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Resoconto d'Aula della Seduta n. 141 di giovedì 11 febbraio 2010
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   PANARELLO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ai sensi dell'articolo 127,  comma
  9,  del  Regolamento interno, do il preavviso di trenta  minuti  al
  fine  delle  eventuali votazioni mediante procedimento  elettronico
  che dovessero avere luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in congedo per oggi gli  onorevoli:
  Buzzanca, Campagna, Cintola, Greco, Lo Giudice, Termine, Lentini  e
  Forzese.
   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   «Iniziative  per incentivare e regolamentare in Sicilia  la  agro-
  energia per la produzione di biocarburanti»  (n. 519)
   -  di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Adamo  in
  data 10 febbraio 2010

   «Norme  in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche
  nella Regione» (n. 521)
   -   di   iniziativa   parlamentare,  presentato  dagli   onorevoli
  Cracolici,   Apprendi,   Faraone,   Digiacomo,   Panarello,   Lupo,
  Mattarella, Rinaldi e Vitrano  in data 10  febbraio 2010.

      Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
                        Commissione legislativa

   PRESIDENTE.  Comunico che il seguente disegno  di  legge  è  stato
  inviato alla competente Commissione:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   «Schema  di  progetto  di legge da proporre  al  Parlamento  della
  Repubblica  ai  sensi dell'articolo 18 dello Statuto della  Regione
  recante    Modifiche  al  D.L.  16/9/08,  n.  143  convertito   con
  modificazioni dalla legge 13 novembre 2008, n. 181» (n. 508)
   - di iniziativa parlamentare, inviato in data 10 febbraio 2010
   - parere Commissione Antimafia

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   PANARELLO, segretario f.f.:

   «All'Assessore  per  l'energia e i servizi  di  pubblica  utilità,
  premesso che:

   ai  sensi  dell'articolo 8 della legge 5 gennaio  1994,  n.  36  e
  successive  modifiche  ed  integrazioni,  i  servizi  idrici   sono
  riorganizzati   sulla   base  di  ambiti   territoriali   ottimali,
  delimitati   dalle   Regioni   nel   quadro   delle   attività   di
  programmazione  e  di pianificazione ad esse spettanti,  costituiti
  dall'insieme  dei  servizi  pubblici  di  captazione,  adduzione  e
  distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione
  delle  acque  reflue  al  fine di garantirne  la  gestione  secondo
  criteri di efficienza, efficacia ed economicità;

   con  la l.r. 27 aprile 1999 n. 10, art. 69, la Regione ha recepito
  la  legge 5 gennaio 1994, n. 36, stabilendo che il Governo e  l'uso
  delle  risorse idriche nella Regione deve essere attuato in armonia
  con i principi e le finalità nonché degli obiettivi della legge  n.
  36/94,  in  particolare realizzando la gestione e l'utilizzo  delle
  risorse  idriche con le finalità previste dalla citata normativa  e
  prevedendo modalità di gestione mediante la costituzione di  ambiti
  territoriali determinati con decreto del Presidente della Regione;

   il  Presidente della Regione, con decreto del 16 maggio  2000,  ha
  individuato  gli  ambiti territoriali ottimali,  compreso  l'ATO  1
  Palermo,  coincidente con tutti i comuni ricadenti all'interno  del
  territorio della provincia di Palermo;

   successivamente, con decreto del Presidente della  Regione  del  7
  agosto 2001, sono stati determinati i criteri di costituzione degli
  ATO  per  la gestione del servizio idrico integrato, stabilendo  le
  modalità di organizzazione e forma di gestione dello stesso;

   sempre  con  il  medesimo decreto del Presidente della  Regione  è
  stato determinato lo schema tipo di convenzione di cooperazione  da
  stipulare tra i comuni dell'ambito territoriale ottimale;

   la  conferenza dei sindaci della provincia di Palermo  l'1  luglio
  2002  ha  stipulato  la  'Convenzione di Cooperazione  regolante  i
  rapporti  tra  gli  Enti  Locali  ricadenti  nel  medesimo   Ambito
  Territoriale  Ottimale'  in  stretta  osservanza  del  decreto  del
  Presidente della Regione del 7 agosto 2001;

   l'articolo 9 del citato schema tipo di convenzione di cooperazione
  prevede,  in  particolare, gli obblighi a cui si deve  attenere  la
  conferenza dei sindaci per la costituzione della segreteria tecnica
  organizzativa  che  deve svolgere funzioni  operative  connesse  ai
  compiti  di  attività di controllo e vigilanza sulla  gestione  del
  servizio idrico integrato;

   l'articolo  20  della  citata  convenzione  di  gestione   prevede
  l'erogazione,  da parte del soggetto gestore del  servizio,  di  un
  canone  per i costi di funzionamento degli ATO ed il pagamento  dei
  mutui comunali pregressi;

   considerato che:

   la  convenzione  di  cooperazione  tra  gli  enti  locali  prevede
  all'articolo 9 che la segreteria tecnico-operativa è costituita  da
  un dirigente responsabile, da un dirigente per la pianificazione  e
  da  un  dirigente  per  il controllo il cui rapporto  di  lavoro  è
  disciplinato da un contratto di diritto privato;

   sempre  all'articolo  9,  comma  9,  del  citato  schema  tipo  di
  convenzione  approvato dal Presidente della  Regione,  al  fine  di
  garantire la massima imparzialità e trasparenza, viene previsto che
  alla  nomina  del  responsabile della segreteria  tecnico-operativa
  provvede  il Presidente della Giunta regionale con proprio decreto,
  su  proposta  dell'ex Assessore per i lavori  pubblici  in  base  a
  criteri di professionalità e competenza;

   nella   conferenza   dei  sindaci  del   22   luglio   2009   tale
  importantissima  previsione  è  stata  illegittimamente  modificata
  prevedendo  che l'individuazione del responsabile della  segreteria
  tecnico-operativa avvenga da parte del Presidente della Provincia;

   il  canone previsto dal citato art. 20 della convenzione  è  stato
  determinato  nella conferenza dei sindaci del 5  novembre  2008  in
  euro  4.550.000,00 fino al 31 dicembre 2008 e, a  decorrere  dall'1
  gennaio   2009,  in  euro  7.000.000,00,  salvi  gli  aggiornamenti
  previsti in base al tasso annuo di inflazione programmata;

   l'importo  del  suddetto canone incide negativamente  anche  nella
  determinazione  delle  tariffe, per  cui  ad  un  canone  contenuto
  corrispondono   tariffe   più  contenute;   è   quindi   importante
  determinarlo in maniera oculata e precisa;

   gli investimenti complessivi in tutti gli ATO della Sicilia per  i
  primi  4  anni ammontano a circa 1.600 (390 a Palermo)  milioni  di
  euro;

   lo  sblocco  di  tali  investimenti,  oltre  a  produrre  notevoli
  benefici  sulla  qualità e continuità del servizio, rappresenta  un
  notevole  contributo  occupazionale alla  crisi  in  atto  rendendo
  disponibili  solo nella provincia di Palermo circa 850 nuovi  posti
  di lavoro all'anno per 4 anni e 3.600 per l'intera Regione;

   per sapere:

   se  non  ritenga necessario e urgente avviare un'ispezione  presso
  l'ATO  1  di Palermo al fine di verificare la legittimità di  tutti
  gli atti prodotti e se non ritenga di procedere verso una riduzione
  delle  spese  per le attività dell'ATO e della segreteria  tecnico-
  operativa attraverso una verifica dei costi sostenuti fino ad  oggi
  e   diminuire  pertanto  le  spese  dall'incidenza  del  canone  di
  concessione;

   se  non ritenga di dover verificare l'esatta corrispondenza  della
  composizione  della  segreteria  tecnico-operativa  in  rapporto  a
  quanto   stabilito  dalla  normativa  citata  in  premessa,  nonché
  provvedere  alla  modifica dell'articolo  9  della  convenzione  di
  cooperazione  nei termini di previsione di cui all'articolo  9  del
  decreto  del Presidente della Regione del 7 agosto 2001,  e  quindi
  procedere  alla  nomina del responsabile della segreteria  tecnico-
  operativa;

   se  non  ritenga  opportuno  adottare  provvedimenti  al  fine  di
  sbloccare  l'iter  di approvazione dei progetti, predisposti  dalla
  società  A.P.S., soggetto gestore del S.I.I., sia  da  parte  della
  segreteria  tecnico-operativa dell'ATO 1 di Palermo, sia  da  parte
  dell'Assessorato  regionale che ha preso in  carico  le  competenze
  dell'ex Agenzia regionale dei rifiuti e delle acque». (1017)

                                                              FARAONE

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   le  linee  programmatiche  esposte dal  Presidente  della  Regione
  all'atto  del  suo insediamento vertevano principalmente  sul  tema
  dell'equilibrio    della    finanza   pubblica,    attraverso    la
  riorganizzazione di quello che è stato definito a mezzo  stampa  un
  sistema   di    schifezze',  riferendosi  al  numero   di   società
  controllate e partecipate della Regione siciliana;

   le  dichiarazioni  sopra riportate risalgono al  mese  di  ottobre
  2008, quando il Presidente della regione aveva annunciato che da lì
  a  pochi  giorni sarebbe stato emanato il piano di riorganizzazione
  delle  società regionali che, attraverso una forte dieta dimagrante
  sarebbero  dovute  divenire non più di una mezza dozzina  dalle  27
  iniziali;

   l'Assessore regionale per l'industria pro tempore con proprio atto
  aveva  avviato,  sulla  scorta dell'indicazione  presidenziale,  le
  procedure di liquidazione di quello che è considerato un carrozzone
  storico ovvero l'Ente porto di Messina;

   nelle   sue  dichiarazioni  programmatiche,  il  Presidente  della
  Regione  ha sempre ribadito l'intenzione di porre fine all'attività
  dell'ESA (Ente di sviluppo agricolo);

   decorsi  quasi  24 mesi da quelle dichiarazioni, la  situazione  è
  rimasta invariata;

   il   DPEF  2010-2013  predisposto  dal  Governo  e  non  approvato
  dall'Assemblea  regionale siciliana prevedeva la creazione  di  due
  ulteriori società regionali, una dove fare confluire i forestali  e
  un  ente  che si sarebbe dovuto occupare di promozione commerciale,
  ritenute  dai magistrati contabili al di fuori di ogni  ragionevole
  coerenza  con  le stesse linee di azione annunciate dalla  Regione,
  con  le  quali,  invece,  si  intendeva  procedere  alla  messa  in
  liquidazione di gran parte o anche di tutte le società ed enti;

   considerato che:

   non  più  tardi  di 15 giorni fa, il Presidente della  Regione  ha
  provveduto   a  rimettere  in  piedi  l'Ente  porto   di   Messina,
  nominandone   il   consiglio  di  amministrazione   e   definendolo
  improvvisamente un patrimonio irrinunciabile per la Sicilia;

   l'immobilismo assoluto registrato dalla mancata azione di Governo,
  alle  prese più con i cambi e l'occupazione di poltrone  di  potere
  piuttosto che profondere impegno per affrontare la crisi economico-
  sociale che investe in particolare modo la Sicilia, ha segnato  uno
  storico dato che consegna l'Isola alla povertà sempre più diffusa;

   nessuno  degli  impegni  assunti  de  quo,  né  all'atto  del  suo
  insediamento, né nei dibattiti pubblici successivi  si  è  fin  qui
  materializzato; anzi si assiste sempre più ad un continuo cambio di
  rotta  in  cui  i proclami di eliminazione degli sprechi  diventano
  nuovi oneri per il bilancio regionale;

   per sapere:

   se non ritenga opportuno rivedere la decisione che ha riportato in
  vita  l'Ente  porto  di  Messina, dando seguito  alle  già  avviate
  procedure di liquidazione;

   se  non  sia  indispensabile avviare in tempi rapidi il  riassetto
  delle    partecipate   regionali,   coinvolgendo   le   commissioni
  legislative dell'Assemblea regionale siciliana;

   se  ritenga  una volta per tutte di dire la verità  ai  siciliani,
  passando  dalla  politica  degli  sprechi  e  degli  annunci   alla
  individuazione  di  iniziative  concrete  volte  alla  tutela   dei
  lavoratori  dell'imprenditoria  e dunque  dell'occupazione  per  lo
  sviluppo della terra di Sicilia». ( 1019)

                    MAIRA - GIANNI - DINA - FORZESE - FAGONE - RAGUSA
                               CASCIO SALVATORE - CORDARO - ARDIZZONE

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro, premesso che:

   a  Castelvetrano  (TP),  in piazza Dante, opera  l'Azienda  socio-
  sanitaria di assistenza alle persone (A.S.S.A.P.) San Giacomo;

   sorge  qualche  dubbio  sulla buona amministrazione  del  suddetto
  ente, ed esattamente riguardo:

   1 - all'osservanza delle norme vigenti inerenti al reclutamento di
  personale   in   materia  urbanistico-edilizia,   in   materia   di
  registrazione delle attività alimentari e in materia di sicurezza e
  igiene sui luoghi di lavoro;

   2 - all'osservanza delle norme vigenti in materia di pubblicazione
  degli atti;

   3 - decadenza dei consiglieri di amministrazione;

   4  -  osservanza  delle norme regionali previste dall'articolo  26
  della l.r. n. 22/86;

   appreso che:

   è  stato  impedito  ai  consiglieri comunali  componenti  della  V
  commissione   consiliare  di  prendere  visione  di   alcuni   atti
  amministrativi dell'A.S.S.A.P. San Giacomo in quanto il  presidente
  del  suddetto  ente ritiene che la commissione non ha alcun  titolo
  per verificare tali atti, in netta contraddizione con l'articolo  6
  del D.A. di iscrizione all'albo dell'ente che prevede la competenza
  territoriale  del Comune e l'esercizio dell'attività  di  vigilanza
  per  la verifica del mantenimento dei requisiti in conformità  agli
  standard regionali;

   per  sapere  se  intendano  attivarsi  con  urgenza  al  fine   di
  verificare possibili leggerezze ed anomalie nell'amministrazione  e
  nella condizione dell'A.S.S.A.P. San Giacomo». (1023)

                                                           RUGGIRELLO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Comunico  che  è  stata presentata la seguente interrogazione  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   presso  l'ospedale  'Di  Cristina'  e  presso  l'ospedale  Civico,
  presìdi medici di Palermo, si sono verificati due gravi episodi che
  hanno evidenziato la disfunzione degli stessi;

   in particolare è accaduto che all'ospedale 'Di Cristina' i bambini
  ricoverati non avevano le lenzuola;

   presso  l'ospedale  Civico,  invece,  un  paziente  sottoposto  ad
  angioplastica  è  stato  ricoverato  presso  l'unità  operativa  di
  medicina e non presso quella di cardiologia;

   considerato che:

   questi episodi gravissimi non rappresentano casi isolati;

   tali   accadimenti  sono  lesivi  del  diritto  alla  salute   del
  cittadino;

   ritenuto  che per la gravità dei fatti e per l'incolumità pubblica
  è  necessario  l'immediato intervento del Governo per conoscere  le
  cause di tali disservizi e disfunzioni;

   per  sapere  quali  provvedimenti il Governo  abbia  adottato  e/o
  intenda adottare;

   per  conoscere  le  cause dei disservizi che  si  sono  verificati
  presso i presìdi ospedalieri 'Di Cristina' e Civico di Palermo e le
  eventuali responsabilità;

   per   verificare  le  condizioni  esistenti  presso  gli  ospedali
  siciliani  al  fine di salvaguardare l'incolumità dei  cittadini  e
  tutelare   il  diritto  alla  salute  gravemente  compromesso   dal
  verificarsi   di   continue  e  numerose  disfunzioni   nell'ambito
  sanitario siciliano». (1020)

            (L'interrogante chiede risposta in Commissione)

                                                               CAPUTO

   Avverto  che  l'interrogazione testé annunziata  sarà  inviata  al
  Governo e alla competente Commissione.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   PANARELLO, segretario f.f.:

   «Al  Presidente  della Regione, premesso che  in  occasione  della
  festa  di  S.  Agata  è  stato organizzato,  dal  Presidente  della
  Regione,  onorevole  Raffaele Lombardo,  un  party  con  oltre  250
  invitati;

   considerato che in Sicilia, alla luce della gravissima  situazione
  economica  e  sociale, occorre assumere comportamenti  di  assoluta
  sobrietà;

   considerato  ancora  che i disoccupati e i  poveri,  ma  anche  le
  persone  di buon senso, non tollerano sprechi e privilegi da  parte
  di  una  classe dirigente incapace di intervenire sui  costi  della
  politica;

   ritenuto che:

   qualsiasi  ostentazione di ricchezza, di sfarzo e/o  di  potere  è
  assolutamente inopportuna;

   i  rappresentanti istituzionali, per essere credibili,  dovrebbero
  avere un supplemento di rigore e di intransigenza nei comportamenti
  pubblici e privati;

   ritenuto  ancora che deve essere superata l'idea che  i  sacrifici
  devono essere fatti sempre dagli altri;

   per sapere:

   a quanto ammontino le spese sostenute dall'ufficio del cerimoniale
  della Presidenza della Regione;

   quali siano stati i criteri adottati nella scelta degli invitati;

   le  ragioni  per le quali sia stato organizzato un evento  mondano
  all'interno di una festa religiosa». (1018)

                                                           BARBAGALLO

   «Al  Presidente  della Regione, premesso che i  fatti  di  cronaca
  riportano,  quotidianamente, notizie drammatiche  sulla  crisi  che
  attraversano settori vitali dell'economia siciliana;

   ricordato che tra i temi contenuti nell'agenda politica vi sono la
  paventata chiusura dello stabilimento FIAT di Termini Imerese (PA),
  il   licenziamento   dei  lavoratori  dell'Italtel   e   la   crisi
  straordinaria  che  sta  vivendo il  comparto  agricolo,  solo  per
  citarne alcuni;

   ritenuto  che in tempi così bui per il mondo del lavoro  siciliano
  le  istituzioni devono farsi carico di iniziative che  non  possono
  essere disgiunte da un comportamento connotato da morigeratezza;

   considerato  che  l'organizzazione di un cena  di  gala  ideata  e
  realizzata dal Presidente della Regione e fatta coincidere  con  le
  giornate che tradizionalmente i catanesi dedicano alla preghiera  e
  alla  devozione per la Santa patrona della città di Catania  stride
  fortemente  con  il difficile clima che dilaga in tutti  i  settori
  produttivi della nostra Isola;

   sottolineato che i firmatari del presente atto ispettivo avvertono
  un forte disagio nei confronti delle tante famiglie che in Sicilia,
  oggi più che mai, non riescono a far quadrare i loro esigui bilanci
  e  chiedono  spiegazioni  rispetto  ad  un  avvenimento  ampiamente
  richiamato dai mass media;

   per sapere:

   quali  siano le finalità istituzionali connesse all'organizzazione
  di  una  cena  di  gala  esclusiva,  inserita  nell'ambito  di  una
  celebrazione religiosa;

   a  quanto  ammontino  i  costi sostenuti per l'organizzazione  del
  predetto Gala e con quali fondi siano stati sostenuti;

   quali  siano  stati  i  criteri seguiti  dal  cerimoniale  per  la
  selezione degli invitati». (1021)

    MANCUSO - LEONTINI - LIMOLI - CORONA - BENINATI - D'ASERO - BOSCO

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  le  attività
  produttive, premesso che:

   la  legge  regionale  22  dicembre  1999,  n.  28  (Riforma  della
  disciplina del commercio), dispone, all'articolo 5, comma 5, che  i
  Comuni  sono tenuti ad adeguare gli strumenti urbanistici  generali
  ed attuativi, approvati a mezzo di apposite varianti da adottare  e
  trasmettere  entro  il  termine di 180 giorni  dalla  pubblicazione
  delle  direttive di cui al comma 1, all'Assessore regionale per  il
  territorio e l'ambiente';

   il successivo articolo 9, rubricato  Grandi strutture di vendita',
  dispone  che   l'apertura, il trasferimento di sede e l'ampliamento
  della  superficie di una grande struttura di vendita sono  soggetti
  ad  autorizzazione rilasciata dal Comune competente per  territorio
  nel  rispetto della programmazione urbanistico-commerciale  di  cui
  all'articolo 5 ed in conformità alle determinazioni adottate  dalla
  conferenza dei servizi di cui al comma 3';

   molti comuni, ad oggi, non hanno ancora provveduto ad adeguare gli
  strumenti  urbanistici  generali e,  in  violazione  di  legge,  le
  conferenze di servizi di cui all'articolo 9, comma 3, della l.r. n.
  28  del 1999 hanno dato parere favorevole ad insediamenti di grandi
  strutture  di  vendita,  anche  in  presenza  di  singola  variante
  urbanistica commerciale, invece che di adeguamento degli  strumenti
  urbanistici generali ed attuativi' che abbiano ad oggetto  l'intero
  territorio comunale e addirittura in assenza di ogni programmazione
  commerciale;

   considerato  che  il rilascio dell'autorizzazione (per  le  grandi
  strutture  di  vendita)  è  subordinato al  parere  favorevole  del
  rappresentante della Regione, il cui voto comunque prevale in  caso
  di parità';

   vista  la circolare sulla grande distribuzione n. 4 del 23 ottobre
  2008  di  codesto Assessorato, nella quale testualmente si riteneva
   di   dovere  espressamente  evidenziare  agli  Enti  in  indirizzo
  l'impossibilità, ai sensi dei già citati articoli 5 e 9 della  l.r.
  n.   28/1999,  di  rilasciare  autorizzazioni  per  l'apertura,  il
  trasferimento  di  sede, l'ampliamento della superficie  di  grandi
  strutture  di  vendita  in  assenza di una coerente  programmazione
  urbanistico-commerciale  generale che  abbia  ad  oggetto  l'intero
  territorio comunale';

   considerato,  infine,  che l'improvvida gestione  della  legge  di
  disciplina  del commercio nel decennio ha finito per non conseguire
  alcuna delle finalità che la legge stessa si prefiggeva e che  anzi
  rischia di annientare il ruolo delle piccole e medie imprese;

   per sapere:

   se   intendano   dare   precise   e  tassative   disposizioni   ai
  rappresentanti dell'Assessorato nella conferenza dei servizi di cui
  all'articolo  9,  comma  3,  della l.r. n.  28/1999,  affinché,  in
  assenza   della  prevista  programmazione  urbanistico-commerciale,
  diano  parere  contrario  a  ogni e qualsiasi  istanza  concernente
   l'apertura,  il  trasferimento  di  sede  e  l'ampliamento   della
  superficie di una grande struttura di vendita';

   il  numero delle istanze de quo allo stato attuale pendenti presso
  codesto Assessorato e i Comuni interessati». (1022)

                                                           MATTARELLA

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  l'economia,
  premesso che:

   il  Presidente  della Regione ha organizzato una manifestazione  a
  Palazzo  del  Toscano di Catania nell'occasione della  celebrazione
  dei festeggiamenti di Sant'Agata;

   tale manifestazione è stata realizzata con denaro pubblico;

   considerato che l'attuale momento di grave crisi economica che  ha
  colpito  i settori produttivi siciliani dall'industria al  comparto
  agricolo ha messo in ginocchio i livelli occupazionali;

   ritenuto  che la Sicilia si trova in piena emergenza occupazionale
  anche  a  seguito  delle decisioni di Fiat,  Italtel  e  Keller  di
  chiudere gli stabilimenti siciliani;

   ritenuto,  infine, che tale forma di festeggiamento ha  offeso  il
  sentimento  di solidarietà e austerità delle migliaia di  operai  e
  delle  loro  famiglie che in questo momento manifestano  contro  la
  chiusura degli stabilimenti industriali per tutelare il loro  posto
  di lavoro;

   per  sapere  se  sia possibile venire a conoscenza  dell'ammontare
  della  somma  che  la Regione siciliana ha erogato per  patrocinare
  l'organizzazione dei predetti festeggiamenti». (1024)

                                                               CAPUTO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   in  data  10  febbraio 2010 gli operai del 118  hanno  manifestato
  innanzi  alla sede dell'Assessorato regionale Salute per la mancata
  stabilizzazione del rapporto lavorativo;

   il  passaggio dalla SISE alla SEUS non assicura la stabilizzazione
  dei 3.200 operai attualmente in servizio presso il 118;

   considerato che tale situazione appare in contrasto con  il  piano
  sanitario approvato dall'Assemblea regionale siciliana;

   ritenuto che la situazione è pregiudizievole del diritto al lavoro
  e dei livelli occupazionali;

   per   sapere  quali  provvedimenti  intendano  adottare   per   la
  salvaguardia del diritto al lavoro degli operai del 118». (1025)

                                                               CAPUTO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  della
  interpellanza presentata.

   PANARELLO, segretario f.f.:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   con decreto del 16 novembre 2000, l'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente  approvava,  insieme alle prescrizioni  esecutive  e  al
  regolamento  edilizio, il piano regolatore generale del  comune  di
  Partinico (PA);

   considerato che:

   tra  gli  allegati al decreto, 'per costituirne parte integrante',
  al  punto  6.23  dell'art.  2 - 6) Prescrizioni  Esecutive,  veniva
  inclusa la 'zona D2, planimetria del piano particolareggiato',  che
  riguarda l'intera area D2 di contrada Margi in Partinico;

   ai   sensi   dell'articolo  16,  comma  9,  della  vigente   legge
  urbanistica    (n.    1150/1942),    l'approvazione    dei    piani
  particolareggiati  equivale  a dichiarazione  di  pubblica  utilità
  delle opere in essi previste;

   in  ossequio  al comma 5 dell'articolo 16 della legge urbanistica,
  l'articolo  7  del  suddetto  decreto  assessoriale  aggiungeva   e
  precisava  che 'le prescrizioni esecutive dovranno essere  eseguite
  entro  il termine di anni dieci ed entro lo stesso termine dovranno
  essere eseguite le relative espropriazioni';

   vista, inoltre:

   la  puntuale risposta di codesto Assessorato al quesito posto,  al
  tempo,  dal  sindaco  di Partinico in ordine  alla  possibilità  di
  approvare  un piano di lottizzazione su un'area già normata  da  un
  piano  particolareggiato  e dichiarata di pubblica  utilità,  nella
  quale   testualmente  si  afferma  che  'non  sembra   percorribile
  l'ipotesi  di dover approvare un piano di lottizzazione all'interno
  di  un'area già disciplinata da piani attuativi efficaci quali sono
  le prescrizioni esecutive';

   malgrado  tutte  le  evidenze di legge, il Consiglio  comunale  di
  Partinico ha approvato, con delibera n. 77 del 30 luglio  2007,  un
  piano  di  lottizzazione presentato dalla Policentro Daunia  s.r.l.
  nella suddetta area D2 di contrada Margi;

   per conoscere:

   se  non  ritengano necessario avvalersi, in tempi  immediati,  del
  disposto di cui all'articolo 53 della l.r. n. 71 del 1978  al  fine
  di  procedere all'annullamento della suddetta deliberazione  e  dei
  successivi  provvedimenti  comunali che 'consentono  esecuzione  di
  opere  in violazione delle leggi vigenti e delle prescrizioni degli
  strumenti urbanistici'». (81)

                                                           MATTARELLA

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia  fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza  si
  intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per  essere
  svolta al proprio turno.

                          Annunzio di mozione

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  in data 10  febbraio  2010,  è  stata
  presentata  la  mozione numero 178 «Interventi  per  la  formazione
  professionale degli emigrati», a firma degli onorevoli  Ruggirello,
  Musotto, Lentini e Colianni. Ne do lettura:

                         «L'Assemblea regionale siciliana

   considerata  la necessità di migliorare le possibilità  legali  di
  incontro  tra domanda ed offerta di lavoro immigrato in Sicilia  ed
  al  fine  di  limitare  il  ruolo attivo nell'alimentare  i  flussi
  migratori  irregolari  delle c.d. 'reti  immigratorie',  ossia  del
  complesso  delle relazioni che legano candidati all'immigrazione  e
  migranti già insediati nel territorio nazionale;

   tenuto  conto  della  complessità del  problema  dell'integrazione
  sociale  dei  lavoratori immigrati, dovuta alla tensione  esistente
  tra  la  notevole domanda di lavoro immigrato da parte del  sistema
  produttivo  e  le restrizioni giuridiche nazionali all'ingresso  ed
  alla mobilità della manodopera straniera;

   considerato che tale tensione ha come conseguenza la formazione di
  bacini  più  o  meno ampi di immigrazione irregolare che  vanno  ad
  allargare  le dimensioni dell'economia sommersa, con il conseguente
  rischio  di  ampliamento della sfera dei comportamenti  illegali  e
  criminali;

   considerata   inoltre  la  necessità  di  fornire  un   contributo
  risolutivo  al  carattere di 'emergenza permanente', acquisito  dal
  fenomeno  dell'immigrazione irregolare  in  Italia,  attraverso  un
  contrasto più efficace prodotto dalla diminuzione della convenienza
  economica all'impiego di lavoratori senza permesso di soggiorno;

   al fine di fare in modo che anche il cosiddetto decreto flussi del
  Governo  nazionale per gli ingressi autorizzati nell'anno 2009  non
  si  limiti soltanto a mettere in regola chi si trovi già in  Italia
  ed abbia trovato un datore di lavoro disponibile ad assumerlo;

   considerato infine, che la Regione siciliana, in passato luogo  di
  emigrazione,  si  è  oggi trasformata in terra di  immigrazione,  a
  causa  del  concomitante effetto della modernizzazione del  sistema
  socio-economico  e  del  perdurare  di  elementi  tradizionali   di
  organizzazione  sociale  e familiare, dimostrando  l'incapacità  di
  soddisfare i propri fabbisogni di manodopera attingendo soltanto al
  bacino nazionale di forza lavoro,

           impegna il Presidente della Regione e, per esso,
     l'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro

   ad  attivarsi  per autorizzare le associazioni e le organizzazioni
  operanti  nel  territorio regionale in favore degli emigrati  -  ex
  art.  9  della  legge  regionale n. 55 del 1980,  riconosciute  dal
  Ministero  degli affari esteri ed in regola con le  norme  previste
  dalla Regione siciliana in materia di formazione professionale - ad
  operare   all'estero,  sulla  base  di  convenzioni  o   protocolli
  internazionali d'intesa da stipulare con gli Stati interessati, per
  la  formazione  professionale  di potenziali  lavoratori  immigrati
  richiesti da aziende italiane, e nella fattispecie siciliane, e per
  l'attivazione  di  tirocini formativi nel territorio  nazionale,  e
  nella  fattispecie  regionale, nonché per la formazione  di  figure
  professionali  richieste da aziende operanti nel  territorio  degli
  Stati convenzionati, al fine di sviluppare rapporti di partenariato
  e  di  migliorare l'interscambio con aziende italiane  che  abbiano
  collegamenti con il territorio siciliano». (178)

                                  RUGGIRELLO-MUSOTTO-LENTINI-COLIANNI

   Avverto  che  la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno  della
  seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.

            Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 10 febbraio 2010, pervenuta
  in  pari  data  e  protocollata al n. 1754/AulaPG dell'11  febbraio
  successivo,  l'onorevole  Fiorenza ha dichiarato  di  aderire,  con
  decorrenza 10 febbraio 2010, al Gruppo parlamentare Misto.

   A  seguito della superiore comunicazione, lo stesso deputato cessa
  contestualmente di far parte del Gruppo parlamentare del    Partito
  Democratico'.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


          Determinazione della data di discussione di mozione

   PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Lettura,
  ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
  Regolamento  interno,  della mozione numero  179  «Soluzione  della
  vertenza degli ex ufficiali di riscossione del servizio riscossione
  tributi»,  a  firma  degli onorevoli Colianni,  Apprendi,  Musotto,
  Romano,  Arena,  Calanducci, Federico, Falcone, Vinciullo,  Caputo,
  Ardizzone,  Gianni,  Lentini, Cascio Salvatore,  Caronia,  Gennuso,
  Corona, Cracolici, Termine, Digiacomo, Dina, Gucciardi, Oddo, Raia,
  Panarello e Vitrano.
   Avverto  che  la  determinazione della data di  discussione  della
  mozione  sopra  citata,  integralmente  riportata  nell'ordine  del
  giorno  della  presente seduta, è demandata,  secondo  consuetudine
  parlamentare,   alla   Conferenza   dei   Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari.

   Onorevoli colleghi, per consentire la presenza in Aula del Governo
  sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.51, è ripresa alle ore 17.08)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


    Seguito della discussione del disegno di legge n. 270/A «Nuovo
    ordinamento delle Camere di commercio, industria, artigianato e
                             agricoltura»

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  III   punto  dell'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
  n.  270/A  «Nuovo ordinamento delle Camere di commercio, industria,
  artigianato e agricoltura», posto al numero 2).
   Invito i componenti la terza Commissione a prendere posto al banco
  delle Commissioni.
   Non  avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa  la
  discussione  generale e pongo in votazione il  passaggio  all'esame
  degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                             «Articolo 1.
           Ordinamento delle Camere di commercio, industria,
                       artigianato e agricoltura

   l.  Le  Camere di commercio, industria, artigianato e  agricoltura
  sono  autonomie  funzionali e ad esse si applicano le  disposizioni
  della  legge  29  dicembre 1993, n. 580 e successive  modifiche  ed
  integrazioni.

   2.  Sono  abrogate le disposizioni della legge regionale 4  aprile
  1995,  n. 29 e successive modifiche ed integrazioni, escluse quelle
  di cui all'articolo 19 e quelle ricomprese al titolo quarto».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dagli onorevoli Gucciardi e altri:

   emendamento 1.12:
   «Sopprimere l'articolo 1»;

   emendamento 1.13:
   «Al comma 1 alla fine aggiungere  con le modifiche di cui ai commi
  successivi »;

   emendamento 1.14:
   «Dopo il comma 1 aggiungere:

    1  bis - Al comma 3 dell'art. 1 della legge 29 dicembre 1993,  n.
  580,  le  parole   Con decreto del Ministro   e  fino  alle  parole
   giunte  regionali interessate  sono sostituite dalle  parole   Con
  decreto  dell'Assessore  regionale per le Attività  produttive,  di
  concerto  con  l'Assessore regionale per  le  risorse  agricole  ed
  alimentari .
   1  ter  - Al comma 2 dell'art. 3 della legge 29 dicembre 1993,  n.
  580,  le  parole   con  decreto  del  Ministro,  del  commercio   e
  dell'artigianato   sono  sostituite  dalle  parole    con   decreto
  dell'Assessore regionale per le Attività produttive .
   1 quater - Al comma 1 dell'art. 4 della legge 29 dicembre 1993, n.
  580,  le  parole   al Ministro dell'industria  e fino  alla  parola
   Parlamento   sono  sostituite dalle parole  all'Assessore  per  le
  Attività produttive, che ogni anno presenta all'Assemblea regionale
  siciliana .
   1  quinquies - Al comma 2 dell'articolo 4 della legge 29  dicembre
  1993,  n. 580, le parole  al Ministero dell'industria  e fino  alla
  parola    regione   competente   sono   sostituite   dalle   parole
    all'Assessorato   regionale   delle   Attività    produttive    e
  all'Assessorato regionale dell'Economia .
   1  sexties - Al comma 3 dell'art. 4 della legge 29 dicembre  1993,
  n.  580,  le parole  Il Ministro  e fino alle parole  Ministro  del
  tesoro  sono sostituite dalle parole  L'Assessore regionale per  le
  attività  produttive,  di  concerto con l'Assessore  regionale  per
  l'Economia
   1  septies  -  Ai commi 4 e 5 dell'art. 4 della legge 29  dicembre
  1993,    n.   580,   le   parole    il   Ministro   dell'industria,
  dell'artigianato  e  del  commercio  sono sostituite  dalle  parole
   l'Assessore regionale per le Attività produttive .
   1 octies - Al comma 1 dell'art. 5 della legge 29 dicembre 1993, n.
  580,  le  parole   con  decreto  del Ministro  dell'industria,  del
  commercio  e  dell'artigianato  sono sostituite dalle  parole   con
  decreto dell'Assessore regionale per le Attività produttive .
   1 nonies - Al comma 2 dell'art. 5 della legge 29 dicembre 1993, n.
  580, le parole  il Ministro dell'industria, dell'artigianato e  del
  commercio  sono sostituite dalle parole  l'Assessore regionale  per
  le Attività produttive .
   1 decies - Al comma 8 dell'art. 8 della legge 29 dicembre 1993, n.
  580,  le  parole  su proposta del Ministro dell'industria   e  fino
  alle  parole  grazia e giustizia  sono sostituite dalle parole   su
  proposta  dell'Assessore regionale per le  Attività  produttive  di
  concerto  con  l'Assessore per le Autonomie locali  e  la  funzione
  pubblica .
   1 undecies - Al comma 3 dell'art. 12 della legge 29 dicembre 1993,
  n.  580,  le  parole   il Ministro  e fino alle  parole   Trento  e
  Bolzano  sono sostituite dalle parole  l'Assessore regionale per le
  attività  produttive,  sentita  la Conferenza  permanente  Regione-
  Autonomie locali .
   1  duodecies  -  Al comma 6 dell'art. 12 della legge  29  dicembre
  1993,  n.  580, le parole  Il Ministro dell'Industria  e fino  alle
  parole  Trento e Bolzano  sono sostituite dalle parole  l'Assessore
  regionale   per  le  Attività  produttive,  sentita  la  Conferenza
  permanente Regione-Autonomie locali .
   1  terdecies  -  Al comma 1 dell'art. 16 della legge  29  dicembre
  1993,    n.   580,   le   parole    il   Ministro   dell'industria,
  dell'artigianato  e  del  commercio  sono sostituite  dalle  parole
   l'Assessore regionale per le Attività produttive .
   1  quaterdecies - Al comma 1 dell'art. 17 della legge 29  dicembre
  1993,  n.  580,  le parole  dal Ministro  e fino alle  parole   del
  tesoro  sono sostituite dalle parole  dall'assessore regionale  per
  le attività produttive e dall'Assessore regionale per l'Economia .
   1  quinquiesdecies  -  Al  comma 2 dell'art.  20  della  legge  29
  dicembre 1993, n. 580, le parole  dal Ministro dell'industria,  del
  commercio   e   dell'artigianato   sono  sostituite  dalle   parole
   dall'Assessore per le Attività produttive .
   1  sexiesdecies - Al comma 4 dell'art. 20 della legge 29  dicembre
  1993, n. 580, le parole  del Ministro dell'industria, del commercio
  e  dell'artigianato   sono sostituite dalle parole   dell'Assessore
  per le Attività produttive .
   1  septiesdecies - Al comma 1 dell'art. 24 della legge 29 dicembre
  1993, n. 580, le parole  del Ministro dell'industria, del commercio
  e  dell'artigianato   sono sostituite dalle parole   dell'Assessore
  per le Attività produttive .»;

   emendamento 1.15:
   «Sopprimere il comma 2»;

   -  dagli onorevoli Marinello, Marziano, Di Benedetto, Digiacomo  e
  Gucciardi:

   emendamento 1.3:
   «Sostituire il comma 1 con il seguente:
    1.  Le  Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura
  sono  autonomie  funzionali e ad esse si applicano le  disposizioni
  della  legge  29  dicembre 1993, n. 580 e successive  modifiche  ed
  integrazioni con le modifiche di seguito indicate:
   a)  all'articolo  14,  comma  1,  della  legge  580/93  la  parola
   quattro'  è sostituita con  cinque' e dopo la parola  artigianato'
  aggiungere  della pesca nelle sole province rivierasche';
   b)  all'articolo 10, comma 2 della legge 580/93 aggiungere dopo le
  parole  dell'industria' le parole  della pesca' »;

   - dagli onorevoli Di Benedetto, Marinello, Marziano e Gucciardi:

   emendamento 1.5:
   «Sostituire il comma 2 con il seguente:
    2.  Sono abrogate le disposizioni della legge regionale 4  aprile
  1995,  n. 29 e successive modifiche ed integrazioni, escluse quelle
  di  cui  all'articolo 5,6, comma 8 dell'articolo 10,  articolo  13,
  articolo 17, articolo 19 e quelle ricomprese al titolo quarto .»;

   emendamento 1.2.1:
   «L'emendamento 1.2 è così sostituito:  Al comma 2,  sostituire  le
  parole  all'articolo 19  con le parole  agli articoli 5,6 e 19 .»;

   emendamento  1.2:
   «Aggiungere il seguente articolo:
    Art. 2 bis. I poteri di vigilanza rimangono quelli previsti dalla
  legge regionale n. 29 del 1995 .»;

   emendamento 1.4:
   «Sostituire il comma 1 con il seguente:
    1.  Le  Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura
  sono  autonomie  funzionali e ad esse si applicano le  disposizioni
  della  legge  29  dicembre 1993, n. 580 e successive  modifiche  ed
  integrazioni con le modifiche di seguito indicate:
   a)  all'articolo  13,  comma 2, della legge 580/93  aggiungere  le
  parole  i membri della Giunta regionale, i dipendenti del Ministero
  allo sviluppo economico' .»;

   emendamento 1.6:
   «Sostituire il comma 2 con il seguente:
    2.  Sono abrogate le disposizioni della legge regionale 4  aprile
  1995,  n. 29 e successive modifiche ed integrazioni, escluse quelle
  di  cui  all'articolo 5, articolo 19 e quelle ricomprese al  titolo
  quarto .»;

   emendamento 1.7:
   «Sostituire il comma 2 con il seguente:
    2.  Sono abrogate le disposizioni della legge regionale 4  aprile
  1995,  n. 29 e successive modifiche ed integrazioni, escluse quelle
  di  cui  all'articolo 6, articolo 19 e quelle ricomprese al  titolo
  quarto .»;

   emendamento 1.8:
   «Sostituire il comma 2 con il seguente:
    2.  Sono abrogate le disposizioni della legge regionale 4  aprile
  1995,  n. 29 e successive modifiche ed integrazioni, escluse quelle
  di cui al comma 8 dell'articolo 10, articolo 19 e quelle ricomprese
  al titolo quarto .»;

   emendamento 1.9:
   «Sostituire il comma 2 con il seguente:
    2.  Sono abrogate le disposizioni della legge regionale 4  aprile
  1995,  n. 29 e successive modifiche ed integrazioni, escluse quelle
  di  cui  all'articolo 13, articolo 19 e quelle ricomprese al titolo
  quarto .»;

   emendamento 1.10:
   «Sostituire il comma 2 con il seguente:
    2.  Sono abrogate le disposizioni della legge regionale 4  aprile
  1995,  n. 29 e successive modifiche ed integrazioni, escluse quelle
  di  cui  all'articolo 17, articolo 19 e quelle ricomprese al titolo
  quarto .»;

   emendamento 1.11:
   «Aggiungere il seguente comma 3:
    3.  Al  comma  2  della lettera a) dell'articolo 13  della  legge
  regionale  n.  29/95  aggiungere le parole  i membri  della  Giunta
  regionale, i dipendenti del Ministero dello sviluppo economico »;

   - dagli onorevoli Marrocco, Aricò, Currenti e Marinese:

   emendamento 1.16:
   «Al  comma 2 sostituire le parole  all'articolo 19  con le  parole
   agli articoli 5 e 19 ».

   Si passa all'emendamento 1.12.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  riconfermo
  integralmente le ragioni già espresse nella seduta di ieri, che  ci
  dovrebbero  indurre  ad  una  seria  riflessione  onde  evitare  di
  costruire pasticci legislativi che ricadrebbero negativamente su un
  tema  così delicato, che comunque va riformato, quale quello  delle
  Camere di commercio.
   Sarebbe opportuno che il testo ritorni in Commissione e in  quella
  sede  si recepisca, articolo per articolo, la riforma dello  Stato,
  con  le  modifiche  che eventualmente l'Aula e  la  Commissione  di
  merito intenderanno apportare.
   Ma  ribadisco  che è assolutamente fuori da ogni  logica  e  dalla
  realtà  della dimensione politica e culturale della nostra Regione,
  e dico del Paese, in un momento in cui ognuno di noi ritiene che si
  stia  persino  segnando il passo nell'azione  di  attuazione  della
  riforma  del  Titolo  V  della Costituzione,  dell'autonomia  delle
  Regioni  - e in una materia in cui la Regione, non solo la  nostra,
  con  l'articolo 117 della Costituzione novellato dalla riforma,  ha
  potestà legislativa esclusiva - noi trasferiamo,  espropriandoci di
  una  competenza  esclusiva,  la competenza  della  vigilanza  sulle
  Camere  di  commercio,  e  il Parlamento  della  Regione  siciliana
  trasferisce  al  Ministero dell'industria la potestà  di  vigilanza
  sulle Camere di commercio.
   Mi  ostino a ritenere un errore questo tipo di percorso e dico,  a
  scanso  di  equivoci  e di strumentalizzazioni,  che  io  sono  per
  recepire la riforma dello Stato in materia; ma per recepirla con la
  dovuta  attenzione, non certo con un rinvio dinamico che segnerebbe
  un momento negativo nel percorso di questo Parlamento.
   Dopo  sessant'anni  di autonomia, in un momento  in  cui  dovremmo
  rivendicare  con  forza rispetto allo Stato una condizione  che  fa
  della  nostra  specialità un momento certamente ancora  nobile,  in
  questo modo, invece, rischiamo di mettere una pietra tombale  sulla
  nostra  autonomia,  sulla  volontà  del  Parlamento  della  Regione
  siciliana  di andare nella direzione di competenze che certo  negli
  ultimi  anni  dallo  Stato sono venute alla  Regione,  e  non  come
  stasera  andremmo  a  decidere,  trasferendo  una  competenza  così
  delicata dallo Stato al Ministero dell'Industria.
   E'  assolutamente illogico concepire una legge che, con un  rinvio
  dinamico, rappresenti il momento riformatore di questo Parlamento.
   Davvero   non   possiamo  accettare  di  rinunciare  alle   nostre
  prerogative.
   Abbiamo  il  dovere  di rendere l'ordinamento giuridico  regionale
  coerente  con l'ordinamento giuridico del resto del Paese.  Abbiamo
  altresì  il  dovere  di  non abdicare alle  nostre  funzioni,  alla
  nobiltà,  alla storia e alla tradizione della nostra autonomia  che
  una legge del genere certamente lederebbe.
   Questa  è  la ragione per cui ho presentato - e lo mantengo  -  un
  emendamento soppressivo del disegno di legge, stando a sottolineare
  che  ritengo  più  utile che il testo torni in  Commissione  e  che
  nell'arco di pochissimi giorni la Commissione stessa possa avere il
  tempo,  ascoltando anche all'esterno di questo Parlamento, di  dare
  un  contributo esaminando, articolo per articolo, la riforma  dello
  Stato  del  1993, con le successive modifiche ed integrazioni,  per
  portare all'esame ed all'approvazione di questo Parlamento un testo
  che  davvero meriti di essere approvato senza alcuna lesione  delle
  prerogative  di autonomia che io, ancora una volta,  rivendico  con
  forza per la nostra Regione e per il nostro Parlamento.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.12.

   GUCCIARDI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio  nominale
  palese.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, questo disegno di legge ci era stato
  presentato e illustrato in Conferenza dei capigruppo come un  testo
  molto semplice, da approvare in un minuto.
   Ora comprendo che c'è qualche elemento di difficoltà.
   Suggerisco, pertanto, e chiedo ai sensi del Regolamento interno il
  rinvio del disegno di legge in Commissione per consentire ulteriori
  approfondimenti.

   COLIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COLIANNI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  solo
  per dichiarare che condivido la proposta dell'onorevole Cracolici

   MANCUSO.  Signor  Presidente, stiamo parlando  sulla  proposta  di
  rinvio o stiamo votando?

   COLIANNI.  Si  tratta  di  un disegno di  legge  importante,  come
  l'onorevole Corona ha più volte illustrato all'Aula, ma  penso  che
  abbia  la  necessità  di essere sedimentato in qualche  maniera,  e
  debba  trovare una riflessione più attenta da parte  di  tutti,  in
  particolare della Commissione.
   Quindi mi sento di aderire a questa ipotesi di lavoro.

   CORONA, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORONA,  relatore. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  questo
  disegno di legge, presentato ad inizio della legislatura, ha  avuto
  un  iter  molto  lungo:  vi sono stati un'ampia  riflessione  e  un
  confronto  approfondito in Commissione e anche in Aula  ieri  sera,
  dopo che la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari aveva
  deciso di portare in Aula il disegno di legge per il relativo esame
  ed  approvazione,  con  un  orientamento favorevole  da  parte  del
  Governo.
   Oggi,  strumentalmente, il Partito Democratico ne chiede il rinvio
  in Commissione.
   Non so se il Regolamento lo consente, non so se è possibile.

               Assume la Presidente il Presidente Cascio

   Certamente  non  siamo  contrari, in linea  di  principio,  ad  un
  approfondimento,  perché sappiamo bene che ogni  approfondimento  è
  foriero di risultati positivi.
   Risulta  chiaro  che, nel momento in cui andremo  a  discutere  il
  primo  emendamento all'articolo 1, che è strumentale, demagogico  e
  specioso  -  perché,  sostanzialmente, con  questo  emendamento  si
  chiede  di  abrogare l'articolo 1 -, si tratta di andare contro  al
  cosiddetto  principio dell'adeguamento alla legge 580  e  alle  sue
  successive modifiche ed integrazioni, ivi comprese quelle stabilite
  con  decreto  legislativo da parte del Consiglio dei Ministri  ieri
  mattina.
   Non   vi   sono  dubbi  che  c'è  il  tentativo  di  remorare   un
  provvedimento che arriva in quest'Aula dopo quindici  anni.  Si  fa
  riferimento  ad una serie di emendamenti legati alla  legge  numero
  580, ad alcuni articoli della 580 in modo strumentale. Tra l'altro,
  la  legge 580 ha subìto, nel corso di questi diciassette anni,  una
  serie  di  modifiche ed integrazioni - almeno cinque,  sei  decreti
  legge si sono susseguiti - che hanno riordinato il sistema.
   Se  vogliamo perdere l'opportunità di essere la prima Regione  che
  recepisce con atto legislativo un decreto legislativo del Consiglio
  dei  Ministri,  frutto  di un ragionamento  lungo  oltre  sei  mesi
  attraverso un dibattito sia in Parlamento sia nelle Commissioni  di
  merito che nella Conferenza Stato-Regioni, che ripartisce compiti e
  funzioni, allora procediamo in tal senso.
   Ma  non  vedo  perché oggi dobbiamo perdere questa  opportunità  e
  rinviare il testo in Commissione.
   Se  c'è  l'impegno da parte di tutti che il rinvio in  Commissione
  non significa affossare la filosofia di dotare la Regione siciliana
  di  una marcia in più per l'intero sistema del mondo camerale,  non
  sono  contrario alla proposta, in modo da consentire  un  ulteriore
  approfondimento, purché ci sia consapevolezza da parte di  tutti  i
  Gruppi  politici  e da parte della Commissione  tutta  di  fare  in
  fretta  e  di non aspettare un anno e mezzo per recepire  la  legge
  nazionale,   approvando   questo  disegno   di   legge   presentato
  nell'ottobre del 2008.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Speziale è  in  congedo  per
  oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  tenuto  conto  della   proposta
  formulata  dall'onorevole Cracolici e avendo gli uffici  l'esigenza
  di  approfondire  la norma al nostro esame, possiamo  valutare  una
  strada,  già  sperimentata in altre occasioni e che ha  funzionato:
  quella  di  non  rinviare  formalmente  il  disegno  di  legge   in
  Commissione,  ma dare la possibilità al Governo e alla Commissione,
  anche  informalmente, di utilizzare il tempo, da oggi  a  mercoledì
  prossimo,  per  valutare  questo  testo  e  apportarvi   i   dovuti
  accorgimenti.

   CAPUTO,  presidente  della  Commissione.  Signor  Presidente,   la
  Commissione è favorevole a questa proposta.

   DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  BENEDETTO.  Signor Presidente, la soluzione prospettata  dalla
  Presidenza  mi  sembra  equa e corretta.  Intervengo  soltanto  per
  precisare  che  era  intenzione  mia  e  dell'onorevole  Gucciardi,
  firmatari  entrambi dell'emendamento 1.12, proporre di  avviare  un
  confronto  sulla norma, di valutare con attenzione gli  emendamenti
  proposti, e non in pochi minuti, e poi votarla.
   Quindi, se viene accolta questa ulteriore ipotesi di lavoro, bene.
  Altrimenti,   ritengo   che  la  proposta   della   Presidenza   di
  approfondire  informalmente  in  Commissione  il  testo   con   gli
  emendamenti  sia  una soluzione soddisfacente che  ci  consente  di
  arrivare in Aula con un testo largamente condiviso.

   PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, così rimane stabilito.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


      Seguito della discussione del disegno di legge  Disciplina
                dell'agriturismo in Sicilia  (n. 337/A)

   PRESIDENTE.  Si  procede  con  il seguito  della  discussione  del
  disegno di legge n. 337/A «Disciplina dell'agriturismo in Sicilia»,
  posto al numero 1).
   Ricordo  che la discussione era stata sospesa nella seduta  numero
  140  del  10 febbraio 2010, in fase di esame dell'emendamento  A.2,
  del Governo, e del relativo subemendamento A.2.1.

   DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  BENEDETTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ieri  è
  successo  un  fatto  particolare:  il  Consiglio  dei  Ministri  ha
  approvato  il  decreto legislativo di attuazione  dell'articolo  25
  della  legge delega 23 luglio 2009, n. 99. Questa legge metteva  in
  piedi  la possibilità, dando delega al Governo, di legiferare sulla
  collocazione  delle  centrali  nucleari,  dello  smaltimento  delle
  scorie  e  dell'allocazione delle aree di stoccaggio. Questo  è  un
  fatto nuovo.
   Noi abbiamo apprezzato molto la posizione espressa dal Governo che
  ha difeso il voto dell'Aula, dell'Assemblea regionale siciliana, di
  diniego  all'installazione di centrali nucleari in Sicilia. Abbiamo
  apprezzato  il  comportamento  e la  posizione  dell'Assessore  per
  l'energia ed anche quello del Presidente Lombardo, che è arrivato a
  dire  faremo le barricate contro le centrali nucleari .
   Io  credo - e intervengo perché c'è un ordine del giorno che,  pur
  non essendo collegato al disegno di legge in esame, ha carattere di
  urgenza  e chiedo che venga posto in votazione alla fine dell'esame
  del  disegno di legge sull'agriturismo - che dovremmo fare un passo
  successivo, così come hanno fatto undici regioni d'Italia,  e  cioé
  impugnare  la  norma nazionale ed il decreto legislativo  attuativo
  della norma nazionale.
   Quindi, vista l'urgenza, chiedo alla Presidenza di volerlo mettere
  in  votazione,  una volta completato l'esame del disegno  di  legge
  sull'agriturismo  -  poi,  magari, il dibattito  lo  faremo  quando
  tratteremo l'ordine del giorno.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, ieri a conclusione  della  seduta
  avevo  invitato la Commissione e il Governo a confrontarsi.  Mi  si
  dice che è stato fatto.
   Gli emendamenti A.5 e A.2.3 sono inammissibili.
   Comunico  che è stato presentato dal Governo l'emendamento  A.2.5,
  che riscrive l'emendamento A.2. Ne do lettura:

   «Il  fondo  unico  a gestione separata istituito presso  la  Cassa
  regionale per il credito alle imprese siciliane (CRIAS),  ai  sensi
  dell'articolo  64  della legge regionale 7  marzo  1997,  n.  6,  è
  incrementato, per l'esercizio finanziario 2010, di 37.500  migliaia
  di  euro  da  destinare alle finalità dell'articolo 16 della  legge
  regionale 14 maggio 2009, n. 6.

   L'Assessorato  regionale  delle  risorse  agricole  ed  alimentari
  provvede,   per   fini  di  solidarietà  sociale   ed   umanitaria,
  all'acquisto  di prodotti agrumicoli con particolare riferimento  a
  quelli  del  comparto arancicolo da trasformare in succhi;  per  la
  finalità  di  cui  al presente comma è autorizzata per  l'esercizio
  finanziario 2010 la spesa complessiva di 12.500 migliaia di euro.

   Al  fine  di  assicurare  la  copertura finanziaria  del  presente
  articolo   il  fondo  di  rotazione  istituito  presso   l'Istituto
  regionale  per il finanziamento alle industrie in Sicilia  (IRFIS),
  Mediocredito della Sicilia S.p.A., con le leggi regionali 5  agosto
  1957, n. 51, articolo 9 e 13 dicembre 1983, n. 119, articolo  13  e
  successive modifiche ed integrazioni, è ridotto di 50.000  migliaia
  di euro, per l'anno 2010».

   Onorevoli  colleghi, gli Uffici mi informano che è  a  rischio  di
  impugnativa, e ciò è stato detto anche dai tecnici dell'Assessorato
  regionale delle risorse agricole ed alimentari. C'è una percentuale
  di rischio.

   DI  MAURO,  assessore  per il territorio e l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Signor
  Presidente,  il disegno di legge, come si ricorderà, è  quello  che
  era   stato  rappresentato  in  Aula  dal  Governo,  nella  persona
  dell'onorevole  Bufardeci. Considerata  l'importanza  del  testo  e
  considerato pure che l'emendamento A.2 ieri ha suscitato  un  vasto
  dibattito  e oggi c'è un nuovo emendamento del Governo  -  credo  a
  firma dell'assessore Bufardeci -, chiedo una breve sospensione  dei
  lavori  per  consentire  l'arrivo  in  Aula  dell'Assessore  e  poi
  proseguire l'esame del disegno di legge.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, mi sto confondendo perché non  capisco
  quanti governi ci sono.
   Non  è  possibile che, dopo un intervento di grande  passione  del
  Presidente  della  Regione, che ha portato  l'Aula  oggi,  in  modo
  coerente,   ad   apprezzare  l'emendamento  A.2.5,   che   riscrive
  l'emendamento  A.2, debba sentire un altro componente  del  Governo
  che  non  si assume la responsabilità delle cose dette  in  Aula  a
  tutti i parlamentari. Mi sembra una situazione paradossale.
   Ieri sera abbiamo ascoltato tutti il Presidente della Regione,  il
  quale  si  è  impegnato a riscrivere quanto era stato concordato  e
  difeso dallo stesso Presidente della Regione in Aula.
   La  confusione  di  ieri ha indotto la Presidenza  dell'Assemblea,
  giustamente,  a  rinviare  la  seduta  ad  oggi.  Pertanto,  signor
  Presidente,  la  prego  di  mettere in votazione  l'emendamento  di
  riscrittura  del Governo. Non credo che qualcuno possa dare  parere
  diverso rispetto ad un emendamento firmato dal Governo. Si proceda,
  dunque, alla votazione di questo emendamento.
   Quando tratteremo un emendamento non a firma del Governo, ma di un
  deputato  o della Commissione, è chiaro che aspetteremo l'assessore
  al ramo.
   Non credo che nessuno possa smentire il Presidente della Regione.

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, sono  tra  i  tanti
  deputati  che intendono fare qualcosa per contrastare la crisi  del
  comparto agricolo, agrumicolo, cerealicolo, dell'ortofrutta,  della
  vitivinicoltura,  delle colture a pieno campo, della  serricoltura.
  Per   fare   ciò  bisognerebbe  formulare  norme  che   non   siano
  assolutamente in contrasto con i regolamenti comunitari e che diano
  la possibilità - agli agrumicoltori, da un lato, e dall'altro, alla
  restante  parte del comparto agricolo nei vari settori - di  essere
  immediatamente applicabili.
   Oggi  ci troviamo dinanzi a un paradosso: abbiamo allocato un  po'
  di risorse per il settore nel suo complesso, anche se questo non ha
  prodotto alcun effetto perché in corsa ci sono non solo adempimenti
  di  natura  amministrativa,  utili ad espletare  tutta  l'efficacia
  possibile delle norme anche dal punto di vista finanziario;  ma  ci
  sono  stati  pure in corso d'opera, durante l'esame ed approvazione
  del bilancio 2009, alcuni accorgimenti e alcune implementazioni, in
  termini  di  dotazione  finanziaria.  Credo  che  approfondire   il
  contenuto dell'emendamento non sia irrilevante.
   E'  ovvio che dobbiamo fare quanto è necessario. L'altra  sera  ho
  assistito, come tanti di voi, al dibattito sulla crisi del comparto
  agrumicolo; è stato un dibattito di tre ore e mezzo, molto sentito.
   Abbiamo  un  comparto in ginocchio. Se questo è vero, se  dobbiamo
  tentare di fare diventare questa una norma della Regione siciliana,
  che   dovrà   espletare  tutti  gli  effetti  possibili,   dobbiamo
  sinceramente e lealmente attrezzarci dal punto di vista  tecnico  e
  giuridico.
   Io  credo  che, con tutto il rispetto nei confronti dell'assessore
  Di  Mauro,  componente  autorevole del  Governo,  e  dell'assessore
  Venturi, la richiesta dell'assessore Di Mauro è ragionevole. Se  ci
  fossero  in Aula il vice presidente o il presidente della  Regione,
  allora potremmo cercare di determinarci per continuare a lavorare.
   Mi  sembra serio, invece, approfondire l'emendamento, così come  è
  scritto,  anche e soprattutto per la parte che riguarda il comparto
  agrumicolo,  a  prescindere  dalle  valutazioni  che  lei,   signor
  Presidente,  farà per quanto concerne il prosieguo  dei  lavori  di
  quest'Aula.
   Ragionevolmente,  ritengo  che  dovremmo  un  attimo   sederci   e
  riflettere.

   LIMOLI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LIMOLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sta subentrando  in
  me una certa confusione.
   Due  sere  addietro, questo Parlamento si era contraddistinto  per
  avere  votato all'unanimità una mozione che era il frutto di  tante
  riflessioni, di tante assemblee, del contributo di tutte  le  forze
  politiche rappresentate in quest'Aula e forse, per la prima  volta,
  tutti  i  gruppi parlamentari si sono ritrovati uniti per dare  una
  risposta  univoca ad un comparto che sta vivendo, forse, una  delle
  crisi  più  devastanti  della  storia dell'economia  della  Regione
  siciliana.
   Ognuno,  parlando poi al di fuori di questa Aula, anche attraverso
  i  mass  media, ha trasmesso all'esterno, con grande compiacimento,
  questa  ritrovata unità di intenti, per potere far sentire non  più
  soli  migliaia e migliaia, centinaia di migliaia di produttori  che
  non  sanno cosa fare e che aggiungono alla loro disperazione  anche
  la  solitudine  con  cui  sono costretti a convivere,  sapendo  che
  all'albeggiare di ogni giorno non riescono  a guardare in faccia né
  le proprie mogli né i propri figli.
   Siamo  usciti dall'Aula tutti convinti di avere svolto con dignità
  ed orgoglio il nostro ruolo.
   Con le dichiarazioni rese poco fa dall'assessore Di Mauro ed anche
  dall'onorevole  Oddo, incomincio a capire o a rendermi  conto  che,
  finita  la fase del bla bla, appena poi si tratta di passare  dalle
  parole  ai fatti, si incomincia a cambiare inopinatamente i  propri
  comportamenti.
   Io  ricordo  al  Presidente dell'Assemblea che  il  Governo  della
  Regione  -  col quale sono d'accordo e apprezzo, inoltre, l'operato
  del  Presidente  della Regione, ed è già tanto  -  ha  fatto  bene.
  Quando con obiettività il Governo compie il suo dovere, da parte di
  tutti   i   deputati,   a  partire  da  me,  è   giusto   dargliene
  riconoscimento.  E  ciò rispetto alla serietà con  cui  il  Governo
  regionale, per bocca del suo Presidente, ieri ha annunciato a tutti
  - presente anche l'assessore Di Mauro - che si sarebbe attivato per
  presentare  oggi in Aula un emendamento che avrebbe  fatto  propria
  un'impostazione grazie alla quale poter dare una risposta immediata
  al comparto dell'agrumicoltura.
   Se  l'emendamento del Governo non è riconosciuto dall'assessore Di
  Mauro, io vorrei chiedere prima al Presidente della Regione, e  poi
  all'assessore Di Mauro, a che titolo questi è seduto al  banco  del
  Governo.  Se egli si disconosce o non si riconosce nel Governo,  il
  Governo  di  cui  fa  parte  e che formalmente  porta  in  Aula  un
  emendamento  a sua firma, che peraltro segue l'intervento  accorato
  del  Presidente  della Regione - che ieri sera  tutti  noi  abbiamo
  ascoltato  -,  vorrei  capire  con  chi  dobbiamo  parlare,  chi  è
  l'interlocutore  di  un comparto disastrato e di  persone  che  non
  possono più vivere.
   E  sfiderei  chi  tra  noi ne avesse il coraggio  a  ripeterlo  in
  piazza,  tra gli agrumicoltori che vedono ritardare ciò che a  loro
  spetta sol perché non si capisce qual è il perché di quello che  si
  sta  dicendo  stasera:   Aspetto  che  venga  l'assessore  Tizio  o
  l'assessore Caio perché il problema è importante, e così via .
   Il  problema  è importante  E proprio perché è così importante  io
  gradirei,  signor Presidente, visto che lei ieri sera ha chiuso  la
  seduta  a  causa dell'ora tarda, che si procedesse all'approvazione
  di questo emendamento, così sapremo cosa stiamo per votare.
   Peraltro, approvare questo emendamento significa sottoscrivere con
  coerenza l'impegno che abbiamo assunto in maniera formale, solenne,
  nei  confronti della Sicilia, approvando all'unanimità  la  mozione
  sulla  crisi che attanaglia il mondo dell'agrumicoltura, crisi  che
  ritengo pericolosa anche dal punto di vista sociale.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, a  differenza  di
  molti colleghi io non sono confuso; credo che la confusione sia  il
  leit  motiv di questo Governo. Sono, invece, imbarazzato per questo
  Governo e sono imbarazzato per la titubanza che questo Governo oggi
  dimostra all'Aula sulla ricerca di una soluzione o, quanto meno, di
  un   aiuto  concreto  che  ieri  sera  avevamo  concordato,   direi
  unanimemente,  grazie al buon senso di tutti.  Il  buon  senso  del
  Presidente dell'Assemblea regionale che, resosi conto del problema,
  ha  rinviato  l'Aula  a  oggi;  il buon  senso  di  una  volta  del
  Presidente della Regione, il quale ieri aveva detto  meglio un  po'
  a  ciascuno  che  nulla  a  tutti ; il  buon  senso  dell'assessore
  Bufardeci, che è stato eletto dagli elettori siciliani, il quale ha
  trovato  una  soluzione seria, coerente, corretta;  il  buon  senso
  dell'Aula  che,  dopo  tre  ore e mezzo di  dibattito  sulla  crisi
  dell'agrumicoltura  in Sicilia, ha ritenuto di  sostenere  non  una
  battaglia  di parte, ma di sostenere una battaglia per un  comparto
  decisivo dell'economia siciliana.
   Allora  mi imbarazza il parere dell'assessore Di Mauro perché,  al
  di  là  di  quella che può essere la buona abitudine di comprendere
  preliminarmente quale potrebbe essere l'idea del Commissario  dello
  Stato,  io  credo  che oggi, dopo le tante chiacchiere  dei  giorni
  scorsi,  sia arrivato il tempo in cui ciascuno si assuma le proprie
  responsabilità.
   Questo  al nostro esame è un emendamento serio con cui si stornano
  dall'IRFIS  alla CRIAS 37 milioni e mezzo per aiuti all'agricoltura
  siciliana  e  12 milioni e mezzo vengono destinati all'acquisto  di
  prodotti  agrumicoli per fini di solidarietà: mi pare una soluzione
  seria e di buon senso.
   L'Aula  oggi decida, si pronunci, lo chiedo fin da adesso  a  nome
  del  Gruppo  parlamentare UDC, con un voto per  scrutinio  nominale
  palese,  così ciascuno si assumerà le proprie responsabilità.  Dopo
  di che, se il Commissario dello Stato dovesse ritenere di assumersi
  la  responsabilità di bocciare questa legge o parte di essa, questo
  Parlamento e i siciliani ancora una volta ne prenderanno atto.
   Intanto  noi siamo perché questo emendamento subito -  perché  non
  c'è  più  un  minuto da perdere - venga messo ai voti  per  appello
  nominale palese. Grazie.

   DI  MAURO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Signor
  Presidente, mi pare che i parlamentari che sono intervenuti abbiano
  dimenticato il corso dei lavori di ieri.
   Ieri  sera  un  emendamento al disegno di  legge  prevedeva  delle
  risorse  per aiutare il comparto agrumicolo e agricolo  che  questa
  Assemblea  aveva avuto modo di esaminare attraverso la  discussione
  di  una  mozione.  Successivamente, nel prosieguo  dei  lavori,  il
  Presidente della Regione aveva indicato una strada per sostenere il
  comparto agrumicolo.
   Questa, quindi, è l'iniziativa che ha assunto il Governo.
   Io  prendo  atto che stasera gli interventi che si  sono  fin  qui
  svolti  hanno manifestato l'urgenza che si proceda al voto,  ma  la
  mia  è  una  questione di delicatezza rispetto  al  Governo,  nella
  persona  dell'assessore Bufardeci, che era stato il  promotore  del
  disegno  di  legge e il promotore dell'emendamento,  unitamente  al
  Presidente della Regione.
   Pertanto,  signor Presidente dell'Assemblea, io sono assolutamente
  d'accordo  sull'emendamento e  manifesto il parere  favorevole  del
  Governo.
   No mi scusi, onorevole Cracolici, qui si sta lavorando...

   CRACOLICI. Lei non può esprimere nessun parere

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, la prego di  non  interrompermi.
  Nel frattempo, è arrivato il titolare del ramo del Governo.

   DI  MAURO. Onorevole Cracolici, qui si sta lavorando al disegno di
  legge  senza  attendere  che sia presente  l'assessore  al  ramo  e
  nessuno ha sollevato questo problema.

   PRESIDENTE. Nel frattempo è arrivato l'assessore Bufardeci.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per
  dire  che  il gruppo parlamentare PDL che rappresento è  favorevole
  all'emendamento proposto dall'assessore Bufardeci.
   Tra  l'altro,  è  l'emendamento  che  ieri  sera  insieme  abbiamo
  concordato e ritengo anche superfluo che si chieda il parere su  un
  emendamento presentato dal Governo ad un rappresentante  che  siede
  nei banchi del Governo.
   Quindi,  ritengo necessario fare presto ed approvare l'emendamento
  proprio  perché  va nel senso delle proposte che  ieri  sono  state
  formulate  dai rappresentanti dei gruppi parlamentari  presenti  in
  Aula e perché l'assessore Bufardeci ha accolto i suggerimenti e  le
  indicazioni provenienti dal PDL.

   ADAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà.  Considerato  però  che  è  arrivato
  l'assessore Bufardeci, potremmo accorciare il dibattito e  dare  la
  parola all'Assessore.

   ADAMO. Signor Presidente, vorrei che l'assessore mi ascoltasse  ma
  credo che siamo d'accordo.
   Lei  ieri,  Presidente,  con estrema saggezza,  ha  interrotto  il
  dibattito in un momento in cui si rischiava la rottura. Molto  bene
  ha  fatto  l'assessore Di Mauro ad aspettare la  presenza  in  Aula
  dell'assessore  per le risorse agricole perché è vero  che  c'è  la
  volontà  unanime  dell'Assemblea  di  affrontare  i  problemi   del
  comparto, ma chiaramente non possiamo affrontarli né con  colpi  di
  mano né con interventi settoriali.
   Allora tutti siamo disposti a sostenere i problemi delle arance in
  alcune  zone  della  Sicilia  purché  in  questa  sede  l'Assessore
  chiarisca   che  cosa  intende  fare  in  altri  settori.   Ricordo
  all'Assemblea e a tutti noi che il settore vitivinicolo è in  crisi
  quanto  quello agrumicolo e contribuisce all'economia della Sicilia
  quanto gli altri settori.
   Per   esempio,  l'Assemblea  regionale,  o  comunque  il   Governo
  precedente  è  responsabile  di avere  fatto  tornare  indietro  un
  contributo di 50 milioni di euro per la peronospora che ha  colpito
  il nostro territorio.
   La domanda è: il Governo è interessato? E' in condizioni di ridare
  quei  soldi agli agricoltori che li hanno persi non per colpa loro,
  ma per colpa del Governo precedente?
   Altra questione che intendiamo porre: è inutile continuare a  dare
  contributi  all'agricoltura  se  pretendiamo  che  la   cassa   dei
  contributi  si  trovi  a Roma all'AGEA. Ogni  sforzo  degli  uffici
  periferici  risulta vanificato perché c'è un sistema burocratico  a
  Roma che blocca ogni cosa.
   Chiediamo un impegno formale del Governo affinché venga finalmente
  applicata  una legge che prevede la possibilità di avere  una  sede
  dell'AGEA  a Palermo con il conseguente snellimento delle procedure
  burocratiche.
   Chiediamo, inoltre, che venga attivata, così come è stato promesso
  da  tanto  tempo,  la  pratica  alla  Comunità  europea  perché  il
  contributo  per  l'agro-alimentare sia portato da 400  euro  a  900
  euro.  Ne parliamo da un anno  Lo dico agli amici che, giustamente,
  in quindici giorni pongono la questione del settore agrumicolo e in
  quindici giorni troviamo la soluzione.
   Io sono felice, purché si trovino pure le soluzioni che da un anno
  noi  proponiamo  a  questo Governo e, quindi: l'avvio  a  Bruxelles
  della  procedura  per aumentare da 400 a 900 euro l'intervento  per
  ettaro;  la  revisione dei bandi che vanno deserti perché,  spesso,
  sono presentati in un modo burocratico complesso, improponibile,  e
  l'agricoltore, per avere una lira o un euro, ne deve  spendere  tre
  e,   infine,   contemporaneamente,  un   impegno   assoluto   sulla
  peronospora  perché per colpa del Governo precedente - ma  comunque
  c'è  una  continuità e una responsabilità amministrativa -  abbiamo
  perso i soldi che servivano agli agricoltori.
   Noi siamo ben lieti di votare a favore degli amici che hanno posto
  il  problema,  purché  questo venga inquadrato  in  una  logica  di
  interventi in favore di tutto il settore.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Fagone é in congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
                                 337/A

   BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari. Chiedo
  di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari. Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, mi scuso per  il  ritardo  con  il
  quale  partecipo  ai lavori parlamentari nella parte  che  riguarda
  proprio la conclusione del disegno di legge sull'agriturismo.
   Dico  subito  che  la sospensione che lei, signor  Presidente,  ha
  voluto  disporre  ieri  a  tarda  sera  è  stata  utile  perché  ha
  consentito un approfondimento ulteriore dal punto di vista  tecnico
  e,  al  ragioniere generale e alla direttrice, dottoressa  Barresi,
  per quanto riguarda la migliore redazione tecnicamente legittima  e
  assolutamente possibile, quindi, che riguarda proprio l'emendamento
  del   quale  abbiamo  discusso  tanto  ieri  sera  e  che  concerne
  l'assegnazione di risorse dal fondo IRFIS in gran parte (per i  tre
  quarti)  alla  CRIAS e per un quarto alla questione -  già  oggetto
  degli  incontri avuti nel giorno precedente sull'ordine del  giorno
  discusso in questa Aula - della crisi del settore agrumicolo.
   Quindi,  questo emendamento, che è già agli atti della Presidenza,
  è frutto di un approfondimento tecnico dei dirigenti, il ragioniere
  generale  e  la  dottoressa Barresi, che si  sono  confrontati  per
  redigere, ribadisco, il testo in maniera certamente legittima.
   Voglio  però dare anche risposta alle considerazioni che da ultimo
  ho  ascoltato, in particolare dall'onorevole Adamo. Non vi è  ombra
  di dubbio che, come abbiamo detto nei giorni passati, questo non  è
  un  momento  di  crisi  esclusivo di un settore,  al  di  là  delle
  specificità del prodotto in alcuni momenti della stagione.
   E'  evidente, lo abbiamo accennato ieri e lo stesso Presidente  vi
  faceva riferimento, che l'impegno del Governo è assoluto anche, per
  esempio, nel settore vitivinicolo.
   Sotto questo profilo vi è l'impegno del Governo anche per quel che
  riguarda  i  fondi  FAS,  gli impegni e le risorse  che  riguardano
  l'articolo  20  della  precedente  finanziaria  per  combattere  la
  peronospora; tutto questo è certamente nelle intenzioni del Governo
  e  si  cercherà di concretizzarlo nella stessa maniera con la quale
  spero,  a  partire  dal  24  febbraio prossimo  a  Bruxelles  -  in
  occasione  di  una  visita  per altre  ragioni  che  riguardano  il
  comparto  agricolo - di portare avanti l'incremento del  contributo
  per ettaro in modo che possa essere elevato da 450 a 900 euro.
   Da  ultimo, però, devo svolgere una considerazione, anche per fare
  chiarezza - mi dispiace che l'onorevole Adamo si sia allontanata -,
  interessa  certamente  tutto  il  Parlamento  siciliano  la  grande
  questione relativa alla materia AGEA e ARSEA.
   Sotto questo profilo rappresento brevemente, anche in questo caso,
  l'attività  che sto cercando di portare avanti. Ad una certa  data,
  non  capisco  bene  per  quale ragione,  la  Regione  siciliana  ha
  assegnato all'AGEA il compito di diventare il soggetto pagatore.
   Questa  decisione ha creato soprattutto ombre e risvolti  negativi
  alla gestione nei confronti del nostro mondo agricolo in quanto, se
  è  vero,  come  mi  è  stato riferito, che  l'AGEA  è  puntualmente
  adempiente  nei  confronti  delle OP, è certamente  non  adempiente
  puntualmente,  anzi con grande ritardo, nei confronti  dei  piccoli
  produttori  e dei piccoli coltivatori. Anzi, in alcuni casi,  anche
  per quanto riguarda istruttorie precedenti, relative a calamità, il
  ritardo dell'AGEA è enorme.
   Quindi,  bene  si fece, qualche anno addietro, quando  si  istituì
  l'ARSEA,  sostanzialmente  una  AGEA  di  carattere  regionale.  Su
  questo,  come  sapete,  è  stato  dato  qualche  mese  fa  incarico
  specifico  al  dottor  Ugo  Maltese,  perché  si  occupasse   della
  realizzazione di questa istituzione.
   Ora  ho  incontrato il commissario in maniera che si possa portare
  avanti questa attività.
   Vi dico in maniera molto sintetica cosa si sta facendo.
   Si  sta  procedendo ad una ricognizione dei locali, che dovrebbero
  essere quelli di via degli Emiri, come sede dell'ARSEA; si è  fatto
  già  un  atto di interpello per individuare il personale che  dovrà
  lavorare  a  questo  compito fondamentale per  la  vita  e  per  la
  gestione dei pagamenti in agricoltura.
   Già  65  dipendenti dell'amministrazione regionale hanno  dato  il
  loro  assenso,  ma  questo  numero pare  sia  insufficiente  perché
  occorre un organico di circa 90-100 unità.
   Già  si è avviata con  Sicilia innovazione  l'attività utile  alle
  infrastrutture informatiche, altro elemento fondamentale.  L'ARSEA,
  in  sostanza,  deve ripetere le procedere che AGEA svolge  a  Roma,
  deve riprodurle fedelmente nella maniera più attenta qui a Palermo.
   Altro  elemento  fondamentale,  anche  per  il  collegamento   con
  Bruxelles,  è  la infrastrutturazione telematica.  Tutto  ciò  deve
  avvenire  in  tempi  utili  perché  il   Ministero  prima,   e   la
  Commissione  europea dopo, possano fare la verifica  e  l'ispezione
  per  considerarci soggetto abilitato all'avvio di  questa  fase  di
  gestione.  E  c'è  un  giorno nel quale tutto questo  dovrà  essere
  definito:  per  disposizione europea l'avvio della gestione  di  un
  soggetto pagatore è il 16 ottobre di ogni anno.
   Quindi,  o  noi saremo pronti - e ci stiamo attivando  per  essere
  pronti,  anche  in  anticipo, per quel  16  ottobre,  anche  perché
  abbiamo  computato in non meno di tre, quattro mesi  l'attività  di
  verifica da parte del Ministero e dell'Unione europea -, o  dovremo
  aspettare il 2011.
   Ora, comprendete bene che ciò sarebbe gravissimo, una follia, e in
  ordine  a  questo  ribadisco il pieno impegno  del  Governo  perché
  eserciti  pressioni  nei confronti del dottore  Maltese,  anche  se
  complessivamente,  l'Assessorato, come  cabina  di  regia,  si  sta
  muovendo  per  coordinare  la logistica,  le  risorse  umane  e  le
  infrastrutture per operare le procedure che ribadiscano in  maniera
  migliore quelle che oggi AGEA svolge in campo romano.
   Questo  rappresenta,  onorevole Adamo  e  onorevoli  colleghi  del
  Parlamento  siciliano, l'impegno ulteriore sul quale certamente  il
  Governo non si sottrarrà a ribadire informando l'Aula, come ha  già
  fatto  nei  giorni scorsi, sulle iniziative che il  Governo  stesso
  mette in campo per l'agricoltura, che è la base della vita sociale,
  e non soltanto economica, della nostra Isola.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, prima  di  votare  l'emendamento
  A.2.5, dobbiamo votare il subemendamento A.2.1, del Governo, di cui
  do nuovamente lettura:

   «Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:
      3.  Entro 15 giorni dall'entrata in vigore della presente legge
  l'IRFIS  è tenuto a riversare in entrata nel bilancio della Regione
  la  somma  di cui al precedente comma, con imputazione al  Capo  10
  dell'Entrata cap. 5447 ».

   Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A.2.5. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.   Pongo   in  votazione  l'emendamento   A.2.5,   come
  modificato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   ARICO'.  Chiedo  che  venga verbalizzato  il  mio  voto  contrario
  all'emendamento A.2.5.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Tutti gli altri emendamenti sono preclusi.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   RAGUSA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   onorevole
  Assessore, nell'ultima finanziaria con l'articolo 16 abbiamo  fatto
  cose  importanti per l'agricoltura. Però dall'approvazione da parte
  dell'Aula  a  raggiungere gli obiettivi importanti  sul  territorio
  sono passati otto mesi.
   Pertanto, signor Presidente, la invito - visto che è stato  votato
  questo  emendamento - a dare subito indirizzo  ai  suoi  uffici  di
  chiudere   in   modo  definitivo  questa  procedura  perché   siano
  soddisfatte  le istanze di coloro che hanno fatto già richiesta  ai
  sensi dell'articolo 16 della finanziaria.

   ROMANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ROMANO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  mi  permetto  di
  introdurre  un  tema  che  sta  particolarmente  a  cuore  a  tanti
  siciliani e sul quale ci siamo distratti.
   Desidero  evidenziare che tra le tante sollecitazioni  provenienti
  in  questi  giorni  dal  settore agricolo  abbiamo  dimenticato  il
  settore  corilicolo,  quello dei noccioleti, un  settore  marginale
  rispetto all'economia complessiva dell'agricoltura regionale.
   Il  21 ottobre dello scorso anno, signor Presidente, lo dico a lei
  perché  gli  uffici  possano  mettere  ordine  tra  le  carte,   ho
  presentato  una  mozione per impegnare il Governo  ad  attivare  un
  tavolo tecnico per il settore corilicolo, che occupa 15.000 addetti
  in  Sicilia,  in  modo particolare nel territorio dei  Nebrodi;  un
  settore in crisi che corre il rischio di chiudere.
   E  allora, nelle politiche di attenzione al comparto agricolo,  al
  comparto   olivicolo,  al  comparto  vinicolo,  occorre   rivolgere
  attenzione pure al comparto corilicolo, un comparto importante  che
  -  come  ho  detto - occupa 15.000 addetti su una  vasta  area  del
  nostro  territorio  e  il  cui stato di abbandono  è  profondamente
  legato   ai  fenomeni  di  dissesto  idrogeologico  che  in  queste
  settimane si sono verificati nei Nebrodi.
   Chiedo,  dunque,  al  Governo di rivolgere la  propria  attenzione
  anche  a  questo comparto e di inserirlo in agenda  il  più  presto
  possibile.

   FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Non  ho  ben compreso la sorte di alcuni subemendamenti.
  Sono decaduti?

   PRESIDENTE.  Tutto  ciò che è stato dichiarato non  ammissibile  è
  decaduto o è stato assorbito dagli emendamenti approvati.

   FALCONE.  C'erano  dei subemendamenti, di cui  uno  a  mio  firma,
  all'emendamento A.22, su cui nulla è stato detto.

   PRESIDENTE.  Onorevole Falcone, il suo subemendamento é  precluso,
  avendo  approvato l'emendamento interamente sostitutivo.  Manca  il
  quadro di riferimento che è stato modificato dal nuovo emendamento.

                     Annunzio di ordini del giorno


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   PRESIDENTE.  Comunico che sono stati presentati i seguenti  ordini
  del giorno:

   n.  242  Sostegno alle iniziative promosse dal Comitato permanente
  per   il   partenariato  euromediterraneo  dei  poteri   locali   e
  regionali , dell'onorevole Faraone;

   n. 247  Iniziative per far fronte allo stato di crisi in cui versa
  l'agricoltura  siciliana',  degli  onorevoli  Raia,  Di  Benedetto,
  Digiacomo, Marziano, Marinello, Di Guardo, Barbagallo;

   n.  251   Interventi  al fine di arginare la crisi  economica  nei
  comuni  siciliani',  degli onorevoli Leontini,  D'Asero,  Beninati,
  Buzzanca, Galvagno, Lupo, Minardo, Campagna e Adamo;

   n.  252   Ricostituzione degli organi statutari del  Consorzio  di
  ripopolamento  ittico  del Golfo di Patti  (ME)',  degli  onorevoli
  Panarello e Marinello;

   n.  256   Interventi a sostegno della promozione delle  produzioni
  agro-alimentari   siciliane ,  degli  onorevoli  Oddo,   Cracolici,
  Apprendi, Donegani e Gucciardi;

   n.  257   Iniziative a sostegno dell'aiuto disaccoppiato in favore
  delle aziende viticole  degli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi e
  Gucciardi;

   n.   258   Interventi  per  l'indennizzo  delle  aziende  viticole
  danneggiate   dalla  peronospora  2007 ,  degli   onorevoli   Oddo,
  Cracolici, Apprendi, Donegani e Gucciardi;

   n.  259   Interventi per la rimodulazione dei premi  delle  misure
  agro  ambientali  previsti dalla misura 214 del PSR  della  Regione
  Sicilia  2007/13 ,  degli onorevoli Oddo, Digiacomo,  Apprendi,  De
  Benedictis,  Gucciardi e Donegani;

   n.  263   Riapertura  dei  termini per il risarcimento  dei  danni
  causati  dalla siccità nel 2002 , degli onorevoli Oddo,  Cracolici,
  Apprendi, Donegani, Vitrano e Marinello;

   n.  264   Iniziative a sostegno della crisi che  ha  investito  il
  settore agricolo e zootecnico del territorio del comune di Giuliana
  (PA) ,  degli  onorevoli  Caputo,  Pogliese,  Falcone,  Buzzanca  e
  Vinciullo;

   n.   266    Interventi  straordinari  nel  settore  agricolo   per
  contrastare   la   crisi   economico-finanziaria ,   dell'onorevole
  Gennuso;

   n.  269   Provvedimenti a favore dei produttori agricoli creditori
  delle  cooperative ,  degli onorevoli Marrocco,  Fagone,  Marinese,
  Vinciullo,  Nicotra, Bosco, Romano, Corona, Cristaudo, Falcone,  De
  Luca, Currenti, Lentini e Torregrossa;

   n. 270  Iniziative per consentire ai comuni interessati di rendere
  conformi  ai  requisiti  stabiliti dalla normativa  comunitaria  le
  strutture destinate alla macellazione , dell'onorevole Lentini;

   n.  271   Aggiornamento e definizione dei dati di occupazione  del
  suolo e consistenza territoriale , degli onorevoli Oddo, Cracolici,
  Apprendi, Vitrano, Donegani e Marinello;

   n.  273   Dichiarazione dello stato di calamità  naturale  per  il
  comprensorio nebroideo della provincia di Messina , degli onorevoli
  Laccoto, Picciolo, Rinaldi e Panarello;

   n.  274  Interventi a favore delle colture del comparto agrumicolo
  della  provincia di Caltanissetta , degli onorevoli Maira, Cordaro,
  Gianni, Dina e Ragusa.

   Ne do lettura:

                        «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la   collocazione   geografica  della  Sicilia  nel   Mediterraneo
  conferisce  alla Regione un importante ruolo politico e strategico,
  potendo essa intrattenere relazioni e svolgere iniziative con tutti
  i  Paesi  che si affacciano nel 'mare nostrum', in particolare  nel
  solco  di politiche convergenti attuative e scaturenti dal processo
  di Barcellona;

   in  particolare,  tali  politiche, anche  a  seguito  del  recente
  vertice  di  Copenaghen,  pongono la questione  ambientale  fra  le
  novità  e  le urgenze dell'attualità politica, imponendo, non  solo
  agli  Stati,  ma  anche alle loro articolazioni  regionali,  scelte
  strategiche   mirate  e  innovative;  fra  queste,   indubbiamente,
  rientrano anche quelle previste dal cosiddetto 'Countdown 2010' che
  impone  a tutti i Governi, ad ogni livello, di assumere ed  attuare
  entro  il  2010,  misure necessarie per fermare  la  perdita  della
  biodiversità,   incoraggiando   la  piena   implementazione   delle
  legislazioni esistenti e degli impegni internazionali vincolanti  e
  a   sostenere  la  completa  implementazione  di  tutte  le  azioni
  necessarie  alla piena attuazione delle risoluzioni  internazionali
  in  materia  di biodiversità, coinvolgendo, in tal senso,  autorità
  nazionali, regionali e locali, a tutti i livelli, attraverso azioni
  tangibili sul territorio;

   in tale direzione rientrano le iniziative e le politiche attive in
  tema di protezione e conservazione degli ambienti naturali protetti
  la cui specifica azione di tutela é demandata all'azione degli enti
  parchi ed alle riserve istituite in ambito euromediterraneo;

   considerato che:

   nella  Regione  siciliana  ha sede il  Segretariato  generale  del
  Comitato permanente per il partenariato euromediterraneo dei poteri
  locali e regionali (COPPEM) il cui presidente é il Presidente della
  Regione,  Segretariato che raggruppa al suo interno  ben  37  Paesi
  dell'intera area europea, del Maghreb e del Medio Oriente,  la  cui
  assemblea generale annuale si é svolta di recente proprio a Palermo
  il 13 dicembre scorso;

   in detta assemblea generale è stata data comunicazione formale del
  progetto  promosso  dallo  stesso  Segretariato,  finalizzato  alla
  costituzione della Federazione internazionale euromediterranea  dei
  parchi  e  delle riserve, e ciò al fine di sviluppare  una  diffusa
  rete  fra  i  diversi soggetti e così facilitare,  nell'ambito  del
  bacino   euromediterraneo,  una  messa  in   rete   delle   diverse
  istituzioni  ed  esperienze. L'iniziativa prevede,  in  tal  senso,
  l'organizzazione a Palermo di un convegno internazionale di tutti i
  parchi  e  le  riserve  presenti nell'area euromediterranea,  quale
  momento   finalizzato  alla  costituzione  di   detta   Federazione
  euromediterranea;

   tale  iniziativa  ha  trovato  il consenso  e  il  sostegno  della
  Federazione  italiana  dei  parchi  e  delle  riserve,   la   quale
  esplicitamente  ha  rilevato  che i  tentativi  finora  compiuti  a
  livello  internazionale da parte della stessa non hanno avuto  buon
  esito  e che, quindi, rimane invariata la necessità di un organismo
  euromediterraneo rappresentativo di tutti i parchi e le riserve per
  una comune e convergente politica di tutela ambientale da svolgersi
  nell'area;

   ritenuto  che tale iniziativa debba ricevere il pieno sostegno  da
  parte  delle  Istituzioni regionali, in particolare  dell'Assemblea
  regionale siciliana e dello stesso Governo della Regione,

                   impegna il Governo della Regione

   1.  a condividere e sostenere l'iniziativa promossa dal COPPEM  di
  cui in premessa;

   2.  a  concertare con lo stesso Segretariato generale le  modalità
  organizzative della manifestazione internazionale prevista e  sopra
  descritta;

   3.  a  organizzare  a  Palermo, nel corso del  corrente  anno,  il
  convegno  internazionale cui invitare tutti i parchi e  le  riserve
  presenti  nei  Paesi  aderenti  al  COPPEM  e  ricadenti  nell'area
  europea,  del  Maghreb  e  del  Medio  Oriente,  nonché  tutte   le
  istituzioni  la  cui presenza sia ritenuta utile e imprescindibile,
  convegno    finalizzato   alla   costituzione   della   Federazione
  internazionale euromediterranea dei parchi e delle riserve». (242)

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che la situazione agricola siciliana è gravissima,  come
  testimoniato   dai   prezzi  dei  prodotti   agricoli,   scesi   in
  quest'ultimo  anno a livelli tali da non rendere più  possibile  la
  sussistenza delle stesse aziende agricole;

   ricordato che al crollo dei prezzi verificatosi nel corso del 2009
  si   aggiunge  l'ulteriore  riduzione  registratasi  all'inizio  di
  quest'anno per il grano duro (sceso a meno di 15 centesimi: -6  per
  cento  rispetto al novembre scorso), per i primaticci (che  perdono
  dal  30  al 40 per cento di valore da dicembre) e per il  vino  che
  continua la sua discesa da dicembre;

   ritenuto  che  si debba affrontare tale emergenza riconoscendo  lo
  stato  di  crisi  del  mercato, con la sospensione  delle  scadenze
  contributive,  la  ristrutturazione a medio e lungo  termine  della
  situazione  debitoria di tutte le aziende agricole e  l'accesso  al
  credito senza garanzie patrimoniali;

   ritenuto  altresì  che  per abbattere i  costi  di  produzione  si
  debbano  azzerare  le  accise del carburante  per  usi  agricoli  e
  ridurre al 4 per cento l'IVA sui mezzi di produzione, stabilizzando
  la riduzione degli oneri previdenziali;

   nella  convinzione  che  occorra  individuare  forme  incentivanti
  l'aggregazione dei produttori, delle società e delle cooperative, e
  che  contemporaneamente  vadano tutelati i  consumatori  attraverso
  l'obbligo  del  doppio  prezzo  (quello  all'origine  e  quello  al
  consumo),

                   impegna il Governo della Regione

   a  sostenere  il  riconoscimento della  denominazione  di  origine
  controllata   (DOC)  'Sicilia'  per  il  vino  e   dell'indicazione
  geografica  protetta  (IGP)  per il  'pomodoro  di  sicilia'  e  le
  'zucchine   di   Sicilia',  promuovendo  una   campagna   nazionale
  attraverso l'adozione di un unico marchio 'prodotto siciliano';

   a rivedere i meccanismi di funzionamento dei mercati all'ingrosso,
  dei  consorzi di bonifica, degli enti di assistenza tecnica,  degli
  enti di ricerca, sperimentazione, promozione e controllo;

   a  concludere in tempi strettissimi l'erogazione dei  premi  agro-
  ambientali 2008-2009 e a rimuovere il blocco delle somme  spettanti
  a  quanti  hanno  aderito alla Misura 214  del  Piano  di  sviluppo
  rurale,  promuovendo le opportune azioni di sollecito nei confronti
  dell' Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA)». (247)

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   i  comuni  siciliani  versano in una  grave  crisi  finanziaria  a
  seguito  delle  emergenze  relative  alla  gestione  integrata  dei
  rifiuti;

   l'articolo  11 della legge regionale n. 6 del 2009 stabilisce  che
  la   Regione,   per  far  fronte  alla  suddetta   crisi,   concede
  anticipazioni di cassa nel limite del 30 per cento del fondo per le
  autonomie locali;

   la  suddetta  norma stabilisce altresì un limite  massimo  di  tre
  esercizi  finanziari  quale termine per  il  recupero  delle  somme
  anticipate  sulla  base  di  un dettagliato  piano  finanziario  di
  rimborso;

   ritenuto  che  il  termine dei tre anni risulta insufficiente  per
  consentire  ai  comuni  di  fronteggiare  adeguatamente  la   crisi
  determinatasi   e   che   pertanto   occorrerebbe   un    ulteriore
  dilazionamento dei tempi,

                   impegna il Governo della Regione

   a  sospendere le procedure di restituzione delle somme  anticipate
  nel 2009;

   a  porre  in essere ogni atto utile a fissare nel limite di  dieci
  anni il termine stabilito dall'articolo 11 della legge regionale n.
  6 del 2009». (251)

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che  il Consorzio di ripopolamento ittico del  golfo  di
  Patti (ME) è commissariato da anni;

   considerato che:

   la   gestione  commissariale  ha  determinato  una  condizione  di
  incertezza   nell'attività   del   consorzio   e   la   conseguente
  impossibilità di realizzare gli obiettivi di tutela ambientale e di
  rilancio della pesca;

   la  predetta  situazione ha determinato disagio tra gli  operatori
  della  pesca  che  hanno  più volte sollecitato  una  gestione  del
  Consorzio  coerente  con  le  finalità  per  le  quali  era   stato
  costituito;

   tutti  i  soggetti titolati hanno formalizzato le indicazioni  per
  ricostituire gli organi, ad eccezione della Provincia  regionale  e
  della Camera di commercio di Messina,

                   impegna il Governo della Regione

   a ricostituire gli organi statutari del Consorzio di ripopolamento
  ittico del Golfo di Patti e a sollecitare la designazione, da parte
  del  competente  Assessorato  e degli altri  enti  interessati,  di
  persone   qualificate,   in  grado  di   realizzare   il   progetto
  costitutivo, di tutelare l'ambiente marino e rilanciare  l'attività
  della  pesca, di attivare i poteri sostitutivi previsti dalle norme
  vigenti  per i soggetti che non abbiano ottemperato all'obbligo  di
  indicare i componenti di loro spettanza». (252)

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   l'ex Assessorato regionale dell'agricoltura e delle foreste ha già
  pubblicato   alcuni   bandi  finalizzati  alla   promozione   delle
  produzioni agro-alimentari siciliane, e, in particolare:

   due bandi relativi alla misura 133 'Sostegno alle associazioni  di
  produttori   per  attività  di  informazione  e  promozione   delle
  produzioni agricole di qualità';

   un  bando  per  la promozione dei vini siciliani nei  Paesi  extra
  Unione  europea,  nell'ambito dei fondi dell'organizzazione  comune
  dei mercati agricoli (OCM) vino;

   i  bandi in argomento hanno visto una scarsa partecipazione  delle
  aziende  siciliane per cui, oltre alla probabile perdita di risorse
  finanziarie,  si  stanno  perdendo  importanti  occasioni  per   il
  miglioramento della competitività delle nostre aziende sui  mercati
  internazionali in un momento di gravissima crisi del comparto;

   la  scarsa partecipazione delle aziende spesso è da imputare  alla
  complessità  delle  procedure  previste  dai  bandi  sopra   citati
  derivante  da  una  eccessiva restrizione  nell'applicazione  delle
  norme comunitarie;

   considerato che le dichiarazioni del presidente di Assovini:  'Per
  fortuna la UE - aggiunge - ha cambiato rotta, ma in Sicilia c'é  un
  problema  in  più.  Gran  parte di questi fondi  non  riusciamo  ad
  utilizzarli.  Bandi scritti all'ultimo minuto o peggio  ancora  con
  bizantinismi e paletti che nessuno alla fine riesce a parteciparvi.
  E'  successo - osserva - con i fondi destinati alla promozione  del
  vino siciliano nei Paesi extra UE. E ora mi dicono che anche quelli
  previsti  dalla misura 133 sono fortemente a rischio.  Siamo  stati
  buoni  e  pazienti. Ma ora bisogna dire basta a ritardi  assurdi  e
  inaccettabili.   Perché  è  come  competere   contro   se   stessi'
  sconfessano,  in  modo  inequivocabile, il lavoro  fin  qui  svolto
  dall'Amministrazione regionale,

   impegna il Governo della Regione e, per esso, l'Assessore per le
                     risorse agricole e alimentari

   ad attivarsi immediatamente per:

   rivedere i criteri e le modalità di attuazione previsti dai  bandi
  regionali  sulla promozione sopra citati al fine di  consentire  la
  più  ampia  partecipazione delle aziende siciliane,  migliorare  la
  loro  competitività sui mercati internazionali  e  consentire  così
  un'accelerazione  della  spesa dei  fondi  del  piano  di  sviluppo
  rurale;

   insediare  una commissione tecnica, composta da tutti  gli  attori
  protagonisti della filiera agro-alimentare, al fine di stabilire  i
  criteri  di  utilizzo delle risorse per la promozione  in  funzione
  delle esigenze delle aziende siciliane». (256)

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la  viticoltura  è  rimasto  l'unico  comparto  agricolo  che  non
  usufruisce   degli   aiuti   disaccoppiati   nell'ambito   dell'OCM
  (organizzazioni comuni dei mercati agricoli) vino;

   la  concessione  degli aiuti disaccoppiati consente  alle  aziende
  viticole di avere per i prossimi anni un reddito minimo garantito;

   l'attuale  gravissima  crisi che sta  investendo  il  comparto  va
  affrontata sia con interventi strutturali che con azioni che  hanno
  un'immediata ricaduta sui bilanci delle aziende;

   considerato  che,  entro l'1 marzo 2010, le Regioni  dovranno  far
  pervenire  al  Governo  nazionale le proprie  determinazioni  circa
  l'attivazione  del  sistema  degli aiuti disaccoppiati  nell'ambito
  dell'OCM vino,

   impegna il Governo della Regione e, per esso, l'Assessore per le
                     risorse agricole e alimentari

   ad  attivarsi in tempi brevi per intraprendere tutte le iniziative
  necessarie  per  richiedere al Governo nazionale, entro  l'1  marzo
  2010,  l'attivazione  in Sicilia, a partire  dall'  annata  agraria
  2010/2011,  del  regime  di  aiuto disaccoppiato  in  favore  delle
  superfici vitate». (257)

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la  viticoltura  siciliana nell'annata agraria 2006/2007  è  stata
  investita  da  un attacco di Plasmopara viticola (c.d. peronospora)
  senza  precedenti  che  ha distrutto oltre  il  60  per  cento  del
  raccolto e compromesso, in alcuni casi, i ceppi;

   dopo  alcuni  mesi di discussione sulle possibilità di considerare
  la  peronospora come calamità naturale, in quanto conseguenza delle
  variazioni  climatiche  in  atto (in  tal  senso  si  era  espresso
  all'unanimità il Parlamento nazionale), l'ex Assessorato  regionale
  Agricoltura  e  foreste non era riuscito a  portare  a  termine  la
  richiesta  di dichiarazione dello stato di calamità ai sensi  della
  normativa del Fondo di solidarietà nazionale dettata dal  D.lgs  n.
  102 del 29 marzo 2004;

   scemata la possibilità di dichiarare lo stato di calamità ai sensi
  della  normativa vigente, l'unica strada percorribile  rimasta  era
  quella  di  ricorrere al Regolamento Ce 1857/06  che  consente,  in
  particolari situazioni, di intervenire, con gli articoli 10  e  11,
  in caso di calamità e di fitopatie;

   la  legge  n.  296 del 2007 (finanziaria nazionale),  all'art.  2,
  comma   135,  equiparando  le  avversità  atmosferiche  che   hanno
  scatenato  il virus alla calamità naturale, assegnava alla  Regione
  siciliana  50 milioni di euro da spendere secondo quanto  stabilito
  dal  sopra  citato Regolamento 1857 al fine di ristorare  i  nostri
  viticoltori dai danni subiti dalla peronospora;

   considerato che:

   in  data  18  aprile  2008  è  stato  pubblicato,  nella  Gazzetta
  Ufficiale  della Regione siciliana n. 17, il decreto 7 aprile  2008
  che  stabiliva le modalità di erogazione delle somme ai viticoltori
  danneggiati dalla peronospora; tale decreto, però, non stabiliva  i
  tempi per la presentazione delle istanze in quanto si era in attesa
  delle eventuali osservazioni della Unione Europea per l'attivazione
  del regime di aiuti;

   il  6 maggio 2008 l'UE ha chiesto chiarimenti sul decreto 7 aprile
  2008  e che, da allora, non risulta che il Governo regionale  abbia
  fornito i chiarimenti richiesti;

   il  Governo  Berlusconi,  nel frattempo,  con  l'approvazione  del
  decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, azzerava, fra gli altri, i  50
  milioni  di  euro  che  erano stati stanziati per  gli  agricoltori
  colpiti dalla peronospora;

   ad oggi nulla è stato fatto sia in ordine ai chiarimenti richiesti
  dall'Unione  europea  che agli impegni assunti  con  l'approvazione
  unanime  della mozione n. 149 del 2009 sull'applicazione  dell'art.
  20  della  l.  r.  n. 6 del 2009 e negli incontri  con  i  comitati
  spontanei degli agricoltori e con i comitati dei sindaci,

   impegna il Governo della Regione e, per esso, l'Assessore per le
                     risorse agricole e alimentari

   ad attivarsi immediatamente per:

   insediare, urgentemente, una commissione tecnica per chiarire alla
  Commissione europea i dubbi espressi con la nota n. AGR. 10966  del
  6 maggio 2008;

   definire con le Autorità di Bruxelles il percorso per risarcire  i
  viticoltori siciliani;

   pubblicare,   entro  il  mese  di  febbraio  2010,  la   circolare
  esplicativa  delle  modalità  di  presentazione  delle  istanze  di
  risarcimento;

   intraprendere  le  iniziative  più opportune  per  riottenere  dal
  Governo  nazionale i 50 milioni di euro destinati dalla finanziaria
  nazionale  per  il  risarcimento dei viticoltori danneggiati  dalla
  peronospora». (258)

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   il  Regolamento CE 1698/2005 sul sostegno allo sviluppo rurale  da
  parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR)  ha
  come  obiettivo  l'accrescimento della  competitività  del  settore
  agricolo e forestale;

   l'indicazione  espressa  dalla  Unione  europea  con  il   dettato
  dell'articolo   17   del   citato   regolamento,   che   stabilisce
  l'equilibrio finanziario tra gli obiettivi, è quella di considerare
  l'asse 2 prioritario nella distribuzione delle risorse finanziarie,
  ritenendo  il  miglioramento dell'ambiente e  dello  spazio  rurale
  strategico per il rilancio dell'agricoltura;

   l'allegato  al Regolamento CE 1698/2005, all'art. 39(4),  relativo
  ai  premi per le misure agro-ambientali, stabilisce 600/ha  per  le
  colture  annuali  e  900 /ha per le colture perenni  specializzate,
  dando  la  possibilità ai singoli Stati membri di  maggiorare  tali
  importi  in  casi  eccezionali a motivo di particolari  circostanze
  debitamente giustificate nei piani di sviluppo rurale (PSR);

   considerato che:

   i  premi  per  le misure agro-ambientali stabiliti  dalla  Regione
  siciliana  nell'attuale  PSR  sono nettamente  inferiori  a  quanto
  indicato nell'allegato al Regolamento CE 1698/2005, art. 39(4);

   dall'analisi delle tabelle relative alle colture arboree  si  sono
  riscontrate  parecchie discordanze, assolutamente non  giustificate
  da valutazioni di carattere economico e/o agronomico;

   le  tabelle  per  il  calcolo dei premi possono essere  rimodulate
  partendo  dai  costi  codificati della contabilità  RICA  (rete  di
  informazione  contabile agricola) e seguendo linee  di  valutazione
  assolutamente oggettive;

   rilevato che, malgrado i diversi impegni presi dal Governo, sia in
  risposta  ad  alcuni  atti ispettivi presentati sull'argomento  che
  negli  incontri con i comitati spontanei degli agricoltori e con  i
  comitati  dei Sindaci, ad oggi, nulla è stato fatto nella direzione
  indicata,

                   impegna il Governo della Regione
     e, per esso, l'Assessore per le risorse agricole e alimentari

   ad attivarsi in tempi brevi per:

   insediare urgentemente una commissione tecnica per riformulare  le
  tabelle per il calcolo dei premi delle misure agro-ambientali;

   definire,  entro  il  mese di febbraio 2010, con  le  autorità  di
  Bruxelles  il percorso per modificare il PSR 2007/2013 nella  parte
  relativa al calcolo per la definizione dei premi per l'applicazione
  delle misure agro-ambientali;

   predisporre  tutti gli atti necessari per spostare  una  cifra  di
  circa 100/150 milioni di euro dall'asse 1 all'asse 2». (259)

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   a  seguito  dei  danni  causati  dalla  siccità  2002  sono  state
  presentate,  presso  i vari Ispettorati agrari  siciliani,  diverse
  migliaia di richieste di risarcimento;

   dopo  sei  anni  dall'evento calamitoso, nella Gazzetta  Ufficiale
  della  Regione  siciliana  n.  32  del  18  luglio  2008,  è  stato
  pubblicato, per la prima volta, un avviso, ai sensi della l. r.  n.
  10  del  1991,  con il quale veniva chiesto a tutti i  richiedenti,
  malgrado  l'esiguità  delle  risorse  finanziarie  disponibili,  di
  produrre,  entro  il  termine di trenta giorni,  la  documentazione
  necessaria  per  l'istruttoria delle pratiche, pena l'archiviazione
  delle stesse;

   dopo  sei  anni  dall'evento calamitoso, nella Gazzetta  Ufficiale
  della Regione siciliana n. 37 del 14 agosto 2008, veniva pubblicato
  un  altro avviso che prorogava di trenta giorni la scadenza con  la
  seguente  motivazione: 'nella considerazione  che  le  pratiche  da
  trattare  sono molte, che gli utenti hanno difficoltà  a  produrre,
  nei termini previsti, il DURC';

   la richiesta del DURC avveniva a seguito della pubblicazione della
  legge regionale n. 1 del 2008 che, all'articolo 17, stabiliva che i
  contributi  concessi dalla Regione venivano revocati  nel  caso  di
  irregolarità contributiva;

   alla  data  di  scadenza della presentazione dei documenti,  oltre
  2.000  ditte  non  hanno provveduto a completare la documentazione,
  per cui le loro richieste sono state archiviate;

   successivamente   all'archiviazione  delle  pratiche,   la   legge
  regionale n. 9 del 2008 ha abrogato l'articolo 17 della l.r.  n.  1
  del 2008, per cui il DURC non rientra più tra i documenti necessari
  per l'istruzione delle istanze;

   considerato che:

   oltre  2.000  istanze sono state archiviate perché  le  ditte  non
  hanno   prodotto  entro  i  termini  un  documento  che  la  stessa
  Amministrazione non ritiene più necessario;

   le  ditte  titolari delle istanze archiviate rischiano  di  subire
  un'ingiusta  penalizzazione in un momento di gravissima  crisi  del
  comparto agricolo siciliano;

   la  finanziaria regionale ha destinato risorse sufficienti per  il
  pagamento  di  tutte le istanze presentate a seguito della  siccità
  2002,

   impegna il Governo della Regione e, per esso, l'Assessore per le
                     risorse agricole e alimentari

   ad attivarsi in tempi brevi e pubblicare, nella Gazzetta Ufficiale
  della Regione siciliana, un avviso di rettifica degli avvisi del 18
  luglio  2008  e  del  14  agosto 2008,  che  riapra  i  termini  di
  presentazione  della  documentazione  alla  luce  delle   modifiche
  apportate dalla legge n. 9 del 2008». (263)

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la   Giunta  comunale  di  Giuliana  (PA),  riunitasi  in   seduta
  straordinaria,  ha chiesto al Ministero per le politiche  agricole,
  alimentari  e forestali, al Presidente della Regione, all'Assessore
  regionale  per  le risorse agricole e alimentari e al  Prefetto  di
  Palermo,  l'adozione  di misure straordinarie  per  contrastare  la
  gravissima  crisi  che  ha investito l'intero  settore  agricolo  e
  quello del comparto zootecnico in particolare;

   si  tratta di una crisi che ha investito il territorio del piccolo
  comune  della  provincia di Palermo, a forte vocazione  agricola  e
  zootecnica, che si è aggravato di anno in anno e che ha determinato
  in  epoca  recente la chiusura di aziende agricole, di  allevamenti
  zootecnici e ha visto il continuo spopolamento delle campagne;

   considerato che questo stato di crisi ha causato anche un fenomeno
  di  emigrazione  che  ha  coinvolto  i  più  giovani  in  cerca  di
  occupazione all'estero, circostanza questa che sta determinando una
  forte  ricaduta  sia  di  carattere occupazione  che  di  carattere
  sociale,

   impegna il Governo della Regione e, per esso, l'Assessore per le
                     risorse agricole e alimentari

   ad  adottare  misure di carattere economico atte a contrastare  lo
  stato  di crisi che ha coinvolto i settori dell'agricoltura e della
  zootecnica del comune di Giuliana». (264)

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso   che  la  situazione  economica  della  nostra   regione
  evidenzia  un  momento  di  grave crisi,  aggravata  anche  da  uno
  scenario macro-economico di straordinaria difficoltà;

   considerato che la promozione e la valorizzazione delle produzioni
  agricole  regionali ha una valenza strategica nel quadro fortemente
  evolutivo che riguarda il settore;

   rilevato che la Sicilia, essendo dal punto di vista geografico  la
  Regione  più a sud dell'Europa, ha goduto a lungo di una  posizione
  di privilegio per le produzioni mediterranee, ma oggi è scalzata da
  Paesi  come Marocco, Tunisia, Grecia, perdendo una grossa fetta  di
  mercato;

   considerato inoltre che:

   per  permettere  al comparto agricolo siciliano di  competere  nel
  mercato globalizzato bisogna:

   a)  promuovere  le  filiere  locali che,  investendo  in  qualità,
  tutelano l'ambiente e i posti di lavoro;
   b)  vietare  la produzione e la diffusione di alimenti  contenenti
  OGM (organismi geneticamente modificati);
   c)  promuovere  l'utilizzo  dei prodotti  agricoli  regionali  nei
  servizi   di  ristorazione  collettiva  pubblica  e  nella   grande
  distribuzione organizzata;
   d)  promuovere  i  prodotti e le tradizioni alimentari  regionali,
  incentivando  la  vendita  diretta  al  dettaglio  da  parte  degli
  imprenditori agricoli, attraverso i cosiddetti farmer market;

   la  produzione  agricola siciliana è esposta alle convulsioni  del
  mercato internazionale e risulta incapace di presidiare i consumi a
  ciclo  corto,  dal  momento che l'80 per cento delle  produzioni  è
  proiettato verso il mercato del continente e solo il 20  per  cento
  soddisfa la domanda interna;

   rilevato  inoltre che l'ISMEA (Istituto di servizi per il  mercato
  agricolo  alimentare), è un ente pubblico economico, istituito  con
  d.lgs.  n.  419 del 29 ottobre 1999, con la funzione di  realizzare
  servizi  informativi, assicurativi, e finanziari  e  di  costituire
  forme  di garanzia creditizia e finanziaria per le imprese agricole
  e  le loro forme associate, al fine di favorire l'informazione e la
  trasparenza  dei  mercati, agevolare il  rapporto  con  il  sistema
  bancario  e  assicurativo,  favorire la competitività  aziendale  e
  ridurre i rischi inerenti alle attività produttive e di mercato;

   considerato infine che l'ISMEA affianca le Regioni nelle  attività
  di  riordino  fondiario, attraverso la formazione  e  l'ampliamento
  della   proprietà   agricola  e  favorisce  inoltre   il   ricambio
  generazionale  in  agricoltura in base ad uno specifico  regime  di
  aiuto approvato dalla Comunità europea,

                  invita il Presidente della Regione

   ad   attivarsi  perchè  il  protocollo  d'intesa  tra  la  Regione
  siciliana e l'ISMEA possa avere la più ampia ed incisiva attuazione
  allo   scopo   di   garantire  un  vero  rilancio  dell'agricoltura
  siciliana». (266)

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la  filiera produttiva agricola, in Sicilia, sta attraversando uno
  dei periodi più difficili degli ultimi anni;

   l'arrivo   sul   mercato  nazionale  e  regionale  di   produzioni
  provenienti  da  paesi  extracomunitari  con  prezzi  assolutamente
  concorrenziali, le avverse condizioni climatiche, una  politica  di
  aiuti  comunitari vincolati ad interessi nazionali,  le  difficoltà
  legate  alla insularità della Sicilia, stanno mettendo in ginocchio
  l'intero comparto agricolo siciliano;

   tenuto conto che:

   in  questa drammatica situazione, si innesta la complessa  vicenda
  che  riguarda quei produttori agricoli che, avendo ammassato i loro
  prodotti al sistema cooperativo regionale, in alcuni casi anche  da
  diversi anni, aspettano ancora il pagamento di quanto loro dovuto;

   fino  agli  anni   80, la Regione siciliana garantiva,  attraverso
  l'IRCAC  (l'Istituto  regionale per il credito alla  cooperazione),
  gli  ammassi  del sistema cooperativo. Adesso gli agricoltori,  che
  per  sfuggire alla speculazione hanno conferito alle cooperative  i
  loro prodotti, non hanno più alcuna tutela, rimanendo così in balìa
  di   soggetti   operano   nell'illegalità   per   trarre   vantaggi
  profittatori;

   l'IRCAC  finanzia  le  cooperative ed i loro  consorzi  concedendo
  finanziamenti  diretti (credito di esercizio  a  breve  e  a  medio
  termine)  ed  indiretti (contributi interessi e leasing agevolato),
  gestendo per conto della Regione siciliana alcune leggi (l.r. 37/78
  e 95/77);

   considerato che:

   attraverso le disposizioni per l'attuazione del POR 2000-2006 e di
  riordino  dei  regimi di aiuto alle imprese,  atto  che,  anche  se
  riguarda norme alcune eterogenee fra di loro, ma ciascuna  di  essa
  particolarmente rilevante per gli interessi economici o sociali che
  coinvolge,  visto  che  si compone di oltre duecento  articoli  che
  abbracciano tutti i settori dell'economia isolana, dall'agricoltura
  all'artigianato, dal commercio alla cooperazione, dall'industria al
  turismo, dalla sanità alla scuola privata, dai beni culturali  alla
  pesca,  è  pur  vero  che offre un quadro organico  e  completo  di
  interventi, anche con riferimento agli aiuti da erogare;

   durante   la   seduta  d'Aula  n.  124  dell'Assemblea   regionale
  siciliana,  tenutasi  il  2  dicembre 2009,  si  è  discusso  della
  verifica  sul  ruolo  e  dell'adeguato  assolvimento  dei   compiti
  istituzionali  dell'IRCAC e che dalla cui trattazione  sono  emerse
  una serie di incongruenze;

   visto che:

   l'impegno   assunto  da  questo  Governo  per  fare  fronte   alle
  problematiche del settore agricolo e considerato;

   la  recente approvazione della legge regionale 6 agosto 2009 n.  9
   Norme  in  materia di aiuti alle imprese', si inserisce in  quella
  politica  di  riordino del sistema e di apertura  verso  i  settori
  economici fondamentali del nostro sistema produttivo,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  attivarsi  per intraprendere tutte le opportune iniziative  al
  fine  di  salvaguardare  un  settore,  come  quello  agricolo,  che
  costituisce  in  Sicilia  uno  degli  assi  portanti  dell'economia
  regionale;

   a  configurare  un  impegno  finanziario  della  Regione,  impegno
  sostenuto  attraverso l'acquisizione a garanzia dei  patrimoni  (in
  alcuni casi ingenti) delle cooperative inadempienti». (269)

                         «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   i  Regolamenti comunitari 2004/852 e 2004/853 contengono norme sui
  requisiti  strutturali delle strutture destinate alla macellazione,
  che trovano diretta attuazione nel territorio regionale;

   il  Regolamento  comunitario 2005/2076 ha previsto  che  le  norme
  sopra   citate  trovino  applicazione,  per  gli  stabilimenti   di
  macellazione 'a capacità limitata', entro la data 31 dicembre 2009;

   alla data sopra richiamata le strutture di macellazione di diversi
  comuni  medio- piccoli, tutti a forte vocazione zootecnica, non  si
  trovavano  a soddisfare i requisiti previsti dai citati Regolamenti
  Comunitari,   come  riscontrato  dalle  verifiche  effettuate   dai
  competenti servizi delle AA.SS.PP.;

   considerato che:

   in   assenza  dei  requisiti  richiesti  i  Comuni  hanno   dovuto
  sospendere l'utilizzo delle strutture di macellazione, costringendo
  gli  allevatori a rivolgersi alle strutture di altri comuni, spesso
  situate a distanze considerevoli;

   tale  situazione comporta l'insorgere di preoccupazioni di  ordine
  igienico-sanitario, atteso che anche per procedere all'abbattimento
  di  animali  colpiti  da malattie infettive,  quali  tubercolosi  o
  brucellosi, si rende necessario il trasporto nei mattatoi di  altri
  comuni, col rischio di diffondere il contagio;

   si  determina inoltre un aumento dei costi per la macellazione che
  va  a colpire un settore, qual è quello zootecnico, già afflitto da
  una pesante crisi;

   atteso che:

   molti  dei  Comuni interessati stanno già procedendo a  tutti  gli
  adempimenti  necessari per l'adeguamento delle  loro  strutture  di
  macellazione ai requisiti richiesti;

   i  Comuni  interessati  sono  di dimensione  medio-piccola  e  con
  limitate risorse tecniche e finanziarie;

   la  zootecnia  è  un  settore di grande  importanza  economica  ed
  occupazionale nei territori interessati;

   ritenuto  che  sia opportuno assumere ogni iniziativa  utile,  nel
  quadro  della normativa vigente, al fine di prevenire  pericoli  di
  ordine igienico-sanitario per la salute umana e quella animale e di
  non provocare danni al settore zootenico,

                   impegna il Governo della Regione

   a  valutare  la possibilità di una limitata proroga  che  consenta
  l'esercizio, con le eventuali limitazioni e prescrizioni del  caso,
  delle strutture di macellazione 'a capacità ridotta' in attesa  che
  i Comuni provvedano agli adeguamenti necessari;

   ad   adottare  ogni  iniziativa  utile  a  supporto   dei   Comuni
  interessati  perché  provvedano con la massima  sollecitudine  agli
  adempimenti di cui sopra». (270)

                         «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   l'organismo   pagatore  AGEA  (Agenzia  per   le   erogazioni   in
  agricoltura) per le proprie attività istituzionali, deve assicurare
  il  costante  aggiornamento del sistema  integrato  di  gestione  e
  controllo  (SIGC)  ed, in particolare, delle informazioni  grafiche
  relative  alla identificazione delle parcelle agricole ed  al  loro
  utilizzo;

   l'AGEA,  in  qualità  di autorità competente, sta  completando  le
  attività tecniche triennali di rilievo del territorio nazionale, su
  cui insistono aziende agricole che presentano domande per l'accesso
  ad aiuti e premi comunitari;

   tale    attività   di   rilievo   tecnico,   effettuata   mediante
  l'interpretazione  delle foto aeree, permette una  rappresentazione
  del   territorio  agricolo  nazionale  su  elementi   oggettivi   e
  aggiornati,  con l'obiettivo principale dell'esatta determinazione,
  propedeuticamente  alla  fase  di presentazione  delle  domande  di
  aiuto,  delle informazioni relative all' occupazione del  suolo  di
  ciascuna azienda;

   l'organismo pagatore AGEA ha avviato, per ciascun agricoltore  che
  presenta  domande  per l'accesso ad aiuti e premi  comunitari,  una
  procedura  consistente  nel raffronto di  quanto  dichiarato  nella
  consistenza  territoriale  del  fascicolo  aziendale   da   ciascun
  produttore con gli esiti dei suddetti rilievi tecnici;

   considerato che:

   il  procedimento per l'aggiornamento e la definizione dei dati  di
  occupazione  del suolo e consistenza territoriale  non  prevede  un
  limite  di  tolleranza per le contestazioni, per  cui  migliaia  di
  aziende  agricole,  in questi giorni, si stanno vedendo  recapitare
  reclami anche per pochi metri quadrati;

   la  maggior  parte delle contestazioni sono da imputare  a  errori
  nelle  foto-interpretazioni, da parte  dei  tecnici  incaricati  da
  AGEA, e non a dichiarazioni errate delle ditte;

   l'irrilevanza  della  stragrande maggioranza delle  contestazioni,
  mosse alle ditte, conferma la validità dei dati già in possesso del
  sistema   integrato   di   gestione  e   controllo   (SIGC)   circa
  l'identificazione delle parcelle agricole ed il loro utilizzo;

   gli  agricoltori  siciliani,  nel momento  di  massima  crisi  che
  storicamente  il comparto si trova ad affrontare, vengono  chiamati
  da  una  pubblica  Amministrazione  schizofrenica,  ad  adempimenti
  incomprensibili, dispendiosi in termini di tempo e di denaro,  che,
  forse, servono soltanto a chi gestisce il sistema dei controlli;

                   impegna il Governo della Regione
     e, per esso, l'Assessore per le risorse agricole e forestali

   ad attivarsi per:

   1.   chiedere  ad  AGEA  la  sospensione  immediata  di  tutte  le
  contestazioni  e  riprendere il procedimento di  aggiornamento  dei
  dati  di  occupazione  del  suolo solo  dopo  aver  definito  nuove
  procedure che tengano conto di un limite minimo di tolleranza;  ciò
  al  fine  di  evitare alle aziende agricole inutili  e  dispendiose
  perdite di tempo per definire contestazioni, spesso, di pochi metri
  quadrati;

   2.   stabilire  con  AGEA,  nelle  more  della  definizione  delle
  procedure  di cui al punto precedente, che i pagamenti,  in  carico
  alla  stessa  AGEA, vengano effettuati sulla base dei dati  già  in
  possesso del SIGC relativi all'occupazione del suolo da parte delle
  aziende agricole;

   3.  prorogare la scadenza dei bandi in corso del PSR 2007/2013, in
  relazione  all'impossibilità, per le aziende  agricole  oggetto  di
  contestazione  da  parte  di  Agea, di  presentare  le  istanze  di
  finanziamento, non potendo le stesse accedere al portale SIAN prima
  della chiusura del procedimento di contestazione». (271)

                         «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   il  maltempo  abbattutosi in questo ultimi  giorni  sull'interland
  tirrenico-nebroideo  ha determinato una serie  di  smottamenti  che
  hanno ostruito la percorribilità delle arterie di collegamento, con
  il  conseguente  isolamento di numerosi comuni  e  di  migliaia  di
  persone;

   ancora oggi la situazione resta estremamente seria, per via  delle
  pessime condizioni meteo che non lasciano tregua;

   considerato che:

   ci  troviamo di fronte ad un problema che non si limita a  piccole
  zone  ma  che  interessa  gran parte dei territori  compresi  nella
  fascia dei Nebrodi, tutti interessati dal dissesto idrogeologico;

   ancora  oggi si cercano soluzioni per rendere possibile  l'accesso
  nelle zone dove migliaia di persone sono rimaste isolate;

   per  quanto  tempestivi  possano essere i  primi  soccorsi  e  gli
  interventi per il ripristino della circolazione, così come è  stato
  anche evidenziato nel corso dei sopralluoghi da parte di tecnici ed
  esperti, rimane, comunque, alto il rischio idrogeologico che  mette
  a repentaglio l' incolumità e la sicurezza dei cittadini residenti;

   atteso che:

   occorre  fare  i conti con la scarsità delle risorse economiche  e
  dei   mezzi  a  disposizione  per  fronteggiare  questa  drammatica
  situazione  che  vede interi paesi isolati, le  scuole  chiuse  per
  l'impossibilità  di  studenti  ed insegnanti  di  raggiungerle,  le
  condotte dell'acqua potabile ostruite e diverse famiglie che  hanno
  dovuto  sgomberare dalle loro abitazioni a causa degli  smottamenti
  che ne hanno compromesso le fondamenta;

   i  comuni  colpiti non hanno le risorse finanziarie  necessarie  a
  fronteggiare l'emergenza;

   al  cospetto del dissesto idrogeologico in cui versa il territorio
  messinese a tutt'oggi non sono stati attivati che meri interventi a
  pioggia  ed alquanto lontani da una seria e concreta pianificazione
  degli interventi necessari e risolutivi;

   dai  primi  rilevamenti effettuati i danni sono stati quantificati
  in diversi milioni di euro;

                   impegna il Governo della Regione

   a  dichiarare  lo  stato di calamità naturale e  a  richiedere  al
  Governo  nazionale  lo  stato  di  emergenza  per  il  comprensorio
  nebroideo della provincia di Messina colpito dagli smottamenti,  al
  fine  di  attivare  gli  interventi idonei al ripristino  immediato
  della   viabilità  fortemente  compromessa  e  per   sottrarre   la
  popolazione  dall'isolamento in cui versa, nonché per la  messa  in
  sicurezza delle aree interessate dagli smottamenti;

   ad  adottare  interventi risolutivi per il dissesto  idrogeologico
  che  investe gran parte del territorio messinese e, in particolare,
  i  Nebrodi  consentendo  in tal modo una  razionale  soluzione  per
  garantire l'incolumità ai cittadini residenti». (273)

                         «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   nel  disegno  di  legge n. 337/A 'Disciplina  dell'agriturismo  in
  Sicilia', in discussione, è previsto uno stanziamento a favore  del
  solo  comparto agrumicolo; la crisi del mercato agricolo, come  ben
  noto,  tocca non solo il comparto agrumicolo ma abbraccia  tutti  i
  settori e investe anche e le aree interne della Regione;

   le  produzioni  agricole  della provincia nissena  sono  anch'esse
  oggetto della crisi dei mercati e degli eventi alluvionali,

                   impegna il Governo della Regione

   a  sostenere, alla stregua del comparto agrumicolo, uno  specifico
  piano  d'intervento per le colture della provincia di Caltanissetta
  e,   nella  fattispecie,  il  comparto  della  semicoltura,   della
  produzione dell'uva da tavola e delle pesche». (274)

   Si passa all'ordine del giorno numero 242. Il parere del Governo?

   BUFARDECI,  assessore  per  le  risorse  agricole  ed  alimentari.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno numero 247. Il parere del Governo?

   BUFARDECI,  assessore  per  le  risorse  agricole  ed  alimentari.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno numero 251. Il parere del Governo?

   BUFARDECI,  assessore  per  le  risorse  agricole  ed  alimentari.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Gli onorevoli Maira, Cordaro e Gianni  dichiarano  di
  apporre la firma all'ordine del giorno numero 251.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno numero 252.

   BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari. Chiedo
  di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari. Signor
  Presidente,  su  questo  ordine  del  giorno  devo  necessariamente
  intervenire per ricordare che, nell'ultima finanziaria  vi  era  un
  articolo  che  prevedeva la rivisitazione dei comuni  che  facevano
  parte  dei  consorzi  di ripopolamento ittico e  all'interno  della
  stessa  norma  vi  era  anche l'indirizzo di accorpare  i  consorzi
  riducendone il numero.
   Pertanto, prima di esprimere un parere, dovrei verificare con  gli
  uffici qual è lo stato di questo consorzio, sapendo che nella  zona
  di Messina non è l'unico.

   PRESIDENTE. Quindi, accoglie la sollecitazione e dovrà verificarlo
  con gli uffici.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessore
  Bufardeci, vorrei segnalarle che il consorzio per il Golfo di Patti
  è uno dei consorzi storici istituito nella Regione siciliana.
   Quindi,  non credo che sia tra quelli che devono essere rivisitati
  ed accorpati.
   Siamo in presenza, tra l'altro, di una vicenda che si trascina  da
  un poco di tempo.
   Io capisco la sua cautela e la sua necessità di verificare con gli
  uffici.  Ho fatto le mie verifiche anche con il dirigente  generale
  del Dipartimento della pesca, che mi confermava questo dato che  le
  sto rappresentando.
   Fatte  le verifiche del caso, chiederei che da parte sua ci  fosse
  la  massima attenzione anche nell'esercizio - come recita  l'ordine
  del  giorno  - degli eventuali poteri sostitutivi nei confronti  di
  quegli  enti  che,  avendo  titolo  per  nominare  componenti   nel
  consiglio  d'amministrazione, non lo hanno finora fatto,  derogando
  abbondantemente ai termini previsti dalla legge.

   PRESIDENTE.  Sostanzialmente, l'ordine del giorno è  accolto  come
  raccomandazione dal Governo, il quale procederà ad una verifica.

   Si passa all'ordine del giorno numero 256. Il parere del Governo?

   BUFARDECI,  assessore  per  le  risorse  agricole  ed  alimentari.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno numero 257. Il parere del Governo?

   BUFARDECI,  assessore  per  le  risorse  agricole  ed  alimentari.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno numero 258. Il parere del Governo?

   BUFARDECI,  assessore  per  le  risorse  agricole  ed  alimentari.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno numero 259. Il parere del Governo?

   BUFARDECI,  assessore  per  le  risorse  agricole  ed  alimentari.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno numero 263. Il parere del Governo?

   BUFARDECI,  assessore  per  le  risorse  agricole  ed  alimentari.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno numero 264. Il parere del Governo?

   BUFARDECI,  assessore  per  le  risorse  agricole  ed  alimentari.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno numero 266. Il parere del Governo?

   BUFARDECI,  assessore  per  le  risorse  agricole  ed  alimentari.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno numero 269. Il parere del Governo?

   BUFARDECI,  assessore  per  le  risorse  agricole  ed  alimentari.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'ardine del giorno numero 270. Il parere del Governo?

   BUFARDECI,  assessore  per  le  risorse  agricole  ed  alimentari.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno numero 271. Il parere del Governo?

   BUFARDECI,  assessore  per  le  risorse  agricole  ed  alimentari.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno numero 273. Il parere del Governo?

   BUFARDECI,  assessore  per  le  risorse  agricole  ed  alimentari.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno numero 274. Il parere del Governo?

   BUFARDECI,  assessore  per  le  risorse  agricole  ed  alimentari.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'onorevole  Torregrossa dichiara di apporre la  firma  all'ordine
  del giorno numero 274.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli  colleghi,  prima di passare alla votazione  finale  del
  disegno  di  legge  numero 337/A «Disciplina degli  agriturismo  in
  Sicilia», comunico che sono stati presentati dal Governo, ai  sensi
  dell'articolo 117 del Regolamento interno, i seguenti emendamenti:

   - emendamento 117.1:
   «Ai  sensi  e  per  gli effetti dell'articolo 117,  comma  2,  del
  Regolamento interno l'emendamento 6.2 è da intendersi:  Al comma 2,
  lettera b), dopo apertura  non inferiore a novanta giorni per  anno
  solare' .»;

   - emendamento 117.2:
   «L'emendamento 13.1 è soppresso.
   Al  comma  1  dell'articolo  13 vive  con  decreto  dell'Assessore
  regionale delle risorse agricole ed alimentari »;

   - emendamento 117.3:
   «L'emendamento 7.3 è soppresso.
   Rivive il comma 1 dell'articolo 7 nel testo originario».

   Si passa all'emendamento 117.1.

   BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari. A nome
  del Governo, lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 117.2.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.3.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, ovviamente diamo ampia delega agli uffici  per
  il coordinamento formale e sostanziale del disegno di legge.

   APPRENDI, relatore.  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   APPRENDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  prima di passare
  al voto finale del disegno di legge desidero ringraziare l'Aula e i
  parlamentari che si sono impegnati per migliorare il  testo  che  è
  stato  portato in Aula, e lo faccio a nome dell'intera  Commissione
  che,  con questa legge, ha voluto migliorare il servizio - o almeno
  speriamo di esserci riusciti - che viene prestato dagli agriturismo
  e,  soprattutto, e fare chiarezza rispetto a questa realtà  che  in
  Sicilia può diventare un importante volano di sviluppo.
   Vorrei  estendere i ringraziamenti anche all'Ufficio  legislativo,
  nelle  persone del dottor Fabrizio Scimé, che ha seguito  i  nostri
  lavori, e del dottor Riccardo Anselmo.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


          Votazione finale del disegno di legge numero 337/A

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del disegno di legge numero 337/A «Disciplina degli agriturismo  in
  Sicilia».
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano  sì:  Adamo, Apprendi, Arena, Aricò, Bufardeci, Calanducci,
  Campagna,  Caputo,  Caronia, Colianni, Cordaro, Corona,  Cracolici,
  Cristaudo,   D'Agostino,  D'Asero,  De  Benedictis,  Di  Benedetto,
  Digiacomo,  Di  Guardo,  Di  Mauro,  Donegani,  Falcone,   Faraone,
  Ferrara, Fiorenza, Formica, Galvagno, Gianni, Gucciardi, Incardona,
  Laccoto,  Limoli,  Maira, Mancuso, Marinello,  Marinese,  Marrocco,
  Marziano,  Mattarella, Minardo, Musotto, Nicotra, Oddo,  Panarello,
  Picciolo, Pogliese, Rinaldi, Romano, Ruggirello, Savona, Scammacca,
  Scilla, Torregrossa, Vinciullo.

   Sono  in  congedo:  Cintola, Fagone, Forzese, Greco,  Lentini,  Lo
  Giudice, Panepinto, Speziale e Termine.

   (Per  quanto  riguarda l'onorevole Buzzanca, si veda comunicazione
  del Presidente ARS, a pagina 3 del presente resoconto stenografico)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:

   Presenti       .56
   Votanti      .. 55
   Maggioranza    . 28
   Favorevoli     . 55

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a mercoledì, 17  febbraio
  2009, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


      I  -Comunicazioni

  II  - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
  lettera d), e 153 del Regolamento interno, della mozione:
       N. 178   -  Interventi per la formazione professionale degli
              emigrati.

                                RUGGIRELLO-MUSOTTO-LENTINI-COLIANNI

      III  -Discussione dei disegni di legge:

   1)  -  «Nuovo  ordinamento delle Camere di commercio, industria,
       artigianato e agricoltura» (n. 270/A) (Seguito)
       Relatore: on. Corona

   2)  -   «Norme  per  il  sostegno dell'attività  edilizia  e  la
       riqualificazione del patrimonio edilizio» (nn. 459-386-209-394-
       404/A) (Seguito)
       Relatore: on. Caronia.

                   La seduta è tolta alle ore 18.25.

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      Dott.ssa Iolanda Caroselli