Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, informo che, essendo in corso
presso gli uffici della Presidenza accertamenti sulla
ammissibilità degli emendamenti, la seduta è sospesa e riprenderà
alle ore 16.30.
(La seduta, sospesa alle ore 12.22, è ripresa alle ore 16.58)
Presidenza del Presidente Cascio
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
GENNUSO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per oggi gli onorevoli:
Donegani, Fagone, Marinello, Marziano e Mattarella.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di pareri resi
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti pareri sono stati resi dalla
competente Commissione
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
Direttive per l'attuazione delle linee d'intervento 3.3.1.4 del
P.O. FESR Sicilia 2007-2013 (n. 59/IV)
reso in data 16 dicembre 2009
inviato in data 17 dicembre 2009
Piano regionale di propaganda turistica anno 2010 (n. 60/IV)
reso in data 16 dicembre 2009
inviato in data 17 dicembre 2009.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 927 - Proroga dei termini di presentazione del piano
regolatore generale del Comune di Aci Castello (CT).
Presidente Regione
Assessore Territorio
Assessore Famiglia
Firmatario: Pogliese Salvatore
N. 928 - Iniziative per la stabilizzazione dei precari del Corpo
nazionale dei Vigili del fuoco.
Presidente Regione
Assessore Presidenza
Firmatari: Pogliese Salvatore; Buzzanca Giuseppe; Caputo Salvino;
Falcone Marco; Vinciullo Vincenzo.
N. 930 - Interventi urgenti volti a revocare la
realizzazione del cavalcaferrovia sulla strada provinciale
Rosolini-Pachino a valle dell'abitato del comune di Rosolini (SR).
Assessore Territorio
Firmatario:Gennuso Giuseppe
N. 931 - Misure urgenti per fronteggiare l'emergenza della
comunità di Motta S. Anastasia (CT), colpita da intensi eventi
calamitosi.
Presidente Regione
Firmatari: Di Guardo Antonino; Barbagallo Giovanni; Fiorenza
Cataldo; Raia Concetta; Cracolici Antonino; De Benedictis Roberto;
Marinello Vincenzo; Marziano Bruno; Panarello Filippo; Panepinto
Giovanni
N. 932 - Opportune iniziative allo scopo di fare luce sulla
gestione dell'associazione regionale degli allevatori di Sicilia.
Presidente Regione
Assessore Agricoltura
Firmatari: Marziano Bruno; De Benedictis Roberto; Digiacomo
Giuseppe; Di Guardo Antonino; Minardo Riccardo.
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 926 - Notizie in ordine alla mancata emanazione del decreto
che fissa le modalità per la certificazione dei crediti e la
stipula di convenzioni con gli istituti di credito di cui
all'articolo 14 della legge finanziaria regionale n. 6 del 2009.
Presidente Regione
Assessore Bilancio
Firmatario: D'Asero Antonino
N. 929 - Notizie circa la grave emergenza determinatasi nel
comune di Catania a seguito dei reiterati atti incendiari che
hanno interessato numerosi contenitori per la raccolta
differenziata.
Presidente Regione
Firmatario: Arena Giuseppe
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
n. 164 Interventi per evitare la soppressione del reparto di
chirurgia generale del presidio ospedaliero S. Vincenzo di
Taormina (ME) , dagli onorevoli Rinaldi Francesco, Picciolo
Giuseppe, Fiorenza Cataldo e Barbagallo Giovanni,
presentata il 15 dicembre 2009
n. 165 Iniziative a livello centrale per il mantenimento del
Crocifisso nelle scuole , dagli onorevoli Marrocco Livio,
Currenti Carmelo, Mineo Francesco, Scammacca Della Bruca
Guglielmo,
presentata il 16 dicembre 2009.
Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno
della seduta successiva perchè se ne determini la data di
discussione.
Comunicazione di nota della Segreteria generale della Presidenza
della Regione
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, do lettura della nota prot.
8545/C1/22 del 15 dicembre 2009 della Segreteria generale della
Presidenza della Regione, qui pervenuta il 16 dicembre successivo,
avente ad oggetto Decreto presidenziale n. 459/Area 1 /S.G. del
15 dicembre 2009', nonché dell'allegato decreto.
«D.P. n. 459/Area 1 /S.G.
VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;
VISTO in particolare l'articolo 9, come sostituito dall'articolo
1, comma 1, lett. F) della legge costituzionale 31 gennaio 2001,
n. 2, che, nel prevedere l'elezione a suffragio universale e
diretto del Presidente della Regione, gli attribuisce il potere di
nominare e revocare gli Assessori da preporre ai singoli rami
dell'Amministrazione regionale, tra cui un Vicepresidente che lo
sostituisce in caso di assenza o di impedimento;
VISTA la legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e sue
successive modifiche ed integrazioni;
VISTA la legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, e sue successive
modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;
VISTA la legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19;
VISTO il decreto presidenziale 29 maggio 2009 rep. n. 191/Area
1 /S.G. Nomina Assessori regionali ;
VISTO il decreto presidenziale 3 giugno 2009 rep. n. 197/Area
1 /S.G. Delega all'Assessore regionale avv. to Gaetano Armao
della trattazione degli affari ricompresi nelle competenze del
Dipartimento regionale della Protezione civile;
VISTO il decreto presidenziale 17 giugno 2009 rep. n. 236/Area
1 /S.G. di preposizione degli Assessori ai rami
dell'Amministrazione regionale;
VISTO il decreto presidenziale 8 luglio 2009 rep. n. 277/Area
1 /S.G. relativo alla rimodulazione dell'assetto riguardante le
preposizioni degli Assessori regionali ai rami
dell'Amministrazione regionale di cui ai precedenti decreti;
VISTO il decreto presidenziale 2 dicembre 2009 rep. n. 426/Area
1 /S.G. di revoca della delega alla trattazione degli affari
ricompresi nelle competenze del Dipartimento regionale della
Protezione Civile conferita all'avv.to Gaetano Armao con decreto
presidenziale n. 197/09, con contestuale riassunzione da parte del
Presidente della Regione dell'esercizio delle relative funzioni;
VISTA la lettera prot. n. 197769/Gab datata 2.12.09 con la quale
l'Assessore destinato alla Presidenza avv. to Gaetano Armao
rimette la delega conferitagli per la trattazione degli affari
ricompresi nelle competenze del Dipartimento regionale del
personale, dei servizi generali, di quiescenza, previdenza ed
assistenza del personale e del dipartimento regionale della
programmazione;
RITENUTO di dover riassumere le predette deleghe di cui al
citato decreto presidenziale n. 277/09, accogliendo la sopra
citata rimessione di deleghe;
D E C R E T A
Art. 1
1. Per le motivazioni di cui in premessa le deleghe alla
trattazione degli affari ricompresi nelle competenze del
Dipartimento regionale del personale, dei servizi generali, di
quiescenza, previdenza ed assistenza del personale e del
dipartimento regionale della programmazione, conferite
all'Assessore destinato alla Presidenza avv. to Gaetano Armao con
decreto presidenziale 277/Area 1 /S.G. dell'8 luglio 2009, sono
riassunte dal Presidente della Regione.
2. Con successivo provvedimento saranno indicate le ulteriori
funzioni dell'Assessore destinato alla Presidenza per coadiuvare
il Presidente della Regione ai sensi dell'art. 3, ultimo comma
della L.r. 29.12.1962, n. 28.
Art. 2
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Regione siciliana.
Palermo, 15 dicembre 2009
IL
PRESIDENTE
(On.le Dott. Raffaele Lombardo)»
Seguito della discussione del disegno di legge n. 499/A
Interventi finanziari urgenti per l'anno 2009 e disposizioni per
l'occupazione. Autorizzazione per l'esercizio provvisorio per
l'anno 2010
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Seguito
della discussione del disegno di legge n. 499/A Interventi
finanziari urgenti per l'anno 2009 e disposizioni per
l'occupazione. Autorizzazione per l'esercizio provvisorio per
l'anno 2010 .
Onorevoli colleghi, ricordo che nella seduta numero 127 del 16
dicembre 2009 era stata chiusa la discussione generale ed
approvato il passaggio all'esame degli articoli.
Prima di procedere all'esame dei singoli articoli del disegno di
legge, al fine di rendere più agevole e più chiaro il lavoro che
stiamo per affrontare, do comunicazione delle decisioni adottate
da questa Presidenza sugli emendamenti presentati.
Tali decisioni (con il supporto degli uffici) sono state assunte
avendo presente:
il calendario dei lavori approvato dalla Conferenza dei
Presidenti dei gruppi parlamentari, comunicato nella seduta n. 124
del 2 dicembre u.s., che stabiliva che la Commissione Bilancio
avrebbe esitato per l'Aula un provvedimento legislativo volto ad
affrontare poche emergenze finanziarie e la proroga dei contratti
dei precari e un provvedimento relativo all'esercizio provvisorio;
che la presenza della concessione dell'esercizio provvisorio con
altre norme di varia natura ci deve rendere attenti più che mai al
rispetto delle norme costituzionali e statutarie;
il rispetto del nostro Regolamento interno che prescrive:
il numero di firme necessario per la presentazione di emendamenti
una volta che sia cominciata la discussione generale (art. 112);
l'obbligo della previa presentazione in Commissione degli
emendamenti (art. 111);
la possibilità di stralcio (art. 73 ter).
Considerati questi ristretti limiti posti dalla Conferenza dei
Presidenti dei gruppi parlamentari con la partecipazione del
Presidente della Regione, e condivisi dall'Aula, questa Presidenza
dichiara inammissibili i seguenti emendamenti che saranno
esaminati in appositi disegni di legge o nella finanziaria:
- 6 B1, 6 B2, 9.2, 9.4, A 7, A6, A 42, A 14, A 34, A 35, A 10, A
33, A 8, A 41, A 40, A 37, A 44, A 53, A 36, A 43, A 15, A 38, A
39, A 5, A 54, (A 2) , A 12, A 13, A 11, A 29, A 4, A 24, A 18 e
A 9.
Considerato poi che alcuni emendamenti vertono su materie in atto
trattate nelle Commissioni di merito con appositi disegni di legge
i seguenti emendamenti, ai sensi dell'articolo 12, comma 3, dello
Statuto sono inviati alle competenti Commissioni:
A 18, A 25, A 56, A 29, A 20, A 21, A 4, A 3, A 19, A 62, A 61, A
60, A 59, A 28, A 30, A 55, A 51, A 16, A 1, A 2 e A 24.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo
per far notare, sicuramente si è trattato di una mera svista, che
a pagina 47 del fascicolo degli emendamenti non è stato ammesso un
finanziamento, peraltro presentato prima da me, il numero A43,
mentre è stato ammesso l'analogo emendamento, quello a firma degli
onorevoli Ardizzone-Maira.
E, ripeto, è stato escluso il numero A43.
PRESIDENTE. Le spiego il perché, onorevole Formica, non è una
questione di scortesia. Il suo emendamento era firmato soltanto da
lei, mentre l'altro è firmato da un capogruppo. Di conseguenza,
d'ufficio, viene apposta in aggiunta la sua firma all'emendamento
di identico contenuto, che diventa a firma degli onorevoli
Ardizzone, Maira e Formica. Quell'altro emendamento, avendo la
firma di un capogruppo, era ammissibile; quello è stato tolto
perché aveva soltanto la sua firma.
FORMICA. Ma lo avevo presentato prima, quando si poteva presentare
con una sola firma.
PRESIDENTE. Onorevole Formica, io non sono presente quando vengono
presentati gli emendamenti.
FORMICA. Sicuramente è stata una svista degli uffici.
PRESIDENTE. Gli uffici sono molto attenti, difficilmente hanno
sviste. La sua firma è sull'emendamento n. A31 a firma degli
onorevoli Ardizzone, Maira e Formica.
CRACOLICI. Signor Presidente, ma quelli del fascicolo sono stati
ammessi?
PRESIDENTE. Sì. Il fascicolo che è stato distribuito in Aula
comprende tutti gli emendamenti ammessi alla discussione e quindi
al voto, gli altri non ci sono più.
LENTINI. E quelli non ammessi?
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, il suo emendamento è già in
Commissione bilancio, è oggetto di un disegno di legge che in atto
è in Commissione bilancio per il parere, cioè quel disegno di legge
sta seguendo il suo iter normale.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, mi scusi ma io non ho tempo da
perdere
L'emendamento che io ho presentato riguarda gli over cinquanta e
recita di riservare una certa percentuale perché il disegno di
legge che noi abbiamo approvato, e che riguarda gli aiuti alle
imprese, non aiuta certe persone. Cosa succede? Succede che i bandi
che verranno pubblicati non consentono a queste persone di
usufruire dei finanziamenti; è privato La Regione siciliana non
deve cacciare una lira
PRESIDENTE. Non è una questione economica, non è una questione di
risorse, di copertura finanziaria. Ripeto, il suo emendamento così
come tutto il blocco degli emendamenti che ho letto nella seconda
pagina, fanno parte di disegni di legge che sono attualmente già in
via di esitazione da parte delle commissioni di merito.
Il suo, specificamente, è già stato approvato dalla commissione di
merito ed è in Commissione bilancio per il parere sulla copertura
finanziaria. Pertanto, è uno dei primi disegni di legge che a
gennaio sarà discusso in Aula.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei chiedere
come mai un mio emendamento sulla proroga delle cooperative
edilizie, che già era andato in Commissione bilancio - e che quindi
lei ha autorizzato affinché lo stesso andasse in Commissione
bilancio - oggi invece viene dichiarato inammissibile.
PRESIDENTE. E' l'emendamento sulle cooperative edilizie?
FALCONE. Sì, di proroga delle cooperative edilizie.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, tutti gli emendamenti di proroga
delle cooperative edilizie fanno parte di un blocco unico che - lo
abbiamo concordato ieri sera in sede di Conferenza dei capigruppo,
alla presenza dell'Assessore al bilancio e del Presidente della
Regione - saranno esaminati come primo disegno di legge a gennaio.
FALCONE. Signor Presidente a me risulta che più capigruppo hanno
posto questo problema in Conferenza dei capigruppo dopo che la
commissione aveva deciso di stralciarlo: Quindi, riterrei
opportuno che questo emendamento venisse trattato oggi, ma è lei
che decide.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, le dico qualcosa in più.
Tutto questo blocco di emendamenti che hanno come unico oggetto
quello della proroga delle graduatorie delle cooperative edilizie
farà parte di un disegno di legge che faremo certamente a gennaio
perché c'è l'accordo dei capigruppo e del Governo.
Il suo emendamento, nella fattispecie, poteva essere dichiarato
anche inammissibile perché era firmato soltanto da lei, ma abbiamo
potuto sorvolare sulla sottoscrizione singola dell'emendamento
perché l'abbiamo accorpato agli emendamenti che non sono
inammissibili e che abbiamo spostato in un unico disegno di legge
sul quale il Governo si è impegnato a dare immediata copertura a
gennaio.
L'assessore Bufardeci ieri era presente alla Conferenza dei
capigruppo ed è favorevole.
Assessore Bufardeci, è così?
BUFARDECI, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, la ringrazio di avere
messo tra gli interventi prioritari proprio quello delle
cooperative edilizie, che è stato oggetto di tanta attenzione anche
da parte di molti parlamentari e di molte forze politiche, le quali
ritengono indispensabile che il Parlamento, occupandosi di quel
disegno di legge, già proposto all'attenzione della Commissione e
gravato di alcuni articoli che ne appesantiscono il contenuto e il
testo, lo riporti invece ad una mera proroga - così com'è
nell'indicazione dell'articolo 1 - per essere inserito nel disegno
di legge che sarà trattato il prossimo 14 gennaio.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
prendere atto, a nome del Gruppo dell'UDC che aveva presentato in
Aula alcuni emendamenti che facevano riferimento alla proroga delle
cooperative edilizie, dell'impegno del Governo e della Presidenza
dell'Assemblea sul fatto che questo disegno di legge sarà il primo
che verrà discusso in Aula il 14 gennaio. Pertanto l'UDC non
ripresenterà questi emendamenti per non appesantire il lavoro
dell'Aula.
DINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Intervengo per un chiarimento regolamentare. La proroga dei
termini che riguardano le cooperative edilizie era inserita nel
testo originario.
Quello che vorrei capire e su cui vorrei avere lumi da codesta
presidenza è se gli emendamenti che ripristinavano il testo sono
accantonati in forza di un accordo fatto in sede di Conferenza dei
capigruppo o sono stati dichiarati inammissibili. L'inammissibilità
suggerirebbe qualche perplessità.
PRESIDENTE. Purtroppo, soprattutto a inizio di seduta, quando io
parlo, molto spesso non c'è grande attenzione.
Infatti, se l'Aula fosse stata un po' più silenziosa non ci
sarebbe stato bisogno di questa domanda dal momento che ho detto
chiaramente quali emendamenti sono stati dichiarati inammissibili e
quali invece sono stati riversati nel disegno di legge che
discuteremo a gennaio.
Questi emendamenti - lo ripeto - non sono assolutamente
inammissibili, sono stati riversati in un unico disegno di legge su
cui il Governo si è impegnato a procedere nella prima seduta di
questo Parlamento dopo la pausa natalizia.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Intervengo per fare una riflessione.
Personalmente, mi rendo perfettamente conto, vorrei che mi
ascoltasse anche il Governo - assessore Di Mauro vorrei che lei mi
ascoltasse come anche il Presidente dell'Assemblea -, mi rendo
perfettamente conto che questo disegno di legge in discussione
presenta una gestione d'Aula particolarmente complicata e
difficile.
Infatti, questa legge - se la faremo - la faremo in forza di una
procedura speciale.
Vorrei ricordare che siamo in Aula e non stiamo trattando il
rendiconto, non stiamo trattando l'assestamento tecnico, non stiamo
trattandole norme di contenimento e di variazione che erano state
depositate con atti formali da parte della Giunta.
Vi chiedo due minuti di attenzione, assessore Di Mauro
La questione di cui stiamo parlando è una questione delicata in
quanto stiamo trattando con una procedura inedita l'esercizio
provvisorio, che per sua natura è un atto straordinario ed
esclusivo, avendo concordato su una base tutta politica, ma al
contempo amministrativa, cioè nel senso che è a garanzia
dell'Amministrazione regionale, a prescindere dalle dinamiche della
politica della nostra Regione. E abbiamo convenuto, sulla base di
una intesa di ordine politico, che l'esercizio provvisorio
contenesse due fattispecie ed esclusivamente due: una riguarda
quelle variazioni di bilancio che consentono il pagamento di
stipendi e di salari a persone che, altrimenti, non percepirebbero,
malgrado hanno effettuato una prestazione lavorativa per nome e per
conto dell'Amministrazione regionale (mi riferisco ai forestali, ma
mi riferisco anche alla formazione professionale) e sulla base di
questo consentire la straordinarietà di inserire queste e solo
queste variazioni nell'esercizio provvisorio.
Al contempo, di utilizzare questo provvedimento per consentire le
proroghe dei precari che altrimenti dal primo gennaio, dopo anni di
rapporti di lavoro a tempo determinato, rischierebbero di andarsene
a casa.
Questa era la base sulla quale si è costruito un disegno di legge
che non è né le variazioni di bilancio, né l'assestamento, né
esclusivamente la procedura di esercizio provvisorio.
Infine, sulla base di quel mandato col quale la Conferenza dei
Capigruppo ed il Presidente hanno disposto di trasferire il disegno
di legge alla Commissione bilancio, la Commissione si è uniformata
a quella procedura non trattando emendamenti che avessero come
obiettivi ulteriori variazioni di bilancio, ulteriori modalità di
estensione di questo disegno di legge.
Ora, signor Presidente, noi siamo in Aula e lei ha comunicato una
serie di emendamenti che ha dichiarato improponibili, ma io devo
dirle che, da una prima lettura, vedo che ci sono emendamenti che
la Commissione bilancio non ha trattato sulla base del mandato che
lei ha dato alla Commissione in forza della decisione della
Conferenza dei Capigruppo e che, invece, vedo oggi dichiarati
ammissibili; alcuni dei quali, peraltro, non erano stati neanche
presentati in Commissione, un esempio per tutti quello del
turismo.
Signor Presidente, intendiamoci, siccome io non voglio partecipare
al voto se non a quelle condizioni concordate - e lo dico al
Governo e lo dico a tutti noi -.
Se questa manovra ha come cifra una intesa politica oggettiva, se
diventa un'altra cosa, non perché si vota in Aula, annuncio che il
PD non la vota. E ciò per essere chiari, perché io ho un mandato di
votare una cosa che era l'esercizio provvisorio, le variazioni
oggettive - forestali e così via e le proroghe. Non possiamo farla
diventare una manovra finanziaria surrettizia; diventa
inaccettabile, perché altrimenti tutti i deputati potevano
presentare emendamenti, potevano fare proposte.
Ciò significa che qualcuno lo può fare e qualche altro no? Ci
siamo uniformati ad un criterio.
Signor Presidente, le chiedo un ulteriore approfondimento non in
linea regolamentare ma in coerenza con le ragioni che hanno
consentito l'ingresso di questo disegno di legge in Aula. E, in
nome di quelle ragioni, le chiedo un ulteriore approfondimento, al
fine di evitare la spiacevole condizione in cui l'Aula dovrà
dichiararsi favorevole o contraria sulla base di cose che avevamo
deciso. Non doveva essere questo lo strumento che doveva trattare
questa vicenda.
Le chiedo, signor Presidente, e forse questo ci consentirebbe di
accelerare i lavori d'Aula, perché se facciamo questo lavoro forse
solo due o tre emendamenti hanno una coerenza intrinseca al testo,
tutto il resto - seppure cose legittime, anche condivisibili - non
c'entra nulla. Così diventa una manovra politica e, se è una
manovra politica - mi permetto di dire - , la si fa con la
maggioranza politica.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, tutte le norme che sono state
mantenute, così pure gli emendamenti, fanno riferimento al fatto
che questo disegno di legge, il n. 499/A, è un disegno di legge che
contiene tre leggi in sé: interventi finanziari urgenti per l'anno
2009, disposizioni per l'occupazione, autorizzazione all'esercizio
provvisorio.
Tutte le norme che hanno riferimento a questi tre titoli sono
compatibili.
Onorevole Cracolici, nel suo intervento ha fatto riferimento al
turismo, ma siccome stiamo trattando di una manovra di bilancio, di
assestamento, certamente è attinente. Il Governo può
successivamente ritirarla, ma tecnicamente è ineccepibile, è una
variazione di bilancio.
CRACOLICI. So che tecnicamente è ineccepibile. Il problema è la
norma tecnica.
Congedo
PRESIDENTE. Si comunica che l'onorevole D'Antoni è da considerarsi
in congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
499/A
PRESIDENTE Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1
Proroghe dei contratti di personale a tempo determinato
1. Il termine dei contratti di cui al comma 2 dell'articolo 1
della legge regionale 21 agosto 2007, n. 15 può essere prorogato,
nei limiti degli stanziamenti di bilancio, fino al 31 marzo 2010.
Gli oneri discendenti dall'applicazione del presente comma,
valutati in 4.008 migliaia di euro per l'esercizio finanziario
2010, trovano riscontro nel bilancio pluriennale della Regione per
il triennio 2009-2011, UPB 4.2.1.5.2, accantonamento 1001.
2. I contratti di lavoro stipulati ai sensi dell'articolo 3 della
legge regionale 30 ottobre 1995, n. 76 e successive modifiche ed
integrazioni, possono essere prorogati, nei limiti degli
stanziamenti di bilancio, fino al 31 marzo 2010, osservando i
periodi di discontinuità previsti dal comma 3 dell'articolo 5 del
decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368. Le garanzie
occupazionali di cui all'articolo 1, comma 2, della legge regionale
1 febbraio 2006, n. 4, sono confermate, nei limiti degli
stanziamenti di bilancio, fino al 31 marzo 2010. Per le finalità
del presente comma è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2010,
la spesa di 6.213 migliaia di euro; i relativi oneri trovano
riscontro nel bilancio pluriennale della Regione per il triennio
2009-2011 nell'UPB 4.2.1.5.2, accantonamento 1001.
3. L'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali
e del lavoro, è autorizzato a disporre, per l'anno 2010, la
prosecuzione degli interventi in favore dei soggetti in atto
impegnati nelle attività socialmente utili di cui all'articolo 1
della legge regionale 5 novembre 2001, n. 17. Al relativo onere si
fa fronte, nei limiti degli stanziamenti di bilancio, con le
risorse destinate al Fondo unico per il precariato di cui
all'articolo 71 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17.
4. Nelle more dell'affidamento mediante procedure di evidenza
pubblica dei servizi di cui all'articolo 12 della legge regionale
26 novembre 2000, n. 24, l'Agenzia regionale per l'impiego,
l'orientamento, i servizi e le attività formative è autorizzata a
prorogare al 31 marzo 2010 i progetti attuativi degli sportelli
multifunzionali di cui all'articolo 41 della legge regionale 8
febbraio 2007, n. 2 e successive modifiche ed integrazioni. Per le
finalità del presente comma è autorizzata la spesa di 16.900
migliaia di euro; i relativi oneri trovano riscontro nel bilancio
pluriennale della Regione per il triennio 2009/2011 nell'U.P.B.
4.2.1.5.2 - accantonamento 1001 .
5. Per l'esercizio finanziario 2010, a valere sulle assegnazioni
annuali in favore dei comuni, l'Assessorato regionale delle
autonomie locali e della funzione pubblica è autorizzato ad
utilizzare l'importo di 9.000 migliaia di euro da destinare, con
specifico vincolo, per le finalità dell'articolo 15 della legge
regionale 26 novembre 2000, n. 24, per consentire la prosecuzione,
sino al 31 marzo 2010, dei lavori effettuati dai soggetti
destinatari delle disposizioni recate dall'articolo 2, comma 6,
della legge regionale 1 febbraio 2006, n. 4.
6. A decorrere dal 1 gennaio 2010, l'Assessorato regionale
dell'energia e dei servizi di pubblica utilità, Dipartimento
regionale dell'acqua e dei rifiuti, è autorizzato ad utilizzare il
personale a tempo determinato di cui al comma 6, dell'articolo 1
della legge regionale 29 dicembre 2008, n. 25 e successive
modifiche, i cui contratti, in scadenza al 31 dicembre 2009,
possono essere prorogati al 31 marzo 2010. Per le finalità del
presente comma è autorizzata la spesa di 2.100 migliaia di euro; i
relativi oneri trovano riscontro nel bilancio pluriennale della
Regione per il triennio 2009/2011 nell'U.P.B. 4.2.1.5.2 -
accantonamento 1001.
7. Per assicurare la continuità dell'azione tecnico-amministrativa
dell'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente,
Dipartimento regionale dell'ambiente, possono essere prorogati, nei
limiti degli stanziamenti di bilancio, nelle more dell'attuazione
degli strumenti di programmazione extraregionali, sino al 31 marzo
2010, i contratti al personale selezionato con procedure di
evidenza pubblica di seguito elencato:
a) 19 unità di personale contrattualizzato dal Dipartimento
regionale territorio ed ambiente, ai sensi del decreto del
Dirigente generale del medesimo Dipartimento n. 450 del 28 giugno
2002;
b) 45 unità di personale a tempo determinato contrattualizzato ai
sensi dell'articolo 15 della legge regionale 9 marzo 2005, n. 3;
c) 18 unità di personale di cui all'avviso pubblico per la
selezione di esperti a supporto delle politiche ambientali relativo
al comunicato della Presidenza della Regione pubblicato nella
Gazzetta ufficiale della Regione siciliana 28 luglio 2006, n. 9,
serie speciale concorsi;
d) 1 unità di personale contrattualizzato dal Ministero dello
sviluppo economico PON-ATAS 2000-2006, che ha prestato servizio al
Dipartimento regionale territorio ed ambiente fino al 31 ottobre
2008;
e) 10 unità di personale contrattualizzato dal Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, progetto
PODIS, che ha prestato servizio presso il Dipartimento regionale
territorio ed ambiente fino al 30 giugno 2008.
8. Per le finalità del comma 7, per l'esercizio finanziario 2010,
è autorizzata la spesa complessiva di 875 migliaia di euro; i
relativi oneri trovano riscontro nel bilancio pluriennale della
Regione per il triennio 2009-2011 UPB 4.2.1.5.2, accantonamento
1001».
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Operazioni connesse alla chiusura del POR 2000-2006
1. In relazione alla chiusura del Programma operativo regionale
(POR) della Sicilia 2000-2006, le somme impegnate e non pagate al
30 giugno 2009, vigenti al 30 settembre 2009 a fronte delle quali
non corrispondono obbligazioni giuridicamente vincolanti, sono
considerate eliminate dalle scritture contabili e dal conto del
patrimonio della Regione dell'esercizio finanziario 2009.
2. Le amministrazioni regionali entro venti giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge con decreto motivato, da
registrarsi presso le competenti ragionerie centrali, possono
disporre il mantenimento degli impegni cui corrispondano eventuali
obbligazioni giuridicamente perfezionate.
3. Le risorse rinvenienti dall'applicazione delle disposizioni
previste dai commi 1 e 2, nonché le risorse liberate realizzate
sugli assi del POR Sicilia Fondo Sociale Europeo (FSE) 2000-2006,
sono destinate al finanziamento del piano formativo 2010
predisposto ai sensi della legge regionale 6 marzo 1976, n. 24».
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3
Contributo straordinario all'Ente autonomo
Fiera del Mediterraneo di Palermo
1. L'Assessorato regionale della cooperazione, del commercio,
dell'artigianato e della pesca è autorizzato, per l'esercizio
finanziario 2009, ad erogare un ulteriore contributo straordinario
di 300 migliaia di euro in favore dell'Ente autonomo Fiera del
Mediterraneo di Palermo, finalizzato al pagamento di salari,
stipendi, competenze ed oneri accessori del personale in servizio
alla data del 31 dicembre 2008».
PRESIDENTE. Comunico che all'articolo 3 è stato presentato
l'emendamento 3.1 a firma degli onorevoli Mineo, Greco ed altri.
ARICO'. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4
Modifiche alla Tabella G' allegata
alla legge regionale 14 maggio 2009, n. 6
1. Alla Tabella G' allegata alla legge regionale 14 maggio 2009,
n. 6 è apportata, per l'esercizio finanziario 2009, la seguente
modifica in migliaia di euro: UPB 7.3.2.6.1, capitolo 717910
+ 58.000».
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo,
approfittando della discussione generale su questo articolo - e
vorrei l'attenzione dell'Assessore - nella tabella in questione
abbiamo approvato una tabella B sulla base di una relazione che
era a corredo del disegno di legge in esame in cui si faceva
riferimento al fatto che la variazione relativi 3 milioni di euro
in più per l'ESA erano oneri che riguardavano il personale
dell'ESA, cioè i lavoratori
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, siamo all'articolo 4.
CRACOLICI. Mi scusi, signor Presidente, ero convinto che fossimo
all'articolo 6.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 5.1 del Governo,
sostitutivo dell'articolo 5.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 5 così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Chiedo scusa alla Presidenza. Volevo intervenire
sull'articolo 6 perché ho trovato una cosa spiacevole. Dopo avere
fato il voto favorevole alla Tabella B con riferimento alla
modifica delle previsioni finanziarie che consentono un ulteriore
finanziamento di 3 milioni di euro all'ESA, in coerenza con quello
che abbiamo fatto per i forestali e per la formazione
professionale, ovvero avere predisposto il pagamento dei salari per
i cosiddetti trattoristi'.
Adesso in Aula, signor Presidente, scopro che il capitolo di cui
stiamo parlando non riguarda i trattoristi, ma riguarda le spese di
funzionamento di istituzionale. Come dire, ci mancherebbe,
probabilmente ne servivano 30 e non 3, ma è un'altra cosa. Perché -
ripeto - noi avevamo scelto e deciso di sostenere le variazioni che
riguardavano esclusivamente gli stipendi delle persone. Quindi,
considero già scorretto il fatto che si scriva in una relazione che
serve pagare i trattoristi e scoprire poi, fidandomi io della
relazione degli uffici, che i trattoristi, almeno nel capitolo, non
c'entrano nulla
Pertanto, o il Governo in questa sede fornisce delle valide
spiegazioni per dimostrare che i 3 milioni di euro servono al
personale cambiando il capitolo, o farebbe bene a ritirare con
proprio emendamento questa previsione di variazione che è stata
dallo stesso proposta
Perché delle due l'una: se servono per il personale si scrivano
nel capitolo relativo al personale, ma se servono per spese di
attività di funzionalità istituzionale non possono trovare ingresso
in questo articolo di legge - per le ragioni di cui ho detto prima
-, nelle variazioni di bilancio.
Spero che il Governo abbia argomenti sufficienti per dimostrare
che quell'errore è stato una svista. Altrimenti spero che ilo
Governo con onestà ammetta l'errore e recuperi cancellando la
previsione.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Come lei saprà,
onorevole Cracolici, l'ESA ogni anno avvia i lavoratori per 189
giornate lavorative e nel capitolo relativo a queste risorse, al
momento di pagare negli ultimi mesi le relative competenze, sono
mancate le risorse.
I dirigenti, ovviamente dell'ESA, hanno fatto fronte al pagamento
delle mensilità attraverso una serie di variazioni relative al
proprio bilancio. La richiesta che è stata formulata, come ogni
anno per le vie brevi, all'Assessorato regionale del bilancio, è
stata esplicitata come una sorta di esigenza di far fronte a quelli
che sono gli oneri dovuti al personale trattorista, impiegato, come
centoottantanovista, da diversi anni, e che svolge le attività di
cui tutti noi conosciamo la storia.
Pertanto, abbiamo chiesto al Presidente dell'ESA una attestazione
da cui risulti l'impegno finanziario; il dr. Materia, con nota che
è stata inviata oggi, dichiara che il bilancio della Regione
siciliana con legge 7 del 2009 ha erogato un contributo all'ESA per
circa 23 milioni di euro; di queste somme ne sono state accreditate
appena 20; il personale dell'ESA in questi mesi è stato
regolarmente pagato, non ha protestato, semmai ha protestato per la
questione delle ultime due giornate lavorative, e per tali giornate
ha fatto fronte l'ESA con il pagamento degli stipendi attraverso
alcune variazioni di bilancio.
Occorre, pertanto, incrementare il contributo di 3 milioni di
euro, al fine di provvedere alla copertura finanziaria delle
seguenti spese: fondo TFR 1.155.530,95; spese di funzionamento
(luce, telefoni, utenze varie) 960.925,25; spese legali (liti e
pignoramenti) 500.000,00; spese per la sicurezza (legge 626 e
successive) 383.543,80; totale 3 milioni di euro.
Quindi si tratta di un'anticipazione che ha fatto l'ESA per pagare
le spettanze agli operatori. E ovviamente da parte nostra c'è
adesso il dovere non di rimpinguare il capitolo non così come
prevede il finanziamento, meglio ancora il contributo che la
Regione dà all'ESA, ma il giusto riconoscimento che deve essere
fatto all'ESA che non ha creato le condizioni perché i lavoratori
venissero alla Regione siciliana per percepire il corrispettivo
delle proprie retribuzioni.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, prendo atto delle dichiarazioni fatte
dal Governo, ma sono per giunta anche molto, ma molto meravigliato
per l'intervento dell'onorevole Cracolici sull'argomento.
Sono stato informato, perché ho notato pure io come lei, che il
capitolo non era quello per le giornate lavorative, ma quello delle
spese dell'ente. Ed ho chiesto pure io conto e ragione delle spese
dell'Ente, soprattutto preoccupandomi delle conseguenze che
l'errore nel capitolo poteva causare.
Al che mi è stato detto che il Governo, e di questo possiamo
prendere gli atti depositati, nelle variazioni di bilancio, già
depositate a luglio, c'era l'integrazione dei famosi tre milioni di
euro.
Non essendo avvenuta l'integrazione dei tre milioni di euro, per
far svolgere le giornate lavorative ai lavoratori, è stato
necessario drenare che l'ente facesse ricorso alle risorse del
TFR, dagli stipendi del personale impiegatizio, per poter
consentire ai lavoratori trattoristi di svolgere le loro giornate.
Pertanto, è stata operata tale variazione interna, dopo di che
visto che la somma non è stata più rimpinguata bisogna farlo adesso
E ripeto: possiamo andare a prendere gli atti depositati in
Assemblea già da luglio dai quali si evince che ci sono stanziati
i tre milioni di euro previsti allo scopo. E' assolutamente
necessario farlo ora perché sarebbe una beffa oltre che un danno
non farlo. I dirigenti hanno operato per cercare di farli lavorare,
per fare svolgere le giornate e tutto il resto. Del resto, se
avessimo appostato ora i tre milioni di euro come avrebbero potuto
già svolgere le giornate lavorative negli ultimi dieci giorni
dell'anno?
Mi pare ovvio, quindi, che le ore lavorative le hanno già svolte,
sono stati pagati sottraendo i fondi dagli stipendi del personale
impiegatizio dell'ESA, vale a dire dal TFR e dalle altre spese.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Lo Giudice ha chiesto
congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
499/A
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole Di
Mauro, io intervengo per sottolineare un fatto prima ancora che
tecnico finanziario di confusione ingenerata anche agli operai
interessati alla vicenda.
Perché se si dice agli operai che mancano le risorse per potere
garantire le giornate lavorative e poi, in realtà, questa stessa
preoccupazione viene riportata nella relazione al testo oggi in
discussione, ma in effetti si tratta di altro capitolo a me vengono
dei dubbi. E debbo dire che dalle sue dichiarazioni i dubbi mi
rimangono in quanto noi abbiamo un consolidato del 2008 di circa
11 milioni di euro, per il 2009 ci sono risorse pari al 2008.
Invece per il 2010 le vostre previsioni di bilancio non sono più di
11 milioni bensì di 98 milioni di euro. Pertanto, c'è una discrasia
sui numeri e anche sulla stessa impostazione avutasi in Commissione
perché il provvedimento era stato pensato per garantire i livelli
occupazionali ai cosiddetti addetti alla meccanizzazione dell'ESA,
non era un aumento delle risorse assegnate all'ESA come ente.
Ogni tanto scrivete che volete sopprimere per poi magari
riprendere; c'è una contraddizione enorme e francamente io rimango
ancora perplesso perché se stasera, come è certo passerà
l'esercizio provvisorio, l'ESA per quanto riguarda gli operai della
meccanizzazione disporrà non di 11 milioni di euro, bensì di una
posta in bilancio inferiore di almeno 2 milioni di euro.
Pertanto, bisogna capire esattamente se i 3 milioni di euro che
oggi debbono andare ad incrementare un capitolo che non è quello
della meccanizzazione con la riduzione già approvata nel bilancio
2010, alla fine servono perché questi operai della meccanizzazione
diventino il grimaldello per aprire casseforti per altre ragioni,
pur esse legittime, ma dal punto di vista degli uffici della
Regione e dalla trasposizione degli atti parlamentari qualcosa di
non certo c'è e continua a rimanere. Colgo l'occasione
relativamente alla tabella, assessore, per dire che in più
occasioni gli operai forestali hanno manifestato davanti a questo
Palazzo, ma anche davanti alla Presidenza della Regione lamentando
un fatto gravissimo: la mancata riscossione del salario da almeno
quattro mesi; in Commissione bilancio siamo stati rassicurati che
la variazione al capitolo 150514 in aumento relativo alle spese
per la previsione e gli interventi per il controlli degli incendi
boschivi, nonché per interventi del tipo conservativo, l'aumento di
25 milioni era sufficiente.
Onorevole Di Mauro, in realtà i suoi Uffici, gli Uffici della
Regione e dell'Assessorato dicono - e lo dicono a tutti compreso i
sindacati che sono allarmati - che la necessità è di 31 milioni e
500 mila euro e non di 25
Pertanto, la pregherei stasera di rassicurarci sulla dotazione
finanziaria prevista e che è stata quantificata in Commissione
bilancio in 25 milioni di euro in modo da poter garantire gli
stipendi, i salari agli operai che aspettano da quattro mesi.
Al tempo stesso, debbo chiederle una rassicurazione per quanto
riguarda la cassa. E penso che lei non lo voglia, ma nemmeno il
Governo, vale a dire di non permettere a questi operai di avere per
il giorno di Natale lo stipendio.
Carissimo assessore, questi sono impegni che in questa Aula, se
tecnicamente è possibile, deve assumere, vale a dire, se i 25
milioni di euro sono sufficienti a pagare i salari degli operai e
se questa somma, qualora dovesse essere sufficiente, o 31 milioni e
500 mila come affermano gli uffici del dipartimento, se si è nelle
condizioni di poterli erogare con manovre tecniche ancor prima
della pubblicazione della legge in Gazzetta, per consentire ad una
categoria di operai di potere trascorrere un Natale quasi sereno.
Vorrei rassicurazioni in tal senso per gli operai della Forestale
della Sicilia.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Missione
PRESIDENTE Comunico che, per ragioni del proprio ufficio,
l'onorevole Vitrano è in missione dal 17 al 18 dicembre 2009.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Indirizzo di saluto agli studenti e ai docenti del Liceo
Scientifico Ettore Majorana di Avola
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, rivolgo un saluto agli studenti e
ai docenti del Liceo scientifico Ettore Majorana di Avola (SR), che
assistono alla seduta d'Aula.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
499/A
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei per un attimo
tentare di fare una proposta che, possibilmente, tenendo conto di
quello che ha sollevato anche il presidente Cracolici e non solo,
rispetto alla nota che ha letto l'Assessore per il bilancio e con
riferimento a quello che ha detto l'onorevole Formica, potrebbe
risolvere la questione tenendo conto delle effettive esigenze che
l'ente ha fatto presente.
Dobbiamo, però, intenderci su un punto: buona fede per quanto
concerne la relazione che riguarda il disegno di legge, nel senso
di scrivere, evidentemente, che servivano a pagare le giornate
lavorative e non esplicitando quale era l'aspetto vero del perché
ci sarebbero difficoltà nel pagare le giornate lavorative.
Cari colleghi, dobbiamo metterci d'accordo, siccome, comunque, le
giornate lavorative per il 2009, la capienza per pagarle c'è, se
non sono state già pagate, il capitolo 546403 è, comunque, un
capitolo di undicimilioniseicentomila euro, bastanti per pagare, se
non è stato già fatto, le giornate lavorative che hanno effettuato
i lavoratori.
Come possiamo, rispetto a quello che diceva il collega Formica,
invece, introdurre un elemento a favore dei lavoratori e di altre
possibili giornate lavorative?
Credo che il sistema migliore, visto che siamo a fine anno,
sarebbe quello di studiare, tanto ci sarà una pausa, da parte del
Governo, dell'Assessore per il bilancio, una norma molto semplice,
un emendamento che, credo, potremmo condividere, almeno, io parlo
a titolo personale e non posso impegnarmi, evidentemente, per
altri. Possiamo quindi avendo un eventuale avanzo di
amministrazione, e mi risulta che potrebbe esserci, si potrebbe
impiegare per far fare qualche giornata di lavoro in più.
Non è demagogia Credete, nessuna demagogia Credo che, tutto
sommato, dire stasera, che deliberiamo per far fare qualche
giornata di lavoro in più, potrebbe essere un fatto assolutamente
interessante e, per certi versi, potrebbe essere un riconoscimento
che ogni tanto ci mettiamo a trovare le soluzioni opportune per
dare lavoro, con la elle maiuscola.
Se l'assessore ferma un attimo la macchina, perché si dovrà
fermare, riflette un minuto e mezzo, è possibilissimo, perché vi
anticipo che per assicurare qualche giornata di lavoro in più a
quei lavoratori ci vogliono circa 900, un milione di euro, a tutti
i lavoratori.
Ovviamente voi sapete che ne fanno 189, quindi sostanzialmente
fanno circa 7 mesi e mezzo, 8 mesi di lavoro l'anno, potremmo da
questo punto di vista consolidare una posizione lavorativa che,
secondo me, potrebbe in un certo senso dare anche un contributo a
chi si guadagna il pane onestamente.
Capisco che può essere inteso come un qualcosa che va verso la
direzione operaista' ma, credetemi, è una possibile soluzione che
studiando le carte in un certo modo ci potrebbe anche vedere
convinti, appoggiare, sostenere e votare un emendamento che
comunque mette le mani avanti. Sì pagate quello che dovete pagare
se avete debiti pregressi, sì se avete fatte variazioni come le
avete fatte lasciamo stare, punto e basta, ciò nondimeno pensiamo
anche e soprattutto ai lavoratori sia in termini di TFR sia in
termini di giornate lavorative.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stasera con
rammarico prendo atto che non vengono messi all'ordine del giorno
due cose importanti: le proroghe per le cooperative edilizie e il
ragionamento fatto sui consorzi di bonifica.
Assessore per il bilancio mi scusi, per quanto riguarda i
forestali
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Non stiamo
parlando dei forestali, stiamo parlando della Tabella C.
RAGUSA. Benissimo, a riguardo dell'argomento forestali cos'è che
le chiedo? Visto che da quattro mesi costoro aspettano di prendere
gli stipendi e poiché la Cassa regionale giorno 15 dicembre chiude
i battenti, lei sarà nelle condizioni di garantire le loro
spettanze, che possano prendere i soldi? A lei la risposta.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco che
posso apparire persino pignolo, ma vorrei che fosse chiaro che
l'Assessore Di Mauro ha letto una nota all'Aula che dimostra che i
deputati della Commissione Bilancio sono stati presi in giro,
perché nella relazione al disegno di legge si fa menzione del fatto
che i tre milioni di euro, necessari a questa variazione,
riguardavano il personale trattorista' e quindi, in coerenza con
l'impostazione che ci eravamo dati nell'affrontare queste
variazioni relative solo al personale che rischiava di non prendere
lo stipendio, avevamo acconsentito di fare questa variazione. La
nota letta dal dott. Materia a quest'aula dimostra che i
trattoristi non c'entrano nulla ma sono normali spese di
funzionamento. Legittime, ma che sono normali spese di
funzionamento che credo anche altri enti o soggetti probabilmente
hanno sofferto di una riduzione della previsione finanziaria per
l'anno 2009.
Quindi, qui siamo in presenza di una disparità di trattamento.
Mi si dice, io non ho gli elementi per verificarlo, che le
variazioni che riguardano anticipazioni fatte dall'ESA attraverso
quei capitoli per pagare il personale del cosiddetto trattorista'
ammontano a un milione 80 euro; quindi anche il trucco delle
anticipazioni non riguarda 3 milioni di euro ma riguarda un milione
e 80 mila euro che prendo per buono - non ho gli elementi, in
questo momento, a mia disposizione per verificare che l'ESA,
attraverso i propri capitoli, ha anticipato per pagare il personale
dei trattoristi
Allora, io non voglio continuare a fare polemica, chiedo al
Governo di ripristinare il milione e 80 mila euro che è stato
anticipato dalle spese di funzionamento per pagare il personale
trattorista e fermarci qui perché, come è stato dimostrato, delle
spese di funzionamento di cui si parla, ci sono tutta una serie di
spese che, anche se non si pagano quest'anno, non credo che ci
pignori qualcuno il bilancio dell'ESA Nel senso che ho capito
trattarsi di spese legali, insomma di una serie di cose che
conosciamo bene all'ESA. Abbiamo una conoscenza vecchia di molti
anni per sapere di che cosa stiamo parlando
E allora, assessore, io la prego di presentare, come Governo, al
fine di assicurare la coerenza del di questo disegno di legge, di
fare una variazione che consenta il ripristino del milione e 80
mila euro che si sono resi necessari per anticipare ai lavoratori
dei trattoristi e lasciare che il resto vada come stanno andando
tutti gli altri enti.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io veramente, a
volte, nonostante il fatto che sono qui, ormai, da troppi anni, mi
stupisco nell'ascoltare alcuni interventi.
Allora, si sostiene, in questa sede, non si capisce per quale
motivo, né per quale forma di accanimento che un Ente, che viene
inseguito, giustamente, per garantire il lavoro ad una categoria di
lavoratori che, per altro, sono precari, al di là dei precari, più
che precari, e quando questo Ente, a differenza di altri, non
avendo le possibilità, lascia i lavoratori a casa, cioè come fanno
tanti altri Enti, lasciano i lavoratori perché oppongono ai
lavoratori il fatto di non avere le risorse per farli lavorare e
tutto va bene; se, invece, siamo in presenza di un Ente virtuoso
che, per impedire che questa categoria di lavoratori rimanga senza
stipendio, fa una variazione al proprio interno, del proprio
bilancio ed anticipa i soldi per pagare questi lavoratori
togliendoli dai capitoli degli stipendi degli altri lavoratori,
degli impiegati dell'Ente stesso e, quindi, fa un'azione virtuosa,
fa un'azione positiva, tanto positiva e virtuosa che il Governo,
nelle variazioni di bilancio che aveva depositato riconoscendo il
debito nei confronti dell'ESA aveva, appunto, depositato in queste
variazioni la somma in aumento di 3 milioni di euro proprio,
appunto, perché riconosceva che per potersi completare le giornate
dei trattoristi c'erano bisogno di questi 3 milioni, a questo
punto, nell'unico strumento finanziario, giustamente, il Governo
pone rimedio a quanto non aveva fatto in precedenza e, quindi,
rimette i 3 milioni di euro che servivano, appunto, per i
lavoratori e per i trattoristi; bene, si sostiene il contrario
Ma stiamo scherzando? Ma veramente siamo ridotti in un'Aula dove
si cerca di, per un capriccio, non so per che cosa, per un
fraintendimento, per una questione formale perché non sono stati
messi nel capitolo, ma se fossero stati messi nel capitolo non
potevano essere utilizzati a rimpinguare i soldi che erano stati
anticipati; anch'io avevo avuto quel dubbio. Però, mi appare chiaro
che bisognava metterli, per forza, nel capitolo da dove erano stati
presi.
Mi pare di una chiarezza lampante ed esemplare.
Invito, quindi, il Governo a lasciare la previsione così com'è e
invito l'Aula a votarla per cercare di evitare di fare un torto
vero - e non so per quale motivo - a un ente che funziona e che ha
operato bene per impedire che i lavoratori rimanessero senza
lavoro.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, non voglio esonerare il Governo
dalla presentazione della tabella C ma non c'è dubbio che,
all'origine dell'illustrazione fatta nell'accompagnamento al
disegno di legge, ci sia un equivoco tra il Presidente Matera e il
Ragioniere generale della Regione perché, come verificatosi ogni
anno, il Presidente Matera chiede al Governo della Regione
l'integrazione del bilancio secondo quella che è la posta in
bilancio che viene assegnata ogni anno all'ESA ed esplicita la
richiesta come atto dovuto rispetto al pagamento dei precari.
Non so a quanto ammonta l'importo che deve essere assegnato ai
precari; non so se si tratta di 1 un milione e ottanta euro, due
milioni e ottanta o tre milioni; francamente, non lo so.
Non c'è dubbio che la richiesta che ha fatto il Presidente
dell'ESA sia esplicativa rispetto ad una nostra sollecitazione che
è stata formulata questa mattina. Il Presidente dell'ESA ha
risposto che, di fatto, si tratta di una copertura di risorse che
devono essere designate alle spese genericamente indicate di
funzionamento .
Vorrei pregare l'Aula di soprassedere sulla destinazione di queste
risorse perché non c'è dubbio che, all'origine di quanto accaduto
oggi, ci sia un equivoco - lo ripeto - ma è anche vero che i
lavoratori dell'ESA non hanno mai protestato in ordine al pagamento
perché il pagamento è stato regolarmente effettuato dall'ESA, mese
per mese, senza creare nocumento al Governo della Regione.
Vorrei, quindi, pregare i parlamentari di soprassedere sull'esame
minuzioso della posta indicata in questa tabella C e di andare
avanti accogliendo il provvedimento favorevolmente.
PRESIDENTE. Assessore Di Mauro, dovremmo provvedere prima a votare
la tabella e poi a votare l'articolo 6; in ogni caso, comunque,
accantoniamo per qualche secondo l'articolo 6 ed esaminiamo gli
emendamenti alla tabella che nel frattempo vengono approvati.
Accantoniamo per un attimo, lo ribadisco, l'articolo 6 per
riprenderne la trattazione dopo aver esaminato gli emendamenti alla
tabella.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei brevemente
far presente al Governo che, leggendo le postazioni di bilancio in
questa tabella - e mi riferisco all'antincendio - abbiamo invece
tralasciato, nella stessa tabella, l'adeguamento contrattuale
dell'ultimo contratto 2006-2008. Il Governo si era impegnato a
riconoscere ai forestali - che sono circa 27.500 - l'ultimo
adeguamento, in tre tranches, di 11 milioni, che equivalgono a
circa 33 milioni di euro.
Chiedo al Governo un impegno per non lasciare scontenti questi
forestali e rassicurarli sul fatto che, col nuovo anno, ci sarà un
impegno rispettato perché è giusto riconoscere ciò che è dovuto per
legge a tanti padri di famiglia che lavorano per questa Sicilia.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, l'articolo 6 è accantonato.
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Art. 7.
Variazioni allo stato di previsione della spesa del
bilancio della Regione
1. Nello stato di previsione della spesa del bilancio della
Regione per l'esercizio finanziario 2009 sono introdotte le
variazioni di cui all'allegata Tabella C , che costituisce parte
integrante della presente legge, discendenti dagli articoli 3 e 4».
Lo pongo in votazione, con l'allegata Tabella C. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Art. 8
Esercizio provvisorio del bilancio della Regione
1. Il Governo della Regione è autorizzato, a norma dell'articolo 6
della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e successive modifiche
ed integrazioni, ad esercitare provvisoriamente, fino a quando non
sarà approvato con legge regionale e comunque non oltre il 31 marzo
2010, il bilancio della Regione per l'anno finanziario 2010,
secondo gli stati di previsione dell'entrata e della spesa ed il
relativo disegno di legge nonché le note di variazioni presentate
all'Assemblea regionale e gli effetti derivanti dalla presente
legge.
2. La limitazione per dodicesimi nell'assunzione degli impegni e
nell'effettuazione dei pagamenti non si applica, oltre che alle
spese di cui all'ultimo comma dell'articolo 6 della legge regionale
8 luglio 1977, n. 47 e successive modifiche ed integrazioni, alle
spese concernenti la realizzazione di interventi comunitari
previsti nel Programma operativo 2007-2013 e nel Programma
Attuativo Regionale FAS 2007-2013, alle spese per la prevenzione e
gli interventi per il controllo degli incendi boschivi, per
interventi di tipo conservativo e per interventi nel settore della
forestazione e per gli interventi di protezione civile, nonché alle
spese relative agli interventi previsti dal comma 2 dell'art. 3,
lettere g) ed h) della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10 e
successive modifiche ed integrazioni».
Pongo in votazione l'articolo 8.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Art. 9
Abrogazioni e modifiche di norme
1. Il comma 4 dell'articolo 8 della legge regionale 14 maggio
2009, n. 6 è abrogato.
2. La lettera c) del comma 1 dell'articolo 13 della legge
regionale 8 luglio 1977, n. 47 e successive modifiche e
integrazioni, è abrogata.
3. Al comma 24 dell'articolo 1 della legge regionale 8 luglio
1977, n. 47 e successive modifiche ed integrazioni, sono apportate
le seguenti modifiche:
a) le parole dal 1 gennaio 2011 sono sostituite dalle parole
dal 1 gennaio 2012 ;
b) le parole Entro l'esercizio 2009 sono sostituite dalle parole
Entro l'esercizio 2010 ».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dagli onorevoli Di Benedetto, Termine, Digiacomo, Federico e
Panepinto: 9.5;
dall'onorevole D'Agostino: 9.1;
dagli onorevoli Maira e Dina: 9.3.
Si passa all'emendamento 9.5.
DI BENEDETTO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
abrogativo del comma 1 dell'articolo 9 riguarda una questione che
abbiamo già affrontato durante la discussione generale. Con la
soppressione del comma 4 dell'articolo 8 della legge regionale del
14 marzo 2009, come diretta conseguenza, avremmo la mancata proroga
dei contratti dei lavoratori socialmente utili dei Comuni perché,
così facendo, le spese per pagare i lavoratori LSU entrerebbero
direttamente tra le spese correnti soggette al patto di stabilità.
Ciò comporterà per i Comuni il fatto di avere come diretta
conseguenza lo sforamento del patto di stabilità, con conseguenze
anche in ordine all'eventuale dissesto dei Comuni stessi.
Stiamo approvando una norma in cui vi sono le proroghe per tutti i
precari. Di fatto, stiamo prorogando l'attività lavorativa per
tutti i precari, tranne che per gli LSU della Sicilia.
Allora, ciò significa che, oltre al fatto che ci saranno migliaia
di lavoratori che non avranno più, a partire dal primo gennaio, la
possibilità di svolgere la propria attività lavorativa, vi sarà la
conseguenza di una grande e grave ricaduta sulla efficienza dei
Comuni. Ormai, infatti, questi lavoratori svolgono funzioni
essenziali all'interno degli enti locali, sostituendo il personale
che non ha avuto il turnover, sostituendo le carenze di organico,
sostituendo e facendo fronte alle gravi difficoltà che i Comuni
hanno.
Credo che la Regione, quest'Aula assuma una grave responsabilità
votando la norma proposta nel disegno di legge, una grave
responsabilità che porterebbe enormi difficoltà nella gestione
degli enti locali, enorme difficoltà ai lavoratori ed uno stato di
degrado ulteriore dei livelli occupazionali nella nostra Regione.
Credo che vada votato l'emendamento in maniera da evitare che ciò
accada. Vi era un emendamento che modificava, che interveniva
sulla norma ed è stato dichiarato inammissibile dalla Presidenza.
L'unico atto, dopo la dichiarazione di inammissibilità di
quell'emendamento che resta e che è possibile percorre, è quello di
votare l'emendamento soppressivo che viene proposto in questo
momento.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, a nome del Governo, esprimo parere
contrario.
Come lei sa, onorevole Di Benedetto, il Governo è stato abbastanza
impegnato, anzi, oserei dire fortemente impegnato, in ordine alla
sottoscrizione con il Governo nazionale del Patto di stabilità.
Abbiamo chiesto espressamente al Governo nazionale di eliminare dal
computo delle risorse destinate alla valutazione del Patto di
stabilità quelle che erano destinate al pagamento del personale
precario e quelle che sono destinate all'utilizzo delle risorse
comunitarie. Ancora, non è stato sottoscritto questo Patto. E' in
corso, proprio in questo momento, un incontro a Roma abbastanza
importante.
L'articolo 8, però, come spesso ho avuto modo di ripetere in
Commissione, considerato che non è stato sottoscritto dalla Regione
con lo Stato il Patto di stabilità, non certo per colpa del Governo
della Regione, di fatto, non è applicabile.
Auspico che stasera avremo notizie positive perchè ovviamente
sull'argomento siamo assolutamente consapevoli della pericolosità
che può rappresentare. Francamente, però, il Governo della Regione
non aveva altra via se non un percorso che abbiamo individuato e
che spero il Governo nazionale già stasera accettare.
DI BENEDETTO. Chiedo che l'emendamento 9.5 sia votato con voto
palese nominale.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi, per
non tediare l'Aula, non aggiungerò nulla a quanto ho già detto
ieri, in sede di discussione generale, ed a quello che prima ha
relazionato l'onorevole Di Benedetto.
Penso che approvare questa norma metterà in condizione, già dal 2
gennaio 2010, di non stipulare contratti. L'articolo 1 di questa
norma che salva gli aspetti occupazionali di tante categorie, anche
di una persona; se guardiamo bene, c'è anche una unità a cui viene
garantita la proroga per tre mesi. Lo chiedo ai colleghi, a quelli
che domani incontreranno gli amici amministratori, incontreranno i
contrattisti e dovranno riferire della loro attività positivamente,
ovviamente, per i rapporti che ognuno ha per il territorio, perché
non so quanti contratti, a partire dal 2 gennaio 2010, andranno a
scadere. Certamente, però, stiamo parlando di almeno mille persone
in tutta la Sicilia, almeno attenendomi potenzialmente a questo
dato e considerato che, in qualche maniera, l'articolo 77 della
finanziaria che regola il Patto di stabilità, in qualche modo,
lascia alle Regioni a statuto speciale la possibilità di regolare
nella complessa vicenda del Patto di stabilità introdotto nel 1999.
Credo che lì gli Uffici in particolare dovranno prestare
attenzione e, su questo, invito l'Assessore anche ad accantonare
momentaneamente questo articolo perché, una volta approvata la
norma, gli effetti prodotti saranno, in maniera semplice:
innanzitutto, non stipulare contratti; poi, la Regione si
salvaguarderà ma amministratori e funzionari dei Comuni dovranno
esporre il proprio petto e, soprattutto, il proprio patrimonio agli
accertamenti della Corte dei Conti per cui chiediamo, come ha
chiesto anche l'onorevole Di Benedetto, che questo emendamento sia
votato con voto palese nominale, se la richiesta sarà appoggiata da
sette parlamentari.
Mi dichiaro, quindi, contrario all'emendamento 9.5.
D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avrei preso la
parola sul successivo emendamento che porta la mia firma che però
riguarda le conseguenze del Patto di stabilità e della deroga
mancata cui faceva riferimento l'onorevole Panepinto.
Vorrei però ricordare all'onorevole Panepinto che questa
discussione l'abbiamo già fatta in maniera esauriente in
Commissione Bilancio ed abbiamo preso un impegno d'onore reciproco,
da parte di entrambi, credo poi condiviso da tutta la Commissione
Bilancio, quindi, trasferiamo anche questo messaggio e questa
sensazione all'Aula. Sulle finalità dell'articolo 8 che quest'Aula
ha votato nella finanziaria convinta e cosciente dei risultati che
produceva, infatti, credo che la pensiamo tutti allo stesso modo.
Purtroppo, signor Presidente, sull'efficacia di questo articolo 8
dobbiamo, ahinoi, fare mea culpa sul fatto che non eravamo
consapevoli della incapacità di quest'Aula di potere entrare nel
merito del Patto di stabilità che è materia nazionale e che,
quindi, è, in qualche modo, disciplinata da leggi nazionali.
Detto questo, rimane - onorevole Panepinto, mi rivolgo a lei,
oltre che all'Aula - il problema non tanto e non solo del Patto di
stabilità che certamente può diventare e diventerà una tragedia per
molti Comuni ma per il quale Patto di stabilità siamo assolutamente
incompetenti in materia e per il quale ci auguriamo che il Governo
nazionale, attraverso la finanziaria oggi in discussione oppure il
decreto mille proroghe, come abbiamo letto sui giornali, possa
intervenire per risolvere il problema e, risolvendo il problema del
Patto di stabilità, verrebbero risolte tutte le conseguenze. Fra
queste conseguenze, signor Presidente, c'è la sanzione che viene
comminata agli enti locali, cioè il divieto assoluto di assunzioni.
Perché abbiamo approvato questa norma della finanziaria a maggio?
L'abbiamo fatto nella convinzione che, fra le assunzioni, quindi,
il divieto di assunzioni, riguardasse anche il rinnovo dei
contratti dei lavoratori provenienti dal bacino ex LSU .
Per questo motivo, ho presentato l'emendamento, successivo a
quello a firma dell'onorevole Di Benedetto perché quell'emendamento
intende ovviare, con la dicitura riportata, alla cattiva
interpretazione che si può fare oggi nei Comuni siciliani rispetto
a questo divieto di assunzioni.
Credo che una rassicurazione del Governo, da parte dell'assessore
Di Mauro, possa risolvere il problema posto - e condiviso -
dall'onorevole Panepinto, riguardante, signor Presidente, una
rassicurazione rispetto ad una procedura amministrativa che in
questo momento è in fase di elaborazione negli Uffici della Regione
siciliana e che credo possa risolvere sia l'uno sia l'altro
problema
In buona sostanza, signor Presidente, ci auguriamo che,
attraverso una dichiarazione - che sia anche momento di chiarezza
riguardo alla materia - da parte dei nostri dirigenti generali, si
accerti con assoluta convinzione da parte dei Comuni destinatari di
questa circolare, chiamiamola così, che questi rinnovi di
contratti, queste supposte assunzioni tali non siano per la natura
particolare ossia assistenziale' che ispira il finanziamento dei
contratti che riguardano il bacino degli ex LSU.
Siccome siamo di questa convinzione, oggi, alla luce anche delle
riflessioni fatte non solo in Commissione ma anche negli Uffici
della Regione siciliana, ci auguriamo che con serenità si possa
abrogare l'articolo 8 perché, ripeto, in materia di Patto di
stabilità, siamo palesemente incompetenti in quanto ce lo dice la
Corte dei conti e non solo.
Possiamo anche procedere, successivamente, al ritiro
dell'emendamento da me presentato che intendeva mettere in
sicurezza, con quella norma, una norma acclaratoria: questi
lavoratori, rispetto ai dubbi ed ai tentennamenti che molti
Segretari generali dei Comuni, molti direttori del personale, molti
Ragionieri generali dei Comuni siciliani hanno ancora oggi.
La certezza, ovviamente, l'avremo solo dopo che questa circolare
verrà redatta e comunque dobbiamo assumerci la responsabilità oggi,
assessore Di Mauro, quindi, l'annuncio preventivo del ritiro di
questo emendamento deve essere preceduta da una dichiarazione del
Governo che ci dica qual è lo stato di avanzamento di questa
circolare che, ripeto, è in fase di redazione.
Noi, se non oggi, entro domani, recepiremmo questa circolare come
cosa fatta e, per questo, potremo serenamente rinunciare alla norma
e dare anche pubblicità, non solo oggi, attraverso questa seduta
d'Aula ma da domani garantendo la nostra presenza sul territorio a
quanti - stiamo parlando di decine di migliaia di lavoratori - si
attendono oggi da quest'Aula una soluzione al loro problema.
Mi riferisco a quei lavoratori precari che da vent'anni, non
dico attendono una stabilizzazione che oggi non possiamo garantire
ma certamente pretendono - ed hanno ragione - che non vengano
gettate alle ortiche vent'anni di sacrifici, vent'anni di
esperienza, cosa che, purtroppo, non per motivi nostri, non per
causa nostra, rischia di accadere, signor Presidente.
Mi dichiaro, dunque, contrario all'emendamento 9.5.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
comincerei col dire agli onorevoli Di Benedetto, Termine, Digiacomo
e Federico di ritirare questo emendamento perché non vi è in
quest'Aula una maggioranza ed un'opposizione su questo argomento.
Ritengo che il Governo, il Presidente dell'Assemblea, qualsiasi
deputato è favorevole alla proposta però è una proposta che non può
essere portata in Aula né può essere votata perché votiamo contro
una legge dello Stato. Non possiamo dire all'Assemblea regionale
siciliana di votare contro una legge dello Stato che è applicata in
Italia e che non può non essere applicata anche in Sicilia.
Allora, a questo punto, questo tipo di abrogazione, questa sera,
può passare in questa sede ma non la farà passare il Commissario
dello Stato; è una fiction, il voler dire alla Sicilia state
tranquilli che i sindaci
PANEPINTO. La proroga già esiste.
CINTOLA. Quando lei ha parlato, dicendo le cose che ha detto, sono
stato zitto, in silenzio, soffrendo; ora, soffra pure lei, se
vuole, però, non mi interrompa
E' assurdo voler continuare su questa battaglia. E' una battaglia
persa in partenza perché, ammesso che l'Aula all'unanimità voti
l'abrogazione, non sortirà nessun effetto e guai se il Governo
dovesse accedere a dare un parere favorevole a questo argomento
perché darebbe un parere favorevole al nulla.
Ecco perché vorrei dire finiamola di parlarci addosso, finiamola
di mettere lo spettro che ci sia qui chi vuole assaltare i Comuni
della Sicilia e chi invece li vuole salvaguardare .
Avremmo dovuto preparare in tempi non utili; evitare che ci
fossero i precari e non rincorrerli ora, a cose fatte, quando è
impossibile modificare, tentare di dire al Governo o di dire
all'Aula andiamo a votare per appello nominale o altro .
Comprendo la bontà di chi dice attenzione, perché i Comuni
possono andare in dissesto ed è vero ma non è questo il metodo per
potere superare l'empasse.
Ecco cosa dico a chiare note ed intendo scriverlo anche nelle
quattro righe che resteranno a verbale per affermare che sto
dicendo che non sono d'accordo ad abrogare il comma in questione
perché l'abrogazione sarebbe una fiction. Sarebbe sicuramente
reintrodotta dal Commissario dello Stato e sarebbe come dire che
questa Assemblea è una Assemblea non di deputati o di onorevoli ma
di qualcosa di diverso, non so come chiamarla e come nominarla.
Mi dichiaro, pertanto, contrario all'emendamento 9.5.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Onorevole
colleghi, vorrei ricordare come si sono svolti i fatti che hanno
riguardato questo articolo 8. Come ricorderete, c'è stato un
parlamentare che ha presentato questo emendamento durante la
finanziaria del 2009 che riguardava anche un altro aspetto, cioè
quello che relativo agli investimenti. Queste norme sono state
entrambe approvate dall'Assemblea: una è stata cassata dal
Commissario dello Stato e l'altra, invece, è rimasta in vita.
Questa norma, come hanno avuto modo di ascoltare soprattutto i
componenti della Commissione Bilancio, durante l'audizione
riservata alla Corte dei Conti, di fatto, è inapplicabile perché la
Regione dovrebbe assorbire la spesa che, in questo momento, ricade
sui Comuni e voi tutti sapete in quale situazione finanziaria versa
la Regione.
Abbiamo dato luogo, tutti col convincimento che fosse possibile -
come era stato possibile negli anni precedenti perché le norme
dello Stato lo consentivano - ad una norma regionale che aveva il
significato del contenimento della spesa, convinti che, nell'ambito
del contenimento della spesa, non potevano essere computate le
risorse che erano destinate al pagamento delle competenze per i
precari. Oggi, questa norma approvata dalla Regione siciliana, di
fatto è inapplicabile.
Abbiamo tentato di sottoscrivere un Patto, diverso rispetto a
quelle delle altre Regioni a Statuto ordinario, con lo Stato che
avesse riguardo soprattutto al tema della utilizzazione dei fondi
comunitari e al tema del pagamento dei precari. Ad oggi, ciò non
è stato possibile ma vi assicuro che, alle quindici di oggi, è
iniziato un incontro tra il Presidente della Regione ed il Ministro
dell'economia per renderlo edotto che trattasi in Sicilia di un
fatto assolutamente grave che metterebbe a repentaglio il posto di
molti lavoratori che non hanno, in questo senso, alcuna
responsabilità.
Mi permetto di dire, onorevoli colleghi, che il senso di
responsabilità che deve esserci tra noi deve essere tale da portare
al ritiro dell'emendamento che propone l'abrogazione dell'articolo
che abbiamo proposto, da fare rivivere una situazione che è quella
per cui la Regione siciliana non può assolutamente accollarsi il
Patto di stabilità perchè possa essere risolto il problema.
Mi appello nuovamente al senso di responsabilità di chi lo ha
proposto ma anche di tutto il Parlamento perché possiamo andare
avanti con l'approvazione del comma 1 dell'articolo 9.
DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, devo farle notare che argomenti
del tipo che il Commissario dello Stato impugnerebbe la norma o
di altro tipo non stanno in piedi per il semplice fatto che
parliamo di una norma che è già esistente ed abbiamo un articolo
che sopprime la norma già in vigore ed esistente e non è stata già
impugnata nel 2009, alcuni mesi fa, dal Commissario dello Stato.
Inoltre, viene detto che la norma è inapplicabile; se la norma è
inapplicabile, non comporta nessun danno alla Regione perché
praticamente non viene applicata.
Il danno ci sarà e sarà consistente a carico degli enti locali e
dei lavoratori se la norma verrà soppressa.
E' in corso una interlocuzione, un confronto tra la Regione e lo
Stato sul Patto di stabilità. Non ho nessuna certezza che nel
rapporto tra Stato e Regione vengano salvaguardati i diritti dei
lavoratori socialmente utili. Assistiamo ad un Governo nazionale
che è sordo ai bisogni dei lavoratori, che è sordo ai bisogni del
Sud, che è sordo rispetto alle giuste esigenze che vengono avanzate
dalla Sicilia. Non so come l'Assessore possa dire che, in quella
sede, è possibile il fatto che vengano salvaguardati questi
lavoratori.
Viene portato avanti un argomento che però vorrei verificare ed
approfondire, cioè che l'intero onere sarebbe a carico della
Regione e che questo non consentirebbe di varare l'esercizio
provvisorio.
Vorrei capire bene se è così, in una sede, ritornando per un
momento in Commissione Bilancio, eventualmente, per avere chiarezza
su questo.
Chiedo, dunque, che possa essere accantonato eventualmente il voto
sull'articolo per un approfondimento e, comunque, l'emendamento, se
votato, non sarà ritirato.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Onorevole Di
Benedetto, lei, in Commissione Bilancio, è arrivato in ritardo
l'altro giorno. L'argomento è stato ampiamente trattato con i
tecnici dell'assessorato al Bilancio che hanno dichiarato le
difficoltà che comporterebbe l'approvazione di questo emendamento,
visto che l'onere ricadrebbe sul bilancio della Regione. Lo hanno
detto anche i rappresentanti della Corte dei Conti, quando si è
tenuta l'audizione.
Vorrei invitarla, onorevole Di Benedetto, ad un atteggiamento
pacato su questo argomento; non stiamo parlando, infatti, di una
spesa in più o in meno ma di un onere che la Regione non è
assolutamente in grado di assumere.
BUZZANCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in verità, nel
corso della discussione generale tenutasi ieri non sono riuscito ad
intervenire perché sono arrivato in ritardo e il Presidente pro-
tempore, onorevole Formica, giustamente non mi ha consentito di
intervenire.
Ascoltando gli interventi dei colleghi nel corso della discussione
generale,ho avuto il sospetto e la preoccupazione che in qualche
maniera ci potessero essere precari di serie A e precari di serie
B, forse perché questo l'ho vissuto nella mia città nel corso degli
anni, e mi sono spesso lamentato.
Adesso, al di la di qualunque tipo di discussione fatta, che vede
certamente gli Uffici, ma anche il Governo, attenti per evitare che
si possa creare un meccanismo poi inapplicabile, ritengo che in
questo caso - tenuto conto che non sfugge a nessuno l'entità e la
portata di questo provvedimento, perché tutti quanti noi, al di la
del ruolo che esercitiamo in quest'Aula, viviamo il territorio ed
abbiamo il contatto giornaliero con un mondo che è sempre più
allarmato, che è sempre più affamato , che non riesce a sbarcare
il lunario - vada fatto un ulteriore approfondimento.
E questo, fermo restando il passaggio che certamente saprà fare il
Presidente della Regione, che si farà carico dell'esigenza dei
siciliani e delle esigenze di un mondo che è sempre più attento
verso ciò che noi facciamo e verso le norme che noi vogliamo
introdurre.
Però, siccome l'argomento è troppo delicato e noi, da qui a
qualche giorno, saremo chiamati al confronto con realtà che ci
obbligano ad un approfondimento, non solo dal punto di vista morale
ma anche dal punto di vista funzionale - perché questo personale è
per noi un patrimonio del quale non possiamo e non dobbiamo fare a
meno - ritengo che la proposta ragionevole sia quella di
accantonare l'articolo 9, fare un ulteriore approfondimento e
trovare un momento di sintesi.
Caso contrario, io preannuncio che apporrò la mia firma a questo
emendamento; penso sia necessario che l'Assemblea prenda atto del
fatto che nessuno di noi vuole fare demagogia - e certamente non
vuole farla l'onorevole Cintola, che nel corso della sua vita
politica ha dimostrato di non averla mai fatta - perché sarebbe
veramente fuori luogo e lontano da qualunque azione legislativa: e
noi qui siamo legislatori
Invito, pertanto, il Governo a portare avanti un approfondimento
in tal senso, perché in questo momento non possiamo peccare di
superficialità.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'Assessore per il bilancio e le
finanze, onorevole Di Mauro. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, chiedo l'accantonamento dell'articolo 9.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento
dell'articolo 9.
Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 18.36, è ripresa alle ore 18.49)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ricordando che sono accantonati
gli articoli 6 e 9, si procede con l'esame degli emendamenti
aggiuntivi.
Si passa alla Rubrica Presidenza .
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
aggiuntivi:
-dagli onorevoli Lentini, Romano, Federico, Speziale, De Luca:
emendamento A 57;
-dagli onorevoli Panepinto e Cracolici: subemendamento A 57.1.
Dichiaro improponibile il subemendamento A 57.1, perché estraneo
alla materia.
Si passa all'esame dell'emendamento A57. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla Rubrica Agricoltura e foreste .
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
aggiuntivi:
-dal Governo: emendamenti A 49 e A 48;
-dagli onorevoli Caputo, Pogliese, Bosco, Vinciullo e Falcone:
emendamenti A 22 e A 23.
Si passa all'esame degli emendamenti A 49 e A 22, di identico
contenuto.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, speravo nella
presenza in Aula dell'assessore Cimino, tenuto conto che dal 14
maggio 2009, quando abbiamo trattato la finanziaria regionale, si
parla della crisi che attraversa un settore strategico
dell'economia siciliana e cioè l'agricoltura.
In questi mesi sono stati prodotti e discussi da quest'Aula
mozioni, atti ispettivi, tutto ciò che un deputato sostanzialmente
può mettere in campo, e sono stati approvate all'unanimità mozioni,
una delle quali sul de minimis in agricoltura.
Apprendiamo in queste ore, informalmente, che la Commissione
competente pare esiti il provvedimento, portando il valore de
minimis in agricoltura da 7.500 euro a 15 mila euro.
Io sono sbalordito innanzitutto dal fatto che questa viene data
come notizia positiva perché, a mio avviso, assicurare 15 mila euro
in tre anni come interventi agli agricoltori, senza incappare nelle
questioni relative all'articolo 88 del trattato, quindi
compatibilità notifica obbligatoria ed altro, mi sembra veramente
poco.
Ricordo all'Aula che è stata approvata una mozione che impegnava
il Governo a fare una cosa semplicissima: tenuto conto che quando
abbiamo discusso quel provvedimento vi era già una delibera del
Parlamento europeo che portava il valore de minimis a 15 mila euro,
abbiamo pensato che sarebbe stato opportuno proporre 30 mila euro,
come era stato già fatto nel passato per il settore pesca, che
aveva pure un de minimis basso, che è stato portato a 30 mila euro.
Ricordo che quella mozione è stata approvata dall'Aula
all'unanimità, ed era necessario trattare con le autorità di
Bruxelles per cercare di far capire che in questo momento un de
minimis ragionevole sarebbe stato quello di 30 mila euro. Invece,
in queste ore arriva la notizie che pare si voglia portare a 15
mila euro, e magari dobbiamo essere contenti.
Non voglio fare l'oppositore incallito, ma mi rivolgo al Governo
affinché si faccia sentire perché è opportuno che su questa
questione si rifletta, tenuto conto anche della delibera di Giunta
che ha decretato uno stato di crisi del mercato e chiede al Governo
nazionale di intervenire per porre in essere tutti quegli
interventi che possono venire incontro al settore, legati anche a
materie più o meno fiscali.
Questo è il primo atto che abbiamo compiuto in quest'Aula. Il
secondo atto, con la seconda mozione, era quello di attuare gli
articoli 17, 18, 19 e 20 della finanziaria regionale del 2009.
Sicuramente non serve dire che avevamo ragione, sarebbe solo una
autoreferenzialità sciocca, ma dire che dopo 8 mesi, finalmente, si
sta facendo qualche cosa è un fatto importante. Ci si è resi conto
- cosa che potevamo fare anche prima dell'approvazione della
mozione - che potevamo intervenire per attuare gli articoli della
finanziaria, per ripianare i debiti delle nostre aziende, e capire
che ripianando quei debiti con mutui agevolati, noi andavamo a
pagare anche la siccità 2002, e dobbiamo fare in modo che la banca
gli dia i soldi, perchè se un agricoltore ha delle esposizioni, la
banca non dà nemmeno quelli.
Ma ci stiamo arrivando, signor Presidente, anche se con grande
fatica.
Da sette mesi insistiamo su questi argomenti, è da sette mesi che,
tranne quelle mozioni approvate, compresa quella sulle misure
agroambientali, affrontiamo il ripianamento dei debiti.
Stiamo aumentando la dotazione finanziaria, stiamo capendo che
funziona da questo punto di vista l'intervento che abbiamo tutto
sommato messo in campo nella finanziaria con un confronto serio,
anche quando abbiamo alzato la voce sulle misure agroambientali del
PSR, che le altre Regioni hanno calcolato con premi di 900 euro
all'ettaro e che non possono essere considerate dalla nostra
Regione, visto il momento che stiamo attraversando in quel settore,
e che invece sono calcolati inferiori a novecento euro.
Non vorremmo aspettare altri otto mesi per sapere se questo
Governo vorrà o meno aprire un negoziato serio per vedere come si
mette mano alla modifica del PSR e per vedere come si può calcolare
quello che hanno anche calcolato altre regioni in Italia che,
possibilmente, hanno meno condizioni di crisi rispetto alla Regione
siciliana.
Al posto di dire avevamo ragione - io non lo dico perché non sono
uno stupido che si apprezza solo in questo senso - vorrei
raccomandare che sul de minimis e sulla questione delle misure del
PSR e sull'OCM vino che può permettere di dare altri quattrocento
euro ad ettaro ai nostri agricoltori che in questo momento,
comunque, sono in difficoltà si faccia il punto, non si perdano
ulteriori otto mesi e si diano risposte a coloro che in queste
ore stanno continuando a manifestare.
Credo che se facciamo questo avremo fatto un discreto lavoro e
ne possiamo andare fieri tutti maggioranze, minoranze, opposizioni,
opposizioni che sono evidentemente disponibili e a disposizioni dei
siciliani.
Questo è un punto sul quale, secondo me, dovremmo soffermarci un
attimo.
ADAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, signori della Giunta, onorevoli
colleghi, mi rivolgo a lei onorevole Oddo, l'assenza
dell'onorevole Cimino è sicuramente determinata dal fatto che sta
lavorando, come ha fatto in questi mesi, per portare a soluzione
tutta una serie di problemi che riguardano il comparto
dell'agricoltura.
Se lei, lunedì, parteciperà alla conferenza stampa che è stata
indetta, lui risponderà a tutte le domande che lei ha posto, ma,
brevemente, le devo dire che mai come in questo periodo sono state
date risposte al mondo dell'agricoltura.
In pochissimi mesi, in tre mesi, si sta pagando la siccità del
2002 - finalmente la stiamo pagando - quanto all'agro-alimentare è
stato pagato il 2007, il 2008, l'anticipo del 2009 e, onorevole
Oddo, è stato bandito il bando per il 2010.
E' vero che in questo bando ci sono soltanto quattrocento euro ma
questo per accorciare i tempi, perché nel frattempo è stata avviato
- lei non deve disperarsi per questo - l'iter amministrativo per
portarlo ad ottocento euro.
Quindi, con una procedura innovativa all'Assessorato, per non
perdersi in lungaggini burocratiche, è stato redatto il bando e i
quattrocento euro verranno portati ad ottocento euro, ma nel
frattempo si fanno le pratiche e si mettono a posto le carte.
Quanto al de minimis, siamo passati da sette a quindicimila euro
ed è stata avviata la procedura per arrivare a trentamila euro,
quindi tutte le risposte, oggi, sono state date in parte, non certo
tutte, c'è moltissimo da fare, ma tutte una serie di risposte
concrete e questa sera in particolare noi plaudiamo all'iniziativa
del Governo di rivedere l'articolo della finanziaria che consente
una ristrutturazione del debito, perché senza una ristrutturazione
del debito ogni misura di sostegno all'agricoltura è persa, perché
gli agricoltori non sarebbero in grado neppure di accedere ai fondi
ed ai contributi e addirittura di ricevere i finanziamenti
attraverso le banche.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A49. Il Parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il Parere del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo gli
emendamenti in votazione che sono identici meritino il consenso da
parte del Parlamento regionale e ne approfitto per dire che, in
particolare, all'emendamento che ha come primo firmatario
l'onorevole Caputo, l'emendamento A22, appongo la mia firma.
Approvare questo emendamento, da parte del Parlamento, è un gesto
di grande responsabilità che conclude una settimana carica di
tensioni, una settimana che, davvero, ha fatto riemergere in tutta
la sua drammaticità il problema dell'agricoltura o, meglio, il
problema degli agricoltori siciliani. Abbiamo chiesto con forza, in
questi giorni, onorevole Caputo, interventi possibili ed immediati
da parte del Governo regionale.
Questo è un modo semplice, sebbene insufficiente, ma un modo
comunque importante per dare un segnale ed una risposta per una
soluzione tampone' a quelli che sono i problemi dell'agricoltura
nella nostra regione.
Chi mi ha preceduto ha già parlato di questi temi. Da anni poniamo
il problema di un'attenzione forte all'applicabilità del Piano di
sviluppo rurale.
Allora, in questo senso, ancora una volta ci rivolgiamo alla
sensibilità istituzionale dell'assessore Cimino e del Governo
affinché quel piano venga modificato in modo urgente e soprattutto
nella duplice direzione cui si sono riferiti i colleghi che mi
hanno proceduto, in particolare dell'OCM e delle misure agro-
ambientali.
Questo è estremamente necessario perché rischiamo davvero di fare
soccombere un settore che è indispensabile per la tenuta stessa del
tessuto democratico della nostra regione e di qualche provincia, in
particolare, o della mia provincia, in particolare.
Non soltanto dichiaro di apporre la mia firma, ma anche dichiarare
il mio voto favorevole all'emendamento. Ribadisco che, prima della
chiusura di questa sessione di lavori, ci possa essere davvero un
impegno preciso del Governo sui temi trattati ed in particolare per
quanto riguarda la modifica del Piano di sviluppo rurale.
PRESIDENTE. Invito gli Uffici a prendere nota che gli onorevoli
Oddo, Scilla, Ferrara, Mineo, Digiacomo, Ruggirello dichiarano di
apporre la firma a questo emendamento.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non mi stupisce che
quasi tutto il Parlamento abbia chiesto di apporre la firma su
questi emendamenti che fanno il paio con quelli voluti dal Governo.
Devo dire che con questi due emendamenti non si risolve,
certamente, il problema della crisi agricola in Sicilia ma le
previsioni di questi due emendamenti rappresentano un segnale forte
ed immediato a quelle che sono le proteste, le preoccupazioni degli
agricoltori siciliani.
Chi come me ed altri parlamentari sono stati due giorni a contatto
con gli agricoltori che hanno manifestato stabilmente davanti il
Palazzo del Presidente della Regione si è reso conto, o meglio ci
siamo resi conto, della gravissima situazione dell'agricoltura in
Sicilia.
Signor Presidente, vedere agricoltori di cinquanta e sessant'anni
piangere per la preoccupazione ed il timore del futuro della loro
attività, tocca anche chi come me e come noi è da tanti anni
abituato agli impegni politici nelle piazze.
DE LUCA. Onorevole Caputo, ci ha commossi.
CAPUTO. E' difficile che lei si commuova, si commuove chi vive i
problemi non chi non li vive, onorevole De Luca, lei è dell'MPA, è
un uomo privo di emozioni.
Ogni tanto va dato atto, da parte mia è un problema di onestà
intellettuale, al Governo che quando viene sensibilizzato e quando
recepisce le istanze delle categorie sociali e produttive, si
muove.
Devo dare atto che questa volta, non credo che da parte mia questi
attestati arrivino spesso anzi quasi mai, per onestà intellettuale
e politica che gli impegni presi dal Presidente della Regione e
dall'assessore Cimino davanti a cinquanta sindaci di tutte le città
siciliane, ai rappresentanti delle associazioni degli agricoltori,
oggi sono diventati impegni precisi.
Sono delle risposte immediate? Certamente non esaustive.
Siamo tutti consapevoli che il Governo non può risolvere il
problema dell'agricoltura in Sicilia, ma certamente è il primo
recepimento delle istanze che sono un intervento di pronto soccorso
per evitare il fallimento di sei mila piccole imprese agricole
siciliane.
Quindi, sono convinto e chiedo al Parlamento di votare questi
emendamenti proprio perché vengono chiesti dagli agricoltori. Sono
stati sollecitati dagli agricoltori, sono voluti dagli agricoltori
siciliani.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
LEONTINI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'intervento del
collega Caputo è una replica alla raffica di comunicati che già
sono pervenuti in tutte le redazioni. Comunque, lo condivido in
pieno e nel condividerlo mi riallaccio alle riflessioni che faceva
poc'anzi la collega Adamo che apprezzo per l'indicazione di un
impegno nel settore dell'agricoltura che vale da questo momento in
poi, perché se dovessimo valutare il motivo per cui noi ci stiamo
alternando al microfono a commento di questo articolo, dovremmo
ritenere che purtroppo fino ad oggi nulla si è fatto.
Vi spiego subito perché: gli articoli 17, 18 e 19 della legge
finanziaria dell'anno scorso sono rimasti lettera morta per un
anno. Piuttosto che celebrare il funerale, stiamo cercando con
l'ossigeno di rimetterli in vita, riattualizzandoli. Perché non
sono stati notificati a Bruxelles. Negligenza, disimpegno voluto,
volontà perseguita, convinzione; possiamo adottare tutte le
motivazioni fatto sta che per un anno questi articoli non sono
stati notificati a Bruxelles. E' il motivo per cui un intervento
finanziario che già da un anno poteva essere erogato non è stato
erogato. I bandi sarebbero dovuti uscire strada facendo, se fossero
usciti in tempo più regolare paradossalmente le nostre imprese si
sarebbero trovate in difficoltà, perché questa misura che l'anno
scorso serviva proprio ad accedere ai bandi in modo più agevole,
non essendo stata attuata avrebbe messo le imprese nelle condizioni
di poter assistere alla formulazione dei bandi senza poterne
fruire.
Quest'anno la stiamo riattualizzando e, vedi caso, siccome un anno
si è perso anche nella rielaborazione dei bandi, e la collega Adamo
sa perché si è perso, perché ci siamo - da scienziato in scienziato
- attardati nella centralizzazione e, quindi, questo oggi ci porta
a dire che finalmente si sono rimessi a posto i tasselli dell'unico
mosaico.
Per un verso stiamo cercando di recuperare il tempo perduto per
quanto riguarda la elaborazione e la pubblicazione di tutti i bandi
in tutti i settori, per un altro verso, stiamo rimettendo in vita,
finalmente, una norma che consentendo alle imprese di fruire della
ricapitalizzazione, di una ristrutturazione finanziaria, data la
esposizione debitoria che è ingente e che riguarda l'ottanta per
cento delle imprese debilitandole e rendendole impossibilitate ad
accedere alla quota di cofinanziamento, forse, da oggi in poi con
questo strumento riusciamo a dare uno stimolo, una sollecitazione,
un sostegno e un potenziamento alla condizione complessiva della
produzione agricola che potrà usufruire, più completamente, dei
benefici derivanti dalle politiche comunitarie alle quali ancora
per un quinquennio, ma ci rimangono due anni, noi siamo
destinatari.
SCILLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCILLA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, intervengo
stasera con molta soddisfazione rispetto a questo emendamento che
abbiamo considerato tra gli emendamenti aggiuntivi, dimostrando che
questo Parlamento, rispetto ad una tematica qual è l'agricoltura,
ha effettivamente un interesse particolare, perché l'agricoltura
rappresenta per la nostra Terra, e per la mia provincia, in
particolar modo, l'attività economica principale.
Per rispondere al collega Leontini, e senza voler fare nessuna
demagogia politica, penso che questo Governo abbia davvero dato
priorità a questo settore e se vogliamo fare un po' la storia e la
tempistica dei provvedimenti devo dire che va a merito di questo
Parlamento l'approvazione di una finanziaria che ha previsto per
questo settore ben cinquanta milioni di euro e devo dire, come
diceva appunto l'onorevole Adamo riferendosi alla siccità del 2002,
tutte queste pratiche sono state già completamente pagate, è
iniziato un percorso che va migliorato, che va sicuramente
organizzato per dare risposte certe, ma devo dire che non è colpa
dell'attuale Governo se l'assessore Cimino si è insediato a fine
giugno, luglio di quest'anno.
Voglio dire c'è una tempistica da rispettare, c'è una
progettazione che stiamo portando avanti dopo che questo
Parlamento, con l'Assessore Cimino, assessore per il bilancio, ha
dato copertura finanziaria a questi provvedimenti.
Questi sono fatti concreti ed ora sarà cura di tutti noi seguire
questo iter che deve portare a provvedimenti certi che vadano
nell'interesse degli agricoltori, perché, spesso, queste somme di
denaro vengono intercettate da settori che hanno poco a che fare
con i veri agricoltori.
E' evidente che punto prioritario di questo Governo debba essere
l'aumento del de minimis, che non può essere certo di quindicimila
euro, deve essere anche superiore ai trentamila euro previsti per
il settore della pesca.
L'appostamento di ulteriori dieci milioni di euro per la
capitalizzazione degli interessi per il consolidamento dei debiti,
è una misura certa, quindi, penso che oggi vada scritto a merito di
tutto il Parlamento un atteggiamento che è propositivo per
l'agricoltura; sarà compito nostro seguire l'iter dei decreti
attuativi, perché è evidente che dobbiamo dare delle risposte certe
ad un settore vitale.
Sono ottimista perché vedo che il Governo sta lavorando: il
Governo, ribadisco, in un momento di crisi ha dato altri dieci
milioni di euro; so che in Assessorato si stanno predisponendo
questi decreti attuativi che vanno appunto nel consolidamento dei
debiti, perché noi dobbiamo, assolutamente, liberare questo settore
dall'indebitamento, per poi pensare ad un modo nuovo di fare
agricoltura, non dobbiamo essere soltanto bravi a produrre, ma
anche a commercializzare.
Credo che l'emendamento sarà votato da tutto il Parlamento,
all'unanimità, perché è un provvedimento che va nell'interesse
generale di un settore vitale, e poi dobbiamo continuare a seguire
il lavoro di questo Assessore, che sta dimostrando grande
attenzione.
I provvedimenti ci sono, le risposte le daremo; è evidente che
occorre anche capire che la situazione generale non è delle
migliori.
La ringrazio, signor Presidente, per aver messo fra gli
emendamenti che possiamo votare, anche questo, ribadendo
l'importanza che questo Parlamento dà al settore dell'agricoltura.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento A 49.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento A 22 è, pertanto, assorbito.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa agli emendamenti A 48, a firma del Governo, e A 23 di
identico contenuto.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
GUCCIARDI. Signor Presidente, dichiaro di apporre la mia firma
all'emendamento A 23.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento A 48. Con la
precisazione che al posto delle parole alle aziende agricole', le
parole alle imprese agricole', una precisazione formale.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento A 23 è, pertanto, assorbito.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dal Governo: A 66 e 6 B4;
-dall'onorevole Cracolici: 6B.3.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A 66 del Governo interventi
a favore dell'ESA .
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevole Cracolici, mantiene o ritira l'emendamento 6B.3?
CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 6B.4, lo pongo ai voti. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, con questa votazione abbiamo esaurito la
Rubrica Agricoltura.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rivolgo al
Governo e in particolare all'assessore per il bilancio e anche al
presidente della Commissione, onorevole Savona, e a tutta la
Commissione bilancio: è stata dichiarata inammissibile la
formulazione di un emendamento che recava la mia firma come primo
firmatario e quella di altri capigruppo riguardante i lavoratori
dei consorzi di bonifica; si tratta di un argomento che di
finanziaria in finanziaria ci siamo portati dietro fino a questo
esercizio provvisorio e nonostante le disponibilità, le convinzioni
sempre confermate, alla prova dei fatti questo emendamento è stato
sempre escluso e respinto.
Vorrei sapere dal Governo se questo emendamento viene respinto in
via del tutto pregiudiziale perché i lavoratori dei consorzi di
bonifica, dovranno, ormai, convincersi che appartengono alla
lavagna della serie B , rispetto ad altre lavagne dove ci sono le
serie A .
Se si tratta di una incompatibilità con le difficoltà finanziarie
derivanti dal ricorso all'esercizio provvisorio e se, quindi,
dovesse esserci residua una volontà del Governo, e anche della
Commissione, essendoci quella dei Capigruppo che, fino ad oggi,
dovrebbero rappresentare una maggioranza che è stata soltanto
teorica, perché poi, nei fatti, puntualmente sconfessata e le
vicende degli ultimi giorni hanno dimostrato di averla superata, se
nei prossimi giorni, nelle prossime settimane, nei prossimi mesi,
questo provvedimento potrà essere messo in cantiere, seriamente,
una volta per tutte, con un'allocazione finanziaria ed una
disponibilità a risolverlo nel metodo e nel merito.
Se questo non è possibile, bisogna dirlo qui ed ora, in modo da
parlare tutti noi, insieme ai lavoratori, un linguaggio chiaro,
trasparente e definitivo.
Se questo, invece, è un ennesimo momento di difficoltà, nonostante
le dichiarazioni rese ai lavoratori di disponibilità e di adesione,
questo momento di difficoltà è chiaramente suscettibile di
superamento e se nel superare questo momento di difficoltà c'è la
volontà di metter mano al provvedimento, quando dall'esercizio
provvisorio passeremo alla finanziaria ed al bilancio e, quindi,
allocheremo le risorse e faremo di questa categoria di lavoratori,
non una categoria di precari di serie B , ma di lavoratori precari
di serie A come tutti gli altri e, quindi, omologati, assimilati
alle condizioni che noi abbiamo gradualmente, strada facendo, reso
alle altre categorie di lavoratori.
Questo lo dico perché, non riguarda soltanto la condizione dei
lavoratori, ma, riguarda anche il potenziamento di un servizio che,
a parole, abbiamo sempre indicato come volontà primaria.
Non mettendo mano a questo aspetto rimane una delle lacune, delle
insufficienze, delle inadeguatezze e delle inadempienze che da
sempre si riconfermano e si ripetono.
Chiedo al Governo e all'assessore Di Mauro, pertanto, che, se è
così, si prenda impegno per il prossimo bilancio e per la prossima
finanziaria, in modo tale che, anche attraverso l'elaborazione di
un ordine del giorno, si faccia riferimento ad una volontà del
Governo di metter mano a questo provvedimento col prossimo
strumento finanziario completo: la finanziaria ed il bilancio.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, soltanto, per sapere se il Governo
aveva risposto circa l'impegno che avevamo richiesto per quanto
riguarda gli arretrati contrattuali.
Atteso che, tra l'altro, c'è questo subemendamento, che mi pare
verso, come dire, nessun apprezzamento corale, di riduzione di
somme all'ESA e, quindi, possiamo anche recuperare altre fonti
dalla possibilità di cassare altri emendamenti di spesa, credo che
sia importante ed opportuno prendere un impegno per gli arretrati
contrattuali dei forestali.
E' una norma di legge che lo prevede. C'è un accordo, sarebbe
anche opportuno non disattendere quest'aspettativa.
ADAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per quello che
riguarda i consorzi di bonifica, condividiamo la posizione
dell'onorevole Leontini. Comprendiamo i motivi per cui il Governo
ha dovuto, in questo momento, non affrontare questo argomento.
Abbiamo presentato, il PDL Sicilia ha presentato due ordini del
giorno nei quali chiede al Governo di intervenire. In particolare,
su una questione proprio sindacale che riguarda Catania e la zona
di Catania per approfondire il tema. E, poi, in generale, per una
revisione, così come sta facendo in questo momento l'agricoltura,
della questione dei consorzi di bonifica.
I consorzi di bonifica non sono un problema, sono una risorsa.
I consorzi devono dare lavoro vero e concreto agli operatori del
settore, e devono soprattutto portare l'acqua agli agricoltori,
quindi sono una risorsa straordinaria.
Purtroppo negli anni non è stato così, per tutta una serie di
responsabilità sulle quali noi chiediamo di andare a fondo e, alla
ripresa dei lavori, dare risposte ai lavoratori; c'è tanto lavoro
da fare nei consorzi di bonifica, ma lavoro vero, concreto ed
effettivo e c'è, ripeto, la necessità di portare l'acqua ai nostri
agricoltori.
Su questo sosterremo con forza l'azione del Governo.
MINARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MINARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se noi vogliamo
garantire I servizi che danno i consorzi di bonifica, dobbiamo
anche garantire l'occupazione.
Non mi riferisco soltanto alla questione dell'emendamento che,
come dicevo ieri pomeriggio nel mio intervento, ha fatto la spola
tra Commissione Bilancio ed Aula anche nelle precedenti
finanziarie.
Se c'è un problema che riguarda la questione di allocamento in un
provvedimento come quello dell'esercizio provvisorio, possiamo
condividere di prendere atto di questo; ma nel contempo - e parlo a
nome del Gruppo parlamentare dell'MPA - vogliamo che ci sia un
impegno da parte del Governo per quanto riguarda la questione dei
lavoratori dei consorzi di bonifica.
Abbiamo presentato un ordine del giorno, a firma del Presidente
del Gruppo, onorevole Musotto, sulle questioni dei lavoratori del
consorzio ed i punti su cui il Governo si impegna a recuperare i
fondi, a mantenere i lavoratori, si impegna a garantire, per chi ha
lavorato al 31 dicembre 2007, la continuità occupazionale per
almeno 151 giorni all'anno, e garantire nel triennio 2010-2012 una
serie di impegni.
Per questi motivi chiediamo un apprezzamento favorevole da parte
del Governo e l'assenso da parte dell'Aula, perché non è più
possibile procrastinare un problema così importante.
I consorzi di bonifica non sono un problema, ma una risorsa, e una
risorsa sono anche i lavoratori, e per questo dobbiamo garantirli.
E' un problema che ci sta molto a cuore, e sul quale c'è l'impegno
di tutti i Gruppi parlamentari ed anche e principalmente quello
della Chiesa.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sui consorzi di
bonifica devo ricordare a me stesso, all'Aula e a quanti sono nuovi
di quest'Aula, che tre anni fa, in Commissione Bilancio, fu
presentata la proposta di prorogare le assunzioni che erano state
fatte nei consorzi di bonifica della Sicilia.
Quando chiedemmo come erano stati assunti e con quali soldi erano
stati assunti i lavoratori precari, ci è stato risposto dal
Direttore pro-tempore che erano stati assunti con i soldi del
Consorzio e non con i soldi stanziati dal Governo e dall'Assemblea
regionale siciliana, e quei soldi erano bastati per circa 60, 80
giornate lavorative in campagna elettorale; subito dopo, i
dipendenti dei Consorzi diventarono, e lo sono ancora oggi, una
risorsa per il lavoro.
Io sono convinto che, ormai, debbono andare a lavorare ed è giusto
che chiudiamo questa vertenza, ma è una vertenza ignobile, è una
vertenza che ha creato i presupposti di un precariato a servizio di
una politica scellerata che i Consorzi hanno fatto in Sicilia, con
perdite di denaro assurde e con interventi fatti dai Commissari dei
Consorzi che, se non erano a titolo personale, niente avevano
comunque a che vedere con i lavori che il Consorzio stesso portava
avanti.
Ecco perché è giusto che, questa sera, ci si accalori, che si
presentino ordini del giorno, che ci sia la proposta di mettere
ordine e dare una parola fine ; però, debbo anche dire che è stato
un bene avere annullato i Presidenti dei Consorzi o i Commissari
dei Consorzi precedenti, ed è stato un bene avere detto basta alle
assunzioni clientelari che, poi, paga la Regione.
Perché noi stiamo pensando a prorogare per i precari?
Ogni precario ha il diritto di avere prorogato il suo contratto ed
ogni disoccupato ha il diritto di restare disoccupato a vita.
Questa è una cosa ignobile della quale dovremmo farci carico per
evitare che si continui a perpetrare, ancora, una politica che è
solo clientelare ed affaristica, che è la politica di ogni campagna
elettorale.
Cosa è successo nei Consorzi di bonifica quando assumevano e che
cosa e chi hanno assunto nel tempo?
Su questo non c'è da stendere un velo di pietoso silenzio, c'è da
prendere atto che non si perpetui più per l'avvenire quanto è stato
fatto per il passato, e che si possa mettere la pietra tombale
facendo sì che i lavoratori abbiano la loro prosecuzione di lavoro,
oggi e per l'avvenire, ma chiudendo una pratica che è ignobile
perché è rimasta nelle mani di chi ha avuto il potere di fare e
disfare all'interno dei Consorzi di bonifica.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, intervengo perché più volte, con i
parlamentari che sono intervenuti, ci siamo incontrati affrontando
il tema dei precari in genere e, in particolare, quello dei precari
dei Consorzi di bonifica.
Come i colleghi sanno, il Parlamento ed il Governo hanno già
innescato un meccanismo che è quello del rimescolamento di quelli
che sono i confini dei Consorzi, perché si è deciso di ridurre la
spesa, si è deciso di ridurre i Consorzi al numero di quattro,
perché siano più rispondenti alle esigenze del territorio.
Noi, oggi, abbiamo, con legge, dato risposta a quei precari che
sono riconosciuti con legge. Relativamente agli altri precari che
vantano da tanto tempo una sollecitazione nei confronti del Governo
della Regione; io per primo, negli incontri che ho avuto, ho detto
che il Governo della Regione, in questo momento, non ha
disponibilità di carattere finanziario; ciò, tuttavia, non vieta in
futuro, con la prossima finanziaria, facendo un po' i conti, di
trovare le risorse adeguate che possono venire incontro a coloro i
quali sono impegnati nei Consorzi di bonifica.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa alla Rubrica Lavoro,
previdenza sociale, formazione professionale, emigrazione ed
immigrazione
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
aggiuntivi:
- dagli onorevoli Maira e Dina: A 26, A 27, A 32;
- dalla Commissione: A17;
- dagli onorevoli Federico, Lentini, Romano ed altri: A 58;
- dagli onorevoli Gucciardi, Cracolici, Oddo e altri: A 47 e A 46.
Si passa all'esame dell'emendamento A 17.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di parlare
per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, ci siamo accorti che nella
finanziaria dell'anno scorso - come si evince dalla Gazzetta
Ufficiale del 20 maggio 2009 - avevamo approvato, all'articolo 38,
la proroga per il personale della CEFPAS di Caltanissetta.
In Commissione non ci siamo accorti che non era inserito
all'articolo 25, e lo abbiamo dichiarato improponibile, quindi è
stato riproposto perché anche a loro spetta la proroga lavoratori.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento A17 della
Commissione.
Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; Chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A27, a firma degli onorevoli Maira e
Dina.
MAIRA. Dichiaro di ritiralo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. L'emendamento A58 è
superato.
Si passa all'emendamento A32 a firma degli onorevoli Maira e Dina.
MAIRA. Dichiaro di ritiralo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa agli emendamenti
A47 e A46 di identico contenuto.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
questo emendamento si ponga un obiettivo ben preciso.
E' evidente che stiamo trattando una materia complessa, complicata
e piena di contraddizioni.
C'è una particolarità, parliamo di una tipologia di precari che è
stata fino ad oggi finanziata in parte, perché è finanziata
attraverso l'autofinanziamento dei comuni, oltre che dal fondo
regionale per l'occupazione e dal fondo nazionale per
l'occupazione.
Diciamoci la verità, quelli del fondo regionale per l'occupazione
hanno goduto dei benefici continuativi del bilancio della Regione,
anche oltre i 5 anni che il sistema di garanzie prevede, mentre la
fuoriuscita dai bacini dei lavori socialmente utili prevedeva per
tutte le tipologie di LSU, quelli che sono nel bacino del fondo
nazionale per l'occupazione, alla fine del periodo previsto dalla
norma finiscono i benefici, determinando una condizione che,
nell'assoluta precarietà, costituisce però un ingiustizia per le
persone che lavorano magari nello stesso comune, ma avendo però due
fonti di finanziamento diverso, hanno due trattamenti diversi.
Insomma, questa norma si propone di far transitare per la quota
prevista dalla legge dello Stato, cioè i famosi 6.000 euro ciascuno
per ogni anno, per ciascun precario, al fine di godere del periodo
di continuità, del periodo di assistenza, si propone di far
transitare all'esaurimento e, nel caso specifico, ci sono diversi
comuni dove sta per chiudersi il periodo di continuità da parte
dello Stato, e farlo transitare nel fondo regionale per
l'occupazione.
Io credo che questo sia un emendamento chiaro, che evita
emendamenti o norme così aperte che possono creare più danni
pensando di risolvere un problema. E' un emendamento chiaro che non
è ipocrita, come possono essere altre soluzioni.
