Presidenza del presidente Cascio
LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi e missioni
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per oggi gli onorevoli:
Beninati, Cascio Salvatore, Fagone e Panepinto; l'onorevole Raia
dal 17 al 18 febbraio 2010.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico, altresì, che saranno in missione, per ragioni del loro
ufficio, gli onorevoli: Pogliese dal 18 al 20 febbraio 2010;
Vitrano dal 13 al 16 marzo 2010; Mineo dal 17 al 19 febbraio 2010.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che nella scorsa seduta non è stata data lettura della
richiesta di congedo dell'onorevole Panepinto, richiesta
regolarmente registrata nel sistema elettronico di votazione nella
seduta citata.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- «Interventi per l'accoglienza e l'integrazione dei richiedenti
asilo e dei rifugiati, coniugate allo sviluppo sociale, economico e
culturale delle comunità locali» (n. 522)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Galvagno,
Ammatuna, Gucciardi e Rinaldi in data 11 febbraio 2010
- «Norme in favore dei centralinisti ciechi» (n. 523)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Vinciullo,
Leontini, Maira, Musotto, Formica, Pogliese, Savona, Falcone,
Buzzanca, Caputo, Gianni, Cordaro, Cascio S., Forzese, Greco,
Arico', Minardo, Gennuso, Fagone, Leanza E., Campagna, Romano,
D'Agostino, De Luca, Lentini, Ruggirello, Arena, Nicotra, Marrocco,
Scilla, Cristaudo, Bonomo, Bosco, Mancuso, Mineo, Calanducci,
D'Asero, Lo Giudice, Cintola, Ragusa, Currenti, Colianni,
Torregrossa, Limoli, Dina, Corona, Caronia, Ardizzone, Beninati,
Adamo, Incardina e Scoma in data 15 febbraio 2010
- «Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2,
dello Statuto della Regione recante Modifica all'articolo 14 dello
Statuto della Regione'» (n. 524)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Aricò e
Marrocco in data 15 febbraio 2010
- «Gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati»
(n. 525)
di iniziativa governativa, presentato dal Presidente della Regione
(Lombardo) su proposta dell'Assessore per l'energia ed i servizi di
pubblica utilità (Carmelo Russo) in data 15 febbraio 2010.
Comunicazione di invio di disegni di legge alla competente
Commissione
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alla competente Commissione:
BILANCIO (II)
- «Norme in materia di riordino delle società partecipate dalla
Regione» (n. 517)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 15 febbraio 2010
parere III, IV, V
- «Norme in materia di addizionale regionale Irpef a favore delle
famiglie numerose o con soggetti disabili a carico» (n. 518)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 15 febbraio 2010
parere I.
Comunicazione di richiesta di parere
PRESIDENTE. Comunico che la seguente richiesta di parere è stata
assegnata alla competente Commissione:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Ente acquedotti siciliani. Nomina commissario liquidatore (n.
71/I)
pervenuta in data 10 febbraio 2010 ed inviata in data 15 febbraio
2010.
Comunicazione di nomina di segretario della Commissione speciale
per la revisione e l'attuazione dello Statuto
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione speciale per la revisione
e l'attuazione dello Statuto della Regione, nella seduta n. 40
dell'11 febbraio 2010, ha proceduto alla nomina del segretario,
onorevole Francesco Mineo.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica, considerato che a partire dall'1
gennaio 2010 si è registrata la cessazione della distribuzione
presso i comuni dell'Isola della Gazzetta ufficiale della Regione;
rilevato che l'Assessorato Autonomie locali e funzione pubblica ha
diramato un'apposita circolare in tal senso, facendo richiamo alla
legislazione vigente in materia di riduzione dì costi di materiale
cartaceo, stampa e distribuzione;
considerato che con il comma 2 dell'art. 27 del decreto-legge n.
122 del 2008, convertito con modificazioni in legge n. 133 del
2008, è stato disposto il passaggio ad una forma di distribuzione
telematica dei contenuti della Gazzetta ufficiale della Repubblica
presso i soggetti che intrattenevano appositi abbonamenti con
l'Istituto poligrafico dello Stato prima dell'entrata in vigore
della legge;
ravvisata l'assenza di specifiche disposizioni in materia
contenute in una legge approvata dall'Assemblea regionale
siciliana;
per sapere:
se abbiano dettato precise istruzioni all'Ufficio legislativo e
legale ed al dipendente dell'ufficio preposto alla Gazzetta
ufficiale della Regione circa la cessazione della stampa e della
distribuzione in formato cartaceo della Gazzetta ufficiale della
Regione a partire dall'1 gennaio 2010;
se non ritengano che l'Assemblea, considerata la sua competenza
diretta, ricavabile da una lettura attualizzata del decreto
legislativo del Capo dello Stato n. 204/1947, non avrebbe dovuto
essere preventivamente informata degli orientamenti del Governo
regionale di applicare direttamente l'art. 27, comma 2, citato,
stabilendo esclusivamente in via amministrativa nuove modalità di
pubblicazione degli atti normativi e amministrativi regionali
attraverso il sito internet dell'Ufficio legislativo e legale della
Regione;
se abbiano intenzione di presentare un disegno di legge per
consentire all'Assemblea regionale di disciplinare in maniera
organica le modalità di pubblicazione degli atti normativi
regionali, ed in special modo delle leggi della Regione». (1028)
APPRENDI
«Al Presidente della Regione, premesso che le recenti piogge e le
abbondanti nevicate hanno determinato l'ingrossamento
dell'affluente del fiume Oreto, nel tratto che attraversa i
territori dei comuni di Monreale ed Altofonte (PA);
considerato che:
l'enorme massa d'acqua ha determinato uno spostamento degli argini
laterali e l'abbattimento delle barriere realizzate per il
controllo del flusso idrico;
l'aumento delle acque ha determinato l'erosione delle anse
laterali con gravissimo pericolo per le abitazioni che negli anni
sono sorte numerose ai lati del letto del fiume;
le acque hanno superato i livelli di massima sicurezza e si è
creata una situazione di pericolo che rischia di determinare
gravissime ed irreparabili conseguenze per i residenti e i terreni
circostanti il corso del fiume;
per sapere quali provvedimenti intenda adottare per garantire la
sicurezza dei residenti, delle abitazioni e delle colture.» (1029)
CAPUTO
«All'Assessore per l'economia, premesso che:
la società Tributi Italia ha svolto il servizio di riscossione dei
tributi per conto di 500 comuni italiani, di cui 19 in Sicilia, e a
fronte di ciò gli stessi comuni vantano crediti per 90 milioni di
euro, circa 15 dei quali sono appunto quelli vantati dalle
amministrazioni comunali della Sicilia;
considerato che a causa dell'insolvenza della società nei
confronti delle amministrazioni comunali, il Ministero
dell'economia e delle finanze ha deciso di cancellare la società
dall'albo dei riscossori, con evidenti ripercussioni finanziarie
nei confronti delle amministrazioni pubbliche ed occupazionali nei
confronti dei dipendenti della società che rischiano di perdere il
posto di lavoro;
i lavoratori della società Tributi Italia sono in agitazione da
diversi mesi per le difficoltà aziendali e per i ritardi nella
erogazione delle retribuzioni spettanti, che allo stato determinano
un arretrato di circa sei mesi;
risulta pendente una procedura fallimentare rispetto alla quale la
società ha presentato un piano di rientro finanziario concordato
con gli istituti di credito interessati;
per sapere se sia a conoscenza dei fatti sopra esposti e se non
ritenga opportuno intraprendere le opportune iniziative di
competenza a difesa della stabilità occupazionale dei lavoratori
interessati». (1030)
FARAONE
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
il territorio siciliano detiene la maglia nera' del rischio
idrogeologico, così come più volte evidenziato da studi mirati,
oltre che dalle segnalazioni delle Protezione civile regionale;
da tempo i comuni siciliani si battono affinché vengano
ripristinate arterie di comunicazione stradale che consentano alle
popolazioni accessi sicuri verso i propri luoghi di residenza;
considerato che:
il comune di Ramacca, in provincia di Catania, è servito da due
soli collegamenti stradali, entrambi bisognosi di interventi di
messa in sicurezza;
a causa di periodiche frane, la strada provinciale 25/1 è stata
chiusa al transito nel 2007, ma viene ugualmente percorsa,
nonostante la persistenza di condizioni di estrema pericolosità per
l'utenza;
ricordato che:
l'Assessorato regionale Territorio e ambiente, con nota del 21
dicembre 2009, aveva inserito, nell'ambito del P.O. F.E.S.R.
2007/2013 - Linea d'intervento 2.3.1.1. 'Interventi per il
miglioramento dell'assetto idrogeologico', le opere di ripristino
delle vie di collegamento da e per il comune di Ramacca;
ancora la segnalazione dell'urgenza per il ripristino della
sicurezza viaria era stata effettuata, nella fattispecie, dalla
Direzione della Protezione civile di Catania;
sottolineato che i lavori finanziati dall'Assessorato Territorio
con i fondi F.E.S.R. relativi al comune di Ramacca riguardano la
'Strada Provinciale 25/1- Progetto di ripristino della
transitabilità veicolare a seguito dell'ordinanza di chiusura al
transito n. 35/2007' e i 'Lavori di consolidamento e ripristino di
un tratto della sede stradale lungo il prolungamento della via
Pietro Nenni in località S. Croce Calcare';
ritenuto che la mancata messa in sicurezza delle arterie di
transito specificate in premessa comporta uno stato di pericolosità
permanente e suscita allarme e preoccupazione nelle popolazioni e
nelle istituzioni locali.
per sapere:
se risponda al vero che i finanziamenti P.O. F.E.S.R. 2007/2013 -
Linea d'intervento 2.3.1.1. 'Interventi per il miglioramento
dell'assetto idrogeologico' destinati al ripristino delle vie di
collegamento da e per il comune di Ramacca sono stati dirottati
verso altre opere;
per quali motivi abbiano ritenuto di dirottare i fondi già
stanziati per la messa in sicurezza della viabilità di Ramacca
verso altre opere;
quali provvedimenti urgenti intendano assumere affinché vengano
ripristinati i fondi necessari alle opere di consolidamento,
peraltro individuati meno di due mesi fa dal medesimo Assessorato
Territorio, che sembra oggi averli stornati altrove». (1026)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
LIMOLI
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che la sezione centrale della Corte dei conti ha svolto
un'indagine sulla situazione del deficit sanitario della Regione
siciliana rilevando, tra l'altro, 'gravi disfunzioni sulla gestione
amministrativa e contabile di alcune aziende';
considerato che particolari criticità sono state riscontrate
dall'advisor contabile, il quale faceva presente che i costi tra
consuntivo e IV trimestre 2008 rilevano un decremento per circa 90
milioni di euro';
considerato ancora che:
la Corte dei conti ha inoltre eccepito che: 'in alcune aziende
risultano forti variazioni di rimanenze che sembrerebbero
sovradimensionate per la normale gestione delle aziende in quanto,
se rapportate al consumo, evidenzierebbero scorte in taluni casi
superiori ai due mesi di normale attività';
'la dimensione dello stock è talmente alta da non giustificare
un'azione di contenimento e di diminuzione delle giacenze di
magazzino in un periodo di vigenza del piano di rientro e di
efficientamento della gestione';
considerato infine che:
l'advisor ha precisato che 'le verifiche effettuate per le
prestazioni acquistate dal privato accreditato sono basate sulla
coerenza in sede storica del dato, in quanto non si ha a
disposizione alcun flusso informativo per verificare la produzione
effettivamente effettuata con la valorizzazione portata a
bilancio';
'per l'anno 2009 la manovra necessaria sulla spesa dopo
l'utilizzazione del fondo transitorio di accompagnamento è valutata
in 192,780 milioni di euro';
ritenuto che:
alla luce delle suddette osservazioni della Corte dei conti, i
presupposti per l'avvio della procedura di commissariamento della
Regione non sono del tutto superati;
le criticità rilevate dalla Corte dei conti, pur trattandosi di
valutazioni su dati antecedenti all'avvio del riordino previsto
dalla l.r. n. 5/2009, sono estremamente significative;
per sapere quali iniziative siano state assunte per superare le
predette osservazioni della Corte dei conti e per evitare il
commissariamento». (1027)
BARBAGALLO
«All'Assessore per la salute, vista la legge regionale n. 5 del
2009 e le linee d'indirizzo per la mobilità del personale del
servizio sanitario nazionale e la sua ricollocazione a seguito dei
processi di riorganizzazione;
rilevato che molti lavoratori siciliani che operano in altre
regioni d'Italia, che hanno presentato domanda di mobilità, vedono
frustrate da anni le loro legittime aspettative di fare rientro
nella terra natia, attraverso la mobilità infraregionale, per
coprire i posti vacanti;
per sapere:
se attualmente sia possibile procedere alla copertura dei posti
vacanti mediante ricorso alla mobilità extraregionale;
se, in ordine ai trasferimenti extraregionali, le aziende debbano
preventivamente chiedere l'autorizzazione all'Assessorato regionale
Salute per procedere all'assunzione di personale proveniente da
altre regioni». (1031)
PANEPINTO
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Comunicazione relativa alla interrogazione numero 1023
PRESIDENTE. Preciso che il titolo della interrogazione n. 1023,
con richiesta di risposta orale, a firma dell'onorevole Ruggirello,
annunziata nella seduta n. 141 dell'11 febbraio 2010, è il
seguente: «Ispezione presso l'Azienda socio-sanitaria di assistenza
alla persona 'M.A. Infranca - San Giacomo' nel comune di
Castelvetrano (TP)».
L'Assemblea ne prende atto.
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Lettura,
ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
Regolamento interno, della mozione numero 178 «Interventi per la
formazione professionale degli emigrati».
Avverto che la determinazione della data di discussione della
mozione sopra citata, integralmente riportata nell'ordine del
giorno della presente seduta, è demandata, secondo consuetudine
parlamentare, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
Presidenza del presidente Cascio
Seguito della discussione del disegno di legge «Nuovo ordinamento
delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura»
(270/A)
PRESIDENTE. Si passa al terzo punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
numero 270/A «Nuovo ordinamento delle Camere di commercio,
industria, artigianato e agricoltura», posto al numero 1.
Invito i componenti la III Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Onorevoli colleghi, con riferimento al disegno di legge n. 270/A
la Presidenza avverte l'esigenza che non si preceda sul piano del
metodo e della tecnica normativa al recepimento puro e semplice di
intere discipline di settore vigenti a livello statale, al fine di
evitare che il sovrapporsi con la normativa regionale possa rendere
di difficile applicazione le leggi approvate da questa Assemblea.
A tale esigenza si somma l'altra, direttamente collegata, di
un'adeguata istruttoria in Commissione dei disegni di legge, in
ordine alla quale si richiama l'attenzione dei Presidenti di
Commissione e dei funzionari dell'Assemblea.
Pur tuttavia, poiché la Commissione Attività produttive' ha
approvato con emendamenti correzioni al testo originario proposto,
si procederà all'esame del disegno di legge in questione, salvo
verificare nel prosieguo dei lavori ulteriori punti critici per i
quali si rendano necessari approfondimenti.
Ricordo che l'esame del disegno di legge era stato sospeso nella
seduta n. 140, in fase di esame dell'articolo 1 e dei relativi
emendamenti e, segnatamente, dell'emendamento 1.12.
Comunico che sono stati presentati dalla Commissione i seguenti
emendamenti:
- emendamento 1.17:
«L'articolo 1 è sostituito dal seguente:
1. Le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura
sono enti pubblici dotati di autonomia funzionale e ad esse si
applicano, in quanto compatibili con l'ordinamento regionale, le
disposizioni della legge 29 dicembre 1993, n. 580 e successive
modifiche ed integrazioni, e le disposizioni transitorie e finali
del decreto legislativo emanato ai sensi dell'articolo 53 della
legge 23 luglio 2009, n. 99, eccetto per le materie di cui agli
articoli 5, 6 e 17, come modificati dalla presente legge,
all'articolo 19 e al titolo IV della legge regionale 4 aprile 1995,
n. 29 e successive modifiche ed integrazioni. Sono abrogate le
rimanenti disposizioni della medesima legge regionale 1995, n. 29 e
successive modifiche ed integrazioni.
2. Con regolamento, adottato su proposta dell'Assessore regionale
per le attività produttive, previo parere della competente
commissione dell'Assemblea regionale siciliana, entro centoventi
giorni dall'entrata in vigore della presente legge sono determinate
le disposizioni applicative e sono individuati gli organi regionali
competenti nel rispetto delle loro attribuzioni»;.
- subemendamento A.1.1:
«Al comma 1, dopo la parola relativi' aggiungere le parole ai
bilanci'»;
- emendamento A.1:
«È aggiunto il seguente articolo:
L'articolo 5 della legge regionale 4 aprile 1995 n. 29 e
successive modifiche ed integrazioni è così sostituito:
1. L'assessorato regionale delle attività produttive esercita la
vigilanza sul sistema camerale negli ambiti relativi all'attività
amministrativa e contabile, al funzionamento degli organi e allo
svolgimento dei compiti di interesse generale.
2. L'assessore regionale per le attività produttive, di concerto
con l'assessore per l'economia, stabilisce con proprio decreto le
norme che disciplinano la gestione patrimoniale e finanziaria delle
camere di commercio.
3. Con decreto del Presidente della Regione, previa delibera della
Giunta regionale, sono individuate forme di collaborazione fra
l'assessorato regionale delle attività produttive e l'assessorato
regionale dell'economia, al fine di coordinare le attività
ispettive nei confronti delle camere di commercio anche con la
collaborazione di Unioncamere. »;
- emendamento A.2:
«E'aggiunto il seguente articolo:
L'articolo 6 della legge regionale 4 aprile 1995 n. 29 e
successive modifiche ed integrazioni è così sostituito:
1. I consigli sono sciolti con decreto del Presidente della
Regione, previa deliberazione della giunta regionale:
nel caso di gravi e persistenti violazioni di legge;
b) quando non ne possa essere assicurato il normale funzionamento;
c) quando non è approvato nei termini il preventivo economico o il
bilancio di esercizio;
d) nel caso di decadenza per mancata elezione del presidente della
camera di commercio;
2. Nell'ipotesi di cui al comma 1, lettera c), trascorso il
termine entro il quale il preventivo economico e il bilancio
d'esercizio devono essere approvati senza che sia stato predisposto
dalla giunta il relativo progetto, l'assessore regionale per le
attività produttive nomina un commissario ad acta con il compito di
predisporre il progetto stesso per sottoporlo al consiglio. In tal
caso, e comunque quando il consiglio non abbia approvato nei
termini il progetto di preventivo economico o di bilancio di
esercizio predisposto dalla giunta, l'assessore regionale per le
attività produttive assegna al consiglio, con lettera notificata ai
singoli consiglieri, un termine non superiore a venti giorni per la
loro approvazione, decorso inutilmente il quale propone alla giunta
regionale lo scioglimento del consiglio.
3. Con il decreto di cui al comma 1 si provvede alla nomina di un
commissario straordinario, scelto fra dirigenti pubblici, anche in
quiescenza, ed esperti di comprovata esperienza professionale.
Entro novanta giorni dalla data di emanazione del decreto di
nomina, il commissario straordinario avvia le procedure per il
rinnovo del consiglio camerale, pena la decadenza dall'incarico. »;
- subemendamento A.3.1:
«Al primo rigo del comma 1 e al secondo rigo del comma 2, la
parola nominati' è sostituita con la parola designati'»;
- emendamento A.3:
«L'articolo 17 della legge regionale 4 aprile 1995 n. 29 e
successive modifiche ed integrazioni è così sostituito:
1. Il collegio dei revisori dei conti è nominato dal consiglio ed
è composto da tre membri effettivi e tre supplenti, nominati
rispettivamente dal Presidente della Regione, dall'assessore
regionale per le attività produttive e dall'assessore regionale per
l'economia. Il collegio elegge al proprio interno il presidente. I
membri effettivi e quelli supplenti sono iscritti all'albo dei
revisori dei conti, salvo che si tratti di dirigenti o funzionari
pubblici, nel rispetto del vincolo di cui all'articolo 2, comma 4
del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, e devono risiedere
nel territorio della regione.
2. Il collegio dei revisori dei conti dura in carica quattro anni
e i suoi membri possono essere designati per due sole volte
consecutivamente. Ove nei collegi si proceda a sostituzione di un
singolo componente, la durata dell'incarico del nuovo revisore è
limitata alla residua parte del quadriennio in corso, calcolata a
decorrere dalla data di adozione della deliberazione di nomina
dell'intero collegio.
3. I revisori dei conti hanno diritto di accesso agli atti e ai
documenti della camera di commercio.
4. Il collegio dei revisori dei conti, in conformità allo statuto,
alle disposizioni della presente legge, alle relative norme di
attuazione esercita la vigilanza sulla regolarità contabile e
finanziaria della gestione della camera di commercio e attesta la
corrispondenza del bilancio di esercizio alle risultanze delle
scritture contabili, redigendo una relazione da allegare al
progetto di bilancio d'esercizio predisposto dalla giunta.
5. Con decreto dell'assessore regionale delle attività produttive
sono stabiliti i contenuti in base ai quali è redatta la relazione
di cui al comma 4, nonché eventuali modalità operative per lo
svolgimento dei compiti del collegio. »;
- emendamento A.4:
«Le disposizioni di cui agli emendamenti 1.17, comma 1, A.1, A.2 e
A.3 si applicano a decorrere dall'entrata in vigore del regolamento
di cui al comma 2 dell'emendamento 1.17».
Prima di procedere alla votazione dell'emendamento 1.17, avverto
sia il Governo che i deputati che il recepimento della norma
nazionale che stiamo trattando e, più esattamente, l'articolo 13,
comma 2, fa riferimento a cause di incompatibilità tra l'incarico
di consigliere delle Camere di commercio e quello di deputato
regionale o assessore regionale. In quanto legge che fa riferimento
a cause ostative può essere sottoposta a referendum popolare, per
cui non potrà essere, qualora approvata, pubblicata prima dei
novanta giorni previsti dalla legge.
Questa ulteriore comunicazione è relativa al buon andamento dei
lavori parlamentari.
Pongo, quindi, in votazione il subemendamento A.1.1.
Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.17. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, desidero manifestare una
preoccupazione all'Aula, si tratta di una questione di carattere
tecnico che pregherei di approfondire.
Approvando l'emendamento 1.17, di fatto, noi riscriviamo con gli
emendamenti successivi gli articoli 5, 6 e 17 della legge regionale
29 del 1995, facendoli divenire norma con l'approvazione di questa
sera. Dopo l'approvazione dell'emendamento 1.17 approveremo altri
emendamenti proposti dalla Commissione che portano all'interno di
questa norma gli articoli 5, 6 e 17 della legge regionale 29 del
1995 e, dopo, abroghiamo la legge 29, come abbiamo fatto con
l'emendamento 1.17.
Demandiamo, cioè, l'attuazione a un momento successivo che è
quello regolamentare. Nelle more tra oggi e l'approvazione del
regolamento, avendo abrogato per intero la norma regionale, si
rischia di avere un vuoto legislativo e, pertanto, dovremmo vedere,
quanto meno, che gli articoli 5, 6 e 17 della legge regionale 29
del 1995 sopravvivano fino all'emanazione del regolamento.
E' un fatto tecnico che occorre affrontare.
PRESIDENTE. In effetti, è un problema serio e concreto.
CORONA, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORONA, relatore. Signor Presidente, io accolgo il pensiero del
collega Di Benedetto e le chiedo se è possibile sospendere
brevemente i lavori d'Aula per consentire di predisporre un
subemendamento, con il quale ristabiliamo la valenza della legge 29
del 1995 in attesa che venga pubblicato come legge il testo
legislativo che ci accingiamo ad approvare.
PRESIDENTE. Concordo con lei, onorevole Corona.
Informo che tutti gli emendamenti all'articolo 1 comunicati nella
seduta n. 140 sono preclusi a seguito dell'approvazione
dell'emendamento 1.17, che riscrive interamente l'articolo 1.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, alcuni emendamenti dovrebbero
rimanere in vita.
PRESIDENTE. Invito i presidenti dei Gruppi parlamentari a chiamare
i deputati in Aula perché, nel momento in cui voteremo il disegno
di legge, per approvarlo occorre la maggioranza qualificata dei
presenti e votanti.
Sospendo, pertanto, la seduta.
(La seduta sospesa alle ore 16.50, è ripresa alle ore 17.30 )
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A.1, come modificato dal
subemendamento A.1.1.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A.2. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A.3 e al subemendamento
A.3.1.
MARINELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARINELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto mi scuso
per il lieve ritardo con cui sono arrivato. Al vecchio testo avevo
presentato un emendamento, l'1.3, in particolare per quanto
riguarda l'aggiunta dei settori di rappresentanza.
Nel fascicolo degli emendamenti lo individuavo nell'1.3, con cui,
andando ad integrare l'articolo 14, comma 1, della legge 580 in cui
si prevedevano per legge quattro settori, si proponeva -
sostituendo la parola quattro' con cinque' - di aggiungere così
il quinto settore, quello della pesca che, per la Sicilia in
particolare, per questa nostra terra non era previsto come settore,
e soprattutto limitandolo alle sole province rivierasche, quelle
che si affacciano sul mare e che sono otto su nove.
La questione degli indici per l'attribuzione dei seggi è un fatto
già previsto nella legge 580 con le relative modifiche.
La stessa cosa chiedevo in quell'emendamento: la modifica
all'articolo 10, comma 2, della legge 580, con l'aggiunta del
settore della pesca, oltre all'artigianato e agli altri settori.
Desidero sapere se questi emendamenti, che erano stati inseriti
nel fascicolo, saranno oggetto di discussione e quindi anche di
votazione, perché se si devono ripresentare in Aula o eventualmente
riscrivere
PRESIDENTE. Onorevole Marinello, l'emendamento 1.3 di cui lei
parla è superato in virtù dell'approvazione dell'emendamento 1.17,
già votato dal Parlamento e che è interamente sostitutivo
dell'articolo 1.
MARINELLO. L'emendamento 1.17 è stato votato? Non si può
presentare un subemendamento?
PRESIDENTE. E' un emendamento già votato. Non si può.
MARINELLO. Mi rivolgo anche alla Segreteria generale per evitare
di prendere il Regolamento; non c'è la possibilità di recuperare
questo subemendamento?
Capisco che parliamo di un settore che in Sicilia rappresenta
tredicimila addetti e che possono non essere grandi numeri; però
parliamo di un'isola, qual è la Sicilia, dove la pesca credo che
non sia un subsettore. In questo modo diamo una sorta di
discrezionalità molto ampia agli statuti delle singole Camere di
commercio di decidere se inserire o non inserire la pesca.
In passato, ci sono state anche motivazioni politiche, oltre che
tecniche, della non scelta in favore di un settore che, sotto il
profilo elettorale, probabilmente, in alcune province è residuale,
ma in altre province non c'è stata la giusta attenzione da parte
del legislatore. Lo dico perché il legislatore regionale, nella
vecchia legge 29, rispetto alla 580 e, in particolare, all'articolo
10, fra i settori strategici importanti come Regione Sicilia aveva
inserito anche il settore della pesca.
Siccome non andiamo a riformare una cosa di poca entità, ma
andiamo a riformare i cosiddetti governi locali di rappresentanza,
quali sono le camere di commercio, escludere pregiudizialmente il
settore della pesca è, a mio avviso, un errore che questo
Parlamento non dovrebbe consentire.
L'ho detto poc'anzi, siccome sono arrivato in leggero ritardo non
avevo letto l'emendamento 1.17, pertanto vorrei che il Parlamento
ponesse rimedio con un emendamento o un subemendamento o un
emendamento aggiuntivo.
Quando il Parlamento vuole, trova le soluzioni.
Io faccio mea culpa per essere arrivato con leggero ritardo. Però,
siccome si tratta di un settore strategico importante e credo che
la sensibilità del Parlamento siciliano non possa escludere
pregiudizialmente il settore della pesca, a mio avviso è un grande
torto che noi facciamo ai pescatori siciliani e, consentitemi di
dire, anche alla Sicilia. Infatti, non parliamo di un subsettore,
ma parliamo di un settore economico importante, se pur con 13 mila
addetti. Capisco che sono 500 mila le imprese, ma tanti settori
sono previsti, e non capisco perché oggi il legislatore regionale -
a differenza che nella legge numero 29 con la quale aveva
modificato la legge 580 -, oggi, nel modificare nuovamente la
norma, questa volta fa un passo indietro.
Siccome la Sicilia è stata la prima regione ad operare in favore
di un settore produttivo e strategico qual è la pesca, a mio
avviso, signor Presidente, è sbagliato e, quindi, mi appello agli
uffici, a lei e al Parlamento affinché si trovi una soluzione.
PRESIDENTE. Onorevole Marinello, il suo intervento affronta un
tema molto delicato e nel merito mi sento di condividere con lei
queste giuste preoccupazioni.
Dal punto di vista regolamentare, il suo emendamento è precluso in
quanto è stato approvato l'emendamento 1.17, per cui tutti gli
altri emendamenti sono superati o ritirati.
Tuttavia il problema credo sia facilmente risolvibile.
CORONA, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORONA, relatore. Signor Presidente, il collega Marinello
sottolinea l'esigenza di rappresentare un comparto importante della
nostra economia regionale, tenendo conto che ci sono tredicimila
imprese su 500 mila iscritte e tenendo conto, tra l'altro, che
approvando questo disegno di legge noi abbiamo previsto intanto di
predisporre, entro centoventi giorni, un regolamento che recepisca
tutte le direttive e le disposizioni della normativa nazionale e di
quella regionale, tenendo conto tra l'altro che abbiamo approvato
l'emendamento A.1, secondo il quale l'assessore regionale esercita
la vigilanza anche rispetto al funzionamento degli organi.
Occorre tenere conto del fatto che, sostanzialmente, ci sono le
possibilità per accogliere quelle che sono le raccomandazioni del
collega Marinello e, successivamente, potremo stabilire che ci sarà
una particolare attenzione per questo settore; tra l'altro, in
alcune Camere di commercio siciliane (mi riferisco alle Camere di
commercio di Agrigento, Palermo e Trapani) c'è un rappresentante
del settore della pesca. A Palermo c'è addirittura un
rappresentante non solo nel Consiglio, ma anche nella Giunta.
C'è, quindi, la volontà e la disponibilità e lo stesso Assessore,
quando andrà a predisporre questo regolamento, lo potrà inserire
nella composizione degli organi e segnalare - laddove ci sono i
presupposti per il numero di imprese e per lo sviluppo economico -
la presenza del rappresentante del settore della pesca.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo confessare che
non mi sembrava corretto parlare direttamente con l'onorevole
Marinello mentre era alla tribuna.
Ogni statuto di Camera di commercio contiene espressamente la
pesca come settore su cui operare con estrema attenzione, alla pari
degli altri settori. Se c'è qualche anomalia, questa riguarda forse
le province che non sono bagnate dal mare e che, comunque, nel loro
statuto contengono pure il settore della pesca.
Vorrei tranquillizzare al riguardo l'onorevole Marinello - che in
materia di pesca è sicuramente più competente di me, ha una
competenza più scientifica della mia, quasi accademica e, da questo
punto di vista, mi rendo conto che sto parlando con una persona che
conosce bene l'argomento del quale discutiamo - dicendo che non mi
pare, quindi, che ci sia un problema che riguarda la questione
della pesca, a cui tutti siamo interessati, soprattutto per quanto
concerne il ruolo dei rappresentanti della pesca siciliana in seno
a quelle Camere di commercio dove la marineria, e non solo la
marineria, ma anche le questioni che riguardano l'intero settore
della pesca, spesso e volentieri, ha visto la presenza, nelle
giunte camerali, di rappresentanti di un settore delicato, dal
punto di vista economico e occupazionale.
Non mi pare che, aggiungendo o anche specificando, noi possiamo
ottenere chissà cosa. Otteniamo le stesse cose con la
consapevolezza che gli statuti delle Camere di commercio sono
chiari da questo punto di vista.
Poi, se vogliamo comunque predisporre un ordine del giorno per
richiamare l'attenzione del Governo nel momento in cui va a
produrre regolamenti o altro rispetto alla norma, bene, facciamolo
pure perché potrebbe essere uno stimolo ulteriore per iniziative
specifiche che la singola Camera di commercio può intraprendere per
quel settore per fare in modo che non si trascuri niente.
Presidenza del presidente Cascio
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Lentini è in congedo per
oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Indirizzo di saluto agli studenti dell'Istituto per i Servizi
commerciali e turistici
Adriano Olivetti' di Riposto (CT)
PRESIDENTE. Voglio dare il benvenuto agli studenti dell'Istituto
per i Servizi commerciali e turistici Adriano Olivetti' di Riposto
(CT), che assistono alla seduta.
Presidenza del presidente Cascio
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
270/A
MARINELLO. Chiedo di parlare per una precisazione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARINELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, purtroppo per
deformazione professionale - sono figlio di pescatore e quindi
conosco bene il settore della pesca, e sono anche docente
universitario - conosco bene questo settore.
