Presidenza del vicepresidente Formica
FARAONE, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
disegni di legge:
«Schema di disegno di legge per la nomina del revisore
contabile di Riscossione Sicilia S.p.A.» (165), presentato dal
Presidente della Regione (Lombardo) su proposta dell'Assessore
regionale per il bilancio e le finanze (Cimino) in data 30 luglio
2008;
«Norme per il riconoscimento ed il sostegno delle comunità
giovanili» (166), presentato dall'onorevole Vitrano in data 30
luglio 2008.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alla Commissione legislativa Bilancio (II):
«Rendiconto generale dell'Amministrazione della Regione
siciliana e delle Aziende foreste demaniali per l'esercizio
finanziario 2007» (163),
presentato dal Presidente della Regione (Lombardo) su proposta
dell'Assessore regionale per il bilancio e le finanze (Cimino)
in data 30 luglio 2008,
inviato in data 30 luglio 2008;
«Assestamento del bilancio della Regione e del bilancio
dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione siciliana per
l'anno finanziario 2008» (164),
presentato dal Presidente della Regione (Lombardo) su proposta
dell'Assessore regionale per il bilancio e le finanze (Cimino)
in data 30 luglio 2008,
inviato in data 30 luglio 2008.
Annunzio di interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interrogazione con richiesta di risposta orale:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il bilancio e
le finanze,
premesso che:
il d.m. n. 40 del 18/01/2008 ha consentito l'applicazione
dell'art. 48 bis del DPR 29 settembre 1973, n. 602, in tema di
blocco dei pagamenti da parte della pubblica amministrazione
qualora si attestino inadempienze esattoriali superiori a euro 10
mila. Tale disposizione regolamentare è indirizzata all'agente di
riscossione EQUITALIA SPA e società da essa partecipate, come lo
stesso documento identifica;
il già citato d.m. n. 40/2008 ha consentito, tra l'altro
l'applicazione dell'art. 48 bis del DPR 29 settembre 1973, n.
602, in tema di blocco dei pagamenti da parte della pubblica
amministrazione qualora si attestino inadempienze esattoriali
superiori a 10 mila;
considerato che:
l'inapplicabilità del regolamento di cui al
decreto ministeriale n. 40/2008 alla riscossione delle entrate
spettanti alla Regione siciliana, affidata dalla l.r. n. 19 del
22/12/2005, art. 2, alla RISCOSSIONE Sicilia SPA - società
privata capogruppo della partecipata SERIT Sicilia SPA e non alla
EQUITALIA SPA o alle società dalla stessa partecipata;
il provvedimento di pignoramento di cui al citato d.m. 40/2008
non può essere emesso, evidentemente, dalla SERIT Sicilia SPA, ed
è quindi illegittima la procedura attuata in Sicilia;
tale evidenza ha portato la Confindustria di Siracusa ad
inoltrare atto di interpello al garante del contribuente ai sensi
dell'art. 13 della l. 212/2000;
il garante ha recepito in pieno le motivazioni avanzate e, con
nota del 04/06/2008, ha trasmesso copia dell'interpello a
RISCOSSIONE Sicilia SPA e all'Assessorato del bilancio e delle
finanze - dipartimento delle finanze e del credito, chiedendo
chiarimenti in merito alla legittima applicazione della suddetta
norma nel territorio della Regione siciliana ed altresì su altri
aspetti tecnico/procedurali che nel complesso penalizzano il
contribuente siciliano;
l'Assessorato del bilancio e delle finanze, con nota del
03/07/2008 pervenuta in data 07/07/2008, con una interpretazione,
del tutto dottrinale, afferma che, poiché l'art. 48 bis del DPR
602/73 si applica nel territorio della Regione siciliana,
l'applicazione della norma primaria reca come conseguenza
l'applicazione della norma secondaria, quale appunto il d.m.
40/2008, che contiene le disposizioni di dettaglio par la pratica
di attuazione della prima';
tenuto conto che:
la richiesta avanzata dalla Confindustria Siracusa mira
esclusivamente a tutelare i diritti dei contribuenti siciliani
che, con l'introduzione di tale iniquo provvedimento, sono stati
'vessati' ulteriormente e colpiti nelle loro legittime azioni di
tutela, in violazione del principio che il debito debba essere
certo e scaduto;
il provvedimento non prende in considerazione le azioni
eventuali di contenzioso in atto e tantomeno istanze di
rateizzazione che in qualunque procedura civile sono sufficienti
a suscitare dubbi del giudice ordinario nel sospendere qualunque
azione coattiva nei confronti dell'ipotetico debitore;
tale provvedimento segue le azioni coattive già in essere:
1. ipoteca sugli immobili;
2. fermo amministrativo sugli automezzi;
visto che:
il blocco dei pagamenti nei confronti delle aziende fornitrici
di beni e servizi alla pubblica amministrazione superiore a euro
10 mila le penalizza ulteriormente, in quanto il mancato incasso
del corrispettivo per l'opera resa alla pubblica amministrazione
li mette nella condizione di non recuperare i costi operativi già
sostenuti e da esse anticipate. Ne consegue che la norma su tali
soggetti dovrebbe prevedere il blocco sulla quota di utili
pagando comunque la parte di corrispettivo relativo al reintegro
dei costi;
per non penalizzare le piccole imprese, sarebbe auspicabile che
la Regione siciliana elevi il limite dalle attuali 10 mila ad 100
mila;
per sapere se non ritengano improcrastinabile emanare uno
specifico regolamento recante le modalità di attuazione dell'art.
48 bis DPR per le entrate di competenza della Regione siciliana,
che tenga conto:
a) delle posizioni ancora da definire, in presenza cioè di
contenzioso, di sospensione, di istanze di rateizzazione e/o in
corso di rateizzazione;
b) del blocco di pagamenti per importi superiori a euro 100
mila e comunque nella percentuale non superiore al 30% del
credito vantato nei confronti della pubblica amministrazione».
(80)
VINCIULLO
L'interrogazione ora annunziata sarà iscritta all'ordine del
giorno per essere svolta al suo turno.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,
do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero aver
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (articolo 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (articolo 127) sono effettuate mediante
procedimento elettronico.
Determinazione della data di discussione di mozioni
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d), e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:
numero 24 «Iniziative finalizzate al rilancio dell'agricoltura
in Sicilia», degli onorevoli Marinello, Cracolici, Di Benedetto,
Digiacomo, Donegani, Faraone, Panepinto e Raia;
numero 25 «Iniziative a favore dei piccoli comuni siciliani nel
settore della gestione e dello smaltimento dei rifiuti», degli
onorevoli Musotto, Caputo, Adamo e Caronia;
numero 26 «Opportune iniziative della Regione siciliana
finalizzate al contrasto del fenomeno del racket e
dell'usura», degli onorevoli Cracolici, Oddo, Donegani,
Marinello, Panarello.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che :
l'agricoltura costituisce il primo comparto produttivo
dell'Isola nel quale operano un significativo numero di aziende
che, in alcuni casi, costituiscono punti di eccellenza
dell'intero tessuto imprenditoriale e socio-economico della
Regione;
lo sviluppo della forte vocazione agricola della Sicilia in
Europa, in primo luogo al centro del Mediterraneo, può essere
obiettivo praticabile se vengono assunte scelte in direzione
della difesa e valorizzazione della grande qualità delle
produzioni, dell'esaltazione del ruolo multifunzionale e della
multiattività dell'agricoltura;
negli ultimi anni le imprese agricole hanno manifestato
difficoltà ad operare in un mercato sempre più ampio e
concorrenziale in ragione delle numerose problematiche che
finiscono per incidere pesantemente sulla via di uno sviluppo
possibile;
i problemi contro cui quotidianamente si scontrano gli
agricoltori siciliani riguardano, solo per citarne alcuni, la
scarsa dotazione infrastrutturale di cui è dotata la nostra
Isola, l'innalzamento senza regole dei costi degli idrocarburi,
l'eccessiva mole di adempimenti burocratici con il conseguente
impoverimento dei redditi e il rischio di un ingresso di
moltissime aziende in un'area di marginalità economica dalla
quale non uscire più;
rilevato che:
occorre prioritariamente stabilire quali interventi di settore
assumere in modo organico per evitare di riproporre soluzioni che
aggravino la condizione del comparto agricolo in Sicilia perché
prive di qualunque visione complessiva delle necessità e dei
bisogni a cui fare fronte;
ai fini della definizione di una strategia di lungo periodo,
per l'agricoltura siciliana è fondamentale giungere rapidamente
alla convocazione di una conferenza agraria regionale come
momento di confronto tra il Governo e le rappresentanze sociali,
impegna il Presidente della Regione
ad emanare provvedimenti miranti all'azzeramento dell'accise e
alla riduzione dell'IVA per i carburanti agricoli che possano
pertanto avere costi più contenuti;
ad attuare ogni misura utile a contrastare l'indiscriminato
aumento dei prodotti fitosanitari, dei concimi, dei mangimi e
delle materie prime per l'agricoltura;
alla definizione di adeguate misure che puntino a incentivare e
qualificare l'agricoltura di qualità, a riorganizzare il sistema
