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Resoconto d'Aula della Seduta n. 118 di martedì 03 novembre 2009
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   Presidenza del vicepresidente Oddo


   DE  LUCA,  segretario f.f., dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale (articolo 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale  o  di
  scrutinio   segreto   (articolo  127)  sono   effettuate   mediante
  procedimento elettronico.

                          Congedi e missioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in congedo per la  presente  seduta
  gli  onorevoli:  Adamo,  Bonomo, Campagna,  Colianni,  Digiacomo  e
  Forzese.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico,  altresì,  che sono in missione, per  ragioni  del  loro
  ufficio,  gli  onorevoli:  Ardizzone, dall'1  al 5 novembre   2009;
  Barbagallo,  dal 9 al 12 novembre 2009.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per l'agricoltura:

   -  numero  125 - «Iniziative a favore dei lavoratori dei  consorzi
  agrari in applicazione della legge numero 410/1999».
   - Firmatario: Caputo Salvino;

   -  numero  202  - «Iniziative a sostegno del settore  agricolo  di
  Pantelleria e di Lipari».
   - Firmatario: Caputo Salvino;

   -   numero  205  -  «Iniziative  per  debellare  il  fenomeno  del
  punteruolo rosso nel comune di Monreale (PA)».
   - Firmatario: Caputo Salvino;

   -  numero 323 - «Misure per far fronte all'ondata di maltempo  che
  ha colpito la provincia di Agrigento».
   - Firmatario: Panepinto Giovanni;

   - numero 361 - «Disparità di trattamento tra le istanze presentate
  per un bando in materia di agricoltura biologica».
   - Firmatario: Oddo Camillo;
   - numero 374 - «Ulteriori risorse per la realizzazione di un parco
  aggiuntivo di interventi in Sicilia».
   - Firmatario: Oddo Camillo;

   -  numero  396  -  «Revisione  del criterio  di  ripartizione  per
  l'assegnazione delle nuove quote latte alla Sicilia  in  base  alle
  quote preesistenti».
   - Firmatario: Minardo Riccardo;

   -  numero 409 - «Notizie sulla situazione finanziaria e gestionale
  dei  consorzi  di bonifica al fine di verificarne la reale  utilità
  all'interno dell'amministrazione regionale».
   -  Firmatari:  Barbagallo  Giovanni;  Ammatuna  Roberto;  Galvagno
  Michele; Lupo Giuseppe;

   -  numero  463 - «Rilancio del settore vitivinicolo attraverso  il
  finanziamento di uno specifico bando per la DOC Sicilia».
   - Firmatario: Oddo Camillo;

   -  numero  492 - «Interventi di sostegno per il comparto  agricolo
  della provincia nissena, colpita da un violentissimo nubifragio».
   - Firmatario: Donegani Michele;

   -  numero 565 - «Notizie sui contenuti dei bandi di attuazione del
  Piano di sviluppo rurale (PSR - Sicilia)».
   - Firmatari: Panepinto Giovanni; Apprendi Giuseppe;

   -  numero  568  -  «Iniziative per la proroga dei termini  per  la
  presentazione delle istanze di cui al decreto 18 febbraio 2009  del
  Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali per  far
  fronte alle gelate del febbraio 2008».
   - Firmatario: Vinciullo Vincenzo;

   -  numero 580 - «Iniziative a livello nazionale per scongiurare il
  recepimento   della  direttiva  europea  in  materia   di   bevande
  analcoliche».
   - Firmatario: Vinciullo Vincenzo;

   -  numero  582  -  «Interventi  per favorire  il  credito  agrario
  agevolato,  a sostegno della grave crisi economica che  investe  il
  settore».
   - Firmatario: Di Guardo Antonino.

   - da parte dell'Assessore per la Famiglia:

   -  numero  207 - «Iniziative per il funzionamento del  sistema  di
  illuminazione della città di Catania».
   - Firmatario: Fiorenza Cataldo.

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                        Commissioni legislative

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  inviati alle competenti Commissioni legislative:
                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  «Istituzione  del ruolo regionale speciale ad  esaurimento  del
  personale   addetto  alle  attività  di  formazione  professionale»
  (numero 475),
   - di iniziativa parlamentare,
   - inviato in data 27 ottobre 2009,
   - parere V.

   - «Norme sullo status degli amministratori pubblici e introduzione
  della figura del consigliere supplente» (numero 480),
   - di iniziativa parlamentare,
   - inviato in data 27 ottobre 2009.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  «Interventi  per favorire la permanenza del personale  a  tempo
  indeterminato nel settore della formazione professionale»   (numero
  474),
   - di iniziativa parlamentare,
   - inviato in data 27 ottobre 2009.

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   -   «Norme   in   materia  di  rifunzionalizzazione  dei   presidi
  ospedalieri» (numero 477),
   - di iniziativa parlamentare,
   - inviato in data 27 ottobre 2009.

                 Comunicazione di richiesta di parere

   PRESIDENTE.  Comunico che il seguente parere è  stato  reso  dalla
  competente Commissione legislativa:

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   «PO  FESR  2007-2013.  Linee di intervento  5.1.1.1  -  5.1.1.2  -
  5.1.1.3  -  5.1.2.1 - 5.1.2.2 - 5.1.3.1 - 5.1.3.5 - legge regionale
  numero 9/2009» (numero 34/III),
   - reso in data 21 ottobre  2009,
   - inviato in data 28 ottobre  2009.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Minardo, in data  23  ottobre
  2009, ha chiesto di apporre la firma al disegno di legge numero 186
  +Istituzione del servizio civile in Sicilia».

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  della
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   DE LUCA, segretario f.f.:
   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,

   premesso che:

   lo  Statuto  della Regione siciliana, all'articolo  17,  comma  1,
  lettera b), attribuisce alla stessa Regione, competenza legislativa
  concorrente nella materia della sanità pubblica;

   il decreto legislativo 30 dicembre 1992, numero 502, recante norme
  sul  'Riordino  della  disciplina in  materia  sanitaria,  a  norma
  dell'articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, numero 421', integrato
  con le modifiche apportate dal decreto legislativo 7 dicembre 1993,
  numero  517, e dal decreto legislativo 19 giugno 1999, numero  229,
  all'articolo  1, dispone che 'la tutela della salute, come  diritto
  fondamentale  dell'individuo  ed interesse  della  collettività,  è
  garantita, nel rispetto della dignità e della libertà della persona
  umana,  attraverso il servizio sanitario nazionale, quale complesso
  delle  funzioni e delle attività assistenziali dei Servizi sanitari
  regionali  e  delle altre funzioni e attività svolte dagli  enti  e
  istituzioni di rilievo nazionale';

   tenuto conto che:

   in  data 25 marzo 2009 è stato approvato, dall'Assemblea regionale
  siciliana,  l'ordine  del  giorno n. 98  volto  a  provvedere  alle
  iniziative  urgenti per la stabilizzazione del personale  di  ruolo
  della dirigenza medica, veterinaria, sanitaria e tecnica;

   in  data 4 settembre 2009 si è provveduto alla stabilizzazione dei
  soli  medici  veterinari,  attraverso il  decreto  dell'Assessorato
  Sanità del 4 settembre 2009, pubblicato nella GURS numero 43 del 18
  settembre successivo;

   considerato che:

   i  biologi, specializzati in patologia clinica o equipollenti,  in
  servizio  presso  le ASP, da anni svolgono, con contratti  a  tempo
  determinato,  un'attività riguardante i LEA (livelli essenziali  di
  assistenza), contribuendo in maniera determinante al successo della
  campagna di screening del cervico-carcinoma;

   detto  'screening', uno dei pochissimi del Sud d'Italia, comporta,
  oltre ad una forma importante di salvaguardia per le vite umane, un
  risparmio economico per la sanità siciliana, tant'è che ha permesso
  di  scoprire,  precocemente, lesioni precancerose di alto  grado  e
  carcinomi  in situ';

   il  patrimonio  professionale posseduto  da  detti  biologi  è  di
  estrema utilità e rappresenta quindi un bene da non disperdere  per
  la collettività, trattandosi di attività istituzionale (LEA);

   per  sapere  se  sia  previsto  un piano  di  stabilizzazione  del
  personale  dei  biologi  patologi  clinici  ed  equipollenti  nelle
  aziende  ospedaliere  e sanitarie, nei policlinici  universitari  e
  negli  IRCCS,  con  incarichi  a  tempo  indeterminato,  attraverso
  apposito  decreto assessoriale, in ossequio all'accordo  collettivo
  nazionale del 23 marzo 2005, come rinnovato dalla conferenza  Stato
  - regioni in data 29 luglio 2009». (820)

                                                             MARROCCO

   «All'Assessore per la sanità,

   premesso  che l'assistenza psichiatrica a Palermo è in  condizioni
  drammatiche   e  i  pazienti  e  le  loro  famiglie   sono   spesso
  abbandonati, in quanto non è possibile effettuare ricoveri in città
  per  carenza  di  posti-letto  nei  reparti  di  psichiatria  degli
  ospedali    generali    né   visite   domiciliari     per   assenza
  d'infermieri,  al  punto  che  il trattamento  obbligatorio  spesso
  avviene fuori dalla nostra Regione;

   visto  che  le  cause di tale disservizio derivano  dalla  mancata
  sostituzione  degli infermieri andati in pensione, che  ha  portato
  spesso  donne  dotate di minore prestanza fisica a formare  squadre
  per turno, un tempo composte da 4-5 persone, oggi ridotte a 1-2;

   constatato  che,  in  conseguenza  di  ciò,  sono  aumentati   gli
  infortuni sul lavoro tra gli infermieri, finendo con l'aggravare le
  condizioni  di  carenza di organico che si riverbera  ulteriormente
  sull'assistenza domiciliare la quale, quindi, avviene in  modo  non
  corretto;

   rilevato, inoltre, che nel 2007 l'allora AUSL numero 6 di  Palermo
  aveva  assunto 250 operatori provenienti da un corso di  formazione
  professionale (organizzato dall'ente CIAPI) per operatori destinati
  all'assistenza  domiciliare  e  che,  dopo  l'assunzione   per   il
  potenziamento  di  tale  attività,  tali  operatori  sono   entrati
  nell'organico preposto alle cure della salute mentale e  inquadrati
  nel ruolo amministrativo;

   rilevato  che in questo modo nell'organico del personale  preposto
  alle cure della salute mentale oggi figurano più amministrativi che
  infermieri;

   per sapere:

   come  intenda  potenziare l'assistenza domiciliare utilizzando  il
  personale nella qualifica per la quale è stato assunto;

   come  intenda ripristinare i precisi standard assistenziali,  oggi
  disattesi,  previsti  dalle leggi sulla  salute  mentale  (progetto
  obiettivo  salute  mentale e piano sanitario  regionale)  a  tutela
  della salute dei malati mentali e delle loro famiglie;

   se  non  ritenga  utile  creare una  cabina  di  regia  unica  che
  favorisca  l'utilizzazione  corretta  del  personale  e  dei  posti
  letto». (821)

                                                             APPRENDI

   «Al   Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per  i  lavori
  pubblici,

   premesso che la via Vincenzo Giuffrida alta rappresenta una  delle
  arterie  più  trafficate  nella  città  di  Catania;  difatti  essa
  rappresenta  l'accesso al centro-città per chi proviene  dai  paesi
  etnei,  dalle autostrade Catania-Messina e Catania-Palermo,  nonché
  dalla tangenziale;

   considerato  che durante le ore di punta i momenti  di  entrata  e
  uscita dalle scuole rappresentano un vero e proprio pericolo per  i
  tanti  ragazzi che l'attraversano. La strada, infatti, per un lungo
  tratto  in  discesa, è a tre corsie, e i numerosi  residenti  hanno
  lamentato  e  continuano  a  lamentare la  quasi  impossibilità  di
  attraversare la suddetta arteria, scenario fra l'altro di  numerosi
  incidenti mortali a danno dei pedoni;

   ritenuto  che è sorto da poco un comitato civico di cittadini  che
  richiede  la  costruzione  di un sovrapassaggio     pedonale     in
  metallo        che    obiettivamente        rappresenta         una
  soluzione accettabile;

   per  sapere  quali  iniziative intendano  prendere  per  garantire
  l'incolumità  dei cittadini soggetti a grave rischio  di  incidenti
  mortali». (825)

                                                             FIORENZA

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,

    premesso che:

   da mesi si leggono sui giornali notizie riguardanti la costruzione
  del nuovo ospedale di Siracusa;

   le notizie sono spesso contrastanti e, tra l'altro, 'favoleggiano'
  di  una  richiesta di 8,5 milioni di euro che una  società  avrebbe
  chiesto  all'ASP  di  Siracusa, in quanto,  a  suo  dire,  starebbe
  subendo  dei  danni  irreparabili per la mancata  realizzazione  in
  project financing del nuovo ospedale;

   considerato che:

   a  tutto questo si deve aggiungere che, sempre secondo gli  stessi
  organi di stampa, si è tenuta a Roma, in data 30 settembre 2008, un
  riunione  con  i vertici del Ministero del lavoro, della  salute  e
  delle politiche sociali senza che nessuno comunicasse gli argomenti
  in discussione né, tantomeno, l'esito di questa riunione;

   appare  evidente  che  ci  si  trova  dinanzi  ad  una  situazione
  quasi      'pirandelliana',       dove, nell'indecisione  circa  la
  procedura  da  utilizzare per la costruzione  del  nuovo  ospedale,
  (finanziamento pubblico o project financing), la soluzione migliore
  è  quella di accantonare il progetto e non fare nulla, cosa che  va
  assolutamente  contro  le necessarie esigenze  di  sanità  pubblica
  dell'intera provincia di Siracusa;

   per sapere:

   se  non ritengano opportuno verificare la veridicità delle notizie
  apparse sugli organi di stampa;

   nel  caso  in  cui  dette  notizie corrispondano  al  vero,  quali
  iniziative  intendano intraprendere al fine di sbloccare  i  lavori
  per  la  costruzione del nuovo ospedale di Siracusa,  tanto  atteso
  dall'intera  provincia    sempre    deficitaria      nel      campo
  dell'assistenza medico-ospedaliera pubblica». (830)

                                                   VINCIULLO-POGLIESE

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  e ambientali e per la pubblica istruzione,

   premesso che:

   l'istituto 'Walden' di Belpasso (CT) è un centro specializzato per
  le  difficoltà  di apprendimento e per l'educazione  della  persona
  disabile;

   dal  1991  l'istituto  Walden si occupa di formazione  di  docenti
  specializzati nel campo del sostegno,    avendo    ottenuto,    tra
  l'altro,  dall'Assessorato regionale Beni culturali e ambientali  e
  pubblica  istruzione,  l'autorizzazione per la  gestione  di  corsi
  biennali  di  formazione  e  specializzazione  degli  insegnati  di
  sostegno, giusta DPR numero 970 del 31 ottobre 1975;

   considerato che:

   nel  1996  l'Assessorato Beni culturali e  ambientali  e  pubblica
  istruzione  ha negato all'istituto Walden l'autorizzazione  per  la
  gestione di corsi di specializzazione nel comune di Patti (ME),  ma
  contemporaneamente  ne ha autorizzato altri in diversi  comuni.  Lo
  stesso  istituto, ritenendo illegittimo il diniego, ha iniziato  un
  contenzioso legale nei confronti dell'Assessorato;

   il TAR, prima, accogliendo il ricorso dell'istituto 'Walden' e, il
  CGA,   dopo,   rigettando   l'appello   presentato   dallo   stesso
  Assessorato, hanno invitato quest'ultimo a riesaminare la richiesta
  di autorizzazione;

   l'Assessorato,  a  questo punto, rilasciava le autorizzazioni  del
  caso, ma il Ministero della pubblica istruzione, con nota 9059  del
  maggio  2007,  comunicava che, essendo cambiata la legislazione  in
  materia  di  formazione degli insegnanti di sostegno,  non  avrebbe
  riconosciuto  alcuna validità ai titoli rilasciati da enti  diversi
  dalle   università   attraverso  le  scuole   di   specializzazione
  all'insegnamento secondario (corsi SSIS);

   visto  che  tale  stato di cose ha provocato tutta  una  serie  di
  contenziosi dinanzi alla magistratura amministrativa, in vari gradi
  di  giudizio,  con la nomina anche di un commissario  ad  acta  col
  compito   di   consentire   lo   svolgimento   dei   detti   corsi.
  Successivamente,   nonostante  l'impugnativa dell'Assessorato  Beni
  culturali,  vi è stato un pronunciamento del TAR che ha  dichiarato
  nulla  la nota ministeriale in quanto 'la sentenza era giunta prima
  che  intervenisse  il  mutamento  normativo',  con  la  conseguente
  dichiarazione dello stesso commissario che affermava che  'i  corsi
  si  sono svolti regolarmente e gli studenti si sono specializzati'.
  Alla  luce  di  quanto  sopra,  alcuni  dei  corsisti  hanno  preso
  servizio, mentre altri sono stati immessi in ruolo;

   tenuto  conto  che  il 14 gennaio 2009 veniva  depositata  l'altra
  sentenza  del  CGA  (numero 6/09) che ha  annullato  le  precedenti
  pronunce   del  TAR,  ragion  per  cui  il  direttore  dell'ufficio
  scolastico  regionale della Sicilia diramava una circolare  con  la
  quale  invitava  tutti  i provveditori a non considerare  validi  i
  titoli conseguiti dai corsisti che non avessero frequentato i corsi
  gestiti  dalle  università attraverso le scuole di specializzazione
  all'insegnamento secondario (corsi SSIS);

   preso  atto  che  in data 1  ottobre 2009 il Consiglio  di  Stato,
  sezione  VI,  con  ordinanza  numero  4916/2009  reg.  ord.  sosp.,
  accoglieva  la  domanda  cautelare di 30 ricorsisti,  specializzati
  nell'istituto Walden, e ordinava la sospensione dell'esecuzione dei
  provvedimenti  che in primo grado avevano escluso la  validità  dei
  titoli conseguiti nello stesso istituto Walden di Belpasso;

   per sapere:

   se,  per quanto di competenza, siano a conoscenza di tutto  quanto
  sopra riportato;

   in  caso affermativo, se intendano intervenire, nei modi e  con  i
  mezzi   che   riterranno  più  opportuni,   presso   il   direttore
  dell'ufficio regionale scolastico, al fine di chiarire, in  maniera
  inequivocabile,  che  i  corsi biennali di  specializzazione  degli
  insegnati  di  sostegno  gestiti  dall'istituto  'Walden',  sebbene
  limitati ai 30 ricorsisti, hanno validità, in modo tale da inserire
  gli  stessi ricorsisti di cui all'ordinanza n. 4916/2009 reg.  ord.
  sosp.  nelle  varie graduatorie previste dalle leggi vigenti.  Ciò,
  altresì,  al  fine  di evitare ulteriori contenziosi  con  notevoli
  aggravi per le parti in causa». (831)

                                                              FALCONE

   «Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'agricoltura e le
  foreste e all'Assessore per la sanità,

   premesso che:

   l'Unione   europea  ha  deciso  inopinatamente  di  aumentare   la
  concentrazione  di  una tossina, la aflatossina  B1,  nella  frutta
  secca  a  guscio, commercializzata in Europa, portandola da  0,7  a
  1,5;

   questa  tossina è giudicata potenzialmente cancerogena e si  trova
  nelle  nocciole,  nelle noci, nelle mandorle, nei  pistacchi  e  in
  altri frutti a semi oleosi;

   le  nocciole  ed  i  pistacchi di produzione  italiana  hanno  una
  bassissima presenza di questa tossina, mentre è presente in maniera
  massiccia  nelle produzioni provenienti dagli Stati Uniti  e  dalla
  Turchia;

   considerato che:

   la   richiesta   alla  UE  di  aumento  della  concentrazione   di
  aflatossina  B1  è giunta proprio da Stati Uniti e  Turchia,  Paesi
  dove,  evidentemente,  la  tutela della salute  pubblica  passa  in
  subordine rispetto agli interessi commerciali;

   in  particolare,  la  Turchia  ha iniziato  una  politica  mirante
  all'esportazione massiccia della propria produzione di nocciole  in
  tutto  il  mercato europeo, puntando sull'abbattimento dei  prezzi,
  tant'è  vero che ha concesso un aiuto economico, pari  a  700  euro
  l'ettaro, a tutti i produttori di mandorle, aiuto che copre in toto
  i   costi  annui  di  produzione  delle  nocciole.  Tale  incentivo
  permette, quindi, di vendere il prodotto a prezzi talmente irrisori
  che diventano inimmaginabili per i nostri mercati;

   rilevato  che  le  scelte  assunte dall'Unione  europea,  oltre  a
  mettere seriamente a rischio la salute dei consumatori, causano  un
  danno   incalcolabile  all'intera  produzione   nazionale,   e   in
  particolare   a   quella  siciliana,  di  nocciole   e   pistacchi,
  spalancando le porte ai prodotti turchi ed americani;

   per  sapere se non ritengano utile intervenire presso le  autorità
  nazionali,  ed  in particolare presso i Ministeri  delle  politiche
  agricole,  alimentari  e forestali, e del lavoro,  della  salute  e
  delle  politiche  sociali,  al  fine  di  intraprendere  tutte   le
  iniziative del caso per bloccare questa scelta scellerata da  parte
  della Comunità europea, a salvaguardia della salute dei cittadini e
  dei nostri produttori di nocciole e pistacchi». (832)

                                                   VINCIULLO-POGLIESE

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura  e
  le foreste, premesso che:

   negli  ultimi  anni  si  verifica sempre con  maggiore  insistenza
  l'arrivo sui mercati italiani e siciliani di limoni provenienti  da
  Paesi extracomunitari, in particolar modo Argentina e Uruguay;

   questi limoni, prodotti con metodo industriale, arrivano in Italia
  e  in Sicilia con prezzi assolutamente concorrenziali rispetto alla
  nostra  produzione, che si è sempre contraddistinta per  la  scelta
  della qualità del limone rispetto alla quantità prodotta;

   rilevato che:

   quest'anno si sono già verificati i primi contraccolpi  di  questa
  invasione   agrumicola.  Infatti,  il  limone  'verdello',   tipica
  produzione  della  nostra  terra, venduto  di  solito  tra  gli  80
  centesimi  e  1,20  euro  al  chilo, si è notevolmente  deprezzato,
  toccando il minimo storico di 50 centesimi al chilo;

   a  novembre  dovrebbe giungere la produzione di  un  altro  limone
  caratteristico dei nostri agrumeti, il 'primo fiore': alla luce  di
  quanto  successo con il 'verdello', si prevede un crollo del prezzo
  di vendita anche per questa particolare tipologia di limone;

   considerato  che  tale  crollo  dei  prezzi  induce  i  produttori
  siciliani  di  limoni  a  reclamare  una  drammatica  richiesta  di
  intervento   da   parte   delle  autorità  regionali,   visto   che
  l'abbattimento dei prezzi di vendita del limone non  permette  agli
  stessi  produttori  di  sopravvivere, calcolando  che  i  costi  di
  produzione oramai sono superiori ai ricavi;

   per sapere se non ritengano opportuno intervenire urgentemente  al
  fine  di  garantire i nostri produttori di limoni nei confronti  di
  altre produzioni provenienti da Paesi extracomunitari che, sia  per
  la  tipologia del raccolto che per i costi della manodopera, stanno
  mettendo  in ginocchio l'intero comparto produttivo del  limone  in
  Sicilia». (833)

                                                  VINCIULLO- POGLIESE

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  e ambientali e per la pubblica istruzione,

   premesso che:

   i  tagli alla scuola voluti dal Governo Prodi e mantenuti,  nonché
  aumentati,  dall'attuale Governo, stanno facendo sentire  i  propri
  effetti deleteri nelle scuole siciliane di ogni ordine e grado;

   questi tagli hanno interessato anche la scuola elementare e  media
  della  frazione montana di Pedagaggi, nel territorio del Comune  di
  Carlentini (SR);

   detti  tagli  hanno  portato alla formazione di  tre  pluriclassi,
  retaggio di un passato che si riteneva oramai superato e che invece
  ritorna inopinatamente in auge, a tutto svantaggio degli alunni che
  le  frequentano e dei docenti interessati, che dovranno  affrontare
  difficoltà  insormontabili  per potere svolgere  la  loro  attività
  didattica ed educativa;

   gli   stessi  docenti  difficilmente  riusciranno  a  svolgere   i
  programmi scolastici, così come previsto dalle vigenti normative;

   in particolare, sono state accorpate, in uniche classi, la prima e
  la seconda elementare, la quarta e la quinta elementare, la seconda
  e terza media;

   considerato che:

   a  seguito  delle  legittime proteste dei genitori,  il  dirigente
  scolastico,  pur  mantenendo  le pluriclassi  alle  elementari,  ha
  escluso,  intelligentemente, dalla comunione didattica  le  materie
  fondamentali che, infatti, vengono impartite da docenti diversi;

   purtroppo  la  stessa  cosa  non è stata  messa  in  atto  per  la
  pluriclasse  che  accorpa  seconda e  terza  media,  in  quanto  il
  dirigente scolastico è riuscito solo per l'italiano e l'inglese  ad
  assicurare due docenti diversi, mentre, per tutte le altre materie,
  a cominciare dalla matematica, l'insegnante curriculare è costretto
  a    dividere   la   stessa   ora   su   due   classi,    svolgendo
  contemporaneamente   due   programmi   diversi   e   compromettendo
  seriamente, di conseguenza, il diritto allo studio dei  ragazzi  di
  Pedagaggi;

   visto che:

   in  questo  modo si compromette la crescita scolastica e didattica
  dei  giovani,  ed in modo particolare di quelli della terza  media,
  che  non avranno più, in futuro, la possibilità di recuperare e  di
  colmare le lacune che questo accorpamento certamente causerà;

   i  ragazzi  di  Pedagaggi porteranno sempre con sé questi  deficit
  formativi  e cognitivi che, di fatto, li pongono in una  situazione
  di  oggettivo svantaggio nei confronti dei loro futuri colleghi  di
  studio negli istituti superiori;

   per sapere:

   se   non   ritengano  urgente  intervenire  presso  il   dirigente
  dell'ufficio scolastico provinciale di Siracusa affinché  emani  un
  provvedimento di deroga a quanto previsto dalla nuova riforma della
  pubblica istruzione, che permetta alla scuola media di Pedagaggi di
  mantenere  separati gli insegnamenti fondamentali nella  seconda  e
  terza media;

   se  non  ritengano  necessario  e improcrastinabile  convocare  il
  direttore  generale della pubblica istruzione in Sicilia,  in  modo
  che   lo  stesso  reperisca,  con  l'urgenza  del  caso,  le  somme
  necessarie   a  consentire  al  dirigente  dell'USP   di   Siracusa
  l'emanazione del provvedimento di deroga;

   se, in subordine, non ritengano utile ed indispensabile utilizzare
  il   personale   precario   in  esubero,      attualmente   oggetto
  dell'accordo  Stato-Regione  (1710 posti),  quali  docenti  annuali
  delle classi seconda e terza media della scuola media di Pedagaggi,
  per favorire la crescita scolastica dei ragazzi iscritti». (834)

                                                  VINCIULLO- POGLIESE

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,

   premesso che:

   da  anni si attende l'apertura del nuovo ospedale di Lentini (SR),
  posto  tra le province di Siracusa e di Catania, in modo da  potere
  trasferire  i  reparti  ospedalieri e  gli  uffici  dal  vetusto  e
  fatiscente stabile oggi utilizzato ad uno nuovo e rispondente  alle
  norme di sicurezza oggi vigenti;

   i lavori di realizzazione sono stati quasi interamente completati,
  ad eccezione delle sale operatorie;

   l'aggiudicazione  dell'appalto delle sale  operatorie  è  da  mesi
  oggetto di contenzioso amministrativo tra le varie ditte che  hanno
  partecipato al bando di gara;

   nonostante l'impegno profuso dai vari amministratori che  si  sono
  susseguiti negli anni, prima presso l'allora AUSL numero 8 ed  oggi
  presso  l'ASP provinciale di Siracusa, non si è riusciti  ad  avere
  una  risposta  certa  dalla giustizia amministrativa,  in  modo  da
  consentire l'inizio dei lavori;

   visto che, nell'ultima udienza del TAR di Catania, i giudici aditi
  si  sono  riservati ulteriori 5 giorni per emettere  una  decisione
  finale e che, una volta ottenuta la sentenza del TAR, non è escluso
  che   i   ricorrenti   possano  rivolgersi   al   CGA,   ritardando
  ulteriormente, di conseguenza, la consegna e l'inizio dei lavori;

   per  sapere  se  non  ritengano  necessario  ed  improcrastinabile
  affidare  all'Ufficio legislativo e legale della Regione siciliana,
  oltre  che all'Avvocatura dello Stato, il compito di seguire l'iter
  del      procedimento giurisdizionale amministrativo a tutela degli
  interessi  della  popolazione  delle  province  di  Siracusa  e  di
  Catania,  interessate all'apertura del nuovo nosocomio di  Lentini,
  che  così potranno usufruire di una nuova struttura ospedaliera  in
  grado  di  garantire  tutti quei servizi cui hanno  diritto  e  che
  vengono  riconosciuti  dalla  stessa  Costituzione  e  dalla  nuova
  riforma della sanità». (835)

                                          VINCIULLO- FALCONE-POGLIESE

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore alla Presidenza,

   premesso che:

   la  chiesa del cimitero di Augusta (SR) ha subito gravissimi danni
  in  seguito  al  terremoto del 13 e 16 dicembre  del  1990  che  ha
  sconvolto la provincia di Siracusa e, in modo particolare, la città
  di Augusta;

   il Parlamento nazionale, in data 31 dicembre 1991, ha approvato la
  legge  numero 433 del 1991 per consolidare e/o ristrutturare  tutti
  gli immobili colpiti da detto evento calamitoso;

   la  chiesa  de  qua, nonostante i gravissimi danni subiti,  non  è
  stata  inspiegabilmente  inserita tra  gli  immobili  di  rilevante
  pregio  artistico, sociale ed architettonico, destinatari di  detti
  fondi;

   rilevato che:

   la  chiesa,  ubicata all'interno del cimitero comunale,  è  ancora
  'ingabbiata' in vetuste e pericolose impalcature che, se da un lato
  ne  impediscono il crollo definitivo, nel contempo, però, negano ai
  cittadini megaresi l'accesso al tempio cristiano;

   appare  del  tutto  ingiustificato che, a 19  anni  dal  terribile
  terremoto  di  Santa  Lucia del 1990, i  fedeli  di  Augusta  siano
  privati  della  possibilità di un momento  di  raccoglimento  e  di
  preghiera  all'interno della Chiesa e per i quali non è  possibile,
  allo stesso tempo, celebrare una messa di suffragio in ricordo  dei
  propri cari defunti;

   considerato che:

   il  Comune,  a  quanto sembra, ha fatto redigere  un  progetto  di
  consolidamento  dell'immobile  e  che  la  cifra  stimata  per   la
  realizzazione di detti lavori ammonterebbe ad 1 milione e 200  mila
  euro;
   siamo  in  fase  di  rimodulazione dei fondi, ancora  disponibili,
  della legge numero 433 del 1991;

   per  sapere  se non ritengano utile dare direttive al Dipartimento
  regionale della Protezione civile affinché le somme necessarie agli
  interventi di consolidamento e di risanamento vengano inserite, con
  l'urgenza  del  caso,  nella rimodulazione dei  fondi  della  legge
  numero 433 del 1991». (836)

