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Resoconto d'Aula della Seduta n. 128 di giovedì 17 dicembre 2009
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, informo che,  essendo  in  corso
  presso   gli   uffici   della   Presidenza   accertamenti    sulla
  ammissibilità degli emendamenti, la seduta è sospesa e  riprenderà
  alle ore 16.30.

     (La seduta, sospesa alle ore 12.22, è ripresa alle ore 16.58)

                   Presidenza del Presidente Cascio

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

   GENNUSO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per oggi gli  onorevoli:
  Donegani, Fagone, Marinello,  Marziano e Mattarella.

   L'Assemblea ne prende atto.

                     Comunicazione di pareri resi

   PRESIDENTE. Comunico che i seguenti pareri sono stati resi  dalla
  competente Commissione

         AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   Direttive  per l'attuazione delle linee d'intervento 3.3.1.4  del
  P.O. FESR Sicilia 2007-2013 (n. 59/IV)
   reso in data 16 dicembre 2009
   inviato in data 17 dicembre 2009

   Piano regionale di propaganda turistica anno 2010 (n. 60/IV)
   reso in data 16 dicembre 2009
   inviato in data 17 dicembre 2009.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.   927  -  Proroga  dei  termini  di  presentazione  del  piano
  regolatore generale del Comune di Aci Castello (CT).
   Presidente Regione
   Assessore Territorio
   Assessore Famiglia
   Firmatario: Pogliese Salvatore

   N.  928 - Iniziative per la stabilizzazione dei precari del Corpo
  nazionale dei Vigili del fuoco.
   Presidente Regione
   Assessore Presidenza
   Firmatari: Pogliese Salvatore; Buzzanca Giuseppe; Caputo Salvino;
  Falcone Marco; Vinciullo Vincenzo.

   N.   930    -   Interventi   urgenti   volti   a   revocare    la
  realizzazione   del   cavalcaferrovia  sulla  strada   provinciale
  Rosolini-Pachino a valle dell'abitato del comune di Rosolini (SR).
    Assessore Territorio
   Firmatario:Gennuso Giuseppe

   N.  931  -  Misure  urgenti  per fronteggiare  l'emergenza  della
  comunità  di  Motta S. Anastasia (CT), colpita da  intensi  eventi
  calamitosi.
    Presidente Regione
   Firmatari:  Di  Guardo  Antonino; Barbagallo  Giovanni;  Fiorenza
  Cataldo; Raia Concetta; Cracolici Antonino; De Benedictis Roberto;
  Marinello  Vincenzo; Marziano Bruno; Panarello Filippo;  Panepinto
  Giovanni

   N.  932  -  Opportune iniziative allo scopo di  fare  luce  sulla
  gestione dell'associazione regionale degli allevatori di Sicilia.
   Presidente Regione
   Assessore Agricoltura
   Firmatari:  Marziano  Bruno;  De  Benedictis  Roberto;  Digiacomo
  Giuseppe; Di Guardo Antonino; Minardo Riccardo.

   Avverto  che  le  interrogazioni testé annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  926  - Notizie in ordine alla mancata emanazione del  decreto
  che  fissa  le  modalità per la certificazione dei  crediti  e  la
  stipula  di  convenzioni  con  gli  istituti  di  credito  di  cui
  all'articolo 14 della legge finanziaria regionale n. 6 del 2009.
   Presidente Regione
   Assessore Bilancio
   Firmatario: D'Asero Antonino

   N.  929  -  Notizie  circa la grave emergenza  determinatasi  nel
  comune  di  Catania  a seguito dei reiterati atti  incendiari  che
  hanno   interessato   numerosi   contenitori   per   la   raccolta
  differenziata.
   Presidente Regione
   Firmatario: Arena Giuseppe

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
  Governo.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  mozioni:

   n.  164   Interventi per evitare la soppressione del  reparto  di
  chirurgia  generale  del  presidio  ospedaliero  S.  Vincenzo   di
  Taormina   (ME) ,  dagli  onorevoli  Rinaldi  Francesco,  Picciolo
  Giuseppe, Fiorenza Cataldo e Barbagallo Giovanni,
   presentata il 15 dicembre 2009

   n.  165   Iniziative a livello centrale per il  mantenimento  del
  Crocifisso  nelle  scuole ,  dagli  onorevoli  Marrocco     Livio,
  Currenti   Carmelo,   Mineo   Francesco,  Scammacca  Della   Bruca
  Guglielmo,
   presentata il 16 dicembre 2009.

   Avverto  che  le  stesse saranno iscritte all'ordine  del  giorno
  della  seduta  successiva  perchè  se  ne  determini  la  data  di
  discussione.

   Comunicazione di nota della Segreteria generale della Presidenza
                             della Regione

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, do  lettura  della  nota  prot.
  8545/C1/22  del  15 dicembre 2009 della Segreteria generale  della
  Presidenza della Regione, qui pervenuta il 16 dicembre successivo,
  avente ad oggetto  Decreto presidenziale n. 459/Area 1  /S.G.  del
  15 dicembre 2009', nonché dell'allegato decreto.
                       «D.P. n. 459/Area 1 /S.G.

   VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;

   VISTO  in particolare l'articolo 9, come sostituito dall'articolo
  1,  comma 1, lett. F) della legge costituzionale 31 gennaio  2001,
  n.  2,  che,  nel  prevedere l'elezione a suffragio  universale  e
  diretto del Presidente della Regione, gli attribuisce il potere di
  nominare  e  revocare gli Assessori da preporre  ai  singoli  rami
  dell'Amministrazione regionale, tra cui un Vicepresidente  che  lo
  sostituisce in caso di assenza o di impedimento;

   VISTA  la  legge  regionale  29  dicembre  1962,  n.  28  e   sue
  successive modifiche ed integrazioni;

   VISTA  la legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, e sue successive
  modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;

   VISTA la legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19;

   VISTO  il  decreto presidenziale 29 maggio 2009 rep. n.  191/Area
  1 /S.G.  Nomina Assessori regionali ;

   VISTO  il  decreto presidenziale 3 giugno 2009 rep.  n.  197/Area
  1 /S.G.   Delega  all'Assessore regionale avv.  to  Gaetano  Armao
  della  trattazione  degli affari ricompresi nelle  competenze  del
  Dipartimento regionale della Protezione civile;

   VISTO  il  decreto presidenziale 17 giugno 2009 rep. n.  236/Area
  1 /S.G.    di    preposizione    degli    Assessori    ai     rami
  dell'Amministrazione regionale;

   VISTO  il  decreto presidenziale 8 luglio 2009 rep.  n.  277/Area
  1 /S.G.  relativo alla rimodulazione dell'assetto  riguardante  le
  preposizioni     degli     Assessori     regionali     ai     rami
  dell'Amministrazione regionale di cui ai precedenti decreti;

   VISTO  il  decreto presidenziale 2 dicembre 2009 rep. n. 426/Area
  1 /S.G.  di  revoca  della  delega alla trattazione  degli  affari
  ricompresi  nelle  competenze  del  Dipartimento  regionale  della
  Protezione  Civile conferita all'avv.to Gaetano Armao con  decreto
  presidenziale n. 197/09, con contestuale riassunzione da parte del
  Presidente della Regione dell'esercizio delle relative funzioni;

   VISTA  la lettera prot. n. 197769/Gab datata 2.12.09 con la quale
  l'Assessore  destinato  alla  Presidenza  avv.  to  Gaetano  Armao
  rimette  la  delega conferitagli per la trattazione  degli  affari
  ricompresi   nelle  competenze  del  Dipartimento  regionale   del
  personale,  dei  servizi  generali, di quiescenza,  previdenza  ed
  assistenza  del  personale  e  del  dipartimento  regionale  della
  programmazione;

   RITENUTO  di  dover  riassumere le predette  deleghe  di  cui  al
  citato  decreto  presidenziale  n. 277/09,  accogliendo  la  sopra
  citata rimessione di deleghe;

                             D E C R E T A

                                Art. 1

   1.  Per  le  motivazioni  di  cui in  premessa  le  deleghe  alla
  trattazione   degli   affari  ricompresi  nelle   competenze   del
  Dipartimento  regionale del personale, dei  servizi  generali,  di
  quiescenza,   previdenza  ed  assistenza  del  personale   e   del
  dipartimento    regionale    della    programmazione,    conferite
  all'Assessore destinato alla Presidenza avv. to Gaetano Armao  con
  decreto  presidenziale 277/Area 1 /S.G. dell'8 luglio  2009,  sono
  riassunte dal Presidente della Regione.

   2.  Con  successivo provvedimento saranno indicate  le  ulteriori
  funzioni  dell'Assessore destinato alla Presidenza per  coadiuvare
  il  Presidente  della Regione ai sensi dell'art. 3,  ultimo  comma
  della L.r. 29.12.1962, n. 28.

                                Art. 2

   Il  presente  decreto  sarà pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale
  della Regione siciliana.

   Palermo, 15 dicembre 2009

                                                        IL
  PRESIDENTE

                                    (On.le Dott. Raffaele Lombardo)»

        Seguito della discussione del disegno di legge n. 499/A
    Interventi finanziari urgenti per l'anno 2009 e disposizioni per
     l'occupazione. Autorizzazione per l'esercizio provvisorio per
                             l'anno 2010


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Seguito
  della  discussione  del  disegno di  legge  n.  499/A   Interventi
  finanziari   urgenti   per   l'anno  2009   e   disposizioni   per
  l'occupazione.  Autorizzazione  per  l'esercizio  provvisorio  per
  l'anno 2010 .

   Onorevoli  colleghi, ricordo che nella seduta numero 127  del  16
  dicembre  2009  era  stata  chiusa  la  discussione  generale   ed
  approvato il passaggio all'esame degli articoli.

   Prima di procedere all'esame dei singoli articoli del disegno  di
  legge,  al fine di rendere più agevole e più chiaro il lavoro  che
  stiamo  per affrontare, do comunicazione delle decisioni  adottate
  da questa Presidenza sugli emendamenti presentati.

   Tali  decisioni (con il supporto degli uffici) sono state assunte
  avendo presente:
   il   calendario   dei  lavori  approvato  dalla  Conferenza   dei
  Presidenti dei gruppi parlamentari, comunicato nella seduta n. 124
  del  2  dicembre  u.s., che stabiliva che la Commissione  Bilancio
  avrebbe  esitato per l'Aula un provvedimento legislativo volto  ad
  affrontare poche emergenze finanziarie e la proroga dei  contratti
  dei precari e un provvedimento relativo all'esercizio provvisorio;
   che  la presenza della concessione dell'esercizio provvisorio con
  altre norme di varia natura ci deve rendere attenti più che mai al
  rispetto delle norme costituzionali e statutarie;
   il rispetto del nostro Regolamento interno che prescrive:
   il numero di firme necessario per la presentazione di emendamenti
  una volta che sia cominciata la discussione generale (art. 112);
   l'obbligo   della  previa  presentazione  in  Commissione   degli
  emendamenti (art. 111);
   la possibilità di stralcio (art. 73 ter).
   Considerati  questi ristretti limiti posti dalla  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  gruppi  parlamentari con  la  partecipazione  del
  Presidente della Regione, e condivisi dall'Aula, questa Presidenza
  dichiara   inammissibili  i  seguenti  emendamenti   che   saranno
  esaminati in appositi disegni di legge o nella finanziaria:
   - 6 B1, 6 B2, 9.2, 9.4, A 7, A6, A 42, A 14, A 34, A  35, A 10, A
  33,  A 8, A 41, A 40, A 37, A 44, A 53, A 36, A 43, A 15, A 38,  A
  39, A 5, A 54,   (A 2) , A 12, A 13, A 11, A 29, A 4, A 24, A 18 e
  A 9.
   Considerato poi che alcuni emendamenti vertono su materie in atto
  trattate nelle Commissioni di merito con appositi disegni di legge
  i  seguenti emendamenti, ai sensi dell'articolo 12, comma 3, dello
  Statuto sono inviati alle competenti Commissioni:
   A 18, A 25, A 56, A 29, A 20, A 21, A 4, A 3, A 19, A 62, A 61, A
  60, A 59, A 28, A 30, A 55, A 51, A 16, A 1, A 2 e A 24.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  solo
  per  far notare, sicuramente si è trattato di una mera svista,  che
  a  pagina 47 del fascicolo degli emendamenti non è stato ammesso un
  finanziamento,   peraltro presentato prima da me,  il  numero  A43,
  mentre è stato ammesso l'analogo emendamento, quello a firma  degli
  onorevoli Ardizzone-Maira.
   E, ripeto, è stato escluso il numero A43.

   PRESIDENTE.  Le  spiego il perché, onorevole Formica,  non  è  una
  questione di scortesia. Il suo emendamento era firmato soltanto  da
  lei,  mentre  l'altro è firmato da un capogruppo.  Di  conseguenza,
  d'ufficio,   viene apposta in aggiunta la sua firma all'emendamento
  di  identico  contenuto,  che   diventa  a  firma  degli  onorevoli
  Ardizzone,  Maira  e Formica. Quell'altro emendamento,   avendo  la
  firma  di  un   capogruppo, era ammissibile; quello è  stato  tolto
  perché aveva soltanto la  sua firma.

   FORMICA. Ma lo avevo presentato prima, quando si poteva presentare
  con una sola firma.

   PRESIDENTE. Onorevole Formica, io non sono presente quando vengono
  presentati gli emendamenti.

   FORMICA. Sicuramente è stata una svista degli uffici.

   PRESIDENTE.  Gli  uffici sono molto attenti,  difficilmente  hanno
  sviste.  La  sua  firma è sull'emendamento n.  A31  a  firma  degli
  onorevoli Ardizzone, Maira e Formica.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, ma quelli del fascicolo sono  stati
  ammessi?

   PRESIDENTE.  Sì.  Il  fascicolo che è stato  distribuito  in  Aula
  comprende tutti gli emendamenti ammessi alla discussione  e  quindi
  al voto, gli altri non ci sono più.

   LENTINI. E quelli non ammessi?

   PRESIDENTE.  Onorevole  Lentini,  il  suo  emendamento  è  già  in
  Commissione bilancio, è oggetto di un disegno di legge che in  atto
  è in Commissione bilancio per il parere, cioè quel disegno di legge
  sta seguendo il suo iter normale.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor  Presidente, mi scusi  ma  io  non  ho  tempo  da
  perdere
   L'emendamento che io ho presentato riguarda gli over  cinquanta  e
  recita  di  riservare una certa percentuale perché  il  disegno  di
  legge  che  noi  abbiamo approvato, e che riguarda gli  aiuti  alle
  imprese, non aiuta certe persone. Cosa succede? Succede che i bandi
  che  verranno  pubblicati  non  consentono  a  queste  persone   di
  usufruire  dei  finanziamenti; è privato  La Regione siciliana  non
  deve cacciare una lira

   PRESIDENTE. Non è una questione economica, non è una questione  di
  risorse, di copertura finanziaria. Ripeto, il suo emendamento  così
  come  tutto il blocco degli emendamenti che ho letto nella  seconda
  pagina, fanno parte di disegni di legge che sono attualmente già in
  via di esitazione da parte delle commissioni di merito.
   Il suo, specificamente, è già stato approvato dalla commissione di
  merito  ed  è in Commissione bilancio per il parere sulla copertura
  finanziaria.  Pertanto,  è uno dei primi disegni di  legge   che  a
  gennaio sarà discusso in Aula.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  chiedere
  come  mai  un  mio  emendamento  sulla  proroga  delle  cooperative
  edilizie, che già era andato in Commissione bilancio - e che quindi
  lei  ha  autorizzato  affinché  lo stesso  andasse  in  Commissione
  bilancio - oggi invece viene dichiarato inammissibile.

   PRESIDENTE. E' l'emendamento sulle cooperative edilizie?

   FALCONE. Sì, di proroga delle cooperative edilizie.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, tutti gli emendamenti  di  proroga
  delle cooperative edilizie fanno parte di un blocco unico che -  lo
  abbiamo  concordato ieri sera in sede di Conferenza dei capigruppo,
  alla  presenza  dell'Assessore al bilancio e del  Presidente  della
  Regione - saranno esaminati come primo disegno di legge a gennaio.

   FALCONE.  Signor Presidente a me risulta che più capigruppo  hanno
  posto  questo  problema in Conferenza dei capigruppo  dopo  che  la
  commissione   aveva  deciso  di  stralciarlo:   Quindi,    riterrei
  opportuno che questo emendamento venisse trattato oggi,  ma  è  lei
  che decide.

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, le dico qualcosa in più.
   Tutto  questo  blocco di emendamenti che hanno come unico  oggetto
  quello  della proroga delle graduatorie delle cooperative  edilizie
  farà  parte di un disegno di legge che faremo certamente a  gennaio
  perché c'è l'accordo dei capigruppo e del Governo.
   Il  suo  emendamento, nella fattispecie, poteva essere  dichiarato
  anche  inammissibile perché era firmato soltanto da lei, ma abbiamo
  potuto  sorvolare  sulla  sottoscrizione  singola  dell'emendamento
  perché   l'abbiamo  accorpato  agli  emendamenti   che   non   sono
  inammissibili e che abbiamo spostato in un unico disegno  di  legge
  sul  quale  il Governo si è impegnato a dare immediata copertura  a
  gennaio.
   L'assessore  Bufardeci  ieri  era  presente  alla  Conferenza  dei
  capigruppo ed è favorevole.
   Assessore Bufardeci, è così?

   BUFARDECI,   assessore   per   la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, la ringrazio di  avere
  messo   tra   gli  interventi  prioritari  proprio   quello   delle
  cooperative edilizie, che è stato oggetto di tanta attenzione anche
  da parte di molti parlamentari e di molte forze politiche, le quali
  ritengono  indispensabile che il Parlamento,  occupandosi  di  quel
  disegno  di legge, già proposto all'attenzione della Commissione  e
  gravato di alcuni articoli che ne appesantiscono il contenuto e  il
  testo,  lo  riporti  invece  ad  una  mera  proroga  -  così  com'è
  nell'indicazione dell'articolo 1 - per essere inserito nel  disegno
  di legge che sarà trattato il prossimo 14 gennaio.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  prendere  atto, a nome del Gruppo dell'UDC che aveva presentato  in
  Aula alcuni emendamenti che facevano riferimento alla proroga delle
  cooperative  edilizie, dell'impegno del Governo e della  Presidenza
  dell'Assemblea sul fatto che questo disegno di legge sarà il  primo
  che  verrà  discusso  in Aula il 14 gennaio.  Pertanto  l'UDC   non
  ripresenterà  questi  emendamenti per  non  appesantire  il  lavoro
  dell'Aula.

   DINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA. Intervengo per un chiarimento regolamentare. La proroga  dei
  termini  che  riguardano le cooperative edilizie era  inserita  nel
  testo originario.
   Quello  che  vorrei capire e su cui vorrei avere lumi  da  codesta
  presidenza   è se gli emendamenti che ripristinavano il testo  sono
  accantonati in forza di un accordo fatto in sede di Conferenza  dei
  capigruppo o sono stati dichiarati inammissibili. L'inammissibilità
  suggerirebbe qualche perplessità.

   PRESIDENTE. Purtroppo, soprattutto a inizio di seduta,  quando  io
  parlo, molto spesso non c'è grande attenzione.
   Infatti,   se  l'Aula  fosse stata un po' più  silenziosa  non  ci
  sarebbe  stato bisogno di questa domanda dal momento che  ho  detto
  chiaramente quali emendamenti sono stati dichiarati inammissibili e
  quali  invece  sono  stati  riversati  nel  disegno  di  legge  che
  discuteremo a gennaio.
   Questi   emendamenti   -  lo  ripeto  -  non  sono   assolutamente
  inammissibili, sono stati riversati in un unico disegno di legge su
  cui  il  Governo si è impegnato a procedere nella prima  seduta  di
  questo Parlamento dopo la pausa natalizia.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Intervengo per fare una riflessione.
     Personalmente,  mi  rendo perfettamente  conto,  vorrei  che  mi
  ascoltasse anche il Governo - assessore Di Mauro vorrei che lei  mi
  ascoltasse  come  anche il Presidente dell'Assemblea  -,  mi  rendo
  perfettamente  conto  che questo disegno di  legge  in  discussione
  presenta   una   gestione  d'Aula  particolarmente   complicata   e
  difficile.
   Infatti, questa legge - se la faremo - la faremo in forza  di  una
  procedura speciale.
   Vorrei  ricordare  che  siamo in Aula e non  stiamo  trattando  il
  rendiconto, non stiamo trattando l'assestamento tecnico, non stiamo
  trattandole  norme di contenimento e di variazione che erano  state
  depositate con atti formali da parte della Giunta.
   Vi chiedo due minuti di attenzione, assessore Di Mauro
   La  questione di cui stiamo parlando è una questione  delicata  in
  quanto  stiamo  trattando  con  una procedura  inedita  l'esercizio
  provvisorio,  che  per  sua  natura  è  un  atto  straordinario  ed
  esclusivo,  avendo  concordato su una base tutta  politica,  ma  al
  contempo   amministrativa,  cioè  nel  senso  che  è   a   garanzia
  dell'Amministrazione regionale, a prescindere dalle dinamiche della
  politica della nostra Regione. E abbiamo convenuto, sulla  base  di
  una   intesa   di  ordine  politico,  che  l'esercizio  provvisorio
  contenesse  due  fattispecie ed esclusivamente  due:  una  riguarda
  quelle  variazioni  di  bilancio che  consentono  il  pagamento  di
  stipendi e di salari a persone che, altrimenti, non percepirebbero,
  malgrado hanno effettuato una prestazione lavorativa per nome e per
  conto dell'Amministrazione regionale (mi riferisco ai forestali, ma
  mi  riferisco anche alla formazione professionale) e sulla base  di
  questo  consentire  la straordinarietà di inserire  queste  e  solo
  queste variazioni nell'esercizio provvisorio.
   Al  contempo, di utilizzare questo provvedimento per consentire le
  proroghe dei precari che altrimenti dal primo gennaio, dopo anni di
  rapporti di lavoro a tempo determinato, rischierebbero di andarsene
  a casa.
   Questa era la base sulla quale si è costruito un disegno di  legge
  che  non  è  né  le  variazioni di bilancio, né l'assestamento,  né
  esclusivamente la procedura di esercizio provvisorio.
   Infine,  sulla  base di quel mandato col quale la  Conferenza  dei
  Capigruppo ed il Presidente hanno disposto di trasferire il disegno
  di  legge alla Commissione bilancio, la Commissione si è uniformata
  a  quella  procedura non trattando emendamenti  che  avessero  come
  obiettivi  ulteriori variazioni di bilancio, ulteriori modalità  di
  estensione di questo disegno di legge.
   Ora, signor Presidente, noi siamo in Aula e lei ha comunicato  una
  serie  di emendamenti  che ha dichiarato improponibili, ma io  devo
  dirle  che, da una prima lettura, vedo che ci sono emendamenti  che
  la  Commissione bilancio non ha trattato sulla base del mandato che
  lei  ha  dato  alla  Commissione in  forza  della  decisione  della
  Conferenza  dei  Capigruppo  e che, invece,  vedo  oggi  dichiarati
  ammissibili;  alcuni dei quali, peraltro, non erano  stati  neanche
  presentati  in  Commissione,   un  esempio  per  tutti  quello  del
  turismo.
   Signor Presidente, intendiamoci, siccome io non voglio partecipare
  al  voto  se  non a quelle condizioni concordate -  e  lo  dico  al
  Governo e lo dico a tutti noi -.
   Se  questa manovra ha come cifra una intesa politica oggettiva, se
  diventa un'altra cosa, non perché si vota in Aula, annuncio che  il
  PD non la vota. E ciò per essere chiari, perché io ho un mandato di
  votare  una  cosa  che era l'esercizio provvisorio,  le  variazioni
  oggettive - forestali e così via e le proroghe.  Non possiamo farla
  diventare    una    manovra   finanziaria   surrettizia;    diventa
  inaccettabile,   perché  altrimenti  tutti  i   deputati   potevano
  presentare emendamenti, potevano fare proposte.
   Ciò  significa  che qualcuno lo può fare e qualche  altro  no?  Ci
  siamo uniformati ad un criterio.
   Signor  Presidente, le chiedo un ulteriore approfondimento non  in
  linea  regolamentare  ma  in coerenza  con  le  ragioni  che  hanno
  consentito  l'ingresso di questo disegno di legge in Aula.  E,   in
  nome di quelle ragioni, le chiedo un ulteriore approfondimento,  al
  fine  di  evitare  la  spiacevole condizione in  cui  l'Aula  dovrà
  dichiararsi  favorevole o contraria sulla base di cose che  avevamo
  deciso.  Non doveva essere questo lo strumento che doveva  trattare
  questa vicenda.
   Le  chiedo, signor Presidente, e forse questo ci consentirebbe  di
  accelerare i lavori d'Aula,  perché se facciamo questo lavoro forse
  solo  due o tre emendamenti hanno una coerenza intrinseca al testo,
  tutto il resto - seppure cose legittime, anche condivisibili -  non
  c'entra  nulla.  Così  diventa una manovra politica  e,  se  è  una
  manovra  politica  -  mi permetto di dire -  ,  la  si  fa  con  la
  maggioranza politica.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, tutte le norme  che  sono  state
  mantenute,  così pure gli emendamenti, fanno riferimento  al  fatto
  che questo disegno di legge, il n. 499/A, è un disegno di legge che
  contiene tre leggi in sé: interventi finanziari urgenti per  l'anno
  2009,  disposizioni per l'occupazione, autorizzazione all'esercizio
  provvisorio.
   Tutte  le  norme  che hanno riferimento a questi tre  titoli  sono
  compatibili.
   Onorevole  Cracolici, nel suo intervento ha fatto  riferimento  al
  turismo, ma siccome stiamo trattando di una manovra di bilancio, di
  assestamento,    certamente   è   attinente.   Il    Governo    può
  successivamente  ritirarla, ma tecnicamente è ineccepibile,  è  una
  variazione di bilancio.

   CRACOLICI.  So che tecnicamente è ineccepibile. Il problema  è  la
  norma tecnica.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Si comunica che l'onorevole D'Antoni è da considerarsi
  in congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
                                 499/A

    PRESIDENTE  Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                              «Articolo 1
        Proroghe dei contratti di personale a tempo determinato

   1.  Il  termine  dei contratti di cui al comma 2  dell'articolo  1
  della  legge regionale 21 agosto 2007, n. 15 può essere  prorogato,
  nei  limiti degli stanziamenti di bilancio, fino al 31 marzo  2010.
  Gli   oneri  discendenti  dall'applicazione  del  presente   comma,
  valutati  in  4.008  migliaia di euro per  l'esercizio  finanziario
  2010, trovano riscontro nel bilancio pluriennale della Regione  per
  il triennio 2009-2011, UPB 4.2.1.5.2, accantonamento 1001.

   2.  I contratti di lavoro stipulati ai sensi dell'articolo 3 della
  legge  regionale 30 ottobre 1995, n. 76 e successive  modifiche  ed
  integrazioni,   possono   essere  prorogati,   nei   limiti   degli
  stanziamenti  di  bilancio, fino al 31  marzo  2010,  osservando  i
  periodi di discontinuità previsti dal comma 3 dell'articolo  5  del
  decreto   legislativo  6  settembre  2001,  n.  368.  Le   garanzie
  occupazionali di cui all'articolo 1, comma 2, della legge regionale
  1   febbraio  2006,  n.  4,  sono  confermate,  nei  limiti   degli
  stanziamenti  di bilancio, fino al 31 marzo 2010. Per  le  finalità
  del presente comma è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2010,
  la  spesa  di  6.213  migliaia di euro; i  relativi  oneri  trovano
  riscontro  nel bilancio pluriennale della Regione per  il  triennio
  2009-2011 nell'UPB 4.2.1.5.2, accantonamento 1001.

   3. L'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali
  e  del  lavoro,  è  autorizzato a disporre,  per  l'anno  2010,  la
  prosecuzione  degli  interventi in  favore  dei  soggetti  in  atto
  impegnati  nelle attività socialmente utili di cui  all'articolo  1
  della legge regionale 5 novembre 2001, n. 17. Al relativo onere  si
  fa  fronte,  nei  limiti degli stanziamenti  di  bilancio,  con  le
  risorse  destinate  al  Fondo  unico  per  il  precariato  di   cui
  all'articolo 71 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17.

   4.  Nelle  more  dell'affidamento mediante procedure  di  evidenza
  pubblica  dei servizi di cui all'articolo 12 della legge  regionale
  26  novembre  2000,  n.  24,  l'Agenzia  regionale  per  l'impiego,
  l'orientamento, i servizi e le attività formative è  autorizzata  a
  prorogare  al  31  marzo 2010 i progetti attuativi degli  sportelli
  multifunzionali  di  cui all'articolo 41 della  legge  regionale  8
  febbraio 2007, n. 2 e successive modifiche ed integrazioni. Per  le
  finalità  del  presente  comma è autorizzata  la  spesa  di  16.900
  migliaia  di euro; i relativi oneri trovano riscontro nel  bilancio
  pluriennale  della  Regione per il triennio  2009/2011  nell'U.P.B.
  4.2.1.5.2 - accantonamento 1001 .

   5.  Per  l'esercizio finanziario 2010, a valere sulle assegnazioni
  annuali  in  favore  dei  comuni,  l'Assessorato  regionale   delle
  autonomie  locali  e  della  funzione  pubblica  è  autorizzato  ad
  utilizzare  l'importo di 9.000 migliaia di euro da  destinare,  con
  specifico  vincolo, per le finalità dell'articolo  15  della  legge
  regionale  26 novembre 2000, n. 24, per consentire la prosecuzione,
  sino   al  31  marzo  2010,  dei  lavori  effettuati  dai  soggetti
  destinatari  delle disposizioni recate dall'articolo  2,  comma  6,
  della legge regionale 1 febbraio 2006, n. 4.

   6.  A  decorrere  dal  1  gennaio  2010,  l'Assessorato  regionale
  dell'energia  e  dei  servizi  di  pubblica  utilità,  Dipartimento
  regionale dell'acqua e dei rifiuti, è autorizzato ad utilizzare  il
  personale  a  tempo determinato di cui al comma 6, dell'articolo  1
  della  legge  regionale  29  dicembre  2008,  n.  25  e  successive
  modifiche,  i  cui  contratti, in scadenza  al  31  dicembre  2009,
  possono  essere  prorogati al 31 marzo 2010. Per  le  finalità  del
  presente comma è autorizzata la spesa di 2.100 migliaia di euro;  i
  relativi  oneri  trovano riscontro nel bilancio  pluriennale  della
  Regione   per   il  triennio  2009/2011  nell'U.P.B.  4.2.1.5.2   -
  accantonamento 1001.

   7. Per assicurare la continuità dell'azione tecnico-amministrativa
  dell'Assessorato   regionale   del  territorio   e   dell'ambiente,
  Dipartimento regionale dell'ambiente, possono essere prorogati, nei
  limiti  degli  stanziamenti di bilancio, nelle more dell'attuazione
  degli  strumenti di programmazione extraregionali, sino al 31 marzo
  2010,  i  contratti  al  personale  selezionato  con  procedure  di
  evidenza pubblica di seguito elencato:

   a)  19  unità  di  personale  contrattualizzato  dal  Dipartimento
  regionale  territorio  ed  ambiente,  ai  sensi  del  decreto   del
  Dirigente  generale del medesimo Dipartimento n. 450 del 28  giugno
  2002;

   b)  45 unità di personale a tempo determinato contrattualizzato ai
  sensi dell'articolo 15 della legge regionale 9 marzo 2005, n. 3;

   c)  18  unità  di  personale  di cui all'avviso  pubblico  per  la
  selezione di esperti a supporto delle politiche ambientali relativo
  al  comunicato  della  Presidenza della  Regione  pubblicato  nella
  Gazzetta  ufficiale della Regione siciliana 28 luglio 2006,  n.  9,
  serie speciale concorsi;

   d)  1  unità  di  personale contrattualizzato dal Ministero  dello
  sviluppo economico PON-ATAS 2000-2006,  che ha prestato servizio al
  Dipartimento  regionale territorio ed ambiente fino al  31  ottobre
  2008;

   e)   10   unità  di  personale  contrattualizzato  dal   Ministero
  dell'ambiente  e della tutela del territorio e del  mare,  progetto
  PODIS,  che  ha prestato servizio presso il Dipartimento  regionale
  territorio ed ambiente fino al 30 giugno 2008.

   8.  Per le finalità del comma 7, per l'esercizio finanziario 2010,
  è  autorizzata  la  spesa complessiva di 875 migliaia  di  euro;  i
  relativi  oneri  trovano riscontro nel bilancio  pluriennale  della
  Regione  per  il  triennio 2009-2011 UPB 4.2.1.5.2,  accantonamento
  1001».

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    PRESIDENTE  Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                              «Articolo 2
          Operazioni connesse alla chiusura del POR 2000-2006

   1.  In  relazione alla chiusura del Programma operativo  regionale
  (POR)  della Sicilia 2000-2006, le somme impegnate e non pagate  al
  30  giugno 2009, vigenti al 30 settembre 2009 a fronte delle  quali
  non  corrispondono  obbligazioni  giuridicamente  vincolanti,  sono
  considerate  eliminate dalle scritture contabili e  dal  conto  del
  patrimonio della Regione dell'esercizio finanziario 2009.

   2.  Le amministrazioni regionali entro venti giorni dalla data  di
  entrata  in  vigore della presente legge con decreto  motivato,  da
  registrarsi  presso  le  competenti  ragionerie  centrali,  possono
  disporre  il mantenimento degli impegni cui corrispondano eventuali
  obbligazioni giuridicamente perfezionate.

   3.  Le  risorse  rinvenienti dall'applicazione delle  disposizioni
  previste  dai  commi  1 e 2, nonché le risorse liberate  realizzate
  sugli  assi  del POR Sicilia Fondo Sociale Europeo (FSE) 2000-2006,
  sono   destinate   al  finanziamento  del  piano   formativo   2010
  predisposto ai sensi della legge regionale 6 marzo 1976, n. 24».

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    PRESIDENTE  Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                              «Articolo 3
              Contributo straordinario all'Ente autonomo
                   Fiera del Mediterraneo di Palermo

   1.  L'Assessorato  regionale  della cooperazione,  del  commercio,
  dell'artigianato  e  della  pesca è  autorizzato,  per  l'esercizio
  finanziario  2009, ad erogare un ulteriore contributo straordinario
  di  300  migliaia  di euro in favore dell'Ente autonomo  Fiera  del
  Mediterraneo  di  Palermo,  finalizzato  al  pagamento  di  salari,
  stipendi,  competenze ed oneri accessori del personale in  servizio
  alla data del 31 dicembre 2008».

   PRESIDENTE.  Comunico  che  all'articolo  3  è  stato   presentato
  l'emendamento 3.1 a firma degli onorevoli Mineo, Greco ed altri.

   ARICO'. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    PRESIDENTE  Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                              «Articolo 4
                  Modifiche alla Tabella  G' allegata
               alla legge regionale 14 maggio 2009, n. 6

   1.  Alla Tabella  G' allegata alla legge regionale 14 maggio 2009,
  n.  6  è  apportata, per l'esercizio finanziario 2009, la  seguente
  modifica in migliaia di euro: UPB 7.3.2.6.1, capitolo 717910
   + 58.000».

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo,
  approfittando  della discussione generale su questo  articolo  -  e
  vorrei  l'attenzione  dell'Assessore - nella tabella  in  questione
  abbiamo  approvato una tabella B  sulla base di una  relazione  che
  era  a  corredo  del disegno di legge in esame  in  cui  si  faceva
  riferimento al fatto che la variazione relativi 3 milioni  di  euro
  in  più  per  l'ESA  erano  oneri  che  riguardavano  il  personale
  dell'ESA, cioè i lavoratori

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, siamo all'articolo 4.

   CRACOLICI.  Mi scusi, signor Presidente, ero convinto che  fossimo
  all'articolo 6.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.  Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5.
   Comunico  che  è stato presentato l'emendamento 5.1  del  Governo,
  sostitutivo dell'articolo 5.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.  Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 5 così come emendato.  Chi è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Chiedo  scusa  alla  Presidenza.  Volevo  intervenire
  sull'articolo 6 perché ho trovato una cosa spiacevole.  Dopo  avere
  fato  il  voto  favorevole  alla Tabella  B  con  riferimento  alla
  modifica  delle previsioni finanziarie che consentono un  ulteriore
  finanziamento di 3 milioni di euro all'ESA, in coerenza con  quello
  che   abbiamo   fatto   per  i  forestali  e  per   la   formazione
  professionale, ovvero avere predisposto il pagamento dei salari per
  i cosiddetti  trattoristi'.
     Adesso in Aula, signor Presidente, scopro che il capitolo di cui
  stiamo parlando non riguarda i trattoristi, ma riguarda le spese di
  funzionamento   di  istituzionale.  Come  dire,   ci   mancherebbe,
  probabilmente ne servivano 30 e non 3, ma è un'altra cosa. Perché -
  ripeto - noi avevamo scelto e deciso di sostenere le variazioni che
  riguardavano  esclusivamente gli stipendi  delle  persone.  Quindi,
  considero già scorretto il fatto che si scriva in una relazione che
  serve  pagare  i  trattoristi e scoprire poi,  fidandomi  io  della
  relazione degli uffici, che i trattoristi, almeno nel capitolo, non
  c'entrano nulla
   Pertanto,  o  il  Governo  in questa sede  fornisce  delle  valide
  spiegazioni  per  dimostrare che i  3 milioni di  euro  servono  al
  personale  cambiando  il capitolo, o farebbe bene  a  ritirare  con
  proprio  emendamento questa previsione di variazione  che  è  stata
  dallo stesso proposta
   Perché  delle due l'una: se servono per il personale  si  scrivano
  nel  capitolo  relativo al personale, ma se servono  per  spese  di
  attività di funzionalità istituzionale non possono trovare ingresso
  in questo articolo di legge  - per le ragioni di cui ho detto prima
  -, nelle variazioni di bilancio.
     Spero  che il Governo abbia argomenti sufficienti per dimostrare
  che  quell'errore  è  stato una svista. Altrimenti  spero  che  ilo
  Governo  con  onestà  ammetta l'errore e  recuperi  cancellando  la
  previsione.

   DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze.  Come lei saprà,
  onorevole  Cracolici, l'ESA ogni anno avvia i  lavoratori  per  189
  giornate  lavorative e nel capitolo relativo a queste  risorse,  al
  momento  di  pagare negli ultimi mesi le relative competenze,  sono
  mancate le risorse.
   I  dirigenti, ovviamente dell'ESA, hanno fatto fronte al pagamento
  delle  mensilità  attraverso una serie di  variazioni  relative  al
  proprio  bilancio.  La richiesta che è stata formulata,  come  ogni
  anno  per  le vie brevi, all'Assessorato regionale del bilancio,  è
  stata esplicitata come una sorta di esigenza di far fronte a quelli
  che sono gli oneri dovuti al personale trattorista, impiegato, come
  centoottantanovista, da diversi anni, e che svolge le  attività  di
  cui tutti noi conosciamo la storia.
   Pertanto,  abbiamo chiesto al Presidente dell'ESA una attestazione
  da  cui risulti l'impegno finanziario; il dr. Materia, con nota che
  è  stata  inviata  oggi,  dichiara che il  bilancio  della  Regione
  siciliana con legge 7 del 2009 ha erogato un contributo all'ESA per
  circa 23 milioni di euro; di queste somme ne sono state accreditate
  appena   20;  il  personale  dell'ESA  in  questi  mesi   è   stato
  regolarmente pagato, non ha protestato, semmai ha protestato per la
  questione delle ultime due giornate lavorative, e per tali giornate
  ha  fatto  fronte l'ESA con il pagamento degli stipendi  attraverso
  alcune variazioni di bilancio.
   Occorre,  pertanto, incrementare il contributo di   3  milioni  di
  euro,  al  fine  di  provvedere  alla copertura  finanziaria  delle
  seguenti  spese:  fondo  TFR 1.155.530,95; spese  di  funzionamento
  (luce,  telefoni, utenze varie) 960.925,25; spese  legali  (liti  e
  pignoramenti)  500.000,00;  spese per la  sicurezza  (legge  626  e
  successive) 383.543,80; totale 3 milioni di euro.
   Quindi si tratta di un'anticipazione che ha fatto l'ESA per pagare
  le  spettanze  agli operatori. E  ovviamente da  parte  nostra  c'è
  adesso  il  dovere  non di rimpinguare il capitolo  non  così  come
  prevede  il  finanziamento,  meglio ancora  il  contributo  che  la
  Regione  dà  all'ESA, ma il giusto riconoscimento che  deve  essere
  fatto  all'ESA che non ha creato le condizioni perché i  lavoratori
  venissero  alla  Regione siciliana per percepire  il  corrispettivo
  delle proprie retribuzioni.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, prendo atto delle dichiarazioni  fatte
  dal  Governo, ma sono per giunta anche molto, ma molto meravigliato
  per l'intervento dell'onorevole Cracolici sull'argomento.
     Sono stato informato, perché ho notato pure io come lei, che  il
  capitolo non era quello per le giornate lavorative, ma quello delle
  spese  dell'ente. Ed ho chiesto pure io conto e ragione delle spese
  dell'Ente,   soprattutto  preoccupandomi  delle   conseguenze   che
  l'errore nel capitolo poteva causare.
   Al  che  mi  è  stato detto che il Governo, e di  questo  possiamo
  prendere  gli  atti depositati, nelle variazioni di  bilancio,  già
  depositate a luglio, c'era l'integrazione dei famosi tre milioni di
  euro.
   Non  essendo avvenuta l'integrazione dei tre milioni di euro,  per
  far   svolgere  le  giornate  lavorative  ai  lavoratori,  è  stato
  necessario  drenare che l'ente facesse ricorso  alle   risorse  del
  TFR,   dagli  stipendi  del  personale  impiegatizio,   per   poter
  consentire ai lavoratori trattoristi di svolgere le loro giornate.
   Pertanto,  è  stata operata tale variazione interna, dopo  di  che
  visto che la somma non è stata più rimpinguata bisogna farlo adesso
  E  ripeto:  possiamo  andare  a prendere  gli  atti  depositati  in
  Assemblea  già da luglio dai quali si evince che ci sono  stanziati
  i  tre  milioni  di  euro  previsti allo  scopo.  E'  assolutamente
  necessario  farlo ora perché sarebbe una beffa oltre che  un  danno
  non farlo. I dirigenti hanno operato per cercare di farli lavorare,
  per  fare  svolgere  le giornate e tutto il resto.  Del  resto,  se
  avessimo appostato ora i tre milioni di euro come avrebbero  potuto
  già   svolgere  le  giornate lavorative negli ultimi  dieci  giorni
  dell'anno?
   Mi pare ovvio, quindi, che le ore lavorative  le hanno già svolte,
  sono  stati pagati sottraendo i fondi dagli stipendi del  personale
  impiegatizio dell'ESA, vale a dire dal TFR e dalle altre spese.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che  l'onorevole Lo Giudice ha chiesto
  congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
                                 499/A

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  onorevole  Di
  Mauro,  io  intervengo per sottolineare un fatto prima  ancora  che
  tecnico  finanziario  di confusione ingenerata  anche  agli  operai
  interessati alla vicenda.
   Perché  se  si dice agli operai che mancano le risorse per  potere
  garantire  le  giornate lavorative e poi, in realtà, questa  stessa
  preoccupazione  viene riportata nella relazione al  testo  oggi  in
  discussione, ma in effetti si tratta di altro capitolo a me vengono
  dei  dubbi.  E debbo dire che dalle sue dichiarazioni  i  dubbi  mi
  rimangono  in quanto  noi abbiamo un consolidato del 2008 di  circa
  11  milioni  di  euro, per il 2009 ci sono risorse  pari  al  2008.
  Invece per il 2010 le vostre previsioni di bilancio non sono più di
  11 milioni bensì di 98 milioni di euro. Pertanto, c'è una discrasia
  sui numeri e anche sulla stessa impostazione avutasi in Commissione
  perché  il provvedimento era stato pensato per garantire i  livelli
  occupazionali ai cosiddetti addetti alla meccanizzazione  dell'ESA,
  non era un aumento delle risorse assegnate all'ESA come ente.
   Ogni   tanto  scrivete  che  volete  sopprimere  per  poi   magari
  riprendere; c'è una contraddizione enorme e francamente io  rimango
  ancora   perplesso  perché  se  stasera,  come  è   certo   passerà
  l'esercizio provvisorio, l'ESA per quanto riguarda gli operai della
  meccanizzazione  disporrà non di 11 milioni di euro, bensì  di  una
  posta in bilancio inferiore di almeno 2 milioni di euro.
   Pertanto,  bisogna capire esattamente se i 3 milioni di  euro  che
  oggi  debbono andare ad incrementare un capitolo che non  è  quello
  della  meccanizzazione con la riduzione già approvata nel  bilancio
  2010,  alla fine servono perché questi operai della meccanizzazione
  diventino  il grimaldello per aprire casseforti per altre  ragioni,
  pur  esse  legittime,  ma  dal punto di vista  degli  uffici  della
  Regione  e dalla trasposizione degli atti parlamentari qualcosa  di
  non   certo   c'è   e   continua  a  rimanere.  Colgo   l'occasione
  relativamente  alla  tabella,  assessore,  per  dire  che  in   più
  occasioni gli operai forestali hanno manifestato davanti  a  questo
  Palazzo, ma anche davanti  alla Presidenza della Regione lamentando
  un  fatto gravissimo: la mancata riscossione  del salario da almeno
  quattro  mesi; in Commissione bilancio siamo stati rassicurati  che
  la  variazione al capitolo 150514 in aumento  relativo  alle  spese
  per  la  previsione e gli interventi per il controlli degli incendi
  boschivi, nonché per interventi del tipo conservativo, l'aumento di
  25 milioni era sufficiente.
   Onorevole  Di  Mauro, in realtà i suoi Uffici,  gli  Uffici  della
  Regione e dell'Assessorato dicono - e lo dicono a tutti compreso  i
  sindacati  che sono allarmati - che la necessità è di 31 milioni  e
  500 mila euro e non di 25
     Pertanto,  la pregherei stasera di rassicurarci sulla  dotazione
  finanziaria  prevista  e  che è stata quantificata  in  Commissione
  bilancio  in  25  milioni di euro in modo da  poter  garantire  gli
  stipendi, i salari agli operai che aspettano da quattro mesi.
   Al  tempo  stesso, debbo chiederle una rassicurazione  per  quanto
  riguarda  la  cassa. E penso che lei non lo voglia, ma  nemmeno  il
  Governo, vale a dire di non permettere a questi operai di avere per
  il giorno di Natale lo stipendio.
     Carissimo assessore, questi sono impegni che in questa Aula,  se
  tecnicamente  è  possibile, deve assumere, vale a  dire,  se  i  25
  milioni  di euro sono sufficienti a pagare i salari degli operai  e
  se questa somma, qualora dovesse essere sufficiente, o 31 milioni e
  500  mila come affermano gli uffici del dipartimento, se si è nelle
  condizioni  di  poterli erogare con manovre  tecniche  ancor  prima
  della pubblicazione della legge in Gazzetta, per consentire ad  una
  categoria di operai di potere trascorrere un Natale quasi sereno.
   Vorrei  rassicurazioni in tal senso per gli operai della Forestale
  della Sicilia.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                                Missione

    PRESIDENTE   Comunico  che,  per  ragioni  del  proprio  ufficio,
  l'onorevole Vitrano è in missione dal 17 al 18 dicembre 2009.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


       Indirizzo di saluto agli studenti e ai docenti del Liceo
                 Scientifico Ettore Majorana di Avola

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, rivolgo un saluto agli studenti  e
  ai docenti del Liceo scientifico Ettore Majorana di Avola (SR), che
  assistono alla seduta d'Aula.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
                                 499/A

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei per un attimo
  tentare  di fare una proposta che, possibilmente, tenendo conto  di
  quello  che ha sollevato anche il presidente Cracolici e non  solo,
  rispetto alla nota che ha letto l'Assessore per il bilancio  e  con
  riferimento  a  quello che ha detto l'onorevole  Formica,  potrebbe
  risolvere  la questione tenendo conto delle effettive esigenze  che
  l'ente ha fatto presente.
   Dobbiamo,  però,  intenderci su un punto: buona  fede  per  quanto
  concerne  la relazione che riguarda il disegno di legge, nel  senso
  di  scrivere,  evidentemente, che servivano a  pagare  le  giornate
  lavorative  e non esplicitando quale era l'aspetto vero del  perché
  ci sarebbero difficoltà nel pagare le giornate lavorative.
   Cari colleghi, dobbiamo metterci d'accordo, siccome, comunque,  le
  giornate  lavorative per il 2009, la capienza per pagarle  c'è,  se
  non  sono  state  già pagate, il capitolo 546403  è,  comunque,  un
  capitolo di undicimilioniseicentomila euro, bastanti per pagare, se
  non  è stato già fatto, le giornate lavorative che hanno effettuato
  i lavoratori.
   Come  possiamo,  rispetto a quello che diceva il collega  Formica,
  invece,  introdurre un elemento a favore dei lavoratori e di  altre
  possibili giornate lavorative?
   Credo  che  il  sistema migliore, visto che  siamo  a  fine  anno,
  sarebbe  quello di studiare, tanto ci sarà una pausa, da parte  del
  Governo,  dell'Assessore per il bilancio, una norma molto semplice,
  un  emendamento che,  credo, potremmo condividere, almeno, io parlo
  a  titolo  personale  e  non posso impegnarmi,  evidentemente,  per
  altri.   Possiamo   quindi   avendo   un   eventuale   avanzo    di
  amministrazione,  e  mi risulta che potrebbe esserci,  si  potrebbe
  impiegare per far fare qualche giornata di lavoro in più.
   Non  è  demagogia   Credete, nessuna demagogia  Credo  che,  tutto
  sommato,  dire  stasera,  che  deliberiamo  per  far  fare  qualche
  giornata  di  lavoro in più, potrebbe essere un fatto assolutamente
  interessante  e, per certi versi, potrebbe essere un riconoscimento
  che  ogni  tanto ci mettiamo a trovare le soluzioni  opportune  per
  dare lavoro, con la elle maiuscola.
   Se  l'assessore  ferma  un  attimo la macchina,  perché  si  dovrà
  fermare,  riflette un minuto e mezzo, è possibilissimo,  perché  vi
  anticipo  che per assicurare qualche giornata di lavoro  in  più  a
  quei  lavoratori ci vogliono circa 900, un milione di euro, a tutti
  i lavoratori.
   Ovviamente  voi  sapete  che ne fanno 189, quindi  sostanzialmente
  fanno  circa  7 mesi e mezzo, 8 mesi di lavoro l'anno, potremmo  da
  questo  punto  di  vista consolidare una posizione lavorativa  che,
  secondo  me, potrebbe in un certo senso dare anche un contributo  a
  chi si guadagna il pane onestamente.
   Capisco  che  può essere inteso come un qualcosa che va  verso  la
  direzione  operaista' ma, credetemi, è una possibile soluzione  che
  studiando  le  carte  in  un certo modo ci  potrebbe  anche  vedere
  convinti,  appoggiare,  sostenere  e  votare  un  emendamento   che
  comunque  mette le mani avanti. Sì pagate quello che dovete  pagare
  se  avete  debiti pregressi, sì se avete fatte variazioni  come  le
  avete  fatte lasciamo stare, punto e basta,  ciò nondimeno pensiamo
  anche  e  soprattutto ai lavoratori sia in termini di  TFR  sia  in
  termini di giornate lavorative.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  stasera   con
  rammarico  prendo atto che non vengono messi all'ordine del  giorno
  due  cose importanti: le proroghe per le cooperative edilizie e  il
  ragionamento fatto sui consorzi di bonifica.
   Assessore  per  il  bilancio  mi  scusi,  per  quanto  riguarda  i
  forestali

   DI  MAURO,  assessore  per il bilancio e le  finanze.  Non  stiamo
  parlando dei forestali, stiamo parlando della Tabella C.

   RAGUSA.  Benissimo, a riguardo dell'argomento forestali cos'è  che
  le  chiedo? Visto che da quattro mesi costoro aspettano di prendere
  gli  stipendi e poiché la Cassa regionale giorno 15 dicembre chiude
  i  battenti,   lei  sarà   nelle condizioni di  garantire  le  loro
  spettanze, che possano prendere i soldi? A lei la risposta.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  capisco  che
  posso  apparire  persino  pignolo, ma vorrei che fosse  chiaro  che
  l'Assessore Di Mauro ha letto una nota all'Aula che dimostra che  i
  deputati  della  Commissione Bilancio sono  stati  presi  in  giro,
  perché nella relazione al disegno di legge si fa menzione del fatto
  che   i  tre  milioni  di  euro,  necessari  a  questa  variazione,
  riguardavano  il personale  trattorista' e quindi, in coerenza  con
  l'impostazione   che   ci   eravamo  dati  nell'affrontare   queste
  variazioni relative solo al personale che rischiava di non prendere
  lo  stipendio,  avevamo acconsentito di fare questa variazione.  La
  nota   letta  dal  dott.  Materia  a  quest'aula  dimostra  che   i
  trattoristi   non  c'entrano  nulla  ma  sono  normali   spese   di
  funzionamento.   Legittime,   ma  che   sono   normali   spese   di
  funzionamento  che credo anche altri enti o soggetti  probabilmente
  hanno  sofferto  di una riduzione della previsione finanziaria  per
  l'anno 2009.
   Quindi, qui siamo in presenza di una disparità di trattamento.
   Mi  si  dice,  io  non  ho gli elementi per  verificarlo,  che  le
  variazioni  che riguardano anticipazioni fatte dall'ESA  attraverso
  quei  capitoli per pagare il personale del cosiddetto  trattorista'
  ammontano  a  un  milione 80 euro; quindi  anche  il  trucco  delle
  anticipazioni non riguarda 3 milioni di euro ma riguarda un milione
  e  80  mila  euro  che prendo per buono - non ho gli  elementi,  in
  questo  momento,  a  mia  disposizione per  verificare  che  l'ESA,
  attraverso i propri capitoli, ha anticipato per pagare il personale
  dei trattoristi
   Allora,  io  non  voglio  continuare a fare  polemica,  chiedo  al
  Governo  di  ripristinare il milione e 80 mila  euro  che  è  stato
  anticipato  dalle  spese di funzionamento per pagare  il  personale
  trattorista  e fermarci qui perché, come è stato dimostrato,  delle
  spese di funzionamento di cui si parla, ci sono tutta una serie  di
  spese  che,  anche se non si pagano quest'anno, non  credo  che  ci
  pignori  qualcuno  il bilancio dell'ESA  Nel senso  che  ho  capito
  trattarsi  di  spese  legali, insomma di  una  serie  di  cose  che
  conosciamo  bene all'ESA. Abbiamo una conoscenza vecchia  di  molti
  anni per sapere di che cosa stiamo parlando
   E  allora, assessore, io la prego di presentare, come Governo,  al
  fine  di assicurare la coerenza del di questo disegno di legge,  di
  fare  una  variazione che consenta il ripristino del milione  e  80
  mila  euro  che si sono resi necessari per anticipare ai lavoratori
  dei  trattoristi e lasciare che il resto vada come  stanno  andando
  tutti gli altri enti.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  veramente,  a
  volte, nonostante il fatto che sono qui, ormai, da troppi anni,  mi
  stupisco nell'ascoltare alcuni interventi.
   Allora,  si  sostiene, in questa sede, non si  capisce  per  quale
  motivo,  né per quale forma di accanimento che un Ente,  che  viene
  inseguito, giustamente, per garantire il lavoro ad una categoria di
  lavoratori che, per altro, sono precari, al di là dei precari,  più
  che  precari,  e  quando questo Ente, a differenza  di  altri,  non
  avendo le possibilità, lascia i lavoratori a casa, cioè come  fanno
  tanti  altri  Enti,  lasciano  i  lavoratori  perché  oppongono  ai
  lavoratori  il fatto di non avere le risorse per farli  lavorare  e
  tutto  va  bene; se, invece, siamo in presenza di un Ente  virtuoso
  che,  per impedire che questa categoria di lavoratori rimanga senza
  stipendio,  fa  una  variazione  al proprio  interno,  del  proprio
  bilancio   ed  anticipa  i  soldi  per  pagare  questi   lavoratori
  togliendoli  dai  capitoli degli stipendi degli  altri  lavoratori,
  degli  impiegati dell'Ente stesso e, quindi, fa un'azione virtuosa,
  fa  un'azione positiva, tanto positiva e virtuosa che  il  Governo,
  nelle  variazioni di bilancio che aveva depositato riconoscendo  il
  debito  nei confronti dell'ESA aveva, appunto, depositato in queste
  variazioni  la  somma  in  aumento di 3 milioni  di  euro  proprio,
  appunto,  perché riconosceva che per potersi completare le giornate
  dei  trattoristi  c'erano bisogno di questi  3  milioni,  a  questo
  punto,  nell'unico strumento finanziario, giustamente,  il  Governo
  pone  rimedio  a  quanto non aveva fatto in precedenza  e,  quindi,
  rimette  i  3  milioni  di  euro  che  servivano,  appunto,  per  i
  lavoratori e per i trattoristi; bene, si sostiene il contrario
   Ma  stiamo scherzando? Ma veramente siamo ridotti in un'Aula  dove
  si  cerca  di,  per  un  capriccio, non so per  che  cosa,  per  un
  fraintendimento,  per una questione formale perché non  sono  stati
  messi  nel  capitolo, ma se fossero stati messi  nel  capitolo  non
  potevano  essere utilizzati a rimpinguare i soldi che  erano  stati
  anticipati; anch'io avevo avuto quel dubbio. Però, mi appare chiaro
  che bisognava metterli, per forza, nel capitolo da dove erano stati
  presi.
   Mi pare di una chiarezza lampante ed esemplare.
   Invito,  quindi, il Governo a lasciare la previsione così com'è  e
  invito  l'Aula  a votarla per cercare di evitare di fare  un  torto
  vero - e non so per quale motivo - a un ente che funziona e che  ha
  operato  bene  per  impedire  che i  lavoratori  rimanessero  senza
  lavoro.

   DI  MAURO,  assessore  per il bilancio e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, non voglio  esonerare  il  Governo
  dalla  presentazione  della  tabella  C  ma  non  c'è  dubbio  che,
  all'origine   dell'illustrazione  fatta   nell'accompagnamento   al
  disegno di legge, ci sia un equivoco tra il Presidente Matera e  il
  Ragioniere  generale della Regione perché, come  verificatosi  ogni
  anno,   il  Presidente  Matera  chiede  al  Governo  della  Regione
  l'integrazione  del  bilancio secondo quella  che  è  la  posta  in
  bilancio  che  viene assegnata ogni anno all'ESA  ed  esplicita  la
  richiesta come atto dovuto rispetto  al pagamento dei precari.
   Non  so  a  quanto ammonta l'importo che deve essere assegnato  ai
  precari;  non so se si tratta di 1 un milione e ottanta  euro,  due
  milioni e ottanta o tre milioni; francamente, non lo so.
   Non  c'è  dubbio  che  la  richiesta che ha  fatto  il  Presidente
  dell'ESA sia esplicativa rispetto ad una nostra sollecitazione  che
  è  stata  formulata  questa  mattina.  Il  Presidente  dell'ESA  ha
  risposto  che, di fatto, si tratta di una copertura di risorse  che
  devono  essere  designate  alle spese  genericamente  indicate   di
  funzionamento .
   Vorrei pregare l'Aula di soprassedere sulla destinazione di queste
  risorse  perché non c'è dubbio che, all'origine di quanto  accaduto
  oggi,  ci  sia  un  equivoco - lo ripeto - ma è anche  vero  che  i
  lavoratori dell'ESA non hanno mai protestato in ordine al pagamento
  perché il pagamento è stato regolarmente effettuato dall'ESA,  mese
  per mese, senza creare nocumento al Governo della Regione.
   Vorrei,  quindi, pregare i parlamentari di soprassedere sull'esame
  minuzioso  della posta indicata in questa tabella  C  e  di  andare
  avanti accogliendo il provvedimento favorevolmente.

   PRESIDENTE. Assessore Di Mauro, dovremmo provvedere prima a votare
  la  tabella  e  poi a votare l'articolo 6; in ogni caso,  comunque,
  accantoniamo  per  qualche secondo l'articolo 6 ed  esaminiamo  gli
  emendamenti alla tabella che nel frattempo vengono approvati.
   Accantoniamo  per  un  attimo,  lo  ribadisco,  l'articolo  6  per
  riprenderne la trattazione dopo aver esaminato gli emendamenti alla
  tabella.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei brevemente
  far presente al Governo  che, leggendo le postazioni di bilancio in
  questa  tabella  - e mi riferisco all'antincendio - abbiamo  invece
  tralasciato,   nella  stessa  tabella,  l'adeguamento  contrattuale
  dell'ultimo  contratto 2006-2008. Il Governo  si  era  impegnato  a
  riconoscere  ai  forestali   - che sono  circa  27.500  -  l'ultimo
  adeguamento,  in  tre tranches,  di 11 milioni, che  equivalgono  a
  circa 33 milioni di euro.
   Chiedo  al  Governo un impegno per non lasciare  scontenti  questi
  forestali e rassicurarli sul fatto che, col nuovo anno, ci sarà  un
  impegno rispettato perché è giusto riconoscere ciò che è dovuto per
  legge a tanti padri di famiglia che lavorano per questa Sicilia.

   PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, l'articolo 6 è accantonato.
   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                               «Art. 7.
          Variazioni allo stato di previsione della spesa del
                        bilancio della Regione

   1.  Nello  stato  di  previsione della spesa  del  bilancio  della
  Regione  per  l'esercizio  finanziario  2009  sono  introdotte   le
  variazioni  di cui all'allegata Tabella  C , che costituisce  parte
  integrante della presente legge, discendenti dagli articoli 3 e 4».

   Lo  pongo in votazione, con l'allegata Tabella C. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                                «Art. 8
           Esercizio provvisorio del bilancio della Regione

   1. Il Governo della Regione è autorizzato, a norma dell'articolo 6
  della  legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e successive  modifiche
  ed  integrazioni, ad esercitare provvisoriamente, fino a quando non
  sarà approvato con legge regionale e comunque non oltre il 31 marzo
  2010,  il  bilancio  della  Regione per  l'anno  finanziario  2010,
  secondo  gli stati di previsione dell'entrata e della spesa  ed  il
  relativo  disegno di legge nonché le note di variazioni  presentate
  all'Assemblea  regionale  e gli effetti  derivanti  dalla  presente
  legge.

   2.  La limitazione per dodicesimi nell'assunzione degli impegni  e
  nell'effettuazione  dei pagamenti non si applica,  oltre  che  alle
  spese di cui all'ultimo comma dell'articolo 6 della legge regionale
  8  luglio 1977, n. 47 e successive modifiche ed integrazioni,  alle
  spese   concernenti  la  realizzazione  di  interventi   comunitari
  previsti   nel  Programma  operativo  2007-2013  e  nel   Programma
  Attuativo Regionale FAS 2007-2013, alle spese per la prevenzione  e
  gli  interventi  per  il  controllo  degli  incendi  boschivi,  per
  interventi di tipo conservativo e per interventi nel settore  della
  forestazione e per gli interventi di protezione civile, nonché alle
  spese  relative agli interventi previsti dal comma 2  dell'art.  3,
  lettere  g)  ed h) della legge regionale 27 aprile 1999,  n.  10  e
  successive modifiche ed integrazioni».

   Pongo in votazione l'articolo 8.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                                «Art. 9
                   Abrogazioni e modifiche di norme

   1.  Il  comma 4 dell'articolo 8 della legge regionale   14  maggio
  2009, n. 6 è abrogato.

   2.  La  lettera  c)  del  comma  1 dell'articolo  13  della  legge
  regionale   8   luglio  1977,  n.  47  e  successive  modifiche   e
  integrazioni, è abrogata.

   3.  Al  comma  24 dell'articolo 1 della legge regionale  8  luglio
  1977,  n. 47 e successive modifiche ed integrazioni, sono apportate
  le seguenti modifiche:
   a)  le  parole   dal 1 gennaio 2011  sono sostituite dalle  parole
   dal 1 gennaio 2012 ;
   b) le parole  Entro l'esercizio 2009  sono sostituite dalle parole
   Entro l'esercizio 2010 ».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dagli  onorevoli  Di  Benedetto, Termine,  Digiacomo,  Federico  e
  Panepinto: 9.5;
   dall'onorevole D'Agostino: 9.1;
   dagli onorevoli Maira e Dina: 9.3.

   Si passa all'emendamento 9.5.

   DI BENEDETTO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
  abrogativo  del comma 1 dell'articolo 9 riguarda una questione  che
  abbiamo  già  affrontato durante la discussione  generale.  Con  la
  soppressione del comma 4 dell'articolo 8 della legge regionale  del
  14 marzo 2009, come diretta conseguenza, avremmo la mancata proroga
  dei  contratti dei lavoratori socialmente utili dei Comuni  perché,
  così  facendo,  le  spese per pagare i lavoratori LSU  entrerebbero
  direttamente tra le spese correnti soggette al patto di stabilità.
   Ciò  comporterà  per  i  Comuni il fatto  di  avere  come  diretta
  conseguenza  lo sforamento del patto di stabilità, con  conseguenze
  anche in ordine all'eventuale dissesto dei Comuni stessi.
   Stiamo approvando una norma in cui vi sono le proroghe per tutti i
  precari.  Di  fatto,  stiamo prorogando l'attività  lavorativa  per
  tutti i precari, tranne che per gli LSU della Sicilia.
   Allora,  ciò significa che, oltre al fatto che ci saranno migliaia
  di  lavoratori che non avranno più, a partire dal primo gennaio, la
  possibilità di svolgere la propria attività lavorativa, vi sarà  la
  conseguenza  di  una grande  e grave ricaduta sulla efficienza  dei
  Comuni.   Ormai,  infatti,  questi  lavoratori  svolgono   funzioni
  essenziali all'interno degli enti locali, sostituendo il  personale
  che  non  ha avuto il turnover, sostituendo le carenze di organico,
  sostituendo  e facendo fronte alle gravi difficoltà  che  i  Comuni
  hanno.
   Credo  che  la Regione, quest'Aula assuma una grave responsabilità
  votando  la  norma  proposta  nel  disegno  di  legge,  una   grave
  responsabilità  che  porterebbe enormi  difficoltà  nella  gestione
  degli enti locali, enorme difficoltà ai lavoratori ed uno stato  di
  degrado ulteriore dei livelli occupazionali nella nostra Regione.
   Credo che vada votato l'emendamento in maniera da evitare che  ciò
  accada.  Vi  era  un emendamento  che modificava,  che  interveniva
  sulla  norma  ed è stato dichiarato inammissibile dalla Presidenza.
  L'unico   atto,   dopo  la  dichiarazione  di  inammissibilità   di
  quell'emendamento che resta e che è possibile percorre, è quello di
  votare  l'emendamento  soppressivo che  viene  proposto  in  questo
  momento.

    DI  MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo  di
   parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, a nome del Governo, esprimo  parere
  contrario.
   Come lei sa, onorevole Di Benedetto, il Governo è stato abbastanza
  impegnato,  anzi, oserei dire fortemente impegnato, in ordine  alla
  sottoscrizione  con  il Governo nazionale del Patto  di  stabilità.
  Abbiamo chiesto espressamente al Governo nazionale di eliminare dal
  computo  delle  risorse  destinate alla valutazione  del  Patto  di
  stabilità  quelle che erano  destinate al pagamento  del  personale
  precario  e  quelle che sono destinate all'utilizzo  delle  risorse
  comunitarie. Ancora, non è stato sottoscritto questo Patto.  E'  in
  corso,  proprio  in questo momento, un incontro a  Roma  abbastanza
  importante.
   L'articolo  8,  però,  come spesso ho avuto modo  di  ripetere  in
  Commissione, considerato che non è stato sottoscritto dalla Regione
  con lo Stato il Patto di stabilità, non certo per colpa del Governo
  della Regione, di fatto, non è applicabile.
   Auspico  che  stasera  avremo notizie positive  perchè  ovviamente
  sull'argomento  siamo assolutamente consapevoli della  pericolosità
  che può rappresentare. Francamente,  però, il Governo della Regione
  non  aveva  altra via se non un percorso che abbiamo individuato  e
  che spero il Governo nazionale già stasera accettare.

   DI  BENEDETTO.  Chiedo che l'emendamento 9.5 sia votato  con  voto
  palese nominale.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi,  per
  non  tediare  l'Aula, non aggiungerò nulla a quanto  ho  già  detto
  ieri,  in  sede di discussione generale, ed a quello che  prima  ha
  relazionato l'onorevole Di Benedetto.
   Penso che approvare questa norma metterà in condizione, già dal  2
  gennaio  2010, di non stipulare contratti. L'articolo 1  di  questa
  norma che salva gli aspetti occupazionali di tante categorie, anche
  di  una persona; se guardiamo bene, c'è anche una unità a cui viene
  garantita la proroga per tre mesi. Lo chiedo ai colleghi, a  quelli
  che domani incontreranno gli amici amministratori, incontreranno  i
  contrattisti e dovranno riferire della loro attività positivamente,
  ovviamente, per i rapporti che ognuno ha per il territorio,  perché
  non  so quanti contratti, a partire dal 2 gennaio 2010, andranno  a
  scadere. Certamente, però, stiamo parlando di almeno mille  persone
  in  tutta  la Sicilia, almeno attenendomi potenzialmente  a  questo
  dato  e  considerato che, in qualche maniera, l'articolo  77  della
  finanziaria  che  regola il Patto di stabilità,  in  qualche  modo,
  lascia  alle Regioni a statuto speciale la possibilità di  regolare
  nella complessa vicenda del Patto di stabilità introdotto nel 1999.
   Credo   che  lì  gli  Uffici  in  particolare  dovranno   prestare
  attenzione  e,  su questo, invito l'Assessore anche ad  accantonare
  momentaneamente  questo  articolo perché, una  volta  approvata  la
  norma,   gli  effetti  prodotti   saranno,  in  maniera   semplice:
  innanzitutto,   non  stipulare  contratti;  poi,  la   Regione   si
  salvaguarderà  ma amministratori e funzionari dei  Comuni  dovranno
  esporre il proprio petto e, soprattutto, il proprio patrimonio agli
  accertamenti  della  Corte dei Conti per  cui  chiediamo,  come  ha
  chiesto anche l'onorevole Di Benedetto, che questo emendamento  sia
  votato con voto palese nominale, se la richiesta sarà appoggiata da
  sette parlamentari.
   Mi dichiaro, quindi, contrario all'emendamento 9.5.

   D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avrei preso  la
  parola  sul successivo emendamento che porta la mia firma che  però
  riguarda  le  conseguenze  del Patto di stabilità  e  della  deroga
  mancata cui faceva riferimento l'onorevole Panepinto.
   Vorrei   però   ricordare  all'onorevole  Panepinto   che   questa
  discussione   l'abbiamo   già  fatta  in  maniera   esauriente   in
  Commissione Bilancio ed abbiamo preso un impegno d'onore reciproco,
  da  parte  di entrambi, credo poi condiviso da tutta la Commissione
  Bilancio,   quindi,  trasferiamo anche questo  messaggio  e  questa
  sensazione  all'Aula. Sulle finalità dell'articolo 8 che quest'Aula
  ha  votato nella finanziaria convinta e cosciente dei risultati che
  produceva, infatti, credo che la pensiamo tutti allo stesso modo.
   Purtroppo, signor Presidente, sull'efficacia di questo articolo  8
  dobbiamo,  ahinoi,  fare  mea  culpa  sul  fatto  che  non  eravamo
  consapevoli  della incapacità di quest'Aula di potere  entrare  nel
  merito  del  Patto  di  stabilità che è materia  nazionale  e  che,
  quindi, è, in qualche modo, disciplinata da leggi nazionali.
   Detto  questo,  rimane - onorevole Panepinto, mi  rivolgo  a  lei,
  oltre che all'Aula - il problema non tanto e non solo del Patto  di
  stabilità che certamente può diventare e diventerà una tragedia per
  molti Comuni ma per il quale Patto di stabilità siamo assolutamente
  incompetenti in materia e per il quale ci auguriamo che il  Governo
  nazionale, attraverso la finanziaria oggi in discussione oppure  il
  decreto  mille  proroghe, come abbiamo letto  sui  giornali,  possa
  intervenire per risolvere il problema e, risolvendo il problema del
  Patto  di  stabilità, verrebbero risolte tutte le conseguenze.  Fra
  queste  conseguenze, signor Presidente, c'è la sanzione  che  viene
  comminata agli enti locali, cioè il divieto assoluto di assunzioni.
    Perché abbiamo approvato questa norma della finanziaria a maggio?
    L'abbiamo fatto nella convinzione che, fra le assunzioni, quindi,
  il   divieto  di  assunzioni,  riguardasse  anche  il  rinnovo  dei
  contratti dei lavoratori provenienti dal bacino ex LSU .
    Per  questo  motivo,  ho presentato l'emendamento,  successivo  a
  quello a firma dell'onorevole Di Benedetto perché quell'emendamento
  intende   ovviare,   con  la  dicitura  riportata,   alla   cattiva
  interpretazione che si può fare oggi nei Comuni siciliani  rispetto
  a questo divieto di assunzioni.
    Credo che una rassicurazione del Governo, da parte dell'assessore
  Di  Mauro,  possa  risolvere il problema  posto  -  e  condiviso  -
  dall'onorevole  Panepinto,  riguardante,  signor  Presidente,   una
  rassicurazione  rispetto  ad una procedura  amministrativa  che  in
  questo momento è in fase di elaborazione negli Uffici della Regione
  siciliana  e  che  credo  possa risolvere  sia  l'uno  sia  l'altro
  problema
    In   buona   sostanza,  signor  Presidente,  ci  auguriamo   che,
  attraverso  una dichiarazione - che sia anche momento di  chiarezza
  riguardo alla materia - da parte dei nostri dirigenti generali,  si
  accerti con assoluta convinzione da parte dei Comuni destinatari di
  questa   circolare,  chiamiamola  così,  che  questi   rinnovi   di
  contratti, queste supposte assunzioni tali non siano per la  natura
  particolare  ossia  assistenziale' che ispira il finanziamento  dei
  contratti che riguardano il bacino degli ex LSU.
    Siccome siamo di questa convinzione, oggi, alla luce anche  delle
  riflessioni  fatte  non solo in Commissione ma anche  negli  Uffici
  della  Regione  siciliana, ci auguriamo che con serenità  si  possa
  abrogare  l'articolo  8  perché, ripeto, in  materia  di  Patto  di
  stabilità, siamo palesemente incompetenti in quanto ce lo  dice  la
  Corte dei conti e non solo.
    Possiamo    anche   procedere,   successivamente,    al    ritiro
  dell'emendamento  da  me  presentato  che  intendeva   mettere   in
  sicurezza,  con  quella  norma,  una  norma  acclaratoria:   questi
  lavoratori,  rispetto  ai  dubbi  ed  ai  tentennamenti  che  molti
  Segretari generali dei Comuni, molti direttori del personale, molti
  Ragionieri generali dei Comuni siciliani hanno ancora oggi.
    La  certezza, ovviamente, l'avremo solo dopo che questa circolare
  verrà redatta e comunque dobbiamo assumerci la responsabilità oggi,
  assessore  Di  Mauro, quindi, l'annuncio preventivo del  ritiro  di
  questo  emendamento deve essere preceduta da una dichiarazione  del
  Governo  che  ci  dica  qual è lo stato di  avanzamento  di  questa
  circolare che, ripeto, è in fase di redazione.
    Noi, se non oggi, entro domani, recepiremmo questa circolare come
  cosa fatta e, per questo, potremo serenamente rinunciare alla norma
  e  dare  anche pubblicità, non solo oggi, attraverso questa  seduta
  d'Aula ma da domani garantendo la nostra presenza sul territorio  a
  quanti - stiamo parlando di decine di migliaia di lavoratori  -  si
  attendono oggi da quest'Aula una soluzione al loro problema.
      Mi  riferisco  a quei lavoratori precari che da vent'anni,  non
  dico  attendono una stabilizzazione che oggi non possiamo garantire
  ma  certamente  pretendono - ed hanno ragione  -  che  non  vengano
  gettate   alle   ortiche  vent'anni  di  sacrifici,  vent'anni   di
  esperienza,  cosa che, purtroppo, non per motivi  nostri,  non  per
  causa nostra, rischia di accadere, signor Presidente.
    Mi dichiaro, dunque, contrario all'emendamento 9.5.

    CINTOLA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CINTOLA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessori,
  comincerei col dire agli onorevoli Di Benedetto, Termine, Digiacomo
  e  Federico  di  ritirare questo emendamento perché  non  vi  è  in
  quest'Aula una maggioranza ed un'opposizione su questo argomento.
    Ritengo  che il Governo, il Presidente dell'Assemblea,  qualsiasi
  deputato è favorevole alla proposta però è una proposta che non può
  essere  portata in Aula né può essere votata perché votiamo  contro
  una  legge  dello Stato. Non possiamo dire all'Assemblea  regionale
  siciliana di votare contro una legge dello Stato che è applicata in
  Italia e che non può non essere applicata anche in Sicilia.
   Allora,  a questo punto, questo tipo di abrogazione, questa  sera,
  può  passare  in questa sede ma non la farà passare il  Commissario
  dello  Stato;  è  una  fiction, il voler dire alla  Sicilia   state
  tranquilli che i sindaci

   PANEPINTO. La proroga già esiste.

   CINTOLA. Quando lei ha parlato, dicendo le cose che ha detto, sono
  stato  zitto,  in  silenzio, soffrendo; ora, soffra  pure  lei,  se
  vuole, però, non mi interrompa
   E'  assurdo voler continuare su questa battaglia. E' una battaglia
  persa  in  partenza  perché, ammesso che l'Aula all'unanimità  voti
  l'abrogazione,  non  sortirà nessun effetto e guai  se  il  Governo
  dovesse  accedere  a dare un parere favorevole a  questo  argomento
  perché darebbe un parere favorevole al nulla.
   Ecco  perché vorrei dire  finiamola di parlarci addosso, finiamola
  di  mettere lo spettro che ci sia qui chi vuole assaltare i  Comuni
  della Sicilia e chi invece li vuole salvaguardare .
   Avremmo  dovuto  preparare  in tempi non  utili;  evitare  che  ci
  fossero  i  precari e non rincorrerli ora, a cose fatte,  quando  è
  impossibile  modificare,  tentare di dire  al  Governo  o  di  dire
  all'Aula  andiamo a votare per appello nominale o altro .
   Comprendo  la  bontà  di  chi dice  attenzione,  perché  i  Comuni
  possono andare in dissesto  ed è vero ma non è questo il metodo per
  potere superare l'empasse.
   Ecco  cosa  dico  a chiare note ed intendo scriverlo  anche  nelle
  quattro  righe  che  resteranno a verbale  per  affermare  che  sto
  dicendo  che  non sono d'accordo ad abrogare il comma in  questione
  perché  l'abrogazione  sarebbe  una fiction.   Sarebbe  sicuramente
  reintrodotta  dal Commissario dello Stato e sarebbe come  dire  che
  questa Assemblea è una Assemblea non di deputati o di onorevoli  ma
  di qualcosa di diverso, non so come chiamarla e come nominarla.
   Mi dichiaro, pertanto, contrario all'emendamento 9.5.

   DI  MAURO,  assessore  per  il bilancio e  le  finanze.  Onorevole
  colleghi,  vorrei ricordare come si sono svolti i fatti  che  hanno
  riguardato  questo  articolo  8. Come  ricorderete,  c'è  stato  un
  parlamentare  che  ha  presentato  questo  emendamento  durante  la
  finanziaria  del 2009 che riguardava anche un altro  aspetto,  cioè
  quello  che  relativo agli investimenti. Queste  norme  sono  state
  entrambe   approvate  dall'Assemblea:  una  è  stata  cassata   dal
  Commissario dello Stato e l'altra, invece,  è rimasta in vita.
   Questa  norma,  come hanno avuto modo di ascoltare  soprattutto  i
  componenti   della   Commissione  Bilancio,   durante   l'audizione
  riservata alla Corte dei Conti, di fatto, è inapplicabile perché la
  Regione dovrebbe assorbire la spesa che, in questo momento,  ricade
  sui Comuni e voi tutti sapete in quale situazione finanziaria versa
  la Regione.
   Abbiamo dato luogo, tutti col convincimento che fosse possibile  -
  come  era  stato possibile negli anni precedenti  perché  le  norme
  dello  Stato lo consentivano - ad una norma regionale che aveva  il
  significato del contenimento della spesa, convinti che, nell'ambito
  del  contenimento  della spesa, non potevano  essere  computate  le
  risorse  che  erano destinate al pagamento delle competenze  per  i
  precari.  Oggi, questa norma approvata dalla Regione siciliana,  di
  fatto è inapplicabile.
   Abbiamo  tentato  di  sottoscrivere un Patto, diverso  rispetto  a
  quelle  delle altre Regioni a Statuto ordinario, con lo  Stato  che
  avesse  riguardo soprattutto al tema della utilizzazione dei  fondi
  comunitari e al tema del pagamento dei precari.  Ad oggi, ciò   non
  è  stato  possibile ma vi assicuro che, alle quindici  di  oggi,  è
  iniziato un incontro tra il Presidente della Regione ed il Ministro
  dell'economia  per renderlo edotto che trattasi in  Sicilia  di  un
  fatto assolutamente grave che metterebbe a repentaglio il posto  di
  molti   lavoratori   che  non  hanno,  in  questo   senso,   alcuna
  responsabilità.
   Mi   permetto  di  dire,  onorevoli  colleghi,  che  il  senso  di
  responsabilità che deve esserci tra noi deve essere tale da portare
  al  ritiro dell'emendamento che propone l'abrogazione dell'articolo
  che  abbiamo proposto, da fare rivivere una situazione che è quella
  per  cui  la Regione siciliana non può assolutamente accollarsi  il
  Patto di stabilità perchè possa essere risolto il problema.
   Mi  appello  nuovamente al senso di responsabilità di  chi  lo  ha
  proposto  ma  anche di tutto il Parlamento perché  possiamo  andare
  avanti con l'approvazione del comma 1 dell'articolo 9.

   DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  BENEDETTO. Signor Presidente, devo farle notare che  argomenti
  del  tipo  che il Commissario dello Stato impugnerebbe la norma   o
  di  altro  tipo  non  stanno in piedi per  il  semplice  fatto  che
  parliamo  di  una norma che è già esistente ed abbiamo un  articolo
  che  sopprime la norma già in vigore ed esistente e non è stata già
  impugnata nel 2009, alcuni mesi fa, dal Commissario dello Stato.
   Inoltre, viene detto che la norma è inapplicabile; se la  norma  è
  inapplicabile,  non  comporta  nessun  danno  alla  Regione  perché
  praticamente non viene applicata.
   Il  danno ci sarà e sarà consistente a carico degli enti locali  e
  dei lavoratori se la norma verrà soppressa.
   E'  in corso una interlocuzione, un confronto tra la Regione e  lo
  Stato  sul  Patto  di stabilità. Non ho nessuna  certezza  che  nel
  rapporto  tra Stato e Regione vengano salvaguardati i  diritti  dei
  lavoratori  socialmente utili. Assistiamo ad un  Governo  nazionale
  che  è sordo ai bisogni dei lavoratori, che è sordo ai bisogni  del
  Sud, che è sordo rispetto alle giuste esigenze che vengono avanzate
  dalla  Sicilia. Non so come l'Assessore possa dire che,  in  quella
  sede,   è  possibile  il  fatto  che vengano  salvaguardati  questi
  lavoratori.
   Viene  portato  avanti un argomento che però vorrei verificare  ed
  approfondire,  cioè  che  l'intero onere  sarebbe  a  carico  della
  Regione  e  che  questo  non consentirebbe  di  varare  l'esercizio
  provvisorio.
   Vorrei  capire  bene  se è così, in una sede,  ritornando  per  un
  momento in Commissione Bilancio, eventualmente, per avere chiarezza
  su questo.
   Chiedo, dunque, che possa essere accantonato eventualmente il voto
  sull'articolo per un approfondimento e, comunque, l'emendamento, se
  votato, non sarà ritirato.

   DI  MAURO,  assessore  per il bilancio e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO,  assessore per il bilancio e le finanze.  Onorevole  Di
  Benedetto,  lei,  in Commissione Bilancio, è arrivato   in  ritardo
  l'altro  giorno.  L'argomento è stato  ampiamente  trattato  con  i
  tecnici  dell'assessorato  al  Bilancio  che  hanno  dichiarato  le
  difficoltà  che comporterebbe l'approvazione di questo emendamento,
  visto  che l'onere ricadrebbe sul bilancio della Regione. Lo  hanno
  detto  anche  i rappresentanti della Corte dei Conti, quando  si  è
  tenuta  l'audizione.
   Vorrei  invitarla,  onorevole Di Benedetto,  ad  un  atteggiamento
  pacato  su questo argomento; non stiamo parlando, infatti,  di  una
  spesa  in  più  o  in  meno ma di un onere che  la  Regione  non  è
  assolutamente in grado di assumere.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, in  verità,  nel
  corso della discussione generale tenutasi ieri non sono riuscito ad
  intervenire  perché sono arrivato in ritardo e il  Presidente  pro-
  tempore,  onorevole Formica, giustamente non mi  ha  consentito  di
  intervenire.
   Ascoltando gli interventi dei colleghi nel corso della discussione
  generale,ho  avuto il sospetto e la preoccupazione che  in  qualche
  maniera  ci potessero essere precari di serie A e precari di  serie
  B, forse perché questo l'ho vissuto nella mia città nel corso degli
  anni, e mi sono spesso lamentato.
   Adesso, al di la di qualunque tipo di discussione fatta, che  vede
  certamente gli Uffici, ma anche il Governo, attenti per evitare che
  si  possa  creare un meccanismo poi inapplicabile, ritengo  che  in
  questo caso - tenuto conto che non sfugge a nessuno l'entità  e  la
  portata di questo provvedimento, perché tutti quanti noi, al di  la
  del  ruolo che esercitiamo in quest'Aula, viviamo il territorio  ed
  abbiamo  il  contatto giornaliero con un mondo  che  è  sempre  più
  allarmato,  che è sempre più  affamato , che non riesce a  sbarcare
  il lunario - vada fatto un ulteriore approfondimento.
   E questo, fermo restando il passaggio che certamente saprà fare il
  Presidente  della  Regione, che si farà  carico  dell'esigenza  dei
  siciliani  e  delle esigenze di un mondo che è sempre  più  attento
  verso  ciò  che  noi  facciamo e verso le norme  che  noi  vogliamo
  introdurre.
   Però,  siccome  l'argomento è troppo delicato  e  noi,  da  qui  a
  qualche  giorno,  saremo chiamati al confronto con  realtà  che  ci
  obbligano ad un approfondimento, non solo dal punto di vista morale
  ma anche dal punto di vista funzionale - perché questo personale  è
  per noi un patrimonio del quale non possiamo e non dobbiamo fare  a
  meno   -  ritengo  che  la  proposta  ragionevole  sia  quella   di
  accantonare  l'articolo  9,  fare un  ulteriore  approfondimento  e
  trovare un momento di sintesi.
   Caso  contrario, io preannuncio che apporrò la mia firma a  questo
  emendamento; penso sia necessario che l'Assemblea prenda  atto  del
  fatto  che  nessuno di noi vuole fare demagogia - e certamente  non
  vuole  farla  l'onorevole Cintola, che nel  corso  della  sua  vita
  politica  ha  dimostrato di non averla mai fatta -  perché  sarebbe
  veramente fuori luogo e lontano da qualunque azione legislativa:  e
  noi qui siamo legislatori
   Invito,  pertanto, il Governo a portare avanti un  approfondimento
  in  tal  senso,  perché in questo momento non possiamo  peccare  di
  superficialità.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'Assessore per il bilancio e le
  finanze, onorevole Di Mauro. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, chiedo l'accantonamento dell'articolo 9.

   PRESIDENTE.  Non  sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento
  dell'articolo 9.
   Sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.36, è ripresa alle ore 18.49)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, ricordando che  sono  accantonati
  gli  articoli  6  e  9,  si procede con l'esame  degli  emendamenti
  aggiuntivi.
   Si passa alla Rubrica  Presidenza .
   Comunico   che  sono  stati  presentati  i  seguenti   emendamenti
  aggiuntivi:
   -dagli  onorevoli  Lentini, Romano, Federico, Speziale,  De  Luca:
      emendamento A 57;
  -dagli onorevoli Panepinto e Cracolici: subemendamento A 57.1.

   Dichiaro  improponibile il subemendamento A 57.1, perché  estraneo
  alla materia.
   Si   passa   all'esame  dell'emendamento  A57.  Il  parere   della
  Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa alla Rubrica  Agricoltura e foreste .
   Comunico   che  sono  stati  presentati  i  seguenti   emendamenti
  aggiuntivi:

   -dal Governo: emendamenti A 49 e A 48;

   -dagli  onorevoli  Caputo, Pogliese, Bosco, Vinciullo  e  Falcone:
      emendamenti A 22 e A 23.

   Si  passa  all'esame degli emendamenti A 49 e A  22,  di  identico
  contenuto.

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  speravo   nella
  presenza  in Aula dell'assessore Cimino, tenuto conto  che  dal  14
  maggio  2009, quando abbiamo trattato la finanziaria regionale,  si
  parla   della   crisi   che   attraversa  un   settore   strategico
  dell'economia siciliana e cioè l'agricoltura.
   In  questi  mesi  sono  stati prodotti e  discussi  da  quest'Aula
  mozioni,  atti ispettivi, tutto ciò che un deputato sostanzialmente
  può mettere in campo, e sono stati approvate all'unanimità mozioni,
  una delle quali sul de minimis in agricoltura.
   Apprendiamo  in  queste  ore, informalmente,  che  la  Commissione
  competente  pare  esiti  il provvedimento, portando  il  valore  de
  minimis in agricoltura da 7.500 euro a 15 mila euro.
   Io  sono  sbalordito innanzitutto dal fatto che questa viene  data
  come notizia positiva perché, a mio avviso, assicurare 15 mila euro
  in tre anni come interventi agli agricoltori, senza incappare nelle
  questioni   relative   all'articolo   88   del   trattato,   quindi
  compatibilità  notifica obbligatoria ed altro, mi sembra  veramente
  poco.
   Ricordo  all'Aula che è stata approvata una mozione che  impegnava
  il  Governo a fare una cosa semplicissima: tenuto conto che  quando
  abbiamo  discusso  quel provvedimento vi era già una  delibera  del
  Parlamento europeo che portava il valore de minimis a 15 mila euro,
  abbiamo pensato che sarebbe stato opportuno proporre 30 mila  euro,
  come  era  stato  già fatto nel passato per il settore  pesca,  che
  aveva pure un de minimis basso, che è stato portato a 30 mila euro.
   Ricordo   che   quella   mozione  è  stata   approvata   dall'Aula
  all'unanimità,  ed  era  necessario trattare  con  le  autorità  di
  Bruxelles  per  cercare di far capire che in questo momento  un  de
  minimis  ragionevole sarebbe stato quello di 30 mila euro.  Invece,
  in  queste  ore arriva la notizie che pare si voglia portare  a  15
  mila euro, e magari dobbiamo essere contenti.
   Non  voglio fare l'oppositore incallito, ma mi rivolgo al  Governo
  affinché  si  faccia  sentire perché  è  opportuno  che  su  questa
  questione si rifletta, tenuto conto anche della delibera di  Giunta
  che ha decretato uno stato di crisi del mercato e chiede al Governo
  nazionale   di  intervenire  per  porre  in  essere  tutti   quegli
  interventi che possono venire incontro al settore, legati  anche  a
  materie più o meno fiscali.
   Questo  è  il  primo atto che abbiamo compiuto in  quest'Aula.  Il
  secondo  atto,  con la seconda mozione, era quello di  attuare  gli
  articoli 17, 18, 19 e 20 della finanziaria regionale del 2009.
   Sicuramente non serve dire che avevamo ragione, sarebbe  solo  una
  autoreferenzialità sciocca, ma dire che dopo 8 mesi, finalmente, si
  sta  facendo qualche cosa è un fatto importante. Ci si è resi conto
  -  cosa  che  potevamo  fare  anche prima  dell'approvazione  della
  mozione  - che potevamo intervenire per attuare gli articoli  della
  finanziaria, per ripianare i debiti delle nostre aziende, e  capire
  che  ripianando  quei debiti con mutui agevolati,  noi  andavamo  a
  pagare anche la siccità 2002, e dobbiamo fare in modo che la  banca
  gli dia i soldi, perchè se un agricoltore ha delle esposizioni,  la
  banca non dà nemmeno quelli.
   Ma  ci  stiamo arrivando, signor Presidente, anche se  con  grande
  fatica.
   Da sette mesi insistiamo su questi argomenti, è da sette mesi che,
  tranne  quelle  mozioni  approvate, compresa  quella  sulle  misure
  agroambientali, affrontiamo il ripianamento dei debiti.
   Stiamo  aumentando  la dotazione finanziaria, stiamo  capendo  che
  funziona  da  questo punto di vista l'intervento che abbiamo  tutto
  sommato  messo  in campo nella finanziaria con un confronto  serio,
  anche quando abbiamo alzato la voce sulle misure agroambientali del
  PSR,  che  le altre Regioni hanno calcolato con premi di  900  euro
  all'ettaro  e  che  non  possono essere  considerate  dalla  nostra
  Regione, visto il momento che stiamo attraversando in quel settore,
  e che invece sono calcolati inferiori a novecento euro.
   Non  vorremmo  aspettare  altri otto mesi  per  sapere  se  questo
  Governo vorrà  o meno aprire un negoziato serio per vedere come  si
  mette mano alla modifica del PSR e per vedere come si può calcolare
  quello  che  hanno anche  calcolato altre regioni  in  Italia  che,
  possibilmente, hanno meno condizioni di crisi rispetto alla Regione
  siciliana.
   Al  posto di dire avevamo ragione - io non lo dico perché non sono
  uno  stupido  che  si  apprezza  solo  in  questo  senso  -  vorrei
  raccomandare  che sul de minimis e sulla questione delle misure del
  PSR  e sull'OCM  vino che può permettere di dare altri quattrocento
  euro  ad  ettaro  ai  nostri agricoltori  che  in  questo  momento,
  comunque,  sono  in difficoltà si faccia il punto, non  si  perdano
  ulteriori  otto  mesi  e si diano risposte a coloro che  in  queste
  ore stanno continuando a manifestare.
   Credo   che se facciamo questo avremo  fatto un discreto lavoro  e
  ne possiamo andare fieri tutti maggioranze, minoranze, opposizioni,
  opposizioni che sono evidentemente disponibili e a disposizioni dei
  siciliani.
   Questo  è un punto sul quale, secondo me, dovremmo soffermarci  un
  attimo.

   ADAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO.   Signor   Presidente,  signori  della  Giunta,   onorevoli
  colleghi,   mi   rivolgo   a   lei   onorevole   Oddo,    l'assenza
  dell'onorevole Cimino è sicuramente determinata dal fatto  che  sta
  lavorando,  come ha fatto in questi mesi, per portare  a  soluzione
  tutta   una   serie   di  problemi  che  riguardano   il   comparto
  dell'agricoltura.
   Se  lei,  lunedì,  parteciperà  alla conferenza stampa che è stata
  indetta,  lui risponderà a tutte le domande che lei ha  posto,  ma,
  brevemente, le devo dire che mai come in questo periodo sono  state
  date risposte al mondo dell'agricoltura.
   In  pochissimi  mesi, in tre mesi, si sta pagando la  siccità  del
  2002 - finalmente la stiamo pagando -  quanto all'agro-alimentare è
  stato  pagato  il 2007, il 2008, l'anticipo del 2009  e,  onorevole
  Oddo, è stato bandito il bando per il 2010.
   E'  vero che in questo bando ci sono soltanto quattrocento euro ma
  questo per accorciare i tempi, perché nel frattempo è stata avviato
  -  lei  non deve disperarsi per questo - l'iter amministrativo  per
  portarlo ad ottocento euro.
   Quindi,  con  una  procedura innovativa all'Assessorato,  per  non
  perdersi in lungaggini burocratiche, è stato redatto  il bando e  i
  quattrocento   euro  verranno portati ad  ottocento  euro,  ma  nel
  frattempo si fanno le pratiche e si mettono a posto le carte.
   Quanto al de minimis, siamo passati da sette  a quindicimila  euro
  ed  è  stata  avviata la procedura per arrivare a trentamila  euro,
  quindi tutte le risposte, oggi, sono state date in parte, non certo
  tutte,  c'è  moltissimo  da fare, ma tutte una  serie  di  risposte
  concrete  e questa sera in particolare noi plaudiamo all'iniziativa
  del  Governo di rivedere l'articolo della finanziaria che  consente
  una  ristrutturazione del debito, perché senza una ristrutturazione
  del debito ogni  misura di sostegno all'agricoltura è persa, perché
  gli agricoltori non sarebbero in grado neppure di accedere ai fondi
  ed   ai  contributi  e  addirittura  di  ricevere  i  finanziamenti
  attraverso le banche.

   PRESIDENTE.   Si  passa  all'emendamento  A49.  Il  Parere   della
  Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE. Il Parere del Governo?

   DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo   gli
  emendamenti in votazione che sono identici meritino il consenso  da
  parte  del  Parlamento regionale e ne approfitto per dire  che,  in
  particolare,   all'emendamento  che  ha   come   primo   firmatario
  l'onorevole  Caputo, l'emendamento A22,  appongo la mia firma.
   Approvare questo emendamento, da parte del Parlamento,  è un gesto
  di  grande  responsabilità che conclude  una  settimana  carica  di
  tensioni, una settimana che, davvero, ha fatto riemergere in  tutta
  la  sua  drammaticità il problema dell'agricoltura  o,  meglio,  il
  problema degli agricoltori siciliani. Abbiamo chiesto con forza, in
  questi  giorni, onorevole Caputo, interventi possibili ed immediati
  da parte del Governo regionale.
   Questo  è  un  modo semplice, sebbene insufficiente,  ma  un  modo
  comunque  importante per dare un segnale ed una  risposta  per  una
  soluzione   tampone' a quelli che sono i problemi  dell'agricoltura
  nella nostra regione.
   Chi mi ha preceduto ha già parlato di questi temi. Da anni poniamo
  il  problema di un'attenzione forte all'applicabilità del Piano  di
  sviluppo rurale.
   Allora,  in  questo  senso, ancora una volta  ci  rivolgiamo  alla
  sensibilità  istituzionale  dell'assessore  Cimino  e  del  Governo
  affinché  quel piano venga modificato in modo urgente e soprattutto
  nella  duplice  direzione cui si sono riferiti i  colleghi  che  mi
  hanno  proceduto,  in  particolare dell'OCM e  delle  misure  agro-
  ambientali.
   Questo è estremamente necessario perché rischiamo davvero di  fare
  soccombere un settore che è indispensabile per la tenuta stessa del
  tessuto democratico della nostra regione e di qualche provincia, in
  particolare, o della mia provincia, in particolare.
   Non soltanto dichiaro di apporre la mia firma, ma anche dichiarare
  il  mio voto favorevole all'emendamento. Ribadisco che, prima della
  chiusura  di questa sessione di lavori, ci possa essere davvero  un
  impegno preciso del Governo sui temi trattati ed in particolare per
  quanto riguarda la modifica del Piano di sviluppo rurale.

   PRESIDENTE.  Invito gli Uffici a prendere nota che  gli  onorevoli
  Oddo,  Scilla, Ferrara, Mineo, Digiacomo, Ruggirello dichiarano  di
  apporre la firma a questo emendamento.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non mi stupisce che
  quasi  tutto  il Parlamento abbia chiesto di apporre  la  firma  su
  questi emendamenti che fanno il paio con quelli voluti dal Governo.
   Devo   dire  che  con  questi  due  emendamenti  non  si  risolve,
  certamente,  il  problema della crisi agricola  in  Sicilia  ma  le
  previsioni di questi due emendamenti rappresentano un segnale forte
  ed immediato a quelle che sono le proteste, le preoccupazioni degli
  agricoltori siciliani.
   Chi come me ed altri parlamentari sono stati due giorni a contatto
  con  gli  agricoltori che hanno manifestato stabilmente davanti  il
  Palazzo  del Presidente della Regione si è reso conto, o meglio  ci
  siamo  resi conto, della gravissima situazione dell'agricoltura  in
  Sicilia.
   Signor  Presidente, vedere agricoltori di cinquanta e sessant'anni
  piangere  per la preoccupazione ed il timore del futuro della  loro
  attività,  tocca  anche chi come me e come  noi  è  da  tanti  anni
  abituato agli impegni politici nelle piazze.

   DE LUCA. Onorevole Caputo, ci ha commossi.

   CAPUTO. E' difficile che lei si commuova, si commuove chi  vive  i
  problemi non chi non li vive, onorevole De Luca, lei  è dell'MPA, è
  un uomo privo di emozioni.
   Ogni  tanto  va  dato atto, da parte mia è un problema  di  onestà
  intellettuale, al Governo che quando viene sensibilizzato e  quando
  recepisce  le  istanze  delle categorie sociali  e  produttive,  si
  muove.
   Devo dare atto che questa volta, non credo che da parte mia questi
  attestati  arrivino spesso anzi quasi mai, per onestà intellettuale
  e  politica  che gli impegni presi dal Presidente della  Regione  e
  dall'assessore Cimino davanti a cinquanta sindaci di tutte le città
  siciliane,  ai rappresentanti delle associazioni degli agricoltori,
  oggi sono diventati impegni precisi.
   Sono delle risposte immediate? Certamente non esaustive.
   Siamo  tutti  consapevoli  che il Governo  non  può  risolvere  il
  problema  dell'agricoltura in Sicilia, ma  certamente  è  il  primo
  recepimento delle istanze che sono un intervento di pronto soccorso
  per  evitare  il  fallimento di sei mila piccole  imprese  agricole
  siciliane.
     Quindi,  sono  convinto e chiedo al Parlamento di votare  questi
  emendamenti proprio perché vengono chiesti dagli agricoltori.  Sono
  stati  sollecitati dagli agricoltori, sono voluti dagli agricoltori
  siciliani.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   LEONTINI.  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'intervento  del
  collega  Caputo  è una replica alla raffica di comunicati  che  già
  sono  pervenuti  in tutte le redazioni. Comunque, lo  condivido  in
  pieno  e nel condividerlo mi riallaccio alle riflessioni che faceva
  poc'anzi  la  collega  Adamo che apprezzo per l'indicazione  di  un
  impegno nel settore dell'agricoltura che vale da questo momento  in
  poi,  perché se dovessimo valutare il motivo per cui noi ci  stiamo
  alternando  al  microfono a commento di questo  articolo,  dovremmo
  ritenere che purtroppo fino ad oggi nulla si è fatto.
   Vi  spiego  subito perché: gli articoli 17, 18 e  19  della  legge
  finanziaria  dell'anno scorso sono rimasti  lettera  morta  per  un
  anno.  Piuttosto  che  celebrare il funerale, stiamo  cercando  con
  l'ossigeno  di  rimetterli in vita, riattualizzandoli.  Perché  non
  sono  stati notificati a Bruxelles. Negligenza, disimpegno  voluto,
  volontà   perseguita,  convinzione;  possiamo  adottare  tutte   le
  motivazioni  fatto  sta che per un anno questi  articoli  non  sono
  stati  notificati a Bruxelles. E' il motivo per cui  un  intervento
  finanziario  che già da un anno poteva essere erogato non  è  stato
  erogato. I bandi sarebbero dovuti uscire strada facendo, se fossero
  usciti  in tempo più regolare paradossalmente le nostre imprese  si
  sarebbero  trovate in difficoltà, perché questa misura  che  l'anno
  scorso  serviva proprio ad accedere ai bandi in modo  più  agevole,
  non essendo stata attuata avrebbe messo le imprese nelle condizioni
  di  poter  assistere  alla  formulazione dei  bandi  senza  poterne
  fruire.
   Quest'anno la stiamo riattualizzando e, vedi caso, siccome un anno
  si è perso anche nella rielaborazione dei bandi, e la collega Adamo
  sa perché si è perso, perché ci siamo - da scienziato in scienziato
  -  attardati nella centralizzazione e, quindi, questo oggi ci porta
  a dire che finalmente si sono rimessi a posto i tasselli dell'unico
  mosaico.
   Per  un  verso stiamo cercando di recuperare il tempo perduto  per
  quanto riguarda la elaborazione e la pubblicazione di tutti i bandi
  in tutti i settori, per un altro verso,  stiamo rimettendo in vita,
  finalmente, una norma che consentendo alle imprese di fruire  della
  ricapitalizzazione,  di una ristrutturazione finanziaria,  data  la
  esposizione  debitoria  che è ingente e che riguarda l'ottanta  per
  cento  delle imprese debilitandole e rendendole impossibilitate  ad
  accedere alla quota di cofinanziamento, forse, da oggi in  poi  con
  questo  strumento riusciamo a dare uno stimolo, una sollecitazione,
  un  sostegno  e un potenziamento alla condizione complessiva  della
  produzione  agricola  che potrà usufruire, più  completamente,  dei
  benefici  derivanti dalle politiche comunitarie alle  quali  ancora
  per   un   quinquennio,  ma  ci  rimangono  due  anni,  noi   siamo
  destinatari.

   SCILLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCILLA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, intervengo
  stasera  con molta soddisfazione rispetto a questo emendamento  che
  abbiamo considerato tra gli emendamenti aggiuntivi, dimostrando che
  questo  Parlamento, rispetto ad una tematica qual è  l'agricoltura,
  ha  effettivamente  un interesse particolare, perché  l'agricoltura
  rappresenta  per  la  nostra Terra, e per  la  mia  provincia,   in
  particolar modo, l'attività economica principale.
   Per  rispondere  al collega Leontini, e senza voler  fare  nessuna
  demagogia  politica, penso che questo Governo  abbia  davvero  dato
  priorità a questo settore e se vogliamo fare un po' la storia e  la
  tempistica  dei provvedimenti devo dire che va a merito  di  questo
  Parlamento  l'approvazione di una finanziaria che ha  previsto  per
  questo  settore  ben cinquanta milioni di euro e  devo  dire,  come
  diceva appunto l'onorevole Adamo riferendosi alla siccità del 2002,
  tutte  queste  pratiche  sono  state già  completamente  pagate,  è
  iniziato   un  percorso  che  va  migliorato,  che  va  sicuramente
  organizzato per dare risposte certe, ma devo dire che non  è  colpa
  dell'attuale  Governo se l'assessore Cimino si è insediato  a  fine
  giugno, luglio di quest'anno.
   Voglio   dire   c'è   una  tempistica  da  rispettare,   c'è   una
  progettazione   che  stiamo  portando  avanti   dopo   che   questo
  Parlamento,  con l'Assessore Cimino, assessore per il bilancio,  ha
  dato copertura finanziaria a questi provvedimenti.
   Questi  sono fatti concreti ed ora sarà cura di tutti noi  seguire
  questo  iter  che  deve portare a provvedimenti  certi  che  vadano
  nell'interesse degli agricoltori, perché, spesso, queste  somme  di
  denaro  vengono intercettate da settori che hanno poco a  che  fare
  con i veri agricoltori.
   E'  evidente che punto prioritario di questo Governo debba  essere
  l'aumento  del de minimis, che non può essere certo di quindicimila
  euro,  deve essere anche superiore ai trentamila euro previsti  per
  il settore della  pesca.
     L'appostamento  di   ulteriori dieci  milioni  di  euro  per  la
  capitalizzazione degli interessi per il consolidamento dei  debiti,
  è una misura certa, quindi, penso che oggi vada scritto a merito di
  tutto  il  Parlamento  un  atteggiamento  che  è  propositivo   per
  l'agricoltura;  sarà  compito nostro  seguire  l'iter  dei  decreti
  attuativi, perché è evidente che dobbiamo dare delle risposte certe
  ad un settore vitale.
   Sono  ottimista  perché  vedo che il  Governo  sta  lavorando:  il
  Governo,  ribadisco,  in un momento di crisi ha  dato  altri  dieci
  milioni  di  euro;   so che in Assessorato si stanno  predisponendo
  questi  decreti attuativi che vanno appunto nel consolidamento  dei
  debiti, perché noi dobbiamo, assolutamente, liberare questo settore
  dall'indebitamento,  per  poi pensare ad  un  modo  nuovo  di  fare
  agricoltura,  non  dobbiamo essere soltanto bravi  a  produrre,  ma
  anche a commercializzare.
     Credo  che  l'emendamento sarà votato da  tutto  il  Parlamento,
  all'unanimità,  perché  è un provvedimento  che  va  nell'interesse
  generale di un settore vitale, e poi dobbiamo continuare a  seguire
  il   lavoro  di  questo  Assessore,  che  sta  dimostrando   grande
  attenzione.
   I  provvedimenti ci sono, le risposte le daremo;  è  evidente  che
  occorre  anche  capire  che  la situazione  generale  non  è  delle
  migliori.
   La   ringrazio,  signor  Presidente,  per  aver  messo   fra   gli
  emendamenti   che   possiamo  votare,   anche   questo,   ribadendo
  l'importanza che questo Parlamento dà al settore dell'agricoltura.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento A 49.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento A 22  è, pertanto,  assorbito.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Si  passa agli emendamenti A 48, a firma del Governo, e  A  23  di
  identico contenuto.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   GUCCIARDI.  Signor Presidente, dichiaro  di apporre la  mia  firma
  all'emendamento A 23.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  A  48.  Con   la
  precisazione che al posto delle parole  alle aziende agricole',  le
  parole   alle imprese agricole', una precisazione formale.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento A 23  è, pertanto, assorbito.

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -dal Governo: A 66 e 6 B4;
  -dall'onorevole Cracolici: 6B.3.

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento A 66 del Governo  interventi
  a favore dell'ESA .
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto;  chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevole Cracolici,  mantiene o ritira  l'emendamento 6B.3?

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'assemblea ne prende atto.

   Si passa all'emendamento 6B.4,  lo pongo ai voti. Il parere della
  Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto;  chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, con questa votazione abbiamo esaurito la
  Rubrica Agricoltura.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  mi  rivolgo  al
  Governo  e in particolare all'assessore per il bilancio e anche  al
  presidente  della  Commissione, onorevole Savona,   e  a  tutta  la
  Commissione   bilancio:   è  stata  dichiarata   inammissibile   la
  formulazione di un emendamento che recava la mia firma  come  primo
  firmatario  e  quella di altri capigruppo riguardante i  lavoratori
  dei  consorzi  di  bonifica;  si tratta  di  un  argomento  che  di
  finanziaria  in finanziaria ci siamo portati dietro fino  a  questo
  esercizio provvisorio e nonostante le disponibilità, le convinzioni
  sempre confermate, alla prova dei fatti questo emendamento è  stato
  sempre escluso e respinto.
   Vorrei sapere dal Governo se questo emendamento viene respinto  in
  via  del  tutto pregiudiziale perché i lavoratori dei  consorzi  di
  bonifica,  dovranno,  ormai,  convincersi  che  appartengono   alla
  lavagna della serie  B , rispetto ad altre lavagne dove ci sono  le
  serie  A .
   Se  si tratta di una incompatibilità con le difficoltà finanziarie
  derivanti  dal  ricorso  all'esercizio provvisorio  e  se,  quindi,
  dovesse  esserci  residua una volontà del Governo,  e  anche  della
  Commissione,  essendoci quella dei Capigruppo che,  fino  ad  oggi,
  dovrebbero  rappresentare  una maggioranza  che  è  stata  soltanto
  teorica,  perché  poi,  nei fatti, puntualmente  sconfessata  e  le
  vicende degli ultimi giorni hanno dimostrato di averla superata, se
  nei  prossimi giorni, nelle prossime settimane, nei prossimi  mesi,
  questo  provvedimento  potrà essere messo in cantiere,  seriamente,
  una   volta  per  tutte,  con  un'allocazione  finanziaria  ed  una
  disponibilità a risolverlo nel metodo e nel merito.
   Se  questo non è possibile, bisogna dirlo qui ed ora, in  modo  da
  parlare  tutti  noi,  insieme ai lavoratori, un linguaggio  chiaro,
  trasparente e definitivo.
   Se questo, invece, è un ennesimo momento di difficoltà, nonostante
  le dichiarazioni rese ai lavoratori di disponibilità e di adesione,
  questo   momento  di  difficoltà  è  chiaramente  suscettibile   di
  superamento e se nel superare questo momento di difficoltà  c'è  la
  volontà  di  metter  mano al provvedimento,  quando  dall'esercizio
  provvisorio  passeremo alla finanziaria ed al bilancio  e,  quindi,
  allocheremo  le risorse e faremo di questa categoria di lavoratori,
  non una categoria di precari di serie  B , ma di lavoratori precari
  di  serie  A  come tutti gli altri e, quindi, omologati, assimilati
  alle  condizioni che noi abbiamo gradualmente, strada facendo, reso
  alle altre categorie di lavoratori.
   Questo  lo  dico  perché, non riguarda soltanto la condizione  dei
  lavoratori, ma, riguarda anche il potenziamento di un servizio che,
  a parole, abbiamo sempre indicato come volontà primaria.
   Non  mettendo mano a questo aspetto rimane una delle lacune, delle
  insufficienze,  delle  inadeguatezze e delle  inadempienze  che  da
  sempre si riconfermano e si ripetono.
   Chiedo al Governo e all'assessore Di Mauro, pertanto,  che,  se  è
  così,  si prenda impegno per il prossimo bilancio e per la prossima
  finanziaria,  in modo tale che, anche attraverso l'elaborazione  di
  un  ordine  del  giorno, si faccia riferimento ad una  volontà  del
  Governo   di  metter  mano  a  questo  provvedimento  col  prossimo
  strumento finanziario completo: la finanziaria ed il bilancio.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, soltanto, per sapere  se  il  Governo
  aveva  risposto  circa l'impegno che avevamo richiesto  per  quanto
  riguarda gli arretrati contrattuali.
   Atteso  che, tra l'altro, c'è questo subemendamento, che  mi  pare
  verso,  come  dire, nessun apprezzamento corale,  di  riduzione  di
  somme  all'ESA  e,  quindi, possiamo anche recuperare  altre  fonti
  dalla possibilità di cassare altri emendamenti di spesa, credo  che
  sia  importante ed opportuno prendere un impegno per gli  arretrati
  contrattuali dei forestali.
   E'  una  norma  di  legge che lo prevede. C'è un accordo,  sarebbe
  anche opportuno non disattendere quest'aspettativa.

   ADAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  per  quello  che
  riguarda   i  consorzi  di  bonifica,  condividiamo  la   posizione
  dell'onorevole Leontini. Comprendiamo i motivi per cui  il  Governo
  ha dovuto, in questo momento, non affrontare questo argomento.
   Abbiamo  presentato, il PDL Sicilia ha presentato due  ordini  del
  giorno  nei quali chiede al Governo di intervenire. In particolare,
  su  una questione proprio sindacale che riguarda Catania e la  zona
  di  Catania per approfondire il tema. E, poi, in generale, per  una
  revisione,  così come sta facendo in questo momento  l'agricoltura,
  della questione dei consorzi di bonifica.
   I consorzi di bonifica non sono un problema, sono una risorsa.
   I  consorzi devono dare lavoro vero e concreto agli operatori  del
  settore,  e  devono  soprattutto portare l'acqua agli  agricoltori,
  quindi sono una risorsa straordinaria.
   Purtroppo  negli  anni non è stato così, per tutta  una  serie  di
  responsabilità sulle quali noi chiediamo di andare a fondo e,  alla
  ripresa  dei lavori, dare risposte ai lavoratori; c'è tanto  lavoro
  da  fare  nei  consorzi di bonifica, ma lavoro  vero,  concreto  ed
  effettivo e c'è, ripeto, la necessità di portare l'acqua ai  nostri
  agricoltori.
   Su questo sosterremo con forza l'azione del Governo.

   MINARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MINARDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, se  noi  vogliamo
  garantire  I  servizi  che danno i consorzi di  bonifica,  dobbiamo
  anche garantire l'occupazione.
   Non  mi  riferisco  soltanto alla questione dell'emendamento  che,
  come  dicevo ieri pomeriggio nel mio intervento, ha fatto la  spola
  tra   Commissione   Bilancio  ed  Aula   anche   nelle   precedenti
  finanziarie.
   Se  c'è un problema che riguarda la questione di allocamento in un
  provvedimento  come  quello  dell'esercizio  provvisorio,  possiamo
  condividere di prendere atto di questo; ma nel contempo - e parlo a
  nome  del  Gruppo parlamentare dell'MPA - vogliamo che  ci  sia  un
  impegno  da parte del Governo per quanto riguarda la questione  dei
  lavoratori dei consorzi di bonifica.
   Abbiamo  presentato un ordine del giorno, a firma  del  Presidente
  del  Gruppo, onorevole Musotto, sulle questioni dei lavoratori  del
  consorzio  ed  i punti su cui il Governo si impegna a recuperare  i
  fondi, a mantenere i lavoratori, si impegna a garantire, per chi ha
  lavorato  al  31  dicembre  2007, la continuità  occupazionale  per
  almeno 151 giorni all'anno, e garantire nel triennio 2010-2012  una
  serie di impegni.
   Per  questi motivi chiediamo un apprezzamento favorevole da  parte
  del  Governo  e  l'assenso da parte dell'Aula,  perché  non  è  più
  possibile procrastinare un problema così importante.
   I consorzi di bonifica non sono un problema, ma una risorsa, e una
  risorsa sono anche i lavoratori, e per questo dobbiamo garantirli.
   E' un problema che ci sta molto a cuore, e sul quale c'è l'impegno
  di  tutti  i Gruppi parlamentari ed  anche e principalmente  quello
  della Chiesa.

   CINTOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CINTOLA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sui  consorzi  di
  bonifica devo ricordare a me stesso, all'Aula e a quanti sono nuovi
  di  quest'Aula,  che  tre  anni  fa, in  Commissione  Bilancio,  fu
  presentata  la proposta di prorogare le assunzioni che erano  state
  fatte nei consorzi di bonifica della Sicilia.
   Quando chiedemmo come erano stati assunti e con quali soldi  erano
  stati  assunti  i  lavoratori precari,  ci  è  stato  risposto  dal
  Direttore  pro-tempore  che erano stati assunti  con  i  soldi  del
  Consorzio  e non con i soldi stanziati dal Governo e dall'Assemblea
  regionale  siciliana, e quei soldi erano bastati per circa  60,  80
  giornate  lavorative  in  campagna  elettorale;  subito   dopo,   i
  dipendenti  dei  Consorzi diventarono, e lo sono ancora  oggi,  una
  risorsa per il lavoro.
   Io sono convinto che, ormai, debbono andare a lavorare ed è giusto
  che  chiudiamo questa vertenza, ma è una vertenza ignobile,  è  una
  vertenza che ha creato i presupposti di un precariato a servizio di
  una  politica scellerata che i Consorzi hanno fatto in Sicilia, con
  perdite di denaro assurde e con interventi fatti dai Commissari dei
  Consorzi  che,  se  non  erano a titolo personale,  niente  avevano
  comunque a che vedere con i lavori che il Consorzio stesso  portava
  avanti.
   Ecco  perché  è  giusto che, questa sera, ci si accalori,  che  si
  presentino  ordini  del giorno, che ci sia la proposta  di  mettere
  ordine e dare una parola  fine ; però, debbo anche dire che è stato
  un  bene  avere annullato i Presidenti dei Consorzi o i  Commissari
  dei  Consorzi precedenti, ed è stato un bene avere detto basta alle
  assunzioni clientelari che, poi, paga la Regione.
   Perché noi stiamo pensando a prorogare per i precari?
   Ogni precario ha il diritto di avere prorogato il suo contratto ed
  ogni  disoccupato  ha  il diritto di restare  disoccupato  a  vita.
  Questa  è  una cosa ignobile della quale dovremmo farci carico  per
  evitare  che si continui a perpetrare, ancora, una politica  che  è
  solo clientelare ed affaristica, che è la politica di ogni campagna
  elettorale.
   Cosa  è successo nei Consorzi di bonifica quando assumevano e  che
  cosa e chi hanno assunto nel tempo?
   Su  questo non c'è da stendere un velo di pietoso silenzio, c'è da
  prendere atto che non si perpetui più per l'avvenire quanto è stato
  fatto  per  il  passato, e che si possa mettere la  pietra  tombale
  facendo sì che i lavoratori abbiano la loro prosecuzione di lavoro,
  oggi  e  per  l'avvenire, ma chiudendo una pratica che  è  ignobile
  perché  è  rimasta nelle mani di chi ha avuto il potere di  fare  e
  disfare all'interno dei Consorzi di bonifica.

   DI  MAURO,  assessore  per il bilancio e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, intervengo perché più volte, con  i
  parlamentari che sono intervenuti, ci siamo incontrati  affrontando
  il tema dei precari in genere e, in particolare, quello dei precari
  dei Consorzi di bonifica.
   Come  i  colleghi  sanno, il Parlamento ed il  Governo  hanno  già
  innescato  un meccanismo che è quello del rimescolamento di  quelli
  che  sono i confini dei Consorzi, perché si è deciso di ridurre  la
  spesa,  si  è  deciso di ridurre i Consorzi al numero  di  quattro,
  perché siano più rispondenti alle esigenze del territorio.
   Noi,  oggi,  abbiamo, con legge, dato risposta a quei precari  che
  sono  riconosciuti con legge. Relativamente agli altri precari  che
  vantano da tanto tempo una sollecitazione nei confronti del Governo
  della  Regione; io per primo, negli incontri che ho avuto, ho detto
  che   il   Governo  della  Regione,  in  questo  momento,  non   ha
  disponibilità di carattere finanziario; ciò, tuttavia, non vieta in
  futuro,  con  la prossima finanziaria, facendo un po' i  conti,  di
  trovare le risorse adeguate che possono venire incontro a coloro  i
  quali sono impegnati nei Consorzi di bonifica.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, si passa alla  Rubrica   Lavoro,
  previdenza   sociale,  formazione  professionale,  emigrazione   ed
  immigrazione
   Comunico   che  sono  stati  presentati  i  seguenti   emendamenti
  aggiuntivi:
   - dagli onorevoli Maira e Dina: A 26, A 27, A 32;
   - dalla Commissione: A17;
   - dagli onorevoli Federico, Lentini, Romano ed altri: A 58;
   - dagli onorevoli Gucciardi, Cracolici, Oddo e altri: A 47 e A 46.

   Si passa all'esame dell'emendamento A 17.

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di parlare
  per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ci  siamo  accorti   che   nella
  finanziaria  dell'anno  scorso  - come  si  evince  dalla  Gazzetta
  Ufficiale del 20 maggio 2009 - avevamo approvato, all'articolo  38,
  la proroga per il personale della CEFPAS di Caltanissetta.
   In   Commissione  non  ci  siamo  accorti  che  non  era  inserito
  all'articolo  25, e lo abbiamo dichiarato improponibile,  quindi  è
  stato riproposto perché anche a loro spetta la proroga lavoratori.

   PRESIDENTE.   Pongo   in   votazione   l'emendamento   A17   della
  Commissione.
   Il parere del Governo?

   DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; Chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento A27, a firma degli  onorevoli  Maira  e
  Dina.

   MAIRA. Dichiaro di ritiralo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea  ne  prende  atto.  L'emendamento  A58  è
  superato.
   Si passa all'emendamento A32 a firma degli onorevoli Maira e Dina.

   MAIRA. Dichiaro di ritiralo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa agli emendamenti
  A47 e A46 di identico contenuto.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  ritengo  che
  questo emendamento si ponga un obiettivo ben preciso.
   E' evidente che stiamo trattando una materia complessa, complicata
  e piena di contraddizioni.
   C'è una particolarità, parliamo di una tipologia di precari che  è
  stata  fino  ad  oggi  finanziata in  parte,  perché  è  finanziata
  attraverso  l'autofinanziamento dei comuni,  oltre  che  dal  fondo
  regionale   per   l'occupazione   e   dal   fondo   nazionale   per
  l'occupazione.
   Diciamoci  la verità, quelli del fondo regionale per l'occupazione
  hanno  goduto dei benefici continuativi del bilancio della Regione,
  anche oltre i 5 anni che il sistema di garanzie prevede, mentre  la
  fuoriuscita  dai bacini dei lavori socialmente utili prevedeva  per
  tutte  le  tipologie di LSU, quelli che sono nel bacino  del  fondo
  nazionale  per l'occupazione, alla fine del periodo previsto  dalla
  norma  finiscono  i  benefici,  determinando  una  condizione  che,
  nell'assoluta  precarietà, costituisce però un ingiustizia  per  le
  persone che lavorano magari nello stesso comune, ma avendo però due
  fonti di finanziamento diverso, hanno due trattamenti diversi.
   Insomma,  questa norma si propone di far transitare per  la  quota
  prevista dalla legge dello Stato, cioè i famosi 6.000 euro ciascuno
  per  ogni anno, per ciascun precario, al fine di godere del periodo
  di  continuità,  del  periodo  di assistenza,  si  propone  di  far
  transitare  all'esaurimento e, nel caso specifico, ci sono  diversi
  comuni  dove  sta per chiudersi il periodo di continuità  da  parte
  dello   Stato,   e  farlo  transitare  nel  fondo   regionale   per
  l'occupazione.
   Io   credo  che  questo  sia  un  emendamento  chiaro,  che  evita
  emendamenti  o  norme  così  aperte che possono  creare  più  danni
  pensando di risolvere un problema. E' un emendamento chiaro che non
  è ipocrita, come possono essere altre soluzioni.
   Pertanto,  suggerisco  e chiedo al Governo  di  utilizzare  questa
  tipologia perché, altre tipologie che sembrano al momento di minore
  impatto  finanziario, in realtà possono determinare  condizioni  di
  ingestibilità futura.
   Ecco   perché  ritengo  che,  se  dobbiamo  procedere  in   questa
  direzione, lo si faccia almeno con quest'emendamento formulato  con
  estrema chiarezza.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, non sorgendo  osservazioni,  gli
  emendamenti A47, A 46 e A26 sono accantonati
   Comunico   che   è  stato  presentato  dal  Governo  l'emendamento
  aggiuntivo A 65.
   L'emendamento è accantonato.

   CORDARO. Chiedo di apporre la firma all'emendamento A 26.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   CARONIA. Chiedo di apporre la firma all'emendamento A 26.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di parlare
  sull'emendamento A17, testè approvato.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  sull'emendamento  A17  c'era  da
  inserire,  ai  sensi della legge n. 68 del 1999, i  lavoratori  che
  erano previsti., quindi da collegare ad altri  .

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  noi  abbiamo  poco  fa   votato
  l'emendamento A17, cioè i precari del CEFPAS.
   La Presidenza ha dichiarato superato anche l'emendamento A58, e in
  parte  è  così, anche se in effetti faceva riferimento  anche  alla
  platea  dei portatori di handicap, che sono i soggetti di cui  alla
  legge  n.  68  del 1999, quindi in questo modo avremmo prorogato  i
  lavorati del CEFPAS non prorogando i portatori di handicap, per cui
  mi   sembrerebbe  un'azione  giusta  considerare  nel   voto   dato
  all'emendamento A17 anche i soggetti di cui alla legge  n.  68  del
  1999.
   Rimaniamo   d'accordo   che,  ai  sensi  dell'articolo   117   del
  Regolamento interno, verrà apportata questa correzione.

   DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  BENEDETTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  abbiamo
  approvato l'emendamento A17 perché si trattava di una proroga e, in
  particolare, l'articolo 38 della norma che prorogava una  categoria
  di  precari  che  erano stati inseriti nella proroga  generale  che
  abbiamo fatto sulla base delle proroghe precedentemente fatte.
   Quando  discutiamo dell'emendamento A58 inseriamo, come dice  Lei,
  signor   Presidente,  una  nuova  categoria,  che  non  è  compresa
  nell'articolo   38  delle  proroghe  fatte  prima,  quindi   stiamo
  introducendo  un  elemento aggiuntivo, non stiamo parlando  di  una
  proroga  perché nell'articolo 38 i soggetti di cui ai  sensi  della
  legge n. 68 del 1999 non erano compresi.

   PRESIDENTE. Onestamente no

   DI  BENEDETTO. Noi facciamo riferimento alla proroga dei  soggetti
  prevista nell'articolo 38 della legge regionale 14 maggio  n.  6  e
  l'articolo  38 è testualmente riportato nell'emendamento  A17,  che
  abbiamo appena approvato.
   Quando  invece parliamo dell'emendamento A58, ripeto, introduciamo
  una  nuova  categoria  di personale e continuiamo  a  creare  nuovo
  precariato e ad introdurre nuovi soggetti nelle proroghe.

   DI  MAURO,  assessore  per il bilancio e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, il  Governo,  nel  presentare  il
  disegno  di  legge  che  consentiva la proroga  dei  contratti  dei
  precari,  ha  dimenticato il personale che già era  stato  inserito
  nella  finanziaria del 2009, e che riguardava i soggetti  impegnati
  nel CEFPAS.
   L'emendamento A58 così recita  nonché di quelle avviate  ai  sensi
  della  legge  n.  68  del  1999,  nei  limiti  delle  disponibilità
  finanziarie  di  cui  allo stesso ente dotate   . ;  si  tratta  di
  soggetti  che  sono stati avviati al lavoro in capo  al  numero  di
  coloro  i quali sono già stabilizzati. E quando si fa una richiesta
  all'Ufficio del lavoro per assumere i soggetti disabili e su quelli
  che  sono stabilizzati non esiste una norma che deve consentire  di
  prorogare,  si tratta di mettere in atto, da parte della  direzione
  generale  del  CEFPAS, una pianta organica che  consente  di  avere
  personale  stabilizzato e personale invalido che scatta,  ai  sensi
  della normativa vigente che tutela i lavoratori disabili.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  si  valuterà   successivamente
  l'esigenza  di  un  emendamento  ai  sensi  dell'articolo  117  del
  Regolamento interno.
   Si passa alla rubrica Beni culturali.
   Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Ardizzone e  Maira
  l'emendamento aggiuntivo A31.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   vorrei
  comprendere come intendiamo procedere. Non possiamo trovarci in una
  tale  condizione di difficoltà perché il Teatro di Messina, al pari
  di  altri  teatri, o più o meno di altri teatri, merita  questo  ed
  altro.
   Ricordo  all'onorevole  Formica,  ne  abbiamo  parlato  anche   in
  Commissione,  quando due anni fa sembrava che si stava  perpetrando
  un'ingiustizia nei confronti del Teatro di Messina - e io non  sono
  messinese - abbiamo stanziato fondi senza nessuna pregiudiziale, né
  geografica, né culturale.
   Le variazioni di bilancio sono state concordate, in Conferenza dei
  Capigruppo  in  sua  presenza,  signor  Presidente,  e  sono  state
  concordate  quelle relative a categorie che rischiano gli  stipendi
  dall'1  gennaio o dall'1 dicembre, o perché da tre o  quattro  mesi
  non  percepiscono  reddito  a  seguito  di  prestazioni  lavorative
  autorizzate dalla Regione. Ciò era quanto concordato.
   Se  avessimo  dovuto  fare  una manovra di  variazione,  qualunque
  deputato aveva il diritto di potere presentare emendamenti, e avere
  anche il gusto di averli bocciati.
   Le  chiedo,  signor  Presidente,  di  evitare  la  trattazione  di
  emendamenti  che altro non fanno che metterci in grande difficoltà,
  che  stanno  fuori  da  quella griglia,  che  prevedeva  il  minimo
  necessario  per  fare  in  modo anche - considerata  la  situazione
  politica  di  questa  Regione  -  di  non  determinare  danni   sia
  all'Amministrazione  e sia ai cittadini che  comunque  ricevono  un
  salario dalla Regione.
   Mi  rivolgo  anche  al Governo. Non mi basta il parere  contrario,
  chiedo  che  si  utilizzi  la  moral  suasion  nei  confronti   del
  Parlamento.
   Noi  stiamo  per quello che è il nostro ruolo, saremo  importanti,
  vedremo alla fine.
   Stiamo  comunque  favorendo la possibilità, come partito  che  sta
  all'opposizione, di consentire, in un momento in cui c'è una  crisi
  che  ancora  nessuno  sa in quale direzione andrà,  che,  comunque,
  l'Amministrazione regionale non si fermi.
   Credo  che questo debba essere considerato e attenzionato da parte
  di tutti come una condizione di serietà alla quale tutti abbiamo il
  dovere  di riferirci.  Pertanto, di questo emendamento, al pari  di
  altri   che  riguardano  le  variazioni  di  bilancio,  le  chiedo,
  Presidente, di evitare la trattazione in quest'Aula.

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avrei gradito di
  avere la possibilità di illustrare questo emendamento, cosa che  mi
  viene concessa dopo aver dato la parola all'onorevole Cracolici.
   Veda,  l'onorevole Cracolici deve essere convinto  di  quello  che
  dice; per carità, senza voler personalizzare il suo intervento.  Lo
  afferma  da  questo  pulpito  che è all'opposizione.  Fino  adesso,
  obiettivamente, non ci è sembrato; non ci è sembrato neanche  dalle
  sue dichiarazioni laddove dice  abbiamo concordato'.  Con chi ed in
  quale sede? Veda, io mi riferisco ..

   GALVAGNO.    Nella   Conferenza   dei   Presidenti   dei    Gruppi
  parlamentari.

   ARDIZZONE.  No,  onorevole Galvagno, la Conferenza dei  Presidenti
  dei  Gruppi parlamentari non può scavalcare il ruolo di nessuno dei
  novanta  deputati - questo mi sembra più che evidente - e a  nessun
  deputato  può essere tolta la possibilità di presentare emendamenti
  sui  quali,  già  lo preannunzio, nel caso in cui  andremo  avanti,
  altro  che moral suasion, noi chiederemo l'appello nominale  perché
  ognuno  si  assuma le proprie responsabilità su  quello  che  va  a
  votare.
   Entrando  nel  merito  dell'emendamento,  nessuna  concessione  al
  Teatro  di  Messina; nessuna concessione ai parlamentari  messinesi
  per  la  semplice ragione che - ha ragione l'onorevole Cracolici  -
  due  anni fa i soldi sono stati messi come sono stati messi a tutti
  i  teatri,  tant'è che lo stanziamento di 7 milioni e  duecentomila
  euro,  per un errore materiale - mi dispiace che in questo  momento
  non  c'è  l'onorevole Savona, non so dove sia, ma sarebbe opportuno
  che  lui  attestasse  quello  che sto  dicendo  -,  per  un  errore
  materiale,  per  quello  che ci è stato detto,  su  un  emendamento
  presentato  dagli onorevoli Buzzanca e Formica in Commissione,  per
  tutto  quello  che  è successo sulla Tabella H,  paradossalmente  i
  teatri di Catania e di Palermo subiscono addirittura un aumento,  e
  quello  di Messina, rispetto alla programmazione di 7 milioni  e  2
  cento mila, subisce un decremento.
   A  ciò  si  aggiunga  che il Teatro di Messina  addirittura  viene
  commissariato per un anno, un anno e mezzo. E, adesso che il Teatro
  di  Messina viene messo, almeno così sembrerebbe, nella possibilità
  di  funzionare e, quindi, di programmare sulla base di 7 milioni  e
  duecentomila euro, gli manca la bellezza di un milione di euro.
   Noi  non  stiamo chiedendo nessuna concessione, come  parlamentari
  messinesi.  Noi  stiamo chiedendo che venga data la possibilità  al
  teatro   Vittorio Emanuele' di Messina di programmare, così come  è
  stato dato nel corso degli anni a tutti gli altri teatri. Si tratta
  di un atto di giustizia  Peraltro, dispiace, vedo che ci sono tante
  assenze e che è assente anche l'Assessore per i beni culturali, che
  è stato audito in quinta Commissione, il quale - ed è stato proprio
  sentito  dagli stessi sindacati, sollecitati dalla CGIL di Messina,
  e  sono  stati  sentiti proprio in quinta Commissione, sollecitati,
  ripeto  proprio  dalla  CGIL  - hanno  sentito  che  sarebbe  stato
  ripristinato l'importo di un milione di euro.
   Quindi,  due sono le questioni: una di ordine politico, e lo  dico
  ai  peones come me - non dovrei essere un peone, l'ho dichiarato la
  volta  precedente,  è  dal  2001 che sono all'opposizione,  non  mi
  preoccupo  - però nessuno può pensare che ci siano delle camere  di
  compensazione che si chiamino seconda Commissione o che si chiamino
  Conferenza  dei  capigruppo; ogni parlamentare  ha  la  dignità  di
  presentare emendamenti e deve avere la possibilità di discuterli in
  Aula ed eventualmente di averli anche bocciati.
   Non  ci possono essere griglie.  Non è assolutamente consentito  a
  nessuno.  Le mediazioni di ordine politico sui grandi ragionamenti,
  sulla  salvaguardia dei livelli occupazionali; sappiamo fare  tutti
  queste cose, ma evitiamo, consentitemi di dirlo, vene demagogiche
   Qua noi siamo portatori di interessi generali. Pertanto chiedo che
  l'Aula  si  pronunci, che si faccia la moral suasion come  sostiene
  l'onorevole  Cracolici, ma che si faccia veramente fino  in  fondo,
  che  si  faccia anche nei confronti dei deputati del PD  che  hanno
  presentato  emendamenti, interrogazioni, perché venga  ampliato  il
  budget  per  il  teatro   Vittorio Emanuele', altrimenti  veramente
  cadiamo nell'equivoco ed io dico ai parlamentari, ripeto ai  peones
  come me, stiamo attenti, perché questo atteggiamento di griglia non
  sia  il  preludio  una  camera  di  compensazione,  che  si  chiami
  Conferenza  dei capigruppo o seconda Commissione, per non  dare  la
  possibilità ai singoli parlamentari di presentare le loro  proposte
  e  di  discuterle. Diversamente ci troveremo, cari colleghi peones,
  nella  situazione  in  cui  ci siamo ritrovati  l'anno  scorso  con
  l'approvazione  di  una  Tabella  H  della  quale  nessuno   sapeva
  assolutamente niente.

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO.  Signor  Presidente, Assessore, onorevoli  colleghi,  il
  riferimento dell'onorevole Ardizzone era evidentemente  a  me,  che
  proprio   giorno   3   dicembre  ho  presentato   un'interrogazione
  all'Assessore Leanza sulle sorti del Teatro Vittorio Emanuele.
   Al di là delle penalizzazioni subite involontariamente, ritengo in
  un  recente  passato, mi permetto di appellarmi  all'Aula,  al  mio
  capogruppo,  perché ritengo che questo milione di  euro  non  debba
  essere   la  classica  elargizione,  la  classica  mancia  per   la
  programmazione di un teatro.
   Abbiamo tanti esempi deprecabili di spreco, abbiamo sentito  prima
  tuonare  in  questa  Aula il mio capogruppo in tal  senso.  Ma  qui
  abbiamo    la   necessità   di   stabilizzare   un'orchestra    che
  vergognosamente  nell'ultimo anno ha fatto soltanto  47  giorni  di
  attività,  quindi  non ha neanche raggiunto il  minimo  per  potere
  avere il sussidio di disoccupazione.
   Un  ente  teatro  che si vanti di tal titolo  non  può  non  avere
  un'orchestra autonoma, non può non avere destinato il 20 per cento,
  come  prevede l'articolo 136 della legge regionale 16 aprile  2003,
  n.  4,  non  può non avere il 20 per cento delle risorse  destinate
  alla  stabilizzazione della sua orchestra. E io ritengo che  questa
  reintegrazione  delle somme è un  atto dovuto  all'Ente  Teatro  di
  Messina,  e  non è campanilismo, ma è un atto dovuto, perché  è  un
  atto  che  consentirà all'amministrazione attuale,  cui  io  faccio
  sempre  l'opposizione  -  ma  non è opposizione  ai  lavoratori,  è
  opposizione politica -.
   Qua  c'è la necessità di dare risposte a gente che da anni attende
  una stabilizzazione e che per carenza di questa Aula, per un errore
  materiale, oggi non vede la possibilità di essere stabilizzata  per
  mancanza di fondi.
     Quindi il mio appello, Presidente del mio gruppo, è a lei perché
  possa  rivedere in maniera meno critica questa possibilità,  perché
  non  si  tratta  di  un  emendamento al di fuori  della  camera  di
  compensazione, al di fuori della conferenza dei capigruppo, ma è un
  emendamento  che  rende  giustizia per una  negligenza  degli  anni
  passati.

   PRESIDENTE.  Comunico  che l'onorevole  Formica  appone  la  firma
  all'emendamento  dell'onorevole Romano,  così  come  gli  onorevoli
  Vinciullo e  Buzzanca.
   L'Assemblea ne prende atto.

   FORMICA.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, ritengo che  la  firma  la  dovrebbe
  apporre  anche  l'onorevole Cracolici perché l'onorevole  Cracolici
  come in parte, ma solo in parte, ha ammesso nel suo intervento,   è
  stato  testimone  del  mero  errore cui  ha  accennato  l'onorevole
  Ardizzone.
   Personalmente,  voglio difendere parte delle cose che  sono  state
  sostenute in questa Aula; sono d'accordo con  l'onorevole Cracolici
  quando  dice  che  c'è stata una Conferenza dei capigruppo  che  ha
  stabilito  un  quadro  all'interno del  quale  portare  avanti  gli
  argomenti  che sono stati deliberati e gli argomenti  riguardano  i
  precari,  la  proroga dei precari e riguardano,  si  era  detto  in
  quella  sede, alcune argomenti che oggettivamente fossero  ritenuti
  urgenti.
   Quando  parliamo del teatro Vittorio Emanuele di Messina  parliamo
  appunto  - come diceva anche l'onorevole Picciolo - dell'orchestra,
  dei lavoratori, dei precari, degli ultimi precari, gli ultimi degli
  ultimi  precari di un teatro come il Vittorio Emanuele di  Messina,
  che  è l'unico che non aveva neanche la dicitura di  orchestra  del
  Teatro Vittorio Emanuele di Messina ; l'abbiamo introdotta nel 2003
  con  un mio emendamento che destinava appunto il 20 per cento delle
  risorse all'orchestra ente teatro Vittorio Emanuele di Messina. Non
  è  avvenuto neanche questo, perché poi di fatto  neanche questo  20
  per  cento  è  stato  erogato. E intanto rientra assolutamente  nel
  quadro  di quanto stabilito dalla Conferenza dei capigruppo  perché
  stiamo  parlando  di  precari,  ma addirittura,  onorevole  Leanza,
  assessore  ai Beni culturali, qui siamo in presenza di un  assoluto
  mero  errore,  errore contabile che è stato commesso l'anno  scorso
  durante la finanziaria, un mero errore contabile. Bene, a causa  di
  questo errore, l'aumento di 500 mila euro che doveva essere    dato
  al    Vittorio  Emanuele di Messina è stato  invece  ridotto  di  1
  milione  di euro, per cui dalla dotazione di 7 milioni e  200  mila
  euro si è scesi a 6 milioni e 200 mila euro.
   Insomma  Un parlamento che si accorge dell'errore e non può e  non
  vuole  rimediare  non  è  un  Parlamento   Tutto  ciò  è  diventato
  ridicolo   Se c'è l'errore documentato dagli uffici dal bilancio  e
  non  siamo  in  grado  di  correggere  l'errore  ci  dobbiamo  solo
  vergognare. Fate  Io non voglio dire più nulla.

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la parola per
  dichiarare intanto che appongo la mia firma a questo emendamento, e
  credo  a nome di tutti i deputati dell'UDC, tranne smentite, perché
  ne sono convinto.
   La  Conferenza dei capigruppo l'abbiamo vissuta tutti e ricordo ai
  colleghi presidenti di gruppo e ai presenti che ci avevano posto il
  problema  di  dimenticanza  di  qualche  categoria  di  persone  da
  stabilizzare  o  da  rinnovare con copertura  finanziaria  sino  al
  31/12/2010, tanto che si era ipotizzato di fare una norma  generica
  per  potere consentire la copertura per personale che eventualmente
  noi potevamo dimenticare.
   Credo  che  la  materia che stiamo  trattando  rientra  in  questa
  ipotesi,  cioè se avessimo affrontato in Conferenza dei  capigruppo
  il  problema  che  stiamo  affrontando stasera  certamente  avremmo
  ricompreso  la  vicenda  del  Teatro di  Messina  tra  quelle  cose
  meritevoli  di  essere inserite nel disegno di legge  ed  approvate
  stasera.
   Vorrei  evidenziare, per chi per esempio ha avuto modo di  leggere
  il  Corriere  della  Sera di ieri, che hanno pubblicato  una  lunga
  inchiesta  sui  teatri  italiani arrivando  alla  conclusione  che,
  rispetto  alla media europea e rispetto ai finanziamenti  che  sono
  stati  erogati  sino  allo  scorso anno,  c è  una  percentuale  in
  diminuzione  di  quasi  il 30 per cento di  impegno  finanziario  a
  favore  dei  teatri,  con la conseguenza che le strutture  teatrali
  sono   sostanzialmente  in  grossa  difficoltà  economica  e  quasi
  sull'orlo della chiusura.
   Apro una parentesi e la richiudo. Le vicende del Teatro Bellini di
  Catania,   con   la   cattiva  figura  che   abbiamo   fatto   come
  amministrazione regionale a seguito delle vicende  del  braccio  di
  ferro  tra  l'amministrazione  del  Teatro,  i  dipendenti  e   gli
  orchestrali  del  Teatro, fanno capire che se noi non  mettiamo  in
  condizione,   non  solo  di  gestione  trasparente  ma   anche   di
  possibilità di finanziamento, i teatri siciliani saranno  costretti
  a  chiudere  e  sono in gestione pre-fallimentare, motivo  per  cui
  anche questo aspetto è ragionevole impegno per consentire l'accordo
  e  l'aiuto  per consentire questo aiuto finanziario  al  teatro  di
  Messina che consentirà al teatro di salvarsi.
   Ecco perché esprimo parere favorevole a nome di tutto il Gruppo.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a parte l'ilarità
  che  suscita  l'onorevole Dina quando mi dice che sono  favorevoli,
  svolgerò  il mio pensiero che certamente non vuole essere offensivo
  nei  confronti dell'onorevole Cracolici il quale mi  sollecita   un
  ruolo   chiedendomi:    io,  cosa  devo  fare,   il    ?   puntini,
  puntini.....
   Decidi tu cosa vuoi fare.
     Certo  è  che  se  noi parliamo di morale che  si  applica  alla
  politica andiamo molto lontani, onorevole Cracolici, potremmo  fare
  trattati  certamente. Ciascuno ha il proprio percorso, ciascuno  ha
  la  propria storia, ciascuno ha la propria coerenza. Però  qui  noi
  stiamo  vedendo la città di Messina e, certamente, non voglio  fare
  nessun  tipo di polemica con i miei amici di Catania o di  Palermo;
  al contrario. Ritengo che i soldi che si spendono per la cultura se
  sono  spesi  bene, se non sono il frutto di accordi o di meccanismi
  che  pensano  a tutt'altro piuttosto che alla cultura,  sono  soldi
  spesi male.
   Messina  è una città che ha 252 mila abitanti. La città di Palermo
  ne  ha  600 mila. E' stata fatta molto bene qui la storia di questo
  finanziamento.
   Ricordo  che  nel  1996,  ero  allora presidente  della  provincia
  regionale di Messina, si tenne da me una riunione, sollecitata  dai
  vertici  del Teatro ma anche dalle organizzazioni sindacali,  e  in
  quel  momento si pensava ad un incremento del contributo che allora
  era  di  11  miliardi delle vecchie lire, 1996. E si  cominciò  una
  battaglia che poi continuò nel corso degli anni. Una battaglia  che
  si  intestarono i diversi rappresentanti che si sono susseguiti  su
  questi banchi.
   Ci  fu  anche  un Presidente della Regione siciliana,  l'onorevole
  Franco  Martino, un altro, il compianto onorevole e mio caro  amico
  Vincenzo  Leanza.  Abbiamo  fatto una  battaglia  pensando  che  si
  dovesse  quanto  meno  mettere  il Teatro   Vittorio  Emanuele'  di
  Messina  nelle condizioni di operare al pari per esempio di Catania
  che  oggi  ha  un contributo di 18 milioni di euro. Opportunamente
  Opportunamente
   Non  so oggi quanto sia il contributo che viene oggi assegnato  al
  Teatro Massimo o al Teatro Politeama di Palermo, però certamente  è
  un  contributo  che  va ben al di là degli stessi  18  milioni  che
  vengono assegnati al Teatro Bellini di Catania.
   L'anno  scorso  presentammo   un  emendamento  a  mia  firma,   ha
  ricordato bene la storia l'onorevole Formica, ci fu una svista, noi
  pensavamo di avere quanto meno mantenute le somme, cioè 7 milioni e
  200  mila  euro, ci trovammo invece, non solo a non  registrare  un
  incremento del finanziamento, in ossequio a quel finanziamento,  ma
  addirittura una decurtazione.
   Se  questa  è morale e se quest'Assemblea, pur all'interno  di  un
  quadro  che  deve  essere  rispettato, io sono  per  rispettare  le
  regole,  ma  certamente  le regole camminano  con  le  gambe  degli
  uomini, non con le gambe degli asini, allora dobbiamo fare in  modo
  che  si rimedi ad un errore. Un errore che certamente non penalizza
  il  sindaco  o  il  vicesindaco di Messina  o  i  parlamentari  del
  messinese.
   Io   so  che  qui  alcuni  parlamentari  messinesi  oggi  sono  in
  difficoltà, saranno in difficoltà perché noi chiederemo che ci  sia
  il voto nominale e palese.
   La Sicilia deve sapere che vi sono, anche da questo punto di vista
  e da questa ottica, cittadini di serie A e cittadini di serie B. Lo
  sapevamo,  ci  sono  precari di serie A e precari  di  serie  B.  E
  purtroppo,   signor   Presidente,  signor   Assessore,   noi   oggi
  registriamo che ci sono anche teatri di serie A e teatri  di  serie
  B, al di là della tradizione, al di là della espressione culturale,
  al  di  là  della  tradizione,  ma anche  al  di  là  della  stessa
  espressione   che  una  città  come  Messina  deve  saper   riporre
  all'interno di un panorama.
   Penalizzare   il  teatro  di  Messina  significa  penalizzare   un
  meccanismo,  una  rete che inevitabilmente tira  dentro  anche  gli
  stessi teatri di Palermo e di Catania, perché è una rete culturale,
  è  un sistema, e se affonda una parte di questo sistema, si rischia
  di far affondare anche l'altra.
   Se  vogliamo andare avanti così. Se vogliamo essere rigidi  quando
  ci  conviene e molto elastici quando al contrario non ci  conviene,
  noi accetteremo anche questo.
   Certamente  non  cambierà  la storia  della  nostra  città  e  non
  cambierà la storia della nostra Sicilia, ma abbiamo scritto  questa
  sera  un'altra  pagina,  io  la definisco  profondamente  negativa,
  signor  Presidente  di  quest'Assemblea,  infatti,  piuttosto   che
  guardare  ai  reali  interessi,  piuttosto  che  riuscire  a   fare
  giustizia di una palese condizione di ingiustizia, continua per  il
  proprio cammino.
   Io   faccio   appello   all'assessore  per   i   beni   culturali,
  all'onorevole  Leanza,  che  si è impegnato  tante  volte,  che  ha
  dimostrato  anche attenzione nei confronti del teatro  di  Messina,
  perché  dia  una mano alla città di  Messina e dia  una  mano  alla
  cultura in Sicilia.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LEANZA,  assessore  per i beni culturali e  ambientali  e  per  la
  pubblica   istruzione.  Signor  Presidente,   onorevoli   colleghi,
  soltanto per onore di verità non accetto assolutamente ciò  che  ha
  detto  l'onorevole  Ardizzone perché  è  frutto  di  un  intervento
  assolutamente non in linea con le cose che abbiamo sempre fatto col
  Teatro  Vittorio Emanuele di Messina. Forse era disattento,  capita
  spesso  in questo periodo e quindi vorrei riportare un po' i numeri
  così come erano.
   Nel 2007 il Teatro di Messina ha avuto in più 500 mila euro,  .

   ARDIZZONE. Io ho dichiarato 7.200.000 euro.

   LEANZA,  assessore  per i beni culturali e  ambientali  e  per  la
  pubblica istruzione. Non è il famoso milione, alla fine vedrai  che
  il  milione  non  torna. Questo è avvenuto  in  una  variazione  di
  bilancio  dopo che abbiamo incontrato il Teatro, perché  ritenevamo
  che il Teatro di Messina avesse un'esigenza, perché vorrei ribadire
  un fatto importante e cioè che il Teatro di Messina, per esempio, è
  tra i teatri che ha il 14 per cento di biglietteria, cioè tra i più
  alti.
   Sembra strano, ma è uno dei più alti.
   Dopo  di  che,  in  una  variazione di  bilancio,  su  emendamento
  dell'onorevole Formica, abbiamo accolto, il Governo ha  accolto,  i
  500  mila  euro in variazione di bilancio ed eravamo  nel  2007  da
  questo punto di vista, nel 2008, cioè siamo passati da 6 milioni  e
  600 mila euro del 2007 ai 7 milioni e 200 mila euro del 2008.
   Non erano nel bilancio, era una variazione di bilancio.
   Dopo  di che, voi sapete, che l'anno scorso, non ero io assessore,
  era  un suo collega onorevole, era un collega neanche lui  peones ,
   peones   come me, come lui, il Governo ha bloccato la  finanziaria
  e,  di  fatto, quei 500 mila euro, non sono stati riportati  perché
  sono stati impediti.
   In  Commissione,  ovviamente con l'assenza di  molte  persone  che
  hanno  parlato  in V Commissione, le maestranze, il Presidente,  il
  Commissario,   il  Sovrintendente  hanno  chiesto   che   venissero
  ripristinati  i 500 mila euro, come atto di giustizia, riconoscendo
  perfettamente che quei 500 mila euro erano in più.
   Io  ho  detto,  e  lo dico all'Assessore per il  Bilancio  per  le
  determinazioni che riterrà opportunamente prendere, considerato che
  è  lui  che si esprime, questa sera, per il Governo, che era giusto
  riparare un torto che dovevamo riparare perché, in qualche modo, il
  Teatro  di Messina aveva bisogno di questo aiuto perché  non  è  un
  teatro di serie  B , è un buon teatro ma non è né il teatro Bellini
  di  Catania, né il teatro Massimo di Palermo, con tutto il rispetto
  per i teatri, non è né l'uno, né l'altro, è un buon teatro.
   Se  poi andiamo a vedere nelle cose generali capiamo che è un buon
  teatro; il  Vittorio Emanuele' è un buon teatro, ma non è il teatro
  Massimo  di Palermo, è un buon teatro ed è tra i tre teatri  lirici
  della   Sicilia   e   tra  i  teatri   certamente  merita   massima
  attenzione.
   In  quella occasione, personalmente, ho detto che era corretto che
  il  teatro di Messina potesse avere 500 mila euro in più perché era
  giusto riportarlo a quel passo avanti, allo sforzo che aveva fatto,
  in  maniera  tale  da poter consentire, al Teatro  di  Messina,  di
  superare  alcuni  momenti di difficoltà che erano dovuti  anche  ai
  problemi contrattuali e ad altre vicende che, ovviamente, si  erano
  accavallate.  E debbo dire anche che il teatro  Vittorio  Emanuele'
  di  Messina  ha seguito, assieme all'Assessorato ai Beni culturali,
  alcune  vicende  importanti relativamente ad alcune iniziative  che
  abbiamo preso, in estate, molto, molto, molto serie.
   Quindi, da parte del Governo, c'è la massima attenzione al  teatro
  Vittorio  Emanuele di Messina, come c'è a quello di  Palermo,  come
  c'è a quello di Catania, come c'è al Biondo di Palermo, come c'è al
  Teatro Stabile di Catania o a tutte le altre iniziative.
   Quindi nessuna sottovalutazione del teatro Vittorio Emanuele.
   Sul  resto,  per  quanto  riguarda la  stabilizzazione,  onorevole
  Maira, io penso che sia una lunga storia di cui è opportuno che  si
  parli in un altro momento; è una lunghissima storia della quale, in
  quel  caso,  è  opportuno proprio verificare tutti  gli  attori  in
  campo,  ma  non  penso  che sia la serata  per  parlare  di  questa
  vicenda,  assolutamente non penso che sia la serata  giusta,  penso
  che  non  lo  pretenda nessuno, ma non penso che sia la serata  per
  parlare della stabilizzazione.
   Questo ad onor del vero. Per il resto all'Assessore al Bilancio le
  determinazioni del caso. Per quanto mi riguarda nel  bilancio  2010
  con  il  parere favorevole del Governo, o contrario del Governo  io
  presenterò un emendamento che riporta a 7 milioni e 200  mila  euro
  il contributo del teatro Vittorio Emanuele di Messina.
   Se  il  Governo, superate le difficoltà, visti gli accordi che  ci
  sono  stati  in  Commissione, ritiene, nel rispetto degli  accordi,
  dare  il  ripristino  di questa cosa ovviamente  ribadisco  era  un
  impegno che avevamo assunto e che, in qualche modo, era giusto  che
  nel  bilancio  o  nella variazione di bilancio quella  che  avevamo
  pensato questo ripristino venisse attuato.

   DI  MAURO,  assessore  per il bilancio e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, più volte abbiamo avuto  modo,  nel
  corso dei nostri lavori, di esprimerci come Governo in ordine  agli
  emendamenti che sono stati presentati e lo spirito che  ha  portato
  alla valutazione degli stessi è stato quello che abbiamo avuto modo
  di  ribadire  in sede di Conferenza dei capigruppo e di Commissione
  Bilancio  e cioé che il Governo - come è stato detto - non  ha  più
  una  maggioranza,  e  pertanto  ha  chiesto  di  portare  all'esame
  dell'Aula   l'esercizio  provvisorio  e   le   cose   che   ritiene
  obiettivamente importanti e che sono condivise dal Parlamento.
   Le  questioni sono le seguenti: riguardano i precari che  sono  in
  servizio al 31 dicembre 2009 e, quindi, necessitano di una proroga.
  Per  costoro,  il  Governo  si è accorto che  aveva  dimenticato  i
  dipendenti  del  CEFPAS  e correttamente ha affrontato  l'argomento
  positivamente.  Inoltre ha  dovuto presentare  un  emendamento  che
  riguarda la questione dei piani regolatori generali perché, in caso
  diverso,  questi  ultimi  sarebbero  restituiti  ai  comuni  e   ci
  troveremmo  dinanzi  al  caso in cui l'applicazione  di  una  norma
  prevista  per legge, se non adeguatamente interpretata,  non  potrà
  sortire gli effetti voluti.
   Per  tutte  le  altre  cose  che  dispongono  nuovi  investimenti,
  assunzioni  di oneri di spesa, operazioni di bilancio  o  questioni
  che  riguardano altro tipo di personale come concorsi ed altro,  il
  Governo  si  esprime negativamente senza entrare nel  merito  della
  questione  che  viene sottoposta all'esame del  Governo  attraverso
  l'emendamento.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA. Mi rimetto all'Aula.

   ARDIZZONE.  Chiedo che la votazione avvenga per  scrutinio  palese
  nominale.

     Votazione per scrutinio palese nominale dell'emendamento A31

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento  anche  dagli  onorevoli  Buzzanca,  Cascio  Salvatore,
  Cordaro, Currenti, Dina e Savona, indìco la votazione per scrutinio
  palese nominale dell'emendamento A31 e ne proclamo l'esito:

   Presenti              68
   Votanti               67
   Maggioranza      34
   Favorevoli         30
   Contrari             35
   Astenuti              2

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.  Comunico  che  l'onorevole Apprendi  ha  regolarmente
  votato e che il suo voto è contrario.

   Si passa alla rubrica Territorio e ambiente.
   Comunico   che  sono  stati  presentati  i  seguenti   emendamenti
  aggiuntivi:

   - dal Governo: A45;
   - dagli onorevoli Adamo e Caronia: A50.
        Si   passa   all'emendamento   A45   del   Governo,   insieme
  all'emendamento   A50  dell'onorevole  Adamo.   Il   parere   della
  Commissione?

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io mi domando  e
  le  domando che c'entrano le materie urbanistiche con le variazioni
  di  bilancio? Onorevole Cracolici, le materie urbanistiche per caso
  fanno parte di quell'accordo? Me lo dica questo.
     E non per emulare il mio capogruppo, io dico  Lino fermati, Lino
  fermati ,  e  sai  perché ti dico fermati? Perché è  gravissima  la
  dichiarazione  che  hai fatto. Hai ammesso  poc'anzi  che,  per  un
  errore,  mancavano almeno 500 mila euro  Non hai avuto  neanche  il
  buon senso di evitare di dire che il Teatro  Vittorio Emanuele' non
  è né il Bellini di Catania, né il Massimo di Palermo.
   Poi   faremo   la   storia   di   quello   che   era   il   Teatro
   Sant'Elisabetta'  Questo è grave per un assessore alla cultura,  è
  grave per un assessore alla cultura. Fermati Lino
   Questo   è  grave  perché  nel  momento  in  cui  lei  mi   boccia
  l'emendamento   sul   Vittorio  Emanuele'  i  suoi  uffici,   fatto
  gravissimo,  distribuiscono illegittimamente - e mi  querelino  per
  quello  che  sto  dicendo - tanto è un vizio questo di  distribuire
  illegittimamente   contributi  definiti  per  l'opinione   pubblica
   contributo panettone
    Onorevole Leanza, capitolo 377703, 27 novembre 2009, lei dà dieci
  giorni  di  tempo,  amici peones, che si riducono  a  sette  giorni
  facendo  riferimento  ad  una  circolare  del  2008  che  prevedeva
  criteri  rigidi  e  prevedeva  la  possibilità  di  insediare   una
  commissione  che  avrebbe  valutato  rigidamente  le  richieste  di
  contributo.  Quelli  che - appunto - ormai nella  vulgata  generale
  sono  i   contributi panettone'. Lei decide dando sette  giorni  di
  tempo  e  l'opposizione,  quella tradizionale,  diciamo  così,  non
  fiata,  non  dice  una  parola;  lei  dà  sette  giorni  di  tempo,
  modificando  la  circolare  del 2008, per  dire  che  i  contributi
  vengono dati a chi arriva per primo
   Ma  udite, udite, amici peones, sul sito dell'Assessorato dei beni
  culturali  c'è un avviso di oggi del dottore Vincenzo Emanuele  che
  io  ho  chiamato  perché riconosco in lui il rigore  di  un  grande
  direttore  generale,  ma  mi ha deluso, gliel'ho  detto,  il  quale
  precisa  che i  contributi panettone  devono essere spesi entro  il
  31 dicembre 2009.
   E  lei,  onorevole  Leanza,  in base  a  quella  circolare  doveva
  stabilire  e  pubblicare, per dare la possibilità eventualmente  di
  fare  ricorso al TAR, perché questo è giusto, è legittimo  per  chi
  aveva  presentato  l'istanza. Lei, senza avere pubblicato  l'elenco
  dei beneficiari, e lo stesso direttore generale ancora oggi mi dice
   Ma  ancora non sappiamo chi sono i beneficiari, senza alcun avviso
  sulla   Gazzetta  Ufficiale  debbono  essere  spesi  entro  il   31
  dicembre .
   Finiamola di giocare, o si è innovatori fino in fondo o non lo  si
  è   Non  si può pensare di fare clientela e mortificare le persone,
  mortificare  le  città, mortificare quelli che non  vengono  dietro
  alla sua porta.
   Io,  assessore Leanza, sono venuto dietro la sua porta a chiederle
  il  finanziamento  per  il recupero della  tomba  di  Antonello  da
  Messina  e  lei  distribuisce sussidi per  comprare  panettoni  per
  Natale.
   Le  ho  mandato un messaggio a scanso di equivoci:  Tenga presente
  che è un'associazione e ha presentato una richiesta di contributo ;
  non   sono  venuto  a  sollecitare,  ho  voluto  lasciare  traccia.
  L'Associazione    Mare  e  Monti   per  una   manifestazione   che,
  tradizionalmente, da cento anni si tiene a Messina, un'associazione
  che  non  ha  colore politico, conosciuta come festa  popolare  per
  queste cose che rappresentano la tradizione.
   Assessore  Lenza,  si  fermi  La invito a ritirare  i   contributi
  panettone  perché di questo, mi dispiace dirlo, renderà conto  alla
  Corte  dei Conti, come vedo che da qualche tempo siete costretti  a
  fare.
   Chiedo,  quindi,  che  il  Governo  ritiri  l'emendamento   perché
  attinente  a  profili di materia urbanistica. Già è grave  che  sia
  stato dichiarato ammissibile.

   LEANZA,  assessore per i beni culturali ed ambientali   e  per  la
  pubblica   istruzione.  Signor  Presidente,   onorevoli   colleghi,
  intervengo  soltanto  per  rispondere ad alcune  cose  che  ritengo
  assolutamente gratuite.
   Ovviamente l'onorevole Ardizzone non sa che gli impegni  di  spesa
  per  avere  valore devono essere impegnati con un  creditore  certo
  entro il 31 dicembre.
   Con  la  famosa  Tabella H in qualche modo ci siamo ritrovati  590
  mila  euro e c'era soltanto un'alternativa: o rinunciare a spendere
  quelle  risorse  o attivare un processo assolutamente  trasparente,
  riconosciuto,  in  cui poter dare l'opportunità  di  un  patrocinio
  oneroso fino ad un massimo di 5.000 euro a tutte le associazioni  e
  i comuni che ne facessero richiesta.
   Hanno  fatto richiesta oltre, guarda caso, 500 comuni,  oltre  500
  associazioni;  domani  mattina  il  direttore  espleterà  tutte  le
  pratiche per dare il contributo a tutti quelli che hanno diritto  e
  che hanno fatto la domanda, perché mi sembra corretto nei confronti
  di chi ha presentato la domanda.
   Pertanto,  quello  che  vuole insinuare  l'onorevole  Ardizzone  è
  assolutamente privo di fondamento e, in ogni caso, è giusto che lui
  possa fare le cose che ritiene più opportuno. Però, certamente,  le
  500 o a 400 o  300 associazioni che hanno fatto richiesta, se hanno
  superato la prova  amministrativa, saranno valutate e sarà comunque
  dato un contributo nella misura di 1.000-1.500 a 2.000-2.500 euro.
     Stiamo  parlando di un patrocinio oneroso che  in  qualche  modo
  comprende  che  qualcun altro faccia un'iniziativa,  quindi  stiamo
  dando un contributo per un'iniziativa per Natale. Questo serviva, e
  la  mole di domande che sono arrivate dà la dimostrazione che forse
  era la strada giusta.
   Per  quanto ci riguarda potevamo anche farne a meno, ma non  penso
  che,  se  non  avessimo impegnato queste somme, si  sarebbe  potuto
  cambiare il corso delle cose.
   Pertanto,  da questo punto di vista, non me ne voglia  l'onorevole
  Ardizzone, ma lezioni su questo campo non ne vogliamo assolutamente
  da nessuno

   ADAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO.  Signor Presidente, vorrei ricordare che non è un argomento
  apparentemente  legato  al  bilancio,  non  v'è  dubbio,  però  che
  rappresenta  veramente un atto di buon senso. Non  riguarda  né  un
  teatro  né un comune, ma tutta la Sicilia e tutti i comuni.  Questo
  emendamento   impedisce   che  i  piani  regolatori   faticosamente
  approvati  dopo anni dai comuni, qualche volta anche approvati  dai
  Commissari  che  la  Regione  ha  mandato  perché  i  comuni  erano
  inadempienti, debbano tornare indietro per essere adeguati  ad  una
  nuova normativa.
   E' un atto di buon senso che va a favore di tutti i comuni e della
  Sicilia. E' un appello per far capire che l'approvazione di  questo
  emendamento  non  comporta un aumento di spesa ma la  necessità  di
  risparmiare  denaro e consentire ai comuni che  hanno  approvato  i
  piani di potere lavorare.

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Nel merito dell'emendamento, onorevole  Ardizzone,  è
  già intervenuta l'onorevole Adamo.
   Vorrei  evitare una cascata di interventi. Preciso che l'onorevole
  Caronia è firmatario di questo emendamento.
   Questo   emendamento  riguarda  oggettivamente  gli   uffici   del
  dipartimento dell'urbanistica. E' un problema che, se non approvato
  in  questa  sede,  con questa norma - che ovviamente  non  comporta
  spesa   -  obbligherebbe  l'ufficio  dell'urbanistica  a  rimandare
  indietro  più di 160 piani regolatori che dopo cinque, sei,  sette,
  otto  anni  hanno completato l'iter, soltanto perché è  intervenuta
  una  norma  che  prevede la valutazione ambientale  strategica  dei
  piani regolatori.
   Questo  emendamento, oltre a presentare queste caratteristiche,  è
  in  Aula  perché apprezzato dalla Commissione di merito e perché  è
  stato  oggetto ieri, in Conferenza dei Capigruppo, di apprezzamento
  da parte della Commissione stessa.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento A50 è assorbito.
   Si passa alla rubrica Turismo e trasporti.
   Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Adamo e D'Agostino
  l'emendamento aggiuntivo A52.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, vorrei parlare dell'emendamento  A52
  che in un momento di rigore, onorevole Savona, in un momento in cui
  siamo  stati  qui chiamati a votare non una manovra finanziaria  ma
  l'esercizio  provvisorio  e la proroga di contratti  di  lavoratori
  precari,  mi sembra deprecabile già proporre un emendamento  simile
  perché questo sarebbe davvero uno spreco.
   Significa  dare  altri   panettoni',  non  vorrei  togliere  nulla
  all'assessore  Leanza su quella vicenda ma devo dire  tuttavia  che
  l'onorevole Ardizzone un minimo di ragione l'aveva. Mi  dicono  che
  quella mattina si è reso necessario l'intervento della Polizia, non
  lo  so  per certo, mi dicono che siccome erano fatti a sportello  -
  spero  che  non  sia  vero, anzi chiedo venia  e  spero  di  essere
  smentito - quella giornata, quella mattinata, considerato che erano
  a  sportello,  sette  giorni di tempo c'erano ma  tutti  arrivavano
  all'apertura degli uffici.
   Chiedo  quindi  all'onorevole Adamo e all'onorevole D'Agostino  un
  momento  di  riflessione, di saggezza, e di ritirare  -  così  come
  opportunamente  ed elegantemente hanno già fatto per  l'ente  Fiera
  del  Mediterraneo - anche quest'altro emendamento in modo  tale  da
  poter  approvare tutti insieme questo esercizio provvisorio, questa
  proroga per poi ritornare in Aula  e votare i disegni di legge  che
  hanno  carattere  di urgenza, ma che hanno anche  un  carattere  di
  programmazione  e di strategia amministrativa per i prossimi  anni,
  non per i prossimi tre mesi, ma per i prossimi anni.
   Questo  Parlamento chiede uno sforzo da parte di tutti  perché  la
  Sicilia  vuole programmazione, strategie amministrative, vuole  uno
  sviluppo  vero, reale e concreto che non si realizza con interventi
  molte volte beceri, che non sono altro che fonte di clientelismo, e
  che  giustamente sono stati censurati dal senatore Cintola  qualche
  momento fa.

   DI  MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Per le  ragioni
  che  ho  espresso per l'emendamento precedente, il Governo conferma
  il  parere  contrario.  Non entrando nel  merito  della  necessità,
  dell'urgenza, ma non essendo tra le cose che abbiamo  stabilito  in
  Conferenza dei capigruppo e in Commissione Bilancio, il parere  del
  Governo è contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore.  Contrario.

   ADAMO. Dichiaro di ritirare l'emendamento A52.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si riprende l'esame dell'articolo 6, in precedenza accantonato.
   Pongo  in  votazione la Tabella B, come emendata. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Pongo  in  votazione l'articolo 6. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si riprende l'esame dell'articolo 9, in precedenza accantonato.

   DI   MAURO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, ritorniamo al tema  del  patto  di
  stabilità.  Abbiamo lungamente dibattuto sul tema. Credo che  tutti
  quanti  abbiamo avuto modo di riflettere sulla responsabilità   cui
  tutti noi siamo chiamati.
   Invito pertanto i firmatari a ritirare l'emendamento  9.5.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO, signor Presidente, invito il Governo a voler soprassedere
  su   un  problema  che  riguarda  tutti  gli  enti  locali  e   che
  vanificherebbe  la manovra che questa sera stiamo facendo.  Non  ha
  alcun  senso  la proroga fatta ai precari senza che  noi  diamo  la
  possibilità  agli enti locali di stralciare praticamente  la  somma
  che  gli  enti locali pagano per i precari in ragione del patto  di
  stabilità.
   Non  avrebbe senso tutta questa manovra perché nessun ente  locale
  con  i  rilievi che sono stati fatti dalla Corte dei conti  -  sono
  arrivate  in  questi giorni dalla Corte dei conti delle  diffide  a
  tutti  gli  enti  locali - né i segretari  né  i  ragionieri  né  i
  revisori  dei  conti  emetteranno un parere  favorevole  su  questa
  vicenda. Per cui, chiedo al Governo, siccome la situazione è grave,
  ed  è  un  fatto che interessa praticamente tutti gli  enti  locali
  laddove vi sono precari, di evitare questa vicenda.
     Immaginate che cosa vuol dire rispetto agli Enti locali un dieci
  per  cento che non può sicuramente gravare sulle loro casse, mentre
  la somma è irrisoria per la Regione
   Invito, pertanto, l'intera Assemblea a riflettere, altrimenti  non
  avrebbe senso stare in questa Aula e votare la proroga dei precari.

   PRESIDENTE.  C'è da parte del Governo una richiesta di  ritiro  di
  questo emendamento.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO. Signor Presidente, comprendo la difficoltà del  Governo
  nel  dovere trattare una materia che già è complessa, che parte  da
  Maastricht e che ci obbliga al contenimento delle spese  e  che  si
  riflette sulla  questione che stiamo esaminando.
   Devo  dire che nonostante un ordine del giorno votato alla  Camera
  nel  marzo  scorso,  il Governo non ha voluto alleggerire  il  peso
  sugli Enti locali. Ed è chiaro che la Sicilia è la più esposta,  in
  quanto i comuni che non hanno rispettato il patto di stabilità sono
  ben il 25 per cento, comuni tutti superiori a 5.000 abitanti.
   Propongo  dunque  all'Assessore  di  ritirare,  questa  sera,   la
  proposta, considerato che mi pare che già dal 15 di gennaio  l'Aula
  ritornerà a trattare provvedimenti legislativi. In ogni caso, credo
  che  voi  avete  già  come Governo, a firma  del  Presidente  della
  Regione,  dell'Assessore  e  del Direttore  generale  diramato  una
  circolare,  chiedendo agli Enti locali di non applicare  l'articolo
  di cui oggi si chiede la soppressione.
   Il  rischio,  qual è? Che affronteremo la questione  su  posizioni
  che,  se  già  fossero  univoche,  sarebbe  una  cosa  nobile,   ma
  caricheremmo quest'Aula a fine serata di tutte le questioni che  si
  sono aperte in queste ore.
   Per  le  trattative  che  sono in corso,  il  mio  appello  è  per
  sollecitare  affinché questo argomento sia trattato a metà  gennaio
  allorquando,  nel frattempo, si sarà consumata la negoziazione  tra
  Stato  e  Regione  sulla questione del patto  di  stabilità.  E  le
  garantisco, sin d'ora il nostro impegno.
   Oggi   però   chiediamo  al  Governo  di  ritirare  questo   comma
  soppressivo  della  norma che è stata tanto discussa.  Il  bilancio
  l'approveremo  a  marzo, ad aprile, se Dio  vorrà  l'approveremo  a
  Pasqua, forse lo approveranno altri.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, a questo emendamento appongono  la
  firma gli onorevoli Vinciullo, Gianni e Cordaro.

   DI  MAURO,  assessore  per il bilancio e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  chiedo scusa se intervengo nuovamente, ma  vorrei  far
  comprendere ai colleghi parlamentari la questione relativa al patto
  di  stabilità:  se  noi non abroghiamo questa norma  non  siamo  in
  condizione di fare il bilancio della Regione per l'anno 2010.
   Il  bilancio della Regione del 2010 si può approvare soltanto  con
  l'assunzione  di un mutuo; se sforiamo il Patto di  stabilità,  non
  possiamo contrarre il mutuo.
   Onorevole Panepinto, quindi, la vicenda del Patto di stabilità  si
  sta  caricando politicamente per altri interessi e non  per  questo
  argomento,  in  maniera strumentale al fine  di  raggiungere  altri
  obiettivi.
   Vorrei pregare l'onorevole Panepinto ed i colleghi tutti, come del
  resto  al Governo stanno a cuore le questioni del Comune, in questo
  momento, mettiamo in regola la situazione del Governo della Regione
  siciliana,  abroghiamo  questo articolo 8 e,  a  gennaio,  anche  a
  seguito dell'attività che il Governo sta compiendo in queste ore, a
  Roma,  potremo stabilire il percorso alla luce del sole perché  non
  c'è dubbio che può esistere anche un'altra alternativa. Se ci sono,
  in  Sicilia,  50 Comuni  che hanno 500 precari per  i  quali  si  è
  dovuto procedere ad un'attività complicata da parte dei Comuni  che
  non  li  hanno  potuto tenere in servizio, allora,  in  quel  caso,
  limitatamente  a quei soggetti che si trovano nella  condizione  di
  non  avere  potuto rinnovare il contratto, la Regione esaminerà  la
  situazione  e  provvederà,  credo  con  il  consenso  di  tutto  il
  Parlamento,  in  tal senso. Approvare, però, una  norma  per  tutti
  significa allargare il cordone della borsa e consentire ai sindaci,
  anche  a  coloro  i quali non hanno problemi, di non  impegnare  le
  risorse a fronte del Patto di stabilità per i precari ma continuare
  a spendere.

   PRESIDENTE. Onorevole Di Benedetto, ritira l'emendamento?

   DI BENEDETTO. No, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   DI  MAURO,  assessore per il bilancio e le finanze. Il parere  del
  Governo è contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è contrario resti seduto; chi  è  favorevole  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 9.1.

   D'AGOSTINO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 9.3.

   MAIRA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione l'articolo 9. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli   colleghi,  si  riprende  l'esame   degli   emendamenti
  accantonati alla Rubrica Lavoro.
   Si passa all'emendamento  A 47. Lo pongo in votazione. Il parere
  del Governo?

   DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è contrario resti seduto; chi  è  favorevole  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento A 46 è precluso.
   Si passa all'emendamento A 65.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A 26.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   DI MAURO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Il subemendamento A 26.1 è dichiarato inammissibile.
   Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento A 64. Si
  tratta  di  un  emendamento tecnico. Lo pongo in votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                               «Art. 10.
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  Ufficiale
  della  Regione  ed  entrerà in vigore il giorno  stesso  della  sua
  pubblicazione.

   2.  Le  disposizioni di cui ai titoli I e III della presente legge
  si applicano a decorrere dal 1 gennaio 2010.

   3.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini del giorno:

   n. 173  Iniziative a livello nazionale per il rispetto dei diritti
  umani e civili in IRAN , degli onorevoli Apprendi ed altri;

   n.  174  Iniziative a livello nazionale ed europeo per il rispetto
  dei diritti umani in Iran , degli onorevoli Lupo e Gucciardi;

   n.  177  Esenzione dall'IRAP per il quinquennio 2009/2013 a favore
  delle imprese siciliane , dell'onorevole d'Asero;

   n.  192   Ritorno  delle  spoglie di S. M.  Vittorio  Emanuele  di
  Savoia, di Elena di Montenegro, di Umberto II al Pantheon di Roma ,
  degli onorevoli Caputo, Pogliese, Vinciullo, Marrocco;

   n. 193  Notizie sul recupero del relitto del barcone naufragato il
  25  dicembre  1996  a Portopalo di Capo Passero ,  degli  onorevoli
  Vinciullo, Pogliese, Falcone;

   n.  194   Ricostituzione degli organi statutari del  consorzio  di
  ripopolamento  ittico  del Golfo di Patti  (ME) ,  degli  onorevoli
  Panarello, Faraone, Mattarella, Speziale, Oddo ed altri;

   n. 195  Notizie sul contenuto dell'addendum firmato dal Presidente
  della  Regione  sulla  gestione dei  Fondi  Fas ,  degli  onorevoli
  Galvagno, Panepinto, Donegani, Lupo, Gucciardi;

   n.  196   Opportune iniziative allo scopo di chiarire  la  vicenda
  relativa  all'espulsione dall'Indonesia dell'attivista italiana  di
  Greenpeace , degli onorevoli Marinello, Marziano, Faraone, Termine,
  Cracolici;

   n.  197   Iniziative a livello centrale per modificare  l'articolo
  del  disegno  di  legge nazionale che prevede la  vendita  di  beni
  confiscati  alla  mafia , degli onorevoli  Oddo,  Cracolici,  Lupo,
  Speziale,  Ammatuna,  Apprendi, Barbagallo, Bonomo, De  Benedictis,
  Di  Benedetto,  Digiacomo, Di Guardo,  Donegani, Faraone,  Ferrara,
  Fiorenza,   Galvagno,  Gucciardi,  Laccoto,  Marinello,   Marziano,
  Panarello,  Panepinto, Picciolo, Raia,  Rinaldi, Speziale, Termine,
  Vitrano;

   n.  198   Iniziative a livello centrale per evitare  la  messa  in
  vendita dei beni confiscati alla mafia , dell'onorevole Caputo;

   n. 199  Sospensione dei commissariamenti disposti dall'ARRA per la
  consegna  delle  reti e degli impianti idrici  dei  comuni ,  degli
  onorevoli Adamo, Leontini, Maira, Musotto, Cracolici e Panepinto;

   n.  205   Interventi  sulle modalità di  collocamento  mirato  dei
  disabili  in Sicilia , degli onorevoli D'Antoni, Musotto, Colianni,
  D'Agostino;

   n.  206   Misure e risorse a sostegno dell'agricoltura siciliana ,
  degli   onorevoli   Oddo,  Cracolici,  Lupo,  Speziale,   Ammatuna,
  Apprendi,   Barbagallo,  Bonomo,  De  Benedictis,   Di   Benedetto,
  Digiacomo,   Di  Guardo,  Donegani,  Faraone,  Ferrara,   Fiorenza,
  Galvagno,  Gucciardi,  Laccoto,  Marinello,   Marziano,  Panarello,
  Panepinto, Picciolo, Raia, Rinaldi,  Speziale, Termine, Vitrano;

   n.  207   Iniziative per bloccare la realizzazione di una centrale
  per  la produzione di energia eolica nella provincia di Agrigento ,
  degli onorevoli Di Benedetto, Cascio Salvatore, Termine, Panarello,
  Bosco ed altri;

   n.  208   Sospensione  delle procedure di immissione  in  possesso
  degli  immobili  abusivi in possesso degli immobili  abusivi  nella
  valle  dei  templi  (AG) ,  degli onorevoli  Di  Benedetto,  Cascio
  Salvatore, Marinello, Bosco ed altri;

   n.  209  Iniziative a livello centrale per contrastare l'eventuale
  costruzione  di centrali nucleari in Sicilia ,  degli onorevoli  Di
  Benedetto, Cascio Salvatore, Marinello, Ferrara ed altri;

   n.  210  Interventi urgenti volti a revocare la realizzazione  del
  Cavalcaferrovia  sulla  SS. Provinciale  Rosolini-Pachino  a  valle
  dell'abitato del Comune di Rosolini (SR) , dell'onorevole Gennuso;

   n.  211   Iniziative per la stabilizzazione dei precari del  Corpo
  Nazionale   dei  Vigili  del  Fuoco ,  degli  onorevoli   Pogliese,
  Buzzanca, Caputo, Falcone, Vinciullo;

   n.  212  Destinazione di adeguate risorse a favore dell'ente parco
  dei   Nebrodi   anche   nell'ambito  della   programmazione   FAS ,
  dell'onorevole Formica;

   n.  213   Reintegro dei lavoratori della cooperativa   Ser.Soc'  e
  riattivazione   dei  servizi  presso  i  siti  archeologici   della
  Regione , dell'onorevole Lentini;

   n.  214   Iniziative  per  il rilancio della  società   Biosphera'
  S.p.a. , degli onorevoli Lentini e Savona;

   n.  215   Proroga della graduatoria per la stabilizzazione  al  31
  dicembre  2010  di  37 precari CPS infermieri  che  hanno  prestato
  servizio  presso  l'ex  Ausl  n.  9 di  Trapani ,  degli  onorevoli
  Ruggirello e Savona;

   n.  216   Trasformazione  in incarichi a tempo  indeterminato  dei
  rapporti  di  lavori  atipici svolti dai medici  veterinari  presso
  l'I(stituto  zooprofilattico regionale , degli onorevoli  Savona  e
  Lentini;

   n.  217  Iniziative per una profonda riorganizzazione dei consorzi
  di bonifica , degli onorevoli Adamo e Musotto;

   n.  218   Iniziative  per il rilancio della  Multiservizi  S.p.A.,
  dell'onorevole Lentini;

   n.  219   Destinazione  di  risorse  per  il  fondo  di  rotazione
  costitutivo presso la C.R.I.A.S. , dell'onorevole Ragusa;

   n.  220   Iniziative  a  favore dei  lavoratori  dei  consorzi  di
  bonifica , degli onorevoli Musotto, Minardo e Lentini;

   n.  221  Ferma condanna del violento gesto perpetrato a danno  del
  Presidente  del  Consiglio, onorevole Berlusconi , degli  onorevoli
  Formica,  Buzzanca e Vinciullo;

   n.  222   Trasformazione  in contratti a tempo  indeterminato  dei
  lavoratori a tempo determinato dell'E.S.A  , dell'onorevole Savona;

   n.  223   Riassunzione del personale licenziato  dei  consorzi  di
  bonifica   in  servizio  al  31  dicembre  2007 ,  degli  onorevoli
  Cristaudo, Arena, Ruggirello ed altri.

   L'ordine  del  giorno  n. 210, rivolto alla  Presidenza  dell'ARS,
  viene accolto come raccomandazione dalla Presidenza medesima.
   Propongo al Governo di accettare tutti gli altri ordini del giorno
  come raccomandazione.

   DI  MAURO,  assessore  per il bilancio e le  finanze.  Il  Governo
  accoglie la proposta.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
   «Interventi finanziari urgenti per l'anno 2009 e disposizioni per
       l'occupazione. Autorizzazione per l'esercizio provvisorio
                       per l'anno 2010» (499/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del disegno di legge «Interventi finanziari urgenti per l'anno 2009
  e  disposizioni  per l'occupazione. Autorizzazione per  l'esercizio
  provvisorio per l'anno 2010» (499/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   Proclamo l'esito della votazione per scrutinio nominale:

   Presenti        72
   Votanti         71
   Maggioranza     36
   Favorevoli      71

                         (L'Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

         Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   FALCONE. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  mi  permetto  di
  intervenire,  sebbene alla fine della seduta, relativamente  ad  un
  ordine del giorno che impegna il Presidente della Regione siciliana
  ad   esprimere  al  Presidente  del  Consiglio,  onorevole   Silvio
  Berlusconi,  a  nome  del popolo siciliano, la  più  viva  e  ferma
  condanna  del  violento  gesto criminale perpetrato  a  suo  danno,
  unitamente ai sentimenti vivi, sentiti e corali di solidarietà e di
  augurio per una pronta e completa guarigione, nell'interesse  della
  Nazione  che  ripone  in lui la massima fiducia  e  l'apprezzamento
  della sua azione di governo.
   Su  questo  ordine del giorno chiedo il sostegno e l'apprezzamento
  del  Partito  Democratico, anche sulla scorta della visita  che  il
  presidente  del Partito Democratico, onorevole Bersani,  ha  voluto
  porgere cordialmente al Presidente Berlusconi.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 29
  dicembre 2009, alle ore 10.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


  I  -Comunicazioni

  II  - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
  lettera d), e  153 del Regolamento interno, delle mozioni:
   N. 164  -  Interventi per evitare la soppressione del reparto di
         chirurgia  generale del presidio ospedaliero  S.  Vincenzo
         di Taormina (ME).

                         RINALDI - PICCIOLO - FIORENZA - BARBAGALLO

    N. 165  - Iniziative a livello centrale per il mantenimento del
         Crocifisso nelle scuole.

                 MARROCCO- CURRENTI - MINEO - SCAMMACCA DELLA BRUCA

                   La seduta è tolta alle ore 21.15

           Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 23.30

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      Dott.ssa Iolanda Caroselli

       ALLEGATO  EMENDAMENTI APPROVATI  NEL CORSO  DELLA  SEDUTA

  DISEGNO  DI  LEGGE  NN.  499/A  INTERVENTI FINANZIARI  URGENTI  PER
  L'ANNO  2009  E DISPOSIZIONI PER L'OCCUPAZIONE. AUTORIZZAZIONE  PER
  L'ESERCIZIO PROVVISORIO PER L'ANNO 2010 .

      All'articolo 5:

   Emendamento 5.1:

  L'articolo 5 è così sostituito:

                              «Articolo 5

                  Trasporto ordini di accreditamento

  1.  Al  comma 5 dell'art. 13 della legge regionale 8 luglio 1977,
  n.  47 e successive modifiche ed integrazioni, sono apportate  le
  seguenti modifiche:

  a)  prima delle parole "possono essere trasportati" aggiungere la
  parola "non";

  b)  le  parole "per intero o per la parte inestinta, su richiesta
  dei funzionari delegati" sono soppresse.

  2.  Al  comma 6 dell'art. 13 della legge regionale 8 luglio 1977,
  n.  47 e successive modifiche ed integrazioni, sono apportate  le
  seguenti modifiche:

  a)  la  parola  "sono"  è sostituita con le parole  "non  possono
  essere";

  b)  le  parole  "sempre che gli impegni cui  si  riferiscono  non
  debbano essere eliminati a termini del terzo comma del precedente
  art. 12." sono abrogate.

  3.  All'art.  13 della legge regionale 8 luglio  1977,  n.  47  e
  successive modifiche ed integrazioni, dopo il comma 6 è  inserito
  il seguente:

   6   bis.  Ove  necessario  e  sempre  che  gli  impegni  cui  si
  riferiscano   non   debbano   essere  eliminati   alla   chiusura
  dell'esercizio, a norma del comma 4 dell'articolo 12, gli  ordini
  di  accreditamento di cui ai commi 5 e 6 possono essere  riemessi
  nell'esercizio finanziario successivo'».

     ALLA TABELLA B (ART. 6)

   Emendamento 6B.4:

   Ridurre  di  1.400  migliaia  di euro  il  capitolo  546401  UPB
  2.3.2.6.5 .

                        EMENDAMENTI AGGIUNTIVI

   Emendamento A 64:

  Gli  effetti  della  manovra finanziaria e la relativa  copertura
  derivanti   dalla  presente  legge  sono  indicati  nell'allegato
  prospetto  Effetti della manovra per il triennio 2009-2011 .

     RUBRICA PRESIDENZA

   Emendamento A 57:

  Aggiungere il seguente articolo:

   All'articolo  9  è  aggiunto il seguente comma  4:   Al  comma  2
  quinquies dell'articolo 23 della legge regionale 27 aprile 1999 n.
  10, dopo le parole  è trasferito,  sono aggiunte le parole
   o comandato, .

     RUBRICA AGRICOLTURA

   Emendamento A 49:

  All'articolo 17 della legge regionale 14 maggio 2009, n.  6  sono
  apportate le seguenti modifiche:

  Al comma 1 dopo la lettera b) è introdotta la seguente lettera:

  "c)   è  concesso,  altresì,  alle  cooperative  di  lavorazione,
  trasformazione  e commercializzazione dei prodotti  agricoli,  il
  concorso  nel pagamento degli interessi sul tasso di  riferimento
  sui prestiti agrari per anticipo ai soci conferenti, nei limiti e
  conformemente a quanto previsto dal regolamento (CE) n. 1998/2006
  del 15 dicembre 2006 (aiuti de minimis) pubblicato nella G.U.U.E.
  L.  379  del  28  dicembre 2006. L'aiuto  di  cui  alla  presente
  lettera,  può anche essere concesso alle condizioni e nei  limiti
  previsti  nella  Comunicazione  della  Commissione  -  Quadro  di
  riferimento  temporaneo comunitario per le  misure  di  aiuto  di
  Stato  a  sostegno  dell'accesso  al  finanziamento  nell'attuale
  situazione  di  crisi  finanziaria ed economica  2009/C  16/01  e
  successive  modifiche  ed integrazioni,  conformemente  a  quanto
  previsto dall'articolo 3 del Decreto del Presidente del Consiglio
  del  3  giugno  2009  -  e successive modifiche  e  integrazioni,
  approvato  dalla Commissione Europea con Decisione  C(2009)  4277
  del 28 maggio 2009 (aiuto
  n.  248/2009) e dagli ulteriori atti di attuazione del  medesimo,
  della predetta comunicazione
  e della decisione di autorizzazione della Commissione Europea."

  -  Al  comma 6 le parole "8.000 migliaia di euro" sono sostituite
  con  le  parole  "4.000 migliaia di euro"  e  le  parole  "12.000
  migliaia  di euro" sono sostituite con le parole "6.000  migliaia
  di euro"

  - Al comma 6 dopo la lettera b) è inserita la seguente lettera:

  "c)  10.000 migliaia di euro per le agevolazioni di cui al  comma
  1, lettera c)

   Emendamento A 48:
  L'articolo  18  della  legge regionale 14 maggio  2009,  n.  6  è
  sostituito  dal  seguente articolo: "Articolo 18 - Consolidamento
  passività onerose e interventi per la capitalizzazione - 1.  Alle
  imprese  agricole  singole e associate  possono  essere  concessi
  contributi  in conto interessi su finanziamenti di durata  almeno
  decennale, di cui almeno uno di preammortamento, contratti per il
  pagamento  delle  rate  delle operazioni di  credito  agrario  di
  esercizio  e  di  miglioramento, comprese quelle  scadute  e  non
  pagate, già prorogate o in corso di proroga, poste in essere alla
  data  di  entrata in vigore del presente articolo e con  scadenza
  entro  il  30  giugno  2010;  possono  essere  concessi  altresì,
  contributi   in   conto   capitale  o   finanziamenti   agevolati
  finalizzati all'aumento del capitale sociale.

  2.   L'Assessore  regionale  per  l'Agricoltura  e  le   Foreste,
  stabilisce con proprio decreto, le modalità e le procedure per la
  concessione delle agevolazioni di cui al comma 1, ivi compresa la
  misura massima delle agevolazioni stesse.

  3.  Gli  aiuti  di cui al comma 1 saranno concessi nei  limiti  e
  conformemente a quanto previsto dal regolamento (CE) n. 1535/2007
  del 20 dicembre 2007 (aiuti de minimis) pubblicato nella G.U.U.E.
  L. 337 del 21 dicembre 2007 per le imprese agricole di produzione
  primaria,  mentre nei limiti e conformemente al regolamento  (CE)
  n.  1998/2006 del 15 dicembre 2006 (aiuti de minimis)  pubblicato
  nella  G.U.U.E. L 379 del 28 dicembre 2006 per le imprese  attive
  nel   settore  della  trasformazione  e  commercializzazione  dei
  prodotti agricoli.

  4.  Per  le  imprese  attive nel settore della  trasformazione  e
  commercializzazione dei prodotti agricoli, gli aiuti  di  cui  al
  comma 1 sono concessi anche alle condizioni e nei limiti previsti
  nella  Comunicazione  della Commissione - Quadro  di  riferimento
  temporaneo comunitario per le misure di aiuto di Stato a sostegno
  dell'accesso  al finanziamento nell'attuale situazione  di  crisi
  finanziaria  ed economica 2009/C 16/01 e successive modifiche  ed
  integrazioni.  Gli  aiuti sono concessi  conformemente  a  quanto
  previsto dall'articolo 3 del Decreto del Presidente del Consiglio
  dei  Ministri  del  3  giugno  2009  e  successive  modifiche   e
  integrazioni,  approvato dalla Commissione Europea con  Decisione
  C(2009)  4277 del 28 maggio 2009 (aiuto n. N 248/2009),  e  dagli
  ulteriori  atti  di  attuazione  del  medesimo,  della   predetta
  Comunicazione   e   della  decisione  di   autorizzazione   della
  Commissione Europea.

  5.  Per  le imprese attive nel settore della produzione  primaria
  dei  prodotti agricoli, gli aiuti di cui al comma 1 sono concessi
  anche  alle  condizioni e nei limiti previsti nella Comunicazione
  del a   Commissione  che  modifica  il  quadro   di   riferimento
  temporaneo comunitario per le misure di aiuto di Stato a sostegno
  dell'accesso  al finanziamento nell'attuale situazione  di  crisi
  finanziaria ed economica 2009/C 261/02 e successive modifiche  ed
  integrazioni.  Gli  aiuti sono concessi  conformemente  a  quanto
  previsto dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di
  attuazione della suddetta Comunicazione e successive modifiche  e
  integrazioni,  nonché  dagli ulteriori  atti  di  attuazione  del
  medesimo, della predetta Comunicazione e della relativa decisione
  di autorizzazione della Commissione Europea.

  6.  Per  le  finalità  del  presente  articolo,  il  fondo  unico
  costituito  presso  l'Istituto  regionale  per  il  credito  alla
  cooperazione  (IRCAC),  ai  sensi dell'articolo  63  della  legge
  regionale  7  marzo  1997, n. 6 è incrementato,  per  l'esercizio
  finanziario 2009 di 5.000 migliaia di euro.

   Emendamento A 66:

  Interventi in favore dell'E.S.A.

   Le  disposizioni di cui al comma 4 dell'articolo 1  della  legge
  regionale 31 agosto 1998, n. 16, non trovano applicazione per  il
  triennio 2008 - 2010 .

     RUBRICA LAVORO

   Emendamento A 17:

  Aggiungere il seguente articolo:

   Art.    - Per assicurare la continuità dell'azione istituzionale
  del  Centro  per  la formazione permanente e l'aggiornamento  del
  personale  del  servizio  sanitario -  CEFPAS  -  possono  essere
  prorogati  sino al 31 dicembre 2010, i contratti  di  lavoro  del
  personale  del  centro,  selezionato con  procedure  di  evidenza
  pubblica,  nei limiti della disponibilità finanziaria di  cui  lo
  stesso  ente  è  dotato, ai sensi del comma 17  dell'articolo  25
  della legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19 .

   Emendamento A 26:

  All'Articolo 1 aggiungere il seguente comma:

   L'ARPA  è  autorizzata  a  rinnovare  sino  al  31  marzo  2010,
  nell'ambito  dei  programmi e dei progetti finanziati  con  fondi
  regionali  ed  extra regionali, i contratti  di  lavoro  a  tempo
  determinato  con  il  personale  selezionato  con  procedura   di
  evidenza  pubblica, già utilizzato per le finalità  di  cui  alla
  misura 1.01 del POR 2000 - 2006.

  Per  le  finalità  di  cui al presente comma,  L'ARPA  è  altresì
  autorizzata  a stipulare contratti di lavoro a tempo  determinato
  sino  al 31 dicembre 2011, in numero massimo di 40 unità,  previo
  espletamento  di  procedure selettive, con riserva  de1l'80%  dei
  posti  complessivi,  al  personale che ha già  prestato  servizio
  presso  l'ARPA  con  contratti  di  collaborazione  coordinata  e
  continuativa anche a progetto, per un periodo non inferiore a  18
  mesi, in rapporto ai requisiti per l'accesso dall'esterno.

  Per le finalità del presente comma è autorizzata la spesa di 1000
  migliaia  di  euro  cui sa fronte mediante le  disponibilità  del
  capitolo 215704 accantonamento 1001 .

   Emendamento A 65:

   Al  fine  dell'ottimizzazione dell'impiego dei  fondi  destinati
  dallo  Stato ai sensi dell'articolo 45, comma 6, della  legge  17
  maggio 1999, n. 144, il Dirigente generale dell'Agenzia regionale
  per  l'impiego  è  autorizzato  a  finanziare  progettualità   da
  destinare   a   politiche  attive  del  lavoro  in  contesti   di
  particolare  degrado sociale ed occupazionale. I  predetti  fondi
  sono incrementati, per il periodo 1 gennaio 2010 - 31 marzo 2010,
  di  400  migliaia di euro. Gli oneri discendenti all'applicazione
  del  presente  comma  trovano riscontro nel bilancio  pluriennale
  della  Regione  per  il  triennio  2009-2011,  U.P.B.  4.2.1.5.2,
  accantonamento 1001. .

      RUBRICA TERRITORIO ED AMBIENTE

   Emendamento A 45:

  Aggiungere il seguente articolo:

   Art.   - Il comma 3 dell'art. 59 della legge regionale 14 maggio
  2009, n. 6, è così sostituito:

   3.  I  piani  e  i  programmi  e le  loro  varianti  individuati
  all'articolo  6,  commi  2,  3 e 3 bis  del  decreto  legislativo
  152/2006 e successive modifiche ed integrazioni, le cui direttive
  sono  state deliberate dal consiglio comunale prima del 31 luglio
  2007,  non  sono assoggettati all'applicazione delle disposizioni
  in  materia  di  valutazione ambientale strategica contenute  nel
  medesimo  decreto  legislativo,  ma  si  concludono  secondo   la
  normativa  regionale  previdente  in  materia  urbanistica  e  di
  valutazione ambientale'.