Presidenza del vicepresidente Formica
VITRANO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
Cordoglio per la tragica scomparsa delle due sorelline Marianna e
Chiara Pia Bellavia
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, desidero ricordare la tragica
scomparsa delle due sorelline Marianna e Chiara Pia Bellavia, morte
sabato scorso nel crollo di una palazzina a Favara (AG).
Esprimo il cordoglio alla famiglia da parte dell'Assemblea tutta
ed invito ad un minuto di silenzio in loro memoria.
(Tutti i deputati in piedi osservano un minuto di silenzio)
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo gli onorevoli Bosco,
Panepinto, Speziale e Termine per oggi; l'onorevole Marinese il 26
e il 27 gennaio 2010.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle competenti Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
«Nuove norme per l'elezione del Presidente della Regione
siciliana» (504)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 22 gennaio 2010
«Norme per la previsione della doppia scheda per l'elezione del
sindaco e del presidente della provincia e per la costituzione del
seggio unico» (505)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 22 gennaio 2010
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
«Istituzione del sistema integrato di servizi sociali e
sociosanitari» (496)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 22 gennaio 2010
parere I.
Comunicazione di proroga di richiesta di parere
PRESIDENTE. Comunico che è stata richiesta una proroga di
ulteriori quindici giorni del termine previsto per l'espressione
del parere numero 56/VI «Riorganizzazione e potenziamento della
rete regionale di residenzialità per i soggetti fragili».
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di assenze alla riunione della I Commissione
legislativa
PRESIDENTE. Comunico che nella seduta della Commissione
legislativa permanente Affari Istituzionali' (I) numero 80 del 20
gennaio 2010 sono risultati assenti gli onorevoli: Barbagallo,
Cracolici, Greco, Gucciardi, Maira, Marrocco, Speziale e Vinciullo.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e
la formazione professionale, premesso che:
nel 2006 si è svolto, indetto dal Ministero della pubblica
istruzione, un corso-concorso per dirigenti scolastici per coprire
tutti i posti vacanti per quella funzione apicale. In Sicilia, su
oltre mille partecipanti, alla fine delle prove, risultarono
vincitori 426 docenti;
dopo la correzione degli elaborati, due candidati siciliani, non
ammessi alle successive prove, presentarono un ricorso,
denunciando delle irregolarità formali nello svolgimento del
concorso de quo;
nonostante l'esistenza del suddetto ricorso, non avendo il
giudice amministrativo adito emanato provvedimenti consequenziali,
il direttore dell'ufficio scolastico regionale ha ritenuto,
giustamente, opportuno assegnare, nei posti risultati vacanti, i
426 presidi e direttori didattici che erano risultati vincitori
del concorso medesimo, per evitare di creare dei vuoti in funzioni
didattiche così delicate e per assicurare guide didattiche ed
amministrative certe agli istituti scolastici siciliani che da
anni erano privi di dirigenti titolari;
in data 11 novembre 2009, una sentenza del Consiglio di giustizia
amministrativa per la Regione siciliana, 'inaudita altera parte',
sovvertendo una precedente sentenza del TAR, ha dato ragione ai
docenti ricorsisti, annullando, di fatto, l'intero concorso in
Sicilia e, ovviamente, azzerando tutte le nomine effettuate dal
direttore dell'ufficio scolastico regionale, nonostante che in
altre situazioni analoghe, nel resto d'Italia, i giudici
amministrativi aditi avessero dato parere diametralmente opposto,
confermando valore giuridico alle graduatorie concorsuali;
subito dopo tale sentenza, il Governo nazionale, in sede di
conversione del decreto cosiddetto 'salvaprecari', aveva inserito
una norma che, di fatto, reintegrava i vincitori del concorso del
2006 nei posti assegnati, ridando certezza giuridica ad un iter
concorsuale che aveva gestito e su cui aveva vigilato l'ufficio
scolastico regionale;
in data 27 novembre 2009, il Consiglio dei ministri, con proprio
decreto legge, ha abolito la suddetta norma, ristabilendo il
dettato fissato dal Consiglio di giustizia amministrativa;
atteso che:
è stata nominata, con decreto del direttore generale dell'ufficio
scolastico regionale per la Sicilia dell'8 gennaio 2010, prot.
245, la nuova commissione esaminatrice del corso concorso per
dirigenti scolastici. Nel decreto si stabiliva, anche, la prima
riunione per l'insediamento della nuova commissione fissata per il
22 gennaio 2010;
nello stesso decreto si ribadiva, anche, che al corso concorso
avrebbero potuto partecipare esclusivamente i candidati già
presenti alle prove svoltesi il 25 e 26 gennaio 2006 e valutati
dalla precedente commissione;
rilevato che:
questa continua altalena di sentenze e di giudizi, tra TAR e CGA,
sta causando una vera e propria tempesta all'interno del mondo
scolastico siciliano, coinvolgendo, oltre ai diretti interessati,
migliaia di studenti, di genitori e di personale ATA;
oggi, con l'applicazione del nuovo decreto legge 27 novembre, n.
170, convertito in legge 21 dicembre 2009, n. 190, un terzo delle
scuole siciliane resterebbe senza vertici, e verrebbe, così,
vanificato il lavoro svolto, in tre anni, da centinaia di valenti
professionisti della scuola, molti dei quali svolgono la loro
attività in territori a forte rischio di devianza e di evasione
dall'obbligo scolastico;
è paradossale che, come ha dichiarato lo stesso direttore
dell'ufficio scolastico regionale, 'ciò che è stato ritenuto
giusto in tutta Italia, sia ritenuto sbagliato in Sicilia, così
come è paradossale che i ricorsi siano stati presentati da persone
giudicate inidonee, alle mansioni dirigenziali scolastiche, altre
tre volte';
i vincitori del corso-concorso non sono stati parti del ricorso e
che addirittura non sono stati individuati, come controinteressati
nelle decisioni che hanno definito i giudizi e i provvedimenti che
li riguardano non possono essere travolti a causa dell'effetto
caducatorio determinato dall'annullamento del provvedimento di
nomina della commissione esaminatrice;
preso atto che:
il CGA, nella sentenza n. 478 del 25 maggio 2009, non ha tenuto
conto di altre sue precedenti sentenze che si sono espresse
diametralmente opposto, così come non ha tenuto conto di similari
e analoghe sentenze del Consiglio di Stato;
nel resto d'Italia le commissioni giudicatrici del concorso sono
state costituite con gli stessi criteri e con gli stessi principi
di quelli tenuti in Sicilia, ma i concorsi non sono stati
annullati;
l'Avvocatura dello Stato, inspiegabilmente, non si è costituita
davanti al CGA per difendere la sentenza di primo grado,
favorevole ai docenti vincitori di concorso, e che agli stessi
docenti vincitori di concorso è stata impedita e di conseguenza
preclusa la possibilità di costituirsi in giudizio;
la magistratura penale ha archiviato, a quanto pare, l'indagine
relativa al presunto comportamento doloso della commissione di
esami, per cui non si capisce come i giudici amministrativi
possano decidere in modo diametralmente opposto a quelli penali
asserendo di fatto, con la citata sentenza, l'esistenza di una
giustizia penale e di una giustizia amministrativa che possono
decidere non solo in modo diverso, ma addirittura in modo opposto;
molti dirigenti, vincitori di questo concorso ordinario, hanno
rinunciato al concorso riservato, pur avendo superato la prova
scritta, in quanto già titolari;
altri dirigenti, per le esigenze legate al loro nuovo ruolo, si
sono trasferiti, con le loro famiglie, anche definitivamente,
dalla loro residenza originaria alla nuova sede di servizio, con
notevole danno economico;
i posti di ruolo, precedentemente ricoperti, sono stati occupati
da altri insegnanti di ruolo e di conseguenza non potranno essere
restituiti al ruolo di provenienza, in quanto occupato da altri
docenti, e che di conseguenza verrebbero posti in sovrannumero in
quanto verrebbero posti in DOP (dotazione organica provinciale),
aggiungendosi, quindi, 'al danno anche la beffa' di essere
scavalcati da docenti con pochissimi anni di servizio;
di conseguenza, essi sarebbero costretti a rivolgersi al giudice
del lavoro per avere riconosciuti non solo i propri diritti, ma
anche per avere risarciti i danni economici e morali che hanno
subito, costringendo lo Stato a sborsare migliaia e migliaia di
euro, frutto delle tasse pagate dei cittadini;
considerato che:
se tali presupposti sono considerati giuridicamente validi,
sulla loro base può essere adottato un provvedimento che si limiti
ad annullare le valutazioni operate dalla commissione nei
confronti di tutti i soggetti che non sono stati ammessi alle
prove orali e di tutte le valutazioni operate nei confronti dei
soggetti che non le hanno superate e quindi non sono stati ammessi
al corso di formazione, riavviando nei loro confronti il
procedimento di corso-concorso;
la scuola siciliana non è nelle condizioni di affrontare
ulteriori problemi che sarebbero indubbiamente causati dal
repentino allontanamento di ben 426 dirigenti del primo e secondo
settore formativo, il tutto causato da cavilli tecnici che nulla
hanno a che fare con la preparazione dimostrata dai concorsisti
che hanno superato le prove selettive del concorso svolto nel
2006;
non è ammissibile che venga cancellato, in un solo colpo, tutto
il lavoro svolto in tre anni da personale specializzato, che
svolge il proprio lavoro con spirito di abnegazione e attaccamento
al dovere nei confronti degli studenti e dei professori;
per sapere:
quali provvedimenti urgenti intendano adottare al fine di
ripristinare le regolari funzioni nella scuola siciliana, al fine
di evitare la delegittimazione di 426 dirigenti scolastici in
Sicilia, evento che porterebbe ad un collasso strutturale e
didattico in un terzo delle scuole siciliane;
a chiedere al Governo nazionale di riconoscere il diritto dei
vincitori a ricoprire il ruolo derivante da un concorso pubblico
vinto;
a chiedere, altresì, al Governo nazionale di rinnovare la
procedura concorsuale solo per quei docenti che non l'hanno
superata». (964)
VINCIULLO-FALCONE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che:
con la legge n. 328 del 2000 (legge quadro per la realizzazione
del nuovo sistema integrato di interventi e servizi sociali) la
Repubblica assicura alle persone e alle famiglie un sistema
integrato di interventi e servizi sociali; promuove interventi per
garantire la qualità della vita, pari opportunità, non
discriminazione e diritti di cittadinanza; previene, elimina o
riduce le condizioni di disabilità, di bisogno e di disagio
individuale e familiare, derivanti da inadeguatezza di reddito,
difficoltà sociali e condizioni di non autonomia, in coerenza con
gli articoli 2, 3 e 38 della Costituzione;
la legge n. 328/2000 pone in essere una riforma
dell'organizzazione dei servizi socio-sanitari mediante il ricorso
alla gestione associata dei servizi a livello distrettuale ed il
ricorso alla programmazione negoziata quale procedura per la
programmazione ed il monitoraggio degli interventi ricadenti nei
piani di zona;
preso atto che:
la Regione siciliana, sin dalla fase di recepimento ed attuazione
della legge n. 328 del 2000, ha riscontrato numerose problematiche
afferenti all'implementazione di un sistema di rete che
sovrintenda all'operato dei distretti socio-sanitari e risponda ai
bisogni dell'utenza;
le motivazioni che hanno ostacolato il raggiungimento di tale
networking risiedono nella scarsa diffusione della nuova cultura
organizzativa di governance multilivello, così come previsto dalla
legge 328/2000, nella mancanza di un reale coinvolgimento attivo
dei partner-socio - economici territoriali e nella realizzazione
di valide azioni di progettazione sociale e di monitoraggio quali-
quantitativo del processo e/o dei servizi;
la scadenza del 31 dicembre 2009 per l'affidamento della
programmazione dei servizi socio-sanitari del riequilibrio
economico temporale non è stata rispettata nella quasi totalità
dei distretti socio-sanitari siciliani, cosicché si è determinato
un considerevole arretrato di spesa che cagiona nocumento
all'utenza e allo sviluppo sociale dei territori;
considerato che:
l'Assessorato Famiglia ha affidato in house providing al CIAPI di
Priolo Gargallo (SR) il progetto 'Un modello per la rete regionale
del welfare' con risorse a valere sul piano regionale per la
formazione e l'aggiornamento del personale addetto alle attività
sociali con la quota del 9 per cento del fondo nazionale delle
politiche sociali;
l'obiettivo del progetto è sostenere l'attuazione della riforma
del welfare regionale attraverso la creazione, a livello centrale
e periferico, di un assetto organizzativo di risorse umane e di
servizi atti a sciogliere i nodi che hanno condizionato
negativamente la capacità dei distretti socio-sanitari di attivare
tutti i dispositivi previsti dalla l. 328/2000;
all'interno di tale macroprogetto, ha rivestito un ruolo nodale
la previsione e l'inserimento nei 55 distretti socio sanitari dei
'facilitatori territoriali', che hanno svolto la funzione di
intermediari tra il Dipartimento regionale della famiglia e delle
politiche sociali e le amministrazioni distrettuali fornendo
consulenza specialistica, mediazione dei processi di concertazione
locale ed affiancamento dei gruppi piano, così come previsto anche
dal DPRS 2 marzo 2009 'Programma regionale delle Politiche sociali
e socio-sanitarie 2010-2012';
il facilitatore territoriale è una figura professionale di grande
e profondo impatto sociale, che si impone oggi quale punto di
riferimento nel contesto socio-sanitario di un nuovo modello per
una rete regionale del welfare siciliano, avendo contribuito ad
alimentare la circolazione della cultura e delle informazioni,
promuovendo lo sviluppo e l'affermazione di un sistema di
responsabilità condivise tra tutti gli attori e avendo cooperato
ad accorciare le distanze tra l'ufficio piano, i distretti e gli
attori sociali, mediante la creazione di un canale di
comunicazione e di scambio continuo, risolvendo problemi di
interrelazione ed integrazione verticale ed orizzontale;
è in corso di avvio la nuova programmazione dei servizi socio
sanitari 2010/2012;
il 4 marzo 2010 cesseranno i contratti di lavoro a progetto dei
55 facilitatori territoriali cagionando così un'interruzione di un
servizio di primaria rilevanza nell'ambito dell'assistenza tecnica
ai distretti socio sanitari;
per sapere:
quali interventi, con l'urgenza del caso, intendano adottare per
procedere al rinnovo dell'azione inerente il ruolo dei
facilitatori territoriali nell'ambito del progetto affidato in
house providing al CIAPI di Priolo Gargallo, denominato Un modello
per la rete regionale del welfare';
se tali interventi consentiranno di dare continuità alla figura e
al ruolo dei facilitatori territoriali, al fine di consolidare la
rete integrata dei servizi socio-sanitari, tuttora in fieri, e di
attuare una programmazione e gestione dei servizi socio-sanitari
quanto più ispirata ai criteri dell'efficacia, dell'efficienza,
dell'economicità e della partecipazione negoziata con tutti gli
stakeholders territoriali». (966)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che la l.r. 14 aprile, n. 5, recante Norme per il
riordino del Servizio Sanitario regionale', all'art. 24 disciplina
la rete dell'emergenza-urgenza sanitaria;
considerato che:
il comma 10 dell'articolo citato prevede che l'espletamento delle
attività afferenti al servizio di emergenza-urgenza 118 per
l'intero territorio regionale può essere assolto anche avvalendosi
di organismi a totale partecipazione pubblica che esercitino la
propria attività esclusivamente nei confronti della Regione
siciliana e nel relativo ambito territoriale;
al comma 12, è fatto divieto di procedere all'impiego di
personale in numero superiore a quello utilizzato dall' attuale
gestore del servizio;
rilevato che:
la VI Commissione legislativa permanete dell'ARS 'Servizi sociali
e sanitari', in sede di parere, ha inteso più pregnatamente
individuare i contenuti della delega concessa al Governo indicando
precisi criteri e direttive da seguire e, tra l' altro, più
esattamente:
1. coinvolgimento nella new.co. di un soggetto pubblico
istituzionale di riconosciuta valenza nazionale;
2. trasformazione a full time del personale occupato;
3. assunzioni bloccate al 31 luglio 2008 con conseguente
impossibilità di procedere a nuovi inserimenti di personale;
4. stabilizzazione dell' intero personale S.i.S.E.;
per sapere:
se ed in quale misura nel soggetto di nuova costituzione sia
presente il previsto 'Soggetto Pubblico Istituzionale di
riconosciuta valenza nazionale' e, in caso di risposta negativa,
quali siano le motivazioni che non hanno permesso tale
coinvolgimento, ritenuto essenziale dalla Commissione;
altresì, se le assunzioni alla carica di direttore generale, di
direttore amministrativo e di direttore sanitario della Si.S.E.
rispettano i limiti di cui al superiore n. 3, e cioè se trattasi
di personale già inquadrato nell'ambito del soggetto gestore
(Si.S.E.) alla data del 31 luglio 2008;
conseguentemente la fondatezza delle notizie apprese circa
l'utilizzo speculare (per economie) delle figure descritte nel
soggetto di nuova costituzione denominato S.E.U.S., in quanto si
evidenzia che il blocco e l'impossibilità di assunzioni nuove vige
anche per tale ultimo soggetto;
in fine se sia possibile conoscere, in merito al punto 4, il
percorso che porterà al totale assorbimento nella S.E.U.S. di
tutto il personale in forza alle Si.S.E. ed in particolare se sia
fondata la possibilità di poter godere di sgravi contributivi (con
chiari benefici per il bilancio regionale) attingendo alle liste
di mobilità cui il predetto personale Si.S.E. verrà posto in
seguito al dichiarato licenziamento». (967)
FORZESE-GIANNI-MAIRA-CORDARO-CINTOLA
SAVONA-RAGUSA-LO GIUDICE-
LEONTINI-ARDIZZONE-FALCONE-LIMOLI-
VINCIULLO
CAPUTO-D'ASERO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, all'Assessore per l'energia e i
servizi di pubblica utilità e all'Assessore per le attività
produttive, premesso che:
in data 4 gennaio 2010 è stata ufficializzata l'alleanza tra le
società Sharp, STM ed Enel Green Power, quest'ultima controllata
di ENEL, per la realizzazione, in Sicilia, della più grande
fabbrica di pannelli fotovoltaici in Italia. La futura società che
nasce da questa joint venture si chiamerà Three Sun;
l'intesa tra le società fa seguito ad un memorandum che, nel
maggio dello scorso anno, avevano siglato Enel e Sharp; alle due
società si è aggiunto il colosso europeo STM che, tra l'altro,
fornirà a Catania la sede dell'impianto dove si produrranno
pannelli fotovoltaici a film sottile a tripla giunzione. Si stima
l'inizio del 2011 come data di avvio della produzione e, secondo
quanto dichiarato dalle stesse società di cui sopra, si prevedono
1100 nuove assunzioni;
tenuto che:
la STM, per la produzione dei pannelli fotovoltaici, non
utilizzerà il modulo M6, bensì realizzerà nuovi capannoni
all'interno dell'area in cui è ubicato il modulo M6 che, tra
l'altro, non è di proprietà della STM, ma della Numonyx;
nell'ottica di questa nuova fase produttiva, la STM chiuderà il
reparto CT6, che produce dispositivi di potenza su supporto a 6
pollici, a causa della poco redditività di tale prodotto in
Europa;
come produzione a Catania resterà solo il modulo M5, dato che la
STM già dirotta il 15 per cento della produzione catanese in altri
stabilimenti. In pratica gli impianti etnei saturano la produzione
sino all'85 per cento;
visto che:
alla luce di quanto sopra, gli assunti in Three Sun non saranno
1100 come dichiarato, bensì circa 500, perché 650 saranno i
lavoratori in esubero del reparto CT6 da ricollocare;
il riassetto produttivo della STM non prevede l'utilizzo del
modulo M9 per espandere la produzione di M5, soluzione che
permetterebbe di non perdere la produzione a Catania, considerando
anche che vi sono impegnati 1200 operai più gli amministrativi;
non è neanche in progetto l'implementazione del turno 21, cosa
che permetterebbe di assumere 150 ex summer job per la
costituzione della quinta squadra. Ciò impedirebbe l'insaturazione
dei reparti di produzione a causa del dirottamento del 15 per
cento della produzione all'estero;
per sapere:
se non ritengano utile appurare quali siano i reali piani
industriali di STM, Numnyx e Three Sun e conoscere in che maniera
gli esuberi di STM verranno ricollocati in Three Sun;
se non ritengano necessario intervenire presso i vertici della
STM al fine di garantire l'utilizzo del modulo M9, che
permetterebbe l'espansione della produzione del modulo M5,
garantendo così il mantenimento del livello occupazionale per
oltre 1300 dipendenti e auspicare l'implementazione del turno 21,
che permetterebbe l'assunzione di 150 ex summer job;
se non ritengano necessario avere informazioni su quali garanzie
avranno i lavoratori della Numonyx a seguito della cessione degli
asset alla nuova società;
se non ritengano opportuno creare un accordo con la nuova società
al fine di garantire, tra i 500 nuovi assunti, una clausola di
prelazione a favore dei 160 ex lavoratori SAT». (968)
POGLIESE-VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica, premesso che:
nel maggio del 2009, il funzionario della motorizzazione di
Palermo, Antonino Nobile, fu arrestato, dalle Forze dell'ordine,
in flagranza di reato, mentre intascava una tangente per favorire
alcune pratiche da lui svolte;
a causa di detto arresto, la Regione siciliana provvide al suo
immediato licenziamento, così come stabilito da varie normative
sia nazionali che regionali. Alla data odierna, l'iter processuale
non è ancora giunto all'emanazione di alcuna sentenza;
tenuto conto che, in data 23 dicembre 2009, il collegio di
disciplina regionale ha accolto il ricorso presentato dallo stesso
Nobile avverso il suo licenziamento, disponendone l'immediato
reintegro nei ruoli dell'Amministrazione regionale;
considerato che:
la decisione presa dal collegio di disciplina regionale, al di là
delle motivazioni prettamente tecniche che hanno indirizzato lo
stesso collegio sulla scelta del reintegro del signor Nobile,
viola apertamente l'art. 2119 del codice civile, ove si disciplina
il licenziamento immediato per giusta causa - e la flagranza del
reato specifico lo è - che avviene quando il dipendente tiene un
comportamento talmente grave da non consentire la prosecuzione del
rapporto neppure a titolo provvisorio. Né, tanto meno, sussistono
i presupposti processuali che possano giustificare il suddetto
reintegro, non esistendo alcuna sentenza assolutoria in nessuno
dei gradi di giudizio previsti dalla legislazione italiana;
oltre all'aspetto giuridico della vicenda, vi è anche quello
etico e morale che, sicuramente, getta un ombra poco chiara sul
modus operandi della Regione nei confronti dei propri dipendenti
infedeli. L'Amministrazione regionale, che fonda la sua possente
macchina burocratica sull'operatività di migliaia di dipendenti,
non può e non deve permettere che, al suo interno, qualcuno possa
approfittare del ruolo ricoperto per ottenere vantaggi di
qualsiasi natura, soprattutto se il raggiungimento di detti
vantaggi viola apertamente il principio di legalità;
per sapere:
quali siano le motivazioni che hanno indotto il collegio di
disciplina regionale a reintegrare il sig. Antonino Nobile nel suo
posto di lavoro, nonostante l'arresto per tangenti avvenuto in
flagranza di reato;
quali iniziative intendano adottare nella fattispecie, al fine di
dare un forte segnale di legalità a chi interpreta questa infausta
scelta come segno di debolezza, da parte dell'Amministrazione
regionale, nei confronti di un proprio dipendente». (969)
POGLIESE -
VINCIULLO
«All'Assessore per il territorio e l'ambiente e all'Assessore per
i beni culturali e l'identità siciliana, premesso che il piano
territoriale paesaggistico regionale è stato adottato soltanto per
le provincie di Messina e Trapani, oltre che per le isole minori;
considerato che il piano paesistico regionale è uno strumento di
coordinamento e di sussidio importantissimo per i piani regolatori
in vigore e per quelli da redigere;
ritenuto che:
i ritardi accumulati rappresentano un danno grave e continuato
per l'ambiente e per il territorio;
la pianificazione urbanistica deve essere realizzata con
un'integrazione e una visione unitaria delle competenze degli
Assessorati Territorio e ambiente e beni culturali e identità
siciliana;
per sapere quali iniziative siano state assunte per dotare la
Sicilia del piano territoriale paesistico, strumento essenziale
per la salvaguardia e la promozione del territorio regionale».
(974)
BARBAGALLO
«Al Presidente della Regione, premesso che:
a decorrere dell'entrata in vigore della legge 23 luglio 2009, n.
99, i servizi ferroviari di interesse locale di cui all'art. 9 del
decreto legislativo del 19 novembre 1997, n. 422, svolti nelle
regioni a statuto speciale, passano alle competenze delle medesime
Regioni. A tal fine il Ministero dell'economia e delle finanze
provvede al trasferimento delle risorse, in conformità agli
ordinamenti finanziari delle singoli regioni, nei limiti degli
stanziamenti di bilancio utilizzando le risorse già destinate a
titolo di pagamento dei corrispettivi in favore di Trenitalia
s.p.a. derivanti dal contratto di servizio in essere con lo Stato;
il decreto legge 29 novembre 2008, n. 185 convertito, con
modificazioni, in legge 28 gennaio 2009, n. 2, recante 'Misure
urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e imprese
e per ridisegnare in funzione anticrisi il quadro strategico
nazionale', all'art 25, comma 1, ha istituito, nello stato di
previsione della spesa del Ministero dell'economia e delle
finanze, un fondo con una dotazione finanziaria di 960 milioni di
euro per l'anno 2009, per investimenti del gruppo Ferrovie dello
Stato s.p.a;
il comma 4 del citato art. 25 obbliga le Ferrovie a relazionare
annualmente al Ministero dell'economia e delle finanze
sull'impiego di dette somme, sui risultati conseguiti e sul
rispetto delle percentuali di assegnazione delle quote di
investimento al Nord ed al Sud del Paese, pari rispettivamente al
15% e all'85%, trattandosi di fondi FAS con vincoli di
destinazione geografica;
considerato che:
il trasferimento delle risorse disponibili effettuato dal
Ministero alla Regione siciliana ammonta a circa 110 milioni di
euro;
i fondi trasferiti dal Ministero permettono il mantenimento da
parte di Trenitalia s.p.a. degli attuali servizi nonché nuovi
investimenti per il parco rotabile vetusto presente nell'Isola e
la velocizzazione di alcune linee con significativi recuperi di
percorrenza; il presupposto affinché tali somme siano realmente
spese a beneficio della rete ferroviaria siciliana è la
sottoscrizione del contratto di servizio, valido per sei anni e
rinnovabile per altri sei;
premesso, inoltre, che:
la Sicilia è l'unica regione a non avere sottoscritto finora il
contratto di servizio con Trenitalia s.p.a.; di conseguenza, è
tuttora inibito l'accesso ai fondi previsti dalla suddetta,
normativa statale;
l'adozione del contratto di servizio costituisce, dunque,
un'occasione unica per il rilancio del trasporto ferroviario
nell'Isola, oltre che un adempimento obbligatorio alla luce del
progressivo decentramento delle funzioni in materia di servizi
ferroviari di interesse regionale;
per sapere:
le ragioni per le quali non sia stato ancora stipulato il
Contratto di servizio tra la Regione Siciliana e Trenitalia
s.p.a., bloccando con ciò la possibilità di accedere ai fondi FAS
il cui impiego consentirebbe un miglioramento del servizio
ferroviario in Sicilia;
quando sarà firmato il suddetto contratto di servizio, e quali
norme conterrà a garanzia di un reale potenziamento del servizio
ferroviario e per assicurare il diritto alla mobilità ai
siciliani». (975)
LUPO - RAIA
«All'Assessore per le infrastrutture e la mobilità, premesso che:
l'articolo 33 della legge regionale 14 maggio 2009, n. 6,
autorizza l'ex Assessorato Lavori pubblici (competente per materia
prima dell'entrata in vigore della legge di riforma
dell'Amministrazione della Regione siciliana) a stipulare con gli
istituti di credito convenzioni per la conclusione di contratti di
mutuo ventennale con i proprietari di immobili situati nei centri
storici e nelle zone omogenee 'A' nei piani regolatori generali
(PRG) dei comuni, per la manutenzione straordinaria, il restauro,
il ripristino funzionale e l'adeguamento alle prescrizioni
antisismiche di tali immobili;
la stessa norma pone a carico del bilancio regionale il 100 per
cento del costo degli interessi;
considerato che:
tali disposizioni sono finalizzate ad agevolare il recupero di
edifici ed unità immobiliari ad uso residenziale al fine di
salvarli dalla situazione di serio degrado nella quale versano i
centri storici dei comuni siciliani;
la riqualificazione dei centri storici è quanto mai urgente
poiché, senza adeguati provvedimenti, è a rischio la sopravvivenza
oltre che la loro stessa integrità;
la Sicilia è ricchissima di testimonianze storiche ed
architettoniche custodite anche in piccoli comuni e che
rappresentano la memoria e l'identità di quei luoghi;
gli interventi di ripristino e di recupero dei centri storici
appaiono indispensabili anche al fine di garantire la pubblica
incolumità, poiché nell'incuria numerosi edifici rischiano di
crollare, nonché per rivitalizzare il comparto dell'edilizia,
soffocato dalla crisi economica;
ritenuto che:
l'applicazione della normativa sopra citata, nel sostenere gli
investimenti dei proprietari di immobili, potrebbe costituire,
pertanto, un valido strumento per il recupero di edifici ed unità
immobiliari ad uso residenziale all'interno dei centri storici;
la norma, infatti, prevede anche che i mutui coprano il 100 per
cento del costo degli interventi di restauro per un importo
massimo di 300 mila euro e comunque non superiore a 2.000 euro/mq;
per sapere le ragioni per le quali non sia stata data attuazione
alla norma contenuta nell'articolo 33 della legge regionale 14
maggio 2009, n. 6, e se non ritenga di dovere adottare al più
presto tutti i provvedimenti necessari». (976)
GUCCIARDI
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari e all'Assessore per le attività produttive,
premesso che:
una recente trasmissione televisiva e le conseguenti polemiche
sorte sulla vicenda hanno evidenziato una strisciante rivalità tra
alcuni comparti della filiera produttiva agricola in Sicilia;
nello specifico, si è assistito ad uno scontro a distanza tra gli
agrumicoltori di talune province siciliane sulla dichiarazione di
origine di alcune varietà di arance;
considerato che:
l'attuale crisi che investe l'intero comparto agricolo siciliano,
crisi dovuta a vari fattori, non ultimo la presenza sul mercato di
prodotti provenienti da mercati esteri, non può lasciare spazio a
sterili polemiche che mettono in secondo piano l'unico fattore
dominante della produzione siciliana: la qualità del prodotto
nostrano;
i favorevoli fattori climatici della nostra terra insieme
all'indiscussa qualità del sistema produttivo, permettono di avere
una produzione agricola unica nel mondo, apprezzata a livello
globale, scevra da condizionamenti chimici ed inserita in tutte le
diete per il suo basso contenuto di grassi;
tenuto che questa peculiarità del prodotto agricolo siciliano è
la causa primaria di innumerevoli tentativi di imitazione, spesso
realizzati con la semplice apposizione della dicitura 'Made in
Sicily' su prodotti assolutamente diversi e che nulla hanno a che
fare con la qualità della nostra produzione;
visto che:
la presenza sul mercato mondiale di questi prodotti agricoli che,
fondamentalmente, arrecano un danno di immagine incalcolabile alla
Sicilia, può essere combattuta esclusivamente permettendo
all'utente finale di potere riconoscere, in maniera rapida ed
inequivocabile, la vera produzione siciliana da quella artefatta e
imitata;
l'apposizione di un marchio specifico su tutta la produzione
agricola siciliana, come peraltro suggerito dallo stesso
presidente di Confagricoltura Sicilia Gerardo Diana, permetterebbe
una maggiore tutela del prodotto nostrano su tutti i mercati
mondiali, garantirebbe l'utente finale e favorirebbe, in maniera
esponenziale, l'export della nostra produzione;
per sapere:
se non ritengano utile attivare tutte le iniziative atte alla
creazione del marchio unico 'SICILIA' da apporre su tutta la
produzione agricola siciliana, destinata sia ai mercati interni
che a quelli internazionali;
se non ritengano indispensabile intervenire, nelle sedi opportune
ed in maniera decisa e risoluta, per tutelare la produzione
agricola siciliana nei confronti di quei produttori senza scrupolo
che falsificano le origini dei loro prodotti pur di ottenere
vantaggi economici nella fase distributiva e di vendita, il tutto
a scapito della Sicilia, dei nostri agricoltori e, di conseguenza,
dei nostri prodotti». (978)
POGLIESE-VINCIULLO
«Al Presidente della Regione, premesso che nella seduta n. 115
del 13 ottobre 2009 è stato approvato l'ordine del giorno n. 179;
considerato che:
il succitato o.d.g. impegnava il Governo regionale a dichiarare
lo stato di calamità naturale nella provincia di Trapani ed ad
adottare una serie di interventi a sostegno della filiera agricola
produttiva, colpita gravemente dai fenomeni alluvionali;
oltretutto il 26 settembre 2009, il Presidente della Regione
siciliana, in visita a Trapani, ha assunto precisi impegni nei
confronti della collettività trapanese, anche sul fronte
finanziario. In ordine allo stato calamità naturale ha dichiarato
che la Giunta di Governo ne aveva già deliberato il riconoscimento
e, in ordine alle azioni da intraprendere, ha affermato la
disponibilità ad utilizzare i fondi strutturali a disposizione del
Governo;
tenuto conto che il maltempo di queste settimane ha creato
ulteriori danni alla provincia di Trapani e che l'ultima pioggia
intensa ha provocato l'allagamento delle frazioni di
Pietretagliate e Salinagrande a causa dello smottamento del
torrente Verderame;
per sapere se il Governo regionale intenda dare seguito
all'impegno assunto l'ordine del giorno in premessa citato e quali
siano state nel frattempo le attività svolte per evitare che
situazioni di questo tipo possano continuare a verificarsi». (979)
MARROCCO
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno iscritte
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che è stata presentata la seguente interrogazione con
richiesta di risposta in Commissione:
«All'Assessore per le infrastrutture e la mobilità, premesso che:
con l'interrogazione n. 891 a firma del sottoscritto
interrogante, fra le altre cose è stato chiesto di relazionare con
l'urgenza del caso alla competente Commissione legislativa
dell'Assemblea regionale siciliana sulla relazione trasmessa al
Presidente della Regione da parte dell'attuale commissario dello
IACP di Palermo;
l'interrogazione è stata già posta all'ordine del giorno della
competente Commissione;
considerato che, in particolare, dalle notizie pubblicate dagli
organi di stampa è emersa la circostanza che 'oltre cinquanta case
fantasma sparse tra Ustica, Palermo, Petralia Soprana, Valledolmo
e Chiusa Sclafani, sono abitate senza sapere bene da chi' e che
sembra essere stata avviata apposita indagine interna per
l'accertamento degli inquilini;
per sapere:
se lo IACP di Palermo abbia concluso l'indagine interna per
l'accertamento degli inquilini delle case cosiddette fantasma' e,
in caso affermativo, se intenda relazionare con l'urgenza del caso
alla competente Commissione legislativa dell'Assemblea regionale
siciliana per informarla sulla relazione trasmessa al Presidente
della Regione da parte dell'attuale commissario dello IACP di
Palermo». (961)
(L'interrogante chiede lo svolgimento in Commissione)
FARAONE
Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà inviata al
Governo e alla Commissione.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le attività
produttive, premesso che:
lo scorso mese di dicembre la Commissione legislativa permanente
'Attività produttive' dell'ARS produttiva inoltrava agli organi
competenti il parere favorevole in merito alla pubblicazione dei
bandi per lo stanziamento dei fondi comunitari in favore degli
artigiani per un somma di circa 75 milioni di euro;
ad oggi non è stata avviata la pubblicazione dei relativi bandi
necessari per l'utilizzo e l'erogazione delle somme in favore dei
degli artigiani;
considerato che:
i fondi comunitari, in questo momento di crisi economica dei
comparti produttivi, rappresentano un valido strumento di sostegno
economico finanziario per consentire una ripresa del settore
economico siciliano;
il settore dell'artigianato detiene un ruolo importante ed
imprescindibile per lo sviluppo e l'economia dell'Isola;
ritenuto che:
occorre conoscere le motivazioni che hanno impedito la regolare
pubblicazione dei bandi;
eventuali ed ulteriori ritardi nella pubblicazione dei bandi
potrebbero aggravare la situazione di grave disagio economico in
cui versa il sistema produttivo siciliano, con gravi conseguenze
per i livelli occupazionali;
per sapere quali motivazioni abbiano impedito ad oggi la
pubblicazione dei bandi e quali provvedimenti intendano adottare
al fine di consentire l'utilizzo dei fondi comunitari in favore
degli artigiani». (962)
CAPUTO-
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
con d.a. n. 437/44 del 21 giugno 2001 è stata istituita, nel
comune di Messina, la riserva naturale orientata di Capo Peloro
comprendente, tra l'altro, i laghi siti nei villaggi di Ganzirri e
Torre Faro, inclusi nella zona A della stessa;
come da decreto, l'unica attività consentita è la
molluschicoltura;
le acque del lago di Torre Faro sin dal 1995 sono state
classificate come acque di tipo A, idonee alla coltivazione e
stabulazione dei mitili;
all'interno del lago Faro operano sei ditte di importexport di
frutti di mare, all'interno delle quali lavorano decine di operai;
dal 1986 le acque del lago di Ganzirri sono state dichiarate
precluse alla molluschicoltura per motivi sanitari;
dal 2001, a seguito dei lavori di rifacimento della fognatura
comunale, non vi sono più scarichi fognari nel lago di Ganzirri;
a seguito di tali lavori, quindi, si è dato inizio all'iter di
classificazione delle acque anche del lago di Ganzirri, con
controlli settimanali sulle acque e sulla polpa dei mitili da
parte degli enti preposti (Università degli studi di Messina,
ARPA, Provincia regionale di Messina);
viste le analisi positive emerse nell'anno 2002 e nel settembre
2003, è stata indetta una rituale conferenza di servizi per
avviare ufficialmente l'iter di classificazione delle acque del
lago di Ganzirri;
dopo cinque anni di analisi, con nota n. 25930 del 20 luglio
2009, la Provincia regionale di Messina ha inviato all'Assessorato
regionale Salute un plico contenente relazioni e risultati delle
analisi effettuate al fine di avviare e definire le procedure
della classificazione delle acque del lago di Ganzirri;
considerato che:
la sospensione dell'attività nel lago di Ganzirri in questi 23
anni ha accentuato i problemi economici locali;
le vongole autoctone del lago di Ganzirri sono uniche nel suo
genere;
ritenuto che ad oggi non vi sono più vincoli o impedimenti alla
classificazione delle acque del lago di Ganzirri per lo
svolgimento della molluschicoltura;
per sapere quali provvedimenti siano stati adottati dal 20 luglio
2009 e quali intendano adottare al fine di provvedere, nel più
breve tempo possibile, all'emanazione del decreto provvisorio di
classificazione delle acque che consentirebbe la ripresa
dell'attività con la ricaduta occupazionale che ne deriverebbe».
(963)
ARDIZZONE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari, premesso che il settore idraulico-agrario
ed idraulico-forestale siciliano costituisce una risorsa
significativa per il miglioramento dello stato ambientale del
territorio della Sicilia, contribuendo inoltre al miglioramento
delle condizioni economico-sociale delle comunità dell'Isola;
rilevato che è necessaria una concreta rivalutazione delle
attività del lavoro forestale avendo presente i molteplici
vantaggi conseguenti alla valorizzazione degli ambienti naturali e
boschivi nell'ambito delle politiche di rilancio economico e
produttivo;
preso atto che la valorizzazione del patrimonio naturale boschivo
va conseguita attraverso il riconoscimento delle professionalità
dei lavoratori forestali ed il miglioramento degli impieghi per
gli aspetti protettivi dell'ambiente, per quelli produttivi e per
i profili della fruizione turistico-ricreativa. In questo contesto
le prospettive di miglioramento delle condizioni lavorative vanno
orientate all'aumento delle attività di rimboschimento e
naturalizzazione, al potenziamento dei sistemi integrati di
protezione dagli incendi ed all'infrastrutturazione ambientale dei
siti di rilevanza naturalistica;
considerato che:
vi è la necessità di modificare significativamente le attuali
modalità d'intervento e di impiego delle risorse finanziarie,
giungendo ad un sistema di sinergia economica che allinei la
programmazione regionale con le politiche nazionali e comunitarie;
il rafforzamento degli interventi nel settore forestale
rappresenta una priorità strategica nel quadro delle politiche
dello sviluppo del territorio e di crescita economica della
comunità isolana. In tale quadro è possibile attuare l'adozione di
misure lavorative orientate alla stabilizzazione, le quali devono
accompagnarsi a programmi e progetti di incremento degli
interventi operativi nel settore, individuando nuovi bacini
territoriali e nuove tipologie d'impiego;
ad oggi non sono stati ancora attuati i provvedimenti previsti
dal protocollo d'intesa sottoscritto dalle parti in data 14 maggio
2009 presso la Presidenza della Regione siciliana - Palazzo
d'Orleans, dove, al comma 4, si demandava al Governo Regionale la
predisposizione di un apposito disegno di legge di riordino e di
ammodernamento del settore;
per sapere:
quali provvedimenti intendano adottare al fine di provvedere al
pagamento degli arretrati per l'adeguamento della paga dei
lavoratori precari forestali al rinnovo del contratto collettivo
nazionale di lavoro (C.C.N.L.);
le cause e le motivazioni che abbiano impedito il suddetto
pagamento;
quali provvedimenti attuativi, orientati alla stabilizzazione dei
lavoratori forestali, si intendano adottare;
se intendano dare attuazione dei provvedimenti previsti dal
protocollo d'intesa sottoscritto il 14 maggio 2009». (965)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione, premesso che:
la Corte costituzionale, con sentenza n. 340 del 16 dicembre
2009, depositata il 30 dicembre successivo, ha dichiarato
l'illegittimità costituzionale dell'art. 58, comma 2, del decreto-
legge 25 giugno 2008, n. 112 ('Disposizioni urgenti per lo
sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la
stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione
tributaria'), convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto
2008, n. 133, esclusa la proposizione iniziale: 'L'inserimento
degli immobili nel piano ne determina la conseguente
classificazione come patrimonio disponibile e ne dispone
espressamente la destinazione urbanistica';
la norma delegava agli enti locali la formazione degli elenchi in
essa previsti, sulla base di valutazioni demandate agli enti
medesimi, con lo scopo di favorire su tutto il territorio
nazionale l'individuazione di immobili suscettibili di
'valorizzazione ovvero di dismissione', nella prospettiva di
permettere il reperimento di ulteriori risorse economiche e quindi
di ottenere l'incremento delle entrate locali;
ad avviso della Corte costituzionale, 'ancorché nella ratio
dell'art. 58 siano ravvisabili anche profili attinenti al
coordinamento della finanza pubblica, in quanto finalizzato alle
alienazioni e valorizzazioni del patrimonio immobiliare degli
enti, non c'è dubbio che, con riferimento al comma 2 censurato,
assuma carattere prevalente la materia del governo del territorio,
anch'essa rientrante nella competenza ripartita tra lo Stato e le
Regioni, avuto riguardo all'effetto di variante allo strumento
urbanistico generale, attribuito alla delibera che approva il
piano di alienazione e valorizzazione';
considerato che:
a seguito della sentenza della Corte, tuttavia, l'inserimento nel
piano e la previsione della destinazione urbanistica non
costituiscono immediatamente variante allo strumento urbanistico
generale, come originariamente previsto dalla seconda parte del
comma 2, dichiarato incostituzionale, appare urgente che la
Regione siciliana proceda ad adottare con urgenza i necessari atti
di indirizzo che disciplinino in modo rapido e semplificato la
verifica e l'approvazione delle deliberazioni comunali, attraverso
una procedura idonea a verificare esclusivamente 'la conformità
agli eventuali atti di pianificazione sovraordinata di competenza
delle province e delle regioni';
diversamente, la deliberazione che dispone la destinazione
urbanistica dell'immobile inserito nel piano delle alienazioni
dovrà essere sottoposta alle procedure ordinarie previste dalle
disposizioni regionali vigenti in materia di governo del
territorio e di varianti agli strumenti urbanistici comunali, con
le immaginabili conseguenze sui bilanci degli enti locali in caso
di ritardi nei provvedimenti regionali , in particolare per quei
comuni e province che hanno già approvato il piano delle
alienazioni, ai sensi e per gli effetti previsti dall'art. 58,
allegato al bilancio di previsione 2009 o 2010, e ancor di più per
quegli enti che hanno già provveduto ad alienare immobili
valorizzati ai sensi del medesimo art. 58 e che potrebbero
trovarsi esposti a prevedibili contenziosi;
per sapere:
quali provvedimenti intenda adottare il Governo regionale;
se non ritengano, con la massima urgenza, attese le gravissime
conseguenze sui bilanci degli enti locali, di adottare i necessari
atti di indirizzo che disciplinino in modo rapido e semplificato
la verifica e l'approvazione delle deliberazioni comunali,
attraverso una procedura idonea a verificare esclusivamente 'la
conformità agli eventuali atti di pianificazione sovraordinata di
competenza della Regione'». (970)
BUZZANCA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le attività
produttive, premesso che:
in data 17 gennaio 2010, nella campagna del territorio di Noto
(SR), in contrada Tagameli, è stata rinvenuta una pozza di
petrolio greggio;
l'episodio è stato causato da una perdita nell'oleodotto della
società ENIMED che trasporta il greggio dai pozzi di estrazione
nel territorio di Ragusa al deposito in contrada Mostringiano, nel
territorio di Priolo (SR);
la condotta attraversa la zona interessata ad una quota di circa
3 metri sotto il piano di campagna ed è dunque presumibile che
quella raccoltasi in superficie sia solo la parte emersa di una
maggiore quantità di greggio che avrebbe imbibito il terreno
sottostante con possibilità di infiltrazione nel sottosuolo;
il greggio fuoriuscito in superficie avrebbe conseguentemente
inquinato un'area della campagna più ampia di quella apparente,
con evidente pregiudizio per le colture insistenti nei terreni
limitrofi;
ritenuto:
necessario ed urgente accertare l'esatta natura di quanto
verificatosi e delle sue cause;
indispensabile scongiurare la possibilità del ripetersi di
incidenti simili;
per sapere:
quali iniziative il Governo stia assumendo per pervenire alla
completa conoscenza dei fatti accaduti, delle relative cause e
delle responsabilità connesse;
quali iniziative intendano assumere per assicurare la sicurezza
dell'oleodotto, della conduttura in oggetto e di tutti gli altri
impianti insistenti nel territorio della Regione, affinché
incidenti come quello accaduto si ripetano». (971)
(L'interrogante chiede risposta scritta
con urgenza)
DE BENEDICTIS
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per autonomie locali
e la funzione pubblica, premesso che:
l'attuale situazione finanziaria della Regione impone di
procedere ad una riduzione degli sprechi e ad un significativo
contenimento della spesa pubblica;
la nomina di altri nove dirigenti esterni, con stipendi superiori
ai 200 mila euro l'anno, appare assolutamente inopportuna e, in
qualche caso, di dubbia legittimità;
è quantomeno singolare che tra i 20 mila dipendenti regionali e i
2.245 dirigenti non ci siano le professionalità necessarie e si
debba ricorrere a soggetti esterni con un conseguente aggravio
della spesa pubblica;
alcuni direttori generali, ancora contrattualizzati, sono a
disposizione dell'Amministrazione regionale senza un incarico
specifico ed altri sono titolari ad interim di più dipartimenti;
considerato che:
la Corte dei conti, nel 2008, ha effettuato un'indagine sui
requisiti dei dirigenti esterni nominati dalla Regione, rilevando
che alcuni di questi non avevano i titoli professionali previsti
dalla legge per svolgere l'incarico di direttore generale;
l'Ufficio legislativo e legale della Regione siciliana, con il
parere dell'8 gennaio 2010, ha comunicato che nelle recenti nomine
di dirigenti esterni non è stata rispettata la normativa vigente
e, in particolare, quella riguardante la possibilità di fare
ricorso ai dirigenti esterni soltanto in assenza di
professionalità adeguate all'interno dell'ente;
considerato ancora che:
il decreto legislativo n. 150/2009 e la direttiva presidenziale
del 3 marzo 2009 prevedono la pubblicazione dei curricula e delle
retribuzioni dei dirigenti;
tali princìpi sono rimasti inapplicati sia in occasione delle
nomine dei dirigenti generali della Regione effettuate nel 2008
sia in quelle più recenti;
ritenuto che la mancata pubblicazione dei curricula dei dirigenti
nominati impedisce di fatto un reale controllo del possesso dei
cinque anni di esperienza professionale qualificata e specifica;
per sapere:
se siano stati rispettati i principi di buon andamento della
pubblica amministrazione;
se si sia procurato un danno erariale alla Regione;
se, in presenza di norme cogenti ed in una situazione di crisi
economica, verranno ratificati i contratti ai dirigenti generali
esterni pur esistendo notevoli professionalità interne, che
verrebbero così mortificate;
se, in conseguenza di quanto previsto dalla legge, le delibere di
nomina dei dirigenti generali verranno revocate;
se verranno valorizzate le professionalità esistenti all'interno
della Regione siciliana non solo per le figure apicali di
dirigente generale, ma anche per la composizione degli uffici di
gabinetto, in quanto con quasi 20.000 dipendenti non appare
lecito, quantomeno sul piano etico, ricorrere a contratti con
esterni spesso senza alcuna qualificazione professionale
specifica;
se saranno pubblicati sul sito della Regione siciliana i compensi
di tutti i dirigenti ed in particolare dei dirigenti generali
nonché il relativo curriculum;
quali iniziative reali e concrete saranno adottate per rendere
effettivo il diritto di accesso e la conoscenza dell'attività
dell'Amministrazione regionale». (972)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
BARBAGALLO-MATTARELLA-DONEGANI
FERRARA-LUPO-DI BENEDETTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che l'applicazione della riforma del sistema sanitario,
entrata in vigore per legge dall'1 settembre 2009, ha determinato
la decadenza dei collegi sindacali delle aziende sanitarie
provinciali;
ricordato che il collegio sindacale è organo dell'azienda e
adempie ad alcuni essenziali compiti tra cui quelli della verifica
sull'amministrazione dell'azienda sotto il profilo economico,
della vigilanza sull'osservanza delle leggi, degli accertamenti
sulla tenuta della contabilità, della conformità del bilancio alle
risultanze delle scritture contabili con le relative verifiche
periodiche di cassa;
considerato che per la definizione della composizione dei collegi
sindacali delle aziende sanitarie di attende la sola nomina di
competenza dell'Assessore preposto al ramo;
sottolineato che le nuove aziende ospedaliere hanno conseguito la
piena operatività da diversi mesi ormai, restando però
inspiegabilmente bloccate tutte le attività inerenti i collegi
sindacali a causa delle mancate indicazioni da parte del Governo
regionale;
per sapere:
quali siano i motivi che impediscano al Governo regionale di
rendere operativi e pienamente efficaci i collegi sindacali delle
aziende sanitarie provinciali della nostra Regione;
in che tempi ritengano di dover provvedere al completamento
dell'importante organo di controllo sanitario provinciale». (973)
(Gli interroganti chiedono risposta
scritta con urgenza)
BOSCO-TORREGROSSA-CORONA
LEONTINI-LIMOLI-
D'ASERO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, premesso che:
la strada statale 115 sud occidentale sicula rappresenta la
principale arteria di collegamento tra la città di Vittoria e la
città di Comiso (RG), su cui insistono gli ingressi di diversi
opifici, case di civile abitazione e ipermercati;
in data 26 giugno 2009, gli addetti dell'ANAS, attraverso
l'applicazione della linea continua dal km 303,100 per circa 2 km,
hanno di fatto chiuso gli accessi a tutte le aziende e alle case
di civile abitazione, privando di fatto i rispettivi proprietari
di poter recarsi presso tali luoghi, senza aver mai notificato
ufficialmente alcun avviso o invito ad un tavolo tecnico e di
concertazione per risolvere il problema venutosi a creare;
la Polizia stradale, a far data dal 26 giugno 2009, ha diffidato,
attraverso l'elevazione di diverse contravvenzioni, tutti coloro
che si recavano nelle proprie abitazioni e nelle rispettive
aziende, in quanto tali accessi erano reputati pericolosi, e
provveduto ad eliminare o murare tali accessi;
le aziende che hanno gli accessi sulla s.s. 115 sono circa 60,
con circa 1000 dipendenti, e da quando è stata apposta la linea
bianca continua si stanno verificando problemi economici dati
dall'impossibilità di fatto di svolgere la loro attività con
conseguenti mancati guadagni che potrebbero mandare in crisi tali
aziende;
le aziende e gli abitanti della zona interessata hanno più volte
chiesto alle istituzioni locali e al prefetto di Ragusa un
incontro per risolvere questo importante problema sia di carattere
economico sia di sicurezza stradale;
per sapere se intendano procedere alla convocazione di una
conferenza di servizi, con tutti gli enti competenti ed
interessati e con l'opportuna presenza del Prefetto di Ragusa, per
poter risolvere la problematica, riuscendo a far coincidere le
esigenze di sicurezza di tutti gli utilizzatori della s.s. 115, i
diritti dei cittadini di poter recarsi regolarmente nelle proprie
abitazioni e gli interessi economici delle aziende interessate».
(977)
(L'interrogante chiede risposta scritta
con urgenza)
INCARDONA
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
numero 172 «Iniziative per il rinnovo del progetto 'Un modello per
la rete regionale del welfare' a valere sulle risorse del Fondo
nazionale politiche sociali (legge n. 328 del 2000)», degli
onorevoli Vinciullo, Pogliese, Falcone e Caputo, presentata il 19
gennaio 2010;
numero 173 «Iniziative urgenti volte alla tutela dei lavoratori
del call center della società 'Phonemedia' nella sede di Trapani»,
degli onorevoli Lo Giudice, Cintola, Maira, Cascio Salvatore, Dina,
Ragusa, Savona e Oddo, presentata il 20 gennaio 2010. Ne do
lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
con la legge n. 328 del 2000 (legge-quadro per la realizzazione
del sistema integrato di interventi e servizi sociali) la
Repubblica assicura alle persone e alle famiglie un sistema
integrato di interventi e servizi sociali; promuove interventi per
garantire la qualità della vita, pari opportunità, non
discriminazione e diritti di cittadinanza; previene, elimina o
riduce le condizioni di disabilità, di bisogno e di disagio
individuale e familiare, derivanti da inadeguatezza di reddito,
difficoltà sociali e condizioni di non autonomia, in coerenza con
gli articoli 2, 3 e 38 della Costituzione;
la legge n. 328 del 2000 pone in essere una riforma
dell'organizzazione dei servizi socio-sanitari mediante il ricorso
alla gestione associata dei servizi a livello distrettuale ed alla
programmazione negoziata quale procedura per la programmazione ed
il monitoraggio degli interventi ricadenti nei piani di zona;
preso atto che:
la Regione siciliana, sin dalla fase di recepimento ed attuazione
della legge n. 328 del 2000 ha riscontrato numerose problematiche
afferenti all'implementazione di un sistema di rete che sovrintenda
all'operato dei distretti socio-sanitari e risponda ai bisogni
dell'utenza;
le motivazioni che hanno ostacolato il raggiungimento di tale
'networking' risiedono nella scarsa diffusione della nuova cultura
organizzativa di 'Governance multilivello' così come previsto dalla
legge n. 328 del 2000, nella mancanza di un reale coinvolgimento
attivo di partner socio - economico territoriali e nella
realizzazione di valide azioni di progettazione sociale e di
monitoraggio quali quantitativo del processo e/o dei servizi;
la scadenza del 31 dicembre 2009 per l'affidamento della
programmazione dei servizi socio-sanitari del riequilibrio
economico temporale non è stata rispettata nella quasi totalità dei
distretti socio-sanitari siciliani, cosicché si è determinato un
considerevole arretrato di spesa che cagiona nocumento all'utenza e
allo sviluppo sociale dei territori;
considerato che:
l'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e
del lavoro ha affidato al Centro internazionale per l'addestramento
professionale integrato (C.I.A.P.I.) di Priolo Gargallo (SR) in
'house providing' il progetto 'Un modello per la rete regionale del
welfare' con risorse a valere sul piano regionale per la formazione
e l'aggiornamento del personale addetto alle attività sociali con
la quota del 9% del Fondo nazionale delle politiche sociali;
l'obiettivo del progetto è sostenere l'attuazione della riforma
del 'welfare' regionale attraverso la creazione, a livello centrale
e periferico, di un assetto organizzativo, di risorse umane e di
servizi atti a sciogliere i nodi che hanno condizionato
negativamente la capacità dei distretti sociosanitari di attivare
tutti i dispositivi previsti dalla l. n. 328 del 2000;
all'interno di tale macroprogetto ha rivestito un ruolo nodale la
previsione e l'inserimento nei 55 distretti socio-sanitari dei
'facilitatori territoriali' che hanno svolto la funzione di
intermediari tra il dipartimento regionale della famiglia, delle
politiche sociali e le amministrazioni distrettuali, fornendo
consulenza specialistica, mediazione dei processi di concertazione
locale ed affiancamento dei 'Gruppi Piano', così come previsto
anche dal decreto del Presidente della Regione siciliana 2 marzo
2009 'Programma regionale delle politiche sociali e socio-sanitarie
2010- 2012';
il facilitatore territoriale è una figura professionale di grande
e profondo impatto sociale, che si impone oggi quale punto di
riferimento nel contesto socio-sanitario di un nuovo modello per
una rete regionale del 'welfare' siciliano, avendo contribuito ad
alimentare la circolazione della cultura e delle informazioni,
promuovendo lo sviluppo e l'affermazione di un sistema di
responsabilità condivise tra tutti gli attori e avendo cooperato ad
accorciare le distanze tra l'Ufficio Piano, i distretti, gli attori
sociali, mediante la creazione di un canale di comunicazione e di
scambio continuo, risolvendo problemi di interrelazione ed
integrazione verticale ed orizzontale;
è in corso di avvio la nuova programmazione dei servizi
sociosanitari 2010/2012;
il 4 marzo 2010 cesseranno i contratti di lavoro a progetto dei 55
facilitatori territoriali, cagionando così un'interruzione di un
servizio di primaria rilevanza nell'ambito dell'assistenza tecnica
ai distretti sociosanitari,
impegna il Governo della Regione
ad intervenire, con l'urgenza del caso, per procedere al rinnovo
dell'azione inerente al ruolo dei facilitatori territoriali
nell'ambito del progetto affidato in 'house providing'. Al CIAPI di
Priolo Gargallo, denominato 'Un modello per la rete regionale del
welfare' tale intervento consentirà di dare continuità alla figura
e al ruolo dei facilitatori territoriali, di consolidare la rete
integrata dei servizi socio-sanitari, che è tuttora 'in fieri', e
di attuare una programmazione e gestione dei servizi socio -
sanitari quanto più ispirata ai criteri dell'efficacia,
dell'efficienza, dell'economicità e della partecipazione negoziata
con tutti gli 'stakeholders' territoriali». (172)
VINCIULLO-POGLIESE-FALCONE-
CAPUTO
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
dal 13 gennaio di quest'anno un gruppo di dipendenti della
'Phonemedia' che lavorano in due call center di Trapani, allocati
presso la sede della società 'Multimedia Planet', hanno occupato i
locali di lavoro, lamentando il mancato pagamento di 4 mensilità;
il call center della società 'Phonemedia' occupa allo stato
attuale 920 lavoratori: 650 a tempo determinato ed indeterminato, i
rimanenti con contratti a progetto;
il call center è rimasto operativo fino al 31 dicembre 2009. Da
allora le commesse di lavoro sono state dirottate verso altre
società e il management del gruppo 'Phonemedia' è letteralmente
scomparso;
la 'Phonemedia' nel luglio del 2009 è stata acquisita da una
multinazionale inglese, il 'Gruppo Omega s.p.a.', noto alle
cronache giornalistiche per una serie di fallimenti di società
riconducibili alla stessa multinazionale;
la 'Phonemedia' ha comunicato ai dipendenti che non era
praticabile il ricorso alla cassa integrazione guadagni, né ai
cosiddetti 'contratti di solidarietà';
i dipendenti del gruppo 'Phonemedia' hanno denunciato che negli
anni, attraverso il classico intreccio delle scatole cinesi,
sarebbero passati di volta in volta alle dipendenze di diverse
società, ipotizzando che fosse un espediente per consentire
l'utilizzo di specifiche agevolazioni da parte della Regione
siciliana;
ritenuto che:
un'eventuale chiusura del call center di Trapani con il
consequenziale licenziamento dei dipendenti provocherebbe gravi
ripercussioni sull'economia cittadina;
la maggior parte dei lavoratori del call center sono sposati con
figli a carico,
impegna il Governo della Regione
a verificare presso il Ministero dello sviluppo economico quali
circostanze impediscano l'utilizzo dei cosiddetti 'ammortizzatori
sociali' per questi lavoratori;
a verificare se la società 'Phonemedia' e comunque le società che
fino ad oggi si sono succedute nella gestione del call center di
Trapani, abbiano usufruito di agevolazioni di natura contributiva,
fiscale e previdenziale da parte della Regione siciliana». (173)
LO GIUDICE-CINTOLA-MAIRA-CASCIO S.-DINA-RAGUSA- SAVONA-ODDO
Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno della
seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.
Comunicazione relativa alla mozione numero 166
PRESIDENTE. Comunico che, con nota pervenuta alla Segreteria
generale il 20 gennaio 2010 e protocollata al numero 727/Aula Pg
del 21 gennaio successivo, l'onorevole Oddo, primo firmatario della
mozione numero 166, rettificando un refuso contenuto nel testo
depositato, ha apportato una modifica consistente nella
sostituzione, al quinto inciso della parte motiva, della parola
radiodiagnostica' con l'altra: 'medicina nucleare'.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa all'ordine del giorno numero 229
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito di coordinamento finale, il
titolo dell'ordine del giorno numero 229, approvato nella seduta
numero 133 del 19-20 gennaio 2010, è il seguente: Iniziative a
salvaguardia dei dirigenti scolastici assunti in Sicilia a seguito
di corso-concorso bandito nel 2004 .
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di decreti di nomina di componente di Commissione
PRESIDENTE. Comunico che, con D.P.A. numero 6 del 26 gennaio 2010,
l'onorevole Francesco Calanducci è nominato componente della VI
Commissione legislativa permanente Servizi sociali e sanitari' in
sostituzione dell'onorevole Orazio D'Antoni, dichiarato
ineleggibile alla carica di deputato regionale. Ne do lettura:
«I L P R E S I D E N T E
CONSIDERATO che, a seguito della dichiarazione di ineleggibilità
dell'onorevole Orazio D'Antoni alla carica di deputato regionale,
di cui l'Assemblea ha preso atto nella seduta n. 129 del 29
dicembre 2009, risulta vacante il seggio dallo stesso ricoperto
nella VI Commissione legislativa permanente Servizi sociali e
sanitari';
CONSIDERATO che occorre procedere alla relativa sostituzione;
VISTA la designazione del Gruppo parlamentare MPA' al quale
l'onorevole Orazio D'Antoni apparteneva;
VISTO il Regolamento interno,
D E C R E T A
l'onorevole Francesco CALANDUCCI è nominato componente della VI
Commissione legislativa permanente Servizi sociali e sanitari' in
sostituzione dell'onorevole Orazio D'Antoni, dichiarato
ineleggibile alla carica di deputato regionale.
Palermo, 26 gennaio 2010».
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che, con D.P.A. numero 7 del 26 gennaio 2010, l'onorevole
Francesco Calanducci è nominato componente della Commissione
parlamentare di inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia in
Sicilia' in sostituzione dell'onorevole Orazio D'Antoni, dichiarato
ineleggibile alla carica di deputato regionale. Ne do lettura:
«I L P R E S I D E N T E
CONSIDERATO che, a seguito della dichiarazione di ineleggibilità
dell'onorevole Orazio D'Antoni alla carica di deputato regionale,
di cui l'Assemblea ha preso atto nella seduta n. 129 del 29
dicembre 2009, risulta vacante il seggio dallo stesso ricoperto
nella Commissione parlamentare di inchiesta e vigilanza sul
fenomeno della mafia in Sicilia';
CONSIDERATO che occorre procedere alla relativa sostituzione;
VISTA la designazione del Gruppo parlamentare MPA' al quale
l'onorevole Orazio D'Antoni apparteneva;
VISTO il Regolamento interno,
D E C R E T A
l'onorevole Francesco CALANDUCCI è nominato componente della
Commissione parlamentare di inchiesta e vigilanza sul fenomeno
della mafia in Sicilia' in sostituzione dell'onorevole Orazio
D'Antoni, dichiarato ineleggibile alla carica di deputato
regionale.
Palermo, 26 gennaio 2010».
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che, con D.P.A. numero 8 del 26 gennaio 2010, l'onorevole
Francesco Calanducci è nominato componente della Commissione
speciale per la revisione e l'attuazione dello Statuto della
Regione' in sostituzione dell'onorevole Orazio D'Antoni, dichiarato
ineleggibile alla carica di deputato regionale. Ne do lettura:
«I L P R E S I D E N T E
CONSIDERATO che, a seguito della dichiarazione di ineleggibilità
dell'onorevole Orazio D'Antoni alla carica di deputato regionale,
di cui l'Assemblea ha preso atto nella seduta n. 129 del 29
dicembre 2009, risulta vacante il seggio dallo stesso ricoperto
nella Commissione speciale per la revisione e l'attuazione dello
Statuto della Regione';
CONSIDERATO che occorre procedere alla relativa sostituzione;
VISTA la designazione del Gruppo parlamentare MPA' al quale
l'onorevole Orazio D'Antoni apparteneva;
VISTO il Regolamento interno,
D E C R E T A
l'onorevole Francesco CALANDUCCI è nominato componente della
Commissione speciale per la revisione e l'attuazione dello
Statuto della Regione' in sostituzione dell'onorevole Orazio
D'Antoni, dichiarato ineleggibile alla carica di deputato
regionale.
Palermo, 26 gennaio 2010».
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, essendo in corso una riunione del Gruppo
parlamentare UDC, sospendo la seduta avvertendo che riprenderà alle
ore 18.00.
(La seduta, sospesa alle ore 17.51, è ripresa alle ore 18.03)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Formica
Seguito dell'esame del disegno di legge «Istituzione delle
Unità operative delle professioni sanitarie» (151/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito dell'esame del disegno di legge numero
151/A «Istituzione delle Unità operative delle professioni
sanitarie», posto al numero 1).
Invito i componenti la VI Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Dichiaro aperta la discussione generale.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa la
discussione generale e pongo in votazione il passaggio all'esame
degli articoli. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1
Istituzione delle Unità Operative delle professioni sanitarie
infermieristiche ed ostetriche, riabilitative, tecnico-sanitarie e
tecniche della prevenzione
1. Le aziende del Servizio sanitario regionale, con l'atto
aziendale di cui all'articolo 9 della legge regionale 14 aprile
2009, n. 5, istituiscono in seno alla direzione aziendale, quali
strutture di staff, le Unità operative di seguito elencate,
stabilendo i criteri e le modalità per la loro trasformazione in
strutture complesse secondo quanto previsto dal comma 3:
a) Unità Operativa delle professioni sanitarie infermieristiche e
ostetriche;
b) Unità Operativa delle professioni sanitarie di riabilitazione;
c) Unità Operativa delle professioni tecnico-sanitarie;
d) Unità Operativa delle professioni tecniche di prevenzione,
vigilanza ed ispezione.
2. I Direttori generali delle Aziende del Servizio sanitario
regionale con apposito atto assicurano l'operatività delle Unità
Operative nel rispetto delle competenze e delle responsabilità
previste dalle vigenti disposizioni normative e contrattuali per le
professioni sanitarie di cui al comma l.
3. Qualora le Aziende del Servizio sanitario regionale ravvisino,
a fronte di una maggiore complessità, specifiche esigenze
organizzative una o più delle Unità operative di cui al comma 1
possono essere trasformate, nel rispetto dei criteri stabiliti
dall'atto aziendale, in altrettante strutture complesse, mantenendo
la suddivisione delle quattro aree professionali.
4. Per le finalità del presente articolo le Aziende del Servizio
sanitario regionale operano con modificazioni compensative delle
relative piante organiche e senza oneri aggiuntivi».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli De Benedictis e Cracolici:
emendamento 1.1:
«All'articolo 1, comma 1, dopo le parole Unità operative
aggiungere la parola semplici »;
emendamento 1.2:
«All'articolo 1, comma 1, lettere a), b), c) e d), dopo le parole
Unità operativa , aggiungere la parola semplice ?»;
- dall'onorevole Fiorenza:
emendamento A.1:
« Art. 3 bis
Norma transitoria per la prima fase di applicazione della legge
Possono altresì essere ammessi ai predetti posti, solo in fase
transitoria, prescindendo dall'espletamento della prova
concorsuale, ed in deroga al Dpcm del 25/01/2008 (Gazzetta
Ufficiale 26 febbraio 2008, n. 48), in considerazione del fatto che
i soggetti interessati già svolgono o hanno svolto funzioni
operative:
-coloro ai quali sia stato conferito l'incarico ai sensi e per gli
effetti dell'art. 7 della legge 10 agosto 2000, n. 251, commi 1 e
2;
-coloro ai quali sia stato conferito l'incarico coordinatore dei
corsi di laurea in infermieristica attribuito con atto formale di
data certa;
-coloro che siano titolari, con atto formale e di data certa alla
data del presente decreto, dell'incarico di direttore o di
coordinatore di uno dei corsi di laurea ricompresi nella laurea
specialistica di interesse.
Nel caso siano presenti più aventi diritto nella medesima Azienda
si provvederà ad una selezione interna»;
- dall'onorevole Caronia:
emendamento A.2:
«Le aziende sanitarie regionali e gli istituti di ricovero e cura
a carattere scientifico accreditati pubblici e privati,
istituiscono la direzione infermieristica ed ostetrica e la
direzione delle professioni sanitarie tecniche, riabilitative e
delle professioni tecniche della prevenzione.
La direzione infermieristica ed ostetrica aziendale, si articola
in:
a) Unità Operativa di Assistenza infermieristica ed assistenza
diretta alla persona in ambito ospedaliero;
b) Unità Operativa di Assistenza infermieristica ed assistenza
diretta alla persona in ambito territoriale (ambulatorio
infermieristico);
c) Unità Operativa di Assistenza Ostetrica;
d) Unità Operativa per la Formazione di base e continua del
personale infermieristico ed ostetrico;
e) Unità Operativa per la Ricerca e lo Sviluppo Professionale ed
Organizzativo delle funzioni assistenziali infermieristiche ed
ostetriche».
FIORENZA. Chiedo di parlare sull'emendamento A.1 per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIORENZA Signor Presidente, onorevoli colleghi, preannuncio
formalmente la presentazione di un emendamento a questo disegno di
legge. Nel percorso delle professioni sanitarie va compreso che
bisogna aggiornare e confermare che le posizioni degli attuali
dirigenti e coordinatori titolari garantiscono la trasformazione
del ruolo di direttore di unità operative delle professioni
sanitarie in riferimento al disegno di legge in discussione.
In particolare, l'evoluzione della normativa che riguarda la
dirigenza infermieristica ha inizio con l'istituzione delle prime
scuole per dirigenti dell'assistenza infermieristica, chiamati
DAI', risalente al 1965 ed il loro conseguente inserimento
all'interno del sistema sanitario nazionale come figure di
operatori dirigenti per la gestione delle risorse umane e,
successivamente, dei direttori delle specifiche scuole per
l'organizzazione delle attività didattico-formative.
A distanza di tempo, con l'emanazione di alcune normative di
fondamentale importanza per la crescita delle professioni sanitarie
- come quella della legge numero 251 del 10 agosto del 2000 che
disciplina le professioni sanitarie infermieristiche, tecniche,
della riabilitazione e della prevenzione, nonché della professione
ostetrica -, viene sancita la dirigenza infermieristica e vengono
individuate le norme relative alla loro istituzione, in seguito
alla disattivazione dei corsi per docenti e dirigenti
dell'assistenza infermieristica.
In una fase successiva, l'attivazione della laurea specialistica
che ha sostituito le scuole preesistenti a sostegno dei titolari
dei ruoli dirigenziali ha previsto e prevede ancora oggi l'ingresso
in deroga alla programmazione nazionale come, ulteriormente, fu
stabilito dall'articolo 2 di quel decreto ministeriale datato 16
luglio 2009 e che parla delle modalità e dei contenuti delle prove
di ammissione ai corsi di accesso programmato di laurea
specialistica delle professioni sanitarie, per il 2009 e il 2010.
Ciò ha consentito alle figure precedentemente citate di continuare
a svolgere le proprie funzioni.
Credo, pertanto, che si reputi necessario considerare l'excursus
storico di queste figure professionali e che l'orientamento della
normativa nazionale tenda, in fase transitoria, a garantire una
deroga all'ingresso alla funzione di dirigente delle unità
operative professioni sanitarie.
Da un'analisi sul territorio che ha coinvolto i tre atenei
siciliani e le nove province della nostra Regione, quindi, è stato
possibile rilevare come, rispetto alla vasta popolazione delle
professioni sanitarie, all'interno della deroga, rientri solo ed
esclusivamente un esiguo numero corrispondente a circa trenta
operatori. Cosa vuol dire questo?
Vuol dire che, sul territorio regionale, trenta professionisti già
operano in questo settore, hanno avuto incarichi di dirigenza di
unità operative semplici e, in alcuni casi, anche complesse e che,
pertanto, tale ruolo è stato già istituito.
Si tratta, pertanto, di individuare un percorso tra le norme
transitorie che possa prevedere che questi professionisti
continuino, con una norma transitoria, ad avere diritto,
all'interno della stessa azienda, ad una selezione per lo meno
interna.
RUSSO, assessore per la salute. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, sull'emendamento c'è il parere contrario del Governo che
intende motivare questa posizione.
In sede di discussione in Commissione, ci siamo posti la questione
della gestione della fase transitoria che abbiamo ritenuto di
normare prevedendo il terzo comma dell'articolo 3 che disciplina
esattamente la fase di transizione verso quella che, alla luce dei
commi 1 e 2, dovrebbe essere la fase a regime.
L'emendamento proposto presenta, ictu oculi, delle evidenti lacune
anche sotto il profilo del dettato costituzionale perché si
vorrebbe derogare - sebbene in via transitoria - all'espletamento
del pubblico concorso, per cui, ove approvato, la legge
incorrerebbe nei rilievi del Commissario dello Stato. Queste sono
le ragioni per le quali il Governo esprime parere contrario.
PRESIDENTE. Onorevole Fiorenza, la invito a ritirare l'emendamento
A.1, anche perché in contrasto, secondo quanto sostengono gli
uffici, con una serie di norme nazionali. Diversamente, sarò
costretto a dichiararlo inammissibile.
FIORENZA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.1.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
precisare che gli emendamenti non hanno natura sostanziale ma
servono semplicemente a rendere più scorrevole, a mio avviso, il
testo. In realtà, però, non sono modificativi della natura
dell'articolo, ma credo che ne agevolino la comprensione e la
lettura.
Così come, all'interno dello stesso articolo, al comma 2, mi
permetto di segnalare l'opportunità, laddove si dice che le
aziende del servizio sanitario regionale, con proprio atto,
assicurano l'operatività delle unità operative' - di correggere, in
fase di coordinamento, la parola operatività' con la parola
funzionalità' delle unità operative.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.1. Il parere del
Governo?
RUSSO, assessore per la salute. Signor Presidente, il parere è
contrario perché le precisazioni appaiono superflue in quanto, dal
tenore letterale e dal senso del dettato normativo, si comprende
perfettamente che, al comma 1 ed alle lettere a), b), c) e d), il
riferimento alla struttura semplice e sostanziale è immanente
perché il comma 1 rinvia poi al comma 3 per la trasformazione in
strutture complesse; ergo, si tratta di struttura semplice ed è
noto, peraltro, che le strutture di staff sono soltanto strutture
semplici. Sarebbe un appesantimento. Ribadisco, quindi, che il
parere è contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.2. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la salute. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
L'emendamento A.2 è inammissibile perché comporta spesa.
Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Funzioni delle Unità Operative
1. Le Unità Operative di cui all'articolo 1 curano l'espletamento
delle funzioni previste dalle norme istitutive dei relativi profili
professionali e l'ottemperanza agli specifici codici deontologici
ed agli ordinamenti didattici utilizzando metodologie di
pianificazione per il raggiungimento di obiettivi di assistenza e
prevenzione, così come previsto dalla legge 10 agosto 2000, n. 251.
2. Le Unità Operative di cui all'articolo 1 partecipano alla
individuazione ed alla realizzazione degli obiettivi dell'Azienda
sanitaria di appartenenza concorrendo ad assicurare, in
particolare, la programmazione, direzione e gestione delle relative
risorse umane nel rispetto dei criteri che sono previsti con
apposito decreto dell'Assessore regionale per la sanità, da emanare
previo parere della competente Commissione legislativa
dell'Assemblea regionale siciliana».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3
Direzione delle Unità Operative
1. La procedura concorsuale ed i requisiti previsti per l'accesso
alla qualifica unica di dirigente delle professioni sanitarie, nel
numero dei posti indicato nella dotazione organica di ciascuna
Azienda, sono quelli previsti dalla vigente normativa.
2. Il conferimento dell'incarico di direzione dell'Unità Operativa
delle professioni sanitarie avviene nel rispetto delle vigenti
disposizioni normative e contrattuali in materia di conferimento di
incarichi di struttura a dirigenti del ruolo sanitario.