                                                   VINCIULLO-POGLIESE

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura  e
  le foreste,

   premesso che:

   nei   giorni  scorsi  migliaia  di  agricoltori  siciliani   hanno
  effettuato  una manifestazione a Palermo per evidenziare  il  grave
  stato di crisi che colpisce, ormai da anni, l'intero comparto;

   le  cifre diffuse dalle associazioni di categoria sono allarmanti,
  se  non  addirittura drammatiche: 35 mila imprese  sono  a  rischio
  chiusura,  mentre ben 50 mila aziende, negli ultimi 5  anni,  hanno
  chiuso  i  battenti,  soprattutto per la mancanza  di  una  vera  e
  proficua politica di credito alle imprese;

   rilevato che:

   solo  una  massiccia  serie di interventi  programmati  a  livello
  europeo,  nazionale  e  regionale  può  dare  ossigeno  ai   nostri
  agricoltori,  tenuto conto che, tra l'altro,  la  chiusura  di  una
  singola  azienda  è  sinonimo  di  disoccupazione  per  decine   di
  lavoratori;

   tra  questi  interventi è prioritario un controllo  nei  confronti
  delle  banche  che,  molto spesso, negano i  crediti  alle  imprese
  previsti,  tra l'altro, dal protocollo d'intesa tra ABI e Ministero
  dell'economia e delle finanze, adducendo motivazioni burocratiche e
  tecniche volte esclusivamente a scoraggiare i richiedenti;

   considerato che l'accoglimento in toto delle richieste fatte dalle
  associazioni  di  categoria, richieste tra l'altro condivisibili  e
  attuabili, può significare 'la vita' per migliaia di aziende ed  il
  posto di lavoro per decine di migliaia di lavoratori;

   per sapere:

   se  non  ritengano  opportuno intervenire urgentemente  presso  il
  Governo  centrale  al  fine di garantire,  ai  nostri  agricoltori,
  alcune   fondamentali  forme  di  aiuto  come,  per   esempio,   la
  dichiarazione dello stato di crisi ed il rifinanziamento del  fondo
  di solidarietà nazionale;

   se  non ritengano urgente ed improcrastinabile intervenire su base
  regionale,  gettando le basi di un serio e massiccio intervento  in
  favore del comparto agricolo che preveda, tra l'altro, la creazione
  di   un   fondo  di  solidarietà  per  la  stipula  delle   polizze
  assicurative,  l'esonero  dal  pagamento  dei  tributi  locali   e,
  soprattutto,  un  serio controllo sulle attività delle  banche  nel
  campo del credito alle imprese». (837)

                                                   VINCIULLO-POGLIESE

   «Al   Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per  i  lavori
  pubblici, premesso che:

   l'autostrada  A19 che collega Palermo con Catania presenta,  lungo
  il  suo  percorso, numerose zone dove non esiste  copertura  per  i
  telefoni cellulari, qualsiasi sia la compagnia telefonica;

   fermo   restando  che  tale  assenza  di  linea  non  può   essere
  addebitata,   ovviamente,  all'ANAS,  ente   gestore   del   tratto
  autostradale,  appare  incongruente che una delle  maggiori  tratte
  stradali  regionali, come l'A19, non abbia una copertura telefonica
  totale;

   considerato che:

   tale  assenza di copertura telefonica potrebbe essere  un  fattore
  estremamente  negativo in caso di incidenti o, comunque,  in  tutti
  quei  casi  ove  si  necessita del pronto  intervento  delle  Forze
  dell'ordine;

   lascia alquanto perplessi suddetta disfunzione, tenendo conto che,
  mentre si parla del ponte sullo Stretto di Messina quale opera  per
  completare il tratto europeo Berlino-Palermo e di autostrade a  5/6
  corsie  e  si progetta la copertura su tutte le tratte autostradali
  italiane  del  servizio ISORADIO, in Sicilia, invece,  la  semplice
  copertura  telefonica su un tratto autostradale diventa  quasi  una
  chimera;

   per  sapere  se  non  ritengano utile  intervenire  presso  l'ANAS
  affinché inviti tutti i gestori della telefonia mobile italiana  ad
  effettuare i lavori per il posizionamento di sistemi che consentano
  la copertura telefonica totale non solo sull'autostrada A19 Palermo-
  Catania, ma anche su tutti i tratti autostradali siciliani, al fine
  di  consentire eventuali richieste di intervento immediato in  caso
  di necessità». (842)

                                                   POGLIESE-VINCIULLO

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per la  famiglia,  le
  politiche  sociali  e  le autonomie locali e all'Assessore  per  il
  bilancio e le finanze,

   premesso che:

   da  fonti  di stampa si apprende che il Governo regionale  sarebbe
  indirizzato a stornare, sui bilanci dei comuni siciliani, la  spesa
  che ogni singola amministrazione sostiene per il personale precario
  ivi impiegato;

   se  tale  notizia dovesse essere confermata, si prospetterebbe  un
  futuro drammatico per la quasi totalità dei comuni siciliani;

   tenuto conto che:

   l'inserimento dei costi dei lavoratori precari nei bistrattati  ed
  esangui  bilanci  comunali, già abbondantemente  depauperizzati  da
  precedenti  tagli  effettuati nei trasferimenti  provenienti  dallo
  Stato  e dalla Regione, porterebbe i comuni ad effettuare necessari
  ridimensionamenti alle spese correnti per non sforare il  patto  di
  stabilità;

   il rischio, ovviamente, sarebbe quello di assistere ad una 'guerra
  tra  poveri', dove il singolo comune, pur di garantire i sacrosanti
  stipendi   ai  propri  lavoratori  precari,  sarebbe  costretto   a
  ridimensionare, se non ad annullare, tutti i servizi  già  gravanti
  sul  bilancio.  Occorre ricordare che, tra questi,  vi  sono  molti
  servizi  essenziali  che  investono il  campo  del  'sociale',  con
  conseguenze facilmente immaginabili;

   per sapere:

   se  non  ritengano auspicabile, nell'eventualità di  una  conferma
  delle  notizie apparse sulla stampa, evitare di portare al dissesto
  economico   i   comuni   siciliani   con   scelte   inopinabili   e
  ingiustificabili;

   quali iniziative intendano adottare al fine di garantire a tutti i
  comuni  siciliani la disponibilità economica perenne e continuativa
  per il pagamento degli stipendi dei lavoratori precari». (844)

                                           POGLIESE-VINCIULLO-FALCONE

   «Al   Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per  i  lavori
  pubblici,

   premesso che l'autostrada A18, che collega la città di Catania con
  Messina,  è uno dei tratti autostradali senza dubbio più trafficati
  in  Sicilia.  Ciò  è  causato dall'utilizzo  di  questa  importante
  arteria per il raggiungimento di località ad alta densità turistica
  (Taormina,   Giardini  Naxos,  eccetera),  ma  soprattutto   perché
  utilizzata   da   migliaia   di   lavoratori   pendolari   per   il
  raggiungimento dei loro rispettivi posti di lavoro;

   considerato che:

   tra gli svincoli maggiormente utilizzati dal traffico pendolare vi
  è  quello  di Acireale, città che, negli ultimi anni, ha avuto  uno
  sviluppo industriale di notevoli proporzioni;

   numerosi   centri   commerciali,   fabbriche   ed   attività    di
  distribuzione  sono  sorte  nelle aree di  sviluppo  industriale  e
  commerciale  intorno ad Acireale e tutto ciò comporta,  ovviamente,
  un  incremento del traffico veicolare da e per la cittadina  acese,
  tra l'altro senza uno specifico orario di maggiore affluenza;

   tale aumento del traffico è facilmente riscontrabile nel numero di
  transiti che giornalmente avvengono nel suddetto svincolo: in tutta
  l'A18,  quello  di  Acireale è al secondo  posto  dopo  Catania-San
  Gregorio;

   tenuto conto che:

   questo  repentino aumento del traffico veicolare non è, di contro,
  supportato da un valido sistema di smaltimento dei mezzi in entrata
  e,  soprattutto,  in  uscita da Acireale. In  pratica,  il  casello
  autostradale  di  Acireale  è dotato di  un  numero  di  cabine  di
  pagamento  del pedaggio assolutamente insufficienti, in  particolar
  modo  per  il  traffico in entrata. Difatti, le  cabine  adibite  a
  questo flusso veicolare sono soltanto 2, di cui nessuna adibita  ad
  uso  esclusivo  TELEPASS, mentre, per il traffico in  uscita  dalla
  A18, le cabine sono ben 8, di cui 3 adibite pure a TELEPASS;

   appare evidente che tale disservizio è il motivo scatenante  delle
  lunghissime code in entrata verso l'A18, code che, spesso,  causano
  il  blocco  dell'intera circolazione in tutte le strade intorno  al
  casello,  con  evidenti problemi legati anche  e  soprattutto  alla
  sicurezza stradale;

   visto che:

   è  evidente  che  il Consorzio per le autostrade siciliane  (CAS),
  ente   gestore  della  A18,  deve  assolutamente  intervenire   per
  implementare  il  numero  di  cabine adibite  al  flusso  veicolare
  diretto verso l'autostrada;
   è  plausibile  l'allargamento degli spazi adibiti  all'allocazione
  delle cabine. Nell'impossibilità di trovare ulteriori spazi per  la
  costruzione   delle  stesse,  l'unica  alternativa  è   quella   di
  rimodulare  l'intero  casello,  creando  cabine  che,  in  caso  di
  necessità ed operando con sbarramenti mobili, possano essere  usate
  nelle  direzioni in quel momento più trafficate, sistema, peraltro,
  già  utilizzato in numerosi caselli di autostrade del  nord  Italia
  gestite dall'ANAS;

   per  sapere se non ritengano improcrastinabile intervenire  presso
  il   Consorzio   per  le  autostrade  siciliane  affinché   vengano
  intraprese tutte le iniziative utili e necessarie per l'ampliamento
  o  modifica  del  casello  autostradale di  Acireale,  al  fine  di
  consentire  una  fluida viabilità ordinaria locale  ed  un'assoluta
  funzionalità in termini di sicurezza». (845)

                                                             POGLIESE

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito  il  deputato segretario a dare lettura dell'interrogazione
  con richiesta di risposta in Commissione presentata.

   DE LUCA, segretario f.f.:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   nella Regione siciliana i procedimenti per ottenere i benefici per
  gli invalidi civili, previsti dalla legislazione vigente, sono allo
  stato  attuale gravati da un farraginoso iter burocratico che rende
  lunghissimo il riconoscimento degli stessi per gli aventi diritto;

   premesso   altresì   che  il  medesimo  iter   burocratico   viene
  inspiegabilmente applicato anche ai pazienti affetti  da  patologie
  oncologiche  che  fanno  richiesta  di  prestazioni  di  invalidità
  civile,  in difformità da quanto previsto dall'articolo 6, comma  3
  bis, del decreto - legge 10 gennaio 2006, numero 4, convertito  con
  modificazioni  in legge 9 marzo 2006, numero 80,  nel  quale  viene
  specificato   che  gli  esiti  dell'accertamento  hanno   efficacia
  immediata  per  il godimento dei benefici da essi derivanti  e  che
  l'espletamento  dei predetti accertamenti deve  avvenire  entro  15
  giorni dalla presentazione della domanda;

   rilevato  che  sin dal 1998 il Governo nazionale  ha  emanato  una
  serie di successivi provvedimenti volti a delegare alle regioni  la
  competenza  degli accertamenti di invalidità civile, esonerando  il
  Ministero  dell'interno, e quindi le prefetture,  dalle  competenze
  svolte sino ad allora;

   constatato    che    la    Regione     siciliana, contrariamente a
  quanto avviene già da anni nelle altre regioni, prevede un percorso
  per il riconoscimento dell'invalidità civile estremamente complesso
  che  obbliga  più enti a occuparsi della definizione delle  domande
  attraverso la ripetizione di passaggi come di seguito riassumibili:
  la  domanda viene valutata dall'Azienda sanitaria che la  trasmette
  all'INPS,  che a sua volta la rinvia alla commissione  dell'Azienda
  sanitaria,  che  infine la inoltra alla Prefettura per  l'emissione
  del  decreto,  fermo restando che, in ultima analisi,  la  medesima
  pratica ritorna all' INPS per la liquidazione;

   considerato  che ad oggi la Regione siciliana non ha  sottoscritto
  alcun  accordo con l'INPS per lo snellimento delle procedure,  cosa
  che  invece  comporterebbe, al compimento  delle  dovute  verifiche
  delle  istanze,  un passaggio diretto verso gli uffici  liquidatori
  degli  istituti  previdenziali, dimezzando i tempi di  attesa,  con
  conseguente notevole risparmio di risorse umane oltre che  di  resa
  di   servizi   più  efficienti  ai  cittadini  che  hanno   bisogno
  d'assistenza;

   per  sapere quali provvedimenti urgenti intendano adottare al fine
  di  attuare  anche in Sicilia la normativa prevista dal  d.lgs.  31
  marzo  1998,  numero 112 (articolo 130); dalla  legge  23  dicembre
  2000, numero 388 (articolo 80); dalla legge 2 dicembre 2005, numero
  248  (articolo 10); dalla legge 9 marzo 2006, numero  80  (articolo
  6); dal decreto emesso dal Ministero dell'economia e delle finanze,
  di concerto con il Ministero della salute, 2 agosto 2007». (824)

   (Gli  interroganti  chiedono  lo svolgimento  in  Commissione  con
  urgenza)

                                          CORONA-LEONTINI-TORREGROSSA
                                      BOSCO-CAMPAGNA-LIMOLI-LEANZA E.

   PRESIDENTE.  L'interrogazione testé  annunziata  sarà  inviata  al
  Governo ed alla competente Commissione.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   DE LUCA, segretario f.f.:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e le autonomie locali,

   premesso che:

   l'Assessorato della famiglia, delle politiche sociali e  autonomie
  locali,  con  decreto 16 dicembre 2005, pubblicato  nella  Gazzetta
  ufficiale, parte I, numero 54 del 2005, ha reso noto 'l'elenco  dei
  progetti ammissibili a finanziamento nell'ambito della quota del  6
  per  cento  delle  risorse  indistinte del  Fondo  nazionale  delle
  politiche sociali - legge numero 328/2000' ed ha, quindi,  ritenuto
  ammissibile  il  progetto per l'assistenza tecnica e  professionale
  alla realizzazione dei servizi previsti nel piano di zona del (DSS)
  distretto socio-sanitario 42;

   lo  stesso  Assessorato, con nota protocollo 2350 del 28  dicembre
  2005,  formalizzava  al  Comune  di  Palermo  la  concessione   del
  finanziamento  di  euro 79 mila, corrispondente  al  50  per  cento
  dell'importo richiesto;

   successivamente   il     progetto   relativo   all'intervento   di
  assistenza  tecnica per la realizzazione dei servizi  previsti  nel
  piano di zona del distretto socio-sanitario 42 veniva rimodulato  e
  approvato dalla Giunta comunale di Palermo;

   con  determinazioni dirigenziali del Comune di Palermo numeri 1196
  del 14 settembre 2006 e 1591 del 17 novembre 2006, venivano avviate
  le  procedure  per  l'affidamento di suddetto intervento,  mediante
  procedura  accelerata, ai sensi dell'articolo  70,  comma  11,  del
  d.lgs. numero 163 del 2006 e s.m.i.;

   con  successivo atto, a seguito di pubblico affidamento,  è  stato
  affidato  il  servizio all'ente che risultava  posto  utilmente  in
  graduatoria;

   per sapere le motivazioni per le quali abbia revocato al Comune di
  Palermo,  con  notifica RS numero 0002 dell'8 gennaio  2009,  detto
  finanziamento» (822).

   (L'interrogante chiede risposta scritta)

                                                                GRECO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il bilancio e  le
  finanze, premesso che:

   la  società  Sicilia  e-Innovazione  ha  predisposto  un  progetto
  denominato  RAN  in  base  al  quale  l'Amministrazione   regionale
  risparmierebbe  30  milioni  di  euro  per  servizi  telefonici  ed
  informatici;

   nel  mese  di  marzo  2009 il Dipartimento regionale  bilancio  ha
  approvato il bando di gara di circa 20 milioni di euro;

   ad oggi lo stato del progetto è fermo;

   considerato che:

   in   un'ottica  di  razionalizzazione  della  spesa   pubblica   è
  necessario potere valutare le iniziative e i progetti di risparmio;

   in  tale  ottica  si  rende  necessario  verificare  lo  stato  di
  avanzamento   del  progetto  RAN  o,  quanto  meno,  conoscere   le
  motivazioni  che  inducono all'attuale stato di paralisi  dell'iter
  procedimentale dello stesso;

   ritenuto  che  occorre  conoscere  le  motivazioni  della  mancata
  realizzazione   del  bando  già  predisposto   ed   approvato   dal
  Dipartimento bilancio;

   per  sapere quali provvedimenti intendano adottare al fine di fare
  la  giusta  e dovuta chiarezza sul progetto RAN di cui  sopra  e  i
  motivi della mancata emanazione del bando». (823)

   (L'interrogante chiede risposta scritta)

                                                               CAPUTO

   «All'Assessore  per  la  famiglia,  le  politiche  sociali  e   le
  autonomie locali,

   premesso che

   il  S. Antonio di Calatabiano (CT) è riconosciuto come torrente  a
  rischio  esondazione e che durante le ultime piogge ha  danneggiato
  numerose  case  civili  con ingenti danni.  Malgrado  ciò,  nessuna
  istituzione si è preoccupata di farlo ripulire dai detriti presenti
  nell'alveo;

   Comune,  Provincia e Genio civile asseriscono che la  pulizia  del
  torrente non è di loro competenza;

   per sapere:

   quali  iniziative intenda implementare per far sì che  i  problemi
  esposti in premessa vengano risolti;
   se  non  ritenga  opportuno individuare su  quale  amministrazione
  ricada la responsabilità di vigilare sul suddetto torrente». (826)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                             FIORENZA

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,

   premesso che:

   l'ultimo  concorso  per  la  concessione  di  nuove  licenze   per
  l'apertura di farmacie è stato indetto nel 2000;

   in  nessun'altra  regione  italiana sussiste  una  situazione  del
  genere;

   la   carenza  di  farmacie  sul  territorio  regionale   preoccupa
  notevolmente,  in quanto non viene assicurato in maniera  capillare
  il servizio, causando non pochi disagi ai cittadini;

   l'ordine   dei  farmacisti  viene  continuamente  sollecitato   da
  parecchi  iscritti  che protestano vivamente  poiché  ingiustamente
  lesi nelle loro sacrosante aspettative professionali;

   la Regione siciliana ha stanziato, il 19 aprile del 2008, 250 mila
  euro per il completamento delle procedure concorsuali, non rendendo
  nota  ancora però la data della nuova prova né i motivi  che  hanno
  determinato tale scandaloso e sospetto ritardo;

   per sapere:

   quali  iniziative intendano porre in essere affinché venga risolto
  il problema esposto in premessa;

   se  non ritengano di dover avviare una procedura ispettiva al fine
  di  accertare  i  motivi del ritardo e le eventuali responsabilità,
  per adottare i successivi provvedimenti consequenziali». (827)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                             FIORENZA

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore alla Presidenza,

   premesso che:

   i lavori di costruzione dell'opera denominata 'Invaso Pietrarossa'
  sono  stati  affidati dal consorzio di bonifica di  Caltagirone  al
  R.T.I.,  costituito da Impregilo S.p.A. (già Lodigiani) e  CO.GE.I.
  S.p.A.  (oggi fallita) con contratto stipulato in data 12  dicembre
  1988   per   un   ammontare,  al  netto  del   ribasso,   di   lire
  75.958.194.230,   aumentato  a  lire   84.888.356.411   a   seguito
  dell'approvazione di due perizie di variante e suppletiva;

   premesso  ancora  che i lavori sono stati consegnati  in  data  16
  febbraio  1989  e  sono  stati sospesi: il  20  novembre  1993  per
  presunti fenomeni franosi in corso d'opera; il 20 ottobre  1997  su
  ordine  della Soprintendenza per i beni culturali ed ambientali  di
  Enna; il 14 febbraio 1998 a causa di un provvedimento della Procura
  della  Repubblica  di  Enna;  in data  6  marzo  2000,  infine,  su
  disposizione del G.I.P. del Tribunale di Caltagirone;

   considerato  che  allo  stato finale  dei  lavori,  alla  data  di
  sospensione  del  20 ottobre 1997, è stato raggiunto  l'importo  di
  lire 80.694.871.604;

   considerato ancora che:

   nell'incontro del 14 febbraio 2008, al quale hanno partecipato  la
  Soprintendenza  ai  beni  culturali  ed  ambientali  di  Enna,   il
  Ministero per le infrastrutture e dei trasporti ed il consorzio  di
  bonifica  di  Caltagirone, è emerso che, relativamente  all'aspetto
  archeologico, la Soprintendenza di Enna riteneva    imprescindibile
  il  completamento  dell'indagine archeologica  e  la  conservazione
  fisica  dei  manufatti, ritenendo possibile una nuova progettazione
  per la fruizione del sito;

   a  tal  fine  essa  ha  presentato al  competente  Assessorato  la
  relativa perizia, il cui importo è di 1,5 milioni di euro;

   ritenuto che:

   sono stati superati gli aspetti amministrativi e penali;

   è  venuto  meno  il conflitto tra interessi pubblici  contrapposti
  (realizzazione  del serbatoio e salvaguardia e fruizione  del  sito
  archeologico)  attraverso l'ipotesi di fruizione  presentata  dalla
  Soprintendenza;

   rimangono ancora pendenti soltanto i contenziosi civili nei  quali
  sono  impegnati  il  consorzio di bonifica  di  Caltagirone  ed  il
  provveditorato  generale  delle  opere  pubbliche  per  la  Regione
  siciliana;

   per sapere:

   quali  iniziative siano state assunte per accelerare  la  chiusura
  dei contenziosi anche attraverso specifiche transazioni;

   se  sia  stato  verificato  lo stato di affidabilità  delle  opere
  realizzate, alla luce del lungo periodo di fermo lavori;

   se  sia stato aggiornato il progetto della sponda destra e se  sia
  stato  redatto il progetto di completamento    dell'opera,      con
  particolare riferimento ai problemi relativi alle cave». (828)

   (L'interrogante chiede risposta scritta)

                                                           BARBAGALLO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,

   premesso che:

   nella nostra Regione si registrano ogni giorno migliaia di accessi
  ai pronto soccorso;
   spesso tali interventi sono rivolti a bambini e lattanti;

   considerato che:

   sovente si è rilevata l'assenza di personale specializzato  presso
  le  strutture  di  pronto soccorso, anche dove è  presente  l'unità
  operativa complessa di pediatria;

   ormai i pronto soccorso devono possedere requisiti di efficienza e
  professionalità, evitando le scandalose file d'attesa e soprattutto
  mantenendo livelli adeguati di professionalità nelle prestazioni;

   per sapere:

   quali  iniziative  intendano intraprendere per  avviare  un  serio
  approccio terapeutico nei pronto soccorso verso i bambini che, come
  è    noto,   presentano   caratteristiche   assolutamente   diverse
  dall'adulto;

   se  non  ritengano  opportuno  costituire  una  commissione  sulla
  urgenze-emergenze  riguardanti i minori nel  territorio  siciliano,
  invitando  - fra gli altri - anche le società italiane di emergenza
  ed urgenza pediatrica (SIMEUP);

   inoltre,  se  non  intendano iniziare ad avviare presso  i  pronto
  soccorso un 'triage' pediatrico». (829)

   (L'interrogante chiede risposta scritta)

                                                             FIORENZA

   «All'Assessore  per  la  famiglia,  le  politiche  sociali  e   le
  autonomie locali,

   premesso che:

   in via dei Salesiani, arteria della 3  Municipalità di Catania,  è
  presente  una  discarica  abusiva  di      spazzatura,       mobili
  vecchi,  elettrodomestici e materiale edilizio. In alcuni giorni  è
  presente  pure  materiale altamente inquinante e tossico,  come  il
  poliuretano e l'amianto;

   condizioni  di  degrado  e  sporcizia  come  quelle  descritte  in
  precedenza mettono a rischio la salubrità delle zone interessate  e
  di  certo  non  rappresentano  uno  spettacolo  edificante  per   i
  cittadini  che sono costretti a subirlo transitando a piedi  ed  in
  auto;

   per sapere quali iniziative intenda porre in essere affinché venga
  definitivamente bonificata l'area indicata in premessa». (838)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                             FIORENZA

   «All'Assessore  per  la  famiglia,  le  politiche  sociali  e   le
  autonomie locali,

   premesso che:

   la  via  Riccardo  Quartararo si trova in una  zona  centrale  del
  quartiere Barriera di Catania; vi è ubicata una delle scuole  medie
  più frequentate del quartiere. Ebbene, questa importante arteria  è
  una strada senza sbocco;

   il  piano regolatore generale vigente, quello 'Picconato', che  ha
  oltre 40 anni di vita, prevedeva che la strada dovesse congiungersi
  con la via Paratore;

   in  tutti questi anni non si è pensato di utilizzarla come via  di
  fuga;

   per sapere:

   quali   iniziative   intenda  porre  in  essere   affinché   venga
  espropriato il terreno privato che impedisce il prolungamento della
  via  Riccardo  Quartararo  di Catania, congiungendola  con  la  via
  Paratore;

   se  non  ritenga necessario intervenire con urgenza per accelerare
  l'eventuale iter in corso, ridando così sicurezza sia ai  residenti
  della zona sia alla scuola ivi ubicata che raccoglie, nelle ore  di
  punta,   un'ingente   concentrazione  di  popolazione   senza   vie
  d'uscita». (839)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                             FIORENZA

   «All'Assessore per la sanità,

   premesso che:

   il  comma  3  dell'articolo 25 della legge regionale  22  dicembre
  2005,   numero  19,  ha  previsto  la  possibilità  di  realizzare,
  nell'ambito   del  territorio  regionale,  cimiteri   per   animali
  d'affezione;

   il  medesimo comma prevede che l'Assessore regionale per la sanità
  emani   apposita  circolare  attuativa  necessaria  per   stabilire
  condizioni  e  modalità  per  la  realizzazione  dei  sopra   detti
  cimiteri;

   la  predetta circolare non è ancora stata predisposta e, atteso il
  tempo  trascorso, é necessario procedere in tempi  brevi  alla  sua
  emanazione;

   per  sapere  se  non  ritenga  di  dover  procedere  all'immediata
  emanazione della citata circolare, al fine di dare piena attuazione
  al comma 3 dell'articolo 25 della legge regionale 22 dicembre 2005,
  numero 19». (840)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                             FIORENZA

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per la  famiglia,  le
  politiche  sociali  e  le autonomie locali e all'Assessore  per  il
  bilancio e le finanze,

   premesso che i comuni siciliani versano in grave disagio economico
  a causa della decurtazione dei fondi ad essi riservati;

   appreso,  anche da fonti di stampa, che è intenzione  del  Governo
  regionale  gravare i bilanci comunali della spesa per il  personale
  precario;

   sottolineato  che siffatta eventualità condurrebbe i comuni  verso
  lo  'sforamento'  di bilancio, con l'inevitabile conseguenza  della
  violazione del patto di stabilità e ulteriore riduzione delle somme
  loro spettanti;

   considerato  che la tutela dei lavoratori precari non  può  essere
  'scaricata' tout court sugli esigui fondi destinati ai  comuni,  ma
  deve essere garantita con risorse intangibili, destinate unicamente
  alle retribuzioni dei lavoratori;

   ritenuto  che, laddove il Governo della Regione dovesse perseguire
  l'ipotesi  di inserire nei bilanci comunali anche le  spese  per  i
  precari,  tutte  le  attività che, in atto con difficoltà,  vengono
  garantite dalle amministrazioni rischiano di essere sospese;

   per sapere:

   come   intendano venire incontro alle preoccupazioni espresse  dai
  sindaci   rispetto  all'eventualità  che  la  spesa  del  personale
  precario  risulti  a  carico dei bilanci  comunali,  con  refluenze
  negative sul patto di stabilità;

   quali  iniziative urgenti intendano assumere affinché ogni singolo
  comune  della  nostra Regione sia messo nelle condizioni  di  poter
  pagare    le    retribuzioni    dei    lavoratori    precari     e,
  contemporaneamente, di mantenere l'erogazione di servizi essenziali
  in favore dei cittadini». (841)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                              D'ASERO

   «All'Assessore per il territorio e l'ambiente,

   premesso   che   il  Consiglio  regionale dell'urbanistica,  nella
  seduta del 20 ottobre 2009, ha esitato favorevolmente, rinviando la
  votazione  ad  una  nuova lettura, la rielaborazione  parziale  del
  piano regolatore regionale del Comune di Trapani;

   considerato che:

   nel   territorio  comunale  di  Trapani  insistono  diverse   zone
  classificate  SIC  (siti  di importanza comunitaria)  e  ZPS  (zone
  protezione speciale), alcune delle quali, tra l'altro, ricadono  in
  corrispondenza delle saline e a ridosso della città  di  Trapani  e
  dei centri abitati;

   al momento lo stesso PRG non ha acquisito, per le dette zone SIC e
  ZPS,  la  relativa e necessaria valutazione d'incidenza, che  è  in
  corso  di  istruttoria da parte del servizio VIA  -  VAS  dell'ARTA
  (Agenzia regionale per il territorio e l'ambiente);

   in  mancanza  di  tale  valutazione  d'incidenza,  il  decreto  di
  approvazione del PRG verosimilmente vedrà, per motivi  di  cautela,
  stralciate le zone SIC e ZPS e le zone limitrofe;

   è  necessario  evitare che le zone SIC e ZPS siano stralciate  dal
  PRG, non essendo consentita, nelle
   more   dell'acquisizione  della  valutazione  d'incidenza,  alcuna
  attività nelle stesse;

   per  sapere  se  non ritenga opportuno intervenire  affinché  tale
  parere   sulla   valutazione  d'incidenza  sia   rilasciato   prima
  dell'emissione  del  decreto  dirigenziale  di  approvazione  della
  rielaborazione del PRG di cui trattasi, allo scopo  di  evitare  la
  conseguente   emanazione  di  un  nuovo   decreto   qualora   detta
  valutazione  d'incidenza  dovesse essere  tardivamente  acquisita».
  (843)

   (L'interrogante richiede risposta scritta con urgenza)

                                                           RUGGIRELLO

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per il bilancio e  le
  finanze e all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e  le
  autonomie locali,

   premesso che:

   l'Unione Italiana Ciechi e degli Ipovedenti, la stamperia  Braille
  ed  il  centro  'Helen Keller' hanno esposto la loro preoccupazione
  circa  i  disagi scaturenti a seguito della decisione della Regione
  siciliana di procedere alla riduzione dei contributi annui  erogati
  in loro favore;

   invero,  si  è  appreso  che  la  Regione  siciliana,  in  seguito
  all'impugnativa, da parte del Commissario dello Stato, della  norma
  che prevedeva l'abrogazione della 'tabella H', ha deciso di ridurre
  i contributi annui erogati in favore delle associazioni e di quegli
  enti che operano a tutela dei ciechi e degli ipovedenti siciliani;

   la  riduzione dei contributi, per l'entità della percentuale e per
  la  specificità dei destinatari, determina come conseguenza diretta
  e  immediata la crisi delle strutture organizzative delle  predette
  associazioni, che non saranno più in grado di sostenere i costi del
  personale altamente qualificato;

   conseguentemente,  i cittadini non vedenti e ipovedenti  subiranno
  ingiustamente ulteriori e gravi disagi;

   considerato che:

   la  riduzione  dei  contributi comporta  drammatiche  conseguenze,
  costringendo  le  associazioni  a  sospendere  l'assistenza  a  non
  vedenti e ipovedenti e l'erogazione di fondamentali servizi,  oltre
  a mettere a serio rischio i posti di lavoro del personale impegnato
  presso le  strutture organizzative;

   ritenuto   che  la  riduzione  dei  contributi  in  favore   delle
  organizzazioni  per  ciechi  e  ipovedenti  colpisce   soggetti   e
  categorie di cittadini bisognosi di più cure ed attenzione da parte
  delle istituzioni;

   per  sapere  quali  provvedimenti intendano adottare  al  fine  di
  evitare  il  ridimensionamento  dei  contributi  in  favore   delle
  organizzazioni citate e garantire maggiori tutele ai  soggetti  non
  vedenti e ipovedenti». (846)

   (L'interrogante richiede risposta scritta con urgenza)

                                                           RUGGIRELLO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.   Invito  il  deputato  segretario  a   dare   lettura
  dell'interpellanza presentata.

