Presidenza del vicepresidente Formica
LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi e missioni
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per la presente seduta
gli onorevoli: Apprendi, Donegani, Fagone, Mattarella, Panepinto,
Rinaldi, Scoma.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico, altresì, che sono in missione, per ragioni del loro
ufficio, gli onorevoli: Incardona, dal 13 al 19 dicembre 2009 e
Fiorenza, dal 16 al 30 dicembre 2009.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per i Lavori pubblici:
n. 783 - Chiarimenti in ordine alle procedure di commissariamento
dell'IACP di Siracusa.
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
- da parte dell'Assessore per la Sanità:
n. 311 - Disparità di trattamento nei confronti dei medici fiscali
INPS.
Firmatario: Caputo Salvino
n. 367 - Gestione del personale dell'azienda ospedaliera Villa
Sofia di Palermo.
Firmatari: Aricò Alessandro e Caputo Salvino
n. 386 - Tutela ambientale del territorio di Piana degli Albanesi
(PA).
Firmatari: Galvagno Michele; Lupo Giuseppe; Mattarella Bernardo
n. 554 - Chiarimenti circa la sicurezza trasfusionale del sangue
importato in Sicilia da altre regioni d'Italia.
Firmatario: Bonomo Mario.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Indirizzo di saluto ai docenti e agli studenti dell'Istituto
omnicompresivo statale scuola media S. Pier Niceto (ME) e ai
componenti del Baby Consiglio comunale
di Termini Imerese (PA)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, rivolgo un indirizzo di saluto ai
docenti e agli studenti dell'Istituto omnicompresivo statale scuola
media S. Pier Niceto (ME) e ai componenti del Baby Consiglio
comunale di Termini Imerese (PA).
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
«Norme per l'istituzione ed il coordinamento dei centri di
composizione familiare» (n. 500)
- di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Cordaro in
data 11 dicembre 2009
«Norme in materia di ripubblicizzazione del servizio idrico in
Sicilia» (n. 501)
- di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Ragusa,
Maira e Forzese in data 11 dicembre 2009
«Modifiche ed integrazioni al sistema elettorale degli enti
locali» (n. 502)
- di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Gianni,
Forzese, Maira, Dina e Ragusa in data 11 dicembre 2009
«Trasferimento del governo degli istituti autonomi case popolari
alle province» (n. 503)
- di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Ragusa,
Gianni, Maira e Forzese in data 11 dicembre 2009.
Comunicazione di presentazione e invio di disegno di legge
alla competente Commissione legislativa
PRESIDENTE. Comunico che il seguente disegno di legge è stato
presentato ed inviato alla competente Commissione legislativa:
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
«Disciplina delle terapie mediante Pet therapy» (n. 494)
- di iniziativa parlamentare
- inviato in data 10 dicembre 2009.
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE. Comunico che le seguenti richieste di parere sono
state trasmesse dal Governo ed assegnate alle competenti
Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Trasmissione schemi di decreti assessoriali di ripartizione, per
l'anno 2009, a norma dell'art. 76, comma 5, della l.r. 26/3/2002,
n. 2 (n. 58/I)
- pervenuta in data 14 dicembre 2009
- inviata in data 15 dicembre 2009
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
Direttive per l'attuazione delle linee d'intervento 3.3.1.4 del PO
FESR SICILIA 2007-2013 (n. 59/IV)
- pervenuta in data 15 dicembre 2009
- inviata in data 15 dicembre 2009
Piano regionale di propaganda turistica anno 2010 (n. 60/IV)
- pervenuta in data 14 dicembre 2009
- inviata in data 16 dicembre 2009
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
Sistema 118 e rete di trasporto territoriale. Costituzione di una
società consortile per azioni denominata Sicilia emergenza-urgenza
sanitaria - S.C. p.A. - bozza di statuto societario (n. 57/VI)
- pervenuta in data 10 dicembre 2009
- inviata in data 10 dicembre 2009.
Comunicazione di trasmissione di documentazione da parte del
Presidente della Regione
PRESIDENTE. Comunico che, in data 10 dicembre 2009, il
Presidente della Regione ha trasmesso:
- copia della documentazione relativa al P.O. FESR Sicilia
2007/2013 - Proposta di modifica del riparto risorse del programma.
Copia del sopra citato documento è stata trasmessa alle Commissioni
parlamentari I, III, IV e V;
- copia della documentazione relativa al P.O. FESR Sicilia
2007/2013 - Proposta di modifica delle linee di intervento 5.1.2.1
- 5.1.2.2 - 5.1.2.3 - 5.1.2.4 - 5.1.2.5 - 5.1.3.1 - 5.1.3.2 -
5.1.3.4 - 5.1.3.5 - 5.1.3.6 dei Requisiti di ammissibilità e
criteri di selezione'. Copia del sopra citato documento è stata
trasmessa alle Commissioni parlamentari II, III, e IV.
Comunicazione di assenze alle riunioni della Commissione
legislativa
permanente Affari Istituzionali
PRESIDENTE. Comunico che nelle sedute della Commissione
legislativa permanente Affari Istituzionali (I):
- numero 76 del 9 dicembre 2009 sono risultati assenti gli
onorevoli: Arena, Barbagallo, Cordaro, Cracolici, De Luca,
Gucciardi, Maira e Musotto;
- numero 77 del 15 dicembre 2009 sono risultati assenti gli
onorevoli: Arena, Barbagallo, Cracolici, De Luca, Greco, Gucciardi,
Maira, Marrocco, Musotto, Speziale, Torregrossa e Vinciullo.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
lo Statuto della Regione siciliana, all'art. 17, comma 1, lettera
b), attribuisce alla stessa Regione competenza legislativa
concorrente nella materia della sanità pubblica;
l'ex AUSL n. 9 di Trapani ha indetto un bando di stabilizzazione
del personale non dirigenziale in virtù della legge n. 296 del 27
dicembre 2006, dopo avere stilato un protocollo di intesa tra
l'Assessorato regionale Sanità e le organizzazioni sindacali di
categoria;
tenuto conto che:
tale bando prevedeva un numero di 41 posti per collaboratore
professionale sanitario-infermiere di categoria D;
potevano partecipare coloro che avessero dei requisiti preordinati
alla presentazione delle domande;
considerato che:
degli infermieri che hanno partecipato a questo bando pubblicato
nella GURS del 27 febbraio 2007 e in possesso dei requisiti
previsti sono stati inseriti in una graduatoria - stilata tenendo
conto di una serie di caratteristiche ed all'uopo pubblicata - e ne
sono risultati idonei a seguito della procedura concorsuale 122;
inoltre, nelle more della definizione delle procedure di
stabilizzazione, l'azienda ha continuato ad avvalersi del personale
in servizio nelle posizioni lavorative oggetto della procedura e
nel rigoroso rispetto delle disposizioni vigenti in materia di
contratto a tempo determinato con la sigla di contratti c.d.
'ponte' al di fuori del previgente contesto normativo di cui
all'art. 36 del d.lgs. n. 165 del 2001 nonché al di fuori delle
previsioni del d.lgs. n. 368 del 2001;
l'allora AUSL n. 9, dopo aver accertato che la pianta organica era
vacante di 155 unità, ha attinto da una graduatoria di vincitori di
concorso del 2003 82 infermieri, di cui 60 dalla predetta
graduatoria di stabilizzazione e 22 infermieri dalla graduatoria di
mobilità, restano esclusi dalla graduatoria di stabilizzazione dal
computo in esame 62 infermieri, oggetto della presente
interrogazione;
per sapere se sia previsto un piano di stabilizzazione dei 62
infermieri ex precari dell'AUSL n. 9, inseriti in questa
graduatoria di stabilizzazione, che è valida fino al 31 dicembre
2012, tenuto conto che l'articolo 17 del decreto-legge 1 luglio
2009, convertito in legge 3 agosto 2009, n. 103, impone, per il
biennio 2010 - 2012, che le ASP possono destinare solo il 40 per
cento delle risorse finanziarie disponibili per le nuove
assunzioni». (910)
MARROCCO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:
lo Statuto della Regione siciliana, all'art. 17, attribuisce
competenza legislativa concorrente alla stessa Regione, entro i
limiti dei princìpi e degli interessi generali cui si informa la
legislazione dello Stato, nella materia dell'organizzazione dei
servizi sull'istruzione media e universitaria; il consorzio
universitario di Trapani opera principalmente in virtù di una
convenzione-quadro stipulata con l'ateneo palermitano e singole
convenzioni con le facoltà cui afferiscono i corsi di laurea
attivati a Trapani. Esso ha, infatti, tra le sue finalità
statutarie, quella di favorire l'attuazione di corsi universitari
nella provincia di Trapani, di favorire l'istituzione di strutture
di ricerca, di promuovere attività culturali e di formazione
professionale, di favorire la collaborazione con Paesi in via di
sviluppo;
considerato che:
il corso di laurea di primo livello in ostetricia è attivo presso
il polo territoriale universitario della provincia di Trapani
dall'anno 2003. Il numero degli iscritti è di 35 studenti (dato
aggiornato all'anno accademico 2007/2008 e cumulativo per tutti gli
anni del corso di studi). Si sono laureati presso questo corso di
laurea 38 studenti (dati aggiornati all'anno 2006);
l'immediato trasferimento da Trapani a Palermo ha già creato
grosse difficoltà logistiche ed un aggravio delle spese per gli
studenti trapanesi, i quali hanno ricevuto la notizia solo il
giorno prima, dovendo già essere il giorno successivo a Palermo per
seguire le lezioni previste;
per sapere:
quali interventi si intendano porre in essere per evitare che,
solo per ignavia e mancanza di senso di responsabilità, si perda un
importante organismo di formazione a Trapani, struttura che dà
prestigio alla Regione, istituzione fondamentale per la formazione
iniziale e continua di futuri professionisti nel settore sanitario
dello Stato, della Regione, degli enti locali e di tutti gli altri
enti pubblici, con grave nocumento per lo sviluppo e per la
credibilità della Sicilia e del Governo regionale;
quali garanzie si intendano fornire agli studenti che
rappresentano il futuro della nostra comunità». (911)
MARROCCO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti, premesso che Augusta (SR) è un centro
della provincia di Siracusa di oltre 35 mila abitanti con un polo
industriale nel campo petrolifero, chimico e cementizio tra i più
grandi d'Europa. Per la sua vicinanza a Catania, è altresì centro
catalizzatore di numerose attività artigianali e commerciali che
permettono di considerare la cittadina siracusana uno dei centri
più importanti dell'intera Regione;
considerato che:
nonostante l'importanza di Augusta e del suo hinterland, le
Ferrovie dello Stato hanno ritenuto opportuno, in nome di una
politica di riduzione dei costi che penalizza sempre e soltanto il
Sud, ridurre in maniera schizofrenica la stazione ferroviaria
megarese ad una squallida fermata, senza alcun tipo di servizio;
la stazione di Augusta era già priva della biglietteria dal 2007,
dei servizi igienici, non aveva una ristorazione in grado di
rispondere alle esigenze dei viaggiatori, adesso le macchinette per
la vendita automatica dei biglietti funzionano a singhiozzo,
facendo rischiare così multe salate ai passeggeri che partono da
Augusta, impossibilitati a munirsi del regolare biglietto. Tutto
ciò è vergognoso ed impensabile per una stazione ferroviaria che
deve servire un bacino di utenza di oltre 50 mila persone che
spazia su due province, quelle di Siracusa e Catania;
i servizi che, di contro, vengono offerti dalle Ferrovie dello
Stato sono sintomatici dell'assoluta mancanza di considerazione e
rispetto che le FF.SS. hanno nei confronti dei siciliani: biglietti
in costante aumento e tratte ferroviarie percorse in tempi biblici
(45 chilometri percorsi in un'ora abbondante);
per sapere:
se non ritengano urgente adoperarsi presso i vertici delle
Ferrovie dello Stato affinché possano intervenire per dotare la
stazione ferroviaria di Augusta di tutti quei servizi
indispensabili agli utenti;
se non ritengano opportuno intervenire presso i vertici delle
Ferrovie dello Stato per riaprire la biglietteria nella stazione
ferroviaria di Augusta». (913)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura e
le foreste, premesso che:
il caldo prolungato che, in questi ultimi giorni, ha interessato
la nostra Regione ed in modo particolare la provincia di Siracusa,
sta causando enormi problemi agli agrumicoltori siciliani;
la mancanza di acqua piovana, normalmente abbondante in questo
periodo dell'anno, sta costringendo i coltivatori ad irrigare
artificialmente gli agrumeti, con evidenti costi di produzione
aggiuntivi. Di contro, i prezzi alla vendita sono rimasti
invariati, se non addirittura diminuiti, anche perché quest'anno si
è avuta un'abbondante produzione di tutti i tipi di agrumi;
rilevato che:
a questa già problematica situazione, si deve aggiungere l'arrivo
sui mercati italiani e siciliani di agrumi provenienti da vari
Paesi extracomunitari che stanno stravolgendo l'intero mercato;
questi agrumi, 'figli' di sistemi di coltivazione intensiva, sono
prodotti senza alcuna regola in termini di igiene alimentare,
sicurezza nei luoghi di lavoro e costo della mano d'opera, fattori
produttivi che incidono in maniera prevalente sui costi di
produzione. Tutto ciò consente l'arrivo, sui mercati europei, di un
prodotto con prezzi assolutamente concorrenziali rispetto alla
nostra produzione, che si è sempre contraddistinta per la scelta
della qualità degli agrumi rispetto alla quantità prodotta, nel
rispetto delle disposizioni comunitarie e del PSR 2007/2013 della
Regione siciliana;
non essendoci inoltre, in questi Paesi produttori, severe
normative che tutelino la salute pubblica, gli agrumi immessi sul
mercato siciliano presentano residui chimici, causati dall'uso di
antiparassitari, nocivi per l'uomo, assolutamente vietati in tutta
la Comunità europea;
considerato che tale crollo dei prezzi induce i produttori
siciliani di agrumi a lanciare una drammatica richiesta di
intervento da parte delle Autorità regionali, visto che il crollo
dei prezzi di vendita degli agrumi non permette agli stessi
produttori di sopravvivere, calcolando che i costi di produzione
oramai sono superiori ai ricavi;
per sapere:
se non ritengano utile predisporre interventi in aiuto degli
agrumicoltori siciliani, vittime delle condizioni climatiche
avverse;
se non ritengano opportuno intervenire urgentemente al fine di
garantire i nostri produttori di agrumi nei confronti di altre
produzioni provenienti da Paesi extracomunitari che, sia per la
tipologia del raccolto che per i costi della manodopera, stanno
mettendo in ginocchio l'intero comparto agrumicolo in Sicilia».
