Presidenza del presidente Cascio
DE LUCA, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per oggi gli onorevoli:
Ammatuna, Aricò, Beninati, Bosco, Buzzanca, Campagna, Cascio
Salvatore, Currenti, D'Agostino, D'Antoni, D'Asero, Digiacomo,
Falcone, Faraone, Ferrara, Incardona, Lentini, Limoli, Mancuso,
Marinese, Marrocco, Pogliese, Raia, Scammacca, Scilla, Termine e
Vinciullo.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per la Famiglia:
n. 456 - Mancanza di rete ADSL nei comuni di Aliminusa e Sciara
(PA).
Firmatario: Caputo Salvino
- da parte dell'Assessore per la Sanità:
n. 269 - Rifunzionalizzazione dell'ospedale Regina Margherita di
Palazzo Adriano (PA).
Firmatario: Caputo Salvino
n. 457 - Presìdi di assistenza sanitaria nel comune di Aliminusa
(PA).
Firmatario: Caputo Salvino
n. 614 - Notizie sulla nomina del neodirettore del dipartimento
di chirurgia di Villa Sofia di Palermo.
Firmatario: Mattarella Bernardo
n. 634 - Ripristino del servizio 'H24' per le ambulanze operanti
nel territorio di Ragusa Ibla.
Firmatario: Incardona Carmelo
n. 694 - Notizie circa l'operatività h24 delle ambulanze del SUES
nel comune di Zafferana Etnea (CT).
Firmatari: D'Antoni Orazio e Arena Giuseppe
n. 758 - Urgente rideterminazione delle sedi farmaceutiche vacanti
tramite concorso regionale, previo annullamento di quelli
provinciali già banditi il 27 giugno 2000.
Firmatario: De Benedictis Roberto.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Comunicazione di invio di disegni di legge alla competente
Commissione legislativa
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alla competente Commissione legislativa Affari
istituzionali':
«Modifiche all'articolo 12 della legge regionale 26 agosto 1992,
n. 7» (n. 493)
- di iniziativa parlamentare
- inviato il 22 dicembre 2009
«Istituzione della Conferenza dei presidenti dei consigli comunali
della Regione» (n. 495)
- di iniziativa parlamentare
- inviato il 22 dicembre 2009
«Modifiche ed integrazioni al sistema elettorale degli enti
locali» (n. 502)
- di iniziativa parlamentare
- inviato il 22 dicembre 2009.
Comunicazione di richiesta di parere
PRESIDENTE. Comunico la seguente richiesta di parere pervenuta dal
Governo ed assegnata alla Commissione legislativa Ambiente e
Territorio' (IV):
Criteri di riconoscimento dei distretti turistici. Legge regionale
15 settembre 2005, n. 10, articolo 7 (n. 61/IV)
- pervenuta in data 23 dicembre 2009
- inviata in data 28 dicembre 2009.
Comunicazione di pareri resi
PRESIDENTE. Comunico i seguenti pareri resi dalle competenti
Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Schemi di decreti assessoriali di ripartizione, per l'anno 2009, a
norma dell'articolo 76, comma 5, della legge regionale 26 marzo
2002, n. 2 (n. 58/I)
- reso in data 16 dicembre 2009
- inviato in data 21 dicembre 2009
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
Sistema 118 e rete di trasporto territoriale - Costituzione di una
Società consortile per azioni denominata Sicilia Emergenza-Urgenza
sanitaria S.C.p.A. - bozza di statuto societario (n. 57/VI)
- reso in data 17 dicembre 2009
- inviato in data 21 dicembre 2009.
Comunicazione di proroga di richiesta di parere
PRESIDENTE. Comunico che è stata accordata una proroga di trenta
giorni del termine previsto per l'espressione del parere n. 56/VI
Riorganizzazione e potenziamento della rete regionale di
residenzialità per i soggetti fragili'.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di ritiro di richiesta di parere
PRESIDENTE. Comunico che, in data 15 dicembre 2009, l'assessore
regionale per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti,
onorevole Strano, ha dichiarato di volere ritirare la richiesta di
parere Criteri di riconoscimento dei distretti turistici - legge
regionale 15 settembre 2005, n. 10, articolo 7' (n. 46/IV).
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di trasmissione da parte del Presidente della
Regione di copia di documentazione relativa al P.O. FERS Sicilia
2007/2013
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione ha trasmesso,
in data 17 dicembre 2009, copia della documentazione relativa al
P.O. FESR Sicilia 2007/2013 - Proposta di modifica delle seguenti
linee di intervento del documento Requisiti di ammissibilità e
criteri di selezione':
5.1.3.1 - 5.1.3.2 - 5.2.3.5 - 6.1.1.4; copia del sopra citato
documento è stata trasmessa alle Commissioni parlamentari II,
III, e IV;
4.2.1.3 - 4.2.2.1 - 4.2.2.2 - 4.2.2.3 - 4.2.2.4 - 4.2.2.5 -
5.1.1.1 - 5.1.1.2 - 5.1.1.3 - 5.1.2.1 - 5.1.2.2 - 5.1.2.4 -
5.1.3.1 - 5.1.3.3 - 5.2.1.3 - 5.2.2.1; copia del sopra citato
documento è stata trasmessa alle Commissioni parlamentari I, II,
III, e IV e V.
1.1.4.2 - 1.2.2.1 - 1.2.3.3 - 2.1.3.1 - 2.1.3.2 - 2.1.3.6 -
2.1.3.7 - 2.1.3.8 - 2.1.3.10 - 2.3.1.9 - 2.4.4.2 - 3.2.1.1 -
3.2.2.1 - 3.2.2.3 - 3.2.2.4 - 3.2.2.5 - 3.2.2.6 - 3.2.2.7 -
7.1.1.9 - 7.1.1.10 -7.1.2.4 - 7.1.2.5; copia del sopra citato
documento è stata trasmessa alle Commissioni parlamentari I, II,
III, e IV e VI.
3.3.1.2 - 3.3.1.3 - 3.3.2.1 - 3.3.2.2 - 3.3.2.5 - 3.3.3.1 -
3.3.3.3 - 3.3.3.4 - 3.3.3.5; copia del sopra citato documento è
stata trasmessa alle Commissioni II, IV e V.
5.2.1.3; copia del sopra citato documento è stata trasmessa alla
Commissione III.
Comunicazione di impugnativa da parte del Commissario dello Stato
PRESIDENTE. Comunico che il Commissario dello Stato per la Regione
siciliana, con ricorso del 22 dicembre 2009, notificato il 23
dicembre 2009, ha impugnato il seguente articolo della
deliberazione legislativa Interventi finanziari urgenti per l'anno
2009 e disposizioni per l'occupazione. Autorizzazione per
l'esercizio provvisorio per l'anno 2010' (ddl n. 499), approvata
dall'Assemblea il 17 dicembre 2009:
- articolo 3, per violazione degli articoli 3, 51, 97 e 117 lett.
l) della Costituzione, nonché degli articoli 14 e 17 dello Statuto
speciale per interferenza nella materia del diritto civile.
Indirizzo di saluto ad una delegazione di dipendenti dei servizi
sociali, culturali e scolastici
del comune di Nicolosi (CT)
PRESIDENTE. Rivolgo un indirizzo di saluto ad una delegazione di
dipendenti dei servizi sociali, culturali e scolastici del comune
di Nicolosi (CT), che assiste alla seduta.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
DE LUCA, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
lo Statuto della Regione siciliana, all'art. 17, comma 1, lettera
b), attribuisce alla stessa Regione competenza legislativa
concorrente nella materia della sanità pubblica;
l'Assemblea regionale siciliana ha approvato il 25 marzo 2009 il
testo di riforma sanitaria siciliana, rubricato come Norme per il
riordino del Servizio sanitario regionale';
tenuto conto che:
l'Assessore regionale per la sanità ha provveduto all'assegnazione
di 12 milioni di euro per l'acquisto di nuove apparecchiature per
la provincia di Trapani;
sono state assegnate all'ospedale Abele Ajello' di Mazara del
Vallo (TP) una TAC, un agiografo portatile e si è proceduto alla
sostituzione della TAC esistente;
inoltre, è prevista l'allocazione della radioterapia proprio nel
ristrutturando ospedale di Mazara del Vallo, adducendo come
motivazioni la ritenuta posizione baricentrica, equidistante
rispetto al posizionamento degli acceleratori lineari situati nelle
due province confinanti di Palermo ed Agrigento;
considerato che:
la radioterapia e la medicina nucleare rappresentano metodiche di
fondamentale importanza nel trattamento dei tumori e che l'ospedale
S. Antonio Abate' di Trapani è un presidio di riferimento
provinciale per il reparto di oncologia medica da oltre dieci anni;
il suddetto ospedale di Trapani ha un reparto di radiologia dotato
oltre che delle normali apparecchiature radiografiche, anche di TAC
e di risonanza magnetica ad alto campo, capaci di effettuare
precisi stadi di azione delle malattie tumorali anche attraverso la
radiologia interventistica che consente le biopsie mirate;
l'ulteriore dotazione di strumentistica finalizzata al
monitoraggio dell'attività di malattia in corso di terapia
consentirebbe lo studio completo e strumentale del paziente dalla
diagnosi alla terapia stessa;
l'ospedale S. Antonio Abate' di Trapani è dotato di un reparto di
chirurgia, di unità coronaria, di un reparto di pneumologia, di una
rianimazione con anestesisti specializzati nella terapia del
dolore, di un servizio di assistenza psicologica, il reparto di
radiologia sarebbe un completamento naturale del processo di
prevenzione e cura dei tumori;
inoltre, nel febbraio scorso è stata sottoscritta un'intesa fra il
sindaco di Erice (TP) ed il direttore del tempo dell'azienda
ospedaliera, ing. Catalano, alla cui base vi era una permuta tra
l'ex albergo Igea in Erice Vetta, di cui l'azienda era
proprietaria, ed un'area alle spalle del Sant'Antonio di proprietà
del Comune ericino; l'intesa prefigurava una ulteriore
riqualificazione del centro storico della Vetta, da un lato, e
proprio l'insediamento di un polo oncologico a valle, dall'altro.
Un'intesa che, anzi, ha prodotto tutta una serie di atti
propedeutici alle due realizzazioni, quali la partecipazione ad un
apposito bando regionale da parte del Comune con una previsione di
spesa di circa 6 milioni e, collateralmente, l'avvio delle
procedure tecnico-amministrative indispensabili per conseguire la
variante urbanistica in favore dell'azienda sanitaria;
per sapere quali siano le motivazioni che oggi spingono
l'Assessore per la sanità a disattendere le legittime aspettative
di una comunità intera, che attende l'attivazione presso l'ospedale
di Trapani di reparti di radioterapia e medicina nucleare, che
rappresentano, in quasi tutte le forme di tumore, le terapie
vitali, inserite, secondo il protocollo internazionale, anche in un
più ampio percorso di diagnosi che ad oggi è svolto con
professionalità nell'intero ospedale trapanese». (934)
MARROCCO
«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali, premesso che:
la sentenza della Corte costituzionale n. 189/2007 ha sancito:
1. l'illegittimità costituzionale dell'art. 58, comma 1, della
legge della Regione siciliana 18 maggio 1996, n. 33 (relativa a
Interventi urgenti per l'economia. Norme in materia di impresa,
agricoltura, artigianato, lavoro, turismo e pesca. Disposizioni su
altre materie, modifiche e abrogazione di norme'), nella parte in
cui prevede che il contratto nazionale di lavoro giornalistico si
applica anche ai giornalisti degli uffici stampa negli enti locali
siciliani;
2. l'illegittimità costituzionale dell'art. 16, comma 2, della
legge della Regione siciliana 17 marzo 2000, n. 8 ( Disposizioni
programmatiche e finanziarie per l'anno 2000'), nella parte in cui
prevede che la qualifica e il trattamento contrattuale di capo
servizio si applica anche ai componenti degli uffici stampa negli
enti locali siciliani;
3. l'illegittimità costituzionale dell'art. 127, comma 2, della
legge della Regione siciliana 26 marzo 2002, n. 2 ( Disposizioni
programmatiche e finanziarie per l'anno 2002'), nella parte in cui
prevede che ai giornalisti componenti gli uffici stampa già
esistenti presso gli enti locali è attribuita la qualifica e il
trattamento contrattuale di redattore capo, in applicazione del
contratto nazionale di lavoro giornalistico;
osservato che la Corte, in un passaggio della sentenza, ha
statuito che 'le norme censurate si pongono in contrasto con il
generale principio secondo il quale il trattamento economico dei
dipendenti pubblici, il cui rapporto di lavoro è stato
privatizzato, deve essere disciplinato dalla contrattazione
collettiva';
rilevato che dall'esame della sentenza emerge come la Corte
costituzionale abbia espunto dall'ordinamento giuridico le norme
che attengono esclusivamente agli aspetti retributivi e
all'inquadramento con mansioni giornalistiche di capo redattore e
non già quelle che tuttora riconoscono, perché non interessate
dalla pronuncia, il diritto all'inquadramento giuridico con
mansioni di giornalista del personale destinatario delle norme in
esame;
rilevato altresì che:
l'effetto retroattivo della sentenza della Corte costituzionale
inficia le norme dichiarate contrarie alla Costituzione, in quanto
inefficaci fin dall'origine, salvo per le situazioni giuridiche
consolidatesi per effetto di eventi che l'ordinamento giuridico
riconosce idonei a produrre tale effetto quali, ad esempio, le
sentenze passate in giudicato, gli atti amministrativi non più
impugnabili, la prescrizione e la decadenza (Cass.civ., sez III, 28
luglio 1997, n. 7057);
e ancora, 'la retroattività delle sentenze interpretative
addittive, pronunciate dalla Corte Costituzionale, trova il suo
naturale limite nella intangibilità delle situazioni e dei rapporti
giuridici ormai esauriti in epoca precedente alla decisione della
Corte' (Cons. giust. Amm. Sicilia 24 settembre 1993, n. 319);
vista e considerata, dunque, la natura del rapporto di lavoro
giornalistico;
assunto che le posizioni di diritto consolidatesi nel tempo in
capo ai singoli giornalisti componenti a vario titolo degli uffici
stampa non possono subire alcuna 'reformatio in pejus', persino
sotto l'aspetto strettamente retributivo, e ciò anche in forza del
principio della tutela dell'affidamento esistente al momento in cui
il lavoratore ha sottoscritto il contratto e l'inquadramento per le
mansioni e il trattamento giuridico ed economico di giornalista con
qualifica di capo redattore del CCNL giornalistico FIEG (diritti
quesiti);
ricordato che il 24 ottobre 2007 tra l'Assessore regionale alla
Presidenza e l'ANCI SICILIA, l'URPS, la FNSI-FIEG e l'associazione
siciliana della stampa è stato sottoscritto il 'Contratto
collettivo per l'individuazione e la regolamentazione dei profili
professionali negli uffici stampa di cui all'art. 58 della l.r. 18
maggio 1996, n. 33' con cui vengono recepite le figure
professionali previste dal contratto nazionale giornalistico e che
si applica al personale giornalistico componente gli uffici stampa;
ricordato ancora che l'applicazione del CCNL negli enti locali
siciliani è ribadita da sentenza del Tribunale di Messina del 25
settembre 2008, dove trova riconoscimento la piena validità
dell'accordo per l'individuazione e la regolamentazione dei profili
professionali negli uffici stampa firmato da FNSI e associazione
siciliana della stampa;
ricordato anche che nella vacatio tra la sentenza della Corte
costituzionale (giugno 2007) e la stipula della contrattazione
collettiva (ottobre 2007) è intervenuta (agosto 2007) la circolare
dell'Assessore regionale per la famiglia pro tempore on. Paolo
Colianni, che aveva ribadito la volontà del Governo regionale di
istituire Uffici stampa negli enti locali e nelle amministrazioni
pubbliche, citando la lunga serie di provvedimenti normativi
vigenti in Sicilia su questa materia, e di fare rispettare negli
enti locali il regolare pagamento delle retribuzioni a favore dei
giornalisti per le prestazioni regolarmente svolte negli uffici
stampa degli enti locali;
considerato, quindi, che con tale circolare il Governo regionale
aveva avvertito gli enti locali di non modificare lo status
giuridico ed economico dei giornalisti dei rispettivi uffici
stampa, in attesa di un successivo intervento concretizzatosi,
appena due mesi dopo, con la contrattazione collettiva, in ossequio
all'obbligatorietà dell'informazione (art. 1 della legge 7 giugno
2000, n. 150) quale funzione delle pubbliche amministrazioni
(individuate all'art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 29 del 3 febbraio
1993 e sue modifiche ed integrazioni);
visto, peraltro, che in applicazione di quanto disposto dall'art.
76 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, i giornalisti dipendenti
dalle pubbliche amministrazioni sono stati iscritti all'INPGI
dall'1 gennaio 2001, senza alcuna modifica degli elementi
costitutivi fondamentali del rapporto di lavoro;
confermato, quindi, che in tutte le sedi è stata riconosciuta la
peculiarità del rapporto di lavoro giornalistico, ancorché prestato
all'interno delle pubbliche amministrazioni;
visto, invece, che la Procura regionale della Corte dei conti
della Regione siciliana ha avviato un'indagine in ordine
all'applicazione della sentenza della Corte costituzionale n. 189
del 5 giugno 2007 creando problemi per la piena funzionalità dei
vari uffici stampa delle pubbliche amministrazioni siciliane;
per sapere quali misure intenda adottare per chiarire rapidamente
con la Corte dei conti i termini della questione, come da
riferimenti legislativi e ordinamentali sopra ricordati, e
assicurare alle pubbliche amministrazioni e ai giornalisti operanti
nei relativi uffici stampa la serenità necessaria al loro lavoro».
