Presidenza del presidente Cascio
La seduta è aperta alle ore 16.27
VITRANO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi e missione
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Beninati, Buzzanca,
Campagna, Fagone, Arena, D'Agostino sono in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico, altresì, che l'onorevole Scoma è in missione, per
ragioni del suo ufficio, dal 18 al 19 febbraio 2010.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- «Istituzione dell'ufficio del garante della persona disabile
nella Regione» (n. 526)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Caronia in
data 17 febbraio 2010.
- «Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione
recante Modifiche al decreto legge 16 settembre 2008, n. 143,
convertito con modificazioni dalla legge 13 novembre 2008, n. 181'»
(n. 527)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Minardo in
data 17 febbraio 2010.
- «Riordino del sistema della gestione integrata dei rifiuti in
Sicilia» (n. 528)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli De
Benedictis, Cracolici, Lupo, Ammatuna, Apprendi, Barbagallo, Di
Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Donegani, Faraone, Ferrara,
Galvagno, Gucciardi, Laccoto, Marinello, Marziano, Mattarella,
Oddo, Panarello, Panepinto, Picciolo, Raia, Rinaldi, Speziale,
Termine, Vitrano in data 17 febbraio 2010.
- «Norme in materia di divieto di detenzione ed utilizzazione di
esche avvelenate» (n. 529)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Marziano in
data 17 febbraio 2010.
- «Disposizioni in materia di politiche per la sicurezza locale ed
ordinamento della polizia amministrativa locale» (n. 530)
di iniziativa governativa, presentato dal Presidente della Regione
(Lombardo), su proposta dell'Assessore regionale per le autonomie
locali e la funzione pubblica (Chinnici),
in data 18 febbraio 2010.
- «Disposizioni in materia di veicoli d'epoca e di interesse
storico e collezionistico» (n. 531)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Rinaldi in
data 18 febbraio 2010.
Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
Commissione legislativa
PRESIDENTE. Comunico che il seguente disegno di legge è stato
inviato alla competente Commissione:
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati
(n. 525)
di iniziativa governativa
inviato in data 17 febbraio 2010.
Comunicazione di risoluzione da parte della III Commissione
legislativa
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione legislativa Attività
produttive' (III), nella seduta numero 122 dell'11 febbraio 2010,
ha approvato la risoluzione Azioni da adottare a favore
dell'insediamento e lo sviluppo di iniziative industriali nel
territorio di Termini Imerese'.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura della
interrogazione con richiesta di risposta orale presentata.
VITRANO, segretario,
«All'Assessore per le risorse agricole e alimentari, premesso
che:
il Dipartimento pesca(oggi Dipartimento per gli interventi per la
Pesca) ha pubblicato nella GURS n. 25 del 29 maggio 2009 il primo
bando relativo all'attuazione della misura 3.3 'Porti, luoghi di
sbarco e ripari di pesca';
detto bando è scaduto il 26 agosto 2009;
l'apposita commissione di valutazione per esaminare le
progettualità presentate è stata istituita soltanto la scorsa
settimana, a distanza di quasi 6 mesi dalla chiusura del bando;
nonostante quanto sopra rappresentato, il Dipartimento pesca ha
riaperto i termini per la presentazione di altre progettualità l'1
gennaio 2010 con scadenza il prossimo 28 febbraio;
il bando, fra l'altro, prevede che '(...) i soggetti beneficiari
possono richiedere il finanziamento di più progetti d'investimento,
tuttavia le istanze che seguono la prima dovranno essere presentate
solo a seguito dell'avvenuto accertamento tecnico-amministrativo
finale e formale richiesta di liquidazione a saldo, del progetto
d'investimento precedente, già ammesso ai benefici';
le amministrazioni maggiormente dinamiche ad oggi si trovano in
una situazione potenzialmente discriminatoria a causa dei ritardi
nella valutazione dei progetti, non potendo presentare altri
progetti ai sensi del nuovo bando;
per sapere:
se non ritenga opportuno attivarsi immediatamente per prorogare i
termini del bando in corso almeno di altri 4 mesi;
se non ritenga doveroso modificare il predetto bando, almeno per
questa annualità, nella parte in cui esclude la possibilità di
presentare altri progetti al fine di offrire parità di trattamento
per le annualità successive ai soggetti beneficiari.» (1033)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
ODDO
PRESIDENTE. Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà
posta all'ordine del giorno per essere svolta al proprio turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura della interrogazione
con richiesta di risposta scritta presentata.
VITRANO, segretario
«Al Presidente della Regione, premesso che:
in data 18 novembre 2002 veniva pubblicato un bando per la scelta
di un socio per la costituzione di una società denominata Società
euromediterranea per lo sviluppo dell'informazione avente ad
oggetto lo svolgimento delle attività informatiche di competenza
delle amministrazioni regionali ed al quale affidare la
realizzazione della piattaforma telematica integrata della Regione
siciliana ai sensi dell'articolo 78 della legge regionale n. 6 del
3 maggio 2001;
ai sensi della succitata disciplina, con bando approvato con
d.d.g. n. 206 dell'11 marzo 2005, si avviava la procedura
selettiva, in forme assimilabili a quelle dell'appalto concorso,
per l'individuazione del socio di minoranza della società;
aggiudicatario della gara per l'individuazione del socio
minoritario risultava l'RTI, costituito tra le imprese AtosOrigin
s.p.a. (oggi Engineering.lt s.p.a.) e Accenture s.p.a.;
successivamente, in data 20 dicembre 2005, tra la Regione
siciliana (all'epoca con Sicilia e-Innovazione) e la società
privata 'Sicilia e-Servizi Venture s.c.r.l.', appositamente
costituita dall'RTI di imprese AtosOrigin s.p.a. (oggi
Engineering.lt s.p.a.) e Accenture s.p.a., si costituiva la società
mista a prevalente partecipazione pubblica denominata 'Sicilia e-
Servizi s.p.a', con capitale intestato per il 51 per cento alla
'Sicilia e-Innovazione s.p.a.' (oggi Regione siciliana) e per il
restante 49 per cento al socio privato di minoranza;
in attuazione del predetto art. 78 della l.r. n. 6/2001 e s.m.i.
ed in conformità a quanto prestabilito nel suddetto bando pubblico
di selezione del socio di minoranza, la Regione è venuta nella
determinazione di stipulare con la società una convenzione quadro
per la gestione delle attività informatiche di competenza delle
amministrazioni regionali;
l'aggiudicatario RTI della suddetta procedura ristretta di gara si
obbligava, in conformità a quanto prestabilito nel suddetto bando
pubblico di selezione del socio di minoranza, oltre che alla
costituzione della predetta società mista a cui affidare forniture,
servizi e lavori per la realizzazione della cosiddetta 'Società
dell'Informazione' della Regione siciliana, al necessario graduale
trasferimento di conoscenze e personale appositamente formato ed
addestrato, al fine di strutturare e rendere efficace ed autonoma
la società Sicilia e-Servizi s.p.a.;
per sapere se risponda al vero:
se la società Sicilia e-Servizi s.p.a., nonostante l'avanzato
stato di consolidamento delle proprie attività (ed in particolare
fatturato ultimo consolidato 2008 di oltre 40 milioni di euro,
contratti acquisiti, da parte dei Dipartimenti regionali nel 2009,
per oltre 150 milioni di euro, di cui oltre 78 relativi alla
programmazione comunitaria 2007-2013 contrattualizzati tutti nel
mese di dicembre 2009), continui ad operare, in dispregio a quanto
previsto dal bando di gara, con assoluta prevalenza di personale
'affittato' dai soci privati a tariffe che vanno da 470 a 1030 euro
giornalieri, con conseguente e spropositato aggravio dei costi di
gestione a carico dell'Amministrazione regionale;
se il processo di ristrutturazione della società Sicilia e-Servizi
s.p.a. sia stato bruscamente interrotto dagli attuali
amministratori della società, generando una condizione di
illegittimo e spropositato vantaggio economico per il socio privato
e determinando di fatto il protrarsi indefinito di tale condizione
di superguadagno e notevolissimo spreco di risorse pubbliche
rispetto ai costi che verrebbero sostenuti con personale interno
adeguatamente formato dallo stesso socio privato, così come da
bando di gara;
se in ragione di tale scenario l'Amministrazione regionale,
mantenendo tale stato di cose, abbia determinato una sostanziale
quanto inaccettabile lievitazione di costi che non appaiono
assolutamente in linea con il mercato attuale;
se il socio privato (Engineering s.p.a. ed Accenture s.p.a. per il
tramite di Sicilia e-Servizi Venture srl) operi il trattamento di
dati sensibili, personali e riservati sia di tutto il personale
dell'Amministrazione regionale (inclusi Assessori e Presidente) sia
della cittadinanza siciliana tutta, con personale non legato da
alcun patto di riservatezza verso l'Amministrazione, e che lo
stesso personale, legato in modo subordinato e gerarchico al socio
privato, venga 'rivenduto' ed addebitato a Sicilia e-Servizi
s.p.a., e quindi all'Amministrazione regionale, a tariffe molto al
di sopra delle conosciute e paragonabili evidenze attuali di
mercato;
se l'attuale amministratore delegato di Sicilia e-Servizi s.p.a.,
in qualità di dipendente subordinato della società Engineering
s.p.a., operi (con ampi e assoluti poteri) in permanente ed
inammissibile conflitto di interesse (gestendo entrambi i ruoli di
fornitore e cliente) con le finalità aziendali di Sicilia e-Servizi
s.p.a., essendo quest'ultima una società regionale a prevalente
capitale regionale;
per sapere altresì quali siano:
i motivi del mantenimento in essere di tale condizione di maggior
favore ed illegittimo guadagno da parte del socio privato a cui si
permette di operare, in pieno conflitto di interessi, per il
tramite dell'amministratore delegato ad esso subordinato, che sta
gestendo nel suo privato interesse la società a prevalente capitale
pubblico Sicilia e-Servizi s.p.a., ritardando artatamente il dovuto
processo di ristrutturazione della società, come da chiara
obbligazione contrattuale derivante dalla documentazione di gara e
dai documenti contrattuali vigenti con l'Amministrazione regionale;
lo stato di avanzamento del processo di ristrutturazione della
società Sicilia e-Servizi s.p.a., con particolare riferimento al
fatturato pro capite per dipendente, ove per dipendente si intende
solo ed esclusivamente personale iscritto a libro matricola della
società Sicilia e-Servizi s.p.a.;
le tutele messe in atto dall'Amministrazione regionale, a
protezione della privacy dei cittadini siciliani nonché del
personale dell'Amministrazione regionale nella gestione di dati
sensibili - affidati a Sicilia e-Servizi -, avendo riguardo alla
verifica di tutta la filiera di operatori che trattano tali dati,
con particolare riferimento agli operatori del socio privato che
non hanno alcun vincolo di riservatezza nei confronti sia di
Sicilia e-Servizi s.p.a. che dell'Amministrazione regionale;
come l'Amministrazione regionale, stante la complessità della
filiera degli affidamenti diretti operati da Sicilia e-Servizi
s.p.a., stia provvedendo al dovuto controllo della corretta
provenienza aziendale di tutto il personale coinvolto nelle
suddette attività nonché dei rispettivi sottostanti rapporti
contrattuali di lavoro (anche ai fini di una verifica del rispetto
delle leggi inerenti all'interposizione di mano d'opera ed il
divieto di subappalti non autorizzato);
un necessario piano di ottimizzazione delle spese inerenti a tale
comparto, anche a mezzo del riacquisto (previsto dall'originario
bando di gara) a valore nominale delle quote societarie detenute
dal socio di minoranza;
un chiaro prospetto riassuntivo circa lo stato delle forniture,
fino ad oggi consegnate all'Amministrazione regionale da Sicilia e-
Servizi s.p.a., e della loro accettazione, collaudo e corretta
funzionalità, completo del valore economico di acquisto e dei
pareri di congruità tecnico/economica rilasciati dall'organismo di
vigilanza CCSIR;
le evidenze documentali che attestino, come richiesto dal bando di
gara, che i sistemi informativi sviluppati dal socio privato siano
di esclusiva proprietà dell'Amministrazione regionale. Tali
documenti devono essere finalizzati a tutelare pienamente
l'Amministrazione dalla rivendita fraudolenta della suddetta
proprietà regionale, da parte del socio privato, in altri contesti
nazionali o internazionali;
i motivi per cui, stante la palese inadempienza del socio privato
in merito alla strutturazione di Sicilia e-Servizi s.p.a.,
l'Amministrazione regionale non si sia ancora determinata ad
escutere la fideiussione di 20 milioni di euro posta a tutela del
rispetto delle obbligazioni poste in capo al socio privato;
come l'Amministrazione regionale possa consentire che, nel
delicato periodo precedente il prossimo bando di gara necessario
per la scelta del nuovo socio privato, sia l'attuale socio privato
a gestire la sua stessa fuoriuscita, avendo quest'ultimo pieni
poteri nella gestione dell'azienda Sicilia e-Servizi s.p.a.» (1032)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
LEONTINI-POGLIESE-LIMOLI-MANCUSO-D'ASERO-CORONA-BOSCO-TORREGROSSA-
BENINATI-CAMPAGNA-LEANZA EDOARDO-BUZZANCA-FALCONE-CAPUTO-SCOMA-
VINCIULLO
PRESIDENTE. Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà
inviata al Governo.
Congedo e missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Gianni è in missione oggi,
per ragioni del suo ufficio.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico, altresì, che l'onorevole Bonomo è in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione del disegno di legge «Nuovo ordinamento
delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura»
(n. 270/A)
Presidenza del presidente Cascio
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge. Si procede con il seguito della
discussione del disegno di legge n. 270/A «Nuovo ordinamento delle
Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura», posto
al numero 1).
Onorevoli colleghi, poiché la norma relativa alla incompatibilità
fra componenti del consiglio delle Camere di commercio e deputato o
assessore regionale è sottoposta ai vincoli e alle procedure
previste dall'articolo 9, comma 3, e 17 bis, comma 1, dello Statuto
regionale e non quindi l'intero testo di riforma delle Camere di
Commercio, sentiti i Vicepresidenti, ne dispongo lo stralcio.
Si procederà, quindi, a votazioni separate dei due testi.
Comunico che sono stati presentati dalla Commissione i seguenti
emendamenti:
- emendamento A5:
«Al comma 1 dell'articolo 1, dopo le parole come modificati dalla
presente legge', aggiungere le parole all'articolo 13,'».
- emendamento A6:
«Al comma 1 dell'art. 1, al quarto rigo dopo la parola
integrazioni' sono aggiunte le parole con le modifiche
introdotte dai commi 1 bis e 1 ter'».
Dopo il comma 1 aggiungere i seguenti:
«1 bis. Al comma 2 dell'art. 10 della legge 29 dicembre 1993, n.
580 e successive modifiche ed integrazioni, dopo la parola
turismo' sono aggiunte le parole della pesca';
1 ter. All'art. 14 della legge 29 dicembre 1993, n, 580 e
successive modifiche ed integrazioni, dopo il comma 1, è aggiunto
il seguente:
1 bis. Nel caso in cui nessun membro della Giunta sia eletto in
rappresentanza del settore della pesca, la Giunta è integrata da
un rappresentante di quest'ultimo settore purché sia presente nel
consiglio, con le funzioni consultive sulle proprie materie e
senza oneri di alcun tipo per la camera di commercio .»
Si passa all'emendamento A5.
VINCIULLO. Signor Presidente, dichiaro di apporre la firma
all'emendamento A5.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A6.
VINCIULLO. Signor Presidente, dichiaro di apporre la firma
all'emendamento A6.
MARROCCO. Signor Presidente, dichiaro di apporre la firma
all'emendamento A6.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dalla Commissione, ai sensi
dell'articolo 117 del Regolamento interno, l'emendamento 117.1:
«All'emendamento A 1, al comma 2, sostituire le parole
L'Assessore regionale per le attività produttive, di concerto con
l'Assessore per l'economia' con le parole Il Presidente della
Regione, su proposta dell'Assessore regionale per le attività
produttive, di concerto con l'Assessore regionale per l'economia'».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dalla Commissione l'emendamento
A7, che costituisce stralcio del disegno di legge n. 270/A, qui di
seguito inteso come disegno di legge n. 270/A bis:
«Articolo 1
Incompatibilità tra la carica di assessore regionale e quella di
componente del
consiglio delle Camere di commercio, industria, artigianato e
agricoltura
1. Alla lettera a) del comma 2 dell'articolo 13 della legge
regionale 4 aprile 1995, n. 29 e successive modifiche ed
integrazioni, dopo le parole i parlamentari nazionali, regionali
ed europei' sono aggiunte le parole gli assessori regionali'.»
«Articolo 2
Pubblicazione ai sensi della legge regionale 23 ottobre 2001, n.
14.
1. La presente legge è inserita nella Gazzetta ufficiale della
Regione siciliana, distintamente dalle altre leggi, senza numero
d'ordine e senza formula di pubblicazione, ai sensi e per gli
effetti dell'articolo 1 della legge regionale 23 ottobre 2001, n.
14.»
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cascio
Si passa, quindi, alla votazione finale del disegno di legge n.
270/A.
Presidenza del presidente Cascio
CORONA, relatore. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORONA, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con
l'approvazione del disegno di legge n. 270/A si valorizzano le
Camere di commercio siciliane che potranno tempestivamente
utilizzare un complesso normativo organico all'intero sistema
camerale, che consentirà di rafforzare il rapporto con la Regione,
in armonia con le norme di attuazione dello Statuto e le proprie
competenze e prerogative, ferme restando quelle con lo Stato, per
le materie costituzionalmente riservate.
Nel riparto delle competenze, delle funzioni e dei compiti da
esercitare, la legge prevede di adottare, entro 120 giorni, un
regolamento per determinare le disposizioni applicative e gli
organi regionali competenti, mentre sono stati modificati gli
articoli 5, 6 e 17 della legge 29/1995 che disciplinano la materia
della vigilanza, dei controlli e del collegio dei revisori dei
conti assegnando alla Regione la competenza esclusiva e si è voluto
anche confermare l'articolo 19 del Titolo IV, che regola la materia
del personale delle Camere di commercio.
Con l'approvazione di questo disegno di legge il nostro
Parlamento, onorevoli colleghi, ha inteso valorizzare il ruolo
delle Camere di commercio quali autonomie funzionali nello
svolgimento dei propri compiti di interesse generale per il settore
delle cinquecentomila imprese siciliane. In particolare, si sono
migliorati gli assetti organizzativi di un sistema a rete per i
servizi e le finalità istituzionali a sostegno delle attività
economiche.
Si guarda con particolare attenzione alla promozione del
territorio e delle economie locali attraverso la realizzazione di
osservatori; si dà supporto all'internazionalizzazione delle
imprese e al trasferimento tecnico-logico per le aziende.
Si prevedono commissioni arbitrali e conciliative per la soluzione
delle controversie tra imprese, consumatori ed utenti, si sviluppa
la metodologia legale e la certificazione di origine delle merci e
anche la raccolta di usi e consuetudini.
Di particolare rilievo, inoltre, il ruolo che le Camere di
commercio potranno svolgere in sintonia con le organizzazioni
scolastiche, con l'obiettivo di sviluppare l'alternanza scuola-
lavoro e l'orientamento per le professioni.
Il mio auspicio è che con questa nuova legge di riordino la
Regione potrà e dovrà utilizzare questo sistema camerale siciliano
sviluppando tantissime sinergie e giocando un ruolo sempre più
importante a servizio del territorio e per lo sviluppo delle
imprese.
Per quanto premesso, signor Presidente, come relatore di questa
legge sento il dovere di ringraziare l'intero Parlamento siciliano,
il presidente e la Commissione Attività produttive, il dottore Di
Bella e tutto lo staff del Servizio delle Commissioni
dell'Assemblea regionale siciliana, il dottor Anselmo in qualità di
segretario della terza Commissione e infine l'assessore Marco
Venturi per il notevole contributo dato a nome del Governo. Grazie
a tutti.
ODDO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, le parole dell'onorevole Corona, che ho
appena ascoltato, sono in larga parte condivisibili. Vorrei, però,
aggiungere solo una brevissima considerazione per quanto concerne,
invece, il modo in cui questo Governo e l'assessore Venturi, in
particolar modo, dovranno attrezzare in tempi brevi il regolamento
attuativo.
Credo, infatti, che non sia sfuggito a nessuno che abbiamo
approvato un emendamento che propone che il disegno di legge entri
in vigore quando verrà definito il regolamento attuativo.
