Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
PANARELLO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ai sensi dell'articolo 127, comma
9, del Regolamento interno, do il preavviso di trenta minuti al
fine delle eventuali votazioni mediante procedimento elettronico
che dovessero avere luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per oggi gli onorevoli:
Buzzanca, Campagna, Cintola, Greco, Lo Giudice, Termine, Lentini e
Forzese.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
«Iniziative per incentivare e regolamentare in Sicilia la agro-
energia per la produzione di biocarburanti» (n. 519)
- di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Adamo in
data 10 febbraio 2010
«Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche
nella Regione» (n. 521)
- di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli
Cracolici, Apprendi, Faraone, Digiacomo, Panarello, Lupo,
Mattarella, Rinaldi e Vitrano in data 10 febbraio 2010.
Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
Commissione legislativa
PRESIDENTE. Comunico che il seguente disegno di legge è stato
inviato alla competente Commissione:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
«Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione
recante Modifiche al D.L. 16/9/08, n. 143 convertito con
modificazioni dalla legge 13 novembre 2008, n. 181» (n. 508)
- di iniziativa parlamentare, inviato in data 10 febbraio 2010
- parere Commissione Antimafia
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
PANARELLO, segretario f.f.:
«All'Assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità,
premesso che:
ai sensi dell'articolo 8 della legge 5 gennaio 1994, n. 36 e
successive modifiche ed integrazioni, i servizi idrici sono
riorganizzati sulla base di ambiti territoriali ottimali,
delimitati dalle Regioni nel quadro delle attività di
programmazione e di pianificazione ad esse spettanti, costituiti
dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e
distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione
delle acque reflue al fine di garantirne la gestione secondo
criteri di efficienza, efficacia ed economicità;
con la l.r. 27 aprile 1999 n. 10, art. 69, la Regione ha recepito
la legge 5 gennaio 1994, n. 36, stabilendo che il Governo e l'uso
delle risorse idriche nella Regione deve essere attuato in armonia
con i principi e le finalità nonché degli obiettivi della legge n.
36/94, in particolare realizzando la gestione e l'utilizzo delle
risorse idriche con le finalità previste dalla citata normativa e
prevedendo modalità di gestione mediante la costituzione di ambiti
territoriali determinati con decreto del Presidente della Regione;
il Presidente della Regione, con decreto del 16 maggio 2000, ha
individuato gli ambiti territoriali ottimali, compreso l'ATO 1
Palermo, coincidente con tutti i comuni ricadenti all'interno del
territorio della provincia di Palermo;
successivamente, con decreto del Presidente della Regione del 7
agosto 2001, sono stati determinati i criteri di costituzione degli
ATO per la gestione del servizio idrico integrato, stabilendo le
modalità di organizzazione e forma di gestione dello stesso;
sempre con il medesimo decreto del Presidente della Regione è
stato determinato lo schema tipo di convenzione di cooperazione da
stipulare tra i comuni dell'ambito territoriale ottimale;
la conferenza dei sindaci della provincia di Palermo l'1 luglio
2002 ha stipulato la 'Convenzione di Cooperazione regolante i
rapporti tra gli Enti Locali ricadenti nel medesimo Ambito
Territoriale Ottimale' in stretta osservanza del decreto del
Presidente della Regione del 7 agosto 2001;
l'articolo 9 del citato schema tipo di convenzione di cooperazione
prevede, in particolare, gli obblighi a cui si deve attenere la
conferenza dei sindaci per la costituzione della segreteria tecnica
organizzativa che deve svolgere funzioni operative connesse ai
compiti di attività di controllo e vigilanza sulla gestione del
servizio idrico integrato;
l'articolo 20 della citata convenzione di gestione prevede
l'erogazione, da parte del soggetto gestore del servizio, di un
canone per i costi di funzionamento degli ATO ed il pagamento dei
mutui comunali pregressi;
considerato che:
la convenzione di cooperazione tra gli enti locali prevede
all'articolo 9 che la segreteria tecnico-operativa è costituita da
un dirigente responsabile, da un dirigente per la pianificazione e
da un dirigente per il controllo il cui rapporto di lavoro è
disciplinato da un contratto di diritto privato;
sempre all'articolo 9, comma 9, del citato schema tipo di
convenzione approvato dal Presidente della Regione, al fine di
garantire la massima imparzialità e trasparenza, viene previsto che
alla nomina del responsabile della segreteria tecnico-operativa
provvede il Presidente della Giunta regionale con proprio decreto,
su proposta dell'ex Assessore per i lavori pubblici in base a
criteri di professionalità e competenza;
nella conferenza dei sindaci del 22 luglio 2009 tale
importantissima previsione è stata illegittimamente modificata
prevedendo che l'individuazione del responsabile della segreteria
tecnico-operativa avvenga da parte del Presidente della Provincia;
il canone previsto dal citato art. 20 della convenzione è stato
determinato nella conferenza dei sindaci del 5 novembre 2008 in
euro 4.550.000,00 fino al 31 dicembre 2008 e, a decorrere dall'1
gennaio 2009, in euro 7.000.000,00, salvi gli aggiornamenti
previsti in base al tasso annuo di inflazione programmata;
l'importo del suddetto canone incide negativamente anche nella
determinazione delle tariffe, per cui ad un canone contenuto
corrispondono tariffe più contenute; è quindi importante
determinarlo in maniera oculata e precisa;
gli investimenti complessivi in tutti gli ATO della Sicilia per i
primi 4 anni ammontano a circa 1.600 (390 a Palermo) milioni di
euro;
lo sblocco di tali investimenti, oltre a produrre notevoli
benefici sulla qualità e continuità del servizio, rappresenta un
notevole contributo occupazionale alla crisi in atto rendendo
disponibili solo nella provincia di Palermo circa 850 nuovi posti
di lavoro all'anno per 4 anni e 3.600 per l'intera Regione;
per sapere:
se non ritenga necessario e urgente avviare un'ispezione presso
l'ATO 1 di Palermo al fine di verificare la legittimità di tutti
gli atti prodotti e se non ritenga di procedere verso una riduzione
delle spese per le attività dell'ATO e della segreteria tecnico-
operativa attraverso una verifica dei costi sostenuti fino ad oggi
e diminuire pertanto le spese dall'incidenza del canone di
concessione;
se non ritenga di dover verificare l'esatta corrispondenza della
composizione della segreteria tecnico-operativa in rapporto a
quanto stabilito dalla normativa citata in premessa, nonché
provvedere alla modifica dell'articolo 9 della convenzione di
cooperazione nei termini di previsione di cui all'articolo 9 del
decreto del Presidente della Regione del 7 agosto 2001, e quindi
procedere alla nomina del responsabile della segreteria tecnico-
operativa;
se non ritenga opportuno adottare provvedimenti al fine di
sbloccare l'iter di approvazione dei progetti, predisposti dalla
società A.P.S., soggetto gestore del S.I.I., sia da parte della
segreteria tecnico-operativa dell'ATO 1 di Palermo, sia da parte
dell'Assessorato regionale che ha preso in carico le competenze
dell'ex Agenzia regionale dei rifiuti e delle acque». (1017)
FARAONE
«Al Presidente della Regione, premesso che:
le linee programmatiche esposte dal Presidente della Regione
all'atto del suo insediamento vertevano principalmente sul tema
dell'equilibrio della finanza pubblica, attraverso la
riorganizzazione di quello che è stato definito a mezzo stampa un
sistema di schifezze', riferendosi al numero di società
controllate e partecipate della Regione siciliana;
le dichiarazioni sopra riportate risalgono al mese di ottobre
2008, quando il Presidente della regione aveva annunciato che da lì
a pochi giorni sarebbe stato emanato il piano di riorganizzazione
delle società regionali che, attraverso una forte dieta dimagrante
sarebbero dovute divenire non più di una mezza dozzina dalle 27
iniziali;
l'Assessore regionale per l'industria pro tempore con proprio atto
aveva avviato, sulla scorta dell'indicazione presidenziale, le
procedure di liquidazione di quello che è considerato un carrozzone
storico ovvero l'Ente porto di Messina;
nelle sue dichiarazioni programmatiche, il Presidente della
Regione ha sempre ribadito l'intenzione di porre fine all'attività
dell'ESA (Ente di sviluppo agricolo);
decorsi quasi 24 mesi da quelle dichiarazioni, la situazione è
rimasta invariata;
il DPEF 2010-2013 predisposto dal Governo e non approvato
dall'Assemblea regionale siciliana prevedeva la creazione di due
ulteriori società regionali, una dove fare confluire i forestali e
un ente che si sarebbe dovuto occupare di promozione commerciale,
ritenute dai magistrati contabili al di fuori di ogni ragionevole
coerenza con le stesse linee di azione annunciate dalla Regione,
con le quali, invece, si intendeva procedere alla messa in
liquidazione di gran parte o anche di tutte le società ed enti;
considerato che:
non più tardi di 15 giorni fa, il Presidente della Regione ha
provveduto a rimettere in piedi l'Ente porto di Messina,
nominandone il consiglio di amministrazione e definendolo
improvvisamente un patrimonio irrinunciabile per la Sicilia;
l'immobilismo assoluto registrato dalla mancata azione di Governo,
alle prese più con i cambi e l'occupazione di poltrone di potere
piuttosto che profondere impegno per affrontare la crisi economico-
sociale che investe in particolare modo la Sicilia, ha segnato uno
storico dato che consegna l'Isola alla povertà sempre più diffusa;
nessuno degli impegni assunti de quo, né all'atto del suo
insediamento, né nei dibattiti pubblici successivi si è fin qui
materializzato; anzi si assiste sempre più ad un continuo cambio di
rotta in cui i proclami di eliminazione degli sprechi diventano
nuovi oneri per il bilancio regionale;
per sapere:
se non ritenga opportuno rivedere la decisione che ha riportato in
vita l'Ente porto di Messina, dando seguito alle già avviate
procedure di liquidazione;
se non sia indispensabile avviare in tempi rapidi il riassetto
delle partecipate regionali, coinvolgendo le commissioni
legislative dell'Assemblea regionale siciliana;
se ritenga una volta per tutte di dire la verità ai siciliani,
passando dalla politica degli sprechi e degli annunci alla
individuazione di iniziative concrete volte alla tutela dei
lavoratori dell'imprenditoria e dunque dell'occupazione per lo
sviluppo della terra di Sicilia». ( 1019)
MAIRA - GIANNI - DINA - FORZESE - FAGONE - RAGUSA
CASCIO SALVATORE - CORDARO - ARDIZZONE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che:
a Castelvetrano (TP), in piazza Dante, opera l'Azienda socio-
sanitaria di assistenza alle persone (A.S.S.A.P.) San Giacomo;
sorge qualche dubbio sulla buona amministrazione del suddetto
ente, ed esattamente riguardo:
1 - all'osservanza delle norme vigenti inerenti al reclutamento di
personale in materia urbanistico-edilizia, in materia di
registrazione delle attività alimentari e in materia di sicurezza e
igiene sui luoghi di lavoro;
2 - all'osservanza delle norme vigenti in materia di pubblicazione
degli atti;
3 - decadenza dei consiglieri di amministrazione;
4 - osservanza delle norme regionali previste dall'articolo 26
della l.r. n. 22/86;
appreso che:
è stato impedito ai consiglieri comunali componenti della V
commissione consiliare di prendere visione di alcuni atti
amministrativi dell'A.S.S.A.P. San Giacomo in quanto il presidente
del suddetto ente ritiene che la commissione non ha alcun titolo
per verificare tali atti, in netta contraddizione con l'articolo 6
del D.A. di iscrizione all'albo dell'ente che prevede la competenza
territoriale del Comune e l'esercizio dell'attività di vigilanza
per la verifica del mantenimento dei requisiti in conformità agli
standard regionali;
per sapere se intendano attivarsi con urgenza al fine di
verificare possibili leggerezze ed anomalie nell'amministrazione e
nella condizione dell'A.S.S.A.P. San Giacomo». (1023)
RUGGIRELLO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che è stata presentata la seguente interrogazione con
richiesta di risposta in Commissione:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
presso l'ospedale 'Di Cristina' e presso l'ospedale Civico,
presìdi medici di Palermo, si sono verificati due gravi episodi che
hanno evidenziato la disfunzione degli stessi;
in particolare è accaduto che all'ospedale 'Di Cristina' i bambini
ricoverati non avevano le lenzuola;
presso l'ospedale Civico, invece, un paziente sottoposto ad
angioplastica è stato ricoverato presso l'unità operativa di
medicina e non presso quella di cardiologia;
considerato che:
questi episodi gravissimi non rappresentano casi isolati;
tali accadimenti sono lesivi del diritto alla salute del
cittadino;
ritenuto che per la gravità dei fatti e per l'incolumità pubblica
è necessario l'immediato intervento del Governo per conoscere le
cause di tali disservizi e disfunzioni;
per sapere quali provvedimenti il Governo abbia adottato e/o
intenda adottare;
per conoscere le cause dei disservizi che si sono verificati
presso i presìdi ospedalieri 'Di Cristina' e Civico di Palermo e le
eventuali responsabilità;
per verificare le condizioni esistenti presso gli ospedali
siciliani al fine di salvaguardare l'incolumità dei cittadini e
tutelare il diritto alla salute gravemente compromesso dal
verificarsi di continue e numerose disfunzioni nell'ambito
sanitario siciliano». (1020)
(L'interrogante chiede risposta in Commissione)
CAPUTO
Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà inviata al
Governo e alla competente Commissione.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
PANARELLO, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione, premesso che in occasione della
festa di S. Agata è stato organizzato, dal Presidente della
Regione, onorevole Raffaele Lombardo, un party con oltre 250
invitati;
considerato che in Sicilia, alla luce della gravissima situazione
economica e sociale, occorre assumere comportamenti di assoluta
sobrietà;
considerato ancora che i disoccupati e i poveri, ma anche le
persone di buon senso, non tollerano sprechi e privilegi da parte
di una classe dirigente incapace di intervenire sui costi della
politica;
ritenuto che:
qualsiasi ostentazione di ricchezza, di sfarzo e/o di potere è
assolutamente inopportuna;
i rappresentanti istituzionali, per essere credibili, dovrebbero
avere un supplemento di rigore e di intransigenza nei comportamenti
pubblici e privati;
ritenuto ancora che deve essere superata l'idea che i sacrifici
devono essere fatti sempre dagli altri;
per sapere:
a quanto ammontino le spese sostenute dall'ufficio del cerimoniale
della Presidenza della Regione;
quali siano stati i criteri adottati nella scelta degli invitati;
le ragioni per le quali sia stato organizzato un evento mondano
all'interno di una festa religiosa». (1018)
BARBAGALLO
«Al Presidente della Regione, premesso che i fatti di cronaca
riportano, quotidianamente, notizie drammatiche sulla crisi che
attraversano settori vitali dell'economia siciliana;
ricordato che tra i temi contenuti nell'agenda politica vi sono la
paventata chiusura dello stabilimento FIAT di Termini Imerese (PA),
il licenziamento dei lavoratori dell'Italtel e la crisi
straordinaria che sta vivendo il comparto agricolo, solo per
citarne alcuni;
ritenuto che in tempi così bui per il mondo del lavoro siciliano
le istituzioni devono farsi carico di iniziative che non possono
essere disgiunte da un comportamento connotato da morigeratezza;
considerato che l'organizzazione di un cena di gala ideata e
realizzata dal Presidente della Regione e fatta coincidere con le
giornate che tradizionalmente i catanesi dedicano alla preghiera e
alla devozione per la Santa patrona della città di Catania stride
fortemente con il difficile clima che dilaga in tutti i settori
produttivi della nostra Isola;
sottolineato che i firmatari del presente atto ispettivo avvertono
un forte disagio nei confronti delle tante famiglie che in Sicilia,
oggi più che mai, non riescono a far quadrare i loro esigui bilanci
e chiedono spiegazioni rispetto ad un avvenimento ampiamente
richiamato dai mass media;
per sapere:
quali siano le finalità istituzionali connesse all'organizzazione
di una cena di gala esclusiva, inserita nell'ambito di una
celebrazione religiosa;
a quanto ammontino i costi sostenuti per l'organizzazione del
predetto Gala e con quali fondi siano stati sostenuti;
quali siano stati i criteri seguiti dal cerimoniale per la
selezione degli invitati». (1021)
MANCUSO - LEONTINI - LIMOLI - CORONA - BENINATI - D'ASERO - BOSCO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le attività
produttive, premesso che:
la legge regionale 22 dicembre 1999, n. 28 (Riforma della
disciplina del commercio), dispone, all'articolo 5, comma 5, che i
Comuni sono tenuti ad adeguare gli strumenti urbanistici generali
ed attuativi, approvati a mezzo di apposite varianti da adottare e
trasmettere entro il termine di 180 giorni dalla pubblicazione
delle direttive di cui al comma 1, all'Assessore regionale per il
territorio e l'ambiente';
il successivo articolo 9, rubricato Grandi strutture di vendita',
dispone che l'apertura, il trasferimento di sede e l'ampliamento
della superficie di una grande struttura di vendita sono soggetti
ad autorizzazione rilasciata dal Comune competente per territorio
nel rispetto della programmazione urbanistico-commerciale di cui
all'articolo 5 ed in conformità alle determinazioni adottate dalla
conferenza dei servizi di cui al comma 3';
molti comuni, ad oggi, non hanno ancora provveduto ad adeguare gli
strumenti urbanistici generali e, in violazione di legge, le
conferenze di servizi di cui all'articolo 9, comma 3, della l.r. n.
