considero  più astuto di Ulisse. E quindi mi sono  meravigliato
  molto  nel  momento  in  cui  lei ha  applicato  un  principio,  il
  principio  cosiddetto  a babbo morto ,  per cui  ha  ribadito  alla
  società  Actelios, che ha tutti i titoli per avere il  risarcimento
  dei  danni,  il  ristoro  dei  danni  affrontati,  che  intanto  le
  riconosce, attraverso una commissione peritale, tutto quello che le
  si  può  dare.  Però la società Actelios si prende quello  che  lei
  deciderà, o quello che la commissione peritale deciderà, e  poi  si
  riserva  di  andare avanti nell'azione risarcitoria, chiedendo  non
  solo il resto - almeno dalle notizie di stampa ho letto questo - ma
  anche gli interessi e gli ulteriori danni.
   Certamente, lei ora ci chiarirà meglio nella sua replica. Però  io
  ho capito questo dalle notizie di stampa e dalle agenzie.
   Ogni  tanto utilizzo un altro termine di paragone dicendo che lei,
  onorevole  Presidente della Regione, è un po' come San Pietro,  non
  nel  senso  che lei possiede le chiavi del Paradiso, ma  nel  senso
  che, in quella famosa notte di 2000 anni fa, san Pietro non aspettò
  il  canto  del gallo per rinnegare alcune cose. Però poi  fu  fatto
  santo e Gesù gli diede le chiavi del Paradiso. Quindi, io mi auguro
  che lei possa ricredersi e stabilire un rapporto migliore con tutti
  noi, con i 90 parlamentari, con il suo Governo, per cercare di fare
  fronte alle esigenze dei siciliani.
   Onorevole Presidente, io credo che sarebbe più opportuno, visto  e
  considerato che lei vuole applicare il principio della trasparenza,
  che  ci consegni tutti gli atti relativi a questa vicenda o, quanto
  meno,  lo faccia attraverso la quarta Commissione, la quale insieme
  al Governo potrà chiarire a tutti noi i termini di questa vicenda.
   Sono  lieto  anche  per  un'altra cosa: ho capito  che  in  questi
  giorni, forse, con questa azione lei ha dato la possibilità a tanti
  siciliani  di  investire in Borsa e in un momento di crisi,  forse,
  hanno  guadagnato qualche lira, non lo so, io non sono stato furbo,
  perché di solito gli affari non li so fare. Però se lei li ha fatti
  è  bravo.  Dico che ha fatto qualcosa di positivo perché  ha  fatto
  lievitare  le  azioni  di questa società che è  quotata  in  Borsa.
  Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Ferrara.  Ne  ha
  facoltà.
   Se ha problemi di deambulazione può parlare anche dal suo scranno.

   FERRARA.  Signor  Presidente, sì parlo da  seduto  per  tre  ovvii
  motivi:  uno, perché ho una colonna vertebrale disastrata  e  posso
  portare  la  documentazione adeguata a questo  nobile  consesso  il
  quale potrà così  verificare il mio stato di salute.

   PRESIDENTE. Stiamo in fiducia, onorevole Ferrara.

   FERRARA. Secondo motivo: perché ho quasi 70 anni.
   Terzo  argomento:  perché sono alto 1 metro  e  90.  Allora,  o  i
  microfoni  si  fanno più alti oppure uno è ventriloquo  o  non  può
  parlare.   Peraltro, ho avuto il permesso anche dal mio  capogruppo
  di parlare dal posto.
   Al  di  là  delle  battute, mi sembra che il dibattito  sia  stato
  estremamente importante, estremamente interessante, purtroppo  sono
  amareggiato per la scarsa presenza dei deputati in Aula.
   Questo è forse uno degli argomenti più importanti.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Ferrara,  non  la  vorrei  correggere,  ma
  abbiamo  avuto una presenza media di 50 deputati. Non è una  scarsa
  presenza. Forse in questo momento ce n'è qualcuno in meno,  ma  nel
  corso del dibattito abbiamo avuto un'Aula quasi piena.

   FERRARA. Signor Presidente, sono collegati per via telematica.
   La  presenza del Governatore, novello San Pietro o Ulisse, non  so
  come  è  stato  definito, mi sembra che dia  valore  particolare  a
  questo nostro dibattito.
   Vorrei  provare  a  fare,  da matricola  parlamentare,  così  come
  ricordava l'onorevole Maira che parla spesso da avvocato,  io  sono
  un  vecchio  medico, un vecchio neurochirurgo e, quindi,  seguo  un
  approccio da medico, se mi consentite.
   Ora, a me sembra che il rapporto anamnesico che è stato fatto  dal
  nostro  Governatore  sia stato assolutamente  puntuale,  così  come
  l'anamnesi, la ricostruzione dei vari passaggi che ha fatto il  mio
  capogruppo  è  stata assolutamente mirabile e  ha  permesso  a  me,
  vecchio  di  età  ma  matricola  come  parlamentare  regionale,  di
  chiarirmi le idee su questo particolare problema.
   Ora,  a questa anamnesi ovviamente fa riscontro una diagnosi,  una
  diagnosi pesante.
   Questa è una Regione in cui la raccolta differenziata è al  6  per
  cento,  in  cui  i  termovalorizzatori  non  ci  sono,  in  cui  le
  discariche sono in fase di esaurimento. Come diceva il Governatore,
  il  Presidente Lombardo, esse hanno una aspettativa di vita fino  a
  giugno del 2011, se ho capito bene.
   Quindi, la situazione è veramente grave.
   Ora, provare a superare la fase dell'anamnesi e della diagnosi con
  una  terapia, a me sembra che sia fondamentale perché o la politica
  dà  risposte  e  quindi si mette in una logica di  terapia,  oppure
  rischia di essere uno sterile dibattito fra addetti ai lavori.
   Sarò brevissimo. Come approccio di tipo terapeutico, io credo  che
  per  evitare una prognosi infausta, che é davanti ai nostri  occhi,
  cioè  una  Sicilia che rischia un'emergenza peggiore di  Napoli  di
  qualche  tempo  fa,  io credo che bisogna, Presidente  Lombardo  mi
  appello a lei, entrare in una logica operativa.
   Per  sommi capi, in tempi brevi bisogna provare finalmente a  fare
  un  piano dei rifiuti, o ad aggiornarlo - per usare la terminologia
  morbida  che lei usava per non sconfessare il precedente piano  che
   infiniti lutti addusse agli achei', perché di questo si parla -  e
  credo che sia importante aumentare la raccolta differenziata, che è
  a   livelli   vergognosi,  e  quindi  bisogna  fare   un'opera   di
  sensibilizzazione  culturale, é stato  detto  poc'anzi,  presso  le
  scuole  cercando  di ragionare in maniera un po'  più  evoluta.  Ma
  questo  6  per  cento  non si può lasciarlo alla  sensibilizzazione
  culturale. Dobbiamo lasciarcelo alle nostre spalle.
      Terzo:  bisogna  semplificare  le  procedure  per  ampliare  le
  discariche  che sono al collasso. E, se possibile,  faccio  mia  la
  proposta   del  capogruppo  Cracolici:  uniformare  il  prezzo   di
  conferimento, dato che vi sono discrepanze francamente pesanti.  Io
  parlo  anche  da  vecchio  sindaco di Alcamo.  E'  chiaro  che,  se
  dobbiamo conferire i rifiuti a Siculiana, i costi sono folli  e  le
  tariffe si triplicano.
      Quarto   ed   ultimo  punto:  non  ho  ancora   capito   quanti
  termovalorizzatori  o inceneritori, come è più  corretto  dire,  ci
  vogliono,  dove  metterli  e  quando saranno  messi  finalmente  in
  funzione.
   Presidente  Lombardo, io voglio giudicarla sui fatti,  l'ho  detto
  all'inizio della mia esperienza parlamentare e lo ribadisco adesso:
  noi  siamo  figli  degli atti che compiamo, non siamo  figli  delle
  parole  che  diciamo. Pertanto, da oppositore leale e  corretto  la
  incalzerò per verificare se lei è, sarà o no in grado di  dare  una
  risposta  adeguata  all'emergenza rifiuti, che ci  sta  francamente
  avvilendo.
   Ovviamente, nel rispetto assoluto delle competenze perché, come si
  dice,  unicuique  suum, a ciascuno il suo. A  noi  come  Parlamento
  spetta  il  compito  di  pianificare, a lei spetta  il  compito  di
  governare questa drammatica realtà.