   DE LUCA, segretario f.f.:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e le autonomie locali,

   premesso che:

   il  centro  socio-assistenziale per anziani 'Sciacca  Baratta'  di
  Patti  (ME)  svolge,  in  adempimento dei  propri  fini  statutari,
  attività  assistenziale di ricovero a tempo  pieno  di  anziani  ed
  adulti inabili;

   a causa della diminuzione dei contributi regionali, il personale e
  gli  operatori che svolgono la propria attività presso  detto  ente
  dal marzo 2007 non percepiscono più lo stipendio;

   rilevato che:

   in  data  11 marzo 2009 è stato richiesto al Governo regionale  un
  contributo  straordinario  per  fronteggiare  il  pagamento   degli
  stipendi arretrati al personale e gli altri adempimenti concernenti
  le  forniture,  i  contributi previdenziali ed assistenziali  e  le
  bollette di luce, gas e telefono;

   ancora oggi non risulta esservi stato nessun intervento a sostegno
  della drammatica situazione dell'ente assistenziale, abbandonato  a
  se stesso e senza alcuna prospettiva di soluzione;

   per conoscere:

   se e quali iniziative intendano assumere nell'immediato al fine di
  assicurare  il  pagamento  degli  stipendi  dovuti  a  operatori  e
  lavoratori che, con dedizione e senso di responsabilità, continuano
  a garantire l'assistenza presso l'IPAB 'Sciacca Baratta' di Patti;

   quali siano gli orientamenti del Governo regionale in ordine  alla
  situazione di collasso economico in cui versano quasi tutte le IPAB
  della  Sicilia, il cui operato si rivolge a favore degli anziani  e
  dei  più  bisognosi, nella totale indifferenza dell'Amministrazione
  regionale;

   se  non  ritengano  che vada valorizzato il vero patrimonio  delle
  IPAB  siciliane,  che  è costituito da 'capitale  umano'  ricco  di
  esperienze  e  motivazioni,  anche attraverso  concrete  azioni  di
  stabilizzazione di queste professionalità presso gli  enti  locali,
  tenuto  conto della crescente esigenza dell'offerta dei servizi  di
  assistenza  per far fronte ai maggiori bisogni che si registrano  a
  causa  della  crisi economico-sociale che investe l'intera  Isola».
  (74)

                                                              RINALDI

   PRESIDENTE.   Avverto  che,  trascorsi  tre  giorni   dall'odierno
  annunzio  senza  che  il Governo abbia fatto alcuna  dichiarazione,
  l'interpellanza si intende accettata e sarà iscritta all'ordine del
  giorno per essere svolta al suo turno.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


          Determinazione della data di discussione di mozioni

   PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Lettura,
  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d) e 153 del
  Regolamento interno, delle seguenti mozioni:

   -  numero 151 «Iniziative politiche ed istituzionali nei confronti
  del Governo nazionale per evitare l'acquisto dei caccia bombardieri
  'F35',  destinando le risorse finanziarie previste  alla  Sicilia»,
  degli   onorevoli  Barbagallo  Giovanni,  Lupo  Giuseppe,  Galvagno
  Michele e Rinaldi Francesco, presentata il 6 ottobre 2009;

   -  numero  155  «Misure straordinarie 'una tantum' a favore  delle
  aziende agricole, a tutela del comparto agricolo, della salute  del
  consumatore  e  della valorizzazione delle risorse  del  territorio
  siciliano»,  degli  onorevoli Caputo Salvino,  Pogliese  Salvatore,
  Vinciullo  Vincenzo e Aricò Alessandro, presentata  il  22  ottobre
  2009;

   -  numero  157  «Iniziative per il sostegno ed il  rilancio  della
  corilicoltura siciliana», degli onorevoli Romano Fortunato, Musotto
  Francesco,  Arena  Giuseppe  e De Luca  Cateno,  presentata  il  21
  ottobre 2009.

   Onorevoli  colleghi, avverto che la determinazione della  data  di
  discussione  delle  sopraindicate mozioni, integralmente  riportate
  nell'ordine del giorno della presente seduta, è demandata,  secondo
  consuetudine  parlamentare,  alla  Conferenza  dei  Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari.
   Con  riferimento,  poi, alla mozione numero 156, annunziata  nella
  precedente  seduta, preciso che la stessa è stata inserita  per  la
  discussione  al  III  punto  dell'ordine  del  giorno  dell'odierna
  seduta, in sintonia con l'agenda dei lavori parlamentari deliberata
  dalla   Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi   parlamentari   e
  comunicata nella scorsa seduta.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Discussione di mozioni

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  terzo punto  dell'ordine  del  giorno:
  Discussione delle mozioni:

   -  numero  154  «Istituzione  di una Commissione  parlamentare  di
  inchiesta   per   la  individuazione  di  eventuali  responsabilità
  strutturali  e organizzative su quanto accaduto negli  ospedali  S.
  Stefano di Mazzarino e Sant'Elia di Caltanissetta tra il 20 e il 21
  agosto  2009»,  degli onorevoli Caputo, Leontini, Mancuso,  Limoli,
  Corona e Bosco;

   -  numero  120  «Interventi  a  livello  centrale  perché  vengano
  inserite  nei piano di studio delle scuole superiori le  discipline
  giuridiche   ed   economiche»,  degli  onorevoli   Lupo,   Rinaldi,
  Barbagallo,  Galvagno,  Fiorenza, Ferrara,  Mattarella,  Gucciardi,
  Laccoto, Ammatuna, Vitrano, Picciolo e Bonomo;

   -  numero  126  «Interventi a sostegno dell'aumento del  massimale
  degli   aiuti  de  minimis  nel  settore  dell'agricoltura»,  degli
  onorevoli Oddo, Cracolici, Ammatuna, Apprendi, Barbagallo,  Bonomo,
  De  Benedictis,  Di  Benedetto,  Digiacomo,  Di  Guardo,  Donegani,
  Faraone,  Ferrara,  Fiorenza, Galvagno, Gucciardi,  Laccoto,  Lupo,
  Marinello,  Marziano,  Mattarella, Panarello, Panepinto,  Picciolo,
  Raia, Rinaldi, Speziale, Termine e Vitrano;

   -  numero  138 «Interventi urgenti per affrontare il problema  dei
  danni   alle  produzioni  orticole  causati  dal  parassita   'Tuta
  absoluta'», degli onorevoli Ragusa, Cordaro, Dina, Maira e Forzese;
   -  numero 149 «Mancata attuazione degli articoli 16, 17, 18, 19  e
  20 della legge finanziaria regionale numero 6 del 2009, riguardanti
  interventi in favore del comparto agricolo», degli onorevoli  Oddo,
  Cracolici,   Apprendi,  Donegani,  Marinello,  Vitrano,   Ammatuna,
  Barbagallo,  Bonomo,  De  Benedictis,  Di  Benedetto,  Di   Guardo,
  Digiacomo,   Faraone,   Ferrara,  Fiorenza,  Galvagno,   Gucciardi,
  Laccoto,   Lupo,   Marziano,  Mattarella,   Panarello,   Panepinto,
  Picciolo, Raia, Rinaldi, Speziale e Termine;

   -  numero  150  «Interventi per la rimodulazione dei  premi  delle
  misure  agro-ambientali  previsti dalla Misura  214  del  piano  di
  sviluppo  rurale  (PSR) 2007-2013 della Regione  siciliana»,  degli
  onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi, Donegani, Marinello,  Vitrano,
  Ammatuna,  Barbagallo,  Bonomo, De  Benedictis,  Di  Benedetto,  Di
  Guardo, Digiacomo, Faraone, Ferrara, Fiorenza, Galvagno, Gucciardi,
  Laccoto,   Lupo,   Marziano,  Mattarella,   Panarello,   Panepinto,
  Picciolo, Raia,  Rinaldi, Speziale e Termine;

   -   numero  156  «Interventi  urgenti  per  scongiurare  la  crisi
  economica del comparto agricolo regionale», degli onorevoli  Maira,
  Dina, Lo Giudice, Cintola, Ragusa, Cordaro, Forzese, Gianni, Cascio
  Salvatore e Ardizzone.

   Ne do lettura:

                          «L'Assemblea Regionale siciliana

   premesso che:

   lo  scorso mese di agosto, con precisione nella notte tra il 20 ed
  il  21,  si  è  verificato un gravissimo episodio che ha  sollevato
  l'attenzione sullo stato di sicurezza ed efficienza delle strutture
  sanitarie siciliane;

   in  particolare,  il  decesso del giovane  Filippo  Li  Gambi,  di
  venticinque anni, che dall'ospedale di Mazzarino è stato trasferito
  a  quello  di  Caltanissetta in quanto la prima struttura  non  era
  adeguata per il tipo di urgenza ed emergenza medica, ha evidenziato
  una   preoccupante  situazione  di  carenze  sia  strutturali   che
  organizzative dei presidi ospedalieri siciliani;

   tale  situazione  determina un grave allarme di  pericolo  e  alto
  rischio per la salute dei cittadini;

   considerato che:

   la  situazione impone una rigorosa e attenta verifica dell'attuale
  sistema sanitario che viene elargito ai siciliani;

   occorre  tutelare e garantire il diritto alla salute dei cittadini
  attraverso un sistema ispirato a criteri di efficienza e sicurezza;

   ritenuto che:

   l'attuale  sistema  sanitario,  basato  su  un  indiscriminato  ed
  illogico  criterio di tagli e soppressione di ospedali, può  essere
  gravemente lesivo del diritto alla salute;

   in  Sicilia vi sono altre strutture ospedaliere che presentano  le
  stesse condizioni di altissimo rischio dell'ospedale di Mazzarino;

   ritenuto,  altresì,  che il mancato rinnovo dei  contratti  ed  il
  blocco degli incarichi al personale sanitario presso numerose  aree
  di  emergenza siciliane sono privi dei requisiti di funzionalità  e
  sicurezza;

   ritenuto,  infine, che la carenza di efficienza e sicurezza  degli
  ospedali  mette  in  serio  pericolo e a rischio  l'incolumità  dei
  cittadini con lesione del diritto alla salute,

                                impegna
           il Presidente dell'Assemblea regionale siciliana

   a  costituire, ai sensi degli articoli 29 e 29 ter del Regolamento
  interno,  una  Commissione  di  inchiesta  sugli  errori  in  campo
  sanitario al fine di:

   1)  verificare  ed  accertare la presenza  e  la  sussistenza  dei
  requisiti  strutturali ed organizzativi dei presidi di Mazzarino  e
  Caltanissetta;

   2)  verificare  la  sussistenza  dei  requisiti  di  efficienza  e
  sicurezza  delle strutture ospedaliere siciliane per la tutela  del
  diritto alla salute dei cittadini;

   3)  individuare  interventi urgenti finalizzati  alla  tutela  del
  diritto alla salute dei cittadini». (154)

                                          CAPUTO - LEONTINI - MANCUSO
                                              LIMOLI - CORONA - BOSCO

                          «L'Assemblea Regionale siciliana

   premesso che:

   la  scuola è il luogo per eccellenza da cui passa la civiltà di un
  Paese,  dove si formano la cultura della legalità, della tolleranza
  e dell'impegno sociale e civile delle nuove generazioni;

   il   nostro  Paese  ha  contribuito  e  contribuisce,  in  maniera
  determinante,  con  la  sua cultura giuridica e  giurisprudenziale,
  alla tutela ed allo sviluppo della democrazia nel mondo;

   da  circa  venti  anni  le  discipline  giuridiche  sono  inserite
  nell'ordinamento  scolastico, non solo  degli  istituti  tecnici  e
  professionali  ma  anche  dei  licei,  consentendo   a   molteplici
  generazioni   di  studenti  di  conoscere  le  basi   del   diritto
  costituzionale  e dei fondamenti giuridici e valoriali  su  cui  si
  regge  la  nostra  Repubblica e si fonda la sua  partecipazione  al
  processo formativo dell'Europa;

   la  conoscenza del diritto ha permesso lo sviluppo di una maggiore
  consapevolezza del ruolo di 'cittadino responsabile' nell'esercizio
  dei propri diritti e doveri, non solo nei confronti dello Stato  ma
  anche nei rapporti tra i cittadini medesimi;

   la  consapevolezza  di  una cittadinanza  responsabile  ha  avuto,
  altresì,  un  ruolo  determinante nella  formazione  di  una  nuova
  sensibilità  individuale e collettiva nella lotta alla  criminalità
  organizzata;

   considerato che:

   anche la Comunità europea si è più volte pronunciata sull'assoluta
  necessità  che  i  cittadini  europei  abbiano  consapevolezza  del
  concetto   di  cittadinanza  e  conoscano  le  regole  fondamentali
  dell'economia;

   in  Europa, tutti gli ordinamenti scolastici nazionali contemplano
  -   sia  pure  con  diverse  denominazioni  -  un  insegnamento  di
  educazione civica;

   constatato che:

   in  controtendenza  con il resto d'Europa, la riforma  Gelmini  ha
  cancellato le discipline 'Diritto ed Economia' dai piani di  studio
  del  futuro  sistema  liceale, mantenendole in  forma  residuale  e
  visibilmente ridotta negli istituti tecnici e professionali;

   ciò,  anche  in  netta contraddizione con gli  appelli  più  volte
  ripetuti   dal   Capo  dello  Stato,  che  ha  sempre  sottolineato
  l'importanza dell'educazione alla legalità in una Nazione,  qual  è
  la  nostra,  fortemente  colpita da  contrasti  sociali  che  hanno
  alimentato fenomeni di illegalità diffusa in violazione dello Stato
  di diritto;

   la  nuova  materia 'Cittadinanza e Costituzione', introdotta  come
  sperimentazione  in  tutte le scuole di ogni  ordine  e  grado  dal
  Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, Gelmini,
  sarà  insegnata dai docenti di storia, senza aumento del monte  ore
  di lezione e non avrà voto in pagella;

   considerato,  altresì, che anche l'associazione  costituzionalisti
  italiani  ha  analizzato criticamente la suddetta  sperimentazione,
  lamentando  la  scarsa autonomia della disciplina  e  l'affidamento
  della  stessa  a  docenti  che non hanno competenze  specifiche  in
  materia  e che devono essere formati con grave dispendio di risorse
  pubbliche;

   considerato, inoltre, che:

   appare  quanto  meno  incomprensibile la  decisione  del  Ministro
  Gelmini, che inserisce nella scuola l'insegnamento obbligatorio  di
  'Cittadinanza   e   Costituzione'   e   cancella    nel    contempo
  l'insegnamento  del 'Diritto' da tutti i licei, così  come  risulta
  dai piani di studio pubblicati e che entreranno in vigore a partire
  dall'anno scolastico 2009/2010;

   l'insegnamento  della disciplina giuridica  nei  licei  era  stato
  introdotto   nel   lontano  1995,  grazie  ad  una  sperimentazione
  conosciuta  come 'progetto Brocca', la cui finalità era  quella  di
  dare  la giusta collocazione della cultura giuridica negli istituti
  detentori  della  cultura classica, con un enorme  contributo  reso
  alla   formazione  della  coscienza  civile  dei  ragazzi   ed   al
  potenziamento della cultura della legalità;

   ritenuto   che la totale scomparsa dell'insegnamento  del  diritto
  dai  quadri  orario  dei  licei  e la  forte  riduzione  di  questa
  disciplina  negli  istituti tecnici e professionali  avrà  ricadute
  molto negative:

   a)  sugli studenti, privati di contenuti formativi fondamentali in
  una  società  come quella europea che vuole essere  'società  della
  conoscenza', come recita il protocollo di Lisbona;

   b)   sui   docenti  di  diritto,  nei  confronti  dei   quali   al
  misconoscimento   per  il  loro  operato  si  affianca   l'assoluta
  incertezza di una prospettiva lavorativa;

   c)  per  tutto  il  Paese, perché un Paese che non  investe  sulla
  cultura è un Paese che non progetta il proprio futuro;

   ritenuto,  inoltre,  che  è alquanto singolare  pensare  di  poter
  potenziare  la  coscienza  civile dei  ragazzi  e  di  educarli  al
  rispetto delle regole, eliminando l'insegnamento del diritto  dalle
  scuole;

   atteso  che, allorché sarà dato corso ai regolamenti ed  ai  piani
  programmatici del Governo nazionale, dal 2010 ci saranno tantissimi
  docenti  di  ruolo in esubero, senza contare i docenti precari  che
  già  da quest'anno non sono stati chiamati per le supplenze e tutti
  i  giovani  che si sono formati per l'insegnamento delle discipline
  giuridiche, che non potranno mai accedere al mondo della scuola;

   constatato che:

   dopo aver fissato come priorità dell'azione educativa della scuola
  la  lotta  al  bullismo,  il  Ministro della  pubblica  istruzione,
  dell'università e della ricerca ha proposto un riordino  dei  piani
  di  studio  in  cui  scompaiono le discipline che rappresentano  lo
  strumento  fondamentale per la prevenzione ed il  contenimento  del
  problema;

   è  del  tutto  evidente  la controtendenza della  riforma  Gelmini
  rispetto alle scelte di molti Paesi europei che, viceversa,  stanno
  estendendo  la  cultura giuridico-economica a tutti  gli  indirizzi
  superiori;

   constatato, inoltre, che:

   negli ultimi anni, le tracce ministeriali per la prima prova degli
  esami  di  Stato  hanno avuto come oggetto tematiche  di  carattere
  giuridico-sociale ed anche la scelta delle materie oggetto d'esame,
  con  docente esterno al consiglio di classe, è ricaduta, per  quasi
  tutti gli indirizzi, sulle materie giuridiche;

   i  principi  ispiratori che hanno portato il  Ministro  Gelmini  a
  cancellare  totalmente o a ridimensionare il ruolo della disciplina
  giuridica  nella scuola italiana sono unicamente dettati da  motivi
  meramente economici, che non possono trovare alcuna giustificazione
  didattica,

                   impegna il Governo della Regione

   ad    intervenire   con   determinazione   presso   il    Ministro
  dell'istruzione, dell'università e della ricerca affinché:

   a) venga rivista la proposta di riforma;

   b) le discipline giuridiche ed economiche siano inserite nei piani
  di studio di tutte le istituzioni scolastiche di secondo grado;

   c)  l'insegnamento delle discipline 'Cittadinanza e  Costituzione'
  nella  scuola  superiore venga affidato ai docenti abilitati  nella
  classe  di  concorso  A019 (Discipline giuridiche  ed  economiche),
  vista  la specificità, la professionalità e la formazione giuridica
  degli stessi docenti». (120)

                               LUPO - RINALDI - BARBAGALLO - GALVAGNO
                                      FIORENZA - FERRARA - MATTARELLA
                                       GUCCIARDI - LACCOTO - AMMATUNA
                                          VITRANO - PICCIOLO - BONOMO

                          «L'Assemblea Regionale siciliana

   premesso che:

   il  Regolamento  (CE) numero 994/98 consente alla  Commissione  di
  fissare  una  soglia sotto la quale si considerano  gli  aiuti  non
  soggetti  alla  procedura  di  notifica  di  cui  all'articolo  88,
  paragrafo 3, del Trattato;

   sulla base del suddetto Regolamento, la Commissione ha adottato il
  Regolamento  (CE) numero 69/2001, sugli aiuti di importanza  minore
  ('de  minimis'), che stabilisce un massimale di 100  mila  EUR  per
  beneficiario nell'arco di un triennio;

   per  i  settori dell'agricoltura e della pesca, la Commissione  ha
  adottato   il   Regolamento   (CE)   numero   1860/2004,   relativo
  all'applicazione  degli articoli 87 e 88 del Trattato  CE  per  gli
  aiuti de minimis, fissando per i suddetti settori un massimale di 3
  mila EUR per beneficiario nell'arco di un triennio;

   a  causa delle mutate condizioni economiche la Commissione, il  15
  dicembre  2006,  ha  adottato  il  Regolamento  (CE)  1998/2006  di
  modifica del Regolamento (CE) numero 69/2001, innalzando la  soglia
  generale  de  minimis  da  100 mila a 200 mila  EUR  ed  estendendo
  l'applicazione   del   Regolamento   anche   al    settore    della
  trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli;

   il  24 luglio 2007 la Commissione ha adottato il Regolamento  (CE)
  numero  875/2007,  con il quale ha modificato il  Regolamento  (CE)
  numero.  1860/2004, estrapolando da quest'ultimo il comparto  della
  pesca,  elevandone la soglia de minimis da 3 mila a 30 mila  EUR  e
  fissando  l'importo globale degli aiuti concessi alle  imprese  del
  settore  ad  un  massimale pari al 2,5 per cento circa  del  valore
  della produzione globale;

   il 20 dicembre 2007 la Commissione ha adottato il Regolamento (CE)
  numero  1535/2007, con il quale ha modificato il  Regolamento  (CE)
  numero  1860/2004, aumentando la soglia de minimis per  le  aziende
  attive nel settore della produzione agricola da 3 mila a 7.500  EUR
  e  fissando l'importo globale degli aiuti concessi alle imprese del
  settore  a un massimale di 320 milioni di EUR, pari allo  0,75  per
  cento circa del valore della sua produzione globale;

   a  causa  della gravissima crisi finanziaria registrata alla  fine
  dell'anno  2008,  la  Commissione, con  propria  decisione  del  22
  gennaio 2009 numero 2009/C16/01, ha stabilito che la soglia del  de
  minimis, per le imprese rientranti nell'ambito del Regolamento (CE)
  numero 1998/2006, può essere aumentata fino a 500 mila EUR;

   il  comparto  della  produzione agricola, come  evidenziato  nelle
  premesse,  nel periodo di applicazione della normativa sugli  aiuti
  de  minimis,  ha subito un' ingiusta penalizzazione  rispetto  agli
  altri settori, e, in particolare:

   il  settore delle piccole e medie imprese è passato da 100 mila  a
  500 mila EUR;
   il settore della pesca è passato da 3 mila a 30 mila EUR;

   il  settore della produzione agricola è passato, invece, da 3 mila
  a 7.500 EUR;

   le aziende agricole siciliane si trovano ad affrontare la peggiore
  crisi  di  sempre  che, oltre a risentire, come  tutti  i  comparti
  produttivi,  della gravissima fase congiunturale,  è  aggravata  da
  diverse deficienze strutturali;

   la  gravità  e  l'ampiezza  dell'attuale  crisi  rischia,  se  non
  opportunamente  contrastata, di portare al fallimento  migliaia  di
  aziende  agricole siciliane, con gravissime ripercussioni non  solo
  economiche, ma anche sociali e ambientali,

                   impegna il Governo della Regione
                              e per esso
              l'Assessore per l'agricoltura e le foreste

   ad  attivarsi, in tempi brevi, presso il Governo nazionale  perché
  lo stesso:

   si  faccia  promotore,  in  sede comunitaria,  della  proposta  di
  modifica  del  regime  degli  aiuti de minimis  nel  settore  della
  produzione  agricola, allineando i massimali almeno  a  quelli  del
  comparto della pesca;

   sostenga,  nell'attesa di una modifica regolamentare, la  proposta
  di  chiedere alla Commissione, sull'esempio di quanto stabilito con
  la  Decisione  numero 2009/C16/01, di autorizzare i  singoli  stati
  membri  ad  aumentare la soglia del de minimis, nel  settore  della
  produzione agricola, da 7.300 a 50 mila EUR.» (126)

                               ODDO - CRACOLICI - AMMATUNA - APPRENDI
                                  BARBAGALLO - BONOMO - DE BENEDICTIS
                                  DI BENEDETTO - DIGIACOMO- DI GUARDO
                              DONEGANI - FARAONE - FERRARA - FIORENZA
                                GALVAGNO - GUCCIARDI - LACCOTO - LUPO
                                    MARINELLO - MARZIANO - MATTARELLA
                              PANARELLO - PANEPINTO - PICCIOLO - RAIA
                               RINALDI - SPEZIALE - TERMINE - VITRANO

                          «L'Assemblea Regionale siciliana

   premesso che:

   giungono  notizie allarmanti riguardo la diffusione di un  dannoso
  parassita che sta colpendo le colture di pomodoro e numerose  altre
  colture orticole nella provincia iblea;

   la   tignola   del  pomodoro  (tuta  absoluta)  è  un  lepidottero
  originario  dal  Sud  America che, purtroppo,  ha  trovato  terreno
  fertile   nei   nostri  territori  e  manifesta  una  velocità   di
  riproduzione assi preoccupante;

   l'Ispettorato  agrario di Ragusa ha avviato  un  monitoraggio  del
  fenomeno  nelle  campagne della provincia di Ragusa  per  conoscere
  l'entità dei danni;
   considerato che:

   i   risultati  per  gli  sfortunati  imprenditori  agricoli   sono
  devastanti,  perché  il danno si traduce nella non  commerciabilità
  della   produzione.  E'  verosimile  pensare  che  non  intervenire
  urgentemente  a sostegno di questi laboriosi imprenditori  causerà,
  per  molti  di  questi, il tracollo economico. Si deve sottolineare
  che già il settore soffre di una crisi definita, dagli esperti,  di
  carattere strutturale;

   gli  operatori  del settore rischiano verosimilmente  il  tracollo
  economico  a  causa dell'evidente sottovalutazione del problema  da
  parte  degli uffici competenti, dell'inconsistenza delle misure  di
  profilassi  da  essi  adottate,  nonché  dell'inesistente  iter  da
  seguire   per  la  segnalazione  dei  danni  subiti  a  causa   del
  lepidottero;

   si  ravvisa  l'urgenza di un'adeguata e più funzionale  azione  di
  intervento,  innanzitutto al fine di consentire agli operatori  del
  settore  di  'continuare  ad  esistere',  nonché  di  salvaguardare
  l'economicità  della  produzione  pure  per  la  prossima  campagna
  agricola,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  attivarsi nel più breve tempo possibile per cercare  soluzioni
  in  grado  di  aiutare nel breve periodo i numerosi agricoltori  in
  difficoltà,  adoperandosi, oltre al coinvolgimento dell'Ispettorato
  agrario   per   il  monitoraggio  dell'epidemia,  a   redigere   un
  indispensabile   piano   d'intervento  coordinato   dalle   sezioni
  operative  dell'IPA  per  la  messa  in  quarantena  delle  aziende
  infestate  dal  virus al fine di giungere ad una reale  valutazione
  dei  danni  subiti  ed  attivare la richiesta  di  indennizzi  alla
  Regione Siciliana dopo che si avrà contezza dei danni subiti  dalle
  aziende agricole iblee.» (138)

                                              RAGUSA - CORDARO - DINA
                                                     MAIRA -  FORZESE

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la  legge  finanziaria  regionale numero 6 del  2009  ha  previsto
  diversi interventi in favore del comparto agricolo. In particolare:

   a)  gli  articoli 16 e 17 affrontano il problema della concessione
  di  prestiti  agevolati alle aziende agricole e dispongono  di  una
  cospicua  dotazione  finanziaria, pari a 35 milioni  di  euro,  per
  interventi di abbattimento degli interessi;

   b)  l'articolo 18 si occupa della ristrutturazione delle passività
  delle aziende agricole, mentre l'articolo 19 proroga di un anno  la
  scadenza delle cambiali agrarie;

   c)   l'articolo  20  chiude  l'annosa  questione  delle   calamità
  pregresse  e  crea  le  condizioni  per  indennizzare  le   aziende
  danneggiate dalla peronospora nel 2007, dopo lo 'scippo' perpetrato
  dal  Governo  nazionale  dei 50 milioni di euro  destinati  a  tale
  scopo;

   il  sistema  delle cantine sociali siciliane è al collasso  e  con
  esso quasi tutte le aziende viticole conferitrici;

   una  delle  principali cause della crisi è il  costante  calo  del
  prezzo delle uve registratosi negli ultimi anni;

   le  cantine,  da sempre, hanno utilizzato il sistema di  pagamento
  delle  uve  ai soci attraverso un anticipo sul conferimento,  e  il
  conguaglio all'approvazione del bilancio;

   negli  ultimi  anni,  purtroppo, si è assistito  alla  diminuzione
  drastica  del  prezzo di anticipazione che, per le  uve  comuni,  è
  passato  mediamente dai 20 euro/qle del 2007, ai  15  euro/qle  del
  2008 e ai circa 10 euro/qle del 2009;

   a  tale  drastica  riduzione di prezzo delle  anticipazioni  si  è
  sommato  il fatto che molte cantine non sono riuscite ad aggiungere
  altre  somme al conguaglio, per cui il prezzo di anticipazione,  di
  fatto, è diventato il prezzo finale dell'uva;

   il  ricorso al credito per fornire le anticipazioni ai soci, oltre
  ad   aggravare  i  costi  di  gestione  per  il  peso  degli  oneri
  finanziari,   comporta  un'altra  gravissima  conseguenza   che   è
  determinata  dalla  fragilità economica della maggior  parte  delle
  cantine  sociali  siciliane che, in prossimità della  scadenza  del
  prestito  ottenuto  per  le anticipazioni, si  vedono  costrette  a
  svendere  parte della produzione per chiudere la cambiale dell'anno
  precedente  e  chiedere i soldi al sistema bancario  per  le  nuovi
  anticipazioni;

   tale meccanismo perverso, ormai, non è più sostenibile;

   considerato che:

   per  porre  fine  a  tale meccanismo e, comunque,  garantire  alle
  aziende  viticole la liquidità minima per continuare l'attività,  è
  indispensabile ricorrere a quanto previsto dagli articoli  16,  17,
  18,  19  e  20  della legge finanziaria numero 6 del  2009  per  il
  comparto agricolo;

   in  particolare, per l'articolo 17 della legge regionale numero  6
  del 2009, è prevista una dotazione finanziaria pari a 8 milioni  di
  euro per la concessione alle aziende agricole di prestiti agevolati
  di  conduzione per la durata massima di un anno, e di 12 milioni di
  euro  per  la  concessione di prestiti per la ristrutturazione  dei
  debiti o per l'acquisto di beni ammortizzabili in più anni;

   l'ipotesi   avanzata   consente  il  raggiungimento   di   diversi
  obiettivi, quali:

   a)   fine   del   sistema  delle  anticipazioni,  che   condiziona
  pesantemente il prezzo finale delle uve;

   b)  concessione di prestiti ai soci conferitori sulla  base  della
  superficie  condotta e non dei quintali conferiti, in modo  da  non
  condizionare il prezzo di riferimento delle uve;

   c)  possibilità  di  avere  i prestiti  assistiti  dalla  garanzia
  sussidiaria del Fondo interbancario di garanzia (FIG);

   d)  minore  condizionamento delle vendite di vino da  parte  delle
  cantine     che,     svincolate     dal     meccanismo     perverso
  dell'anticipazione/chiusura  cambiale agraria/nuova  anticipazione,
  potranno avere maggiore potere contrattuale nel libero mercato;

   e)  diminuzione enorme del carico di lavoro degli  uffici  che  si
  troverebbero ad istruire poche decine di pratiche invece che alcune
  migliaia;

   pur  se  la  crisi  che  investe il  settore  è  anche  di  ordine
  strutturale,  è  comunque possibile ricorrere alla normativa  sopra
  indicata, mirando ad eliminare il sistema delle anticipazioni,  che
  è   una  delle  principali  cause  di  condizionamento  del  prezzo
  dell'uva;

   tale  intervento, accompagnato da altre due azioni  immediatamente
  attivabili,  anche queste a normativa vigente e  a  risorse  certe,
  quali  l'aiuto  diretto  ai  produttori  nella  misura  di  400-500
  euro/ha,  utilizzando  le  risorse dell'Organizzazione  comune  dei
  mercati  (OCM)  vino  e l'aumento dei premi  per  le  misure  agro-
  ambientali  a  900  euro/ha,  come  indicato  dall'Unione  Europea,
  consentirebbe  alle  aziende agricole di  affrontare  con  maggiore
  serenità  i  prossimi  anni  e  a tutti  gli  attori  del  comparto
  vitivinicolo di progettare il possibile rilancio di uno dei settori
  strategici dell'economia siciliana,

                   impegna il Governo della Regione
                              e per esso
              l'Assessore per l'agricoltura e le foreste

   ad attivarsi immediatamente per:

   a)   pubblicare   in   tempi   brevi  la   circolare   applicativa
  dell'articolo 17 della legge regionale numero 6 del 2009;

   b)  riconoscere  tra i soggetti beneficiari, di cui  al  comma  1,
  lettera  a),  le  imprese  agricole  associate,  quali  le  cantine
  sociali, costituite da soci conferitori;

   c)  prevedere  la possibilità per i soggetti di cui  alla  lettera
  precedente,  cosi  come previsto nei bandi di ristrutturazione  dei
  vigneti, di presentare progetti collettivi in nome e per conto  dei
  propri soci;

   d) definire una soglia di intervento minima di circa 1500 euro/ha;

   e)  assistere le operazioni di prestito collettive con la garanzia
  sussidiaria  del Fondo interbancario di garanzia e, in alternativa,
  con  la garanzia fideiussoria diretta, rilasciata dalla Società  di
  gestione  dei fondi per l'agroalimentare (SGFA), nell'ambito  della
  Convenzione stipulata il 29 novembre 2005 tra la Regione e l'ISMEA;

   f)   definire   un  iter  istruttorio  che  preveda   una   corsia
  preferenziale per i progetti collettivi, in modo da consentire,  in
  tempi celeri, l'erogazione dei prestiti alle cantine sociali e,  in
  seguito,  l'accredito  delle spettanze ad ogni  singolo  socio,  in
  linea  con  i  tempi  registrati  negli  anni  precedenti  per   le
  anticipazioni.» (149)

                               ODDO - CRACOLICI - APPRENDI - DONEGANI
                                       MARINELLO - VITRANO - AMMATUNA
                                  BARBAGALLO - BONOMO - DE BENEDICTIS
                                 DI BENEDETTO - DI GUARDO - DIGIACOMO
                              FARAONE - FERRARA - FIORENZA - GALVAGNO
                                GUCCIARDI - LACCOTO - LUPO - MARZIANO
                                   MATTARELLA - PANARELLO - PANEPINTO
                       PICCIOLO - RAIA - RINALDI - SPEZIALE - TERMINE
                   «L'Assemblea Regionale siciliana

   premesso che:

   il  Regolamento CE 1698/2005 sul sostegno allo sviluppo rurale  da
  parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR)  ha
  come  obiettivo  l'accrescimento della  competitività  del  settore
  agricolo e forestale, sostenendo la ristrutturazione, lo sviluppo e
  l'innovazione,  la  valorizzazione  dell'ambiente  e  dello  spazio
  naturale,  la  gestione  del territorio e  il  miglioramento  della
  qualità   della   vita  nelle  zone  rurali,   e   promuovendo   la
  diversificazione delle attività economiche;

   l'articolo  17  del  Reg. CE 1698/2005 citato  stabilisce  che  il
  contributo  finanziario della Comunità a favore di ognuno  dei  tre
  obiettivi  di cui all'articolo 4 copre almeno il 10 per  cento  del
  contributo totale del FEASR destinato al programma per gli assi 1 e
  3  di cui al titolo IV, capo l, sezioni 1 e 3, mentre almeno il  25
  per  cento del contributo totale del Fondo va all'asse 2 di cui  al
  titolo IV, capo 1, sezione 2;

   l'indicazione   espressa  dall'Unione  europea  con   il   dettato
  dell'articolo 17, che stabilisce l'equilibrio finanziario  tra  gli
  obiettivi,  è  quella  di considerare l'asse  2  prioritario  nella
  distribuzione delle risorse finanziarie, ritenendo il miglioramento
  dell'ambiente  e  dello spazio rurale strategico  per  il  rilancio
  dell'agricoltura;

   l'allegato  al Reg. CE 1698/2005, all'articolo 39(4), relativo  ai
  premi per le misure agro-ambientali, stabilisce 600 euro/ha per  le
  colture annuali e 900 euro/ha per le colture perenni specializzate,
  dando  la  possibilità ai singoli Stati membri di  maggiorare  tali
  importi  in casi eccezionali in relazione a particolari circostanze
  debitamente giustificate nei programmi di sviluppo rurale;

   considerato che:

   i  premi  per  le misure agro-ambientali stabiliti  dalla  Regione
  siciliana sono nettamente inferiori a quanto indicato nell'allegato
  al Reg. CE 1698/2005, articolo 39(4);

   come  si  evince  dall'allegato 1 al PSR, la metodologia  adottata
  dall'Assessorato Agricoltura e foreste per il calcolo dei premi per
  ettaro  delle  misure agro-ambientali, si basa  in  parte  su  dati
  ufficiali  della  contabilità della rete di informazione  contabile
  agricola (RICA) e in parte su valutazioni soggettive;

   i  dati concernenti la contabilità RICA sono stati utilizzati  per
  determinare  costi, ricavi e margini lordi per le coltivazioni  con
  metodo convenzionale, mentre per i calcoli concernenti l'azione 'A'
  si  è  proceduto a valutazioni soggettive, molto spesso discordanti
  da  coltura  a coltura, in quanto 'non si dispone di documentazione
  ufficiale,  poiché  di tale metodo produttivo  la  RICA  non  è  in
  possesso di campioni aziendali isolabili e rappresentativi' (pagina
  10, lettera c) dell'allegato 1);

   per  il  metodo di gestione biologico, azione 'B', si è  proceduto
  allo  stesso modo dell'azione A 'stante il fatto che la consistenza
  dei campioni aziendali per molti indirizzi produttivi in esame si è
  rilevata  spesso insufficiente, per cui i risultati non  presentano
  adeguata rappresentatività, infatti, i valori della RICA sono stati
  oggetto   di   alcuni  adattamenti  ponderati  e   discendenti   da
  documentazioni  disponibili  di  altra  provenienza'  (pagina   10,
  lettera b) dell'allegato 1);

   dall'analisi delle tabelle relative alle colture arboree  si  sono
  riscontrate parecchie discordanze assolutamente non giustificate da
  valutazioni di carattere economico e/o agronomico;

   non  avendo  seguito,  gli estensori delle  tabelle,  un  criterio
  oggettivo  per il calcolo dei premi, si sono ottenuti risultati  in
  netto  contrasto che rischiano di penalizzare vite e olivo rispetto
  a fruttiferi ed agrumi;

   le  tabelle  per  il  calcolo dei premi possono essere  rimodulate
  partendo  dai  costi codificati della contabilità RICA  e  seguendo
  linee di valutazione assolutamente oggettive,

                   impegna il Governo della Regione
                              e per esso
              l'Assessore per l'agricoltura e le foreste

   ad attivarsi immediatamente per:

   a)  riformulare le tabelle per il calcolo dei premi  delle  misure
  agro-ambientali   alla  luce  delle  considerazioni   in   premessa
  evidenziate;

   b)   definire  con  le  autorità  di  Bruxelles  il  percorso  per
  modificare il PSR 2007/2013 nella parte relativa al calcolo per  la
  definizione  dei  premi  per  l'applicazione  delle  misure   agro-
  ambientali;

   c)  predisporre tutti gli atti necessari per trasferire una  cifra
  di circa 100/150 milioni di euro dall'asse 1 all'Asse 2.» (150)

                               ODDO - CRACOLICI - APPRENDI - DONEGANI
                                       MARINELLO - VITRANO - AMMATUNA
                                  BARBAGALLO - BONOMO - DE BENEDICTIS
                                 DI BENEDETTO - DI GUARDO - DIGIACOMO
                              FARAONE - FERRARA - FIORENZA - GALVAGNO
                                GUCCIARDI - LACCOTO - LUPO - MARZIANO
                                   MATTARELLA - PANARELLO - PANEPINTO
                       PICCIOLO - RAIA - RINALDI - SPEZIALE - TERMINE

                       «L'Assemblea Regionale siciliana

   premesso che:

   l'agricoltura  siciliana rappresenta una percentuale considerevole
  della produzione agricola nazionale, ma ne è largamente al di sotto
  con  riferimento all' 'export', a causa delle perduranti difficoltà
  di   commercializzazione,  logistiche  e  di  'sistema'  e   spesso
  penalizzata   da  frequenti  calamità  atmosferiche   come   quelle
  registratesi nelle ultime settimane in tutta l'Isola;

   la  Sicilia attualmente versa in una grave crisi sociale ed in una
  fase   di  stagnazione  economica  ed  occupazionale,  e   che   in
  particolare l'agricoltura vive da oltre un anno una delle  peggiori
  crisi   degli   ultimi  decenni  a  causa  anche  di  una   mancata
  predisposizione di strategie comuni che individuino le linee  guida
  per una politica di sviluppo del settore agroalimentare;

   l'emergenza  del  settore  agricolo ha  ormai  assunto  dimensioni
  drammatiche,  tali  da  suscitare diffuse  proteste  da  parte  dei
  produttori  agricoli in alcune province siciliane, dove  da  alcuni
  anni  si  registra il ripetersi della crisi di mercato, il relativo
  indebitamento e la mancanza di reddito delle imprese agricole; tale
  crisi  non  si  limita  alle aziende ma  investe  tutti  i  settori
  produttivi collegati all'agricoltura, colpendo anche i lavoratori e
  i consumatori;

   il  cambiamento  delle condizioni del commercio internazionale  ha
  posto  in  maggiore  evidenza le carenze  strutturali  presenti  in
  Sicilia,  determinando  una  rilevante  caduta  del  reddito  delle
  imprese  agricole,  al punto da comprometterne  in  molti  casi  la
  stessa sopravvivenza;

   le  imprese agricole sono al tracollo, non hanno ormai neppure  la
  forza  economica di iniziare la nuova campagna agricola, e che,  se
  non  si attueranno interventi immediati per agevolare l'accesso  al
  credito,  avranno difficoltà anche a partecipare  ai  progetti  del
  nuovo Piano di sviluppo rurale;

   la   politica  bancaria,  attuata  in  regime  di  monopolio,  non
  corrisponde  alle reali esigenze del comparto agricolo,  e  che  la
  stessa  andrebbe  rivisitata per ridare  linfa  vitale  al  sistema
  dell'agricoltura siciliana;

   oltre  alla  dichiarazione dello stato di crisi di  mercato  e  di
  calamità  naturale,  è necessario un segnale  forte  di  attenzione
  verso  le produzioni locali mortificate dalla speculazione e  dalla
  crisi   medesima,   considerando   anche   l'idea   di   sospendere
  immediatamente    le    licenze    per    la    commercializzazione
  dell'ortofrutta  alla grande distribuzione, settore  nel  quale  si
  vendono  quasi  esclusivamente prodotti non  siciliani,  l'idea  di
  erogare  i  fondi  del  Piano  di sviluppo  rurale  (PRS)  solo  ai
  trasformatori che sottoscrivono accordi di filiera con i produttori
  dell'Isola,  e quella di attivare inoltre un confronto  sui  prezzi
  con chi trasforma;

   occorre individuare, per ciascun comparto, strumenti, tempi e modi
  per superare la crisi, intervenendo immediatamente per fronteggiare
  la  riduzione  dei  prezzi  alla produzione;  bisogna  supplire  ai
  notevoli   ritardi  causati  dall'inerzia  del  Governo  regionale,
  anticipare  il  pagamento  dei  premi  comunitari  ed  attuare  con
  celerità  quanto stabilito dall'ultima legge finanziaria  regionale
  in tema di aiuti all'agricoltura;

   è indispensabile rivedere integralmente la politica comunitaria in
  materia agricola, considerando il principio di insularità non  come
  elemento  di  svantaggio, bensì di vantaggio, ossia  riferito  alla
  Sicilia    come   luogo   di   produzione   per   lo    snodo    di
  commercializzazione mediterranea,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  attivare  una procedura d'urgenza per il riconoscimento  dello
  stato  di crisi del settore agricolo da parte dello Stato  che  sia
  propedeutico  alla  sospensione di  tutti  i  pagamenti  di  ordine
  fiscale  e  tributario  per  il periodo  interessato,  al  fine  di
  consentire agli operatori agricoli di poter sostenere costi  minori
  e per garantirne quindi una maggiore competitività;

   ad  attivare  tutte le procedure previste dalla legge per  avviare
  una   rapida  iniezione  di  liquidità  a  favore  degli  operatori
  agricoli,  attraverso  l'anticipazione dei premi  comunitari  e  di
  tutte le altre richieste di ordine regionale;

   a  definire, entro trenta giorni dall'approvazione della  presente
  mozione,  il regime del credito d'imposta per favorire le  attività
  di internazionalizzazione;
   a depositare inoltre, entro trenta giorni sempre dall'approvazione
  della   presente,  un  disegno  di  legge  che  preveda  interventi
  specifici   per  la  crisi  del  settore  agricolo,  che  contempli
  innanzitutto  la riduzione dei costi di produzione,  eliminando  le
  accise  sui  carburanti agricoli e riducendo  l'IVA  sui  mezzi  di
  trasporto, l'aumento dei tetti previsti dalla normativa comunitaria
  sul  'de  minimis',  equiparandola a  quella  degli  altri  settori
  produttivi,  l'agevolazione della ristrutturazione delle  passività
  agrarie  e  dell'accesso al credito agevolato,  con  proroga  delle
  cambiali  agrarie e l'istituzione di un fondo di  garanzia  per  la
  stipula  di  polizze assicurative agevolate per i  danni  economici
  dovuti alle calamità naturali.» (156)

                                  MAIRA - DINA - LO GIUDICE - CINTOLA
                                           RAGUSA - CORDARO - FORZESE
                                       GIANNI - CASCIO S. - ARDIZZONE

   Si   procede   con  la  discussione  della  mozione   numero   154
  «Istituzione  di una Commissione parlamentare di inchiesta  per  la
  individuazione   di   eventuali   responsabilità   strutturali    e
  organizzative  su  quanto accaduto negli  ospedali  S.  Stefano  di
  Mazzarino  e  Sant'Elia di Caltanissetta tra il 20 e il  21  agosto
  2009», degli onorevoli Caputo, Leontini, Mancuso, Limoli, Corona  e
  Bosco.
   Onorevoli  colleghi, preciso che, nel titolo e nel testo,  dove  è
  scritto   di  inchiesta' è da intendersi  di indagine' dal  momento
  che  le  norme regolamentari non consentono la costituzione di  una
  Commissione di inchiesta.
   Aggiungo  che, d'intesa con i firmatari, la materia oggetto  della
  mozione   potrebbe   essere   affrontata   dalla   VI   Commissione
  legislativa.
   Ha  facoltà di parlare  l'onorevole Caputo, primo firmatario,  per
  illustrare   la  mozione numero 154 tenendo conto delle  specifiche
  che ho fatto precedentemente.
   Onorevole Caputo, le ricordo che ha a disposizione dieci minuti e,
  inoltre,  la  Presidenza le propone, relativamente  alla  questione
  della mozione, di tenere presente che per quanto concerne l'aspetto
  dell'indagine, sarebbe opportuno, di comune accordo - questo lo  si
  può discutere anche domattina, la Presidenza è pronta ad incontrare
  i  firmatari,  comunque il primo firmatario  -,  non  escludere  la
  possibilità   di  demandare  alla  VI  Commissione   la   questione
  dell'indagine, disciplinandola anche con tempi precisi.  Dopodiché,
  qualora  si  addivenisse  a questa proposta,  mi  pare  chiaro  che
  dovremmo  anche concordare un ordine del giorno e non una  mozione,
  che inviti il Presidente dell'Assemblea ad attivare l'indagine.
   Onorevole  Caputo,  spero  di essere  stato  chiaro,  comunque  la
  Presidenza è a sua disposizione.

   CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mozione nasce da
  un fatto grave accaduto a Mazzarino e poi anche a Caltanissetta.
   La  volontà  dei  firmatari  della  mozione,  che  poi  era  stata
  presentata sotto forma di ordine del giorno, è soltanto  quella  di
  attivare  una  Commissione  di  indagine,  e  non  chiaramente   di
  inchiesta,   su un evento gravissimo che è necessario valutare  con
  attenzione.
   Tale  commissione   non  scavalca  la  VI  Commissione,  ma  vuole
  soltanto  approfondire la cause, le dinamiche, ai fini  di  evitare
  che  si  possano  ripetere simili episodi, ma principalmente  vuole
  dare un contributo al funzionamento della sanità in Sicilia.
   Questa  è la volontà dei firmatari che  chiedono al Presidente  di
  porla  in  votazione  intendendola  soltanto  come  Commissione  di
  indagine.

   PRESIDENTE.  Onorevole Caputo, se non ho capito male, lei  intende
  trasformare la mozione in ordine del giorno?

   CAPUTO.  Sì, signor Presidente.
   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,   ritengo,  come
  espresso,  che la Commissione  Sanità' abbia già esperito  tutti  i
  passi  possibili  avendo trattato la questione in Commissione  alla
  presenza   del   sindaco,  del  direttore  generale   dell'ASP   di
  Caltanissetta,  andando  sui luoghi alla presenza  dei  consiglieri
  comunali, dei sindaci, dei parlamentari regionali della provincia e
  trovando  anche  le  soluzioni  idonee  per  quanto  riguarda  quel
  territorio.
   Credo,  quindi, che sarebbe assolutamente superfluo esautorare  la
  Commissione  Sanità' - che già, di fatto, svolge questo compito  di
  indagine  - e creare una nuova commissione.  Le preannuncio,  e  lo
  preannuncio all'Aula, che in caso dovesse passare questa versione -
  e  credo  di  poter parlare a nome di tutti i componenti  della  VI
  Commissione   -   gli  stessi,  a  partire  dal  sottoscritto,   ci
  dimetteremmo  in quanto non avrebbe più senso avere la  Commissione
   Sanità' che già svolge questo compito.
     Non  so  se  il Presidente ha seguito ciò che ho detto.  Ritengo
  assolutamente che tale atto debba essere ritirato e non passare  né
  come  ordine  del giorno, né come mozione, perché sarebbe  ultroneo
  rispetto  a  ciò  che  già  fa  la Commissione   Sanità'.  Sarebbe,
  peraltro, una vera mortificazione dal punto di vista istituzionale,
  dal punto di vista della prassi regolamentare di questo Parlamento.
   Credo  che  tutto  ciò  non  avrebbe senso,  anche  perché  la  VI
  Commissione,  al  riguardo, ha cercato di  essere  equilibrata,  di
  trovare  il  punto di mediazione; al di sopra delle  parti,  al  di
  sopra  dei  partiti,  al di sopra dei Gruppi  ha  agito  con  molta
  responsabilità e moderazione trovando, credo, le soluzioni  adatte,
  così   come  possono  testimoniare  non  solo  i  componenti  della
  Commissione  ma anche i parlamentari che sono stati  presenti  alla
  Commissione svolta nel territorio di Mazzarino.
   Pertanto,  signor  Presidente, al di là dei  fatti  regolamentari,
  credo  si  tratti  di un fatto di rispetto istituzionale  verso  la
  Commissione  Sanità' e chiedo che non si proceda oltre rispetto  ad
  una questione che non avrebbe senso.

   PRESIDENTE.  Onorevole Laccoto, per quanto concerne  l'aspetto  da
  lei  sottolineato, mi pare assolutamente indiscutibile  e  concordo
  con lei; per quanto concerne, invece, la presentazione di specifici
  atti  ispettivi,  è  ovvio  che  ogni  singolo  parlamentare,   può
  presentarli.
   Relativamente alla votazione della mozione, abbiamo detto che essa
  viene  trasformata in ordine del giorno, che si  toglie  la  parola
   inchiesta' e si  sostituisce con la parola  indagine',  ovviamente
  per aspetti regolamentari.
   Infine,  la  Presidenza intende ribadire che la VI  Commissione  è
  competente in questa materia e svolgerà, anche da questo  punto  di
  vista, una specifica indagine.
   Mi  pare  che,  oltretutto, il primo firmatario, sia  stato  molto
  disponibile, quindi ritengo assolutamente chiusa la discussione.
   Comunico  che  è stato presentato l'ordine del giorno  numero  187
  «Istituzione  di  una  Commissione  parlamentare  di  indagine  per
  l'individuazione   di   eventuali  responsabilità   strutturali   e
  organizzative  su  quanto accaduto negli  ospedali  S.  Stefano  di
  Mazzarino  e  Sant'Elia di Caltanissetta tra il 20 e il  21  agosto
  2009», degli onorevoli Caputo, Leontini, Mancuso, Limoli, Corona  e
  Bosco.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  alla mozione numero 120 «Interventi a livello  centrale
  perché  vengano inserite nei piano di studio delle scuole superiori
  le  discipline  giuridiche ed economiche»,  degli  onorevoli  Lupo,
  Rinaldi,    Barbagallo,  Galvagno,  Fiorenza,  Ferrara, Mattarella,
  Gucciardi, Laccoto, Ammatuna,  Vitrano, Picciolo e Bonomo.
   LUPO. Chiedo di parlare per illustrarla.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Onorevole Lupo, le ricordo  che  ha  a
  disposizione dieci minuti.

   LUPO.  Signor Presidente, signori del Governo, onorevoli deputati,
  tenterò  brevemente di illustrare la mozione numero 120 che  penso,
  peraltro, sia molto chiara nella sua formulazione. Mi auguro che il
  Governo  ne  abbia  già  preso  visione,  vedo  l'assessore  Leanza
  presente in Aula.
   La  mozione  numero  120 riguarda interventi  a  livello  centrale
  perché  vengano inserite nei piani di studio delle scuole superiori
  le  discipline giuridiche ed economiche che, invece, si  vedrebbero
  escluse a seguito della riforma Gelmini.
   Questo  produrrebbe  un  danno  notevole  non  soltanto  al  corpo
  docente,  ed in particolare agli insegnanti di  materie  giuridiche
  ed   economiche   ma,  a  nostro  avviso,  comporterebbe  un  danno
  soprattutto  per i ragazzi delle scuole, considerata  la  rilevanza
  delle  materie giuridiche ed economiche non solo per i ragazzi  che
  hanno  scelto  un indirizzo tecnico-commerciale,  ma  anche  per  i
  ragazzi  che,  invece, frequentano i licei, visto  che  la  riforma
  Gelmini prevede che soprattutto nei licei vengano insegnate materie
  di indirizzo giuridico ed economico.
    A noi pare che l'insegnamento di queste materie vada ben oltre il
  tecnicismo  e,  quindi,  sia  assolutamente  necessario  prevederne
  l'insegnamento anche nell'ambito dei licei,  considerato anche  che
  la  Comunità  europea  si  è  più volte  pronunciata  sull'assoluta
  necessità  che  i  cittadini  europei  abbiano  consapevolezza  del
  concetto   di  cittadinanza  e  conoscano  le  regole  fondamentali
  dell'economia  e  che  in  Europa tutti gli ordinamenti  scolastici
  nazionali contemplano un insegnamento di educazione civica.
   Constatato che è anche in controtendenza con il resto d'Europa, la
  riforma Gelmini ha purtroppo cancellato la disciplina del diritto e
  dell'economia dai piani di studio del futuro sistema liceale,  come
  veniva  detto  prima,  mantenendola in forma peraltro  residuale  e
  visibilmente  ridotta  esclusivamente  negli  istituti  tecnici   e
  professionali.
   Ciò  va  anche in netta contraddizione con gli appelli  più  volte
  ripetuti   dal   Capo  dello  Stato,  che  ha  sempre  sottolineato
  l'importanza dell'educazione alla legalità in una nazione  come  la
  nostra, fortemente colpita da fenomeni sociali che hanno alimentato
  illegalità  diffusa  in violazione delle leggi  e  dello  stato  di
  diritto.
   La  nuova  materia  Cittadinanza e Costituzione', introdotta  come
  sperimentazione  in  tutte le scuole di ogni  ordine  e  grado  dal
  Ministero  dell'Istruzione dell'Università e  della  Ricerca,  sarà
  insegnata  dai  docenti di storia senza aumento del  monte  ore  di
  lezione  e  non  avrà  voto  in  pagella,  considerato  anche   che
  l'Associazione   dei  costituzionalisti  italiani   ha   analizzato
  criticamente  la  suddetta sperimentazione,  lamentando  la  scarsa
  autonomia  della disciplina e l'affidamento della stessa a  docenti
  che  non  hanno  le piene competenze specifiche in  materia  e  che
  devono  essere  formati con grave dispendio di  risorse  pubbliche.
  Tutto  ciò  considerato,  appare  quanto  meno  incomprensibile  la
  decisione   del  ministro  Gelmini  che  inserisce   nella   scuola
  l'insegnamento   obbligatorio di  Cittadinanza  e  Costituzione'  e
  cancella, nel contempo, l'insegnamento del diritto da tutti i licei
  così  come risulta dai piani di  studio pubblicati e che entreranno
  in vigore a partire dall'anno scolastico 2009-2010.
   L'insegnamento della disciplina giuridica nei  licei - è noto -  è
  stato  introdotto  nel lontano 1995, grazie ad una  sperimentazione
  conosciuta  come  progetto Brocca', la cui finalità era  quella  di
  dare  la giusta collocazione della cultura giuridica negli istituti
  detentori  della  cultura classica, con un enorme  contributo  reso
  alla   formazione  della  coscienza  civile  dei  ragazzi   ed   al
  potenziamento della cultura della legalità, estremamente importante
  soprattutto  nel  Mezzogiorno e nella  nostra  Regione,  oltre  che
  nell'intero Paese.
   Ritenuto che la totale scomparsa dell'insegnamento del diritto dai
  quadri  orari  dei licei  e la forte riduzione di questa disciplina
  negli  istituti  tecnici  e  professionali avrà  ricadute  negative
  sugli studenti, privati di contenuti formativi fondamentali, in una
  società  come  quella  europea  che  vuole  essere  società   della
  conoscenza;  ritenuto inoltre che è alquanto singolare  pensare  di
  potere  potenziare la coscienza civile dei ragazzi ed  educarli  al
  rispetto  delle regole eliminando l'insegnamento del diritto  dalle
  scuole   e  quanto  altro  evidenziato  nel  corpo  della   mozione
  illustrata,   chiediamo di impegnare il Governo  della  Regione  ad
  intervenire  con  determinazione presso il Ministro dell'Istruzione
  dell'Università  e  della  Ricerca,   affinché  venga  rivista   la
  proposta   di  riforma,   affinché  le  discipline  giuridiche   ed
  economiche  siano  inserite  nei  piani  di  studio  di  tutte   le
  istituzioni  scolastiche di secondo grado,  affinché l'insegnamento
  delle   disciplina   Cittadinanza  e  Costituzione'  nella   scuola
  superiore  venga  affidata  ai docenti abilitati  nella  classe  di
  concorso   A019  Discipline  giuridiche  ed  economiche'  vista  la
  specificità,  la  professionalità e la formazione  giuridica  degli
  stessi docenti.
   Vorrei   ricordare  come  questo  Governo  regionale,  su  mozione
  approvata   all'unanimità   dall'Assemblea   regionale   siciliana,
  qualche mese addietro, abbia assunto una posizione anche fortemente
  critica  nei confronti del ministro Gelmini,  della riforma Gelmini
  che  penalizza  la scuola nel Paese e soprattutto la  scuola  della
  nostra  Regione, e quindi chiedo che su questo argomento ci sia  il
  massimo impegno e la massima attenzione da parte del Governo.

   LEANZA NICOLA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
  pubblica istruzione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA NICOLA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
  pubblica   istruzione.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  onorevole  Lupo,  la mozione presentata ci trova, in  larga  parte,
  consenzienti,   anche  se non abbiamo alcuna  competenza.  Infatti,
  come   lei   sa,   l'organizzazione  didattica  delle   istituzioni
  scolastiche  -  la  materia in discussione ne è   espressione  -  è
  rimessa   alla competenza esclusiva dello Stato; anche  la  riforma
  del  titolo  V  della Costituzione l'ha rimessa, per uniformità  di
  assetto su tutto il  territorio nazionale, al Governo centrale.
   La   Regione  siciliana  è  intervenuta  sulla  riforma   Gelmini,
  attraverso   la   sua  presenza  in  Conferenza   Stato-   Regione,
  all'interno  della  quale  ha,  in più  occasioni,  manifestato  le
  proprie preoccupazioni e gli effetti  della stessa sulla condizione
  della scuola nonché sui livelli occupazionali del suo personale.
   Trovando  grande  adesione  rispetto alla  mozione,  vorrei  anche
  suggerire, onorevole Lupo, che nell'ambito delle facoltà attribuite
  dall'Ordinamento giuridico della Regione siciliana, il Dipartimento
  Pubblica  Istruzione, nel rispetto dell'autonomia delle istituzione
  scolastiche, consacrata nella legge regionale  numero 6 del   2000,
  che   assegna   a   ciascuna  istituzione  la  discrezionalità   di
  individuare  nella  quota  del  20  per  cento  sul  totale   degli
  insegnamenti   quelli  ritenuti  più  idonei  alla   valorizzazione
  dell'attività   formativa,  provvederà  a   sensibilizzare   scuole
  secondarie di secondo grado e ad inserire quelle discipline che più
  di  altre,  nella  fattispecie quelle giuridiche, costituiscono  il
  fondamento  allo  sviluppo della coscienza civile. Inoltre,  questo
  Governo regionale si impegna a presentare  in seno al coordinamento
  tecnico  della  Conferenza  delle  Regioni  una  proposta  volta  a
  reintrodurre l'insegnamento delle discipline giuridiche,  prendendo
  spunto  dalla  mozione nei piani di studio di tutte le  istituzioni
  scolastiche di ogni ordine e grado.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   PRESIDENTE.  Comunico che è stato presentato l'ordine  del  giorno
  numero  176  «Iniziative per fronteggiare   i  tagli  alle  risorse
  universitarie»,  degli onorevoli  Ardizzone,  Barbagallo,  Cintola,
  Dina,  Picciolo, Lupo, Rinaldi, Laccoto, Fagone,  Cascio  S.  e  Lo
  Giudice.
   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   nella  classifica  degli Atenei le università siciliane  risultano
  tra  le  meno  virtuose,  con  una consequenziale  decurtazione  di
  risorse;

   tali  tagli  hanno generato una ridda di prese di  posizione  che,
  seppur legittime, rischiano di essere sterili se la politica, nella
  sede  propria  che  è l'Assemblea regionale siciliana,  non  da  le
  risposte  giuste  per  colmare quelle differenze  territoriali  che
  hanno determinato le ingiuste sanzioni per le università siciliane;

   all'articolo 17 del nostro Statuto è sancito che 'entro  i  limiti
  dei  principi  ed interessi generali cui si informa la legislazione
  dello Stato, l'Assemblea regionale può, al fine di soddisfare  alle
  condizioni  particolari  ed agli interessi  propri  della  Regione,
  emanare  leggi, anche relative all'organizzazione dei servizi'  tra
  l'altro 'in materia istruzione media e universitaria';

   è  senz'altro illogico far ricadere sugli atenei le responsabilità
  dei  ritardi  per  un  laureato siciliano a  trovare  lavoro,  come
  fuorviante  e  demotivante é avere come parametro i dati  del  2003
  quando il contesto sociale ed economico era diverso;

   questi  dati, seppure iniqui ed approssimativi, debbono essere  da
  stimolo  per  la  politica  siciliana, legiferando  in  materia  di
  diritto allo studio come doverosamente si è chiamati a fare,

                   impegna il Governo della Regione

   a  farsi  promotore  nei  confronti del  Governo  nazionale  della
  procedura di revoca di provvedimenti di ripartizione delle  risorse
  tra tutti gli atenei;

   a  proporre  altresì un disegno di legge organico  in  materia  di
  diritto  allo studio in attuazione dell' articolo 17 dello Statuto,
  d'intesa con le università siciliane». (176)

                                     ARDIZZONE - BARBAGALLO - CINTOLA
                                     DINA - PICCIOLO - LUPO - RINALDI
                            LACCOTO - FAGONE - CASCIO S. - LO GIUDICE

   Pongo in votazione la mozione numero 120. Il parere del Governo?

   LEANZA NICOLA, assessore per i beni culturali ed ambientali e  per
  la pubblica istruzione. Favorevole.

   MARINESE.  Dichiaro anche a nome degli onorevoli Aricò e  Marrocco
  che ci asteniamo dal voto.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Pongo  in votazione l'ordine del giorno numero 176. Il parere  del
  Governo?

