Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 135 di martedì 26 gennaio 2010
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del vicepresidente Formica


   VITRANO, segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   Cordoglio per la tragica scomparsa delle due sorelline Marianna e
                          Chiara Pia Bellavia

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, desidero  ricordare  la  tragica
  scomparsa delle due sorelline Marianna e Chiara Pia Bellavia, morte
  sabato scorso nel crollo di una palazzina a Favara (AG).
   Esprimo  il cordoglio alla famiglia da parte dell'Assemblea  tutta
  ed invito ad un minuto di silenzio in loro memoria.

      (Tutti i deputati in piedi osservano un minuto di silenzio)

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che sono in congedo  gli  onorevoli  Bosco,
  Panepinto, Speziale e Termine per oggi; l'onorevole Marinese il  26
  e il 27 gennaio 2010.

   L'Assemblea ne prende atto.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                        Commissioni legislative

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  inviati alle competenti Commissioni legislative:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   «Nuove   norme   per  l'elezione  del  Presidente  della   Regione
  siciliana» (504)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 22 gennaio 2010

   «Norme  per  la previsione della doppia scheda per l'elezione  del
  sindaco e del presidente della provincia e per la costituzione  del
  seggio unico» (505)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 22 gennaio 2010

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   «Istituzione   del  sistema  integrato  di  servizi   sociali   e
  sociosanitari» (496)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 22 gennaio 2010
   parere I.

            Comunicazione di proroga di richiesta di parere

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stata  richiesta  una  proroga   di
  ulteriori  quindici giorni del termine previsto  per  l'espressione
  del  parere  numero  56/VI «Riorganizzazione e potenziamento  della
  rete regionale di residenzialità per i soggetti fragili».

   L'Assemblea ne prende atto.

      Comunicazione di assenze alla riunione della I Commissione
                              legislativa

   PRESIDENTE.   Comunico   che   nella  seduta   della   Commissione
  legislativa permanente  Affari Istituzionali' (I) numero 80 del  20
  gennaio  2010  sono  risultati assenti gli  onorevoli:  Barbagallo,
  Cracolici, Greco, Gucciardi, Maira, Marrocco, Speziale e Vinciullo.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione  e
  la formazione professionale, premesso che:

   nel  2006  si  è  svolto,  indetto dal Ministero  della  pubblica
  istruzione, un corso-concorso per dirigenti scolastici per coprire
  tutti i posti vacanti per quella funzione apicale. In Sicilia,  su
  oltre  mille  partecipanti,  alla fine  delle  prove,  risultarono
  vincitori 426 docenti;

   dopo la correzione degli elaborati, due candidati siciliani,  non
  ammessi   alle   successive   prove,  presentarono   un   ricorso,
  denunciando  delle  irregolarità  formali  nello  svolgimento  del
  concorso de quo;

   nonostante  l'esistenza  del  suddetto  ricorso,  non  avendo  il
  giudice amministrativo adito emanato provvedimenti consequenziali,
  il   direttore  dell'ufficio  scolastico  regionale  ha  ritenuto,
  giustamente, opportuno assegnare, nei posti risultati  vacanti,  i
  426  presidi  e direttori didattici che erano risultati  vincitori
  del concorso medesimo, per evitare di creare dei vuoti in funzioni
  didattiche  così  delicate e per assicurare  guide  didattiche  ed
  amministrative  certe agli istituti scolastici  siciliani  che  da
  anni erano privi di dirigenti titolari;

   in data 11 novembre 2009, una sentenza del Consiglio di giustizia
  amministrativa per la Regione siciliana, 'inaudita altera  parte',
  sovvertendo  una precedente sentenza del TAR, ha dato  ragione  ai
  docenti  ricorsisti,  annullando, di fatto, l'intero  concorso  in
  Sicilia  e,  ovviamente, azzerando tutte le nomine effettuate  dal
  direttore  dell'ufficio scolastico regionale,  nonostante  che  in
  altre   situazioni  analoghe,  nel  resto  d'Italia,   i   giudici
  amministrativi aditi avessero dato parere diametralmente  opposto,
  confermando valore giuridico alle graduatorie concorsuali;

   subito  dopo  tale  sentenza, il Governo nazionale,  in  sede  di
  conversione del decreto cosiddetto 'salvaprecari', aveva  inserito
  una  norma che, di fatto, reintegrava i vincitori del concorso del
  2006  nei posti assegnati, ridando certezza giuridica ad  un  iter
  concorsuale  che  aveva gestito e su cui aveva vigilato  l'ufficio
  scolastico regionale;

   in  data 27 novembre 2009, il Consiglio dei ministri, con proprio
  decreto  legge,  ha  abolito la suddetta  norma,  ristabilendo  il
  dettato fissato dal Consiglio di giustizia amministrativa;

   atteso che:

   è stata nominata, con decreto del direttore generale dell'ufficio
  scolastico  regionale per la Sicilia dell'8  gennaio  2010,  prot.
  245,  la  nuova  commissione esaminatrice del corso  concorso  per
  dirigenti  scolastici. Nel decreto si stabiliva, anche,  la  prima
  riunione per l'insediamento della nuova commissione fissata per il
  22 gennaio 2010;

   nello  stesso  decreto si ribadiva, anche, che al corso  concorso
  avrebbero  potuto  partecipare  esclusivamente  i  candidati   già
  presenti  alle prove svoltesi il 25 e 26 gennaio 2006  e  valutati
  dalla precedente commissione;

   rilevato che:

   questa continua altalena di sentenze e di giudizi, tra TAR e CGA,
  sta  causando  una vera e propria tempesta all'interno  del  mondo
  scolastico  siciliano, coinvolgendo, oltre ai diretti interessati,
  migliaia di studenti, di genitori e di personale ATA;

   oggi, con l'applicazione del nuovo decreto legge 27 novembre,  n.
  170,  convertito in legge 21 dicembre 2009, n. 190, un terzo delle
  scuole  siciliane  resterebbe senza  vertici,  e  verrebbe,  così,
  vanificato il lavoro svolto, in tre anni, da centinaia di  valenti
  professionisti  della  scuola, molti dei quali  svolgono  la  loro
  attività  in  territori a forte rischio di devianza e di  evasione
  dall'obbligo scolastico;

   è  paradossale  che,  come  ha  dichiarato  lo  stesso  direttore
  dell'ufficio  scolastico  regionale, 'ciò  che  è  stato  ritenuto
  giusto  in  tutta Italia, sia ritenuto sbagliato in Sicilia,  così
  come è paradossale che i ricorsi siano stati presentati da persone
  giudicate inidonee, alle mansioni dirigenziali scolastiche,  altre
  tre volte';

   i vincitori del corso-concorso non sono stati parti del ricorso e
  che addirittura non sono stati individuati, come controinteressati
  nelle decisioni che hanno definito i giudizi e i provvedimenti che
  li  riguardano  non  possono essere travolti a causa  dell'effetto
  caducatorio  determinato dall'annullamento  del  provvedimento  di
  nomina della commissione esaminatrice;

   preso atto che:

   il  CGA, nella sentenza n. 478 del 25 maggio 2009, non ha  tenuto
  conto  di  altre  sue  precedenti sentenze che  si  sono  espresse
  diametralmente opposto, così come non ha tenuto conto di  similari
  e analoghe sentenze del Consiglio di Stato;

   nel  resto d'Italia le commissioni giudicatrici del concorso sono
  state  costituite con gli stessi criteri e con gli stessi principi
  di  quelli  tenuti  in  Sicilia, ma  i  concorsi  non  sono  stati
  annullati;

   l'Avvocatura  dello Stato, inspiegabilmente, non si è  costituita
  davanti  al  CGA  per  difendere  la  sentenza  di  primo   grado,
  favorevole  ai  docenti vincitori di concorso, e che  agli  stessi
  docenti  vincitori di concorso è stata impedita e  di  conseguenza
  preclusa la possibilità di costituirsi in giudizio;

   la  magistratura penale ha archiviato, a quanto pare,  l'indagine
  relativa  al  presunto comportamento doloso della  commissione  di
  esami,  per  cui  non  si  capisce come i  giudici  amministrativi
  possano  decidere in modo diametralmente opposto a  quelli  penali
  asserendo  di  fatto, con la citata sentenza, l'esistenza  di  una
  giustizia  penale  e di una giustizia amministrativa  che  possono
  decidere non solo in modo diverso, ma addirittura in modo opposto;

   molti  dirigenti,  vincitori di questo concorso ordinario,  hanno
  rinunciato  al  concorso riservato, pur avendo superato  la  prova
  scritta, in quanto già titolari;

   altri  dirigenti, per le esigenze legate al loro nuovo ruolo,  si
  sono  trasferiti,  con  le loro famiglie,  anche  definitivamente,
  dalla  loro residenza originaria alla nuova sede di servizio,  con
  notevole danno economico;

   i  posti di ruolo, precedentemente ricoperti, sono stati occupati
  da  altri insegnanti di ruolo e di conseguenza non potranno essere
  restituiti  al ruolo di provenienza, in quanto occupato  da  altri
  docenti, e che di conseguenza verrebbero posti in sovrannumero  in
  quanto  verrebbero posti in DOP (dotazione organica  provinciale),
  aggiungendosi,  quindi,  'al  danno  anche  la  beffa'  di  essere
  scavalcati da docenti con pochissimi anni di servizio;

   di  conseguenza, essi sarebbero costretti a rivolgersi al giudice
  del  lavoro  per avere riconosciuti non solo i propri diritti,  ma
  anche  per  avere risarciti i danni economici e morali  che  hanno
  subito,  costringendo lo Stato a sborsare migliaia e  migliaia  di
  euro, frutto delle tasse pagate dei cittadini;

   considerato che:

   se  tali  presupposti   sono considerati  giuridicamente  validi,
  sulla loro base può essere adottato un provvedimento che si limiti
  ad   annullare  le  valutazioni  operate  dalla  commissione   nei
  confronti  di  tutti  i soggetti che non sono stati  ammessi  alle
  prove  orali  e di tutte le valutazioni operate nei confronti  dei
  soggetti che non le hanno superate e quindi non sono stati ammessi
  al   corso  di  formazione,  riavviando  nei  loro  confronti   il
  procedimento di corso-concorso;

   la   scuola  siciliana  non  è  nelle  condizioni  di  affrontare
  ulteriori   problemi  che  sarebbero  indubbiamente  causati   dal
  repentino allontanamento di ben 426 dirigenti del primo e  secondo
  settore  formativo, il tutto causato da cavilli tecnici che  nulla
  hanno  a  che  fare con la preparazione dimostrata dai concorsisti
  che  hanno  superato  le prove selettive del concorso  svolto  nel
  2006;

   non  è  ammissibile che venga cancellato, in un solo colpo, tutto
  il  lavoro  svolto  in  tre anni da personale  specializzato,  che
  svolge il proprio lavoro con spirito di abnegazione e attaccamento
  al dovere nei confronti degli studenti e dei professori;

   per sapere:

   quali  provvedimenti  urgenti  intendano  adottare  al  fine   di
  ripristinare le regolari funzioni nella scuola siciliana, al  fine
  di  evitare  la  delegittimazione di 426 dirigenti  scolastici  in
  Sicilia,  evento  che  porterebbe ad  un  collasso  strutturale  e
  didattico in un terzo delle scuole siciliane;

   a  chiedere  al Governo nazionale di riconoscere il  diritto  dei
  vincitori  a ricoprire il ruolo derivante da un concorso  pubblico
  vinto;

   a  chiedere,  altresì,  al  Governo  nazionale  di  rinnovare  la
  procedura  concorsuale  solo  per quei  docenti  che  non  l'hanno
  superata». (964)

                                            VINCIULLO-FALCONE

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro, premesso che:

   con  la  legge n. 328 del 2000 (legge quadro per la realizzazione
  del  nuovo  sistema integrato di interventi e servizi sociali)  la
  Repubblica  assicura  alle  persone e  alle  famiglie  un  sistema
  integrato di interventi e servizi sociali; promuove interventi per
  garantire   la   qualità   della  vita,  pari   opportunità,   non
  discriminazione  e  diritti di cittadinanza; previene,  elimina  o
  riduce  le  condizioni  di disabilità, di  bisogno  e  di  disagio
  individuale  e familiare, derivanti da inadeguatezza  di  reddito,
  difficoltà sociali e condizioni di non autonomia, in coerenza  con
  gli articoli 2, 3 e 38 della Costituzione;

   la    legge   n.   328/2000   pone   in   essere   una    riforma
  dell'organizzazione dei servizi socio-sanitari mediante il ricorso
  alla  gestione associata dei servizi a livello distrettuale ed  il
  ricorso  alla  programmazione negoziata  quale  procedura  per  la
  programmazione ed il monitoraggio degli interventi  ricadenti  nei
  piani di zona;

   preso atto che:

   la Regione siciliana, sin dalla fase di recepimento ed attuazione
  della legge n. 328 del 2000, ha riscontrato numerose problematiche
  afferenti   all'implementazione  di  un  sistema   di   rete   che
  sovrintenda all'operato dei distretti socio-sanitari e risponda ai
  bisogni dell'utenza;

   le  motivazioni  che hanno ostacolato il raggiungimento  di  tale
  networking  risiedono nella scarsa diffusione della nuova  cultura
  organizzativa di governance multilivello, così come previsto dalla
  legge  328/2000, nella mancanza di un reale coinvolgimento  attivo
  dei  partner-socio - economici territoriali e nella  realizzazione
  di valide azioni di progettazione sociale e di monitoraggio quali-
  quantitativo del processo e/o dei servizi;