   PRESIDENTE.  Ringrazio l'onorevole Ferrara per la  brevità  e  per
  l'importanza  di  quello  che  ha  detto.  E'  iscritto  a  parlare
  l'onorevole De Luca. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima di  entrare
  nel  merito  del  dibattito, che è naturalmente interessante  ed  è
  opportuno   che  sia  stato  fatto,  e  ringrazio  per  questo   il
  Presidente,  vorrei ricordare al Parlamento di  chi  sono  figli  i
   mostri  di cui si parla stasera: gli ATO.
   Vorrei  ricordare a me stesso e a questo Parlamento - e non  è  la
  mia una difesa d'ufficio dei sindaci - che i 27 ATO sono frutto  di
  un  sistema  di  un  tempo,  dove vi è stata,  a  quanto  pare,  la
  necessità,  visti i risultati, di individuare sul territorio  altre
  strutture per scaricare sul territorio quelle che erano e che  sono
  state, perché i fatti lo dimostrano, le tensioni della politica.
   Quando  si tende a dare la colpa ai sindaci del risultato negativo
  di  questi mostri sul territorio, significa fare un torto a  questo
  Parlamento,  significa anche continuare ad offendere  chi  comunque
  governa con grande difficoltà sul proprio territorio.
     Allora,  cominciamo a riportare il ragionamento  in  una  giusta
  verità  e  in  una giusta dimensione. Ricordo a me stesso  che,  da
  sindaco,  fui  anche coinvolto nelle pressioni della  lottizzazione
  dei consigli di amministrazione e di tutto ciò che ne conseguiva.
     Ecco perché non si può pensare di scaricare oggi, a distanza  di
  tanti anni, il peso dell'indebitamento esclusivamente sui comuni. E
  io  su  questo  voglio essere chiaro, probabilmente   non  sarò  in
  linea, però mi sembra opportuno precisare che se oggi c'è stato  un
  risultato  negativo, fallimentare, da tutti i  punti  di  vista,  è
  perché  c'è un concorso di colpe e il concorso parte da quest'Aula,
  che  ha  concepito un sistema criminale da questo punto  di  vista,
  visto il risultato.
   E,  allora,  cerchiamo  con grande dignità,  non  perché  oggi  le
  ristrettezze  ci  portano  a fare riflessioni  spesso  sommarie,  a
  guardare  l'origine dei mali. Questo sistema l'origine,  purtroppo,
  l'ha  trovata  in  modo  errato,  esagerato,  sbagliato  in  questo
  Parlamento
   Noi  ci  dobbiamo  prendere  la  responsabilità  di  questa  colpa
  storica,  perché  non  faremmo comunque l'interesse  dei  cittadini
  mandando allo sbaraglio, facendo saltare quasi tutti i bilanci  dei
  comuni. Questo lo devo dire perché è un argomento che appartiene  a
  quest'Aula e noi con grande serietà lo dobbiamo affrontare.
   E  lo  dobbiamo anche affrontare perché l'origine di questi mostri
  porta ad un concorso di colpe.
   Allora, c'è oggi quasi questo miliardo che gira, che non si sa chi
  deve  pagare.  Noi dobbiamo trovare una soluzione  che,  da  questo
  punto  di vista, contemperi comunque l'origine e l'esigenza  -  per
  carità   - sia della situazione delle casse regionali, ma  anche  e
  soprattutto di chi comunque rappresenta un baluardo che, volente  o
  nolente,  sta  sul territorio: i sindaci. E non accetto  neanche  i
  processi  sommari  che  spesso  si  fanno  paragonando  e   facendo
  ragionamenti  stupidi, quando si dice, ad esempio,  che  i  sindaci
  hanno  utilizzato  in modo generico e sommario la  TARSU  per  fare
  qualche sagra o meno. No, questo non è corretto, signori miei
   Ci viene facile da questo osservatorio esprimere questi giudizi e,
  quindi, anche questo non ritengo che sia corretto.
   Rispetto a questa mia breve riflessione, io condivido l'azione del
  Presidente  Lombardo nel rivedere quella che comunque è la  logica,
  che è stata individuata, dei quattro termovalorizzatori e lo faccio
  per un motivo semplice: voglio guardare al problema in modo laico.
   Un  buon  amministratore deve guardare ai costi  di  gestione  dei
  servizi  di cui si fa carico e, per quanto riguarda questo tipo  di
  servizio, è normale che quattro termovalorizzatori comportano costi
  di gestione disomogenei rispetto alle nove province.
   Allora,  se oggi si vuole fare una corretta riflessione  anche  su
  questo  e,  quindi, tentare di uniformare, di portare ad omogeneità
  quelli  che  sono i costi, vanno decentrati, se è possibile,  e  se
  ancora  è possibile, considerato lo stato delle procedure,  cercare
  di  fare dei mini termovalorizzatori che, da questo punto di vista,
  possono quanto meno avvicinare e quindi rendere omogenei i costi di
  trasporto dei rifiuti solidi urbani.
   Un  altro aspetto che mi tocca e che è importante sottolineare,  e
  che in questo dibattito non è stato ancora affrontato, è l'anomalia
  che questo  mostro  ha creato sul territorio.
   E'  vero,  i  sindaci hanno tentato, qualche volta  ci  sono  pure
  riusciti,  di scrollarsi delle responsabilità rispetto ai risultati
  negativi o al mancato o cattivo funzionamento del servizio.
   E'  vero  però anche che questo mostro ha portato ad una  anomalia
  molto  delicata, che poi viene colta da chi quotidianamente  fa  il
  sindaco. Noi ci siamo ritrovati nei nostri territori a dover subire
  comunque  i  cattivi  funzionamenti di una  struttura  senza  poter
  intervenire.  Abbiamo creato il mostro, abbiamo fatto  le  società,
  dopo  di  che  giuridicamente la società è andata  per  la  propria
  strada.
   E  questo  cosa significa? Significa che non è stata  corretta  la
  scelta  di  affidare interamente a queste società  tutto  il  ciclo
  della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti.
   Allora  è  opportuno,  Presidente Lombardo,  che  ai  sindaci  sia
  restituita  la  funzione dello spazzamento e della raccolta  urbana
  dei rifiuti.
   Al   riguardo,  voglio  fare  un  esempio  emblematico:  mi   sono
  ritrovato, come comune di Fiumedinisi, ad essere uno dei  pochi  ad
  avere  pagato  puntualmente i servizi  resi  dall'ATO,  e  anche  i
  disservizi.  Però mi sono trovato nel mese di agosto a  scontare  i
  disservizi della struttura, perché altri comuni dello stesso ambito
  non  avevano  pagato  il loro servizio. Ciò  significa  che  questo
  sistema  non solo ci penalizza in termini complessivi, ma  comporta
  che un comune, pur pagando puntualmente, sconta in continuazione il
  disservizio  provocato dal mancato pagamento da parte  degli  altri
  comuni.
   Allora,  su questo c'è un'altra anomalia, e qual è? E' quella  che
  ognuno  di  noi sul territorio non riesce a giustificare,  rispetto
  alla  propria comunità, il perché non toglie la spazzatura, non  fa
  la  raccolta, nonostante abbia puntualmente onorato le fatturazioni
  mensili dell'ATO.
   Va sdoppiato il servizio per questo motivo, quanto meno quello che
  è   l'approccio   quotidiano  del  servizio,  quindi   raccolta   e
  spezzamento, va restituito ai sindaci.
   Questo lo voglio dire anche per un altro motivo, Presidente.
   Noi  stupidamente paghiamo l'IVA sulla manodopera, perché  l'altra
  anomalia di questo sistema è questa  Paghiamo il 20 per cento -  si
  sono  fatti vari provvedimenti per cercare di restituire tali somme
  alle casse della Regione - nonostante non ci sia bisogno. E se  noi
  restituiamo  ai sindaci questa funzione, su circa il 50  per  cento
  dei  costi del servizio avremo già ottenuto un abbattimento del  20
  per cento. Attualmente, infatti, avendo affidato con questo sistema
  l'intero  ciclo  del  servizio agli ATO, gli ATO  fatturano  e  noi
  dobbiamo pagare l'IVA e paghiamo l'IVA su circa il 50 per  cento  o
  70 per cento - ci sono delle varie scale -, che è manodopera.
   Quando mi permetto di dire che è stato un sistema  criminale ,  mi
  riferisco  a  queste  cose,  a queste  anomalie,  che  non  possono
  appartenere  a chi è un bravo amministratore. Pertanto  restituendo
  ai  sindaci  queste due funzioni ci sarebbe anche questo automatico
  abbattimento.
   Poi,  mi permetto anche un'altra annotazione, Presidente Lombardo,
  che proviene dalla mia modesta esperienza.
   Io  non  credo  che i sindaci siano in condizioni di  gestire  dei
  consorzi  provinciali,  perché non ne  hanno  né  il  tempo  né  la
  competenza.  E  ritengo  che sia, da questo  punto  di  vista,  una
  valutazione che va rivista in termini complessivi, nel senso che il
  rischio,  sa qual è? Che probabilmente poi affideremo la  gestione,
  il  servizio  e  tutta un'altra serie di attività consequenziali  a
  qualche demiurgo di turno perché i sindaci, magari, non hanno né la
  competenza,  né  il  tempo  di poter seguire  quelle  che  sono  le
  attività quotidiane di un  servizio così delicato.
   Concordo con un'eventuale suddivisione subprovinciale, per come  è
  stata  individuata,  in nove ambiti, ma ad una  condizione:  che  a
  livello  provinciale  si faccia la raccolta  interurbana,  cioè  il
  trasporto  dei rifiuti e, quindi, lo smaltimento. Così  completiamo
  il  ragionamento  di  questo grande ciclo: raccolta  e  spazzamento
  ritornano ai comuni e, allora, a livello provinciale sì ad  un  ATO
  che,  da  questo  punto di vista, si occupi del trasporto  e  dello
  smaltimento.
   Questo  ha  un  senso, perché non penso che ci  siano  condizioni,
  miracoli,  che  possano mai, nel caso della provincia  di  Messina,
  riuscire  a  gestire  un  servizio così delicato  con  108  comuni,
  francamente. Lo reputo impossibile se non si sdoppiano le funzioni.
   E da questo punto di vista credo che, cari colleghi, sia molto più
  produttivo  cercare  di essere propositivi su questo  tema.  Non  è
  edificante  che  anche su questo tema siano emerse, per  l'ennesima
  volta,  faide  che non appartengono agli interessi  dei  siciliani,
  utilizzando  e  strumentalizzando tutta una serie di  fattori  che,
  rispetto all'argomento, francamente, questa sera non ne ho vista la
  pertinenza.  Mi  riferisco a tutto ciò che  è  stato  detto:  dalle
  santificazioni improvvise a quelli che sono stati i consulenti.
   Non  appartengono a questa Aula simili argomenti, non appartengono
  a questo tema.
   Questo   è  un  tema  che  va  affrontato  e  risolto  in  termini
  complessivi  ed  urgenti,  come va  risolto  il  tema,  in  termini
  definitivi, dell'indebitamento.
   Qui  probabilmente bisognerà trovare una soluzione che dia respiro
  ai  comuni e che ci metta in condizione, a noi Regione, di  poterla
  affrontare seriamente.
   Non  so se è pensabile ipotizzare un piano quinquennale di rientro
  e,  quindi,  come anche affrontare questo tema con  un  sistema  di
  garanzie  che probabilmente solo la Regione potrà, da questo  punto
  di vista, garantire.
   Questo è l'altro tema che, sotto questo profilo, va affrontato  in
  termini  seri anche perché credo che non si possa oggi  pensare  di
  chiudere  e liquidare questo argomento soltanto con un giudizio,  o
  con  giudizi, su quel che è stato. E vi dico francamente  che  oggi
  quel  che  è  stato mi interessa poco perché parliamo  di  uno  dei
  servizi più importanti della nostra attività quotidiana.
   Ma  mi  pongo il problema, intanto, di come è oggi la liquidazione
  del presente e, quindi, di questo indebitamento, ma soprattutto  mi
  pongo  il  problema, e pongo il problema a questa  Aula,  a  questo
  Governo,  di  scegliere soluzioni pratiche, di scegliere  soluzioni
  che  abbiano aderenza con quella che è la realtà quotidiana di  chi
  amministra le singole comunità.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Incardona.  Ne  ha
  facoltà.