   LEANZA NICOLA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
  pubblica istruzione.  Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE.   Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   Si   passa   alla  mozione  numero  126  «Interventi  a   sostegno
  dell'aumento   mensile   degli  aiuti  de   minimis   nel   settore
  dell'agricoltura»,  a  firma  degli  onorevoli   Oddo,   Cracolici,
  Ammatuna,   Apprendi,  Barbagallo,  Bonomo,   De   Benedictis,   Di
  Benedetto,  Digiacomo,  Di  Guardo,  Donegani,  Faraone,   Ferrara,
  Fiorenza,  Galvagno, Gucciardi, Laccoto, Lupo, Marinello, Marziano,
  Mattarella,   Panarello,   Panepinto,  Picciolo,   Raia,   Rinaldi,
  Speziale, Termine e Vitrano.
   Onorevoli colleghi, per economia dei lavori d'Aula, specifico che,
  anche  se  stiamo  aprendo la discussione  generale  sulla  mozione
  numero  126,  invito coloro che interverranno a  parlare  anche  in
  merito  alla mozione numero  138 «Interventi urgenti per affrontare
  il   problema  dei  danni  alle  produzioni  orticole  causati  dal
  parassita 'Tuta absoluta'», degli onorevoli Ragusa, Cordaro,  Dina,
  Maira e Forzese, numero 149 «Mancata attuazione degli articoli  16,
  17,  18,  19  e 20 della legge finanziaria regionale numero  6  del
  2009,  riguardanti  interventi in favore  del  comparto  agricolo»,
  degli  onorevoli  Oddo, Cracolici, Apprendi,  Donegani,  Marinello,
  Vitrano, Ammatuna, Barbagallo, Bonomo, De Benedictis, Di Benedetto,
  Di   Guardo,  Digiacomo,  Faraone,  Ferrara,  Fiorenza,   Galvagno,
  Gucciardi,   Laccoto,   Lupo,  Marziano,   Mattarella,   Panarello,
  Panepinto,  Picciolo, Raia, Rinaldi, Speziale  e  Termine,  ambedue
  riguardanti il settore agricoltura, numero 150 «Interventi  per  la
  rimodulazione dei premi delle misure agro-ambientali previsti dalla
  Misura  214  del  piano  di sviluppo rurale (PSR)  2007-2013  della
  Regione  siciliana»,  degli  onorevoli Oddo,  Cracolici,  Apprendi,
  Donegani,  Marinello,  Vitrano, Ammatuna,  Barbagallo,  Bonomo,  De
  Benedictis,  Di Benedetto, Di Guardo, Digiacomo, Faraone,  Ferrara,
  Fiorenza, Galvagno, Gucciardi, Laccoto, Lupo, Marziano, Mattarella,
  Panarello, Panepinto, Picciolo, Raia,  Rinaldi, Speziale e  Termine
  e numero 156 «Interventi urgenti per scongiurare la crisi economica
  del  comparto agricolo regionale», degli onorevoli Maira, Dina,  Lo
  Giudice,   Cintola,  Ragusa,  Cordaro,  Forzese,   Gianni,   Cascio
  Salvatore e Ardizzone.
   Le votazioni, comunque, avverranno in modo separato.
   Invito  quindi  gli onorevoli deputati ad intervenire  nel  merito
  delle tre mozioni.

   APPRENDI. Chiedo di parlare per illustrare le mozioni numeri  126,
  149 e 150.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   APPRENDI. Signor Presidente, inizio dalla  mozione numero 126  che
  riguarda gli interventi a sostegno dell'aumento del massimale degli
  aiuti de minimis nel settore dell'agricoltura.
      L'Unione  Europa, con il Regolamento 994/98, ha inteso  fissare
  una  soglia al di sotto della quale si considera che gli aiuti  non
  siano  soggetti alla procedura di notifica di cui all'articolo  88,
  paragrafo  3 del Trattato. Per i settori dell'agricoltura  e  della
  pesca,  la Commissione aveva adottato il Regolamento 1860/2004  per
  gli  aiuti  de  minimis,  fissando per tali  settori  un  massimale
  specifico   di  3  mila  euro  per  beneficiario  e  per  triennio.
  Successivamente, il 24 luglio 2007, la Commissione ha  adottato  il
  Regolamento  875/2007  con  il quale ha modificato  il  Regolamento
  precedente  sottraendo a quest'ultimo il comparto  della  pesca  ed
  aumentando la soglia de minimis per tale comparto da 3  mila  a  30
  mila  euro. Il 20 dicembre 2007, invece, la Commissione ha adottato
  il  Regolamento 1535/2007 con il quale ha modificato il Regolamento
  precedente,  il 1860/2004, aumentando la soglia de minimis  per  le
  aziende  attive nel settore della produzione agricola da 3  mila  a
  7.500  euro. Il settore della produzione agricola, come evidenziato
  in  precedenza, nel periodo di applicazione della normativa   sugli
  aiuti  de  minimis  ha subito una ingiusta penalizzazione  rispetto
  agli  altri  settori ed in particolare il settore della  piccola  e
  media  impresa  è passato da 100 mila a 500 mila euro,  il  settore
  della  pesca da 3 mila a 30 mila euro, il settore della  produzione
  agricola è passato, invece, soltanto da 3 mila  a 7.500 euro.
   Occorre  rivedere,  immediatamente,  in  sede  comunitaria  questa
  ingiustizia,  impegnando  il Governo della  Regione  e  l'Assessore
  regionale  all'agricoltura ad attivarsi presso il Governo nazionale
  perché lo stesso si faccia promotore della proposta di modifica del
  regime   degli   aiuti  nel  settore  della  produzione   agricola,
  riallineando i massimali almeno a quelli del comparto della  pesca.
  Sostenga, nell'attesa di una modifica regolamentare, la proposta di
  chiedere alla Commissione, sull'esempio di quanto stabilito con  la
  decisione  numero 2009 C 16/01, che ha aumentato temporaneamente  a
  causa della crisi internazionale il tetto de minimis alla piccola e
  media  impresa, di autorizzare i singoli Stati membri ad  aumentare
  la  soglia del de minimis nel settore della produzione agricola  da
  7.500 euro a 50.000 euro.
   Onorevole  Assessore, spero che lei segua quanto stiamo discutendo
  in  Aula e ci dia poi delle risposte concrete, anche perché,  viste
  le  passerelle  che  continuiamo a fare e le numerose  convocazioni
  delle  varie  organizzazioni  di  categoria,  gli  agricoltori   si
  aspettano impegni concreti.
   Per  quanto  riguarda la mozione numero 149 relativa ad interventi
  immediati   per   salvaguardare  l'agricoltura  siciliana,   vorrei
  sottolineare  la gravità della crisi che la nostra agricoltura  sta
  attraversando  e  che  rende  necessaria  l'individuazione   e   la
  realizzazione  di interventi urgenti per impedire  la  chiusura  di
  migliaia di aziende e preparare la ripresa economica di uno dei più
  importanti comparti economici siciliani.
   Occorre dare ossigeno alle aziende fornendo alle stesse liquidità,
  consentendo la ristrutturazione delle passività e mettendo a  punto
  alcune misure che garantiscano un reddito minimo agli agricoltori.
   Gli  strumenti individuati, che mi permetto di portare alla vostra
  attenzione attraverso l'illustrazione delle prime due mozioni, sono
  di   immediata  applicazione,  perché  hanno  risorse   finanziarie
  sufficienti e non contrastano con la normativa comunitaria.
   La  terza mozione, invece, affronta il problema del tetto  del  de
  minimis che, a nostro giudizio, va rivisto in sede comunitaria.
   In  primo  luogo,  vi  è  l'attivazione  immediata  delle  risorse
  assegnate  al  settore  dalla  legge  regionale  6/2009,  la  legge
  finanziaria, ancora oggi non spesi.
   Tutte   le   azioni  previste  dagli  articoli  della  finanziaria
  regionale,  prestiti a breve e medio termine, consolidamento  delle
  passività,  proroga  delle cambiali agrarie,  pagamento  dei  danni
  causati  dalla  siccità  del  2002 e dalla  peronospora  del  2007,
  necessitano  di interventi di competenza assessoriale  propedeutici
  all'applicazione di tali azioni.
   Il ritardo già accumulato rischia di vanificare le aspettative del
  comparto che attende da quei provvedimenti la linfa per evitare  il
  fallimento di migliaia di aziende.
   Appare   necessario,   pertanto,  prima  di  qualunque   ulteriore
  discussione   o   convocazione   di   tavoli   tecnici,    attivare
  immediatamente  tutto quanto individuato da questo  Parlamento  con
  l'approvazione  della finanziaria regionale  per  il  rilancio  del
  comparto, pena la credibilità di tutti.
   L'approvazione   della  legge  6/2009,  che  recita   testualmente
  «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno  2009»,  aveva
  suscitato  notevoli aspettative tra gli agricoltori.  Gli  articoli
  compresi  fra  il  16  e  il  20 della  predetta  legge  affrontano
  l'esigenza  di  avere  sia  risposte immediate  che  interventi  di
  carattere strutturale.
   In  particolare,  l'articolo  16  Finanziamenti  in  favore  delle
  imprese  agricole  per  la  formazione di  scorte',   al  comma  4,
  stabiliva  che entro trenta giorni dalla data di entrata in  vigore
  della  legge, l'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste,
  con  proprio  decreto, avrebbe definito i criteri per  l'erogazione
  dei finanziamenti ai beneficiari finali.
   Al  comma  5,  stabiliva che per le finalità di cui  al  comma  1,
  l'Assessorato regionale dell'agricoltura e delle foreste, entro  60
  giorni dall'entrata in vigore della legge, avrebbe dovuto stipulare
  una  convenzione con la Cassa regionale per il credito alle imprese
  (CRIAS), che avrebbe assunto il ruolo di gestore concessionario.
   L'articolo  17,  al  comma  5,  riguardo  al  credito  agrario  di
  esercizio  a tasso agevolato, disponeva che, entro 60 giorni  dalla
  pubblicazione  della legge, l'Assessore regionale per l'agricoltura
  e  le  foreste,  con proprio decreto da pubblicare  nella  Gazzetta
  ufficiale della Regione siciliana, avrebbe stabilito i massimali di
  intervento, nonché le caratteristiche e le modalità dello stesso.
   L'articolo  18,  riguardante  il  consolidamento  delle  passività
  onerose  in agricoltura, individuava, fra i compiti della  Regione,
  la concessione alle imprese agricole di contributi per il pagamento
  degli  interessi  sui prestiti di esercizi, comprese  le  passività
  arretrate  ed  il  consolidamento delle passività onerose  gravanti
  sulla  gestione e derivanti da operazione creditizie,  l'attuazione
  di  interventi di capitalizzazione al fine di rendere possibile  un
  equilibrato  rapporto  tra mezzi propri e  capitali  investiti,  la
  trasformazione   in  mutui  ventennali  a  tasso  agevolato   delle
  passività.
   L'articolo 19 trattava la proroga della scadenza dei termini delle
  esposizioni  agrarie, la ristrutturazione delle passività  a  tasso
  agevolato e, al comma 2, disponeva che le domande di ammissione  al
  beneficio  della proroga dovevano essere presentate entro  sessanta
  giorni dalla data di pubblicazione della legge.
   L'articolo   20,  infine,  sulle  disposizioni  in  favore   della
  viticoltura,  al comma 3 assegnava ai viticoltori otto  milioni  di
  euro  per  i danni provocati dalla peronospora del 2007, e quindici
  milioni  di  euro per i danni causati dalla siccità  del  2002.  In
  questo  ultimo caso, per rendere disponibili le somme è sufficiente
  un  provvedimento di ripartizione ai singoli ispettorati agrari  in
  considerazione del fatto che si tratta di finanziare delle pratiche
  che da diversi anni sono in istruttoria.
   Considerato  che ad oggi, ad eccezione del decreto  di  attuazione
  dell'articolo  16 e dell'assegnazione delle somme agli  ispettorati
  agrari  per  il  pagamento  della siccità  del  2002,  non  risulta
  realizzato    alcuno   degli   atti   amministrativi   propedeutici
  all'attivazione dei provvedimenti precedentemente elencati,  appare
  indispensabile   un  forte  pronunciamento  di  questo   Parlamento
  affinché  il  Governo  della  Regione e l'Assessore  regionale  per
  l'agricoltura   e   le  foreste  si  attivino  immediatamente   per
  pubblicare il decreto di attuazione dell'articolo 17, stabilire  le
  modalità  di  attuazione di tutto quanto previsto all'articolo  18,
  vedere   le  modalità  di  attuazione  di  tutto  quanto   previsto
  dall'articolo 19 per le richieste di ammissione al beneficio  della
  proroga  ed  infine, per stabilire i criteri di ripartizione  delle
  somme  delle aziende viticole colpite dalla peronospera  del  2007,
  come previsto dall'articolo 20.
   Come  vede, onorevole Assessore, non basta fare delle buoni  leggi
  se  poi gli assessorati non procedono a dare  le gambe', a dare  le
  risposte dovute a chi aspetta i provvedimenti.
   In  ultimo, signor Presidente, in riferimento alla mozione  numero
  150,  che  riguarda  la  nuova programmazione  delle  misure  agro-
  alimentari del PSR, l'attuale livello dei premi delle misure  agro-
  ambientali nonché i ritardati pagamenti previsti nell'ambito  della
  legge  regionale  19  del  2005 per l'applicazione  delle  predette
  misure, non stanno consentendo agli agricoltori di usufruire di uno
  dei  principali  strumenti di integrazione del reddito  individuato
  dai  legislatori comunitari. Pertanto, è quanto mai  opportuna  una
  modifica  al  PSR per consentire agli agricoltori di accedere  agli
  incentivi  previsti per le misure agro-ambientali nella  misura  di
  900 euro per ettaro.
   L'Unione  Europea,  infatti,  con  il  Regolamento  1698/2005  sul
  sostegno  allo  sviluppo  rurale, all'articolo  17  che  stabilisce
  l'equilibrio  finanziario tra gli obiettivi, ha  inteso  dare  agli
  Stati  membri  l'indicazione di considerare  l'Asse  2  prioritario
  nella   distribuzione  delle  risorse  finanziare,   ritenendo   il
  miglioramento dell'ambiente e dello spazio rurale strategico per il
  rilancio  dell'agricoltura. Inoltre, l'allegato al  Regolamento  di
  cui  sopra,  relativo  ai  premi  per  le  misure  agro-ambientali,
  stabilisce 600 euro ad ettaro per le colture annuali e 900 euro  ad
  ettaro  per  le colture perenni specializzate, dando la possibilità
  ai  singoli  Stati  membri  di  maggiorare  tali  importi  in  casi
  eccezionali  e per particolari circostanze debitamente giustificate
  nei programmi di sviluppo rurale.
   Malgrado  ciò,  i  premi  per le misure agro-ambientali  stabilite
  dalla  Regione Sicilia, sono nettamente inferiori a quanto indicato
  nell'allegato,  come  si  evince  dall'allegato  1  al  PSR,  e  la
  metodologia  adottata  dall'Assessorato  all'agricoltura   e   alle
  foreste  per  il  calcolo dei premi per ettaro delle  misure  agro-
  ambientali,  si  basa in parte su dati ufficiali della  contabilità
  RICA ed in parte su valutazioni soggettive.
   Dall'analisi delle tabelle relative alle colture arboree, si  sono
  riscontrate  parecchie discordanze, assolutamente non  giustificate
  da  valutazioni di carattere economico e/o agronomico. Infatti, non
  avendo  seguito  gli estensori delle tabelle un criterio  oggettivo
  per  il  calcolo  dei  premi, si sono ottenuti risultati  in  netto
  contrasto  che  rischiano di penalizzare vite ed ulivo  rispetto  a
  fruttiferi ed agrumi.
   Poiché  le  tabelle  per  il  calcolo  dei  premi  possono  essere
  rimodulate partendo dai costi codificati della contabilità  RICA  e
  seguendo linee di valutazione assolutamente oggettive, si propone a
  questo   Parlamento  di  impegnare  il  Governo  della  Regione   e
  l'Assessore  regionale per l'agricoltura e le foreste ad  attivarsi
  immediatamente per riformulare le tabelle per il calcolo dei  premi
  delle   misure  agro-alimentari,  alla  luce  delle  considerazioni
  precedentemente  evidenziate  e  definire,  con  le   autorità   di
  Bruxelles, il percorso per modificare il PSR 2007/2013 nella  parte
  relativa al calcolo per la definizione dei premi per l'applicazione
  delle  misure  agro-alimentari, nonché predisporre tutti  gli  atti
  necessari per spostare una cifra di circa 100, 150 milioni di  euro
  dall'Asse  1  all'Asse  2 per garantire il pagamento  di  tutte  le
  istanze relative alle misure agro-alimentari.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, preciso che l'onorevole  Apprendi
  ha   usufruito  di  un  tempo  superiore  a  quello  concesso   dal
  Regolamento  per  illustrare  le  singole  mozioni  poiché  ne   ha
  illustrate tre.

   RAGUSA. Chiedo di parlare per illustrare le mozioni numeri  138  e
  156.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in riferimento alla
  mozione  numero 138, vorrei precisare che la  Tuta absoluta'  è  un
  lepidottero che in questi ultimi mesi ha attaccato, in  modo  molto
  forte,  le  colture  ragusane dell'ortofrutta,  soprattutto  quelle
  orticole e protette in serra.
   Tale  parassita  era  stato avvistato l'anno scorso  in  Spagna  e
  quest'anno è comparso in Sardegna e poi in Sicilia e devo dire,  ad
  onor  del  vero - onorevole Assessore - che i nostri produttori  si
  sono  già  organizzati  per  combattere  questo  evento.  Tuttavia,
  sarebbe importante, interessante ed opportuno che lei prendesse  in
  esame questa tematica, perché il danno subito dai nostri produttori
  agricoli è stato immenso, in quanto il prodotto attaccato da questo
  lepidottero non è più commerciabile perché viene macchiato e quindi
  non si può presentare sui banchi del commercio.
   Ma il problema dell'agricoltura non si può fermare solo alla  Tuta
  absoluta'.
   Sono  certo,  onorevole Assessore, che lei avrà già  preso  misure
  importanti per il rilancio di questa agricoltura.
   Ricordo  che nei primi mesi di quest'anno la vita della Sicilia  è
  stata caratterizzata da due argomenti importanti: la sanità, che ha
  intrappolato  l'opinione pubblica per sei-sette mesi, conclusa  poi
  con  la  legge  numero  5  che ha creato, a  mio  modo  di  vedere,
  tantissimi  problemi e anche qualche danno soprattutto nei  piccoli
  ospedali,  e l'altro argomento importante, di rilevanza sociale,  è
  l'agricoltura  siciliana,  che  patisce  in  questo   momento   una
  gravissima crisi economica, finanziaria e sociale.
   L'asse agricoltura in Sicilia va preso subito in considerazione  e
  quindi  curato,  perché non è possibile che,  oggi,  un  produttore
  produca  a 0,50 euro e che la merce arrivi sui banchi del commercio
  a  3 - 4 euro al chilo, perché questo è un danno per chi produce  e
  per chi consuma.
   In III Commissione abbiamo già discusso le diverse opportunità per
  risolvere  la questione e, non ultimo, siamo riusciti a far  venire
  in Commissione i rappresentanti della grande distribuzione. Dal mio
  punto  di vista, onorevole Assessore, lei dovrebbe chiamare proprio
  questi rappresentanti della grande distribuzione per far sì che  il
  prodotto  siciliano venga posto in vendita nelle più grosse  catene
  di distribuzione italiane.
   Sarebbe  un  piccolo mezzo, un sistema per evitare  questa  grande
  crisi   di  attività  commerciale,  in  quanto  oggi  l'agricoltura
  siciliana non patisce solo un problema di crisi agricola  ma  anche
  una crisi legata al commercio.
   Bisogna  iniziare  il  percorso di conoscenza,  di  marketing  dei
  nostri prodotti.
   Non si capisce come mai, per esempio, onorevole Assessore, non  si
  faccia  un acquisto pubblicitario per promuovere i nostri prodotti,
  che  sono  buoni,  sani, vendibili, spendibili, consumabili.  E  la
  invito, mentre parlo, a prendere qualche appunto, in modo tale  che
  domani  mattina possa far allietare le giornate agli  italiani  non
  soltanto con la mela  Melinda' ma anche con i nostri pomodori,  con
  i nostri latticini, con i nostri formaggi, con i nostri prodotti.
   E' risaputo che il nostro latte sia tra i migliori in circolazione
  in  Italia,  ma  non si capisce perché chi produce il  latte  debba
  essere  così  defraudato di un prodotto così  importante,  che  non
  viene  consumato  nel  modo dovuto, che  non  viene  sorbito  dagli
  italiani: c'è bisogno di far capire quanto sia importante il  latte
  siciliano, quanto sia buono.
   Questo vale anche per il grano, che viene commercializzato a  0,16
  centesimi  di  euro  e  che  all'acquisto  ne  costa  0,32,  quindi
  vanificando l'impegno dei nostri produttori di grano, e vale  anche
  per   la   carne  siciliana  che,  pur  se  testata  e  controllata
  adeguatamente,  patisce  l'aggressione delle  carni  di  produzione
  estera.
   Quindi, oggi più che mai, onorevole Assessore, è importante che  i
  nostri  prodotti  abbiano un marchio che li identifichi  a  livello
  nazionale  ed  europeo. E la invito a pensare ad un marchio  per  i
  nostri  prodotti, a creare delle piattaforme importanti in Sicilia,
  affinché  le grosse catene di distribuzione si possano rifornire  e
  possano portare poi i prodotti sui banchi dei commerci.
   E'  indispensabile  che  lei, onorevole Assessore,  inizi  con  la
  pubblicazione dei bandi, perché oggi in assenza di bandi  i  nostri
  produttori agricoli hanno difficoltà a recuperare finanziamenti sul
  territorio.
   Quindici giorni fa, è stato inaugurato il macro distretto  tra  le
  province  di  Ragusa,  Agrigento,  Caltanissetta  e  Siracusa,  che
  prevede  un'integrazione tra queste province  ed  una  formula  che
  penso  e spero possa essere portata in giro per la Sicilia, ma  che
  ha  bisogno  di  finanziamenti. Ecco perché  le  chiedo,  onorevole
  Assessore,  in  raccordo con l'Assessore per  la  cooperazione,  il
  commercio,  l'artigianato  e la pesca,  di  studiare  il  modo  per
  finanziare questi macro distretti.
   E'  importante  che  i debiti dei nostri coltivatori,  dei  nostri
  agricoltori  vengano  dilazionati in vent'anni,  ma  soprattutto  è
  importante  che  la  Regione  si faccia  carico  dei  debiti  degli
  agricoltori siciliani, non solo dando la possibilità di pagarli  in
  vent'anni, ma cancellando dal registro dei debiti, ciò che è  stato
  prodotto dai nostri agricoltori.
   Lei  sa,  onorevole Assessore, che nel momento in  cui  un  nostro
  agricoltore  non  è nelle condizioni di pagare i propri  debiti  la
  Montepaschi  Se.ri.t., con un accanimento particolare,  provvede  a
  bloccare i mezzi che servono per produrre, per costruire.
   E   questo è un argomento di cui deve farsi carico, spiegando alla
  Montepaschi Se.ri.t. che non ci si può accanire su coloro che  oggi
  in  Sicilia producono e, tra la gente che produce, c'è anche chi fa
  agricoltura.
   E  lo  stesso vale anche per le contribuzioni INPS, perchè  non  è
  possibile  che  oggi  un  contributo all'agricoltura  debba  essere
  pagato14,  15  euro  al  giorno.  Bisogna  interagire  con   l'INPS
  nazionale,  bisogna sgravare i contributi INPS, in modo  da  potere
  finalmente   sgravare  le  deficitarie  situazioni  delle   aziende
  agricole siciliane.
   Ho  saputo che sta andando in porto il credito d'imposta, ma anche
  questa  è una piccola risposta. Bisogna pensare ai mancati redditi,
  bisogna  pensare  allo  stato  di crisi  ed  inoltrarlo  presso  la
  Comunità  europea  affinché si possa indurre lo  Stato  italiano  a
  riconoscere lo stato di crisi e non solo sanare le quote latte  del
  Nord.  Bisogna  pensare anche alle quote latte del  Sud  perché  il
  nostro  latte è bianco e forse più buono di quello della  lega  del
  Nord.
   Allora,  onorevole Assessore, abbiamo fatto una legge che  abbiamo
  portato in seno alla finanziaria, l'articolo 16; abbiamo fatto  una
  cosa buona, condivisa da tutta l'Assemblea regionale, che ringrazio
  pubblicamente,  ma  bisogna andare avanti, perché  non  basta  solo
  questa iniezione di fiducia e di economicità per portare avanti  la
  nostra agricoltura.
   Ritengo  che  lei,  onorevole Assessore, debba dare  una  risposta
  importante  all'agricoltura siciliana, perché in questo momento  le
  nostre  famiglie  sono in crisi, le famiglie degli agricoltori  non
  riescono  ad  andare avanti e, se non bastassero le proteste  sulla
  piazza,  ritengo  che questa Assemblea debba fare  cerchio  intorno
  all'agricoltura siciliana perché c'è bisogno che qualcuno gridi che
  c'è bisogno di essere aiutati.
   Ecco perché lancio un grido, un appello importante: non feriamo la
  dignità delle famiglie degli agricoltori siciliani
   C'è  bisogno dell'aiuto dell'Assemblea regionale, che deve  essere
  pronta a votare qualsiasi legge nell'interesse dell'agricoltura, ma
  c'è  bisogno  che il Governo regionale prenda atto, in modo  forte,
  che  la crisi agricola va fermata, perché se si ferma l'agricoltura
  in Sicilia, si ferma l'indotto, si ferma la società siciliana.

   CIMINO,  assessore  per  l'agricoltura e  le  foreste.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,   assessore  per  l'agricoltura  e  le   foreste.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto mi corre l'obbligo  di
  ringraziare   l'Assemblea  regionale  siciliana  per  aver   voluto
  quest'oggi affrontare le tematiche dell'agricoltura siciliana, oggi
  in grande difficoltà economica.
   Devo   dirvi,   avendo   ascoltato  con  attenzione   l'intervento
  dell'onorevole Apprendi ed anche quello dell'onorevole Ragusa,  che
  ha   condensato   l'intervento  anche   sulla   mozione   a   firma
  dell'onorevole  Maira,  che  ho apprezzato  soprattutto,  oltre  la
  dovizia di particolari delle singole richieste di intervento, anche
  una battuta dell'onorevole Ragusa.
   Il  Governo  ha  avuto  un  momento di grande  tensione  per  aver
  autorizzato i fondi per le aree sottoutilizzate, una battaglia  che
  con  attenzione  e  con  grande lavoro in Conferenza  Stato-Regioni
  abbiamo  superato realizzando le condizioni per cui siamo la  prima
  regione  del  Sud ad aver avuto approvato il piano per  le  risorse
  FAS,  così  come l'onorevole Ragusa ha ribadito l'importanza  della
  priorità  che  hanno avuto quest'Assemblea e questo  Governo  nella
  trattazione del tema  sanità'.
   Oggi,  devo  dirvi  che  è il momento di seguire  insieme  l'altra
  grande emergenza, quella dell'agricoltura, un'emergenza che  non  è
  di fatto congiunturale ma strutturale e che necessita di un impegno
  forte   dell'Assemblea  regionale,  del  Governo  ed  anche   delle
  politiche comunitarie.
   Volendo  rispondere tecnicamente alle domande poste  dai  deputati
  firmatari  degli  atti  in discussione devo dire  che,  per  quanto
  concerne  la  mozione  numero  126, il  Regolamento  relativo  alla
  pubblicazione degli articoli 87 ed 88 del trattato CEE sugli  aiuti
  de  minimis nel settore della produzione dei prodotti agricoli,  si
  applica  esclusivamente  al  settore della  produzione  primaria  e
  prevede  l'importo complessivo concedibile ad una medesima  impresa
  attiva nel settore. Mentre il settore della trasformazione e  della
  commercializzazione  dei prodotti agricoli  è  stato  inserito  nel
  campo di applicazione di un Regolamento del 2006.
   Sempre  a  norma  del  predetto Regolamento, l'importo  cumulativo
  degli  aiuti de minimis che l'Italia può corrispondere alle imprese
  del  settore della produzione dei prodotti agricoli nel  corso  dei
  tre  esercizi  fiscali, non deve superare i 320  milioni  di  euro.
  Relativamente a tale plafond complessivo, con decreto  ministeriale
  è  stata  stabilita  la  ripartizione dello  stesso  tra  lo  Stato
  centrale e le singole Regioni con una quota che è stata, di  fatto,
  assegnata  dopo incontri in Conferenza delle Regioni, alla  Regione
  siciliana.
   Tutti   i   documenti  e  gli  atti,  signor  Presidente,  saranno
  consegnati  agli Uffici dell'Assemblea regionale  in  modo  che  si
  possa  avere  contezza delle risposte ufficiali che il  Governo  dà
  all'Aula.
   La   Commissione  Europea,  nella  riunione  del  28  ottobre,  ha
  deliberato la modifica del quadro temporaneo degli aiuti di  Stato,
  consentendo agli Stati membri di dare alle aziende che operano  nel
  settore  della  produzione  primaria dei  prodotti  agricoli  aiuti
  limitati  fino  a 15 mila euro. Per tali aiuti non  sono  previste,
  purtroppo, quote aggiuntive nazionali o regionali, per cui si dovrà
  tenere conto di questo plafond e di questo budget.
   Tuttavia,  il  regime  di  aiuto  dovrà  essere  recepito  con  un
  provvedimento  nazionale  che  dovrà  essere  notificato  in   modo
  unitario  alla  Commissione  Europea,  così  come,  dopo  tutto,  è
  avvenuto  anche  per altre misure. Il Ministro  mi  ha  comunicato,
  nell'incontro  che  abbiamo avuto nei  giorni  scorsi  -  e  lo  ha
  comunicato  anche  ufficialmente  -,  che  i  suoi  Uffici   stanno
  lavorando  su  una  bozza  del  predetto  provvedimento,  che  sarà
  condiviso con il Governo regionale.
   Ad  oggi,  tuttavia,  non  si  è ancora  a  conoscenza  del  testo
  definitivo,  in quanto trattasi di un testo preliminare  che  spero
  proprio nei prossimi giorni, in Conferenza Stato-Regione, di  poter
  conoscere   ed   anche   rappresentare  ai   tavoli   tecnici   che
  l'Assessorato Agricoltura ha attivato insieme alle associazioni  di
  categoria.
   In  riferimento  alla  mozione numero 149,  invece,  che  ha  come
  oggetto  la  mancata attuazione degli articoli dal 16 al  20  della
  finanziaria regionale che questa Assemblea ha deliberato  nei  mesi
  scorsi, l'articolo 17 della legge regionale in argomento recita che
   al  fine  di migliorare l'efficienza economica e produttiva  delle
  aziende  agricole  siciliane, a seguito  delle  avverse  condizioni
  atmosferiche  verificatesi durante l'anno 2008 ed  agli  inizi  del
  2009,  nonché  dell'aggravarsi dell'attuale crisi congiunturale,  è
  concessa  l'agevolazione  consistente nel  concorso  del  pagamento
  degli  interessi  sul tasso di riferimento sui prestiti  agrari  di
  conduzione di durata non superiore a 12 mesi'.
   Come è possibile rilevare dalla lettura del testo, la volontà  del
  legislatore  siciliano  è stata inequivocabile  nell'individuare  i
  soggetti  beneficiari, l'ambito di applicazione e  lo  scopo  della
  agevolazione prevista.
   Da  quanto sopra riportato, appare evidente che la proposta  degli
  onorevoli  firmatari non possa essere accolta in via amministrativa
  con una semplice circolare del Dipartimento, ma ha la necessità  di
  un  approfondimento legislativo, che sarò pronto a  portare in Aula
  per riuscire a modificare, così come predetto.
   Per  quanto  riguarda  i  prestiti agevolati  di  conduzione  alle
  imprese  agricole, così come i prestiti agevolati  per  acconto  ai
  soci,  in  quanto operazione di credito agrario agevolato, potranno
  essere  assistiti dalla garanzia fidejussoria che viene rilasciata,
  mentre non potranno essere assistiti dalla garanzia diretta, poiché
  quest'ultima  è riservata ai finanziamenti bancari  a  medio  ed  a
  lungo termine.
   Per  quanto concerne, invece, la mozione numero 151, come è  noto,
  il    Dipartimento    Interventi    strutturali    dell'Assessorato
  all'agricoltura  ha  redatto la stesura del programma  di  sviluppo
  rurale   relativo  al  Fondo  europeo  agricolo,  approvato   dalla
  decisione della Commissione.
     La  politica  comune  dello  sviluppo  rurale  ha  lo  scopo  di
  accompagnare  ed  integrare le altre politiche  comunitarie  ed  in
  particolare   quelle   relative  allo   sviluppo   sostenibile   ed
  all'obiettivo della gestione del territorio e dell'ambiente con gli
  interventi previsti all'Asse 2, tra cui figurano i pagamenti  agro-
  ambientali  ed  il successivo Regolamento recante  Disposizioni  di
  applicazione  del  successivo  programma',  erogati  nel  piano  di
  sviluppo rurale.
   Secondo  l'articolo  39, i pagamenti agli  agricoltori  che  hanno
  assunto   impegni   agro-alimentari  sono  erogati   soltanto   per
  compensare costi aggiuntivi ed il mancato guadagno.
   L'articolo  53 del Regolamento prevedeva, infatti, che il  calcolo
  contenesse  solamente elementi effettivamente verificabili;  che  i
  calcoli fossero basati su valori assodati tramite opportune perizie
  e che venisse chiaramente indicata anche la fonte dei dati.
   Le       seguenti      procedure      rispettate      puntualmente
  dall'Amministrazione,  verificate  e  certificate  da  un  soggetto
  indipendente,  approvate  con decisione della  Commissione  Europea
  dimostrano,  a mio avviso, che l'attività dell'amministrazione,  in
  tale  ambito, è stata informata a fondamenti tecnici, logici  e  di
  contabilità agraria, nell'attribuzione soprattutto dei calcoli  dei
  premi  agro-alimentari per gli agricoltori siciliani.  Per  effetto
  della  crisi manifestatasi nell'ultimo periodo, sono state  avviate
  dall'amministrazione  regionale procedure per  verificare,  tramite
  l'INEA, la fattibilità di un'eventuale revisione dei margini lordi,
  relativi  alle  diverse  colture, per andare maggiormente  incontro
  alle istanze degli agricoltori siciliani.
   Per  quanto  concerne  la  mozione  numero  138,  nello  specifico
  presentata dall'onorevole Ragusa, la presenza e la diffusione della
  cosiddetta    Tuta  absoluta'  è  stata  costantemente   monitorata
  dall'Assessorato  all'agricoltura che  ha  attivato  una  capillare
  azione  di  divulgazione e di informazione agli operatori  agricoli
  sul  riconoscimento  dei  danni e le  strategie  di  controllo  del
   fitofago'.
   La   divulgazione  è  stata  curata  dall'Osservatorio   regionale
  malattie  delle  piante  di  Acireale, di  concerto  con  le  altre
  istituzioni  facenti  parte del Gruppo  di  lavoro  costituito  per
  questo  serio problema. Molteplici sono stati gli incontri con  gli
  operatori  dell'ortofrutta specializzata,  tecnici,  agricoltori  e
  rivenditori,   organizzati  sia  dagli  enti   locali   che   dalle
  organizzazioni  pubbliche e private miranti  a  fornire  le  giuste
  informazioni  sul  riconoscimento e la biologia  dell'attività  del
  parassita, sui danni arrecati alle colture agrarie e sui  mezzi  di
  prevenzione e controllo.
   Relativamente  alla  eventuale norma regionale  a  sostegno  della
  compensazione dei costi per la prevenzione della fitopatia e  delle
  perdite subite dagli agricoltori è possibile prevedere la stessa in
  conformità all'articolo 10 del Regolamento comunitario 2006.
   Condizione   preliminare  è  l'esistenza  di   un   programma   di
  prevenzione,  controllo ed anche radicalizzazione  della  fitopatia
  nell'ambito  della  quale erogare gli aiuti; questi  aiuti  possono
  prevedere la compensazione fino ad un  massimo del cento per  cento
  dei  costi per la prevenzione, compresi i controlli sanitari, test,
  somministrazione  di prodotti fitosanitari, nel qual  caso  l'aiuto
  può  essere  erogato in natura sotto forma di servizi  e  non  deve
  comportare pagamenti diretti in denaro. Altra operazione importante
  in  tema di compensazione, sempre fino ad un massimo del cento  per
  cento delle perdite subite dagli agricoltori, calcolate in base  al
  valore di mercato della coltura distrutta in base alle disposizioni
  del   programma  di  cui  abbiamo  già  fatto  cenno.  Dall'importo
  dell'aiuto dovranno essere dedotti importi eventualmente  percepiti
  nell'ambito  di regimi assicurativi o costi non sostenuti  a  causa
  della   fitopatia,  ma  che  sarebbero  stati  comunque   sostenuti
  dall'agricoltore.
     I  regimi di aiuti istituiti per compensare i costi e le perdite
  dovute alle fitopatie dovranno essere introdotti entro tre anni dal
  verificarsi delle spese o delle perdite e gli aiuti dovranno essere
  versati entro quattro anni dal verificarsi delle spese effettuate.
   Concludendo,  sulla  mozione presentata dall'onorevole  Maira,  al
  fine  di ridurre le difficoltà creditizie che coinvolgono il  mondo
  agricolo,  il  27  ottobre  2009  è stata  approvata  dalla  Giunta
  regionale  la delibera numero 417, con la quale è stata sancita  la
  crisi  di  mercato  riguardante tutti i  comparti  dell'agricoltura
  siciliana,  al fine di avanzare al Governo nazionale  la  richiesta
  dei  benefici previsti per gli agricoltori dalla normativa che,  di
  fatto,  viene incontro alle crisi di mercato, così come  il  nostro
  contesto siciliano,  in questo momento, sta subendo.
   In  questo caso abbiamo fatto riferimento alla legge numero 71 del
  2005  che  prevede  la  sospensione degli adempimenti  connessi  ai
  versamenti  tributari  e previdenziali, la proroga  delle  cambiali
  agrarie  e, genericamente, l'attivazione di misure di sostegno  per
  le imprese agricole colpite dalla crisi di mercato.
   In  alternativa,  abbiamo voluto sottoporre  anche  altri  dettati
  normativi, affinché il Parlamento nazionale ed il Governo nazionale
  possano affrontare l'emergenza agricola di mercato in Sicilia.
   Inoltre,   si  comunica  che  sono  state  avviate  tutte   quelle
  iniziative che la Cassa regionale per le imprese artigiane  (CRIAS)
  ha,  di  fatto, avuto assegnate da questo Parlamento con  la  legge
  finanziaria, inerenti la concessione di finanziamenti agevolati per
  le  imprese  agricole, sia per la concessione di finanziamenti  che
  per  l'acquisizione di mezzi tecnici ed anche per riuscire  a  dare
  maggiore credito agrario a tasso agevolato.
   Signor   Presidente,    onorevoli  colleghi,   voglio   consegnare
  ufficialmente  all'Assemblea  regionale  siciliana  le  risposte  a
  queste  interrogazioni  ed a queste mozioni  nella  consapevolezza,
  così   come  hanno  ribadito  gli  onorevoli  colleghi,  che   oggi
  l'agricoltura  siciliana  vive un momento  importante,  che  questo
  momento  di  crisi  non  è congiunturale ma  è  strutturale  e  che
  purtroppo  si  tratta di una crisi agricola europea  e  la  Regione
  siciliana  deve potersi fare capofila di un ragionamento importante
  che vede impegnato il Parlamento per dare risposte  concrete, serie
  e  vere  al  mondo degli agricoltori siciliani che aspettano  delle
  risposte  e  che  da  parte  nostra, con  atto  di  responsabilità,
  possiamo sicuramente far rilanciare questa nostra economia che oggi
  più  che mai,  anche con l'attivazione del credito d'imposta, potrà
  di fatto venire incontro anche all'imprese del settore  agricolo.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Bosco ha chiesto congedo  per
  la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Oddo

                          Votazione di mozioni

   PRESIDENTE.   Onorevoli colleghi, pongo in  votazione  la  mozione
  numero  126 «Interventi a sostegno dell'aumento del massimale degli
  aiuti  de  minimis  nel settore dell'agricoltura»,  a  firma  degli
  onorevoli Oddo, Cracolici, Ammatuna, Apprendi, Barbagallo,  Bonomo,
  De  Benedictis,  Di  Benedetto,  Digiacomo,  Di  Guardo,  Donegani,
  Faraone,  Ferrara,  Fiorenza, Galvagno, Gucciardi,  Laccoto,  Lupo,
  Marinello,  Marziano,  Mattarella, Panarello, Panepinto,  Picciolo,
  Raia, Rinaldi, Speziale, Termine e Vitrano. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'agricoltura e le foreste. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvata)

   Pongo in votazione la mozione numero 138 «Interventi  urgenti  per
  affrontare  il problema dei danni alle produzioni orticole  causati
  dal  parassita   Tuta absoluta'», degli onorevoli Ragusa,  Cordaro,
  Dina, Maira e Forzese. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'agricoltura e le foreste. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvata)
   Pongo in votazione la mozione numero 149 «Mancata attuazione degli
  articoli  16,  17,  18,  19 e 20 della legge finanziaria  regionale
  numero  6  del 2009, riguardanti interventi in favore del  comparto
  agricolo»  degli  onorevoli  Oddo, Cracolici,  Apprendi,  Donegani,
  Marinello, Vitrano, Ammatuna, Barbagallo, Bonomo, De Benedictis, Di
  Benedetto,  Di  Guardo,  Digiacomo,  Faraone,  Ferrara,   Fiorenza,
  Galvagno,   Gucciardi,   Laccoto,   Lupo,   Marziano,   Mattarella,
  Panarello, Panepinto, Picciolo, Raia, Rinaldi, Speziale e  Termine.
  Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'agricoltura e le foreste. Favorevole.

   LEONTINI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,    onorevole
  Assessore,   le  mozioni  che  stiamo  approvando  e  che   abbiamo
  esaminato,  dopo averle formulate e presentate, ci  riconducono  in
  modo   organico  al   medesimo  problema  e  rappresentano  aspetti
  parziali  di  un  problema  unico  che  meriterebbe  un  intervento
  legislativo organico.
   Ho ascoltato il Governo sollecitare un'iniziativa parlamentare che
  può  essere   integrata dal Governo affinché un pacchetto di misure
  riguardante  la  crisi  del settore agricolo  venga  immediatamente
  costituito e formulato.
   E'  vero che è stata già attivata la dichiarazione dello stato  di
  crisi  di  mercato e socio-economica ed è vero che questo strumento
  dovrà  incontrare,  da  parte  del Governo  nazionale,  adesione  e
  propria attuazione oltre che accettazione, ma c'è una questione che
  riguarda  l'ultima mozione che lei Presidente ha indicata al  voto:
  in  questo  momento la crisi finanziaria delle imprese  è  talmente
  forte  e  pesante che non soltanto sarà difficile dar vita  ad  una
  prossima  annata  agraria,  ma  tutti  gli  strumenti  che   stiamo
  predisponendo,  compresi quelli che auspichiamo possano  uscire  al
  più  presto e cioè  i bandi comunitari, potrebbero rimanere lettera
  morta   se   non  mettiamo  mano  ad  un  intervento   urgente   di
  ristrutturazione  finanziaria delle imprese  agricole,  soprattutto
  medie  e  piccole,  che non possono avere, in  questo  momento,  la
  possibilità di accedere alla quota di cofinanziamento prevista  dal
  regime comunitario.
   Quindi,  se  escono i bandi e non approntiamo un regime  di  aiuti
  alle   imprese  agricole  che  possa  consentire  alle  stesse   di
  partecipare alla quota di cofinanziamento, di fatto, neutralizziamo
  perfino il  beneficio delle politiche comunitarie e per far  questo
  è  vero  che  gli  articoli,  16, 17 18,  19  e  20  devono  essere
  riproposti  ma  devono esserlo tenendo conto del fatto  che  l'anno
  scorso furono inseriti in finanziaria ma non furono notificati alla
  Comunità europea.
   Bisogna,  pertanto, immediatamente riattivarli e con gli strumenti
  diretti  e  indiretti  o  della  partecipazione  della  Regione  al
  pagamento degli interessi decennali o attraverso un fondo Ismea che
  era  stato  previsto  anche  negli anni scorsi,  consentiremo  alle
  imprese  di  fare  ripartire  il  volume  degli  investimenti   che
  altrimenti sarebbe precluso, perché in  questo momento la  crisi  è
  tale  e  tanta  da non poter utilizzare nemmeno gli  strumenti  che
  dalle   politiche   comunitarie  vengono   proposti   alla   nostra
  produzione agricola.
   Quindi,  è  urgentissima  una legge ed  urgentissima  è  anche  la
  capacità  del Governo,  e tutti dovremmo contribuire a far  questo,
  affinché un investimento  chiaro venga destinato a questa finalità.
  C'è  bisogno  di un investimento preciso  che sia rispondente  alla
  gravità  del problema e che consenta di uscire fuori dal tunnel  di
  una  crisi  che  altrimenti  non ci consentirà  di  attivare  altri
  strumenti che sarebbero parziali ed inefficaci.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, il Governo aveva già espresso  il
  suo parere favorevole.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Pongo  in  votazione  la  mozione numero 150  «Interventi  per  la
  rimodulazione dei premi delle misure agro-ambientali previsti dalla
  misura  numero  214  del piano di sviluppo rurale  (PSR)  2007-2013
  della  Regione siciliana» a firma degli onorevoli Oddo,  Cracolici,
  Apprendi,   Donegani,  Marinello,  Vitrano,  Ammatuna,  Barbagallo,
  Bonomo, De Benedictis, Di Benedetto, Di Guardo, Digiacomo, Faraone,
  Ferrara,  Fiorenza, Galvagno, Gucciardi, Laccoto,  Lupo,  Marziano,
  Mattarella,   Panarello,  Panepinto,  Picciolo,   Raia,    Rinaldi,
  Speziale e Termine.
   Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'agricoltura e le foreste. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvata)

   Pongo  in votazione la mozione numero 156 «Interventi urgenti  per
  scongiurare  la crisi economica del comparto agricolo regionale»  a
  firma   degli  onorevoli Maira, Dina, Lo Giudice, Cintola,  Ragusa,
  Cordaro, Forzese, Gianni, Cascio Salvatore e Ardizzone.
   Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'agricoltura e le foreste. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvata)

      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   ARICO'. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo soltanto
  per  ribadire il fatto che questa mattina si è costituito il Gruppo
  parlamentare  PDL Sicilia'.
   Abbiamo  inviato una nota ufficiale alla sua Presidenza. Pensavamo
  che venisse letta, ma sappiamo che non è arrivata in tempo.
   Ci  teniamo quindi a leggere in Aula il documento ufficiale perché
  rimanga agli atti.
   «Ci  è  gradito  comunicarle  che i sottoscritti  onorevoli  Adamo
  Giulia,   Aricò   Alessandro,  Bufarderci  Giovanbattista,   Cimino
  Michele,  Cristaudo  Giovanni, Currenti   Carmelo,  Gentile  Luigi,
  Greco  Giovanni,  Incardona  Carmelo,  Marinese  Ignazio,  Marrocco
  Livio,  Mineo  Francesco, Nicotra Raffaele, Scammacca  della  Bruca
  Guglielmo  e  Scilla  Antonino,  in  data  3  novembre  2009  hanno
  proceduto, ai sensi dell'articolo 23 del Regolamento Interno,  alla
  costituzione del Gruppo parlamentare  PDL Sicilia', espressione del
  Popolo  delle Libertà presieduto a livello nazionale dall'onorevole
  Silvio   Berlusconi.  Con  successiva  nota  verrà  comunicata   la
  composizione dell'Ufficio di Presidenza del Gruppo medesimo».
   Signor Presidente, da oggi nasce un nuovo Gruppo parlamentare.
   Lascerò agli atti la nota ufficiale che ho appena letto.

   PRESIDENTE.  Onorevole Aricò, la Presidenza si determinerà  a  tal
  proposito, appena sarà in possesso della comunicazione.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Leontini non possiamo aprire un dibattito.
   E' irrituale. La irritualità non ci aiuta.

   MANCUSO. Signor Presidente, il dibattito lo ha aperto lei.

   PRESIDENTE. L'onorevole Aricò ha chiesto, a norma dell'articolo 83
  del Regolamento interno, di fare una comunicazione.
   La Presidenza non può che dargli la parola.
   E'  ovvio che se si apre un dibattito su una comunicazione, si  fa
  una cosa fuori dalle regole.
   Onorevole Leontini, mi affido alla sua saggezza.
   Quindi,  le  do la parola a norma dell'articolo 83 del Regolamento
  interno. In caso contrario il dibattito non potrebbe esserci.

   LEONTINI. Signor Presidente, la ringrazio per  avermi concesso  la
  parola ma è una mozione d'ordine finalizzata a chiarire.
   L'iniziativa  di  un qualsiasi gruppo di colleghi,  finalizzata  a
  costituire  un  nuovo Gruppo, è legittima e rientra  nelle  vicende
  parlamentari  e  politiche  e  nelle conseguenze  della  dialettica
  politica.
   La   costituzione   di   un  Gruppo  che  utilizza   la   medesima
  denominazione e sigla di un Gruppo preesistente  e la riproduce,  è
  assolutamente irregolare, illegittima ed illegale.
   Lo  è  sia  nei confronti dello Statuto del partito,  che  non  lo
  consente,  ma questo in Aula potrebbe non interessare ed  interessa
  altre  sedi,  ma lo è nei confronti del Regolamento parlamentare  e
  lo è nei confronti della legge.
   La  nostra  denominazione  è  la conseguenza  di  un  contrassegno
  elettorale esclusivo ed unico per legge.
   Nel  caso in cui, per esempio, per una fantomatica evenienza,  che
  so non essere fondata ma proprio per comodità di discorso utilizzo,
  se  domani, il Governo dovesse decidere di dimettersi ed avviare la
  procedura  delle elezioni anticipate, la denominazione  del  Gruppo
  non potrebbe essere quella che l'onorevole Aricò ha testé indicato,
  in  quanto il contrassegno elettorale che abbiamo avuto  e  che  dà
  vita  al Gruppo parlamentare e quindi fa conseguire all'espressione
  della  volontà  popolare, la costituzione di un  gruppo  e  di  una
  rappresentanza,   verrebbe  ad  essere  usurpata   ed   utilizzata,
  riprodotta  in  modo  assolutamente illegale, perché  esclusiva  ed
  unitaria.
   E'  chiaro  che questa competenza sarà esercitata da  lei,  signor
  Presidente, nei suoi uffici e ci sarà  anche una Commissione per il
  Regolamento che dovrà intervenire sull'argomento.
   Ho  voluto  utilizzare i minuti che lei mi ha messo gentilmente  a
  disposizione proprio per evidenziare che siamo ovviamente  contrari
  e  porremo in atto  tutte le iniziative finalizzate ad evitare  che
  possa  costituirsi  un  Gruppo  con  questa  denominazione,  perché
  assolutamente irregolare.

   PRESIDENTE.   Onorevoli colleghi, vorrei precisare che per  quanto
  concerne  la  questione che è stata sollevata,  nel  frattempo  che
  l'atto  venga  comunicato  all'Ufficio  di  Presidenza,  si  stanno
  raccogliendo  tutti  gli elementi utili ed indispensabili  per  una
  decisione.
   Dopodiché  è  ovvio  che  ci  saranno  comunicazioni  dei   legali
  rappresentanti dei partiti, ci saranno comunicazioni dei Presidenti
  dei Gruppi, nel caso in specie del Presidente del PDL.
   E'  ovvio  che  non  tralasceremo niente per quanto  concerne  gli
  aspetti sollevati nelle epistole che la Presidenza ha già ricevuto.
   Tenendo  conto  che  ci ispiriamo alla disciplina  del  Senato,  i
  deputati possono stare sereni che la Presidenza deciderà in armonia
  per quanto concerne anche il Consiglio di Presidenza e l'Ufficio di
  Presidenza in senso stretto.
   Per  quanto concerne l'aspetto di sovrapposizione, prenderà spunto
  dalla  giurisprudenza e da quelle che sono le procedure già attuate
  al Senato della Repubblica e alla Camera dei Deputati.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente,  intervengo  soltanto  per   aiutare
  l'azione della Presidenza. Lei ha detto bene, c'è un precedente  in
  Assemblea  di  un  gruppo  che si è scisso,  qualche  anno  fa,  mi
  riferisco  -   lei ha buona memoria -  ai cosiddetti   quarantenni
  all'interno dell'UDC.
   Ritengo,  pertanto, che questa Assemblea si assumerà  la  medesima
  volontà di quella Presidenza.

   SCILLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCILLA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo proprio
  per  rivolgermi  alla  Presidenza essendo  sicuro  che  ci  saranno
  regole,  regolamenti e ci sarà la legge e che questo problema  sarà
  sicuramente  discusso negli appositi uffici;  dato  che  non  c'era
  stato  il  tempo di informare l'Assemblea di un fatto che riteniamo
  importante   nel   nuovo  scenario  politico  si   poteva   evitare
  l'intervento in Aula, ma il collega Aricò così ha voluto.
   Noi  siamo rispettosi delle  regole e dei  regolamenti e  sarà  la
  Presidenza a stabilire se possiamo o meno utilizzare il  nome   PDL
  Sicilia'  che  penso non appartenga ad alcuno ma a  tutti  noi  che
  abbiamo  contribuito, in Sicilia, a portare questo  partito  appena
  nato  ad avere un risultato davvero assolutamente prioritario,  per
  sostenere il governo Lombardo.
   Noi,  sicuramente,  accetteremo il ragionamento della  Presidenza;
  per altre motivazioni regolamentari previste dal nostro Statuto  di
  partito  non è compito dell'Assemblea, ci sono altri problemi,  per
  esempio  il  doppio  coordinatore che per ora regge  le  sorti  del
  partito  in  Sicilia,  ma queste sono cose che  saranno  affrontate
  all'interno del nostro partito.
   Noi teniamo ad avere questo appellativo come  Gruppo parlamentare,
  perché  non  parliamo di un nuovo partito, parliamo  di  un  Gruppo
  parlamentare all'interno dell'Assemblea regionale siciliana  e  per
  noi è fondamentale, rispetto al progetto ed all'iniziativa politica
  che  possiamo  portare  avanti, che ha una  logica  ed  è  il   PDL
  Sicilia',  quindi  sicuramente  è un  elemento  che  la  Presidenza
  valuterà attentamente perché organico alla motivazione per la quale
  è nato questo Gruppo parlamentare.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, come sapete oggi  la  Commissione
   Bilancio   ha esitato per l'Aula il disegno di legge  numeri  239-
  182/A  «Crediti di imposta per nuovi investimenti e per la crescita
  dimensionale   delle  imprese».  Secondo  quanto   previsto   dalla
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, l'Aula esaminerà
  il testo nel corso di questa settimana.
   La  Presidenza propone l'iscrizione all'ordine del giorno  per  la
  seduta di domani, 4 novembre 2009; altresì sottolinea che il regime
  di  aiuti  contenuto nel disegno di legge è stato  già  autorizzato
  dalla competente Commissione dell'Unione Europea.
   Nella  comunicazione che autorizza gli interventi è esplicitamente
  previsto  che ogni modifica con attività emendativa al  regime  già
  autorizzato comporterà la notifica del testo all'Unione Europea per
  la riapertura della procedura autorizzativa.
   La  Presidenza  auspica che nel corso dell'esame  si  tenga  conto
  dell'opportunità di scongiurare tale evenienza e di procedere  alla
  trattazione del testo, ovviamente, senza emendamenti.
   Mi  pare  chiaro,  questo  lo  dico per  sintetizzare,  perché  il
  linguaggio evidentemente era molto tecnico.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a domani,  mercoledì  4
  novembre 2009, alle ore 17.00,  con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Oddo


  I  -Comunicazioni.
  II  - Discussione del disegno di legge:
   -   «Crediti  di imposta per nuovi investimenti e per la  crescita
     dimensionale delle imprese»
     (numeri 239-182/A)

     Relatore: onorevole D'Asero

                   La seduta è tolta alle ore 19.30


   ALLEGATO:

   Risposte  scritte  ad  interrogazioni  -  Rubrica   Agricoltura  e
  Foreste'

   CAPUTO.  -  «Al  Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per
  l'agricoltura e le foreste, premesso che:

   dal     monitoraggio    effettuato    dagli    uffici    regionali
  dell'Assessorato   Agricoltura   e   foreste   emerge    in    modo
  inequivocabile  il  rischio della perdita del posto  di  lavoro  di
  alcuni  lavoratori  dipendenti dei consorzi agrari  che  non  hanno
  potuto  beneficiare di alcune specifiche misure legislative,  quali
  l'articolo  13  della legge regionale numero 36/91 e l'articolo  43
  della legge regionale numero 30/97;

   la  più  recente  normativa regionale sul trasferimento  nell'area
  speciale   RESAIS   S.p.A.  del  personale  dei  consorzi   agrari,
  all'articolo 1 della legge regionale 28 novembre 2002,  numero  21,
  non cita i lavoratori in questione;

   in  conformità a quanto previsto dal comma 6 dell'articolo 5 della
  legge  numero  410/99,  il  comitato  per  il  coordinamento  delle
  iniziative  per  l'occupazione ha predisposto  l'atto  deliberativo
  numero  3985-L  del   6  aprile 2001, che  indica  le  modalità  di
  ricollocazione  dei  lavoratori dipendenti dei consorzi  agrari  in
  servizio  alla data dell'1 gennaio 1997 che, in base  ai  piani  di
  riorganizzazione  aziendale non rientrano  nell'organico  aziendale
  dei consorzi;

   per alcuni consorzi agrari (consorzio agrario di Caltanissetta)  è
  stata  avviata la procedura di cessazione dell'attività  d'impresa,
  ciò comportando il licenziamento dei lavoratori di cui trattasi;

   la  normativa statale sui consorzi agrari recentemente intervenuta
  con il decreto-legge
  numero 181/2006, convertito dalla legge 17 luglio 2006, numero 233,
  appare   applicabile   nella  Regione   siciliana   giusto   parere
  dell'ufficio legislativo protocollo numero 12758/132.07/11;

   per sapere:

   se codesto Assessorato abbia promosso quanto di propria competenza
  in  ordine  all'adozione degli adempimenti  previsti  dalla  citata
  legge numero 410 e dalla delibera del comitato per il coordinamento
  delle iniziative per l'occupazione;

   nei  casi  di  chiusura  definitiva delle attività  o  di  settori
  dell'attività,  se trovi applicazione nei confronti  del  personale
  dei consorzi agrari ancora in servizio presso i consorzi medesimi o
  che  si  trovi nelle condizioni previste dall'articolo 5, comma  6,
  della   legge  28/10/1999,  numero  410,  la  disciplina   di   cui
  all'articolo 2 della legge regionale 28/11/2002, numero 21;

   quali  provvedimenti  intenda  adottare  codesto  Assessorato  per
  scongiurare  il  licenziamento dei dipendenti  ancora  in  servizio
  liquidando consorzi agrari». (125)

   Risposta.  -  «L'interrogazione numero 125, a firma dell'onorevole
  Caputo,   chiede   di   conoscere   gli   adempimenti   discendenti
  dall'osservanza della legge statale numero 296/2006 e  della  legge
  regionale numero 21/2002, adottati da questo Assessorato in  favore
  dei  lavoratori  attualmente in servizio presso i  Consorzi  Agrari
  dell'isola.
   Per    quanto   attiene   all'applicabilità   delle   disposizioni
  discendenti   dalla  legge  numero  296/2006,  che   tra   l'altro,
  ripristina  l'efficacia del comma 6 dell'articolo  5  dell'abrogata
  legge  nazionale  numero  410/1999, si  precisa  che  i  lavoratori
  attualmente  in  servizio presso i Consorzi Agrari dell'isola,  non
  possedendo  il  requisito della mobilità collettiva alla  data  del
  29/09/2006,  non  possono essere beneficiari delle disposizioni  di
  che trattasi.
   Con  specifico riferimento alle disposizioni previste dalla  legge
  regionale  numero 21/02, si rappresenta che questo  Assessorato  di
  concerto con il Dipartimento regionale Industria ha adottato
  i  provvedimenti  previsti dagli articoli 1  e  2  della  legge  in
  argomento  esclusivamente' nei confronti del personale beneficiario
  delle  statuizioni  di  cui all'articolo 12 della  legge  regionale
  numero  36/1991  e  all'articolo 43 della  legge  regionale  numero
  30/1997».

                              L'Assessore
                           (on. avv. Michele
                                Cimino)

   CAPUTO.  -  «Al  Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per
  l'agricoltura e le foreste, premesso che:

   nelle  isole di Pantelleria e di Lipari, da tempo è stata  avviata
  la  coltivazione del cappero, che rappresenta uno dei  prodotto  di
  maggiore qualità del territorio siciliano;

   l'aumento  della concorrenza dei Paesi esteri e le  difficoltà  di
  raccolta e di commercializzazione hanno fatto diminuire l'interesse
  degli agricoltori delle due isole nel continuare a coltivare questo
  prodotto agricolo;

   considerato  che  le  coltivazioni del cappero  rappresentano  una
  delle  realtà agricole più importanti di Pantelleria e di Lipari  e
  che  appare  necessario prevedere un sistema di agevolazione  e  di
  sostegno,  al  fine  di rigenerare l'interesse alla  ripresa  della
  coltivazione del cappero;

   ritenuto altresì che appare opportuno che la Regione siciliana  si
  intesti misure di sostegno;

   per  sapere quali iniziative intendano adottare per consentire  la
  ripresa del settore agricolo e in particolare delle colture tipiche
  dei  capperi,  al  fine di potere rendere tale  attività  non  solo
  competitiva ma anche vantaggiosa». (202)

   Risposta.  -  «Con riferimento all'interrogazione  numero  202,  a
  firma dell'onorevole Caputo, si rappresenta quanto segue.
   Il  cappero  di Pantelleria è un prodotto a indicazione geografica
  protetta  (IGP)  e  pertanto può usufruire dei contributi  previsti
  dalle misure 132 e 133 del PSR Sicilia 2007-2013.
   In particolare la misura 132 prevede aiuti per gli agricoltori che
  partecipano  ad un sistema di qualità alimentare. In  tale  caso  è
  previsto un contributo massimo di 3.000 euro per azienda/ per  anno
  per un periodo di 5 anni per la copertura finanziaria dei costi  di
  certificazione che i produttori sostengono per la partecipazione al
  sistema di qualità cappero di Pantelleria IGP.
   La  misura  133  prevede  invece contributi  per  le  attività  di
  informazione   e   comunicazione  sul  prodotto  IGP   rivolte   ai
  consumatori  ed  agli  operatori, per la  partecipazione  a  fiere,
  workshop  eccetera  e  per  le attività  di  promozione  nei  punti
  vendita.  I  beneficiari  della  misura  sono  i  Consorzi   e   le
  Organizzazioni di produttori che partecipano attivamente ai sistemi
  di qualità.
   Per  quanto  concerne  il  cappero di  Lipari,  non  essendo  tale
  prodotto  riconosciuto  come DOP od IGP dall'U.E.  non  può  essere
  ammesso a beneficiare delle suddette misure, tranne nel caso in cui
  sia certificato come prodotto biologico.
   Analogamente al cappero di Pantelleria IGP anche altri prodotti di
  qualità  ottenuti nelle due isole (Moscato e Passito di Pantelleria
  DOC  e  Malvasia delle Lipari DOC) possono beneficiare delle misure
  suddette».

                              L'Assessore
                           (on. avv. Michele
                                Cimino)

   CAPUTO.  -  «Al  Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per
  l'agricoltura e le foreste,

   premesso che:

   le  palme  secolari  installate in  piazza  Guglielmo,  in  piazza
  Vittorio  Emanuele, nella villa comunale e negli  spazi  verdi  del
  centro  storico e delle periferie di Monreale sono state  infestate
  dal  «Rhynchophorus ferrugineus», il cosiddetto  punteruolo  rosso,
  che sta determinando la moria di questi giganteschi arbusti;

   per  quel  che  è dato a sapere, l'amministrazione comunale  si  è
  attivata  per  cercare  di  trovare  una  soluzione  finalizzata  a
  salvaguardare le splendide piante monrealesi;

   al fine di evitare un danno grave all'immagine della città, queste
  palme rappresentano una cornice architettonica ineliminabile per la
  cittadina normanna;

   per  sapere quali iniziative intendano adottare per salvare queste
  palme   da   un'infestazione  che  ne  determinerebbe   la   sicura
  estinzione». (205)

   Risposta.  -  «Con  riferimento  all'atto  ispettivo  numero   205
  dell'onorevole  Caputo, si comunica che con Decreto  dell'Assessore
  dell'Agricoltura e delle Foreste numero 294 del 6  marzo  2007,  la
  Regione  Siciliana  ha  intrapreso una  serie  di  azioni  volte  a
  contrastare  la  diffusione  e  l'infestazione  del   Rhynchophorus
  ferrugineus  meglio noto con il termine di Punteruolo  Rosso  delle
  palme, con precise disposizioni a carico di Comuni, enti pubblici e
  privati proprietari di giardini domestici, vivaisti, importatori ed
  altri soggetti interessati.
   L'azione   della   Regione  Siciliana  si  avvale   del   Servizio
  fitosanitario  regionale  SFR,  che  opera  attraverso   l'attività
  operativa di due Osservatori per le malattie delle piante (U.O.  53
  e  54) e dell'Azienda Foreste Demaniale preposta alla catalogazione
  ed  all'abbattimento delle piante colpite, se non  esistono  metodi
  alternativi  per  il  risanamento, individuate  nei  monitoraggi  e
  attraverso le segnalazioni dei cittadini.
   Il  Servizio fitosanitario regionale, in ottemperanza  al  decreto
  assessoriale   di  cui  sopra  e  nel  rispetto  dei  provvedimenti
  comunitari e nazionali (decisione numero 2007/365/CE del 27.05.2007
  e    decreto    ministeriale   del   9.11.2007),    ha    proceduto
  all'individuazione dei focolai, delle aree contaminate e delle aree
  indenni,  svolgendo un intensa attività di divulgazione indirizzata
  ai  comuni  ed  altri  Enti  pubblici e privati  per  informare  la
  cittadinanza sulla pericolosità del parassita e sui metodi di lotta
  e prevenzione.
   Per  quanto  riguarda  il Comune di Monreale,  dal  29/11/2007  al
  18/12/2008  l'Azienda Regionale Foreste Demaniali ha già  abbattuto
  30  palme  infestate da punteruolo rosso, allo scopo  di  prevenire
  possibili danni a cose e persone.
   Riguardo  alle possibili iniziative di salvaguardia del patrimonio
  palmicolo  del comune di Monreale, purtroppo bisogna ribadire  che,
  allo  stato  attuale,  non  esistono  rimedi  efficaci  contro   il
  punteruolo  rosso se non l'abbattimento e la distruzione  immediata
  delle  palme  infestate allo scopo di evitarne il più possibile  la
  diffusione.
   Infatti,  i trattamenti fitosanitari di sicura efficacia prevedono
  l'impiego  di  principi attivi non autorizzati in ambienti  urbani.
  Proprio  allo  scopo  di trovare rimedi applicabili  in  tutti  gli
  ambienti,  l'Assessorato Regionale dell'Agricoltura ha promosso  un
  progetto  di  ricerca e sperimentazione denominato   Fitopalmintro
  che vede coinvolti le Università di Palermo e Catania, il CRA e  il
  Servizio Fitosanitario Regionale».

                              L'Assessore
                           (on. avv. Michele
                                Cimino)

   PANEPINTO. - «All'Assessore per l'agricoltura e foreste,  premesso
  che  in  poche  ore,  nella giornata di martedì  13  gennaio  2009,
  un'intensa  ondata  di  maltempo  ha  investito  la  provincia   di
  Agrigento  devastandone  una  larga  zona,  dalla  fascia  costiera
  all'interno  dei monti Sicani, con notevoli danni alle attrezzature
  e  alle  colture agricole, in particolare nei comparti agricoli  di
  Favara, Palma di Montechiaro e Naro;

   ritenuto, quindi, necessario un pronto intervento a sostegno delle
  aziende  agricole  colpite, sia per l'emergenza  sia  per  una  più
  attenta e sollecita rilevazione dei danni;

   per sapere:

   quali  iniziative e quali risorse si stanno mettendo in campo  per
  rispondere   alle  esigenze  della  provincia  di   Agrigento,   in
  coordinamento  con  i  comuni  e le  associazioni  sindacali  e  di
  categoria;

   in  quale misura l'ispettorato agrario di Agrigento viene messo in
  condizione  di operare con tempestività in una situazione  di  tale
  emergenza». (323)

   Risposta. - «In applicazione della normativa sui danni al comparto
  agricolo   da   avversità  atmosferiche  e/o   calamità   naturali,
  l'Ispettorato   Provinciale  dell'Agricoltura  di   Agrigento,   ha
  trasmesso un primo rapporto informativo con relativa scheda tecnica
  per  quanto concerne le piogge alluvionali e i venti impetuosi  che
  hanno interessato il territorio provinciale a partire dal 1.01.2009
  e sino al 13 febbraio 2009.
   Da  un primo esame del rapporto informativo, si evince chiaramente
  che  gli eventi avversi hanno arrecato danni alle produzioni e alle
  strutture  aziendali compresi tra il 15 e il  70  per  cento  della
  produzione lorda vendibile ordinaria. Si è nella attesa,  ad  oggi,
  della    definitiva    proposta   di   delimitazione    da    parte
  dell'Ispettorato   provinciale   dell'agricoltura   di   Agrigento,
  affinché  venga trasmessa alla Giunta regionale per  la  prescritta
  deliberazione  e  successivamente  al  competente  Ministero  delle
  Politiche Agricole, Alimentari e Forestali per l'eventuale  decreto
  di declaratoria».

                              L'Assessore
                           (on. avv. Michele
                                Cimino)

   ODDO. - «All'Assessore per l'agricoltura e foreste,

   premesso che:

   in  data  10 aprile 2008 venne pubblicato sulla GURS 17  il  bando
  relativo  alla  misura 214/1 ed in particolare  l'azione  214/1b  -
  agricoltura biologica;

   il   bando  per  questa  misura  è  relativo  all'elargizione   di
  contributi  per  ettaro  a favore degli imprenditori  agricoli  che
  decidono   di  coltivare  applicando  le  tecniche  di  agricoltura
  biologica;

   il  termine di presentazione telematica all'ente pagatore AGEA era
  il  15  maggio 2008 e che tale data era prevista anche per  l'invio
  della   documentazione  cartacea  all'ente   sopra   menzionato   e
  all'Assessorato tramite gli ispettorati provinciali;

   successivamente   sono  state  disposte  tre   proroghe   per   la
  presentazione delle domande sino al
  17  luglio  2008  anche in relazione a problemi per  l'invio  delle
  domande telematiche;

   dopo  lo spirare dei termini per la presentazione delle domande  è
  emerso  un  grave  problema  di  interpretazione  da  parte   degli
  ispettorati provinciali che, per le province di Trapani e Siracusa,
  hanno ritenuto non corrette le domande per le quali le notifiche  e
  la variazioni di notifiche
  di  produzione biologica cartacee e documentali erano  state  fatte
  nei termini previsti dalle proroghe
  e non entro il 15 maggio 2008;

   tutti  gli  altri ispettorati provinciali (7 su 9) hanno  ritenuto
  tali  domande  ricevibili,  generando una  grave  disparità  per  i
  presentatori delle province di Trapani e Siracusa;

   il  bando  prevedeva la sola necessità del preventivo invio  della
  documentazione  e  della domanda cartacea al  momento  dell'inoltro
  della   domanda  telematica,  per  cui  i  presentatori  che  hanno
  effettuato le notifiche nei termini delle proroghe hanno rispettato
  tale previsione;

   conseguentemente è necessario un intervento immediato al  fine  di
  evitare  le gravi disparità di trattamento derivanti dalla  diversa
  interpretazione  degli ispettorati in ordine  alla  validità  delle
  domande  presentate  con  invio della documentazione  cartacea  nei
  termini previsti dalle proroghe;

   per  sapere  se  intenda intervenire, al fine di rendere  omogenea
  l'interpretazione  degli  ispettorati provinciali  in  ordine  alla
  correttezza e ricevibilità delle domande di partecipazione al bando
  relativo  alla misura 214/1 ed in particolare all'azione  214/1b  -
  agricoltura  biologica,  per le quali le notifiche  cartacee  e  le
  variazioni  delle  stesse siano state fatte  nei  termini  previsti
  dalle  proroghe e non entro il 15 maggio 2008, al fine  di  evitare
  disparità  di  trattamento  tra quanti hanno  presentato  istanza».
  (361)

   Risposta.  -  «Come  è noto, in applicazione  del  regolamento  CE
  numero  1698  del  20 settembre 2005, l'Assessorato  Agricoltura  e
  Foreste - Dipartimento Interventi Strutturali, Amministrazione - ha
  pubblicato nella G.U.R.S. numero 17 del 18 aprile 2008 il  bando  e
  ad  esso  allegato  le disposizioni attuative  del  bando,  per  la
  presentazione  delle domande di aiuto per tutte le azioni  relative
  alla sottomisura 214/1 del P.S.R. Sicilia 2007-2013.
   L'articolo 3 del predetto bando ed il punto 3.1 delle disposizioni
  attuative  pronunciavano distintamente che i  richiedenti  dovevano
  presentare  entro  il  termine perentorio del  15  maggio  2008  la
  domanda d'aiuto informatica utilizzando il portale SIAN ed entro  i
  successivi   25   giorni  dovevano  far  pervenire  all'Ispettorato
  provinciale  dell'agricoltura la domanda  cartacea  completa  della
  documentazione richiesta, con la specifica indicazione inoltre  che
  non  sarebbero state accettate le domande di aiuto presentate oltre
  i   termini  fissati  dall'Amministrazione,  sia  per  le   domande
  presentate per via telematica che quelle cartacee.
   E'  importante  rilevare  che  per  poter  beneficiare  dell'aiuto
  previsto  dall'azione 214/1b, l'imprenditore agricolo  doveva  aver
  presentato  la  notifica  di  attività  di  produzione  con  metodo
  biologico  in data antecedente alla presentazione della domanda  di
  aiuto  agro-ambientale, dunque entro il 15 maggio 2008, dimostrando
  il  rispetto  di  tale adempimento temporale  con  la  copia  della
  ricevuta    postale   di   trasmissione   della   prima    notifica
  dell'attestato di assoggettamento allo scrivente Assessorato.
   Successivamente,  con  tre note pubblicate  anche  sulla  Gazzetta
  Ufficiale  della  Regione  siciliana,  il  Dipartimento  Interventi
  Infrastrutturali, su richiesta delle Organizzazioni professionali e
  dei  CAA,  ha  prorogato  la scadenza per  la  presentazione  della
  documentazione,   (compresa   la   domanda   cartacea)    per    la
  partecipazione  al  bando, inizialmente al  13  giugno,  poi  al  4
  luglio,  ed  infine  perentoriamente al 17 luglio  2008,  lasciando
  invariata a1 15 maggio 2008  la scadenza per la presentazione delle
  domande relative ai nuovi impegni.
   Pertanto,  persiste  il  termine  del  15  maggio  2008   per   la
  presentazione  telematica della domanda di  aiuto  e  dunque  entro
  questo  stesso termine, il richiedente avrebbe dovuto  assoggettare
  la   propria   azienda   al  metodo  di  produzione   biologico   e
  successivamente presentare insieme alla documentazione, l'attestato
  di assoggettamento o in deroga la ricevuta della trasmissione della
  prima  notifica,  effettuata  entro  il  15  maggio,  pena  la  non
  ricevibilità dell'istanza.
   Le  successive  proroghe  fino  al 17  luglio  2008,  riguardavano
  esclusivamente la presentazione della copia cartacea della  domanda
  e  l'integrazione documentale, incluso la notifica  all'Assessorato
  Agricoltura  e  Foreste  dell'attività di  produzione  con  rnetodo
  biologico, avuto luogo in data antecedente il 15 maggio c.a.».

                              L'Assessore
                           (on. avv. Michele
                                Cimino)

   ODDO. - «All'Assessore per l'agricoltura e le foreste,

   premesso che:

   nella  GURS numero 42 del 12 settembre 2008 è stato pubblicato  un
  bando  pubblico nell'ambito del POR Sicilia 2000/2006, misura 4.06,
  «al  fine  di  creare un parco aggiuntivo di interventi  con  spese
  rendicontabili nel P.O.R Sicilia 2000/06»;

   la  dotazione finanziaria del bando è pari a 45 mila  migliaia  di
  euro;

   tale   somma,  recita  il  bando,  può  essere  incrementata   con
  «eventuali   risorse   finanziarie   che   si   dovessero   rendere
  disponibili»;

   la  modalità  di presentazione prescelta, al fine  di  snellire  i
  tempi,  è  stata quella della presentazione a sportello utilizzando
  gli uffici postali presenti in tutta la Regione siciliana;

   tale  bando si è reso necessario perché la Regione siciliana,  non
  avendo  sufficienti progetti cantierabili entro la data di scadenza
  per  la rendicontazione delle spese effettuate nell'ambito del  POR
  Sicilia 2000/2006, rischia di restituire all'Unione europea diversi
  milioni di euro della precedente programmazione;

   la  mattina  del  13  ottobre  2008, primo  giorno  utile  per  la
  presentazione delle richieste di finanziamento, circa 4.000  utenti
  hanno  invaso gli uffici postali della Regione, esaurendo nel  giro
  di 4/5 minuti la dotazione finanziaria disponibile;

   purtroppo  in  parecchi uffici postali vi sono stati  disguidi  di
  diversa  natura,  che  hanno comportato ritardi  nell'inizio  delle
  operazioni  di  spedizione  delle  raccomandate,  per  cui  diversi
  utenti,   malgrado  si  trovassero  in  fila  anche   dalla   notte
  precedente, si sono visti esclusi dai finanziamenti;

   questa evidente disparità di trattamento sta comportando una serie
  di ricorsi con il rischio di vedere affossato l'intero bando;

   l'esiguità  dei  tempi  a disposizione per  la  realizzazione  dei
  progetti   ha  comportato  che  la  stragrande  maggioranza   delle
  richieste  sia  rivolta  all'acquisto di  macchine  e  attrezzature
  agricole;

   la  somma  totale  dei  progetti presentati ammonta  a  circa  300
  milioni di euro;

   l'incremento   della   copertura  finanziaria   del   bando   sino
  all'inclusione  di tutte le domande presentate non  comporta  alcun
  problema normativo e sotto il profilo finanziario consentirebbe  di
  migliorare  i  livelli  di  spesa  del  POR  Sicilia  2000/2006  in
  relazione   al  quale  ad  oggi  si  rischia  di  dover  restituire
  all'Unione europea oltre un miliardo di euro;

   pertanto, un simile intervento non è solo auspicabile per  evitare
  disparità di trattamento tra i presentatori ed inutili contenziosi,
  ma   anche   estremamente  opportuno  al  fine  di  consentire   il
  raggiungimento dei livelli di utilizzazione delle risorse  del  POR
  Sicilia 2000/2006;

   per   sapere   se   non  ritenga  opportuno  ed  utile   procedere
  all'incremento  della  dotazione finanziaria del  bando  pubblicato
  sulla  GURS  numero  42 del 12 settembre 2008 nell'ambito  del  POR
  Sicilia  2000/2006,  misura  4.06,  al  fine  di  creare  un  parco
  aggiuntivo  di  interventi  con  spese  rendicontabili,  portandone
  l'entità a 300 milioni di euro, onde consentire il finanziamento di
  tutte le domande regolarmente presentate». (374)

   Risposta.   -  «Con  riferimento  all'interrogazione  numero   374
  dell'onorevole Oddo si rappresenta quanto segue.
   Sulla  GURS  numero  42 del 12/09/08 è stato pubblicato  il  bando
  pubblico  per  l'attuazione degli interventi previsti della  Misura
  4.06   del  POR  Sicilia  2000/2006  «Investimenti  aziendali   per
  l'irrobustimento delle filiere agricola e zootecnica» - azioni 1, 2
  e 4.
   La  domanda di partecipazione al suddetto bando è stata presentata
  agli  Ispettorati  provinciali agricoltura,  a  mezzo  raccomandata
  postale  A/R con ricevuta di ritorno, a partire dalle ore 8:00  del
  trentesimo giorno successivo alla pubblicazione dello stesso bando.
   Tale  modalità  di  presentazione  dell'istanza,  considerata   la
  particolarità del bando  A sportello',
  è  stata  ritenuta la più idonea al fine di assicurare il principio
  della par condicio tra i
  soggetti partecipanti.
   Le   domande  pervenute  con  modalità  diverse  da  quanto  sopra
  specificato  e/o spedite prima del termine prescritto dal  presente
  bando  sono  state  considerate  irricevibili'  ed  automaticamente
  escluse,   salvo  eventuali  valutazioni  sulla  regolarità   della
  spedizione effettuate dalla Amministrazione in presenza  di  valide
  giustificazioni da parte dei richiedenti.
   Per  il  finanziamento dei progetti sono state  impegnate  risorse
  aggiuntive   liberate' e assegnate all'Assessorato dell'agricoltura
  e delle foreste dalla Giunta regionale con deliberazione n. 155 del
  25  giugno  2008, attribuite specificamente al bando  in  argomento
  dall'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste.
   L'ammontare delle suddette risorse finanziarie pubbliche è pari  a
  45.000.000,00  di  euro è sono state ripartite tra  i  nove  Uffici
  provinciali competenti del Dipartimento.
   In  conseguenza  dell'elevato numero di istanze  pervenute  (circa
  4.200),  l'Assessorato al fine di dare riscontro alle richieste  di
  finanziamento  da  parte degli imprenditori agricoli  ha  assegnato
  agli Ispettorati provinciali agricoltura, proporzionalmente al loro
  fabbisogno progettuale, ulteriori risorse finanziarie, pari a  euro
    32.100.000,00.
   Ulteriori risorse, circa 20.000.000,00 di euro, saranno assegnate,
  con  la  stessa  modalità  di  riparto,  agli  Ispettorati  per  il
  finanziamento dei progetti ritenuti ammissibili.
   Con  queste ulteriori risorse alcuni Ispettorati (CL, CT, ME,  SR)
  riusciranno a finanziare quasi tutti i progetti ammissibili.
   Il  fabbisogno  di  risorse  aggiuntive  per  finanziare  tutti  i
  progetti  si  attesta a circa 40.000.000,00 di euro, ma considerato
  che  si  registrano molte rinunce da parte delle Ditte beneficiarie
  il suddetto importo è destinato ridursi.
   L'impegno  dell'Assessorato Agricoltura  e  Foreste  è  quello  di
  individuare le necessarie risorse da destinare per il finanziamento
  di tutte le domande regolarmente presentate.
   Nel  corso  della  realizzazione del  POR  2000/20006  sono  state
  riscontrate alcune criticità sintetizzate nei seguenti punti:
   1)   numerose   revoche  per  rinuncia  da   parte   delle   Ditte
  beneficiarie;
   2) archiviazioni dei progetti da parte degli Uffici istruttori per
  carenza di documentazione;
   3)  slittamento  dei  termini per la definizione  dei  progetti  a
  seguito   delle  richieste  di  proroghe  presentate  dalle   Ditte
  beneficiarie;
   4) ritardi nell'acquisizione dei pareri ed autorizzazioni da parte
  degli  Uffici competenti (Genio civile, Comuni, Autorità ambientali
  eccetera).
   Tuttavia,   nonostante   le  difficoltà  riscontrate   nel   corso
  dell'attuazione dei vari bandi, si ritiene che l'attività espletata
  nell'ambito della Misura 4.06 risulti coerente con i dati  previsti
  dal   Programma  operativo  regionale  considerato  lo   stato   di
  avanzamento finanziario ad oggi conseguito».

                              L'Assessore
                           (on. avv. Michele
                                Cimino)

   ODDO.  -  «All'Assessore per l'agricoltura e le foreste,

   premesso che:

   in  data  13  febbraio  2009  è stato pubblicato,  nella  Gazzetta
  ufficiale  della Regione siciliana numero 7, il bando della  misura
  133  del  PSR  Sicilia  2007/2013 'sostegno  alle  associazioni  di
  produttori   per  attività  di  informazione  e  promozione   delle
  produzioni agricole di qualità';

   tale  bando  ha una dotazione finanziaria di 15 milioni  di  euro,
  pari  al  50  per cento dell'intera assegnazione che la misura  133
  dispone per tutto il periodo di programmazione;

   il  comparto vitivinicolo rischia di essere fortemente penalizzato
  da   tale  bando  in  quanto  solo  una  irrilevante  quota   della
  vitivinicoltura   siciliana   può   accedere   ai   benefici,    in
  considerazione  che solo i pochissimi consorzi di tutela  esistenti
  hanno i requisiti per accedere alle risorse per la promozione;

   risulta  incomprensibile come nel bando venga  individuata  tra  i
  sistemi  di  qualità  riconosciuti  nel  comparto  vitivinicolo  la
  denominazione  IGT (indicazione geografica tipica) Sicilia  che  lo
  stesso  Assessorato ritiene ormai superata e non  rispondente  alle
  esigenze  della viticoltura regionale, prova ne è il fatto  che  lo
  stesso  Assessorato ha organizzato, per il giorno 4 marzo 2009,  un
  convegno dal titolo inequivocabile:  DOC Sicilia: punto di partenza
  per una strategia di rilancio del settore vitivinicolo regionale';

   per sapere:

   se  non  ritenga  ragionevole sospendere  il  segmento  del  bando
  relativo  alla IGT Sicilia per il settore vitivinicolo, considerato
  che  la  strategia  di  rilancio del  settore  passa,  sicuramente,
  attraverso la DOC Sicilia (denominazione di origine controllata);

   se  non  ritenga  opportuno  ed utile  destinare  un  terzo  delle
  risorse,  previste dal bando di che trattasi, per  finanziarne  uno
  specifico per la DOC Sicilia». (463)

   Risposta.  -  «Con riferimento all'interrogazione  numero  463,  a
  firma dell'onorevole Oddo,
  si rappresenta quanto segue.
   La   misura   133   del  PSR  Sicilia  2007-2013  (Sostegno   alle
  associazioni   di  produttori  per  attività  di   informazione   e
  promozione  delle produzioni agricole di qualità) ha come  finalità
  quella di valorizzare i prodotti agroalimentari di qualità ottenuti
  in  Sicilia; promuovere l'immagine nei confronti dei consumatori  e
  degli  operatori  economici dei prodotti  ottenuti  nell'ambito  di
  sistemi  di  qualità,  in  particolare in termini  di  specificità,
  caratteristiche  nutrizionali, sicurezza dei metodi  di  produzione
  rispettosi    dell'ambiente,    sistemi    di    etichettatura    e
  rintracciabilità; diffondere conoscenze scientifiche e tecniche sui
  prodotti di qualità, favorendo l'integrazione di filiera.
   Fra  i  prodotti di qualità riconosciuti ed elencati sulla tabella
  numero 1 dello stesso bando sono annoverati i vini DOCG, DOC e  IGT
  i  quali sono riconosciuti come prodotti di qualità dalle normative
  vigenti  (Reg.  CE  numero  1493/99,  Legge  164/92)  e  come  tali
  considerati  ai fini della partecipazione all'aiuto proposto  dalla
  misura  di  che trattasi. Pertanto, relativamente all'accessibilità
  al  bando,  si  può  affermare che la partecipazione  del  vino  di
  qualità  prodotto  in Sicilia ad azioni di promozione  sul  mercato
  interno (UE) sia non solo pertinente agli scopi essenziali previsti
  dalla misura, essendo la stessa rivolta alla promozione di tutti  i
  marchi  territoriali dei vini (DOCG, DOC e IGT), ma anche di grande
  rilancio  del settore e di notevole sostegno e incentivazione  alla
  partecipazione   dei   produttori  a  tali  sistemi   di   qualità,
  partecipazione  il  cui  sostegno  economico  è  anche   supportato
  dall'attivazione della misura 132 e dal relativo bando di  prossima
  pubblicazione.
   Fra l'altro, limitare le risorse del bando esclusivamente alle DOC
  esistenti, significherebbe comunque limitare l'accesso all'aiuto al
  solo 4 per cento della produzione regionale.
   Per  quanto concerne la DOC Sicilia, non appena sarà approvata  la
  denominazione  dal competente Ministero per le Politiche  agricole,
  sarà  cura  dell'Assessorato  richiedere  alla  Commissione  UE  la
  modifica della scheda della misura 133 relativamente all'elenco dei
  prodotti  di  qualità  ammessi  a fruire  del  regime  di  sostegno
  previsto».

                              L'Assessore
                           (on. avv. Michele
                                Cimino)

   MINARDO. - «All'Assessore per l'agricoltura e le foreste,

   premesso che:

   in  data  5  febbraio è stato pubblicato sulla Gazzetta  ufficiale
  della Repubblica italiana numero 29 il decreto-legge numero 4 del 5
  febbraio  2009, relativo a misure urgenti in materia di  produzione
  lattiera e rateizzazione del debito nel settore lattiero-caseario e
  che  fissa  i  criteri per la distribuzione delle quote  e  per  la
  rateizzazione delle multe dovute allo splafonamento;

   dal decreto-legge si evince chiaramente che la distribuzione delle
  nuove   quote  assegnate  dalla  Comunità  europea  sarà  ripartita
  prioritariamente alle aziende che hanno splafonato nella produzione
  2007-2008, ai produttori che hanno avuto tagliata la quota B e agli
  affittuari.
  Al  comma  2  dell'articolo 1 del decreto-legge  è  inserito,  dopo
  l'articolo 10 della legge numero 119 del 30 maggio 2003, l'articolo
  10 bis, assegnazione quote latte;

   si  tratta  di  un  criterio inaccettabile,  quello  previsto  nel
  decreto, perché penalizzante nei confronti degli allevatori che  in
  questi  anni hanno investito e rispettato le regole e, come sempre,
  la  Sicilia  risulta ancora una volta mortificata da  provvedimenti
  che  non  risolvono affatto gli annosi problemi  del  settore,  non
  garantendo  prospettive future. E' un provvedimento che  garantisce
  chi  non  ha  rispettato  le regole di produrre  all'interno  della
  propria quota;

   il  decreto-legge del Ministro Zaia va a snaturare la legge numero
  119 con provvedimenti mirati
  a  sanare  chi  ha  splafonato  negli  anni  2007-2008,  escludendo
  totalmente  la  Sicilia  da assegnazioni di  nuove  quote,  con  la
  mortificazione di 1.576 aziende siciliane titolari di  quote  latte
  che  hanno rispettato le regole previste dalla legge numero 119 del
  2003.  E'  un provvedimento inaccettabile che segna la morte  della
  zootecnia  siciliana  che  tanto fatica  ad  uscire  da  una  crisi
  generale  che  ha  colpito il comparto in modo non  indifferente  e
  preoccupante;

   considerato che le nuove assegnazioni della Comunità europea  sono
  840  mila  tonnellate  di latte da ripartire in  tutte  le  regioni
  d'Italia  in  base  alle  quote storiche  assegnate  ed  esistenti;
  pertanto,  alla Sicilia, titolare di 200 mila tonnellate  di  quote
  assegnate, spettano circa 15.400 tonnellate di nuove quote;

   ritenuto  che  bisogna  dare garanzie  alle  oltre  1.500  aziende
  siciliane titolari di quote, che hanno rispettato le regole  e  che
  faticosamente hanno investito nel corso degli anni;

   per sapere se l'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste
  intenda intervenire nella prossima Conferenza Stato-Regioni per far
  rispettare  il principio ed il criterio di equa distribuzione  alle
  singole  Regioni delle nuove quote assegnate dalla Comunità europea
  alla riserva nazionale,
  in  proporzione alle quote esistenti riferite agli anni  2007-2008.
  Conseguentemente,  alla Sicilia, titolare di 200  mila  tonnellate,
  spettano  circa  15.400  tonnellate  dalle  nuove  assegnazioni   a
  garanzia  di chi ha rispettato le regole di produrre non  oltre  la
  quota assegnata e, quindi, di chi non
  ha splafonato». (396)

   Risposta.    -   «In   merito   all'interrogazione   numero    396
  dell'onorevole   Minardo,   si   comunica   che   il    Commissario
  Straordinario, nominato ai sensi dell'art. 8 quinquies del  decreto
  legge  5  febbraio 2009 numero 4 recante  Misure urgenti in materia
  di  produzione  lattiera  e rateizzazione del  debito  nel  settore
  lattiero-caseario , ha già provveduto all'assegnazione delle  quote
  latte in argomento e che le stesse sono state inserite nel registro
  pubblico delle quote in data 18/05/2009 a cura di Agrisian».

                              L'Assessore
                           (on. avv. Michele
                                Cimino)

   BARBAGALLO  -  AMMATUNA  - GALVAGNO - LUPO.-«Al  Presidente  della
  Regione,

   premesso che:

   i Consorzi di bonifica sono persone giuridiche di diritto pubblico
  che  svolgono  attività economica nel settore delle opere  irrigue,
  idrauliche  e  di  scolo  e  sono  soggetti  alla  vigilanza  e  al
  coordinamento dell'Assessorato Agricoltura e foreste;

   aderiscono  al  consorzio  tutti  i  proprietari  di  immobili  di
  qualsiasi natura ricadenti nel comprensorio di bonifica;

   ai  sensi  della  legge regionale numero 45 del 1995,  sono  stati
  costituiti in Sicilia 11 consorzi, uno per provincia più quelli  di
  Caltagirone e Gela;

   tali  enti  gestiscono 16 sistemi irrigui collettivi e  provvedono
  alla  manutenzione  e  alla  vigilanza  delle  opere  pubbliche  di
  bonifica;

   considerato che:

   le  criticità  rilevabili nella gestione e nel  ruolo  svolto  dai
  consorzi sono numerose e ormai croniche;

   nel  bilancio della Regione i consorzi gravano per 60  milioni  di
  euro,  dei quali 40 milioni sono utilizzati a copertura del 95  per
  cento  delle spese di gestione ordinaria (sedi, personale  a  tempo
  indeterminato,   attrezzature),  10   milioni   per   le   garanzie
  occupazionali  a  favore del personale a tempo determinato  di  cui
  alla  legge  regionale numero 4 del 2006 (924  operai)  e  oltre  8
  milioni  per  il  personale  di cui all'articolo  110  della  legge
  regionale numero 17 del 2004 (213 impiegati);

   9  milioni  di  euro  sono stanziati per l'ammortamento  di  mutui
  contratti dai consorzi disciolti dalla riforma operata dalla  legge
  regionale  numero 45 del 1995, che ha portato da 26 a 11 il  numero
  degli enti;

   tali  ingenti risorse imporrebbero ai consorzi la garanzia  di  un
  servizio efficiente e adeguato per l'agricoltura;

   la  legge regionale numero 45 del 1995 ha disposto che la gestione
  dei consorzi spetta al presidente e al consiglio di amministrazione
  eletto  dall'assemblea  dei  consorziati,  suddivisi  in  fasce  in
  ragione dell'onere contributivo;

   gli  organi di amministrazione ordinaria, tuttavia, non  sono  mai
  stati  eletti: dal 1995, i consorzi sono affidati al governo di  un
  amministratore  provvisorio,  il  quale  avrebbe  dovuto  convocare
  l'assemblea dei consorziati entro 4 mesi dalla nomina;

   l'elezione  non  è mai avvenuta perché non sono  stati  redatti  i
  piani di classifica per il riparto della contribuenza in tre fasce,
  determinata in base agli ettari posseduti;

   degli 11 consorzi, soltanto quello di Agrigento sta completando la
  redazione del piano di classifica;

   l'articolo  33 della legge regionale numero 2 del 2007, istitutivo
  dell'Autorità  per  la  vigilanza e il controllo  dei  consorzi  di
  bonifica,  ha  trasferito all'Assessorato regionale  Agricoltura  e
  foreste  la  competenza all'elaborazione dei piani di classifica  e
  stabilito il termine di 120 giorni per tale adempimento;

   è  ipotizzabile  che tale termine non possa essere  rispettato  e,
  pertanto, l'avvio della gestione ordinaria nel governo dei consorzi
  appare quanto mai lontana;

   soltanto  il  consorzio di Caltagirone è dotato del  collegio  dei
  revisori dei conti;

   la  perdurante assenza degli organi istituzionali costituisce  una
  vera  e  propria  emergenza poiché non consente ai  consorziati  la
  partecipazione  democratica voluta dalla legge e facilita  pratiche
  amministrative non trasparenti;

   ritenuto che:

   i  servizi gestiti dai consorzi sono sostanzialmente ridotti  alla
  distribuzione dell'acqua per fini irrigui, poiché del tutto carente
  è l'attività di manutenzione su opere di bonifica o di sistemazione
  idraulica;

   a  causa  di  ciò,  l'efficienza della rete distributiva  è  molto
  bassa;

   si  registrano, infatti, perdite rilevanti di acqua a causa  dello
  stato  di  conservazione dei canali, per  lo  più  a  pelo  libero,
  tecniche  di  irrigazione obsolete, assenza di monitoraggio  quali-
  quantitativo della risorsa idrica o di azioni mirate alla riduzione
  dei consumi;

   a  causa  dell'assenza  dei  piani di classifica,  i  consorzi  di
  bonifica sono stati autorizzati con legge regionale numero  19  del
  2005 ad emettere ruoli provvisori di contribuenza per sostenere  le
  spese di funzionamento non coperte dal contributo regionale;

   in   tal   modo  vengono  scaricati  sui  consorziati  costi   non
  commisurati ai servizi realmente forniti agli utenti; il pagamento,
  peraltro,  viene richiesto sulla base delle superfici, dimenticando
  colture e reddito del terreno;

   la   gestione   finanziaria   dei  consorzi   registra   disavanzi
  consistenti:  su 11 consorzi soltanto 4 non presentano  deficit  di
  bilancio;

   appare  eclatante il caso del consorzio di Palermo il cui  deficit
  per il 2005 è pari a 5 milioni
  e 900 mila euro;

   il  consorzio di Caltanissetta registra perdite per oltre 100 mila
  euro, così come Caltagirone, quello di Enna per 48.865 euro, quello
  di Catania per 30 mila, quello di Siracusa per 15.235,24 euro;

   il  disavanzo non si spiega considerato che la Regione copre il 95
  per  cento delle spese ordinarie e il costo del personale  a  tempo
  determinato;

   considerato, ancora, che:

   i  consorzi  di bonifica sono stati utilizzati nel  tempo  per  il
  collocamento  di  personale, reclutato a  prescindere  dalle  reali
  esigenze istituzionali degli enti;

   numerose leggi hanno consentito forme di stabilizzazione di operai
  precari  che avevano prestato la loro opera in favore dei  consorzi
  anche per brevissimo tempo;

   l'organico   complessivo   è,   pertanto,   sovradimensionato    e
  distribuito in modo incongruo nei vari consorzi;

   il  personale di ruolo consta di 1.181 unità, contro le previsioni
  del piano di organizzazione variabile (POV) che contempla un totale
  di  1.500 unità: stando ai POV, pertanto, ci sarebbe una carenza di
  personale di circa 400 persone;

   il  personale  precario,  al quale sono state  accordate  garanzie
  occupazionali o proroghe dei contratti con varie leggi,  ammonta  a
  1.200  unità,  924  delle  quali appartengono  alla  categoria  dei
  cosiddetti 151nisti, 101nisti e 51nisti;

   il  numero  complessivo è di quasi 2.400 persone  in  servizio,  a
  vario titolo;

   è  palese  la  funzione di ammortizzatore sociale  svolta  per  il
  tramite   dei   consorzi  anche  in  virtù   della   non   omogenea
  distribuzione  di  tale personale: vi sono consorzi  nei  quali  la
  presenza di operai è massiccia;

   è  il  caso  del consorzio di bonifica 8 di Ragusa nel quale  sono
  presenti  287 operai, mentre a Caltanissetta, viceversa, sono  solo
  3;

   ritenuto, infine, che:

   l'esigenza di procedere alla riforma del settore si fa sempre  più
  pressante  ed  è  ormai indifferibile per garantire,  da  un  lato,
  servizi  efficienti al mondo agricolo e, dall'altro, lo snellimento
  della  macchina  amministrativa regionale  e  la  razionalizzazione
  delle risorse pubbliche;

   il  servizio complessivamente fornito dai consorzi non è, infatti,
  adeguato  all'importanza delle competenze assegnate  e  non  appare
  conforme alle esigenze di una moderna agricoltura;

   i   costi   eccessivi,  l'assenza  di  gestione  democratica,   la
  situazione  debitoria e l'incredibile mole di personale (due  terzi
  in  più  rispetto alla media nazionale) rendono tali enti un unicum
  nel panorama dei consorzi italiani;

   con   l'ordine  del  giorno  numero  20  approvato  dall'Assemblea
  regionale  siciliana  nella seduta numero 16 del  18  ottobre  2006
  «Approvazione  del  DPEF  per gli anni 2007-2011»,  si  impegna  il
  Governo  della  Regione a procedere alla riforma  dei  consorzi  di
  bonifica;

   per sapere:

   quali  iniziative siano state intraprese in base a quanto previsto
  dalla legge numero 31/2008;

   come  si  intenda  procedere al fine della  ricognizione  puntuale
  della situazione finanziaria e gestionale di ogni singolo consorzio
  al  fine  di verificare la reale utilità di questi enti all'interno
  dell'amministrazione regionale, stabilendo la loro  soppressione  o
  il loro rilancio». (409)

   Risposta.  - «Con riferimento all'interrogazione numero 409  degli
  onorevoli Barbagallo ed altri, si rappresenta quanto segue.
   Come  è  noto, la Conferenza Stato-Regioni ha approvato  il  testo
  contenente i criteri per l'attuazione dell'articolo 27 del  Decreto
  legge numero 248/2207, convertito in legge numero 31/2008.
   Al  riguardo, l'Assessorato Agricoltura e Foreste sta  elaborando,
  con  l'ausilio di un'apposita Commissione costituita con D.D.G. 445
  del  20/05/2009, una proposta legislativa di riordino dei  Consorzi
  di  bonifica  che  tenga  conto degli attuali  orientamenti  e  che
  risponda alle esigenze del Territorio.
   In  tale  proposta,  viene  confermata la  polivalenza  funzionale
  dell'azione   della   bonifica  sul  territorio   con   particolare
  riferimento alla conservazione e difesa del suolo, alla provvista e
  gestione   delle   acque,   alla  valorizzazione   e   salvaguardia
  dell'ambiente.
   In  relazione  all'assetto territoriale dei  comprensori  é  stata
  elaborata  un'ipotesi  di  delimitazione  dei  nuovi  Consorzi   di
  Bonifica   sulla base di unità idrografiche ed idrauliche omogenee'
  tenendo  contro  dell'esigenza di garantire  dimensioni  gestionali
  idonee  ad  assicurare  la funzionalità operativa,  economicità  di
  gestione ed adeguata partecipazione dei consorziati.
   I   Consorzi  di  bonifica  vengono  definiti  persone  giuridiche
  pubbliche a struttura associativa, espressione del principio  della
  sussidiarietà  di  autogoverno  che  operano  secondo  criteri   di
  efficienza, efficacia, trasparenza ed economicità nel rispetto  dei
  documenti di programmazione regionale.
   Viene  confermato il potere in positivo dei Consorzi, riconoscendo
  che le spese per l'esercizio, la manutenzione delle opere pubbliche
  di  bonifica e di irrigazione, non coperte da contributo regionale,
  sono  a carico dei proprietari consorziati, i cui immobili traggono
  beneficio dalle azioni dei Consorzi. Le spese sono definite in sede
  di  bilancio  e  sono  ripartite  dai  consorziati  proprietari  di
  immobili,  che  traggono beneficio secondo i  criteri  fissati  dai
  piani di classifica dei territori.
   La  predizione dei Piani di classifica risulta essere in una  fase
  avanzata.
   E' intendimento:
   a)  rivedere  i  P.O.V. commisurando la consistenza  numerica  del
  personale  consortile  ed  i  relativi  profili  professionali,  ai
  compiti  e  alle  funzioni  da svolgere non  che  all'ampiezza  dei
  comprensori;
   b)  provvedere alla stabilizzazione del personale con contratto di
  lavoro   a   tempo   determinato,  assunto  previa   autorizzazione
  assessoriale  ai sensi dell'articolo 3 della legge regionale  76/95
  allo  scopo  anche,  di  eliminare  le  conflittualità  in  essere,
  determinate da contrasti applicativi ed interpretativi  riferiti  a
  norme contrattuali collettive nonché a disposizioni legislative;
   c)  subentrare  nei  rapporti attivi e passivi  dei  Consorzi  dei
  Bonifica  soppressi,  atteso che non è  ipotizzabile  una  gestione
  ordinaria che possa assumere obbligazioni pregresse.
   In   merito  all'attuale  gestione  economica  finanziaria  si  fa
  presente   che   la   situazione  debitoria  dei  Consorzi   deriva
  soprattutto  dai  contenziosi  trasferiti  dai  consorzi  soppressi
  giusto articolo 24 della legge regionale 45/1995.
   Pertanto,  per  superare  tale  situazione  dovuta  soprattutto  a
  contenziosi  con  le imprese esecutrici di lavori (dighe,  condotte
  irrigue,  sistemazioni  idrauliche),  dovrà  farsi  ricorso  ad  un
  finanziamento   speciale  dell'Amministrazione  Regionale,   previa
  verifica  della  possibilità di vendita del patrimonio  immobiliare
  ove esistente».

                              L'Assessore
                           (on. avv. Michele
                                Cimino)

   DONEGANI.  -  «Al  Presidente della Regione  e  all'Assessore  per
  l'agricoltura e le foreste,

   premesso che:

   venerdì  6  marzo 2009 un violentissimo nubifragio si è  abbattuto
  nell'area  compresa nel territorio di Gela e Niscemi, sfregiando  e
  demolendo colture pregiate sia in campo aperto, sia sotto serra;

   considerato  che il devastante scenario dovuto alla tromba  d'aria
  ha  messo  in  ginocchio  per l'ennesima  volta  l'intero  comparto
  agricolo insistente in quest'area della provincia nissena;

   tenuto  conto che nel comparto agricolo di Gela e Niscemi operano,
  con  moderne  tecnologie,  migliaia di addetti  specializzati  alla
  produzione  di colture pregiate sotto serra (ortaggi)  e  in  campo
  aperto (carciofeti);

   rilevato  che,  nel  frattempo, lo stato  di  crisi  del  comparto
  agricolo,  in  Sicilia,  è  pesantemente pervaso  da  una  politica
  nazionale lontana dagli interessi degli agricoltori siciliani per:

   1) non avere rifinanziato nel triennio gli sgravi contributivi;

   2)  non  essere  riusciti ad eliminare le  accise  sui  carburanti
  agricoli;

   3)  non  avere ridotto l'imposta dell'IVA sull'acquisto dei  mezzi
  meccanici necessari alla produzione;

   4)  non avere agevolato l'accesso al credito con la proroga  delle
  cambiali agrarie, anche a seguito di un mercato ristagnato a  causa
  della crisi finanziaria congiunturale;

   per sapere:

   se,  alla  luce  di quanto sopra esposto, siano a  conoscenza  dei
  reali  danni subiti dagli agricoltori nisseni a causa della  tromba
  d'aria abbattutasi nelle aree suindicate;

   se,  stante  la preoccupante e drammatica situazione determinatasi
  nel  territorio  di  Gela  e  Niscemi, non  ritengano  opportuno  e
  necessario attivare la procedura di riconoscimento dello  stato  di
  calamità;

   quali  iniziative  infine intendano adottare  per  risollevare  un
  comparto  quale  quello  agricolo in Sicilia  per  evitare  che  la
  sordità dell'azione di governo non diventi l'ultima e irreversibile
  calamità per gli agricoltori siciliani». (492)

   Risposta.  -   «Con  riferimento  all'interrogazione  numero   492
  dell'onorevole  Donegani, si comunica che l'Unità Operativa  numero
  187, Condotta Agraria di Gela, ha redatto una relazione per i danni
  causati dai  Forti venti del 5 e 6 marzo 2009 nei territori di Gela
  e  Niscemi'  (così  definiti dal SIAN con  nota  numero  27535  del
  18/03/2009).
   Trattandosi di eventi rientranti tra quelli contemplati nel  Piano
  Assicurativo Agricolo 2008, per
  i quali viene disposto che per l'anno 2009 continuano ad applicarsi
  le  disposizioni  contenute nel Piano Assicurativo  Agricolo  2008,
  tali danni non sono oggetto di aiuto compensativo».

                              L'Assessore
                           (on. avv. Michele
                                Cimino)

   PANEPINTO   -   APPRENDI.  -  «Al  Presidente  della   Regione   e
  all'Assessore per l'agricoltura
  e le foreste,

   premesso che:

   il  settore  agroalimentare siciliano rappresenta uno dei  settori
  trainanti dell'economia siciliana.
  Le  elaborazioni ISTAT degli ultimi anni stimano che la  produzione
  del  settore primario siciliano si attesta su un valore pari a poco
  più di 4 miliardi di euro correnti;

   le  aziende agricole siciliane, nonostante l'importanza economica,
  rischiano la chiusura.
  Su  230  mila  imprese,  sono ben oltre 35 mila  quelle  a  rischio
  chiusura nel 2009, per un totale
  di circa 3 milioni di giornate lavorative in meno e un taglio di 30
  mila posti di lavoro;

   l'agricoltura siciliana necessita, al fine di evitare il tracollo,
  di immediati interventi
  di    innovazione   e   ricambio   generazionale    della    classe
  imprenditoriale;

   il  Piano  di  sviluppo  rurale (PSR - Sicilia)  prevede  ben  2,1
  miliardi    di    euro   per    l'ammodernamento   aziendale,    la
  diversificazione  delle attività, la tutela  dell'ambiente  ed   il
  miglioramento della qualità della vita rurale;

   considerato che:

   finito il sogno dell'economia di carta, fondata sulle speculazioni
  finanziarie, il mondo torna
  a  dare  peso alla economia fatta di cose vere e concrete.  C'è  un
  riconoscimento  nuovo  per  l'attività  agricola  e  l'imprenditore
  agricolo.  L'agricoltura può, dunque, dare un contributo essenziale
  alla ripresa dell'economia ed allo sviluppo socio-ambientale;

   gli  imprenditori agricoli sono pronti ad accettare la sfida della
  globalizzazione,  ritornare ad essere protagonisti  ed  ammodernare
  l'offerta produttiva delle aziende agricole e vincere la sfida  del
  cambiamento;

   visto che:

   ad  oggi solo una piccolissima parte dei fondi previsti dal  nuovo
  Piano  di  sviluppo rurale sono stati impegnati e che, rispetto  ad
  altre  regioni virtuose, la Sicilia è molto in ritardo nella  spesa
  delle somme previste;

   dopo  già  diversi rinvii, vi è il paventato rischio di  ulteriori
  ritardi nella pubblicazione dei bandi necessari per l'accesso  alle
  agevolazioni per l'agricoltura previsti dalle misure del PSR;

   per sapere:

   se e quando verranno pubblicati i bandi relativi a tutte le misure
  previste dal PSR;

   se i bandi saranno chiari e semplici nell'applicazione, al fine di
  evitare diversità

  interpretative». (565)

   Risposta.  - «Con riferimento all'interrogazione numero 565  degli
  onorevoli  Panepinto  e  Apprendi,  si comunica  che  lo  stato  di
  attuazione  dei  bandi  delle misure del PSR  -  Sicilia  è  quello
  riportato nel prospetto che segue:

               Descrizione                 Stato della Misura
     Bando  misura  214/1   Pagamenti Profilatura Misura e Bando  e
     agro-ambientali     Metodi    di attivazione; Bando pubblicato
     gestione  dell'azienda  agricola il 18/04/2008;
     ecosostenibili                   graduatorie   approvate   con
                                     decreto del giugno 2009
                                      Profilatura Misura e Bando  e
     Bando  misura  133  Attività  di attivazione;            Bando
     informazione e promozione        pubblicato il 13/02/2009;
                                      caricamento        check-list
                                      domanda;
                                      caricamento        check-list
                                     istruttoria;
                                     Bando chiuso;
                                     pubblicazione         elenchi
                                     provvisori
     Bando    misura   125/A    125/B Profilatura Misura e Bando  e
      Miglioramento    e    creazione attivazione; Bando pubblicato
     delle   infrastrutture  connesse il   15/05/2009  con   metodo
     allo  sviluppo e all'adeguamento  stop  and go  sino al luglio
     dell'agricoltura               e 2011;
     silvicoltura
     A)       viabilità       rurale, caricamento        check-list
     internazionale e consortile;     domanda;
     B) opere secondarie di           caricamento        check-list
     adduzione e distribuzione delle  istruttoria
     risorse idriche ad uso irriguo
     Manifestazione   di    Interesse Bando      pubblicato      il
     Misura   413    Attuazione    di 29/05/2009;
     strategie  di  sviluppo  locale  scadenza 20/08/2009
     (Selezione GAL)
     Bando         misura         121 Profilatura Misura e Bando  e
      Ammodernamento  delle   aziende attivazione; Bando pubblicato
     agricole                         il 19/06/2009;
                                     caricamento        check-list
                                     domanda;
                                     caricamento        check-list
                                     istruttoria
     Bando  misura  124  Cooperazione Profilatura Misura e Bando  e
     per   lo   sviluppo   di   nuovi attivazione; Bando pubblicato
     prodotti,  processi e tecnologie il 26/05/2009;
     nei  settori agricolo alimentare caricamento        check-list
     e in quello forestale            domanda;
                                     caricamento        check-list
                                     istruttoria
     Bando         misura         132 Profilatura Misura e Bando  e
      Partecipazione            degli attivazione; Bando pubblicato
     agricoltori   ai   sistemi    di il 17/07/2009;
     qualità alimentare
     Bando        misura        216/A Profilatura           Misura.
      Investimenti non produttivi  in Disposizioni       specifiche
     aziende  agricole   Adozione  di inviate alla Corte dei conti
     metodi di produzione agricola  e
     di   gestione   del   territorio
     sostenibili
     Manifestazione       d'interesse Effettuati    incontri    con
     misura   341   Acquisizione   di Organizzazioni  di  categoria
     competenze   e   animazione   in ed             Organizzazioni
     vista    dell'elaborazione     e professionali  per  discutere
     dell'attuazione di strategie  di le    Disposizioni  attuative
     sviluppo locale                  specifiche della misura
     Bando   311/A   Diversificazione Predisposte      disposizioni
     verso   attività  non  agricole  specifiche;
     Agriturismo                      Pubblicazione 31/08/2009
     Bando   311/B   Diversificazione Proposta di Modifica PSR
     verso   attività  non  agricole
     Produzione di energia  da  fonti
     rinnovabili
     Bando  misura  214/1   Pagamenti Bando  definito da pubblicare
     agro-ambientali     Metodi    di entro il 30/09/2009
     gestione  dell'azienda  agricola
     ecosostenibili
     Bando  misura  112  Insediamento Attivabile   come   pacchetto
     di giovani agricoltori           giovani.
                                     Da    definire   criteri   di
                                     selezione    del    Pacchetto
                                     Giovani
     Bando    misura    221     Primo Predisposte      disposizioni
     imboschimento     di     terreni specifiche;
     agricoli                         Pubblicazione 01/10/2009
     Bando    misura    223     Primo Predisposte      disposizioni
     imboschimento  di superfici  non specifiche;
     agricole                         Pubblicazione 01/10/2009
     Bando   311/C   Diversificazione Predisposte      disposizioni
     verso   attività  non  agricole  specifiche;
     Altre forme di diversificazione  Proposta di Modifica PSR
     Bando      misura     216      B Pubblicazione 31/10/2009
      Investimenti  non    produttivi
     in aziende agricole
     Investimenti    aziendali    per
     altri  obiettivi agro-ambientali
     e  per  la valorizzazione  delle
     aree  per  pubblica utilità  per
     la pubblica fruizione.
     Bando  misura 126  Recupero  del Pubblicazione 31/10/2009
     potenziale     di     produzione
     agricola     danneggiato      da
     disastri       naturali        e
     introduzione     di     adeguati
     strumenti di prevenzione
     Bando  misura 123  Accrescimento Predisposte      disposizioni
     del    valore    dei    prodotti specifiche;
     agricoli e forestali             Pubblicazione 31/12/2009

                              L'Assessore
                           (on. avv. Michele
                                Cimino)

   VINCIULLO.  -  «Al  Presidente della Regione e  all'Assessore  per
  l'agricoltura e le foreste,

   premesso che:

   il  Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali con
  proprio decreto del 18 febbraio 2009, pubblicato sulla GURI  numero
  53   del  18/04/2009,  ha  stabilito  interventi  in  favore  degli
  agricoltori siracusani colpiti dalle gelate del febbraio 2008;

   le   istanze   per  ottenere  i  benefici  del  suddetto   decreto
  ministeriale     dovevano     essere    presentate     direttamente
  all'Ispettorato provinciale dell'agricoltura di Siracusa  entro  il
  17 aprile 2009 e, per raccomandata, entro il 18 aprile 2009;

   tenuto  conto  che  molti  agricoltori siracusani  sono  venuti  a
  conoscenza   in  ritardo  del  suddetto  decreto  ministeriale   e,
  nonostante  abbiano  tutti i requisiti per potere  usufruire  degli
  interventi  stabiliti  dal  Ministero  delle  politiche   agricole,
  alimentari  e  forestali, non possono presentare la  documentazione
  necessaria a causa della scadenza dei termini previsti;

   per sapere se non ritengano assolutamente necessario intraprendere
  opportune iniziative a livello nazionale per prorogare di 30 giorni
  i termini di scadenza per la presentazione dell'istanza atta
  ad  usufruire degli interventi di sostegno previsti dal decreto del
  Ministro  delle politiche agricole, alimentari e forestali  del  18
  febbraio 2009, al fine di consentire a tutti gli agricoltori
  siracusani, danneggiati dalle gelate del febbraio 2008,  di  potere
  accedere agli aiuti stabiliti
  dal decreto citato». (568)

   Risposta.   -  «Con  riferimento  all'interrogazione  numero   568
  dell'onorevole Vinciullo si rappresenta quanto segue.
   Le  gelate che si sono verificate in provincia di Siracusa dal  16
  al  19 febbraio 2008 sono state dichiarate eccezionali, con Decreto
  18 febbraio 2009, dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari
  e  Forestali ai sensi del Decreto Legislativo 29 marzo 2004  numero
  102  recentemente modificato dal Decreto Legislativo 18 aprile 2008
  numero 82.
   Tale  decreto è stato pubblicato nella G.U.R.I. numero  53  del  5
  marzo   2009   e   non   il   18  aprile  2009,   come   dichiarato
  dall'interrogante  e  pertanto, il termine dei  45  giorni  per  la
  presentazione delle
  istanze  finalizzate  ad  ottenere i  benefici  di  legge  previste
  dall'articolo  5, comma 5, del Decreto Legislativo  29  marzo  2004
  numero  102,  decorre dalla data di pubblicazione  del  decreto  di
  declaratoria nella G.U.R.I. (5 marzo 2009).
   Tale   termine  che  per  norma  è  perentorio,  non  può   essere
  modificato».

                              L'Assessore
                           (on. avv. Michele
                                Cimino)

   VINCIULLO.  -  «Al  Presidente della Regione e  all'Assessore  per
  l'agricoltura e le foreste,

   premesso che:

   l'articolo  1  della legge 286 del 1961 imponeva  che  le  bevande
  analcoliche  il  cui gusto ed aroma fondamentale  deriva  dal  loro
  contenuto di essenze di agrumi, o di paste aromatizzanti di agrumi,
  non possono essere colorate se non contengono anche succo di agrumi
  in misura non inferiore al 12 per cento;

   il  Senato della Repubblica ha recentemente recepito una direttiva
  UE  che,  di  fatto,  abroga  l'articolo  1  della  legge  de  qua,
  consentendo  di  produrre bevande analcoliche al sapore  di  agrumi
  senza che vi sia traccia di succo naturale;

   è  evidente che i limiti imposti dalla normativa italiana,  i  più
  rigidi  al  mondo  in tema di sicurezza e tutela  dei  consumatori,
  hanno  dato  fastidio ai grossi centri di potere che gestiscono  le
  multinazionali nel settore alimentare. Solo così si può spiegare il
  senso illogico di una normativa europea che, di fatto, taglia fuori
  dal  ciclo  produttivo delle bevande analcoliche  i  produttori  di
  agrumi  i quali, guarda caso, provengono quasi tutti dalla Sicilia.
  Infatti, su 120 milioni di chili di arance prodotte annualmente  in
  Italia,  il  75 per cento provengono dalla Sicilia con  un  impegno
  produttivo, in termini di lavoro, di circa 30.000 addetti;

   considerato  che, nonostante le rassicurazioni del  Ministro  Zaia
  sulla  sua intenzione di non far recepire dalla Camera dei Deputati
  questa  disposizione della Comunità europea, nel settore regna  una
  grande   preoccupazione   dato   che   questa   direttiva   europea
  assesterebbe   un  ulteriore  colpo  alla  già  precaria   economia
  siciliana legata alla produzione agrumicola;

   per sapere:

   se  non  ritengano  urgente ed improcrastinabile  intervenire  con
  vigore  presso  le  Autorità  nazionali  al  fine  di  evitare   il
  recepimento della direttiva europea che abroga l'articolo  1  della
  legge 286 del 1961;

   se  non ritengano opportuno intraprendere azioni, anche legali,  a
  sostegno  del diritto, non solo dei produttori, ma soprattutto  dei
  consumatori   che,  da  oggi,  solo  dal  colore  sarebbero   nelle
  condizioni di comprendere che cosa stanno bevendo, dal momento  che
  il succo naturale di arance diventerebbe un optional». (580)

   Risposta.   -  «Con  l'interrogazione  numero  580  dell'onorevole
  Vinciullo  si  chiede al Presidente della Regione  e  all'Assessore
  all'Agricoltura  di  intervenire presso le autorità  nazionali  per
  evitare   il   recepimento  della  direttiva  europea  che   abroga
  l'articolo 1 della legge numero 286 del 1961 e che consentirebbe di
  produrre bevande analcoliche al sapore di agrumi senza che  vi  sia
  traccia di succo naturale.
   Il  Ministro  per l'agricoltura Luca Zaia ha pubblicato  nel  sito
  ufficiale  del  MIPAAF  diversi comunicati relativi  all'argomento,
  condividendo le preoccupazioni dei produttori.
   Il  9  giugno 2009, nella 47a seduta, la 14a Commissione politiche
  europee  della  Camera  dei  Deputati  ha  approvato  l'emendamento
  soppressivo,   all'interno  del  disegno  di   legge   comunitario,
  dell'articolo  21  che abrogava la legge numero 286  del  3  aprile
  1961,  riguardante il requisito minimo di percentuale  del  12  per
  cento di succo di arancia per produrre aranciata.
   Il  7  luglio  2009,  la Camera dei deputati ed  il  Senato  della
  Repubblica   hanno  approvato  la  legge  comunitaria   numero   88
  «Disposizioni    per    l'adempimento   di    obblighi    derivanti
  dall'appartenenza  dell'Italia  alle  Comunità  europee»  che   non
  contiene  l'articolo  soppressivo relativo al requisito  minimo  di
  succo di arancia nelle aranciate».

                              L'Assessore
                           (on. avv. Michele
                                Cimino)

   DI GUARDO. - «Al Presidente della Regione,

   premesso che:

   il  comparto agricolo sta attraversando una grave crisi  economica
  con conseguenze sociali e ambientali dovute all'ulteriore abbandono
  delle campagne e alla perdita di posti di lavoro;

   la  preposizione  ad  Assessore regionale per l'agricoltura  e  le
  foreste del prof. Giovanni La Via è stata accolta positivamente  da
  tanti  agricoltori,  in  quanto è largamente  riconosciuta  la  sua
  profonda conoscenza delle problematiche del settore;

   ciò  nonostante,  le attese sono state deluse da una  politica  di
  annunzi  piuttosto  che  da una concreta  opera  di  soluzione  dei
  problemi;

   considerata la martellante campagna pubblicitaria avviata su  base
  locale (e non nazionale) e incentrata sulla figura dell'Assessore e
  sui  tanti  progetti annunziati, piuttosto che  per  comunicare  la
  risoluzione  degli  innumerevoli  gravi  problemi  dell'agricoltura
  siciliana;

   rilevato  l'acquisto  a pagamento di intere pagine  di  quotidiani
  locali corredate da numerose foto e interviste dell'Assessore e  la
  giornaliera presenza del professore La Via sulle numerose emittenti
  locali  con  servizi e interviste, con alle spalle  il  logo  della
  Regione siciliana;

   per  sapere  se  non  ritenga più utile, invece  di  pubblicizzare
  l'immagine  dell'Assessore (forse finalizzata  ad  una  candidatura
  alle  prossime  elezioni per il Parlamento europeo), finanziare  le
  innumerevoli pratiche di credito agrario agevolato dal 2001 al 2007
  e dare una boccata di ossigeno alla disastrata condizione economica
  degli agricoltori siciliani». (582)

   Risposta. - «Si comunica il riparto delle assegnazioni finanziarie
  operate dal Dipartimento Interventi Strutturali, relativamente alle
  pratiche di credito agrario riferite all'annualità 2001 -  2007  ed
  alle   tipologie  d'intervento  previste  dalla  Legge   178/02   -
  Finanziamenti  decennali  e dalla Legge 185/92,  D.legs.  102/04  -
  Prestiti quinquennali di soccorso.

      Riparto    ministeriale    Fondo     di Importo   assegnazione
      solidarietà  nazionale                  I.P.A.
             1  - 2  e 3  riparto 2003            . 14.360.479,00
                  1  riparto 2005                 . 40.148.472,75
                  1  riparto 2006                 . 9.242.000,00
                  1  riparto 2007                 . 5.387.000,00

              Siccità 2000-2001-2002                 Importo
            - Cofinanziamento regionale           . 20.335.000,00
                  - Ministeriale                  . 27.190.234,03
                    - L.R. 6/09                   . 12.000.000,00
       - L. 178/02 (Finanziamenti decennali)      . 17.253.600,00

                              L'Assessore
                           (on. avv. Michele
                                Cimino)

   Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica  Famiglia'

   FIORENZA.  - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali,

   premesso che:

   le note vicende inerenti la crisi economica della città di Catania
  hanno  messo in evidenza alcuni aspetti che rischiano di mettere  a
  serio  rischio la sicurezza dei cittadini catanesi che, soprattutto
  durante  le  ore  serali  e notturne, sono costretti  a  percorrere
  lunghi tragitti della città completamente al buio;

   interi  isolati di quartieri periferici e del centro  città  sono,
  infatti, privi di illuminazione pubblica a causa della interruzione
  del  servizio  energetico  da parte della  società  erogatrice  del
  servizio;

   per sapere:

   se  tale interruzione non sia da considerare come interruzione  di
  un servizio pubblico essenziale;

   se  il  Governo  della Regione non ritenga di dover  diffidare  la
  società  ENEL, in quanto responsabile in sede civile  e  penale  di
  qualsivoglia danno subito da ogni singolo cittadino;

   se  e  quali  misure siano state finora adottate  o  si  intendano
  adottare con urgenza per il ripristino immediato dell'illuminazione
  pubblica nella città di Catania».(207)

   Risposta.  -   «Con nota protocollo numero  2845 del 02/12/2008  è
  pervenuta a questo Ufficio di Gabinetto l'interrogazione  n. 207  a
  firma dell'onorevole Fiorenza.
   Questo    Assessorato    ha   richiesto    notizie    in    merito
  all'Amministrazione   Comunale   di   Catania,   per   il   tramite
  dell'Ufficio  Ispettivo del Dipartimento Regionale delle  Autonomie
  Locali.
   Dalla  documentazione  acquisita, ed  in  particolare  dalla  nota
  numero 137802 del Comune di Catania, del 12 giugno 2009, emerge che
   il servizio d'illuminazione pubblica della città di Catania
  è  gestito  da un raggruppamento temporaneo d'imprese  (Enel  Sole,
  Cogei, Simei e Siram)
  e   regolamentato  da  un  contratto  d'appalto.  Nel  periodo  tra
  settembre e novembre 2008 si sono verificati dei disservizi  dovuti
  a  guasti  e furti dei conduttori in rame che hanno interessato  in
  modo prevalente i quartieri periferici della città'.
   Riferisce  l'Amministrazione Comunale  che   a  causa  delle  note
  problematiche economiche,
  non si è potuto intervenire nell'immediato e tuttavia, reperite  le
  risorse  per  far fronte alle spese non previste, si è  dato  luogo
  alla  riparazione  nei  mesi  di  dicembre  2008  e  gennaio  2009,
  ripristinando  nella quasi totalità gli impianti  e  sostituendo  i
  conduttori in rame oggetto di furto con cavi in alluminio,  metallo
  ad oggi meno appetibile'».

                              L'Assessore
                          (dott.ssa Caterina
                               Chinnici)