Presidenza del vicepresidente Oddo
DE LUCA, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (articolo 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (articolo 127) sono effettuate mediante
procedimento elettronico.
Congedi e missioni
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per la presente seduta
gli onorevoli: Adamo, Bonomo, Campagna, Colianni, Digiacomo e
Forzese.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico, altresì, che sono in missione, per ragioni del loro
ufficio, gli onorevoli: Ardizzone, dall'1 al 5 novembre 2009;
Barbagallo, dal 9 al 12 novembre 2009.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per l'agricoltura:
- numero 125 - «Iniziative a favore dei lavoratori dei consorzi
agrari in applicazione della legge numero 410/1999».
- Firmatario: Caputo Salvino;
- numero 202 - «Iniziative a sostegno del settore agricolo di
Pantelleria e di Lipari».
- Firmatario: Caputo Salvino;
- numero 205 - «Iniziative per debellare il fenomeno del
punteruolo rosso nel comune di Monreale (PA)».
- Firmatario: Caputo Salvino;
- numero 323 - «Misure per far fronte all'ondata di maltempo che
ha colpito la provincia di Agrigento».
- Firmatario: Panepinto Giovanni;
- numero 361 - «Disparità di trattamento tra le istanze presentate
per un bando in materia di agricoltura biologica».
- Firmatario: Oddo Camillo;
- numero 374 - «Ulteriori risorse per la realizzazione di un parco
aggiuntivo di interventi in Sicilia».
- Firmatario: Oddo Camillo;
- numero 396 - «Revisione del criterio di ripartizione per
l'assegnazione delle nuove quote latte alla Sicilia in base alle
quote preesistenti».
- Firmatario: Minardo Riccardo;
- numero 409 - «Notizie sulla situazione finanziaria e gestionale
dei consorzi di bonifica al fine di verificarne la reale utilità
all'interno dell'amministrazione regionale».
- Firmatari: Barbagallo Giovanni; Ammatuna Roberto; Galvagno
Michele; Lupo Giuseppe;
- numero 463 - «Rilancio del settore vitivinicolo attraverso il
finanziamento di uno specifico bando per la DOC Sicilia».
- Firmatario: Oddo Camillo;
- numero 492 - «Interventi di sostegno per il comparto agricolo
della provincia nissena, colpita da un violentissimo nubifragio».
- Firmatario: Donegani Michele;
- numero 565 - «Notizie sui contenuti dei bandi di attuazione del
Piano di sviluppo rurale (PSR - Sicilia)».
- Firmatari: Panepinto Giovanni; Apprendi Giuseppe;
- numero 568 - «Iniziative per la proroga dei termini per la
presentazione delle istanze di cui al decreto 18 febbraio 2009 del
Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali per far
fronte alle gelate del febbraio 2008».
- Firmatario: Vinciullo Vincenzo;
- numero 580 - «Iniziative a livello nazionale per scongiurare il
recepimento della direttiva europea in materia di bevande
analcoliche».
- Firmatario: Vinciullo Vincenzo;
- numero 582 - «Interventi per favorire il credito agrario
agevolato, a sostegno della grave crisi economica che investe il
settore».
- Firmatario: Di Guardo Antonino.
- da parte dell'Assessore per la Famiglia:
- numero 207 - «Iniziative per il funzionamento del sistema di
illuminazione della città di Catania».
- Firmatario: Fiorenza Cataldo.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle competenti Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- «Istituzione del ruolo regionale speciale ad esaurimento del
personale addetto alle attività di formazione professionale»
(numero 475),
- di iniziativa parlamentare,
- inviato in data 27 ottobre 2009,
- parere V.
- «Norme sullo status degli amministratori pubblici e introduzione
della figura del consigliere supplente» (numero 480),
- di iniziativa parlamentare,
- inviato in data 27 ottobre 2009.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- «Interventi per favorire la permanenza del personale a tempo
indeterminato nel settore della formazione professionale» (numero
474),
- di iniziativa parlamentare,
- inviato in data 27 ottobre 2009.
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- «Norme in materia di rifunzionalizzazione dei presidi
ospedalieri» (numero 477),
- di iniziativa parlamentare,
- inviato in data 27 ottobre 2009.
Comunicazione di richiesta di parere
PRESIDENTE. Comunico che il seguente parere è stato reso dalla
competente Commissione legislativa:
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
«PO FESR 2007-2013. Linee di intervento 5.1.1.1 - 5.1.1.2 -
5.1.1.3 - 5.1.2.1 - 5.1.2.2 - 5.1.3.1 - 5.1.3.5 - legge regionale
numero 9/2009» (numero 34/III),
- reso in data 21 ottobre 2009,
- inviato in data 28 ottobre 2009.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Minardo, in data 23 ottobre
2009, ha chiesto di apporre la firma al disegno di legge numero 186
+Istituzione del servizio civile in Sicilia».
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura della
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
DE LUCA, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
lo Statuto della Regione siciliana, all'articolo 17, comma 1,
lettera b), attribuisce alla stessa Regione, competenza legislativa
concorrente nella materia della sanità pubblica;
il decreto legislativo 30 dicembre 1992, numero 502, recante norme
sul 'Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma
dell'articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, numero 421', integrato
con le modifiche apportate dal decreto legislativo 7 dicembre 1993,
numero 517, e dal decreto legislativo 19 giugno 1999, numero 229,
all'articolo 1, dispone che 'la tutela della salute, come diritto
fondamentale dell'individuo ed interesse della collettività, è
garantita, nel rispetto della dignità e della libertà della persona
umana, attraverso il servizio sanitario nazionale, quale complesso
delle funzioni e delle attività assistenziali dei Servizi sanitari
regionali e delle altre funzioni e attività svolte dagli enti e
istituzioni di rilievo nazionale';
tenuto conto che:
in data 25 marzo 2009 è stato approvato, dall'Assemblea regionale
siciliana, l'ordine del giorno n. 98 volto a provvedere alle
iniziative urgenti per la stabilizzazione del personale di ruolo
della dirigenza medica, veterinaria, sanitaria e tecnica;
in data 4 settembre 2009 si è provveduto alla stabilizzazione dei
soli medici veterinari, attraverso il decreto dell'Assessorato
Sanità del 4 settembre 2009, pubblicato nella GURS numero 43 del 18
settembre successivo;
considerato che:
i biologi, specializzati in patologia clinica o equipollenti, in
servizio presso le ASP, da anni svolgono, con contratti a tempo
determinato, un'attività riguardante i LEA (livelli essenziali di
assistenza), contribuendo in maniera determinante al successo della
campagna di screening del cervico-carcinoma;
detto 'screening', uno dei pochissimi del Sud d'Italia, comporta,
oltre ad una forma importante di salvaguardia per le vite umane, un
risparmio economico per la sanità siciliana, tant'è che ha permesso
di scoprire, precocemente, lesioni precancerose di alto grado e
carcinomi in situ';
il patrimonio professionale posseduto da detti biologi è di
estrema utilità e rappresenta quindi un bene da non disperdere per
la collettività, trattandosi di attività istituzionale (LEA);
per sapere se sia previsto un piano di stabilizzazione del
personale dei biologi patologi clinici ed equipollenti nelle
aziende ospedaliere e sanitarie, nei policlinici universitari e
negli IRCCS, con incarichi a tempo indeterminato, attraverso
apposito decreto assessoriale, in ossequio all'accordo collettivo
nazionale del 23 marzo 2005, come rinnovato dalla conferenza Stato
- regioni in data 29 luglio 2009». (820)
MARROCCO
«All'Assessore per la sanità,
premesso che l'assistenza psichiatrica a Palermo è in condizioni
drammatiche e i pazienti e le loro famiglie sono spesso
abbandonati, in quanto non è possibile effettuare ricoveri in città
per carenza di posti-letto nei reparti di psichiatria degli
ospedali generali né visite domiciliari per assenza
d'infermieri, al punto che il trattamento obbligatorio spesso
avviene fuori dalla nostra Regione;
visto che le cause di tale disservizio derivano dalla mancata
sostituzione degli infermieri andati in pensione, che ha portato
spesso donne dotate di minore prestanza fisica a formare squadre
per turno, un tempo composte da 4-5 persone, oggi ridotte a 1-2;
constatato che, in conseguenza di ciò, sono aumentati gli
infortuni sul lavoro tra gli infermieri, finendo con l'aggravare le
condizioni di carenza di organico che si riverbera ulteriormente
sull'assistenza domiciliare la quale, quindi, avviene in modo non
corretto;
rilevato, inoltre, che nel 2007 l'allora AUSL numero 6 di Palermo
aveva assunto 250 operatori provenienti da un corso di formazione
professionale (organizzato dall'ente CIAPI) per operatori destinati
all'assistenza domiciliare e che, dopo l'assunzione per il
potenziamento di tale attività, tali operatori sono entrati
nell'organico preposto alle cure della salute mentale e inquadrati
nel ruolo amministrativo;
rilevato che in questo modo nell'organico del personale preposto
alle cure della salute mentale oggi figurano più amministrativi che
infermieri;
per sapere:
come intenda potenziare l'assistenza domiciliare utilizzando il
personale nella qualifica per la quale è stato assunto;
come intenda ripristinare i precisi standard assistenziali, oggi
disattesi, previsti dalle leggi sulla salute mentale (progetto
obiettivo salute mentale e piano sanitario regionale) a tutela
della salute dei malati mentali e delle loro famiglie;
se non ritenga utile creare una cabina di regia unica che
favorisca l'utilizzazione corretta del personale e dei posti
letto». (821)
APPRENDI
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i lavori
pubblici,
premesso che la via Vincenzo Giuffrida alta rappresenta una delle
arterie più trafficate nella città di Catania; difatti essa
rappresenta l'accesso al centro-città per chi proviene dai paesi
etnei, dalle autostrade Catania-Messina e Catania-Palermo, nonché
dalla tangenziale;
considerato che durante le ore di punta i momenti di entrata e
uscita dalle scuole rappresentano un vero e proprio pericolo per i
tanti ragazzi che l'attraversano. La strada, infatti, per un lungo
tratto in discesa, è a tre corsie, e i numerosi residenti hanno
lamentato e continuano a lamentare la quasi impossibilità di
attraversare la suddetta arteria, scenario fra l'altro di numerosi
incidenti mortali a danno dei pedoni;
ritenuto che è sorto da poco un comitato civico di cittadini che
richiede la costruzione di un sovrapassaggio pedonale in
metallo che obiettivamente rappresenta una
soluzione accettabile;
per sapere quali iniziative intendano prendere per garantire
l'incolumità dei cittadini soggetti a grave rischio di incidenti
mortali». (825)
FIORENZA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
da mesi si leggono sui giornali notizie riguardanti la costruzione
del nuovo ospedale di Siracusa;
le notizie sono spesso contrastanti e, tra l'altro, 'favoleggiano'
di una richiesta di 8,5 milioni di euro che una società avrebbe
chiesto all'ASP di Siracusa, in quanto, a suo dire, starebbe
subendo dei danni irreparabili per la mancata realizzazione in
project financing del nuovo ospedale;
considerato che:
a tutto questo si deve aggiungere che, sempre secondo gli stessi
organi di stampa, si è tenuta a Roma, in data 30 settembre 2008, un
riunione con i vertici del Ministero del lavoro, della salute e
delle politiche sociali senza che nessuno comunicasse gli argomenti
in discussione né, tantomeno, l'esito di questa riunione;
appare evidente che ci si trova dinanzi ad una situazione
quasi 'pirandelliana', dove, nell'indecisione circa la
procedura da utilizzare per la costruzione del nuovo ospedale,
(finanziamento pubblico o project financing), la soluzione migliore
è quella di accantonare il progetto e non fare nulla, cosa che va
assolutamente contro le necessarie esigenze di sanità pubblica
dell'intera provincia di Siracusa;
per sapere:
se non ritengano opportuno verificare la veridicità delle notizie
apparse sugli organi di stampa;
nel caso in cui dette notizie corrispondano al vero, quali
iniziative intendano intraprendere al fine di sbloccare i lavori
per la costruzione del nuovo ospedale di Siracusa, tanto atteso
dall'intera provincia sempre deficitaria nel campo
dell'assistenza medico-ospedaliera pubblica». (830)
VINCIULLO-POGLIESE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
e ambientali e per la pubblica istruzione,
premesso che:
l'istituto 'Walden' di Belpasso (CT) è un centro specializzato per
le difficoltà di apprendimento e per l'educazione della persona
disabile;
dal 1991 l'istituto Walden si occupa di formazione di docenti
specializzati nel campo del sostegno, avendo ottenuto, tra
l'altro, dall'Assessorato regionale Beni culturali e ambientali e
pubblica istruzione, l'autorizzazione per la gestione di corsi
biennali di formazione e specializzazione degli insegnati di
sostegno, giusta DPR numero 970 del 31 ottobre 1975;
considerato che:
nel 1996 l'Assessorato Beni culturali e ambientali e pubblica
istruzione ha negato all'istituto Walden l'autorizzazione per la
gestione di corsi di specializzazione nel comune di Patti (ME), ma
contemporaneamente ne ha autorizzato altri in diversi comuni. Lo
stesso istituto, ritenendo illegittimo il diniego, ha iniziato un
contenzioso legale nei confronti dell'Assessorato;
il TAR, prima, accogliendo il ricorso dell'istituto 'Walden' e, il
CGA, dopo, rigettando l'appello presentato dallo stesso
Assessorato, hanno invitato quest'ultimo a riesaminare la richiesta
di autorizzazione;
l'Assessorato, a questo punto, rilasciava le autorizzazioni del
caso, ma il Ministero della pubblica istruzione, con nota 9059 del
maggio 2007, comunicava che, essendo cambiata la legislazione in
materia di formazione degli insegnanti di sostegno, non avrebbe
riconosciuto alcuna validità ai titoli rilasciati da enti diversi
dalle università attraverso le scuole di specializzazione
all'insegnamento secondario (corsi SSIS);
visto che tale stato di cose ha provocato tutta una serie di
contenziosi dinanzi alla magistratura amministrativa, in vari gradi
di giudizio, con la nomina anche di un commissario ad acta col
compito di consentire lo svolgimento dei detti corsi.
Successivamente, nonostante l'impugnativa dell'Assessorato Beni
culturali, vi è stato un pronunciamento del TAR che ha dichiarato
nulla la nota ministeriale in quanto 'la sentenza era giunta prima
che intervenisse il mutamento normativo', con la conseguente
dichiarazione dello stesso commissario che affermava che 'i corsi
si sono svolti regolarmente e gli studenti si sono specializzati'.
Alla luce di quanto sopra, alcuni dei corsisti hanno preso
servizio, mentre altri sono stati immessi in ruolo;
tenuto conto che il 14 gennaio 2009 veniva depositata l'altra
sentenza del CGA (numero 6/09) che ha annullato le precedenti
pronunce del TAR, ragion per cui il direttore dell'ufficio
scolastico regionale della Sicilia diramava una circolare con la
quale invitava tutti i provveditori a non considerare validi i
titoli conseguiti dai corsisti che non avessero frequentato i corsi
gestiti dalle università attraverso le scuole di specializzazione
all'insegnamento secondario (corsi SSIS);
preso atto che in data 1 ottobre 2009 il Consiglio di Stato,
sezione VI, con ordinanza numero 4916/2009 reg. ord. sosp.,
accoglieva la domanda cautelare di 30 ricorsisti, specializzati
nell'istituto Walden, e ordinava la sospensione dell'esecuzione dei
provvedimenti che in primo grado avevano escluso la validità dei
titoli conseguiti nello stesso istituto Walden di Belpasso;
per sapere:
se, per quanto di competenza, siano a conoscenza di tutto quanto
sopra riportato;
in caso affermativo, se intendano intervenire, nei modi e con i
mezzi che riterranno più opportuni, presso il direttore
dell'ufficio regionale scolastico, al fine di chiarire, in maniera
inequivocabile, che i corsi biennali di specializzazione degli
insegnati di sostegno gestiti dall'istituto 'Walden', sebbene
limitati ai 30 ricorsisti, hanno validità, in modo tale da inserire
gli stessi ricorsisti di cui all'ordinanza n. 4916/2009 reg. ord.
sosp. nelle varie graduatorie previste dalle leggi vigenti. Ciò,
altresì, al fine di evitare ulteriori contenziosi con notevoli
aggravi per le parti in causa». (831)
FALCONE
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'agricoltura e le
foreste e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
l'Unione europea ha deciso inopinatamente di aumentare la
concentrazione di una tossina, la aflatossina B1, nella frutta
secca a guscio, commercializzata in Europa, portandola da 0,7 a
1,5;
questa tossina è giudicata potenzialmente cancerogena e si trova
nelle nocciole, nelle noci, nelle mandorle, nei pistacchi e in
altri frutti a semi oleosi;
le nocciole ed i pistacchi di produzione italiana hanno una
bassissima presenza di questa tossina, mentre è presente in maniera
massiccia nelle produzioni provenienti dagli Stati Uniti e dalla
Turchia;
considerato che:
la richiesta alla UE di aumento della concentrazione di
aflatossina B1 è giunta proprio da Stati Uniti e Turchia, Paesi
dove, evidentemente, la tutela della salute pubblica passa in
subordine rispetto agli interessi commerciali;
in particolare, la Turchia ha iniziato una politica mirante
all'esportazione massiccia della propria produzione di nocciole in
tutto il mercato europeo, puntando sull'abbattimento dei prezzi,
tant'è vero che ha concesso un aiuto economico, pari a 700 euro
l'ettaro, a tutti i produttori di mandorle, aiuto che copre in toto
i costi annui di produzione delle nocciole. Tale incentivo
permette, quindi, di vendere il prodotto a prezzi talmente irrisori
che diventano inimmaginabili per i nostri mercati;
rilevato che le scelte assunte dall'Unione europea, oltre a
mettere seriamente a rischio la salute dei consumatori, causano un
danno incalcolabile all'intera produzione nazionale, e in
particolare a quella siciliana, di nocciole e pistacchi,
spalancando le porte ai prodotti turchi ed americani;
per sapere se non ritengano utile intervenire presso le autorità
nazionali, ed in particolare presso i Ministeri delle politiche
agricole, alimentari e forestali, e del lavoro, della salute e
delle politiche sociali, al fine di intraprendere tutte le
iniziative del caso per bloccare questa scelta scellerata da parte
della Comunità europea, a salvaguardia della salute dei cittadini e
dei nostri produttori di nocciole e pistacchi». (832)
VINCIULLO-POGLIESE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura e
le foreste, premesso che:
negli ultimi anni si verifica sempre con maggiore insistenza
l'arrivo sui mercati italiani e siciliani di limoni provenienti da
Paesi extracomunitari, in particolar modo Argentina e Uruguay;
questi limoni, prodotti con metodo industriale, arrivano in Italia
e in Sicilia con prezzi assolutamente concorrenziali rispetto alla
nostra produzione, che si è sempre contraddistinta per la scelta
della qualità del limone rispetto alla quantità prodotta;
rilevato che:
quest'anno si sono già verificati i primi contraccolpi di questa
invasione agrumicola. Infatti, il limone 'verdello', tipica
produzione della nostra terra, venduto di solito tra gli 80
centesimi e 1,20 euro al chilo, si è notevolmente deprezzato,
toccando il minimo storico di 50 centesimi al chilo;
a novembre dovrebbe giungere la produzione di un altro limone
caratteristico dei nostri agrumeti, il 'primo fiore': alla luce di
quanto successo con il 'verdello', si prevede un crollo del prezzo
di vendita anche per questa particolare tipologia di limone;
considerato che tale crollo dei prezzi induce i produttori
siciliani di limoni a reclamare una drammatica richiesta di
intervento da parte delle autorità regionali, visto che
l'abbattimento dei prezzi di vendita del limone non permette agli
stessi produttori di sopravvivere, calcolando che i costi di
produzione oramai sono superiori ai ricavi;
per sapere se non ritengano opportuno intervenire urgentemente al
fine di garantire i nostri produttori di limoni nei confronti di
altre produzioni provenienti da Paesi extracomunitari che, sia per
la tipologia del raccolto che per i costi della manodopera, stanno
mettendo in ginocchio l'intero comparto produttivo del limone in
Sicilia». (833)
VINCIULLO- POGLIESE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
e ambientali e per la pubblica istruzione,
premesso che:
i tagli alla scuola voluti dal Governo Prodi e mantenuti, nonché
aumentati, dall'attuale Governo, stanno facendo sentire i propri
effetti deleteri nelle scuole siciliane di ogni ordine e grado;
questi tagli hanno interessato anche la scuola elementare e media
della frazione montana di Pedagaggi, nel territorio del Comune di
Carlentini (SR);
detti tagli hanno portato alla formazione di tre pluriclassi,
retaggio di un passato che si riteneva oramai superato e che invece
ritorna inopinatamente in auge, a tutto svantaggio degli alunni che
le frequentano e dei docenti interessati, che dovranno affrontare
difficoltà insormontabili per potere svolgere la loro attività
didattica ed educativa;
gli stessi docenti difficilmente riusciranno a svolgere i
programmi scolastici, così come previsto dalle vigenti normative;
in particolare, sono state accorpate, in uniche classi, la prima e
la seconda elementare, la quarta e la quinta elementare, la seconda
e terza media;
considerato che:
a seguito delle legittime proteste dei genitori, il dirigente
scolastico, pur mantenendo le pluriclassi alle elementari, ha
escluso, intelligentemente, dalla comunione didattica le materie
fondamentali che, infatti, vengono impartite da docenti diversi;
purtroppo la stessa cosa non è stata messa in atto per la
pluriclasse che accorpa seconda e terza media, in quanto il
dirigente scolastico è riuscito solo per l'italiano e l'inglese ad
assicurare due docenti diversi, mentre, per tutte le altre materie,
a cominciare dalla matematica, l'insegnante curriculare è costretto
a dividere la stessa ora su due classi, svolgendo
contemporaneamente due programmi diversi e compromettendo
seriamente, di conseguenza, il diritto allo studio dei ragazzi di
Pedagaggi;
visto che:
in questo modo si compromette la crescita scolastica e didattica
dei giovani, ed in modo particolare di quelli della terza media,
che non avranno più, in futuro, la possibilità di recuperare e di
colmare le lacune che questo accorpamento certamente causerà;
i ragazzi di Pedagaggi porteranno sempre con sé questi deficit
formativi e cognitivi che, di fatto, li pongono in una situazione
di oggettivo svantaggio nei confronti dei loro futuri colleghi di
studio negli istituti superiori;
per sapere:
se non ritengano urgente intervenire presso il dirigente
dell'ufficio scolastico provinciale di Siracusa affinché emani un
provvedimento di deroga a quanto previsto dalla nuova riforma della
pubblica istruzione, che permetta alla scuola media di Pedagaggi di
mantenere separati gli insegnamenti fondamentali nella seconda e
terza media;
se non ritengano necessario e improcrastinabile convocare il
direttore generale della pubblica istruzione in Sicilia, in modo
che lo stesso reperisca, con l'urgenza del caso, le somme
necessarie a consentire al dirigente dell'USP di Siracusa
l'emanazione del provvedimento di deroga;
se, in subordine, non ritengano utile ed indispensabile utilizzare
il personale precario in esubero, attualmente oggetto
dell'accordo Stato-Regione (1710 posti), quali docenti annuali
delle classi seconda e terza media della scuola media di Pedagaggi,
per favorire la crescita scolastica dei ragazzi iscritti». (834)
VINCIULLO- POGLIESE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
da anni si attende l'apertura del nuovo ospedale di Lentini (SR),
posto tra le province di Siracusa e di Catania, in modo da potere
trasferire i reparti ospedalieri e gli uffici dal vetusto e
fatiscente stabile oggi utilizzato ad uno nuovo e rispondente alle
norme di sicurezza oggi vigenti;
i lavori di realizzazione sono stati quasi interamente completati,
ad eccezione delle sale operatorie;
l'aggiudicazione dell'appalto delle sale operatorie è da mesi
oggetto di contenzioso amministrativo tra le varie ditte che hanno
partecipato al bando di gara;
nonostante l'impegno profuso dai vari amministratori che si sono
susseguiti negli anni, prima presso l'allora AUSL numero 8 ed oggi
presso l'ASP provinciale di Siracusa, non si è riusciti ad avere
una risposta certa dalla giustizia amministrativa, in modo da
consentire l'inizio dei lavori;
visto che, nell'ultima udienza del TAR di Catania, i giudici aditi
si sono riservati ulteriori 5 giorni per emettere una decisione
finale e che, una volta ottenuta la sentenza del TAR, non è escluso
che i ricorrenti possano rivolgersi al CGA, ritardando
ulteriormente, di conseguenza, la consegna e l'inizio dei lavori;
per sapere se non ritengano necessario ed improcrastinabile
affidare all'Ufficio legislativo e legale della Regione siciliana,
oltre che all'Avvocatura dello Stato, il compito di seguire l'iter
del procedimento giurisdizionale amministrativo a tutela degli
interessi della popolazione delle province di Siracusa e di
Catania, interessate all'apertura del nuovo nosocomio di Lentini,
che così potranno usufruire di una nuova struttura ospedaliera in
grado di garantire tutti quei servizi cui hanno diritto e che
vengono riconosciuti dalla stessa Costituzione e dalla nuova
riforma della sanità». (835)
VINCIULLO- FALCONE-POGLIESE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore alla Presidenza,
premesso che:
la chiesa del cimitero di Augusta (SR) ha subito gravissimi danni
in seguito al terremoto del 13 e 16 dicembre del 1990 che ha
sconvolto la provincia di Siracusa e, in modo particolare, la città
di Augusta;
il Parlamento nazionale, in data 31 dicembre 1991, ha approvato la
legge numero 433 del 1991 per consolidare e/o ristrutturare tutti
gli immobili colpiti da detto evento calamitoso;
la chiesa de qua, nonostante i gravissimi danni subiti, non è
stata inspiegabilmente inserita tra gli immobili di rilevante
pregio artistico, sociale ed architettonico, destinatari di detti
fondi;
rilevato che:
la chiesa, ubicata all'interno del cimitero comunale, è ancora
'ingabbiata' in vetuste e pericolose impalcature che, se da un lato
ne impediscono il crollo definitivo, nel contempo, però, negano ai
cittadini megaresi l'accesso al tempio cristiano;
appare del tutto ingiustificato che, a 19 anni dal terribile
terremoto di Santa Lucia del 1990, i fedeli di Augusta siano
privati della possibilità di un momento di raccoglimento e di
preghiera all'interno della Chiesa e per i quali non è possibile,
allo stesso tempo, celebrare una messa di suffragio in ricordo dei
propri cari defunti;
considerato che:
il Comune, a quanto sembra, ha fatto redigere un progetto di
consolidamento dell'immobile e che la cifra stimata per la
realizzazione di detti lavori ammonterebbe ad 1 milione e 200 mila
euro;
siamo in fase di rimodulazione dei fondi, ancora disponibili,
della legge numero 433 del 1991;
per sapere se non ritengano utile dare direttive al Dipartimento
regionale della Protezione civile affinché le somme necessarie agli
interventi di consolidamento e di risanamento vengano inserite, con
l'urgenza del caso, nella rimodulazione dei fondi della legge
numero 433 del 1991». (836)
VINCIULLO-POGLIESE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura e
le foreste,
premesso che:
nei giorni scorsi migliaia di agricoltori siciliani hanno
effettuato una manifestazione a Palermo per evidenziare il grave
stato di crisi che colpisce, ormai da anni, l'intero comparto;
le cifre diffuse dalle associazioni di categoria sono allarmanti,
se non addirittura drammatiche: 35 mila imprese sono a rischio
chiusura, mentre ben 50 mila aziende, negli ultimi 5 anni, hanno
chiuso i battenti, soprattutto per la mancanza di una vera e
proficua politica di credito alle imprese;
rilevato che:
solo una massiccia serie di interventi programmati a livello
europeo, nazionale e regionale può dare ossigeno ai nostri
agricoltori, tenuto conto che, tra l'altro, la chiusura di una
singola azienda è sinonimo di disoccupazione per decine di
lavoratori;
tra questi interventi è prioritario un controllo nei confronti
delle banche che, molto spesso, negano i crediti alle imprese
previsti, tra l'altro, dal protocollo d'intesa tra ABI e Ministero
dell'economia e delle finanze, adducendo motivazioni burocratiche e
tecniche volte esclusivamente a scoraggiare i richiedenti;
considerato che l'accoglimento in toto delle richieste fatte dalle
associazioni di categoria, richieste tra l'altro condivisibili e
attuabili, può significare 'la vita' per migliaia di aziende ed il
posto di lavoro per decine di migliaia di lavoratori;
per sapere:
se non ritengano opportuno intervenire urgentemente presso il
Governo centrale al fine di garantire, ai nostri agricoltori,
alcune fondamentali forme di aiuto come, per esempio, la
dichiarazione dello stato di crisi ed il rifinanziamento del fondo
di solidarietà nazionale;
se non ritengano urgente ed improcrastinabile intervenire su base
regionale, gettando le basi di un serio e massiccio intervento in
favore del comparto agricolo che preveda, tra l'altro, la creazione
di un fondo di solidarietà per la stipula delle polizze
assicurative, l'esonero dal pagamento dei tributi locali e,
soprattutto, un serio controllo sulle attività delle banche nel
campo del credito alle imprese». (837)
VINCIULLO-POGLIESE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i lavori
pubblici, premesso che:
l'autostrada A19 che collega Palermo con Catania presenta, lungo
il suo percorso, numerose zone dove non esiste copertura per i
telefoni cellulari, qualsiasi sia la compagnia telefonica;
fermo restando che tale assenza di linea non può essere
addebitata, ovviamente, all'ANAS, ente gestore del tratto
autostradale, appare incongruente che una delle maggiori tratte
stradali regionali, come l'A19, non abbia una copertura telefonica
totale;
considerato che:
tale assenza di copertura telefonica potrebbe essere un fattore
estremamente negativo in caso di incidenti o, comunque, in tutti
quei casi ove si necessita del pronto intervento delle Forze
dell'ordine;
lascia alquanto perplessi suddetta disfunzione, tenendo conto che,
mentre si parla del ponte sullo Stretto di Messina quale opera per
completare il tratto europeo Berlino-Palermo e di autostrade a 5/6
corsie e si progetta la copertura su tutte le tratte autostradali
italiane del servizio ISORADIO, in Sicilia, invece, la semplice
copertura telefonica su un tratto autostradale diventa quasi una
chimera;
per sapere se non ritengano utile intervenire presso l'ANAS
affinché inviti tutti i gestori della telefonia mobile italiana ad
effettuare i lavori per il posizionamento di sistemi che consentano
la copertura telefonica totale non solo sull'autostrada A19 Palermo-
Catania, ma anche su tutti i tratti autostradali siciliani, al fine
di consentire eventuali richieste di intervento immediato in caso
di necessità». (842)
POGLIESE-VINCIULLO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e le autonomie locali e all'Assessore per il
bilancio e le finanze,
premesso che:
da fonti di stampa si apprende che il Governo regionale sarebbe
indirizzato a stornare, sui bilanci dei comuni siciliani, la spesa
che ogni singola amministrazione sostiene per il personale precario
ivi impiegato;
se tale notizia dovesse essere confermata, si prospetterebbe un
futuro drammatico per la quasi totalità dei comuni siciliani;
tenuto conto che:
l'inserimento dei costi dei lavoratori precari nei bistrattati ed
esangui bilanci comunali, già abbondantemente depauperizzati da
precedenti tagli effettuati nei trasferimenti provenienti dallo
Stato e dalla Regione, porterebbe i comuni ad effettuare necessari
ridimensionamenti alle spese correnti per non sforare il patto di
stabilità;
il rischio, ovviamente, sarebbe quello di assistere ad una 'guerra
tra poveri', dove il singolo comune, pur di garantire i sacrosanti
stipendi ai propri lavoratori precari, sarebbe costretto a
ridimensionare, se non ad annullare, tutti i servizi già gravanti
sul bilancio. Occorre ricordare che, tra questi, vi sono molti
servizi essenziali che investono il campo del 'sociale', con
conseguenze facilmente immaginabili;
per sapere:
se non ritengano auspicabile, nell'eventualità di una conferma
delle notizie apparse sulla stampa, evitare di portare al dissesto
economico i comuni siciliani con scelte inopinabili e
ingiustificabili;
quali iniziative intendano adottare al fine di garantire a tutti i
comuni siciliani la disponibilità economica perenne e continuativa
per il pagamento degli stipendi dei lavoratori precari». (844)
POGLIESE-VINCIULLO-FALCONE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i lavori
pubblici,
premesso che l'autostrada A18, che collega la città di Catania con
Messina, è uno dei tratti autostradali senza dubbio più trafficati
in Sicilia. Ciò è causato dall'utilizzo di questa importante
arteria per il raggiungimento di località ad alta densità turistica
(Taormina, Giardini Naxos, eccetera), ma soprattutto perché
utilizzata da migliaia di lavoratori pendolari per il
raggiungimento dei loro rispettivi posti di lavoro;
considerato che:
tra gli svincoli maggiormente utilizzati dal traffico pendolare vi
è quello di Acireale, città che, negli ultimi anni, ha avuto uno
sviluppo industriale di notevoli proporzioni;
numerosi centri commerciali, fabbriche ed attività di
distribuzione sono sorte nelle aree di sviluppo industriale e
commerciale intorno ad Acireale e tutto ciò comporta, ovviamente,
un incremento del traffico veicolare da e per la cittadina acese,
tra l'altro senza uno specifico orario di maggiore affluenza;
tale aumento del traffico è facilmente riscontrabile nel numero di
transiti che giornalmente avvengono nel suddetto svincolo: in tutta
l'A18, quello di Acireale è al secondo posto dopo Catania-San
Gregorio;
tenuto conto che:
questo repentino aumento del traffico veicolare non è, di contro,
supportato da un valido sistema di smaltimento dei mezzi in entrata
e, soprattutto, in uscita da Acireale. In pratica, il casello
autostradale di Acireale è dotato di un numero di cabine di
pagamento del pedaggio assolutamente insufficienti, in particolar
modo per il traffico in entrata. Difatti, le cabine adibite a
questo flusso veicolare sono soltanto 2, di cui nessuna adibita ad
uso esclusivo TELEPASS, mentre, per il traffico in uscita dalla
A18, le cabine sono ben 8, di cui 3 adibite pure a TELEPASS;
appare evidente che tale disservizio è il motivo scatenante delle
lunghissime code in entrata verso l'A18, code che, spesso, causano
il blocco dell'intera circolazione in tutte le strade intorno al
casello, con evidenti problemi legati anche e soprattutto alla
sicurezza stradale;
visto che:
è evidente che il Consorzio per le autostrade siciliane (CAS),
ente gestore della A18, deve assolutamente intervenire per
implementare il numero di cabine adibite al flusso veicolare
diretto verso l'autostrada;
è plausibile l'allargamento degli spazi adibiti all'allocazione
delle cabine. Nell'impossibilità di trovare ulteriori spazi per la
costruzione delle stesse, l'unica alternativa è quella di
rimodulare l'intero casello, creando cabine che, in caso di
necessità ed operando con sbarramenti mobili, possano essere usate
nelle direzioni in quel momento più trafficate, sistema, peraltro,
già utilizzato in numerosi caselli di autostrade del nord Italia
gestite dall'ANAS;
per sapere se non ritengano improcrastinabile intervenire presso
il Consorzio per le autostrade siciliane affinché vengano
intraprese tutte le iniziative utili e necessarie per l'ampliamento
o modifica del casello autostradale di Acireale, al fine di
consentire una fluida viabilità ordinaria locale ed un'assoluta
funzionalità in termini di sicurezza». (845)
POGLIESE
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura dell'interrogazione
con richiesta di risposta in Commissione presentata.