Pertanto, suggerisco e chiedo al Governo di utilizzare questa
tipologia perché, altre tipologie che sembrano al momento di minore
impatto finanziario, in realtà possono determinare condizioni di
ingestibilità futura.
Ecco perché ritengo che, se dobbiamo procedere in questa
direzione, lo si faccia almeno con quest'emendamento formulato con
estrema chiarezza.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non sorgendo osservazioni, gli
emendamenti A47, A 46 e A26 sono accantonati
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento
aggiuntivo A 65.
L'emendamento è accantonato.
CORDARO. Chiedo di apporre la firma all'emendamento A 26.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
CARONIA. Chiedo di apporre la firma all'emendamento A 26.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di parlare
sull'emendamento A17, testè approvato.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, sull'emendamento A17 c'era da
inserire, ai sensi della legge n. 68 del 1999, i lavoratori che
erano previsti., quindi da collegare ad altri .
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, noi abbiamo poco fa votato
l'emendamento A17, cioè i precari del CEFPAS.
La Presidenza ha dichiarato superato anche l'emendamento A58, e in
parte è così, anche se in effetti faceva riferimento anche alla
platea dei portatori di handicap, che sono i soggetti di cui alla
legge n. 68 del 1999, quindi in questo modo avremmo prorogato i
lavorati del CEFPAS non prorogando i portatori di handicap, per cui
mi sembrerebbe un'azione giusta considerare nel voto dato
all'emendamento A17 anche i soggetti di cui alla legge n. 68 del
1999.
Rimaniamo d'accordo che, ai sensi dell'articolo 117 del
Regolamento interno, verrà apportata questa correzione.
DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo
approvato l'emendamento A17 perché si trattava di una proroga e, in
particolare, l'articolo 38 della norma che prorogava una categoria
di precari che erano stati inseriti nella proroga generale che
abbiamo fatto sulla base delle proroghe precedentemente fatte.
Quando discutiamo dell'emendamento A58 inseriamo, come dice Lei,
signor Presidente, una nuova categoria, che non è compresa
nell'articolo 38 delle proroghe fatte prima, quindi stiamo
introducendo un elemento aggiuntivo, non stiamo parlando di una
proroga perché nell'articolo 38 i soggetti di cui ai sensi della
legge n. 68 del 1999 non erano compresi.
PRESIDENTE. Onestamente no
DI BENEDETTO. Noi facciamo riferimento alla proroga dei soggetti
prevista nell'articolo 38 della legge regionale 14 maggio n. 6 e
l'articolo 38 è testualmente riportato nell'emendamento A17, che
abbiamo appena approvato.
Quando invece parliamo dell'emendamento A58, ripeto, introduciamo
una nuova categoria di personale e continuiamo a creare nuovo
precariato e ad introdurre nuovi soggetti nelle proroghe.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, il Governo, nel presentare il
disegno di legge che consentiva la proroga dei contratti dei
precari, ha dimenticato il personale che già era stato inserito
nella finanziaria del 2009, e che riguardava i soggetti impegnati
nel CEFPAS.
L'emendamento A58 così recita nonché di quelle avviate ai sensi
della legge n. 68 del 1999, nei limiti delle disponibilità
finanziarie di cui allo stesso ente dotate . ; si tratta di
soggetti che sono stati avviati al lavoro in capo al numero di
coloro i quali sono già stabilizzati. E quando si fa una richiesta
all'Ufficio del lavoro per assumere i soggetti disabili e su quelli
che sono stabilizzati non esiste una norma che deve consentire di
prorogare, si tratta di mettere in atto, da parte della direzione
generale del CEFPAS, una pianta organica che consente di avere
personale stabilizzato e personale invalido che scatta, ai sensi
della normativa vigente che tutela i lavoratori disabili.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si valuterà successivamente
l'esigenza di un emendamento ai sensi dell'articolo 117 del
Regolamento interno.
Si passa alla rubrica Beni culturali.
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Ardizzone e Maira
l'emendamento aggiuntivo A31.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
comprendere come intendiamo procedere. Non possiamo trovarci in una
tale condizione di difficoltà perché il Teatro di Messina, al pari
di altri teatri, o più o meno di altri teatri, merita questo ed
altro.
Ricordo all'onorevole Formica, ne abbiamo parlato anche in
Commissione, quando due anni fa sembrava che si stava perpetrando
un'ingiustizia nei confronti del Teatro di Messina - e io non sono
messinese - abbiamo stanziato fondi senza nessuna pregiudiziale, né
geografica, né culturale.
Le variazioni di bilancio sono state concordate, in Conferenza dei
Capigruppo in sua presenza, signor Presidente, e sono state
concordate quelle relative a categorie che rischiano gli stipendi
dall'1 gennaio o dall'1 dicembre, o perché da tre o quattro mesi
non percepiscono reddito a seguito di prestazioni lavorative
autorizzate dalla Regione. Ciò era quanto concordato.
Se avessimo dovuto fare una manovra di variazione, qualunque
deputato aveva il diritto di potere presentare emendamenti, e avere
anche il gusto di averli bocciati.
Le chiedo, signor Presidente, di evitare la trattazione di
emendamenti che altro non fanno che metterci in grande difficoltà,
che stanno fuori da quella griglia, che prevedeva il minimo
necessario per fare in modo anche - considerata la situazione
politica di questa Regione - di non determinare danni sia
all'Amministrazione e sia ai cittadini che comunque ricevono un
salario dalla Regione.
Mi rivolgo anche al Governo. Non mi basta il parere contrario,
chiedo che si utilizzi la moral suasion nei confronti del
Parlamento.
Noi stiamo per quello che è il nostro ruolo, saremo importanti,
vedremo alla fine.
Stiamo comunque favorendo la possibilità, come partito che sta
all'opposizione, di consentire, in un momento in cui c'è una crisi
che ancora nessuno sa in quale direzione andrà, che, comunque,
l'Amministrazione regionale non si fermi.
Credo che questo debba essere considerato e attenzionato da parte
di tutti come una condizione di serietà alla quale tutti abbiamo il
dovere di riferirci. Pertanto, di questo emendamento, al pari di
altri che riguardano le variazioni di bilancio, le chiedo,
Presidente, di evitare la trattazione in quest'Aula.
ARDIZZONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avrei gradito di
avere la possibilità di illustrare questo emendamento, cosa che mi
viene concessa dopo aver dato la parola all'onorevole Cracolici.
Veda, l'onorevole Cracolici deve essere convinto di quello che
dice; per carità, senza voler personalizzare il suo intervento. Lo
afferma da questo pulpito che è all'opposizione. Fino adesso,
obiettivamente, non ci è sembrato; non ci è sembrato neanche dalle
sue dichiarazioni laddove dice abbiamo concordato'. Con chi ed in
quale sede? Veda, io mi riferisco ..
GALVAGNO. Nella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
ARDIZZONE. No, onorevole Galvagno, la Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari non può scavalcare il ruolo di nessuno dei
novanta deputati - questo mi sembra più che evidente - e a nessun
deputato può essere tolta la possibilità di presentare emendamenti
sui quali, già lo preannunzio, nel caso in cui andremo avanti,
altro che moral suasion, noi chiederemo l'appello nominale perché
ognuno si assuma le proprie responsabilità su quello che va a
votare.
Entrando nel merito dell'emendamento, nessuna concessione al
Teatro di Messina; nessuna concessione ai parlamentari messinesi
per la semplice ragione che - ha ragione l'onorevole Cracolici -
due anni fa i soldi sono stati messi come sono stati messi a tutti
i teatri, tant'è che lo stanziamento di 7 milioni e duecentomila
euro, per un errore materiale - mi dispiace che in questo momento
non c'è l'onorevole Savona, non so dove sia, ma sarebbe opportuno
che lui attestasse quello che sto dicendo -, per un errore
materiale, per quello che ci è stato detto, su un emendamento
presentato dagli onorevoli Buzzanca e Formica in Commissione, per
tutto quello che è successo sulla Tabella H, paradossalmente i
teatri di Catania e di Palermo subiscono addirittura un aumento, e
quello di Messina, rispetto alla programmazione di 7 milioni e 2
cento mila, subisce un decremento.
A ciò si aggiunga che il Teatro di Messina addirittura viene
commissariato per un anno, un anno e mezzo. E, adesso che il Teatro
di Messina viene messo, almeno così sembrerebbe, nella possibilità
di funzionare e, quindi, di programmare sulla base di 7 milioni e
duecentomila euro, gli manca la bellezza di un milione di euro.
Noi non stiamo chiedendo nessuna concessione, come parlamentari
messinesi. Noi stiamo chiedendo che venga data la possibilità al
teatro Vittorio Emanuele' di Messina di programmare, così come è
stato dato nel corso degli anni a tutti gli altri teatri. Si tratta
di un atto di giustizia Peraltro, dispiace, vedo che ci sono tante
assenze e che è assente anche l'Assessore per i beni culturali, che
è stato audito in quinta Commissione, il quale - ed è stato proprio
sentito dagli stessi sindacati, sollecitati dalla CGIL di Messina,
e sono stati sentiti proprio in quinta Commissione, sollecitati,
ripeto proprio dalla CGIL - hanno sentito che sarebbe stato
ripristinato l'importo di un milione di euro.
Quindi, due sono le questioni: una di ordine politico, e lo dico
ai peones come me - non dovrei essere un peone, l'ho dichiarato la
volta precedente, è dal 2001 che sono all'opposizione, non mi
preoccupo - però nessuno può pensare che ci siano delle camere di
compensazione che si chiamino seconda Commissione o che si chiamino
Conferenza dei capigruppo; ogni parlamentare ha la dignità di
presentare emendamenti e deve avere la possibilità di discuterli in
Aula ed eventualmente di averli anche bocciati.
Non ci possono essere griglie. Non è assolutamente consentito a
nessuno. Le mediazioni di ordine politico sui grandi ragionamenti,
sulla salvaguardia dei livelli occupazionali; sappiamo fare tutti
queste cose, ma evitiamo, consentitemi di dirlo, vene demagogiche
Qua noi siamo portatori di interessi generali. Pertanto chiedo che
l'Aula si pronunci, che si faccia la moral suasion come sostiene
l'onorevole Cracolici, ma che si faccia veramente fino in fondo,
che si faccia anche nei confronti dei deputati del PD che hanno
presentato emendamenti, interrogazioni, perché venga ampliato il
budget per il teatro Vittorio Emanuele', altrimenti veramente
cadiamo nell'equivoco ed io dico ai parlamentari, ripeto ai peones
come me, stiamo attenti, perché questo atteggiamento di griglia non
sia il preludio una camera di compensazione, che si chiami
Conferenza dei capigruppo o seconda Commissione, per non dare la
possibilità ai singoli parlamentari di presentare le loro proposte
e di discuterle. Diversamente ci troveremo, cari colleghi peones,
nella situazione in cui ci siamo ritrovati l'anno scorso con
l'approvazione di una Tabella H della quale nessuno sapeva
assolutamente niente.
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, il
riferimento dell'onorevole Ardizzone era evidentemente a me, che
proprio giorno 3 dicembre ho presentato un'interrogazione
all'Assessore Leanza sulle sorti del Teatro Vittorio Emanuele.
Al di là delle penalizzazioni subite involontariamente, ritengo in
un recente passato, mi permetto di appellarmi all'Aula, al mio
capogruppo, perché ritengo che questo milione di euro non debba
essere la classica elargizione, la classica mancia per la
programmazione di un teatro.
Abbiamo tanti esempi deprecabili di spreco, abbiamo sentito prima
tuonare in questa Aula il mio capogruppo in tal senso. Ma qui
abbiamo la necessità di stabilizzare un'orchestra che
vergognosamente nell'ultimo anno ha fatto soltanto 47 giorni di
attività, quindi non ha neanche raggiunto il minimo per potere
avere il sussidio di disoccupazione.
Un ente teatro che si vanti di tal titolo non può non avere
un'orchestra autonoma, non può non avere destinato il 20 per cento,
come prevede l'articolo 136 della legge regionale 16 aprile 2003,
n. 4, non può non avere il 20 per cento delle risorse destinate
alla stabilizzazione della sua orchestra. E io ritengo che questa
reintegrazione delle somme è un atto dovuto all'Ente Teatro di
Messina, e non è campanilismo, ma è un atto dovuto, perché è un
atto che consentirà all'amministrazione attuale, cui io faccio
sempre l'opposizione - ma non è opposizione ai lavoratori, è
opposizione politica -.
Qua c'è la necessità di dare risposte a gente che da anni attende
una stabilizzazione e che per carenza di questa Aula, per un errore
materiale, oggi non vede la possibilità di essere stabilizzata per
mancanza di fondi.
Quindi il mio appello, Presidente del mio gruppo, è a lei perché
possa rivedere in maniera meno critica questa possibilità, perché
non si tratta di un emendamento al di fuori della camera di
compensazione, al di fuori della conferenza dei capigruppo, ma è un
emendamento che rende giustizia per una negligenza degli anni
passati.
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Formica appone la firma
all'emendamento dell'onorevole Romano, così come gli onorevoli
Vinciullo e Buzzanca.
L'Assemblea ne prende atto.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, ritengo che la firma la dovrebbe
apporre anche l'onorevole Cracolici perché l'onorevole Cracolici
come in parte, ma solo in parte, ha ammesso nel suo intervento, è
stato testimone del mero errore cui ha accennato l'onorevole
Ardizzone.
Personalmente, voglio difendere parte delle cose che sono state
sostenute in questa Aula; sono d'accordo con l'onorevole Cracolici
quando dice che c'è stata una Conferenza dei capigruppo che ha
stabilito un quadro all'interno del quale portare avanti gli
argomenti che sono stati deliberati e gli argomenti riguardano i
precari, la proroga dei precari e riguardano, si era detto in
quella sede, alcune argomenti che oggettivamente fossero ritenuti
urgenti.
Quando parliamo del teatro Vittorio Emanuele di Messina parliamo
appunto - come diceva anche l'onorevole Picciolo - dell'orchestra,
dei lavoratori, dei precari, degli ultimi precari, gli ultimi degli
ultimi precari di un teatro come il Vittorio Emanuele di Messina,
che è l'unico che non aveva neanche la dicitura di orchestra del
Teatro Vittorio Emanuele di Messina ; l'abbiamo introdotta nel 2003
con un mio emendamento che destinava appunto il 20 per cento delle
risorse all'orchestra ente teatro Vittorio Emanuele di Messina. Non
è avvenuto neanche questo, perché poi di fatto neanche questo 20
per cento è stato erogato. E intanto rientra assolutamente nel
quadro di quanto stabilito dalla Conferenza dei capigruppo perché
stiamo parlando di precari, ma addirittura, onorevole Leanza,
assessore ai Beni culturali, qui siamo in presenza di un assoluto
mero errore, errore contabile che è stato commesso l'anno scorso
durante la finanziaria, un mero errore contabile. Bene, a causa di
questo errore, l'aumento di 500 mila euro che doveva essere dato
al Vittorio Emanuele di Messina è stato invece ridotto di 1
milione di euro, per cui dalla dotazione di 7 milioni e 200 mila
euro si è scesi a 6 milioni e 200 mila euro.
Insomma Un parlamento che si accorge dell'errore e non può e non
vuole rimediare non è un Parlamento Tutto ciò è diventato
ridicolo Se c'è l'errore documentato dagli uffici dal bilancio e
non siamo in grado di correggere l'errore ci dobbiamo solo
vergognare. Fate Io non voglio dire più nulla.
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la parola per
dichiarare intanto che appongo la mia firma a questo emendamento, e
credo a nome di tutti i deputati dell'UDC, tranne smentite, perché
ne sono convinto.
La Conferenza dei capigruppo l'abbiamo vissuta tutti e ricordo ai
colleghi presidenti di gruppo e ai presenti che ci avevano posto il
problema di dimenticanza di qualche categoria di persone da
stabilizzare o da rinnovare con copertura finanziaria sino al
31/12/2010, tanto che si era ipotizzato di fare una norma generica
per potere consentire la copertura per personale che eventualmente
noi potevamo dimenticare.
Credo che la materia che stiamo trattando rientra in questa
ipotesi, cioè se avessimo affrontato in Conferenza dei capigruppo
il problema che stiamo affrontando stasera certamente avremmo
ricompreso la vicenda del Teatro di Messina tra quelle cose
meritevoli di essere inserite nel disegno di legge ed approvate
stasera.
Vorrei evidenziare, per chi per esempio ha avuto modo di leggere
il Corriere della Sera di ieri, che hanno pubblicato una lunga
inchiesta sui teatri italiani arrivando alla conclusione che,
rispetto alla media europea e rispetto ai finanziamenti che sono
stati erogati sino allo scorso anno, c è una percentuale in
diminuzione di quasi il 30 per cento di impegno finanziario a
favore dei teatri, con la conseguenza che le strutture teatrali
sono sostanzialmente in grossa difficoltà economica e quasi
sull'orlo della chiusura.
Apro una parentesi e la richiudo. Le vicende del Teatro Bellini di
Catania, con la cattiva figura che abbiamo fatto come
amministrazione regionale a seguito delle vicende del braccio di
ferro tra l'amministrazione del Teatro, i dipendenti e gli
orchestrali del Teatro, fanno capire che se noi non mettiamo in
condizione, non solo di gestione trasparente ma anche di
possibilità di finanziamento, i teatri siciliani saranno costretti
a chiudere e sono in gestione pre-fallimentare, motivo per cui
anche questo aspetto è ragionevole impegno per consentire l'accordo
e l'aiuto per consentire questo aiuto finanziario al teatro di
Messina che consentirà al teatro di salvarsi.
Ecco perché esprimo parere favorevole a nome di tutto il Gruppo.
BUZZANCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a parte l'ilarità
che suscita l'onorevole Dina quando mi dice che sono favorevoli,
svolgerò il mio pensiero che certamente non vuole essere offensivo
nei confronti dell'onorevole Cracolici il quale mi sollecita un
ruolo chiedendomi: io, cosa devo fare, il ? puntini,
puntini.....
Decidi tu cosa vuoi fare.
Certo è che se noi parliamo di morale che si applica alla
politica andiamo molto lontani, onorevole Cracolici, potremmo fare
trattati certamente. Ciascuno ha il proprio percorso, ciascuno ha
la propria storia, ciascuno ha la propria coerenza. Però qui noi
stiamo vedendo la città di Messina e, certamente, non voglio fare
nessun tipo di polemica con i miei amici di Catania o di Palermo;
al contrario. Ritengo che i soldi che si spendono per la cultura se
sono spesi bene, se non sono il frutto di accordi o di meccanismi
che pensano a tutt'altro piuttosto che alla cultura, sono soldi
spesi male.
Messina è una città che ha 252 mila abitanti. La città di Palermo
ne ha 600 mila. E' stata fatta molto bene qui la storia di questo
finanziamento.
Ricordo che nel 1996, ero allora presidente della provincia
regionale di Messina, si tenne da me una riunione, sollecitata dai
vertici del Teatro ma anche dalle organizzazioni sindacali, e in
quel momento si pensava ad un incremento del contributo che allora
era di 11 miliardi delle vecchie lire, 1996. E si cominciò una
battaglia che poi continuò nel corso degli anni. Una battaglia che
si intestarono i diversi rappresentanti che si sono susseguiti su
questi banchi.
Ci fu anche un Presidente della Regione siciliana, l'onorevole
Franco Martino, un altro, il compianto onorevole e mio caro amico
Vincenzo Leanza. Abbiamo fatto una battaglia pensando che si
dovesse quanto meno mettere il Teatro Vittorio Emanuele' di
Messina nelle condizioni di operare al pari per esempio di Catania
che oggi ha un contributo di 18 milioni di euro. Opportunamente
Opportunamente
Non so oggi quanto sia il contributo che viene oggi assegnato al
Teatro Massimo o al Teatro Politeama di Palermo, però certamente è
un contributo che va ben al di là degli stessi 18 milioni che
vengono assegnati al Teatro Bellini di Catania.
L'anno scorso presentammo un emendamento a mia firma, ha
ricordato bene la storia l'onorevole Formica, ci fu una svista, noi
pensavamo di avere quanto meno mantenute le somme, cioè 7 milioni e
200 mila euro, ci trovammo invece, non solo a non registrare un
incremento del finanziamento, in ossequio a quel finanziamento, ma
addirittura una decurtazione.
Se questa è morale e se quest'Assemblea, pur all'interno di un
quadro che deve essere rispettato, io sono per rispettare le
regole, ma certamente le regole camminano con le gambe degli
uomini, non con le gambe degli asini, allora dobbiamo fare in modo
che si rimedi ad un errore. Un errore che certamente non penalizza
il sindaco o il vicesindaco di Messina o i parlamentari del
messinese.
Io so che qui alcuni parlamentari messinesi oggi sono in
difficoltà, saranno in difficoltà perché noi chiederemo che ci sia
il voto nominale e palese.
La Sicilia deve sapere che vi sono, anche da questo punto di vista
e da questa ottica, cittadini di serie A e cittadini di serie B. Lo
sapevamo, ci sono precari di serie A e precari di serie B. E
purtroppo, signor Presidente, signor Assessore, noi oggi
registriamo che ci sono anche teatri di serie A e teatri di serie
B, al di là della tradizione, al di là della espressione culturale,
al di là della tradizione, ma anche al di là della stessa
espressione che una città come Messina deve saper riporre
all'interno di un panorama.
Penalizzare il teatro di Messina significa penalizzare un
meccanismo, una rete che inevitabilmente tira dentro anche gli
stessi teatri di Palermo e di Catania, perché è una rete culturale,
è un sistema, e se affonda una parte di questo sistema, si rischia
di far affondare anche l'altra.
Se vogliamo andare avanti così. Se vogliamo essere rigidi quando
ci conviene e molto elastici quando al contrario non ci conviene,
noi accetteremo anche questo.
Certamente non cambierà la storia della nostra città e non
cambierà la storia della nostra Sicilia, ma abbiamo scritto questa
sera un'altra pagina, io la definisco profondamente negativa,
signor Presidente di quest'Assemblea, infatti, piuttosto che
guardare ai reali interessi, piuttosto che riuscire a fare
giustizia di una palese condizione di ingiustizia, continua per il
proprio cammino.
Io faccio appello all'assessore per i beni culturali,
all'onorevole Leanza, che si è impegnato tante volte, che ha
dimostrato anche attenzione nei confronti del teatro di Messina,
perché dia una mano alla città di Messina e dia una mano alla
cultura in Sicilia.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LEANZA, assessore per i beni culturali e ambientali e per la
pubblica istruzione. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
soltanto per onore di verità non accetto assolutamente ciò che ha
detto l'onorevole Ardizzone perché è frutto di un intervento
assolutamente non in linea con le cose che abbiamo sempre fatto col
Teatro Vittorio Emanuele di Messina. Forse era disattento, capita
spesso in questo periodo e quindi vorrei riportare un po' i numeri
così come erano.
Nel 2007 il Teatro di Messina ha avuto in più 500 mila euro, .
ARDIZZONE. Io ho dichiarato 7.200.000 euro.
LEANZA, assessore per i beni culturali e ambientali e per la
pubblica istruzione. Non è il famoso milione, alla fine vedrai che
il milione non torna. Questo è avvenuto in una variazione di
bilancio dopo che abbiamo incontrato il Teatro, perché ritenevamo
che il Teatro di Messina avesse un'esigenza, perché vorrei ribadire
un fatto importante e cioè che il Teatro di Messina, per esempio, è
tra i teatri che ha il 14 per cento di biglietteria, cioè tra i più
alti.
Sembra strano, ma è uno dei più alti.
Dopo di che, in una variazione di bilancio, su emendamento
dell'onorevole Formica, abbiamo accolto, il Governo ha accolto, i
500 mila euro in variazione di bilancio ed eravamo nel 2007 da
questo punto di vista, nel 2008, cioè siamo passati da 6 milioni e
600 mila euro del 2007 ai 7 milioni e 200 mila euro del 2008.
Non erano nel bilancio, era una variazione di bilancio.
Dopo di che, voi sapete, che l'anno scorso, non ero io assessore,
era un suo collega onorevole, era un collega neanche lui peones ,
peones come me, come lui, il Governo ha bloccato la finanziaria
e, di fatto, quei 500 mila euro, non sono stati riportati perché
sono stati impediti.
In Commissione, ovviamente con l'assenza di molte persone che
hanno parlato in V Commissione, le maestranze, il Presidente, il
Commissario, il Sovrintendente hanno chiesto che venissero
ripristinati i 500 mila euro, come atto di giustizia, riconoscendo
perfettamente che quei 500 mila euro erano in più.
Io ho detto, e lo dico all'Assessore per il Bilancio per le
determinazioni che riterrà opportunamente prendere, considerato che
è lui che si esprime, questa sera, per il Governo, che era giusto
riparare un torto che dovevamo riparare perché, in qualche modo, il
Teatro di Messina aveva bisogno di questo aiuto perché non è un
teatro di serie B , è un buon teatro ma non è né il teatro Bellini
di Catania, né il teatro Massimo di Palermo, con tutto il rispetto
per i teatri, non è né l'uno, né l'altro, è un buon teatro.
Se poi andiamo a vedere nelle cose generali capiamo che è un buon
teatro; il Vittorio Emanuele' è un buon teatro, ma non è il teatro
Massimo di Palermo, è un buon teatro ed è tra i tre teatri lirici
della Sicilia e tra i teatri certamente merita massima
attenzione.
In quella occasione, personalmente, ho detto che era corretto che
il teatro di Messina potesse avere 500 mila euro in più perché era
giusto riportarlo a quel passo avanti, allo sforzo che aveva fatto,
in maniera tale da poter consentire, al Teatro di Messina, di
superare alcuni momenti di difficoltà che erano dovuti anche ai
problemi contrattuali e ad altre vicende che, ovviamente, si erano
accavallate. E debbo dire anche che il teatro Vittorio Emanuele'
di Messina ha seguito, assieme all'Assessorato ai Beni culturali,
alcune vicende importanti relativamente ad alcune iniziative che
abbiamo preso, in estate, molto, molto, molto serie.
Quindi, da parte del Governo, c'è la massima attenzione al teatro
Vittorio Emanuele di Messina, come c'è a quello di Palermo, come
c'è a quello di Catania, come c'è al Biondo di Palermo, come c'è al
Teatro Stabile di Catania o a tutte le altre iniziative.
Quindi nessuna sottovalutazione del teatro Vittorio Emanuele.
Sul resto, per quanto riguarda la stabilizzazione, onorevole
Maira, io penso che sia una lunga storia di cui è opportuno che si
parli in un altro momento; è una lunghissima storia della quale, in
quel caso, è opportuno proprio verificare tutti gli attori in
campo, ma non penso che sia la serata per parlare di questa
vicenda, assolutamente non penso che sia la serata giusta, penso
che non lo pretenda nessuno, ma non penso che sia la serata per
parlare della stabilizzazione.
Questo ad onor del vero. Per il resto all'Assessore al Bilancio le
determinazioni del caso. Per quanto mi riguarda nel bilancio 2010
con il parere favorevole del Governo, o contrario del Governo io
presenterò un emendamento che riporta a 7 milioni e 200 mila euro
il contributo del teatro Vittorio Emanuele di Messina.
Se il Governo, superate le difficoltà, visti gli accordi che ci
sono stati in Commissione, ritiene, nel rispetto degli accordi,
dare il ripristino di questa cosa ovviamente ribadisco era un
impegno che avevamo assunto e che, in qualche modo, era giusto che
nel bilancio o nella variazione di bilancio quella che avevamo
pensato questo ripristino venisse attuato.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, più volte abbiamo avuto modo, nel
corso dei nostri lavori, di esprimerci come Governo in ordine agli
emendamenti che sono stati presentati e lo spirito che ha portato
alla valutazione degli stessi è stato quello che abbiamo avuto modo
di ribadire in sede di Conferenza dei capigruppo e di Commissione
Bilancio e cioé che il Governo - come è stato detto - non ha più
una maggioranza, e pertanto ha chiesto di portare all'esame
dell'Aula l'esercizio provvisorio e le cose che ritiene
obiettivamente importanti e che sono condivise dal Parlamento.
Le questioni sono le seguenti: riguardano i precari che sono in
servizio al 31 dicembre 2009 e, quindi, necessitano di una proroga.
Per costoro, il Governo si è accorto che aveva dimenticato i
dipendenti del CEFPAS e correttamente ha affrontato l'argomento
positivamente. Inoltre ha dovuto presentare un emendamento che
riguarda la questione dei piani regolatori generali perché, in caso
diverso, questi ultimi sarebbero restituiti ai comuni e ci
troveremmo dinanzi al caso in cui l'applicazione di una norma
prevista per legge, se non adeguatamente interpretata, non potrà
sortire gli effetti voluti.
Per tutte le altre cose che dispongono nuovi investimenti,
assunzioni di oneri di spesa, operazioni di bilancio o questioni
che riguardano altro tipo di personale come concorsi ed altro, il
Governo si esprime negativamente senza entrare nel merito della
questione che viene sottoposta all'esame del Governo attraverso
l'emendamento.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA. Mi rimetto all'Aula.
ARDIZZONE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio palese
nominale.
Votazione per scrutinio palese nominale dell'emendamento A31
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento anche dagli onorevoli Buzzanca, Cascio Salvatore,
Cordaro, Currenti, Dina e Savona, indìco la votazione per scrutinio
palese nominale dell'emendamento A31 e ne proclamo l'esito:
Presenti 68
Votanti 67
Maggioranza 34
Favorevoli 30
Contrari 35
Astenuti 2
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Apprendi ha regolarmente
votato e che il suo voto è contrario.
Si passa alla rubrica Territorio e ambiente.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
aggiuntivi:
- dal Governo: A45;
- dagli onorevoli Adamo e Caronia: A50.
Si passa all'emendamento A45 del Governo, insieme
all'emendamento A50 dell'onorevole Adamo. Il parere della
Commissione?
ARDIZZONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io mi domando e
le domando che c'entrano le materie urbanistiche con le variazioni
di bilancio? Onorevole Cracolici, le materie urbanistiche per caso
fanno parte di quell'accordo? Me lo dica questo.
E non per emulare il mio capogruppo, io dico Lino fermati, Lino
fermati , e sai perché ti dico fermati? Perché è gravissima la
dichiarazione che hai fatto. Hai ammesso poc'anzi che, per un
errore, mancavano almeno 500 mila euro Non hai avuto neanche il
buon senso di evitare di dire che il Teatro Vittorio Emanuele' non
è né il Bellini di Catania, né il Massimo di Palermo.
Poi faremo la storia di quello che era il Teatro
Sant'Elisabetta' Questo è grave per un assessore alla cultura, è
grave per un assessore alla cultura. Fermati Lino
Questo è grave perché nel momento in cui lei mi boccia
l'emendamento sul Vittorio Emanuele' i suoi uffici, fatto
gravissimo, distribuiscono illegittimamente - e mi querelino per
quello che sto dicendo - tanto è un vizio questo di distribuire
illegittimamente contributi definiti per l'opinione pubblica
contributo panettone
Onorevole Leanza, capitolo 377703, 27 novembre 2009, lei dà dieci
giorni di tempo, amici peones, che si riducono a sette giorni
facendo riferimento ad una circolare del 2008 che prevedeva
criteri rigidi e prevedeva la possibilità di insediare una
commissione che avrebbe valutato rigidamente le richieste di
contributo. Quelli che - appunto - ormai nella vulgata generale
sono i contributi panettone'. Lei decide dando sette giorni di
tempo e l'opposizione, quella tradizionale, diciamo così, non
fiata, non dice una parola; lei dà sette giorni di tempo,
modificando la circolare del 2008, per dire che i contributi
vengono dati a chi arriva per primo
Ma udite, udite, amici peones, sul sito dell'Assessorato dei beni
culturali c'è un avviso di oggi del dottore Vincenzo Emanuele che
io ho chiamato perché riconosco in lui il rigore di un grande
direttore generale, ma mi ha deluso, gliel'ho detto, il quale
precisa che i contributi panettone devono essere spesi entro il
31 dicembre 2009.
E lei, onorevole Leanza, in base a quella circolare doveva
stabilire e pubblicare, per dare la possibilità eventualmente di
fare ricorso al TAR, perché questo è giusto, è legittimo per chi
aveva presentato l'istanza. Lei, senza avere pubblicato l'elenco
dei beneficiari, e lo stesso direttore generale ancora oggi mi dice
Ma ancora non sappiamo chi sono i beneficiari, senza alcun avviso
sulla Gazzetta Ufficiale debbono essere spesi entro il 31
dicembre .
Finiamola di giocare, o si è innovatori fino in fondo o non lo si
è Non si può pensare di fare clientela e mortificare le persone,
mortificare le città, mortificare quelli che non vengono dietro
alla sua porta.
Io, assessore Leanza, sono venuto dietro la sua porta a chiederle
il finanziamento per il recupero della tomba di Antonello da
Messina e lei distribuisce sussidi per comprare panettoni per
Natale.
Le ho mandato un messaggio a scanso di equivoci: Tenga presente
che è un'associazione e ha presentato una richiesta di contributo ;
non sono venuto a sollecitare, ho voluto lasciare traccia.
L'Associazione Mare e Monti per una manifestazione che,
tradizionalmente, da cento anni si tiene a Messina, un'associazione
che non ha colore politico, conosciuta come festa popolare per
queste cose che rappresentano la tradizione.
Assessore Lenza, si fermi La invito a ritirare i contributi
panettone perché di questo, mi dispiace dirlo, renderà conto alla
Corte dei Conti, come vedo che da qualche tempo siete costretti a
fare.
Chiedo, quindi, che il Governo ritiri l'emendamento perché
attinente a profili di materia urbanistica. Già è grave che sia
stato dichiarato ammissibile.
LEANZA, assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
intervengo soltanto per rispondere ad alcune cose che ritengo
assolutamente gratuite.
Ovviamente l'onorevole Ardizzone non sa che gli impegni di spesa
per avere valore devono essere impegnati con un creditore certo
entro il 31 dicembre.
Con la famosa Tabella H in qualche modo ci siamo ritrovati 590
mila euro e c'era soltanto un'alternativa: o rinunciare a spendere
quelle risorse o attivare un processo assolutamente trasparente,
riconosciuto, in cui poter dare l'opportunità di un patrocinio
oneroso fino ad un massimo di 5.000 euro a tutte le associazioni e
i comuni che ne facessero richiesta.
Hanno fatto richiesta oltre, guarda caso, 500 comuni, oltre 500
associazioni; domani mattina il direttore espleterà tutte le
pratiche per dare il contributo a tutti quelli che hanno diritto e
che hanno fatto la domanda, perché mi sembra corretto nei confronti
di chi ha presentato la domanda.
Pertanto, quello che vuole insinuare l'onorevole Ardizzone è
assolutamente privo di fondamento e, in ogni caso, è giusto che lui
possa fare le cose che ritiene più opportuno. Però, certamente, le
500 o a 400 o 300 associazioni che hanno fatto richiesta, se hanno
superato la prova amministrativa, saranno valutate e sarà comunque
dato un contributo nella misura di 1.000-1.500 a 2.000-2.500 euro.
Stiamo parlando di un patrocinio oneroso che in qualche modo
comprende che qualcun altro faccia un'iniziativa, quindi stiamo
dando un contributo per un'iniziativa per Natale. Questo serviva, e
la mole di domande che sono arrivate dà la dimostrazione che forse
era la strada giusta.
Per quanto ci riguarda potevamo anche farne a meno, ma non penso
che, se non avessimo impegnato queste somme, si sarebbe potuto
cambiare il corso delle cose.
Pertanto, da questo punto di vista, non me ne voglia l'onorevole
Ardizzone, ma lezioni su questo campo non ne vogliamo assolutamente
da nessuno
ADAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, vorrei ricordare che non è un argomento
apparentemente legato al bilancio, non v'è dubbio, però che
rappresenta veramente un atto di buon senso. Non riguarda né un
teatro né un comune, ma tutta la Sicilia e tutti i comuni. Questo
emendamento impedisce che i piani regolatori faticosamente
approvati dopo anni dai comuni, qualche volta anche approvati dai
Commissari che la Regione ha mandato perché i comuni erano
inadempienti, debbano tornare indietro per essere adeguati ad una
nuova normativa.
E' un atto di buon senso che va a favore di tutti i comuni e della
Sicilia. E' un appello per far capire che l'approvazione di questo
emendamento non comporta un aumento di spesa ma la necessità di
risparmiare denaro e consentire ai comuni che hanno approvato i
piani di potere lavorare.
ARDIZZONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Nel merito dell'emendamento, onorevole Ardizzone, è
già intervenuta l'onorevole Adamo.
Vorrei evitare una cascata di interventi. Preciso che l'onorevole
Caronia è firmatario di questo emendamento.
Questo emendamento riguarda oggettivamente gli uffici del
dipartimento dell'urbanistica. E' un problema che, se non approvato
in questa sede, con questa norma - che ovviamente non comporta
spesa - obbligherebbe l'ufficio dell'urbanistica a rimandare
indietro più di 160 piani regolatori che dopo cinque, sei, sette,
otto anni hanno completato l'iter, soltanto perché è intervenuta
una norma che prevede la valutazione ambientale strategica dei
piani regolatori.
Questo emendamento, oltre a presentare queste caratteristiche, è
in Aula perché apprezzato dalla Commissione di merito e perché è
stato oggetto ieri, in Conferenza dei Capigruppo, di apprezzamento
da parte della Commissione stessa.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento A50 è assorbito.
Si passa alla rubrica Turismo e trasporti.
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Adamo e D'Agostino
l'emendamento aggiuntivo A52.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, vorrei parlare dell'emendamento A52
che in un momento di rigore, onorevole Savona, in un momento in cui
siamo stati qui chiamati a votare non una manovra finanziaria ma
l'esercizio provvisorio e la proroga di contratti di lavoratori
precari, mi sembra deprecabile già proporre un emendamento simile
perché questo sarebbe davvero uno spreco.
Significa dare altri panettoni', non vorrei togliere nulla
all'assessore Leanza su quella vicenda ma devo dire tuttavia che
l'onorevole Ardizzone un minimo di ragione l'aveva. Mi dicono che
quella mattina si è reso necessario l'intervento della Polizia, non
lo so per certo, mi dicono che siccome erano fatti a sportello -
spero che non sia vero, anzi chiedo venia e spero di essere
smentito - quella giornata, quella mattinata, considerato che erano
a sportello, sette giorni di tempo c'erano ma tutti arrivavano
all'apertura degli uffici.
Chiedo quindi all'onorevole Adamo e all'onorevole D'Agostino un
momento di riflessione, di saggezza, e di ritirare - così come
opportunamente ed elegantemente hanno già fatto per l'ente Fiera
del Mediterraneo - anche quest'altro emendamento in modo tale da
poter approvare tutti insieme questo esercizio provvisorio, questa
proroga per poi ritornare in Aula e votare i disegni di legge che
hanno carattere di urgenza, ma che hanno anche un carattere di
programmazione e di strategia amministrativa per i prossimi anni,
non per i prossimi tre mesi, ma per i prossimi anni.
Questo Parlamento chiede uno sforzo da parte di tutti perché la
Sicilia vuole programmazione, strategie amministrative, vuole uno
sviluppo vero, reale e concreto che non si realizza con interventi
molte volte beceri, che non sono altro che fonte di clientelismo, e
che giustamente sono stati censurati dal senatore Cintola qualche
momento fa.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Per le ragioni
che ho espresso per l'emendamento precedente, il Governo conferma
il parere contrario. Non entrando nel merito della necessità,
dell'urgenza, ma non essendo tra le cose che abbiamo stabilito in
Conferenza dei capigruppo e in Commissione Bilancio, il parere del
Governo è contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
ADAMO. Dichiaro di ritirare l'emendamento A52.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si riprende l'esame dell'articolo 6, in precedenza accantonato.
Pongo in votazione la Tabella B, come emendata. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione l'articolo 6. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 9, in precedenza accantonato.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, ritorniamo al tema del patto di
stabilità. Abbiamo lungamente dibattuto sul tema. Credo che tutti
quanti abbiamo avuto modo di riflettere sulla responsabilità cui
tutti noi siamo chiamati.
Invito pertanto i firmatari a ritirare l'emendamento 9.5.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO, signor Presidente, invito il Governo a voler soprassedere
su un problema che riguarda tutti gli enti locali e che
vanificherebbe la manovra che questa sera stiamo facendo. Non ha
alcun senso la proroga fatta ai precari senza che noi diamo la
possibilità agli enti locali di stralciare praticamente la somma
che gli enti locali pagano per i precari in ragione del patto di
stabilità.
Non avrebbe senso tutta questa manovra perché nessun ente locale
con i rilievi che sono stati fatti dalla Corte dei conti - sono
arrivate in questi giorni dalla Corte dei conti delle diffide a
tutti gli enti locali - né i segretari né i ragionieri né i
revisori dei conti emetteranno un parere favorevole su questa
vicenda. Per cui, chiedo al Governo, siccome la situazione è grave,
ed è un fatto che interessa praticamente tutti gli enti locali
laddove vi sono precari, di evitare questa vicenda.
Immaginate che cosa vuol dire rispetto agli Enti locali un dieci
per cento che non può sicuramente gravare sulle loro casse, mentre
la somma è irrisoria per la Regione
Invito, pertanto, l'intera Assemblea a riflettere, altrimenti non
avrebbe senso stare in questa Aula e votare la proroga dei precari.
PRESIDENTE. C'è da parte del Governo una richiesta di ritiro di
questo emendamento.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, comprendo la difficoltà del Governo
nel dovere trattare una materia che già è complessa, che parte da
Maastricht e che ci obbliga al contenimento delle spese e che si
riflette sulla questione che stiamo esaminando.
Devo dire che nonostante un ordine del giorno votato alla Camera
nel marzo scorso, il Governo non ha voluto alleggerire il peso
sugli Enti locali. Ed è chiaro che la Sicilia è la più esposta, in
quanto i comuni che non hanno rispettato il patto di stabilità sono
ben il 25 per cento, comuni tutti superiori a 5.000 abitanti.
Propongo dunque all'Assessore di ritirare, questa sera, la
proposta, considerato che mi pare che già dal 15 di gennaio l'Aula
ritornerà a trattare provvedimenti legislativi. In ogni caso, credo
che voi avete già come Governo, a firma del Presidente della
Regione, dell'Assessore e del Direttore generale diramato una
circolare, chiedendo agli Enti locali di non applicare l'articolo
di cui oggi si chiede la soppressione.
Il rischio, qual è? Che affronteremo la questione su posizioni
che, se già fossero univoche, sarebbe una cosa nobile, ma
caricheremmo quest'Aula a fine serata di tutte le questioni che si
sono aperte in queste ore.
Per le trattative che sono in corso, il mio appello è per
sollecitare affinché questo argomento sia trattato a metà gennaio
allorquando, nel frattempo, si sarà consumata la negoziazione tra
Stato e Regione sulla questione del patto di stabilità. E le
garantisco, sin d'ora il nostro impegno.
Oggi però chiediamo al Governo di ritirare questo comma
soppressivo della norma che è stata tanto discussa. Il bilancio
l'approveremo a marzo, ad aprile, se Dio vorrà l'approveremo a
Pasqua, forse lo approveranno altri.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, a questo emendamento appongono la
firma gli onorevoli Vinciullo, Gianni e Cordaro.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, chiedo scusa se intervengo nuovamente, ma vorrei far
comprendere ai colleghi parlamentari la questione relativa al patto
di stabilità: se noi non abroghiamo questa norma non siamo in
condizione di fare il bilancio della Regione per l'anno 2010.
Il bilancio della Regione del 2010 si può approvare soltanto con
l'assunzione di un mutuo; se sforiamo il Patto di stabilità, non
possiamo contrarre il mutuo.
Onorevole Panepinto, quindi, la vicenda del Patto di stabilità si
sta caricando politicamente per altri interessi e non per questo
argomento, in maniera strumentale al fine di raggiungere altri
obiettivi.
Vorrei pregare l'onorevole Panepinto ed i colleghi tutti, come del
resto al Governo stanno a cuore le questioni del Comune, in questo
momento, mettiamo in regola la situazione del Governo della Regione
siciliana, abroghiamo questo articolo 8 e, a gennaio, anche a
seguito dell'attività che il Governo sta compiendo in queste ore, a
Roma, potremo stabilire il percorso alla luce del sole perché non
c'è dubbio che può esistere anche un'altra alternativa. Se ci sono,
in Sicilia, 50 Comuni che hanno 500 precari per i quali si è
dovuto procedere ad un'attività complicata da parte dei Comuni che
non li hanno potuto tenere in servizio, allora, in quel caso,
limitatamente a quei soggetti che si trovano nella condizione di
non avere potuto rinnovare il contratto, la Regione esaminerà la
situazione e provvederà, credo con il consenso di tutto il
Parlamento, in tal senso. Approvare, però, una norma per tutti
significa allargare il cordone della borsa e consentire ai sindaci,
anche a coloro i quali non hanno problemi, di non impegnare le
risorse a fronte del Patto di stabilità per i precari ma continuare
a spendere.
PRESIDENTE. Onorevole Di Benedetto, ritira l'emendamento?
DI BENEDETTO. No, signor Presidente.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Il parere del
Governo è contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 9.1.
D'AGOSTINO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 9.3.
MAIRA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 9. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, si riprende l'esame degli emendamenti
accantonati alla Rubrica Lavoro.
Si passa all'emendamento A 47. Lo pongo in votazione. Il parere
del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
L'emendamento A 46 è precluso.
Si passa all'emendamento A 65.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A 26.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Il subemendamento A 26.1 è dichiarato inammissibile.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento A 64. Si
tratta di un emendamento tecnico. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Art. 10.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Regione ed entrerà in vigore il giorno stesso della sua
pubblicazione.
2. Le disposizioni di cui ai titoli I e III della presente legge
si applicano a decorrere dal 1 gennaio 2010.
3. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini del giorno:
n. 173 Iniziative a livello nazionale per il rispetto dei diritti
umani e civili in IRAN , degli onorevoli Apprendi ed altri;
n. 174 Iniziative a livello nazionale ed europeo per il rispetto
dei diritti umani in Iran , degli onorevoli Lupo e Gucciardi;
n. 177 Esenzione dall'IRAP per il quinquennio 2009/2013 a favore
delle imprese siciliane , dell'onorevole d'Asero;
n. 192 Ritorno delle spoglie di S. M. Vittorio Emanuele di
Savoia, di Elena di Montenegro, di Umberto II al Pantheon di Roma ,
degli onorevoli Caputo, Pogliese, Vinciullo, Marrocco;
n. 193 Notizie sul recupero del relitto del barcone naufragato il
25 dicembre 1996 a Portopalo di Capo Passero , degli onorevoli
Vinciullo, Pogliese, Falcone;
n. 194 Ricostituzione degli organi statutari del consorzio di
ripopolamento ittico del Golfo di Patti (ME) , degli onorevoli
Panarello, Faraone, Mattarella, Speziale, Oddo ed altri;
n. 195 Notizie sul contenuto dell'addendum firmato dal Presidente
della Regione sulla gestione dei Fondi Fas , degli onorevoli
Galvagno, Panepinto, Donegani, Lupo, Gucciardi;
n. 196 Opportune iniziative allo scopo di chiarire la vicenda
relativa all'espulsione dall'Indonesia dell'attivista italiana di
Greenpeace , degli onorevoli Marinello, Marziano, Faraone, Termine,
Cracolici;
n. 197 Iniziative a livello centrale per modificare l'articolo
del disegno di legge nazionale che prevede la vendita di beni
confiscati alla mafia , degli onorevoli Oddo, Cracolici, Lupo,
Speziale, Ammatuna, Apprendi, Barbagallo, Bonomo, De Benedictis,
Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Donegani, Faraone, Ferrara,
Fiorenza, Galvagno, Gucciardi, Laccoto, Marinello, Marziano,
Panarello, Panepinto, Picciolo, Raia, Rinaldi, Speziale, Termine,
Vitrano;
n. 198 Iniziative a livello centrale per evitare la messa in
vendita dei beni confiscati alla mafia , dell'onorevole Caputo;
n. 199 Sospensione dei commissariamenti disposti dall'ARRA per la
consegna delle reti e degli impianti idrici dei comuni , degli
onorevoli Adamo, Leontini, Maira, Musotto, Cracolici e Panepinto;
n. 205 Interventi sulle modalità di collocamento mirato dei
disabili in Sicilia , degli onorevoli D'Antoni, Musotto, Colianni,
D'Agostino;
n. 206 Misure e risorse a sostegno dell'agricoltura siciliana ,
degli onorevoli Oddo, Cracolici, Lupo, Speziale, Ammatuna,
Apprendi, Barbagallo, Bonomo, De Benedictis, Di Benedetto,
Digiacomo, Di Guardo, Donegani, Faraone, Ferrara, Fiorenza,
Galvagno, Gucciardi, Laccoto, Marinello, Marziano, Panarello,
Panepinto, Picciolo, Raia, Rinaldi, Speziale, Termine, Vitrano;
n. 207 Iniziative per bloccare la realizzazione di una centrale
per la produzione di energia eolica nella provincia di Agrigento ,
degli onorevoli Di Benedetto, Cascio Salvatore, Termine, Panarello,
Bosco ed altri;
n. 208 Sospensione delle procedure di immissione in possesso
degli immobili abusivi in possesso degli immobili abusivi nella
valle dei templi (AG) , degli onorevoli Di Benedetto, Cascio
Salvatore, Marinello, Bosco ed altri;
n. 209 Iniziative a livello centrale per contrastare l'eventuale
costruzione di centrali nucleari in Sicilia , degli onorevoli Di
Benedetto, Cascio Salvatore, Marinello, Ferrara ed altri;
n. 210 Interventi urgenti volti a revocare la realizzazione del
Cavalcaferrovia sulla SS. Provinciale Rosolini-Pachino a valle
dell'abitato del Comune di Rosolini (SR) , dell'onorevole Gennuso;
n. 211 Iniziative per la stabilizzazione dei precari del Corpo
Nazionale dei Vigili del Fuoco , degli onorevoli Pogliese,
Buzzanca, Caputo, Falcone, Vinciullo;
n. 212 Destinazione di adeguate risorse a favore dell'ente parco
dei Nebrodi anche nell'ambito della programmazione FAS ,
dell'onorevole Formica;
n. 213 Reintegro dei lavoratori della cooperativa Ser.Soc' e
riattivazione dei servizi presso i siti archeologici della
Regione , dell'onorevole Lentini;
n. 214 Iniziative per il rilancio della società Biosphera'
S.p.a. , degli onorevoli Lentini e Savona;
n. 215 Proroga della graduatoria per la stabilizzazione al 31
dicembre 2010 di 37 precari CPS infermieri che hanno prestato
servizio presso l'ex Ausl n. 9 di Trapani , degli onorevoli
Ruggirello e Savona;
n. 216 Trasformazione in incarichi a tempo indeterminato dei
rapporti di lavori atipici svolti dai medici veterinari presso
l'I(stituto zooprofilattico regionale , degli onorevoli Savona e
Lentini;
n. 217 Iniziative per una profonda riorganizzazione dei consorzi
di bonifica , degli onorevoli Adamo e Musotto;
n. 218 Iniziative per il rilancio della Multiservizi S.p.A.,
dell'onorevole Lentini;
n. 219 Destinazione di risorse per il fondo di rotazione
costitutivo presso la C.R.I.A.S. , dell'onorevole Ragusa;
n. 220 Iniziative a favore dei lavoratori dei consorzi di
bonifica , degli onorevoli Musotto, Minardo e Lentini;
n. 221 Ferma condanna del violento gesto perpetrato a danno del
Presidente del Consiglio, onorevole Berlusconi , degli onorevoli
Formica, Buzzanca e Vinciullo;
n. 222 Trasformazione in contratti a tempo indeterminato dei
lavoratori a tempo determinato dell'E.S.A , dell'onorevole Savona;
n. 223 Riassunzione del personale licenziato dei consorzi di
bonifica in servizio al 31 dicembre 2007 , degli onorevoli
Cristaudo, Arena, Ruggirello ed altri.
L'ordine del giorno n. 210, rivolto alla Presidenza dell'ARS,
viene accolto come raccomandazione dalla Presidenza medesima.
Propongo al Governo di accettare tutti gli altri ordini del giorno
come raccomandazione.
DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Il Governo
accoglie la proposta.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Interventi finanziari urgenti per l'anno 2009 e disposizioni per
l'occupazione. Autorizzazione per l'esercizio provvisorio
per l'anno 2010» (499/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Interventi finanziari urgenti per l'anno 2009
e disposizioni per l'occupazione. Autorizzazione per l'esercizio
provvisorio per l'anno 2010» (499/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
Proclamo l'esito della votazione per scrutinio nominale:
Presenti 72
Votanti 71
Maggioranza 36
Favorevoli 71
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
FALCONE. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi permetto di
intervenire, sebbene alla fine della seduta, relativamente ad un
ordine del giorno che impegna il Presidente della Regione siciliana
ad esprimere al Presidente del Consiglio, onorevole Silvio
Berlusconi, a nome del popolo siciliano, la più viva e ferma
condanna del violento gesto criminale perpetrato a suo danno,
unitamente ai sentimenti vivi, sentiti e corali di solidarietà e di
augurio per una pronta e completa guarigione, nell'interesse della
Nazione che ripone in lui la massima fiducia e l'apprezzamento
della sua azione di governo.
Su questo ordine del giorno chiedo il sostegno e l'apprezzamento
del Partito Democratico, anche sulla scorta della visita che il
presidente del Partito Democratico, onorevole Bersani, ha voluto
porgere cordialmente al Presidente Berlusconi.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 29
dicembre 2009, alle ore 10.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
I -Comunicazioni
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
N. 164 - Interventi per evitare la soppressione del reparto di
chirurgia generale del presidio ospedaliero S. Vincenzo
di Taormina (ME).
RINALDI - PICCIOLO - FIORENZA - BARBAGALLO
N. 165 - Iniziative a livello centrale per il mantenimento del
Crocifisso nelle scuole.
MARROCCO- CURRENTI - MINEO - SCAMMACCA DELLA BRUCA
La seduta è tolta alle ore 21.15
Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 23.30
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE NN. 499/A INTERVENTI FINANZIARI URGENTI PER
L'ANNO 2009 E DISPOSIZIONI PER L'OCCUPAZIONE. AUTORIZZAZIONE PER
L'ESERCIZIO PROVVISORIO PER L'ANNO 2010 .
All'articolo 5:
Emendamento 5.1:
L'articolo 5 è così sostituito:
«Articolo 5
Trasporto ordini di accreditamento
1. Al comma 5 dell'art. 13 della legge regionale 8 luglio 1977,
n. 47 e successive modifiche ed integrazioni, sono apportate le
seguenti modifiche:
a) prima delle parole "possono essere trasportati" aggiungere la
parola "non";
b) le parole "per intero o per la parte inestinta, su richiesta
dei funzionari delegati" sono soppresse.
2. Al comma 6 dell'art. 13 della legge regionale 8 luglio 1977,
n. 47 e successive modifiche ed integrazioni, sono apportate le
seguenti modifiche:
a) la parola "sono" è sostituita con le parole "non possono
essere";
b) le parole "sempre che gli impegni cui si riferiscono non
debbano essere eliminati a termini del terzo comma del precedente
art. 12." sono abrogate.
3. All'art. 13 della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e
successive modifiche ed integrazioni, dopo il comma 6 è inserito
il seguente:
6 bis. Ove necessario e sempre che gli impegni cui si
riferiscano non debbano essere eliminati alla chiusura
dell'esercizio, a norma del comma 4 dell'articolo 12, gli ordini
di accreditamento di cui ai commi 5 e 6 possono essere riemessi
nell'esercizio finanziario successivo'».
ALLA TABELLA B (ART. 6)
Emendamento 6B.4:
Ridurre di 1.400 migliaia di euro il capitolo 546401 UPB
2.3.2.6.5 .
EMENDAMENTI AGGIUNTIVI
Emendamento A 64:
Gli effetti della manovra finanziaria e la relativa copertura
derivanti dalla presente legge sono indicati nell'allegato
prospetto Effetti della manovra per il triennio 2009-2011 .
RUBRICA PRESIDENZA
Emendamento A 57:
Aggiungere il seguente articolo:
All'articolo 9 è aggiunto il seguente comma 4: Al comma 2
quinquies dell'articolo 23 della legge regionale 27 aprile 1999 n.
10, dopo le parole è trasferito, sono aggiunte le parole
o comandato, .
RUBRICA AGRICOLTURA
Emendamento A 49:
All'articolo 17 della legge regionale 14 maggio 2009, n. 6 sono
apportate le seguenti modifiche:
Al comma 1 dopo la lettera b) è introdotta la seguente lettera:
"c) è concesso, altresì, alle cooperative di lavorazione,
trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, il
concorso nel pagamento degli interessi sul tasso di riferimento
sui prestiti agrari per anticipo ai soci conferenti, nei limiti e
conformemente a quanto previsto dal regolamento (CE) n. 1998/2006
del 15 dicembre 2006 (aiuti de minimis) pubblicato nella G.U.U.E.
L. 379 del 28 dicembre 2006. L'aiuto di cui alla presente
lettera, può anche essere concesso alle condizioni e nei limiti
previsti nella Comunicazione della Commissione - Quadro di
riferimento temporaneo comunitario per le misure di aiuto di
Stato a sostegno dell'accesso al finanziamento nell'attuale
situazione di crisi finanziaria ed economica 2009/C 16/01 e
successive modifiche ed integrazioni, conformemente a quanto
previsto dall'articolo 3 del Decreto del Presidente del Consiglio
del 3 giugno 2009 - e successive modifiche e integrazioni,
approvato dalla Commissione Europea con Decisione C(2009) 4277
del 28 maggio 2009 (aiuto
n. 248/2009) e dagli ulteriori atti di attuazione del medesimo,
della predetta comunicazione
e della decisione di autorizzazione della Commissione Europea."
- Al comma 6 le parole "8.000 migliaia di euro" sono sostituite
con le parole "4.000 migliaia di euro" e le parole "12.000
migliaia di euro" sono sostituite con le parole "6.000 migliaia
di euro"
- Al comma 6 dopo la lettera b) è inserita la seguente lettera:
"c) 10.000 migliaia di euro per le agevolazioni di cui al comma
1, lettera c)
Emendamento A 48:
L'articolo 18 della legge regionale 14 maggio 2009, n. 6 è
sostituito dal seguente articolo: "Articolo 18 - Consolidamento
passività onerose e interventi per la capitalizzazione - 1. Alle
imprese agricole singole e associate possono essere concessi
contributi in conto interessi su finanziamenti di durata almeno
decennale, di cui almeno uno di preammortamento, contratti per il
pagamento delle rate delle operazioni di credito agrario di
esercizio e di miglioramento, comprese quelle scadute e non
pagate, già prorogate o in corso di proroga, poste in essere alla
data di entrata in vigore del presente articolo e con scadenza
entro il 30 giugno 2010; possono essere concessi altresì,
contributi in conto capitale o finanziamenti agevolati
finalizzati all'aumento del capitale sociale.
2. L'Assessore regionale per l'Agricoltura e le Foreste,
stabilisce con proprio decreto, le modalità e le procedure per la
concessione delle agevolazioni di cui al comma 1, ivi compresa la
misura massima delle agevolazioni stesse.
3. Gli aiuti di cui al comma 1 saranno concessi nei limiti e
conformemente a quanto previsto dal regolamento (CE) n. 1535/2007
del 20 dicembre 2007 (aiuti de minimis) pubblicato nella G.U.U.E.
L. 337 del 21 dicembre 2007 per le imprese agricole di produzione
primaria, mentre nei limiti e conformemente al regolamento (CE)
n. 1998/2006 del 15 dicembre 2006 (aiuti de minimis) pubblicato
nella G.U.U.E. L 379 del 28 dicembre 2006 per le imprese attive
nel settore della trasformazione e commercializzazione dei
prodotti agricoli.
4. Per le imprese attive nel settore della trasformazione e
commercializzazione dei prodotti agricoli, gli aiuti di cui al
comma 1 sono concessi anche alle condizioni e nei limiti previsti
nella Comunicazione della Commissione - Quadro di riferimento
temporaneo comunitario per le misure di aiuto di Stato a sostegno
dell'accesso al finanziamento nell'attuale situazione di crisi
finanziaria ed economica 2009/C 16/01 e successive modifiche ed
integrazioni. Gli aiuti sono concessi conformemente a quanto
previsto dall'articolo 3 del Decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri del 3 giugno 2009 e successive modifiche e
integrazioni, approvato dalla Commissione Europea con Decisione
C(2009) 4277 del 28 maggio 2009 (aiuto n. N 248/2009), e dagli
ulteriori atti di attuazione del medesimo, della predetta
Comunicazione e della decisione di autorizzazione della
Commissione Europea.
5. Per le imprese attive nel settore della produzione primaria
dei prodotti agricoli, gli aiuti di cui al comma 1 sono concessi
anche alle condizioni e nei limiti previsti nella Comunicazione
del a Commissione che modifica il quadro di riferimento
temporaneo comunitario per le misure di aiuto di Stato a sostegno
dell'accesso al finanziamento nell'attuale situazione di crisi
finanziaria ed economica 2009/C 261/02 e successive modifiche ed
integrazioni. Gli aiuti sono concessi conformemente a quanto
previsto dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di
attuazione della suddetta Comunicazione e successive modifiche e
integrazioni, nonché dagli ulteriori atti di attuazione del
medesimo, della predetta Comunicazione e della relativa decisione
di autorizzazione della Commissione Europea.
6. Per le finalità del presente articolo, il fondo unico
costituito presso l'Istituto regionale per il credito alla
cooperazione (IRCAC), ai sensi dell'articolo 63 della legge
regionale 7 marzo 1997, n. 6 è incrementato, per l'esercizio
finanziario 2009 di 5.000 migliaia di euro.
Emendamento A 66:
Interventi in favore dell'E.S.A.
Le disposizioni di cui al comma 4 dell'articolo 1 della legge
regionale 31 agosto 1998, n. 16, non trovano applicazione per il
triennio 2008 - 2010 .
RUBRICA LAVORO
Emendamento A 17:
Aggiungere il seguente articolo:
Art. - Per assicurare la continuità dell'azione istituzionale
del Centro per la formazione permanente e l'aggiornamento del
personale del servizio sanitario - CEFPAS - possono essere
prorogati sino al 31 dicembre 2010, i contratti di lavoro del
personale del centro, selezionato con procedure di evidenza
pubblica, nei limiti della disponibilità finanziaria di cui lo
stesso ente è dotato, ai sensi del comma 17 dell'articolo 25
della legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19 .
Emendamento A 26:
All'Articolo 1 aggiungere il seguente comma:
L'ARPA è autorizzata a rinnovare sino al 31 marzo 2010,
nell'ambito dei programmi e dei progetti finanziati con fondi
regionali ed extra regionali, i contratti di lavoro a tempo
determinato con il personale selezionato con procedura di
evidenza pubblica, già utilizzato per le finalità di cui alla
misura 1.01 del POR 2000 - 2006.
Per le finalità di cui al presente comma, L'ARPA è altresì
autorizzata a stipulare contratti di lavoro a tempo determinato
sino al 31 dicembre 2011, in numero massimo di 40 unità, previo
espletamento di procedure selettive, con riserva de1l'80% dei
posti complessivi, al personale che ha già prestato servizio
presso l'ARPA con contratti di collaborazione coordinata e
continuativa anche a progetto, per un periodo non inferiore a 18
mesi, in rapporto ai requisiti per l'accesso dall'esterno.
Per le finalità del presente comma è autorizzata la spesa di 1000
migliaia di euro cui sa fronte mediante le disponibilità del
capitolo 215704 accantonamento 1001 .
Emendamento A 65:
Al fine dell'ottimizzazione dell'impiego dei fondi destinati
dallo Stato ai sensi dell'articolo 45, comma 6, della legge 17
maggio 1999, n. 144, il Dirigente generale dell'Agenzia regionale
per l'impiego è autorizzato a finanziare progettualità da
destinare a politiche attive del lavoro in contesti di
particolare degrado sociale ed occupazionale. I predetti fondi
sono incrementati, per il periodo 1 gennaio 2010 - 31 marzo 2010,
di 400 migliaia di euro. Gli oneri discendenti all'applicazione
del presente comma trovano riscontro nel bilancio pluriennale
della Regione per il triennio 2009-2011, U.P.B. 4.2.1.5.2,
accantonamento 1001. .
RUBRICA TERRITORIO ED AMBIENTE
Emendamento A 45:
Aggiungere il seguente articolo:
Art. - Il comma 3 dell'art. 59 della legge regionale 14 maggio
2009, n. 6, è così sostituito:
3. I piani e i programmi e le loro varianti individuati
all'articolo 6, commi 2, 3 e 3 bis del decreto legislativo
152/2006 e successive modifiche ed integrazioni, le cui direttive
sono state deliberate dal consiglio comunale prima del 31 luglio
2007, non sono assoggettati all'applicazione delle disposizioni
in materia di valutazione ambientale strategica contenute nel
medesimo decreto legislativo, ma si concludono secondo la
normativa regionale previdente in materia urbanistica e di
valutazione ambientale'.