28 del 1999 hanno dato parere favorevole ad insediamenti di grandi
strutture di vendita, anche in presenza di singola variante
urbanistica commerciale, invece che di adeguamento degli strumenti
urbanistici generali ed attuativi' che abbiano ad oggetto l'intero
territorio comunale e addirittura in assenza di ogni programmazione
commerciale;
considerato che il rilascio dell'autorizzazione (per le grandi
strutture di vendita) è subordinato al parere favorevole del
rappresentante della Regione, il cui voto comunque prevale in caso
di parità';
vista la circolare sulla grande distribuzione n. 4 del 23 ottobre
2008 di codesto Assessorato, nella quale testualmente si riteneva
di dovere espressamente evidenziare agli Enti in indirizzo
l'impossibilità, ai sensi dei già citati articoli 5 e 9 della l.r.
n. 28/1999, di rilasciare autorizzazioni per l'apertura, il
trasferimento di sede, l'ampliamento della superficie di grandi
strutture di vendita in assenza di una coerente programmazione
urbanistico-commerciale generale che abbia ad oggetto l'intero
territorio comunale';
considerato, infine, che l'improvvida gestione della legge di
disciplina del commercio nel decennio ha finito per non conseguire
alcuna delle finalità che la legge stessa si prefiggeva e che anzi
rischia di annientare il ruolo delle piccole e medie imprese;
per sapere:
se intendano dare precise e tassative disposizioni ai
rappresentanti dell'Assessorato nella conferenza dei servizi di cui
all'articolo 9, comma 3, della l.r. n. 28/1999, affinché, in
assenza della prevista programmazione urbanistico-commerciale,
diano parere contrario a ogni e qualsiasi istanza concernente
l'apertura, il trasferimento di sede e l'ampliamento della
superficie di una grande struttura di vendita';
il numero delle istanze de quo allo stato attuale pendenti presso
codesto Assessorato e i Comuni interessati». (1022)
MATTARELLA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'economia,
premesso che:
il Presidente della Regione ha organizzato una manifestazione a
Palazzo del Toscano di Catania nell'occasione della celebrazione
dei festeggiamenti di Sant'Agata;
tale manifestazione è stata realizzata con denaro pubblico;
considerato che l'attuale momento di grave crisi economica che ha
colpito i settori produttivi siciliani dall'industria al comparto
agricolo ha messo in ginocchio i livelli occupazionali;
ritenuto che la Sicilia si trova in piena emergenza occupazionale
anche a seguito delle decisioni di Fiat, Italtel e Keller di
chiudere gli stabilimenti siciliani;
ritenuto, infine, che tale forma di festeggiamento ha offeso il
sentimento di solidarietà e austerità delle migliaia di operai e
delle loro famiglie che in questo momento manifestano contro la
chiusura degli stabilimenti industriali per tutelare il loro posto
di lavoro;
per sapere se sia possibile venire a conoscenza dell'ammontare
della somma che la Regione siciliana ha erogato per patrocinare
l'organizzazione dei predetti festeggiamenti». (1024)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
in data 10 febbraio 2010 gli operai del 118 hanno manifestato
innanzi alla sede dell'Assessorato regionale Salute per la mancata
stabilizzazione del rapporto lavorativo;
il passaggio dalla SISE alla SEUS non assicura la stabilizzazione
dei 3.200 operai attualmente in servizio presso il 118;
considerato che tale situazione appare in contrasto con il piano
sanitario approvato dall'Assemblea regionale siciliana;
ritenuto che la situazione è pregiudizievole del diritto al lavoro
e dei livelli occupazionali;
per sapere quali provvedimenti intendano adottare per la
salvaguardia del diritto al lavoro degli operai del 118». (1025)
CAPUTO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura della
interpellanza presentata.
PANARELLO, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
con decreto del 16 novembre 2000, l'Assessore per il territorio e
l'ambiente approvava, insieme alle prescrizioni esecutive e al
regolamento edilizio, il piano regolatore generale del comune di
Partinico (PA);
considerato che:
tra gli allegati al decreto, 'per costituirne parte integrante',
al punto 6.23 dell'art. 2 - 6) Prescrizioni Esecutive, veniva
inclusa la 'zona D2, planimetria del piano particolareggiato', che
riguarda l'intera area D2 di contrada Margi in Partinico;
ai sensi dell'articolo 16, comma 9, della vigente legge
urbanistica (n. 1150/1942), l'approvazione dei piani
particolareggiati equivale a dichiarazione di pubblica utilità
delle opere in essi previste;
in ossequio al comma 5 dell'articolo 16 della legge urbanistica,
l'articolo 7 del suddetto decreto assessoriale aggiungeva e
precisava che 'le prescrizioni esecutive dovranno essere eseguite
entro il termine di anni dieci ed entro lo stesso termine dovranno
essere eseguite le relative espropriazioni';
vista, inoltre:
la puntuale risposta di codesto Assessorato al quesito posto, al
tempo, dal sindaco di Partinico in ordine alla possibilità di
approvare un piano di lottizzazione su un'area già normata da un
piano particolareggiato e dichiarata di pubblica utilità, nella
quale testualmente si afferma che 'non sembra percorribile
l'ipotesi di dover approvare un piano di lottizzazione all'interno
di un'area già disciplinata da piani attuativi efficaci quali sono
le prescrizioni esecutive';
malgrado tutte le evidenze di legge, il Consiglio comunale di
Partinico ha approvato, con delibera n. 77 del 30 luglio 2007, un
piano di lottizzazione presentato dalla Policentro Daunia s.r.l.
nella suddetta area D2 di contrada Margi;
per conoscere:
se non ritengano necessario avvalersi, in tempi immediati, del
disposto di cui all'articolo 53 della l.r. n. 71 del 1978 al fine
di procedere all'annullamento della suddetta deliberazione e dei
successivi provvedimenti comunali che 'consentono esecuzione di
opere in violazione delle leggi vigenti e delle prescrizioni degli
strumenti urbanistici'». (81)
MATTARELLA
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si
intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere
svolta al proprio turno.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che, in data 10 febbraio 2010, è stata
presentata la mozione numero 178 «Interventi per la formazione
professionale degli emigrati», a firma degli onorevoli Ruggirello,
Musotto, Lentini e Colianni. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
considerata la necessità di migliorare le possibilità legali di
incontro tra domanda ed offerta di lavoro immigrato in Sicilia ed
al fine di limitare il ruolo attivo nell'alimentare i flussi
migratori irregolari delle c.d. 'reti immigratorie', ossia del
complesso delle relazioni che legano candidati all'immigrazione e
migranti già insediati nel territorio nazionale;
tenuto conto della complessità del problema dell'integrazione
sociale dei lavoratori immigrati, dovuta alla tensione esistente
tra la notevole domanda di lavoro immigrato da parte del sistema
produttivo e le restrizioni giuridiche nazionali all'ingresso ed
alla mobilità della manodopera straniera;
considerato che tale tensione ha come conseguenza la formazione di
bacini più o meno ampi di immigrazione irregolare che vanno ad
allargare le dimensioni dell'economia sommersa, con il conseguente
rischio di ampliamento della sfera dei comportamenti illegali e
criminali;
considerata inoltre la necessità di fornire un contributo
risolutivo al carattere di 'emergenza permanente', acquisito dal
fenomeno dell'immigrazione irregolare in Italia, attraverso un
contrasto più efficace prodotto dalla diminuzione della convenienza
economica all'impiego di lavoratori senza permesso di soggiorno;
al fine di fare in modo che anche il cosiddetto decreto flussi del
Governo nazionale per gli ingressi autorizzati nell'anno 2009 non
si limiti soltanto a mettere in regola chi si trovi già in Italia
ed abbia trovato un datore di lavoro disponibile ad assumerlo;
considerato infine, che la Regione siciliana, in passato luogo di
emigrazione, si è oggi trasformata in terra di immigrazione, a
causa del concomitante effetto della modernizzazione del sistema
socio-economico e del perdurare di elementi tradizionali di
organizzazione sociale e familiare, dimostrando l'incapacità di
soddisfare i propri fabbisogni di manodopera attingendo soltanto al
bacino nazionale di forza lavoro,
impegna il Presidente della Regione e, per esso,
l'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro
ad attivarsi per autorizzare le associazioni e le organizzazioni
operanti nel territorio regionale in favore degli emigrati - ex
art. 9 della legge regionale n. 55 del 1980, riconosciute dal
Ministero degli affari esteri ed in regola con le norme previste
dalla Regione siciliana in materia di formazione professionale - ad
operare all'estero, sulla base di convenzioni o protocolli
internazionali d'intesa da stipulare con gli Stati interessati, per
la formazione professionale di potenziali lavoratori immigrati
richiesti da aziende italiane, e nella fattispecie siciliane, e per
l'attivazione di tirocini formativi nel territorio nazionale, e
nella fattispecie regionale, nonché per la formazione di figure
professionali richieste da aziende operanti nel territorio degli
Stati convenzionati, al fine di sviluppare rapporti di partenariato
e di migliorare l'interscambio con aziende italiane che abbiano
collegamenti con il territorio siciliano». (178)
RUGGIRELLO-MUSOTTO-LENTINI-COLIANNI
Avverto che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno della
seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 10 febbraio 2010, pervenuta
in pari data e protocollata al n. 1754/AulaPG dell'11 febbraio
successivo, l'onorevole Fiorenza ha dichiarato di aderire, con
decorrenza 10 febbraio 2010, al Gruppo parlamentare Misto.
A seguito della superiore comunicazione, lo stesso deputato cessa
contestualmente di far parte del Gruppo parlamentare del Partito
Democratico'.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Lettura,
ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
Regolamento interno, della mozione numero 179 «Soluzione della
vertenza degli ex ufficiali di riscossione del servizio riscossione
tributi», a firma degli onorevoli Colianni, Apprendi, Musotto,
Romano, Arena, Calanducci, Federico, Falcone, Vinciullo, Caputo,
Ardizzone, Gianni, Lentini, Cascio Salvatore, Caronia, Gennuso,
Corona, Cracolici, Termine, Digiacomo, Dina, Gucciardi, Oddo, Raia,
Panarello e Vitrano.
Avverto che la determinazione della data di discussione della
mozione sopra citata, integralmente riportata nell'ordine del
giorno della presente seduta, è demandata, secondo consuetudine
parlamentare, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
Onorevoli colleghi, per consentire la presenza in Aula del Governo
sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 16.51, è ripresa alle ore 17.08)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Seguito della discussione del disegno di legge n. 270/A «Nuovo
ordinamento delle Camere di commercio, industria, artigianato e
agricoltura»
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
n. 270/A «Nuovo ordinamento delle Camere di commercio, industria,
artigianato e agricoltura», posto al numero 2).
Invito i componenti la terza Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa la
discussione generale e pongo in votazione il passaggio all'esame
degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1.
Ordinamento delle Camere di commercio, industria,
artigianato e agricoltura
l. Le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura
sono autonomie funzionali e ad esse si applicano le disposizioni
della legge 29 dicembre 1993, n. 580 e successive modifiche ed
integrazioni.
2. Sono abrogate le disposizioni della legge regionale 4 aprile
1995, n. 29 e successive modifiche ed integrazioni, escluse quelle
di cui all'articolo 19 e quelle ricomprese al titolo quarto».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Gucciardi e altri:
emendamento 1.12:
«Sopprimere l'articolo 1»;
emendamento 1.13:
«Al comma 1 alla fine aggiungere con le modifiche di cui ai commi
successivi »;
emendamento 1.14:
«Dopo il comma 1 aggiungere:
1 bis - Al comma 3 dell'art. 1 della legge 29 dicembre 1993, n.
580, le parole Con decreto del Ministro e fino alle parole
giunte regionali interessate sono sostituite dalle parole Con
decreto dell'Assessore regionale per le Attività produttive, di
concerto con l'Assessore regionale per le risorse agricole ed
alimentari .
1 ter - Al comma 2 dell'art. 3 della legge 29 dicembre 1993, n.
580, le parole con decreto del Ministro, del commercio e
dell'artigianato sono sostituite dalle parole con decreto
dell'Assessore regionale per le Attività produttive .
1 quater - Al comma 1 dell'art. 4 della legge 29 dicembre 1993, n.
580, le parole al Ministro dell'industria e fino alla parola
Parlamento sono sostituite dalle parole all'Assessore per le
Attività produttive, che ogni anno presenta all'Assemblea regionale
siciliana .
1 quinquies - Al comma 2 dell'articolo 4 della legge 29 dicembre
1993, n. 580, le parole al Ministero dell'industria e fino alla
parola regione competente sono sostituite dalle parole
all'Assessorato regionale delle Attività produttive e
all'Assessorato regionale dell'Economia .
