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Resoconto d'Aula della Seduta n. 143 di giovedì 18 febbraio 2010
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   Presidenza del presidente Cascio


                   La seduta è aperta alle ore 16.27

   VITRANO, segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                          Congedi e missione

   PRESIDENTE.   Comunico  che  gli  onorevoli  Beninati,   Buzzanca,
  Campagna, Fagone, Arena, D'Agostino sono in congedo per oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico,  altresì,  che  l'onorevole Scoma  è  in  missione,  per
  ragioni del suo ufficio, dal 18 al 19 febbraio 2010.
   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   -  «Istituzione  dell'ufficio del garante della  persona  disabile
  nella Regione» (n. 526)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Caronia  in
  data 17 febbraio 2010.

   -  «Schema  di  progetto di legge da proporre al Parlamento  della
  Repubblica  ai  sensi dell'articolo 18 dello Statuto della  Regione
  recante   Modifiche  al decreto legge 16 settembre  2008,  n.  143,
  convertito con modificazioni dalla legge 13 novembre 2008, n. 181'»
  (n. 527)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Minardo  in
  data 17 febbraio 2010.

   -  «Riordino del sistema della gestione integrata dei  rifiuti  in
  Sicilia» (n. 528)
   di   iniziativa  parlamentare,  presentato  dagli   onorevoli   De
  Benedictis,  Cracolici,  Lupo, Ammatuna, Apprendi,  Barbagallo,  Di
  Benedetto,  Digiacomo,  Di  Guardo,  Donegani,  Faraone,   Ferrara,
  Galvagno,  Gucciardi,  Laccoto,  Marinello,  Marziano,  Mattarella,
  Oddo,  Panarello,  Panepinto, Picciolo,  Raia,  Rinaldi,  Speziale,
  Termine, Vitrano in data 17 febbraio 2010.

   -  «Norme in materia di divieto di detenzione ed utilizzazione  di
  esche avvelenate» (n. 529)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Marziano in
  data 17 febbraio 2010.

   - «Disposizioni in materia di politiche per la sicurezza locale ed
  ordinamento della polizia amministrativa locale» (n. 530)
   di iniziativa governativa, presentato dal Presidente della Regione
  (Lombardo),  su proposta dell'Assessore regionale per le  autonomie
  locali e la funzione pubblica (Chinnici),

   in data 18 febbraio 2010.

   -  «Disposizioni  in  materia di veicoli d'epoca  e  di  interesse
  storico e collezionistico» (n. 531)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Rinaldi  in
  data 18 febbraio 2010.

      Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
                        Commissione legislativa

   PRESIDENTE.  Comunico che il seguente disegno  di  legge  è  stato
  inviato alla competente Commissione:

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   -  Gestione  integrata dei rifiuti e bonifica dei siti  inquinati
  (n. 525)
   di iniziativa governativa
   inviato in data 17 febbraio 2010.

      Comunicazione di risoluzione da parte della III Commissione
                              legislativa

   PRESIDENTE.  Comunico  che  la Commissione  legislativa   Attività
  produttive'  (III), nella seduta numero 122 dell'11 febbraio  2010,
  ha   approvato  la  risoluzione   Azioni  da  adottare   a   favore
  dell'insediamento  e  lo  sviluppo di  iniziative  industriali  nel
  territorio di Termini Imerese'.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  della
  interrogazione con richiesta di risposta orale presentata.

   VITRANO, segretario,

   «All'Assessore  per  le risorse agricole e  alimentari,  premesso
  che:

   il  Dipartimento pesca(oggi Dipartimento per gli interventi per la
  Pesca)  ha pubblicato nella GURS n. 25 del 29 maggio 2009 il  primo
  bando  relativo all'attuazione della misura 3.3 'Porti,  luoghi  di
  sbarco e ripari di pesca';

   detto bando è scaduto il 26 agosto 2009;

   l'apposita   commissione   di   valutazione   per   esaminare   le
  progettualità  presentate  è  stata istituita  soltanto  la  scorsa
  settimana, a distanza di quasi 6 mesi dalla chiusura del bando;

   nonostante  quanto sopra rappresentato, il Dipartimento  pesca  ha
  riaperto i termini per la presentazione di altre progettualità  l'1
  gennaio 2010 con scadenza il prossimo 28 febbraio;

   il  bando,  fra l'altro, prevede che '(...) i soggetti beneficiari
  possono richiedere il finanziamento di più progetti d'investimento,
  tuttavia le istanze che seguono la prima dovranno essere presentate
  solo  a  seguito  dell'avvenuto accertamento tecnico-amministrativo
  finale  e  formale richiesta di liquidazione a saldo, del  progetto
  d'investimento precedente, già ammesso ai benefici';

   le  amministrazioni maggiormente dinamiche ad oggi si  trovano  in
  una  situazione potenzialmente discriminatoria a causa dei  ritardi
  nella  valutazione  dei  progetti,  non  potendo  presentare  altri
  progetti ai sensi del nuovo bando;

   per sapere:

   se non ritenga opportuno attivarsi immediatamente per prorogare  i
  termini del bando in corso almeno di altri 4 mesi;

   se  non ritenga doveroso modificare il predetto bando, almeno  per
  questa  annualità,  nella parte in cui esclude  la  possibilità  di
  presentare  altri progetti al fine di offrire parità di trattamento
  per le annualità successive ai soggetti beneficiari.» (1033)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                                ODDO

   PRESIDENTE.  Avverto  che l'interrogazione testé  annunziata  sarà
  posta all'ordine del giorno per essere svolta al proprio turno.

   Invito  il deputato segretario a dare lettura della interrogazione
  con richiesta di risposta scritta presentata.

   VITRANO, segretario

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   in  data 18 novembre 2002 veniva pubblicato un bando per la scelta
  di  un  socio per la costituzione di una società denominata Società
  euromediterranea  per  lo  sviluppo  dell'informazione  avente   ad
  oggetto  lo  svolgimento delle attività informatiche di  competenza
  delle   amministrazioni  regionali  ed   al   quale   affidare   la
  realizzazione della piattaforma telematica integrata della  Regione
  siciliana ai sensi dell'articolo 78 della legge regionale n. 6  del
  3 maggio 2001;

   ai  sensi  della  succitata disciplina, con  bando  approvato  con
  d.d.g.   n.  206  dell'11  marzo  2005,  si  avviava  la  procedura
  selettiva,  in  forme assimilabili a quelle dell'appalto  concorso,
  per l'individuazione del socio di minoranza della società;

   aggiudicatario   della   gara  per  l'individuazione   del   socio
  minoritario  risultava l'RTI, costituito tra le imprese  AtosOrigin
  s.p.a. (oggi Engineering.lt s.p.a.) e Accenture s.p.a.;

   successivamente,  in  data  20  dicembre  2005,  tra  la   Regione
  siciliana  (all'epoca  con  Sicilia  e-Innovazione)  e  la  società
  privata   'Sicilia   e-Servizi  Venture  s.c.r.l.',   appositamente
  costituita   dall'RTI   di   imprese   AtosOrigin   s.p.a.    (oggi
  Engineering.lt s.p.a.) e Accenture s.p.a., si costituiva la società
  mista  a prevalente partecipazione pubblica denominata 'Sicilia  e-
  Servizi  s.p.a', con capitale intestato per il 51  per  cento  alla
  'Sicilia  e-Innovazione s.p.a.' (oggi Regione siciliana) e  per  il
  restante 49 per cento al socio privato di minoranza;

   in  attuazione del predetto art. 78 della l.r. n. 6/2001 e  s.m.i.
  ed  in conformità a quanto prestabilito nel suddetto bando pubblico
  di  selezione  del socio di minoranza, la Regione  è  venuta  nella
  determinazione  di stipulare con la società una convenzione  quadro
  per  la  gestione  delle attività informatiche di competenza  delle
  amministrazioni regionali;

   l'aggiudicatario RTI della suddetta procedura ristretta di gara si
  obbligava,  in conformità a quanto prestabilito nel suddetto  bando
  pubblico  di  selezione  del  socio di minoranza,  oltre  che  alla
  costituzione della predetta società mista a cui affidare forniture,
  servizi  e  lavori  per la realizzazione della cosiddetta  'Società
  dell'Informazione' della Regione siciliana, al necessario  graduale
  trasferimento  di conoscenze e personale appositamente  formato  ed
  addestrato,  al fine di strutturare e rendere efficace ed  autonoma
  la società Sicilia e-Servizi s.p.a.;

   per sapere se risponda al vero:

   se  la  società  Sicilia  e-Servizi s.p.a., nonostante  l'avanzato
  stato  di  consolidamento delle proprie attività (ed in particolare
  fatturato  ultimo  consolidato 2008 di oltre 40  milioni  di  euro,
  contratti acquisiti, da parte dei Dipartimenti regionali nel  2009,
  per  oltre  150  milioni  di euro, di cui oltre  78  relativi  alla
  programmazione  comunitaria 2007-2013 contrattualizzati  tutti  nel
  mese  di dicembre 2009), continui ad operare, in dispregio a quanto
  previsto  dal  bando di gara, con assoluta prevalenza di  personale
  'affittato' dai soci privati a tariffe che vanno da 470 a 1030 euro
  giornalieri, con conseguente e spropositato aggravio dei  costi  di
  gestione a carico dell'Amministrazione regionale;

   se il processo di ristrutturazione della società Sicilia e-Servizi
  s.p.a.    sia   stato   bruscamente   interrotto   dagli    attuali
  amministratori   della  società,  generando   una   condizione   di
  illegittimo e spropositato vantaggio economico per il socio privato
  e  determinando di fatto il protrarsi indefinito di tale condizione
  di  superguadagno  e  notevolissimo  spreco  di  risorse  pubbliche
  rispetto  ai  costi che verrebbero sostenuti con personale  interno
  adeguatamente  formato  dallo stesso socio privato,  così  come  da
  bando di gara;

   se  in  ragione  di  tale  scenario  l'Amministrazione  regionale,
  mantenendo  tale  stato di cose, abbia determinato una  sostanziale
  quanto   inaccettabile  lievitazione  di  costi  che  non  appaiono
  assolutamente in linea con il mercato attuale;

   se il socio privato (Engineering s.p.a. ed Accenture s.p.a. per il
  tramite  di Sicilia e-Servizi Venture srl) operi il trattamento  di
  dati  sensibili,  personali e riservati sia di tutto  il  personale
  dell'Amministrazione regionale (inclusi Assessori e Presidente) sia
  della  cittadinanza siciliana tutta, con personale  non  legato  da
  alcun  patto  di  riservatezza verso l'Amministrazione,  e  che  lo
  stesso personale, legato in modo subordinato e gerarchico al  socio
  privato,  venga  'rivenduto'  ed  addebitato  a  Sicilia  e-Servizi
  s.p.a., e quindi all'Amministrazione regionale, a tariffe molto  al
  di  sopra  delle  conosciute  e paragonabili  evidenze  attuali  di
  mercato;

   se  l'attuale amministratore delegato di Sicilia e-Servizi s.p.a.,
  in  qualità  di  dipendente subordinato della  società  Engineering
  s.p.a.,  operi  (con  ampi  e assoluti  poteri)  in  permanente  ed
  inammissibile conflitto di interesse (gestendo entrambi i ruoli  di
  fornitore e cliente) con le finalità aziendali di Sicilia e-Servizi
  s.p.a.,  essendo  quest'ultima una società regionale  a  prevalente
  capitale regionale;

   per sapere altresì quali siano:

   i  motivi del mantenimento in essere di tale condizione di maggior
  favore ed illegittimo guadagno da parte del socio privato a cui  si
  permette  di  operare,  in pieno conflitto  di  interessi,  per  il
  tramite  dell'amministratore delegato ad esso subordinato, che  sta
  gestendo nel suo privato interesse la società a prevalente capitale
  pubblico Sicilia e-Servizi s.p.a., ritardando artatamente il dovuto
  processo   di  ristrutturazione  della  società,  come  da   chiara
  obbligazione contrattuale derivante dalla documentazione di gara  e
  dai documenti contrattuali vigenti con l'Amministrazione regionale;

   lo  stato  di  avanzamento del processo di ristrutturazione  della
  società  Sicilia e-Servizi s.p.a., con particolare  riferimento  al
  fatturato pro capite per dipendente, ove per dipendente si  intende
  solo  ed esclusivamente personale iscritto a libro matricola  della
  società Sicilia e-Servizi s.p.a.;

