Presidenza del presidente Cascio
LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Elezione di Presidente del Gruppo parlamentare Sicilia
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, do lettura della nota del 17
novembre 2009, pervenuta in pari data, a firma dell'onorevole
Adamo:
«Con la presente nota si comunica che i deputati del Gruppo
parlamentare Sicilia nella riunione del 16 novembre 2009, hanno
proceduto all'elezione del Presidente del Gruppo parlamentare.
Il Presidente del Gruppo parlamentare Sicilia , eletto
all'unanimità, è l'onorevole Giulia Adamo».
L'Assemblea ne prende atto.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per la presente seduta
gli onorevoli Bonomo e Fagone.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Indirizzo di saluto ai docenti e agli studenti della Scuola
secondaria di primo grado
«Nino Martoglio» di Belpasso (CT)
PRESIDENTE. Rivolgo un indirizzo di saluto ai docenti e agli
studenti della Scuola secondaria di primo grado Nino Martoglio di
Belpasso (CT), che sono anche componenti del Baby Consiglio
comunale.
Presidenza del presidente Cascio
Annunzio di risposta scritta a interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che é pervenuta la risposta scritta alla
seguente interrogazione:
- da parte dell'Assessore per il Bilancio
n. 763 - Misure per fronteggiare il rischio di chiusura del
dissalatore di Trapani.
Firmatario: Marrocco Livio
Avverto che la stessa sarà pubblicata in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
«Norma in favore dei comuni che hanno subìto eventi calamitosi»
(n. 487)
- di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Fagone in
data 11 novembre 2009
«Manovra correttiva per l'esercizio finanziario 2009» (n. 488)
- di iniziativa governativa, presentato dal presidente della
Regione (Lombardo) su proposta dell'Assessore per il bilancio e le
finanze (Di Mauro) in data 12 novembre 2009.
Comunicazione di invio di disegni di legge alla competente
Commissione legislativa
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alla competente Commissione:
BILANCIO (II)
«Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012»
(n. 470)
- di iniziativa governativa
- inviato in data 12 novembre 2009
Parere I, III, IV, V, VI e Unione Europea
«Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010» (n.
471)
- di iniziativa governativa
- inviato in data 12 novembre 2009
Parere I, III, IV, V, VI e Unione Europea.
Comunicazione di elezione di segretario della VI Commissione
legislativa
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione Servizi sociali e
sanitari' (VI) nella seduta n. 64 dell'11 novembre 2009, ha eletto
a maggioranza quale Segretario l'onorevole Vincenzo Vinciullo.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE. Comunico le seguenti richieste di parere pervenute
dal Governo in data 12 novembre 2009, inviate in data 16 novembre
2009 ed assegnate alla competente Commissione:
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
Art. 5 della l.r. 23/2008. Aiuti per la ricerca, lo sviluppo e
l'innovazione. Decreto di attuazione (n. 41/III)
Art. 6 della l.r. 23/2008. Contratti di programma regionali per lo
sviluppo delle attività industriali. Decreto di attuazione (n.
42/III).
Comunicazione di pareri resi
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti pareri sono stati resi dalla
competente Commissione:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Ente autonomo portuale di Messina. Designazione commissario
liquidatore (n. 38/I)
- reso in data 10 novembre 2009
- inviato in data 11 novembre 2009
Commissioni provinciali dell'Ufficio regionale per l'espletamento
di gare per l'appalto dei lavori pubblici. Designazione componenti
(n. 39/I)
- reso in data 11 novembre 2009
- inviato in data 12 novembre 2009.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«Al Presidente della Regione, premesso che:
l'Unione italiana ciechi lamenta tagli operati sui contributi
regionali a seguito di una presunta rimodulazione degli
stanziamenti previsti dall'ultima finanziaria regionale;
considerato che le determinazioni assunte provocherebbero enormi
disagi a tutti coloro che ogni giorno dimostrano come sia possibile
rendersi utili alla società e a tutte le persone che soffrono a
causa di svariate forme di handicap;
preso atto che sono tanti, in particolare, i problemi di chi, come
i non vedenti, deve lottare ogni giorno per far valere i propri
diritti;
rilevato che, dalla nota inviata (il 16 ottobre) dalla sezione
provinciale di Ragusa dell'Unione dei ciechi e ipovedenti, si
apprende che i tagli operati dal Governo regionale 'toccano'
soprattutto gli assistiti;
tenuto conto che ridurre le disuguaglianze è tra i compiti primari
della politica ed è dunque necessario intervenire urgentemente per
scongiurare l'ennesima piaga sociale dell'Isola;
per sapere in quali modi intenda intervenire, direttamente o
attivandosi presso il Governo nazionale, per realizzare le
condizioni per un concreto aumento dell'attuale numero di volontari
del servizio civile, per il mantenimento dei contributi già
previsti per il funzionamento dell'Unione ciechi, per l'incremento
dei contributi per il 'Settore del libro parlato' ed, infine, se
non ritenga opportuno impegnarsi a livello centrale per l'aumento
delle pensioni e delle indennità di accompagnamento dei ciechi
civili, invariate da almeno 10 anni». (862)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
RAGUSA-GIANNI-CASCIO S.-LO GIUDICE
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'industria e
all'Assessore alla Presidenza, premesso che:
in data 10 novembre 2009, alla I Commissione legislativa
permanente dell'ARS 'Affari istituzionali', è stato richiesto il
parere di rito, obbligatorio per legge, sulla nomina del
commissario liquidatore dell'ente autonomo portuale di Messina;
per giustificare la scelta di ricorrere ad un soggetto esterno
all'Amministrazione regionale, il capo della segreteria tecnica
dell'Assessorato regionale dell'industria asserito che nessun
dipendente della Regione ha le qualità idonee e sufficienti per
potere ricoprire detto gravoso incarico;
nella segnalazione del soggetto esterno quale commissario
dell'ente de quo, datata 28 settembre 2009 con prot. n. 2880, il
capo della segreteria tecnica dell'Assessorato regionale Industria
specificava che detta nomina '(...) trova legittimazione nella
peculiarità e straordinarietà dell'incarico e nella specifica
professionalità che lo stesso richiede, qualità non rinvenibile in
capo a soggetti interni all'Amministrazione';
preso atto che:
la Giunta regionale, nella seduta dell'11 settembre 2009, ha
assentito alla designazione, da parte dell'Assessorato regionale
Industria, di un soggetto estraneo all'amministrazione quale
commissario liquidatore dell'ente autonomo portuale di Messina;
il 30 ottobre 2009, il Presidente della Regione ha inoltrato alla
competente I Commissione legislativa la designazione de qua, al
fine di acquisirne il relativo e obbligatorio parere;
visto che, allo stato attuale, sono numerosi i direttori generali
senza incarico i quali comunque sono ugualmente stipendiati pur non
svolgendo alcuna funzione amministrativa;
tenuto conto che detta designazione si basa sul presupposto, tutto
da verificare ed insopportabile da accettare, secondo cui nessun
dirigente o comunque nessun dipendente regionale è nelle condizioni
di svolgere le mansioni, seppur difficili ed impegnative, di
commissario liquidatore;
per sapere:
se, prima di rendere per iscritto tali gravissime ed
insopportabili dichiarazioni nei confronti dei funzionari
regionali, il capo delle segreteria tecnica dell'Assessorato
regionale Industria abbia sottoposto ad esame e verifica tutti i
dipendenti della Regione, in modo da poter accertare che gli stessi
non possiedono né competenze né capacità umane e manageriali tali
da potere svolgere la mansione di commissario liquidatore dell'ente
autonomo portuale di Messina;
quali siano stati i criteri di selezione adottati per stabilire i
livelli di incapacità di tutti i dipendenti regionali (test,
colloqui, prove scritte) oppure semplicemente se ci si sia limitati
a 'guardarli in volto', ricorrendo, con ciò, a criteri e metodi
codificati e teorizzati due secoli fa dal noto criminologo Cesare
Lombroso;
quanti anni e mesi abbia impiegato, il suddetto capo della
segreteria tecnica, per verificare i requisiti e le capacità di
tutti i dipendenti regionali;
se tale considerazione assolutamente negativa dei dipendenti
regionali non nasca da un pregiudizio ormai diffuso e consolidato,
da parte dell'attuale Governo, nei confronti degli stessi che, per
anni, invece, hanno dato prova di grande spirito di abnegazione e
di consolidate capacità tecniche ed amministrative;
se il Presidente e la Giunta di Governo siano a conoscenza dei
criteri di valutazione adottati, delle prove sostenute e delle
verifiche negative conseguite da ciascuno dei dirigenti regionali,
ma, soprattutto, di questo immane e certosino lavoro portato a
termine con straordinario, unico ed impressionante spirito di
abnegazione;
se condividano l'idea del capo delle segreteria tecnica
dell'Assessorato regionale Industria che ha, di fatto, bocciato e
tacciato di incapacità amministrativa migliaia di dipendenti
regionali, ivi compresi tanto i direttori generali con incarico
quanto quelli che ne sono privi;
se non ritengano opportuno motivare diversamente la designazione
effettuata, per restituire la dignità sottratta in modo ingeneroso
e maldestro a migliaia di capaci, leali ed onesti lavoratori
regionali;
se non ritengano necessario ed urgente modificare le ingiuste e
surreali motivazioni che stanno alla base della nomina de qua ed
inoltre, primo e non ultimo, se non ritengano più rispondente alle
finalità di una corretta e sana amministrazione affidare detto
incarico ad uno dei direttori generali che attualmente ne sia
privo;
se non reputino, infine, l'idea di nominare un direttore generale
senza incarico sicuramente meglio rispondente alle più volte
conclamate affermazioni secondo le quali è opportuno, in un momento
di crisi come questo, dare una vera dimostrazione di oculata
amministrazione, risparmiando ed evitando inutili e dannosi sprechi
di denaro pubblico». (864)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti, premesso che la società AST (Azienda
siciliana trasporti) gestisce, nella città di Siracusa, il servizio
di trasporto pubblico urbano;
considerato che:
nonostante l'impegno assunto con l'intera città, il servizio reso
è di pessima qualità: non esistono le pensiline a protezione degli
utenti, sono pochissimi i cartelli indicatori dei vari percorsi ed
orari dei mezzi e quelli esistenti sono tutti coperti da manifesti
pubblicitari, ovviamente abusivi;
gli stessi bus utilizzati spesso sono inadeguati, data la vetustà
dei mezzi, al servizio che devono svolgere, in considerazione anche
del sistema viario urbano che rende obbligatorio il ricorso a
veicoli particolari;
tenuto conto che un inefficiente sistema urbano di trasporti non è
certo lo strumento migliore per convincere i cittadini ad usufruire
del sevizio pubblico, con l'ovvia conseguenza di un uso smisurato
delle auto private che non solo intasano ancora di più il già
caotico traffico siracusano, ma aumentano, in maniera
considerevole, l'inquinamento atmosferico urbano;
per sapere:
se non ritengano urgente intervenire presso i vertici dell'AST al
fine di garantire, nella città di Siracusa, un servizio di
trasporto pubblico idoneo ai desideri degli utenti che,
giornalmente, pagando il biglietto, esigono di usufruire di servizi
e mezzi adeguati alle loro aspettative;
se non ritengano urgente esigere, dai vertici dell'AST, maggiori
standard di intensificazione e controllo di tutto il servizio
urbano svolto nella città di Siracusa». (865)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti, premesso che Lentini (SR) è un centro
agricolo della provincia di Siracusa con oltre 25 mila abitanti.
Per la sua vicinanza a Catania, è altresì centro catalizzatore di
numerose attività artigianali e commerciali che rendono la
cittadina siracusana uno dei centri più importanti dell'intera
provincia;
considerato che nonostante l'importanza di Lentini e del suo
hinterland, le Ferrovie dello Stato hanno ritenuto opportuno, in
nome di una politica di riduzione dei costi che penalizza sempre e
soltanto il Sud, ridurre la stazione ferroviaria lentinese ad una
squallida fermata, senza alcun tipo di servizio;
recentemente, ad aggravare ulteriormente la situazione, è stata
chiusa definitivamente la stessa biglietteria, costringendo i
viaggiatori che partono da Lentini o dai paesi limitrofi a munirsi
preventivamente di biglietto, acquistandolo presso altre stazioni o
a correre il rischio di incappare nelle pesantissime multe inflitte
a chi viaggia senza biglietto;
tenuto conto che la stazione di Lentini era già priva di servizi
igienici, non aveva una ristorazione in grado di rispondere alle
esigenze dei viaggiatori, da oggi non ha nemmeno la biglietteria.
Tutto ciò è vergognoso ed impensabile per una stazione ferroviaria
che deve servire un bacino di utenza di oltre 50 mila persone che
spazia su 3 province, quelle di Siracusa, Catania e Ragusa;
per sapere:
se non ritengano urgente adoperarsi presso i vertici delle
Ferrovie dello Stato affinché possano intervenire per dotare la
stazione ferroviaria di Lentini di tutti quei servizi
indispensabili agli utenti;
se non ritengano opportuno intervenire presso i vertici delle
Ferrovie dello Stato per riaprire la biglietteria nella stazione
ferroviaria di Lentini». (869)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti, premesso che:
le Ferrovie dello Stato hanno emanato il nuovo orario ferroviario
invernale in vigore nella nostra Regione; come oramai ci hanno
abituato, le Ferrovie dello Stato hanno tagliato alcune corse
giudicate improduttive, a prescindere se questa scelta arrechi
danni o disagi all'utenza siciliana;
una delle province più colpite da questa ennesima 'sforbiciata'
delle Ferrovie dello Stato è quella di Siracusa, dove saltano 3
corse tra Siracusa, Catania e Messina. Come se ciò non bastasse,
una delle corse da Messina viene sostituita da un servizio con
pullman. Inoltre, sono stati definitivamente accantonati i progetti
per l'ammodernamento di alcune tratte, tra le quali
l'elettrificazione della Siracusa-Noto-Ragusa;
non è dato sapere per quale arcano motivo la platea di lavaggio e
la fossa di manutenzione, realizzate in Contrada Pantanelli
all'incredibile costo di 15 miliardi delle vecchie lire e con una
cementificazione selvaggia dell'intera area, non sono mai entrate
in funzione;
considerato che:
la decisione delle Ferrovie dello Stato è motivata, tra l'altro,
dalla mancata firma del contratto di servizio tra la Regione
siciliana e le stesse FF.SS.;
secondo quanto dichiarato dai vertici regionali del gruppo FF.SS.,
se il contratto di servizio non sarà firmato entro l'anno, vi
saranno ulteriori tagli nelle tratte ferroviarie regionali pari al
20 per cento dell'intero servizio, oltre che il blocco dei
traghettamenti sullo Stretto di Messina;
tenuto conto che la mancata firma di detto contratto è da
imputare, secondo le Ferrovie dello Stato, alla 'latitanza' della
Regione siciliana che, nonostante detto contratto giaccia da
parecchio tempo nei cassetti dell'Assessorato Turismo,
comunicazioni e trasporti e, nonostante i ripetuti inviti da parte
del Gruppo FF.SS. a procedere alla stipulazione, non ha ritenuto
opportuno concludere l'accordo di servizio;
per sapere:
se non ritengano urgente ed improcrastinabile concordare con i
vertici delle Ferrovie dello Stato un incontro urgente al fine di
firmare il contratto di servizio tra le parti per scongiurare un
ulteriore taglio nelle tratte ferroviarie della Sicilia, già
pesantemente penalizzate da una politica di disinvestimenti nella
nostra Regione, portata avanti dalle Ferrovie dello Stato;
se non ritengano opportuno ed urgente intervenire per far aprire
immediatamente la platea di lavaggio e la fossa di manutenzione
realizzate in Contrada Pantanelli a Siracusa». (870)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per la sanità e
all'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la formazione
professionale e l'emigrazione, premesso che:
la Sicilia è l'unica regione d'Italia a non avere ancora recepito
la normativa nazionale atta a snellire e velocizzare gli iter
burocratici in materia di invalidità civile;
la legge n. 80 del 2006 stabilisce, infatti, che gli esiti degli
accertamenti medico-fiscali, sui richiedenti i benefici per
invalidità civile, hanno effetti immediati; la stessa legge,
inoltre, stabilisce in 15 giorni il tempo massimo che deve
trascorrere tra la presentazione delle istanze e l'effettuazione
dei suddetti accertamenti;
considerato che:
la realtà siciliana è molto più complessa e, per certi versi, si
muove su un binario diametralmente opposto alla volontà del nostro
legislatore nazionale;
la burocrazia esistente in Sicilia nel campo della previdenza
sociale, con particolare riguardo ai benefici per invalidi civili,
è alquanto complessa e contorta;
ogni pratica viene visionata, controllata, revisionata e
nuovamente ricontrollata da una moltitudine di uffici che spesso
sono cloni di medesime strutture appartenenti agli stessi enti o ad
altri comunque dipendenti della stessa istituzione (statale o
regionale);
tale snervante e, per certi versi, inutile procedura comporta
ritardi nell'erogazione dei benefici per le invalidità civili, il
che non trova giustificazione neanche in un possibile,
condivisibile e giustificabile controllo per evitare frodi ai danni
dello Stato;
si sono verificati anche casi in cui il richiedente è deceduto
ancor prima di essere sottoposto a visita o, comunque, prima che si
concludesse questo tortuoso iter nei labirinti della burocrazia
regionale e statale;
tenuto conto che snellire l'iter procedurale dell'erogazione dei
suddetti benefici porterebbe vantaggi non solo agli utenti finali,
ma soprattutto permetterebbe uno smaltimento non indifferente delle
pratiche inevase che, a causa proprio delle lunghe procedure, si
accatastano in vari uffici (patronati, ASP, INPS, ancora ASP,
Prefetture e di nuovo INPS), aumentando di giorno in giorno il
numero delle pratiche da evadere;
per sapere:
se ritengano improcrastinabile recepire la legge 9 marzo 2006, n.
80, che detta disposizioni per lo snellimento e la velocizzazione
degli iter burocratici atti alla liquidazione dei benefici per le
invalidità civili;
se ritengano, recependo la suddetta legge nazionale, di venire
incontro alle legittime attese ed esigenze di un'utenza già
socialmente debole e, di conseguenza, bisognevole dell'intervento
dello Stato». (872)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il bilancio e le
finanze e all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali, premesso che:
il comma 4 dell'articolo 8 della legge regionale n. 6 del 2009
stabilisce che 'I trasferimenti a carico del bilancio regionale ai
sensi dell'articolo 4 della legge regionale 14 aprile 2006, n. 16,
e le somme previste nei bilanci degli enti locali finalizzate al
finanziamento delle misure di stabilizzazione dei precari ex
lavoratori socialmente utili (LSU) previsti dalle leggi regionali
21 dicembre 1995, n. 85 e n. 16/2006, non sono considerate tra le
spese correnti soggette al vincolo del patto di stabilità e ai fini
della determinazione della base di calcolo delle spese di
personale';
l'Assessorato del bilancio e delle finanze, con nota prot. n.
59115 del 29 ottobre 2009, ha emanato una circolare relativa al
succitato articolo in cui sostanzialmente viene rappresentata ai
comuni la necessità di non escludere tra le spese correnti soggette
al vincolo del patto di stabilità i trasferimenti del bilancio
regionale destinati alle misure di stabilizzazione dei precari ex
LSU come previsto dalle leggi regionali n. 85 del 1995 e n. 16 del
2006;
considerato che:
detta circolare, nei fatti, stravolge quanto contenuto nella legge
regionale, ponendosi in contrasto con essa e determinandone una
diversa applicazione;
nell'esercizio finanziario 2008, così come riportato nella stessa
circolare, la Regione non ha rispettato il limite previsto
dall'obiettivo inerente ai pagamenti assoggettati alle regole del
patto 2008;
nelle more che si raggiunga l'intesa prevista dall'articolo 77
della legge n. 133 del 2008 e sebbene per tale ragione alla Sicilia
si applichino le regole previste per le regioni a statuto
ordinario, non è ipotizzabile che una circolare assessoriale
sostituisca una legge regionale;
ritenuto che le succitate disposizioni hanno determinato un
crescente allarme sociale fra i lavoratori precari in servizio
presso le centinaia di amministrazioni comunali, garantendone la
funzionalità dei servizi;
per sapere se non ritengano opportuno ed urgente ritirare la
circolare sopra citata e applicare quanto stabilito dall'articolo 8
della legge regionale n. 6 del 2009, consentendo in tal modo il
concretizzarsi delle misure di stabilizzazione dei precari
impegnati nelle amministrazioni comunali della Sicilia». (873)
PANEPINTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il bilancio e le
finanze, premesso che:
la legge regionale 14 maggio 2009, n. 6 recante 'Disposizioni
programmatiche e correttive per l'anno 2009' è stata pubblicata
nella GURS n. 22 del 20 maggio u.s.;
l'emendamento, regolarmente approvato, all'ultima legge
finanziaria dispone che 'i trasferimenti a carico del Bilancio
Regionale, ai sensi dell'art. 4 della legge regionale n. 16/06 e le
somme previste nei bilanci degli Enti Locali finalizzati al
finanziamento delle misure di stabilizzazioni dei precari ex LSU
previste dalle leggi regionali n. 85/95 e n. 16/06, non sono
considerati fra le spese correnti soggette al vincolo del patto di
stabilità e ai fini della determinazione della base di calcolo
delle spese di personale';
tenuto conto che, in data 29 ottobre, l'Assessorato del Bilancio e
finanze della Regione siciliana inviava una circolare alle province
e ai comuni della Regione, con protocollo n. 51115/D01, nella quale
si specifica che sono escluse dalle spese correnti soggette a
vincolo di patto di stabilità degli enti locali dell'Isola 'I
trasferimenti a carico del bilancio regionale ai sensi
dell'articolo 4 della legge regionale 14 aprile 2006 n. 16 e le
somme previste nei bilanci degli enti locali finalizzate al
finanziamento delle misure di stabilizzazione dei precari ex
lavoratori socialmente utili (LSU), previsti dalle leggi regionali
21 dicembre 1995 n. 85 e n. 16/2006';
considerato che:
tale circolare è in evidente contrasto con la succitata norma in
premessa;
la circolare dell'Assessorato Bilancio impone di computare le
somme che i comuni destinano ai precari nel patto di stabilità,
giunge a chiusura dei bilanci locali e costringe di fatto i comuni
a sforare il patto di stabilità ;
per sapere se la circolare del 29 ottobre 2009 possa avere
efficacia retroattiva, inficiando così la forza vincolante della
citata norma della legge finanziaria». (874)
MARROCCO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e le autonomie locali, premesso che:
nel territorio della Provincia regionale di Messina è istituita
l'unione dei comuni della via regia dell'Alcantara, formata dai
comuni di Francavilla di Sicilia, Motta Camastra, Graniti e Gaggi
già da almeno un triennio;
l'unione, nell'ambito degli obiettivi programmatici sanciti
dall'art. 2 dello statuto, si prefigge lo scopo di migliorare la
qualità di tutte le prestazioni erogate nei singoli comuni ed
ottimizzare l'utilizzo delle risorse economico-finanziarie, umane
e strumentali, esercitandole in forma associata attraverso un
assetto organizzativo volto al potenziamento di funzioni e servizi
in termini di efficienza, efficacia ed economicità;
tra le funzioni da espletare dall'unione dei comuni in forma
associata, l'art. 6 dello statuto prevede il servizio di polizia
locale;
lo stesso ente, con delibera della giunta dell'unione n. 7 del 24
giugno 2009, ha avviato in via sperimentale, dal 13 luglio al 21
dicembre 2009, il servizio associato di polizia locale, volto a
migliorare la qualità del servizio erogato nei singoli comuni,
ottimizzando le risorse umane e strumentali;
considerato che a tutt'oggi non è stato ancora istituito il corpo
di polizia locale dell'unione;
rilevato che:
la medesima delibera (n. 7 del 24 giugno 2009) ha sancito che 'la
dotazione organica provvisoria della Polizia Locale dell'Unione sia
costituita dal personale in servizio presso le aree di vigilanza
dei rispettivi comuni appartenenti alla medesima Unione individuata
in n. 32 unità necessarie a garantire l'efficacia e la funzionalità
dei servizi connessi alla Polizia Locale';
con delibera della giunta dell'unione n. 11 del 9 giugno 2009 si è
preso atto dell'assegnazione temporanea e fino al 31 dicembre 2009,
da parte dei comuni appartenenti alla stessa unione, delle risorse
umane e strumentali per la gestione del servizio associato di
polizia locale, in atto il servizio associato di polizia locale
dell'unione risulta composto da 22 unità di personale assegnato dai
comandi dei comuni appartenenti all'unione;
considerato inoltre che:
i singoli comuni dell'unione, con propri atti deliberativi, hanno
trasferito ed assegnato sino al 31 dicembre 2009 al servizio
associato di polizia locale dell'unione le unità di personale
attualmente in servizio presso le aree di vigilanza sia a tempo
indeterminato che a tempo determinato;
nel trasferimento di cui sopra, alcune unità di personale in
servizio nelle aree di vigilanza dei singoli comuni, in maniera
assolutamente ingiustificata, non sono state trasferite, creandosi
nei confronti delle stesse nocumento personale nonché danno
economico in virtù del miglioramento salariale derivante
dall'aggiuntivo orario effettuato dal personale a tempo
determinato;
alla maggior parte del personale a tempo determinato, transitato
alla polizia locale dell'unione, è stato effettuato soltanto un
semplice corso di formazione della durata di circa 3 giorni,
contravvenendo a quanto sancito dalle norme sulla formazione che
prevedono corsi non inferiori alle 120 ore formative, e nel caso in
oggetto la normativa ne prevede molte di più, in quanto il
personale va a ricoprire sia il ruolo di agente di polizia locale
che quello di agente di polizia giudiziaria e di pubblica
sicurezza;
verificato che il trasferimento del personale comunale dai singoli
enti municipali all'unione è stato effettuato in dispregio
dell'art. 6 del contratto collettivo nazionale di lavoro del 22
gennaio 2004, violando l'art. 7 del contratto collettivo nazionale
di lavoro dell'1 aprile 1999 nonché l'art. 28 della legge n. 300
del 1970 impedendo l'esercizio delle prerogative sindacali;
per sapere:
quali provvedimenti urgenti intendano intraprendere nei confronti
dei responsabili dei singoli comuni appartenenti all'unione dei
comuni della via regia dell'Alcantara che hanno effettuato il
trasferimento illegittimo di personale alla stessa unione, violando
espressamente quanto previsto in materia di trasferimento di
personale, senza la predeterminazione, in sede di concertazione
sindacale, dei criteri per il passaggio del personale così come
espressamente previsto dall'art. 8, comma 1, lett. C, del CCNL
dell'1 aprile 1999;
quali siano stati i criteri adottati dalle singole giunte
municipali nel trasferire il personale attualmente in servizio
presso la polizia locale dell'unione e se siano state osservate
tutte le norme previste per chi ricopre un ufficio nella pubblica
amministrazione;
se il personale in servizio presso le aree di vigilanza dei
singoli comuni appartenenti all'unione, alla data delle delibere di
assegnazione al servizio di polizia locale della medesima unione,
sia stato tutto trasferito;
se altro personale dei singoli comuni dell'unione, pur avendone i
requisiti ed avendo presentato espressa domanda, non sia stato
trasferito al servizio di polizia locale dell'unione e per quali
motivazioni;
se, infine, intendano procedere con urgenza ad un'ispezione, alla
luce della gravità dei comportamenti verificati, per accertare
quanto sopra esposto». (863)
CORONA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:
l'articolo 80 della l.r. 28 dicembre 2004, n. 17, al fine di
concentrare in un unico soggetto il coordinamento di tutti quegli
interventi da porre in essere per la tutela e la valorizzazione
della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina (EN), autorizza la
Giunta regionale a nominare un alto commissario, affidando
specifico incarico a soggetto esterno particolarmente qualificato
nella materia dei beni culturali;
la medesima norma prevede, altresì, che il compenso per l'alto
commissario gravi sulle somme spettanti al Comune di Piazza
Armerina, ai sensi dell'art. 7 della l.r. n. 10 del 1999 e s.m.i.,
e che, per la durata di tale incarico, non si applichi al suddetto
comune il limite del 30 per cento dei proventi derivanti dalla
vendita dei biglietti di accesso, bensì la percentuale da
stabilirsi con successiva convenzione da stipulare entro 60 giorni
dall'entrata in vigore della citata legge;
con delibera di Giunta regionale n. 50 dell'11 febbraio 2005, ai
sensi dell'art. 80 della l.r. n. 17 del 2004, è stato conferito
l'incarico di alto commissario all'on. Vittorio Sgarbi affinché
provvedesse, avvalendosi direttamente degli uffici della
Soprintendenza di Enna, a predisporre, promuovere e coordinare
tutti gli interventi per la conservazione, la tutela e la
valorizzazione della Villa Romana di Piazza Armerina, esercitando,
altresì, le prerogative ed i poteri di cui al comma 5 del
richiamato art. 80 in ordine agli interventi sul sito archeologico
a valere sulla Misura 2.01 - Azione B - del POR Sicilia 2000/2006;
con delibera di Giunta regionale n. 73 del 23 febbraio 2005 è
stato determinato il compenso dell'alto commissario per la
valorizzazione della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina;
visto l'art. 6 della convenzione stipulata tra la Regione
siciliana - Assessorato regionale Beni culturali e ambientali e
pubblica istruzione e l'Amministrazione comunale di Piazza Armerina
per la realizzazione quanto previsto dall'art. 7 della l.r. n. 10
del 1999 e s.m.i., che dispone i versamenti determinati nella
misura del 30% per le finalità del sopra citato art. 7 e, nella
misura dell'ulteriore 15%, per provvedere al pagamento dell'alto
commissario, nonché al rimborso delle spese dallo stesso sostenute
e di quant'altro si rendesse necessario all'espletamento dei
compiti d'ufficio, per un totale del 45% degli introiti derivanti
dalla vendita dei biglietti di ingresso alla Villa Romana del
Casale di Piazza Armerina;
rilevata l'approssimazione con la quale la direzione lavori e
l'Assessorato competente comunicano periodicamente le disattese
date di fine lavori (dal novembre 2009 - marzo 2010, siamo passati
al novembre 2010 - gennaio 2011), comunicando inoltre periodi di
chiusura del sito archeologico con altrettanta approssimazione;
constatato il protrarsi dei lavori interni al sito archeologico e
i disagi che ne conseguono e che si ripercuotono negativamente
sugli operatori turistici e commerciali, nonché sull'intera
economia del territorio, senza che si intraveda alcuna soluzione
definitiva per la fruizione totale della Villa Romana del Casale e
delle aree esterne, condizioni necessarie per una proficua
promozione e programmazione delle prossime stagioni turistiche;
per sapere:
se e quali iniziative siano state fin qui assunte al fine di
verificare:
a) se esista un cronoprogramma per l'esecuzione dei lavori interni
al sito archeologico concordato in sede di affidamento di appalto
alla ditta esecutrice;
b) se l'andamento dei lavori all'interno del sito archeologico sia
in linea con il cronoprogramma;
c) le motivazioni dei ritardi registrati rispetto ai comunicati
ufficiali della direzione lavori e dall'Assessorato beni culturali;
d) le cause e le eventuali responsabilità che hanno determinato i
ritardi fin qui accumulati;
e) la data definitiva della fine dei lavori;
f) la data di ultimazione dei lavori esterni al sito archeologico;
quali ulteriori iniziative intendano assumere per garantire
l'inaugurazione della Villa Romana prima dell'arrivo in Sicilia
della Venere di Morgantina». (866)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
GALVAGNO - TERMINE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che l'ente Parco dei Nebrodi, istituito con
d.a. n. 560 del 4 agosto 1993, risulta dotato di tutti gli organi
previsti dalle vigenti disposizioni di legge ad eccezione del
presidente in quanto, successivamente alla scadenza del secondo
mandato quinquennale del presidente pro tempore, nella persona del
dr. avv. Marcello Fecarotti, nominato con d.p. n.538/Gr.VII/S.G.
del 23 agosto 1999, venuto a cessare dalla carica nel 2004, è stata
avviata una lunga fase di commissariamento che, incomprensibilmente
e illogicamente, perdura fino ad oggi, inficiando gravemente
l'espressione delle politiche gestionali dell'ente, contravvenendo
in tal modo a uno dei princìpi cardine su cui si regge l'istituto
'Ente Parco Regionale' ai sensi della l.r. n. 98 del 1981 e s.m.i.;
rilevato che:
alla data odierna si sono succeduti ben 4 commissari straordinari
individuati, dai vari Assessori per il territorio e l'ambiente pro
tempore, ora tra i dirigenti di ruolo della Regione, ora tra
soggetti esterni all'Amministrazione regionale temporaneamente
assunti;
gli Assessori regionali, a volte, hanno operato anche nel giorno
precedente al conferimento dell'incarico di Commissario
straordinario dell'Ente Parco;
tale pratica, peraltro corrente anche presso altri enti parco
regionali, appare in particolare surrettizia e priva di ogni
fondamento giuridico e, soprattutto, probabilmente preordinata ad
utilizzare per la nomina l'art. 27 bis introdotto dalla l.r. n. 14
del 1988, successivo all'art. 27 della l.r. n. 98 del 1981, che in
realtà prevede le modalità d'istituzione degli enti Parco
dell'Etna, dei Nebrodi e delle Madonie e che si riferisce
all'ipotesi di gestione dell'ente Parco appena istituito che 'deve
essere assicurata dall'Assessore per il Territorio e l'Ambiente
attraverso un commissariamento straordinario, scelto tra i
direttori regionali, i dirigenti superiori e i dirigenti regionali,
che esercita le funzioni fino alla data di insediamento del
Presidente dell'Ente' e, quindi, in assenza degli organi
istituzionali naturali (presidente, consiglio del parco, comitato
esecutivo e collegio dei revisori) e nelle more della loro
costituzione. E' caso ben diverso, invece, quello in oggetto, in
cui tutti gli altri organi sono presenti e operanti;
ritenuto che:
alle esigenze derivanti dall'assenza, per qualunque causa, del
presidente dell'ente e per fronteggiare le esigenze gestionali
dell'ente medesimo, si sarebbe dovuto fare ricorso più
appropriatamente all'istituto del commissario ad acta;
tale previsione, imponendo comunque la scelta del commissario
all'interno della dirigenza regionale, consentiva di fare ricorso a
personale di ruolo, legato pertanto all'Amministrazione regionale
da vincoli giuridici duraturi e penetranti, anche in termini di
responsabilità;
appare quanto mai azzardata l'operata assimilazione a dirigente
regionale di soggetti che, pur in possesso di adeguati titoli di
studio, appartengono tuttavia allo staff dei collaboratori
dell'Assessore;
considerato che tale pratica appare assolutamente illegittima, per
non dire spregiudicata, quando il prescelto non risulti nemmeno in
possesso di titoli d'istruzione che ne possano giustificare una
seppur fittizia collocazione presso gli uffici di diretta
collaborazione degli Assessori con l'assimilazione a dirigente
regionale, come accaduto nel caso dell'attuale commissario
straordinario dell'ente Parco dei Nebrodi, il perito agronomo
Antonino Ferro;
valutato che:
tale stato di cose si ritiene possa configurare un grave danno
erariale in quanto, al fine di procedere alla nomina di soggetti
esterni all'Amministrazione regionale, possibilmente per ragioni di
gradimento politico in certi settori, si procede, surrettiziamente,
al loro incardinamento temporaneo presso i predetti uffici di
diretta collaborazione degli Assessori regionali, facendo in tal
modo maturare il diritto al reperimento di una prima indennità
derivante dal contratto che si va a sottoscrivere al fine di
acquisire il presunto titolo di 'dirigente regionale', formalmente
necessario per procedere alla nomina, la quale si va a sommare a
quella spettante per lo svolgimento dell'incarico di commissario
straordinario dell'ente Parco;
tale pratica appare dilatoria, se non addirittura elusiva, stante
il lungo lasso di tempo intercorso dalla scadenza dell'ultimo
presidente dell'ente legittimamente nominato, della rigorosa
procedura di nomina del nuovo presidente dell'ente Parco il cui
iter, ai sensi dell'art. 9 della l.r. n. 14/88, non risulta nemmeno
avviato;
a mente dell'articolo 9 bis del nuovo testo coordinato in materia
di 'Istituzione nella Regione siciliana di parchi e riserve
naturali' introdotto dalla l.r. 9 agosto 1988, n. 14, è previsto
che 'il presidente del Parco è nominato con decreto del Presidente
della Regione, previa delibera della Giunta regionale, su proposta
dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente, ed è
scelto tra persone che si sono particolarmente distinte nella
salvaguardia dell'ambiente o che siano in possesso di titoli
culturali e professionali adeguati';
per sapere:
quali siano i presupposti di legittimità, sia in termini di fatto
che di diritto, dei provvedimenti di nomina, succedutisi nel tempo,
del perito agronomo Antonino Ferro nell'incarico attualmente
ricoperto di commissario straordinario dell'ente Parco dei Nebrodi,
unitamente ai requisiti personali posseduti che ne abbiano potuto
giustificare la scelta e la nomina alla stregua delle norme
vigenti;
quali motivazioni abbiano impedito sino ad oggi l'avvio e il
completamento della procedura di nomina del presidente dell'ente
Parco dei Nebrodi;
se non ritengano ormai improcrastinabile porre fine alla palese
omissione di atti di ufficio, ponendo in essere quanto necessario
per pervenire, nel più breve termine possibile, alla nomina del
presidente dell'ente Parco dei Nebrodi e, opportunamente, anche
degli altri 3 parchi regionali esistenti che si trovano nelle
medesime situazioni di fatto, ponendo fine a gestioni commissariali
di dubbia legittimità con la restituzione della gestione medesima
agli organi ordinari voluti dalla legge a garanzia dell'autonomia
gestionale e della determinazione delle politiche gestionali più
responsabili del Parco, improntate a valori di conservazione e
valorizzazione». (867)
FARAONE-PANEPINTO
«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali, premesso che:
lo Stato italiano, nel 1997, approvava e finanziava l'accordo
promosso dal Comune di Caltanissetta, la Provincia regionale di
Caltanissetta e le parti sociali, denominato 'Patto territoriale di
Caltanissetta';
la ditta Amorelli di Caltanissetta, nota produttrice di pipe,
affermata sul mercato internazionale, ha completato nel 2005
l'iniziativa approvata dal Ministero ed inserita nel patto
territoriale di Caltanissetta;
tale investimento, proposto dalla ditta Amorelli, veniva accertato
nel 2006 dalla Caltanissetta s.c.p.a., soggetto responsabile
gestore del patto;
nella fase di trasmissione della documentazione necessaria
all'erogazione ministeriale, la Caltanissetta S.c.p.a. in dissesto
finanziario ha chiuso i battenti, la Provincia Regionale ha
ritirato la sua rappresentanza e la Società è stata posta in
liquidazione nel 2007;
nel 2008 il Comune di Caltanissetta subentrato negli obblighi
assunti dalla Caltanissetta S.c.p.a. in liquidazione, riavviava il
procedimento amministrativo della ditta Amorelli ripetendo,
incredibilmente, le verifiche per la quarta volta;
nel giugno 2009, la commissione d'accertamento, nominata dal
Ministero dello sviluppo economico per verificare la documentazione
di competenza del soggetto responsabile e l'investimento della
ditta, ha rinunciato all'incarico conferito perché non ha ricevuto
dal Comune di Caltanissetta la relazione sullo stato finale del
programma d'investimenti della ditta Amorelli, di competenza del
soggetto responsabile del patto;
le due quote di finanziamento che la ditta Amorelli deve ricevere
sono tate impegnate da un decreto individuale del Ministero del
Tesoro il 21 ottobre 1999 e sono pari a circa euro 800 mila;
tutte le altre aziende del patto territoriale di Caltanissetta che
hanno fatto in tempo a richiedere le quote di finanziamento
spettanti prima che la Caltanissetta S.c.p.a. chiudesse i battenti,
hanno ricevuto i finanziamenti dopo 30 giorni dalle richieste;
la ditta Amorelli ha dovuto documentare cinque identici
procedimenti amministrativi che perdurano da 4 anni ed è stata
costretta a ricorrere alla cassa integrazione guadagni
straordinaria in deroga per 10 dipendenti;
l'adempimento del Comune di Caltanissetta, soggetto responsabile
unico del patto territoriale, consiste nella trasmissione di una
relazione secondo un format stabilito dalla legge, non suscettibile
di lasciare margini di discrezionalità;
la conseguenza di tali incomprensibili omissioni non potrà che
essere il fallimento della ditta Amorelli, venendosi così a
pregiudicare una importante e significativa realtà imprenditoriale
della nostra Regione;
il sig. Salvatore Amorelli, titolare dell'omonima ditta, ha
presentato un circostanziato esposto alla Procura di Caltanissetta
chiedendo che venissero identificati e puniti i responsabili di
tali condotte omissive;
la vicenda ha avuto vasta eco sugli organi di informazione
economica nazionale portando discredito alla pubblica
amministrazione siciliana con particolare riferimento al cattivo
funzionamento degli enti locali;
per sapere:
quale cognizione dei fatti abbia e se non ravvisi negli stessi una
gravissima ipotesi di cattiva amministrazione;
se non ritenga di dover urgentemente attivare una procedura
ispettiva al fine di verificare la sussistenza di irregolarità
amministrative da parte di funzionari del Comune di Caltanissetta;
se non ritenga di dover nominare, con la massima sollecitudine, un
commissario ad acta che si sostituisca agli inerti funzionari
comunali e provveda alla trasmissione al Ministero dello sviluppo
economico della relazione necessaria alla ditta Amorelli per
ottenere finalmente l'erogazione dell'atteso e doveroso
finanziamento». (868)
(L'interrogante richiede risposta scritta con urgenza)
ARENA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura e
le foreste, premesso che il settore agricolo costituisce in Sicilia
uno degli assi portanti dell'economia regionale;
considerato che la crisi in cui versa il settore è particolarmente
connotata da interventi estemporanei, slegati dal contesto e privi
di progettualità a lungo termine;
considerato altresì che le categorie professionali colpite dalla
crisi si trovano in uno 'stato comatoso' che non sempre ha trovato
nel Governo la sensibilità necessaria per la soluzione dei
problemi;
atteso che gli appelli delle organizzazioni professionali agricole
cadono nel vuoto ed è solo grazie all'iniziativa parlamentare,
attraverso audizioni e sessioni di approfondimento tematico, che
vengono attenzionate le istanze del comparto agricolo;
ritenuto che l'azione del Governo sia inefficace rispetto alle
sfide che pone il complesso e variegato mondo dell'agricoltura,
comprendente la zootecnia, il comparto agrumicolo, il settore
vitivinicolo, la filiera agroalimentare nel suo insieme: sfide che
hanno come obiettivo prioritario il recupero del 'gap' siciliano
nei confronti delle altre regioni d'Europa, la difesa delle nostre
produzioni in ambito nazionale ed europeo, l'impegno dei fondi
necessari per la riduzione del divario strutturale sud-nord;
per sapere:
se intendano preoccuparsi della crisi che ha investito il mondo
agricolo nel suo complesso e quali iniziative urgenti intendano
assumere affinché vengano emanati provvedimenti di immediata
fruizione per gli agricoltori in difficoltà e che, tuttavia, nel
contempo, siano parte di un progetto a lungo termine utile a
garantire agli stessi imprenditori agricoli un futuro di
investimenti e di crescita». (871)
D'ASERO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che il 17 novembre 2009 è stata presentata la
mozione numero 158 «Revoca delle deleghe conferite all'Assessore
regionale alla Presidenza», degli onorevoli Cracolici, Lupo,
Ammatuna, Apprendi, Barbagallo, Bonomo, De Benedictis, Di
Benedetto, Di Guardo, Digiacomo, Donegani, Faraone, Ferrara,
Fiorenza, Galvagno, Gucciardi, Laccoto, Marinello, Marziano,
Mattarella, Oddo, Panarello, Panepinto, Picciolo, Raia, Rinaldi,
Speziale, Termine e Vitrano.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il Presidente della Regione, On. Raffaele Lombardo, ha conferito
all'avvocato Gaetano Armao, tra le altre, la delega alla Protezione
civile nell'ambito della funzione di Assessore destinato alla
Presidenza;
la delega assegnata non include la materia dei termovalorizzatori
e delle relative gare di appalto indette durante il precedente
Governo Cuffaro e le cui procedure, peraltro, sono state ritenute
illegittime dalla Corte di giustizia delle Comunità europee;
ricordato che:
la decisione della Corte di giustizia ha obbligato la Regione
siciliana a ripetere le gare per i termovalorizzatori, che avevano
visto assegnare l'appalto alla società 'Actelios', compartecipata
della 'Falck';
il Presidente della Regione, in una pubblica dichiarazione dell'11
settembre u.s., in conformità alla sentenza della Corte di
giustizia e secondo consolidata giurisprudenza, ha affermato che
agli aggiudicatari non era dovuto alcunché dalla Regione a titolo
risarcitorio per atti conseguenti a gare nulle;
ciononostante, l'Assessore regionale alla Presidenza, avvocato
Gaetano Armao, circa un mese dopo, dava comunicazione a mezzo
stampa dell'intenzione della Regione di riconoscere un risarcimento
al gruppo societario;
successivamente a quanto sopra detto, si è verificato l'improvviso
rialzo del valore azionario delle società del gruppo 'Falck';
rilevato che:
così facendo, l'Assessore Armao, pur non avendo alcuna delega in
materia, si occupava, per conto della Regione, delle vicende
relative alla gara per i termovalorizzatori ed al contenzioso
derivatone con il gruppo Falck;
il suddetto comportamento contraddiceva la decisione assunta con
gli atti amministrativi, che dichiaravano nulla la gara, facendo
ritenere possibile il riconoscimento di un ristoro;
l'Assessore alla Presidenza, avvocato Armao, rendeva tali
dichiarazioni dopo aver dato corso alla richiesta della Falck di
pagamento di una parcella milionaria per prestazioni professionali
da lui precedentemente svolte nell'interesse della stessa, e che
oggettivamente tali comportamenti sono incompatibili con la sua
funzione;
l'avvocato Armao risulterebbe avere avuto rapporti con una società
coinvolta nel progetto di realizzazione del termovalorizzatore di
Bellolampo a Palermo, la Pea, che vede tra i propri soci Amia,
Falck Waste Italia, Actelios ed Emit;
ritenuto quindi, che la condotta istituzionale dell'avvocato Armao
costituisca un evidente e ripetuto caso di conflitto d'interessi,
incompatibile con la posizione di terzietà che deve rivestire
qualunque amministratore pubblico, conflitto non rimosso dalla
rinuncia alla difesa legale, rinuncia oltretutto non accertata e
soltanto apparente, poiché parte della sua stessa clientela è
passata ai colleghi di studio, mantenendo persino il medesimo
domicilio legale;
appreso che l'avvocato Armao ha rimesso nelle mani del Presidente
della Regione la delega alla Protezione civile, riconoscendo di
fatto l'incompatibilità delle sue attività politico-amministrative
con quella libero-professionale, e tuttavia non rimuovendo
completamente i dubbi sulla natura del suo conflitto d'interessi
nella qualità di componente della Giunta di Governo,
impegna il Presidente della Regione
a revocare tutte le deleghe conferite all'Assessore regionale alla
Presidenza, avvocato Gaetano Armao». (158)
CRACOLICI - LUPO - AMMATUNA - APPRENDI-BARBAGALLO - BONOMO- DE
BENEDICTIS-
DI BENEDETTO - DI GUARDO - DIGIACOMO- DONEGANI- FARAONE- FERRARA-
FIORENZA-GALVAGNO - GUCCIARDI - LACCOTO - MARINELLO - MARZIANO -
MATTARELLA - ODDO PANARELLO - PANEPINTO - PICCIOLO - RAIA - RINALDI
- SPEZIALE - TERMINE - VITRANO
Avverto che la Conferenza dei Capigruppo ne ha già fissato la data
di discussione. Di ciò sarà data in seguito comunicazione.
Presidenza del presidente Cascio
Per il rinvio dei lavori parlamentari
BUFARDECI, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho
chiesto di intervenire a nome del Governo per rappresentare
all'Aula che, come è peraltro noto, in conseguenza del voto della
scorsa settimana sugli ordini del giorno che sono stati trattati in
relazione al Documento di programmazione economico-finanziaria,
sono stati avviati incontri per la verifica politica conseguente
all'esito di quel voto.
Credo che questa circostanza - che, ribadisco, è già a conoscenza
dei parlamentari in quest'Aula - imponga un differimento dei
lavori, ed è questa la richiesta che avanza il Governo, per
consentire l'espletamento nella maniera più compiuta, certamente ci
auguriamo positiva, di questa verifica.
Si chiede, quindi, il rinvio dell'ordine del giorno oggi in
discussione in quest'Aula ad altra data per consentire
l'approfondimento conseguente alla verifica che, ribadisco,
evidentemente è una verifica politica.
PRESIDENTE. Sulla proposta di rinvio del Governo sono iscritti a
parlare: l'onorevole Cracolici, presumo contro, e l'onorevole
Leontini a favore.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ha fatto bene a
presumere che io parli contro, anche se devo dire che ho qualche
difficoltà, perché qui il Governo - malgrado sia un Governo in
crisi - cambia con una rapidità che non immaginavo. Qualche minuto
fa c'era un altro assessore a rappresentare il Governo in
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari; forse
quell'assessore si è vergognato di venire in Aula a dichiarare
quello che ha cercato ora di dire, con parole sue, l'assessore -
anzi, mi permetto di dire l'ex assessore - Bufardeci, in quanto ha
usato l'espressione verifiche politiche'.
Ci saremmo aspettati che in politica la verità fosse uno dei
linguaggi migliori per farsi capire dalle persone.
Il Governo è stato battuto dalla sua maggioranza e, quindi, non ha
più una maggioranza in quest'Aula. Mi pare il trionfo dell'ovvio
dire, di fronte a un Governo che non ha una maggioranza, che sia in
crisi, - rimettete questa parola nel vocabolario - e non vorrei
che, a forza di usare espressioni tra le più pittoresche, si
perdesse il filo del discorso, anche perché, oggi, il rinvio che si
chiede all'Aula riguarda una serie di punti all'ordine del giorno,
uno dei quali prevede le comunicazioni del presidente della Regione
sull'assessore Armao in riferimento alla sua condizione, che alcuni
colleghi, e io tra questi, riteniamo un fatto di incompatibilità
tra la sua funzione amministrativa e la sua legittima attività di
libero professionista.
E' evidente, quindi, che il rinvio è anche un modo per eludere un
problema che il Parlamento, oggi, voleva affrontare sul nodo
politico di questo Governo.
La scelta del rinvio è una caratteristica che abbiamo conosciuto,
per la verità, in questi anni. Se c'è una cosa che ha sempre tenuto
insieme la maggioranza in questo Parlamento e in questa regione
certamente è la parola rinvio', perché quando c'è da rinviare
qualcosa sono tutti d'accordo.
E' l'unica caratteristica che ha cementato l'intesa politica in
questi anni nella nostra regione.
Però il nodo è un altro.
Possiamo rinviare quanto vogliamo, ma il tema è: si prende atto o
non si prende atto che si è dinanzi ad una crisi politica, e il
Presidente della Regione - che avrebbe fatto bene oggi ad essere in
Aula visto che, oltretutto, la seduta odierna era stata concordata
su sua richiesta - vuole dire a questo Parlamento, e non attraverso
i giornali, se e come intende andare avanti in Sicilia? Vuole -
consentitemi l'espressione che può essere desueta nel suo
linguaggio, in tempi di elezione diretta del presidente della
Regione - parlamentarizzare la crisi politica del suo Governo e non
farci conoscere i suoi orientamenti attraverso comunicati stampa
che vengono qua e là pubblicati dagli organi di informazione?
Io lo ricordo a tutti: noi siamo il Parlamento. E' vero che non
eleggiamo il Governo, ma nel Parlamento si costruisce la
maggioranza che sostiene gli atti del Governo e in questo
Parlamento, oggi, la condizione politica è che il Governo non ha la
maggioranza, e non è che non l'ha avuta solo l'altro ieri,
assessore Bufardeci, perchè é da un anno e mezzo che questo Governo
non riesce ad andare avanti. In un anno e mezzo ha già cambiato due
volte la sua compagine assessoriale; un partito dei soci azionisti
iniziali non è più nella Giunta; un altro partito si è spaccato in
due e una parte, almeno formalmente ad oggi, ha votato contro il
Governo.
Di fronte a tutto ciò, questa dimensione da Beati Paoli' secondo
la logica bilaterale degli incontri può essere evitata cercando di
dire al popolo siciliano, attraverso i suoi parlamentari, qual è la
condizione e quali sono le condizioni per continuare ad andare
avanti e per fare soprattutto cose che siano utili ai siciliani.
Ecco perché sono contrario al rinvio, dato che è un modo per fare
gli ipocriti in Sicilia. E' il tempio dell'ipocrisia di chi non
vuole affrontare i problemi e pensa che il tempo aggiusti le cose.
Sono sicuro che, da qui a qualche giorno, alla settimana prossima
- data alla quale si chiede di rinviare questa nostra seduta -, ci
sarà un'ennesima richiesta di rinvio.
Vorrei che fosse chiara una cosa, lo dico al Presidente
dell'Assemblea ancor prima che agli ex assessori, e cioè che in
questo Parlamento nulla si potrà trattare, malgrado siamo in
sessione di bilancio, sino a quando non sarà affrontato il nodo
della questione Armao.
Signor Presidente, ecco perché abbiamo deciso stasera, alla luce
di questo annunciato rinvio, di depositare una mozione, e non più
un ordine del giorno - come poteva essere utilizzabile nella seduta
di oggi - in cui chiediamo la revoca delle deleghe all'assessore
Armao.
Ma, mi permetto di dire, non è una questione sull'assessore Armao.
Credo che sia, a questo punto della storia, il modo più esplicito
per rendere evidente che il Governo non ha più una maggioranza e
deve pensare ad un'altra stagione, ad un'altra fase. Decida qual è,
lo dica ai siciliani e se è nelle condizioni di andare avanti si
vada avanti, altrimenti si prenda atto delle condizioni politiche a
cui siamo giunti.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, la mozione è stata comunicata
poco fa dalla Presidenza.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Leontini. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, io non me la sentirei di fare le
pulci e, quindi, un'esegesi restrittiva o critica alle cose dette
dall'assessore Bufardeci perché la richiesta dell'onorevole
Cracolici sulle cose non dette è assolutamente sostituita dal
profluvio di articoli, indicazioni e dichiarazioni sulle cose non
smentite. Il fatto che il Governo, correttamente, nella persona
dell'assessore Bufardeci, si sia espresso sulla necessità di
richiedere il rinvio dei lavori d'Aula, fondando tale necessità
sull'esistenza di una verifica, non nasconde che la verifica
risiede nella presenza di una condizione critica all'interno della
maggioranza che non può che essere definita crisi. Perché, quando
un documento di programmazione economico-finanziaria va sotto dal
punto di vista dei voti d'Aula, esiste una crisi all'interno della
maggioranza e, responsabilmente, i partiti della maggioranza stanno
cercando di superare le difficoltà che caratterizzano questa crisi.
Peraltro, quando il Parlamento e la politica - dato che ci sono
anche delle scolaresche presenti - riescono ad evitare che il
linguaggio interno sia diverso dalla consapevolezza esterna, noi
rendiamo un servizio anche educativo ai nostri elettori, ai nostri
concittadini e alle nostre comunità, noi non ci chiudiamo in un
gergo da conventicola: cinque milioni di persone stamattina hanno
letto che il Governatore potrebbe presentarsi in Aula per
dichiarazioni sulla crisi.
E' il dibattito generalmente diffuso, non c'è scandalo da parte
di nessuno e tutti coloro che non frequentano questa Aula ma
leggono sull'andamento della politica e sulla evoluzione delle
istituzioni e del Governo e del Parlamento fuori da questo Palazzo,
hanno letto la parola crisi.
Non c'è da scandalizzarsi, quindi, perché c'è un momento di
difficoltà sul quale le forze della maggioranza si stanno
responsabilmente confrontando. Ecco perché aderisco con favore alla
richiesta avanzata dall'assessore Bufardeci in quanto mi pare
costruttiva, mi pare seria e perché da che mondo é mondo mai
apertura di una verifica è stata compatibile con il prosieguo dei
lavori d'Aula.
L'onorevole Cracolici, ovviamente, finge di scandalizzarsi perché
in altre occasioni, quando il suo atteggiamento nei confronti del
Governo era diverso, ha proposto personalmente i rinvii per
alleviare le difficoltà del momento. Oggi, chiaramente, fa il suo
mestiere, intende esprimere una posizione sulla quale potere far
leva per lucrare politicamente sulle condizioni esistenti
all'interno della maggioranza. E' legittimo, è suo diritto farlo,
però è chiaro che quando si scandalizza non coinvolge seriamente
nessuno perché il suo scandalizzarsi non è sicuramente fondato.