(914)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che il rettore
dell'Università di Palermo, con decreto dell'1 dicembre 2009, ha
trasferito il corso di laurea in ostetricia dalla sede di Trapani a
quella di Palermo;
considerato che:
il provvedimento è privo di reale motivazione;
si determinerebbe l'ennesima ingiusta decisione nei confronti
della sede dell'Università degli studi di Trapani, privandola di
una scuola che ha diversi decenni di tradizione e di esperienze;
ritenuto che la predetta decisione arreca danno agli studenti
trapanesi e all'intera provincia, ciò è assolutamente
inaccettabile;
per sapere:
se non ritengano di intervenire tempestivamente presso il rettore
dell'Università degli studi di Palermo per chiedere la revoca
immediata del decreto che trasferisce il corso di laurea in
ostetricia da Trapani a Palermo; quali iniziative intendano
assumere per scongiurare l'inesorabile defraudamento della sede
universitaria di Trapani». (915)
GUCCIARDI
«All'Assessore per la sanità, premesso che:
la mobilità sanitaria - somministrazione diretta di farmaci - file
'F' (ai sensi del testo unico 'Compensazioni della Mobilità
Sanitaria' la Circolare del Min. Sanità n. 100/SCPS/4.344/97)
prevede la compensazione anche dei farmaci H-OSP1 nell'ambito di
prestazioni individuate dal testo unico e dai provvedimenti
regionali;
il testo unico individua il n. 99.29.09 'iniezione di tossina
botulinica' come una prestazione ambulatoriale che, non includendo
il costo del farmaco, consente la compensazione del farmaco
attraverso il regime file F';
riconosciuto che la tossina botulinica di tipo 'A' è utile ed
indicata per distonie cervicali, emispasmi facciali, blefarospasmo,
spasticità dell'adulto e paralisi cerebraale infantile e
iperidrosi;
constatato che:
in tutte le regioni d'Italia la tossina botulinica di tipo A con
le indicazioni su riportate è inserita nel flusso F;
in Sicilia, invece, il decreto assessoriale del 12 novembre 2007
(pubblicato nella GURS n. 57 del 7 dicembre 2007) di fatto mantiene
la sospensione del file F per la tossina botulinica, non essendo
questa mai stata inserita nell'elenco degli H-OSP1 a cui è
consentito il file F;
considerato che:
la tossina botulinica è un farmaco somministrato da struttura
ospedaliera per un utilizzo ambulatoriale ai pazienti non
ricoverati per garantire la continuità assistenziale con cicli di
cura programmati;
il decreto assessoriale già citato ha prodotto un aggravio di
spesa nella Regione siciliana per le aziende in cui operano i
medici che utilizzano il farmaco in oggetto, nonché un'induzione di
inappropriatezza prescrittiva;
per sapere quali ragioni ostino in Sicilia all'inserimento della
tossina botulinica di tipo 'A' tra i farmaci H-OSP1 che si
avvalgono della compensazione attraverso il file 'F'». (917)
APPRENDI
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i lavori
pubblici, premesso che:
l'articolo 33 della l.r. n. 6 del 2009 recante 'Disposizioni in
materia di recupero degli edifici situati nei centri storici e in
zone omogenee' stabilisce che: 'l'Assessorato regionale dei lavori
pubblici è autorizzato a stipulare con gli istituti di credito
convenzioni finalizzate alla stipula di contratti di mutuo
ventennale con i proprietari di immobili situati nei centri storici
o in zone omogenee classificate 'A' nei piani regolatori generali
dei comuni e con i proprietari di edifici classificati netto
storico, per la manutenzione straordinaria, l'adeguamento alle
norme vigenti e alle disposizioni antisismiche, il restauro, il
ripristino funzionale degli stessi, o di porzioni di essi, per
unità immobiliari da adibire ad uso residenziale per un importo
massimo di 300 migliaia di euro, e comunque non superiore ad un
importo massimo di 2.000 euro/mq, per ciascun soggetto richiedente
e per ciascuna unità abitativa, ponendo a carico del bilancio
regionale il 100% del costo degli interessi. I mutui di cui al
presente comma possono coprire il 100% del costo degli interventi
di restauro e di ripristino funzionale';
il succitato articolo, al comma 2, stabilisce anche che: 'Per le
finalità del presente articolo è autorizzato, a decorrere
dall'esercizio finanziario 2009, un limite di impegno ventennale
dell'importo di 7.500 migliaia di euro, a decorrere dall'esercizio
finanziario 2010, un limite di impegno ventennale di 2.500 migliaia
di euro e a decorrere dall'esercizio finanziario 2011 un limite di
impegno ventennale di 2.500 migliaia di euro';
con la norma sopra indicata è stato altresì abrogato l'articolo 25
della legge regionale 6 febbraio 2008, n. 1, che recava analoghe
disposizioni relative ai centri storici e alle procedure per il
loro risanamento;
considerato che:
l'immediata attuazione del citato art. 33 consentirebbe a tutti i
cittadini di ristrutturare la propria abitazione, attivando sia una
spesa non indifferente a carico dei privati sia ricadute positive
anche in ambito occupazionale;
nessun decreto attuativo della norma abrogata è stato mai emanato
e per questa ragione non si è mai proceduto all'attivazione di
quanto sancito dall'articolo 25 della l.r. n. 1/2008;
l'art. 33 della l.r. n. 6/09 ha sostituito l'art. 25 della l.r. n.
1/08, oggetto di una precedente interrogazione dello sottoscritto
interrogante (n. 138 del 24 settembre 2008) al quale l'Assessore
per i lavori pubblici ha risposto (dopo 13 mesi) con nota
protocollo GAB n. 785 del 12 ottobre 2009, nella quale si ribadiva
l'abrogazione dell'articolo 25 della l.r. 1/2008, sostituito
dall'articolo 33 della l.r. 6/2009, cosa già nota, senza
pronunciarsi nel merito delle inadempienze e dei ritardi
dell'Assessorato;
rilevato che l'abrogazione di una norma e l'approvazione di una
nuova disposizione nei fatti non risolve il problema della concreta
attuazione della stessa, dal momento che la vera questione rimane
l'emanazione dei decreti conseguenti alla norma medesima, senza i
quali nessun atto concreto in direzione del graduale processo di
risanamento dei centri storici in Sicilia può essere adottato;
per sapere:
quali ragioni abbiano impedito l'emanazione dei decreti relativi
alla vigente norma, l'articolo 25 della l.r. n. 1 del 2008;
se non ritenga urgente procedere con gli adempimenti di competenza
al fine di consentire rapidamente l'applicazione dell'art. 33 della
l.r. n. 6 del 2009, favorendo così l'azione di recupero dei centri
storici in Sicilia». (918)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
DI BENEDETTO
«All'Assessore per i lavori pubblici, premesso che:
ai sensi dell'articolo 32 della l.r. n. 7 del 2003, al fine di
promuovere lo snellimento delle procedure, è attiva, per il
deposito in tempo reale di progetti e varianti in base agli
articoli 2, 17 e 18 della legge n. 64 del 1974 ed all'articolo 4
della l. n. 1086 del 1971, la procedura di deposito delle pratiche
relativamente alle zone ad alta sismicità, come riportato nel sito
istituzionale del Genio civile di Agrigento;
secondo la procedura, i professionisti presentano l'istanza del
progetto o della variante, mentre i funzionari direttivi esaminano
formalmente la pratica, controllando che la documentazione sia
completa e, nel caso in cui questa sia incompleta, l'istanza viene
respinta e pertanto non caricata al protocollo;
la prima fase della procedura consiste semplicemente in una mera
verifica veloce e formale della completezza del progetto
presentato;
rilevato che per tale prima fase della procedura è oggi necessario
recarsi presso gli uffici del Genio civile che hanno sede ad
Agrigento, con notevoli disagi per i professionisti (ingegneri,
architetti, geometri e periti edili), disagi dovuti ai numerosi
chilometri da percorrere per raggiungere tale sede;
per sapere se non ritenga opportuno porre in essere le necessarie
misure presso l'ufficio del Genio civile di Agrigento allo scopo di
provvedere all'apertura, almeno un giorno della settimana, di una
sede distaccata nella città di Sciacca (AG) al fine di consentire
il rilascio dell'attestazione di avvenuto deposito dei progetti,
agevolando notevolmente l'attività di tutti i professionisti del
settore non solo di Sciacca, ma anche di tutti i paesi limitrofi
quali Menfi, Santa Margherita di Belice, Montevago, Sambuca,
Ribera, Burgio e Calamonaci». (919)
MARINELLO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali le autonomie locali, premesso che:
lo Stato italiano, con norme specifiche, ha sempre tutelato il
portatore di handicap, sia nell'ambito familiare, sia in quello
lavorativo: tutto ciò, giustamente, per rendere la vita la più
normale possibile a chi, per nascita o per trauma, è costretto a
convivere con un handicap che può raggiungere anche il 100 per
cento di invalidità;
tra le tante normative vigenti, vi è il decreto del Presidente
della Repubblica 24 luglio 1996, n. 503, che, al comma 3 dell'art.
11 recita testualmente che: 'la circolazione e la sosta sono
consentite nelle zone a traffico limitato e nelle aree pedonali
urbane, così come definite dall'art. 3 del decreto ingiuntivo. 30
aprile 199, 2 n. 285, qualora è autorizzato l'accesso ad una sola
categoria di veicoli per l'espletamento dei servizi di trasporto di
pubblica utilità';
visto che:
nonostante sia evidente, dal disposto della legislazione
nazionale, la volontà di rendere meno problematica la vita ai
diversamente abili che hanno, come unico mezzo di locomozione,
vetture con accompagnatore o automobili modificate in funzione del
proprio handicap, le nuove frontiere in tema di controlli delle
zone a traffico limitato rendono vane le peculiarità e i diritti
riconosciuti ai diversamente abili dal suddetto D.P.R.;
nella quasi totalità delle città siciliane, che adottano zone a
traffico limitato o isole pedonali, i comuni hanno istallato
sistemi di controllo visivo con telecamere collegate a centraline
posizionate nei comandi dei vigili urbani;
tali telecamere leggono esclusivamente le targhe posteriori delle
autovetture, quindi non inquadrano, nei loro obiettivi, eventuali
pass esposti nel parabrezza anteriore, così come disposto dal
vigente codice della strada. Di conseguenza, l'autovettura che ha a
bordo un portatore di handicap viene puntualmente sanzionata fino a
quando il disabile non riesca a dimostrare che era a bordo della
medesima auto, il tutto con un ricorso e relativa perdita di tempo,
denaro e disagio personale da presentare ai vari comandi di polizia
municipale;
allo stato attuale, l'unica soluzione al problema è che il
disabile comunichi anticipatamente, a tutti i sindaci dei singoli
comuni, l'itinerario che deve effettuare, la targa della macchina
utilizzata per il viaggio, la copia del contrassegno e la data
certa di quando intenda effettuare lo spostamento. E' evidente che
deve rinunciare ad eventuali modifiche del percorso precedentemente
stabilito e comunicato, limitando di conseguenza, ulteriormente, le
sue già scarse possibilità di movimento;
considerato che:
la realtà attuale è costellata da un intreccio incredibile di
violazioni, sia dal punto di vista normativo sia, cosa ancora più
grave, per quanto concerne la libertà di movimento dei singoli
disabili, libertà sancita dalla Costituzione italiana;
è impensabile che in uno Stato dove la parità di trattamento tra
normodotati e diversamente abili è sinonimo di democrazia e
sviluppo sociale, si perseveri a creare difficoltà a chi ha un
handicap, difficoltà spesso risolvibili con soluzioni economiche
facilmente attuabili;
per il rispetto delle norme vigenti e per garantire libertà di
movimento a tutti i disabili basta munire le telecamere di congegni
elettronici atti al rilevamento di pass forniti gratuitamente a
tutti i portatori di handicap che ne hanno diritto;
per sapere se non ritengano utile ed improcrastinabile predisporre
un atto normativo che obblighi tutti i comuni della Sicilia che
attivano isole pedonali o zone a traffico limitato videosorvegliate
a munire le telecamere di controllo di specifici lettori di pass
elettronici da fornire gratuitamente a tutti i portatori di
handicap che ne facciano richiesta e che ne abbiano diritto, in
modo da facilitare gli spostamenti all'interno delle aree a
traffico limitato o isole pedonali». (920)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore alla Presidenza,
premesso che:
il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, in data 27 agosto 2007,
ha emanato un bando di concorso mirante alla stabilizzazione del
personale volontario che ha svolto la propria attività nell'ente
medesimo;
dopo avere chiuso le fasi preliminari di raccolta delle domande di
partecipazione al concorso, il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco
ha modificato il bando originario, aggiungendo un ulteriore vincolo
che prevedeva l'obbligo di avere effettuato almeno 120 giorni di
servizio volontario nel quinquennio gennaio 2002 - gennaio 2007;
visto che:
con questa modifica, peraltro illegittima, migliaia di domande
sono state escluse per mancanza dei requisiti richiesti. Tra
l'altro, moltissimi dei partecipanti al concorso, pur avendo il
suddetto requisito, non l'hanno citato nella domanda, dato che non
era originariamente richiesto;
sono oltre 500 i vigili del fuoco precari siciliani vittime di
questa assurda procedura adottata dal Corpo nazionale dei Vigili
del fuoco;
considerato che:
alcuni dei concorsisti esclusi hanno presentato ricorso al
Tribunale amministrativo regionale della Liguria e che
quest'ultimo, con sentenza del 28 maggio 2009, ha giudicato fondato
il ricorso, obbligando, di fatto, il Corpo nazionale dei Vigili del
fuoco ad annullare tutte le esclusioni dal bando motivate dalla
mancanza del requisito di cui sopra, originariamente non richiesto;
alla data odierna, il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco ancora
non ha reintegrato gli esclusi, disattendendo, di fatto, quanto
stabilito dal TAR della Regione Liguria;
per sapere se non ritengano utile ed urgente intervenire presso i
vertici nazionali del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco affinché
dia seguito a quanto stabilito dal Tribunale amministrativo
regionale della Liguria, reintegrando tutti i vigili del fuoco
precari esclusi dalla stabilizzazione i quali, dopo anni di
sacrifici e di onorato servizio, speravano finalmente di avere
riconosciuti i propri diritti ad una assunzione certa ed a tempo
indeterminato, anche in considerazione della peculiarità siciliana,
regione soggetta a possibili disastri ambientali causati dalla
morfologia del terreno, dagli incendi boschivi, dalle alluvioni,
dai terremoti e, non ultima per importanza, dalla presenza dei tre
più grandi poli petrolchimici d'Europa». (921)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti, premesso che:
le competenze in materia di servizi ferroviari di interesse locale
effettuati nelle regioni a Statuto speciale, di cui all'articolo 9
del decreto legislativo del 19 novembre 1997, n. 422, a decorrere
dall'entrata in vigore della legge 23 luglio 2009, n. 99, sono
transitate nelle mani delle regioni medesime;
a tal fine, il Ministero dell'economia e delle finanze provvede al
trasferimento delle risorse, in conformità agli ordinamenti
finanziari delle singole regioni, nei limiti degli stanziamenti di
bilancio, utilizzando le risorse da destinare a titolo di pagamento
dei corrispettivi, in favore di Trenitalia s.p.a., derivanti dal
contratto di servizio posto in essere con lo Stato;
il decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con
modificazioni, in legge 28 gennaio 2009, n. 2, recante 'Misure
urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e imprese e
per ridisegnare in funzione anticrisi il quadro strategico
nazionale', all'articolo 25, comma 1, ha istituito, nello stato di
previsione della spesa del Ministero dell'economia e delle finanze,
un fondo con una dotazione finanziaria di 960 milioni di euro per
l'anno 2009, per investimenti del gruppo Ferrovie dello Stato;
il comma del su citato articolo 25 obbliga le Ferrovie a
relazionare annualmente al Ministero dell'economia e delle finanze
sull'impiego di dette somme, sui risultati conseguiti e sul
rispetto delle percentuali di assegnazione delle quote di
investimento al Nord e al Sud del Paese, pari, rispettivamente, al
15 e all'85 per cento, trattandosi di fondi FAS con vincoli di
destinazione geografica;
preso atto che:
il trasferimento delle risorse disponibili effettuato dal
Ministero ammonta a 100 milioni di euro;
il decreto-legge n. 185 del 29 novembre 2008 mette a disposizione
per la Sicilia, nella ripartizione per aree geografiche del Sud,
circa 94 milioni di euro per l'acquisizione di materiale rotabile
Trenitalia s.p.a. e circa 90 milioni di euro per investimenti
infrastrutturali R.F.I.;
con i contratti di almeno sei anni, Trenitalia destinerà alla
Sicilia un'ulteriore quota derivante dall'autofinanziamento per
acquisto di nuovo materiale rotabile;
considerato che:
i fondi trasferiti dal Ministero permettono il mantenimento, da
parte di Trenitalia s.p.a., degli attuali servizi;
l'utilizzazione dei fondi previsti nel decreto legge n. 185
permette il rinnovo di tutto il parco rotabile vetusto presente
nell'Isola e la velocizzazione di alcune linee con significativi
recuperi di percorrenza;
le somme destinate all'acquisizione del materiale rotabile possono
contribuire alla salvaguardia dell'occupazione nelle industrie
metalmeccaniche ferroviarie presenti nell'Isola;
per sapere quali motivazioni ad oggi abbiano impedito la ratifica
del contratto di servizio mediante il quale si utilizzano i fondi
FAS previsti nel decreto-legge sopra indicato e se pertanto non
ritengano opportuno e urgente provvedere alla stipula del contratto
medesimo al fine di consentire la destinazione dei fondi alla
Sicilia per interventi infrastrutturali». (923)
CRACOLICI
«Al Presidente della Regione all'Assessore per il lavoro, la
previdenza sociale, la formazione professionale e l'emigrazione e
all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le autonomie
locali, premesso che:
la Tributi Italia s.p.a. (ex San Giorgio) è una società esercente
l'attività di riscossione dei tributi locali in regime di
convenzione con diverse amministrazioni comunali di tutte le
regioni italiane, inclusa la Regione siciliana;
la Tributi Italia s.p.a. sta attraversando un grave momento di
crisi che rappresenta un serio elemento di preoccupazione per la
stabilità occupazionale;
detta società, alla data di oggi, dà occupazione sul territorio
della Regione siciliana a 105 lavoratori con contratto terziario ed
ha convenzioni attive con 93 comuni;
a causa della crisi in cui versa, la società Tributi Italia s.p.a
non ha corrisposto ai lavoratori le retribuzioni relative ai mesi
di agosto, settembre, ottobre e novembre 2009;
le federazioni sindacali hanno svolto, il 20 novembre 2009, per le
motivazioni sopra elencate, uno sciopero a livello nazionale con un
sit-in presso la Presidenza della Regione siciliana allo scopo di
sensibilizzare le istituzioni e la collettività;
la crisi in cui versa la società, oltre a causare problemi ai
lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro, mette in
seria difficoltà anche i comuni e gli enti convenzionati con la
Tributi Italia, ed in particolare le municipalità più piccole che
rischiano il dissesto finanziario non riscuotendo le quote tributi
loro spettanti;
un comitato spontaneo dei lavoratori siciliani della società
Tributi Italia s.p.a. - con una lettera indirizzata al Presidente
della Regione siciliana e agli Assessori regionali per il bilancio,
per il lavoro e per la famiglia - ha richiesto un sostegno ed un
impegno politico allo scopo di arginare e scongiurare questo stato
di crisi;
per sapere:
se non ritengano indispensabile un intervento urgente a tutela dei
105 lavoratori de quo;
se non ritengano necessario istituire un tavolo con l'ANCI Sicilia
al fine di stipulare uno specifico accordo di programma per
agevolare sia i processi a salvaguardia dei posti di lavoro presso
la società Tributi Italia s.p.a., sia i rapporti convenzionali tra
la predetta società e gli enti locali della Regione siciliana
oggetto di concessione, al fine di instaurare un confronto a
salvaguardia degli interessi di tutte le parti in causa;
se non ritengano, altresì, indispensabile intervenire nei
confronti del Governo nazionale nell'affiancamento istituzionale
avanzato da Tributi Italia s.p.a. (ex San Giorgio)». (924)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
ODDO
«All'Assessore per il territorio e l'ambiente e all'Assessore per
l'agricoltura e le foreste, premesso che:
con i decreti del Dirigente generale dell'Assessorato regionale
Territorio e ambiente del 30 giugno 2009 e che vanno dal n. 579 al
n. 679, sono stati approvati i piani di gestione (p.d.g) delle ZPS
(zone di protezione speciale) e ZSC (zone speciali di
conservazione) ricadenti nel territorio siciliano, da integrare, a
cura dei beneficiari, per la gestione nell'ambito della rete
'Natura 2000' ;
da un sommario esame dei decreti di approvazione, permanendo
enormi difficoltà per la consultazione dei piani di gestione,
l'esercizio dell'attività venatoria nelle zone ZPS, libere da altri
vincoli, non sembra essere contemplato tra gli interventi umani
praticabili;
i territori inclusi nelle ZPS non soggetti ad altri vincoli non
ricadono tra i territori protetti, essendo rimasti sino ad oggi
fruibili venatoriamente;
il decreto del Ministero dell'ambiente del 17 ottobre 2007
concernente i criteri minimi uniformi per la conservazione relativi
alle zone speciali ZSC e ZPS ha previsto, quale uniche misure
limitative dell'attività venatoria, il divieto di preapertura in
tutte le ZPS e l'apertura della caccia dall'1 ottobre nelle ZPS
attraversate da rotte di migrazione o incluse nelle isole minori;
tali criteri sono stati da ultimo ribaditi dalla delibera della
Conferenza permanente Stato-regioni che, in data 26 marzo 2008, ha
modificato il deliberato del soppresso Comitato per le aree
protette;
la chiusura all'attività venatoria in tutte le ZSC e ZPS produce
un aumento del territorio chiuso alla stessa, in particolare nelle
isole minori, in palese contrasto con l'articolo 14, comma 3, della
legge regionale n. 33 del 1997, che prevede che il territorio
destinato a protezione non può superare il 25 per cento del
territorio agro-silvopastorale;
il superamento della soglia del 25 per cento di territorio agro-
silvopastorale destinato a protezione comporterebbe seri rischi
di depauperamento delle restanti zone libere all'esercizio della
caccia vista l'elevata densità venatoria;
per sapere:
se i piani di gestione delle ZSC e ZPS limitino ulteriormente la
superficie del territorio agro-silvopastorale accessibile
all'attività venatoria ed, in tal caso, se tale ulteriore limite
sia assistito da motivazioni tecnico-scientifiche reali e
plausibili;
se non ritengano indispensabile modificare i piani di gestione,
per rendere praticabile l'attività venatoria nelle zone sopra
citate escluse da altri vincoli, in conformità ai criteri minimi di
salvaguardia imposti dal decreto del Ministero dell'ambiente
succitato e nel rispetto dell'art. 14, comma 3, della legge
regionale n. 33 del 1997». (925)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
ODDO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
da organi di stampa si apprende di una ventilata e paventata
soppressione del reparto di chirurgia generale dell'ospedale San
Vincenzo di Taormina (ME), diretto dal prof. Vincenzo Morici;
in pochi giorni sono state raccolte oltre 10 mila firme dai
residenti di Taormina, a cui si sono aggiunte le manifestazioni di
solidarietà da parte di tutti i comuni del comprensorio in ordine
alla necessità di tutelare i 20 posti di chirurgia che
rappresentano una fondamentale risorsa non solo per i cittadini
residenti nel comprensorio messinese ma anche per i turisti, stante
la connotazione turistica del territorio;
ritenuto che:
l'ospedale di San Vincenzo è una struttura che rende un servizio
efficiente, con prestazioni sanitarie plurispecialistiche di alta
professionalità non solo ai comuni della Valle dell'Alcantara e del
comprensorio ionico della provincia di Messina ed ai comuni
limitrofi della provincia di Catania (Calatabiano, Fiumefreddo,
Castiglione, Linguaglossa, Piedimonte, etc.), ma anche ai tanti
turisti che scelgono Taormina e le vaste zone limitrofe come mete
per i loro viaggi;
con la soppressione del reparto di chirurgia generale l'intera
comunità ionica verrebbe privata di un sicuro e qualificato punto
di riferimento e si ridurrebbe, in ultima analisi, la capacità di
'offerta di salute' di tutto il presidio ospedaliero di Taormina;
se attuato, detto provvedimento priverebbe, inoltre, l'intero
presidio ospedaliero di professionalità che, nel corso di questi
anni, hanno dato un apporto indispensabile con interventi in
urgenza estremamente complessi, che solo le capacità professionali
e lo spirito di abnegazione mostrato (il prof. Morici in testa)
hanno potuto affrontare e risolvere con brillanti risultati, che ne
hanno fatto il fiore all'occhiello del presidio ospedaliero;
sopprimendo l'unità operativa di chirurgia generale, con 20 posti
letto, i pazienti dovrebbero essere trasferiti presso altre
strutture della provincia di Messina ovvero di Catania o presso
strutture private, con grave rischio per la salute dei medesimi, in
quanto il tempo può essere determinante per la sopravvivenza, e
ciò, peraltro, con un ulteriore aggravio di spese a carico dei
singoli cittadini e senza una economia reale della spesa sanitaria;
l'anno di produttività (si tratta di circa mille pazienti) della
chirurgia generale conta interventi chirurgici di elevata DRG,
come: emicolectomia, splenectomia, surrenectomia, interventi per
ernia iatale con tecniche tradizionali e laparoscopiche;
considerato che:
l'art. 32 della nostra Costituzione tutela la salute come
fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività;
la medesima norma costituzionale recita, altresì, che 'la legge
non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della
persona umana' e, dunque, configura il diritto alla salute come un
diritto fondamentale non comprimibile;
nessun intervento governativo che si ponga come obiettivo la
razionalizzazione della spesa, pertanto, può mai prescindere dal
rango di diritto inviolabile, incomprimibile, assoluto e
fondamentale, qual è il diritto alla salute, né ad esso
contrapporsi senza comprimerlo;
per sapere:
se sia vero quanto riportato sulla stampa in merito alla volontà
di sopprimere il reparto di chirurgia generale dell'ospedale San
Vincenzo di Taormina;
se, in caso affermativo e alla luce delle considerazioni sopra
esposte, non ritengano di dovere rivedere il piano di rientro
sanitario varato, affinché il reparto di chirurgia in argomento non
soltanto possa continuare a prestare la propria meritoria opera,
come ha fatto fino ad oggi, ma venga potenziato, atteso che la sua
soppressione rappresenterebbe una inestimabile perdita per una
utenza che valica i confini della provincia messinese». (909)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
RINALDI
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
l'azienda ospedaliera Vittorio Emanuele di Catania è stata la
prima per produttività tra le aziende sanitarie siciliane;
a breve si prevede il trasferimento al policlinico delle divisioni
di ostetricia e ginecologia, di chirurgia pediatrica, di ematologia
e di oculistica;
considerato che:
la chirurgia pediatrica è un reparto ospedaliero e non
universitario, di indispensabile supporto al reparto di pediatria,
nel quale insiste anche il pronto soccorso pediatrico;
l'ematologia dell'ospedale Ferrarotto, oltre ad essere un reparto
ospedaliero e non universitario, è stata storicamente un punto di
riferimento particolarmente significativo per la città di Catania;
ritenuto che:
la mancanza di medici e di altri 40 infermieri professionali
rischia di pregiudicare la continuità assistenziale di importanti
attività;
l'area nella quale si registra maggiore sofferenza è quella
dell'emergenza (pronto soccorso generale e pronto soccorso
pediatrico);
per sapere:
quale sia il 'disegno' della programmazione sanitaria nella città
di Catania;
se l'unificazione con il policlinico risponda all'esigenza di una
maggiore qualità dell'assistenza sanitaria oppure a logiche poco
chiare;
quali siano le prospettive dell'ex azienda ospedaliera Vittorio
Emanuele in ragione anche delle alte specialità possedute;
se l'ospedale di Librino (CT), subirà un'ulteriore
ridimensionamento a vantaggio del policlinico». (912)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
BARBAGALLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti, premesso che da tempo è in affidamento
provvisorio alla società di trasporti SAIS il servizio di autolinea
che collega Palermo con Messina e viceversa e che questa assicura
lo stesso servizio con 8 corse giornaliere di intercity senza soste
intermedie;
considerato che in posizione baricentrica tra Palermo e Messina si
colloca lo svincolo autostradale della città di Sant'Agata di
Militello (ME), che serve più di 90.000 abitanti e dove, tra
l'altro, ci sono uffici giudiziari e finanziari, e che in atto non
è previsto alcun collegamento su gomma con la città di Palermo,
potendosi usufruire soltanto di alcuni treni a lenta percorrenza
che impiegano molte ore;
considerato inoltre che la necessità di istituire una linea
diretta tra Sant'Agata di Militello e Palermo è avvertita anche e
soprattutto dai residenti dei comuni che insistono nel bacino dei
Nebrodi, dai pendolari e dai tantissimi studenti dell' ateneo
palermitano che ne trarrebbero certamente giovamento;
ritenuto che lo sviluppo del territorio del parco dei Nebrodi, il
quale comprende ben 23 comuni che vedono nell'istituzione di una
nuova linea diretta che colleghi Palermo, sede dell'aeroporto più
vicino, con Sant'Agata di Militello, rappresenta un'eccezionale
occasione di sviluppo, nonché un mezzo per far conoscere ambienti
di elevata naturalità, nei quali sono custoditi i segni dell'azione
millenaria dell'uomo, la cui presenza è documentata sin dalle
epoche più remote, come nell'antico comune di San Marco d'Alunzio
ed in particolare sul Monte Scurzi, dove sono stati individuati
livelli di età pregreca e greco-arcaica, per proseguire con
vestigia di epoche romana e normanna e con le vestigia di Tea nel
comune di Acquedolci;
verificato che artisti del calibro di Domenico Gagini, del
palermitano Velasquez, di Zoppo di Gangi sono solo alcuni fra i
pittori che hanno lasciato opere in questa zona; verificato inoltre
che:
il parco ha costituito il circuito ' NEBRODI - OUTDOOR' che
aggrega e segnala tutti i soggetti che svolgono e offrono servizi
di fruizione sostenibile nel territorio dei Nebrodi come escursioni
a piedi, in bici, a cavallo; progetti e lezioni di educazione
ambientale; visite guidate; visite culturali; giornate ed eventi
tematici; gestione centri escursionistici ed informativi;
l'artigianato del distretto della ceramica di S. Stefano di
Camastra vanta un repertorio ricchissimo di forme, figure e colori
con le tradizionali decorazioni policrome;
ritenuto infine che tutte queste località, se rese meglio
raggiungibili per il turista con l'istituzione di nuovi strumenti
di trasporto, possono certamente essere mirabili motori di
attrattiva per il turismo della zona;
per sapere se non ritengano di istituire urgentemente una nuova
linea diretta che colleghi Palermo con Sant'Agata di Militello, al
fine di assicurare finalmente un servizio a quelle centinaia di
migliaia di cittadini residenti nel comune medesimo e nei comuni di
tutto il bacino dei Nebrodi, che da tempo chiedono l'istituzione
della linea di autotrasporto, e per sviluppare e quindi far
conoscere un territorio, quello del parco dei Nebrodi, che
certamente potrà essere un motore di sviluppo per tutta l'area e,
nelle more dell'avvio del relativo iter amministrativo, se
intendano attivare le procedure affinché l'attuale concessionario
provvisorio istituisca una fermata all'uscita del casello
autostradale di Sant'Agata di Militello per tutte le corse che in
atto collegano Palermo con Messina e viceversa». (916)
CORONA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il lavoro, la
previdenza sociale, la formazione professionale e l'emigrazione,
premesso che:
con l'art. 40, comma 3, della legge regionale 5 novembre 2004, n.
15, è stata introdotta la possibilità di assegnare a compiti di
ispezione in materia di lavoro '( ) personale in forza presso i
servizi degli uffici del lavoro la cui idoneità allo svolgimento
dei nuovi compiti è garantita dall'apposita attività di
affiancamento al personale già inquadrato quale ispettore del
lavoro, nonché attraverso idonei percorsi di formazione, da
svolgersi anche mediante corsi telematici';
il 22 dicembre 2004 è stato stipulato un protocollo d'intesa tra
il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e la Regione
siciliana - Assessorato regionale del lavoro, della previdenza
sociale, della formazione professionale e dell'emigrazione, per
l'affidamento al CIAPI, da parte dell'Assessorato regionale del
lavoro, 'dell'organizzazione e lo svolgimento di corsi finalizzati
alla formazione e/o all'aggiornamento dei dipendenti della Regione
siciliana per i servizi ispettivi del lavoro della Sicilia';
con D.D.G. 148 FP dell'8 agosto 2005, è stato è approvato ed
ammesso a finanziamento il progetto dal titolo 'FORMISPE', redatto
dal CIAPI Palermo-codice POR 1999.IT.16.1.PO.011/3.10/7.2.4/079,
per un importo pari a 3.846.537,80 euro;
in data 2 febbraio 2006, in occasione della presentazione del
convegno dedicato al Progetto FORMISPE, l'Assessore per il lavoro
pro tempore dichiarava: 'attraverso questo progetto abbiamo anche
formato 300 nuovi ispettori del lavoro che presto andranno sul
territorio, a rinforzare gli organici degli Uffici Provinciali del
Lavoro, per contrastare sempre più tutte le forme di sfruttamento
dei lavoratori';
in data 21 novembre 2008, in relazione al fenomeno delle 'morti
bianche', l'Assessore per il lavoro pro tempore dichiarava 'Presto
potranno entrare in servizio i 180 nuovi ispettori del lavoro,
funzionari regionali che hanno seguito un corso di riqualificazione
per svolgere il nuovo incarico';
si ha notizia che, per l'insufficiente numero di domande prodotte
e per le massicce defezioni verificatesi anche successivamente allo
svolgimento del corso, solo una cinquantina di soggetti (appena 1/6
rispetto alle unità previste) abbiano preso parte, dopo il
conseguimento della idoneità, all'attività di affiancamento
prescritta dalla legge n. 15 del 2004. Nonostante ciò, nessuno di
essi, ancora oggi, sarebbe impegnato in attività ispettiva;
per sapere:
quali motivi, a distanza di quattro anni dall'approvazione di
FORMISPE e nonostante la grave insufficienza di personale
ispettivo, come emersa anche nell'ambito della audizione della
Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno degli infortuni
sul lavoro e le 'morti bianche' tenutasi il 16 marzo 2009 presso la
Prefettura di Catania, abbiano ad oggi impedito che il personale
formato nell'ambito del progetto possa svolgere i compiti di
ispezione in materia di lavoro;
quali iniziative intendano adottare per far fronte concretamente
alla necessità di intensificare, rendere efficienti e capillari sul
territorio, anche attraverso l'impiego di risorse umane e
strumentali adeguate, i controlli in materia di vigilanza sul
lavoro nero e di prevenzione degli infortuni sul lavoro». (922)
LUPO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che, in data 14 dicembre 2009, è stata
presentata la seguente mozione:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
Eutelia è una società operante nel settore delle
telecomunicazioni, leader nei settori dell'Information Tecnology e
nella distribuzione di servizi telefonici; fornisce assistenza
hardware e software a numerosi enti pubblici in tutta Italia;
la società ha sedi operative in molte regioni italiane ed impiega
2.500 lavoratori di cui 35 in Sicilia; si tratta di figure
professionali altamente specializzate che rappresentano la più
qualificata realtà dell'informatica e dei servizi IT in Italia, un
settore determinante per il futuro del sistema economico del Paese;
nel maggio 2009, Eutelia ha ceduto l'intero ramo d'azienda
dell'Information Tecnology, circa 2.000 dipendenti, ad Agile
s.r.l., partecipata al 100% da Eutelia; sempre nel maggio 2009,
Agile s.r.l. è stata ceduta - lavoratori compresi - ad Omega
s.p.a., gruppo attivo nel settore dei call center;
considerato che:
dal mese di agosto i lavoratori ex Eutelia non percepiscono gli
stipendi, mentre ad ottobre Agile s.r.l. ha comunicato che su una
forza lavoro di 1.880 unità si procederà al licenziamento di 1.192
persone;
in Sicilia, i lavoratori licenziati sono 31 su 35;
considerato, inoltre, che:
Omega s.p.a. ha rilevato il 100% di Phonemedia, azienda attiva nel
settore dei call center, che impiega circa 8.000 lavoratori, dei
quali 1.000 in Sicilia;
anche i lavoratori di Phonemedia percepiscono gli stipendi con
grande ritardo ed attualmente hanno ricevuto solo una parte della
retribuzione di agosto;
il Ministero dello Sviluppo economico ha aperto un'unità di crisi
per affrontare la complessa vicenda dei lavoratori Agile ex Eutelia
e Phonemedia, ma Omega non ha presentato un piano industriale serio
né appare seriamente intenzionata a risolvere la vertenza;
tale comportamento fa ragionevolmente ipotizzare che
l'acquisizione delle società da parte di Omega rappresenti lo
stratagemma finanziario per sbarazzarsi di migliaia di lavoratori
senza garantire loro i diritti contrattuali, quali la
corresponsione del trattamento di fine rapporto (TFR);
ritenuto che è opportuno che la Regione siciliana sia presente
nelle sedi istituzionali preposte alla trattazione della vertenza
che interessa migliaia di lavoratori in Italia e in Sicilia,
impegna il Presidente della Regione
ad intraprendere le opportune iniziative al fine di prendere parte
al tavolo negoziale promosso con le parti sociali dalla Presidenza
del Consiglio dei Ministri sulla vertenza dei lavoratori Agile ex
Eutelia e Phonemedia, a difesa dei livelli occupazionali in Sicilia
e dei diritti dei lavoratori». (163)
LUPO-BARBAGALLO-GUCCIARDI-DONEGANI-DI BENEDETTO
Avverto che la mozione sarà iscritta all'ordine del giorno della
seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.
Comunicazione relativa alla interrogazione numero 846
PRESIDENTE. Comunico che l'interrogazione numero 846 a risposta
scritta «Interventi a sostegno dell'Unione Italiana Ciechi, della
stamperia regionale Braille e del centro regionale 'Helen Keller'»,
dell'onorevole Ruggirello, annunziata nella seduta n. 118 del 3
novembre 2009, è da intendersi indirizzata anche all'Assessore per
il bilancio e le finanze.
L'Assemblea ne prende atto.
Rinvio dello svolgimento di interrogazioni e di interpellanze
della rubrica
Cooperazione, commercio, artigianato e pesca
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al II punto dell'ordine
del giorno: Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della
rubrica Cooperazione, commercio, artigianato e pesca .
Dò lettura della nota dell'11 dicembre 2009, prot. 2451, pervenuta
il 15 dicembre 2009 e acquisita al prot. n. 010048, a firma
dell'assessore per la cooperazione, il commercio, l'artigianato e
la pesca, onorevole Giambattista Bufardeci:
«In riferimento alla comunicazione del 10 dicembre 2009 relativa
all'ordine del giorno della seduta ARS n. 126 del 16 dicembre 2009
in cui è previsto lo svolgimento delle interrogazioni e delle
interpellanze della rubrica Cooperazione , si significa che gli
Uffici stanno procedendo alla ricognizione istruttoria degli atti
ispettivi in oggetto, trattandosi di attività precedente alla
delega dello Scrivente, e pertanto si richiede il cortese rinvio
della trattazione della rubrica posta all'ordine del giorno dei
lavori d'Aula il giorno 16/12/2009».
L'Assemblea ne prende atto.
Lo svolgimento della rubrica Cooperazione, commercio, artigianato
e pesca è, pertanto, rinviato ad altra seduta.
Presidenza del vicepresidente Formica
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
CORDARO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
intervenire in sede di comunicazioni perché desidero fare alla
Presidenza dell'Assemblea e all'Aula una denuncia e insieme un
invito.
Durante la scorsa seduta, si è verificato un fatto di particolare
gravità che, auspico insieme a tutto il Gruppo UDC, non abbia più a
ripetersi; pertanto, nell'ultima parte del mio intervento
rivolgerò, appunto, alla Presidenza un invito pressante.
L'ampia e robusta minoranza che si è costituita nella scorsa
seduta e che ha votato il documento del Presidente della Regione ha
riportato 34 voti.
Ebbene, è certo che, su questi 34 voti, almeno quattro deputati,
risultati tra coloro che avevano votato a favore, erano assenti da
quest'Aula. Era certamente assente al momento del voto, per quanto
di nostra parte, l'onorevole Marco Forzese.
Signor Presidente, considerato che questa dovrebbe essere, almeno
secondo gli annunci del Presidente della Regione, la stagione delle
riforme, ma siccome dovrà certamente continuare ad essere la
stagione della trasparenza e della legalità - perché questo
vogliono, a prescindere da ciò che annuncerà il Governo, l'Aula e i
novanta deputati regionali - invito la Presidenza dell'Assemblea ad
operare affinché i deputati abbiano un posto fisso nel quale votare
e invito, altresì, a trovare un sistema - per esempio, potrebbe
essere quello adottato alla Camera dei Deputati - che permetta
soltanto ai deputati presenti di esprimere il voto in maniera reale
e compiuta.
Attendo su questo punto comunicazioni al riguardo.
Mi affido alla sensibilità, al rispetto delle istituzioni ed alla
trasparenza che questa Presidenza dell'Assemblea ha sempre
dimostrato.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, come lei sa, la Presidenza si è
espressa più volte sulla questione al fine di evitare che si
ripetano simili episodi che, a volte, capitano per la concitazione
e la confusione delle votazioni. Peraltro, è a conoscenza dei
deputati che l'Ufficio di Presidenza ha già deliberato di
assegnare, per ovviare al problema da lei giustamente sollevato, un
posto fisso a ciascun deputato.
A tal fine, la ditta che gestisce il sistema informatico in Aula
ci ha comunicato che ha bisogno ancora di qualche giorno per
mettere a punto il sistema.
Fornisco, quindi, ampia assicurazione che, da qui a qualche
giorno, il fenomeno non si ripeterà più.
LENTINI. Chiedo di parlare, ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo
per comunicare che, nell'ultima seduta, in sede di votazione
dell'ordine del giorno numero 202, non risulta registrato nel
verbale di votazione il mio voto - che, invece, ho espresso
pigiando il pulsante dal mio posto, in terza fila, secondo a destra
-, ma comunico di avere votato e di avere votato favorevolmente.
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, il suo intervento sarà riportato
nel processo verbale prendendo anche nota del suo voto.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata ad oggi, mercoledì 16
dicembre 2009, alle ore 12.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Formica
I - Comunicazioni.
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d) e 153 del Regolamento interno, della mozione:
n. 163 Iniziative a livello centrale per la soluzione della
vertenza dei lavoratori Agile ex Eutelia e Phonemedia.
LUPO - BARBAGALLO - GUCCIARDI - DONEGANI - DI BENEDETTO
III - Discussione del disegno di legge:
«Interventi finanziari urgenti per l'anno 2009 e disposizioni per
l'occupazione. Autorizzazione per l'esercizio provvisorio per
l'anno 2010» (n. 499/A).
La seduta è tolta alle ore 11.38
ALLEGATO:
Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Lavori pubblici»
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per i
lavori pubblici, premesso che:
con deliberazione di Giunta regionale n. 233 del 7 ottobre 2008,
l'ing. Antonino Messina, dipendente dell'Amministrazione
regionale, veniva nominato commissario straordinario dell'IACP di
Siracusa, essendo lo stesso già commissario ad acta dello stesso
Ente;
con deliberazione n. 140 del 21/22 aprile del 2009, la Giunta
regionale ha prorogato il suddetto incarico commissariale fino
alla ricostituzione degli ordinari organi di gestione,
riconoscendo implicitamente che lo stesso commissario aveva
operato in modo coerente alla nomina ricevuta;
con deliberazione n. 244 del 30 giugno 2009, sempre della
medesima Giunta regionale, veniva revocato l'incarico e proposta
la nomina dell'ing. Nazareno Mannino, dipendente dell'Assessorato
regionale del lavoro, della previdenza sociale, della formazione
professionale e dell'emigrazione;
tenuto conto che:
allo stato attuale, l'ing. Nazareno Mannino non figura fra i
dipendenti dell'Assessorato regionale Lavoro, previdenza sociale,
formazione professionale ed emigrazione;
con nota n. 2388 del 28 luglio 2009, il revocato commissario,
ing. Antonino Messina, veniva invitato a fornire chiarimenti in
merito alla decisione di revocargli la nomina;
considerato che:
in data 7 agosto 2009, l'ing. Messina confutava garbatamente
tutte le contestazioni che gli erano state mosse, dimostrando che
aveva svolto la sua attività di commissario quasi sempre in orario
esterno all'ufficio e senza note negative sulla sua attività di
dipendente della Regione;
in data 23 settembre, il Presidente della Regione procedeva
comunque alla sostituzione dell'ing. Messina, senza contestare le
memorie scritte dallo stesso funzionario, ritenute genericamente
'non conducenti';
per sapere:
se la sostituzione del funzionario in parola sia dovuta a fatti
oggettivi o a mutamenti del clima generale' che, attualmente,
investe tutti i rami dell'Amministrazione regionale;
se questo nuovo commissariamento debba durare a tempo
indeterminato oppure se sia prevista, in tempi brevi, la
ricostituzione degli organi collegiali previsti dalla legge
istitutiva degli IACP;
se non ritengano che questi regimi di commissariamento, ormai
operanti in tutti i rami dell'Amministrazione regionale, siano
assolutamente nefasti per una regolare gestione e conduzione degli
enti medesimi, oltre che non rispondenti allo spirito democratico
che ancora regola la vita nel nostro Paese». (783)
Risposta. - «In ordine all'interrogazione n. 783, a firma
dell'onorevole Vinciullo, si rappresenta quanto segue.
Dagli atti dell'ufficio risulta che relativamente alla
sostituzione dell'ing. Messina Antonino, sono state ritenute non
conducenti dalla Segreteria Generale della Presidenza della
Regione le giustificazioni presentate dallo stesso nella sua
memoria difensiva.
In ordine alla durata del mandato del Commissario straordinario
ing. Nazareno Mannino, dipendente dell'Assessorato regionale
Lavori Pubblici, essa è stata prevista nel decreto presidenziale
di nomina n. 364 del 23/9/2009, ove all'art. 1 è specificato fino
alla ricostituzione degli ordinari organi di gestione e, comunque,
per un periodo non superiore a mesi sei dalla data del presente
decreto'.
Per quanto concerne la ricostituzione dell'intero Consiglio di
amministrazione, dichiarato decaduto a seguito di ordinanza del
T.A.R. Sicilia, confermata da successiva ordinanza del C.G.A.,
sono state acquisite le designazioni di competenza regionale
(Assessorato al Lavoro e Assessorato Lavori Pubblici). Si è in
attesa delle designazioni di competenza della Provincia Regionale
di Siracusa sia per quanto riguarda i tre componenti di
espressione propria che per i componenti rappresentanti delle
organizzazioni sindacali e delle associazioni degli assegnatari
che, peraltro, hanno già inviato le terne di nominativi loro
richieste.
A tal fine si avvierà l'intervento sostitutivo nei confronti
dell'Ente locale inadempiente così come previsto dall'art. 4 della
L.R. n. 10/77.
Infine, si sottolinea che il commissariamento degli Istituti si è
reso necessario al fine di consentire il normale e compiuto
svolgimento dell'attività amministrativa e gestionale negli
stessi, essendo quasi risultati privi, a seguito delle sopra
citate ordinanze della giustizia amministrativa, dell'ordinario
organo di gestione».
L'Assessore
(on. Antonino
Beninati)
Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Sanità»
CAPUTO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore la
sanità, premesso che:
l'istituzione del servizio sanitario nazionale avvenuto con la
legge n. 833 del 1978 ha dato vita alla cosiddetta visita
fiscale', finalizzata al controllo sullo stato di salute dei
lavoratori assenti per malattia;
successivamente, con la legge n. 638/83, il compito di eseguire
i controlli medici è stato affidato alle USL ed all'INPS;
attualmente, nonostante l'identica natura della prestazione
lavorativa, esiste un'ingiusta e gravissima disuguaglianza di
trattamento tra i medici fiscali in servizio presso l'USL e quelli
in servizio presso l'INPS;
in particolare, il rapporto di lavoro per i medici INPS è
regolato da un contratto atipico che definisce il rapporto di
lavoro quale fiduciario, autonomo, libero-professionale;
invece, i medici fiscali in servizio presso l'AUSL godono di una
regolamentazione disciplinata da una convenzione che caratterizza
il loro rapporto quale lavoro autonomo subordinato e a tempo
indeterminato;
la diversa definizione della natura del rapporto di lavoro
esistente tra i medici fiscali INPS e quelli in servizio presso
l'ASL provoca gravi e non giustificate diseguaglianze tra medici
che concretamente svolgono lo stesso servizio, ma non godono degli
stessi diritti;
mentre, infatti, i medici ASL godono di tutte le tutele
previdenziali e sociali (ENPAM, indennità di malattia, maternità,
ferie, assenze retribuite, infortunio) i medici INPS, invece, non
godono di tali prerogative e diritti;
considerato che:
il servizio svolto dai medici fiscali è identico sia per quelli
che svolgono il servizio presso l'ASL, sia per quelli che lo
svolgono presso l'INPS;
la Suprema Corte di cassazione, nel merito della questione, ha
riconosciuto ai medici fiscali dell'INPS un rapporto di
prestazione d'opera professionale connotato dalla collaborazione
continuativa e coordinata (sentenza n. 14026/01 del 6 luglio 2001,
sezione unite, e sentenza n. 3206/02 dell'8 gennaio 2002);
ritenuto che:
per i medici dell'INPS la loro attività rappresenta la loro
unica forma di lavoro;
nel corso degli anni hanno acquisito esperienza e
professionalità di alto livello;
la disparità di trattamento, anche alla luce delle recenti
sentenze della Suprema Corte, deve essere eliminata;
per sapere quali provvedimenti il Governo intenda adottare al
fine di eliminare le disparità di trattamento tra medici fiscali
che svolgono il loro servizio presso l'INPS e quelli che lo
svolgono presso l'ASL». (311)
Risposta. - «In ordine all'interrogazione n. 311, con la quale
l'onorevole Caputo chiede notizie circa la disparità di
trattamento dei medici fiscali I.N.P.S. rispetto ai medici fiscali
delle Aziende regionali, si precisa che un eventuale adeguamento
del trattamento giuridico-economico delle due categorie in parola
rientra nelle competenze dello Stato».
L'Assessore
(dott. Massimo Russo)
ARICÒ - CAPUTO - «All'Assessore per la sanità, premesso che:
in data 9 gennaio 2009 i rappresentanti sindacali di CGIL-Sanità
e UIL.FpL hanno sottoscritto con la direzione generale
dell'azienda ospedaliera Villa Sofia - CTO un accordo relativo
alla dotazione organica dell'azienda, bloccata sin dal 2004 per
effetto delle normative prodotte dalle varie leggi finanziarie;
l'accordo prevede l'istituzione di circa 216 posti per varie
categorie, tra cui n. 111 posti di coadiutore amministrativo
riservati agli ex lavoratori socialmente utili in regime di
precariato presso l'azienda;
l'accordo prevede inoltre che, attraverso le posizioni che si
libereranno a seguito della copertura dei posti di cui sopra, si
terrà conto del personale interno che in atto è destinato a
mansioni diverse dalla qualifica di inquadramento;
l'azienda ospedaliera Villa Sofia ha attualmente in organico
circa 40 dipendenti (di cui 15 coadiutori amministrativi)
destinati a mansioni diverse da quelle previste dal loro
inquadramento (dei cosiddetti fuori posto), che attendono da tempo
dalla direzione l'attribuzione delle funzioni previste dal proprio
contratto di lavoro;
per sapere:
se, al fine di garantire il personale interno, non sia il caso
di attribuire le funzioni previste dal loro inquadramento agli
addetti attualmente destinati a funzioni diverse prima di
procedere alle nuove assunzioni;
quali iniziative intenda intraprendere l'Assessore in indirizzo
per intervenire presso la direzione dell'azienda ospedaliera Villa
Sofia affinché ai lavoratori fuori posto sia assegnata la funzione
prevista dal loro contratto di lavoro». (367)
Risposta. - «In ordine all'interrogazione n. 367, con la quale
gli onorevoli Aricò e Caputo chiedono notizie circa la gestione
del personale dell'Azienda ospedaliera Villa Sofia di Palermo, si
rappresenta preliminarmente che la predetta Azienda, con nota del
2 luglio 2009, ha precisato che ai propri atti non risulta alcun
accordo sottoscritto con le rappresentanze sindacali per
l'istituzione di n. 216 posti afferenti a varie categorie di
lavoratori.
Inoltre si precisa che la questione riguardante i 40 dipendenti
destinati a mansioni diverse da quelle previste dal loro
inquadramento verrà affrontata dalla nuova Azienda Ospedali
riuniti Villa Sofia - Cervello' in sede di rideterminazione della
dotazione organica, che, giusta art. 5 del decreto assessoriale n.
1147/2009, è stata rimandata a data successiva al 31 ottobre
2009».
L'Assessore
(dott. Massimo Russo)
GALVAGNO - LUPO - MATTARELLA. - «Al Presidente della Regione,
all'Assessore per la sanità e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
nel territorio di Piana degli Albanesi (PA) si sta consumando
una vera e propria strage di cani e gatti;
da alcuni giorni, infatti, il territorio è cosparso di cibo
avvelenato che ha provocato un'incredibile ecatombe di animali ed
il ritrovamento «fin sull'uscio delle abitazioni delle carcasse»;
ad annunciare l'allarme è stata la LAV, che ha raccolto la
denuncia di numerosi cittadini;
ritenuto che:
l'avvelenamento di randagi non costituisce solo un esempio di
intolleranza e di maltrattamento di animali, perseguibile per
legge, ma anche un serio problema di sicurezza pubblica e di
igiene ambientale;
un tale spargimento di veleno, sia dentro che fuori il centro
urbano, impone un intervento immediato delle amministrazioni
pubbliche interessate, come prescritto dall'ordinanza del
Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali del
18 dicembre 2008 «Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di
esche o di bocconi avvelenati»;
considerato che:
la legge regionale sul randagismo n. 15 del 3 luglio 2000,
all'articolo 1, recita testualmente che la Regione «promuove la
protezione degli animali con particolare riguardo alle condizioni
di vita di quelli domestici e di affezione, l'educazione al
rispetto degli stessi e sostiene gli interventi finalizzati alla
tutela della salute umana ed animale, alla salvaguardia del
territorio, al riequilibrio ambientale ed alla prevenzione del
randagismo»;
agli adempimenti previsti dalla citata legge sono tenuti a
provvedere la Regione, le province regionali, i comuni singoli o
associati, le aziende unità sanitarie locali, ognuno nell'ambito
delle rispettive competenze;
per sapere:
se il Governo della Regione sia a conoscenza del fenomeno che
investe il territorio di Piana degli Albanesi;
se non ritenga di dover intervenire con urgenti provvedimenti
finalizzati a mettere in sicurezza non solo gli animali ma anche i
cittadini e l'ambiente, atteso che il veleno cosparso sul
territorio e le carcasse disseminate ovunque costituiscono un
grave nocumento alla salubrità del terreno e all'ambiente in
genere;
se e quali misure siano state sinora adottate per
l'individuazione del tipo di veleno utilizzato e per il
monitoraggio del fenomeno;
se sia stato adempiuto quanto previsto dall'ordinanza
ministeriale sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di
bocconi avvelenati che prevede l'istituzione di un tavolo tecnico,
coordinato dal prefetto, dai sindaci delle aree interessate e da
rappresentanti dei servizi veterinari delle aziende sanitarie
locali, del corpo forestale dello Stato, degli istituti
zooprofilattici sperimentali competenti per territorio, delle
guardie zoofile e delle forze di polizia locale;
quali iniziative urgenti il Governo regionale intenda adottare
per la protezione degli animali domestici e di affezione;
quali misure, infine, intenda adottare per scongiurare che
futuri episodi e fenomeni di tal natura siano messi in atto, al
fine di tutelare non soltanto la salute degli animali ma anche la
salubrità del territorio e dell'ambiente». (386)
Risposta. - «In ordine all'interrogazione n. 386, con la quale
gli onorevoli Galvagno, Lupo e Mattarella chiedono notizie circa
la tutela ambientale del territorio di Piana degli Albanesi (PA),
si rappresenta che questa Amministrazione, al fine di contenere il
dilagare del fenomeno di uccisione di animali mediante l'utilizzo
di esche e/o bocconi avvelenati, ha emanato la direttiva prot. n.
283 del 9 luglio 2009 che si allega alla presente».
L'Assessore
(dott. Massimo Russo)
DIRETTIVA PROT. N. 283 DEL 9 LUGLIO 2009
«Al fine di contenere il dilagare del fenomeno di uccisione di
animali mediante l'utilizzo di esche o bocconi avvelenati, in
considerazione che la presenza di veleni e sostanze tossiche sul
territorio rappresenta anche un serio rischio per la popolazione
umana e per l'ambiente, il Ministero, con Ordinanza del Ministro
del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali 18 dicembre 2008
(GURI 13 del 17 gennaio 2009), modificata con Ordinanza del 19
marzo 2009 (GURI 79 del 4 aprile 2009), ha disciplinato la materia
facendo divieto di utilizzare in modo improprio, preparare,
miscelare e abbandonare esche o bocconi avvelenati o contenenti
sostanze tossiche o nocive compresi vetri, plastiche e metalli.
Si ritiene opportuno quindi richiamare ulteriormente l'attenzione
sulla problematica, che richiede l'intervento e la concertazione di
diverse Amministrazioni, riportando di seguito quali sono i compiti
definiti nella predetta Ordinanza 1. del medico veterinario:
Il medico veterinario che emette diagnosi di sospetto di
avvelenamento ha l'obbligo di darne immediata comunicazione al
Sindaco e al competente servizio veterinario della Azienda USL, in
caso di decesso l'animale ed ogni altro campione utile alla
identificazione devono essere inviati all'IZS competente tramite
l'Azienda USL, accompagnando i campioni dal referto anamnestico.
2. dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale (IZS):
L'IZS esegue l'autopsia sull'animale, effettua le analisi entro
trenta giorni dall'arrivo del campione comunicando gli esiti al
medico veterinario che ha inviato i campioni, all'AUSL e alla
Autorità giudiziaria se positivi.
3. del Sindaco:
Il Sindaco deve impartire immediate disposizioni per l'apertura di
un'indagine in collaborazione con le altre autorità competenti,
deve provvedere entro 48 ore a bonificare l'area interessata dalle
esche ed esporre idonea segnalazione di pericolo, ed intensificare
i controlli.
4. dei produttori di presidi medico-chirurgici, di rodenticidi e
lumachicidi ad uso domestico e civile:
I produttori di rodenticidi devono aggiungere una sostanza
amaricante che renda sgradevole l'assunzione delle predette esche
ai bambini e agli animali non bersaglio, ed inoltre hanno l'obbligo
di indicare in etichetta le modalità d'uso e di smaltimento dei
prodotti.
5. delle ditte specializzate ad effettuare le operazioni di
derattizzazione e disinfestazione:
Le ditte hanno l'obbligo di pubblicizzare l'esecuzione degli
interventi di bonifica del territorio mediante l'apposizione di
tabelle nelle zone interessate, con almeno cinque giorni di
anticipo. L'utilizzo di esche deve essere attuato con modalità tali
da non arrecare danno alle persone e alle altre specie animali, le
stesse devono essere disposte in modo da minimizzare il rischio di
ingestione da parte di altri animali non bersaglio.
Dopo il trattamento i roditori morti devono essere rimossi ad
intervalli frequenti, non devono essere gettati nei rifiuti o nelle
discariche, le esche residue devono essere eliminate con modi
idonei.
Per garantire la pronta ed efficace applicazione di quanto
disposto nella Ordinanza è opportuno che presso le Prefetture sia
attivato e coordinato il tavolo tecnico per la gestione degli
interventi con le Forze dell'ordine e i rappresentanti delle
Autorità competenti:
o la Provincia,
o i Sindaci delle aree interessate,
o i Servizi veterinari delle Aziende USL,
o il Corpo forestale,
o l'IZS competente per territorio,
o un Medico veterinario libero professionista nominato dall'Ordine
dei Medici Veterinari,
o le Guardie zoofile,
o le Forze di polizia locali.
L'aumento dei casi di avvelenamento di cani randagi che si sta
verificando negli ultimi tempi impone l'adozione di alcuni
accorgimenti per difendere se stessi, l'ambiente che ci circonda e
i propri animali d'affezione.
E' necessario pertanto pubblicizzare i 10 consigli utili
predisposti dal Ministero della Salute di seguito elencati,
mediante affissione presso i giardini pubblici, gli ambulatori
veterinari, le aree destinate ai cani d'affezione e maggiormente
frequentate dai proprietari, le rivendite di prodotti dedicati ed
ogni altro luogo ritenuto idoneo.
Dieci consigli utili
1. Uso del guinzaglio e, se necessario, della museruola: la
conduzione dei cani al guinzaglio (obbligatorio nei centri urbani e
nei luoghi pubblici ai sensi della normativa vigente) ed
eventualmente l'uso della museruola nelle aree di sgambatura in cui
far correre i cani, o in quelle extraurbane consente di ridurre i
rischi di ingestione di sostanze sospette da parte del proprio
animale.
2. Condurre i cani in aree verdi dedicate o comunque in luoghi
curati e ben puliti evitando terreni incolti e abbandonati nonché
luoghi isolati oggetto di discariche abusive.
3. In caso di utilizzo domestico di rodenticidi attenersi
scrupolosamente alle indicazioni del produttore, rendere i prodotti
inaccessibili agli animali domestici, impedire la contaminazione di
cibi, acqua ed ambiente; allontanare dall'ambiente e smaltire
secondo le indicazioni riportate dal produttore gli eventuali
residui del prodotto.
4. Comparsa di sintomi di sospetto avvelenamento (vomito, diarrea,
ipersecrezione salivare, emorragie ecc.): contattare immediatamente
il medico veterinario curante o un altro medico veterinario per la
diagnosi e la terapia del caso cercando di fornire utili
informazioni:
o per identificare nel modo più preciso possibile la sostanza con
la quale il nostro animale è venuto a contatto (nome commerciale
del prodotto ed eventuali indicazioni di rischio in etichetta);
o sulle caratteristiche macroscopiche del prodotto: odore, colore,
aspetto (es. schiumosità);
o circa la quantità assunta in modo accidentale o intenzionale;
o la via di esposizione (inalazione, ingestione, contatto cutaneo
ecc.);
o il luogo (aperto o chiuso);
o il tempo trascorso dall'ingestione e tra l'ingestione e la
comparsa di eventuali sintomi.
5. Non somministrare mai in caso di sospetto avvelenamento
sostanze quali latte, bicarbonato di sodio, farmaci ecc. e non
cercare di indurre il vomito senza aver prima consultato un medico
veterinario.
6. In caso di morte dell'animale: raccogliere i dati anamnestici e
inviare, tramite il Servizio Veterinario della Azienda USL, le
spoglie dell'animale all'Istituto Zooprofilattico Sperimentale
competente per territorio.
7. Le spoglie degli animali morti e i bocconi sospetti devono
essere manipolati con cautela, indossando se possibile guanti,
mascherina e sacchetti monouso per la raccolta.
8. Se si rinvengono carcasse di animali selvatici nell'ambiente
segnalarlo prontamente alle Autorità sanitarie o agli Organi di
Polizia, fornendo indicazioni sul luogo del rinvenimento.
9. Dopo eventuali contatti con bocconi o esche sospette lavare
accuratamente le mani e ogni eventuale parte del corpo venuta a
contatto con le stesse.
10. Leggere attentamente le istruzioni riportate sulle etichette
di prodotti contenenti sostanze amaricanti o sulle esche.
L'avvelenamento dei cani è un atto criminoso e come tale deve
essere segnalato e denunciato alle Autorità competenti dal
proprietario o detentore dell'animale deceduto.
Si riportano le norme di riferimento:
Regolamento di polizia veterinaria approvato con decreto del
Presidente della Repubblica
8 febbraio 1954, n. 320;
Legge 11 febbraio 1992, n. 157, recante norme per la protezione
della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio;
Legge 20 luglio 2004, n. 189 "Disposizioni concernenti il
divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli
stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate"
che ha apportato modifiche al Codice Penale.
Codice penale, articoli:
-544 bis (sanzioni penali per chi "per crudeltà o senza necessità,
cagiona una lesione ad un animale");
-544 ter (sanzioni penali per chi "per crudeltà o senza necessità,
cagiona la morte di un animale");
-440 (reclusione da 3 a 10 anni per chi avvelena sostanze
destinate all'alimentazione);
-638 (reclusione fino a 1 anno per uccisione o danneggiamento di
animali altrui);
-650 (reclusione fino a 3 mesi per chi non osserva un
provvedimento legalmente dato dall'Autorità per ragione di
giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o
d'igiene);
-674 (arresto fino a 1 mese per chi getta in luogo pubblico cose
atte a offendere o imbrattare o molestare persone).
Decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 194 e successive modifiche
"in materia di immissione in commercio dei prodotti fitosanitari"
Decreto del Presidente della Repubblica n. 392, del 6 ottobre
1998 "Regolamento recante le norme per la semplificazione dei
procedimenti di autorizzazione alla produzione ed all'immissione in
commercio di presidi medico-chirurgici".
Decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 174 "in materia di
immissione sul mercato di biocidi".
Legge regionale 3 luglio 2000, n. 15 "Istituzione dell'anagrafe
canina e norme per la tutela degli animali da affezione e la
prevenzione del randagismo".
Confidando nella massima collaborazione, si invitano le
Amministrazioni competenti affinché pongano in essere sul
territorio gli interventi previsti dalle Ordinanze non
sottovalutando il fenomeno e adottando tutte le iniziative
necessarie per la salvaguardia delle persone, degli animali e
dell'ambiente».
Il Dirigente Generale
(d.ssa Maria Antonietta
Bullara)
Il Dirigente del
Servizio
(D. Nifosì)
BONOMO. - «All'Assessore per la sanità, premesso che:
il 3 marzo 2009, nel corso della seduta n. 43 della VI
Commissione legislativa permanente 'Servizi sociali e sanitari'
dell'Assemblea regionale siciliana, si è svolta l'audizione del
presidente regionale dell'AVIS (Associazione volontari italiani
sangue);
nel corso dell'audizione, è emerso che la Sicilia è prossima
all'autosufficienza per il sangue, mentre per il plasma e gli
emoderivati si è molto lontani da tale traguardo, tanto da
richiedere l'importazione di emazie da altre Regioni d'Italia;
il presidente dell'AVIS ha posto in evidenza che il sangue
importato da altre Regioni non è sicuro al 100 % come quello
donato in Sicilia;
la pianificazione dell'importazione del sangue è predisposta
dall'Assessorato Sanità e la compensazione interregionale per
emazie concentrate viene programmata d'intesa con la Direzione del
Centro nazionale sangue istituito presso l'Istituto superiore di
sanità, affidata al dottor Giuliano Grazzini;
considerato che:
è di tutta evidenza la gravità della dichiarazione del
presidente regionale dell'AVIS che, se accertata come
corrispondente al vero, comporterebbe forse l'esposizione dei
cittadini siciliani ad un rischio trasfusionale variabile a
seconda della provenienza delle emazie concentrate;
l'Assessorato Sanità potrebbe essere chiamato a rispondere
dell'eventuale danno causato dalla mancata vigilanza o
dall'inerzia nell'adozione di provvedimenti mirati ad assicurare i
più elevati ed uniformi livelli di sicurezza trasfusionale;
per sapere:
se l'Assessorato Sanità fosse a conoscenza del rischio
rappresentato dal presidente dell'AVIS circa la sicurezza del
sangue importato nella Regione;
se non ritenga di verificare la veridicità delle affermazioni
del presidente dell'AVIS regionale della Sicilia, rivolgendo
richiesta di chiarimenti alla Direzione del Centro nazionale
sangue ed al Ministro per il lavoro, la salute e le politiche
sociali;
da quali regioni provengano le unità di emazie che
assicurerebbero una minore sicurezza trasfusionale rispetto a
quelle prelevate in Sicilia;
quante di queste unità di emazie siano state importate negli
anni precedenti ed in quello in corso;
quali direttive siano state impartite alle strutture sanitarie
ai fini della verifica di eventuali complicanze post-trasfusionali
provocate dall'utilizzo delle unità di emazie meno sicure;
se siano stati adottati provvedimenti, e quali in concreto, per
impedire l'importazione di sangue non sicuro da altre parti del
Paese». (554)
Risposta. - «In ordine all'interrogazione n. 554, con la quale
l'onorevole Bonomo chiede chiarimenti circa la sicurezza
trasfusionale del sangue importato in Sicilia da altre regioni
d'Italia, si rappresenta quanto segue.
L'interrogazione parlamentare fa seguito all'audizione del
Presidente regionale dell'AVIS del 3 marzo 2009 presso la VI
Commissione legislativa permanente Servizi sociali e sanitari
dell'Assemblea Regionale Siciliana.
Nel corso della stessa si è in premessa ritenuto che la Regione
sia prossima all'autosufficienza per il sangue e riconosciuto che
l'importazione extraregionale è programmata d'intesa con il Centro
Nazionale Sangue dell'Istituto Superiore di Sanità.
Tuttavia si è paventato il rischio di una riduzione della
sicurezza trasfusionale conseguente all'importazione
extraregionale di sangue che il Presidente dell'AVIS dichiara
essere non sicuro al 100% come quello donato in Sicilia .
Tale evenienza, a giudizio dell'interrogante, se accertata,
comporterebbe forse l'esposizione dei cittadini siciliani ad un
rischio variabile a seconda della provenienza delle emazie mentre
l'Assessorato potrebbe essere chiamato a rispondere del danno
causato da mancata vigilanza o inerzia per mancata adozione di
provvedimenti conseguenti.
Preliminarmente va rilevato che la Regione Siciliana viene
attualmente riconosciuta come regione non autosufficiente in
emazie e come tale dipendente dall'importazione extraregionale al
fine di assicurare gli ordinari percorsi assistenziali trasfusione-
dipendenti.
Tale affermazione trova riscontro anche nei dati più recenti
relativi alla raccolta di emazie effettuata nel corso del 2008 e
pari a 173.979 unità.
Tali dati si pongono come ben lontani anche dai valori teorici
che stimano l'autosufficienza con il criterio proposto
dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Tale criterio giudica
autosufficiente un territorio ove si raccolgano almeno 40
unità/1000 abitanti. Ne deriva che la Regione Siciliana
risulterebbe autosufficiente laddove la raccolta garantisse una
disponibilità pari ad almeno 200.000 unità-anno.
A ciò si aggiunge l'esigenza, derivante dalle peculiari
caratteristiche del contesto regionale, che destina il 18-20%
della risorsa in emocomponenti all'assistenza dei pazienti affetti
da emopatie ereditarie (sindromi talassemiche). Ne consegue che la
risorsa residua in emazie da destinare al soddisfacimento dei
percorsi assistenziali ordinari blood consuming risulta
ulteriormente ridotta.
Le precedenti considerazioni rilevano come indispensabile il
ricorso alla compensazione extraregionale che si pone, pertanto,
come strumento atto a garantire l'assistenza sanitaria trasfusione
dipendente erogata in regione.
D'altronde, il ricorso all'importazione extraregionale da parte
delle regioni eccedentarie si pone come fondamento, sancito nella
Nuova disciplina delle attività trasfusionali e della produzione
nazionale degli emoderivati espressa nella Legge 21 ottobre 2005,
n. 219, atto a garantire l'uniforme erogazione dei Livelli
Essenziali di Assistenza trasfusionali sul territorio nazionale.
Tale evenienza trova esplicito riferimento all'art.11 della
suddetta Legge laddove viene riconosciuto il diritto agli Enti
regionali di definire annualmente il programma di autosufficienza
regionale individuando le modalità per la compensazione
intraregionale ed interregionale e i livelli di importazione ed
esportazione necessari .
In aderenza alla suddetta norma si è provveduto negli anni
precedenti all'importazione extraregionale di emazie dalle regioni
Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Campania, Piemonte; la
compensazione è risultata programmata per ridistribuzione delle
quantità richieste nell'arco dei dodici mesi, straordinaria nel
trimestre estivo e occasionale nelle emergenze. Si è calcolato che
9.524 unità di emazie sono state importate nel corso del 2007
mentre un'importazione di 11.439 unità è risultata nell'anno 2008.
Si stima che il dato consuntivo riferito al 2009 possa attestarsi
su 10.000 unità di emazie importate extraregione.
Per quanto attiene alla paventata riduzione degli standard di
sicurezza derivanti dall'importazione, va sottolineato che la
letteratura corrente definisce la sicurezza trasfusionale come la
risultante di un processo di gestione del rischio esercitato su
tutte le fasi della filiera trasfusionale che vanno dalla raccolta
dell'emocomponente dal donatore volontario alla trasfusione del
prodotto al letto del malato.
Quale garante del livello di sicurezza, coerente con lo stato
dell'arte desunto dalle evidenze scientifiche e dal progresso
tecnologico, si pone una minuziosa, dettagliata e, ove necessario,
sanzionatoria normativa che garantisce pari livelli di sicurezza
dei prodotti trasfusionali posti in distribuzione sull'intero
territorio nazionale.
Ne deriva che non sussistono sulla scorta delle considerazioni
suesposte elementi che possano far ritenere che l'importazione dei
prodotti trasfusionali abbia prodotto negli anni precedenti una
riduzione della sicurezza trasfusionale ove si consideri che
l'aderenza alla norma risulta, come è notorio, omogenea
sull'intero territorio nazionale e sotto il controllo
dell'authority competente del Centro Nazionale Sangue.
D'altronde, nessuna segnalazione di eventi avversi correlati e
riferibile alle caratteristiche del prodotto importato e alla
metodologia utilizzata per la sua validazione biologica è stata
resa al sistema di sorveglianza, attivo sul territorio regionale
presso le strutture trasfusionali.
Pertanto sulla scorta degli elementi citati è possibile,
ragionevolmente concludere che:
non sussistono margini di rischio ulteriori derivanti
dall'importazione di prodotti trasfusionali raccolti e validati
presso altre istituzioni del territorio nazionale, stante
l'uniforme erogazione dei LEA trasfusionali sul territorio
nazionale;
non si riconoscono i presupposti per adire ad un'interpellanza
presso il Centro Nazionale Sangue laddove si consideri che
l'importazione extraregionale viene regolata dal medesimo
organismo che provvede, peraltro, ad esercitare opportuna
vigilanza su tutto il territorio nazionale al fine di assicurare
l'osservanza delle norme che garantiscono la sicurezza
trasfusionale;
non risulta, pertanto, possibile identificare regione alcuna
che sfugga al rispetto dei criteri regolatori preposti a garantire
la sicurezza della filiera trasfusionale;
il numero delle unità importate, già indicato, è risultato
negli anni coerente con l'esigenza di assicurare il supporto
trasfusionale ai percorsi assistenziali;
nessuna specifica direttiva risulta impartita alle strutture
sanitarie ove si consideri che l'esercizio continuativo
dell'emovigilanza è parte integrante delle competenze e che nessun
evento avverso risulta in tal senso dalla valutazione dei report
trasmessi;
è in atto un processo di sensibilizzazione ulteriore alla
donazione volontaria che si è già tradotto negli anni in un
progressivo incremento del numero delle unità raccolte in ambito
regionale come risulta dagli atti ufficiali pubblicati».
L'Assessore
(dott. Massimo Russo)