Siccome nel passato, se il legislatore regionale non avesse fatto
la legge 29 - che è leggermente diversa, in particolare l'articolo
10, quello che riguarda il consiglio, non la giunta - e non avesse
aggiunto il settore della pesca, nella mia provincia (parlo della
provincia di Agrigento), quando si fece lo statuto - che lo redige
l'organo camerale - non si era previsto il settore della pesca. Ma,
grazie alla vigilanza della Regione siciliana, in seguito al
ricorso delle associazioni di settore, l'assessorato come organo
vigilante è intervenuto non facendo approvare lo statuto di quella
Camera di commercio sol perché l'articolo 10 della legge 29
includeva espressamente la pesca come settore.
La pesca non è un subsettore Non me ne voglia l'onorevole Corona,
relatore del disegno di legge. E poiché voglio essere ancora più
esplicito dirò che personalmente in commissione avevo rilevato
questo problema e mi era stato risposto che vi era l'impegno da
parte della commissione a puntualizzare ciò. Peraltro, ho anche
detto che in alcune realtà era giusto che pure in giunta fosse
presente la rappresentanza del settore della pesca.
Alla fine la questione degli indici e dei parametri - ho finito,
signor Presidente, le chiedo scusa ma non sono solito intervenire
se non per quando ritengo di avere maturato la conoscenza delle
cose - quando si parla degli altri settori di rilevante interesse
per l'economia, non può essere un ordine del giorno, che non è
altro che un atto di indirizzo del Parlamento, perché noi qui
facciamo leggi.
Allora, il Parlamento dica che non vuole considerare la pesca
Non capisco perché il Parlamento, il legislatore nella fattispecie
e, quindi, tutti noi, prevediamo, giustamente, l'agricoltura,
l'artigianato, le assicurazioni, il commercio, il credito,
l'industria, i servizi, e poi andiamo indietro rispetto alla legge
regionale 29.
Questo volevo attenzionare.
Non basta, quindi, il fatto di parlare di altri settori rilevanti.
Non potrà essere il regolamento - tutti sappiamo che nella
gerarchia delle fonti viene dopo la legge, che ha rango primario -
a disciplinare o ad impegnare il Governo a stare attento, poi,
nella valutazione dei singoli statuti nelle rispettive province
siciliane
Se non lo si vuole fare, ne prendo atto ma preannuncio che
abbandonerò i lavori parlamentari per protestare in favore di un
settore strategicamente importante nella nostra Isola che, spesso,
viene dimenticato, forse perché non ha grandi numeri sotto il
profilo elettorale, ma ha grande rilevanza economico-sociale nella
nostra Terra.
PRESIDENTE. Onorevole Marinello, la invito a non abbandonare i
lavori perché credo che col dibattito che oggi si è sviluppato in
Aula la categoria dei pescatori sarà largamente tutelata. Se
vogliamo, possiamo produrre un ordine del giorno a supporto
dell'azione del Governo. Quindi penso di poterle dare
rassicurazioni, anche a nome dell'assessore, sul fatto che la
categoria dei pescatori sarà tutelata.
Ha facoltà di parlare l'assessore Venturi.
VENTURI, assessore per le attività produttive. Il Governo é
d'accordo alla presentazione di un ordine del giorno per estendere
eventualmente alla pesca con futuri regolamenti e strumenti
legislativi.
PRESIDENTE. Si passa al subemendamento A.3.1. Il parere del
Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.3. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione, come modificato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.4, per intenderci l'emendamento che ha
causato la sospensione dei lavori. Lo pongo in votazione. Il parere
del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione voti la delega per il coordinamento formale del
disegno di legge.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Onorevoli colleghi, abbiamo votato l'articolo 1, cioè l'intero
testo. Non votiamo adesso l'articolo 2, l'entrata in vigore e non
diamo il voto finale perché abbiamo bisogno che gli uffici
riscrivano l'articolo 2 in virtù del ragionamento che abbiamo fatto
poco fa circa il referendum, l'entrata in vigore e quant'altro.
Domani pomeriggio si procederà a votare l'articolo 2 e alla
votazione finale del disegno di legge; ma l'esame del testo è stato
completato.
Resta inteso che domani faremo le tre votazione che serviranno a
definire l'iter legislativo.
Presidenza del presidente Cascio
Sull'ordine dei lavori
PICCIOLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi,
desidero richiamare l'attenzione dell'Aula sulla gravissima
situazione in cui versa il territorio della provincia di Messina e,
in particolare, la zona dei Nebrodi. Abbiamo visto che il
Presidente della Regione, il Governo e la deputazione regionale si
sono attivati in questi giorni per richiamare l'attenzione su
questo problema e per dichiarare lo stato di calamità e di
emergenza.
Certamente, la situazione del comune di San Fratello, il centro
più colpito dei Nebrodi, è davvero disastrosa. E' il versante
opposto a quello che nel 1922 ha interessato la frana, che già un
tempo ha distrutto gran parte del paese; si tratta di una frana a
nicchie multiple, con un versante di oltre un chilometro e ci sono
300-400 fabbricati danneggiati.
Vi sono cause naturali, dovute all'eccessiva ripidità del pendio,
all'eccessiva erosione fluviale e all'abbandono del settore
agricolo.
Certo, la piovosità è stata un fattore davvero deostruente, certo
c'è anche una componente politico-antropica che è determinata da
particolari lottizzazioni fatte in aree non idonee, dal punto di
vista geologico, per le costruzioni, e questo ha determinato un
gravame del peso sul terreno, causando la situazione disastrosa che
oggi è davanti ai nostri occhi.
Io chiedo al Governo, chiedo a quest'Aula e a lei, Presidente, un
intervento urgente, immediato, davvero accorato per queste zone,
per questo territorio, per valutare la possibilità o di consolidare
le aree danneggiate e ricostruire nello stesso posto - questo
comporterebbe un grave onere per le casse dello Stato, che deve
essere necessariamente coinvolto, e della Regione - oppure andare a
ricostruire in quell'area archeologica, primitiva, di San Fratello,
l'area del monte San Fratello, dove sorgeva prima l'antica
Apollonia, l'antica zona di San Fratello, una zona che ancora oggi
presenta caratteristiche geomorfologiche eccellenti.
Sicuramente una cosa deve essere chiara, signor Presidente,
esponenti del Governo: il popolo sanfratellano è un popolo fiero e
ricco di tradizioni e non è pensabile disperdere questa realtà,
questa etnia in paesi viciniori o, ancora peggio, che queste
persone possano essere mortificate.
Ecco perché chiedo al Governo un'azione forte e vibrante,
un'azione sinergica con lo Stato perché si possa davvero, una volta
per tutte, risolvere il problema geomorfologico dei Nebrodi dando
la possibilità finalmente agli studi geologici, che devono essere
fatti preventivamente alla lottizzazione, preventivamente alle
attività costruttive dei paesi.
Altrimenti non andremo da nessuna parte, avremo soltanto disastri
su disastri e la Sicilia non uscirà mai dal tunnel in cui anni di
incuria e di malgoverno l'hanno fatta piombare.
RINALDI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi associo
all'appello fatto dall'onorevole Picciolo e chiedo al Governo se
può intervenire in Aula per riferire a che punto è l'iter per la
dichiarazione dello stato di calamità per il territorio dei
Nebrodi, chiesta più volte anche con un ordine del giorno da noi
presentato, ma soprattutto comunicato dallo stesso Presidente
Lombardo in occasione della riunione svoltasi l'altro giorno al
comune di Sant'Agata alla presenza di tutti i sindaci dei Nebrodi,
dell'assessore Di Mauro e dell'ingegnere Lo Monaco della Protezione
civile.
E' una situazione veramente grave. Chiediamo che il Presidente
della Regione venga in Aula a dirci esattamente quali sono le
iniziative, quali sono gli impegni che assumeremo nei confronti di
questa comunità che ci chiede un intervento immediato in una
situazione di estrema difficoltà.
FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, più che fare un
intervento in linea con quelli svolti dagli altri due colleghi, io
pregherei invece la Presidenza, viste l'ampiezza e le proporzioni
di quanto è accaduto, di convocare una seduta da dedicare al
disastro che ha colpito la zona dei Nebrodi e, in quella seduta,
dibattere una serie di problemi che non attengono solo ed
esclusivamente a ciò che bisogna fare per mettere in sicurezza il
territorio o a ciò che bisogna fare per evitare che intere
popolazioni e che la storia millenaria di interi paesi possano
essere cancellate con un tratto di penna o perché si decide in
pochi o nell'inerzia di fare spopolare questi paesi.
A parte la richiesta che formulo di dedicare un dibattito d'Aula
all'approfondimento del problema, ciò che mi preme soprattutto
sottolineare questa sera - e voglio dirlo ai colleghi - è di fare
attenzione perché anche questa volta, anche in questa occasione,
assistiamo a degli interventi a livello nazionale e, purtroppo,
ahimé, anche da parte di alcuni esponenti regionali, che dicono:
lì è accaduto qualcosa perché ci sono state le costruzioni
abusive, perché la gente non ha fatto caso a dove ha costruito la
casa , omettendo così di dire, di pensare, di riflettere, di vedere
che si tratta di problemi atavici. La prima frana si è verificata
nel 1922, l'altra nel 1875.
Quindi, quale abusivismo c'era?
Dico questo perché, così come è accaduto per Giampilieri, così
come è accaduto per il terremoto, avviene spesso che quando accade
qualcosa in Sicilia, al Nord si dice subito lì è colpa vostra,
quindi non vi diamo i soldi'. Se una disgrazia accade al Nord, lì
i soldi ci vogliono subito, se li prendono subito, non è un
problema loro, non c'è abusivismo anche se c'è.
Noi siamo i soliti fessi, i soliti cretini che piangiamo su noi
stessi e non ci rendiamo conto che siamo a volte non di serie B'
ma C, D, E ', agli ultimi posti dell'alfabeto.
Onorevoli colleghi, dobbiamo invocare il rispetto quando c'è una
disgrazia al Sud come al Nord. Quando lo Stato interviene lo deve
fare in eguale misura al Nord come al Sud.
Accade, purtroppo, ormai da qualche tempo che il Nord ha una
attenzione privilegiata rispetto al Sud, a cui si addossano tutte
le colpe anche quando le disgrazie arrivano dal cielo o dai
terremoti.
ROMANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROMANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo anch'io
su questo tema per dire che, qualche settimana fa, ho presentato
una interrogazione su questo argomento chiedendo la dichiarazione
dello stato di calamità naturale per i Nebrodi, in quanto prevedevo
che le piogge di quei giorni avrebbero creato o potessero creare
quel danno che si è verificato a San Fratello.
La situazione è drammatica: stamattina mi sono recato in quei
luoghi e, probabilmente, San Fratello è un paese che non potrà più
essere ricostruito. Noi ci auguriamo che la frana si fermi.
Nell'interrogazione di qualche giorno fa io formulavo alcune
osservazioni chiedendo non solo lo stato di calamità, ma la
rivisitazione immediata del piano PAI, fotografato a dicembre del
2007 e sollecitavo il Governo per un rafforzamento del sistema di
protezione civile.
Chiedevo, inoltre, al Governo di avviare le procedure per la
semplificazione della sovrapposizione di competenze che c'è in
ambito di Protezione civile, con poteri speciali dati alla
Protezione civile e alla Presidenza, che servano a semplificare ed
abbreviare i tempi delle progettazioni, degli appalti e delle somme
urgenze.
Chiedevo, infine, risorse aggiuntive in termini di personale e di
aiuti economici.
Signor Presidente, credo pure che in questa sede si discute
troppo, si discute spesso di un esubero di personale all'interno
della Amministrazione regionale siciliana. Questo personale
potrebbe essere individuato e trasferito con semplicità alla
Protezione civile, tanto bisognosa di professionisti e di
competenze. Basterebbe un interpello; questo personale già oggi lo
paghiamo noi.
Non mi attardo, quindi, sul disastro che ha colpito i comuni di
Longi, San Fratello in testa, Ucria, Sant'Angelo di Brolo e tutti i
paesi nebroidei.
Avant'ieri si è svolto un incontro con quaranta sindaci, i quali
gridano tutti - e a tutti dobbiamo dare la giusta attenzione e
solidarietà - e ci chiedono una mano d'aiuto.
Credo che su questo l'Assemblea debba rispondere, non in modo
distratto, ma molto più attento, nel rispetto della popolazione e
della sicurezza dei cittadini.
Signor Presidente, la prima proposta è quella di dedicare una
seduta d'Aula al tema del dissesto, alle cause del dissesto e,
soprattutto, alle soluzioni possibili, realizzabili, quelle che
sono alla nostra portata.
Nella mia interrogazione alcune soluzioni le ho già indicate, fra
le quali quella di costituire al più presto una task force
speciale, la Protezione civile, perché gli uffici del territorio
non ce la fanno a tenere sulle proprie spalle questa mole di
lavoro.
Chiudo dicendo che il tema più complesso è quello del recupero del
nostro territorio legato all'agricoltura. L'agricoltura abbandonata
è il fenomeno più drammatico sul quale, anche nei giorni scorsi,
abbiamo parlato senza riuscire a trovare in nessun modo una
soluzione che possa rimettere in moto un'attività produttiva che
tuteli il territorio.
Credo che su questo l'Assemblea responsabilmente debba avere un
ruolo nell'interesse della nostra comunità.
BUZZANCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, noto una certa distrazione fra i
colleghi. Onorevole Laccoto, onorevole Picciolo, onorevole
Cracolici, ringrazio per l'attenzione che riservate ad un dramma,
ad un problema che sicuramente è di enorme portata.
Nell'associarmi alle preoccupazioni dei colleghi che mi hanno
preceduto, vorrei fare alcune proposte e, al contempo, rivolgere
alcune raccomandazioni al Governo, qui rappresentato dagli
assessori Leanza e Venturi. Ritengo che sia necessario, e presto,
capire l'entità del danno, la portata del danno, perché ieri
abbiamo avuto una riunione in Prefettura del comitato per la
sicurezza e l'ordine pubblico, al quale ha partecipato il
direttore regionale della Protezione civile. E in quella occasione
ognuno ha potuto dare il proprio contributo.
E' evidente che oggi non siamo in grado di conoscere nel dettaglio
la portata del danno e, soprattutto, le conseguenze di quella frana
che, se resta così come è, se si contiene nei limiti che oggi
conosciamo, certamente produce un danno che, in termini
quantitativi, può essere apprezzato soltanto da una équipe che sia
subito insediata e che riferisca poi con chiarezza qual è il danno,
se è possibile ripararlo e in quali tempi: quindi, un
cronoprogramma preciso che consenta di dire alla popolazione che vi
è bisogno di interventi e dell'entità degli interventi necessari.
La seconda proposta che faccio al Governo è che si attivi subito,
immediatamente, perché si possa arrivare presto ad emettere una
ordinanza di protezione civile per la nomina di un commissario
straordinario nella persona che vorrà individuare il Presidente del
Consiglio, perché è evidente che, con le procedure a nostra
disposizione, non riusciamo a mettere in sicurezza alcunché.
Signor Presidente, che per quel che riguarda la tragedia di
Giampilieri, in provincia di Messina, soltanto l'altro ieri noi
abbiamo avuto il permesso alla discarica perché, a causa di
lungaggini burocratiche, mancava un parere dell'ISPRA, pervenuto
soltanto dopo 120 giorni.
Questo non è tollerabile
Noi tutti, noi come parlamentari e l'Assemblea come organo
istituzionale così alto, lei come Presidente, il Governo, dobbiamo
insieme camminare in direzione di una soluzione che deve venire.
Ieri, nel corso di quella riunione, il sindaco - penso esasperato
- ha parlato anche della necessità di realizzare una tendopoli.
Mi sono permesso di far osservare al sindaco che non mi sembrava
una ipotesi percorribile perché non credo che oggi, 17 febbraio, si
possa immaginare di spostare mille persone dagli alberghi per
allocarle in una tendopoli, certo con il vantaggio di essere
assemblate, di stare insieme, ma con svantaggi notevoli che nascono
da quello status che certo non può essere né gradito né accettato
dagli abitanti di San Fratello, di Raccuja, di Sant'Angelo di
Brolo, di Longi e di gran parte del territorio dei Nebrodi.
Muoviamoci in questa direzione, facciamo in modo di avere una
équipe di tecnici che stabilisca un cronoprogramma e facciamo pure
in modo di avere presto la dichiarazione dello stato di emergenza
che porti alla nomina di un commissario straordinario.
Sono certo che il Governo lo farà. Sono certo che lei, signor
Presidente, si farà carico di questa esigenza che afferisce alle
reali necessità del popolo nebroideo.
PANARELLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come hanno già
detto i colleghi che mi hanno preceduto penso che sia giusto che,
da parte dell'Assemblea regionale siciliana, si esprima il massimo
di solidarietà a quanti sono stati colpiti dall'evento franoso di
dimensioni molto estese, che ha interessato in particolare San
Fratello ma anche tanti altri comuni della provincia di Messina, e
segnatamente dell'area dei Nebrodi.
E' giusto sollecitare il Presidente della Regione, che ha attivato
tempestivamente la Protezione civile regionale, a venire in Aula
nei prossimi giorni a riferire, non solo perché è giusto che
l'Assemblea sia informata della situazione che si è determinata,
degli sviluppi che ci saranno, delle ipotesi che il Governo fa per
dare assistenza alle popolazioni e per fronteggiare il grave
dissesto idrogeologico che investe la provincia di Messina.
Penso che la prima risposta del Governo, quella di dichiarare lo
stato di calamità, sia stata giusta e doverosa in rapporto alla
situazione che si è determinata. Penso - come ha già detto
l'onorevole Buzzanca - che bisogna chiedere al Governo nazionale di
tradurla immediatamente in ordinanza per consentire gli interventi
di emergenza.
Naturalmente, penso che bisogna chiedere al Governo nazionale
anche la destinazione di risorse adeguate per fronteggiare la
situazione, naturalmente in concorso con il Governo della Regione
siciliana, perché è noto, richiamando la situazione drammatica che
si è già verificata nella provincia di Messina, a Giampilieri, a
Scaletta e in altri centri del Messinese, che ancora non è chiaro
quali risorse saranno destinate per le ingenti esigenze che, in
quella realtà, si pongono sia dal punto di vista dell'assistenza
alle popolazioni sia - e soprattutto - per mettere in sicurezza i
centri colpiti, il sistema viario e situazioni analoghe che, credo,
si sono determinate pure nell'area dei Nebrodi.
Ovviamente, tutti questi esempi - e concludo - inducono ad una
riflessione più ampia sulle condizioni della Sicilia e,
segnatamente, dell'intera provincia di Messina.
Credo che sia utile una riflessione per evitare, come è successo
non solo in Sicilia, per la verità, ma anche in tante altre parti
d'Italia, di rincorrere le emergenze e di tentare di fronteggiare
gli effetti drammatici del dissesto idrogeologico senza riuscire
mai ad intervenire preventivamente per evitare che si determinino
le cause che favoriscono il dissesto.
C'è un problema certamente legato ad eventi meteorologici
eccezionali, forse conseguenza anche di cambiamenti climatici; ma
c'è anche, soprattutto, disattenzione ai problemi che si pongono
nel territorio, a tutti quegli elementi di abbandono, di
sottovalutazione o, peggio ancora, di scelte edificatorie sbagliate
che molto spesso concorrono a determinare questi dissesti.
LACCOTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò brevissimo
anche perché questa non sembri una passerella dei deputati della
provincia di Messina.
Il problema è che viene sottovalutato un fenomeno così grave, di
portata veramente immane e, tra l'altro, voglio dire solo questo:
occorrono, in questo momento, interventi molto urgenti; bisogna che
il Governo regionale si attivi e che il Governo nazionale, con
ordinanza, dichiari lo stato d'emergenza per queste popolazioni e
per questi territori dei Nebrodi.
In questo momento, signor Presidente, molti comuni dei Nebrodi
sono ancora isolati. Se non si deroga a quella che è la procedura
ordinaria, rischiamo, fra un anno, di avere ancora le stesse
condizioni di oggi.
Allora, per potere derogare, bisogna avere un'ordinanza sullo
stato di emergenza, ma anche le risorse finanziarie per affrontare
rapidamente le questioni.
Voglio solo ricordare che, in questo momento, la strada statale
113 Capo d'Orlando-Brolo é chiusa al traffico da un mese e ancora
non vi è stata la gara dell'Anas per riaprirla; voglio solo
ricordare che la SS 113, tra Gioiosa e Patti, è praticamente
bloccata da oltre due anni e solo negli ultimi giorni vi �� stata la
gara che dovrebbe sbloccare, con tempi anche molto lunghi,
quest'altra frana che isola, di fatto, tanti comuni della riviera
ma anche montani.
Ora, di fronte a questo, penso che noi, come siciliani, ma in
particolare come abitanti del territorio dei Nebrodi, non siamo
figli di un Dio minore. Proprio in questi casi, ritengo che
occorrono quelle ordinanze straordinarie e urgenti che tanto hanno
fatto parlare l'Italia ma che questo Parlamento, spero, in questa o
in altra seduta, alla presenza del Presidente della Regione,
deliberi all'unanimità perché vi sia non solo lo stato di calamità,
già dichiarato dalla Giunta regionale, ma lo stato d'emergenza da
parte del Governo nazionale e, quindi, un'ordinanza con le risorse
finanziarie assegnate per poter intervenire in maniera veloce e
urgente.
APPRENDI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
APPRENDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come ha detto il
collega che mi ha preceduto la questione non riguarda soltanto i
comuni messinesi, ma tutto il territorio siciliano, e mi permetto
di dire che quanto è successo certamente non ha nulla a che vedere
con qualche casa abusiva che può essere stata costruita in quel
territorio. Semmai la casa abusiva, se non fosse stata costruita in
quel luogo, oggi probabilmente non si troverebbe in difficoltà.
Dobbiamo, invece, chiarire che nel corso degli anni sono stati
fatti studi importanti.
Questo Paese ha un sistema di Protezione civile che, vi assicuro,
è uno dei più efficienti al mondo e non soltanto perché lo dicono
la televisione e i mass media, ma perché, sin da quando era
responsabile il professore Barberi, la passione degli uomini in
campo ha permesso di costruire un sistema valido, già collaudato
più volte.
Questo ci mette in una condizione di relativa tranquillità per
affrontare le emergenze.
Ma, per tornare al punto di partenza, ci sono studi importanti sul
rischio idrogeologico in Sicilia, così come ci sono studi
importanti per quanto riguarda il rischio sismico.
Il problema è a monte della Protezione civile regionale per quanto
riguarda gli anni passati: capire quali soluzioni di prevenzione
siano state messe in campo rispetto al rischio che le persone
corrono in questi territori sovraesposti.
Allora, sono d'accordo con chi dice che è necessario passare
subito all'ordinanza; ma questa è una competenza del Presidente del
Consiglio Berlusconi.
Mi risulta che il Presidente della Regione ha già dichiarato lo
stato di calamità.
Voglio aggiungere un'ultima cosa: io non credo che ci sia bisogno
di task force. I tecnici della Protezione civile regionale, seppur
precari, ingegneri, architetti e geologi, hanno dimostrato in
questi anni grande capacità tecnica. Allora bisogna fare partire la
macchina nel modo giusto; bisogna avviare questo motore in modo che
stia acceso tutto l'anno, sia nella fase della prevenzione sia in
quella di previsione e, infine, nella fase del soccorso.
Non abbiamo bisogno, quindi, di task force, di leggi speciali, di
provvedimenti speciali. Abbiamo visto cosa significa andare oltre
le ordinanze, abbiamo visto che muoversi con queste ultime crea
problemi quando non ci sono i dovuti controlli.
Auspico che presto arrivi l'ordinanza del Presidente del Consiglio
Berlusconi e che possa esserci un dibattito su tutti i problemi che
la Sicilia ha in questo momento, come dicevo prima, rispetto al
rischio idrogeologico ma anche rispetto agli altri rischi.
Non vorrei che si possa pensare che quanto è successo sia legato
alla casualità o alla sfiga' di cui alle dichiarazioni
dell'assessore Centorrino, il quale ha detto che non dobbiamo più
leggere eventualmente Andrea Camilleri, Leonardo Sciascia ed
Emanuele Macaluso.
Io continuerò a leggere questi autori e, quindi, non c'entra
niente il vedere nero o il vedere chiaro. Questi importanti autori
hanno dato lustro alla Sicilia e quello che accade in Sicilia di
negativo non può essere assolutamente ricollegabile a questi
autori, e non l'accetto neanche come provocazione.
GIANNI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei intervenire
qualche minuto sull'ordine dei lavori. Ho presentato un ordine del
giorno sulla questione di Messina, che comprende anche la
problematica del dissesto idrogeologico siciliano, questi ritardi,
questa assenza da parte del Governo nazionale e - devo dire - anche
del Governo regionale che, purtroppo, non è così autorevole da
poter rappresentare i problemi.
Signor Presidente, le faccio perdere qualche minuto anche per
ricordare cosa avviene in questo Paese. E mi ricordo che tra le
tasse che noi paghiamo ce n'è una, in particolare, che viene
applicata sul costo della benzina; anzi non una ma dieci.
La prima: noi paghiamo a tutt'oggi 1,90 lire a litro di benzina
per finanziare la guerra di Etiopia del 1935 e continuiamo a
pagarla ancora oggi. Una guerra durata sette mesi, con una tassa
che dura da cinquant'anni.
La seconda è di 14 lire e finanzia la crisi di Suez del 1956; la
terza è di 10 lire e finanzia il disastro del Vajont del 1963; la
quarta, di 10 lire e finanzia l'alluvione di Firenze del 1966; la
quinta, di 10 lire, per la Valle del Belice della Sicilia; la
sesta, di 99 lire, per la ricostruzione del sisma del Friuli del
1976; la settima, di 75 lire, per la ricostruzione dell'Irpinia del
1980; l'ottava, di ben 250 lire, per finanziare la missione in
Libano del 1983; la nona, di 22 lire, per la missione in Bosnia e
la decima, di 0,020 euro, per il contratto degli autotranvieri del
2004.
Tutte somme calate nel prezzo della benzina che dovevano essere
una tantum e sono diventate una semper. Tra l'altro, sulla benzina
e su questa accisa paghiamo le tasse, la tassa sulla tassa
Signor Presidente, la proposta che lei domani vedrà nell'ordine
del giorno che discuteremo è la seguente: se potessimo chiedere al
Presidente della Regione di farsi carico di parlare come membro del
Governo, atteso il suo rango di ministro, per chiedere di
riprendere tutte queste tasse una tantum che dal 1935 ad oggi
paghiamo sulla benzina, per poterle destinare a Messina per la
ricostruzione, quindi per l'emergenza, e per l'urgenza di andare a
rivedere il quadro dell'assetto idrogeologico regionale che,
purtroppo, o per incuria personale o di politici o di imprenditori
o perché la natura si ribella o perché c'è una predisposizione alla
faglia che, purtroppo, abbiamo come regione, siamo costretti ad
essere in emergenza costante.
Soltanto con la prevenzione, soltanto studiando, mettendo a fuoco
e mettendo in moto i meccanismi di una protezione civile che deve
essere ben registrata (perché ci sono alte professionalità non
utilizzate al massimo), solo uno studio minuzioso, palmo a palmo,
di questo territorio potrà dirci e potrà dire se i piani regolatori
devono essere rivisti e come; se gli ingegneri dei vari comuni
devono dare le autorizzazioni e come; cosa possono fare le
sovrintendenze; se la forestale, poi, deve mettere piante, alberi e
come. Soltanto prima, con uno studio ben fatto, forse riusciremo ad
evitare i disastri che potrebbero verificarsi in futuro.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'argomento sollevato oggi dai
colleghi deputati sarà oggetto di una prossima Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari. In quella sede stabiliremo la
data di discussione dell'argomento in questione.
DI MAURO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, mi fa piacere che lei abbia comunicato l'intenzione di
trattare in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari il
tema del dissesto idrogeologico, facendone oggetto di un'apposita
seduta.
Non c'è dubbio che quel che sta succedendo nei Nebrodi, nel
Palermitano, nell'Agrigentino, é assolutamente grave. La Protezione
civile è intervenuta. E' intervenuto, anche fisicamente, il
Presidente della Regione, andando a visitare quei luoghi e a
portare la solidarietà alle persone coinvolte in questa
disavventura che ha determinato, non solo grande preoccupazione, ma
anche lo sfollamento delle famiglie dai centri abitati.
Grande disagio, grandi difficoltà, grande preoccupazione per
quello che può accadere in questo territorio, ma soprattutto uno
stato di agitazione che io stesso ho avuto modo di cogliere nel
corso di una riunione svoltasi con i quaranta sindaci dei Nebrodi,
i quali hanno lamentato anche una serie di interruzioni stradali
che, di fatto, in quel territorio hanno costretto diversi paesi a
restare isolati dal contesto della viabilità provinciale.
Abbiamo la necessità, da un lato, di un intervento straordinario
ed urgente - così come la Protezione civile ha fatto rilevare - e,
dall'altro, di un intervento più pregnante e con le caratteristiche
di prevenzione che deve operare l'Assessorato a cui in questo
momento sono preposto, proprio al fine di evitare che in futuro
possano verificarsi ulteriori dissesti ed eventi franosi. Nella
riunione avuta con i sindaci, il direttore ha avuto modo di
chiedere delle schede sugli interventi sollecitati dagli stessi
sindaci affinché, nel più breve tempo possibile, il Governo
regionale possa avere un'idea chiara e approfondita, non solo della
necessità numerica degli interventi ma anche della quantità di
risorse che sono necessarie a rimuovere sia gli ostacoli alla
libera circolazione sia gli ostacoli che insistono nel territorio
abitativo dei centri che in questo momento soffrono un forte
disagio.
La sera stessa abbiamo convocato una riunione di Giunta di Governo
ed abbiamo anche ipotizzato che parte delle risorse destinate
attraverso i fondi Fas vengano assegnate alla Protezione civile,
attraverso un accordo di programma che veda un intervento
tempestivo della Protezione civile stessa, non solo a Messina ma
anche nel Palermitano, per dare un segnale forte al territorio
finalizzato alla attività che questo Governo deve certamente
mettere in atto.
Peraltro, lo stesso Dipartimento che oggi fa capo al mio
Assessorato si è attivato con il Governo nazionale per potere
trasferire al Ministero dell'Ambiente le difficoltà in cui si trova
la nostra Regione e, soprattutto, la necessità di un intervento
straordinario.
Siamo riusciti ad ottenere un appuntamento in un tempo brevissimo;
già domani mattina incontrerò il ministro per l'ambiente
Prestigiacomo per approntare un piano urgente e necessario che farà
riferimento alle risorse di cui alla legge finanziaria dell'anno
scorso, circa un miliardo di euro imputabile ai FAS. Quindi,
un'azione che il Governo ha messo in atto rapidamente che, da un
lato, impegna nei confronti di chi è stato sfollato dalle proprie
abitazioni, attraverso il conforto del Corpo forestale, della
Protezione civile e di tutti i soggetti, compreso il Genio civile
di Messina che si è mostrato in tutte le operazioni profondo
conoscitore del territorio e a conoscenza pure di quello che può
accadere.
Le nostre idee in ordine agli interventi sono state abbastanza
approfondite e credo che già domani, nel corso della riunione col
ministro Prestigiacomo, avremo modo di illustrare nei dettagli gli
interventi che devono avere la caratteristica dell'immediatezza.
Devo aggiungere che, nella riunione di Giunta di lunedì sera, si è
pure deliberato di chiedere al Governo nazionale la dichiarazione
dello stato di calamità e le misure di urgenza per consentire
interventi che abbiano procedure di forte celerità, nonostante i
notevoli importi occorrenti.
Ci auguriamo che il Governo nazionale abbia la sensibilità di
accettare tale nostra richiesta e, quindi, essere nelle condizioni,
nel più breve tempo possibile, di approntare un piano che possa,
sia in termini di individuazione dei problemi sia in termini di
interventi, dare una risposta adeguata ad un territorio che vede i
sindaci molto impegnati nell'attività di soccorso, nell'attività di
sollecitazione nei confronti della Regione, ma che necessitano di
un forte sostegno da parte del Governo della Regione.
Presidenza del presidente Cascio
Rinvio del seguito della discussione del disegno di legge numeri
459-386-209-394-404/A «Norme per il sostegno dell'attività edilizia
e la riqualificazione del patrimonio edilizio»
PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del disegno di
legge nn. 459-386-209-394-404/A giorno «Norme per il sostegno
dell'attività edilizia e la riqualificazione del patrimonio
edilizio» posto al numero 2).
Poiché non è presente in Aula l'assessore al ramo, onorevole
Gentile, chiedo all'assessore Di Mauro se ritiene di poterlo
sostituire.
DI MAURO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore regionale per il territorio e l'ambiente.
Signor Presidente, considerata l'assenza dell'assessore Gentile, io
chiedo il rinvio della trattazione del disegno di legge, anche
perché la Commissione non ha ultimato i lavori.
PRESIDENTE. Accordiamo, dunque, il rinvio al Governo.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, giovedì 18
febbraio 2010, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
I - Comunicazioni.
II - Discussione dei disegni di legge:
1) «Nuovo ordinamento delle Camere di commercio, industria,
artigianato e agricoltura» (numero 270/A) (Seguito)
Relatore: onorevole Corona
2) «Norme per il sostegno dell'attività edilizia e la
riqualificazione del patrimonio edilizio» (numeri 459-386-209-394-
404/A) (Seguito)
Relatore: onorevole Caronia.
La seduta è tolta alle ore 18.38.
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli