Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
VITRANO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (articolo 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (articolo 127) sono effettuate mediante
procedimento elettronico.
Congedi e missione
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per oggi gli onorevoli:
Bonomo, Cintola, Fiorenza, Lo Giudice.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico, altresì, che l'onorevole Gennuso è in missione, per
ragioni del suo ufficio, dal 17 al 20 febbraio 2010.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute, da parte dell'Assessore
per la salute, le risposte scritte alle seguenti interrogazioni:
- numero 503 «Interventi urgenti per l'attivazione del reparto di
medicina preventiva delle migrazioni presso l'ospedale San Giovanni
di Dio di Agrigento».
- Firmatario: Bosco Antonino;
- numero 518 «Conferimento di incarico di dirigente medico di
ortopedia e traumatologia dell'azienda USL 1 di Agrigento».
- Firmatario: D'Agostino Nicola;
- numero 539 «Revisione delle disposizioni del decreto
assessoriale 29 luglio 2008 relativamente ai dipartimenti di
prevenzione veterinaria».
- Firmatario: Dina Antonino;
- numero 549 «Incremento degli aggregati di spesa per la
specialistica ambulatoriale nella provincia di Messina».
- Firmatario: Picciolo Giuseppe;
- numero 640 «Iniziative per consentire al dottore Maxhuni di
svolgere la propria attività nell'ospedale Villa Sofia (PA)».
- Firmatario: Mattarella Bernardo;
- numero 747 «Notizie circa i criteri adottati nella redazione del
decreto assessoriale n. 01129/09, relativamente alla erogazione
delle prestazioni di riabilitazione in regime di ricovero».
- Firmatario: Picciolo Giuseppe.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- «Aiuti per incentivazione alla creazione di imprese nel comparto
della lavorazione dei materiali provenienti dalla raccolta
differenziata» (numero 513),
- di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Faraone in
data 4 febbraio 2010;
- «Norme per la rivitalizzazione ed il recupero dei centri storici
della Regione» (numero 514),
- di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Gennuso in
data 4 febbraio 2010;
- «Tutela dei lavoratori in occasione di appalti pubblici di
servizi. Modifica dell'articolo 32 della legge regionale numero 7
del 2 agosto 2002» (numero 515),
- di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Adamo,
Aricò, Cristaudo, Currenti, Greco, Incardona, Marinese, Marrocco,
Mineo, Nicotra, Scammacca, Scilla in data 4 febbraio 2010.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle competenti Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- «Norme per il contrasto e la prevenzione della violenza di
genere» (numero 510),
- di iniziativa parlamentare,
- inviato in data 2 febbraio 2010.
BILANCIO (II)
- «Credito d'imposta regionale per l'incremento dell'occupazione»
(numero 512),
- di iniziativa parlamentare,
- inviato in data 5 febbraio 2010,
- PARERE V.
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- «Promozione della ricerca sanitaria» (numero 483),
- di iniziativa governativa,
- inviato in data 2 febbraio 2010;
- «Recepimento della legge 30 marzo 2001, n. 125 Legge quadro in
materia di alcool e problemi alcool correlati'» (numero 489),
- di iniziativa parlamentare,
- inviato in data 3 febbraio 2010,
- PARERE I.
Comunicazione di pareri resi
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti pareri sono stati resi dalla
competente Commissione legislativa:
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- «Linee guida di riorganizzazione dell'attività territoriale ai
sensi dell'articolo 12, comma 8, della legge regionale 14/4/2009,
numero 5 recante Norme per il riordino del servizio sanitario
regionale'» (numero 69/VI),
- reso in data 3 febbraio 2010,
- inviato in data 4 febbraio 2010;
- «Deliberazione numero 539 del 15 dicembre 2009. Relazione di
accompagnamento riguardante l'attuazione dell'obiettivo operativo
6.1.2 del P.O. FESR Sicilia 2007/2013. Linea di intervento 6.1.2.1.
Azioni per l'incremento della dotazione di apparecchiature ad alta
tecnologia nei poli sanitari regionali» (n. 70/VI),
- reso in data 3 febbraio 2010,
- inviato in data 4 febbraio 2010.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
seguenti interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
VITRANO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le attività
produttive,
premesso che la Giunta regionale di Governo ha deliberato di
mantenere in vita l'ente Porto di Messina e di nominare, per la
gestione, un amministratore unico;
considerato che:
con precedenti atti il Governo regionale aveva sancito lo
scioglimento e la messa in liquidazione del predetto ente;
lo scioglimento dell'ente Porto si era reso necessario per
l'esaurimento delle funzioni per le quali era stato costituito;
la messa in liquidazione era stata apprezzata da tutti coloro che
consideravano inopportuna la sopravvivenza di un ente divenuto
'inutile' per carenza di competenze ed ingiustificate le risorse
regionali destinate alla gestione dello stesso;
appare, perciò, incomprensibile le nuova delibera della Giunta che
si configura come una sconcertante retromarcia in relazione alle
scelte precedentemente compiute dal Governo regionale;
le forze sociali, gli operatori del settore e l'opinione pubblica
hanno manifestato comprensibile allarme per una decisione
immotivata che offusca la proclamata volontà del Governo regionale
di eliminare sprechi di risorse regionali;
per sapere:
se non valutino necessario revocare la predetta delibera e
riattivare le procedure di liquidazione dell'ente Porto di Messina;
se non considerino opportuno promuovere tutte le iniziative
necessarie, con adeguate risorse, per bonificare la zona falcata
(promessa mai mantenuta dai precedenti Governi regionali) e
rilanciare il ruolo produttivo delle aree portuali». (993)
PANARELLO
«All'Assessore per territorio e l'ambiente,
premesso che in data 3 settembre 2009 il Comune di Castellammare
del Golfo (TP) inoltrava all'Assessorato Territorio e ambiente
formale richiesta di finanziamento del progetto di consolidamento
del costone roccioso su cui si erge il centro storico in prossimità
del Castello sito in viale Zangara, esposto ad accertato rischio di
gravi fenomeni franosi;
considerato che le persistenti precipitazioni meteorologiche che
si sono abbattute nella Provincia di Trapani hanno aggravato il
rischio di dissesto idrogeologico ed acuito il pericolo di frane e
smottamenti di intere zone prossime ai centri abitati, allarmando
la popolazione locale e sollecitando le amministrazioni locali ad
interventi di messa in sicurezza dei luoghi;
rilevato che:
in riferimento all'oggetto della presente interrogazione, nel mese
di dicembre u.s. si è verificato il crollo di una porzione della
spalla del ponte Castello determinando, in via precauzionale, la
chiusura al transito di veicoli e pedoni nell'intera zona
densamente popolata nonché unica via d'accesso al museo
dell'artigianato e delle arti minori;
l'evento franoso descritto non risulta isolato, ma si aggiunge ad
altro verificatosi il mese di ottobre nella zona di via Fugardi,
che ha gravemente danneggiato veicoli ed immobili, a dimostrazione
che l'intera zona risulta sottoposta a grave rischio idrogeologico
in continua, pericolosa, evoluzione;
per sapere:
le ragioni che avrebbero determinato i ritardi nella concessione
del finanziamento necessario alla realizzazione del progetto di
messa in sicurezza dei luoghi interessati dai fenomeni descritti;
se, a fronte di una grave situazione di allarme sociale, non
ritenga di intervenire con estrema urgenza per consentire alle
autorità locali di realizzare le misure necessarie al ripristino
della sicurezza dei luoghi». (994)
RUGGIRELLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le attività
produttive,
premesso che:
il Comune di Custonaci (TP) lamenta, da molto tempo, la qualità
del servizio di fornitura di energia elettrica da parte dell'ENEL
S.p.A., in ragione delle reiterate interruzioni alla normale
erogazione;
a nulla sono valse le ripetute sollecitazioni nei confronti di
ENEL S.p.A. da parte del Sindaco, aziende e privati cittadini
mirate a ottenere un servizio adeguato;
considerato che:
il comprensorio comprendente il comune di Custonaci è noto per i
numerosi insediamenti industriali che ne fanno il più importante
polo siciliano nell'attività di estrazione marmifera;
oltre agli insediamenti industriali, Custonaci è altresì nota per
le bellezze naturali e artistiche dei luoghi offrendo, ai tanti
turisti italiani e stranieri interessati a fruirne, una vasta gamma
di strutture per la ricettività turistica ed innumerevoli esercizi
pubblici;
ancora oggi l'ENEL DISTRIBUZIONE S.p.A. non garantisce una
fornitura di energia elettrica costante, bensì caratterizzata da
ripetute interruzioni che creano notevole disagio pratico oltre che
economico alle attività economiche menzionate;
preso atto che:
a seguito delle ripetute e innumerevoli lamentele da parte di enti
pubblici, aziende e privati cittadini, ENEL DISTRIBUZIONE S.p.A.
attribuisce e cause meramente accidentali gli episodi di distacco,
assumendo un atteggiamento che mostra di sottovalutare la reale
entità dei danni sofferti dai tanti operatori economici della zona
conseguenti all'erogazione 'a singhiozzo' offerta dal gestore;
il perdurare di una tale situazione di instabilità, oltre ad aver
compromesso l'efficienza di alcune aziende, ha causato non pochi
disagi alla popolazione locale cagionando numerosi incidenti
domestici;
per sapere:
quali interventi urgenti intendano porre in essere per sollevare
gli operatori economici e la popolazione del comune di Custonaci
dal notevole disagio ad oggi sofferto;
se non ritengano di dover intervenire presso i vertici aziendali
di ENEL DISTRIBUZIONE S.p.A. e, ove fossero ravvisabili eventuali
responsabilità a carico del gestore, intraprendere in ogni sede
qualsivoglia iniziativa volta a ristorare adeguatamente i
danneggiati dal disservizio». (995)
RUGGIRELLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente,
premesso che:
il Comune di Castellammare del Golfo (TP), con comunicazioni
inviate all'Assessorato regionale Territorio e ambiente protocollo
numeri 0029074 e 0029081 del 3 settembre 2009, ha richiesto il
finanziamento di opere di consolidamento e messa in sicurezza di
aree ricadenti nel centro storico del paese;
tali interventi sono stati richiesti alla luce di quanto successo
a Giampilieri (ME), dove il mancato rispetto delle più semplici
norme di tutela dell'ambiente ha causato una frana dalle
conseguenze, purtroppo, tragiche per la popolazione del luogo;
tenuto conto che:
le recenti condizioni climatiche che hanno interessato tutta la
Sicilia, con piogge intense soprattutto nella zona del Trapanese,
hanno acuito, se non peggiorato, il rischio di smottamenti e frane
che, in questo caso, interesserebbero il centro storico di
Castellammare, che, è bene ricordarlo, è abitato da centinaia di
famiglie;
a causa delle suddette condizioni meteorologiche, si è già
verificato un crollo nel centro storico del paese che ha
interessato una porzione della spalla del ponte Castello, con
conseguente chiusura del traffico sia pedonale che veicolare;
visto che sia il Governo nazionale che quello regionale hanno dato
ampie garanzie di interventi straordinari sul territorio se
sussistevano richieste provenienti dagli enti locali interessati
alla tutela dell'ambiente;
per sapere:
se non ritengano urgente ed improcrastinabile dare priorità
assoluta al finanziamento di tutti i progetti presentati presso
l'Assessorato regionale Territorio aventi per oggetto la messa in
sicurezza ed il consolidamento di zone a rischio idrogeologico;
se non ritengano necessario attivare immediatamente i
finanziamenti per i progetti presentati dal Comune di Castellammare
del Golfo, visto che la tutela dell'incolumità fisica dei siciliani
non può attendere la conclusione dell'iter procedimentale previsto
dalle prassi burocratiche». (999)
MARROCCO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro e all'Assessore per l'economia,
premesso che:
l'emergenza occupazionale che sta interessando tutta l'Italia a
seguito della crisi economica mondiale sta avendo, nella nostra
Regione, ripercussioni altamente drammatiche;
le notizie provenienti dalla Fiat di Termini Imerese, dal polo
industriale di Catania e dalle industrie petrolchimiche siracusane,
evidenziano un quadro assolutamente devastante in termini
occupazionali. Migliaia e migliaia di lavoratori hanno perso o
perderanno a breve il loro posto di lavoro in una Regione, come la
Sicilia, dove il tasso occupazionale era già uno dei più bassi
d'Europa;
considerato che:
la provincia di Trapani non è immune da tale crisi. Le aziende
esistenti stanno tentando di resistere alle oggettive difficoltà
che assillano le imprese, difficoltà che, spesso, vedono come
attori principali le banche e gli istituti finanziari;
è indubbio che, nei momenti di crisi di liquidità, le aziende
necessitano del supporto quasi vitale del mondo finanziario. Ma se
tale supporto, alla fine, si tramuta in motivo di tracollo totale,
allora le istituzioni hanno l'obbligo morale e politico di
intervenire al fine di garantire la necessaria tranquillità alle
imprese che ricorrono al credito bancario;
visto che non sono più sufficienti interventi pubblici che
ottengono solo lo scopo di prolungare un'agonia che, senza le
giuste motivazioni e validi interventi, sfocia nel drastico
licenziamento di tutto il personale;
per sapere:
se non ritengano urgente ed improcrastinabile istituire un tavolo
di concertazione con i rappresentanti degli istituti di credito
siciliani al fine di garantire l'erogazione di crediti alle aziende
in difficoltà;
se non ritengano indispensabile intervenire presso le aziende in
crisi della provincia di Trapani per individuare, con i vertici
aziendali, percorsi alternativi alla chiusura delle aziende in modo
tale da garantire i posti di lavoro». (1000)
ADAMO-MARROCCO-SCILLA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica,
premesso che l'ANCI Sicilia ha recentemente esautorato il
segretario generale, professor Andrea Piraino, docente di diritto
regionale e responsabile della scuola universitaria per i segretari
generali dei comuni;
considerato che l'ANCI Sicilia ha nominato al posto del professor
Andrea Piraino tale Mario Emanuele Alvano che, rispetto al suo
predecessore, potrebbe non avere adeguata esperienza professionale,
né tanto meno il prestigio che tutti riconoscono al professor
Piraino in forza anche della sua rinomata carriera accademica;
atteso che la nomina di Mario Emanuele Alvano, per la quale l'ANCI
avrebbe aumentato notevolmente anche l'onere economico per il suo
compenso, risulterebbe l'ennesimo caso di una parentopoli tutta
siciliana, in quanto lo stesso sarebbe imparentato con un
parlamentare MPA;
per sapere se anche l'ANCI Sicilia, alla luce della nuova elezione
del suo presidente, sia oggetto di 'spartizione politica' tra i
gruppi che sostengono il Governo regionale, assumendo come
parametro una sorta di 'manuale Cencelli' che parcellizza ogni
nomina in organi di sottogoverno, finanche l'ANCI». (1001)
MAIRA-GIANNI-FORZESE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari,
premesso che:
negli ultimi anni si è verificata sempre con maggiore insistenza
l'arrivo sui mercati italiani e siciliani di limoni provenienti da
Paesi extracomunitari, in particolar modo Argentina e Uruguay;
questi limoni, prodotti con modalità industriale e senza alcuna
tracciabilità, arrivano in Italia e in Sicilia con prezzi
assolutamente concorrenziali rispetto alla nostra produzione, che
si è sempre contraddistinta per la scelta della qualità del limone
rispetto alla quantità prodotta;
rilevato che:
già l'anno scorso si sono già verificati i primi contraccolpi di
questa invasione agrumicola. Infatti, il limone 'verdello', tipica
produzione della nostra terra, venduto di solito tra gli 80
centesimi-1,20 euro al chilo, si è notevolmente deprezzato,
toccando il minimo storico di 50 centesimi al chilo;
identica sorte ha subito il 'primo fiore', altro limone
caratteristico del nostro territorio che ha visto crollare il
prezzo di vendita su tutti i mercati nazionali ed internazionali;
considerato che tale crollo dei prezzi induce i produttori
siciliani di limoni a lanciare una drammatica richiesta di
intervento da parte delle autorità regionali, visto che
l'abbattimento dei prezzi di vendita del limone non permette agli
stessi produttori di sopravvivere, calcolando che i costi di
produzione oramai sono superiori ai ricavi;
per sapere:
se non ritengano opportuno intervenire urgentemente al fine di
garantire i nostri produttori di limoni nei confronti di altre
produzioni provenienti da Paesi extracomunitari che, sia per la
tipologia del raccolto che per i costi della manodopera, stanno
mettendo in ginocchio l'intero comparto produttivo del limone in
Sicilia;
se non reputino, altresì, necessario coinvolgere sia il Governo
nazionale che la Comunità europea al fine di vigilare e di
conseguenza impedire l'arrivo sui mercati europei di limoni
provenienti da Paesi extracomunitari». (1005)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità,
premesso che:
dopo una lunga crisi che stava portando al fallimento della
compagnia di bandiera italiana, nel dicembre del 2008 nasceva la
nuova ALITALIA - CAI alla quale il Governo Italiano ha conferito
tutte le attività della vecchia ed ormai defunta compagnia aerea
ALITALIA;
a seguito del suo insediamento, il nuovo consiglio di
amministrazione della CAI operava una serie di operazioni ed
iniziative miranti alla ristrutturazione della società ALITALIA,
inclusi la riduzione del personale in servizio ed il drastico
taglio del numero di voli nazionali ed internazionali unitamente
alla riduzione di svariate destinazioni, anch'esse nazionali ed
estere;
i sopra citati tagli del numero dei voli colpivano in maniera
eccezionale gli aeroporti siciliani, che si sono ritrovati
all'inizio del 2009 con un numero inferiore di collegamenti di
circa il 40 per cento rispetto alla originaria programmazione
ALITALIA, che aveva pianificato i voli anche in considerazione
della difficoltà di collegamenti tra la Sicilia ed il resto
d'Italia;
avvalorando la tesi di un presunto disinteresse di CAI per la
Sicilia, alla data del 25 febbraio 2009 gli stipendi arretrati dei
lavoratori ALITALIA dell'aeroporto Falcone e Borsellino non erano
ancora stati corrisposti, unico caso in Italia. Ci sono volute una
serie di interrogazioni parlamentari e le pressioni del Governo
della Regione siciliana presso il Governo centrale per sbloccare la
situazione nell'aprile dello scorso anno;
considerato che:
nell'ottobre 2009, il gruppo ALITALIA-CAI presentava il nuovo
brand del prodotto Roma/Milano - Milano/Roma, contenente una nuova
offerta e tutti i servizi per i collegamenti fra Roma Fiumicino e
Milano Linate, a partire dalla struttura dei nuovi varchi dedicati
che consentiranno una riduzione dei tempi necessari a raggiungere
l'imbarco, ed oltre 70 collegamenti giornalieri, con la partenza di
un volo ogni 15 minuti nelle ore di punta e l'arrivo di 15 voli
entro le 9,30 del mattino, a favore dei pendolari che viaggiano su
questa rotta;
per pubblicizzare questa iniziativa, il gruppo ALITALIA-CAI ha
sostenuto una spesa di svariati milioni di euro, acquistando spazi
su tutte le testate nazionali ed internazionali e lanciando una
imponente campagna all'interno degli aeroporti di Roma e Milano, a
volte francamente detrattiva nei confronti delle altre
destinazioni, incluso quelle siciliane;
i collegamenti giornalieri tra Roma e gli aeroporti siciliani sono
circa la metà di quelli tra Roma e Milano e, nonostante la
peculiarità della Sicilia, non è mai stata offerta ai viaggiatori
isolani facilitazione alcuna nei servizi, come varchi dedicati e
diminuzione dei tempi di imbarco;
ad oltre un anno dall'inizio della nuova gestione della compagnia
ALITALIA da parte di CAI, è chiara la volontà dei vertici
dell'azienda di non adeguare gli aeroporti siciliani a quelli del
resto d'Italia, considerando gli scali di Palermo e Catania, e di
conseguenza i viaggiatori siciliani, come scali e passeggeri di
'serie B';
per sapere:
quali provvedimenti, anche legislativi, in virtù delle potestà
fornite dallo Statuto autonomistico siciliano, intendano adottare
per colmare il gap tra gli scali aeroportuali siciliani e quelli
del resto d'Italia;
quali iniziative intendano intraprendere nei confronti del Governo
centrale per informare gli organismi preposti di questo
inaccettabile stato di cose e modificare le strategie del gruppo
ALITALIA-CAI al fine di non penalizzare ulteriormente i viaggiatori
siciliani, assicurando pari dignità ai collegamenti tra la Sicilia
e gli scali del resto d'Italia». (1006)
ARICO'
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente,
premesso che il territorio del comune di Torrenova (ME) è stato
recentemente colpito da inondazioni che hanno procurato gravi danni
alle abitazioni ed alle campagne ed hanno messo a rischio
l'incolumità pubblica e la funzionalità di importanti
infrastrutture;
considerato che:
il territorio del predetto comune è attraversato dai torrenti
Rosmarino e Favara;
il tratto terminale dei predetti corsi d'acqua è caratterizzato da
accumuli detritici che hanno innalzato il fondo dell'alveo (a quota
più alta delle campagne, delle strade e del centro abitato) e
ridotto fortemente la sezione di deflusso;
il predetto fenomeno, per quanto riguarda il torrente Rosmarino, è
particolarmente evidente in corrispondenza del ponte attraversato
dalla linea ferroviaria Messina-Palermo e nel tratto compreso tra
la spalla del sopra citato ponte e quello della strada provinciale
Torrenova-Sant'Agata Militello;
l'alveo del Favara (nel quale insistono canneti ed altra
vegetazione infestante che, assieme a detriti e rifiuti solidi,
ostacolano il decorso delle acque) nel tratto terminale si snoda in
adiacenza al centro abitato;
la mancata manutenzione ed il conseguente grave degrado dei due
corsi d'acqua è all'origine delle ripetute esondazioni e
costituisce un costante pericolo per i residenti e per la sicurezza
dei trasporti;
la situazione descritta e l'assenza di interventi da parte degli
uffici preposti ha determinato una comprensibile esasperazione da
parte dei cittadini;
i mancati interventi configurano un comportamento gravemente
omissivo;
per sapere se non valutino necessario promuovere tempestivamente
tutti gli interventi necessari per rimuovere la situazione di
degrado dei torrenti Rosmarino e Favara ed eliminare le cause che
determinano l'attuale condizione di pericolo per l'incolumità dei
cittadini di Torrenova e per la sicurezza dei trasporti stradali e
ferroviari». (1008)
PANARELLO
«All'Assessore per le infrastrutture e la mobilità,
premesso che nella rete autostradale siciliana sono presenti
numerose gallerie di varia lunghezza e che in tali gallerie sono
frequentissime le interruzioni delle conversazioni telefoniche
tramite telefoni cellulari con conseguente notevole disagio per gli
utenti;
considerato che molto spesso i contratti di telefonia prevedono il
cosiddetto 'scatto alla risposta', per cui la frequente
interruzione delle conversazioni telefoniche comporta un notevole
onere aggiuntivo per gli utenti e contemporaneamente un
arricchimento per i gestori;
considerato inoltre che tale disagio dipende unicamente dalla
mancata apposizione nelle gallerie, da parte dei gestori di
telefonia mobile (Tim, Vodafone, Wind, 3), di idonee
apparecchiature atte a garantire la continuità delle conversazioni
nelle stesse;
per sapere quali iniziative intenda assumere nei confronti dei
gestori di telefonia mobile per costringerli a dotare le gallerie
autostradali siciliane di tali apparecchiature e se non ritengono
opportuno vincolare qualsiasi ulteriore eventuale concessione o
autorizzazione a tali gestori al rispetto di tale obbligo nei
confronti degli utenti siciliani». (1009)
MARZIANO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il territorio e
l'ambiente e all'Assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica,
premesso che:
il territorio del Comune di Aci Castello (CT) insiste su una delle
aree a maggiore rischio idrogeologico;
in particolare, la collina di Vampolieri è all'attenzione dei
massimi organismi di Protezione civile per i continui smottamenti e
parimenti dicasi per la riviera che va dal Castello Normanno, bene
d'inestimabile valore storico ed archeologico, sino a tutta la
scogliera a nord di Catania;
considerato che le zone sopra elencate sono qualificate, sotto il
profilo del rischio idrogeologico, zone 'R4' (rischio molto
elevato, come definito dal piano per l'assetto idrogeologico, ossia
zone dove sono possibili la perdita di vite umane e lesioni gravi
alle persone, danni gravi agli edifici, alle infrastrutture, al
patrimonio ambientale e la distruzione di attività socio-
economiche);
preso atto che l'Amministrazione regionale ha escluso dai
finanziamenti di 'Agenda 2007' tre progetti, presentati dal Comune
di Aci Castello, destinati alle opere di prevenzione dal rischio
idrogeologico;
per sapere se non ritengano opportuno provvedere al riesame dei
progetti e concedere, al Comune di Aci Castello (CT), il
finanziamento per le opere di prevenzione dal rischio idrogeologico
per scongiurare i gravi rischi in termini di vite umane e di danni
al territorio». (1010)
POGLIESE
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità e all'Assessore il territorio e all'ambiente,
premesso che:
nei giorni scorsi, a seguito delle intense e persistenti piogge,
si sono verificate nella provincia di Messina una serie di frane e
smottamenti nelle arterie stradali con conseguente interruzione di
alcuni tratti, ed in particolare si segnala:
la strada statale 117 all'altezza del km 24+800, a circa otto
chilometri direzione sud dal centro di Mistretta (ME);
la strada statale 113 interrotta per l'ennesima frana all'altezza
di Testa di Monaco nel territorio di Capo d'Orlando (ME);
le strade provinciali che collegano i comuni di Alcara Li Fusi,
Ficarra, Frazzanò, Mirto, Sinagra, Raccuja, S.Salvatore di Fitalia,
Longi e Ucria ed altri comuni;
le strade comunali dei villaggi Cumia, Bordonaro, Larderia,
Scoppo, Castanea, Sperone, Annunziata ed altri villaggi ricadenti
nel Comune di Messina;
premesso inoltre che i Comuni di Alcara Li Fusi, Ficarra,
Frazzanò, Mirto, Sinagra, Raccuja, S.Salvatore di Fitalia, Longi,
Ucria ed altri, così come i villaggi sopra indicati del comune di
Messina, trovano difficoltà a fronteggiare le nuove emergenze
idrogeologiche in prossimità dei centri abitati, le quali hanno
causato nuovi fronti di frana non identificati e inseriti nel
vigente piano per l'assetto idrogeologico regionale ovvero hanno
aggravato situazioni preesistenti già individuate come zone a
rischio elevato;
considerato che la s.s. 117, anche nota come 'Strada dei Due Mari'
o 'Strada Nord-Sud', risulta essere asse stradale di rilevanza
nazionale che collega Santo Stefano di Camastra a Leonforte, per
poi proseguire lungo la strada statale 117 bis centrale sicula fino
a Gela, congiungendo la costa tirrenica dell'Isola al Canale di
Sicilia passando per la città di Enna, al centro dell'Isola, e che
la stessa s.s. 117 è stata finanziata nel tratto ricadente nella
provincia di Enna - ovvero quello più esteso - dalla finanziaria
2007 per 445 milioni di euro e che per i tratti settentrionale e
centrale non è ancora stata realizzata, divenendo spesso luogo di
episodi di cedimento dell'arteria stradale ricadente nella
provincia di Messina a discapito delle utenze;
la s.s. 113 di collegamento tra Messina e Trapani via Palermo,
costituisce l'unica via di collegamento per centinaia di comuni,
soprattutto nella fascia più densamente popolosa della provincia di
Messina, e che la chiusura parziale della stessa si ripercuote sul
normale transito di mezzi da e per Capo d'Orlando, laddove per
raggiungere la città palatina dalla zona est bisogna circumnavigare
la statale 113 passando per l'autostrada e quindi entrare al
casello di Brolo ed uscire a quello di Rocca di Caprileone;
i cittadini di Brolo, Piraino, S. Angelo di Brolo, Gioiosa Marea
ed altri comuni sono esasperati per la continua chiusura della
statale 113 a causa delle ricorrenti frane che si verificano
periodicamente a seguito delle precipitazioni invernali e che i
lavori dell'ANAS nel comune di Gioiosa Marea ritardano a partire, a
causa dei lunghi tempi tecnici e burocratici;
i villaggi del comune di Messina rappresentano aree fortemente
antropizzate, la cui sicurezza dipende molto dal sistema viario e
dagli interventi di messa in sicurezza dei costoni sovrastanti i
villaggi stessi;
per sapere:
se, a seguito dei rilevamenti effettuati in questi giorni, non
valutino urgente la richiesta al Governo nazionale di dichiarazione
dello stato di calamità naturale per la provincia di Messina ed in
particolare per la zona dei Nebrodi;
quali iniziative intendano adottare per snellire le procedure
tecniche e amministrative, consentire rapidi interventi
funzionali ed evitare sovrapposizione di competenze tra enti
territoriali;
se non sia necessaria la rivisitazione immediata del piano per
l'assetto idrogeologico, attualmente aggiornato al 2007, in ragione
dei recenti eventi atmosferici;
quali interventi intendano adottare insieme all'ANAS e gli enti
competenti per consentire una rapida riapertura della s.s. 117 e
della s.s. 113, arterie nevralgiche e fondamentali per il tessuto
sociale e produttivo dell'Isola;
cosa l'ANAS stia facendo in particolare per fronteggiare la frana
che ha coinvolto il Comune di Gioiosa Marea - Capo Skino;
se ci siano le condizioni per disporre una 'legge speciale' per
Messina, in ragione dell'assetto idrogeologico e idrografico delle
zone, che consenta un impegno di pianificazione e di risorse
straordinario, finalizzato alla messa in sicurezza dell'intero
territorio;
se non ritengano necessario individuare nuove adeguate risorse al
fine di rafforzare l'organizzazione della Protezione civile
siciliana reclutando, tra il personale regionale, figure
professionali da impiegare nel monitoraggio e nella pianificazione
degli interventi di prevenzione e mitigazione del rischio
idrogeologico in quelle zone che presentano una maggiore
vulnerabilità del proprio territorio». (1011)
ROMANO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità,
premesso che:
la rete ferroviaria siciliana è, notoriamente, una delle più
vecchie e anacronistiche dell'intera rete nazionale;
l'assoluto disinteresse, da parte dei vertici delle Ferrovie dello
Stato, al miglioramento un servizio che dovrebbe essere di vitale
importanza per l'intera economia regionale, è palesemente
vergognoso. Le ferrovie dello Stato hanno chiuso gli scali merce di
tutta la Sicilia, lasciando in funzione solo quello di Catania
Librino e costringendo, di fatto, le aziende siciliane a effettuare
i loro trasporti su mezzi gommati, con un evidente aumento del
traffico stradale e dell'inquinamento atmosferico. A Siracusa la
nuova fossa di manutenzione, inaugurata in pompa magna e costata
l'incredibile cifra di 16 miliardi di vecchie lire, non è mai
entrata in funzione, mentre in grossi centri, come per esempio
Lentini ed Augusta, le stazioni sono state private dei più semplici
servizi all'utente, come le biglietterie e i punti di ristoro.
Nonostante i ripetuti interventi da parte dei vertici regionali, le
FF.SS., continuano in questa politica di totale disinteresse delle
problematiche siciliane, ritenendo, forse, che la Sicilia è una
Regione di 'serie B';
tenuto conto che, mentre le stesse FF.SS. pubblicizzano, su tutti
mezzi di comunicazione, la velocità di collegamento dei nuovi treni
tra Roma e Milano (3 ore per 850 chilometri, alla media di circa
283 chilometri all'ora), in Sicilia per percorrere i 200 chilometri
che separano Catania da Palermo occorrono ben 6 ore, ad una
velocità di ben 33 chilometri all'ora, media che non si riscontra
neanche nelle ferrovie dei Paesi del Sub-Sahara;
considerato che:
nel 2009, la fondazione SABIR, in un convegno tenutosi proprio nei
locali dell'ARS, presentò un progetto di fattibilità su una dorsale
ferroviaria della linea Palermo-Catania che prevedendo,
inizialmente, una razionalizzazione delle fermate e degli orari,
avrebbe accorciato i tempi di percorrenza portandoli a 3 ore e 20
minuti, il tutto senza spendere un centesimo. In seguito,
utilizzando i fondi europei 2007/2013, con una spesa di due
miliardi e 600 milioni, i tempi di percorrenza sarebbero scesi a
solo 1 ora e 40 minuti. Il progetto, tra l'altro, permetteva, agli
abitanti delle province di Enna e Caltanissetta di potere
raggiungere Catania e Palermo in tempi decisamente europei. Lo
stesso progetto è stato omaggiato, dalla fondazione SABIR, al
Ministro delle infrastrutture;
di contro, le Ferrovie dello Stato puntano su un loro progetto che
prevedrebbe una galleria di ben 40 chilometri sotto i Nebrodi dal
costo di oltre 6 miliardi di euro, in pratica la stessa cifra
stanziata dal Governo italiano per la costruzione del ponte sullo
Stretto di Messina, ovviamente con tempi di realizzazione biblici.
Inoltre, tale progetto taglia fuori completamente le province di
Enna e Caltanissetta, che già per posizionamento territoriale e
condizioni climatiche hanno i loro grossi problemi nei collegamenti
viari con il resto della Sicilia;
visto che nei messaggi pubblicitari delle Ferrovie dello Stato le
linee ad alta velocità vengono indicate come 'Le linee che uniscono
l'Italia', risulta indiscutibile ed incontestabile che per le
stesse FF.SS. il Sud, e la Sicilia in particolare, non fanno parte
dell'Italia;
per sapere:
quali iniziative intendano adottare, nei confronti dei vertici
delle Ferrovie dello Stato, al fine di avere garantito in Sicilia
un servizio pubblico degno di un Paese europeo;
se non ritengano improcrastinabile ed urgente intervenire presso
il Ministero delle infrastrutture affinché il progetto della
fondazione SABIR sia ripristinato e realizzato». (1012)
SCAMMACCA DELLA BRUCA-ADAMO-MINEO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
iscritte all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta in Commissione presentate.
VITRANO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'economia,
premesso che:
con l'interrogazione numero 676 del 20 luglio 2009, è stato
richiesto di sapere:
'se sia stata data esecutività alla delibera di Giunta di Governo
numero 222 del 30 settembre 2008 ad oggetto: 'Riordino delle
partecipazioni della Regione Siciliana in società di capitali',
approntando i relativi piani di dismissione, accorpamento e
scioglimento delle relative società, e quale sia lo stato attuale
del suo iter;
se ancora non fosse stato approntato nessun piano operativo, quali
siano i motivi che ne abbiano impedito, fino ad ora, la sua
operatività e se non ritenga opportuno coinvolgere le competenti
Commissioni legislative dell'ARS per una più compiuta e completa
analisi;
inoltre, nell'ottica di avere contezza di cosa realmente
rappresentano dette società regionali, quale sia la loro situazione
patrimoniale, la loro dotazione organica e, in particolare, quante
assunzioni siano state fatte in ognuna di esse, in ultimo, dal 2001
ad oggi, per quelle società a questa data già costituite e, in tal
caso, secondo quali procedure e necessità derivanti dalle relative
dotazioni organiche e piani industriali siano stati assunti.'
a tutt'oggi nessuna risposta è pervenuta al riguardo, rimanendo
inevasa l'interrogazione presentata;
contemporaneamente, il sottoscritto interrogante, nell'esercizio
delle funzioni concernenti il mandato parlamentare, in applicazione
dell'articolo 45 della legge regionale 16 aprile 2003, numero 4, ha
richiesto a tutte le società partecipate dalla Regione tutti gli
atti relativi al conferimento degli incarichi di consulenza e/o di
nomina di esperti dalla data di fondazione della società, l'elenco
degli affidamenti di servizi (in appalto o subappalto) e di
acquisto di beni operati nell'analogo periodo, nonché, su supporto
informatico, copia dei bilanci consuntivi dall'anno successivo alla
costituzione con le relative relazioni dei revisori dei conti, la
dotazione organica con l'elenco dei dipendenti attualmente in
sevizio evidenziandone la data dell'assunzione e, infine, anche la
trasmissione dei dati relativi ai nomi delle aziende che hanno
eseguito subforniture di grossi appalti con i relativi certificati
antimafia;
anche dinanzi a questa richiesta di diritto di accesso, la quasi
totalità delle società non ha risposto ovvero, addirittura, ha
risposto ma non ha inviato gli atti richiesti adducendo motivazioni
che, di fatto, contravvengono alle chiare disposizioni di legge in
materia di trasparenza amministrativa di cui alla legge numero 241
del 1990 e della legge regionale numero 10/91 e successive
modifiche e integrazioni, negando, vieppiù, l'esercizio del mandato
parlamentare;
considerato che:
l'articolo 7 della legge regionale 14 maggio 2009, numero 6, pone
divieto alle società a capitale interamente o a maggioranza
pubblico non quotate in borsa, costituite o partecipate
dall'Amministrazione regionale, nonché alle aziende regionali, agli
istituti, alle agenzie, ai consorzi, agli organismi ed enti
regionali comunque denominati, di procedere alla costituzione o
partecipazione ad altre società od organismi vari, e ciò al fine di
evitare alterazioni o distorsioni della concorrenza e del mercato e
di assicurare la parità degli operatori, obbligando gli enti a
procedere, entro 90 giorni dall'entrata in vigore della legge, alla
liquidazione delle società od organismi partecipati, comunicando
l'avvio delle procedure ed i tempi di liquidazione agli organi
tutori e alla Ragioneria generale della Regione;
inoltre, la legge stabilisce che il mancato avvio delle procedure
di dismissione comporta l'immediata decadenza di tutti gli organi
d'amministrazione degli enti di cui al comma 1 della legge
regionale numero 6/2009 o la revoca dei rappresentanti della
Regione nelle medesime società;
l'articolo 26 della legge regionale numero 4/2003 prevede una
forma di vigilanza che si coniuga con la programmazione strategica,
tracciando un percorso che impone agli enti vigilati, alle loro
figure apicali (di indirizzo politico amministrativo, e di
responsabilità amministrativo gestionale), di procedere a:
A.- programmare l'attività interna;
B.- accogliere gli obiettivi fissati dall'amministrazione
regionale;
C.- verificare il raggiungimento degli obiettivi fissati,
prevedendosi sanzioni nell'ipotesi di mancato raggiungimento degli
obiettivi;
l'articolo 53 della legge regionale numero 17/2004 e l'articolo
18, comma 4, della legge regionale numero 19/05, in tema di
controllo e vigilanza ribadiscono che la Regione esercita il
proprio controllo sugli enti, istituti e aziende sottoposte a
vigilanza;
l'articolo 48 della legge regionale numero 17/2004 precisa che
tutti gli enti o aziende sottoposti a controllo o vigilanza da
parte delle Regione devono dotarsi di un organo di controllo
interno; tale organo deve svolgere un controllo di efficienza
dell'attività gestionale della società;
nel reiterare le domande poste con l'interrogazione numero 676 del
20 luglio 2009, per sapere inoltre:
se, da parte delle società a capitale interamente o a maggioranza
pubblico non quotate in borsa, costituite o partecipate
dall'Amministrazione regionale, nonché delle aziende regionali,
degli istituti, delle agenzie, dei consorzi, degli organismi ed
enti regionali comunque denominati, sia stata data esecutività
all'articolo 7 della legge regionale 14 maggio 2009, numero 6, e in
quali termini, avendo consegnato al riguardo il relativo quadro
sinottico riepilogativo;
se sia stata data esecutività all'articolo 26 della legge
regionale numero 4/2003 e, in caso contrario, quali eventuali
sanzioni siano state comminate;
se l'eventuale mancato rispetto delle disposizioni di legge
configuri per gli amministratori, i dirigenti e i funzionari
preposti l'avvio di procedura di danno erariale e relativa
comunicazione alla Corte dei conti». (996)
(L'interrogante chiede lo svolgimento in Commissione)
FARAONE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro,
premesso che:
dall'1 gennaio 2010, 25 operatori del servizio 114 Emergenza
infanzia - 'Telefono Azzurro', operanti nella sede di Palermo, sono
stati licenziati, nonostante il Ministero delle pari opportunità,
sembra, avesse prorogato il servizio per un periodo sufficiente
all'espletamento delle procedure di affidamento della nuova
concessione;
di fatto, si é interrotto un servizio di alta professionalità
(psicologi, pedagogisti, assistenti sociali e giuristi) e
sensibilità per i compiti che esso assolve per affidarlo a
volontari del servizio civile;
nel contempo, non sfuggono i risvolti connessi alla tutela dei
rapporti di lavoro con gli operatori licenziati di ordine
previdenziale e assicurativi;
considerato che:
risulta iscritta nel bilancio della Regione siciliana, al capitolo
183767 - UPB 6.2.1.3.1, una consistente posta di bilancio a favore
del servizio telefonico nazionale Telefono Azzurro;
non si comprende, quindi, sulla base di quali risultanze sia stato
chiuso il servizio e siano stati licenziati gli operatori addetti,
quando lo stesso gode di un consistente finanziamento regionale per
il suo funzionamento;
per sapere quali iniziative intendano adottare per ripristinare
nell'immediato il servizio e per dare vita ad una concreta sinergia
fra le diverse istituzioni coinvolte, in primis Ministero e
Regione, affinché, per l'avvenire, non solo non abbia più a
ripetersi quanto accaduto ma, anzi, il servizio venga potenziato».
(997)
(L'interrogante chiede lo svolgimento in Commissione)
FARAONE
PRESIDENTE. Le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo e alle competenti Commissioni.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.
VITRANO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente,
premesso che il monitoraggio della Protezione civile e Legambiente
(rapporto 'Ecosistema rischio 2008') ha tracciato un panorama
abbastanza preoccupante circa il rischio di frane e alluvioni che
interessano praticamente tutta l'Italia, secondo l'indagine i
problemi connessi al rischio idrogeologico diventano anno dopo anno
più gravi e preoccupanti;
considerato che il dato più allarmante è quello relativo alle
attività messe in campo per la prevenzione di frane e alluvioni.
Infatti, nel 42 per cento dei 1.244 comuni ad alto rischio
idrogeologico che hanno risposto al questionario di 'Ecosistema
rischio 2008' non viene svolta regolarmente un'attività di
manutenzione ordinaria dei corsi d'acqua e delle opere di difesa
idraulica. Questi dati, inoltre, mettono in luce in maniera
inequivocabile che nella gestione del territorio non si tiene conto
del rischio idrogeologico;
verificato che nella speciale classifica la maglia nera di questa
inefficienza è andata a due comuni del messinese, Ucria ed Alì
(entrambi con voti 0), i quali non hanno messo in campo
praticamente nessuna azione di mitigazione del rischio
idrogeologico;
verificato, inoltre, che proprio nel comune di Ucria, dalla
seconda quindicina del mese di gennaio del corrente anno 2010, è in
atto una grave situazione di disastro ambientale: un costone del
comune nebroideo, nella contrada Callina, sta massicciamente e
paurosamente crollando, coinvolgendo terreni e abitazioni di
incolpevoli cittadini; la strada provinciale 136 S.Piero Patti-
Ucria al chilometro 23 è crollata e che, con determina del 21
gennaio del dirigente provinciale attualmente, è stata chiusa al
traffico e non si sanno i tempi per la riparazione e la riapertura;
accertato che il Consiglio comunale di Ucria, nella seduta del 27
gennaio, ha manifestato la propria solidarietà, con un documento
approvato all'unanimità, ai cittadini che hanno già subito gravi
danni alle proprie abitazioni e verso i prossimi potenziali
danneggiati;
ritenuto che in queste gravi circostanze non basta la solidarietà,
ma occorrono azioni concrete ed immediate;
per sapere se intendano:
predisporre interventi immediati, indifferibili ed urgenti al fine
di attivare tutti gli organi competenti, a dare risposte concrete
anche per evitare che il disastro ambientale si trasformi in
tragedia;
sollecitare gli organi politici, tecnici ed amministrativi del
comune di Ucria (all'ultimo posto in graduatoria nazionale per
inefficienza) ad attivare un ampio monitoraggio del territorio
comunale e tutti i dovuti provvedimenti per garantire ai cittadini
di poter vivere in sicurezza nel proprio paese ed in concreto
accertare se vi siano cause, omissioni e responsabilità di quanto
accaduto e continua ad accadere, per l'adozione dei provvedimenti
di conseguenza». (998)
CORONA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per salute,
premesso che:
con il decreto dell'ex Assessorato regionale Sanità n. 0944/09
veniva individuata l'ex AUSL 3 di Catania quale azienda capofila
per la realizzazione di una gara telematica regionale per
l'acquisto di microchip sottocutanei per l'identificazione di cani
per coprire il fabbisogno regionale per l'anno in corso;
tale iniziativa, si presume, nasceva dalla volontà di contenere le
spese migliorando l'efficienza e l'efficacia dell'intervento;
l'ASP di Catania ha indetto una gara per l'acquisto di circa
80.000 microchip (incrementabile fino alla concorrenza dei 2/5),
per un presunto importo complessivo della fornitura di euro
115.700,00 più IVA, accogliendo le richieste delle singole ASP di
cui all'allegato invito a presentare offerta per la fornitura di
microchip per l'anagrafe canina (allegato A);
visto che dai dati pubblicati sul sito ufficiale dell'anagrafe
canina della Regione siciliana risultano essere stati applicati
negli ultimi 9 anni 243.000 microchip, pari ad un valore medio di
27000 chip l'anno;
per sapere:
se non ritengano opportuno intervenire immediatamente emanando una
nota con cui si richieda:
a) quanti microchip siano stati acquistati da ogni singola ex AUSL
dal 2000 (legge regionale 15/2000) all'1 settembre 2009;
b) quanti microchip siano stati applicati da ogni singola ASL dal
2000 all'1 settembre 2009;
c) quanti dei microchip applicati siano stati inseriti nella banca
dati regionale anagrafe canina (www.anagrafecanina.com) alla data
dell'1 settembre 2009;
d) quanti fossero i chip in giacenza presso le ASL alla data
dell'1 settembre 2009;
se non ritengano necessario richiedere al dirigente generale
dell'Ispettorato regionale della sanità se, prima di procedere alla
programmazione relativa ai fabbisogni necessari all'attività di
identificazione elettronica dei cani, abbia provveduto ad
effettuare un'attenta ricognizione delle risorse in precedenza
assegnate ed al loro corretto utilizzo;
se, inoltre, non ritengano chiarire se, prima di assegnare gli
obbiettivi ai direttori generali delle ASP in merito agli
interventi contro il randagismo, abbiano provveduto ad effettuare
un'attenta ricognizione relativamente agli interventi di
sterilizzazione effettuati nel corso degli anni, ed in particolare
degli anni 2008 e 2009, nelle diverse AUSL della Regione». (1002)
DINA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente,
premesso che con nota dell'1 febbraio 2010, l'E.N.E.L. comunicava,
ai vari organi interessati, che il livello d'acqua del serbatoio di
Guadalami del bacino della diga di Piana degli Albanesi (PA) era
oltre il valore della quota autorizzata per il periodo invernale e,
considerato il perdurare delle condizioni meteo avverse, lo scarico
di fondo della diga sarebbe stato manovrato in modo da incrementare
la portata di scarico del suddetto bacino;
per sapere:
quali provvedimenti intendano adottare a salvaguardia della
popolazione e del territorio agricolo per la manovra di
alleggerimento del serbatoio di Guadalami;
se non sia opportuno, per il tramite della Protezione civile,
verificare e monitorare il livello d'acqua del serbatoio di
Guadalami del bacino della diga di Piana degli Albanesi al fine di
scongiurare gravi danni per la popolazione e per il territorio
agricolo». (1003)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le attività
produttive,
premesso che:
la situazione dell'agrumicoltura siciliana, ormai da anni in uno
stato di grandissima difficoltà, è giunta al capolinea, in uno
'stato comatoso' purtroppo accertato e documentato. Il calo dei
prezzi all'origine, l'aumento dei costi di produzione e
l'importazione non controllata di agrumi da Paesi comunitari ed
extracomunitari ha definitivamente messo in ginocchio l'intero
comparto che, non occorre ricordare, è elemento vitale e trainante
dell'intera economia siciliana;
le imprese agricole siciliane, ogni giorno di più, perdono
competitività sui mercati nazionali ed internazionali, il prodotto
rimane invenduto e di conseguenza gli agricoltori sono costretti ad
abbandonare gli agrumeti al loro destino, a chiudere le aziende
agricole, a licenziare tutti i lavoratori impegnati;
il crollo dei prezzi praticati è l'elemento di maggiore
preoccupazione per i coltivatori. Questo crollo è causato
dall'arrivo, sui mercati italiani e siciliani, di agrumi
provenienti da Paesi comunitari che spesso introducono in Europa
prodotti coltivati da Paesi extracomunitari, in particolar modo dai
Paesi dell'Africa settentrionale;
questi agrumi, prodotti con modalità non conosciute, arrivano in
Europa, in Italia e in Sicilia con prezzi assolutamente
concorrenziali rispetto alla nostra produzione, che si è sempre
contraddistinta per la scelta della qualità rispetto alla quantità
prodotta e per la sua tracciabilità;
rilevato che:
i processi di allargamento dei mercati non sono stati governati da
idonee politiche, sia regionali che nazionali, di accompagnamento e
di supporto, indispensabili per aiutare le aziende siciliane ad
affrontare le nuove sfide del mercato globale, tenendo conto anche
della peculiarità tipica della produzione siciliana legata alla sua
insularità che, ovviamente, incide in maniera rilevante sui costi
di spedizione e di trasporto;
la presenza nei mercati italiani di prodotti provenienti da Paesi
extracomunitari che vengono offerti, sia per la qualità del
prodotto sia per il sistema di produzione, a prezzi assolutamente
concorrenziali rispetto alla produzione siciliana, sta causando un
vero e proprio cataclisma nella filiera produttiva regionale,
costringendo i nostri produttori a immettere spesso sul mercato
prodotti agricoli a prezzi addirittura al di sotto degli stessi
costi di produzione. Il prezzo degli agrumi è bloccato fra i cinque
e i dieci centesimi al chilo, quando per produrre un chilo di
arance non bastano venti centesimi e di contro sui banchi dei
mercati siciliani un chilo di arance arriva a costare anche due
euro, mentre a Milano lo stesso prodotto sfiora tre euro al chilo;
considerato che:
tale crollo dei prezzi induce i produttori siciliani di agrumi a
lanciare una drammatica richiesta di intervento da parte delle
autorità regionali, visto che l'abbattimento dei prezzi di vendita
non permette agli stessi produttori di sopravvivere, calcolando che
i costi di produzione oramai sono di molto superiori ai ricavi;
soltanto un forte e massiccio intervento delle autorità regionali
può dare un aiuto concreto e tangibile ai nostri produttori del
comparto agrumicolo, onde evitare che la crisi in atto esistente
porti alla chiusura, già ampiamente paventata dalle associazioni di
categoria, di migliaia di piccole e medie aziende, con le
prevedibili e catastrofiche ripercussioni sull'economia e
sull'occupazione dell'Isola;
preso atto che:
la notte tra martedì 26 e mercoledì 27 gennaio è stata
caratterizzata da piogge torrenziali che si sono abbattute, senza
soste, sul territorio della provincia di Siracusa e, in modo
particolare, sul triangolo agrumicolo che gravita attorno a
Francofone;
mercoledì mattina, a intervalli regolari, grandine, quanto mai
copiosa, ha colpito sempre il medesimo territorio, arrecando
ulteriori e non rimediabili danni ai coltivatori di agrumi della
provincia di Siracusa;
l'umidità e la pioggia insistente hanno causato la caduta di oltre
il 60 per cento dei frutti, ancora pendenti sulle piante, com'è
possibile constatare tristemente transitando fra gli agrumeti
intorno a Francofonte, tanto che lo scenario che si presenta è
alquanto sconfortante: un immenso tappeto rosso copre tutta la
campagna, a riprova degli effetti devastanti del maltempo;
preso atto inoltre che la grandine ha rovinato i frutti, rimasti
sugli alberi, che di conseguenza non avranno mercato perché si
presenteranno agli acquirenti con la buccia macchiata dalla
grandine;
considerato altresì che:
fra i prezzi alla produzione e i prezzi praticati sui mercati,
l'incremento minimo praticato, cioè il ricarico dovuto alla
filiera, è pari al 650 per cento;
l'Unione europea, per combattere l'obesità dei bambini e abituarli
a mangiare in modo sano, sin dalla più tenera età, ha finanziato un
progetto pilota, investendo ben 125 milioni di euro;
il progetto consiste nella introduzione di nuovi cibi nelle mense
scolastiche sostituendo snack e liquidi gassosi con frutta fresca e
succhi di frutta;
il progetto è stato già adottato, non solo in Sicilia, ma anche in
altre province italiane con esiti straordinari perché i bambini
hanno molto gradito le spremute d'arance;
l'Italia spenderà 25 milioni in cinque aree: Sud, Centro-Sud,
Centro-Nord, Nord e Nord-Est;
il programma durerà cinque anni e al Sud verranno accreditati,
qualora vi saranno progetti, 5,5 milioni ogni anno. Necessariamente
si tratta di una opportunità che dovrà essere sfruttata saggiamente
dai nostri produttori che, per questo, avranno bisogno di
consorziarsi tra di loro e di non continuare con un personalismo
che, fino ad oggi, purtroppo, non ha dato esiti favorevoli alla
categoria e, di conseguenza, all'economia dell'Isola;
per sapere se non ritengano opportuno:
intervenire presso il Governo nazionale per la concessione della
stato di calamità naturale per l'agricoltura siciliana in modo da
sospendere il pagamento di ogni onere e tributi vari;
dichiarare, in modo particolare, lo stato di calamità del settore
agrumicolo, cosa che consentirebbe ai produttori di ricevere una
contribuzione ad ettaro, in considerazione dei danni subiti dalle
piogge e dalla grandine degli ultimi giorni;
reperire il massimo possibile di risorse finanziarie per poter
acquistare sul mercato le arance di seconda scelta o che siano
cadute dalle piante ad un prezzo che sia di vero ristoro (almeno 30
centesimi al chilo), ritirando dal mercato i prodotti di pezzatura
limitata. Con questo intervento si otterrebbe il risultato di poter
spuntare un prezzo migliore, rispetto a quello attuale, per le
arance di ottima qualità. Le arance ritirate potrebbero essere
utilizzate per trasformarle in succhi da distribuire negli
ospedali, nei centri per anziani, nelle strutture che accolgono
soggetti diversamente abili, nelle sedi della Caritas e negli asili
nido e nelle scuole, dove operano le mense;
attivare una seria campagna di promozione della unicità e qualità
delle nostre arance sia in Italia che all'estero;
riconfermare le giornate lavorative più favorevoli per i
braccianti agricoli impegnati nel comparto;
autorizzare l'Assessorato regionale Attività Produttive a
cofinanziare la realizzazione di strutture, nei siti di produzione,
per la trasformazione degli agrumi in succhi;
richiedere al Governo centrale di incrementare, su tutto il
territorio nazionale, le azioni di controllo e di verifica per
impedire l'ingresso illegale di prodotti agro-alimentari
provenienti da Paesi esteri, anche comunitari;
pretendere dalla Comunità europea severi controlli, soprattutto
sui Paesi mediterranei appartenenti alla Comunità stessa, che
detengono rapporti storici, economici e commerciali con i Paesi
dell'Africa settentrionale al fine di evitare, come spesso è
avvenuto nel passato, che si scambino per comunitari prodotti che
invece non lo sono;
istituire un 'Marchio Sicilia' a tutela di tutti i prodotti
agricoli siciliani. La polemica sollevata da 'Striscia la notizia'
nella puntata 'Tarocchi taroccati' non può lasciare, infatti,
indifferenti. Il 'Marchio Sicilia', prova di tracciabilità di un
prodotto, deve identificare, in maniera inequivocabile e semplice
allo stesso tempo, il luogo di produzione di un prodotto agricolo;
favorire, con agevolazioni fiscali e aiuti economici, la
costituzione di consorzi fra produttori agricoli al fine di
incrementare la possibilità degli stessi di accedere ai mercati
nazionali ed internazionali. Per far questo bisogna andare oltre le
divisioni, spesso campanilistiche, ed affermare invece il concetto
che tutte le varietà di agrumi prodotti in una provincia siciliana
siano migliori di tutte le rimanenti presenti sui mercati;
incrementare e favorire la diffusione dei mercati contadini per
accorciare la filiera, spesso troppo lunga, e favorire l'acquisto
dal produttore al consumatore per eliminare, di conseguenza, questo
ricarico insopportabile fra produzione e vendita;
autorizzare immediatamente tutti gli agrumicoltori che ne
facciano richiesta ad installare impianti fotovoltaici nelle loro
aziende al fine di abbattere i costi dell'energia elettrica,
utilizzata per la conduzione delle loro imprese agricole;
snellire e velocizzare le procedure per accedere al fondo di
solidarietà del settore agricolo inserito nella legge finanziaria
del Governo e quelle per il credito agricolo;
puntare sui 125 milioni di euro, stanziati dall'Unione europea,
per combattere l'obesità dei bambini e salvare così le nostre
arance;
inviare immediatamente ispettori in tutti i comuni dell'Isola che
hanno ottenuto finanziamenti per l'acquisto di distributori spremi-
agrumi, per verificare se gli stessi siano ancora attivi o, come
contrariamente sembra, se gli stessi spremi-agrumi siano stati
smarriti ovvero giacciano occultati; mentre i nostri figli
continuano ad alimentarsi di bevande gassate, le nostre arance
marciscono abbandonate sul terreno e intanto i nostri produttori
guardano impotenti i loro agrumi, assaliti da rabbia e
disperazione;
disporre, infine, in tempi brevi, l'istituzione di un tavolo
tecnico permanente che coinvolga, oltre alla Regione, i sindaci dei
comuni agrumetati, i rappresentanti degli agricoltori, dei
braccianti agricoli, dei commercianti e di quanti interessati
quotidianamente agli effetti devastanti della crisi, fornendo al
Governo valutazioni e suggerimenti per uscire dallo stallo in cui
versa l'agricoltura siciliana». (1004)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
il signor Carmelo Consoli si è ricoverato volontariamente presso
l'ospedale S. Chiara di Pisa il 31 marzo 2007, dove aveva già avuto
precedenti ricoveri, non avendo ricevuto risposte adeguate dalle
strutture territoriali di Catania;
a seguito di peggioramenti avuti nel corso del ricovero, la
direzione sanitaria dell'A.O.U.P. ha diffidato i familiari
dall'accettare le dimissioni proposte, nonostante le condizioni
critiche del congiunto e nonostante i familiari avessero presentato
formale richiesta di opposizione alle dimissioni e richiesta di
intervento dell'ASL 5 di Pisa, ai sensi delle leggi vigenti, nel
maggio-giugno 2007, informando anche la Regione Toscana. La
richiesta di trasferire il paziente presso la villa di Nozzano
(Lucca), accreditata con il sistema sanitario nazionale, non venne
eseguita per rifiuto ripetuto da parte di quest' ultima;
per tale motivo il figlio del sig. Consoli è stato convocato negli
uffici di polizia dell'ospedale S.Chiara (pur non avendone
competenza) e sottoposto a interrogatorio chiarificatore che
giustificasse la situazione in atto. La diffida alle dimissioni è
stata notificata al figlio del signor Consoli dal dottor Sbrana
Alfredo, durante l'ora di visita nel reparto di degenza, alla
presenza del padre, di un sovrintendente di polizia, del personale
di turno, dei degenti e dei parenti presenti. I tentativi bonari
del figlio di trovare una soluzione sono stati inutili sia con
l'ospedale che con l'ASL 5 di Pisa;
l'ospedale S. Chiara di Pisa ha denunciato i familiari per non
aver accettato le dimissioni proposte e i fatti sono stati ripresi
dalla stampa locale ('La Nazione' e il 'Tirreno');
l'ASL 5 di Pisa, sulla base dell'istanza avanzata al fine di un
suo intervento sanitario nel concedere una struttura residenziale
idonea, si è espressa negativamente in data 9 agosto 2007. Nel
corso del ricovero il sig. Consoli ha riferito di maltrattamenti
operati nei suoi confronti e dei fatti è stato informato il
responsabile di reparto; ciononostante sono proseguite nei suoi
confronti azioni di maltrattamento e sono state presentate ripetute
denunce presso la Procura della Repubblica di Pisa, anche a fronte
di lesioni patite dal Consoli. Dall'ottobre 2007 è stato lasciato
senza adeguata terapia farmacologia di cui necessitava;
al figlio, autorizzato, insieme agli altri familiari, alla visione
della cartella clinica da parte della direzione sanitaria
dell'ospedale S. Chiara di Pisa, veniva negato il diritto di
visionare la cartella clinica e di avere notizie sulle condizioni
del padre. Risulta inoltre che la richiesta di cartella clinica
sarebbe stata rilasciata oltre i termini previsti e dopo diversi
solleciti;
durante il ricovero sono state tentate più volte le dimissioni del
paziente con l'uso della forza anche nei confronti dei familiari e
per tale motivo la moglie è stata ricoverata in condizioni di
urgenza. II figlio è stato sequestrato nel reparto, impedendogli di
uscire e trattenendolo contro la sua volontà. Si precisa che il
tentativo di dimissione del 18 febbraio 2009 fu fatto in
conseguenza della notizia che il Pubblico ministero aveva deciso di
archiviare le indagini, dopo consistenti denunce, mentre la
comunicazione ufficiale di archiviazione venne notificata al figlio
nel maggio del 2009. Della fuga di notizie è stata presentata
denuncia alla Procura della Repubblica di Pisa;
l'A.O.U.P. non ha mai provveduto ad eseguire le 'dimissioni
protette' del signor Consoli, come previsto in questi casi,
trattandosi di paziente invalido non autosufficiente e addebitando
responsabilità ai familiari che per legge non hanno nessun onere;
inoltre non ha mai provveduto ad eseguire un piano di cure da
comunicare all'ASL. Dopo parecchio tempo, i familiari sono riusciti
a trovare un medico disponibile (tutti gli interpellati in Toscana
si erano rifiutati) ad effettuare una valutazione clinica e insieme
alla proposta di cure del medico curante sono stare inviate
all'ASL, al fine di ottenere un idoneo luogo di cura;
l'ASL 5 di Pisa si è espressa di nuovo negativamente confermando
la posizione precedente, non ottemperando ai precetti legislativi
che le impongono di intervenire;
considerato che:
a chiarimento del diritto del sig. Consoli, diritto previsto tra
l'altro dalle leggi sanitarie vigenti, si ricorda in particolare la
legge n. 289 del 2002 che, all'articolo 54, ha confermato i livelli
essenziali di assistenza indicati dal DPCM 29 novembre 2001,
rilevando al comma 2 che: 'Le prestazioni riconducibili ai suddetti
livelli di assistenza e garantite dal Servizio sanitario nazionale
sono quelle individuate all'allegato 1', ovvero anche gli
interventi di riabilitazione e di lungodegenza, nonché quelli
relativi alle attività sanitarie e socio-sanitarie rivolte alle
persone anziane non autosufficienti;
il comitato etico Caregivers di tutela al diritto alla salute ha
accertato, con approfonditi studi sul caso, riconfermando quanto
stabilito dall'articolo 117, comma 2, lettera m, Cost., dove si
ribadisce la potestà legislativa dello Stato nelle materie dei
livelli essenziali delle prestazioni sanitarie da garantire su
tutto il territorio nazionale. Inoltre è intervenuto il difensore
civico della Regione Toscana il quale, in accordo a quanto
comunicato dal Ministero della salute, confermava che hanno diritto
all'assistenza sanitaria ai sensi della legge regionale della
Toscana numero 40 del 2005, articolo 2.1, lettera b, i cittadini
residenti e coloro che hanno diritto all'assistenza sanitaria e
sociale integrate, cui sono assicurati i livelli essenziali di
assistenza, cioè soggetti forniti di domicilio sanitario. Ai sensi
del DPCM del 19 maggio 1995, punto 6.6, numero 3, sono previsti
utenti non residenti con domicilio sanitario nelle USL nelle
diverse tipologie di casi. Pertanto il cittadino che si trova nella
condizione di essere ricompreso negli elenchi dell'ASL dove ha
domicilio sanitario e medico di base, ha diritto a tutti i servizi
erogabili previsti dai l.e.a, e in particolare di essere ammesso ad
assistenza distrettuale e particolarmente di tipo sanitario
residenziale;
il signor Consoli è in possesso di regolare domicilio sanitario,
con tesserino, codice regionale e medico di base, e quindi soddisfa
tutti i requisiti di legge per aver diritto alle cure con
competenza territoriale da parte dell'ASL 5 di Pisa. Ciononostante
la predetta ASL di Pisa si è rifiutata di intervenire, lasciando il
paziente ricoverato per due anni circa in ospedale con gravi danni
psicofisici, esistenziali e a carico dell'erario, sul quale hanno
gravato oneri che potevano essere evitati solo se il cittadino
fosse stato ammesso a godere dei suoi diritti alla salute, con
l'ammissione ad una struttura residenziale idonea. Oneri che
dovrebbero essere fatti gravare su chi ha commesso la palese
violazione dei diritti del signor Consoli, mediante accertamento
delle responsabilità. Resta comunque accertato il danno grave di
violazione del diritto alla salute del signor Consoli, lasciato in
attesa per due anni in condizioni che non si addicono ad un
ospedale pubblico;
il paziente è stato trasferito proditoriamente dall'ospedale S.
Chiara di Pisa, il 12 maggio scorso, dopo appello lanciato dal TG5
dell'8 maggio, in Sicilia presso l'ospedale Cannizzaro di Catania,
contro la propria volontà e senza che venissero informati i
familiari, residenti in Sicilia, ma di fatto domiciliati a Pisa, in
presenza di lesioni al capo e di evidente stato di malessere, dopo
due anni di ricovero in condizioni di privazione della libertà e di
restrizioni che arrivano a violare i diritti umani e della dignità
della persona (articolo 1 della legge 833/78), con lesioni plurime
e continuate riportate all'interno del reparto. Tra le lesioni si
sono riscontrate rottura del setto nasale e rottura dei tendini
della spalla, lesione per la quale non solo non sono stati
informati i familiari, che hanno appreso ciò dall'ospedale di
Catania, ma nessuna iniziativa di cura è stata intrapresa da parte
dell'ospedale S. Chiara, dato che il trauma risale al gennaio 2009.
Si conferma la mancata considerazione della competenza territoriale
dell'ASL 5 di Pisa, che doveva ammettere il cittadino alla prevista
assistenza distrettuale;
la richiesta legale ex articolo 700 c.p.c. al giudice del lavoro
di Pisa, per l'erogazione della prestazione sanitaria al diritto di
cura del signor Consoli, si è conclusa senza esito e la motivazione
ha riguardato difficoltà di interpretazione della normativa di
riferimento;
la mole di denunce e querele presentate alla Procura della
Repubblica di Pisa, dai familiari del signor Consoli e dal citato
comitato sono andate paradossalmente archiviate;
medesimo esposto-denuncia è stato inviato ai Ministeri della
salute, della giustizia e della funzione pubblica, nonché agli
Assessorati regionali Salute della Toscana e della Sicilia, per i
provvedimenti di relativa competenza;
per sapere alla luce dell'allucinante trattamento - ormai
accertato - subito dal signor Carmelo Consoli all'interno
dell'ospedale di Pisa, che ha compromesso la vita familiare ed il
suo stato di salute sin dall'inizio della sua patologia, avendo
subito in particolare per oltre due anni, in conseguenza della
mancata attuazione di continuità assistenziale (richiesta
esplicitamente) una sequela di dinieghi di ricovero in condizioni
dure, con sofferenza accentuata da privazione immotivata della
libertà, divieto di ricevere generi di conforto, sopratutto da
bere, nonostante le autorizzazioni fornite dagli specialisti
dell'ospedale (completano il quadro lesioni personali continuate,
smarrimento di dentiera, occhiali, eccetera, inadempienze cliniche
primarie, dinieghi di accesso alla notizie sanitarie, violenza,
ingiurie, diffamazioni, privacy violata, pressioni psicologiche,
tentativi di dimissione attuati con la forza, atteggiamenti pesanti
che hanno messo a grave rischio lo stato psicofisico del signor
Consoli e dell'intera famiglia, consumata per anni nelle usuranti
cure domiciliai con danni biologici ed esistenziali - ritenendo
questo un evidente caso di eutanasia omissiva), se intendano
avviare con carattere di urgenza, l'apertura di una formale
inchiesta che porti ad accertare responsabilità e motivazioni per
le quali al signor Carmelo Consoli siano stati negati il diritto di
cura e di libertà in violazione di ogni norma nazionale e
regionale, e principalmente della Costituzione italiana». (1007)
LIMOLI
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro,
premesso che:
la Questura di Palermo ha ottenuto da parte dell'Agenzia del
demanio l'assegnazione di alcuni alloggi sottoposti a provvedimento
definitivo di confisca;
per tali immobili l'amministrazione ha sostenuto le spese per il
pagamento delle quote condominiali, per il pagamento dei lavori di
manutenzione ordinaria e straordinaria e per la messa in sicurezza;
nonostante siano trascorsi 15 anni dall'assegnazione alla
Questura, gli immobili non sono stati concessi alle famiglie dei
poliziotti, ma sono rimasti inutilizzati;
considerato che:
la normativa vigente consente l'utilizzo dei beni quali alloggi di
servizio delle famiglie dei poliziotti in condizioni di disagio
economico;
ad oggi, anche se sono trascorsi ben 15 anni, gli immobili non
sono stati assegnati;
ritenuto che:
la possibilità di assegnazione degli alloggi ai poliziotti
determina anche un vantaggio per l'amministrazione, che potrebbe
sgravarsi dall'onere del pagamento delle spese;
nonostante i numerosi solleciti anche da parte delle
organizzazioni sindacali, in particolare del sindacato CONSAP,
l'amministrazione non ha reso noto nessun tipo di chiarimento in
merito alla mancata assegnazione;
il mancato utilizzo dei beni per un tempo così prolungato - 15
anni - ha impedito l'uso degli stessi ed uno spreco di denaro
pubblico;
per sapere quali provvedimenti abbiano posto in essere sul mancato
utilizzo dei beni in oggetto e quale azione intendano adottare per
definire la questione e consentire che gli immobili possano essere
utilizzati per alloggi di servizio alle famiglie dei poliziotti».
(1013)
(L'interrogante chiede risposta scritta)
CAPUTO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale,
premesso che:
è dei giorni scorsi la notizia di un 'ritardo' nella pubblicazione
dei bandi per il concorso dei dottorati di ricerca dell'ateneo
palermitano;
i motivi sembrano risiedere nelle gravi condizioni di dissesto
finanziario in cui versa l'ateneo palermitano, tanto gravi da
essere già state oggetto di segnalazione, nella scorsa estate, alla
Procura di Palermo, la quale ha aperto un'inchiesta;
lo slittamento della pubblicazione dei nuovi bandi comporterà di
certo che molti brillanti laureati palermitani saranno costretti a
compiere fuori Palermo l'esperienza post lauream, abbandonando
l'idea di una carriera nell'ambito accademico palermitano;
ciò comporterà quindi l'esodo dei nostri migliori ricercatori
verso altre regioni o all'estero, con una perdita irreparabile di
'cervelli' che ancora una volta impiegheranno altrove la loro
formazione;
Palermo, già collocata in fondo alle classifiche nazionali di
qualità, confermerebbe questo dato, aggravandolo: saltare un anno
di ciclo di dottorato aumenterà ancora di più questa difficoltà.
Infatti, secondo i nuovi provvedimenti adottati dal Ministro
dell'istruzione, solo gli atenei virtuosi ottengono fondi e
finanziamenti, e sono atenei virtuosi quelli che investono in
programmi e ricerca, e non solo nelle semplici funzioni di tipo
didattico;
c'è dunque da attendersi un ulteriore aggravamento della
situazione;
c'è da chiedere al consiglio di amministrazione dell'ateneo di
Palermo se si tratti davvero di un problema burocratico
amministrativo, tale dunque da potersi risolvere in tempi
brevissimi, oppure se i veri motivi consistano nell'incertezza
totale di reperire le risorse necessarie per bandire il concorso e,
se la seconda ipotesi corrisponda a verità, quali iniziative sono
state messe in campo per reperire i fondi necessari;
è certo comunque che la Regione siciliana non può 'stare a
guardare' inerme lo stato di fatto in cui versa l'Università degli
studi di Palermo e, più in generale, quella siciliana;
altre regioni, al riguardo, come per esempio Sardegna e Puglia,
hanno legiferato a tal favore individuando percorsi di sostegno
alla ricerca e alla formazione post lauream concedendo borse di
studio (aggiuntive o suppletive) al fine di incentivare la
frequenza dei corsi attivati presso gli atenei regionali e
finalizzati al conseguimento del titolo avvalendosi, per lo scopo,
di fondi già esistenti nel campo della formazione;
per conoscere il reale intendimento del Governo circa l'adozione o
meno di interventi finalizzati all'attivazione di borse di studio
(aggiuntive o suppletive) di sostegno alla ricerca e alla
formazione post lauream da concedere ai giovani laureati siciliani
per la frequenza presso gli atenei della Regione». (79)
FARAONE
«Al Presidente della Regione,
premesso che la Sicilia ha perso definitivamente nel 2009 55
milioni di euro del fondo sociale europeo destinati all'ex
Assessorato lavoro e finalizzati alla formazione, alla
riqualificazione professionale per le imprese ed a tutte le misure
di accompagnamento al lavoro;
verificato che l'enorme massa di denaro si è perduta per
l'immobilismo del Governo, che non ha proceduto alla pubblicazione
dei relativi bandi; conseguentemente non sono state selezionate le
proposte ed inevitabilmente non sono state impegnate le risorse
comunitarie;
considerato che proprio il settore dell'occupazione è quello a
causa del quale la Sicilia soffre particolarmente, in particolare
per le misure di accompagnamento al lavoro, e la spesa di risorse
comunitarie certamente avrebbe aiutato tante aziende che oggi si
trovano in crisi;
per conoscere quali provvedimenti urgenti intenda adottare al fine
di scongiurare il ripetersi di questi gravissimi episodi specie in
questo momento di grave crisi economica, onde evitare lo spreco di
ingentissime e preziose risorse pubbliche». (80)
(L'interpellante chiede lo svolgimento con urgenza)
LIMOLI
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
intendono accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che, in data 2 febbraio 2010, è stata
presentata la seguente mozione:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
ai sensi della legge regionale 14 giugno 1983, numero 68, l'ex
Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni e i trasporti
è autorizzato, al fine di garantire la continuità e l'efficienza
dei servizi pubblici di trasporto di persone attraverso il
conseguimento dell' equilibrio economico dei bilanci, ad erogare
contributi annui di esercizio alle aziende pubbliche e private,
agli enti locali ed ai loro consorzi esercenti il servizio di
trasporto pubblico locale di persone di cui al primo comma
dell'articolo 1 della legge 10 aprile 1981, numero 151;
l'articolo 5 della legge regionale numero 68 del 1983, come
modificato dall'articolo 31 della legge regionale 6 febbraio 2008,
numero 1, prevede l'erogazione di tale contributo anche per le
linee tranviali sostitutive di quelle automobilistiche realizzate
dai comuni al fine di diminuire l'impatto ambientale o migliorare
il servizio, gestite in regime di concessione da aziende pubbliche
o private o gestite direttamente, in economia o a mezzo di azienda
speciale, dagli enti locali o dai loro consorzi;
con l'articolo 27, comma 6, della legge regionale 22 dicembre
2005, numero 19, tra l'altro, è stato previsto che, nelle more
dell'approvazione del piano di riassetto organizzativo e funzionale
del trasporto pubblico locale, al fine di assicurare la continuità
del servizio pubblico di autolinee, le concessioni in atto vigenti
accordate dalla Regione e dai comuni ai sensi della legge 28
settembre 1939, numero 1822, e dalla legge regionale 4 giugno 1964,
numero 10, sono trasformate in contratti di affidamento
provvisorio;
a tal fine il contributo erogato dall'Assessorato regionale, a
trimestri anticipati, deve prevedere un corrispettivo pari al
contributo spettante all'azienda per l'anno 2005, calcolato ai
sensi della legge regionale 14 giugno 1983, numero 68, oltre IVA,
ovvero alla somma dei contributi spettanti alle aziende
costituitesi in consorzi o in associazioni temporanee, adeguato
alla dinamica dei dati ISTAT relativi ai prezzi al consumo per le
famiglie di operai ed impiegati dal 1998 al 2004 ed in ragione del
regime fiscale dell'azienda destinataria;
con l'articolo 31 della legge regionale numero 1 del 2008 è stato
aggiunto all'articolo 27 della legge regionale numero 19 del 2005
il comma 6 ter che, in particolare, prevede: 'la spesa autorizzata
per gli esercizi finanziari 2008, 2009 e 2010 per le finalità del
comma 6 è comprensiva di tutti gli oneri relativi ai corrispettivi
previsti dal medesimo comma 6';
il servizio di trasporto urbano del Comune di Messina è affidato
in convenzione all'Azienda trasporti Messina (ATM) cui viene
riconosciuto, nonostante la previsione di cui al richiamato
articolo 31 della legge regionale numero 1 del 2008, esclusivamente
il contributo per le autolinee urbane;
l'Azienda speciale trasporti di Messina (ATM) gestisce in regime
di affidamento, dall'anno 2003, la linea tranviale realizzata dal
Comune al fine di diminuire l'impatto ambientale o migliorare il
servizio, senza tuttavia percepire il relativo contributo calcolato
in euro 4,50 per chilometro;
il perdurare di tale incresciosa situazione ha determinato e
determina gravissime conseguenze finanziarie per l'ente locale e
per l'Azienda trasporti, con comprensibili ripercussioni sul
servizio di trasporto locale;
considerato che, al fine di scongiurare la sospensione del
servizio pubblico, è indispensabile impinguare, tenuto conto della
maggiorazione del contributo, la spesa autorizzata dalla legge
regionale numero 19 del 2005 per gli esercizi finanziari 2008, 2009
e 2010,
impegna il Governo della Regione
a dare piena e concreta attuazione alle modifiche introdotte con
l'articolo 31, comma 3, della legge regionale numero 1 del 2008,
ponendo in essere, con urgenza, tutte le iniziative istituzionali
perchè venga garantita, anche per le linee tranviarie,
l'erogazione, mediante impinguamento della spesa prevista per gli
esercizi finanziari 2008, 2009 e 2010, del contributo previsto
dall'articolo 27, comma 6, della legge regionale numero 19 del
2005». (177)
BUZZANCA-POGLIESE-FALCONE
VINCIULLO-CAPUTO
Avverto che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno della
seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.
Comunicazione relativa all'ordine del giorno numero 261
PRESIDENTE. Comunico che, su precisazione dell'onorevole Dina,
primo firmatario dell'ordine del giorno numero 261 approvato
dall'Assemblea nella seduta numero 137 del 2 febbraio 2010, nel
testo, l'inciso igienista orale' deve leggersi igienista
dentale'.
Pertanto, a seguito di coordinamento finale, il titolo del
suddetto ordine del giorno risulta il seguente Istituzione presso
le aziende sanitarie regionali della figura di igienista dentale'.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Comunicazione del calendario dei lavori parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, allargata ai Presidenti delle
Commissioni legislative permanenti e della Commissione per l'esame
delle questioni concernenti l'attività dell'Unione europea,
riunitasi il 9 febbraio 2010, sotto la presidenza del Presidente
dell'ARS, onorevole Cascio, presenti il Vicepresidente vicario
dell'ARS, onorevole Formica, e il Vicepresidente, onorevole Oddo, e
con la partecipazione dell'Assessore per l'economia, onorevole
Cimino, ha definito all'unanimità la seguente agenda dei lavori
parlamentari in seno alla sessione di bilancio:
Sessione di bilancio
Mercoledì 10 febbraio 2010 : prosecuzione della sessione di
bilancio.
Dalla predetta data riprendono a decorrere i termini previsti
dall'articolo 73 bis del Regolamento. Tuttavia, in considerazione
della circostanza che, ad eccezione della VI Commissione
legislativa permanente e della V Commissione legislativa permanente
(quest'ultima limitatamente alle note di variazione), le
Commissioni di merito hanno già reso il parere di competenza,
l'articolazione della sessione di bilancio è ridefinita secondo il
seguente schema:
Commissioni
Entro sabato 20 febbraio 2010, la V e la VI Commissione, dopo aver
esaminato, per le parti di rispettiva competenza, i documenti
finanziari, sono invitate ad inviare le proprie osservazioni e
proposte alla Commissione Bilancio', nominando altresì un relatore
che partecipi, per riferirvi, alle sedute di quest'ultima
Commissione (articolo 73 ter, comma 3, del Regolamento).
Entro sabato 6 marzo 2010, la Commissione Bilancio' dovrà
concludere l'esame dei predetti documenti (articolo 73 ter, comma
6, Regolamento interno).
Entro martedì 9 marzo 2010 saranno completati gli adempimenti per
la predisposizione e la stampa dei volumi del bilancio e della
finanziaria nei testi esitati per l'Aula.
Aula
Mercoledì 10 marzo l'Aula avvierà la discussione dei documenti
finanziari fino a conclusione dei relativi lavori nella settimana
di riferimento, e comunque in maniera tale da consentire la
pubblicazione in Gazzetta ufficiale della legge di bilancio e
della legge finanziaria entro il termine ultimo del 31 marzo 2010,
data di scadenza dell'esercizio provvisorio.
All'uopo, la Presidenza si farà carico di predisporre un'ipotesi
di organizzazione dei tempi e degli stessi lavori parlamentari ai
sensi dell'articolo 73 bis Regolamento interno.
Salvi gli adempimenti prescritti per la sessione di bilancio,
l'attività parlamentare riguarderà anche i temi di seguito
specificati:
Commissioni
Le Commissioni legislative permanenti si riuniranno nella
corrente settimana (9-11 febbraio) e nella successiva (16-18
febbraio) compatibilmente con i lavori d'Aula, dando comunque
priorità all'esame dei documenti finanziari, nel rispetto dei tempi
già specificati, e poi all'esame dei seguenti disegni di legge
sempreché non comportino nuove o maggiori spese ovvero diminuzioni
di entrate:
- numero 379 «Disposizioni sulla partecipazione della Regione al
processo normativo dell'Unione europea, sulle procedure di
esecuzione degli obblighi comunitari e di attuazione delle
politiche comunitarie»;
- numero 318 «Norme in materia di segretari comunali e
provinciali. Istituzione dell'Albo regionale, dell'Agenzia autonoma
regionale per la gestione dell'Albo dei segretari comunali e
provinciali, e della scuola superiore della pubblica
amministrazione locale della Regione»;
- numero 491 «Ordinamento della professione di maestro di sci»;
- numero 512 «Credito di imposta regionale per l'incremento
dell'occupazione»;
- numero 119 «Norme in materia di bilancio e contabilità»;
- numero 517 in materia di società partecipate dalla Regione;
- i disegni di legge in materia di rifiuti e di semplificazione
amministrativa in riferimento ai quali il Governo ha preannunciato
la presentazione di proprie iniziative legislative;
- numero 508 «Schema di progetto di legge da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto
della Regione recante 'Modifiche al decreto legge 16 settembre
2008, numero 143, convertito con modificazioni dalla legge 13
novembre 2008, numero 181».
L'Aula terrà seduta:
- oggi pomeriggio, oltre che per i disegni di legge già iscritti
all'ordine del giorno della seduta, anche per la discussione della
mozione numero 174 «Iniziative, anche a livello centrale, per
fronteggiare la crisi del comparto agrumicolo siciliano», a firma
dell'onorevole Limoli e altri, nonché di eventuali ulteriori atti
di indirizzo politico ed ispettivi in materia;
- nel corso della corrente settimana (da martedì 9 a giovedì 11
febbraio, ore 16.00) e in quella successiva (da martedì 16 a
giovedì 18 febbraio, ore 16.00) per la prosecuzione della
discussione dei disegni di legge, già iscritti all'ordine del
giorno dell'Aula, numeri 459-386-209-394-404/A «Norme per il
sostegno dell'attività edilizia e la riqualificazione del
patrimonio edilizio» e numero 337/A «Disciplina dell'agriturismo
in Sicilia» (già rinviato in Commissione), nonché dei disegni di
legge numero 270/A «Nuovo ordinamento delle Camere di commercio,
industria, artigianato e agricoltura» e numero 467/A «Misure per il
reinserimento nel mondo del lavoro degli over 50».
Con riferimento alla presentazione di subemendamenti ai disegni di
legge in discussione in Aula, la Presidenza ha comunicato, e la
Conferenza ne ha preso atto, che gli stessi dovranno essere
presentati con almeno un'ora di anticipo rispetto alla loro
trattazione, onde consentirne i necessari approfondimenti.
E' stata infine avanzata richiesta alla Presidenza per la
calendarizzazione della proposta della Commissione speciale per la
revisione e l'attuazione dello Statuto della Regione di non
passaggio all'esame dell'articolato, ex articolo 64 Regolamento
interno ARS, del disegno di legge numero 52 Schema di progetto di
legge costituzionale da proporre al Parlamento nazionale ai sensi
dell'articolo 41 ter, comma 2, dello Statuto recante «Modifiche
dello Statuto della Regione siciliana'», a firma dell'onorevole
Barbagallo e altri.
Al riguardo la Presidenza si è riservata, su richiesta della
stessa Conferenza, di approfondire gli aspetti procedurali connessi
all'applicabilità per analogia dell'articolo 64 Regolamento interno
ad un disegno di legge di modifica dello Statuto ai sensi
dell'articolo 41 ter dello stesso.
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Determinazione della data di discussione di mozioni
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Lettura,
ai sensi e per gli effetti, degli articoli 83, lettera d) e 153 del
Regolamento interno, delle seguenti mozioni:
- numero 175 «Iniziative, a livello centrale, per l'introduzione
nel codice penale italiano del reato di tortura», degli onorevoli
Barbagallo, Leanza Edoardo, Leontini e Lupo;
- numero 176 «Verifica dei criteri di nomina dei dirigenti
generali esterni all'Amministrazione regionale», degli onorevoli
Limoli, Leontini, Mancuso e D'Asero.
Avverto che la determinazione della data di discussione delle
mozioni sopra citate, integralmente riportate nell'ordine del
giorno della presente seduta, è demandata, secondo consuetudine
parlamentare, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
Rinvio del seguito della discussione del disegno «Norme per il
sostegno dell'attività edilizia e la riqualificazione del
patrimonio edilizio esistente» (nn. 459-386-209-394-404/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, informo che per assenza dall'Aula
della Commissione e del Governo nonché per definire gli
emendamenti, il disegno di legge numeri 459-386-209-394-404/A
«Norme per il sostegno dell'attività edilizia e la riqualificazione
del patrimonio edilizio esistente», è rinviato ad altro momento.
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Seguito della discussione del disegno di legge «Disciplina
dell'agriturismo in Sicilia» (n. 337/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto terzo all'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
numero 337/A «Disciplina dell'agriturismo in Sicilia», posto al
numero 2).
Invito i componenti la III Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Onorevoli colleghi comunico che la III Commissione, a seguito del
rinvio ai sensi dell'articolo 121 quater comma 2 del Regolamento
interno, deliberato dall'Assemblea nella seduta numero 136 del 27
gennaio, ha proceduto al riesame del disegno di legge ed ha
approvato gli emendamenti 3, 5, 4.7, 5.4, 6.3, 7.2, 18.3 e A4
trasmettendoli all'Aula.
La Commissione ha altresì espresso parere favorevole sugli
emendamenti 8.1, 17.1, 18.1, 18.2, 20.1 e A3 bis e parere contrario
sull'emendamento 3.2.
La Presidenza pertanto invita i firmatari a ritirare gli
emendamenti superati dagli emendamenti presentati dalla
Commissione. Più avanti saranno citati i numeri degli emendamenti
da ritirare.
Ricordo che avevamo approvato gli articoli 1 e 2. Si riprende
l'esame dell'articolo 3 e dei relativi emendamenti. Avevamo già
approvato l'emendamento 3.1, 3.3, accantonato l'emendamento 3.2 su
cui la Commissione aveva espresso parere contrario.
Comunico che la Commissione ha presentato l'emendamento 3.5:
- «Dopo la parola esistenti' sostituire nell'azienda agricola'
con le parole nel fondo a servizio dell'azienda agricola'».
Il parere del Governo?
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.2:
- «Sostituire interamente il comma 1 con il seguente:
1. Possono essere utilizzati per le attività agrituristiche gli
edifici o parti di essi catastati, non diruti totalmente. Gli
edifici devono essere già esistenti nell'azienda agricola da almeno
trentasei mesi al momento della richiesta del rilascio del
certificato di abilitazione di cui all'articolo 7, comma l.
L'ampliamento della volumetria esistente è consentito, fermo
restando quanto previsto dagli strumenti urbanistici vigenti,
esclusivamente per volumi tecnici e servizi igienici di limitata
dimensione nonché, per le fattispecie previste dall'articolo 23
della legge regionale 27 dicembre 1978, numero 71, agli
imprenditori agricoli. L'ospitalità in spazi aperti per
campeggiatori può essere effettuata anche in strutture
prefabbricate in legno, o altro materiale a ridotto impatto
ambientale e paesaggistico. Detta norma si estende anche alle
aziende agricole insistenti in aree destinate a riserve, con la
limitazione che gli edifici non possono essere ampliati oltre la
superficie ed il volume esistente, fatta eccezione per il
soddisfacimento delle condizioni igienico sanitarie minime
necessarie, realizzazione di nuovi servizi igienici completi di
docce. Gli impianti di depurazione previsti per tali impianti
dovranno essere tali da garantire una depurazione totale delle
acque e un loro completo riutilizzo all'interno della stessa
azienda agricola. l'ospitalità in spazi aperti per campeggiatori
può essere effettuata anche in aree classificate riserva, nei
limiti delle zone identificate come pre-riserva o pre-parco, anche
in strutture prefabbricate in legno, o altro materiale a ridotto
impatto ambientale e paesaggistico. Si dovrà tenere conto per dette
strutture che è vietato l'utilizzo del cemento o di qualunque altro
materiale che possa connotare una modifica definitiva dei suoli, ed
in ogni caso la posa in opera di dette struttura non potrà avvenire
a seguito di eliminazione di piantumazione esistente e
ridefinizione di terrazzamenti o aree coltivate. Si specifica
inoltre, sia per le aree riserva che per le aree agricole libere,
che le strutture utilizzate a fine agrituristico, siano esse fisse
o precarie, non potranno essere soggette a cambi di destinazione a
fine abitativo diverso dall'uso agrituristico, neanche a seguito di
condoni e sanatori e di alcun genere. detto impegno va assunto in
sede di rilascio delle autorizzazioni rilasciati dagli enti
interessati'».
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi permetto di
intervenire perché non mi pare che la volta scorsa ci sia stato un
parere contrario della Commissione, ma era stata manifestata una
perplessità da parte di qualche collega del Partito Democratico.
Per una questione di buon senso abbiamo detto di sospendere ed
accantonare l'emendamento proprio per procedere alla presentazione
di un subemendamento, che carcerasse, eventualmente, quella parola
riserva' e quella frase in cui si prevedono gli ampliamenti per i
servizi igienici degli immobili esistenti, ricadenti in area di
riserva.
Pertanto, chiedo alla Commissione, di rivedere il parere contrario
all'emendamento 3.2, perché si tratta di una norma che accelera con
molta regolarità, tutto l'iter burocratico ed il rilascio di
concessioni, non crea alterazioni al territorio paesaggistico, ma
mette e consente, a chi ha un immobile vicino a zone di riserva, e
vuole fare intrapresa nell'agriturismo, di poterlo fare
serenamente, ed ai campeggiatori di potersi allocare in quelle zone
perimetrate dalla riserva.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone le ripeto, la Commissione ha
trattato l'emendamento ed ha espresso parere contrario.
Sull'emendamento 3.2, comunque, chiedo il parere del Governo?
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, la Commissione ricorda anche al Governo che fino alla
parola paesaggistico' avevamo dato parere favorevole.
Da paesaggistico' in poi c'era un problema che avevano sollevato
gli Uffici, ma fino a paesaggistico' il parere della Commissione
era favorevole.
PRESIDENTE. Onorevole Caputo, il parere della Commissione,
sostanzialmente, è un parere contrario, quindi, non possiamo
ritornare indietro, tengo conto della precisazione che il parere
contrario riguarda la prima parte dell'emendamento.
CORDARO. Signor Presidente, non si può votare mezzo articolo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, col parere contrario della
Commissione e del Governo, pongo in votazione l'emendamento 3.2,
per la parte che va dalle parole da detta norma' al dodicesimo
rigo fino a dagli enti interessati'.
Onorevole Beninati, chiarisco il significato della votazione per
la parte iniziale da possono essere utilizzati' fino a
paesaggistico' la Commissione ha espresso parere favorevole perché
identico al testo già votato. Per quanto concerne la parte da
detta norma' fino a dagli enti interessati' la Commissione ed il
Governo hanno espresso parere contrario. Pertanto, pongo in
votazione questa parte dell'emendamento 3.2.
Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 3.4 del Governo, che così recita:
- «Al comma 2 sostituire le parole Assessorato regionale
dell'agricoltura e delle foreste' con Assessorato regionale delle
risorse agricole e alimentari'».
Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 3, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 4 e dei relativi emendamenti.
Si passa all'emendamento 4.2 che così recita:
- «Al comma 6 sono apportate le seguenti modifiche:
la lettera a), punti 1, 2 e 3, è soppressa;
alla lettera c), la lettera a)' e le parole fermo restando
l'obbligo delle quote minime di prodotto proprio di cui alla
precedente lettera a)' sono soppresse; le parole Tali quote' sono
sostituite dalle parole Tale quota'».
L'emendamento è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato dalla Commissione l'emendamento
4.7, interamente sostitutivo dell'articolo 4, che così recita:
- «Sostituire l'articolo 4 con il seguente:
Articolo 4. Criteri e limiti dell'attività agrituristica - l. Le
attività agrituristiche devono essere esercitate in rapporto di
connessione con l'attività agricola che, in ogni caso, deve
rimanere prevalente. Si considerano agricole anche le forme di
utilizzo dei terreni per le quali è prevista una compensazione
finanziaria da parte dell'Unione europea, nell'ambito della P.A.C.,
fermo restando l'obbligo della sussistenza dell'impresa agricola.
I criteri e i limiti dell'attività agrituristica sono individuati
dall'Assessorato regionale delle risorse agricole e alimentari, con
il decreto previsto dall'articolo 13 comma 1.
2. Ai fini della valutazione sulla prevalenza dell'attività
agricola, è considerato il rapporto fra il tempo di lavoro
necessario per lo svolgimento della stessa e quello
complessivamente assorbito dalle attività agrituristiche. I
relativi criteri di calcolo sono determinati dall'Assessorato
regionale delle risorse agricole e alimentari con il decreto
previsto dall'articolo 13 comma 1, tenendo conto anche dei
fabbisogni di lavoro necessari per la gestione dei terreni secondo
gli usi previsti dalla P.A.C., nonché delle superfici destinate a
bosco e/o soggette a vincoli ambientali e paesaggistici.
3. L'attività di ospitalità deve essere dimensionata in coerenza
con le tipologie dei fabbricati aziendali esistenti ed essere
contenuta entro limiti compatibili con un'offerta di servizi,
differenziati da quelli di tipo turistico-alberghieri, che siano
espressione delle autentiche connotazioni rurali degli ambiti
territoriali interessati. L'attività di somministrazione di pasti e
bevande all'interno dell'azienda agrituristica, è ammessa nei
limiti determinati anche dalla disponibilità della materia prima
agricola aziendale, salvaguardando in ogni caso le caratteristiche
di un'offerta di qualità, rivolta preferibilmente agli ospiti che
soggiornano in azienda, nel rispetto dei requisiti igienico
sanitari.
4. L'attività di somministrazione di pasti e bevande di cui al
comma precedente, nonché le iniziative promozionali e le
degustazioni di cui all'articolo 2, comma 3, lettera c), devono
essere prevalentemente finalizzate alla valorizzazione di:
a) prodotti aziendali propri e prodotti ricavati da materie prime
dell'azienda, anche attraverso lavorazioni effettuate da terzi;
b) prodotti regionali con marchio DOP, IGP, IGT, DOC, DOCG;
c) prodotti compresi nell'elenco nazionale dei prodotti agricoli e
agroalimentari tradizionali;
d) prodotti biologici certificati nel rispetto della normativa
comunitaria, nazionale e regionale vigente.
5. L'attività agricola si considera comunque prevalente, quando le
attività di ricezione e di somministrazione di pasti e bevande
interessano un numero non superiore a dieci ospiti e l'azienda
dispone di almeno due ettari di superficie agricola utilizzata, le
cui caratteristiche sono determinate con il decreto previsto
dall'articolo 13 comma 1.
6. Nell'attività di somministrazione di pasti e bevande i menù
proposti devono essere, in ogni caso, coerenti con le tradizioni
gastronomiche proprie del comprensorio rurale in cui è situata
l'azienda agrituristica.
7. Le attività ricreative o culturali di cui all'articolo 2, comma
3, lettera d), possono svolgersi autonomamente rispetto
all'ospitalità e alla somministrazione di pasti e bevande di cui
alle lettere a) e b) del medesimo comma 3 dell'articolo 2, solo in
quanto realizzino obiettivamente la connessione con l'attività e
con le risorse agricole aziendali, nonché con le attività volte
alla conoscenza del patrimonio storico ambientale e culturale delle
aree rurali, ove ricade l'azienda agrituristica. Le attività
ricreative e culturali per le quali tale connessione non si
realizza, possono svolgersi esclusivamente come servizi integrativi
e accessori riservati agli ospiti che soggiornano nell'azienda
agricola e la partecipazione, anche facoltativa, a tali attività
non può, pertanto, dare luogo ad autonomo corrispettivo'».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Tutti gli altri emendamenti all'articolo 4 si intendono preclusi.
Si riprende l'esame dell'articolo 5.
Comunico che è stato presentato dal Governo il seguente
emendamento 5.4:
- «Al comma 11 dopo le parole può essere ridotto' sostituire le
parole a uno' con le parole alla percentuale del 5 per cento dei
posti letto e comunque non inferiore a uno'».
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Assessore, quando lei, nell'articolo 6 dice per l'attività
agrituristica di alloggio nei limiti di 10 posti letti ai fini
della idoneità dei locali è sufficiente il requisito di
abitabilità', ritengo che sia fuori luogo aggiungere rilasciata a
seguito di valutazioni dell'azienda (sanitaria)' perché forse per
poca conoscenza di chi lo ha scritto, non certamente sua, assessore
Bufardeci, chi glielo ha scritto non sa che l'abitabilità si
rilascia con il parere espresso proprio dalla figura che è il
membro dell'ASL di riferimento.
Per cui è pleonastico e, sinceramente, sarebbe bene toglierlo
perché è un appesantimento della procedura. E' già previsto.
L'abitabilità prevede questo passaggio.
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole e alimentari. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole e alimentari. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, comprendo l'osservazione
dell'onorevole Beninati che è in punto di diritto corretta.
Vorrei, però, spiegare il senso di questo emendamento del Governo,
che è quello di preoccuparsi delle fattispecie nelle quali in
strutture piccole con capacità di alloggio, nei limiti di dieci
posti ci possa essere un problema, per esempio organizzativo
specifico, immobiliare, fisico, oggettivo, dei locali ai fini della
agibilità in ordine ai quali teoricamente, poi, non potrebbe essere
concessa l'agibilità. In quel caso, riteniamo che possa essere
utile, viceversa, la valutazione dell'ASP che deve tenere conto
della sanità e della idoneità dei locali indipendentemente dalla
legittimità ai fini dell'abitabilità, che sono due concetti
diversi.
TERMINE. Allora glielo scriva
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole e alimentari. E'
scritto in questo senso, infatti. E' una prudenza proprio per le
piccole strutture che potrebbero non avere locali ai fini della
agibilità, così come li vorrebbe la norma. Però, non si può
stravolgere un vecchio edificio e, quindi, in quel caso si rimette
all'ASP la valutazione della coerenza storica, se effettivamente
quell'immobile e quel locale è stato storicamente destinato, per
esempio, anche a servizi ai fini della fruizione dell'immobile nel
suo complesso. Questo è il senso dell'emendamento.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Assessore, devo dire che la precisazione, purtroppo, non aiuta a
risolvere il problema che avevo in mente di porre.
Onorevole Bufardeci, dire che le norme prevedono una cosa e
l'azienda sanitaria dovrà valutare se rispettare tale norma,
significa affidare una discrezionalità, tra l'altro non governata
da alcun parametro se non la generica o storicità di un immobile,
che rende il diritto, che deve essere oggettivo, astratto e
generale, una condizione quindi di mera discrezionalità per cui si
nega un principio che deve essere, appunto, un riconoscimento di un
diritto o meno.
Mi permetto di suggerire che questo emendamento più che risolvere
il problema, lo aggrava.
Ripeto, qual è il confine di questa discrezionalità che
attribuiamo all'azienda? Che poi, l'azienda è una persona che dovrà
mettere un nulla osta, ma sulla base di quale convincimento?
Amicale? Diventa una cosa complicata.
Suggerirei, quindi, il ritiro di questo emendamento da parte del
Governo.
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole e alimentari. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole e alimentari. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, ho cercato di rappresentare tutto
ciò.
Capisco che l'assegnazione possa ingenerare un qualunque dubbio,
una qualunque discrezionalità e quindi, per evitare ulteriori
polemiche, il Governo ritira l'emendamento 5.2.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
APPRENDI, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà .
APPRENDI, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, poiché
abbiamo discusso parecchio questo emendamento, credo che ci si stia
riferendo al comma 1 dell'articolo, in quanto in questo comma le
norme igienico-sanitarie acquisiscono come parametro quelle di un
normale appartamento e non credo che in un normale appartamento sia
previsto l'accesso al disabile come normato, pur avendone il
diritto.
Adesso interrogo me stesso, perché l'abbiamo approfondito per
questa tipologia di attività.
PRESIDENTE. Onorevole Apprendi, accantoniamo l'emendamento 5.2 che
così recita:
- «Al comma 6 dopo la parola abitabilità' aggiungere rilasciato
a seguito di valutazione dell'Azienda sanitaria provinciale
competente per territorio che valuterà la sanità e l'idoneità degli
ambienti proposti in coerenza con la struttura e la storicità
dell'immobile'».
Onorevoli colleghi, vediamo se con una riscrittura e con una
verifica da parte degli uffici sia possibile fare qualcosa di utile
per quanto concerne poi l'efficacia della norma.
L'emendamento 5.2 è accantonato.
Si passa all'emendamento 5.1, del Governo che così recita:
- «Al comma 10 sostituire le parole Assessorato regionale della
sanità con Assessorato regionale della salute ».
Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 5.1. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.4, del Governo che così recita:
- «Al comma 10 sostituire le parole Assessorato regionale
dell'agricoltura e delle foreste con Assessorato regionale delle
risorse agricole e alimentari ».
Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 5.3 che così recita:
- «Al comma 11 sostituire la parola uno' con il 10 per cento
dei posti letto'».
Se l'onorevole Corona ha letto l'emendamento 5.4 della
Commissione, sarà d'accordo a ritirare l'emendamento 5.3.
CORONA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 5.4, della Commissione. Il parere del
Governo?
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Favorevole.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 5.4. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'articolo 5 è accantonato.
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6
Disciplina amministrativa
1. All'esercizio dell'attività agrituristica si applica quanto
previsto dal comma 1 dell'articolo 6 della legge 20 febbraio 2006,
numero 96 e successive modifiche ed integrazioni.
2. Per l'esercizio dell'attività agrituristica, è necessario
presentare una comunicazione d'inizio attività al comune nel cui
territorio ricade l'immobile aziendale interessato, come disposto
dall'articolo 14 della legge regionale 26 marzo 2002, numero 2.
Alla comunicazione d'inizio attività è allegata la seguente
documentazione:
a) relazione agrituristica e certificato di abilitazione di cui
all'articolo 7, comma 1;
b) indicazione del periodo di apertura e delle tariffe che si
intendono applicare;
c) dati catastali dell'immobile destinato all'agriturismo,
relativi ad una delle categorie catastali previste per le attività
agricole e connesse, nonché provvedimento di classificazione
agrituristica nei casi previsti dall'articolo 10, comma 2;
d) indicazione degli estremi dell'eventuale accreditamento
aziendale di cui all'articolo 7, comma 2, esclusivamente per le
aziende e fattorie didattiche.
3. Il comune, compiuti i necessari accertamenti, può, entro
quarantacinque giorni, formulare rilievi prevedendo i relativi
tempi di adeguamento senza sospensione dell'attività in caso di
lievi carenze e irregolarità. Nel caso di gravi carenze e
irregolarità, il comune può disporre l'immediata sospensione
dell'attività sino alla loro rimozione da parte dell'interessato,
opportunamente verificata, entro il termine stabilito dal comune
stesso. I tempi di adeguamento assegnati non possono essere
inferiori a trenta giorni.
4. Entro sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione
d'inizio attività, il comune notifica all'operatore agrituristico e
all'Assessorato regionale dell'agricoltura e delle foreste i limiti
e le modalità di esercizio dell'attività agrituristica, compresa la
durata minima di apertura annuale di cui all'articolo 9. Tali
limiti e modalità non possono eccedere quelli previsti dal
certificato di abilitazione di cui all'articolo 7.
5. In caso di trasferimento dell'azienda agricola, il nuovo
titolare è autorizzato, dopo aver comunicato all'Assessorato
regionale dell'agricoltura e delle foreste e al comune competente
l'avvenuto trasferimento, alla prosecuzione dell'attività
agrituristica, per non oltre novanta giorni, sulla base di
specifica autocertificazione attestante il possesso dei requisiti
previsti dalla normativa vigente. Il subentro in via definitiva è
subordinato all'acquisizione del certificato di abilitazione di cui
all'articolo 7 e all'aggiornamento della comunicazione d'inizio
attività o dell'autorizzazione agrituristica da parte del comune.
6. Qualsiasi variazione intervenuta delle attività in precedenza
autorizzate o relativa alle superfici agricole coltivate, deve
essere comunicata, entro sessanta giorni, all'Ispettorato
provinciale all'agricoltura competente per territorio e al comune,
confermando, sotto propria responsabilità, la sussistenza dei
requisiti e degli adempimenti di legge.
7. L'esercizio dell'attività agrituristica non comporta modifica
della destinazione d'uso agricolo degli edifici interessati».
Comunico che all'articolo 6 sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
- dagli onorevoli Corona, Leontini e Torregrossa:
- emendamento 6.2:
«Al comma 2, lettera b) dopo la parola apertura' aggiungere le
parole non inferiore a sei mesi per anno solare'»;
- dal Governo:
- emendamento 3.4:
«Ai commi 4 e 5 sostituire le parole Assessorato regionale
dell'agricoltura e delle foreste', con Assessorato regionale delle
risorse agricole e alimentari'»;
- emendamento 6.1 bis:
«Al comma 4 dopo le parole delle foreste' aggiungere le parole
l'autorizzazione relativa a'»;
- dalla Commissione:
- emendamento 6.3:
«Il comma 2 dell'articolo 6 è così sostituito:
Per l'esercizio dell'attività agrituristica, è necessario
presentare una comunicazione d'inizio attività al comune nel cui
territorio ricade l'immobile aziendale interessato, come disposto
dall'articolo 14 della legge regionale 26 marzo 2002, numero 2. La
documentazione da allegare alla comunicazione di inizio attività è
individuata con il decreto previsto dall'articolo 13 comma 1.'»;
-subemendamento 6.3.1, interamente sostitutivo dell'emendamento
6.3:
«Per l'esercizio dell'attività agrituristica la comunicazione di
inizio di attività, di cui all'articolo 14 della legge regionale 26
marzo 2002, numero 2, da presentare al comune è corredata dalla
documentazione individuata con il decreto di cui all'articolo 13
comma 1».
Si passa all'emendamento 6.2. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.4, del Governo. Il parere della
Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al subemendamento 6.3.1.
CRACOLICI. Sono state citate due leggi, la numero 2 e la numero 6.
Qual è giusta?
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, accantoniamo l'emendamento 6.3.1,
se l'onorevole Caputo non ha niente in contrario, perché credo che
debba essere nuovamente ricontrollato. L'emendamento 6.1 bis verrà
votato successivamente.
Onorevoli colleghi, l'articolo 6 con i relativi emendamenti 6.3 e
6.3.1 è accantonato.
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Articolo 7
Certificato di abilitazione
l. L'imprenditore agricolo che intenda esercitare, in qualsiasi
forma giuridica, una o più attività agrituristiche, è tenuto ad
acquisire un certificato di abilitazione all'esercizio
dell'attività agrituristica rilasciato dall'Assessorato regionale
dell'agricoltura e delle foreste, secondo le modalità dallo stesso
previste. Il certificato di abilitazione è rilasciato entro novanta
giorni dalla richiesta. Decorso tale termine, la richiesta
s'intende accolta a meno di espresso diniego dell'ufficio
competente, secondo le previsioni della legge regionale 30 aprile
1991, n. 10 e successive modifiche e integrazioni. La richiesta può
essere riproposta in relazione a fatti nuovi e circostanze
sopravvenute.
2. L'esercizio delle attività didattiche di cui all'articolo 2,
comma 3, lettera d), può essere sottoposto a specifico
accreditamento dell'azienda agricola, rilasciato dall'Assessorato
regionale dell'agricoltura e delle foreste. Sono fatti salvi gli
accreditamenti rilasciati in data antecedente all'entrata in vigore
della presente legge.
3. Allo svolgimento dell'attività agrituristica si applica quanto
previsto dal comma 2 dell'articolo 7 della legge 20 febbraio 2006,
n. 96 e successive modifiche e integrazioni».
Comunico che all'articolo 7 sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
- dal Governo:
- emendamento 3.4:
«Ai commi 4 e 5 sostituire le parole Assessorato regionale
dell'agricoltura e delle foreste', con Assessorato regionale delle
risorse agricole e alimentari'»;
- dalla Commissione:
-emendamento 7.1:
«Al comma 3 sostituire le parole si applica' con continua ad
applicarsi'»;
-emendamento 7.2:
«Al comma 1 dopo le parole le modalità dallo stesso previste'
aggiungere le seguenti che devono prevedere procedure volte ad
accertare la sussistenza dei requisiti previsti dalla legge anche
in fase progettuale' ».
Si passa all'emendamento 3.4, del Governo. Il parere della
Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 7.2, è quello della Commissione che dobbiamo
necessariamente votare prima dell'emendamento 7.1., così recita:
dopo le parole le modalità dallo stesso previste' aggiungere le
seguenti che devono prevedere procedure volte ad accertare la
sussistenza dei requisiti previsti dalla legge anche in fase
progettuale'.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stiamo
introducendo un albo della professione agrituristica?
Vorrei capire non solo il senso dell'emendamento ma anche
dell'articolo.
In quale albo bisogna essere iscritti per svolgere l'attività
agrituristica? Dove ci si abilita? Da qualche ente deve essere
riconosciuto questo albo?
Addirittura qui si dice: in fase progettuale'. Ma qual è la
connessione tra la struttura che va a realizzare un'attività di
agriturismo ed il gestore?
Qual è la fase progettuale che lega l'attività progettuale in
senso tradizionale con la persona fisica che ne deve gestire od
essere il proprietario?
Questa espressione, mi pare, non risolva nulla.
Da chi viene riconosciuta l'abilitazione?
PRESIDENTE. Onorevole Caputo, credo sia ragionevole ritirare
l'emendamento. Inoltre, gli uffici mi consigliano che
sostanzialmente non risolviamo il problema.
CAPUTO, presidente della Commissione. Dichiaro di ritirare
l'emendamento 7.2.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi la Commissione lo ha apprezzato, e va bene, per
quanto concerne l'emendamento 7.2 c'era il problema di aggiungere
secondo le modalità' e poi seguiva con quanto l'emendamento
recitava.
CRACOLICI. Volevo capire dove si abilita
CAPUTO, presidente della Commissione. Le Camere di commercio
abilitano i soggetti che possono svolgere attività agrituristiche.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi chiedo cosa
abbiamo finanziato nel passato POR, nel passato strumento economico
dei fondi comunitari, se stiamo dicendo che ora stiamo facendo
attività, anzi stiamo abilitando, come dice l'onorevole Cracolici,
qualcosa che fino ad adesso hanno avuto illegittimamente tutti.
Stiamo dando delle regole non tanto alla struttura che deve avere
dei requisiti, stiamo dicendo addirittura che già è regolato chi
deve fare e chi può fare l'agriturismo, oggi stiamo dando un
ulteriore appesantimento delle procedure.
Pertanto, inviterei, ed è paradossale che debba dirlo proprio io,
il Governo a sopprimere l'intero articolo.
GALVAGNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GALVAGNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo il rinvio
del disegno di legge in Commissione.
PRESIDENTE. Onorevole Assessore, valuterei la necessità da parte
sua di un approfondimento per un eventuale ritiro, anzi un
emendamento soppressivo dell'intero articolo 7.
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole e alimentari. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, lo ritengo opportuno anch'io,
perché ho approfondito la questione e non esiste una autorizzazione
della Camera di commercio che abiliti all'esercizio agrituristico.
Più che l'abrogazione dell'articolo 7, chiedere formalmente un
ritorno in Commissione di questo disegno di legge. Scriveteli bene
i disegni di legge perché non si capisce cosa si vuole dire
PRESIDENTE. Dispongo l'accantonamento dell'articolo 7 e dei
relativi emendamenti.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Articolo 8
Obblighi degli operatori agrituristici
1. L'operatore agrituristico è tenuto a:
a) assicurare la reperibilità propria o di un addetto per la
ricezione degli ospiti nei periodi di apertura dell'esercizio;
b) esporre al pubblico, in luogo ben visibile: la comunicazione
d'inizio attività di cui all'articolo 6, comma 2, o
l'autorizzazione rilasciata ai sensi della normativa vigente prima
dell'entrata in vigore della presente legge, una tabella contenente
i prezzi dei servizi praticati; una targa identificativa di cui
all'articolo 10, comma 2;
c) non utilizzare, in ogni forma di comunicazione e pubblicità
dell'attività agrituristica, denominazioni riservate agli esercizi
di tipo turistico alberghiero, di cui all'articolo 3 della legge
regionale 6 aprile 1996, numero 27, compresa quella di turismo
rurale', hotel', resort', albergo rurale';
d) mantenere i requisiti sulla base dei quali è stata attribuita
la classificazione di cui all'articolo 10, comma 2;
e) rispettare i limiti e le modalità per l'esercizio dell'attività
di cui all'articolo 4, nonché quelli notificati dal comune, come
previsto dall'articolo 6, comma 4, o già autorizzati ai sensi della
precedente normativa;
f) rispettare le tariffe di cui all'articolo 9, comma 1;
g) comunicare, con un preavviso di sette giorni, al comune e
all'Assessorato regionale dell'agricoltura e delle foreste
l'eventuale data di cessazione o chiusura temporanea
dell'esercizio;
h) non stipulare con terzi contratti d'affitto dell'azienda
agrituristica aventi scopi estranei alle finalità della presente
legge».
Comunico che all'articolo 8 sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
- dagli onorevoli Corona, Leontini e Torregrossa:
- emendamento 8.1:
«Al comma 1, lettera c) aggiungere alla fine bar, ristorante,
trattoria, pizzeria'»;
- dal Governo:
- emendamento 3.4:
«Ai commi 4 e 5 sostituire le parole Assessorato regionale
dell'agricoltura e delle foreste', con Assessorato regionale delle
risorse agricole e alimentari'»;
- emendamento 8.2:
«Si sopprime la lettera h)».
Si passa all'emendamento 3.4, del Governo. Il parere della
Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
.
Si passa all'emendamento 8.1. Il parere della Commissione?
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ma perché prima di chiedere di
intervenire aspettate che si ponga in votazione?
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le chiedo scusa
ma stabilirei il metodo tradizionale: passare all'esame
dell'articolo ed eventualmente aprire la discussione generale.
Io qui leggo una cosa: nel comma 1, lettera c, precludiamo agli
agriturismo alcune denominazioni, tra cui quella di hotel, resort,
albergo rurale, turismo rurale. Con l'emendamento proposto
addirittura diciamo che alle preclusioni si aggiungono anche il
bar, il ristorante, la pizzeria, la trattoria, eccetera.
Onorevole Assessore, in Sicilia, con legge dello Stato, la 488, i
patti territoriali, l'assessorato regionale per l'agricoltura
eccetera, sono stati finanziati e realizzati agriturismo di
qualità, addirittura anche con la definizione delle stelle, ci sono
agriturismo a cinque stelle, a quattro stelle, adesso mi dicono che
hanno un'altra denominazione: le spighe.
Ho l'impressione che stiamo intervenendo anche su denominazioni
che ci sono in atto, cioè noi stiamo prevedendo oggi, per legge,
che uno che ha realizzato un agriturismo dove c'è un centro resort,
hotel, connesso all'attività di agriturismo dovrà cambiare
denominazione.
Non vorrei che questa norma invece di risolvere il problema ne
crei di più di quelli che pensiamo di risolvere.
Posso permettermi di manifestare un dubbio? Io sono stato venerdì
e sabato presso uno degli agriturismo considerato a cinque stelle,
dove abbiamo svolto un seminario. Mi chiedo, allora, come si
chiamerà dopo che verrà approvata questa legge.
Attenzione, qui rischiamo di aprire una stagione di conflitti che
Dio solo sa dove ci porterà
C'è stato un approfondimento da parte degli uffici su quanto è
realizzato e su quale sia la denominazione del realizzato? O,
invece questa legge ha come obiettivo la mera normalizzazione ed il
livellamento degli agriturismo?
Personalmente, credo che la differenziazione, anche di qualità,
dei diversi agriturismo non sia un fattore negativo, cioè ci
saranno agriturismo di maggiore pregio per la capacità, la
logistica, la location, la residenzialità, i servizi ed altri di
minore pregio, ma non possiamo stabilire che tutti sono uguali
perché si chiamano agriturismo, punto e basta.
Quindi, io non sono un esperto - vorrei che l'Assessore mi
ascoltasse -, può darsi che stia dicendo anche delle sciocchezze e
sono pronto a ritirarle un minuto dopo, però ho la sensazione che
questa norma abbia qualche idea un po' dirigista della Sicilia.
Pertanto, non vorrei, ripeto, che invece di risolvere il problema
di un settore, con l'approvazione di questa norma lo aggravassimo.
Il Governo può dirci se le mie preoccupazioni sono campate in aria
o se invece c'è il rischio che questo sia un problema più serio di
quanto si pensi?
CORONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Cracolici, se posso dare un contributo ai suoi dubbi, vorrei dire
due parole.
Intanto, questa è una legge che è stata predisposta dal precedente
assessore per l'agricoltura, per dare una nuova normativa alla
Sicilia che regoli il settore, recependo una legge nazionale.
E' chiaro che su questa legge la Commissione con i suoi tecnici,
ma soprattutto con il confronto con l'attuale Assessore per le
risorse agricole e alimentari ed i suoi tecnici, ha rivisto in
alcuni articoli il disegno di legge originario. In Commissione si è
convenuto, unanimemente, con lo stesso Assessore che ha recepito
tutte le osservazioni ed anche i vari emendamenti che erano
aggiuntivi, sempre nello spirito di meglio chiarire i termini della
legge e dare una parola chiara, definitiva agli operatori del
settore che aspettano risposte concrete al fine di rilanciare
importanti attività produttive del settore dell'agricoltura, che
possono implementare, all'interno delle loro aziende, un'attività
agrituristica che confina poi sia nel settore dell'accoglienza -
realizzando posti letto e dando un contributo ai fini
dell'incentivazione del turismo nella nostra Regione - sia anche
offrendo la possibilità di consumare dei pasti all'interno di
quelle aziende, quindi opera di ristorazione, in generale.
E' chiaro però che la norma non può - in considerazione del fatto
che questi imprenditori non hanno obblighi derivanti dalla
legislazione sulle strutture alberghiere e sulle strutture dei
pubblici esercizi, quindi bar, ristoranti, pizzerie, eccetera,
tutte le varie definizioni del settore - confondere.
I tecnici e l'Assessorato hanno predisposto il divieto di
utilizzare la parola hotel' perché non può essere assimilabile a
quella legislazione che regola gli hotel.
Lei stesso, assessore Bufardeci, ha precisato che mentre gli hotel
in Italia, patria del turismo, si distinguono per numeri di stelle,
a seconda delle varie categorie, dalla più bassa fino a quella di
lusso, gli agriturismo si configurano, nella loro classificazione,
per il numero di spighe, a seconda della qualità; ma non possono
certamente diventare alberghi perché questi ultimi sono tutt'altra
cosa.
Ci sono norme diverse ai fini igienico-sanitari, ai fini della
sicurezza, ci sono normative che riguardano anche diversi tipi di
contratto di lavoro applicabili agli operatori del settore che
svolgono attività. Qui, invece l'imprenditore agricolo utilizza
anche i dipendenti dell'azienda agricola stessa per portare avanti
questo tipo di attività.
Nella legge si dice che gli agriturismo, che svolgono attività di
accoglienza e di somministrazione di alimenti e bevande, non
possono essere né alberghi né bar, ristoranti, eccetera, perché
anche in questo caso c'è una legislazione ed un contratto di lavoro
diverso che non può essere applicato a questo settore.
Credo che con l'emendamento da noi presentato abbiamo dato un
contributo alla materia, e ricordo che l'emendamento era stato
condiviso sia dalla Commissione che dal Governo.
Assume la Presidenza il vicepresidente Formica
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole e alimentari. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole e alimentari. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, durante l'intervento dell'onorevole
Corona, mi sono ulteriormente accertato.
Si tratta di un articolo che esce dallo studio del Dipartimento,
perché è pacifica la differenza sostanziale che esiste tra
agriturismo e hotel.
Bisogna evitare la confusione con l'hotel, il turismo rurale, il
resort, e l'albergo rurale.
Se c'è qualcuno di questi soggetti che ha avuto un finanziamento
non lo ha avuto per la caratteristica giuridica di cui oggi stiamo
parlando, recependo sostanzialmente la norma nazionale
dell'agriturismo; c'è una differenziazione che anche con
l'emendamento che tende ad evitare l'utilizzazione dei termini o
delle denominazioni bar, ristorante, trattoria pizzeria, è a
garanzia che stiamo parlando di quell'attività economica legata
all'azienda agricola che è agriturismo - fattispecie completamente
diversa rispetto a questa precisazione - che magari potrà apparire
bizantina nel dire che è negato ad usare questo, perché la norma è
sempre positiva.
Si tratta di agriturismo. Non si può dire che è ciò che non è.
Il senso di questo approfondimento è stato fatto, il Dipartimento
mi conferma la bontà tecnica della dizione.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ribadisco quanto
detto da alcuni colleghi che, secondo me, nonostante lo spirito di
collaborazione nei confronti del Governo, in particolare
dell'assessore Bufardeci, questa norma ha un vizio all'origine.
Sono più che convinto che questa norma sia partita come testo,
allora dall'assessore La Via, poi ritengo ci sia stato l'assessore
Cimino, perché per un periodo ha fatto lui l'assessore per
l'agricoltura, che di sicuro l'avrà rivista. Da un mese o due,
l'assessore Bufardeci, anche lui si è trovato questa norma,
sinceramente, non conoscendola. Per cui, a mio modo di vedere, non
è possibile che si scriva in questo modo un articolo 8 quando
bastava scrivere che con successivo decreto, l'Assessore determina
tutto quanto è scritto qui, ma non bisognava creare in una norma
ciò che si dispone generalmente per decreto, altrimenti, è ovvio
che questa norma è difficilmente comprensibile.
Sto leggendo la norma per la prima volta ed invito i colleghi a
farlo perché ognuno di noi demandato a fare le norme risponde della
norma che poi viene pubblicata sulla Gazzetta.
E' possibile che si possa scrivere: esporre al pubblico in luogo
ben visibile la comunicazione di inizio attività di cui
all'articolo 6, comma 2 o l'autorizzazione rilasciata ai sensi
della normativa vigente prima dell'entrata in vigore della presente
legge una tabella '; ma questo è tutto ciò che materialmente viene
già previsto dalle norme di sicurezza, perché è ovvio che tutto
questo debba esistere in un agriturismo, in un hotel.
E' già previsto, non comprendo perché si stia inserendo in questo
comma.
Inoltre, da un lato si dice come si sta facendo con la legge e
nello stesso tempo si richiama la vecchia legge. Ne leggo ancora
un'altra. Rispettare i limiti e le modalità '. E' una
complicazione solo a leggerlo. Io non so chi lo ha scritto.
Obiettivamente, non lo so, ma vi invito a riflettere un attimo
sull'opportunità di riscrivere questo articolo dicendo che
l'Assessore con decreto normerà tutte queste cose, ed abbiamo
terminato. Non usciamo pazzi a capire ciò che, invece, c'è scritto
qui
APPRENDI, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
APPRENDI, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi
rendo conto che ogni volta che si vuole cambiare qualcosa si
suscitino perplessità legittime in ciascuno di noi, quindi,
comprendo i rilievi fatti dall'onorevole Cracolici e da qualche
altro deputato, però vorrei ricordare a tutti ed a me stesso che a
partire dal comma 1 dell'articolo 4 che recita - ne leggo soltanto
una parte -: le attività agrituristiche devono essere esercitate
in rapporto di connessione con l'attività agricola che in ogni caso
deve rimanere prevalente , deve essere ben chiaro di cosa stiamo
parlando; l'agriturismo è agriturismo, il resort è resort, l'hotel
è hotel.
Quindi, ripeto, legittime le perplessità ma credo che con questo
disegno di legge, anche se in alcune parti poteva essere
aggiustato, si voglia accrescere la qualità e chiamare le cose per
nome e cognome.
Questo è il tentativo che stiamo facendo con questo disegno di
legge. Devo dire che ci siamo confrontati con gli uffici, i
funzionari addetti al servizio hanno approfondito la materia e
laddove sono stati riscontrati dei rilievi di nota sono state
apportate alcune modifiche.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE . Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
segnalare che l'ultima lettera dell'articolo che stiamo esaminando,
la lettera h), mi pare che contenga una materia che non possa
essere trattata dall'Assemblea regionale siciliana.
Noi non possiamo entrare nel merito dei rapporti civilistici fra
privati. Mi pare che quanto contenuto nella lettera h), al di là
del merito, sia una norma che rischia di essere impugnata da parte
del Commissario dello Stato.
Propongo quindi l'abrogazione della stessa.
PRESIDENTE. Grazie onorevole De Benedictis, ma pare ci sia un
emendamento correttivo da parte del Governo.
COLIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COLIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho partecipato ai
lavori della Commissione di merito ed in quella sede non sempre
siamo stati d'accordo sulle cose che facevamo e che si
prospettavano.
Onorevole Cracolici, vorrei far rilevare, a mio avviso, un
problema di fondo, e cioè che vi è un'attività agrituristica a
prevalente attività agricola e, pertanto, l'aspetto turistico è un
aspetto secondario, e vi è un'attività agrituristica a prevalente
attività turistica piuttosto che agricola. Pertanto, in effetti ci
troviamo in questa situazione.
Tant'è vero che ho posto un problema: l'attività prevalente
agricola così come viene considerata in questa legge nei casi in
cui prevede 60 posti letto è di tutta evidenza che presuma possa
essere realizzata una struttura con 60 posti letto soltanto in aree
grandissime ed estesissime, giammai in un ambiente che è magari più
piccolo e che possa consentire all'imprenditore di esercitare tale
attività.
Vorrei inoltre chiedere all'onorevole Corona con il quale ci siamo
confrontati sul tema, se noi non scrivessimo la parola bar', se
non scrivessimo la parola ristorante', se non scrivessimo la
parola trattoria', di fatto, l'esercizio della somministrazione
dell'alcool, dei pasti, delle attività di ristorazione e di
quant'altro, visto che è sempre la medesima, cosa cambierebbe, cosa
avremmo risolto?
Ecco, a me convince ciò che ha sostenuto l'onorevole Beninati,
allorquando propone di cassare l'articolo in esame, in modo tale
che con giudizio, equilibrio e buon senso l'Assessore possa poi con
successivo decreto predisporre un'articolazione più equilibrata e
più saggia e non invece troppo restrittiva e contingente Mi
sentirei dunque di proporre di cassare e di delegare l'Assessore ad
un successivo decreto che normi successivamente la materia.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vorrei fare una proposta sul
prosieguo dei nostri lavori.
Era stato stabilito nella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari che intorno alle diciannove di stasera dovevamo
comunque sospendere l'Aula per incardinare la discussione della
mozione sull'agricoltura. Se ci sono ancora molti interventi, e
visto che siamo arenati a quanto pare su questa norma che è apparso
in maniera chiara che ha bisogno di ulteriori approfondimenti,
direi, dopo gli interventi degli onorevoli Cracolici e Buzzanca, di
sospendere anche per incardinare la mozione e contestualmente dare
la possibilità alla Commissione di merito di valutare gli
emendamenti che sono stati presentati, gli approfondimenti che ci
sono da fare e stabilire, poi, il prosieguo del cammino di questa
norma o di ciò che bisogna fare.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, purtroppo devo
manifestare - mi rendo conto che ciò che sto per dire possa urtare
la sensibilità dei colleghi che hanno lavorato nella Commissione di
merito - alcune perplessità ed esternare parte dei miei
ragionamenti a rischio anche di una semplificazione eccessiva che
però, devo dire, siccome sono fatto così, non posso trattenermi dal
farlo. Onorevoli colleghi, vorrei che valutassimo quindi le cose
anche da semplici cittadini che devono interpretare una legge.
Allora faccio un esempio. Al di là della lettera h) che si spera
venga soppressa, è riportato all'articolo 8 che tra gli obblighi
degli operatori agrituristici, c'è quello di rispettare le tariffe
di cui all'articolo 9, comma 1'; vado all'articolo 9, comma 1, del
testo in esame e non ci sono le tariffe che vengono individuate
all'articolo precedente. Quindi si dovrebbe rispettare cosa?
Lo dico perché ho la sensazione che l'arzigogolìo di una norma che
vuole entrare in un dettaglio eccessivo e anche - permettetemi di
dirlo - con una visione un po' pauperista' dell'agriturismo, in
quanto in Sicilia non c'è solo l'agriturismo rappresentato da un
terreno di un ettaro dove è ubicata una casetta con cinque posti
letto per il sabato e la domenica, ci sono in Sicilia, e mi auguro
ci saranno in futuro, strutture nate, non come diceva l'onorevole
Colianni prevalentemente a scopo turistico - tanto più in una
regione in cui l'agricoltura da sola non è in grado, probabilmente,
di reggere le sfide della globalizzazione - ma ci sono, connessi
alle attività agricole, servizi per il turismo che forniscono
all'agriturismo una qualità medio-alta.
Ho la sensazione - ripeto - che l'eccessivo dettaglio sia
costruito su un modello del servizio ridotto, del piccolo servizio
e non della struttura di ricezione agrituristica che ha un livello
anche di complessità, di qualità.
Insomma, la vedo così. Ci sono strutture agrituristiche in cui
l'addetto alla reception non è un bracciante agricolo, ma una
persona che espleta quell'attività e parla tre, quattro lingue in
rapporto ad un mercato dell'agriturismo internazionale.
Ho la sensazione che questo provvedimento finirà per avere un
calibro che, probabilmente, rappresenterà un segmento del sistema e
non l'insieme del sistema.
Ecco perché, Assessore, lo ripeto, l'altra volta ci siamo fermati
con l'obiettivo di semplificare questa norma.
Io allora dissi, con una battuta: visto che il testo di legge
prevedeva l'olio d'oliva, nell'ipotesi in cui si dovesse utilizzare
l'aceto balsamico nelle pietanze che vengono servite in un
agriturismo, ciò potrebbe costituire un elemento di reato o no,
visto che l'aceto balsamico è prodotto a Modena e non in Sicilia?
Ora, io riporto la barzelletta dell'aceto balsamico per dire che
quando si entra in un livello tale di dettaglio, il legislatore
farebbe bene a lasciare poi...
MANCUSO. Onorevole Cracolici, può fare solo lei una proposta
seria?
CRACOLICI. No, io non voglio fare alcuna proposta, vorrei che
facessimo una legge che serva, non una legge che poi ci creerà più
problemi
Ho la sensazione - insomma io la vivo così - che questo
provvedimento rischi di creare più problemi di quanto ne possa
risolvere.
In ogni caso, ancora ora non ho capito: l'iniziativa
dell'Assessore precedente nasceva per quale obiettivo? Quale era
l'obiettivo di fondo? Normare un settore che oggi non è normato? O
piuttosto riformare un settore i cui i livelli di qualità sono così
complessi che la norma di riferimento che esisteva non è più in
grado di soddisfare e di rispondere a questo tipo di esigenze?
Questo ancora non l'ho capito.
Detto ciò, visto che il Presidente dell'Assemblea propone di fatto
di fermarci a quest'articolo, che non ho capito a questo punto se
conviene approvare o meno, visto che c'è un ulteriore elemento di
riflessione che secondo me è utile fare, ed a questo proposito mi
era stato detto che il Governo e la Commissione avevano lavorato
per una semplificazione del testo, devo dire onestamente che non mi
pare si sia giunti finora ad una semplificazione.
BUZZANCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, so bene che in
questo momento la Sicilia ed i siciliani aspettano questa legge
sulla quale sono riposte molte aspettative. E so bene che dobbiamo
andare incontro alle legittime richieste, alle legittime ambizioni
delle categorie produttive che in questo momento aspettano tale
legge.
Francamente, non riesco a raccapezzarmi e mi è venuto un dubbio,
Assessore, un dubbio che desidero chiarire insieme a lei, al
Governo ed all'Assemblea. Ma questa legge è fatta per agevolare
l'agriturismo o per complicare la vita agli operatori del settore?
Perché di questo si tratta
Leggendo anche sommariamente l'articolato ci rendiamo conto che
questa norma complicherebbe notevolmente il percorso che poi deve
portare al contrario ad agevolare chi si vuole cimentare nel
settore, chi vuole dare in qualche maniera risposte, chi vuole
alzare il livello della qualità dell'agriturismo in Sicilia, non
dimenticando che siamo una Regione che ha questa vocazione.
La Sicilia è una regione che ha questa fortissima vocazione
turistica e che sa coniugare turismo ed agricoltura, anche a
Fiumedinisi, onorevole De Luca.
Mi rendo conto però, per esempio, che all'articolo 8, lettera g) è
riportato comunicare con un preavviso di 7 giorni al Comune e
all'Assessorato regionale dell'agricoltura e delle foreste
l'eventuale data di cessazione o chiusura temporanea
dell'esercizio'.
Questo è un elemento che non può essere normato, ma che deve
essere oggetto di decreto. Lei sa che, per esempio, la chiusura
temporanea deve essere perfettamente motivata altrimenti si
arriverebbe alla conseguenza nefasta, negativa che soprattutto
nelle zone a maggiore richiesta turistica ed a maggiore produzione
turistica, penso alle isole Eolie, ciascuno degli operatori si fa
tranquillamente la stagione e poi con sette giorni di preavviso,
senza motivazione, può decidere di chiudere.
Onorevole Assessore, credo che il percorso fin qui seguito ci
abbia portato ad accantonare 3 su 4 articoli discussi. Ritengo,
dunque, che non sia questa la strada giusta da perseguire.
Cerchiamo viceversa un percorso che sia condiviso, perché è
evidente che tutti quanti vogliamo migliorare la legge ed è
evidente che vogliamo fornire ai siciliani uno strumento
legislativo che sia operativo, che non sia un groviglio di norme
che magari stridono fra di loro e non consentono poi a chi vuole
legittimamente operare nel settore di poterlo fare con
tranquillità.
Tutto ciò volevo significare, volevo dire all'Assemblea: portiamo
avanti una norma che sia finalmente aderente ai bisogni reali dei
siciliani.
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole e alimentari. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Ringrazio tutti i colleghi che si stanno impegnando per migliorare
un testo visto che, certamente, come tutti i disegni di legge che
si presentano all'attenzione dell'Aula, è migliorabile. Però, non
vorrei che eccedessimo perché, anche nei confronti dell'onorevole
Cracolici, vorrei dire che non trovo niente di contraddittorio per
quanto riguarda il rispettare le tariffe che sono richiamate
all'articolo 9 nel quale si fa riferimento alla comunicazione al
comune e all'assessorato.
La logica della comunicazione sta a significare che ci attendiamo
da parte di tutti una capacità di promozione all'esterno di quello
che offriamo al potenziale turista, visitatore o allo stesso
siciliano, come comunicazione. Tanto è vero che la data è quella
del 31 ottobre dell'anno, ma vale per l'anno successivo per potere
pianificare. Non c'è contraddizione però
CRACOLICI. Se non la rispetti c'è una sanzione?
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole e alimentari. Sono
previste, eventualmente, successivamente le sanzioni. Ma in ogni
caso per quanto riguarda l'intero articolo 8 non ho alcuna
difficoltà a sostituirlo con un subemendamento che dia la facoltà
all'assessore attraverso un decreto di regolare le modalità di
svolgimento dell'attività.
BENINATI. Lo dica, è il mio, io l'ho aiutata.
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Condivido quello che ha detto l'onorevole Beninati.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevole Assessore, onorevoli colleghi, vorrei fare, se è
possibile, un attimo di chiarezza sull'iter di questo disegno di
legge in Aula perché non vorrei che surrettiziamente passasse il
messaggio che l'Assemblea regionale, o una parte di essa, voglia
contrastare lo sviluppo dell'economia siciliana.
L'agriturismo ha già una disciplina. Il settore è normato, dunque
può continuare ad operare. Volevamo, immaginavamo e continuiamo ad
immaginare una disciplina che semplifichi l'attività per portare a
compimento un iter che agevoli un percorso a favore di uno
sviluppo.
Che poi si chiamino agriturismo, hotel o resort o in maniera
diversa questo diventa secondario. Però, signor Presidente, qui
oggi è stato fatto l'elenco delle anomalie e delle contraddizioni
che sono contenute all'interno di questo disegno di legge. Ciascuno
ci ha messo la sua.
Certo, io non sono bravo come l'onorevole Cracolici che riesce a
fare prima un intervento da oppositore e poi un intervento da
Governo. Io sono all'opposizione e, quindi, devo avere maggiore
rigore nel vaglio dei disegni di legge. Devo stare più attento e
devo cercare, nell'interesse dei siciliani, di fare in modo che
siano esitati disegni di legge fatti bene.
E, allora, uno per tutti, aggiungo anche io una chicca. E' a mio
parere impossibile immaginare che una norma come questa possa
prevedere che l'agriturismo abbia, ai fini dell'agibilità, la
stessa disciplina delle abitazioni private.
Mi chiedo: ma perché nelle abitazioni private è disposto per
legge, ad esempio, l'ingresso per i diversamente abili? E' chiaro
che ognuno a casa sua decida come organizzarsi a seconda che abbia
o meno questa evenienza. Ma un agriturismo non può, ai fini
dell'agibilità, avere, prevedere le stesse norme per le abitazioni
private E allora, conoscendo la competenza del presidente Caputo,
del vicepresidente Apprendi, e dell'assessore Bufardeci,
conoscendoli ed avendo stima di loro, credo che la proposta della
Presidenza dell'Assemblea sia sensata.
Noi dobbiamo fermarci perché, nonostante i tentativi fatti da
ciascuno di noi per trovare delle soluzioni ad errori che credo
siano stati commessi ab origine, non è possibile continuare ad
andare avanti così, perché, come è stato giustamente detto da
alcuni colleghi che mi hanno preceduto, su 5-6 articoli, tre sono
stati accantonati incentivando delle dinamiche che sono di
straordinaria importanza, io direi essenziali, per il buon esito di
questa norma.
Credo sia più opportuno quanto meno sospendere la discussione,
rinviare il testo in Commissione di merito in modo che la prossima
settimana giunga in Aula nel complesso un testo più organico e più
coerente.
Credo che dovremmo avere il coraggio di dire che questo disegno di
legge deve tornare in Commissione. Ma, se non lo vogliamo fare,
perché è un disegno di legge che non comporta spesa e quindi in
questa fase di esercizio provvisorio abbiamo la possibilità di
esitarlo, fermiamoci.
Signor Presidente, a nome del Gruppo UDC, accogliamo dunque la sua
proposta: fermiamoci e andiamo alla settimana prossima e cerchiamo
di fare un cosa più seria e coerente.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata ad oggi,
martedì 9 febbraio 2010, alle ore 19.15, con il seguente ordine del
giorno:
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
I -Comunicazioni.
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d), e 153 del Regolamento interno, della mozione:
- numero 177 «Iniziative al fine di garantire la continuità
del servizio di trasporto pubblico locale mediante
linee tranviarie».
BUZZANCA - POGLIESE - FALCONE
VINCIULLO - CAPUTO
III - Discussione unificata di mozione e di interrogazioni,
concernenti il tema della crisi del comparto agrumicolo.
IV - Discussione dei disegni di legge:
1) - «Norme per il sostegno dell'attività edilizia e la
riqualificazione del patrimonio edilizio» (numeri 459-386-209-394-
404/A) (Seguito)
Relatore: onorevole Caronia
2) - «Disciplina dell'agriturismo in Sicilia» (numero 337/A)
(Seguito)
Relatore: onorevole Apprendi
La seduta è tolta alle ore 18.53.
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO:
Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica Salute'
BOSCO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che:
la globalizzazione, con i suoi spostamenti migratori, spesso
imponenti, ha cambiato radicalmente il panorama sanitario, con
maggiore rilevanza nei Paesi che si trovano al centro di questi
flussi di uomini, donne e bambini;
tra le diverse problematiche che tale fenomeno sociale su scala
mondiale porta con sé vi è l'insorgenza di nuove affezioni, anche
Epidemiologiche, o il ritorno di malattie che in Italia erano
ormai scomparse;
rilevato che il bisogno di un nuovo approccio al tema delle
malattie infettive, reintrodotte nel nostro Paese attraverso i
processi migratori, comporta l'urgente necessità di organizzare
una struttura sanitaria in grado di rispondere tempestivamente
alla domanda di cure;
considerato che:
Agrigento e la sua provincia, da parecchi anni rappresentano il
sito privilegiato per lo sbarco di clandestini provenienti da
Paesi dell'Africa;
i nuovi migranti si aggiungono alle numerosissime presenze di
extracomunitari già inseriti nel tessuto socio-economico della
provincia di Agrigento, provenienti anche dai Paesi dell'Est
europeo;
sottolineato che, a fronte di una siffatta composizione sociale
multietnica, non esiste presso il nosocomio agrigentino un reparto
specifico per le malattie infettive;
ricordato che:
l'azienda ospedaliera agrigentina, nel corso degli ultimi anni,
si era attivata per reperire gli spazi idonei per ospitare un
reparto di malattie infettive;
i locali individuati sono stati inaugurati per ben due volte, ma
che il reparto non è stato reso mai operativo;
ritenuto indispensabile e indifferibile provvedere all'apertura
di un reparto di malattie infettive che sia di servizio per
Agrigento e la sua provincia;
per sapere quali provvedimenti urgenti intendano adottare per
l'istituzione di un reparto malattie infettive presso l'azienda
ospedaliera di Agrigento;
quali iniziative intendano intraprendere al fine di dare
immediata operatività al predetto reparto». (503)
Risposta. - «In ordine all'interrogazione numero 503 con la quale
l'onorevole Bosco chiede interventi urgenti per l'attivazione del
reparto di medicina preventiva delle migrazioni presso l'ospedale
San Giovanni di Dio di Agrigento, si precisa che, a seguito delle
note vicende riguardanti le criticità strutturali degli edifici del
predetto complesso ospedaliero con conseguente sequestro
cautelativo da parte dell'Autorità giudiziaria ed attesa la
necessità di dare seguito agli impegni assunti in ordine ai
progetti di sperimentazione in parola, con decreto assessoriale del
31 agosto 2009 è stato disposto il subentro dell'A.R.N.A.S. Civico
di Palermo all'Azienda ospedaliera San Giovanni di Dio' di
Agrigento nella titolarità della convenzione stipulata il 29 giugno
2009 tra quest'ultima e L'Istituto nazionale per la promozione
della salute delle popolazioni migranti e per il contrasto delle
malattie della povertà' (I.N.M.P.), l'Assessorato regionale della
sanità e conseguentemente il trasferimento del Centro regionale di
riferimento per l'I.N.M.P., la cui attività, alla data di adozione
del provvedimento in parola, non era stata ancora avviata.
Successivamente, in data 29 novembre 2009, il Responsabile
scientifico per la Sicilia dell'I.N.M.P. ha dato comunicazione di
avvio delle attività del Centro regionale di riferimento I.N.M.P.
Sicilia presso l'Ospedale Civico - Benfratelli' di Palermo».
L'Assessore
dottor Massimo Russo
D'AGOSTINO. - «All'Assessore per la sanità, premesso che:
con atto deliberativo numero 97 del 19 febbraio 2007, pubblicato
nella GURI Concorsi ed Esami - parte prima - del 15 giugno 2007,
l'azienda USL 1 di Agrigento ha pubblicato un avviso per il
conferimento di incarico di dirigente medico di ortopedia e
traumatologia;
con nota protocollo numero 436 del 13 febbraio 2007
dell'Assessorato Sanità, veniva posto divieto alle aziende
sanitarie di adottare provvedimenti di modifica delle piante
organiche, anche se scaturenti da atti di programmazione regionale
emanati nel tempo, di bandire concorsi per i posti esistenti e
vacanti nelle piante organiche e di adottare delibere di
assunzioni di personale a qualunque titolo e, comunque,
provvedimenti che comportano incrementi di spesa per il personale;
con nota protocollo numero 1099 del 26 marzo 2007
dell'Assessorato Sanità, veniva considerato che eventuali
necessità aziendali dovevano essere sottoposte all'attenzione
dell'Assessorato, il quale, previa verifica, anche su parere
dell'IRS, poteva concedere le relative autorizzazioni. Ma che
comunque le aziende dovevano limitare le richieste di deroga a
casi eccezionali ed urgenti;
con d.a. numero 2831 del 13 dicembre 2007, all'articolo 1,
venivano fissati dei limiti percentuali per i posti resisi
vacanti, e pertanto, ai sensi dell'articolo 2 di detto decreto le
aziende dovevano preventivamente individuare la consistenza e la
tipologia delle figure professionali da assumere;
con d.a. numero 1634 dell'8 luglio 2008, l'articolo 1 ha
sospeso, con decorrenza immediata e fino a nuova disposizione, le
procedure di cui al d.a. numero 2831 del 13 dicembre 2007 inerenti
nuove assunzioni per la copertura parziale del turn over ed i
provvedimenti aziendali adottati dalla data del presente decreto;
l'articolo 2 ha sospeso altresì tutte le procedure concorsuali in
itinere, con divieto di bandire nuovi concorsi e l'articolo 3 ha
stabilito che eventuali eccezionali ed urgenti necessità di
attivazione di procedure concorsuali e/o di reclutamento di nuove
unità di personale erano soggette a preventiva verifica da parte
dell'Assessorato;
con d.a. numero 1821 del 29 luglio 2008, l'articolo 1 ha
disposto la sospensione di ogni provvedimento amministrativo
attinente il conferimento di incarichi dirigenziali;
con d.a. numero 2190 del 10 settembre 2008 ha integrato il d.a.
2831 del 13 luglio 2007 disponendo che eventuali mobilità extra
regionali doveva essere confidata quale nuova assunzione;
la figura professionale richiesta con il concorso in premessa
può essere ricoperta, senza aggravio per la spesa sanitaria, dal
dottor Antonino Assenso, già presente nella pianta organica
dell'azienda USL 1, con le funzioni di direttore di ortopedia,
presso il presidio ospedaliero di Ribera, e che l'unità operativa
da lui diretta è stata chiusa per carenza di personale dall'1
agosto 2008;
considerato che:
l'azienda USL 1 di Agrigento, a conclusione dell'iter
concorsuale in premessa, in dispregio alle disposizioni
assessoriali di cui sopra, con atto deliberativo numero 473 del 22
settembre 2008 ha conferito incarico quinquennale di direttore
medico di ortopedia e traumatologia;
considerato che l'atto emesso è in palese contrasto con tutte le
disposizioni emesse in relazione al contenimento della spesa
sanitaria;
per sapere se non ritenga opportuno, in autotutela per
l'amministrazione, revocare la delibera numero 473 del 22
settembre 2008 emessa dall'azienda USL 1 di Agrigento.». (518)
Risposta. - «In ordine all'interrogazione numero 518 con la quale
l'onorevole D'Agostino chiede notizie circa il conferimento di
incarico di dirigente medico di ortopedia e traumatologia
dell'azienda U.S.L. 1 di Agrigento, si rappresenta quanto segue.
Con delibera numero 1 del 7 gennaio 2008 l'Azienda in parola,
preso atto delle cessazioni intervenute nell'anno 2007, ha
individuato la percentuale di turn over attuabile - ai sensi del
D.A. 13 dicembre 2007, numero 2831 - nella misura di numero 14
unità di personale del ruolo sanitario e numero 4 unità di
personale del ruolo amministrativo/professionale.
Con nota assessoriale protocollo numero 211 del 24 gennaio 2008,
l'Azienda U.S.L. 1 è stata autorizzata a procedere alle assunzioni
a tempo indeterminato - previste dalla citata delibera numero
1/2008 - nei limiti delle unità come sopra indicati.
A seguito dell'emanazione del decreto numero 1634 dell'8 luglio
2008, l'Azienda ha sospeso le procedure di immissione in servizio
del personale già individuato con la predetta delibera
numero 1/2008.
Con successiva nota protocollo numero 2120 del 4 agosto 2008
l'Assessorato è intervenuto sulla questione chiarendo che Le
disposizioni relative alla sospensione delle procedure di
assunzione di cui al D.A. numero 2831/2007 non riguardano
provvedimenti già resi esecutivi ai sensi dell'articolo 2 dello
stesso decreto nonché eventuali procedure concorsuali in itinere
per il reclutamento delle figure professionali individuate nei
suddetti provvedimenti esecutivi'.
Pertanto l'Azienda, con nota protocollo numero 12742 del 17
ottobre 2008, ha comunicato di avere perfezionato il procedimento
la definizione delle procedure di immissioni in servizio con
l'indicazione, per le figure professionali interessate, delle
relative delibere, tra le quali con l'atto deliberativo numero 473
del 22 settembre 2008 l'assunzione di un dirigente di struttura
complessa, disciplina ortopedia e traumatologia, P.O. di Licata».
L'Assessore
dottor Massimo Russo
DINA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che:
il contratto collettivo nazionale di lavoro dell'area relativa
alla dirigenza medica e veterinaria del servizio sanitario
nazionale, all'articolo 13, commi 3 e 4, recita testualmente che:
'3. L'assunzione, con la quale si costituisce il rapporto di
lavoro dei dirigenti, avviene mediante la stipulazione del
contratto individuale.
4. Il contratto individuale che è regolato da disposizioni di
legge, normative comunitarie e dal presente contratto richiede la
forma scritta. In esso sono comunque indicati:
(omissis)
d) incarico conferito e relativa tipologia tra quelle indicate
nell'articolo 27, obiettivi generali da conseguire, durata
dell'incarico stesso che è sempre a termine, modalità di
effettuazione delle verifiche, valutazioni e soggetti deputati
alle stesse';
l'articolo 27 del sopraccitato contratto di lavoro dispone che:
'1. Le tipologie di incarichi conferibili ai dirigenti medici e
veterinari sono le seguenti:
a) incarico di direzione di struttura complessa. Tra essi sono
ricompresi l'incarico di direttore di dipartimento, di distretto
sanitario o di presidio ospedaliero di cui al d.lgs. numero
502/1992;
b) incarico di direzione di struttura semplice;
c) incarichi di natura professionale anche di alta
specializzazione, di consulenza, di studio, e ricerca, ispettivi,
di verifica e di controllo';
considerato che:
il decreto assessoriale di cui in oggetto si pone in assoluto
contrasto con il riportato articolo 13 del CCNL e contestualmente
sospende illegittimamente l'efficacia di quanto disposto
all'articolo 27;
in assenza di assegnazione di incarichi, i livelli di
responsabilizzazione dei dirigenti veterinari in servizio presso
l'AUSL 6 di Palermo sono affidati da sempre esclusivamente al
senso di decoro e di responsabilità individuale senza alcun
riconoscimento giuridico ed economico;
l'organizzazione dipartimentale veterinaria esula dalla
rimodulazione della rete ospedaliera e che quindi la 'sospensione
di ogni procedimento amministrativo attinente al conferimento di
incarichi dirigenziali', non trova ragione nel contenuto del
decreto de quo;
le indennità spettanti ai responsabili di UOS (unità operativa
semplice) attingono al fondo, già determinato, dell'azienda USL e
che pertanto non costituiscono alcun incremento di spesa che possa
recare nocumento al piano di rientro;
per sapere:
se non ritengano di dovere intervenire immediatamente emanando
un decreto di modifica che espliciti e sancisca quanto sin qui
esposto;
se non ritengano opportuno consentire il proseguo nell'iter di
conferimento degli incarichi dirigenziali del personale del
dipartimento di prevenzione veterinario della AUSL 6 di Palermo,
già avviato con la selezione per il conferimento di incarichi di
responsabile UOS di cui alla nota numero 361 del 27 marzo 2008».
(539)
Risposta. - «In ordine all'interrogazione numero 539 con la quale
l'onorevole Dina chiede notizie circa la revisione delle
disposizioni del decreto assessoriale 29 luglio 2008 relativamente
ai dipartimenti di prevenzione veterinaria, si rappresenta quanto
segue.
Con il decreto assessoriale numero 1821 del 28 luglio 2008 era
stata disposta la sospensione, sino al 30 ottobre 2008, di ogni
procedimento amministrativo attinente il conferimento di incarichi
dirigenziali presso le Aziende sanitarie siciliane al fine evitare
il sorgere di posizioni soggettive che potessero non risultare
coerenti con la definitiva programmazione regionale.
Con successivo decreto assessoriale numero 2752 del 28 ottobre
2008 le disposizioni di cui al citato D.A. numero 1821/2008 sono
state prorogate fino alla definitiva attuazione della
rimodulazione della rete ospedaliera e territoriale ed al riordino
dell'organizzazione strutturale delle singole Aziende sanitarie con
la definitiva programmazione regionale.', e cioè, di fatto, fino
alla effettiva operatività (1 settembre 2009) delle nuove Aziende
sanitarie (legge regionale numero 5/2009).
Successivamente, con decreto 4 settembre 2009 pubblicato sulla
G.U.R.S. numero 43 del 18 settembre 2009, sono state impartite alle
Aziende Sanitarie Provinciali disposizioni in ordine alla
trasformazione dei contratti di diritto privato dei medici
veterinari in incarichi ambulatoriali ai sensi dell'Accordo
collettivo nazionale 23 marzo 2005 come rinnovato dalla Conferenza
Stato-Regioni in data 29 luglio 2009».
L'Assessore
dottor Massimo Russo
PICCIOLO. - «All'Assessore per la sanità, premesso che:
gli aggregati di spesa per la specialistica ambulatoriale per la
Provincia di Messina risultano ampiamente sottodimensionati
rispetto a quelli delle altre province maggiori (in cui le
tecnologie avanzate sono più diffusamente presenti), con un
impegno di spesa pro capite pari ad euro 54,00 (contro i 72,00 di
Palermo ed i 64,00 di Catania);
a Messina è da tempo disponibile, presso una struttura già
accreditata per il servizio di medicina nucleare, la metodica PET-
CT;
in una propria nota del 4 aprile 2008 l'Azienda USL 5 di Messina
ha rappresentato l'esigenza di avvalersi di tale metodica nel
proprio territorio, precisando che 'dal punto di vista sanitario,
l'acquisizione di tali prestazioni è certamente significativa per
il fabbisogno sanitario della popolazione assistibile (dal momento
che non esiste analoga attrezzatura su tutto il territorio
provinciale)';
attraverso il meccanismo della compensazione, la stessa Azienda
ASL 5 deve comunque farsi carico dell'onere relativo
all'esecuzione di esami eseguiti dai cittadini messinesi fuori
provincia e che nell'anno 2007 tale spesa (certamente cresciuta
nel 2008) è stata quantificata dall'Assessorato Sanità in circa
750 mila euro per le sole prestazioni erogate in Sicilia. A questo
importo sono da aggiungersi i costi (verosimilmente rilevanti ma
al momento non quantificabili) sostenuti per l'esecuzione di esami
presso strutture non siciliane;
numerosi pazienti e diverse associazioni (Tribunale per i
diritti del malato, AIOP) e il sottoscritto interrogante hanno
ripetutamente rappresentato i disagi derivanti da tale situazione,
sollecitando agli organi competenti la più rapida risoluzione
della vicenda, ottenendo rassicurazioni in tal senso;
dalle analisi condotte dall'Assessorato Sanità in ordine alle
prestazioni ambulatoriali ricevute dai cittadini siciliani nel
corso dell'anno 2007, risulta che la mobilità infraregionale
concerne sostanzialmente le prestazioni ad elevato contenuto
tecnologico (radioterapia, medicina nucleare, TAC e risonanza
magnetica), risultando per il resto l'offerta presente in ciascun
bacino provinciale autosufficiente rispetto al soddisfacimento
della domanda degli assistiti residenti in ciascuna provincia.
Dalle stesse analisi è emersa una notevole variabilità di spesa
per analoghe branche specialistiche nelle diverse province
siciliane;
il superamento dell'anzidetta rilevata variabilità di spesa tra
le province e della non omogenea offerta sul territorio rispetto
alla domanda costituisce un obiettivo prioritario del Sistema
sanitario regionale, nel tentativo di rendere omogeneo il livello
dei servizi offerti ai cittadini;
il potenziamento di branche specialistiche ad elevata
complessità tecnologica e/o con rilevanti ricadute terapeutiche
(medicina nucleare, radioterapia, TAC e risonanza magnetica) e
l'avvio di azioni finalizzate al contenimento delle liste di
attesa per prestazioni specialistiche ambulatoriali rappresentano
altresì obiettivi strategici della programmazione sanitaria
regionale per l'anno 2009;
per sapere:
come l'Assessore per la sanità ritenga di intervenire in fase di
determinazione dei tetti di spesa provinciali per la specialistica
convenzionata per l'anno 2009, al fine di poter individuare una
soluzione definitiva alla problematica sopra rappresentata, in
modo da riconoscere ai pazienti messinesi parità di diritti
rispetto ai cittadini delle altre province e valorizzare, così,
adeguatamente - in coerenza con gli obiettivi, ripetutamente
proclamati, della programmazione regionale, - le capacità
assistenziali da tempo disponibili nel territorio, riequilibrando
le risorse economiche del settore, al momento risibili per
Messina, rispetto alle altre ASP». (549)
Risposta. - «In ordine all'interrogazione numero 549 con la quale
l'onorevole Picciolo chiede notizie circa l'incremento degli
aggregati di spesa per la specialistica ambulatoriale nella
provincia di Messina ed in particolare all'insufficiente
assegnazione di risorse per soddisfare la domanda anche per le
prestazioni con metodica PET si rappresenta in via generale che i
criteri adottati da questo Assessorato per l'assegnazione delle
risorse per la specialistica convenzionata esterna sono basati
sulla costruzione del fabbisogno provinciale tenendo conto dei
fatturati storici delle singole strutture e delle branche
esistenti, in ottemperanza del raggiungimento degli obiettivi posti
dal Piano di rientro.
Tuttavia si precisa che questo Assessorato nella determinazione
dell'aggregato di spesa per la specialistica convenzionata della
provincia di Messina ha tenuto conto dell'utilizzo della specifica
tecnologia (apparecchiatura ad alta tecnologia PET-TC allocata
presso una struttura privata accreditata)».
L'Assessore
dottor Massimo Russo
MATTARELLA. - «All'Assessore per la sanità, premesso che:
l'1 luglio 2009 il quotidiano 'Giornale di Sicilia' ha
pubblicato la dichiarazione di un consigliere comunale di Palermo
che sollecita 'una inchiesta amministrativa per capire quali
interessi e grumi si vogliono coprire impedendo al chirurgo Luan
Maxhuni di operare a Villa Sofia';
nella dichiarazione si sottolinea che 'nonostante il giudice del
lavoro abbia dato ragione a Maxhuni - vittima di mobbing - a
questi non è stato ancora consentito di entrare in sala operatoria
e ignoti gli hanno bloccato il lucchetto dell'armadietto con
attack';
per sapere:
se risponda al vero quanto riportato nella dichiarazione
pubblicata dal 'Giornale di Sicilia';
quali provvedimenti siano stati adottati per consentire al
dottor Maxhuni di svolgere finalmente la propria attività, senza
alcun tipo di interferenze;
se il Dipartimento di chirurgia in oggetto sia lo stesso in cui
recentemente è stato promosso direttore il dottor Mandalà, con una
nomina - aspramente contestata a livello sindacale - per la quale
è già stata presentata un'interrogazione urgente alla quale non è
stato fornito riscontro alcuno». (640)
Risposta. - «In ordine all'interrogazione numero 640, con la quale
l'onorevole Mattarella chiede notizie in merito ad iniziative per
consentire al dott. Maxhuni di svolgere la propria attività
nell'ospedale di Villa Sofia (PA), si rappresenta che con la nota
protocollo numero 1 del 14 gennaio 2010 il Direttore generale,
dottor Salvatore Di Rosa, dell'Azienda ospedaliera Ospedali
riuniti Villa Sofia - Cervello' nel comunicare che il predetto
dottor Maxhuni è stato assente per malattia nel periodo dal 23
giugno 2009 al 31 dicembre 2009 e che lo stesso è in quiescenza dal
l'1 gennaio 2010, ha altresì trasmesso una informativa, a firma del
dottor Mandalà, con la quale quest'ultimo comunica che le vicende
giudiziarie (peraltro non attinenti alla mia attività di chirurgo)
sono state definite con esiti completamente ed esaustivamente
favorevoli.', precisando di essere stato assolto d'accusa di
falsa testimonianza per una vicenda risalente negli anni
allorquando ho fatto parte di una commissione di concorso per
l'assunzione di sei chirurghi indetto dalla A.U.S.L. 6 nel maggio
1999.'. Lo stesso Mandalà ha inoltre precisato che La Commissione
tributaria di Palermo ha confermato l'annullamento
dell'accertamento fiscale dell'Agenzia delle entrate che già era
stato annullato in primo grado dalla Commissione tributaria
provinciale'.
Sempre con la stessa nota protocollo numero 1/2010 è stata
trasmessa la relazione protocollo numero 298 del 21 dicembre 2009 a
firma del Direttore dell' U.O. di chirurgia generale e d'urgenza,
dott. Mandalà, con la quale si riferisce in merito alla vicenda
intercorsa con il dottor Maxuni; per migliore conoscenza delle
controdeduzioni del dottor Mandalà, si allega copia della predetta
nota».
L'Assessore
dottor Massimo Russo
«Servizio Sanitario Nazionale
Regione Siciliana
Azienda Ospedaliera
Ospedali Riuniti Villa Sofia - Cervello
Al Direttore
sanitario
del Presidio
Ospedaliero Villa Sofia
dell'Azienda
ospedaliera
Ospedali
Riuniti Villa Sofia - Cervello
Al Direttore sanitario
aziendale
dell'Azienda ospedaliera
Ospedali Riuniti Villa Sofia
- Cervello
Al Direttore generale
dell'Azienda ospedaliera
Ospedali Riuniti Villa Sofia
- Cervello
L O R O S E D I
OGGETTO: Interrogazione parlamentare dell'onorevole Bernardo
Mattarella trasmessa dall'Assessorato Sanità.
Il sottoscritto professore Vincenzo Mandalà, direttore dell'U.O.
di Chirurgia generale e d'Emergenza dell'Azienda Ospedaliera Villa
Sofia - CTO', nel riscontrare la Sua nota di cui all'oggetto,
rileva quanto segue.
Va anzitutto doverosamente premesso, esclusivamente per amore di
verità, che non esistono né sono mai esistiti motivi' che possano
avere impedito o impediscono al dottor Luan Maxuni di espletare la
sua attività di chirurgo a Villa Sofia.
È incontestabilmente vero invece che in un percorso volutamente e
consapevolmente di contrapposizione e di contrasto, finalizzato ad
accreditare la tesi di una condotta caratterizzata da fatti
illeciti in suo danno, il dottor Maxuni torna, ancora una volta, a
lamentarsi di essere stato marginalizzato' ed estromesso
dall'attività chirurgica.
È bene, a questo punto, ricordare la copiosissima corrispondenza
inviata regolarmente alla Direzione generale ed alla Direzione
sanitaria con la quale è stata fornita puntuale informazione sulle
numerose opportunità offerte dal dottor Maxuni di svolgere con
continuità la propria attività in seno all'U.O. di Chirurgia
generale e d'urgenza.
Egli, infatti, è stato inserito nei turni in sala operatoria e,
tuttavia, adducendo motivazioni disparate ha preferito sottrarsi al
suo reinserimento nelle attività dell'U.O. programmate.
Ed ancora, è opportuno precisare che sin dalla fine del mese di
maggio del 2009 e sino ad oggi, salvo brevissimi periodi, il dottor
Maxuni è stato assente per malattia, con le ovvie conseguenze che
ne derivano con riferimento al di lui inserimento nelle attività
dell'Unità Operativa.
Per concludere, il sottoscritto non ha nulla da riferire in ordine
all'increscioso episodio del lucchetto dell'armadietto del dottor
Maxuni bloccato con l'attack.
Può soltanto biasimare e fermamente condannare, come del resto ha
già fatto, un siffatto gesto, auspicando che i rilievi effettuati
sul luogo dalle competenti autorità e le relative indagini possano
condurre a individuare, in tempi brevi, il colpevole.
Distinti saluti.
Il Direttore
dell'U.O.
di Chirurgia generale e
d'urgenza
prof. Vincenzo Mandalà»
PICCIOLO. - «All'Assessore per la sanità, premesso che:
il decreto assessoriale numero 01129/09 del 12 giugno 2009,
relativo alla pianificazione della spesa sanitaria regionale per
l'anno 2009, prevede specificatamente all'allegato 3, le
'indicazioni per l'erogazione di prestazioni di riabilitazione in
regime di ricovero presso gli istituti e le case di cura della
regione';
l'Assessore, nel medesimo decreto, intende specificare, nel
penultimo capoverso del citato allegato, le modalità di ricovero
presso le strutture accreditate per la riabilitazione limitandone
i casi esclusivamente a due evenienze specifiche;
tali evenienze: 1) pazienti provenienti da struttura pubblica o
privata; 2) pazienti provenienti da un reparto per acuti della
medesima struttura accreditata, escluderebbero la possibilità di
ricovero per tutti quei pazienti che necessitano di terapia
riabilitativa non proveniente da reparti ospedalieri per acuti,
come per esempio per i malati curati per varie patologie a
domicilio ed, in un secondo momento, da inserire necessariamente
in specifici piani di riabilitazione;
l'interpretazione letterale della norma creerebbe gravissime
difficoltà logistiche ed operative,
a) dapprima ai malati medesimi, che vedrebbero gravemente
limitata la possibilità di avvalersi, per più cicli e sino al
raggiungimento di un corretto ed idoneo risultato terapeutico, di
strutture specialistiche a tal uopo create;
b) ed anche ai medici di base, i quali si troverebbero nella
impossibilità di proporre, ai pazienti medesimi, un ricovero per
un ciclo di riabilitazione in seguito a trattamenti terapeutici
domiciliari e/o non in continuità con un ricovero ospedaliero per
acuti;
per sapere come ritenga di volere intervenire per meglio
integrare e specificare il predetto decreto nelle parti citate e
ritenute, dall'interrogante, carenti, precisando, anche con
eventuali limitazioni temporali o per patologia, le ulteriori
modalità di fruizione per il ricovero riabilitativo per tutti quei
pazienti i quali, pur non provenendo da reparti ospedalieri o
necessitando di ulteriori cicli terapeutici, anche in tempi
successivi, ovviamente sempre direttamente collegati con la
patologia sofferta, vedrebbero attualmente gravemente limitato il
proprio diritto ad un idoneo e completo trattamento
riabilitativo». (747)
Risposta - «In ordine all'interrogazione numero 747 con la quale
l'onorevole Picciolo chiede notizie circa i criteri adottati nella
redazione del decreto assessoriale numero 1129/2009, relativamente
all'erogazione delle prestazioni di riabilitazione in regime di
ricovero', si rappresenta che con D.A. numero 2059 del 2 ottobre
2009 è stato modificato l'allegato 3 al D.A. numero 1129/2009
introducendo la possibilità di ricovero in reparto di
riabilitazione su indicazione del medico curante, entro quattro
mesi dall'evento acuto e previo parere positivo del medico fisiatra
della struttura identificata dal paziente».
L'Assessore
dottor Massimo Russo