agroalimentare siciliano, puntando contestualmente a restituire
competitività al settore e favorire la ripresa dei consumi;
a realizzare interventi in favore del sostegno alla
costituzione e al rafforzamento delle strutture associative per
la concentrazione dell'offerta, per una maggiore valorizzazione
commerciale dei prodotti anche con valide strategie di marketing,
per equilibrare i rapporti di forza dei produttori agricoli e i
diversi soggetti della filiera e per la realizzazione di un
funzionale sistema di tracciabilità e certificazione della
provenienza e della qualità dei prodotti;
alla definizione di un programma di interventi per favorire il
miglioramento delle infrastrutture per il trasporto, lo sviluppo
di attrezzate piattaforme logistiche per il condizionamento dei
prodotti e per il miglioramento dell'offerta commerciale alla
distribuzione organizzata, la realizzazione di moderne
infrastrutture e sistemi per il trasporto intermodale necessari
ad abbattere i costi di produzione, a ridurre i tempi di consegna
nei mercati, a proiettare le nostre produzioni nei mercati in via
di espansione, considerando fondamentale in questa direzione
l'aeroporto di Comiso quale 'hub' nel Mediterraneo per il
trasporto aereo delle produzioni agricole di pregio e di qualità;
all'attuazione organica delle norme riguardanti il
riconoscimento e il rafforzamento dei consorzi fidi per il
settore agricolo per consentire agevolmente l'accesso al credito
agrario per la conduzione aziendale e per gli investimenti;
alla realizzazione di un 'protocollo d'intesa' tra tutte le
Forze dell'ordine, le istituzioni regionali, gli enti locali e le
organizzazioni del mondo agricolo per contrastare il diffondersi
della criminalità organizzata nelle campagne e nei diversi
segmenti della filiera agroalimentare e agro-industriale;
alla realizzazione di una 'cabina di regia' tra le
organizzazioni agricole e tutti i soggetti istituzionali preposti
ai controlli sul commercio dei prodotti agricoli di origine e
provenienza extracomunitaria per la verifica dei diversi accordi
e delle norme di qualità e salubrità delle produzioni importate;
alla convocazione in tempi rapidi della conferenza agraria
regionale come momento di confronto tra istituzioni e
rappresentanze sociali per definire una strategia di lungo
periodo per l'agricoltura siciliana;
all'adozione della pratica della concertazione tra le
rappresentanze sociali e i rami dell'Amministrazione regionale
per consentire un'attuazione del PSR (Piano di sviluppo rurale)
attraverso procedure trasparenti e in sintonia con i territori
secondo l'impostazione della governance che guida i processi
comunitari.» (24)
MARINELLO-CRACOLICI-DI BENEDETTO
DIGIACOMO-DONEGANI
FARAONE-PANEPINTO-RAIA
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il decreto fiscale varato dal Governo nazionale prevede un
fondo per i comuni con più di 500 mila abitanti per erogare
finanziamenti alle aziende che si occupano della gestione dei
rifiuti al fine di estinguere i debiti maturati negli esercizi
finanziari;
considerato che:
la situazione finanziaria di molte società che si occupano di
rifiuti in Sicilia risulta in perdita e tutti gli ambiti
rischiano il dissesto per i debiti di esercizio accumulati negli
anni;
l'inosservanza dei principi di efficienza, efficacia ed
economicità, che dovevano assicurare la sana gestione integrata
dei rifiuti da parte delle società di igiene ambientale, ha messo
a rischio anche le garanzie occupazionali dei lavoratori
impegnati nel settore in tutta la Regione;
i lavoratori del COIN.R.E.S., consorzio costituito tra i comuni
dell'ambito territoriale ottimale PA4 e la provincia regionale di
Palermo, rischiano di perdere il posto di lavoro per problemi
finanziari dei comuni i quali, senza un provvedimento mirato e un
controllo efficace dell'attività gestionale e delle aziende
incaricate, non avranno l'opportunità di garantire la continuità
del servizio con gravi danni per gli abitanti del territorio;
il finanziamento mirato ai soli comuni con più di 500 mila
abitanti sarebbe discriminatorio poiché sanerebbe soltanto il
deficit di aziende come l'AMIA di Palermo ed escluderebbe i
comuni che, riuniti in forma consortile, non potrebbero accedere
ai benefici della norma di finanziamento,
impegna il Presidente della Regione
ed il Governo regionale
a utilizzare tutti gli strumenti necessari a scongiurare un
provvedimento finanziario che penalizzerebbe i piccoli comuni del
territorio della Regione per favorire soltanto le aziende che si
occupano della gestione rifiuti per le grandi città, come Palermo
che, negli anni, hanno accumulato perdite finanziarie;
a intervenire presso il Governo nazionale affinché si individui
un fondo idoneo a finanziarie, attraverso tutti i comuni della
Regione e le forme consortili costituite tra loro, tutte le
società che si occupano della gestione dei rifiuti in Sicilia,
prescrivendo regole di efficienza, efficacia e economicità,
necessarie per accedere ai benefici del provvedimento che, in
ogni caso, deve essere mirato alla soluzione transitoria dei
problemi finanziari, al fine di facilitare le procedure utili al
raggiungimento del pareggio finanziario e all'avviamento di una
sana e corretta gestione amministrativo-contabile di tutte le
società operanti nel territorio della Regione siciliana.» (25)
MUSOTTO-CAPUTO-ADAMO-CARONIA
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
nonostante i grandi risultati conseguiti dallo Stato con la
cattura dei latitanti più pericolosi e lo smantellamento della
loro rete di taglieggiatori e fiancheggiatori, nonché la
coraggiosa reazione di alcuni commercianti che resistono e
reagiscono al condizionamento oppressivo della mafia dimostrando
che al 'pizzo' ci si può opporre;
nonostante il fiorire dell'associazione antiracket e antiusura
come 'Addio Pizzo', la presa di posizione delle associazioni
imprenditoriali di categoria, quali la Confindustria, la Lega
delle cooperative, la CNA, la Confesercenti e la Confcommercio,
nonché della Chiesa e delle scuole abbia contribuito enormemente
all'estendersi del tessuto democratico in opposizione ai poteri
criminali;
sia pur in presenza dei fatti positivi come sopra delineati, il
10 rapporto di SOS impresa ('le mani della criminalità
sull'impresa del 22 ottobre 2007') rileva che il condizionamento
esercitato dalle organizzazioni criminali di stampo mafioso nel
tessuto economico del Paese si è esteso e rafforzato rispetto
agli anni precedenti: dalla filiera agroalimentare al turismo,
dai servizi alle imprese a quelli alla persona, agli appalti,
alle forniture pubbliche, al settore immobiliare e finanziario,
la presenza del racket si è consolidata in ogni settore
economico: i commercianti e gli imprenditori, infatti, subiscono
1300 reati al giorno, praticamente 50 all'ora, quasi 1 al minuto;
ritenuto che:
vi è consapevolezza diffusa che la liberazione dalle mafie e
dal 'pizzo' sia elemento imprescindibile per la reale crescita
dell'economia e della società siciliana;
in questa direzione la pubblica amministrazione deve fornire
orientamento, sostegno e incoraggiamento agli imprenditori e ai
commercianti affinché si rifiutino di pagare il 'pizzo',
impegna il Governo della Regione
a predisporre ogni misura atta ad inserire in tutti i bandi e
capitolati per l'affidamento di lavori e per l'acquisto di beni e
servizi le cosiddette clausole 'sirena' la cui applicazione
prevede:
di impegnarsi a denunciare alla stazione appaltante e alle
forze dell'ordine qualsiasi tentativo di estorsione ('pizzo',
usura, ecc...) o di condizionamento per l'acquisto di materie
prime o per noleggio di mezzi e attrezzature, assunzione di
manodopera durante il corso dell'appalto e di accettare
incondizionatamente la rescissione del contratto d'appalto nel
caso in cui l'amministrazione venisse a conoscenza di tali
evenienze attraverso atti pubblici o per qualunque altra via
istituzionale non riconducibile alla denuncia dell'impresa;
l'esclusione dalla gara di quelle ditte, note
all'amministrazione appaltante attraverso atti pubblici, che
siano state sottoposte ad estorsione ('pizzo', usura, ecc.) o
siano state condizionate per l'acquisto di 'materie prime o per
noleggio di mezzi e attrezzature, assunzione di personale senza
che le stesse abbiano denunciato alla stazione appaltante
medesima o alle forze del l'ordine tale evenienza.» (26)
CRACOLICI - ODDO - DONEGANI
MARINELLO - PANARELLO
Avverto che le determinazione della data di discussione delle
predette mozioni è demandata, secondo consuetudine, alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Presidenza del vicepresidente Formica
Discussione del disegno di legge «Interventi in favore della
sicurezza dei voli negli aeroporti siciliani. Disposizioni in
favore dello svolgimento dell'attività sportiva connessa
all'esercizio del gioco del golf» (131/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge.
Si procede con la discussione del disegno di legge numero 131/A
«Interventi in favore della sicurezza dei voli negli aeroporti
siciliani. Disposizioni in favore dello svolgimento dell'attività
sportiva connessa all'esercizio del gioco del golf», posto al
numero 1).
