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Resoconto d'Aula della Seduta n. 14 di mercoledì 30 luglio 2008
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   Presidenza del vicepresidente Formica


   FARAONE, segretario f.f., dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo osservazioni,  si  intende
  approvato.

            Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  stati  presentati  i  seguenti
  disegni di legge:

   «Schema   di  disegno  di  legge  per  la  nomina  del  revisore
  contabile  di  Riscossione Sicilia S.p.A.» (165), presentato  dal
  Presidente  della  Regione (Lombardo) su proposta  dell'Assessore
  regionale per il bilancio e le finanze (Cimino) in data 30 luglio
  2008;

   «Norme  per  il  riconoscimento ed il  sostegno  delle  comunità
  giovanili» (166), presentato dall'onorevole Vitrano  in  data  30
  luglio 2008.

     Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                       Commissioni legislative

   PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono  stati
  inviati  alla Commissione legislativa   Bilancio  (II):

   «Rendiconto   generale   dell'Amministrazione   della    Regione
  siciliana  e  delle  Aziende  foreste demaniali  per  l'esercizio
  finanziario 2007» (163),
   presentato  dal Presidente della Regione (Lombardo) su  proposta
  dell'Assessore   regionale per il bilancio e le finanze  (Cimino)
  in data 30 luglio 2008,
   inviato in data  30 luglio 2008;

   «Assestamento  del  bilancio  della  Regione  e   del   bilancio
  dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione siciliana  per
  l'anno finanziario 2008» (164),
   presentato  dal Presidente della Regione (Lombardo) su  proposta
  dell'Assessore  regionale per il bilancio e le finanze   (Cimino)
  in data 30 luglio 2008,
   inviato in data  30 luglio 2008.

                     Annunzio di interrogazione

   PRESIDENTE.  Comunico  che   è  stata   presentata  la  seguente
  interrogazione con richiesta di risposta orale:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il bilancio  e
  le finanze,

   premesso che:

   il  d.m.  n.  40  del  18/01/2008 ha  consentito  l'applicazione
  dell'art.  48 bis del DPR 29 settembre 1973, n. 602, in  tema  di
  blocco  dei  pagamenti  da  parte della pubblica  amministrazione
  qualora si attestino inadempienze esattoriali superiori a euro 10
  mila. Tale disposizione regolamentare è indirizzata all'agente di
  riscossione EQUITALIA SPA e società da essa partecipate, come  lo
  stesso documento identifica;

   il  già  citato  d.m.  n.  40/2008 ha  consentito,  tra  l'altro
  l'applicazione  dell'art. 48 bis del DPR 29  settembre  1973,  n.
  602,  in  tema  di blocco dei pagamenti da parte  della  pubblica
  amministrazione  qualora  si attestino  inadempienze  esattoriali
  superiori a 10 mila;

   considerato che:

   l'inapplicabilità del regolamento di cui al
   decreto  ministeriale n. 40/2008 alla riscossione delle  entrate
  spettanti alla Regione siciliana, affidata dalla l.r. n.  19  del
  22/12/2005,  art.  2,  alla RISCOSSIONE  Sicilia  SPA  -  società
  privata capogruppo della partecipata SERIT Sicilia SPA e non alla
  EQUITALIA SPA o alle società dalla stessa partecipata;

   il  provvedimento di pignoramento di cui al citato d.m.  40/2008
  non può essere emesso, evidentemente, dalla SERIT Sicilia SPA, ed
  è quindi illegittima la procedura attuata in Sicilia;

   tale  evidenza  ha  portato  la  Confindustria  di  Siracusa  ad
  inoltrare atto di interpello al garante del contribuente ai sensi
  dell'art. 13 della l. 212/2000;

   il  garante ha recepito in pieno le motivazioni avanzate e,  con
  nota  del  04/06/2008,  ha  trasmesso  copia  dell'interpello   a
  RISCOSSIONE  Sicilia SPA e all'Assessorato del bilancio  e  delle
  finanze  -  dipartimento delle finanze e del  credito,  chiedendo
  chiarimenti in merito alla legittima applicazione della  suddetta
  norma  nel territorio della Regione siciliana ed altresì su altri
  aspetti  tecnico/procedurali  che nel  complesso  penalizzano  il
  contribuente siciliano;

   l'Assessorato  del  bilancio  e  delle  finanze,  con  nota  del
  03/07/2008 pervenuta in data 07/07/2008, con una interpretazione,
  del  tutto dottrinale, afferma che, poiché l'art. 48 bis del  DPR
  602/73   si  applica  nel  territorio  della  Regione  siciliana,
  l'applicazione   della  norma  primaria  reca  come   conseguenza
  l'applicazione  della  norma secondaria, quale  appunto  il  d.m.
  40/2008, che contiene le disposizioni di dettaglio par la pratica
  di attuazione della prima';

   tenuto conto che:

   la   richiesta   avanzata  dalla  Confindustria  Siracusa   mira
  esclusivamente  a  tutelare i diritti dei contribuenti  siciliani
  che,  con l'introduzione di tale iniquo provvedimento, sono stati
  'vessati' ulteriormente e colpiti nelle loro legittime azioni  di
  tutela,  in  violazione del principio che il debito debba  essere
  certo e scaduto;

   il   provvedimento  non  prende  in  considerazione  le   azioni
  eventuali   di  contenzioso  in  atto  e  tantomeno  istanze   di
  rateizzazione che in qualunque procedura civile sono  sufficienti
  a suscitare  dubbi del giudice ordinario nel sospendere qualunque
  azione coattiva nei confronti dell'ipotetico debitore;

   tale provvedimento segue le azioni coattive già in essere:

   1. ipoteca sugli immobili;
   2. fermo amministrativo sugli automezzi;

   visto che:

   il  blocco  dei pagamenti nei confronti delle aziende fornitrici
  di  beni e servizi alla pubblica amministrazione superiore a euro
  10  mila le penalizza ulteriormente, in quanto il mancato incasso
  del  corrispettivo per l'opera resa alla pubblica amministrazione
  li mette nella condizione di non recuperare i costi operativi già
  sostenuti e da esse anticipate. Ne consegue che la norma su  tali
  soggetti  dovrebbe  prevedere  il blocco  sulla  quota  di  utili
  pagando  comunque la parte di corrispettivo relativo al reintegro
  dei costi;

   per  non penalizzare le piccole imprese, sarebbe auspicabile che
  la Regione siciliana elevi il limite dalle attuali 10 mila ad 100
  mila;

   per  sapere  se  non  ritengano  improcrastinabile  emanare  uno
  specifico regolamento recante le modalità di attuazione dell'art.
  48  bis DPR per le entrate di competenza della Regione siciliana,
  che tenga conto:

   a)  delle  posizioni  ancora da definire, in  presenza  cioè  di
  contenzioso, di sospensione, di istanze di rateizzazione  e/o  in
  corso di rateizzazione;

   b)  del  blocco di pagamenti per importi superiori  a  euro  100
  mila  e  comunque  nella percentuale non  superiore  al  30%  del
  credito  vantato  nei confronti della pubblica  amministrazione».
  (80)

   VINCIULLO

   L'interrogazione  ora  annunziata sarà iscritta  all'ordine  del
  giorno per essere svolta al suo turno.

   Ai  sensi  dell'articolo 127,  comma 9, del Regolamento interno,
  do  il  preavviso  di  trenta  minuti  al  fine  delle  eventuali
  votazioni  mediante procedimento elettronico che  dovessero  aver
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale (articolo 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
  scrutinio   segreto  (articolo  127)  sono  effettuate   mediante
  procedimento elettronico.

         Determinazione della data di discussione di mozioni

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  II  dell'ordine  del  giorno:
  Lettura,  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83,  lettera
  d), e 153 del Regolamento interno, delle seguenti  mozioni:

   numero  24  «Iniziative finalizzate al rilancio dell'agricoltura
  in  Sicilia», degli onorevoli Marinello, Cracolici, Di Benedetto,
  Digiacomo, Donegani, Faraone, Panepinto e   Raia;

   numero 25 «Iniziative a favore dei piccoli comuni siciliani  nel
  settore  della  gestione e dello smaltimento dei rifiuti»,  degli
  onorevoli Musotto,  Caputo, Adamo e  Caronia;

   numero   26   «Opportune  iniziative  della  Regione   siciliana
  finalizzate   al   contrasto  del  fenomeno    del    racket    e
  dell'usura»,   degli   onorevoli  Cracolici,   Oddo,    Donegani,
  Marinello, Panarello.

   Ne do lettura:

   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che :

   l'agricoltura   costituisce   il   primo   comparto   produttivo
  dell'Isola  nel quale operano un significativo numero di  aziende
  che,   in   alcuni  casi,  costituiscono  punti   di   eccellenza
  dell'intero  tessuto  imprenditoriale  e  socio-economico   della
  Regione;

   lo  sviluppo  della forte vocazione agricola  della  Sicilia  in
  Europa,  in  primo luogo al centro del Mediterraneo,  può  essere
  obiettivo  praticabile  se vengono assunte  scelte  in  direzione
  della   difesa  e  valorizzazione  della  grande  qualità   delle
  produzioni, dell'esaltazione del ruolo multifunzionale  e   della
  multiattività dell'agricoltura;

   negli   ultimi  anni  le  imprese  agricole  hanno   manifestato
  difficoltà  ad  operare  in  un  mercato  sempre  più   ampio   e
  concorrenziale  in  ragione  delle  numerose  problematiche   che
  finiscono  per  incidere pesantemente sulla via di  uno  sviluppo
  possibile;

   i   problemi   contro  cui  quotidianamente  si  scontrano   gli
  agricoltori  siciliani riguardano, solo per  citarne  alcuni,  la
  scarsa  dotazione  infrastrutturale di cui  è  dotata  la  nostra
  Isola,  l'innalzamento senza regole dei costi degli  idrocarburi,
  l'eccessiva  mole di adempimenti burocratici con  il  conseguente
  impoverimento  dei  redditi  e  il  rischio  di  un  ingresso  di
  moltissime  aziende  in  un'area di marginalità  economica  dalla
  quale non uscire più;

   rilevato che:
   occorre  prioritariamente stabilire quali interventi di  settore
  assumere in modo organico per evitare di riproporre soluzioni che
  aggravino  la condizione del comparto agricolo in Sicilia  perché
  prive  di  qualunque visione complessiva delle  necessità  e  dei
  bisogni a cui fare fronte;

   ai  fini  della  definizione di una strategia di lungo  periodo,
  per  l'agricoltura siciliana è fondamentale giungere  rapidamente
  alla  convocazione  di  una  conferenza  agraria  regionale  come
  momento di confronto tra il Governo e le rappresentanze sociali,

                 impegna il Presidente della Regione

   ad  emanare provvedimenti miranti all'azzeramento dell'accise  e
  alla  riduzione  dell'IVA per i carburanti agricoli  che  possano
  pertanto avere costi più contenuti;

   ad  attuare  ogni  misura  utile a contrastare  l'indiscriminato
  aumento  dei  prodotti fitosanitari, dei concimi, dei  mangimi  e
  delle materie prime per l'agricoltura;

   alla definizione di adeguate misure che puntino a incentivare  e
  qualificare l'agricoltura di qualità, a riorganizzare il  sistema
  agroalimentare siciliano, puntando contestualmente  a  restituire
  competitività al settore e favorire la ripresa dei consumi;

   a   realizzare   interventi   in  favore   del   sostegno   alla
  costituzione  e al rafforzamento delle strutture associative  per
  la  concentrazione dell'offerta, per una maggiore  valorizzazione
  commerciale dei prodotti anche con valide strategie di marketing,
  per  equilibrare i rapporti di forza dei produttori agricoli e  i
  diversi  soggetti  della  filiera e per la  realizzazione  di  un
  funzionale  sistema  di  tracciabilità  e  certificazione   della
  provenienza e della qualità dei prodotti;

   alla  definizione di un programma di interventi per favorire  il
  miglioramento delle infrastrutture per il trasporto, lo  sviluppo
  di  attrezzate piattaforme logistiche per il condizionamento  dei
  prodotti  e  per  il miglioramento dell'offerta commerciale  alla
  distribuzione   organizzata,   la   realizzazione   di    moderne
  infrastrutture  e sistemi per il trasporto intermodale  necessari
  ad abbattere i costi di produzione, a ridurre i tempi di consegna
  nei mercati, a proiettare le nostre produzioni nei mercati in via
  di  espansione,  considerando fondamentale  in  questa  direzione
  l'aeroporto  di  Comiso  quale  'hub'  nel  Mediterraneo  per  il
  trasporto aereo delle produzioni agricole di pregio e di qualità;

   all'attuazione    organica   delle    norme    riguardanti    il
  riconoscimento  e  il  rafforzamento dei  consorzi  fidi  per  il
  settore  agricolo per consentire agevolmente l'accesso al credito
  agrario per la conduzione aziendale e per gli investimenti;

   alla  realizzazione  di un 'protocollo d'intesa'  tra  tutte  le
  Forze dell'ordine, le istituzioni regionali, gli enti locali e le
  organizzazioni del mondo agricolo per contrastare il  diffondersi
  della  criminalità  organizzata  nelle  campagne  e  nei  diversi
  segmenti della filiera    agroalimentare  e agro-industriale;

   alla   realizzazione   di  una  'cabina   di   regia'   tra   le
  organizzazioni agricole e tutti i soggetti istituzionali preposti
  ai  controlli  sul commercio dei prodotti agricoli di  origine  e
  provenienza extracomunitaria per la verifica dei diversi  accordi
  e delle norme di qualità e salubrità delle produzioni importate;

   alla  convocazione  in  tempi rapidi  della  conferenza  agraria
  regionale   come   momento  di  confronto   tra   istituzioni   e
  rappresentanze  sociali  per  definire  una  strategia  di  lungo
  periodo per l'agricoltura siciliana;

   all'adozione   della   pratica  della   concertazione   tra   le
  rappresentanze  sociali  e i rami dell'Amministrazione  regionale
  per  consentire un'attuazione del PSR (Piano di sviluppo  rurale)
  attraverso  procedure trasparenti e in sintonia con  i  territori
  secondo  l'impostazione della governance  che  guida  i  processi
  comunitari.» (24)

                                   MARINELLO-CRACOLICI-DI BENEDETTO
                                                 DIGIACOMO-DONEGANI
                                             FARAONE-PANEPINTO-RAIA

   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   il  decreto  fiscale  varato dal Governo  nazionale  prevede  un
  fondo  per  i  comuni  con più di 500 mila abitanti  per  erogare
  finanziamenti  alle  aziende che si occupano della  gestione  dei
  rifiuti  al  fine di estinguere i debiti maturati negli  esercizi
  finanziari;

   considerato che:

   la  situazione finanziaria di molte società che si  occupano  di
  rifiuti  in  Sicilia  risulta  in  perdita  e  tutti  gli  ambiti
  rischiano il dissesto per i debiti di esercizio accumulati  negli
  anni;

   l'inosservanza   dei  principi  di  efficienza,   efficacia   ed
  economicità,  che dovevano assicurare la sana gestione  integrata
  dei rifiuti da parte delle società di igiene ambientale, ha messo
  a   rischio   anche  le  garanzie  occupazionali  dei  lavoratori
  impegnati nel settore in tutta la Regione;

   i  lavoratori del COIN.R.E.S., consorzio costituito tra i comuni
  dell'ambito territoriale ottimale PA4 e la provincia regionale di
  Palermo,  rischiano  di perdere il posto di lavoro  per  problemi
  finanziari dei comuni i quali, senza un provvedimento mirato e un
  controllo  efficace  dell'attività  gestionale  e  delle  aziende
  incaricate, non avranno l'opportunità di garantire la  continuità
  del servizio con gravi danni per gli abitanti del territorio;

   il  finanziamento  mirato ai soli comuni con  più  di  500  mila
  abitanti  sarebbe  discriminatorio poiché sanerebbe  soltanto  il
  deficit  di  aziende  come l'AMIA di Palermo  ed  escluderebbe  i
  comuni  che, riuniti in forma consortile, non potrebbero accedere
  ai benefici della norma di finanziamento,

                 impegna il Presidente della Regione
                       ed il Governo regionale

   a  utilizzare  tutti gli strumenti necessari  a  scongiurare  un
  provvedimento finanziario che penalizzerebbe i piccoli comuni del
  territorio della Regione per favorire soltanto le aziende che  si
  occupano della gestione rifiuti per le grandi città, come Palermo
  che, negli anni, hanno accumulato perdite finanziarie;

   a  intervenire presso il Governo nazionale affinché si individui
  un  fondo  idoneo a finanziarie, attraverso tutti i comuni  della
  Regione  e  le  forme consortili costituite tra  loro,  tutte  le
  società  che  si occupano della gestione dei rifiuti in  Sicilia,
  prescrivendo  regole  di  efficienza,  efficacia  e  economicità,
  necessarie  per  accedere ai benefici del provvedimento  che,  in
  ogni  caso,  deve  essere mirato alla soluzione  transitoria  dei
  problemi finanziari, al fine di facilitare le procedure utili  al
  raggiungimento del pareggio finanziario e all'avviamento  di  una
  sana  e  corretta gestione amministrativo-contabile di  tutte  le
  società operanti nel territorio della Regione siciliana.» (25)

                                       MUSOTTO-CAPUTO-ADAMO-CARONIA

   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   nonostante  i  grandi risultati conseguiti dallo  Stato  con  la
  cattura  dei  latitanti più pericolosi e lo smantellamento  della
  loro   rete  di  taglieggiatori  e  fiancheggiatori,  nonché   la
  coraggiosa  reazione  di  alcuni  commercianti  che  resistono  e
  reagiscono  al condizionamento oppressivo della mafia dimostrando
  che al 'pizzo' ci si può opporre;

   nonostante  il fiorire dell'associazione antiracket e  antiusura
  come  'Addio  Pizzo',  la presa di posizione  delle  associazioni
  imprenditoriali  di  categoria, quali la Confindustria,  la  Lega
  delle  cooperative, la CNA, la Confesercenti e la  Confcommercio,
  nonché  della Chiesa e delle scuole abbia contribuito enormemente
  all'estendersi del tessuto democratico in opposizione  ai  poteri
  criminali;

   sia pur in presenza dei fatti positivi come sopra delineati,  il
  10   rapporto   di  SOS  impresa  ('le  mani  della   criminalità
  sull'impresa  del 22 ottobre 2007') rileva che il condizionamento
  esercitato  dalle organizzazioni criminali di stampo mafioso  nel
  tessuto  economico  del Paese si è esteso e  rafforzato  rispetto
  agli  anni  precedenti: dalla filiera agroalimentare al  turismo,
  dai  servizi  alle imprese a quelli alla persona,  agli  appalti,
  alle  forniture pubbliche, al settore immobiliare e  finanziario,
  la   presenza  del  racket  si  è  consolidata  in  ogni  settore
  economico: i commercianti e gli imprenditori, infatti,  subiscono
  1300 reati al giorno, praticamente 50 all'ora, quasi 1 al minuto;

   ritenuto che:

   vi  è  consapevolezza diffusa che la liberazione dalle  mafie  e
  dal  'pizzo'  sia elemento imprescindibile per la reale  crescita
  dell'economia e della società siciliana;

   in  questa  direzione la pubblica amministrazione  deve  fornire
  orientamento, sostegno e incoraggiamento agli imprenditori  e  ai
  commercianti affinché si rifiutino di pagare il 'pizzo',

                  impegna il Governo della Regione

   a  predisporre ogni misura atta ad inserire in tutti i  bandi  e
  capitolati per l'affidamento di lavori e per l'acquisto di beni e
  servizi  le  cosiddette  clausole 'sirena'  la  cui  applicazione
  prevede:

   di  impegnarsi  a  denunciare alla stazione  appaltante  e  alle
  forze  dell'ordine  qualsiasi tentativo di  estorsione  ('pizzo',
  usura,  ecc...)  o di condizionamento per l'acquisto  di  materie
  prime  o  per  noleggio  di mezzi e attrezzature,  assunzione  di
  manodopera   durante  il  corso  dell'appalto  e   di   accettare
  incondizionatamente  la rescissione del contratto  d'appalto  nel
  caso  in  cui  l'amministrazione venisse  a  conoscenza  di  tali
  evenienze  attraverso  atti pubblici o per  qualunque  altra  via
  istituzionale non riconducibile alla denuncia dell'impresa;

   l'esclusione    dalla    gara    di    quelle    ditte,     note
  all'amministrazione  appaltante  attraverso  atti  pubblici,  che
  siano  state  sottoposte ad estorsione ('pizzo', usura,  ecc.)  o
  siano  state condizionate per l'acquisto di 'materie prime o  per
  noleggio  di mezzi e attrezzature, assunzione di personale  senza
  che   le  stesse  abbiano  denunciato  alla  stazione  appaltante
  medesima o alle forze del l'ordine tale evenienza.» (26)

                                        CRACOLICI - ODDO - DONEGANI
                                              MARINELLO - PANARELLO

   Avverto  che  le determinazione della data di discussione  delle
  predette   mozioni   è  demandata,  secondo  consuetudine,   alla
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.


   Presidenza del vicepresidente Formica


    Discussione del disegno di legge «Interventi in favore della
    sicurezza dei voli negli aeroporti siciliani. Disposizioni in
      favore dello svolgimento dell'attività sportiva connessa
              all'esercizio del gioco del golf» (131/A)

   PRESIDENTE.  Si   passa  al  punto III dell'ordine  del  giorno:
  Discussione dei disegni di legge.
   Si  procede con la discussione del disegno di legge numero 131/A
  «Interventi  in  favore della sicurezza dei voli negli  aeroporti
  siciliani. Disposizioni in favore dello svolgimento dell'attività
  sportiva  connessa all'esercizio del gioco del  golf»,  posto  al
  numero 1).
     Invito i componenti la IV Commissione   Ambiente e Territorio
  a prendere posto nell'apposito banco.
   La seduta è sospesa.

       (La seduta, sospesa alle ore 17.44, è ripresa alle ore
                               17.47)

   La seduta è ripresa.

        Riprende  la discussione del disegno di legge numero
                                131/A

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
   Ha  facoltà  di  parlare  il  Presidente  della  Commissione   e
  relatore, onorevole Mancuso, per svolgere la relazione.

   MANCUSO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, scopo del  presente  disegno  di
  legge  è  disporre interventi in favore della sicurezza dei  voli
  negli  aeroporti, nonché conseguire l'obiettivo  di  favorire  lo
  svolgimento  dell'attività  sportiva connessa  all'esercizio  del
  gioco del golf.
   Nell'uno  come nell'altro caso, il legislatore, con la  presente
  iniziativa,  intende  derogare al vincolo di inedificabilità  dei
  150  metri dalla battigia del mare previsto dalla lettera a)  del
  primo  comma dell'articolo 15 della legge regionale 1976,  numero
  78,  in  considerazione  delle  ragioni  legate  alla  sicurezza,
  qualificazione  e  sviluppo del sistema  aeroportuale  siciliano,
  nonché - per quel che riguarda le misure in favore dell'esercizio
  in  favore  del golf - per i sicuri benefici che, per  la  nostra
  Regione,  discenderebbero da un ulteriore intervento di  sviluppo
  del turismo nell'Isola.
   L'articolo  1  mira  al  risultato della  semplificazione  delle
  procedure  di  progettazione e realizzazione di opere  funzionali
  alla  sicurezza  degli aeroporti siciliani  che  insistono  quasi
  tutti in prossimità del mare.
   Si  prevede,  in particolare, che l'Assessore regionale  per  il
  territorio  e l'ambiente, in deroga al vincolo di inedificabilità
  dei  150  metri dalla battigia del mare, autorizzi  le  opere  di
  manutenzione  straordinaria, di ammodernamento e di potenziamento
  che  siano strettamente funzionali alla sicurezza dei voli  negli
  aeroporti,  munite  delle autorizzazioni  rilasciate  dagli  enti
  preposti.
   Il   relativo   provvedimento   di   autorizzazione   segue   il
  procedimento  disciplinato dall'articolo 7 della legge  regionale
  11  aprile 1981, numero 65. Quest'ultima norma stabilisce  che  i
  Comuni  nel  cui territorio insistono le opere da  realizzare  di
  interesse   statale  o  regionale,  vengano   sentiti,   con   la
  possibilità,  per  l'Assessore  regionale  per  il  territorio  e
  l'ambiente, nel caso di manifestazione di avviso contrario  degli
  enti  locali,  di determinarsi ugualmente, sentito  il  Consiglio
  regionale dell'urbanistica.
   In  altri termini, è garantita la partecipazione al procedimento
  amministrativo da parte dei Comuni interessati ma con la facoltà,
  per  l'Assessorato  regionale del territorio e dell'ambiente,  di
  autorizzare  la realizzazione dell'opera, pur nel rispetto  delle
  procedure  di  cui al predetto articolo 7 della  legge  regionale
  numero 65 del 1981.
   L'articolo 2 reca misure in favore dell'esercizio del gioco  del
  golf.  Si  rammenta,  al riguardo, che la IV  Commissione,  nella
  scorsa   legislatura,   aveva  esitato   un'apposita   iniziativa
  legislativa.
   Questa  Commissione,  nel  ritenere  perduranti  le  ragioni  in
  favore  dello sviluppo del turismo, già apprezzate dai commissari
  della scorsa legislatura, intende riproporre la norma, confidando
  nel positivo apprezzamento dell'Assemblea.
   In   particolare,  la  disposizione  in  esame,   al   fine   di
  semplificare  la realizzazione delle strutture che  prevedono  un
  minimo  impatto  sul territorio, stabilisce che  l'autorizzazione
  del   Comune  competente  sostituisca  la  concessione  per   gli
  interventi  per la realizzazione dei campi da golf, elencati,  in
  dettaglio, al comma 2 dell'articolo 2.
   Detti  interventi - si precisa - non costituiscono  costruzioni,
  ai  sensi  e  per  gli effetti della lettera a) del  primo  comma
  dell'articolo 15 della legge regionale 12 giugno 1976, numero 78.
   Ciò  nel  presupposto che per costruzioni entro 150 metri  dalla
  battigia si debbano intendere quelle alterazioni morfologiche  di
  consistente   rilevanza  che  possano  costituire   una   lesione
  all'equilibrio del sistema costiero.
   Nel  caso  di realizzazione di un campo da golf, in  assenza  di
  un'alterazione   morfologica   di   consistente   rilevanza   del
  territorio,  pare davvero sproporzionata una siffatta limitazione
  dello ius aedificandi.
   E',  in  ogni  caso, fatta salva la necessità del  rilascio  del
  parere favorevole dell'autorità preposta, laddove le opere  siano
  eseguite in zone sottoposte a vincoli paesaggistici, ambientali e
  urbanistici.  Si  prevede,  in  tal  caso,  il  ricorso  ad   una
  Conferenza di Servizi, indetta dall'organo competente del Comune,
  per  l'esame della domanda di rilascio dell'autorizzazione  entro
  sessanta giorni dal ricevimento.
   Al  fine di favorire l'acquisizione in tempi certi dei pareri  o
  nulla  osta  necessari  per  il rilascio  dell'autorizzazione,  è
  previsto  ugualmente  l'intervento della Conferenza  di  Servizi,
  tenuta  a  rilasciare tutti gli eventuali atti endoprocedimentali
  consultivi entro sessanta giorni dal ricevimento dell'istanza.
   Signor  Presidente, onorevoli colleghi, si tratta di  due  norme
  semplici  che non vanno in deroga ma permettono, da un  lato,  la
  sicurezza  dei  nostri  aeroporti in Sicilia  e,  dall'altro,  lo
  sviluppo turistico del nostro sistema integrato con uno forte che
  è diventato, a livello planetario, non solo importante ma foriero
  di buone iniziative, non soltanto infrastrutturali ma anche sotto
  il profilo della ricettività.

              Sulla procedibilità del disegno di legge

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   BENEDICTIS.  Signor  Presidente,  l'Aula  vorrebbe  sapere,
  conformemente a quanto era stato concordato in sede di Conferenza
  dei  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari  -  e  siamo  qui   in
  conseguenza  di  quella  discussione  -  se  l'articolo  2  verrà
  stralciato,  ovvero, se la maggioranza ritiene di  insistere  nel
  portarlo all'esame dell'Aula perché ciò determinerebbe un diverso
  atteggiamento da parte dell'opposizione.
   Mi  sembra  che  su  questo  ci sia un atteggiamento  dirimente.
  Qualora  riteneste  di  procedere in  tal  senso,  contraddicendo
  quanto stabilito, sarebbe opportuno informare l'Aula in modo  che
  anche noi ci atterremo di conseguenza.

   PRESIDENTE.  Onorevole  De Benedictis, il  disegno  di  legge  è
  stato  esitato  dalla Commissione ed è composto da due  articoli.
  L'Aula,  pertanto, ha l'obbligo di discuterlo così come  esitato.
  Nel caso in cui si dovesse constatare che c'è una improcedibilità
  dal  punto di vista della discussione, per entrambi gli  articoli
  ci atteggeremo di conseguenza.
   Onorevoli  colleghi, avverto che il termine per la presentazione
  degli  emendamenti  è fissato alla conclusione della  discussione
  generale.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Formica


                               Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Colianni è in congedo  per
  la giornata odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

           Comunicazione di apposizione di firma a mozione

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Di Guardo  ha  chiesto  di
  apporre  la  propria  firma alla mozione  numero  24  «Iniziative
  finalizzate al rilancio dell'agricoltura in Sicilia».
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Formica


     Riprende  la discussione del disegno di legge numero 131/A

     PRESIDENTE.  Riprende  la discussione  del  disegno  di  legge
  «Interventi  in  favore della sicurezza dei voli negli  aeroporti
  siciliani. Disposizioni in favore dello svolgimento dell'attività
  sportiva connessa all'esercizio del gioco del golf» (131/A).
   Non  avendo  alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro  chiusa
  la  discussione  generale  e  pongo  in  votazione  il  passaggio
  all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   PANARELLO.  Chiedo la verifica del numero legale.

   PRESIDENTE.  Onorevole Panarello, do lettura  dell'articolo  85,
  comma  2, del Regolamento interno dell'Assemblea: «Non può essere
  chiesta la verifica del numero legale prima dell'approvazione del
  processo verbale né in occasione di votazioni che si debbano fare
  per  alzata  e  seduta  per  espressa disposizione  del  presente
  Regolamento».

   Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per qualche minuto.

    (La seduta, sospesa alle ore 18.08, è ripresa alle ore 18.20)

   La seduta è ripresa.

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                            «Articolo  1.
            Interventi in favore della sicurezza dei voli
                      negli aeroporti siciliani

   1.  Dopo  il primo comma dell'articolo 57 della legge  regionale
  27 dicembre 1978, n. 71, e successive modifiche ed integrazioni è
  aggiunto il seguente:

   2.  Con  l'osservanza delle procedure previste  dall'articolo  7
  della  legge  regionale  11  aprile 1981,  n.  65,  e  successive
  modifiche  ed  integrazioni, in deroga a  quanto  previsto  dalla
  lettera a) del primo comma dell'articolo 15 della legge regionale
  78/1976,  l'Assessore  regionale per il territorio  e  l'ambiente
  autorizza   le   opere   di   manutenzione   straordinaria,    di
  ammodernamento  e di potenziamento, strettamente funzionali  alla
  sicurezza  dei  voli negli aeroporti, munite delle autorizzazioni
  rilasciate dagli enti preposti '».

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   BENEDICTIS.   Signor  Presidente,  vorrei  illustrare   due
  emendamenti presentati all'articolo 1 che non alterano il  merito
  del  provvedimento  ma tendono ad una pulizia del  testo.  Vorrei
  chiederle   se   ha  aperto  la  discussione  sugli   emendamenti
  contestualmente alla discussione sull'articolo 1.

   PRESIDENTE.    Onorevole   De   Benedictis,   affronteremo    la
  discussione sugli emendamenti non appena saranno collazionati.
   Comunico  che, all'articolo 1, sono stati presentati i  seguenti
  emendamenti:

    emendamento 1.1, a firma della Commissione:

   «Dopo il comma 1 aggiungere il seguente:

    2.  Per i procedimenti volti alla realizzazione delle opere  di
  cui  al comma 1, già avviati alla data di entrata in vigore della
  presente  legge,  l'Assessore  regionale  per  il  territorio   e
  l'ambiente può tenere conto dei pareri già espressi dagli  organi
  competenti »;

   emendamento 1.2, a firma dell'onorevole De Benedictis:

   «All'art. 1 è aggiunto il seguente comma 1:

   Dopo  la  lettera a) dell'art. 15 della legge regionale 78/1976,
  aggiungere le seguenti parole:

    Con  l'osservanza delle procedure richiamate nell'art. 57 della
  legge regionale 71/78, sono consentite deroghe per:
    a) opere pubbliche o dichiarate di preminente interesse pubblico
  b) opere di urbanizzazione primaria e secondaria connesse ad
  impianti turistico-ricettivi esistenti, nonché ad ammodernamenti
  strettamente necessari alla funzionalità degli stessi complessi;
  c) opere di manutenzione straordinaria, di ammodernamento e di
  potenziamento strettamente funzionali alla sicurezza dei voli
  negli aeroporti »;

    emendamento  1.3, a firma dell'onorevole De Benedictis:

   «Al comma 1 dell'art. 1 sostituire le parole:

    in  deroga  a quanto previsto dalla lettera a) del primo  comma
  dell'articolo  15  della  legge  regionale  78/1976,  l'Assessore
  regionale per il territorio e l'ambiente autorizza

   con le parole:

   d)   possono  essere  concesse deroghe a quanto  previsto  dalla
  lettera a) del primo comma dell'articolo 15 della legge regionale
  78/1976 per »;

   emendamento 1.4, a firma degli onorevoli Adamo e Musotto:

   «Al  comma  2   dell'art.  1  dopo le  parole   dei  voli  negli
  aeroporti   aggiungere le parole  già in esercizio alla  data  di
  pubblicazione della presente legge ».

   MANCUSO,  presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare per illustrare l'emendamento 1.1.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.    Signor
  Presidente,  può dirmi la data in cui si è svolta  la  Conferenza
  dei Presidenti dei gruppi parlamentari?

   PRESIDENTE.  L'ultima  Conferenza  dei  Presidenti  dei   gruppi
  parlamentari si è tenuta il 24 luglio scorso.

   MANCUSO,    presidente    della    Commissione    e    relatore.
  Dall'intervento dell'onorevole De Benedictis, mi sembra di capire
  che,  se  non  verrà  stralciato l'articolo 2,  ci  sarà  qualche
  conseguenza di carattere parlamentare.
   Signor  Presidente, la Commissione si è riunita, come può vedere
  dall'esame dei lavori preparatori, ed ha concluso i lavori  nella
  seduta  numero 4 del 23 luglio 2008, dopo due sedute di dibattito
  e di approfondimento del disegno di legge.
   Considerato che la materia del golf - l'articolo 2 -  era  ed  è
  materia  assolutamente omogenea, sotto il profilo  normativo,  la
  Commissione ha ritenuto di inserirla in questo disegno  di  legge
  per  diversi profili, che non sto qui, naturalmente,  a  ripetere
  per non annoiare i colleghi deputati.
   Oggi, viene detto - ed io lo sapevo per una comunicazione -  che
  la  Conferenza  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari,  dopo  i
  lavori  della Commissione, ribaltava quanto era stato esitato  in
  Commissione  e,  in  particolare,  ha  osservato  di   stralciare
  l'articolo  2; ancora, non ho ben capito il motivo ma l'onorevole
  De  Benedictis  mi dice per un principio generale  sull'andamento
  dei lavori.
   Qui,  nessuno  vuole  intralciare i lavori d'Aula  e  mi  sembra
  anche  giusto il rispetto del gentlemen's agreement che  si  deve
  avere  tra  colleghi  deputati: da  un  lato,  i  commissari  che
  deliberano  e  lavorano e, dall'altro, i colleghi Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari; dall'altro ancora, la Presidenza, nonché   i
  colleghi dell'opposizione.
   Se  la  volontà è quella di non approvare l'articolo 2,   signor
  Presidente,  la  invito a rinviare tutto il disegno  di  legge  a
  quando  sarà  possibile  parlare anche  dell'altra  norma  che  è
  esattamente  uguale  all'articolo 1. Non  c'è  alcuna  differenza
  sotto il profilo normativo e sotto il profilo dell'applicazione.
   Quando si vorrà parlare, quindi, di quella norma riguardante  le
  materie  relative  alla sicurezza dei voli  e  all'esercizio  del
  gioco del golf, ne parleremo.
   Non so chi lo dovrà decidere. La Commissione?
   Sembra   che  quanto  fatto  dalla  Commissione  non  valga   e,
  probabilmente, la Presidenza con la Conferenza dei Presidenti dei
  Gruppi   parlamentari,  forse,  ha  un  valore   maggiore   della
  Commissione.  L'opposizione, quando  considera  che  non  c'è  il
  numero legale? Vedete voi.
   Ritengo  che  il rispetto per i colleghi, come c'è rispetto  per
  questa  Presidenza e per la Conferenza dei Presidenti dei  gruppi
  parlamentari,  venga  meno da qualche lato  e,  poiché   dobbiamo
  rispettarci tutti per il lavoro che si svolge in Commissione e in
  Aula,  se  lei  dovesse ritenere di stralciare quella  norma,  la
  riterrei  un'azione sbagliata, anche se richiesta  dai  colleghi;
  pur  tuttavia, se ciò è necessario per far andare avanti i lavori
  di  quest'Aula, la invito a rinviare il disegno di  legge  numero
  131 ad una data in cui si potrà discutere.
   Non  so  chi lo debba decidere; decidetelo tra di voi e,  quando
  lo deciderete, ne parleremo.

   PRESIDENTE.  Onorevole Mancuso, affrontiamo un tema alla  volta.
  Stiamo  discutendo il disegno di legge e, in atto, la discussione
  verte sull'emendamento 1.1.
   Apprezzo  le  sue  valutazioni ma anche lei deve  convenire  sul
  fatto che l'Aula è sovrana nel decidere e che le opposizioni,  se
  ritengono di non volersi prestare alla discussione di una   norma
  o di una parte di essa, hanno il diritto di farlo.
   Avremo  modo, tuttavia, arrivando alla discussione dell'articolo
  2,   di  valutare  se  vi  sono  le  condizioni  per  discuterlo;
  viceversa,  apprezzeremo al momento e valuteremo. Certamente,  né
  la  Presidenza né l'Aula subiscono prevaricazioni  di  sorta;  su
  questo, non vi sono dubbi.

   FARAONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FARAONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, in  Commissione
   Ambiente e Territorio , le questioni poste, oggi, dall'onorevole
  De  Benedictis  in  Aula, sono state poste al Presidente  Mancuso
  dall'opposizione, allo stesso modo.
   Avevamo  individuato,  cioè,   in  Commissione,  un  emendamento
  riguardante i campi da golf totalmente diverso dall'accelerazione
  stabilita,  invece, con l'inserimento di questo  emendamento  nel
  disegno  di  legge, fatto che avevamo capito essere  volontà  sia
  della maggioranza che del Presidente Mancuso.
   Oggi,   è  stato ricostruito, dal Presidente, un  iter  che,  in
  Commissione,  era stato già contestato poiché avevamo  incontrato
  il sindaco di Sciacca che aveva sollecitato questo emendamento al
  disegno  di  legge ed era stato stabilito che era  necessario  un
  ulteriore approfondimento.
   Ritenevamo  che  non fosse opportuno inserirlo  nel  disegno  di
  legge  sui  vincoli  aeroportuali, tanto più  che  questo  stesso
  disegno  di legge, con gli stessi contenuti, era  stato  bocciato
  nella scorsa legislatura.
   Credo,  quindi,  che si possa benissimo proseguire  con  l'esame
  del  disegno di legge, stralciando la parte che riguarda i  campi
  da  golf, che non vuol dire una contrarietà ma vuol dire ritenere
  opportuno   un  approfondimento  su  una  parte  che   non   era,
  inizialmente, prevista e su cui la Commissione aveva stabilito un
  iter di approfondimento necessario.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Faraone,  apprezzo  i  contributi   che
  vengono  forniti  all'Aula ma, ovviamente, ricordo  a  tutti  che
  stiamo  parlando sull'emendamento 1.1 all'articolo 1 del  disegno
  di legge.

   MUSOTTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSOTTO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   vorrei
  sollecitare l'approvazione dell'articolo riguardante la sicurezza
  dell'aeroporto    Falcone-Borsellino ,   dove   si    verificano,
  annualmente, centinaia di episodi di wind-share, un vuoto  d'aria
  che potrebbe essere nefasto per gli aerei che atterrano.
   Non  si  è  mai  potuta  installare  questa  strumentazione  per
  impedire  il  wind-share  per tutta una  serie  di  ostacoli  che
  vengono  sollevati  dal  Comune  di  Isola  delle  Femmine,   nel
  territorio dove insiste l'installazione di questa strumentazione.
  Questa  norma  servirebbe, finalmente, ad installare  ciò  che  è
  necessario.
   Tra  l'altro,  se n'è fatto anche portavoce il generale  Nieddu,
  Presidente  dell'Enav, che ha sollecitato, più volte, l'aeroporto
  ad installare la suddetta strumentazione.
   Vorrei  attirare  anche l'attenzione del  Governo;   mi  rivolgo
  all'assessore  Sorbello.  E' stata sollecitata,  più  volte,  una
  Conferenza  di Servizi che il Governo precedente ha,  più  volte,
  convocato,  pur  tuttavia,  a causa  della  mancanza  del  numero
  legale, non è si è potuto decidere in tal senso.
   Per  quanto riguarda la decisione dell'installazione  di  questo
  radar,   basterebbe  anche  dare  seguito  a   questa   richiesta
  pervenuta,  da parte della Gesap, per la convocazione  di  questa
  Conferenza di Servizi.

   ANTINORO, assessore per i beni culturali, ambientali  e  per  la
  pubblica  istruzione.  Non  c'è bisogno  di  una  legge,  si  può
  risolvere con un atto amministrativo.

   MUSOTTO.    Onorevole  Assessore,  questa  è   ad   abundantiam;
  servirebbe a predisporre  una norma certa e sicura per accelerare
  i  tempi.  Dato  che  è presente il Governo,  volevo  sollecitare
  questo atto di diligenza che, certamente, sarà compiuto.

   PRESIDENTE. Comunico all'Aula che l'ordine di trattazione  degli
  emendamenti è il seguente: 1.3, 1.4, 1.1 e poi 1.2.

   APPRENDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   APPRENDI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non  vi  è
  dubbio  che,  se trattiamo argomenti che riguardano la  sicurezza
  negli aeroporti, l'Aula non può che essere ben disposta a seguire
  e  ad approvare norme che migliorino la sicurezza in questi siti.
   Quanto  detto  dall'onorevole Musotto mi ha un po' insospettito.
  Stiamo  entrando  nello  specifico di un  radar  ad  Isola  delle
  Femmine,  tanto contestato dalla stessa comunità di Isola  perché
  non  abbiamo  dati certi che questo radar non sia dannoso  per  i
  cittadini. Non vorrei che fosse una norma specifica. Credo che il
  rispetto per i cittadini che abitano sul posto debba essere messo
  al primo posto.
   Volevo  fare,  inoltre,  un  appello  alla  Presidenza  rispetto
  all'articolo 2.
   Nella  scorsa legislatura, onorevole Leanza, ci si era  dati  un
  indirizzo:  non inserire nello stesso disegno di legge  argomenti
  che non avessero tra di loro alcuna attinenza. Credo che il campo
  da  golf  non  abbia  alcuna attinenza  con  la  sicurezza  negli
  aeroporti che auspichiamo, comunque, ci sia sempre.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE    BENEDICTIS.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  intervengo  per  illustrare gli emendamenti  1.3  e  1.2,  da  me
  presentati, seguendo l'ordine da lei previsto.
   Per  quanto  riguarda  l'emendamento 1.3,   non  stiamo  facendo
  altro,   con  questo  testo,  oggi,   all'esame  dell'Aula,   che
  ampliare

   PRESIDENTE.  Prego  gli onorevoli componenti la  Commissione  di
  prestare  attenzione  all'illustrazione dell'emendamento  perché,
  tra poco, sarete chiamati a votarlo, quindi, a capire la portata,
  l'importanza dell'emendamento stesso.

   DE  BENEDCTIS. L'articolo 15 della legge regionale numero 71 del
  1978  stabilisce che, entro 150 metri dal mare,  non  si  possono
  realizzare  opere  se  non  quelle  indicate  nella  lettera  a);
  all'articolo  57  della  medesima legge,  si  stabiliscono  delle
  deroghe.
   Oggi  pomeriggio,  non  si  sta  facendo  altro  che  aggiungere
  un'altra fattispecie.
   Il  testo del mio emendamento, peraltro, non ha altro scopo  che
  quello  di  riproporre  l'identica  materia  che  il  testo   già
  contiene,  con le stesse forme previste dall'articolo che  stiamo
  ampliando.
   L'articolo  57  prevede queste deroghe per  le  opere  pubbliche
  dichiarate  di preminente interesse pubblico; questo  già  accade
  per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria connesse  ad
  impianti turistici e ricettivi e lo fa previa osservanza  di  una
  norma  che  è  quella  contenuta  nell'articolo  16  della  legge
  regionale numero 78 del 1976.
   Stiamo  dicendo di aggiungere anche una deroga per le opere  che
  riguardano  la  sicurezza degli aeroporti ma non aggiungiamo  una
  lettera  perché  la procedura che chiediamo di  osservare  non  è
  quella già richiamata nell'articolo vigente - l'articolo 16 della
  legge  regionale numero 78 del 1976 -  ma un'altra procedura  che
  garantisce la partecipazione dei Comuni.
   Ecco  perché  ha  senso  questo articolo e  l'emendamento  vuole
  semplicemente  uniformarne la scrittura a quello che  già  esiste
  nel testo vigente.

   PRESIDENTE.   Mi   faccia  capire,  onorevole   De   Benedictis:
  sostanzialmente, con il suo emendamento, propone di concedere  la
  deroga   utilizzando,  però,  la  fattispecie  prevista  per   la
  procedura della legge regionale numero 78 del 1976?

   DE  BENEDICTS.  No,  signor  Presidente.  Questo  è  quanto  già
  propone  il  testo  in Aula, cioè  la deroga  per  le  opere  che
  riguardano la sicurezza negli aeroporti con la procedura prevista
  dall'articolo 7 della legge regionale numero 65 del 1981, mentre,
  con  questo  mio  emendamento, non facciamo che  scrivere  questa
  stessa  cosa  con  il linguaggio già usato nell'articolo  57  del
  quale  stiamo creando, sostanzialmente, il secondo comma.  E'  un
  fatto  di  pura  e  mera struttura, di coerenza;  non  altera  la
  sostanza.
   Lo  leggete,  infatti,  la differenza  è   in  deroga  a  quanto
  previsto dalla lettera a) del primo comma dall'articolo 15  della
  legge regionale 78/76, l'Assessore regionale per il territorio  e
  l'ambiente  autorizza  sostituito con le parole   possono  essere
  concesse  deroghe a quanto previsto dalla lettera  a)  del  primo
  comma  dell'articolo 15 della legge regionale 78/76  per   che  è
  esattamente  lo stesso significato della prima parte  del  testo;
  poi,  ho  eliminato  le  parole   l'assessore  regionale  per  il
  territorio e l'ambiente  perché era già previsto nella procedura.

   PRESIDENTE.  E' chiaro, onorevole De Benedictis, sostituisce  un
   obbligo   con  un  possono ; sostanzialmente,  l'Assessore   può
  concedere deroghe a quanto previsto.

   DE  BENEDICTIS.  E'  la procedura invocata dal  testo  di  legge
  presentato in Aula, quindi, la sostanza non cambia.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione  l'emendamento 1.3.

   PANEPINTO. Chiedo la verifica del numero legale.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Panepinto,  avevamo   stabilito,   con
  l'opposizione, una determinata cosa;  l'opposizione può scegliere
  di  non  seguirla  ma non ritengo che ciò sia  molto  conducente,
  quindi,  la  invito a farci procedere all'esame  del  disegno  di
  legge.
   Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SORBELLO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 1.4. Lo  pongo  in  votazione.  Il
  parere della Commissione?

   MANCUSO,    presidente   della   Commissione   e    relatore.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SORBELLO,   assessore   per  il  territorio   e   l'ambiente.
  Favorevole.

                             (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 1.1, della Commissione. Lo  pongo  in
  votazione. Il parere del Governo?

   ANTINORO, assessore per i beni culturali, ambientali  e  per  la
  pubblica istruzione. Contrario a nome del Governo.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.2.
   Onorevole De Benedictis, intende illustrarlo?

   DE  BENEDICTIS. Sì, signor Presidente. Chiedo, innanzitutto,  di
  apportare una modifica formale al testo. Se approviamo  il  comma
  precedente  che ha aggiunto una possibilità di deroga in  materia
  di sicurezza negli aeroporti, lo abbiamo aggiunto all'articolo 57
  della legge numero 71.
   L'articolo  15  della legge numero 78 del 1976 stabilisce  quali
  sono le opere. Soltanto per un fatto di riordino legislativo,  di
  facilità  di  comprensione, trovo utile che, nella stessa  legge,
  cioè   nella  legge  numero  78  del  1976,  si  raggruppino   le
  fattispecie  di opere concesse entro la fascia dei  150  metri  e
  quelle  per  le  quali  possono  essere  concesse  deroghe,   non
  scrivendo nulla di nuovo ma riportando, in questo testo, ciò  che
  è già previsto nell'articolo 57 della legge numero 71 del 1978.
   Un  fatto  di semplice unione di due dettati normativi  che,  in
  questo  momento,  esistono  e  fanno  riferimento  a  due   leggi
  differenti  e  che verrebbero, in questo modo, unificati  in  uno
  stesso articolo.
   Chiaramente,  presenterò un subemendamento  che  sostituisce  le
  parole  sono consentite' con le parole  possono essere concesse'.

   PRESIDENTE.    Onorevole    De    Benedictis,     la     portata
  dell'emendamento  è  tale  che  necessita   di   un   minimo   di
  approfondimento.

   DE  BENEDICTIS. La norma vigente - l'articolo 57 - recita:   Con
  l'osservanza  delle  procedure previste  dall'articolo  16  della
  legge regionale n. 78 del 1976 possono essere concesse deroghe ad
  opere  pubbliche  di preminente interesse pubblico  ed  opere  di
  urbanizzazione  primaria  e  secondaria  connesse  agli  impianti
  turistico-ricettivi .
   Questo,  già,  è  detto  nella  norma  e  non  viene,  pertanto,
  introdotto  con  questo emendamento; viene  scritto  nella  norma
  madre della stessa legge e non è un'altra legge.

   PRESIDENTE.  Onorevole  De  Benedictis,  la  invito  a  ritirare
  l'emendamento.

   DE BENEDICTIS. Dichiaro di ritirare l'emendamento.

      Ai sensi dell'articolo 121 quater del Regolamento interno

   MANCUSO,  presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente, chiedo di non procedere con l'iter di questo  disegno
  di  legge perché, con la bocciatura dell'emendamento 1.1, con  un
  parere del Governo che ha sorpreso la Commissione, non c'è più la
  premura di legiferare in questa materia perché l'emendamento  1.1
  faceva  riferimento allo scalo di Punta Raisi ed alle conseguenze
  del fenomeno meteorologico del wind share.
   L'iter,   adesso,   deve   riprendere  dall'inizio   in   quanto
  quell'emendamento  teneva conto dei pareri  già  resi  e   l'iter
  procedurale  era stato posto all'attenzione di tutti  gli  organi
  competenti.
   Considerato,  pertanto, quanto avvenuto in  Aula,  la  invito  a
  rinviare  in  Commissione il disegno di legge  perché  è  inutile
  continuarne la trattazione.

   PRESIDENTE.  C'è  una  richiesta da parte del  Presidente  della
  Commissione che è anche il presentatore del disegno  di  legge  a
  sospenderne la trattazione.
   Sospendo la seduta per qualche minuto.

       (La seduta, sospesa alle ore 18.51, è ripresa alle ore
                               19.01)

   La seduta è ripresa.

         Riprende l'esame del disegno di legge numero 131/A

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, pongo in  votazione  l'articolo
  1,  nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                            «Articolo 2.
       Disposizioni in favore dello svolgimento dell'attività
         sportiva connessa all'esercizio del gioco del golf

   1.  Sono  campi da golf, ai fini dell'applicazione del  presente
  articolo, i luoghi opportunamente conformati ed attrezzati per lo
  svolgimento  dell'attività  sportiva connessa  all'esercizio  del
  gioco del golf.

   2.  Sono  interventi previsti per la realizzazione di  campi  da
  golf:  gli  sbancamenti, la modellazione dei terreni, i drenaggi,
  gli  impianti di irrigazione, la formazione del manto erboso,  la
  formazione di green, tee e bunker e di laghetti artificiali.
   3.   Gli   interventi  di  cui  al  comma  2  non  costituiscono
  costruzioni ai sensi e per gli effetti della lettera a) del primo
  comma  dell'articolo 15 della legge regionale 12 giugno 1976,  n.
  78.
   4.  Fatti  salvi gli interventi di cui al comma 2,  la  presente
  disposizione  non  si  applica alle opere che  per  dimensioni  e
  caratteristiche strutturali rappresentino opere di trasformazione
  edilizia  ed  urbanistica  per le quali  la  normativa  regionale
  richiede apposita concessione.

   5.  L'autorizzazione del competente organo comunale  sostituisce
  la  concessione per gli interventi per la realizzazione di  campi
  da golf, come definiti dai commi precedenti.

   6.  Quando  le opere sono eseguite in zone sottoposte a  vincoli
  paesaggistici,   ambientali   e   urbanistici,   l'autorizzazione
  dell'organo  comunale  competente deve essere  rilasciata  previo
  parere favorevole dell'autorità preposta al vincolo. In tali casi
  la  domanda  di rilascio dell'autorizzazione è esaminata  da  una
  conferenza di servizi indetta dall'organo competente del  comune,
  entro sessanta giorni dal ricevimento.

   7.  La documentazione a supporto dell'autorizzazione dei lavori,
  quali  scavo  di  pozzi,  sbancamenti ed opere  di  rinterro  che
  incidano   significativamente  sull'assetto   geomorfologico   di
  dettaglio,  nonché  le  opere  che per  la  loro  incidenza  sono
  soggette alla normativa sismica, devono essere supportate da  uno
  studio geologico.

   8. Tutti gli eventuali pareri o nulla osta necessari al fine del
  rilascio  dell'autorizzazione  devono  essere  rilasciati   dalla
  conferenza di servizi indetta dall'organo competente del  comune,
  entro sessanta giorni dal ricevimento».


   Presidenza del vicepresidente Formica


                       Sull'ordine dei lavori

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  ricordare
  all'Aula che, all'inizio di questa legislatura, ci siamo dati una
  regola  che, fino ad ora, è stata rispettata:  varare disegni  di
  legge omogenei per materia.
   Ciò  per  consentire  -  non a noi che, in  quanto  legislatori,
  dovremmo  essere  in grado di districarci tra le  norme  che  noi
  stessi  votiamo,  ma  ai  cittadini e anche  agli  operatori  del
  diritto - di individuare rapidamente la norma che interessa.
   Pur  essendo  apprezzabile l'iniziativa prevista all'articolo  2
  del  disegno di legge in discussione, lo sport del golf è materia
  completamente  estranea.  Invito,  pertanto,  la   Presidenza   a
  stralciarlo, considerando, però, che potrebbe essere  oggetto  di
  altro disegno di legge ad hoc che merita un approfondimento.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, inauguriamo,  con
  questo  disegno  di  legge,  il Comitato  per  la  qualità  della
  legislazione.  Questa mattina, visionando attentamente  la  norma
  che   ci   veniva  presentata,  abbiamo  fatto  una  riflessione:
  organizzare,  in  modo semplice e lineare,  tutte  le  norme  che
  verranno presentate dall'Assemblea.
   Il  Comitato per la qualità della legislazione esprime un parere
  tendente  ad omogeneizzare tutte quelle norme che sono egualmente
  trattate per materia.
   Nel  caso  specifico, quindi, l'articolo 1, che  è  un  articolo
  molto  importante  perché  va  a  prevedere  la  sicurezza  negli
  aeroporti,  deve  essere attenzionato dall'Aula,  proprio  perché
  intende salvaguardare la vita dei cittadini.
   Per  quanto  riguarda l'articolo 2, invece, il Comitato  per  la
  qualità  della  legislazione non esprime un parere  contrario  ma
  offre al Presidente dell'Assemblea l'opportunità di stralciarlo e
  presentarlo in un altro disegno di legge.

   FARAONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FARAONE.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   condivido
  l'opportunità  di stralciare l'articolo 2 perché ritengo  che  si
  arrecherebbe  un danno anche a coloro che avrebbero un  interesse
  nel  forzare  la  mano,  anche nei tempi,  nell'inserirlo  in  un
  disegno di legge che tratta materia diversa.
   Non  c'è,  quindi, una nostra manifesta contrarietà rispetto  al
  provvedimento nel merito ma, esclusivamente, nel metodo.
   Credo  sia  opportuno  un approfondimento  e  spero  che  questa
  volontà  di  rinvio  del provvedimento sia  condivisa  anche  dal
  Presidente della Commissione  Territorio e ambiente , della quale
  faccio parte.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, tenuto  conto  dei  precedenti
  interventi sia dell'opposizione che di autorevoli colleghi  della
  maggioranza, in primis l'onorevole Maira, dispongo, non  sorgendo
  osservazioni, di stralciare l'articolo 2 del disegno di legge  in
  discussione e di rinviarlo in Commissione per un approfondimento.


   Presidenza del vicepresidente Formica


         Riprende l'esame del disegno di legge numero 131/A

   Si passa all'esame dell'articolo 3.
   Ne do lettura:

                            «Articolo 3.
                          Entrata in vigore

   1.  La  presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resta seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, avverto che la votazione finale del  disegno
  di legge numero 131/A verrà effettuata in una successiva seduta.

   Discussione del disegno di legge n. 36/A  Norme per il recupero
  e il riconoscimento della valenza storica dei mercati sulle aree
                             pubbliche

   PRESIDENTE.  Si  passa all'esame del disegno di  legge  n.  36/A
   Norme  per il recupero e il riconoscimento della valenza storica
  dei  mercati sulle aree pubbliche , posto al numero 2) del  punto
  III dell'ordine del giorno.
   Invito  la  III  Commissione  a prendere  posto  al  banco  alla
  medesima assegnato.
   Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole Apprendi  per  svolgere  la
  relazione.

   APPRENDI,  vicepresidente della Commissione e  relatore.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, prima di svolgere la  relazione,
  volevo  specificare che si tratta di un disegno di legge che  non
  prevede impegno di spesa e non modifica l'attuale legislazione in
  materia di commercio.
   Onorevoli colleghi, il presente disegno di legge ha lo scopo  di
  prevedere  norme  volte alla tutela, alla  valorizzazione  ed  al
  riconoscimento  della  valenza storica dei mercati  comunali  che
  svolgono la propria attività commerciale da almeno cento anni nei
  centri  storici delle città della Regione. Detti  mercati,  e  le
  attività  commerciali in essi svolte rappresentano,  infatti,  la
  nostra memoria storica.
   Oggi,  tali  attività sono state, in gran parte,  sostituite  da
  esercizi commerciali moderni ed è evidente che questo processo ha
  già  mutato  radicalmente la fisionomia  dei  centri  storici  di
  piccole  e  grandi  città,  cancellando  antiche  strutture   che
  avrebbero   potuto  costituire  una  ricchezza,  non  solo   come
  testimonianza storico-culturale ma anche come strumento di tutela
  di  elementi  morfologici, architettonici e sociali delle  nostre
  città.
   A  Palermo,  come  in  altre città siciliane,  ci  sono  diversi
  mercati storici.
   In  un  suo  celebre dipinto,  La Vucciria , Renato  Guttuso  ha
  indubbiamente    visualizzato,   consegnandolo    all'immaginario
  collettivo, il tipico mercato siciliano: nel tripudio dei colori,
  nella  corposa  fisicità della folla, nella prorompente  evidenza
  delle merci sui banconi di vendita.
   Un  omaggio, questo, voluto dal grande pittore siciliano perché,
  di fatto, nell'Isola, il mercato è qualcosa di più di un semplice
  luogo   dove   avviene  una  contrattazione  tra   venditori   ed
  acquirenti.  Esso  è,  ancora oggi,  luogo  di  confluenza  e  di
  attrazione   non   solo  locale  ma  anche  turistica,   cultura,
  conservazione delle tradizioni, utilizzo di spazi per  promuovere
  gli  usi  ed i costumi di una Terra che è da sola un crogiolo  di
  profumi,  aromi e sapori. Nei mercati, si scopre la vita pulsante
  della città.
   Palermo, ad esempio, città dai tanti sostrati culturali, ha  ben
  quattro mercati, tutti importanti e storici, nati a ridosso delle
  mura  perimetrali  dell'antica città araba e  strutturatisi,  nel
  tempo, nei quattro mandamenti dell'urbanizzazione spagnola.
   Oltre  a  quello della Vucciria, vi sono quelli  del  Capo,  del
  Borgo  Vecchio  - a ridosso del mare - ed, infine, quello,  assai
  più antico, di Ballarò, nel cuore della città.
   Il  mercato è, dunque, in Sicilia, una vera e propria dimensione
  spazio-relazionale. Da una piazza - via principale,  esso,  quasi
  sempre,  si  espande, difatti, nel dedalo delle vie  circostanti,
  fino  a connotare un intero quartiere, sicché consuetudine  vuole
  che in esso non solo si lavori ma si abiti.
   Ciò  rappresenta una tradizione radicata nel tempo, che è  parte
  della migliore tradizione di operosità dei rioni cittadini e che,
  per  tale  motivo, deve essere conservata, difesa  e  potenziata,
  piuttosto che dispersa.
   In  un'epoca  nella  quale sempre più si avverte  l'esigenza  di
  confrontarsi  con  le  proprie radici,  si  ritiene  doveroso  ed
  opportuno  riconoscere  il valore sociale,  storico  e  culturale
  delle  tradizioni e, fra queste, quelle dei mercati comunali  più
  antichi che svolgono la propria attività da almeno cento anni.
   Altro   obiettivo  da  perseguire  è  la  valorizzazione   della
  funzione  commerciale ai fini della riqualificazione del  tessuto
  urbano,  nonché la salvaguardia dei centri storici attraverso  il
  mantenimento    delle    caratteristiche    morfologiche    degli
  insediamenti ed il rispetto dei vincoli relativi alla tutela  del
  patrimonio artistico-ambientale.
   Alla  luce di quanto esposto, il presente disegno di legge detta
  i  principi fondamentali in materia di riconoscimento del  valore
  storico dei predetti mercati.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  premetto
  che  condivido  il  merito di questo disegno di legge,  peraltro,
  votato  all'unanimità  dalla  Commissione  ma  devo  fare   delle
  considerazioni  complessive che possono aiutare a  modificare  il
  testo ed evitare così di commettere degli errori.
   Intanto,  c'è  un  restringimento della  norma  ai  mercati  che
  insistono nei centri storici. Possono anche esistere dei  mercati
  storici  non necessariamente ubicati in quelli che, dal punto  di
  vista urbanistico, sono codificati come centri storici perché  il
  senso  di  centri  storici è circoscritto a quello  che  un'altra
  norma  sancisce.  Mi sembra un restringimento che  va  contro  la
  finalità del mercato storico che condivido.
   Inoltre,  si  fissa un'età perché questi mercati possano  essere
  assoggettati  alla procedura di verifica di rilevanza  culturale,
  socio-economica, eccetera, di cento anni. Ci si imbatterebbe  nel
  paradosso  che  un  mercato  del  1920  o  del  1930  non   venga
  considerato storico.
   La  norma  sulla tutela dei beni culturali stabilisce  un  tetto
  minimo  di  cinquant'anni  per  il  riconoscimento  di  interesse
  culturale  sia dei beni mobili che immobili; cento anni,  quindi,
  mi sembrano affrettati.
   Sono  indizi,  come dire, della buona volontà ma, probabilmente,
  della opportunità di correggere o di rivedere meglio il testo.
   Ed  ancora,  si  rimanda ad una attestazione  documentale  della
  speciale  rilevanza culturale. Ma che vuole dire? O una  legge  è
  precisa o non è una legge.
   Scrivere   che   bisogna  documentare  la   speciale   rilevanza
  culturale contiene due termini scarsamente verificabili. Come  si
  fa  di un mercato storico a documentare la rilevanza culturale e,
  per  giunta, speciale? Mi sembra che la norma, ancora una  volta,
  dimostri   buona   intenzione  ma  che  non   sia   assolutamente
  stringente; è, pertanto, vaga e meritevole di approfondimento.
   E'  previsto,  inoltre, che la disciplina per il  riconoscimento
  di  questi requisiti sia poi dettata dall'assessore regionale per
  la  cooperazione;  non è previsto che la Commissione  legislativa
  competente esamini questo testo che, poi, dovrebbe essere emanato
  con   un   decreto.   Sappiamo  che  tutte  le  norme   rimandano
  all'emanazione  di  decreti e, in questo  caso,  di  regolamenti,
  previo  parere della Commissione competente che qui  bisognerebbe
  inserire.
   Non  è chiarito se si intende tutelare - e lo chiedo anche  alla
  Commissione - il mercato storico nel senso di struttura  storica,
  fisica  o  di permanenza di bancarelle. Da questa legge,  non  si
  evince.
   Siamo,  quindi,  al  paradosso che potremmo  anche  tutelare  la
  permanenza  della  Fiera a Catania, che non ha  alcuna  struttura
  fisica  in  sé, che è composta semplicemente da una accumulazione
  di  bancarelle e, in più, vincolarla perché, come è scritto dopo,
  quello  rimanga  per  sempre. Un riordino urbanistico  funzionale
  dell'area  si troverebbe, cioè, ad avere un vincolo che  potrebbe
  essere riconosciuto, paradossalmente, come mercato storico.
   Cos'è, quindi, il mercato storico?
   Non  si  possono approvare le leggi pensando alla  Vucciria   ma
  pensando a tutte le fattispecie e mi pare che, da questo punto di
  vista, qui, ci sia un difetto.
   E  ancora, credo che, alla fine, imponiamo il mantenimento degli
  stessi mercati nella sede storica. Questa potrebbe non essere una
  finalità  conducente  per il mercato stesso  che,  alcune  volte,
  conserva  la  sua  specificità e la  sua  tradizione  nell'essere
  frequentato  se lo si sposta, se lo si decentra rispetto  a  quel
  luogo che, nel tempo, potrebbe essere diventato impraticabile.
   Paradossalmente,  il  mantenimento della storicità  del  mercato
  potrebbe  andare  di  pari  passo  con  la  necessità   del   suo
  spostamento e, quindi, non con il mantenimento che qui si impone.
   Signor   Presidente,   credo  che  questa   norma,   sicuramente
  condivisa  nello  spirito, contenga una serie di  approssimazioni
  che  mi sono permesso di segnalare perché, nel voler compiere una
  buona  azione,  il  Parlamento si potrebbe  trovare  costretto  a
  scrivere  un disegno di legge che, nella migliore delle  ipotesi,
  si  traduce  in  un comunicato stampa per dire che abbiamo  fatto
  qualcosa  ma  che potrebbe anche essere controproducente  per  la
  finalità che si propone di raggiungere.
   Non  contiene, inoltre, alcuna necessità di urgenza  e,  quindi,
  credo che sia uno di quei casi in cui il buon senso di tutti  noi
  consentirebbe  una pausa di riflessione, fermo  restando  che  il
  disegno di legge potrebbe essere certamente migliorato.
   Credo  che debba essere attenzionato con un respiro maggiore  di
  quello  che  gli  emendamenti  da  presentarsi  nel  corso  della
  discussione generale, qui, ci imporrebbe di fare.
   Chiedo    pertanto,   ritenendo   apprezzabile    l'intento    e
  condividendone  il fine, di rinviare il testo in Commissione  per
  un approfondimento.
   Non  è  la  prima volta, non è uno scandalo, non fa  venir  meno
  l'apprezzamento per il lavoro svolto ma, se ci riteniamo perfetti
  e  non  perfettibili, credo, che questo potrebbe essere un errore
  da cui dovremmo guardarci attentamente.

   ANTINORO, assessore per i beni culturali, ambientali  e  per  la
  pubblica istruzione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ANTINORO, assessore per i beni culturali, ambientali  e  per  la
  pubblica   istruzione.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,
  considerata  la  pregevole iniziativa della  Commissione,  che  è
  assolutamente da apprezzare, chiedo alla Presidenza,  considerata
  l'assenza  dell'assessore Di Mauro, impegnato in altra  sede  per
  motivi istituzionali, un rinvio della trattazione del disegno  di
  legge alla prossima settimana, al fine di consentire un più ampio
  dibattito, ancor più proficuo, che possa arricchire un disegno di
  legge  che,  di  per sé, è interessante, ma che lo può  diventare
  ancora di più.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, invito il  Governo  a  prestare
  più attenzione rispetto alla calendarizzazione dei propri impegni
  per essere presente in Aula e mi riferisco anche alla presenza in
  Commissione, per evitare di ostacolare i lavori parlamentari.
   Se  c'è una richiesta del Governo su una legge di competenza del
  ramo  specifico che chiede di essere presente, non  possiamo  che
  accoglierla. Rinvio, pertanto, l'esame del disegno  di  legge  in
  discussione alla prossima seduta.


   Presidenza del vicepresidente Formica


                       Sull'ordine dei lavori

   CAPUTO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO,   presidente   della  Commissione.  Signor   Presidente,
  onorevoli colleghi, condivido quanto ha fatto osservare circa  la
  presenza o l'assenza del Governo.
   Non  è  la  prima  volta  che  il Parlamento  e  le  Commissioni
  lavorano  con grande puntualità e,  poi, ci si fermi in Aula  per
  l'assenza del Governo.
   Le  chiedo  di assicurare, per la prossima seduta,  la  presenza
  all'ordine del giorno del disegno di legge in questione.


   Presidenza del vicepresidente Formica


      Discussione del disegno di legge «Norma transitoria sulle
           Autorizzazioni  all'esercizio di cava» (133/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  alla discussione del  disegno  di  legge
  «Norma  transitoria sulle autorizzazioni all'esercizio  di  cava»
  (numero  133/A) posto al numero 3) del punto III dell'ordine  del
  giorno.

   SORBELLO,  assessore per il territorio e l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SORBELLO,  assessore  per  il territorio  e  l'ambiente.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, comunico che, su questo  disegno
  di   legge,  c'è  una  richiesta  di  chiarimenti  da  parte  del
  Commissario dello Stato, per il quale ci sarà un incontro martedì
  prossimo.
   Si  chiede,  quindi, il rinvio alla prossima seduta,  cioè  dopo
  martedì,  dopo  l'incontro per i chiarimenti con  il  Commissario
  dello  Stato  che,  già, abbiamo predisposto, come  ufficio,  per
  evitare così un'impugnazione della medesima norma.

   PRESIDENTE.  Assessore Sorbello, ovviamente, il  Parlamento  non
  approva  le  leggi con la preventiva autorizzazione da  parte  di
  organi  esterni  ma,  se  il disegno di  legge  necessita  di  un
  approfondimento da parte degli Uffici ed il Governo  ritiene  che
  siano  necessari  ed utili, rinvio l'esame del disegno  di  legge
  numero 133/A.


   Presidenza del vicepresidente Formica


                       Sull'ordine dei lavori

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso  che  non
  dobbiamo  mettere  in  difficoltà nessuno  e,  certamente,  vi  è
  un'esigenza  di  approfondimento da parte del Governo  e  non  di
  altri organi.
   Tuttavia,  mi permetto di aggiungere, dal momento  che  si  deve
  approfondire  questo  argomento, che  esiste  un  problema  sulle
  autorizzazioni perché, quando le cave, anche con la coltivazione,
  operano  in assenza di valutazione di impatto ambientale,  ovvero
  nei  casi di aree sottoposte a protezione speciale di valutazione
  di incidenza, lo stato membro si pone in situazione di inflazione
  con  la  normativa  comunitaria ed è  prevista  una  sanzione  di
  150.000 euro al giorno per la Regione.
   In  linea di massima, il problema della coltivazione autorizzata
  a  monte,  deve  avere  però l'impatto di  incidenza  ambientale,
  altrimenti,   autorizzeremmo,  con  una   legge   monca,   alcune
  situazioni che sono sicuramente non a norma, anche rispetto  alla
  Comunità economica europea.
   Ciò   perché,  nell'approfondimento  futuro,  venga  tenuto   in
  considerazione.

   CAPUTO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO,   presidente   della  Commissione.  Signor   Presidente,
  onorevoli colleghi, se il Governo ha qualche perplessità,  vorrei
  consigliare  di utilizzare altre argomentazioni per  chiedere  il
  rinvio  di  questo  punto all'ordine del  giorno.  Dico  ciò  con
  estrema  volontà di collaborazione e di sostegno  all'azione  del
  Governo.
   Vorrei  fare  osservare, assessore, innanzitutto,  l'irritualità
  della procedura portata avanti dal Governo perché non esiste  una
  valutazione preventiva del disegno di legge del Governo da  parte
  del Commissario dello Stato visto che le leggi vengono inviate al
  Commissario dopo l'approvazione e non prima. Questo è un problema
  di rispetto dell'autonomia del Parlamento.
   Vorrei,  inoltre,  fare osservare al Governo, in  maniera  molto
  rispettosa,  che  proprio  la mancanza  della  tempistica  ed  il
  rispetto  dei  termini dell'assessorato che lei  oggi,  da  pochi
  mesi, rappresenta, hanno determinato i chiarimenti al Commissario
  dello Stato.
   L'assessorato,  infatti,  entro il 31 dicembre,  avrebbe  dovuto
  approvare  i  piani di gestione, la normativa di  rispetto  della
  tutela  ambientale  ed  il piano regionale  delle  cave  che,  da
  ventisette  anni,  non  viene approvato e  che  è  costato,  alla
  Regione,  ben quattro miliardi delle vecchie lire e - lo  sollevo
  in  questo  Parlamento - abbiamo pagato quattro miliardi  per  un
  piano  che,  da  ventotto anni, si trova  nei  cassetti;  abbiamo
  pagato, inoltre, anche 150.000 euro, recentemente, per collaudare
  un piano che non è mai stato esaminato.
   Vorrei  dire, quindi, che le osservazioni - lo dico ai  colleghi
  del  Parlamento  e  qui nessuno fa opposizione  -  sollevate  dal
  Commissario   dello  Stato,  giustamente,  sono  delle   critiche
  all'assessorato  territorio ed ambiente perché non  ha  prodotto,
  nei termini, gli atti che la legge gli imponeva di produrre.

   APPRENDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   APPRENDI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  quanto  sta
  accadendo,  oggi, in quest'Aula, è incredibile: stiamo  trattando
  tre  disegni di legge che, però, vengono rinviati in Commissione,
  vengono ritirati o, comunque, non vengono votati.
   E'  uno  spettacolo indecoroso per la nostra Regione, altro  che
  farfugliare  rispetto agli argomenti. Qui, c'è un  problema  che,
  certamente, è di natura politica oppure c'è una classe  dirigente
  incapace  di portare le leggi in Aula - mi riferisco ai  deputati
  che lavorano nelle Commissioni - e ciò manifesta  uno scollamento
  chiaro,  evidente, palese, tra la maggioranza ed  il  Governo  e,
  allora,  ogni  argomento diventa dibattito per non  approvare  la
  legge.
   Di  questo,  dunque,  dobbiamo  parlare;  assumetevi  le  vostre
  responsabilità, chiarite le vostre posizioni e andiamo avanti.

   CAPUTO. Ricordi al Governo che sono venuti i funzionari

   APPRENDI.  Ho detto, infatti, delle due l'una: o c'è una  classe
  dirigente   incapace  o  c'è  uno  scollamento  tra   Governo   e
  maggioranza.
   Allora,  prima  ci  avete convinti, ci avete  detto  che  questa
  Sicilia ha bisogno dello sviluppo, ha bisogno del lavoro e,  poi,
  bloccate  tutto  e lo fate per motivi politici. Dovete  avere  il
  coraggio   di   dire  queste  cose,  altrimenti,   ai   siciliani
  racconteremo frottole.
   Ha  ragione, quindi, il collega De Benedictis perchè se tutto il
  lavoro che svolgiamo in Commissione e in Aula deve ridursi ad  un
  comunicato  stampa  perché ciascuno, poi, dovrà  parlare  con  il
  proprio   elettorato,    credo   che   nessuno   voglia    queste
  mortificazioni  e ci attrezzeremo in merito.
   Altro  che  -  come diceva l'onorevole Formica in Commissione  -
  questo  gruppo  di  opposizione non c'è e lei  vorrebbe  fare,  a
  volte,  opposizione e governo ma noi le dimostriamo che  sappiamo
  fare  il  nostro lavoro e glielo dimostreremo ancora di  più  nei
  prossimi giorni.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Apprendi,  la   inviterei,   prima   di
  formulare   accuse  indistinte,  a  distinguere.  Siamo   in   un
  Parlamento  e  lo  stesso  ha  svolto  correttamente  la  propria
  funzione  anche e soprattutto con il suo contributo  portando  in
  Aula una serie di leggi di iniziativa parlamentare.
   Dovrebbe  essere,  però, altrettanto  noto  a  lei  che,  se  il
  Governo,  per  un motivo qualsiasi, chiede un approfondimento  su
  una  norma  in discussione, quell'approfondimento non può  essere
  negato oppure, nella deprecabile situazione dell'altro disegno di
  legge, il Governo era impegnato ed io l'ho stigmatizzato.
   E  lei,  in questo, è stato poco attento; era impegnato altrove;
  aveva un'agenda dei lavori che non prevedeva la presenza in Aula,
  in  Parlamento, durante la discussione di un disegno di legge, di
  un  disegno di legge che la interessava; giustamente,  da  questa
  Presidenza, è stato stigmatizzato.
   Pur  tuttavia, onorevole Apprendi, il lavoro è stato  svolto  in
  maniera  encomiabile  dal Parlamento ma, ripeto,  se  il  Governo
  manifesta   un'esigenza   di   approfondimento   su   una   norma
  parlamentare, non possiamo esimerci dal farlo.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  visto   che
  parliamo  di  indignazione, è bene che all'indignazione,  un  po'
  tutti,  abbiamo la misura, altrimenti, si trasforma il Parlamento
  in  Consigli comunali, senza offendere ed io lo sono  stato  pure
  consigliere comunale o consigliere provinciale.
   Mi  sembra  che  l'onorevole Apprendi non sia generoso  con  gli
  stessi  suoi  colleghi perché se, oggi, una parte politica,  come
  quella  che lui rappresenta, ha voluto troncare, nel rispetto  di
  quelle   che  sono  le  decisioni  prese  dalla  Conferenza   dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari, alcuni disegni di legge e, se
  dopo  qualche minuto, il Governo chiede solo di approfondire  una
  materia di un disegno di legge parlamentare, mi sembra che non ci
  sia  nulla di straordinario.
   Bisogna  ringraziare gli Uffici dell'Assemblea,  la  Presidenza
  stessa  che  ha  posto  all'attenzione di questo  Parlamento  un
  disegno  di  legge  che è stato presentato da  un  parlamentare,
  negli ultimi anni; è stato molto raro vedere un disegno di legge
  parlamentare arrivare  immediatamente in Aula.
   Si  può  constatare  che  c'è un nuovo modo  di  fare  politica
  all'interno   di   questo  Parlamento,  c'è  un   rispetto   dei
  parlamentari  sulle azioni legislative che, fino ad  oggi,  sono
  state fatte.
   Mi permetto di segnalarle, signor Presidente, che, poc'anzi, si
  chiedeva, al di là delle discussioni che facciamo e delle  varie
  accuse  che vengono mosse ai parlamentari direttamente da  parte
  di  altri  colleghi,  di stralciare da un disegno di  legge  che
  riguardava il golf e, nella stessa misura, veniva presentato  un
  emendamento che parlava delle stesse cose.
   Ne  approfitto  per  dare atto alla Presidenza  di  aver  fatto
  ritirare all'onorevole De Benedictis un emendamento sulla stessa
  materia.
   E'  solo  un intervento per dire che le prerogative  di  questo
  Parlamento devono essere da tutti rispettate, così come  abbiamo
  fatto nella giornata odierna e ringrazio la Presidenza per avere
  iniziato un nuovo iter dell'azione legislativa che è propria dei
  parlamentari regionali.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  è  davvero
  singolare  che, così come ha detto correttamente la  Presidenza,
  in  questi giorni, in queste settimane, si sia svolta, in questo
  Palazzo,  un'attività parlamentare intensa con grande  senso  di
  responsabilità di tutti i parlamentari.
   Si  riesce,  dunque, a costruire una sessione  estiva  di  fine
  luglio  che continuerà la prossima settimana, in pieno  mese  di
  agosto  e,  appena  si  giunge in Aula per discutere  importanti
  disegni  di  legge, ci si accorge di un approccio  singolare  da
  parte  del  Governo, come, in qualche misura, è  stato  espresso
  perfino   dai   Presidenti   delle  Commissioni   insediate   in
  quest'Aula.

   Credo  che,  per quanto riguarda questo disegno  di  legge,  in
  particolare,  sia davvero singolare - ed uso davvero  un'eufemia
  perché, in Parlamento, non intendo utilizzare altri termini  che
  sarebbero più adeguati - che, a distanza di ventisette  anni  di
  una  inadempienza  gravissima  delle  istituzioni  pubbliche   e
  regionali della nostra Regione siciliana, si intervenga  con  un
  disegno di legge.
   Vorrei ricordare che, proprio durante l'esame in Commissione di
  questo  disegno di legge - presenti l'Assessore per l'industria,
  onorevole Gianni, ed i dirigenti dell'Assessorato regionale  del
  territorio  e dell'ambiente - è stato espresso parere favorevole
  all'unanimità  da parte di tutti questi soggetti intervenuti  ai
  lavori della Commissione che, con grande solerzia, sono riusciti
  a  portare all'attenzione del Parlamento un disegno di legge che
  mette in risalto un settore economico importantissimo per questa
  Regione  che  ha migliaia e migliaia di cittadini  occupati  che
  rischiano davvero di vedere altre nubi sul loro futuro.
   Il  fatto che i lavori d'Aula si possano aggiornare alla  prima
  settimana  di  agosto, ponendo all'ordine  del  giorno  tutti  i
  disegni di legge questa sera incardinati, è davvero grave e  non
  depone  a  favore  di un'azione di Governo che  avremmo  sperato
  certamente più chiara e più efficace in questa prima fase.
   Desidero  che,  in un momento in cui, spesso, a sproposito,  si
  parla  di autonomia, di specialità della nostra Regione, non  si
  abbia  più  a sentire in quest'Aula che ci siano organi  esterni
  che  possano propedeuticamente intervenire sui disegni di  legge
  del  Parlamento  che  sono  esclusiva  prerogativa  parlamentare
  garantita dallo Statuto che è legge costituzionale.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata  ad  oggi,
  mercoledì 30  luglio 2008, alle ore 19.45, con il seguente ordine
  del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Formica


      I  - Comunicazioni.

      II  - Discussione del disegno di legge:
       1)   Norme urgenti per la continuità territoriale ed il turismo
          nelle isole minori         (n. 101/A).

      III  -  Seguito della discussione dei disegni di legge:
       1)   Norme per il recupero e il riconoscimento della valenza
          storica dei mercati sulle aree pubbliche  (n. 36/A).

       2)   Norma transitoria sulle autorizzazioni all'esercizio di
          cava  (n. 133/A).

      IV  - Votazione finale del disegno di legge:

        Interventi  in  favore  della sicurezza  dei  voli  negli
       aeroporti siciliani.  (n. 131/A)

      V  - Elezione di cinque componenti della Commissione di garanzia
     per    la    trasparenza,   l'imparzialità   delle   pubbliche
     amministrazioni e la verifica delle situazioni patrimoniali.

                  La seduta è tolta alle ore 19.40

          Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 23.20

                       DAL SERVIZIO RESOCONTI
                            Il Direttore
                        Dott. Eugenio Consoli

                              ALLEGATO:

             EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA

  DISEGNO  DI LEGGE N. 131/A:  INTERVENTI IN FAVORE DELLA SICUREZZA
  DEI  VOLI NEGLI AEROPORTI SICILIANI. DISPOSIZIONI IN FAVORE DELLO
  SVOLGIMENTO  DELL'ATTIVITà  SPORTIVA CONNESSA  ALL'ESERCIZIO  DEL
  GIOCO DEL GOLF .

     All'articolo 1:

   Emendamento 1.3:

  Al  comma  1  dell'articolo 1 sostituire le parole  in  deroga  a
  quanto previsto alla lettera a) del primo comma dell'articolo  15
  della  legge  regionale  78/1976, l'Assessore  regionale  per  il
  territorio  e  l'ambiente autorizza  con le  parole   d)  possono
  essere  concesse deroghe a quanto previsto dalla lettera  a)  del
  primo comma dell'articolo 15 della legge regionale 78/1976 per

   Emendamento 1.4:

  Al  comma  2  dell'articolo 1, dopo le  parole   dei  voli  negli
  aeroporti , aggiungere le parole  già in esercizio alla  data  di
  pubblicazione della presente legge