DE LUCA, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
nella Regione siciliana i procedimenti per ottenere i benefici per
gli invalidi civili, previsti dalla legislazione vigente, sono allo
stato attuale gravati da un farraginoso iter burocratico che rende
lunghissimo il riconoscimento degli stessi per gli aventi diritto;
premesso altresì che il medesimo iter burocratico viene
inspiegabilmente applicato anche ai pazienti affetti da patologie
oncologiche che fanno richiesta di prestazioni di invalidità
civile, in difformità da quanto previsto dall'articolo 6, comma 3
bis, del decreto - legge 10 gennaio 2006, numero 4, convertito con
modificazioni in legge 9 marzo 2006, numero 80, nel quale viene
specificato che gli esiti dell'accertamento hanno efficacia
immediata per il godimento dei benefici da essi derivanti e che
l'espletamento dei predetti accertamenti deve avvenire entro 15
giorni dalla presentazione della domanda;
rilevato che sin dal 1998 il Governo nazionale ha emanato una
serie di successivi provvedimenti volti a delegare alle regioni la
competenza degli accertamenti di invalidità civile, esonerando il
Ministero dell'interno, e quindi le prefetture, dalle competenze
svolte sino ad allora;
constatato che la Regione siciliana, contrariamente a
quanto avviene già da anni nelle altre regioni, prevede un percorso
per il riconoscimento dell'invalidità civile estremamente complesso
che obbliga più enti a occuparsi della definizione delle domande
attraverso la ripetizione di passaggi come di seguito riassumibili:
la domanda viene valutata dall'Azienda sanitaria che la trasmette
all'INPS, che a sua volta la rinvia alla commissione dell'Azienda
sanitaria, che infine la inoltra alla Prefettura per l'emissione
del decreto, fermo restando che, in ultima analisi, la medesima
pratica ritorna all' INPS per la liquidazione;
considerato che ad oggi la Regione siciliana non ha sottoscritto
alcun accordo con l'INPS per lo snellimento delle procedure, cosa
che invece comporterebbe, al compimento delle dovute verifiche
delle istanze, un passaggio diretto verso gli uffici liquidatori
degli istituti previdenziali, dimezzando i tempi di attesa, con
conseguente notevole risparmio di risorse umane oltre che di resa
di servizi più efficienti ai cittadini che hanno bisogno
d'assistenza;
per sapere quali provvedimenti urgenti intendano adottare al fine
di attuare anche in Sicilia la normativa prevista dal d.lgs. 31
marzo 1998, numero 112 (articolo 130); dalla legge 23 dicembre
2000, numero 388 (articolo 80); dalla legge 2 dicembre 2005, numero
248 (articolo 10); dalla legge 9 marzo 2006, numero 80 (articolo
6); dal decreto emesso dal Ministero dell'economia e delle finanze,
di concerto con il Ministero della salute, 2 agosto 2007». (824)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento in Commissione con
urgenza)
CORONA-LEONTINI-TORREGROSSA
BOSCO-CAMPAGNA-LIMOLI-LEANZA E.
PRESIDENTE. L'interrogazione testé annunziata sarà inviata al
Governo ed alla competente Commissione.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
DE LUCA, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e le autonomie locali,
premesso che:
l'Assessorato della famiglia, delle politiche sociali e autonomie
locali, con decreto 16 dicembre 2005, pubblicato nella Gazzetta
ufficiale, parte I, numero 54 del 2005, ha reso noto 'l'elenco dei
progetti ammissibili a finanziamento nell'ambito della quota del 6
per cento delle risorse indistinte del Fondo nazionale delle
politiche sociali - legge numero 328/2000' ed ha, quindi, ritenuto
ammissibile il progetto per l'assistenza tecnica e professionale
alla realizzazione dei servizi previsti nel piano di zona del (DSS)
distretto socio-sanitario 42;
lo stesso Assessorato, con nota protocollo 2350 del 28 dicembre
2005, formalizzava al Comune di Palermo la concessione del
finanziamento di euro 79 mila, corrispondente al 50 per cento
dell'importo richiesto;
successivamente il progetto relativo all'intervento di
assistenza tecnica per la realizzazione dei servizi previsti nel
piano di zona del distretto socio-sanitario 42 veniva rimodulato e
approvato dalla Giunta comunale di Palermo;
con determinazioni dirigenziali del Comune di Palermo numeri 1196
del 14 settembre 2006 e 1591 del 17 novembre 2006, venivano avviate
le procedure per l'affidamento di suddetto intervento, mediante
procedura accelerata, ai sensi dell'articolo 70, comma 11, del
d.lgs. numero 163 del 2006 e s.m.i.;
con successivo atto, a seguito di pubblico affidamento, è stato
affidato il servizio all'ente che risultava posto utilmente in
graduatoria;
per sapere le motivazioni per le quali abbia revocato al Comune di
Palermo, con notifica RS numero 0002 dell'8 gennaio 2009, detto
finanziamento» (822).
(L'interrogante chiede risposta scritta)
GRECO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il bilancio e le
finanze, premesso che:
la società Sicilia e-Innovazione ha predisposto un progetto
denominato RAN in base al quale l'Amministrazione regionale
risparmierebbe 30 milioni di euro per servizi telefonici ed
informatici;
nel mese di marzo 2009 il Dipartimento regionale bilancio ha
approvato il bando di gara di circa 20 milioni di euro;
ad oggi lo stato del progetto è fermo;
considerato che:
in un'ottica di razionalizzazione della spesa pubblica è
necessario potere valutare le iniziative e i progetti di risparmio;
in tale ottica si rende necessario verificare lo stato di
avanzamento del progetto RAN o, quanto meno, conoscere le
motivazioni che inducono all'attuale stato di paralisi dell'iter
procedimentale dello stesso;
ritenuto che occorre conoscere le motivazioni della mancata
realizzazione del bando già predisposto ed approvato dal
Dipartimento bilancio;
per sapere quali provvedimenti intendano adottare al fine di fare
la giusta e dovuta chiarezza sul progetto RAN di cui sopra e i
motivi della mancata emanazione del bando». (823)
(L'interrogante chiede risposta scritta)
CAPUTO
«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali,
premesso che
il S. Antonio di Calatabiano (CT) è riconosciuto come torrente a
rischio esondazione e che durante le ultime piogge ha danneggiato
numerose case civili con ingenti danni. Malgrado ciò, nessuna
istituzione si è preoccupata di farlo ripulire dai detriti presenti
nell'alveo;
Comune, Provincia e Genio civile asseriscono che la pulizia del
torrente non è di loro competenza;
per sapere:
quali iniziative intenda implementare per far sì che i problemi
esposti in premessa vengano risolti;
se non ritenga opportuno individuare su quale amministrazione
ricada la responsabilità di vigilare sul suddetto torrente». (826)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
FIORENZA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
l'ultimo concorso per la concessione di nuove licenze per
l'apertura di farmacie è stato indetto nel 2000;
in nessun'altra regione italiana sussiste una situazione del
genere;
la carenza di farmacie sul territorio regionale preoccupa
notevolmente, in quanto non viene assicurato in maniera capillare
il servizio, causando non pochi disagi ai cittadini;
l'ordine dei farmacisti viene continuamente sollecitato da
parecchi iscritti che protestano vivamente poiché ingiustamente
lesi nelle loro sacrosante aspettative professionali;
la Regione siciliana ha stanziato, il 19 aprile del 2008, 250 mila
euro per il completamento delle procedure concorsuali, non rendendo
nota ancora però la data della nuova prova né i motivi che hanno
determinato tale scandaloso e sospetto ritardo;
per sapere:
quali iniziative intendano porre in essere affinché venga risolto
il problema esposto in premessa;
se non ritengano di dover avviare una procedura ispettiva al fine
di accertare i motivi del ritardo e le eventuali responsabilità,
per adottare i successivi provvedimenti consequenziali». (827)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
FIORENZA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore alla Presidenza,
premesso che:
i lavori di costruzione dell'opera denominata 'Invaso Pietrarossa'
sono stati affidati dal consorzio di bonifica di Caltagirone al
R.T.I., costituito da Impregilo S.p.A. (già Lodigiani) e CO.GE.I.
S.p.A. (oggi fallita) con contratto stipulato in data 12 dicembre
1988 per un ammontare, al netto del ribasso, di lire
75.958.194.230, aumentato a lire 84.888.356.411 a seguito
dell'approvazione di due perizie di variante e suppletiva;
premesso ancora che i lavori sono stati consegnati in data 16
febbraio 1989 e sono stati sospesi: il 20 novembre 1993 per
presunti fenomeni franosi in corso d'opera; il 20 ottobre 1997 su
ordine della Soprintendenza per i beni culturali ed ambientali di
Enna; il 14 febbraio 1998 a causa di un provvedimento della Procura
della Repubblica di Enna; in data 6 marzo 2000, infine, su
disposizione del G.I.P. del Tribunale di Caltagirone;
considerato che allo stato finale dei lavori, alla data di
sospensione del 20 ottobre 1997, è stato raggiunto l'importo di
lire 80.694.871.604;
considerato ancora che:
nell'incontro del 14 febbraio 2008, al quale hanno partecipato la
Soprintendenza ai beni culturali ed ambientali di Enna, il
Ministero per le infrastrutture e dei trasporti ed il consorzio di
bonifica di Caltagirone, è emerso che, relativamente all'aspetto
archeologico, la Soprintendenza di Enna riteneva imprescindibile
il completamento dell'indagine archeologica e la conservazione
fisica dei manufatti, ritenendo possibile una nuova progettazione
per la fruizione del sito;
a tal fine essa ha presentato al competente Assessorato la
relativa perizia, il cui importo è di 1,5 milioni di euro;
ritenuto che:
sono stati superati gli aspetti amministrativi e penali;
è venuto meno il conflitto tra interessi pubblici contrapposti
(realizzazione del serbatoio e salvaguardia e fruizione del sito
archeologico) attraverso l'ipotesi di fruizione presentata dalla
Soprintendenza;
rimangono ancora pendenti soltanto i contenziosi civili nei quali
sono impegnati il consorzio di bonifica di Caltagirone ed il
provveditorato generale delle opere pubbliche per la Regione
siciliana;
per sapere:
quali iniziative siano state assunte per accelerare la chiusura
dei contenziosi anche attraverso specifiche transazioni;
se sia stato verificato lo stato di affidabilità delle opere
realizzate, alla luce del lungo periodo di fermo lavori;
se sia stato aggiornato il progetto della sponda destra e se sia
stato redatto il progetto di completamento dell'opera, con
particolare riferimento ai problemi relativi alle cave». (828)
(L'interrogante chiede risposta scritta)
BARBAGALLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
nella nostra Regione si registrano ogni giorno migliaia di accessi
ai pronto soccorso;
spesso tali interventi sono rivolti a bambini e lattanti;
considerato che:
sovente si è rilevata l'assenza di personale specializzato presso
le strutture di pronto soccorso, anche dove è presente l'unità
operativa complessa di pediatria;
ormai i pronto soccorso devono possedere requisiti di efficienza e
professionalità, evitando le scandalose file d'attesa e soprattutto
mantenendo livelli adeguati di professionalità nelle prestazioni;
per sapere:
quali iniziative intendano intraprendere per avviare un serio
approccio terapeutico nei pronto soccorso verso i bambini che, come
è noto, presentano caratteristiche assolutamente diverse
dall'adulto;
se non ritengano opportuno costituire una commissione sulla
urgenze-emergenze riguardanti i minori nel territorio siciliano,
invitando - fra gli altri - anche le società italiane di emergenza
ed urgenza pediatrica (SIMEUP);
inoltre, se non intendano iniziare ad avviare presso i pronto
soccorso un 'triage' pediatrico». (829)
(L'interrogante chiede risposta scritta)
FIORENZA
«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali,
premesso che:
in via dei Salesiani, arteria della 3 Municipalità di Catania, è
presente una discarica abusiva di spazzatura, mobili
vecchi, elettrodomestici e materiale edilizio. In alcuni giorni è
presente pure materiale altamente inquinante e tossico, come il
poliuretano e l'amianto;
condizioni di degrado e sporcizia come quelle descritte in
precedenza mettono a rischio la salubrità delle zone interessate e
di certo non rappresentano uno spettacolo edificante per i
cittadini che sono costretti a subirlo transitando a piedi ed in
auto;
per sapere quali iniziative intenda porre in essere affinché venga
definitivamente bonificata l'area indicata in premessa». (838)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
FIORENZA
«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali,
premesso che:
la via Riccardo Quartararo si trova in una zona centrale del
quartiere Barriera di Catania; vi è ubicata una delle scuole medie
più frequentate del quartiere. Ebbene, questa importante arteria è
una strada senza sbocco;
il piano regolatore generale vigente, quello 'Picconato', che ha
oltre 40 anni di vita, prevedeva che la strada dovesse congiungersi
con la via Paratore;
in tutti questi anni non si è pensato di utilizzarla come via di
fuga;
per sapere:
quali iniziative intenda porre in essere affinché venga
espropriato il terreno privato che impedisce il prolungamento della
via Riccardo Quartararo di Catania, congiungendola con la via
Paratore;
se non ritenga necessario intervenire con urgenza per accelerare
l'eventuale iter in corso, ridando così sicurezza sia ai residenti
della zona sia alla scuola ivi ubicata che raccoglie, nelle ore di
punta, un'ingente concentrazione di popolazione senza vie
d'uscita». (839)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
FIORENZA
«All'Assessore per la sanità,
premesso che:
il comma 3 dell'articolo 25 della legge regionale 22 dicembre
2005, numero 19, ha previsto la possibilità di realizzare,
nell'ambito del territorio regionale, cimiteri per animali
d'affezione;
il medesimo comma prevede che l'Assessore regionale per la sanità
emani apposita circolare attuativa necessaria per stabilire
condizioni e modalità per la realizzazione dei sopra detti
cimiteri;
la predetta circolare non è ancora stata predisposta e, atteso il
tempo trascorso, é necessario procedere in tempi brevi alla sua
emanazione;
per sapere se non ritenga di dover procedere all'immediata
emanazione della citata circolare, al fine di dare piena attuazione
al comma 3 dell'articolo 25 della legge regionale 22 dicembre 2005,
numero 19». (840)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
FIORENZA
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e le autonomie locali e all'Assessore per il
bilancio e le finanze,
premesso che i comuni siciliani versano in grave disagio economico
a causa della decurtazione dei fondi ad essi riservati;
appreso, anche da fonti di stampa, che è intenzione del Governo
regionale gravare i bilanci comunali della spesa per il personale
precario;
sottolineato che siffatta eventualità condurrebbe i comuni verso
lo 'sforamento' di bilancio, con l'inevitabile conseguenza della
violazione del patto di stabilità e ulteriore riduzione delle somme
loro spettanti;
considerato che la tutela dei lavoratori precari non può essere
'scaricata' tout court sugli esigui fondi destinati ai comuni, ma
deve essere garantita con risorse intangibili, destinate unicamente
alle retribuzioni dei lavoratori;
ritenuto che, laddove il Governo della Regione dovesse perseguire
l'ipotesi di inserire nei bilanci comunali anche le spese per i
precari, tutte le attività che, in atto con difficoltà, vengono
garantite dalle amministrazioni rischiano di essere sospese;
per sapere:
come intendano venire incontro alle preoccupazioni espresse dai
sindaci rispetto all'eventualità che la spesa del personale
precario risulti a carico dei bilanci comunali, con refluenze
negative sul patto di stabilità;
quali iniziative urgenti intendano assumere affinché ogni singolo
comune della nostra Regione sia messo nelle condizioni di poter
pagare le retribuzioni dei lavoratori precari e,
contemporaneamente, di mantenere l'erogazione di servizi essenziali
in favore dei cittadini». (841)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
D'ASERO
«All'Assessore per il territorio e l'ambiente,
premesso che il Consiglio regionale dell'urbanistica, nella
seduta del 20 ottobre 2009, ha esitato favorevolmente, rinviando la
votazione ad una nuova lettura, la rielaborazione parziale del
piano regolatore regionale del Comune di Trapani;
considerato che:
nel territorio comunale di Trapani insistono diverse zone
classificate SIC (siti di importanza comunitaria) e ZPS (zone
protezione speciale), alcune delle quali, tra l'altro, ricadono in
corrispondenza delle saline e a ridosso della città di Trapani e
dei centri abitati;
al momento lo stesso PRG non ha acquisito, per le dette zone SIC e
ZPS, la relativa e necessaria valutazione d'incidenza, che è in
corso di istruttoria da parte del servizio VIA - VAS dell'ARTA
(Agenzia regionale per il territorio e l'ambiente);
in mancanza di tale valutazione d'incidenza, il decreto di
approvazione del PRG verosimilmente vedrà, per motivi di cautela,
stralciate le zone SIC e ZPS e le zone limitrofe;
è necessario evitare che le zone SIC e ZPS siano stralciate dal
PRG, non essendo consentita, nelle
more dell'acquisizione della valutazione d'incidenza, alcuna
attività nelle stesse;
per sapere se non ritenga opportuno intervenire affinché tale
parere sulla valutazione d'incidenza sia rilasciato prima
dell'emissione del decreto dirigenziale di approvazione della
rielaborazione del PRG di cui trattasi, allo scopo di evitare la
conseguente emanazione di un nuovo decreto qualora detta
valutazione d'incidenza dovesse essere tardivamente acquisita».
(843)
(L'interrogante richiede risposta scritta con urgenza)
RUGGIRELLO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il bilancio e le
finanze e all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali,
premesso che:
l'Unione Italiana Ciechi e degli Ipovedenti, la stamperia Braille
ed il centro 'Helen Keller' hanno esposto la loro preoccupazione
circa i disagi scaturenti a seguito della decisione della Regione
siciliana di procedere alla riduzione dei contributi annui erogati
in loro favore;
invero, si è appreso che la Regione siciliana, in seguito
all'impugnativa, da parte del Commissario dello Stato, della norma
che prevedeva l'abrogazione della 'tabella H', ha deciso di ridurre
i contributi annui erogati in favore delle associazioni e di quegli
enti che operano a tutela dei ciechi e degli ipovedenti siciliani;
la riduzione dei contributi, per l'entità della percentuale e per
la specificità dei destinatari, determina come conseguenza diretta
e immediata la crisi delle strutture organizzative delle predette
associazioni, che non saranno più in grado di sostenere i costi del
personale altamente qualificato;
conseguentemente, i cittadini non vedenti e ipovedenti subiranno
ingiustamente ulteriori e gravi disagi;
considerato che:
la riduzione dei contributi comporta drammatiche conseguenze,
costringendo le associazioni a sospendere l'assistenza a non
vedenti e ipovedenti e l'erogazione di fondamentali servizi, oltre
a mettere a serio rischio i posti di lavoro del personale impegnato
presso le strutture organizzative;
ritenuto che la riduzione dei contributi in favore delle
organizzazioni per ciechi e ipovedenti colpisce soggetti e
categorie di cittadini bisognosi di più cure ed attenzione da parte
delle istituzioni;
per sapere quali provvedimenti intendano adottare al fine di
evitare il ridimensionamento dei contributi in favore delle
organizzazioni citate e garantire maggiori tutele ai soggetti non
vedenti e ipovedenti». (846)
(L'interrogante richiede risposta scritta con urgenza)
RUGGIRELLO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura
dell'interpellanza presentata.
DE LUCA, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e le autonomie locali,
premesso che:
il centro socio-assistenziale per anziani 'Sciacca Baratta' di
Patti (ME) svolge, in adempimento dei propri fini statutari,
attività assistenziale di ricovero a tempo pieno di anziani ed
adulti inabili;
a causa della diminuzione dei contributi regionali, il personale e
gli operatori che svolgono la propria attività presso detto ente
dal marzo 2007 non percepiscono più lo stipendio;
rilevato che:
in data 11 marzo 2009 è stato richiesto al Governo regionale un
contributo straordinario per fronteggiare il pagamento degli
stipendi arretrati al personale e gli altri adempimenti concernenti
le forniture, i contributi previdenziali ed assistenziali e le
bollette di luce, gas e telefono;
ancora oggi non risulta esservi stato nessun intervento a sostegno
della drammatica situazione dell'ente assistenziale, abbandonato a
se stesso e senza alcuna prospettiva di soluzione;
per conoscere:
se e quali iniziative intendano assumere nell'immediato al fine di
assicurare il pagamento degli stipendi dovuti a operatori e
lavoratori che, con dedizione e senso di responsabilità, continuano
a garantire l'assistenza presso l'IPAB 'Sciacca Baratta' di Patti;
quali siano gli orientamenti del Governo regionale in ordine alla
situazione di collasso economico in cui versano quasi tutte le IPAB
della Sicilia, il cui operato si rivolge a favore degli anziani e
dei più bisognosi, nella totale indifferenza dell'Amministrazione
regionale;
se non ritengano che vada valorizzato il vero patrimonio delle
IPAB siciliane, che è costituito da 'capitale umano' ricco di
esperienze e motivazioni, anche attraverso concrete azioni di
stabilizzazione di queste professionalità presso gli enti locali,
tenuto conto della crescente esigenza dell'offerta dei servizi di
assistenza per far fronte ai maggiori bisogni che si registrano a
causa della crisi economico-sociale che investe l'intera Isola».
(74)
RINALDI
PRESIDENTE. Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno
annunzio senza che il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione,
l'interpellanza si intende accettata e sarà iscritta all'ordine del
giorno per essere svolta al suo turno.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Determinazione della data di discussione di mozioni
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Lettura,
ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d) e 153 del
Regolamento interno, delle seguenti mozioni:
- numero 151 «Iniziative politiche ed istituzionali nei confronti
del Governo nazionale per evitare l'acquisto dei caccia bombardieri
'F35', destinando le risorse finanziarie previste alla Sicilia»,
degli onorevoli Barbagallo Giovanni, Lupo Giuseppe, Galvagno
Michele e Rinaldi Francesco, presentata il 6 ottobre 2009;
- numero 155 «Misure straordinarie 'una tantum' a favore delle
aziende agricole, a tutela del comparto agricolo, della salute del
consumatore e della valorizzazione delle risorse del territorio
siciliano», degli onorevoli Caputo Salvino, Pogliese Salvatore,
Vinciullo Vincenzo e Aricò Alessandro, presentata il 22 ottobre
2009;
- numero 157 «Iniziative per il sostegno ed il rilancio della
corilicoltura siciliana», degli onorevoli Romano Fortunato, Musotto
Francesco, Arena Giuseppe e De Luca Cateno, presentata il 21
ottobre 2009.
Onorevoli colleghi, avverto che la determinazione della data di
discussione delle sopraindicate mozioni, integralmente riportate
nell'ordine del giorno della presente seduta, è demandata, secondo
consuetudine parlamentare, alla Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari.
Con riferimento, poi, alla mozione numero 156, annunziata nella
precedente seduta, preciso che la stessa è stata inserita per la
discussione al III punto dell'ordine del giorno dell'odierna
seduta, in sintonia con l'agenda dei lavori parlamentari deliberata
dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e
comunicata nella scorsa seduta.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Discussione di mozioni
PRESIDENTE. Si passa al terzo punto dell'ordine del giorno:
Discussione delle mozioni:
- numero 154 «Istituzione di una Commissione parlamentare di
inchiesta per la individuazione di eventuali responsabilità
strutturali e organizzative su quanto accaduto negli ospedali S.
Stefano di Mazzarino e Sant'Elia di Caltanissetta tra il 20 e il 21
agosto 2009», degli onorevoli Caputo, Leontini, Mancuso, Limoli,
Corona e Bosco;
- numero 120 «Interventi a livello centrale perché vengano
inserite nei piano di studio delle scuole superiori le discipline
giuridiche ed economiche», degli onorevoli Lupo, Rinaldi,
Barbagallo, Galvagno, Fiorenza, Ferrara, Mattarella, Gucciardi,
Laccoto, Ammatuna, Vitrano, Picciolo e Bonomo;
- numero 126 «Interventi a sostegno dell'aumento del massimale
degli aiuti de minimis nel settore dell'agricoltura», degli
onorevoli Oddo, Cracolici, Ammatuna, Apprendi, Barbagallo, Bonomo,
De Benedictis, Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Donegani,
Faraone, Ferrara, Fiorenza, Galvagno, Gucciardi, Laccoto, Lupo,
Marinello, Marziano, Mattarella, Panarello, Panepinto, Picciolo,
Raia, Rinaldi, Speziale, Termine e Vitrano;
- numero 138 «Interventi urgenti per affrontare il problema dei
danni alle produzioni orticole causati dal parassita 'Tuta
absoluta'», degli onorevoli Ragusa, Cordaro, Dina, Maira e Forzese;
- numero 149 «Mancata attuazione degli articoli 16, 17, 18, 19 e
20 della legge finanziaria regionale numero 6 del 2009, riguardanti
interventi in favore del comparto agricolo», degli onorevoli Oddo,
Cracolici, Apprendi, Donegani, Marinello, Vitrano, Ammatuna,
Barbagallo, Bonomo, De Benedictis, Di Benedetto, Di Guardo,
Digiacomo, Faraone, Ferrara, Fiorenza, Galvagno, Gucciardi,
Laccoto, Lupo, Marziano, Mattarella, Panarello, Panepinto,
Picciolo, Raia, Rinaldi, Speziale e Termine;
- numero 150 «Interventi per la rimodulazione dei premi delle
misure agro-ambientali previsti dalla Misura 214 del piano di
sviluppo rurale (PSR) 2007-2013 della Regione siciliana», degli
onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi, Donegani, Marinello, Vitrano,
Ammatuna, Barbagallo, Bonomo, De Benedictis, Di Benedetto, Di
Guardo, Digiacomo, Faraone, Ferrara, Fiorenza, Galvagno, Gucciardi,
Laccoto, Lupo, Marziano, Mattarella, Panarello, Panepinto,
Picciolo, Raia, Rinaldi, Speziale e Termine;
- numero 156 «Interventi urgenti per scongiurare la crisi
economica del comparto agricolo regionale», degli onorevoli Maira,
Dina, Lo Giudice, Cintola, Ragusa, Cordaro, Forzese, Gianni, Cascio
Salvatore e Ardizzone.
Ne do lettura:
«L'Assemblea Regionale siciliana
premesso che:
lo scorso mese di agosto, con precisione nella notte tra il 20 ed
il 21, si è verificato un gravissimo episodio che ha sollevato
l'attenzione sullo stato di sicurezza ed efficienza delle strutture
sanitarie siciliane;
in particolare, il decesso del giovane Filippo Li Gambi, di
venticinque anni, che dall'ospedale di Mazzarino è stato trasferito
a quello di Caltanissetta in quanto la prima struttura non era
adeguata per il tipo di urgenza ed emergenza medica, ha evidenziato
una preoccupante situazione di carenze sia strutturali che
organizzative dei presidi ospedalieri siciliani;
tale situazione determina un grave allarme di pericolo e alto
rischio per la salute dei cittadini;
considerato che:
la situazione impone una rigorosa e attenta verifica dell'attuale
sistema sanitario che viene elargito ai siciliani;
occorre tutelare e garantire il diritto alla salute dei cittadini
attraverso un sistema ispirato a criteri di efficienza e sicurezza;
ritenuto che:
l'attuale sistema sanitario, basato su un indiscriminato ed
illogico criterio di tagli e soppressione di ospedali, può essere
gravemente lesivo del diritto alla salute;
in Sicilia vi sono altre strutture ospedaliere che presentano le
stesse condizioni di altissimo rischio dell'ospedale di Mazzarino;
ritenuto, altresì, che il mancato rinnovo dei contratti ed il
blocco degli incarichi al personale sanitario presso numerose aree
di emergenza siciliane sono privi dei requisiti di funzionalità e
sicurezza;
ritenuto, infine, che la carenza di efficienza e sicurezza degli
ospedali mette in serio pericolo e a rischio l'incolumità dei
cittadini con lesione del diritto alla salute,
impegna
il Presidente dell'Assemblea regionale siciliana
a costituire, ai sensi degli articoli 29 e 29 ter del Regolamento
interno, una Commissione di inchiesta sugli errori in campo
sanitario al fine di:
1) verificare ed accertare la presenza e la sussistenza dei
requisiti strutturali ed organizzativi dei presidi di Mazzarino e
Caltanissetta;
2) verificare la sussistenza dei requisiti di efficienza e
sicurezza delle strutture ospedaliere siciliane per la tutela del
diritto alla salute dei cittadini;
3) individuare interventi urgenti finalizzati alla tutela del
diritto alla salute dei cittadini». (154)
CAPUTO - LEONTINI - MANCUSO
LIMOLI - CORONA - BOSCO
«L'Assemblea Regionale siciliana
premesso che:
la scuola è il luogo per eccellenza da cui passa la civiltà di un
Paese, dove si formano la cultura della legalità, della tolleranza
e dell'impegno sociale e civile delle nuove generazioni;
il nostro Paese ha contribuito e contribuisce, in maniera
determinante, con la sua cultura giuridica e giurisprudenziale,
alla tutela ed allo sviluppo della democrazia nel mondo;
da circa venti anni le discipline giuridiche sono inserite
nell'ordinamento scolastico, non solo degli istituti tecnici e
professionali ma anche dei licei, consentendo a molteplici
generazioni di studenti di conoscere le basi del diritto
costituzionale e dei fondamenti giuridici e valoriali su cui si
regge la nostra Repubblica e si fonda la sua partecipazione al
processo formativo dell'Europa;
la conoscenza del diritto ha permesso lo sviluppo di una maggiore
consapevolezza del ruolo di 'cittadino responsabile' nell'esercizio
dei propri diritti e doveri, non solo nei confronti dello Stato ma
anche nei rapporti tra i cittadini medesimi;
la consapevolezza di una cittadinanza responsabile ha avuto,
altresì, un ruolo determinante nella formazione di una nuova
sensibilità individuale e collettiva nella lotta alla criminalità
organizzata;
considerato che:
anche la Comunità europea si è più volte pronunciata sull'assoluta
necessità che i cittadini europei abbiano consapevolezza del
concetto di cittadinanza e conoscano le regole fondamentali
dell'economia;
in Europa, tutti gli ordinamenti scolastici nazionali contemplano
- sia pure con diverse denominazioni - un insegnamento di
educazione civica;
constatato che:
in controtendenza con il resto d'Europa, la riforma Gelmini ha
cancellato le discipline 'Diritto ed Economia' dai piani di studio
del futuro sistema liceale, mantenendole in forma residuale e
visibilmente ridotta negli istituti tecnici e professionali;
ciò, anche in netta contraddizione con gli appelli più volte
ripetuti dal Capo dello Stato, che ha sempre sottolineato
l'importanza dell'educazione alla legalità in una Nazione, qual è
la nostra, fortemente colpita da contrasti sociali che hanno
alimentato fenomeni di illegalità diffusa in violazione dello Stato
di diritto;
la nuova materia 'Cittadinanza e Costituzione', introdotta come
sperimentazione in tutte le scuole di ogni ordine e grado dal
Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, Gelmini,
sarà insegnata dai docenti di storia, senza aumento del monte ore
di lezione e non avrà voto in pagella;
considerato, altresì, che anche l'associazione costituzionalisti
italiani ha analizzato criticamente la suddetta sperimentazione,
lamentando la scarsa autonomia della disciplina e l'affidamento
della stessa a docenti che non hanno competenze specifiche in
materia e che devono essere formati con grave dispendio di risorse
pubbliche;
considerato, inoltre, che:
appare quanto meno incomprensibile la decisione del Ministro
Gelmini, che inserisce nella scuola l'insegnamento obbligatorio di
'Cittadinanza e Costituzione' e cancella nel contempo
l'insegnamento del 'Diritto' da tutti i licei, così come risulta
dai piani di studio pubblicati e che entreranno in vigore a partire
dall'anno scolastico 2009/2010;
l'insegnamento della disciplina giuridica nei licei era stato
introdotto nel lontano 1995, grazie ad una sperimentazione
conosciuta come 'progetto Brocca', la cui finalità era quella di
dare la giusta collocazione della cultura giuridica negli istituti
detentori della cultura classica, con un enorme contributo reso
alla formazione della coscienza civile dei ragazzi ed al
potenziamento della cultura della legalità;
ritenuto che la totale scomparsa dell'insegnamento del diritto
dai quadri orario dei licei e la forte riduzione di questa
disciplina negli istituti tecnici e professionali avrà ricadute
molto negative:
a) sugli studenti, privati di contenuti formativi fondamentali in
una società come quella europea che vuole essere 'società della
conoscenza', come recita il protocollo di Lisbona;
b) sui docenti di diritto, nei confronti dei quali al
misconoscimento per il loro operato si affianca l'assoluta
incertezza di una prospettiva lavorativa;
c) per tutto il Paese, perché un Paese che non investe sulla
cultura è un Paese che non progetta il proprio futuro;
ritenuto, inoltre, che è alquanto singolare pensare di poter
potenziare la coscienza civile dei ragazzi e di educarli al
rispetto delle regole, eliminando l'insegnamento del diritto dalle
scuole;
atteso che, allorché sarà dato corso ai regolamenti ed ai piani
programmatici del Governo nazionale, dal 2010 ci saranno tantissimi
docenti di ruolo in esubero, senza contare i docenti precari che
già da quest'anno non sono stati chiamati per le supplenze e tutti
i giovani che si sono formati per l'insegnamento delle discipline
giuridiche, che non potranno mai accedere al mondo della scuola;
constatato che:
dopo aver fissato come priorità dell'azione educativa della scuola
la lotta al bullismo, il Ministro della pubblica istruzione,
dell'università e della ricerca ha proposto un riordino dei piani
di studio in cui scompaiono le discipline che rappresentano lo
strumento fondamentale per la prevenzione ed il contenimento del
problema;
è del tutto evidente la controtendenza della riforma Gelmini
rispetto alle scelte di molti Paesi europei che, viceversa, stanno
estendendo la cultura giuridico-economica a tutti gli indirizzi
superiori;
constatato, inoltre, che:
negli ultimi anni, le tracce ministeriali per la prima prova degli
esami di Stato hanno avuto come oggetto tematiche di carattere
giuridico-sociale ed anche la scelta delle materie oggetto d'esame,
con docente esterno al consiglio di classe, è ricaduta, per quasi
tutti gli indirizzi, sulle materie giuridiche;
i principi ispiratori che hanno portato il Ministro Gelmini a
cancellare totalmente o a ridimensionare il ruolo della disciplina
giuridica nella scuola italiana sono unicamente dettati da motivi
meramente economici, che non possono trovare alcuna giustificazione
didattica,
impegna il Governo della Regione
ad intervenire con determinazione presso il Ministro
dell'istruzione, dell'università e della ricerca affinché:
a) venga rivista la proposta di riforma;
b) le discipline giuridiche ed economiche siano inserite nei piani
di studio di tutte le istituzioni scolastiche di secondo grado;
c) l'insegnamento delle discipline 'Cittadinanza e Costituzione'
nella scuola superiore venga affidato ai docenti abilitati nella
classe di concorso A019 (Discipline giuridiche ed economiche),
vista la specificità, la professionalità e la formazione giuridica
degli stessi docenti». (120)
LUPO - RINALDI - BARBAGALLO - GALVAGNO
FIORENZA - FERRARA - MATTARELLA
GUCCIARDI - LACCOTO - AMMATUNA
VITRANO - PICCIOLO - BONOMO
«L'Assemblea Regionale siciliana
premesso che:
il Regolamento (CE) numero 994/98 consente alla Commissione di
fissare una soglia sotto la quale si considerano gli aiuti non
soggetti alla procedura di notifica di cui all'articolo 88,
paragrafo 3, del Trattato;
sulla base del suddetto Regolamento, la Commissione ha adottato il
Regolamento (CE) numero 69/2001, sugli aiuti di importanza minore
('de minimis'), che stabilisce un massimale di 100 mila EUR per
beneficiario nell'arco di un triennio;
per i settori dell'agricoltura e della pesca, la Commissione ha
adottato il Regolamento (CE) numero 1860/2004, relativo
all'applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato CE per gli
aiuti de minimis, fissando per i suddetti settori un massimale di 3
mila EUR per beneficiario nell'arco di un triennio;
a causa delle mutate condizioni economiche la Commissione, il 15
dicembre 2006, ha adottato il Regolamento (CE) 1998/2006 di
modifica del Regolamento (CE) numero 69/2001, innalzando la soglia
generale de minimis da 100 mila a 200 mila EUR ed estendendo
l'applicazione del Regolamento anche al settore della
trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli;
il 24 luglio 2007 la Commissione ha adottato il Regolamento (CE)
numero 875/2007, con il quale ha modificato il Regolamento (CE)
numero. 1860/2004, estrapolando da quest'ultimo il comparto della
pesca, elevandone la soglia de minimis da 3 mila a 30 mila EUR e
fissando l'importo globale degli aiuti concessi alle imprese del
settore ad un massimale pari al 2,5 per cento circa del valore
della produzione globale;
il 20 dicembre 2007 la Commissione ha adottato il Regolamento (CE)
numero 1535/2007, con il quale ha modificato il Regolamento (CE)
numero 1860/2004, aumentando la soglia de minimis per le aziende
attive nel settore della produzione agricola da 3 mila a 7.500 EUR
e fissando l'importo globale degli aiuti concessi alle imprese del
settore a un massimale di 320 milioni di EUR, pari allo 0,75 per
cento circa del valore della sua produzione globale;
a causa della gravissima crisi finanziaria registrata alla fine
dell'anno 2008, la Commissione, con propria decisione del 22
gennaio 2009 numero 2009/C16/01, ha stabilito che la soglia del de
minimis, per le imprese rientranti nell'ambito del Regolamento (CE)
numero 1998/2006, può essere aumentata fino a 500 mila EUR;
il comparto della produzione agricola, come evidenziato nelle
premesse, nel periodo di applicazione della normativa sugli aiuti
de minimis, ha subito un' ingiusta penalizzazione rispetto agli
altri settori, e, in particolare:
il settore delle piccole e medie imprese è passato da 100 mila a
500 mila EUR;
il settore della pesca è passato da 3 mila a 30 mila EUR;
il settore della produzione agricola è passato, invece, da 3 mila
a 7.500 EUR;
le aziende agricole siciliane si trovano ad affrontare la peggiore
crisi di sempre che, oltre a risentire, come tutti i comparti
produttivi, della gravissima fase congiunturale, è aggravata da
diverse deficienze strutturali;
la gravità e l'ampiezza dell'attuale crisi rischia, se non
opportunamente contrastata, di portare al fallimento migliaia di
aziende agricole siciliane, con gravissime ripercussioni non solo
economiche, ma anche sociali e ambientali,
impegna il Governo della Regione
e per esso
l'Assessore per l'agricoltura e le foreste
ad attivarsi, in tempi brevi, presso il Governo nazionale perché
lo stesso:
si faccia promotore, in sede comunitaria, della proposta di
modifica del regime degli aiuti de minimis nel settore della
produzione agricola, allineando i massimali almeno a quelli del
comparto della pesca;
sostenga, nell'attesa di una modifica regolamentare, la proposta
di chiedere alla Commissione, sull'esempio di quanto stabilito con
la Decisione numero 2009/C16/01, di autorizzare i singoli stati
membri ad aumentare la soglia del de minimis, nel settore della
produzione agricola, da 7.300 a 50 mila EUR.» (126)
ODDO - CRACOLICI - AMMATUNA - APPRENDI
BARBAGALLO - BONOMO - DE BENEDICTIS
DI BENEDETTO - DIGIACOMO- DI GUARDO
DONEGANI - FARAONE - FERRARA - FIORENZA
GALVAGNO - GUCCIARDI - LACCOTO - LUPO
MARINELLO - MARZIANO - MATTARELLA
PANARELLO - PANEPINTO - PICCIOLO - RAIA
RINALDI - SPEZIALE - TERMINE - VITRANO
«L'Assemblea Regionale siciliana
premesso che:
giungono notizie allarmanti riguardo la diffusione di un dannoso
parassita che sta colpendo le colture di pomodoro e numerose altre
colture orticole nella provincia iblea;
la tignola del pomodoro (tuta absoluta) è un lepidottero
originario dal Sud America che, purtroppo, ha trovato terreno
fertile nei nostri territori e manifesta una velocità di
riproduzione assi preoccupante;
l'Ispettorato agrario di Ragusa ha avviato un monitoraggio del
fenomeno nelle campagne della provincia di Ragusa per conoscere
l'entità dei danni;
considerato che:
i risultati per gli sfortunati imprenditori agricoli sono
devastanti, perché il danno si traduce nella non commerciabilità
della produzione. E' verosimile pensare che non intervenire
urgentemente a sostegno di questi laboriosi imprenditori causerà,
per molti di questi, il tracollo economico. Si deve sottolineare
che già il settore soffre di una crisi definita, dagli esperti, di
carattere strutturale;
gli operatori del settore rischiano verosimilmente il tracollo
economico a causa dell'evidente sottovalutazione del problema da
parte degli uffici competenti, dell'inconsistenza delle misure di
profilassi da essi adottate, nonché dell'inesistente iter da
seguire per la segnalazione dei danni subiti a causa del
lepidottero;
si ravvisa l'urgenza di un'adeguata e più funzionale azione di
intervento, innanzitutto al fine di consentire agli operatori del
settore di 'continuare ad esistere', nonché di salvaguardare
l'economicità della produzione pure per la prossima campagna
agricola,
impegna il Governo della Regione
ad attivarsi nel più breve tempo possibile per cercare soluzioni
in grado di aiutare nel breve periodo i numerosi agricoltori in
difficoltà, adoperandosi, oltre al coinvolgimento dell'Ispettorato
agrario per il monitoraggio dell'epidemia, a redigere un
indispensabile piano d'intervento coordinato dalle sezioni
operative dell'IPA per la messa in quarantena delle aziende
infestate dal virus al fine di giungere ad una reale valutazione
dei danni subiti ed attivare la richiesta di indennizzi alla
Regione Siciliana dopo che si avrà contezza dei danni subiti dalle
aziende agricole iblee.» (138)
RAGUSA - CORDARO - DINA
MAIRA - FORZESE
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la legge finanziaria regionale numero 6 del 2009 ha previsto
diversi interventi in favore del comparto agricolo. In particolare:
a) gli articoli 16 e 17 affrontano il problema della concessione
di prestiti agevolati alle aziende agricole e dispongono di una
cospicua dotazione finanziaria, pari a 35 milioni di euro, per
interventi di abbattimento degli interessi;
b) l'articolo 18 si occupa della ristrutturazione delle passività
delle aziende agricole, mentre l'articolo 19 proroga di un anno la
scadenza delle cambiali agrarie;
c) l'articolo 20 chiude l'annosa questione delle calamità
pregresse e crea le condizioni per indennizzare le aziende
danneggiate dalla peronospora nel 2007, dopo lo 'scippo' perpetrato
dal Governo nazionale dei 50 milioni di euro destinati a tale
scopo;
il sistema delle cantine sociali siciliane è al collasso e con
esso quasi tutte le aziende viticole conferitrici;
una delle principali cause della crisi è il costante calo del
prezzo delle uve registratosi negli ultimi anni;
le cantine, da sempre, hanno utilizzato il sistema di pagamento
delle uve ai soci attraverso un anticipo sul conferimento, e il
conguaglio all'approvazione del bilancio;
negli ultimi anni, purtroppo, si è assistito alla diminuzione
drastica del prezzo di anticipazione che, per le uve comuni, è
passato mediamente dai 20 euro/qle del 2007, ai 15 euro/qle del
2008 e ai circa 10 euro/qle del 2009;
a tale drastica riduzione di prezzo delle anticipazioni si è
sommato il fatto che molte cantine non sono riuscite ad aggiungere
altre somme al conguaglio, per cui il prezzo di anticipazione, di
fatto, è diventato il prezzo finale dell'uva;
il ricorso al credito per fornire le anticipazioni ai soci, oltre
ad aggravare i costi di gestione per il peso degli oneri
finanziari, comporta un'altra gravissima conseguenza che è
determinata dalla fragilità economica della maggior parte delle
cantine sociali siciliane che, in prossimità della scadenza del
prestito ottenuto per le anticipazioni, si vedono costrette a
svendere parte della produzione per chiudere la cambiale dell'anno
precedente e chiedere i soldi al sistema bancario per le nuovi
anticipazioni;
tale meccanismo perverso, ormai, non è più sostenibile;
considerato che:
per porre fine a tale meccanismo e, comunque, garantire alle
aziende viticole la liquidità minima per continuare l'attività, è
indispensabile ricorrere a quanto previsto dagli articoli 16, 17,
18, 19 e 20 della legge finanziaria numero 6 del 2009 per il
comparto agricolo;
in particolare, per l'articolo 17 della legge regionale numero 6
del 2009, è prevista una dotazione finanziaria pari a 8 milioni di
euro per la concessione alle aziende agricole di prestiti agevolati
di conduzione per la durata massima di un anno, e di 12 milioni di
euro per la concessione di prestiti per la ristrutturazione dei
debiti o per l'acquisto di beni ammortizzabili in più anni;
l'ipotesi avanzata consente il raggiungimento di diversi
obiettivi, quali:
a) fine del sistema delle anticipazioni, che condiziona
pesantemente il prezzo finale delle uve;
b) concessione di prestiti ai soci conferitori sulla base della
superficie condotta e non dei quintali conferiti, in modo da non
condizionare il prezzo di riferimento delle uve;
c) possibilità di avere i prestiti assistiti dalla garanzia
sussidiaria del Fondo interbancario di garanzia (FIG);
d) minore condizionamento delle vendite di vino da parte delle
cantine che, svincolate dal meccanismo perverso
dell'anticipazione/chiusura cambiale agraria/nuova anticipazione,
potranno avere maggiore potere contrattuale nel libero mercato;
e) diminuzione enorme del carico di lavoro degli uffici che si
troverebbero ad istruire poche decine di pratiche invece che alcune
migliaia;
pur se la crisi che investe il settore è anche di ordine
strutturale, è comunque possibile ricorrere alla normativa sopra
indicata, mirando ad eliminare il sistema delle anticipazioni, che
è una delle principali cause di condizionamento del prezzo
dell'uva;
tale intervento, accompagnato da altre due azioni immediatamente
attivabili, anche queste a normativa vigente e a risorse certe,
quali l'aiuto diretto ai produttori nella misura di 400-500
euro/ha, utilizzando le risorse dell'Organizzazione comune dei
mercati (OCM) vino e l'aumento dei premi per le misure agro-
ambientali a 900 euro/ha, come indicato dall'Unione Europea,
consentirebbe alle aziende agricole di affrontare con maggiore
serenità i prossimi anni e a tutti gli attori del comparto
vitivinicolo di progettare il possibile rilancio di uno dei settori
strategici dell'economia siciliana,
impegna il Governo della Regione
e per esso
l'Assessore per l'agricoltura e le foreste
ad attivarsi immediatamente per:
a) pubblicare in tempi brevi la circolare applicativa
dell'articolo 17 della legge regionale numero 6 del 2009;
b) riconoscere tra i soggetti beneficiari, di cui al comma 1,
lettera a), le imprese agricole associate, quali le cantine
sociali, costituite da soci conferitori;
c) prevedere la possibilità per i soggetti di cui alla lettera