   le   tutele  messe  in  atto  dall'Amministrazione  regionale,   a
  protezione  della  privacy  dei  cittadini  siciliani  nonché   del
  personale  dell'Amministrazione regionale nella  gestione  di  dati
  sensibili  -  affidati a Sicilia e-Servizi -, avendo riguardo  alla
  verifica  di tutta la filiera di operatori che trattano tali  dati,
  con  particolare riferimento agli operatori del socio  privato  che
  non  hanno  alcun  vincolo di riservatezza  nei  confronti  sia  di
  Sicilia e-Servizi s.p.a. che dell'Amministrazione regionale;

   come  l'Amministrazione  regionale, stante  la  complessità  della
  filiera  degli  affidamenti diretti operati  da  Sicilia  e-Servizi
  s.p.a.,   stia  provvedendo  al  dovuto  controllo  della  corretta
  provenienza  aziendale  di  tutto  il  personale  coinvolto   nelle
  suddette   attività  nonché  dei  rispettivi  sottostanti  rapporti
  contrattuali di lavoro (anche ai fini di una verifica del  rispetto
  delle  leggi  inerenti all'interposizione di  mano  d'opera  ed  il
  divieto di subappalti non autorizzato);

   un  necessario piano di ottimizzazione delle spese inerenti a tale
  comparto,  anche  a mezzo del riacquisto (previsto  dall'originario
  bando  di  gara) a valore nominale delle quote societarie  detenute
  dal socio di minoranza;

   un  chiaro  prospetto riassuntivo circa lo stato delle  forniture,
  fino ad oggi consegnate all'Amministrazione regionale da Sicilia e-
  Servizi  s.p.a.,  e  della loro accettazione, collaudo  e  corretta
  funzionalità,  completo  del valore economico  di  acquisto  e  dei
  pareri di congruità tecnico/economica rilasciati dall'organismo  di
  vigilanza CCSIR;

   le evidenze documentali che attestino, come richiesto dal bando di
  gara,  che i sistemi informativi sviluppati dal socio privato siano
  di   esclusiva   proprietà  dell'Amministrazione  regionale.   Tali
  documenti   devono   essere  finalizzati  a   tutelare   pienamente
  l'Amministrazione  dalla  rivendita  fraudolenta   della   suddetta
  proprietà regionale, da parte del socio privato, in altri  contesti
  nazionali o internazionali;

   i  motivi per cui, stante la palese inadempienza del socio privato
  in   merito  alla  strutturazione  di  Sicilia  e-Servizi   s.p.a.,
  l'Amministrazione  regionale  non  si  sia  ancora  determinata  ad
  escutere  la fideiussione di 20 milioni di euro posta a tutela  del
  rispetto delle obbligazioni poste in capo al socio privato;

   come   l'Amministrazione  regionale  possa  consentire  che,   nel
  delicato  periodo precedente il prossimo bando di  gara  necessario
  per  la scelta del nuovo socio privato, sia l'attuale socio privato
  a  gestire  la  sua  stessa fuoriuscita, avendo quest'ultimo  pieni
  poteri nella gestione dell'azienda Sicilia e-Servizi s.p.a.» (1032)

           (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

   LEONTINI-POGLIESE-LIMOLI-MANCUSO-D'ASERO-CORONA-BOSCO-TORREGROSSA-
      BENINATI-CAMPAGNA-LEANZA EDOARDO-BUZZANCA-FALCONE-CAPUTO-SCOMA-
                                                            VINCIULLO
   PRESIDENTE.  Avverto che l'interrogazione testé  annunziata  sarà
  inviata al Governo.

                          Congedo e missione

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Gianni è in  missione  oggi,
  per ragioni del suo ufficio.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico, altresì, che l'onorevole Bonomo è in congedo per oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Seguito della discussione del disegno di legge «Nuovo ordinamento
   delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura»
                              (n. 270/A)


   Presidenza del presidente Cascio


   PRESIDENTE.  Si  passa  al secondo punto dell'ordine  del  giorno:
  Discussione  dei disegni di legge. Si procede con il seguito  della
  discussione del disegno di legge n. 270/A «Nuovo ordinamento  delle
  Camere  di commercio, industria, artigianato e agricoltura»,  posto
  al numero 1).
   Onorevoli  colleghi, poiché la norma relativa alla incompatibilità
  fra componenti del consiglio delle Camere di commercio e deputato o
  assessore  regionale  è  sottoposta ai  vincoli  e  alle  procedure
  previste dall'articolo 9, comma 3, e 17 bis, comma 1, dello Statuto
  regionale  e non quindi l'intero testo di riforma delle  Camere  di
  Commercio, sentiti i Vicepresidenti, ne dispongo lo stralcio.
   Si procederà, quindi, a votazioni separate dei due testi.

   Comunico  che sono stati presentati dalla Commissione  i  seguenti
  emendamenti:

   - emendamento A5:
  «Al comma 1 dell'articolo 1, dopo le parole  come modificati dalla
  presente legge', aggiungere le parole  all'articolo 13,'».

   - emendamento A6:
  «Al   comma  1  dell'art.  1,  al  quarto  rigo  dopo  la   parola
   integrazioni'   sono  aggiunte  le  parole   con   le   modifiche
  introdotte dai commi 1 bis e 1 ter'».

  Dopo il comma 1 aggiungere i seguenti:

  «1  bis. Al comma 2 dell'art. 10 della legge 29 dicembre 1993,  n.
  580  e  successive  modifiche  ed  integrazioni,  dopo  la  parola
   turismo' sono aggiunte le parole  della pesca';

   1  ter.  All'art.  14  della legge 29 dicembre  1993,  n,  580  e
  successive modifiche ed integrazioni, dopo il comma 1, è  aggiunto
  il seguente:

  1  bis.  Nel caso in cui nessun membro della Giunta sia eletto  in
  rappresentanza del settore della pesca, la Giunta è  integrata  da
  un  rappresentante di quest'ultimo settore purché sia presente nel
  consiglio,  con  le  funzioni consultive sulle proprie  materie  e
  senza oneri di alcun tipo per la camera di commercio .»

   Si passa all'emendamento A5.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente,  dichiaro  di  apporre  la   firma
  all'emendamento A5.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore  per le attività produttive. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A6.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente,  dichiaro  di  apporre  la   firma
  all'emendamento A6.

   MARROCCO.  Signor  Presidente,  dichiaro  di  apporre   la   firma
  all'emendamento A6.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico  che  è  stato  presentato dalla  Commissione,  ai  sensi
  dell'articolo 117 del Regolamento interno, l'emendamento 117.1:

   «All'emendamento   A   1,  al  comma  2,  sostituire   le   parole
   L'Assessore regionale per le attività produttive, di concerto  con
  l'Assessore  per  l'economia' con le parole   Il  Presidente  della
  Regione,  su  proposta  dell'Assessore regionale  per  le  attività
  produttive, di concerto con l'Assessore regionale per l'economia'».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico  che  è stato presentato dalla Commissione  l'emendamento
  A7, che costituisce stralcio del disegno di legge n. 270/A, qui  di
  seguito inteso come disegno di legge n. 270/A bis:

                              «Articolo 1

   Incompatibilità tra la carica di assessore regionale e quella di
                            componente del
     consiglio delle Camere di commercio, industria, artigianato e
                              agricoltura

   1.  Alla  lettera  a)  del comma 2 dell'articolo  13  della  legge
  regionale   4  aprile  1995,  n.  29  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni,  dopo le parole  i parlamentari nazionali,  regionali
  ed europei' sono aggiunte le parole  gli assessori regionali'.»

                              «Articolo 2

    Pubblicazione ai sensi della legge regionale 23 ottobre 2001, n.
                                  14.

   1.  La  presente  legge è inserita nella Gazzetta ufficiale  della
  Regione  siciliana, distintamente dalle altre leggi,  senza  numero
  d'ordine  e  senza formula di pubblicazione, ai  sensi  e  per  gli
  effetti  dell'articolo 1 della legge regionale 23 ottobre 2001,  n.
  14.»

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cascio


   Si  passa, quindi, alla votazione finale del disegno di  legge  n.
  270/A.


   Presidenza del presidente Cascio


   CORONA, relatore. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORONA,  relatore.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  con
  l'approvazione  del  disegno di legge n. 270/A  si  valorizzano  le
  Camere   di   commercio  siciliane  che  potranno   tempestivamente
  utilizzare  un  complesso  normativo  organico  all'intero  sistema
  camerale, che consentirà di rafforzare il rapporto con la  Regione,
  in  armonia  con le norme di attuazione dello Statuto e le  proprie
  competenze  e prerogative, ferme restando quelle con lo Stato,  per
  le materie costituzionalmente riservate.
   Nel  riparto  delle competenze, delle funzioni e  dei  compiti  da
  esercitare,  la  legge prevede di adottare, entro  120  giorni,  un
  regolamento  per  determinare  le disposizioni  applicative  e  gli
  organi  regionali  competenti, mentre  sono  stati  modificati  gli
  articoli 5, 6 e 17 della legge 29/1995 che disciplinano la  materia
  della  vigilanza,  dei controlli e del collegio  dei  revisori  dei
  conti assegnando alla Regione la competenza esclusiva e si è voluto
  anche confermare l'articolo 19 del Titolo IV, che regola la materia
  del personale delle Camere di commercio.
   Con   l'approvazione  di  questo  disegno  di  legge   il   nostro
  Parlamento,  onorevoli  colleghi, ha inteso  valorizzare  il  ruolo
  delle   Camere  di  commercio  quali  autonomie  funzionali   nello
  svolgimento dei propri compiti di interesse generale per il settore
  delle  cinquecentomila imprese siciliane. In particolare,  si  sono
  migliorati  gli assetti organizzativi di un sistema a  rete  per  i
  servizi  e  le  finalità  istituzionali a sostegno  delle  attività
  economiche.
   Si   guarda   con  particolare  attenzione  alla  promozione   del
  territorio  e delle economie locali attraverso la realizzazione  di
  osservatori;   si  dà  supporto  all'internazionalizzazione   delle
  imprese e al trasferimento tecnico-logico per le aziende.
   Si prevedono commissioni arbitrali e conciliative per la soluzione
  delle  controversie tra imprese, consumatori ed utenti, si sviluppa
  la metodologia legale e la certificazione di origine delle merci  e
  anche la raccolta di usi e consuetudini.
   Di  particolare  rilievo,  inoltre, il  ruolo  che  le  Camere  di
  commercio  potranno  svolgere  in sintonia  con  le  organizzazioni
  scolastiche,  con  l'obiettivo di sviluppare  l'alternanza  scuola-
  lavoro e l'orientamento per le professioni.
   Il  mio  auspicio  è  che con questa nuova legge  di  riordino  la
  Regione  potrà e dovrà utilizzare questo sistema camerale siciliano
  sviluppando  tantissime sinergie e giocando  un  ruolo  sempre  più
  importante  a  servizio  del territorio e  per  lo  sviluppo  delle
  imprese.
   Per  quanto premesso, signor Presidente, come relatore  di  questa
  legge sento il dovere di ringraziare l'intero Parlamento siciliano,
  il  presidente e la Commissione Attività produttive, il dottore  Di
  Bella   e   tutto   lo   staff  del  Servizio   delle   Commissioni
  dell'Assemblea regionale siciliana, il dottor Anselmo in qualità di
  segretario  della  terza  Commissione e  infine  l'assessore  Marco
  Venturi per il notevole contributo dato a nome del Governo.  Grazie
  a tutti.

   ODDO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor Presidente, le parole dell'onorevole Corona, che  ho
  appena ascoltato, sono in larga parte condivisibili. Vorrei,  però,
  aggiungere solo una brevissima considerazione per quanto  concerne,
  invece,  il  modo in cui questo Governo e l'assessore  Venturi,  in
  particolar  modo, dovranno attrezzare in tempi brevi il regolamento
  attuativo.
   Credo,  infatti,  che  non  sia sfuggito  a  nessuno  che  abbiamo
  approvato un emendamento che propone che il disegno di legge  entri
  in vigore quando verrà definito il regolamento attuativo.
   E'  stata  egregia la valutazione per quanto concerne la questione
  dell'articolo 13, lettera a), del decreto legislativo, egregia  dal
  punto di vista anche della tecnica parlamentare e dello studio  dei
  nostri  Uffici - e ciò va riconosciuto -. Non dobbiamo dimenticare,
  però,  che  predisporre  il regolamento attuativo  è  assolutamente
  fondamentale perché vuol dire onorare quanto previsto nel  comma  2
  dell'articolo  1  -  emendamento 1.17 a  parte  -,  come  l'abbiamo
  definito  per questioni di lavoro parlamentare. Abbiamo risolto  il
  problema dell'entrata in vigore, siamo tutti contenti che le Camere
  si  organizzeranno per funzionare meglio e per dare  risposte  agli
  agricoltori,  agli industriali, agli artigiani;  però  -  ripeto  -
  dobbiamo essere molto schietti fra di noi e dobbiamo capire in  che
  modo  monitoreremo seriamente quello che é, in questo  momento,  il
  sistema Camere di commercio, quale è stata la loro funzione e quale
  potrà essere in futuro. Altrimenti avremo fatto un buon  lavoro dal
  punto  di  vista  della tecnica normativa, utile  e  complesso,  ma
  l'obiettivo politico e il riscontro effettivo che le Camere  devono
  dare per quanto concerne il contributo e lo sviluppo complessivo  a
  settori  strategici  rimarrà  una  pia  illusione,  o  meglio   una
  speranza.
   E già, tutto sommato, possiamo essere contenti.
   Però,  signor  Presidente - confermando il mio voto favorevole  al
  testo,  frutto  di un lavoro serio ed attento -, e per  questo  non
  vorrei  apparire  antipatico, tuttavia penso che dobbiamo  fare  il
  punto,  e lo dico qui in Aula, su come migliorare ancora di più  il
  lavoro  nelle  Commissioni, e mi riferisco a ciò che  attiene  alla
  parte politica, non certo a quel che riguarda il lavoro svolto  dai
  nostri  funzionari - questo per essere chiari -,  ma  a  come  fare
  funzionare  meglio le Commissioni parlamentari e a  come  realmente
  approfondire, più che trattare, i testi legislativi presentati  che
  vengono assegnati alle Commissioni.
   Se  non  precisiamo  questo aspetto, i rinvii  in  Commissione  o,
  comunque,  l'invio  alle  Commissioni  per  la  valutazione   degli
  emendamenti  -  cosa  giustissima, in quanto un  testo  può  essere
  rimandato  in  Commissione per un approfondimento, è  previsto  dal
  Regolamento  -,  ma  se liquidiamo la partita politica  ogni  volta
  rimandando il testo in Commissione, non abbiamo capito realmente la
  portata  del serio lavoro, efficace e produttivo, che si deve  fare
  per superare i nodi politici.
   Una  cosa, infatti, è dire che sugli emendamenti presentati ad  un
  testo se ne sospende la trattazione e si affida la valutazione alla
  competente  Commissione, allora si può fare  un  approfondimento  e
  capire  che  cosa  realmente  quest'Aula  approva,  altra  cosa   è
  cominciare  a pensare a come fare funzionare meglio le  Commissioni
  parlamentari.
   Signor Presidente, ho voluto porre la questione perché so che  lei
  è impegnato in questa direzione, come lo sono tanti di noi.

   PRESIDENTE.  Onorevole Oddo, ero impegnato in un'altra  questione.
  Può ripetere cortesemente il suo concetto?

   ODDO.  Signor  Presidente, se lei mi ascoltasse e  i  colleghi  mi
  ascoltassero, mi basterebbe che fosse soltanto il 5 per  cento  dei
  colleghi ad ascoltarmi, a me andrebbe bene lo stesso.
   Ad  ogni modo, spero che il nostro voto favorevole e che il lavoro
  svolto  in Commissione e in Aula porti subito all'approvazione  del
  regolamento attuativo e serva a rilanciare l'azione delle Camere di
  commercio tenendo conto - sia il Governo che noi tutti - dei limiti
  intrinseci di questa nuova norma nel momento in cui sarà  applicata
  alle  Camere  di commercio e alla loro attività. Ciò  in  relazione
  soprattutto  alla fondamentale attività che svolgono le  Camere  di
  commercio per quanto concerne anche i rapporti con gli altri  Paesi
  e,  soprattutto, gli scambi commerciali con altri Paesi.  E  potrei
  continuare, assessore Venturi.
   Mi  permetto, dunque, di sollecitare ora, in sede di dichiarazione
  di  voto, questo lavoro di monitoraggio, se il Governo non ha nulla
  in contrario, al fine di impegnarci tutti quanti nel momento stesso
  in  cui  voteremo questa legge, perché in Commissione di merito  si
  faccia  chiarezza,  non  dico  in pochi  giorni,  ma  in  un  tempo
  ragionevole,  entrando nel merito delle norme per comprendere  come
  andranno in attuazione con riscontri certi e di carattere generale.
   Questo è lo spirito con cui noi esprimiamo il parere favorevole al
  testo in discussione.

   COLIANNI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COLIANNI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Assessore,
  intervengo  per esprimere il compiacimento del Gruppo  parlamentare
  MPA  per  questo disegno di legge che riteniamo positivo,  non  già
  perché  rivoluziona grandemente il ruolo delle Camere di  commercio
  che  saranno  rivoluzionate  soltanto  se  lei,  signor  assessore,
  attiverà percorsi virtuosi,  a partire da questa norma.
   In   effetti,  non  cambia  gran  parte  di  quello   che   fanno,
  sostanzialmente, ad oggi le Camere di commercio, ma  è  un  segnale
  per gli attori che compongono le Camere di commercio.
   Vorrei  pure  sottolineare una specificità di cui abbiamo  parlato
  tanto  e  che  ritengo assolutamente importante: avere  trovato  un
  accordo  anche per il settore della pesca in un territorio  con  la
  flotta  di pescherecci più importante d'Italia, con tremila  uomini
  costantemente  in mare, e che oggi viene condivisa all'interno  del
  Consiglio di amministrazione di Giunta camerale.
   A me sembra un risultato assolutamente positivo.
   Signor  Assessore,  io  spero che da  questa  norma  -  che  dovrà
  comunque confrontarsi con il decreto legislativo che è ormai in via
  di  approvazione e che sarà dunque realtà del Paese -  partirà  una
  sua  azione  forte  e  tempestiva nei  confronti  delle  Camere  di
  commercio.
   Comincia  ora  la  partita perché le Camere di  commercio  possano
  diventare  elemento fibrillante per l'economia,  possano  diventare
  elemento  di  perturbazione  e  di sollecitazione  dei  momenti  di
  sviluppo del nostro territorio e non diventare una sorta di  notaio
  di ciò che avviene nel territorio.
   Ecco,  quindi, le Camere di commercio come momento perturbativo  e
  di  sollecitazione verso le categorie e non solo  come  momento  di
  aggregazione e, talora, addirittura di attività sindacale.
   Pertanto,  come  MPA,  salutiamo  positivamente  questa  legge   e
  invitiamo   l'assessore   ad   andare   avanti   affinché    questo
  provvedimento diventi un momento importante per la nostra regione.

   DI BENEDETTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quest'Aula ha
  fatto  bene  a decidere di approfondire il disegno di  legge  sulle
  Camere  di commercio. Io ricordo che stavamo approvando il  disegno
  di legge nel testo originario recependo sostanzialmente per intero,
  ad eccezione dell'articolo 19 del Titolo IV, la normativa nazionale
  con la sua evoluzione legislativa.
   Io credo che esserci fermati e avere consentito di approfondire il
  testo  sia stato un elemento necessario e utile per non fare  venir
  meno le prerogative statutarie di cui all'articolo 14 dello Statuto
  della Regione, che dà competenza esclusiva in materia di commercio,
  così come di industria.
   Signor  Presidente,  molto spesso la fretta  induce  ad  approvare
  cattive  norme  che  danno  adito  a  conflitti  interpretativi,  a
  contenziosi,   ma  che  soprattutto  espropriano  la   Regione   di
  competenze.
   A  volte  ciò succedeva, con propria volontà, poiché il Parlamento
  approvava con tanto di norma.
   Oggi,  credo che nessuno dei parlamentari possa ritenere  corretto
  abdicare  a  ruoli  e  compiti che la  Regione  ha  per  Statuto  e
  trasferirli invece in capo allo Stato.
   L'approfondimento  che  abbiamo  fatto  è  stato  utile;   abbiamo
  mantenuto,  nella sostanza, alcune competenze della Regione,  anche
  se  abbiamo  alleggerito,  non certo  in  maniera  irrilevante,  la
  pesantezza dei controlli in capo alle Camere di commercio.
   Nel  predisporre il testo legislativo abbiamo fatto anche una cosa
  importante: dare maggiore ruolo, maggiori competenze, soprattutto a
  livello  internazionale, alle Camere di commercio. Abbiamo adeguato
  le  funzioni e i ruoli delle Camere di commercio siciliane a quelle
  del resto d'Italia.
   Questo è senz'altro positivo.
   Forse,  abbiamo  anche in questo caso, se pur con  la  riflessione
  successiva, corso un po' troppo.
   Sarebbe stata preferibile una norma che, partendo dalla legge 580,
  che  era  stata già recepita con la legge regionale 29 del 1995,  e
  prendendo  come  parametro  il  decreto  legislativo  di   prossima
  emanazione, trasferisse il tutto per intero in una norma regionale.
  In  questo  modo avremmo avuto una norma regionale sulle Camere  di
  commercio  che  non rinviasse alla legislazione nazionale,  ma  che
  riprendesse gli elementi innovativi, gli elementi legati  al  ruolo
  di  promozione  delle imprese, gli elementi legati ai  ruoli  e  ai
  compiti positivi che vengono dati alle Camere di commercio.
   Questo  sarebbe  stato  un  percorso sicuramente  più  certo,  che
  avrebbe  evitato sicuramente possibili contenziosi  che,  anche  in
  questo caso, potremmo avere.
   Ciò  nondimeno,  penso  che l'azione che abbiamo  svolto  è  stata
  quella,  pur  avendo  operato un recepimento dinamico  della  norma
  nazionale, di avere conservato le prerogative in capo alla Regione.
  E'  una soluzione di mediazione a fronte della urgenza che c'era di
  approvare questa norma.
   Nel  complesso, al netto di queste mie osservazioni,  ritengo  che
  abbiamo  svolto un discreto lavoro; non il migliore  possibile,  ma
  certamente  un discreto lavoro, uscendo dalle piccole  miserie  che
  potevano   esserci  e  disegnando  una  norma  che  può   realmente
  rilanciare il ruolo delle Camere di commercio.
   Credo  che  debba essere adesso compito e funzione del  Governo  -
  come  diceva  l'onorevole Oddo - predisporre  in  tempi  rapidi  il
  regolamento  di  attuazione, nello spirito della  conservazione  di
  potestà  di controllo, di vigilanza, di input, di stimolo  in  capo
  alla nostra Regione.
   Ma dico anche di più all'assessore presente: dovremmo vedere come,
  con  la  dovuta tranquillità, riuscire ad affrontare  il  tema  del
  personale  delle  Camere  di commercio ed il  suo  collocamento  in
  quiescenza,  che è la cosa che realmente grava sui bilanci  creando
  enormi costi alle Camere di commercio. E' un tema che va affrontato
  scorporandolo  da  questo  momento. Io ritengo  che  sarebbe  stato
  preferibile un disegno di legge che affrontasse in modo complessivo
  la  materia, ma questa lacuna va colmata in tempi celeri e  con  la
  sufficiente riflessione.
   Pur   nelle  perplessità  che  manifesto,  preannuncio   il   voto
  favorevole al disegno di legge.