E' stata egregia la valutazione per quanto concerne la questione
dell'articolo 13, lettera a), del decreto legislativo, egregia dal
punto di vista anche della tecnica parlamentare e dello studio dei
nostri Uffici - e ciò va riconosciuto -. Non dobbiamo dimenticare,
però, che predisporre il regolamento attuativo è assolutamente
fondamentale perché vuol dire onorare quanto previsto nel comma 2
dell'articolo 1 - emendamento 1.17 a parte -, come l'abbiamo
definito per questioni di lavoro parlamentare. Abbiamo risolto il
problema dell'entrata in vigore, siamo tutti contenti che le Camere
si organizzeranno per funzionare meglio e per dare risposte agli
agricoltori, agli industriali, agli artigiani; però - ripeto -
dobbiamo essere molto schietti fra di noi e dobbiamo capire in che
modo monitoreremo seriamente quello che é, in questo momento, il
sistema Camere di commercio, quale è stata la loro funzione e quale
potrà essere in futuro. Altrimenti avremo fatto un buon lavoro dal
punto di vista della tecnica normativa, utile e complesso, ma
l'obiettivo politico e il riscontro effettivo che le Camere devono
dare per quanto concerne il contributo e lo sviluppo complessivo a
settori strategici rimarrà una pia illusione, o meglio una
speranza.
E già, tutto sommato, possiamo essere contenti.
Però, signor Presidente - confermando il mio voto favorevole al
testo, frutto di un lavoro serio ed attento -, e per questo non
vorrei apparire antipatico, tuttavia penso che dobbiamo fare il
punto, e lo dico qui in Aula, su come migliorare ancora di più il
lavoro nelle Commissioni, e mi riferisco a ciò che attiene alla
parte politica, non certo a quel che riguarda il lavoro svolto dai
nostri funzionari - questo per essere chiari -, ma a come fare
funzionare meglio le Commissioni parlamentari e a come realmente
approfondire, più che trattare, i testi legislativi presentati che
vengono assegnati alle Commissioni.
Se non precisiamo questo aspetto, i rinvii in Commissione o,
comunque, l'invio alle Commissioni per la valutazione degli
emendamenti - cosa giustissima, in quanto un testo può essere
rimandato in Commissione per un approfondimento, è previsto dal
Regolamento -, ma se liquidiamo la partita politica ogni volta
rimandando il testo in Commissione, non abbiamo capito realmente la
portata del serio lavoro, efficace e produttivo, che si deve fare
per superare i nodi politici.
Una cosa, infatti, è dire che sugli emendamenti presentati ad un
testo se ne sospende la trattazione e si affida la valutazione alla
competente Commissione, allora si può fare un approfondimento e
capire che cosa realmente quest'Aula approva, altra cosa è
cominciare a pensare a come fare funzionare meglio le Commissioni
parlamentari.
Signor Presidente, ho voluto porre la questione perché so che lei
è impegnato in questa direzione, come lo sono tanti di noi.
PRESIDENTE. Onorevole Oddo, ero impegnato in un'altra questione.
Può ripetere cortesemente il suo concetto?
ODDO. Signor Presidente, se lei mi ascoltasse e i colleghi mi
ascoltassero, mi basterebbe che fosse soltanto il 5 per cento dei
colleghi ad ascoltarmi, a me andrebbe bene lo stesso.
Ad ogni modo, spero che il nostro voto favorevole e che il lavoro
svolto in Commissione e in Aula porti subito all'approvazione del
regolamento attuativo e serva a rilanciare l'azione delle Camere di
commercio tenendo conto - sia il Governo che noi tutti - dei limiti
intrinseci di questa nuova norma nel momento in cui sarà applicata
alle Camere di commercio e alla loro attività. Ciò in relazione
soprattutto alla fondamentale attività che svolgono le Camere di
commercio per quanto concerne anche i rapporti con gli altri Paesi
e, soprattutto, gli scambi commerciali con altri Paesi. E potrei
continuare, assessore Venturi.
Mi permetto, dunque, di sollecitare ora, in sede di dichiarazione
di voto, questo lavoro di monitoraggio, se il Governo non ha nulla
in contrario, al fine di impegnarci tutti quanti nel momento stesso
in cui voteremo questa legge, perché in Commissione di merito si
faccia chiarezza, non dico in pochi giorni, ma in un tempo
ragionevole, entrando nel merito delle norme per comprendere come
andranno in attuazione con riscontri certi e di carattere generale.
Questo è lo spirito con cui noi esprimiamo il parere favorevole al
testo in discussione.
COLIANNI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COLIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,
intervengo per esprimere il compiacimento del Gruppo parlamentare
MPA per questo disegno di legge che riteniamo positivo, non già
perché rivoluziona grandemente il ruolo delle Camere di commercio
che saranno rivoluzionate soltanto se lei, signor assessore,
attiverà percorsi virtuosi, a partire da questa norma.
In effetti, non cambia gran parte di quello che fanno,
sostanzialmente, ad oggi le Camere di commercio, ma è un segnale
per gli attori che compongono le Camere di commercio.
Vorrei pure sottolineare una specificità di cui abbiamo parlato
tanto e che ritengo assolutamente importante: avere trovato un
accordo anche per il settore della pesca in un territorio con la
flotta di pescherecci più importante d'Italia, con tremila uomini
costantemente in mare, e che oggi viene condivisa all'interno del
Consiglio di amministrazione di Giunta camerale.
A me sembra un risultato assolutamente positivo.
Signor Assessore, io spero che da questa norma - che dovrà
comunque confrontarsi con il decreto legislativo che è ormai in via
di approvazione e che sarà dunque realtà del Paese - partirà una
sua azione forte e tempestiva nei confronti delle Camere di
commercio.
Comincia ora la partita perché le Camere di commercio possano
diventare elemento fibrillante per l'economia, possano diventare
elemento di perturbazione e di sollecitazione dei momenti di
sviluppo del nostro territorio e non diventare una sorta di notaio
di ciò che avviene nel territorio.
Ecco, quindi, le Camere di commercio come momento perturbativo e
di sollecitazione verso le categorie e non solo come momento di
aggregazione e, talora, addirittura di attività sindacale.
Pertanto, come MPA, salutiamo positivamente questa legge e
invitiamo l'assessore ad andare avanti affinché questo
provvedimento diventi un momento importante per la nostra regione.
DI BENEDETTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quest'Aula ha
fatto bene a decidere di approfondire il disegno di legge sulle
Camere di commercio. Io ricordo che stavamo approvando il disegno
di legge nel testo originario recependo sostanzialmente per intero,
ad eccezione dell'articolo 19 del Titolo IV, la normativa nazionale
con la sua evoluzione legislativa.
Io credo che esserci fermati e avere consentito di approfondire il
testo sia stato un elemento necessario e utile per non fare venir
meno le prerogative statutarie di cui all'articolo 14 dello Statuto
della Regione, che dà competenza esclusiva in materia di commercio,
così come di industria.
Signor Presidente, molto spesso la fretta induce ad approvare
cattive norme che danno adito a conflitti interpretativi, a
contenziosi, ma che soprattutto espropriano la Regione di
competenze.
A volte ciò succedeva, con propria volontà, poiché il Parlamento
approvava con tanto di norma.
Oggi, credo che nessuno dei parlamentari possa ritenere corretto
abdicare a ruoli e compiti che la Regione ha per Statuto e
trasferirli invece in capo allo Stato.
L'approfondimento che abbiamo fatto è stato utile; abbiamo
mantenuto, nella sostanza, alcune competenze della Regione, anche
se abbiamo alleggerito, non certo in maniera irrilevante, la
pesantezza dei controlli in capo alle Camere di commercio.
Nel predisporre il testo legislativo abbiamo fatto anche una cosa
importante: dare maggiore ruolo, maggiori competenze, soprattutto a
livello internazionale, alle Camere di commercio. Abbiamo adeguato
le funzioni e i ruoli delle Camere di commercio siciliane a quelle
del resto d'Italia.
Questo è senz'altro positivo.
Forse, abbiamo anche in questo caso, se pur con la riflessione
successiva, corso un po' troppo.
Sarebbe stata preferibile una norma che, partendo dalla legge 580,
che era stata già recepita con la legge regionale 29 del 1995, e
prendendo come parametro il decreto legislativo di prossima
emanazione, trasferisse il tutto per intero in una norma regionale.
In questo modo avremmo avuto una norma regionale sulle Camere di
commercio che non rinviasse alla legislazione nazionale, ma che
riprendesse gli elementi innovativi, gli elementi legati al ruolo
di promozione delle imprese, gli elementi legati ai ruoli e ai
compiti positivi che vengono dati alle Camere di commercio.
Questo sarebbe stato un percorso sicuramente più certo, che
avrebbe evitato sicuramente possibili contenziosi che, anche in
questo caso, potremmo avere.
Ciò nondimeno, penso che l'azione che abbiamo svolto è stata
quella, pur avendo operato un recepimento dinamico della norma
nazionale, di avere conservato le prerogative in capo alla Regione.
E' una soluzione di mediazione a fronte della urgenza che c'era di
approvare questa norma.
Nel complesso, al netto di queste mie osservazioni, ritengo che
abbiamo svolto un discreto lavoro; non il migliore possibile, ma
certamente un discreto lavoro, uscendo dalle piccole miserie che
potevano esserci e disegnando una norma che può realmente
rilanciare il ruolo delle Camere di commercio.
Credo che debba essere adesso compito e funzione del Governo -
come diceva l'onorevole Oddo - predisporre in tempi rapidi il
regolamento di attuazione, nello spirito della conservazione di
potestà di controllo, di vigilanza, di input, di stimolo in capo
alla nostra Regione.
Ma dico anche di più all'assessore presente: dovremmo vedere come,
con la dovuta tranquillità, riuscire ad affrontare il tema del
personale delle Camere di commercio ed il suo collocamento in
quiescenza, che è la cosa che realmente grava sui bilanci creando
enormi costi alle Camere di commercio. E' un tema che va affrontato
scorporandolo da questo momento. Io ritengo che sarebbe stato
preferibile un disegno di legge che affrontasse in modo complessivo
la materia, ma questa lacuna va colmata in tempi celeri e con la
sufficiente riflessione.
Pur nelle perplessità che manifesto, preannuncio il voto
favorevole al disegno di legge.
MAIRA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, preannunzio il voto
favorevole del Gruppo parlamentare dell'UDC a questo disegno di
legge.
Devo, però, arricchire il mio voto favorevole con qualche breve
considerazione.
Questo disegno di legge, certamente, attua una riforma importante
delle Camere di commercio in Sicilia ed è una riforma - tengo a
sottolinearlo - che, ancora una volta, nasce dall'attività del
Parlamento e, in particolare, dall'attività della terza Commissione
e del relatore, onorevole Corona.
Mi sento di sottolineare questo aspetto e di ringraziare, a nome
del Gruppo UDC, la Commissione, l'onorevole Corona ed i deputati
dell'UDC componenti della Commissione.
Mi auguro - e se lo augura tutto il Gruppo dell'UDC - che questa
riforma porti ad una vera trasformazione delle Camere di commercio
che, sinora, sono state in Sicilia organi che si sono limitati
quasi sempre, tranne in poche occasionali eccezioni, alla tenuta
degli albi dei commercianti, degli imprenditori e degli artigiani.
Mi auguro che questa riforma consenta alle Camere di commercio di
essere organismi ed enti di propulsione dell'economia siciliana e,
con questo auspicio e con questa speranza, ribadisco il voto
favorevole del Gruppo parlamentare UDC.
MARINELLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARINELLO. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi,
innanzitutto prendo atto della sensibilità dimostrata dalla
Presidenza, dalla Commissione e dall'intero Parlamento, che ha
accolto l'emendamento recuperato in extremis da parte della
Commissione, perché si è reso conto di ciò che rappresenta questo
settore, strategicamente, per la nostra Isola. Questo è un fatto
importante.
Noi rappresentiamo oltre il 35 per cento del prodotto interno
lordo del settore in Italia e, come Regione siciliana, recependo di
fatto una normativa nazionale e il decreto legislativo che va a
modificare la legge nazionale 580 del 29 dicembre 1993, per la
prima volta si è scritta una pagina nuova nella storia siciliana e
in particolare la presenza di un settore, qual è il settore della
pesca, all'interno degli organismi della Camera di commercio, non
solo al Consiglio della Camera di commercio, ma all'organo
esecutivo e cioè alla Giunta.
La Sicilia è stata innovatrice rispetto anche allo stesso
legislatore nazionale, e di questo va dato merito all'intero
Parlamento, al Governo, alla Presidenza e alla Commissione.
Si tratta di un fatto estremamente importante, ma anche di un
elemento di novità rispetto a quello che il legislatore nazionale
aveva previsto.
Quattromilacinquecento imprese e oltre quindicimila addetti
saranno rappresentati negli organismi, su base provinciale, di
tutte le realtà cosiddette rivierasche, dove è presente il settore
della pesca.
Un riconoscimento importante, di cui va dato atto alla sensibilità
della Presidenza della Commissione, del Governo e di tutto il
Parlamento. Ed è per questa ragione che voteremo favorevolmente
questo disegno di legge, che dà un'impronta nuova rispetto alla
predisposizione del testo del decreto legislativo emanato dal
Governo nazionale.
Siamo i primi, finalmente, ad avere un grande ruolo da
protagonisti per quello che rappresenta il settore della pesca, non
solo nel contesto isolano ma nell'intero Paese e nell'intera
Italia. Auspichiamo che anche le altre Regioni a statuto speciale,
come noi, possano portare questo elemento di innovazione con la
presenza negli organismi da parte del settore della pesca così come
auspichiamo che gli altri Parlamenti, a partire dalla vicina
Sardegna, facciano anche loro la propria parte.
PRESIDENTE. Onorevole Marinello, come ha avuto modo di constatare
il mio appello di ieri a non abbandonare i lavori è stato accolto e
ha dato anche delle soddisfazioni.
MANCUSO. Chiedo di parlare per una breve dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
dichiarare che il Popolo della Libertà non solo dà il plauso alla
Commissione per il lavoro svolto, ma anche per un provvedimento di
cui ci sentiamo orgogliosi, considerato che l'onorevole Corona è
stato il deputato che, insieme agli altri, ha voluto fortemente
portare avanti una innovazione nella nostra legislazione regionale.
CAPUTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Onorevole Caputo, le iscrizioni per dichiarazioni di
voto erano già state chiuse, pur tuttavia abbiamo già letto nei
giornali di oggi la sua dichiarazione di voto.
Presidenza del presidente Cascio
Comunicazione di ordini del giorno
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini
del giorno:
- n. 268 «Iniziative urgenti al fine di garantire l'adeguata
dotazione finanziaria agli ERSU», a firma degli onorevoli
Panepinto, Raia, Donegani, Panarello, Lupo, Apprendi, Cracolici,
Marziano, Galvagno, Ferrara, Faraone, Ammatuna, Digiacomo, Di
Guardo, Di Benedetto, Mattarella;
- n. 277 «Proroga dei termini di presentazione delle istanze per
il bando di cui al D.A. 1 dicembre 2009 per le imprese di nuova
costituzione e per quelle giovanili e femminili», a firma degli
onorevoli Gianni, Buzzanca, Dina, Ardizzone, Ragusa e Torregrossa;
- n. 280 «Iniziative a livello centrale per evitare
discriminazioni a danno dei lavoratori delle basi USA in Sicilia»,
a firma dell'onorevole Fiorenza;
- n. 275 «Misure per fronteggiare lo stato di crisi dei mercati
agricoli», a firma degli onorevoli Caputo, Pogliese, Formica,
Vinciullo;
- n. 276 «Inserimento del Comune di Roccamena (PA) ai fini della
dichiarazione dello stato di calamità naturale a seguito di
alluvioni», a firma degli onorevoli Caputo, Pogliese, Formica,
Vinciullo. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il Governo regionale, nel bilancio di previsione 2010 depositato
presso la II Commissione legislativa permanente 'Bilancio'
dell'Assemblea regionale siciliana, ha ridotto ulteriormente, di
circa il 26%, i fondi destinati al diritto allo studio
universitario quale contributo per il funzionamento degli enti
regionali per il diritto allo studio universitario (ERSU);
specificamente, la riduzione dei fondi prevede una dotazione
finanziaria di circa 15.756.000,00 euro per il 2010 rispetto ai
21.400.000,00 euro del 2009;
l'ERSU di Palermo, in particolare, in base a questo dato riceverà
pertanto dalla Regione circa 1.900.000,00 euro in meno rispetto
allo scorso anno;
considerato che:
l'approvazione del bilancio, con la citata prevista dotazione,
comporterà inevitabilmente per gli ERSU siciliani la revisione di
specifici capitoli di spesa, con il conseguente ridimensionamento
degli interventi a sostegno del diritto allo studio;
l'ERSU di Palermo, specificamente, non potrà più garantire i
servizi e gli interventi essenziali come: le mense presso i poli
decentrati (Agrigento, Trapani e Caltanissetta); il numero di borse
di studio; l'acquisto di giornali e riviste; le convenzioni con
teatri e corsi di lingue; l'erogazione di borse part-time; la
concessione di sussidi straordinari; contributi per le iniziative
culturali;
rilevato che:
il contributo regionale destinato agli ERSU ha come unico scopo il
perseguimento dei fini istituzionali da parte degli stessi e quindi
quello di far fronte alle spese necessarie a garantire i servizi e
gli interventi in favore degli studenti universitari;
l'ERSU di Palermo, ad esempio, ha raggiunto importanti risultati
nella politica di sostegno degli universitari, garantendo
annualmente: 10.000 borse di studio; un bando per 400 sussidi
straordinari; interventi mirati a calmierare il mercato degli
affitti; 100 borse di studio part-time e contributi per l'acquisto
di personal computer;
l'ERSU di Palermo si appresta a rendere operative altre due
residenze universitarie in aggiunta alle altre che in questi anni
sono state rese fruibili agli studenti, riuscendo ad avere quasi
1000 posti letto; il contributo pro capite per studente concesso
dalla Regione siciliana risulta essere tra i più bassi in Italia,
impegna il Governo della Regione
a porre in essere ogni misura possibile finalizzata al
rimpinguamento del fondo destinato agli ERSU allo scopo di
garantire loro il perseguimento dei fini istituzionali, propri
garantendo così agli studenti meritevoli e disagiati il diritto
allo studio sancito dall'art. 34 della Costituzione.» (268)
PANEPINTO - RAIA - DONEGANI - APPRENDI - PANARELLO - LUPO -
GALVAGNO - AMMATUNA - DIGIACOMO - DI GUARDO - DI BENEDETTO
MATTARELLA - CRACOLICI - FARAONE - FERRARA
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
con decreto n. 24 del 9 febbraio 2009 sono state approvate le
direttive contenenti le indicazioni di carattere procedurale ed
attuativo per l'accesso al regime di aiuto previsto dall'articolo 2
della legge regionale 16 dicembre 2008, n. 23, in favore delle
imprese di nuova costituzione e delle imprese giovanili e
femminili;
nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 61 del 31
dicembre 2009 è stato pubblicato il decreto 1 dicembre 2009 'Bando
per l'accesso alle agevolazioni previste dall'art. 2 della legge
regionale 16 dicembre 2008, n. 23 in favore delle imprese di nuova
costituzione e delle imprese giovanili e femminili e in attuazione
del P.O. FESR 2007/2013, obiettivo operativo 5.1.3. linee di
intervento 1, 4 e 5';
il termine di presentazione delle istanze è fissato al 3 marzo
2010;
considerato che:
nonostante il bando rappresenti un'opportunità fondamentale per il
rilancio dell'economia regionale, lo stesso non è stato
sufficientemente pubblicizzato;
il termine di scadenza per la presentazione delle istanze è
ritenuto troppo esiguo, anche in ragione della particolare deroga
concessa alle imprese operanti nei territori colpiti da eventi
alluvionali,
impegna il Governo della Regione
ad emanare urgentemente un provvedimento di proroga dei termini di
presentazione delle istanze 'sine die' che miri a consentire a
tutti i beneficiari di presentare la propria iniziativa sino ad
esaurimento delle risorse all'uopo destinate.» (277)
GIANNI - BUZZANCA - DINA - ARDIZZONE
RAGUSA - TORREGROSSA - COLIANNI - VINCIULLO - CORDARO
«L'Assemblea regionale siciliana
allo scopo di porre fine ad una involontaria ingiustizia
perpetuata ai danni di lavoratori italiani delle basi USA in
Sicilia, che, pur trovandosi, al pari di altri lavoratori nelle
condizioni previste dal terzo comma dell'articolo 2 della legge 9
marzo 1971, n. 98, e successive modificazioni, non trovano
collocazione presso tutti i rami dell'Amministrazione statale in
quanto è a tutti noto che nella Regione siciliana sono pochissimi
gli uffici periferici che rappresentano l'Amministrazione statale,
essendo molte competenze attribuite per Statuto alla Regione. Tale
opportunità di scelta per il personale che opera sul territorio
siciliano, per le ragioni su esposte, viene di fatto limitata
pertanto a pochissime Amministrazioni;
tale opportunità di scelta per il personale che opera sul
territorio siciliano, per le ragioni su esposte, viene di fatto
limitata pertanto a pochissime amministrazioni;
considerato che:
questi lavoratori sono pagati dallo Stato italiano;
si tratta di pochissime unità che utilizzeranno tale beneficio;
negli ultimi quattro anni non una sola richiesta di trasferimento è
stata avanzata allo Stato;
inoltre, a transitare sarebbe personale di altissimo livello
professionale,
impegna il Governo della Regione
ad attivare tutte le misure necessarie presso la Conferenza Stato-
Regioni per avviare accordi ed individuare ogni strumento utile ad
impedire che si perpetri una vera e propria discriminazione a
carico dei lavoratori delle basi USA in Sicilia rispetto a quelli
delle altre basi esistenti nel Paese.» (280)
FIORENZA
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che il Governo della Regione, per venire incontro allo
stato di gravissima crisi in cui versa l'agricoltura siciliana, ha
dichiarato lo stato di crisi dei mercati e il conseguente stato di
calamità. Il provvedimento adottato dal Governo regionale
necessitava di un atto successivo di competenza del Governo
nazionale. Sino ad oggi il Governo nazionale non ha provveduto ad
emanare il decreto necessario ed indispensabile per consentire
l'ottenimento e l'erogazione dei necessari fondi destinati al
ristoro dei vari comparti dell'agricoltura siciliana;
considerato che il ritardo nell'emanazione del decreto
ministeriale sta determinando ulteriori danni all'agricoltura
siciliana, creando pericoli per il mantenimento dell'ordine
pubblico a causa dello stato di grave esasperazione dei coltivatori
e dei produttori agricoli,
impegna il Governo della Regione
e per esso l'Assessore per le risorse agricole e alimentari
ad intervenire presso il Governo nazionale per l'emanazione del
decreto di dichiarazione dello stato di calamità.» (275)
CAPUTO - POGLIESE - FORMICA - VINCIULLO
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
a seguito delle precipitazioni atmosferiche e delle abbondanti
nevicate, sono stati individuati alcuni comuni della Sicilia quali
destinatari di provvedimenti di agevolazioni finanziarie a sostegno
del comparto agricolo. Pur avendo subito enormi danni alle colture
agricole, il Comune di Roccamena (PA), importante centro agricolo
del territorio, sicuramente per mero errore materiale è stato
escluso dal novero dei comuni interessati;
considerato che è indispensabile inserire il predetto Comune fra
quelli beneficiari del provvedimento al fine di garantire agli
agricoltori del territorio di potere ottenere le previste
agevolazioni,
impegna il Governo della Regione
a modificare il decreto, inserendo il Comune di Roccamena tra
quelli che hanno subìto danni a seguito delle alluvioni.» (276)
CAPUTO - POGLIESE - FORMICA - VINCIULLO
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 268. Il parere del
Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 277. Il parere del
Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 280. Il parere del
Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 275. Il parere del
Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 276. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. E' accolto come
raccomandazione.
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Nuovo ordinamento delle Camere di commercio, industria,
artigianato e agricoltura» (270/A)
Presidenza del presidente Cascio
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge Nuovo ordinamento delle Camere di commercio,
industria, artigianato e agricoltura' (270/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Votano sì: Adamo, Apprendi, Arena, Aricò, Bosco, Calanducci,
Caputo, Cascio Salvatore, Cintola, Colianni, Cordaro, Corona,
Cracolici, Cristaudo, D'Asero, Di Benedetto, Donegani, Faraone,
Federico, Ferrara, Fiorenza, Formica, Galvagno, Gentile, Greco,
Gucciardi, Incardona, Laccoto, Lentini, Limoli, Lo Giudice, Lupo,
Maira, Mancuso, Marinello, Marinese, Marrocco, Marziano,
Mattarella, Minardo, Musotto, Nicotra, Oddo, Panarello, Panepinto,
Picciolo, Rinaldi, Romano, Ruggirello, Savona, Scammacca, Scilla,
Speziale, Termine, Torregrossa, Vinciullo.
Si astiene: De Benedictis.
Sono in congedo: Beninati, Bonomo, Buzzanca, Campagna, D'Agostino,
Fagone, Gennuso, Gianni, Mineo, Pogliese, Raia e Scoma.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:
Presenti 58
Votanti 57
Maggioranza 29
Favorevoli 56
Astenuto 1
(L'Assemblea approva)
Si prende atto che gli onorevoli Falcone, Digiacomo e Ammatuna
hanno dichiarato di avere votato favorevolmente ma che, per un
malfunzionamento del sistema elettronico, il loro voto non risulta
registrato.
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Incompatibilità tra la carica di assessore regionale e quella di
componente del consiglio delle Camere di commercio, industria,
artigianato e agricoltura» (270 bis/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Incompatibilità tra la carica di assessore
regionale e quella di componente del consiglio delle Camere di
commercio, industria, artigianato e agricoltura» (270 bis/A. Ricordo
che per la votazione del disegno di legge occorre la maggioranza
qualificata dei due terzi dei componenti dell'ARS.
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Ricordo che occorre mantenere pigiato il tasto per tutta la durata
della votazione, altrimenti il voto non compare.
Onorevoli colleghi, poiché non tutti i deputati votanti hanno
mantenuto pressato il tasto durante la votazione, il relativo voto
non compare. Pertanto, annullo la votazione.
Indìco nuovamente la votazione per scrutinio nominale del disegno
di legge 270 bis/A.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Votano sì: Adamo, Ammatuna, Apprendi, Arena, Aricò, Barbagallo,
Bosco, Calanducci, Caputo, Cascio Salvatore, Cintola, Colianni,
Cordaro, Corona, Cracolici, Cristaudo, D'Asero, De Benedictis Di
Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Donegani, Falcone, Faraone,
Federico, Ferrara, Fiorenza, Formica, Galvagno, Gentile, Greco,
Gucciardi, Incardona, Laccoto, Lentini, Limoli, Lo Giudice, Lupo,
Maira, Mancuso, Marinello, Marinese, Marrocco, Marziano,
Mattarella, Minardo, Musotto, Nicotra, Oddo, Panarello, Panepinto,
Picciolo, Raia, Rinaldi, Romano, Ruggirello, Savona, Scammacca,
Scilla, Speziale, Termine, Torregrossa, Vinciullo.
Sono in congedo: Beninati, Bonomo, Buzzanca, Campagna, D'Agostino,
Fagone, Gennuso, Gianni, Mineo, Pogliese e Scoma.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione.
Presenti 64
Votanti 63
Maggioranza 46
Favorevoli 63
(L'Assemblea approva)
Rinvio del seguito della discussione del disegno di legge
«Norme per il sostegno dell'attività edilizia e la
riqualificazione del patrimonio edilizio» (459-386-209-394-
404/A)
Presidenza del presidente Cascio
PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del disegno di
legge «Norme per il sostegno dell'attività edilizia e la
riqualificazione del patrimonio edilizio» (459-386-209-394-404/A),
posto al numero 2 ) del II punto all'ordine del giorno.
ADAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, il
disegno di legge che oggi arriva in Aula è appesantito da circa
quattrocento emendamenti e corre, quindi, il rischio di essere
snaturato nella sua ragion d'essere.
D'altra parte, in questo momento è in corso un dibattito serio e
costruttivo da parte di tutti i Gruppi parlamentari per discutere
velocemente il disegno di legge in Aula e approvarlo senza
stravolgimenti, e su questo c'è l'accordo generale, emerso e
ribadito oggi in quarta Commissione.
La volontà comune è quella di revocare gli emendamenti affidando
al Governo la possibilità di consentirne un miglioramento.
Per dare al Governo la possibilità di riflettere assieme ai Gruppi
parlamentari, credo sarebbe opportuno rinviare la discussione a
martedì prossimo.
PRESIDENTE. Onorevole Adamo, lei non chiede il rinvio in
Commissione, ma il rinvio della discussione alla prossima
settimana.
ADAMO. Signor Presidente chiedo che il Governo abbia la
possibilità di confrontarsi con i Gruppi parlamentari, così come è
emerso oggi.
MANCUSO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, questo clima che ha consegnato al Parlamento
l'onorevole Adamo non lo registro, così come non registro questo
accordo unanime dei Gruppi parlamentari di cui ha parlato e neanche
la volontà di ritiro degli emendamenti. Non comprendo da dove
arrivino queste notizie, chi le dà e chi si è confrontato su
questo. Conosciamo - per averlo appreso dai giornali - che esistono
dei tavoli dove si sta discutendo di migliorare questo disegno di
legge. E' vero che oggi in Commissione è emersa la volontà di tutti
i componenti di riflettere su questo disegno di legge; ma la
Commissione, senza possibilità di smentita, con le dichiarazioni
del Presidente ha anche detto che, qualora il testo tornasse in
Commissione perché rinviato dall'Aula, ci sarebbe un momento di
approfondimento.
Se questo non dovesse avvenire, noi riteniamo che i tavoli
paralleli istituiti possano continuare a lavorare senza problemi
perché nessuno lo può impedire, e dall'altro lato mi sembra
inutile il rinvio dell'Aula a martedì prossimo per eventualmente -
come sostiene qualche collega parlamentare - raggiungere un accordo
sul ritiro degli emendamenti.
Per quanto riguarda gli emendamenti a firma mia e degli altri
colleghi del Popolo della Libertà, signor Presidente, le confermo
che resteranno in vita in quanto riteniamo che debbano essere
approfonditi da tutto il Parlamento.
Da ultimo, mi sembra veramente fuori luogo, da parte del Governo,
rinviare ancora una volta la discussione sul piano casa. Non
cambierà nulla da qui a martedì. Noi riteniamo che da questa sera é
possibile cominciare l'esame del disegno di legge, a meno che
qualcuno ritiene che questo disegno di legge non debba avere corso
e non debba essere consegnato ai siciliani.
MUSOTTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSOTTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
entrambe le proposte, quella dell'onorevole Adamo e quella
dell'onorevole Mancuso, non siano inconciliabili tra loro.
Io vorrei fare riferimento alla Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, dove è stato deciso di porre all'ordine del
giorno questo disegno di legge, che riguarda il rilancio di un
settore fondante della nostra economia, quale è il settore
edilizio. Tra l'altro, questa discussione avviene in un momento in
cui, purtroppo, per fatti climatici, il nostro territorio ha avuto
dei disastri, ha avuto ulteriori drammi a carico delle popolazioni,
non soltanto del messinese ma anche di altri paesi della nostra
regione. E, quindi, c'è un'attenzione particolare a tutto ciò che
riguarda l'urbanistica, l'edilizia in genere e la possibilità di
creare edilizia su un territorio che deve essere in ogni caso
difeso. Quindi, maggiore attenzione, maggiore sensibilità verso le
costruzioni.
In quella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, noi
abbiamo potuto registrare, lei signor Presidente in prima persona,
un grande senso di responsabilità da parte di tutti i
rappresentanti dei Gruppi parlamentari, che hanno detto con molta
positività, con molta saggezza e con molto senso della realtà, che
si è disponibili perché si faccia questo disegno di legge e diventi
legge della Regione ma, soprattutto, in maniera veloce, in maniera
comprensibile e che centri l'obiettivo strategico che è quello di
poter dare rilancio a questo settore.
E quindi di fronte ai tantissimi emendamenti, circa seicento, che
sono stati presentati entro i termini da tutti i Gruppi
parlamentari, si è detto che ci sarà un senso di responsabilità
affinché molti, soprattutto quelli che non sono in sintonia con lo
spirito del disegno di legge, con quelle che sono le linee fondanti
di questo disegno di legge, vengano ritirati.
Apprezzo sempre l'intelligenza e l'acume dell'onorevole Mancuso
sui tavoli paralleli, su tutte le tante notizie che indubbiamente
appaiono sui giornali, ma che possono essere usate anche in termini
strumentali o possono essere lanciate in termini strumentali, ma
credo che un momento di riflessione, non già perché si arrivi
necessariamente qui, all'interno del Parlamento, con forzature sui
singoli deputati perché ritirino i propri emendamenti, le proprie
proposte che, molte volte, nella maggior parte dei casi, sono
fondanti, ma un ulteriore momento di riflessione possa essere fatto
all'interno dei Gruppi.
Un rinvio della discussione a martedì credo non sia un fatto di
dispregio né della volontà parlamentare né del ruolo del
Parlamento, ma sia un necessario e giusto momento di riflessione
che può essere richiesto a questo Parlamento.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, componenti della
Giunta, ho ascoltato l'onorevole Musotto circa l'ipotesi di
rinviare ulteriormente la discussione di questo disegno di legge.
Devo dire che rimango perplesso perché ancora, nonostante i
proclami che leggiamo sui giornali, gli entusiasmi di una nuova
maggioranza che si è definita, che si è consolidata, ancora vedo
che c'è qualche difficoltà per portare in Aula o, meglio, per
iniziare un percorso che non sappiamo se sarà tortuoso o se, invece
- come ormai le testate giornalistiche dicono - sarà in discesa,
atteso che questo Parlamento ha raggiunto una maggioranza
larghissima sulle riforme emarginando un Gruppo di giapponesi ,
come si diceva una volta, oggi invece partito della libertà , che
ha ingessato, fino a questo momento, l'azione di governo, l'azione
politica, l'azione parlamentare.
Io devo fare, invece, i complimenti all'onorevole Mancuso,
presidente della quarta Commissione, perché oggi ha dimostrato,
rispetto a quello che è stato il chiacchiericcio di questo anno e
mezzo, efficienza e accelerazione nelle procedure, accogliendo de
plano la proposta del Governo circa il piano rifiuti.
Devo apprezzare, altresì, il senso di grande responsabilità che il
Partito Democratico ha dimostrato oggi in quarta Commissione,
cestinando completamente il proprio disegno di legge, che pure era
stato concordato e sottoposto al vaglio di alcune decine di
amministratori qualche giorno fa nella Sala Rossa di Palazzo dei
Normanni, perché, alla fine, ha giustamente ritenuto opportuno
allinearsi con il Governo.
Ecco perché, all'unanimità, il Partito Democratico, il Popolo
delle Libertà, il Movimento per l'Autonomia e l'UDC hanno
licenziato dalla Commissione il disegno di legge.
Adesso tocca a lei, onorevole Savona, il compito di potere -
insieme alla Commissione - licenziare il testo in tempi brevi,
così come è stato fatto, perché c'è un problema che comunque è
arrivato alla platea nazionale, mi dispiace che non ci sia
l'assessore competente.
Il problema è che gli ATO stanno dimostrando oggi come, purtroppo,
abbiano trasferito l'onere e gli onori in capo ai Comuni, che
rischiano di scoppiare; non a caso i sindaci dei più grandi comuni
della provincia di Catania andranno a Roma, insieme ai netturbini,
a protestare e, non a caso, ben cinquecento persone rischiano oggi,
in provincia di Catania, il posto di lavoro perché un'azienda che
gestisce questo servizio ha paventato la crisi.
Faccio queste considerazioni perché potrei apprezzare una maggiore
riflessione sul piano casa, ma dall'altro lato abbiamo gli
imprenditori, abbiamo le giovani coppie, abbiamo la gente, abbiamo
l'opinione comune che ascolta e si chiede come mai questo
Parlamento non proceda, perché questo Parlamento non riesca a
legiferare se in questa Aula c'è una larga maggioranza composta da
circa sessanta parlamentari. Da deputato neofita lo vorrei capire.
Io, da deputato entrato in questa Aula nel maggio del 2008,
rimango stranito e sbigottito perché ancora, a distanza di quasi
due mesi da quando avevamo detto - e ci sono gli articoli,
onorevole Caputo, che parlano - che avevamo fatto una straordinaria
azione: il piano casa è pronto; daremo sfogo, rilanceremo
l'edilizia, l'occupazione; daremo un'abitazione a chi non ne ha;
consentiremo delle costruzioni più razionali , oggi, invece,
sentiamo queste dichiarazioni.
Vorrei ascoltare anche il Governo. Assessore Gentile, il Governo
deve dire cosa vuole fare.
Noi del PDL siamo pronti ad iniziare un percorso, un discorso
dialettico, a dibattere in quest'Aula - perché l'Aula è sovrana -
di fronte a tutti, di fronte alla televisione, di fronte ai mass
media, in trasparenza e mi consenta, onorevole Mancuso, dissento da
lei quando dice in tavoli separati paralleli .
Noi dobbiamo assumerci la responsabilità di dire cosa vogliamo,
qual è la strategia per questa Sicilia, qual è la pianificazione
territoriale, urbanistica che vogliamo fare in questa Sicilia e non
possiamo essere prigionieri di ideologie, come ha detto giustamente
in commissione l'onorevole Adamo, non possiamo essere prigionieri e
stritolati da alcune posizioni preconcette che, molte volte,
arrivano dalla sinistra e che ancora non riusciamo a mettere da
parte.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, quando
il Presidente Lombardo ha deciso di trasformare la minoranza di
questo Parlamento in forza di maggioranza, abbiamo affermato che
alla prima iniziativa parlamentare seria questa torre di Babele si
sarebbe dimostrata quella che era: un sistema di non comunicazione
politica, dove ognuno parla una lingua diversa, incapace di una
seria azione di governo.
Si era detto noi siamo qui per sostenere le riforme . Bene,
quello di oggi è l'esempio di come una minoranza non possa
diventare maggioranza e, come tale, non possa intestarsi un
processo riformatore di questa Regione.
Ricordo che, in assenza giustificata del presidente della
Commissione Ambiente e territorio, onorevole Mancuso, questa
neonata minoranza che si autoproclama maggioranza, sentì il dovere
di dare come prima riforma significativa un piano casa alla Sicilia
e, quindi, non potendo aspettare la presenza del presidente
Mancuso, perché i tempi incalzavano e bisognava dare l'indomani un
piano casa alla Sicilia, approvò il disegno di legge all'unanimità.
Quindi, la minoranza e l'opposizione approvarono all'unanimità un
disegno di legge perché giungesse subito in Aula.
Questa minoranza-maggioranza è così coesa, assieme al PDL Sicilia,
che addirittura approva un disegno di legge all'unanimità e poi lo
correda di circa seicento emendamenti, prova di grande intesa e
coesione politica.
Era la prima delle grandi riforme per fare decollare la Sicilia.
Noi conosciamo gli uomini di questa minoranza, che perde le
elezioni e diventa stranamente forza di governo con un colpo di
mano e chi vince le elezioni diventa, realmente, minoranza
parlamentare ma maggioranza nel cuore dei siciliani, e cosa
succede?
Questo disegno di legge diventa una mina vagante all'interno della
vostra confusionaria coalizione politica a sostegno di un governo
che, in questo momento, brilla per la sua assenza istituzionale. E
allora si spacca il Partito Democratico perché ritiene che sia una
specie di marmellata' questo disegno di legge che gli stessi
parlamentari del PD in Commissione hanno votato; si spacca il PDL
Sicilia dove, addirittura, chi non fa parte di questo Governo e di
questo Parlamento ma diventa l'uomo forte del gruppo degli ex AN
del Governo, un parlamentare nazionale che diventa il portavoce
PRESIDENTE. Ritorniamo al tema. Stiamo parlando di una richiesta
di rinvio dei lavori a martedì.
CAPUTO ho proprio una richiesta in merito all'ordine dei lavori,
signor Presidente. Quindi apprendiamo che anche all'interno della
ex componente di AN che sostiene il Governo, vi è una dissonanza
rispetto al capogruppo del PDL Sicilia.
Noi non possiamo più giocare sulla pelle dei siciliani: o vi
mettete le carte politiche a posto o lasciate che tutto torni così
come gli elettori hanno voluto.
Signor Presidente, c'è stata una grande enfasi attorno a questo
disegno di legge sul quale non c'è accordo e quindi il capogruppo
del PDL Sicilia non può parlare di accordo né in Commissione né
fuori perché, da che mondo è mondo, nei parlamenti i disegni di
legge vengono esaminati dalle Commissioni e non da tavoli paralleli
fantasma, aperti non so dove.
Noi, signor Presidente, siamo perché oggi si inizi la discussione
su questo disegno di legge. Noi oggi le chiediamo di mettere ai
voti la proposta, cominciando dall'articolo 1, perché due sono le
cose: o questo disegno di legge, come avete detto voi, è una delle
prime riforme della Sicilia e lo facciamo, o vi siete smentiti e
avete dimostrato, ancora una volta, che il vostro animo riformista
non è altro che il cavallo di Troia per diventare da opposizione
forza di governo, ma forza di governo non come cultura di governo
bensì come occupazione di poltrone. La vostra astinenza politica e
di opposizione non può rovinare la Sicilia.
Signor Presidente, le chiedo di mettere ai voti la mia proposta
che è quella di iniziare oggi l'esame del disegno di legge perché
i siciliani devono vedere, deputato per deputato, chi vuole questo
disegno di legge e chi non lo vuole.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, viviamo tempi
turbolenti dal punto di vista degli assetti politici, il che non è
sempre un danno perché turbolenza significa anche capacità di
approfondimento degli argomenti, significa anche interrogarsi su
cosa fare, significa mettere in moto meccanismi che possano fare
apprezzare meglio gli argomenti in discussione e trovare soluzioni,
nuove idee, nuove opportunità.
Però, signor Presidente e onorevoli colleghi, fin quando si tratta
di turbolenze che riguardano argomenti, non dico minori, non dico
secondari, ma che incidono meno sulla vita di una regione come in
questo caso, argomenti che hanno un impatto minore sulla situazione
economica, sociale, occupazionale che stiamo vivendo, potrebbe
anche essere una buona cosa.
Non sfugge a nessuno di voi che, a causa della crisi
internazionale, delle turbolenze che abbiamo vissuto in questi due
anni, ci ritroviamo una Regione ferma e i cittadini siciliani che
soffrono: soffrono i pensionati, i disoccupati, gli impiegati, le
aziende, gli agricoltori, gli artigiani. Non c'è un settore, in
questo momento, che non accusi un momento di grande e grave
difficoltà.
Ebbene, io ho sempre detto e ritengo che questa norma, il
cosiddetto piano casa, è la legge più importante, il provvedimento
più importante che il nostro Parlamento esiterà nel corso di questa
legislatura.
E' la norma più importante perché senza danneggiare l'ambiente - e
su questo dobbiamo essere chiari e contro le mistificazioni - è una
norma verde a tutela dell'ambiente dato che, anziché occupare nuovo
territorio, agisce sull'esistente e consente contestualmente di
mettere in moto i capitali privati e non i capitali delle
multinazionali, delle grandi imprese, consentendo di mettere in
movimento l'economia vera, reale, quella della famiglia, quella del
pensionato che vuole aumentare gli spazi della propria casetta,
quella del cittadino comune, che dà lavoro all'unica impresa
esistente in Sicilia che non è la grande impresa, che non è la
multinazionale ma che è composta da una miriade di piccole imprese,
di microimprese che, attraverso una buona legge, troverebbero
nuovamente linfa e avrebbero nuovamente la possibilità di mettere
in moto questa economia.
Bene, di fronte a queste considerazioni non si può discutere su
una legge del Governo o su una legge di una maggioranza, o pseudo
tale, o comunque la si voglia chiamare, che sostiene il Governo.
Le leggi si fanno in Parlamento e se in Parlamento esiste una
maggioranza di buon senso che vuole dare risposte alla Sicilia,
deve avere l'onere e l'onore - se c'è da riflettere un momento -
come chiedeva il capogruppo del PDL Sicilia e del Gruppo Sicilia,
di fermarsi e di valutare, attraverso l'approfondimento, se esiste
la possibilità di esitare un provvedimento che sia largo', perché
dobbiamo smetterla di porre veti politici su un argomento che
riguarda cinque milioni di siciliani e che avrà ripercussioni per i
prossimi cinque o dieci anni.
Non possiamo permetterci il lusso di cincischiare o per
appartenenza politica o per momentanee prese di posizione da questa
o da quella parte, di giocare con i siciliani. Leggi analoghe sono
state già adottate in Veneto, in Emilia Romagna, in Toscana.
Questa legge è un toccasana per l'economia, la legge va non in
direzione dei potentati ma in direzione della gente,
dell'agricoltore così come del falegname e dell'artigiano, non
degli speculatori.
Questa legge deve avere i giusti paletti ma va allargata alle
imprese produttive, artigianali, commerciali, con i dovuti
controlli; se c'è un governo che è tale deve essere in grado anche
di garantire i controlli. Ma la legge non può essere fatta a caso,
tanto per farla, per tenere assieme una maggioranza che può essere
anche momentanea.
Il Parlamento e le forze politiche devono avere il coraggio in
quest'Aula di fermarsi, di riflettere e di mettere assieme un
provvedimento che vada incontro a ciò che tutti i siciliani, i
sindacati, Confindustria, i commercianti, i cittadini comuni, le
madri di famiglia, ci chiedono.
Allora, niente schieramenti di posizione, tanto per essere
posizionati per salvaguardare questo o quel gruppo. Se in
Parlamento c'è una forza larga che vuole la legge, questa deve
essere fatta come si deve e se dobbiamo fermarci valutiamolo e
facciamo un testo condiviso dalle forze che vogliono condividerlo,
lo riportiamo in Aula e lo votiamo ritirando tutti gli emendamenti
che sono ritirabili.
Chi vuole mantenere gli emendamenti per una rendita di posizione,
bene, li mantenga. Poi li discuteremo e li bocceremo, come fa un
buon Parlamento.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credevo che la
proposta dell'onorevole Adamo avesse come prospettiva una
valutazione rapida non solo nei tempi di argomentazione ma anche
nella quantità degli interventi.
Io annuncio che il Partito Democratico è pronto a votare la
richiesta di rinvio a martedì avanzata dall'onorevole Adamo senza
nessuna enfasi, senza nessuna condizione particolare di chissà
quale ritardo che si determina nella vicenda amministrativa della
Sicilia.
Signor Presidente, lei ha ricordato in Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari che questa è una legge delicata per le sue
implicazioni, ma non perché è delicata sulle scelte politiche - lo
dico all'onorevole Formica e ad altri colleghi - dico delicata
perché se sbagliamo una virgola, questa diventa una legge che
rovina i siciliani, perchè li costringe a rivolgersi ai tribunali
piuttosto che ai comuni per avere tutelato un loro diritto, rischia
di diventare la legge che determina una serie di provvedimenti
amministrativi a seguito di sentenze dei TAR.
Quindi, abbiamo la necessità di approvare una buona legge, con
serenità, con rigore, tant'è che il Presidente dell'Assemblea ha
detto che non saranno accettati subemendamenti volanti, ma sarà
necessario che qualunque subemendamento venga esaminato sul piano
tecnico per gli effetti che produrrà. Lo ritengo un atto di
assoluto buon senso.
Però, devo dire che questa discussione rischia di dimostrarci che
si parla di una legge che ha come obiettivo tutte quelle cose
importanti di cui parlava l'onorevole Formica. Però ho la
sensazione che quella sia la vetrina; poi in realtà si parla di
altro, di obiettivi politici, cosa che non mi scandalizza. Però
evitiamo di dire che una legge con quattrocento emendamenti è una
legge che vogliamo fare subito e di corsa, perchè ognuno di noi ci
ha messo del suo e, quindi, nessuno è autorizzato a dire niente.
Chi è senza peccato scagli la prima pietra, però qui nessuno può
dire che questa è una legge che si vuole fare subito perché, se si
voleva fare subito, si poteva fare. E mi rivolgo all'onorevole
Mancuso, il quale oggi ha fatto un capolavoro procedurale a
proposito dell'altra questione di cui parlava l'onorevole Falcone,
la legge sui rifiuti, posta all'ordine del giorno e licenziata
dalla Commissione credo in cinque o sei minuti, senza possibilità
di emendamenti. Ma, comunque, a me è piaciuto perché diventa anche
un modo simpatico, quando si vuole accelerare.
In teoria, si può fare di tutto e di più, esaminando un disegno
di legge, accorpandolo con un altro disegno di legge; del disegno
di legge è accorpato soltanto il titolo perché è scomparso, non si
è capito come si è accorpato e come si è integrato.
Vedete, onorevoli Falcone e Mancuso, siccome noi siamo qui
chiamati - e credo che questa nostra iniziativa politica stia
sollecitando finalmente il Parlamento - a fare le riforme, il
nostro problema non è avere la legge del PD. Noi abbiamo posto come
priorità dell'azione di questo Parlamento la legge sui rifiuti: le
parti che condivideremo con il Governo saranno le nostre parti,
quelle che non condivideremo ci batteremo per cambiarle, sulla base
delle iniziative che ha assunto il PD, quindi in maniera
trasparente, senza giochi e giochini, così come sulla vicenda del
piano casa.
Detto questo, siccome le leggi vanno fatte con giudizio e
serenità, credo che la proposta dell'onorevole Adamo abbia questo
obiettivo e se la seduta odierna viene rinviata a martedì prossimo
non credo che cambi la vita a nessuno. Pertanto voteremo e
sosterremo la richiesta di rinvio.
INCARDONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INCARDONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la parola
perché sono stimolato dall'intervento dell'onorevole Caputo, anche
se nella seconda parte mi soffermerò sul richiamo, che definirei,
al buon senso da parte di tutti.
Intanto, preciso che l'onorevole Granata era intervenuto, come
aveva detto, interpretando il pensiero dei componenti del PDL
Sicilia che fanno riferimento alla cosiddetta ex Alleanza
nazionale.
Poi, noi cinque parlamentari che facciamo riferimento all'area
dell'ex AN abbiamo precisato, abbiamo dato l'interpretazione
autentica del nostro pensiero ribadendo che non c'è divisione
all'interno del PDL Sicilia né su questo punto né su altri.
Quindi, non è vero, onorevole Caputo, che il PDL Sicilia è
spaccato anche su questo punto, il PDL Sicilia è compatto e unito.
Abbiamo voluto semplicemente ribadire, anzi dare l'interpretazione
autentica di quello che era il nostro pensiero e l'impegno a
sostegno di una battaglia brillantemente condotta dal nostro
capogruppo, allorché ha chiesto che si estendesse una norma del
piano casa anche ad edifici non residenziali.
Ma io qui non voglio entrare nel merito, già è stato fatto
abbondantemente, già sono stati enunciati brillantemente i princìpi
per i quali è opportuno che il piano casa vada avanti, è opportuno
che si voti in un certo modo ed è opportuno che si faccia
utilizzando il buon senso.
Anche qui che cosa significa buon senso? Su questo io condivido la
posizione dell'onorevole Mancuso allorché chiede il rinvio alla
Commissione. Perché, diciamocelo pure, il buon senso ci dice che
noi, tornando qui martedì con tutti gli emendamenti presentati, con
la voglia che c'è di dibattere, di dialogare, di confrontarsi su
questo tema, se non facciamo prevalere il buon senso e, quindi, non
mettiamo da parte le scaramucce che possono essere motivate,
supportate da motivi diversi dal buon senso, magari di natura
politica o come vogliamo noi, è chiaro che non renderemo un
servizio alla Sicilia né a questo Parlamento, perché non daremo un
bello spettacolo all'esterno, anzi daremo ancora una volta un
pessimo spettacolo.
Rivolgo un appello anche all'Assessore affinché il Governo accolga
questo principio, perché c'è anche un problema di riconoscimento di
un ruolo, il riconoscimento che esiste un Parlamento che vuole dire
la sua e lo ha dimostrato attraverso la proposizione di seicento
emendamenti, che poi sono scesi a quattrocento ma che, comunque,
possono comportare un dibattito estremo anche nelle posizioni.
Il buon senso, cosa vorrebbe? Vorrebbe che, tenuto conto
dell'esperienza che abbiamo, tenuto conto che siamo tutti
consapevoli che martedì tornando in quest'Aula ed iniziando a
votare non sappiamo che cosa daremo alla Sicilia concretamente,
quale norma uscirà fuori, cosa potrebbe accadere e, sicuramente,
tornando qui a votare, saremo costretti martedì a tornare in
commissione perché dalle cose che si sono registrate, dalle cose
che si sono dette, dalla natura degli emendamenti, dalle posizioni
trasversali che ci sono all'interno degli schieramenti, è chiaro
che si tornerebbe per forza in commissione.
Assumiamo un atto di responsabilità, facciamo prevalere, anche in
questa occasione, il senso di responsabilità, riportiamo la legge
in commissione Io apprezzerei molto positivamente se fosse proprio
il Governo, che ancora non ha parlato, a chiedere questo.
Propongo, signor Presidente, di sospendere questo dibattito e la
invito a convocare una riunione dei Presidenti dei Gruppi
Parlamentari per verificare se, al di là delle posizioni che si
sono qui assunte e manifestate, con il dibattito che si è svolto
nel frattempo, siano maturate nuove posizioni e se si riesca
insieme a trovare una soluzione per un rinvio in commissione che
sia molto breve, un rinvio da calendarizzare in maniera precisa, e
per trovare, assieme al Governo, delle soluzioni in tempi
brevissimi per poi tornare in Aula, nella stessa settimana, con un
disegno di legge ben razionalizzato, ben sintetizzato, che tenga
conto di tutte le istanze poste in questo Parlamento.
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, forse il Governo
avrebbe fatto meglio ad intervenire prima per darci un quadro delle
sue intenzioni, anche perché, non avendo preso la parola
PRESIDENTE. Onorevole Maira, è prassi che il Governo parli alla
fine di tutti gli interventi e credo che le discussioni in
Parlamento non siano mai tempo perso.
MAIRA forse sarebbe stato utile, anche fuori prassi, un momento
di chiarezza e non sarebbe stata la prima volta.
Signor Presidente, lei ci richiama ad un intervento breve perché
parliamo per dichiarazione di voto sulla richiesta di rinvio, ma le
cose che sono state dette nei vari interventi obiettivamente
meritano qualche secondo in più di attenzione.
Io anticipo che il Gruppo parlamentare UDC è contro la richiesta
di rinvio e spiegherò perché.
L'esito finale di questa richiesta, se rinviare o meno a martedì i
lavori d'Aula, mi lascia, alla fine, indifferente perché se devo
portare a casa un risultato politico, non io ma l'opinione pubblica
di questa nostra Sicilia, il risultato è già nella richiesta di
rinvio. Poi possiamo rinviare, possiamo continuare. Perché è la
prova che la gioiosa macchina da guerra dei riformisti di questa
nuova maggioranza, al primo scoglio, si scioglie. Non ci sono le
condizioni per andare avanti e, a questo proposito, vorrei
rispondere brevemente e poi approfondirò quando parleremo del
merito della legge e degli emendamenti.
A quei colleghi che ieri sera, con un comunicato stampa, mi hanno
rimproverato chiedendomi di spiegare perché sono contro gli
interventi sui manufatti industriali, credo che questa domanda
dovrebbero rivolgerla ai loro amici di maggioranza, visto che, come
ci ha detto poco fa l'onorevole Incardona, non sono d'accordo su
niente, neanche su questo, perché non se lo chiedono tra di loro
perché alcuni sono a favore ed altri sono contro?
Il mio è il ruolo di opposizione e la mia è un'opposizione
costruttiva e seria, quella che ha fatto l'UDC perché deve darne
atto, chi ha buona coscienza in questo Parlamento, che l'UDC è
stato il primo gruppo, oltre dieci giorni fa, a comunicare che
avrebbe ritirato tutti gli emendamenti del disegno di legge che non
riguardavano strettamente il senso della legge e cioè l'abitazione.
Avrebbe ritirato, come abbiamo annunciato e come abbiamo fatto e
siamo pronti a fare ulteriormente, a ritirare tutti gli emendamenti
che andavano fuori da questo disegno di legge e, allora, è fin
troppo chiaro il perché noi continuiamo a dire che dobbiamo fare
una legge, sul piano casa, seria, limitata e nell'ambito di quello
che è la lettera e lo spirito della legge.
Se è così, non vedo perché, di fronte ad una Presidenza di questa
Assemblea che, con un lavoro molto faticoso, insieme agli Uffici, è
pronta a dar conto dei quattrocento e più emendamenti e quindi,
siamo pronti ad andare avanti. Perché non si va avanti? Ognuno,
difendendo le proprie ragioni e posizioni, attraverso la bocciatura
e l'accoglimento degli emendamenti o dei subemendamenti, ognuno di
noi potrà avere la possibilità di dire a quest'Aula cosa pensa su
questo disegno di legge.
Sono queste le motivazioni per cui, a nome del gruppo dell'UDC,
dichiaro di essere contrario alla richiesta di rinvio.
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, il Governo ha tenuto una posizione
lineare in questa vicenda del Piano casa.
E' stato esitato un disegno di legge dalla Commissione che è stato
votato da tutti i parlamentari; vorrei ricordare, infatti, che
l'articolato del disegno di legge è stato votato anche dal
presidente Mancuso.
CRACOLICI. C'era un altro assessore
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. C'era un
altro assessore lealista.
Ebbene, personalmente, non ho fatto altro che sposare quel disegno
di legge, ho fatto le mie dichiarazioni in Commissione ed ho detto
che avrei presentato soltanto degli emendamenti tecnici per
migliorare alcune situazioni presenti nel disegno di legge, come le
date e qualche altra cosa.
Ripeto, questo è un disegno di legge che deve trattare tutto ciò
che è inerente alla casa. Se poi ci sono emendamenti che vanno a
stravolgere il piano urbanistico, ritengo sia meglio presentare un
ordine del giorno ed impegnare il Governo a fare un altro disegno
di legge che parlerà solo di urbanistica, cosicché sarà l'assessore
all'urbanistica, competente per materia, l'onorevole Di Mauro, e
non l'assessore alle infrastrutture ad occuparsene.
Su questa posizione il Governo è stato lineare.
(Subbuglio in Aula)
Siamo favorevoli al rinvio a martedì se tale rinvio servirà ad un
approfondimento ed a mettere d'accordo i gruppi parlamentari
affinché vengano ritirati tutti gli emendamenti presentati.
SCILLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la discussione è chiusa. Non do
più la facoltà di intervenire ad alcun deputato.
Questa legislatura, fino a questo momento, si sta caratterizzando
per una buona capacità di produzione legislativa. Abbiamo approvato
tante leggi, abbiamo approvato tante buone leggi, alcune anche di
caratura epocale. La maggior parte di queste leggi è stata di
iniziativa parlamentare per cui, da questo punto di vista, il
giudizio che mi sento di dare sull'attività del Parlamento è un
giudizio assolutamente positivo.
Devo ricordare che, a volte, le accelerazioni prodotte dalle
Commissioni, purtroppo, hanno portato l'Aula a ritenere che il
rinvio in Commissione di alcune norme fosse il passaggio più utile
al buon esito di quella data legge.
Questa del Piano casa è una legge che ha avuto già questo esito.
Purtroppo, temo che anche la legge sulla riforma degli ATO avrà
questo tipo di percorso perché non credo, pur apprezzando la buona
volontà del presidente Mancuso, che approvare una legge di riforma
come quella, in dieci minuti, sia un fatto politicamente
sostenibile.
Il lavoro delle Commissioni non deve essere né troppo veloce, né
troppo lento. Su alcune leggi è giusto, e per questo mi sono sempre
battuto, che il lavoro delle Commissioni sia approfondito.
Ho sempre tentato di impostare questo Parlamento secondo il
modello catalano, cioè le Commissioni di merito lavorano
approfondendo le questioni, l'Aula sostanzialmente fa quasi una
mera ratifica.
E' ovvio che così, in maniera pedissequa, non può essere ma
certamente questa impostazione sarebbe auspicabile per questo
Parlamento.
Non vorrei enfatizzare alcuna posizione politica, né voglio
sposare una tesi, sento semplicemente l'esigenza, come Presidente
di questo Parlamento, di approvare una buona legge.
Questo disegno di legge se affrontato in maniera superficiale o
veloce rischia di fare dei danni al territorio che saranno eterni.
Personalmente, non credo che questa Terra si possa permettere di
subire altre ferite.
Credo, pertanto, che sia opportuno acquisire la disponibilità
anche da parte del Governo, di un rinvio del disegno di legge non
in Commissione ma un rinvio temporale a martedì prossimo, nella
speranza che questo periodo, da oggi a martedì, serva ad
approfondire, a smussare gli angoli, a fare ritirare molti
emendamenti per tornare in Aula con un testo il più possibile
condiviso. Non ci potrà essere l'unanimità, ma certamente ci potrà
essere un testo il più possibile condiviso.
Non porrò in votazione, quindi, alcuna proposta ed acquisirò la
decisione autonomamente anche perché il Regolamento me lo consente
e, quindi, rinvierò la seduta a martedì prossimo.
Invito, nel contempo, il Governo e la Commissione ad utilizzare
realmente questi giorni per approfondire il testo perché martedì
non vorrei trovarmi nelle stesse condizioni di oggi e, quindi, a
ricominciare un dibattito.
Martedì la seduta sarà preceduta dalla Conferenza di Presidenti
dei Gruppi parlamentari.
Nella stessa giornata si tornerà in Aula e i Gruppi parlamentari
si confronteranno sul disegno di legge che in questo momento è
all'esame dell'Aula, quindi, sul testo con i relativi emendamenti
che adesso è stato distribuito a tutti i deputati nella speranza
che gli emendamenti, che inizialmente erano seicento ed oggi sono
quattrocento, possano diventare trenta, possibilmente condivisi.
Detto questo, martedì procederò con i lavori.
Onorevoli colleghi, la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari è convocata martedì 23 febbraio 2010, alle ore16,00.
La seduta è rinviata a martedì, 23 febbraio 2010, alle ore 17.00,
con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
I -Comunicazioni.
II - Discussione del disegno di legge:
«Norme per il sostegno dell'attività edilizia e la
riqualificazione del patrimonio edilizio.» (numeri 459-386-209-
394-404/A) (Seguito)
Relatore: onorevole Caronia.
La seduta è tolta alle ore 18.07.
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
dott.ssa Iolanda Caroselli