   la   scadenza  del  31  dicembre  2009  per  l'affidamento  della
  programmazione   dei  servizi  socio-sanitari   del   riequilibrio
  economico  temporale non è stata rispettata nella  quasi  totalità
  dei  distretti socio-sanitari siciliani, cosicché si è determinato
  un   considerevole  arretrato  di  spesa  che  cagiona   nocumento
  all'utenza e allo sviluppo sociale dei territori;

   considerato che:

   l'Assessorato Famiglia ha affidato in house providing al CIAPI di
  Priolo Gargallo (SR) il progetto 'Un modello per la rete regionale
  del  welfare'  con  risorse a valere sul piano  regionale  per  la
  formazione  e l'aggiornamento del personale addetto alle  attività
  sociali  con  la  quota del 9 per cento del fondo nazionale  delle
  politiche sociali;

   l'obiettivo  del progetto è sostenere l'attuazione della  riforma
  del  welfare regionale attraverso la creazione, a livello centrale
  e  periferico, di un assetto organizzativo di risorse umane  e  di
  servizi   atti   a  sciogliere  i  nodi  che  hanno   condizionato
  negativamente la capacità dei distretti socio-sanitari di attivare
  tutti i dispositivi previsti dalla l. 328/2000;

   all'interno  di tale macroprogetto, ha rivestito un ruolo  nodale
  la  previsione e l'inserimento nei 55 distretti socio sanitari dei
  'facilitatori  territoriali', che  hanno  svolto  la  funzione  di
  intermediari tra il Dipartimento regionale della famiglia e  delle
  politiche  sociali  e  le  amministrazioni  distrettuali  fornendo
  consulenza specialistica, mediazione dei processi di concertazione
  locale ed affiancamento dei gruppi piano, così come previsto anche
  dal DPRS 2 marzo 2009 'Programma regionale delle Politiche sociali
  e socio-sanitarie 2010-2012';

   il facilitatore territoriale è una figura professionale di grande
  e  profondo  impatto sociale, che si impone oggi  quale  punto  di
  riferimento  nel contesto socio-sanitario di un nuovo modello  per
  una  rete  regionale del welfare siciliano, avendo contribuito  ad
  alimentare  la  circolazione della cultura e  delle  informazioni,
  promuovendo  lo  sviluppo  e  l'affermazione  di  un  sistema   di
  responsabilità  condivise tra tutti gli attori e avendo  cooperato
  ad  accorciare le distanze tra l'ufficio piano, i distretti e  gli
  attori   sociali,   mediante  la  creazione  di   un   canale   di
  comunicazione  e  di  scambio  continuo,  risolvendo  problemi  di
  interrelazione ed integrazione verticale ed orizzontale;

   è  in  corso  di avvio la nuova programmazione dei servizi  socio
  sanitari 2010/2012;

   il  4 marzo 2010 cesseranno i contratti di lavoro a progetto  dei
  55 facilitatori territoriali cagionando così un'interruzione di un
  servizio di primaria rilevanza nell'ambito dell'assistenza tecnica
  ai distretti socio sanitari;

   per sapere:

   quali interventi, con l'urgenza del caso, intendano adottare  per
  procedere   al   rinnovo  dell'azione  inerente   il   ruolo   dei
  facilitatori  territoriali nell'ambito del  progetto  affidato  in
  house providing al CIAPI di Priolo Gargallo, denominato Un modello
  per la rete regionale del welfare';

   se tali interventi consentiranno di dare continuità alla figura e
  al  ruolo dei facilitatori territoriali, al fine di consolidare la
  rete integrata dei servizi socio-sanitari, tuttora in fieri, e  di
  attuare  una  programmazione e gestione dei servizi socio-sanitari
  quanto  più  ispirata ai criteri dell'efficacia,  dell'efficienza,
  dell'economicità e della partecipazione negoziata  con  tutti  gli
  stakeholders territoriali». (966)

                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso  che  la  l.r.  14 aprile, n. 5,  recante  Norme  per  il
  riordino del Servizio Sanitario regionale', all'art. 24 disciplina
  la rete dell'emergenza-urgenza sanitaria;

   considerato che:

   il comma 10 dell'articolo citato prevede che l'espletamento delle
  attività  afferenti  al  servizio  di  emergenza-urgenza  118  per
  l'intero territorio regionale può essere assolto anche avvalendosi
  di  organismi  a totale partecipazione pubblica che esercitino  la
  propria   attività  esclusivamente  nei  confronti  della  Regione
  siciliana e nel relativo ambito territoriale;

   al  comma  12,  è  fatto  divieto  di  procedere  all'impiego  di
  personale  in  numero superiore a quello utilizzato dall'  attuale
  gestore del servizio;

   rilevato che:

   la VI Commissione legislativa permanete dell'ARS 'Servizi sociali
  e  sanitari',  in  sede  di  parere, ha inteso  più  pregnatamente
  individuare i contenuti della delega concessa al Governo indicando
  precisi  criteri  e  direttive da seguire e,  tra  l'  altro,  più
  esattamente:

   1.   coinvolgimento   nella  new.co.  di  un  soggetto   pubblico
  istituzionale di riconosciuta valenza nazionale;
   2. trasformazione a full time del personale occupato;
   3.   assunzioni  bloccate  al  31  luglio  2008  con  conseguente
  impossibilità di procedere a nuovi inserimenti di personale;
   4. stabilizzazione dell' intero personale S.i.S.E.;

   per sapere:

   se  ed  in  quale  misura nel soggetto di nuova costituzione  sia
  presente   il   previsto  'Soggetto  Pubblico   Istituzionale   di
  riconosciuta  valenza nazionale' e, in caso di risposta  negativa,
  quali   siano   le  motivazioni  che  non  hanno   permesso   tale
  coinvolgimento, ritenuto essenziale dalla Commissione;

   altresì,  se le assunzioni alla carica di direttore generale,  di
  direttore  amministrativo e di direttore sanitario  della  Si.S.E.
  rispettano  i limiti di cui al superiore n. 3, e cioè se  trattasi
  di  personale  già  inquadrato nell'ambito  del  soggetto  gestore
  (Si.S.E.) alla data del 31 luglio 2008;

   conseguentemente  la  fondatezza  delle  notizie  apprese   circa
  l'utilizzo  speculare  (per economie) delle figure  descritte  nel
  soggetto  di nuova costituzione denominato S.E.U.S., in quanto  si
  evidenzia che il blocco e l'impossibilità di assunzioni nuove vige
  anche per tale ultimo soggetto;

   in  fine  se  sia possibile conoscere, in merito al punto  4,  il
  percorso  che  porterà al totale assorbimento  nella  S.E.U.S.  di
  tutto il personale in forza alle Si.S.E. ed in particolare se  sia
  fondata la possibilità di poter godere di sgravi contributivi (con
  chiari  benefici per il bilancio regionale) attingendo alle  liste
  di  mobilità  cui  il predetto personale Si.S.E.  verrà  posto  in
  seguito al dichiarato licenziamento». (967)

                                FORZESE-GIANNI-MAIRA-CORDARO-CINTOLA
                                           SAVONA-RAGUSA-LO GIUDICE-
                                  LEONTINI-ARDIZZONE-FALCONE-LIMOLI-
                                                           VINCIULLO
                                                      CAPUTO-D'ASERO

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche  sociali e il lavoro, all'Assessore per  l'energia  e  i
  servizi  di  pubblica  utilità  e all'Assessore  per  le  attività
  produttive, premesso che:

   in  data 4 gennaio 2010 è stata ufficializzata l'alleanza tra  le
  società  Sharp, STM ed Enel Green Power, quest'ultima  controllata
  di  ENEL,  per  la  realizzazione, in Sicilia,  della  più  grande
  fabbrica di pannelli fotovoltaici in Italia. La futura società che
  nasce da questa joint venture si chiamerà Three Sun;

   l'intesa  tra  le  società fa seguito ad un memorandum  che,  nel
  maggio  dello scorso anno, avevano siglato Enel e Sharp; alle  due
  società  si  è  aggiunto il colosso europeo STM che, tra  l'altro,
  fornirà  a  Catania  la  sede dell'impianto  dove  si  produrranno
  pannelli fotovoltaici a film sottile a tripla giunzione. Si  stima
  l'inizio  del 2011 come data di avvio della produzione e,  secondo
  quanto  dichiarato dalle stesse società di cui sopra, si prevedono
  1100 nuove assunzioni;

   tenuto che:

   la   STM,  per  la  produzione  dei  pannelli  fotovoltaici,  non
  utilizzerà   il  modulo  M6,  bensì  realizzerà  nuovi   capannoni
  all'interno  dell'area  in cui è ubicato il  modulo  M6  che,  tra
  l'altro, non è di proprietà della STM, ma della Numonyx;

   nell'ottica  di questa nuova fase produttiva, la STM chiuderà  il
  reparto  CT6, che produce dispositivi di potenza su supporto  a  6
  pollici,  a  causa  della poco redditività  di  tale  prodotto  in
  Europa;

   come produzione a Catania resterà solo il modulo M5, dato che  la
  STM già dirotta il 15 per cento della produzione catanese in altri
  stabilimenti. In pratica gli impianti etnei saturano la produzione
  sino all'85 per cento;

   visto che:

   alla  luce di quanto sopra, gli assunti in Three Sun non  saranno
  1100  come  dichiarato,  bensì circa 500,  perché  650  saranno  i
  lavoratori in esubero del reparto CT6 da ricollocare;

   il  riassetto  produttivo della STM non  prevede  l'utilizzo  del
  modulo  M9  per  espandere  la produzione  di  M5,  soluzione  che
  permetterebbe di non perdere la produzione a Catania, considerando
  anche che vi sono impegnati 1200 operai più gli amministrativi;

   non  è  neanche in progetto l'implementazione del turno 21,  cosa
  che   permetterebbe  di  assumere  150  ex  summer  job   per   la
  costituzione della quinta squadra. Ciò impedirebbe l'insaturazione
  dei  reparti  di produzione a causa del dirottamento  del  15  per
  cento della produzione all'estero;

   per sapere:

   se  non  ritengano  utile  appurare quali  siano  i  reali  piani
  industriali di STM, Numnyx e Three Sun e conoscere in che  maniera
  gli esuberi di STM verranno ricollocati in Three Sun;

   se  non  ritengano necessario intervenire presso i vertici  della
  STM   al   fine  di  garantire  l'utilizzo  del  modulo  M9,   che
  permetterebbe  l'espansione  della  produzione  del   modulo   M5,
  garantendo  così  il  mantenimento del livello  occupazionale  per
  oltre 1300 dipendenti e auspicare l'implementazione del turno  21,
  che permetterebbe l'assunzione di 150 ex summer job;

   se  non ritengano necessario avere informazioni su quali garanzie
  avranno i lavoratori della Numonyx a seguito della cessione  degli
  asset alla nuova società;

   se non ritengano opportuno creare un accordo con la nuova società
  al  fine  di  garantire, tra i 500 nuovi assunti, una clausola  di
  prelazione a favore dei 160 ex lavoratori SAT». (968)

                                           POGLIESE-VINCIULLO

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica, premesso che:

   nel  maggio  del  2009,  il funzionario della  motorizzazione  di
  Palermo,  Antonino Nobile, fu arrestato, dalle Forze  dell'ordine,
  in  flagranza di reato, mentre intascava una tangente per favorire
  alcune pratiche da lui svolte;

   a  causa di detto arresto, la Regione siciliana provvide  al  suo
  immediato  licenziamento, così come stabilito da  varie  normative
  sia nazionali che regionali. Alla data odierna, l'iter processuale
  non è ancora giunto all'emanazione di alcuna sentenza;

   tenuto  conto  che,  in  data 23 dicembre 2009,  il  collegio  di
  disciplina regionale ha accolto il ricorso presentato dallo stesso
  Nobile  avverso  il  suo  licenziamento, disponendone  l'immediato
  reintegro nei ruoli dell'Amministrazione regionale;

   considerato che:

   la decisione presa dal collegio di disciplina regionale, al di là
  delle  motivazioni prettamente tecniche che hanno  indirizzato  lo
  stesso  collegio  sulla scelta del reintegro  del  signor  Nobile,
  viola apertamente l'art. 2119 del codice civile, ove si disciplina
  il  licenziamento immediato per giusta causa - e la flagranza  del
  reato  specifico lo è - che avviene quando il dipendente tiene  un
  comportamento talmente grave da non consentire la prosecuzione del
  rapporto  neppure a titolo provvisorio. Né, tanto meno, sussistono
  i  presupposti  processuali che possano giustificare  il  suddetto
  reintegro,  non esistendo alcuna sentenza assolutoria  in  nessuno
  dei gradi di giudizio previsti dalla legislazione italiana;

   oltre  all'aspetto  giuridico della vicenda, vi  è  anche  quello
  etico  e  morale che, sicuramente, getta un ombra poco chiara  sul
  modus  operandi della Regione nei confronti dei propri  dipendenti
  infedeli.  L'Amministrazione regionale, che fonda la sua  possente
  macchina  burocratica sull'operatività di migliaia di  dipendenti,
  non  può e non deve permettere che, al suo interno, qualcuno possa
  approfittare  del  ruolo  ricoperto  per  ottenere   vantaggi   di
  qualsiasi  natura,  soprattutto  se  il  raggiungimento  di  detti
  vantaggi viola apertamente il principio di legalità;

   per sapere:

   quali  siano  le  motivazioni che hanno indotto  il  collegio  di
  disciplina regionale a reintegrare il sig. Antonino Nobile nel suo
  posto  di  lavoro, nonostante l'arresto per tangenti  avvenuto  in
  flagranza di reato;

   quali iniziative intendano adottare nella fattispecie, al fine di
  dare un forte segnale di legalità a chi interpreta questa infausta
  scelta  come  segno  di  debolezza, da parte  dell'Amministrazione
  regionale, nei confronti di un proprio dipendente». (969)

                                                        POGLIESE    -
                                         VINCIULLO

   «All'Assessore per il territorio e l'ambiente e all'Assessore per
  i  beni  culturali e l'identità siciliana, premesso che  il  piano
  territoriale paesaggistico regionale è stato adottato soltanto per
  le provincie di Messina e Trapani, oltre che per le isole minori;

   considerato che il piano paesistico regionale è uno strumento  di
  coordinamento e di sussidio importantissimo per i piani regolatori
  in vigore e per quelli da redigere;

   ritenuto che:

   i  ritardi  accumulati rappresentano un danno grave e  continuato
  per l'ambiente e per il territorio;

   la   pianificazione  urbanistica  deve  essere   realizzata   con
  un'integrazione  e  una  visione unitaria delle  competenze  degli
  Assessorati  Territorio  e ambiente e beni  culturali  e  identità
  siciliana;

   per  sapere  quali iniziative siano state assunte per  dotare  la
  Sicilia  del  piano territoriale paesistico, strumento  essenziale
  per  la  salvaguardia  e la promozione del territorio  regionale».
  (974)

                                                 BARBAGALLO

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   a decorrere dell'entrata in vigore della legge 23 luglio 2009, n.
  99, i servizi ferroviari di interesse locale di cui all'art. 9 del
  decreto  legislativo del 19 novembre 1997, n.  422,  svolti  nelle
  regioni a statuto speciale, passano alle competenze delle medesime
  Regioni.  A  tal fine il Ministero dell'economia e  delle  finanze
  provvede  al  trasferimento  delle  risorse,  in  conformità  agli
  ordinamenti  finanziari delle singoli regioni,  nei  limiti  degli
  stanziamenti  di bilancio utilizzando le risorse già  destinate  a
  titolo  di  pagamento  dei corrispettivi in favore  di  Trenitalia
  s.p.a. derivanti dal contratto di servizio in essere con lo Stato;

   il  decreto  legge  29  novembre 2008,  n.  185  convertito,  con
  modificazioni,  in  legge 28 gennaio 2009, n. 2,  recante  'Misure
  urgenti  per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e imprese
  e  per  ridisegnare  in  funzione anticrisi il  quadro  strategico
  nazionale',  all'art  25, comma 1, ha istituito,  nello  stato  di
  previsione  della  spesa  del  Ministero  dell'economia  e   delle
  finanze, un fondo con una dotazione finanziaria di 960 milioni  di
  euro  per l'anno 2009, per investimenti del gruppo Ferrovie  dello
  Stato s.p.a;

   il  comma  4 del citato art. 25 obbliga le Ferrovie a relazionare
  annualmente   al   Ministero   dell'economia   e   delle   finanze
  sull'impiego  di  dette  somme, sui  risultati  conseguiti  e  sul
  rispetto   delle  percentuali  di  assegnazione  delle  quote   di
  investimento al Nord ed al Sud del Paese, pari rispettivamente  al
  15%   e   all'85%,  trattandosi  di  fondi  FAS  con  vincoli   di
  destinazione geografica;

   considerato che:

   il   trasferimento  delle  risorse  disponibili  effettuato   dal
  Ministero  alla Regione siciliana ammonta a circa 110  milioni  di
  euro;

   i  fondi  trasferiti dal Ministero permettono il mantenimento  da
  parte  di  Trenitalia  s.p.a. degli attuali servizi  nonché  nuovi
  investimenti  per il parco rotabile vetusto presente nell'Isola  e
  la  velocizzazione di alcune linee con significativi  recuperi  di
  percorrenza;  il  presupposto affinché tali somme siano  realmente
  spese   a  beneficio  della  rete  ferroviaria  siciliana   è   la
  sottoscrizione del contratto di servizio, valido per  sei  anni  e
  rinnovabile per altri sei;

   premesso, inoltre, che:

   la  Sicilia è l'unica regione a non avere sottoscritto finora  il
  contratto  di  servizio con Trenitalia s.p.a.; di  conseguenza,  è
  tuttora  inibito  l'accesso  ai  fondi  previsti  dalla  suddetta,
  normativa statale;

   l'adozione   del  contratto  di  servizio  costituisce,   dunque,
  un'occasione  unica  per  il  rilancio del  trasporto  ferroviario
  nell'Isola,  oltre che un adempimento obbligatorio alla  luce  del
  progressivo  decentramento delle funzioni in  materia  di  servizi
  ferroviari di interesse regionale;

   per sapere:

   le  ragioni  per  le  quali  non sia stato  ancora  stipulato  il
  Contratto  di  servizio  tra  la Regione  Siciliana  e  Trenitalia
  s.p.a., bloccando con ciò la possibilità di accedere ai fondi  FAS
  il   cui  impiego  consentirebbe  un  miglioramento  del  servizio
  ferroviario in Sicilia;

   quando  sarà firmato il suddetto contratto di servizio,  e  quali
  norme  conterrà a garanzia di un reale potenziamento del  servizio
  ferroviario   e  per  assicurare  il  diritto  alla  mobilità   ai
  siciliani». (975)

                                                  LUPO - RAIA

   «All'Assessore per le infrastrutture e la mobilità, premesso che:

   l'articolo  33  della  legge regionale  14  maggio  2009,  n.  6,
  autorizza l'ex Assessorato Lavori pubblici (competente per materia
  prima    dell'entrata   in   vigore   della   legge   di   riforma
  dell'Amministrazione della Regione siciliana) a stipulare con  gli
  istituti di credito convenzioni per la conclusione di contratti di
  mutuo  ventennale con i proprietari di immobili situati nei centri
  storici  e  nelle zone omogenee 'A' nei piani regolatori  generali
  (PRG)  dei comuni, per la manutenzione straordinaria, il restauro,
  il   ripristino  funzionale  e  l'adeguamento  alle   prescrizioni
  antisismiche di tali immobili;

   la  stessa norma pone a carico del bilancio regionale il 100  per
  cento del costo degli interessi;

   considerato che:

   tali  disposizioni sono finalizzate ad agevolare il  recupero  di
  edifici  ed  unità  immobiliari ad uso  residenziale  al  fine  di
  salvarli  dalla situazione di serio degrado nella quale versano  i
  centri storici dei comuni siciliani;

   la  riqualificazione  dei centri storici  è  quanto  mai  urgente
  poiché, senza adeguati provvedimenti, è a rischio la sopravvivenza
  oltre che la loro stessa integrità;

   la   Sicilia   è   ricchissima  di  testimonianze   storiche   ed
  architettoniche   custodite  anche  in  piccoli   comuni   e   che
  rappresentano la memoria e l'identità di quei luoghi;

   gli  interventi  di ripristino e di recupero dei  centri  storici
  appaiono  indispensabili anche al fine di  garantire  la  pubblica
  incolumità,  poiché  nell'incuria numerosi  edifici  rischiano  di
  crollare,  nonché  per  rivitalizzare il  comparto  dell'edilizia,
  soffocato dalla crisi economica;

   ritenuto che:

   l'applicazione  della normativa sopra citata, nel  sostenere  gli
  investimenti  dei  proprietari di immobili,  potrebbe  costituire,
  pertanto, un valido strumento per il recupero di edifici ed  unità
  immobiliari ad uso residenziale all'interno dei centri storici;

   la  norma, infatti, prevede anche che i mutui coprano il 100  per
  cento  del  costo  degli  interventi di restauro  per  un  importo
  massimo di 300 mila euro e comunque non superiore a 2.000 euro/mq;

   per  sapere le ragioni per le quali non sia stata data attuazione
  alla  norma  contenuta nell'articolo 33 della legge  regionale  14
  maggio  2009,  n.  6, e se non ritenga di dovere adottare  al  più
  presto tutti i provvedimenti necessari». (976)

   GUCCIARDI

   «Al  Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per  le  risorse
  agricole  e alimentari e all'Assessore per le attività produttive,
  premesso che:

   una  recente  trasmissione televisiva e le conseguenti  polemiche
  sorte sulla vicenda hanno evidenziato una strisciante rivalità tra
  alcuni comparti della filiera produttiva agricola in Sicilia;

   nello specifico, si è assistito ad uno scontro a distanza tra gli
  agrumicoltori di talune province siciliane sulla dichiarazione  di
  origine di alcune varietà di arance;

   considerato che:

   l'attuale crisi che investe l'intero comparto agricolo siciliano,
  crisi dovuta a vari fattori, non ultimo la presenza sul mercato di
  prodotti provenienti da mercati esteri, non può lasciare spazio  a
  sterili  polemiche  che mettono in secondo piano  l'unico  fattore
  dominante  della  produzione siciliana: la  qualità  del  prodotto
  nostrano;

   i   favorevoli  fattori  climatici  della  nostra  terra  insieme
  all'indiscussa qualità del sistema produttivo, permettono di avere
  una  produzione  agricola unica nel mondo,  apprezzata  a  livello
  globale, scevra da condizionamenti chimici ed inserita in tutte le
  diete per il suo basso contenuto di grassi;

   tenuto  che questa peculiarità del prodotto agricolo siciliano  è
  la  causa primaria di innumerevoli tentativi di imitazione, spesso
  realizzati  con  la semplice apposizione della dicitura  'Made  in
  Sicily' su prodotti assolutamente diversi e che nulla hanno a  che
  fare con la qualità della nostra produzione;

   visto che:

   la presenza sul mercato mondiale di questi prodotti agricoli che,
  fondamentalmente, arrecano un danno di immagine incalcolabile alla
  Sicilia,   può   essere   combattuta  esclusivamente   permettendo
  all'utente  finale  di potere riconoscere, in  maniera  rapida  ed
  inequivocabile, la vera produzione siciliana da quella artefatta e
  imitata;

   l'apposizione  di  un  marchio specifico su tutta  la  produzione
  agricola   siciliana,   come  peraltro  suggerito   dallo   stesso
  presidente di Confagricoltura Sicilia Gerardo Diana, permetterebbe
  una  maggiore  tutela del prodotto nostrano  su  tutti  i  mercati
  mondiali,  garantirebbe l'utente finale e favorirebbe, in  maniera
  esponenziale, l'export della nostra produzione;

   per sapere:

   se  non  ritengano utile attivare tutte le iniziative  atte  alla
  creazione  del  marchio unico 'SICILIA' da  apporre  su  tutta  la
  produzione  agricola siciliana, destinata sia ai  mercati  interni
  che a quelli internazionali;

   se non ritengano indispensabile intervenire, nelle sedi opportune
  ed  in  maniera  decisa  e  risoluta, per tutelare  la  produzione
  agricola siciliana nei confronti di quei produttori senza scrupolo
  che  falsificano  le  origini dei loro prodotti  pur  di  ottenere
  vantaggi economici nella fase distributiva e di vendita, il  tutto
  a scapito della Sicilia, dei nostri agricoltori e, di conseguenza,
  dei nostri prodotti». (978)

                                             POGLIESE-VINCIULLO

   «Al  Presidente della Regione, premesso che nella seduta  n.  115
  del 13 ottobre 2009 è stato approvato l'ordine del giorno n. 179;

   considerato che:

   il  succitato o.d.g. impegnava il Governo regionale a  dichiarare
  lo  stato  di calamità naturale nella provincia di Trapani  ed  ad
  adottare una serie di interventi a sostegno della filiera agricola
  produttiva, colpita gravemente dai fenomeni alluvionali;

   oltretutto  il  26  settembre 2009, il Presidente  della  Regione
  siciliana,  in  visita a Trapani, ha assunto precisi  impegni  nei
  confronti   della   collettività  trapanese,  anche   sul   fronte
  finanziario. In ordine allo stato calamità naturale ha  dichiarato
  che la Giunta di Governo ne aveva già deliberato il riconoscimento
  e,  in  ordine  alle  azioni  da intraprendere,  ha  affermato  la
  disponibilità ad utilizzare i fondi strutturali a disposizione del
  Governo;

   tenuto  conto  che  il  maltempo di queste  settimane  ha  creato
  ulteriori  danni alla provincia di Trapani e che l'ultima  pioggia
  intensa    ha   provocato   l'allagamento   delle   frazioni    di
  Pietretagliate  e  Salinagrande  a  causa  dello  smottamento  del
  torrente Verderame;

   per   sapere  se  il  Governo  regionale  intenda  dare   seguito
  all'impegno assunto l'ordine del giorno in premessa citato e quali
  siano  state  nel  frattempo le attività svolte  per  evitare  che
  situazioni di questo tipo possano continuare a verificarsi». (979)

                                                            MARROCCO

   Avverto  che le interrogazioni testé annunziate saranno  iscritte
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico  che  è stata presentata la seguente interrogazione  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   «All'Assessore per le infrastrutture e la mobilità, premesso che:

   con   l'interrogazione   n.   891  a   firma   del   sottoscritto
  interrogante, fra le altre cose è stato chiesto di relazionare con
  l'urgenza   del  caso  alla  competente  Commissione   legislativa
  dell'Assemblea  regionale siciliana sulla relazione  trasmessa  al
  Presidente  della Regione da parte dell'attuale commissario  dello
  IACP di Palermo;

   l'interrogazione  è stata già posta all'ordine del  giorno  della
  competente Commissione;

   considerato  che, in particolare, dalle notizie pubblicate  dagli
  organi di stampa è emersa la circostanza che 'oltre cinquanta case
  fantasma  sparse tra Ustica, Palermo, Petralia Soprana, Valledolmo
  e  Chiusa Sclafani, sono abitate senza sapere bene da chi'  e  che
  sembra   essere  stata  avviata  apposita  indagine  interna   per
  l'accertamento degli inquilini;

   per sapere:

   se  lo  IACP  di  Palermo abbia concluso l'indagine  interna  per
  l'accertamento degli inquilini delle case cosiddette fantasma'  e,
  in caso affermativo, se intenda relazionare con l'urgenza del caso
  alla  competente Commissione legislativa dell'Assemblea  regionale
  siciliana  per informarla sulla relazione trasmessa al  Presidente
  della  Regione  da parte dell'attuale commissario  dello  IACP  di
  Palermo». (961)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento in Commissione)

                                                FARAONE

   Avverto  che  l'interrogazione testé annunziata  sarà  inviata  al
  Governo e alla Commissione.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  le  attività
  produttive, premesso che:

   lo  scorso  mese di dicembre la Commissione legislativa permanente
  'Attività  produttive'  dell'ARS produttiva inoltrava  agli  organi
  competenti  il  parere favorevole in merito alla pubblicazione  dei
  bandi  per  lo  stanziamento dei fondi comunitari in  favore  degli
  artigiani per un somma di circa 75 milioni di euro;

   ad  oggi non è stata avviata la pubblicazione dei relativi  bandi
  necessari per l'utilizzo e l'erogazione delle somme in favore  dei
  degli artigiani;

   considerato che:

   i  fondi  comunitari,  in questo momento di crisi  economica  dei
  comparti produttivi, rappresentano un valido strumento di sostegno
  economico  finanziario  per consentire  una  ripresa  del  settore
  economico siciliano;

   il  settore  dell'artigianato  detiene  un  ruolo  importante  ed
  imprescindibile per lo sviluppo e l'economia dell'Isola;

   ritenuto che:

   occorre  conoscere le motivazioni che hanno impedito la  regolare
  pubblicazione dei bandi;

   eventuali  ed  ulteriori  ritardi nella pubblicazione  dei  bandi
  potrebbero  aggravare la situazione di grave disagio economico  in
  cui  versa  il sistema produttivo siciliano, con gravi conseguenze
  per i livelli occupazionali;

   per  sapere  quali  motivazioni  abbiano  impedito  ad  oggi   la
  pubblicazione  dei bandi e quali provvedimenti intendano  adottare
  al  fine  di consentire l'utilizzo dei fondi comunitari in  favore
  degli artigiani». (962)

                                                              CAPUTO-
                                             VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   con  d.a.  n.  437/44 del 21 giugno 2001 è stata  istituita,  nel
  comune  di  Messina, la riserva naturale orientata di Capo  Peloro
  comprendente, tra l'altro, i laghi siti nei villaggi di Ganzirri e
  Torre Faro, inclusi nella zona A della stessa;

   come    da   decreto,   l'unica   attività   consentita   è    la
  molluschicoltura;

   le  acque  del  lago  di  Torre Faro  sin  dal  1995  sono  state
  classificate  come  acque di tipo A, idonee  alla  coltivazione  e
  stabulazione dei mitili;

   all'interno  del  lago Faro operano sei ditte di importexport  di
  frutti di mare, all'interno delle quali lavorano decine di operai;

   dal  1986  le  acque del lago di Ganzirri sono  state  dichiarate
  precluse alla molluschicoltura per motivi sanitari;

   dal  2001,  a  seguito dei lavori di rifacimento della  fognatura
  comunale, non vi sono più scarichi fognari nel lago di Ganzirri;

   a  seguito  di tali lavori, quindi, si è dato inizio all'iter  di
  classificazione  delle  acque anche  del  lago  di  Ganzirri,  con
  controlli  settimanali sulle acque e sulla  polpa  dei  mitili  da
  parte  degli  enti  preposti (Università degli studi  di  Messina,
  ARPA, Provincia regionale di Messina);

   viste  le  analisi positive emerse nell'anno 2002 e nel settembre
  2003,  è  stata  indetta  una rituale conferenza  di  servizi  per
  avviare  ufficialmente l'iter di classificazione delle  acque  del
  lago di Ganzirri;

   dopo  cinque  anni di analisi, con nota n. 25930  del  20  luglio
  2009, la Provincia regionale di Messina ha inviato all'Assessorato
  regionale  Salute un plico contenente relazioni e risultati  delle
  analisi  effettuate  al  fine di avviare e definire  le  procedure
  della classificazione delle acque del lago di Ganzirri;

   considerato che:

   la  sospensione dell'attività nel lago di Ganzirri in  questi  23
  anni ha accentuato i problemi economici locali;

   le  vongole  autoctone del lago di Ganzirri sono uniche  nel  suo
  genere;

   ritenuto  che ad oggi non vi sono più vincoli o impedimenti  alla
  classificazione   delle  acque  del  lago  di  Ganzirri   per   lo
  svolgimento della molluschicoltura;

   per sapere quali provvedimenti siano stati adottati dal 20 luglio
  2009  e  quali intendano adottare al fine di provvedere,  nel  più
  breve  tempo possibile, all'emanazione del decreto provvisorio  di
  classificazione   delle   acque  che  consentirebbe   la   ripresa
  dell'attività  con la ricaduta occupazionale che ne  deriverebbe».
  (963)

                                              ARDIZZONE

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  le  risorse
  agricole  e  alimentari, premesso che il settore idraulico-agrario
  ed   idraulico-forestale   siciliano   costituisce   una   risorsa
  significativa  per  il  miglioramento dello stato  ambientale  del
  territorio  della  Sicilia, contribuendo inoltre al  miglioramento
  delle condizioni economico-sociale delle comunità dell'Isola;

   rilevato  che  è  necessaria  una  concreta  rivalutazione  delle
  attività   del  lavoro  forestale  avendo  presente  i  molteplici
  vantaggi conseguenti alla valorizzazione degli ambienti naturali e
  boschivi  nell'ambito  delle politiche  di  rilancio  economico  e
  produttivo;

   preso atto che la valorizzazione del patrimonio naturale boschivo
  va  conseguita  attraverso il riconoscimento delle professionalità
  dei  lavoratori forestali ed il miglioramento degli  impieghi  per
  gli  aspetti protettivi dell'ambiente, per quelli produttivi e per
  i profili della fruizione turistico-ricreativa. In questo contesto
  le  prospettive di miglioramento delle condizioni lavorative vanno
  orientate   all'aumento  delle  attività   di   rimboschimento   e
  naturalizzazione,  al  potenziamento  dei  sistemi  integrati   di
  protezione dagli incendi ed all'infrastrutturazione ambientale dei
  siti di rilevanza naturalistica;

   considerato che:

   vi  è  la  necessità di modificare significativamente le  attuali
  modalità  d'intervento  e  di impiego delle  risorse  finanziarie,
  giungendo  ad  un  sistema di sinergia economica  che  allinei  la
  programmazione regionale con le politiche nazionali e comunitarie;

   il   rafforzamento   degli  interventi  nel   settore   forestale
  rappresenta  una  priorità strategica nel quadro  delle  politiche
  dello  sviluppo  del  territorio e  di  crescita  economica  della
  comunità isolana. In tale quadro è possibile attuare l'adozione di
  misure  lavorative orientate alla stabilizzazione, le quali devono
  accompagnarsi   a   programmi  e  progetti  di  incremento   degli
  interventi  operativi  nel  settore,  individuando  nuovi   bacini
  territoriali e nuove tipologie d'impiego;

   ad  oggi  non sono stati ancora attuati i provvedimenti  previsti
  dal protocollo d'intesa sottoscritto dalle parti in data 14 maggio
  2009  presso  la  Presidenza  della Regione  siciliana  -  Palazzo
  d'Orleans, dove, al comma 4, si demandava al Governo Regionale  la
  predisposizione di un apposito disegno di legge di riordino  e  di
  ammodernamento del settore;

   per sapere:

   quali  provvedimenti intendano adottare al fine di provvedere  al
  pagamento  degli  arretrati  per  l'adeguamento  della  paga   dei
  lavoratori  precari forestali al rinnovo del contratto  collettivo
  nazionale di lavoro (C.C.N.L.);

   le  cause  e  le  motivazioni che abbiano  impedito  il  suddetto
  pagamento;

   quali provvedimenti attuativi, orientati alla stabilizzazione dei
  lavoratori forestali, si intendano adottare;

   se  intendano  dare  attuazione dei  provvedimenti  previsti  dal
  protocollo d'intesa sottoscritto il 14 maggio 2009». (965)

                                              VINCIULLO

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   la  Corte  costituzionale, con sentenza n. 340  del  16  dicembre
  2009,   depositata  il  30  dicembre  successivo,  ha   dichiarato
  l'illegittimità costituzionale dell'art. 58, comma 2, del decreto-
  legge  25  giugno  2008,  n.  112 ('Disposizioni  urgenti  per  lo
  sviluppo  economico,  la  semplificazione,  la  competitività,  la
  stabilizzazione   della  finanza  pubblica   e   la   perequazione
  tributaria'), convertito, con modificazioni, dalla legge 6  agosto
  2008,  n.  133,  esclusa la proposizione iniziale:  'L'inserimento
  degli   immobili   nel   piano   ne   determina   la   conseguente
  classificazione   come  patrimonio  disponibile   e   ne   dispone
  espressamente la destinazione urbanistica';

   la norma delegava agli enti locali la formazione degli elenchi in
  essa  previsti,  sulla  base di valutazioni  demandate  agli  enti
  medesimi,  con  lo  scopo  di  favorire  su  tutto  il  territorio
  nazionale    l'individuazione   di   immobili   suscettibili    di
  'valorizzazione  ovvero  di  dismissione',  nella  prospettiva  di
  permettere il reperimento di ulteriori risorse economiche e quindi
  di ottenere l'incremento delle entrate locali;

   ad  avviso  della  Corte  costituzionale, 'ancorché  nella  ratio
  dell'art.   58  siano  ravvisabili  anche  profili  attinenti   al
  coordinamento  della finanza pubblica, in quanto finalizzato  alle
  alienazioni  e  valorizzazioni  del patrimonio  immobiliare  degli
  enti,  non  c'è dubbio che, con riferimento al comma 2  censurato,
  assuma carattere prevalente la materia del governo del territorio,
  anch'essa rientrante nella competenza ripartita tra lo Stato e  le
  Regioni,  avuto  riguardo all'effetto di variante  allo  strumento
  urbanistico  generale,  attribuito alla delibera  che  approva  il
  piano di alienazione e valorizzazione';

   considerato che:

   a seguito della sentenza della Corte, tuttavia, l'inserimento nel
  piano   e   la  previsione  della  destinazione  urbanistica   non
  costituiscono  immediatamente variante allo strumento  urbanistico
  generale,  come originariamente previsto dalla seconda  parte  del
  comma  2,  dichiarato  incostituzionale,  appare  urgente  che  la
  Regione siciliana proceda ad adottare con urgenza i necessari atti
  di  indirizzo  che disciplinino in modo rapido e  semplificato  la
  verifica e l'approvazione delle deliberazioni comunali, attraverso
  una  procedura  idonea a verificare esclusivamente 'la  conformità
  agli  eventuali atti di pianificazione sovraordinata di competenza
  delle province e delle regioni';

   diversamente,  la  deliberazione  che  dispone  la   destinazione
  urbanistica  dell'immobile inserito nel  piano  delle  alienazioni
  dovrà  essere  sottoposta alle procedure ordinarie previste  dalle
  disposizioni   regionali  vigenti  in  materia  di   governo   del
  territorio e di varianti agli strumenti urbanistici comunali,  con
  le  immaginabili conseguenze sui bilanci degli enti locali in caso
  di  ritardi nei provvedimenti regionali , in particolare per  quei
  comuni  e  province  che  hanno  già  approvato  il  piano   delle
  alienazioni,  ai  sensi e per gli effetti previsti  dall'art.  58,
  allegato al bilancio di previsione 2009 o 2010, e ancor di più per
  quegli   enti  che  hanno  già  provveduto  ad  alienare  immobili
  valorizzati  ai  sensi  del  medesimo art.  58  e  che  potrebbero
  trovarsi esposti a prevedibili contenziosi;

   per sapere:

   quali provvedimenti intenda adottare il Governo regionale;

   se  non  ritengano, con la massima urgenza, attese le  gravissime
  conseguenze sui bilanci degli enti locali, di adottare i necessari
  atti  di  indirizzo che disciplinino in modo rapido e semplificato
  la   verifica  e  l'approvazione  delle  deliberazioni   comunali,
  attraverso  una  procedura idonea a verificare esclusivamente  'la
  conformità agli eventuali atti di pianificazione sovraordinata  di
  competenza della Regione'». (970)

                                                  BUZZANCA

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  le  attività
  produttive, premesso che:

   in  data  17 gennaio 2010, nella campagna del territorio di  Noto
  (SR),  in  contrada  Tagameli,  è stata  rinvenuta  una  pozza  di
  petrolio greggio;

   l'episodio  è  stato causato da una perdita nell'oleodotto  della
  società  ENIMED che trasporta il greggio dai pozzi  di  estrazione
  nel territorio di Ragusa al deposito in contrada Mostringiano, nel
  territorio di Priolo (SR);

   la  condotta attraversa la zona interessata ad una quota di circa
  3  metri  sotto  il piano di campagna ed è dunque presumibile  che
  quella  raccoltasi in superficie sia solo la parte emersa  di  una
  maggiore  quantità  di  greggio che avrebbe  imbibito  il  terreno
  sottostante con possibilità di infiltrazione nel sottosuolo;

   il  greggio  fuoriuscito  in superficie avrebbe  conseguentemente
  inquinato  un'area  della campagna più ampia di quella  apparente,
  con  evidente  pregiudizio per le colture insistenti  nei  terreni
  limitrofi;

   ritenuto:

   necessario  ed  urgente  accertare  l'esatta  natura  di   quanto
  verificatosi e delle sue cause;

   indispensabile  scongiurare  la  possibilità  del  ripetersi   di
  incidenti simili;

   per sapere:

   quali  iniziative  il Governo stia assumendo per  pervenire  alla
  completa  conoscenza dei fatti accaduti, delle  relative  cause  e
  delle responsabilità connesse;

   quali  iniziative intendano assumere per assicurare la  sicurezza
  dell'oleodotto, della conduttura in oggetto e di tutti  gli  altri
  impianti   insistenti  nel  territorio  della  Regione,   affinché
  incidenti come quello accaduto si ripetano». (971)

                     (L'interrogante  chiede  risposta  scritta
                   con urgenza)

                                              DE BENEDICTIS

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per autonomie locali
  e la funzione pubblica, premesso che:

   l'attuale   situazione  finanziaria  della  Regione   impone   di
  procedere  ad  una  riduzione degli sprechi e ad un  significativo
  contenimento della spesa pubblica;

   la nomina di altri nove dirigenti esterni, con stipendi superiori
  ai  200 mila euro l'anno, appare assolutamente inopportuna  e,  in
  qualche caso, di dubbia legittimità;

   è quantomeno singolare che tra i 20 mila dipendenti regionali e i
  2.245  dirigenti non ci siano le professionalità necessarie  e  si
  debba  ricorrere  a  soggetti esterni con un conseguente  aggravio
  della spesa pubblica;

   alcuni  direttori  generali,  ancora  contrattualizzati,  sono  a
  disposizione  dell'Amministrazione  regionale  senza  un  incarico
  specifico ed altri sono titolari ad interim di più dipartimenti;

   considerato che:

   la  Corte  dei  conti,  nel 2008, ha effettuato  un'indagine  sui
  requisiti  dei dirigenti esterni nominati dalla Regione, rilevando
  che  alcuni di questi non avevano i titoli professionali  previsti
  dalla legge per svolgere l'incarico di direttore generale;

   l'Ufficio  legislativo e legale della Regione siciliana,  con  il
  parere dell'8 gennaio 2010, ha comunicato che nelle recenti nomine
  di  dirigenti esterni non è stata rispettata la normativa  vigente
  e,  in  particolare,  quella riguardante la  possibilità  di  fare
  ricorso   ai   dirigenti   esterni   soltanto   in   assenza    di
  professionalità adeguate all'interno dell'ente;

   considerato ancora che:

   il  decreto  legislativo n. 150/2009 e la direttiva presidenziale
  del  3 marzo 2009 prevedono la pubblicazione dei curricula e delle
  retribuzioni dei dirigenti;

   tali  princìpi  sono rimasti inapplicati sia in  occasione  delle
  nomine  dei dirigenti generali della Regione effettuate  nel  2008
  sia in quelle più recenti;

   ritenuto che la mancata pubblicazione dei curricula dei dirigenti
  nominati  impedisce di fatto un reale controllo del  possesso  dei
  cinque anni di esperienza professionale qualificata e specifica;

   per sapere:

   se  siano  stati  rispettati i principi di buon  andamento  della
  pubblica amministrazione;

   se si sia procurato un danno erariale alla Regione;

   se,  in  presenza di norme cogenti ed in una situazione di  crisi
  economica,  verranno ratificati i contratti ai dirigenti  generali
  esterni  pur  esistendo  notevoli  professionalità  interne,   che
  verrebbero così mortificate;

   se, in conseguenza di quanto previsto dalla legge, le delibere di
  nomina dei dirigenti generali verranno revocate;

   se  verranno valorizzate le professionalità esistenti all'interno
  della  Regione  siciliana  non  solo  per  le  figure  apicali  di
  dirigente  generale, ma anche per la composizione degli uffici  di
  gabinetto,  in  quanto  con  quasi 20.000  dipendenti  non  appare
  lecito,  quantomeno  sul piano etico, ricorrere  a  contratti  con
  esterni   spesso   senza   alcuna   qualificazione   professionale
  specifica;

   se saranno pubblicati sul sito della Regione siciliana i compensi
  di  tutti  i  dirigenti ed in particolare dei  dirigenti  generali
  nonché il relativo curriculum;

   quali  iniziative reali e concrete saranno adottate  per  rendere
  effettivo  il  diritto  di  accesso e la conoscenza  dell'attività
  dell'Amministrazione regionale». (972)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

                                      BARBAGALLO-MATTARELLA-DONEGANI
                                            FERRARA-LUPO-DI BENEDETTO

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso  che l'applicazione della riforma del sistema  sanitario,
  entrata  in vigore per legge dall'1 settembre 2009, ha determinato
  la   decadenza  dei  collegi  sindacali  delle  aziende  sanitarie
  provinciali;

   ricordato  che  il  collegio sindacale è  organo  dell'azienda  e
  adempie ad alcuni essenziali compiti tra cui quelli della verifica
  sull'amministrazione  dell'azienda  sotto  il  profilo  economico,
  della  vigilanza  sull'osservanza delle leggi, degli  accertamenti
  sulla tenuta della contabilità, della conformità del bilancio alle
  risultanze  delle  scritture contabili con le  relative  verifiche
  periodiche di cassa;

   considerato che per la definizione della composizione dei collegi
  sindacali  delle aziende sanitarie di attende la  sola  nomina  di
  competenza dell'Assessore preposto al ramo;

   sottolineato che le nuove aziende ospedaliere hanno conseguito la
  piena   operatività   da   diversi  mesi  ormai,   restando   però
  inspiegabilmente  bloccate tutte le attività  inerenti  i  collegi
  sindacali  a causa delle mancate indicazioni da parte del  Governo
  regionale;

   per sapere:

   quali  siano  i  motivi che impediscano al Governo  regionale  di
  rendere operativi e pienamente efficaci i collegi sindacali  delle
  aziende sanitarie provinciali della nostra Regione;

   in  che  tempi  ritengano  di dover provvedere  al  completamento
  dell'importante organo di controllo sanitario provinciale». (973)

                     (Gli    interroganti   chiedono   risposta
                   scritta con urgenza)

                                            BOSCO-TORREGROSSA-CORONA
                                                LEONTINI-LIMOLI-
                                       D'ASERO

   «Al   Presidente   della   Regione   e   all'Assessore   per   le
  infrastrutture e la mobilità, premesso che:

   la  strada  statale  115  sud occidentale sicula  rappresenta  la
  principale arteria di collegamento tra la città di Vittoria  e  la
  città  di  Comiso (RG), su cui insistono gli ingressi  di  diversi
  opifici, case di civile abitazione e ipermercati;

   in  data  26  giugno  2009,  gli  addetti  dell'ANAS,  attraverso
  l'applicazione della linea continua dal km 303,100 per circa 2 km,
  hanno  di fatto chiuso gli accessi a tutte le aziende e alle  case
  di  civile  abitazione, privando di fatto i rispettivi proprietari
  di  poter  recarsi presso tali luoghi, senza aver  mai  notificato
  ufficialmente  alcun  avviso o invito ad un tavolo  tecnico  e  di
  concertazione per risolvere il problema venutosi a creare;

   la Polizia stradale, a far data dal 26 giugno 2009, ha diffidato,
  attraverso  l'elevazione di diverse contravvenzioni, tutti  coloro
  che  si  recavano  nelle  proprie abitazioni  e  nelle  rispettive
  aziende,  in  quanto  tali accessi erano  reputati  pericolosi,  e
  provveduto ad eliminare o murare tali accessi;

   le  aziende che hanno gli accessi sulla s.s. 115 sono  circa  60,
  con  circa 1000 dipendenti, e da quando è stata apposta  la  linea
  bianca  continua  si  stanno verificando problemi  economici  dati
  dall'impossibilità  di  fatto di svolgere  la  loro  attività  con
  conseguenti mancati guadagni che potrebbero mandare in crisi  tali
  aziende;

   le  aziende e gli abitanti della zona interessata hanno più volte
  chiesto  alle  istituzioni  locali e  al  prefetto  di  Ragusa  un
  incontro per risolvere questo importante problema sia di carattere
  economico sia di sicurezza stradale;

   per  sapere  se  intendano  procedere alla  convocazione  di  una
  conferenza   di   servizi,  con  tutti  gli  enti  competenti   ed
  interessati e con l'opportuna presenza del Prefetto di Ragusa, per
  poter  risolvere  la problematica, riuscendo a far  coincidere  le
  esigenze di sicurezza di tutti gli utilizzatori della s.s. 115,  i
  diritti  dei cittadini di poter recarsi regolarmente nelle proprie
  abitazioni  e  gli interessi economici delle aziende interessate».
  (977)

                     (L'interrogante  chiede  risposta  scritta
                   con urgenza)

                                                INCARDONA

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
  Governo.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   numero 172 «Iniziative per il rinnovo del progetto 'Un modello per
  la  rete  regionale del welfare' a valere sulle risorse  del  Fondo
  nazionale  politiche  sociali  (legge  n.  328  del  2000)»,  degli
  onorevoli Vinciullo, Pogliese, Falcone e Caputo, presentata  il  19
  gennaio 2010;

   numero  173  «Iniziative urgenti volte alla tutela dei  lavoratori
  del  call center della società 'Phonemedia' nella sede di Trapani»,
  degli onorevoli Lo Giudice, Cintola, Maira, Cascio Salvatore, Dina,
  Ragusa,  Savona  e  Oddo,  presentata il 20  gennaio  2010.  Ne  do
  lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   con  la  legge  n. 328 del 2000 (legge-quadro per la realizzazione
  del   sistema  integrato  di  interventi  e  servizi  sociali)   la
  Repubblica  assicura  alle  persone  e  alle  famiglie  un  sistema
  integrato di interventi e servizi sociali; promuove interventi  per
  garantire   la   qualità   della  vita,   pari   opportunità,   non
  discriminazione  e  diritti di cittadinanza;  previene,  elimina  o
  riduce  le  condizioni  di  disabilità, di  bisogno  e  di  disagio
  individuale  e  familiare, derivanti da inadeguatezza  di  reddito,
  difficoltà  sociali e condizioni di non autonomia, in coerenza  con
  gli articoli 2, 3 e 38 della Costituzione;

   la   legge   n.   328  del  2000  pone  in  essere   una   riforma
  dell'organizzazione dei servizi socio-sanitari mediante il  ricorso
  alla  gestione associata dei servizi a livello distrettuale ed alla
  programmazione  negoziata quale procedura per la programmazione  ed
  il monitoraggio degli interventi ricadenti nei piani di zona;

   preso atto che:

   la  Regione siciliana, sin dalla fase di recepimento ed attuazione
  della  legge  n. 328 del 2000 ha riscontrato numerose problematiche
  afferenti all'implementazione di un sistema di rete che sovrintenda
  all'operato  dei  distretti socio-sanitari e  risponda  ai  bisogni
  dell'utenza;

   le  motivazioni  che  hanno ostacolato il raggiungimento  di  tale
  'networking' risiedono nella scarsa diffusione della nuova  cultura
  organizzativa di 'Governance multilivello' così come previsto dalla
  legge  n.  328  del 2000, nella mancanza di un reale coinvolgimento
  attivo   di  partner  socio  -  economico  territoriali   e   nella
  realizzazione  di  valide  azioni di  progettazione  sociale  e  di
  monitoraggio quali quantitativo del processo e/o dei servizi;

   la   scadenza  del  31  dicembre  2009  per  l'affidamento   della
  programmazione   dei   servizi  socio-sanitari   del   riequilibrio
  economico temporale non è stata rispettata nella quasi totalità dei
  distretti  socio-sanitari siciliani, cosicché si è  determinato  un
  considerevole arretrato di spesa che cagiona nocumento all'utenza e
  allo sviluppo sociale dei territori;

   considerato che:

   l'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali  e
  del lavoro ha affidato al Centro internazionale per l'addestramento
  professionale  integrato (C.I.A.P.I.) di Priolo  Gargallo  (SR)  in
  'house providing' il progetto 'Un modello per la rete regionale del
  welfare' con risorse a valere sul piano regionale per la formazione
  e  l'aggiornamento del personale addetto alle attività sociali  con
  la quota del 9% del Fondo nazionale delle politiche sociali;

   l'obiettivo  del progetto è sostenere l'attuazione  della  riforma
  del 'welfare' regionale attraverso la creazione, a livello centrale
  e  periferico, di un assetto organizzativo, di risorse umane  e  di
  servizi   atti   a   sciogliere  i  nodi  che  hanno   condizionato
  negativamente la capacità dei distretti sociosanitari  di  attivare
  tutti i dispositivi previsti dalla l. n. 328 del 2000;

   all'interno di tale macroprogetto ha rivestito un ruolo nodale  la
  previsione  e  l'inserimento  nei 55 distretti  socio-sanitari  dei
  'facilitatori  territoriali'  che  hanno  svolto  la  funzione   di
  intermediari  tra il dipartimento regionale della  famiglia,  delle
  politiche  sociali  e  le  amministrazioni  distrettuali,  fornendo
  consulenza  specialistica, mediazione dei processi di concertazione
  locale  ed  affiancamento dei 'Gruppi Piano',  così  come  previsto
  anche  dal decreto del Presidente della Regione siciliana  2  marzo
  2009 'Programma regionale delle politiche sociali e socio-sanitarie
  2010- 2012';

   il  facilitatore territoriale è una figura professionale di grande
  e  profondo  impatto  sociale, che si impone oggi  quale  punto  di
  riferimento  nel contesto socio-sanitario di un nuovo  modello  per
  una  rete regionale del 'welfare' siciliano, avendo contribuito  ad
  alimentare  la  circolazione della cultura  e  delle  informazioni,
  promuovendo  lo  sviluppo  e  l'affermazione  di  un   sistema   di
  responsabilità condivise tra tutti gli attori e avendo cooperato ad
  accorciare le distanze tra l'Ufficio Piano, i distretti, gli attori
  sociali, mediante la creazione di un canale di comunicazione  e  di
  scambio   continuo,   risolvendo  problemi  di  interrelazione   ed
  integrazione verticale ed orizzontale;

   è   in   corso  di  avvio  la  nuova  programmazione  dei  servizi
  sociosanitari 2010/2012;

   il 4 marzo 2010 cesseranno i contratti di lavoro a progetto dei 55
  facilitatori  territoriali, cagionando così un'interruzione  di  un
  servizio di primaria rilevanza nell'ambito dell'assistenza  tecnica
  ai distretti sociosanitari,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  intervenire, con l'urgenza del caso, per procedere al  rinnovo
  dell'azione   inerente  al  ruolo  dei  facilitatori   territoriali
  nell'ambito del progetto affidato in 'house providing'. Al CIAPI di
  Priolo  Gargallo, denominato 'Un modello per la rete regionale  del
  welfare' tale intervento consentirà di dare continuità alla  figura
  e  al  ruolo dei facilitatori territoriali, di consolidare la  rete
  integrata  dei servizi socio-sanitari, che è tuttora 'in fieri',  e
  di  attuare  una  programmazione e gestione  dei  servizi  socio  -
  sanitari   quanto   più   ispirata   ai   criteri   dell'efficacia,
  dell'efficienza, dell'economicità e della partecipazione  negoziata
  con tutti gli 'stakeholders' territoriali». (172)

                                          VINCIULLO-POGLIESE-FALCONE-
                              CAPUTO

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   dal  13  gennaio  di  quest'anno un  gruppo  di  dipendenti  della
  'Phonemedia'  che lavorano in due call center di Trapani,  allocati
  presso la sede della società 'Multimedia Planet', hanno occupato  i
  locali di lavoro, lamentando il mancato pagamento di 4 mensilità;

   il  call  center  della  società 'Phonemedia'  occupa  allo  stato
  attuale 920 lavoratori: 650 a tempo determinato ed indeterminato, i
  rimanenti con contratti a progetto;

   il  call  center è rimasto operativo fino al 31 dicembre 2009.  Da
  allora  le  commesse  di  lavoro sono state dirottate  verso  altre
  società  e  il  management del gruppo 'Phonemedia' è  letteralmente
  scomparso;

   la  'Phonemedia'  nel  luglio del 2009 è stata  acquisita  da  una
  multinazionale  inglese,  il  'Gruppo  Omega  s.p.a.',  noto   alle
  cronache  giornalistiche  per una serie di  fallimenti  di  società
  riconducibili alla stessa multinazionale;

   la   'Phonemedia'  ha  comunicato  ai  dipendenti  che   non   era
  praticabile  il  ricorso alla cassa integrazione  guadagni,  né  ai
  cosiddetti 'contratti di solidarietà';

   i  dipendenti del gruppo 'Phonemedia' hanno denunciato  che  negli
  anni,  attraverso  il  classico  intreccio  delle  scatole  cinesi,
  sarebbero  passati  di  volta in volta alle dipendenze  di  diverse
  società,   ipotizzando  che  fosse  un  espediente  per  consentire
  l'utilizzo  di  specifiche  agevolazioni  da  parte  della  Regione
  siciliana;

   ritenuto che:

   un'eventuale   chiusura  del  call  center  di  Trapani   con   il
  consequenziale  licenziamento  dei dipendenti  provocherebbe  gravi
  ripercussioni sull'economia cittadina;

   la  maggior parte dei lavoratori del call center sono sposati  con
  figli a carico,

                   impegna il Governo della Regione

   a  verificare  presso il Ministero dello sviluppo economico  quali
  circostanze  impediscano l'utilizzo dei cosiddetti  'ammortizzatori
  sociali' per questi lavoratori;

   a  verificare se la società 'Phonemedia' e comunque le società che
  fino  ad  oggi si sono succedute nella gestione del call center  di
  Trapani,  abbiano usufruito di agevolazioni di natura contributiva,
  fiscale e previdenziale da parte della Regione siciliana». (173)

         LO GIUDICE-CINTOLA-MAIRA-CASCIO S.-DINA-RAGUSA- SAVONA-ODDO

   Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno della
  seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.

            Comunicazione relativa alla mozione numero 166

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  con nota  pervenuta  alla  Segreteria
  generale  il  20 gennaio 2010 e protocollata al numero 727/Aula  Pg
  del 21 gennaio successivo, l'onorevole Oddo, primo firmatario della
  mozione  numero  166,  rettificando un refuso contenuto  nel  testo
  depositato,   ha   apportato   una   modifica   consistente   nella
  sostituzione,  al  quinto inciso della parte motiva,  della  parola
   radiodiagnostica' con l'altra: 'medicina nucleare'.

   L'Assemblea ne prende atto.

        Comunicazione relativa all'ordine del giorno numero 229

   PRESIDENTE.  Comunico che, a seguito di coordinamento  finale,  il
  titolo  dell'ordine del giorno numero 229, approvato  nella  seduta
  numero  133  del 19-20 gennaio 2010, è il seguente:   Iniziative  a
  salvaguardia dei dirigenti scolastici assunti in Sicilia a  seguito
  di corso-concorso bandito nel 2004 .

   L'Assemblea ne prende atto.

    Comunicazione di decreti di nomina di componente di Commissione

   PRESIDENTE. Comunico che, con D.P.A. numero 6 del 26 gennaio 2010,
  l'onorevole  Francesco Calanducci è nominato  componente  della  VI
  Commissione legislativa permanente  Servizi sociali e sanitari'  in
  sostituzione    dell'onorevole    Orazio    D'Antoni,    dichiarato
  ineleggibile alla carica di deputato regionale. Ne do lettura:

                       «I L  P R E S I D E N T E

   CONSIDERATO  che, a seguito della dichiarazione di ineleggibilità
  dell'onorevole  Orazio D'Antoni alla carica di deputato regionale,
  di  cui  l'Assemblea  ha preso atto nella seduta  n.  129  del  29
  dicembre  2009,  risulta vacante il seggio dallo stesso  ricoperto
  nella  VI  Commissione legislativa permanente  Servizi  sociali  e
  sanitari';

   CONSIDERATO che occorre procedere alla relativa sostituzione;

   VISTA  la  designazione del Gruppo parlamentare   MPA'  al  quale
  l'onorevole Orazio D'Antoni apparteneva;

   VISTO il Regolamento interno,

                             D E C R E T A

   l'onorevole Francesco CALANDUCCI è nominato componente  della  VI
  Commissione legislativa permanente  Servizi sociali e sanitari' in
  sostituzione    dell'onorevole   Orazio    D'Antoni,    dichiarato
  ineleggibile alla carica di deputato regionale.

   Palermo, 26 gennaio 2010».

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico che, con D.P.A. numero 7 del 26 gennaio 2010, l'onorevole
  Francesco  Calanducci  è  nominato  componente  della   Commissione
  parlamentare di inchiesta e vigilanza sul fenomeno della  mafia  in
  Sicilia' in sostituzione dell'onorevole Orazio D'Antoni, dichiarato
  ineleggibile alla carica di deputato regionale. Ne do lettura:

                       «I L  P R E S I D E N T E

   CONSIDERATO  che, a seguito della dichiarazione di ineleggibilità
  dell'onorevole Orazio D'Antoni alla carica di deputato  regionale,
  di  cui  l'Assemblea  ha preso atto nella seduta  n.  129  del  29
  dicembre  2009,  risulta vacante il seggio dallo stesso  ricoperto
  nella   Commissione  parlamentare di  inchiesta  e  vigilanza  sul
  fenomeno della mafia in Sicilia';

   CONSIDERATO che occorre procedere alla relativa sostituzione;

   VISTA  la  designazione del Gruppo parlamentare   MPA'  al  quale
  l'onorevole Orazio D'Antoni apparteneva;

   VISTO il Regolamento interno,

   D E C R E T A

   l'onorevole  Francesco  CALANDUCCI è  nominato  componente  della
   Commissione  parlamentare di inchiesta e vigilanza  sul  fenomeno
  della  mafia  in  Sicilia' in sostituzione  dell'onorevole  Orazio
  D'Antoni,   dichiarato  ineleggibile  alla  carica   di   deputato
  regionale.

   Palermo, 26 gennaio 2010».

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico che, con D.P.A. numero 8 del 26 gennaio 2010, l'onorevole
  Francesco  Calanducci  è  nominato  componente  della   Commissione
  speciale  per  la  revisione  e l'attuazione  dello  Statuto  della
  Regione' in sostituzione dell'onorevole Orazio D'Antoni, dichiarato
  ineleggibile alla carica di deputato regionale.  Ne do lettura:

                      «I L   P R E S I D E N T E

   CONSIDERATO  che, a seguito della dichiarazione di ineleggibilità
  dell'onorevole Orazio D'Antoni alla carica di deputato  regionale,
  di  cui  l'Assemblea ha  preso atto nella seduta  n.  129  del  29
  dicembre  2009,  risulta vacante il seggio dallo stesso  ricoperto
  nella   Commissione speciale per la revisione e l'attuazione dello
  Statuto della Regione';

   CONSIDERATO che occorre procedere alla relativa sostituzione;

   VISTA  la  designazione del Gruppo parlamentare   MPA'  al  quale
  l'onorevole Orazio D'Antoni apparteneva;

   VISTO il Regolamento interno,

                             D E C R E T A

   l'onorevole  Francesco  CALANDUCCI è  nominato  componente  della
   Commissione  speciale  per  la  revisione  e  l'attuazione  dello
  Statuto  della  Regione'  in  sostituzione  dell'onorevole  Orazio
  D'Antoni,   dichiarato  ineleggibile  alla  carica   di   deputato
  regionale.

   Palermo, 26 gennaio 2010».

   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli  colleghi,  essendo in corso  una  riunione  del  Gruppo
  parlamentare UDC, sospendo la seduta avvertendo che riprenderà alle
  ore 18.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.51, è ripresa alle ore 18.03)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Formica


      Seguito dell'esame del disegno di legge «Istituzione delle
         Unità operative delle professioni sanitarie» (151/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  all'ordine   del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con il seguito dell'esame del disegno di legge  numero
  151/A   «Istituzione  delle  Unità  operative   delle   professioni
  sanitarie», posto al numero 1).
   Invito  i  componenti la VI Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Dichiaro aperta la discussione generale.
   Non  avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa  la
  discussione  generale e pongo in votazione il  passaggio  all'esame
  degli  articoli. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                              «Articolo 1
     Istituzione delle Unità Operative delle professioni sanitarie
  infermieristiche ed ostetriche, riabilitative, tecnico-sanitarie e
                      tecniche della prevenzione

   1.  Le  aziende  del  Servizio  sanitario  regionale,  con  l'atto
  aziendale  di  cui all'articolo 9 della legge regionale  14  aprile
  2009,  n.  5, istituiscono in seno alla direzione aziendale,  quali
  strutture  di  staff,  le  Unità  operative  di  seguito  elencate,
  stabilendo  i  criteri e le modalità per la loro trasformazione  in
  strutture complesse secondo quanto previsto dal comma 3:

   a) Unità Operativa delle professioni sanitarie infermieristiche  e
  ostetriche;

   b) Unità Operativa delle professioni sanitarie di riabilitazione;

   c) Unità Operativa delle professioni tecnico-sanitarie;

   d)  Unità  Operativa  delle professioni tecniche  di  prevenzione,
  vigilanza ed ispezione.

   2.  I  Direttori  generali delle Aziende  del  Servizio  sanitario
  regionale  con apposito atto assicurano l'operatività  delle  Unità
  Operative  nel  rispetto  delle competenze e  delle  responsabilità
  previste dalle vigenti disposizioni normative e contrattuali per le
  professioni sanitarie di cui al comma l.

   3.  Qualora le Aziende del Servizio sanitario regionale ravvisino,
  a   fronte   di  una  maggiore  complessità,  specifiche   esigenze
  organizzative  una o più delle Unità operative di cui  al  comma  1
  possono  essere  trasformate, nel rispetto  dei  criteri  stabiliti
  dall'atto aziendale, in altrettante strutture complesse, mantenendo
  la suddivisione delle quattro aree professionali.

   4.  Per  le finalità del presente articolo le Aziende del Servizio
  sanitario  regionale operano con modificazioni  compensative  delle
  relative piante organiche e senza oneri aggiuntivi».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dagli onorevoli De Benedictis e Cracolici:

   emendamento 1.1:
   «All'articolo  1,  comma  1,  dopo  le  parole   Unità  operative
  aggiungere la parola  semplici »;

   emendamento 1.2:
   «All'articolo 1, comma 1, lettere a), b), c) e d), dopo le  parole
   Unità operativa , aggiungere la parola  semplice ?»;

   - dall'onorevole Fiorenza:

   emendamento A.1:

                             « Art. 3 bis
    Norma transitoria per la prima fase di applicazione della legge

   Possono  altresì essere ammessi ai predetti posti,  solo  in  fase
  transitoria,    prescindendo    dall'espletamento    della    prova
  concorsuale,  ed  in  deroga  al  Dpcm  del  25/01/2008   (Gazzetta
  Ufficiale 26 febbraio 2008, n. 48), in considerazione del fatto che
  i  soggetti  interessati  già  svolgono  o  hanno  svolto  funzioni
  operative:
   -coloro ai quali sia stato conferito l'incarico ai sensi e per gli
      effetti dell'art. 7 della legge 10 agosto 2000, n. 251, commi 1 e
      2;
  -coloro ai quali sia stato conferito l'incarico coordinatore dei
  corsi di laurea in infermieristica attribuito con atto formale di
  data certa;
  -coloro che siano titolari, con atto formale e di data certa alla
  data del presente decreto, dell'incarico di direttore o di
  coordinatore di uno dei corsi di laurea ricompresi nella laurea
  specialistica di interesse.
   Nel  caso siano presenti più aventi diritto nella medesima Azienda
  si provvederà ad una selezione interna»;

   - dall'onorevole Caronia:

   emendamento A.2:
   «Le  aziende sanitarie regionali e gli istituti di ricovero e cura
  a   carattere   scientifico   accreditati   pubblici   e   privati,
  istituiscono  la  direzione  infermieristica  ed  ostetrica  e   la
  direzione  delle  professioni sanitarie tecniche,  riabilitative  e
  delle professioni tecniche della prevenzione.
   La  direzione infermieristica ed ostetrica aziendale, si  articola
  in:
   a) Unità  Operativa  di Assistenza infermieristica  ed  assistenza
       diretta alla persona in ambito ospedaliero;
  b) Unità Operativa di Assistenza infermieristica ed assistenza
  diretta alla persona in ambito territoriale (ambulatorio
  infermieristico);
  c) Unità Operativa di Assistenza Ostetrica;
  d) Unità Operativa per la Formazione di base e continua del
  personale infermieristico ed ostetrico;
  e) Unità Operativa per la Ricerca e lo Sviluppo Professionale ed
  Organizzativo delle funzioni assistenziali infermieristiche ed
  ostetriche».

   FIORENZA. Chiedo di parlare sull'emendamento A.1 per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIORENZA   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   preannuncio
  formalmente la presentazione di un emendamento a questo disegno  di
  legge.  Nel  percorso delle professioni sanitarie va  compreso  che
  bisogna  aggiornare  e  confermare che le posizioni  degli  attuali
  dirigenti  e  coordinatori titolari garantiscono la  trasformazione
  del  ruolo  di  direttore  di  unità  operative  delle  professioni
  sanitarie in riferimento al disegno di legge in discussione.
   In  particolare,  l'evoluzione della  normativa  che  riguarda  la
  dirigenza  infermieristica ha inizio con l'istituzione delle  prime
  scuole  per  dirigenti  dell'assistenza  infermieristica,  chiamati
   DAI',  risalente  al  1965  ed  il  loro  conseguente  inserimento
  all'interno  del  sistema  sanitario  nazionale  come   figure   di
  operatori  dirigenti  per  la  gestione  delle  risorse  umane   e,
  successivamente,   dei  direttori  delle  specifiche   scuole   per
  l'organizzazione delle attività didattico-formative.
   A  distanza  di  tempo, con l'emanazione di  alcune  normative  di
  fondamentale importanza per la crescita delle professioni sanitarie
  -  come  quella della legge numero 251 del 10 agosto del  2000  che
  disciplina  le  professioni  sanitarie infermieristiche,  tecniche,
  della  riabilitazione e della prevenzione, nonché della professione
  ostetrica  -, viene sancita la dirigenza infermieristica e  vengono
  individuate  le  norme relative alla loro istituzione,  in  seguito
  alla   disattivazione   dei   corsi   per   docenti   e   dirigenti
  dell'assistenza infermieristica.
   In  una  fase successiva, l'attivazione della laurea specialistica
  che  ha  sostituito le scuole preesistenti a sostegno dei  titolari
  dei ruoli dirigenziali ha previsto e prevede ancora oggi l'ingresso
  in  deroga  alla  programmazione nazionale come, ulteriormente,  fu
  stabilito  dall'articolo 2 di quel decreto ministeriale  datato  16
  luglio 2009 e che parla delle modalità e dei contenuti delle  prove
  di   ammissione   ai  corsi  di  accesso  programmato   di   laurea
  specialistica delle professioni sanitarie, per il  2009 e il  2010.
  Ciò ha consentito alle figure precedentemente  citate di continuare
  a svolgere le proprie funzioni.
   Credo,  pertanto, che si reputi necessario considerare  l'excursus
  storico  di queste figure professionali e che l'orientamento  della
  normativa  nazionale tenda, in fase transitoria,  a  garantire  una
  deroga   all'ingresso  alla  funzione  di  dirigente  delle   unità
  operative professioni sanitarie.
   Da  un'analisi  sul  territorio che  ha  coinvolto  i  tre  atenei
  siciliani e le nove province della nostra Regione, quindi, è  stato
  possibile  rilevare  come, rispetto alla  vasta  popolazione  delle
  professioni  sanitarie, all'interno della deroga, rientri  solo  ed
  esclusivamente  un  esiguo  numero corrispondente  a  circa  trenta
  operatori. Cosa vuol dire questo?
   Vuol dire che, sul territorio regionale, trenta professionisti già
  operano  in  questo settore, hanno avuto incarichi di dirigenza  di
  unità operative semplici e, in alcuni casi, anche complesse e  che,
  pertanto, tale ruolo è stato già istituito.
   Si  tratta,  pertanto,  di individuare un percorso  tra  le  norme
  transitorie   che   possa   prevedere  che  questi   professionisti
  continuino,   con   una  norma  transitoria,  ad   avere   diritto,
  all'interno  della  stessa azienda, ad una selezione  per  lo  meno
  interna.

   RUSSO, assessore per la salute. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO,  assessore  per  la  salute. Signor  Presidente,  onorevoli
  colleghi, sull'emendamento c'è il parere contrario del Governo  che
  intende motivare questa posizione.
   In sede di discussione in Commissione, ci siamo posti la questione
  della  gestione  della  fase transitoria che  abbiamo  ritenuto  di
  normare  prevedendo il terzo comma dell'articolo 3  che  disciplina
  esattamente la fase di transizione verso quella che, alla luce  dei
  commi 1 e 2, dovrebbe essere la fase a regime.
   L'emendamento proposto presenta, ictu oculi, delle evidenti lacune
  anche  sotto  il  profilo  del  dettato  costituzionale  perché  si
  vorrebbe  derogare - sebbene in via transitoria -  all'espletamento
  del   pubblico   concorso,  per  cui,  ove  approvato,   la   legge
  incorrerebbe nei rilievi del Commissario dello Stato.  Queste  sono
  le ragioni per le quali il Governo esprime parere contrario.

   PRESIDENTE. Onorevole Fiorenza, la invito a ritirare l'emendamento
  A.1,  anche  perché  in  contrasto, secondo quanto  sostengono  gli
  uffici,  con  una  serie  di  norme nazionali.  Diversamente,  sarò
  costretto a dichiararlo inammissibile.

   FIORENZA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.1.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  vorrei
  precisare  che  gli  emendamenti non hanno  natura  sostanziale  ma
  servono  semplicemente a rendere più scorrevole, a mio  avviso,  il
  testo.   In  realtà,  però,  non  sono  modificativi  della  natura
  dell'articolo,  ma  credo che ne agevolino  la  comprensione  e  la
  lettura.
   Così  come,  all'interno dello stesso articolo,  al  comma  2,  mi
  permetto  di  segnalare  l'opportunità, laddove  si  dice   che  le
  aziende  del  servizio  sanitario  regionale,  con  proprio   atto,
  assicurano l'operatività delle unità operative' - di correggere, in
  fase  di  coordinamento,  la  parola  operatività'  con  la  parola
   funzionalità' delle unità operative.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 1.1. Il  parere  del
  Governo?

   RUSSO,  assessore per la salute. Signor Presidente,  il  parere  è
  contrario perché le precisazioni appaiono superflue in quanto,  dal
  tenore  letterale e dal senso del dettato normativo,  si  comprende
  perfettamente che, al comma 1 ed alle lettere a), b), c) e  d),  il
  riferimento  alla  struttura semplice  e  sostanziale  è  immanente
  perché  il  comma 1 rinvia poi al comma 3 per la trasformazione  in
  strutture  complesse; ergo, si tratta di struttura  semplice  ed  è
  noto,  peraltro, che le strutture di staff sono soltanto  strutture
  semplici.  Sarebbe  un appesantimento. Ribadisco,  quindi,  che  il
  parere è contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 1.2. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la salute. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento A.2 è inammissibile perché comporta spesa.
   Pongo  in  votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                              «Articolo 2
                    Funzioni delle Unità Operative

   1.  Le Unità Operative di cui all'articolo 1 curano l'espletamento
  delle funzioni previste dalle norme istitutive dei relativi profili
  professionali  e l'ottemperanza agli specifici codici  deontologici
  ed   agli   ordinamenti   didattici  utilizzando   metodologie   di
  pianificazione per il raggiungimento di obiettivi di  assistenza  e
  prevenzione, così come previsto dalla legge 10 agosto 2000, n. 251.

   2.  Le  Unità  Operative di cui all'articolo  1  partecipano  alla
  individuazione  ed alla realizzazione degli obiettivi  dell'Azienda
  sanitaria   di   appartenenza   concorrendo   ad   assicurare,   in
  particolare, la programmazione, direzione e gestione delle relative
  risorse  umane  nel  rispetto dei criteri  che  sono  previsti  con
  apposito decreto dell'Assessore regionale per la sanità, da emanare
  previo    parere    della   competente   Commissione    legislativa
  dell'Assemblea regionale siciliana».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                              «Articolo 3
                    Direzione delle Unità Operative

   1.  La procedura concorsuale ed i requisiti previsti per l'accesso
  alla qualifica unica di dirigente delle professioni sanitarie,  nel
  numero  dei  posti  indicato nella dotazione organica  di  ciascuna
  Azienda, sono quelli previsti dalla vigente normativa.

   2. Il conferimento dell'incarico di direzione dell'Unità Operativa
  delle  professioni  sanitarie avviene nel  rispetto  delle  vigenti
  disposizioni normative e contrattuali in materia di conferimento di
  incarichi di struttura a dirigenti del ruolo sanitario.

   3. Nelle more dell'espletamento delle procedure selettive previste
  dalle  disposizioni  di  cui al comma 1, e previa  indizione  delle
  stesse,  il  conferimento  temporaneo  dell'incarico  di  direzione
  avviene  nel  rispetto  della  normativa  vigente  in  materia   di
  conferimento di incarichi dirigenziali».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                              «Articolo 4
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
  quello della sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del vicepresidente Formica


      Annunzio di presentazione di ordini del giorno e votazione

   PRESIDENTE.  Comunico che sono stati presentati i seguenti  ordini
  del giorno:

   n.  243  «Mantenimento  in  servizio  dei  medici  veterinari  del
  Servizio  Sanitario  Regionale esclusi dal  D.A.  del  4  settembre
  2009», dell'onorevole Lentini;

   n.  244  «Estensione  delle previsioni del D.A.  del  4/9/2009  ai
  medici   veterinari   dell'Istituto  Zooprofilattico   sperimentale
   A.Mirri'», dell'onorevole Lentini;

   n.  248  «Reclutamento  di personale a tempo  indeterminato  nelle
  strutture  sanitarie  regionali»,  degli  onorevoli  Panarello,  De
  Benedictis, Digiacomo, Marziano, Donegani, Picciolo e Vinciullo.
   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   nell'ambito  del  Servizio  sanitario regionale  (S.S.R.)  operano
  medici   veterinari   liberi  professionisti,   la   cui   attività
  contribuisce   all'erogazione  di  servizi  inclusi   nei   livelli
  essenziali di assistenza (L.E.A.);

   l'articolo 2 nonies della legge 26 maggio 2004, n. 138 prevede che
  i  contratti del personale sanitario a rapporto convenzionale siano
  garantiti  sull'intero  territorio  nazionale  secondo  convenzioni
  conformi agli accordi stipulati mediante contrattazione collettiva;

   la  sopracitata  contrattazione collettiva, con  riferimento  alla
  norma finale n. 6 dell'accordo di contratto nazionale (A.C.N.)  del
  23  marzo 2005 ed agli accordi di applicazione e rinnovo (A.C.N.  1
  marzo   2006  e  rinnovo  del  29  luglio  2009)  ha  previsto   la
  trasformazione  dei  preesistenti contratti di diritto  privato  in
  contratti a tempo indeterminato per i medici veterinari in possesso
  di alcuni requisiti;

   considerato che:

   l'ex  Assessorato regionale della sanità ha proceduto, in data  23
  aprile 2009, a stipulare un accordo con le organizzazioni sindacali
  onde dare attuazione alle previsioni della sopra citata normativa;

   in  tale sede si è convenuto di procedere alla trasformazione  dei
  contratti di diritto privato in essere alla data del 7 marzo 2007;

   atteso che:

   l'Assessore regionale per la sanità pro tempore ha provveduto, con
  decreto del 4 settembre 2009, a dare attuazione all'accordo di  cui
  sopra;

   alcuni  medici veterinari, con contratti di diritto privato,  sono
  entrati  in  attività per il S.S.R. in data successiva al  7  marzo
  2007,  non rientrando perciò nelle previsioni di cui al sopracitato
  accordo,  come  si  evince dalla dichiarazione a verbale  congiunta
  delle organizzazioni sindacali;

   un  ulteriore gruppo di medici veterinari, pur essendo entrati  in
  servizio  anteriormente  al  7 marzo  2007,  non  ha  maturato  gli
  ulteriori requisiti richiesti;

   ritenuto che sia opportuno, al fine di garantire la continuità dei
  servizi,  tutelare  i  livelli occupazionali e  non  disperdere  le
  professionalità   acquisite,  prevedere  una   qualche   forma   di
  salvaguardia  per  i  veterinari di cui sopra,  anche  al  fine  di
  evitare   eccessive   disparità   di   trattamento   e   potenziali
  contenziosi,

                   impegna il Governo della Regione

   ad attivare tutte le idonee ed opportune iniziative per l'adozione
  di  misure  transitorie  di salvaguardia  per  il  mantenimento  in
  servizio,  anche  con  contratti a tempo  determinato,  dei  medici
  veterinari del Servizio sanitario regionale che non rientrino nelle
  previsioni del decreto assessoriale 4 settembre 2009». (243)

                                          LENTINI

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   presso   l'Istituto  zooprofilattico  sperimentale  della  Sicilia
  (I.Z.S.S.)    'A.Mirri'    operano   medici    veterinari    liberi
  professionisti,  la  cui  attività contribuisce  all'erogazione  di
  servizi inclusi nei livelli essenziali di assistenza (L.E.A.),  con
  contratti  di  lavoro  atipici  (collaborazioni  coordinate   e   a
  progetto, progetti di ricerca, ecc.);

   l'articolo 2 nonies della legge 26 maggio 2004 n. 138 prevede  che
  i  contratti del personale sanitario a rapporto convenzionale siano
  garantiti  sull'intero  territorio  nazionale  secondo  convenzioni
  conformi agli accordi stipulati mediante contrattazione collettiva;

   la  sopracitata  contrattazione collettiva, con  riferimento  alla
  norma finale n. 6 dell'accordo di contratto nazionale (A.C.N.)  del
  23  marzo 2005 ed agli accordi di applicazione e rinnovo (A.C.N.  1
  marzo   2006  e  rinnovo  del  29  luglio  2009)  ha  previsto   la
  trasformazione  dei  preesistenti contratti di diritto  privato  in
  contratti a tempo indeterminato per i medici veterinari in possesso
  di alcuni requisiti;

   considerato che:

   l'ex  Assessorato regionale della sanità ha proceduto, in data  23
  aprile 2009, a stipulare un accordo con le organizzazioni sindacali
  onde dare attuazione alle previsioni della sopra citata normativa;

   in  tale sede si è convenuto di procedere alla trasformazione  dei
  contratti di diritto privato in essere alla data del 7 marzo 2007;

   atteso che:

   l'Assessore regionale per la sanità pro tempore ha provveduto, con
  decreto del 4 settembre 2009, a dare attuazione all'accordo di  cui
  sopra;

   nel citato decreto vengono esclusi i medici veterinari dell'IZSS a
  causa  dell'atipicità dei rapporti contrattuali,  pur  essendo  gli
  stessi in possesso degli ulteriori requisiti previsti;

   la  trasformazione dei contratti, ai sensi delle  normative  sopra
  richiamate,  non comporta nuovi e/o ulteriori oneri a carico  della
  Regione e degli enti;

   ritenuto che sia opportuno, al fine di garantire la continuità dei
  servizi,  tutelare  i  livelli occupazionali e  non  disperdere  le
  professionalità  acquisite, prevedere idonee forme di  salvaguardia
  per  i  veterinari di cui sopra, anche al fine di evitare disparità
  di  trattamento rispetto ai colleghi diversamente contrattualizzati
  presso  le ex Aziende sanitarie ed i potenziali contenziosi che  ne
  deriverebbero,

                   impegna il Governo della Regione

   ad   attivare   tutte  le  idonee  ed  opportune  iniziative   per
  l'estensione ai medici veterinari in servizio    presso  l'Istituto
  zooprofilattico   sperimentale  della   Sicilia   'A.Mirri'   delle
  previsioni di cui al decreto assessoriale 4 settembre 2009». (244)

                                                              LENTINI

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che nelle strutture sanitarie pubbliche, territoriali  e
  ospedaliere,  da  molti  anni  non si effettuano  concorsi  per  il
  reclutamento di personale a tempo indeterminato;

   considerato che:

   i  vuoti  di organico determinatisi sono stati coperti utilizzando
  lavoratori assunti a tempo determinato;

   si  è  progressivamente  formata  una  vasta  area  di  precariato
  (diverse migliaia in tutta la Regione);

   tale condizione di precarietà penalizza i lavoratori e si riflette
  negativamente sulla funzionalità dei servizi sanitari;

   le  procedure  di  stabilizzazione che si  stanno  completando  in
  queste settimane, riservate esclusivamente al personale paramedico,
  servono a coprire solo il 50% delle carenze di organico;

   dalla  stabilizzazione  è stato escluso il personale  dirigenziale
  (medici,  farmacisti,  psicologi, biologi,  amministrativi,  etc.),
  accentuando  tra  queste  categorie,  che  svolgono  una   funzione
  essenziale  nel  servizio  sanitario, i  vuoti  di  organico  e  la
  quantità di lavoro precario;

   siffatta situazione ha indotto l'Assemblea regionale siciliana  ad
  approvare, il 25 marzo 2009, l'ordine del giorno n. 98, che impegna
  il Governo a mettere in atto i provvedimenti necessari per superare
  la condizione di precarietà di queste figure professionali;

   il  Governo nazionale, contraddicendo le legittime aspettative dei
  lavoratori  precari  ad  essere  assunti  con  procedure  rapide  e
  trasparenti, ha soppresso le norme che consentivano l'accesso  alla
  pubblica Amministrazione attraverso la stabilizzazione;

   non è accettabile che si continui a frustrare le aspirazioni ad un
  lavoro  stabile,  impedendo una maggiore efficienza nell'erogazione
  delle prestazioni sanitarie ai cittadini,

                   impegna il Governo della Regione

   a  porre  in  essere  presso le aziende sanitarie  provinciali  ed
  ospedaliere   tutte  le  iniziative  possibili   perché,   definite
  rapidamente  le  piante  organiche,  vengano  urgentemente  banditi
  concorsi  per  il reclutamento a tempo indeterminato del  personale
  necessario  per  sopperire alle carenze  ed  assicurare  i  servizi
  sanitari previsti dalle leggi vigenti;

   a  predisporre idonee misure, quali il superamento degli eventuali
  test  preselettivi  ed  un  punteggio  specifico  per  il  servizio
  prestato nelle strutture sanitarie pubbliche regionali, allo  scopo
  di consentire un adeguato riconoscimento ai precari (che operano da
  anni  nella  sanità  pubblica con dedizione e  professionalità)  in
  grado   di   assicurare  una  prospettiva   di   lavoro   a   tempo
  indeterminato». (248)

                 PANARELLO-DE BENEDICTIS-DI GIACOMO-MARZIANO-DONEGANI

   Si passa all'ordine del giorno numero 243.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la salute. Il Governo si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'ordine del giorno numero 244.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la salute. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'ordine del giorno numero 248.

   PANARELLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO. Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  Assessore  per la sanità, onorevoli colleghi, l'ordine  del  giorno
  che ho presentato, insieme ad altri colleghi, parte dal presupposto
  che  le  politiche sanitarie attuate nel corso di questi  mesi,  in
  vigenza  del  piano di rientro, hanno determinato  insieme  ad  una
  riduzione  del deficit finanziario anche il blocco dei concorsi  ed
  una forte carenza di personale a tempo indeterminato.
   Con   l'ordine  del  giorno  si  richiama  questa  situazione  che
  colpisce,  in  particolare,  le categorie  dirigenziali  che,  come
  l'Assessore  ricorderà, non hanno potuto usufruire delle  procedure
  di   stabilizzazione  che,  invece,  sono  state  attivate  per  il
  personale    paramedico,   determinando   in    queste    categorie
  professionalizzate, che svolgono un servizio molto importante nelle
  aziende   sanitarie  pubbliche,  una  condizione   di   particolare
  sofferenza.
   Ne  hanno  sofferto  i  servizi ospedalieri, ma  anche  importanti
  servizi  territoriali.  Penso al tema  della  tutela  della  salute
  mentale  che è stata fortemente condizionata dall'impossibilità  di
  reclutare   personale  specializzato,  medici  e,  in   particolare
  psicologici, ma anche altre categorie.
   In  ogni  caso, sia per quanto riguarda queste categorie  sia  per
  quanto  riguarda gli infermieri, gli ausiliari e le altre categorie
  di   personale   paramedico,  anche  se   hanno   usufruito   della
  stabilizzazione, come l'Assessore sa, si è potuto stabilizzare solo
  il 50 per cento dei posti vacanti nella pianta organica.
   Con  l'ordine del giorno si chiede all'Assessore e al  Governo  di
  farsi  carico,  nel  momento in cui le Aziende sanitarie  siciliane
  produrranno  gli  atti  aziendali, di definire  contestualmente  le
  piante  organiche  e bandire, altrettanto rapidamente,  i  concorsi
  pubblici,  dando  al personale che ha operato nel corso  di  questi
  anni  in  condizioni di precarietà un riconoscimento dal  punto  di
  vista del punteggio delle modalità di partecipazione al concorso.
   Ritengo  che tutto ciò possa avvenire nell'ambito della  normativa
  vigente  dando  così  la possibilità a tante  persone  di  aspirare
  legittimamente  ad  un  posto di lavoro a tempo  indeterminato,  ma
  anche  fornendo  alle stesse Aziende sanitarie  la  possibilità  di
  coprire i propri vuoti di organico e rendere servizi più efficienti
  ai cittadini.

   PRESIDENTE.  Appongo la firma al suo ordine del giorno,  onorevole
  Panarello.
   Comunico  che  gli  onorevoli Apprendi,  Dina,  Falcone,  Mineo  e
  Rinaldi  appongono anch'essi la firma all'ordine del giorno  numero
  248.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO,  assessore per la salute. Il parere è favorevole in  ordine
  alla  prima  parte  dell'impegno perché, come è noto,  tra  qualche
  settimana le Aziende riceveranno le linee-guida dell'atto aziendale
  che  sarà  il  primo  passo  per  procedere  alla  rilevazione  del
  fabbisogno dell'organico e alla definizione delle piante organiche.
  Successivamente, finalmente potremo dire che in Sicilia si torna ad
  assumere  con  i pubblici concorsi, sulla base di piante  organiche
  frutto  di una rilevazione puntuale del fabbisogno dopo  che  vi  è
  stata la riorganizzazione del sistema.
   Il parere é, quindi, favorevole - lo ribadisco - sul primo punto.
   Sul secondo punto, ovviamente, bisogna conciliare quanto richiesto
  dalla normativa in materia di pubblico concorso; quindi, se c'è una
  compatibilità,  mi rimetto all'Aula o il parere è favorevole.  Allo
  stato attuale, però, non sono in condizione di dire se possa essere
  recepito così come é formulato.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS.  Signor  Presidente, comprendo  le  argomentazioni
  dell'Assessore e, proprio per questo, vorrei dire che l'ordine  del
  giorno  che  abbiamo  presentato e  che  l'onorevole  Panarello  ha
  illustrato   è  stato  verificato,  anche  in  questa   parte   che
  l'Assessore  ha citato per ultimo, con gli uffici dell'Assessorato.
  Quindi, in relazione ai test preselettivi e, comunque, alle  misure
  qui indicate che servono a tutelare la professionalità dei precari,
  che  da  anni  hanno  lavorato, e lavorano, nel servizio  sanitario
  pubblico  e  che,  dunque, possono godere di questa  attenzione,  è
  assolutamente fattibile, è compatibile con le normative vigenti.
   Vorrei   confortare,  da  un  lato,  il  Governo  e,  soprattutto,
  dall'altro, l'Aula, alla quale l'Assessore si è rimesso, sul  fatto
  che   si   tratta   di  procedure  sicuramente  attivabili   perché
  compatibili con le procedure previste per legge.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Avverto  che  la  votazione finale del disegno  di  legge  avverrà
  successivamente.

   Seguito   della  discussione  del  disegno  di  legge  «Disciplina
  dell'agriturismo in Sicilia» (337/A)

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  si  passa  al  seguito   della
  discussione   del   disegno   di   legge   n.   337/A   «Disciplina
  dell'agriturismo in Sicilia», posto al numero 2).
   Invito  i componenti la III Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Dichiaro aperta la discussione generale.
   Comunico  che il termine per la presentazione degli emendamenti  è
  fissato alle ore 20,00 di oggi.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, è possibile fissare il termine  per
  la  presentazione  degli  emendamenti a domani  mattina,  alle  ore
  10.00?

   PRESIDENTE.   Per   consentire  la  presentazione   di   ulteriori
  emendamenti,  avverto  che il termine per  la  presentazione  degli
  stessi  è prorogato alle ore 10.00 di domani, mercoledì 27  gennaio
  2010.

   La  seduta  è rinviata a domani, mercoledì, 27 gennaio 2010,  alle
  ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Formica


   I  -  Comunicazioni

   II  -   Lettura,  ai  sensi e per gli effetti degli  articoli  83,
  lettera d), e 153 del Regolamento interno, delle  mozioni:

   n.  172 -  Iniziative per il rinnovo del progetto  Un modello  per
  la  rete  regionale del welfare  a valere sulle risorse  del  Fondo
  Nazionale Politiche Sociali (legge 328 del 2000).

                              VINCIULLO - POGLIESE - FALCONE - CAPUTO

   n.  173 - Iniziative urgenti volte alla tutela dei lavoratori  del
  call center della società  Phonemedia  nella sede di Trapani.

                           LO GIUDICE - CINTOLA - MAIRA - CASCIO S. -
                                        DINA - RAGUSA - SAVONA - ODDO

   III - Discussione dei disegni di legge:

   1)   «Disciplina dell'agriturismo in Sicilia» (n. 337/A) (Seguito)

      2)   «Norme  per  il  sostegno  dell'attività  edilizia  e   la
  riqualificazione del patrimonio edilizio esistente»  (nn.  459-386-
  209-394-404/A).

   IV - Votazione finale del disegno di legge:

   «Istituzione  delle  Unità operative delle professioni  sanitarie»
  (n. 151/A).

                   La seduta è tolta alle ore 18.33

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      Dott.ssa Iolanda Caroselli