(935)
MARZIANO-SPEZIALE-AMMATUNA-DIGIACOMO-FARAONE-GALVAGNO-MARINELLO-
PANARELLO- PANEPINTO-RAIA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
le neoplasie ed in genere le patologie tumorali rappresentano un
notevole fattore di rischio per le aspettative di vita dei
cittadini colpiti da dette malattie;
purtroppo, il numero di persone che ogni anno si ammalano è in
continuo aumento;
la chemioterapia, la chirurgia e la radioterapia rappresentano le
tre principali risorse per la terapia dei tumori;
in provincia di Trapani, per la cura e la diagnosi dei pazienti
oncologici, sono attivi solamente 30 posti letto in day hospital 15
presso l'ospedale di Trapani e 15 nel presidio di Castelvetrano;
le strutture per praticare la radioterapia sono del tutto assenti;
per almeno la metà dei pazienti colpiti da tumore sarebbe
necessario praticare la radioterapia;
in provincia di Trapani, a fronte di circa 1900 casi di tumore
ogni anno, si registrano solo poche centinaia di ricoveri per
radioterapia, ovviamente in strutture ubicate in altre province
siciliane o addirittura in altre regioni;
ciò evidenzia come molti pazienti, pur di non sobbarcarsi il
carico di pesanti trasferimenti (che, peraltro, producono un costo
per le casse del sistema sanitario di almeno 15 milioni di euro),
non si sottopongono regolarmente alle cure necessarie;
pertanto, nel territorio della provincia di Trapani, oltre ad
aumentare il numero dei posti letto per i malati oncologici e
assicurare un servizio 'H 24', sarebbe necessario installare almeno
due strutture per assicurare il trattamento radioterapico;
l'allora azienda ospedaliera S. Antonio Abate, già nel 2007, ha
presentato un progetto per la realizzazione di una palazzina in cui
allocare le strutture per la radioterapia;
tale palazzina verrebbe realizzata in un terreno di circa 3.000
metri quadrati, sarebbe collegata al predetto nosocomio e sarebbe
costituita da 3 elevazioni fuori terra ed un piano interrato;
il Comune di Erice e l'azienda ospedaliera hanno già verificato la
fattibilità urbanistica della predetta struttura ed in particolare
il Comune si è detto disponibile ad approvare la relativa variante
urbanistica;
da dichiarazioni di stampa si è appreso che l'Assessore per la
Sanità avrebbe intenzione di realizzare la struttura per il
trattamento radioterapico nell'ospedale di Mazara del Vallo;
nulla viene detto dall'Assessore e dal Governo regionale in merito
al progetto redatto dall'azienda ospedaliera di Trapani, il quale,
stante l'avanzato stato, potrebbe essere realizzato in poco tempo
ed assicurerebbe la creazione di un vero centro oncologico, in cui
praticare tutte le terapie possibili contro le neoplasie;
la provincia di Trapani, da anni, attende una reale pianificazione
del sistema sanitario che tenga conto delle effettive esigenze del
territorio e non provochi scontri tra le diverse comunità;
pertanto, è improcrastinabile la creazione di tutte le strutture
necessarie al trattamento delle patologie tumorali, quali l'aumento
del numero dei posti letto e la creazione di almeno due centri per
la radioterapia;
per sapere:
se sia intenzione del Governo della Regione e in particolare
dell'Assessorato regionale Sanità valutare la fattibilità del
progetto predisposto dall'allora azienda ospedaliera S. Antonio
Abate di Trapani relativamente alla costruzione di una struttura in
cui praticare la radioterapia, così realizzando il primo vero
centro oncologico della Provincia di Trapani;
se, pertanto, non ritengano di finanziare prima di tutto il
progetto realizzato dall'azienda ospedaliera di Trapani (ora ASP),
per poi passare alla verifica di fattibilità di quello che verrà
predisposto per l'ospedale di Mazara del Vallo, visto che così
operando la provincia di Trapani in molto meno tempo potrebbe
fruire di un centro oncologico e della terapia radioterapica;
se abbiano utilizzato o intendano utilizzare i fondi di cui
all'art. 1, comma 797, legge n. 296 del 2006, pari a 500 milioni di
euro destinati alla riqualificazione strutturale e tecnologica dei
servizi di radioterapia e radiodiagnostica;
se gli inammissibili ritardi, in termini di programmazione
regionale, per attingere ai fondi di cui al precedente punto
condizionino pesantemente la scelta ragionevole di collocare il
primo acceleratore lineare per radioterapia presso l'ospedale
provinciale di Trapani, già azienda sanitaria Sant' Antonio Abate,
ove opera un reparto di oncologia». (936)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
ODDO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che l'Unità operativa di pediatria del presidio
ospedaliero Vittorio Emanuele facente parte dell'azienda
ospedaliera universitaria 'Policlinico - Vittorio Emanuele' di
Catania, diretta dal dott. Raffaele Falsaperla, costituisce oggi
una nicchia di eccellenza per la pediatria in tutta la Sicilia
orientale, come è attestato sia dalla provenienza geografica dei
piccoli pazienti (Ragusa, Siracusa, Messina, Enna e non solo
Catania), sia dal numero considerevole di accessi, ben 25.000 circa
all'anno;
rilevato che i ricoverati sono stati, nell'anno 2008, ben 1.500
oltre a circa 1.200 assistiti in day-hospital, dati, questi,
ufficiali che è possibile reperire sul report relativo all'anno
2009 dell'azienda ospedaliera universitaria 'Policlinico - Vittorio
Emanuele';
evidenziato che l'attività per le visite ambulatoriali, peraltro
incrementata del 30 per cento rispetto al 2007, è stata di ben
1.400 visite e che lo stesso tasso di occupazione (ovvero l'indice
di ricovero rispetto ai posti letto) è aumentato, dal secondo
semestre 2007 al terzo trimestre 2009, dal 76 per cento al 92 per
cento;
ritenuto che tale notevole incremento debba ascriversi
all'eccellenza dimostrata da tale struttura ospedaliera e come non
possa non rilevarsi che tale picco di attività si sia verificato in
concomitanza con l'assunzione del nuovo direttore dott. Raffaele
Falsaperla, avvenuto l'1 marzo 2008;
rilevato altresì che:
a fronte di tale aumentata capacità sia ricettiva che di
prestazioni dispensate, il numero del personale addetto è diminuito
considerevolmente. Basti pensare come, rispetto all'organico in
forza nell'anno 2008, ad esempio, nel 2009 risultano le seguenti
carenze organiche: n. 3 dirigenti medici pediatri (in meno); n. 6
infermieri (in meno); n. 2 operatori socio-sanitari (in meno);
anche le attrezzature in dotazione risultano carenti. In
particolare, si è constatato di persona come l'unità operativa
pediatria in argomento non possieda neppure un elettroencefalografo
per le urgenze neurologiche (l'elettroencefalografo è
indispensabile in caso di traumi cranici, perdite di coscienza con
o senza fenomeni motori, disturbi di tipo compulsivo etc.; tale
apparecchiatura è necessaria in un pronto soccorso, anche nella
considerazione che, nei casi di urgenza, non è ipotizzabile
ricorrere ad altre strutture sanitarie, più o meno vicine) e che lo
stesso elettrocardiografo in dotazione, strumento indispensabile
per le emergenze cardiologiche, è obsoleto e pertanto assolutamente
inaffidabile; l'unità operativa di pediatria, peraltro, possiede
l'unico pronto soccorso pediatrico nel centro della città di
Catania, atteso che gli altri pronto soccorso pediatrici sono
situati nell'estrema periferia di Nesima e di Cannizzaro;
evidenziato che la stessa struttura, comunque estremamente
efficiente pur a fronte delle proprie inadeguatezze, ha urgente
bisogno di lavori di adeguamento anche nella considerazione che,
rispetto ai reparti per così dire riservati agli adulti, non possa
sfuggire a nessuno come una struttura pediatrica abbia bisogno di
necessità particolari legate alla tenera età dei pazienti, come ad
esempio la necessità di poter ospitare in maniera dignitosa, anche
un genitore oltre al piccolo paziente. Eppure, oggi, il genitore
che accompagna ed assiste il piccolo paziente ricoverato è
costretto a trascorrere le proprie giornate e, soprattutto le
notti, adattandosi su una semplice sedia e senza poter disporre, in
particolar modo quelli che provengono da lontano, su servizi minimi
essenziali quali una lavanderia o un locale cucina;
constatato che, pur disponendo l'attuale equipe medica, di non
comuni capacità tecnico-professionali, alcune addirittura fondate
su esperienze di servizio presso prestigiosissimi istituti di
medicina degli Stati Uniti, non si riesce a dare all'utenza servizi
di tipo diagnostico cosiddetti, in linguaggio tecnico, di III
(terzo) livello, come ad esempio la biopsia muscolare e la
videofluoroscopia (la videofluoroscopia è una radiografia in
movimento della gola del bambino mentre pronuncia delle parole ed
aiuta a determinare delle strategie compensatorie nel problema
della deglutizione e a ridurre l'entità dell'aspirazione). E ciò
solo per la mancanza di semplici strumenti o di un misero
laboratorio opportunamente attrezzato, del costo irrisorio a
paragone della spesa sanitaria regionale: appena 100 (cento) mila
euro Non può, a tal proposito, non essere considerata come una
vergogna per noi tutti siciliani il fatto che i piccoli pazienti, i
più deboli purtroppo, che necessitano di tali tipi di esami sono
costretti ad effettuarli a Napoli (la biopsia muscolare) o a Roma
(la videofluoroscopia) con disagi enormi per i piccoli pazienti, le
loro famiglie e le stesse casse pubbliche;
verificato che una struttura che, per la particolare
specializzazione del primario (in malattie neuromuscolari, come ad
esempio le distrofie), comporta una certa percentuale di pazienti
con difficoltà neuro-motorie, non possieda le più elementari
strutture per i portatori di handicap; mancano bagni per ogni
stanza, stanze adeguate ed attrezzature per i disabili. Una tale
gravissima inadeguatezza, inaccettabile nella società civile,
appare addirittura paradossale in una struttura, come quella in
argomento, rivolta ad assistere e curare i bambini diversamente
abili;
considerato che con relativamente poche risorse, umane e
strumentali, l'unità operativa di pediatria del presidio
ospedaliero Vittorio Emanuele facente parte dell'azienda
ospedaliera universitaria 'Policlinico - Vittorio Emanuele' di
Catania, attese le sue straordinarie potenzialità, non solo
riuscirebbe a dare risposte più adeguate all'utenza pediatrica, ma
addirittura potrebbe qualificarsi come polo di assoluta eccellenza
pediatrica per tutta la Sicilia;
per sapere:
1) se e come intendano operare per fare fronte alla gravi carenze
dell'unità operativa di pediatria del presidio ospedaliero Vittorio
Emanuele, facente parte dell'azienda ospedaliera universitaria
'Policlinico - Vittorio Emanuele' di Catania sopra rappresentate;
2) se ritengano di sfruttare la nicchia di eccellenza
rappresentata dall'unità operativa di Pediatria sopra citata di
Catania per realizzare, con irrisori investimenti, utilizzando al
meglio l'eccezionale capitale costituito dalle professionalità
mediche presenti, un polo di assoluta eccellenza pediatrica che sia
punto di riferimento per tutta la Sicilia, che come noto è la
seconda regione più popolosa d'Italia (quasi 5 milioni di abitanti
residenti - fonte http://www.comuni-italiani.it);
3) se non vogliano, per rendersi conto di persona, visitare
l'unità operativa di pediatria per 'toccare con mano' quanto
oggetto della presente interrogazione». (937)
VINCIULLO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura della interrogazione
con richiesta di risposta scritta presentata.
DE LUCA, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti, premesso che:
in data 14 dicembre c.a. Trenitalia s.p.a. ha soppresso i treni
mattutini nella tratta Oliveri - Patti (ME) con conseguente
rimodulazione degli orari ferroviari a discapito dell'utenza,
costretta ad anticipare di 40 minuti le proprie abitudini ed
esigenze lavorative;
la stazione ferroviaria di Oliveri interessa direttamente anche le
comunità di Furnari e Falcone;
il collegamento ferroviario con la cittadina di Patti è
fondamentale per l'esercizio ordinario delle abitudini lavorative,
in quanto sede anche dei principali istituti scolastici secondari
frequentati dagli studenti delle comunità limitrofe;
considerato che:
la legge n. 443 del 2001, nota come legge 'Obiettivo', riconosce
la futura tratta Patti-Castelbuono, che coinvolge anche la località
di Oliveri, funzionale al finanziamento stanziato per la
realizzazione delle grandi infrastrutture strategiche in Italia
entro il 2013;
secondo l'attuale fase progettuale delle Ferrovie dello Stato,
tutta la direttrice Palermo-Villa San Giovanni (che include il
ponte sullo Stretto) è segmento correlato all'asse transeuropeo TEN
1 Berlino - Palermo, previsto nei piani di sviluppo del trasporto
ferroviario elaborato dall'Unione europea e quindi è da potenziare,
contrariamente agli interventi di dismissione generale praticati da
Trenitalia;
tale disagio è ascrivibile all'ennesimo tentativo di Rete
ferroviaria italiana (RFI) di disimpegnare alcuni tratti della rete
ferroviaria tirrenica, con conseguenti ricadute negative sul piano
economico e sociale per le cittadine di Oliveri, Falcone e Furnari,
e più in generale per l'intero comprensorio;
l'adeguamento ed il rafforzamento della tratta ferroviaria Messina
- Palermo risulta ancora oggi d'interesse nazionale, quale
direttrice essenziale il cui raddoppio della linea risponde ai
piani strategici della Regione siciliana;
il diritto al lavoro ed allo studio, contemplato dalla Carta
costituzionale, si pone a garanzia nella tutela dei cittadini ed il
disagio arrecato dalla rimodulazione posta in essere da Trenitalia
penalizza proprio i lavoratori e gli studenti pendolari;
lo stesso Presidente della Regione, onorevole Raffaele Lombardo,
non ha risparmiato critiche a Trenitalia per i ventilati tagli ai
convogli, per il ridimensionamento del servizio nell'Isola, ma
soprattutto per gli scarsi investimenti sulle linee siciliane
malgrado il progetto della realizzazione del ponte sullo Stretto;
da fonti ufficiose, eventuali modifiche d'orario migliorative
potranno avvenire non prima del febbraio 2010;
rilevato che:
la nuova offerta comunicata da RFI relativamente alla soppressione
delle fermate dei treni sulla tratta Palermo-Messina - tratta che
effettuerà, secondo quanto previsto dal nuovo piano orario da
Trenitalia s.p.a., solo quattro soste nella stazione di Oliveri,
che serve anche le vicine comunità di Furnari e Falcone, con
fermate previste alle ore 5:42 ed alle ore 6:43 per Messina, mentre
per il rientro da Messina in direzione di S. Agata di Militello le
fermate previste sono alle ore 14:16 ed alle ore 19:03 -
penalizzerà in primo luogo gli studenti pendolari i quali, uscendo
dalle scuole e dall'Università di Messina o terminando la propria
giornata lavorativa alle 14:00, non saranno messi nelle condizioni
di raggiungere il treno delle 14:16 e quindi costretti ad attendere
il successivo vettore delle 19:03;
il nuovo piano di offerta riduce drasticamente la rete di
collegamento da Oliveri in direzione di Messina e Palermo, passando
da 24 corse giornaliere a 4, e che la riduzione del servizio non
incide sulle spese di RFI, ma diventa solo motivo di contesa con la
Regione per l'eventuale aumento del contributo regionale a
Trenitalia;
lo stato di agitazione e la preoccupazione da parte dei cittadini
coinvolti è motivo della presente interrogazione parlamentare;
nei giorni scorsi, a Palermo, si è svolta una riunione tra i
rappresentanti dei pendolari ed i responsabili di Trenitalia in cui
è stato reso noto il nuovo orario ferroviario in vigore dal 14
dicembre 2009, senza che si sia provveduto all'adeguamento dello
stesso alle esigenze dell'utenza coinvolta;
per sapere:
quali iniziative intendano adottare nella programmazione degli
interventi al fine di tutelare l'intero percorso ferroviario
Messina-S. Agata di Militello, ed in particolare le comunità di
Oliveri, Falcone e Furnari, garantendo, attraverso l'ordinaria
fruizione dei servizi ferroviari almeno nelle fasce orarie di forte
mobilità, i lavoratori e gli studenti interessati al ripristino
della tratta ferroviaria;
se la cessazione dell'offerta non si configuri come interruzione
di pubblico servizio;
se siano state avviate azioni di verifica e valutazione tra la
Regione e Trenitalia e quali iniziative l'Assessore per il turismo,
le comunicazioni e i trasporti intraprenderà con urgenza alla luce
dell'imminente scadenza annunciata per la nuova offerta
ferroviaria». (933)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
ROMANO
PRESIDENTE. Avverto che la interrogazione testé annunziata sarà
inviata al Governo.
Comunicazione di sentenza della Corte d'Appello di Palermo
PRESIDENTE. Comunico che la Corte d'Appello di Palermo, Sez. I
civile, con sentenza n. 1917 depositata il 18 dicembre 2009 e
pervenuta a questa Assemblea regionale il 22 dicembre successivo,
ha dichiarato l'ineleggibilità alla carica di deputato regionale
dell'onorevole D'Antoni Orazio, proclamando eletto deputato
regionale in sua vece l'onorevole Calanducci Francesco.
Al relativo insediamento si procederà in una prossima seduta.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa a vicepresidente di Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 29 dicembre 2009,
l'onorevole Raimondo Maira, nella qualità di Presidente del Gruppo
parlamentare UDC, informa che il vicepresidente del predetto Gruppo
è l'onorevole Salvatore Cordaro.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Determinazione della data di discussione di mozioni
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Lettura,
ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d) e 153 del
Regolamento interno, delle mozioni:
- numero 164 Interventi per evitare la soppressione del reparto
di chirurgia generale del presidio ospedaliero S. Vincenzo di
Taormina (ME) , degli onorevoli Rinaldi, Picciolo, Fiorenza e
Barbagallo, presentata il 15 dicembre 2009;
- numero 165 Iniziative a livello centrale per il mantenimento
del Crocifisso nelle scuole , dagli onorevoli Marrocco, Currenti,
Mineo, Scammacca della Bruca, presentata il 16 dicembre 2009.