3. Nelle more dell'espletamento delle procedure selettive previste
dalle disposizioni di cui al comma 1, e previa indizione delle
stesse, il conferimento temporaneo dell'incarico di direzione
avviene nel rispetto della normativa vigente in materia di
conferimento di incarichi dirigenziali».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del vicepresidente Formica
Annunzio di presentazione di ordini del giorno e votazione
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini
del giorno:
n. 243 «Mantenimento in servizio dei medici veterinari del
Servizio Sanitario Regionale esclusi dal D.A. del 4 settembre
2009», dell'onorevole Lentini;
n. 244 «Estensione delle previsioni del D.A. del 4/9/2009 ai
medici veterinari dell'Istituto Zooprofilattico sperimentale
A.Mirri'», dell'onorevole Lentini;
n. 248 «Reclutamento di personale a tempo indeterminato nelle
strutture sanitarie regionali», degli onorevoli Panarello, De
Benedictis, Digiacomo, Marziano, Donegani, Picciolo e Vinciullo.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
nell'ambito del Servizio sanitario regionale (S.S.R.) operano
medici veterinari liberi professionisti, la cui attività
contribuisce all'erogazione di servizi inclusi nei livelli
essenziali di assistenza (L.E.A.);
l'articolo 2 nonies della legge 26 maggio 2004, n. 138 prevede che
i contratti del personale sanitario a rapporto convenzionale siano
garantiti sull'intero territorio nazionale secondo convenzioni
conformi agli accordi stipulati mediante contrattazione collettiva;
la sopracitata contrattazione collettiva, con riferimento alla
norma finale n. 6 dell'accordo di contratto nazionale (A.C.N.) del
23 marzo 2005 ed agli accordi di applicazione e rinnovo (A.C.N. 1
marzo 2006 e rinnovo del 29 luglio 2009) ha previsto la
trasformazione dei preesistenti contratti di diritto privato in
contratti a tempo indeterminato per i medici veterinari in possesso
di alcuni requisiti;
considerato che:
l'ex Assessorato regionale della sanità ha proceduto, in data 23
aprile 2009, a stipulare un accordo con le organizzazioni sindacali
onde dare attuazione alle previsioni della sopra citata normativa;
in tale sede si è convenuto di procedere alla trasformazione dei
contratti di diritto privato in essere alla data del 7 marzo 2007;
atteso che:
l'Assessore regionale per la sanità pro tempore ha provveduto, con
decreto del 4 settembre 2009, a dare attuazione all'accordo di cui
sopra;
alcuni medici veterinari, con contratti di diritto privato, sono
entrati in attività per il S.S.R. in data successiva al 7 marzo
2007, non rientrando perciò nelle previsioni di cui al sopracitato
accordo, come si evince dalla dichiarazione a verbale congiunta
delle organizzazioni sindacali;
un ulteriore gruppo di medici veterinari, pur essendo entrati in
servizio anteriormente al 7 marzo 2007, non ha maturato gli
ulteriori requisiti richiesti;
ritenuto che sia opportuno, al fine di garantire la continuità dei
servizi, tutelare i livelli occupazionali e non disperdere le
professionalità acquisite, prevedere una qualche forma di
salvaguardia per i veterinari di cui sopra, anche al fine di
evitare eccessive disparità di trattamento e potenziali
contenziosi,
impegna il Governo della Regione
ad attivare tutte le idonee ed opportune iniziative per l'adozione
di misure transitorie di salvaguardia per il mantenimento in
servizio, anche con contratti a tempo determinato, dei medici
veterinari del Servizio sanitario regionale che non rientrino nelle
previsioni del decreto assessoriale 4 settembre 2009». (243)
LENTINI
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
presso l'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sicilia
(I.Z.S.S.) 'A.Mirri' operano medici veterinari liberi
professionisti, la cui attività contribuisce all'erogazione di
servizi inclusi nei livelli essenziali di assistenza (L.E.A.), con
contratti di lavoro atipici (collaborazioni coordinate e a
progetto, progetti di ricerca, ecc.);
l'articolo 2 nonies della legge 26 maggio 2004 n. 138 prevede che
i contratti del personale sanitario a rapporto convenzionale siano
garantiti sull'intero territorio nazionale secondo convenzioni
conformi agli accordi stipulati mediante contrattazione collettiva;
la sopracitata contrattazione collettiva, con riferimento alla
norma finale n. 6 dell'accordo di contratto nazionale (A.C.N.) del
23 marzo 2005 ed agli accordi di applicazione e rinnovo (A.C.N. 1
marzo 2006 e rinnovo del 29 luglio 2009) ha previsto la
trasformazione dei preesistenti contratti di diritto privato in
contratti a tempo indeterminato per i medici veterinari in possesso
di alcuni requisiti;
considerato che:
l'ex Assessorato regionale della sanità ha proceduto, in data 23
aprile 2009, a stipulare un accordo con le organizzazioni sindacali
onde dare attuazione alle previsioni della sopra citata normativa;
in tale sede si è convenuto di procedere alla trasformazione dei
contratti di diritto privato in essere alla data del 7 marzo 2007;
atteso che:
l'Assessore regionale per la sanità pro tempore ha provveduto, con
decreto del 4 settembre 2009, a dare attuazione all'accordo di cui
sopra;
nel citato decreto vengono esclusi i medici veterinari dell'IZSS a
causa dell'atipicità dei rapporti contrattuali, pur essendo gli
stessi in possesso degli ulteriori requisiti previsti;
la trasformazione dei contratti, ai sensi delle normative sopra
richiamate, non comporta nuovi e/o ulteriori oneri a carico della
Regione e degli enti;
ritenuto che sia opportuno, al fine di garantire la continuità dei
servizi, tutelare i livelli occupazionali e non disperdere le
professionalità acquisite, prevedere idonee forme di salvaguardia
per i veterinari di cui sopra, anche al fine di evitare disparità
di trattamento rispetto ai colleghi diversamente contrattualizzati
presso le ex Aziende sanitarie ed i potenziali contenziosi che ne
deriverebbero,
impegna il Governo della Regione
ad attivare tutte le idonee ed opportune iniziative per
l'estensione ai medici veterinari in servizio presso l'Istituto
zooprofilattico sperimentale della Sicilia 'A.Mirri' delle
previsioni di cui al decreto assessoriale 4 settembre 2009». (244)
LENTINI
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che nelle strutture sanitarie pubbliche, territoriali e
ospedaliere, da molti anni non si effettuano concorsi per il
reclutamento di personale a tempo indeterminato;
considerato che:
i vuoti di organico determinatisi sono stati coperti utilizzando
lavoratori assunti a tempo determinato;
si è progressivamente formata una vasta area di precariato
(diverse migliaia in tutta la Regione);
tale condizione di precarietà penalizza i lavoratori e si riflette
negativamente sulla funzionalità dei servizi sanitari;
le procedure di stabilizzazione che si stanno completando in
queste settimane, riservate esclusivamente al personale paramedico,
servono a coprire solo il 50% delle carenze di organico;
dalla stabilizzazione è stato escluso il personale dirigenziale
(medici, farmacisti, psicologi, biologi, amministrativi, etc.),
accentuando tra queste categorie, che svolgono una funzione
essenziale nel servizio sanitario, i vuoti di organico e la
quantità di lavoro precario;
siffatta situazione ha indotto l'Assemblea regionale siciliana ad
approvare, il 25 marzo 2009, l'ordine del giorno n. 98, che impegna
il Governo a mettere in atto i provvedimenti necessari per superare
la condizione di precarietà di queste figure professionali;
il Governo nazionale, contraddicendo le legittime aspettative dei
lavoratori precari ad essere assunti con procedure rapide e
trasparenti, ha soppresso le norme che consentivano l'accesso alla
pubblica Amministrazione attraverso la stabilizzazione;
non è accettabile che si continui a frustrare le aspirazioni ad un
lavoro stabile, impedendo una maggiore efficienza nell'erogazione
delle prestazioni sanitarie ai cittadini,
impegna il Governo della Regione
a porre in essere presso le aziende sanitarie provinciali ed
ospedaliere tutte le iniziative possibili perché, definite
rapidamente le piante organiche, vengano urgentemente banditi
concorsi per il reclutamento a tempo indeterminato del personale
necessario per sopperire alle carenze ed assicurare i servizi
sanitari previsti dalle leggi vigenti;
a predisporre idonee misure, quali il superamento degli eventuali
test preselettivi ed un punteggio specifico per il servizio
prestato nelle strutture sanitarie pubbliche regionali, allo scopo
di consentire un adeguato riconoscimento ai precari (che operano da
anni nella sanità pubblica con dedizione e professionalità) in
grado di assicurare una prospettiva di lavoro a tempo
indeterminato». (248)
PANARELLO-DE BENEDICTIS-DI GIACOMO-MARZIANO-DONEGANI
Si passa all'ordine del giorno numero 243.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la salute. Il Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 244.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la salute. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 248.
PANARELLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
Assessore per la sanità, onorevoli colleghi, l'ordine del giorno
che ho presentato, insieme ad altri colleghi, parte dal presupposto
che le politiche sanitarie attuate nel corso di questi mesi, in
vigenza del piano di rientro, hanno determinato insieme ad una
riduzione del deficit finanziario anche il blocco dei concorsi ed
una forte carenza di personale a tempo indeterminato.
Con l'ordine del giorno si richiama questa situazione che
colpisce, in particolare, le categorie dirigenziali che, come
l'Assessore ricorderà, non hanno potuto usufruire delle procedure
di stabilizzazione che, invece, sono state attivate per il
personale paramedico, determinando in queste categorie
professionalizzate, che svolgono un servizio molto importante nelle
aziende sanitarie pubbliche, una condizione di particolare
sofferenza.
Ne hanno sofferto i servizi ospedalieri, ma anche importanti
servizi territoriali. Penso al tema della tutela della salute
mentale che è stata fortemente condizionata dall'impossibilità di
reclutare personale specializzato, medici e, in particolare
psicologici, ma anche altre categorie.
In ogni caso, sia per quanto riguarda queste categorie sia per
quanto riguarda gli infermieri, gli ausiliari e le altre categorie
di personale paramedico, anche se hanno usufruito della
stabilizzazione, come l'Assessore sa, si è potuto stabilizzare solo
il 50 per cento dei posti vacanti nella pianta organica.
Con l'ordine del giorno si chiede all'Assessore e al Governo di
farsi carico, nel momento in cui le Aziende sanitarie siciliane
produrranno gli atti aziendali, di definire contestualmente le
piante organiche e bandire, altrettanto rapidamente, i concorsi
pubblici, dando al personale che ha operato nel corso di questi
anni in condizioni di precarietà un riconoscimento dal punto di
vista del punteggio delle modalità di partecipazione al concorso.
Ritengo che tutto ciò possa avvenire nell'ambito della normativa
vigente dando così la possibilità a tante persone di aspirare
legittimamente ad un posto di lavoro a tempo indeterminato, ma
anche fornendo alle stesse Aziende sanitarie la possibilità di
coprire i propri vuoti di organico e rendere servizi più efficienti
ai cittadini.
PRESIDENTE. Appongo la firma al suo ordine del giorno, onorevole
Panarello.
Comunico che gli onorevoli Apprendi, Dina, Falcone, Mineo e
Rinaldi appongono anch'essi la firma all'ordine del giorno numero
248.
L'Assemblea ne prende atto.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la salute. Il parere è favorevole in ordine
alla prima parte dell'impegno perché, come è noto, tra qualche
settimana le Aziende riceveranno le linee-guida dell'atto aziendale
che sarà il primo passo per procedere alla rilevazione del
fabbisogno dell'organico e alla definizione delle piante organiche.
Successivamente, finalmente potremo dire che in Sicilia si torna ad
assumere con i pubblici concorsi, sulla base di piante organiche
frutto di una rilevazione puntuale del fabbisogno dopo che vi è
stata la riorganizzazione del sistema.
Il parere é, quindi, favorevole - lo ribadisco - sul primo punto.
Sul secondo punto, ovviamente, bisogna conciliare quanto richiesto
dalla normativa in materia di pubblico concorso; quindi, se c'è una
compatibilità, mi rimetto all'Aula o il parere è favorevole. Allo
stato attuale, però, non sono in condizione di dire se possa essere
recepito così come é formulato.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, comprendo le argomentazioni
dell'Assessore e, proprio per questo, vorrei dire che l'ordine del
giorno che abbiamo presentato e che l'onorevole Panarello ha
illustrato è stato verificato, anche in questa parte che
l'Assessore ha citato per ultimo, con gli uffici dell'Assessorato.
Quindi, in relazione ai test preselettivi e, comunque, alle misure
qui indicate che servono a tutelare la professionalità dei precari,
che da anni hanno lavorato, e lavorano, nel servizio sanitario
pubblico e che, dunque, possono godere di questa attenzione, è
assolutamente fattibile, è compatibile con le normative vigenti.
Vorrei confortare, da un lato, il Governo e, soprattutto,
dall'altro, l'Aula, alla quale l'Assessore si è rimesso, sul fatto
che si tratta di procedure sicuramente attivabili perché
compatibili con le procedure previste per legge.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Avverto che la votazione finale del disegno di legge avverrà
successivamente.
Seguito della discussione del disegno di legge «Disciplina
dell'agriturismo in Sicilia» (337/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al seguito della
discussione del disegno di legge n. 337/A «Disciplina
dell'agriturismo in Sicilia», posto al numero 2).
Invito i componenti la III Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Dichiaro aperta la discussione generale.
Comunico che il termine per la presentazione degli emendamenti è
fissato alle ore 20,00 di oggi.
CRACOLICI. Signor Presidente, è possibile fissare il termine per
la presentazione degli emendamenti a domani mattina, alle ore
10.00?
PRESIDENTE. Per consentire la presentazione di ulteriori
emendamenti, avverto che il termine per la presentazione degli
stessi è prorogato alle ore 10.00 di domani, mercoledì 27 gennaio
2010.
La seduta è rinviata a domani, mercoledì, 27 gennaio 2010, alle
ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Formica
I - Comunicazioni
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
n. 172 - Iniziative per il rinnovo del progetto Un modello per
la rete regionale del welfare a valere sulle risorse del Fondo
Nazionale Politiche Sociali (legge 328 del 2000).
VINCIULLO - POGLIESE - FALCONE - CAPUTO
n. 173 - Iniziative urgenti volte alla tutela dei lavoratori del
call center della società Phonemedia nella sede di Trapani.
LO GIUDICE - CINTOLA - MAIRA - CASCIO S. -
DINA - RAGUSA - SAVONA - ODDO
III - Discussione dei disegni di legge:
1) «Disciplina dell'agriturismo in Sicilia» (n. 337/A) (Seguito)
2) «Norme per il sostegno dell'attività edilizia e la
riqualificazione del patrimonio edilizio esistente» (nn. 459-386-
209-394-404/A).
IV - Votazione finale del disegno di legge:
«Istituzione delle Unità operative delle professioni sanitarie»
(n. 151/A).
La seduta è tolta alle ore 18.33
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli