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Resoconto d'Aula della Seduta n. 129 di martedì 29 dicembre 2009
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   Presidenza del presidente Cascio


   DE  LUCA,  segretario f.f., dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in congedo per oggi gli  onorevoli:
  Ammatuna,  Aricò,  Beninati,  Bosco,  Buzzanca,  Campagna,   Cascio
  Salvatore,  Currenti,  D'Agostino,  D'Antoni,  D'Asero,  Digiacomo,
  Falcone,  Faraone,  Ferrara, Incardona, Lentini,  Limoli,  Mancuso,
  Marinese,  Marrocco, Pogliese, Raia, Scammacca, Scilla,  Termine  e
  Vinciullo.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per la Famiglia:

   n.  456  - Mancanza di rete ADSL nei comuni di Aliminusa e Sciara
  (PA).
   Firmatario: Caputo Salvino

   - da parte dell'Assessore per la Sanità:

   n. 269 -  Rifunzionalizzazione dell'ospedale Regina Margherita di
  Palazzo Adriano (PA).
   Firmatario: Caputo Salvino

   n.  457 - Presìdi di assistenza sanitaria nel comune di Aliminusa
  (PA).
   Firmatario: Caputo Salvino

   n.  614  - Notizie sulla nomina del neodirettore del dipartimento
  di chirurgia di Villa Sofia di Palermo.
   Firmatario: Mattarella Bernardo

   n.  634 - Ripristino del servizio 'H24' per le ambulanze operanti
  nel territorio di Ragusa Ibla.
   Firmatario: Incardona Carmelo

   n. 694 - Notizie circa l'operatività h24 delle ambulanze del SUES
  nel comune di Zafferana Etnea (CT).
   Firmatari: D'Antoni Orazio e Arena Giuseppe
   n. 758 - Urgente rideterminazione delle sedi farmaceutiche vacanti
  tramite   concorso   regionale,  previo  annullamento   di   quelli
  provinciali già banditi il 27 giugno 2000.
   Firmatario: De Benedictis Roberto.

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alla competente
                        Commissione legislativa

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  inviati    alla   competente   Commissione   legislativa     Affari
  istituzionali':

   «Modifiche  all'articolo 12 della legge regionale 26 agosto  1992,
  n. 7» (n. 493)
   - di iniziativa parlamentare
   - inviato il 22 dicembre  2009

   «Istituzione della Conferenza dei presidenti dei consigli comunali
  della Regione» (n. 495)
   - di iniziativa parlamentare
   - inviato il 22 dicembre  2009

   «Modifiche  ed  integrazioni  al  sistema  elettorale  degli  enti
  locali» (n. 502)
   - di iniziativa parlamentare
   - inviato il 22 dicembre  2009.

                 Comunicazione di richiesta di parere

   PRESIDENTE. Comunico la seguente richiesta di parere pervenuta dal
  Governo  ed  assegnata  alla Commissione legislativa    Ambiente  e
  Territorio' (IV):

   Criteri di riconoscimento dei distretti turistici. Legge regionale
  15 settembre 2005, n. 10, articolo 7 (n. 61/IV)
   - pervenuta in data 23 dicembre 2009
   - inviata in data 28 dicembre 2009.

                     Comunicazione di pareri resi

   PRESIDENTE.  Comunico  i seguenti pareri  resi  dalle  competenti
  Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   Schemi di decreti assessoriali di ripartizione, per l'anno 2009, a
  norma  dell'articolo 76, comma 5, della legge  regionale  26  marzo
  2002, n. 2 (n. 58/I)
   - reso in data 16 dicembre 2009
   - inviato in data 21 dicembre 2009

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   Sistema 118 e rete di trasporto territoriale - Costituzione di una
  Società consortile per azioni denominata  Sicilia Emergenza-Urgenza
  sanitaria S.C.p.A. - bozza di statuto societario (n. 57/VI)
   - reso in data 17 dicembre 2009
   - inviato in data 21 dicembre 2009.

            Comunicazione di proroga di richiesta di parere

   PRESIDENTE. Comunico che è stata accordata una proroga  di  trenta
  giorni  del termine previsto per l'espressione del parere n.  56/VI
   Riorganizzazione   e  potenziamento  della   rete   regionale   di
  residenzialità per i soggetti fragili'.

   L'Assemblea ne prende atto.

            Comunicazione di ritiro di richiesta di parere

   PRESIDENTE.  Comunico che, in data 15 dicembre  2009,  l'assessore
  regionale   per  il  turismo,  le  comunicazioni  ed  i  trasporti,
  onorevole Strano, ha dichiarato di volere ritirare la richiesta  di
  parere   Criteri di riconoscimento dei distretti turistici -  legge
  regionale 15 settembre 2005, n. 10, articolo 7' (n. 46/IV).

   L'Assemblea ne prende atto.

      Comunicazione di trasmissione da parte del Presidente della
   Regione di copia di documentazione relativa al P.O. FERS Sicilia
                               2007/2013

   PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione ha trasmesso,
  in  data  17 dicembre 2009, copia della documentazione relativa  al
  P.O.  FESR Sicilia 2007/2013 - Proposta di modifica delle  seguenti
  linee  di  intervento del documento  Requisiti di  ammissibilità  e
  criteri di selezione':

   5.1.3.1  -  5.1.3.2 - 5.2.3.5 - 6.1.1.4; copia del  sopra  citato
  documento  è  stata trasmessa alle Commissioni  parlamentari   II,
  III, e IV;

   4.2.1.3  -  4.2.2.1  - 4.2.2.2 - 4.2.2.3 - 4.2.2.4  -  4.2.2.5  -
  5.1.1.1  -  5.1.1.2  -  5.1.1.3 - 5.1.2.1 - 5.1.2.2  -  5.1.2.4  -
  5.1.3.1  -  5.1.3.3 - 5.2.1.3 - 5.2.2.1; copia  del  sopra  citato
  documento è stata trasmessa alle Commissioni parlamentari  I,  II,
  III, e IV e V.

   1.1.4.2  -  1.2.2.1  - 1.2.3.3 - 2.1.3.1 - 2.1.3.2  -  2.1.3.6  -
  2.1.3.7  -  2.1.3.8  - 2.1.3.10 - 2.3.1.9 - 2.4.4.2  -  3.2.1.1  -
  3.2.2.1  -  3.2.2.3  -  3.2.2.4 - 3.2.2.5 - 3.2.2.6  -  3.2.2.7  -
  7.1.1.9  -  7.1.1.10 -7.1.2.4 - 7.1.2.5; copia  del  sopra  citato
  documento è stata trasmessa alle Commissioni parlamentari  I,  II,
  III, e IV e VI.

   3.3.1.2  -  3.3.1.3  - 3.3.2.1 - 3.3.2.2 - 3.3.2.5  -  3.3.3.1  -
  3.3.3.3  -  3.3.3.4 - 3.3.3.5; copia del sopra citato documento  è
  stata trasmessa alle Commissioni II, IV e V.

   5.2.1.3; copia del sopra citato documento è stata trasmessa  alla
  Commissione III.

   Comunicazione di impugnativa da parte del Commissario dello Stato

   PRESIDENTE. Comunico che il Commissario dello Stato per la Regione
  siciliana,  con  ricorso  del 22 dicembre 2009,  notificato  il  23
  dicembre   2009,   ha   impugnato  il   seguente   articolo   della
  deliberazione legislativa  Interventi finanziari urgenti per l'anno
  2009   e   disposizioni  per  l'occupazione.   Autorizzazione   per
  l'esercizio  provvisorio per l'anno 2010' (ddl n.  499),  approvata
  dall'Assemblea il 17 dicembre 2009:
   -  articolo 3, per violazione degli articoli 3, 51, 97 e 117 lett.
  l)  della Costituzione, nonché degli articoli 14 e 17 dello Statuto
  speciale per interferenza nella materia del diritto civile.

   Indirizzo di saluto ad una delegazione di dipendenti dei servizi
                    sociali, culturali e scolastici
                      del comune di Nicolosi (CT)

   PRESIDENTE.  Rivolgo un indirizzo di saluto ad una delegazione  di
  dipendenti  dei servizi sociali, culturali e scolastici del  comune
  di Nicolosi (CT), che assiste alla seduta.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   DE LUCA, segretario f.f.:

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   lo  Statuto della Regione siciliana, all'art. 17, comma 1, lettera
  b),   attribuisce   alla  stessa  Regione  competenza   legislativa
  concorrente nella materia della sanità pubblica;

   l'Assemblea regionale siciliana ha approvato il 25 marzo  2009  il
  testo di riforma sanitaria siciliana, rubricato come  Norme per  il
  riordino del Servizio sanitario regionale';

   tenuto conto che:

   l'Assessore regionale per la sanità ha provveduto all'assegnazione
  di  12 milioni di euro per l'acquisto di nuove apparecchiature  per
  la provincia di Trapani;

   sono  state  assegnate all'ospedale  Abele Ajello' di  Mazara  del
  Vallo  (TP)  una TAC, un agiografo portatile e si è proceduto  alla
  sostituzione della TAC esistente;

   inoltre,  è prevista l'allocazione della radioterapia proprio  nel
  ristrutturando  ospedale  di  Mazara  del  Vallo,  adducendo   come
  motivazioni   la  ritenuta  posizione  baricentrica,   equidistante
  rispetto al posizionamento degli acceleratori lineari situati nelle
  due province confinanti di Palermo ed Agrigento;

   considerato che:

   la  radioterapia e la medicina nucleare rappresentano metodiche di
  fondamentale importanza nel trattamento dei tumori e che l'ospedale
   S.  Antonio  Abate'  di  Trapani  è  un  presidio  di  riferimento
  provinciale per il reparto di oncologia medica da oltre dieci anni;

   il suddetto ospedale di Trapani ha un reparto di radiologia dotato
  oltre che delle normali apparecchiature radiografiche, anche di TAC
  e  di  risonanza  magnetica  ad alto campo,  capaci  di  effettuare
  precisi stadi di azione delle malattie tumorali anche attraverso la
  radiologia interventistica che consente le biopsie mirate;
   l'ulteriore    dotazione   di   strumentistica   finalizzata    al
  monitoraggio  dell'attività  di  malattia  in  corso   di   terapia
  consentirebbe  lo studio completo e strumentale del paziente  dalla
  diagnosi alla terapia stessa;

   l'ospedale  S. Antonio Abate' di Trapani è dotato di un reparto di
  chirurgia, di unità coronaria, di un reparto di pneumologia, di una
  rianimazione  con  anestesisti  specializzati  nella  terapia   del
  dolore,  di  un servizio di assistenza psicologica, il  reparto  di
  radiologia  sarebbe  un  completamento  naturale  del  processo  di
  prevenzione e cura dei tumori;

   inoltre, nel febbraio scorso è stata sottoscritta un'intesa fra il
  sindaco  di  Erice  (TP)  ed il direttore  del  tempo  dell'azienda
  ospedaliera,  ing. Catalano, alla cui base vi era una  permuta  tra
  l'ex   albergo   Igea  in  Erice  Vetta,  di  cui   l'azienda   era
  proprietaria, ed un'area alle spalle del Sant'Antonio di  proprietà
  del    Comune   ericino;   l'intesa   prefigurava   una   ulteriore
  riqualificazione  del centro storico della Vetta,  da  un  lato,  e
  proprio  l'insediamento di un polo oncologico a valle,  dall'altro.
  Un'intesa  che,  anzi,  ha  prodotto  tutta  una  serie   di   atti
  propedeutici alle due realizzazioni, quali la partecipazione ad  un
  apposito bando regionale da parte del Comune con una previsione  di
  spesa   di  circa  6  milioni  e,  collateralmente,  l'avvio  delle
  procedure  tecnico-amministrative indispensabili per conseguire  la
  variante urbanistica in favore dell'azienda sanitaria;

   per   sapere   quali  siano  le  motivazioni  che  oggi   spingono
  l'Assessore  per la sanità a disattendere le legittime  aspettative
  di una comunità intera, che attende l'attivazione presso l'ospedale
  di  Trapani  di  reparti di radioterapia e medicina  nucleare,  che
  rappresentano,  in  quasi  tutte le forme  di  tumore,  le  terapie
  vitali, inserite, secondo il protocollo internazionale, anche in un
  più   ampio  percorso  di  diagnosi  che  ad  oggi  è  svolto   con
  professionalità nell'intero ospedale trapanese». (934)