Avverto che la determinazione della data di discussione delle
mozioni sopra citate, integralmente riportate nell'ordine del
giorno della presente seduta, è demandata, secondo consuetudine
parlamentare, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
Presidenza del presidente Cascio
Comunicazione di presentazione di ordine del giorno
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno
numero 224 «Promulgazione con l'omissione delle parti impugnate
della delibera legislativa numero 499 recante Interventi
finanziari urgenti per l'anno 2009 e disposizioni per
l'occupazione. Autorizzazione per l'esercizio provvisorio per
l'anno 2010 , approvata nella seduta numero 128 del 17 dicembre
2009», a firma dell'onorevole Savona, presidente della Commissione
Bilancio, e dell'onorevole Musotto, presidente del Gruppo
parlamentare MPA. Ne dò lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la Corte costituzionale, nella sentenza numero 205 del 1996, ha
ribadito il principio che la promulgazione parziale di una legge da
parte del Presidente della Regione ha come conseguenza la
consumazione del potere di promulgazione dello stesso Presidente,
provocando la caducazione di tutte le norme non promulgate;
la citata giurisprudenza costituzionale ha consentito che il
Presidente della Regione sia vincolato, riguardo al tipo di
promulgazione da esercitare, non solo con delibere legislative, ma
anche tramite atti di indirizzo espliciti (mozioni, ordini del
giorno);
l'Assemblea regionale siciliana, nella seduta numero 128 del 17
dicembre 2009, ha approvato la delibera legislativa recante
Interventi finanziari urgenti per l'anno 2009 e disposizioni per
l'occupazione. Autorizzazione per l'esercizio provvisorio per
l'anno 2010 (disegno di legge numero 499/A);
considerato che la citata delibera è stata impugnata in modo
parziale dal Commissario dello Stato con ricorso proposto alla
Corte costituzionale e notificato al Presidente della Regione in
data 23 dicembre ultimo scorso;
ritenuto che occorre conciliare l'esigenza che la suddetta
delibera sia promulgata, sia pur parzialmente, dal Presidente della
Regione con l'altra esigenza che discende dall'opportunità di
consentire che la Corte costituzionale si pronunci sulle norme
censurate,
impegna il Presidente della Regione
a promulgare, con l'omissione delle parti impugnate, la delibera
legislativa approvata nella seduta numero 128 del 17 dicembre 2009
recante Interventi finanziari urgenti per l'anno 2009 e
disposizioni per l'occupazione. Autorizzazione per l'esercizio
provvisorio per l'anno 2010 (disegno di legge numero 499/A)».
(224)
Presidenza del presidente Cascio
MAIRA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Governo non c'è.
Siamo orbi del Governo e il mio intervento è rivolto proprio al
Governo.
Sarò breve, signor Presidente. Anticipo che, chiaramente, il
gruppo dell'UDC voterà a favore dell'ordine del giorno. Desidero
soltanto sottolineare all'attenzione dell'Aula che, per quello che
mi consta - avendo letto sia la richiesta di chiarimenti da parte
degli uffici del Commissario dello Stato che la risposta che il
Governo ha dato al Commissario dello Stato e, quindi, avendo anche
letto come conseguenza il provvedimento di impugnativa del
Commissario dello Stato -, il Governo ha indotto con i propri
chiarimenti il Commissario dello Stato ad impugnare la norma, come
poi è avvenuto. Infatti, quei chiarimenti sono stati precostituiti
per dire che va bene l'impugnativa .
Siccome l'andamento della discussione in Aula sull'ARPA è stato di
segno completamento diverso, ricordo a me stesso e agli altri
colleghi che possono avere avuto cognizione di quello che sto per
dire, che era nato uno scontro, quasi al limite della violenza, tra
l'Assessore per il bilancio e un deputato dell'MPA su questo
argomento poiché in quella occasione l'Assessore per il bilancio
aveva difeso questa norma che, invece, era contestata da parte
dell'MPA. Poi sarà intervenuto sicuramente un organo superiore per
smentire la volontà dell'Assessore per il bilancio.
Personalmente, confermo che l'impugnativa è direttamente collegata
al tipo di chiarimenti che ha voluto dare il Governo.
Anticipo che l'UDC, alla ripresa dei lavori parlamentari,
presenterà un apposito disegno di legge per il personale ARPA, che
possa consentire a quest'Aula e all'Amministrazione regionale, in
caso di ulteriore impugnativa da parte del Commissario dello Stato,
di rappresentare le esigenze dell'ARPA di fronte alla Corte
Costituzionale, cosa che oggi ci è impedita dal sistema normativo.
E, anche se noi dovessimo insistere per la costituzione innanzi
alla Corte Costituzionale, le norme oggi ci impedirebbero di
evitare che la Corte Costituzionale dichiari cessata la materia del
contendere sull'impugnativa del Commissario dello Stato.
Questo per cognizione di quei deputati che tutti avevano espresso
una volontà di sostegno ai dipendenti dell'ARPA e che, poi,
sostanzialmente non hanno sostenuto con uguale impegno tale
posizione.
Ove possibile, io pregherei i colleghi dei gruppi parlamentari di
esprimere anche oggi il loro pensiero su questa materia che è anche
di mortificazione per l'Aula.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Colianni è in congedo per
oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Sull'impugnativa del Commissario dello Stato
CARONIA. Chiedo di parlare sull'impugnativa del Commissario dello
Stato.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, riallacciandomi
all'intervento dell'onorevole Maira, vorrei semplicemente
riprendere il passaggio indicato nella relazione che il Commissario
dello Stato fornisce in merito all'articolo 3, laddove si dice che
dai lavori parlamentari non è emersa, peraltro, la sussistenza di
alcun motivo di interesse pubblico se non la personale aspettativa
degli aspiranti, che possa legittimare una deroga al principio del
pubblico concorso .
Io vorrei ricordare a me stessa e all'Aula che i lavori
parlamentari, che si sono svolti all'interno delle Commissioni,
soprattutto in Commissione Bilancio, hanno evidenziato,
innanzitutto, a seguito di diverse audizioni fatte sia con
l'agenzia ARPA sia con il personale che prestava servizio in
passato, la necessità e l'indispensabilità di questo servizio
svolto, indispensabile non soltanto per coloro i quali lo
espletavano ma anche per la Regione Sicilia, in quanto molti di
questi soggetti sono stati impiegati per lungo tempo nella
certificazione della spesa comunitaria.
Pertanto, ritengo che dalla seduta - che è stato il momento finale
per l'approvazione dell'articolo 3 - probabilmente non siano emersi
alcuni dati che, però, sono facilmente rintracciabili in quello che
è il cammino che ha accompagnato questo emendamento prima che sia
diventato legge.
Si parlava di personale altamente specializzato, si parlava di
ingegneri, di architetti, di biologi, di personale che comunque ha
aiutato la Sicilia nel certificare somme considerevoli di quella
che, appunto, è la spesa comunitaria. Questo personale ARPA viene
meno e, al riguardo, ricordo anche che l'ARPA è deficitaria di
circa 600 unità lavorative nel proprio organico (in atto, conta
soltanto circa 300 persone) e che con l'aiuto di questo personale
ha potuto portare avanti una serie di progetti e di iniziative che
sono peraltro legate alla sicurezza del territorio - perché si
parla di rischio idrogeologico -.
Pertanto, ritengo sia assolutamente necessario rimarcare ciò e
fare presente questo passaggio, nel quale non è stato chiaro che
esiste un motivo di interesse pubblico, affinché questi lavoratori
vengano ripristinati o comunque venga data loro la possibilità di
partecipare ad un concorso pubblico.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facolt��.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo
per evidenziare, come ha detto anche la collega Caronia, il
significato e la finalità di un articolo e di una norma che è
possibile rintracciare e ricostruire adeguatamente non solo
fondandosi sugli esiti del dibattito in Aula, ma anche sul
dibattito propedeutico che si è svolto in Commissione. E l'attività
svolta in Commissione dimostra che l'articolo era stato già
incorporato - infatti non è arrivato in Aula come emendamento -, ma
faceva parte del testo del disegno di legge e, quindi, era stato
discusso. Nella fattispecie era stato oggetto di un approfondito
dibattito in Commissione che ne aveva evidenziato l'interesse
pubblico, tanto è vero che era stato inserito nel testo del disegno
di legge.
Il fatto che il Commissario dello Stato abbia chiesto al Governo
un chiarimento e lo stesso Governo - che in Aula l'aveva a parole
perorato - ha poi risposto facendo quasi capire che prevale il
disinteresse a mantenere l'articolo, è sicuramente un comportamento
difforme da quello che si sarebbe dovuto adottare proprio perché,
invece, avrebbe dovuto sottolineare che all'interno dei lavori
della Commissione questo interesse pubblico era stato da tutti
riconosciuto, non solo dai parlamentari, ma anche dal Governo.
E' chiaro che si è trattato di una iniziativa finalizzata quasi
ad agevolare l'impugnativa. Io concordo con la posizione del
collega Maira e, pertanto, alla ripresa anche noi lavoreremo ad un
disegno di legge affinché si possa rendere efficace l'inoltro di
una nostra iniziativa presso la Corte Costituzionale per dare
ragione alle attività che in questo Parlamento erano state svolte
con una finalità e con un impegno.
Tuttavia, questo serve a rimarcare che nell'atteggiamento del
Governo c'è stata una difformità di comportamenti che fa pendant
con tutto quello che, in queste ore e in questi giorni, sta
accadendo e che, di trasformismo in trasformismo, modifica le
posizioni che all'interno dello stesso Governo si assumono
quotidianamente.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE . Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, mi pare inopportuno questo
dibattito sulle decisioni del Commissario dello Stato anche perché,
se dovessimo ogni volta intervenire in Aula e commentare le
decisioni del Commissario dello Stato, introdurremmo un precedente
e non vorrei che lo facessimo in questa occasione, la qualcosa non
ci porterebbe assolutamente bene né lontano.
Questo è quanto è accaduto.
Non vorrei alimentare un dibattito inutile, ma credo fondamentale
ribadire che è improduttivo e inopportuno e, quindi, mi auguro che
in altre occasioni non si apra un dibattito del genere.
Tuttavia, nel merito, siccome sono state dette alcune cose, vorrei
dire che noi siamo stati fra quelli che abbiamo ritenuto quella
norma, per come era stata congegnata, altamente passibile di quella
impugnativa, che era temibile e che poi è puntualmente venuta: le
norme, se sono sbagliate, sono sbagliate
Ciò non toglie che l'obiettivo è un obiettivo condivisibile, e
poiché è condivisibile noi ribadiamo assolutamente necessario il
potenziamento dell'ARPA, il potenziamento del ruolo di questa
agenzia che in altre regioni ha un compito fondamentale, un compito
imprescindibile e che in questa regione risulta essere quasi
marginale o avventizio.
A nostro avviso, l'ARPA ha da esistere in maniera forte, ha da
esistere in maniera riconosciuta, non in maniera quasi occasionale
come è in Sicilia, e per questo bisogna organizzare tutto quello
che serve, bisogna fare una pianta organica, bisogna che gli
interventi anche di potenziamento del personale seguano la strada
maestra e non la strada contorta, come quella che abbiamo tentato
in modo improvvido in quest'Aula e di cui dobbiamo prendere atto
oggi essere stata impugnata dal Commissario dello Stato.
Quindi, l'auspicio è che questo dibattito non serva a distinguere
tra primi della classe o tra ipotetici difensori del nulla , ma
che possa vedere tutta l'Assemblea coinvolta in un sostegno vero ai
programmi di sviluppo e di presenza nella vita regionale dell'ARPA
Sicilia.
Presidenza del presidente Cascio
Sull'ordine dei lavori
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Sull'argomento non le posso concedere la parola, visto
che ha già parlato il suo capogruppo.
Ha facoltà di parlare sull'ordine dei lavori.
GIANNI. Signor Presidente, il tema è delicato: é un momento nel
quale in Sicilia si parla di dissesto idrogeologico.
Ci sono due gruppi, uno di centoventi e un altro di quaranta
professionisti seri, capaci e preparati e il Commissario dello
Stato entra a gamba tesa su questo argomento, aiutato dal
Presidente della Regione che gli suggerisce come bocciare
l'emendamento.
Il Parlamento deve sapere che questi sono atteggiamenti veramente
pesanti che vanno respinti
Personalmente, sono d'accordo con il capogruppo Maira, e ancor di
più con il capogruppo del PDL onorevole Leontini, insieme al quale
presenteremo un disegno di legge per garantire a questi
professionisti di dare una mano alla nostra Regione.
Presidenza del presidente Cascio
Votazione l'ordine del giorno numero 224
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 224.
Chi è favorevole resti seduto, che è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, porgo a tutti voi, gli auguri di un felice
anno nuovo.
La seduta è rinviata a mercoledì, 13 gennaio 2010, alle ore 17,00
con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
I - Giuramento di deputato.
II - Comunicazioni.
III - Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della
rubrica Presidenza della Regione.
La seduta è tolta alle ore 11.49
ALLEGATO:
Risposta scritta ad interrogazione - Rubrica «Famiglia»
CAPUTO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per le
comunicazioni e i trasporti e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e le autonomie locali, premesso che i comuni di
Aliminusa e Sciara (PA) sono privi ancora oggi del servizio di
comunicazione ADSL, nonostante le rispettive amministrazioni
comunali hanno da tempo sollecitato gli enti gestori;
considerato che la mancanza di questo speciale sistema di
diffusione della comunicazione penalizza non solo le attività
amministrative pubbliche, ma anche quelle imprenditoriali private e
limita fortemente lo svolgimento di attività sociali e culturali;
ritenuto che appare fortemente assurdo che oggi possano esistere
comuni e territori privi di questo sistema;
per sapere quali provvedimenti il Governo della Regione intenda
adottare per attivare la linea ADSL nei comuni di Aliminusa e
Sciara». (456)
Risposta. - «E' pervenuta a questo Ufficio di Gabinetto
l'interrogazione n. 456/2009, a firma dell'onorevole Caputo, volta
ad ottenere notizie in merito alla mancanza della rete ADSL nei
comuni di Sciara ed Aliminusa.
A tal uopo quest'Assessorato ha chiesto delucidazioni in merito,
per il tramite dell'ufficio ispettivo del Dipartimento Autonomie
Locali, alle Amministrazioni comunali di Sciara ed Aliminusa.
Il Comune di Sciara, riscontrando la richiesta di chiarimenti
inviata dal Dipartimento già citato, ha chiarito, con nota n. 3970
del 14/05/2009, che Il disagio determinato dalla mancanza della
rete ADSL è causato da una difficoltà dell'ente gestore del
servizio (Telecom) all'adeguamento tecnologico della cabina di
distribuzione del servizio a rete'.
Il comune di Sciara ha altresì precisato che la società stessa è
stata più volte sollecitata alla risoluzione della problematica sia
dal medesimo Comune che da privati cittadini, tant'è che nel
recente passato essa o società di servizio analogo (FastWeb - Tele
2 etc.) hanno proposto contratti per l'accesso al servizio ADSL. Ad
oggi i tentativi effettuati non sono andati a buon fine.
Per quanto sopra esposto e al fine di superare tale situazione di
disagio, si garantisce, per quanto di competenza, ogni forma di
sollecitazione finalizzata alla attivazione del servizio».
L'Assessore
(dott.ssa Caterina
Chinnici)
Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Sanità»
CAPUTO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che:
il Governo regionale, in ambito sanitario, ha effettuato una serie
di azioni finalizzate alla razionalizzazione della spesa pubblica
con gravissime conseguenze per la fruizione di importanti ed
essenziali servizi destinati ai cittadini;
in particolare nel caso de quo, gli organi e le autorità preposte
hanno posto in essere una serie di provvedimenti che mirano alla
rifunzionalizzazione dell'ospedale Regina Margherita di Palazzo
Adriano;
la scelta politica, sicuramente mirata ad evitare spreco di denaro
pubblico, è fortemente lesiva del diritto alla salute dei
cittadini, in quanto la scelta adottata dal Governo e dai vertici
dell'azienda USL 6 di Palermo di fatto comporta la chiusura del
presidio e la sua trasformazione in residenza sanitaria
assistenziale (RSA) geriatrica;
in conseguenza di tale decisione, l'intera comunità, non solo i
cittadini del comune di Palazzo Adriano, ma anche coloro che
abitano nel territorio del vasto comprensorio, subirà il gravissimo
pregiudizio del diritto alla salute, garantito dalla nostra
Costituzione;
il timore è, altresì, reso ancora più preoccupante e grave poiché
la decisione di trasformare l'ospedale in RSA riguarda un
territorio i cui centri abitati distano molti chilometri dai grandi
centri urbani. I comuni interessati, infatti, sono molto distanti
dalla città di Palermo;
in più, vi è da rilevare che la decisione di chiudere il presidio,
inoltre, è in netta contraddizione con le reali e concrete esigenze
del territorio di Palazzo Adriano;
attualmente il presidio ospedaliero Regina Margherita ha attivi n.
18 posti letto utilizzati per l'area medica. L'indice occupazionale
dei predetti posti letto è elevatissimo, in quanto tutti i posti
vengono utilizzati costantemente e spesso si dimostrano
insufficienti rispetto ai bisogni ed alle esigenze della numerosa
utenza;
in un'ottica di razionalizzazione della spesa pubblica è
fondamentale prima riflettere sulle ripercussioni che determinate
scelte possono avere sui cittadini, specialmente se le scelte
riguardano la salute pubblica;
il problema della spesa pubblica in ambito sanitario non può
certamente essere risolto con l'eliminazione di importanti
strutture sanitarie, soprattutto in determinati comuni ove non vi
si trovano altri presidi sanitari;
la scelta di trasformare il presidio ospedaliero di Palazzo
Adriano in RSA rappresenta una scelta inopportuna e grave che
provoca enormi disagi ai cittadini, non soltanto perché lede il
diritto alla salute, ma anche perché comporta gravi ripercussioni
sotto l'aspetto economico - sociale;
in particolare, si ritiene che la trasformazione in RSA geriatrica
in una zona a bassissimo reddito, come appunto quella montana di
Palazzo Adriano, ed a rischio spopolamento con grave flusso
emigratorio, sia una scelta non adeguata alle condizioni
socioeconomiche del territorio;
le condizioni economiche della popolazione, invero, non
permetterebbero la fruizione della struttura, atteso che per
l'utilizzo della stessa è necessaria la compartecipazione alla
spesa sanitaria da parte dell'utente, di guisa che, in caso di
utenza che versa in disagiate condizioni economiche, la
compartecipazione alla spesa sanitaria verrebbe garantita dal
comune che in questo caso subirebbe a sua volta un aggravio di
spesa sul bilancio comunale già fortemente penalizzato;
considerato che:
è necessario assicurare un servizio minimo di assistenza agli
utenti del territorio del comune di Palazzo Adriano e del suo
comprensorio mantenendo il presidio ospedaliero;
in considerazione della grave crisi occupazionale e della realtà
socio economica è necessario potenziare, invece, la struttura
sanitaria ampliando il numero dei posti letto al fine di soddisfare
adeguatamente le numerose esigenze dell'utenza;
ritenuto che la decisione di rifunzionalizzazione del presidio
ospedaliero Regina Margherita di Palazzo Adriano risulta inadeguata
alle esigenze della popolazione;
per sapere quali provvedimenti il Governo intenda adottare per la
struttura ospedaliera di Palazzo Adriano; in particolare, si chiede
l'adozione dei provvedimenti finalizzati al mantenimento del
presidio» (269)
Risposta. - «In ordine all'interrogazione n. 269 con la quale
l'onorevole Caputo chiede notizie circa la rifunzionalizzazione
dell'ospedale Regina Margherita di Palazzo Adriano (PA), si
rappresenta che con la legge regionale n. 5/2009, approvata dal
Parlamento regionale, e con il conseguente riordino,
rifunzionalizzazione e riconversione della rete ospedaliera
territoriale regionale, di cui al D.A. n. 1150 del 15 giugno 2009,
il predetto presidio ospedaliero è stato inserito nel Distretto 1
dell'A.S.P. di Palermo prevedendone l'accorpamento con i presidi di
Partinico e Corleone.
In particolare è stata prevista la cessazione della funzione di
acuzie con la contestuale attivazione delle funzioni di P.T.A. h
24, collegato in rete con i Dipartimenti di emergenza urgenza
dell'A.S.P. di Palermo, e con funzioni di R.S.A.».
L'Assessore
(dott. Massimo Russo)
CAPUTO. «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che:
in attuazione del piano di contenimento dei costi della spesa
sanitaria è stata disposta, a far data dal mese di luglio 2008, la
chiusura della guardia medica del comune di Aliminusa;
a seguito delle proteste degli amministratori pubblici e dei
cittadini, era stata fornita assicurazione sulla contestuale
presenza nel territorio di Aliminusa di un servizio di ambulanza
affidato al 118, che avrebbe dovuto garantire l'immediata e
continuata presenza sanitaria;
considerato che sino ad oggi, nonostante numerosi solleciti sia
nei confronti della SISE che dell'AUSL 6, non è stata inviata
nessuna ambulanza e l'intero comune è privo di un servizio di
assistenza medica di emergenza;
per sapere quali provvedimenti il Governo della Regione intenda
adottare in proposito». (457)
Risposta. - «In ordine all'interrogazione n. 457, con la quale
l'onorevole Caputo chiede notizie circa i presìdi di assistenza
sanitaria nel comune di Aliminusa, si rappresenta che, a seguito di
un'approfondita analisi condotta attraverso la Direzione della
Centrale operativa del S.U.E.S. 118, bacino di PA-TP, l'attuale
allocazione del mezzo presso il comune di Montemaggiore Belsito
risulta essere la più razionale ed efficace possibile.
Infatti, rispetto alla dislocazione dei centri ospedalieri più
vicini (Cefalù, Termini Imerese o Palermo) al sito in questione, la
postazione attuale consente di effettuare interventi ad Aliminusa
in tempi brevi (2 km da Montemaggiore pari a 5 minuti di
percorrenza) con prosecuzione verso Cerda - Buonfornello - SS 113.
Attesa quindi la vicinanza con il comune di Montemaggiore Belsito,
si ritiene pienamente tutelato il territorio e pertanto non appare
utile una duplicazione ovvero un trasferimento di postazione
S.U.E.S. presso il comune di Aliminusa.
Si rappresenta comunque che, ai sensi delle Linee guida generali
sul funzionamento del servizio di urgenza-emergenza sanitaria
S.U.E.S. 118 (D.A. n. 481 del 25 marzo 2009 - allegato 1 -
paragrafo 4.2.6), è possibile richiedere ulteriori ambulanze al
responsabile di centrale operativa il quale, previa autorizzazione
assessoriale, può utilizzare mezzi in aggiunta alla dotazione
ordinaria per motivate necessità stagionali e/o occasionali (eventi
sportivi, manifestazioni culturali) con oneri a carico dell'ente
richiedente il servizio».
L'Assessore
(dott. Massimo Russo)
MATTARELLA. «All'Assessore per la sanità, premesso che:
il 10 giugno 2009 il quotidiano 'La Repubblica', edizione di
Palermo, ha pubblicato (pag. X) un articolo dal titolo 'Promosso il
chirurgo sotto processo. Mandalà Direttore di Dipartimento a Villa
Sofia';
nell'articolo si legge testualmente: 'Mandalà è accusato di avere
coperto Cuffaro e Miceli. Il neodirettore del Dipartimento di
chirurgia di Villa Sofia, a conclusione del processo che lo vede
attualmente imputato per falsa testimonianza, rischia da due a sei
anni';
l'articolo continua sottolineando che 'proprio la delicata
posizione giudiziaria di Mandalà fa gridare allo scandalo la CGIL
siciliana, che - evidenziando anche come lo stesso medico sia sotto
le attenzioni dell'Agenzia delle entrate per presunte irregolarità
nell'attività intra moenia - ha scritto una nota di fuoco
all'Assessore regionale alla sanità, chiedendogli conto e ragione
di quella firma apposta a ratifica della nomina di Mandalà a Villa
Sofia, che in questo momento è sotto la gestione commissariale di
Marcella Di Benedetto e, dunque, nel pieno controllo degli organi
amministrativi della Regione';
sempre il 10 giugno 2009, anche il 'Giornale di Sicilia' ha
pubblicato (pag. 6) un articolo dello stesso contenuto;
per sapere:
se risponda al vero quanto riportato dai richiamati articoli de
'La Repubblica' e 'Giornale di Sicilia';
se fosse a conoscenza di tali circostanze prima della
pubblicazione di tali articoli;
se sia intervenuto nel procedimento di nomina, ratificandola;
se abbia già adottato le opportune iniziative per la revoca in
autotutela di tale nomina». (614)
Risposta. - «In ordine all'interrogazione n. 614, con la quale
l'onorevole Mattarella chiede notizie circa la nomina del
neodirettore del dipartimento di chirurgia di Villa Sofia di
Palermo, si rappresenta quanto segue.
Con delibera n. 219 del 27 febbraio 2009, trasmessa a questa
Amministrazione in pari data con nota prot. n. 4540, l'Azienda
ospedaliera Villa Sofia di Palermo, al fine di fronteggiare le
emergenze rilevate nel Dipartimento di emergenza accettazione ed
urgenza, ha nominato fra l'altro il Direttore dei Dipartimento di
chirurgia istituito con precedente delibera n. 311 del 14 marzo
2008.
Con nota prot. n. 975 del 22 aprile 2009 questo Assessorato, nel
prendere atto delle esigenze rappresentate, ha autorizzato
l'Azienda a conferire anche il predetto incarico a condizione che
nelle clausole contrattuali ne venisse prevista la cessazione
automatica alla definizione del procedimento di riorganizzazione
funzionale dell'Azienda in attuazione di quanto previsto dalla
legge regionale 14 aprile 2009, n. 5.
Dalla successione cronologica dei predetti atti appare evidente
che la suddetta autorizzazione è intervenuta in un periodo
antecedente alle notizie apparse sulla stampa cui fa riferimento
l'interrogante e rappresenta il completamento di un iter di nomine
iniziato nel febbraio 2009.
Tali nomine competono ai Direttori generali delle Aziende e
l'Assessorato effettua esclusivamente una verifica di compatibilità
economica non entrando dunque nel merito delle scelte operate
tranne che in evidente mancanza di presupposti giuridici necessari
per la nomina».
L'Assessore
(dott. Massimo Russo)
INCARDONA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che:
il decreto assessoriale n. 01149 del 2009 riduce il servizio di
ambulanza del SUES 118 per Ragusa Ibla da H 24 ad H 12;
la frazione barocca aveva già subito una pesante penalizzazione
sanitaria con la soppressione della guardia medica;
Ragusa Ibla è patrimonio dell'umanità riconosciuta dall'UNESCO e,
di conseguenza, ogni giorno è meta di migliaia di turisti che ne
affollano vie e piazze;
i residenti ed i turisti hanno diritto ad una pronta risposta del
servizio d'emergenza in caso di necessità;
quando la postazione di Ibla è chiusa, il servizio viene garantito
dalla postazione di Giarratana, che dista oltre 20 chilometri, ed è
collegata da strade tortuose e lente da percorrere, che rendono
impossibile l'arrivo dell'ambulanza in tempi brevi;
per sapere se siano a conoscenza della grave situazione venutasi a
creare, potenzialmente pericolosa per la salute di residenti e
turisti, e se non ritengano opportuno revocare immediatamente il
decreto sopraccitato, ripristinando il servizio di ambulanza H 24 a
Ragusa Ibla». (634)
Risposta. - «In ordine all'interrogazione n. 634, con la quale
l'onorevole Incardona chiede notizie circa la possibilità di
ripristino del servizio "H 24" per le ambulanze operanti nel
territorio di Ragusa Ibla, si rappresenta quanto segue.
Preliminarmente si precisa che gli interventi del servizio di
emergenza-urgenza per la frazione di Ibla nelle ore notturne (20.00
- 8.00) sono effettuati dalla postazione della città di Ragusa e
non da quella di Giarratana come erroneamente segnalato
dall'interrogante.
L'ambulanza del 118 posizionata nella frazione di Ibla del comune
di Ragusa, operativa h 12 con D.A. n. 1149/2009, è classificata
come Mezzo di Soccorso di Base (M.S.B.) con equipaggio costituito
esclusivamente da n. 2 autisti/soccorritori C.R.I./S.I.S.E..
Tale ambulanza è in grado dalle ore 8.00 alle 20.00 di ogni giorno
di fornire prestazioni sanitarie di trasporto di base, essendo il
personale a bordo addestrato alle tecniche di B.L.S.D. (Basic Life
Support and Defribillation).
La vicinanza della frazione di Ibla alla postazione 118 ubicata
nella città di Ragusa, operativa h 24, consente a quest'ultima di
raggiungere rapidamente (4 - 5 minuti) la frazione di Ragusa Ibla.