1 sexties - Al comma 3 dell'art. 4 della legge 29 dicembre 1993,
n. 580, le parole Il Ministro e fino alle parole Ministro del
tesoro sono sostituite dalle parole L'Assessore regionale per le
attività produttive, di concerto con l'Assessore regionale per
l'Economia
1 septies - Ai commi 4 e 5 dell'art. 4 della legge 29 dicembre
1993, n. 580, le parole il Ministro dell'industria,
dell'artigianato e del commercio sono sostituite dalle parole
l'Assessore regionale per le Attività produttive .
1 octies - Al comma 1 dell'art. 5 della legge 29 dicembre 1993, n.
580, le parole con decreto del Ministro dell'industria, del
commercio e dell'artigianato sono sostituite dalle parole con
decreto dell'Assessore regionale per le Attività produttive .
1 nonies - Al comma 2 dell'art. 5 della legge 29 dicembre 1993, n.
580, le parole il Ministro dell'industria, dell'artigianato e del
commercio sono sostituite dalle parole l'Assessore regionale per
le Attività produttive .
1 decies - Al comma 8 dell'art. 8 della legge 29 dicembre 1993, n.
580, le parole su proposta del Ministro dell'industria e fino
alle parole grazia e giustizia sono sostituite dalle parole su
proposta dell'Assessore regionale per le Attività produttive di
concerto con l'Assessore per le Autonomie locali e la funzione
pubblica .
1 undecies - Al comma 3 dell'art. 12 della legge 29 dicembre 1993,
n. 580, le parole il Ministro e fino alle parole Trento e
Bolzano sono sostituite dalle parole l'Assessore regionale per le
attività produttive, sentita la Conferenza permanente Regione-
Autonomie locali .
1 duodecies - Al comma 6 dell'art. 12 della legge 29 dicembre
1993, n. 580, le parole Il Ministro dell'Industria e fino alle
parole Trento e Bolzano sono sostituite dalle parole l'Assessore
regionale per le Attività produttive, sentita la Conferenza
permanente Regione-Autonomie locali .
1 terdecies - Al comma 1 dell'art. 16 della legge 29 dicembre
1993, n. 580, le parole il Ministro dell'industria,
dell'artigianato e del commercio sono sostituite dalle parole
l'Assessore regionale per le Attività produttive .
1 quaterdecies - Al comma 1 dell'art. 17 della legge 29 dicembre
1993, n. 580, le parole dal Ministro e fino alle parole del
tesoro sono sostituite dalle parole dall'assessore regionale per
le attività produttive e dall'Assessore regionale per l'Economia .
1 quinquiesdecies - Al comma 2 dell'art. 20 della legge 29
dicembre 1993, n. 580, le parole dal Ministro dell'industria, del
commercio e dell'artigianato sono sostituite dalle parole
dall'Assessore per le Attività produttive .
1 sexiesdecies - Al comma 4 dell'art. 20 della legge 29 dicembre
1993, n. 580, le parole del Ministro dell'industria, del commercio
e dell'artigianato sono sostituite dalle parole dell'Assessore
per le Attività produttive .
1 septiesdecies - Al comma 1 dell'art. 24 della legge 29 dicembre
1993, n. 580, le parole del Ministro dell'industria, del commercio
e dell'artigianato sono sostituite dalle parole dell'Assessore
per le Attività produttive .»;
emendamento 1.15:
«Sopprimere il comma 2»;
- dagli onorevoli Marinello, Marziano, Di Benedetto, Digiacomo e
Gucciardi:
emendamento 1.3:
«Sostituire il comma 1 con il seguente:
1. Le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura
sono autonomie funzionali e ad esse si applicano le disposizioni
della legge 29 dicembre 1993, n. 580 e successive modifiche ed
integrazioni con le modifiche di seguito indicate:
a) all'articolo 14, comma 1, della legge 580/93 la parola
quattro' è sostituita con cinque' e dopo la parola artigianato'
aggiungere della pesca nelle sole province rivierasche';
b) all'articolo 10, comma 2 della legge 580/93 aggiungere dopo le
parole dell'industria' le parole della pesca' »;
- dagli onorevoli Di Benedetto, Marinello, Marziano e Gucciardi:
emendamento 1.5:
«Sostituire il comma 2 con il seguente:
2. Sono abrogate le disposizioni della legge regionale 4 aprile
1995, n. 29 e successive modifiche ed integrazioni, escluse quelle
di cui all'articolo 5,6, comma 8 dell'articolo 10, articolo 13,
articolo 17, articolo 19 e quelle ricomprese al titolo quarto .»;
emendamento 1.2.1:
«L'emendamento 1.2 è così sostituito: Al comma 2, sostituire le
parole all'articolo 19 con le parole agli articoli 5,6 e 19 .»;
emendamento 1.2:
«Aggiungere il seguente articolo:
Art. 2 bis. I poteri di vigilanza rimangono quelli previsti dalla
legge regionale n. 29 del 1995 .»;
emendamento 1.4:
«Sostituire il comma 1 con il seguente:
1. Le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura
sono autonomie funzionali e ad esse si applicano le disposizioni
della legge 29 dicembre 1993, n. 580 e successive modifiche ed
integrazioni con le modifiche di seguito indicate:
a) all'articolo 13, comma 2, della legge 580/93 aggiungere le
parole i membri della Giunta regionale, i dipendenti del Ministero
allo sviluppo economico' .»;
emendamento 1.6:
«Sostituire il comma 2 con il seguente:
2. Sono abrogate le disposizioni della legge regionale 4 aprile
1995, n. 29 e successive modifiche ed integrazioni, escluse quelle
di cui all'articolo 5, articolo 19 e quelle ricomprese al titolo
quarto .»;
emendamento 1.7:
«Sostituire il comma 2 con il seguente:
2. Sono abrogate le disposizioni della legge regionale 4 aprile
1995, n. 29 e successive modifiche ed integrazioni, escluse quelle
di cui all'articolo 6, articolo 19 e quelle ricomprese al titolo
quarto .»;
emendamento 1.8:
«Sostituire il comma 2 con il seguente:
2. Sono abrogate le disposizioni della legge regionale 4 aprile
1995, n. 29 e successive modifiche ed integrazioni, escluse quelle
di cui al comma 8 dell'articolo 10, articolo 19 e quelle ricomprese
al titolo quarto .»;
emendamento 1.9:
«Sostituire il comma 2 con il seguente:
2. Sono abrogate le disposizioni della legge regionale 4 aprile
1995, n. 29 e successive modifiche ed integrazioni, escluse quelle
di cui all'articolo 13, articolo 19 e quelle ricomprese al titolo
quarto .»;
emendamento 1.10:
«Sostituire il comma 2 con il seguente:
2. Sono abrogate le disposizioni della legge regionale 4 aprile
1995, n. 29 e successive modifiche ed integrazioni, escluse quelle
di cui all'articolo 17, articolo 19 e quelle ricomprese al titolo
quarto .»;
emendamento 1.11:
«Aggiungere il seguente comma 3:
3. Al comma 2 della lettera a) dell'articolo 13 della legge
regionale n. 29/95 aggiungere le parole i membri della Giunta
regionale, i dipendenti del Ministero dello sviluppo economico »;
- dagli onorevoli Marrocco, Aricò, Currenti e Marinese:
emendamento 1.16:
«Al comma 2 sostituire le parole all'articolo 19 con le parole
agli articoli 5 e 19 ».
Si passa all'emendamento 1.12.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, riconfermo
integralmente le ragioni già espresse nella seduta di ieri, che ci
dovrebbero indurre ad una seria riflessione onde evitare di
costruire pasticci legislativi che ricadrebbero negativamente su un
tema così delicato, che comunque va riformato, quale quello delle
Camere di commercio.
Sarebbe opportuno che il testo ritorni in Commissione e in quella
sede si recepisca, articolo per articolo, la riforma dello Stato,
con le modifiche che eventualmente l'Aula e la Commissione di
merito intenderanno apportare.
Ma ribadisco che è assolutamente fuori da ogni logica e dalla
realtà della dimensione politica e culturale della nostra Regione,
e dico del Paese, in un momento in cui ognuno di noi ritiene che si
stia persino segnando il passo nell'azione di attuazione della
riforma del Titolo V della Costituzione, dell'autonomia delle
Regioni - e in una materia in cui la Regione, non solo la nostra,
con l'articolo 117 della Costituzione novellato dalla riforma, ha
potestà legislativa esclusiva - noi trasferiamo, espropriandoci di
una competenza esclusiva, la competenza della vigilanza sulle
Camere di commercio, e il Parlamento della Regione siciliana
trasferisce al Ministero dell'industria la potestà di vigilanza
sulle Camere di commercio.
Mi ostino a ritenere un errore questo tipo di percorso e dico, a
scanso di equivoci e di strumentalizzazioni, che io sono per
recepire la riforma dello Stato in materia; ma per recepirla con la
dovuta attenzione, non certo con un rinvio dinamico che segnerebbe
un momento negativo nel percorso di questo Parlamento.
Dopo sessant'anni di autonomia, in un momento in cui dovremmo
rivendicare con forza rispetto allo Stato una condizione che fa
della nostra specialità un momento certamente ancora nobile, in
questo modo, invece, rischiamo di mettere una pietra tombale sulla
nostra autonomia, sulla volontà del Parlamento della Regione
siciliana di andare nella direzione di competenze che certo negli
ultimi anni dallo Stato sono venute alla Regione, e non come
stasera andremmo a decidere, trasferendo una competenza così
delicata dallo Stato al Ministero dell'Industria.
E' assolutamente illogico concepire una legge che, con un rinvio
dinamico, rappresenti il momento riformatore di questo Parlamento.
Davvero non possiamo accettare di rinunciare alle nostre
prerogative.
Abbiamo il dovere di rendere l'ordinamento giuridico regionale
coerente con l'ordinamento giuridico del resto del Paese. Abbiamo
altresì il dovere di non abdicare alle nostre funzioni, alla
nobiltà, alla storia e alla tradizione della nostra autonomia che
una legge del genere certamente lederebbe.
Questa è la ragione per cui ho presentato - e lo mantengo - un
emendamento soppressivo del disegno di legge, stando a sottolineare
che ritengo più utile che il testo torni in Commissione e che
nell'arco di pochissimi giorni la Commissione stessa possa avere il
tempo, ascoltando anche all'esterno di questo Parlamento, di dare
un contributo esaminando, articolo per articolo, la riforma dello
Stato del 1993, con le successive modifiche ed integrazioni, per
portare all'esame ed all'approvazione di questo Parlamento un testo
che davvero meriti di essere approvato senza alcuna lesione delle
prerogative di autonomia che io, ancora una volta, rivendico con
forza per la nostra Regione e per il nostro Parlamento.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.12.
GUCCIARDI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale
palese.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, questo disegno di legge ci era stato
presentato e illustrato in Conferenza dei capigruppo come un testo
molto semplice, da approvare in un minuto.
Ora comprendo che c'è qualche elemento di difficoltà.
Suggerisco, pertanto, e chiedo ai sensi del Regolamento interno il
rinvio del disegno di legge in Commissione per consentire ulteriori
approfondimenti.
COLIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COLIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo
per dichiarare che condivido la proposta dell'onorevole Cracolici
MANCUSO. Signor Presidente, stiamo parlando sulla proposta di
rinvio o stiamo votando?
COLIANNI. Si tratta di un disegno di legge importante, come
l'onorevole Corona ha più volte illustrato all'Aula, ma penso che
abbia la necessità di essere sedimentato in qualche maniera, e
debba trovare una riflessione più attenta da parte di tutti, in
particolare della Commissione.
Quindi mi sento di aderire a questa ipotesi di lavoro.
CORONA, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORONA, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
disegno di legge, presentato ad inizio della legislatura, ha avuto
un iter molto lungo: vi sono stati un'ampia riflessione e un
confronto approfondito in Commissione e anche in Aula ieri sera,
dopo che la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari aveva
deciso di portare in Aula il disegno di legge per il relativo esame
ed approvazione, con un orientamento favorevole da parte del
Governo.
Oggi, strumentalmente, il Partito Democratico ne chiede il rinvio
in Commissione.
Non so se il Regolamento lo consente, non so se è possibile.
Assume la Presidente il Presidente Cascio
Certamente non siamo contrari, in linea di principio, ad un
approfondimento, perché sappiamo bene che ogni approfondimento è
foriero di risultati positivi.
Risulta chiaro che, nel momento in cui andremo a discutere il
primo emendamento all'articolo 1, che è strumentale, demagogico e
specioso - perché, sostanzialmente, con questo emendamento si
chiede di abrogare l'articolo 1 -, si tratta di andare contro al
cosiddetto principio dell'adeguamento alla legge 580 e alle sue
successive modifiche ed integrazioni, ivi comprese quelle stabilite
con decreto legislativo da parte del Consiglio dei Ministri ieri
mattina.
Non vi sono dubbi che c'è il tentativo di remorare un
provvedimento che arriva in quest'Aula dopo quindici anni. Si fa
riferimento ad una serie di emendamenti legati alla legge numero
580, ad alcuni articoli della 580 in modo strumentale. Tra l'altro,
la legge 580 ha subìto, nel corso di questi diciassette anni, una
serie di modifiche ed integrazioni - almeno cinque, sei decreti
legge si sono susseguiti - che hanno riordinato il sistema.
Se vogliamo perdere l'opportunità di essere la prima Regione che
recepisce con atto legislativo un decreto legislativo del Consiglio
dei Ministri, frutto di un ragionamento lungo oltre sei mesi
attraverso un dibattito sia in Parlamento sia nelle Commissioni di
merito che nella Conferenza Stato-Regioni, che ripartisce compiti e
funzioni, allora procediamo in tal senso.
Ma non vedo perché oggi dobbiamo perdere questa opportunità e
rinviare il testo in Commissione.
Se c'è l'impegno da parte di tutti che il rinvio in Commissione
non significa affossare la filosofia di dotare la Regione siciliana
di una marcia in più per l'intero sistema del mondo camerale, non
sono contrario alla proposta, in modo da consentire un ulteriore
approfondimento, purché ci sia consapevolezza da parte di tutti i
Gruppi politici e da parte della Commissione tutta di fare in
fretta e di non aspettare un anno e mezzo per recepire la legge
nazionale, approvando questo disegno di legge presentato
nell'ottobre del 2008.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Speziale è in congedo per
oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, tenuto conto della proposta
formulata dall'onorevole Cracolici e avendo gli uffici l'esigenza
di approfondire la norma al nostro esame, possiamo valutare una
strada, già sperimentata in altre occasioni e che ha funzionato:
quella di non rinviare formalmente il disegno di legge in
Commissione, ma dare la possibilità al Governo e alla Commissione,
anche informalmente, di utilizzare il tempo, da oggi a mercoledì
prossimo, per valutare questo testo e apportarvi i dovuti
accorgimenti.
CAPUTO, presidente della Commissione. Signor Presidente, la
Commissione è favorevole a questa proposta.
DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, la soluzione prospettata dalla
Presidenza mi sembra equa e corretta. Intervengo soltanto per
precisare che era intenzione mia e dell'onorevole Gucciardi,
firmatari entrambi dell'emendamento 1.12, proporre di avviare un
confronto sulla norma, di valutare con attenzione gli emendamenti
proposti, e non in pochi minuti, e poi votarla.
Quindi, se viene accolta questa ulteriore ipotesi di lavoro, bene.
Altrimenti, ritengo che la proposta della Presidenza di
approfondire informalmente in Commissione il testo con gli
emendamenti sia una soluzione soddisfacente che ci consente di
arrivare in Aula con un testo largamente condiviso.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, così rimane stabilito.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Seguito della discussione del disegno di legge Disciplina
dell'agriturismo in Sicilia (n. 337/A)
PRESIDENTE. Si procede con il seguito della discussione del
disegno di legge n. 337/A «Disciplina dell'agriturismo in Sicilia»,
posto al numero 1).
Ricordo che la discussione era stata sospesa nella seduta numero
140 del 10 febbraio 2010, in fase di esame dell'emendamento A.2,
del Governo, e del relativo subemendamento A.2.1.
DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ieri è
successo un fatto particolare: il Consiglio dei Ministri ha
approvato il decreto legislativo di attuazione dell'articolo 25
della legge delega 23 luglio 2009, n. 99. Questa legge metteva in
piedi la possibilità, dando delega al Governo, di legiferare sulla
collocazione delle centrali nucleari, dello smaltimento delle
scorie e dell'allocazione delle aree di stoccaggio. Questo è un
fatto nuovo.
Noi abbiamo apprezzato molto la posizione espressa dal Governo che
ha difeso il voto dell'Aula, dell'Assemblea regionale siciliana, di
diniego all'installazione di centrali nucleari in Sicilia. Abbiamo
apprezzato il comportamento e la posizione dell'Assessore per
l'energia ed anche quello del Presidente Lombardo, che è arrivato a
dire faremo le barricate contro le centrali nucleari .
Io credo - e intervengo perché c'è un ordine del giorno che, pur
non essendo collegato al disegno di legge in esame, ha carattere di
urgenza e chiedo che venga posto in votazione alla fine dell'esame
del disegno di legge sull'agriturismo - che dovremmo fare un passo
successivo, così come hanno fatto undici regioni d'Italia, e cioé
impugnare la norma nazionale ed il decreto legislativo attuativo
della norma nazionale.
Quindi, vista l'urgenza, chiedo alla Presidenza di volerlo mettere
in votazione, una volta completato l'esame del disegno di legge
sull'agriturismo - poi, magari, il dibattito lo faremo quando
tratteremo l'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ieri a conclusione della seduta
avevo invitato la Commissione e il Governo a confrontarsi. Mi si
dice che è stato fatto.
Gli emendamenti A.5 e A.2.3 sono inammissibili.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento A.2.5,
che riscrive l'emendamento A.2. Ne do lettura:
«Il fondo unico a gestione separata istituito presso la Cassa
regionale per il credito alle imprese siciliane (CRIAS), ai sensi
dell'articolo 64 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6, è
incrementato, per l'esercizio finanziario 2010, di 37.500 migliaia
di euro da destinare alle finalità dell'articolo 16 della legge
regionale 14 maggio 2009, n. 6.
L'Assessorato regionale delle risorse agricole ed alimentari
provvede, per fini di solidarietà sociale ed umanitaria,
all'acquisto di prodotti agrumicoli con particolare riferimento a
quelli del comparto arancicolo da trasformare in succhi; per la
finalità di cui al presente comma è autorizzata per l'esercizio
finanziario 2010 la spesa complessiva di 12.500 migliaia di euro.
Al fine di assicurare la copertura finanziaria del presente
articolo il fondo di rotazione istituito presso l'Istituto
regionale per il finanziamento alle industrie in Sicilia (IRFIS),
Mediocredito della Sicilia S.p.A., con le leggi regionali 5 agosto
1957, n. 51, articolo 9 e 13 dicembre 1983, n. 119, articolo 13 e
successive modifiche ed integrazioni, è ridotto di 50.000 migliaia
di euro, per l'anno 2010».
Onorevoli colleghi, gli Uffici mi informano che è a rischio di
impugnativa, e ciò è stato detto anche dai tecnici dell'Assessorato
regionale delle risorse agricole ed alimentari. C'è una percentuale
di rischio.
DI MAURO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, il disegno di legge, come si ricorderà, è quello che
era stato rappresentato in Aula dal Governo, nella persona
dell'onorevole Bufardeci. Considerata l'importanza del testo e
considerato pure che l'emendamento A.2 ieri ha suscitato un vasto
dibattito e oggi c'è un nuovo emendamento del Governo - credo a
firma dell'assessore Bufardeci -, chiedo una breve sospensione dei
lavori per consentire l'arrivo in Aula dell'Assessore e poi
proseguire l'esame del disegno di legge.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, mi sto confondendo perché non capisco
quanti governi ci sono.
Non è possibile che, dopo un intervento di grande passione del
Presidente della Regione, che ha portato l'Aula oggi, in modo
coerente, ad apprezzare l'emendamento A.2.5, che riscrive
l'emendamento A.2, debba sentire un altro componente del Governo
che non si assume la responsabilità delle cose dette in Aula a
tutti i parlamentari. Mi sembra una situazione paradossale.
Ieri sera abbiamo ascoltato tutti il Presidente della Regione, il
quale si è impegnato a riscrivere quanto era stato concordato e
difeso dallo stesso Presidente della Regione in Aula.
La confusione di ieri ha indotto la Presidenza dell'Assemblea,
giustamente, a rinviare la seduta ad oggi. Pertanto, signor
Presidente, la prego di mettere in votazione l'emendamento di
riscrittura del Governo. Non credo che qualcuno possa dare parere
diverso rispetto ad un emendamento firmato dal Governo. Si proceda,
dunque, alla votazione di questo emendamento.
Quando tratteremo un emendamento non a firma del Governo, ma di un
deputato o della Commissione, è chiaro che aspetteremo l'assessore
al ramo.
Non credo che nessuno possa smentire il Presidente della Regione.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono tra i tanti
deputati che intendono fare qualcosa per contrastare la crisi del
comparto agricolo, agrumicolo, cerealicolo, dell'ortofrutta, della
vitivinicoltura, delle colture a pieno campo, della serricoltura.
Per fare ciò bisognerebbe formulare norme che non siano
assolutamente in contrasto con i regolamenti comunitari e che diano
la possibilità - agli agrumicoltori, da un lato, e dall'altro, alla
restante parte del comparto agricolo nei vari settori - di essere
immediatamente applicabili.
Oggi ci troviamo dinanzi a un paradosso: abbiamo allocato un po'
di risorse per il settore nel suo complesso, anche se questo non ha
prodotto alcun effetto perché in corsa ci sono non solo adempimenti
di natura amministrativa, utili ad espletare tutta l'efficacia
possibile delle norme anche dal punto di vista finanziario; ma ci
sono stati pure in corso d'opera, durante l'esame ed approvazione
del bilancio 2009, alcuni accorgimenti e alcune implementazioni, in
termini di dotazione finanziaria. Credo che approfondire il
contenuto dell'emendamento non sia irrilevante.
E' ovvio che dobbiamo fare quanto è necessario. L'altra sera ho
assistito, come tanti di voi, al dibattito sulla crisi del comparto
agrumicolo; è stato un dibattito di tre ore e mezzo, molto sentito.
Abbiamo un comparto in ginocchio. Se questo è vero, se dobbiamo
tentare di fare diventare questa una norma della Regione siciliana,
che dovrà espletare tutti gli effetti possibili, dobbiamo
sinceramente e lealmente attrezzarci dal punto di vista tecnico e
giuridico.
Io credo che, con tutto il rispetto nei confronti dell'assessore
Di Mauro, componente autorevole del Governo, e dell'assessore
Venturi, la richiesta dell'assessore Di Mauro è ragionevole. Se ci
fossero in Aula il vice presidente o il presidente della Regione,
allora potremmo cercare di determinarci per continuare a lavorare.
Mi sembra serio, invece, approfondire l'emendamento, così come è
scritto, anche e soprattutto per la parte che riguarda il comparto
agrumicolo, a prescindere dalle valutazioni che lei, signor
Presidente, farà per quanto concerne il prosieguo dei lavori di
quest'Aula.
Ragionevolmente, ritengo che dovremmo un attimo sederci e
riflettere.
LIMOLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LIMOLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sta subentrando in
me una certa confusione.
Due sere addietro, questo Parlamento si era contraddistinto per
avere votato all'unanimità una mozione che era il frutto di tante
riflessioni, di tante assemblee, del contributo di tutte le forze
politiche rappresentate in quest'Aula e forse, per la prima volta,
tutti i gruppi parlamentari si sono ritrovati uniti per dare una
risposta univoca ad un comparto che sta vivendo, forse, una delle
crisi più devastanti della storia dell'economia della Regione
siciliana.
Ognuno, parlando poi al di fuori di questa Aula, anche attraverso
i mass media, ha trasmesso all'esterno, con grande compiacimento,
questa ritrovata unità di intenti, per potere far sentire non più
soli migliaia e migliaia, centinaia di migliaia di produttori che
non sanno cosa fare e che aggiungono alla loro disperazione anche
la solitudine con cui sono costretti a convivere, sapendo che
all'albeggiare di ogni giorno non riescono a guardare in faccia né
le proprie mogli né i propri figli.
Siamo usciti dall'Aula tutti convinti di avere svolto con dignità
ed orgoglio il nostro ruolo.
Con le dichiarazioni rese poco fa dall'assessore Di Mauro ed anche
dall'onorevole Oddo, incomincio a capire o a rendermi conto che,
finita la fase del bla bla, appena poi si tratta di passare dalle
parole ai fatti, si incomincia a cambiare inopinatamente i propri
comportamenti.
Io ricordo al Presidente dell'Assemblea che il Governo della
Regione - col quale sono d'accordo e apprezzo, inoltre, l'operato
del Presidente della Regione, ed è già tanto - ha fatto bene.
Quando con obiettività il Governo compie il suo dovere, da parte di
tutti i deputati, a partire da me, è giusto dargliene
riconoscimento. E ciò rispetto alla serietà con cui il Governo
regionale, per bocca del suo Presidente, ieri ha annunciato a tutti
- presente anche l'assessore Di Mauro - che si sarebbe attivato per
presentare oggi in Aula un emendamento che avrebbe fatto propria
un'impostazione grazie alla quale poter dare una risposta immediata
al comparto dell'agrumicoltura.
Se l'emendamento del Governo non è riconosciuto dall'assessore Di
Mauro, io vorrei chiedere prima al Presidente della Regione, e poi
all'assessore Di Mauro, a che titolo questi è seduto al banco del
Governo. Se egli si disconosce o non si riconosce nel Governo, il
Governo di cui fa parte e che formalmente porta in Aula un
emendamento a sua firma, che peraltro segue l'intervento accorato
del Presidente della Regione - che ieri sera tutti noi abbiamo
ascoltato -, vorrei capire con chi dobbiamo parlare, chi è
l'interlocutore di un comparto disastrato e di persone che non
possono più vivere.
E sfiderei chi tra noi ne avesse il coraggio a ripeterlo in
piazza, tra gli agrumicoltori che vedono ritardare ciò che a loro
spetta sol perché non si capisce qual è il perché di quello che si
sta dicendo stasera: Aspetto che venga l'assessore Tizio o
l'assessore Caio perché il problema è importante, e così via .
Il problema è importante E proprio perché è così importante io
gradirei, signor Presidente, visto che lei ieri sera ha chiuso la
seduta a causa dell'ora tarda, che si procedesse all'approvazione
di questo emendamento, così sapremo cosa stiamo per votare.
Peraltro, approvare questo emendamento significa sottoscrivere con
coerenza l'impegno che abbiamo assunto in maniera formale, solenne,
nei confronti della Sicilia, approvando all'unanimità la mozione
sulla crisi che attanaglia il mondo dell'agrumicoltura, crisi che
ritengo pericolosa anche dal punto di vista sociale.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a differenza di
molti colleghi io non sono confuso; credo che la confusione sia il
leit motiv di questo Governo. Sono, invece, imbarazzato per questo
Governo e sono imbarazzato per la titubanza che questo Governo oggi
dimostra all'Aula sulla ricerca di una soluzione o, quanto meno, di
un aiuto concreto che ieri sera avevamo concordato, direi
unanimemente, grazie al buon senso di tutti. Il buon senso del
Presidente dell'Assemblea regionale che, resosi conto del problema,
ha rinviato l'Aula a oggi; il buon senso di una volta del
Presidente della Regione, il quale ieri aveva detto meglio un po'
a ciascuno che nulla a tutti ; il buon senso dell'assessore
Bufardeci, che è stato eletto dagli elettori siciliani, il quale ha
trovato una soluzione seria, coerente, corretta; il buon senso
dell'Aula che, dopo tre ore e mezzo di dibattito sulla crisi
dell'agrumicoltura in Sicilia, ha ritenuto di sostenere non una
battaglia di parte, ma di sostenere una battaglia per un comparto
decisivo dell'economia siciliana.
Allora mi imbarazza il parere dell'assessore Di Mauro perché, al
di là di quella che può essere la buona abitudine di comprendere
preliminarmente quale potrebbe essere l'idea del Commissario dello
Stato, io credo che oggi, dopo le tante chiacchiere dei giorni
scorsi, sia arrivato il tempo in cui ciascuno si assuma le proprie
responsabilità.
Questo al nostro esame è un emendamento serio con cui si stornano
dall'IRFIS alla CRIAS 37 milioni e mezzo per aiuti all'agricoltura
siciliana e 12 milioni e mezzo vengono destinati all'acquisto di
prodotti agrumicoli per fini di solidarietà: mi pare una soluzione
seria e di buon senso.
L'Aula oggi decida, si pronunci, lo chiedo fin da adesso a nome
del Gruppo parlamentare UDC, con un voto per scrutinio nominale
palese, così ciascuno si assumerà le proprie responsabilità. Dopo
di che, se il Commissario dello Stato dovesse ritenere di assumersi
la responsabilità di bocciare questa legge o parte di essa, questo
Parlamento e i siciliani ancora una volta ne prenderanno atto.
Intanto noi siamo perché questo emendamento subito - perché non
c'è più un minuto da perdere - venga messo ai voti per appello
nominale palese. Grazie.
DI MAURO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, mi pare che i parlamentari che sono intervenuti abbiano
dimenticato il corso dei lavori di ieri.
Ieri sera un emendamento al disegno di legge prevedeva delle
risorse per aiutare il comparto agrumicolo e agricolo che questa
Assemblea aveva avuto modo di esaminare attraverso la discussione
di una mozione. Successivamente, nel prosieguo dei lavori, il
Presidente della Regione aveva indicato una strada per sostenere il
comparto agrumicolo.
Questa, quindi, è l'iniziativa che ha assunto il Governo.
Io prendo atto che stasera gli interventi che si sono fin qui
svolti hanno manifestato l'urgenza che si proceda al voto, ma la
mia è una questione di delicatezza rispetto al Governo, nella
persona dell'assessore Bufardeci, che era stato il promotore del
disegno di legge e il promotore dell'emendamento, unitamente al
Presidente della Regione.
Pertanto, signor Presidente dell'Assemblea, io sono assolutamente
d'accordo sull'emendamento e manifesto il parere favorevole del
Governo.
No mi scusi, onorevole Cracolici, qui si sta lavorando...
CRACOLICI. Lei non può esprimere nessun parere
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, la prego di non interrompermi.
Nel frattempo, è arrivato il titolare del ramo del Governo.
DI MAURO. Onorevole Cracolici, qui si sta lavorando al disegno di
legge senza attendere che sia presente l'assessore al ramo e
nessuno ha sollevato questo problema.
PRESIDENTE. Nel frattempo è arrivato l'assessore Bufardeci.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
dire che il gruppo parlamentare PDL che rappresento è favorevole
all'emendamento proposto dall'assessore Bufardeci.
Tra l'altro, è l'emendamento che ieri sera insieme abbiamo
concordato e ritengo anche superfluo che si chieda il parere su un
emendamento presentato dal Governo ad un rappresentante che siede
nei banchi del Governo.
Quindi, ritengo necessario fare presto ed approvare l'emendamento
proprio perché va nel senso delle proposte che ieri sono state
formulate dai rappresentanti dei gruppi parlamentari presenti in
Aula e perché l'assessore Bufardeci ha accolto i suggerimenti e le
indicazioni provenienti dal PDL.
ADAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Considerato però che è arrivato
l'assessore Bufardeci, potremmo accorciare il dibattito e dare la
parola all'Assessore.
ADAMO. Signor Presidente, vorrei che l'assessore mi ascoltasse ma
credo che siamo d'accordo.
Lei ieri, Presidente, con estrema saggezza, ha interrotto il
dibattito in un momento in cui si rischiava la rottura. Molto bene
ha fatto l'assessore Di Mauro ad aspettare la presenza in Aula
dell'assessore per le risorse agricole perché è vero che c'è la
volontà unanime dell'Assemblea di affrontare i problemi del
comparto, ma chiaramente non possiamo affrontarli né con colpi di
mano né con interventi settoriali.
Allora tutti siamo disposti a sostenere i problemi delle arance in
alcune zone della Sicilia purché in questa sede l'Assessore
chiarisca che cosa intende fare in altri settori. Ricordo
all'Assemblea e a tutti noi che il settore vitivinicolo è in crisi
quanto quello agrumicolo e contribuisce all'economia della Sicilia
quanto gli altri settori.
Per esempio, l'Assemblea regionale, o comunque il Governo
precedente è responsabile di avere fatto tornare indietro un
contributo di 50 milioni di euro per la peronospora che ha colpito
il nostro territorio.
La domanda è: il Governo è interessato? E' in condizioni di ridare
quei soldi agli agricoltori che li hanno persi non per colpa loro,
ma per colpa del Governo precedente?
Altra questione che intendiamo porre: è inutile continuare a dare
contributi all'agricoltura se pretendiamo che la cassa dei
contributi si trovi a Roma all'AGEA. Ogni sforzo degli uffici
periferici risulta vanificato perché c'è un sistema burocratico a
Roma che blocca ogni cosa.
Chiediamo un impegno formale del Governo affinché venga finalmente
applicata una legge che prevede la possibilità di avere una sede
dell'AGEA a Palermo con il conseguente snellimento delle procedure
burocratiche.
Chiediamo, inoltre, che venga attivata, così come è stato promesso
da tanto tempo, la pratica alla Comunità europea perché il
contributo per l'agro-alimentare sia portato da 400 euro a 900
euro. Ne parliamo da un anno Lo dico agli amici che, giustamente,
in quindici giorni pongono la questione del settore agrumicolo e in
quindici giorni troviamo la soluzione.
Io sono felice, purché si trovino pure le soluzioni che da un anno
noi proponiamo a questo Governo e, quindi: l'avvio a Bruxelles
della procedura per aumentare da 400 a 900 euro l'intervento per
ettaro; la revisione dei bandi che vanno deserti perché, spesso,
sono presentati in un modo burocratico complesso, improponibile, e
l'agricoltore, per avere una lira o un euro, ne deve spendere tre
e, infine, contemporaneamente, un impegno assoluto sulla
peronospora perché per colpa del Governo precedente - ma comunque
c'è una continuità e una responsabilità amministrativa - abbiamo
perso i soldi che servivano agli agricoltori.
Noi siamo ben lieti di votare a favore degli amici che hanno posto
il problema, purché questo venga inquadrato in una logica di
interventi in favore di tutto il settore.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Fagone é in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
337/A
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, mi scuso per il ritardo con il
quale partecipo ai lavori parlamentari nella parte che riguarda
proprio la conclusione del disegno di legge sull'agriturismo.
Dico subito che la sospensione che lei, signor Presidente, ha
voluto disporre ieri a tarda sera è stata utile perché ha
consentito un approfondimento ulteriore dal punto di vista tecnico
e, al ragioniere generale e alla direttrice, dottoressa Barresi,
per quanto riguarda la migliore redazione tecnicamente legittima e
assolutamente possibile, quindi, che riguarda proprio l'emendamento
del quale abbiamo discusso tanto ieri sera e che concerne
l'assegnazione di risorse dal fondo IRFIS in gran parte (per i tre
quarti) alla CRIAS e per un quarto alla questione - già oggetto
degli incontri avuti nel giorno precedente sull'ordine del giorno
discusso in questa Aula - della crisi del settore agrumicolo.
Quindi, questo emendamento, che è già agli atti della Presidenza,
è frutto di un approfondimento tecnico dei dirigenti, il ragioniere
generale e la dottoressa Barresi, che si sono confrontati per
redigere, ribadisco, il testo in maniera certamente legittima.
Voglio però dare anche risposta alle considerazioni che da ultimo
ho ascoltato, in particolare dall'onorevole Adamo. Non vi è ombra
di dubbio che, come abbiamo detto nei giorni passati, questo non è
un momento di crisi esclusivo di un settore, al di là delle
specificità del prodotto in alcuni momenti della stagione.
E' evidente, lo abbiamo accennato ieri e lo stesso Presidente vi
faceva riferimento, che l'impegno del Governo è assoluto anche, per
esempio, nel settore vitivinicolo.
Sotto questo profilo vi è l'impegno del Governo anche per quel che
riguarda i fondi FAS, gli impegni e le risorse che riguardano
l'articolo 20 della precedente finanziaria per combattere la
peronospora; tutto questo è certamente nelle intenzioni del Governo
e si cercherà di concretizzarlo nella stessa maniera con la quale
spero, a partire dal 24 febbraio prossimo a Bruxelles - in
occasione di una visita per altre ragioni che riguardano il
comparto agricolo - di portare avanti l'incremento del contributo
per ettaro in modo che possa essere elevato da 450 a 900 euro.
Da ultimo, però, devo svolgere una considerazione, anche per fare
chiarezza - mi dispiace che l'onorevole Adamo si sia allontanata -,
interessa certamente tutto il Parlamento siciliano la grande
questione relativa alla materia AGEA e ARSEA.
Sotto questo profilo rappresento brevemente, anche in questo caso,
l'attività che sto cercando di portare avanti. Ad una certa data,
non capisco bene per quale ragione, la Regione siciliana ha
assegnato all'AGEA il compito di diventare il soggetto pagatore.
Questa decisione ha creato soprattutto ombre e risvolti negativi
alla gestione nei confronti del nostro mondo agricolo in quanto, se
è vero, come mi è stato riferito, che l'AGEA è puntualmente
adempiente nei confronti delle OP, è certamente non adempiente
puntualmente, anzi con grande ritardo, nei confronti dei piccoli
produttori e dei piccoli coltivatori. Anzi, in alcuni casi, anche
per quanto riguarda istruttorie precedenti, relative a calamità, il
ritardo dell'AGEA è enorme.
Quindi, bene si fece, qualche anno addietro, quando si istituì
l'ARSEA, sostanzialmente una AGEA di carattere regionale. Su
questo, come sapete, è stato dato qualche mese fa incarico
specifico al dottor Ugo Maltese, perché si occupasse della
realizzazione di questa istituzione.
Ora ho incontrato il commissario in maniera che si possa portare
avanti questa attività.
Vi dico in maniera molto sintetica cosa si sta facendo.
Si sta procedendo ad una ricognizione dei locali, che dovrebbero
essere quelli di via degli Emiri, come sede dell'ARSEA; si è fatto
già un atto di interpello per individuare il personale che dovrà
lavorare a questo compito fondamentale per la vita e per la
gestione dei pagamenti in agricoltura.
Già 65 dipendenti dell'amministrazione regionale hanno dato il
loro assenso, ma questo numero pare sia insufficiente perché
occorre un organico di circa 90-100 unità.
Già si è avviata con Sicilia innovazione l'attività utile alle
infrastrutture informatiche, altro elemento fondamentale. L'ARSEA,
in sostanza, deve ripetere le procedere che AGEA svolge a Roma,
deve riprodurle fedelmente nella maniera più attenta qui a Palermo.
Altro elemento fondamentale, anche per il collegamento con
Bruxelles, è la infrastrutturazione telematica. Tutto ciò deve
avvenire in tempi utili perché il Ministero prima, e la
Commissione europea dopo, possano fare la verifica e l'ispezione
per considerarci soggetto abilitato all'avvio di questa fase di
gestione. E c'è un giorno nel quale tutto questo dovrà essere
definito: per disposizione europea l'avvio della gestione di un
soggetto pagatore è il 16 ottobre di ogni anno.
Quindi, o noi saremo pronti - e ci stiamo attivando per essere
pronti, anche in anticipo, per quel 16 ottobre, anche perché
abbiamo computato in non meno di tre, quattro mesi l'attività di
verifica da parte del Ministero e dell'Unione europea -, o dovremo
aspettare il 2011.
Ora, comprendete bene che ciò sarebbe gravissimo, una follia, e in
ordine a questo ribadisco il pieno impegno del Governo perché
eserciti pressioni nei confronti del dottore Maltese, anche se
complessivamente, l'Assessorato, come cabina di regia, si sta
muovendo per coordinare la logistica, le risorse umane e le
infrastrutture per operare le procedure che ribadiscano in maniera
migliore quelle che oggi AGEA svolge in campo romano.
Questo rappresenta, onorevole Adamo e onorevoli colleghi del
Parlamento siciliano, l'impegno ulteriore sul quale certamente il
Governo non si sottrarrà a ribadire informando l'Aula, come ha già
fatto nei giorni scorsi, sulle iniziative che il Governo stesso
mette in campo per l'agricoltura, che è la base della vita sociale,
e non soltanto economica, della nostra Isola.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di votare l'emendamento
A.2.5, dobbiamo votare il subemendamento A.2.1, del Governo, di cui
do nuovamente lettura:
«Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:
3. Entro 15 giorni dall'entrata in vigore della presente legge
l'IRFIS è tenuto a riversare in entrata nel bilancio della Regione
la somma di cui al precedente comma, con imputazione al Capo 10
dell'Entrata cap. 5447 ».
Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.2.5. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento A.2.5, come
modificato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
ARICO'. Chiedo che venga verbalizzato il mio voto contrario
all'emendamento A.2.5.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Tutti gli altri emendamenti sono preclusi.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
RAGUSA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Assessore, nell'ultima finanziaria con l'articolo 16 abbiamo fatto
cose importanti per l'agricoltura. Però dall'approvazione da parte
dell'Aula a raggiungere gli obiettivi importanti sul territorio
sono passati otto mesi.
Pertanto, signor Presidente, la invito - visto che è stato votato
questo emendamento - a dare subito indirizzo ai suoi uffici di
chiudere in modo definitivo questa procedura perché siano
soddisfatte le istanze di coloro che hanno fatto già richiesta ai
sensi dell'articolo 16 della finanziaria.
ROMANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROMANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi permetto di
introdurre un tema che sta particolarmente a cuore a tanti
siciliani e sul quale ci siamo distratti.
Desidero evidenziare che tra le tante sollecitazioni provenienti
in questi giorni dal settore agricolo abbiamo dimenticato il
settore corilicolo, quello dei noccioleti, un settore marginale
rispetto all'economia complessiva dell'agricoltura regionale.
Il 21 ottobre dello scorso anno, signor Presidente, lo dico a lei
perché gli uffici possano mettere ordine tra le carte, ho
presentato una mozione per impegnare il Governo ad attivare un
tavolo tecnico per il settore corilicolo, che occupa 15.000 addetti
in Sicilia, in modo particolare nel territorio dei Nebrodi; un
settore in crisi che corre il rischio di chiudere.
E allora, nelle politiche di attenzione al comparto agricolo, al
comparto olivicolo, al comparto vinicolo, occorre rivolgere
attenzione pure al comparto corilicolo, un comparto importante che
- come ho detto - occupa 15.000 addetti su una vasta area del
nostro territorio e il cui stato di abbandono è profondamente
legato ai fenomeni di dissesto idrogeologico che in queste
settimane si sono verificati nei Nebrodi.
Chiedo, dunque, al Governo di rivolgere la propria attenzione
anche a questo comparto e di inserirlo in agenda il più presto
possibile.
FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Non ho ben compreso la sorte di alcuni subemendamenti.
Sono decaduti?
PRESIDENTE. Tutto ciò che è stato dichiarato non ammissibile è
decaduto o è stato assorbito dagli emendamenti approvati.
FALCONE. C'erano dei subemendamenti, di cui uno a mio firma,
all'emendamento A.22, su cui nulla è stato detto.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, il suo subemendamento é precluso,
avendo approvato l'emendamento interamente sostitutivo. Manca il
quadro di riferimento che è stato modificato dal nuovo emendamento.
Annunzio di ordini del giorno
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini
del giorno:
n. 242 Sostegno alle iniziative promosse dal Comitato permanente
per il partenariato euromediterraneo dei poteri locali e
regionali , dell'onorevole Faraone;
n. 247 Iniziative per far fronte allo stato di crisi in cui versa
l'agricoltura siciliana', degli onorevoli Raia, Di Benedetto,
Digiacomo, Marziano, Marinello, Di Guardo, Barbagallo;
n. 251 Interventi al fine di arginare la crisi economica nei
comuni siciliani', degli onorevoli Leontini, D'Asero, Beninati,
Buzzanca, Galvagno, Lupo, Minardo, Campagna e Adamo;
n. 252 Ricostituzione degli organi statutari del Consorzio di
ripopolamento ittico del Golfo di Patti (ME)', degli onorevoli
Panarello e Marinello;
n. 256 Interventi a sostegno della promozione delle produzioni
agro-alimentari siciliane , degli onorevoli Oddo, Cracolici,
Apprendi, Donegani e Gucciardi;
n. 257 Iniziative a sostegno dell'aiuto disaccoppiato in favore
delle aziende viticole degli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi e
Gucciardi;
n. 258 Interventi per l'indennizzo delle aziende viticole
danneggiate dalla peronospora 2007 , degli onorevoli Oddo,
Cracolici, Apprendi, Donegani e Gucciardi;
n. 259 Interventi per la rimodulazione dei premi delle misure
agro ambientali previsti dalla misura 214 del PSR della Regione
Sicilia 2007/13 , degli onorevoli Oddo, Digiacomo, Apprendi, De
Benedictis, Gucciardi e Donegani;
n. 263 Riapertura dei termini per il risarcimento dei danni
causati dalla siccità nel 2002 , degli onorevoli Oddo, Cracolici,
Apprendi, Donegani, Vitrano e Marinello;
n. 264 Iniziative a sostegno della crisi che ha investito il
settore agricolo e zootecnico del territorio del comune di Giuliana
(PA) , degli onorevoli Caputo, Pogliese, Falcone, Buzzanca e
Vinciullo;
n. 266 Interventi straordinari nel settore agricolo per
contrastare la crisi economico-finanziaria , dell'onorevole
Gennuso;
n. 269 Provvedimenti a favore dei produttori agricoli creditori
delle cooperative , degli onorevoli Marrocco, Fagone, Marinese,
Vinciullo, Nicotra, Bosco, Romano, Corona, Cristaudo, Falcone, De
Luca, Currenti, Lentini e Torregrossa;
n. 270 Iniziative per consentire ai comuni interessati di rendere
conformi ai requisiti stabiliti dalla normativa comunitaria le
strutture destinate alla macellazione , dell'onorevole Lentini;
n. 271 Aggiornamento e definizione dei dati di occupazione del
suolo e consistenza territoriale , degli onorevoli Oddo, Cracolici,
Apprendi, Vitrano, Donegani e Marinello;
n. 273 Dichiarazione dello stato di calamità naturale per il
comprensorio nebroideo della provincia di Messina , degli onorevoli
Laccoto, Picciolo, Rinaldi e Panarello;
n. 274 Interventi a favore delle colture del comparto agrumicolo
della provincia di Caltanissetta , degli onorevoli Maira, Cordaro,
Gianni, Dina e Ragusa.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la collocazione geografica della Sicilia nel Mediterraneo
conferisce alla Regione un importante ruolo politico e strategico,
potendo essa intrattenere relazioni e svolgere iniziative con tutti
i Paesi che si affacciano nel 'mare nostrum', in particolare nel
solco di politiche convergenti attuative e scaturenti dal processo
di Barcellona;
in particolare, tali politiche, anche a seguito del recente
vertice di Copenaghen, pongono la questione ambientale fra le
novità e le urgenze dell'attualità politica, imponendo, non solo
agli Stati, ma anche alle loro articolazioni regionali, scelte
strategiche mirate e innovative; fra queste, indubbiamente,
rientrano anche quelle previste dal cosiddetto 'Countdown 2010' che
impone a tutti i Governi, ad ogni livello, di assumere ed attuare
entro il 2010, misure necessarie per fermare la perdita della
biodiversità, incoraggiando la piena implementazione delle
legislazioni esistenti e degli impegni internazionali vincolanti e
a sostenere la completa implementazione di tutte le azioni
necessarie alla piena attuazione delle risoluzioni internazionali
in materia di biodiversità, coinvolgendo, in tal senso, autorità
nazionali, regionali e locali, a tutti i livelli, attraverso azioni
tangibili sul territorio;
in tale direzione rientrano le iniziative e le politiche attive in
tema di protezione e conservazione degli ambienti naturali protetti
la cui specifica azione di tutela é demandata all'azione degli enti
parchi ed alle riserve istituite in ambito euromediterraneo;
considerato che:
nella Regione siciliana ha sede il Segretariato generale del
Comitato permanente per il partenariato euromediterraneo dei poteri
locali e regionali (COPPEM) il cui presidente é il Presidente della
Regione, Segretariato che raggruppa al suo interno ben 37 Paesi
dell'intera area europea, del Maghreb e del Medio Oriente, la cui
assemblea generale annuale si é svolta di recente proprio a Palermo
il 13 dicembre scorso;
in detta assemblea generale è stata data comunicazione formale del
progetto promosso dallo stesso Segretariato, finalizzato alla
costituzione della Federazione internazionale euromediterranea dei
parchi e delle riserve, e ciò al fine di sviluppare una diffusa
rete fra i diversi soggetti e così facilitare, nell'ambito del
bacino euromediterraneo, una messa in rete delle diverse
istituzioni ed esperienze. L'iniziativa prevede, in tal senso,
l'organizzazione a Palermo di un convegno internazionale di tutti i
parchi e le riserve presenti nell'area euromediterranea, quale
momento finalizzato alla costituzione di detta Federazione
euromediterranea;
tale iniziativa ha trovato il consenso e il sostegno della
Federazione italiana dei parchi e delle riserve, la quale
esplicitamente ha rilevato che i tentativi finora compiuti a
livello internazionale da parte della stessa non hanno avuto buon
esito e che, quindi, rimane invariata la necessità di un organismo
euromediterraneo rappresentativo di tutti i parchi e le riserve per
una comune e convergente politica di tutela ambientale da svolgersi
nell'area;
ritenuto che tale iniziativa debba ricevere il pieno sostegno da
parte delle Istituzioni regionali, in particolare dell'Assemblea
regionale siciliana e dello stesso Governo della Regione,
impegna il Governo della Regione
1. a condividere e sostenere l'iniziativa promossa dal COPPEM di
cui in premessa;
2. a concertare con lo stesso Segretariato generale le modalità
organizzative della manifestazione internazionale prevista e sopra
descritta;
3. a organizzare a Palermo, nel corso del corrente anno, il
convegno internazionale cui invitare tutti i parchi e le riserve
presenti nei Paesi aderenti al COPPEM e ricadenti nell'area
europea, del Maghreb e del Medio Oriente, nonché tutte le
istituzioni la cui presenza sia ritenuta utile e imprescindibile,
convegno finalizzato alla costituzione della Federazione
internazionale euromediterranea dei parchi e delle riserve». (242)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che la situazione agricola siciliana è gravissima, come
testimoniato dai prezzi dei prodotti agricoli, scesi in
quest'ultimo anno a livelli tali da non rendere più possibile la
sussistenza delle stesse aziende agricole;
ricordato che al crollo dei prezzi verificatosi nel corso del 2009
si aggiunge l'ulteriore riduzione registratasi all'inizio di
quest'anno per il grano duro (sceso a meno di 15 centesimi: -6 per
cento rispetto al novembre scorso), per i primaticci (che perdono
dal 30 al 40 per cento di valore da dicembre) e per il vino che
continua la sua discesa da dicembre;
ritenuto che si debba affrontare tale emergenza riconoscendo lo
stato di crisi del mercato, con la sospensione delle scadenze
contributive, la ristrutturazione a medio e lungo termine della
situazione debitoria di tutte le aziende agricole e l'accesso al
credito senza garanzie patrimoniali;
ritenuto altresì che per abbattere i costi di produzione si
debbano azzerare le accise del carburante per usi agricoli e
ridurre al 4 per cento l'IVA sui mezzi di produzione, stabilizzando
la riduzione degli oneri previdenziali;
nella convinzione che occorra individuare forme incentivanti
l'aggregazione dei produttori, delle società e delle cooperative, e
che contemporaneamente vadano tutelati i consumatori attraverso
l'obbligo del doppio prezzo (quello all'origine e quello al
consumo),
impegna il Governo della Regione
a sostenere il riconoscimento della denominazione di origine
controllata (DOC) 'Sicilia' per il vino e dell'indicazione
geografica protetta (IGP) per il 'pomodoro di sicilia' e le
'zucchine di Sicilia', promuovendo una campagna nazionale
attraverso l'adozione di un unico marchio 'prodotto siciliano';
a rivedere i meccanismi di funzionamento dei mercati all'ingrosso,
dei consorzi di bonifica, degli enti di assistenza tecnica, degli
enti di ricerca, sperimentazione, promozione e controllo;
a concludere in tempi strettissimi l'erogazione dei premi agro-
ambientali 2008-2009 e a rimuovere il blocco delle somme spettanti
a quanti hanno aderito alla Misura 214 del Piano di sviluppo
rurale, promuovendo le opportune azioni di sollecito nei confronti
dell' Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA)». (247)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
i comuni siciliani versano in una grave crisi finanziaria a
seguito delle emergenze relative alla gestione integrata dei
rifiuti;
l'articolo 11 della legge regionale n. 6 del 2009 stabilisce che
la Regione, per far fronte alla suddetta crisi, concede
anticipazioni di cassa nel limite del 30 per cento del fondo per le
autonomie locali;
la suddetta norma stabilisce altresì un limite massimo di tre
esercizi finanziari quale termine per il recupero delle somme
anticipate sulla base di un dettagliato piano finanziario di
rimborso;
ritenuto che il termine dei tre anni risulta insufficiente per
consentire ai comuni di fronteggiare adeguatamente la crisi
determinatasi e che pertanto occorrerebbe un ulteriore
dilazionamento dei tempi,
impegna il Governo della Regione
a sospendere le procedure di restituzione delle somme anticipate
nel 2009;
a porre in essere ogni atto utile a fissare nel limite di dieci
anni il termine stabilito dall'articolo 11 della legge regionale n.
6 del 2009». (251)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che il Consorzio di ripopolamento ittico del golfo di
Patti (ME) è commissariato da anni;
considerato che:
la gestione commissariale ha determinato una condizione di
incertezza nell'attività del consorzio e la conseguente
impossibilità di realizzare gli obiettivi di tutela ambientale e di
rilancio della pesca;
la predetta situazione ha determinato disagio tra gli operatori
della pesca che hanno più volte sollecitato una gestione del
Consorzio coerente con le finalità per le quali era stato
costituito;
tutti i soggetti titolati hanno formalizzato le indicazioni per
ricostituire gli organi, ad eccezione della Provincia regionale e
della Camera di commercio di Messina,
impegna il Governo della Regione
a ricostituire gli organi statutari del Consorzio di ripopolamento
ittico del Golfo di Patti e a sollecitare la designazione, da parte
del competente Assessorato e degli altri enti interessati, di
persone qualificate, in grado di realizzare il progetto
costitutivo, di tutelare l'ambiente marino e rilanciare l'attività
della pesca, di attivare i poteri sostitutivi previsti dalle norme
vigenti per i soggetti che non abbiano ottemperato all'obbligo di
indicare i componenti di loro spettanza». (252)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
l'ex Assessorato regionale dell'agricoltura e delle foreste ha già
pubblicato alcuni bandi finalizzati alla promozione delle
produzioni agro-alimentari siciliane, e, in particolare:
due bandi relativi alla misura 133 'Sostegno alle associazioni di
produttori per attività di informazione e promozione delle
produzioni agricole di qualità';
un bando per la promozione dei vini siciliani nei Paesi extra
Unione europea, nell'ambito dei fondi dell'organizzazione comune
dei mercati agricoli (OCM) vino;
i bandi in argomento hanno visto una scarsa partecipazione delle
aziende siciliane per cui, oltre alla probabile perdita di risorse
finanziarie, si stanno perdendo importanti occasioni per il
miglioramento della competitività delle nostre aziende sui mercati
internazionali in un momento di gravissima crisi del comparto;
la scarsa partecipazione delle aziende spesso è da imputare alla
complessità delle procedure previste dai bandi sopra citati
derivante da una eccessiva restrizione nell'applicazione delle
norme comunitarie;
considerato che le dichiarazioni del presidente di Assovini: 'Per
fortuna la UE - aggiunge - ha cambiato rotta, ma in Sicilia c'é un
problema in più. Gran parte di questi fondi non riusciamo ad
utilizzarli. Bandi scritti all'ultimo minuto o peggio ancora con
bizantinismi e paletti che nessuno alla fine riesce a parteciparvi.
E' successo - osserva - con i fondi destinati alla promozione del
vino siciliano nei Paesi extra UE. E ora mi dicono che anche quelli
previsti dalla misura 133 sono fortemente a rischio. Siamo stati
buoni e pazienti. Ma ora bisogna dire basta a ritardi assurdi e
inaccettabili. Perché è come competere contro se stessi'
sconfessano, in modo inequivocabile, il lavoro fin qui svolto
dall'Amministrazione regionale,
impegna il Governo della Regione e, per esso, l'Assessore per le
risorse agricole e alimentari
ad attivarsi immediatamente per:
rivedere i criteri e le modalità di attuazione previsti dai bandi
regionali sulla promozione sopra citati al fine di consentire la
più ampia partecipazione delle aziende siciliane, migliorare la
loro competitività sui mercati internazionali e consentire così
un'accelerazione della spesa dei fondi del piano di sviluppo
rurale;
insediare una commissione tecnica, composta da tutti gli attori
protagonisti della filiera agro-alimentare, al fine di stabilire i
criteri di utilizzo delle risorse per la promozione in funzione
delle esigenze delle aziende siciliane». (256)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la viticoltura è rimasto l'unico comparto agricolo che non
usufruisce degli aiuti disaccoppiati nell'ambito dell'OCM
(organizzazioni comuni dei mercati agricoli) vino;
la concessione degli aiuti disaccoppiati consente alle aziende
viticole di avere per i prossimi anni un reddito minimo garantito;
l'attuale gravissima crisi che sta investendo il comparto va
affrontata sia con interventi strutturali che con azioni che hanno
un'immediata ricaduta sui bilanci delle aziende;
considerato che, entro l'1 marzo 2010, le Regioni dovranno far
pervenire al Governo nazionale le proprie determinazioni circa
l'attivazione del sistema degli aiuti disaccoppiati nell'ambito
dell'OCM vino,
impegna il Governo della Regione e, per esso, l'Assessore per le
risorse agricole e alimentari
ad attivarsi in tempi brevi per intraprendere tutte le iniziative
necessarie per richiedere al Governo nazionale, entro l'1 marzo
2010, l'attivazione in Sicilia, a partire dall' annata agraria
2010/2011, del regime di aiuto disaccoppiato in favore delle
superfici vitate». (257)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la viticoltura siciliana nell'annata agraria 2006/2007 è stata
investita da un attacco di Plasmopara viticola (c.d. peronospora)
senza precedenti che ha distrutto oltre il 60 per cento del
raccolto e compromesso, in alcuni casi, i ceppi;
dopo alcuni mesi di discussione sulle possibilità di considerare
la peronospora come calamità naturale, in quanto conseguenza delle
variazioni climatiche in atto (in tal senso si era espresso
all'unanimità il Parlamento nazionale), l'ex Assessorato regionale
Agricoltura e foreste non era riuscito a portare a termine la
richiesta di dichiarazione dello stato di calamità ai sensi della
normativa del Fondo di solidarietà nazionale dettata dal D.lgs n.
102 del 29 marzo 2004;
scemata la possibilità di dichiarare lo stato di calamità ai sensi
della normativa vigente, l'unica strada percorribile rimasta era
quella di ricorrere al Regolamento Ce 1857/06 che consente, in
particolari situazioni, di intervenire, con gli articoli 10 e 11,
in caso di calamità e di fitopatie;
la legge n. 296 del 2007 (finanziaria nazionale), all'art. 2,
comma 135, equiparando le avversità atmosferiche che hanno
scatenato il virus alla calamità naturale, assegnava alla Regione
siciliana 50 milioni di euro da spendere secondo quanto stabilito
dal sopra citato Regolamento 1857 al fine di ristorare i nostri
viticoltori dai danni subiti dalla peronospora;
considerato che:
in data 18 aprile 2008 è stato pubblicato, nella Gazzetta
Ufficiale della Regione siciliana n. 17, il decreto 7 aprile 2008
che stabiliva le modalità di erogazione delle somme ai viticoltori
danneggiati dalla peronospora; tale decreto, però, non stabiliva i
tempi per la presentazione delle istanze in quanto si era in attesa
delle eventuali osservazioni della Unione Europea per l'attivazione
del regime di aiuti;
il 6 maggio 2008 l'UE ha chiesto chiarimenti sul decreto 7 aprile
2008 e che, da allora, non risulta che il Governo regionale abbia
fornito i chiarimenti richiesti;
il Governo Berlusconi, nel frattempo, con l'approvazione del
decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, azzerava, fra gli altri, i 50
milioni di euro che erano stati stanziati per gli agricoltori
colpiti dalla peronospora;
ad oggi nulla è stato fatto sia in ordine ai chiarimenti richiesti
dall'Unione europea che agli impegni assunti con l'approvazione
unanime della mozione n. 149 del 2009 sull'applicazione dell'art.
20 della l. r. n. 6 del 2009 e negli incontri con i comitati
spontanei degli agricoltori e con i comitati dei sindaci,
impegna il Governo della Regione e, per esso, l'Assessore per le
risorse agricole e alimentari
ad attivarsi immediatamente per:
insediare, urgentemente, una commissione tecnica per chiarire alla
Commissione europea i dubbi espressi con la nota n. AGR. 10966 del
6 maggio 2008;
definire con le Autorità di Bruxelles il percorso per risarcire i
viticoltori siciliani;
pubblicare, entro il mese di febbraio 2010, la circolare
esplicativa delle modalità di presentazione delle istanze di
risarcimento;
intraprendere le iniziative più opportune per riottenere dal
Governo nazionale i 50 milioni di euro destinati dalla finanziaria
nazionale per il risarcimento dei viticoltori danneggiati dalla
peronospora». (258)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il Regolamento CE 1698/2005 sul sostegno allo sviluppo rurale da
parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) ha
come obiettivo l'accrescimento della competitività del settore
agricolo e forestale;
l'indicazione espressa dalla Unione europea con il dettato
dell'articolo 17 del citato regolamento, che stabilisce
l'equilibrio finanziario tra gli obiettivi, è quella di considerare
l'asse 2 prioritario nella distribuzione delle risorse finanziarie,
ritenendo il miglioramento dell'ambiente e dello spazio rurale
strategico per il rilancio dell'agricoltura;
l'allegato al Regolamento CE 1698/2005, all'art. 39(4), relativo
ai premi per le misure agro-ambientali, stabilisce 600/ha per le
colture annuali e 900 /ha per le colture perenni specializzate,
dando la possibilità ai singoli Stati membri di maggiorare tali
importi in casi eccezionali a motivo di particolari circostanze
debitamente giustificate nei piani di sviluppo rurale (PSR);
considerato che:
i premi per le misure agro-ambientali stabiliti dalla Regione
siciliana nell'attuale PSR sono nettamente inferiori a quanto
indicato nell'allegato al Regolamento CE 1698/2005, art. 39(4);
dall'analisi delle tabelle relative alle colture arboree si sono
riscontrate parecchie discordanze, assolutamente non giustificate
da valutazioni di carattere economico e/o agronomico;
le tabelle per il calcolo dei premi possono essere rimodulate
partendo dai costi codificati della contabilità RICA (rete di
informazione contabile agricola) e seguendo linee di valutazione
assolutamente oggettive;
rilevato che, malgrado i diversi impegni presi dal Governo, sia in
risposta ad alcuni atti ispettivi presentati sull'argomento che
negli incontri con i comitati spontanei degli agricoltori e con i
comitati dei Sindaci, ad oggi, nulla è stato fatto nella direzione
indicata,
impegna il Governo della Regione
e, per esso, l'Assessore per le risorse agricole e alimentari
ad attivarsi in tempi brevi per:
insediare urgentemente una commissione tecnica per riformulare le
tabelle per il calcolo dei premi delle misure agro-ambientali;
definire, entro il mese di febbraio 2010, con le autorità di
Bruxelles il percorso per modificare il PSR 2007/2013 nella parte
relativa al calcolo per la definizione dei premi per l'applicazione
delle misure agro-ambientali;
predisporre tutti gli atti necessari per spostare una cifra di
circa 100/150 milioni di euro dall'asse 1 all'asse 2». (259)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
a seguito dei danni causati dalla siccità 2002 sono state
presentate, presso i vari Ispettorati agrari siciliani, diverse
migliaia di richieste di risarcimento;
dopo sei anni dall'evento calamitoso, nella Gazzetta Ufficiale
della Regione siciliana n. 32 del 18 luglio 2008, è stato
pubblicato, per la prima volta, un avviso, ai sensi della l. r. n.
10 del 1991, con il quale veniva chiesto a tutti i richiedenti,
malgrado l'esiguità delle risorse finanziarie disponibili, di
produrre, entro il termine di trenta giorni, la documentazione
necessaria per l'istruttoria delle pratiche, pena l'archiviazione
delle stesse;
dopo sei anni dall'evento calamitoso, nella Gazzetta Ufficiale
della Regione siciliana n. 37 del 14 agosto 2008, veniva pubblicato
un altro avviso che prorogava di trenta giorni la scadenza con la
seguente motivazione: 'nella considerazione che le pratiche da
trattare sono molte, che gli utenti hanno difficoltà a produrre,
nei termini previsti, il DURC';
la richiesta del DURC avveniva a seguito della pubblicazione della
legge regionale n. 1 del 2008 che, all'articolo 17, stabiliva che i
contributi concessi dalla Regione venivano revocati nel caso di
irregolarità contributiva;
alla data di scadenza della presentazione dei documenti, oltre
2.000 ditte non hanno provveduto a completare la documentazione,
per cui le loro richieste sono state archiviate;
successivamente all'archiviazione delle pratiche, la legge
regionale n. 9 del 2008 ha abrogato l'articolo 17 della l.r. n. 1
del 2008, per cui il DURC non rientra più tra i documenti necessari
per l'istruzione delle istanze;
considerato che:
oltre 2.000 istanze sono state archiviate perché le ditte non
hanno prodotto entro i termini un documento che la stessa
Amministrazione non ritiene più necessario;
le ditte titolari delle istanze archiviate rischiano di subire
un'ingiusta penalizzazione in un momento di gravissima crisi del
comparto agricolo siciliano;
la finanziaria regionale ha destinato risorse sufficienti per il
pagamento di tutte le istanze presentate a seguito della siccità
2002,
impegna il Governo della Regione e, per esso, l'Assessore per le
risorse agricole e alimentari
ad attivarsi in tempi brevi e pubblicare, nella Gazzetta Ufficiale
della Regione siciliana, un avviso di rettifica degli avvisi del 18
luglio 2008 e del 14 agosto 2008, che riapra i termini di
presentazione della documentazione alla luce delle modifiche
apportate dalla legge n. 9 del 2008». (263)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la Giunta comunale di Giuliana (PA), riunitasi in seduta
straordinaria, ha chiesto al Ministero per le politiche agricole,
alimentari e forestali, al Presidente della Regione, all'Assessore
regionale per le risorse agricole e alimentari e al Prefetto di
Palermo, l'adozione di misure straordinarie per contrastare la
gravissima crisi che ha investito l'intero settore agricolo e
quello del comparto zootecnico in particolare;
si tratta di una crisi che ha investito il territorio del piccolo
comune della provincia di Palermo, a forte vocazione agricola e
zootecnica, che si è aggravato di anno in anno e che ha determinato
in epoca recente la chiusura di aziende agricole, di allevamenti
zootecnici e ha visto il continuo spopolamento delle campagne;
considerato che questo stato di crisi ha causato anche un fenomeno
di emigrazione che ha coinvolto i più giovani in cerca di
occupazione all'estero, circostanza questa che sta determinando una
forte ricaduta sia di carattere occupazione che di carattere
sociale,
impegna il Governo della Regione e, per esso, l'Assessore per le
risorse agricole e alimentari
ad adottare misure di carattere economico atte a contrastare lo
stato di crisi che ha coinvolto i settori dell'agricoltura e della
zootecnica del comune di Giuliana». (264)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che la situazione economica della nostra regione
evidenzia un momento di grave crisi, aggravata anche da uno
scenario macro-economico di straordinaria difficoltà;
considerato che la promozione e la valorizzazione delle produzioni
agricole regionali ha una valenza strategica nel quadro fortemente
evolutivo che riguarda il settore;
rilevato che la Sicilia, essendo dal punto di vista geografico la
Regione più a sud dell'Europa, ha goduto a lungo di una posizione
di privilegio per le produzioni mediterranee, ma oggi è scalzata da
Paesi come Marocco, Tunisia, Grecia, perdendo una grossa fetta di
mercato;
considerato inoltre che:
per permettere al comparto agricolo siciliano di competere nel
mercato globalizzato bisogna:
a) promuovere le filiere locali che, investendo in qualità,
tutelano l'ambiente e i posti di lavoro;
b) vietare la produzione e la diffusione di alimenti contenenti
OGM (organismi geneticamente modificati);
c) promuovere l'utilizzo dei prodotti agricoli regionali nei
servizi di ristorazione collettiva pubblica e nella grande
distribuzione organizzata;
d) promuovere i prodotti e le tradizioni alimentari regionali,
incentivando la vendita diretta al dettaglio da parte degli
imprenditori agricoli, attraverso i cosiddetti farmer market;
la produzione agricola siciliana è esposta alle convulsioni del
mercato internazionale e risulta incapace di presidiare i consumi a
ciclo corto, dal momento che l'80 per cento delle produzioni è
proiettato verso il mercato del continente e solo il 20 per cento
soddisfa la domanda interna;
rilevato inoltre che l'ISMEA (Istituto di servizi per il mercato
agricolo alimentare), è un ente pubblico economico, istituito con
d.lgs. n. 419 del 29 ottobre 1999, con la funzione di realizzare
servizi informativi, assicurativi, e finanziari e di costituire
forme di garanzia creditizia e finanziaria per le imprese agricole
e le loro forme associate, al fine di favorire l'informazione e la
trasparenza dei mercati, agevolare il rapporto con il sistema
bancario e assicurativo, favorire la competitività aziendale e
ridurre i rischi inerenti alle attività produttive e di mercato;
considerato infine che l'ISMEA affianca le Regioni nelle attività
di riordino fondiario, attraverso la formazione e l'ampliamento
della proprietà agricola e favorisce inoltre il ricambio
generazionale in agricoltura in base ad uno specifico regime di
aiuto approvato dalla Comunità europea,
invita il Presidente della Regione
ad attivarsi perchè il protocollo d'intesa tra la Regione
siciliana e l'ISMEA possa avere la più ampia ed incisiva attuazione
allo scopo di garantire un vero rilancio dell'agricoltura
siciliana». (266)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la filiera produttiva agricola, in Sicilia, sta attraversando uno
dei periodi più difficili degli ultimi anni;
l'arrivo sul mercato nazionale e regionale di produzioni
provenienti da paesi extracomunitari con prezzi assolutamente
concorrenziali, le avverse condizioni climatiche, una politica di
aiuti comunitari vincolati ad interessi nazionali, le difficoltà
legate alla insularità della Sicilia, stanno mettendo in ginocchio
l'intero comparto agricolo siciliano;
tenuto conto che:
in questa drammatica situazione, si innesta la complessa vicenda
che riguarda quei produttori agricoli che, avendo ammassato i loro
prodotti al sistema cooperativo regionale, in alcuni casi anche da
diversi anni, aspettano ancora il pagamento di quanto loro dovuto;
fino agli anni 80, la Regione siciliana garantiva, attraverso
l'IRCAC (l'Istituto regionale per il credito alla cooperazione),
gli ammassi del sistema cooperativo. Adesso gli agricoltori, che
per sfuggire alla speculazione hanno conferito alle cooperative i
loro prodotti, non hanno più alcuna tutela, rimanendo così in balìa
di soggetti operano nell'illegalità per trarre vantaggi
profittatori;
l'IRCAC finanzia le cooperative ed i loro consorzi concedendo
finanziamenti diretti (credito di esercizio a breve e a medio
termine) ed indiretti (contributi interessi e leasing agevolato),
gestendo per conto della Regione siciliana alcune leggi (l.r. 37/78
e 95/77);
considerato che:
attraverso le disposizioni per l'attuazione del POR 2000-2006 e di
riordino dei regimi di aiuto alle imprese, atto che, anche se
riguarda norme alcune eterogenee fra di loro, ma ciascuna di essa
particolarmente rilevante per gli interessi economici o sociali che
coinvolge, visto che si compone di oltre duecento articoli che
abbracciano tutti i settori dell'economia isolana, dall'agricoltura
all'artigianato, dal commercio alla cooperazione, dall'industria al
turismo, dalla sanità alla scuola privata, dai beni culturali alla
pesca, è pur vero che offre un quadro organico e completo di
interventi, anche con riferimento agli aiuti da erogare;
durante la seduta d'Aula n. 124 dell'Assemblea regionale
siciliana, tenutasi il 2 dicembre 2009, si è discusso della
verifica sul ruolo e dell'adeguato assolvimento dei compiti
istituzionali dell'IRCAC e che dalla cui trattazione sono emerse
una serie di incongruenze;
visto che:
l'impegno assunto da questo Governo per fare fronte alle
problematiche del settore agricolo e considerato;
la recente approvazione della legge regionale 6 agosto 2009 n. 9
Norme in materia di aiuti alle imprese', si inserisce in quella
politica di riordino del sistema e di apertura verso i settori
economici fondamentali del nostro sistema produttivo,
impegna il Governo della Regione
ad attivarsi per intraprendere tutte le opportune iniziative al
fine di salvaguardare un settore, come quello agricolo, che
costituisce in Sicilia uno degli assi portanti dell'economia
regionale;
a configurare un impegno finanziario della Regione, impegno
sostenuto attraverso l'acquisizione a garanzia dei patrimoni (in
alcuni casi ingenti) delle cooperative inadempienti». (269)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
i Regolamenti comunitari 2004/852 e 2004/853 contengono norme sui
requisiti strutturali delle strutture destinate alla macellazione,
che trovano diretta attuazione nel territorio regionale;
il Regolamento comunitario 2005/2076 ha previsto che le norme
sopra citate trovino applicazione, per gli stabilimenti di
macellazione 'a capacità limitata', entro la data 31 dicembre 2009;
alla data sopra richiamata le strutture di macellazione di diversi
comuni medio- piccoli, tutti a forte vocazione zootecnica, non si
trovavano a soddisfare i requisiti previsti dai citati Regolamenti
Comunitari, come riscontrato dalle verifiche effettuate dai
competenti servizi delle AA.SS.PP.;
considerato che:
in assenza dei requisiti richiesti i Comuni hanno dovuto
sospendere l'utilizzo delle strutture di macellazione, costringendo
gli allevatori a rivolgersi alle strutture di altri comuni, spesso
situate a distanze considerevoli;
tale situazione comporta l'insorgere di preoccupazioni di ordine
igienico-sanitario, atteso che anche per procedere all'abbattimento
di animali colpiti da malattie infettive, quali tubercolosi o
brucellosi, si rende necessario il trasporto nei mattatoi di altri
comuni, col rischio di diffondere il contagio;
si determina inoltre un aumento dei costi per la macellazione che
va a colpire un settore, qual è quello zootecnico, già afflitto da
una pesante crisi;
atteso che:
molti dei Comuni interessati stanno già procedendo a tutti gli
adempimenti necessari per l'adeguamento delle loro strutture di
macellazione ai requisiti richiesti;
i Comuni interessati sono di dimensione medio-piccola e con
limitate risorse tecniche e finanziarie;
la zootecnia è un settore di grande importanza economica ed
occupazionale nei territori interessati;
ritenuto che sia opportuno assumere ogni iniziativa utile, nel
quadro della normativa vigente, al fine di prevenire pericoli di
ordine igienico-sanitario per la salute umana e quella animale e di
non provocare danni al settore zootenico,
impegna il Governo della Regione
a valutare la possibilità di una limitata proroga che consenta
l'esercizio, con le eventuali limitazioni e prescrizioni del caso,
delle strutture di macellazione 'a capacità ridotta' in attesa che
i Comuni provvedano agli adeguamenti necessari;
ad adottare ogni iniziativa utile a supporto dei Comuni
interessati perché provvedano con la massima sollecitudine agli
adempimenti di cui sopra». (270)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
l'organismo pagatore AGEA (Agenzia per le erogazioni in
agricoltura) per le proprie attività istituzionali, deve assicurare
il costante aggiornamento del sistema integrato di gestione e
controllo (SIGC) ed, in particolare, delle informazioni grafiche
relative alla identificazione delle parcelle agricole ed al loro
utilizzo;
l'AGEA, in qualità di autorità competente, sta completando le
attività tecniche triennali di rilievo del territorio nazionale, su
cui insistono aziende agricole che presentano domande per l'accesso
ad aiuti e premi comunitari;
tale attività di rilievo tecnico, effettuata mediante
l'interpretazione delle foto aeree, permette una rappresentazione
del territorio agricolo nazionale su elementi oggettivi e
aggiornati, con l'obiettivo principale dell'esatta determinazione,
propedeuticamente alla fase di presentazione delle domande di
aiuto, delle informazioni relative all' occupazione del suolo di
ciascuna azienda;
l'organismo pagatore AGEA ha avviato, per ciascun agricoltore che
presenta domande per l'accesso ad aiuti e premi comunitari, una
procedura consistente nel raffronto di quanto dichiarato nella
consistenza territoriale del fascicolo aziendale da ciascun
produttore con gli esiti dei suddetti rilievi tecnici;
considerato che:
il procedimento per l'aggiornamento e la definizione dei dati di
occupazione del suolo e consistenza territoriale non prevede un
limite di tolleranza per le contestazioni, per cui migliaia di
aziende agricole, in questi giorni, si stanno vedendo recapitare
reclami anche per pochi metri quadrati;
la maggior parte delle contestazioni sono da imputare a errori
nelle foto-interpretazioni, da parte dei tecnici incaricati da
AGEA, e non a dichiarazioni errate delle ditte;
l'irrilevanza della stragrande maggioranza delle contestazioni,
mosse alle ditte, conferma la validità dei dati già in possesso del
sistema integrato di gestione e controllo (SIGC) circa
l'identificazione delle parcelle agricole ed il loro utilizzo;
gli agricoltori siciliani, nel momento di massima crisi che
storicamente il comparto si trova ad affrontare, vengono chiamati
da una pubblica Amministrazione schizofrenica, ad adempimenti
incomprensibili, dispendiosi in termini di tempo e di denaro, che,
forse, servono soltanto a chi gestisce il sistema dei controlli;
impegna il Governo della Regione
e, per esso, l'Assessore per le risorse agricole e forestali
ad attivarsi per:
1. chiedere ad AGEA la sospensione immediata di tutte le
contestazioni e riprendere il procedimento di aggiornamento dei
dati di occupazione del suolo solo dopo aver definito nuove
procedure che tengano conto di un limite minimo di tolleranza; ciò
al fine di evitare alle aziende agricole inutili e dispendiose
perdite di tempo per definire contestazioni, spesso, di pochi metri
quadrati;
2. stabilire con AGEA, nelle more della definizione delle
procedure di cui al punto precedente, che i pagamenti, in carico
alla stessa AGEA, vengano effettuati sulla base dei dati già in
possesso del SIGC relativi all'occupazione del suolo da parte delle
aziende agricole;
3. prorogare la scadenza dei bandi in corso del PSR 2007/2013, in
relazione all'impossibilità, per le aziende agricole oggetto di
contestazione da parte di Agea, di presentare le istanze di
finanziamento, non potendo le stesse accedere al portale SIAN prima
della chiusura del procedimento di contestazione». (271)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il maltempo abbattutosi in questo ultimi giorni sull'interland
tirrenico-nebroideo ha determinato una serie di smottamenti che
hanno ostruito la percorribilità delle arterie di collegamento, con
il conseguente isolamento di numerosi comuni e di migliaia di
persone;
ancora oggi la situazione resta estremamente seria, per via delle
pessime condizioni meteo che non lasciano tregua;
considerato che:
ci troviamo di fronte ad un problema che non si limita a piccole
zone ma che interessa gran parte dei territori compresi nella
fascia dei Nebrodi, tutti interessati dal dissesto idrogeologico;
ancora oggi si cercano soluzioni per rendere possibile l'accesso
nelle zone dove migliaia di persone sono rimaste isolate;
per quanto tempestivi possano essere i primi soccorsi e gli
interventi per il ripristino della circolazione, così come è stato
anche evidenziato nel corso dei sopralluoghi da parte di tecnici ed
esperti, rimane, comunque, alto il rischio idrogeologico che mette
a repentaglio l' incolumità e la sicurezza dei cittadini residenti;
atteso che:
occorre fare i conti con la scarsità delle risorse economiche e
dei mezzi a disposizione per fronteggiare questa drammatica
situazione che vede interi paesi isolati, le scuole chiuse per
l'impossibilità di studenti ed insegnanti di raggiungerle, le
condotte dell'acqua potabile ostruite e diverse famiglie che hanno
dovuto sgomberare dalle loro abitazioni a causa degli smottamenti
che ne hanno compromesso le fondamenta;
i comuni colpiti non hanno le risorse finanziarie necessarie a
fronteggiare l'emergenza;
al cospetto del dissesto idrogeologico in cui versa il territorio
messinese a tutt'oggi non sono stati attivati che meri interventi a
pioggia ed alquanto lontani da una seria e concreta pianificazione
degli interventi necessari e risolutivi;
dai primi rilevamenti effettuati i danni sono stati quantificati
in diversi milioni di euro;
impegna il Governo della Regione
a dichiarare lo stato di calamità naturale e a richiedere al
Governo nazionale lo stato di emergenza per il comprensorio
nebroideo della provincia di Messina colpito dagli smottamenti, al
fine di attivare gli interventi idonei al ripristino immediato
della viabilità fortemente compromessa e per sottrarre la
popolazione dall'isolamento in cui versa, nonché per la messa in
sicurezza delle aree interessate dagli smottamenti;
ad adottare interventi risolutivi per il dissesto idrogeologico
che investe gran parte del territorio messinese e, in particolare,
i Nebrodi consentendo in tal modo una razionale soluzione per
garantire l'incolumità ai cittadini residenti». (273)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
nel disegno di legge n. 337/A 'Disciplina dell'agriturismo in
Sicilia', in discussione, è previsto uno stanziamento a favore del
solo comparto agrumicolo; la crisi del mercato agricolo, come ben
noto, tocca non solo il comparto agrumicolo ma abbraccia tutti i
settori e investe anche e le aree interne della Regione;
le produzioni agricole della provincia nissena sono anch'esse
oggetto della crisi dei mercati e degli eventi alluvionali,
impegna il Governo della Regione
a sostenere, alla stregua del comparto agrumicolo, uno specifico
piano d'intervento per le colture della provincia di Caltanissetta
e, nella fattispecie, il comparto della semicoltura, della
produzione dell'uva da tavola e delle pesche». (274)
Si passa all'ordine del giorno numero 242. Il parere del Governo?
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 247. Il parere del Governo?
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 251. Il parere del Governo?
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari.
Favorevole.
PRESIDENTE. Gli onorevoli Maira, Cordaro e Gianni dichiarano di
apporre la firma all'ordine del giorno numero 251.
L'Assemblea ne prende atto.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 252.
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari. Signor
Presidente, su questo ordine del giorno devo necessariamente
intervenire per ricordare che, nell'ultima finanziaria vi era un
articolo che prevedeva la rivisitazione dei comuni che facevano
parte dei consorzi di ripopolamento ittico e all'interno della
stessa norma vi era anche l'indirizzo di accorpare i consorzi
riducendone il numero.
Pertanto, prima di esprimere un parere, dovrei verificare con gli
uffici qual è lo stato di questo consorzio, sapendo che nella zona
di Messina non è l'unico.
PRESIDENTE. Quindi, accoglie la sollecitazione e dovrà verificarlo
con gli uffici.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore
Bufardeci, vorrei segnalarle che il consorzio per il Golfo di Patti
è uno dei consorzi storici istituito nella Regione siciliana.
Quindi, non credo che sia tra quelli che devono essere rivisitati
ed accorpati.
Siamo in presenza, tra l'altro, di una vicenda che si trascina da
un poco di tempo.
Io capisco la sua cautela e la sua necessità di verificare con gli
uffici. Ho fatto le mie verifiche anche con il dirigente generale
del Dipartimento della pesca, che mi confermava questo dato che le
sto rappresentando.
Fatte le verifiche del caso, chiederei che da parte sua ci fosse
la massima attenzione anche nell'esercizio - come recita l'ordine
del giorno - degli eventuali poteri sostitutivi nei confronti di
quegli enti che, avendo titolo per nominare componenti nel
consiglio d'amministrazione, non lo hanno finora fatto, derogando
abbondantemente ai termini previsti dalla legge.
PRESIDENTE. Sostanzialmente, l'ordine del giorno è accolto come
raccomandazione dal Governo, il quale procederà ad una verifica.
Si passa all'ordine del giorno numero 256. Il parere del Governo?
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 257. Il parere del Governo?
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 258. Il parere del Governo?
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 259. Il parere del Governo?
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 263. Il parere del Governo?
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 264. Il parere del Governo?
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 266. Il parere del Governo?
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 269. Il parere del Governo?
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ardine del giorno numero 270. Il parere del Governo?
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 271. Il parere del Governo?
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 273. Il parere del Governo?
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 274. Il parere del Governo?
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'onorevole Torregrossa dichiara di apporre la firma all'ordine
del giorno numero 274.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, prima di passare alla votazione finale del
disegno di legge numero 337/A «Disciplina degli agriturismo in
Sicilia», comunico che sono stati presentati dal Governo, ai sensi
dell'articolo 117 del Regolamento interno, i seguenti emendamenti:
- emendamento 117.1:
«Ai sensi e per gli effetti dell'articolo 117, comma 2, del
Regolamento interno l'emendamento 6.2 è da intendersi: Al comma 2,
lettera b), dopo apertura non inferiore a novanta giorni per anno
solare' .»;
- emendamento 117.2:
«L'emendamento 13.1 è soppresso.
Al comma 1 dell'articolo 13 vive con decreto dell'Assessore
regionale delle risorse agricole ed alimentari »;
- emendamento 117.3:
«L'emendamento 7.3 è soppresso.
Rivive il comma 1 dell'articolo 7 nel testo originario».
Si passa all'emendamento 117.1.
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari. A nome
del Governo, lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 117.2.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.3.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, ovviamente diamo ampia delega agli uffici per
il coordinamento formale e sostanziale del disegno di legge.
APPRENDI, relatore. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
APPRENDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima di passare
al voto finale del disegno di legge desidero ringraziare l'Aula e i
parlamentari che si sono impegnati per migliorare il testo che è
stato portato in Aula, e lo faccio a nome dell'intera Commissione
che, con questa legge, ha voluto migliorare il servizio - o almeno
speriamo di esserci riusciti - che viene prestato dagli agriturismo
e, soprattutto, e fare chiarezza rispetto a questa realtà che in
Sicilia può diventare un importante volano di sviluppo.
Vorrei estendere i ringraziamenti anche all'Ufficio legislativo,
nelle persone del dottor Fabrizio Scimé, che ha seguito i nostri
lavori, e del dottor Riccardo Anselmo.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Votazione finale del disegno di legge numero 337/A
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge numero 337/A «Disciplina degli agriturismo in
Sicilia».
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Adamo, Apprendi, Arena, Aricò, Bufardeci, Calanducci,
Campagna, Caputo, Caronia, Colianni, Cordaro, Corona, Cracolici,
Cristaudo, D'Agostino, D'Asero, De Benedictis, Di Benedetto,
Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro, Donegani, Falcone, Faraone,
Ferrara, Fiorenza, Formica, Galvagno, Gianni, Gucciardi, Incardona,
Laccoto, Limoli, Maira, Mancuso, Marinello, Marinese, Marrocco,
Marziano, Mattarella, Minardo, Musotto, Nicotra, Oddo, Panarello,
Picciolo, Pogliese, Rinaldi, Romano, Ruggirello, Savona, Scammacca,
Scilla, Torregrossa, Vinciullo.
Sono in congedo: Cintola, Fagone, Forzese, Greco, Lentini, Lo
Giudice, Panepinto, Speziale e Termine.
(Per quanto riguarda l'onorevole Buzzanca, si veda comunicazione
del Presidente ARS, a pagina 3 del presente resoconto stenografico)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:
Presenti .56
Votanti .. 55
Maggioranza . 28
Favorevoli . 55
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a mercoledì, 17 febbraio
2009, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
I -Comunicazioni
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d), e 153 del Regolamento interno, della mozione:
N. 178 - Interventi per la formazione professionale degli
emigrati.
RUGGIRELLO-MUSOTTO-LENTINI-COLIANNI
III -Discussione dei disegni di legge:
1) - «Nuovo ordinamento delle Camere di commercio, industria,
artigianato e agricoltura» (n. 270/A) (Seguito)
Relatore: on. Corona
2) - «Norme per il sostegno dell'attività edilizia e la
riqualificazione del patrimonio edilizio» (nn. 459-386-209-394-
404/A) (Seguito)
Relatore: on. Caronia.
La seduta è tolta alle ore 18.25.
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli