Presidenza del vicepresidente Oddo
DONEGANI, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per la presente seduta
gli onorevoli: Ammatuna, Aricò, Barbagallo, Bonomo, Currenti,
Digiacomo, Di Guardo, Fagone, Forzese, Panarello, Panepinto, Raia e
Scoma; l'onorevole Adamo per il 4 e il 5 novembre 2009.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute, da parte dell'Assessore
per il Lavoro, le risposte scritte alle seguenti interrogazioni:
n. 174 - Opportune iniziative al fine di garantire lo svolgimento
delle 101 giornate lavorative ai lavoratori forestali impiegati
nella provincia di Catania.
Firmatario: Raia Concetta
n. 240 - Tutela dei posti di lavoro nello stabilimento ERGOM di
Termini Imerese (PA).
Firmatari: Lupo Giuseppe; Apprendi Giuseppe
n. 432 - Provvedimenti sanzionatori nei confronti degli enti
gestori dei corsi di formazione professionale della provincia di
Trapani, inadempienti alla normativa in materia di lavoro.
Firmatario: Ruggirello Paolo
n. 435 - Erogazione di risorse per gli stipendi dei dipendenti
degli enti di formazione professionale.
Firmatario: Oddo Camillo
n. 449 - Iniziative a tutela dei livelli occupazionali in
provincia di Siracusa.
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno
di legge:
«Promozione della ricerca sanitaria» (n. 483)
di iniziativa governativa, presentato dal Presidente della Regione
(Lombardo) su proposta dell'Assessore per la sanità (dr. Russo) in
data 3 ottobre 2009.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Galvagno, in data 30 ottobre
2009, ha chiesto di apporre la firma al disegno di legge numero 477
Norme in materia di rifunzionalizzazione dei presìdi ospedalieri .
Comunicazione di costituzione di Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, do lettura della nota
degli onorevoli Adamo ed altri del 3 novembre 2009, pervenuta in
pari data alla Presidenza:
«Ci è gradito comunicarle che i sottoscritti onorevoli Adamo
Giulia, Aricò Alessandro, Bufarderci Giovanbattista, Cimino
Michele, Cristaudo Giovanni, Currenti Carmelo, Gentile Luigi,
Greco Giovanni, Incardona Carmelo, Marinese Ignazio, Marrocco
Livio, Mineo Francesco, Nicotra Raffaele, Scammacca della Bruca
Guglielmo e Scilla Antonino, in data 3 novembre 2009 hanno
proceduto, ai sensi dell'art. 23 del Regolamento Interno, alla
costituzione del gruppo parlamentare PDL Sicilia , espressione del
Popolo della Libertà presieduto a livello nazionale dall'onorevole
Silvio Berlusconi. Con successiva nota verrà comunicata la
composizione dell'Ufficio di Presidenza del Gruppo medesimo».
Onorevoli colleghi, con riferimento alla costituzione del nuovo
Gruppo parlamentare, rappresento al riguardo che la Presidenza
dell'Assemblea ritiene che la denominazione 'PDL Sicilia',
comunicata dal Gruppo in questione, ingenera confusione con la
denominazione del Gruppo, in atto esistente, Il Popolo della
libertà (PDL) , costituitosi ad inizio legislatura, quale
proiezione parlamentare delle liste elettorali che hanno ottenuto
seggi nelle elezioni regionali del 13 e 14 aprile 2008.
La denominazione del Gruppo come sopra riportata non può pertanto
essere accolta negli atti ufficiali dell'Assemblea regionale
siciliana.
Il nuovo Gruppo assume quindi provvisoriamente la denominazione di
Gruppo 'Sicilia', salvo successiva comunicazione di modifica del
nome, che la Presidenza si impegna a definire d'intesa con il
gruppo stesso.
Ricordo che tale decisione rientra nel generale potere-dovere del
Presidente di assicurare, ai sensi dell'articolo 7 del Regolamento
interno dell'ARS, il buon andamento dei lavori dell'Assemblea che
egli rappresenta, garantendo l'osservanza del Regolamento medesimo,
che è previsto dall'art. 4 dello Statuto regionale, fonte di rango
costituzionale.
Così rimane stabilito.
A seguito della sua adesione al neocostituito Gruppo Sicilia,
l'onorevole Adamo cessa contestualmente di far parte del Gruppo
Misto che risulta quindi composto da un unico deputato, onorevole
Caronia, che assume pertanto le funzioni di Presidente del Gruppo
medesimo.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interrogazione
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura della
interrogazione con richiesta di risposta scritta presentata.
DONEGANI, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'agricoltura e
le foreste e all'Assessore per il bilancio e le finanze, premesso
che una recente delibera della Giunta di Governo regionale ha
disposto provvedimenti relativi all'Ente di sviluppo agricolo,
stabilendo i dettagli sulla tutela del personale dipendente a
tempo indeterminato, trasferendolo alla RESAIS a decorrere dal
2010;
considerato che l'ESA, oltre ai dipendenti, accoglie un bacino
di lavoratori stagionali di circa 500 unità che da lunghissimo
tempo svolgono le attività connesse al funzionamento delle dighe
espletando, nell'insieme, mansioni ad elevato contenuto di
professionalità che rischiano di andare disperse con la
soppressione tout court dell'ente, così come previsto dalla
predetta delibera;
considerato altresì che occorre tutelare sia le competenze
professionali dei lavoratori che gli standard occupazionali; gli
stagionali, infatti, pur se precari da anni, con questo lavoro
hanno garantito la sopravvivenza delle loro famiglie;
ricordato che da anni i lavoratori stagionali dell'ESA attendono
risposte certe dalla politica, che ora li inserisce dentro un
contesto di carrozzone degli sprechi , senza distinguere fra le
competenze professionali e le derive clientelari, che non sono
attribuibili ai lavoratori;
condivisa la necessità di porre fine agli sprechi che negli anni
hanno gravato, oltre ogni misura, le economie della Regione;
ritenuto però che non corrisponda a criteri condivisibili
l'attribuzione ai lavoratori stagionali dell'ESA della colpa di
sprechi generalizzati di cui non possono essere ritenuti
responsabili e che oggi è doveroso trovare soluzioni e risposte
per tutti gli operatori che hanno lavorato onestamente;
per sapere:
quali provvedimenti urgenti intendano assumere per tutelare,
senza ulteriori indugi, i lavoratori stagionali dell'Ente di
sviluppo agricolo;
se non ritengano di dover inserire nella manovra finanziaria,
prossima all'esame dell'Assemblea regionale siciliana, elementi
certi per assicurare la continuità occupazionale ai lavoratori
stagionali dell'Ente di sviluppo agricolo». (847)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
BOSCO
PRESIDENTE. Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà
inviata al Governo.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Discussione del disegno di legge «Crediti di imposta per nuovi
investimenti
e per la crescita dimensionale delle imprese»( 239-182/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione del disegno di legge numeri 239-182/A «Crediti di
imposta per nuovi investimenti e per la crescita dimensionale delle
imprese».
Invito i componenti la II Commissione Bilancio' a prendere posto
al banco delle Commissioni.
Ha facoltà di parlare l'onorevole D'Asero, vicepresidente della
Commissione e relatore del disegno di legge.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, sostanzialmente mi rimetto al testo
della relazione; tuttavia vorrei aggiungere soltanto alcune
importanti considerazioni.
Il disegno di legge che oggi trattiamo, meglio conosciuto come
Crediti di imposta per nuovi investimenti e per la crescita
dimensionale delle imprese', ha finalmente concluso il suo iter
grazie anche al lavoro svolto in Commissione Bilancio, sede in cui
il provvedimento al nostro esame è stato esitato il 6 novembre 2008
e dopo aver ottenuto l'approvazione da parte dell'Unione europea,
la quale ha dichiarato la compatibilità del testo con il Trattato
in regime di aiuti, consistente nel credito di imposta per la
realizzazione di progetti di investimenti iniziali e per la
crescita dimensionali delle imprese.
Oggi diventa, quindi, importante, dopo la presa d'atto in
Commissione Bilancio, riuscire - speriamo - ad approvare in maniera
definitiva il provvedimento in modo da incentivare una reale
possibilità di svolta per la nostra Sicilia nella direzione di
incentivare le attività produttive serie e di costituire un
aggancio alla capacità di attrazione di investimenti al fine di
ampliare le dimensioni aziendali e per determinare nuovi ed
importanti insediamenti produttivi.
L'incentivo spetta per ogni annualità sulla base dei costi
ammissibili sostenuti per ciascun periodo di imposta e, in ogni
caso, non oltre il 31 dicembre 2013; come voi sapete, è collegata a
quel cosiddetto periodo di permanenza' nella zona dell'Obiettivo 1
da parte della Regione Sicilia.
Sulla base di queste considerazioni la Commissione europea
richiama nell'ambito della decisione l'impegno, appunto, a che ogni
ulteriore intervento che va oltre questo periodo, quindi dopo il
2013, diventi un regime incompatibile.
E' chiaro che su questo intervento normativo, correlativamente,
l'Assessorato del Bilancio ha predisposto alcuni emendamenti che
riguardano aspetti tecnici che sostanzialmente determinano una
perfetta definizione della procedura, senza minimamente intaccare
l'impianto del disegno di legge, che deve essere approvato così
come è stato esitato dalla Commissione dell'Unione europea.
Volevo sinteticamente aggiungere che il disegno di legge
rappresenta un'importante svolta, ed è frutto di un ricco
confronto, svolto in sede di istruttoria, che ha consentito di
affrontare tutta una serie di questioni che sono diventate poi gli
elementi portanti della norma che vuol essere, nella fase di
applicazione, molto seria, razionale e, perché no, vuol essere
anche protetta da chi ha intenti speculativi.
Infatti, per questa motivazione sono stati considerati importanti
parametri di riferimento sul tetto di spesa, fermo restando che,
nell'arco di un importo massimo di 4 milioni di euro, ogni
intervento può essere anche superiore, ma la parte relativa al
beneficio è quella prevista da tale limite.
Questo è un importante elemento di razionalizzazione del sistema
perché, di fatto, evita innanzitutto la corsa ad importi smisurati
che, a volte, anche in periodi successivi non vengono ad essere
considerati positivi; poi, sostanzialmente, crea la possibilità di
ampliare la base delle attività che possono essere in questo senso
considerate numericamente ammissibili.
Vorrei, inoltre, sottolineare alcuni aspetti tecnici.
Si rileva preliminarmente come, con l'introduzione di un regime di
aiuti da realizzarsi tramite il sistema di credito di imposta,
mirato ad incentivare, soprattutto, gli investimenti dalle piccole
e medie imprese che hanno attuato processi di stabile aggregazione
(nel senso di costituzione di un'unica impresa per effetto
dell'aggregazione di più imprese mediante fusione, o incorporazione
di una o più imprese da parte di altra impresa), si intende offrire
al sistema imprenditoriale siciliano uno strumento agevolativo di
utilizzo diretto, immediato, senza intermediazione burocratica,
trasparente ed agile che favorisca la patrimonializzazione delle
aziende e consenta, nel contempo, alle stesse, in possesso dei
requisiti richiesti, di conoscere, entro un termine determinato
(trenta giorni dalla data di presentazione in via telematica
dell'istanza), l'esito dell'istanza stessa. Come voi sapete, il
rapporto avverrà attraverso questo protocollo d'intesa o attraverso
questa convenzione che andrà realizzata, che si va a realizzare -
perché già è stata programmata tutta la fase, dal punto di vista
tecnico - con l'Agenzia delle entrate.
L'incentivo fiscale si sostanzia, dunque, in un contributo nella
forma del credito d'imposta alle grandi, medie, piccole e micro
imprese che operano nei settori delle attività estrattive,
manifatturiere, del turismo, nonché dei servizi che effettuano
nuovi investimenti in Sicilia, per un importo agevolabile, per le
imprese del settore del turismo, non inferiore a 100 mila euro e
non superiore a 4 milioni di euro e per le altre imprese secondo
gli importi così determinati: microimprese, anche artigiane, non
inferiore ad euro 50 mila e non superiore ad euro 500 mila; piccole
imprese, non inferiore ad euro 100 mila e non superiore ad 1
milione; medie e grandi imprese, non inferiore ad euro 500 mila e
non superiore a 4 milioni di euro.
Quindi, come vedete, si va dai 100 mila euro delle piccole imprese
ai 4 milioni di euro delle medie e grandi imprese. Ma, considerato
che si è voluta dare la possibilità dell'inserimento anche alle
micro-imprese, allora il tetto si è abbassato, dai 50 mila ai 500
mila euro.
Per evitare la polverizzazione degli investimenti è previsto un
limite minimo ed uno massimo dell'investimento. In particolare, il
credito d'imposta compete nelle seguenti misure: a) per le piccole
e medie imprese operanti nel settore della trasformazione dei
prodotti agricoli, e quindi secondo un'articolazione che viene
meglio descritta nella scheda allegata alla relazione.
Per quanto riguarda gli investimenti ammissibili alle
agevolazioni, preciso che si tratta di beni strumentali, materiali
e immateriali, di cui agli articoli 102, 102 bis e 103 del DPR 917
del 1986, acquistati in proprietà, compresi quelli acquisiti
mediante contratto di locazione finanziaria, rientranti in un
progetto di investimento iniziale. In particolare, si tratta di:
autoveicoli con tara superiore a cinque quintali, autocarri
derivati da autovetture, attrezzatura varia e minuta, impianti e
macchinari specifici e generici, costruzioni leggere, tettoie e
baracche, beni immobili.
I terreni e gli immobili sono ammissibili alle agevolazioni per un
importo totale non superiore al 50 per cento del costo complessivo
del progetto di investimento iniziale proposto.
Va rimarcato che i settori destinatari delle agevolazioni vengono
dettagliatamente elencati nell'allegato al disegno di legge.
Le domande di aiuto devono essere presentate prima dell'avvio
dell'esecuzione dei progetti di investimento, e questo è un
elemento importante, avvio che deve avvenire tassativamente entro
sei mesi dall'approvazione delle istanze. Tale condizione è
evidentemente finalizzata al controllo preventivo del rispetto
degli stanziamenti di spesa previsti e ad un preliminare riscontro
dei requisiti richiesti dalla legge per l'ammissione al beneficio.
Per quanto riguarda la copertura finanziaria del disegno di legge
si intende fare ricorso, non soltanto ai fondi regionali previsti
dalla finanziaria 2010 (Tabella A del disegno di legge n. 471 -
finanziaria 2010), quantificati rispettivamente in 28.480 migliaia
di euro per l'anno 2010, 25.632 migliaia di euro per l'anno 2011 e
23.069 migliaia di euro per l'anno 2012, ma soprattutto sulla
programmazione FAS per il periodo 2007-2013. Su questo l'Assessore
sta predisponendo un emendamento per meglio puntualizzare tale
aspetto.
Preciso che il contribuente potrà fruire effettivamente
dell'agevolazione solo se, oltre ad avere realizzato gli
investimenti che originano il credito, avrà delle imposte dirette o
indirette da versare. Si tratta di imposte determinate sul reddito
di impresa prodotto, o originate da imposte indirette (IVA) da
versare, che presuppongono un reale e normale svolgimento
dell'attività produttiva.
In questo voglio fare presente che l'articolo 17 della norma di
riferimento, di fatto, evidenzia quali sono le imposte sui redditi,
le imposte sostitutive sul valore aggiunto, anche l'IRAP, i
contributi previdenziali dovuti ai titolari di posizione
assicurativa, i contributi previdenziali e assistenziali dei datori
di lavoro, e anche i premi assicurativi contro gli infortuni sul
lavoro, nonché gli interessi previsti in caso di pagamento rateale
ai sensi dell'articolo 20.
Questi sono elementi importanti che volevo sottolineare, facendo
affidamento sulla capacità di sintesi dei parlamentari di
quest'Aula. Avrei potuto essere anche più sintetico, ma ho voluto
rendere conto di quello che è stato il mio modesto lavoro e dare
alcuni elementi indicativi sul disegno di legge, che possono essere
utili come primo momento di analisi.
Ritengo quindi, evitando ulteriori considerazioni, che questa
giornata per l'Assemblea regionale siciliana può essere considerata
una giornata storica - e, al di là del percorso che ha visto come
momento politico la condivisione all'unanimità del disegno di legge
in Commissione Bilancio, io mi auguro che anche in Aula si possa
ritrovare lo stesso momento di condivisione -, dicevo, é una data
storica perché rappresenta una svolta e perché vuole essere un
momento di grande impegno verso investimenti reali sul tessuto
produttivo. Quindi, grande capacità di attrazione di attività di
impresa, grande capacità di incrementare dimensioni aziendali per
renderle sempre più competitive in un mercato che richiede nuove
forme di investimento e, pertanto, non solo nuovi investimenti, non
solo nuove aziende, ma il potenziamento di aziende già esistenti,
sicuramente in un momento in cui ci avviamo verso una fase in cui
dovremo camminare sempre più con le nostre gambe. Infatti, uscendo
dalla zona dell'Obiettivo 1 con il 2013, quello che avremo prodotto
in questi anni sarà la reale base su cui puntare per il nostro
futuro.
Ma c'è un'altra grande data: la zona di libero scambio con il
2010.
Sicuramente, in questa direzione la Sicilia potrà rappresentare un
sicuro punto di riferimento se sapremo fare buon uso di questa
opportunità.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Scilla ha dichiarato di
apporre la firma al disegno di legge numero 469 «Norme per la
prosecuzione del rapporto di lavoro di personale precario».
L'Assemblea ne prende atto.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Speziale ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Seguito della discussione del disegno di legge « Crediti di
imposta per nuovi investimenti e per la crescita dimensionale delle
imprese» (239-182/A)
PRESIDENTE. Riprende la discussione del disegno di legge nn. 239-
182/A.
Dichiaro aperta la discussione generale.
E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa è una legge
fondamentale per lo sviluppo in Sicilia del tessuto
imprenditoriale; ma, al di là di quello che è il contenuto della
norma e degli aspetti tecnici che sono stati ampiamente affrontati
dal relatore, la stessa introduce un'inversione di mentalità, ed è
questo l'aspetto fondamentale che il Movimento per le Autonomie
vuole sottolineare.
Finalmente si introduce in Sicilia la logica degli automatismi e,
quindi, un sistema che, fondamentalmente, è più consono e coerente
a quelle che sono le esigenze e le logiche delle imprese. Questo
sistema, l'automatismo che è stato già introdotto a livello
nazionale dalla famosa legge Visco , ripercorre alcuni aspetti
importanti di quella legge che ha dato grandi risultati e
sostanzialmente ha preso il meglio di quella esperienza,
trasferendo in Sicilia, in un contesto dove l'automatismo è stato
una regola sostanzialmente mai applicata, il meglio di quella
esperienza.
Da questo punto di vista, è fondamentale sottolineare un aspetto
che, sostanzialmente, riguarda quello che dovrebbe essere il ruolo
delle istituzioni regionali e soprattutto locali, rispetto alle
esigenze del tessuto produttivo.
Spesso, noi abbiamo la facoltà non solo di non sapere far fronte
ad una serie di esigenze e di richieste del sistema
imprenditoriale, ma siamo bravi a creare una serie di lacci e di
condizionamenti, e quindi aggravare i procedimenti amministrativi
inventandoci delle autorizzazioni e delle regole che impoveriscono
la cultura dell'imprenditore in Sicilia.
Il disegno di legge in discussione ha questa valenza, introduce
finalmente una inversione di tendenza. Il nostro auspicio è che
questa logica venga applicata in altri contesti, perché applicare
oggi le regole dell'automatismo significa fare una selezione
naturale di quello che è il vero tessuto imprenditoriale che vuole
investire.
D'altronde, questo tipo di automatismo ha una regola di fondo
molto semplice: vale e si applica sostanzialmente per
l'imprenditore che fa impresa, che fa reddito, che ha delle imposte
da pagare e che, di conseguenza, è sostanzialmente la parte più
produttiva del nostro sistema.
Allora è un sistema, una regola, questa, che fa una selezione
sotto questo profilo e non solo riesce anche a dare un apporto
concreto a chi coraggiosamente continua ad investire in Sicilia, ma
fondamentalmente crea un rapporto diverso tra l'imprenditore e il
Palazzo perché con questo sistema l'imprenditore non ha rapporti
con il Palazzo.
Questa è una rivoluzione, perché sappiamo bene quali sono stati
spesso i condizionamenti che hanno bloccato alcuni investimenti e
alcune iniziative coraggiose, nel momento in cui l'imprenditore ha
avuto a che fare con il Palazzo.
La Commissione Bilancio si è impegnata molto da questo punto di
vista, e noi vogliamo veramente rivolgere un plauso all'intera
Commissione Bilancio e al suo Presidente, oltre che al Governo, che
ha avuto la lungimiranza di presentare un disegno di legge, oggi
finalmente in discussione, dopo un parere - devo dire - importante,
eclatante per alcuni aspetti: dobbiamo, infatti, sottolineare che
la Sicilia credo sia la prima Regione a dotarsi dello strumento del
credito d'imposta, diventando quindi un esempio innovativo.
Una volta tanto siamo stati in condizione, con questo Governo e
con il lavoro costante svolto dalla Commissione Bilancio, di
diventare elemento di discontinuità positiva rispetto al resto del
sistema.
E allora dobbiamo andare avanti così, onorevoli colleghi,
individuando delle norme e dei provvedimenti legislativi che
snelliscano effettivamente il rapporto tra il sistema
imprenditoriale e il Palazzo - dove per Palazzo, in termini
generali, intendiamo le istituzioni locali oltre che regionali -
mettendo quest'ultimo in condizione di non nuocere alla parte più
buona del nostro sistema imprenditoriale. Noi dobbiamo cercare di
creare una zona franca dai condizionamenti che spesso i Palazzi e
la politica si inventano o creano rispetto alle logiche di
investimento.
Questa legge va in controtendenza.
Siamo orgogliosi di questo Parlamento, e della Commissione
Bilancio in particolare, che ha avuto la capacità di elaborare un
testo innovativo che contempla anche, rispetto alle precedenti
esperienze, dei settori che non avevano questi benefici.
In modo particolare, il comparto dell'agricoltura che, per quella
poca esperienza che vi è stata a livello nazionale, non ha
funzionato perché gli automatismi allora previsti non
corrispondevano soprattutto al tessuto imprenditoriale del
Meridione.
Un'altra scelta d'intelligenza è stata quella di porre dei tetti,
perché il nostro tessuto imprenditoriale, lo sappiamo tutti quanti,
è fondamentalmente rappresentato proprio da micro-imprese. Quindi,
dare la possibilità anche alle micro-imprese di accedere ad una
parte di queste risorse significa avere fatto una valutazione seria
del nostro tessuto imprenditoriale.
Ma anche rispetto ad altre logiche la Commissione Bilancio ha
avuto un serrato confronto, evitando che si facesse un
provvedimento magari a beneficio solo di alcuni pochi grandi
sistemi della Sicilia. Perché avere messo un tetto
all'investimento, quello di 4 miliardi di euro, significa che, da
questo punto di vista, possiamo dare sì un grande segnale
importante anche ai sistemi, pochi purtroppo, imprenditoriali medi
e grandi della Sicilia, ma fondamentalmente abbiamo fatto una
scelta diversa: quella di consentire alle micro-imprese, che in
Sicilia rappresentano il 90 per cento del tessuto imprenditoriale,
di avere un beneficio certo anche da questo punto di vista.
Questi sono, fondamentalmente, gli aspetti che volevamo
sottolineare e ci auguriamo, come Movimento per le Autonomie, che
ci siano altre scelte in tale direzione e che, soprattutto, questo
Parlamento entri nella logica di creare quelle condizioni di
sviluppo che non sono solo basate su contributi a fondo perduto,
perché la prima fase dello sviluppo è quella di garantire sul
territorio le condizioni, rispetto ai tempi e a quello che è il
sistema delle autorizzazioni che sia celere e snello e,
soprattutto, non condizionato e condizionabile dalla politica.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio esprimere
un plauso al lavoro che è stato fatto per arrivare a questo punto.
Il disegno di legge, che tra qualche ora ci auguriamo diventi
legge, è anche il frutto di un'iniziativa parlamentare, non solo
per il lavoro svolto in Commissione con il contributo dei colleghi
che fanno parte della Commissione Bilancio, ma anche per il fatto
che il Gruppo parlamentare del Partito Democratico, ad inizio della
nuova legislatura ha presentato un disegno di legge che introduceva
nella nostra Regione il credito di imposta, il famoso 182.
Lo abbiamo fatto anche come provocazione - se volete - partendo da
un dato, che il credito di imposta è stato introdotto nel nostro
ordinamento nazionale a partire dalla legislatura 1996-2001 con un
meccanismo che ha consentito a centinaia, se non a migliaia di
imprese, di utilizzare - con un sistema assolutamente inedito per
il nostro ordinamento - un sistema automatico, un automatismo che
interrompeva qualunque forma di intermediazione tra l'istante, cioè
l'impresa, la società e l'Amministrazione pubblica e, addirittura,
questo beneficio non era riscosso con una restituzione all'impresa
che faceva un investimento ma avveniva, appunto, in automatismo con
il modello F24, cioè lo strumento attraverso il quale le imprese
pagano gli oneri fiscali e previdenziali.
Dal 2001 al 2006 uno degli atti che fu consumato nel nostro
ordinamento fu trasformare il credito di imposta in uno strumento
diverso. Intanto, lo si trasformò in uno strumento ad
intermediazione politica, annacquandolo, rendendolo inefficace e
incapace di aiutare il nostro sistema imprenditoriale ad avviare
quei processi di investimento e di modernizzazione soprattutto nel
campo dei beni materiali e anche immateriali.
Il credito di imposta è un grande strumento che serve a sostenere
l'innovazione.
Siamo arrivati a questo testo, frutto anche di un lavoro di
arricchimento in Commissione, della estensione ad alcune categorie,
come le imprese del turismo e le imprese della pesca, oltre che a
quelle manifatturiere, piuttosto che a quelle di trasformazione
agricola.
Questo testo oggi ci consegna una legge cornice , che può dare un
metodo di erogazione della spesa nell'ambito della nostra Regione,
ovvero il metodo secondo il quale non la pubblicazione di bandi, la
pubblicazione di avvisi, graduatorie da costruire secondo
categorie, impegnative di progetti, di costi, di investimenti a
perdere, in alcuni casi, per le imprese che partecipano ai bandi
erogati sia dai fondi comunitari sia dai fondi per le aree
sottoutilizzate, ma è una legge di cornice che prevede un metodo
di spesa e di aiuto alle imprese nella nostra Regione. Rispetto a
questo metodo che prevede una serie di modalità, alcune delle quali
rappresentate poco fa dall'onorevole D'Asero nella sua relazione,
il problema di questa legge è se diventa una legge manifesto o
una legge che apre la strada maestra dell'erogazione e
dell'attivazione della spesa nella nostra Regione.
Questa legge oggi ha un grande difetto: non sono definite le
risorse che la Regione prevede di utilizzare attraverso la legge
stessa se non i massimali, che non sono poca cosa.
Alla fine, questa legge consentirà di erogare oltre 2 miliardi e
400 cento milioni di euro sia per le imprese manifatturiere che per
le imprese di trasformazione agricola, 2 miliardi e 400 milioni
nell'arco di un periodo che può coincidere anche con il periodo di
vigenza del POR, del nuovo Piano Operativo e quindi dell'utilizzo
dei Fondi europei.
Una prima sfida, Assessore per il bilancio, è come adeguare il
Piano Operativo a questa norma, visto che ad oggi non è prevista
dal Piano Operativo FESR la possibilità di erogare le risorse
previste dalle misure del FESR attraverso la metodologia del
credito d'imposta. Ed è una prima sfida concreta, altrimenti questa
è una legge manifesto che rischia, paradossalmente, di fare pure
danno, perché crea aspettative e in qualche modo rischia di
determinare un meccanismo di dipendenza dalla utilizzazione delle
risorse, ritardando la possibilità per le imprese di fare
investimenti.
Oltretutto, in un momento nel quale siamo, come tutti ci dicono,
in una fase di crisi - e tutti gli economisti spiegano che proprio
nelle fasi di crisi bisogna lavorare all'innovazione per prepararsi
alla ripartenza. Nel momento in cui riparte l'economia, se il
nostro sistema industriale, se il nostro sistema artigianale, se il
nostro sistema economico non sono adeguati, anche sul terreno
dell'innovazione, rischiano che la ripartenza li veda esclusi.
Se questo disegno di legge diventa una legge di aspettative
deluse, daremo un colpo mortale alla nostra economia; così come la
vicenda dell'erogazione dei fondi FAS.
Qui va data certezza alla quantità di risorse
Si è detto che prevediamo 600 milioni dei fondi FAS da destinare a
questa legge; ma, ad oggi, non si è scritto. C'è, quindi, un altro
grande rischio, Assessore, che i fondi FAS rischiano di essere come
gli aerei di Mussolini, che a seconda dove si va si trova un fondo
FAS per tutti.
Cominciamo a stabilire quanto di questi fondi FAS andrà al credito
di imposta, quanto andrà alle opere di investimento
infrastrutturali, quanto sarà programmato ed impegnato per le
attività previste dal PAR che è stato erogato.
Onorevole Assessore, il PAR che avete presentato al Ministero non
è di 4 miliardi e trentadue milioni di euro; è - se non ricordo
male - di circa 9 miliardi. Se così è, noi rischiamo di avere il
fondo FAS come una sorta di manifesto dove, per qualunque cosa, ci
saranno i fondi FAS, anche se non ci sono soldi nel bilancio.
Attenzione
Così rischiamo di fare danni, non solo perché prendiamo in giro la
gente ma perché creiamo un effetto di aspettativa a cui
l'Amministrazione pubblica non sarà in grado di garantire
materialmente.
E' come - scusatemi l'espressione, pur nella relatività del
paragone - la legge Briguglio , la legge che consentiva alle
imprese di avere sei anni di oneri previdenziali e fiscali
abbattuti per le assunzioni.
Molti ci hanno creduto, e sono state poi le imprese a indebitarsi
e a rimanere con l'indebitamento.
Guai a noi se, attraverso questa legge, produciamo un effetto di
indebitamento, questo no, perché l'effettiva spesa si può erogare
solo dopo che viene autorizzata.
Credo che il limite di questa legge è sostanzialmente questo: la
certezza della spesa, la certezza delle risorse, la programmazione
certa, la modalità.
Oggi, questo problema non è ancora risolto perché si tratta di una
legge che non prevede neppure un euro di stanziamento a valere sul
bilancio della Regione, e la cui copertura è rinviata agli
strumenti straordinari, FAS e POR.
Tra l'altro, vorrei ricordare che proprio i fondi FAS - di cui
tanto si è parlato e si parla - cominceranno forse ad essere
erogati, se il ministro Tremonti permetterà, a partire dalla metà
del 2011. E cosa facciamo tra quindici giorni, quando questa norma
sarà vigente e quando avremo fatto la convenzione con l'Agenzia
delle entrate e le imprese, quindi, saranno telematicamente in
grado di presentare l'istanza all'Agenzia delle entrate e
l'Amministrazione, entro trenta giorni, dovrà dare l'assenso o il
dissenso, l'accoglimento o il diniego? Con quali risorse faremo
tutto questo?
Lo dico per mettere le mani avanti. Si tratta di una legge
importante, tanto più perché la fa la Regione Sicilia. E' una legge
che noi voteremo, che noi abbiamo voluto. Ma è una legge che deve
essere gestita da parte di un Governo che abbia la forza e
l'autorevolezza di concentrare, attraverso questo strumento, le
risorse disponibili, altrimenti avremo fatto un danno all'economia
della nostra Regione e un danno anche alla buona capacità di fare
leggi.
Io esprimo il plauso sul testo, ma mi preoccupa, voglio qui
manifestarlo, la capacità di gestione per fare di questa legge una
legge davvero a servizio dell'economia e non una legge manifesto
che rischia di deludere le attese del nostro sistema economico.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole D'Agostino. Ne ha
facoltà.
D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo un anno ed
il lavoro sollecito della Commissione Bilancio è arrivato il
benestare della Commissione europea; era un nulla osta che
attendevamo come fosse un esame a cui si sottoponeva tutta
l'Assemblea regionale, non solo la Commissione Bilancio, ed anche
il Governo regionale.
Oggi - possiamo dirlo ad alta voce, anche perché in Commissione
Bilancio, per due volte, questo disegno di legge è passato
all'unanimità con la totale condivisione di tutti i gruppi politici
- questa è la migliore risposta alla crisi ed alla sfiducia che c'è
stata nel Paese ed al rallentamento della crescita che, ovviamente,
registriamo nella nostra Terra.
Questa è una legge decisiva per il rilancio della nostra economia
perché restituisce fiducia ad un mercato asfittico, perché è
un'occasione immancabile per le imprese, soprattutto quelle
esistenti che, ovviamente, risentono maggiormente della crisi e
della mancanza di prospettive, ed in quanto questa è una legge che
funziona, come è stato detto da chi mi ha preceduto, grazie ad
automatismi immediati, diretti, senza l'intermediazione, troppo
spesso vissuta dalle imprese come un accanimento della burocrazia,
senza l'intermediazione da parte di funzionari, di uffici, di
Assessorati e di quant'altro.
Abbiamo parlato fino ad oggi, in questi mesi, di dotare questo
strumento legislativo di somme importanti, si parla di 600 milioni
di euro - e mi aggancio alle parole del presidente del Gruppo del
PD, onorevole Cracolici -, non solo le cifre devono essere chiare,
certe e tangibili, da parte del mondo delle imprese più che da
parte di questa Assemblea ma, se possibile, anche superiori ai 600
milioni. Se possibile, nei prossimi anni, anche a seguito di
eventuale rimodulazione degli stessi fondi strutturali oggi
destinati magari ad altri interventi.
Infatti, per un miliardo di euro - che non è una cifra da
inventare, che non è una cifra fuori dal mondo - da investire nel
mondo dell'economia siciliana si può avere un effetto
moltiplicatore per cinque volte, e 5 miliardi di euro di
investimenti al lordo, di tutti gli investimenti, di tutta la
filiera, di tutto l'indotto, significano un aumento del PIL dell'1
o del 2 per cento a regime.
Onorevoli colleghi, queste sono cifre importanti e porterebbero a
risultati di portata straordinaria. E' vero, siamo la prima
Regione, dopo l'esperimento fatto per un paio di volte dai vari
governi nazionali, che autonomamente scommette su un meccanismo del
genere; la prima Regione che ottiene il benestare dalla Commissione
europea; la prima Regione che, se sarà celere e brava, riuscirà a
dare la risposta più attesa dal mondo imprenditoriale, quella di
potere rinunciare alla logica del contributo, di potere rinunciare
alla logica dell'intervento mediato per avere, invece, quel
meccanismo automatico che le permette di programmare gli
investimenti e di realizzarli immediatamente, nello stesso momento
in cui vengono pensati, concepiti e realizzati.
Oggi, che siamo tutti concentrati su come spendere i fondi
strutturali europei, il concetto di spesa che chiaramente è
l'obiettivo che soprassiede al Governo regionale e a tutti gli
Assessorati, dobbiamo certamente superare l'estremismo di alcune
tesi che ci suggeriscono di restituire i soldi piuttosto che
spenderli male.
Ebbene, non dobbiamo arrivare a tanto, ma certamente possiamo
cominciare a pensare che anche e soprattutto attraverso una legge
come quella sul credito di imposta, anziché spendere soldi possiamo
investirli.
Dobbiamo anche cambiare il linguaggio, il vocabolario che, troppo
spesso, è stato una costante culturale che ha paralizzato
l'attività di questa Regione se non, addirittura, ha sminuito il
senso di molti suoi interventi, perché dobbiamo interrogarci se
negli anni passati lo sviluppo che c'è stato sia stato vero
sviluppo, se gli investimenti che sono stati offerti al territorio
ed alle nostre imprese siano stati veri investimenti e si siano
tradotti in una crescita strutturale.
Ecco, noi crediamo che così non é stato. E per questo il Governo
chiede anche a questa Assemblea una discontinuità nei
comportamenti, una discontinuità nella sua azione legislativa.
La legge sul credito d'imposta è emblematica sotto tale profilo.
Dobbiamo destrutturare la burocrazia della Regione e le prassi di
tutti coloro che ci collaborano, perché le prassi consociative sono
state quelle che hanno frenato, paralizzato o disatteso, a volte,
nobili obiettivi che, ovviamente, si nascondevano dietro leggi che
avevano una portata immaginifica importante e invece, poi così non
si rivelavano e che non hanno consentito, negli anni, aumenti
effettivi, strutturali del prodotto interno lordo.
A volte, abbiamo dovuto registrare inutili spese a pioggia che,
alla fine, non hanno realizzato gli obiettivi che intendevano
perseguire.
Dobbiamo, invece, investire i soldi che abbiamo del POR, che sono
tanti, e dobbiamo investirli bene per favorire uno sviluppo
armonico, coordinato delle imprese. La legge sul credito di imposta
risponde effettivamente, unicamente e, forse, solamente a queste
indicazioni, perché a detta di tutti gli operatori economici, dalla
grande impresa alla micro-impresa la legge sul credito di imposta è
quella che viene maggiormente attesa.
Allora, oggi dobbiamo difendere i posti di lavoro che le imprese
siciliane sono riuscite faticosamente a garantire, soprattutto
negli ultimi due anni. E stiamo parlando di imprese private perché
troppo spesso, in questa Aula, il Governo è concentrato a salvare i
posti di lavoro del settore pubblico.
Oggi ci stiamo dedicando concretamente e fattivamente alla
salvaguardia dei posti di lavoro del settore privato creando vero
sviluppo, rinunciando alle facili sovvenzioni che troppo spesso non
raggiungono gli obiettivi prefissi, tagliando in questo modo i rami
secchi perché a questa legge si può accedere solo se si è latori di
una istanza di un'azienda che è sana, di un'azienda che ha salute,
di un'azienda che ha prospettive per il futuro.
Il mercato, solo il mercato, crea uno sviluppo vero, equilibrato,
armonico.
Ma dobbiamo chiederci se spesso i nostri interventi, anche quelli
che abbiamo oggi in attesa di programmazione con i fondi
strutturali, siano tutti tesi al raggiungimento di questo
obiettivo, se siano tutti coerenti. Troppo spesso non è così.
Anche l'Assessorato dell'industria deve ripensare alla sua
programmazione, così come l'Assessorato della cooperazione, così
come l'Assessorato dell'agricoltura ed anche l'Assessorato del
lavoro e della formazione professionale che deve incentivare anche
gli ammortizzatori sociali. Noi dobbiamo essere, in questo caso,
chiari e dare messaggi che devono essere diretti e facilmente
raggiungibili da parte del sistema imprenditoriale che oggi
attende, non soltanto questo voto con grande fiducia e con grande
attesa, ma attende anche le altre cose che faremo.
Quando, troppo spesso, investiamo centinaia di milioni di euro
programmandoli con misure che ci sembrano all'avanguardia, ci
sembrano misure che chissà quali scenari apriranno, troppo spesso,
ancora una volta, perpetuiamo errori del passato.
La legge sul credito di imposta, signor Presidente, onorevoli
colleghi, invece non dà alibi a nessuno; gli investimenti sono veri
e tangibili e solo quelli veri e tangibili hanno un futuro.
Allora, spero che, oggi, la politica e quindi questo Parlamento,
abbia la capacità di continuare su questa scia e si accalori, si
appassioni e si concentri proprio su questi temi che sono i veri
temi della politica, sono le vere istanze, le vere esigenze che i
siciliani sentono proprie.
Questa legge è una buona legge, è un'ottima legge, è una grande
legge di portata storica ed è una degna rappresentazione del nuovo
corso che questo Governo e questo Parlamento devono portare avanti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Pogliese. Ne ha
facoltà.
POGLIESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Assessore, sarò estremamente sintetico, ma ritengo assolutamente
doveroso intervenire in questa Aula per esternare alcune
considerazioni su questa legge che da qui a breve verrà esitata, mi
auguro, dall'Aula, che credo sia di fondamentale importanza per la
nostra Terra e per l'economia della Sicilia.
Oggi, si sta consumando un passaggio molto importante, laddove sta
per concludersi un percorso legislativo nato inizialmente
all'interno della Commissione Bilancio, proseguito a Bruxelles e
che oggi vede, all'interno di questa Aula, la sua meta conclusiva.
Un percorso che ha visto il coinvolgimento attivo e fattivo di
tutti i Gruppi parlamentari presenti all'interno della Commissione
Bilancio - lo ha detto prima di me l'onorevole D'Asero, lo hanno
ripreso anche altri colleghi parlamentari -, laddove tutti i Gruppi
parlamentari hanno presentato e fatto approvare emendamenti
migliorativi rispetto al testo originale.
Ebbene, io credo che questa legge risponda ad una forte esigenza
sentita all'interno della nostra Terra, all'interno del comparto
economico produttivo, oggi più di ieri, laddove si sta vivendo una
fase di crisi congiunturale che impone delle scelte anche da parte
di questa Assemblea: basti pensare alla riduzione significativa
della richiesta di affidamenti presso gli istituti di credito,
basti pensare alla crisi occupazionale che stiamo registrando.
E per testimoniare ciò voglio esternare alcuni dati statistici che
ritengo siano assolutamente evidenti nella gravità. Alcuni dati
statistici in riferimento all'espansione degli affidamenti che si è
registrata nel primo semestre del 2008, quando ancora la crisi
congiunturale non era iniziata, laddove l'espansione degli
affidamenti è stata superiore del 18 per cento, nel secondo
semestre del 2008 l'espansione degli affidamenti è stata dell'1,6
per cento presso gli istituti di credito. Nel primo semestre 2009 è
stata di poco superiore al 6 per cento, e questo a testimonianza di
ciò che è accaduto l'anno scorso, di quello che sta accadendo
quest'anno, laddove vi sono tiepidi segnali di ripresa, ma laddove
vi è l'assoluta necessità di fare ripartire l'economia.
Questa legge, attraverso il credito di imposta, risponde a questa
legittima esigenza attraverso un meccanismo veloce, agile,
automatico, a cui faceva riferimento prima l'onorevole Cracolici,
permettendo il reinvestimento degli utili, superando le barriere
che talvolta la burocrazia frappone, come è stato puntualmente
denunziato da Confindustria e dalle associazioni di categoria, non
soltanto industriali ma anche di commercianti e degli artigiani. Ed
anche attraverso il sistema dei massimali e dei minimi che sono
previsti si permette, da un lato, di ampliare la platea che può
usufruire di questo importante meccanismo e, al tempo stesso, si
evita la parcellizzazione degli interventi, cosa che purtroppo ha
caratterizzato la vecchia programmazione europea.
Ecco perché credo, e mi avvio alla conclusione, che questo disegno
di legge rappresenti una risposta importante che questo Parlamento
sta dando, attraverso anche una dimostrazione di grande senso di
responsabilità che con il voto unanime in Commissione e, mi auguro,
con il voto unanime all'interno di questa Aula, permette di
scrivere una pagina qualificante nella storia di questo Parlamento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Caputo. Ne ha
facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Assessore, è indubbio che questa sera il Parlamento si appresta a
discutere e - sono convinto - a votare un disegno di legge
importante che interviene a favore dell'economia siciliana.
Devo dire, con tutta onestà, che riconosco i meriti, alti, del
presidente della Commissione Bilancio', onorevole Savona, e di
tutta la Commissione, perché stiamo dando vita ad una norma che
certamente influirà positivamente sul tessuto economico della
Sicilia e che ha il pregio di utilizzare il credito d'imposta per
rilanciare investimenti.
Però, non per fare il bastian contrario, ho l'impressione che
stiamo celebrando l'apoteosi di un Parlamento che sta varando una
legge che, in altre regioni d'Italia, è una legge normalissima.
Evidentemente il nostro Parlamento, a digiuno di iniziative
legislative, rilancia e sopravvaluta un provvedimento che è forte,
ma è un provvedimento di ordinaria amministrazione nelle vicende
economiche della Sicilia.
Non vorrei che per un momento l'atmosfera enfatica che aleggia in
questo Parlamento servisse a farci perdere di vista la vera
emergenza occupazionale che c'è in Sicilia e lo stato di gravissima
crisi in cui versa l'impresa siciliana. Una crisi alla quale e
contro la quale il Parlamento stasera sta dando una risposta,
onorevole Cracolici; ma non è la risposta definitiva al malessere
economico ed imprenditoriale della nostra Regione. E' una goccia
nel mare, anzi, mi correggo, nell'oceano delle risorse che questa
Regione potrebbe e dovrebbe attivare e non attiva per l'incapacità
di gestire la programmazione comunitaria.
Noi facciamo continuo ricorso ai fondi FAS. Qualcuno in un
convegno, con la classica sapienza siciliana, ha detto che in
Sicilia siamo come quella famiglia che ha il frigorifero pieno di
generi alimentari ma, siccome ce l'ha bloccato, muore di fame
perché non riesce ad aprirlo.
Noi parliamo, invochiamo e programmiamo i fondi FAS per tutto ciò
che è lo scibile economico di questa Regione, sottacendo in maniera
irresponsabile, e forse anche dolosa, che si tratta di fondi che
non saranno disponibili prima del 2011. E da oggi, novembre 2009,
al 2011 ci sono due lunghi, pesanti e penosi anni di carestie e di
crisi per l'economia siciliana.
Qualcuno ha detto che stiamo attivando un miliardo di euro, ma
ricordate che noi rischiamo - ed il termine rischiamo non è
ipotetico ma è la vigilia della certezza - di restituire 300
milioni di euro all'Unione europea perché non siamo capaci di fare
la rendicontazione triennale.
Qui variamo una legge sul credito d'imposta che utilizza le stesse
risorse economiche delle stesse imprese che lavorano. Ma qui sento
il silenzio del Governo ed il silenzio di molti parlamentari -
presidente Minardo, so che lei è persona molto attenta come me -,
il silenzio assordante sul blocco della programmazione comunitaria
in Sicilia.
In questo momento ricordiamo sei azioni che la Commissione
Attività produttive' ha licenziato per quanto riguarda
cooperazione, commercio e artigianato, due bandi dei fondi FAS, di
cui uno molto limitato per la promozione dei consorzi di tutela,
qualche bando che oggi l'assessore Venturi ha inviato in
Commissione per l'esame sulla innovazione scientifica e
tecnologica. E, poi, la paralisi amministrativa assoluta.
Soltanto due giorni fa la Giunta di Governo ha licenziato le linee
guida per l'Asse 6 sullo sviluppo urbano; soltanto due giorni fa,
essendo stata costretta a prorogare i termini di scadenza dei bandi
perché non aveva licenziato le linee guida sull'Asse 6, sui PISU e
sui PIST.
Qui c'è il deserto della programmazione economica regionale, e lo
dico da parlamentare di maggioranza che interviene per stimolare il
Governo.
Questo non è un intervento contro il Governo, é un intervento
finalizzato a svegliare il Governo da questo torpore programmatico
sull'amministrazione della politica comunitaria.
Stiamo facendo la corsa non per impegnare risorse, ma per salvare
risorse dalla restituzione.
E che qualcuno non venga a dirmi - perché offenderebbe
l'intelligenza dei siciliani prima, e dei deputati di questo
Parlamento poi, o contemporaneamente - che 300 milioni di euro
verranno assegnati alla Banca europea degli investimenti Non li
stiamo dando al Banco di Sicilia per tenerli in cassa; finiranno,
presidente Savona - lei lo sa benissimo perché è persona altamente
preparata e competente - in un circuito di programmazione europea.
Quindi, oggi non stiamo salvando l'economia della Sicilia, non
stiamo voltando pagina scrivendo le note di sviluppo economico
della Sicilia; stiamo soltanto facendo un atto di ordinaria
amministrazione che, per la nostra miopia politica, spacciamo per
pagina splendida della politica parlamentare di questa Sicilia.
E' un grosso errore. Non illudiamoci, non creiamo cortine fumogene
che servono a mascherare lo stato di disagio in cui versa la
programmazione comunitaria.
Assessore Di Mauro, so che lei sta lavorando molto sul bilancio ed
è un lavoro che sta facendo con la cancellina' piuttosto che con
la penna. Questo sarà un bilancio di sacrificio, non un bilancio di
rilancio dell'economia di questa Sicilia.
Le anticipo che il Gruppo parlamentare del PDL sarà molto critico
nell'esame del bilancio e della finanziaria perché noi non siamo
pronti ad approvare un bilancio che mette in ginocchio la Sicilia e
che mette in ginocchio, in via definitiva, lo sviluppo economico
della Sicilia.
Oggi abbiamo incontrato per la sesta volta l'associazione degli
agricoltori. Quante casse da morto devono portare davanti al
Palazzo del Parlamento per fare capire al Governo che sta mettendo
in ginocchio l'economia di questa Sicilia?
Allora, dico che va bene il disegno di legge sul credito di
imposta. Sono d'accordo che venga approvato, ma è un disegno di
legge di ordinaria programmazione. E la vera sfida di questo
Governo sta nel prossimo bilancio e nella prossima finanziaria e
non nella capacità, anzi devo dire, purtroppo, nell'incapacità
gestionale di progettare una sana programmazione europea. Le altre
regioni ad Obiettivo 1 hanno già fatto la terza rendicontazione.
Noi ancora siamo fermi al sesto bando comunitario.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha
facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore per il
bilancio, prendo la parola per formalizzare all'Aula il voto
favorevole del Gruppo parlamentare UDC al disegno di legge sul
credito di imposta.
Non ritornando però su quanto, devo dire in maniera brillante, è
stato detto da tutti i colleghi nel merito di questo importante
disegno di legge, senza ovviamente nascondere, per quanto ci
riguarda, per quanto riguarda l'UDC, l'importanza dei nuovi
investimenti che potranno effettuarsi, l'importanza dei nuovi
insediamenti produttivi che potranno determinarsi nella nostra
Regione, grazie all'approvazione di questo disegno di legge per
tutto il periodo in cui la Sicilia continuerà ad essere Obiettivo 1
dell'Unione europea, sento, invece, forte il dovere di esprimere
alcune considerazioni politiche sul percorso che ha portato questo
disegno di legge all'esito favorevole che avrà questa sera per
quanto riguarda il Gruppo dell'UDC, ma credo per quanto riguarda
tutta l'Aula.
Allora, è utile dire - non dobbiamo dimenticare il passato anche
se qualcuno, soprattutto al Governo, oggi gioca a farlo -, che
questa legge ha visto il suo avvio ed il percorso è iniziato con il
Governo Cuffaro. La legge sul credito di imposta ha iniziato a
muovere i suoi passi nella precedente legislatura, che si è poi
interrotta, come tutti sappiamo, in maniera precoce. Il disegno di
legge sul credito di imposta è stato voluto fortemente dall'UDC
nella scorsa ed in questa legislatura.
In questi giorni si è letto e si è detto un po' di tutto, io credo
a sproposito, perché il Governo per un verso ha lamentato un
ritardo da parte della Commissione Bilancio nell'esito di questa
legge. Probabilmente, al Governo è sfuggito che questo disegno di
legge è pervenuto in Commissione il 27 ottobre per la sua lettura
definitiva ed è stato esitato il 3 novembre.
Un iter velocissimo per una legge importantissima che, assessore
Di Mauro, come lei mi insegna, ha previsto e prevede alcuni giochi
della politica. Vedete, signori del Governo, il numero legale in
Commissione deve essere garantito dalla maggioranza e, se la
maggioranza non c'è, la Commissione non riesce a riunirsi.
Allora, in ragione di questa argomentazione, desidero
pubblicamente rivolgere un plauso al presidente della Commissione
Bilancio, l'onorevole Savona, che ha svolto in maniera seria il suo
ruolo istituzionale permettendo il varo di questa legge.
Desidero altresì informare il Governo, un Governo distratto, che
anche l'UDC in Commissione ha votato favorevolmente questo disegno
di legge. Ma cosa diversa è, e sarà per il futuro, garantire una
maggioranza che ha dimostrato già in Commissione Bilancio di non
esserci. Infatti, questa legge si è potuta fare e si è fatta grazie
alla presenza e al voto dei componenti dell'opposizione, uno fra
loro l'onorevole Dina dell'UDC. Ciò perché, ancora una volta,
abbiamo voluto fortemente questo disegno di legge e lo vogliamo
rendere operativo sin da questa sera.
Perché questo? Perché la nostra, signor Presidente, onorevoli
colleghi, è una opposizione costruttiva; lo è stata quando abbiamo
deciso di votare la legge sugli aiuti alle imprese; lo sarà questa
sera nel varo di questo importantissimo disegno di legge.
Però, assessore Di Mauro, conosco la sua serietà e sento forte
l'obbligo di rappresentarle il mio disagio perché non vorrei che
questo disegno di legge fosse un ulteriore spot, un ulteriore
annuncio privo di conseguenze e di cadute reali e positive
sull'economia siciliana.
Abbiamo approvato grazie alla pervicacia, all'ostinazione del
Gruppo parlamentare UDC e dell'onorevole Gianni, la legge 23.
Ebbene, l'articolo 8 di quella legge che parlava di consolidamento
dei debiti delle piccole e medie imprese, doveva già dare una
svolta. Ma è rimasta lettera morta.
Non vorremmo che anche questa legge rimanesse lettera morta. E'
l'appello che giunge da questa parte di opposizione che oggi vuole
costruire, insieme al resto dell'Assemblea, un buon disegno di
legge, insieme all'assessore per il bilancio e all'assessore per
l'industria, affinché vigilino e rendano questa legge concretamente
applicabile e concretamente propulsiva per l'economia siciliana.
Sono fortemente preoccupato della panacea dei fondi FAS, perché
questi fondi FAS non ci sono e non ci saranno. Allora, immaginare
che, a breve, una legge come questa possa trovare sostanza e
finanziamento nei fondi FAS - che non ci sono e non ci saranno a
breve -, mi preoccupa. Non vorrei che, alla fine, si trattasse di
un ulteriore annuncio politico di un Governo che poi tira a campare
in assenza di una maggioranza reale che lo sostiene.
Sono convinto che questo è un momento difficile, di grave crisi
economica. Sono convinto che questo Governo prima o poi, a partire
da questa sera e a partire da questa legge, si convincerà che è
necessario attuare tutte quelle misure e che è necessario attivare
tutte quelle risorse per dare non più solo speranze ai siciliani,
perché le speranze, purtroppo, spesso sono come le parole, restano
vuote, aleatorie e inattuate. Io sono convinto che da questa sera
tutti noi dobbiamo dare un contributo per porre in essere
condizioni reali che trasformino le speranze dei siciliani
attraverso il nostro lavoro, in certezze di una ripresa economica e
sociale.
Il Gruppo parlamentare UDC continuerà a dare il suo contributo
quando ci saranno leggi importanti come questa e per tale motivo
preannuncio il nostro voto favorevole.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non essendoci alcun altro deputato
iscritto a parlare, do la parola all'assessore Di Mauro.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato con attenzione il
dibattito che si è svolto in Aula e tutti gli intervenuti,
appartenenti ai diversi Gruppi parlamentari, hanno manifestato
interesse all'approvazione di questo disegno di legge, all'impegno
profuso in Commissione Bilancio a seguito della presentazione del
disegno di legge presentato dal Governo, rappresentando questo
disegno di legge come una sorta di opportunità per il sistema delle
imprese siciliane, un sistema rapido, un sistema efficace, un
sistema che vuole superare tutte le pastoie burocratiche che spesso
si annidano nel sistema degli aiuti alle imprese: i famosi bandi,
graduatorie, pubblicazione di graduatorie, ricorsi e nuove
pubblicazioni, hanno nel tempo segnato alcuni iter che si sono
manifestati di per sé difficoltosi.
Credo che l'accenno che è stato fatto nel corso del dibattito, di
determinare con convincimento anche un'inversione di tendenza,
debba essere esaminato dal Governo, nel senso che sul sistema dei
contributi a fondo perduto va fatta una riflessione. L'ipotesi di
concessione di contributi in conto interesse che noi abbiamo
predisposto e portato in Commissione, condiviso dalla Comunità
Europea, il cosiddetto credito di imposta, credo che sia una sorta
di fiscalità compensativa, una sorta di aiuto reale alle imprese,
in gran parte quelle esistenti, determinando la certezza
dell'investimento e il ritorno immediato.
Nel credito di imposta non ci sono dubbi sulla realizzazione
dell'iniziativa, e il lavoro che è stato fatto dal Dipartimento
delle finanze, dal Governo e dalla Commissione, ha messo insieme
una serie di imprese che hanno titolo per accedere a questa
importante rivoluzione culturale , rivoluzione che vede l'impresa,
attraverso un procedimento molto esplicito e trasparente, accedere
ad una forma di ritorno che permette, nel giro di brevissimo tempo,
per la precisione tre anni, di avere un ritorno di parte delle
somme che sono uscite dall'impresa per determinare una crescita
spesso attinente al processo industriale.
Con l'impegno che tutti quanti abbiamo messo e con le risorse che
con gli emendamenti indicheremo - abbiamo indicato in tre
emendamenti una sorta di attenzione su alcuni aspetti tecnici,
abbiamo indicato anche una misura, nell'ambito del PAR FAS, che
stabilisce che il 14 per cento del PAR FAS, vale a dire più di
seicento milioni di euro, possano essere utilizzati per il sistema
della competizione delle imprese in Sicilia -, credo che si possa
immaginare un percorso di questo tipo, un percorso che non solo è
reale ma è assolutamente gradito al sistema delle imprese.
Abbiamo omesso, o meglio ancora non abbiamo indicato, una serie di
imprese per evitare che il disegno di legge inciampi nuovamente
nella verifica da parte della Commissione Europea. Ma tutti quanti
dovremo impegnarci per un disegno di legge ulteriore che potrà dare
luogo all'inserimento di una serie di attività imprenditoriali che
anch'esse - come quelle inserite nell'allegato al disegno di legge
- hanno diritto di essere considerate imprese a cui spetta
l'effetto del ristoro economico a proposito di fiscalità
compensativa.
Ovviamente, l'effetto è di tipo moltiplicatore, c'è anche una
opportunità ulteriore rispetto alle somme che abbiamo indicato in
questo disegno di legge. Non dimentichiamo che con i Fondi
comunitari abbiamo messo da parte, rispetto alle risorse pari a sei
miliardi e seicento milioni, un 30 per cento che può essere
utilizzato per iniziative importanti.
Credo - e lo dico nella responsabilità non solo personale, come
assessore per il bilancio, ma anche come intero Governo - che se
questa misura dovesse sortire gli effetti che tutti quanti
auspichiamo, il Governo non si tirerà indietro, come credo anche i
parlamentari, per fare in modo che parte di questo tesoretto
possa essere indirizzato per un forte sostegno al sistema delle
imprese.
Mi auguro che entro oggi l'Assemblea possa esaminare ed approvare
questo disegno di legge, insieme ai tre emendamenti di carattere
tecnico che il Governo ha presentato e che vorrei brevemente
illustrare.
Il primo emendamento dà proprio una specifica di carattere tecnico
in ordine a quelle che sono le esatte risorse indicate all'articolo
11, 820 mila euro; il secondo è relativo alla soppressione del
comma 1 dell'articolo 12, cioè quello riferito alla verifica da
parte di Bruxelles - cosa che abbiamo fatto -, ed il terzo
emendamento specifica come fare fronte alle risorse di cui alle
aspettative di questo importante disegno di legge; infine, una
sorta di norma che viene corretta perché il decreto di cui
all'articolo 10, comma 1, faceva riferimento ai termini, alle
risorse che devono essere impegnate, con un decreto, oltre che del
Direttore generale delle Finanze e del Direttore generale del
Bilancio, anche dell'Autorità di gestione dei fondi FAS e
dell'Autorità di gestione dei fondi comunitari.
Concludo auspicando che l'esame del disegno di legge sia celere e
sia, soprattutto, positivo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dichiaro chiusa la discussione
generale e pongo in votazione il passaggio all'esame degli
articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1.
Imprese beneficiarie
1. La Regione concede un contributo in favore di progetti di
investimento iniziale, come definiti dagli orientamenti in materia
di aiuti di Stato a finalità regionale 2007-2013, nella forma di
credito di imposta alle imprese, ivi incluse quelle artigiane,
operanti nei settori delle attività estrattive, manifatturiere, del
turismo e dei servizi, che effettuano entro il termine del 31
dicembre 2013 nuovi investimenti nel territorio della Regione, per
un importo agevolabile per le imprese del settore del turismo non
inferiore ad euro 100 mila e non superiore ad euro 4 milioni e per
le altre imprese così determinato:
a) microimprese, anche artigiane: non inferiore ad euro 50 mila e
non superiore ad euro 500 mila;
b) piccole imprese: non inferiore ad euro 100 mila e non superiore
ad euro un milione;
c) medie e grandi imprese: non inferiore ad euro 500 mila e non
superiore ad euro 4 milioni.
2. Il contributo di cui al comma 1 è concesso alle piccole e medie
imprese (PMI), di seguito denominate PMI, operanti nel settore
della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli,
ivi incluse quelle agricole di cui all'articolo 1 del decreto
legislativo 18 maggio 2001, n. 228, che realizzano nuovi
investimenti nel territorio della Regione con riferimento alla sola
trasformazione dei prodotti agricoli.
3. Il contributo di cui al comma 1 è concesso, altresì, alle
imprese operanti nei settori della trasformazione dei prodotti
della pesca e dell'acquacoltura di cui all'allegato I del Trattato
che istituisce la Comunità europea, e successive modifiche ed
integrazioni, che realizzano nuovi investimenti nel territorio
della Regione.
4. Il contributo di cui alla presente legge è riservato
prioritariamente, per una quota pari al cinquanta per cento delle
risorse annualmente stanziate, alle imprese manifatturiere.
5. In ogni caso, una quota pari al venti per cento delle risorse
annualmente e complessivamente stanziate è destinata ai contributi
per progetti di investimento iniziale delle imprese ubicate in zone
agricole svantaggiate.
6. Le quote delle risorse discendenti dalle disponibilità che
residuano annualmente dalle riserve di cui ai commi 4 e 5 è
impiegata per le finalità di cui alla presente legge secondo i
criteri previsti dalla medesima.
7. Nell'allegato, che fa parte integrante della presente legge,
sono specificate le singole attività dei settori individuati ai
precedenti commi.
8. L'agevolazione di cui alla presente legge non si applica alle
imprese in difficoltà ai sensi degli Orientamenti comunitari sugli
aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese
in difficoltà' (pubblicati nella G.U.U.E. n. C 244 dell'1 ottobre
2004), alle imprese che operano nei settori dell'industria
carbonifera, dell'industria siderurgica, delle fibre sintetiche,
come definiti rispettivamente negli allegati I e II degli
Orientamenti in materia di aiuti di stato a finalità regionale 2007-
2013 in G.U.U.E. C 54 del 4 marzo 2006, alle imprese operanti nei
settori creditizio, finanziario e assicurativo, ai grandi progetti
d'investimento di cui al paragrafo 4.3 degli Orientamenti in
materia di aiuti di stato a finalità regionale 2007-2013 e ai
progetti di investimento effettuati dalle imprese di cui al comma
2, qualora le spese ammissibili eccedano il massimale di cui al
punto 45 degli Orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato nel
settore agricolo e forestale 2007-2013' (pubblicati nella Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea n. C 319 del 27 dicembre 2006).
9. Le agevolazioni previste dalla presente legge sono concesse nel
rispetto delle regole di cumulo di cui al paragrafo 4.4. degli
Orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale
2007-2013', eccetto che per i settori di cui al comma 3, per i
quali, in caso di intervento concomitante di altri aiuti di
provenienza locale, regionale, nazionale o comunitaria, trovano
applicazione i massimali d'intensità indicati nella tabella di cui
all'Allegato II al Regolamento (CE) n. 1198/2006 del Consiglio del
27 luglio 2006 relativo al Fondo europeo per la pesca' (pubblicato
nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea n. L 223 del 15
agosto 2006)».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2.
Misura dell'agevolazione
1. Il credito d'imposta compete nelle seguenti misure:
a) per le PMI operanti nel settore della trasformazione dei
prodotti agricoli di cui all'Allegato I del Trattato CE in prodotti
compresi nel medesimo Allegato I, ubicate in zone agricole
svantaggiate: 85 per cento dei massimali di intensità di aiuto
previsti dagli Orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato nel
settore agricolo e forestale 2007-2013' (pubblicati nella Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea n. C 319 del 27 dicembre 2006);
b) negli altri casi: 80 per cento dei massimali di intensità di
aiuto previsti rispettivamente per le grandi, medie e piccole
imprese, dalla Carta italiana degli aiuti a finalità regionale per
il periodo 2007-2013, dalla tabella di cui all'Allegato II al
Regolamento (CE) n. 1198/2006 del Consiglio del 27 luglio 2006
relativo al Fondo europeo per la pesca' e, per le PMI operanti nel
settore della trasformazione dei prodotti agricoli,
rispettivamente, dagli Orientamenti comunitari per gli aiuti di
Stato nel settore agricolo e forestale 2007-2013', se il prodotto
trasformato rientra tra quelli di cui all'Allegato I del Trattato
CE, e dalla Carta italiana degli aiuti a finalità regionale per il
periodo 2007-2013, se il prodotto trasformato non rientra tra
quelli di cui al predetto Allegato I».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3.
Credito di imposta per le PMI derivanti da concentrazione di
imprese esistenti
1. Al fine di favorire la crescita dimensionale delle piccole e
medie imprese, il contributo di cui all'articolo 1 è concesso,
altresì, alle PMI operanti nei settori di cui ai commi 1, 2 e 3
dell'articolo 1, derivanti da processi di concentrazione di due o
più imprese esistenti, nella misura maggiormente vantaggiosa tra
quelle indicate nelle seguenti tabelle A) e B), rispettivamente con
riferimento al numero di dipendenti dell'impresa richiedente, o, in
alternativa, alla somma dei fatturati delle società partecipanti al
processo di concentrazione:
TABELLA A)
Percentuale di aiuto rispetto ai massimali
previsti per le PMI dalla Carta italiana
degli aiuti a finalità regionale per il Numero
periodo 2007-2013, dagli Orientamenti dipendenti
comunitari per gli aiuti di Stato nel settore
agricolo e forestale 2007-2013 e dalla
tabella di cui all'Allegato II al
Regolamento (CE) n. 1198/2006 del Consiglio
del 27 luglio 2006 relativo al Fondo europeo
per la pesca
100% da 200 a
249
95% da 151 a
199
90% da 10 a
150
TABELLA B)
Percentuale di aiuto rispetto ai
massimali previsti per le PMI dalla
Carta italiana degli aiuti a finalità Classe di
regionale per il periodo 2007-2013, fatturato
dagli Orientamenti comunitari per gli (in milioni di
aiuti di Stato nel settore agricolo e euro)
forestale 2007-2013 e dalla tabella di
cui all'Allegato II al Regolamento
(CE) n. 1198/2006 del Consiglio del 27
luglio 2006 relativo al Fondo europeo
per la pesca
100% uguale a 40 e
inferiore a 50
95% uguale a 30 e
inferiore a 40
90% uguale a 2 e
inferiore a 30
2. Per fatturato di cui al comma 1 si intende la somma dei ricavi
dei valori della produzione netta risultante dalle dichiarazioni
presentate dalle società partecipanti al processo di concentrazione
relativamente al secondo periodo di imposta precedente a quello in
cui la concentrazione è ultimata.
3. Fermi restando i limiti minimi di investimento agevolabile di
cui al comma 1 dell'articolo 1, gli investimenti di cui al presente
articolo sono agevolabili fino ad un importo ammissibile di euro 8
milioni».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4.
Processo di concentrazione delle imprese
1. Le imprese che hanno attuato il processo di concentrazione
devono rispettare le seguenti condizioni:
a) il processo di concentrazione deve essere avviato dopo
l'entrata in vigore della presente legge ed ultimato, avuto
riguardo agli effetti civili, nel periodo compreso tra la data di
entrata in vigore della presente legge e la presentazione della
istanza di cui all'articolo 7;
b) l'istanza di agevolazione deve essere presentata entro e non
oltre dodici mesi dalla data di ultimazione del processo di
concentrazione;
c) tutte le imprese che partecipano al processo di concentrazione
devono avere sede in Stati membri dell'Unione europea ovvero dello
Spazio economico europeo ed essere operative da almeno due anni;
d) il processo di concentrazione non deve interessare imprese tra
le quali sussiste il rapporto di controllo di cui all'articolo 2359
del codice civile ovvero che sono direttamente o indirettamente
controllate dalla stessa persona fisica, tenuto conto anche delle
partecipazioni detenute dai familiari di cui all'articolo 5 del
testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 e successive
modifiche e integrazioni».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5.
Definizione del processo di concentrazione
1. Ai fini degli articoli 3 e 4, per concentrazione si intende:
a) la costituzione di un'unica nuova impresa per effetto
dell'aggregazione di più imprese mediante fusione;
b) l'incorporazione di una o più imprese da parte di altra
impresa.
2. La concentrazione si considera realizzata anche attraverso
l'acquisizione del controllo di società, di cui all'articolo 2359
del codice civile, la partecipazione finanziaria al fine di
esercitare l'attività di direzione e coordinamento ai sensi degli
articoli da 2497 a 2497 septies del codice civile e la costituzione
del gruppo cooperativo previsto dall'articolo 2545 septies del
codice civile.
3. La concentrazione si considera avviata nei casi di fusione e di
fusione per incorporazione con l'ultima iscrizione del progetto di
fusione nel registro delle imprese del luogo dove hanno sede le
società partecipanti».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6.
Modalità applicative
1. Il credito di imposta, determinato con riguardo ai nuovi
investimenti eseguiti in ciascun periodo d'imposta, va indicato
nella dichiarazione dei redditi relativa all'anno di maturazione ed
è utilizzabile esclusivamente in compensazione, ai sensi
dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 e
successive modifiche ed integrazioni, a decorrere dalla data di
sostenimento dei costi.
2. I soggetti comunque ammessi ai benefici di cui alla presente
legge, indicano nella dichiarazione annuale dei redditi relativa
all'esercizio in cui sono effettuati gli investimenti, l'ammontare
dei nuovi investimenti effettuati, l'ammontare del contributo
utilizzato in compensazione, nonché ogni altro elemento ritenuto
utile indicato nelle istruzioni dei modelli della predetta
dichiarazione.
3. Per nuovi investimenti si intendono le acquisizioni di beni
strumentali nuovi di cui agli articoli 102, 102 bis e 103 del testo
unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 e successive
modifiche ed integrazioni, esclusi i costi relativi all'acquisto di
autovetture, autoveicoli con tara inferiore a 5 Q, autocarri
derivati da autovetture, motoveicoli e simili, di mobili e
macchine ordinarie di ufficio' di cui alla tabella approvata con
decreto 31 dicembre 1988, del Ministro delle finanze pubblicato nel
supplemento ordinario della Gazzetta ufficiale n. 27 del 2 febbraio
1989, e successive modifiche ed integrazioni, concernente i
coefficienti di ammortamento', destinati a strutture produttive
già esistenti o che vengono impiantate nel territorio regionale.
Per gli investimenti effettuati mediante contratti di locazione
finanziaria, si assume il costo sostenuto dal locatore per
l'acquisto dei beni; detto costo non comprende le spese di
manutenzione. La locazione finanziaria di terreni e di immobili
deve proseguire per almeno cinque anni dopo la data prevista di
completamento del progetto di investimento per le imprese di grandi
dimensione e per tre anni per le PMI. Per le grandi imprese, come
definite ai sensi della normativa comunitaria, i costi di
investimento in attivi immateriali derivanti da trasferimenti di
tecnologia mediante l'acquisto di diritti di brevetto, licenze,
Know-how o conoscenze tecniche non brevettate sono ammissibili solo
fino al 50 per cento della spesa di investimento totale ammissibile
per il progetto. I beni immateriali devono essere utilizzati
esclusivamente nella struttura produttiva in cui sono realizzati
gli investimenti rilevanti ai fini dell'agevolazione, essere
considerati ammortizzabili, essere acquistati da terzi a condizioni
di mercato, figurare all'attivo e restare nello stabilimento del
beneficiario dell'agevolazione per un periodo di almeno cinque
anni per le imprese di grandi dimensioni e di tre anni per le PMI.
I terreni e gli immobili sono ammissibili alle agevolazioni per un
importo totale non superiore al 25 per cento del costo complessivo
del progetto d'investimento iniziale proposto».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Articolo 7.
Modalità di fruizione del contributo
1. Per fruire del contributo le imprese presentano un'istanza, il
cui modello è approvato con apposito provvedimento, indicante i
propri elementi identificativi, il settore di appartenenza, il
limite di intensità di aiuto utilizzabile, l'ammontare complessivo
dei nuovi investimenti ed il credito spettante, nonché contenente
l'impegno, a pena di disconoscimento del beneficio, ad avviare la
realizzazione degli investimenti, successivamente alla data di
accoglimento dell'istanza stessa e comunque entro sei mesi dalla
predetta data. L'istanza deve, inoltre, riportare i contenuti della
perizia giurata di cui al comma 3, con particolare riferimento alla
descrizione del progetto di investimento proposto ed alla
attestazione indicante in quale delle tipologie di investimento
iniziale previste dal paragrafo 4, punto 34, degli Orientamenti in
materia di aiuti di Stato a finalità regionale 2007-2013' rientra
il predetto progetto.
2. L'istanza, da inoltrarsi in via telematica, deve, altresì
contenere:
a) gli altri dati indicati nel provvedimento di approvazione del
modello di istanza;
b) la dichiarazione prevista dal comma 11 dell'articolo 16 bis,
della legge 4 febbraio 2005, n. 11 e successive modifiche ed
integrazioni;
c) la dichiarazione relativa al possesso del documento unico di
regolarità contributiva di cui al comma 553 dell'articolo 1, della
legge 23 dicembre 2005, n. 266 e successive modifiche ed
integrazioni;
d) l'indicazione, ai fini del rispetto delle regole del cumulo di
cui al paragrafo 4.4. degli Orientamenti in materia di aiuti di
Stato a finalità regionale 2007-2013', dell'ammissione o meno del
progetto di investimento per il quale è richiesto il contributo ad
altre agevolazioni pubbliche e, in caso affermativo, l'indicazione
del loro ammontare;
e) la dichiarazione di non essere un'impresa in difficoltà ai
sensi degli Orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il
salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà'
(pubblicati nella G.U.U.E. n. C 244 del 1 ottobre 2004);
f) nel caso di imprese operanti nel settore di cui al comma 2
dell'articolo 1, la dichiarazione di coerenza del progetto di
investimento iniziale proposto con il Programma di sviluppo rurale
- Sicilia 2007/2013 - Misura 5.3.1.2.3 Accrescimento del valore
aggiunto dei prodotti agricoli e forestali (123)';
g) nel caso di imprese operanti nel settore di cui al comma 3
dell'articolo 1, la dichiarazione che il progetto di investimento
iniziale proposto non riguarda prodotti della pesca e
dell'acquacoltura destinati ad essere utilizzati e trasformati per
fini diversi dal consumo umano, salvo qualora si tratti
d'investimenti concernenti esclusivamente il trattamento e la
trasformazione degli scarti dei prodotti della pesca e
dell'acquacoltura, nonché, la dichiarazione che il predetto
progetto d'investimento è finalizzato al perseguimento di uno o più
dei seguenti obiettivi: migliorare le condizioni di lavoro;
migliorare e monitorare le condizioni di igiene o di salute
pubblica o la qualità dei prodotti; produrre prodotti di alta
qualità destinati a nicchie di mercato; ridurre l'impatto negativo
sull'ambiente; migliorare l'uso delle specie poco diffuse, dei
sottoprodotti e degli scarti; produrre nuovi prodotti, applicare
nuove tecnologie o sviluppare metodi di produzione innovativi;
h) nel caso di imprese di grandi dimensioni, la dichiarazione che
le spese per investimenti immateriali ammissibili non superano il
50 per cento della spesa di investimento totale ammissibile per il
progetto;
i) nel caso di PMI di cui all'articolo 3, la dichiarazione che il
processo di concentrazione è stato ultimato nel periodo previsto
dal comma 1 dell'articolo 4, con l'indicazione della data di
ultimazione, del numero dei dipendenti e del fatturato di cui al
comma 2 dell'articolo 3;
j) l'impegno a rendere disponibile, ai fini delle verifiche e dei
controlli, sin dall'ammissione all'agevolazione, l'originale della
perizia giurata di cui al comma 3, nonché a trasmettere, la stessa
per il tramite del perito giurato che l'ha redatta, entro il
termine perentorio di trenta giorni dall'ammissione
all'agevolazione, a pena di decadenza dalla stessa, mediante posta
elettronica certificata e firma digitale, secondo le modalità
previste dalla vigente normativa in materia;
k) l'impegno a partecipare, in forma priva di qualsiasi sostegno
pubblico, al finanziamento dell'investimento con un apporto pari ad
almeno il 25 per cento dell'ammontare dell'investimento stesso;
l) l'impegno a mantenere l'investimento per un periodo minimo di
cinque anni, ovvero di tre anni per le PMI, dopo il suo
completamento.
3. La perizia giurata è redatta da un professionista all'uopo
abilitato, iscritto in un albo professionale legalmente
riconosciuto ed esterno alla struttura dell'impresa richiedente e
deve descrivere il progetto d'investimento, attestando, altresì, in
quale delle tipologie di investimento iniziale previste dal citato
paragrafo 4, punto 34, degli Orientamenti in materia di aiuti di
Stato a finalità regionale 2007-2013' rientri il predetto progetto.
4. Le imprese che, presentata l'istanza ai sensi del presente
articolo, non ne abbiano ottenuto l'accoglimento per esaurimento
delle risorse finanziarie disponibili nell'anno di presentazione,
possono rinnovare la richiesta relativamente al medesimo progetto
di investimento, esponendo un importo non superiore a quello
indicato nell'istanza non accolta, nonché gli altri dati di cui
alla predetta istanza. Rispettate tali condizioni, le imprese
conservano l'ordine di priorità conseguito con la precedente
istanza non accolta.
5. In via telematica e con procedura automatizzata, viene
rilasciata certificazione della data di avvenuta presentazione
della domanda, e sono esaminate le istanze di ammissione al
beneficio, dando precedenza, secondo l'ordine cronologico di
presentazione, alle domande presentate nell'anno precedente e non
accolte per esaurimento dei fondi stanziati.
6. Entro trenta giorni lavorativi dalla presentazione delle
istanze, viene comunicato, in via telematica, l'accoglimento o
l'eventuale diniego del contributo, nel caso in cui manchi uno
degli elementi di cui ai commi 1 e 2, nel caso in cui il progetto
di investimento proposto non risulti rientrare in alcuna delle
tipologie di investimento iniziale previste dal paragrafo 4, punto
34 degli Orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità
regionale 2007-2013', ovvero per l'esaurimento dei fondi stanziati
e comunque, ove non risultino rispettati i presupposti e le
condizioni previsti dalla presente legge per la fruizione del
credito di imposta.
7. Le istanze rinnovate, ovvero, presentate per la prima volta,
espongono la pianificazione degli investimenti scelta dalle imprese
richiedenti, con riferimento all'anno nel quale l'istanza viene
presentata e ai due anni immediatamente successivi.
8. Qualora gli investimenti pianificati ed esposti nella istanza,
ai sensi del comma 7, non risultino effettuati entro i due anni
successivi a quello di accoglimento, l'impresa beneficiaria decade
dall'intera agevolazione. L'utilizzo del credito di imposta è
consentito esclusivamente entro i limiti dell'importo maturato in
ragione degli investimenti realizzati e comunque nel rispetto dei
limiti di utilizzazione massimi, pari al 30 per cento, nell'anno di
presentazione dell'istanza e al 70 per cento nell'anno successivo.
La parte di credito eccedente i predetti massimali annui, può
essere fruita entro il secondo anno successivo a quello di
accoglimento dell'istanza. Tuttavia, in caso di incapienza, il
contribuente può utilizzare il credito residuo anche
successivamente e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2015.
9. Per le imprese di cui all'articolo 3, a pena di decadenza
dall'agevolazione, la concentrazione deve avere una durata di
almeno cinque anni dalla data di ultimazione della stessa.
10. Se i beni oggetto dell'agevolazione non entrano in funzione
entro il secondo periodo d'imposta successivo a quello della loro
acquisizione o ultimazione, il credito d'imposta è rideterminato
escludendo dagli investimenti agevolati il costo dei beni non
entrati in funzione. Se entro il quinto o, per le PMI il terzo,
periodo d'imposta successivo a quello nel quale sono entrati in
funzione, i beni sono dismessi, ceduti a terzi, destinati a
finalità estranee all'esercizio dell'impresa o destinati a
strutture produttive diverse da quelle che hanno dato diritto
all'agevolazione, ovvero - nel caso di terreni ed immobili
acquisiti con contratti di locazione finanziaria - se la locazione
non prosegua per almeno cinque anni per le grandi imprese e tre
anni per le PMI, il credito d'imposta è rideterminato escludendo
dagli investimenti agevolati il costo dei beni anzidetti. Per i
beni diversi da terreni ed immobili, acquisiti in locazione
finanziaria, nel caso in cui non venga esercitato il riscatto, il
credito d'imposta è rideterminato escludendo dagli investimenti
agevolati il costo dei beni anzidetti. Nelle ipotesi di cui al
presente comma, il credito d'imposta indebitamente utilizzato deve
essere versato entro il termine per il versamento a saldo
dell'imposta sui redditi dovuta per il periodo d'imposta in cui si
verificano le ipotesi ivi indicate.
11. Le risorse derivanti da rinunce, da revoche, o da
rideterminazioni, anche parziali, dei contributi, sono utilizzate
per accogliere le richieste non ammesse per insufficienza di
disponibilità, secondo l'ordine cronologico di presentazione.
12. Le modalità di trasmissione telematica previste dal presente
articolo sono disciplinate dalle disposizioni contenute
nell'articolo 3 del regolamento di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, come sostituito
dall'articolo 3 del regolamento di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 7 dicembre 2001, n. 435».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Articolo 8.
Disposizioni attuative, verifiche e sanzioni
1. Con uno o più decreti del dirigente generale del Dipartimento
regionale finanze e credito dell'Assessorato regionale del bilancio
e delle finanze, da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge, sentiti, entro trenta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, i
dirigenti generali del Dipartimento industria dell'Assessorato
regionale dell'industria, del Dipartimento interventi strutturali
dell'Assessorato regionale dell'agricoltura e delle foreste e del
Dipartimento pesca dell'Assessorato regionale della cooperazione,
del commercio, dell'artigianato e della pesca e previa intesa con
l'Agenzia delle entrate, sono individuati gli uffici competenti a
ricevere le istanze e le perizie giurate di cui all'articolo 7 ed
emanate le disposizioni per l'effettuazione delle verifiche
necessarie a garantire la corretta applicazione delle presente
legge.
2. Per l'espletamento delle attività di accertamento, riscossione
e contenzioso, secondo le disposizioni in materia di imposte sui
redditi, è prevista la stipula con l'Agenzia delle entrate della
convenzione di cui all'articolo 11.
3. In caso di mancato rispetto degli obblighi previsti dalla
normativa comunitaria si applicano le sanzioni di cui all'articolo
9 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123 e successive
modificazioni ed integrazioni.
4. Qualora venga accertato il mancato rispetto dei presupposti e
delle condizioni previsti per la fruizione del credito di imposta,
si procede al recupero dell'importo indebitamente fruito, dei
relativi interessi e delle sanzioni applicabili, secondo le
disposizioni previste dai commi 421, 422 e 423 dell'articolo 1
della legge 30 dicembre 2004, n. 311 e successive modifiche ed
integrazioni e per quanto non disciplinato si applicano le
disposizioni in materia di imposte sui redditi».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Articolo 9.
Norme di salvaguardia comunitaria
1. Le agevolazioni sono concesse nel rispetto delle specifiche
discipline settoriali comunitarie.
2. Le modifiche al regime di aiuti di cui alla presente legge, già
autorizzato nel testo vigente dalla Commissione europea, sono
subordinate alla positiva definizione della procedura di cui
all'articolo 88 del Trattato istitutivo della Comunità Europea.
3. Per quanto non espressamente previsto dalla presente legge si
applicano gli Orientamenti in materia di aiuti di stato a finalità
regionale 2007-2013', gli Orientamenti comunitari per gli aiuti di
Stato nel settore agricolo e forestale 2007-2013' e gli
Orientamenti per l'esame degli aiuti di stato nel settore della
pesca e dell'acquacoltura' (pubblicati nella Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea n. C 84 del 3 aprile 2008)».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Articolo 10.
Risorse finanziarie
1. Ai fini dell'autorizzazione comunitaria sulle misure
agevolative previste dalla presente legge, le risorse finanziarie
impegnate per il periodo 2008-2013 non possono superare
complessivamente i seguenti importi:
a) 1,5 miliardi di euro per le agevolazioni riguardanti le imprese
operanti nei settori delle attività estrattive, manifatturiere, del
turismo e dei servizi di cui al comma 1 dell'articolo 1;
b) 500 milioni di euro per le agevolazioni riguardanti le imprese
operanti nei settori della trasformazione dei prodotti agricoli di
cui al comma 2 dell'articolo 1;
c) 400 milioni di euro per le agevolazioni previste per le imprese
operanti nei settori della trasformazione dei prodotti della pesca
e dell'acquacoltura di cui al comma 3 dell'articolo 1.
2. Con decreto del Dirigente generale del Dipartimento finanze e
credito dell'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze, da
emanarsi entro il 31 gennaio, previo parere della competente
Commissione legislativa dell'Assemblea regionale siciliana, è
annualmente determinato il limite massimo dei contributi da
concedere alle imprese di cui agli articoli 1 e 3».
Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
- dagli onorevoli Cracolici, Lupo, Galvagno e Oddo:
emendamento10.2:
«Alla fine del comma 2 dell'articolo 10 è aggiunta la seguente
frase: Per l'anno 2010 è prevista la spesa di 200 milioni di euro
da prelevare dai fondi FAS e dal P.O. FESR 2007/2013 .»;
-dal Governo: emendamento 10.1:
«Al comma 1 è soppressa la parola impegnate'.
Al comma 2 dell'articolo 10, dopo le parole da emanarsi entro il
31 gennaio sono aggiunte le parole d'intesa, al fine di
individuare le risorse da utilizzare sui relativi programmi, con le
Autorità di gestione delle risorse FAS e del P.O. FESR 2007 - 2013
e le parole il limite massimo sono sostituite con le parole nei
limiti di cui al comma 1, l'ammontare complessivo ».
Pongo in votazione l'emendamento 10.1. Il parere della
Commissione?
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
CRACOLICI. Dichiaro di ritirare l'emendamento 10.2.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 10, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
«Articolo 11.
Convenzione per l'applicazione delle disposizioni
agevolative
1. All'esercizio delle funzioni discendenti dall'applicazione
della presente legge, provvede la Regione che può avvalersi, previa
stipula di apposita convenzione di cui all'articolo 7 della legge
regionale 3 maggio 2001, n. 6 e successive modifiche ed
integrazioni, dei competenti organi statali ai sensi del comma 1
dell'articolo 8 del D.P.R. 26 luglio 1965, n. 1074 con oneri a
carico del bilancio regionale U.P.B. 4.3.1.5.3, capitolo 216524,
che vengono valutati in 820 migliaia di euro per il triennio 2009-
2011».
Comunico che è stato presentato gal Governo l'emendamento 11.1:
«Al comma 1 dell'art. 11 il periodo con oneri a carico del
bilancio regionale U.P.B. 4.3.1.5.3, capitolo 216524, che vengono
valutati in 820 migliaia di euro per il triennio 2009-2011. è
sostituito dal seguente: Al relativo onere valutato in 820
migliaia di euro per ciascun anno del triennio 2009 - 2011, si
provvede, nell'esercizio finanziario 2009 con le disponibilità
dell'U.P.B. 4.3.1.5.3, capitolo 216524 del bilancio della Regione
per l'esercizio finanziario medesimo. Per gli anni 2010 - 2011 il
relativo onere trova riscontro nel bilancio di previsione della
Regione per il triennio 2009 - 2011, U.P.B. 4.2.1.5.2. -
accantonamento 1004. »
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 11, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
«Articolo 12.
Regolazioni contabili
1. In considerazione della previsione di cui al comma 2
dell'articolo 9, le spese a carico del bilancio regionale relative
agli interventi della presente legge sono autorizzate
contestualmente alla definizione positiva del procedimento di
controllo comunitario.
2. Per le finalità della presente legge il dipartimento regionale
finanze e credito è autorizzato ad integrare le somme previste dal
comma 1 con parte delle risorse, laddove utilizzabili per tali
scopi, provenienti dai fondi FAS regionali e dagli strumenti
operativi di programmazione comunitaria per il periodo 2007-2013
trasferite alla Regione.
3. Per le finalità previste dal comma 2, il ragioniere generale
della Regione è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le
occorrenti variazioni al bilancio della Regione».
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 12.1:
«Il comma 1 è soppresso.
Il comma 2 è sostituito con il seguente:
2. Per le finalità della presente legge nei limiti degli importi
indicati dal comma 1 dell'articolo 10 è autorizzata, con le
modalità ed i vincoli stabiliti dal decreto previsto dal comma 2
dell'articolo 10, l'utilizzazione delle disponibilità delle risorse
FAS a titolarità regionale - priorità 6 Competitività e sviluppo
delle attività produttive nonché l'utilizzo di risorse rinvenienti
da strumenti operativi di programmazione comunitaria per il periodo
2007-2013 trasferite alla Regione .»
Il parere della Commissione?
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 12, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:
«Articolo 13.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 19.16, è ripresa alle ore 19.26)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Oddo
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini
del giorno:
- numero 172 «Misure per sbloccare per intero le risorse per
interventi nelle aree artigianali», degli onorevoli Vinciullo,
Falcone, Pogliese, Aricò e Caputo;
- numero 177 «Esenzione dall'IRAP per il quinquennio 2009-2013 a
favore delle imprese siciliane», dell'onorevole D'Asero. Ne do
lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
con decreto del Dirigente generale n. 1884/35 dell'Assessorato
regionale Cooperazione, commercio, artigianato e pesca, è stata
approvata la graduatoria delle istanze ammesse, presentate dalle
Amministrazioni comunali, riguardanti gli interventi di nuova
realizzazione e/o completamenti e riqualificazione e centri servizi
nelle aree artigianali;
con il predetto d.d.g., i progetti ammessi a finanziamento sono
56, di cui:
a) n. 37, per un importo di 92.784.105,00 euro, trovano copertura
finanziaria con fondi regionali per 11.000.000,00 euro e con fondi
del POR FESR 2007-2013, linee d'intervento 5.1.2.1, 5.1.2.2 e
5.1.2.3, categoria di spesa 78 'Infrastrutture edilizie' per
81.784.105,00 euro;
b) n.19, per un importo di 48.614.166 euro, risultano inseriti in
graduatoria, ma al momento senza copertura finanziaria;
la copertura finanziaria complessiva delle linee d'intervento
5.1.2.1 - 5.1.2.2 (linee accorpate) e 5.1.2.3, categoria di spesa
78 'Infrastrutture edilizie', è pari ad euro 104.648.775,00;
con la predetta graduatoria si sta utilizzando, così come previsto
dalla delibera di Giunta regionale n. 83 del 6 marzo 2009, una
somma pari ad euro 81.784.105 (70 per cento della dotazione
finanziaria delle linee d'intervento), e pertanto resta un residuo
di euro 22.864.670,00 che dovrà essere adoperato per finanziare
altri progetti già inseriti nella predetta graduatoria;
considerato che la predetta delibera di Giunta regionale n. 83 del
6 marzo 2009 autorizza l'avvio del programma operativo di
riferimento FESR 2007/2013 con una percentuale di risorse pari al
70 per cento del totale assegnato ad ogni singolo dipartimento,
senza destinare il rimanente 30 per cento ad altre finalità,
peraltro non previste dalla legge;
tenuto conto che:
l'applicazione di quanto stabilito dalla delibera di Giunta n. 83
del 6 marzo 2009 non permette il finanziamento di alcuni progetti
ritenuti ammissibili e finanziabili dallo stesso Assessorato
Cooperazione, causando quindi un danno rilevante a quelle
Amministrazioni comunali che speravano in tali contributi per il
rilancio delle proprie aree artigianali;
le uniche graduatorie attive sono quelle de quibus e che non è
pensabile che, nell'anno in corso, possano essere attivate e rese
operative altre graduatorie che sarebbero suscettibili di ricorso
da parte degli enti locali già in graduatoria,
impegna il Governo della Regione
a sbloccare gli interi importi previsti per le aree degli
interventi di nuova realizzazione e/o completamento e
riqualificazione e centri servizi nelle aree artigianali,
annullando, di fatto, quanto stabilito dalla delibera di Giunta
regionale n. 83 del 6 marzo 2009 che autorizza l'avvio del
programma operativo di riferimento FESR 2007/2013 con una
percentuale di risorse pari al 70 per cento del totale assegnato ad
ogni singolo dipartimento». (172)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che la Regione siciliana, attraverso l'esenzione
dall'imposta sulle attività produttive (IRAP), disposta con gli
articoli 13, 14, e 15 della legge regionale n. 21 del 2003, ha
favorito la creazione di nuove imprese e lo sviluppo di quelle già
esistenti;
considerato che l'applicazione dei succitati articoli ha prodotto
un consistente beneficio alle nuove imprese, facendo accrescere il
numero di giovani e donne che hanno investito scommettendo sulla
propria iniziativa imprenditoriale;
ritenuto che la prosecuzione degli aiuti in esenzione - scaduta al
dicembre 2008 - alla luce dei positivi esiti riscontrati, vada
riconfermata e rafforzata come elemento imprescindibile di una
efficace politica di programmazione,
impegna il Governo della Regione
e per esso l'Assessore per il bilancio e le finanze
a predisporre una norma volta a riconfermare le disposizioni degli
articoli 13, 14 e 15 della legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21,
per ulteriori cinque periodi d'imposta, relativi al quinquennio
2009/2013». (177)
Si passa all'ordine del giorno numero 172. Ha facoltà di parlare
l'onorevole Vinciullo per illustrarlo.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli assessori, onorevoli
colleghi, l'Assessorato regionale Cooperazione ha approvato la
graduatoria delle istanze ammesse riguardanti gli interventi di
nuova realizzazione, completamento e riqualificazione dei centri di
servizi nelle aree artigianali. Con il predetto decreto del
Direttore generale, sono stati ammessi 56 progetti.
L'assessore Di Mauro, opportunamente, in una serie di conferenze
stampa e di comunicazioni che ha reso agli organi di stampa, ci ha
informato che tutti i progetti che erano stati ritenuti validi da
parte del Direttore generale, erano stati finanziati.
Tuttavia, nell'utilizzare la somma impegnata, anziché utilizzare
l'intero 100 per cento si è pensato di utilizzare il 70 per cento
della dotazione finanziaria delle linee di intervento, lasciando
quindi inutilizzato il 30 per cento, per cui alcuni progetti
rimarranno esclusi.
E non solo Dal momento che non abbiamo più la possibilità di fare
un nuovo bando, non abbiamo la possibilità di consentire ad altre
amministrazioni comunali di presentare progetti perché le somme
vanno impegnate entro il 30 dicembre di quest'anno, con
quest'ordine del giorno noi chiediamo al Governo della Regione di
impegnarsi in maniera tale che tutte le somme possano essere
utilizzate, anche perché altrimenti si corre il rischio di un lungo
contenzioso tra i comuni esclusi e la Regione, dal momento che
appare almeno improprio l'atteggiamento della Regione che, da una
parte, decide di stanziare una somma pari ad 81 milioni di euro, e
dall'altra decide poi di utilizzarne solo il 70 per cento. Tenuto
conto che parliamo di fondi finalizzati, si vorrebbe capire per
quali fini dovrebbe essere utilizzato questo 30 per cento.
Vedete, i comuni esclusi si stanno giustamente preparando ad un
contenzioso con l'Amministrazione pararegionale e noi corriamo il
rischio di perdere i ricorsi, ma soprattutto corriamo il rischio di
perdere le somme che sono state stanziate, dal momento che, ripeto,
entro la fine dell'anno non ci sono altre finalità per le quali
queste somme possono essere utilizzate.
L'Assessore Di Mauro aveva già fatto delle dichiarazioni in cui
asseriva che tutti i cinquantasei progetti sarebbero stati
finanziati.
So e ne prendo atto favorevolmente che l'assessore Bufardeci ha
emanato un provvedimento, portato in giunta di Governo, dove è
previsto lo sblocco di queste somme pari al trenta per cento,
proprio per destinarle alle aree PIP, anche perché queste somme
andrebbero destinate a nulla perché non potrebbero essere
utilizzate per altre finalità.
BUFARDECI, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Onorevoli colleghi, in relazione
all'intervento dell'onorevole Vinciullo e all'ordine del giorno
presentato, oggettivamente, l'amministrazione si trova nella
condizione di potere ritenere che questo 70 per cento possa non
essere sufficiente alle esigenze complessivamente maturate, ma per
una ragione che è quella che a monte ha determinato la quota del 70
per cento come importo immediatamente spendibile, solo per una
ragione di rispetto ad una indicazione, che è quella di
confrontarsi per la successiva spesa del 30 per cento in sede di
rimodulazione.
Raccolgo l'impegno che mi viene proposto dai firmatari dell'ordine
del giorno come raccomandazione che il Governo terrà nella dovuta
considerazione per operare, di conseguenza, anche lo sblocco della
restante parte.
PRESIDENTE. I firmatari sono disponibili ad accettarlo come
raccomandazione per il Governo?
VINCIULLO. Chiedo che l'ordine del giorno venga posto in
votazione.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 172. Il
parere del Governo?
BUFARDECI, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 177 «Esenzione dall'IRAP per
il quinquennio 2009-2013 a favore delle imprese siciliane»,
dell'onorevole D'Asero.
D'ASERO, relatore e vicepresidente della Commissione. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Onorevoli
colleghi, l'importante iniziativa che la Regione siciliana ha
realizzato negli anni 2003-2008, circa l'esenzione IRAP dovuta
all'incremento di attività nell'ultimo triennio, viene a scadere
con l'esercizio 2008, quindi sulla dichiarazione dei redditi
presentata nel 2009.
La sollecitazione che viene fatta su questa importante iniziativa
è quella di segnalare al Governo la necessità di ripercorrere una
strada che ha prodotto risultati e quindi possiamo dire è stato un
percorso virtuoso e quando c'è una cosa di positivo è bene che
venga ripetuta.
In questo senso mi auguro e mi aspetto da parte del Governo e per
esso dall'Assessore per il Bilancio una immediata risposta e un
immediato riscontro.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Con questo
ordine del giorno l'onorevole D'Asero sollecita un intervento della
Regione per riproporre una iniziativa che il Governo aveva
condiviso negli anni passati.
L'ordine del giorno mi è stato presentato poco fa e non sono in
grado in questo momento di quantificare qual è la ripercussione sul
bilancio della Regione siciliana.
Al fine di poter dare una risposta esaustiva ad una proposta che,
mi permetto di dire, é importante e significativa per il mondo
delle imprese, ma che ha certamente dei risvolti di carattere
finanziario, inviterei l'onorevole D'Asero a soprassedere sulla sua
trattazione, fermo restando l'impegno del Governo ad informarsi,
nel più breve tempo possibile, delle conseguenze sul bilancio e nel
corso di una prossima seduta d'Aula potere dare una risposta
adeguata.
PRESIDENTE. Onorevole D'Asero, il Governo fa una proposta
specifica.
D'ASERO, relatore e vicepresidente della Commissione. Sono
d'accordo con la proposta del Governo.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno numero 177 sarà, pertanto,
trattato in una prossima seduta, come il Governo ha richiesto.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
+Crediti di imposta per nuovi investimenti e per la crescita
dimensionale delle imprese» (nn. 239-182/A)
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge numeri 239-182/A «Crediti di imposta per nuovi
investimenti e per la crescita dimensionale delle imprese».
Presidenza del vicepresidente Oddo
D'AGOSTINO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il nostro voto
è ovviamente favorevole per le cose anzi dette e per quanto emerso
in questo dibattito.
Però, non si può neppure accettare che il dibattito che ha
accompagnato questo disegno di legge e tutto il suo iter possa
essere inficiato da alcune affermazioni che sono state ascoltate
durante il dibattito, e che potrebbero apparire - anche perché
messe a verbale - in dissonanza rispetto a quello che è
l'orientamento di un'Aula assolutamente convinta di stare votando
un disegno di legge atteso dalla Sicilia, atteso dall'imprenditoria
siciliana e, certamente, con convinzione e ragionevolmente voluto
da questo Parlamento.
Le parole ascoltate prima dall'onorevole Caputo circa un bilancio
che uccide l'economia siciliana' piuttosto che un Governo che
mette in ginocchio la nostra economia'.
Questo Governo si sta caricando l'onere di tagliare i rami secchi
e di fare dei risparmi che forse dovevano farsi anche prima, come
il deserto della programmazione di cui si diceva o l'incapacità di
gestire i fondi comunitari, sono smentiti da questo disegno di
legge che evita gli sprechi del passato.
La si smetta con questi atteggiamenti che danno la sensazione di
avere nostalgia di un passato sciupone e dissennato. Guardiamo
avanti, invece, anche grazie ad un disegno di legge come quello sul
credito d'imposta che ci apre nuove frontiere e nuovi scenari e dà
l'idea di una Sicilia moderna, ben attrezzata, pronta a competere
negli scenari futuri.
Presidenza del vicepresidente Oddo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, indìco la votazione finale per
scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Arena, Aricò, Bosco, Bufardeci, Caputo, Cascio
Salvatore, Cintola, Colianni, Cordaro, Corona, Cracolici,
Cristaudo, D'Agostino, D'Antoni, D'Asero, De Benedictis, De Luca,
Di Benedetto, Di Mauro, Dina, Donegani, Falcone, Faraone, Federico,
Ferrara, Fiorenza, Galvagno, Gianni, Greco, Laccoto, Lentini,
Leontini, Lo Giudice, Lupo, Maira, Marinello, Marinese, Marrocco,
Marziano, Minardo, Mineo, Musotto, Nicotra, Oddo, Picciolo,
Pogliese, Ragusa, Romano, Savona, Scammacca, Scilla, termine,
Torregrossa e Vinciullo.
Sono in congedo: Adamo, Ammatuna, Ardizzone, Barbagallo, Bonomo,
Currenti, Digiacomo, Di Guardo, Fagone, Formica, Forzese,
Mattarella, Panarello, Panepinto, Raia, Rinaldi, Ruggirello, Scoma,
Speziale e Vitrano.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 54
Maggioranza 28
Favorevoli 54
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, comunico che a causa di un malfunzionamento
del sistema elettronico l'onorevole Caronia dichiara che avrebbe
votato favorevolmente ma che il voto non è stato registrato.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 10 novembre
2009, alle ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Oddo
I - Comunicazioni.
II - Discussione dei disegni di legge:
1) «Rendiconto generale della Regione siciliana e dell'Azienda
delle foreste demaniali per l'esercizio finanziario 2008» (n. 447);
2) «Assestamento del bilancio della Regione per l'anno finanziario
2009» (n. 446).
III - Discussione del Documento di programmazione economico-
finanziaria 2010 - 2013.
La seduta è tolta alle ore 19.41
ALLEGATO 1:
Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «LAVORO»
RAIA. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per il
lavoro, la previdenza sociale, la formazione professionale e
l'emigrazione e all'Assessore per l'agricoltura e le foreste,
premesso che:
la mozione n. 8, approvata dall'Assemblea regionale siciliana il
2 luglio 2008, ha dato luogo ad un aggiornamento delle graduatorie
forestali attualmente vigenti;
l'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la formazione
professionale e l'emigrazione,
on. Incardona, a seguito dell'approvazione della citata mozione ha
disposto, con nota del 31 luglio 2008 prot. 646 inviata ai vari
dipartimenti dell'amministrazione regionale, la rimodulazione
delle graduatorie forestali e l'immediato inserimento dei
lavoratori medesimi nelle fasce di garanzia occupazionale previste
dalle normative vigenti in materia;
rilevato che:
nella sola provincia di Catania 70 lavoratori sono stati
inseriti nelle fasce di garanzia come 'centunisti', passando
dunque dallo svolgimento di 78 a 101 giornate lavorative;
i suddetti lavoratori, tuttavia, hanno completato ad oggi
unicamente 78 giornate lavorative e non 101, così come stabilito
dalla nuova disposizione in ottemperanza a quanto contenuto nella
mozione approvata all'ARS nel mese di luglio;
non si comprende per quale ragione nelle altre province i
lavoratori sono stati assunti per il completamento delle 101
giornate lavorative, mentre ciò non è stato possibile nella sola
provincia di Catania;
per sapere:
quali ragioni abbiano determinato l'applicazione delle
disposizioni assessoriali in tutte le province tranne che in
quella di Catania;
se, alla luce di tale grave inadempienza, non ritengano
necessario e urgente predisporre adeguate misure allo scopo di
porre fine alla condizione di disparità in atto nella provincia di
Catania quale unica provincia penalizzata in riferimento alla
copertura delle 101 giornate lavorative». (174)
Risposta. - «Con l'interrogazione n. 174, a firma dell'onorevole
Raia, venivano richieste notizie circa opportune iniziative al
fine di garantire lo svolgimento delle 101 giornate lavorative ai
lavoratori forestali impiegati nella provincia di Catania.
Con nota prot. 236/gab del 22/01/2009 e successivo sollecito con
nota 449/gab del 21/09/2009, si chiedeva al Dipartimento Regionale
Lavoro di fornire ogni elemento utile per la risposta.
Il Dirigente dell'Area VII Affari Generali del Dipartimento
Lavoro ha rimesso nota prot. 5181/t del 14/10/2009 del Direttore
del S.U.P.L. di Catania nella quale si rappresentava che:
-in data 27/08/2008 è stato pubblicato l'aggiornamento delle
graduatorie antincendio di cui all'art. 57 L.R. 16/96 con
l'inserimento nei contingenti antincendio di 101 giornate dei
lavoratori in possesso dei requisiti previsti dall'art. 45 ter,
comma 5, cpv 2 L.R. 16/1996, così come individuati dalla mozione
dell'ARS n. 8 del 2/07/2008 e dal D.A. 646/gab.;
-le graduatorie sono state trasmesse anche all'Ispettorato
Ripartimentale delle Foreste per
i successivi adempimenti di competenza;
-è stato comunicato all'Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di
Catania l'elenco dei lavoratori beneficiari della mozione dell'ARS
per il successivo avviamento con decorrenza dalla data della
comunicazione obbligatoria on-line al Ministero del Lavoro per
concludersi alla data del 31/12/2008;
-il Servizio U.P.I. di Catania comunicava al Servizio XIII Ufficio
regionale del Lavoro Sicilia Occidentale che gli adempimenti di
propria competenza connessi alla mozione dell'ARS e alla successiva
Direttiva assessoriale si erano conclusi il 27/08/2008, data di
pubblicazione delle graduatorie relative al servizio antincendio.
Tanto in evasione all'atto parlamentare in parola».
L'Assessore
(on. dott. Luigi
Gentile)
LUPO - APPRENDI - «Al Presidente della Regione, all'Assessore
per l'industria e all'Assessore per il lavoro, la previdenza
sociale, la formazione professionale e l'emigrazione, premesso
che:
a dicembre 2008 andranno in scadenza i contratti di circa venti
lavoratori dello stabilimento ERGOM (società del gruppo FIAT) di
Termini Imerese (PA);
a causa dell'attuale indisponibilità alla trasformazione dei
contratti di lavoro a tempo indeterminato o, quanto meno, al loro
rinnovo a tempo determinato da parte dell'impresa, gli operai
interessati, legittimamente preoccupati di perdere il proprio
lavoro, sono in stato di agitazione;
considerato che la trasformazione a tempo indeterminato dei
contratti in oggetto sarebbe da considerarsi fisiologica in forza
della stessa tipologia contrattuale, trattandosi di contratti di
inserimento al lavoro, in virtù dei quali gli operai sopra citati
sono stati fino ad oggi formati in particolari mansioni che
richiedono un alto contenuto di specializzazione;
considerato, altresì, che ai fini della trasformazione dei
contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato
sono previste, dalla legislazione vigente, agevolazioni fiscali,
di cui anche la ERGOM ha beneficiato;
considerato, inoltre, che la maggior parte dei lavoratori
interessati sono donne e che, pertanto, il loro licenziamento
costituirebbe un passo indietro nel percorso verso le pari
opportunità lavorative nel nostro territorio;
considerato, infine, che i lavoratori interessati dal rischio di
licenziamento sono nella stragrande maggioranza trabiesi e
termitani e che, pertanto, la loro fuoriuscita avrebbe una grave
ricaduta sull'intero tessuto socio-economico del territorio
locale, già in grave crisi occupazionale;
per sapere:
se e quali iniziative siano state assunte a tutt'oggi ovvero si
intendano assumere per scongiurare la cessazione del rapporto di
lavoro dei lavoratori dello stabilimento ERGOM;
se non ritengano di dover intervenire per la tutela dei posti di
lavoro in argomento stante la necessità di aiutare la crescita
produttiva ed occupazionale del territorio trabiese e termitano;
se non ritengano, inoltre, che sia necessario porre in essere
adeguate iniziative, anche legislative, finalizzate ad evitare che
le agevolazioni fiscali e i contributi finanziari erogati alle
imprese per favorire l'inserimento lavorativo si trasformino, di
fatto, in forme di speculazione a danno degli stessi lavoratori».
(240)
Risposta. - «Con l'interrogazione n. 240, a firma degli onorevoli
Lupo e Apprendi, venivano richieste notizie in merito alla tutela
dei posti di lavoro nello stabilimento ERGOM di Termini Imerese.
Con nota prot. 233/gab del 22/01/2009 e successivo sollecito con
nota prot. 549/gab del 29/11/2009, si chiedeva all'Ufficio
Provinciale del Lavoro per il tramite del Dirigente Generale del
Dipartimento regionale Lavoro, di fornire ogni elemento utile per
la risposta.
Con nota prot. 5077 del 22/10/2009 il Dirigente del Servizio
U.P.L. rappresentava quanto segue:
-in data 16/07/2009 l'Organizzazione sindacale FIOM-CGIL ha
presentato richiesta di esame congiunto per gli ammortizzatori
sociali in deroga per n. 22 ex lavoratori dipendenti dell'azienda
ERGOM in quanto nel mese di agosto 2009 andava a scadere il
beneficio dell'indennità di disoccupazione ordinaria;
-in data 21/08/2009 è stato redatto verbale avente per oggetto
attivazione della procedura per la concessione degli ammortizzatori
in deroga ai sensi dell'art. 2 comma 521 della Legge
n. 244/2007, della Legge n. 203/2008 art 2 comma 36 e della Legge
n. 2/2009 per gli
ex dipendenti ERGOM;
-l'Ufficio provinciale del lavoro compirà gli atti consequenziali.
Tanto in evasione all'atto parlamentare in parola».
L'Assessore
(on. dott. Luigi
Gentile)
RUGGIRELLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
il lavoro, la previdenza sociale, la formazione professionale e
l'emigrazione, premesso che numerosi operatori della formazione
professionale, da mesi in stato di agitazione, denunciano gravi
inadempienze da parte di taluni enti gestori dei corsi della
provincia di Trapani presso cui prestano il loro servizio,
lamentando il mancato versamento dei contributi previdenziali e
l'accantonamento della quota di trattamento di fine rapporto,
incorrendo, in tal modo, in gravissime violazioni di prescrizioni
normative in materia di lavoro;
considerato che le suddette inadempienze sono state rilevate e
opportunamente documentate dagli ispettori del lavoro che ne hanno
dato notizia ai dipendenti interessati;
per sapere:
se non ritengano di dovere disporre ulteriori ispezioni o altri
urgenti provvedimenti sanzionatori nei confronti degli enti
gestori di corsi di formazione professionale che risultassero
inadempienti secondo quanto evidenziato in premessa;
se non ritengano opportuno, di fronte alla perseverante
inadempienza, escludere dalla partecipazione al Piano regionale
dell'offerta formativa (P.R.O.F.) 2009, di imminente approvazione,
gli enti trasgressori». (432)
Risposta. - «Con l'interrogazione n. 432, a firma dell'onorevole
Ruggirello, venivano richieste notizie in merito a provvedimenti
sanzionatori nei confronti degli enti gestori di corsi di
formazione professionale della provincia di Trapani inadempienti
alla normativa in materia di lavoro.
Con nota prot. 1437/gab dell'8 maggio 2009 e successivo sollecito
con nota prot. 449/gab del 21/09/2009, si chiedeva al Dipartimento
regionale Formazione Professionale di fornire ogni elemento utile
per la risposta.
Con nota prot. 2858 del 14/10/2009 il Dirigente del Servizio
Gestione del Dipartimento rappresentava quanto segue.
Il D.D.G. 2977 del Dipartimento F.P. prevede la sanzione della
revoca dell'accreditamento per quegli Enti che non dovessero
rispettare il CCNL.
Nella fattispecie citata, laddove gli Ispettori del lavoro
dovessero accertare gravi irregolarità nel versamento di oneri
previdenziali o nell'accantonamento del TFR (occorre precisare che
la nuova normativa di settore prevede la scelta del soggetto
titolato alla gestione del TFR da parte del dipendente), oltre alla
revoca del finanziamento e dell'accreditamento per gli Enti
omissivi si procederà alla denuncia all'autorità giudiziaria
competente.
Tanto in evasione all'atto parlamentare in parola».
L'Assessore
(on. dott. Luigi
Gentile)
ODDO. - «All'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale la
formazione professionale
e l'emigrazione, premesso che:
il sistema siciliano della formazione professionale vive in uno
stato di incertezza sempre più preoccupante con gravi
ripercussioni per gli utenti del sistema stesso e per gli
operatori;
le disfunzioni riguardano anche il personale dipendente in
relazione alle retribuzioni periodiche che difficilmente
rispettano i tempi di un ordinario contratto di lavoro;
tale situazione sconvolge l'ordinaria funzionalità degli enti
quotidianamente in difficoltà per la mancata erogazione dei
finanziamenti;
l'ennesimo ritardo nella corresponsione dei fondi impedisce il
pagamento di parte degli stipendi del 2008 e delle tredicesime,
generando una situazione di grave difficoltà per tutti i
lavoratori coinvolti che ovviamente patiscono i ritardi nei
pagamenti con una grave compromissione della loro economia
familiare;
questo ritardo è tanto più grave perché è l'ennesimo cui sono
soggetti quei lavoratori che nonostante tutto operano nel settore,
all'interno dei vari enti di formazione, mettendo grande impegno e
professionalità nello svolgimento di un lavoro qualificato e
qualificante;
in più, i ritardi nell'erogazione dei fondi hanno impedito anche
il pagamento delle somme previste a favore degli allievi dei corsi
relativi all'anno formativo 2007 e questo inevitabilmente colpisce
soggetti che, privi di occupazione, sono in situazioni
particolarmente difficili;
questi ritardi potrebbero essere evitati semplificando le
procedure, snellendo l'attività amministrativa necessaria e
programmando in maniera più strategica di quanto è stato fatto
fino ad oggi,
per sapere:
se non ritenga serio e ragionevole, provvedere in tempi brevi,
all'erogazione dei fondi necessari al pagamento degli stipendi ai
dipendenti della formazione professionale, relativi al 2008 e
delle tredicesime, nonché delle somme previste a favore degli
allievi che hanno frequentato corsi nell'anno formativo 2007;
se intenda assumere le indispensabili iniziative per evitare che
simili ritardi nell'accreditamento dei finanziamenti agli enti di
formazione professionale incaricati continuino, incresciosamente,
a ripetersi come accaduto fino ad oggi». (435)
Risposta. - «Con l'interrogazione n. 435, a firma dell'onorevole
Oddo, venivano richieste notizie in merito all'erogazione di
risorse per gli stipendi dei dipendenti degli enti di formazione
professionale.
Con nota prot. 1031/gab dell'1 aprile 2009 si chiedeva al
Dipartimento Regionale Formazione Professionale di fornire ogni
elemento utile per la risposta.
Con nota prot. 2858 del 14/10/2009 il Dirigente del Servizio
Gestione del Dipartimento rappresentava quanto segue.
La l.r. 24 e successive modifiche ed integrazioni finanzia
progetti nell'ambito del P.R.O.F.
L'importo finanziario relativo alla voce personale del P.R.O.F.
2008 è stato erogato per intero; restano da erogare sulla voce
gestione euro 23.956.779,49 per mancanza di copertura
finanziaria.
Tanto in evasione all'atto parlamentare in parola».
L'Assessore
(on. dott. Luigi
Gentile)
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione, premesso che la
Telecom Italia, nell'ottica di ridimensionamento dei propri call
center, ha deciso di chiudere i propri uffici di Siracusa,
trasferendo, di fatto, i 40 lavoratori nella sede di Ragusa;
considerato che continua, da parte di aziende pubbliche e
private, il depauperamento di posti di lavoro nella provincia di
Siracusa, come se la stessa sia la fonte principale di tutti i
mali dell'economia nazionale. Ferrovie dello Stato, Sicilgas,
Pirelli, Banco di Sicilia e decine di altre aziende pubbliche e
private hanno chiuso i propri uffici o cantieri, dando, di fatto,
un'ulteriore stangata sul già precario e deficitario livello
occupazionale della provincia;
tenuto conto che la provincia di Siracusa non può più tollerare
ulteriori fenomeni di ridimensionamento dei propri livelli
occupazionali, in considerazione anche del fatto che i Governi
nazionali e regionali che si sono succeduti negli anni hanno
considerato Siracusa solo come luogo dove impiantare agglomerati
industriali che, di fatto, hanno portato morte e distruzioni
ambientali;
per sapere:
quali iniziative intenda adottare, sia a livello regionale che
nazionale, per salvaguardare ciò che resta dei livelli
occupazionali in provincia di Siracusa;
quali iniziative intenda adottare, nei confronti della aziende
pubbliche e private, che hanno chiuso o ridimensionato i propri
uffici o cantieri in provincia di Siracusa, causando la perdita
del posto di lavoro a centinaia, se non migliaia, di lavoratori;
quali iniziative intenda intraprendere nei confronti della
Telecom Italia per farla desistere dalla azione intrapresa». (449)
Risposta. - «Con l'interrogazione n. 449, a firma dell'onorevole
Vinciullo, venivano richieste notizie in merito ad iniziative a
tutela dei livelli occupazionali in provincia di Siracusa.
Con nota prot. 1436/gab dell'08/05/2009 e successivo sollecito
con nota prot. n. 546/gab del 29/09/2009, si chiedeva al
Dipartimento regionale Lavoro di fornire ogni elemento utile per
la risposta.
Con nota prot. 34187 del 02/10/2009 il Dirigente dell'Area VII
Affari Generali del Dipartimento Lavoro ha rimesso nota prot. 2257
del 30/09/2009 del Dirigente del Servizio XIII dell'Ufficio
Regionale Lavoro - Sicilia Occidentale nella quale si
rappresentava quanta segue.
Il caso in particolare, segnalato dall'onorevole interrogante,
dei circa 40 dipendenti preposti al servizio 187 che la società
Telecom Italia Spa intende trasferire da Siracusa a Ragusa non
rientra in un'ipotesi di licenziamento collettivo, bensì di
trasferimento geografico della sede di lavoro e non comporta
licenziamenti di personale e non opera, pertanto, secondo il
vigente ordinamento, alcuna misura di sostegno al reddito.
Inoltre, trattandosi di rapporto contrattuale disciplinato dal
contratto collettivo nazionale di lavoro e dal contratto
individuale di lavoro, la sede geografica ove dovrà essere resa la
prestazione lavorativa attiene agli aspetti strettamente
privatistici del contratto, sulla cui autonomia negoziale questa
Pubblica Amministrazione non ha potere alcuno. Detta sfera,
infatti, attiene all'esclusiva valutazione del datore di lavoro,
estrinsecandosi come potere organizzativo dello stesso della forza
lavoro alla sua dipendenza.
Al riguardo, in data 30 settembre 2009, tramite la società
Telecom Italia Spa è stato acquisito il verbale di incontro del
21/07/2009, tenutosi in sede aziendale con le Organizzazioni
sindacali SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL nazionali e le RSU in
ordine al Piano strategico per il triennio 2009-2011.
In quella sede sono state quantificate circa trecento risorse
umane, insistenti in più città italiane, delle quali circa 40 a
Siracusa, per le quali le parti hanno previsto di ricercare
soluzioni non traumatiche per i lavoratori operanti nelle unità
organizzative in chiusura, sia attraverso la riallocazione in
strutture presenti nel medesimo Comune - ricorrendo le condizioni
-, sia attraverso l'incentivazione della mobilità territoriale
volontaria e, ricorrendone i presupposti, all'incentivazione
all'esodo.
Inoltre l'Azienda verificherà ulteriormente la possibilità di
attivare progettazioni finalizzate alla utilizzazione
delocalizzata della forza lavoro (remotizzazione e/o telelavoro).
Le parti convengono circa l'adozione da subito di tutte le
iniziative finalizzate a consentire la chiusura di sedi, senza
procedere a mobilità territoriali in carenza del consenso
dell'interessato ...
Tanto in evasione all'atto parlamentare in parola».
L'Assessore
(on. dott. Luigi
Gentile)
ALLEGATO 2:
ALLEGATO EX ART. 1, COMMA 7
Codici della classificazione delle attività economiche
(ATECO 2007)
ATTIVITÀ ESTRATTIVE
(ex art. 1, comma 1)
08.1 ESTRAZIONE DI PIETRA, SABBIA E ARGILLA
08.93 Estrazione di sale
08.99.09 Estrazione di pomice e di altri minerali nca
09.9ATTIVITÀ DI SUPPORTO PER L'ESTRAZIONE DA CAVE E
MINIERE DI ALTRI MINERALI
ATTIVITÀ MANIFATTURIERE
(ex art. 1, comma 1)
11.07Industria delle bibite analcoliche, delle acque
minerali e di altre acque in bottiglia
13 INDUSTRIE TESSILI
14 CONFEZIONE DI ARTICOLI DI ABBIGLIAMENTO; CONFEZIONE DI
ARTICOLI IN PELLE E PELLICCIA
15 FABBRICAZIONE DI ARTICOLI IN PELLE E SIMILI
16 INDUSTRIA DEL LEGNO E DEI PRODOTTI IN LEGNO E SUGHERO,
ESCLUSI I MOBILI; FABBRICAZIONE DI ARTICOLI IN PAGLIA
E MATERIALI DA INTRECCIO
17 FABBRICAZIONE DI CARTA E DI PRODOTTI DI CARTA
18 STAMPA E RIPRODUZIONE DI SUPPORTI REGISTRATI
20.1 FABBRICAZIONE DI PRODOTTI CHIMICI DI BASE, DI
FERTILIZZANTI E COMPOSTI AZOTATI, DI MATERIE PLASTICHE
E GOMMA SINTETICA IN FORME PRIMARIE
20.2FABBRICAZIONE DI AGROFARMACI E DI ALTRI PRODOTTI
CHIMICI PER L'AGRICOLTURA
20.3 FABBRICAZIONE DI PITTURE, VERNICI E SMALTI,
INCHIOSTRI DA STAMPA E ADESIVI SINTETICI
20.4FABBRICAZIONE DI SAPONI E DETERGENTI, DI PRODOTTI PER
LA PULIZIA E LA LUCIDATURA, DI PROFUMI E COSMETICI
20.5 FABBRICAZIONE DI ALTRI PRODOTTI CHIMICI
21 FABBRICAZIONE DI PRODOTTI FARMACEUTICI DI BASE E DI
PREPARATI FARMACEUTICI
22 FABBRICAZIONE DI ARTICOLI IN GOMMA E MATERIE
PLASTICHE
23 FABBRICAZIONE DI ALTRI PRODOTTI DELLA LAVORAZIONE DI
MINERALI NON METALLIFERI
24.2 FABBRICAZIONE DI TUBI, CONDOTTI, PROFILATI CAVI E
RELATIVI ACCESSORI IN ACCIAIO ESCLUSI QUELLI IN
ACCIAIO COLATO
24.3 FABBRICAZIONE DI ALTRI PRODOTTI DELLA PRIMA
TRASFORMAZIONE DELL'ACCIAIO
24.4 PRODUZIONE DI METALLI DI BASE PREZIOSI E ALTRI
METALLI NON FERROSI, TRATTAMENTO DEI COMBUSTIBILI
NUCLEARI
24.5 FONDERIE
25 FABBRICAZIONE DI PRODOTTI IN METALLO, ESCLUSI
MACCHINARI E ATTREZZATURE
26 FABBRICAZIONE DI COMPUTER E PRODOTTI DI ELETTRONICA E
OTTICA; APPARECCHI ELETTROMEDICALI, APPARECCHI DI
MISURAZIONE E DI OROLOGI
27 FABBRICAZIONE DI APPARECCHIATURE ELETTRICHE ED
APPARECCHIATURE PER USO DOMESTICO NON ELETTRICHE
28.11.11Fabbricazione di motori a combustione interna
(esclusi i motori destinati ai mezzi di trasporto su
strada e ad aeromobili)
28.15.1Fabbricazione di organi di trasmissione (esclusi
quelli idraulici e quelli per autoveicoli, aeromobili
e motocicli)
28.2 FABBRICAZIONE DI ALTRE MACCHINE DI IMPIEGO GENERALE
28.3 FABBRICAZIONE DI MACCHINE PER L'AGRICOLTURA E LA
SILVICOLTURA
28.4 FABBRICAZIONE DI MACCHINE PER LA FORMATURA DEI
METALLI E DI ALTRE MACCHINE UTENSILI
28.9 FABBRICAZIONE DI ALTRE MACCHINE PER IMPIEGHI
SPECIALI
30.11.0Cantieri navali per costruzioni metalliche e non
metalliche, limitatamente alla costruzione di
pescherecci e imbarcazioni per la lavorazione del
pesce
30.12 Costruzione di imbarcazioni da diporto e sportive
30.2 COSTRUZIONE DI LOCOMOTIVE E DI MATERIALE ROTABILE
FERRO-TRANVIARIO
30.3 FABBRICAZIONE DI AEROMOBILI, DI VEICOLI SPAZIALI E
DEI RELATIVI DISPOSITIVI
30.4 FABBRICAZIONE DI VEICOLI MILITARI DA COMBATTIMENTO
30.92.1Fabbricazione e montaggio di biciclette (compresi
parti e accessori)
30.92.2Fabbricazione di parti ed accessori per biciclette
30.92.4Fabbricazione di carrozzine e passeggini per neonati
30.99 Fabbricazione di altri mezzi di trasporto nca
31 FABBRICAZIONE DI MOBILI
32 ALTRE INDUSTRIE MANIFATTURIERE
33 RIPARAZIONE, MANUTENZIONE ED INSTALLAZIONE DI MACCHINE
ED APPARECCHIATURE
TURISMO
(ex art. 1, comma 1)
55 ALLOGGIO
79 ATTIVITÀ DEI SERVIZI DELLE AGENZIE DI VIAGGIO, DEI
TOUR OPERATOR E SERVIZI DI PRENOTAZIONE E ATTIVITÀ
CONNESSE
SERVIZI
(ex art. 1, comma 1)
62 PRODUZIONE DI SOFTWARE, CONSULENZA INFORMATICA E
ATTIVITÀ CONNESSE
63.1 ELABORAZIONE DEI DATI, HOSTING E ATTIVITÀ CONNESSE;
PORTALI WEB
72.11 Ricerca e sviluppo sperimentale nel campo delle
biotecnologie
72.19.09Ricerca e sviluppo sperimentale nel campo delle
altre scienze naturali e dell'ingegneria
TRASFORMAZIONE DEI PRODOTTI AGRICOLI
(ex art. 1, comma 2)
10.1 LAVORAZIONE E CONSERVAZIONE DI CARNE E PRODUZIONE DI
PRODOTTI A BASE DI CARNE
10.3 LAVORAZIONE E CONSERVAZIONE DI FRUTTA E ORTAGGI
10.4 PRODUZIONE DI OLI E GRASSI VEGETALI E ANIMALI
10.5 INDUSTRIA LATTIERO-CASEARIA
10.6 LAVORAZIONE DELLE GRANAGLIE, PRODUZIONE DI AMIDI E
DI PRODOTTI AMIDACEI
10.7 PRODUZIONE DI PRODOTTI DA FORNO E FARINACEI
10.81 Produzione di zucchero
10.83 Lavorazione del tè e del caffè
10.84 Produzione di condimenti e spezie
10.85.01 Produzione di piatti pronti a base di carne e
pollame
10.85.03 Produzione di piatti pronti a base di ortaggi
10.85.05 Produzione di piatti pronti a base di pasta
10.85.09 Produzione di pasti e piatti pronti di altri
prodotti alimentari
10.86 Produzione di preparati omogeneizzati e di
alimenti dietetici
10.89 Produzione di altri prodotti alimentari nca
11.01 Distillazione, rettifica e miscelatura degli
alcolici
11.02 Produzione di vini da uve
11.03 Produzione di sidro e di altri vini a base di
frutta
11.04 Produzione di altre bevande fermentate non
distillate
11.05 Produzione di birra
11.06 Produzione di malto
TRASFORMAZIONE DEI PRODOTTI DELLA PESCA E DELL'ACQUACOLTURA
(ex art. 1, comma 3)
10.2 LAVORAZIONE E CONSERVAZIONE DI PESCE, CROSTACEI E
MOLLUSCHI
10.85.02 Produzione di piatti pronti a base di pesce, inclusi
fish and chips