                                                            MARROCCO

   «All'Assessore  per  la  famiglia,  le  politiche  sociali  e  le
  autonomie locali, premesso che:

   la sentenza della Corte costituzionale n. 189/2007 ha sancito:

   1.  l'illegittimità costituzionale dell'art. 58,  comma  1,  della
  legge  della  Regione siciliana 18 maggio 1996, n. 33  (relativa  a
   Interventi  urgenti per l'economia. Norme in materia  di  impresa,
  agricoltura, artigianato, lavoro, turismo e pesca. Disposizioni  su
  altre  materie, modifiche e abrogazione di norme'), nella parte  in
  cui  prevede che il contratto nazionale di lavoro giornalistico  si
  applica anche ai giornalisti degli uffici stampa negli enti  locali
  siciliani;

   2.  l'illegittimità costituzionale dell'art. 16,  comma  2,  della
  legge  della  Regione siciliana 17 marzo 2000, n. 8  ( Disposizioni
  programmatiche e finanziarie per l'anno 2000'), nella parte in  cui
  prevede  che  la  qualifica e il trattamento contrattuale  di  capo
  servizio  si applica anche ai componenti degli uffici stampa  negli
  enti locali siciliani;

   3.  l'illegittimità costituzionale dell'art. 127, comma  2,  della
  legge  della  Regione siciliana 26 marzo 2002, n. 2  ( Disposizioni
  programmatiche e finanziarie per l'anno 2002'), nella parte in  cui
  prevede  che  ai  giornalisti  componenti  gli  uffici  stampa  già
  esistenti  presso gli enti locali è attribuita la  qualifica  e  il
  trattamento  contrattuale di redattore capo,  in  applicazione  del
  contratto nazionale di lavoro giornalistico;

   osservato  che  la  Corte,  in  un passaggio  della  sentenza,  ha
  statuito  che  'le norme censurate si pongono in contrasto  con  il
  generale  principio secondo il quale il trattamento  economico  dei
  dipendenti   pubblici,  il  cui  rapporto   di   lavoro   è   stato
  privatizzato,   deve   essere  disciplinato  dalla   contrattazione
  collettiva';

   rilevato  che  dall'esame  della sentenza  emerge  come  la  Corte
  costituzionale  abbia espunto dall'ordinamento giuridico  le  norme
  che   attengono   esclusivamente   agli   aspetti   retributivi   e
  all'inquadramento con mansioni giornalistiche di capo  redattore  e
  non  già  quelle  che tuttora riconoscono, perché  non  interessate
  dalla   pronuncia,  il  diritto  all'inquadramento  giuridico   con
  mansioni  di giornalista del personale destinatario delle norme  in
  esame;

   rilevato altresì che:

   l'effetto  retroattivo della sentenza della  Corte  costituzionale
  inficia le norme dichiarate contrarie alla Costituzione, in  quanto
  inefficaci  fin  dall'origine, salvo per le  situazioni  giuridiche
  consolidatesi  per  effetto di eventi che  l'ordinamento  giuridico
  riconosce  idonei  a produrre tale effetto quali,  ad  esempio,  le
  sentenze  passate  in  giudicato, gli atti amministrativi  non  più
  impugnabili, la prescrizione e la decadenza (Cass.civ., sez III, 28
  luglio 1997, n. 7057);

   e   ancora,   'la   retroattività  delle  sentenze  interpretative
  addittive,  pronunciate dalla Corte Costituzionale,  trova  il  suo
  naturale limite nella intangibilità delle situazioni e dei rapporti
  giuridici  ormai esauriti in epoca precedente alla decisione  della
  Corte' (Cons. giust. Amm. Sicilia 24 settembre 1993, n. 319);

   vista  e  considerata, dunque, la natura del  rapporto  di  lavoro
  giornalistico;

   assunto  che  le posizioni di diritto consolidatesi nel  tempo  in
  capo  ai singoli giornalisti componenti a vario titolo degli uffici
  stampa  non  possono subire alcuna 'reformatio in  pejus',  persino
  sotto l'aspetto strettamente retributivo, e ciò anche in forza  del
  principio della tutela dell'affidamento esistente al momento in cui
  il lavoratore ha sottoscritto il contratto e l'inquadramento per le
  mansioni e il trattamento giuridico ed economico di giornalista con
  qualifica  di  capo redattore del CCNL giornalistico FIEG  (diritti
  quesiti);

   ricordato  che  il 24 ottobre 2007 tra l'Assessore regionale  alla
  Presidenza  e l'ANCI SICILIA, l'URPS, la FNSI-FIEG e l'associazione
  siciliana   della  stampa  è  stato  sottoscritto   il   'Contratto
  collettivo  per l'individuazione e la regolamentazione dei  profili
  professionali negli uffici stampa di cui all'art. 58 della l.r.  18
  maggio   1996,   n.  33'  con  cui  vengono  recepite   le   figure
  professionali previste dal contratto nazionale giornalistico e  che
  si applica al personale giornalistico componente gli uffici stampa;

   ricordato  ancora  che l'applicazione del CCNL negli  enti  locali
  siciliani  è ribadita da sentenza del Tribunale di Messina  del  25
  settembre  2008,  dove  trova  riconoscimento  la  piena   validità
  dell'accordo per l'individuazione e la regolamentazione dei profili
  professionali  negli uffici stampa firmato da FNSI  e  associazione
  siciliana della stampa;

   ricordato  anche  che  nella vacatio tra la sentenza  della  Corte
  costituzionale  (giugno  2007)  e la stipula  della  contrattazione
  collettiva (ottobre 2007) è intervenuta (agosto 2007) la  circolare
  dell'Assessore  regionale per la famiglia  pro  tempore  on.  Paolo
  Colianni,  che aveva ribadito la volontà del Governo  regionale  di
  istituire  Uffici stampa negli enti locali e nelle  amministrazioni
  pubbliche,  citando  la  lunga  serie  di  provvedimenti  normativi
  vigenti  in  Sicilia su questa materia, e di fare rispettare  negli
  enti  locali il regolare pagamento delle retribuzioni a favore  dei
  giornalisti  per  le prestazioni regolarmente svolte  negli  uffici
  stampa degli enti locali;

   considerato,  quindi, che con tale circolare il Governo  regionale
  aveva  avvertito  gli  enti  locali di  non  modificare  lo  status
  giuridico  ed  economico  dei  giornalisti  dei  rispettivi  uffici
  stampa,  in  attesa  di  un successivo intervento  concretizzatosi,
  appena due mesi dopo, con la contrattazione collettiva, in ossequio
  all'obbligatorietà dell'informazione (art. 1 della legge  7  giugno
  2000,  n.  150)  quale  funzione  delle  pubbliche  amministrazioni
  (individuate all'art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 29 del  3  febbraio
  1993 e sue modifiche ed integrazioni);

   visto,  peraltro, che in applicazione di quanto disposto dall'art.
  76  della  legge 23 dicembre 2000, n. 388, i giornalisti dipendenti
  dalle  pubbliche  amministrazioni  sono  stati  iscritti  all'INPGI
  dall'1   gennaio   2001,  senza  alcuna  modifica  degli   elementi
  costitutivi fondamentali del rapporto di lavoro;

   confermato,  quindi, che in tutte le sedi è stata riconosciuta  la
  peculiarità del rapporto di lavoro giornalistico, ancorché prestato
  all'interno delle pubbliche amministrazioni;

   visto,  invece,  che la Procura regionale della  Corte  dei  conti
  della   Regione   siciliana  ha  avviato  un'indagine   in   ordine
  all'applicazione della sentenza della Corte costituzionale  n.  189
  del  5  giugno 2007 creando problemi per la piena funzionalità  dei
  vari uffici stampa delle pubbliche amministrazioni siciliane;

   per  sapere quali misure intenda adottare per chiarire rapidamente
  con  la  Corte  dei  conti  i  termini  della  questione,  come  da
  riferimenti   legislativi  e  ordinamentali  sopra   ricordati,   e
  assicurare alle pubbliche amministrazioni e ai giornalisti operanti
  nei  relativi uffici stampa la serenità necessaria al loro lavoro».
  (935)

    MARZIANO-SPEZIALE-AMMATUNA-DIGIACOMO-FARAONE-GALVAGNO-MARINELLO-
                                           PANARELLO- PANEPINTO-RAIA

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   le  neoplasie ed in genere le patologie tumorali rappresentano  un
  notevole  fattore  di  rischio  per  le  aspettative  di  vita  dei
  cittadini colpiti da dette malattie;

   purtroppo,  il  numero di persone che ogni anno si ammalano  è  in
  continuo aumento;

   la  chemioterapia, la chirurgia e la radioterapia rappresentano le
  tre principali risorse per la terapia dei tumori;

   in  provincia  di Trapani, per la cura e la diagnosi dei  pazienti
  oncologici, sono attivi solamente 30 posti letto in day hospital 15
  presso l'ospedale di Trapani e 15 nel presidio di Castelvetrano;

   le strutture per praticare la radioterapia sono del tutto assenti;

   per  almeno  la  metà  dei  pazienti  colpiti  da  tumore  sarebbe
  necessario praticare la radioterapia;

   in  provincia  di Trapani, a fronte di circa 1900 casi  di  tumore
  ogni  anno,  si  registrano solo poche centinaia  di  ricoveri  per
  radioterapia,  ovviamente in strutture ubicate  in  altre  province
  siciliane o addirittura in altre regioni;
   ciò  evidenzia  come  molti pazienti, pur di  non  sobbarcarsi  il
  carico di pesanti trasferimenti (che, peraltro, producono un  costo
  per  le  casse del sistema sanitario di almeno 15 milioni di euro),
  non si sottopongono regolarmente alle cure necessarie;

   pertanto,  nel  territorio della provincia di  Trapani,  oltre  ad
  aumentare  il  numero  dei posti letto per i  malati  oncologici  e
  assicurare un servizio 'H 24', sarebbe necessario installare almeno
  due strutture per assicurare il trattamento radioterapico;

   l'allora  azienda ospedaliera S. Antonio Abate, già nel  2007,  ha
  presentato un progetto per la realizzazione di una palazzina in cui
  allocare le strutture per la radioterapia;

   tale  palazzina verrebbe realizzata in un terreno di  circa  3.000
  metri  quadrati, sarebbe collegata al predetto nosocomio e  sarebbe
  costituita da 3 elevazioni fuori terra ed un piano interrato;

   il Comune di Erice e l'azienda ospedaliera hanno già verificato la
  fattibilità  urbanistica della predetta struttura ed in particolare
  il  Comune si è detto disponibile ad approvare la relativa variante
  urbanistica;

   da  dichiarazioni  di stampa si è appreso che l'Assessore  per  la
  Sanità  avrebbe  intenzione  di  realizzare  la  struttura  per  il
  trattamento radioterapico nell'ospedale di Mazara del Vallo;

   nulla viene detto dall'Assessore e dal Governo regionale in merito
  al  progetto redatto dall'azienda ospedaliera di Trapani, il quale,
  stante  l'avanzato stato, potrebbe essere realizzato in poco  tempo
  ed  assicurerebbe la creazione di un vero centro oncologico, in cui
  praticare tutte le terapie possibili contro le neoplasie;

   la provincia di Trapani, da anni, attende una reale pianificazione
  del  sistema sanitario che tenga conto delle effettive esigenze del
  territorio e non provochi scontri tra le diverse comunità;

   pertanto,  è improcrastinabile la creazione di tutte le  strutture
  necessarie al trattamento delle patologie tumorali, quali l'aumento
  del  numero dei posti letto e la creazione di almeno due centri per
  la radioterapia;

   per sapere:

   se  sia  intenzione  del Governo della Regione  e  in  particolare
  dell'Assessorato  regionale  Sanità  valutare  la  fattibilità  del
  progetto  predisposto  dall'allora azienda ospedaliera  S.  Antonio
  Abate di Trapani relativamente alla costruzione di una struttura in
  cui  praticare  la  radioterapia, così realizzando  il  primo  vero
  centro oncologico della Provincia di Trapani;

   se,  pertanto,  non  ritengano di finanziare  prima  di  tutto  il
  progetto realizzato dall'azienda ospedaliera di Trapani (ora  ASP),
  per  poi  passare alla verifica di fattibilità di quello che  verrà
  predisposto  per  l'ospedale di Mazara del Vallo,  visto  che  così
  operando  la  provincia  di Trapani in molto  meno  tempo  potrebbe
  fruire di un centro oncologico e della terapia radioterapica;

   se  abbiano  utilizzato  o intendano utilizzare  i  fondi  di  cui
  all'art. 1, comma 797, legge n. 296 del 2006, pari a 500 milioni di
  euro destinati alla riqualificazione strutturale e tecnologica  dei
  servizi di radioterapia e radiodiagnostica;

   se   gli  inammissibili  ritardi,  in  termini  di  programmazione
  regionale,  per  attingere  ai fondi di  cui  al  precedente  punto
  condizionino  pesantemente la scelta ragionevole  di  collocare  il
  primo  acceleratore  lineare  per  radioterapia  presso  l'ospedale
  provinciale di Trapani, già azienda sanitaria Sant' Antonio  Abate,
  ove opera un reparto di oncologia». (936)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                                ODDO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso   che   l'Unità  operativa  di  pediatria   del   presidio
  ospedaliero    Vittorio   Emanuele   facente   parte   dell'azienda
  ospedaliera    universitaria 'Policlinico - Vittorio  Emanuele'  di
  Catania,  diretta  dal dott. Raffaele Falsaperla, costituisce  oggi
  una  nicchia  di  eccellenza per la pediatria in tutta  la  Sicilia
  orientale,  come è attestato sia dalla provenienza  geografica  dei
  piccoli  pazienti  (Ragusa, Siracusa,  Messina,  Enna  e  non  solo
  Catania), sia dal numero considerevole di accessi, ben 25.000 circa
  all'anno;

   rilevato  che i ricoverati sono stati, nell'anno 2008,  ben  1.500
  oltre  a  circa  1.200  assistiti in  day-hospital,  dati,  questi,
  ufficiali  che  è  possibile reperire sul report relativo  all'anno
  2009 dell'azienda ospedaliera universitaria 'Policlinico - Vittorio
  Emanuele';

   evidenziato  che l'attività per le visite ambulatoriali,  peraltro
  incrementata  del 30 per cento rispetto al 2007,  è  stata  di  ben
  1.400  visite e che lo stesso tasso di occupazione (ovvero l'indice
  di  ricovero  rispetto  ai posti letto) è  aumentato,  dal  secondo
  semestre 2007 al terzo trimestre 2009, dal 76 per cento al  92  per
  cento;

   ritenuto   che   tale   notevole   incremento   debba   ascriversi
  all'eccellenza dimostrata da tale struttura ospedaliera e come  non
  possa non rilevarsi che tale picco di attività si sia verificato in
  concomitanza  con l'assunzione del nuovo direttore  dott.  Raffaele
  Falsaperla, avvenuto l'1 marzo 2008;

   rilevato altresì che:

   a   fronte  di  tale  aumentata  capacità  sia  ricettiva  che  di
  prestazioni dispensate, il numero del personale addetto è diminuito
  considerevolmente.  Basti  pensare come, rispetto  all'organico  in
  forza  nell'anno 2008, ad esempio, nel 2009 risultano  le  seguenti
  carenze organiche: n. 3 dirigenti medici pediatri (in meno);  n.  6
  infermieri (in meno); n. 2 operatori socio-sanitari (in meno);

   anche   le   attrezzature  in  dotazione  risultano  carenti.   In
  particolare,  si  è  constatato di persona come  l'unità  operativa
  pediatria in argomento non possieda neppure un elettroencefalografo
  per    le    urgenze    neurologiche   (l'elettroencefalografo    è
  indispensabile in caso di traumi cranici, perdite di coscienza  con
  o  senza  fenomeni motori, disturbi di tipo compulsivo  etc.;  tale
  apparecchiatura  è  necessaria in un pronto soccorso,  anche  nella
  considerazione  che,  nei  casi  di  urgenza,  non  è  ipotizzabile
  ricorrere ad altre strutture sanitarie, più o meno vicine) e che lo
  stesso  elettrocardiografo in dotazione,  strumento  indispensabile
  per le emergenze cardiologiche, è obsoleto e pertanto assolutamente
  inaffidabile;  l'unità operativa di pediatria,  peraltro,  possiede
  l'unico  pronto  soccorso  pediatrico nel  centro  della  città  di
  Catania,  atteso  che  gli  altri pronto soccorso  pediatrici  sono
  situati nell'estrema periferia di Nesima e di Cannizzaro;

   evidenziato   che  la  stessa  struttura,  comunque   estremamente
  efficiente  pur  a fronte delle proprie inadeguatezze,  ha  urgente
  bisogno  di  lavori di adeguamento anche nella considerazione  che,
  rispetto ai reparti per così dire riservati agli adulti, non  possa
  sfuggire  a nessuno come una struttura pediatrica abbia bisogno  di
  necessità particolari legate alla tenera età dei pazienti, come  ad
  esempio la necessità di poter ospitare in maniera dignitosa,  anche
  un  genitore  oltre al piccolo paziente. Eppure, oggi, il  genitore
  che  accompagna  ed  assiste  il  piccolo  paziente  ricoverato   è
  costretto  a  trascorrere  le proprie giornate  e,  soprattutto  le
  notti, adattandosi su una semplice sedia e senza poter disporre, in
  particolar modo quelli che provengono da lontano, su servizi minimi
  essenziali quali una lavanderia o un locale cucina;

   constatato  che, pur disponendo l'attuale equipe  medica,  di  non
  comuni  capacità tecnico-professionali, alcune addirittura  fondate
  su  esperienze  di  servizio  presso prestigiosissimi  istituti  di
  medicina degli Stati Uniti, non si riesce a dare all'utenza servizi
  di  tipo  diagnostico  cosiddetti, in linguaggio  tecnico,  di  III
  (terzo)  livello,  come  ad  esempio  la  biopsia  muscolare  e  la
  videofluoroscopia  (la  videofluoroscopia  è  una  radiografia   in
  movimento  della gola del bambino mentre pronuncia delle parole  ed
  aiuta  a  determinare  delle strategie compensatorie  nel  problema
  della  deglutizione e a ridurre l'entità dell'aspirazione).  E  ciò
  solo  per  la  mancanza  di  semplici  strumenti  o  di  un  misero
  laboratorio  opportunamente  attrezzato,  del  costo  irrisorio   a
  paragone  della spesa sanitaria regionale: appena 100 (cento)  mila
  euro     Non può, a tal proposito, non essere considerata come  una
  vergogna per noi tutti siciliani il fatto che i piccoli pazienti, i
  più  deboli  purtroppo, che necessitano di tali tipi di esami  sono
  costretti ad effettuarli a Napoli (la biopsia muscolare) o  a  Roma
  (la videofluoroscopia) con disagi enormi per i piccoli pazienti, le
  loro famiglie e le stesse casse pubbliche;

   verificato   che   una   struttura   che,   per   la   particolare
  specializzazione del primario (in malattie neuromuscolari, come  ad
  esempio  le distrofie), comporta una certa percentuale di  pazienti
  con  difficoltà  neuro-motorie,  non  possieda  le  più  elementari
  strutture  per  i  portatori di handicap; mancano  bagni  per  ogni
  stanza,  stanze adeguate ed attrezzature per i disabili.  Una  tale
  gravissima  inadeguatezza,  inaccettabile  nella  società   civile,
  appare  addirittura paradossale in una struttura,  come  quella  in
  argomento,  rivolta  ad assistere e curare i  bambini  diversamente
  abili;

   considerato   che  con  relativamente  poche  risorse,   umane   e
  strumentali,   l'unità   operativa  di   pediatria   del   presidio
  ospedaliero    Vittorio   Emanuele   facente   parte   dell'azienda
  ospedaliera  universitaria 'Policlinico  -  Vittorio  Emanuele'  di
  Catania,  attese  le  sue  straordinarie  potenzialità,  non   solo
  riuscirebbe a dare risposte più adeguate all'utenza pediatrica,  ma
  addirittura potrebbe qualificarsi come polo di assoluta  eccellenza
  pediatrica per tutta la Sicilia;

   per sapere:

   1)  se e come intendano operare per fare fronte alla gravi carenze
  dell'unità operativa di pediatria del presidio ospedaliero Vittorio
  Emanuele,  facente  parte  dell'azienda  ospedaliera  universitaria
  'Policlinico - Vittorio Emanuele' di Catania sopra rappresentate;

   2)   se   ritengano   di  sfruttare  la  nicchia   di   eccellenza
  rappresentata  dall'unità operativa di Pediatria  sopra  citata  di
  Catania  per realizzare, con irrisori investimenti, utilizzando  al
  meglio  l'eccezionale  capitale  costituito  dalle  professionalità
  mediche presenti, un polo di assoluta eccellenza pediatrica che sia
  punto  di  riferimento per tutta la Sicilia, che  come  noto  è  la
  seconda  regione più popolosa d'Italia (quasi 5 milioni di abitanti
  residenti - fonte http://www.comuni-italiani.it);

   3)  se  non  vogliano,  per rendersi conto  di  persona,  visitare
  l'unità  operativa  di  pediatria per  'toccare  con  mano'  quanto
  oggetto della presente interrogazione». (937)
                                                           VINCIULLO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura della interrogazione
  con richiesta di risposta scritta presentata.

   DE LUCA, segretario f.f.:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il  turismo,  le
  comunicazioni e i trasporti, premesso che:

   in  data  14 dicembre c.a. Trenitalia s.p.a. ha soppresso i  treni
  mattutini  nella  tratta  Oliveri  -  Patti  (ME)  con  conseguente
  rimodulazione  degli  orari  ferroviari  a  discapito  dell'utenza,
  costretta  ad  anticipare  di 40 minuti  le  proprie  abitudini  ed
  esigenze lavorative;

   la stazione ferroviaria di Oliveri interessa direttamente anche le
  comunità di Furnari e Falcone;

   il   collegamento  ferroviario  con  la  cittadina  di   Patti   è
  fondamentale per l'esercizio ordinario delle abitudini  lavorative,
  in  quanto  sede anche dei principali istituti scolastici secondari
  frequentati dagli studenti delle comunità limitrofe;

   considerato che:

   la  legge  n. 443 del 2001, nota come legge 'Obiettivo', riconosce
  la futura tratta Patti-Castelbuono, che coinvolge anche la località
  di   Oliveri,   funzionale  al  finanziamento  stanziato   per   la
  realizzazione  delle  grandi infrastrutture strategiche  in  Italia
  entro il 2013;

   secondo  l'attuale  fase progettuale delle Ferrovie  dello  Stato,
  tutta  la  direttrice Palermo-Villa San Giovanni  (che  include  il
  ponte sullo Stretto) è segmento correlato all'asse transeuropeo TEN
  1  Berlino  - Palermo, previsto nei piani di sviluppo del trasporto
  ferroviario elaborato dall'Unione europea e quindi è da potenziare,
  contrariamente agli interventi di dismissione generale praticati da
  Trenitalia;

   tale   disagio  è  ascrivibile  all'ennesimo  tentativo  di   Rete
  ferroviaria italiana (RFI) di disimpegnare alcuni tratti della rete
  ferroviaria tirrenica, con conseguenti ricadute negative sul  piano
  economico e sociale per le cittadine di Oliveri, Falcone e Furnari,
  e più in generale per l'intero comprensorio;

   l'adeguamento ed il rafforzamento della tratta ferroviaria Messina
  -   Palermo  risulta  ancora  oggi  d'interesse  nazionale,   quale
  direttrice  essenziale  il cui raddoppio della  linea  risponde  ai
  piani strategici della Regione siciliana;

   il  diritto  al  lavoro  ed allo studio, contemplato  dalla  Carta
  costituzionale, si pone a garanzia nella tutela dei cittadini ed il
  disagio  arrecato dalla rimodulazione posta in essere da Trenitalia
  penalizza proprio i lavoratori e gli studenti pendolari;

   lo  stesso  Presidente della Regione, onorevole Raffaele Lombardo,
  non  ha risparmiato critiche a Trenitalia per i ventilati tagli  ai
  convogli,  per  il  ridimensionamento del servizio  nell'Isola,  ma
  soprattutto  per  gli  scarsi investimenti  sulle  linee  siciliane
  malgrado il progetto della realizzazione del ponte sullo Stretto;

   da  fonti  ufficiose,  eventuali modifiche  d'orario  migliorative
  potranno avvenire non prima del febbraio 2010;

   rilevato che:

   la nuova offerta comunicata da RFI relativamente alla soppressione
  delle  fermate dei treni sulla tratta Palermo-Messina - tratta  che
  effettuerà,  secondo  quanto previsto dal  nuovo  piano  orario  da
  Trenitalia  s.p.a., solo quattro soste nella stazione  di  Oliveri,
  che  serve  anche  le  vicine comunità di Furnari  e  Falcone,  con
  fermate previste alle ore 5:42 ed alle ore 6:43 per Messina, mentre
  per il rientro da Messina in direzione di S. Agata di Militello  le
  fermate  previste  sono  alle  ore  14:16  ed  alle  ore  19:03   -
  penalizzerà in primo luogo gli studenti pendolari i quali,  uscendo
  dalle  scuole e dall'Università di Messina o terminando la  propria
  giornata  lavorativa alle 14:00, non saranno messi nelle condizioni
  di raggiungere il treno delle 14:16 e quindi costretti ad attendere
  il successivo vettore delle 19:03;

   il  nuovo  piano  di  offerta  riduce  drasticamente  la  rete  di
  collegamento da Oliveri in direzione di Messina e Palermo, passando
  da  24  corse giornaliere a 4, e che la riduzione del servizio  non
  incide sulle spese di RFI, ma diventa solo motivo di contesa con la
  Regione   per  l'eventuale  aumento  del  contributo  regionale   a
  Trenitalia;

   lo  stato di agitazione e la preoccupazione da parte dei cittadini
  coinvolti è motivo della presente interrogazione parlamentare;

   nei  giorni  scorsi,  a Palermo, si è svolta una  riunione  tra  i
  rappresentanti dei pendolari ed i responsabili di Trenitalia in cui
  è  stato  reso  noto il nuovo orario ferroviario in vigore  dal  14
  dicembre  2009,  senza che si sia provveduto all'adeguamento  dello
  stesso alle esigenze dell'utenza coinvolta;

   per sapere:

   quali  iniziative  intendano adottare nella  programmazione  degli
  interventi  al  fine  di  tutelare  l'intero  percorso  ferroviario
  Messina-S.  Agata di Militello, ed in particolare  le  comunità  di
  Oliveri,  Falcone  e  Furnari, garantendo,  attraverso  l'ordinaria
  fruizione dei servizi ferroviari almeno nelle fasce orarie di forte
  mobilità,  i  lavoratori e gli studenti interessati  al  ripristino
  della tratta ferroviaria;

   se  la  cessazione dell'offerta non si configuri come interruzione
  di pubblico servizio;

   se  siano  state avviate azioni di verifica e valutazione  tra  la
  Regione e Trenitalia e quali iniziative l'Assessore per il turismo,
  le  comunicazioni e i trasporti intraprenderà con urgenza alla luce
  dell'imminente   scadenza   annunciata   per   la   nuova   offerta
  ferroviaria». (933)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                              ROMANO

   PRESIDENTE.  Avverto che la interrogazione testé annunziata  sarà
  inviata al Governo.
      Comunicazione di sentenza della Corte d'Appello di Palermo

   PRESIDENTE.  Comunico che la Corte d'Appello di  Palermo,  Sez.  I
  civile,  con  sentenza n. 1917 depositata il  18  dicembre  2009  e
  pervenuta  a  questa Assemblea regionale il 22 dicembre successivo,
  ha  dichiarato  l'ineleggibilità alla carica di deputato  regionale
  dell'onorevole   D'Antoni  Orazio,  proclamando   eletto   deputato
  regionale in sua vece l'onorevole Calanducci Francesco.

   Al  relativo insediamento  si procederà in una prossima seduta.

   L'Assemblea ne prende atto.

    Comunicazione relativa a vicepresidente di Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.   Comunico  che,  con  nota  del  29  dicembre   2009,
  l'onorevole Raimondo Maira, nella qualità di Presidente del  Gruppo
  parlamentare UDC, informa che il vicepresidente del predetto Gruppo
  è  l'onorevole Salvatore Cordaro.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio


          Determinazione della data di discussione di mozioni

   PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Lettura,
  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d) e 153 del
  Regolamento interno, delle mozioni:

   -  numero 164  Interventi per evitare la soppressione del  reparto
  di  chirurgia  generale  del presidio ospedaliero  S.  Vincenzo  di
  Taormina  (ME) ,  degli  onorevoli Rinaldi,  Picciolo,  Fiorenza  e
  Barbagallo, presentata il 15 dicembre 2009;

   -  numero  165   Iniziative a livello centrale per il mantenimento
  del  Crocifisso nelle scuole , dagli onorevoli Marrocco,  Currenti,
  Mineo, Scammacca della Bruca, presentata il 16 dicembre 2009.

   Avverto  che  la  determinazione della data di  discussione  delle
  mozioni  sopra  citate,  integralmente  riportate  nell'ordine  del
  giorno  della  presente seduta, è demandata,  secondo  consuetudine
  parlamentare,   alla   Conferenza   dei   Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari.


   Presidenza del presidente Cascio


          Comunicazione di presentazione di ordine del giorno

   PRESIDENTE.  Comunico che è stato presentato l'ordine  del  giorno
  numero  224  «Promulgazione con l'omissione delle  parti  impugnate
  della   delibera   legislativa  numero  499   recante    Interventi
  finanziari   urgenti   per   l'anno   2009   e   disposizioni   per
  l'occupazione.  Autorizzazione  per  l'esercizio  provvisorio   per
  l'anno  2010 ,  approvata nella seduta numero 128 del  17  dicembre
  2009»,  a firma dell'onorevole Savona, presidente della Commissione
  Bilancio,   e   dell'onorevole  Musotto,  presidente   del   Gruppo
  parlamentare MPA. Ne dò lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la  Corte  costituzionale, nella sentenza numero 205 del 1996,  ha
  ribadito il principio che la promulgazione parziale di una legge da
  parte   del  Presidente  della  Regione  ha  come  conseguenza   la
  consumazione  del potere di promulgazione dello stesso  Presidente,
  provocando la caducazione di tutte le norme non promulgate;

   la  citata  giurisprudenza costituzionale  ha  consentito  che  il
  Presidente  della  Regione  sia  vincolato,  riguardo  al  tipo  di
  promulgazione da esercitare, non solo con delibere legislative,  ma
  anche  tramite  atti  di indirizzo espliciti (mozioni,  ordini  del
  giorno);

   l'Assemblea regionale siciliana, nella seduta numero  128  del  17
  dicembre  2009,  ha  approvato  la  delibera  legislativa   recante
   Interventi  finanziari urgenti per l'anno 2009 e disposizioni  per
  l'occupazione.  Autorizzazione  per  l'esercizio  provvisorio   per
  l'anno 2010  (disegno di legge numero 499/A);

   considerato  che  la  citata delibera è stata  impugnata  in  modo
  parziale  dal  Commissario dello Stato con  ricorso  proposto  alla
  Corte  costituzionale e notificato al Presidente della  Regione  in
  data 23 dicembre ultimo scorso;

   ritenuto   che  occorre  conciliare  l'esigenza  che  la  suddetta
  delibera sia promulgata, sia pur parzialmente, dal Presidente della
  Regione  con  l'altra  esigenza  che discende  dall'opportunità  di
  consentire  che  la  Corte costituzionale si pronunci  sulle  norme
  censurate,

                  impegna il Presidente della Regione

   a  promulgare, con l'omissione delle parti impugnate, la  delibera
  legislativa approvata nella seduta numero 128 del 17 dicembre  2009
  recante    Interventi  finanziari  urgenti  per   l'anno   2009   e
  disposizioni  per  l'occupazione.  Autorizzazione  per  l'esercizio
  provvisorio  per  l'anno 2010  (disegno di legge  numero   499/A)».
  (224)


   Presidenza del presidente Cascio


   MAIRA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Governo non  c'è.
  Siamo  orbi  del Governo e il mio intervento è rivolto  proprio  al
  Governo.
   Sarò  breve,  signor  Presidente. Anticipo  che,  chiaramente,  il
  gruppo  dell'UDC  voterà a favore dell'ordine del giorno.  Desidero
  soltanto sottolineare all'attenzione dell'Aula che, per quello  che
  mi  consta - avendo letto sia la richiesta di chiarimenti da  parte
  degli  uffici del Commissario dello  Stato che la risposta  che  il
  Governo ha dato al Commissario dello Stato e, quindi, avendo  anche
  letto   come  conseguenza  il  provvedimento  di  impugnativa   del
  Commissario  dello  Stato -, il Governo ha  indotto  con  i  propri
  chiarimenti il Commissario dello Stato ad impugnare la norma,  come
  poi  è avvenuto. Infatti, quei chiarimenti sono stati precostituiti
  per dire che  va bene l'impugnativa .
   Siccome l'andamento della discussione in Aula sull'ARPA è stato di
  segno  completamento  diverso, ricordo a me  stesso  e  agli  altri
  colleghi che possono avere avuto cognizione di quello che  sto  per
  dire, che era nato uno scontro, quasi al limite della violenza, tra
  l'Assessore  per  il  bilancio  e un deputato  dell'MPA  su  questo
  argomento  poiché in quella occasione l'Assessore per  il  bilancio
  aveva  difeso  questa  norma che, invece, era contestata  da  parte
  dell'MPA. Poi sarà intervenuto sicuramente un organo superiore  per
  smentire la volontà dell'Assessore per il bilancio.
   Personalmente, confermo che l'impugnativa è direttamente collegata
  al tipo di chiarimenti che ha voluto dare il Governo.
   Anticipo   che   l'UDC,  alla  ripresa  dei  lavori  parlamentari,
  presenterà un apposito disegno di legge per il personale ARPA,  che
  possa  consentire a quest'Aula e all'Amministrazione regionale,  in
  caso di ulteriore impugnativa da parte del Commissario dello Stato,
  di  rappresentare  le  esigenze  dell'ARPA  di  fronte  alla  Corte
  Costituzionale, cosa che oggi ci è impedita dal sistema  normativo.
  E,  anche  se  noi dovessimo insistere per la costituzione  innanzi
  alla  Corte  Costituzionale,  le norme  oggi  ci  impedirebbero  di
  evitare che la Corte Costituzionale dichiari cessata la materia del
  contendere sull'impugnativa del Commissario dello Stato.
   Questo  per cognizione di quei deputati che tutti avevano espresso
  una  volontà  di  sostegno  ai dipendenti  dell'ARPA  e  che,  poi,
  sostanzialmente  non  hanno  sostenuto  con  uguale  impegno   tale
  posizione.
   Ove possibile, io pregherei i colleghi dei gruppi parlamentari  di
  esprimere anche oggi il loro pensiero su questa materia che è anche
  di mortificazione per l'Aula.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Colianni è  in  congedo  per
  oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio


             Sull'impugnativa del Commissario dello Stato

   CARONIA. Chiedo di parlare sull'impugnativa del Commissario  dello
  Stato.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  riallacciandomi
  all'intervento    dell'onorevole   Maira,   vorrei    semplicemente
  riprendere il passaggio indicato nella relazione che il Commissario
  dello Stato fornisce in merito all'articolo 3, laddove si dice  che
   dai lavori parlamentari non è emersa, peraltro, la sussistenza  di
  alcun  motivo di interesse pubblico se non la personale aspettativa
  degli aspiranti, che possa legittimare una deroga al principio  del
  pubblico concorso .
   Io   vorrei  ricordare  a  me  stessa  e  all'Aula  che  i  lavori
  parlamentari,  che  si sono svolti all'interno  delle  Commissioni,
  soprattutto    in   Commissione   Bilancio,   hanno    evidenziato,
  innanzitutto,  a  seguito  di  diverse  audizioni  fatte  sia   con
  l'agenzia  ARPA  sia  con  il personale che  prestava  servizio  in
  passato,  la  necessità  e l'indispensabilità  di  questo  servizio
  svolto,   indispensabile  non  soltanto  per  coloro  i  quali   lo
  espletavano  ma  anche per la Regione Sicilia, in quanto  molti  di
  questi  soggetti  sono  stati   impiegati  per  lungo  tempo  nella
  certificazione della spesa comunitaria.
   Pertanto, ritengo che dalla seduta - che è stato il momento finale
  per l'approvazione dell'articolo 3 - probabilmente non siano emersi
  alcuni dati che, però, sono facilmente rintracciabili in quello che
  è  il cammino che ha accompagnato questo emendamento prima che  sia
  diventato legge.
   Si  parlava  di personale altamente specializzato, si  parlava  di
  ingegneri, di architetti, di biologi, di personale che comunque  ha
  aiutato  la Sicilia nel certificare somme considerevoli  di  quella
  che,  appunto, è la spesa comunitaria. Questo personale ARPA  viene
  meno  e,  al  riguardo, ricordo anche che l'ARPA è  deficitaria  di
  circa  600  unità lavorative nel proprio organico (in  atto,  conta
  soltanto  circa 300 persone) e che con l'aiuto di questo  personale
  ha  potuto portare avanti una serie di progetti e di iniziative che
  sono  peraltro  legate alla sicurezza del territorio  -  perché  si
  parla di rischio idrogeologico -.
   Pertanto,  ritengo sia assolutamente necessario  rimarcare  ciò  e
  fare  presente questo passaggio, nel quale non è stato  chiaro  che
  esiste  un motivo di interesse pubblico, affinché questi lavoratori
  vengano  ripristinati o comunque venga data loro la possibilità  di
  partecipare ad un concorso pubblico.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facolt��.

   LEONTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  solo
  per  evidenziare,  come  ha  detto anche  la  collega  Caronia,  il
  significato  e  la finalità di un articolo e di  una  norma  che  è
  possibile  rintracciare  e  ricostruire  adeguatamente   non   solo
  fondandosi  sugli  esiti  del  dibattito  in  Aula,  ma  anche  sul
  dibattito propedeutico che si è svolto in Commissione. E l'attività
  svolta  in  Commissione  dimostra  che  l'articolo  era  stato  già
  incorporato - infatti non è arrivato in Aula come emendamento -, ma
  faceva  parte del testo del disegno di legge e, quindi,  era  stato
  discusso.  Nella  fattispecie era stato oggetto di un  approfondito
  dibattito  in  Commissione  che  ne aveva  evidenziato  l'interesse
  pubblico, tanto è vero che era stato inserito nel testo del disegno
  di legge.
   Il  fatto che il Commissario dello Stato abbia chiesto al  Governo
  un  chiarimento e lo stesso Governo - che in Aula l'aveva a  parole
  perorato  -  ha  poi risposto facendo quasi capire che  prevale  il
  disinteresse a mantenere l'articolo, è sicuramente un comportamento
  difforme  da quello che si sarebbe dovuto adottare proprio  perché,
  invece,  avrebbe  dovuto  sottolineare che all'interno  dei  lavori
  della  Commissione  questo interesse pubblico era  stato  da  tutti
  riconosciuto, non solo dai parlamentari, ma anche dal Governo.
     E'  chiaro che si è trattato di una iniziativa finalizzata quasi
  ad  agevolare  l'impugnativa.  Io concordo  con  la  posizione  del
  collega Maira e, pertanto, alla ripresa anche noi lavoreremo ad  un
  disegno  di  legge affinché si possa rendere efficace l'inoltro  di
  una  nostra  iniziativa  presso la Corte  Costituzionale  per  dare
  ragione  alle attività che in questo Parlamento erano state  svolte
  con una finalità e con un impegno.
   Tuttavia,  questo  serve  a rimarcare che  nell'atteggiamento  del
  Governo  c'è stata una difformità di comportamenti che  fa  pendant
  con  tutto  quello  che,  in queste ore e  in  questi  giorni,  sta
  accadendo  e  che,  di  trasformismo in trasformismo,  modifica  le
  posizioni   che  all'interno  dello  stesso  Governo  si   assumono
  quotidianamente.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE . Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS.  Signor  Presidente, mi  pare  inopportuno  questo
  dibattito sulle decisioni del Commissario dello Stato anche perché,
  se  dovessimo  ogni  volta  intervenire in  Aula  e  commentare  le
  decisioni  del Commissario dello Stato, introdurremmo un precedente
  e non vorrei che lo facessimo in questa occasione, la qualcosa  non
  ci porterebbe assolutamente bene né lontano.
   Questo è quanto è accaduto.
   Non  vorrei alimentare un dibattito inutile, ma credo fondamentale
  ribadire che è improduttivo e inopportuno e, quindi, mi auguro  che
  in altre occasioni non si apra un dibattito del genere.
   Tuttavia, nel merito, siccome sono state dette alcune cose, vorrei
  dire  che  noi  siamo stati fra quelli che abbiamo ritenuto  quella
  norma, per come era stata congegnata, altamente passibile di quella
  impugnativa, che era temibile e che poi è puntualmente  venuta:  le
  norme, se sono sbagliate, sono sbagliate
   Ciò  non  toglie  che l'obiettivo è un obiettivo condivisibile,  e
  poiché  è condivisibile noi ribadiamo  assolutamente necessario  il
  potenziamento  dell'ARPA,  il potenziamento  del  ruolo  di  questa
  agenzia che in altre regioni ha un compito fondamentale, un compito
  imprescindibile  e  che  in  questa regione  risulta  essere  quasi
  marginale o avventizio.
   A  nostro  avviso, l'ARPA ha da esistere in maniera forte,  ha  da
  esistere  in maniera riconosciuta, non in maniera quasi occasionale
  come  è  in Sicilia, e per questo bisogna organizzare tutto  quello
  che  serve,  bisogna  fare  una pianta organica,  bisogna  che  gli
  interventi anche di potenziamento del personale seguano  la  strada
  maestra  e non la strada contorta, come quella che abbiamo  tentato
  in  modo  improvvido in quest'Aula e di cui dobbiamo prendere  atto
  oggi essere stata impugnata dal Commissario dello Stato.
   Quindi,  l'auspicio è che questo dibattito non serva a distinguere
  tra  primi della classe  o tra  ipotetici difensori del nulla ,  ma
  che possa vedere tutta l'Assemblea coinvolta in un sostegno vero ai
  programmi  di sviluppo e di presenza nella vita regionale dell'ARPA
  Sicilia.


   Presidenza del presidente Cascio


                        Sull'ordine dei lavori

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Sull'argomento non le posso concedere la parola, visto
  che ha già parlato il suo capogruppo.
   Ha facoltà di parlare sull'ordine dei lavori.

   GIANNI.  Signor Presidente, il tema è delicato: é un  momento  nel
  quale in Sicilia si parla di  dissesto idrogeologico.
   Ci  sono  due  gruppi, uno di centoventi  e un altro  di  quaranta
  professionisti  seri,  capaci e preparati e  il  Commissario  dello
  Stato  entra  a  gamba  tesa  su  questo  argomento,  aiutato   dal
  Presidente   della  Regione  che  gli  suggerisce   come   bocciare
  l'emendamento.
   Il  Parlamento deve sapere che questi sono atteggiamenti veramente
  pesanti che vanno respinti
   Personalmente, sono d'accordo con il  capogruppo Maira, e ancor di
  più  con il capogruppo del PDL onorevole Leontini, insieme al quale
  presenteremo   un   disegno  di  legge  per  garantire   a   questi
  professionisti di dare una mano alla nostra Regione.


   Presidenza del presidente Cascio


               Votazione l'ordine del giorno numero 224

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 224.
   Chi è favorevole resti seduto, che è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, porgo a tutti voi, gli auguri  di  un  felice
  anno nuovo.

   La  seduta è rinviata a mercoledì, 13 gennaio 2010, alle ore 17,00
  con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio


   I  - Giuramento di deputato.

   II - Comunicazioni.

   III  -  Svolgimento  di  interrogazioni e di  interpellanze  della
  rubrica  Presidenza della Regione.

                   La seduta è tolta alle ore 11.49


   ALLEGATO:

   Risposta scritta ad interrogazione - Rubrica «Famiglia»

   CAPUTO.  -  «Al  Presidente della Regione,  all'Assessore  per  le
  comunicazioni  e  i trasporti e all'Assessore per la  famiglia,  le
  politiche  sociali e le autonomie locali, premesso che i comuni  di
  Aliminusa  e  Sciara (PA) sono privi ancora oggi  del  servizio  di
  comunicazione   ADSL,  nonostante  le  rispettive   amministrazioni
  comunali hanno da tempo sollecitato gli enti gestori;

   considerato  che  la  mancanza  di  questo  speciale  sistema   di
  diffusione  della  comunicazione penalizza  non  solo  le  attività
  amministrative pubbliche, ma anche quelle imprenditoriali private e
  limita fortemente lo svolgimento di attività sociali e culturali;

   ritenuto  che appare fortemente assurdo che oggi possano  esistere
  comuni e territori privi di questo sistema;

   per  sapere  quali provvedimenti il Governo della Regione  intenda
  adottare  per  attivare  la linea ADSL nei comuni  di  Aliminusa  e
  Sciara». (456)

   Risposta.   -   «E'  pervenuta  a  questo  Ufficio  di   Gabinetto
  l'interrogazione n. 456/2009, a firma dell'onorevole Caputo,  volta
  ad  ottenere  notizie in merito alla mancanza della rete  ADSL  nei
  comuni di Sciara ed Aliminusa.
   A  tal  uopo quest'Assessorato ha chiesto delucidazioni in merito,
  per  il  tramite dell'ufficio ispettivo del Dipartimento  Autonomie
  Locali, alle Amministrazioni comunali di Sciara ed Aliminusa.
   Il  Comune  di  Sciara, riscontrando la richiesta  di  chiarimenti
  inviata dal Dipartimento già citato, ha chiarito, con nota n.  3970
  del  14/05/2009, che  Il disagio determinato dalla  mancanza  della
  rete  ADSL  è  causato  da  una difficoltà  dell'ente  gestore  del
  servizio  (Telecom)  all'adeguamento tecnologico  della  cabina  di
  distribuzione del servizio a rete'.
   Il comune di Sciara ha altresì precisato che  la società stessa  è
  stata più volte sollecitata alla risoluzione della problematica sia
  dal  medesimo  Comune  che  da privati cittadini,  tant'è  che  nel
  recente passato essa o società di servizio analogo (FastWeb -  Tele
  2 etc.) hanno proposto contratti per l'accesso al servizio ADSL. Ad
  oggi i tentativi effettuati non sono andati a buon fine.
   Per quanto sopra esposto e al fine di superare tale situazione  di
  disagio,  si  garantisce, per quanto di competenza, ogni  forma  di
  sollecitazione finalizzata alla attivazione del servizio».

                              L'Assessore
                          (dott.ssa Caterina
                               Chinnici)
   Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica  «Sanità»

   CAPUTO.  -  «Al  Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  sanità, premesso che:

   il Governo regionale, in ambito sanitario, ha effettuato una serie
  di  azioni finalizzate alla razionalizzazione della spesa  pubblica
  con  gravissime  conseguenze  per la  fruizione  di  importanti  ed
  essenziali servizi destinati ai cittadini;

   in  particolare nel caso de quo, gli organi e le autorità preposte
  hanno  posto  in essere una serie di provvedimenti che mirano  alla
  rifunzionalizzazione  dell'ospedale Regina  Margherita  di  Palazzo
  Adriano;

   la scelta politica, sicuramente mirata ad evitare spreco di denaro
  pubblico,   è  fortemente  lesiva  del  diritto  alla  salute   dei
  cittadini,  in quanto la scelta adottata dal Governo e dai  vertici
  dell'azienda  USL 6 di Palermo di fatto comporta  la  chiusura  del
  presidio   e   la   sua   trasformazione  in  residenza   sanitaria
  assistenziale (RSA) geriatrica;

   in  conseguenza di tale decisione, l'intera comunità, non  solo  i
  cittadini  del  comune  di Palazzo Adriano,  ma  anche  coloro  che
  abitano nel territorio del vasto comprensorio, subirà il gravissimo
  pregiudizio  del  diritto  alla  salute,  garantito  dalla   nostra
  Costituzione;

   il  timore è, altresì, reso ancora più preoccupante e grave poiché
  la   decisione  di  trasformare  l'ospedale  in  RSA  riguarda   un
  territorio i cui centri abitati distano molti chilometri dai grandi
  centri  urbani. I comuni interessati, infatti, sono molto  distanti
  dalla città di Palermo;

   in più, vi è da rilevare che la decisione di chiudere il presidio,
  inoltre, è in netta contraddizione con le reali e concrete esigenze
  del territorio di Palazzo Adriano;

   attualmente il presidio ospedaliero Regina Margherita ha attivi n.
  18 posti letto utilizzati per l'area medica. L'indice occupazionale
  dei  predetti posti letto è elevatissimo, in quanto tutti  i  posti
  vengono   utilizzati   costantemente   e   spesso   si   dimostrano
  insufficienti  rispetto ai bisogni ed alle esigenze della  numerosa
  utenza;

   in   un'ottica  di  razionalizzazione  della  spesa   pubblica   è
  fondamentale  prima riflettere sulle ripercussioni che  determinate
  scelte  possono  avere  sui cittadini, specialmente  se  le  scelte
  riguardano la salute pubblica;

   il  problema  della  spesa pubblica in ambito  sanitario  non  può
  certamente   essere  risolto  con  l'eliminazione   di   importanti
  strutture sanitarie, soprattutto in determinati comuni ove  non  vi
  si trovano altri presidi sanitari;

   la  scelta  di  trasformare  il presidio  ospedaliero  di  Palazzo
  Adriano  in  RSA  rappresenta una scelta inopportuna  e  grave  che
  provoca  enormi  disagi ai cittadini, non soltanto perché  lede  il
  diritto  alla  salute, ma anche perché comporta gravi ripercussioni
  sotto l'aspetto economico - sociale;

   in particolare, si ritiene che la trasformazione in RSA geriatrica
  in  una  zona a bassissimo reddito, come appunto quella montana  di
  Palazzo  Adriano,  ed  a  rischio  spopolamento  con  grave  flusso
  emigratorio,   sia   una  scelta  non  adeguata   alle   condizioni
  socioeconomiche del territorio;
   le   condizioni   economiche   della  popolazione,   invero,   non
  permetterebbero  la  fruizione  della  struttura,  atteso  che  per
  l'utilizzo  della  stessa  è necessaria la  compartecipazione  alla
  spesa  sanitaria  da parte dell'utente, di guisa che,  in  caso  di
  utenza   che   versa   in  disagiate  condizioni   economiche,   la
  compartecipazione  alla  spesa  sanitaria  verrebbe  garantita  dal
  comune  che  in  questo caso subirebbe a sua volta un  aggravio  di
  spesa sul bilancio comunale già fortemente penalizzato;

   considerato che:

   è  necessario  assicurare un servizio minimo  di  assistenza  agli
  utenti  del  territorio del comune di Palazzo  Adriano  e  del  suo
  comprensorio mantenendo il presidio ospedaliero;

   in  considerazione della grave crisi occupazionale e della  realtà
  socio  economica  è  necessario potenziare,  invece,  la  struttura
  sanitaria ampliando il numero dei posti letto al fine di soddisfare
  adeguatamente le numerose esigenze dell'utenza;

   ritenuto  che  la decisione di rifunzionalizzazione  del  presidio
  ospedaliero Regina Margherita di Palazzo Adriano risulta inadeguata
  alle esigenze della popolazione;

   per sapere quali provvedimenti il Governo intenda adottare per  la
  struttura ospedaliera di Palazzo Adriano; in particolare, si chiede
  l'adozione  dei  provvedimenti  finalizzati  al  mantenimento   del
  presidio» (269)

   Risposta.  -  «In ordine all'interrogazione n. 269  con  la  quale
  l'onorevole  Caputo  chiede notizie circa  la  rifunzionalizzazione
  dell'ospedale  Regina  Margherita  di  Palazzo  Adriano  (PA),   si
  rappresenta  che  con la legge regionale n. 5/2009,  approvata  dal
  Parlamento    regionale,    e   con   il   conseguente    riordino,
  rifunzionalizzazione   e  riconversione  della   rete   ospedaliera
  territoriale regionale, di cui al D.A. n. 1150 del 15 giugno  2009,
  il  predetto presidio ospedaliero è stato inserito nel Distretto  1
  dell'A.S.P. di Palermo prevedendone l'accorpamento con i presidi di
  Partinico e Corleone.
   In  particolare è stata prevista la cessazione della  funzione  di
  acuzie  con la contestuale attivazione delle funzioni di  P.T.A.  h
  24,  collegato  in  rete con i Dipartimenti  di  emergenza  urgenza
  dell'A.S.P. di Palermo, e con funzioni di R.S.A.».

                              L'Assessore
                         (dott. Massimo Russo)

   CAPUTO.  «Al  Presidente  della Regione e  all'Assessore  per  la
  sanità, premesso che:

   in  attuazione  del  piano di contenimento dei costi  della  spesa
  sanitaria è stata disposta, a far data dal mese di luglio 2008,  la
  chiusura della guardia medica del comune di Aliminusa;

   a  seguito  delle  proteste degli amministratori  pubblici  e  dei
  cittadini,   era  stata  fornita  assicurazione  sulla  contestuale
  presenza  nel  territorio di Aliminusa di un servizio di  ambulanza
  affidato  al  118,  che  avrebbe  dovuto  garantire  l'immediata  e
  continuata presenza sanitaria;

   considerato  che sino ad oggi, nonostante numerosi  solleciti  sia
  nei  confronti  della  SISE che dell'AUSL 6, non  è  stata  inviata
  nessuna  ambulanza  e l'intero comune è privo  di  un  servizio  di
  assistenza medica di emergenza;

   per  sapere  quali provvedimenti il Governo della Regione  intenda
  adottare in proposito». (457)

   Risposta.  -  «In ordine all'interrogazione n. 457, con  la  quale
  l'onorevole  Caputo  chiede notizie circa i presìdi  di  assistenza
  sanitaria nel comune di Aliminusa, si rappresenta che, a seguito di
  un'approfondita  analisi  condotta attraverso  la  Direzione  della
  Centrale  operativa  del S.U.E.S. 118, bacino di  PA-TP,  l'attuale
  allocazione  del  mezzo  presso il comune di Montemaggiore  Belsito
  risulta essere la più razionale ed efficace possibile.
   Infatti,  rispetto  alla dislocazione dei centri  ospedalieri  più
  vicini (Cefalù, Termini Imerese o Palermo) al sito in questione, la
  postazione  attuale consente di effettuare interventi ad  Aliminusa
  in  tempi  brevi  (2  km  da  Montemaggiore  pari  a  5  minuti  di
  percorrenza) con prosecuzione verso Cerda - Buonfornello - SS 113.
   Attesa quindi la vicinanza con il comune di Montemaggiore Belsito,
  si  ritiene pienamente tutelato il territorio e pertanto non appare
  utile  una  duplicazione  ovvero  un  trasferimento  di  postazione
  S.U.E.S. presso il comune di Aliminusa.
   Si  rappresenta comunque che, ai sensi delle  Linee guida generali
  sul  funzionamento  del  servizio  di  urgenza-emergenza  sanitaria
  S.U.E.S.  118   (D.A.  n. 481 del 25 marzo  2009  -  allegato  1  -
  paragrafo  4.2.6),  è possibile richiedere ulteriori  ambulanze  al
  responsabile  di centrale operativa il quale, previa autorizzazione
  assessoriale,  può  utilizzare mezzi  in  aggiunta  alla  dotazione
  ordinaria per motivate necessità stagionali e/o occasionali (eventi
  sportivi,  manifestazioni culturali) con oneri a  carico  dell'ente
  richiedente il servizio».

                              L'Assessore
                         (dott. Massimo Russo)

   MATTARELLA. «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   il  10  giugno  2009  il quotidiano 'La Repubblica',  edizione  di
  Palermo, ha pubblicato (pag. X) un articolo dal titolo 'Promosso il
  chirurgo sotto processo. Mandalà Direttore di Dipartimento a  Villa
  Sofia';

   nell'articolo si legge testualmente: 'Mandalà è accusato di  avere
  coperto  Cuffaro  e  Miceli. Il neodirettore  del  Dipartimento  di
  chirurgia  di Villa Sofia, a conclusione del processo che  lo  vede
  attualmente imputato per falsa testimonianza, rischia da due a  sei
  anni';

   l'articolo   continua  sottolineando  che  'proprio  la   delicata
  posizione giudiziaria di Mandalà fa gridare allo scandalo  la  CGIL
  siciliana, che - evidenziando anche come lo stesso medico sia sotto
  le  attenzioni dell'Agenzia delle entrate per presunte irregolarità
  nell'attività  intra  moenia  -  ha  scritto  una  nota  di   fuoco
  all'Assessore regionale alla sanità, chiedendogli conto  e  ragione
  di  quella firma apposta a ratifica della nomina di Mandalà a Villa
  Sofia,  che in questo momento è sotto la gestione commissariale  di
  Marcella  Di Benedetto e, dunque, nel pieno controllo degli  organi
  amministrativi della Regione';

   sempre  il  10  giugno  2009, anche il 'Giornale  di  Sicilia'  ha
  pubblicato (pag. 6) un articolo dello stesso contenuto;

   per sapere:

   se  risponda  al vero quanto riportato dai richiamati articoli  de
  'La Repubblica' e 'Giornale di Sicilia';

   se   fosse   a   conoscenza  di  tali  circostanze   prima   della
  pubblicazione di tali articoli;

   se sia intervenuto nel procedimento di nomina, ratificandola;

   se  abbia  già adottato le opportune iniziative per la  revoca  in
  autotutela di tale nomina». (614)

   Risposta.  -  «In ordine all'interrogazione n. 614, con  la  quale
  l'onorevole   Mattarella  chiede  notizie  circa  la   nomina   del
  neodirettore  del  dipartimento di  chirurgia  di  Villa  Sofia  di
  Palermo, si rappresenta quanto segue.
   Con  delibera  n.  219 del 27 febbraio 2009,  trasmessa  a  questa
  Amministrazione  in  pari data con nota prot.  n.  4540,  l'Azienda
  ospedaliera   Villa Sofia  di Palermo, al fine di  fronteggiare  le
  emergenze  rilevate nel Dipartimento di emergenza  accettazione  ed
  urgenza,  ha nominato fra l'altro il Direttore dei Dipartimento  di
  chirurgia  istituito con precedente delibera n. 311  del  14  marzo
  2008.
   Con  nota prot. n. 975 del 22 aprile 2009 questo Assessorato,  nel
  prendere   atto   delle  esigenze  rappresentate,  ha   autorizzato
  l'Azienda  a conferire anche il predetto incarico a condizione  che
  nelle  clausole  contrattuali  ne venisse  prevista  la  cessazione
  automatica  alla  definizione del procedimento di  riorganizzazione
  funzionale  dell'Azienda  in attuazione di  quanto  previsto  dalla
  legge regionale 14 aprile 2009, n. 5.
   Dalla  successione cronologica dei predetti atti  appare  evidente
  che   la  suddetta  autorizzazione  è  intervenuta  in  un  periodo
  antecedente  alle notizie apparse sulla stampa cui  fa  riferimento
  l'interrogante e rappresenta il completamento di un iter di  nomine
  iniziato nel febbraio 2009.
   Tali  nomine  competono  ai  Direttori generali  delle  Aziende  e
  l'Assessorato effettua esclusivamente una verifica di compatibilità
  economica  non  entrando  dunque nel merito  delle  scelte  operate
  tranne  che in evidente mancanza di presupposti giuridici necessari
  per la nomina».

                              L'Assessore
                         (dott. Massimo Russo)

   INCARDONA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per  la
  sanità, premesso che:

   il  decreto  assessoriale n. 01149 del 2009 riduce il servizio  di
  ambulanza del SUES 118 per Ragusa Ibla da H 24 ad H 12;

   la  frazione  barocca aveva già subito una pesante  penalizzazione
  sanitaria con la soppressione della guardia medica;

   Ragusa Ibla è patrimonio dell'umanità riconosciuta dall'UNESCO  e,
  di  conseguenza, ogni giorno è meta di migliaia di turisti  che  ne
  affollano vie e piazze;

   i  residenti ed i turisti hanno diritto ad una pronta risposta del
  servizio d'emergenza in caso di necessità;

   quando la postazione di Ibla è chiusa, il servizio viene garantito
  dalla postazione di Giarratana, che dista oltre 20 chilometri, ed è
  collegata  da  strade tortuose e lente da percorrere,  che  rendono
  impossibile l'arrivo dell'ambulanza in tempi brevi;

   per sapere se siano a conoscenza della grave situazione venutasi a
  creare,  potenzialmente pericolosa per la  salute  di  residenti  e
  turisti,  e  se non ritengano opportuno revocare immediatamente  il
  decreto sopraccitato, ripristinando il servizio di ambulanza H 24 a
  Ragusa Ibla». (634)

   Risposta.  -  «In ordine all'interrogazione n. 634, con  la  quale
  l'onorevole  Incardona  chiede  notizie  circa  la  possibilità  di
  ripristino  del  servizio  "H 24" per  le  ambulanze  operanti  nel
  territorio di Ragusa Ibla, si rappresenta quanto segue.
   Preliminarmente  si  precisa che gli interventi  del  servizio  di
  emergenza-urgenza per la frazione di Ibla nelle ore notturne (20.00
  -  8.00)  sono effettuati dalla postazione della città di Ragusa  e
  non   da   quella   di   Giarratana  come  erroneamente   segnalato
  dall'interrogante.
   L'ambulanza del 118 posizionata nella frazione di Ibla del  comune
  di  Ragusa,  operativa h 12 con D.A. n. 1149/2009,  è  classificata
  come  Mezzo di Soccorso di Base  (M.S.B.) con equipaggio costituito
  esclusivamente da n. 2 autisti/soccorritori C.R.I./S.I.S.E..
   Tale ambulanza è in grado dalle ore 8.00 alle 20.00 di ogni giorno
  di  fornire prestazioni sanitarie di trasporto di base, essendo  il
  personale a bordo addestrato alle tecniche di B.L.S.D. (Basic  Life
  Support and Defribillation).
   La  vicinanza della frazione di Ibla alla postazione  118  ubicata
  nella  città di Ragusa, operativa h 24, consente a quest'ultima  di
  raggiungere rapidamente (4 - 5 minuti) la frazione di Ragusa Ibla.
   Gli  operatori della C.O. S.U.E.S. 118 di Catania, cui  appartiene
  la  gestione  del servizio anche per la provincia di Ragusa,  hanno
  precise disposizioni in ordine all'attivazione della postazione 118
  della  città  di  Ragusa in relazione ad eventi  che  si  dovessero
  verificare  nelle ore di sospensione del servizio della  postazione
  di Ragusa Ibla.
   Inoltre non appare superfluo evidenziare che dalla data di entrata
  in  vigore del citato D.A. n. 1149/2009 la C.O. 118 di Catania  non
  ha registrato discrasie del servizio di emergenza urgenza né eventi
  avversi afferenti alla superiore disposizione organizzativa del 118
  nella città di Ragusa.
   In  ultimo  si  precisa che nel corso della riunione del  Comitato
  Regionale per l'Emergenza (ex articolo 24 della l.r. n. 5/2009)  il
  referente dell'A.S.P. di Ragusa per il S.U.E.S. 118, dott.  Rabito,
  ha  ritenuto adeguati gli standard di servizio espletati dal 118 in
  provincia  di Ragusa e pertanto non ha ritenuto di dover  suggerire
  modifiche  nell'operatività oraria della postazione 118  di  Ragusa
  Ibla».

                              L'Assessore
                         (dott. Massimo Russo)

   D'ANTONI  - ARENA. - «Al Presidente della Regione ed all'Assessore
  per  la  sanità, premesso che il decreto n. 481 del 25 marzo  2009,
  recante  le  'Nuove  linee  guida generali  sul  funzionamento  del
  servizio  di  urgenza-emergenza sanitaria regionale  SUES  118'  ha
  evidenziato  l'esigenza di dover rivedere l'attuale  organizzazione
  del  sistema  dell'emergenza-urgenza  e  di  dover  apportare  quei
  correttivi  necessari  ad  un  ottimale  funzionamento  dell'intero
  sistema;

   considerato che, per quanto in premessa, si è ritenuto  necessario
  prevedere un'operatività delle ambulanze anche per periodi di 12  o
  16 ore;

   rilevato che il comune di Zafferana Etnea (CT) vive il disagio  di
  disporre di un'unità in regime di 12 ore di operatività, nonostante
  non  risulti  interessato  dalla suddetta rimodulazione  operativa,
  come  si desume dalla tabella A' allegata al decreto del 15  giugno
  2009  dell'Assessore  per  la  sanità,  mantenendo,  pertanto,   la
  consueta operatività di 24 ore;

   per sapere quali iniziative urgenti intendano predisporre affinché
  si  ripristini  nelle  zone interessate  il  regolare  servizio  di
  emergenza - urgenza erroneamente ridotto». (694)

   Risposta. - «In ordine all'interrogazione n. 694, con la quale gli
  onorevoli  D'Antoni e Arena chiedono notizie circa l'operatività  H
  24  delle ambulanze del SUES nel comune di Zafferana Etnea (CT), si
  rappresenta la predetta postazione, come da tabella  A  del decreto
  del  15  giugno  2009 e come da verifiche effettuate attraverso  il
  responsabile della C.O. di Catania, risulta operativa h 24».

                              L'Assessore
                         (dott. Massimo Russo)

   DE BENEDICTIS. -  «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   con  decreti assessoriali del 27 giugno 2000, recanti i numeri  da
  32213  a 32121, pubblicati nella G.U.R.S., serie speciale concorsi,
  n.  8  del  28 luglio 2000, l'Assessore regionale per la sanità  ha
  bandito  concorsi pubblici per titoli ed esami per il  conferimento
  dei  posti  nelle  sedi farmaceutiche vacanti nelle  nove  province
  della  Regione, come precedentemente istituite in sede di revisione
  delle   relative  piante  organiche  delle  farmacie   dei   comuni
  interessati;

   detti  concorsi  a  tutt'oggi  non  sono  stati  espletati,  fatta
  eccezione per quello relativo al Comune di Messina;

   i   presupposti  oggettivi  per  cui  furono  istituite  le   sedi
  farmaceutiche  de  quo,  nell'enorme  lasso  di  tempo  inutilmente
  intercorso,  sono  mutati,  spesso radicalmente,  nelle  moltissime
  realtà urbanistiche dei comuni interessati, per molti dei quali non
  è  stata  operata  l'obbligatoria revisione biennale  della  pianta
  organica delle farmacie;

   l'espletamento dei datati concorsi provinciali, banditi nel luglio
  2000,  oltre  ad  escludere illegittimamente, per evidenti  ragioni
  soltanto  anagrafiche,  la partecipazione di  migliaia  di  giovani
  farmacisti  aventi  diritto, attuerebbe  di  fatto  l'apertura  nel
  territorio di farmacie non più esattamente rispondenti alle attuali
  esigenze dei cittadini, se non addirittura in soprannumero, a causa
  degli  intervenuti spostamenti nell'ambito del territorio  comunale
  dei  residenti e/o del loco, decremento notoriamente registrato  in
  moltissimi dei comuni interessati;

   nelle  more  è altresì intervenuta la legge 24 novembre  2003,  n.
  326,  la  quale  detta una nuova disciplina in materia,  prevedendo
  l'espletamento di concorsi su scale regionale, anche  per  evidenti
  ragioni  di opportunità ed economicità, finalizzati alla formazione
  di   una   graduatoria  unica  regionale  di  idonei  con  validità
  quadriennale, cui far ricorso direttamente per l'intero periodo;

   per sapere:

   se  sia  stata avviata, nel rispetto della normativa vigente,  una
  puntuale  revisione  quantomeno delle piante organiche  dei  comuni
  interessati  all'apertura delle nuove sedi di cui  ai  concorsi  de
  quibus;

   se  non  ritenga  opportuno annullare i  concorsi  provinciali  e,
  previa   rideterminazione  delle  nuove   sedi   farmaceutiche   da
  assegnare,  procedere a bandire, nel rispetto  della  citata  legge
  dello   Stato,   un   concorso  regionale,  consentendo   così   la
  partecipazione  a  tutti i farmacisti che  alla  fissanda  data  ne
  avranno diritto, spendendo tutti i propri relativi titoli acquisti;

   che  tempi ritenga necessari per ricondurre l'incresciosa  vicenda
  in  parola  nel  giusto  alveo  della logicità  e  legalità,  nella
  sensibile  rappresentazione dell'oggettiva urgenza  di  rendere  ai
  cittadini  il  miglior servizio farmaceutico possibile,  quantomeno
  sul  piano  logistico, adempimento che, se pur  a  costo  zero  per
  l'amministrazione, contribuirebbe visibilmente ed in modo rilevante
  a migliorare il servizio sanitario». (758)
   Risposta.  -  «In ordine all'interrogazione n. 758, con  la  quale
  l'onorevole  De Benedictis chiede notizie circa la rideterminazione
  delle sedi farmaceutiche vacanti tramite concorso regionale, previo
  annullamento  di quelli provinciali già banditi il 27 giugno  2000,
  si rappresenta quanto segue.
   Le Commissioni giudicatrici, istituite con notevole ritardo, hanno
  definito  soltanto  di  recente le procedure per  l'ammissione  dei
  candidati per tutte le nove province valutando la notevole mole  di
  istanze pervenute (circa undicimila).
   L'entrata   in   vigore  della  legge  regionale  n.   4/2003   ha
  ulteriormente rallentato l'iter procedurale dei concorsi.  Infatti,
  l'art.  32  della  citata  legge  disponeva  che,  in  deroga  alla
  normativa   statale  di  assegnazione  di  sedi  farmaceutiche,   i
  farmacisti  titolari rurali, aventi sede nelle isole  minori,  dopo
  una  formulazione  di graduatoria a seguito di  concorso  per  soli
  titoli, avrebbero potuto optare per le sedi, non ancora assegnate e
  messe a concorso nel 2000.
   A  seguito  di  ricorso  su  tale previsione  normativa  la  Corte
  Costituzionale  si  è pronunziata nel 2007 eccependo  il  vizio  di
  incostituzionalità della norma richiamata.
   Soltanto a seguito di ciò le Commissioni hanno potuto procedere ad
  ultimare le selezioni per le ammissioni dei candidati.
   Inoltre  l'omessa previsione di copertura finanziaria  al  momento
  della  formalizzazione del bando ha fatto sì  che  non  si  potesse
  procedere all'espletamento delle prove.
   Solo recentemente, con la legge regionale n. 12 del 2 maggio 2007,
  è stata stanziata la somma di  . 60.000 per il triennio 2007/2009 a
  fronte dei 200.000 euro richiesti e necessari per lo svolgimento di
  tutti  i  concorsi.  Con  la predetta somma  si  è  proceduto  alle
  selezioni  per  la sola provincia di Messina dato che  le  relative
  commissioni  giudicatrici  erano state  le  prime  ad  ultimare  le
  operazioni  di  ammissione; in seguito a ciò sono  state  assegnate
  quattro nuove sedi farmaceutiche nella predetta provincia.
   Con D.A. n. 2269 del 16 ottobre 2009 è stata stanziata la somma di
   . 153.252,00 sul capitolo n. 412537 per lo svolgimento delle prove
  concorsuali  (bando  del  2000)  per  l'assegnazione   delle   sedi
  farmaceutiche  vacanti  e  di  nuova  istituzione  delle  rimanenti
  province.
   In   relazione   alle   mutazioni  territoriali   e   demografiche
  evidenziate   dall'interrogante,  si  precisa  che  il   competente
  Servizio  di  questo  Assessorato, a seguito degli  approfondimenti
  effettuati  in  sede  di revisione della pianta organica  regionale
  delle  farmacie, ha assicurato che le paventate mutazioni non  sono
  tali   da  dover  prevedere  un'eventuale  revoca  dei  bandi   già
  espletati.
   In ultimo, riguardo all'eventuale applicazione delle previsioni di
  cui  alla legge n. 326/2003, si ritiene che, per la fattispecie qui
  trattata,  la  stessa aprirebbe un gravoso contenzioso  per  questa
  amministrazione  sia  perché  i concorsi  furono  banditi  in  data
  antecedente  alla  citata norma sia perché gli eventuali  candidati
  esclusi non potrebbero più partecipare ai successivi bandi  per  la
  mancanza del requisito dell'età.
   Tuttavia  si  ritiene utile evidenziare che la procedura  prevista
  dalla  normativa  nazionale su richiamata, salvo diversi  eventuali
  interventi normativi regionali, potrà essere applicata per le  sedi
  farmaceutiche da assegnare con i futuri bandi».

                              L'Assessore
                         (dott. Massimo Russo)