Invito i componenti la IV Commissione Ambiente e Territorio
a prendere posto nell'apposito banco.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 17.44, è ripresa alle ore
17.47)
La seduta è ripresa.
Riprende la discussione del disegno di legge numero
131/A
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione e
relatore, onorevole Mancuso, per svolgere la relazione.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, scopo del presente disegno di
legge è disporre interventi in favore della sicurezza dei voli
negli aeroporti, nonché conseguire l'obiettivo di favorire lo
svolgimento dell'attività sportiva connessa all'esercizio del
gioco del golf.
Nell'uno come nell'altro caso, il legislatore, con la presente
iniziativa, intende derogare al vincolo di inedificabilità dei
150 metri dalla battigia del mare previsto dalla lettera a) del
primo comma dell'articolo 15 della legge regionale 1976, numero
78, in considerazione delle ragioni legate alla sicurezza,
qualificazione e sviluppo del sistema aeroportuale siciliano,
nonché - per quel che riguarda le misure in favore dell'esercizio
in favore del golf - per i sicuri benefici che, per la nostra
Regione, discenderebbero da un ulteriore intervento di sviluppo
del turismo nell'Isola.
L'articolo 1 mira al risultato della semplificazione delle
procedure di progettazione e realizzazione di opere funzionali
alla sicurezza degli aeroporti siciliani che insistono quasi
tutti in prossimità del mare.
Si prevede, in particolare, che l'Assessore regionale per il
territorio e l'ambiente, in deroga al vincolo di inedificabilità
dei 150 metri dalla battigia del mare, autorizzi le opere di
manutenzione straordinaria, di ammodernamento e di potenziamento
che siano strettamente funzionali alla sicurezza dei voli negli
aeroporti, munite delle autorizzazioni rilasciate dagli enti
preposti.
Il relativo provvedimento di autorizzazione segue il
procedimento disciplinato dall'articolo 7 della legge regionale
11 aprile 1981, numero 65. Quest'ultima norma stabilisce che i
Comuni nel cui territorio insistono le opere da realizzare di
interesse statale o regionale, vengano sentiti, con la
possibilità, per l'Assessore regionale per il territorio e
l'ambiente, nel caso di manifestazione di avviso contrario degli
enti locali, di determinarsi ugualmente, sentito il Consiglio
regionale dell'urbanistica.
In altri termini, è garantita la partecipazione al procedimento
amministrativo da parte dei Comuni interessati ma con la facoltà,
per l'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente, di
autorizzare la realizzazione dell'opera, pur nel rispetto delle
procedure di cui al predetto articolo 7 della legge regionale
numero 65 del 1981.
L'articolo 2 reca misure in favore dell'esercizio del gioco del
golf. Si rammenta, al riguardo, che la IV Commissione, nella
scorsa legislatura, aveva esitato un'apposita iniziativa
legislativa.
Questa Commissione, nel ritenere perduranti le ragioni in
favore dello sviluppo del turismo, già apprezzate dai commissari
della scorsa legislatura, intende riproporre la norma, confidando
nel positivo apprezzamento dell'Assemblea.
In particolare, la disposizione in esame, al fine di
semplificare la realizzazione delle strutture che prevedono un
minimo impatto sul territorio, stabilisce che l'autorizzazione
del Comune competente sostituisca la concessione per gli
interventi per la realizzazione dei campi da golf, elencati, in
dettaglio, al comma 2 dell'articolo 2.
Detti interventi - si precisa - non costituiscono costruzioni,
ai sensi e per gli effetti della lettera a) del primo comma
dell'articolo 15 della legge regionale 12 giugno 1976, numero 78.
Ciò nel presupposto che per costruzioni entro 150 metri dalla
battigia si debbano intendere quelle alterazioni morfologiche di
consistente rilevanza che possano costituire una lesione
all'equilibrio del sistema costiero.
Nel caso di realizzazione di un campo da golf, in assenza di
un'alterazione morfologica di consistente rilevanza del
territorio, pare davvero sproporzionata una siffatta limitazione
dello ius aedificandi.
E', in ogni caso, fatta salva la necessità del rilascio del
parere favorevole dell'autorità preposta, laddove le opere siano
eseguite in zone sottoposte a vincoli paesaggistici, ambientali e
urbanistici. Si prevede, in tal caso, il ricorso ad una
Conferenza di Servizi, indetta dall'organo competente del Comune,
per l'esame della domanda di rilascio dell'autorizzazione entro
sessanta giorni dal ricevimento.
Al fine di favorire l'acquisizione in tempi certi dei pareri o
nulla osta necessari per il rilascio dell'autorizzazione, è
previsto ugualmente l'intervento della Conferenza di Servizi,
tenuta a rilasciare tutti gli eventuali atti endoprocedimentali
consultivi entro sessanta giorni dal ricevimento dell'istanza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, si tratta di due norme
semplici che non vanno in deroga ma permettono, da un lato, la
sicurezza dei nostri aeroporti in Sicilia e, dall'altro, lo
sviluppo turistico del nostro sistema integrato con uno forte che
è diventato, a livello planetario, non solo importante ma foriero
di buone iniziative, non soltanto infrastrutturali ma anche sotto
il profilo della ricettività.
Sulla procedibilità del disegno di legge
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, l'Aula vorrebbe sapere,
conformemente a quanto era stato concordato in sede di Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari - e siamo qui in
conseguenza di quella discussione - se l'articolo 2 verrà
stralciato, ovvero, se la maggioranza ritiene di insistere nel
portarlo all'esame dell'Aula perché ciò determinerebbe un diverso
atteggiamento da parte dell'opposizione.
Mi sembra che su questo ci sia un atteggiamento dirimente.
Qualora riteneste di procedere in tal senso, contraddicendo
quanto stabilito, sarebbe opportuno informare l'Aula in modo che
anche noi ci atterremo di conseguenza.
PRESIDENTE. Onorevole De Benedictis, il disegno di legge è
stato esitato dalla Commissione ed è composto da due articoli.
L'Aula, pertanto, ha l'obbligo di discuterlo così come esitato.
Nel caso in cui si dovesse constatare che c'è una improcedibilità
dal punto di vista della discussione, per entrambi gli articoli
ci atteggeremo di conseguenza.
Onorevoli colleghi, avverto che il termine per la presentazione
degli emendamenti è fissato alla conclusione della discussione
generale.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Formica
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Colianni è in congedo per
la giornata odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di apposizione di firma a mozione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Di Guardo ha chiesto di
apporre la propria firma alla mozione numero 24 «Iniziative
finalizzate al rilancio dell'agricoltura in Sicilia».
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende la discussione del disegno di legge numero 131/A
PRESIDENTE. Riprende la discussione del disegno di legge
«Interventi in favore della sicurezza dei voli negli aeroporti
siciliani. Disposizioni in favore dello svolgimento dell'attività
sportiva connessa all'esercizio del gioco del golf» (131/A).
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa
la discussione generale e pongo in votazione il passaggio
all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PANARELLO. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Onorevole Panarello, do lettura dell'articolo 85,
comma 2, del Regolamento interno dell'Assemblea: «Non può essere
chiesta la verifica del numero legale prima dell'approvazione del
processo verbale né in occasione di votazioni che si debbano fare
per alzata e seduta per espressa disposizione del presente
Regolamento».
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per qualche minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 18.08, è ripresa alle ore 18.20)
La seduta è ripresa.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1.
Interventi in favore della sicurezza dei voli
negli aeroporti siciliani
1. Dopo il primo comma dell'articolo 57 della legge regionale
27 dicembre 1978, n. 71, e successive modifiche ed integrazioni è
aggiunto il seguente:
2. Con l'osservanza delle procedure previste dall'articolo 7
della legge regionale 11 aprile 1981, n. 65, e successive
modifiche ed integrazioni, in deroga a quanto previsto dalla
lettera a) del primo comma dell'articolo 15 della legge regionale
78/1976, l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente
autorizza le opere di manutenzione straordinaria, di
ammodernamento e di potenziamento, strettamente funzionali alla
sicurezza dei voli negli aeroporti, munite delle autorizzazioni
rilasciate dagli enti preposti '».
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, vorrei illustrare due
emendamenti presentati all'articolo 1 che non alterano il merito
del provvedimento ma tendono ad una pulizia del testo. Vorrei
chiederle se ha aperto la discussione sugli emendamenti
contestualmente alla discussione sull'articolo 1.
PRESIDENTE. Onorevole De Benedictis, affronteremo la
discussione sugli emendamenti non appena saranno collazionati.
Comunico che, all'articolo 1, sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
emendamento 1.1, a firma della Commissione:
«Dopo il comma 1 aggiungere il seguente:
2. Per i procedimenti volti alla realizzazione delle opere di
cui al comma 1, già avviati alla data di entrata in vigore della
presente legge, l'Assessore regionale per il territorio e
l'ambiente può tenere conto dei pareri già espressi dagli organi
competenti »;
emendamento 1.2, a firma dell'onorevole De Benedictis:
«All'art. 1 è aggiunto il seguente comma 1:
Dopo la lettera a) dell'art. 15 della legge regionale 78/1976,
aggiungere le seguenti parole:
Con l'osservanza delle procedure richiamate nell'art. 57 della
legge regionale 71/78, sono consentite deroghe per:
a) opere pubbliche o dichiarate di preminente interesse pubblico
b) opere di urbanizzazione primaria e secondaria connesse ad
impianti turistico-ricettivi esistenti, nonché ad ammodernamenti
strettamente necessari alla funzionalità degli stessi complessi;
c) opere di manutenzione straordinaria, di ammodernamento e di
potenziamento strettamente funzionali alla sicurezza dei voli
negli aeroporti »;
emendamento 1.3, a firma dell'onorevole De Benedictis:
«Al comma 1 dell'art. 1 sostituire le parole:
in deroga a quanto previsto dalla lettera a) del primo comma
dell'articolo 15 della legge regionale 78/1976, l'Assessore
regionale per il territorio e l'ambiente autorizza
con le parole:
d) possono essere concesse deroghe a quanto previsto dalla
lettera a) del primo comma dell'articolo 15 della legge regionale
78/1976 per »;
emendamento 1.4, a firma degli onorevoli Adamo e Musotto:
«Al comma 2 dell'art. 1 dopo le parole dei voli negli
aeroporti aggiungere le parole già in esercizio alla data di
pubblicazione della presente legge ».
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare per illustrare l'emendamento 1.1.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, può dirmi la data in cui si è svolta la Conferenza
dei Presidenti dei gruppi parlamentari?
PRESIDENTE. L'ultima Conferenza dei Presidenti dei gruppi
parlamentari si è tenuta il 24 luglio scorso.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore.
Dall'intervento dell'onorevole De Benedictis, mi sembra di capire
che, se non verrà stralciato l'articolo 2, ci sarà qualche
conseguenza di carattere parlamentare.
Signor Presidente, la Commissione si è riunita, come può vedere
dall'esame dei lavori preparatori, ed ha concluso i lavori nella
seduta numero 4 del 23 luglio 2008, dopo due sedute di dibattito
e di approfondimento del disegno di legge.
Considerato che la materia del golf - l'articolo 2 - era ed è
materia assolutamente omogenea, sotto il profilo normativo, la
Commissione ha ritenuto di inserirla in questo disegno di legge
per diversi profili, che non sto qui, naturalmente, a ripetere
per non annoiare i colleghi deputati.
Oggi, viene detto - ed io lo sapevo per una comunicazione - che
la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, dopo i
lavori della Commissione, ribaltava quanto era stato esitato in
Commissione e, in particolare, ha osservato di stralciare
l'articolo 2; ancora, non ho ben capito il motivo ma l'onorevole
De Benedictis mi dice per un principio generale sull'andamento
dei lavori.
Qui, nessuno vuole intralciare i lavori d'Aula e mi sembra
anche giusto il rispetto del gentlemen's agreement che si deve
avere tra colleghi deputati: da un lato, i commissari che
deliberano e lavorano e, dall'altro, i colleghi Presidenti dei
Gruppi parlamentari; dall'altro ancora, la Presidenza, nonché i
colleghi dell'opposizione.
Se la volontà è quella di non approvare l'articolo 2, signor
Presidente, la invito a rinviare tutto il disegno di legge a
quando sarà possibile parlare anche dell'altra norma che è
esattamente uguale all'articolo 1. Non c'è alcuna differenza
sotto il profilo normativo e sotto il profilo dell'applicazione.
Quando si vorrà parlare, quindi, di quella norma riguardante le
materie relative alla sicurezza dei voli e all'esercizio del
gioco del golf, ne parleremo.
Non so chi lo dovrà decidere. La Commissione?
Sembra che quanto fatto dalla Commissione non valga e,
probabilmente, la Presidenza con la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, forse, ha un valore maggiore della
Commissione. L'opposizione, quando considera che non c'è il
numero legale? Vedete voi.
Ritengo che il rispetto per i colleghi, come c'è rispetto per
questa Presidenza e per la Conferenza dei Presidenti dei gruppi
parlamentari, venga meno da qualche lato e, poiché dobbiamo
rispettarci tutti per il lavoro che si svolge in Commissione e in
Aula, se lei dovesse ritenere di stralciare quella norma, la
riterrei un'azione sbagliata, anche se richiesta dai colleghi;
pur tuttavia, se ciò è necessario per far andare avanti i lavori
di quest'Aula, la invito a rinviare il disegno di legge numero
131 ad una data in cui si potrà discutere.
Non so chi lo debba decidere; decidetelo tra di voi e, quando
lo deciderete, ne parleremo.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, affrontiamo un tema alla volta.
Stiamo discutendo il disegno di legge e, in atto, la discussione
verte sull'emendamento 1.1.
Apprezzo le sue valutazioni ma anche lei deve convenire sul
fatto che l'Aula è sovrana nel decidere e che le opposizioni, se
ritengono di non volersi prestare alla discussione di una norma
o di una parte di essa, hanno il diritto di farlo.
Avremo modo, tuttavia, arrivando alla discussione dell'articolo
2, di valutare se vi sono le condizioni per discuterlo;
viceversa, apprezzeremo al momento e valuteremo. Certamente, né
la Presidenza né l'Aula subiscono prevaricazioni di sorta; su
questo, non vi sono dubbi.
FARAONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FARAONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in Commissione
Ambiente e Territorio , le questioni poste, oggi, dall'onorevole
De Benedictis in Aula, sono state poste al Presidente Mancuso
dall'opposizione, allo stesso modo.
Avevamo individuato, cioè, in Commissione, un emendamento
riguardante i campi da golf totalmente diverso dall'accelerazione
stabilita, invece, con l'inserimento di questo emendamento nel
disegno di legge, fatto che avevamo capito essere volontà sia
della maggioranza che del Presidente Mancuso.
Oggi, è stato ricostruito, dal Presidente, un iter che, in
Commissione, era stato già contestato poiché avevamo incontrato
il sindaco di Sciacca che aveva sollecitato questo emendamento al
disegno di legge ed era stato stabilito che era necessario un
ulteriore approfondimento.
Ritenevamo che non fosse opportuno inserirlo nel disegno di
legge sui vincoli aeroportuali, tanto più che questo stesso
disegno di legge, con gli stessi contenuti, era stato bocciato
nella scorsa legislatura.
Credo, quindi, che si possa benissimo proseguire con l'esame
del disegno di legge, stralciando la parte che riguarda i campi
da golf, che non vuol dire una contrarietà ma vuol dire ritenere
opportuno un approfondimento su una parte che non era,
inizialmente, prevista e su cui la Commissione aveva stabilito un
iter di approfondimento necessario.
PRESIDENTE. Onorevole Faraone, apprezzo i contributi che
vengono forniti all'Aula ma, ovviamente, ricordo a tutti che
stiamo parlando sull'emendamento 1.1 all'articolo 1 del disegno
di legge.
MUSOTTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSOTTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
sollecitare l'approvazione dell'articolo riguardante la sicurezza
dell'aeroporto Falcone-Borsellino , dove si verificano,
annualmente, centinaia di episodi di wind-share, un vuoto d'aria
che potrebbe essere nefasto per gli aerei che atterrano.
Non si è mai potuta installare questa strumentazione per
impedire il wind-share per tutta una serie di ostacoli che
vengono sollevati dal Comune di Isola delle Femmine, nel
territorio dove insiste l'installazione di questa strumentazione.
Questa norma servirebbe, finalmente, ad installare ciò che è
necessario.
Tra l'altro, se n'è fatto anche portavoce il generale Nieddu,
Presidente dell'Enav, che ha sollecitato, più volte, l'aeroporto
ad installare la suddetta strumentazione.
Vorrei attirare anche l'attenzione del Governo; mi rivolgo
all'assessore Sorbello. E' stata sollecitata, più volte, una
Conferenza di Servizi che il Governo precedente ha, più volte,
convocato, pur tuttavia, a causa della mancanza del numero
legale, non è si è potuto decidere in tal senso.
Per quanto riguarda la decisione dell'installazione di questo
radar, basterebbe anche dare seguito a questa richiesta
pervenuta, da parte della Gesap, per la convocazione di questa
Conferenza di Servizi.
ANTINORO, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Non c'è bisogno di una legge, si può
risolvere con un atto amministrativo.
MUSOTTO. Onorevole Assessore, questa è ad abundantiam;
servirebbe a predisporre una norma certa e sicura per accelerare
i tempi. Dato che è presente il Governo, volevo sollecitare
questo atto di diligenza che, certamente, sarà compiuto.
PRESIDENTE. Comunico all'Aula che l'ordine di trattazione degli
emendamenti è il seguente: 1.3, 1.4, 1.1 e poi 1.2.
APPRENDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
APPRENDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non vi è
dubbio che, se trattiamo argomenti che riguardano la sicurezza
negli aeroporti, l'Aula non può che essere ben disposta a seguire
e ad approvare norme che migliorino la sicurezza in questi siti.
Quanto detto dall'onorevole Musotto mi ha un po' insospettito.
Stiamo entrando nello specifico di un radar ad Isola delle
Femmine, tanto contestato dalla stessa comunità di Isola perché
non abbiamo dati certi che questo radar non sia dannoso per i
cittadini. Non vorrei che fosse una norma specifica. Credo che il
rispetto per i cittadini che abitano sul posto debba essere messo
al primo posto.
Volevo fare, inoltre, un appello alla Presidenza rispetto
all'articolo 2.
Nella scorsa legislatura, onorevole Leanza, ci si era dati un
indirizzo: non inserire nello stesso disegno di legge argomenti
che non avessero tra di loro alcuna attinenza. Credo che il campo
da golf non abbia alcuna attinenza con la sicurezza negli
aeroporti che auspichiamo, comunque, ci sia sempre.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
intervengo per illustrare gli emendamenti 1.3 e 1.2, da me
presentati, seguendo l'ordine da lei previsto.
Per quanto riguarda l'emendamento 1.3, non stiamo facendo
altro, con questo testo, oggi, all'esame dell'Aula, che
ampliare
PRESIDENTE. Prego gli onorevoli componenti la Commissione di
prestare attenzione all'illustrazione dell'emendamento perché,
tra poco, sarete chiamati a votarlo, quindi, a capire la portata,
l'importanza dell'emendamento stesso.
DE BENEDCTIS. L'articolo 15 della legge regionale numero 71 del
1978 stabilisce che, entro 150 metri dal mare, non si possono
realizzare opere se non quelle indicate nella lettera a);
all'articolo 57 della medesima legge, si stabiliscono delle
deroghe.
Oggi pomeriggio, non si sta facendo altro che aggiungere
un'altra fattispecie.
Il testo del mio emendamento, peraltro, non ha altro scopo che
quello di riproporre l'identica materia che il testo già
contiene, con le stesse forme previste dall'articolo che stiamo
ampliando.
L'articolo 57 prevede queste deroghe per le opere pubbliche
dichiarate di preminente interesse pubblico; questo già accade
per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria connesse ad
impianti turistici e ricettivi e lo fa previa osservanza di una
norma che è quella contenuta nell'articolo 16 della legge
regionale numero 78 del 1976.
Stiamo dicendo di aggiungere anche una deroga per le opere che
riguardano la sicurezza degli aeroporti ma non aggiungiamo una
lettera perché la procedura che chiediamo di osservare non è
quella già richiamata nell'articolo vigente - l'articolo 16 della
legge regionale numero 78 del 1976 - ma un'altra procedura che
garantisce la partecipazione dei Comuni.
Ecco perché ha senso questo articolo e l'emendamento vuole
semplicemente uniformarne la scrittura a quello che già esiste
nel testo vigente.
PRESIDENTE. Mi faccia capire, onorevole De Benedictis:
sostanzialmente, con il suo emendamento, propone di concedere la
deroga utilizzando, però, la fattispecie prevista per la
procedura della legge regionale numero 78 del 1976?
DE BENEDICTS. No, signor Presidente. Questo è quanto già
propone il testo in Aula, cioè la deroga per le opere che
riguardano la sicurezza negli aeroporti con la procedura prevista
dall'articolo 7 della legge regionale numero 65 del 1981, mentre,
con questo mio emendamento, non facciamo che scrivere questa
stessa cosa con il linguaggio già usato nell'articolo 57 del
quale stiamo creando, sostanzialmente, il secondo comma. E' un
fatto di pura e mera struttura, di coerenza; non altera la
sostanza.
Lo leggete, infatti, la differenza è in deroga a quanto
previsto dalla lettera a) del primo comma dall'articolo 15 della
legge regionale 78/76, l'Assessore regionale per il territorio e
l'ambiente autorizza sostituito con le parole possono essere
concesse deroghe a quanto previsto dalla lettera a) del primo
comma dell'articolo 15 della legge regionale 78/76 per che è
esattamente lo stesso significato della prima parte del testo;
poi, ho eliminato le parole l'assessore regionale per il
territorio e l'ambiente perché era già previsto nella procedura.
PRESIDENTE. E' chiaro, onorevole De Benedictis, sostituisce un
obbligo con un possono ; sostanzialmente, l'Assessore può
concedere deroghe a quanto previsto.
DE BENEDICTIS. E' la procedura invocata dal testo di legge
presentato in Aula, quindi, la sostanza non cambia.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.3.
PANEPINTO. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, avevamo stabilito, con
l'opposizione, una determinata cosa; l'opposizione può scegliere
di non seguirla ma non ritengo che ciò sia molto conducente,
quindi, la invito a farci procedere all'esame del disegno di
legge.
Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SORBELLO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.4. Lo pongo in votazione. Il
parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SORBELLO, assessore per il territorio e l'ambiente.
Favorevole.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.1, della Commissione. Lo pongo in
votazione. Il parere del Governo?
ANTINORO, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Contrario a nome del Governo.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.2.
Onorevole De Benedictis, intende illustrarlo?
DE BENEDICTIS. Sì, signor Presidente. Chiedo, innanzitutto, di
apportare una modifica formale al testo. Se approviamo il comma
precedente che ha aggiunto una possibilità di deroga in materia
di sicurezza negli aeroporti, lo abbiamo aggiunto all'articolo 57
della legge numero 71.
L'articolo 15 della legge numero 78 del 1976 stabilisce quali
sono le opere. Soltanto per un fatto di riordino legislativo, di
facilità di comprensione, trovo utile che, nella stessa legge,
cioè nella legge numero 78 del 1976, si raggruppino le
fattispecie di opere concesse entro la fascia dei 150 metri e
quelle per le quali possono essere concesse deroghe, non
scrivendo nulla di nuovo ma riportando, in questo testo, ciò che
è già previsto nell'articolo 57 della legge numero 71 del 1978.
Un fatto di semplice unione di due dettati normativi che, in
questo momento, esistono e fanno riferimento a due leggi
differenti e che verrebbero, in questo modo, unificati in uno
stesso articolo.
Chiaramente, presenterò un subemendamento che sostituisce le
parole sono consentite' con le parole possono essere concesse'.
PRESIDENTE. Onorevole De Benedictis, la portata
dell'emendamento è tale che necessita di un minimo di
approfondimento.
DE BENEDICTIS. La norma vigente - l'articolo 57 - recita: Con
l'osservanza delle procedure previste dall'articolo 16 della
legge regionale n. 78 del 1976 possono essere concesse deroghe ad
opere pubbliche di preminente interesse pubblico ed opere di
urbanizzazione primaria e secondaria connesse agli impianti
turistico-ricettivi .
Questo, già, è detto nella norma e non viene, pertanto,
introdotto con questo emendamento; viene scritto nella norma
madre della stessa legge e non è un'altra legge.
PRESIDENTE. Onorevole De Benedictis, la invito a ritirare
l'emendamento.
DE BENEDICTIS. Dichiaro di ritirare l'emendamento.
Ai sensi dell'articolo 121 quater del Regolamento interno
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, chiedo di non procedere con l'iter di questo disegno
di legge perché, con la bocciatura dell'emendamento 1.1, con un
parere del Governo che ha sorpreso la Commissione, non c'è più la
premura di legiferare in questa materia perché l'emendamento 1.1
faceva riferimento allo scalo di Punta Raisi ed alle conseguenze
del fenomeno meteorologico del wind share.
L'iter, adesso, deve riprendere dall'inizio in quanto
quell'emendamento teneva conto dei pareri già resi e l'iter
procedurale era stato posto all'attenzione di tutti gli organi
competenti.
Considerato, pertanto, quanto avvenuto in Aula, la invito a
rinviare in Commissione il disegno di legge perché è inutile
continuarne la trattazione.
PRESIDENTE. C'è una richiesta da parte del Presidente della
Commissione che è anche il presentatore del disegno di legge a
sospenderne la trattazione.
Sospendo la seduta per qualche minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 18.51, è ripresa alle ore
19.01)
La seduta è ripresa.
Riprende l'esame del disegno di legge numero 131/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione l'articolo
1, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2.
Disposizioni in favore dello svolgimento dell'attività
sportiva connessa all'esercizio del gioco del golf
1. Sono campi da golf, ai fini dell'applicazione del presente
articolo, i luoghi opportunamente conformati ed attrezzati per lo
svolgimento dell'attività sportiva connessa all'esercizio del
gioco del golf.
2. Sono interventi previsti per la realizzazione di campi da
golf: gli sbancamenti, la modellazione dei terreni, i drenaggi,
gli impianti di irrigazione, la formazione del manto erboso, la
formazione di green, tee e bunker e di laghetti artificiali.
3. Gli interventi di cui al comma 2 non costituiscono
costruzioni ai sensi e per gli effetti della lettera a) del primo
comma dell'articolo 15 della legge regionale 12 giugno 1976, n.
78.
4. Fatti salvi gli interventi di cui al comma 2, la presente
disposizione non si applica alle opere che per dimensioni e
caratteristiche strutturali rappresentino opere di trasformazione
edilizia ed urbanistica per le quali la normativa regionale
richiede apposita concessione.
5. L'autorizzazione del competente organo comunale sostituisce
la concessione per gli interventi per la realizzazione di campi
da golf, come definiti dai commi precedenti.
6. Quando le opere sono eseguite in zone sottoposte a vincoli
paesaggistici, ambientali e urbanistici, l'autorizzazione
dell'organo comunale competente deve essere rilasciata previo
parere favorevole dell'autorità preposta al vincolo. In tali casi
la domanda di rilascio dell'autorizzazione è esaminata da una
conferenza di servizi indetta dall'organo competente del comune,
entro sessanta giorni dal ricevimento.
7. La documentazione a supporto dell'autorizzazione dei lavori,
quali scavo di pozzi, sbancamenti ed opere di rinterro che
incidano significativamente sull'assetto geomorfologico di
dettaglio, nonché le opere che per la loro incidenza sono
soggette alla normativa sismica, devono essere supportate da uno
studio geologico.
8. Tutti gli eventuali pareri o nulla osta necessari al fine del
rilascio dell'autorizzazione devono essere rilasciati dalla
conferenza di servizi indetta dall'organo competente del comune,
entro sessanta giorni dal ricevimento».
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei ricordare
all'Aula che, all'inizio di questa legislatura, ci siamo dati una
regola che, fino ad ora, è stata rispettata: varare disegni di
legge omogenei per materia.
Ciò per consentire - non a noi che, in quanto legislatori,
dovremmo essere in grado di districarci tra le norme che noi
stessi votiamo, ma ai cittadini e anche agli operatori del
diritto - di individuare rapidamente la norma che interessa.
Pur essendo apprezzabile l'iniziativa prevista all'articolo 2
del disegno di legge in discussione, lo sport del golf è materia
completamente estranea. Invito, pertanto, la Presidenza a
stralciarlo, considerando, però, che potrebbe essere oggetto di
altro disegno di legge ad hoc che merita un approfondimento.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, inauguriamo, con
questo disegno di legge, il Comitato per la qualità della
legislazione. Questa mattina, visionando attentamente la norma
che ci veniva presentata, abbiamo fatto una riflessione:
organizzare, in modo semplice e lineare, tutte le norme che
verranno presentate dall'Assemblea.
Il Comitato per la qualità della legislazione esprime un parere
tendente ad omogeneizzare tutte quelle norme che sono egualmente
trattate per materia.
Nel caso specifico, quindi, l'articolo 1, che è un articolo
molto importante perché va a prevedere la sicurezza negli
aeroporti, deve essere attenzionato dall'Aula, proprio perché
intende salvaguardare la vita dei cittadini.
Per quanto riguarda l'articolo 2, invece, il Comitato per la
qualità della legislazione non esprime un parere contrario ma
offre al Presidente dell'Assemblea l'opportunità di stralciarlo e
presentarlo in un altro disegno di legge.
FARAONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FARAONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido
l'opportunità di stralciare l'articolo 2 perché ritengo che si
arrecherebbe un danno anche a coloro che avrebbero un interesse
nel forzare la mano, anche nei tempi, nell'inserirlo in un
disegno di legge che tratta materia diversa.
Non c'è, quindi, una nostra manifesta contrarietà rispetto al
provvedimento nel merito ma, esclusivamente, nel metodo.
Credo sia opportuno un approfondimento e spero che questa
volontà di rinvio del provvedimento sia condivisa anche dal
Presidente della Commissione Territorio e ambiente , della quale
faccio parte.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, tenuto conto dei precedenti
interventi sia dell'opposizione che di autorevoli colleghi della
maggioranza, in primis l'onorevole Maira, dispongo, non sorgendo
osservazioni, di stralciare l'articolo 2 del disegno di legge in
discussione e di rinviarlo in Commissione per un approfondimento.
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende l'esame del disegno di legge numero 131/A
Si passa all'esame dell'articolo 3.
Ne do lettura:
«Articolo 3.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resta seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, avverto che la votazione finale del disegno
di legge numero 131/A verrà effettuata in una successiva seduta.
Discussione del disegno di legge n. 36/A Norme per il recupero
e il riconoscimento della valenza storica dei mercati sulle aree
pubbliche
PRESIDENTE. Si passa all'esame del disegno di legge n. 36/A
Norme per il recupero e il riconoscimento della valenza storica
dei mercati sulle aree pubbliche , posto al numero 2) del punto
III dell'ordine del giorno.
Invito la III Commissione a prendere posto al banco alla
medesima assegnato.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Apprendi per svolgere la
relazione.
APPRENDI, vicepresidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, prima di svolgere la relazione,
volevo specificare che si tratta di un disegno di legge che non
prevede impegno di spesa e non modifica l'attuale legislazione in
materia di commercio.
Onorevoli colleghi, il presente disegno di legge ha lo scopo di
prevedere norme volte alla tutela, alla valorizzazione ed al
riconoscimento della valenza storica dei mercati comunali che
svolgono la propria attività commerciale da almeno cento anni nei
centri storici delle città della Regione. Detti mercati, e le
attività commerciali in essi svolte rappresentano, infatti, la
nostra memoria storica.
Oggi, tali attività sono state, in gran parte, sostituite da
esercizi commerciali moderni ed è evidente che questo processo ha
già mutato radicalmente la fisionomia dei centri storici di
piccole e grandi città, cancellando antiche strutture che
avrebbero potuto costituire una ricchezza, non solo come
testimonianza storico-culturale ma anche come strumento di tutela
di elementi morfologici, architettonici e sociali delle nostre
città.
A Palermo, come in altre città siciliane, ci sono diversi
mercati storici.
In un suo celebre dipinto, La Vucciria , Renato Guttuso ha
indubbiamente visualizzato, consegnandolo all'immaginario
collettivo, il tipico mercato siciliano: nel tripudio dei colori,
nella corposa fisicità della folla, nella prorompente evidenza
delle merci sui banconi di vendita.
Un omaggio, questo, voluto dal grande pittore siciliano perché,
di fatto, nell'Isola, il mercato è qualcosa di più di un semplice
luogo dove avviene una contrattazione tra venditori ed
acquirenti. Esso è, ancora oggi, luogo di confluenza e di
attrazione non solo locale ma anche turistica, cultura,
conservazione delle tradizioni, utilizzo di spazi per promuovere
gli usi ed i costumi di una Terra che è da sola un crogiolo di
profumi, aromi e sapori. Nei mercati, si scopre la vita pulsante
della città.
Palermo, ad esempio, città dai tanti sostrati culturali, ha ben
quattro mercati, tutti importanti e storici, nati a ridosso delle
mura perimetrali dell'antica città araba e strutturatisi, nel
tempo, nei quattro mandamenti dell'urbanizzazione spagnola.
Oltre a quello della Vucciria, vi sono quelli del Capo, del
Borgo Vecchio - a ridosso del mare - ed, infine, quello, assai
più antico, di Ballarò, nel cuore della città.
Il mercato è, dunque, in Sicilia, una vera e propria dimensione
spazio-relazionale. Da una piazza - via principale, esso, quasi
sempre, si espande, difatti, nel dedalo delle vie circostanti,
fino a connotare un intero quartiere, sicché consuetudine vuole
che in esso non solo si lavori ma si abiti.
Ciò rappresenta una tradizione radicata nel tempo, che è parte
della migliore tradizione di operosità dei rioni cittadini e che,
per tale motivo, deve essere conservata, difesa e potenziata,
piuttosto che dispersa.
In un'epoca nella quale sempre più si avverte l'esigenza di
confrontarsi con le proprie radici, si ritiene doveroso ed
opportuno riconoscere il valore sociale, storico e culturale
delle tradizioni e, fra queste, quelle dei mercati comunali più
antichi che svolgono la propria attività da almeno cento anni.
Altro obiettivo da perseguire è la valorizzazione della
funzione commerciale ai fini della riqualificazione del tessuto
urbano, nonché la salvaguardia dei centri storici attraverso il
mantenimento delle caratteristiche morfologiche degli
insediamenti ed il rispetto dei vincoli relativi alla tutela del
patrimonio artistico-ambientale.
Alla luce di quanto esposto, il presente disegno di legge detta
i principi fondamentali in materia di riconoscimento del valore
storico dei predetti mercati.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, premetto
che condivido il merito di questo disegno di legge, peraltro,
votato all'unanimità dalla Commissione ma devo fare delle
considerazioni complessive che possono aiutare a modificare il
testo ed evitare così di commettere degli errori.
Intanto, c'è un restringimento della norma ai mercati che
insistono nei centri storici. Possono anche esistere dei mercati
storici non necessariamente ubicati in quelli che, dal punto di
vista urbanistico, sono codificati come centri storici perché il
senso di centri storici è circoscritto a quello che un'altra
norma sancisce. Mi sembra un restringimento che va contro la
finalità del mercato storico che condivido.
Inoltre, si fissa un'età perché questi mercati possano essere
assoggettati alla procedura di verifica di rilevanza culturale,
socio-economica, eccetera, di cento anni. Ci si imbatterebbe nel
paradosso che un mercato del 1920 o del 1930 non venga
considerato storico.
La norma sulla tutela dei beni culturali stabilisce un tetto
minimo di cinquant'anni per il riconoscimento di interesse
culturale sia dei beni mobili che immobili; cento anni, quindi,
mi sembrano affrettati.
Sono indizi, come dire, della buona volontà ma, probabilmente,
della opportunità di correggere o di rivedere meglio il testo.
Ed ancora, si rimanda ad una attestazione documentale della
speciale rilevanza culturale. Ma che vuole dire? O una legge è
precisa o non è una legge.
Scrivere che bisogna documentare la speciale rilevanza
culturale contiene due termini scarsamente verificabili. Come si
fa di un mercato storico a documentare la rilevanza culturale e,
per giunta, speciale? Mi sembra che la norma, ancora una volta,
dimostri buona intenzione ma che non sia assolutamente
stringente; è, pertanto, vaga e meritevole di approfondimento.
E' previsto, inoltre, che la disciplina per il riconoscimento
di questi requisiti sia poi dettata dall'assessore regionale per
la cooperazione; non è previsto che la Commissione legislativa
competente esamini questo testo che, poi, dovrebbe essere emanato
con un decreto. Sappiamo che tutte le norme rimandano
all'emanazione di decreti e, in questo caso, di regolamenti,
previo parere della Commissione competente che qui bisognerebbe
inserire.
Non è chiarito se si intende tutelare - e lo chiedo anche alla
Commissione - il mercato storico nel senso di struttura storica,
fisica o di permanenza di bancarelle. Da questa legge, non si
evince.
Siamo, quindi, al paradosso che potremmo anche tutelare la
permanenza della Fiera a Catania, che non ha alcuna struttura
fisica in sé, che è composta semplicemente da una accumulazione
di bancarelle e, in più, vincolarla perché, come è scritto dopo,
quello rimanga per sempre. Un riordino urbanistico funzionale
dell'area si troverebbe, cioè, ad avere un vincolo che potrebbe
essere riconosciuto, paradossalmente, come mercato storico.
Cos'è, quindi, il mercato storico?
Non si possono approvare le leggi pensando alla Vucciria ma
pensando a tutte le fattispecie e mi pare che, da questo punto di
vista, qui, ci sia un difetto.
E ancora, credo che, alla fine, imponiamo il mantenimento degli
stessi mercati nella sede storica. Questa potrebbe non essere una
finalità conducente per il mercato stesso che, alcune volte,
conserva la sua specificità e la sua tradizione nell'essere
frequentato se lo si sposta, se lo si decentra rispetto a quel
luogo che, nel tempo, potrebbe essere diventato impraticabile.
Paradossalmente, il mantenimento della storicità del mercato
potrebbe andare di pari passo con la necessità del suo
spostamento e, quindi, non con il mantenimento che qui si impone.
Signor Presidente, credo che questa norma, sicuramente
condivisa nello spirito, contenga una serie di approssimazioni
che mi sono permesso di segnalare perché, nel voler compiere una
buona azione, il Parlamento si potrebbe trovare costretto a
scrivere un disegno di legge che, nella migliore delle ipotesi,
si traduce in un comunicato stampa per dire che abbiamo fatto
qualcosa ma che potrebbe anche essere controproducente per la
finalità che si propone di raggiungere.
Non contiene, inoltre, alcuna necessità di urgenza e, quindi,
credo che sia uno di quei casi in cui il buon senso di tutti noi
consentirebbe una pausa di riflessione, fermo restando che il
disegno di legge potrebbe essere certamente migliorato.
Credo che debba essere attenzionato con un respiro maggiore di
quello che gli emendamenti da presentarsi nel corso della
discussione generale, qui, ci imporrebbe di fare.
Chiedo pertanto, ritenendo apprezzabile l'intento e
condividendone il fine, di rinviare il testo in Commissione per
un approfondimento.
Non è la prima volta, non è uno scandalo, non fa venir meno
l'apprezzamento per il lavoro svolto ma, se ci riteniamo perfetti
e non perfettibili, credo, che questo potrebbe essere un errore
da cui dovremmo guardarci attentamente.
ANTINORO, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTINORO, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
considerata la pregevole iniziativa della Commissione, che è
assolutamente da apprezzare, chiedo alla Presidenza, considerata
l'assenza dell'assessore Di Mauro, impegnato in altra sede per
motivi istituzionali, un rinvio della trattazione del disegno di
legge alla prossima settimana, al fine di consentire un più ampio
dibattito, ancor più proficuo, che possa arricchire un disegno di
legge che, di per sé, è interessante, ma che lo può diventare
ancora di più.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, invito il Governo a prestare
più attenzione rispetto alla calendarizzazione dei propri impegni
per essere presente in Aula e mi riferisco anche alla presenza in
Commissione, per evitare di ostacolare i lavori parlamentari.
Se c'è una richiesta del Governo su una legge di competenza del
ramo specifico che chiede di essere presente, non possiamo che
accoglierla. Rinvio, pertanto, l'esame del disegno di legge in
discussione alla prossima seduta.
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
CAPUTO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, condivido quanto ha fatto osservare circa la
presenza o l'assenza del Governo.
Non è la prima volta che il Parlamento e le Commissioni
lavorano con grande puntualità e, poi, ci si fermi in Aula per
l'assenza del Governo.
Le chiedo di assicurare, per la prossima seduta, la presenza
all'ordine del giorno del disegno di legge in questione.
Presidenza del vicepresidente Formica
Discussione del disegno di legge «Norma transitoria sulle
Autorizzazioni all'esercizio di cava» (133/A)
PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge
«Norma transitoria sulle autorizzazioni all'esercizio di cava»
(numero 133/A) posto al numero 3) del punto III dell'ordine del
giorno.
SORBELLO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SORBELLO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, comunico che, su questo disegno
di legge, c'è una richiesta di chiarimenti da parte del
Commissario dello Stato, per il quale ci sarà un incontro martedì
prossimo.
Si chiede, quindi, il rinvio alla prossima seduta, cioè dopo
martedì, dopo l'incontro per i chiarimenti con il Commissario
dello Stato che, già, abbiamo predisposto, come ufficio, per
evitare così un'impugnazione della medesima norma.
PRESIDENTE. Assessore Sorbello, ovviamente, il Parlamento non
approva le leggi con la preventiva autorizzazione da parte di
organi esterni ma, se il disegno di legge necessita di un
approfondimento da parte degli Uffici ed il Governo ritiene che
siano necessari ed utili, rinvio l'esame del disegno di legge
numero 133/A.
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che non
dobbiamo mettere in difficoltà nessuno e, certamente, vi è
un'esigenza di approfondimento da parte del Governo e non di
altri organi.
Tuttavia, mi permetto di aggiungere, dal momento che si deve
approfondire questo argomento, che esiste un problema sulle
autorizzazioni perché, quando le cave, anche con la coltivazione,
operano in assenza di valutazione di impatto ambientale, ovvero
nei casi di aree sottoposte a protezione speciale di valutazione
di incidenza, lo stato membro si pone in situazione di inflazione
con la normativa comunitaria ed è prevista una sanzione di
150.000 euro al giorno per la Regione.
In linea di massima, il problema della coltivazione autorizzata
a monte, deve avere però l'impatto di incidenza ambientale,
altrimenti, autorizzeremmo, con una legge monca, alcune
situazioni che sono sicuramente non a norma, anche rispetto alla
Comunità economica europea.
Ciò perché, nell'approfondimento futuro, venga tenuto in
considerazione.
CAPUTO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, se il Governo ha qualche perplessità, vorrei
consigliare di utilizzare altre argomentazioni per chiedere il
rinvio di questo punto all'ordine del giorno. Dico ciò con
estrema volontà di collaborazione e di sostegno all'azione del
Governo.
Vorrei fare osservare, assessore, innanzitutto, l'irritualità
della procedura portata avanti dal Governo perché non esiste una
valutazione preventiva del disegno di legge del Governo da parte
del Commissario dello Stato visto che le leggi vengono inviate al
Commissario dopo l'approvazione e non prima. Questo è un problema
di rispetto dell'autonomia del Parlamento.
Vorrei, inoltre, fare osservare al Governo, in maniera molto
rispettosa, che proprio la mancanza della tempistica ed il
rispetto dei termini dell'assessorato che lei oggi, da pochi
mesi, rappresenta, hanno determinato i chiarimenti al Commissario
dello Stato.
L'assessorato, infatti, entro il 31 dicembre, avrebbe dovuto
approvare i piani di gestione, la normativa di rispetto della
tutela ambientale ed il piano regionale delle cave che, da
ventisette anni, non viene approvato e che è costato, alla
Regione, ben quattro miliardi delle vecchie lire e - lo sollevo
in questo Parlamento - abbiamo pagato quattro miliardi per un
piano che, da ventotto anni, si trova nei cassetti; abbiamo
pagato, inoltre, anche 150.000 euro, recentemente, per collaudare
un piano che non è mai stato esaminato.
Vorrei dire, quindi, che le osservazioni - lo dico ai colleghi
del Parlamento e qui nessuno fa opposizione - sollevate dal
Commissario dello Stato, giustamente, sono delle critiche
all'assessorato territorio ed ambiente perché non ha prodotto,
nei termini, gli atti che la legge gli imponeva di produrre.
APPRENDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
APPRENDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quanto sta
accadendo, oggi, in quest'Aula, è incredibile: stiamo trattando
tre disegni di legge che, però, vengono rinviati in Commissione,
vengono ritirati o, comunque, non vengono votati.
E' uno spettacolo indecoroso per la nostra Regione, altro che
farfugliare rispetto agli argomenti. Qui, c'è un problema che,
certamente, è di natura politica oppure c'è una classe dirigente
incapace di portare le leggi in Aula - mi riferisco ai deputati
che lavorano nelle Commissioni - e ciò manifesta uno scollamento
chiaro, evidente, palese, tra la maggioranza ed il Governo e,
allora, ogni argomento diventa dibattito per non approvare la
legge.
Di questo, dunque, dobbiamo parlare; assumetevi le vostre
responsabilità, chiarite le vostre posizioni e andiamo avanti.
CAPUTO. Ricordi al Governo che sono venuti i funzionari
APPRENDI. Ho detto, infatti, delle due l'una: o c'è una classe
dirigente incapace o c'è uno scollamento tra Governo e
maggioranza.
Allora, prima ci avete convinti, ci avete detto che questa
Sicilia ha bisogno dello sviluppo, ha bisogno del lavoro e, poi,
bloccate tutto e lo fate per motivi politici. Dovete avere il
coraggio di dire queste cose, altrimenti, ai siciliani
racconteremo frottole.
Ha ragione, quindi, il collega De Benedictis perchè se tutto il
lavoro che svolgiamo in Commissione e in Aula deve ridursi ad un
comunicato stampa perché ciascuno, poi, dovrà parlare con il
proprio elettorato, credo che nessuno voglia queste
mortificazioni e ci attrezzeremo in merito.
Altro che - come diceva l'onorevole Formica in Commissione -
questo gruppo di opposizione non c'è e lei vorrebbe fare, a
volte, opposizione e governo ma noi le dimostriamo che sappiamo
fare il nostro lavoro e glielo dimostreremo ancora di più nei
prossimi giorni.
PRESIDENTE. Onorevole Apprendi, la inviterei, prima di
formulare accuse indistinte, a distinguere. Siamo in un
Parlamento e lo stesso ha svolto correttamente la propria
funzione anche e soprattutto con il suo contributo portando in
Aula una serie di leggi di iniziativa parlamentare.
Dovrebbe essere, però, altrettanto noto a lei che, se il
Governo, per un motivo qualsiasi, chiede un approfondimento su
una norma in discussione, quell'approfondimento non può essere
negato oppure, nella deprecabile situazione dell'altro disegno di
legge, il Governo era impegnato ed io l'ho stigmatizzato.
E lei, in questo, è stato poco attento; era impegnato altrove;
aveva un'agenda dei lavori che non prevedeva la presenza in Aula,
in Parlamento, durante la discussione di un disegno di legge, di
un disegno di legge che la interessava; giustamente, da questa
Presidenza, è stato stigmatizzato.
Pur tuttavia, onorevole Apprendi, il lavoro è stato svolto in
maniera encomiabile dal Parlamento ma, ripeto, se il Governo
manifesta un'esigenza di approfondimento su una norma
parlamentare, non possiamo esimerci dal farlo.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, visto che
parliamo di indignazione, è bene che all'indignazione, un po'
tutti, abbiamo la misura, altrimenti, si trasforma il Parlamento
in Consigli comunali, senza offendere ed io lo sono stato pure
consigliere comunale o consigliere provinciale.
Mi sembra che l'onorevole Apprendi non sia generoso con gli
stessi suoi colleghi perché se, oggi, una parte politica, come
quella che lui rappresenta, ha voluto troncare, nel rispetto di
quelle che sono le decisioni prese dalla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, alcuni disegni di legge e, se
dopo qualche minuto, il Governo chiede solo di approfondire una
materia di un disegno di legge parlamentare, mi sembra che non ci
sia nulla di straordinario.
Bisogna ringraziare gli Uffici dell'Assemblea, la Presidenza
stessa che ha posto all'attenzione di questo Parlamento un
disegno di legge che è stato presentato da un parlamentare,
negli ultimi anni; è stato molto raro vedere un disegno di legge
parlamentare arrivare immediatamente in Aula.
Si può constatare che c'è un nuovo modo di fare politica
all'interno di questo Parlamento, c'è un rispetto dei
parlamentari sulle azioni legislative che, fino ad oggi, sono
state fatte.
Mi permetto di segnalarle, signor Presidente, che, poc'anzi, si
chiedeva, al di là delle discussioni che facciamo e delle varie
accuse che vengono mosse ai parlamentari direttamente da parte
di altri colleghi, di stralciare da un disegno di legge che
riguardava il golf e, nella stessa misura, veniva presentato un
emendamento che parlava delle stesse cose.
Ne approfitto per dare atto alla Presidenza di aver fatto
ritirare all'onorevole De Benedictis un emendamento sulla stessa
materia.
E' solo un intervento per dire che le prerogative di questo
Parlamento devono essere da tutti rispettate, così come abbiamo
fatto nella giornata odierna e ringrazio la Presidenza per avere
iniziato un nuovo iter dell'azione legislativa che è propria dei
parlamentari regionali.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è davvero
singolare che, così come ha detto correttamente la Presidenza,
in questi giorni, in queste settimane, si sia svolta, in questo
Palazzo, un'attività parlamentare intensa con grande senso di
responsabilità di tutti i parlamentari.
Si riesce, dunque, a costruire una sessione estiva di fine
luglio che continuerà la prossima settimana, in pieno mese di
agosto e, appena si giunge in Aula per discutere importanti
disegni di legge, ci si accorge di un approccio singolare da
parte del Governo, come, in qualche misura, è stato espresso
perfino dai Presidenti delle Commissioni insediate in
quest'Aula.
Credo che, per quanto riguarda questo disegno di legge, in
particolare, sia davvero singolare - ed uso davvero un'eufemia
perché, in Parlamento, non intendo utilizzare altri termini che
sarebbero più adeguati - che, a distanza di ventisette anni di
una inadempienza gravissima delle istituzioni pubbliche e
regionali della nostra Regione siciliana, si intervenga con un
disegno di legge.
Vorrei ricordare che, proprio durante l'esame in Commissione di
questo disegno di legge - presenti l'Assessore per l'industria,
onorevole Gianni, ed i dirigenti dell'Assessorato regionale del
territorio e dell'ambiente - è stato espresso parere favorevole
all'unanimità da parte di tutti questi soggetti intervenuti ai
lavori della Commissione che, con grande solerzia, sono riusciti
a portare all'attenzione del Parlamento un disegno di legge che
mette in risalto un settore economico importantissimo per questa
Regione che ha migliaia e migliaia di cittadini occupati che
rischiano davvero di vedere altre nubi sul loro futuro.
Il fatto che i lavori d'Aula si possano aggiornare alla prima
settimana di agosto, ponendo all'ordine del giorno tutti i
disegni di legge questa sera incardinati, è davvero grave e non
depone a favore di un'azione di Governo che avremmo sperato
certamente più chiara e più efficace in questa prima fase.
Desidero che, in un momento in cui, spesso, a sproposito, si
parla di autonomia, di specialità della nostra Regione, non si
abbia più a sentire in quest'Aula che ci siano organi esterni
che possano propedeuticamente intervenire sui disegni di legge
del Parlamento che sono esclusiva prerogativa parlamentare
garantita dallo Statuto che è legge costituzionale.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata ad oggi,
mercoledì 30 luglio 2008, alle ore 19.45, con il seguente ordine
del giorno:
Presidenza del vicepresidente Formica
I - Comunicazioni.
II - Discussione del disegno di legge:
1) Norme urgenti per la continuità territoriale ed il turismo
nelle isole minori (n. 101/A).
III - Seguito della discussione dei disegni di legge:
1) Norme per il recupero e il riconoscimento della valenza
storica dei mercati sulle aree pubbliche (n. 36/A).
2) Norma transitoria sulle autorizzazioni all'esercizio di
cava (n. 133/A).
IV - Votazione finale del disegno di legge:
Interventi in favore della sicurezza dei voli negli
aeroporti siciliani. (n. 131/A)
V - Elezione di cinque componenti della Commissione di garanzia
per la trasparenza, l'imparzialità delle pubbliche
amministrazioni e la verifica delle situazioni patrimoniali.
La seduta è tolta alle ore 19.40
Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 23.20
DAL SERVIZIO RESOCONTI
Il Direttore
Dott. Eugenio Consoli
ALLEGATO:
EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE N. 131/A: INTERVENTI IN FAVORE DELLA SICUREZZA
DEI VOLI NEGLI AEROPORTI SICILIANI. DISPOSIZIONI IN FAVORE DELLO
SVOLGIMENTO DELL'ATTIVITà SPORTIVA CONNESSA ALL'ESERCIZIO DEL
GIOCO DEL GOLF .
All'articolo 1:
Emendamento 1.3:
Al comma 1 dell'articolo 1 sostituire le parole in deroga a
quanto previsto alla lettera a) del primo comma dell'articolo 15
della legge regionale 78/1976, l'Assessore regionale per il
territorio e l'ambiente autorizza con le parole d) possono
essere concesse deroghe a quanto previsto dalla lettera a) del
primo comma dell'articolo 15 della legge regionale 78/1976 per
Emendamento 1.4:
Al comma 2 dell'articolo 1, dopo le parole dei voli negli
aeroporti , aggiungere le parole già in esercizio alla data di
pubblicazione della presente legge