La crisi esiste, esiste una verifica all'interno della
maggioranza.
Noi ci siamo dati dei tempi brevi per superarla, ci sono degli
argomenti molto importanti che stiamo affrontando. Bene ha fatto il
Governo e bene ha fatto l'assessore Bufardeci a chiedere che, in
costanza di verifica, non si svolga il lavoro d'Aula.
Pertanto, noi dichiariamo il voto favorevole alla richiesta di
rinvio avanzata dal Governo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ai sensi dell'articolo 110 del
Regolamento interno, pongo in votazione la richiesta del Governo di
rinvio della seduta.
Chi è favorevole alla richiesta del Governo resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Presidenza del presidente Cascio
Comunicazione del calendario dei lavori parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, do lettura del calendario dei
lavori parlamentari approvato dalla Conferenza dei Capigruppo il 17
novembre 2009:
«La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi
oggi 17 novembre 2009, alle ore 16.45, sotto la Presidenza del
Presidente dell'Assemblea, onorevole Cascio, e con la
partecipazione dei Vicepresidenti dell'ARS, onorevoli Formica e
Oddo, del Presidente della Commissione Bilancio, onorevole Savona e
dell'Assessore Di Mauro, ha stabilito, all'unanimità, la seguente
agenda dei lavori parlamentari per la sessione di bilancio:
SESSIONE DI BILANCIO
Venerdì 13 novembre 2009: inizio della sessione di bilancio.
Dalla predetta data decorrono i quarantacinque giorni previsti
dall'articolo 73 bis del Regolamento interno.
COMMISSIONI
Entro lunedì 23 novembre 2009, le Commissioni legislative
permanenti, dopo aver esaminato, per le parti di rispettiva
competenza, il disegno di legge finanziaria 2010 ed il disegno di
legge del bilancio di previsione della Regione per l'esercizio
finanziario 2010 e pluriennale per il triennio 2010-2012,
invieranno le proprie osservazioni e proposte alla Commissione
Bilancio , nominando altresì un relatore che partecipi, per
riferirvi, alle sedute di quest'ultima Commissione (articolo 73
ter, comma 3, del Regolamento interno).
Entro lunedì 14 dicembre 2009, la Commissione Bilancio , anche in
mancanza delle osservazioni e proposte delle Commissioni di merito,
dovrà concludere l'esame del disegno di legge finanziaria 2010 ed
il disegno di legge del bilancio di previsione della Regione per
l'esercizio finanziario 2010 e pluriennale per il triennio 2010-
2012, nominando il relatore per l'Assemblea (articolo 73 ter, comma
6, del Regolamento).
Nei giorni 14, 15 e 16 dicembre 2009 saranno espletati gli
adempimenti per la predisposizione e la stampa dei volumi del
bilancio e della finanziaria nei testi esitati per l'Aula.
AULA
Una volta completata l'istruttoria da parte delle Commissioni
legislative, nei tempi massimi, sopra indicati, e dunque non oltre
il pomeriggio di giovedì 17 dicembre 2009, l'Aula procederà
all'esame congiunto del disegno di legge finanziaria 2010 e del
disegno di legge del bilancio di previsione della Regione per
l'esercizio finanziario 2010 e pluriennale per il triennio 2010-
2012, fino a conclusione dei relativi lavori.
All'uopo, la Presidenza si farà carico di proporre un'ipotesi di
organizzazione dei tempi e degli stessi lavori parlamentari ai
sensi dell'art. 73 bis del Regolamento interno.
E' rimasto, infine, stabilito:
- che l'Aula terrà seduta mercoledì 25 novembre 2009, alle ore
17.00, per la discussione della mozione n. 158 Revoca delle
deleghe conferite all'Assessore regionale alla Presidenza ;
- di dedicare i giorni 2, 3 e 4 dicembre successivi alla
discussione in Aula della manovra correttiva 2009, presentata dal
Governo, e di tutti gli altri disegni di legge eventualmente
esitati dalle competenti Commissioni, previa individuazione degli
stessi da parte di una successiva Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari».
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, la seduta è pertanto rinviata a mercoledì, 25
novembre 2009, alle ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
I - Comunicazioni.
II - Discussione della mozione:
N. 158 - Revoca delle deleghe conferite all'Assessore regionale
alla Presidenza.
CRACOLICI - LUPO - AMMATUNA - APPRENDI - BARBAGALLO - BONOMO - DE
BENEDICTIS - DI BENEDETTO - DI GUARDO - DIGIACOMO - DONEGANI -
FARAONE - FERRARA - FIORENZA - GALVAGNO - GUCCIARDI - LACCOTO -
MARINELLO - MARZIANO - MATTARELLA - ODDO - PANARELLO - PANEPINTO
PICCIOLO - RAIA - RINALDI - SPEZIALE - TERMINE - VITRANO
III - Discussione dei disegni di legge:
1) «Rendiconto generale della Regione siciliana e dell'Azienda
delle foreste demaniali per l'esercizio finanziario 2008» (n. 447);
2) «Assestamento del bilancio della Regione per l'anno finanziario
2009» (n. 446).
La seduta è tolta alle ore 18.54
ALLEGATO:
Risposta scritta ad interrogazione - Rubrica «BILANCIO»
MARROCCO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
bilancio e le finanze, premesso che il dissalatore di Trapani,
sito in località Nubia, fornisce acqua potabile ai Comuni di
Trapani, Buseto, Custonaci, Erice, Favignana, Valderice e Paceco,
oltre che ad alcuni comuni della provincia di Agrigento;
considerato che:
con nota del 25 settembre 2009, la società ENI GAS E POWER
s.p.a. ha comunicato, all'Agenzia regionale per i rifiuti e le
acque di Trapani (SICILACQUE), di non avere provveduto alla
prenotazione del gas presso la SNAM GAS a causa del mancato
pagamento delle forniture di gas per gli anni 2008 e 2009,
ammontante ad euro 32.812.664,13;
la SICILACQUE, senza il gas che permette il funzionamento del
dissalatore, sarà costretta, dall'1 ottobre 2009, ad interrompere
la produzione e la fornitura di acqua potabile;
tenuto conto che:
l'eventuale interruzione del servizio di fornitura di acqua
potabile causerebbe, nei territori serviti dall'impianto, una
crisi idrica di incalcolabili proporzioni, sia per la popolazione
civile che per l'agricoltura;
la paventata cessazione del servizio ha causato l'intervento del
Prefetto di Trapani che, con nota del 29 settembre c.a., invitava
a (...) valutare la possibilità di adottare urgenti provvedimenti
di natura amministrativo-contabile finalizzati al pagamento dei
crediti vantati dalla ENI DIVISIONE GAS E POWER, anche attraverso
la predisposizione di un piano di rientro progressivo dall'attuale
esposizione debitoria'. Nel contempo, chiedeva, alla predetta
società, di (...) accordare una proroga della fornitura di gas,
nelle more delle determinazioni assunte dai competenti Organi
regionali';
per sapere se non ritengano opportuno predisporre, con immediata
esecuzione, un provvedimento contabile per il pagamento di quanto
dovuto alla società ENI GAS E POWER s.p.a., al fine di scongiurare
l'interruzione della fornitura di acqua potabile nei territori
serviti dal dissalatore di Trapani». (763)
Risposta. - «Si rappresenta che l'emergenza relativa al paventato
mancato funzionamento del dissalatore di Trapani non sussiste più
alla data odierna.
L'esito delle trattative condotte da questo Assessorato con
E.N.I. Gas & Power S.p.a. si sostanzia nell'avere accordato, nelle
more dell'esatta quantificazione del debito complessivo maturato
da E.N.I. nei confronti dell'Agenzia Regionale per i Rifiuti e le
Acque per la fornitura di gas necessaria al dissalatore di
Trapani, lo stanziamento relativo ad una prima tranche di
pagamento in occasione dell'approvazione della prossima manovra
correttiva.
A conferma del buon esito della detta trattativa si rappresenta
che l'ARRA ha autorizzato Sicilacque, con nota prot. 36983 del 5
ottobre 2009, al prelievo di gas naturale per la rimessa in
funzione dell'impianto di dissalazione».
L'Assessore
(on. Roberto Di
Mauro)