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Resoconto d'Aula della Seduta n. 122 di martedì 17 novembre 2009
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   Presidenza del presidente Cascio


   LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

       Elezione di Presidente del Gruppo parlamentare  Sicilia

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, do lettura  della  nota  del  17
  novembre  2009,  pervenuta  in pari data,  a  firma  dell'onorevole
  Adamo:
   «Con  la  presente  nota  si comunica che i  deputati  del  Gruppo
  parlamentare  Sicilia  nella riunione del 16 novembre  2009,  hanno
  proceduto all'elezione del Presidente del Gruppo parlamentare.
   Il   Presidente   del   Gruppo  parlamentare    Sicilia ,   eletto
  all'unanimità, è l'onorevole Giulia Adamo».

   L'Assemblea ne prende atto.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in congedo per la  presente  seduta
  gli onorevoli Bonomo e Fagone.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio


      Indirizzo di saluto ai docenti e agli studenti della Scuola
                       secondaria di primo grado
                   «Nino Martoglio» di Belpasso (CT)

   PRESIDENTE.  Rivolgo  un indirizzo di saluto  ai  docenti  e  agli
  studenti della Scuola secondaria di primo grado  Nino Martoglio  di
  Belpasso  (CT),  che  sono  anche  componenti  del  Baby  Consiglio
  comunale.


   Presidenza del presidente Cascio


             Annunzio di risposta scritta a interrogazione

   PRESIDENTE.  Comunico  che é pervenuta la  risposta  scritta  alla
  seguente interrogazione:

   - da parte dell'Assessore per il Bilancio

   n.  763  -  Misure  per fronteggiare il rischio  di  chiusura  del
  dissalatore di Trapani.
       Firmatario: Marrocco Livio

   Avverto  che  la stessa sarà pubblicata in allegato  al  resoconto
  stenografico della seduta odierna.

                     Annunzio di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   «Norma  in  favore dei comuni che hanno subìto eventi  calamitosi»
  (n. 487)
   -  di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Fagone in
  data 11 novembre 2009

   «Manovra correttiva per l'esercizio finanziario 2009» (n. 488)
   -  di  iniziativa  governativa, presentato  dal  presidente  della
  Regione (Lombardo) su proposta dell'Assessore per il bilancio e  le
  finanze (Di Mauro) in data 12 novembre 2009.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alla competente
                        Commissione legislativa

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  inviati alla competente Commissione:

                             BILANCIO (II)

   «Bilancio  di  previsione  della  Regione  siciliana  per   l'anno
  finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio  2010-2012»
  (n. 470)
   - di iniziativa governativa
   - inviato in data 12 novembre 2009
   Parere I, III, IV, V, VI e Unione Europea

   «Disposizioni  programmatiche e correttive per  l'anno  2010»  (n.
  471)
   - di iniziativa governativa
   - inviato in data 12 novembre 2009
   Parere I, III, IV, V, VI e Unione Europea.

     Comunicazione di elezione di segretario della VI Commissione
                              legislativa

   PRESIDENTE.  Comunico  che  la  Commissione   Servizi  sociali   e
  sanitari' (VI) nella seduta n. 64 dell'11 novembre 2009, ha  eletto
  a maggioranza quale Segretario l'onorevole Vincenzo Vinciullo.

   L'Assemblea ne prende atto.

                 Comunicazione di richieste di parere

   PRESIDENTE.  Comunico  le seguenti richieste di  parere  pervenute
  dal  Governo in data 12 novembre 2009, inviate in data 16  novembre
  2009 ed assegnate alla competente Commissione:

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   Art.  5  della l.r. 23/2008. Aiuti per la ricerca, lo  sviluppo  e
  l'innovazione. Decreto di attuazione (n. 41/III)

   Art. 6 della l.r. 23/2008. Contratti di programma regionali per lo
  sviluppo  delle  attività industriali. Decreto  di  attuazione  (n.
  42/III).

                     Comunicazione di pareri resi

   PRESIDENTE. Comunico che i seguenti pareri sono stati  resi  dalla
  competente Commissione:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   Ente   autonomo  portuale  di  Messina.  Designazione  commissario
  liquidatore (n. 38/I)
   - reso in data 10 novembre 2009
   - inviato in data 11 novembre 2009

   Commissioni  provinciali dell'Ufficio regionale per l'espletamento
  di  gare per l'appalto dei lavori pubblici. Designazione componenti
  (n. 39/I)
   - reso in data 11 novembre 2009
   - inviato in data 12  novembre 2009.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   l'Unione  italiana  ciechi lamenta tagli  operati  sui  contributi
  regionali   a   seguito   di  una  presunta   rimodulazione   degli
  stanziamenti  previsti dall'ultima finanziaria regionale;

   considerato  che le determinazioni assunte provocherebbero  enormi
  disagi a tutti coloro che ogni giorno dimostrano come sia possibile
  rendersi  utili  alla società e a tutte le persone che  soffrono  a
  causa di svariate forme di handicap;

   preso atto che sono tanti, in particolare, i problemi di chi, come
  i  non  vedenti, deve lottare ogni giorno per far valere  i  propri
  diritti;

   rilevato  che,  dalla nota inviata (il 16 ottobre)  dalla  sezione
  provinciale  di  Ragusa  dell'Unione dei ciechi  e  ipovedenti,  si
  apprende  che  i  tagli  operati dal  Governo  regionale  'toccano'
  soprattutto gli assistiti;

   tenuto conto che ridurre le disuguaglianze è tra i compiti primari
  della politica ed è dunque necessario intervenire urgentemente  per
  scongiurare l'ennesima piaga sociale dell'Isola;

   per  sapere  in  quali  modi intenda intervenire,  direttamente  o
  attivandosi   presso  il  Governo  nazionale,  per  realizzare   le
  condizioni per un concreto aumento dell'attuale numero di volontari
  del  servizio  civile,  per  il  mantenimento  dei  contributi  già
  previsti  per il funzionamento dell'Unione ciechi, per l'incremento
  dei  contributi per il 'Settore del libro parlato' ed,  infine,  se
  non  ritenga opportuno impegnarsi a livello centrale per  l'aumento
  delle  pensioni  e  delle indennità di accompagnamento  dei  ciechi
  civili, invariate da almeno 10 anni». (862)

        (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

                                   RAGUSA-GIANNI-CASCIO S.-LO GIUDICE

   «Al  Presidente  della Regione, all'Assessore  per  l'industria  e
  all'Assessore alla Presidenza, premesso che:

   in   data   10  novembre  2009,  alla  I  Commissione  legislativa
  permanente  dell'ARS 'Affari istituzionali', è stato  richiesto  il
  parere   di   rito,  obbligatorio  per  legge,  sulla  nomina   del
  commissario liquidatore dell'ente autonomo portuale di Messina;

   per  giustificare  la scelta di ricorrere ad un  soggetto  esterno
  all'Amministrazione  regionale, il capo  della  segreteria  tecnica
  dell'Assessorato  regionale  dell'industria  asserito  che   nessun
  dipendente  della  Regione ha le qualità idonee e  sufficienti  per
  potere ricoprire detto gravoso incarico;

   nella   segnalazione  del  soggetto  esterno   quale   commissario
  dell'ente  de quo, datata 28 settembre 2009 con prot. n.  2880,  il
  capo  della segreteria tecnica dell'Assessorato regionale Industria
  specificava  che  detta  nomina '(...) trova  legittimazione  nella
  peculiarità  e  straordinarietà  dell'incarico  e  nella  specifica
  professionalità che lo stesso richiede, qualità non rinvenibile  in
  capo a soggetti interni all'Amministrazione';

   preso atto che:

   la  Giunta  regionale,  nella seduta dell'11  settembre  2009,  ha
  assentito  alla  designazione, da parte dell'Assessorato  regionale
  Industria,  di  un  soggetto  estraneo  all'amministrazione   quale
  commissario liquidatore dell'ente autonomo portuale di Messina;

   il  30 ottobre 2009, il Presidente della Regione ha inoltrato alla
  competente  I Commissione legislativa la designazione  de  qua,  al
  fine di acquisirne il relativo e obbligatorio parere;

   visto  che, allo stato attuale, sono numerosi i direttori generali
  senza incarico i quali comunque sono ugualmente stipendiati pur non
  svolgendo alcuna funzione amministrativa;

   tenuto conto che detta designazione si basa sul presupposto, tutto
  da  verificare ed insopportabile da accettare, secondo  cui  nessun
  dirigente o comunque nessun dipendente regionale è nelle condizioni
  di  svolgere  le  mansioni,  seppur difficili  ed  impegnative,  di
  commissario liquidatore;

   per sapere:

   se,   prima   di   rendere  per  iscritto   tali   gravissime   ed
  insopportabili   dichiarazioni   nei   confronti   dei   funzionari
  regionali,   il  capo  delle  segreteria  tecnica  dell'Assessorato
  regionale  Industria abbia sottoposto ad esame e verifica  tutti  i
  dipendenti della Regione, in modo da poter accertare che gli stessi
  non  possiedono né competenze né capacità umane e manageriali  tali
  da potere svolgere la mansione di commissario liquidatore dell'ente
  autonomo portuale di Messina;

   quali siano stati i criteri di selezione adottati per stabilire  i
  livelli  di  incapacità  di  tutti i  dipendenti  regionali  (test,
  colloqui, prove scritte) oppure semplicemente se ci si sia limitati
  a  'guardarli  in volto', ricorrendo, con ciò, a criteri  e  metodi
  codificati  e teorizzati due secoli fa dal noto criminologo  Cesare
  Lombroso;

   quanti  anni  e  mesi  abbia impiegato,  il  suddetto  capo  della
  segreteria  tecnica, per verificare i requisiti e  le  capacità  di
  tutti i dipendenti regionali;

   se  tale  considerazione  assolutamente  negativa  dei  dipendenti
  regionali  non nasca da un pregiudizio ormai diffuso e consolidato,
  da  parte dell'attuale Governo, nei confronti degli stessi che, per
  anni,  invece, hanno dato prova di grande spirito di abnegazione  e
  di consolidate capacità tecniche ed amministrative;

   se  il  Presidente e la Giunta di Governo siano a  conoscenza  dei
  criteri  di  valutazione adottati, delle prove  sostenute  e  delle
  verifiche  negative conseguite da ciascuno dei dirigenti regionali,
  ma,  soprattutto,  di questo immane e certosino  lavoro  portato  a
  termine  con  straordinario,  unico ed  impressionante  spirito  di
  abnegazione;

   se   condividano   l'idea  del  capo  delle   segreteria   tecnica
  dell'Assessorato regionale Industria che ha, di fatto,  bocciato  e
  tacciato   di  incapacità  amministrativa  migliaia  di  dipendenti
  regionali,  ivi  compresi tanto i direttori generali  con  incarico
  quanto quelli che ne sono privi;

   se  non  ritengano opportuno motivare diversamente la designazione
  effettuata, per restituire la dignità sottratta in modo  ingeneroso
  e  maldestro  a  migliaia  di capaci, leali  ed  onesti  lavoratori
  regionali;

   se  non  ritengano necessario ed urgente modificare le ingiuste  e
  surreali  motivazioni che stanno alla base della nomina de  qua  ed
  inoltre, primo e non ultimo, se non ritengano più rispondente  alle
  finalità  di  una  corretta e sana amministrazione  affidare  detto
  incarico  ad  uno  dei direttori generali che  attualmente  ne  sia
  privo;

   se  non reputino, infine, l'idea di nominare un direttore generale
  senza  incarico  sicuramente  meglio  rispondente  alle  più  volte
  conclamate affermazioni secondo le quali è opportuno, in un momento
  di  crisi  come  questo,  dare una vera  dimostrazione  di  oculata
  amministrazione, risparmiando ed evitando inutili e dannosi sprechi
  di denaro pubblico». (864)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il  turismo,  le
  comunicazioni e i trasporti, premesso che la società  AST  (Azienda
  siciliana trasporti) gestisce, nella città di Siracusa, il servizio
  di trasporto pubblico urbano;

   considerato che:

   nonostante l'impegno assunto con l'intera città, il servizio  reso
  è  di pessima qualità: non esistono le pensiline a protezione degli
  utenti, sono pochissimi i cartelli indicatori dei vari percorsi  ed
  orari  dei mezzi e quelli esistenti sono tutti coperti da manifesti
  pubblicitari, ovviamente abusivi;

   gli  stessi bus utilizzati spesso sono inadeguati, data la vetustà
  dei mezzi, al servizio che devono svolgere, in considerazione anche
  del  sistema  viario  urbano che rende obbligatorio  il  ricorso  a
  veicoli particolari;

   tenuto conto che un inefficiente sistema urbano di trasporti non è
  certo lo strumento migliore per convincere i cittadini ad usufruire
  del  sevizio pubblico, con l'ovvia conseguenza di un uso  smisurato
  delle  auto  private che non solo intasano ancora  di  più  il  già
  caotico    traffico   siracusano,   ma   aumentano,   in    maniera
  considerevole, l'inquinamento atmosferico urbano;

   per sapere:

   se  non ritengano urgente intervenire presso i vertici dell'AST al
  fine  di  garantire,  nella  città  di  Siracusa,  un  servizio  di
  trasporto   pubblico   idoneo  ai  desideri   degli   utenti   che,
  giornalmente, pagando il biglietto, esigono di usufruire di servizi
  e mezzi adeguati alle loro aspettative;

   se  non  ritengano urgente esigere, dai vertici dell'AST, maggiori
  standard  di  intensificazione e controllo  di  tutto  il  servizio
  urbano svolto nella città di Siracusa». (865)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il  turismo,  le
  comunicazioni e i trasporti, premesso che Lentini (SR) è un  centro
  agricolo  della  provincia di Siracusa con oltre 25 mila  abitanti.
  Per  la sua vicinanza a Catania, è altresì centro catalizzatore  di
  numerose   attività  artigianali  e  commerciali  che  rendono   la
  cittadina  siracusana  uno  dei centri più  importanti  dell'intera
  provincia;

   considerato  che  nonostante l'importanza di  Lentini  e  del  suo
  hinterland,  le Ferrovie dello Stato hanno ritenuto  opportuno,  in
  nome di una politica di riduzione dei costi che penalizza sempre  e
  soltanto il Sud, ridurre la stazione ferroviaria lentinese  ad  una
  squallida fermata, senza alcun tipo di servizio;

   recentemente,  ad aggravare ulteriormente la situazione,  è  stata
  chiusa  definitivamente  la  stessa  biglietteria,  costringendo  i
  viaggiatori che partono da Lentini o dai paesi limitrofi a  munirsi
  preventivamente di biglietto, acquistandolo presso altre stazioni o
  a correre il rischio di incappare nelle pesantissime multe inflitte
  a chi viaggia senza biglietto;

   tenuto  conto che la stazione di Lentini era già priva di  servizi
  igienici,  non  aveva una ristorazione in grado di rispondere  alle
  esigenze  dei  viaggiatori, da oggi non ha nemmeno la biglietteria.
  Tutto  ciò è vergognoso ed impensabile per una stazione ferroviaria
  che  deve servire un bacino di utenza di oltre 50 mila persone  che
  spazia su 3 province, quelle di Siracusa, Catania e Ragusa;

   per sapere:

   se  non  ritengano  urgente  adoperarsi  presso  i  vertici  delle
  Ferrovie  dello Stato affinché possano intervenire  per  dotare  la
  stazione   ferroviaria   di   Lentini   di   tutti   quei   servizi
  indispensabili agli utenti;

   se  non  ritengano opportuno intervenire presso  i  vertici  delle
  Ferrovie  dello  Stato per riaprire la biglietteria nella  stazione
  ferroviaria di Lentini». (869)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il  turismo,  le
  comunicazioni e i trasporti, premesso che:

   le  Ferrovie dello Stato hanno emanato il nuovo orario ferroviario
  invernale  in  vigore nella nostra Regione; come  oramai  ci  hanno
  abituato,  le  Ferrovie  dello Stato hanno  tagliato  alcune  corse
  giudicate  improduttive,  a prescindere se  questa  scelta  arrechi
  danni o disagi all'utenza siciliana;

   una  delle  province più colpite da questa ennesima  'sforbiciata'
  delle  Ferrovie  dello Stato è quella di Siracusa, dove  saltano  3
  corse  tra  Siracusa, Catania e Messina. Come se ciò non  bastasse,
  una  delle  corse  da Messina viene sostituita da un  servizio  con
  pullman. Inoltre, sono stati definitivamente accantonati i progetti
  per    l'ammodernamento   di   alcune   tratte,   tra   le    quali
  l'elettrificazione della Siracusa-Noto-Ragusa;

   non è dato sapere per quale arcano motivo la platea di lavaggio  e
  la   fossa  di  manutenzione,  realizzate  in  Contrada  Pantanelli
  all'incredibile costo di 15 miliardi delle vecchie lire e  con  una
  cementificazione selvaggia dell'intera area, non sono  mai  entrate
  in funzione;

   considerato che:

   la  decisione delle Ferrovie dello Stato è motivata, tra  l'altro,
  dalla  mancata  firma  del  contratto di servizio  tra  la  Regione
  siciliana e le stesse FF.SS.;

   secondo quanto dichiarato dai vertici regionali del gruppo FF.SS.,
  se  il  contratto  di servizio non sarà firmato  entro  l'anno,  vi
  saranno ulteriori tagli nelle tratte ferroviarie regionali pari  al
  20  per  cento  dell'intero  servizio,  oltre  che  il  blocco  dei
  traghettamenti sullo Stretto di Messina;

   tenuto  conto  che  la  mancata firma  di  detto  contratto  è  da
  imputare,  secondo le Ferrovie dello Stato, alla 'latitanza'  della
  Regione  siciliana  che,  nonostante  detto  contratto  giaccia  da
  parecchio    tempo    nei   cassetti   dell'Assessorato    Turismo,
  comunicazioni e trasporti e, nonostante i ripetuti inviti da  parte
  del  Gruppo  FF.SS. a procedere alla stipulazione, non ha  ritenuto
  opportuno concludere l'accordo di servizio;

   per sapere:

   se  non  ritengano urgente ed improcrastinabile concordare  con  i
  vertici  delle Ferrovie dello Stato un incontro urgente al fine  di
  firmare  il  contratto di servizio tra le parti per scongiurare  un
  ulteriore  taglio  nelle  tratte  ferroviarie  della  Sicilia,  già
  pesantemente  penalizzate da una politica di disinvestimenti  nella
  nostra Regione, portata avanti dalle Ferrovie dello Stato;

   se  non  ritengano opportuno ed urgente intervenire per far aprire
  immediatamente  la  platea di lavaggio e la fossa  di  manutenzione
  realizzate in Contrada Pantanelli a Siracusa». (870)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione, all'Assessore  per  la  sanità  e
  all'Assessore  per il lavoro, la previdenza sociale, la  formazione
  professionale e l'emigrazione, premesso che:

   la  Sicilia è l'unica regione d'Italia a non avere ancora recepito
  la  normativa  nazionale  atta a snellire e  velocizzare  gli  iter
  burocratici in materia di invalidità civile;

   la  legge n. 80 del 2006 stabilisce, infatti, che gli esiti  degli
  accertamenti   medico-fiscali,  sui  richiedenti  i  benefici   per
  invalidità  civile,  hanno  effetti  immediati;  la  stessa  legge,
  inoltre,  stabilisce  in  15  giorni  il  tempo  massimo  che  deve
  trascorrere  tra  la presentazione delle istanze e  l'effettuazione
  dei suddetti accertamenti;

   considerato che:

   la  realtà siciliana è molto più complessa e, per certi versi,  si
  muove  su un binario diametralmente opposto alla volontà del nostro
  legislatore nazionale;

   la  burocrazia  esistente in Sicilia nel  campo  della  previdenza
  sociale, con particolare riguardo ai benefici per invalidi  civili,
  è alquanto complessa e contorta;

   ogni   pratica   viene  visionata,  controllata,   revisionata   e
  nuovamente  ricontrollata da una moltitudine di uffici  che  spesso
  sono cloni di medesime strutture appartenenti agli stessi enti o ad
  altri  comunque  dipendenti  della stessa  istituzione  (statale  o
  regionale);

   tale  snervante  e,  per certi versi, inutile  procedura  comporta
  ritardi  nell'erogazione dei benefici per le invalidità civili,  il
  che   non   trova   giustificazione  neanche   in   un   possibile,
  condivisibile e giustificabile controllo per evitare frodi ai danni
  dello Stato;

   si  sono  verificati anche casi in cui il richiedente  è  deceduto
  ancor prima di essere sottoposto a visita o, comunque, prima che si
  concludesse  questo  tortuoso iter nei labirinti  della  burocrazia
  regionale e statale;

   tenuto  conto che snellire l'iter procedurale dell'erogazione  dei
  suddetti benefici porterebbe vantaggi non solo agli utenti  finali,
  ma soprattutto permetterebbe uno smaltimento non indifferente delle
  pratiche  inevase che, a causa proprio delle lunghe  procedure,  si
  accatastano  in  vari  uffici (patronati, ASP,  INPS,  ancora  ASP,
  Prefetture  e  di nuovo INPS), aumentando di giorno  in  giorno  il
  numero delle pratiche da evadere;

   per sapere:

   se  ritengano improcrastinabile recepire la legge 9 marzo 2006, n.
  80,  che  detta disposizioni per lo snellimento e la velocizzazione
  degli  iter burocratici atti alla liquidazione dei benefici per  le
  invalidità civili;

   se  ritengano,  recependo la suddetta legge nazionale,  di  venire
  incontro  alle  legittime  attese  ed  esigenze  di  un'utenza  già
  socialmente  debole e, di conseguenza, bisognevole  dell'intervento
  dello Stato». (872)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per il bilancio e  le
  finanze e all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e  le
  autonomie locali, premesso che:

   il  comma  4 dell'articolo 8 della legge regionale n. 6  del  2009
  stabilisce che 'I trasferimenti a carico del bilancio regionale  ai
  sensi dell'articolo 4 della legge regionale 14 aprile 2006, n.  16,
  e  le  somme previste nei bilanci degli enti locali finalizzate  al
  finanziamento  delle  misure  di  stabilizzazione  dei  precari  ex
  lavoratori  socialmente utili (LSU) previsti dalle leggi  regionali
  21  dicembre 1995, n. 85 e n. 16/2006, non sono considerate tra  le
  spese correnti soggette al vincolo del patto di stabilità e ai fini
  della   determinazione  della  base  di  calcolo  delle  spese   di
  personale';

   l'Assessorato  del  bilancio e delle finanze, con  nota  prot.  n.
  59115  del  29 ottobre 2009, ha emanato una circolare  relativa  al
  succitato  articolo in cui sostanzialmente viene  rappresentata  ai
  comuni la necessità di non escludere tra le spese correnti soggette
  al  vincolo  del  patto di stabilità i trasferimenti  del  bilancio
  regionale  destinati alle misure di stabilizzazione dei precari  ex
  LSU  come previsto dalle leggi regionali n. 85 del 1995 e n. 16 del
  2006;

   considerato che:

   detta circolare, nei fatti, stravolge quanto contenuto nella legge
  regionale,  ponendosi  in contrasto con essa e  determinandone  una
  diversa applicazione;

   nell'esercizio finanziario 2008, così come riportato nella  stessa
  circolare,  la  Regione  non  ha  rispettato  il  limite   previsto
  dall'obiettivo inerente ai pagamenti assoggettati alle  regole  del
  patto 2008;

   nelle  more  che  si raggiunga l'intesa prevista dall'articolo  77
  della legge n. 133 del 2008 e sebbene per tale ragione alla Sicilia
  si   applichino  le  regole  previste  per  le  regioni  a  statuto
  ordinario,  non  è  ipotizzabile  che  una  circolare  assessoriale
  sostituisca una legge regionale;

   ritenuto  che  le  succitate  disposizioni  hanno  determinato  un
  crescente  allarme  sociale fra i lavoratori  precari  in  servizio
  presso  le  centinaia di amministrazioni comunali, garantendone  la
  funzionalità dei servizi;

   per  sapere  se  non  ritengano opportuno ed urgente  ritirare  la
  circolare sopra citata e applicare quanto stabilito dall'articolo 8
  della  legge  regionale n. 6 del 2009, consentendo in tal  modo  il
  concretizzarsi   delle  misure  di  stabilizzazione   dei   precari
  impegnati nelle amministrazioni comunali della Sicilia». (873)

                                                            PANEPINTO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il bilancio e  le
  finanze, premesso che:

   la  legge  regionale  14  maggio 2009, n. 6 recante  'Disposizioni
  programmatiche  e  correttive per l'anno 2009' è  stata  pubblicata
  nella GURS n. 22 del 20 maggio u.s.;

   l'emendamento,    regolarmente   approvato,    all'ultima    legge
  finanziaria  dispone  che 'i trasferimenti a  carico  del  Bilancio
  Regionale, ai sensi dell'art. 4 della legge regionale n. 16/06 e le
  somme  previste  nei  bilanci  degli  Enti  Locali  finalizzati  al
  finanziamento  delle misure di stabilizzazioni dei precari  ex  LSU
  previste  dalle  leggi  regionali n. 85/95 e  n.  16/06,  non  sono
  considerati fra le spese correnti soggette al vincolo del patto  di
  stabilità  e  ai  fini della determinazione della base  di  calcolo
  delle spese di personale';

   tenuto conto che, in data 29 ottobre, l'Assessorato del Bilancio e
  finanze della Regione siciliana inviava una circolare alle province
  e ai comuni della Regione, con protocollo n. 51115/D01, nella quale
  si  specifica  che  sono escluse dalle spese  correnti  soggette  a
  vincolo  di  patto  di  stabilità degli enti locali  dell'Isola  'I
  trasferimenti   a   carico   del  bilancio   regionale   ai   sensi
  dell'articolo 4 della legge regionale 14 aprile 2006  n.  16  e  le
  somme  previste  nei  bilanci  degli  enti  locali  finalizzate  al
  finanziamento  delle  misure  di  stabilizzazione  dei  precari  ex
  lavoratori socialmente utili (LSU), previsti dalle leggi  regionali
  21 dicembre 1995 n. 85 e n. 16/2006';

   considerato che:

   tale  circolare è in evidente contrasto con la succitata norma  in
  premessa;

   la  circolare  dell'Assessorato Bilancio impone  di  computare  le
  somme  che  i  comuni destinano ai precari nel patto di  stabilità,
  giunge  a chiusura dei bilanci locali e costringe di fatto i comuni
  a sforare il patto di stabilità ;

   per  sapere  se  la  circolare del 29  ottobre  2009  possa  avere
  efficacia  retroattiva, inficiando così la forza  vincolante  della
  citata norma della legge finanziaria». (874)

                                                             MARROCCO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e le autonomie locali, premesso che:

   nel  territorio della Provincia regionale di Messina  è  istituita
  l'unione  dei  comuni della via regia dell'Alcantara,  formata  dai
  comuni  di Francavilla di Sicilia, Motta Camastra, Graniti e  Gaggi
  già da almeno un triennio;

   l'unione,   nell'ambito  degli  obiettivi  programmatici   sanciti
  dall'art.  2  dello statuto, si prefigge lo scopo di migliorare  la
  qualità  di  tutte  le prestazioni erogate nei  singoli  comuni  ed
  ottimizzare l'utilizzo delle  risorse economico-finanziarie,  umane
  e  strumentali,  esercitandole  in forma  associata  attraverso  un
  assetto  organizzativo volto al potenziamento di funzioni e servizi
  in termini di efficienza, efficacia ed economicità;

   tra  le  funzioni  da espletare dall'unione dei  comuni  in  forma
  associata,  l'art. 6 dello statuto prevede il servizio  di  polizia
  locale;

   lo  stesso ente, con delibera della giunta dell'unione n. 7 del 24
  giugno  2009, ha avviato in via sperimentale, dal 13 luglio  al  21
  dicembre  2009,  il servizio associato di polizia locale,  volto  a
  migliorare  la  qualità del servizio erogato  nei  singoli  comuni,
  ottimizzando le risorse umane e strumentali;

   considerato che a tutt'oggi non è stato ancora istituito il  corpo
  di polizia locale dell'unione;

   rilevato che:

   la  medesima delibera (n. 7 del 24 giugno 2009) ha sancito che 'la
  dotazione organica provvisoria della Polizia Locale dell'Unione sia
  costituita  dal personale in servizio presso le aree  di  vigilanza
  dei rispettivi comuni appartenenti alla medesima Unione individuata
  in n. 32 unità necessarie a garantire l'efficacia e la funzionalità
  dei servizi connessi alla Polizia Locale';

   con delibera della giunta dell'unione n. 11 del 9 giugno 2009 si è
  preso atto dell'assegnazione temporanea e fino al 31 dicembre 2009,
  da  parte dei comuni appartenenti alla stessa unione, delle risorse
  umane  e  strumentali  per la gestione del  servizio  associato  di
  polizia  locale,  in atto il servizio associato di  polizia  locale
  dell'unione risulta composto da 22 unità di personale assegnato dai
  comandi dei comuni appartenenti all'unione;

   considerato inoltre che:

   i  singoli comuni dell'unione, con propri atti deliberativi, hanno
  trasferito  ed  assegnato  sino al 31  dicembre  2009  al  servizio
  associato  di  polizia  locale dell'unione le  unità  di  personale
  attualmente  in servizio presso le aree di vigilanza  sia  a  tempo
  indeterminato che a tempo determinato;

   nel  trasferimento  di  cui sopra, alcune unità  di  personale  in
  servizio  nelle  aree di vigilanza dei singoli comuni,  in  maniera
  assolutamente ingiustificata, non sono state trasferite,  creandosi
  nei   confronti  delle  stesse  nocumento  personale  nonché  danno
  economico   in   virtù   del  miglioramento   salariale   derivante
  dall'aggiuntivo   orario   effettuato   dal   personale   a   tempo
  determinato;

   alla  maggior parte del personale a tempo determinato,  transitato
  alla  polizia  locale dell'unione, è stato effettuato  soltanto  un
  semplice  corso  di  formazione della durata  di  circa  3  giorni,
  contravvenendo  a quanto sancito dalle norme sulla  formazione  che
  prevedono corsi non inferiori alle 120 ore formative, e nel caso in
  oggetto  la  normativa  ne  prevede molte  di  più,  in  quanto  il
  personale  va a ricoprire sia il ruolo di agente di polizia  locale
  che   quello  di  agente  di  polizia  giudiziaria  e  di  pubblica
  sicurezza;

   verificato che il trasferimento del personale comunale dai singoli
  enti   municipali  all'unione  è  stato  effettuato  in   dispregio
  dell'art.  6  del contratto collettivo nazionale di lavoro  del  22
  gennaio  2004, violando l'art. 7 del contratto collettivo nazionale
  di  lavoro dell'1 aprile 1999 nonché l'art. 28 della legge  n.  300
  del 1970 impedendo l'esercizio delle prerogative sindacali;

   per sapere:

   quali  provvedimenti urgenti intendano intraprendere nei confronti
  dei  responsabili  dei singoli comuni appartenenti  all'unione  dei
  comuni  della  via  regia dell'Alcantara che  hanno  effettuato  il
  trasferimento illegittimo di personale alla stessa unione, violando
  espressamente  quanto  previsto  in  materia  di  trasferimento  di
  personale,  senza  la predeterminazione, in sede  di  concertazione
  sindacale,  dei  criteri per il passaggio del personale  così  come
  espressamente previsto dall'art. 8,  comma 1,  lett. C,  del   CCNL
  dell'1 aprile 1999;

   quali   siano  stati  i  criteri  adottati  dalle  singole  giunte
  municipali  nel  trasferire il personale  attualmente  in  servizio
  presso  la  polizia locale dell'unione e se siano  state  osservate
  tutte  le  norme previste per chi ricopre un ufficio nella pubblica
  amministrazione;

   se  il  personale  in  servizio presso le aree  di  vigilanza  dei
  singoli comuni appartenenti all'unione, alla data delle delibere di
  assegnazione  al servizio di polizia locale della medesima  unione,
  sia stato tutto trasferito;

   se altro personale dei singoli comuni dell'unione, pur avendone  i
  requisiti  ed  avendo presentato espressa domanda,  non  sia  stato
  trasferito  al servizio di polizia locale dell'unione e  per  quali
  motivazioni;

   se,  infine, intendano procedere con urgenza ad un'ispezione, alla
  luce  della  gravità  dei comportamenti verificati,  per  accertare
  quanto sopra esposto». (863)

                                                               CORONA

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:

   l'articolo  80  della l.r. 28 dicembre 2004, n.  17,  al  fine  di
  concentrare  in un unico soggetto il coordinamento di tutti  quegli
  interventi  da  porre in essere per la tutela e  la  valorizzazione
  della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina (EN), autorizza la
  Giunta   regionale  a  nominare  un  alto  commissario,   affidando
  specifico  incarico a soggetto esterno particolarmente  qualificato
  nella materia dei beni culturali;

   la  medesima  norma prevede, altresì, che il compenso  per  l'alto
  commissario  gravi  sulle  somme  spettanti  al  Comune  di  Piazza
  Armerina, ai sensi dell'art. 7 della l.r. n. 10 del 1999 e  s.m.i.,
  e  che, per la durata di tale incarico, non si applichi al suddetto
  comune  il  limite  del 30 per cento dei proventi  derivanti  dalla
  vendita   dei  biglietti  di  accesso,  bensì  la  percentuale   da
  stabilirsi con successiva convenzione da stipulare entro 60  giorni
  dall'entrata in vigore della citata legge;

   con  delibera di Giunta regionale n. 50 dell'11 febbraio 2005,  ai
  sensi  dell'art.  80 della l.r. n. 17 del 2004, è  stato  conferito
  l'incarico  di  alto commissario all'on. Vittorio  Sgarbi  affinché
  provvedesse,   avvalendosi   direttamente   degli   uffici    della
  Soprintendenza  di  Enna,  a predisporre, promuovere  e  coordinare
  tutti  gli  interventi  per  la  conservazione,  la  tutela  e   la
  valorizzazione della Villa Romana di Piazza Armerina,  esercitando,
  altresì,  le  prerogative  ed  i poteri  di  cui  al  comma  5  del
  richiamato  art. 80 in ordine agli interventi sul sito archeologico
  a valere sulla Misura 2.01 - Azione B - del POR Sicilia 2000/2006;

   con  delibera  di  Giunta regionale n. 73 del 23 febbraio  2005  è
  stato   determinato  il  compenso  dell'alto  commissario  per   la
  valorizzazione della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina;

   visto   l'art.  6  della  convenzione  stipulata  tra  la  Regione
  siciliana  -  Assessorato regionale Beni culturali e  ambientali  e
  pubblica istruzione e l'Amministrazione comunale di Piazza Armerina
  per  la realizzazione quanto previsto dall'art. 7 della l.r. n.  10
  del  1999  e  s.m.i.,  che dispone i versamenti  determinati  nella
  misura  del  30% per le finalità del sopra citato art. 7  e,  nella
  misura  dell'ulteriore 15%, per provvedere al  pagamento  dell'alto
  commissario, nonché al rimborso delle spese dallo stesso  sostenute
  e  di  quant'altro  si  rendesse  necessario  all'espletamento  dei
  compiti  d'ufficio, per un totale del 45% degli introiti  derivanti
  dalla  vendita  dei  biglietti di ingresso alla  Villa  Romana  del
  Casale di Piazza Armerina;

   rilevata  l'approssimazione con la quale  la  direzione  lavori  e
  l'Assessorato  competente  comunicano periodicamente  le  disattese
  date  di fine lavori (dal novembre 2009 - marzo 2010, siamo passati
  al  novembre 2010 - gennaio 2011), comunicando inoltre  periodi  di
  chiusura del sito archeologico con altrettanta approssimazione;

   constatato il protrarsi dei lavori interni al sito archeologico  e
  i  disagi  che  ne  conseguono e che si ripercuotono  negativamente
  sugli   operatori  turistici  e  commerciali,  nonché   sull'intera
  economia  del  territorio, senza che si intraveda alcuna  soluzione
  definitiva per la fruizione totale della Villa Romana del Casale  e
  delle   aree  esterne,  condizioni  necessarie  per  una   proficua
  promozione e programmazione delle prossime stagioni turistiche;

   per sapere:

   se  e  quali  iniziative siano state fin qui assunte  al  fine  di
  verificare:

   a) se esista un cronoprogramma per l'esecuzione dei lavori interni
  al  sito  archeologico concordato in sede di affidamento di appalto
  alla ditta esecutrice;

   b) se l'andamento dei lavori all'interno del sito archeologico sia
  in linea con il cronoprogramma;

   c)  le  motivazioni dei ritardi registrati rispetto ai  comunicati
  ufficiali della direzione lavori e dall'Assessorato beni culturali;

   d) le cause e le eventuali responsabilità che hanno determinato  i
  ritardi fin qui accumulati;

   e) la data definitiva della fine dei lavori;

   f) la data di ultimazione dei lavori esterni al sito archeologico;

   quali   ulteriori  iniziative  intendano  assumere  per  garantire
  l'inaugurazione  della  Villa Romana prima dell'arrivo  in  Sicilia
  della Venere di Morgantina». (866)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

                                                   GALVAGNO - TERMINE

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente,  premesso che l'ente Parco dei Nebrodi,  istituito  con
  d.a.  n. 560 del 4 agosto 1993, risulta dotato di tutti gli  organi
  previsti  dalle  vigenti  disposizioni di legge  ad  eccezione  del
  presidente  in  quanto, successivamente alla scadenza  del  secondo
  mandato quinquennale del presidente pro tempore, nella persona  del
  dr.  avv.  Marcello  Fecarotti, nominato con d.p. n.538/Gr.VII/S.G.
  del 23 agosto 1999, venuto a cessare dalla carica nel 2004, è stata
  avviata una lunga fase di commissariamento che, incomprensibilmente
  e  illogicamente,  perdura  fino  ad  oggi,  inficiando  gravemente
  l'espressione  delle politiche gestionali dell'ente, contravvenendo
  in  tal  modo a uno dei princìpi cardine su cui si regge l'istituto
  'Ente Parco Regionale' ai sensi della l.r. n. 98 del 1981 e s.m.i.;

   rilevato che:

   alla  data odierna si sono succeduti ben 4 commissari straordinari
  individuati, dai vari Assessori per il territorio e l'ambiente  pro
  tempore,  ora  tra  i  dirigenti di ruolo della  Regione,  ora  tra
  soggetti   esterni  all'Amministrazione  regionale  temporaneamente
  assunti;

   gli  Assessori regionali, a volte, hanno operato anche nel  giorno
  precedente    al   conferimento   dell'incarico   di    Commissario
  straordinario dell'Ente Parco;

   tale  pratica,  peraltro corrente anche presso  altri  enti  parco
  regionali,  appare  in  particolare surrettizia  e  priva  di  ogni
  fondamento  giuridico e, soprattutto, probabilmente preordinata  ad
  utilizzare per la nomina l'art. 27 bis introdotto dalla l.r. n.  14
  del 1988, successivo all'art. 27 della l.r. n. 98 del 1981, che  in
  realtà   prevede  le  modalità  d'istituzione  degli   enti   Parco
  dell'Etna,  dei  Nebrodi  e  delle  Madonie  e  che  si   riferisce
  all'ipotesi di gestione dell'ente Parco appena istituito che  'deve
  essere  assicurata  dall'Assessore per il Territorio  e  l'Ambiente
  attraverso   un  commissariamento  straordinario,  scelto   tra   i
  direttori regionali, i dirigenti superiori e i dirigenti regionali,
  che  esercita  le  funzioni  fino alla  data  di  insediamento  del
  Presidente   dell'Ente'  e,  quindi,  in   assenza   degli   organi
  istituzionali  naturali (presidente, consiglio del parco,  comitato
  esecutivo  e  collegio  dei  revisori)  e  nelle  more  della  loro
  costituzione.  E' caso ben diverso, invece, quello in  oggetto,  in
  cui tutti gli altri organi sono presenti e operanti;

   ritenuto che:

   alle  esigenze  derivanti dall'assenza, per qualunque  causa,  del
  presidente  dell'ente  e  per fronteggiare le  esigenze  gestionali
  dell'ente   medesimo,   si   sarebbe  dovuto   fare   ricorso   più
  appropriatamente all'istituto del commissario ad acta;

   tale  previsione,  imponendo comunque la  scelta  del  commissario
  all'interno della dirigenza regionale, consentiva di fare ricorso a
  personale  di ruolo, legato pertanto all'Amministrazione  regionale
  da  vincoli  giuridici duraturi e penetranti, anche in  termini  di
  responsabilità;

   appare  quanto mai azzardata l'operata assimilazione  a  dirigente
  regionale  di soggetti che, pur in possesso di adeguati  titoli  di
  studio,   appartengono  tuttavia  allo  staff   dei   collaboratori
  dell'Assessore;

   considerato che tale pratica appare assolutamente illegittima, per
  non dire spregiudicata, quando il prescelto non risulti nemmeno  in
  possesso  di  titoli d'istruzione che ne possano  giustificare  una
  seppur   fittizia  collocazione  presso  gli  uffici   di   diretta
  collaborazione  degli  Assessori con  l'assimilazione  a  dirigente
  regionale,   come   accaduto  nel  caso  dell'attuale   commissario
  straordinario  dell'ente  Parco dei  Nebrodi,  il  perito  agronomo
  Antonino Ferro;

   valutato che:

   tale  stato  di cose si ritiene possa configurare un  grave  danno
  erariale  in  quanto, al fine di procedere alla nomina di  soggetti
  esterni all'Amministrazione regionale, possibilmente per ragioni di
  gradimento politico in certi settori, si procede, surrettiziamente,
  al  loro  incardinamento temporaneo presso  i  predetti  uffici  di
  diretta  collaborazione degli Assessori regionali, facendo  in  tal
  modo  maturare  il  diritto al reperimento di una  prima  indennità
  derivante  dal  contratto  che si va a  sottoscrivere  al  fine  di
  acquisire  il presunto titolo di 'dirigente regionale', formalmente
  necessario  per procedere alla nomina, la quale si va a  sommare  a
  quella  spettante per lo svolgimento dell'incarico  di  commissario
  straordinario dell'ente Parco;

   tale  pratica appare dilatoria, se non addirittura elusiva, stante
  il  lungo  lasso  di  tempo intercorso dalla  scadenza  dell'ultimo
  presidente   dell'ente  legittimamente  nominato,  della   rigorosa
  procedura  di  nomina del nuovo presidente dell'ente Parco  il  cui
  iter, ai sensi dell'art. 9 della l.r. n. 14/88, non risulta nemmeno
  avviato;

   a  mente dell'articolo 9 bis del nuovo testo coordinato in materia
  di  'Istituzione  nella  Regione  siciliana  di  parchi  e  riserve
  naturali'  introdotto dalla l.r. 9 agosto 1988, n. 14,  è  previsto
  che  'il presidente del Parco è nominato con decreto del Presidente
  della  Regione, previa delibera della Giunta regionale, su proposta
  dell'Assessore  regionale  per il territorio  e  l'ambiente,  ed  è
  scelto  tra  persone  che  si sono particolarmente  distinte  nella
  salvaguardia  dell'ambiente  o che  siano  in  possesso  di  titoli
  culturali e professionali adeguati';

   per sapere:

   quali  siano i presupposti di legittimità, sia in termini di fatto
  che di diritto, dei provvedimenti di nomina, succedutisi nel tempo,
  del   perito  agronomo  Antonino  Ferro  nell'incarico  attualmente
  ricoperto di commissario straordinario dell'ente Parco dei Nebrodi,
  unitamente  ai requisiti personali posseduti che ne abbiano  potuto
  giustificare  la  scelta  e  la nomina  alla  stregua  delle  norme
  vigenti;

   quali  motivazioni  abbiano impedito sino ad  oggi  l'avvio  e  il
  completamento  della  procedura di nomina del presidente  dell'ente
  Parco dei Nebrodi;

   se  non  ritengano ormai improcrastinabile porre fine alla  palese
  omissione  di atti di ufficio, ponendo in essere quanto  necessario
  per  pervenire,  nel più breve termine possibile, alla  nomina  del
  presidente  dell'ente  Parco dei Nebrodi e,  opportunamente,  anche
  degli  altri  3  parchi regionali esistenti che  si  trovano  nelle
  medesime situazioni di fatto, ponendo fine a gestioni commissariali
  di  dubbia legittimità con la restituzione della gestione  medesima
  agli  organi  ordinari voluti dalla legge a garanzia dell'autonomia
  gestionale  e  della determinazione delle politiche gestionali  più
  responsabili  del  Parco, improntate a valori  di  conservazione  e
  valorizzazione». (867)

                                                    FARAONE-PANEPINTO

   «All'Assessore  per  la  famiglia,  le  politiche  sociali  e   le
  autonomie locali, premesso che:

   lo  Stato  italiano,  nel 1997, approvava e  finanziava  l'accordo
  promosso  dal  Comune di Caltanissetta, la Provincia  regionale  di
  Caltanissetta e le parti sociali, denominato 'Patto territoriale di
  Caltanissetta';

   la  ditta  Amorelli  di Caltanissetta, nota produttrice  di  pipe,
  affermata  sul  mercato  internazionale,  ha  completato  nel  2005
  l'iniziativa  approvata  dal  Ministero  ed  inserita   nel   patto
  territoriale di Caltanissetta;

   tale investimento, proposto dalla ditta Amorelli, veniva accertato
  nel   2006  dalla  Caltanissetta  s.c.p.a.,  soggetto  responsabile
  gestore del patto;

   nella   fase   di  trasmissione  della  documentazione  necessaria
  all'erogazione ministeriale, la Caltanissetta S.c.p.a. in  dissesto
  finanziario  ha  chiuso  i  battenti,  la  Provincia  Regionale  ha
  ritirato  la  sua  rappresentanza e la Società  è  stata  posta  in
  liquidazione nel 2007;

   nel  2008  il  Comune di Caltanissetta subentrato  negli  obblighi
  assunti dalla Caltanissetta S.c.p.a. in liquidazione, riavviava  il
  procedimento   amministrativo  della  ditta   Amorelli   ripetendo,
  incredibilmente, le verifiche per la quarta volta;

   nel  giugno  2009,  la  commissione d'accertamento,  nominata  dal
  Ministero dello sviluppo economico per verificare la documentazione
  di  competenza  del  soggetto responsabile e  l'investimento  della
  ditta,  ha rinunciato all'incarico conferito perché non ha ricevuto
  dal  Comune  di Caltanissetta la relazione sullo stato  finale  del
  programma  d'investimenti della ditta Amorelli, di  competenza  del
  soggetto responsabile del patto;

   le  due quote di finanziamento che la ditta Amorelli deve ricevere
  sono  tate  impegnate da un decreto individuale del  Ministero  del
  Tesoro il 21 ottobre 1999 e sono pari a circa euro 800 mila;

   tutte le altre aziende del patto territoriale di Caltanissetta che
  hanno  fatto  in  tempo  a  richiedere le  quote  di  finanziamento
  spettanti prima che la Caltanissetta S.c.p.a. chiudesse i battenti,
  hanno ricevuto i finanziamenti dopo 30 giorni dalle richieste;

   la   ditta   Amorelli  ha  dovuto  documentare   cinque   identici
  procedimenti  amministrativi che perdurano da 4  anni  ed  è  stata
  costretta   a   ricorrere   alla   cassa   integrazione    guadagni
  straordinaria in deroga per 10 dipendenti;

   l'adempimento  del Comune di Caltanissetta, soggetto  responsabile
  unico  del patto territoriale, consiste nella trasmissione  di  una
  relazione secondo un format stabilito dalla legge, non suscettibile
  di lasciare margini di discrezionalità;

   la  conseguenza di tali incomprensibili omissioni  non  potrà  che
  essere  il  fallimento  della  ditta  Amorelli,  venendosi  così  a
  pregiudicare  una importante e significativa realtà imprenditoriale
  della nostra Regione;

   il  sig.  Salvatore  Amorelli,  titolare  dell'omonima  ditta,  ha
  presentato  un circostanziato esposto alla Procura di Caltanissetta
  chiedendo  che  venissero identificati e puniti i  responsabili  di
  tali condotte omissive;

   la  vicenda  ha  avuto  vasta  eco sugli  organi  di  informazione
  economica    nazionale    portando   discredito    alla    pubblica
  amministrazione  siciliana con particolare riferimento  al  cattivo
  funzionamento degli enti locali;

   per sapere:

   quale cognizione dei fatti abbia e se non ravvisi negli stessi una
  gravissima ipotesi di cattiva amministrazione;

   se  non  ritenga  di  dover urgentemente  attivare  una  procedura
  ispettiva  al  fine  di verificare la sussistenza  di  irregolarità
  amministrative da parte di funzionari del Comune di Caltanissetta;

   se non ritenga di dover nominare, con la massima sollecitudine, un
  commissario  ad  acta  che si sostituisca  agli  inerti  funzionari
  comunali  e provveda alla trasmissione al Ministero dello  sviluppo
  economico  della  relazione  necessaria  alla  ditta  Amorelli  per
  ottenere    finalmente   l'erogazione   dell'atteso   e    doveroso
  finanziamento». (868)

        (L'interrogante richiede risposta scritta con urgenza)

                                                                ARENA

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura  e
  le foreste, premesso che il settore agricolo costituisce in Sicilia
  uno degli assi portanti dell'economia regionale;

   considerato che la crisi in cui versa il settore è particolarmente
  connotata da interventi estemporanei, slegati dal contesto e  privi
  di progettualità a lungo termine;

   considerato  altresì che le categorie professionali colpite  dalla
  crisi  si trovano in uno 'stato comatoso' che non sempre ha trovato
  nel   Governo  la  sensibilità  necessaria  per  la  soluzione  dei
  problemi;

   atteso che gli appelli delle organizzazioni professionali agricole
  cadono  nel  vuoto  ed  è solo grazie all'iniziativa  parlamentare,
  attraverso  audizioni e sessioni di approfondimento  tematico,  che
  vengono attenzionate le istanze del comparto agricolo;

   ritenuto  che  l'azione del Governo sia inefficace  rispetto  alle
  sfide  che  pone  il  complesso e variegato mondo dell'agricoltura,
  comprendente  la  zootecnia,  il comparto  agrumicolo,  il  settore
  vitivinicolo, la filiera agroalimentare nel suo insieme: sfide  che
  hanno  come  obiettivo prioritario il recupero del 'gap'  siciliano
  nei  confronti delle altre regioni d'Europa, la difesa delle nostre
  produzioni  in  ambito nazionale ed europeo,  l'impegno  dei  fondi
  necessari per la riduzione del divario strutturale sud-nord;

   per sapere:

   se  intendano preoccuparsi della crisi che ha investito  il  mondo
  agricolo  nel  suo  complesso e quali iniziative urgenti  intendano
  assumere   affinché  vengano  emanati  provvedimenti  di  immediata
  fruizione  per  gli agricoltori in difficoltà e che, tuttavia,  nel
  contempo,  siano  parte  di un progetto a  lungo  termine  utile  a
  garantire   agli  stessi  imprenditori  agricoli   un   futuro   di
  investimenti e di crescita». (871)

                                                              D'ASERO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.

                          Annunzio di mozione

   PRESIDENTE. Comunico che il 17 novembre 2009 è stata presentata la
  mozione  numero  158 «Revoca delle deleghe conferite  all'Assessore
  regionale  alla  Presidenza»,  degli  onorevoli  Cracolici,   Lupo,
  Ammatuna,   Apprendi,  Barbagallo,  Bonomo,   De   Benedictis,   Di
  Benedetto,  Di  Guardo,  Digiacomo,  Donegani,  Faraone,   Ferrara,
  Fiorenza,   Galvagno,  Gucciardi,  Laccoto,  Marinello,   Marziano,
  Mattarella,  Oddo, Panarello, Panepinto, Picciolo,  Raia,  Rinaldi,
  Speziale, Termine e Vitrano.
   Ne do lettura:

                       «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   il  Presidente della Regione, On. Raffaele Lombardo, ha  conferito
  all'avvocato Gaetano Armao, tra le altre, la delega alla Protezione
  civile  nell'ambito  della  funzione di  Assessore  destinato  alla
  Presidenza;

   la  delega assegnata non include la materia dei termovalorizzatori
  e  delle  relative  gare di appalto indette durante  il  precedente
  Governo  Cuffaro e le cui procedure, peraltro, sono state  ritenute
  illegittime dalla Corte di giustizia delle Comunità europee;

   ricordato che:

   la  decisione  della  Corte di giustizia ha obbligato  la  Regione
  siciliana a ripetere le gare per i termovalorizzatori, che  avevano
  visto  assegnare l'appalto alla società 'Actelios',  compartecipata
  della 'Falck';

   il Presidente della Regione, in una pubblica dichiarazione dell'11
  settembre  u.s.,  in  conformità  alla  sentenza  della  Corte   di
  giustizia  e  secondo consolidata giurisprudenza, ha affermato  che
  agli  aggiudicatari non era dovuto alcunché dalla Regione a  titolo
  risarcitorio per atti conseguenti a gare nulle;

   ciononostante,  l'Assessore regionale  alla  Presidenza,  avvocato
  Gaetano  Armao,  circa  un mese dopo, dava  comunicazione  a  mezzo
  stampa dell'intenzione della Regione di riconoscere un risarcimento
  al gruppo societario;

   successivamente a quanto sopra detto, si è verificato l'improvviso
  rialzo del valore azionario delle società del gruppo 'Falck';

   rilevato che:

   così  facendo, l'Assessore Armao, pur non avendo alcuna delega  in
  materia,  si  occupava,  per  conto della  Regione,  delle  vicende
  relative  alla  gara  per i termovalorizzatori  ed  al  contenzioso
  derivatone con il gruppo Falck;

   il  suddetto comportamento contraddiceva la decisione assunta  con
  gli  atti  amministrativi, che dichiaravano nulla la gara,  facendo
  ritenere possibile il riconoscimento di un ristoro;

   l'Assessore   alla  Presidenza,  avvocato  Armao,   rendeva   tali
  dichiarazioni  dopo aver dato corso alla richiesta della  Falck  di
  pagamento  di una parcella milionaria per prestazioni professionali
  da  lui precedentemente svolte nell'interesse della stessa,  e  che
  oggettivamente  tali comportamenti sono incompatibili  con  la  sua
  funzione;

   l'avvocato Armao risulterebbe avere avuto rapporti con una società
  coinvolta  nel progetto di realizzazione del termovalorizzatore  di
  Bellolampo  a  Palermo, la Pea, che vede tra i  propri  soci  Amia,
  Falck Waste Italia, Actelios ed Emit;

   ritenuto quindi, che la condotta istituzionale dell'avvocato Armao
  costituisca  un evidente e ripetuto caso di conflitto  d'interessi,
  incompatibile  con  la  posizione di terzietà  che  deve  rivestire
  qualunque  amministratore  pubblico, conflitto  non  rimosso  dalla
  rinuncia  alla difesa legale, rinuncia oltretutto non  accertata  e
  soltanto  apparente,  poiché parte della  sua  stessa  clientela  è
  passata  ai  colleghi  di studio, mantenendo  persino  il  medesimo
  domicilio legale;

   appreso  che l'avvocato Armao ha rimesso nelle mani del Presidente
  della  Regione  la delega alla Protezione civile,  riconoscendo  di
  fatto  l'incompatibilità delle sue attività politico-amministrative
  con   quella   libero-professionale,  e  tuttavia  non   rimuovendo
  completamente  i  dubbi sulla natura del suo conflitto  d'interessi
  nella qualità di componente della Giunta di Governo,

                  impegna il Presidente della Regione

   a revocare tutte le deleghe conferite all'Assessore regionale alla
  Presidenza, avvocato Gaetano Armao». (158)

       CRACOLICI - LUPO - AMMATUNA - APPRENDI-BARBAGALLO - BONOMO- DE
                                                          BENEDICTIS-
    DI BENEDETTO - DI GUARDO - DIGIACOMO- DONEGANI- FARAONE- FERRARA-
     FIORENZA-GALVAGNO - GUCCIARDI - LACCOTO - MARINELLO - MARZIANO -
  MATTARELLA - ODDO PANARELLO - PANEPINTO - PICCIOLO - RAIA - RINALDI
                                       - SPEZIALE - TERMINE - VITRANO
   Avverto che la Conferenza dei Capigruppo ne ha già fissato la data
  di discussione. Di ciò sarà data in seguito comunicazione.


   Presidenza del presidente Cascio


                 Per il rinvio dei lavori parlamentari

   BUFARDECI,   assessore   per   la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI,   assessore   per   la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho
  chiesto  di  intervenire  a  nome  del  Governo  per  rappresentare
  all'Aula  che, come è peraltro noto, in conseguenza del voto  della
  scorsa settimana sugli ordini del giorno che sono stati trattati in
  relazione  al  Documento  di programmazione  economico-finanziaria,
  sono  stati  avviati incontri per la verifica politica  conseguente
  all'esito di quel voto.
   Credo  che questa circostanza - che, ribadisco, è già a conoscenza
  dei  parlamentari  in  quest'Aula -  imponga  un  differimento  dei
  lavori,  ed  è  questa  la  richiesta che avanza  il  Governo,  per
  consentire l'espletamento nella maniera più compiuta, certamente ci
  auguriamo positiva, di questa verifica.
   Si  chiede,  quindi,  il rinvio dell'ordine  del  giorno  oggi  in
  discussione   in   quest'Aula   ad  altra   data   per   consentire
  l'approfondimento   conseguente  alla  verifica   che,   ribadisco,
  evidentemente è una verifica politica.

   PRESIDENTE. Sulla proposta di rinvio del Governo sono  iscritti  a
  parlare:  l'onorevole  Cracolici,  presumo  contro,  e  l'onorevole
  Leontini a favore.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ha fatto bene  a
  presumere  che io parli contro, anche se devo dire che  ho  qualche
  difficoltà,  perché qui il Governo - malgrado  sia  un  Governo  in
  crisi  - cambia con una rapidità che non immaginavo. Qualche minuto
  fa   c'era  un  altro  assessore  a  rappresentare  il  Governo  in
  Conferenza   dei   Presidenti   dei  Gruppi   parlamentari;   forse
  quell'assessore  si  è vergognato di venire in  Aula  a  dichiarare
  quello  che  ha cercato ora di dire, con parole sue, l'assessore  -
  anzi, mi permetto di dire l'ex assessore - Bufardeci, in quanto  ha
  usato l'espressione  verifiche politiche'.
   Ci  saremmo  aspettati  che in politica la verità  fosse  uno  dei
  linguaggi migliori per farsi capire  dalle persone.
   Il Governo è stato battuto dalla sua maggioranza e, quindi, non ha
  più  una  maggioranza in quest'Aula. Mi pare il trionfo  dell'ovvio
  dire, di fronte a un Governo che non ha una maggioranza, che sia in
  crisi,  -  rimettete questa parola nel vocabolario - e  non  vorrei
  che,  a  forza  di  usare espressioni tra le  più  pittoresche,  si
  perdesse il filo del discorso, anche perché, oggi, il rinvio che si
  chiede  all'Aula riguarda una serie di punti all'ordine del giorno,
  uno dei quali prevede le comunicazioni del presidente della Regione
  sull'assessore Armao in riferimento alla sua condizione, che alcuni
  colleghi,  e  io  tra questi, riteniamo un fatto di incompatibilità
  tra  la sua funzione amministrativa e la sua legittima attività  di
  libero professionista.

   E'  evidente, quindi, che il rinvio è anche un modo per eludere un
  problema  che  il  Parlamento, oggi,  voleva  affrontare  sul  nodo
  politico di questo Governo.
   La  scelta del rinvio è una caratteristica che abbiamo conosciuto,
  per la verità, in questi anni. Se c'è una cosa che ha sempre tenuto
  insieme  la  maggioranza in questo Parlamento e in  questa  regione
  certamente  è  la  parola  rinvio', perché quando c'è  da  rinviare
  qualcosa sono tutti d'accordo.
   E'  l'unica  caratteristica che ha cementato l'intesa politica  in
  questi anni nella nostra regione.
   Però il nodo è un altro.
   Possiamo rinviare quanto vogliamo, ma il tema è: si prende atto  o
  non  si  prende atto che si è dinanzi ad una crisi politica,  e  il
  Presidente della Regione - che avrebbe fatto bene oggi ad essere in
  Aula  visto che, oltretutto, la seduta odierna era stata concordata
  su sua richiesta - vuole dire a questo Parlamento, e non attraverso
  i  giornali,  se e come intende andare avanti in Sicilia?  Vuole  -
  consentitemi   l'espressione  che  può  essere  desueta   nel   suo
  linguaggio,  in  tempi  di elezione diretta  del  presidente  della
  Regione - parlamentarizzare la crisi politica del suo Governo e non
  farci  conoscere  i suoi orientamenti attraverso comunicati  stampa
  che vengono qua e là pubblicati dagli organi di informazione?
   Io  lo  ricordo a tutti: noi siamo il Parlamento. E' vero che  non
  eleggiamo   il   Governo,  ma  nel  Parlamento  si  costruisce   la
  maggioranza  che  sostiene  gli  atti  del  Governo  e  in   questo
  Parlamento, oggi, la condizione politica è che il Governo non ha la
  maggioranza,  e  non  è  che  non l'ha  avuta  solo  l'altro  ieri,
  assessore Bufardeci, perchè é da un anno e mezzo che questo Governo
  non riesce ad andare avanti. In un anno e mezzo ha già cambiato due
  volte  la sua compagine assessoriale; un partito dei soci azionisti
  iniziali non è più nella Giunta; un altro partito si è spaccato  in
  due  e  una parte, almeno formalmente ad oggi, ha votato contro  il
  Governo.
   Di  fronte a tutto ciò, questa dimensione da  Beati Paoli' secondo
  la  logica bilaterale degli incontri può essere evitata cercando di
  dire al popolo siciliano, attraverso i suoi parlamentari, qual è la
  condizione  e  quali  sono le condizioni per continuare  ad  andare
  avanti e per fare soprattutto cose che siano utili ai siciliani.
   Ecco  perché sono contrario al rinvio, dato che è un modo per fare
  gli  ipocriti in Sicilia. E' il tempio dell'ipocrisia  di  chi  non
  vuole affrontare i problemi e pensa che il tempo aggiusti le cose.
   Sono  sicuro che, da qui a qualche giorno, alla settimana prossima
  -  data alla quale si chiede di rinviare questa nostra seduta -, ci
  sarà un'ennesima richiesta di rinvio.
   Vorrei   che   fosse  chiara  una  cosa,  lo  dico  al  Presidente
  dell'Assemblea ancor prima che agli ex assessori,  e  cioè  che  in
  questo  Parlamento  nulla  si  potrà trattare,  malgrado  siamo  in
  sessione  di  bilancio, sino a quando non sarà affrontato  il  nodo
  della questione Armao.
   Signor  Presidente, ecco perché abbiamo deciso stasera, alla  luce
  di  questo annunciato rinvio, di depositare una mozione, e non  più
  un ordine del giorno - come poteva essere utilizzabile nella seduta
  di  oggi  -  in cui chiediamo la revoca delle deleghe all'assessore
  Armao.
   Ma, mi permetto di dire, non è una questione sull'assessore Armao.
   Credo  che sia, a questo punto della storia, il modo più esplicito
  per  rendere  evidente che il Governo non ha più una maggioranza  e
  deve pensare ad un'altra stagione, ad un'altra fase. Decida qual è,
  lo  dica  ai siciliani e se è nelle condizioni di andare avanti  si
  vada avanti, altrimenti si prenda atto delle condizioni politiche a
  cui siamo giunti.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, la mozione  è  stata  comunicata
  poco fa dalla Presidenza.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Leontini. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor  Presidente, io non me la sentirei  di  fare  le
  pulci  e, quindi, un'esegesi restrittiva o critica alle cose  dette
  dall'assessore   Bufardeci   perché  la  richiesta   dell'onorevole
  Cracolici  sulle  cose  non  dette è assolutamente  sostituita  dal
  profluvio di articoli, indicazioni e dichiarazioni sulle  cose  non
  smentite.  Il  fatto che il Governo, correttamente,  nella  persona
  dell'assessore  Bufardeci,  si  sia  espresso  sulla  necessità  di
  richiedere  il  rinvio dei lavori d'Aula, fondando  tale  necessità
  sull'esistenza  di  una  verifica, non  nasconde  che  la  verifica
  risiede nella presenza di una condizione critica all'interno  della
  maggioranza  che non può che essere definita crisi. Perché,  quando
  un  documento di programmazione economico-finanziaria va sotto  dal
  punto  di vista dei voti d'Aula, esiste una crisi all'interno della
  maggioranza e, responsabilmente, i partiti della maggioranza stanno
  cercando di superare le difficoltà che caratterizzano questa crisi.
   Peraltro,  quando il Parlamento e la politica - dato che  ci  sono
  anche  delle  scolaresche presenti - riescono  ad  evitare  che  il
  linguaggio  interno sia diverso dalla consapevolezza  esterna,  noi
  rendiamo un servizio anche educativo ai nostri elettori, ai  nostri
  concittadini  e  alle nostre comunità, noi non ci chiudiamo  in  un
  gergo  da conventicola: cinque milioni di persone stamattina  hanno
  letto   che  il  Governatore  potrebbe  presentarsi  in  Aula   per
  dichiarazioni sulla crisi.
     E'  il dibattito generalmente diffuso, non c'è scandalo da parte
  di  nessuno  e  tutti  coloro che non frequentano  questa  Aula  ma
  leggono  sull'andamento  della politica e  sulla  evoluzione  delle
  istituzioni e del Governo e del Parlamento fuori da questo Palazzo,
  hanno letto la parola crisi.
   Non  c'è  da  scandalizzarsi, quindi, perché  c'è  un  momento  di
  difficoltà  sul  quale  le  forze  della  maggioranza   si   stanno
  responsabilmente confrontando. Ecco perché aderisco con favore alla
  richiesta  avanzata  dall'assessore Bufardeci  in  quanto  mi  pare
  costruttiva,  mi  pare  seria e perché da che  mondo  é  mondo  mai
  apertura  di una verifica è stata compatibile con il prosieguo  dei
  lavori d'Aula.
   L'onorevole Cracolici, ovviamente, finge di scandalizzarsi  perché
  in  altre occasioni, quando il suo atteggiamento nei confronti  del
  Governo  era  diverso,  ha  proposto  personalmente  i  rinvii  per
  alleviare le difficoltà del momento. Oggi, chiaramente, fa  il  suo
  mestiere,  intende esprimere una posizione sulla quale  potere  far
  leva   per   lucrare   politicamente  sulle  condizioni   esistenti
  all'interno  della maggioranza. E' legittimo, è suo diritto  farlo,
  però  è  chiaro che quando si scandalizza non coinvolge  seriamente
  nessuno perché il suo scandalizzarsi non è sicuramente fondato.
   La   crisi   esiste,   esiste  una  verifica   all'interno   della
  maggioranza.
   Noi  ci  siamo dati dei tempi brevi per superarla, ci  sono  degli
  argomenti molto importanti che stiamo affrontando. Bene ha fatto il
  Governo  e bene ha fatto l'assessore Bufardeci a chiedere  che,  in
  costanza di verifica, non si svolga il lavoro d'Aula.
   Pertanto,  noi  dichiariamo il voto favorevole alla  richiesta  di
  rinvio avanzata dal Governo.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi,  ai sensi dell'articolo  110  del
  Regolamento interno, pongo in votazione la richiesta del Governo di
  rinvio della seduta.
   Chi  è favorevole alla richiesta del Governo resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)


   Presidenza del presidente Cascio


         Comunicazione del calendario dei lavori parlamentari

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, do lettura  del  calendario  dei
  lavori parlamentari approvato dalla Conferenza dei Capigruppo il 17
  novembre 2009:
   «La  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,  riunitasi
  oggi  17  novembre  2009, alle ore 16.45, sotto la  Presidenza  del
  Presidente   dell'Assemblea,   onorevole   Cascio,   e    con    la
  partecipazione  dei  Vicepresidenti dell'ARS, onorevoli  Formica  e
  Oddo, del Presidente della Commissione Bilancio, onorevole Savona e
  dell'Assessore Di Mauro, ha stabilito, all'unanimità,  la  seguente
  agenda dei lavori parlamentari per la sessione di bilancio:

   SESSIONE DI BILANCIO

   Venerdì 13 novembre 2009: inizio della sessione di bilancio.
   Dalla  predetta  data decorrono i quarantacinque  giorni  previsti
  dall'articolo 73 bis del Regolamento interno.

   COMMISSIONI

   Entro   lunedì  23  novembre  2009,  le  Commissioni   legislative
  permanenti,  dopo  aver  esaminato,  per  le  parti  di  rispettiva
  competenza, il disegno di legge finanziaria 2010 ed il  disegno  di
  legge  del  bilancio  di previsione della Regione  per  l'esercizio
  finanziario   2010   e  pluriennale  per  il  triennio   2010-2012,
  invieranno  le  proprie  osservazioni e proposte  alla  Commissione
   Bilancio ,  nominando  altresì  un  relatore  che  partecipi,  per
  riferirvi,  alle  sedute di quest'ultima Commissione  (articolo  73
  ter, comma 3, del Regolamento interno).
   Entro lunedì 14 dicembre 2009, la Commissione  Bilancio , anche in
  mancanza delle osservazioni e proposte delle Commissioni di merito,
  dovrà  concludere l'esame del disegno di legge finanziaria 2010  ed
  il  disegno  di legge del bilancio di previsione della Regione  per
  l'esercizio  finanziario 2010 e pluriennale per il  triennio  2010-
  2012, nominando il relatore per l'Assemblea (articolo 73 ter, comma
  6, del Regolamento).
   Nei  giorni  14,  15  e  16 dicembre 2009  saranno  espletati  gli
  adempimenti  per  la  predisposizione e la stampa  dei  volumi  del
  bilancio e della finanziaria nei testi esitati per l'Aula.

   AULA

   Una  volta  completata  l'istruttoria da parte  delle  Commissioni
  legislative, nei tempi massimi, sopra indicati, e dunque non  oltre
  il  pomeriggio  di  giovedì  17  dicembre  2009,  l'Aula  procederà
  all'esame  congiunto del disegno di legge finanziaria  2010  e  del
  disegno  di  legge  del bilancio di previsione  della  Regione  per
  l'esercizio  finanziario 2010 e pluriennale per il  triennio  2010-
  2012, fino a conclusione dei relativi lavori.
   All'uopo,  la Presidenza si farà carico di proporre un'ipotesi  di
  organizzazione  dei  tempi e degli stessi  lavori  parlamentari  ai
  sensi dell'art. 73 bis del Regolamento  interno.

   E' rimasto, infine, stabilito:

   -  che  l'Aula terrà seduta mercoledì  25 novembre 2009, alle  ore
  17.00,  per  la  discussione della mozione n.  158    Revoca  delle
  deleghe  conferite  all'Assessore regionale alla Presidenza ;

   -  di  dedicare  i  giorni  2,  3 e  4  dicembre  successivi  alla
  discussione  in Aula della manovra correttiva 2009, presentata  dal
  Governo,  e  di  tutti   gli altri disegni di  legge  eventualmente
  esitati dalle competenti Commissioni,  previa individuazione  degli
  stessi   da  parte di una successiva Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari».

   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli colleghi, la seduta è pertanto rinviata a mercoledì,  25
  novembre 2009, alle ore 17.00,  con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio


   I  - Comunicazioni.

   II - Discussione della mozione:
   N.  158  -  Revoca delle deleghe conferite all'Assessore regionale
  alla Presidenza.

   CRACOLICI - LUPO - AMMATUNA - APPRENDI - BARBAGALLO - BONOMO -  DE
  BENEDICTIS  -  DI BENEDETTO - DI GUARDO - DIGIACOMO  -  DONEGANI  -
  FARAONE  -  FERRARA - FIORENZA - GALVAGNO - GUCCIARDI -  LACCOTO  -
  MARINELLO  -  MARZIANO - MATTARELLA - ODDO - PANARELLO -  PANEPINTO
  PICCIOLO - RAIA - RINALDI - SPEZIALE - TERMINE - VITRANO

   III - Discussione dei disegni di legge:

   1)  «Rendiconto  generale della Regione siciliana  e  dell'Azienda
  delle foreste demaniali per l'esercizio finanziario 2008» (n. 447);

   2) «Assestamento del bilancio della Regione per l'anno finanziario
  2009» (n. 446).

                   La seduta è tolta alle ore 18.54


   ALLEGATO:

   Risposta scritta ad interrogazione - Rubrica  «BILANCIO»

   MARROCCO.  - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per  il
  bilancio  e  le finanze, premesso che il dissalatore  di  Trapani,
  sito  in  località  Nubia, fornisce acqua potabile  ai  Comuni  di
  Trapani, Buseto, Custonaci, Erice, Favignana, Valderice e  Paceco,
  oltre che ad alcuni comuni della provincia di Agrigento;

   considerato che:

   con  nota  del  25  settembre 2009, la società ENI  GAS  E  POWER
  s.p.a.  ha  comunicato, all'Agenzia regionale per i rifiuti  e  le
  acque  di  Trapani  (SICILACQUE), di  non  avere  provveduto  alla
  prenotazione  del  gas  presso la SNAM GAS  a  causa  del  mancato
  pagamento  delle  forniture  di gas per  gli  anni  2008  e  2009,
  ammontante ad euro 32.812.664,13;

   la  SICILACQUE,  senza il gas che permette il  funzionamento  del
  dissalatore,  sarà costretta, dall'1 ottobre 2009, ad interrompere
  la produzione e la fornitura di acqua potabile;

   tenuto conto che:

   l'eventuale  interruzione  del servizio  di  fornitura  di  acqua
  potabile  causerebbe,  nei  territori serviti  dall'impianto,  una
  crisi  idrica di incalcolabili proporzioni, sia per la popolazione
  civile che per l'agricoltura;

   la  paventata cessazione del servizio ha causato l'intervento del
  Prefetto  di Trapani che, con nota del 29 settembre c.a., invitava
  a  (...) valutare la possibilità di adottare urgenti provvedimenti
  di  natura  amministrativo-contabile finalizzati al pagamento  dei
  crediti  vantati dalla ENI DIVISIONE GAS E POWER, anche attraverso
  la predisposizione di un piano di rientro progressivo dall'attuale
  esposizione  debitoria'.  Nel contempo,  chiedeva,  alla  predetta
  società, di  (...) accordare una proroga della fornitura  di  gas,
  nelle  more  delle  determinazioni assunte dai  competenti  Organi
  regionali';

   per  sapere se non ritengano opportuno predisporre, con immediata
  esecuzione, un provvedimento contabile per il pagamento di  quanto
  dovuto alla società ENI GAS E POWER s.p.a., al fine di scongiurare
  l'interruzione  della  fornitura di acqua potabile  nei  territori
  serviti dal dissalatore di Trapani». (763)

   Risposta. - «Si rappresenta che l'emergenza relativa al paventato
  mancato funzionamento del dissalatore di Trapani non sussiste  più
  alla data odierna.
   L'esito  delle  trattative  condotte da  questo  Assessorato  con
  E.N.I. Gas & Power S.p.a. si sostanzia nell'avere accordato, nelle
  more  dell'esatta quantificazione del debito complessivo  maturato
  da  E.N.I. nei confronti dell'Agenzia Regionale per i Rifiuti e le
  Acque  per  la  fornitura  di  gas necessaria  al  dissalatore  di
  Trapani,  lo  stanziamento  relativo  ad  una  prima  tranche   di
  pagamento  in  occasione dell'approvazione della prossima  manovra
  correttiva.
   A  conferma  del buon esito della detta trattativa si rappresenta
  che  l'ARRA ha autorizzato Sicilacque, con nota prot. 36983 del  5
  ottobre  2009,  al  prelievo di gas naturale  per  la  rimessa  in
  funzione dell'impianto di dissalazione».

                              L'Assessore
                            (on. Roberto Di
                                Mauro)