Presidenza del vicepresidente Formica
LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Presidenza del vicepresidente Formica
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Lettura,
ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d) e 153 del
Regolamento interno, della mozione numero 163 «Iniziative a
livello centrale per la soluzione della vertenza dei lavoratori
Agile ex Eutelia e Phonemedia», degli onorevoli Lupo, Barbagallo,
Gucciardi, Donegani e Di Benedetto.
Avverto che la determinazione della data di discussione della
mozione sopra citata, integralmente riportata nell'ordine del
giorno della presente seduta, è demandata, secondo consuetudine
parlamentare, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
Presidenza del vicepresidente Formica
Discussione del disegno di legge numero 499/A «Interventi
finanziari urgenti per l'anno 2009 e disposizioni per
l'occupazione. Autorizzazione per l'esercizio provvisorio per
l'anno 2010»
PRESIDENTE. Si passa al III punto all'ordine del giorno:
Discussione del disegno di legge «Interventi finanziari urgenti
per l'anno 2009 e disposizioni per l'occupazione. Autorizzazione
per l'esercizio provvisorio per l'anno 2010» (n. 499/A) .
Invito i componenti la Commissione Bilancio a prendere posto al
banco delle Commissioni.
Avverto che le iscrizioni a parlare saranno aperte dopo la
relazione del presidente della Commissione onorevole Savona.
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima di passare
alla relazione della Commissione sarebbe opportuno che la
Presidenza indicasse il percorso temporale che l'Assemblea deve
tenere per la presentazione degli emendamenti e sui tempi che
devono essere rispettati dai parlamentari per consentire una
organizzazione dei lavori secondo quanto previsto dal Regolamento
interno.
Pertanto, invito la Presidenza ad esplicitare i tempi dei lavori
per la discussione di questo disegno di legge.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, il Regolamento interno recita,
all'articolo 112, che i termini per la presentazione degli
emendamenti sono all'interno della discussione generale.
La discussione generale si aprirà subito dopo lo svolgimento della
relazione della Commissione, con l'intervento di tutti i deputati
che si iscriveranno a parlare sulla discussione generale del
disegno di legge, ed entro i termini della discussione generale si
potranno presentare gli emendamenti.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, chiedo scusa, ma non mi sembra sia
proprio così; mi sembra invece che i singoli deputati possano
presentare gli emendamenti prima della discussione generale;
successivamente, li possono presentare il Governo o quattro
deputati.
Non mi pare che si inizi rispettando il Regolamento interno.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, i singoli deputati, lei ha detto
bene, possono presentare gli emendamenti in Aula prima dell'inizio
della discussione generale; la presentazione di emendamenti, come
previsto per l'Aula, quindi, con le caratteristiche che prevede
il Regolamento interno si potrà fare durante tutto il periodo della
discussione generale, ovviamente, con le prescrizioni che si
prevedono in questo caso: devono recare la firma del Governo, dei
capigruppo, dai presidenti di Commissione.
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, vorrei dare una interpretazione, non
autentica, delle osservazioni formulate dal collega Mancuso ed in
ogni caso illustrare le mie perplessità.
Io credo che l'onorevole Mancuso, come del resto anch'io, abbiamo
la necessità di ancorare ad un termine la presentazione degli
emendamenti: possiamo anche iniziare adesso la discussione
generale, però, se dobbiamo presentare gli emendamenti entro la
discussione generale, la Presidenza dovrebbe essere così cortese da
indicarci quando si chiuderà la discussione generale, se oggi
pomeriggio, se domani, perché anche noi, come Gruppo parlamentare,
vorremmo poter presentare emendamenti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, informo che la discussione
generale si chiuderà oggi pomeriggio, alle ore 18.00, e che alle
ore 16.00 è convocata la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende la discussione del disegno di legge numero 499/A
PRESIDENTE. Si riprende la discussione del disegno di legge numero
499/A
Invito l'onorevole Savona a svolgere la relazione.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, faccio un breve accenno per poi consegnare la relazione
agli uffici affinché sia riportata integralmente nel resoconto
stenografico, ma volevo fare un ragionamento di premessa.
Noi siamo arrivati a questo punto perché il disegno di legge del
bilancio pluriennale 2010-2012 presentato all'Assemblea non è stato
approvato.
Siamo ricorsi a tutta una serie di norme prevedendo anche
l'esercizio provvisorio.
Su questo abbiamo inserito norme urgenti come le proroghe sui
precari che sono la fotografia fatta l'anno scorso, quindi abbiamo
riportato fedelmente quello che è stato fatto senza aggiungere
nessuna tipologia nuova. Siamo riusciti a contenere all'interno
tutto quello che avevamo stabilito precedentemente. Se così fosse,
noi avremmo dato certezza a tanta gente che aspetta da parte nostra
la prosecuzione dell'attività lavorativa.
Quindi consegno la mia relazione agli stenografi per essere
inserita nel resoconto stenografico.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dichiaro aperta la discussione
generale.
E' iscritto a parlare l'onorevole Galvagno. Ne ha facoltà.
GALVAGNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo molto
brevemente per dire che questo disegno di legge giunge in Aula
dopo una riunione dei capigruppo dove si è concordato, lo diceva
già il presidente Savona, un iter molto snello per consentire
l'approvazione, nel più breve tempo possibile.
Ricorrere all'esercizio provvisorio per un Governo è un fatto
deprecabile, perché le scadenze per gli strumenti finanziari, per
la programmazione, andrebbero rispettati ma, prendendo spunto dalle
parole che ha usato il presidente della Regione Lombardo in Aula
dove ha ammesso che la maggioranza si è dissolta e che quindi il
Governo è sostanzialmente in crisi, mi rendo conto che ricorrere
all'esercizio provvisorio diventa quasi un atto dovuto.
Qui succede, però, un fatto strano, che forse è anche naturale:
dato che questo Parlamento non legifera un disegno di legge
qualsiasi quale, per esempio, quello dell'esercizio provvisorio,
diventa come un treno che passa da una stazione ogni tre o quattro
mesi, per cui, legittimamente, il singolo deputato che ha delle
aspettative, che ha delle risposte da dare cerca di inserirsi.
Io voglio chiarire quale sarà la posizione del PD: il nostro
Gruppo, sin da ora, dichiara che voterà favorevolmente questo
disegno di legge all'unica condizione che non venga stravolto in
Aula da emendamenti sostanziali. Infatti, se ci fermiamo, così come
ha detto il relatore e presidente della Commissione, onorevole
Savona, alle proroghe dei contratti per tre mesi, alle altre cose
inserite che riguardano la forestale, l'ESA ed altro che noi tutti
conosciamo, ci sarà il nostro voto favorevole.
In caso contrario, il Gruppo del Partito Democratico si riserva di
valutare come andranno le cose durante la discussione generale e,
soprattutto, con gli emendamenti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Mancuso. Ne ha
facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo nove anni mi
ritrovo nello stesso periodo dell'anno a parlare sempre delle
stesse problematiche. Non è cambiato nulla sotto il profilo della
riforma di questa Regione, non è cambiato nulla sotto il profilo
dei cosiddetti interventi, in questo caso di proroghe, che vengono
proposti all'Assemblea.
Quest'anno c'è una particolarità rispetto agli altri anni: il
documento non ha una identità, o meglio, ha una identità
manifestata da un Governo che, da un lato, ha dichiarato che la
maggioranza si è dissolta e dall'altro un accordo - così come ha
esplicitato anche l'onorevole Galvagno qualche minuto fa - di tutte
le forze politiche parlamentari e di tutti i Gruppi parlamenti,
affinché questo disegno di legge venga approvato.
Bene, ritengo che questo clima da cuore bagnato nello zucchero
non faccia bene ai siciliani; anzi, ritengo che questo
provvedimento farà molto male ai siciliani, perché è vero che
stiamo prorogando il contratto di migliaia di lavoratori che è
doveroso rispettare non solo quello che hanno fatto ma per quello
che devono fare, ma è anche vero che chi ha fatto questi accordi ha
dimenticato altrettanti siciliani ai quali, con questo
provvedimento, questa possibilità non sarà data.
Non capisco come mai si continua ancora con la difesa dei pochi
lavoratori - giusta, per carità - della Fiera di Messina e non
quella dell'ASI, di non so quale provincia, non riesco a capire la
differenza tra la Fiera di Palermo e il Consorzio, magari di
qualche provincia; non riesco a comprendere la logica che è stata
adottata in questo accordo da libro Cuore , portato avanti dalle
forze politiche rappresentate in questo Parlamento.
Aggiungo che, a volte, l'attività parlamentare dei singoli
deputati non riesce a comprendere quelle che sono le azioni del
Governo e, segnatamente, approfitto della presenza dell'assessore
Gentile, in merito all'argomento formazione'.
Stamattina, peraltro, ho consultato sia i miei appunti sia i
verbali della Commissione in cui l'assessore Gentile, insieme al
dirigente generale, è stato ascoltato. In quelle poche pagine, nei
miei appunti presi molto frettolosamente, mi hanno aiutato anche
gli altri colleghi presenti, le dichiarazioni fatte in Commissione
sono totalmente diverse dalla proposizione che questo Parlamento si
trova oggi in Aula.
L'assessore Gentile aveva assicurato che la copertura della
formazione - mi riferisco all'anno 2008 - veniva assicurata da
fondi all'interno dell'Assessorato, siccome l'intervento economico
che viene fatto, se viene specificato in questa maniera: che i
fondi del 2008 sono già all'interno dell'Assessorato e la parte
relativa al 2009 sono quelli che dobbiamo stanziare, si ribadisce
quello che l'assessore ha detto in Commissione.
Se così non fosse, così come mi viene detto in un'audizione
svoltasi ieri pomeriggio alla quale non ho potuto partecipare, è
chiaro che i termini economici diventano diversi e certamente non
in linea a quanto già era stato dato come informazione a tutti i
deputati.
Rispetto a questo, signor Presidente e colleghi deputati, non
voglio assolutamente disturbare questo clima che ho definito di
cuore nello zucchero , non vorrei disturbare tutti i deputati
migliori che hanno voluto sostenere non so cosa, perché l'onorevole
Oddo che, come me, calca questo tappetino' da qualche anno, non
c'è nulla di nuovo rispetto a quello che abbiamo visto - come ho
detto - negli anni passati.
Dato che non voglio disturbare questa azione, quello che ha detto
l'onorevole Galvagno non può essere da me apprezzato, poiché
ritengo che una vasta platea di lavoratori in Sicilia non sono
messi nelle condizioni di poter continuare il loro lavoro; mentre
questo provvedimento legislativo, addirittura, prevede che taluni
lavoratori, anche quelli che hanno avuto periodi di discontinuità,
possono usufruire dell'accordo fatto con il cuore nello zucchero .
Rispetto a questo, ritengo di non essere utile sotto il profilo
numerico a quello che è un accordo fatto tra i diversi attori e
rispetto a questo propongo emendamenti che servono a prorogare i
contratti di tutti gli altri lavoratori che fanno parte del bacino
della Regione, compresi - e mi sembra il minimo - gli operatori del
118.
La novità ieri sera è quella di una nuova società che la Regione
starebbe per consegnare alla Sicilia, una nuova società attraverso
la quale tutta l'azione svolta, tutto il lavoro svolto da quei
lavoratori non verrebbe più riconosciuto. Ricordo che stiamo
parlando dei sacrifici di migliaia di famiglie, a cui è stato
chiesto quel sacrificio per un periodo dell'anno con la promessa
che il lavoro straordinario sarebbe stato remunerato e che i fondi
sarebbero giunti, appunto, da interventi legislativi.
Analogo discorso vale anche per i tassisti che, dal 2004 - lo sa
bene l'assessore Bufardeci che li ha incontrati diverse volte -
attendono notizie, e non c'è assolutamente alcun tipo di attenzione
in questo provvedimento, così come per gli artigiani, così come
tutta una serie di interventi che sono stati dimenticati da chi
ritiene di mettere in naftalina, sotto il profilo generale, quella
che è una politica per i siciliani.
Per concludere, signor Presidente, non penso che si possa andare
avanti così come si sta prospettando il futuro di questa Terra: da
un lato, c'è chi ritiene di essere migliore degli altri,
dall'altro, ci sono soggetti che, per evitare le eventuali
richiamate elezioni anticipate, si precipitano con il cappello in
mano, e quando non hanno il cappello eventualmente si ripropongono
anche loro di aiutare la Sicilia.
Personalmente, ritengo che una politica seria debba avere
un'identità, debba avere un governo sostenuto da una maggioranza di
parlamentari. Le altre scorciatoie porteranno sì un beneficio a chi
rimane qui dentro, ma certamente non porteranno cose positive per
tutti i siciliani che sono fuori da quest'Aula.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha
facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, negli ultimi mesi
abbiamo incontrato in Commissione centinaia di categorie che
riguardano il mondo del precariato e, siccome in questo disegno di
legge si parla di stabilizzazione dei precari del Museo
archeologico regionale di Centuripe, tenuto conto che di precari
nella provincia di Palermo ne abbiamo migliaia, ho un serio
problema: cosa devo rispondere ai precari che in questo disegno di
legge non sono inseriti nella stabilizzazione? Cosa dico agli ex
dipendenti Italtel - Sirap, circa 60, oggi impegnati nella
Protezione civile, che negli anni scorsi sono stati esclusi perché
vi era un contenzioso tra il gruppo ENI e la Regione siciliana, e
con tante altre regioni d'Italia?
Ebbene, questo contenzioso si è chiuso solo ed esclusivamente a
condizione che le Regioni avrebbero dovuto inserire questo
personale nel contesto della pianta organica. La Regione siciliana
ha beneficiato di migliaia di milioni di euro (allora miliardi di
lire) e non ha ottemperato a questo impegno. Le altre regioni
italiane, invece, vi hanno ottemperato.
Ma voglio ricordare che ci sono precari anche nel settore dei beni
culturali, vi sono LSU che aspettano la stabilizzazione.
Pertanto, se noi, così come abbiamo sempre detto, in Commissione e
in Aula, e abbiamo ripetuto a tutti, dobbiamo rispettare dal primo
all'ultimo precario rinnovando, almeno per ora, il contratto che vi
è in itinere, anche per questi deve essere così, altrimenti siamo
arrivati al lumicino ed io sarò costretto, signor Presidente e
signori deputati, a preparare emendamenti e subemendamenti affinché
anche altri precari raccolgano questo indirizzo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Pogliese. Ne ha
facoltà.
POGLIESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi ci
confrontiamo su un disegno di legge che mira contestualmente ad
evitare il blocco delle attività amministrative della Regione
attraverso l'autorizzazione all'esercizio provvisorio fino al 31
marzo 2010, e ad immaginare alcune misure urgenti per affrontare le
emergenze occupazionali. E su queste tematiche non può non esserci
la condivisione trasversale di questa Assemblea - cosa che si è
puntualmente riscontrata all'interno della Commissione Bilancio -
nel momento in cui l'Aula è chiamata a decidere il futuro
occupazionale di qualche migliaio di lavoratori che vivono la
propria condizione di precarietà all'interno di strutture della
Regione siciliana, all'interno di società partecipate della Regione
siciliana.
E, quindi, non possiamo che condividere questo percorso, ma credo
sia assolutamente legittimo immaginare una riflessione aggiuntiva
su alcune tematiche che, indirettamente, vengono affrontate da
questo disegno di legge.
E' inutile esprimersi su alcuni interventi che sono previsti dal
disegno di legge a tutela e a supporto dei lavoratori che prestano
servizio presso le varie strutture dell'Assessorato Territorio e
ambiente, per esempio, laddove vi sono qualificati professionisti
che svolgono una funzione di supporto determinante.
Penso ai lavoratori dei servizi PON, ATAS, PODIS, ai lavoratori
del dipartimento della Protezione civile. Ma una riflessione
aggiuntiva non possiamo non farla, assessore Di Mauro, sull'ente
autonomo Fiera del Mediterraneo di Palermo.
Io sono parlamentare di questa Assemblea dal 2006, e in questi tre
anni mi sono ritrovato, credo in tre occasioni, a dover votare
interventi straordinari di sostegno a questi lavoratori che,
certamente, non hanno responsabilità per quello che oggi vivono in
termini di dramma occupazionale.
Credo che sia inammissibile, assessore Di Mauro, ritrovarci per
l'ennesima volta a condividere un percorso di sostegno di una
struttura che - lo ricordo a me stesso e a tutti voi, onorevoli
colleghi - non svolge alcuna attività nella provincia di Palermo ed
in tutta la Regione da oltre un anno: una struttura che, di fatto,
è chiusa e per la quale oggi chiediamo un intervento di 300 mila
euro da parte di quest'Assemblea.
Ricordo ciò che è accaduto qualche mese fa, quando si era avviato
un percorso di razionalizzazione; credo che ci sia stata anche una
delibera di Giunta, proposta dall'allora assessore per la
cooperazione, onorevole Di Mauro, finalizzata ad immaginare un
percorso sinergico tra le due strutture di Palermo e di Messina.
Oggi, da ciò che ho appreso attraverso alcune dichiarazioni del
nuovo assessore per la cooperazione, onorevole Bufardeci, ho capito
che il programma è diverso e che si vogliono mantenere le due
strutture, entrambe con una propria autonomia.
Ebbene, credo che questa non sia una strada condivisibile, perché
noi oggi dobbiamo prendere atto del fallimento del percorso di una
gestione pubblica di strutture così importanti che, invece,
potrebbero arrecare alla nostra economia un vantaggio non
indifferente, se è vero come è vero che in tutto il resto del Paese
le strutture fieristiche riescono a capitalizzare dei vantaggi
economici per tutti i settori, diretti e indiretti, che girano
attorno al sistema fieristico.
Ecco perché invito il Governo della Regione, e l'assessore
Bufardeci, in sinergia con quanto proposto dall'assessore Di Mauro,
ad immaginare un percorso di razionalizzazione coerente con le
dichiarazioni fatte dal Governo, il quale non può più giustificare
ulteriori interventi di sostegno ad un comparto che ha sancito una
gestione fallimentare da parte del pubblico.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei sottolineare
due aspetti, credo abbastanza complessi ma che, nel contempo,
determinano da parte nostra, come diceva l'onorevole Galvagno,
scelte anche impegnative. Non ci vogliamo sottrarre, ma non
possiamo assolutamente tacere su due aspetti fondamentali della
norma che stiamo per discutere. Intanto, avrei gradito la presenza
dell'assessore Gentile, visto che stiamo discutendo un testo che,
all'articolo 1, tratta un argomento di competenza dell'assessore
per il lavoro.
Deve esserci un'assunzione di responsabilità da parte di tutti
noi, rispetto alla quale ognuno deve riflettere e ogni Gruppo
parlamentare è chiamato, per l'ennesima volta, ad un impegno anche
gravoso. Nessuno si nasconde dietro un dito, per quanto concerne il
passaggio di oggi, perché stiamo sostanzialmente facendo i conti
con il minimo indispensabile sapendo già che, nella logica
dell'esercizio provvisorio, il minimo indispensabile dovrebbe
realmente essere il minimo indispensabile.
Però, signor Presidente, qui stiamo abrogando la norma della
finanziaria regionale 2009, che escludeva le spese relative al
personale precario dal calcolo per il patto di stabilità degli enti
locali. E la motivazione è che se non si toglie quella norma, le
refluenze negative sono sul bilancio della Regione rispetto al
patto di stabilità e, se quest'ultimo viene sforato, scattano le
sanzioni.
Ci rendiamo conto che in questo momento non è stato affrontato,
secondo me, per come si deve il vero problema? Non è possibile che
noi non poniamo la questione, che il Governo di questa Regione non
pone la questione - assessore Di Mauro - al Governo nazionale per
modificare quel patto di stabilità. Perché, vedete, è curioso che
stiamo abrogando quanto avevamo scritto nella finanziaria per gli
enti locali. Abbiamo evidentemente un problema; ma non abbiamo
affrontato il cuore vero della questione e rischiamo di fare un
ulteriore passo falso, perché è ovvio che anche gli enti locali si
troveranno in condizioni molto critiche rispetto al famoso
sforamento del patto di stabilità.
Non è una cosa di poco conto.
Allora, vorrei una risposta in questo senso dall'assessore Di
Mauro. Cosa sta facendo il Governo? Quale discussione ha affrontato
o intende affrontare?
Appare evidente che stiamo intervenendo, comunque, per cancellare
una norma che dava un minimo di respiro agli enti locali, e spero
che durante la discussione di oggi il Governo sia chiaro e assuma
impegni precisi.
Nel bilancio della Regione che andremo a fare, speriamo, entro la
scadenza del primo esercizio provvisorio - e non, come l'anno
scorso, ad aprile - il Governo si impegni fin d'ora a definire la
questione e a fare in modo che la norma che stiamo cancellando
venga riproposta, altrimenti non si comprende cosa può accadere nei
vari Comuni della Sicilia che, in questo momento, non sono in una
situazione finanziaria tale da sopportare anche questo serio
problema che riguarda il patto di stabilità degli enti locali
medesimi.
Sono sbalordito, assessore Di Mauro, per le proroghe che
riguardano i precari, perché è da sei, sette mesi che ci sono
incontri con il Presidente della Regione, con l'assessore per il
lavoro, delegazioni di deputati, rappresentanti di tutti i gruppi
politici, nessuno escluso. Dal giugno 2009, circa cento lavoratori
che da 15 anni assicurano nei comuni il funzionamento di servizi
essenziali, cioè quelli a valere sul fondo nazionale per
l'occupazione, sono con contratti prorogati , quasi a zero ore e
ricevono dai comuni l'elemosina: 100, 110, 70, 120 euro.
Signor Presidente, lei che per giunta ha una cultura giuridica
maggiore della mia, comprende che la novazione di un titolo fatta
in questa materia presenta anche alcuni aspetti e alcune carenze
sotto il profilo giuridico; ma non di meno la buona volontà, non
solo delle amministrazioni comunali, ma anche dei segretari dei
comuni, ha portato a studiare un sistema per tentare di prorogare
questi contratti.
Assessore Di Mauro, come si fa a non considerare che con 330 o 360
mila euro si possono mettere questi lavoratori in condizione di
poter svolgere serenamente il proprio lavoro e di avere tre mesi di
stipendio, perché è di questo che stiamo parlando, tenuto conto che
stiamo discutendo dell'esercizio provvisorio e quindi solo di tre
mesi possiamo parlare?
Assessore Di Mauro, ho letto più volte la norma, perché non mi
convincevo del fatto che un provvedimento del genere non fosse
stato inserito; sia l'assessore per il lavoro che il Presidente
della Regione conoscono bene la materia, perché hanno incontrato i
rappresentanti delle categorie.
Chiedo formalmente che il Governo presenti un emendamento per
inserire la spesa di circa 350 mila euro, per tutelare i 216
lavoratori in tutta la Sicilia; un emendamento su cui nessuno di
noi può fare semplicemente propagandismo sciocco. Ecco perché deve
presentarlo il Governo, altrimenti le statuette volano non solo
perché noi alimentiamo un clima di scontro, ma volano perché le
persone hanno bisogno estremo di risposte ragionevoli da parte
nostra.
Questo non è un voler incitare, onorevoli colleghi, è un rendersi
conto che quando si tratta di cifre di questa natura non si può
entrare nella giostra degli emendamenti , dicendo che non si
possono risolvere tutti i problemi, assessore Di Mauro, perché
questo è inconcepibile. Ripeto, lo presenti il Governo questo
emendamento, perché nel gioco e nella cosiddetta giostra degli
emendamenti noi non vogliamo entrarci.
Comprendiamo il momento, comprendiamo che deve prevalere l'etica
della responsabilità, ma non è che far prevalere l'etica della
responsabilità significa ignorare che questi soggetti - che sono
figli di nessuno, perché il Governo nazionale gli ha tolto i fondi
che il vituperato Governo Prodi aveva comunque approntato - hanno
il diritto di passare serenamente questo periodo, solo perché la
Regione non è riuscita, in sei mesi, ad affrontare la questione e a
trovare una soluzione.
Assessore Di Mauro, si è parlato del progetto Inla, delle
eventuali economie che pare ci siano, e si doveva definire,
rispetto alle economie, un'ulteriore convenzione con il Governo
nazionale che pare si sia impegnato più volte a mettere qualche
piccola risorsa.
Questi lavoratori hanno avuto contratti quinquennali, noi stiamo
parlando di prorogarli per tre mesi e, addirittura, di farli
rientrare nella logica di proroga annuale. Su questo apriamo la
discussione, se eventualmente c'è il lavoratore di serie A o quello
di serie B, ma diamo un segnale preciso per impegnare ulteriormente
il Governo regionale a definire con il Governo nazionale quello che
va fatto. Capisco che anche in questo caso tale segnale sembrerebbe
una elemosina, ma diamo quell'elemosina per fare in modo, comunque,
che questa fine d'anno e questo periodo natalizio siano affrontati
da questi nostri concittadini con serenità. Non si compreranno
sicuramente il panettone di qualità, come lo compreremo noi, ma
facciamogli comprare quello di scarsa qualità
C'è la dignità dei lavoratori che, in questo caso, va rispettata,
perché figli di nessuno non possono rimanere e non possono neppure
aspettare ancora la definizione di qualcosa che in sei mesi non è
stato definito.
Dobbiamo comportarci da persone responsabili, tenuto conto del
momento difficile che stiamo attraversando tutti, compresa la
politica siciliana.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Falcone. Ne ha
facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi intervengo
brevemente per fare alcune considerazioni in merito a questo
disegno di legge che oggi arriva in Aula per la discussione
generale; un disegno di legge che ha avuto il vaglio favorevole
della Commissione Bilancio qualche ora addietro; un disegno di
legge che, in buona sostanza, si dice che debba essere blindato
onde evitare che circa cento emendamenti possano correggere
l'indirizzo dello stesso.
Ebbene, questo disegno di legge, che nasceva come approvazione
dell'esercizio provvisorio per consentire la regolare attività
della Pubblica amministrazione regionale, invece, ad un certo
punto, è diventato una vera e propria manovra correttiva, una
manovra correttiva che, quindi, meriterebbe un approfondimento, che
c'è già stato in Commissione e che, oggi, è giusto che ci sia in
Aula.
Io devo dire che non sono d'accordo, non sono ligio a dire che da
questo disegno di legge, che nasceva - ripeto - come autorizzazione
per l'esercizio provvisorio ed anche come misure urgenti per
l'occupazione, ha dovuto subire l'estrapolazione di una importante
proroga, quella per le cooperative edilizie. Questa norma - così
richiesta a gran voce e per la quale il Governo, il Parlamento e la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari tante volte, e da
tanti mesi, si sono impegnati - oggi, invece, viene estrapolata dal
testo esitato per l'Aula.
Pertanto, in primo luogo, richiamerei il Governo sulla possibilità
di valutare l'ingresso di questa nuova norma, il precedente
articolo 1 dell'originario disegno di legge n. 499. Quindi,
onorevole Assessore, questa è una norma importante.
E' stato detto che non è attinente alla materia che trattiamo, ma
non sarebbe attinente se si trattasse di un disegno di legge
relativo soltanto all'esercizio provvisorio. Questo è un disegno di
legge che porta come titolo Interventi finanziari urgenti per
l'anno 2009 e disposizioni per l'occupazione. Autorizzazione . ;
quale esercizio provvisorio, questo è esercizio finanziario
Allora, già preannuncio che presenterò un emendamento per
ripristinare una norma importante, la proroga per le cooperative
edilizie, l'articolo 1, se non altro per gli impegni che abbiamo
assunto come Governo e come Parlamento.
Altro problema. Avrei avuto piacere che fosse presente l'assessore
per il lavoro perché, a distanza di circa sette mesi, si sta
discutendo nuovamente il piano formativo del 2009. Un piano
formativo che - era stato detto - necessitava di un'ulteriore
somma aggiuntiva in quanto quei 194 milioni di euro erano
assolutamente insufficienti. Pertanto, giustamente, gli enti di
formazione hanno rivendicato una somma aggiuntiva per le quote
afferenti alle gestioni. Ma è altrettanto vero che l'assessore
Gentile aveva detto in quest'Aula, e lo aveva ripetuto anche in
conferenza stampa, che era pronta una legge di riforma sulla
formazione professionale; allora, infatti, c'era stato un
riconoscimento a pioggia di risorse.
Ma, attenzione Se noi poniamo in questo intervento una somma così
alta, 58 milioni di euro, è proprio vero che si tratta di una
manovra correttiva della finanziaria. Non sono più norme urgenti,
ma è una vera e propria manovra correttiva, come abbiamo testé
detto. E potremmo essere anche d'accordo su questo, sempre che,
però, alla stessa si aggiunga un impegno dell'Assessore e del
Governo affinché si discuta di un disegno di legge di riforma,
anche perché - per un attimo, vado a ritroso e dall'articolo 4 vado
all'articolo 2 -, assessore Di Mauro, mi sembra logico, visto che
il terzo comma tratta della liberazione di risorse, che queste
ultime possono finanziare, Presidente Formica, il bilancio
relativamente alla parte piano formativo 2010 . E' giusto, lo si
era detto. Molti parlamentari, ben trentasette parlamentari, il 30
aprile scorso lo avevano detto.
Ebbene, non venne accolto e l'allora assessore Incardona su
questa vicenda venne sanzionato.
Bene, allora noi cosa diciamo, giustamente o ingiustamente? (E se
giusto o ingiusto è di libera interpretazione).
E' chiaro, non mi pare che questa debba essere, assessore Di
Mauro, una manovra così blindata; qualche minima correzione
dovremmo pur apportarla, così come mi permetto anche di dire che
sono previsti 25 milioni di euro per i forestali dell'antincendio,
ma non abbiamo previsto gli 11 milioni di euro, quanto meno non lo
leggo, per gli arretrati contrattuali. Pertanto, dovremmo capire se
abbiamo le risorse per riconoscere anche solo in parte questa
somma.
Tralascio, infine, l'intervento dell'onorevole Mancuso che ha
fatto riferimento agli oneri che dovremmo riconoscere per gli
straordinari agli operatori del soccorso del 118.
E' un altro problema che abbiamo posto in Commissione Sanità più
volte, tante volte; è un problema che dovremmo anche risolvere
prima di arrivare alla riforma del servizio di emergenza-urgenza,
ma dovremmo anche quantificarlo. Inoltre, tornando per un attimo
all'articolo 2, comma 3, avremmo piacere di capire a quanto
ammontano le risorse liberate da impegnare nel piano formativo
2010.
Mi avvio alla conclusione signor Presidente.
Ricollegandomi all'intervento dell'onorevole Lentini, devo dire
che non è stato un intervento a caso: un Parlamento non deve fare
gli interessi di questo o di quel segmento, deve fare gli interessi
oggettivi. E vorrei che anche il PD si confrontasse su questo, gli
interventi devono essere fatti in maniera oggettiva. Pertanto, i
precari o sono tutti precari o non lo è nessuno, non possiamo stare
a guardare che alcuni soggetti vengono stabilizzati e pensare che
altri, dopo tanti anni, rimarranno ancora precari. E leggo una
norma - il mio intervento non vuol essere un intervento da
cecchino, me ne guarderei bene - che riguarda la stabilizzazione
dei precari del Museo archeologico. E' chiaro che dovremmo anche
qui capire se è equo stabilizzare alcuni con questa norma, con
questo disegno di legge che, da qui a qualche ora, diventerà legge;
con essa andremo a stabilizzare alcuni precari, ma ne lasceremo
fuori tanti altri che hanno le stesse aspettative.
E' giusto uniformarsi ad una politica di oggettività, considerando
che i precari ancora oggi esercitano una funzione importante per la
pubblica amministrazione regionale e anche per gli enti controllati
e vigilati, comprese le aziende sanitarie provinciali. E l'impegno,
Assessore al bilancio, è - come ha detto il presidente della
Regione - che si possa arrivare finalmente e veramente alla
stabilizzazione di codesto personale, tenuto conto che quando una
persona ha la tranquillità, la serenità del lavoro lavora meglio e
può dare molto di più alla pubblica amministrazione nell'interesse
dei cittadini siciliani e della nostra Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dina. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'annuncio della
prossima sospensione mi impone tempi più limitati perché
sicuramente il livello di attenzione dei colleghi è già
abbondantemente calato, seppure ritengo che la pausa pranzo
consentirà a tutti di riprendere una marcia più dinamica e più
attenta.
Vorrei partire dal disegno di legge che nel suo complesso contiene
tre titoli: l'esercizio provvisorio, le proroghe e le variazioni di
bilancio. E vorrei partire dall'esercizio provvisorio, come
provvisorio è il Governo, come provvisorio è tutto in questo
particolare contesto, onorevole assessore Di Mauro. La
provvisorietà è l'elemento caratterizzante che ci portiamo dietro
dalle elezioni scorse, dal 2008 ad oggi, è il secondo esercizio
provvisorio. Ed è un danno per l'economia, è un danno per tutti.
Non ritengo che vi siano problematiche tecniche che ci impongano
l'esercizio provvisorio; è chiaro che è tutto da ascrivere alle
difficoltà di un Governo che è provvisorio, di una maggioranza che
non c'è, di una maggioranza e di un Governo minoritario, di trenta
unità, e che - con un trucco- è diventato di trentaquattro unità.
La qualcosa impone sicuramente un momento di pausa, di attesa per
ridefinire i numeri, per affrontare i tempi più pregnanti della
finanziaria e del bilancio definitivo.
E in questa provvisorietà tutte le forze politiche sono
responsabili, non vogliono giocare al tanto peggio tanto meglio',
l'UDC lo ha dimostrato in commissione e continuerà a dimostrarlo in
Aula con un atteggiamento coerente, responsabile, attento ai
problemi della gente e rispettoso anche dei limiti di bilancio,
limiti che sono sotto gli occhi di tutti. Sappiamo che non
navighiamo nell'oro e, quindi, rispetto a questa condizione, con
senso di grande responsabilità facciamo di necessità virtù.
Le variazioni di bilancio: si è intervenuti in Commissione, su
proposta del Governo, a rimpinguare i capitoli dei precari nella
formazione professionale e dei forestali; è stato un atto dovuto
rispetto ad una previsione inadeguata. Il bilancio del 2009 è nato
monco, con uscite superiori alle entrate, con previsioni che non
sono state rispettate e rispetto ai relativi capitoli c'era una
previsione insufficiente. Pertanto, ci è sembrato doveroso
mantenere e ripristinare quei capitoli ed intervenire anche a
favore dell'ESA, in attesa di un intervento riformatore complessivo
sugli enti vigilati e sulle società partecipate.
Sulle proroghe il nostro è un atteggiamento sicuramente
responsabile e ci poniamo il problema di come le proroghe creino un
momento di ingiustizia di fondo.
Non tutti i bisogni possono essere considerati con questo disegno
di legge, quello che c'è dentro è una riedizione del vecchio
esercizio provvisorio, delle vecchie proroghe.
Ci sentiamo ingessati intorno non a un privilegio, ma ad una
realtà. Entrare per dilatare questa realtà è esigenza legittima di
tutti e tutti i Gruppi parlamentari potrebbero intervenire,
onorevole Assessore, richiedendo legittimamente l'ampliamento di
queste platee, perché tanti sono rimasti per strada - penso ai
lavoratori dell'ARPA, penso anche ai lavoratori che venivano
richiamati, gli LSU nazionali -, ma bisogna darsi un percorso,
tenuto conto che siamo di fronte ad un disegno di legge
contingentato, perimetrato, che vuole sicuramente rispondere ad
esigenze legittime che si sono storicizzate, ma non per questo
riteniamo che l'ingiustizia sia superata.
Sarebbe importante chiedere uno sforzo al Governo, noi lo
chiederemo, vedremo se è possibile farlo; lo chiederemo in Aula. In
Commissione ci siamo atteggiati nel rispetto delle proposte
iniziali e sono più di una le incongruenze emerse nel dibattito
anche in Commissione.
In questo riallineamento dei capitoli che risultavano carenti
abbiamo dovuto registrare alcune distrazioni e disattenzioni da
parte del Governo e, in forza di una norma della scorsa finanziaria
che consente di sopprimere le spese a fronte della carenza di
entrate, si è intervenuti con la mannaia su tanti capitoli.
In questo intervento di contenimento acritico, senza attenzione,
si è rischiato di mettere sul lastrico enti storici vigilati dalla
Regione, enti che svolgono ruoli istituzionali, qualcuno anche a
favore dei più deboli, e mi riferisco all'Istituto dei ciechi ed
all'Istituto zootecnico per il ruolo istituzionale che svolge.
Quel taglio, operato in forza di un decreto, era illegittimo, una
risoluzione della Commissione, presa all'unanimità con l'adesione e
la disponibilità del Governo, si trasformerà - ne sono certo - in
un intervento amministrativo diretto, in una rivisitazione di quel
decreto per ripristinare anche per questi enti, alla fine
dell'anno, le previsioni di bilancio che già erano congrue.
Là ci siamo trovati di fronte ad una previsione di bilancio che,
poi, in corso d'opera è stata tagliata; pertanto sarò grato al
Governo se potrà essere consequenziale con la risoluzione e darne
atto qui, pubblicamente, in questa sede.
L'UDC presenterà qualche emendamento a questo disegno di legge.
Voglio ricordare l'incontro avvenuto ieri mattina con i
rappresentanti dei comitati spontanei per la crisi agricola, un
incontro che è avvenuto col Governo, alla presenza dell'assessore
Cimino, del Presidente della Regione con tanti sindaci del
territorio che hanno voluto manifestare la gravità di quella crisi.
Ora, è chiaro che in quel contesto - aldilà di una crisi che
sicuramente ha origini lontane - abbiamo dovuto registrare una
inerzia e una inettitudine del Governo rispetto a provvedimenti che
erano stati già varati con la scorsa finanziaria: dall'articolo 16
all'articolo 20 vi era una serie di misure che andavano nella
direzione di fronteggiare le difficoltà dei tanti agricoltori.
Purtroppo dall'adozione di quel disegno di legge ad oggi nessun
intervento attuativo di quella previsione è stato realizzato e ci
ritroviamo a fine anno a richiamare il Governo su questa
responsabilità.
L'emendamento che presenteremo sarà finalizzato a rimpinguare
l'articolo 16 per le scorte e per gli interventi di
ristrutturazione delle cambiali agrarie. Chiederemo che venga
rimpinguato come variazione del bilancio per il 2009 cercando, con
circolari attuative dell'ultimo minuto, di consentire a questi
agricoltori di poter accedere a fondi più ampi e più rispondenti
alle loro esigenze.
Sul patto di stabilità l'UDC nutre qualche seria perplessità. C'è
il rischio che, con la sanzione che impedisce di potere stipulare i
mutui, i comuni vadano al dissesto o che vada al dissesto la
Regione.
Ritengo che una riflessione vada avviata ed è il Governo che dovrà
suggerire qualche soluzione, che non potrà essere solo la
soppressione dell'articolo della passata finanziaria che traeva
fuori dal computo del patto di stabilità il costo dei precari.
Bisognerà trovare una soluzione da accogliere insieme senza
sottrarci al confronto e alla disponibilità.
L'ipotesi di considerare le spese per i precari come spese sociali
potrebbe essere una formula e io la rilancio all'Assessore per
prenderla in considerazione, ma ci aspettiamo - a conclusione del
dibattito - che rispetto a questo problema venga dato un segnale
chiaro. Infatti, se dovremo poi scegliere, l'UDC non potrà non
tenere conto del grido di allarme che viene dal territorio, che
viene dai tanti sindaci che sono la frontiera della politica nel
territorio e che ci chiedono di non abrogare quell'articolo.
E concludo. Ci sono tante proroghe messe in campo e mi meraviglio
che il collega Lentini si chieda tanti perché. Li chieda all'Aula
Li chieda al Governo che sostiene
C'è più di un problema che è stato affrontato e ne voglio
richiamare uno che nasce dalla voglia - e si è concretizzato nella
riforma della burocrazia - di abolire l'ARRA a qualsiasi costo, non
pensando che c'era un momento di passaggio che riguardava i precari
e lo facciamo salvo anche con il comma 6 delle proroghe, nel senso
che consentiremo con questa norma di sanare quel piccolo problema
che si era verificato. Ma sono convinto - e voglio lanciare un
allarme, anche se siamo fuori tema - che l'attuazione della riforma
della burocrazia, che sarà immediata a partire dal primo di
gennaio, costituirà sicuramente un altro momento di confusione,
costituirà sicuramente un momento di rallentamento, un
rallentamento che già si è realizzato.
Abbiamo una macchina regionale in stato di paralisi e di
inefficienza totale.
Io invito il Governo a riflettere se non sia il caso di pensare a
un momento di proroga, anche limitata, dell'entrata in vigore di
quella legge. Rischiamo realmente di mettere la Sicilia in
ginocchio più di quanto non lo è. Già in ginocchio lo è, così la
seppelliamo. Del pachiderma Regione, che già stenta a funzionare,
quel poco che funzionava non funziona più; pertanto, i grandi
trasferimenti, i grandi cambiamenti, anche le variazioni logistiche
degli assessorati non potranno che creare confusione, inefficienza,
inefficacia e paralisi.
Ripeto, invito il Governo a pensare ad una proroga, ad un rinvio
dell'attuazione di quella legge e su questo ci troverà sicuramente
d'accordo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo. Ne ha
facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, la ringrazio di avermi dato la
possibilità di intervenire prima della sospensione.
Onorevoli colleghi, è chiaro che, poiché questo esercizio
provvisorio riguarda tanti assessori, avremmo preferito che almeno
gli assessori interessati fossero stati presenti in Aula, non
perché non abbiamo il dovuto rispetto nei confronti dell'assessore
Di Mauro, ma perché è chiaro che nel corso del dibattito stanno
venendo fuori alcuni dubbi, alcune incertezze che nell'approvazione
del provvedimento non abbiamo avuto e sembrerebbe giusto che gli
assessori siano presenti in Aula per rispondere alle richieste dei
deputati.
Intendo chiarire alcune cose anche perché in questi giorni tante
leggende metropolitane sono state diffuse ad arte, qualche deputato
ha avuto anche problemi con alcune categorie di lavoratori perché
si diceva che il provvedimento era in Commissione Bilancio, che il
provvedimento era in Aula e che i deputati di questa Assemblea,
caro Presidente, si rifiutavano di approvarlo. E poiché una delle
vittime dello scontro con i forestali sono stato io, vorrei
chiarire a tutti e dire pubblicamente che il provvedimento è stato
presentato in questa Assemblea giorno 14, lunedì scorso, cioè due
giorni fa e che immediatamente la Commissione Bilancio ha iniziato
a discutere e ad approvare gli emendamenti, e che già ieri sera la
stessa Commissione aveva completato la sua attività, tanto è vero
che questa mattina il Comitato per la qualità della legislazione
ha potuto prendere in esame il provvedimento e già a mezzogiorno
abbiamo iniziato la discussione.
Pertanto, per essere chiari, se inadempienze vi sono state, se
comportamenti non veloci vi sono stati, sicuramente questa
responsabilità non va addebitata a questo Parlamento che, anzi, ha
lavorato in maniera velocissima assicurando certezza all'iter
amministrativo proposto dal Governo e, soprattutto, certezza di
approvazione del provvedimento.
Presidente Formica, fino a qualche minuto fa i banchi erano pieni
di deputati del PDL e questo sta a testimoniare una cosa importante
e cioè che, a prescindere dalle dichiarazioni del Presidente della
Regione, a prescindere da tutte le altre dichiarazioni, il Gruppo
del Popolo delle Libertà lavora per la Sicilia, lavora per il
territorio che ne ha eletto i rappresentanti, lavora nell'interesse
della collettività. Non guardiamo in faccia nessuno, siamo qui
impegnati a sostenere questo esercizio provvisorio nonostante,
come diceva l'amico Fabio Mancuso, abbiamo tanti dubbi su questo
esercizio perché sappiamo che vi sono lavoratori che da mesi
aspettano di avere lo stipendio, perché sappiamo che vi sono
lavoratori che, a partire dal primo gennaio, rischiano di essere
licenziati, perché sappiamo che vi è una serie di impegni che il
Governo ha preso e che fino ad oggi non ha mantenuto. E, siccome
apparteniamo a un Partito di governo che ha ottenuto un largo
consenso da parte dei siciliani, siamo qui a testimoniare, ancora
una volta, l'amore per la nostra terra e l'impegno a favore di
coloro i quali, nei vari settori della pubblica amministrazione,
lavorano tutti i giorni con impegno, con dedizione, consentendo il
funzionamento della macchina amministrativa.
Ha ragione l'onorevole Lentini quando sostiene che si rischia di
fare figli e figliastri, nel senso che alcuni lavoratori
socialmente utili e precari, come quelli del museo di Centuripe,
possono passare a contratto a tempo indeterminato e ad altri non
è stato chiarito ancora quale sarà il loro destino.
Per questo motivo stiamo presentando un emendamento, e invito il
Governo a valutarlo con attenzione, con cui inseriamo nella manovra
dell'esercizio provvisorio tutti i precari che, a qualsiasi titolo,
abbiano dei diritti nei confronti della Regione Sicilia o nei
confronti degli enti controllati dalla Regione Sicilia, per evitare
di lasciare fuori qualcuno, per evitare che nella fretta di fare il
provvedimento ci si possa dimenticare di qualcuno. Stamattina, per
esempio, nella sede del Comitato per la qualità della legislazione
siamo intervenuti per i lavoratori del Dipartimento della
Protezione civile, i quali erano tutti inseriti ad esclusione dei
tecnici, che qualcuno aveva dimenticato, assunti in seguito al
terremoto del 13 dicembre del 1990, evento che ha sconvolto la
Sicilia orientale, e che avevano diritto di far parte di questa
vasta platea di precari.
E invito tutti i colleghi a guardare con attenzione questo
provvedimento proprio per evitare che vi siano categorie di
lavoratori che possano, dal primo gennaio, trovarsi fuori dagli
uffici dove lavorano. E, allora, se noi siamo soddisfatti perché il
problema è stato risolto per le varie categorie di lavoratori
socialmente utili, vorrei spendere una parola a proposito della
polemica che volutamente è stata innescata con i forestali.
Polemica che ha visto qualche esponente di questo Governo regionale
incontrare categorie, rappresentanti di lavoratori dicendo che la
responsabilità del mancato pagamento era solo ed esclusivamente di
questo Parlamento e di questi deputati.
Vedete, la manovra, che è stata fatta nella tabella B e che noi
stiamo per approvare, poteva essere fatta già dal Governo stesso.
Già a partire dal mese di agosto i forestali impegnati
nell'antincendio avrebbero potuto essere regolarmente pagati.
Si è voluto innescare un problema, si è voluta aizzare la folla
perché si pensava di inserire in questo provvedimento altri
provvedimenti che questo Parlamento non poteva accettare, che
questo Parlamento non poteva assolutamente sostenere. Se guardate,
ancora una volta e con attenzione, la tabella B, i 25 milioni di
euro utilizzati per il pagamento dei lavoratori vengono presi dalle
spese per il potenziamento del servizio antincendio; quindi una
manovra che poteva essere fatta dal Governo, una manovra che poteva
essere fatta ampiamente dalla Giunta senza creare tutte queste
turbolenze e tutte queste preoccupazioni.
Ma se guardiamo con attenzione a questo provvedimento, a questo
esercizio provvisorio che per alcuni mesi dà la possibilità ai
lavoratori di lavorare tranquillamente, assessore Di Mauro, oggi
chiediamo, e so che lei sarà favorevole, l'impegno da parte del
Governo che alcuni provvedimenti che in questo momento sono fermi
in Commissione Bilancio possano essere immediatamente sbloccati ed
essere immediatamente approvati dall'Assemblea regionale siciliana.
Mi riferisco, in modo particolare, al disegno di legge sulla
stabilizzazione dei precari, da me fra le altre cose presentato,
che è stato approvato dalla Commissione Lavoro, che è stato
approvato dal Comitato per la qualità della legislazione, che non
prevede alcun aumento di spesa rispetto a quanto già stanziato
negli anni passati, e non si capisce il motivo per il quale non
viene portato immediatamente in Aula per essere approvato. Così
come, nell'ambito delle somme destinate alla legge numero 328, vi è
un'altra legge importante, che so da lei essere sostenuta, quella
per gli oratori religiosi, in maniera tale che cominciamo a capire
come questo flusso di denaro importante, imponente io direi, che
viene utilizzato dalla 328, anziché essere utilizzato spesso a fini
elettorali possa essere utilizzato a fini sociali, a fini
educativi, fini per i quali le somme sono state a suo tempo
stanziate.
Infine, un'ultima affermazione: ieri sera abbiamo approvato anche
la variazione dei 58 milioni di euro per la formazione
professionale. Mi ha fatto piacere che il nuovo assessore abbia
intrapreso un'attività di moralizzazione che l'onorevole Formica
aveva iniziato quando era assessore per il lavoro, che si è pensato
di verificare, controllare questo mare magnum che, fino ad oggi,
era rimasto pressoché nelle mani di nessuno, che si è pensato
finalmente di bloccare la proliferazione di enti, con relative
assunzioni clientelari, che sono sorti nell'ultimo periodo.
Veda, assessore Di Mauro, noi non abbiamo preconcetti nei
confronti di questo Governo, noi non siamo contrari ad approvare i
provvedimenti che questo Governo porta a favore della Sicilia e
nell'interesse della Sicilia.
Siamo contro quei provvedimenti che vengono fatti, spesso in
maniera furbesca, e che nascondono, dietro apparenti motivazioni
moralistiche, il peggio che poteva accadere nella primissima
repubblica. Quando si porta un esercizio provvisorio che riguarda
esclusivamente il lavoro, i precari, i forestali, la formazione
professionale, perché c'è gente che aspetta dal 31 dicembre 2008 di
essere pagata, il Gruppo del PDL - che io mi onoro di rappresentare
- è pronto a sostenere provvedimenti legittimi che vanno
nell'interesse della nostra Terra.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ricordo che la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari è convocata oggi pomeriggio alle
ore 16.00.
Sospendo, quindi, la seduta avvertendo che riprenderà alle ore
17.00.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 14.00, è ripresa alle ore
17.53)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
E' iscritto a parlare l'onorevole Panepinto. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
questa manovra è un po' strana perché prevede l'esercizio
provvisorio in cui ormai è diventato doveroso inserire le proroghe
che sono indispensabili per garantire il livello occupazionale ma
questo disegno di legge contiene qualcosa di dirompente, assessore
Di Mauro, e penso che l'attenzione riversata sull'argomento che mi
accingo ad indicare riguardi tutti gli enti locali della Sicilia.
Mi riferisco alla previsione della proposta del Governo, esitata
dalla Commissione Bilancio, all'articolo 9, comma 1, di abrogare il
comma 4 dell'articolo 8 della legge n. 6 del 14 maggio 2009. Ciò
significa che quello che il Governo aveva provato a fare con una
circolare, cioè la deroga a non considerare spese computabili per
il patto di stabilità quelle impiegate per i contratti, per
intenderci, dei cosiddetti precari, metterebbe alla berlina ed in
difficoltà gli amministratori di tutta la Sicilia, i dirigenti ed i
funzionari dei comuni siciliani e degli enti locali ma, al tempo
stesso, aprirebbe un problema di cui si assumono la totale
responsabilità il Governo e quest'Aula: si parla della
impossibilità, a partire dal 2 gennaio, di rinnovare i contratti a
termine dei lavoratori precari negli enti locali.
Non si tratta di una questione di poco conto perché non ci sarà un
dirigente, un responsabile di posizioni organizzative, in un comune
piccolo o grande, in una provincia, in un altro ente con personale
contrattualizzato, che vorrà stipulare contratti.
E' una grossa contraddizione interna avere una norma, una
previsione di proroga sino al 31 marzo, di tutta una serie di
figure che hanno rapporti con la Regione e poi non dovere
stipulare, il 2 gennaio, contratti con centinaia se non migliaia di
lavoratori.
Sono convinto che, nonostante la disattenzione di quest'Aula, ci
sia una grande attenzione, in questo momento, degli amministratori
comunali, degli amministratori degli enti locali, di quei
funzionari che, con l'abrogazione di questa norma, saranno chiamati
a rispondere innanzi alla Corte dei Conti dello sforamento del
patto di stabilità. E la Corte dei Conti, quando eroga delle pene,
va a sancire responsabilità di natura patrimoniale e lo farà nei
confronti di tutti coloro che hanno violato, di fatto, una norma.
Oggi, infatti, si propone di abrogarla; mi riferisco, come dicevo
prima, alla deroga al patto di stabilità per le spese correnti per
il personale contrattualizzato.
Se quest'Aula e il Governo vogliono assumersi la responsabilità di
non stipulare migliaia di contratti con i lavoratori - non è
demagogia, ma sarà l'effetto dell'entrata in vigore della norma -,
il Governo dovrà assumersi questa responsabilità, e non è il
Governo che verrà ma questo Governo, assieme a quest'Aula, che
dovrà assumersi la responsabilità di non fare stipulare contratti
con centinaia di lavoratori che non hanno diritti minori o non sono
figli di un Dio minore rispetto a quelli che sono indicati, non
ricordo se all'articolo 8 o all'articolo 1 del disegno di legge
oggi in discussione.
Ritengo legittimo garantire gli stipendi al personale dell'ente
Fiera del Mediterraneo di Palermo, anche se io, per evitare il
balletto dell'ipocrisia, ho votato contro in Commissione Bilancio,
perché ritengo che qualunque Governo debba assumersi la
responsabilità di far funzionare un ente Fiera. Non c'è un ente
Fiera in Italia e in Europa che non sia all'attivo, tranne quelli
siciliani.
Così come solo in Sicilia gli stabilimenti termali di Acireale e
Sciacca sono in perdita, e tutti gli oneri sono a carico di questa
straordinaria Regione che, dopo la caduta dell'Albania, è l'ultimo
stato socialista in Europa, perché tutti i dipendenti sono a carico
della Regione. E mi sta bene.
Ma non è possibile che sol perché c'è un Governo nazionale, c'è
una politica del ministro dell'Economia Tremonti che agisce contro
il Sud, debbano essere penalizzati quei giovani, che giovani non lo
sono più, i quali aspettano il 2 gennaio del 2010 per avere
rinnovati i contratti quinquennali con l'amministrazione dove
prestano servizio da diversi anni.
Ritornerò a parlare di questo tema - ho presentato un emendamento
soppressivo al riguardo - perché ritengo che non possano esserci
due spazi: lo spazio in cui i parlamentari devono giustamente farsi
carico, in termini generali, della responsabilità di dovere
chiudere o di dovere definire il bilancio della Regione. Altrimenti
non accadrebbe, se dovesse essere mantenuta in vita la norma di cui
il Governo chiede l'abrogazione.
Al tempo stesso mi pongo un domanda e, forse per la disattenzione
generale, dovrò pure con fatica trovarmi una risposta: mi chiedo
perché in Sicilia debbano esserci, anche lì, situazioni di
disparità nei confronti di lavoratori che vivono la stessa
condizione di precariato, perché ci devono essere lavoratori che
hanno stuoli di parlamentari che si occupano di presentare
emendamenti e subemendamenti, mentre si rischia con certezza
matematica, con l'approvazione stasera del primo comma
dell'articolo 9 del disegno di legge all'ordine del giorno, di non
avere rinnovati i contratti in nome di una ragion di Stato.
Perchè non devono avere lo stesso trattamento, la stessa
attenzione di altri lavoratori precari?
Il mio non vuol essere un tentativo di accattivarsi le simpatie di
un mondo di lavoratori che, ormai, non nutre simpatia per nessun
esponente politico di qualsiasi schieramento. Però, mi sembra
corretto che almeno resti traccia di ciò che stasera può essere
consumato, perché il Governo regionale deve negoziare con il
Governo nazionale, certamente poco sensibile alle vicende
meridionali e alle questioni siciliane.
In Italia ci sono solo due regioni che hanno un problema serio che
si chiama precariato contrattualizzato: la Campania e la Sicilia.
Ed è chiaro che con l'approvazione di questa norma, senza soluzioni
serie che garantiscano i livelli occupazionali per quei lavoratori
il cui contratto va a scadere il 31 dicembre, si consumerà - lo
sottolineo - una aggressione non a questioni di macroeconomia, ma
alle vicende personali di migliaia di lavoratori che non potranno
avere rinnovati i loro contratti. Oltre al fatto che quest'Aula ed
il Governo si assumono la responsabilità, eliminando la norma dal
sistema giuridico, dei danni che verranno loro addebitati dalla
Corte dei Conti. Perché anche lì dissento con l'idea che non
bisogna applicare questa norma in Sicilia perché è stata approvata
successivamente alla norma nazionale.
L'istituto dell'autonomia va fatto valere, non solo sui giornali,
ma concretamente nelle sedi opportune. Per cui credo che, per come
è stato costruito questo disegno di legge che vuol essere asciutto,
che vuole contenere al minimo quelle che sono alcune disposizioni
legislative, se dovesse scomparire dal sistema giuridico la norma
che si vuole abrogare con il comma 1 dell'articolo 9 del disegno di
legge, il danno che verrebbe procurato non tanto all'economia in
generale, ma a persone fisiche, ad interi nuclei familiari, non
possa essere facilmente descrivibile, altrimenti si correrebbe il
rischio di facile pietismo o di retorica di basso livello.
Per tale motivo invito il Governo ad attenzionare questo tema e,
prima che si arrivi a votare l'articolo 9, ad avere una proposta
che garantisca queste persone, che hanno identici ed uguali diritti
di coloro che rientrano nell'elenco di cui all'articolo 1.
Ritengo doveroso, per rispetto istituzionale, garantire quei
funzionari degli enti locali, quegli amministratori degli enti
locali che, con l'abrogazione della norma, si troverebbero esposti
e che verrebbero chiamati a rendere conto di un danno erariale che
certamente non hanno procurato né allo Stato né alla Regione.
Ecco perché ritengo necessaria un po' di attenzione sul problema,
e non spostarla su aspetti tecnici importanti o sulla questione del
patto di stabilità da definire con lo Stato. Credo che oggi non si
possa, per un verso, prorogare contratti legittimi e, per un altro
verso, sacrificare come agnelli pasquali soggetti che hanno diritto
a continuare la loro esperienza lavorativa e continuare a poter
dare risposte alle loro esigenze personali e a quelle dei propri
nuclei familiari.
Presidenza del vicepresidente Formica
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cintola ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende la discussione sul disegno di legge numero 499/A
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Caputo. Ne ha
facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che questa
mini-manovra finanziaria che ci apprestiamo a discutere e votare in
Aula sia soltanto una parziale risposta a quello che oggi il mondo
dell'economia, del lavoro e dell'attività produttiva della Sicilia
si aspettava.
Ancora una volta l'instabilità del Governo e la crisi politica che
ha investito il Parlamento si ripercuote sul mondo economico
siciliano. Voglio solo ricordare, come hanno già fatto alcuni
colleghi, che il disegno di legge che ci apprestiamo a votare reca
Norme a sostegno dell'occupazione, del lavoro e quello
dell'esercizio provvisorio .
In sintesi, ed in estrema valutazione, il contenuto non sfugge a
nessuno degli onorevoli colleghi di questo Parlamento, contenuto
che attiene soltanto alle proroghe; questo non vuol dire che tali
proroghe non andavano fatte o non vanno fatte, perché su questo
siamo tutti d'accordo, c'è coralità espressa sia in Commissione
Bilancio che in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
ed io ribadisco, per la parte che mi riguarda, politicamente
parlando, che anche in Aula c'è convergenza e sintonia.
Però questo Governo e questo Parlamento non possono
caratterizzarsi nell'adozione di iniziative legislative finalizzate
solo ad attività di prorogatio di un lavoro precario che viene ogni
volta codificato come lavoro precario in regime di proroga .
Un Governo e un Parlamento che si sono candidati alla guida ed al
riscatto di questa Sicilia, devono operare quel colpo d'ala che
serve per trasformare il precariato - se è veramente utile, così
come sono convinto che lo sia quello di cui stiamo parlando - in
occasione di lavoro definitivo, proprio per consentire la
programmazione delle attività burocratiche per lo svolgimento delle
quali queste categorie di lavoratori sono chiamati a prestare la
loro opera per la Sicilia.
Ancora una volta, negli ultimi anni, riusciamo soltanto a produrre
delle proroghe che servono a sanzionare, a santificare e a
codificare il precariato in questa Sicilia.
E' evidente che non c'è lo sviluppo economico di questa Regione
nel disegno di legge che andremo a votare, e sul quale anticipo il
mio voto favorevole, non fosse altro perché contiene l'esercizio
provvisorio indispensabile per evitare la paralisi, anche
economica, oltre che politica, di questa Regione.
Voglio dire però che dobbiamo fare uno sforzo.
A questo punto, invito il Governo, io come parlamentare l'ho già
fatto, ci siamo lamentati e dobbiamo rimediare, almeno per dare un
segnale a due importanti comparti economici di questa Sicilia che,
in comune, hanno la diversità delle funzioni, ma lo stesso stato di
crisi quasi comatoso ed irreversibile.
Gli agricoltori hanno scioperato, per due giorni consecutivi,
sotto il Palazzo del Presidente della Regione. Sono stati ricevuti,
diamo atto della sensibilità, dal Presidente Lombardo,
dall'assessore Cimino e dai funzionari. Hanno presentato una
piattaforma che sostanzialmente si riconduce all'applicazione degli
articoli 16 e 17 della finanziaria che consente interventi
immediati a sostegno ed a contrasto della crisi del settore.
Ho presentato due emendamenti, come concordato con il Governo - e
sono convinto che anche il Governo presenterà gli stessi
emendamenti - per dare una risposta immediata e concreta alla crisi
degli agricoltori in Sicilia che, certamente, non è una risposta
risolutiva, ma è un intervento immediato per scongiurare la
chiusura e il fallimento di centinaia di migliaia di piccole
imprese agricole.
Inoltre, signor Presidente e onorevoli colleghi, da tre mesi
questo Parlamento ha approvato in Commissione Attività produttive
e in Commissione Territorio ed ambiente , per le parti di
competenza, ed è approdato anche in Commissione Bilancio,
nonostante non ci fosse bisogno, ma quest'ultima ha approvato dando
parere favorevole a quei tre articoli di proroga per le attività
delle cooperative edilizie. Ci sono centinaia e migliaia di
alloggi, si rischia di perdere i finanziamenti per la costruzione
di questi alloggi, perché il Parlamento non ha concesso la proroga.
Le categorie produttive, i sindacati e gli edili, la
ConfArtigianato, il mondo delle cooperative dell'edilizia hanno
chiesto, in queste 48 ore, al Governo ed al Parlamento di approvare
la proroga per le cooperative edilizie, per evitare la crisi e la
paralisi del comparto produttivo legato all'edilizia che significa
artigianato in Sicilia.
Signor Presidente, ho presentato emendamenti in tal senso, in modo
da potere votare questi due settori, agricoltura e edilizia, che
serviranno a dare fiato all'economia della Sicilia. Nella povertà e
nella precarietà di questa manovra, votando questi due articoli
avremo l'opportunità di dare un colpo d'ala e dare dignità ad una
manovra che oggi è proroga, ma che domani può diventare una
risposta agli agricoltori e agli edili siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Marrocco. Ne ha
facoltà.
MARROCCO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei fare un
intervento sintetico, anche perché il contenuto delle norme che
andiamo ad esaminare oggi è, tra virgolette, scontato, perché
rientra nel novero di quell'insieme di norme che mirano ad un
momento emergenziale . Un momento nel quale abbiamo il dovere, ed
è il nocciolo di queste norme, di approvare l'esercizio provvisorio
che ci permette di prorogare di tre mesi tutto quello che concerne
l'attività amministrativa del Governo regionale.
Il nostro Governo ha deciso di inserire anche una serie di
interventi straordinari che riguardano esclusivamente il problema
delle proroghe per questi tre mesi, soprattutto del mondo del
precariato.
Signor Presidente, vorrei sottolineare l'inutilità, a mio avviso,
di soffermarci su una serie di valutazioni fatte magari - come
qualcuno ha già detto questa mattina - su qualche appunto preso
malamente. Bisogna ragionare sulle cose scritte in questa norma,
che riguardano chiaramente soltanto i primi tre mesi del nuovo
anno, quindi un periodo ristretto del nostro lavoro d'Aula, ed è
chiaro che c'è la necessità da parte nostra ed il dovere di
rispondere al mondo del precariato che chiaramente si ritrova, a
fine anno, a vivere per l'ennesima volta un momento difficile di
transizione.
Ci sono poche valutazioni politiche da fare su questo atto che ci
accingiamo a discutere e a votare, mi auguro favorevolmente. Certo,
qualche precisazione va fatta, ed io mi voglio soffermare
soprattutto sul alcune osservazioni fatte da questo scranno
stamattina, quando è stato posto il dubbio se l'assessore regionale
per il lavoro avesse risolto o no il problema del 2007/2008, e così
è stato attraverso economie che sono state rinvenute all'interno
dei capitoli dell'Assessorato stesso.
Signor Presidente, lei sa bene che con quest'atto che ci
accingiamo a votare, chiudiamo una vicenda che sta molto a cuore a
tutto il mondo della formazione e a tutti noi. Allora, al di là
delle valutazioni politiche che qualcuno vuole fare su quest'atto
per altri motivi che attengono chiaramente alla quotidianità del
nostro dibattito politico, penso che dobbiamo invece soffermarci
sul dato tecnico che viene espresso da questo provvedimento, un
dato legato alla finestra temporale al quale è rivolto l'atto
stesso, cioè ai primi tre mesi del 2010.
Pertanto, la valutazione non può che essere positiva, e mi auguro,
signor Presidente, che tutto ciò che questa norma si accinge a
mettere in atto, possa essere ovviamente apprezzato favorevolmente
da quest'Aula.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Leontini. Ne ha
facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sottolineo la
necessità di procedere all'approvazione dell'esercizio provvisorio,
che si presenta come una soluzione di carattere obbligatorio e
tecnico presentata dal Governo. Vedremo, dopo i dibattiti che hanno
animato l'Aula nei giorni scorsi, se tale soluzione corrisponderà
alla esistenza di una maggioranza e, quindi, oltre ad essere
soluzione di Governo possa essere anche soluzione politica di
maggioranza.
Tuttavia, come si è avuto modo di evidenziare qualche minuto fa in
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, il testo non può
che essere asciutto, non può che riguardare l'esercizio provvisorio
fino al mese di marzo, non poteva non essere integrato da alcune
indicazioni normative che riguardano adempimenti altrettanto
obbligatori per la Regione al fine di agevolare alcune categorie
per le quali, proprio in questi giorni, la Regione sta mettendo in
campo degli strumenti importanti come i bandi comunitari.
Una di queste norme è proprio quella che riguarda la
ristrutturazione finanziaria delle aziende agricole che, l'anno
scorso, fu inserita in finanziaria agli articoli 17 e 18 e che,
poi, non fu notificata all'Unione europea, per cui rimase
inattuata.
Se questa norma non dovesse essere inserita, l'80 per cento delle
imprese agricole siciliane non sarebbe in condizione di partecipare
ai bandi finalizzati a fruire dei benefici comunitari perché la
quota di cofinanziamento che le imprese dovrebbero fare propria,
della quale le imprese dovrebbero caricarsi, in questo momento l'80
per cento delle aziende non è in grado di sostenerla, proprio
perché ha a che fare con esposizioni debitorie molto pesanti,
rispetto alle quali l'articolo 18 della finanziaria dell'anno
scorso, ed un eventuale emendamento che oggi dovremmo aggiungere,
consente alla Regione di prevedere una ristrutturazione finanziaria
in 10 - 15 anni, con il carico degli interessi da parte della
Regione e la possibilità, da parte delle aziende, di rientrare
rispetto al debito nel tempo.
Questo consentirebbe, ripeto, all'80 per cento delle imprese di
partecipare ai bandi con quella quota di cofinanziamento che è
fondamentale ai fini della fruizione del 60 per cento della
rimanente quota comunitaria.
Credo che sia fondamentale, così come è fondamentale un'altra
integrazione concordata per quanto riguarda le cooperative edilizie
che hanno già cominciato a lavorare, così come ritengo di
fondamentale importanza un altro emendamento che i capigruppo hanno
presentato proprio nei mesi scorsi e ribadito fino ad oggi,
riguardante i consorzi di bonifica e i lavoratori dei consorzi di
bonifica. L'emendamento è stato fatto rimbalzare dalla finanziaria
al bilancio, dal bilancio alla finanziaria, da norma a norma.
Una volta per tutte, su questo argomento sarebbe opportuno che
l'Aula, il Governo e la Commissione si orientassero con delle
parole certe e definitive, sia sulla soluzione da mettere in campo
sia sulle possibili soluzioni che eventualmente dovrebbero essere
messe in campo più in là, dopo l'esercizio provvisorio.
L'emendamento, proprio per non sbagliare, si articola in sei commi
e tende a rendere giustizia e, quindi, a rendere continuativa
l'attività dei lavoratori dei consorzi di bonifica, ovviamente con
delle soluzioni che sono variegate e diversificate rispetto alla
cronologia dell'attività di questi lavoratori.
I consorzi di bonifica, nel quadro generale degli indirizzi
dell'Assessorato agricoltura e foreste, realizzano il piano
generale per l'irrigazione e la bonifica finalizzate
all'ottimizzazione della risorsa idrica in agricoltura, attraverso
una migliore utilizzazione delle risorse strumentali, umane e
finanziarie disponibili, da attuarsi mediante un miglioramento
organizzativo che prevede anche la centralizzazione di alcuni
servizi consortili.
Questa è la premessa dell'emendamento e, quindi, delle soluzioni
che poi, dal punto di vista operativo e finanziario, si prevedono
nell'emendamento.
I contratti di lavoro a tempo determinato stipulati dai consorzi
di bonifica sono disciplinati dalle norme contenute nel decreto
legislativo 6 settembre 2001, n. 368 e successive modifiche ed
integrazioni, e dal contratto nazionale di riferimento. E questa è
la seconda premessa, perché senza questa cornice non si potrebbero
prevedere poi le soluzioni successivamente indicate nei commi dal 3
in poi, che testualmente leggo:
Comma 3. I contratti di lavoro stipulati ai sensi dell'articolo 3
della legge regionale 30 ottobre 1995, n. 76 e successive modifiche
ed integrazioni sono rinnovati - ecco la prima proroga - sino al 31
dicembre 2012.
Le garanzie occupazionali di cui all'articolo 1, comma 2, della
legge regionale 1 febbraio 2006, n. 4, sono confermate fino al 31
dicembre 2012 e sono trasformate di diritto in contratti di durata
annuale ai sensi dell'articolo 3 della legge regionale 30 ottobre
1995, n. 76 con l'assegnazione delle relative risorse finanziarie
in funzione del piano generale per l'irrigazione e la bonifica.
Le risorse umane non rientranti nel precedente comma concorrono
alla realizzazione del piano generale per l'irrigazione e la
bonifica, purché già in servizio nei Consorzi di bonifica alla data
del 31 dicembre 2007, e sono loro assicurate le garanzie
occupazionali di almeno 151 giorni.
Per tutti gli altri soggetti non rientranti nelle previsioni di
cui all'articolo 3 delle legge regionale 30 ottobre 1995, n. 76 e
non coperti da garanzie occupazionali di cui all'articolo 1 delle
legge regionale n. 4, assunti con contratti sottoscritti nel
periodo 2006 e 2009, a totale carico finanziario dei Consorzi, è
prevista la copertura finanziaria per il triennio 2010-2012.
Infine, i provvedimenti di applicazione del presente articolo sono
adottati anche in deroga all'articolo 32 della legge 45 del 1995;
al di fuori di tale applicazione è fatto divieto ai Consorzi di
procedere ad assunzione di personale sotto qualsiasi forma e con
qualsiasi imputazione contabile, sia a carico della Regione che a
carico dei Consorzi .
Questo emendamento è stato sottoscritto, oltre che da me, dagli
onorevoli Maira, Adamo, Musotto, Bosco e da vari colleghi, quindi,
a significare una sostanziale politica di condivisione di tale
soluzione. Se tale condivisione esiste, come ritengo che debba
esistere se le firme di volta in volta hanno un senso, il mio
intervento è finalizzato a sensibilizzare Governo e Commissione
affinché, essendo tutti i capigruppo sottoscrittori di questo
emendamento, si dia la copertura finanziaria e si risolva
definitivamente il problema.
Qualora si dovesse ritenere, per il ricorso all'esercizio
provvisorio, che tale soluzione non sia compatibile con
l'utilizzazione in dodicesimi delle finanze disponibili fino al 31
marzo, almeno il Governo e la Commissione indichino dove allocare,
nel breve periodo, tale intervento, quale somma ritagliare, da dove
ritagliarla e fare riferimento ad una iniziativa legislativa
prossima ed immediata con la quale affrontare e risolvere
definitivamente questo problema, un problema che i lavoratori hanno
ormai da anni e che è stato sottoposto da alcuni mesi a tutti noi
con delle adesioni sensibili a questa causa, che si sono tradotte
nella formulazione di un emendamento che ha soddisfatto tutte le
categorie dei lavoratori afferenti a questo servizio.
Ritengo che, proprio oggi, nel dibattito sull'esercizio
provvisorio - che è poi l'unico strumento finanziario che ci rimane
da approvare - questo argomento non possa essere espunto o
accantonato. Quindi mi rivolgo al Governo e alla Commissione
affinché domani questo emendamento che, ripeto, è a firma da tutti
i capigruppo - ad eccezione del capogruppo del PD, che non ha
inteso aderire a tale formula di risoluzione - possa tuttavia
essere condiviso, perché poi, sostanzialmente, nel tempo la
condivisione su tale argomento è stata accordata a parole, quindi
anche se manca la firma non significa nulla.
Ma se c'è una condivisione di massima, questa può servire al
Governo e alla Commissione come base fondamentale per poter
accedere alla soluzione operativa.
Concludo sottolineando che certe strumentali motivazioni e
giustificazioni, addotte nei mesi scorsi per motivare il mancato
pagamento degli stipendi ai forestali che adesso viene risolto
perché da un capitolo del bilancio vengono sottratti 25 milioni di
euro e assegnati proprio alla finalità del pagamento degli stipendi
ai forestali, oggi si scoprono essere destituite di fondamento.
Se la soluzione si rinviene attraverso la modifica di una voce di
bilancio e se a tale modifica si sta facendo ricorso oggi, è chiaro
che soluzioni precedenti non ne sono state previste, non ne erano
state messe in campo e quindi non è vero che le assenze in
Commissione - che, per altro, erano motivate politicamente - sono
la causa del mancato pagamento degli stipendi ai forestali.
Questa è una colossale bugia che oggi viene fotograficamente
evidenziata dal fatto che il primo intervento finalizzato a pagare
in ritardo, dopo cinque mesi, lo stipendio ai forestali, viene
inserita proprio nel ricorso all'esercizio provvisorio. Se non ci
fosse stato l'esercizio provvisorio, una norma del genere l'avremmo
discussa in finanziaria o in bilancio. I quattro mesi di ritardo
nel pagamento degli stipendi comunque si sarebbero accumulati.
Non ci sono giustificazioni e colpe da attribuire a nessuno, caso
mai c'è un'impostazione politica e di governo che ha inteso
affrontare l'argomento solo adesso con questo strumento e con
questa soluzione.
Votando favorevolmente l'esercizio provvisorio, daremo ovviamente
la nostra adesione, ma non andremo oltre se non specificando che
non facciamo parte di coloro che possono essere additati come
responsabili del mancato pagamento degli stipendi nei quattro mesi
scorsi. Se questo è avvenuto, sarebbe la prima volta dopo decenni.
Infatti non è mai avvenuto che i forestali non fossero pagati per
quattro mesi di seguito, e questo, ovviamente, è da ascrivere alle
responsabilità del Governo e di chi ha voluto accumulare questi
mesi di ritardo.
Per il resto, essendo il ricorso all'esercizio provvisorio una
manovra tecnica, obbligatoria, asfittica e priva di significato
politico, riteniamo che in questi giorni tale manovra debba
consentire al Presidente Lombardo e alla sua coalizione politica di
evidenziare con definitivo significato, se questa è una manovra
aperta alle avventure dell'Aula e della politica o non è, invece,
l'occasione per definire, in tempi brevi, l'esistenza di una
maggioranza politica che possa consentire di dire oggi a tutti noi,
che non è la manovra tecnica di un Governo ma la premessa di una
futura attività di una maggioranza che sia riconducibile, dal
nostro punto di vista, alla maggioranza che ha eletto il Presidente
Lombardo e che ha sostenuto la sua azione governativa fino ad oggi.
Nessuno è bravo da solo. Credo che oggi in Sicilia ci si possa
dire bravi se si è in grado di fare l'elenco delle categorie o
delle persone alle quali si è riusciti ad alleviare un grado di
difficoltà, di disagio o di sofferenza. Credo che le avventure
della politica, oggi, tale quantità di sofferenza sono destinate ad
aggravarla.
Se qualcuno vuole dirsi bravo, rediga assieme a noi l'elenco delle
categorie bisognose di intervento della politica del Governo e,
insieme a noi, contribuisca a ridurre il numero delle categorie e
delle persone che non sono ancora state affrancate dal bisogno di
una buona attività di Governo e amministrativa.
Quando riusciremo a fare l'elenco di queste categorie e saremo in
grado di indicare e dimostrare che queste categorie sono diminuite
e che siamo stati capaci di diminuire il numero delle sofferenze,
il numero dei disagi, la quantità delle cose che non vanno, allora
saremo in grado di dirci bravi
Fino a quando noi ci diciamo bravi e le sofferenze rimangono e la
quantità di persone e di categorie bisognose che attendono
inutilmente rimane intatta, credo che nessuno possa dirsi bravo e
quindi sia necessario evitare le avventure e ritornare alle
bravure.
Le bravure sono quelle del rispetto del consenso degli elettori e,
quindi, del ripristino di una maggioranza che oggi possa consentire
a questo Governo di dirsi non soltanto Governo, ma maggioranza e
Governo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Minardo. Ne ha
facoltà.
MINARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sicuramente su
argomenti importanti come quello dell'agricoltura, per quanto
riguarda la rivisitazione degli articoli 17 e 18 dell'ultima
finanziaria che prevedevano alcuni sostegni al comparto agricolo
che è veramente in seria difficoltà e che, rivedendoli e
riscrivendoli con le modifiche necessarie - perché c'erano delle
difficoltà sull'articolo 18, in particolare per quanto riguarda le
passività arretrate delle aziende e quindi aiuti con contributi su
interessi per quanto riguarda i mutui ventennali - credo che
integrare la copertura finanziaria di altri 5 milioni di euro sia
un fatto importante. Quindi, condividiamo perfettamente di dare un
sostegno forte ad un comparto in forte crisi nel nostro territorio.
Ringrazio il Governo per avere preso l'iniziativa con un
emendamento a firma del presidente della Regione, onorevole
Lombardo: credo che sia un fatto importante, un segnale forte che
noi diamo ad un settore che sta soffrendo. Ma non c'è dubbio che,
per quanto riguarda la manovra correttiva, si sia trascurata la
questione dei forestali. Non c'è dubbio che c'è chi ha delle
responsabilità, perché non è possibile che da quattro mesi i
forestali non percepiscano i compensi e che, comunque, sicuramente
per problemi interni ai vari gruppi politici, questo disegno di
legge sia stato bloccato in Commissione Bilancio. Comunque, a
soffrire sono sempre quelli che lavorano.
Mi auguro che con questo provvedimento si possa risolvere la
questione dei forestali. Ma non possiamo trascurare, nell'ambito
del precariato, i consorzi di bonifica perché questa è una promessa
fatta da tempo.
In ogni finanziaria si discute della questione dei consorzi di
bonifica e, quindi, del passaggio dal contratto di lavoro a tempo
determinato a quello indeterminato; si discute, alla fine si
presentano emendamenti ma non si danno le risposte che si devono
dare.
Vi dico che non solo devono essere impegnati la politica e i
partiti sul problema dei consorzi di bonifica, ma vi dico che è
impegnata anche la Chiesa che sostiene fortemente a che questo
emendamento non passi dal bilancio all'Aula, per poi accantonarlo
per tornare di nuovo al bilancio. Bisogna sicuramente prendere
impegni precisi e, se è possibile, inserirli in questo
provvedimento perché, secondo me, è necessario ed indispensabile
per quei lavoratori che da anni, chi da 20 chi da 30 anni,
lavorano per cinquanta, cento o centocinquantuno giorni l'anno;
quindi, a tempo determinato.
Signor Presidente, la ringrazio per avermi dato la possibilità di
esprimere questo mio pensiero a nome anche del Gruppo MPA, ma mi
auguro che si possano inserire in questo provvedimento questioni
come l'agricoltura, i forestali e, in particolare, i consorzi di
bonifica.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ragusa. Ne ha
facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, la ringrazio per avermi dato la parola
anche perché ritengo che l'articolo 16 che abbiamo approvato l'anno
scorso nella finanziaria ha dato un grande impulso all'agricoltura
cercando di alleviarne le sofferenze. E' chiaro che adesso gli
articoli 17 e 18 vanno messi nelle condizioni di essere applicati
e, quindi, di essere utili all'agricoltura siciliana.
L'intervento che l'Assemblea tutta ha voluto, in questa
circostanza, riguardante i consorzi di bonifica, i forestali, la
Protezione civile non può fare altro che dire grazie all'impegno di
tutta l'Aula per questa dimostrazione di grande affetto rispetto al
precariato siciliano che ha bisogno di essere aiutato e sostenuto
in questi momenti di grande crisi che vive l'Italia e la Sicilia,
in particolare.
Ritengo che il grande lavoro svolto da questa Assemblea sia
meritevole di essere approvato, condiviso e continuato.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, intervengo a proposito di questo
esercizio provvisorio perché, così come si è svolto in seconda
Commissione, non poteva che essere un atto legislativo molto
contenuto perché non vi è dubbio che la situazione politica che in
questo momento attraversa il Governo siciliano, il Parlamento di
questa Regione, non consentiva di affrontare il tema più
importante, che è quello del bilancio e della finanziaria.
Abbiamo così inteso adempiere al dovere di mettere in campo
l'esercizio provvisorio che consentisse alla Regione siciliana,
dal primo gennaio, di operare in dodicesimi.
Abbiamo inserito così, come peraltro ha stabilito la Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, alcuni temi che rispondono
a scelte quasi obbligate che sono dettate da questioni che
riguardano, molto di frequente, il personale, spesso riguarda
personale che anche indirettamente trova ristoro con le risorse
della Regione siciliana ed altri adempimenti che sono stati
considerati - a parere del Governo e a parere anche dell'intera
Commissione Bilancio - atti obbligatori, necessari affinché non si
creassero, nei confronti dei cittadini, alcune disparità di
trattamento.
L'intendimento del Governo è stato quello di dare corso
all'esercizio provvisorio, per tre mesi, con una serie di norme
che ripropongono le disposizioni legislative previste nell'articolo
1 della legge regionale numero 25 del 2008.
La copertura finanziaria si è data per un tema che, per tanto
tempo si è discusso e che necessitava un intervento legislativo per
coprire quello che è stato il piano formativo del 2009 e le
risorse che sono state assegnate, ai sensi dell'articolo 6, all'ESA
perché risorse dovute ed altre risorse che sono state assegnate ad
altre situazioni che vivono un momento di precarietà - mi riferisco
a tutti coloro i quali appartengono al Fondo unico del precariato -
e pertanto abbiamo ritenuto di inserire, in questa disposizione
legislativa, l'importo di quarantatre milioni e cinquecentomila
euro.
Aggiungo una riflessione relativamente alla questione
dell'abrogazione dell'articolo 8 della legge n. 6 del 2009.
E' un'abrogazione dovuta da parte di questa Regione perché noi -
nonostante l'impegno profuso nei confronti del Governo nazionale -
non siamo riusciti ancora a sottoscrivere il Patto di stabilità con
lo Stato. Un Patto di stabilità con lo Stato che consentisse di
enucleare le risorse che sono destinate all'autorizzazione dei
fondi comunitari e le risorse che sono destinate al pagamento dei
precari.
Voglio aprire una brevissima parentesi, su questo argomento: non
vi è dubbio che un Patto di stabilità che comprenda anche il
calcolo delle risorse destinate all'utilizzazione dei fondi
comunitari - lasciatemelo dire - è una determinazione del Governo
nazionale che non va a favore degli interessi delle regioni del
Meridione perché queste regioni hanno necessità di considerare le
risorse che appartengono ai fondi comunitari non come risorse
sostitutive di quelle che dovevano essere le risorse dello Stato,
ma aggiuntive.
Invece, una disposizione così rigorosa, messa in campo da parte
dello Stato, di fatto fa cessare qualsiasi iniziativa che un comune
o una provincia vuole attivare nei confronti dello Stato
consentendo allo stesso di riversare la sua attenzione verso le
regioni del Nord.
Credo che sia un problema fortemente politico, un problema che
nasce da un Governo nazionale che ha deciso di stringere le corde
nei confronti del Governo della Regione, dei comuni e delle
province di questa regione.
Facciamo un esempio: se il comune di Messina riceve risorse
ingenti per ripianare, in questo momento, la situazione di grande
difficoltà creata dalle frane che ci sono state, esso rischia di
sforare il Patto di stabilità . Vi renderete conto che si tratta
di una norma che lascia quantomeno perplesso il Governo della
Regione e lascia perplessi ovviamente gli amministratori comunali.
Devo rappresentare, però, che la norma di cui all'articolo 8 di
fatto non è applicabile perché non siamo riusciti a sottoscrivere
questo Patto con lo Stato. Non è mancato per noi.
Abbiamo in questi giorni, tuttavia, accentuato gli incontri col
Governo nazionale e nonostante tutto, nonostante il lasso di tempo
ed il pressing che abbiamo tenuto in quest'ultimo periodo, mi
permetto di dire e lo dico ai parlamentari che sono presenti, ai
sindaci che ovviamente sono molto interessati, che l'impegno che
sta mettendo il Presidente della Regione e in queste ultime ore
l'intensificazione dei rapporti e dei contatti avuti con Roma
lasciano ben sperare per una soluzione politica che deve vedere i
comuni e la Regione siciliana di potere utilizzare serenamente le
risorse che sono destinate a fare spesa e che hanno riguardo non
certo all'incremento di quelle che sono le piante organiche, ma
all'incremento di una spesa relativa all'investimento ed al
pagamento dei precari.
Abbiamo poc'anzi affrontato in Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari alcuni argomenti importanti quali, ad esempio,
quello delle cooperative edilizie e si è stabilito, di comune
accordo, di recuperare un vecchio disegno di legge, il numero 281,
che già era stato esitato per essere esaminato in Aula e che era
stato ritirato affinché le competenti Commissioni possano mettersi
nuovamente in cammino per proporre nella prima seduta utile di
questa Assemblea un disegno di legge che dia una risposta non solo
alle cooperative, non solo al mondo delle imprese, ma anche a chi
attende, da ormai quasi due anni, la possibilità di costruire una
casa in cooperativa.
Aggiungo che c'è una forte attenzione al tema dell'agricoltura.
In Parlamento è stata sollecitata un'attenzione verso questo
settore. Abbiamo operato su questo disegno di legge in maniera
rigorosa, ma non c'è dubbio che alcune attività che il Parlamento,
a mio modesto avviso, dovrebbe fare è poter utilizzare le risorse
che sono state messe in campo con gli articoli 17 e 18 della legge
6 del 2009.
Per quanto ci riguarda, senza prevedere alcun aumento di spesa e
cogliendo le sollecitazioni che sono pervenute dagli agricoltori,
dalle organizzazioni sindacali e anche dai vari interventi, credo
alla fine ci determineremo per presentare un emendamento di
riordino che consenta di utilizzare le risorse che sono state
destinate a questo settore.
Per quanto riguarda l'ente Fiera di Palermo - lasciatemelo dire -
questo è un caso assolutamente drammatico che il collega assessore
Bufardeci ha, secondo una delibera di giunta, messo in cantiere
perché possa essere sollecitata l'iniziativa di imprenditori
privati che rimettano in campo una Fiera all'altezza del suo nome e
soprattutto possa prevedere una ricollocazione delle unità
lavorative che sono impegnate in questo momento nel vecchio ente
Fiera di Palermo.
Non abbiamo aggiunto, mi permetto di dire, cose estranee ad
argomenti che hanno caratteristiche dell' urgenza, della necessità,
della indifferibilità, rinviando gli argomenti che sono importanti
come quelli dei consorzi di bonifica, come quelli che attengono al
mondo degli artigiani per i quali avevamo già immaginato qualcosa
che riguardava la manovra correttiva, l'integrazione del fondo che
è istituito presso la CRIAS. Abbiamo immaginato di fare tutto
questo nella finanziaria. Noi siamo convinti che questa crisi sarà
risolta entro l'anno, come ha annunciato il Presidente della
Regione, il nuovo Governo avrà modo di presentare un disegno di
legge di bilancio e finanziaria entro i termini consentiti che
potrà affrontare le emergenze di questa regione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dichiaro chiusa la discussione
generale e pongo in votazione il passaggio all'esame degli
articoli. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
La seduta è rinviata a domani, giovedì 17 dicembre 2009, alle ore
12.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Formica
I - Comunicazioni.
II - Discussione del disegno di legge:
«Interventi finanziari urgenti per l'anno 2009 e disposizioni per
l'occupazione. Autorizzazione per l'esercizio provvisorio per
l'anno 2010» (n. 499/A) (Seguito).
La seduta è tolta alle ore 18.52
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
RELAZIONE AL DISEGNO DI LEGGE N. 499/A
«Interventi finanziari urgenti per l'anno 2009 e disposizioni per
l'occupazione. Autorizzazione per l'esercizio provvisorio per
l'anno 2010»
Onorevoli colleghi,
il disegno di legge di bilancio per l'anno 2010 ed bilancio
pluriennale per il triennio 2010-2012, presentato all'Assemblea
regionale siciliana il 1 ottobre 2009, non è stato a tutt'oggi
oggetto di dibattito parlamentare.
Nell'approssimarsi dell'inizio dell'esercizio finanziario 2010 ed
al fine di evitare il blocco dell'attività amministrativa della
Regione, il Governo, in adempimento di un preciso dovere
costituzionale, ha predisposto il presente disegno di legge con il
quale, oltre che prevedere l'autorizzazione all'esercizio
provvisorio fino al 31 marzo 2010 (Titolo III), si propongono
alcune misure di carattere urgente finalizzate prevalentemente a
garantire i livelli occupazionali in alcuni settori per gli anni
2009 e 2010.
Il presente disegno di legge è stato strutturato su tre specifici
titoli in funzione della tipologia degli interventi trattati.
Il titolo I del disegno di legge contiene disposizioni per
l'esercizio finanziario 2010, necessarie per garantire la
prosecuzione, per il termine di tre mensilità, corrispondenti alla
richiesta di autorizzazione dell'esercizio provvisorio del bilancio
regionale, dei contratti del personale a tempo determinato
utilizzato dall'amministrazione regionale e da alcuni enti.
Infatti, con l'articolo 1 si ripropongono le proroghe oggetto
della legge regionale n. 25 del 2008; in particolare:
a) con il comma 1 si provvede alla proroga dei contratti del
personale a tempo determinato, utilizzato dal Dipartimento
protezione civile;
b) con il comma 2 si provvede a prolungare le garanzie
occupazionali del personale a tempo determinato, utilizzato dai
Consorzi di bonifica;
c) con il comma 3 si provvede alla prosecuzione degli interventi
in favore dei soggetti in atto impiegati in attività socialmente
utili;
d) con il comma 4 si provvede a prorogare i contratti del
personale utilizzato dagli sportelli multifunzionali;
e) con il comma 5 si prevede di destinare 9.000 migliaia di euro
per la prosecuzione dei lavori effettuati dai PIP di Palermo;
f) con il comma 6 si prevede la prosecuzione dei contratti in atto
esistenti del personale a tempo determinato utilizzato dalla ARRA;
g) con il comma 7 si prevede la prosecuzione dei contratti del
personale a tempo determinato, utilizzato dall'Assessorato del
territorio e dell'ambiente (PON ATAS, PODIS, VIA VAS).
La copertura degli interventi in questione è garantita dalle
attuali disponibilità dei fondi globali previsti dalla vigente
legislazione per l'anno 2010.
L'articolo 2 riguarda la definizione di alcune operazioni connesse
alla chiusura del POR 2000-2006. In particolare, con i primi due
commi, si provvede ad eliminare dalle scritture contabili della
Regione le somme impegnate a valere sui capitoli del POR 2000/2006,
a fronte delle quali non corrispondono obbligazioni giuridicamente
vincolanti. Con il comma 3 si destinano le somme rinvenienti dalle
disposizioni previste dai precedenti commi nonché le risorse
liberate realizzate sul POR Sicilia FSE 2000/2006 al finanziamento
del Piano formativo 2010, predisposto ai sensi della legge
regionale n. 24/76. Alla data del 30 settembre 2009 sui capitoli
del POR Sicilia FSE risulta un'economia complessiva di 56.306
migliaia di euro al netto della quota di cofinanziamento regionale.
Con il Titolo II si affrontano le problematiche relative ad
Interventi finanziari urgenti per l'anno 2009'.
In particolare, con l'articolo 3 viene concesso, ad integrazione
di quanto già autorizzato con l'articolo 42 della legge regionale
n. 6/2009, un ulteriore beneficio straordinario all'Ente autonomo
Fiera del Mediterraneo di Palermo, finalizzato a garantire la
corresponsione degli emolumenti fondamentali ed accessori e
relativi oneri al personale in servizio presso l'ente alla data del
31 dicembre 2008.
Al fine di garantire la totale copertura del Piano formativo 2009,
con l'articolo 4 viene incrementato lo stanziamento di bilancio del
relativo capitolo di spesa.
Come affermato dal Governo, in Commissione Bilancio , il
conteggio della maggiore esigenza, pari a 58.000 migliaia di euro,
è stato estrapolato da dati forniti dal competente dipartimento
regionale.
L'articolo 5 riguarda una modifica della legge di contabilità
regionale; in particolare, in relazione all'attuazione del titolo
II della legge regionale n. 19/2008 di riforma dell'ordinamento
dell'Amministrazione regionale che sarà attuato nel 2010, si
dispone che tutti gli ordini di accreditamento non pagati alla
chiusura dell'esercizio non siano trasportati automaticamente
all'esercizio successivo. Tale norma, di natura strettamente
tecnica, consente ai Dipartimenti di potere programmare, ad inizio
di ogni anno, le proprie disponibilità di cassa e, di conseguenza,
di avere un effettivo monitoraggio sui titoli di spesa emessi e di
consentire ai responsabili dei vari centri di spesa di valutare
eventuali scostamenti con i limiti imposti dal rispetto del patto
di stabilità.
Con l'articolo 6 sono apportate alcune variazioni per l'esercizio
finanziario 2009 allo stato di previsione della spesa del bilancio
della Regione. I capitoli incrementati riguardano:
a) le spese per il servizio di scorta per il Presidente della
Regione, per 30 migliaia di euro;
b) l'integrazione del contributo all'ESA, necessario a consentire
il completamento delle giornate lavorative dei lavoratori
stagionali per un importo di 3.000 migliaia di euro;
c) l'integrazione dello stanziamento del fondo unico per il
precariato per un importo complessivo di 43.500 migliaia di euro.
L'incremento richiesto di 43.500 migliaia di euro, sommato alla
disponibilità attuale del capitolo, è destinato a:
1) al finanziamento di n. 51 istanze per n. 1.286 contratti di cui
alle leggi regionali n. 85/95 e n. 16/06 relative agli enti
beneficiari di tali interventi. L'importo necessario ammonta a euro
20.777.003,97; restano inoltre da finanziare circa n. 750 contratti
di diritto privato, per i quali non sono ancora pervenute le
richieste degli enti; fabbisogno presunto euro 12.375.000,00; il
fabbisogno totale ammonta a euro 33.152.003,97 (20.777.003,97 +
12.375.000,00); ad oggi sono stati finanziati n. 10.651 contratti
di diritto privato, ai sensi dell'articolo 12 della legge regionale
21 dicembre 1995, n. 85 e degli articoli 4 e 8 della legge
regionale 14 aprile 2006, n. 16;
2) al finanziamento del sussidio a.s.u. (periodo 10 novembre-31
dicembre 2009); l'importo necessario ammonta ad euro 7.500.000,00;
3) al finanziamento del contributo per n. 40 Borse formative
all'autoimpiego' di cui all'articolo 2 della legge regionale 23
gennaio 1998, n. 3, euro 1.446.079,32 (40 x 36.151,98);
4) al finanziamento del contributo di cui all'articolo 2, comma 1,
della legge regionale 26 novembre 2000, n. 24 per n. 82 lavoratori
per euro 508.193,36 (82 x 6.197,48);
5) al finanziamento del contributo per un ulteriore quinquennio
agli enti già beneficiari, nell'anno 2004, del contributo di cui
all'articolo 2, comma 1, della legge regionale 26 novembre 2000, n.
24 come previsto dall'articolo 2, comma 3, della legge regionale 31
dicembre 2007, n. 27. Ad oggi sono pervenute n. 20 istanze già
istruite per le quali è possibile richiedere l'assenso
all'Assessorato del bilancio per n. 1.600 contratti; l'importo
necessario ammonta a euro 9.915.972,37 (1600 x 6.197,48). Nell'anno
2004 per le finalità di cui all'articolo 25 della legge regionale
n. 21 del 2003 sono stati finanziati altri n. 107 enti (di cui n.
11 hanno presentato l'istanza in corso di istruttoria) per un
totale di n. 4.264 contratti; ipotizzando che nel corso dell'anno
2009 pervengano richieste per il 50 per cento dei contratti il
fabbisogno risulta pari a euro 13.213.027,36 (2.132 x 6.197,48);
6) alla stabilizzazione del personale impegnato presso il Museo
archeologico regionale di Centuripe euro 600.000,00 (articolo 76,
comma 7, della legge regionale 14 maggio 2009, n. 6);
7) ad ulteriori finanziamenti, relativi agli anni 2007 e 2008, per
effetto degli aumenti retributivi conseguenti all'applicazione del
CCRL degli Enti locali 4 aprile 2008, biennio economico 2006/2007;
ad oggi l'importo richiesto ammonta a circa euro 3.000.000,00 che
potrebbe ancora lievitare per effetto di ulteriori richieste;
d) una variazione compensativa per consentire il completamento
delle giornate lavorative per il servizio antincendio, per un
importo complessivo di 25.000 migliaia di euro.
La copertura delle predette spese nonché dell'intero disegno di
legge viene garantita dalla riduzione di due capitoli relativi alle
spese per interessi per mutui e prestiti contratti dalla Regione in
esercizi precedenti, nonché attingendo dalle attuali disponibilità
dei fondi globali per far fronte a nuove iniziative legislative.
Con il Titolo III si provvede ad autorizzare l'esercizio
provvisorio per l'anno 2010, per il termine di tre mesi, fino al 31
marzo 2010. In merito si è ritenuto di dovere prevedere alcune
deroghe alle limitazioni all'assunzione di impegni, imposte dalla
vigente normativa contabile. Infatti, si dispone che la limitazione
per dodicesimi nell'assunzione degli impegni e nell'effettuazione
dei pagamenti non si applichi alle spese concernenti la
realizzazione degli interventi comunitari, previsti sia nel PO
della Sicilia 2007-2013 che nel PAR-FAS 2007-2013, al fine di
consentirne la piena utilizzazione. Le ulteriori deroghe,
consentite dal disegno di legge in questione, riguardano le spese
per la prevenzione e gli interventi per il controllo degli incendi
boschivi, gli interventi di tipo conservativo, le spese per gli
interventi nel settore della forestazione, nonché gli interventi
previsti dalle tabelle g) ed h) della legge finanziaria.
Il Titolo IV reca, infine le disposizioni finali.
Più specificamente l'articolo 9 introduce Abrogazioni e modifiche
di norme' ed in particolare, provvede, fra l'altro, all'abrogazione
della norma, inserita nella legge finanziaria regionale per il
2009, relativa all'esclusione degli oneri inerenti alla
stabilizzazione del personale precario, trasferiti dalla Regione,
dalle regole del Patto di stabilità degli Enti locali, nonché dal
contenimento delle spese relative al personale. Tale abrogazione si
rende necessaria in quanto, secondo il principio dell'invarianza
dei saldi del settore pubblico allargato, le esclusioni in
argomento hanno refluenze negative dirette sul Patto di stabilità
della Regione, con la conseguenza del superamento dei limiti di
spesa fissati per la Regione; tale eventualità comporterebbe
l'applicazione di sanzioni. Un'altra norma, infine, a seguito
dell'introduzione del mandato informatico, esclude la possibilità
di pagare gli stipendi del personale regionale con aperture di
credito.