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Resoconto d'Aula della Seduta n. 142 di mercoledì 17 febbraio 2010
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   Presidenza del presidente Cascio


   LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                          Congedi e missioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in congedo per oggi gli  onorevoli:
  Beninati,  Cascio  Salvatore, Fagone e Panepinto; l'onorevole  Raia
  dal 17 al 18 febbraio 2010.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico, altresì, che saranno in missione, per ragioni  del  loro
  ufficio,  gli  onorevoli:  Pogliese dal 18  al  20  febbraio  2010;
  Vitrano dal 13 al 16 marzo 2010;  Mineo dal 17 al 19 febbraio 2010.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico  che  nella scorsa seduta non è stata data lettura  della
  richiesta    di   congedo   dell'onorevole   Panepinto,   richiesta
  regolarmente registrata nel sistema elettronico di votazione  nella
  seduta citata.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   -  «Interventi per l'accoglienza e l'integrazione dei  richiedenti
  asilo e dei rifugiati, coniugate allo sviluppo sociale, economico e
  culturale delle comunità locali» (n. 522)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dagli  onorevoli Galvagno,
  Ammatuna, Gucciardi e Rinaldi in data 11 febbraio 2010

   - «Norme in favore dei centralinisti ciechi» (n. 523)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Vinciullo,
  Leontini,  Maira,  Musotto,  Formica,  Pogliese,  Savona,  Falcone,
  Buzzanca,  Caputo,  Gianni,  Cordaro, Cascio  S.,  Forzese,  Greco,
  Arico',  Minardo,  Gennuso, Fagone, Leanza  E.,  Campagna,  Romano,
  D'Agostino, De Luca, Lentini, Ruggirello, Arena, Nicotra, Marrocco,
  Scilla,  Cristaudo,  Bonomo,  Bosco,  Mancuso,  Mineo,  Calanducci,
  D'Asero,   Lo   Giudice,  Cintola,  Ragusa,   Currenti,   Colianni,
  Torregrossa,  Limoli,  Dina, Corona, Caronia, Ardizzone,  Beninati,
  Adamo, Incardina e Scoma in data 15 febbraio 2010

   -  «Schema  di  progetto di legge costituzionale  da  proporre  al
  Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2,
  dello Statuto della Regione recante  Modifica all'articolo 14 dello
  Statuto della Regione'» (n. 524)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato dagli onorevoli  Aricò  e
  Marrocco in data 15 febbraio 2010

   -  «Gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti  inquinati»
  (n. 525)
   di iniziativa governativa, presentato dal Presidente della Regione
  (Lombardo) su proposta dell'Assessore per l'energia ed i servizi di
  pubblica utilità (Carmelo Russo) in data 15 febbraio 2010.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alla competente
                              Commissione

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  inviati alla competente Commissione:

                             BILANCIO (II)

   -  «Norme  in materia di riordino delle società partecipate  dalla
  Regione» (n. 517)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 15 febbraio 2010
   parere III, IV, V

   -  «Norme in materia di addizionale regionale Irpef a favore delle
  famiglie numerose o con soggetti disabili a carico»  (n. 518)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 15 febbraio 2010
   parere I.

                 Comunicazione di richiesta di parere

   PRESIDENTE. Comunico che la seguente richiesta di parere  è  stata
  assegnata alla competente Commissione:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Ente acquedotti siciliani. Nomina commissario liquidatore  (n.
  71/I)
   pervenuta in data 10 febbraio 2010 ed inviata in data 15 febbraio
  2010.

   Comunicazione di nomina di segretario della Commissione speciale
             per la revisione e l'attuazione dello Statuto

   PRESIDENTE. Comunico che la Commissione speciale per la  revisione
  e  l'attuazione  dello Statuto della Regione, nella  seduta  n.  40
  dell'11  febbraio  2010, ha proceduto alla nomina  del  segretario,
  onorevole Francesco Mineo.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  le  autonomie
  locali  e  la  funzione pubblica, considerato che a partire  dall'1
  gennaio  2010  si  è  registrata la cessazione della  distribuzione
  presso i comuni dell'Isola della Gazzetta ufficiale della Regione;

   rilevato che l'Assessorato Autonomie locali e funzione pubblica ha
  diramato un'apposita circolare in tal senso, facendo richiamo  alla
  legislazione vigente in materia di riduzione dì costi di  materiale
  cartaceo, stampa e distribuzione;

   considerato  che con il comma 2 dell'art. 27 del decreto-legge  n.
  122  del  2008, convertito con modificazioni in legge  n.  133  del
  2008,  è  stato disposto il passaggio ad una forma di distribuzione
  telematica  dei contenuti della Gazzetta ufficiale della Repubblica
  presso  i  soggetti  che  intrattenevano appositi  abbonamenti  con
  l'Istituto  poligrafico  dello Stato prima dell'entrata  in  vigore
  della legge;

   ravvisata   l'assenza  di  specifiche  disposizioni   in   materia
  contenute   in   una   legge  approvata  dall'Assemblea   regionale
  siciliana;

   per sapere:

   se  abbiano  dettato precise istruzioni all'Ufficio legislativo  e
  legale   ed  al  dipendente  dell'ufficio  preposto  alla  Gazzetta
  ufficiale  della Regione circa la cessazione della stampa  e  della
  distribuzione  in formato cartaceo della Gazzetta  ufficiale  della
  Regione a partire dall'1 gennaio 2010;

   se  non  ritengano che l'Assemblea, considerata la sua  competenza
  diretta,  ricavabile  da  una  lettura  attualizzata  del   decreto
  legislativo  del Capo dello Stato n. 204/1947, non  avrebbe  dovuto
  essere  preventivamente  informata degli orientamenti  del  Governo
  regionale  di  applicare direttamente l'art. 27, comma  2,  citato,
  stabilendo  esclusivamente in via amministrativa nuove modalità  di
  pubblicazione  degli  atti  normativi  e  amministrativi  regionali
  attraverso il sito internet dell'Ufficio legislativo e legale della
  Regione;

   se  abbiano  intenzione  di presentare un  disegno  di  legge  per
  consentire  all'Assemblea  regionale  di  disciplinare  in  maniera
  organica   le  modalità  di  pubblicazione  degli  atti   normativi
  regionali, ed in special modo delle leggi della Regione». (1028)

                                                             APPRENDI

   «Al Presidente della Regione, premesso che le recenti piogge e  le
  abbondanti     nevicate    hanno    determinato     l'ingrossamento
  dell'affluente  del  fiume  Oreto,  nel  tratto  che  attraversa  i
  territori dei comuni di Monreale ed Altofonte (PA);

   considerato che:

   l'enorme massa d'acqua ha determinato uno spostamento degli argini
  laterali  e  l'abbattimento  delle  barriere  realizzate   per   il
  controllo del flusso idrico;

   l'aumento  delle  acque  ha  determinato  l'erosione  delle   anse
  laterali  con gravissimo pericolo per le abitazioni che negli  anni
  sono sorte numerose ai lati del letto del fiume;

   le  acque  hanno superato i livelli di massima sicurezza  e  si  è
  creata  una  situazione  di  pericolo che  rischia  di  determinare
  gravissime ed irreparabili conseguenze per i residenti e i  terreni
  circostanti il corso del fiume;

   per  sapere quali provvedimenti intenda adottare per garantire  la
  sicurezza dei residenti, delle abitazioni e delle colture.» (1029)

                                                               CAPUTO

   «All'Assessore per l'economia, premesso che:

   la società Tributi Italia ha svolto il servizio di riscossione dei
  tributi per conto di 500 comuni italiani, di cui 19 in Sicilia, e a
  fronte  di ciò gli stessi comuni vantano crediti per 90 milioni  di
  euro,  circa  15  dei  quali  sono  appunto  quelli  vantati  dalle
  amministrazioni comunali della Sicilia;

   considerato   che  a  causa  dell'insolvenza  della  società   nei
  confronti    delle   amministrazioni   comunali,    il    Ministero
  dell'economia  e delle finanze ha deciso di cancellare  la  società
  dall'albo  dei  riscossori, con evidenti ripercussioni  finanziarie
  nei  confronti delle amministrazioni pubbliche ed occupazionali nei
  confronti dei dipendenti della società che rischiano di perdere  il
  posto di lavoro;

   i  lavoratori  della società Tributi Italia sono in agitazione  da
  diversi  mesi  per le difficoltà aziendali e per  i  ritardi  nella
  erogazione delle retribuzioni spettanti, che allo stato determinano
  un arretrato di circa sei mesi;

   risulta pendente una procedura fallimentare rispetto alla quale la
  società  ha  presentato un piano di rientro finanziario  concordato
  con gli istituti di credito interessati;

   per  sapere se sia a conoscenza dei fatti sopra esposti e  se  non
  ritenga   opportuno  intraprendere  le  opportune   iniziative   di
  competenza  a  difesa della stabilità occupazionale dei  lavoratori
  interessati». (1030)

                                                              FARAONE

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   il  territorio  siciliano  detiene la  maglia  nera'  del  rischio
  idrogeologico,  così come più volte evidenziato  da  studi  mirati,
  oltre che dalle segnalazioni delle Protezione civile regionale;

   da   tempo   i  comuni  siciliani  si  battono  affinché   vengano
  ripristinate arterie di comunicazione stradale che consentano  alle
  popolazioni accessi sicuri verso i propri luoghi di residenza;

   considerato che:

   il  comune di Ramacca, in provincia di Catania, è servito  da  due
  soli  collegamenti stradali, entrambi bisognosi  di  interventi  di
  messa in sicurezza;

   a  causa  di periodiche frane, la strada provinciale 25/1 è  stata
  chiusa   al  transito  nel  2007,  ma  viene  ugualmente  percorsa,
  nonostante la persistenza di condizioni di estrema pericolosità per
  l'utenza;

   ricordato che:

   l'Assessorato  regionale Territorio e ambiente, con  nota  del  21
  dicembre  2009,  aveva  inserito,  nell'ambito  del  P.O.  F.E.S.R.
  2007/2013  -  Linea  d'intervento  2.3.1.1.  'Interventi   per   il
  miglioramento  dell'assetto idrogeologico', le opere di  ripristino
  delle vie di collegamento da e per il comune di Ramacca;

   ancora  la  segnalazione  dell'urgenza  per  il  ripristino  della
  sicurezza  viaria  era stata effettuata, nella  fattispecie,  dalla
  Direzione della Protezione civile di Catania;

   sottolineato  che i lavori finanziati dall'Assessorato  Territorio
  con  i  fondi F.E.S.R. relativi al comune di Ramacca riguardano  la
  'Strada   Provinciale   25/1-   Progetto   di   ripristino    della
  transitabilità  veicolare a seguito dell'ordinanza di  chiusura  al
  transito n. 35/2007' e i 'Lavori di consolidamento e ripristino  di
  un  tratto  della  sede stradale lungo il prolungamento  della  via
  Pietro Nenni in località S. Croce Calcare';

   ritenuto  che  la  mancata  messa in sicurezza  delle  arterie  di
  transito specificate in premessa comporta uno stato di pericolosità
  permanente  e suscita allarme e preoccupazione nelle popolazioni  e
  nelle istituzioni locali.

   per sapere:

   se risponda al vero che i finanziamenti P.O. F.E.S.R. 2007/2013  -
  Linea   d'intervento  2.3.1.1.  'Interventi  per  il  miglioramento
  dell'assetto  idrogeologico' destinati al ripristino delle  vie  di
  collegamento  da  e per il comune di Ramacca sono  stati  dirottati
  verso altre opere;

   per  quali  motivi  abbiano  ritenuto di  dirottare  i  fondi  già
  stanziati  per  la  messa in sicurezza della viabilità  di  Ramacca
  verso altre opere;

   quali  provvedimenti urgenti intendano assumere  affinché  vengano
  ripristinati  i  fondi  necessari  alle  opere  di  consolidamento,
  peraltro  individuati meno di due mesi fa dal medesimo  Assessorato
  Territorio, che sembra oggi averli stornati altrove». (1026)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                               LIMOLI

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso  che la sezione centrale della Corte dei conti  ha  svolto
  un'indagine  sulla situazione del deficit sanitario  della  Regione
  siciliana rilevando, tra l'altro, 'gravi disfunzioni sulla gestione
  amministrativa e contabile di alcune aziende';

   considerato  che  particolari  criticità  sono  state  riscontrate
  dall'advisor contabile, il quale faceva presente che  i  costi  tra
  consuntivo e IV trimestre 2008 rilevano un decremento per circa  90
  milioni di euro';

   considerato ancora che:

   la  Corte  dei  conti ha inoltre eccepito che: 'in alcune  aziende
  risultano   forti   variazioni  di  rimanenze   che   sembrerebbero
  sovradimensionate per la normale gestione delle aziende in  quanto,
  se  rapportate al consumo, evidenzierebbero scorte in  taluni  casi
  superiori ai due mesi di normale attività';

   'la  dimensione  dello stock è talmente alta da  non  giustificare
  un'azione  di  contenimento  e  di diminuzione  delle  giacenze  di
  magazzino  in  un  periodo di vigenza del piano  di  rientro  e  di
  efficientamento della gestione';

   considerato infine che:

   l'advisor  ha  precisato  che  'le  verifiche  effettuate  per  le
  prestazioni  acquistate dal privato accreditato sono  basate  sulla
  coerenza  in  sede  storica  del  dato,  in  quanto  non  si  ha  a
  disposizione alcun flusso informativo per verificare la  produzione
  effettivamente   effettuata  con  la   valorizzazione   portata   a
  bilancio';

   'per   l'anno  2009  la  manovra  necessaria  sulla   spesa   dopo
  l'utilizzazione del fondo transitorio di accompagnamento è valutata
  in 192,780 milioni di euro';

   ritenuto che:

   alla  luce  delle suddette osservazioni della Corte dei  conti,  i
  presupposti  per l'avvio della procedura di commissariamento  della
  Regione non sono del tutto superati;

   le  criticità  rilevate dalla Corte dei conti, pur trattandosi  di
  valutazioni  su  dati antecedenti all'avvio del  riordino  previsto
  dalla l.r. n. 5/2009, sono estremamente significative;

   per  sapere  quali iniziative siano state assunte per superare  le
  predette  osservazioni  della Corte dei  conti  e  per  evitare  il
  commissariamento». (1027)

                                                           BARBAGALLO

   «All'Assessore per la salute, vista la legge regionale  n.  5  del
  2009  e  le  linee  d'indirizzo per la mobilità del  personale  del
  servizio sanitario nazionale e la sua ricollocazione a seguito  dei
  processi di riorganizzazione;

   rilevato  che  molti  lavoratori siciliani che  operano  in  altre
  regioni d'Italia, che hanno presentato domanda di mobilità,  vedono
  frustrate  da  anni le loro legittime aspettative di  fare  rientro
  nella  terra  natia,  attraverso la  mobilità  infraregionale,  per
  coprire i posti vacanti;

   per sapere:

   se  attualmente sia possibile procedere alla copertura  dei  posti
  vacanti mediante ricorso alla mobilità extraregionale;
   se,  in ordine ai trasferimenti extraregionali, le aziende debbano
  preventivamente chiedere l'autorizzazione all'Assessorato regionale
  Salute  per  procedere all'assunzione di personale  proveniente  da
  altre regioni». (1031)

                                                            PANEPINTO

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

        Comunicazione relativa alla interrogazione numero 1023

   PRESIDENTE.  Preciso che il titolo della interrogazione  n.  1023,
  con richiesta di risposta orale, a firma dell'onorevole Ruggirello,
  annunziata  nella  seduta  n.  141  dell'11  febbraio  2010,  è  il
  seguente: «Ispezione presso l'Azienda socio-sanitaria di assistenza
  alla   persona  'M.A.  Infranca  -  San  Giacomo'  nel  comune   di
  Castelvetrano (TP)».

   L'Assemblea ne prende atto.

          Determinazione della data di discussione di mozione

   PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Lettura,
  ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
  Regolamento  interno, della mozione numero 178 «Interventi  per  la
  formazione professionale degli emigrati».

   Avverto  che  la  determinazione della data di  discussione  della
  mozione  sopra  citata,  integralmente  riportata  nell'ordine  del
  giorno  della  presente seduta, è demandata,  secondo  consuetudine
  parlamentare,   alla   Conferenza   dei   Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari.


   Presidenza del presidente Cascio


   Seguito della discussione del disegno di legge «Nuovo ordinamento
   delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura»
                                (270/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  terzo punto  dell'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
  numero   270/A  «Nuovo  ordinamento  delle  Camere  di   commercio,
  industria, artigianato e agricoltura», posto al numero 1.
   Invito  i componenti la III Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Onorevoli colleghi, con riferimento al disegno di legge  n.  270/A
  la  Presidenza avverte l'esigenza che non si preceda sul piano  del
  metodo e della tecnica normativa al recepimento puro e semplice  di
  intere discipline di settore vigenti a livello statale, al fine  di
  evitare che il sovrapporsi con la normativa regionale possa rendere
  di difficile applicazione le leggi approvate da questa Assemblea.
   A  tale  esigenza  si  somma l'altra, direttamente  collegata,  di
  un'adeguata  istruttoria in Commissione dei disegni  di  legge,  in
  ordine  alla  quale  si  richiama l'attenzione  dei  Presidenti  di
  Commissione e dei funzionari dell'Assemblea.
   Pur  tuttavia,  poiché  la  Commissione  Attività  produttive'  ha
  approvato  con emendamenti correzioni al testo originario proposto,
  si  procederà  all'esame del disegno di legge in  questione,  salvo
  verificare nel prosieguo dei lavori ulteriori punti critici  per  i
  quali si rendano necessari approfondimenti.
   Ricordo  che l'esame del disegno di legge era stato sospeso  nella
  seduta  n.  140,  in fase di esame dell'articolo 1 e  dei  relativi
  emendamenti e, segnatamente, dell'emendamento 1.12.
   Comunico  che sono stati presentati dalla Commissione  i  seguenti
  emendamenti:

   - emendamento 1.17:
   «L'articolo 1 è sostituito dal seguente:
    1.  Le  camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura
  sono  enti  pubblici dotati di autonomia funzionale e  ad  esse  si
  applicano,  in  quanto compatibili con l'ordinamento regionale,  le
  disposizioni  della  legge 29 dicembre 1993, n.  580  e  successive
  modifiche ed integrazioni, e le disposizioni transitorie  e  finali
  del  decreto  legislativo emanato ai sensi dell'articolo  53  della
  legge  23  luglio 2009, n. 99, eccetto per le materie di  cui  agli
  articoli  5,  6  e  17,  come  modificati  dalla  presente   legge,
  all'articolo 19 e al titolo IV della legge regionale 4 aprile 1995,
  n.  29  e  successive modifiche ed integrazioni. Sono  abrogate  le
  rimanenti disposizioni della medesima legge regionale 1995, n. 29 e
  successive modifiche ed integrazioni.

   2.  Con regolamento, adottato su proposta dell'Assessore regionale
  per   le   attività  produttive,  previo  parere  della  competente
  commissione  dell'Assemblea regionale siciliana,  entro  centoventi
  giorni dall'entrata in vigore della presente legge sono determinate
  le disposizioni applicative e sono individuati gli organi regionali
  competenti nel rispetto delle loro attribuzioni»;.

   - subemendamento A.1.1:
   «Al  comma  1, dopo la parola  relativi' aggiungere le parole   ai
  bilanci'»;

   - emendamento A.1:
   «È aggiunto il seguente articolo:
   L'articolo  5  della  legge  regionale  4  aprile  1995  n.  29  e
  successive modifiche ed integrazioni è così sostituito:
    1. L'assessorato regionale delle attività produttive esercita  la
  vigilanza  sul sistema camerale negli ambiti relativi  all'attività
  amministrativa e contabile, al funzionamento degli  organi  e  allo
  svolgimento dei compiti di interesse generale.

   2.  L'assessore regionale per le attività produttive, di  concerto
  con  l'assessore per l'economia, stabilisce con proprio decreto  le
  norme che disciplinano la gestione patrimoniale e finanziaria delle
  camere di commercio.

   3. Con decreto del Presidente della Regione, previa delibera della
  Giunta  regionale,  sono individuate forme  di  collaborazione  fra
  l'assessorato  regionale delle attività produttive e  l'assessorato
  regionale   dell'economia,  al  fine  di  coordinare  le   attività
  ispettive  nei  confronti delle camere di commercio  anche  con  la
  collaborazione di Unioncamere. »;

   - emendamento A.2:
   «E'aggiunto il seguente articolo:
    L'articolo  6  della  legge regionale  4  aprile  1995  n.  29  e
  successive modifiche ed integrazioni è così sostituito:
    1.  I  consigli  sono  sciolti con decreto del  Presidente  della
  Regione, previa deliberazione della giunta regionale:
   nel caso di gravi e persistenti violazioni di legge;
   b) quando non ne possa essere assicurato il normale funzionamento;
   c) quando non è approvato nei termini il preventivo economico o il
  bilancio di esercizio;
   d) nel caso di decadenza per mancata elezione del presidente della
  camera di commercio;
   2.  Nell'ipotesi  di  cui  al comma 1, lettera  c),  trascorso  il
  termine  entro  il  quale  il preventivo economico  e  il  bilancio
  d'esercizio devono essere approvati senza che sia stato predisposto
  dalla  giunta  il relativo progetto, l'assessore regionale  per  le
  attività produttive nomina un commissario ad acta con il compito di
  predisporre il progetto stesso per sottoporlo al consiglio. In  tal
  caso,  e  comunque  quando  il consiglio non  abbia  approvato  nei
  termini  il  progetto  di preventivo economico  o  di  bilancio  di
  esercizio  predisposto dalla giunta, l'assessore regionale  per  le
  attività produttive assegna al consiglio, con lettera notificata ai
  singoli consiglieri, un termine non superiore a venti giorni per la
  loro approvazione, decorso inutilmente il quale propone alla giunta
  regionale lo scioglimento del consiglio.
   3.  Con il decreto di cui al comma 1 si provvede alla nomina di un
  commissario straordinario, scelto fra dirigenti pubblici, anche  in
  quiescenza,  ed  esperti  di  comprovata esperienza  professionale.
  Entro  novanta  giorni  dalla data di  emanazione  del  decreto  di
  nomina,  il  commissario straordinario avvia le  procedure  per  il
  rinnovo del consiglio camerale, pena la decadenza dall'incarico. »;

   - subemendamento  A.3.1:
   «Al  primo  rigo  del comma 1 e al secondo rigo del  comma  2,  la
  parola  nominati' è sostituita con la parola  designati'»;

   - emendamento A.3:
   «L'articolo  17  della  legge regionale 4  aprile  1995  n.  29  e
  successive modifiche ed integrazioni è così sostituito:
    1. Il collegio dei revisori dei conti è nominato dal consiglio ed
  è  composto  da  tre  membri effettivi e  tre  supplenti,  nominati
  rispettivamente   dal  Presidente  della  Regione,   dall'assessore
  regionale per le attività produttive e dall'assessore regionale per
  l'economia. Il collegio elegge al proprio interno il presidente.  I
  membri  effettivi  e  quelli supplenti sono iscritti  all'albo  dei
  revisori  dei conti, salvo che si tratti di dirigenti o  funzionari
  pubblici, nel rispetto del vincolo di cui all'articolo 2,  comma  4
  del  decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, e devono risiedere
  nel territorio della regione.

   2.  Il collegio dei revisori dei conti dura in carica quattro anni
  e  i  suoi  membri  possono essere designati  per  due  sole  volte
  consecutivamente. Ove nei collegi si proceda a sostituzione  di  un
  singolo  componente, la durata dell'incarico del nuovo  revisore  è
  limitata  alla residua parte del quadriennio in corso, calcolata  a
  decorrere  dalla  data  di adozione della deliberazione  di  nomina
  dell'intero collegio.

   3.  I  revisori dei conti hanno diritto di accesso agli atti e  ai
  documenti della camera di commercio.

   4. Il collegio dei revisori dei conti, in conformità allo statuto,
  alle  disposizioni  della presente legge, alle  relative  norme  di
  attuazione  esercita  la  vigilanza sulla  regolarità  contabile  e
  finanziaria della gestione della camera di commercio e  attesta  la
  corrispondenza  del  bilancio di esercizio  alle  risultanze  delle
  scritture  contabili,  redigendo  una  relazione  da  allegare   al
  progetto di bilancio d'esercizio predisposto dalla giunta.

   5.  Con decreto dell'assessore regionale delle attività produttive
  sono  stabiliti i contenuti in base ai quali è redatta la relazione
  di  cui  al  comma  4, nonché eventuali modalità operative  per  lo
  svolgimento dei compiti del collegio. »;

   - emendamento A.4:
   «Le disposizioni di cui agli emendamenti 1.17, comma 1, A.1, A.2 e
  A.3 si applicano a decorrere dall'entrata in vigore del regolamento
  di cui al comma 2 dell'emendamento 1.17».

   Prima  di procedere alla votazione dell'emendamento 1.17,  avverto
  sia  il  Governo  che  i  deputati che il recepimento  della  norma
  nazionale  che stiamo trattando e, più esattamente, l'articolo  13,
  comma  2,  fa riferimento a cause di incompatibilità tra l'incarico
  di  consigliere  delle  Camere di commercio e  quello  di  deputato
  regionale o assessore regionale. In quanto legge che fa riferimento
  a  cause ostative può essere sottoposta a referendum popolare,  per
  cui  non  potrà  essere, qualora approvata,  pubblicata  prima  dei
  novanta giorni previsti dalla legge.
   Questa  ulteriore comunicazione  è relativa al buon andamento  dei
  lavori parlamentari.
   Pongo, quindi, in votazione il subemendamento A.1.1.
   Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 1.17. Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   BENEDETTO.   Signor  Presidente,  desidero  manifestare   una
  preoccupazione  all'Aula, si tratta di una questione  di  carattere
  tecnico che pregherei di approfondire.
   Approvando l'emendamento 1.17, di fatto, noi riscriviamo  con  gli
  emendamenti successivi gli articoli 5, 6 e 17 della legge regionale
  29  del 1995, facendoli divenire norma con l'approvazione di questa
  sera.  Dopo l'approvazione dell'emendamento 1.17 approveremo  altri
  emendamenti  proposti dalla Commissione che portano all'interno  di
  questa  norma gli articoli 5, 6 e 17 della legge regionale  29  del
  1995  e,  dopo,  abroghiamo la legge 29,  come  abbiamo  fatto  con
  l'emendamento 1.17.
   Demandiamo,  cioè,  l'attuazione a un  momento  successivo  che  è
  quello  regolamentare.  Nelle more tra oggi  e  l'approvazione  del
  regolamento,  avendo  abrogato per intero la  norma  regionale,  si
  rischia di avere un vuoto legislativo e, pertanto, dovremmo vedere,
  quanto  meno,  che gli articoli 5, 6 e 17 della legge regionale  29
  del 1995 sopravvivano fino all'emanazione del regolamento.
   E' un fatto tecnico che occorre affrontare.

   PRESIDENTE. In effetti, è un problema serio e concreto.

   CORONA, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORONA,  relatore. Signor Presidente, io accolgo il  pensiero  del
  collega  Di  Benedetto  e  le  chiedo  se  è  possibile  sospendere
  brevemente  i  lavori  d'Aula  per  consentire  di  predisporre  un
  subemendamento, con il quale ristabiliamo la valenza della legge 29
  del  1995  in  attesa  che venga pubblicato  come  legge  il  testo
  legislativo che ci accingiamo ad approvare.

   PRESIDENTE. Concordo con lei, onorevole Corona.
   Informo che tutti gli emendamenti all'articolo 1 comunicati  nella
  seduta   n.   140   sono   preclusi  a  seguito   dell'approvazione
  dell'emendamento 1.17, che riscrive interamente l'articolo 1.

   DI  BENEDETTO.  Signor  Presidente, alcuni emendamenti  dovrebbero
  rimanere in vita.

   PRESIDENTE. Invito i presidenti dei Gruppi parlamentari a chiamare
  i  deputati in Aula perché, nel momento in cui voteremo il  disegno
  di  legge,   per approvarlo occorre la maggioranza qualificata  dei
  presenti e votanti.
   Sospendo, pertanto, la seduta.

     (La seduta sospesa alle ore 16.50, è ripresa alle ore 17.30 )

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Si  passa all'emendamento A.1, come  modificato  dal
  subemendamento A.1.1.

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento A.2. Lo pongo in  votazione.
  Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'emendamento A.3  e  al  subemendamento
  A.3.1.

   MARINELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARINELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto mi scuso
  per  il lieve ritardo con cui sono arrivato. Al vecchio testo avevo
  presentato  un  emendamento,  l'1.3,  in  particolare  per   quanto
  riguarda l'aggiunta dei settori di rappresentanza.
   Nel  fascicolo degli emendamenti lo individuavo nell'1.3, con cui,
  andando ad integrare l'articolo 14, comma 1, della legge 580 in cui
  si   prevedevano  per  legge  quattro  settori,  si   proponeva   -
  sostituendo  la parola  quattro' con  cinque' - di aggiungere  così
  il  quinto  settore,  quello della pesca che,  per  la  Sicilia  in
  particolare, per questa nostra terra non era previsto come settore,
  e  soprattutto  limitandolo alle sole province rivierasche,  quelle
  che  si affacciano sul mare e che sono otto su nove.

   La  questione degli indici per l'attribuzione dei seggi è un fatto
  già previsto nella legge 580 con le relative modifiche.
   La   stessa  cosa  chiedevo  in  quell'emendamento:  la   modifica
  all'articolo  10,  comma  2, della legge 580,  con  l'aggiunta  del
  settore della pesca, oltre all'artigianato e agli altri settori.
   Desidero  sapere se questi emendamenti, che erano  stati  inseriti
  nel  fascicolo,  saranno oggetto di discussione e quindi  anche  di
  votazione, perché se si devono ripresentare in Aula o eventualmente
  riscrivere

   PRESIDENTE.  Onorevole Marinello, l'emendamento  1.3  di  cui  lei
  parla  è superato in virtù dell'approvazione dell'emendamento 1.17,
  già   votato   dal  Parlamento  e  che  è  interamente  sostitutivo
  dell'articolo 1.

   MARINELLO.  L'emendamento  1.17  è  stato  votato?  Non   si   può
  presentare un subemendamento?

   PRESIDENTE. E' un emendamento già votato. Non si può.

   MARINELLO.  Mi rivolgo anche alla Segreteria generale per  evitare
  di  prendere  il Regolamento; non c'è la possibilità di  recuperare
  questo subemendamento?
   Capisco  che  parliamo  di un settore che in  Sicilia  rappresenta
  tredicimila  addetti e che possono non essere grandi  numeri;  però
  parliamo  di un'isola, qual è la Sicilia, dove la pesca  credo  che
  non  sia  un  subsettore.  In  questo  modo  diamo  una  sorta   di
  discrezionalità  molto ampia agli statuti delle singole  Camere  di
  commercio di decidere se inserire o non inserire la pesca.
   In  passato, ci sono state anche motivazioni politiche, oltre  che
  tecniche,  della non scelta in favore di un settore che,  sotto  il
  profilo  elettorale, probabilmente, in alcune province è residuale,
  ma  in  altre province non c'è stata  la giusta attenzione da parte
  del  legislatore.  Lo dico perché il legislatore  regionale,  nella
  vecchia legge 29, rispetto alla 580 e, in particolare, all'articolo
  10,  fra i settori strategici importanti come Regione Sicilia aveva
  inserito anche il settore della pesca.
   Siccome  non  andiamo  a riformare una cosa  di  poca  entità,  ma
  andiamo  a riformare i cosiddetti governi locali di rappresentanza,
  quali  sono le camere di commercio, escludere pregiudizialmente  il
  settore  della  pesca  è,  a  mio  avviso,  un  errore  che  questo
  Parlamento non dovrebbe consentire.
   L'ho detto poc'anzi, siccome sono arrivato in leggero ritardo  non
  avevo  letto l'emendamento 1.17, pertanto vorrei che il  Parlamento
  ponesse  rimedio  con  un  emendamento o  un  subemendamento  o  un
  emendamento aggiuntivo.
   Quando il Parlamento vuole, trova le soluzioni.
   Io faccio mea culpa per essere arrivato con leggero ritardo. Però,
  siccome  si tratta di un settore strategico importante e credo  che
  la   sensibilità  del  Parlamento  siciliano  non  possa  escludere
  pregiudizialmente il settore della pesca, a mio avviso è un  grande
  torto  che  noi facciamo ai pescatori siciliani e, consentitemi  di
  dire,  anche  alla Sicilia. Infatti, non parliamo di un subsettore,
  ma  parliamo di un settore economico importante, se pur con 13 mila
  addetti.  Capisco  che sono 500 mila le imprese, ma  tanti  settori
  sono previsti, e non capisco perché oggi il legislatore regionale -
  a  differenza  che  nella  legge  numero  29  con  la  quale  aveva
  modificato  la  legge  580  -, oggi, nel modificare  nuovamente  la
  norma, questa volta fa un passo indietro.
   Siccome  la Sicilia è stata la prima regione ad operare in  favore
  di  un  settore  produttivo e strategico qual è  la  pesca,  a  mio
  avviso,  signor Presidente, è sbagliato e, quindi, mi appello  agli
  uffici, a lei e al Parlamento affinché si trovi una soluzione.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Marinello, il suo intervento  affronta  un
  tema  molto delicato e nel merito mi sento di condividere  con  lei
  queste giuste preoccupazioni.
   Dal punto di vista regolamentare, il suo emendamento è precluso in
  quanto  è  stato approvato l'emendamento 1.17, per  cui  tutti  gli
  altri emendamenti sono superati o ritirati.
   Tuttavia il problema credo sia facilmente risolvibile.

   CORONA, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORONA,   relatore.  Signor   Presidente,  il  collega   Marinello
  sottolinea l'esigenza di rappresentare un comparto importante della
  nostra  economia  regionale, tenendo conto che ci sono  tredicimila
  imprese  su  500  mila iscritte e tenendo conto, tra  l'altro,  che
  approvando questo disegno di legge noi abbiamo previsto intanto  di
  predisporre, entro centoventi giorni, un regolamento che  recepisca
  tutte le direttive e le disposizioni della normativa nazionale e di
  quella  regionale, tenendo conto tra l'altro che abbiamo  approvato
  l'emendamento A.1, secondo il quale l'assessore regionale  esercita
  la vigilanza anche rispetto al funzionamento degli organi.
   Occorre  tenere conto del fatto che, sostanzialmente, ci  sono  le
  possibilità  per accogliere quelle che sono le raccomandazioni  del
  collega Marinello e, successivamente, potremo stabilire che ci sarà
  una  particolare  attenzione per questo settore;  tra  l'altro,  in
  alcune  Camere di commercio siciliane (mi riferisco alle Camere  di
  commercio  di  Agrigento, Palermo e Trapani) c'è un  rappresentante
  del   settore   della   pesca.  A  Palermo   c'è   addirittura   un
  rappresentante non solo nel Consiglio, ma anche nella Giunta.
   C'è,  quindi, la volontà e la disponibilità e lo stesso Assessore,
  quando  andrà  a predisporre questo regolamento, lo potrà  inserire
  nella  composizione degli organi e segnalare - laddove  ci  sono  i
  presupposti per il numero di imprese e per lo sviluppo economico  -
  la presenza del rappresentante del settore della pesca.

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo confessare  che
  non  mi  sembrava  corretto  parlare direttamente  con  l'onorevole
  Marinello mentre era alla tribuna.
   Ogni  statuto  di  Camera di commercio contiene  espressamente  la
  pesca come settore su cui operare con estrema attenzione, alla pari
  degli altri settori. Se c'è qualche anomalia, questa riguarda forse
  le province che non sono bagnate dal mare e che, comunque, nel loro
  statuto contengono pure il settore della pesca.
   Vorrei tranquillizzare al riguardo l'onorevole Marinello - che  in
  materia  di  pesca  è  sicuramente più competente  di  me,  ha  una
  competenza più scientifica della mia, quasi accademica e, da questo
  punto di vista, mi rendo conto che sto parlando con una persona che
  conosce bene l'argomento del quale discutiamo - dicendo che non  mi
  pare,  quindi,  che  ci sia un problema che riguarda  la  questione
  della  pesca, a cui tutti siamo interessati, soprattutto per quanto
  concerne il ruolo dei rappresentanti della pesca siciliana in  seno
  a  quelle  Camere di commercio dove la marineria,  e  non  solo  la
  marineria,  ma  anche le questioni che riguardano l'intero  settore
  della  pesca,  spesso  e volentieri, ha visto  la  presenza,  nelle
  giunte  camerali,  di  rappresentanti di un settore  delicato,  dal
  punto di vista economico e occupazionale.
   Non  mi  pare che, aggiungendo o anche specificando, noi  possiamo
  ottenere   chissà   cosa.  Otteniamo  le   stesse   cose   con   la
  consapevolezza  che  gli  statuti delle Camere  di  commercio  sono
  chiari da questo punto di vista.
   Poi,  se  vogliamo comunque predisporre un ordine del  giorno  per
  richiamare  l'attenzione  del Governo  nel  momento  in  cui  va  a
  produrre  regolamenti o altro rispetto alla norma, bene, facciamolo
  pure  perché  potrebbe essere uno stimolo ulteriore per  iniziative
  specifiche che la singola Camera di commercio può intraprendere per
  quel settore per fare in modo che non si trascuri niente.


   Presidenza del presidente Cascio


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Lentini  è  in  congedo  per
  oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio


     Indirizzo di saluto agli studenti dell'Istituto per i Servizi
                        commerciali e turistici
                   Adriano Olivetti' di Riposto (CT)

   PRESIDENTE.  Voglio dare il benvenuto agli studenti  dell'Istituto
  per i Servizi commerciali e turistici  Adriano Olivetti' di Riposto
  (CT), che assistono alla seduta.


   Presidenza del presidente Cascio


   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
                                 270/A

   MARINELLO. Chiedo di parlare per una precisazione.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARINELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  purtroppo  per
  deformazione  professionale - sono figlio  di  pescatore  e  quindi
  conosco   bene  il  settore  della  pesca,  e  sono  anche  docente
  universitario - conosco bene questo settore.
   Siccome nel passato, se il legislatore regionale non avesse  fatto
  la  legge 29 - che è leggermente diversa, in particolare l'articolo
  10,  quello che riguarda il consiglio, non la giunta - e non avesse
  aggiunto  il settore della pesca, nella mia provincia (parlo  della
  provincia di Agrigento), quando si fece lo statuto - che lo  redige
  l'organo camerale - non si era previsto il settore della pesca. Ma,
  grazie  alla  vigilanza  della Regione  siciliana,  in  seguito  al
  ricorso  delle associazioni di settore, l'assessorato  come  organo
  vigilante è intervenuto non facendo approvare lo statuto di  quella
  Camera  di  commercio  sol perché l'articolo  10   della  legge  29
  includeva espressamente la pesca come settore.
   La pesca non è un subsettore  Non me ne voglia l'onorevole Corona,
  relatore  del disegno di legge. E poiché voglio essere  ancora  più
  esplicito  dirò  che  personalmente in commissione  avevo  rilevato
  questo  problema  e mi era stato risposto che vi era  l'impegno  da
  parte  della  commissione a puntualizzare ciò. Peraltro,  ho  anche
  detto  che  in  alcune realtà era giusto che pure in  giunta  fosse
  presente la rappresentanza del settore della pesca.
   Alla  fine la questione degli indici e dei parametri - ho  finito,
  signor  Presidente, le chiedo scusa ma non sono solito  intervenire
  se  non  per  quando ritengo di avere maturato la conoscenza  delle
  cose  -  quando si parla degli altri settori di rilevante interesse
  per  l'economia,  non può essere un ordine del giorno,  che  non  è
  altro  che  un  atto di indirizzo del Parlamento,  perché  noi  qui
  facciamo leggi.
   Allora, il Parlamento dica che non vuole considerare la pesca
   Non capisco perché il Parlamento, il legislatore nella fattispecie
  e,  quindi,  tutti  noi,  prevediamo,  giustamente,  l'agricoltura,
  l'artigianato,   le  assicurazioni,  il  commercio,   il   credito,
  l'industria, i servizi, e poi andiamo indietro rispetto alla  legge
  regionale 29.
   Questo volevo attenzionare.
   Non basta, quindi, il fatto di parlare di altri settori rilevanti.
  Non  potrà  essere  il  regolamento  -  tutti  sappiamo  che  nella
  gerarchia delle fonti viene dopo la legge, che ha rango primario  -
  a  disciplinare  o  ad impegnare il Governo a stare  attento,  poi,
  nella  valutazione  dei singoli statuti nelle  rispettive  province
  siciliane
   Se  non  lo  si  vuole  fare, ne prendo atto  ma  preannuncio  che
  abbandonerò  i lavori parlamentari per protestare in favore  di  un
  settore  strategicamente importante nella nostra Isola che, spesso,
  viene  dimenticato,  forse perché non ha  grandi  numeri  sotto  il
  profilo elettorale, ma ha grande rilevanza economico-sociale  nella
  nostra Terra.

   PRESIDENTE.  Onorevole Marinello, la invito a  non  abbandonare  i
  lavori  perché credo che col dibattito che oggi si è sviluppato  in
  Aula  la  categoria  dei  pescatori sarà  largamente  tutelata.  Se
  vogliamo,  possiamo  produrre  un  ordine  del  giorno  a  supporto
  dell'azione   del   Governo.   Quindi   penso   di   poterle   dare
  rassicurazioni,  anche  a nome dell'assessore,  sul  fatto  che  la
  categoria dei pescatori sarà tutelata.
   Ha facoltà di parlare l'assessore Venturi.

   VENTURI,  assessore  per  le attività  produttive.  Il  Governo  é
  d'accordo  alla presentazione di un ordine del giorno per estendere
  eventualmente  alla  pesca  con  futuri  regolamenti  e   strumenti
  legislativi.

   PRESIDENTE.  Si  passa  al subemendamento  A.3.1.  Il  parere  del
  Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A.3. Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione,  come  modificato.  Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento A.4, per intenderci l'emendamento che ha
  causato la sospensione dei lavori. Lo pongo in votazione. Il parere
  del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione voti la delega per il coordinamento formale del
  disegno di legge.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Onorevoli  colleghi, abbiamo votato l'articolo  1,  cioè  l'intero
  testo. Non votiamo adesso l'articolo 2, l'entrata in vigore  e  non
  diamo  il  voto  finale  perché  abbiamo  bisogno  che  gli  uffici
  riscrivano l'articolo 2 in virtù del ragionamento che abbiamo fatto
  poco  fa  circa  il referendum, l'entrata in vigore e  quant'altro.
  Domani  pomeriggio  si  procederà a  votare  l'articolo  2  e  alla
  votazione finale del disegno di legge; ma l'esame del testo è stato
  completato.
   Resta  inteso che domani faremo le tre votazione che serviranno  a
  definire l'iter legislativo.


   Presidenza del presidente Cascio


                        Sull'ordine dei lavori

   PICCIOLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO.   Signor  Presidente,  assessori,  onorevoli   colleghi,
  desidero   richiamare  l'attenzione  dell'Aula   sulla   gravissima
  situazione in cui versa il territorio della provincia di Messina e,
  in   particolare,  la  zona  dei  Nebrodi.  Abbiamo  visto  che  il
  Presidente della Regione, il Governo e la deputazione regionale  si
  sono  attivati  in  questi  giorni per richiamare  l'attenzione  su
  questo  problema  e  per  dichiarare lo  stato  di  calamità  e  di
  emergenza.
   Certamente,  la situazione del comune di San Fratello,  il  centro
  più  colpito  dei  Nebrodi, è davvero disastrosa.  E'  il  versante
  opposto a quello che nel 1922 ha interessato la frana, che  già  un
  tempo  ha distrutto gran parte del paese; si tratta di una frana  a
  nicchie multiple, con un versante di oltre un chilometro e ci  sono
  300-400 fabbricati danneggiati.
   Vi  sono cause naturali, dovute all'eccessiva ripidità del pendio,
  all'eccessiva  erosione  fluviale  e  all'abbandono   del   settore
  agricolo.
   Certo, la piovosità è stata un fattore davvero deostruente,  certo
  c'è  anche  una componente politico-antropica che è determinata  da
  particolari  lottizzazioni fatte in aree non idonee, dal  punto  di
  vista  geologico,  per le costruzioni, e questo ha  determinato  un
  gravame del peso sul terreno, causando la situazione disastrosa che
  oggi è davanti ai nostri occhi.
   Io  chiedo al Governo, chiedo a quest'Aula e a lei, Presidente, un
  intervento  urgente, immediato, davvero accorato per  queste  zone,
  per questo territorio, per valutare la possibilità o di consolidare
  le  aree  danneggiate  e ricostruire nello stesso  posto  -  questo
  comporterebbe  un grave onere per le casse dello  Stato,  che  deve
  essere necessariamente coinvolto, e della Regione - oppure andare a
  ricostruire in quell'area archeologica, primitiva, di San Fratello,
  l'area   del  monte  San  Fratello,  dove  sorgeva  prima  l'antica
  Apollonia, l'antica zona di San Fratello, una zona che ancora  oggi
  presenta caratteristiche geomorfologiche eccellenti.
   Sicuramente  una  cosa  deve  essere  chiara,  signor  Presidente,
  esponenti del Governo: il popolo sanfratellano è un popolo fiero  e
  ricco  di  tradizioni e non è pensabile disperdere  questa  realtà,
  questa  etnia  in  paesi  viciniori o, ancora  peggio,  che  queste
  persone possano essere mortificate.
   Ecco   perché  chiedo  al  Governo  un'azione  forte  e  vibrante,
  un'azione sinergica con lo Stato perché si possa davvero, una volta
  per  tutte, risolvere il problema geomorfologico dei Nebrodi  dando
  la  possibilità finalmente agli studi geologici, che devono  essere
  fatti  preventivamente  alla  lottizzazione,  preventivamente  alle
  attività costruttive dei paesi.
   Altrimenti non andremo da nessuna parte, avremo soltanto  disastri
  su  disastri e la Sicilia non uscirà mai dal tunnel in cui anni  di
  incuria e di malgoverno l'hanno fatta piombare.

   RINALDI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi   associo
  all'appello  fatto dall'onorevole Picciolo e chiedo al  Governo  se
  può  intervenire in Aula per riferire a che punto è l'iter  per  la
  dichiarazione  dello  stato  di  calamità  per  il  territorio  dei
  Nebrodi,  chiesta più volte anche con un ordine del giorno  da  noi
  presentato,  ma  soprattutto  comunicato  dallo  stesso  Presidente
  Lombardo  in  occasione della riunione svoltasi l'altro  giorno  al
  comune  di Sant'Agata alla presenza di tutti i sindaci dei Nebrodi,
  dell'assessore Di Mauro e dell'ingegnere Lo Monaco della Protezione
  civile.
   E'  una  situazione veramente grave. Chiediamo che  il  Presidente
  della  Regione  venga  in Aula a dirci esattamente  quali  sono  le
  iniziative, quali sono gli impegni che assumeremo nei confronti  di
  questa  comunità  che  ci  chiede un intervento  immediato  in  una
  situazione di estrema difficoltà.

   FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, più che  fare  un
  intervento in linea con quelli svolti dagli altri due colleghi,  io
  pregherei  invece la Presidenza, viste l'ampiezza e le  proporzioni
  di  quanto  è  accaduto,  di convocare una seduta  da  dedicare  al
  disastro  che  ha colpito la zona dei Nebrodi e, in quella  seduta,
  dibattere  una  serie  di  problemi  che  non  attengono  solo   ed
  esclusivamente a ciò che bisogna fare per mettere in  sicurezza  il
  territorio  o  a  ciò  che  bisogna fare  per  evitare  che  intere
  popolazioni  e  che  la storia millenaria di interi  paesi  possano
  essere  cancellate  con un tratto di penna o perché  si  decide  in
  pochi o nell'inerzia di fare spopolare questi paesi.
   A  parte la richiesta che formulo di dedicare un dibattito  d'Aula
  all'approfondimento  del  problema, ciò che  mi  preme  soprattutto
  sottolineare questa sera - e voglio dirlo ai colleghi - è  di  fare
  attenzione  perché  anche questa volta, anche in questa  occasione,
  assistiamo  a  degli interventi a livello nazionale  e,  purtroppo,
  ahimé,  anche da parte di alcuni esponenti regionali,  che  dicono:
   lì  è  accaduto  qualcosa  perché ci  sono  state  le  costruzioni
  abusive,  perché la gente non ha fatto caso a dove ha costruito  la
  casa , omettendo così di dire, di pensare, di riflettere, di vedere
  che  si  tratta di problemi atavici. La prima frana si è verificata
  nel 1922, l'altra nel 1875.
   Quindi, quale abusivismo c'era?
   Dico  questo  perché, così come è accaduto per  Giampilieri,  così
  come  è accaduto per il terremoto, avviene spesso che quando accade
  qualcosa  in  Sicilia, al Nord si dice subito  lì è  colpa  vostra,
  quindi non vi diamo i soldi'. Se una disgrazia accade  al Nord,  lì
  i  soldi  ci  vogliono  subito, se li prendono  subito,  non  è  un
  problema loro, non c'è abusivismo anche se c'è.
   Noi  siamo i soliti fessi, i soliti cretini che piangiamo  su  noi
  stessi  e non ci rendiamo conto che siamo a volte non di serie   B'
  ma  C, D, E ', agli ultimi posti dell'alfabeto.
   Onorevoli colleghi, dobbiamo invocare il rispetto quando  c'è  una
  disgrazia al Sud come al Nord. Quando lo Stato interviene  lo  deve
  fare in eguale misura al Nord come al Sud.
   Accade,  purtroppo,  ormai da qualche tempo che  il  Nord  ha  una
  attenzione  privilegiata rispetto al Sud, a cui si addossano  tutte
  le  colpe  anche  quando  le disgrazie arrivano  dal  cielo  o  dai
  terremoti.

   ROMANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ROMANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo anch'io
  su  questo  tema per dire che, qualche settimana fa, ho  presentato
  una  interrogazione su questo argomento chiedendo la  dichiarazione
  dello stato di calamità naturale per i Nebrodi, in quanto prevedevo
  che  le  piogge di quei giorni avrebbero creato o potessero  creare
  quel danno che si è verificato a San Fratello.
  La  situazione  è  drammatica: stamattina mi sono  recato  in  quei
  luoghi e, probabilmente, San Fratello è un paese che non potrà  più
  essere ricostruito. Noi ci auguriamo che la frana si fermi.
  Nell'interrogazione  di  qualche  giorno  fa  io  formulavo  alcune
  osservazioni  chiedendo  non  solo lo  stato  di  calamità,  ma  la
  rivisitazione immediata del piano PAI,  fotografato a dicembre  del
  2007  e sollecitavo il Governo per un rafforzamento del sistema  di
  protezione civile.
   Chiedevo,  inoltre,  al Governo di avviare  le  procedure  per  la
  semplificazione  della  sovrapposizione di competenze  che  c'è  in
  ambito  di  Protezione  civile,  con  poteri  speciali  dati   alla
  Protezione civile e alla Presidenza, che servano a semplificare  ed
  abbreviare i tempi delle progettazioni, degli appalti e delle somme
  urgenze.
   Chiedevo, infine, risorse aggiuntive in termini di personale e  di
  aiuti economici.
   Signor  Presidente,  credo  pure che in  questa  sede  si  discute
  troppo,  si  discute spesso di un esubero di personale  all'interno
  della   Amministrazione  regionale  siciliana.   Questo   personale
  potrebbe  essere  individuato  e  trasferito  con  semplicità  alla
  Protezione   civile,  tanto  bisognosa  di  professionisti   e   di
  competenze. Basterebbe un interpello; questo personale già oggi  lo
  paghiamo noi.
   Non  mi  attardo, quindi, sul disastro che ha colpito i comuni  di
  Longi, San Fratello in testa, Ucria, Sant'Angelo di Brolo e tutti i
  paesi nebroidei.
   Avant'ieri si è svolto un incontro con quaranta sindaci,  i  quali
  gridano  tutti  -  e a tutti dobbiamo dare la giusta  attenzione  e
  solidarietà - e ci chiedono una mano d'aiuto.
   Credo  che  su questo l'Assemblea debba rispondere,  non  in  modo
  distratto,  ma molto più attento, nel rispetto della popolazione  e
  della sicurezza dei cittadini.
   Signor  Presidente,  la prima proposta è quella  di  dedicare  una
  seduta  d'Aula  al tema del dissesto, alle cause  del  dissesto  e,
  soprattutto,  alle  soluzioni possibili, realizzabili,  quelle  che
  sono alla nostra portata.
   Nella mia interrogazione alcune soluzioni le ho già indicate,  fra
  le  quali  quella  di  costituire al  più  presto  una  task  force
  speciale,  la  Protezione civile, perché gli uffici del  territorio
  non  ce  la  fanno  a tenere sulle proprie spalle  questa  mole  di
  lavoro.
   Chiudo dicendo che il tema più complesso è quello del recupero del
  nostro territorio legato all'agricoltura. L'agricoltura abbandonata
  è  il  fenomeno più drammatico sul quale, anche nei giorni  scorsi,
  abbiamo  parlato  senza  riuscire a  trovare  in  nessun  modo  una
  soluzione  che  possa rimettere in moto un'attività produttiva  che
  tuteli il territorio.
   Credo  che su questo l'Assemblea responsabilmente debba  avere  un
  ruolo nell'interesse della nostra comunità.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.  Signor  Presidente, noto una certa  distrazione  fra  i
  colleghi.   Onorevole   Laccoto,  onorevole   Picciolo,   onorevole
  Cracolici,  ringrazio per l'attenzione che riservate ad un  dramma,
  ad un problema che sicuramente è di enorme portata.
   Nell'associarmi  alle  preoccupazioni dei colleghi  che  mi  hanno
  preceduto,  vorrei  fare alcune proposte e, al contempo,  rivolgere
  alcune   raccomandazioni  al  Governo,  qui   rappresentato   dagli
  assessori  Leanza e Venturi. Ritengo che sia necessario, e  presto,
  capire  l'entità  del  danno, la portata  del  danno,  perché  ieri
  abbiamo  avuto  una  riunione in Prefettura  del  comitato  per  la
  sicurezza  e  l'ordine  pubblico,  al  quale  ha   partecipato   il
  direttore  regionale della Protezione civile. E in quella occasione
  ognuno ha potuto dare il proprio contributo.
   E' evidente che oggi non siamo in grado di conoscere nel dettaglio
  la portata del danno e, soprattutto, le conseguenze di quella frana
  che,  se  resta  così come è, se si contiene nei  limiti  che  oggi
  conosciamo,   certamente  produce  un   danno   che,   in   termini
  quantitativi, può essere apprezzato soltanto da una équipe che  sia
  subito insediata e che riferisca poi con chiarezza qual è il danno,
  se   è   possibile   ripararlo  e  in  quali  tempi:   quindi,   un
  cronoprogramma preciso che consenta di dire alla popolazione che vi
  è bisogno di interventi  e dell'entità degli interventi necessari.
   La  seconda proposta che faccio al Governo è che si attivi subito,
  immediatamente,  perché si possa arrivare presto  ad  emettere  una
  ordinanza  di  protezione civile per la nomina  di  un  commissario
  straordinario nella persona che vorrà individuare il Presidente del
  Consiglio,  perché  è  evidente che,  con  le  procedure  a  nostra
  disposizione, non riusciamo a mettere in sicurezza alcunché.
   Signor  Presidente,  che  per quel che  riguarda  la  tragedia  di
  Giampilieri,  in  provincia di Messina, soltanto l'altro  ieri  noi
  abbiamo  avuto  il  permesso  alla discarica  perché,  a  causa  di
  lungaggini  burocratiche, mancava un parere  dell'ISPRA,  pervenuto
  soltanto dopo 120 giorni.
   Questo non è tollerabile
   Noi  tutti,  noi  come  parlamentari  e  l'Assemblea  come  organo
  istituzionale così alto, lei come Presidente, il Governo,  dobbiamo
  insieme camminare in direzione di una soluzione che deve venire.
   Ieri,  nel corso di quella riunione, il sindaco - penso esasperato
  - ha parlato anche della necessità di  realizzare una tendopoli.
   Mi  sono  permesso di far osservare al sindaco che non mi sembrava
  una ipotesi percorribile perché non credo che oggi, 17 febbraio, si
  possa  immaginare  di  spostare mille persone  dagli  alberghi  per
  allocarle  in  una  tendopoli, certo con  il  vantaggio  di  essere
  assemblate, di stare insieme, ma con svantaggi notevoli che nascono
  da  quello  status che certo non può essere né gradito né accettato
  dagli  abitanti  di  San Fratello, di Raccuja,  di  Sant'Angelo  di
  Brolo, di Longi e di gran parte del territorio dei Nebrodi.
   Muoviamoci  in  questa direzione, facciamo in modo  di  avere  una
  équipe di tecnici che stabilisca un cronoprogramma e facciamo  pure
  in  modo  di avere presto la dichiarazione dello stato di emergenza
  che porti alla nomina di un commissario straordinario.
   Sono  certo  che  il Governo lo farà. Sono certo che  lei,  signor
  Presidente,  si  farà carico di questa esigenza che afferisce  alle
  reali necessità del popolo nebroideo.

   PANARELLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come  hanno  già
  detto  i colleghi che mi hanno preceduto penso che sia giusto  che,
  da  parte dell'Assemblea regionale siciliana, si esprima il massimo
  di  solidarietà a quanti sono stati colpiti dall'evento franoso  di
  dimensioni  molto  estese, che ha interessato  in  particolare  San
  Fratello ma anche tanti altri comuni della provincia di Messina,  e
  segnatamente dell'area dei Nebrodi.
   E' giusto sollecitare il Presidente della Regione, che ha attivato
  tempestivamente la Protezione civile regionale, a  venire  in  Aula
  nei  prossimi  giorni  a riferire, non solo  perché  è  giusto  che
  l'Assemblea  sia informata della situazione che si  è  determinata,
  degli sviluppi che ci saranno, delle ipotesi che il Governo fa  per
  dare  assistenza  alle  popolazioni e  per  fronteggiare  il  grave
  dissesto idrogeologico che investe la provincia di Messina.
   Penso  che la prima risposta del Governo, quella di dichiarare  lo
  stato  di  calamità, sia stata giusta e doverosa in  rapporto  alla
  situazione  che  si  è  determinata. Penso  -  come  ha  già  detto
  l'onorevole Buzzanca - che bisogna chiedere al Governo nazionale di
  tradurla  immediatamente in ordinanza per consentire gli interventi
  di emergenza.
   Naturalmente,  penso  che bisogna chiedere  al  Governo  nazionale
  anche  la  destinazione  di risorse adeguate  per  fronteggiare  la
  situazione,  naturalmente in concorso con il Governo della  Regione
  siciliana, perché è noto, richiamando la situazione drammatica  che
  si  è  già verificata nella provincia di Messina, a Giampilieri,  a
  Scaletta  e in altri centri del Messinese, che ancora non è  chiaro
  quali  risorse  saranno destinate per le ingenti esigenze  che,  in
  quella  realtà,  si pongono sia dal punto di vista  dell'assistenza
  alle  popolazioni sia - e soprattutto - per mettere in sicurezza  i
  centri colpiti, il sistema viario e situazioni analoghe che, credo,
  si sono determinate pure nell'area dei Nebrodi.
   Ovviamente,  tutti questi esempi - e concludo -  inducono  ad  una
  riflessione   più   ampia  sulle  condizioni   della   Sicilia   e,
  segnatamente, dell'intera provincia di Messina.
   Credo  che sia utile una riflessione per evitare, come è  successo
  non  solo in Sicilia, per la verità, ma anche in tante altre  parti
  d'Italia,  di  rincorrere le emergenze e di tentare di fronteggiare
  gli  effetti  drammatici del dissesto idrogeologico senza  riuscire
  mai  ad  intervenire preventivamente per evitare che si determinino
  le cause che favoriscono il dissesto.
   C'è   un   problema  certamente  legato  ad  eventi  meteorologici
  eccezionali,  forse conseguenza anche di cambiamenti climatici;  ma
  c'è  anche,  soprattutto, disattenzione ai problemi che si  pongono
  nel   territorio,  a  tutti  quegli  elementi  di   abbandono,   di
  sottovalutazione o, peggio ancora, di scelte edificatorie sbagliate
  che molto spesso concorrono a determinare questi dissesti.

   LACCOTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, sarò  brevissimo
  anche  perché  questa non sembri una passerella dei deputati  della
  provincia di Messina.
   Il  problema è che viene sottovalutato un fenomeno così grave,  di
  portata  veramente immane e, tra l'altro, voglio dire solo  questo:
  occorrono, in questo momento, interventi molto urgenti; bisogna che
  il  Governo  regionale  si attivi e che il Governo  nazionale,  con
  ordinanza,  dichiari lo stato d'emergenza per queste popolazioni  e
  per questi territori dei Nebrodi.
   In  questo  momento, signor Presidente, molti comuni  dei  Nebrodi
  sono  ancora isolati. Se non si deroga a quella che è la  procedura
  ordinaria,  rischiamo,  fra  un anno, di  avere  ancora  le  stesse
  condizioni di oggi.
   Allora,  per  potere  derogare, bisogna avere  un'ordinanza  sullo
  stato  di emergenza, ma anche le risorse finanziarie per affrontare
  rapidamente le questioni.
   Voglio  solo  ricordare che, in questo momento, la strada  statale
  113  Capo d'Orlando-Brolo é chiusa al traffico da un mese e  ancora
  non  vi  è  stata  la  gara  dell'Anas per riaprirla;  voglio  solo
  ricordare  che  la   SS  113, tra Gioiosa e Patti,  è  praticamente
  bloccata da oltre due anni e solo negli ultimi giorni vi �� stata la
  gara   che  dovrebbe  sbloccare,  con  tempi  anche  molto  lunghi,
  quest'altra  frana che isola, di fatto, tanti comuni della  riviera
  ma anche montani.
   Ora,  di  fronte  a questo, penso che noi, come siciliani,  ma  in
  particolare  come  abitanti del territorio dei Nebrodi,  non  siamo
  figli  di  un  Dio  minore.  Proprio in questi  casi,  ritengo  che
  occorrono quelle ordinanze straordinarie e urgenti che tanto  hanno
  fatto parlare l'Italia ma che questo Parlamento, spero, in questa o
  in  altra  seduta,  alla  presenza del  Presidente  della  Regione,
  deliberi all'unanimità perché vi sia non solo lo stato di calamità,
  già  dichiarato dalla Giunta regionale, ma lo stato d'emergenza  da
  parte  del Governo nazionale e, quindi, un'ordinanza con le risorse
  finanziarie  assegnate per poter intervenire in  maniera  veloce  e
  urgente.

   APPRENDI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   APPRENDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come ha detto  il
  collega  che mi ha preceduto la questione non riguarda  soltanto  i
  comuni  messinesi, ma tutto il territorio siciliano, e mi  permetto
  di  dire che quanto è successo certamente non ha nulla a che vedere
  con  qualche  casa abusiva che può essere stata costruita  in  quel
  territorio. Semmai la casa abusiva, se non fosse stata costruita in
  quel luogo, oggi probabilmente non si troverebbe in difficoltà.
   Dobbiamo,  invece, chiarire che nel corso degli  anni  sono  stati
  fatti studi importanti.
   Questo  Paese ha un sistema di Protezione civile che, vi assicuro,
  è  uno  dei più efficienti al mondo e non soltanto perché lo dicono
  la  televisione  e  i  mass media, ma perché,  sin  da  quando  era
  responsabile  il  professore Barberi, la passione degli  uomini  in
  campo  ha  permesso di costruire un sistema valido, già  collaudato
  più volte.
   Questo  ci  mette  in una condizione di relativa tranquillità  per
  affrontare le emergenze.
   Ma, per tornare al punto di partenza, ci sono studi importanti sul
  rischio   idrogeologico  in  Sicilia,  così  come  ci  sono   studi
  importanti per quanto riguarda il rischio sismico.
   Il problema è a monte della Protezione civile regionale per quanto
  riguarda  gli  anni passati: capire quali soluzioni di  prevenzione
  siano  state  messe  in campo rispetto al rischio  che  le  persone
  corrono in questi territori sovraesposti.
   Allora,  sono  d'accordo  con chi dice che  è  necessario  passare
  subito all'ordinanza; ma questa è una competenza del Presidente del
  Consiglio Berlusconi.
   Mi  risulta  che il Presidente della Regione ha già dichiarato  lo
  stato di calamità.
   Voglio  aggiungere un'ultima cosa: io non credo che ci sia bisogno
  di  task force. I tecnici della Protezione civile regionale, seppur
  precari,  ingegneri,  architetti e  geologi,  hanno  dimostrato  in
  questi anni grande capacità tecnica. Allora bisogna fare partire la
  macchina nel modo giusto; bisogna avviare questo motore in modo che
  stia  acceso tutto l'anno, sia nella fase della prevenzione sia  in
  quella di previsione e, infine, nella fase del soccorso.
   Non abbiamo bisogno, quindi, di task force, di leggi speciali,  di
  provvedimenti speciali. Abbiamo visto cosa significa  andare  oltre
  le  ordinanze,  abbiamo visto che muoversi con queste  ultime  crea
  problemi quando non ci sono i dovuti controlli.
   Auspico che presto arrivi l'ordinanza del Presidente del Consiglio
  Berlusconi e che possa esserci un dibattito su tutti i problemi che
  la  Sicilia  ha in questo momento, come dicevo prima,  rispetto  al
  rischio idrogeologico ma anche rispetto agli altri rischi.
   Non  vorrei che si possa pensare che quanto è successo sia  legato
  alla   casualità   o   alla   sfiga'  di  cui  alle   dichiarazioni
  dell'assessore Centorrino, il quale ha detto che non  dobbiamo  più
  leggere  eventualmente  Andrea  Camilleri,  Leonardo  Sciascia   ed
  Emanuele Macaluso.
   Io  continuerò  a  leggere questi autori e,  quindi,  non  c'entra
  niente  il vedere nero o il vedere chiaro. Questi importanti autori
  hanno  dato  lustro alla Sicilia e quello che accade in Sicilia  di
  negativo  non  può  essere  assolutamente  ricollegabile  a  questi
  autori, e non l'accetto neanche come provocazione.

   GIANNI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei intervenire
  qualche minuto sull'ordine dei lavori. Ho presentato un ordine  del
  giorno   sulla  questione  di  Messina,  che  comprende  anche   la
  problematica del dissesto idrogeologico siciliano, questi  ritardi,
  questa assenza da parte del Governo nazionale e - devo dire - anche
  del  Governo  regionale che, purtroppo, non è  così  autorevole  da
  poter rappresentare i problemi.
   Signor  Presidente,  le faccio perdere qualche  minuto  anche  per
  ricordare  cosa avviene in questo Paese. E mi ricordo  che  tra  le
  tasse  che  noi  paghiamo  ce n'è una, in  particolare,  che  viene
  applicata sul costo della benzina; anzi non una ma dieci.
   La  prima:  noi paghiamo a tutt'oggi 1,90 lire a litro di  benzina
  per  finanziare  la  guerra di Etiopia del  1935  e  continuiamo  a
  pagarla  ancora oggi. Una guerra durata sette mesi, con  una  tassa
  che dura da cinquant'anni.
   La  seconda è di 14 lire e finanzia la crisi di Suez del 1956;  la
  terza  è di 10 lire e finanzia il disastro del Vajont del 1963;  la
  quarta,  di 10 lire e finanzia l'alluvione di Firenze del 1966;  la
  quinta,  di  10  lire, per la Valle del Belice  della  Sicilia;  la
  sesta,  di  99 lire, per la ricostruzione del sisma del Friuli  del
  1976; la settima, di 75 lire, per la ricostruzione dell'Irpinia del
  1980;  l'ottava,  di ben 250 lire, per finanziare  la  missione  in
  Libano  del 1983; la nona, di 22 lire, per la missione in Bosnia  e
  la  decima, di 0,020 euro, per il contratto degli autotranvieri del
  2004.
   Tutte  somme  calate nel prezzo della benzina che dovevano  essere
  una  tantum e sono diventate una semper. Tra l'altro, sulla benzina
  e su questa accisa paghiamo le tasse, la tassa sulla tassa
   Signor  Presidente, la proposta che lei domani  vedrà  nell'ordine
  del giorno che discuteremo è la seguente: se potessimo chiedere  al
  Presidente della Regione di farsi carico di parlare come membro del
  Governo,  atteso  il  suo  rango  di  ministro,  per  chiedere   di
  riprendere  tutte  queste tasse una tantum che  dal  1935  ad  oggi
  paghiamo  sulla  benzina, per poterle destinare a  Messina  per  la
  ricostruzione, quindi per l'emergenza, e per l'urgenza di andare  a
  rivedere  il  quadro  dell'assetto  idrogeologico  regionale   che,
  purtroppo,  o per incuria personale o di politici o di imprenditori
  o perché la natura si ribella o perché c'è una predisposizione alla
  faglia  che,  purtroppo, abbiamo come regione, siamo  costretti  ad
  essere in emergenza costante.
    Soltanto con la prevenzione, soltanto studiando, mettendo a fuoco
  e  mettendo in moto i meccanismi di una protezione civile che  deve
  essere  ben  registrata  (perché ci sono alte  professionalità  non
  utilizzate al massimo), solo uno studio minuzioso, palmo  a  palmo,
  di questo territorio potrà dirci e potrà dire se i piani regolatori
  devono  essere  rivisti e come; se gli ingegneri  dei  vari  comuni
  devono  dare  le  autorizzazioni  e  come;  cosa  possono  fare  le
  sovrintendenze; se la forestale, poi, deve mettere piante, alberi e
  come. Soltanto prima, con uno studio ben fatto, forse riusciremo ad
  evitare i disastri che potrebbero verificarsi in futuro.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, l'argomento  sollevato  oggi  dai
  colleghi  deputati  sarà  oggetto di una  prossima  Conferenza  dei
  Presidenti  dei Gruppi parlamentari. In quella sede stabiliremo  la
  data di discussione dell'argomento in questione.

   DI  MAURO,  assessore  per il  territorio e l'ambiente. Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO,  assessore   per il  territorio  e  l'ambiente.  Signor
  Presidente, mi fa piacere che lei abbia comunicato l'intenzione  di
  trattare  in  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari  il
  tema  del dissesto idrogeologico, facendone oggetto di  un'apposita
  seduta.
   Non  c'è  dubbio  che  quel che sta succedendo  nei  Nebrodi,  nel
  Palermitano, nell'Agrigentino, é assolutamente grave. La Protezione
  civile  è  intervenuta.  E'  intervenuto,  anche  fisicamente,   il
  Presidente  della  Regione, andando a  visitare  quei  luoghi  e  a
  portare   la   solidarietà  alle  persone   coinvolte   in   questa
  disavventura che ha determinato, non solo grande preoccupazione, ma
  anche lo sfollamento delle famiglie dai centri abitati.
   Grande  disagio,  grandi  difficoltà,  grande  preoccupazione  per
  quello  che  può accadere in questo territorio, ma soprattutto  uno
  stato  di  agitazione che io stesso ho avuto modo di  cogliere  nel
  corso  di una riunione svoltasi con i quaranta sindaci dei Nebrodi,
  i  quali  hanno lamentato anche una serie di interruzioni  stradali
  che,  di fatto, in quel territorio hanno costretto diversi paesi  a
  restare isolati dal contesto della viabilità provinciale.
   Abbiamo  la  necessità, da un lato, di un intervento straordinario
  ed  urgente - così come la Protezione civile ha fatto rilevare - e,
  dall'altro, di un intervento più pregnante e con le caratteristiche
  di  prevenzione  che deve operare l'Assessorato  a  cui  in  questo
  momento  sono  preposto, proprio al fine di evitare che  in  futuro
  possano  verificarsi  ulteriori dissesti ed eventi  franosi.  Nella
  riunione  avuta  con  i  sindaci, il direttore  ha  avuto  modo  di
  chiedere  delle  schede sugli interventi sollecitati  dagli  stessi
  sindaci  affinché,  nel  più  breve  tempo  possibile,  il  Governo
  regionale possa avere un'idea chiara e approfondita, non solo della
  necessità  numerica  degli interventi ma anche  della  quantità  di
  risorse  che  sono  necessarie a rimuovere sia  gli  ostacoli  alla
  libera  circolazione sia gli ostacoli che insistono nel  territorio
  abitativo  dei  centri  che  in questo momento  soffrono  un  forte
  disagio.
   La sera stessa abbiamo convocato una riunione di Giunta di Governo
  ed  abbiamo  anche  ipotizzato che parte  delle  risorse  destinate
  attraverso  i  fondi Fas vengano assegnate alla Protezione  civile,
  attraverso   un  accordo  di  programma  che  veda  un   intervento
  tempestivo  della Protezione civile stessa, non solo a  Messina  ma
  anche  nel  Palermitano, per dare un segnale  forte  al  territorio
  finalizzato  alla  attività  che  questo  Governo  deve  certamente
  mettere in atto.
   Peraltro,  lo  stesso  Dipartimento  che  oggi  fa  capo  al   mio
  Assessorato  si  è  attivato con il Governo  nazionale  per  potere
  trasferire al Ministero dell'Ambiente le difficoltà in cui si trova
  la  nostra  Regione e, soprattutto, la necessità di  un  intervento
  straordinario.
   Siamo riusciti ad ottenere un appuntamento in un tempo brevissimo;
  già   domani   mattina  incontrerò  il  ministro   per   l'ambiente
  Prestigiacomo per approntare un piano urgente e necessario che farà
  riferimento  alle  risorse di cui alla legge finanziaria  dell'anno
  scorso,  circa  un  miliardo  di euro imputabile  ai  FAS.  Quindi,
  un'azione  che il Governo ha messo in atto rapidamente che,  da  un
  lato,  impegna nei confronti di chi è stato sfollato dalle  proprie
  abitazioni,  attraverso  il  conforto del  Corpo  forestale,  della
  Protezione  civile e di tutti i soggetti, compreso il Genio  civile
  di  Messina  che  si  è  mostrato in tutte le  operazioni  profondo
  conoscitore  del territorio e a conoscenza pure di quello  che  può
  accadere.
   Le  nostre  idee  in ordine agli interventi sono state  abbastanza
  approfondite  e credo che già domani, nel corso della riunione  col
  ministro Prestigiacomo, avremo modo di illustrare nei dettagli  gli
  interventi che devono avere la caratteristica dell'immediatezza.
   Devo aggiungere che, nella riunione di Giunta di lunedì sera, si è
  pure  deliberato di chiedere al Governo nazionale la  dichiarazione
  dello  stato  di  calamità e le misure di  urgenza  per  consentire
  interventi  che abbiano procedure di forte celerità,  nonostante  i
  notevoli importi occorrenti.
   Ci  auguriamo  che  il Governo nazionale abbia la  sensibilità  di
  accettare tale nostra richiesta e, quindi, essere nelle condizioni,
  nel  più  breve tempo possibile, di approntare un piano che  possa,
  sia  in  termini di individuazione dei problemi sia in  termini  di
  interventi, dare una risposta adeguata ad un territorio che vede  i
  sindaci molto impegnati nell'attività di soccorso, nell'attività di
  sollecitazione  nei confronti della Regione, ma che necessitano  di
  un forte sostegno da parte del Governo della Regione.


   Presidenza del presidente Cascio


   Rinvio del seguito della discussione del disegno di legge numeri
  459-386-209-394-404/A «Norme per il sostegno dell'attività edilizia
            e la riqualificazione del patrimonio edilizio»

   PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del  disegno  di
  legge  nn.  459-386-209-394-404/A giorno  «Norme  per  il  sostegno
  dell'attività   edilizia  e  la  riqualificazione  del   patrimonio
  edilizio» posto al numero 2).
   Poiché  non  è  presente in Aula l'assessore  al  ramo,  onorevole
  Gentile,  chiedo  all'assessore Di  Mauro  se  ritiene  di  poterlo
  sostituire.

   DI  MAURO,  assessore  per il territorio e l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO,  assessore  regionale per il territorio  e  l'ambiente.
  Signor Presidente, considerata l'assenza dell'assessore Gentile, io
  chiedo  il  rinvio della trattazione del disegno  di  legge,  anche
  perché la Commissione non ha ultimato i lavori.

   PRESIDENTE. Accordiamo, dunque, il rinvio al Governo.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  domani,  giovedì  18
  febbraio 2010, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio


   I  -  Comunicazioni.

   II -  Discussione dei disegni di legge:

   1)  «Nuovo  ordinamento  delle  Camere  di  commercio,  industria,
  artigianato e agricoltura» (numero 270/A) (Seguito)

   Relatore: onorevole Corona

   2)   «Norme   per   il  sostegno  dell'attività  edilizia   e   la
  riqualificazione  del patrimonio edilizio» (numeri 459-386-209-394-
  404/A) (Seguito)
   Relatore: onorevole Caronia.

                   La seduta è tolta alle ore 18.38.

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      Dott.ssa Iolanda Caroselli