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Resoconto d'Aula della Seduta n. 126 di mercoledì 16 dicembre 2009
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   Presidenza del vicepresidente Formica


   LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                          Congedi e missioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in congedo per la  presente  seduta
  gli  onorevoli: Apprendi, Donegani, Fagone, Mattarella,  Panepinto,
  Rinaldi, Scoma.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico,  altresì,  che sono in missione, per  ragioni  del  loro
  ufficio,  gli  onorevoli: Incardona, dal 13 al 19 dicembre  2009  e
  Fiorenza, dal 16 al 30 dicembre 2009.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per i Lavori pubblici:

   n.  783 - Chiarimenti in ordine alle procedure di commissariamento
  dell'IACP di Siracusa.
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   - da parte dell'Assessore per la Sanità:

   n. 311 - Disparità di trattamento nei confronti dei medici fiscali
  INPS.
   Firmatario: Caputo Salvino

   n.  367  -  Gestione del personale dell'azienda ospedaliera  Villa
  Sofia di Palermo.
   Firmatari: Aricò Alessandro e Caputo Salvino

   n.  386 - Tutela ambientale del territorio di Piana degli Albanesi
  (PA).
   Firmatari: Galvagno Michele; Lupo Giuseppe; Mattarella Bernardo

   n.  554  - Chiarimenti circa la sicurezza trasfusionale del sangue
  importato in Sicilia da altre regioni d'Italia.
   Firmatario: Bonomo Mario.

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

     Indirizzo di saluto ai docenti e agli studenti dell'Istituto
     omnicompresivo statale scuola media S. Pier Niceto (ME) e ai
                componenti del Baby Consiglio comunale
                        di Termini Imerese (PA)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, rivolgo un indirizzo di saluto  ai
  docenti e agli studenti dell'Istituto omnicompresivo statale scuola
  media  S.  Pier  Niceto  (ME) e ai componenti  del  Baby  Consiglio
  comunale di Termini Imerese (PA).

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   «Norme  per  l'istituzione  ed  il  coordinamento  dei  centri  di
  composizione familiare» (n. 500)
   - di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Cordaro in
  data 11 dicembre 2009

   «Norme  in  materia di ripubblicizzazione del servizio  idrico  in
  Sicilia» (n. 501)
   -  di  iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Ragusa,
  Maira e Forzese in data 11 dicembre 2009

   «Modifiche  ed  integrazioni  al  sistema  elettorale  degli  enti
  locali» (n. 502)
   -  di  iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Gianni,
  Forzese, Maira, Dina e Ragusa  in data 11 dicembre 2009

   «Trasferimento del governo degli istituti autonomi  case  popolari
  alle province» (n. 503)
   -  di  iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Ragusa,
  Gianni, Maira e Forzese in data 11 dicembre 2009.

      Comunicazione di presentazione e invio di disegno di legge
                alla competente Commissione legislativa

   PRESIDENTE.  Comunico che il seguente disegno  di  legge  è  stato
  presentato ed inviato alla competente Commissione legislativa:

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   «Disciplina delle terapie mediante Pet therapy»  (n. 494)
   - di iniziativa parlamentare
   - inviato in data 10 dicembre  2009.

                 Comunicazione di richieste di parere

   PRESIDENTE.  Comunico  che le seguenti richieste  di  parere  sono
  state   trasmesse   dal  Governo  ed  assegnate   alle   competenti
  Commissioni legislative:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   Trasmissione  schemi di decreti assessoriali di ripartizione,  per
  l'anno  2009, a norma dell'art. 76, comma 5, della l.r.  26/3/2002,
  n. 2 (n. 58/I)
   - pervenuta in data 14 dicembre 2009
   - inviata in data 15 dicembre 2009

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   Direttive per l'attuazione delle linee d'intervento 3.3.1.4 del PO
  FESR SICILIA 2007-2013 (n. 59/IV)
   - pervenuta in data 15 dicembre 2009
   - inviata in data 15 dicembre 2009

   Piano regionale di propaganda turistica anno 2010  (n. 60/IV)
   - pervenuta in data 14 dicembre 2009
   - inviata in data 16 dicembre 2009

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   Sistema 118 e rete di trasporto territoriale. Costituzione di  una
  società  consortile per azioni denominata Sicilia emergenza-urgenza
  sanitaria - S.C. p.A. - bozza di statuto societario (n. 57/VI)
   - pervenuta in data 10 dicembre 2009
   - inviata in data 10 dicembre 2009.

     Comunicazione di trasmissione di documentazione da parte del
                       Presidente della Regione

   PRESIDENTE.   Comunico  che,  in  data  10  dicembre    2009,   il
  Presidente della Regione ha trasmesso:

   -  copia  della  documentazione  relativa  al  P.O.  FESR  Sicilia
  2007/2013 - Proposta di modifica del riparto risorse del programma.
  Copia del sopra citato documento è stata trasmessa alle Commissioni
  parlamentari  I, III, IV e V;

   -  copia  della  documentazione  relativa  al  P.O.  FESR  Sicilia
  2007/2013 - Proposta di modifica delle linee di intervento  5.1.2.1
  -  5.1.2.2  -  5.1.2.3 - 5.1.2.4 - 5.1.2.5 -  5.1.3.1 -  5.1.3.2  -
  5.1.3.4  -  5.1.3.5  - 5.1.3.6  dei  Requisiti di  ammissibilità  e
  criteri  di  selezione'. Copia del sopra citato documento  è  stata
  trasmessa alle Commissioni parlamentari II, III, e IV.

       Comunicazione di assenze alle riunioni della Commissione
                              legislativa
                   permanente  Affari Istituzionali

   PRESIDENTE.   Comunico   che   nelle  sedute   della   Commissione
  legislativa permanente  Affari Istituzionali  (I):
   -  numero  76  del  9  dicembre 2009 sono  risultati  assenti  gli
  onorevoli:   Arena,  Barbagallo,  Cordaro,  Cracolici,   De   Luca,
  Gucciardi, Maira e Musotto;
   -  numero  77  del  15  dicembre 2009 sono risultati  assenti  gli
  onorevoli: Arena, Barbagallo, Cracolici, De Luca, Greco, Gucciardi,
  Maira, Marrocco, Musotto, Speziale, Torregrossa e Vinciullo.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   lo  Statuto della Regione siciliana, all'art. 17, comma 1, lettera
  b),   attribuisce   alla  stessa  Regione  competenza   legislativa
  concorrente nella materia della sanità pubblica;

   l'ex  AUSL  n. 9 di Trapani ha indetto un bando di stabilizzazione
  del  personale non dirigenziale in virtù della legge n. 296 del  27
  dicembre  2006,  dopo  avere stilato un protocollo  di  intesa  tra
  l'Assessorato  regionale  Sanità e le organizzazioni  sindacali  di
  categoria;

   tenuto conto che:

   tale  bando  prevedeva  un  numero di 41 posti  per  collaboratore
  professionale sanitario-infermiere di categoria D;

   potevano partecipare coloro che avessero dei requisiti preordinati
  alla presentazione delle domande;

   considerato che:

   degli  infermieri che hanno partecipato a questo bando  pubblicato
  nella  GURS  del  27  febbraio 2007 e  in  possesso  dei  requisiti
  previsti  sono stati inseriti in una graduatoria - stilata  tenendo
  conto di una serie di caratteristiche ed all'uopo pubblicata - e ne
  sono risultati idonei a seguito della procedura concorsuale 122;

   inoltre,   nelle  more  della  definizione  delle   procedure   di
  stabilizzazione, l'azienda ha continuato ad avvalersi del personale
  in  servizio  nelle posizioni lavorative oggetto della procedura  e
  nel  rigoroso  rispetto delle disposizioni vigenti  in  materia  di
  contratto  a  tempo  determinato con la  sigla  di  contratti  c.d.
  'ponte'  al  di  fuori  del previgente contesto  normativo  di  cui
  all'art.  36  del d.lgs. n. 165 del 2001 nonché al di  fuori  delle
  previsioni del d.lgs. n. 368 del 2001;

   l'allora AUSL n. 9, dopo aver accertato che la pianta organica era
  vacante di 155 unità, ha attinto da una graduatoria di vincitori di
  concorso   del  2003  82  infermieri,  di  cui  60  dalla  predetta
  graduatoria di stabilizzazione e 22 infermieri dalla graduatoria di
  mobilità, restano esclusi dalla graduatoria di stabilizzazione  dal
  computo   in   esame   62   infermieri,  oggetto   della   presente
  interrogazione;

   per  sapere  se  sia previsto un piano di stabilizzazione  dei  62
  infermieri   ex  precari  dell'AUSL  n.  9,  inseriti   in   questa
  graduatoria  di stabilizzazione, che è valida fino al  31  dicembre
  2012,  tenuto  conto che l'articolo 17 del decreto-legge  1  luglio
  2009,  convertito in legge 3 agosto 2009, n. 103,  impone,  per  il
  biennio  2010 - 2012, che le ASP possono destinare solo il  40  per
  cento   delle   risorse  finanziarie  disponibili  per   le   nuove
  assunzioni». (910)
                                                             MARROCCO
   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:

   lo  Statuto  della  Regione  siciliana, all'art.  17,  attribuisce
  competenza  legislativa concorrente alla stessa  Regione,  entro  i
  limiti  dei  princìpi e degli interessi generali cui si informa  la
  legislazione  dello  Stato, nella materia  dell'organizzazione  dei
  servizi   sull'istruzione  media  e  universitaria;  il   consorzio
  universitario  di  Trapani opera principalmente  in  virtù  di  una
  convenzione-quadro  stipulata con l'ateneo  palermitano  e  singole
  convenzioni  con  le  facoltà cui afferiscono  i  corsi  di  laurea
  attivati   a  Trapani.  Esso  ha,  infatti,  tra  le  sue  finalità
  statutarie,  quella di favorire l'attuazione di corsi  universitari
  nella  provincia di Trapani, di favorire l'istituzione di strutture
  di  ricerca,  di  promuovere  attività culturali  e  di  formazione
  professionale, di favorire la collaborazione con Paesi  in  via  di
  sviluppo;

   considerato che:

   il  corso di laurea di primo livello in ostetricia è attivo presso
  il  polo  territoriale  universitario della  provincia  di  Trapani
  dall'anno  2003.  Il numero degli iscritti è di 35  studenti  (dato
  aggiornato all'anno accademico 2007/2008 e cumulativo per tutti gli
  anni  del corso di studi). Si sono laureati presso questo corso  di
  laurea 38 studenti (dati aggiornati all'anno 2006);

   l'immediato  trasferimento da Trapani  a  Palermo  ha  già  creato
  grosse  difficoltà logistiche ed un aggravio delle  spese  per  gli
  studenti  trapanesi,  i quali hanno ricevuto  la  notizia  solo  il
  giorno prima, dovendo già essere il giorno successivo a Palermo per
  seguire le lezioni previste;

   per sapere:

   quali  interventi  si intendano porre in essere per  evitare  che,
  solo per ignavia e mancanza di senso di responsabilità, si perda un
  importante  organismo  di formazione a Trapani,  struttura  che  dà
  prestigio  alla Regione, istituzione fondamentale per la formazione
  iniziale  e continua di futuri professionisti nel settore sanitario
  dello  Stato, della Regione, degli enti locali e di tutti gli altri
  enti  pubblici,  con  grave nocumento per  lo  sviluppo  e  per  la
  credibilità della Sicilia e del Governo regionale;

   quali   garanzie   si   intendano  fornire   agli   studenti   che
  rappresentano il futuro della nostra comunità». (911)

                                                             MARROCCO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il  turismo,  le
  comunicazioni e i trasporti, premesso che Augusta (SR) è un  centro
  della  provincia di Siracusa di oltre 35 mila abitanti con un  polo
  industriale nel campo petrolifero, chimico e cementizio tra  i  più
  grandi  d'Europa. Per la sua vicinanza a Catania, è altresì  centro
  catalizzatore  di numerose attività artigianali e  commerciali  che
  permettono  di considerare la cittadina siracusana uno  dei  centri
  più importanti dell'intera Regione;

   considerato che:

   nonostante  l'importanza  di Augusta  e  del  suo  hinterland,  le
  Ferrovie  dello  Stato hanno ritenuto opportuno,  in  nome  di  una
  politica di riduzione dei costi che penalizza sempre e soltanto  il
  Sud,  ridurre  in  maniera  schizofrenica la  stazione  ferroviaria
  megarese ad una squallida fermata, senza alcun tipo di servizio;
   la  stazione di Augusta era già priva della biglietteria dal 2007,
  dei  servizi  igienici,  non aveva una  ristorazione  in  grado  di
  rispondere alle esigenze dei viaggiatori, adesso le macchinette per
  la  vendita  automatica  dei  biglietti  funzionano  a  singhiozzo,
  facendo  rischiare così multe salate ai passeggeri che  partono  da
  Augusta,  impossibilitati a munirsi del regolare  biglietto.  Tutto
  ciò  è  vergognoso ed impensabile per una stazione ferroviaria  che
  deve  servire  un  bacino di utenza di oltre 50  mila  persone  che
  spazia su due province, quelle di Siracusa e Catania;

   i  servizi  che,  di contro, vengono offerti dalle Ferrovie  dello
  Stato  sono sintomatici dell'assoluta mancanza di considerazione  e
  rispetto che le FF.SS. hanno nei confronti dei siciliani: biglietti
  in  costante aumento e tratte ferroviarie percorse in tempi biblici
  (45 chilometri percorsi in un'ora abbondante);

   per sapere:

   se  non  ritengano  urgente  adoperarsi  presso  i  vertici  delle
  Ferrovie  dello Stato affinché possano intervenire  per  dotare  la
  stazione   ferroviaria   di   Augusta   di   tutti   quei   servizi
  indispensabili agli utenti;
   se  non  ritengano opportuno intervenire presso  i  vertici  delle
  Ferrovie  dello  Stato per riaprire la biglietteria nella  stazione
  ferroviaria di Augusta». (913)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura  e
  le foreste, premesso che:

   il  caldo  prolungato che, in questi ultimi giorni, ha interessato
  la  nostra Regione ed in modo particolare la provincia di Siracusa,
  sta causando enormi problemi agli agrumicoltori siciliani;

   la  mancanza  di acqua piovana, normalmente abbondante  in  questo
  periodo  dell'anno,  sta  costringendo i  coltivatori  ad  irrigare
  artificialmente  gli  agrumeti, con evidenti  costi  di  produzione
  aggiuntivi.   Di  contro,  i  prezzi  alla  vendita  sono   rimasti
  invariati, se non addirittura diminuiti, anche perché quest'anno si
  è avuta un'abbondante produzione di tutti i tipi di agrumi;

   rilevato che:

   a  questa già problematica situazione, si deve aggiungere l'arrivo
  sui  mercati  italiani e siciliani di agrumi  provenienti  da  vari
  Paesi extracomunitari che stanno stravolgendo l'intero mercato;

   questi agrumi, 'figli' di sistemi di coltivazione intensiva,  sono
  prodotti  senza  alcuna  regola in termini  di  igiene  alimentare,
  sicurezza nei luoghi di lavoro e costo della mano d'opera,  fattori
  produttivi  che  incidono  in  maniera  prevalente  sui  costi   di
  produzione. Tutto ciò consente l'arrivo, sui mercati europei, di un
  prodotto  con  prezzi  assolutamente concorrenziali  rispetto  alla
  nostra  produzione, che si è sempre contraddistinta per  la  scelta
  della  qualità  degli agrumi rispetto alla quantità  prodotta,  nel
  rispetto  delle disposizioni comunitarie e del PSR 2007/2013  della
  Regione siciliana;

   non   essendoci  inoltre,  in  questi  Paesi  produttori,   severe
  normative  che tutelino la salute pubblica, gli agrumi immessi  sul
  mercato  siciliano presentano residui chimici, causati dall'uso  di
  antiparassitari, nocivi per l'uomo, assolutamente vietati in  tutta
  la Comunità europea;

   considerato  che  tale  crollo  dei  prezzi  induce  i  produttori
  siciliani  di  agrumi  a  lanciare  una  drammatica  richiesta   di
  intervento da parte delle Autorità regionali, visto che  il  crollo
  dei  prezzi  di  vendita  degli agrumi  non  permette  agli  stessi
  produttori  di  sopravvivere, calcolando che i costi di  produzione
  oramai sono superiori ai ricavi;

   per sapere:

   se  non  ritengano  utile predisporre interventi  in  aiuto  degli
  agrumicoltori   siciliani,  vittime  delle  condizioni   climatiche
  avverse;

   se  non  ritengano opportuno intervenire urgentemente al  fine  di
  garantire  i  nostri  produttori di agrumi nei confronti  di  altre
  produzioni  provenienti da Paesi extracomunitari che,  sia  per  la
  tipologia  del  raccolto che per i costi della  manodopera,  stanno
  mettendo  in  ginocchio l'intero comparto agrumicolo  in  Sicilia».
  (914)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che il rettore
  dell'Università  di Palermo, con decreto dell'1 dicembre  2009,  ha
  trasferito il corso di laurea in ostetricia dalla sede di Trapani a
  quella di Palermo;

   considerato che:

   il provvedimento è privo di reale motivazione;

   si  determinerebbe  l'ennesima ingiusta  decisione  nei  confronti
  della  sede  dell'Università degli studi di Trapani, privandola  di
  una scuola che ha diversi decenni di tradizione e di esperienze;

   ritenuto  che  la  predetta decisione arreca danno  agli  studenti
  trapanesi    e    all'intera   provincia,   ciò   è   assolutamente
  inaccettabile;

   per sapere:

   se  non ritengano di intervenire tempestivamente presso il rettore
  dell'Università  degli  studi di Palermo  per  chiedere  la  revoca
  immediata  del  decreto  che trasferisce  il  corso  di  laurea  in
  ostetricia  da  Trapani  a  Palermo;  quali  iniziative   intendano
  assumere  per  scongiurare l'inesorabile defraudamento  della  sede
  universitaria di Trapani». (915)

                                                            GUCCIARDI

   «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   la mobilità sanitaria - somministrazione diretta di farmaci - file
  'F'  (ai  sensi  del  testo  unico  'Compensazioni  della  Mobilità
  Sanitaria'  la  Circolare  del  Min. Sanità  n.  100/SCPS/4.344/97)
  prevede  la  compensazione anche dei farmaci H-OSP1 nell'ambito  di
  prestazioni   individuate  dal  testo  unico  e  dai  provvedimenti
  regionali;

   il  testo  unico  individua il n. 99.29.09 'iniezione  di  tossina
  botulinica' come una prestazione ambulatoriale che, non  includendo
  il  costo  del  farmaco,  consente  la  compensazione  del  farmaco
  attraverso il regime file F';

   riconosciuto  che la tossina botulinica di tipo  'A'  è  utile  ed
  indicata per distonie cervicali, emispasmi facciali, blefarospasmo,
  spasticità   dell'adulto   e  paralisi   cerebraale   infantile   e
  iperidrosi;

   constatato che:

   in  tutte le regioni d'Italia la tossina botulinica di tipo A  con
  le indicazioni su riportate è inserita nel flusso F;

   in  Sicilia, invece, il decreto assessoriale del 12 novembre  2007
  (pubblicato nella GURS n. 57 del 7 dicembre 2007) di fatto mantiene
  la  sospensione del file F per la tossina botulinica,  non  essendo
  questa  mai  stata  inserita  nell'elenco  degli  H-OSP1  a  cui  è
  consentito il file F;

   considerato che:

   la  tossina  botulinica  è un farmaco somministrato  da  struttura
  ospedaliera   per  un  utilizzo  ambulatoriale  ai   pazienti   non
  ricoverati per garantire la continuità assistenziale con  cicli  di
  cura programmati;

   il  decreto  assessoriale già citato ha prodotto  un  aggravio  di
  spesa  nella  Regione siciliana per le aziende  in  cui  operano  i
  medici che utilizzano il farmaco in oggetto, nonché un'induzione di
  inappropriatezza prescrittiva;

   per  sapere quali ragioni ostino in Sicilia all'inserimento  della
  tossina  botulinica  di  tipo  'A' tra  i  farmaci  H-OSP1  che  si
  avvalgono della compensazione attraverso il file 'F'». (917)

                                                             APPRENDI

   «Al   Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per  i  lavori
  pubblici, premesso che:

   l'articolo  33  della l.r. n. 6 del 2009 recante 'Disposizioni  in
  materia di recupero degli edifici situati nei centri storici  e  in
  zone  omogenee' stabilisce che: 'l'Assessorato regionale dei lavori
  pubblici  è  autorizzato a stipulare con gli  istituti  di  credito
  convenzioni  finalizzate  alla  stipula  di  contratti   di   mutuo
  ventennale con i proprietari di immobili situati nei centri storici
  o  in  zone omogenee classificate 'A' nei piani regolatori generali
  dei  comuni  e  con  i  proprietari di edifici  classificati  netto
  storico,  per  la  manutenzione straordinaria,  l'adeguamento  alle
  norme  vigenti  e alle disposizioni antisismiche, il  restauro,  il
  ripristino  funzionale  degli stessi, o di porzioni  di  essi,  per
  unità  immobiliari da adibire ad uso residenziale  per  un  importo
  massimo  di  300 migliaia di euro, e comunque non superiore  ad  un
  importo  massimo di 2.000 euro/mq, per ciascun soggetto richiedente
  e  per  ciascuna  unità abitativa, ponendo a  carico  del  bilancio
  regionale  il  100% del costo degli interessi. I mutui  di  cui  al
  presente  comma possono coprire il 100% del costo degli  interventi
  di restauro e di ripristino funzionale';

   il  succitato articolo, al comma 2, stabilisce anche che: 'Per  le
  finalità   del  presente  articolo  è  autorizzato,   a   decorrere
  dall'esercizio  finanziario 2009, un limite di  impegno  ventennale
  dell'importo  di 7.500 migliaia di euro, a decorrere dall'esercizio
  finanziario 2010, un limite di impegno ventennale di 2.500 migliaia
  di  euro e a decorrere dall'esercizio finanziario 2011 un limite di
  impegno ventennale di 2.500 migliaia di euro';

   con la norma sopra indicata è stato altresì abrogato l'articolo 25
  della  legge  regionale 6 febbraio 2008, n. 1, che recava  analoghe
  disposizioni  relative ai centri storici e alle  procedure  per  il
  loro risanamento;

   considerato che:

   l'immediata attuazione del citato art. 33 consentirebbe a tutti  i
  cittadini di ristrutturare la propria abitazione, attivando sia una
  spesa  non indifferente a carico dei privati sia ricadute  positive
  anche in ambito occupazionale;

   nessun  decreto attuativo della norma abrogata è stato mai emanato
  e  per  questa  ragione non si è mai proceduto  all'attivazione  di
  quanto sancito dall'articolo 25 della l.r. n. 1/2008;

   l'art. 33 della l.r. n. 6/09 ha sostituito l'art. 25 della l.r. n.
  1/08,  oggetto di una precedente interrogazione dello  sottoscritto
  interrogante  (n.  138 del 24 settembre 2008) al quale  l'Assessore
  per  i  lavori  pubblici  ha  risposto  (dopo  13  mesi)  con  nota
  protocollo GAB n. 785 del 12 ottobre 2009, nella quale si  ribadiva
  l'abrogazione  dell'articolo  25  della  l.r.  1/2008,   sostituito
  dall'articolo   33  della  l.r.  6/2009,  cosa  già   nota,   senza
  pronunciarsi   nel  merito  delle  inadempienze   e   dei   ritardi
  dell'Assessorato;

   rilevato  che l'abrogazione di una norma e l'approvazione  di  una
  nuova disposizione nei fatti non risolve il problema della concreta
  attuazione  della stessa, dal momento che la vera questione  rimane
  l'emanazione dei decreti conseguenti alla norma medesima,  senza  i
  quali  nessun atto concreto in direzione del graduale  processo  di
  risanamento dei centri storici in Sicilia può essere adottato;

   per sapere:

   quali  ragioni abbiano impedito l'emanazione dei decreti  relativi
  alla vigente norma, l'articolo 25 della l.r. n. 1 del 2008;

   se non ritenga urgente procedere con gli adempimenti di competenza
  al fine di consentire rapidamente l'applicazione dell'art. 33 della
  l.r.  n. 6 del 2009, favorendo così l'azione di recupero dei centri
  storici in Sicilia». (918)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                         DI BENEDETTO

   «All'Assessore per i lavori pubblici, premesso che:

   ai  sensi  dell'articolo 32 della l.r. n. 7 del 2003, al  fine  di
  promuovere  lo  snellimento  delle  procedure,  è  attiva,  per  il
  deposito  in  tempo  reale  di progetti e  varianti  in  base  agli
  articoli  2,  17 e 18 della legge n. 64 del 1974 ed all'articolo  4
  della  l. n. 1086 del 1971, la procedura di deposito delle pratiche
  relativamente alle zone ad alta sismicità, come riportato nel  sito
  istituzionale del Genio civile di Agrigento;

   secondo  la  procedura, i professionisti presentano l'istanza  del
  progetto  o della variante, mentre i funzionari direttivi esaminano
  formalmente  la  pratica, controllando che  la  documentazione  sia
  completa e, nel caso in cui questa sia incompleta, l'istanza  viene
  respinta e pertanto non caricata al protocollo;

   la  prima fase della procedura consiste semplicemente in una  mera
  verifica   veloce   e  formale  della  completezza   del   progetto
  presentato;

   rilevato che per tale prima fase della procedura è oggi necessario
  recarsi  presso  gli  uffici del Genio civile  che  hanno  sede  ad
  Agrigento,  con  notevoli  disagi per i professionisti  (ingegneri,
  architetti,  geometri e periti edili), disagi  dovuti  ai  numerosi
  chilometri da percorrere per raggiungere tale sede;

   per  sapere se non ritenga opportuno porre in essere le necessarie
  misure presso l'ufficio del Genio civile di Agrigento allo scopo di
  provvedere all'apertura, almeno un giorno della settimana,  di  una
  sede  distaccata nella città di Sciacca (AG) al fine di  consentire
  il  rilascio  dell'attestazione di avvenuto deposito dei  progetti,
  agevolando  notevolmente l'attività di tutti i  professionisti  del
  settore  non  solo di Sciacca, ma anche di tutti i paesi  limitrofi
  quali  Menfi,  Santa  Margherita  di  Belice,  Montevago,  Sambuca,
  Ribera, Burgio e Calamonaci». (919)

                                                            MARINELLO

   «Al  Presidente  della Regione, all'Assessore per il  turismo,  le
  comunicazioni  e  i trasporti e all'Assessore per la  famiglia,  le
  politiche sociali le autonomie locali, premesso che:

   lo  Stato  italiano, con norme specifiche, ha sempre  tutelato  il
  portatore  di  handicap, sia nell'ambito familiare, sia  in  quello
  lavorativo:  tutto ciò, giustamente, per rendere  la  vita  la  più
  normale  possibile a chi, per nascita o per trauma, è  costretto  a
  convivere  con  un handicap che può raggiungere anche  il  100  per
  cento di invalidità;

   tra  le  tante  normative vigenti, vi è il decreto del  Presidente
  della  Repubblica 24 luglio 1996, n. 503, che, al comma 3 dell'art.
  11  recita  testualmente  che: 'la circolazione  e  la  sosta  sono
  consentite  nelle  zone a traffico limitato e nelle  aree  pedonali
  urbane,  così come definite dall'art. 3 del decreto ingiuntivo.  30
  aprile  199, 2 n. 285, qualora è autorizzato l'accesso ad una  sola
  categoria di veicoli per l'espletamento dei servizi di trasporto di
  pubblica utilità';

   visto che:

   nonostante   sia   evidente,  dal  disposto   della   legislazione
  nazionale,  la  volontà  di rendere meno problematica  la  vita  ai
  diversamente  abili  che hanno, come unico  mezzo  di  locomozione,
  vetture con accompagnatore o automobili modificate in funzione  del
  proprio  handicap,  le nuove frontiere in tema di  controlli  delle
  zone  a  traffico limitato rendono vane le peculiarità e i  diritti
  riconosciuti ai diversamente abili dal suddetto D.P.R.;

   nella  quasi totalità delle città siciliane, che adottano  zone  a
  traffico  limitato  o  isole pedonali,  i  comuni  hanno  istallato
  sistemi  di  controllo visivo con telecamere collegate a centraline
  posizionate nei comandi dei vigili urbani;

   tali  telecamere leggono esclusivamente le targhe posteriori delle
  autovetture,  quindi non inquadrano, nei loro obiettivi,  eventuali
  pass  esposti  nel  parabrezza anteriore, così  come  disposto  dal
  vigente codice della strada. Di conseguenza, l'autovettura che ha a
  bordo un portatore di handicap viene puntualmente sanzionata fino a
  quando  il  disabile non riesca a dimostrare che era a bordo  della
  medesima auto, il tutto con un ricorso e relativa perdita di tempo,
  denaro e disagio personale da presentare ai vari comandi di polizia
  municipale;

   allo  stato  attuale,  l'unica soluzione  al  problema  è  che  il
  disabile  comunichi anticipatamente, a tutti i sindaci dei  singoli
  comuni,  l'itinerario che deve effettuare, la targa della  macchina
  utilizzata  per  il viaggio, la copia del contrassegno  e  la  data
  certa di quando intenda effettuare lo spostamento. E' evidente  che
  deve rinunciare ad eventuali modifiche del percorso precedentemente
  stabilito e comunicato, limitando di conseguenza, ulteriormente, le
  sue già scarse possibilità di movimento;

   considerato che:

   la  realtà  attuale  è costellata da un intreccio  incredibile  di
  violazioni, sia dal punto di vista normativo sia, cosa  ancora  più
  grave,  per  quanto  concerne la libertà di movimento  dei  singoli
  disabili, libertà sancita dalla Costituzione italiana;

   è  impensabile che in uno Stato dove la parità di trattamento  tra
  normodotati  e  diversamente  abili  è  sinonimo  di  democrazia  e
  sviluppo  sociale, si perseveri a creare difficoltà  a  chi  ha  un
  handicap,  difficoltà  spesso risolvibili con soluzioni  economiche
  facilmente attuabili;

   per  il  rispetto delle norme vigenti e per garantire  libertà  di
  movimento a tutti i disabili basta munire le telecamere di congegni
  elettronici  atti  al rilevamento di pass forniti  gratuitamente  a
  tutti i portatori di handicap che ne hanno diritto;

   per sapere se non ritengano utile ed improcrastinabile predisporre
  un  atto  normativo che obblighi tutti i comuni della  Sicilia  che
  attivano isole pedonali o zone a traffico limitato videosorvegliate
  a  munire le telecamere di controllo di specifici lettori  di  pass
  elettronici  da  fornire  gratuitamente  a  tutti  i  portatori  di
  handicap  che  ne facciano richiesta e che ne abbiano  diritto,  in
  modo  da  facilitare  gli  spostamenti  all'interno  delle  aree  a
  traffico limitato o isole pedonali». (920)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  alla  Presidenza,
  premesso che:

   il  Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, in data 27 agosto  2007,
  ha  emanato  un bando di concorso mirante alla stabilizzazione  del
  personale  volontario che ha svolto la propria  attività  nell'ente
  medesimo;

   dopo avere chiuso le fasi preliminari di raccolta delle domande di
  partecipazione al concorso, il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco
  ha modificato il bando originario, aggiungendo un ulteriore vincolo
  che  prevedeva l'obbligo di avere effettuato almeno 120  giorni  di
  servizio volontario nel quinquennio gennaio 2002 - gennaio 2007;

   visto che:

   con  questa  modifica, peraltro illegittima, migliaia  di  domande
  sono  state  escluse  per  mancanza dei  requisiti  richiesti.  Tra
  l'altro,  moltissimi dei partecipanti al concorso,  pur  avendo  il
  suddetto requisito, non l'hanno citato nella domanda, dato che  non
  era originariamente richiesto;

   sono  oltre  500 i vigili del fuoco precari siciliani  vittime  di
  questa  assurda procedura adottata dal Corpo nazionale  dei  Vigili
  del fuoco;

   considerato che:

   alcuni  dei  concorsisti  esclusi  hanno  presentato  ricorso   al
  Tribunale   amministrativo   regionale   della   Liguria   e    che
  quest'ultimo, con sentenza del 28 maggio 2009, ha giudicato fondato
  il ricorso, obbligando, di fatto, il Corpo nazionale dei Vigili del
  fuoco  ad  annullare tutte le esclusioni dal bando  motivate  dalla
  mancanza del requisito di cui sopra, originariamente non richiesto;

   alla  data odierna, il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco ancora
  non  ha  reintegrato gli esclusi, disattendendo, di  fatto,  quanto
  stabilito dal TAR della Regione Liguria;

   per sapere se non ritengano utile ed urgente intervenire presso  i
  vertici nazionali del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco affinché
  dia   seguito  a  quanto  stabilito  dal  Tribunale  amministrativo
  regionale  della  Liguria, reintegrando tutti i  vigili  del  fuoco
  precari  esclusi  dalla  stabilizzazione  i  quali,  dopo  anni  di
  sacrifici  e  di  onorato servizio, speravano finalmente  di  avere
  riconosciuti i propri diritti ad una assunzione certa  ed  a  tempo
  indeterminato, anche in considerazione della peculiarità siciliana,
  regione  soggetta  a  possibili disastri ambientali  causati  dalla
  morfologia  del  terreno, dagli incendi boschivi, dalle  alluvioni,
  dai  terremoti e, non ultima per importanza, dalla presenza dei tre
  più grandi poli petrolchimici d'Europa». (921)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il  turismo,  le
  comunicazioni e i trasporti, premesso che:

   le competenze in materia di servizi ferroviari di interesse locale
  effettuati nelle regioni a Statuto speciale, di cui all'articolo  9
  del  decreto legislativo del 19 novembre 1997, n. 422, a  decorrere
  dall'entrata  in  vigore della legge 23 luglio 2009,  n.  99,  sono
  transitate nelle mani delle regioni medesime;

   a tal fine, il Ministero dell'economia e delle finanze provvede al
  trasferimento   delle  risorse,  in  conformità  agli   ordinamenti
  finanziari delle singole regioni, nei limiti degli stanziamenti  di
  bilancio, utilizzando le risorse da destinare a titolo di pagamento
  dei  corrispettivi, in favore di Trenitalia s.p.a.,  derivanti  dal
  contratto di servizio posto in essere con lo Stato;

   il  decreto-legge  29  novembre  2008,  n.  185,  convertito,  con
  modificazioni,  in  legge 28 gennaio 2009, n.  2,  recante  'Misure
  urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e imprese e
  per   ridisegnare  in  funzione  anticrisi  il  quadro   strategico
  nazionale', all'articolo 25, comma 1, ha istituito, nello stato  di
  previsione della spesa del Ministero dell'economia e delle finanze,
  un  fondo con una dotazione finanziaria di 960 milioni di euro  per
  l'anno 2009, per investimenti del gruppo Ferrovie dello Stato;

   il  comma  del  su  citato  articolo  25  obbliga  le  Ferrovie  a
  relazionare annualmente al Ministero dell'economia e delle  finanze
  sull'impiego  di  dette  somme,  sui  risultati  conseguiti  e  sul
  rispetto   delle  percentuali  di  assegnazione  delle   quote   di
  investimento al Nord e al Sud del Paese, pari, rispettivamente,  al
  15  e  all'85  per cento, trattandosi di fondi FAS con  vincoli  di
  destinazione geografica;

   preso atto che:

   il   trasferimento  delle  risorse  disponibili   effettuato   dal
  Ministero ammonta a 100 milioni di euro;

   il  decreto-legge n. 185 del 29 novembre 2008 mette a disposizione
  per  la  Sicilia, nella ripartizione per aree geografiche del  Sud,
  circa  94  milioni di euro per l'acquisizione di materiale rotabile
  Trenitalia  s.p.a.  e  circa 90 milioni di  euro  per  investimenti
  infrastrutturali R.F.I.;

   con  i  contratti  di almeno sei anni, Trenitalia  destinerà  alla
  Sicilia  un'ulteriore  quota  derivante dall'autofinanziamento  per
  acquisto di nuovo materiale rotabile;

   considerato che:

   i  fondi  trasferiti dal Ministero permettono il mantenimento,  da
  parte di Trenitalia s.p.a., degli attuali servizi;

   l'utilizzazione  dei  fondi previsti  nel  decreto  legge  n.  185
  permette  il  rinnovo di tutto il parco rotabile  vetusto  presente
  nell'Isola  e  la velocizzazione di alcune linee con  significativi
  recuperi di percorrenza;

   le somme destinate all'acquisizione del materiale rotabile possono
  contribuire  alla  salvaguardia  dell'occupazione  nelle  industrie
  metalmeccaniche ferroviarie presenti nell'Isola;

   per  sapere quali motivazioni ad oggi abbiano impedito la ratifica
  del  contratto di servizio mediante il quale si utilizzano i  fondi
  FAS  previsti  nel decreto-legge sopra indicato e se  pertanto  non
  ritengano opportuno e urgente provvedere alla stipula del contratto
  medesimo  al  fine  di consentire la destinazione  dei  fondi  alla
  Sicilia per interventi infrastrutturali». (923)

                                                            CRACOLICI

   «Al  Presidente  della Regione all'Assessore  per  il  lavoro,  la
  previdenza  sociale, la formazione professionale e l'emigrazione  e
  all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le  autonomie
  locali, premesso che:

   la  Tributi Italia s.p.a. (ex San Giorgio) è una società esercente
  l'attività  di  riscossione  dei  tributi  locali  in   regime   di
  convenzione  con  diverse  amministrazioni  comunali  di  tutte  le
  regioni italiane, inclusa la Regione siciliana;

   la  Tributi  Italia s.p.a. sta attraversando un grave  momento  di
  crisi  che rappresenta un serio elemento di preoccupazione  per  la
  stabilità occupazionale;

   detta  società,  alla data di oggi, dà occupazione sul  territorio
  della Regione siciliana a 105 lavoratori con contratto terziario ed
  ha convenzioni attive con 93 comuni;

   a  causa della crisi in cui versa, la società Tributi Italia s.p.a
  non  ha corrisposto ai lavoratori le retribuzioni relative ai  mesi
  di agosto, settembre, ottobre e novembre 2009;

   le federazioni sindacali hanno svolto, il 20 novembre 2009, per le
  motivazioni sopra elencate, uno sciopero a livello nazionale con un
  sit-in  presso la Presidenza della Regione siciliana allo scopo  di
  sensibilizzare le istituzioni e la collettività;

   la  crisi  in  cui versa la società, oltre a causare  problemi  ai
  lavoratori  che rischiano di perdere il posto di lavoro,  mette  in
  seria  difficoltà  anche i comuni e gli enti convenzionati  con  la
  Tributi  Italia, ed in particolare le municipalità più piccole  che
  rischiano il dissesto finanziario non riscuotendo le quote  tributi
  loro spettanti;

   un  comitato  spontaneo  dei lavoratori  siciliani  della  società
  Tributi  Italia s.p.a. - con una lettera indirizzata al  Presidente
  della Regione siciliana e agli Assessori regionali per il bilancio,
  per  il lavoro e per la famiglia - ha richiesto un sostegno  ed  un
  impegno politico allo scopo di arginare e scongiurare questo  stato
  di crisi;

   per sapere:

   se non ritengano indispensabile un intervento urgente a tutela dei
  105 lavoratori de quo;

   se non ritengano necessario istituire un tavolo con l'ANCI Sicilia
  al  fine  di  stipulare  uno  specifico accordo  di  programma  per
  agevolare sia i processi a salvaguardia dei posti di lavoro  presso
  la  società Tributi Italia s.p.a., sia i rapporti convenzionali tra
  la  predetta  società  e  gli enti locali della  Regione  siciliana
  oggetto  di  concessione,  al fine di  instaurare  un  confronto  a
  salvaguardia degli interessi di tutte le parti in causa;

   se   non   ritengano,  altresì,  indispensabile  intervenire   nei
  confronti  del  Governo nazionale nell'affiancamento  istituzionale
  avanzato da Tributi Italia s.p.a. (ex San Giorgio)». (924)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                                 ODDO

   «All'Assessore per il territorio e l'ambiente e all'Assessore  per
  l'agricoltura e le foreste, premesso che:

   con  i  decreti del Dirigente generale dell'Assessorato  regionale
  Territorio e ambiente del 30 giugno 2009 e che vanno dal n. 579  al
  n.  679, sono stati approvati i piani di gestione (p.d.g) delle ZPS
  (zone   di   protezione   speciale)  e  ZSC   (zone   speciali   di
  conservazione) ricadenti nel territorio siciliano, da integrare,  a
  cura  dei  beneficiari,  per  la gestione  nell'ambito  della  rete
  'Natura 2000' ;

   da  un  sommario  esame  dei  decreti di approvazione,  permanendo
  enormi  difficoltà  per  la consultazione dei  piani  di  gestione,
  l'esercizio dell'attività venatoria nelle zone ZPS, libere da altri
  vincoli,  non  sembra essere contemplato tra gli  interventi  umani
  praticabili;

   i  territori  inclusi nelle ZPS non soggetti ad altri vincoli  non
  ricadono  tra  i territori protetti, essendo rimasti sino  ad  oggi
  fruibili venatoriamente;

   il  decreto  del  Ministero  dell'ambiente  del  17  ottobre  2007
  concernente i criteri minimi uniformi per la conservazione relativi
  alle  zone  speciali  ZSC e ZPS ha previsto,  quale  uniche  misure
  limitative  dell'attività venatoria, il divieto di  preapertura  in
  tutte  le  ZPS e l'apertura della caccia dall'1 ottobre  nelle  ZPS
  attraversate da rotte di migrazione o incluse nelle isole minori;

   tali  criteri  sono stati da ultimo ribaditi dalla delibera  della
  Conferenza permanente Stato-regioni che, in data 26 marzo 2008,  ha
  modificato  il  deliberato  del  soppresso  Comitato  per  le  aree
  protette;

   la  chiusura all'attività venatoria in tutte le ZSC e ZPS  produce
  un  aumento del territorio chiuso alla stessa, in particolare nelle
  isole minori, in palese contrasto con l'articolo 14, comma 3, della
  legge  regionale  n.  33 del 1997, che prevede  che  il  territorio
  destinato  a  protezione  non può superare  il  25  per  cento  del
  territorio agro-silvopastorale;

   il  superamento della soglia del 25 per cento di territorio  agro-
  silvopastorale destinato a protezione    comporterebbe seri  rischi
  di  depauperamento  delle restanti zone libere all'esercizio  della
  caccia vista l'elevata densità venatoria;

   per sapere:

   se  i piani di gestione delle ZSC e ZPS limitino ulteriormente  la
  superficie    del   territorio   agro-silvopastorale    accessibile
  all'attività  venatoria ed, in tal caso, se tale  ulteriore  limite
  sia   assistito   da  motivazioni  tecnico-scientifiche   reali   e
  plausibili;

   se  non  ritengano indispensabile modificare i piani di  gestione,
  per  rendere  praticabile  l'attività venatoria  nelle  zone  sopra
  citate escluse da altri vincoli, in conformità ai criteri minimi di
  salvaguardia   imposti  dal  decreto  del  Ministero  dell'ambiente
  succitato  e  nel  rispetto  dell'art. 14,  comma  3,  della  legge
  regionale n. 33 del 1997». (925)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                                 ODDO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   da  organi  di  stampa  si apprende di una ventilata  e  paventata
  soppressione  del  reparto di chirurgia generale dell'ospedale  San
  Vincenzo di Taormina (ME), diretto dal prof. Vincenzo Morici;

   in  pochi  giorni  sono state raccolte oltre  10  mila  firme  dai
  residenti di Taormina, a cui si sono aggiunte le manifestazioni  di
  solidarietà da parte di tutti i comuni del comprensorio  in  ordine
  alla   necessità   di  tutelare  i  20  posti  di   chirurgia   che
  rappresentano  una fondamentale risorsa non solo  per  i  cittadini
  residenti nel comprensorio messinese ma anche per i turisti, stante
  la connotazione turistica del territorio;

   ritenuto che:

   l'ospedale  di San Vincenzo è una struttura che rende un  servizio
  efficiente, con prestazioni sanitarie plurispecialistiche  di  alta
  professionalità non solo ai comuni della Valle dell'Alcantara e del
  comprensorio  ionico  della  provincia  di  Messina  ed  ai  comuni
  limitrofi  della  provincia  di Catania (Calatabiano,  Fiumefreddo,
  Castiglione,  Linguaglossa, Piedimonte, etc.), ma  anche  ai  tanti
  turisti  che scelgono Taormina e le vaste zone limitrofe come  mete
  per i loro viaggi;

   con  la  soppressione del reparto di chirurgia  generale  l'intera
  comunità  ionica verrebbe privata di un sicuro e qualificato  punto
  di  riferimento e si ridurrebbe, in ultima analisi, la capacità  di
  'offerta di salute' di tutto il presidio ospedaliero di Taormina;

   se  attuato,  detto  provvedimento priverebbe,  inoltre,  l'intero
  presidio  ospedaliero di professionalità che, nel corso  di  questi
  anni,  hanno  dato  un  apporto indispensabile  con  interventi  in
  urgenza  estremamente complessi, che solo le capacità professionali
  e  lo  spirito di abnegazione mostrato (il prof. Morici  in  testa)
  hanno potuto affrontare e risolvere con brillanti risultati, che ne
  hanno fatto il fiore all'occhiello del presidio ospedaliero;

   sopprimendo l'unità operativa di chirurgia generale, con 20  posti
  letto,  i  pazienti  dovrebbero  essere  trasferiti  presso   altre
  strutture  della  provincia di Messina ovvero di Catania  o  presso
  strutture private, con grave rischio per la salute dei medesimi, in
  quanto  il  tempo  può essere determinante per la sopravvivenza,  e
  ciò,  peraltro,  con un ulteriore aggravio di spese  a  carico  dei
  singoli cittadini e senza una economia reale della spesa sanitaria;

   l'anno  di produttività (si tratta di circa mille pazienti)  della
  chirurgia  generale  conta interventi chirurgici  di  elevata  DRG,
  come:  emicolectomia, splenectomia, surrenectomia,  interventi  per
  ernia iatale con tecniche tradizionali e laparoscopiche;

   considerato che:

   l'art.  32  della  nostra  Costituzione  tutela  la  salute   come
  fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività;

   la  medesima norma costituzionale recita, altresì, che  'la  legge
  non  può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della
  persona umana' e, dunque, configura il diritto alla salute come  un
  diritto fondamentale non comprimibile;

   nessun  intervento  governativo che si  ponga  come  obiettivo  la
  razionalizzazione  della spesa, pertanto, può mai  prescindere  dal
  rango   di   diritto   inviolabile,  incomprimibile,   assoluto   e
  fondamentale,  qual  è  il  diritto  alla  salute,   né   ad   esso
  contrapporsi senza comprimerlo;

   per sapere:

   se  sia  vero quanto riportato sulla stampa in merito alla volontà
  di  sopprimere  il reparto di chirurgia generale dell'ospedale  San
  Vincenzo di Taormina;

   se,  in  caso  affermativo e alla luce delle considerazioni  sopra
  esposte,  non  ritengano di dovere rivedere  il  piano  di  rientro
  sanitario varato, affinché il reparto di chirurgia in argomento non
  soltanto  possa  continuare a prestare la propria meritoria  opera,
  come ha fatto fino ad oggi, ma venga potenziato, atteso che la  sua
  soppressione  rappresenterebbe una  inestimabile  perdita  per  una
  utenza che valica i confini della provincia messinese». (909)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                              RINALDI

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   l'azienda  ospedaliera Vittorio Emanuele di  Catania  è  stata  la
  prima per produttività tra le aziende sanitarie siciliane;

   a breve si prevede il trasferimento al policlinico delle divisioni
  di ostetricia e ginecologia, di chirurgia pediatrica, di ematologia
  e di oculistica;

   considerato che:

   la   chirurgia   pediatrica  è  un  reparto  ospedaliero   e   non
  universitario, di indispensabile supporto al reparto di  pediatria,
  nel quale insiste anche il pronto soccorso pediatrico;

   l'ematologia dell'ospedale Ferrarotto, oltre ad essere un  reparto
  ospedaliero e non universitario, è stata storicamente un  punto  di
  riferimento particolarmente significativo per la città di Catania;

   ritenuto che:

   la  mancanza  di  medici  e  di altri 40 infermieri  professionali
  rischia  di  pregiudicare la continuità assistenziale di importanti
  attività;

   l'area  nella  quale  si  registra maggiore  sofferenza  è  quella
  dell'emergenza   (pronto  soccorso  generale  e   pronto   soccorso
  pediatrico);

   per sapere:

   quale  sia il 'disegno' della programmazione sanitaria nella città
  di Catania;

   se  l'unificazione con il policlinico risponda all'esigenza di una
  maggiore  qualità dell'assistenza sanitaria oppure a  logiche  poco
  chiare;

   quali  siano  le prospettive dell'ex azienda ospedaliera  Vittorio
  Emanuele in ragione anche delle alte specialità possedute;

   se    l'ospedale    di    Librino   (CT),   subirà    un'ulteriore
  ridimensionamento a vantaggio del policlinico». (912)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                           BARBAGALLO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il  turismo,  le
  comunicazioni e i trasporti, premesso che da tempo è in affidamento
  provvisorio alla società di trasporti SAIS il servizio di autolinea
  che  collega Palermo con Messina e viceversa e che questa  assicura
  lo stesso servizio con 8 corse giornaliere di intercity senza soste
  intermedie;

   considerato che in posizione baricentrica tra Palermo e Messina si
  colloca  lo  svincolo  autostradale della città  di  Sant'Agata  di
  Militello  (ME),  che  serve più di 90.000  abitanti  e  dove,  tra
  l'altro, ci sono uffici giudiziari e finanziari, e che in atto  non
  è  previsto  alcun collegamento su gomma con la città  di  Palermo,
  potendosi  usufruire soltanto di alcuni treni a  lenta  percorrenza
  che impiegano molte ore;

   considerato  inoltre  che  la necessità  di  istituire  una  linea
  diretta  tra Sant'Agata di Militello e Palermo è avvertita anche  e
  soprattutto dai residenti dei comuni che insistono nel  bacino  dei
  Nebrodi,  dai  pendolari  e dai tantissimi  studenti  dell'  ateneo
  palermitano che ne trarrebbero certamente giovamento;

   ritenuto che lo sviluppo del territorio del parco dei Nebrodi,  il
  quale  comprende ben 23 comuni che vedono nell'istituzione  di  una
  nuova  linea diretta che colleghi Palermo, sede dell'aeroporto  più
  vicino,  con  Sant'Agata  di Militello, rappresenta  un'eccezionale
  occasione  di sviluppo, nonché un mezzo per far conoscere  ambienti
  di elevata naturalità, nei quali sono custoditi i segni dell'azione
  millenaria  dell'uomo,  la cui presenza  è  documentata  sin  dalle
  epoche  più remote, come nell'antico comune di San Marco  d'Alunzio
  ed  in  particolare  sul Monte Scurzi, dove sono stati  individuati
  livelli  di  età  pregreca  e  greco-arcaica,  per  proseguire  con
  vestigia di epoche romana e normanna e con le vestigia di  Tea  nel
  comune di Acquedolci;

   verificato  che  artisti  del  calibro  di  Domenico  Gagini,  del
  palermitano  Velasquez, di Zoppo di Gangi sono solo  alcuni  fra  i
  pittori che hanno lasciato opere in questa zona; verificato inoltre
  che:

   il  parco  ha  costituito  il circuito ' NEBRODI  -  OUTDOOR'  che
  aggrega  e segnala tutti i soggetti che svolgono e offrono  servizi
  di fruizione sostenibile nel territorio dei Nebrodi come escursioni
  a  piedi,  in  bici,  a cavallo; progetti e lezioni  di  educazione
  ambientale;  visite guidate; visite culturali; giornate  ed  eventi
  tematici; gestione centri escursionistici ed informativi;

   l'artigianato  del  distretto della  ceramica  di  S.  Stefano  di
  Camastra vanta un repertorio ricchissimo di forme, figure e  colori
  con le tradizionali decorazioni policrome;

   ritenuto  infine  che  tutte  queste  località,  se  rese   meglio
  raggiungibili  per il turista con l'istituzione di nuovi  strumenti
  di   trasporto,  possono  certamente  essere  mirabili  motori   di
  attrattiva per il turismo della zona;

   per  sapere se non ritengano di istituire urgentemente  una  nuova
  linea diretta che colleghi Palermo con Sant'Agata di Militello,  al
  fine  di  assicurare finalmente un servizio a quelle  centinaia  di
  migliaia di cittadini residenti nel comune medesimo e nei comuni di
  tutto  il  bacino dei Nebrodi, che da tempo chiedono  l'istituzione
  della  linea  di  autotrasporto, e  per  sviluppare  e  quindi  far
  conoscere  un  territorio,  quello  del  parco  dei  Nebrodi,   che
  certamente potrà essere un motore di sviluppo per tutta  l'area  e,
  nelle   more  dell'avvio  del  relativo  iter  amministrativo,   se
  intendano  attivare le procedure affinché l'attuale  concessionario
  provvisorio   istituisca   una  fermata  all'uscita   del   casello
  autostradale di Sant'Agata di Militello per tutte le corse  che  in
  atto collegano Palermo con Messina e viceversa». (916)

                                                               CORONA

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  il  lavoro,  la
  previdenza  sociale, la formazione professionale  e  l'emigrazione,
  premesso che:

   con l'art. 40, comma 3, della legge regionale 5 novembre 2004,  n.
  15,  è  stata introdotta la possibilità di assegnare a  compiti  di
  ispezione  in materia di lavoro '(  ) personale in forza  presso  i
  servizi  degli  uffici del lavoro la cui idoneità allo  svolgimento
  dei   nuovi   compiti   è  garantita  dall'apposita   attività   di
  affiancamento  al  personale  già inquadrato  quale  ispettore  del
  lavoro,  nonché  attraverso  idonei  percorsi  di  formazione,   da
  svolgersi anche mediante corsi telematici';

   il  22 dicembre 2004 è stato stipulato un protocollo d'intesa  tra
  il  Ministero  del lavoro e delle politiche sociali  e  la  Regione
  siciliana  -  Assessorato  regionale del lavoro,  della  previdenza
  sociale,  della  formazione professionale e  dell'emigrazione,  per
  l'affidamento  al  CIAPI, da parte dell'Assessorato  regionale  del
  lavoro,  'dell'organizzazione e lo svolgimento di corsi finalizzati
  alla  formazione e/o all'aggiornamento dei dipendenti della Regione
  siciliana per i servizi ispettivi del lavoro della Sicilia';

   con  D.D.G.  148  FP dell'8 agosto 2005, è stato  è  approvato  ed
  ammesso  a finanziamento il progetto dal titolo 'FORMISPE', redatto
  dal  CIAPI  Palermo-codice  POR 1999.IT.16.1.PO.011/3.10/7.2.4/079,
  per un importo pari a 3.846.537,80 euro;

   in  data  2  febbraio 2006, in occasione della  presentazione  del
  convegno  dedicato al Progetto FORMISPE, l'Assessore per il  lavoro
  pro  tempore dichiarava: 'attraverso questo progetto abbiamo  anche
  formato  300  nuovi  ispettori del lavoro che presto  andranno  sul
  territorio, a rinforzare gli organici degli Uffici Provinciali  del
  Lavoro,  per  contrastare sempre più tutte le forme di sfruttamento
  dei lavoratori';

   in  data  21 novembre 2008, in relazione al fenomeno delle  'morti
  bianche', l'Assessore per il lavoro pro tempore dichiarava  'Presto
  potranno  entrare  in  servizio i 180 nuovi ispettori  del  lavoro,
  funzionari regionali che hanno seguito un corso di riqualificazione
  per svolgere il nuovo incarico';

   si  ha notizia che, per l'insufficiente numero di domande prodotte
  e per le massicce defezioni verificatesi anche successivamente allo
  svolgimento del corso, solo una cinquantina di soggetti (appena 1/6
  rispetto  alle  unità  previste)  abbiano  preso  parte,  dopo   il
  conseguimento   della  idoneità,  all'attività   di   affiancamento
  prescritta  dalla legge n. 15 del 2004. Nonostante ciò, nessuno  di
  essi, ancora oggi, sarebbe impegnato in attività ispettiva;

   per sapere:

   quali  motivi,  a  distanza di quattro anni  dall'approvazione  di
  FORMISPE   e   nonostante  la  grave  insufficienza  di   personale
  ispettivo,  come  emersa anche nell'ambito  della  audizione  della
  Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno degli  infortuni
  sul lavoro e le 'morti bianche' tenutasi il 16 marzo 2009 presso la
  Prefettura  di Catania, abbiano ad oggi impedito che  il  personale
  formato  nell'ambito  del  progetto possa  svolgere  i  compiti  di
  ispezione in materia di lavoro;

   quali  iniziative intendano adottare per far fronte  concretamente
  alla necessità di intensificare, rendere efficienti e capillari sul
  territorio,   anche  attraverso  l'impiego  di  risorse   umane   e
  strumentali  adeguate,  i  controlli in materia  di  vigilanza  sul
  lavoro nero e di prevenzione degli infortuni sul lavoro». (922)

                                                                 LUPO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.

                          Annunzio di mozione

   PRESIDENTE.  Comunico  che, in data 14  dicembre  2009,  è  stata
  presentata la seguente mozione:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   Eutelia    è    una    società   operante   nel   settore    delle
  telecomunicazioni, leader nei settori dell'Information Tecnology  e
  nella  distribuzione  di  servizi telefonici;  fornisce  assistenza
  hardware e software a numerosi enti pubblici in tutta Italia;

   la  società ha sedi operative in molte regioni italiane ed impiega
  2.500  lavoratori  di  cui  35  in Sicilia;  si  tratta  di  figure
  professionali  altamente  specializzate che  rappresentano  la  più
  qualificata realtà dell'informatica e dei servizi IT in Italia,  un
  settore determinante per il futuro del sistema economico del Paese;

   nel  maggio  2009,  Eutelia  ha  ceduto  l'intero  ramo  d'azienda
  dell'Information  Tecnology,  circa  2.000  dipendenti,  ad   Agile
  s.r.l.,  partecipata al 100% da Eutelia; sempre  nel  maggio  2009,
  Agile  s.r.l.  è  stata ceduta - lavoratori  compresi  -  ad  Omega
  s.p.a., gruppo attivo nel settore dei call center;

   considerato che:

   dal  mese  di agosto i lavoratori ex Eutelia non percepiscono  gli
  stipendi, mentre ad ottobre Agile s.r.l. ha comunicato che  su  una
  forza  lavoro di 1.880 unità si procederà al licenziamento di 1.192
  persone;

   in Sicilia, i lavoratori licenziati sono 31 su 35;

   considerato, inoltre, che:

   Omega s.p.a. ha rilevato il 100% di Phonemedia, azienda attiva nel
  settore  dei  call center, che impiega circa 8.000 lavoratori,  dei
  quali 1.000 in Sicilia;

   anche  i  lavoratori di Phonemedia percepiscono gli  stipendi  con
  grande  ritardo ed attualmente hanno ricevuto solo una parte  della
  retribuzione di agosto;

   il  Ministero dello Sviluppo economico ha aperto un'unità di crisi
  per affrontare la complessa vicenda dei lavoratori Agile ex Eutelia
  e Phonemedia, ma Omega non ha presentato un piano industriale serio
  né appare seriamente intenzionata a risolvere la vertenza;

   tale    comportamento    fa   ragionevolmente    ipotizzare    che
  l'acquisizione  delle  società da parte  di  Omega  rappresenti  lo
  stratagemma  finanziario per sbarazzarsi di migliaia di  lavoratori
  senza   garantire   loro   i   diritti   contrattuali,   quali   la
  corresponsione del trattamento di fine rapporto (TFR);

   ritenuto  che  è opportuno che la Regione siciliana  sia  presente
  nelle  sedi istituzionali preposte alla trattazione della  vertenza
  che interessa migliaia di lavoratori in Italia e in Sicilia,

                  impegna il Presidente della Regione

   ad intraprendere le opportune iniziative al fine di prendere parte
  al  tavolo negoziale promosso con le parti sociali dalla Presidenza
  del  Consiglio dei Ministri sulla vertenza dei lavoratori Agile  ex
  Eutelia e Phonemedia, a difesa dei livelli occupazionali in Sicilia
  e dei diritti dei lavoratori». (163)

                      LUPO-BARBAGALLO-GUCCIARDI-DONEGANI-DI BENEDETTO

   Avverto  che la mozione sarà iscritta all'ordine del giorno  della
  seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.

         Comunicazione relativa alla interrogazione numero 846

   PRESIDENTE.  Comunico che l'interrogazione numero 846  a  risposta
  scritta  «Interventi a sostegno dell'Unione Italiana Ciechi,  della
  stamperia regionale Braille e del centro regionale 'Helen Keller'»,
  dell'onorevole Ruggirello, annunziata nella seduta  n.  118  del  3
  novembre 2009, è da intendersi indirizzata anche all'Assessore  per
  il bilancio e le finanze.

   L'Assemblea ne prende atto.

     Rinvio dello svolgimento di interrogazioni e di interpellanze
                             della rubrica
             Cooperazione, commercio, artigianato e pesca

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si passa al II punto  dell'ordine
  del  giorno: Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della
  rubrica  Cooperazione, commercio, artigianato e pesca .

   Dò lettura della nota dell'11 dicembre 2009, prot. 2451, pervenuta
  il  15  dicembre  2009  e acquisita al prot.  n.  010048,  a  firma
  dell'assessore  per la cooperazione, il commercio, l'artigianato  e
  la pesca, onorevole Giambattista Bufardeci:

   «In  riferimento alla comunicazione del 10 dicembre 2009  relativa
  all'ordine del giorno della seduta ARS n. 126 del 16 dicembre  2009
  in  cui  è  previsto  lo svolgimento delle interrogazioni  e  delle
  interpellanze  della rubrica  Cooperazione , si significa  che  gli
  Uffici  stanno procedendo alla ricognizione istruttoria degli  atti
  ispettivi  in  oggetto,  trattandosi di  attività  precedente  alla
  delega  dello  Scrivente, e pertanto si richiede il cortese  rinvio
  della  trattazione della rubrica posta all'ordine  del  giorno  dei
  lavori d'Aula il giorno 16/12/2009».

   L'Assemblea ne prende atto.

   Lo svolgimento della rubrica  Cooperazione, commercio, artigianato
  e pesca  è, pertanto, rinviato ad altra seduta.


   Presidenza del vicepresidente Formica


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   CORDARO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ho  chiesto  di
  intervenire  in  sede di comunicazioni perché  desidero  fare  alla
  Presidenza  dell'Assemblea e all'Aula una  denuncia  e  insieme  un
  invito.
   Durante  la scorsa seduta, si è verificato un fatto di particolare
  gravità che, auspico insieme a tutto il Gruppo UDC, non abbia più a
  ripetersi;   pertanto,  nell'ultima  parte   del   mio   intervento
  rivolgerò, appunto, alla Presidenza un invito pressante.
   L'ampia  e  robusta  minoranza che si è  costituita  nella  scorsa
  seduta e che ha votato il documento del Presidente della Regione ha
  riportato 34 voti.
   Ebbene,  è  certo che, su questi 34 voti, almeno quattro deputati,
  risultati tra coloro che avevano votato a favore, erano assenti  da
  quest'Aula. Era certamente assente al momento del voto, per  quanto
  di nostra parte, l'onorevole Marco Forzese.
   Signor  Presidente, considerato che questa dovrebbe essere, almeno
  secondo gli annunci del Presidente della Regione, la stagione delle
  riforme,  ma  siccome  dovrà certamente  continuare  ad  essere  la
  stagione  della  trasparenza  e  della  legalità  -  perché  questo
  vogliono, a prescindere da ciò che annuncerà il Governo, l'Aula e i
  novanta deputati regionali - invito la Presidenza dell'Assemblea ad
  operare affinché i deputati abbiano un posto fisso nel quale votare
  e  invito,  altresì, a trovare un sistema - per  esempio,  potrebbe
  essere  quello  adottato alla Camera dei Deputati  -  che  permetta
  soltanto ai deputati presenti di esprimere il voto in maniera reale
  e compiuta.
   Attendo su questo punto comunicazioni al riguardo.
   Mi  affido alla sensibilità, al rispetto delle istituzioni ed alla
  trasparenza   che  questa  Presidenza  dell'Assemblea   ha   sempre
  dimostrato.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cordaro, come lei sa, la  Presidenza  si  è
  espressa  più  volte  sulla questione al fine  di  evitare  che  si
  ripetano  simili episodi che, a volte, capitano per la concitazione
  e  la  confusione  delle votazioni. Peraltro, è  a  conoscenza  dei
  deputati   che  l'Ufficio  di  Presidenza  ha  già  deliberato   di
  assegnare, per ovviare al problema da lei giustamente sollevato, un
  posto fisso a ciascun deputato.
   A  tal fine, la ditta che gestisce il sistema informatico in  Aula
  ci  ha  comunicato  che  ha bisogno ancora di  qualche  giorno  per
  mettere a punto il sistema.
   Fornisco,  quindi,  ampia assicurazione  che,  da  qui  a  qualche
  giorno, il fenomeno non si ripeterà più.

   LENTINI.  Chiedo di parlare, ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  solo
  per  comunicare  che,  nell'ultima seduta,  in  sede  di  votazione
  dell'ordine  del  giorno  numero 202, non  risulta  registrato  nel
  verbale  di  votazione  il  mio voto -  che,  invece,  ho  espresso
  pigiando il pulsante dal mio posto, in terza fila, secondo a destra
  -, ma comunico di avere votato e di avere votato favorevolmente.

   PRESIDENTE.  Onorevole Lentini, il suo intervento  sarà  riportato
  nel processo verbale prendendo anche nota del suo voto.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata ad  oggi,  mercoledì  16
  dicembre 2009, alle ore 12.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Formica


   I  -  Comunicazioni.

   II  -  Lettura,  ai  sensi e per gli effetti  degli  articoli  83,
  lettera d) e 153 del Regolamento interno, della mozione:

       n.  163  Iniziative a livello centrale per la soluzione  della
  vertenza dei lavoratori Agile ex Eutelia e Phonemedia.
              LUPO - BARBAGALLO - GUCCIARDI - DONEGANI - DI BENEDETTO

   III - Discussione del disegno di legge:

   «Interventi finanziari urgenti per l'anno 2009 e disposizioni  per
  l'occupazione.  Autorizzazione  per  l'esercizio  provvisorio   per
  l'anno 2010» (n. 499/A).

                          La seduta è tolta alle ore 11.38


   ALLEGATO:

   Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Lavori pubblici»

   VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  i
  lavori pubblici, premesso che:

   con  deliberazione di Giunta regionale n. 233 del 7 ottobre 2008,
  l'ing.    Antonino    Messina,   dipendente   dell'Amministrazione
  regionale, veniva nominato commissario straordinario dell'IACP  di
  Siracusa,  essendo lo stesso già commissario ad acta dello  stesso
  Ente;

   con  deliberazione n. 140 del 21/22 aprile del  2009,  la  Giunta
  regionale  ha  prorogato il suddetto incarico  commissariale  fino
  alla   ricostituzione   degli   ordinari   organi   di   gestione,
  riconoscendo  implicitamente  che  lo  stesso  commissario   aveva
  operato in modo coerente alla nomina ricevuta;

   con  deliberazione  n.  244  del 30  giugno  2009,  sempre  della
  medesima  Giunta regionale, veniva revocato l'incarico e  proposta
  la  nomina dell'ing. Nazareno Mannino, dipendente dell'Assessorato
  regionale  del lavoro, della previdenza sociale, della  formazione
  professionale e dell'emigrazione;

   tenuto conto che:

   allo  stato  attuale, l'ing. Nazareno Mannino non  figura  fra  i
  dipendenti dell'Assessorato regionale Lavoro, previdenza  sociale,
  formazione professionale ed emigrazione;

   con  nota  n.  2388 del 28 luglio 2009, il revocato  commissario,
  ing.  Antonino  Messina, veniva invitato a fornire chiarimenti  in
  merito alla decisione di revocargli la nomina;

   considerato che:

   in  data  7  agosto  2009, l'ing. Messina confutava  garbatamente
  tutte le contestazioni che gli erano state mosse, dimostrando  che
  aveva svolto la sua attività di commissario quasi sempre in orario
  esterno  all'ufficio e senza note negative sulla sua  attività  di
  dipendente della Regione;

   in  data  23  settembre,  il Presidente della  Regione  procedeva
  comunque alla sostituzione dell'ing. Messina, senza contestare  le
  memorie  scritte dallo stesso funzionario, ritenute  genericamente
  'non conducenti';

   per sapere:

   se  la  sostituzione del funzionario in parola sia dovuta a fatti
  oggettivi  o  a  mutamenti del  clima generale' che,  attualmente,
  investe tutti i rami dell'Amministrazione regionale;

   se   questo   nuovo  commissariamento  debba   durare   a   tempo
  indeterminato  oppure  se  sia  prevista,  in  tempi   brevi,   la
  ricostituzione  degli  organi  collegiali  previsti  dalla   legge
  istitutiva degli IACP;

   se  non  ritengano  che questi regimi di commissariamento,  ormai
  operanti  in  tutti i rami dell'Amministrazione  regionale,  siano
  assolutamente nefasti per una regolare gestione e conduzione degli
  enti  medesimi, oltre che non rispondenti allo spirito democratico
  che ancora regola la vita nel nostro Paese». (783)

   Risposta.  -  «In  ordine  all'interrogazione  n.  783,  a  firma
  dell'onorevole Vinciullo, si rappresenta quanto segue.

   Dagli   atti   dell'ufficio  risulta   che   relativamente   alla
  sostituzione  dell'ing. Messina Antonino, sono state ritenute  non
  conducenti  dalla  Segreteria  Generale  della  Presidenza   della
  Regione  le  giustificazioni presentate  dallo  stesso  nella  sua
  memoria difensiva.
   In  ordine  alla durata del mandato del Commissario straordinario
  ing.   Nazareno  Mannino,  dipendente  dell'Assessorato  regionale
  Lavori  Pubblici, essa è stata prevista nel decreto  presidenziale
  di nomina n. 364 del 23/9/2009, ove all'art. 1 è specificato  fino
  alla ricostituzione degli ordinari organi di gestione e, comunque,
  per  un  periodo non superiore a mesi sei dalla data del  presente
  decreto'.
   Per  quanto  concerne la ricostituzione dell'intero Consiglio  di
  amministrazione,  dichiarato decaduto a seguito di  ordinanza  del
  T.A.R.  Sicilia,  confermata da successiva ordinanza  del  C.G.A.,
  sono  state  acquisite  le  designazioni di  competenza  regionale
  (Assessorato  al Lavoro e Assessorato Lavori Pubblici).  Si  è  in
  attesa  delle designazioni di competenza della Provincia Regionale
  di   Siracusa  sia  per  quanto  riguarda  i  tre  componenti   di
  espressione  propria  che  per i componenti  rappresentanti  delle
  organizzazioni  sindacali e delle associazioni  degli  assegnatari
  che,  peraltro,  hanno  già inviato le terne  di  nominativi  loro
  richieste.
   A  tal  fine  si  avvierà l'intervento sostitutivo nei  confronti
  dell'Ente locale inadempiente così come previsto dall'art. 4 della
  L.R. n. 10/77.
   Infine, si sottolinea che il commissariamento degli Istituti si è
  reso  necessario  al  fine di consentire  il  normale  e  compiuto
  svolgimento   dell'attività  amministrativa  e  gestionale   negli
  stessi,  essendo  quasi  risultati privi, a  seguito  delle  sopra
  citate  ordinanze  della giustizia amministrativa,  dell'ordinario
  organo di gestione».

                              L'Assessore
                             (on. Antonino
                               Beninati)

   Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Sanità»

   CAPUTO.  -  «Al  Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  la
  sanità, premesso che:

   l'istituzione  del servizio sanitario nazionale avvenuto  con  la
  legge  n.  833  del  1978  ha dato vita  alla  cosiddetta   visita
  fiscale',  finalizzata  al controllo sullo  stato  di  salute  dei
  lavoratori assenti per malattia;

   successivamente, con la legge n. 638/83, il compito  di  eseguire
  i controlli medici è stato affidato alle USL ed all'INPS;

   attualmente,  nonostante  l'identica  natura  della   prestazione
  lavorativa,  esiste  un'ingiusta e  gravissima  disuguaglianza  di
  trattamento tra i medici fiscali in servizio presso l'USL e quelli
  in servizio presso l'INPS;

   in  particolare,  il  rapporto di lavoro  per  i  medici  INPS  è
  regolato  da  un  contratto atipico che definisce il  rapporto  di
  lavoro quale fiduciario, autonomo, libero-professionale;

   invece, i medici fiscali in servizio presso l'AUSL godono di  una
  regolamentazione disciplinata da una convenzione che  caratterizza
  il  loro  rapporto  quale lavoro autonomo subordinato  e  a  tempo
  indeterminato;

   la  diversa  definizione  della natura  del  rapporto  di  lavoro
  esistente  tra  i medici fiscali INPS e quelli in servizio  presso
  l'ASL  provoca gravi e non giustificate diseguaglianze tra  medici
  che concretamente svolgono lo stesso servizio, ma non godono degli
  stessi diritti;

   mentre,  infatti,  i  medici  ASL  godono  di  tutte  le   tutele
  previdenziali e sociali (ENPAM, indennità di malattia,  maternità,
  ferie, assenze retribuite, infortunio) i medici INPS, invece,  non
  godono di tali prerogative e diritti;

   considerato che:

   il  servizio svolto dai medici fiscali è identico sia per  quelli
  che  svolgono  il  servizio presso l'ASL, sia per  quelli  che  lo
  svolgono presso l'INPS;

   la  Suprema  Corte di cassazione, nel merito della questione,  ha
  riconosciuto   ai  medici  fiscali  dell'INPS   un   rapporto   di
  prestazione  d'opera professionale connotato dalla  collaborazione
  continuativa e coordinata (sentenza n. 14026/01 del 6 luglio 2001,
  sezione unite, e sentenza n. 3206/02 dell'8 gennaio 2002);

   ritenuto che:

   per  i  medici  dell'INPS la loro attività  rappresenta  la  loro
  unica forma di lavoro;

   nel    corso   degli   anni   hanno   acquisito   esperienza    e
  professionalità di alto livello;

   la  disparità  di  trattamento, anche  alla  luce  delle  recenti
  sentenze della Suprema Corte, deve essere eliminata;

   per  sapere  quali provvedimenti il Governo intenda  adottare  al
  fine  di  eliminare le disparità di trattamento tra medici fiscali
  che  svolgono  il  loro servizio presso l'INPS  e  quelli  che  lo
  svolgono presso l'ASL». (311)

   Risposta.  - «In ordine all'interrogazione n. 311, con  la  quale
  l'onorevole   Caputo  chiede  notizie  circa   la   disparità   di
  trattamento dei medici fiscali I.N.P.S. rispetto ai medici fiscali
  delle  Aziende regionali, si precisa che un eventuale  adeguamento
  del  trattamento giuridico-economico delle due categorie in parola
  rientra nelle competenze dello Stato».
                              L'Assessore
                         (dott. Massimo Russo)

   ARICÒ - CAPUTO -  «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   in  data 9 gennaio 2009 i rappresentanti sindacali di CGIL-Sanità
  e   UIL.FpL   hanno   sottoscritto  con  la   direzione   generale
  dell'azienda  ospedaliera Villa Sofia - CTO  un  accordo  relativo
  alla  dotazione organica dell'azienda, bloccata sin dal  2004  per
  effetto delle normative prodotte dalle varie leggi finanziarie;

   l'accordo  prevede  l'istituzione di circa 216  posti  per  varie
  categorie,  tra  cui  n.  111  posti di coadiutore  amministrativo
  riservati  agli  ex  lavoratori socialmente  utili  in  regime  di
  precariato presso l'azienda;

   l'accordo  prevede inoltre che, attraverso le  posizioni  che  si
  libereranno a seguito della copertura dei posti di cui  sopra,  si
  terrà  conto  del  personale interno che in  atto  è  destinato  a
  mansioni diverse dalla qualifica di inquadramento;

   l'azienda  ospedaliera  Villa Sofia ha  attualmente  in  organico
  circa   40   dipendenti  (di  cui  15  coadiutori  amministrativi)
  destinati  a  mansioni  diverse  da  quelle  previste   dal   loro
  inquadramento (dei cosiddetti fuori posto), che attendono da tempo
  dalla direzione l'attribuzione delle funzioni previste dal proprio
  contratto di lavoro;

   per sapere:

   se,  al  fine di garantire il personale interno, non sia il  caso
  di  attribuire  le  funzioni previste dal loro inquadramento  agli
  addetti   attualmente  destinati  a  funzioni  diverse  prima   di
  procedere alle nuove assunzioni;

   quali  iniziative intenda intraprendere l'Assessore in  indirizzo
  per intervenire presso la direzione dell'azienda ospedaliera Villa
  Sofia affinché ai lavoratori fuori posto sia assegnata la funzione
  prevista dal loro contratto di lavoro». (367)

   Risposta.  - «In ordine all'interrogazione n. 367, con  la  quale
  gli  onorevoli Aricò e Caputo chiedono notizie circa  la  gestione
  del personale dell'Azienda ospedaliera Villa Sofia di Palermo,  si
  rappresenta preliminarmente che la predetta Azienda, con nota  del
  2  luglio 2009, ha precisato che ai propri atti non risulta  alcun
  accordo   sottoscritto   con  le  rappresentanze   sindacali   per
  l'istituzione  di  n.  216 posti afferenti a  varie  categorie  di
  lavoratori.
   Inoltre  si  precisa che la questione riguardante i 40 dipendenti
  destinati  a  mansioni  diverse  da  quelle  previste   dal   loro
  inquadramento  verrà  affrontata dalla  nuova  Azienda    Ospedali
  riuniti Villa Sofia - Cervello' in sede di rideterminazione  della
  dotazione organica, che, giusta art. 5 del decreto assessoriale n.
  1147/2009,  è  stata  rimandata a data successiva  al  31  ottobre
  2009».

                              L'Assessore
                         (dott. Massimo Russo)
   GALVAGNO  -  LUPO - MATTARELLA. - «Al Presidente  della  Regione,
  all'Assessore  per la sanità e all'Assessore per il  territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   nel  territorio  di Piana degli Albanesi (PA) si  sta  consumando
  una vera e propria strage di cani e gatti;

   da  alcuni  giorni,  infatti, il territorio è  cosparso  di  cibo
  avvelenato che ha provocato un'incredibile ecatombe di animali  ed
  il ritrovamento «fin sull'uscio delle abitazioni delle carcasse»;

   ad  annunciare  l'allarme  è stata la LAV,  che  ha  raccolto  la
  denuncia di numerosi cittadini;

   ritenuto che:

   l'avvelenamento  di randagi non costituisce solo  un  esempio  di
  intolleranza  e  di  maltrattamento di animali,  perseguibile  per
  legge,  ma  anche  un serio problema di sicurezza  pubblica  e  di
  igiene ambientale;

   un  tale  spargimento di veleno, sia dentro che fuori  il  centro
  urbano,  impone  un  intervento  immediato  delle  amministrazioni
  pubbliche   interessate,   come  prescritto   dall'ordinanza   del
  Ministero  del lavoro, della salute e delle politiche sociali  del
  18 dicembre 2008 «Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di
  esche o di bocconi avvelenati»;

   considerato che:

   la  legge  regionale  sul randagismo n. 15  del  3  luglio  2000,
  all'articolo  1, recita testualmente che la Regione  «promuove  la
  protezione  degli animali con particolare riguardo alle condizioni
  di  vita  di  quelli  domestici e di  affezione,  l'educazione  al
  rispetto  degli stessi e sostiene gli interventi finalizzati  alla
  tutela  della  salute  umana  ed animale,  alla  salvaguardia  del
  territorio,  al  riequilibrio ambientale ed alla  prevenzione  del
  randagismo»;

   agli  adempimenti  previsti  dalla citata  legge  sono  tenuti  a
  provvedere la Regione, le province regionali, i comuni  singoli  o
  associati,  le aziende unità sanitarie locali, ognuno  nell'ambito
  delle rispettive competenze;

   per sapere:

   se  il  Governo della Regione sia a conoscenza del  fenomeno  che
  investe il territorio di Piana degli Albanesi;

   se  non  ritenga  di dover intervenire con urgenti  provvedimenti
  finalizzati a mettere in sicurezza non solo gli animali ma anche i
  cittadini  e  l'ambiente,  atteso  che  il  veleno  cosparso   sul
  territorio  e  le  carcasse disseminate ovunque  costituiscono  un
  grave  nocumento  alla  salubrità del terreno  e  all'ambiente  in
  genere;

   se   e   quali   misure   siano   state   sinora   adottate   per
  l'individuazione  del  tipo  di  veleno  utilizzato   e   per   il
  monitoraggio del fenomeno;

   se   sia   stato   adempiuto   quanto   previsto   dall'ordinanza
  ministeriale sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di
  bocconi avvelenati che prevede l'istituzione di un tavolo tecnico,
  coordinato dal prefetto, dai sindaci delle aree interessate  e  da
  rappresentanti  dei  servizi veterinari  delle  aziende  sanitarie
  locali,   del   corpo  forestale  dello  Stato,   degli   istituti
  zooprofilattici  sperimentali  competenti  per  territorio,  delle
  guardie zoofile e delle forze di polizia locale;

   quali  iniziative  urgenti il Governo regionale intenda  adottare
  per la protezione degli animali domestici e di affezione;

   quali  misure,  infine,  intenda  adottare  per  scongiurare  che
  futuri  episodi e fenomeni di tal natura siano messi in  atto,  al
  fine di tutelare non soltanto la salute degli animali ma anche  la
  salubrità del territorio e dell'ambiente». (386)

   Risposta.  - «In ordine all'interrogazione n. 386, con  la  quale
  gli  onorevoli Galvagno, Lupo e Mattarella chiedono notizie  circa
  la  tutela ambientale del territorio di Piana degli Albanesi (PA),
  si rappresenta che questa Amministrazione, al fine di contenere il
  dilagare  del fenomeno di uccisione di animali mediante l'utilizzo
  di  esche e/o bocconi avvelenati, ha emanato la direttiva prot. n.
  283 del 9 luglio 2009 che si allega alla presente».
                              L'Assessore
                         (dott. Massimo Russo)

   DIRETTIVA PROT. N. 283 DEL 9 LUGLIO 2009

   «Al  fine  di  contenere il dilagare del fenomeno di uccisione  di
  animali  mediante  l'utilizzo di esche  o  bocconi  avvelenati,  in
  considerazione  che la presenza di veleni e sostanze  tossiche  sul
  territorio  rappresenta anche un serio rischio per  la  popolazione
  umana  e  per l'ambiente, il Ministero, con Ordinanza del  Ministro
  del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali 18 dicembre 2008
  (GURI  13  del  17 gennaio 2009), modificata con Ordinanza  del  19
  marzo  2009 (GURI 79 del 4 aprile 2009), ha disciplinato la materia
  facendo   divieto  di  utilizzare  in  modo  improprio,  preparare,
  miscelare  e  abbandonare esche o bocconi avvelenati  o  contenenti
  sostanze tossiche o nocive compresi vetri, plastiche e metalli.
   Si  ritiene opportuno quindi richiamare ulteriormente l'attenzione
  sulla problematica, che richiede l'intervento e la concertazione di
  diverse Amministrazioni, riportando di seguito quali sono i compiti
  definiti nella predetta Ordinanza 1. del medico veterinario:
   Il   medico  veterinario  che  emette  diagnosi  di  sospetto   di
  avvelenamento  ha  l'obbligo  di darne immediata  comunicazione  al
  Sindaco e al competente servizio veterinario della Azienda USL,  in
  caso  di  decesso  l'animale  ed ogni  altro  campione  utile  alla
  identificazione  devono essere inviati all'IZS  competente  tramite
  l'Azienda USL, accompagnando i campioni dal referto anamnestico.
   2. dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale (IZS):
   L'IZS  esegue  l'autopsia sull'animale, effettua le analisi  entro
  trenta  giorni dall'arrivo del campione comunicando  gli  esiti  al
  medico  veterinario  che  ha inviato i campioni,  all'AUSL  e  alla
  Autorità giudiziaria se positivi.
   3. del Sindaco:
   Il Sindaco deve impartire immediate disposizioni per l'apertura di
  un'indagine  in  collaborazione con le altre  autorità  competenti,
  deve  provvedere entro 48 ore a bonificare l'area interessata dalle
  esche  ed esporre idonea segnalazione di pericolo, ed intensificare
  i controlli.
   4.  dei produttori di presidi medico-chirurgici, di rodenticidi  e
  lumachicidi ad uso domestico e civile:
   I   produttori  di  rodenticidi  devono  aggiungere  una  sostanza
  amaricante  che renda sgradevole l'assunzione delle predette  esche
  ai bambini e agli animali non bersaglio, ed inoltre hanno l'obbligo
  di  indicare  in  etichetta le modalità d'uso e di smaltimento  dei
  prodotti.
   5.  delle  ditte  specializzate ad  effettuare  le  operazioni  di
  derattizzazione e disinfestazione:
   Le  ditte  hanno  l'obbligo  di pubblicizzare  l'esecuzione  degli
  interventi  di  bonifica del territorio mediante  l'apposizione  di
  tabelle  nelle  zone  interessate,  con  almeno  cinque  giorni  di
  anticipo. L'utilizzo di esche deve essere attuato con modalità tali
  da  non arrecare danno alle persone e alle altre specie animali, le
  stesse devono essere disposte in modo da minimizzare il rischio  di
  ingestione da parte di altri animali non bersaglio.
   Dopo  il  trattamento i roditori morti devono  essere  rimossi  ad
  intervalli frequenti, non devono essere gettati nei rifiuti o nelle
  discariche,  le  esche  residue devono essere  eliminate  con  modi
  idonei.
   Per  garantire  la  pronta  ed  efficace  applicazione  di  quanto
  disposto  nella Ordinanza è opportuno che presso le Prefetture  sia
  attivato  e  coordinato  il tavolo tecnico per  la  gestione  degli
  interventi  con  le  Forze  dell'ordine e  i  rappresentanti  delle
  Autorità competenti:
   o la Provincia,
   o i Sindaci delle aree interessate,
   o i Servizi veterinari delle Aziende USL,
   o il Corpo forestale,
   o l'IZS competente per territorio,
   o un Medico veterinario libero professionista nominato dall'Ordine
  dei Medici Veterinari,
   o le Guardie zoofile,
   o le Forze di polizia locali.
   L'aumento  dei casi di avvelenamento di cani randagi  che  si  sta
  verificando  negli  ultimi  tempi  impone  l'adozione   di   alcuni
  accorgimenti per difendere se stessi, l'ambiente che ci circonda e
  i propri animali d'affezione.
   E'   necessario   pertanto  pubblicizzare  i  10  consigli   utili
  predisposti  dal  Ministero  della  Salute  di  seguito   elencati,
  mediante  affissione  presso i giardini  pubblici,  gli  ambulatori
  veterinari,  le  aree destinate ai cani d'affezione e  maggiormente
  frequentate  dai proprietari, le rivendite di prodotti dedicati  ed
  ogni altro luogo ritenuto idoneo.
   Dieci consigli utili
   1.  Uso  del  guinzaglio  e, se necessario,  della  museruola:  la
  conduzione dei cani al guinzaglio (obbligatorio nei centri urbani e
  nei   luoghi   pubblici  ai  sensi  della  normativa  vigente)   ed
  eventualmente l'uso della museruola nelle aree di sgambatura in cui
  far  correre i cani, o in quelle extraurbane consente di ridurre  i
  rischi  di  ingestione di sostanze sospette da  parte  del  proprio
  animale.
   2.  Condurre  i cani in aree verdi dedicate o comunque  in  luoghi
  curati  e ben puliti evitando terreni incolti e abbandonati  nonché
  luoghi isolati oggetto di discariche abusive.
   3.   In  caso  di  utilizzo  domestico  di  rodenticidi  attenersi
  scrupolosamente alle indicazioni del produttore, rendere i prodotti
  inaccessibili agli animali domestici, impedire la contaminazione di
  cibi,  acqua  ed  ambiente;  allontanare dall'ambiente  e  smaltire
  secondo  le  indicazioni  riportate dal  produttore  gli  eventuali
  residui del prodotto.
   4. Comparsa di sintomi di sospetto avvelenamento (vomito, diarrea,
  ipersecrezione salivare, emorragie ecc.): contattare immediatamente
  il  medico veterinario curante o un altro medico veterinario per la
  diagnosi   e  la  terapia  del  caso  cercando  di  fornire   utili
  informazioni:
   o  per identificare nel modo più preciso possibile la sostanza con
  la  quale  il  nostro animale è venuto a contatto (nome commerciale
  del prodotto ed eventuali indicazioni di rischio in etichetta);
   o sulle caratteristiche macroscopiche del prodotto: odore, colore,
  aspetto (es. schiumosità);
   o circa la quantità assunta in modo accidentale o intenzionale;
   o  la via di esposizione (inalazione, ingestione, contatto cutaneo
  ecc.);
   o il luogo (aperto o chiuso);
   o  il  tempo  trascorso dall'ingestione e tra  l'ingestione  e  la
  comparsa di eventuali sintomi.
   5.  Non  somministrare  mai  in  caso  di  sospetto  avvelenamento
  sostanze  quali  latte, bicarbonato di sodio, farmaci  ecc.  e  non
  cercare di indurre il vomito senza aver prima consultato un  medico
  veterinario.
   6. In caso di morte dell'animale: raccogliere i dati anamnestici e
  inviare,  tramite  il Servizio Veterinario della  Azienda  USL,  le
  spoglie   dell'animale  all'Istituto  Zooprofilattico  Sperimentale
  competente per territorio.
   7.  Le  spoglie  degli animali morti e i bocconi  sospetti  devono
  essere  manipolati  con cautela, indossando  se  possibile  guanti,
  mascherina e sacchetti monouso per la raccolta.
   8.  Se  si  rinvengono carcasse di animali selvatici nell'ambiente
  segnalarlo  prontamente alle Autorità sanitarie o  agli  Organi  di
  Polizia, fornendo indicazioni sul luogo del rinvenimento.
   9.  Dopo  eventuali contatti con bocconi o esche  sospette  lavare
  accuratamente  le mani e ogni eventuale parte del  corpo  venuta  a
  contatto con le stesse.
   10.  Leggere attentamente le istruzioni riportate sulle  etichette
  di prodotti contenenti sostanze amaricanti o sulle esche.
   L'avvelenamento  dei cani è un atto criminoso  e  come  tale  deve
  essere   segnalato  e  denunciato  alle  Autorità  competenti   dal
  proprietario o detentore dell'animale deceduto.
   Si riportano le norme di riferimento:
      Regolamento  di polizia veterinaria approvato con  decreto  del
  Presidente della Repubblica
  8 febbraio 1954, n. 320;
      Legge 11 febbraio 1992, n. 157, recante norme per la protezione
  della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio;
      Legge  20  luglio  2004,  n. 189 "Disposizioni  concernenti  il
  divieto  di  maltrattamento degli animali, nonché di impiego  degli
  stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate"
  che ha apportato modifiche al Codice Penale.
     Codice penale, articoli:
   -544 bis (sanzioni penali per chi "per crudeltà o senza necessità,
  cagiona una lesione ad un animale");
   -544 ter (sanzioni penali per chi "per crudeltà o senza necessità,
  cagiona la morte di un animale");
   -440  (reclusione  da  3  a  10 anni  per  chi  avvelena  sostanze
  destinate all'alimentazione);
   -638  (reclusione fino a 1 anno per uccisione o danneggiamento  di
  animali altrui);
   -650   (reclusione  fino  a  3  mesi  per  chi  non   osserva   un
  provvedimento   legalmente  dato  dall'Autorità  per   ragione   di
  giustizia  o  di  sicurezza  pubblica,  o  di  ordine  pubblico   o
  d'igiene);
   -674  (arresto fino a 1 mese per chi getta in luogo pubblico  cose
  atte a offendere o imbrattare o molestare persone).
     Decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 194 e successive modifiche
  "in materia di immissione in commercio dei prodotti fitosanitari"
      Decreto  del Presidente della Repubblica n. 392, del 6  ottobre
  1998  "Regolamento  recante  le norme per  la  semplificazione  dei
  procedimenti di autorizzazione alla produzione ed all'immissione in
  commercio di presidi medico-chirurgici".
      Decreto  legislativo 25 febbraio 2000, n. 174  "in  materia  di
  immissione sul mercato di biocidi".
      Legge regionale 3 luglio 2000, n. 15 "Istituzione dell'anagrafe
  canina  e  norme  per la tutela degli animali  da  affezione  e  la
  prevenzione del randagismo".
   Confidando   nella   massima  collaborazione,   si   invitano   le
  Amministrazioni   competenti  affinché  pongano   in   essere   sul
  territorio   gli   interventi   previsti   dalle   Ordinanze    non
  sottovalutando  il  fenomeno  e  adottando  tutte   le   iniziative
  necessarie  per  la  salvaguardia delle persone,  degli  animali  e
  dell'ambiente».
                         Il Dirigente Generale
                        (d.ssa Maria Antonietta
                               Bullara)

                           Il Dirigente del
                               Servizio
                              (D. Nifosì)
   BONOMO. - «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   il  3  marzo  2009,  nel  corso  della  seduta  n.  43  della  VI
  Commissione  legislativa permanente 'Servizi sociali  e  sanitari'
  dell'Assemblea  regionale siciliana, si è svolta  l'audizione  del
  presidente  regionale dell'AVIS (Associazione  volontari  italiani
  sangue);

   nel  corso  dell'audizione, è emerso che la  Sicilia  è  prossima
  all'autosufficienza  per il sangue, mentre per  il  plasma  e  gli
  emoderivati  si  è  molto  lontani da  tale  traguardo,  tanto  da
  richiedere l'importazione di emazie da altre Regioni d'Italia;

   il  presidente  dell'AVIS  ha posto in  evidenza  che  il  sangue
  importato  da  altre Regioni non è sicuro al  100  %  come  quello
  donato in Sicilia;

   la  pianificazione  dell'importazione del  sangue  è  predisposta
  dall'Assessorato  Sanità  e  la compensazione  interregionale  per
  emazie concentrate viene programmata d'intesa con la Direzione del
  Centro  nazionale sangue istituito presso l'Istituto superiore  di
  sanità, affidata al dottor Giuliano Grazzini;

   considerato che:

   è   di   tutta  evidenza  la  gravità  della  dichiarazione   del
  presidente   regionale   dell'AVIS   che,   se   accertata    come
  corrispondente  al  vero,  comporterebbe forse  l'esposizione  dei
  cittadini  siciliani  ad  un  rischio  trasfusionale  variabile  a
  seconda della provenienza delle emazie concentrate;

   l'Assessorato  Sanità  potrebbe  essere  chiamato  a   rispondere
  dell'eventuale   danno   causato   dalla   mancata   vigilanza   o
  dall'inerzia nell'adozione di provvedimenti mirati ad assicurare i
  più elevati ed uniformi livelli di sicurezza trasfusionale;

   per sapere:

   se   l'Assessorato   Sanità  fosse  a  conoscenza   del   rischio
  rappresentato  dal  presidente dell'AVIS circa  la  sicurezza  del
  sangue importato nella Regione;

   se  non  ritenga  di verificare la veridicità delle  affermazioni
  del  presidente  dell'AVIS  regionale  della  Sicilia,  rivolgendo
  richiesta  di  chiarimenti  alla Direzione  del  Centro  nazionale
  sangue  ed  al  Ministro per il lavoro, la salute e  le  politiche
  sociali;

   da   quali   regioni   provengano  le   unità   di   emazie   che
  assicurerebbero  una  minore sicurezza  trasfusionale  rispetto  a
  quelle prelevate in Sicilia;

   quante  di  queste  unità di emazie siano state  importate  negli
  anni precedenti ed in quello in corso;

   quali  direttive  siano state impartite alle strutture  sanitarie
  ai fini della verifica di eventuali complicanze post-trasfusionali
  provocate dall'utilizzo delle unità di emazie meno sicure;

   se  siano stati adottati provvedimenti, e quali in concreto,  per
  impedire  l'importazione di sangue non sicuro da altre  parti  del
  Paese». (554)

   Risposta.  - «In ordine all'interrogazione n. 554, con  la  quale
  l'onorevole   Bonomo   chiede  chiarimenti  circa   la   sicurezza
  trasfusionale  del sangue importato in Sicilia  da  altre  regioni
  d'Italia, si rappresenta quanto segue.
   L'interrogazione   parlamentare  fa  seguito  all'audizione   del
  Presidente  regionale  dell'AVIS del 3 marzo  2009  presso  la  VI
  Commissione  legislativa permanente  Servizi sociali  e  sanitari
  dell'Assemblea Regionale Siciliana.
   Nel  corso della stessa si è in premessa ritenuto che la  Regione
  sia  prossima all'autosufficienza per il sangue e riconosciuto che
  l'importazione extraregionale è programmata d'intesa con il Centro
  Nazionale Sangue dell'Istituto Superiore di Sanità.
   Tuttavia  si  è  paventato  il rischio  di  una  riduzione  della
  sicurezza      trasfusionale     conseguente      all'importazione
  extraregionale  di  sangue  che il Presidente  dell'AVIS  dichiara
  essere  non sicuro al 100% come quello donato in Sicilia .
   Tale  evenienza,  a  giudizio dell'interrogante,   se  accertata,
  comporterebbe  forse l'esposizione dei cittadini siciliani  ad  un
  rischio variabile a seconda della provenienza delle emazie  mentre
  l'Assessorato  potrebbe  essere chiamato a  rispondere  del  danno
  causato  da  mancata vigilanza o inerzia per mancata  adozione  di
  provvedimenti conseguenti.
   Preliminarmente  va  rilevato  che  la  Regione  Siciliana  viene
  attualmente  riconosciuta  come  regione  non  autosufficiente  in
  emazie e come tale dipendente dall'importazione extraregionale  al
  fine di assicurare gli ordinari percorsi assistenziali trasfusione-
  dipendenti.
   Tale  affermazione  trova riscontro anche nei  dati  più  recenti
  relativi alla raccolta di emazie effettuata nel corso del  2008  e
  pari a 173.979 unità.
   Tali  dati  si pongono come ben lontani anche dai valori  teorici
  che   stimano   l'autosufficienza   con   il   criterio   proposto
  dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Tale  criterio  giudica
  autosufficiente  un  territorio  ove  si  raccolgano   almeno   40
  unità/1000   abitanti.   Ne  deriva  che  la   Regione   Siciliana
  risulterebbe  autosufficiente laddove la raccolta  garantisse  una
  disponibilità pari ad almeno 200.000 unità-anno.
   A   ciò   si   aggiunge  l'esigenza,  derivante  dalle  peculiari
  caratteristiche  del  contesto regionale, che  destina  il  18-20%
  della risorsa in emocomponenti all'assistenza dei pazienti affetti
  da emopatie ereditarie (sindromi talassemiche). Ne consegue che la
  risorsa  residua  in  emazie da destinare al  soddisfacimento  dei
  percorsi   assistenziali   ordinari   blood   consuming    risulta
  ulteriormente ridotta.
   Le  precedenti  considerazioni rilevano  come  indispensabile  il
  ricorso  alla compensazione extraregionale che si pone,  pertanto,
  come strumento atto a garantire l'assistenza sanitaria trasfusione
  dipendente erogata in regione.
   D'altronde, il ricorso all'importazione extraregionale  da  parte
  delle  regioni eccedentarie si pone come fondamento, sancito nella
   Nuova  disciplina delle attività trasfusionali e della produzione
  nazionale degli emoderivati  espressa nella Legge 21 ottobre 2005,
  n.  219,  atto  a  garantire  l'uniforme  erogazione  dei  Livelli
  Essenziali di Assistenza trasfusionali sul territorio nazionale.
   Tale  evenienza  trova  esplicito  riferimento  all'art.11  della
  suddetta  Legge  laddove viene riconosciuto il diritto  agli  Enti
  regionali  di definire annualmente il programma di autosufficienza
  regionale   individuando    le  modalità  per   la   compensazione
  intraregionale  ed interregionale e i livelli di  importazione  ed
  esportazione necessari .
   In  aderenza  alla  suddetta norma si  è  provveduto  negli  anni
  precedenti all'importazione extraregionale di emazie dalle regioni
  Emilia   Romagna,  Veneto,  Lombardia,  Campania,   Piemonte;   la
  compensazione  è  risultata programmata per ridistribuzione  delle
  quantità  richieste nell'arco dei dodici mesi,  straordinaria  nel
  trimestre estivo e occasionale nelle emergenze. Si è calcolato che
  9.524  unità  di  emazie sono state importate nel corso  del  2007
  mentre un'importazione di 11.439 unità è risultata nell'anno 2008.
  Si  stima che il dato consuntivo riferito al 2009 possa attestarsi
  su 10.000 unità di emazie importate extraregione.
   Per  quanto  attiene alla paventata riduzione degli  standard  di
  sicurezza  derivanti  dall'importazione, va  sottolineato  che  la
  letteratura corrente definisce la sicurezza trasfusionale come  la
  risultante  di  un processo di gestione del rischio esercitato  su
  tutte le fasi della filiera trasfusionale che vanno dalla raccolta
  dell'emocomponente  dal donatore volontario alla  trasfusione  del
  prodotto al letto del malato.
   Quale  garante del livello di sicurezza, coerente  con  lo  stato
  dell'arte  desunto  dalle evidenze scientifiche  e  dal  progresso
  tecnologico, si pone una minuziosa, dettagliata e, ove necessario,
  sanzionatoria normativa che garantisce pari livelli  di  sicurezza
  dei  prodotti  trasfusionali  posti in  distribuzione  sull'intero
  territorio nazionale.
   Ne  deriva  che  non sussistono sulla scorta delle considerazioni
  suesposte elementi che possano far ritenere che l'importazione dei
  prodotti  trasfusionali abbia prodotto negli anni  precedenti  una
  riduzione  della  sicurezza trasfusionale  ove  si  consideri  che
  l'aderenza   alla   norma  risulta,  come  è   notorio,   omogenea
  sull'intero   territorio   nazionale   e   sotto   il    controllo
  dell'authority competente del Centro Nazionale Sangue.
   D'altronde,  nessuna segnalazione di eventi avversi  correlati  e
  riferibile  alle  caratteristiche del prodotto  importato  e  alla
  metodologia  utilizzata per la sua validazione biologica  è  stata
  resa  al  sistema di sorveglianza, attivo sul territorio regionale
  presso le strutture trasfusionali.
   Pertanto   sulla  scorta  degli  elementi  citati  è   possibile,
  ragionevolmente concludere che:
    non   sussistono   margini   di  rischio   ulteriori   derivanti
  dall'importazione  di prodotti trasfusionali raccolti  e  validati
  presso   altre   istituzioni  del  territorio  nazionale,   stante
  l'uniforme   erogazione  dei  LEA  trasfusionali  sul   territorio
  nazionale;
    non  si  riconoscono i presupposti per adire ad un'interpellanza
  presso  il  Centro  Nazionale  Sangue  laddove  si  consideri  che
  l'importazione   extraregionale  viene   regolata   dal   medesimo
  organismo   che   provvede,  peraltro,  ad  esercitare   opportuna
  vigilanza  su tutto il territorio nazionale al fine di  assicurare
  l'osservanza   delle   norme   che   garantiscono   la   sicurezza
  trasfusionale;
    non  risulta,  pertanto, possibile identificare  regione  alcuna
  che sfugga al rispetto dei criteri regolatori preposti a garantire
  la sicurezza della filiera trasfusionale;
    il  numero  delle  unità importate, già  indicato,  è  risultato
  negli  anni  coerente  con l'esigenza di  assicurare  il  supporto
  trasfusionale ai percorsi assistenziali;
    nessuna  specifica  direttiva risulta impartita  alle  strutture
  sanitarie   ove   si   consideri  che   l'esercizio   continuativo
  dell'emovigilanza è parte integrante delle competenze e che nessun
  evento  avverso risulta in tal senso dalla valutazione dei  report
  trasmessi;
    è  in  atto  un  processo  di sensibilizzazione  ulteriore  alla
  donazione  volontaria  che  si è già tradotto  negli  anni  in  un
  progressivo incremento del numero delle unità raccolte  in  ambito
  regionale come risulta dagli atti ufficiali pubblicati».

                              L'Assessore
                         (dott. Massimo Russo)