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Resoconto d'Aula della Seduta n. 119 di mercoledì 04 novembre 2009
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   Presidenza del vicepresidente Oddo


   DONEGANI,  segretario f.f., dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

     PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in congedo per la  presente  seduta
  gli  onorevoli:  Ammatuna,  Aricò,  Barbagallo,  Bonomo,  Currenti,
  Digiacomo, Di Guardo, Fagone, Forzese, Panarello, Panepinto, Raia e
  Scoma; l'onorevole Adamo per il  4 e il 5 novembre 2009.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute, da parte  dell'Assessore
  per il Lavoro, le risposte scritte alle seguenti interrogazioni:

   n.  174 - Opportune iniziative al fine di garantire lo svolgimento
  delle  101  giornate  lavorative ai lavoratori forestali  impiegati
  nella provincia di Catania.
   Firmatario: Raia Concetta

   n.  240  - Tutela dei posti di lavoro nello stabilimento ERGOM  di
  Termini Imerese (PA).
   Firmatari: Lupo Giuseppe; Apprendi Giuseppe

   n.  432  -  Provvedimenti sanzionatori nei  confronti  degli  enti
  gestori  dei  corsi di formazione professionale della provincia  di
  Trapani, inadempienti alla normativa in materia di lavoro.
   Firmatario: Ruggirello Paolo

   n.  435  -  Erogazione di risorse per gli stipendi dei  dipendenti
  degli enti di formazione professionale.
   Firmatario: Oddo Camillo

   n.  449  -  Iniziative  a  tutela  dei  livelli  occupazionali  in
  provincia di Siracusa.
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico che è stato presentato il seguente  disegno
  di legge:

   «Promozione della ricerca sanitaria» (n. 483)
   di iniziativa governativa, presentato dal Presidente della Regione
  (Lombardo) su proposta dell'Assessore per la sanità (dr. Russo)  in
  data 3 ottobre 2009.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Galvagno, in data 30  ottobre
  2009, ha chiesto di apporre la firma al disegno di legge numero 477
   Norme in materia di rifunzionalizzazione dei presìdi ospedalieri .

         Comunicazione di costituzione di Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE. PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, do lettura della nota
  degli  onorevoli Adamo ed altri del 3 novembre 2009, pervenuta  in
  pari data alla Presidenza:

   «Ci  è  gradito  comunicarle  che i sottoscritti  onorevoli  Adamo
  Giulia,   Aricò   Alessandro,  Bufarderci  Giovanbattista,   Cimino
  Michele,  Cristaudo  Giovanni, Currenti   Carmelo,  Gentile  Luigi,
  Greco  Giovanni,  Incardona  Carmelo,  Marinese  Ignazio,  Marrocco
  Livio,  Mineo  Francesco, Nicotra Raffaele, Scammacca  della  Bruca
  Guglielmo  e  Scilla  Antonino,  in  data  3  novembre  2009  hanno
  proceduto,  ai  sensi  dell'art. 23 del Regolamento  Interno,  alla
  costituzione del gruppo parlamentare  PDL Sicilia , espressione del
  Popolo  della Libertà presieduto a livello nazionale dall'onorevole
  Silvio   Berlusconi.  Con  successiva  nota  verrà  comunicata   la
  composizione dell'Ufficio di Presidenza del Gruppo  medesimo».

   Onorevoli  colleghi, con riferimento alla costituzione  del  nuovo
  Gruppo  parlamentare,  rappresento al riguardo  che  la  Presidenza
  dell'Assemblea   ritiene  che  la  denominazione   'PDL   Sicilia',
  comunicata  dal  Gruppo in questione, ingenera  confusione  con  la
  denominazione  del  Gruppo,  in atto esistente,   Il  Popolo  della
  libertà   (PDL) ,   costituitosi  ad  inizio   legislatura,   quale
  proiezione  parlamentare delle liste elettorali che hanno  ottenuto
  seggi nelle elezioni regionali del 13 e 14 aprile 2008.
   La  denominazione del Gruppo come sopra riportata non può pertanto
  essere   accolta  negli  atti  ufficiali  dell'Assemblea  regionale
  siciliana.
   Il nuovo Gruppo assume quindi provvisoriamente la denominazione di
   Gruppo 'Sicilia', salvo successiva comunicazione di  modifica  del
  nome,  che  la  Presidenza si impegna a definire  d'intesa  con  il
  gruppo stesso.
   Ricordo che tale decisione rientra nel generale potere-dovere  del
  Presidente  di assicurare, ai sensi dell'articolo 7 del Regolamento
  interno dell'ARS, il buon andamento dei lavori dell'Assemblea   che
  egli rappresenta, garantendo l'osservanza del Regolamento medesimo,
  che  è previsto dall'art. 4 dello Statuto regionale, fonte di rango
  costituzionale.

   Così rimane stabilito.

   A  seguito  della  sua adesione al neocostituito  Gruppo  Sicilia,
  l'onorevole  Adamo cessa contestualmente di far  parte  del  Gruppo
  Misto  che  risulta quindi composto da un unico deputato, onorevole
  Caronia,  che assume pertanto le funzioni di Presidente del  Gruppo
  medesimo.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Annunzio di interrogazione

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  della
  interrogazione con richiesta di risposta scritta presentata.

   DONEGANI, segretario f.f.:

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per l'agricoltura  e
  le  foreste e all'Assessore per il bilancio e le finanze, premesso
  che  una  recente  delibera della Giunta di Governo  regionale  ha
  disposto  provvedimenti relativi all'Ente  di  sviluppo  agricolo,
  stabilendo  i  dettagli  sulla tutela del personale  dipendente  a
  tempo  indeterminato, trasferendolo alla RESAIS  a  decorrere  dal
  2010;

   considerato  che l'ESA, oltre ai dipendenti, accoglie  un  bacino
  di  lavoratori  stagionali di circa 500 unità che  da  lunghissimo
  tempo  svolgono le attività connesse al funzionamento delle  dighe
  espletando,   nell'insieme,  mansioni  ad  elevato  contenuto   di
  professionalità   che  rischiano  di  andare   disperse   con   la
  soppressione  tout  court  dell'ente,  così  come  previsto  dalla
  predetta delibera;

   considerato  altresì  che  occorre  tutelare  sia  le  competenze
  professionali  dei lavoratori che gli standard occupazionali;  gli
  stagionali,  infatti, pur se precari da anni,  con  questo  lavoro
  hanno garantito la sopravvivenza delle loro famiglie;

   ricordato  che da anni i lavoratori stagionali dell'ESA attendono
  risposte  certe  dalla politica, che ora li  inserisce  dentro  un
  contesto di  carrozzone degli sprechi , senza distinguere  fra  le
  competenze  professionali e le derive clientelari,  che  non  sono
  attribuibili ai lavoratori;

   condivisa la necessità di porre fine agli sprechi che negli  anni
  hanno gravato, oltre ogni misura, le economie della Regione;

   ritenuto   però  che  non  corrisponda  a  criteri  condivisibili
  l'attribuzione  ai lavoratori stagionali dell'ESA della  colpa  di
  sprechi   generalizzati  di  cui  non  possono   essere   ritenuti
  responsabili  e che oggi è doveroso trovare soluzioni  e  risposte
  per tutti gli operatori che hanno lavorato onestamente;

   per sapere:

   quali  provvedimenti  urgenti intendano  assumere  per  tutelare,
  senza  ulteriori  indugi,  i lavoratori  stagionali  dell'Ente  di
  sviluppo agricolo;

   se  non  ritengano  di dover inserire nella manovra  finanziaria,
  prossima  all'esame  dell'Assemblea regionale siciliana,  elementi
  certi  per  assicurare la continuità occupazionale  ai  lavoratori
  stagionali dell'Ente di sviluppo agricolo». (847)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                               BOSCO

   PRESIDENTE.  Avverto  che l'interrogazione testé  annunziata  sarà
  inviata al Governo.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


    Discussione del disegno di legge «Crediti di imposta per nuovi
                             investimenti
       e per la crescita dimensionale delle imprese»( 239-182/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione  del  disegno  di legge numeri  239-182/A  «Crediti  di
  imposta per nuovi investimenti e per la crescita dimensionale delle
  imprese».
   Invito i componenti la II Commissione  Bilancio' a prendere  posto
  al banco delle Commissioni.
   Ha  facoltà  di parlare l'onorevole D'Asero, vicepresidente  della
  Commissione e relatore del disegno di legge.

   D'ASERO,  vicepresidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, sostanzialmente mi rimetto al testo
  della   relazione;  tuttavia  vorrei  aggiungere  soltanto   alcune
  importanti considerazioni.
   Il  disegno  di  legge che oggi trattiamo, meglio conosciuto  come
   Crediti  di  imposta  per nuovi investimenti  e  per  la  crescita
  dimensionale  delle imprese', ha finalmente concluso  il  suo  iter
  grazie  anche al lavoro svolto in Commissione Bilancio, sede in cui
  il provvedimento al nostro esame è stato esitato il 6 novembre 2008
  e  dopo  aver ottenuto l'approvazione da parte dell'Unione europea,
  la  quale  ha dichiarato la compatibilità del testo con il Trattato
  in  regime  di  aiuti, consistente nel credito di  imposta  per  la
  realizzazione  di  progetti  di  investimenti  iniziali  e  per  la
  crescita dimensionali delle imprese.
   Oggi  diventa,  quindi,  importante,  dopo  la  presa  d'atto   in
  Commissione Bilancio, riuscire - speriamo - ad approvare in maniera
  definitiva  il  provvedimento  in modo  da  incentivare  una  reale
  possibilità  di  svolta per la nostra Sicilia  nella  direzione  di
  incentivare  le  attività  produttive  serie  e  di  costituire  un
  aggancio  alla capacità di attrazione di investimenti  al  fine  di
  ampliare  le  dimensioni  aziendali  e  per  determinare  nuovi  ed
  importanti insediamenti produttivi.
     L'incentivo  spetta  per ogni annualità  sulla  base  dei  costi
  ammissibili  sostenuti per ciascun periodo di imposta  e,  in  ogni
  caso, non oltre il 31 dicembre 2013; come voi sapete, è collegata a
  quel cosiddetto  periodo di permanenza' nella zona dell'Obiettivo 1
  da parte della Regione Sicilia.
     Sulla  base  di  queste  considerazioni la  Commissione  europea
  richiama nell'ambito della decisione l'impegno, appunto, a che ogni
  ulteriore  intervento che va oltre questo periodo, quindi  dopo  il
  2013, diventi un regime incompatibile.
   E'  chiaro  che  su questo intervento normativo, correlativamente,
  l'Assessorato  del Bilancio ha predisposto alcuni  emendamenti  che
  riguardano  aspetti  tecnici  che sostanzialmente  determinano  una
  perfetta  definizione della procedura, senza minimamente  intaccare
  l'impianto  del  disegno di legge, che deve essere  approvato  così
  come è stato esitato dalla Commissione dell'Unione europea.
   Volevo   sinteticamente  aggiungere  che  il  disegno   di   legge
  rappresenta  un'importante  svolta,  ed  è  frutto  di   un   ricco
  confronto,  svolto  in sede di istruttoria, che  ha  consentito  di
  affrontare tutta una serie di questioni che sono diventate poi  gli
  elementi  portanti  della  norma che vuol  essere,  nella  fase  di
  applicazione,  molto  seria, razionale e, perché  no,  vuol  essere
  anche protetta da chi ha intenti speculativi.
   Infatti,  per questa motivazione sono stati considerati importanti
  parametri  di  riferimento sul tetto di spesa, fermo restando  che,
  nell'arco  di  un  importo  massimo di  4  milioni  di  euro,  ogni
  intervento  può  essere anche superiore, ma la  parte  relativa  al
  beneficio è quella prevista da tale limite.
   Questo  è un importante elemento di razionalizzazione del  sistema
  perché,  di fatto, evita innanzitutto la corsa ad importi smisurati
  che,  a  volte, anche in periodi successivi non vengono  ad  essere
  considerati positivi; poi, sostanzialmente, crea la possibilità  di
  ampliare la base delle attività che possono essere in questo  senso
  considerate numericamente ammissibili.
   Vorrei, inoltre, sottolineare alcuni aspetti tecnici.
   Si rileva preliminarmente come, con l'introduzione di un regime di
  aiuti  da  realizzarsi tramite il sistema di  credito  di  imposta,
  mirato  ad incentivare, soprattutto, gli investimenti dalle piccole
  e  medie imprese che hanno attuato processi di stabile aggregazione
  (nel   senso  di  costituzione  di  un'unica  impresa  per  effetto
  dell'aggregazione di più imprese mediante fusione, o incorporazione
  di una o più imprese da parte di altra impresa), si intende offrire
  al  sistema imprenditoriale siciliano uno strumento agevolativo  di
  utilizzo  diretto,  immediato,  senza intermediazione  burocratica,
  trasparente  ed  agile che favorisca la patrimonializzazione  delle
  aziende  e  consenta, nel contempo, alle stesse,  in  possesso  dei
  requisiti  richiesti,  di conoscere, entro un  termine  determinato
  (trenta  giorni  dalla  data  di presentazione  in  via  telematica
  dell'istanza),  l'esito dell'istanza stessa. Come  voi  sapete,  il
  rapporto avverrà attraverso questo protocollo d'intesa o attraverso
  questa  convenzione che andrà realizzata, che si va a realizzare  -
  perché  già è stata programmata tutta la fase, dal punto  di  vista
  tecnico - con l'Agenzia delle entrate.
   L'incentivo  fiscale si sostanzia, dunque, in un contributo  nella
  forma  del  credito d'imposta alle grandi, medie, piccole  e  micro
  imprese   che   operano  nei  settori  delle  attività  estrattive,
  manifatturiere,  del  turismo, nonché dei  servizi  che  effettuano
  nuovi  investimenti in Sicilia, per un importo agevolabile, per  le
  imprese  del settore del turismo, non inferiore a 100 mila  euro  e
  non  superiore  a 4 milioni di euro e per le altre imprese  secondo
  gli  importi  così determinati: microimprese, anche artigiane,  non
  inferiore ad euro 50 mila e non superiore ad euro 500 mila; piccole
  imprese,  non  inferiore ad euro 100 mila  e  non  superiore  ad  1
  milione; medie e grandi imprese, non inferiore ad euro 500  mila  e
  non superiore a 4 milioni di euro.
   Quindi, come vedete, si va dai 100 mila euro delle piccole imprese
  ai  4 milioni di euro delle medie e grandi imprese. Ma, considerato
  che  si  è  voluta dare la possibilità dell'inserimento anche  alle
  micro-imprese, allora il tetto si è abbassato, dai 50 mila  ai  500
  mila euro.
   Per  evitare  la polverizzazione degli investimenti è previsto  un
  limite minimo ed uno massimo dell'investimento. In particolare,  il
  credito  d'imposta compete nelle seguenti misure: a) per le piccole
  e  medie  imprese  operanti  nel settore della  trasformazione  dei
  prodotti  agricoli,  e  quindi secondo un'articolazione  che  viene
  meglio descritta nella scheda allegata alla relazione.
   Per    quanto   riguarda   gli   investimenti   ammissibili   alle
  agevolazioni, preciso che si tratta di beni strumentali,  materiali
  e  immateriali, di cui agli articoli 102, 102 bis e 103 del DPR 917
  del  1986,  acquistati  in  proprietà,  compresi  quelli  acquisiti
  mediante  contratto  di  locazione finanziaria,  rientranti  in  un
  progetto  di investimento iniziale. In particolare, si  tratta  di:
  autoveicoli  con  tara  superiore  a  cinque  quintali,   autocarri
  derivati  da autovetture, attrezzatura varia e minuta,  impianti  e
  macchinari  specifici e generici, costruzioni  leggere,  tettoie  e
  baracche, beni immobili.
   I terreni e gli immobili sono ammissibili alle agevolazioni per un
  importo  totale non superiore al 50 per cento del costo complessivo
  del progetto di investimento iniziale proposto.
   Va  rimarcato che i settori destinatari delle agevolazioni vengono
  dettagliatamente elencati nell'allegato al disegno di legge.
   Le  domande  di  aiuto devono essere presentate  prima  dell'avvio
  dell'esecuzione  dei  progetti  di  investimento,  e  questo  è  un
  elemento  importante, avvio che deve avvenire tassativamente  entro
  sei  mesi  dall'approvazione  delle  istanze.  Tale  condizione   è
  evidentemente  finalizzata  al controllo  preventivo  del  rispetto
  degli  stanziamenti di spesa previsti e ad un preliminare riscontro
  dei requisiti richiesti dalla legge per l'ammissione al beneficio.
   Per  quanto riguarda la copertura finanziaria del disegno di legge
  si  intende fare ricorso, non soltanto ai fondi regionali  previsti
  dalla  finanziaria 2010 (Tabella A del disegno di legge  n.  471  -
  finanziaria 2010), quantificati rispettivamente in 28.480  migliaia
  di euro per l'anno 2010, 25.632 migliaia di euro per l'anno 2011  e
  23.069  migliaia  di  euro per l'anno 2012,  ma  soprattutto  sulla
  programmazione FAS per il periodo 2007-2013. Su questo  l'Assessore
  sta  predisponendo  un  emendamento per meglio  puntualizzare  tale
  aspetto.
   Preciso   che   il   contribuente  potrà   fruire   effettivamente
  dell'agevolazione   solo  se,  oltre  ad   avere   realizzato   gli
  investimenti che originano il credito, avrà delle imposte dirette o
  indirette da versare. Si tratta di imposte determinate sul  reddito
  di  impresa  prodotto, o originate da imposte  indirette  (IVA)  da
  versare,   che   presuppongono  un  reale  e  normale   svolgimento
  dell'attività produttiva.
   In  questo voglio fare presente che l'articolo 17 della  norma  di
  riferimento, di fatto, evidenzia quali sono le imposte sui redditi,
  le  imposte  sostitutive  sul  valore  aggiunto,  anche  l'IRAP,  i
  contributi   previdenziali   dovuti  ai   titolari   di   posizione
  assicurativa, i contributi previdenziali e assistenziali dei datori
  di  lavoro,  e anche i premi assicurativi contro gli infortuni  sul
  lavoro,  nonché gli interessi previsti in caso di pagamento rateale
  ai sensi dell'articolo 20.
   Questi  sono elementi importanti che volevo sottolineare,  facendo
  affidamento   sulla  capacità  di  sintesi  dei   parlamentari   di
  quest'Aula. Avrei potuto essere anche più sintetico, ma  ho  voluto
  rendere  conto di quello che è stato il mio modesto lavoro  e  dare
  alcuni elementi indicativi sul disegno di legge, che possono essere
  utili come primo momento di analisi.
   Ritengo  quindi,  evitando  ulteriori considerazioni,  che  questa
  giornata per l'Assemblea regionale siciliana può essere considerata
  una  giornata storica - e, al di là del percorso che ha visto  come
  momento politico la condivisione all'unanimità del disegno di legge
  in  Commissione Bilancio, io mi auguro che anche in Aula  si  possa
  ritrovare lo stesso momento di condivisione -, dicevo, é  una  data
  storica  perché  rappresenta una svolta e perché  vuole  essere  un
  momento  di  grande  impegno verso investimenti reali  sul  tessuto
  produttivo.  Quindi, grande capacità di attrazione di  attività  di
  impresa,  grande capacità di incrementare dimensioni aziendali  per
  renderle  sempre più competitive in un mercato che  richiede  nuove
  forme di investimento e, pertanto, non solo nuovi investimenti, non
  solo  nuove  aziende, ma il potenziamento di aziende già esistenti,
  sicuramente in un momento in cui ci avviamo verso una fase  in  cui
  dovremo  camminare sempre più con le nostre gambe. Infatti, uscendo
  dalla zona dell'Obiettivo 1 con il 2013, quello che avremo prodotto
  in  questi  anni sarà la reale base su cui puntare  per  il  nostro
  futuro.
   Ma  c'è  un'altra grande data: la zona di libero  scambio  con  il
  2010.
   Sicuramente, in questa direzione la Sicilia potrà rappresentare un
  sicuro  punto  di riferimento se sapremo fare buon  uso  di  questa
  opportunità.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico  che l'onorevole  Scilla  ha  dichiarato  di
  apporre  la  firma  al disegno di legge numero 469  «Norme  per  la
  prosecuzione del rapporto di lavoro di personale precario».
   L'Assemblea ne prende atto.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Speziale ha chiesto  congedo
  per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


      Seguito della discussione del disegno di legge « Crediti di
  imposta per nuovi investimenti e per la crescita dimensionale delle
                         imprese» (239-182/A)

   PRESIDENTE. Riprende la discussione del disegno di legge nn.  239-
  182/A.
   Dichiaro aperta la discussione generale.
   E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca. Ne ha facoltà.

   DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa è una legge
  fondamentale   per   lo   sviluppo   in   Sicilia    del    tessuto
  imprenditoriale;  ma, al di là di quello che è il  contenuto  della
  norma  e degli aspetti tecnici che sono stati ampiamente affrontati
  dal relatore, la stessa introduce un'inversione di mentalità, ed  è
  questo  l'aspetto  fondamentale che il Movimento per  le  Autonomie
  vuole sottolineare.
   Finalmente si introduce in Sicilia la logica degli automatismi  e,
  quindi,  un sistema che, fondamentalmente, è più consono e coerente
  a  quelle  che sono le esigenze e le logiche delle imprese.  Questo
  sistema,  l'automatismo  che  è  stato  già  introdotto  a  livello
  nazionale  dalla  famosa  legge Visco , ripercorre  alcuni  aspetti
  importanti  di  quella  legge  che  ha  dato  grandi  risultati   e
  sostanzialmente   ha   preso  il  meglio  di   quella   esperienza,
  trasferendo in Sicilia, in un contesto dove l'automatismo  è  stato
  una  regola  sostanzialmente mai applicata,  il  meglio  di  quella
  esperienza.
   Da  questo punto di vista, è fondamentale sottolineare un  aspetto
  che,  sostanzialmente, riguarda quello che dovrebbe essere il ruolo
  delle  istituzioni  regionali e soprattutto locali,  rispetto  alle
  esigenze del tessuto produttivo.
   Spesso,  noi abbiamo la facoltà non solo di non sapere far  fronte
  ad   una   serie   di   esigenze  e  di   richieste   del   sistema
  imprenditoriale, ma siamo bravi a creare una serie di  lacci  e  di
  condizionamenti,  e quindi aggravare i procedimenti  amministrativi
  inventandoci  delle autorizzazioni e delle regole che impoveriscono
  la cultura dell'imprenditore in Sicilia.
   Il  disegno  di legge in discussione ha questa valenza,  introduce
  finalmente  una  inversione di tendenza. Il nostro auspicio  è  che
  questa  logica venga applicata in altri contesti, perché  applicare
  oggi  le  regole  dell'automatismo  significa  fare  una  selezione
  naturale di quello che è il vero tessuto imprenditoriale che  vuole
  investire.
   D'altronde,  questo  tipo di automatismo ha una  regola  di  fondo
  molto   semplice:   vale   e   si   applica   sostanzialmente   per
  l'imprenditore che fa impresa, che fa reddito, che ha delle imposte
  da  pagare  e che, di conseguenza, è sostanzialmente la  parte  più
  produttiva del nostro sistema.
   Allora  è  un  sistema, una regola, questa, che fa  una  selezione
  sotto  questo  profilo e non solo riesce anche a  dare  un  apporto
  concreto a chi coraggiosamente continua ad investire in Sicilia, ma
  fondamentalmente crea un rapporto diverso tra l'imprenditore  e  il
  Palazzo  perché con questo sistema l'imprenditore non  ha  rapporti
  con il Palazzo.
   Questa  è  una rivoluzione, perché sappiamo bene quali sono  stati
  spesso  i condizionamenti che hanno bloccato alcuni investimenti  e
  alcune iniziative coraggiose, nel momento in cui l'imprenditore  ha
  avuto a che fare con il Palazzo.
   La  Commissione Bilancio si è impegnata molto da questo  punto  di
  vista,  e  noi  vogliamo veramente rivolgere un  plauso  all'intera
  Commissione Bilancio e al suo Presidente, oltre che al Governo, che
  ha  avuto  la lungimiranza di presentare un disegno di legge,  oggi
  finalmente in discussione, dopo un parere - devo dire - importante,
  eclatante  per alcuni aspetti: dobbiamo, infatti, sottolineare  che
  la Sicilia credo sia la prima Regione a dotarsi dello strumento del
  credito d'imposta, diventando quindi un esempio innovativo.
   Una  volta  tanto siamo stati in condizione, con questo Governo  e
  con  il  lavoro  costante  svolto dalla  Commissione  Bilancio,  di
  diventare elemento di discontinuità positiva rispetto al resto  del
  sistema.
   E   allora   dobbiamo  andare  avanti  così,  onorevoli  colleghi,
  individuando  delle  norme  e  dei  provvedimenti  legislativi  che
  snelliscano   effettivamente   il   rapporto   tra    il    sistema
  imprenditoriale  e  il  Palazzo  - dove  per  Palazzo,  in  termini
  generali,  intendiamo le istituzioni locali oltre che  regionali  -
  mettendo  quest'ultimo in condizione di non nuocere alla parte  più
  buona  del nostro sistema imprenditoriale. Noi dobbiamo cercare  di
  creare  una zona franca dai condizionamenti che spesso i Palazzi  e
  la  politica  si  inventano  o  creano  rispetto  alle  logiche  di
  investimento.
   Questa legge va in controtendenza.
   Siamo   orgogliosi  di  questo  Parlamento,  e  della  Commissione
  Bilancio  in particolare, che ha avuto la capacità di elaborare  un
  testo  innovativo  che  contempla anche, rispetto  alle  precedenti
  esperienze, dei settori che non avevano questi benefici.
   In  modo particolare, il comparto dell'agricoltura che, per quella
  poca  esperienza  che  vi  è  stata a  livello  nazionale,  non  ha
  funzionato    perché   gli   automatismi   allora   previsti    non
  corrispondevano   soprattutto   al  tessuto   imprenditoriale   del
  Meridione.
   Un'altra scelta d'intelligenza è stata quella di porre dei  tetti,
  perché il nostro tessuto imprenditoriale, lo sappiamo tutti quanti,
  è  fondamentalmente rappresentato proprio da micro-imprese. Quindi,
  dare  la  possibilità anche alle micro-imprese di accedere  ad  una
  parte di queste risorse significa avere fatto una valutazione seria
  del nostro tessuto imprenditoriale.
   Ma  anche  rispetto  ad altre logiche la Commissione  Bilancio  ha
  avuto   un   serrato  confronto,  evitando  che   si   facesse   un
  provvedimento  magari  a  beneficio solo  di  alcuni  pochi  grandi
  sistemi    della   Sicilia.   Perché   avere   messo    un    tetto
  all'investimento, quello di 4 miliardi di euro, significa  che,  da
  questo   punto  di  vista,  possiamo  dare  sì  un  grande  segnale
  importante anche ai sistemi, pochi purtroppo, imprenditoriali  medi
  e  grandi  della  Sicilia, ma fondamentalmente  abbiamo  fatto  una
  scelta  diversa:  quella di consentire alle micro-imprese,  che  in
  Sicilia  rappresentano il 90 per cento del tessuto imprenditoriale,
  di avere un beneficio certo anche da questo punto di vista.
   Questi   sono,   fondamentalmente,  gli   aspetti   che   volevamo
  sottolineare  e ci auguriamo, come Movimento per le Autonomie,  che
  ci  siano altre scelte in tale direzione e che, soprattutto, questo
  Parlamento  entri  nella  logica di  creare  quelle  condizioni  di
  sviluppo  che  non sono solo basate su contributi a fondo  perduto,
  perché  la  prima  fase dello sviluppo è quella  di  garantire  sul
  territorio  le condizioni, rispetto ai tempi e a quello  che  è  il
  sistema   delle  autorizzazioni  che  sia  celere   e   snello   e,
  soprattutto, non condizionato e condizionabile dalla politica.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio esprimere
  un  plauso al lavoro che è stato fatto per arrivare a questo punto.
  Il  disegno  di  legge,  che tra qualche ora ci  auguriamo  diventi
  legge,  è  anche il frutto di un'iniziativa parlamentare, non  solo
  per  il lavoro svolto in Commissione con il contributo dei colleghi
  che  fanno parte della Commissione Bilancio, ma anche per il  fatto
  che il Gruppo parlamentare del Partito Democratico, ad inizio della
  nuova legislatura ha presentato un disegno di legge che introduceva
  nella nostra Regione il credito di imposta, il famoso 182.
   Lo abbiamo fatto anche come provocazione - se volete - partendo da
  un  dato,  che il credito di imposta è stato introdotto nel  nostro
  ordinamento nazionale a partire dalla legislatura 1996-2001 con  un
  meccanismo  che  ha consentito a centinaia, se non  a  migliaia  di
  imprese,  di utilizzare - con un sistema assolutamente inedito  per
  il  nostro ordinamento - un sistema automatico, un automatismo  che
  interrompeva qualunque forma di intermediazione tra l'istante, cioè
  l'impresa,  la società e l'Amministrazione pubblica e, addirittura,
  questo  beneficio non era riscosso con una restituzione all'impresa
  che faceva un investimento ma avveniva, appunto, in automatismo con
  il  modello  F24, cioè lo strumento attraverso il quale le  imprese
  pagano gli oneri fiscali e previdenziali.
   Dal  2001  al  2006  uno  degli atti che fu consumato  nel  nostro
  ordinamento  fu trasformare il credito di imposta in uno  strumento
  diverso.   Intanto,   lo  si  trasformò   in   uno   strumento   ad
  intermediazione  politica, annacquandolo, rendendolo  inefficace  e
  incapace  di aiutare il nostro sistema imprenditoriale  ad  avviare
  quei processi di investimento e di modernizzazione soprattutto  nel
  campo dei beni materiali e anche immateriali.
   Il  credito di imposta è un grande strumento che serve a sostenere
  l'innovazione.
   Siamo  arrivati  a  questo testo, frutto anche  di  un  lavoro  di
  arricchimento in Commissione, della estensione ad alcune categorie,
  come  le imprese del turismo e le imprese della pesca, oltre che  a
  quelle  manifatturiere,  piuttosto che a quelle  di  trasformazione
  agricola.
   Questo testo oggi ci consegna una  legge cornice , che può dare un
  metodo  di erogazione della spesa nell'ambito della nostra Regione,
  ovvero il metodo secondo il quale non la pubblicazione di bandi, la
  pubblicazione   di   avvisi,  graduatorie  da   costruire   secondo
  categorie,  impegnative di progetti, di costi,  di  investimenti  a
  perdere,  in alcuni casi, per le imprese che partecipano  ai  bandi
  erogati  sia  dai  fondi  comunitari sia  dai  fondi  per  le  aree
  sottoutilizzate, ma è una legge di  cornice  che prevede un  metodo
  di  spesa e di aiuto alle imprese nella nostra Regione. Rispetto  a
  questo metodo che prevede una serie di modalità, alcune delle quali
  rappresentate  poco fa dall'onorevole D'Asero nella sua  relazione,
  il  problema  di questa legge è se diventa una legge  manifesto   o
  una   legge   che   apre  la  strada  maestra   dell'erogazione   e
  dell'attivazione della spesa nella nostra Regione.
   Questa  legge  oggi  ha un grande difetto: non  sono  definite  le
  risorse  che la Regione prevede di utilizzare attraverso  la  legge
  stessa se non i massimali, che non sono poca cosa.
   Alla  fine, questa legge consentirà di erogare oltre 2 miliardi  e
  400 cento milioni di euro sia per le imprese manifatturiere che per
  le  imprese  di trasformazione agricola, 2 miliardi e  400  milioni
  nell'arco di un periodo che può coincidere anche con il periodo  di
  vigenza  del  POR, del nuovo Piano Operativo e quindi dell'utilizzo
  dei Fondi europei.
   Una  prima  sfida, Assessore per il bilancio, è come  adeguare  il
  Piano  Operativo a questa norma, visto che ad oggi non  è  prevista
  dal  Piano  Operativo  FESR la possibilità di  erogare  le  risorse
  previste  dalle  misure  del  FESR attraverso  la  metodologia  del
  credito d'imposta. Ed è una prima sfida concreta, altrimenti questa
  è  una legge  manifesto  che rischia, paradossalmente, di fare pure
  danno,  perché  crea  aspettative e  in  qualche  modo  rischia  di
  determinare  un meccanismo di dipendenza dalla utilizzazione  delle
  risorse,  ritardando  la  possibilità  per  le  imprese   di   fare
  investimenti.
   Oltretutto, in un momento nel quale siamo, come tutti  ci  dicono,
  in  una fase di crisi - e tutti gli economisti spiegano che proprio
  nelle fasi di crisi bisogna lavorare all'innovazione per prepararsi
  alla  ripartenza.  Nel  momento in cui riparte  l'economia,  se  il
  nostro sistema industriale, se il nostro sistema artigianale, se il
  nostro  sistema  economico  non sono adeguati,  anche  sul  terreno
  dell'innovazione, rischiano che la ripartenza li veda esclusi.
   Se  questo  disegno  di  legge diventa una  legge  di  aspettative
  deluse, daremo un colpo mortale alla nostra economia; così come  la
  vicenda dell'erogazione dei fondi FAS.
   Qui va data certezza alla quantità di risorse
   Si è detto che prevediamo 600 milioni dei fondi FAS da destinare a
  questa legge; ma, ad oggi, non si è scritto. C'è, quindi, un  altro
  grande rischio, Assessore, che i fondi FAS rischiano di essere come
  gli  aerei di Mussolini, che a seconda dove si va si trova un fondo
  FAS per tutti.
   Cominciamo a stabilire quanto di questi fondi FAS andrà al credito
  di    imposta,    quanto   andrà   alle   opere   di   investimento
  infrastrutturali,  quanto  sarà programmato  ed  impegnato  per  le
  attività previste dal PAR che è stato erogato.
   Onorevole Assessore, il PAR che avete presentato al Ministero  non
  è  di  4  miliardi e trentadue milioni di euro; è - se non  ricordo
  male  -  di circa 9 miliardi. Se così è, noi rischiamo di avere  il
  fondo FAS come una sorta di manifesto dove, per qualunque cosa,  ci
  saranno  i  fondi  FAS, anche se non ci sono  soldi  nel  bilancio.
  Attenzione
   Così rischiamo di fare danni, non solo perché prendiamo in giro la
  gente   ma  perché  creiamo  un  effetto  di  aspettativa   a   cui
  l'Amministrazione   pubblica  non  sarà  in  grado   di   garantire
  materialmente.
   E'  come  -  scusatemi  l'espressione, pur  nella  relatività  del
  paragone  -  la   legge Briguglio , la legge  che  consentiva  alle
  imprese  di  avere  sei  anni  di  oneri  previdenziali  e  fiscali
  abbattuti per le assunzioni.
   Molti  ci hanno creduto, e sono state poi le imprese a indebitarsi
  e a rimanere con l'indebitamento.
   Guai  a noi se, attraverso questa legge, produciamo un effetto  di
  indebitamento, questo no, perché l'effettiva spesa si  può  erogare
  solo dopo che viene autorizzata.
   Credo  che il limite di questa legge è sostanzialmente questo:  la
  certezza  della spesa, la certezza delle risorse, la programmazione
  certa, la modalità.
   Oggi, questo problema non è ancora risolto perché si tratta di una
  legge che non prevede neppure un euro di stanziamento a valere  sul
  bilancio  della  Regione,  e  la  cui  copertura  è  rinviata  agli
  strumenti straordinari, FAS e POR.
   Tra  l'altro, vorrei ricordare che proprio i fondi FAS  -  di  cui
  tanto  si  è  parlato  e si parla - cominceranno  forse  ad  essere
  erogati,  se il ministro Tremonti permetterà, a partire dalla  metà
  del  2011. E cosa facciamo tra quindici giorni, quando questa norma
  sarà  vigente  e quando avremo fatto la convenzione  con  l'Agenzia
  delle  entrate  e  le  imprese, quindi, saranno telematicamente  in
  grado   di   presentare  l'istanza  all'Agenzia  delle  entrate   e
  l'Amministrazione, entro trenta giorni, dovrà dare l'assenso  o  il
  dissenso,  l'accoglimento o il diniego? Con  quali  risorse  faremo
  tutto questo?
   Lo  dico  per  mettere  le mani avanti. Si  tratta  di  una  legge
  importante, tanto più perché la fa la Regione Sicilia. E' una legge
  che  noi voteremo, che noi abbiamo voluto. Ma è una legge che  deve
  essere  gestita  da  parte  di un Governo  che  abbia  la  forza  e
  l'autorevolezza  di  concentrare, attraverso questo  strumento,  le
  risorse  disponibili, altrimenti avremo fatto un danno all'economia
  della  nostra Regione e un danno anche alla buona capacità di  fare
  leggi.
   Io  esprimo  il  plauso  sul testo, ma mi  preoccupa,  voglio  qui
  manifestarlo, la capacità di gestione per fare di questa legge  una
  legge  davvero a servizio dell'economia e non una  legge manifesto
  che rischia di deludere le attese del nostro sistema economico.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole D'Agostino.  Ne  ha
  facoltà.

   D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo un anno ed
  il  lavoro  sollecito  della Commissione  Bilancio  è  arrivato  il
  benestare  della  Commissione  europea;  era  un  nulla  osta   che
  attendevamo  come  fosse  un  esame  a  cui  si  sottoponeva  tutta
  l'Assemblea regionale, non solo la Commissione Bilancio,  ed  anche
  il Governo regionale.
   Oggi  -  possiamo dirlo ad alta voce, anche perché in  Commissione
  Bilancio,  per  due  volte,  questo  disegno  di  legge  è  passato
  all'unanimità con la totale condivisione di tutti i gruppi politici
  - questa è la migliore risposta alla crisi ed alla sfiducia che c'è
  stata nel Paese ed al rallentamento della crescita che, ovviamente,
  registriamo nella nostra Terra.
   Questa  è una legge decisiva per il rilancio della nostra economia
  perché  restituisce  fiducia  ad un  mercato  asfittico,  perché  è
  un'occasione   immancabile  per  le  imprese,  soprattutto   quelle
  esistenti  che, ovviamente, risentono maggiormente  della  crisi  e
  della mancanza di prospettive, ed in quanto questa è una legge  che
  funziona,  come  è  stato detto da chi mi ha preceduto,  grazie  ad
  automatismi  immediati,  diretti, senza  l'intermediazione,  troppo
  spesso  vissuta dalle imprese come un accanimento della burocrazia,
  senza  l'intermediazione  da parte di  funzionari,  di  uffici,  di
  Assessorati e di quant'altro.
   Abbiamo  parlato  fino ad oggi, in questi mesi, di  dotare  questo
  strumento legislativo di somme importanti, si parla di 600  milioni
  di  euro - e mi aggancio alle parole del presidente del Gruppo  del
  PD,  onorevole Cracolici -, non solo le cifre devono essere chiare,
  certe  e  tangibili, da parte del mondo delle imprese  più  che  da
  parte di questa Assemblea ma, se possibile, anche superiori ai  600
  milioni.  Se  possibile,  nei prossimi anni,  anche  a  seguito  di
  eventuale   rimodulazione  degli  stessi  fondi  strutturali   oggi
  destinati magari ad altri interventi.
   Infatti,  per  un  miliardo di euro -  che  non  è  una  cifra  da
  inventare,  che non è una cifra fuori dal mondo - da investire  nel
  mondo   dell'economia   siciliana   si   può   avere   un   effetto
  moltiplicatore  per  cinque  volte,  e  5  miliardi  di   euro   di
  investimenti  al  lordo,  di tutti gli investimenti,  di  tutta  la
  filiera, di tutto l'indotto, significano un aumento del PIL  dell'1
  o del 2 per cento a regime.
   Onorevoli colleghi, queste sono cifre importanti e porterebbero  a
  risultati  di  portata  straordinaria.  E'  vero,  siamo  la  prima
  Regione,  dopo  l'esperimento fatto per un paio di volte  dai  vari
  governi nazionali, che autonomamente scommette su un meccanismo del
  genere; la prima Regione che ottiene il benestare dalla Commissione
  europea;  la prima Regione che, se sarà celere e brava, riuscirà  a
  dare  la  risposta più attesa dal mondo imprenditoriale, quella  di
  potere  rinunciare alla logica del contributo, di potere rinunciare
  alla   logica  dell'intervento  mediato  per  avere,  invece,  quel
  meccanismo   automatico  che  le  permette   di   programmare   gli
  investimenti e di realizzarli immediatamente, nello stesso  momento
  in cui vengono pensati, concepiti e realizzati.
   Oggi,  che  siamo  tutti  concentrati su  come  spendere  i  fondi
  strutturali  europei,  il  concetto  di  spesa  che  chiaramente  è
  l'obiettivo  che soprassiede al Governo regionale  e  a  tutti  gli
  Assessorati,  dobbiamo certamente superare l'estremismo  di  alcune
  tesi  che  ci  suggeriscono di restituire  i  soldi  piuttosto  che
  spenderli male.
   Ebbene,  non  dobbiamo  arrivare a tanto, ma  certamente  possiamo
  cominciare a pensare che anche e soprattutto attraverso  una  legge
  come quella sul credito di imposta, anziché spendere soldi possiamo
  investirli.
   Dobbiamo anche cambiare il linguaggio, il vocabolario che,  troppo
  spesso,   è   stato  una  costante  culturale  che  ha  paralizzato
  l'attività  di questa Regione se non, addirittura, ha  sminuito  il
  senso  di  molti  suoi interventi, perché dobbiamo interrogarci  se
  negli  anni  passati  lo  sviluppo che c'è  stato  sia  stato  vero
  sviluppo,  se gli investimenti che sono stati offerti al territorio
  ed  alle  nostre imprese siano stati veri investimenti e  si  siano
  tradotti in una crescita strutturale.
   Ecco,  noi crediamo che così non é stato. E per questo il  Governo
  chiede   anche   a   questa   Assemblea   una   discontinuità   nei
  comportamenti, una discontinuità nella sua azione legislativa.
   La legge sul credito d'imposta è emblematica sotto tale profilo.
   Dobbiamo destrutturare la burocrazia della Regione e le prassi  di
  tutti coloro che ci collaborano, perché le prassi consociative sono
  state  quelle che hanno frenato, paralizzato o disatteso, a  volte,
  nobili obiettivi che, ovviamente, si nascondevano dietro leggi  che
  avevano una portata immaginifica importante e invece, poi così  non
  si  rivelavano  e  che  non hanno consentito, negli  anni,  aumenti
  effettivi, strutturali del prodotto interno lordo.
   A  volte,  abbiamo dovuto registrare inutili spese a pioggia  che,
  alla  fine,  non  hanno  realizzato gli obiettivi  che  intendevano
  perseguire.
   Dobbiamo, invece, investire i soldi che abbiamo del POR, che  sono
  tanti,  e  dobbiamo  investirli  bene  per  favorire  uno  sviluppo
  armonico, coordinato delle imprese. La legge sul credito di imposta
  risponde  effettivamente, unicamente e, forse, solamente  a  queste
  indicazioni, perché a detta di tutti gli operatori economici, dalla
  grande impresa alla micro-impresa la legge sul credito di imposta è
  quella che viene maggiormente attesa.
   Allora,  oggi dobbiamo difendere i posti di lavoro che le  imprese
  siciliane  sono  riuscite  faticosamente a  garantire,  soprattutto
  negli  ultimi due anni. E stiamo parlando di imprese private perché
  troppo spesso, in questa Aula, il Governo è concentrato a salvare i
  posti di lavoro del settore pubblico.
   Oggi   ci  stiamo  dedicando  concretamente  e  fattivamente  alla
  salvaguardia  dei posti di lavoro del settore privato creando  vero
  sviluppo, rinunciando alle facili sovvenzioni che troppo spesso non
  raggiungono gli obiettivi prefissi, tagliando in questo modo i rami
  secchi perché a questa legge si può accedere solo se si è latori di
  una  istanza di un'azienda che è sana, di un'azienda che ha salute,
  di un'azienda che ha prospettive per il futuro.
   Il  mercato, solo il mercato, crea uno sviluppo vero, equilibrato,
  armonico.
   Ma  dobbiamo chiederci se spesso i nostri interventi, anche quelli
  che   abbiamo  oggi  in  attesa  di  programmazione  con  i   fondi
  strutturali,   siano  tutti  tesi  al  raggiungimento   di   questo
  obiettivo, se siano tutti coerenti. Troppo spesso non è così.
   Anche   l'Assessorato  dell'industria  deve  ripensare  alla   sua
  programmazione,  così come l'Assessorato della  cooperazione,  così
  come  l'Assessorato  dell'agricoltura ed  anche  l'Assessorato  del
  lavoro e della formazione professionale che deve incentivare  anche
  gli  ammortizzatori sociali. Noi dobbiamo essere, in  questo  caso,
  chiari  e  dare  messaggi che devono essere  diretti  e  facilmente
  raggiungibili  da  parte  del  sistema  imprenditoriale  che   oggi
  attende,  non soltanto questo voto con grande fiducia e con  grande
  attesa, ma attende anche le altre cose che faremo.
   Quando,  troppo  spesso, investiamo centinaia di milioni  di  euro
  programmandoli  con  misure  che ci  sembrano  all'avanguardia,  ci
  sembrano misure che chissà quali scenari apriranno, troppo  spesso,
  ancora una volta, perpetuiamo errori del passato.
   La  legge  sul  credito  di imposta, signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, invece non dà alibi a nessuno; gli investimenti sono veri
  e tangibili e solo quelli veri e tangibili hanno un futuro.
   Allora,  spero che, oggi, la politica e quindi questo  Parlamento,
  abbia  la  capacità di continuare su questa scia e si accalori,  si
  appassioni  e si concentri proprio su questi temi che sono  i  veri
  temi  della politica, sono le vere istanze, le vere esigenze che  i
  siciliani sentono proprie.
   Questa  legge è una buona legge, è un'ottima legge, è  una  grande
  legge  di portata storica ed è una degna rappresentazione del nuovo
  corso che questo Governo e questo Parlamento devono portare avanti.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Pogliese.  Ne  ha
  facoltà.

   POGLIESE.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  Assessore,  sarò  estremamente sintetico, ma ritengo  assolutamente
  doveroso   intervenire   in  questa  Aula  per   esternare   alcune
  considerazioni su questa legge che da qui a breve verrà esitata, mi
  auguro, dall'Aula, che credo sia di fondamentale importanza per  la
  nostra Terra e per l'economia della Sicilia.
   Oggi, si sta consumando un passaggio molto importante, laddove sta
  per   concludersi   un  percorso  legislativo   nato   inizialmente
  all'interno  della Commissione Bilancio, proseguito a  Bruxelles  e
  che oggi vede, all'interno di questa Aula, la sua meta conclusiva.
   Un  percorso  che ha visto il coinvolgimento attivo e  fattivo  di
  tutti  i Gruppi parlamentari presenti all'interno della Commissione
  Bilancio  - lo ha detto prima di me l'onorevole D'Asero,  lo  hanno
  ripreso anche altri colleghi parlamentari -, laddove tutti i Gruppi
  parlamentari   hanno  presentato  e  fatto  approvare   emendamenti
  migliorativi rispetto al testo originale.
   Ebbene,  io credo che questa legge risponda ad una forte  esigenza
  sentita  all'interno della nostra Terra, all'interno  del  comparto
  economico produttivo, oggi più di ieri, laddove si sta vivendo  una
  fase  di crisi congiunturale che impone delle scelte anche da parte
  di  questa  Assemblea:  basti pensare alla riduzione  significativa
  della  richiesta  di  affidamenti presso gli istituti  di  credito,
  basti pensare alla crisi occupazionale che stiamo registrando.
   E per testimoniare ciò voglio esternare alcuni dati statistici che
  ritengo  siano  assolutamente evidenti nella gravità.  Alcuni  dati
  statistici in riferimento all'espansione degli affidamenti che si è
  registrata  nel  primo semestre del 2008, quando  ancora  la  crisi
  congiunturale   non   era  iniziata,  laddove  l'espansione   degli
  affidamenti  è  stata  superiore del  18  per  cento,  nel  secondo
  semestre  del 2008 l'espansione degli affidamenti è stata  dell'1,6
  per cento presso gli istituti di credito. Nel primo semestre 2009 è
  stata di poco superiore al 6 per cento, e questo a testimonianza di
  ciò  che  è  accaduto l'anno scorso, di quello  che  sta  accadendo
  quest'anno, laddove vi sono tiepidi segnali di ripresa, ma  laddove
  vi è l'assoluta necessità di fare ripartire l'economia.
   Questa  legge, attraverso il credito di imposta, risponde a questa
  legittima   esigenza  attraverso  un  meccanismo   veloce,   agile,
  automatico,  a cui faceva riferimento prima l'onorevole  Cracolici,
  permettendo  il reinvestimento degli utili, superando  le  barriere
  che  talvolta  la  burocrazia frappone, come è  stato  puntualmente
  denunziato da Confindustria e dalle associazioni di categoria,  non
  soltanto industriali ma anche di commercianti e degli artigiani. Ed
  anche  attraverso il sistema dei massimali e dei  minimi  che  sono
  previsti  si  permette, da un lato, di ampliare la platea  che  può
  usufruire  di questo importante meccanismo e, al tempo  stesso,  si
  evita  la parcellizzazione degli interventi, cosa che purtroppo  ha
  caratterizzato la vecchia programmazione europea.
   Ecco perché credo, e mi avvio alla conclusione, che questo disegno
  di  legge rappresenti una risposta importante che questo Parlamento
  sta  dando, attraverso anche una dimostrazione di grande  senso  di
  responsabilità che con il voto unanime in Commissione e, mi auguro,
  con  il  voto  unanime  all'interno di  questa  Aula,  permette  di
  scrivere una pagina qualificante nella storia di questo Parlamento.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Caputo.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPUTO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   onorevole
  Assessore,  è indubbio che questa sera il Parlamento si appresta  a
  discutere  e  -  sono  convinto - a  votare  un  disegno  di  legge
  importante che interviene a favore dell'economia siciliana.
   Devo  dire,  con tutta onestà, che riconosco i meriti,  alti,  del
  presidente  della Commissione  Bilancio', onorevole  Savona,  e  di
  tutta  la  Commissione, perché stiamo dando vita ad una  norma  che
  certamente  influirà  positivamente  sul  tessuto  economico  della
  Sicilia  e che ha il pregio di utilizzare il credito d'imposta  per
  rilanciare investimenti.
   Però,  non  per  fare il bastian contrario, ho  l'impressione  che
  stiamo  celebrando l'apoteosi di un Parlamento che sta varando  una
  legge  che,  in  altre regioni d'Italia, è una legge  normalissima.
  Evidentemente  il  nostro  Parlamento,  a  digiuno  di   iniziative
  legislative, rilancia e sopravvaluta un provvedimento che è  forte,
  ma  è  un  provvedimento di ordinaria amministrazione nelle vicende
  economiche della Sicilia.
   Non vorrei che per un momento l'atmosfera enfatica che aleggia  in
  questo  Parlamento  servisse  a farci  perdere  di  vista  la  vera
  emergenza occupazionale che c'è in Sicilia e lo stato di gravissima
  crisi  in  cui  versa l'impresa siciliana. Una crisi alla  quale  e
  contro  la  quale  il  Parlamento stasera sta dando  una  risposta,
  onorevole  Cracolici; ma non è la risposta definitiva al  malessere
  economico  ed imprenditoriale della nostra Regione. E'  una  goccia
  nel  mare, anzi, mi correggo, nell'oceano delle risorse che  questa
  Regione  potrebbe e dovrebbe attivare e non attiva per l'incapacità
  di gestire la programmazione comunitaria.
   Noi  facciamo  continuo  ricorso ai  fondi  FAS.  Qualcuno  in  un
  convegno,  con  la classica sapienza siciliana,  ha  detto  che  in
  Sicilia  siamo come quella famiglia che ha il frigorifero pieno  di
  generi  alimentari  ma,  siccome ce l'ha bloccato,  muore  di  fame
  perché non riesce ad aprirlo.
   Noi  parliamo, invochiamo e programmiamo i fondi FAS per tutto ciò
  che è lo scibile economico di questa Regione, sottacendo in maniera
  irresponsabile, e forse anche dolosa, che si tratta  di  fondi  che
  non  saranno disponibili prima del 2011. E da oggi, novembre  2009,
  al  2011 ci sono due lunghi, pesanti e penosi anni di carestie e di
  crisi per l'economia siciliana.
   Qualcuno  ha  detto che stiamo attivando un miliardo di  euro,  ma
  ricordate  che  noi  rischiamo - ed  il  termine  rischiamo  non  è
  ipotetico  ma  è  la  vigilia della certezza -  di  restituire  300
  milioni di euro all'Unione europea perché non siamo capaci di  fare
  la rendicontazione triennale.
   Qui variamo una legge sul credito d'imposta che utilizza le stesse
  risorse economiche delle stesse imprese che lavorano. Ma qui  sento
  il  silenzio  del  Governo ed il silenzio di molti  parlamentari  -
  presidente Minardo, so che lei è persona molto attenta come  me  -,
  il  silenzio assordante sul blocco della programmazione comunitaria
  in Sicilia.
   In  questo  momento  ricordiamo  sei  azioni  che  la  Commissione
   Attività   produttive'   ha   licenziato   per   quanto   riguarda
  cooperazione, commercio e artigianato, due bandi dei fondi FAS,  di
  cui  uno  molto limitato per la promozione dei consorzi di  tutela,
  qualche   bando  che  oggi  l'assessore  Venturi  ha   inviato   in
  Commissione   per   l'esame   sulla   innovazione   scientifica   e
  tecnologica. E, poi, la paralisi amministrativa assoluta.
   Soltanto due giorni fa la Giunta di Governo ha licenziato le linee
  guida  per l'Asse 6 sullo sviluppo urbano; soltanto due giorni  fa,
  essendo stata costretta a prorogare i termini di scadenza dei bandi
  perché non aveva licenziato le linee guida sull'Asse 6, sui PISU  e
  sui PIST.
   Qui c'è il deserto della programmazione economica regionale, e  lo
  dico da parlamentare di maggioranza che interviene per stimolare il
  Governo.
   Questo  non  è  un intervento contro il Governo, é  un  intervento
  finalizzato  a svegliare il Governo da questo torpore programmatico
  sull'amministrazione della politica comunitaria.
   Stiamo  facendo la corsa non per impegnare risorse, ma per salvare
  risorse dalla restituzione.
   E   che   qualcuno  non  venga  a  dirmi  -  perché   offenderebbe
  l'intelligenza  dei  siciliani prima,  e  dei  deputati  di  questo
  Parlamento  poi,  o contemporaneamente - che 300  milioni  di  euro
  verranno  assegnati alla Banca europea degli investimenti   Non  li
  stiamo  dando al Banco di Sicilia per tenerli in cassa;  finiranno,
  presidente Savona - lei lo sa benissimo perché è persona  altamente
  preparata e competente - in un circuito di programmazione europea.
   Quindi,  oggi  non stiamo salvando l'economia della  Sicilia,  non
  stiamo  voltando  pagina scrivendo le note  di  sviluppo  economico
  della  Sicilia;  stiamo  soltanto  facendo  un  atto  di  ordinaria
  amministrazione che, per la nostra miopia politica,  spacciamo  per
  pagina splendida della politica parlamentare di questa Sicilia.
   E' un grosso errore. Non illudiamoci, non creiamo cortine fumogene
  che  servono  a  mascherare lo stato di disagio  in  cui  versa  la
  programmazione comunitaria.
   Assessore Di Mauro, so che lei sta lavorando molto sul bilancio ed
  è  un lavoro che sta facendo con la  cancellina' piuttosto che  con
  la penna. Questo sarà un bilancio di sacrificio, non un bilancio di
  rilancio dell'economia di questa Sicilia.
   Le  anticipo che il Gruppo parlamentare del PDL sarà molto critico
  nell'esame  del bilancio e della finanziaria perché noi  non  siamo
  pronti ad approvare un bilancio che mette in ginocchio la Sicilia e
  che  mette  in ginocchio, in via definitiva, lo sviluppo  economico
  della Sicilia.
   Oggi  abbiamo  incontrato per la sesta volta l'associazione  degli
  agricoltori.  Quante  casse  da morto  devono  portare  davanti  al
  Palazzo  del Parlamento per fare capire al Governo che sta mettendo
  in ginocchio l'economia di questa Sicilia?
   Allora,  dico  che  va  bene il disegno di legge  sul  credito  di
  imposta.  Sono  d'accordo che venga approvato, ma è un  disegno  di
  legge  di  ordinaria  programmazione. E la  vera  sfida  di  questo
  Governo  sta  nel prossimo bilancio e nella prossima finanziaria  e
  non  nella  capacità,  anzi  devo dire, purtroppo,  nell'incapacità
  gestionale di progettare una sana programmazione europea. Le  altre
  regioni  ad  Obiettivo 1 hanno già fatto la terza  rendicontazione.
  Noi ancora siamo fermi al sesto bando comunitario.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Cordaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore  per  il
  bilancio,  prendo  la  parola  per formalizzare  all'Aula  il  voto
  favorevole  del  Gruppo parlamentare UDC al disegno  di  legge  sul
  credito di imposta.
   Non  ritornando però su quanto, devo dire in maniera brillante,  è
  stato  detto  da  tutti i colleghi nel merito di questo  importante
  disegno  di  legge,  senza  ovviamente nascondere,  per  quanto  ci
  riguarda,  per  quanto  riguarda  l'UDC,  l'importanza  dei   nuovi
  investimenti  che  potranno  effettuarsi,  l'importanza  dei  nuovi
  insediamenti  produttivi  che potranno  determinarsi  nella  nostra
  Regione,  grazie all'approvazione di questo disegno  di  legge  per
  tutto il periodo in cui la Sicilia continuerà ad essere Obiettivo 1
  dell'Unione  europea, sento, invece, forte il dovere  di  esprimere
  alcune  considerazioni politiche sul percorso che ha portato questo
  disegno  di  legge all'esito favorevole che avrà  questa  sera  per
  quanto  riguarda  il Gruppo dell'UDC, ma credo per quanto  riguarda
  tutta l'Aula.
   Allora,  è utile dire - non dobbiamo dimenticare il passato  anche
  se  qualcuno,  soprattutto al Governo, oggi gioca a  farlo  -,  che
  questa legge ha visto il suo avvio ed il percorso è iniziato con il
  Governo  Cuffaro.  La legge sul credito di imposta  ha  iniziato  a
  muovere  i suoi passi nella precedente legislatura, che  si  è  poi
  interrotta, come tutti sappiamo, in maniera precoce. Il disegno  di
  legge  sul  credito  di imposta è stato voluto fortemente  dall'UDC
  nella scorsa ed in questa legislatura.
   In questi giorni si è letto e si è detto un po' di tutto, io credo
  a  sproposito,  perché  il Governo per un  verso  ha  lamentato  un
  ritardo  da parte della Commissione Bilancio nell'esito  di  questa
  legge.  Probabilmente, al Governo è sfuggito che questo disegno  di
  legge  è  pervenuto in Commissione il 27 ottobre per la sua lettura
  definitiva ed è stato esitato il 3 novembre.
   Un  iter  velocissimo per una legge importantissima che, assessore
  Di  Mauro, come lei mi insegna, ha previsto e prevede alcuni giochi
  della  politica. Vedete, signori del Governo, il numero  legale  in
  Commissione  deve  essere  garantito dalla  maggioranza  e,  se  la
  maggioranza non c'è, la Commissione non riesce a riunirsi.
   Allora,    in   ragione   di   questa   argomentazione,   desidero
  pubblicamente  rivolgere un plauso al presidente della  Commissione
  Bilancio, l'onorevole Savona, che ha svolto in maniera seria il suo
  ruolo istituzionale permettendo il varo di questa legge.
   Desidero  altresì informare il Governo, un Governo distratto,  che
  anche  l'UDC in Commissione ha votato favorevolmente questo disegno
  di  legge.  Ma cosa diversa è, e sarà per il futuro, garantire  una
  maggioranza  che ha dimostrato già in Commissione Bilancio  di  non
  esserci. Infatti, questa legge si è potuta fare e si è fatta grazie
  alla  presenza e al voto dei componenti dell'opposizione,  uno  fra
  loro  l'onorevole  Dina  dell'UDC. Ciò perché,  ancora  una  volta,
  abbiamo  voluto fortemente questo disegno di legge  e  lo  vogliamo
  rendere operativo sin da questa sera.
   Perché  questo?  Perché  la nostra, signor  Presidente,  onorevoli
  colleghi, è una opposizione costruttiva; lo è stata quando  abbiamo
  deciso  di votare la legge sugli aiuti alle imprese; lo sarà questa
  sera nel varo di questo importantissimo disegno di legge.
   Però,  assessore Di Mauro, conosco la sua serietà  e  sento  forte
  l'obbligo  di rappresentarle il mio disagio perché non  vorrei  che
  questo  disegno  di  legge fosse un ulteriore  spot,  un  ulteriore
  annuncio  privo  di  conseguenze  e  di  cadute  reali  e  positive
  sull'economia siciliana.
   Abbiamo  approvato  grazie  alla pervicacia,  all'ostinazione  del
  Gruppo  parlamentare  UDC e dell'onorevole  Gianni,  la  legge  23.
  Ebbene,  l'articolo 8 di quella legge che parlava di consolidamento
  dei  debiti  delle  piccole e medie imprese, doveva  già  dare  una
  svolta. Ma è rimasta lettera morta.
   Non  vorremmo che anche questa legge rimanesse lettera  morta.  E'
  l'appello che giunge da questa parte di opposizione che oggi  vuole
  costruire,  insieme  al resto dell'Assemblea, un  buon  disegno  di
  legge,  insieme  all'assessore per il bilancio e all'assessore  per
  l'industria, affinché vigilino e rendano questa legge concretamente
  applicabile e concretamente propulsiva per l'economia siciliana.
   Sono  fortemente preoccupato della panacea dei fondi  FAS,  perché
  questi  fondi FAS non ci sono e non ci saranno. Allora,  immaginare
  che,  a  breve,  una  legge come questa possa  trovare  sostanza  e
  finanziamento nei fondi FAS - che non ci sono e non  ci  saranno  a
  breve  -, mi preoccupa. Non vorrei che, alla fine, si trattasse  di
  un ulteriore annuncio politico di un Governo che poi tira a campare
  in assenza di una maggioranza reale che lo sostiene.
   Sono  convinto che questo è un momento difficile, di  grave  crisi
  economica. Sono convinto che questo Governo prima o poi,  a partire
  da  questa  sera e a partire da questa legge, si convincerà  che  è
  necessario attuare tutte quelle misure e che è necessario  attivare
  tutte  quelle risorse per dare non più solo speranze ai  siciliani,
  perché  le speranze, purtroppo, spesso sono come le parole, restano
  vuote,  aleatorie e inattuate. Io sono convinto che da questa  sera
  tutti   noi  dobbiamo  dare  un  contributo  per  porre  in  essere
  condizioni   reali  che  trasformino  le  speranze  dei   siciliani
  attraverso il nostro lavoro, in certezze di una ripresa economica e
  sociale.
   Il  Gruppo  parlamentare UDC continuerà a dare il  suo  contributo
  quando  ci  saranno leggi importanti come questa e per tale  motivo
  preannuncio il nostro voto favorevole.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non essendoci alcun altro deputato
  iscritto a parlare, do la parola all'assessore Di Mauro.

   DI   MAURO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, ho ascoltato  con  attenzione  il
  dibattito  che  si  è  svolto  in Aula  e  tutti  gli  intervenuti,
  appartenenti  ai  diversi  Gruppi parlamentari,  hanno  manifestato
  interesse  all'approvazione di questo disegno di legge, all'impegno
  profuso  in Commissione Bilancio a seguito della presentazione  del
  disegno  di  legge  presentato dal Governo,  rappresentando  questo
  disegno di legge come una sorta di opportunità per il sistema delle
  imprese  siciliane,  un  sistema rapido, un  sistema  efficace,  un
  sistema che vuole superare tutte le pastoie burocratiche che spesso
  si  annidano nel sistema degli aiuti alle imprese: i famosi  bandi,
  graduatorie,   pubblicazione  di  graduatorie,  ricorsi   e   nuove
  pubblicazioni,  hanno nel tempo segnato alcuni  iter  che  si  sono
  manifestati di per sé difficoltosi.
   Credo che l'accenno che è stato fatto nel corso del dibattito,  di
  determinare  con  convincimento anche  un'inversione  di  tendenza,
  debba  essere esaminato dal Governo, nel senso che sul sistema  dei
  contributi  a fondo perduto va fatta una riflessione. L'ipotesi  di
  concessione  di  contributi  in conto  interesse  che  noi  abbiamo
  predisposto  e  portato  in Commissione, condiviso  dalla  Comunità
  Europea, il cosiddetto credito di imposta, credo che sia una  sorta
  di  fiscalità compensativa, una sorta di aiuto reale alle  imprese,
  in   gran   parte  quelle  esistenti,  determinando   la   certezza
  dell'investimento e il ritorno immediato.
   Nel  credito  di  imposta  non ci sono dubbi  sulla  realizzazione
  dell'iniziativa,  e  il lavoro che è stato fatto  dal  Dipartimento
  delle  finanze, dal Governo e dalla Commissione, ha  messo  insieme
  una  serie  di  imprese  che hanno titolo  per  accedere  a  questa
  importante  rivoluzione culturale , rivoluzione che vede l'impresa,
  attraverso un procedimento molto esplicito e trasparente,  accedere
  ad una forma di ritorno che permette, nel giro di brevissimo tempo,
  per  la  precisione tre anni, di avere un ritorno  di  parte  delle
  somme  che  sono uscite dall'impresa per determinare  una  crescita
  spesso attinente al processo industriale.
   Con  l'impegno che tutti quanti abbiamo messo e con le risorse che
  con   gli  emendamenti  indicheremo  -  abbiamo  indicato  in   tre
  emendamenti  una  sorta  di attenzione su alcuni  aspetti  tecnici,
  abbiamo  indicato anche una misura, nell'ambito del  PAR  FAS,  che
  stabilisce  che il 14 per cento del PAR FAS, vale  a  dire  più  di
  seicento milioni di euro, possano essere utilizzati per il  sistema
  della  competizione delle imprese in Sicilia -, credo che si  possa
  immaginare un percorso di questo tipo, un percorso che non  solo  è
  reale ma è assolutamente gradito al sistema delle imprese.
   Abbiamo omesso, o meglio ancora non abbiamo indicato, una serie di
  imprese  per  evitare  che il disegno di legge inciampi  nuovamente
  nella  verifica da parte della Commissione Europea. Ma tutti quanti
  dovremo impegnarci per un disegno di legge ulteriore che potrà dare
  luogo all'inserimento di una serie di attività imprenditoriali  che
  anch'esse - come quelle inserite nell'allegato al disegno di  legge
  -  hanno  diritto  di  essere  considerate  imprese  a  cui  spetta
  l'effetto   del   ristoro  economico  a  proposito   di   fiscalità
  compensativa.
   Ovviamente,  l'effetto  è di tipo moltiplicatore,  c'è  anche  una
  opportunità  ulteriore rispetto alle somme che abbiamo indicato  in
  questo  disegno  di  legge.  Non  dimentichiamo  che  con  i  Fondi
  comunitari abbiamo messo da parte, rispetto alle risorse pari a sei
  miliardi  e  seicento  milioni, un 30  per  cento  che  può  essere
  utilizzato per iniziative importanti.
   Credo  -  e lo dico nella responsabilità non solo personale,  come
  assessore per il bilancio, ma anche come intero Governo  -  che  se
  questa   misura  dovesse  sortire  gli  effetti  che  tutti  quanti
  auspichiamo, il Governo non si tirerà indietro, come credo anche  i
  parlamentari,  per  fare in modo che parte  di  questo   tesoretto
  possa  essere  indirizzato per un forte sostegno al  sistema  delle
  imprese.
   Mi  auguro che entro oggi l'Assemblea possa esaminare ed approvare
  questo  disegno di legge, insieme ai tre emendamenti  di  carattere
  tecnico  che  il  Governo  ha presentato e  che  vorrei  brevemente
  illustrare.
   Il primo emendamento dà proprio una specifica di carattere tecnico
  in ordine a quelle che sono le esatte risorse indicate all'articolo
  11,  820  mila  euro; il secondo è relativo alla  soppressione  del
  comma  1  dell'articolo 12, cioè quello riferito alla  verifica  da
  parte  di   Bruxelles  -  cosa che abbiamo fatto  -,  ed  il  terzo
  emendamento  specifica come fare fronte alle risorse  di  cui  alle
  aspettative  di  questo importante disegno di  legge;  infine,  una
  sorta  di  norma  che  viene  corretta perché  il  decreto  di  cui
  all'articolo  10,  comma  1, faceva riferimento  ai  termini,  alle
  risorse che devono essere impegnate, con un decreto, oltre che  del
  Direttore  generale  delle  Finanze e del  Direttore  generale  del
  Bilancio,  anche  dell'Autorità  di  gestione  dei  fondi   FAS   e
  dell'Autorità di gestione dei fondi comunitari.
   Concludo auspicando che l'esame del disegno di legge sia celere  e
  sia, soprattutto, positivo.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, dichiaro chiusa  la  discussione
  generale  e  pongo  in  votazione  il  passaggio  all'esame   degli
  articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                             «Articolo 1.
                         Imprese beneficiarie

   1.  La  Regione  concede un contributo in favore  di  progetti  di
  investimento iniziale, come definiti dagli orientamenti in  materia
  di  aiuti  di Stato a finalità regionale 2007-2013, nella forma  di
  credito  di  imposta  alle imprese, ivi incluse  quelle  artigiane,
  operanti nei settori delle attività estrattive, manifatturiere, del
  turismo  e  dei  servizi, che effettuano entro il  termine  del  31
  dicembre 2013 nuovi investimenti nel territorio della Regione,  per
  un  importo agevolabile per le imprese del settore del turismo  non
  inferiore ad euro 100 mila e non superiore ad euro 4 milioni e  per
  le altre imprese così determinato:
   a) microimprese, anche artigiane: non inferiore ad euro 50 mila  e
  non superiore ad euro 500 mila;
   b) piccole imprese: non inferiore ad euro 100 mila e non superiore
  ad euro un milione;
   c)  medie e grandi imprese: non inferiore ad euro 500 mila  e  non
  superiore ad euro 4 milioni.

   2. Il contributo di cui al comma 1 è concesso alle piccole e medie
  imprese  (PMI),  di  seguito denominate PMI, operanti  nel  settore
  della  trasformazione e commercializzazione dei prodotti  agricoli,
  ivi  incluse  quelle  agricole di cui all'articolo  1  del  decreto
  legislativo   18   maggio  2001,  n.  228,  che  realizzano   nuovi
  investimenti nel territorio della Regione con riferimento alla sola
  trasformazione dei prodotti agricoli.

   3.  Il  contributo  di  cui al comma 1 è concesso,  altresì,  alle
  imprese  operanti  nei  settori della trasformazione  dei  prodotti
  della  pesca e dell'acquacoltura di cui all'allegato I del Trattato
  che  istituisce  la  Comunità europea, e  successive  modifiche  ed
  integrazioni,  che  realizzano nuovi  investimenti  nel  territorio
  della Regione.

   4.   Il   contributo  di  cui  alla  presente  legge  è  riservato
  prioritariamente, per una quota pari al cinquanta per  cento  delle
  risorse annualmente stanziate, alle imprese manifatturiere.

   5.  In  ogni caso, una quota pari al venti per cento delle risorse
  annualmente e complessivamente stanziate è destinata ai  contributi
  per progetti di investimento iniziale delle imprese ubicate in zone
  agricole svantaggiate.

   6.  Le  quote  delle  risorse discendenti dalle disponibilità  che
  residuano  annualmente dalle riserve di  cui  ai  commi  4  e  5  è
  impiegata  per  le finalità di cui alla presente  legge  secondo  i
  criteri previsti dalla medesima.

   7.  Nell'allegato, che fa parte integrante della  presente  legge,
  sono  specificate  le singole attività dei settori  individuati  ai
  precedenti commi.

   8.  L'agevolazione di cui alla presente legge non si applica  alle
  imprese in difficoltà ai sensi degli  Orientamenti comunitari sugli
  aiuti  di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese
  in  difficoltà' (pubblicati nella G.U.U.E. n. C 244 dell'1  ottobre
  2004),   alle   imprese  che  operano  nei  settori  dell'industria
  carbonifera,  dell'industria siderurgica, delle  fibre  sintetiche,
  come   definiti  rispettivamente  negli  allegati  I  e  II   degli
  Orientamenti in materia di aiuti di stato a finalità regionale 2007-
  2013  in G.U.U.E. C 54 del 4 marzo 2006, alle imprese operanti  nei
  settori  creditizio, finanziario e assicurativo, ai grandi progetti
  d'investimento  di  cui  al  paragrafo 4.3  degli  Orientamenti  in
  materia  di  aiuti  di stato a finalità regionale  2007-2013  e  ai
  progetti  di investimento effettuati dalle imprese di cui al  comma
  2,  qualora le spese ammissibili eccedano il massimale  di  cui  al
  punto 45 degli  Orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato  nel
  settore  agricolo e forestale 2007-2013' (pubblicati nella Gazzetta
  ufficiale dell'Unione europea  n. C 319 del 27 dicembre 2006).

   9. Le agevolazioni previste dalla presente legge sono concesse nel
  rispetto  delle  regole di cumulo di cui al  paragrafo  4.4.  degli
   Orientamenti  in  materia di aiuti di Stato a  finalità  regionale
  2007-2013',  eccetto che per i settori di cui al  comma  3,  per  i
  quali,  in  caso  di  intervento concomitante  di  altri  aiuti  di
  provenienza  locale,  regionale, nazionale o  comunitaria,  trovano
  applicazione i massimali d'intensità indicati nella tabella di  cui
  all'Allegato II al  Regolamento (CE) n. 1198/2006 del Consiglio del
  27  luglio 2006 relativo al Fondo europeo per la pesca' (pubblicato
  nella  Gazzetta  ufficiale dell'Unione europea  n.  L  223  del  15
  agosto 2006)».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                             «Articolo 2.
                       Misura dell'agevolazione

   1. Il credito d'imposta compete nelle seguenti misure:

   a)  per  le  PMI  operanti  nel settore della  trasformazione  dei
  prodotti agricoli di cui all'Allegato I del Trattato CE in prodotti
  compresi   nel  medesimo  Allegato  I,  ubicate  in  zone  agricole
  svantaggiate:  85  per cento  dei massimali di intensità  di  aiuto
  previsti  dagli  Orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato nel
  settore  agricolo e forestale 2007-2013' (pubblicati nella Gazzetta
  ufficiale dell'Unione europea  n. C 319 del 27 dicembre 2006);

   b)  negli  altri casi: 80 per cento dei massimali di intensità  di
  aiuto   previsti   rispettivamente per le grandi, medie  e  piccole
  imprese, dalla Carta italiana degli aiuti a finalità regionale  per
  il  periodo  2007-2013,  dalla tabella di cui  all'Allegato  II  al
   Regolamento  (CE) n. 1198/2006 del Consiglio del  27  luglio  2006
  relativo al  Fondo europeo per la pesca' e, per le PMI operanti nel
  settore     della    trasformazione    dei    prodotti    agricoli,
  rispettivamente, dagli  Orientamenti comunitari per  gli  aiuti  di
  Stato  nel settore agricolo e forestale 2007-2013', se il  prodotto
  trasformato  rientra tra quelli di cui all'Allegato I del  Trattato
  CE, e dalla Carta italiana degli aiuti a finalità regionale per  il
  periodo  2007-2013,  se  il prodotto trasformato  non  rientra  tra
  quelli di cui al predetto Allegato I».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                             «Articolo 3.
     Credito di imposta per le PMI derivanti da concentrazione di
                           imprese esistenti

   1.  Al  fine di favorire la crescita dimensionale delle piccole  e
  medie  imprese,  il contributo di cui all'articolo  1  è  concesso,
  altresì, alle PMI  operanti nei settori di cui ai commi 1,  2  e  3
  dell'articolo 1, derivanti da processi di concentrazione di  due  o
  più  imprese  esistenti, nella misura maggiormente vantaggiosa  tra
  quelle indicate nelle seguenti tabelle A) e B), rispettivamente con
  riferimento al numero di dipendenti dell'impresa richiedente, o, in
  alternativa, alla somma dei fatturati delle società partecipanti al
  processo di concentrazione:

                              TABELLA  A)
      Percentuale di aiuto rispetto ai  massimali
    previsti  per  le  PMI dalla  Carta  italiana
    degli  aiuti  a  finalità  regionale  per  il     Numero
    periodo    2007-2013,   dagli    Orientamenti   dipendenti
    comunitari per gli aiuti di Stato nel settore
    agricolo  e  forestale  2007-2013   e   dalla
    tabella   di   cui   all'Allegato    II    al
     Regolamento (CE) n. 1198/2006 del  Consiglio
    del 27 luglio 2006 relativo al  Fondo europeo
    per la pesca
                        100%                         da 200 a
                                                       249
                         95%                         da 151 a
                                                       199
                         90%                         da 10 a
                                                       150

                              TABELLA B)
      Percentuale  di  aiuto  rispetto   ai
    massimali  previsti per le PMI    dalla
    Carta  italiana degli aiuti a  finalità      Classe  di
    regionale  per  il  periodo  2007-2013,      fatturato
    dagli  Orientamenti comunitari per  gli    (in milioni di
    aiuti  di Stato nel settore agricolo  e        euro)
    forestale 2007-2013  e dalla tabella di
    cui  all'Allegato  II  al   Regolamento
    (CE) n. 1198/2006 del Consiglio del  27
    luglio  2006 relativo al  Fondo europeo
    per la pesca
                     100%                      uguale a 40 e
                                               inferiore a 50
                      95%                      uguale a 30 e
                                               inferiore a 40
                      90%                      uguale a  2 e
                                               inferiore a 30

   2.  Per fatturato di cui al comma 1 si intende la somma dei ricavi
  dei  valori  della produzione netta risultante dalle  dichiarazioni
  presentate dalle società partecipanti al processo di concentrazione
  relativamente al secondo periodo di imposta precedente a quello  in
  cui la concentrazione è ultimata.

   3.  Fermi restando i limiti minimi di investimento agevolabile  di
  cui al comma 1 dell'articolo 1, gli investimenti di cui al presente
  articolo sono agevolabili fino ad un importo ammissibile di euro  8
  milioni».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                             «Articolo 4.
               Processo di concentrazione delle imprese

   1.  Le  imprese  che  hanno attuato il processo di  concentrazione
  devono rispettare le seguenti condizioni:

   a)   il  processo  di  concentrazione  deve  essere  avviato  dopo
  l'entrata  in  vigore  della  presente  legge  ed  ultimato,  avuto
  riguardo agli effetti civili, nel periodo compreso tra la  data  di
  entrata  in  vigore  della presente legge e la presentazione  della
  istanza di cui all'articolo 7;

   b)  l'istanza di agevolazione deve essere presentata entro  e  non
  oltre  dodici  mesi  dalla  data di  ultimazione  del  processo  di
  concentrazione;

   c)  tutte le imprese che partecipano al processo di concentrazione
  devono avere sede in Stati membri dell'Unione europea ovvero  dello
  Spazio economico europeo ed essere operative da almeno due anni;

   d)  il processo di concentrazione non deve interessare imprese tra
  le quali sussiste il rapporto di controllo di cui all'articolo 2359
  del  codice  civile ovvero che sono direttamente  o  indirettamente
  controllate  dalla stessa persona fisica, tenuto conto anche  delle
  partecipazioni  detenute dai familiari di cui  all'articolo  5  del
  testo  unico  delle  imposte sui redditi, di  cui  al  decreto  del
  Presidente  della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 e  successive
  modifiche e integrazioni».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                             «Articolo 5.
              Definizione del processo di concentrazione

   1. Ai fini degli articoli 3 e 4, per concentrazione si intende:

   a)   la   costituzione  di  un'unica  nuova  impresa  per  effetto
  dell'aggregazione di più imprese mediante fusione;

   b)  l'incorporazione  di  una o più  imprese  da  parte  di  altra
  impresa.

   2.  La  concentrazione  si considera realizzata  anche  attraverso
  l'acquisizione  del controllo di società, di cui all'articolo  2359
  del  codice  civile,  la  partecipazione  finanziaria  al  fine  di
  esercitare  l'attività di direzione e coordinamento ai sensi  degli
  articoli da 2497 a 2497 septies del codice civile e la costituzione
  del  gruppo  cooperativo previsto dall'articolo  2545  septies  del
  codice civile.

   3. La concentrazione si considera avviata nei casi di fusione e di
  fusione per incorporazione con l'ultima iscrizione del progetto  di
  fusione  nel  registro delle imprese del luogo dove hanno  sede  le
  società partecipanti».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                             «Articolo 6.
                         Modalità applicative

   1.  Il  credito  di  imposta, determinato con  riguardo  ai  nuovi
  investimenti  eseguiti  in ciascun periodo d'imposta,  va  indicato
  nella dichiarazione dei redditi relativa all'anno di maturazione ed
  è   utilizzabile   esclusivamente  in   compensazione,   ai   sensi
  dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997,  n.  241  e
  successive  modifiche ed integrazioni, a decorrere  dalla  data  di
  sostenimento dei costi.

   2.  I  soggetti comunque ammessi ai benefici di cui alla  presente
  legge,  indicano  nella dichiarazione annuale dei redditi  relativa
  all'esercizio in cui sono effettuati gli investimenti,  l'ammontare
  dei  nuovi  investimenti  effettuati,  l'ammontare  del  contributo
  utilizzato  in compensazione,  nonché ogni altro elemento  ritenuto
  utile   indicato  nelle  istruzioni  dei  modelli  della   predetta
  dichiarazione.

   3.  Per  nuovi investimenti si intendono le acquisizioni  di  beni
  strumentali nuovi di cui agli articoli 102, 102 bis e 103 del testo
  unico  delle  imposte  sui  redditi,  approvato  con  decreto   del
  Presidente  della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 e  successive
  modifiche ed integrazioni, esclusi i costi relativi all'acquisto di
  autovetture,  autoveicoli  con tara  inferiore  a  5  Q,  autocarri
  derivati  da  autovetture,  motoveicoli  e  simili,  di   mobili  e
  macchine  ordinarie di ufficio' di cui alla tabella  approvata  con
  decreto 31 dicembre 1988, del Ministro delle finanze pubblicato nel
  supplemento ordinario della Gazzetta ufficiale n. 27 del 2 febbraio
  1989,  e  successive  modifiche  ed  integrazioni,  concernente   i
   coefficienti  di  ammortamento', destinati a strutture  produttive
  già  esistenti  o che vengono impiantate nel territorio  regionale.
  Per  gli  investimenti effettuati mediante contratti  di  locazione
  finanziaria,  si  assume  il  costo  sostenuto  dal  locatore   per
  l'acquisto  dei  beni;  detto  costo  non  comprende  le  spese  di
  manutenzione.  La locazione finanziaria di terreni  e  di  immobili
  deve  proseguire  per almeno cinque anni dopo la data  prevista  di
  completamento del progetto di investimento per le imprese di grandi
  dimensione  e per tre anni per le PMI. Per le grandi imprese,  come
  definite   ai  sensi  della  normativa  comunitaria,  i  costi   di
  investimento  in  attivi immateriali derivanti da trasferimenti  di
  tecnologia  mediante  l'acquisto di diritti di  brevetto,  licenze,
  Know-how o conoscenze tecniche non brevettate sono ammissibili solo
  fino al 50 per cento della spesa di investimento totale ammissibile
  per  il  progetto.  I  beni  immateriali devono  essere  utilizzati
  esclusivamente  nella struttura produttiva in cui  sono  realizzati
  gli   investimenti  rilevanti  ai  fini  dell'agevolazione,  essere
  considerati ammortizzabili, essere acquistati da terzi a condizioni
  di  mercato,  figurare all'attivo e restare nello stabilimento  del
  beneficiario  dell'agevolazione per un  periodo  di  almeno  cinque
  anni  per le imprese di grandi dimensioni e di tre anni per le PMI.
  I terreni e gli immobili  sono ammissibili alle agevolazioni per un
  importo  totale non superiore al 25 per cento del costo complessivo
  del progetto d'investimento iniziale proposto».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                             «Articolo 7.
                 Modalità di fruizione del contributo

   1.  Per fruire del contributo le imprese presentano un'istanza, il
  cui  modello  è approvato con apposito provvedimento,  indicante  i
  propri  elementi  identificativi, il settore  di  appartenenza,  il
  limite  di intensità di aiuto utilizzabile, l'ammontare complessivo
  dei  nuovi  investimenti ed il credito spettante, nonché contenente
  l'impegno,  a pena di disconoscimento del beneficio, ad avviare  la
  realizzazione  degli  investimenti, successivamente  alla  data  di
  accoglimento  dell'istanza stessa e comunque entro sei  mesi  dalla
  predetta data. L'istanza deve, inoltre, riportare i contenuti della
  perizia giurata di cui al comma 3, con particolare riferimento alla
  descrizione   del  progetto  di  investimento  proposto   ed   alla
  attestazione  indicante  in quale delle tipologie  di  investimento
  iniziale previste dal paragrafo 4, punto 34, degli  Orientamenti in
  materia  di aiuti di Stato a finalità regionale 2007-2013'  rientra
  il predetto progetto.

   2.  L'istanza,  da  inoltrarsi in via  telematica,  deve,  altresì
  contenere:

   a)  gli altri dati indicati nel provvedimento di approvazione  del
  modello di istanza;

   b)  la  dichiarazione prevista dal comma 11 dell'articolo 16  bis,
  della  legge  4  febbraio  2005,  n. 11 e successive  modifiche  ed
  integrazioni;

   c)  la  dichiarazione relativa al possesso del documento unico  di
  regolarità contributiva di cui al comma 553 dell'articolo 1,  della
  legge   23  dicembre  2005,  n.  266  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni;

   d)  l'indicazione, ai fini del rispetto delle regole del cumulo di
  cui  al  paragrafo 4.4. degli  Orientamenti in materia di aiuti  di
  Stato  a finalità regionale 2007-2013', dell'ammissione o meno  del
  progetto di investimento per il quale è richiesto il contributo  ad
  altre  agevolazioni pubbliche e, in caso affermativo, l'indicazione
  del loro ammontare;

   e)  la  dichiarazione di non essere un'impresa  in  difficoltà  ai
  sensi  degli  Orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato  per  il
  salvataggio   e  la  ristrutturazione  di  imprese  in  difficoltà'
  (pubblicati nella G.U.U.E. n. C 244 del 1 ottobre 2004);

   f)  nel  caso di imprese operanti nel settore di cui  al  comma  2
  dell'articolo  1,  la  dichiarazione di coerenza  del  progetto  di
  investimento iniziale proposto con il  Programma di sviluppo rurale
  -  Sicilia  2007/2013 - Misura 5.3.1.2.3  Accrescimento del  valore
  aggiunto dei prodotti agricoli e forestali (123)';

   g)  nel  caso di imprese operanti nel settore di cui  al  comma  3
  dell'articolo  1, la dichiarazione che il progetto di  investimento
  iniziale   proposto   non   riguarda   prodotti   della   pesca   e
  dell'acquacoltura destinati ad essere utilizzati e trasformati  per
  fini   diversi   dal  consumo  umano,  salvo  qualora   si   tratti
  d'investimenti  concernenti  esclusivamente  il  trattamento  e  la
  trasformazione    degli   scarti  dei  prodotti   della   pesca   e
  dell'acquacoltura,  nonché,  la  dichiarazione  che   il   predetto
  progetto d'investimento è finalizzato al perseguimento di uno o più
  dei   seguenti  obiettivi:  migliorare  le  condizioni  di  lavoro;
  migliorare  e  monitorare  le condizioni  di  igiene  o  di  salute
  pubblica  o  la  qualità dei prodotti; produrre  prodotti  di  alta
  qualità destinati a nicchie di mercato;  ridurre l'impatto negativo
  sull'ambiente;  migliorare l'uso delle  specie  poco  diffuse,  dei
  sottoprodotti  e degli scarti;  produrre nuovi prodotti,  applicare
  nuove tecnologie o sviluppare metodi di produzione innovativi;

   h)  nel caso di imprese di grandi dimensioni, la dichiarazione che
  le  spese per investimenti immateriali ammissibili non superano  il
  50  per cento della spesa di investimento totale ammissibile per il
  progetto;

   i)  nel caso di PMI di cui all'articolo 3, la dichiarazione che il
  processo  di  concentrazione è stato ultimato nel periodo  previsto
  dal  comma  1  dell'articolo  4, con l'indicazione  della  data  di
  ultimazione, del numero dei dipendenti e del fatturato  di  cui  al
  comma 2 dell'articolo 3;

   j)  l'impegno a rendere disponibile, ai fini delle verifiche e dei
  controlli, sin dall'ammissione all'agevolazione, l'originale  della
  perizia giurata di cui al comma 3, nonché a trasmettere, la  stessa
  per  il  tramite  del  perito giurato che l'ha  redatta,  entro  il
  termine     perentorio    di    trenta    giorni    dall'ammissione
  all'agevolazione, a pena di decadenza dalla stessa, mediante  posta
  elettronica  certificata  e  firma digitale,  secondo  le  modalità
  previste dalla vigente normativa in materia;

   k)  l'impegno a partecipare, in forma priva di qualsiasi  sostegno
  pubblico, al finanziamento dell'investimento con un apporto pari ad
  almeno il 25 per cento dell'ammontare dell'investimento stesso;

   l)  l'impegno a mantenere l'investimento per un periodo minimo  di
  cinque  anni,  ovvero  di  tre  anni  per  le  PMI,  dopo  il   suo
  completamento.

   3.  La  perizia  giurata  è redatta da un professionista  all'uopo
  abilitato,   iscritto   in   un   albo   professionale   legalmente
  riconosciuto  ed esterno alla struttura dell'impresa richiedente  e
  deve descrivere il progetto d'investimento, attestando, altresì, in
  quale  delle tipologie di investimento iniziale previste dal citato
  paragrafo 4, punto 34, degli  Orientamenti in materia di  aiuti  di
  Stato a finalità regionale 2007-2013' rientri il predetto progetto.

   4.  Le  imprese  che, presentata l'istanza ai sensi  del  presente
  articolo,  non  ne abbiano ottenuto l'accoglimento per  esaurimento
  delle  risorse  finanziarie disponibili nell'anno di presentazione,
  possono  rinnovare la richiesta relativamente al medesimo  progetto
  di  investimento,  esponendo  un importo  non  superiore  a  quello
  indicato  nell'istanza non accolta, nonché gli altri  dati  di  cui
  alla  predetta  istanza.  Rispettate tali  condizioni,  le  imprese
  conservano  l'ordine  di  priorità  conseguito  con  la  precedente
  istanza non accolta.

   5.   In  via  telematica  e  con  procedura  automatizzata,  viene
  rilasciata  certificazione  della data  di  avvenuta  presentazione
  della  domanda,   e  sono  esaminate le istanze  di  ammissione  al
  beneficio,  dando  precedenza,  secondo  l'ordine  cronologico   di
  presentazione, alle domande presentate nell'anno precedente  e  non
  accolte per esaurimento dei fondi stanziati.

   6.  Entro  trenta  giorni  lavorativi  dalla  presentazione  delle
  istanze,  viene  comunicato,  in via telematica,  l'accoglimento  o
  l'eventuale  diniego del contributo, nel caso  in  cui  manchi  uno
  degli  elementi di cui ai commi 1 e 2, nel caso in cui il  progetto
  di  investimento  proposto non risulti rientrare  in  alcuna  delle
  tipologie di investimento iniziale previste dal paragrafo 4,  punto
  34  degli   Orientamenti in materia di aiuti di  Stato  a  finalità
  regionale  2007-2013', ovvero per l'esaurimento dei fondi stanziati
  e  comunque,  ove  non  risultino rispettati  i  presupposti  e  le
  condizioni  previsti  dalla presente legge  per  la  fruizione  del
  credito di imposta.

   7.  Le  istanze rinnovate, ovvero, presentate per la prima  volta,
  espongono la pianificazione degli investimenti scelta dalle imprese
  richiedenti,  con  riferimento all'anno nel quale  l'istanza  viene
  presentata e ai due anni immediatamente successivi.

   8.  Qualora gli investimenti pianificati ed esposti nella istanza,
  ai  sensi  del comma 7, non risultino effettuati entro i  due  anni
  successivi a quello di accoglimento, l'impresa beneficiaria  decade
  dall'intera  agevolazione. L'utilizzo  del  credito  di  imposta  è
  consentito  esclusivamente entro i limiti dell'importo maturato  in
  ragione  degli investimenti realizzati e comunque nel rispetto  dei
  limiti di utilizzazione massimi, pari al 30 per cento, nell'anno di
  presentazione dell'istanza e al 70 per cento nell'anno  successivo.
  La  parte  di  credito  eccedente i predetti massimali  annui,  può
  essere  fruita  entro  il  secondo  anno  successivo  a  quello  di
  accoglimento  dell'istanza. Tuttavia, in  caso  di  incapienza,  il
  contribuente    può   utilizzare   il   credito    residuo    anche
  successivamente e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2015.

   9.  Per  le  imprese  di cui all'articolo 3, a pena  di  decadenza
  dall'agevolazione,  la  concentrazione deve  avere  una  durata  di
  almeno cinque anni dalla data di ultimazione della stessa.

   10.  Se  i  beni oggetto dell'agevolazione non entrano in funzione
  entro  il secondo periodo d'imposta successivo a quello della  loro
  acquisizione  o  ultimazione, il credito d'imposta è  rideterminato
  escludendo  dagli  investimenti agevolati il  costo  dei  beni  non
  entrati  in  funzione. Se entro il quinto o, per le PMI  il  terzo,
  periodo  d'imposta successivo a quello nel quale  sono  entrati  in
  funzione,  i  beni  sono  dismessi, ceduti  a  terzi,  destinati  a
  finalità   estranee  all'esercizio  dell'impresa  o   destinati   a
  strutture  produttive  diverse da quelle  che  hanno  dato  diritto
  all'agevolazione,  ovvero  -  nel  caso  di  terreni  ed   immobili
  acquisiti  con contratti di locazione finanziaria - se la locazione
  non  prosegua  per almeno cinque anni per le grandi imprese  e  tre
  anni  per  le PMI, il credito d'imposta è rideterminato  escludendo
  dagli  investimenti agevolati il costo dei beni  anzidetti.  Per  i
  beni  diversi  da  terreni  ed  immobili,  acquisiti  in  locazione
  finanziaria,  nel caso in cui non venga esercitato il riscatto,  il
  credito  d'imposta  è rideterminato escludendo  dagli  investimenti
  agevolati  il  costo dei beni anzidetti. Nelle ipotesi  di  cui  al
  presente comma, il credito d'imposta indebitamente utilizzato  deve
  essere  versato  entro  il  termine  per  il  versamento  a   saldo
  dell'imposta sui redditi dovuta per il periodo d'imposta in cui  si
  verificano le ipotesi ivi indicate.

   11.   Le   risorse  derivanti  da  rinunce,  da  revoche,   o   da
  rideterminazioni, anche parziali, dei contributi,  sono  utilizzate
  per  accogliere  le  richieste  non ammesse  per  insufficienza  di
  disponibilità, secondo l'ordine cronologico di presentazione.

   12.  Le  modalità di trasmissione telematica previste dal presente
  articolo    sono   disciplinate   dalle   disposizioni    contenute
  nell'articolo  3 del regolamento di cui al decreto  del  Presidente
  della   Repubblica  22  luglio  1998,  n.  322,   come   sostituito
  dall'articolo  3 del regolamento di cui al decreto  del  Presidente
  della Repubblica 7 dicembre 2001, n. 435».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                             «Articolo 8.
             Disposizioni attuative, verifiche e sanzioni

   1.  Con  uno o più decreti del dirigente generale del Dipartimento
  regionale finanze e credito dell'Assessorato regionale del bilancio
  e  delle  finanze, da emanarsi entro sessanta giorni dalla data  di
  entrata  in  vigore  della presente legge,  sentiti,  entro  trenta
  giorni  dalla  data  di entrata in vigore della presente  legge,  i
  dirigenti  generali  del  Dipartimento  industria  dell'Assessorato
  regionale  dell'industria, del Dipartimento interventi  strutturali
  dell'Assessorato regionale dell'agricoltura e delle foreste  e  del
  Dipartimento  pesca dell'Assessorato regionale della  cooperazione,
  del  commercio, dell'artigianato e della pesca e previa intesa  con
  l'Agenzia  delle entrate, sono individuati gli uffici competenti  a
  ricevere le istanze e le perizie giurate di cui all'articolo  7  ed
  emanate   le  disposizioni  per  l'effettuazione  delle   verifiche
  necessarie  a  garantire  la corretta applicazione  delle  presente
  legge.

   2.  Per l'espletamento delle attività di accertamento, riscossione
  e  contenzioso, secondo le disposizioni in materia di  imposte  sui
  redditi,  è  prevista la stipula con l'Agenzia delle entrate  della
  convenzione di cui all'articolo 11.

   3.  In  caso  di  mancato rispetto degli obblighi  previsti  dalla
  normativa  comunitaria si applicano le sanzioni di cui all'articolo
  9  del  decreto  legislativo 31 marzo 1998,  n.  123  e  successive
  modificazioni ed integrazioni.

   4.  Qualora venga accertato il mancato rispetto dei presupposti  e
  delle  condizioni previsti per la fruizione del credito di imposta,
  si  procede  al  recupero  dell'importo indebitamente  fruito,  dei
  relativi  interessi  e  delle  sanzioni  applicabili,  secondo   le
  disposizioni  previste  dai commi 421, 422 e  423  dell'articolo  1
  della  legge  30  dicembre 2004, n. 311 e successive  modifiche  ed
  integrazioni  e  per  quanto  non  disciplinato  si  applicano   le
  disposizioni in materia di imposte sui redditi».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                             «Articolo 9.
                   Norme di salvaguardia comunitaria

   1.  Le  agevolazioni sono concesse nel rispetto  delle  specifiche
  discipline settoriali comunitarie.

   2. Le modifiche al regime di aiuti di cui alla presente legge, già
  autorizzato  nel  testo  vigente dalla  Commissione  europea,  sono
  subordinate  alla  positiva  definizione  della  procedura  di  cui
  all'articolo 88 del Trattato istitutivo della Comunità Europea.

   3.  Per quanto non espressamente previsto dalla presente legge  si
  applicano gli  Orientamenti in materia di aiuti di stato a finalità
  regionale 2007-2013', gli  Orientamenti comunitari per gli aiuti di
  Stato   nel   settore  agricolo  e  forestale  2007-2013'   e   gli
   Orientamenti  per l'esame degli aiuti di stato nel  settore  della
  pesca  e  dell'acquacoltura' (pubblicati nella  Gazzetta  ufficiale
  dell'Unione europea  n. C 84 del 3 aprile 2008)».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                             «Articolo 10.
                          Risorse finanziarie

   1.   Ai   fini   dell'autorizzazione  comunitaria   sulle   misure
  agevolative  previste dalla presente legge, le risorse  finanziarie
  impegnate   per   il   periodo  2008-2013  non   possono   superare
  complessivamente i seguenti importi:

   a) 1,5 miliardi di euro per le agevolazioni riguardanti le imprese
  operanti nei settori delle attività estrattive, manifatturiere, del
  turismo e dei servizi di cui al comma 1 dell'articolo 1;

   b)  500 milioni di euro per le agevolazioni riguardanti le imprese
  operanti nei settori della trasformazione dei prodotti agricoli  di
  cui al comma 2 dell'articolo 1;

   c) 400 milioni di euro per le agevolazioni previste per le imprese
  operanti nei settori della trasformazione dei prodotti della  pesca
  e dell'acquacoltura di cui al comma 3 dell'articolo 1.

   2.  Con decreto del Dirigente generale del Dipartimento finanze  e
  credito dell'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze, da
  emanarsi  entro  il  31  gennaio, previo  parere  della  competente
  Commissione  legislativa  dell'Assemblea  regionale  siciliana,   è
  annualmente   determinato  il  limite  massimo  dei  contributi  da
  concedere alle imprese di cui agli articoli 1 e 3».

   Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati i  seguenti
  emendamenti:

   -    dagli   onorevoli   Cracolici,   Lupo,   Galvagno   e   Oddo:
  emendamento10.2:

   «Alla  fine  del comma 2 dell'articolo 10 è aggiunta  la  seguente
  frase:  Per l'anno 2010 è prevista la spesa di 200 milioni di  euro
  da prelevare dai fondi FAS e dal P.O. FESR 2007/2013 .»;

   -dal Governo:  emendamento 10.1:

   «Al comma 1 è soppressa la parola  impegnate'.
   Al  comma 2 dell'articolo 10, dopo le parole  da emanarsi entro il
  31   gennaio   sono  aggiunte  le  parole   d'intesa,  al  fine  di
  individuare le risorse da utilizzare sui relativi programmi, con le
  Autorità di gestione delle risorse FAS e del P.O. FESR 2007 - 2013
  e  le parole  il limite massimo  sono sostituite con le parole  nei
  limiti di cui al comma 1, l'ammontare complessivo ».

   Pongo   in   votazione  l'emendamento  10.1.  Il   parere   della
   Commissione?

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
   alzi.

                            (E' approvato)

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirare l'emendamento 10.2.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 10, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                             «Articolo 11.
           Convenzione per l'applicazione delle disposizioni
                              agevolative

   1.  All'esercizio  delle  funzioni  discendenti  dall'applicazione
  della presente legge, provvede la Regione che può avvalersi, previa
  stipula  di apposita convenzione di cui all'articolo 7 della  legge
  regionale   3   maggio  2001,  n.  6  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni, dei competenti organi statali ai sensi  del  comma  1
  dell'articolo  8  del D.P.R. 26 luglio 1965, n. 1074  con  oneri  a
  carico  del  bilancio regionale U.P.B. 4.3.1.5.3, capitolo  216524,
  che  vengono valutati in 820 migliaia di euro per il triennio 2009-
  2011».
   Comunico che è stato presentato gal Governo l'emendamento 11.1:

   «Al  comma  1  dell'art. 11 il periodo  con  oneri  a  carico  del
  bilancio  regionale U.P.B. 4.3.1.5.3, capitolo 216524, che  vengono
  valutati  in  820  migliaia di euro per il triennio  2009-2011.   è
  sostituito  dal  seguente:   Al  relativo  onere  valutato  in  820
  migliaia  di  euro per ciascun anno del triennio 2009  -  2011,  si
  provvede,  nell'esercizio  finanziario 2009  con  le  disponibilità
  dell'U.P.B.  4.3.1.5.3, capitolo 216524 del bilancio della  Regione
  per  l'esercizio finanziario medesimo. Per gli anni 2010 - 2011  il
  relativo  onere  trova riscontro nel bilancio di  previsione  della
  Regione  per  il  triennio  2009  -  2011,   U.P.B.  4.2.1.5.2.   -
  accantonamento 1004. »
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

       D'ASERO,   vicepresidente  della  Commissione   e   relatore.
   Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 11, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:

                             «Articolo 12.
                         Regolazioni contabili

   1.   In  considerazione  della  previsione  di  cui  al  comma   2
  dell'articolo 9, le spese a carico del bilancio regionale  relative
  agli    interventi   della   presente   legge   sono    autorizzate
  contestualmente  alla  definizione  positiva  del  procedimento  di
  controllo comunitario.

   2.  Per le finalità della presente legge il dipartimento regionale
  finanze e credito è autorizzato ad integrare le somme previste  dal
  comma  1  con  parte delle risorse, laddove utilizzabili  per  tali
  scopi,  provenienti  dai  fondi FAS  regionali  e  dagli  strumenti
  operativi  di  programmazione comunitaria per il periodo  2007-2013
  trasferite alla Regione.

   3.  Per  le finalità previste dal comma 2, il ragioniere  generale
  della  Regione è autorizzato ad apportare, con propri  decreti,  le
  occorrenti variazioni al bilancio della Regione».

   Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 12.1:

   «Il comma 1 è soppresso.
   Il comma 2 è sostituito con il seguente:
    2.  Per le finalità della presente legge nei limiti degli importi
  indicati  dal  comma  1  dell'articolo 10  è  autorizzata,  con  le
  modalità  ed i vincoli stabiliti dal decreto previsto dal  comma  2
  dell'articolo 10, l'utilizzazione delle disponibilità delle risorse
  FAS  a  titolarità regionale - priorità 6  Competitività e sviluppo
  delle attività produttive  nonché l'utilizzo di risorse rinvenienti
  da strumenti operativi di programmazione comunitaria per il periodo
  2007-2013 trasferite alla Regione .»

   Il parere della Commissione?

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 12, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:

                             «Articolo 13.
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.

   2.  È  fatto  obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione.»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.16, è ripresa alle ore 19.26)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   PRESIDENTE.  Comunico che sono stati presentati i seguenti  ordini
  del giorno:
   -  numero  172  «Misure per sbloccare per intero  le  risorse  per
  interventi  nelle  aree  artigianali», degli  onorevoli  Vinciullo,
  Falcone, Pogliese, Aricò e Caputo;
   -  numero 177 «Esenzione dall'IRAP per il quinquennio 2009-2013  a
  favore  delle  imprese siciliane», dell'onorevole  D'Asero.  Ne  do
  lettura:

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   con  decreto  del  Dirigente generale n. 1884/35  dell'Assessorato
  regionale  Cooperazione, commercio, artigianato e  pesca,  è  stata
  approvata  la  graduatoria delle istanze ammesse, presentate  dalle
  Amministrazioni  comunali,  riguardanti  gli  interventi  di  nuova
  realizzazione e/o completamenti e riqualificazione e centri servizi
  nelle aree artigianali;

   con  il  predetto d.d.g., i progetti ammessi a finanziamento  sono
  56, di cui:
   a)  n. 37, per un importo di 92.784.105,00 euro, trovano copertura
  finanziaria con fondi regionali per 11.000.000,00 euro e con  fondi
  del  POR  FESR  2007-2013, linee d'intervento  5.1.2.1,  5.1.2.2  e
  5.1.2.3,  categoria  di  spesa  78  'Infrastrutture  edilizie'  per
  81.784.105,00 euro;
   b)  n.19, per un importo di 48.614.166 euro, risultano inseriti in
  graduatoria, ma al momento senza copertura finanziaria;

   la  copertura  finanziaria  complessiva delle  linee  d'intervento
  5.1.2.1  - 5.1.2.2 (linee accorpate) e 5.1.2.3, categoria di  spesa
  78 'Infrastrutture edilizie', è pari ad euro 104.648.775,00;

   con la predetta graduatoria si sta utilizzando, così come previsto
  dalla  delibera  di Giunta regionale n. 83 del 6  marzo  2009,  una
  somma  pari  ad  euro  81.784.105 (70  per  cento  della  dotazione
  finanziaria delle linee d'intervento), e pertanto resta un  residuo
  di  euro  22.864.670,00 che dovrà essere adoperato  per  finanziare
  altri progetti già inseriti nella predetta graduatoria;

   considerato che la predetta delibera di Giunta regionale n. 83 del
  6   marzo  2009  autorizza  l'avvio  del  programma  operativo   di
  riferimento FESR 2007/2013 con una percentuale di risorse  pari  al
  70  per  cento  del totale assegnato ad ogni singolo  dipartimento,
  senza  destinare  il  rimanente 30 per  cento  ad  altre  finalità,
  peraltro non previste dalla legge;

   tenuto conto che:

   l'applicazione di quanto stabilito dalla delibera di Giunta n.  83
  del  6  marzo 2009 non permette il finanziamento di alcuni progetti
  ritenuti   ammissibili  e  finanziabili  dallo  stesso  Assessorato
  Cooperazione,   causando  quindi  un  danno  rilevante   a   quelle
  Amministrazioni  comunali che speravano in tali contributi  per  il
  rilancio delle proprie aree artigianali;

   le  uniche  graduatorie attive sono quelle de quibus e che  non  è
  pensabile che, nell'anno in corso, possano essere attivate  e  rese
  operative  altre graduatorie che sarebbero suscettibili di  ricorso
  da parte degli enti locali già in graduatoria,

                   impegna il Governo della Regione

   a  sbloccare  gli  interi  importi  previsti  per  le  aree  degli
  interventi    di   nuova   realizzazione   e/o   completamento    e
  riqualificazione   e   centri  servizi  nelle   aree   artigianali,
  annullando,  di  fatto, quanto stabilito dalla delibera  di  Giunta
  regionale  n.  83  del  6  marzo 2009  che  autorizza  l'avvio  del
  programma   operativo  di  riferimento  FESR  2007/2013   con   una
  percentuale di risorse pari al 70 per cento del totale assegnato ad
  ogni singolo dipartimento». (172)

                        «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso   che   la  Regione  siciliana,  attraverso   l'esenzione
  dall'imposta  sulle attività produttive (IRAP),  disposta  con  gli
  articoli  13,  14, e 15 della legge regionale n. 21  del  2003,  ha
  favorito la creazione di nuove imprese e lo sviluppo di quelle  già
  esistenti;

   considerato che l'applicazione dei succitati articoli ha  prodotto
  un  consistente beneficio alle nuove imprese, facendo accrescere il
  numero  di  giovani e donne che hanno investito scommettendo  sulla
  propria iniziativa imprenditoriale;

   ritenuto che la prosecuzione degli aiuti in esenzione - scaduta al
  dicembre  2008  -  alla luce dei positivi esiti  riscontrati,  vada
  riconfermata  e  rafforzata come elemento  imprescindibile  di  una
  efficace politica di programmazione,

                   impegna il Governo della Regione
          e per esso l'Assessore per il bilancio e le finanze

   a predisporre una norma volta a riconfermare le disposizioni degli
  articoli 13, 14 e 15 della legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21,
  per  ulteriori  cinque periodi d'imposta, relativi  al  quinquennio
  2009/2013». (177)

   Si  passa all'ordine del giorno numero 172. Ha facoltà di  parlare
  l'onorevole Vinciullo per illustrarlo.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  assessori,   onorevoli
  colleghi,  l'Assessorato  regionale Cooperazione  ha  approvato  la
  graduatoria  delle  istanze ammesse riguardanti gli  interventi  di
  nuova realizzazione, completamento e riqualificazione dei centri di
  servizi  nelle  aree  artigianali.  Con  il  predetto  decreto  del
  Direttore generale, sono stati ammessi 56 progetti.
   L'assessore  Di Mauro, opportunamente, in una serie di  conferenze
  stampa e di comunicazioni che ha reso agli organi di stampa, ci  ha
  informato  che tutti i progetti che erano stati ritenuti validi  da
  parte del Direttore generale, erano stati finanziati.
   Tuttavia,  nell'utilizzare la somma impegnata, anziché  utilizzare
  l'intero  100 per cento si è pensato di utilizzare il 70 per  cento
  della  dotazione  finanziaria delle linee di intervento,  lasciando
  quindi  inutilizzato  il  30 per cento,  per  cui  alcuni  progetti
  rimarranno esclusi.
   E non solo  Dal momento che non abbiamo più la possibilità di fare
  un  nuovo bando, non abbiamo la possibilità di consentire ad  altre
  amministrazioni  comunali di presentare progetti  perché  le  somme
  vanno   impegnate   entro  il  30  dicembre  di   quest'anno,   con
  quest'ordine del giorno noi chiediamo al Governo della  Regione  di
  impegnarsi  in  maniera  tale che tutte  le  somme  possano  essere
  utilizzate, anche perché altrimenti si corre il rischio di un lungo
  contenzioso  tra  i comuni esclusi e la Regione,  dal  momento  che
  appare  almeno improprio l'atteggiamento della Regione che, da  una
  parte, decide di stanziare una somma pari ad 81 milioni di euro,  e
  dall'altra  decide poi di utilizzarne solo il 70 per cento.  Tenuto
  conto  che  parliamo di fondi finalizzati, si vorrebbe  capire  per
  quali fini dovrebbe essere utilizzato questo 30 per cento.
   Vedete,  i comuni esclusi si stanno giustamente preparando  ad  un
  contenzioso  con l'Amministrazione pararegionale e noi corriamo  il
  rischio di perdere i ricorsi, ma soprattutto corriamo il rischio di
  perdere le somme che sono state stanziate, dal momento che, ripeto,
  entro  la  fine dell'anno non ci sono altre finalità per  le  quali
  queste somme possono essere utilizzate.
   L'Assessore  Di Mauro aveva già fatto delle dichiarazioni  in  cui
  asseriva   che  tutti  i  cinquantasei  progetti  sarebbero   stati
  finanziati.
   So  e  ne prendo atto favorevolmente che l'assessore Bufardeci  ha
  emanato  un  provvedimento, portato in giunta di  Governo,  dove  è
  previsto  lo  sblocco  di queste somme pari al  trenta  per  cento,
  proprio  per  destinarle alle aree PIP, anche perché  queste  somme
  andrebbero   destinate  a  nulla  perché  non   potrebbero   essere
  utilizzate per altre finalità.

   BUFARDECI,    assessore   per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI,   assessore   per   la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato  e  la  pesca.    Onorevoli  colleghi,  in  relazione
  all'intervento  dell'onorevole Vinciullo e  all'ordine  del  giorno
  presentato,  oggettivamente,   l'amministrazione  si  trova   nella
  condizione  di  potere ritenere che questo 70 per cento  possa  non
  essere sufficiente alle esigenze complessivamente maturate, ma  per
  una ragione che è quella che a monte ha determinato la quota del 70
  per  cento  come importo immediatamente spendibile,  solo  per  una
  ragione   di  rispetto  ad  una  indicazione,  che  è   quella   di
  confrontarsi per la successiva spesa del 30 per cento  in  sede  di
  rimodulazione.
   Raccolgo l'impegno che mi viene proposto dai firmatari dell'ordine
  del  giorno come raccomandazione che il Governo terrà nella  dovuta
  considerazione per operare, di conseguenza, anche lo sblocco  della
  restante parte.

   PRESIDENTE.  I  firmatari  sono  disponibili  ad  accettarlo  come
  raccomandazione per il Governo?

   VINCIULLO.  Chiedo  che  l'ordine  del  giorno  venga   posto   in
  votazione.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 172.  Il
  parere del Governo?

   BUFARDECI,   assessore   per   la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno numero 177 «Esenzione dall'IRAP per
  il   quinquennio  2009-2013  a  favore  delle  imprese  siciliane»,
  dell'onorevole D'Asero.

   D'ASERO,  relatore e vicepresidente della Commissione.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO,  vicepresidente della Commissione e  relatore.  Onorevoli
  colleghi,  l'importante  iniziativa che  la  Regione  siciliana  ha
  realizzato  negli  anni  2003-2008, circa l'esenzione  IRAP  dovuta
  all'incremento  di attività nell'ultimo triennio, viene  a  scadere
  con  l'esercizio  2008,  quindi  sulla  dichiarazione  dei  redditi
  presentata nel 2009.
   La  sollecitazione che viene fatta su questa importante iniziativa
  è  quella di segnalare al Governo la necessità di ripercorrere  una
  strada che ha prodotto risultati e quindi possiamo dire è stato  un
  percorso  virtuoso  e quando c'è una cosa di positivo  è  bene  che
  venga ripetuta.
    In questo senso mi auguro e mi aspetto da parte del Governo e per
  esso  dall'Assessore per il  Bilancio una immediata risposta  e  un
  immediato riscontro.

   DI  MAURO,  assessore  per il bilancio e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   DI  MAURO,  assessore  per il bilancio e le  finanze.  Con  questo
  ordine del giorno l'onorevole D'Asero sollecita un intervento della
  Regione  per  riproporre  una  iniziativa  che  il  Governo   aveva
  condiviso negli anni passati.
   L'ordine  del giorno mi è stato presentato poco fa e non  sono  in
  grado in questo momento di quantificare qual è la ripercussione sul
  bilancio della Regione siciliana.
    Al fine di poter dare una risposta esaustiva ad una proposta che,
  mi  permetto  di dire, é importante e significativa  per  il  mondo
  delle  imprese,  ma  che  ha certamente dei risvolti  di  carattere
  finanziario, inviterei l'onorevole D'Asero a soprassedere sulla sua
  trattazione,  fermo restando l'impegno del Governo  ad  informarsi,
  nel più breve tempo possibile, delle conseguenze sul bilancio e nel
  corso  di  una  prossima  seduta d'Aula potere  dare  una  risposta
  adeguata.

   PRESIDENTE.   Onorevole  D'Asero,  il  Governo  fa  una   proposta
  specifica.

   D'ASERO,   relatore  e  vicepresidente  della  Commissione.   Sono
  d'accordo con la proposta del Governo.

   PRESIDENTE.  L'ordine  del  giorno  numero  177  sarà,   pertanto,
  trattato in una prossima seduta, come il Governo ha richiesto.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
     +Crediti di imposta per nuovi investimenti e per la crescita
              dimensionale delle imprese» (nn. 239-182/A)

    PRESIDENTE  Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
  del disegno di legge numeri 239-182/A «Crediti di imposta per nuovi
  investimenti e per la crescita dimensionale delle imprese».


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   D'AGOSTINO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il nostro  voto
  è  ovviamente favorevole per le cose anzi dette e per quanto emerso
  in questo dibattito.
   Però,  non  si  può  neppure accettare che  il  dibattito  che  ha
  accompagnato  questo disegno di legge e tutto  il  suo  iter  possa
  essere  inficiato da alcune affermazioni che sono  state  ascoltate
  durante  il  dibattito, e che potrebbero apparire  -  anche  perché
  messe   a  verbale  -  in  dissonanza  rispetto  a  quello  che   è
  l'orientamento di un'Aula assolutamente convinta di  stare  votando
  un disegno di legge atteso dalla Sicilia, atteso dall'imprenditoria
  siciliana  e, certamente, con convinzione e ragionevolmente  voluto
  da questo Parlamento.
   Le  parole ascoltate prima dall'onorevole Caputo circa un bilancio
   che  uccide  l'economia siciliana' piuttosto che  un  Governo  che
   mette in ginocchio la nostra economia'.
   Questo  Governo si sta caricando l'onere di tagliare i rami secchi
  e  di  fare dei risparmi che forse dovevano farsi anche prima, come
  il  deserto della programmazione di cui si diceva o l'incapacità di
  gestire  i  fondi  comunitari, sono smentiti da questo  disegno  di
  legge che evita gli sprechi del passato.
   La  si smetta con questi atteggiamenti che danno la sensazione  di
  avere  nostalgia  di  un  passato sciupone e dissennato.  Guardiamo
  avanti, invece, anche grazie ad un disegno di legge come quello sul
  credito d'imposta che ci apre nuove frontiere e nuovi scenari e  dà
  l'idea  di  una Sicilia moderna, ben attrezzata, pronta a competere
  negli scenari futuri.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, indìco la  votazione  finale  per
  scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano   sì:  Arena,  Aricò,  Bosco,  Bufardeci,  Caputo,   Cascio
  Salvatore,   Cintola,   Colianni,   Cordaro,   Corona,   Cracolici,
  Cristaudo, D'Agostino, D'Antoni, D'Asero, De Benedictis,  De  Luca,
  Di Benedetto, Di Mauro, Dina, Donegani, Falcone, Faraone, Federico,
  Ferrara,  Fiorenza,  Galvagno,  Gianni,  Greco,  Laccoto,  Lentini,
  Leontini,  Lo Giudice, Lupo, Maira, Marinello, Marinese,  Marrocco,
  Marziano,   Minardo,  Mineo,  Musotto,  Nicotra,  Oddo,   Picciolo,
  Pogliese,  Ragusa,  Romano,  Savona,  Scammacca,  Scilla,  termine,
  Torregrossa e Vinciullo.

   Sono  in  congedo: Adamo, Ammatuna, Ardizzone, Barbagallo, Bonomo,
  Currenti,   Digiacomo,   Di  Guardo,  Fagone,   Formica,   Forzese,
  Mattarella, Panarello, Panepinto, Raia, Rinaldi, Ruggirello, Scoma,
  Speziale e Vitrano.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  54
   Maggioranza         28
   Favorevoli          54

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli  colleghi,  comunico che a causa di un  malfunzionamento
  del  sistema  elettronico l'onorevole Caronia dichiara che  avrebbe
  votato favorevolmente ma che il voto non è stato registrato.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a martedì,  10  novembre
  2009, alle ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   I  - Comunicazioni.

   II - Discussione dei disegni di legge:

   1)  «Rendiconto  generale della Regione siciliana  e  dell'Azienda
  delle foreste demaniali per l'esercizio finanziario 2008» (n. 447);

   2) «Assestamento del bilancio della Regione per l'anno finanziario
  2009» (n. 446).

   III  -  Discussione  del  Documento di  programmazione  economico-
  finanziaria 2010 - 2013.

                   La seduta è tolta alle ore 19.41


   ALLEGATO 1:

   Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica  «LAVORO»

   RAIA.  -  «Al  Presidente  della Regione,  all'Assessore  per  il
  lavoro,  la  previdenza  sociale, la  formazione  professionale  e
  l'emigrazione e all'Assessore per l'agricoltura e le foreste,
  premesso che:

   la  mozione n. 8, approvata dall'Assemblea regionale siciliana il
  2 luglio 2008, ha dato luogo ad un aggiornamento delle graduatorie
  forestali attualmente vigenti;

   l'Assessore  per il lavoro, la previdenza sociale, la  formazione
  professionale e l'emigrazione,
  on. Incardona, a seguito dell'approvazione della citata mozione ha
  disposto,  con nota del 31 luglio 2008 prot. 646 inviata  ai  vari
  dipartimenti   dell'amministrazione  regionale,  la  rimodulazione
  delle   graduatorie  forestali  e  l'immediato   inserimento   dei
  lavoratori medesimi nelle fasce di garanzia occupazionale previste
  dalle normative vigenti in materia;

   rilevato che:

   nella   sola  provincia  di  Catania  70  lavoratori  sono  stati
  inseriti  nelle  fasce  di  garanzia come  'centunisti',  passando
  dunque dallo svolgimento di 78 a 101 giornate lavorative;

   i   suddetti  lavoratori,  tuttavia,  hanno  completato  ad  oggi
  unicamente  78 giornate lavorative e non 101, così come  stabilito
  dalla  nuova disposizione in ottemperanza a quanto contenuto nella
  mozione approvata all'ARS nel mese di luglio;

   non  si  comprende  per  quale ragione  nelle  altre  province  i
  lavoratori  sono  stati  assunti per il  completamento  delle  101
  giornate  lavorative, mentre ciò non è stato possibile nella  sola
  provincia di Catania;

   per sapere:

   quali    ragioni   abbiano   determinato   l'applicazione   delle
  disposizioni  assessoriali  in tutte le  province  tranne  che  in
  quella di Catania;

   se,   alla   luce  di  tale  grave  inadempienza,  non  ritengano
  necessario  e  urgente predisporre adeguate misure allo  scopo  di
  porre fine alla condizione di disparità in atto nella provincia di
  Catania  quale  unica  provincia penalizzata in  riferimento  alla
  copertura delle 101 giornate lavorative». (174)

   Risposta.  - «Con l'interrogazione n. 174, a firma dell'onorevole
  Raia,  venivano  richieste notizie circa opportune  iniziative  al
  fine di garantire lo svolgimento delle 101 giornate lavorative  ai
  lavoratori forestali impiegati nella provincia di Catania.
   Con  nota prot. 236/gab del 22/01/2009 e successivo sollecito con
  nota 449/gab del 21/09/2009, si chiedeva al Dipartimento Regionale
  Lavoro di fornire ogni elemento utile per la risposta.
   Il  Dirigente  dell'Area  VII Affari  Generali  del  Dipartimento
  Lavoro  ha  rimesso nota prot. 5181/t del 14/10/2009 del Direttore
  del S.U.P.L. di Catania nella quale si rappresentava che:
   -in  data  27/08/2008  è  stato pubblicato l'aggiornamento  delle
    graduatorie  antincendio  di  cui all'art.  57  L.R.  16/96  con
    l'inserimento  nei contingenti antincendio di 101  giornate  dei
    lavoratori in possesso dei requisiti previsti dall'art. 45  ter,
    comma 5, cpv 2 L.R. 16/1996, così come individuati dalla mozione
    dell'ARS n. 8 del 2/07/2008 e dal D.A. 646/gab.;

   -le   graduatorie  sono  state  trasmesse  anche  all'Ispettorato
    Ripartimentale delle Foreste per
    i successivi adempimenti di competenza;
  -è stato comunicato all'Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di
  Catania l'elenco dei lavoratori beneficiari della mozione dell'ARS
  per il successivo avviamento con decorrenza dalla data della
  comunicazione obbligatoria on-line al Ministero del Lavoro per
  concludersi alla data del 31/12/2008;
  -il Servizio U.P.I. di Catania comunicava al Servizio XIII Ufficio
  regionale del Lavoro Sicilia Occidentale che gli adempimenti di
  propria competenza connessi alla mozione dell'ARS e alla successiva
  Direttiva assessoriale si erano conclusi il 27/08/2008, data di
  pubblicazione delle graduatorie relative al servizio antincendio.
   Tanto in evasione all'atto parlamentare in parola».

                              L'Assessore
                           (on. dott. Luigi
                               Gentile)

   LUPO  -  APPRENDI  - «Al Presidente della Regione,  all'Assessore
  per  l'industria  e  all'Assessore per il  lavoro,  la  previdenza
  sociale,  la  formazione  professionale e l'emigrazione,  premesso
  che:

   a  dicembre 2008 andranno in scadenza i contratti di circa  venti
  lavoratori dello stabilimento ERGOM (società del gruppo  FIAT)  di
  Termini Imerese (PA);

   a  causa  dell'attuale  indisponibilità alla  trasformazione  dei
  contratti di lavoro a tempo indeterminato o, quanto meno, al  loro
  rinnovo  a  tempo  determinato da parte dell'impresa,  gli  operai
  interessati,  legittimamente preoccupati  di  perdere  il  proprio
  lavoro, sono in stato di agitazione;

   considerato  che  la  trasformazione a  tempo  indeterminato  dei
  contratti in oggetto sarebbe da considerarsi fisiologica in  forza
  della  stessa tipologia contrattuale, trattandosi di contratti  di
  inserimento al lavoro, in virtù dei quali gli operai sopra  citati
  sono  stati  fino  ad oggi formati in particolari   mansioni   che
  richiedono  un alto contenuto di specializzazione;

   considerato,  altresì,  che  ai  fini  della  trasformazione  dei
  contratti  a  tempo determinato in contratti a tempo indeterminato
  sono  previste, dalla legislazione vigente, agevolazioni  fiscali,
  di cui anche la ERGOM ha beneficiato;

   considerato,  inoltre,  che  la  maggior  parte  dei   lavoratori
  interessati  sono  donne e che, pertanto,  il  loro  licenziamento
  costituirebbe  un  passo  indietro  nel  percorso  verso  le  pari
  opportunità lavorative nel nostro territorio;

   considerato, infine, che i lavoratori interessati dal rischio  di
  licenziamento  sono  nella  stragrande  maggioranza   trabiesi   e
  termitani  e che, pertanto, la loro fuoriuscita avrebbe una  grave
  ricaduta   sull'intero  tessuto  socio-economico  del   territorio
  locale, già in grave crisi occupazionale;

   per sapere:

   se  e quali iniziative siano state assunte a tutt'oggi ovvero  si
  intendano  assumere per scongiurare la cessazione del rapporto  di
  lavoro dei lavoratori dello stabilimento ERGOM;

   se  non ritengano di dover intervenire per la tutela dei posti di
  lavoro  in  argomento stante la necessità di aiutare  la  crescita
  produttiva ed occupazionale del territorio trabiese e termitano;

   se  non  ritengano, inoltre, che sia necessario porre  in  essere
  adeguate iniziative, anche legislative, finalizzate ad evitare che
  le  agevolazioni  fiscali e i contributi finanziari  erogati  alle
  imprese  per favorire l'inserimento lavorativo si trasformino,  di
  fatto,  in forme di speculazione a danno degli stessi lavoratori».
  (240)

   Risposta. - «Con l'interrogazione n. 240, a firma degli onorevoli
  Lupo  e Apprendi, venivano richieste notizie in merito alla tutela
  dei posti di lavoro nello stabilimento ERGOM di Termini Imerese.
   Con  nota prot. 233/gab del 22/01/2009 e successivo sollecito con
  nota   prot.  549/gab  del  29/11/2009,  si  chiedeva  all'Ufficio
  Provinciale  del Lavoro per il tramite del Dirigente Generale  del
  Dipartimento regionale Lavoro, di fornire ogni elemento utile  per
  la risposta.
   Con  nota  prot.  5077 del 22/10/2009 il Dirigente  del  Servizio
  U.P.L. rappresentava quanto segue:
   -in  data  16/07/2009  l'Organizzazione  sindacale  FIOM-CGIL  ha
    presentato  richiesta di esame congiunto per gli  ammortizzatori
    sociali in deroga per n. 22 ex lavoratori dipendenti dell'azienda
    ERGOM  in  quanto nel mese di agosto 2009 andava  a  scadere  il
    beneficio dell'indennità di disoccupazione ordinaria;
  -in data 21/08/2009 è stato redatto verbale avente per oggetto
  attivazione della procedura per la concessione degli ammortizzatori
  in deroga ai sensi dell'art. 2 comma 521 della Legge
  n. 244/2007, della Legge n. 203/2008 art 2 comma 36 e della Legge
  n. 2/2009 per gli
  ex dipendenti ERGOM;
  -l'Ufficio provinciale del lavoro compirà gli atti consequenziali.
   Tanto in evasione all'atto parlamentare in parola».

                              L'Assessore
                           (on. dott. Luigi
                               Gentile)

   RUGGIRELLO.  -  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per
  il  lavoro,  la previdenza sociale, la formazione professionale  e
  l'emigrazione,  premesso che numerosi operatori  della  formazione
  professionale,  da mesi in stato di agitazione,  denunciano  gravi
  inadempienze  da  parte  di taluni enti gestori  dei  corsi  della
  provincia  di  Trapani  presso  cui  prestano  il  loro  servizio,
  lamentando  il  mancato versamento dei contributi previdenziali  e
  l'accantonamento  della  quota di trattamento  di  fine  rapporto,
  incorrendo,  in tal modo, in gravissime violazioni di prescrizioni
  normative in materia di lavoro;

   considerato  che le suddette inadempienze sono state  rilevate  e
  opportunamente documentate dagli ispettori del lavoro che ne hanno
  dato notizia ai dipendenti interessati;

   per sapere:

   se  non ritengano di dovere disporre ulteriori ispezioni o  altri
  urgenti  provvedimenti  sanzionatori  nei  confronti  degli   enti
  gestori  di  corsi  di formazione professionale  che  risultassero
  inadempienti secondo quanto evidenziato in premessa;

   se   non   ritengano  opportuno,  di  fronte  alla   perseverante
  inadempienza,  escludere dalla partecipazione al  Piano  regionale
  dell'offerta formativa (P.R.O.F.) 2009, di imminente approvazione,
  gli enti trasgressori». (432)

   Risposta.  - «Con l'interrogazione n. 432, a firma dell'onorevole
  Ruggirello,  venivano richieste notizie in merito a  provvedimenti
  sanzionatori  nei  confronti  degli  enti  gestori  di  corsi   di
  formazione  professionale della provincia di Trapani  inadempienti
  alla normativa in materia di lavoro.
   Con nota prot. 1437/gab dell'8 maggio 2009 e successivo sollecito
  con nota prot. 449/gab del 21/09/2009, si chiedeva al Dipartimento
  regionale Formazione Professionale di fornire ogni elemento  utile
  per la risposta.
   Con  nota  prot.  2858  del 14/10/2009 il Dirigente  del  Servizio
  Gestione del Dipartimento rappresentava quanto segue.
   Il  D.D.G.  2977  del Dipartimento F.P. prevede la sanzione  della
  revoca  dell'accreditamento  per  quegli  Enti  che  non  dovessero
  rispettare il CCNL.
   Nella   fattispecie  citata,  laddove  gli  Ispettori  del  lavoro
  dovessero  accertare  gravi irregolarità nel  versamento  di  oneri
  previdenziali o nell'accantonamento del TFR (occorre precisare  che
  la  nuova  normativa  di  settore prevede la  scelta  del  soggetto
  titolato alla gestione del TFR da parte del dipendente), oltre alla
  revoca  del  finanziamento  e  dell'accreditamento  per  gli   Enti
  omissivi   si  procederà  alla  denuncia  all'autorità  giudiziaria
  competente.
   Tanto in evasione all'atto parlamentare in parola».

                              L'Assessore
                           (on. dott. Luigi
                               Gentile)

   ODDO.  -  «All'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale  la
  formazione professionale
  e l'emigrazione, premesso che:

   il  sistema siciliano della formazione professionale vive in  uno
  stato   di   incertezza   sempre  più   preoccupante   con   gravi
  ripercussioni  per  gli  utenti  del  sistema  stesso  e  per  gli
  operatori;

   le  disfunzioni  riguardano  anche  il  personale  dipendente  in
  relazione   alle   retribuzioni   periodiche   che   difficilmente
  rispettano i tempi di un ordinario contratto di lavoro;

   tale  situazione  sconvolge l'ordinaria funzionalità  degli  enti
  quotidianamente  in  difficoltà  per  la  mancata  erogazione  dei
  finanziamenti;

   l'ennesimo  ritardo nella corresponsione dei fondi  impedisce  il
  pagamento  di  parte degli stipendi del 2008 e delle  tredicesime,
  generando  una  situazione  di  grave  difficoltà  per   tutti   i
  lavoratori  coinvolti  che  ovviamente  patiscono  i  ritardi  nei
  pagamenti  con  una  grave  compromissione  della  loro   economia
  familiare;

   questo  ritardo  è tanto più grave perché è l'ennesimo  cui  sono
  soggetti quei lavoratori che nonostante tutto operano nel settore,
  all'interno dei vari enti di formazione, mettendo grande impegno e
  professionalità  nello  svolgimento di  un  lavoro  qualificato  e
  qualificante;

   in  più, i ritardi nell'erogazione dei fondi hanno impedito anche
  il pagamento delle somme previste a favore degli allievi dei corsi
  relativi all'anno formativo 2007 e questo inevitabilmente colpisce
  soggetti   che,   privi  di  occupazione,   sono   in   situazioni
  particolarmente difficili;

   questi   ritardi  potrebbero  essere  evitati  semplificando   le
  procedure,   snellendo  l'attività  amministrativa  necessaria   e
  programmando  in maniera più strategica di quanto  è  stato  fatto
  fino ad oggi,

   per sapere:

   se  non  ritenga serio e ragionevole, provvedere in tempi  brevi,
  all'erogazione dei fondi necessari al pagamento degli stipendi  ai
  dipendenti  della  formazione professionale, relativi  al  2008  e
  delle  tredicesime,  nonché delle somme previste  a  favore  degli
  allievi che hanno frequentato corsi nell'anno formativo 2007;

   se  intenda assumere le indispensabili iniziative per evitare che
  simili ritardi nell'accreditamento dei finanziamenti agli enti  di
  formazione  professionale incaricati continuino, incresciosamente,
  a ripetersi come accaduto fino ad oggi». (435)

   Risposta.  - «Con l'interrogazione n. 435, a firma dell'onorevole
  Oddo,  venivano  richieste  notizie in  merito  all'erogazione  di
  risorse  per gli stipendi dei dipendenti degli enti di  formazione
  professionale.
   Con  nota  prot.  1031/gab  dell'1 aprile  2009  si  chiedeva  al
  Dipartimento  Regionale Formazione Professionale di  fornire  ogni
  elemento utile per la risposta.
   Con  nota  prot.  2858 del 14/10/2009 il Dirigente  del  Servizio
  Gestione del Dipartimento rappresentava quanto segue.
   La  l.r.  24  e  successive  modifiche ed  integrazioni  finanzia
  progetti nell'ambito del P.R.O.F.
   L'importo finanziario relativo alla voce  personale  del P.R.O.F.
  2008  è  stato erogato per intero; restano da erogare  sulla  voce
   gestione    euro   23.956.779,49  per   mancanza   di   copertura
  finanziaria.
   Tanto in evasione all'atto parlamentare in parola».

                              L'Assessore
                           (on. dott. Luigi
                               Gentile)

   VINCIULLO.  -  «Al  Presidente della  Regione,  premesso  che  la
  Telecom  Italia, nell'ottica di ridimensionamento dei propri  call
  center,  ha  deciso  di  chiudere i  propri  uffici  di  Siracusa,
  trasferendo, di fatto, i 40 lavoratori nella sede di Ragusa;

   considerato  che  continua,  da  parte  di  aziende  pubbliche  e
  private,  il depauperamento di posti di lavoro nella provincia  di
  Siracusa,  come se la stessa sia la fonte principale  di  tutti  i
  mali  dell'economia  nazionale. Ferrovie  dello  Stato,  Sicilgas,
  Pirelli,  Banco di Sicilia e decine di altre aziende  pubbliche  e
  private hanno chiuso i propri uffici o cantieri, dando, di  fatto,
  un'ulteriore  stangata  sul  già precario  e  deficitario  livello
  occupazionale della provincia;

   tenuto  conto che la provincia di Siracusa non può più  tollerare
  ulteriori   fenomeni  di  ridimensionamento  dei  propri   livelli
  occupazionali,  in considerazione anche del fatto  che  i  Governi
  nazionali  e  regionali  che si sono succeduti  negli  anni  hanno
  considerato  Siracusa solo come luogo dove impiantare  agglomerati
  industriali  che,  di  fatto, hanno portato  morte  e  distruzioni
  ambientali;

   per sapere:

   quali  iniziative intenda adottare, sia a livello  regionale  che
  nazionale,   per   salvaguardare  ciò  che   resta   dei   livelli
  occupazionali in provincia di Siracusa;

   quali  iniziative intenda adottare, nei confronti  della  aziende
  pubbliche  e private, che hanno chiuso o ridimensionato  i  propri
  uffici  o  cantieri in provincia di Siracusa, causando la  perdita
  del posto di lavoro a centinaia, se non migliaia, di lavoratori;

   quali   iniziative  intenda  intraprendere  nei  confronti  della
  Telecom Italia per farla desistere dalla azione intrapresa». (449)

   Risposta.  - «Con l'interrogazione n. 449, a firma dell'onorevole
  Vinciullo,  venivano richieste notizie in merito ad  iniziative  a
  tutela dei livelli occupazionali in provincia di Siracusa.
   Con  nota  prot. 1436/gab dell'08/05/2009 e successivo  sollecito
  con  nota  prot.  n.  546/gab  del  29/09/2009,  si  chiedeva   al
  Dipartimento regionale Lavoro di fornire ogni elemento  utile  per
  la risposta.
   Con  nota  prot. 34187 del 02/10/2009 il Dirigente dell'Area  VII
  Affari Generali del Dipartimento Lavoro ha rimesso nota prot. 2257
  del  30/09/2009  del  Dirigente  del  Servizio  XIII  dell'Ufficio
  Regionale   Lavoro   -   Sicilia  Occidentale   nella   quale   si
  rappresentava quanta segue.
   Il  caso  in  particolare, segnalato dall'onorevole interrogante,
  dei  circa  40 dipendenti preposti al servizio 187 che la  società
  Telecom  Italia Spa intende trasferire da Siracusa  a  Ragusa  non
  rientra  in  un'ipotesi  di  licenziamento  collettivo,  bensì  di
  trasferimento  geografico  della sede di  lavoro  e  non  comporta
  licenziamenti  di  personale  e non opera,  pertanto,  secondo  il
  vigente ordinamento, alcuna misura di sostegno al reddito.
   Inoltre,  trattandosi di rapporto contrattuale  disciplinato  dal
  contratto   collettivo  nazionale  di  lavoro  e   dal   contratto
  individuale di lavoro, la sede geografica ove dovrà essere resa la
  prestazione   lavorativa   attiene   agli   aspetti   strettamente
  privatistici  del contratto, sulla cui autonomia negoziale  questa
  Pubblica  Amministrazione  non  ha  potere  alcuno.  Detta  sfera,
  infatti,  attiene all'esclusiva valutazione del datore di  lavoro,
  estrinsecandosi come potere organizzativo dello stesso della forza
  lavoro alla sua dipendenza.
   Al  riguardo,  in  data  30 settembre 2009,  tramite  la  società
  Telecom  Italia Spa è stato acquisito il verbale di  incontro  del
  21/07/2009,  tenutosi  in  sede aziendale  con  le  Organizzazioni
  sindacali SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL nazionali e le RSU in
  ordine al Piano strategico per il triennio 2009-2011.
   In  quella  sede sono state quantificate circa  trecento  risorse
  umane,  insistenti in più città italiane, delle quali circa  40  a
  Siracusa,  per  le  quali  le parti hanno  previsto  di  ricercare
  soluzioni  non traumatiche per i lavoratori operanti  nelle  unità
  organizzative  in  chiusura, sia attraverso  la  riallocazione  in
  strutture  presenti nel medesimo Comune - ricorrendo le condizioni
  -,  sia  attraverso  l'incentivazione della mobilità  territoriale
  volontaria   e,  ricorrendone  i  presupposti,  all'incentivazione
  all'esodo.
   Inoltre  l'Azienda  verificherà ulteriormente la  possibilità  di
  attivare     progettazioni    finalizzate    alla    utilizzazione
  delocalizzata della forza lavoro (remotizzazione e/o telelavoro).
   Le  parti  convengono  circa l'adozione da  subito  di  tutte  le
  iniziative  finalizzate a consentire la chiusura  di  sedi,  senza
  procedere   a  mobilità  territoriali  in  carenza  del   consenso
  dell'interessato ...
   Tanto in evasione all'atto parlamentare in parola».

                              L'Assessore
                           (on. dott. Luigi
                               Gentile)

   ALLEGATO 2:

                      ALLEGATO EX ART. 1, COMMA 7
        Codici della classificazione delle attività economiche
                             (ATECO 2007)

                          ATTIVITÀ ESTRATTIVE
                         (ex art. 1, comma 1)

     08.1 ESTRAZIONE DI PIETRA, SABBIA E ARGILLA
     08.93     Estrazione di sale
     08.99.09 Estrazione di pomice e di altri minerali nca
      09.9ATTIVITÀ  DI  SUPPORTO  PER  L'ESTRAZIONE  DA  CAVE   E
           MINIERE DI ALTRI MINERALI

                        ATTIVITÀ MANIFATTURIERE
                         (ex art. 1, comma 1)

       11.07Industria  delle  bibite  analcoliche,  delle   acque
           minerali e di altre acque in bottiglia
     13         INDUSTRIE TESSILI
       14 CONFEZIONE DI ARTICOLI DI ABBIGLIAMENTO; CONFEZIONE  DI
           ARTICOLI IN PELLE E PELLICCIA
     15       FABBRICAZIONE DI ARTICOLI IN PELLE E SIMILI
       16 INDUSTRIA  DEL LEGNO E DEI PRODOTTI IN LEGNO E SUGHERO,
           ESCLUSI I MOBILI; FABBRICAZIONE DI ARTICOLI IN  PAGLIA
           E MATERIALI DA INTRECCIO
     17      FABBRICAZIONE DI CARTA E DI PRODOTTI DI CARTA
     18      STAMPA E RIPRODUZIONE DI SUPPORTI REGISTRATI
       20.1   FABBRICAZIONE  DI  PRODOTTI  CHIMICI  DI  BASE,  DI
           FERTILIZZANTI E COMPOSTI AZOTATI, DI MATERIE PLASTICHE
           E GOMMA SINTETICA IN FORME PRIMARIE
      20.2FABBRICAZIONE  DI  AGROFARMACI  E  DI  ALTRI   PRODOTTI
           CHIMICI PER L'AGRICOLTURA
      20.3    FABBRICAZIONE   DI  PITTURE,  VERNICI   E   SMALTI,
           INCHIOSTRI DA STAMPA E ADESIVI SINTETICI
      20.4FABBRICAZIONE  DI SAPONI E DETERGENTI, DI PRODOTTI  PER
           LA PULIZIA E LA LUCIDATURA, DI PROFUMI E COSMETICI
     20.5    FABBRICAZIONE DI ALTRI PRODOTTI CHIMICI
        21 FABBRICAZIONE DI PRODOTTI FARMACEUTICI DI  BASE  E  DI
           PREPARATI FARMACEUTICI
     22        FABBRICAZIONE  DI  ARTICOLI  IN  GOMMA  E  MATERIE
   PLASTICHE
       23 FABBRICAZIONE  DI ALTRI PRODOTTI DELLA  LAVORAZIONE  DI
           MINERALI NON METALLIFERI
       24.2  FABBRICAZIONE  DI TUBI, CONDOTTI, PROFILATI  CAVI  E
           RELATIVI  ACCESSORI  IN  ACCIAIO  ESCLUSI  QUELLI   IN
           ACCIAIO COLATO
       24.3   FABBRICAZIONE   DI  ALTRI  PRODOTTI   DELLA   PRIMA
           TRASFORMAZIONE DELL'ACCIAIO
       24.4  PRODUZIONE  DI  METALLI DI  BASE  PREZIOSI  E  ALTRI
           METALLI  NON  FERROSI,  TRATTAMENTO  DEI  COMBUSTIBILI
           NUCLEARI
     24.5  FONDERIE
       25 FABBRICAZIONE   DI   PRODOTTI   IN   METALLO,   ESCLUSI
           MACCHINARI E ATTREZZATURE
       26 FABBRICAZIONE  DI COMPUTER E PRODOTTI DI ELETTRONICA  E
           OTTICA;  APPARECCHI  ELETTROMEDICALI,  APPARECCHI   DI
           MISURAZIONE E DI OROLOGI
       27 FABBRICAZIONE   DI   APPARECCHIATURE   ELETTRICHE    ED
           APPARECCHIATURE PER USO DOMESTICO NON ELETTRICHE
       28.11.11Fabbricazione  di  motori  a  combustione  interna
           (esclusi  i motori destinati ai mezzi di trasporto  su
           strada e ad aeromobili)
       28.15.1Fabbricazione  di  organi di trasmissione  (esclusi
           quelli  idraulici e quelli per autoveicoli, aeromobili
           e motocicli)
     28.2  FABBRICAZIONE DI ALTRE MACCHINE DI IMPIEGO GENERALE
       28.3  FABBRICAZIONE  DI  MACCHINE PER L'AGRICOLTURA  E  LA
           SILVICOLTURA
       28.4  FABBRICAZIONE  DI  MACCHINE  PER  LA  FORMATURA  DEI
           METALLI E DI ALTRE MACCHINE UTENSILI
        28.9    FABBRICAZIONE  DI  ALTRE  MACCHINE  PER  IMPIEGHI
   SPECIALI
       30.11.0Cantieri  navali per costruzioni metalliche  e  non
           metalliche,   limitatamente   alla   costruzione    di
           pescherecci  e  imbarcazioni per  la  lavorazione  del
           pesce
      30.12     Costruzione di imbarcazioni da diporto e sportive
       30.2  COSTRUZIONE  DI  LOCOMOTIVE E DI MATERIALE  ROTABILE
           FERRO-TRANVIARIO
       30.3  FABBRICAZIONE DI AEROMOBILI, DI VEICOLI  SPAZIALI  E
           DEI RELATIVI DISPOSITIVI
     30.4 FABBRICAZIONE DI VEICOLI MILITARI DA COMBATTIMENTO
     30.92.1Fabbricazione  e  montaggio di  biciclette  (compresi
   parti e accessori)
     30.92.2Fabbricazione di parti ed accessori per biciclette
     30.92.4Fabbricazione di carrozzine e passeggini per neonati
     30.99     Fabbricazione di altri mezzi di trasporto nca
     31     FABBRICAZIONE DI MOBILI
     32      ALTRE INDUSTRIE MANIFATTURIERE
       33 RIPARAZIONE, MANUTENZIONE ED INSTALLAZIONE DI  MACCHINE
           ED APPARECCHIATURE

                                TURISMO
                         (ex art. 1, comma 1)

     55       ALLOGGIO
       79 ATTIVITÀ  DEI  SERVIZI DELLE AGENZIE  DI  VIAGGIO,  DEI
           TOUR  OPERATOR  E SERVIZI DI PRENOTAZIONE  E  ATTIVITÀ
           CONNESSE

                                SERVIZI
                         (ex art. 1, comma 1)

       62 PRODUZIONE   DI  SOFTWARE,  CONSULENZA  INFORMATICA   E
           ATTIVITÀ CONNESSE
       63.1  ELABORAZIONE DEI DATI, HOSTING E ATTIVITÀ  CONNESSE;
           PORTALI WEB
     72.11   Ricerca  e  sviluppo sperimentale  nel  campo  delle
   biotecnologie
       72.19.09Ricerca  e sviluppo sperimentale nel  campo  delle
           altre scienze naturali e dell'ingegneria

                 TRASFORMAZIONE DEI PRODOTTI AGRICOLI
                         (ex art. 1, comma 2)

       10.1  LAVORAZIONE E CONSERVAZIONE DI CARNE E PRODUZIONE DI
           PRODOTTI A BASE DI CARNE
     10.3 LAVORAZIONE E CONSERVAZIONE DI FRUTTA E ORTAGGI
     10.4 PRODUZIONE DI OLI E GRASSI VEGETALI E ANIMALI
     10.5    INDUSTRIA LATTIERO-CASEARIA
       10.6  LAVORAZIONE DELLE GRANAGLIE, PRODUZIONE DI  AMIDI  E
           DI PRODOTTI AMIDACEI
     10.7 PRODUZIONE DI PRODOTTI DA FORNO E FARINACEI
     10.81     Produzione di zucchero
     10.83    Lavorazione del tè e del caffè
     10.84  Produzione di condimenti e spezie
     10.85.01  Produzione di piatti pronti  a  base  di  carne  e
   pollame
     10.85.03 Produzione di piatti pronti a base di ortaggi
     10.85.05 Produzione di piatti pronti a base di pasta
     10.85.09  Produzione  di  pasti e  piatti  pronti  di  altri
   prodotti alimentari
     10.86      Produzione  di  preparati  omogeneizzati   e   di
   alimenti dietetici
     10.89  Produzione di altri prodotti alimentari nca
     11.01    Distillazione,  rettifica   e   miscelatura   degli
   alcolici
     11.02  Produzione di vini da uve
     11.03      Produzione di sidro e di altri  vini  a  base  di
   frutta
     11.04    Produzione   di   altre  bevande   fermentate   non
   distillate
     11.05  Produzione di birra
     11.06  Produzione di malto

      TRASFORMAZIONE DEI PRODOTTI DELLA PESCA E DELL'ACQUACOLTURA
                         (ex art. 1, comma 3)

   10.2   LAVORAZIONE  E  CONSERVAZIONE  DI  PESCE,  CROSTACEI  E
           MOLLUSCHI
   10.85.02    Produzione di piatti pronti a base di  pesce,  inclusi
  fish and chips