   MAIRA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, preannunzio il  voto
  favorevole  del  Gruppo parlamentare dell'UDC a questo  disegno  di
  legge.
   Devo,  però,  arricchire il mio voto favorevole con qualche  breve
  considerazione.
   Questo  disegno di legge, certamente, attua una riforma importante
  delle  Camere di commercio in Sicilia ed è una riforma  -  tengo  a
  sottolinearlo  -  che,  ancora una volta, nasce  dall'attività  del
  Parlamento e, in particolare, dall'attività della terza Commissione
  e del relatore, onorevole Corona.
   Mi  sento di sottolineare questo aspetto e di ringraziare, a  nome
  del  Gruppo  UDC, la Commissione, l'onorevole Corona ed i  deputati
  dell'UDC componenti della Commissione.
   Mi  auguro - e se lo augura tutto il Gruppo dell'UDC - che  questa
  riforma  porti ad una vera trasformazione delle Camere di commercio
  che,  sinora,  sono state in Sicilia organi che  si  sono  limitati
  quasi  sempre, tranne in poche occasionali eccezioni,  alla  tenuta
  degli  albi dei commercianti, degli imprenditori e degli artigiani.
  Mi  auguro che questa riforma consenta alle Camere di commercio  di
  essere organismi ed enti di propulsione dell'economia siciliana  e,
  con  questo  auspicio  e  con questa speranza,  ribadisco  il  voto
  favorevole del Gruppo parlamentare UDC.

   MARINELLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARINELLO.  Signor  Presidente,  Assessore,  onorevoli   colleghi,
  innanzitutto   prendo  atto  della  sensibilità  dimostrata   dalla
  Presidenza,  dalla  Commissione e dall'intero  Parlamento,  che  ha
  accolto  l'emendamento  recuperato  in  extremis  da  parte   della
  Commissione,  perché si è reso conto di ciò che rappresenta  questo
  settore,  strategicamente, per la nostra Isola. Questo è  un  fatto
  importante.
   Noi  rappresentiamo  oltre il 35 per cento  del  prodotto  interno
  lordo del settore in Italia e, come Regione siciliana, recependo di
  fatto  una normativa nazionale e il decreto legislativo  che  va  a
  modificare  la  legge nazionale 580 del 29 dicembre  1993,  per  la
  prima volta si è scritta una pagina nuova nella storia siciliana  e
  in  particolare la presenza di un settore, qual è il settore  della
  pesca,  all'interno degli organismi della Camera di commercio,  non
  solo   al  Consiglio  della  Camera  di  commercio,  ma  all'organo
  esecutivo e cioè alla Giunta.
   La   Sicilia  è  stata  innovatrice  rispetto  anche  allo  stesso
  legislatore  nazionale,  e  di questo  va  dato  merito  all'intero
  Parlamento, al Governo, alla Presidenza e alla Commissione.
   Si  tratta  di un fatto estremamente importante, ma  anche  di  un
  elemento  di novità rispetto a quello che il legislatore  nazionale
  aveva previsto.
   Quattromilacinquecento  imprese  e  oltre   quindicimila   addetti
  saranno  rappresentati  negli organismi, su  base  provinciale,  di
  tutte  le realtà cosiddette rivierasche, dove è presente il settore
  della pesca.
   Un riconoscimento importante, di cui va dato atto alla sensibilità
  della  Presidenza  della Commissione, del Governo  e  di  tutto  il
  Parlamento.  Ed  è  per questa ragione che voteremo  favorevolmente
  questo  disegno  di legge, che dà un'impronta nuova  rispetto  alla
  predisposizione  del  testo  del decreto  legislativo  emanato  dal
  Governo nazionale.
   Siamo   i   primi,  finalmente,  ad  avere  un  grande  ruolo   da
  protagonisti per quello che rappresenta il settore della pesca, non
  solo  nel  contesto  isolano  ma nell'intero  Paese  e  nell'intera
  Italia.  Auspichiamo che anche le altre Regioni a statuto speciale,
  come  noi, possano portare questo elemento di innovazione  con   la
  presenza negli organismi da parte del settore della pesca così come
  auspichiamo  che  gli  altri Parlamenti,  a  partire  dalla  vicina
  Sardegna, facciano anche loro la propria parte.

   PRESIDENTE. Onorevole Marinello, come ha avuto modo di  constatare
  il mio appello di ieri a non abbandonare i lavori è stato accolto e
  ha dato anche delle soddisfazioni.

   MANCUSO. Chiedo di parlare per una breve dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  dichiarare  che il Popolo della Libertà non solo dà il plauso  alla
  Commissione per il lavoro svolto, ma anche per un provvedimento  di
  cui  ci  sentiamo orgogliosi, considerato che l'onorevole Corona  è
  stato  il  deputato  che, insieme agli altri, ha voluto  fortemente
  portare avanti una innovazione nella nostra legislazione regionale.

   CAPUTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE.  Onorevole Caputo, le iscrizioni per dichiarazioni  di
  voto  erano  già state chiuse, pur tuttavia abbiamo già  letto  nei
  giornali di oggi la sua dichiarazione di voto.


   Presidenza del presidente Cascio


                  Comunicazione di ordini del giorno

   PRESIDENTE.  Comunico che sono stati presentati i seguenti  ordini
  del giorno:

   -  n.  268  «Iniziative  urgenti al fine di  garantire  l'adeguata
  dotazione   finanziaria  agli  ERSU»,  a  firma   degli   onorevoli
  Panepinto,  Raia,  Donegani, Panarello, Lupo, Apprendi,  Cracolici,
  Marziano,  Galvagno,  Ferrara,  Faraone,  Ammatuna,  Digiacomo,  Di
  Guardo, Di Benedetto, Mattarella;

   -  n. 277 «Proroga dei termini di presentazione delle istanze  per
  il  bando  di cui al D.A. 1 dicembre 2009 per le imprese  di  nuova
  costituzione  e per quelle giovanili e femminili»,  a  firma  degli
  onorevoli Gianni, Buzzanca, Dina, Ardizzone, Ragusa e Torregrossa;

   -   n.   280   «Iniziative   a  livello   centrale   per   evitare
  discriminazioni a danno dei lavoratori delle basi USA in  Sicilia»,
  a firma dell'onorevole Fiorenza;

   -  n.  275 «Misure per fronteggiare lo stato di crisi dei  mercati
  agricoli»,  a  firma  degli  onorevoli Caputo,  Pogliese,  Formica,
  Vinciullo;

   -  n.  276 «Inserimento del Comune di Roccamena (PA) ai fini della
  dichiarazione  dello  stato  di  calamità  naturale  a  seguito  di
  alluvioni»,  a  firma  degli onorevoli Caputo,  Pogliese,  Formica,
  Vinciullo. Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   il  Governo  regionale, nel bilancio di previsione 2010 depositato
  presso   la   II  Commissione  legislativa  permanente   'Bilancio'
  dell'Assemblea  regionale siciliana, ha ridotto  ulteriormente,  di
  circa   il   26%,  i  fondi  destinati  al  diritto   allo   studio
  universitario  quale  contributo per il  funzionamento  degli  enti
  regionali per il diritto allo studio universitario (ERSU);

   specificamente,  la  riduzione dei  fondi  prevede  una  dotazione
  finanziaria  di  circa 15.756.000,00 euro per il 2010  rispetto  ai
  21.400.000,00 euro del 2009;

   l'ERSU  di Palermo, in particolare, in base a questo dato riceverà
  pertanto  dalla  Regione circa 1.900.000,00 euro in  meno  rispetto
  allo scorso anno;

   considerato che:

   l'approvazione  del  bilancio, con la citata  prevista  dotazione,
  comporterà  inevitabilmente per gli ERSU siciliani la revisione  di
  specifici  capitoli di spesa, con il conseguente  ridimensionamento
  degli interventi a sostegno del diritto allo studio;

   l'ERSU  di  Palermo,  specificamente, non potrà  più  garantire  i
  servizi  e gli interventi essenziali come: le mense presso  i  poli
  decentrati (Agrigento, Trapani e Caltanissetta); il numero di borse
  di  studio;  l'acquisto di giornali e riviste; le  convenzioni  con
  teatri  e  corsi  di  lingue; l'erogazione di borse  part-time;  la
  concessione  di sussidi straordinari; contributi per le  iniziative
  culturali;

   rilevato che:

   il contributo regionale destinato agli ERSU ha come unico scopo il
  perseguimento dei fini istituzionali da parte degli stessi e quindi
  quello di far fronte alle spese necessarie a garantire i servizi  e
  gli interventi in favore degli studenti universitari;

   l'ERSU  di  Palermo, ad esempio, ha raggiunto importanti risultati
  nella   politica   di   sostegno  degli  universitari,   garantendo
  annualmente:  10.000  borse di studio; un  bando  per  400  sussidi
  straordinari;  interventi  mirati a  calmierare  il  mercato  degli
  affitti;  100 borse di studio part-time e contributi per l'acquisto
  di personal computer;

   l'ERSU  di  Palermo  si  appresta a rendere  operative  altre  due
  residenze  universitarie in aggiunta alle altre che in questi  anni
  sono  state  rese fruibili agli studenti, riuscendo ad avere  quasi
  1000  posti  letto; il contributo pro capite per studente  concesso
  dalla Regione siciliana risulta essere tra i più bassi in Italia,

                   impegna il Governo della Regione

   a   porre   in   essere  ogni  misura  possibile  finalizzata   al
  rimpinguamento  del  fondo  destinato  agli  ERSU  allo  scopo   di
  garantire  loro  il  perseguimento dei fini  istituzionali,  propri
  garantendo  così  agli studenti meritevoli e disagiati  il  diritto
  allo studio sancito dall'art. 34 della Costituzione.» (268)

          PANEPINTO - RAIA - DONEGANI - APPRENDI - PANARELLO - LUPO -
           GALVAGNO - AMMATUNA - DIGIACOMO - DI GUARDO - DI BENEDETTO
                           MATTARELLA - CRACOLICI - FARAONE - FERRARA

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   con  decreto  n.  24 del 9 febbraio 2009 sono state  approvate  le
  direttive  contenenti  le indicazioni di carattere  procedurale  ed
  attuativo per l'accesso al regime di aiuto previsto dall'articolo 2
  della  legge  regionale 16 dicembre 2008, n. 23,  in  favore  delle
  imprese   di  nuova  costituzione  e  delle  imprese  giovanili   e
  femminili;

   nella  Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana  n.  61  del  31
  dicembre 2009 è stato pubblicato il decreto 1 dicembre 2009  'Bando
  per  l'accesso alle agevolazioni previste dall'art. 2  della  legge
  regionale 16 dicembre 2008, n. 23 in favore delle imprese di  nuova
  costituzione e delle imprese giovanili e femminili e in  attuazione
  del  P.O.  FESR  2007/2013,  obiettivo operativo  5.1.3.  linee  di
  intervento 1, 4 e 5';

   il  termine  di presentazione delle istanze è fissato al  3  marzo
  2010;

   considerato che:

   nonostante il bando rappresenti un'opportunità fondamentale per il
  rilancio   dell'economia  regionale,  lo   stesso   non   è   stato
  sufficientemente pubblicizzato;

   il  termine  di  scadenza  per la presentazione  delle  istanze  è
  ritenuto  troppo esiguo, anche in ragione della particolare  deroga
  concessa  alle  imprese operanti nei territori  colpiti  da  eventi
  alluvionali,

                   impegna il Governo della Regione

   ad emanare urgentemente un provvedimento di proroga dei termini di
  presentazione  delle  istanze 'sine die' che miri  a  consentire  a
  tutti  i  beneficiari di presentare la propria iniziativa  sino  ad
  esaurimento delle risorse all'uopo destinate.» (277)

                                 GIANNI - BUZZANCA - DINA - ARDIZZONE
                RAGUSA - TORREGROSSA - COLIANNI - VINCIULLO - CORDARO

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   allo   scopo   di  porre  fine  ad  una  involontaria  ingiustizia
  perpetuata  ai  danni  di lavoratori italiani  delle  basi  USA  in
  Sicilia,  che,  pur trovandosi, al pari di altri  lavoratori  nelle
  condizioni previste dal terzo comma dell'articolo 2 della  legge  9
  marzo   1971,  n.  98,  e  successive  modificazioni,  non  trovano
  collocazione  presso tutti i rami dell'Amministrazione  statale  in
  quanto  è  a tutti noto che nella Regione siciliana sono pochissimi
  gli  uffici periferici che rappresentano l'Amministrazione statale,
  essendo molte competenze attribuite per Statuto alla Regione.  Tale
  opportunità  di  scelta per il personale che opera  sul  territorio
  siciliano,  per  le  ragioni su esposte, viene  di  fatto  limitata
  pertanto a pochissime Amministrazioni;

   tale  opportunità  di  scelta  per  il  personale  che  opera  sul
  territorio  siciliano, per le ragioni su esposte,  viene  di  fatto
  limitata pertanto a pochissime amministrazioni;

   considerato che:

   questi lavoratori sono pagati dallo Stato italiano;

   si  tratta  di pochissime unità che utilizzeranno tale  beneficio;
  negli ultimi quattro anni non una sola richiesta di trasferimento è
  stata avanzata allo Stato;

   inoltre,  a  transitare  sarebbe personale  di  altissimo  livello
  professionale,

                   impegna il Governo della Regione

   ad attivare tutte le misure necessarie presso la Conferenza Stato-
  Regioni per avviare accordi ed individuare ogni strumento utile  ad
  impedire  che  si  perpetri  una vera e propria  discriminazione  a
  carico  dei lavoratori delle basi USA in Sicilia rispetto a  quelli
  delle altre basi esistenti nel Paese.» (280)
                                                             FIORENZA

