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Resoconto d'Aula della Seduta n. 127 di mercoledì 16 dicembre 2009
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   Presidenza del vicepresidente Formica


   LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Formica


          Determinazione della data di discussione di mozione

   PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Lettura,
  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d) e 153 del
  Regolamento  interno,  della   mozione  numero  163  «Iniziative  a
  livello  centrale  per la soluzione della vertenza  dei  lavoratori
  Agile  ex  Eutelia e Phonemedia», degli onorevoli Lupo, Barbagallo,
  Gucciardi, Donegani e Di Benedetto.

   Avverto  che  la  determinazione della data di  discussione  della
  mozione  sopra  citata,  integralmente  riportata  nell'ordine  del
  giorno  della  presente seduta, è demandata,  secondo  consuetudine
  parlamentare,   alla   Conferenza   dei   Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari.


   Presidenza del vicepresidente Formica


       Discussione del disegno di legge numero 499/A «Interventi
         finanziari urgenti per l'anno 2009 e disposizioni per
     l'occupazione. Autorizzazione per l'esercizio provvisorio per
                             l'anno 2010»

   PRESIDENTE.  Si  passa   al  III  punto  all'ordine  del   giorno:
   Discussione  del  disegno di legge «Interventi finanziari  urgenti
  per  l'anno  2009 e disposizioni per l'occupazione.  Autorizzazione
  per l'esercizio provvisorio per l'anno 2010» (n. 499/A) .
   Invito  i componenti  la Commissione Bilancio a prendere posto  al
  banco delle Commissioni.
        Avverto che le iscrizioni a parlare saranno  aperte  dopo  la
  relazione del presidente della Commissione onorevole Savona.


   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima di  passare
  alla   relazione  della  Commissione  sarebbe  opportuno   che   la
  Presidenza  indicasse il percorso temporale che  l'Assemblea   deve
  tenere  per  la  presentazione degli emendamenti e  sui  tempi  che
  devono  essere  rispettati  dai  parlamentari  per  consentire  una
  organizzazione dei lavori secondo quanto previsto dal   Regolamento
  interno.
   Pertanto, invito la Presidenza ad esplicitare i tempi  dei  lavori
  per la discussione di questo disegno di legge.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Mancuso, il Regolamento  interno   recita,
  all'articolo  112,  che   i  termini  per  la  presentazione  degli
  emendamenti sono all'interno della discussione generale.
   La discussione generale si aprirà subito dopo lo svolgimento della
  relazione della Commissione,  con l'intervento di tutti i  deputati
  che  si  iscriveranno  a  parlare sulla  discussione  generale  del
  disegno di legge, ed entro i termini della discussione generale  si
  potranno  presentare gli emendamenti.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente,  chiedo scusa, ma non mi  sembra  sia
  proprio  così;  mi  sembra  invece che i singoli  deputati  possano
  presentare  gli  emendamenti  prima  della  discussione   generale;
  successivamente,  li  possono  presentare  il  Governo  o   quattro
  deputati.
   Non mi pare che si inizi rispettando il Regolamento interno.

   PRESIDENTE.  Onorevole Mancuso, i singoli deputati, lei  ha  detto
  bene, possono presentare gli  emendamenti in Aula prima dell'inizio
  della discussione generale; la presentazione di emendamenti,   come
  previsto  per l'Aula,  quindi,  con le caratteristiche che  prevede
  il Regolamento interno si potrà fare durante tutto il periodo della
  discussione  generale,  ovviamente,  con  le  prescrizioni  che  si
  prevedono  in questo caso: devono recare la firma del Governo,  dei
  capigruppo, dai presidenti di Commissione.

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA.  Signor  Presidente, vorrei dare una  interpretazione,  non
  autentica, delle osservazioni formulate dal collega Mancuso  ed  in
  ogni caso illustrare le mie perplessità.
   Io  credo che l'onorevole Mancuso, come del resto anch'io, abbiamo
  la  necessità  di  ancorare ad un termine  la  presentazione  degli
  emendamenti:   possiamo  anche  iniziare  adesso   la   discussione
  generale,  però,  se dobbiamo presentare gli emendamenti  entro  la
  discussione generale, la Presidenza dovrebbe essere così cortese da
  indicarci  quando  si  chiuderà la discussione  generale,  se  oggi
  pomeriggio,  se domani, perché anche noi, come Gruppo parlamentare,
  vorremmo poter presentare emendamenti.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  informo  che  la   discussione
  generale  si chiuderà oggi pomeriggio, alle ore 18.00, e  che  alle
  ore  16.00  è  convocata  la Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari.


   Presidenza del vicepresidente Formica


       Riprende la discussione del disegno di legge numero 499/A

   PRESIDENTE. Si riprende la discussione del disegno di legge numero
  499/A
   Invito l'onorevole Savona a svolgere la relazione.

   SAVONA,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente, faccio un breve accenno per poi consegnare la relazione
  agli  uffici  affinché  sia riportata integralmente  nel  resoconto
  stenografico, ma volevo fare un ragionamento di premessa.
   Noi  siamo arrivati a questo punto perché il disegno di legge  del
  bilancio pluriennale 2010-2012 presentato all'Assemblea non è stato
  approvato.
     Siamo  ricorsi  a   tutta una serie di norme  prevedendo   anche
  l'esercizio provvisorio.
   Su  questo  abbiamo inserito norme urgenti come  le  proroghe  sui
  precari  che sono la fotografia fatta l'anno scorso, quindi abbiamo
  riportato  fedelmente  quello che è stato  fatto  senza  aggiungere
  nessuna  tipologia  nuova. Siamo riusciti a  contenere  all'interno
  tutto  quello che avevamo stabilito precedentemente. Se così fosse,
  noi avremmo dato certezza a tanta gente che aspetta da parte nostra
  la prosecuzione dell'attività lavorativa.
   Quindi  consegno   la  mia relazione agli  stenografi  per  essere
  inserita nel resoconto stenografico.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, dichiaro aperta  la  discussione
  generale.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Galvagno. Ne ha facoltà.

   GALVAGNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo molto
  brevemente  per dire che  questo disegno di legge giunge   in  Aula
  dopo  una  riunione dei capigruppo dove si è concordato, lo  diceva
  già  il  presidente  Savona, un iter molto  snello  per  consentire
  l'approvazione, nel più breve tempo possibile.
   Ricorrere  all'esercizio provvisorio per un  Governo  è  un  fatto
  deprecabile,  perché le scadenze per gli strumenti finanziari,  per
  la programmazione, andrebbero rispettati ma, prendendo spunto dalle
  parole  che ha usato il presidente della Regione Lombardo  in  Aula
  dove  ha  ammesso che la maggioranza si è dissolta e che quindi  il
  Governo  è  sostanzialmente in crisi, mi rendo conto che  ricorrere
  all'esercizio provvisorio diventa quasi un atto dovuto.
   Qui  succede,  però, un fatto strano, che forse è anche  naturale:
  dato  che  questo  Parlamento  non legifera  un  disegno  di  legge
  qualsiasi  quale,  per esempio, quello dell'esercizio  provvisorio,
  diventa  come un treno che passa da una stazione ogni tre o quattro
  mesi,  per  cui, legittimamente, il singolo deputato che  ha  delle
  aspettative, che ha delle risposte da dare cerca di inserirsi.
   Io   voglio   chiarire quale sarà la posizione del PD:  il  nostro
  Gruppo,  sin  da  ora,  dichiara che voterà  favorevolmente  questo
  disegno  di  legge all'unica condizione che non venga stravolto  in
  Aula da emendamenti sostanziali. Infatti, se ci fermiamo, così come
  ha  detto  il  relatore  e presidente della Commissione,  onorevole
  Savona,  alle proroghe dei contratti per tre mesi, alle altre  cose
  inserite che riguardano la forestale, l'ESA ed altro che noi  tutti
  conosciamo, ci sarà il nostro voto favorevole.
   In caso contrario, il Gruppo del Partito Democratico si riserva di
  valutare  come andranno le cose durante la discussione generale  e,
  soprattutto, con gli emendamenti.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Mancuso.  Ne  ha
  facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo nove anni  mi
  ritrovo  nello  stesso  periodo dell'anno a  parlare  sempre  delle
  stesse  problematiche. Non è cambiato nulla sotto il profilo  della
  riforma  di  questa Regione, non è cambiato nulla sotto il  profilo
  dei  cosiddetti interventi, in questo caso di proroghe, che vengono
  proposti all'Assemblea.
   Quest'anno  c'è  una particolarità rispetto agli  altri  anni:  il
  documento   non  ha  una  identità,  o  meglio,  ha  una   identità
  manifestata  da  un Governo che, da un lato, ha dichiarato  che  la
  maggioranza  si è dissolta e dall'altro un accordo - così  come  ha
  esplicitato anche l'onorevole Galvagno qualche minuto fa - di tutte
  le  forze  politiche  parlamentari e di tutti i Gruppi  parlamenti,
  affinché questo disegno di legge venga approvato.
   Bene,  ritengo che questo clima da  cuore bagnato nello  zucchero
  non   faccia   bene   ai  siciliani;  anzi,  ritengo   che   questo
  provvedimento  farà  molto male ai siciliani,  perché  è  vero  che
  stiamo  prorogando  il contratto di migliaia di  lavoratori  che  è
  doveroso  rispettare non solo quello che hanno fatto ma per  quello
  che devono fare, ma è anche vero che chi ha fatto questi accordi ha
  dimenticato   altrettanti   siciliani   ai   quali,   con    questo
  provvedimento, questa possibilità non sarà data.
     Non  capisco come mai si continua ancora con la difesa dei pochi
  lavoratori  -  giusta, per carità - della Fiera di  Messina  e  non
  quella dell'ASI, di non so quale provincia, non riesco a capire  la
  differenza  tra  la  Fiera  di Palermo e il  Consorzio,  magari  di
  qualche  provincia; non riesco a comprendere la logica che è  stata
  adottata  in questo accordo da libro  Cuore , portato avanti  dalle
  forze politiche rappresentate in questo Parlamento.
   Aggiungo  che,  a  volte,  l'attività  parlamentare  dei   singoli
  deputati  non  riesce a comprendere quelle che sono le  azioni  del
  Governo  e, segnatamente,  approfitto della presenza dell'assessore
  Gentile, in merito all'argomento  formazione'.
   Stamattina,  peraltro, ho consultato sia  i  miei  appunti  sia  i
  verbali  della Commissione in cui  l'assessore Gentile, insieme  al
  dirigente generale,  è stato ascoltato. In quelle poche pagine, nei
  miei  appunti  presi molto frettolosamente, mi hanno aiutato  anche
  gli  altri colleghi presenti, le dichiarazioni fatte in Commissione
  sono totalmente diverse dalla proposizione che questo Parlamento si
  trova oggi in Aula.
   L'assessore  Gentile  aveva  assicurato  che  la  copertura  della
  formazione  -  mi  riferisco all'anno 2008 - veniva  assicurata  da
  fondi  all'interno dell'Assessorato, siccome l'intervento economico
  che  viene  fatto, se viene specificato in questa  maniera:  che  i
  fondi  del  2008 sono già all'interno dell'Assessorato e  la  parte
  relativa  al 2009 sono quelli che dobbiamo stanziare, si  ribadisce
  quello che l'assessore ha detto in Commissione.
   Se  così  non  fosse,  così come mi viene  detto  in  un'audizione
  svoltasi  ieri  pomeriggio alla quale non ho potuto partecipare,  è
  chiaro  che i termini economici diventano diversi e certamente  non
  in  linea a quanto già era stato dato come  informazione a tutti  i
  deputati.
   Rispetto  a  questo,  signor Presidente e colleghi  deputati,  non
  voglio  assolutamente disturbare questo clima che  ho  definito  di
   cuore  nello  zucchero , non vorrei disturbare  tutti  i  deputati
  migliori che hanno voluto sostenere non so cosa, perché l'onorevole
  Oddo  che,  come me, calca questo  tappetino' da qualche anno,  non
  c'è  nulla di nuovo rispetto a quello che abbiamo visto -  come  ho
  detto -  negli anni passati.
   Dato  che non voglio disturbare questa azione, quello che ha detto
  l'onorevole  Galvagno  non  può essere  da  me  apprezzato,  poiché
  ritengo  che  una  vasta platea di lavoratori in Sicilia  non  sono
  messi  nelle condizioni di poter continuare il loro lavoro;  mentre
  questo  provvedimento legislativo, addirittura, prevede che  taluni
  lavoratori,  anche quelli che hanno avuto periodi di discontinuità,
  possono usufruire dell'accordo fatto con il  cuore nello zucchero .
   Rispetto  a  questo, ritengo di non essere utile sotto il  profilo
  numerico  a quello che  è un accordo fatto tra i diversi  attori  e
  rispetto  a  questo propongo emendamenti che servono a prorogare  i
  contratti di tutti gli altri lavoratori che fanno parte del  bacino
  della Regione, compresi - e mi sembra il minimo - gli operatori del
  118.
   La  novità ieri sera è quella di una nuova società che la  Regione
  starebbe  per consegnare alla Sicilia, una nuova società attraverso
  la  quale  tutta  l'azione svolta, tutto il lavoro svolto  da  quei
  lavoratori  non  verrebbe  più  riconosciuto.  Ricordo  che  stiamo
  parlando  dei  sacrifici di migliaia di famiglie,  a  cui  è  stato
  chiesto  quel sacrificio per un periodo dell'anno con  la  promessa
  che  il lavoro straordinario sarebbe stato remunerato e che i fondi
  sarebbero giunti, appunto, da interventi legislativi.
   Analogo discorso vale anche per i tassisti che, dal 2004 -  lo  sa
  bene  l'assessore Bufardeci che li ha incontrati  diverse  volte  -
  attendono notizie, e non c'è assolutamente alcun tipo di attenzione
  in  questo  provvedimento, così come per gli artigiani,  così  come
  tutta  una  serie di interventi che sono stati dimenticati  da  chi
  ritiene di mettere in naftalina, sotto il profilo generale,  quella
  che è una politica per i siciliani.
   Per  concludere, signor Presidente, non penso che si possa  andare
  avanti così come si sta prospettando il futuro di questa Terra:  da
  un   lato,  c'è  chi  ritiene  di  essere  migliore  degli   altri,
  dall'altro,  ci  sono  soggetti  che,  per  evitare  le   eventuali
  richiamate  elezioni anticipate, si precipitano con il cappello  in
  mano,  e quando non hanno il cappello eventualmente si ripropongono
  anche loro di aiutare la Sicilia.
   Personalmente,  ritengo  che  una  politica  seria   debba   avere
  un'identità, debba avere un governo sostenuto da una maggioranza di
  parlamentari. Le altre scorciatoie porteranno sì un beneficio a chi
  rimane  qui dentro, ma certamente non porteranno cose positive  per
  tutti i siciliani che sono fuori da quest'Aula.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Lentini.  Ne  ha
  facoltà.

   LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, negli ultimi  mesi
  abbiamo  incontrato  in  Commissione  centinaia  di  categorie  che
  riguardano il mondo del precariato e, siccome in questo disegno  di
  legge   si   parla  di  stabilizzazione  dei  precari   del   Museo
  archeologico  regionale di Centuripe, tenuto conto che  di  precari
  nella  provincia  di  Palermo  ne abbiamo  migliaia,  ho  un  serio
  problema: cosa devo rispondere ai precari che in questo disegno  di
  legge  non sono inseriti nella stabilizzazione? Cosa dico  agli  ex
  dipendenti  Italtel  -  Sirap,  circa  60,  oggi  impegnati   nella
  Protezione civile, che negli anni scorsi sono stati esclusi  perché
  vi  era un contenzioso tra il gruppo ENI e la Regione siciliana,  e
  con tante altre regioni d'Italia?
   Ebbene,  questo  contenzioso si è chiuso solo ed esclusivamente  a
  condizione   che  le  Regioni  avrebbero  dovuto  inserire   questo
  personale  nel contesto della pianta organica. La Regione siciliana
  ha  beneficiato di migliaia di milioni di euro (allora miliardi  di
  lire)  e  non  ha  ottemperato a questo impegno. Le  altre  regioni
  italiane, invece, vi hanno ottemperato.
   Ma voglio ricordare che ci sono precari anche nel settore dei beni
  culturali, vi sono LSU che aspettano la stabilizzazione.
   Pertanto, se noi, così come abbiamo sempre detto, in Commissione e
  in  Aula, e abbiamo ripetuto a tutti, dobbiamo rispettare dal primo
  all'ultimo precario rinnovando, almeno per ora, il contratto che vi
  è  in  itinere, anche per questi deve essere così, altrimenti siamo
  arrivati  al  lumicino ed io sarò costretto,  signor  Presidente  e
  signori deputati, a preparare emendamenti e subemendamenti affinché
  anche altri precari raccolgano questo indirizzo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Pogliese.  Ne  ha
  facoltà.

   POGLIESE.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   oggi   ci
  confrontiamo  su  un  disegno di legge che mira contestualmente  ad
  evitare  il  blocco  delle  attività amministrative  della  Regione
  attraverso  l'autorizzazione all'esercizio provvisorio fino  al  31
  marzo 2010, e ad immaginare alcune misure urgenti per affrontare le
  emergenze occupazionali. E su queste tematiche non può non  esserci
  la  condivisione trasversale di questa Assemblea - cosa  che  si  è
  puntualmente riscontrata all'interno della Commissione  Bilancio  -
  nel  momento  in  cui  l'Aula  è  chiamata  a  decidere  il  futuro
  occupazionale  di  qualche migliaio di  lavoratori  che  vivono  la
  propria  condizione  di precarietà all'interno di  strutture  della
  Regione siciliana, all'interno di società partecipate della Regione
  siciliana.
   E,  quindi, non possiamo che condividere questo percorso, ma credo
  sia  assolutamente legittimo immaginare una riflessione  aggiuntiva
  su  alcune  tematiche  che, indirettamente, vengono  affrontate  da
  questo disegno di legge.
   E'  inutile esprimersi su alcuni interventi che sono previsti  dal
  disegno  di legge a tutela e a supporto dei lavoratori che prestano
  servizio  presso le varie strutture dell'Assessorato  Territorio  e
  ambiente,  per  esempio, laddove vi sono qualificati professionisti
  che svolgono una funzione di supporto determinante.
   Penso  ai  lavoratori dei servizi PON, ATAS, PODIS, ai  lavoratori
  del  dipartimento  della  Protezione  civile.  Ma  una  riflessione
  aggiuntiva  non  possiamo non farla, assessore Di Mauro,  sull'ente
  autonomo Fiera del Mediterraneo di Palermo.
   Io sono parlamentare di questa Assemblea dal 2006, e in questi tre
  anni  mi  sono  ritrovato, credo in tre occasioni, a  dover  votare
  interventi  straordinari  di  sostegno  a  questi  lavoratori  che,
  certamente, non hanno responsabilità per quello che oggi vivono  in
  termini di dramma occupazionale.
   Credo  che  sia inammissibile, assessore Di Mauro, ritrovarci  per
  l'ennesima  volta  a  condividere un percorso di  sostegno  di  una
  struttura  che  - lo ricordo a me stesso e a tutti  voi,  onorevoli
  colleghi - non svolge alcuna attività nella provincia di Palermo ed
  in  tutta la Regione da oltre un anno: una struttura che, di fatto,
  è  chiusa  e per la quale oggi chiediamo un intervento di 300  mila
  euro da parte di quest'Assemblea.
   Ricordo  ciò che è accaduto qualche mese fa, quando si era avviato
  un  percorso di razionalizzazione; credo che ci sia stata anche una
  delibera   di  Giunta,  proposta  dall'allora  assessore   per   la
  cooperazione,  onorevole  Di Mauro, finalizzata  ad  immaginare  un
  percorso sinergico tra le due strutture di Palermo e di Messina.
   Oggi,  da  ciò che ho appreso attraverso alcune dichiarazioni  del
  nuovo assessore per la cooperazione, onorevole Bufardeci, ho capito
  che  il  programma  è diverso e che si vogliono  mantenere  le  due
  strutture, entrambe con una propria autonomia.
   Ebbene, credo che questa non sia una strada condivisibile,  perché
  noi  oggi dobbiamo prendere atto del fallimento del percorso di una
  gestione  pubblica  di  strutture  così  importanti  che,   invece,
  potrebbero   arrecare  alla  nostra  economia  un   vantaggio   non
  indifferente, se è vero come è vero che in tutto il resto del Paese
  le  strutture  fieristiche  riescono a capitalizzare  dei  vantaggi
  economici  per  tutti  i settori, diretti e indiretti,  che  girano
  attorno al sistema fieristico.
   Ecco  perché  invito  il  Governo  della  Regione,  e  l'assessore
  Bufardeci, in sinergia con quanto proposto dall'assessore Di Mauro,
  ad  immaginare  un percorso di razionalizzazione  coerente  con  le
  dichiarazioni fatte dal Governo, il quale non può più  giustificare
  ulteriori interventi di sostegno ad un comparto che ha sancito  una
  gestione fallimentare da parte del pubblico.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, vorrei sottolineare
  due  aspetti,  credo  abbastanza complessi ma  che,  nel  contempo,
  determinano  da  parte  nostra, come diceva  l'onorevole  Galvagno,
  scelte  anche  impegnative.  Non  ci  vogliamo  sottrarre,  ma  non
  possiamo  assolutamente  tacere su due aspetti  fondamentali  della
  norma  che stiamo per discutere. Intanto, avrei gradito la presenza
  dell'assessore Gentile, visto che stiamo discutendo un  testo  che,
  all'articolo  1,  tratta un argomento di competenza  dell'assessore
  per il lavoro.
   Deve  esserci  un'assunzione di responsabilità da parte  di  tutti
  noi,  rispetto  alla  quale ognuno deve riflettere  e  ogni  Gruppo
  parlamentare è chiamato, per l'ennesima volta, ad un impegno  anche
  gravoso. Nessuno si nasconde dietro un dito, per quanto concerne il
  passaggio  di oggi, perché stiamo sostanzialmente facendo  i  conti
  con   il  minimo  indispensabile  sapendo  già  che,  nella  logica
  dell'esercizio  provvisorio,  il  minimo  indispensabile   dovrebbe
  realmente essere il minimo indispensabile.
   Però,  signor  Presidente,  qui stiamo abrogando  la  norma  della
  finanziaria  regionale 2009, che escludeva  le  spese  relative  al
  personale precario dal calcolo per il patto di stabilità degli enti
  locali.  E  la motivazione è che se non si toglie quella norma,  le
  refluenze  negative  sono sul bilancio della  Regione  rispetto  al
  patto  di  stabilità e, se quest'ultimo viene sforato, scattano  le
  sanzioni.
   Ci  rendiamo  conto che in questo momento non è stato  affrontato,
  secondo me, per come si deve il vero problema? Non è possibile  che
  noi  non poniamo la questione, che il Governo di questa Regione non
  pone  la questione - assessore Di Mauro - al Governo nazionale  per
  modificare  quel patto di stabilità. Perché, vedete, è curioso  che
  stiamo  abrogando quanto avevamo scritto nella finanziaria per  gli
  enti  locali.  Abbiamo evidentemente un problema;  ma  non  abbiamo
  affrontato  il cuore vero della questione e rischiamo  di  fare  un
  ulteriore passo falso, perché è ovvio che anche gli enti locali  si
  troveranno  in  condizioni  molto  critiche  rispetto   al   famoso
  sforamento del patto di stabilità.
   Non è una cosa di poco conto.
   Allora,  vorrei  una  risposta in questo senso  dall'assessore  Di
  Mauro. Cosa sta facendo il Governo? Quale discussione ha affrontato
  o intende affrontare?
   Appare  evidente che stiamo intervenendo, comunque, per cancellare
  una  norma che dava un minimo di respiro agli enti locali, e  spero
  che  durante la discussione di oggi il Governo sia chiaro e  assuma
  impegni precisi.
   Nel bilancio della Regione che andremo a fare, speriamo, entro  la
  scadenza  del  primo  esercizio provvisorio - e  non,  come  l'anno
  scorso,  ad aprile - il Governo si impegni fin d'ora a definire  la
  questione  e  a  fare  in modo che la norma che stiamo  cancellando
  venga riproposta, altrimenti non si comprende cosa può accadere nei
  vari  Comuni della Sicilia che, in questo momento, non sono in  una
  situazione  finanziaria  tale  da  sopportare  anche  questo  serio
  problema  che  riguarda  il patto di stabilità  degli  enti  locali
  medesimi.
   Sono   sbalordito,  assessore  Di  Mauro,  per  le  proroghe   che
  riguardano  i  precari, perché è da sei, sette  mesi  che  ci  sono
  incontri  con il Presidente della Regione, con l'assessore  per  il
  lavoro,  delegazioni di deputati, rappresentanti di tutti i  gruppi
  politici,  nessuno escluso. Dal giugno 2009, circa cento lavoratori
  che  da  15 anni assicurano nei comuni il funzionamento di  servizi
  essenziali,   cioè  quelli  a  valere  sul  fondo   nazionale   per
  l'occupazione, sono con contratti  prorogati , quasi a zero  ore  e
  ricevono dai comuni l'elemosina: 100, 110, 70, 120 euro.
   Signor  Presidente,  lei che per giunta ha una  cultura  giuridica
  maggiore  della mia, comprende che la novazione di un titolo  fatta
  in  questa  materia presenta anche alcuni aspetti e alcune  carenze
  sotto  il  profilo giuridico; ma non di meno la buona volontà,  non
  solo  delle  amministrazioni comunali, ma anche dei  segretari  dei
  comuni,  ha portato a studiare un sistema per tentare di  prorogare
  questi contratti.
   Assessore Di Mauro, come si fa a non considerare che con 330 o 360
  mila  euro  si  possono mettere questi lavoratori in condizione  di
  poter svolgere serenamente il proprio lavoro e di avere tre mesi di
  stipendio, perché è di questo che stiamo parlando, tenuto conto che
  stiamo  discutendo dell'esercizio provvisorio e quindi solo di  tre
  mesi possiamo parlare?
   Assessore  Di  Mauro, ho letto più volte la norma, perché  non  mi
  convincevo  del  fatto che un provvedimento del  genere  non  fosse
  stato  inserito;  sia l'assessore per il lavoro che  il  Presidente
  della Regione conoscono bene la materia, perché hanno incontrato  i
  rappresentanti delle categorie.
   Chiedo  formalmente  che il Governo presenti  un  emendamento  per
  inserire  la  spesa  di circa 350 mila euro,  per  tutelare  i  216
  lavoratori  in tutta la Sicilia; un emendamento su cui  nessuno  di
  noi  può fare semplicemente propagandismo sciocco. Ecco perché deve
  presentarlo il Governo, altrimenti le  statuette  volano  non  solo
  perché  noi  alimentiamo un clima di scontro, ma volano  perché  le
  persone  hanno  bisogno estremo di risposte  ragionevoli  da  parte
  nostra.
   Questo  non è un voler incitare, onorevoli colleghi, è un rendersi
  conto  che  quando si tratta di cifre di questa natura non  si  può
  entrare  nella   giostra degli emendamenti ,  dicendo  che  non  si
  possono  risolvere  tutti i problemi, assessore  Di  Mauro,  perché
  questo  è  inconcepibile.  Ripeto, lo presenti  il  Governo  questo
  emendamento,  perché  nel gioco e nella cosiddetta   giostra  degli
  emendamenti  noi non vogliamo entrarci.
   Comprendiamo  il momento, comprendiamo che deve prevalere  l'etica
  della  responsabilità,  ma non è che far  prevalere  l'etica  della
  responsabilità significa ignorare che questi soggetti  -  che  sono
  figli  di nessuno, perché il Governo nazionale gli ha tolto i fondi
  che  il vituperato Governo Prodi aveva comunque approntato -  hanno
  il  diritto di passare serenamente questo periodo, solo  perché  la
  Regione non è riuscita, in sei mesi, ad affrontare la questione e a
  trovare una soluzione.
   Assessore  Di  Mauro,  si  è  parlato  del  progetto  Inla,  delle
  eventuali  economie  che  pare  ci siano,  e  si  doveva  definire,
  rispetto  alle  economie, un'ulteriore convenzione con  il  Governo
  nazionale  che  pare si sia impegnato più volte a  mettere  qualche
  piccola risorsa.
   Questi  lavoratori hanno avuto contratti quinquennali, noi  stiamo
  parlando  di  prorogarli  per tre mesi  e,  addirittura,  di  farli
  rientrare  nella  logica di proroga annuale. Su questo  apriamo  la
  discussione, se eventualmente c'è il lavoratore di serie A o quello
  di serie B, ma diamo un segnale preciso per impegnare ulteriormente
  il Governo regionale a definire con il Governo nazionale quello che
  va fatto. Capisco che anche in questo caso tale segnale sembrerebbe
  una elemosina, ma diamo quell'elemosina per fare in modo, comunque,
  che  questa fine d'anno e questo periodo natalizio siano affrontati
  da  questi  nostri  concittadini con serenità. Non  si  compreranno
  sicuramente  il  panettone di qualità, come lo compreremo  noi,  ma
  facciamogli comprare quello di scarsa qualità
   C'è  la dignità dei lavoratori che, in questo caso, va rispettata,
  perché  figli di nessuno non possono rimanere e non possono neppure
  aspettare ancora la definizione di qualcosa che in sei mesi  non  è
  stato definito.
   Dobbiamo  comportarci da persone responsabili,  tenuto  conto  del
  momento  difficile  che  stiamo attraversando  tutti,  compresa  la
  politica siciliana.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Falcone.  Ne  ha
  facoltà.

   FALCONE.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi   intervengo
  brevemente  per  fare  alcune considerazioni  in  merito  a  questo
  disegno  di  legge  che  oggi arriva in  Aula  per  la  discussione
  generale;  un  disegno di legge che ha avuto il  vaglio  favorevole
  della  Commissione  Bilancio qualche ora addietro;  un  disegno  di
  legge  che,  in  buona sostanza, si dice che debba essere  blindato
  onde   evitare  che  circa  cento  emendamenti  possano  correggere
  l'indirizzo dello stesso.
   Ebbene,  questo  disegno di legge, che nasceva  come  approvazione
  dell'esercizio  provvisorio  per consentire  la  regolare  attività
  della  Pubblica  amministrazione regionale,  invece,  ad  un  certo
  punto,  è  diventato  una  vera e propria manovra  correttiva,  una
  manovra correttiva che, quindi, meriterebbe un approfondimento, che
  c'è  già stato in Commissione e che, oggi, è giusto che ci  sia  in
  Aula.
   Io  devo dire che non sono d'accordo, non sono ligio a dire che da
  questo disegno di legge, che nasceva - ripeto - come autorizzazione
  per  l'esercizio  provvisorio  ed anche  come  misure  urgenti  per
  l'occupazione, ha dovuto subire l'estrapolazione di una  importante
  proroga,  quella per le cooperative edilizie. Questa norma  -  così
  richiesta a gran voce e per la quale il Governo, il Parlamento e la
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari tante volte, e da
  tanti mesi, si sono impegnati - oggi, invece, viene estrapolata dal
  testo esitato per l'Aula.
   Pertanto, in primo luogo, richiamerei il Governo sulla possibilità
  di  valutare  l'ingresso  di  questa  nuova  norma,  il  precedente
  articolo  1  dell'originario  disegno  di  legge  n.  499.  Quindi,
  onorevole Assessore, questa è una norma importante.
   E'  stato detto che non è attinente alla materia che trattiamo, ma
  non  sarebbe  attinente  se si trattasse di  un  disegno  di  legge
  relativo soltanto all'esercizio provvisorio. Questo è un disegno di
  legge  che  porta  come titolo  Interventi finanziari  urgenti  per
  l'anno  2009  e  disposizioni per l'occupazione. Autorizzazione . ;
  quale esercizio provvisorio, questo è esercizio finanziario
   Allora,   già  preannuncio  che  presenterò  un  emendamento   per
  ripristinare  una norma importante, la proroga per  le  cooperative
  edilizie,  l'articolo 1, se non altro per gli impegni  che  abbiamo
  assunto come Governo e come Parlamento.
   Altro problema. Avrei avuto piacere che fosse presente l'assessore
  per  il  lavoro  perché, a distanza di circa  sette  mesi,  si  sta
  discutendo  nuovamente  il  piano  formativo  del  2009.  Un  piano
  formativo  che  -  era stato detto -  necessitava  di  un'ulteriore
  somma   aggiuntiva  in  quanto  quei  194  milioni  di  euro  erano
  assolutamente  insufficienti. Pertanto, giustamente,  gli  enti  di
  formazione  hanno  rivendicato una somma aggiuntiva  per  le  quote
  afferenti  alle  gestioni. Ma è altrettanto  vero  che  l'assessore
  Gentile  aveva  detto in quest'Aula, e lo aveva ripetuto  anche  in
  conferenza  stampa,  che  era pronta una  legge  di  riforma  sulla
  formazione   professionale;  allora,  infatti,   c'era   stato   un
  riconoscimento a pioggia di risorse.
   Ma, attenzione  Se noi poniamo in questo intervento una somma così
  alta,  58  milioni  di euro, è proprio vero che si  tratta  di  una
  manovra  correttiva della finanziaria. Non sono più norme  urgenti,
  ma  è  una  vera  e propria manovra correttiva, come abbiamo  testé
  detto.  E  potremmo essere anche d'accordo su questo,  sempre  che,
  però,  alla  stessa  si  aggiunga un impegno dell'Assessore  e  del
  Governo  affinché  si discuta di un disegno di  legge  di  riforma,
  anche perché - per un attimo, vado a ritroso e dall'articolo 4 vado
  all'articolo 2 -,  assessore Di Mauro, mi sembra logico, visto  che
  il  terzo  comma  tratta della liberazione di risorse,  che  queste
  ultime   possono  finanziare,  Presidente  Formica,   il   bilancio
  relativamente alla parte  piano formativo 2010 . E' giusto,  lo  si
  era detto. Molti parlamentari, ben trentasette parlamentari, il  30
  aprile scorso lo avevano detto.
   Ebbene,  non   venne  accolto e l'allora  assessore  Incardona  su
  questa vicenda venne sanzionato.
   Bene, allora noi cosa diciamo, giustamente o ingiustamente? (E  se
  giusto o ingiusto è di libera interpretazione).
   E'  chiaro,  non  mi  pare che questa debba essere,  assessore  Di
  Mauro,   una  manovra  così  blindata;  qualche  minima  correzione
  dovremmo  pur apportarla, così come mi permetto anche di  dire  che
  sono  previsti 25 milioni di euro per i forestali dell'antincendio,
  ma  non abbiamo previsto gli 11 milioni di euro, quanto meno non lo
  leggo, per gli arretrati contrattuali. Pertanto, dovremmo capire se
  abbiamo  le  risorse  per riconoscere anche solo  in  parte  questa
  somma.
   Tralascio,  infine,  l'intervento dell'onorevole  Mancuso  che  ha
  fatto  riferimento  agli  oneri che dovremmo  riconoscere  per  gli
  straordinari agli operatori del soccorso del 118.
   E'  un altro problema che abbiamo posto in Commissione Sanità  più
  volte,  tante  volte; è un problema che  dovremmo  anche  risolvere
  prima  di  arrivare alla riforma del servizio di emergenza-urgenza,
  ma  dovremmo anche quantificarlo. Inoltre, tornando per  un  attimo
  all'articolo  2,   comma  3, avremmo piacere  di  capire  a  quanto
  ammontano  le  risorse liberate da impegnare  nel  piano  formativo
  2010.
   Mi avvio alla conclusione signor Presidente.
   Ricollegandomi  all'intervento dell'onorevole Lentini,  devo  dire
  che  non è stato un intervento a caso: un Parlamento non deve  fare
  gli interessi di questo o di quel segmento, deve fare gli interessi
  oggettivi. E vorrei che anche il PD si confrontasse su questo,  gli
  interventi  devono essere fatti in maniera oggettiva.  Pertanto,  i
  precari o sono tutti precari o non lo è nessuno, non possiamo stare
  a  guardare che alcuni soggetti vengono stabilizzati e pensare  che
  altri,  dopo  tanti anni, rimarranno ancora precari.  E  leggo  una
  norma   -  il  mio  intervento non vuol  essere  un  intervento  da
  cecchino,  me  ne guarderei bene - che riguarda  la stabilizzazione
  dei  precari  del Museo archeologico. E' chiaro che dovremmo  anche
  qui  capire  se  è equo stabilizzare alcuni con questa  norma,  con
  questo disegno di legge che, da qui a qualche ora, diventerà legge;
  con  essa  andremo a stabilizzare alcuni precari, ma  ne  lasceremo
  fuori tanti altri che hanno le stesse aspettative.
   E' giusto uniformarsi ad una politica di oggettività, considerando
  che i precari ancora oggi esercitano una funzione importante per la
  pubblica amministrazione regionale e anche per gli enti controllati
  e vigilati, comprese le aziende sanitarie provinciali. E l'impegno,
  Assessore  al  bilancio,  è  - come ha detto  il  presidente  della
  Regione  -  che  si  possa  arrivare finalmente  e  veramente  alla
  stabilizzazione di codesto personale, tenuto conto che  quando  una
  persona ha la tranquillità, la serenità del lavoro lavora meglio  e
  può  dare molto di più alla pubblica amministrazione nell'interesse
  dei cittadini siciliani e della nostra Sicilia.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dina. Ne ha facoltà.

   DINA.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  l'annuncio  della
  prossima   sospensione  mi  impone  tempi   più   limitati   perché
  sicuramente   il   livello  di  attenzione  dei  colleghi   è   già
  abbondantemente  calato,  seppure  ritengo  che  la  pausa   pranzo
  consentirà  a  tutti di riprendere una marcia più  dinamica  e  più
  attenta.
   Vorrei partire dal disegno di legge che nel suo complesso contiene
  tre titoli: l'esercizio provvisorio, le proroghe e le variazioni di
  bilancio.   E  vorrei  partire  dall'esercizio  provvisorio,   come
  provvisorio  è  il  Governo, come provvisorio  è  tutto  in  questo
  particolare   contesto,   onorevole   assessore   Di   Mauro.    La
  provvisorietà  è l'elemento caratterizzante che ci portiamo  dietro
  dalle  elezioni  scorse, dal 2008 ad oggi, è il  secondo  esercizio
  provvisorio. Ed è un danno per l'economia, è un danno per tutti.
   Non  ritengo che vi siano problematiche tecniche che ci  impongano
  l'esercizio  provvisorio; è chiaro che è tutto  da  ascrivere  alle
  difficoltà di un Governo che è provvisorio, di una maggioranza  che
  non  c'è, di una maggioranza e di un Governo minoritario, di trenta
  unità,  e che  - con un trucco- è diventato di trentaquattro unità.
  La  qualcosa impone sicuramente un momento di pausa, di attesa  per
  ridefinire  i  numeri, per affrontare i tempi più  pregnanti  della
  finanziaria e del bilancio definitivo.
   E   in   questa  provvisorietà  tutte  le  forze  politiche   sono
  responsabili, non vogliono giocare  al tanto peggio tanto  meglio',
  l'UDC lo ha dimostrato in commissione e continuerà a dimostrarlo in
  Aula  con  un  atteggiamento  coerente,  responsabile,  attento  ai
  problemi  della  gente e rispettoso anche dei limiti  di  bilancio,
  limiti  che  sono  sotto  gli  occhi di  tutti.  Sappiamo  che  non
  navighiamo  nell'oro e, quindi, rispetto a questa  condizione,  con
  senso di grande responsabilità facciamo di necessità virtù.
   Le  variazioni  di bilancio: si è intervenuti in  Commissione,  su
  proposta  del  Governo, a rimpinguare i capitoli dei precari  nella
  formazione  professionale e dei forestali; è stato un  atto  dovuto
  rispetto ad una previsione inadeguata. Il bilancio del 2009 è  nato
  monco,  con uscite superiori alle entrate, con previsioni  che  non
  sono  state  rispettate e rispetto ai relativi capitoli  c'era  una
  previsione   insufficiente.  Pertanto,  ci  è   sembrato   doveroso
  mantenere  e  ripristinare quei capitoli  ed  intervenire  anche  a
  favore dell'ESA, in attesa di un intervento riformatore complessivo
  sugli enti vigilati e sulle società partecipate.
   Sulle   proroghe   il   nostro  è  un  atteggiamento   sicuramente
  responsabile e ci poniamo il problema di come le proroghe creino un
  momento di ingiustizia di fondo.
   Non  tutti i bisogni possono essere considerati con questo disegno
  di  legge,  quello  che  c'è dentro è una  riedizione  del  vecchio
  esercizio provvisorio, delle vecchie proroghe.
   Ci  sentiamo  ingessati  intorno non a un privilegio,  ma  ad  una
  realtà. Entrare per dilatare questa realtà è esigenza legittima  di
  tutti   e  tutti  i  Gruppi  parlamentari  potrebbero  intervenire,
  onorevole  Assessore, richiedendo legittimamente  l'ampliamento  di
  queste  platee,  perché tanti sono rimasti per strada  -  penso  ai
  lavoratori  dell'ARPA,  penso  anche  ai  lavoratori  che  venivano
  richiamati,  gli  LSU nazionali -, ma bisogna  darsi  un  percorso,
  tenuto   conto  che  siamo  di  fronte  ad  un  disegno  di   legge
  contingentato,  perimetrato, che vuole  sicuramente  rispondere  ad
  esigenze  legittime che si sono storicizzate,  ma  non  per  questo
  riteniamo che l'ingiustizia sia superata.
   Sarebbe  importante  chiedere  uno  sforzo  al  Governo,  noi   lo
  chiederemo, vedremo se è possibile farlo; lo chiederemo in Aula. In
  Commissione  ci  siamo  atteggiati  nel  rispetto  delle   proposte
  iniziali  e  sono più di una le incongruenze emerse  nel  dibattito
  anche in Commissione.
   In  questo  riallineamento dei capitoli  che  risultavano  carenti
  abbiamo  dovuto  registrare alcune distrazioni e  disattenzioni  da
  parte del Governo e, in forza di una norma della scorsa finanziaria
  che  consente  di  sopprimere le spese a fronte  della  carenza  di
  entrate, si è intervenuti con la mannaia su tanti capitoli.
   In  questo  intervento di contenimento acritico, senza attenzione,
  si  è rischiato di mettere sul lastrico enti storici vigilati dalla
  Regione,  enti che svolgono ruoli istituzionali, qualcuno  anche  a
  favore  dei più deboli, e mi riferisco all'Istituto dei  ciechi  ed
  all'Istituto zootecnico per il ruolo istituzionale che svolge.
   Quel taglio, operato in forza di un decreto, era illegittimo,  una
  risoluzione della Commissione, presa all'unanimità con l'adesione e
  la  disponibilità del Governo, si trasformerà - ne sono certo -  in
  un  intervento amministrativo diretto, in una rivisitazione di quel
  decreto   per  ripristinare  anche  per  questi  enti,  alla   fine
  dell'anno, le previsioni di bilancio che già erano congrue.
   Là  ci siamo trovati di fronte ad una previsione di bilancio  che,
  poi,  in  corso  d'opera è stata tagliata; pertanto sarò  grato  al
  Governo  se potrà essere consequenziale con la risoluzione e  darne
  atto qui, pubblicamente, in questa sede.
   L'UDC presenterà qualche emendamento a questo disegno di legge.
   Voglio   ricordare  l'incontro  avvenuto  ieri   mattina   con   i
  rappresentanti  dei  comitati spontanei per la crisi  agricola,  un
  incontro  che  è avvenuto col Governo, alla presenza dell'assessore
  Cimino,  del  Presidente  della  Regione  con  tanti  sindaci   del
  territorio che hanno voluto manifestare la gravità di quella crisi.
   Ora,  è  chiaro  che in quel contesto - aldilà di  una  crisi  che
  sicuramente  ha  origini lontane - abbiamo  dovuto  registrare  una
  inerzia e una inettitudine del Governo rispetto a provvedimenti che
  erano stati già varati con la scorsa finanziaria: dall'articolo  16
  all'articolo  20  vi  era una serie di misure  che  andavano  nella
  direzione di fronteggiare le difficoltà dei tanti agricoltori.
   Purtroppo  dall'adozione di quel disegno di legge ad  oggi  nessun
  intervento attuativo di quella previsione è stato realizzato  e  ci
  ritroviamo  a  fine  anno  a  richiamare  il  Governo   su   questa
  responsabilità.
   L'emendamento  che  presenteremo sarà  finalizzato  a  rimpinguare
  l'articolo   16   per   le   scorte  e  per   gli   interventi   di
  ristrutturazione  delle  cambiali  agrarie.  Chiederemo  che  venga
  rimpinguato come variazione del bilancio per il 2009 cercando,  con
  circolari  attuative  dell'ultimo minuto, di  consentire  a  questi
  agricoltori  di  poter accedere a fondi più ampi e più  rispondenti
  alle loro esigenze.
    Sul patto di stabilità l'UDC nutre qualche seria perplessità. C'è
  il rischio che, con la sanzione che impedisce di potere stipulare i
  mutui,  i  comuni  vadano al dissesto o che  vada  al  dissesto  la
  Regione.
   Ritengo che una riflessione vada avviata ed è il Governo che dovrà
  suggerire  qualche  soluzione,  che  non  potrà  essere   solo   la
  soppressione  dell'articolo della passata  finanziaria  che  traeva
  fuori dal computo del patto di stabilità il costo dei precari.
   Bisognerà  trovare  una  soluzione  da  accogliere  insieme  senza
  sottrarci al confronto e alla disponibilità.
   L'ipotesi di considerare le spese per i precari come spese sociali
  potrebbe  essere  una formula e  io la rilancio  all'Assessore  per
  prenderla  in considerazione, ma ci aspettiamo - a conclusione  del
  dibattito  - che  rispetto a questo problema venga dato un  segnale
  chiaro.  Infatti,  se dovremo poi scegliere, l'UDC  non  potrà  non
  tenere  conto  del grido di allarme che viene dal  territorio,  che
  viene  dai  tanti sindaci che sono la frontiera della politica  nel
  territorio e che ci chiedono di non abrogare quell'articolo.
   E  concludo. Ci sono tante proroghe messe in campo e mi meraviglio
  che  il collega Lentini si chieda tanti perché. Li chieda all'Aula
  Li chieda al Governo che sostiene
     C'è  più  di  un  problema che è stato affrontato  e  ne  voglio
  richiamare uno che nasce dalla voglia - e si è concretizzato  nella
  riforma della burocrazia - di abolire l'ARRA a qualsiasi costo, non
  pensando che c'era un momento di passaggio che riguardava i precari
  e  lo facciamo salvo anche con il comma 6 delle proroghe, nel senso
  che  consentiremo con questa norma di sanare quel piccolo  problema
  che  si  era  verificato. Ma sono convinto - e voglio lanciare   un
  allarme, anche se siamo fuori tema - che l'attuazione della riforma
  della  burocrazia,  che  sarà immediata  a  partire  dal  primo  di
  gennaio,  costituirà  sicuramente un altro momento  di  confusione,
  costituirà   sicuramente   un   momento   di   rallentamento,    un
  rallentamento che già si è realizzato.
   Abbiamo  una  macchina  regionale  in  stato  di  paralisi  e   di
  inefficienza totale.
   Io invito il Governo a riflettere se non sia il caso di  pensare a
  un  momento di proroga, anche limitata, dell'entrata in  vigore  di
  quella  legge.  Rischiamo  realmente  di  mettere  la  Sicilia   in
  ginocchio  più di quanto non lo è. Già in ginocchio lo è,  così  la
  seppelliamo.  Del pachiderma Regione, che già stenta a  funzionare,
  quel  poco  che  funzionava non funziona più;  pertanto,  i  grandi
  trasferimenti, i grandi cambiamenti, anche le variazioni logistiche
  degli assessorati non potranno che creare confusione, inefficienza,
  inefficacia e paralisi.
   Ripeto,  invito il Governo a pensare ad una proroga, ad un  rinvio
  dell'attuazione di quella legge e su questo ci troverà  sicuramente
  d'accordo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo.  Ne  ha
  facoltà.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente, la ringrazio  di  avermi  dato  la
  possibilità di intervenire prima della sospensione.
   Onorevoli   colleghi,  è  chiaro  che,  poiché  questo   esercizio
  provvisorio riguarda tanti assessori, avremmo preferito che  almeno
  gli  assessori  interessati fossero stati  presenti  in  Aula,  non
  perché  non abbiamo il dovuto rispetto nei confronti dell'assessore
  Di  Mauro,  ma  perché è chiaro che nel corso del dibattito  stanno
  venendo fuori alcuni dubbi, alcune incertezze che nell'approvazione
  del  provvedimento non abbiamo avuto e sembrerebbe giusto  che  gli
  assessori siano presenti in Aula per rispondere alle richieste  dei
  deputati.
   Intendo  chiarire alcune cose anche perché in questi giorni  tante
  leggende metropolitane sono state diffuse ad arte, qualche deputato
  ha  avuto anche problemi con alcune categorie di lavoratori  perché
  si  diceva che il provvedimento era in Commissione Bilancio, che il
  provvedimento  era  in Aula e che i deputati di  questa  Assemblea,
  caro  Presidente, si rifiutavano di approvarlo. E poiché una  delle
  vittime  dello  scontro  con  i forestali  sono  stato  io,  vorrei
  chiarire a tutti e dire pubblicamente che il provvedimento è  stato
  presentato in questa Assemblea giorno 14, lunedì scorso,  cioè  due
  giorni  fa e che immediatamente la Commissione Bilancio ha iniziato
  a  discutere e ad approvare gli emendamenti, e che già ieri sera la
  stessa  Commissione aveva completato la sua attività, tanto è  vero
  che  questa  mattina il  Comitato per la qualità della legislazione
  ha  potuto  prendere in esame il provvedimento e già a  mezzogiorno
  abbiamo iniziato la discussione.
   Pertanto,  per  essere chiari, se inadempienze vi sono  state,  se
  comportamenti   non  veloci  vi  sono  stati,  sicuramente   questa
  responsabilità non va addebitata a questo Parlamento che, anzi,  ha
  lavorato  in  maniera  velocissima  assicurando  certezza  all'iter
  amministrativo  proposto  dal Governo e, soprattutto,  certezza  di
  approvazione del provvedimento.
   Presidente Formica, fino a qualche minuto fa i banchi erano  pieni
  di deputati del PDL e questo sta a testimoniare una cosa importante
  e  cioè che, a prescindere dalle dichiarazioni del Presidente della
  Regione,  a prescindere da tutte le altre dichiarazioni, il  Gruppo
  del  Popolo  delle  Libertà lavora per la Sicilia,  lavora  per  il
  territorio che ne ha eletto i rappresentanti, lavora nell'interesse
  della  collettività.  Non guardiamo in faccia  nessuno,  siamo  qui
  impegnati  a  sostenere  questo esercizio provvisorio   nonostante,
  come  diceva l'amico Fabio Mancuso, abbiamo tanti dubbi  su  questo
  esercizio  perché  sappiamo  che vi sono  lavoratori  che  da  mesi
  aspettano  di  avere  lo stipendio, perché  sappiamo  che  vi  sono
  lavoratori  che, a partire dal primo gennaio, rischiano  di  essere
  licenziati,  perché sappiamo che vi è una serie di impegni  che  il
  Governo  ha preso e che fino ad oggi  non ha mantenuto. E,  siccome
  apparteniamo  a  un  Partito di governo che ha  ottenuto  un  largo
  consenso  da parte dei siciliani, siamo qui a testimoniare,  ancora
  una  volta,  l'amore per la nostra terra e l'impegno  a  favore  di
  coloro  i  quali,  nei vari settori della pubblica amministrazione,
  lavorano tutti i giorni con impegno, con dedizione, consentendo  il
  funzionamento della macchina amministrativa.
   Ha  ragione l'onorevole Lentini quando sostiene che si rischia  di
  fare   figli   e  figliastri,  nel  senso  che  alcuni   lavoratori
  socialmente  utili e precari, come quelli del museo  di  Centuripe,
  possono  passare a  contratto a tempo indeterminato e ad altri  non
  è stato chiarito ancora quale sarà il loro destino.
   Per  questo motivo stiamo presentando un emendamento, e invito  il
  Governo a valutarlo con attenzione, con cui inseriamo nella manovra
  dell'esercizio provvisorio tutti i precari che, a qualsiasi titolo,
  abbiano  dei  diritti  nei confronti della Regione  Sicilia  o  nei
  confronti degli enti controllati dalla Regione Sicilia, per evitare
  di lasciare fuori qualcuno, per evitare che nella fretta di fare il
  provvedimento ci si possa dimenticare di qualcuno. Stamattina,  per
  esempio,  nella sede del Comitato per la qualità della legislazione
  siamo   intervenuti   per  i  lavoratori  del  Dipartimento   della
  Protezione  civile, i quali erano tutti inseriti ad esclusione  dei
  tecnici,  che  qualcuno aveva dimenticato, assunti  in  seguito  al
  terremoto  del  13 dicembre del 1990, evento che  ha  sconvolto  la
  Sicilia  orientale, e che avevano diritto di far  parte  di  questa
  vasta platea di precari.
   E  invito  tutti  i  colleghi  a guardare  con  attenzione  questo
  provvedimento  proprio  per  evitare  che  vi  siano  categorie  di
  lavoratori  che  possano, dal primo gennaio, trovarsi  fuori  dagli
  uffici dove lavorano. E, allora, se noi siamo soddisfatti perché il
  problema  è  stato  risolto per le varie  categorie  di  lavoratori
  socialmente  utili, vorrei spendere una parola  a  proposito  della
  polemica  che  volutamente  è  stata  innescata  con  i  forestali.
  Polemica che ha visto qualche esponente di questo Governo regionale
  incontrare categorie, rappresentanti di lavoratori dicendo  che  la
  responsabilità del mancato pagamento era solo ed esclusivamente  di
  questo Parlamento e di questi deputati.
   Vedete,  la manovra, che è stata fatta nella tabella B e  che  noi
  stiamo  per approvare, poteva essere fatta già dal Governo  stesso.
  Già   a   partire   dal  mese  di  agosto  i  forestali   impegnati
  nell'antincendio avrebbero potuto essere regolarmente pagati.
   Si  è  voluto innescare un problema, si è voluta aizzare la  folla
  perché  si  pensava  di  inserire  in  questo  provvedimento  altri
  provvedimenti  che  questo  Parlamento non  poteva  accettare,  che
  questo  Parlamento non poteva assolutamente sostenere. Se guardate,
  ancora  una volta e con attenzione, la tabella B, i 25  milioni  di
  euro utilizzati per il pagamento dei lavoratori vengono presi dalle
  spese  per  il potenziamento del servizio antincendio;  quindi  una
  manovra che poteva essere fatta dal Governo, una manovra che poteva
  essere  fatta  ampiamente dalla Giunta senza  creare  tutte  queste
  turbolenze e tutte queste preoccupazioni.
   Ma  se  guardiamo con attenzione a questo provvedimento, a  questo
  esercizio  provvisorio che per alcuni mesi  dà  la  possibilità  ai
  lavoratori  di lavorare tranquillamente, assessore Di  Mauro,  oggi
  chiediamo,  e  so che lei sarà favorevole, l'impegno da  parte  del
  Governo  che alcuni provvedimenti che in questo momento sono  fermi
  in  Commissione Bilancio possano essere immediatamente sbloccati ed
  essere immediatamente approvati dall'Assemblea regionale siciliana.
   Mi  riferisco,  in  modo particolare, al disegno  di  legge  sulla
  stabilizzazione  dei precari, da me fra le altre  cose  presentato,
  che  è  stato  approvato  dalla Commissione  Lavoro,  che  è  stato
  approvato dal Comitato per la qualità della legislazione,  che  non
  prevede  alcun  aumento di spesa rispetto a  quanto  già  stanziato
  negli  anni  passati, e non si capisce il motivo per il  quale  non
  viene  portato  immediatamente in Aula per essere  approvato.  Così
  come, nell'ambito delle somme destinate alla legge numero 328, vi è
  un'altra  legge importante, che so da lei essere sostenuta,  quella
  per  gli oratori religiosi, in maniera tale che cominciamo a capire
  come  questo flusso di denaro importante, imponente io  direi,  che
  viene utilizzato dalla 328, anziché essere utilizzato spesso a fini
  elettorali  possa  essere  utilizzato  a  fini  sociali,   a   fini
  educativi,  fini  per  i  quali le somme sono  state  a  suo  tempo
  stanziate.
   Infine, un'ultima affermazione: ieri sera abbiamo approvato  anche
  la   variazione   dei  58  milioni  di  euro  per   la   formazione
  professionale.  Mi  ha fatto piacere che il nuovo  assessore  abbia
  intrapreso  un'attività di moralizzazione che  l'onorevole  Formica
  aveva iniziato quando era assessore per il lavoro, che si è pensato
  di  verificare, controllare questo mare magnum che, fino  ad  oggi,
  era  rimasto  pressoché nelle mani di nessuno,  che  si  è  pensato
  finalmente  di  bloccare la proliferazione di  enti,  con  relative
  assunzioni clientelari, che sono sorti nell'ultimo periodo.
     Veda,  assessore  Di  Mauro,  noi non  abbiamo  preconcetti  nei
  confronti di questo Governo, noi non siamo contrari ad approvare  i
  provvedimenti  che questo Governo porta a favore  della  Sicilia  e
  nell'interesse della Sicilia.
   Siamo  contro  quei  provvedimenti che vengono  fatti,  spesso  in
  maniera  furbesca,  e che nascondono, dietro apparenti  motivazioni
  moralistiche,  il  peggio  che  poteva  accadere  nella  primissima
  repubblica.  Quando si porta un esercizio provvisorio che  riguarda
  esclusivamente  il  lavoro, i precari, i forestali,  la  formazione
  professionale, perché c'è gente che aspetta dal 31 dicembre 2008 di
  essere pagata, il Gruppo del PDL - che io mi onoro di rappresentare
  -   è   pronto  a  sostenere  provvedimenti  legittimi  che   vanno
  nell'interesse della nostra Terra.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, ricordo che  la  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari è convocata oggi pomeriggio alle
  ore 16.00.
   Sospendo,  quindi,  la seduta avvertendo che riprenderà  alle  ore
  17.00.
   La seduta è sospesa.

        (La seduta, sospesa alle ore 14.00, è ripresa alle ore
                                17.53)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Panepinto. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  questa   manovra  è  un  po'  strana  perché  prevede   l'esercizio
  provvisorio in cui ormai è diventato doveroso inserire le  proroghe
  che  sono indispensabili per garantire il livello occupazionale  ma
  questo  disegno di legge contiene qualcosa di dirompente, assessore
  Di  Mauro, e penso che l'attenzione riversata sull'argomento che mi
  accingo ad indicare riguardi tutti gli enti locali della Sicilia.
   Mi  riferisco alla previsione della proposta del Governo,  esitata
  dalla Commissione Bilancio, all'articolo 9, comma 1, di abrogare il
  comma  4  dell'articolo 8 della legge n. 6 del 14 maggio 2009.  Ciò
  significa  che quello che il Governo aveva provato a fare  con  una
  circolare,  cioè la deroga a non considerare spese computabili  per
  il  patto  di  stabilità  quelle impiegate  per  i  contratti,  per
  intenderci, dei cosiddetti precari, metterebbe alla berlina  ed  in
  difficoltà gli amministratori di tutta la Sicilia, i dirigenti ed i
  funzionari  dei comuni siciliani e degli enti locali ma,  al  tempo
  stesso,  aprirebbe  un  problema  di  cui  si  assumono  la  totale
  responsabilità   il   Governo   e  quest'Aula:   si   parla   della
  impossibilità, a partire dal 2 gennaio, di rinnovare i contratti  a
  termine dei lavoratori precari negli enti locali.
   Non si tratta di una questione di poco conto perché non ci sarà un
  dirigente, un responsabile di posizioni organizzative, in un comune
  piccolo  o grande, in una provincia, in un altro ente con personale
  contrattualizzato, che vorrà stipulare contratti.
   E'   una  grossa  contraddizione  interna  avere  una  norma,  una
  previsione  di  proroga sino al 31 marzo, di  tutta  una  serie  di
  figure  che  hanno  rapporti  con  la  Regione  e  poi  non  dovere
  stipulare, il 2 gennaio, contratti con centinaia se non migliaia di
  lavoratori.
   Sono  convinto che, nonostante la disattenzione di quest'Aula,  ci
  sia  una grande attenzione, in questo momento, degli amministratori
  comunali,   degli  amministratori  degli  enti  locali,   di   quei
  funzionari che, con l'abrogazione di questa norma, saranno chiamati
  a  rispondere  innanzi  alla Corte dei Conti dello  sforamento  del
  patto  di stabilità. E la Corte dei Conti, quando eroga delle pene,
  va  a  sancire responsabilità di natura patrimoniale e lo farà  nei
  confronti  di tutti coloro che hanno violato, di fatto, una  norma.
  Oggi,  infatti, si propone di abrogarla; mi riferisco, come  dicevo
  prima, alla deroga al patto di stabilità per le spese correnti  per
  il personale contrattualizzato.
   Se quest'Aula e il Governo vogliono assumersi la responsabilità di
  non  stipulare  migliaia di contratti con  i  lavoratori  -  non  è
  demagogia, ma sarà l'effetto dell'entrata in vigore della norma  -,
  il  Governo  dovrà  assumersi questa responsabilità,  e  non  è  il
  Governo  che  verrà  ma questo Governo, assieme a  quest'Aula,  che
  dovrà  assumersi la responsabilità di non fare stipulare  contratti
  con centinaia di lavoratori che non hanno diritti minori o non sono
  figli  di  un  Dio minore rispetto a quelli che sono indicati,  non
  ricordo  se  all'articolo 8 o all'articolo 1 del disegno  di  legge
  oggi in discussione.
   Ritengo  legittimo  garantire gli stipendi al personale  dell'ente
  Fiera  del  Mediterraneo di Palermo, anche se io,  per  evitare  il
  balletto  dell'ipocrisia, ho votato contro in Commissione Bilancio,
  perché   ritengo   che   qualunque  Governo  debba   assumersi   la
  responsabilità  di far funzionare un ente Fiera. Non  c'è  un  ente
  Fiera  in Italia e in Europa che non sia all'attivo, tranne  quelli
  siciliani.
   Così  come solo in Sicilia gli stabilimenti termali di Acireale  e
  Sciacca sono in perdita, e tutti gli oneri sono a carico di  questa
  straordinaria Regione che, dopo la caduta dell'Albania, è  l'ultimo
  stato socialista in Europa, perché tutti i dipendenti sono a carico
  della Regione. E mi sta bene.
   Ma  non  è possibile che sol perché c'è un Governo nazionale,  c'è
  una  politica del ministro dell'Economia Tremonti che agisce contro
  il Sud, debbano essere penalizzati quei giovani, che giovani non lo
  sono  più,  i  quali  aspettano il 2 gennaio  del  2010  per  avere
  rinnovati  i  contratti  quinquennali  con  l'amministrazione  dove
  prestano servizio da diversi anni.
   Ritornerò  a parlare di questo tema - ho presentato un emendamento
  soppressivo  al  riguardo - perché ritengo che non possano  esserci
  due spazi: lo spazio in cui i parlamentari devono giustamente farsi
  carico,  in  termini  generali,  della  responsabilità  di   dovere
  chiudere o di dovere definire il bilancio della Regione. Altrimenti
  non accadrebbe, se dovesse essere mantenuta in vita la norma di cui
  il Governo chiede l'abrogazione.
   Al  tempo stesso mi pongo un domanda e, forse per la disattenzione
  generale,  dovrò pure con fatica trovarmi una risposta:  mi  chiedo
  perché  in  Sicilia  debbano  esserci,  anche  lì,  situazioni   di
  disparità  nei  confronti  di  lavoratori  che  vivono  la   stessa
  condizione  di  precariato, perché ci devono essere lavoratori  che
  hanno   stuoli   di  parlamentari che  si  occupano  di  presentare
  emendamenti  e  subemendamenti,  mentre  si  rischia  con  certezza
  matematica,   con   l'approvazione   stasera   del   primo    comma
  dell'articolo 9 del disegno di legge all'ordine del giorno, di  non
  avere rinnovati i contratti in nome di una ragion di Stato.
   Perchè   non  devono  avere  lo  stesso  trattamento,  la   stessa
  attenzione di altri lavoratori precari?
   Il mio non vuol essere un tentativo di accattivarsi le simpatie di
  un  mondo  di lavoratori che, ormai, non nutre simpatia per  nessun
  esponente  politico  di  qualsiasi schieramento.  Però,  mi  sembra
  corretto  che  almeno resti traccia di ciò che stasera  può  essere
  consumato,  perché  il  Governo regionale  deve  negoziare  con  il
  Governo   nazionale,   certamente  poco  sensibile   alle   vicende
  meridionali e alle questioni siciliane.
   In Italia ci sono solo due regioni che hanno un problema serio che
  si  chiama precariato contrattualizzato: la Campania e la  Sicilia.
  Ed è chiaro che con l'approvazione di questa norma, senza soluzioni
  serie  che garantiscano i livelli occupazionali per quei lavoratori
  il  cui  contratto va a scadere il 31 dicembre, si consumerà  -  lo
  sottolineo  - una aggressione non a questioni di macroeconomia,  ma
  alle  vicende personali di migliaia di lavoratori che non  potranno
  avere rinnovati i loro contratti. Oltre al fatto che quest'Aula  ed
  il  Governo si assumono la responsabilità, eliminando la norma  dal
  sistema  giuridico,  dei danni che verranno loro  addebitati  dalla
  Corte  dei  Conti.  Perché anche lì dissento  con  l'idea  che  non
  bisogna  applicare questa norma in Sicilia perché è stata approvata
  successivamente alla norma nazionale.
   L'istituto dell'autonomia va fatto valere, non solo sui  giornali,
  ma  concretamente nelle sedi opportune. Per cui credo che, per come
  è stato costruito questo disegno di legge che vuol essere asciutto,
  che  vuole  contenere al minimo quelle che sono alcune disposizioni
  legislative, se dovesse scomparire dal sistema giuridico  la  norma
  che si vuole abrogare con il comma 1 dell'articolo 9 del disegno di
  legge,  il  danno che verrebbe procurato non tanto all'economia  in
  generale,  ma  a  persone fisiche, ad interi nuclei familiari,  non
  possa  essere facilmente descrivibile, altrimenti si correrebbe  il
  rischio di facile pietismo o di retorica di basso livello.
   Per  tale motivo invito il Governo ad attenzionare questo tema  e,
  prima  che  si arrivi a votare l'articolo 9, ad avere una  proposta
  che garantisca queste persone, che hanno identici ed uguali diritti
  di coloro che rientrano nell'elenco di cui all'articolo 1.
   Ritengo  doveroso,  per  rispetto  istituzionale,  garantire  quei
  funzionari  degli  enti  locali, quegli amministratori  degli  enti
  locali  che, con l'abrogazione della norma, si troverebbero esposti
  e  che verrebbero chiamati a rendere conto di un danno erariale che
  certamente non hanno procurato né allo Stato né alla Regione.
   Ecco  perché ritengo necessaria un po' di attenzione sul problema,
  e non spostarla su aspetti tecnici importanti o sulla questione del
  patto di stabilità da definire con lo Stato. Credo che oggi non  si
  possa, per un verso, prorogare contratti legittimi e, per un  altro
  verso, sacrificare come agnelli pasquali soggetti che hanno diritto
  a  continuare  la loro esperienza lavorativa e continuare  a  poter
  dare  risposte alle loro esigenze personali e a quelle  dei  propri
  nuclei familiari.


   Presidenza del vicepresidente Formica


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Cintola ha  chiesto  congedo
  per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Formica


       Riprende la discussione sul disegno di legge numero 499/A

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Caputo.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che  questa
  mini-manovra finanziaria che ci apprestiamo a discutere e votare in
  Aula  sia soltanto una parziale risposta a quello che oggi il mondo
  dell'economia, del lavoro e dell'attività produttiva della  Sicilia
  si aspettava.
   Ancora una volta l'instabilità del Governo e la crisi politica che
  ha  investito  il  Parlamento  si ripercuote  sul  mondo  economico
  siciliano.  Voglio  solo  ricordare, come hanno  già  fatto  alcuni
  colleghi, che il disegno di legge che ci apprestiamo a votare  reca
   Norme   a   sostegno  dell'occupazione,  del   lavoro   e   quello
  dell'esercizio provvisorio .
   In  sintesi, ed in estrema valutazione, il contenuto non sfugge  a
  nessuno  degli  onorevoli colleghi di questo Parlamento,  contenuto
  che  attiene soltanto alle proroghe; questo non vuol dire che  tali
  proroghe  non  andavano fatte o non vanno fatte, perché  su  questo
  siamo  tutti  d'accordo, c'è coralità espressa sia  in  Commissione
  Bilancio  che in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
  ed  io  ribadisco,  per  la  parte che mi  riguarda,  politicamente
  parlando, che anche in Aula c'è convergenza e sintonia.
   Però    questo   Governo   e   questo   Parlamento   non   possono
  caratterizzarsi nell'adozione di iniziative legislative finalizzate
  solo ad attività di prorogatio di un lavoro precario che viene ogni
  volta codificato come  lavoro precario in regime di proroga .
   Un  Governo e un Parlamento che si sono candidati alla guida ed al
  riscatto  di  questa Sicilia, devono operare quel colpo  d'ala  che
  serve  per  trasformare il precariato - se è veramente utile,  così
  come  sono convinto che lo sia quello di cui stiamo parlando  -  in
  occasione   di   lavoro  definitivo,  proprio  per  consentire   la
  programmazione delle attività burocratiche per lo svolgimento delle
  quali  queste categorie di lavoratori sono chiamati a  prestare  la
  loro opera per la Sicilia.
   Ancora una volta, negli ultimi anni, riusciamo soltanto a produrre
  delle  proroghe  che  servono  a  sanzionare,  a  santificare  e  a
  codificare il precariato in questa Sicilia.
   E'  evidente  che non c'è lo sviluppo economico di questa  Regione
  nel disegno di legge che andremo a votare, e sul quale anticipo  il
  mio  voto  favorevole, non fosse altro perché contiene  l'esercizio
  provvisorio   indispensabile  per  evitare   la   paralisi,   anche
  economica, oltre che politica, di questa Regione.
   Voglio dire però che dobbiamo fare uno sforzo.
   A  questo punto, invito il Governo, io come parlamentare l'ho  già
  fatto, ci siamo lamentati e dobbiamo rimediare, almeno per dare  un
  segnale a due importanti comparti economici di questa Sicilia  che,
  in comune, hanno la diversità delle funzioni, ma lo stesso stato di
  crisi quasi comatoso ed irreversibile.
   Gli  agricoltori  hanno  scioperato, per due  giorni  consecutivi,
  sotto il Palazzo del Presidente della Regione. Sono stati ricevuti,
  diamo    atto   della   sensibilità,   dal   Presidente   Lombardo,
  dall'assessore  Cimino  e  dai  funzionari.  Hanno  presentato  una
  piattaforma che sostanzialmente si riconduce all'applicazione degli
  articoli   16  e  17  della  finanziaria  che  consente  interventi
  immediati a sostegno ed a contrasto della crisi del settore.
   Ho presentato due emendamenti, come concordato con il Governo -  e
  sono   convinto  che  anche  il  Governo  presenterà   gli   stessi
  emendamenti - per dare una risposta immediata e concreta alla crisi
  degli  agricoltori in Sicilia che, certamente, non è  una  risposta
  risolutiva,  ma  è  un  intervento  immediato  per  scongiurare  la
  chiusura  e  il  fallimento di centinaia  di  migliaia  di  piccole
  imprese agricole.
   Inoltre,  signor  Presidente e onorevoli  colleghi,  da  tre  mesi
  questo Parlamento ha approvato in Commissione  Attività produttive
  e  in  Commissione   Territorio  ed  ambiente ,  per  le  parti  di
  competenza,   ed   è  approdato  anche  in  Commissione   Bilancio,
  nonostante non ci fosse bisogno, ma quest'ultima ha approvato dando
  parere  favorevole a quei tre articoli di proroga per  le  attività
  delle  cooperative  edilizie.  Ci  sono  centinaia  e  migliaia  di
  alloggi,  si  rischia di perdere i finanziamenti per la costruzione
  di questi alloggi, perché il Parlamento non ha concesso la proroga.
   Le   categorie   produttive,  i  sindacati   e   gli   edili,   la
  ConfArtigianato,  il  mondo delle cooperative  dell'edilizia  hanno
  chiesto, in queste 48 ore, al Governo ed al Parlamento di approvare
  la  proroga per le cooperative edilizie, per evitare la crisi e  la
  paralisi  del comparto produttivo legato all'edilizia che significa
  artigianato in Sicilia.
   Signor Presidente, ho presentato emendamenti in tal senso, in modo
  da  potere  votare questi due settori, agricoltura e edilizia,  che
  serviranno a dare fiato all'economia della Sicilia. Nella povertà e
  nella  precarietà  di questa manovra, votando questi  due  articoli
  avremo  l'opportunità di dare un colpo d'ala e dare dignità ad  una
  manovra  che  oggi  è  proroga, ma che  domani  può  diventare  una
  risposta agli agricoltori e agli edili siciliani.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Marrocco.  Ne  ha
  facoltà.

   MARROCCO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  fare  un
  intervento  sintetico, anche perché il contenuto  delle  norme  che
  andiamo  ad  esaminare  oggi  è, tra virgolette,  scontato,  perché
  rientra  nel  novero di quell'insieme di norme  che  mirano  ad  un
  momento  emergenziale . Un momento nel quale abbiamo il dovere,  ed
  è il nocciolo di queste norme, di approvare l'esercizio provvisorio
  che  ci permette di prorogare di tre mesi tutto quello che concerne
  l'attività amministrativa del Governo regionale.
   Il  nostro  Governo  ha  deciso di inserire  anche  una  serie  di
  interventi  straordinari che riguardano esclusivamente il  problema
  delle  proroghe  per  questi tre mesi, soprattutto  del  mondo  del
  precariato.
   Signor  Presidente, vorrei sottolineare l'inutilità, a mio avviso,
  di  soffermarci  su una serie di valutazioni fatte  magari  -  come
  qualcuno  ha  già detto questa mattina - su qualche  appunto  preso
  malamente.  Bisogna ragionare sulle cose scritte in  questa  norma,
  che  riguardano  chiaramente soltanto i primi tre  mesi  del  nuovo
  anno,  quindi un periodo ristretto del nostro lavoro d'Aula,  ed  è
  chiaro  che  c'è  la  necessità da parte nostra  ed  il  dovere  di
  rispondere  al mondo del precariato che chiaramente si  ritrova,  a
  fine  anno,  a vivere per l'ennesima volta un momento difficile  di
  transizione.
   Ci  sono poche valutazioni politiche da fare su questo atto che ci
  accingiamo a discutere e a votare, mi auguro favorevolmente. Certo,
  qualche   precisazione  va  fatta,  ed  io  mi  voglio   soffermare
  soprattutto  sul  alcune  osservazioni  fatte  da  questo   scranno
  stamattina, quando è stato posto il dubbio se l'assessore regionale
  per il lavoro avesse risolto o no il problema del 2007/2008, e così
  è  stato  attraverso economie che sono state rinvenute  all'interno
  dei capitoli dell'Assessorato stesso.
   Signor  Presidente,  lei  sa  bene  che  con  quest'atto  che   ci
  accingiamo a votare, chiudiamo una vicenda che sta molto a cuore  a
  tutto  il  mondo della formazione e a tutti noi. Allora, al  di  là
  delle  valutazioni politiche che qualcuno vuole fare su  quest'atto
  per  altri  motivi che attengono chiaramente alla quotidianità  del
  nostro  dibattito  politico, penso che dobbiamo invece  soffermarci
  sul  dato  tecnico  che viene espresso da questo provvedimento,  un
  dato  legato  alla  finestra temporale al quale  è  rivolto  l'atto
  stesso, cioè ai primi tre mesi del 2010.
   Pertanto, la valutazione non può che essere positiva, e mi auguro,
  signor  Presidente,  che tutto ciò che questa norma  si  accinge  a
  mettere  in atto, possa essere ovviamente apprezzato favorevolmente
  da quest'Aula.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Leontini.  Ne  ha
  facoltà.

   LEONTINI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  sottolineo  la
  necessità di procedere all'approvazione dell'esercizio provvisorio,
  che  si  presenta  come una soluzione di carattere  obbligatorio  e
  tecnico presentata dal Governo. Vedremo, dopo i dibattiti che hanno
  animato  l'Aula nei giorni scorsi, se tale soluzione  corrisponderà
  alla  esistenza  di  una  maggioranza e, quindi,  oltre  ad  essere
  soluzione  di  Governo  possa essere anche  soluzione  politica  di
  maggioranza.
   Tuttavia, come si è avuto modo di evidenziare qualche minuto fa in
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, il testo non può
  che essere asciutto, non può che riguardare l'esercizio provvisorio
  fino  al  mese di marzo, non poteva non essere integrato da  alcune
  indicazioni   normative  che  riguardano  adempimenti   altrettanto
  obbligatori  per  la Regione al fine di agevolare alcune  categorie
  per le quali, proprio in questi giorni, la Regione sta mettendo  in
  campo degli strumenti importanti come i bandi comunitari.
   Una   di   queste   norme  è  proprio  quella  che   riguarda   la
  ristrutturazione  finanziaria delle aziende  agricole  che,  l'anno
  scorso,  fu inserita in finanziaria agli articoli 17 e  18  e  che,
  poi,   non  fu  notificata  all'Unione  europea,  per  cui   rimase
  inattuata.
   Se  questa norma non dovesse essere inserita, l'80 per cento delle
  imprese agricole siciliane non sarebbe in condizione di partecipare
  ai  bandi  finalizzati a fruire dei benefici comunitari  perché  la
  quota  di  cofinanziamento che le imprese dovrebbero fare  propria,
  della quale le imprese dovrebbero caricarsi, in questo momento l'80
  per  cento  delle  aziende non è in grado  di  sostenerla,  proprio
  perché  ha  a  che  fare con esposizioni debitorie  molto  pesanti,
  rispetto  alle  quali  l'articolo 18  della  finanziaria  dell'anno
  scorso,  ed  un eventuale emendamento che oggi dovremmo aggiungere,
  consente alla Regione di prevedere una ristrutturazione finanziaria
  in  10  -  15  anni, con il carico degli interessi da  parte  della
  Regione  e  la  possibilità, da parte delle aziende,  di  rientrare
  rispetto al debito nel tempo.
   Questo  consentirebbe, ripeto, all'80 per cento delle  imprese  di
  partecipare  ai  bandi  con quella quota di cofinanziamento  che  è
  fondamentale  ai  fini  della fruizione  del  60  per  cento  della
  rimanente quota comunitaria.
   Credo  che  sia  fondamentale, così come è  fondamentale  un'altra
  integrazione concordata per quanto riguarda le cooperative edilizie
  che  hanno  già  cominciato  a  lavorare,  così  come  ritengo   di
  fondamentale importanza un altro emendamento che i capigruppo hanno
  presentato  proprio  nei  mesi scorsi  e  ribadito  fino  ad  oggi,
  riguardante  i consorzi di bonifica e i lavoratori dei consorzi  di
  bonifica.  L'emendamento è stato fatto rimbalzare dalla finanziaria
  al bilancio, dal bilancio alla finanziaria, da norma a norma.
   Una  volta  per  tutte, su questo argomento sarebbe opportuno  che
  l'Aula,  il  Governo  e  la Commissione si orientassero  con  delle
  parole certe e definitive, sia sulla soluzione da mettere in  campo
  sia  sulle possibili soluzioni che eventualmente dovrebbero  essere
  messe in campo più in là, dopo l'esercizio provvisorio.
   L'emendamento, proprio per non sbagliare, si articola in sei commi
  e  tende  a  rendere  giustizia e, quindi, a  rendere  continuativa
  l'attività dei lavoratori dei consorzi di bonifica, ovviamente  con
  delle  soluzioni che sono variegate e diversificate  rispetto  alla
  cronologia dell'attività di questi lavoratori.
   I  consorzi  di  bonifica,  nel quadro  generale  degli  indirizzi
  dell'Assessorato  agricoltura  e  foreste,  realizzano   il   piano
  generale    per    l'irrigazione   e   la   bonifica    finalizzate
  all'ottimizzazione della risorsa idrica in agricoltura,  attraverso
  una  migliore  utilizzazione  delle risorse  strumentali,  umane  e
  finanziarie  disponibili,  da attuarsi  mediante  un  miglioramento
  organizzativo  che  prevede  anche la  centralizzazione  di  alcuni
  servizi consortili.
   Questa  è  la premessa dell'emendamento e, quindi, delle soluzioni
  che  poi,  dal punto di vista operativo e finanziario, si prevedono
  nell'emendamento.
   I  contratti di lavoro a tempo determinato stipulati dai  consorzi
  di  bonifica  sono disciplinati dalle norme contenute  nel  decreto
  legislativo  6  settembre  2001, n. 368 e successive  modifiche  ed
  integrazioni, e dal contratto nazionale di riferimento. E questa  è
  la  seconda premessa, perché senza questa cornice non si potrebbero
  prevedere poi le soluzioni successivamente indicate nei commi dal 3
  in poi, che testualmente leggo:
    Comma 3. I contratti di lavoro stipulati ai sensi dell'articolo 3
  della legge regionale 30 ottobre 1995, n. 76 e successive modifiche
  ed integrazioni sono rinnovati - ecco la prima proroga - sino al 31
  dicembre 2012.
   Le  garanzie occupazionali di cui all'articolo 1, comma  2,  della
  legge  regionale 1 febbraio 2006, n. 4, sono confermate fino al  31
  dicembre 2012 e sono trasformate di diritto in contratti di  durata
  annuale  ai sensi dell'articolo 3 della legge regionale 30  ottobre
  1995,  n.  76 con l'assegnazione delle relative risorse finanziarie
  in funzione del piano generale per l'irrigazione e la bonifica.
   Le  risorse  umane non rientranti nel precedente comma  concorrono
  alla  realizzazione  del  piano generale  per  l'irrigazione  e  la
  bonifica, purché già in servizio nei Consorzi di bonifica alla data
  del   31   dicembre  2007,  e  sono  loro  assicurate  le  garanzie
  occupazionali di almeno 151 giorni.
   Per  tutti  gli altri soggetti non rientranti nelle previsioni  di
  cui  all'articolo 3 delle legge regionale 30 ottobre 1995, n. 76  e
  non  coperti da garanzie occupazionali di cui all'articolo 1  delle
  legge  regionale  n.  4,  assunti con  contratti  sottoscritti  nel
  periodo  2006 e 2009, a totale carico finanziario dei  Consorzi,  è
  prevista la copertura finanziaria per il triennio 2010-2012.
   Infine, i provvedimenti di applicazione del presente articolo sono
  adottati  anche in deroga all'articolo 32 della legge 45 del  1995;
  al  di  fuori  di tale applicazione è fatto divieto ai Consorzi  di
  procedere  ad assunzione di personale sotto qualsiasi forma  e  con
  qualsiasi imputazione contabile, sia a carico della Regione  che  a
  carico dei Consorzi .
   Questo  emendamento è stato sottoscritto, oltre che da  me,  dagli
  onorevoli Maira, Adamo, Musotto, Bosco e da vari colleghi,  quindi,
  a  significare  una  sostanziale politica di condivisione  di  tale
  soluzione.  Se  tale condivisione esiste, come  ritengo  che  debba
  esistere  se  le  firme di volta in volta hanno un  senso,  il  mio
  intervento  è  finalizzato a sensibilizzare Governo  e  Commissione
  affinché,  essendo  tutti  i capigruppo  sottoscrittori  di  questo
  emendamento,  si  dia  la  copertura  finanziaria  e   si   risolva
  definitivamente il problema.
   Qualora   si   dovesse  ritenere,  per  il  ricorso  all'esercizio
  provvisorio,   che   tale  soluzione  non   sia   compatibile   con
  l'utilizzazione in dodicesimi delle finanze disponibili fino al  31
  marzo,  almeno il Governo e la Commissione indichino dove allocare,
  nel breve periodo, tale intervento, quale somma ritagliare, da dove
  ritagliarla  e  fare  riferimento  ad  una  iniziativa  legislativa
  prossima   ed  immediata  con  la  quale  affrontare  e   risolvere
  definitivamente questo problema, un problema che i lavoratori hanno
  ormai  da anni e che è stato sottoposto da alcuni mesi a tutti  noi
  con  delle adesioni sensibili a questa causa, che si sono  tradotte
  nella  formulazione di un emendamento che ha soddisfatto  tutte  le
  categorie dei lavoratori afferenti a questo servizio.
   Ritengo   che,   proprio   oggi,  nel   dibattito   sull'esercizio
  provvisorio - che è poi l'unico strumento finanziario che ci rimane
  da  approvare  -  questo  argomento  non  possa  essere  espunto  o
  accantonato.  Quindi  mi  rivolgo al  Governo  e  alla  Commissione
  affinché domani questo emendamento che, ripeto, è a firma da  tutti
  i  capigruppo  -  ad eccezione del capogruppo del PD,  che  non  ha
  inteso  aderire  a  tale formula di risoluzione  -  possa  tuttavia
  essere  condiviso,  perché  poi,  sostanzialmente,  nel  tempo   la
  condivisione  su tale argomento è stata accordata a parole,  quindi
  anche se manca la firma non significa nulla.
   Ma  se  c'è  una  condivisione di massima, questa può  servire  al
  Governo  e  alla  Commissione  come  base  fondamentale  per  poter
  accedere alla soluzione operativa.
   Concludo   sottolineando  che  certe  strumentali  motivazioni   e
  giustificazioni,  addotte nei mesi scorsi per motivare  il  mancato
  pagamento  degli  stipendi ai forestali che  adesso  viene  risolto
  perché da un capitolo del bilancio vengono sottratti 25 milioni  di
  euro e assegnati proprio alla finalità del pagamento degli stipendi
  ai forestali, oggi si scoprono essere destituite di fondamento.
   Se  la soluzione si rinviene attraverso la modifica di una voce di
  bilancio e se a tale modifica si sta facendo ricorso oggi, è chiaro
  che  soluzioni precedenti non ne sono state previste, non ne  erano
  state  messe  in  campo  e  quindi non è vero  che  le  assenze  in
  Commissione - che, per altro, erano motivate politicamente  -  sono
  la causa del mancato pagamento degli stipendi ai forestali.
   Questa  è  una  colossale  bugia che oggi  viene  fotograficamente
  evidenziata dal fatto che il primo intervento finalizzato a  pagare
  in  ritardo,  dopo  cinque mesi, lo stipendio ai  forestali,  viene
  inserita proprio nel ricorso all'esercizio provvisorio. Se  non  ci
  fosse stato l'esercizio provvisorio, una norma del genere l'avremmo
  discussa  in finanziaria o in bilancio. I quattro mesi  di  ritardo
  nel pagamento degli stipendi comunque si sarebbero accumulati.
   Non  ci sono giustificazioni e colpe da attribuire a nessuno, caso
  mai  c'è  un'impostazione  politica e  di  governo  che  ha  inteso
  affrontare  l'argomento  solo adesso con  questo  strumento  e  con
  questa soluzione.
   Votando  favorevolmente l'esercizio provvisorio, daremo ovviamente
  la  nostra  adesione, ma non andremo oltre se non specificando  che
  non  facciamo  parte  di coloro che possono  essere  additati  come
  responsabili del mancato pagamento degli stipendi nei quattro  mesi
  scorsi.  Se questo è avvenuto, sarebbe la prima volta dopo decenni.
  Infatti  non è mai avvenuto che i forestali non fossero pagati  per
  quattro mesi di seguito, e questo, ovviamente, è da ascrivere  alle
  responsabilità  del  Governo e di chi ha voluto  accumulare  questi
  mesi di ritardo.
   Per  il  resto,  essendo il ricorso all'esercizio provvisorio  una
  manovra  tecnica,  obbligatoria, asfittica e priva  di  significato
  politico,  riteniamo  che  in  questi  giorni  tale  manovra  debba
  consentire al Presidente Lombardo e alla sua coalizione politica di
  evidenziare  con definitivo significato, se questa  è  una  manovra
  aperta  alle avventure dell'Aula e della politica o non è,  invece,
  l'occasione  per  definire,  in tempi  brevi,  l'esistenza  di  una
  maggioranza politica che possa consentire di dire oggi a tutti noi,
  che  non è la manovra tecnica di un Governo ma la premessa  di  una
  futura  attività  di  una  maggioranza che sia  riconducibile,  dal
  nostro punto di vista, alla maggioranza che ha eletto il Presidente
  Lombardo e che ha sostenuto la sua azione governativa fino ad oggi.
   Nessuno  è  bravo da solo. Credo che oggi in Sicilia ci  si  possa
  dire  bravi  se  si è in grado di fare l'elenco delle  categorie  o
  delle  persone alle quali si è riusciti ad alleviare  un  grado  di
  difficoltà,  di  disagio o di sofferenza. Credo  che  le  avventure
  della politica, oggi, tale quantità di sofferenza sono destinate ad
  aggravarla.
   Se qualcuno vuole dirsi bravo, rediga assieme a noi l'elenco delle
  categorie  bisognose di intervento della politica  del  Governo  e,
  insieme  a noi, contribuisca a ridurre il numero delle categorie  e
  delle  persone che non sono ancora state affrancate dal bisogno  di
  una buona attività di Governo e amministrativa.
   Quando riusciremo a fare l'elenco di queste categorie e saremo  in
  grado  di indicare e dimostrare che queste categorie sono diminuite
  e  che  siamo stati capaci di diminuire il numero delle sofferenze,
  il  numero dei disagi, la quantità delle cose che non vanno, allora
  saremo in grado di dirci bravi
   Fino a quando noi ci diciamo bravi e le sofferenze rimangono e  la
  quantità   di  persone  e  di  categorie  bisognose  che  attendono
  inutilmente rimane intatta, credo che nessuno possa dirsi  bravo  e
  quindi  sia  necessario  evitare  le  avventure  e  ritornare  alle
  bravure.
   Le bravure sono quelle del rispetto del consenso degli elettori e,
  quindi, del ripristino di una maggioranza che oggi possa consentire
  a  questo  Governo di dirsi non soltanto Governo, ma maggioranza  e
  Governo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Minardo.  Ne  ha
  facoltà.

   MINARDO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  sicuramente  su
  argomenti  importanti  come  quello  dell'agricoltura,  per  quanto
  riguarda  la  rivisitazione  degli articoli  17  e  18  dell'ultima
  finanziaria  che  prevedevano alcuni sostegni al comparto  agricolo
  che   è  veramente  in  seria  difficoltà  e  che,  rivedendoli   e
  riscrivendoli  con le modifiche necessarie - perché  c'erano  delle
  difficoltà sull'articolo 18,  in particolare per quanto riguarda le
  passività arretrate delle aziende e quindi aiuti con contributi  su
  interessi  per  quanto  riguarda i mutui  ventennali  -  credo  che
  integrare la copertura finanziaria di altri  5 milioni di euro  sia
  un  fatto importante. Quindi, condividiamo perfettamente di dare un
  sostegno forte ad un comparto in forte crisi nel nostro territorio.
   Ringrazio  il  Governo  per  avere  preso  l'iniziativa   con   un
  emendamento  a  firma  del  presidente  della  Regione,   onorevole
  Lombardo:  credo che sia un fatto importante, un segnale forte  che
  noi  diamo ad un settore che sta soffrendo. Ma non c'è dubbio  che,
  per  quanto  riguarda la manovra correttiva, si sia  trascurata  la
  questione  dei  forestali. Non c'è dubbio  che  c'è  chi  ha  delle
  responsabilità,  perché  non è possibile  che  da  quattro  mesi  i
  forestali  non percepiscano i compensi e che, comunque, sicuramente
  per  problemi  interni ai vari gruppi politici, questo  disegno  di
  legge  sia  stato  bloccato in Commissione  Bilancio.  Comunque,  a
  soffrire sono sempre quelli che lavorano.
   Mi  auguro  che  con  questo provvedimento si possa  risolvere  la
  questione  dei  forestali. Ma non possiamo trascurare,  nell'ambito
  del precariato, i consorzi di bonifica perché questa è una promessa
  fatta da tempo.
   In  ogni  finanziaria si discute della questione dei  consorzi  di
  bonifica e, quindi, del passaggio dal contratto di lavoro  a  tempo
  determinato  a  quello  indeterminato; si  discute,  alla  fine  si
  presentano  emendamenti ma non si danno le risposte che  si  devono
  dare.
   Vi  dico  che  non solo devono essere impegnati la  politica  e  i
  partiti  sul problema dei consorzi di bonifica, ma vi  dico  che  è
  impegnata  anche  la Chiesa che sostiene fortemente  a  che  questo
  emendamento  non passi dal bilancio all'Aula, per  poi accantonarlo
  per  tornare   di nuovo al bilancio.  Bisogna sicuramente  prendere
  impegni   precisi   e,  se  è   possibile,  inserirli   in   questo
  provvedimento  perché,  secondo me, è necessario ed  indispensabile
  per  quei  lavoratori  che da anni, chi da  20  chi   da  30  anni,
  lavorano  per  cinquanta, cento o centocinquantuno  giorni  l'anno;
  quindi, a tempo determinato.
   Signor Presidente, la ringrazio per avermi dato la possibilità  di
  esprimere  questo mio pensiero a nome anche del Gruppo MPA,  ma  mi
  auguro  che  si possano inserire in questo provvedimento  questioni
  come  l'agricoltura, i forestali e, in particolare,  i consorzi  di
  bonifica.

   PRESIDENTE.   E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Ragusa.  Ne  ha
  facoltà.

   RAGUSA. Signor Presidente, la ringrazio per avermi dato la  parola
  anche perché ritengo che l'articolo 16 che abbiamo approvato l'anno
  scorso  nella finanziaria ha dato un grande impulso all'agricoltura
  cercando  di  alleviarne le sofferenze. E' chiaro  che  adesso  gli
  articoli   17 e 18 vanno messi nelle condizioni di essere applicati
  e, quindi, di essere utili all'agricoltura siciliana.
  L'intervento   che   l'Assemblea  tutta  ha   voluto,   in   questa
  circostanza,  riguardante i consorzi di bonifica, i  forestali,  la
  Protezione civile non può fare altro che dire grazie all'impegno di
  tutta l'Aula per questa dimostrazione di grande affetto rispetto al
  precariato  siciliano che ha bisogno di essere aiutato e  sostenuto
  in  questi momenti di grande crisi che vive l'Italia e la  Sicilia,
  in particolare.
   Ritengo  che  il  grande  lavoro svolto da  questa  Assemblea  sia
  meritevole di essere approvato, condiviso e continuato.

   DI  MAURO,  assessore  per il bilancio e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, intervengo a proposito  di  questo
  esercizio  provvisorio perché, così come si  è  svolto  in  seconda
  Commissione,  non  poteva  che essere  un  atto  legislativo  molto
  contenuto perché non vi è dubbio che la situazione politica che  in
  questo  momento attraversa il Governo siciliano, il  Parlamento  di
  questa   Regione,  non  consentiva  di  affrontare  il   tema   più
  importante, che è quello del bilancio e della finanziaria.
   Abbiamo  così  inteso  adempiere al dovere  di  mettere  in  campo
  l'esercizio  provvisorio  che consentisse alla  Regione  siciliana,
  dal primo gennaio, di operare in dodicesimi.
   Abbiamo  inserito così, come peraltro ha stabilito  la  Conferenza
  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari, alcuni temi che rispondono
  a  scelte  quasi  obbligate  che  sono  dettate  da  questioni  che
  riguardano,  molto  di  frequente, il  personale,  spesso  riguarda
  personale  che  anche indirettamente trova ristoro con  le  risorse
  della  Regione  siciliana  ed   altri adempimenti  che  sono  stati
  considerati  -  a  parere del Governo e a parere anche  dell'intera
  Commissione Bilancio - atti obbligatori, necessari affinché  non si
  creassero,  nei  confronti  dei  cittadini,  alcune  disparità   di
  trattamento.
   L'intendimento  del  Governo  è  stato  quello   di   dare   corso
  all'esercizio  provvisorio, per tre mesi, con  una serie  di  norme
  che ripropongono le disposizioni legislative previste nell'articolo
  1 della legge regionale numero  25 del 2008.
   La  copertura  finanziaria si è data per un tema  che,  per  tanto
  tempo si è discusso e che necessitava un intervento legislativo per
  coprire  quello  che  è stato il  piano formativo  del  2009  e  le
  risorse che sono state assegnate, ai sensi dell'articolo 6, all'ESA
  perché risorse dovute ed altre risorse che sono state assegnate  ad
  altre situazioni che vivono un momento di precarietà - mi riferisco
  a tutti coloro i quali appartengono al Fondo unico del precariato -
  e  pertanto  abbiamo  ritenuto di inserire, in questa  disposizione
  legislativa,  l'importo  di quarantatre milioni  e  cinquecentomila
  euro.
   Aggiungo    una    riflessione   relativamente   alla    questione
  dell'abrogazione dell'articolo 8 della legge n. 6 del 2009.
   E'  un'abrogazione dovuta da parte di questa Regione perché noi  -
  nonostante l'impegno profuso nei confronti del Governo nazionale  -
  non siamo riusciti ancora a sottoscrivere il Patto di stabilità con
  lo  Stato.  Un  Patto di stabilità con lo Stato che consentisse  di
  enucleare  le  risorse  che sono destinate  all'autorizzazione  dei
  fondi  comunitari e le risorse che sono destinate al pagamento  dei
  precari.
   Voglio aprire  una brevissima parentesi, su questo argomento:  non
  vi  è  dubbio  che  un  Patto di stabilità che comprenda  anche  il
  calcolo   delle  risorse  destinate  all'utilizzazione  dei   fondi
  comunitari  - lasciatemelo dire - è una determinazione del  Governo
  nazionale  che  non va a favore degli interessi delle  regioni  del
  Meridione  perché queste regioni hanno necessità di considerare  le
  risorse  che  appartengono  ai fondi comunitari  non  come  risorse
  sostitutive  di quelle che dovevano essere le risorse dello  Stato,
  ma aggiuntive.
   Invece,  una disposizione così rigorosa, messa in campo  da  parte
  dello Stato, di fatto fa cessare qualsiasi iniziativa che un comune
  o   una   provincia  vuole  attivare  nei  confronti  dello   Stato
  consentendo  allo  stesso di riversare la sua attenzione  verso  le
  regioni del Nord.
   Credo  che  sia un problema fortemente politico, un  problema  che
  nasce  da un Governo nazionale che ha deciso di stringere le  corde
  nei  confronti  del  Governo  della Regione,  dei  comuni  e  delle
  province di questa regione.
   Facciamo  un  esempio:  se  il comune di  Messina  riceve  risorse
  ingenti  per ripianare, in questo momento, la situazione di  grande
  difficoltà  creata dalle frane che ci sono state, esso  rischia  di
  sforare  il  Patto di stabilità . Vi renderete conto che si  tratta
  di  una  norma  che  lascia quantomeno perplesso il  Governo  della
  Regione e lascia perplessi ovviamente gli amministratori comunali.
   Devo  rappresentare, però, che la norma di cui all'articolo  8  di
  fatto  non  è applicabile perché non siamo riusciti a sottoscrivere
  questo Patto con lo Stato. Non è mancato per noi.
   Abbiamo  in questi giorni, tuttavia,  accentuato gli incontri  col
  Governo nazionale e nonostante tutto, nonostante il lasso di  tempo
  ed  il  pressing  che  abbiamo tenuto in quest'ultimo  periodo,  mi
  permetto  di  dire e lo dico ai parlamentari che sono presenti,  ai
  sindaci  che  ovviamente sono molto interessati, che l'impegno  che
  sta  mettendo  il Presidente della Regione e in queste  ultime  ore
  l'intensificazione  dei  rapporti e dei  contatti  avuti  con  Roma
  lasciano  ben sperare per una soluzione politica che deve vedere  i
  comuni e la Regione siciliana di  potere utilizzare serenamente  le
  risorse  che  sono destinate a fare spesa e che hanno riguardo  non
  certo  all'incremento  di quelle che sono le piante  organiche,  ma
  all'incremento  di  una  spesa  relativa  all'investimento  ed   al
  pagamento dei precari.
   Abbiamo  poc'anzi  affrontato  in Conferenza  dei  Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari alcuni argomenti importanti quali, ad esempio,
  quello  delle  cooperative edilizie e si  è  stabilito,  di  comune
  accordo, di recuperare un vecchio disegno di legge, il numero  281,
  che  già  era stato esitato per essere esaminato in Aula e che  era
  stato  ritirato affinché le competenti Commissioni possano mettersi
  nuovamente  in  cammino per  proporre nella prima seduta  utile  di
  questa Assemblea un disegno di legge che dia una risposta non  solo
  alle  cooperative, non solo al mondo delle imprese, ma anche a  chi
  attende, da ormai quasi due anni, la possibilità di costruire   una
  casa in cooperativa.
   Aggiungo che c'è una forte attenzione al tema dell'agricoltura.
   In  Parlamento  è  stata  sollecitata un'attenzione  verso  questo
  settore.  Abbiamo  operato su questo disegno di  legge  in  maniera
  rigorosa,  ma non c'è dubbio che alcune attività che il Parlamento,
  a  mio  modesto avviso, dovrebbe fare è poter utilizzare le risorse
  che  sono state messe in campo con gli articoli 17 e 18 della legge
  6 del 2009.
   Per  quanto ci riguarda, senza prevedere alcun aumento di spesa  e
  cogliendo  le  sollecitazioni che sono pervenute dagli agricoltori,
  dalle  organizzazioni sindacali e anche dai vari interventi,  credo
  alla  fine  ci  determineremo  per  presentare  un  emendamento  di
  riordino  che  consenta di utilizzare le risorse   che  sono  state
  destinate a questo settore.
   Per quanto riguarda l'ente Fiera di Palermo - lasciatemelo dire  -
  questo  è un caso assolutamente drammatico che il collega assessore
  Bufardeci  ha, secondo una delibera di giunta,  messo  in  cantiere
  perché   possa  essere  sollecitata  l'iniziativa  di  imprenditori
  privati che rimettano in campo una Fiera all'altezza del suo nome e
  soprattutto   possa  prevedere  una  ricollocazione   delle   unità
  lavorative  che sono impegnate in questo momento nel  vecchio  ente
  Fiera di Palermo.
   Non  abbiamo  aggiunto,  mi permetto di  dire,  cose  estranee  ad
  argomenti che hanno caratteristiche dell' urgenza, della necessità,
  della  indifferibilità, rinviando gli argomenti che sono importanti
  come quelli dei consorzi di bonifica, come quelli che attengono  al
  mondo  degli artigiani per i quali avevamo già immaginato  qualcosa
  che  riguardava la manovra correttiva, l'integrazione del fondo che
  è  istituito  presso  la CRIAS. Abbiamo immaginato  di  fare  tutto
  questo nella finanziaria. Noi siamo convinti che questa crisi  sarà
  risolta  entro  l'anno,  come  ha annunciato  il  Presidente  della
  Regione,  il  nuovo Governo avrà modo di presentare un  disegno  di
  legge  di  bilancio  e finanziaria entro i termini  consentiti  che
  potrà affrontare le emergenze di questa regione.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, dichiaro chiusa  la  discussione
  generale  e  pongo  in  votazione  il  passaggio   all'esame  degli
  articoli. Chi è favorevole  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   La  seduta è rinviata a domani, giovedì 17 dicembre 2009, alle ore
  12.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Formica


   I - Comunicazioni.

   II - Discussione del disegno di legge:
   «Interventi finanziari urgenti per l'anno 2009 e disposizioni  per
  l'occupazione.  Autorizzazione  per  l'esercizio  provvisorio   per
  l'anno 2010» (n. 499/A) (Seguito).

                   La seduta è tolta alle ore 18.52

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      Dott.ssa Iolanda Caroselli
   ALLEGATO

                RELAZIONE  AL DISEGNO DI LEGGE N. 499/A

   «Interventi finanziari urgenti per l'anno 2009 e disposizioni  per
  l'occupazione.  Autorizzazione  per  l'esercizio  provvisorio   per
  l'anno 2010»

       Onorevoli colleghi,

   il  disegno  di  legge  di bilancio per l'anno  2010  ed  bilancio
  pluriennale  per  il  triennio 2010-2012, presentato  all'Assemblea
  regionale  siciliana  il 1 ottobre 2009, non è  stato  a  tutt'oggi
  oggetto di dibattito parlamentare.

   Nell'approssimarsi dell'inizio dell'esercizio finanziario 2010  ed
  al  fine  di  evitare il blocco dell'attività amministrativa  della
  Regione,   il  Governo,  in  adempimento  di   un  preciso   dovere
  costituzionale, ha predisposto il presente disegno di legge con  il
  quale,   oltre   che   prevedere   l'autorizzazione   all'esercizio
  provvisorio  fino  al  31 marzo 2010 (Titolo  III),  si  propongono
  alcune  misure  di carattere urgente finalizzate prevalentemente  a
  garantire  i livelli occupazionali in alcuni settori per  gli  anni
  2009 e 2010.

   Il  presente disegno di legge è stato strutturato su tre specifici
  titoli in funzione della tipologia degli interventi trattati.

   Il  titolo  I  del  disegno  di legge  contiene  disposizioni  per
  l'esercizio   finanziario  2010,  necessarie   per   garantire   la
  prosecuzione, per il termine di tre mensilità, corrispondenti  alla
  richiesta di autorizzazione dell'esercizio provvisorio del bilancio
  regionale,   dei  contratti  del  personale  a  tempo   determinato
  utilizzato dall'amministrazione regionale e da alcuni enti.

   Infatti,  con  l'articolo 1 si ripropongono  le  proroghe  oggetto
  della legge regionale n. 25 del 2008; in particolare:

   a)  con  il  comma  1 si provvede alla proroga dei  contratti  del
  personale   a   tempo  determinato,  utilizzato  dal   Dipartimento
  protezione civile;

   b)   con   il  comma  2  si  provvede  a  prolungare  le  garanzie
  occupazionali  del  personale a tempo determinato,  utilizzato  dai
  Consorzi di bonifica;

   c)  con  il comma 3 si provvede alla prosecuzione degli interventi
  in  favore  dei soggetti in atto impiegati in attività  socialmente
  utili;

   d)  con  il  comma  4  si  provvede a prorogare  i  contratti  del
  personale utilizzato dagli sportelli multifunzionali;

   e)  con il comma 5 si prevede di destinare 9.000 migliaia di  euro
  per la prosecuzione dei lavori effettuati dai PIP di Palermo;

   f) con il comma 6 si prevede la prosecuzione dei contratti in atto
  esistenti del personale a tempo determinato utilizzato dalla ARRA;

   g)  con  il  comma 7 si prevede la prosecuzione dei contratti  del
  personale  a  tempo  determinato, utilizzato  dall'Assessorato  del
  territorio e dell'ambiente (PON ATAS, PODIS, VIA VAS).

   La  copertura  degli  interventi in questione  è  garantita  dalle
  attuali  disponibilità  dei fondi globali  previsti  dalla  vigente
  legislazione per l'anno 2010.

   L'articolo 2 riguarda la definizione di alcune operazioni connesse
  alla  chiusura del POR 2000-2006. In particolare, con i  primi  due
  commi,  si  provvede ad eliminare dalle scritture  contabili  della
  Regione le somme impegnate a valere sui capitoli del POR 2000/2006,
  a  fronte delle quali non corrispondono obbligazioni giuridicamente
  vincolanti. Con il comma 3 si destinano le somme rinvenienti  dalle
  disposizioni  previste  dai  precedenti  commi  nonché  le  risorse
  liberate  realizzate sul POR Sicilia FSE 2000/2006 al finanziamento
  del   Piano  formativo  2010,  predisposto  ai  sensi  della  legge
  regionale  n.  24/76. Alla data del 30 settembre 2009 sui  capitoli
  del  POR  Sicilia  FSE  risulta un'economia complessiva  di  56.306
  migliaia di euro al netto della quota di cofinanziamento regionale.

   Con  il  Titolo  II  si  affrontano le problematiche  relative  ad
   Interventi finanziari urgenti per l'anno 2009'.

   In  particolare, con l'articolo 3 viene concesso, ad  integrazione
  di  quanto  già autorizzato con l'articolo 42 della legge regionale
  n.  6/2009, un ulteriore beneficio straordinario all'Ente  autonomo
  Fiera  del  Mediterraneo  di Palermo, finalizzato  a  garantire  la
  corresponsione  degli  emolumenti  fondamentali  ed   accessori   e
  relativi oneri al personale in servizio presso l'ente alla data del
  31 dicembre 2008.

   Al fine di garantire la totale copertura del Piano formativo 2009,
  con l'articolo 4 viene incrementato lo stanziamento di bilancio del
  relativo capitolo di spesa.

   Come   affermato  dal  Governo,  in  Commissione   Bilancio ,   il
  conteggio della maggiore esigenza, pari a 58.000 migliaia di  euro,
  è  stato  estrapolato  da dati forniti dal competente  dipartimento
  regionale.

   L'articolo  5  riguarda una modifica della  legge  di  contabilità
  regionale;  in particolare, in relazione all'attuazione del  titolo
  II  della  legge  regionale n. 19/2008 di riforma  dell'ordinamento
  dell'Amministrazione  regionale  che  sarà  attuato  nel  2010,  si
  dispone  che  tutti gli ordini di accreditamento  non  pagati  alla
  chiusura   dell'esercizio  non  siano  trasportati  automaticamente
  all'esercizio  successivo.  Tale  norma,  di  natura   strettamente
  tecnica, consente ai Dipartimenti di potere programmare, ad  inizio
  di  ogni anno, le proprie disponibilità di cassa e, di conseguenza,
  di  avere un effettivo monitoraggio sui titoli di spesa emessi e di
  consentire   ai responsabili dei vari centri di spesa  di  valutare
  eventuali scostamenti con i limiti imposti dal  rispetto del  patto
  di stabilità.

   Con  l'articolo 6 sono apportate alcune variazioni per l'esercizio
  finanziario 2009 allo  stato di previsione della spesa del bilancio
  della Regione. I capitoli incrementati riguardano:

   a)  le  spese  per  il servizio di scorta per il Presidente  della
  Regione, per 30 migliaia di euro;

   b)  l'integrazione del contributo all'ESA, necessario a consentire
  il   completamento   delle  giornate  lavorative   dei   lavoratori
  stagionali per un importo di 3.000 migliaia di euro;

   c)  l'integrazione  dello stanziamento  del  fondo  unico  per  il
  precariato per un importo complessivo di 43.500 migliaia  di  euro.
  L'incremento  richiesto di 43.500 migliaia di  euro,  sommato  alla
  disponibilità attuale del capitolo, è destinato a:

   1) al finanziamento di n. 51 istanze per n. 1.286 contratti di cui
  alle  leggi  regionali  n.  85/95 e n.  16/06  relative  agli  enti
  beneficiari di tali interventi. L'importo necessario ammonta a euro
  20.777.003,97; restano inoltre da finanziare circa n. 750 contratti
  di  diritto  privato,  per  i quali non sono  ancora  pervenute  le
  richieste  degli  enti; fabbisogno presunto euro 12.375.000,00;  il
  fabbisogno  totale  ammonta a euro 33.152.003,97  (20.777.003,97  +
  12.375.000,00);  ad oggi sono stati finanziati n. 10.651  contratti
  di diritto privato, ai sensi dell'articolo 12 della legge regionale
  21  dicembre  1995,  n.  85 e degli articoli  4  e  8  della  legge
  regionale 14 aprile 2006, n. 16;

   2)  al  finanziamento del sussidio a.s.u. (periodo 10  novembre-31
  dicembre 2009); l'importo necessario ammonta ad  euro 7.500.000,00;

   3)  al  finanziamento  del contributo per n. 40   Borse  formative
  all'autoimpiego'  di cui all'articolo 2 della  legge  regionale  23
  gennaio 1998, n. 3, euro 1.446.079,32 (40 x 36.151,98);

   4) al finanziamento del contributo di cui all'articolo 2, comma 1,
  della  legge regionale 26 novembre 2000, n. 24 per n. 82 lavoratori
  per euro 508.193,36 (82 x 6.197,48);

   5)  al  finanziamento del contributo per un ulteriore  quinquennio
  agli  enti già beneficiari, nell'anno 2004, del contributo  di  cui
  all'articolo 2, comma 1, della legge regionale 26 novembre 2000, n.
  24 come previsto dall'articolo 2, comma 3, della legge regionale 31
  dicembre  2007,  n. 27. Ad oggi sono pervenute n.  20  istanze  già
  istruite   per   le   quali   è  possibile   richiedere   l'assenso
  all'Assessorato  del  bilancio per n.  1.600  contratti;  l'importo
  necessario ammonta a euro 9.915.972,37 (1600 x 6.197,48). Nell'anno
  2004  per  le finalità di cui all'articolo 25 della legge regionale
  n.  21 del 2003 sono stati finanziati altri n. 107 enti (di cui  n.
  11  hanno  presentato  l'istanza in corso di  istruttoria)  per  un
  totale  di  n. 4.264 contratti; ipotizzando che nel corso dell'anno
  2009  pervengano  richieste per il 50 per cento  dei  contratti  il
  fabbisogno risulta pari a euro 13.213.027,36 (2.132 x 6.197,48);

   6)  alla  stabilizzazione del personale impegnato presso il  Museo
  archeologico  regionale di Centuripe euro 600.000,00 (articolo  76,
  comma 7, della legge regionale 14 maggio 2009, n. 6);

   7) ad ulteriori finanziamenti, relativi agli anni 2007 e 2008, per
  effetto degli aumenti retributivi conseguenti all'applicazione  del
  CCRL  degli Enti locali 4 aprile 2008, biennio economico 2006/2007;
  ad  oggi l'importo richiesto ammonta a circa euro 3.000.000,00  che
  potrebbe ancora lievitare per effetto di ulteriori richieste;

   d)  una  variazione compensativa per consentire  il  completamento
  delle  giornate  lavorative  per il servizio  antincendio,  per  un
  importo complessivo di 25.000 migliaia di euro.

   La  copertura delle predette spese nonché dell'intero  disegno  di
  legge viene garantita dalla riduzione di due capitoli relativi alle
  spese per interessi per mutui e prestiti contratti dalla Regione in
  esercizi  precedenti, nonché attingendo dalle attuali disponibilità
  dei fondi globali per far fronte a nuove iniziative legislative.

   Con   il   Titolo  III  si  provvede  ad  autorizzare  l'esercizio
  provvisorio per l'anno 2010, per il termine di tre mesi, fino al 31
  marzo  2010.  In  merito si è ritenuto di dovere  prevedere  alcune
  deroghe  alle limitazioni all'assunzione di impegni, imposte  dalla
  vigente normativa contabile. Infatti, si dispone che la limitazione
  per  dodicesimi  nell'assunzione degli impegni e nell'effettuazione
  dei   pagamenti   non  si  applichi  alle  spese   concernenti   la
  realizzazione  degli  interventi comunitari, previsti  sia  nel  PO
  della  Sicilia  2007-2013 che nel PAR-FAS  2007-2013,  al  fine  di
  consentirne   la   piena  utilizzazione.  Le   ulteriori   deroghe,
  consentite dal disegno di legge in questione, riguardano  le  spese
  per  la prevenzione e gli interventi per il controllo degli incendi
  boschivi,  gli  interventi di tipo conservativo, le spese  per  gli
  interventi  nel  settore della forestazione, nonché gli  interventi
  previsti dalle tabelle g) ed h) della legge finanziaria.

   Il Titolo IV reca, infine le disposizioni finali.

   Più specificamente l'articolo 9 introduce  Abrogazioni e modifiche
  di norme' ed in particolare, provvede, fra l'altro, all'abrogazione
  della  norma,  inserita nella legge finanziaria  regionale  per  il
  2009,   relativa   all'esclusione   degli   oneri   inerenti   alla
  stabilizzazione del personale precario, trasferiti  dalla  Regione,
  dalle  regole del Patto di stabilità degli Enti locali, nonché  dal
  contenimento delle spese relative al personale. Tale abrogazione si
  rende  necessaria  in quanto, secondo il principio  dell'invarianza
  dei  saldi  del  settore  pubblico  allargato,  le  esclusioni   in
  argomento  hanno refluenze negative dirette sul Patto di  stabilità
  della  Regione, con la conseguenza del superamento  dei  limiti  di
  spesa  fissati  per  la  Regione;  tale  eventualità  comporterebbe
  l'applicazione  di  sanzioni. Un'altra  norma,  infine,  a  seguito
  dell'introduzione del mandato informatico, esclude  la  possibilità
  di  pagare  gli  stipendi del personale regionale con  aperture  di
  credito.