precedente, cosi come previsto nei bandi di ristrutturazione dei
vigneti, di presentare progetti collettivi in nome e per conto dei
propri soci;
d) definire una soglia di intervento minima di circa 1500 euro/ha;
e) assistere le operazioni di prestito collettive con la garanzia
sussidiaria del Fondo interbancario di garanzia e, in alternativa,
con la garanzia fideiussoria diretta, rilasciata dalla Società di
gestione dei fondi per l'agroalimentare (SGFA), nell'ambito della
Convenzione stipulata il 29 novembre 2005 tra la Regione e l'ISMEA;
f) definire un iter istruttorio che preveda una corsia
preferenziale per i progetti collettivi, in modo da consentire, in
tempi celeri, l'erogazione dei prestiti alle cantine sociali e, in
seguito, l'accredito delle spettanze ad ogni singolo socio, in
linea con i tempi registrati negli anni precedenti per le
anticipazioni.» (149)
ODDO - CRACOLICI - APPRENDI - DONEGANI
MARINELLO - VITRANO - AMMATUNA
BARBAGALLO - BONOMO - DE BENEDICTIS
DI BENEDETTO - DI GUARDO - DIGIACOMO
FARAONE - FERRARA - FIORENZA - GALVAGNO
GUCCIARDI - LACCOTO - LUPO - MARZIANO
MATTARELLA - PANARELLO - PANEPINTO
PICCIOLO - RAIA - RINALDI - SPEZIALE - TERMINE
«L'Assemblea Regionale siciliana
premesso che:
il Regolamento CE 1698/2005 sul sostegno allo sviluppo rurale da
parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) ha
come obiettivo l'accrescimento della competitività del settore
agricolo e forestale, sostenendo la ristrutturazione, lo sviluppo e
l'innovazione, la valorizzazione dell'ambiente e dello spazio
naturale, la gestione del territorio e il miglioramento della
qualità della vita nelle zone rurali, e promuovendo la
diversificazione delle attività economiche;
l'articolo 17 del Reg. CE 1698/2005 citato stabilisce che il
contributo finanziario della Comunità a favore di ognuno dei tre
obiettivi di cui all'articolo 4 copre almeno il 10 per cento del
contributo totale del FEASR destinato al programma per gli assi 1 e
3 di cui al titolo IV, capo l, sezioni 1 e 3, mentre almeno il 25
per cento del contributo totale del Fondo va all'asse 2 di cui al
titolo IV, capo 1, sezione 2;
l'indicazione espressa dall'Unione europea con il dettato
dell'articolo 17, che stabilisce l'equilibrio finanziario tra gli
obiettivi, è quella di considerare l'asse 2 prioritario nella
distribuzione delle risorse finanziarie, ritenendo il miglioramento
dell'ambiente e dello spazio rurale strategico per il rilancio
dell'agricoltura;
l'allegato al Reg. CE 1698/2005, all'articolo 39(4), relativo ai
premi per le misure agro-ambientali, stabilisce 600 euro/ha per le
colture annuali e 900 euro/ha per le colture perenni specializzate,
dando la possibilità ai singoli Stati membri di maggiorare tali
importi in casi eccezionali in relazione a particolari circostanze
debitamente giustificate nei programmi di sviluppo rurale;
considerato che:
i premi per le misure agro-ambientali stabiliti dalla Regione
siciliana sono nettamente inferiori a quanto indicato nell'allegato
al Reg. CE 1698/2005, articolo 39(4);
come si evince dall'allegato 1 al PSR, la metodologia adottata
dall'Assessorato Agricoltura e foreste per il calcolo dei premi per
ettaro delle misure agro-ambientali, si basa in parte su dati
ufficiali della contabilità della rete di informazione contabile
agricola (RICA) e in parte su valutazioni soggettive;
i dati concernenti la contabilità RICA sono stati utilizzati per
determinare costi, ricavi e margini lordi per le coltivazioni con
metodo convenzionale, mentre per i calcoli concernenti l'azione 'A'
si è proceduto a valutazioni soggettive, molto spesso discordanti
da coltura a coltura, in quanto 'non si dispone di documentazione
ufficiale, poiché di tale metodo produttivo la RICA non è in
possesso di campioni aziendali isolabili e rappresentativi' (pagina
10, lettera c) dell'allegato 1);
per il metodo di gestione biologico, azione 'B', si è proceduto
allo stesso modo dell'azione A 'stante il fatto che la consistenza
dei campioni aziendali per molti indirizzi produttivi in esame si è
rilevata spesso insufficiente, per cui i risultati non presentano
adeguata rappresentatività, infatti, i valori della RICA sono stati
oggetto di alcuni adattamenti ponderati e discendenti da
documentazioni disponibili di altra provenienza' (pagina 10,
lettera b) dell'allegato 1);
dall'analisi delle tabelle relative alle colture arboree si sono
riscontrate parecchie discordanze assolutamente non giustificate da
valutazioni di carattere economico e/o agronomico;
non avendo seguito, gli estensori delle tabelle, un criterio
oggettivo per il calcolo dei premi, si sono ottenuti risultati in
netto contrasto che rischiano di penalizzare vite e olivo rispetto
a fruttiferi ed agrumi;
le tabelle per il calcolo dei premi possono essere rimodulate
partendo dai costi codificati della contabilità RICA e seguendo
linee di valutazione assolutamente oggettive,
impegna il Governo della Regione
e per esso
l'Assessore per l'agricoltura e le foreste
ad attivarsi immediatamente per:
a) riformulare le tabelle per il calcolo dei premi delle misure
agro-ambientali alla luce delle considerazioni in premessa
evidenziate;
b) definire con le autorità di Bruxelles il percorso per
modificare il PSR 2007/2013 nella parte relativa al calcolo per la
definizione dei premi per l'applicazione delle misure agro-
ambientali;
c) predisporre tutti gli atti necessari per trasferire una cifra
di circa 100/150 milioni di euro dall'asse 1 all'Asse 2.» (150)
ODDO - CRACOLICI - APPRENDI - DONEGANI
MARINELLO - VITRANO - AMMATUNA
BARBAGALLO - BONOMO - DE BENEDICTIS
DI BENEDETTO - DI GUARDO - DIGIACOMO
FARAONE - FERRARA - FIORENZA - GALVAGNO
GUCCIARDI - LACCOTO - LUPO - MARZIANO
MATTARELLA - PANARELLO - PANEPINTO
PICCIOLO - RAIA - RINALDI - SPEZIALE - TERMINE
«L'Assemblea Regionale siciliana
premesso che:
l'agricoltura siciliana rappresenta una percentuale considerevole
della produzione agricola nazionale, ma ne è largamente al di sotto
con riferimento all' 'export', a causa delle perduranti difficoltà
di commercializzazione, logistiche e di 'sistema' e spesso
penalizzata da frequenti calamità atmosferiche come quelle
registratesi nelle ultime settimane in tutta l'Isola;
la Sicilia attualmente versa in una grave crisi sociale ed in una
fase di stagnazione economica ed occupazionale, e che in
particolare l'agricoltura vive da oltre un anno una delle peggiori
crisi degli ultimi decenni a causa anche di una mancata
predisposizione di strategie comuni che individuino le linee guida
per una politica di sviluppo del settore agroalimentare;
l'emergenza del settore agricolo ha ormai assunto dimensioni
drammatiche, tali da suscitare diffuse proteste da parte dei
produttori agricoli in alcune province siciliane, dove da alcuni
anni si registra il ripetersi della crisi di mercato, il relativo
indebitamento e la mancanza di reddito delle imprese agricole; tale
crisi non si limita alle aziende ma investe tutti i settori
produttivi collegati all'agricoltura, colpendo anche i lavoratori e
i consumatori;
il cambiamento delle condizioni del commercio internazionale ha
posto in maggiore evidenza le carenze strutturali presenti in
Sicilia, determinando una rilevante caduta del reddito delle
imprese agricole, al punto da comprometterne in molti casi la
stessa sopravvivenza;
le imprese agricole sono al tracollo, non hanno ormai neppure la
forza economica di iniziare la nuova campagna agricola, e che, se
non si attueranno interventi immediati per agevolare l'accesso al
credito, avranno difficoltà anche a partecipare ai progetti del
nuovo Piano di sviluppo rurale;
la politica bancaria, attuata in regime di monopolio, non
corrisponde alle reali esigenze del comparto agricolo, e che la
stessa andrebbe rivisitata per ridare linfa vitale al sistema
dell'agricoltura siciliana;
oltre alla dichiarazione dello stato di crisi di mercato e di
calamità naturale, è necessario un segnale forte di attenzione
verso le produzioni locali mortificate dalla speculazione e dalla
crisi medesima, considerando anche l'idea di sospendere
immediatamente le licenze per la commercializzazione
dell'ortofrutta alla grande distribuzione, settore nel quale si
vendono quasi esclusivamente prodotti non siciliani, l'idea di
erogare i fondi del Piano di sviluppo rurale (PRS) solo ai
trasformatori che sottoscrivono accordi di filiera con i produttori
dell'Isola, e quella di attivare inoltre un confronto sui prezzi
con chi trasforma;
occorre individuare, per ciascun comparto, strumenti, tempi e modi
per superare la crisi, intervenendo immediatamente per fronteggiare
la riduzione dei prezzi alla produzione; bisogna supplire ai
notevoli ritardi causati dall'inerzia del Governo regionale,
anticipare il pagamento dei premi comunitari ed attuare con
celerità quanto stabilito dall'ultima legge finanziaria regionale
in tema di aiuti all'agricoltura;
è indispensabile rivedere integralmente la politica comunitaria in
materia agricola, considerando il principio di insularità non come
elemento di svantaggio, bensì di vantaggio, ossia riferito alla
Sicilia come luogo di produzione per lo snodo di
commercializzazione mediterranea,
impegna il Governo della Regione
ad attivare una procedura d'urgenza per il riconoscimento dello
stato di crisi del settore agricolo da parte dello Stato che sia
propedeutico alla sospensione di tutti i pagamenti di ordine
fiscale e tributario per il periodo interessato, al fine di
consentire agli operatori agricoli di poter sostenere costi minori
e per garantirne quindi una maggiore competitività;
ad attivare tutte le procedure previste dalla legge per avviare
una rapida iniezione di liquidità a favore degli operatori
agricoli, attraverso l'anticipazione dei premi comunitari e di
tutte le altre richieste di ordine regionale;
a definire, entro trenta giorni dall'approvazione della presente
mozione, il regime del credito d'imposta per favorire le attività
di internazionalizzazione;
a depositare inoltre, entro trenta giorni sempre dall'approvazione
della presente, un disegno di legge che preveda interventi
specifici per la crisi del settore agricolo, che contempli
innanzitutto la riduzione dei costi di produzione, eliminando le
accise sui carburanti agricoli e riducendo l'IVA sui mezzi di
trasporto, l'aumento dei tetti previsti dalla normativa comunitaria
sul 'de minimis', equiparandola a quella degli altri settori
produttivi, l'agevolazione della ristrutturazione delle passività
agrarie e dell'accesso al credito agevolato, con proroga delle
cambiali agrarie e l'istituzione di un fondo di garanzia per la
stipula di polizze assicurative agevolate per i danni economici
dovuti alle calamità naturali.» (156)
MAIRA - DINA - LO GIUDICE - CINTOLA
RAGUSA - CORDARO - FORZESE
GIANNI - CASCIO S. - ARDIZZONE
Si procede con la discussione della mozione numero 154
«Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta per la
individuazione di eventuali responsabilità strutturali e
organizzative su quanto accaduto negli ospedali S. Stefano di
Mazzarino e Sant'Elia di Caltanissetta tra il 20 e il 21 agosto
2009», degli onorevoli Caputo, Leontini, Mancuso, Limoli, Corona e
Bosco.
Onorevoli colleghi, preciso che, nel titolo e nel testo, dove è
scritto di inchiesta' è da intendersi di indagine' dal momento
che le norme regolamentari non consentono la costituzione di una
Commissione di inchiesta.
Aggiungo che, d'intesa con i firmatari, la materia oggetto della
mozione potrebbe essere affrontata dalla VI Commissione
legislativa.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Caputo, primo firmatario, per
illustrare la mozione numero 154 tenendo conto delle specifiche
che ho fatto precedentemente.
Onorevole Caputo, le ricordo che ha a disposizione dieci minuti e,
inoltre, la Presidenza le propone, relativamente alla questione
della mozione, di tenere presente che per quanto concerne l'aspetto
dell'indagine, sarebbe opportuno, di comune accordo - questo lo si
può discutere anche domattina, la Presidenza è pronta ad incontrare
i firmatari, comunque il primo firmatario -, non escludere la
possibilità di demandare alla VI Commissione la questione
dell'indagine, disciplinandola anche con tempi precisi. Dopodiché,
qualora si addivenisse a questa proposta, mi pare chiaro che
dovremmo anche concordare un ordine del giorno e non una mozione,
che inviti il Presidente dell'Assemblea ad attivare l'indagine.
Onorevole Caputo, spero di essere stato chiaro, comunque la
Presidenza è a sua disposizione.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mozione nasce da
un fatto grave accaduto a Mazzarino e poi anche a Caltanissetta.
La volontà dei firmatari della mozione, che poi era stata
presentata sotto forma di ordine del giorno, è soltanto quella di
attivare una Commissione di indagine, e non chiaramente di
inchiesta, su un evento gravissimo che è necessario valutare con
attenzione.
Tale commissione non scavalca la VI Commissione, ma vuole
soltanto approfondire la cause, le dinamiche, ai fini di evitare
che si possano ripetere simili episodi, ma principalmente vuole
dare un contributo al funzionamento della sanità in Sicilia.
Questa è la volontà dei firmatari che chiedono al Presidente di
porla in votazione intendendola soltanto come Commissione di
indagine.
PRESIDENTE. Onorevole Caputo, se non ho capito male, lei intende
trasformare la mozione in ordine del giorno?
CAPUTO. Sì, signor Presidente.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo, come
espresso, che la Commissione Sanità' abbia già esperito tutti i
passi possibili avendo trattato la questione in Commissione alla
presenza del sindaco, del direttore generale dell'ASP di
Caltanissetta, andando sui luoghi alla presenza dei consiglieri
comunali, dei sindaci, dei parlamentari regionali della provincia e
trovando anche le soluzioni idonee per quanto riguarda quel
territorio.
Credo, quindi, che sarebbe assolutamente superfluo esautorare la
Commissione Sanità' - che già, di fatto, svolge questo compito di
indagine - e creare una nuova commissione. Le preannuncio, e lo
preannuncio all'Aula, che in caso dovesse passare questa versione -
e credo di poter parlare a nome di tutti i componenti della VI
Commissione - gli stessi, a partire dal sottoscritto, ci
dimetteremmo in quanto non avrebbe più senso avere la Commissione
Sanità' che già svolge questo compito.
Non so se il Presidente ha seguito ciò che ho detto. Ritengo
assolutamente che tale atto debba essere ritirato e non passare né
come ordine del giorno, né come mozione, perché sarebbe ultroneo
rispetto a ciò che già fa la Commissione Sanità'. Sarebbe,
peraltro, una vera mortificazione dal punto di vista istituzionale,
dal punto di vista della prassi regolamentare di questo Parlamento.
Credo che tutto ciò non avrebbe senso, anche perché la VI
Commissione, al riguardo, ha cercato di essere equilibrata, di
trovare il punto di mediazione; al di sopra delle parti, al di
sopra dei partiti, al di sopra dei Gruppi ha agito con molta
responsabilità e moderazione trovando, credo, le soluzioni adatte,
così come possono testimoniare non solo i componenti della
Commissione ma anche i parlamentari che sono stati presenti alla
Commissione svolta nel territorio di Mazzarino.
Pertanto, signor Presidente, al di là dei fatti regolamentari,
credo si tratti di un fatto di rispetto istituzionale verso la
Commissione Sanità' e chiedo che non si proceda oltre rispetto ad
una questione che non avrebbe senso.
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, per quanto concerne l'aspetto da
lei sottolineato, mi pare assolutamente indiscutibile e concordo
con lei; per quanto concerne, invece, la presentazione di specifici
atti ispettivi, è ovvio che ogni singolo parlamentare, può
presentarli.
Relativamente alla votazione della mozione, abbiamo detto che essa
viene trasformata in ordine del giorno, che si toglie la parola
inchiesta' e si sostituisce con la parola indagine', ovviamente
per aspetti regolamentari.
Infine, la Presidenza intende ribadire che la VI Commissione è
competente in questa materia e svolgerà, anche da questo punto di
vista, una specifica indagine.
Mi pare che, oltretutto, il primo firmatario, sia stato molto
disponibile, quindi ritengo assolutamente chiusa la discussione.
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno numero 187
«Istituzione di una Commissione parlamentare di indagine per
l'individuazione di eventuali responsabilità strutturali e
organizzative su quanto accaduto negli ospedali S. Stefano di
Mazzarino e Sant'Elia di Caltanissetta tra il 20 e il 21 agosto
2009», degli onorevoli Caputo, Leontini, Mancuso, Limoli, Corona e
Bosco.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla mozione numero 120 «Interventi a livello centrale
perché vengano inserite nei piano di studio delle scuole superiori
le discipline giuridiche ed economiche», degli onorevoli Lupo,
Rinaldi, Barbagallo, Galvagno, Fiorenza, Ferrara, Mattarella,
Gucciardi, Laccoto, Ammatuna, Vitrano, Picciolo e Bonomo.
LUPO. Chiedo di parlare per illustrarla.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Lupo, le ricordo che ha a
disposizione dieci minuti.
LUPO. Signor Presidente, signori del Governo, onorevoli deputati,
tenterò brevemente di illustrare la mozione numero 120 che penso,
peraltro, sia molto chiara nella sua formulazione. Mi auguro che il
Governo ne abbia già preso visione, vedo l'assessore Leanza
presente in Aula.
La mozione numero 120 riguarda interventi a livello centrale
perché vengano inserite nei piani di studio delle scuole superiori
le discipline giuridiche ed economiche che, invece, si vedrebbero
escluse a seguito della riforma Gelmini.
Questo produrrebbe un danno notevole non soltanto al corpo
docente, ed in particolare agli insegnanti di materie giuridiche
ed economiche ma, a nostro avviso, comporterebbe un danno
soprattutto per i ragazzi delle scuole, considerata la rilevanza
delle materie giuridiche ed economiche non solo per i ragazzi che
hanno scelto un indirizzo tecnico-commerciale, ma anche per i
ragazzi che, invece, frequentano i licei, visto che la riforma
Gelmini prevede che soprattutto nei licei vengano insegnate materie
di indirizzo giuridico ed economico.
A noi pare che l'insegnamento di queste materie vada ben oltre il
tecnicismo e, quindi, sia assolutamente necessario prevederne
l'insegnamento anche nell'ambito dei licei, considerato anche che
la Comunità europea si è più volte pronunciata sull'assoluta
necessità che i cittadini europei abbiano consapevolezza del
concetto di cittadinanza e conoscano le regole fondamentali
dell'economia e che in Europa tutti gli ordinamenti scolastici
nazionali contemplano un insegnamento di educazione civica.
Constatato che è anche in controtendenza con il resto d'Europa, la
riforma Gelmini ha purtroppo cancellato la disciplina del diritto e
dell'economia dai piani di studio del futuro sistema liceale, come
veniva detto prima, mantenendola in forma peraltro residuale e
visibilmente ridotta esclusivamente negli istituti tecnici e
professionali.
Ciò va anche in netta contraddizione con gli appelli più volte
ripetuti dal Capo dello Stato, che ha sempre sottolineato
l'importanza dell'educazione alla legalità in una nazione come la
nostra, fortemente colpita da fenomeni sociali che hanno alimentato
illegalità diffusa in violazione delle leggi e dello stato di
diritto.
La nuova materia Cittadinanza e Costituzione', introdotta come
sperimentazione in tutte le scuole di ogni ordine e grado dal
Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca, sarà
insegnata dai docenti di storia senza aumento del monte ore di
lezione e non avrà voto in pagella, considerato anche che
l'Associazione dei costituzionalisti italiani ha analizzato
criticamente la suddetta sperimentazione, lamentando la scarsa
autonomia della disciplina e l'affidamento della stessa a docenti
che non hanno le piene competenze specifiche in materia e che
devono essere formati con grave dispendio di risorse pubbliche.
Tutto ciò considerato, appare quanto meno incomprensibile la
decisione del ministro Gelmini che inserisce nella scuola
l'insegnamento obbligatorio di Cittadinanza e Costituzione' e
cancella, nel contempo, l'insegnamento del diritto da tutti i licei
così come risulta dai piani di studio pubblicati e che entreranno
in vigore a partire dall'anno scolastico 2009-2010.
L'insegnamento della disciplina giuridica nei licei - è noto - è
stato introdotto nel lontano 1995, grazie ad una sperimentazione
conosciuta come progetto Brocca', la cui finalità era quella di
dare la giusta collocazione della cultura giuridica negli istituti
detentori della cultura classica, con un enorme contributo reso
alla formazione della coscienza civile dei ragazzi ed al
potenziamento della cultura della legalità, estremamente importante
soprattutto nel Mezzogiorno e nella nostra Regione, oltre che
nell'intero Paese.
Ritenuto che la totale scomparsa dell'insegnamento del diritto dai
quadri orari dei licei e la forte riduzione di questa disciplina
negli istituti tecnici e professionali avrà ricadute negative
sugli studenti, privati di contenuti formativi fondamentali, in una
società come quella europea che vuole essere società della
conoscenza; ritenuto inoltre che è alquanto singolare pensare di
potere potenziare la coscienza civile dei ragazzi ed educarli al
rispetto delle regole eliminando l'insegnamento del diritto dalle
scuole e quanto altro evidenziato nel corpo della mozione
illustrata, chiediamo di impegnare il Governo della Regione ad
intervenire con determinazione presso il Ministro dell'Istruzione
dell'Università e della Ricerca, affinché venga rivista la
proposta di riforma, affinché le discipline giuridiche ed
economiche siano inserite nei piani di studio di tutte le
istituzioni scolastiche di secondo grado, affinché l'insegnamento
delle disciplina Cittadinanza e Costituzione' nella scuola
superiore venga affidata ai docenti abilitati nella classe di
concorso A019 Discipline giuridiche ed economiche' vista la
specificità, la professionalità e la formazione giuridica degli
stessi docenti.
Vorrei ricordare come questo Governo regionale, su mozione
approvata all'unanimità dall'Assemblea regionale siciliana,
qualche mese addietro, abbia assunto una posizione anche fortemente
critica nei confronti del ministro Gelmini, della riforma Gelmini
che penalizza la scuola nel Paese e soprattutto la scuola della
nostra Regione, e quindi chiedo che su questo argomento ci sia il
massimo impegno e la massima attenzione da parte del Governo.
LEANZA NICOLA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
onorevole Lupo, la mozione presentata ci trova, in larga parte,
consenzienti, anche se non abbiamo alcuna competenza. Infatti,
come lei sa, l'organizzazione didattica delle istituzioni
scolastiche - la materia in discussione ne è espressione - è
rimessa alla competenza esclusiva dello Stato; anche la riforma
del titolo V della Costituzione l'ha rimessa, per uniformità di
assetto su tutto il territorio nazionale, al Governo centrale.
La Regione siciliana è intervenuta sulla riforma Gelmini,
attraverso la sua presenza in Conferenza Stato- Regione,
all'interno della quale ha, in più occasioni, manifestato le
proprie preoccupazioni e gli effetti della stessa sulla condizione
della scuola nonché sui livelli occupazionali del suo personale.
Trovando grande adesione rispetto alla mozione, vorrei anche
suggerire, onorevole Lupo, che nell'ambito delle facoltà attribuite
dall'Ordinamento giuridico della Regione siciliana, il Dipartimento
Pubblica Istruzione, nel rispetto dell'autonomia delle istituzione
scolastiche, consacrata nella legge regionale numero 6 del 2000,
che assegna a ciascuna istituzione la discrezionalità di
individuare nella quota del 20 per cento sul totale degli
insegnamenti quelli ritenuti più idonei alla valorizzazione
dell'attività formativa, provvederà a sensibilizzare scuole
secondarie di secondo grado e ad inserire quelle discipline che più
di altre, nella fattispecie quelle giuridiche, costituiscono il
fondamento allo sviluppo della coscienza civile. Inoltre, questo
Governo regionale si impegna a presentare in seno al coordinamento
tecnico della Conferenza delle Regioni una proposta volta a
reintrodurre l'insegnamento delle discipline giuridiche, prendendo
spunto dalla mozione nei piani di studio di tutte le istituzioni
scolastiche di ogni ordine e grado.
Presidenza del vicepresidente Oddo
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno
numero 176 «Iniziative per fronteggiare i tagli alle risorse
universitarie», degli onorevoli Ardizzone, Barbagallo, Cintola,
Dina, Picciolo, Lupo, Rinaldi, Laccoto, Fagone, Cascio S. e Lo
Giudice.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
nella classifica degli Atenei le università siciliane risultano
tra le meno virtuose, con una consequenziale decurtazione di
risorse;
tali tagli hanno generato una ridda di prese di posizione che,
seppur legittime, rischiano di essere sterili se la politica, nella
sede propria che è l'Assemblea regionale siciliana, non da le
risposte giuste per colmare quelle differenze territoriali che
hanno determinato le ingiuste sanzioni per le università siciliane;
all'articolo 17 del nostro Statuto è sancito che 'entro i limiti
dei principi ed interessi generali cui si informa la legislazione
dello Stato, l'Assemblea regionale può, al fine di soddisfare alle
condizioni particolari ed agli interessi propri della Regione,
emanare leggi, anche relative all'organizzazione dei servizi' tra
l'altro 'in materia istruzione media e universitaria';
è senz'altro illogico far ricadere sugli atenei le responsabilità
dei ritardi per un laureato siciliano a trovare lavoro, come
fuorviante e demotivante é avere come parametro i dati del 2003
quando il contesto sociale ed economico era diverso;
questi dati, seppure iniqui ed approssimativi, debbono essere da
stimolo per la politica siciliana, legiferando in materia di
diritto allo studio come doverosamente si è chiamati a fare,
impegna il Governo della Regione
a farsi promotore nei confronti del Governo nazionale della
procedura di revoca di provvedimenti di ripartizione delle risorse
tra tutti gli atenei;
a proporre altresì un disegno di legge organico in materia di
diritto allo studio in attuazione dell' articolo 17 dello Statuto,
d'intesa con le università siciliane». (176)
ARDIZZONE - BARBAGALLO - CINTOLA
DINA - PICCIOLO - LUPO - RINALDI
LACCOTO - FAGONE - CASCIO S. - LO GIUDICE
Pongo in votazione la mozione numero 120. Il parere del Governo?
LEANZA NICOLA, assessore per i beni culturali ed ambientali e per
la pubblica istruzione. Favorevole.
MARINESE. Dichiaro anche a nome degli onorevoli Aricò e Marrocco
che ci asteniamo dal voto.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 176. Il parere del
Governo?
LEANZA NICOLA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Presidenza del vicepresidente Oddo
Si passa alla mozione numero 126 «Interventi a sostegno
dell'aumento mensile degli aiuti de minimis nel settore
dell'agricoltura», a firma degli onorevoli Oddo, Cracolici,
Ammatuna, Apprendi, Barbagallo, Bonomo, De Benedictis, Di
Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Donegani, Faraone, Ferrara,
Fiorenza, Galvagno, Gucciardi, Laccoto, Lupo, Marinello, Marziano,
Mattarella, Panarello, Panepinto, Picciolo, Raia, Rinaldi,
Speziale, Termine e Vitrano.
Onorevoli colleghi, per economia dei lavori d'Aula, specifico che,
anche se stiamo aprendo la discussione generale sulla mozione
numero 126, invito coloro che interverranno a parlare anche in
merito alla mozione numero 138 «Interventi urgenti per affrontare
il problema dei danni alle produzioni orticole causati dal
parassita 'Tuta absoluta'», degli onorevoli Ragusa, Cordaro, Dina,
Maira e Forzese, numero 149 «Mancata attuazione degli articoli 16,
17, 18, 19 e 20 della legge finanziaria regionale numero 6 del
2009, riguardanti interventi in favore del comparto agricolo»,
degli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi, Donegani, Marinello,
Vitrano, Ammatuna, Barbagallo, Bonomo, De Benedictis, Di Benedetto,
Di Guardo, Digiacomo, Faraone, Ferrara, Fiorenza, Galvagno,
Gucciardi, Laccoto, Lupo, Marziano, Mattarella, Panarello,
Panepinto, Picciolo, Raia, Rinaldi, Speziale e Termine, ambedue
riguardanti il settore agricoltura, numero 150 «Interventi per la
rimodulazione dei premi delle misure agro-ambientali previsti dalla
Misura 214 del piano di sviluppo rurale (PSR) 2007-2013 della
Regione siciliana», degli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi,
Donegani, Marinello, Vitrano, Ammatuna, Barbagallo, Bonomo, De
Benedictis, Di Benedetto, Di Guardo, Digiacomo, Faraone, Ferrara,
Fiorenza, Galvagno, Gucciardi, Laccoto, Lupo, Marziano, Mattarella,
Panarello, Panepinto, Picciolo, Raia, Rinaldi, Speziale e Termine
e numero 156 «Interventi urgenti per scongiurare la crisi economica
del comparto agricolo regionale», degli onorevoli Maira, Dina, Lo
Giudice, Cintola, Ragusa, Cordaro, Forzese, Gianni, Cascio
Salvatore e Ardizzone.
Le votazioni, comunque, avverranno in modo separato.
Invito quindi gli onorevoli deputati ad intervenire nel merito
delle tre mozioni.
APPRENDI. Chiedo di parlare per illustrare le mozioni numeri 126,
149 e 150.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
APPRENDI. Signor Presidente, inizio dalla mozione numero 126 che
riguarda gli interventi a sostegno dell'aumento del massimale degli
aiuti de minimis nel settore dell'agricoltura.
L'Unione Europa, con il Regolamento 994/98, ha inteso fissare
una soglia al di sotto della quale si considera che gli aiuti non
siano soggetti alla procedura di notifica di cui all'articolo 88,
paragrafo 3 del Trattato. Per i settori dell'agricoltura e della
pesca, la Commissione aveva adottato il Regolamento 1860/2004 per
gli aiuti de minimis, fissando per tali settori un massimale
specifico di 3 mila euro per beneficiario e per triennio.
Successivamente, il 24 luglio 2007, la Commissione ha adottato il
Regolamento 875/2007 con il quale ha modificato il Regolamento
precedente sottraendo a quest'ultimo il comparto della pesca ed
aumentando la soglia de minimis per tale comparto da 3 mila a 30
mila euro. Il 20 dicembre 2007, invece, la Commissione ha adottato
il Regolamento 1535/2007 con il quale ha modificato il Regolamento
precedente, il 1860/2004, aumentando la soglia de minimis per le
aziende attive nel settore della produzione agricola da 3 mila a
7.500 euro. Il settore della produzione agricola, come evidenziato
in precedenza, nel periodo di applicazione della normativa sugli
aiuti de minimis ha subito una ingiusta penalizzazione rispetto
agli altri settori ed in particolare il settore della piccola e
media impresa è passato da 100 mila a 500 mila euro, il settore
della pesca da 3 mila a 30 mila euro, il settore della produzione
agricola è passato, invece, soltanto da 3 mila a 7.500 euro.
Occorre rivedere, immediatamente, in sede comunitaria questa
ingiustizia, impegnando il Governo della Regione e l'Assessore
regionale all'agricoltura ad attivarsi presso il Governo nazionale
perché lo stesso si faccia promotore della proposta di modifica del
regime degli aiuti nel settore della produzione agricola,
riallineando i massimali almeno a quelli del comparto della pesca.
Sostenga, nell'attesa di una modifica regolamentare, la proposta di
chiedere alla Commissione, sull'esempio di quanto stabilito con la
decisione numero 2009 C 16/01, che ha aumentato temporaneamente a
causa della crisi internazionale il tetto de minimis alla piccola e
media impresa, di autorizzare i singoli Stati membri ad aumentare
la soglia del de minimis nel settore della produzione agricola da
7.500 euro a 50.000 euro.
Onorevole Assessore, spero che lei segua quanto stiamo discutendo
in Aula e ci dia poi delle risposte concrete, anche perché, viste
le passerelle che continuiamo a fare e le numerose convocazioni
delle varie organizzazioni di categoria, gli agricoltori si
aspettano impegni concreti.
Per quanto riguarda la mozione numero 149 relativa ad interventi
immediati per salvaguardare l'agricoltura siciliana, vorrei
sottolineare la gravità della crisi che la nostra agricoltura sta
attraversando e che rende necessaria l'individuazione e la
realizzazione di interventi urgenti per impedire la chiusura di
migliaia di aziende e preparare la ripresa economica di uno dei più
importanti comparti economici siciliani.
Occorre dare ossigeno alle aziende fornendo alle stesse liquidità,
consentendo la ristrutturazione delle passività e mettendo a punto
alcune misure che garantiscano un reddito minimo agli agricoltori.
Gli strumenti individuati, che mi permetto di portare alla vostra
attenzione attraverso l'illustrazione delle prime due mozioni, sono
di immediata applicazione, perché hanno risorse finanziarie
sufficienti e non contrastano con la normativa comunitaria.
La terza mozione, invece, affronta il problema del tetto del de
minimis che, a nostro giudizio, va rivisto in sede comunitaria.
In primo luogo, vi è l'attivazione immediata delle risorse
assegnate al settore dalla legge regionale 6/2009, la legge
finanziaria, ancora oggi non spesi.
Tutte le azioni previste dagli articoli della finanziaria
regionale, prestiti a breve e medio termine, consolidamento delle
passività, proroga delle cambiali agrarie, pagamento dei danni
causati dalla siccità del 2002 e dalla peronospora del 2007,
necessitano di interventi di competenza assessoriale propedeutici
all'applicazione di tali azioni.
Il ritardo già accumulato rischia di vanificare le aspettative del
comparto che attende da quei provvedimenti la linfa per evitare il
fallimento di migliaia di aziende.
Appare necessario, pertanto, prima di qualunque ulteriore
discussione o convocazione di tavoli tecnici, attivare
immediatamente tutto quanto individuato da questo Parlamento con
l'approvazione della finanziaria regionale per il rilancio del
comparto, pena la credibilità di tutti.
L'approvazione della legge 6/2009, che recita testualmente
«Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2009», aveva
suscitato notevoli aspettative tra gli agricoltori. Gli articoli
compresi fra il 16 e il 20 della predetta legge affrontano
l'esigenza di avere sia risposte immediate che interventi di
carattere strutturale.
In particolare, l'articolo 16 Finanziamenti in favore delle
imprese agricole per la formazione di scorte', al comma 4,
stabiliva che entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore
della legge, l'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste,
con proprio decreto, avrebbe definito i criteri per l'erogazione
dei finanziamenti ai beneficiari finali.
Al comma 5, stabiliva che per le finalità di cui al comma 1,
l'Assessorato regionale dell'agricoltura e delle foreste, entro 60
giorni dall'entrata in vigore della legge, avrebbe dovuto stipulare
una convenzione con la Cassa regionale per il credito alle imprese
(CRIAS), che avrebbe assunto il ruolo di gestore concessionario.
L'articolo 17, al comma 5, riguardo al credito agrario di
esercizio a tasso agevolato, disponeva che, entro 60 giorni dalla
pubblicazione della legge, l'Assessore regionale per l'agricoltura
e le foreste, con proprio decreto da pubblicare nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana, avrebbe stabilito i massimali di
intervento, nonché le caratteristiche e le modalità dello stesso.
L'articolo 18, riguardante il consolidamento delle passività
onerose in agricoltura, individuava, fra i compiti della Regione,
la concessione alle imprese agricole di contributi per il pagamento
degli interessi sui prestiti di esercizi, comprese le passività
arretrate ed il consolidamento delle passività onerose gravanti
sulla gestione e derivanti da operazione creditizie, l'attuazione
di interventi di capitalizzazione al fine di rendere possibile un
equilibrato rapporto tra mezzi propri e capitali investiti, la
trasformazione in mutui ventennali a tasso agevolato delle
passività.
L'articolo 19 trattava la proroga della scadenza dei termini delle
esposizioni agrarie, la ristrutturazione delle passività a tasso
agevolato e, al comma 2, disponeva che le domande di ammissione al
beneficio della proroga dovevano essere presentate entro sessanta
giorni dalla data di pubblicazione della legge.
L'articolo 20, infine, sulle disposizioni in favore della
viticoltura, al comma 3 assegnava ai viticoltori otto milioni di
euro per i danni provocati dalla peronospora del 2007, e quindici
milioni di euro per i danni causati dalla siccità del 2002. In
questo ultimo caso, per rendere disponibili le somme è sufficiente
un provvedimento di ripartizione ai singoli ispettorati agrari in
considerazione del fatto che si tratta di finanziare delle pratiche
che da diversi anni sono in istruttoria.
Considerato che ad oggi, ad eccezione del decreto di attuazione
dell'articolo 16 e dell'assegnazione delle somme agli ispettorati
agrari per il pagamento della siccità del 2002, non risulta
realizzato alcuno degli atti amministrativi propedeutici
all'attivazione dei provvedimenti precedentemente elencati, appare
indispensabile un forte pronunciamento di questo Parlamento
affinché il Governo della Regione e l'Assessore regionale per
l'agricoltura e le foreste si attivino immediatamente per
pubblicare il decreto di attuazione dell'articolo 17, stabilire le
modalità di attuazione di tutto quanto previsto all'articolo 18,
vedere le modalità di attuazione di tutto quanto previsto
dall'articolo 19 per le richieste di ammissione al beneficio della
proroga ed infine, per stabilire i criteri di ripartizione delle
somme delle aziende viticole colpite dalla peronospera del 2007,
come previsto dall'articolo 20.
Come vede, onorevole Assessore, non basta fare delle buoni leggi
se poi gli assessorati non procedono a dare le gambe', a dare le
risposte dovute a chi aspetta i provvedimenti.
In ultimo, signor Presidente, in riferimento alla mozione numero
150, che riguarda la nuova programmazione delle misure agro-
alimentari del PSR, l'attuale livello dei premi delle misure agro-
ambientali nonché i ritardati pagamenti previsti nell'ambito della
legge regionale 19 del 2005 per l'applicazione delle predette
misure, non stanno consentendo agli agricoltori di usufruire di uno
dei principali strumenti di integrazione del reddito individuato
dai legislatori comunitari. Pertanto, è quanto mai opportuna una
modifica al PSR per consentire agli agricoltori di accedere agli
incentivi previsti per le misure agro-ambientali nella misura di
900 euro per ettaro.
L'Unione Europea, infatti, con il Regolamento 1698/2005 sul
sostegno allo sviluppo rurale, all'articolo 17 che stabilisce
l'equilibrio finanziario tra gli obiettivi, ha inteso dare agli
Stati membri l'indicazione di considerare l'Asse 2 prioritario
nella distribuzione delle risorse finanziare, ritenendo il
miglioramento dell'ambiente e dello spazio rurale strategico per il
rilancio dell'agricoltura. Inoltre, l'allegato al Regolamento di
cui sopra, relativo ai premi per le misure agro-ambientali,
stabilisce 600 euro ad ettaro per le colture annuali e 900 euro ad
ettaro per le colture perenni specializzate, dando la possibilità
ai singoli Stati membri di maggiorare tali importi in casi
eccezionali e per particolari circostanze debitamente giustificate
nei programmi di sviluppo rurale.
Malgrado ciò, i premi per le misure agro-ambientali stabilite
dalla Regione Sicilia, sono nettamente inferiori a quanto indicato
nell'allegato, come si evince dall'allegato 1 al PSR, e la
metodologia adottata dall'Assessorato all'agricoltura e alle
foreste per il calcolo dei premi per ettaro delle misure agro-
ambientali, si basa in parte su dati ufficiali della contabilità
RICA ed in parte su valutazioni soggettive.
Dall'analisi delle tabelle relative alle colture arboree, si sono
riscontrate parecchie discordanze, assolutamente non giustificate
da valutazioni di carattere economico e/o agronomico. Infatti, non
avendo seguito gli estensori delle tabelle un criterio oggettivo
per il calcolo dei premi, si sono ottenuti risultati in netto
contrasto che rischiano di penalizzare vite ed ulivo rispetto a
fruttiferi ed agrumi.
Poiché le tabelle per il calcolo dei premi possono essere
rimodulate partendo dai costi codificati della contabilità RICA e
seguendo linee di valutazione assolutamente oggettive, si propone a
questo Parlamento di impegnare il Governo della Regione e
l'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste ad attivarsi
immediatamente per riformulare le tabelle per il calcolo dei premi
delle misure agro-alimentari, alla luce delle considerazioni
precedentemente evidenziate e definire, con le autorità di
Bruxelles, il percorso per modificare il PSR 2007/2013 nella parte
relativa al calcolo per la definizione dei premi per l'applicazione
delle misure agro-alimentari, nonché predisporre tutti gli atti
necessari per spostare una cifra di circa 100, 150 milioni di euro
dall'Asse 1 all'Asse 2 per garantire il pagamento di tutte le
istanze relative alle misure agro-alimentari.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, preciso che l'onorevole Apprendi
ha usufruito di un tempo superiore a quello concesso dal
Regolamento per illustrare le singole mozioni poiché ne ha
illustrate tre.
RAGUSA. Chiedo di parlare per illustrare le mozioni numeri 138 e
156.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in riferimento alla
mozione numero 138, vorrei precisare che la Tuta absoluta' è un
lepidottero che in questi ultimi mesi ha attaccato, in modo molto
forte, le colture ragusane dell'ortofrutta, soprattutto quelle
orticole e protette in serra.
Tale parassita era stato avvistato l'anno scorso in Spagna e
quest'anno è comparso in Sardegna e poi in Sicilia e devo dire, ad
onor del vero - onorevole Assessore - che i nostri produttori si
sono già organizzati per combattere questo evento. Tuttavia,
sarebbe importante, interessante ed opportuno che lei prendesse in
esame questa tematica, perché il danno subito dai nostri produttori
agricoli è stato immenso, in quanto il prodotto attaccato da questo
lepidottero non è più commerciabile perché viene macchiato e quindi
non si può presentare sui banchi del commercio.
Ma il problema dell'agricoltura non si può fermare solo alla Tuta
absoluta'.
Sono certo, onorevole Assessore, che lei avrà già preso misure
importanti per il rilancio di questa agricoltura.
Ricordo che nei primi mesi di quest'anno la vita della Sicilia è
stata caratterizzata da due argomenti importanti: la sanità, che ha
intrappolato l'opinione pubblica per sei-sette mesi, conclusa poi
con la legge numero 5 che ha creato, a mio modo di vedere,
tantissimi problemi e anche qualche danno soprattutto nei piccoli
ospedali, e l'altro argomento importante, di rilevanza sociale, è
l'agricoltura siciliana, che patisce in questo momento una
gravissima crisi economica, finanziaria e sociale.
L'asse agricoltura in Sicilia va preso subito in considerazione e
quindi curato, perché non è possibile che, oggi, un produttore
produca a 0,50 euro e che la merce arrivi sui banchi del commercio
a 3 - 4 euro al chilo, perché questo è un danno per chi produce e
per chi consuma.
In III Commissione abbiamo già discusso le diverse opportunità per
risolvere la questione e, non ultimo, siamo riusciti a far venire
in Commissione i rappresentanti della grande distribuzione. Dal mio
punto di vista, onorevole Assessore, lei dovrebbe chiamare proprio
questi rappresentanti della grande distribuzione per far sì che il
prodotto siciliano venga posto in vendita nelle più grosse catene
di distribuzione italiane.
Sarebbe un piccolo mezzo, un sistema per evitare questa grande
crisi di attività commerciale, in quanto oggi l'agricoltura
siciliana non patisce solo un problema di crisi agricola ma anche
una crisi legata al commercio.
Bisogna iniziare il percorso di conoscenza, di marketing dei
nostri prodotti.
Non si capisce come mai, per esempio, onorevole Assessore, non si
faccia un acquisto pubblicitario per promuovere i nostri prodotti,
che sono buoni, sani, vendibili, spendibili, consumabili. E la
invito, mentre parlo, a prendere qualche appunto, in modo tale che
domani mattina possa far allietare le giornate agli italiani non
soltanto con la mela Melinda' ma anche con i nostri pomodori, con
i nostri latticini, con i nostri formaggi, con i nostri prodotti.
E' risaputo che il nostro latte sia tra i migliori in circolazione
in Italia, ma non si capisce perché chi produce il latte debba
essere così defraudato di un prodotto così importante, che non
viene consumato nel modo dovuto, che non viene sorbito dagli
italiani: c'è bisogno di far capire quanto sia importante il latte
siciliano, quanto sia buono.
Questo vale anche per il grano, che viene commercializzato a 0,16
centesimi di euro e che all'acquisto ne costa 0,32, quindi
vanificando l'impegno dei nostri produttori di grano, e vale anche
per la carne siciliana che, pur se testata e controllata
adeguatamente, patisce l'aggressione delle carni di produzione
estera.
Quindi, oggi più che mai, onorevole Assessore, è importante che i
nostri prodotti abbiano un marchio che li identifichi a livello
nazionale ed europeo. E la invito a pensare ad un marchio per i
nostri prodotti, a creare delle piattaforme importanti in Sicilia,
affinché le grosse catene di distribuzione si possano rifornire e
possano portare poi i prodotti sui banchi dei commerci.
E' indispensabile che lei, onorevole Assessore, inizi con la
pubblicazione dei bandi, perché oggi in assenza di bandi i nostri
produttori agricoli hanno difficoltà a recuperare finanziamenti sul
territorio.
Quindici giorni fa, è stato inaugurato il macro distretto tra le
province di Ragusa, Agrigento, Caltanissetta e Siracusa, che
prevede un'integrazione tra queste province ed una formula che
penso e spero possa essere portata in giro per la Sicilia, ma che
ha bisogno di finanziamenti. Ecco perché le chiedo, onorevole
Assessore, in raccordo con l'Assessore per la cooperazione, il
commercio, l'artigianato e la pesca, di studiare il modo per
finanziare questi macro distretti.
E' importante che i debiti dei nostri coltivatori, dei nostri
agricoltori vengano dilazionati in vent'anni, ma soprattutto è
importante che la Regione si faccia carico dei debiti degli
agricoltori siciliani, non solo dando la possibilità di pagarli in
vent'anni, ma cancellando dal registro dei debiti, ciò che è stato
prodotto dai nostri agricoltori.
Lei sa, onorevole Assessore, che nel momento in cui un nostro
agricoltore non è nelle condizioni di pagare i propri debiti la
Montepaschi Se.ri.t., con un accanimento particolare, provvede a
bloccare i mezzi che servono per produrre, per costruire.
E questo è un argomento di cui deve farsi carico, spiegando alla
Montepaschi Se.ri.t. che non ci si può accanire su coloro che oggi
in Sicilia producono e, tra la gente che produce, c'è anche chi fa
agricoltura.
E lo stesso vale anche per le contribuzioni INPS, perchè non è
possibile che oggi un contributo all'agricoltura debba essere
pagato14, 15 euro al giorno. Bisogna interagire con l'INPS
nazionale, bisogna sgravare i contributi INPS, in modo da potere
finalmente sgravare le deficitarie situazioni delle aziende
agricole siciliane.
Ho saputo che sta andando in porto il credito d'imposta, ma anche
questa è una piccola risposta. Bisogna pensare ai mancati redditi,
bisogna pensare allo stato di crisi ed inoltrarlo presso la
Comunità europea affinché si possa indurre lo Stato italiano a
riconoscere lo stato di crisi e non solo sanare le quote latte del
Nord. Bisogna pensare anche alle quote latte del Sud perché il
nostro latte è bianco e forse più buono di quello della lega del
Nord.
Allora, onorevole Assessore, abbiamo fatto una legge che abbiamo
portato in seno alla finanziaria, l'articolo 16; abbiamo fatto una
cosa buona, condivisa da tutta l'Assemblea regionale, che ringrazio
pubblicamente, ma bisogna andare avanti, perché non basta solo
questa iniezione di fiducia e di economicità per portare avanti la
nostra agricoltura.
Ritengo che lei, onorevole Assessore, debba dare una risposta
importante all'agricoltura siciliana, perché in questo momento le
nostre famiglie sono in crisi, le famiglie degli agricoltori non
riescono ad andare avanti e, se non bastassero le proteste sulla
piazza, ritengo che questa Assemblea debba fare cerchio intorno
all'agricoltura siciliana perché c'è bisogno che qualcuno gridi che
c'è bisogno di essere aiutati.
Ecco perché lancio un grido, un appello importante: non feriamo la
dignità delle famiglie degli agricoltori siciliani
C'è bisogno dell'aiuto dell'Assemblea regionale, che deve essere
pronta a votare qualsiasi legge nell'interesse dell'agricoltura, ma
c'è bisogno che il Governo regionale prenda atto, in modo forte,
che la crisi agricola va fermata, perché se si ferma l'agricoltura
in Sicilia, si ferma l'indotto, si ferma la società siciliana.
CIMINO, assessore per l'agricoltura e le foreste. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto mi corre l'obbligo di
ringraziare l'Assemblea regionale siciliana per aver voluto
quest'oggi affrontare le tematiche dell'agricoltura siciliana, oggi
in grande difficoltà economica.
Devo dirvi, avendo ascoltato con attenzione l'intervento
dell'onorevole Apprendi ed anche quello dell'onorevole Ragusa, che
ha condensato l'intervento anche sulla mozione a firma
dell'onorevole Maira, che ho apprezzato soprattutto, oltre la
dovizia di particolari delle singole richieste di intervento, anche
una battuta dell'onorevole Ragusa.
Il Governo ha avuto un momento di grande tensione per aver
autorizzato i fondi per le aree sottoutilizzate, una battaglia che
con attenzione e con grande lavoro in Conferenza Stato-Regioni
abbiamo superato realizzando le condizioni per cui siamo la prima
regione del Sud ad aver avuto approvato il piano per le risorse
FAS, così come l'onorevole Ragusa ha ribadito l'importanza della
priorità che hanno avuto quest'Assemblea e questo Governo nella
trattazione del tema sanità'.
Oggi, devo dirvi che è il momento di seguire insieme l'altra
grande emergenza, quella dell'agricoltura, un'emergenza che non è
di fatto congiunturale ma strutturale e che necessita di un impegno
forte dell'Assemblea regionale, del Governo ed anche delle
politiche comunitarie.
Volendo rispondere tecnicamente alle domande poste dai deputati
firmatari degli atti in discussione devo dire che, per quanto
concerne la mozione numero 126, il Regolamento relativo alla
pubblicazione degli articoli 87 ed 88 del trattato CEE sugli aiuti
de minimis nel settore della produzione dei prodotti agricoli, si
applica esclusivamente al settore della produzione primaria e
prevede l'importo complessivo concedibile ad una medesima impresa
attiva nel settore. Mentre il settore della trasformazione e della
commercializzazione dei prodotti agricoli è stato inserito nel
campo di applicazione di un Regolamento del 2006.
Sempre a norma del predetto Regolamento, l'importo cumulativo
degli aiuti de minimis che l'Italia può corrispondere alle imprese
del settore della produzione dei prodotti agricoli nel corso dei
tre esercizi fiscali, non deve superare i 320 milioni di euro.
Relativamente a tale plafond complessivo, con decreto ministeriale
è stata stabilita la ripartizione dello stesso tra lo Stato
centrale e le singole Regioni con una quota che è stata, di fatto,
assegnata dopo incontri in Conferenza delle Regioni, alla Regione
siciliana.
Tutti i documenti e gli atti, signor Presidente, saranno
consegnati agli Uffici dell'Assemblea regionale in modo che si
possa avere contezza delle risposte ufficiali che il Governo dà
all'Aula.
La Commissione Europea, nella riunione del 28 ottobre, ha
deliberato la modifica del quadro temporaneo degli aiuti di Stato,
consentendo agli Stati membri di dare alle aziende che operano nel
settore della produzione primaria dei prodotti agricoli aiuti
limitati fino a 15 mila euro. Per tali aiuti non sono previste,
purtroppo, quote aggiuntive nazionali o regionali, per cui si dovrà
tenere conto di questo plafond e di questo budget.
Tuttavia, il regime di aiuto dovrà essere recepito con un
provvedimento nazionale che dovrà essere notificato in modo
unitario alla Commissione Europea, così come, dopo tutto, è
avvenuto anche per altre misure. Il Ministro mi ha comunicato,
nell'incontro che abbiamo avuto nei giorni scorsi - e lo ha
comunicato anche ufficialmente -, che i suoi Uffici stanno
lavorando su una bozza del predetto provvedimento, che sarà
condiviso con il Governo regionale.
Ad oggi, tuttavia, non si è ancora a conoscenza del testo
definitivo, in quanto trattasi di un testo preliminare che spero
proprio nei prossimi giorni, in Conferenza Stato-Regione, di poter
conoscere ed anche rappresentare ai tavoli tecnici che
l'Assessorato Agricoltura ha attivato insieme alle associazioni di
categoria.
In riferimento alla mozione numero 149, invece, che ha come
oggetto la mancata attuazione degli articoli dal 16 al 20 della
finanziaria regionale che questa Assemblea ha deliberato nei mesi
scorsi, l'articolo 17 della legge regionale in argomento recita che
al fine di migliorare l'efficienza economica e produttiva delle
aziende agricole siciliane, a seguito delle avverse condizioni
atmosferiche verificatesi durante l'anno 2008 ed agli inizi del
2009, nonché dell'aggravarsi dell'attuale crisi congiunturale, è
concessa l'agevolazione consistente nel concorso del pagamento
degli interessi sul tasso di riferimento sui prestiti agrari di
conduzione di durata non superiore a 12 mesi'.
Come è possibile rilevare dalla lettura del testo, la volontà del
legislatore siciliano è stata inequivocabile nell'individuare i
soggetti beneficiari, l'ambito di applicazione e lo scopo della
agevolazione prevista.
Da quanto sopra riportato, appare evidente che la proposta degli
onorevoli firmatari non possa essere accolta in via amministrativa
con una semplice circolare del Dipartimento, ma ha la necessità di
un approfondimento legislativo, che sarò pronto a portare in Aula
per riuscire a modificare, così come predetto.
Per quanto riguarda i prestiti agevolati di conduzione alle
imprese agricole, così come i prestiti agevolati per acconto ai
soci, in quanto operazione di credito agrario agevolato, potranno
essere assistiti dalla garanzia fidejussoria che viene rilasciata,
mentre non potranno essere assistiti dalla garanzia diretta, poiché
quest'ultima è riservata ai finanziamenti bancari a medio ed a
lungo termine.
Per quanto concerne, invece, la mozione numero 151, come è noto,
il Dipartimento Interventi strutturali dell'Assessorato
all'agricoltura ha redatto la stesura del programma di sviluppo
rurale relativo al Fondo europeo agricolo, approvato dalla
decisione della Commissione.
La politica comune dello sviluppo rurale ha lo scopo di
accompagnare ed integrare le altre politiche comunitarie ed in
particolare quelle relative allo sviluppo sostenibile ed
all'obiettivo della gestione del territorio e dell'ambiente con gli
interventi previsti all'Asse 2, tra cui figurano i pagamenti agro-
ambientali ed il successivo Regolamento recante Disposizioni di
applicazione del successivo programma', erogati nel piano di
sviluppo rurale.
Secondo l'articolo 39, i pagamenti agli agricoltori che hanno
assunto impegni agro-alimentari sono erogati soltanto per
compensare costi aggiuntivi ed il mancato guadagno.
L'articolo 53 del Regolamento prevedeva, infatti, che il calcolo
contenesse solamente elementi effettivamente verificabili; che i
calcoli fossero basati su valori assodati tramite opportune perizie
e che venisse chiaramente indicata anche la fonte dei dati.
Le seguenti procedure rispettate puntualmente
dall'Amministrazione, verificate e certificate da un soggetto
indipendente, approvate con decisione della Commissione Europea
dimostrano, a mio avviso, che l'attività dell'amministrazione, in
tale ambito, è stata informata a fondamenti tecnici, logici e di
contabilità agraria, nell'attribuzione soprattutto dei calcoli dei
premi agro-alimentari per gli agricoltori siciliani. Per effetto
della crisi manifestatasi nell'ultimo periodo, sono state avviate
dall'amministrazione regionale procedure per verificare, tramite
l'INEA, la fattibilità di un'eventuale revisione dei margini lordi,
relativi alle diverse colture, per andare maggiormente incontro
alle istanze degli agricoltori siciliani.
Per quanto concerne la mozione numero 138, nello specifico
presentata dall'onorevole Ragusa, la presenza e la diffusione della
cosiddetta Tuta absoluta' è stata costantemente monitorata
dall'Assessorato all'agricoltura che ha attivato una capillare
azione di divulgazione e di informazione agli operatori agricoli
sul riconoscimento dei danni e le strategie di controllo del
fitofago'.
La divulgazione è stata curata dall'Osservatorio regionale
malattie delle piante di Acireale, di concerto con le altre
istituzioni facenti parte del Gruppo di lavoro costituito per
questo serio problema. Molteplici sono stati gli incontri con gli
operatori dell'ortofrutta specializzata, tecnici, agricoltori e
rivenditori, organizzati sia dagli enti locali che dalle
organizzazioni pubbliche e private miranti a fornire le giuste
informazioni sul riconoscimento e la biologia dell'attività del
parassita, sui danni arrecati alle colture agrarie e sui mezzi di
prevenzione e controllo.
Relativamente alla eventuale norma regionale a sostegno della
compensazione dei costi per la prevenzione della fitopatia e delle
perdite subite dagli agricoltori è possibile prevedere la stessa in
conformità all'articolo 10 del Regolamento comunitario 2006.
Condizione preliminare è l'esistenza di un programma di
prevenzione, controllo ed anche radicalizzazione della fitopatia
nell'ambito della quale erogare gli aiuti; questi aiuti possono
prevedere la compensazione fino ad un massimo del cento per cento
dei costi per la prevenzione, compresi i controlli sanitari, test,
somministrazione di prodotti fitosanitari, nel qual caso l'aiuto
può essere erogato in natura sotto forma di servizi e non deve
comportare pagamenti diretti in denaro. Altra operazione importante
in tema di compensazione, sempre fino ad un massimo del cento per
cento delle perdite subite dagli agricoltori, calcolate in base al
valore di mercato della coltura distrutta in base alle disposizioni
del programma di cui abbiamo già fatto cenno. Dall'importo
dell'aiuto dovranno essere dedotti importi eventualmente percepiti
nell'ambito di regimi assicurativi o costi non sostenuti a causa
della fitopatia, ma che sarebbero stati comunque sostenuti
dall'agricoltore.
I regimi di aiuti istituiti per compensare i costi e le perdite
dovute alle fitopatie dovranno essere introdotti entro tre anni dal
verificarsi delle spese o delle perdite e gli aiuti dovranno essere
versati entro quattro anni dal verificarsi delle spese effettuate.
Concludendo, sulla mozione presentata dall'onorevole Maira, al
fine di ridurre le difficoltà creditizie che coinvolgono il mondo
agricolo, il 27 ottobre 2009 è stata approvata dalla Giunta
regionale la delibera numero 417, con la quale è stata sancita la
crisi di mercato riguardante tutti i comparti dell'agricoltura
siciliana, al fine di avanzare al Governo nazionale la richiesta
dei benefici previsti per gli agricoltori dalla normativa che, di
fatto, viene incontro alle crisi di mercato, così come il nostro
contesto siciliano, in questo momento, sta subendo.
In questo caso abbiamo fatto riferimento alla legge numero 71 del
2005 che prevede la sospensione degli adempimenti connessi ai
versamenti tributari e previdenziali, la proroga delle cambiali
agrarie e, genericamente, l'attivazione di misure di sostegno per
le imprese agricole colpite dalla crisi di mercato.
In alternativa, abbiamo voluto sottoporre anche altri dettati
normativi, affinché il Parlamento nazionale ed il Governo nazionale
possano affrontare l'emergenza agricola di mercato in Sicilia.
Inoltre, si comunica che sono state avviate tutte quelle
iniziative che la Cassa regionale per le imprese artigiane (CRIAS)
ha, di fatto, avuto assegnate da questo Parlamento con la legge
finanziaria, inerenti la concessione di finanziamenti agevolati per
le imprese agricole, sia per la concessione di finanziamenti che
per l'acquisizione di mezzi tecnici ed anche per riuscire a dare
maggiore credito agrario a tasso agevolato.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio consegnare
ufficialmente all'Assemblea regionale siciliana le risposte a
queste interrogazioni ed a queste mozioni nella consapevolezza,
così come hanno ribadito gli onorevoli colleghi, che oggi
l'agricoltura siciliana vive un momento importante, che questo
momento di crisi non è congiunturale ma è strutturale e che
purtroppo si tratta di una crisi agricola europea e la Regione
siciliana deve potersi fare capofila di un ragionamento importante
che vede impegnato il Parlamento per dare risposte concrete, serie
e vere al mondo degli agricoltori siciliani che aspettano delle
risposte e che da parte nostra, con atto di responsabilità,
possiamo sicuramente far rilanciare questa nostra economia che oggi
più che mai, anche con l'attivazione del credito d'imposta, potrà
di fatto venire incontro anche all'imprese del settore agricolo.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Bosco ha chiesto congedo per
la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Votazione di mozioni
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione la mozione
numero 126 «Interventi a sostegno dell'aumento del massimale degli
aiuti de minimis nel settore dell'agricoltura», a firma degli
onorevoli Oddo, Cracolici, Ammatuna, Apprendi, Barbagallo, Bonomo,
De Benedictis, Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Donegani,
Faraone, Ferrara, Fiorenza, Galvagno, Gucciardi, Laccoto, Lupo,
Marinello, Marziano, Mattarella, Panarello, Panepinto, Picciolo,
Raia, Rinaldi, Speziale, Termine e Vitrano. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'agricoltura e le foreste. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione la mozione numero 138 «Interventi urgenti per
affrontare il problema dei danni alle produzioni orticole causati
dal parassita Tuta absoluta'», degli onorevoli Ragusa, Cordaro,
Dina, Maira e Forzese. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'agricoltura e le foreste. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione la mozione numero 149 «Mancata attuazione degli
articoli 16, 17, 18, 19 e 20 della legge finanziaria regionale
numero 6 del 2009, riguardanti interventi in favore del comparto
agricolo» degli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi, Donegani,
Marinello, Vitrano, Ammatuna, Barbagallo, Bonomo, De Benedictis, Di
Benedetto, Di Guardo, Digiacomo, Faraone, Ferrara, Fiorenza,
Galvagno, Gucciardi, Laccoto, Lupo, Marziano, Mattarella,
Panarello, Panepinto, Picciolo, Raia, Rinaldi, Speziale e Termine.
Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'agricoltura e le foreste. Favorevole.
LEONTINI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Assessore, le mozioni che stiamo approvando e che abbiamo
esaminato, dopo averle formulate e presentate, ci riconducono in
modo organico al medesimo problema e rappresentano aspetti
parziali di un problema unico che meriterebbe un intervento
legislativo organico.
Ho ascoltato il Governo sollecitare un'iniziativa parlamentare che
può essere integrata dal Governo affinché un pacchetto di misure
riguardante la crisi del settore agricolo venga immediatamente
costituito e formulato.
E' vero che è stata già attivata la dichiarazione dello stato di
crisi di mercato e socio-economica ed è vero che questo strumento
dovrà incontrare, da parte del Governo nazionale, adesione e
propria attuazione oltre che accettazione, ma c'è una questione che
riguarda l'ultima mozione che lei Presidente ha indicata al voto:
in questo momento la crisi finanziaria delle imprese è talmente
forte e pesante che non soltanto sarà difficile dar vita ad una
prossima annata agraria, ma tutti gli strumenti che stiamo
predisponendo, compresi quelli che auspichiamo possano uscire al
più presto e cioè i bandi comunitari, potrebbero rimanere lettera
morta se non mettiamo mano ad un intervento urgente di
ristrutturazione finanziaria delle imprese agricole, soprattutto
medie e piccole, che non possono avere, in questo momento, la
possibilità di accedere alla quota di cofinanziamento prevista dal
regime comunitario.
Quindi, se escono i bandi e non approntiamo un regime di aiuti
alle imprese agricole che possa consentire alle stesse di
partecipare alla quota di cofinanziamento, di fatto, neutralizziamo
perfino il beneficio delle politiche comunitarie e per far questo
è vero che gli articoli, 16, 17 18, 19 e 20 devono essere
riproposti ma devono esserlo tenendo conto del fatto che l'anno
scorso furono inseriti in finanziaria ma non furono notificati alla
Comunità europea.
Bisogna, pertanto, immediatamente riattivarli e con gli strumenti
diretti e indiretti o della partecipazione della Regione al
pagamento degli interessi decennali o attraverso un fondo Ismea che
era stato previsto anche negli anni scorsi, consentiremo alle
imprese di fare ripartire il volume degli investimenti che
altrimenti sarebbe precluso, perché in questo momento la crisi è
tale e tanta da non poter utilizzare nemmeno gli strumenti che
dalle politiche comunitarie vengono proposti alla nostra
produzione agricola.
Quindi, è urgentissima una legge ed urgentissima è anche la
capacità del Governo, e tutti dovremmo contribuire a far questo,
affinché un investimento chiaro venga destinato a questa finalità.
C'è bisogno di un investimento preciso che sia rispondente alla
gravità del problema e che consenta di uscire fuori dal tunnel di
una crisi che altrimenti non ci consentirà di attivare altri
strumenti che sarebbero parziali ed inefficaci.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il Governo aveva già espresso il
suo parere favorevole.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione la mozione numero 150 «Interventi per la
rimodulazione dei premi delle misure agro-ambientali previsti dalla
misura numero 214 del piano di sviluppo rurale (PSR) 2007-2013
della Regione siciliana» a firma degli onorevoli Oddo, Cracolici,
Apprendi, Donegani, Marinello, Vitrano, Ammatuna, Barbagallo,
Bonomo, De Benedictis, Di Benedetto, Di Guardo, Digiacomo, Faraone,
Ferrara, Fiorenza, Galvagno, Gucciardi, Laccoto, Lupo, Marziano,
Mattarella, Panarello, Panepinto, Picciolo, Raia, Rinaldi,
Speziale e Termine.
Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'agricoltura e le foreste. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione la mozione numero 156 «Interventi urgenti per
scongiurare la crisi economica del comparto agricolo regionale» a
firma degli onorevoli Maira, Dina, Lo Giudice, Cintola, Ragusa,
Cordaro, Forzese, Gianni, Cascio Salvatore e Ardizzone.
Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'agricoltura e le foreste. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvata)
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
ARICO'. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo soltanto
per ribadire il fatto che questa mattina si è costituito il Gruppo
parlamentare PDL Sicilia'.
Abbiamo inviato una nota ufficiale alla sua Presidenza. Pensavamo
che venisse letta, ma sappiamo che non è arrivata in tempo.
Ci teniamo quindi a leggere in Aula il documento ufficiale perché
rimanga agli atti.
«Ci è gradito comunicarle che i sottoscritti onorevoli Adamo
Giulia, Aricò Alessandro, Bufarderci Giovanbattista, Cimino
Michele, Cristaudo Giovanni, Currenti Carmelo, Gentile Luigi,
Greco Giovanni, Incardona Carmelo, Marinese Ignazio, Marrocco
Livio, Mineo Francesco, Nicotra Raffaele, Scammacca della Bruca
Guglielmo e Scilla Antonino, in data 3 novembre 2009 hanno
proceduto, ai sensi dell'articolo 23 del Regolamento Interno, alla
costituzione del Gruppo parlamentare PDL Sicilia', espressione del
Popolo delle Libertà presieduto a livello nazionale dall'onorevole
Silvio Berlusconi. Con successiva nota verrà comunicata la
composizione dell'Ufficio di Presidenza del Gruppo medesimo».
Signor Presidente, da oggi nasce un nuovo Gruppo parlamentare.
Lascerò agli atti la nota ufficiale che ho appena letto.
PRESIDENTE. Onorevole Aricò, la Presidenza si determinerà a tal
proposito, appena sarà in possesso della comunicazione.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Leontini non possiamo aprire un dibattito.
E' irrituale. La irritualità non ci aiuta.
MANCUSO. Signor Presidente, il dibattito lo ha aperto lei.
PRESIDENTE. L'onorevole Aricò ha chiesto, a norma dell'articolo 83
del Regolamento interno, di fare una comunicazione.
La Presidenza non può che dargli la parola.
E' ovvio che se si apre un dibattito su una comunicazione, si fa
una cosa fuori dalle regole.
Onorevole Leontini, mi affido alla sua saggezza.
Quindi, le do la parola a norma dell'articolo 83 del Regolamento
interno. In caso contrario il dibattito non potrebbe esserci.
LEONTINI. Signor Presidente, la ringrazio per avermi concesso la
parola ma è una mozione d'ordine finalizzata a chiarire.
L'iniziativa di un qualsiasi gruppo di colleghi, finalizzata a
costituire un nuovo Gruppo, è legittima e rientra nelle vicende
parlamentari e politiche e nelle conseguenze della dialettica
politica.
La costituzione di un Gruppo che utilizza la medesima
denominazione e sigla di un Gruppo preesistente e la riproduce, è
assolutamente irregolare, illegittima ed illegale.
Lo è sia nei confronti dello Statuto del partito, che non lo
consente, ma questo in Aula potrebbe non interessare ed interessa
altre sedi, ma lo è nei confronti del Regolamento parlamentare e
lo è nei confronti della legge.
La nostra denominazione è la conseguenza di un contrassegno
elettorale esclusivo ed unico per legge.
Nel caso in cui, per esempio, per una fantomatica evenienza, che
so non essere fondata ma proprio per comodità di discorso utilizzo,
se domani, il Governo dovesse decidere di dimettersi ed avviare la
procedura delle elezioni anticipate, la denominazione del Gruppo
non potrebbe essere quella che l'onorevole Aricò ha testé indicato,
in quanto il contrassegno elettorale che abbiamo avuto e che dà
vita al Gruppo parlamentare e quindi fa conseguire all'espressione
della volontà popolare, la costituzione di un gruppo e di una
rappresentanza, verrebbe ad essere usurpata ed utilizzata,
riprodotta in modo assolutamente illegale, perché esclusiva ed
unitaria.
E' chiaro che questa competenza sarà esercitata da lei, signor
Presidente, nei suoi uffici e ci sarà anche una Commissione per il
Regolamento che dovrà intervenire sull'argomento.
Ho voluto utilizzare i minuti che lei mi ha messo gentilmente a
disposizione proprio per evidenziare che siamo ovviamente contrari
e porremo in atto tutte le iniziative finalizzate ad evitare che
possa costituirsi un Gruppo con questa denominazione, perché
assolutamente irregolare.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vorrei precisare che per quanto
concerne la questione che è stata sollevata, nel frattempo che
l'atto venga comunicato all'Ufficio di Presidenza, si stanno
raccogliendo tutti gli elementi utili ed indispensabili per una
decisione.
Dopodiché è ovvio che ci saranno comunicazioni dei legali
rappresentanti dei partiti, ci saranno comunicazioni dei Presidenti
dei Gruppi, nel caso in specie del Presidente del PDL.
E' ovvio che non tralasceremo niente per quanto concerne gli
aspetti sollevati nelle epistole che la Presidenza ha già ricevuto.
Tenendo conto che ci ispiriamo alla disciplina del Senato, i
deputati possono stare sereni che la Presidenza deciderà in armonia
per quanto concerne anche il Consiglio di Presidenza e l'Ufficio di
Presidenza in senso stretto.
Per quanto concerne l'aspetto di sovrapposizione, prenderà spunto
dalla giurisprudenza e da quelle che sono le procedure già attuate
al Senato della Repubblica e alla Camera dei Deputati.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, intervengo soltanto per aiutare
l'azione della Presidenza. Lei ha detto bene, c'è un precedente in
Assemblea di un gruppo che si è scisso, qualche anno fa, mi
riferisco - lei ha buona memoria - ai cosiddetti quarantenni
all'interno dell'UDC.
Ritengo, pertanto, che questa Assemblea si assumerà la medesima
volontà di quella Presidenza.
SCILLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCILLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo proprio
per rivolgermi alla Presidenza essendo sicuro che ci saranno
regole, regolamenti e ci sarà la legge e che questo problema sarà
sicuramente discusso negli appositi uffici; dato che non c'era
stato il tempo di informare l'Assemblea di un fatto che riteniamo
importante nel nuovo scenario politico si poteva evitare
l'intervento in Aula, ma il collega Aricò così ha voluto.
Noi siamo rispettosi delle regole e dei regolamenti e sarà la
Presidenza a stabilire se possiamo o meno utilizzare il nome PDL
Sicilia' che penso non appartenga ad alcuno ma a tutti noi che
abbiamo contribuito, in Sicilia, a portare questo partito appena
nato ad avere un risultato davvero assolutamente prioritario, per
sostenere il governo Lombardo.
Noi, sicuramente, accetteremo il ragionamento della Presidenza;
per altre motivazioni regolamentari previste dal nostro Statuto di
partito non è compito dell'Assemblea, ci sono altri problemi, per
esempio il doppio coordinatore che per ora regge le sorti del
partito in Sicilia, ma queste sono cose che saranno affrontate
all'interno del nostro partito.
Noi teniamo ad avere questo appellativo come Gruppo parlamentare,
perché non parliamo di un nuovo partito, parliamo di un Gruppo
parlamentare all'interno dell'Assemblea regionale siciliana e per
noi è fondamentale, rispetto al progetto ed all'iniziativa politica
che possiamo portare avanti, che ha una logica ed è il PDL
Sicilia', quindi sicuramente è un elemento che la Presidenza
valuterà attentamente perché organico alla motivazione per la quale
è nato questo Gruppo parlamentare.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, come sapete oggi la Commissione
Bilancio ha esitato per l'Aula il disegno di legge numeri 239-
182/A «Crediti di imposta per nuovi investimenti e per la crescita
dimensionale delle imprese». Secondo quanto previsto dalla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, l'Aula esaminerà
il testo nel corso di questa settimana.
La Presidenza propone l'iscrizione all'ordine del giorno per la
seduta di domani, 4 novembre 2009; altresì sottolinea che il regime
di aiuti contenuto nel disegno di legge è stato già autorizzato
dalla competente Commissione dell'Unione Europea.
Nella comunicazione che autorizza gli interventi è esplicitamente
previsto che ogni modifica con attività emendativa al regime già
autorizzato comporterà la notifica del testo all'Unione Europea per
la riapertura della procedura autorizzativa.
La Presidenza auspica che nel corso dell'esame si tenga conto
dell'opportunità di scongiurare tale evenienza e di procedere alla
trattazione del testo, ovviamente, senza emendamenti.
Mi pare chiaro, questo lo dico per sintetizzare, perché il
linguaggio evidentemente era molto tecnico.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 4
novembre 2009, alle ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Oddo
I -Comunicazioni.
II - Discussione del disegno di legge:
- «Crediti di imposta per nuovi investimenti e per la crescita
dimensionale delle imprese»
(numeri 239-182/A)
Relatore: onorevole D'Asero
La seduta è tolta alle ore 19.30
ALLEGATO:
Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica Agricoltura e
Foreste'
CAPUTO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
l'agricoltura e le foreste, premesso che:
dal monitoraggio effettuato dagli uffici regionali
dell'Assessorato Agricoltura e foreste emerge in modo
inequivocabile il rischio della perdita del posto di lavoro di
alcuni lavoratori dipendenti dei consorzi agrari che non hanno
potuto beneficiare di alcune specifiche misure legislative, quali
l'articolo 13 della legge regionale numero 36/91 e l'articolo 43
della legge regionale numero 30/97;
la più recente normativa regionale sul trasferimento nell'area
speciale RESAIS S.p.A. del personale dei consorzi agrari,
all'articolo 1 della legge regionale 28 novembre 2002, numero 21,
non cita i lavoratori in questione;
in conformità a quanto previsto dal comma 6 dell'articolo 5 della
legge numero 410/99, il comitato per il coordinamento delle
iniziative per l'occupazione ha predisposto l'atto deliberativo
numero 3985-L del 6 aprile 2001, che indica le modalità di
ricollocazione dei lavoratori dipendenti dei consorzi agrari in
servizio alla data dell'1 gennaio 1997 che, in base ai piani di
riorganizzazione aziendale non rientrano nell'organico aziendale
dei consorzi;
per alcuni consorzi agrari (consorzio agrario di Caltanissetta) è
stata avviata la procedura di cessazione dell'attività d'impresa,
ciò comportando il licenziamento dei lavoratori di cui trattasi;
la normativa statale sui consorzi agrari recentemente intervenuta
con il decreto-legge
numero 181/2006, convertito dalla legge 17 luglio 2006, numero 233,
appare applicabile nella Regione siciliana giusto parere
dell'ufficio legislativo protocollo numero 12758/132.07/11;
per sapere:
se codesto Assessorato abbia promosso quanto di propria competenza
in ordine all'adozione degli adempimenti previsti dalla citata
legge numero 410 e dalla delibera del comitato per il coordinamento
delle iniziative per l'occupazione;
nei casi di chiusura definitiva delle attività o di settori
dell'attività, se trovi applicazione nei confronti del personale
dei consorzi agrari ancora in servizio presso i consorzi medesimi o
che si trovi nelle condizioni previste dall'articolo 5, comma 6,
della legge 28/10/1999, numero 410, la disciplina di cui
all'articolo 2 della legge regionale 28/11/2002, numero 21;
quali provvedimenti intenda adottare codesto Assessorato per
scongiurare il licenziamento dei dipendenti ancora in servizio
liquidando consorzi agrari». (125)
Risposta. - «L'interrogazione numero 125, a firma dell'onorevole
Caputo, chiede di conoscere gli adempimenti discendenti
dall'osservanza della legge statale numero 296/2006 e della legge
regionale numero 21/2002, adottati da questo Assessorato in favore
dei lavoratori attualmente in servizio presso i Consorzi Agrari
dell'isola.
Per quanto attiene all'applicabilità delle disposizioni
discendenti dalla legge numero 296/2006, che tra l'altro,
ripristina l'efficacia del comma 6 dell'articolo 5 dell'abrogata
legge nazionale numero 410/1999, si precisa che i lavoratori
attualmente in servizio presso i Consorzi Agrari dell'isola, non
possedendo il requisito della mobilità collettiva alla data del
29/09/2006, non possono essere beneficiari delle disposizioni di
che trattasi.
Con specifico riferimento alle disposizioni previste dalla legge
regionale numero 21/02, si rappresenta che questo Assessorato di
concerto con il Dipartimento regionale Industria ha adottato
i provvedimenti previsti dagli articoli 1 e 2 della legge in
argomento esclusivamente' nei confronti del personale beneficiario
delle statuizioni di cui all'articolo 12 della legge regionale
numero 36/1991 e all'articolo 43 della legge regionale numero
30/1997».
L'Assessore
(on. avv. Michele
Cimino)
CAPUTO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
l'agricoltura e le foreste, premesso che:
nelle isole di Pantelleria e di Lipari, da tempo è stata avviata
la coltivazione del cappero, che rappresenta uno dei prodotto di
maggiore qualità del territorio siciliano;
l'aumento della concorrenza dei Paesi esteri e le difficoltà di
raccolta e di commercializzazione hanno fatto diminuire l'interesse
degli agricoltori delle due isole nel continuare a coltivare questo
prodotto agricolo;
considerato che le coltivazioni del cappero rappresentano una
delle realtà agricole più importanti di Pantelleria e di Lipari e
che appare necessario prevedere un sistema di agevolazione e di
sostegno, al fine di rigenerare l'interesse alla ripresa della
coltivazione del cappero;
ritenuto altresì che appare opportuno che la Regione siciliana si
intesti misure di sostegno;
per sapere quali iniziative intendano adottare per consentire la
ripresa del settore agricolo e in particolare delle colture tipiche
dei capperi, al fine di potere rendere tale attività non solo
competitiva ma anche vantaggiosa». (202)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione numero 202, a
firma dell'onorevole Caputo, si rappresenta quanto segue.
Il cappero di Pantelleria è un prodotto a indicazione geografica
protetta (IGP) e pertanto può usufruire dei contributi previsti
dalle misure 132 e 133 del PSR Sicilia 2007-2013.
In particolare la misura 132 prevede aiuti per gli agricoltori che
partecipano ad un sistema di qualità alimentare. In tale caso è
previsto un contributo massimo di 3.000 euro per azienda/ per anno
per un periodo di 5 anni per la copertura finanziaria dei costi di
certificazione che i produttori sostengono per la partecipazione al
sistema di qualità cappero di Pantelleria IGP.
La misura 133 prevede invece contributi per le attività di
informazione e comunicazione sul prodotto IGP rivolte ai
consumatori ed agli operatori, per la partecipazione a fiere,
workshop eccetera e per le attività di promozione nei punti
vendita. I beneficiari della misura sono i Consorzi e le
Organizzazioni di produttori che partecipano attivamente ai sistemi
di qualità.
Per quanto concerne il cappero di Lipari, non essendo tale
prodotto riconosciuto come DOP od IGP dall'U.E. non può essere
ammesso a beneficiare delle suddette misure, tranne nel caso in cui
sia certificato come prodotto biologico.
Analogamente al cappero di Pantelleria IGP anche altri prodotti di
qualità ottenuti nelle due isole (Moscato e Passito di Pantelleria
DOC e Malvasia delle Lipari DOC) possono beneficiare delle misure
suddette».
L'Assessore
(on. avv. Michele
Cimino)
CAPUTO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
l'agricoltura e le foreste,
premesso che:
le palme secolari installate in piazza Guglielmo, in piazza
Vittorio Emanuele, nella villa comunale e negli spazi verdi del
centro storico e delle periferie di Monreale sono state infestate
dal «Rhynchophorus ferrugineus», il cosiddetto punteruolo rosso,
che sta determinando la moria di questi giganteschi arbusti;
per quel che è dato a sapere, l'amministrazione comunale si è
attivata per cercare di trovare una soluzione finalizzata a
salvaguardare le splendide piante monrealesi;
al fine di evitare un danno grave all'immagine della città, queste
palme rappresentano una cornice architettonica ineliminabile per la
cittadina normanna;
per sapere quali iniziative intendano adottare per salvare queste
palme da un'infestazione che ne determinerebbe la sicura
estinzione». (205)
Risposta. - «Con riferimento all'atto ispettivo numero 205
dell'onorevole Caputo, si comunica che con Decreto dell'Assessore
dell'Agricoltura e delle Foreste numero 294 del 6 marzo 2007, la
Regione Siciliana ha intrapreso una serie di azioni volte a
contrastare la diffusione e l'infestazione del Rhynchophorus
ferrugineus meglio noto con il termine di Punteruolo Rosso delle
palme, con precise disposizioni a carico di Comuni, enti pubblici e
privati proprietari di giardini domestici, vivaisti, importatori ed
altri soggetti interessati.
L'azione della Regione Siciliana si avvale del Servizio
fitosanitario regionale SFR, che opera attraverso l'attività
operativa di due Osservatori per le malattie delle piante (U.O. 53
e 54) e dell'Azienda Foreste Demaniale preposta alla catalogazione
ed all'abbattimento delle piante colpite, se non esistono metodi
alternativi per il risanamento, individuate nei monitoraggi e
attraverso le segnalazioni dei cittadini.
Il Servizio fitosanitario regionale, in ottemperanza al decreto
assessoriale di cui sopra e nel rispetto dei provvedimenti
comunitari e nazionali (decisione numero 2007/365/CE del 27.05.2007
e decreto ministeriale del 9.11.2007), ha proceduto
all'individuazione dei focolai, delle aree contaminate e delle aree
indenni, svolgendo un intensa attività di divulgazione indirizzata
ai comuni ed altri Enti pubblici e privati per informare la
cittadinanza sulla pericolosità del parassita e sui metodi di lotta
e prevenzione.
Per quanto riguarda il Comune di Monreale, dal 29/11/2007 al
18/12/2008 l'Azienda Regionale Foreste Demaniali ha già abbattuto
30 palme infestate da punteruolo rosso, allo scopo di prevenire
possibili danni a cose e persone.
Riguardo alle possibili iniziative di salvaguardia del patrimonio
palmicolo del comune di Monreale, purtroppo bisogna ribadire che,
allo stato attuale, non esistono rimedi efficaci contro il
punteruolo rosso se non l'abbattimento e la distruzione immediata
delle palme infestate allo scopo di evitarne il più possibile la
diffusione.
Infatti, i trattamenti fitosanitari di sicura efficacia prevedono
l'impiego di principi attivi non autorizzati in ambienti urbani.
Proprio allo scopo di trovare rimedi applicabili in tutti gli
ambienti, l'Assessorato Regionale dell'Agricoltura ha promosso un
progetto di ricerca e sperimentazione denominato Fitopalmintro
che vede coinvolti le Università di Palermo e Catania, il CRA e il
Servizio Fitosanitario Regionale».
L'Assessore
(on. avv. Michele
Cimino)
PANEPINTO. - «All'Assessore per l'agricoltura e foreste, premesso
che in poche ore, nella giornata di martedì 13 gennaio 2009,
un'intensa ondata di maltempo ha investito la provincia di
Agrigento devastandone una larga zona, dalla fascia costiera
all'interno dei monti Sicani, con notevoli danni alle attrezzature
e alle colture agricole, in particolare nei comparti agricoli di
Favara, Palma di Montechiaro e Naro;
ritenuto, quindi, necessario un pronto intervento a sostegno delle
aziende agricole colpite, sia per l'emergenza sia per una più
attenta e sollecita rilevazione dei danni;
per sapere:
quali iniziative e quali risorse si stanno mettendo in campo per
rispondere alle esigenze della provincia di Agrigento, in
coordinamento con i comuni e le associazioni sindacali e di
categoria;
in quale misura l'ispettorato agrario di Agrigento viene messo in
condizione di operare con tempestività in una situazione di tale
emergenza». (323)
Risposta. - «In applicazione della normativa sui danni al comparto
agricolo da avversità atmosferiche e/o calamità naturali,
l'Ispettorato Provinciale dell'Agricoltura di Agrigento, ha
trasmesso un primo rapporto informativo con relativa scheda tecnica
per quanto concerne le piogge alluvionali e i venti impetuosi che
hanno interessato il territorio provinciale a partire dal 1.01.2009
e sino al 13 febbraio 2009.
Da un primo esame del rapporto informativo, si evince chiaramente
che gli eventi avversi hanno arrecato danni alle produzioni e alle
strutture aziendali compresi tra il 15 e il 70 per cento della
produzione lorda vendibile ordinaria. Si è nella attesa, ad oggi,
della definitiva proposta di delimitazione da parte
dell'Ispettorato provinciale dell'agricoltura di Agrigento,
affinché venga trasmessa alla Giunta regionale per la prescritta
deliberazione e successivamente al competente Ministero delle
Politiche Agricole, Alimentari e Forestali per l'eventuale decreto
di declaratoria».
L'Assessore
(on. avv. Michele
Cimino)
ODDO. - «All'Assessore per l'agricoltura e foreste,
premesso che:
in data 10 aprile 2008 venne pubblicato sulla GURS 17 il bando
relativo alla misura 214/1 ed in particolare l'azione 214/1b -
agricoltura biologica;
il bando per questa misura è relativo all'elargizione di
contributi per ettaro a favore degli imprenditori agricoli che
decidono di coltivare applicando le tecniche di agricoltura
biologica;
il termine di presentazione telematica all'ente pagatore AGEA era
il 15 maggio 2008 e che tale data era prevista anche per l'invio
della documentazione cartacea all'ente sopra menzionato e
all'Assessorato tramite gli ispettorati provinciali;
successivamente sono state disposte tre proroghe per la
presentazione delle domande sino al
17 luglio 2008 anche in relazione a problemi per l'invio delle
domande telematiche;
dopo lo spirare dei termini per la presentazione delle domande è
emerso un grave problema di interpretazione da parte degli
ispettorati provinciali che, per le province di Trapani e Siracusa,
hanno ritenuto non corrette le domande per le quali le notifiche e
la variazioni di notifiche
di produzione biologica cartacee e documentali erano state fatte
nei termini previsti dalle proroghe
e non entro il 15 maggio 2008;
tutti gli altri ispettorati provinciali (7 su 9) hanno ritenuto
tali domande ricevibili, generando una grave disparità per i
presentatori delle province di Trapani e Siracusa;
il bando prevedeva la sola necessità del preventivo invio della
documentazione e della domanda cartacea al momento dell'inoltro
della domanda telematica, per cui i presentatori che hanno
effettuato le notifiche nei termini delle proroghe hanno rispettato
tale previsione;
conseguentemente è necessario un intervento immediato al fine di
evitare le gravi disparità di trattamento derivanti dalla diversa
interpretazione degli ispettorati in ordine alla validità delle
domande presentate con invio della documentazione cartacea nei
termini previsti dalle proroghe;
per sapere se intenda intervenire, al fine di rendere omogenea
l'interpretazione degli ispettorati provinciali in ordine alla
correttezza e ricevibilità delle domande di partecipazione al bando
relativo alla misura 214/1 ed in particolare all'azione 214/1b -
agricoltura biologica, per le quali le notifiche cartacee e le
variazioni delle stesse siano state fatte nei termini previsti
dalle proroghe e non entro il 15 maggio 2008, al fine di evitare
disparità di trattamento tra quanti hanno presentato istanza».
(361)
Risposta. - «Come è noto, in applicazione del regolamento CE
numero 1698 del 20 settembre 2005, l'Assessorato Agricoltura e
Foreste - Dipartimento Interventi Strutturali, Amministrazione - ha
pubblicato nella G.U.R.S. numero 17 del 18 aprile 2008 il bando e
ad esso allegato le disposizioni attuative del bando, per la
presentazione delle domande di aiuto per tutte le azioni relative
alla sottomisura 214/1 del P.S.R. Sicilia 2007-2013.
L'articolo 3 del predetto bando ed il punto 3.1 delle disposizioni
attuative pronunciavano distintamente che i richiedenti dovevano
presentare entro il termine perentorio del 15 maggio 2008 la
domanda d'aiuto informatica utilizzando il portale SIAN ed entro i
successivi 25 giorni dovevano far pervenire all'Ispettorato
provinciale dell'agricoltura la domanda cartacea completa della
documentazione richiesta, con la specifica indicazione inoltre che
non sarebbero state accettate le domande di aiuto presentate oltre
i termini fissati dall'Amministrazione, sia per le domande
presentate per via telematica che quelle cartacee.
E' importante rilevare che per poter beneficiare dell'aiuto
previsto dall'azione 214/1b, l'imprenditore agricolo doveva aver
presentato la notifica di attività di produzione con metodo
biologico in data antecedente alla presentazione della domanda di
aiuto agro-ambientale, dunque entro il 15 maggio 2008, dimostrando
il rispetto di tale adempimento temporale con la copia della
ricevuta postale di trasmissione della prima notifica
dell'attestato di assoggettamento allo scrivente Assessorato.
Successivamente, con tre note pubblicate anche sulla Gazzetta
Ufficiale della Regione siciliana, il Dipartimento Interventi
Infrastrutturali, su richiesta delle Organizzazioni professionali e
dei CAA, ha prorogato la scadenza per la presentazione della
documentazione, (compresa la domanda cartacea) per la
partecipazione al bando, inizialmente al 13 giugno, poi al 4
luglio, ed infine perentoriamente al 17 luglio 2008, lasciando
invariata a1 15 maggio 2008 la scadenza per la presentazione delle
domande relative ai nuovi impegni.
Pertanto, persiste il termine del 15 maggio 2008 per la
presentazione telematica della domanda di aiuto e dunque entro
questo stesso termine, il richiedente avrebbe dovuto assoggettare
la propria azienda al metodo di produzione biologico e
successivamente presentare insieme alla documentazione, l'attestato
di assoggettamento o in deroga la ricevuta della trasmissione della
prima notifica, effettuata entro il 15 maggio, pena la non
ricevibilità dell'istanza.
Le successive proroghe fino al 17 luglio 2008, riguardavano
esclusivamente la presentazione della copia cartacea della domanda
e l'integrazione documentale, incluso la notifica all'Assessorato
Agricoltura e Foreste dell'attività di produzione con rnetodo
biologico, avuto luogo in data antecedente il 15 maggio c.a.».
L'Assessore
(on. avv. Michele
Cimino)
ODDO. - «All'Assessore per l'agricoltura e le foreste,
premesso che:
nella GURS numero 42 del 12 settembre 2008 è stato pubblicato un
bando pubblico nell'ambito del POR Sicilia 2000/2006, misura 4.06,
«al fine di creare un parco aggiuntivo di interventi con spese
rendicontabili nel P.O.R Sicilia 2000/06»;
la dotazione finanziaria del bando è pari a 45 mila migliaia di
euro;
tale somma, recita il bando, può essere incrementata con
«eventuali risorse finanziarie che si dovessero rendere
disponibili»;
la modalità di presentazione prescelta, al fine di snellire i
tempi, è stata quella della presentazione a sportello utilizzando
gli uffici postali presenti in tutta la Regione siciliana;
tale bando si è reso necessario perché la Regione siciliana, non
avendo sufficienti progetti cantierabili entro la data di scadenza
per la rendicontazione delle spese effettuate nell'ambito del POR
Sicilia 2000/2006, rischia di restituire all'Unione europea diversi
milioni di euro della precedente programmazione;
la mattina del 13 ottobre 2008, primo giorno utile per la
presentazione delle richieste di finanziamento, circa 4.000 utenti
hanno invaso gli uffici postali della Regione, esaurendo nel giro
di 4/5 minuti la dotazione finanziaria disponibile;
purtroppo in parecchi uffici postali vi sono stati disguidi di
diversa natura, che hanno comportato ritardi nell'inizio delle
operazioni di spedizione delle raccomandate, per cui diversi
utenti, malgrado si trovassero in fila anche dalla notte
precedente, si sono visti esclusi dai finanziamenti;
questa evidente disparità di trattamento sta comportando una serie
di ricorsi con il rischio di vedere affossato l'intero bando;
l'esiguità dei tempi a disposizione per la realizzazione dei
progetti ha comportato che la stragrande maggioranza delle
richieste sia rivolta all'acquisto di macchine e attrezzature
agricole;
la somma totale dei progetti presentati ammonta a circa 300
milioni di euro;
l'incremento della copertura finanziaria del bando sino
all'inclusione di tutte le domande presentate non comporta alcun
problema normativo e sotto il profilo finanziario consentirebbe di
migliorare i livelli di spesa del POR Sicilia 2000/2006 in
relazione al quale ad oggi si rischia di dover restituire
all'Unione europea oltre un miliardo di euro;
pertanto, un simile intervento non è solo auspicabile per evitare
disparità di trattamento tra i presentatori ed inutili contenziosi,
ma anche estremamente opportuno al fine di consentire il
raggiungimento dei livelli di utilizzazione delle risorse del POR
Sicilia 2000/2006;
per sapere se non ritenga opportuno ed utile procedere
all'incremento della dotazione finanziaria del bando pubblicato
sulla GURS numero 42 del 12 settembre 2008 nell'ambito del POR
Sicilia 2000/2006, misura 4.06, al fine di creare un parco
aggiuntivo di interventi con spese rendicontabili, portandone
l'entità a 300 milioni di euro, onde consentire il finanziamento di
tutte le domande regolarmente presentate». (374)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione numero 374
dell'onorevole Oddo si rappresenta quanto segue.
Sulla GURS numero 42 del 12/09/08 è stato pubblicato il bando
pubblico per l'attuazione degli interventi previsti della Misura
4.06 del POR Sicilia 2000/2006 «Investimenti aziendali per
l'irrobustimento delle filiere agricola e zootecnica» - azioni 1, 2
e 4.
La domanda di partecipazione al suddetto bando è stata presentata
agli Ispettorati provinciali agricoltura, a mezzo raccomandata
postale A/R con ricevuta di ritorno, a partire dalle ore 8:00 del
trentesimo giorno successivo alla pubblicazione dello stesso bando.
Tale modalità di presentazione dell'istanza, considerata la
particolarità del bando A sportello',
è stata ritenuta la più idonea al fine di assicurare il principio
della par condicio tra i
soggetti partecipanti.
Le domande pervenute con modalità diverse da quanto sopra
specificato e/o spedite prima del termine prescritto dal presente
bando sono state considerate irricevibili' ed automaticamente
escluse, salvo eventuali valutazioni sulla regolarità della
spedizione effettuate dalla Amministrazione in presenza di valide
giustificazioni da parte dei richiedenti.
Per il finanziamento dei progetti sono state impegnate risorse
aggiuntive liberate' e assegnate all'Assessorato dell'agricoltura
e delle foreste dalla Giunta regionale con deliberazione n. 155 del
25 giugno 2008, attribuite specificamente al bando in argomento
dall'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste.
L'ammontare delle suddette risorse finanziarie pubbliche è pari a
45.000.000,00 di euro è sono state ripartite tra i nove Uffici
provinciali competenti del Dipartimento.
In conseguenza dell'elevato numero di istanze pervenute (circa
4.200), l'Assessorato al fine di dare riscontro alle richieste di
finanziamento da parte degli imprenditori agricoli ha assegnato
agli Ispettorati provinciali agricoltura, proporzionalmente al loro
fabbisogno progettuale, ulteriori risorse finanziarie, pari a euro
32.100.000,00.
Ulteriori risorse, circa 20.000.000,00 di euro, saranno assegnate,
con la stessa modalità di riparto, agli Ispettorati per il
finanziamento dei progetti ritenuti ammissibili.
Con queste ulteriori risorse alcuni Ispettorati (CL, CT, ME, SR)
riusciranno a finanziare quasi tutti i progetti ammissibili.
Il fabbisogno di risorse aggiuntive per finanziare tutti i
progetti si attesta a circa 40.000.000,00 di euro, ma considerato
che si registrano molte rinunce da parte delle Ditte beneficiarie
il suddetto importo è destinato ridursi.
L'impegno dell'Assessorato Agricoltura e Foreste è quello di
individuare le necessarie risorse da destinare per il finanziamento
di tutte le domande regolarmente presentate.
Nel corso della realizzazione del POR 2000/20006 sono state
riscontrate alcune criticità sintetizzate nei seguenti punti:
1) numerose revoche per rinuncia da parte delle Ditte
beneficiarie;
2) archiviazioni dei progetti da parte degli Uffici istruttori per
carenza di documentazione;
3) slittamento dei termini per la definizione dei progetti a
seguito delle richieste di proroghe presentate dalle Ditte
beneficiarie;
4) ritardi nell'acquisizione dei pareri ed autorizzazioni da parte
degli Uffici competenti (Genio civile, Comuni, Autorità ambientali
eccetera).
Tuttavia, nonostante le difficoltà riscontrate nel corso
dell'attuazione dei vari bandi, si ritiene che l'attività espletata
nell'ambito della Misura 4.06 risulti coerente con i dati previsti
dal Programma operativo regionale considerato lo stato di
avanzamento finanziario ad oggi conseguito».
L'Assessore
(on. avv. Michele
Cimino)
ODDO. - «All'Assessore per l'agricoltura e le foreste,
premesso che:
in data 13 febbraio 2009 è stato pubblicato, nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana numero 7, il bando della misura
133 del PSR Sicilia 2007/2013 'sostegno alle associazioni di
produttori per attività di informazione e promozione delle
produzioni agricole di qualità';
tale bando ha una dotazione finanziaria di 15 milioni di euro,
pari al 50 per cento dell'intera assegnazione che la misura 133
dispone per tutto il periodo di programmazione;
il comparto vitivinicolo rischia di essere fortemente penalizzato
da tale bando in quanto solo una irrilevante quota della
vitivinicoltura siciliana può accedere ai benefici, in
considerazione che solo i pochissimi consorzi di tutela esistenti
hanno i requisiti per accedere alle risorse per la promozione;
risulta incomprensibile come nel bando venga individuata tra i
sistemi di qualità riconosciuti nel comparto vitivinicolo la
denominazione IGT (indicazione geografica tipica) Sicilia che lo
stesso Assessorato ritiene ormai superata e non rispondente alle
esigenze della viticoltura regionale, prova ne è il fatto che lo
stesso Assessorato ha organizzato, per il giorno 4 marzo 2009, un
convegno dal titolo inequivocabile: DOC Sicilia: punto di partenza
per una strategia di rilancio del settore vitivinicolo regionale';
per sapere:
se non ritenga ragionevole sospendere il segmento del bando
relativo alla IGT Sicilia per il settore vitivinicolo, considerato
che la strategia di rilancio del settore passa, sicuramente,
attraverso la DOC Sicilia (denominazione di origine controllata);
se non ritenga opportuno ed utile destinare un terzo delle
risorse, previste dal bando di che trattasi, per finanziarne uno
specifico per la DOC Sicilia». (463)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione numero 463, a
firma dell'onorevole Oddo,
si rappresenta quanto segue.
La misura 133 del PSR Sicilia 2007-2013 (Sostegno alle
associazioni di produttori per attività di informazione e
promozione delle produzioni agricole di qualità) ha come finalità
quella di valorizzare i prodotti agroalimentari di qualità ottenuti
in Sicilia; promuovere l'immagine nei confronti dei consumatori e
degli operatori economici dei prodotti ottenuti nell'ambito di
sistemi di qualità, in particolare in termini di specificità,
caratteristiche nutrizionali, sicurezza dei metodi di produzione
rispettosi dell'ambiente, sistemi di etichettatura e
rintracciabilità; diffondere conoscenze scientifiche e tecniche sui
prodotti di qualità, favorendo l'integrazione di filiera.
Fra i prodotti di qualità riconosciuti ed elencati sulla tabella
numero 1 dello stesso bando sono annoverati i vini DOCG, DOC e IGT
i quali sono riconosciuti come prodotti di qualità dalle normative
vigenti (Reg. CE numero 1493/99, Legge 164/92) e come tali
considerati ai fini della partecipazione all'aiuto proposto dalla
misura di che trattasi. Pertanto, relativamente all'accessibilità
al bando, si può affermare che la partecipazione del vino di
qualità prodotto in Sicilia ad azioni di promozione sul mercato
interno (UE) sia non solo pertinente agli scopi essenziali previsti
dalla misura, essendo la stessa rivolta alla promozione di tutti i
marchi territoriali dei vini (DOCG, DOC e IGT), ma anche di grande
rilancio del settore e di notevole sostegno e incentivazione alla
partecipazione dei produttori a tali sistemi di qualità,
partecipazione il cui sostegno economico è anche supportato
dall'attivazione della misura 132 e dal relativo bando di prossima
pubblicazione.
Fra l'altro, limitare le risorse del bando esclusivamente alle DOC
esistenti, significherebbe comunque limitare l'accesso all'aiuto al
solo 4 per cento della produzione regionale.
Per quanto concerne la DOC Sicilia, non appena sarà approvata la
denominazione dal competente Ministero per le Politiche agricole,
sarà cura dell'Assessorato richiedere alla Commissione UE la
modifica della scheda della misura 133 relativamente all'elenco dei
prodotti di qualità ammessi a fruire del regime di sostegno
previsto».
L'Assessore
(on. avv. Michele
Cimino)
MINARDO. - «All'Assessore per l'agricoltura e le foreste,
premesso che:
in data 5 febbraio è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale
della Repubblica italiana numero 29 il decreto-legge numero 4 del 5
febbraio 2009, relativo a misure urgenti in materia di produzione
lattiera e rateizzazione del debito nel settore lattiero-caseario e
che fissa i criteri per la distribuzione delle quote e per la
rateizzazione delle multe dovute allo splafonamento;
dal decreto-legge si evince chiaramente che la distribuzione delle
nuove quote assegnate dalla Comunità europea sarà ripartita
prioritariamente alle aziende che hanno splafonato nella produzione
2007-2008, ai produttori che hanno avuto tagliata la quota B e agli
affittuari.
Al comma 2 dell'articolo 1 del decreto-legge è inserito, dopo
l'articolo 10 della legge numero 119 del 30 maggio 2003, l'articolo
10 bis, assegnazione quote latte;
si tratta di un criterio inaccettabile, quello previsto nel
decreto, perché penalizzante nei confronti degli allevatori che in
questi anni hanno investito e rispettato le regole e, come sempre,
la Sicilia risulta ancora una volta mortificata da provvedimenti
che non risolvono affatto gli annosi problemi del settore, non
garantendo prospettive future. E' un provvedimento che garantisce
chi non ha rispettato le regole di produrre all'interno della
propria quota;
il decreto-legge del Ministro Zaia va a snaturare la legge numero
119 con provvedimenti mirati
a sanare chi ha splafonato negli anni 2007-2008, escludendo
totalmente la Sicilia da assegnazioni di nuove quote, con la
mortificazione di 1.576 aziende siciliane titolari di quote latte
che hanno rispettato le regole previste dalla legge numero 119 del
2003. E' un provvedimento inaccettabile che segna la morte della
zootecnia siciliana che tanto fatica ad uscire da una crisi
generale che ha colpito il comparto in modo non indifferente e
preoccupante;
considerato che le nuove assegnazioni della Comunità europea sono
840 mila tonnellate di latte da ripartire in tutte le regioni
d'Italia in base alle quote storiche assegnate ed esistenti;
pertanto, alla Sicilia, titolare di 200 mila tonnellate di quote
assegnate, spettano circa 15.400 tonnellate di nuove quote;
ritenuto che bisogna dare garanzie alle oltre 1.500 aziende
siciliane titolari di quote, che hanno rispettato le regole e che
faticosamente hanno investito nel corso degli anni;
per sapere se l'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste
intenda intervenire nella prossima Conferenza Stato-Regioni per far
rispettare il principio ed il criterio di equa distribuzione alle
singole Regioni delle nuove quote assegnate dalla Comunità europea
alla riserva nazionale,
in proporzione alle quote esistenti riferite agli anni 2007-2008.
Conseguentemente, alla Sicilia, titolare di 200 mila tonnellate,
spettano circa 15.400 tonnellate dalle nuove assegnazioni a
garanzia di chi ha rispettato le regole di produrre non oltre la
quota assegnata e, quindi, di chi non
ha splafonato». (396)
Risposta. - «In merito all'interrogazione numero 396
dell'onorevole Minardo, si comunica che il Commissario
Straordinario, nominato ai sensi dell'art. 8 quinquies del decreto
legge 5 febbraio 2009 numero 4 recante Misure urgenti in materia
di produzione lattiera e rateizzazione del debito nel settore
lattiero-caseario , ha già provveduto all'assegnazione delle quote
latte in argomento e che le stesse sono state inserite nel registro
pubblico delle quote in data 18/05/2009 a cura di Agrisian».
L'Assessore
(on. avv. Michele
Cimino)
BARBAGALLO - AMMATUNA - GALVAGNO - LUPO.-«Al Presidente della
Regione,
premesso che:
i Consorzi di bonifica sono persone giuridiche di diritto pubblico
che svolgono attività economica nel settore delle opere irrigue,
idrauliche e di scolo e sono soggetti alla vigilanza e al
coordinamento dell'Assessorato Agricoltura e foreste;
aderiscono al consorzio tutti i proprietari di immobili di
qualsiasi natura ricadenti nel comprensorio di bonifica;
ai sensi della legge regionale numero 45 del 1995, sono stati
costituiti in Sicilia 11 consorzi, uno per provincia più quelli di
Caltagirone e Gela;
tali enti gestiscono 16 sistemi irrigui collettivi e provvedono
alla manutenzione e alla vigilanza delle opere pubbliche di
bonifica;
considerato che:
le criticità rilevabili nella gestione e nel ruolo svolto dai
consorzi sono numerose e ormai croniche;
nel bilancio della Regione i consorzi gravano per 60 milioni di
euro, dei quali 40 milioni sono utilizzati a copertura del 95 per
cento delle spese di gestione ordinaria (sedi, personale a tempo
indeterminato, attrezzature), 10 milioni per le garanzie
occupazionali a favore del personale a tempo determinato di cui
alla legge regionale numero 4 del 2006 (924 operai) e oltre 8
milioni per il personale di cui all'articolo 110 della legge
regionale numero 17 del 2004 (213 impiegati);
9 milioni di euro sono stanziati per l'ammortamento di mutui
contratti dai consorzi disciolti dalla riforma operata dalla legge
regionale numero 45 del 1995, che ha portato da 26 a 11 il numero
degli enti;
tali ingenti risorse imporrebbero ai consorzi la garanzia di un
servizio efficiente e adeguato per l'agricoltura;
la legge regionale numero 45 del 1995 ha disposto che la gestione
dei consorzi spetta al presidente e al consiglio di amministrazione
eletto dall'assemblea dei consorziati, suddivisi in fasce in
ragione dell'onere contributivo;
gli organi di amministrazione ordinaria, tuttavia, non sono mai
stati eletti: dal 1995, i consorzi sono affidati al governo di un
amministratore provvisorio, il quale avrebbe dovuto convocare
l'assemblea dei consorziati entro 4 mesi dalla nomina;
l'elezione non è mai avvenuta perché non sono stati redatti i
piani di classifica per il riparto della contribuenza in tre fasce,
determinata in base agli ettari posseduti;
degli 11 consorzi, soltanto quello di Agrigento sta completando la
redazione del piano di classifica;
l'articolo 33 della legge regionale numero 2 del 2007, istitutivo
dell'Autorità per la vigilanza e il controllo dei consorzi di
bonifica, ha trasferito all'Assessorato regionale Agricoltura e
foreste la competenza all'elaborazione dei piani di classifica e
stabilito il termine di 120 giorni per tale adempimento;
è ipotizzabile che tale termine non possa essere rispettato e,
pertanto, l'avvio della gestione ordinaria nel governo dei consorzi
appare quanto mai lontana;
soltanto il consorzio di Caltagirone è dotato del collegio dei
revisori dei conti;
la perdurante assenza degli organi istituzionali costituisce una
vera e propria emergenza poiché non consente ai consorziati la
partecipazione democratica voluta dalla legge e facilita pratiche
amministrative non trasparenti;
ritenuto che:
i servizi gestiti dai consorzi sono sostanzialmente ridotti alla
distribuzione dell'acqua per fini irrigui, poiché del tutto carente
è l'attività di manutenzione su opere di bonifica o di sistemazione
idraulica;
a causa di ciò, l'efficienza della rete distributiva è molto
bassa;
si registrano, infatti, perdite rilevanti di acqua a causa dello
stato di conservazione dei canali, per lo più a pelo libero,
tecniche di irrigazione obsolete, assenza di monitoraggio quali-
quantitativo della risorsa idrica o di azioni mirate alla riduzione
dei consumi;
a causa dell'assenza dei piani di classifica, i consorzi di
bonifica sono stati autorizzati con legge regionale numero 19 del
2005 ad emettere ruoli provvisori di contribuenza per sostenere le
spese di funzionamento non coperte dal contributo regionale;
in tal modo vengono scaricati sui consorziati costi non
commisurati ai servizi realmente forniti agli utenti; il pagamento,
peraltro, viene richiesto sulla base delle superfici, dimenticando
colture e reddito del terreno;
la gestione finanziaria dei consorzi registra disavanzi
consistenti: su 11 consorzi soltanto 4 non presentano deficit di
bilancio;
appare eclatante il caso del consorzio di Palermo il cui deficit
per il 2005 è pari a 5 milioni
e 900 mila euro;
il consorzio di Caltanissetta registra perdite per oltre 100 mila
euro, così come Caltagirone, quello di Enna per 48.865 euro, quello
di Catania per 30 mila, quello di Siracusa per 15.235,24 euro;
il disavanzo non si spiega considerato che la Regione copre il 95
per cento delle spese ordinarie e il costo del personale a tempo
determinato;
considerato, ancora, che:
i consorzi di bonifica sono stati utilizzati nel tempo per il
collocamento di personale, reclutato a prescindere dalle reali
esigenze istituzionali degli enti;
numerose leggi hanno consentito forme di stabilizzazione di operai
precari che avevano prestato la loro opera in favore dei consorzi
anche per brevissimo tempo;
l'organico complessivo è, pertanto, sovradimensionato e
distribuito in modo incongruo nei vari consorzi;
il personale di ruolo consta di 1.181 unità, contro le previsioni
del piano di organizzazione variabile (POV) che contempla un totale
di 1.500 unità: stando ai POV, pertanto, ci sarebbe una carenza di
personale di circa 400 persone;
il personale precario, al quale sono state accordate garanzie
occupazionali o proroghe dei contratti con varie leggi, ammonta a
1.200 unità, 924 delle quali appartengono alla categoria dei
cosiddetti 151nisti, 101nisti e 51nisti;
il numero complessivo è di quasi 2.400 persone in servizio, a
vario titolo;
è palese la funzione di ammortizzatore sociale svolta per il
tramite dei consorzi anche in virtù della non omogenea
distribuzione di tale personale: vi sono consorzi nei quali la
presenza di operai è massiccia;
è il caso del consorzio di bonifica 8 di Ragusa nel quale sono
presenti 287 operai, mentre a Caltanissetta, viceversa, sono solo
3;
ritenuto, infine, che:
l'esigenza di procedere alla riforma del settore si fa sempre più
pressante ed è ormai indifferibile per garantire, da un lato,
servizi efficienti al mondo agricolo e, dall'altro, lo snellimento
della macchina amministrativa regionale e la razionalizzazione
delle risorse pubbliche;
il servizio complessivamente fornito dai consorzi non è, infatti,
adeguato all'importanza delle competenze assegnate e non appare
conforme alle esigenze di una moderna agricoltura;
i costi eccessivi, l'assenza di gestione democratica, la
situazione debitoria e l'incredibile mole di personale (due terzi
in più rispetto alla media nazionale) rendono tali enti un unicum
nel panorama dei consorzi italiani;
con l'ordine del giorno numero 20 approvato dall'Assemblea
regionale siciliana nella seduta numero 16 del 18 ottobre 2006
«Approvazione del DPEF per gli anni 2007-2011», si impegna il
Governo della Regione a procedere alla riforma dei consorzi di
bonifica;
per sapere:
quali iniziative siano state intraprese in base a quanto previsto
dalla legge numero 31/2008;
come si intenda procedere al fine della ricognizione puntuale
della situazione finanziaria e gestionale di ogni singolo consorzio
al fine di verificare la reale utilità di questi enti all'interno
dell'amministrazione regionale, stabilendo la loro soppressione o
il loro rilancio». (409)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione numero 409 degli
onorevoli Barbagallo ed altri, si rappresenta quanto segue.
Come è noto, la Conferenza Stato-Regioni ha approvato il testo
contenente i criteri per l'attuazione dell'articolo 27 del Decreto
legge numero 248/2207, convertito in legge numero 31/2008.
Al riguardo, l'Assessorato Agricoltura e Foreste sta elaborando,
con l'ausilio di un'apposita Commissione costituita con D.D.G. 445
del 20/05/2009, una proposta legislativa di riordino dei Consorzi
di bonifica che tenga conto degli attuali orientamenti e che
risponda alle esigenze del Territorio.
In tale proposta, viene confermata la polivalenza funzionale
dell'azione della bonifica sul territorio con particolare
riferimento alla conservazione e difesa del suolo, alla provvista e
gestione delle acque, alla valorizzazione e salvaguardia
dell'ambiente.
In relazione all'assetto territoriale dei comprensori é stata
elaborata un'ipotesi di delimitazione dei nuovi Consorzi di
Bonifica sulla base di unità idrografiche ed idrauliche omogenee'
tenendo contro dell'esigenza di garantire dimensioni gestionali
idonee ad assicurare la funzionalità operativa, economicità di
gestione ed adeguata partecipazione dei consorziati.
I Consorzi di bonifica vengono definiti persone giuridiche
pubbliche a struttura associativa, espressione del principio della
sussidiarietà di autogoverno che operano secondo criteri di
efficienza, efficacia, trasparenza ed economicità nel rispetto dei
documenti di programmazione regionale.
Viene confermato il potere in positivo dei Consorzi, riconoscendo
che le spese per l'esercizio, la manutenzione delle opere pubbliche
di bonifica e di irrigazione, non coperte da contributo regionale,
sono a carico dei proprietari consorziati, i cui immobili traggono
beneficio dalle azioni dei Consorzi. Le spese sono definite in sede
di bilancio e sono ripartite dai consorziati proprietari di
immobili, che traggono beneficio secondo i criteri fissati dai
piani di classifica dei territori.
La predizione dei Piani di classifica risulta essere in una fase
avanzata.
E' intendimento:
a) rivedere i P.O.V. commisurando la consistenza numerica del
personale consortile ed i relativi profili professionali, ai
compiti e alle funzioni da svolgere non che all'ampiezza dei
comprensori;
b) provvedere alla stabilizzazione del personale con contratto di
lavoro a tempo determinato, assunto previa autorizzazione
assessoriale ai sensi dell'articolo 3 della legge regionale 76/95
allo scopo anche, di eliminare le conflittualità in essere,
determinate da contrasti applicativi ed interpretativi riferiti a
norme contrattuali collettive nonché a disposizioni legislative;
c) subentrare nei rapporti attivi e passivi dei Consorzi dei
Bonifica soppressi, atteso che non è ipotizzabile una gestione
ordinaria che possa assumere obbligazioni pregresse.
In merito all'attuale gestione economica finanziaria si fa
presente che la situazione debitoria dei Consorzi deriva
soprattutto dai contenziosi trasferiti dai consorzi soppressi
giusto articolo 24 della legge regionale 45/1995.
Pertanto, per superare tale situazione dovuta soprattutto a
contenziosi con le imprese esecutrici di lavori (dighe, condotte
irrigue, sistemazioni idrauliche), dovrà farsi ricorso ad un
finanziamento speciale dell'Amministrazione Regionale, previa
verifica della possibilità di vendita del patrimonio immobiliare
ove esistente».
L'Assessore
(on. avv. Michele
Cimino)
DONEGANI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
l'agricoltura e le foreste,
premesso che:
venerdì 6 marzo 2009 un violentissimo nubifragio si è abbattuto
nell'area compresa nel territorio di Gela e Niscemi, sfregiando e
demolendo colture pregiate sia in campo aperto, sia sotto serra;
considerato che il devastante scenario dovuto alla tromba d'aria
ha messo in ginocchio per l'ennesima volta l'intero comparto
agricolo insistente in quest'area della provincia nissena;
tenuto conto che nel comparto agricolo di Gela e Niscemi operano,
con moderne tecnologie, migliaia di addetti specializzati alla
produzione di colture pregiate sotto serra (ortaggi) e in campo
aperto (carciofeti);
rilevato che, nel frattempo, lo stato di crisi del comparto
agricolo, in Sicilia, è pesantemente pervaso da una politica
nazionale lontana dagli interessi degli agricoltori siciliani per:
1) non avere rifinanziato nel triennio gli sgravi contributivi;
2) non essere riusciti ad eliminare le accise sui carburanti
agricoli;
3) non avere ridotto l'imposta dell'IVA sull'acquisto dei mezzi
meccanici necessari alla produzione;
4) non avere agevolato l'accesso al credito con la proroga delle
cambiali agrarie, anche a seguito di un mercato ristagnato a causa
della crisi finanziaria congiunturale;
per sapere:
se, alla luce di quanto sopra esposto, siano a conoscenza dei
reali danni subiti dagli agricoltori nisseni a causa della tromba
d'aria abbattutasi nelle aree suindicate;
se, stante la preoccupante e drammatica situazione determinatasi
nel territorio di Gela e Niscemi, non ritengano opportuno e
necessario attivare la procedura di riconoscimento dello stato di
calamità;
quali iniziative infine intendano adottare per risollevare un
comparto quale quello agricolo in Sicilia per evitare che la
sordità dell'azione di governo non diventi l'ultima e irreversibile
calamità per gli agricoltori siciliani». (492)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione numero 492
dell'onorevole Donegani, si comunica che l'Unità Operativa numero
187, Condotta Agraria di Gela, ha redatto una relazione per i danni
causati dai Forti venti del 5 e 6 marzo 2009 nei territori di Gela
e Niscemi' (così definiti dal SIAN con nota numero 27535 del
18/03/2009).
Trattandosi di eventi rientranti tra quelli contemplati nel Piano
Assicurativo Agricolo 2008, per
i quali viene disposto che per l'anno 2009 continuano ad applicarsi
le disposizioni contenute nel Piano Assicurativo Agricolo 2008,
tali danni non sono oggetto di aiuto compensativo».
L'Assessore
(on. avv. Michele
Cimino)
PANEPINTO - APPRENDI. - «Al Presidente della Regione e
all'Assessore per l'agricoltura
e le foreste,
premesso che:
il settore agroalimentare siciliano rappresenta uno dei settori
trainanti dell'economia siciliana.
Le elaborazioni ISTAT degli ultimi anni stimano che la produzione
del settore primario siciliano si attesta su un valore pari a poco
più di 4 miliardi di euro correnti;
le aziende agricole siciliane, nonostante l'importanza economica,
rischiano la chiusura.
Su 230 mila imprese, sono ben oltre 35 mila quelle a rischio
chiusura nel 2009, per un totale
di circa 3 milioni di giornate lavorative in meno e un taglio di 30
mila posti di lavoro;
l'agricoltura siciliana necessita, al fine di evitare il tracollo,
di immediati interventi
di innovazione e ricambio generazionale della classe
imprenditoriale;
il Piano di sviluppo rurale (PSR - Sicilia) prevede ben 2,1
miliardi di euro per l'ammodernamento aziendale, la
diversificazione delle attività, la tutela dell'ambiente ed il
miglioramento della qualità della vita rurale;
considerato che:
finito il sogno dell'economia di carta, fondata sulle speculazioni
finanziarie, il mondo torna
a dare peso alla economia fatta di cose vere e concrete. C'è un
riconoscimento nuovo per l'attività agricola e l'imprenditore
agricolo. L'agricoltura può, dunque, dare un contributo essenziale
alla ripresa dell'economia ed allo sviluppo socio-ambientale;
gli imprenditori agricoli sono pronti ad accettare la sfida della
globalizzazione, ritornare ad essere protagonisti ed ammodernare
l'offerta produttiva delle aziende agricole e vincere la sfida del
cambiamento;
visto che:
ad oggi solo una piccolissima parte dei fondi previsti dal nuovo
Piano di sviluppo rurale sono stati impegnati e che, rispetto ad
altre regioni virtuose, la Sicilia è molto in ritardo nella spesa
delle somme previste;
dopo già diversi rinvii, vi è il paventato rischio di ulteriori
ritardi nella pubblicazione dei bandi necessari per l'accesso alle
agevolazioni per l'agricoltura previsti dalle misure del PSR;
per sapere:
se e quando verranno pubblicati i bandi relativi a tutte le misure
previste dal PSR;
se i bandi saranno chiari e semplici nell'applicazione, al fine di
evitare diversità
interpretative». (565)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione numero 565 degli
onorevoli Panepinto e Apprendi, si comunica che lo stato di
attuazione dei bandi delle misure del PSR - Sicilia è quello
riportato nel prospetto che segue:
Descrizione Stato della Misura
Bando misura 214/1 Pagamenti Profilatura Misura e Bando e
agro-ambientali Metodi di attivazione; Bando pubblicato
gestione dell'azienda agricola il 18/04/2008;
ecosostenibili graduatorie approvate con
decreto del giugno 2009
Profilatura Misura e Bando e
Bando misura 133 Attività di attivazione; Bando
informazione e promozione pubblicato il 13/02/2009;
caricamento check-list
domanda;
caricamento check-list
istruttoria;
Bando chiuso;
pubblicazione elenchi
provvisori
Bando misura 125/A 125/B Profilatura Misura e Bando e
Miglioramento e creazione attivazione; Bando pubblicato
delle infrastrutture connesse il 15/05/2009 con metodo
allo sviluppo e all'adeguamento stop and go sino al luglio
dell'agricoltura e 2011;
silvicoltura
A) viabilità rurale, caricamento check-list
internazionale e consortile; domanda;
B) opere secondarie di caricamento check-list
adduzione e distribuzione delle istruttoria
risorse idriche ad uso irriguo
Manifestazione di Interesse Bando pubblicato il
Misura 413 Attuazione di 29/05/2009;
strategie di sviluppo locale scadenza 20/08/2009
(Selezione GAL)
Bando misura 121 Profilatura Misura e Bando e
Ammodernamento delle aziende attivazione; Bando pubblicato
agricole il 19/06/2009;
caricamento check-list
domanda;
caricamento check-list
istruttoria
Bando misura 124 Cooperazione Profilatura Misura e Bando e
per lo sviluppo di nuovi attivazione; Bando pubblicato
prodotti, processi e tecnologie il 26/05/2009;
nei settori agricolo alimentare caricamento check-list
e in quello forestale domanda;
caricamento check-list
istruttoria
Bando misura 132 Profilatura Misura e Bando e
Partecipazione degli attivazione; Bando pubblicato
agricoltori ai sistemi di il 17/07/2009;
qualità alimentare
Bando misura 216/A Profilatura Misura.
Investimenti non produttivi in Disposizioni specifiche
aziende agricole Adozione di inviate alla Corte dei conti
metodi di produzione agricola e
di gestione del territorio
sostenibili
Manifestazione d'interesse Effettuati incontri con
misura 341 Acquisizione di Organizzazioni di categoria
competenze e animazione in ed Organizzazioni
vista dell'elaborazione e professionali per discutere
dell'attuazione di strategie di le Disposizioni attuative
sviluppo locale specifiche della misura
Bando 311/A Diversificazione Predisposte disposizioni
verso attività non agricole specifiche;
Agriturismo Pubblicazione 31/08/2009
Bando 311/B Diversificazione Proposta di Modifica PSR
verso attività non agricole
Produzione di energia da fonti
rinnovabili
Bando misura 214/1 Pagamenti Bando definito da pubblicare
agro-ambientali Metodi di entro il 30/09/2009
gestione dell'azienda agricola
ecosostenibili
Bando misura 112 Insediamento Attivabile come pacchetto
di giovani agricoltori giovani.
Da definire criteri di
selezione del Pacchetto
Giovani
Bando misura 221 Primo Predisposte disposizioni
imboschimento di terreni specifiche;
agricoli Pubblicazione 01/10/2009
Bando misura 223 Primo Predisposte disposizioni
imboschimento di superfici non specifiche;
agricole Pubblicazione 01/10/2009
Bando 311/C Diversificazione Predisposte disposizioni
verso attività non agricole specifiche;
Altre forme di diversificazione Proposta di Modifica PSR
Bando misura 216 B Pubblicazione 31/10/2009
Investimenti non produttivi
in aziende agricole
Investimenti aziendali per
altri obiettivi agro-ambientali
e per la valorizzazione delle
aree per pubblica utilità per
la pubblica fruizione.
Bando misura 126 Recupero del Pubblicazione 31/10/2009
potenziale di produzione
agricola danneggiato da
disastri naturali e
introduzione di adeguati
strumenti di prevenzione
Bando misura 123 Accrescimento Predisposte disposizioni
del valore dei prodotti specifiche;
agricoli e forestali Pubblicazione 31/12/2009
L'Assessore
(on. avv. Michele
Cimino)
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
l'agricoltura e le foreste,
premesso che:
il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali con
proprio decreto del 18 febbraio 2009, pubblicato sulla GURI numero
53 del 18/04/2009, ha stabilito interventi in favore degli
agricoltori siracusani colpiti dalle gelate del febbraio 2008;
le istanze per ottenere i benefici del suddetto decreto
ministeriale dovevano essere presentate direttamente
all'Ispettorato provinciale dell'agricoltura di Siracusa entro il
17 aprile 2009 e, per raccomandata, entro il 18 aprile 2009;
tenuto conto che molti agricoltori siracusani sono venuti a
conoscenza in ritardo del suddetto decreto ministeriale e,
nonostante abbiano tutti i requisiti per potere usufruire degli
interventi stabiliti dal Ministero delle politiche agricole,
alimentari e forestali, non possono presentare la documentazione
necessaria a causa della scadenza dei termini previsti;
per sapere se non ritengano assolutamente necessario intraprendere
opportune iniziative a livello nazionale per prorogare di 30 giorni
i termini di scadenza per la presentazione dell'istanza atta
ad usufruire degli interventi di sostegno previsti dal decreto del
Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali del 18
febbraio 2009, al fine di consentire a tutti gli agricoltori
siracusani, danneggiati dalle gelate del febbraio 2008, di potere
accedere agli aiuti stabiliti
dal decreto citato». (568)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione numero 568
dell'onorevole Vinciullo si rappresenta quanto segue.
Le gelate che si sono verificate in provincia di Siracusa dal 16
al 19 febbraio 2008 sono state dichiarate eccezionali, con Decreto
18 febbraio 2009, dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari
e Forestali ai sensi del Decreto Legislativo 29 marzo 2004 numero
102 recentemente modificato dal Decreto Legislativo 18 aprile 2008
numero 82.
Tale decreto è stato pubblicato nella G.U.R.I. numero 53 del 5
marzo 2009 e non il 18 aprile 2009, come dichiarato
dall'interrogante e pertanto, il termine dei 45 giorni per la
presentazione delle
istanze finalizzate ad ottenere i benefici di legge previste
dall'articolo 5, comma 5, del Decreto Legislativo 29 marzo 2004
numero 102, decorre dalla data di pubblicazione del decreto di
declaratoria nella G.U.R.I. (5 marzo 2009).
Tale termine che per norma è perentorio, non può essere
modificato».
L'Assessore
(on. avv. Michele
Cimino)
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
l'agricoltura e le foreste,
premesso che:
l'articolo 1 della legge 286 del 1961 imponeva che le bevande
analcoliche il cui gusto ed aroma fondamentale deriva dal loro
contenuto di essenze di agrumi, o di paste aromatizzanti di agrumi,
non possono essere colorate se non contengono anche succo di agrumi
in misura non inferiore al 12 per cento;
il Senato della Repubblica ha recentemente recepito una direttiva
UE che, di fatto, abroga l'articolo 1 della legge de qua,
consentendo di produrre bevande analcoliche al sapore di agrumi
senza che vi sia traccia di succo naturale;
è evidente che i limiti imposti dalla normativa italiana, i più
rigidi al mondo in tema di sicurezza e tutela dei consumatori,
hanno dato fastidio ai grossi centri di potere che gestiscono le
multinazionali nel settore alimentare. Solo così si può spiegare il
senso illogico di una normativa europea che, di fatto, taglia fuori
dal ciclo produttivo delle bevande analcoliche i produttori di
agrumi i quali, guarda caso, provengono quasi tutti dalla Sicilia.
Infatti, su 120 milioni di chili di arance prodotte annualmente in
Italia, il 75 per cento provengono dalla Sicilia con un impegno
produttivo, in termini di lavoro, di circa 30.000 addetti;
considerato che, nonostante le rassicurazioni del Ministro Zaia
sulla sua intenzione di non far recepire dalla Camera dei Deputati
questa disposizione della Comunità europea, nel settore regna una
grande preoccupazione dato che questa direttiva europea
assesterebbe un ulteriore colpo alla già precaria economia
siciliana legata alla produzione agrumicola;
per sapere:
se non ritengano urgente ed improcrastinabile intervenire con
vigore presso le Autorità nazionali al fine di evitare il
recepimento della direttiva europea che abroga l'articolo 1 della
legge 286 del 1961;
se non ritengano opportuno intraprendere azioni, anche legali, a
sostegno del diritto, non solo dei produttori, ma soprattutto dei
consumatori che, da oggi, solo dal colore sarebbero nelle
condizioni di comprendere che cosa stanno bevendo, dal momento che
il succo naturale di arance diventerebbe un optional». (580)
Risposta. - «Con l'interrogazione numero 580 dell'onorevole
Vinciullo si chiede al Presidente della Regione e all'Assessore
all'Agricoltura di intervenire presso le autorità nazionali per
evitare il recepimento della direttiva europea che abroga
l'articolo 1 della legge numero 286 del 1961 e che consentirebbe di
produrre bevande analcoliche al sapore di agrumi senza che vi sia
traccia di succo naturale.
Il Ministro per l'agricoltura Luca Zaia ha pubblicato nel sito
ufficiale del MIPAAF diversi comunicati relativi all'argomento,
condividendo le preoccupazioni dei produttori.
Il 9 giugno 2009, nella 47a seduta, la 14a Commissione politiche
europee della Camera dei Deputati ha approvato l'emendamento
soppressivo, all'interno del disegno di legge comunitario,
dell'articolo 21 che abrogava la legge numero 286 del 3 aprile
1961, riguardante il requisito minimo di percentuale del 12 per
cento di succo di arancia per produrre aranciata.
Il 7 luglio 2009, la Camera dei deputati ed il Senato della
Repubblica hanno approvato la legge comunitaria numero 88
«Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti
dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee» che non
contiene l'articolo soppressivo relativo al requisito minimo di
succo di arancia nelle aranciate».
L'Assessore
(on. avv. Michele
Cimino)
DI GUARDO. - «Al Presidente della Regione,
premesso che:
il comparto agricolo sta attraversando una grave crisi economica
con conseguenze sociali e ambientali dovute all'ulteriore abbandono
delle campagne e alla perdita di posti di lavoro;
la preposizione ad Assessore regionale per l'agricoltura e le
foreste del prof. Giovanni La Via è stata accolta positivamente da
tanti agricoltori, in quanto è largamente riconosciuta la sua
profonda conoscenza delle problematiche del settore;
ciò nonostante, le attese sono state deluse da una politica di
annunzi piuttosto che da una concreta opera di soluzione dei
problemi;
considerata la martellante campagna pubblicitaria avviata su base
locale (e non nazionale) e incentrata sulla figura dell'Assessore e
sui tanti progetti annunziati, piuttosto che per comunicare la
risoluzione degli innumerevoli gravi problemi dell'agricoltura
siciliana;
rilevato l'acquisto a pagamento di intere pagine di quotidiani
locali corredate da numerose foto e interviste dell'Assessore e la
giornaliera presenza del professore La Via sulle numerose emittenti
locali con servizi e interviste, con alle spalle il logo della
Regione siciliana;
per sapere se non ritenga più utile, invece di pubblicizzare
l'immagine dell'Assessore (forse finalizzata ad una candidatura
alle prossime elezioni per il Parlamento europeo), finanziare le
innumerevoli pratiche di credito agrario agevolato dal 2001 al 2007
e dare una boccata di ossigeno alla disastrata condizione economica
degli agricoltori siciliani». (582)
Risposta. - «Si comunica il riparto delle assegnazioni finanziarie
operate dal Dipartimento Interventi Strutturali, relativamente alle
pratiche di credito agrario riferite all'annualità 2001 - 2007 ed
alle tipologie d'intervento previste dalla Legge 178/02 -
Finanziamenti decennali e dalla Legge 185/92, D.legs. 102/04 -
Prestiti quinquennali di soccorso.
Riparto ministeriale Fondo di Importo assegnazione
solidarietà nazionale I.P.A.
1 - 2 e 3 riparto 2003 . 14.360.479,00
1 riparto 2005 . 40.148.472,75
1 riparto 2006 . 9.242.000,00
1 riparto 2007 . 5.387.000,00
Siccità 2000-2001-2002 Importo
- Cofinanziamento regionale . 20.335.000,00
- Ministeriale . 27.190.234,03
- L.R. 6/09 . 12.000.000,00
- L. 178/02 (Finanziamenti decennali) . 17.253.600,00
L'Assessore
(on. avv. Michele
Cimino)
Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica Famiglia'
FIORENZA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali,
premesso che:
le note vicende inerenti la crisi economica della città di Catania
hanno messo in evidenza alcuni aspetti che rischiano di mettere a
serio rischio la sicurezza dei cittadini catanesi che, soprattutto
durante le ore serali e notturne, sono costretti a percorrere
lunghi tragitti della città completamente al buio;
interi isolati di quartieri periferici e del centro città sono,
infatti, privi di illuminazione pubblica a causa della interruzione
del servizio energetico da parte della società erogatrice del
servizio;
per sapere:
se tale interruzione non sia da considerare come interruzione di
un servizio pubblico essenziale;
se il Governo della Regione non ritenga di dover diffidare la
società ENEL, in quanto responsabile in sede civile e penale di
qualsivoglia danno subito da ogni singolo cittadino;
se e quali misure siano state finora adottate o si intendano
adottare con urgenza per il ripristino immediato dell'illuminazione
pubblica nella città di Catania».(207)
Risposta. - «Con nota protocollo numero 2845 del 02/12/2008 è
pervenuta a questo Ufficio di Gabinetto l'interrogazione n. 207 a
firma dell'onorevole Fiorenza.
Questo Assessorato ha richiesto notizie in merito
all'Amministrazione Comunale di Catania, per il tramite
dell'Ufficio Ispettivo del Dipartimento Regionale delle Autonomie
Locali.
Dalla documentazione acquisita, ed in particolare dalla nota
numero 137802 del Comune di Catania, del 12 giugno 2009, emerge che
il servizio d'illuminazione pubblica della città di Catania
è gestito da un raggruppamento temporaneo d'imprese (Enel Sole,
Cogei, Simei e Siram)
e regolamentato da un contratto d'appalto. Nel periodo tra
settembre e novembre 2008 si sono verificati dei disservizi dovuti
a guasti e furti dei conduttori in rame che hanno interessato in
modo prevalente i quartieri periferici della città'.
Riferisce l'Amministrazione Comunale che a causa delle note
problematiche economiche,
non si è potuto intervenire nell'immediato e tuttavia, reperite le
risorse per far fronte alle spese non previste, si è dato luogo
alla riparazione nei mesi di dicembre 2008 e gennaio 2009,
ripristinando nella quasi totalità gli impianti e sostituendo i
conduttori in rame oggetto di furto con cavi in alluminio, metallo
ad oggi meno appetibile'».
L'Assessore
(dott.ssa Caterina
Chinnici)