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che  il Governo della Regione, per venire incontro  allo
  stato di gravissima crisi in cui versa l'agricoltura siciliana,  ha
  dichiarato lo stato di crisi dei mercati e il conseguente stato  di
  calamità.   Il   provvedimento  adottato  dal   Governo   regionale
  necessitava  di  un  atto  successivo  di  competenza  del  Governo
  nazionale.  Sino ad oggi il Governo nazionale non ha provveduto  ad
  emanare  il  decreto  necessario ed indispensabile  per  consentire
  l'ottenimento  e  l'erogazione  dei necessari  fondi  destinati  al
  ristoro dei vari comparti dell'agricoltura siciliana;

   considerato   che   il   ritardo   nell'emanazione   del   decreto
  ministeriale   sta  determinando  ulteriori  danni  all'agricoltura
  siciliana,   creando  pericoli  per  il  mantenimento   dell'ordine
  pubblico a causa dello stato di grave esasperazione dei coltivatori
  e dei produttori agricoli,

                   impegna il Governo della Regione
      e per esso l'Assessore per le risorse agricole e alimentari

   ad  intervenire  presso il Governo nazionale per l'emanazione  del
  decreto di dichiarazione dello stato di calamità.» (275)

                              CAPUTO - POGLIESE - FORMICA - VINCIULLO

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   a  seguito  delle  precipitazioni atmosferiche e delle  abbondanti
  nevicate, sono stati individuati alcuni comuni della Sicilia  quali
  destinatari di provvedimenti di agevolazioni finanziarie a sostegno
  del  comparto agricolo. Pur avendo subito enormi danni alle colture
  agricole,  il Comune di Roccamena (PA), importante centro  agricolo
  del  territorio,  sicuramente per mero  errore  materiale  è  stato
  escluso dal novero dei comuni interessati;

   considerato che è indispensabile inserire il predetto  Comune  fra
  quelli  beneficiari  del provvedimento al fine  di  garantire  agli
  agricoltori   del  territorio  di  potere  ottenere   le   previste
  agevolazioni,

                   impegna il Governo della Regione

   a  modificare  il  decreto, inserendo il Comune di  Roccamena  tra
  quelli che hanno subìto danni a seguito delle alluvioni.» (276)

                              CAPUTO - POGLIESE - FORMICA - VINCIULLO

   Pongo  in  votazione  l'ordine del giorno n. 268.  Il  parere  del
  Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'ordine del giorno n. 277.  Il  parere  del
  Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'ordine del giorno n. 280.  Il  parere  del
  Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'ordine del giorno n. 275.  Il  parere  del
  Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno n. 276. Il parere del Governo?

   VENTURI,  assessore per le attività produttive.  E'  accolto  come
  raccomandazione.

     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
       «Nuovo ordinamento delle Camere di commercio, industria,
                  artigianato e agricoltura» (270/A)


   Presidenza del presidente Cascio


   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno di legge  Nuovo ordinamento delle Camere di  commercio,
  industria, artigianato e agricoltura' (270/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

   Votano  sì:  Adamo,  Apprendi, Arena,  Aricò,  Bosco,  Calanducci,
  Caputo,  Cascio  Salvatore,  Cintola,  Colianni,  Cordaro,  Corona,
  Cracolici,  Cristaudo,  D'Asero, Di Benedetto,  Donegani,  Faraone,
  Federico,  Ferrara,  Fiorenza, Formica, Galvagno,  Gentile,  Greco,
  Gucciardi,  Incardona, Laccoto, Lentini, Limoli, Lo Giudice,  Lupo,
  Maira,    Mancuso,   Marinello,   Marinese,   Marrocco,   Marziano,
  Mattarella, Minardo, Musotto, Nicotra, Oddo, Panarello,  Panepinto,
  Picciolo,  Rinaldi, Romano, Ruggirello, Savona, Scammacca,  Scilla,
  Speziale, Termine, Torregrossa, Vinciullo.

   Si astiene: De Benedictis.

   Sono in congedo: Beninati, Bonomo, Buzzanca, Campagna, D'Agostino,
  Fagone, Gennuso, Gianni, Mineo, Pogliese, Raia e Scoma.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:

   Presenti            58
   Votanti             57
   Maggioranza         29
   Favorevoli          56
   Astenuto             1

                         (L'Assemblea approva)

   Si  prende  atto che gli onorevoli Falcone, Digiacomo  e  Ammatuna
  hanno  dichiarato di avere votato favorevolmente  ma  che,  per  un
  malfunzionamento del sistema elettronico, il loro voto non  risulta
  registrato.

     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
   «Incompatibilità tra la carica di assessore regionale e quella di
    componente del consiglio delle Camere di commercio, industria,
                artigianato e agricoltura» (270 bis/A)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di legge  «Incompatibilità tra la carica di  assessore
  regionale  e  quella  di componente del consiglio  delle  Camere  di
  commercio, industria, artigianato e agricoltura» (270 bis/A. Ricordo
  che  per  la  votazione del disegno di legge occorre la  maggioranza
  qualificata dei due terzi dei componenti dell'ARS.
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Ricordo che occorre mantenere pigiato il tasto per tutta la durata
  della votazione, altrimenti il voto non compare.
   Onorevoli  colleghi,  poiché non tutti  i  deputati  votanti  hanno
  mantenuto  pressato il tasto durante la votazione, il relativo  voto
  non compare. Pertanto, annullo la votazione.
   Indìco  nuovamente la votazione per scrutinio nominale del  disegno
  di legge 270 bis/A.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

   Votano  sì:  Adamo, Ammatuna, Apprendi, Arena, Aricò,  Barbagallo,
  Bosco,  Calanducci,  Caputo, Cascio Salvatore,  Cintola,  Colianni,
  Cordaro,  Corona, Cracolici, Cristaudo, D'Asero, De  Benedictis  Di
  Benedetto,  Digiacomo,  Di  Guardo,  Donegani,  Falcone,   Faraone,
  Federico,  Ferrara, Fiorenza,  Formica, Galvagno,  Gentile,  Greco,
  Gucciardi,  Incardona, Laccoto, Lentini, Limoli, Lo Giudice,  Lupo,
  Maira,    Mancuso,   Marinello,   Marinese,   Marrocco,   Marziano,
  Mattarella, Minardo, Musotto, Nicotra, Oddo, Panarello,  Panepinto,
  Picciolo,  Raia,  Rinaldi, Romano, Ruggirello,  Savona,  Scammacca,
  Scilla, Speziale, Termine, Torregrossa, Vinciullo.

   Sono in congedo: Beninati, Bonomo, Buzzanca, Campagna, D'Agostino,
  Fagone, Gennuso, Gianni, Mineo, Pogliese e Scoma.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione.

   Presenti            64
   Votanti             63
   Maggioranza         46
   Favorevoli          63

                         (L'Assemblea approva)

       Rinvio del seguito della discussione del disegno di legge
          «Norme per il sostegno dell'attività edilizia e la
      riqualificazione del patrimonio edilizio» (459-386-209-394-
                                404/A)


   Presidenza del presidente Cascio


   PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del  disegno  di
  legge   «Norme  per  il  sostegno  dell'attività  edilizia   e   la
  riqualificazione  del patrimonio edilizio» (459-386-209-394-404/A),
  posto al numero 2 ) del II punto all'ordine del giorno.

   ADAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,   il
  disegno  di  legge che oggi arriva in Aula è appesantito  da  circa
  quattrocento  emendamenti e corre, quindi,  il  rischio  di  essere
  snaturato nella sua ragion d'essere.
   D'altra  parte, in questo momento è in corso un dibattito serio  e
  costruttivo  da parte di tutti i Gruppi parlamentari per  discutere
  velocemente  il  disegno  di  legge  in  Aula  e  approvarlo  senza
  stravolgimenti,  e  su  questo  c'è l'accordo  generale,  emerso  e
  ribadito oggi in quarta Commissione.
   La  volontà comune è quella di revocare gli emendamenti  affidando
  al Governo la possibilità di consentirne un miglioramento.
   Per dare al Governo la possibilità di riflettere assieme ai Gruppi
  parlamentari,  credo sarebbe opportuno rinviare  la  discussione  a
  martedì prossimo.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Adamo,  lei  non  chiede  il   rinvio   in
  Commissione,   ma  il  rinvio  della  discussione   alla   prossima
  settimana.

   ADAMO.   Signor  Presidente  chiedo  che  il  Governo   abbia   la
  possibilità di confrontarsi con i Gruppi parlamentari, così come  è
  emerso oggi.

   MANCUSO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO,   presidente   della  Commissione.   Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi, questo clima che ha consegnato  al  Parlamento
  l'onorevole  Adamo non lo registro, così come non  registro  questo
  accordo unanime dei Gruppi parlamentari di cui ha parlato e neanche
  la  volontà  di  ritiro degli emendamenti. Non  comprendo  da  dove
  arrivino  queste  notizie, chi le dà e  chi  si  è  confrontato  su
  questo. Conosciamo - per averlo appreso dai giornali - che esistono
  dei  tavoli dove si sta discutendo di migliorare questo disegno  di
  legge. E' vero che oggi in Commissione è emersa la volontà di tutti
  i  componenti  di  riflettere su questo disegno  di  legge;  ma  la
  Commissione,  senza possibilità di smentita, con  le  dichiarazioni
  del  Presidente  ha anche detto che, qualora il testo  tornasse  in
  Commissione  perché rinviato dall'Aula, ci sarebbe  un  momento  di
  approfondimento.
   Se  questo  non  dovesse  avvenire, noi  riteniamo  che  i  tavoli
  paralleli  istituiti possano continuare a lavorare  senza  problemi
  perché  nessuno  lo  può  impedire,  e dall'altro  lato  mi  sembra
  inutile  il rinvio dell'Aula a martedì prossimo per eventualmente -
  come sostiene qualche collega parlamentare - raggiungere un accordo
  sul ritiro degli emendamenti.
   Per  quanto  riguarda gli emendamenti a firma mia  e  degli  altri
  colleghi  del Popolo della Libertà, signor Presidente, le  confermo
  che  resteranno  in  vita in quanto riteniamo  che  debbano  essere
  approfonditi da tutto il Parlamento.
   Da  ultimo, mi sembra veramente fuori luogo, da parte del Governo,
  rinviare  ancora  una  volta la discussione  sul  piano  casa.  Non
  cambierà nulla da qui a martedì. Noi riteniamo che da questa sera é
  possibile  cominciare  l'esame del disegno di  legge,  a  meno  che
  qualcuno ritiene che questo disegno di legge non debba avere  corso
  e non debba essere consegnato ai siciliani.

   MUSOTTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSOTTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ritengo   che
  entrambe   le  proposte,  quella  dell'onorevole  Adamo  e   quella
  dell'onorevole Mancuso, non siano inconciliabili tra loro.
   Io  vorrei  fare  riferimento alla Conferenza dei  Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari, dove è stato deciso di porre  all'ordine  del
  giorno  questo  disegno di legge, che riguarda il  rilancio  di  un
  settore   fondante  della  nostra  economia,  quale  è  il  settore
  edilizio. Tra l'altro, questa discussione avviene in un momento  in
  cui,  purtroppo, per fatti climatici, il nostro territorio ha avuto
  dei disastri, ha avuto ulteriori drammi a carico delle popolazioni,
  non  soltanto  del messinese ma anche di altri paesi  della  nostra
  regione. E, quindi, c'è un'attenzione particolare a tutto  ciò  che
  riguarda  l'urbanistica, l'edilizia in genere e la  possibilità  di
  creare  edilizia  su  un territorio che deve essere  in  ogni  caso
  difeso. Quindi, maggiore attenzione, maggiore sensibilità verso  le
  costruzioni.
   In  quella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,  noi
  abbiamo  potuto registrare, lei signor Presidente in prima persona,
  un   grande   senso  di  responsabilità  da  parte   di   tutti   i
  rappresentanti dei Gruppi parlamentari, che hanno detto  con  molta
  positività, con molta saggezza e con molto senso della realtà,  che
  si è disponibili perché si faccia questo disegno di legge e diventi
  legge  della Regione ma, soprattutto, in maniera veloce, in maniera
  comprensibile e che centri l'obiettivo strategico che è  quello  di
  poter dare rilancio a questo settore.
   E  quindi di fronte ai tantissimi emendamenti, circa seicento, che
  sono   stati  presentati  entro  i  termini  da  tutti   i   Gruppi
  parlamentari,  si  è detto che ci sarà un senso  di  responsabilità
  affinché molti, soprattutto quelli che non sono in sintonia con  lo
  spirito del disegno di legge, con quelle che sono le linee fondanti
  di questo disegno di legge, vengano  ritirati.
   Apprezzo  sempre  l'intelligenza e l'acume dell'onorevole  Mancuso
  sui  tavoli  paralleli, su tutte le tante notizie che indubbiamente
  appaiono sui giornali, ma che possono essere usate anche in termini
  strumentali  o  possono essere lanciate in termini strumentali,  ma
  credo  che  un  momento di riflessione, non già  perché  si  arrivi
  necessariamente qui, all'interno del Parlamento, con forzature  sui
  singoli  deputati perché ritirino i propri emendamenti, le  proprie
  proposte  che,  molte  volte, nella maggior parte  dei  casi,  sono
  fondanti, ma un ulteriore momento di riflessione possa essere fatto
  all'interno dei Gruppi.
   Un  rinvio della discussione a martedì credo non sia un  fatto  di
  dispregio   né  della  volontà  parlamentare  né  del   ruolo   del
  Parlamento,  ma  sia un necessario e giusto momento di  riflessione
  che può essere richiesto a questo Parlamento.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, componenti  della
  Giunta,  ho  ascoltato  l'onorevole  Musotto  circa  l'ipotesi   di
  rinviare ulteriormente la discussione di questo disegno di legge.
   Devo  dire  che  rimango  perplesso perché  ancora,  nonostante  i
  proclami  che  leggiamo sui giornali, gli entusiasmi di  una  nuova
  maggioranza  che si è definita, che si è consolidata,  ancora  vedo
  che  c'è  qualche  difficoltà per portare in Aula  o,  meglio,  per
  iniziare un percorso che non sappiamo se sarà tortuoso o se, invece
  -  come  ormai le testate giornalistiche dicono - sarà in  discesa,
  atteso   che   questo  Parlamento  ha  raggiunto  una   maggioranza
  larghissima  sulle riforme emarginando un Gruppo  di   giapponesi ,
  come si diceva una volta, oggi invece  partito della libertà ,  che
  ha  ingessato, fino a questo momento, l'azione di governo, l'azione
  politica, l'azione parlamentare.
   Io   devo  fare,  invece,  i  complimenti  all'onorevole  Mancuso,
  presidente  della  quarta Commissione, perché oggi  ha  dimostrato,
  rispetto a quello che è stato il chiacchiericcio di questo  anno  e
  mezzo,  efficienza e accelerazione nelle procedure, accogliendo  de
  plano la proposta del Governo circa il piano rifiuti.
   Devo apprezzare, altresì, il senso di grande responsabilità che il
  Partito  Democratico  ha  dimostrato oggi  in  quarta  Commissione,
  cestinando completamente il proprio disegno di legge, che pure  era
  stato  concordato  e  sottoposto al  vaglio  di  alcune  decine  di
  amministratori  qualche giorno fa nella Sala Rossa di  Palazzo  dei
  Normanni,  perché,  alla  fine, ha giustamente  ritenuto  opportuno
  allinearsi con il Governo.
   Ecco  perché,  all'unanimità, il Partito  Democratico,  il  Popolo
  delle   Libertà,  il  Movimento  per  l'Autonomia  e  l'UDC   hanno
  licenziato dalla Commissione il disegno di legge.
   Adesso  tocca  a  lei, onorevole Savona, il compito  di  potere  -
  insieme  alla  Commissione -  licenziare il testo in  tempi  brevi,
  così  come  è  stato fatto, perché c'è un problema che  comunque  è
  arrivato  alla  platea  nazionale,  mi  dispiace  che  non  ci  sia
  l'assessore competente.
   Il problema è che gli ATO stanno dimostrando oggi come, purtroppo,
  abbiano  trasferito  l'onere e gli onori in  capo  ai  Comuni,  che
  rischiano di scoppiare; non a caso i sindaci dei più grandi  comuni
  della  provincia di Catania andranno a Roma, insieme ai netturbini,
  a protestare e, non a caso, ben cinquecento persone rischiano oggi,
  in  provincia di Catania, il posto di lavoro perché un'azienda  che
  gestisce questo servizio ha paventato la crisi.
   Faccio queste considerazioni perché potrei apprezzare una maggiore
  riflessione  sul  piano  casa,  ma  dall'altro  lato  abbiamo   gli
  imprenditori, abbiamo le giovani coppie, abbiamo la gente,  abbiamo
  l'opinione  comune  che  ascolta  e  si  chiede  come  mai   questo
  Parlamento  non  proceda,  perché questo Parlamento  non  riesca  a
  legiferare se in questa Aula c'è una larga maggioranza composta  da
  circa sessanta parlamentari.  Da deputato neofita lo vorrei capire.
   Io,  da  deputato  entrato in questa Aula  nel  maggio  del  2008,
  rimango  stranito e sbigottito perché ancora, a distanza  di  quasi
  due  mesi  da  quando  avevamo detto -  e  ci  sono  gli  articoli,
  onorevole Caputo, che parlano - che avevamo fatto una straordinaria
  azione:    il  piano  casa  è  pronto;  daremo  sfogo,  rilanceremo
  l'edilizia, l'occupazione; daremo un'abitazione a chi  non  ne  ha;
  consentiremo  delle  costruzioni  più  razionali ,  oggi,   invece,
  sentiamo queste dichiarazioni.
   Vorrei  ascoltare anche il Governo. Assessore Gentile, il  Governo
  deve dire cosa vuole fare.
   Noi  del  PDL  siamo pronti ad iniziare un percorso,  un  discorso
  dialettico, a dibattere in quest'Aula - perché  l'Aula è sovrana  -
  di  fronte a tutti, di fronte alla televisione, di fronte  ai  mass
  media, in trasparenza e mi consenta, onorevole Mancuso, dissento da
  lei quando dice  in tavoli separati paralleli .
   Noi  dobbiamo  assumerci la responsabilità di dire cosa  vogliamo,
  qual  è  la  strategia per questa Sicilia, qual è la pianificazione
  territoriale, urbanistica che vogliamo fare in questa Sicilia e non
  possiamo essere prigionieri di ideologie, come ha detto giustamente
  in commissione l'onorevole Adamo, non possiamo essere prigionieri e
  stritolati  da  alcune  posizioni  preconcette  che,  molte  volte,
  arrivano  dalla sinistra e che ancora non riusciamo  a  mettere  da
  parte.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,  quando
  il  Presidente  Lombardo ha deciso di trasformare la  minoranza  di
  questo  Parlamento in forza di maggioranza, abbiamo  affermato  che
  alla prima iniziativa parlamentare seria questa torre di Babele  si
  sarebbe dimostrata quella che era: un sistema di non  comunicazione
  politica,  dove  ognuno parla una lingua diversa, incapace  di  una
  seria azione di governo.
   Si  era  detto   noi siamo qui per sostenere le  riforme .   Bene,
  quello  di  oggi  è  l'esempio  di come  una  minoranza  non  possa
  diventare  maggioranza  e,  come  tale,  non  possa  intestarsi  un
  processo riformatore di questa Regione.
   Ricordo   che,  in  assenza  giustificata  del  presidente   della
  Commissione  Ambiente  e  territorio,  onorevole  Mancuso,   questa
  neonata minoranza che si autoproclama maggioranza, sentì il  dovere
  di dare come prima riforma significativa un piano casa alla Sicilia
  e,  quindi,  non  potendo  aspettare  la  presenza  del  presidente
  Mancuso, perché i tempi incalzavano e bisognava dare l'indomani  un
  piano casa alla Sicilia, approvò il disegno di legge all'unanimità.
  Quindi,  la minoranza e l'opposizione approvarono all'unanimità  un
  disegno di legge perché giungesse  subito in Aula.
   Questa minoranza-maggioranza è così coesa, assieme al PDL Sicilia,
  che addirittura approva un disegno di legge all'unanimità e poi  lo
  correda  di  circa seicento emendamenti, prova di grande  intesa  e
  coesione politica.
   Era la prima delle grandi riforme per fare decollare la Sicilia.
   Noi  conosciamo  gli  uomini di questa  minoranza,  che  perde  le
  elezioni  e  diventa stranamente forza di governo con un  colpo  di
  mano  e   chi  vince  le  elezioni  diventa,  realmente,  minoranza
  parlamentare  ma  maggioranza  nel  cuore  dei  siciliani,  e  cosa
  succede?
   Questo disegno di legge diventa una mina vagante all'interno della
  vostra  confusionaria coalizione politica a sostegno di un  governo
  che, in questo momento, brilla per la sua assenza istituzionale.  E
  allora si spacca il Partito Democratico perché ritiene che sia  una
  specie  di   marmellata' questo disegno di  legge  che  gli  stessi
  parlamentari del PD in Commissione hanno votato; si spacca  il  PDL
  Sicilia dove, addirittura, chi non fa parte di questo Governo e  di
  questo  Parlamento ma diventa l'uomo forte del gruppo degli  ex  AN
  del Governo, un parlamentare nazionale che diventa il portavoce

   PRESIDENTE.  Ritorniamo al tema. Stiamo parlando di una  richiesta
  di rinvio dei lavori a martedì.

   CAPUTO   ho proprio una richiesta in merito all'ordine dei lavori,
  signor  Presidente. Quindi apprendiamo che anche all'interno  della
  ex  componente  di AN che sostiene il Governo, vi è una  dissonanza
  rispetto al capogruppo del PDL Sicilia.
   Noi  non  possiamo  più giocare sulla pelle dei  siciliani:  o  vi
  mettete le carte politiche a posto o lasciate che tutto torni  così
  come gli elettori hanno voluto.
   Signor  Presidente, c'è stata una grande enfasi attorno  a  questo
  disegno  di  legge sul quale non c'è accordo e quindi il capogruppo
  del  PDL  Sicilia non può parlare di accordo né in  Commissione  né
  fuori  perché, da che mondo è mondo, nei parlamenti  i  disegni  di
  legge vengono esaminati dalle Commissioni e non da tavoli paralleli
  fantasma, aperti non so dove.
   Noi,  signor Presidente, siamo perché oggi si inizi la discussione
  su  questo  disegno di legge. Noi oggi le chiediamo di  mettere  ai
  voti  la proposta, cominciando dall'articolo 1, perché due sono  le
  cose:  o questo disegno di legge, come avete detto voi, è una delle
  prime  riforme della Sicilia e lo facciamo, o vi siete  smentiti  e
  avete  dimostrato, ancora una volta, che il vostro animo riformista
  non  è  altro  che il cavallo di Troia per diventare da opposizione
  forza  di governo, ma forza di governo non come cultura di  governo
  bensì come occupazione di poltrone. La vostra astinenza politica  e
  di opposizione non può rovinare la Sicilia.
   Signor  Presidente, le chiedo di mettere ai voti la  mia  proposta
  che  è quella di iniziare oggi  l'esame del disegno di legge perché
  i  siciliani devono vedere, deputato per deputato, chi vuole questo
  disegno di legge e chi non lo vuole.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  viviamo  tempi
  turbolenti dal punto di vista degli assetti politici, il che non  è
  sempre  un  danno  perché turbolenza significa  anche  capacità  di
  approfondimento  degli argomenti, significa anche  interrogarsi  su
  cosa  fare,  significa mettere in moto meccanismi che possano  fare
  apprezzare meglio gli argomenti in discussione e trovare soluzioni,
  nuove idee, nuove opportunità.
   Però, signor Presidente e onorevoli colleghi, fin quando si tratta
  di  turbolenze che riguardano argomenti, non dico minori, non  dico
  secondari, ma che incidono meno sulla vita di una regione  come  in
  questo caso, argomenti che hanno un impatto minore sulla situazione
  economica,  sociale,  occupazionale che  stiamo  vivendo,  potrebbe
  anche essere una buona cosa.
   Non   sfugge   a  nessuno  di  voi  che,  a  causa   della   crisi
  internazionale, delle turbolenze che abbiamo vissuto in questi  due
  anni,  ci ritroviamo una Regione ferma e i cittadini siciliani  che
  soffrono:  soffrono i pensionati, i disoccupati, gli impiegati,  le
  aziende,  gli  agricoltori, gli artigiani. Non c'è un  settore,  in
  questo  momento,  che  non  accusi un momento  di  grande  e  grave
  difficoltà.
   Ebbene,  io  ho  sempre  detto  e ritengo  che  questa  norma,  il
  cosiddetto  piano casa, è la legge più importante, il provvedimento
  più importante che il nostro Parlamento esiterà nel corso di questa
  legislatura.
   E' la norma più importante perché senza danneggiare l'ambiente - e
  su questo dobbiamo essere chiari e contro le mistificazioni - è una
  norma verde a tutela dell'ambiente dato che, anziché occupare nuovo
  territorio,  agisce  sull'esistente e consente  contestualmente  di
  mettere  in  moto  i  capitali  privati  e  non  i  capitali  delle
  multinazionali,  delle grandi imprese, consentendo  di  mettere  in
  movimento l'economia vera, reale, quella della famiglia, quella del
  pensionato  che  vuole aumentare gli spazi della  propria  casetta,
  quella  del  cittadino  comune, che  dà  lavoro  all'unica  impresa
  esistente  in  Sicilia che non è la grande impresa, che  non  è  la
  multinazionale ma che è composta da una miriade di piccole imprese,
  di  microimprese  che,  attraverso una  buona  legge,  troverebbero
  nuovamente  linfa e avrebbero nuovamente la possibilità di  mettere
  in moto questa economia.
   Bene,  di  fronte a queste considerazioni non si può discutere  su
  una  legge del Governo o su una legge di una maggioranza, o  pseudo
  tale, o comunque la si voglia chiamare, che sostiene il Governo.
   Le  leggi  si  fanno in Parlamento e se in Parlamento  esiste  una
  maggioranza  di  buon senso che vuole dare risposte  alla  Sicilia,
  deve  avere l'onere e l'onore - se c'è da riflettere un  momento  -
  come  chiedeva il capogruppo del PDL Sicilia e del Gruppo  Sicilia,
  di  fermarsi e di valutare, attraverso l'approfondimento, se esiste
  la  possibilità di esitare un provvedimento che sia  largo', perché
  dobbiamo  smetterla  di porre veti politici  su  un  argomento  che
  riguarda cinque milioni di siciliani e che avrà ripercussioni per i
  prossimi cinque o dieci anni.
   Non   possiamo  permetterci  il  lusso  di  cincischiare   o   per
  appartenenza politica o per momentanee prese di posizione da questa
  o  da quella parte, di giocare con i siciliani. Leggi analoghe sono
  state già adottate in Veneto, in Emilia Romagna, in Toscana.
   Questa  legge è un toccasana per l'economia, la legge  va  non  in
  direzione   dei   potentati   ma   in   direzione   della    gente,
  dell'agricoltore  così  come del falegname  e  dell'artigiano,  non
  degli speculatori.
   Questa  legge  deve  avere i giusti paletti ma va  allargata  alle
  imprese   produttive,  artigianali,  commerciali,  con   i   dovuti
  controlli; se c'è un governo che è tale deve essere in grado  anche
  di  garantire i controlli. Ma la legge non può essere fatta a caso,
  tanto  per farla, per tenere assieme una maggioranza che può essere
  anche momentanea.
   Il  Parlamento  e le forze politiche devono avere il  coraggio  in
  quest'Aula  di  fermarsi, di riflettere e  di  mettere  assieme  un
  provvedimento  che  vada incontro a ciò che tutti  i  siciliani,  i
  sindacati,  Confindustria, i commercianti, i cittadini  comuni,  le
  madri di famiglia, ci chiedono.
   Allora,  niente  schieramenti  di  posizione,  tanto  per   essere
  posizionati  per  salvaguardare  questo  o  quel  gruppo.   Se   in
  Parlamento  c'è  una  forza larga che vuole la legge,  questa  deve
  essere  fatta  come  si deve e se dobbiamo fermarci  valutiamolo  e
  facciamo  un testo condiviso dalle forze che vogliono condividerlo,
  lo  riportiamo in Aula e lo votiamo ritirando tutti gli emendamenti
  che sono ritirabili.

   Chi  vuole mantenere gli emendamenti per una rendita di posizione,
  bene,  li mantenga. Poi li discuteremo e li bocceremo, come  fa  un
  buon Parlamento.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credevo  che  la
  proposta   dell'onorevole  Adamo  avesse   come   prospettiva   una
  valutazione  rapida non solo nei tempi di argomentazione  ma  anche
  nella quantità degli interventi.
   Io  annuncio  che  il  Partito Democratico è pronto  a  votare  la
  richiesta  di rinvio a martedì avanzata dall'onorevole Adamo  senza
  nessuna  enfasi,  senza  nessuna condizione particolare  di  chissà
  quale  ritardo che si determina nella vicenda amministrativa  della
  Sicilia.
   Signor  Presidente, lei ha ricordato in Conferenza dei  Presidenti
  dei  Gruppi parlamentari che questa è una legge delicata per le sue
  implicazioni, ma non perché è delicata sulle scelte politiche -  lo
  dico  all'onorevole  Formica e ad altri colleghi  -  dico  delicata
  perché  se  sbagliamo  una virgola, questa diventa  una  legge  che
  rovina  i  siciliani, perchè li costringe a rivolgersi ai tribunali
  piuttosto che ai comuni per avere tutelato un loro diritto, rischia
  di  diventare  la  legge che determina una serie  di  provvedimenti
  amministrativi a seguito di sentenze dei TAR.
   Quindi,  abbiamo  la necessità di approvare una buona  legge,  con
  serenità,  con  rigore, tant'è che il Presidente dell'Assemblea  ha
  detto  che  non saranno accettati subemendamenti volanti,  ma  sarà
  necessario che qualunque subemendamento venga esaminato  sul  piano
  tecnico  per  gli  effetti che produrrà.  Lo  ritengo  un  atto  di
  assoluto buon senso.
   Però, devo dire che questa discussione rischia di dimostrarci  che
  si  parla  di  una  legge che ha come obiettivo tutte  quelle  cose
  importanti  di  cui  parlava  l'onorevole  Formica.  Però   ho   la
  sensazione  che quella sia la vetrina; poi in realtà  si  parla  di
  altro,  di  obiettivi politici, cosa che non mi  scandalizza.  Però
  evitiamo di dire che una legge con quattrocento emendamenti  è  una
  legge che vogliamo fare subito e di corsa, perchè ognuno di noi  ci
  ha  messo  del suo e, quindi, nessuno è autorizzato a dire  niente.
  Chi  è  senza peccato scagli la prima pietra, però qui nessuno  può
  dire che questa è una legge che si vuole fare subito perché, se  si
  voleva  fare  subito,  si poteva fare. E mi  rivolgo  all'onorevole
  Mancuso,  il  quale  oggi  ha  fatto un  capolavoro  procedurale  a
  proposito dell'altra questione di cui parlava l'onorevole  Falcone,
  la  legge  sui  rifiuti, posta all'ordine del giorno  e  licenziata
  dalla  Commissione credo in cinque o sei  minuti, senza possibilità
  di  emendamenti. Ma, comunque, a me è piaciuto perché diventa anche
  un modo simpatico, quando si vuole accelerare.
     In  teoria, si può fare di tutto e di più, esaminando un disegno
  di  legge, accorpandolo con un altro disegno di legge; del  disegno
  di  legge è accorpato soltanto il titolo perché è scomparso, non si
  è capito come si è accorpato e come si è integrato.
   Vedete,  onorevoli  Falcone  e  Mancuso,  siccome  noi  siamo  qui
  chiamati  -  e  credo  che questa nostra iniziativa  politica  stia
  sollecitando  finalmente il Parlamento -  a  fare  le  riforme,  il
  nostro problema non è avere la legge del PD. Noi abbiamo posto come
  priorità dell'azione di questo Parlamento la legge sui rifiuti:  le
  parti  che  condivideremo con il Governo saranno le  nostre  parti,
  quelle che non condivideremo ci batteremo per cambiarle, sulla base
  delle   iniziative  che  ha  assunto  il  PD,  quindi  in   maniera
  trasparente, senza giochi e giochini, così come sulla  vicenda  del
  piano casa.
   Detto  questo,  siccome  le  leggi  vanno  fatte  con  giudizio  e
  serenità,  credo che la proposta dell'onorevole Adamo abbia  questo
  obiettivo e se la seduta odierna viene rinviata a martedì  prossimo
  non  credo  che  cambi  la  vita  a nessuno.  Pertanto  voteremo  e
  sosterremo la richiesta di rinvio.

   INCARDONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   INCARDONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la parola
  perché sono stimolato dall'intervento dell'onorevole Caputo,  anche
  se  nella  seconda parte mi soffermerò sul richiamo, che definirei,
  al buon senso da parte di tutti.
   Intanto,  preciso  che l'onorevole Granata era  intervenuto,  come
  aveva  detto,  interpretando il pensiero  dei  componenti  del  PDL
  Sicilia   che   fanno  riferimento  alla  cosiddetta  ex   Alleanza
  nazionale.
   Poi,  noi  cinque  parlamentari che facciamo riferimento  all'area
  dell'ex   AN  abbiamo  precisato,  abbiamo  dato  l'interpretazione
  autentica  del  nostro  pensiero ribadendo che  non  c'è  divisione
  all'interno del PDL Sicilia né su questo punto né su altri.
   Quindi,  non  è  vero,  onorevole Caputo, che  il  PDL  Sicilia  è
  spaccato anche su questo punto, il PDL Sicilia è compatto e  unito.
  Abbiamo  voluto semplicemente ribadire, anzi dare l'interpretazione
  autentica  di  quello  che era il nostro  pensiero  e  l'impegno  a
  sostegno  di  una  battaglia  brillantemente  condotta  dal  nostro
  capogruppo,  allorché ha chiesto che si estendesse  una  norma  del
  piano casa anche ad edifici non residenziali.
   Ma  io  qui  non  voglio entrare nel merito,  già  è  stato  fatto
  abbondantemente, già sono stati enunciati brillantemente i princìpi
  per  i quali è opportuno che il piano casa vada avanti, è opportuno
  che  si  voti  in  un  certo  modo ed è  opportuno  che  si  faccia
  utilizzando il buon senso.
   Anche qui che cosa significa buon senso? Su questo io condivido la
  posizione  dell'onorevole Mancuso allorché chiede  il  rinvio  alla
  Commissione. Perché, diciamocelo pure, il buon senso  ci  dice  che
  noi, tornando qui martedì con tutti gli emendamenti presentati, con
  la  voglia  che c'è di dibattere, di dialogare, di confrontarsi  su
  questo tema, se non facciamo prevalere il buon senso e, quindi, non
  mettiamo  da  parte  le  scaramucce che  possono  essere  motivate,
  supportate  da  motivi  diversi dal buon senso,  magari  di  natura
  politica  o  come  vogliamo  noi, è chiaro  che  non  renderemo  un
  servizio alla Sicilia né a questo Parlamento, perché non daremo  un
  bello  spettacolo  all'esterno, anzi daremo  ancora  una  volta  un
  pessimo spettacolo.
   Rivolgo un appello anche all'Assessore affinché il Governo accolga
  questo principio, perché c'è anche un problema di riconoscimento di
  un ruolo, il riconoscimento che esiste un Parlamento che vuole dire
  la  sua  e  lo ha dimostrato attraverso la proposizione di seicento
  emendamenti,  che poi sono scesi  a quattrocento ma che,  comunque,
  possono comportare un dibattito estremo anche nelle posizioni.
   Il   buon  senso,  cosa  vorrebbe?  Vorrebbe  che,  tenuto   conto
  dell'esperienza   che  abbiamo,  tenuto  conto  che   siamo   tutti
  consapevoli  che  martedì  tornando in quest'Aula  ed  iniziando  a
  votare  non  sappiamo  che cosa daremo alla Sicilia  concretamente,
  quale  norma  uscirà fuori, cosa potrebbe accadere e,  sicuramente,
  tornando  qui  a  votare, saremo costretti martedì  a  tornare   in
  commissione  perché dalle cose che si sono registrate,  dalle  cose
  che  si sono dette, dalla natura degli emendamenti, dalle posizioni
  trasversali  che ci sono all'interno degli schieramenti,  è  chiaro
  che si tornerebbe per forza in commissione.
   Assumiamo un atto di responsabilità, facciamo prevalere, anche  in
  questa  occasione, il senso di responsabilità, riportiamo la  legge
  in commissione  Io apprezzerei molto positivamente se fosse proprio
  il Governo, che ancora non ha parlato, a chiedere questo.
   Propongo, signor Presidente, di sospendere questo dibattito  e  la
  invito   a  convocare  una  riunione  dei  Presidenti  dei   Gruppi
  Parlamentari  per  verificare se, al di là delle posizioni  che  si
  sono  qui  assunte e manifestate, con il dibattito che si è  svolto
  nel  frattempo,  siano  maturate nuove posizioni  e  se  si  riesca
  insieme  a  trovare una soluzione per un rinvio in commissione  che
  sia molto breve, un rinvio da calendarizzare in maniera precisa,  e
  per   trovare,  assieme  al  Governo,  delle  soluzioni  in   tempi
  brevissimi per poi tornare in Aula, nella stessa settimana, con  un
  disegno  di legge ben razionalizzato, ben sintetizzato,  che  tenga
  conto di tutte le istanze poste in questo Parlamento.

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, forse  il  Governo
  avrebbe fatto meglio ad intervenire prima per darci un quadro delle
  sue intenzioni, anche perché, non avendo preso la parola

   PRESIDENTE.  Onorevole Maira, è prassi che il Governo  parli  alla
  fine  di  tutti  gli  interventi e  credo  che  le  discussioni  in
  Parlamento non siano mai tempo perso.

   MAIRA   forse sarebbe stato utile, anche fuori prassi, un  momento
  di chiarezza e non sarebbe stata la prima volta.
   Signor  Presidente, lei ci richiama ad un intervento breve  perché
  parliamo per dichiarazione di voto sulla richiesta di rinvio, ma le
  cose  che  sono  state  dette  nei vari  interventi  obiettivamente
  meritano qualche secondo in più di attenzione.
   Io  anticipo che il Gruppo parlamentare UDC è contro la  richiesta
  di rinvio e spiegherò perché.
   L'esito finale di questa richiesta, se rinviare o meno a martedì i
  lavori  d'Aula, mi lascia, alla fine, indifferente perché  se  devo
  portare a casa un risultato politico, non io ma l'opinione pubblica
  di  questa  nostra Sicilia, il risultato è già nella  richiesta  di
  rinvio.  Poi  possiamo rinviare, possiamo continuare. Perché  è  la
  prova  che  la gioiosa macchina da guerra dei riformisti di  questa
  nuova  maggioranza, al primo scoglio, si scioglie. Non ci  sono  le
  condizioni  per  andare  avanti  e,  a  questo  proposito,   vorrei
  rispondere  brevemente  e  poi approfondirò  quando  parleremo  del
  merito della legge e degli emendamenti.
   A  quei colleghi che ieri sera, con un comunicato stampa, mi hanno
  rimproverato  chiedendomi  di  spiegare  perché  sono  contro   gli
  interventi  sui  manufatti industriali, credo  che  questa  domanda
  dovrebbero rivolgerla ai loro amici di maggioranza, visto che, come
  ci  ha  detto poco fa l'onorevole Incardona, non sono d'accordo  su
  niente,  neanche su questo, perché non se lo chiedono tra  di  loro
  perché alcuni sono a favore ed altri sono contro?
   Il  mio  è  il  ruolo  di  opposizione e la mia  è  un'opposizione
  costruttiva  e seria, quella che ha fatto l'UDC perché  deve  darne
  atto,   chi  ha buona coscienza in questo Parlamento, che  l'UDC  è
  stato  il  primo  gruppo, oltre dieci giorni fa, a  comunicare  che
  avrebbe ritirato tutti gli emendamenti del disegno di legge che non
  riguardavano strettamente il senso della legge e cioè l'abitazione.
  Avrebbe  ritirato, come abbiamo annunciato e come abbiamo  fatto  e
  siamo pronti a fare ulteriormente, a ritirare tutti gli emendamenti
  che  andavano  fuori da questo disegno di legge e,  allora,  è  fin
  troppo  chiaro  il perché noi continuiamo a dire che dobbiamo  fare
  una  legge, sul piano casa, seria, limitata e nell'ambito di quello
  che è la lettera e lo spirito della legge.
   Se  è così, non vedo perché, di fronte ad una Presidenza di questa
  Assemblea che, con un lavoro molto faticoso, insieme agli Uffici, è
  pronta  a  dar conto dei quattrocento e più emendamenti  e  quindi,
  siamo  pronti  ad  andare avanti. Perché non si va avanti?  Ognuno,
  difendendo le proprie ragioni e posizioni, attraverso la bocciatura
  e  l'accoglimento degli emendamenti o dei subemendamenti, ognuno di
  noi  potrà avere la possibilità di dire a quest'Aula cosa pensa  su
  questo disegno di legge.
   Sono  queste  le motivazioni per cui, a nome del gruppo  dell'UDC,
  dichiaro di essere contrario alla richiesta di rinvio.

   GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GENTILE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, il Governo ha tenuto una  posizione
  lineare in questa vicenda del Piano casa.
   E' stato esitato un disegno di legge dalla Commissione che è stato
  votato  da  tutti  i parlamentari; vorrei ricordare,  infatti,  che
  l'articolato  del  disegno  di  legge  è  stato  votato  anche  dal
  presidente Mancuso.

   CRACOLICI. C'era un altro assessore

   GENTILE,  assessore per le infrastrutture e la mobilità. C'era  un
  altro assessore lealista.
   Ebbene, personalmente, non ho fatto altro che sposare quel disegno
  di  legge, ho fatto le mie dichiarazioni in Commissione ed ho detto
  che   avrei  presentato  soltanto  degli  emendamenti  tecnici  per
  migliorare alcune situazioni presenti nel disegno di legge, come le
  date e qualche altra cosa.
   Ripeto,  questo è un disegno di legge che deve trattare tutto  ciò
  che  è  inerente alla casa. Se poi ci sono emendamenti che vanno  a
  stravolgere il piano urbanistico, ritengo sia meglio presentare  un
  ordine  del giorno ed impegnare il Governo a fare un altro  disegno
  di legge che parlerà solo di urbanistica, cosicché sarà l'assessore
  all'urbanistica, competente per materia, l'onorevole  Di  Mauro,  e
  non l'assessore alle infrastrutture ad occuparsene.
   Su questa posizione il Governo è stato lineare.

                          (Subbuglio in Aula)

   Siamo favorevoli al rinvio a martedì se tale rinvio servirà ad  un
  approfondimento  ed  a  mettere  d'accordo  i  gruppi  parlamentari
  affinché vengano ritirati tutti gli emendamenti presentati.

   SCILLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la discussione è chiusa.  Non  do
  più la facoltà di intervenire ad alcun deputato.
   Questa  legislatura, fino a questo momento, si sta caratterizzando
  per una buona capacità di produzione legislativa. Abbiamo approvato
  tante  leggi, abbiamo approvato tante buone leggi, alcune anche  di
  caratura  epocale.  La maggior parte di queste  leggi  è  stata  di
  iniziativa  parlamentare  per cui, da questo  punto  di  vista,  il
  giudizio  che  mi sento di dare sull'attività del Parlamento  è  un
  giudizio assolutamente positivo.
   Devo  ricordare  che,  a  volte, le accelerazioni  prodotte  dalle
  Commissioni,  purtroppo, hanno portato l'Aula  a  ritenere  che  il
  rinvio in Commissione di alcune norme fosse il passaggio più  utile
  al buon esito di quella data legge.
   Questa  del Piano casa è una legge che ha avuto già questo  esito.
  Purtroppo,  temo che anche la legge sulla riforma  degli  ATO  avrà
  questo tipo di percorso perché non credo, pur apprezzando la  buona
  volontà  del presidente Mancuso, che approvare una legge di riforma
  come   quella,   in  dieci  minuti,  sia  un  fatto   politicamente
  sostenibile.
   Il  lavoro delle Commissioni non deve essere né troppo veloce,  né
  troppo lento. Su alcune leggi è giusto, e per questo mi sono sempre
  battuto, che il lavoro delle Commissioni sia approfondito.
   Ho  sempre  tentato  di  impostare questo  Parlamento  secondo  il
  modello   catalano,   cioè  le  Commissioni  di   merito   lavorano
  approfondendo  le questioni, l'Aula sostanzialmente  fa  quasi  una
  mera ratifica.
   E'  ovvio  che  così, in maniera pedissequa,  non  può  essere  ma
  certamente  questa  impostazione  sarebbe  auspicabile  per  questo
  Parlamento.
   Non  vorrei  enfatizzare  alcuna  posizione  politica,  né  voglio
  sposare  una tesi, sento semplicemente l'esigenza, come  Presidente
  di questo Parlamento, di approvare una buona legge.
   Questo  disegno  di legge se affrontato in maniera superficiale  o
  veloce  rischia di fare dei danni al territorio che saranno eterni.
  Personalmente,  non credo che questa Terra si possa  permettere  di
  subire altre ferite.
   Credo,  pertanto,  che  sia opportuno acquisire  la  disponibilità
  anche  da parte del Governo, di un rinvio del disegno di legge  non
  in  Commissione  ma un rinvio temporale a martedì  prossimo,  nella
  speranza   che  questo  periodo,  da  oggi  a  martedì,  serva   ad
  approfondire,  a  smussare  gli  angoli,  a  fare  ritirare   molti
  emendamenti  per  tornare in Aula con un  testo  il  più  possibile
  condiviso. Non ci potrà essere l'unanimità, ma certamente ci  potrà
  essere un testo il più possibile condiviso.
   Non  porrò  in votazione, quindi, alcuna proposta ed acquisirò  la
  decisione autonomamente anche perché il Regolamento me lo  consente
  e, quindi, rinvierò la seduta a martedì prossimo.
   Invito,  nel  contempo, il Governo e la Commissione ad  utilizzare
  realmente  questi giorni per approfondire il testo  perché  martedì
  non  vorrei trovarmi nelle stesse condizioni di oggi e,  quindi,  a
  ricominciare un dibattito.
   Martedì  la  seduta sarà preceduta dalla Conferenza di  Presidenti
  dei Gruppi parlamentari.
   Nella  stessa  giornata si tornerà in Aula e i Gruppi parlamentari
  si  confronteranno  sul disegno di legge che in  questo  momento  è
  all'esame  dell'Aula, quindi, sul testo con i relativi  emendamenti
  che  adesso  è stato distribuito a tutti i deputati nella  speranza
  che  gli emendamenti, che inizialmente erano seicento ed oggi  sono
  quattrocento, possano diventare trenta, possibilmente condivisi.
   Detto questo, martedì procederò con i lavori.
   Onorevoli  colleghi,  la  Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari è convocata martedì 23 febbraio 2010, alle ore16,00.

   La  seduta è rinviata a martedì, 23 febbraio 2010, alle ore 17.00,
  con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio


      I  -Comunicazioni.

  II  - Discussione del disegno di legge:
      «Norme   per   il   sostegno  dell'attività   edilizia   e   la
    riqualificazione  del patrimonio edilizio.» (numeri  459-386-209-
    394-404/A) (Seguito)

      Relatore: onorevole Caronia.

                   La seduta è tolta alle ore 18.07.

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      dott.ssa Iolanda Caroselli