   INCARDONA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo  tutte  le
  cose  che sono state dette penso che l'intervento che mi accingo  a
  fare può essere veramente molto breve. Però non ho sentito da parte
  di chi è intervenuto spezzare una lancia anche a favore degli ATO e
  ricordare  che  ci sono ATO in Sicilia cosiddetti  virtuosi  e,  mi
  dispiace deludere qualche collega che ha parlato prima di  me,  noi
  conosciamo a Ragusa un sistema con un ATO che non solo è  virtuoso,
  ma ha delle articolazioni completamente diverse.
   Non  so,  per  esempio, a cosa si riferisca  l'onorevole  De  Luca
  quando  dice  che  ai sindaci deve essere lasciato  il  compito  di
  provvedere allo spazzamento. Questo accade in provincia di  Ragusa:
  in  provincia di Ragusa il comune capoluogo ha fatto suo  un  bando
  per  la  raccolta e per lo spazzamento; in provincia di Ragusa,  la
  città di Vittoria provvede essa stessa allo spazzamento.
   Quindi  c'è  la  possibilità  per i sindaci  di  aderire  a  delle
  proposte,  a  dei  progetti  che  gli  ATO  hanno  fatto.  C'è   la
  possibilità  per i sindaci di provvedere anche ad  evitare  che  la
  TARSU  sia aumentata. Probabilmente è vero che ci sono dei  sindaci
  virtuosi,  ma ci sono tanti altri sindaci che, per necessità,  come
  diceva  il  presidente Mancuso, hanno dovuto mettere a disposizione
  del bilancio le somme ricavate dalla TARSU.
   Cosa  sarebbe  accaduto se, invece, i soldi  della  TARSU  fossero
  stati  vincolati e destinati direttamente al pagamento dei  servizi
  offerti dall'ATO?
   Ci troveremmo di fronte ad una situazione diversa? Io penso di sì.
   Per  non  dire poi che, per quanto riguarda la TIA, questa  è  una
  tassa  che  va  concordata tra l'ATO e i sindaci; quindi  mi  piace
  l'idea  prospettata  nelle  recenti  dichiarazioni  del  Presidente
  Lombardo  allorché dice di cercare di creare dei modelli che  siano
  però aderenti alle esigenze delle singole province.
   Ieri  mattina  si  è  tenuta  l'inaugurazione  di  un  centro   di
  compostaggio a Ragusa.
   Per  noi, in provincia di Ragusa, fare compost significa  dare  la
  possibilità alla nostra agricoltura di progredire, significa per la
  nostra agricoltura abbattere i costi.
   Allora,  abbiamo  la  dimostrazione che in  Sicilia  ci  sono  dei
  modelli  positivi realizzati anche attraverso gli ATO, modelli  che
  non  hanno  visto né clientelismo, come diceva poco fa  l'onorevole
  Colianni, né hanno sperperato il denaro pubblico.
   La  paura  che  io  nutro, come peraltro accade troppo  spesso  in
  Sicilia,   è   che   ci  si  lasci  prendere  dalla   schizofrenia,
  dall'isterismo, nel senso che allora è meglio buttare il bambino  e
  l'acqua  sporca  insieme, invece di salvare il  bambino  e  buttare
  l'acqua sporca
   Evidentemente il sistema va ripensato, gli ATO probabilmente vanno
  ridotti;  ma  non  si  può  abbattere  un  sistema.  Quale  sarebbe
  l'alternativa? Ritorniamo indietro, aboliamo tutto, cosa  facciamo,
  realizziamo  per  ogni comune una discarica? Realizziamo  per  ogni
  comune un termovalorizzatore?
   Romantica  l'idea di riportare tutto ai sindaci, ma  assolutamente
  impraticabile
   Quella  proposta  mediana  che vorrebbe riportare  ai  sindaci  lo
  spazzamento  o lo smaltimento è una possibilità che già  oggi  essi
  hanno.  Rafforziamola, ma non lasciamoci prendere dall'isterismo  e
  buttare  a  mare  ciò  che, comunque, è stato fatto.  Io  non  sono
  d'accordo su questo punto.
   Questa   Assemblea,  quando  ha  pensato  agli  ATO,   quando   ha
  contribuito  a  pensare ad un certo sistema dei rifiuti,  ha  fatto
  anche,  consentitemi, un lavoro di copiatura  perché  gli  ATO  nel
  resto d'Italia funzionano, hanno la possibilità di funzionare.
   Allora,  se  in  Sicilia non hanno funzionato, forse  non  abbiamo
  spinto  nel senso della riforma che all'inizio si voleva. Pertanto,
  non c'è una responsabilità di questa Assemblea. C'è piuttosto, come
  diceva  poco  fa  l'onorevole De Luca, una  responsabilità  che  va
  individuata   nel   fatto  che  non  siamo   stati   coerenti   con
  l'impostazione che c'eravamo dati. Dovevamo spingere fino in fondo,
  dovevamo pensare ad un piano industriale dei rifiuti e metterlo  in
  atto in breve tempo.
   Invece,  ogni azione che su questo punto è stata portata avanti  è
  stata sempre frenata dal sospetto che ci fosse sotto qualche cosa.
   Ora,  se qualcuno ha dei sospetti, poiché noi parlamentari abbiamo
  l'obbligo di denunciare i fatti, di denunciarli in maniera  chiara,
  dando nome e cognome alle denunce che facciamo.
   Allora  non si può ogni volta buttare sospetti, buttare una pietra
  e poi nascondere la mano.
   Personalmente  penso  che  il sistema dei termovalorizzatori  vada
  ripensato in quanto oggi la tecnologia consente sistemi nuovi,  più
  moderni  del  passato.  Ma, arrivare a sostenere  le  cose  che  ho
  sentito stasera in quest'Aula è veramente esagerato.
   D'altra  parte,  questo  Parlamento ha il  diritto,  e  il  dovere
  soprattutto,  di affrontare la questione; anzi visto  che  ci  sono
  stati e si mostrano tutti questi sospetti, il dovere diventa ancora
  maggiore, diventa ancora più forte il nostro dovere di controllare,
  di sapere, di conoscere.
   Ecco  perché ogni decisione, al di là delle considerazioni, al  di
  là di quello che è stato, di quelle che sono state le polemiche sui
  giornali, sui mass media e in quest'Aula, occorre che Parlamento  e
  Governo  insieme trovino una soluzione condivisa, che  metta  nelle
  condizioni  tutti  quanti di evitare che ci possano  essere  ancora
  sospetti    nell'interesse    della   Sicilia,    ma    soprattutto
  nell'interesse  più  generale dei siciliani che  hanno  bisogno  di
  ritrovare fiducia nelle istituzioni. Infatti, attraverso la fiducia
  nelle istituzioni si trova anche il consenso dei cittadini nel fare
  applicare le leggi, i piani di governo, insomma tutta quella che  è
  l'attività sociale.
   Per  avere  maggiore fiducia dei cittadini occorre che ci  sia  un
  percorso  assolutamente trasparente in un sistema e soprattutto  su
  un tema così delicato quale è quello dei rifiuti.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  ha  facoltà  di   parlare   il
  Presidente della Regione per la replica.

   LOMBARDO,  presidente  della Regione.  Onorevoli  colleghi,  anche
  stasera  devo  dire  che  colgo l'occasione per  ringraziare  tutti
  quanti  per  il  contributo,  tutto  sommato  costruttivo,  per  le
  proposte  che  in fondo sono state contenute negli  interventi,  in
  tutti  gli  interventi,  salvo - ma non vale  la  pena  neppure  di
  richiamarla - qualche venatura polemica o qualcosa del genere.
   Sull'aumento  di  valore delle azioni di questa o  di  quell'altra
  società, su chi mi segue, chi mi accompagna, chi dichiara, chi  non
  dichiara,  visto che abbiamo letto i giornali, forse qualche  danno
  dovuto a incaute dichiarazioni c'è stato se nel gruppo più grosso è
  cambiato  il vertice, l'amministratore delegato; se ci  sono  state
  separazioni nella proprietà tra fratelli.
   Sono  cose  che ho letto su un giornale che riporta le opinioni  e
  gli  umori dei grandi gruppi imprenditoriali e che, per quello  che
  può  valere,  mi ha più volte aggredito nei giorni scorsi,  ammesso
  che questo possa essere il metro dello stare schierati da una parte
  o dall'altra.
   Io non ho avuto modo di vederlo prima, l'ho visto sabato, giornata
  nella quale si lavora - e, per la verità, se c'è bisogno, si lavora
  anche di domenica - io ho disturbato il Prefetto di Messina e tutto
  il  comitato,  il  coordinamento di  soccorso  tra  gli  altri,  ho
  incontrato  amministratori  e  cittadini.  Così  come   il   giorno
  precedente,  fuori  dalle giornate di più intenso  lavoro,  abbiamo
  fatto  questa  ricognizione interna. E poi,  alla  luce  del  sole,
  abbiamo  incontrato questi signori che sono stati concessionari  di
  un  titolo  importante da parte della Regione, per  chiarire  senza
  avere nulla da nascondere.
   Quanto  al  resto, vedete, quello che conta sono gli atti,  quello
  che  scriviamo; possiamo discutere e ascoltare pretese di  rimborsi
  più  o meno miliardari, non abbiamo detto nulla e non abbiamo  dato
  nessuna assicurazione né sul quando né sul se.
   Ovviamente  queste  vicende, in un ritrovato  rapporto  di  sereno
  dialogo  con tutti, anche con questi signori contraenti,  a  questo
  punto  è ovvio - non c'è bisogno che lo dica a tutti voi - è chiaro
  che  si  definiscono nella sede competente, quella presso la  quale
  sono  stati  risolti  i  contratti per inadempimento,  per  nullità
  conseguente  alla  dichiarata e sentenziata  illegittimità.  Questo
  però  è  fuori  discussione. State certi che qui non sarà  regalato
  neppure  mezzo centesimo a chicchessia; questo, lo ripeto, è  fuori
  discussione.
   Credo  però  che nelle mie dichiarazioni di ieri,  di  oggi  e  di
  domani, non si colpevolizza nessuno, finiamola con questa sorta  di
  sindrome della colpevolizzazione.
   Si  è  raccontata una vicenda che dura da dieci anni e che,  certo
  per un deficit di comunicazione o meglio di pubblicazione legato ad
  una  concezione,  ad una valutazione della natura di  questa  gara,
  chiaramente ha portato ad un annullamento.
   E'  negativo? E' positivo? Per la verità, da parte di chi è  stato
  più  critico, io credo che questo stop sia stato visto  quasi  come
  provvidenziale  perché,  nonostante  la  difficoltà  di   carattere
  finanziario  ed  organizzativo,  oggi  siamo  nelle  condizioni  di
  ragionare un momento, seppur incalzati da mille problemi finanziari
  e  organizzativi  quasi  emergenziali, per  potere  ridisegnare  un
  sistema che dovrà funzionare e dovrà funzionare bene, a cominciare,
  ovviamente,  dall'impegno  di  ciascuno  in  ordine,  ad   esempio,
  all'obiettivo  per  il quale non vedo perché  non  dobbiamo  essere
  virtuosi  come  altre  Regioni  o altre  comunità,  quello  di  una
  percentuale  - premiata per giunta - di raccolta differenziata  dei
  rifiuti.
   E,  a  proposito  di  carte  scritte e non  di  chiacchiere  o  di
  dichiarazioni  mie  o di chicchessia, in Giunta  abbiamo  affermato
  alcune cose. Primo, che vogliamo lavorare col contributo ovviamente
  del  Governo  che ha fatto una proposta a proposito di  disegni  di
  legge.
   Qual  è l'obiettivo? L'obiettivo è quello di restituire ai sindaci
  un  potere  che  l'istituzione degli ATO ha  sottratto  ai  sindaci
  stessi con la connessa responsabilità, che è una responsabilità sia
  in  ordine al funzionamento del servizio, del quale devono  rendere
  conto  ai  cittadini, ma anche al pagamento della tariffa da  parte
  dei cittadini.
   Anche  qui,  infatti, parliamoci chiaro, magari  alla  fine  è  il
  Comune  che  viene chiamato a rendere conto; ma,  come  accade,  al
  solito  nostro, per alcuni furbi che non pagano, ci sono gli  altri
  che  dovrebbero pagare di più. Come si è accumulata questa voragine
  di debito?
   Certo,  al  di là dei dipendenti che sono stati trasferiti,  tanti
  altri  sono  stati  chiamati  a lavorare,  sono  stati  assunti  e,
  talvolta,  ho  sentito  che  si sono  fatte  spese  assurde:  sedi,
  missioni, mezzi, automezzi e quant'altro. Francamente, questo è  un
  lusso  che non ci si può permettere ed è un lusso del quale chi  se
  lo   è   permesso  in  passato  deve  rendere  conto   nella   sede
  istituzionale competente, io per primo, per carità, come  è  giusto
  che sia.
   E, quindi, una semplificazione del processo attraverso una legge.
   C'era  il  disegno di legge; è rimasto molto, è  rimasto  poco  in
  Commissione; si sono fatte molte o poche audizioni. Questo  disegno
  di legge - ci si rimprovera - poi è uscito dalla Commissione con un
  voto anomalo, da inciucio. Per carità, io stesso ero orientato e mi
  sono  mosso  perché il disegno di legge uscisse dalla  Commissione,
  considerato  che poi, comunque, c'era quest'Assemblea,  quest'Aula,
  che  poteva rimediare alle anomalie, alle intese più o meno anomale
  ma, soprattutto - andiamo al sodo - ad elementi della legge che non
  fossero andati bene alla maggioranza, ovviamente, di questa  nostra
  Assemblea.
   Passiamo  alle discariche. Siamo al secondo punto del nostro  atto
  deliberativo di qualche giorno fa: autorizzazione per l'ampliamento
  delle  discariche,  a cominciare soprattutto,  anzi,  c'è  scritto,
  delle discariche pubbliche.
   Ci  è  stato  detto  -  in  quanto, ovviamente,  ci  affidiamo  ai
  soggetti competenti - che questo fatto ci consente, per quelli  che
  sono  i progetti presentati, di avere un'autonomia di capacità,  da
  parte di queste discariche, che consente un margine ampio perché il
  sistema possa chiudersi.
   Siamo nel 2009, cinque anni ancora fino al 2014.
   Questo advisor ci dirà quanto è esigibile, quanto è recuperabile e
  a quanto ammonta questo debito, ma siamo alle prese con un bilancio
  della  Regione  per  il  quale  fare  quadrare  i  conti  non  sarà
  un'impresa facile. Voi tutti lo sapete, lo sa anche lei,  onorevole
  Cracolici, c'è poco da fare.
   Alla  fine,  due più due dovrà fare quattro o due meno  due  dovrà
  fare zero. Tante le uscite, tante le entrate.
   Vedremo  come fare, compatibilmente con una quadratura del cerchio
  che  compete all'Assemblea che modificherà la proposta del  Governo
  ma  che  poi,  alla fine, dovrà essere orientata a far  quadrare  i
  conti.
   Quanto  al  resto,  forse non abbiamo altri argomenti  e  vogliamo
  polemizzare a tutti i costi, finiamola di speculare sul  fatto  che
  nella  vita  si  sia  fatto  qualcosa  prima  di  essere  assessori
  regionali:  c'è  chi  ha fatto il docente universitario  -  questo,
  forse,   non   è  confliggente  -,  qualcun  altro  ha   fatto   il
  commerciante,  o lo vuole fare; qualcun altro ancora  ha  fatto  il
  professionista ma ha lasciato gli incarichi.
   Se   vogliamo  sospettare  di  chicchessia  per  qualunque  nostra
  iniziativa o azione, di conflitto di interesse, in un Paese in  cui
  di questo argomento si dibatte e si parla giorno per giorno, volete
  vedere  che il più grande conflitto di interessi del nostro  Paese,
  onorevoli deputati del centrosinistra e del centrodestra, si annida
  in questa Giunta?
   Credo  di  poter dire - e lo dico a voce alta - che condivido,  mi
  faccio   carico  e  sostengo  pienamente  l'iniziativa  di   quanti
  assessori lavorano e si impegnano a remare a favore di un obiettivo
  difficile, ma che insieme dobbiamo raggiungere.
   Al  di  là  dei  richiami ai classici o al Nuovo  Testamento,  che
  andrebbero minimamente rispolverati, dico che sono pronto a rendere
  conto ogni trenta giorni della vicenda messinese, che è drammatica,
  gravissima  e che certo ci coinvolge tutti, così come a  venire  in
  quest'Aula  quando  sono  convocato, invitato  a  partecipare  alla
  costruzione  del  processo  legislativo,  tutte  le  volte  che   è
  possibile.
   Certo, oggi avrei voluto essere anche altrove. C'è qualche collega
  che   non  è  presente,  giustificatamente,  e  con  il  quale   ho
  un'amicizia  quarantennale che, mi auguro, le polemiche  di  questo
  ultimo  anno  e mezzo non demoliscano. Così come, se qualche  altro
  rapporto   di   civile   amicizia  o  addirittura   di   affettuosa
  collaborazione,  questa  convivenza più o  meno  poco  pacifica  in
  quest'Aula,  nel rapporto tra Governo e Assemblea avesse  scalfito,
  intanto chiedo scusa per le mie intemperanze.
   Impegniamoci  tutti a lavorare insieme, anche al di là  di  quelle
  che sono le divisioni politiche difficili da demarcare, a proposito
  di  chi  attacca o di chi sostiene, di chi condivide o di  chi  no,
  un'azione   di  Governo  che,  vi  posso  assicurare,   tra   mille
  manchevolezze, certamente mi sento di dirlo in piena coscienza  per
  me  e  per conto dei nostri assessori, è finalizzata al bene  della
  nostra Terra.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, informo che martedì,  27  ottobre
  2009, alle ore 16.00, è convocata la Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari.

   La  seduta è rinviata a martedì, 27 ottobre 2009, alle ore  17,00,
  con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio


   I  - Comunicazioni.

   II  -  Svolgimento  di  interrogazioni e  di  interpellanze  della
  rubrica  Bilancio e finanze .

                   La seduta è tolta alle ore 20.40

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      Dott.ssa Iolanda Caroselli

   ALLEGATO:

   Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica  LAVORI PUBBLICI

   DI BENEDETTO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per i
  lavori pubblici, premesso che:

   l'art.  25  della legge regionale del 6 febbraio 2008,  n.  1,  in
  materia  di  recupero  degli  edifici situati  nei  centri  storici
  stabilisce  che  l'Assessore regionale  per  i  lavori  pubblici  è
  autorizzato  a  stipulare  con  gli istituti  di  credito  apposite
  convenzioni  finalizzate  alla  concessione  di  mutui  ventennali,
  contratti  dai  proprietari  di  unità  immobiliari  da  adibire  a
  residenza  principale  o  secondaria del richiedente,  ubicati  nei
  centri  storici  e  nelle zone omogenee classificate  A  nei  piani
  regolatori  generali  dei  comuni della Sicilia,  finalizzati  alla
  realizzazione  di  interventi di recupero del  patrimonio  edilizio
  esistente;

   la  suddetta norma ha stabilito inoltre che si pone a  carico  del
  bilancio  regionale il costo totale dei relativi  interessi  ovvero
  per la rinegoziazione o nuova stipula dei mutui contratti, entro  i
  termini di validità delle graduatorie di cui all'articolo 137 della
  legge regionale 1 settembre 1993, n. 25, dai soggetti utilmente ivi
  inseriti  che non hanno ottenuto il beneficio alla data di scadenza
  della graduatoria stessa;

   rilevato che:

   l'applicazione della norma in oggetto era possibile solo se veniva
  emanato il decreto che stabiliva i criteri e le modalità di accesso
  ai benefici, così come sancito dal comma 2 del medesimo articolo
  25  della legge regionale n. 1 del 2008, che imponeva il termine di
  90 giorni dall'approvazione della legge;

   ad oggi, a distanza di 8 mesi, non risulta emanato alcun decreto e
  tale  vuoto normativo ha impedito il prodursi dei benefici per  cui
  era stata pensata la norma;

   ritenuto  che  porre  fine a tale inadempienza determinerebbe,  in
  concreto,  molteplici  effetti  positivi,  tra  cui  l'apertura  di
  numerosi   cantieri   edili  con  un  risvolto  occupazionale,   la
  possibilità dell'acquisto della casa per giovani coppie, nonché  un
  azione   di   risanamento   dei   centri   storici   e   una   loro
  rivitalizzazione da cui trarre benefici anche ai fini turistici;

   per sapere:

   quali  ragioni  abbiano  impedito  l'emanazione  del  decreto  che
  stabiliva  criteri  e  modalità di accesso ai  benefici  così  come
  stabilito dall'articolo 25 della legge regionale n. 1 del 2008 e se
  non ritenga tale inadempienza un fatto grave;

   se non ritenga necessario e urgente provvedere alla emanazione del
  succitato  decreto e a tal fine, così come stabilito  dal  comma  2
  dell'articolo 25 della legge regionale n. 1 del 2008, farsi  carico
  della  convocazione  della quarta commissione legislativa  dell'ARS
   Ambiente  e  territorio' per l'acquisizione del  dovuto  parere.».
  (138)

   LUPO,  MARINELLO,  FERRARA, DI GUARDO, RINALDI. -  «Al  Presidente
  della Regione
  e all'Assessore per i lavori pubblici, premesso che:

   il  diritto  alla  casa  è  essenziale  per  l'esistenza  di  ogni
  individuo;

   i  compiti e le funzioni relative all'edilizia sociale sono  stati
  trasferiti  con potestà legislativa piena dallo Stato alle  regioni
  con la riforma della seconda parte del Titolo V della Costituzione
  (legge  costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3),  lasciando  solo  al
  Governo nazionale la determinazione di un offerta minima di alloggi
  destinati ai ceti meno abbienti e la fissazione dei principi  unici
  a  garantire l'uniformità dei criteri di assegnazione su  tutto  il
  territorio nazionale;

   in  applicazione degli artt. 11 e 12 del decreto legge n.  112/08,
  convertito  nella  legge  del  6  agosto  2008  n.  133,  è   stato
  predisposto  un  piano nazionale di edilizia abitativa,  concertato
  dalle regioni nella conferenza unificata nazionale con il Ministero
  delle infrastrutture e dei trasporti;

   considerato che:

   è necessaria una svolta nella politica della casa onde risolvere i
  problemi abitativi, particolarmente gravi, nei centri metropolitani
  di Palermo, Catania e Messina;

    l'emergenza    abitativa    colpisce   migliaia    di    famiglie
  rappresentate,   non  solo  da  disoccupati,  lavoratori   precari,
  immigrati, ma anche da soggetti monoreddito e anziani pensionati;

   l'Assessore per i lavori pubblici non ha ancora emanato il decreto
  con  cui,  ai sensi dell'art. 25 della legge regionale  6  febbraio
  2008,  n.  1,  in  materia di  recupero degli edifici  situati  nei
  centri  storici , avrebbe dovuto stabilire i criteri e le  modalità
  di  accesso  ai  benefici previsti, quali la concessione  di  mutui
  ventennali  a  condizioni di vantaggio, attraverso  la  stipula  di
  apposite  convenzioni  della Regione con gli istituti  di  credito,
  proprio per favorire il recupero del patrimonio edilizio esistente;

   per sapere:

   quali disponibilità siano state programmate sul piano finanziario,
  per fronteggiare  l'emergenza abitativa ;

   le  ragioni che hanno impedito l'emanazione del decreto di cui  al
  comma  2  del  citato art. 25 della l.r. n. 1/2008 per il  recupero
  degli  immobili in stato di avanzato degrado esistenti  nei  centri
  storici;

   se,  infine,  tenuto  conto delle difficoltà di  offrire  risposte
  immediate  alla  odierna  emergenza casa , non ritengano  opportuno
  attivarsi con specifiche iniziative finalizzate all'utilizzo  degli
  immobili   confiscati  alla  mafia  per  fronteggiare  la   carenza
  abitativa». (212)

   Risposta. - «Con riferimento alle interrogazioni n. 138, a  firma
  dell'onorevole Di Benedetto,
  e  n. 212 degli onorevoli Lupo ed altri, si rappresenta che l'art.
  33  della  legge  regionale  14  maggio  2009  n.  6  ha  abrogato
  l'articolo 25 della legge regionale 6 febbraio 2008 n. 1».

                              L'Assessore
                          (on. ing. Antonino
                               Beninati)

   AMMATUNA.  -  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  i
  lavori pubblici, premesso che:

   con decreto n. 924 del 31 maggio 2005 dell'Assessore regionale per
  i  lavori  pubblici,  pubblicato  nella  Gazzetta  ufficiale  della
  Regione  siciliana  n. 26 del 17 giugno 2005, è  stato  indetto  un
  bando  pubblico di selezione per la realizzazione di interventi  di
  edilizia residenziale pubblica sovvenzionata;

   l'istituto  autonomo per le case popolari di Ragusa ha partecipato
  al suddetto bando con i seguenti progetti:
   1)  lavori  di  completamento di n. 18 alloggi con  100  vani  nel
  comune  di  Acate (RG), in Via Manzoni ed in Via Balilla,  con  una
  richiesta di finanziamento di euro 1.053,721,29;
   2)lavori di completamento di n. 20 alloggi con 104 vani nel comune
  di Vittoria (RG), in Piazza Mercato dei Fiori, con una richiesta di
  finanziamento di euro 928.807,98;
   3)  manutenzione straordinaria di n. 12 alloggi siti nel comune di
  Pozzallo  (RG), in Piazzale Italia, lotto 12, con una richiesta  di
  finanziamento di euro 252.571,30;
   4)  manutenzione straordinaria di n. 12 alloggi siti nel comune di
  Pozzallo,  in  Piazzale  Italia, lotto 13,  con  una  richiesta  di
  finanziamento di euro 256.367,71;
   5)  manutenzione straordinaria esterna di n. 24 alloggi  siti  nel
  Comune di Pozzallo, in Piazzale Italia, lotto 14, con una richiesta
  di finanziamento di euro 332.873,90;
   6)  manutenzione straordinaria interna di n. 24 alloggi  siti  nel
  comune di Pozzallo, in Piazzale Italia, lotto 14, con una richiesta
  di finanziamento di euro 155.144,41;

   con  il  decreto  dirigenziale dell'Assessorato  regionale  Lavori
  pubblici  n.  0856 del 15 giungo 2007, i progetti sopraccitati  non
  sono stati ammessi a finanziamento, per le motivazioni contenute al
  punto  o)  dell'art. 8 dello stesso decreto che recita testualmente
  intervento  non  previsto  nel  programma  triennale  delle   opere
  pubbliche dello IACP;

   ritenuto che:

   l'Istituto  autonomo  per le case popolari di  Ragusa  è  un  ente
  sottoposto  alla  vigilanza della Regione, il cui Presidente  viene
  nominato con decreto assessoriale;

   la  perdita  dei finanziamenti ha avuto ripercussioni su  ben  110
  famiglie,  che  hanno  visto  svanire  la  possibilità  di   vedere
  realizzati  lavori  di  completamento o di  ristrutturazione  degli
  alloggi di cui sono assegnatari;

   risulta  incomprensibile  la  mancata  inclusione,  nel  programma
  triennale  delle  opere  pubbliche  dello  IACP  di  Ragusa,  degli
  interventi per i quali è stato richiesto un finanziamento ai  sensi
  del  decreto dell'Assessore regionale per i lavori pubblici n.  924
  del 31 maggio 2005;

   per  sapere  se  intendano avviare gli opportuni procedimenti  per
  accertare  l'esistenza  di eventuali responsabilità  in  merito  al
  mancato finanziamento dei progetti presentati dallo IACP di  Ragusa
  ai sensi del decreto dell'Assessore regionale per i lavori pubblici
  n. 924 del 31 maggio 2005». (255)

   Risposta.  - «Con riferimento all'interrogazione n. 255,  a  firma
  dell'onorevole Ammatuna,
  si rappresenta che in dipendenza del bando di cui al Decreto n. 924
  del  31  maggio  2004  pubblicato sulla GURS n. 26/2005  l'Istituto
  Autonomo  Case  Popolari di Ragusa ha presentato  n.  11  progetti,
  relativamente  ai  centri abitati di Acate,  Vittoria,  Pozzallo  e
  Ragusa.  Il bando ha messo a concorso risorse complessive  pari  ad
  Euro  65.000.000,00, riservando specificatamente per interventi  in
  favore di disabili l'importo pari ad Euro 3.700.000,00. Al fine  di
  un'equa  distribuzione  territoriale delle  risorse,  il  bando  ha
  previsto  delle  percentuali  per  ambito  territoriale  utilizzate
  nell'ambito  del  Programma  Operativo  Regionale  2000   -   2006,
  riservando   così   al   territorio  provinciale   di   Ragusa   la
  disponibilità  pari  ad  Euro  2.973.050,00  (4,85%).    Oltre   le
  richieste avanzate dall'Istituto Autonomo Case Popolari di  Ragusa,
  relativamente   all'ambito  della  stessa  provincia   sono   state
  inoltrate le richieste da parte dei Comuni di Monterosso Almo e  di
  Santa Croce Camerina.
   La Commissione per la valutazione delle istanze, in sede di esame,
  ha escluso le istanze presentate dai Comuni di Monterosso Almo e di
  Santa  Croce  Camerina, mentre per quelle presentate  dall'Istituto
  Autonomo   Case   Popolari  di  Ragusa,  non   avendo   riscontrato
  all'interno  della documentazione prodotta la copia dello  stralcio
  del programma triennale delle opere pubbliche vigente e la relativa
  delibera esecutiva di approvazione, le ha ammesse a condizione  che
  la  documentazione prodotta venisse integrata dalla  documentazione
  mancante   e  dalla  relativa  delibera  di  approvazione,   datata
  antecedentemente la scadenza dei progetti (15 settembre 2005).
   L'Istituto  Autonomo Case Popolari di Ragusa non  ha  prodotto  la
  documentazione richiesta ritenendo che gli Istituti  non  rientrino
  tra  gli  enti  formalmente  tenuti  a  dotarsi  di  programmazione
  triennale.  Pertanto, l'assenza del richiesto Programma  Triennale,
  oltre  ad  essere  considerata  come inadempimento  del  bando,  ha
  impedito  alla Commissione di valutazione, per effetto della  norma
  di  cui all'art. 14 bis del testo della legge 109/94, come recepito
  con modifiche dalla L.R. n. 7/02 e dalle successive leggi regionali
  n.  7/03  e n. 16/05, di ritenere ammissibili i progetti presentati
  dallo  IACP  di  Ragusa,  a  meno di n.  5  progetti  che  sono  da
  considerarsi  esenti  dall'inserimento in  programma  triennale  in
  forza  della  disposizione introdotta dall'art.  1  della  L.R.  19
  maggio 2003 n. 7 che ha modificato l'art. 2 del testo 109/94,  come
  recepito con le leggi regionali 7/02 e 7/03, esentando
   ...  gli enti di culto e/o di formazione religiosa ... per i quali
  (comma  3/ter)  ... trovano applicazione le norme prescritte  nella
  109/94, ad eccezione delle norme di cui all'art. 14... .
   La  Commissione  ha  reso  così la propria  valutazione  anche  in
  relazione  alla  circostanza  che il  legislatore  regionale  si  è
  preoccupato  di individuare puntualmente gli enti non  soggetti  al
  rispetto  della programmazione dei lavori, quali quelli individuati
  dal  combinato disposto dal comma 2 della lettera d e  comma  3/ter
  dall'art. 2 della citata legge 109/94, come recepita con  le  leggi
  regionali
  n. 7/02, n. 7/03 e n. 16/05, tra i quali non rientrano gli Istituti
  Autonomi per le Case Popolari.
   In  definita,  sono risultati esclusi tutti i progetti  presentati
  nell'ambito territoriale di Ragusa,
  a  mento  di quelli presentati dall'Istituto Autonomo Case Popolari
  per i quali non è previsto l'obbligo
  di  inserimento  in  programma triennale, che sono  stati  ritenuti
  ammissibili e precisamente:
  N  Centro      Oggetto      Tipolog Importo  Richiesta    Quota
     abitat                     ia   complessifinanziame compartecipa
        o                               vo        nto       zione
  1  Ragusa Stralcio              d   770.415,3550.000,00  220.415,32
           funzionale lavori             2
           per            la
           realizzazione  di
           verde  attrezzato
           e   sistema-zione
           viaria
  2  Ragusa Stralcio              d   727.357,4600.000,00  127.357,45
           funzionale lavori             5
           per            la
           realizzazione  di
           un  club house ed
           impianti sportivi
  3  Ragusa Stralcio              d   816.957,1700.000,00  116.957,19
           funzionale dei                9
           lavori         di
           costruzione di un
           salone  ed   aule
           catechismo
  4  Ragusa Stralcio              d   732,094,0630.000,00  102.094,01
           funzionale lavori             1
           per            la
           realizzazione  di
           un asilo nido
  5  Ragusa Stralcio              d   1.699.9001.500.000,  199.900,45
           funzionale Chiesa            ,45       00
           Parrocchiale

  dei quali, progetti dal n. 1 al n. 4 sono immediatamente finanziati
  per  un  importo  complessivo pari ad Euro  2.480.000,00,  restando
  escluso  dal  finanziamento il progetto indicato  al  punto  5  per
  carenza di risorse.
   Avverso le valutazioni della Commissione, l'Istituto Autonomo Case
  Popolari  di Ragusa non ha presentato ricorso né al TAR né  ricorso
  al Presidente della Regione.
   Peraltro, lo stesso Istituto ha destinato le economie liberate  ai
  sensi dell'articolo 22, comma 9, della L.R. 22 dicembre 2005 n. 19,
  per  il finanziamento dei progetti ritenuti esclusi, prevedendo con
  delibera del Consiglio di Amministrazione n. 28 del 26 luglio  2006
  la realizzazione dei seguenti interventi:
   Peraltro, lo stesso Istituto ha destinato le economie liberate  ai
  sensi dell'art. 22, comma 9, della legge regionale 22 dicembre 2005
  n.   19,  per  il  finanziamento  dei  progetti  ritenuti  esclusi,
  prevedendo con delibera del Consiglio di Amministrazione n. 28  del
  26 luglio 2006 la realizzazione dei seguenti interventi:

      Centro                 Oggetto                  Importo
      abitato
                                                    complessivo
  1    Acate  Lavori  di completamento  di  n.  18  1.053722,00
              alloggi con
              n.  100  vani in Via Manzoni  e  Via
              Balilla
  2  Vittoria Lavori  di completamento  di  n.  20
              alloggi con                            929.808,00
              n.  104  vani in Piazza Mercato  dei
              Fiori
  3  Pozzallo Manutenzione straordinaria di n.  12
              alloggi  siti in Piazzale  Italia  -   254.347,00
              lotto 12
  4  Pozzallo Manutenzione straordinaria di n.  12
              alloggi  siti in Piazzale  Italia  -   222.032,57
              lotto 13
  5  Pozzallo Manutenzione straordinaria di n.  12
              alloggi  siti in Piazzale  Italia  -   491.760,00
              lotto 14

  dei  quali n. 3 interventi manutentivi negli alloggi popolari  siti
  nel  Comune  di  Pozzallo sono stati già autorizzati dal  Dirigente
  Generale del Dipartimento di questo Assessorato».

                              L'Assessore
                          (on. ing. Antonino
                               Beninati)

   Rubrica  LAVORO

   ODDO.  -  «All'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale,  la
  formazione professionale
  e l'emigrazione, premesso che:

   da  mesi,  151 unità lavorative, di cui ai decreti legislativi  n.
  468/1997  e  n. 81/2000 - in servizio presso i comuni  di  Marsala,
  Castellammare  del  Golfo,  Alcamo e  Valderice  (TP)  -  attendono
  l'erogazione  dei necessari finanziamenti, volti  a  consentire  la
  proroga dei contratti di lavoro
  ex co.co.co.;

   in  data 17 marzo 2009, presso l'Assessorato regionale del lavoro,
  della   previdenza  sociale,  della  formazione   professionale   e
  dell'emigrazione,  si  è  tenuto  un  incontro  tra  rappresentanti
  sindacali, deputati dell'ARS e l'Assessore in indirizzo;

   nella   suddetta   riunione  è  emerso  che  era   necessario   ed
  indispensabile  individuare risorse finanziarie per procedere  alla
  proroga di cui trattasi, in considerazione del sostanziale diniego,
  espresso  da  parte  del Ministero del lavoro  e  della  previdenza
  sociale,  di  assegnare ulteriori risorse, attraverso  l'incremento
  della  quota da trasferire alla Regione siciliana, per fronteggiare
  le emergenze occupazionali riguardanti i suddetti 151 lavoratori;

   nei  fatti, il Ministero è venuto meno rispetto alla disponibilità
  manifestata  dall'Assessore  nel mese di  ottobre  2008,  adducendo
  motivi di indisponibilità di risorse finanziarie;

   con  convenzione  n. 10499 del 20 ottobre 2005  il  Ministero  del
  lavoro   e  della  previdenza  sociale  ha  concesso  alla  Regione
  siciliana un contributo complessivo di euro 4 milioni 500  mila  ai
  sensi  dell'articolo 78, comma 2, lett. a) e  b),  della  legge  23
  dicembre 2000, n. 388;

   le  suddette risorse sono state trasferite con ordine di pagamento
  di  3.448.400,55 euro a valere sulle risorse residue del fondo  per
  l'occupazione relative all'anno 2003 e con ordine di  pagamento  di
  1.051.599,45  euro  a valere sulle risorse residue  del  fondo  per
  l'occupazione relative all'anno 2004;

   la  convenzione  di  cui sopra prevedeva contributi  a  favore  di
  soggetti  imprenditoriali, non compatibili con il regime  di  aiuto
  previsto dal regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione  del  6
  agosto 2008;

   con  nota  prot. 731 del 19 marzo 2009, l'Assessore ha chiesto  al
  Ministero del lavoro di potere utilizzare  le risorse concesse  con
  la   convenzione  più  volte  citata  per  fronteggiare   emergenze
  occupazionali riguardanti soggetti già appartenenti al  bacino  dei
  lavoratori  socialmente utili finanziati con  oneri  a  carico  del
  fondo  per  l'occupazione  anche  nella  considerazione  che  dette
  risorse  sono  state concesse ai sensi dell'articolo 78,  comma  2,
  lett. a) e b) della legge 23 dicembre 2000,
  n.  388  che,  com'è  noto,  autorizza  il  Ministero  a  stipulare
  convenzioni   con  le  regioni  per  programmi  di  stabilizzazione
  riguardante soggetti di cui all'art. 2, comma 1, del d. legislativo
  n.  81/2000  nonché per misure aggiuntive di stabilizzazione  e  di
  politiche  attive del lavoro e per il sostegno delle situazioni  di
  maggiore difficoltà ;

   per  sapere  se non ritenga doveroso ed indispensabile sollecitare
  il   Ministero  del  lavoro  al  fine  di  ottenere   il   consenso
  all'utilizzo delle somme relative alla convenzione più volte citata
  in  premessa,  rassicurando  in  tal  modo  i  151  lavoratori  che
  rischiano,  dopo più di un decennio di servizio prestato  presso  i
  comuni  sopra  elencati, di perdere il posto  di  lavoro,  sia  pur
  precario, garantendo
  il funzionamento di servizi essenziali». (540)

   Risposta.   -    «Con  l'interrogazione  numero   540,   a   firma
  dell'onorevole  Oddo, venivano richieste notizie circa  le  risorse
  necessarie  per la proroga dei contratti di lavoro ex co.co.co.  in
  alcuni comuni del Trapanese.
   Con  nota prot. n. 1429/gab del 28/05/2009 e successivo sollecito,
  con  nota  prot. n. 484/gab del 23/09/2009, si chiedeva all'Agenzia
  Regionale  per l'impiego e la formazione professionale  di  fornire
  ogni elemento utile per la risposta.
   Con  nota  prot.  n.  1596 del 28/09/2009  il  Dirigente  Generale
  dell'Agenzia per l'impiego rappresentava che:
   il   Ministero  del  Lavoro  con  nota  prot.  n.  14/0012942  del
  14/07/2009, ha riscontrato la nota assessoriale prot. n. 731/Serv.V
  del  19/03/2009  precisando  che  gli  eventuali  residui  potranno
  essere utilizzati per misure di politiche attive del lavoro  e  per
  il  sostegno  delle  situazioni di maggiore  difficoltà,  ai  sensi
  dell'articolo 78 della legge 23/12/2000, n. 388, con le modalità da
  concordare  con  successivo  atto tra questo  Ministero  e  codesta
  Regione,  nel  quale  verranno  inseriti  i  comuni  da   Voi   già
  individuati.
   Tanto in evasione all'atto parlamentare in parola».

                              L'Assessore
                           (on. dott. Luigi
                               Gentile )