Gli operatori della C.O. S.U.E.S. 118 di Catania, cui appartiene
la gestione del servizio anche per la provincia di Ragusa, hanno
precise disposizioni in ordine all'attivazione della postazione 118
della città di Ragusa in relazione ad eventi che si dovessero
verificare nelle ore di sospensione del servizio della postazione
di Ragusa Ibla.
Inoltre non appare superfluo evidenziare che dalla data di entrata
in vigore del citato D.A. n. 1149/2009 la C.O. 118 di Catania non
ha registrato discrasie del servizio di emergenza urgenza né eventi
avversi afferenti alla superiore disposizione organizzativa del 118
nella città di Ragusa.
In ultimo si precisa che nel corso della riunione del Comitato
Regionale per l'Emergenza (ex articolo 24 della l.r. n. 5/2009) il
referente dell'A.S.P. di Ragusa per il S.U.E.S. 118, dott. Rabito,
ha ritenuto adeguati gli standard di servizio espletati dal 118 in
provincia di Ragusa e pertanto non ha ritenuto di dover suggerire
modifiche nell'operatività oraria della postazione 118 di Ragusa
Ibla».
L'Assessore
(dott. Massimo Russo)
D'ANTONI - ARENA. - «Al Presidente della Regione ed all'Assessore
per la sanità, premesso che il decreto n. 481 del 25 marzo 2009,
recante le 'Nuove linee guida generali sul funzionamento del
servizio di urgenza-emergenza sanitaria regionale SUES 118' ha
evidenziato l'esigenza di dover rivedere l'attuale organizzazione
del sistema dell'emergenza-urgenza e di dover apportare quei
correttivi necessari ad un ottimale funzionamento dell'intero
sistema;
considerato che, per quanto in premessa, si è ritenuto necessario
prevedere un'operatività delle ambulanze anche per periodi di 12 o
16 ore;
rilevato che il comune di Zafferana Etnea (CT) vive il disagio di
disporre di un'unità in regime di 12 ore di operatività, nonostante
non risulti interessato dalla suddetta rimodulazione operativa,
come si desume dalla tabella A' allegata al decreto del 15 giugno
2009 dell'Assessore per la sanità, mantenendo, pertanto, la
consueta operatività di 24 ore;
per sapere quali iniziative urgenti intendano predisporre affinché
si ripristini nelle zone interessate il regolare servizio di
emergenza - urgenza erroneamente ridotto». (694)
Risposta. - «In ordine all'interrogazione n. 694, con la quale gli
onorevoli D'Antoni e Arena chiedono notizie circa l'operatività H
24 delle ambulanze del SUES nel comune di Zafferana Etnea (CT), si
rappresenta la predetta postazione, come da tabella A del decreto
del 15 giugno 2009 e come da verifiche effettuate attraverso il
responsabile della C.O. di Catania, risulta operativa h 24».
L'Assessore
(dott. Massimo Russo)
DE BENEDICTIS. - «All'Assessore per la sanità, premesso che:
con decreti assessoriali del 27 giugno 2000, recanti i numeri da
32213 a 32121, pubblicati nella G.U.R.S., serie speciale concorsi,
n. 8 del 28 luglio 2000, l'Assessore regionale per la sanità ha
bandito concorsi pubblici per titoli ed esami per il conferimento
dei posti nelle sedi farmaceutiche vacanti nelle nove province
della Regione, come precedentemente istituite in sede di revisione
delle relative piante organiche delle farmacie dei comuni
interessati;
detti concorsi a tutt'oggi non sono stati espletati, fatta
eccezione per quello relativo al Comune di Messina;
i presupposti oggettivi per cui furono istituite le sedi
farmaceutiche de quo, nell'enorme lasso di tempo inutilmente
intercorso, sono mutati, spesso radicalmente, nelle moltissime
realtà urbanistiche dei comuni interessati, per molti dei quali non
è stata operata l'obbligatoria revisione biennale della pianta
organica delle farmacie;
l'espletamento dei datati concorsi provinciali, banditi nel luglio
2000, oltre ad escludere illegittimamente, per evidenti ragioni
soltanto anagrafiche, la partecipazione di migliaia di giovani
farmacisti aventi diritto, attuerebbe di fatto l'apertura nel
territorio di farmacie non più esattamente rispondenti alle attuali
esigenze dei cittadini, se non addirittura in soprannumero, a causa
degli intervenuti spostamenti nell'ambito del territorio comunale
dei residenti e/o del loco, decremento notoriamente registrato in
moltissimi dei comuni interessati;
nelle more è altresì intervenuta la legge 24 novembre 2003, n.
326, la quale detta una nuova disciplina in materia, prevedendo
l'espletamento di concorsi su scale regionale, anche per evidenti
ragioni di opportunità ed economicità, finalizzati alla formazione
di una graduatoria unica regionale di idonei con validità
quadriennale, cui far ricorso direttamente per l'intero periodo;
per sapere:
se sia stata avviata, nel rispetto della normativa vigente, una
puntuale revisione quantomeno delle piante organiche dei comuni
interessati all'apertura delle nuove sedi di cui ai concorsi de
quibus;
se non ritenga opportuno annullare i concorsi provinciali e,
previa rideterminazione delle nuove sedi farmaceutiche da
assegnare, procedere a bandire, nel rispetto della citata legge
dello Stato, un concorso regionale, consentendo così la
partecipazione a tutti i farmacisti che alla fissanda data ne
avranno diritto, spendendo tutti i propri relativi titoli acquisti;
che tempi ritenga necessari per ricondurre l'incresciosa vicenda
in parola nel giusto alveo della logicità e legalità, nella
sensibile rappresentazione dell'oggettiva urgenza di rendere ai
cittadini il miglior servizio farmaceutico possibile, quantomeno
sul piano logistico, adempimento che, se pur a costo zero per
l'amministrazione, contribuirebbe visibilmente ed in modo rilevante
a migliorare il servizio sanitario». (758)
Risposta. - «In ordine all'interrogazione n. 758, con la quale
l'onorevole De Benedictis chiede notizie circa la rideterminazione
delle sedi farmaceutiche vacanti tramite concorso regionale, previo
annullamento di quelli provinciali già banditi il 27 giugno 2000,
si rappresenta quanto segue.
Le Commissioni giudicatrici, istituite con notevole ritardo, hanno
definito soltanto di recente le procedure per l'ammissione dei
candidati per tutte le nove province valutando la notevole mole di
istanze pervenute (circa undicimila).
L'entrata in vigore della legge regionale n. 4/2003 ha
ulteriormente rallentato l'iter procedurale dei concorsi. Infatti,
l'art. 32 della citata legge disponeva che, in deroga alla
normativa statale di assegnazione di sedi farmaceutiche, i
farmacisti titolari rurali, aventi sede nelle isole minori, dopo
una formulazione di graduatoria a seguito di concorso per soli
titoli, avrebbero potuto optare per le sedi, non ancora assegnate e
messe a concorso nel 2000.
A seguito di ricorso su tale previsione normativa la Corte
Costituzionale si è pronunziata nel 2007 eccependo il vizio di
incostituzionalità della norma richiamata.
Soltanto a seguito di ciò le Commissioni hanno potuto procedere ad
ultimare le selezioni per le ammissioni dei candidati.
Inoltre l'omessa previsione di copertura finanziaria al momento
della formalizzazione del bando ha fatto sì che non si potesse
procedere all'espletamento delle prove.
Solo recentemente, con la legge regionale n. 12 del 2 maggio 2007,
è stata stanziata la somma di . 60.000 per il triennio 2007/2009 a
fronte dei 200.000 euro richiesti e necessari per lo svolgimento di
tutti i concorsi. Con la predetta somma si è proceduto alle
selezioni per la sola provincia di Messina dato che le relative
commissioni giudicatrici erano state le prime ad ultimare le
operazioni di ammissione; in seguito a ciò sono state assegnate
quattro nuove sedi farmaceutiche nella predetta provincia.
Con D.A. n. 2269 del 16 ottobre 2009 è stata stanziata la somma di
. 153.252,00 sul capitolo n. 412537 per lo svolgimento delle prove
concorsuali (bando del 2000) per l'assegnazione delle sedi
farmaceutiche vacanti e di nuova istituzione delle rimanenti
province.
In relazione alle mutazioni territoriali e demografiche
evidenziate dall'interrogante, si precisa che il competente
Servizio di questo Assessorato, a seguito degli approfondimenti
effettuati in sede di revisione della pianta organica regionale
delle farmacie, ha assicurato che le paventate mutazioni non sono
tali da dover prevedere un'eventuale revoca dei bandi già
espletati.
In ultimo, riguardo all'eventuale applicazione delle previsioni di
cui alla legge n. 326/2003, si ritiene che, per la fattispecie qui
trattata, la stessa aprirebbe un gravoso contenzioso per questa
amministrazione sia perché i concorsi furono banditi in data
antecedente alla citata norma sia perché gli eventuali candidati
esclusi non potrebbero più partecipare ai successivi bandi per la
mancanza del requisito dell'età.
Tuttavia si ritiene utile evidenziare che la procedura prevista
dalla normativa nazionale su richiamata, salvo diversi eventuali
interventi normativi regionali, potrà essere applicata per le sedi
farmaceutiche da assegnare con i futuri bandi».
L'Assessore
(dott. Massimo Russo)